RIVISTA MILITARE . ITALIANA
RACCOLTA 'MENSILE DI SCIENZA, ARTE E STORIA MILITAR.I
:Serie III. -
.Anno XXVIII
Tomo III.
ROMA, 1883 'VOGHERA CARLO, Tf POGRAFO-EDITORE Via Nazional e.
IMPORTANZA DELLA GEOLOGIA NBLLO
STUDIO MILITARE DEL TERRENO Ill.
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Sguardo alla orografia -ed ai caratteri topografici militari dell 'Italia centrale. Proprietà letteraria.
1. -
Generalità.
§ 11. f're1nesse - limiti del terl'eno desc1'itto . - A complemento delle nozioni sui rapporti fra la costituzione geologica ed i caratteri topografìci militari del terreno , e acl avYalorare lo ragioni addotte nelle parli precedenli di questo lavoro circa alla utilità di diffondere la conoscenza di questi rapporti, diamo qui un breve saggio della appl icazione cli questo metodo di studio ad una sezione della llalia centrale. Le lacune ancora esistenti negli studi geologici di varie parli di Ilalia, in ispecie per ciò che si riferisce al coordinamento dogli studi stessi, la scarsità del tempo e dei mezzi da noi potuti impi egare nel percorrere ed esamin are la vasla estensione di paese che imprendiamo a descrivere, non possono non avere esercitato una qualche sfavorevole influenza sulla esattezza e sulla quantità delle cose qni esposte. . Ciò malgrado parve che questo saggio potesse per ora bastare allo· scopo proposto, nella speranza che ai difetti in esso lamentat(~occorrano in avvenire e la maggior copia degl i elementi scientifìci e la maggior competenza dei futul"i descri Llori nel nostro paese. .
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IMPORTANZA DELLA GEOLOGIA NE LLO STUDIO mUTARE DEL TEHHE1'0
. Se~?re in .vista delJ~ scopo speciale, si è creduto opportuno dii tiala::,ciare allatto, o di toccare appena, di alcuni elementi e dati che, .come l'andamento dei fiumi e delle strade, possono essere ri~ l~v1H1 dalle carte, o come gli abi tanti, la circoscrizioneamministra-tiva, ecc._ possono dedutsi da altri libri e dalle statistiche. La sezione d'_Italia che qui si descri ve, è que!J a compresa fra le· opposte correnti dell'Arno e del Foglin, dellrt ]\farla e del Tronto s11pposte qu~ste ultime saldate fra !uro da una lin ea che per Yi: terbo_ e M~gl1ano vada ad avvolgere a Sud le conche di Rieti e di Terni ed d gruppo dei M.ti Sibillini. . § 2. 1lfetodo segwito nell'esame del ter,reno. - Se si consider~no soltanto i_ g1:andi elementi geog1:al1ci, questa sezione d'Italia c1 appare costituita da quauro pian i, tre dei quali inclinati dùl ~ass~ Amo, dal Tirre_no, ~al_l' Adriatico si r ialzano verso un qdarto cent1~le, o~cu~at.o da, bacm1 della Chiana e del Tevere coi suoi af1Iuent1.' Chiasc10, Nera, Velino e .Paglia. Questa sua costituzione vale già a dare ~na prima idea dei rapporti che la sezione nel suo complesso . . . e. le fsmgole sue parti presentano rispeltivamente COJ· V.I·-· cmi t~rnton e ra loro . A stab ilire l'entitit, l'efficacia ed il modo di questi rapporti è specialmente rivolto lo studio della interna strult~ra e degli altri caratteri. topografico-militari che qui intraprendiamo . Chi ~alla o~~ortun iLò. della suddivis ione sopra accennata, perversa~~1 e ba~rn,, volesse prendere appiglio ad ordinare l'ulterfo:redescr1_z101~e dt quest_a parte d'Italia sulla base della sua idrografia,. non n~scirebbe facilmente a dare una idea adeguata del suo con~est_o, delle sue forme, dei suoi caratteri; imperocchè dellanaturalc: rn~tp~ndenza fra_le linee_orograGche e le idrograficbesi hanno qui c~Han _e _freque~ti ~se~p1_ discordanze e nei contrasti fra la d1~pos~z1~ne ~lei_prrnc1pah nl1ev1 e quelia delle talvolta umili. linee dei pnnc1pah d1spluvii, fra l'andamento delle catene e la direzione delle linee d'impluvio . Base più sicura per questo studio sarà per noi la conoscenza del· contest? or~grafico di questa parte del nostro paese. Per avernauna chiara idea ci è d'uopo ricorrere aH'esame delle sue ori..,ini ,,, 0 .,.
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( (l) Ved i lo schizzo annesso.
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delle fasi principali della sua storia geologica. Trarremo poi dallo studio della natura e struttura delle varie parti del suo lo le nozioni della sua praticabilità, nel senso più largo della parola, in rappol'Lo alle operazioni militari, scopo ultimo delle nostre ricerche. § 3. Ipotesi sulla formazione di questapartedell'Ttaliace1itrale \ e sidle siie fasi principaii. - Vari e sono le opinioni dei geologi ! sull'epoca in cui l'Italia nostra emerse primieramente dalle acque / in cui st era formata, e sul moclo con cui venne successivamente pr~ndendo laformaattuale. Era opin ionegeneralmenteaccellata per lo passato che la prima conGgurazione dell'ltaliafossequella di una serie di sc;ogli e di isole disposte all'incirea sulle linee tracciate ora dal crinale apenninico e dalle montagne che più o meno da vicino seguono la costa tirrena, e che persuccessivi innalzamenti del suolo a poco a poco emergessero i terreni interposti a quelle isole, così cla rimanerne alrasciutto integralmente le dette catene, poi gli interposti avvallamenti e pianure in un cogli estern i versanti e le attuali spiaggie tirrena ed adriatica. In seguilo però lo stud io accurnto dell'architettura delle singole catene montane, della natura e disposizione clelle loro roccie dimostrarono che il modo con cui venne· formandosi l'Italia non fu cosi se;nplice. A.d onta dei progressi della sciema, i geologi sono tuttavia lontani cla affermazioni positive circa alle vicende attraversate dal nostro paese nella sua costituzione geografica, e circa alle epoche gP-ologicbe a cui le varie fasi di questa formazione dovettero corrispondere. Essi però accertano, che vi furono alternanze di abbassamenti e cli emersion i più o meno esLe$e, che successivamente modificarono in vario senso le terre prima emerse . Di modo che fa rebbe vana fàtica chi, fondandosi sulla attuale distribuzione delle varie formazioni, tentasse di ricostruire col pens iero l'Italia quale dovette essere nelle varie epoche geologiche anteriori . Irnperocchè per la alternanza ora ben constatata degli avvenuti abbassamenti e sollevamenti, si può ben supporre che quando il mare occupava parte delle terre attuali, altre terre occupassero parte almeno del· l'area clegli attuali mari; ma nou riesce possib ile restituire colla immaginazione alle une ed agli altri i confini allora da essi abbrac· ciati. Nè. ciò avrebbe utilità grande, specialmente per chi dalla
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NELLO STUDIO MILITARE DEL TERRENO
IMPOHTAKZA DELLA GEOLOGIA
stori~ genetica_del suol o in tende solo ricavare dei criteri, · per megho abbracciare nel loro complesso quelle forme e quelle altre condizioni costituti ve, che hanno diretta influenza sugli esterni caratteri di esso. Fra i fotti che orm; i sembrano ammess i da lla plural ità dei geologi, è il modo di formaz ione deil'Halia. Questa sarebbe dovuta al j co1Tngamento dell a porzione di crosta terrestl'e corrispondente, ; avvenuto dopo l'epoca eoceni ca e causato, secondo alcuni, dallo; inabissarsi d'altre terre (Tirrene), che premendo lateralmente ~ont'.·o la porzione di crosta adiacente, avrebbero sospinto questa Juon dalle acque. A!Lri , pur ammettendo la direzione e il modo ~,~~p!icazione della forza sospingente, al larga l'ipotesi, r ilegando J or1gme del sollevamen to ad una causa più generale; alla con Lrai io~e, cioè, della crosta terrestre, che in Eurlipa in quell'epoca geo logica, avrebbe cominciato a manifestarsi con direzione da sud verso nord, pr,,ducendo un movimento di parti più o meno profonde della crosta, origi nariamente in quella direzione, ma che urtando negli ostacoli di preesistenti masse già consolidate e indurite, avrebbe deviato secondo le risultanti. A questo corr ugamento posteocenico, perfezionatosi nel miocene inferiore, avrebbero tenuto dietro uno smem brarnenLo delle ruahe n~l pli ocene superiore, un sollevamento assai disuguale dop~ il pliocene, una sommersione quas i generale, meno che in alcun i pun ti del Tirreno a spiaggie quaternarie sollevate. Sia che si accelli la. ipotesi più ristrella, sia che si abb racci la generale, che rilega ad una sola caus~i la formazione non solo delle Alpi e dell' Apennino, ma di tutti i principali sistemi montuosi" del mondo, logica ne consegue hi s1; egazione delle fo rme generali cl.ella s~ruttnra orogra(ì_ca ~ell'!talia nostra, ed essenzialmente della sezione centrnle, di cui qm specialmente ci occupiamo. f In fatti, da questo modo di formazione per spinta laterale, der ivò_ non so lo l~i_ forma allungata e '.a ~ispos_izione dei rilievi itali ci, ( peninsulare ed msulare, fiancheggia ti dagli avvallamenti del Tirreno e dell'Adriatico, ma la stessa conformazione interna di questi \ ri!ievi_, coslitui ti da una serie di pieghe od ondulazion i frn loro di- ; stmte nella direzione del rilievo italico, che perciò chiameremo cl'i. rezione italica. Questa e non altra sem bra l'origine delle attuari
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~atene, che solcano ·ora brevi, ora assai estese, ora con modeste -0ra con eccelse giogaie, il suolo · d'Ilalia. Di questa origine si può leggere l'impronta nel loro andamento, nelle loro fo rme, quantunque parti antecedentemente emerse con altra direz ione, i snc-cessivi catacl ismi, e la costante lima degli agenti esterni, abbiano notevolmente concorso a modificarne l'a.spetto,'influendovi fin dalla formaz ione primitiva, durante e dopo lo sviluppo di questa . l<'ra gli effetti da ascril'ersi ai fatt i geo logici di epoca incerta, e fo rse in parte preesistenti al manifestarsi della forza laterale con , (lirez ione N. E., devesi classificare la esistenza di rigon fiamen ti e / aenerali o di parzi ali catene o valli di sol levamento, dispoPieahe <> o ' sti in direzion@ lrasversale, approssimativamente perpendicolare .ill'Italica. Il genera le Alberto Lamarmora, nella sua geol ogia della Sardegna, riconosce le direzioni N. O. e N. E. come grandemente predominanti nei ri lievi di quell'isola, il che è a conferma delle nostre osservazioni sull'I talia centrale. Mancano gli elementi per chiarire a qua.li delle canse or~1del.Le debba.si ascrivere l'uno o l'altro di tal i singoli fatt i, e se e.ssi ttbbiano pr-eceduto o seguito quelli che determinarono il sollevamento principa le della penisola. Ma arfinchè -ad onta della manctwza di tali elementi meno diflìcile riesca il tener dietro ctlle fasi più 1·ecenii della formazione del nostro suolo , duranlc le quali si compierono quei fenomen i che vi stamparono le ulti me impronte cata.Lteristiche, occorre per lo scopo nostro militare il prendere le mosse dal rilevare approssimativamente i contorni del mare pliocenico. Ciò anche perchè la fo rmazione pliocenica, segnando un dista.eco :abbastania spiccato nella forma e costituzione dei rilievi, nella natura e nel carattere delle roccie, ci renderà più agevole farci una prima ed assai utile idea della forma e distribuzione delle regioni di ostacolo, o di varia praticab ilità. Da quanto ci è dato desumere dalla carla geologica, all'epoca, pliocenica, cioè in quella che precedette-la'comparsa. dell'uomo, il mare Tirreno si addentrava fino nella valle cli Chiana che tuUa occupava, circoscrivendo a ponente di es.sa un vasto arcipelago, compreso fra gli attuali sbocchi di Tevere ed Arno. L'Adriatico bagnava ancora circa meLà dell'attuale versante apenninico, la cui spiaggia conevalungo !a linea A.scoli-Macerata-Salu-
riELLO STUDIO MILITAUE DEL TERRENO
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n!POUTANZA DGLLA C:EOLOG JA
deccio e dalle sue acque emergevano le isole clel Gargano e· del M. Conero e fo l'se anco ra altre iso le ed altre catene. Così clal mare pliocenico sorgeYano, in parte giit elevale, in parlo appena abbozzate le catene dei monti che attualmenLe occupano la maggiM" parte del suolo déll'Italia centrale. Fra esse, queila che costil uisce il displuvio an ti apenn inico fra ì }fonti del Ch ianti e quelli di Cetona, era, ad eccezione di qttesLi due capisaldi, ancora sommersa, sebbene già formala, o appari va appena tracciata da una linea di scogli a fior d'acqua. Posteriori movirne11Li del suolo fecero poi alternativamente ccl irre(ro larmento emero-ere ed imcner~erc la massa delle terre italiche () .::, u nelle acque del mare, il quale al fine fu respinto a poco a poco negli attuali con fi ni; le valli dell a Chiana, dell'alto Tevere, Umbra, Ter1 nana e Reatina rimasero bacini lacustri, fi11chè altre commozioni del suolo non aprirono a q1ielle acque, come vedremo più tardi, uno sbocco al mare. A questi ultimi fotti, che sono contemporanei di quelle rariazioni. climatologiche che produssero i fenomeni diluviali e .glaciali dell'epoca. qt1alernaria, si associarono le grandi eruzioni vul caniche, che diedero una impronta speciale a.d una pal'te dell'antipennino. Già nelle antecedenti epoche geologiche le pressioni in vario senso sopportate dal suolo avevano prodollo delle solllzioni di con.Linuiti:t, attraverso alle quali 3i manifestarono i fenomen i sewndarii. della aLLività in terna del globo. Queste manifestazioni però raggiunsero il loro massimo sv iluppo colla formazione di veri v~lcani soltanlo alla fine dell'epoca terziaria, e nell'epoca quaternal'la nel periodo corri spondeo te a quello glaciale, e si locai izzaron o Iungo il sistema cli fratture della regione anLiapenninica, che dovettero formarsi per consenso nella piega fra le due principali ondulazioni o catene Apenn inica e Tirrena. Secondo qualche geologo ciascuna delle principali bocche vulcaniche sarebbe stata determinata dall'incontro della frattura longitudinale ora delta, con altra dOVùla a dislocamenti acl essa trasversali. Comunque sia, per quelle bocche eruppero materiali cli varia specie, cli cui alcuni formarono monli e cuspidi isolate solidificau-
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dosi, altri, più o meno incoerenti, si adagiarono attorno ai centri eruttivi, colmando tutto all'ingiro le ineguaglianze do\ suolo. Ristabil itosi per tale sfogo l'equilibrio, successe un periodo (at-J tuale} di tranquillità, nel quale lo acque, dapprima invadenLi, , poco a poco sistemarono i loro letli, formarono le spiaggie, colmarono le paludi, trasformandole in ferLil i pianure. Allora l'uomo testimone, come pare, degli ultim i cataclismi, potè Gnalmente scendere dai monti, ed inaugurare col lavoro dei campi e colla vita in comune i prim i pass i ver~o la ,:ivillà. . . Uno dei falli più notevoli risultanti dal processo cli formazion e qui abbozzato a grandi tratti , e di cu i spetta al geologo indaga.re lo cause non ancora ben noto, è il contrasto fra il contesto orografrco e o-eolo•,.ico delle parli orientale cd occidentale di questa seziono della p~nisola; parli che chiameremo col )larmocchi e con altri : r eo-ione dell'Apennino e regione clell'Ant1:pennino. Nella parle orientale, o regione apenninica, infaui si nota una re•10Iare successivit~t nel processo di formazione, che si attesta nella re:olarità dello linee principali. Jmperocchè dal litorale adriatico linea tracciata dal lllngo canale Arno-Chiana- Tevere, da Pontassieve a Borghetto, il suo lo s'innalza e si avralla con misurala al ternanza ad onde più o meno conti nue, più o meno spiccate; llHL che conservano un assieme regolare, sia nella forma loro, sia nell a disposizione delle roccie. Di queste le più antiche sporgono gene~ · ralmenle (a bollon iera) dalle vo lte delle ondulazioni; le più recen~t ne formano gli avvallamen Li e ne rivestono i fianchi . Nella regione occiclenl~le, o a?tia~enni'.1ic~, invece, s.eb~en~ abbastanza appari3cente sia la d1rezt0ne italica delle pri~c1pa~1 masse mo ntane, pure più caotico vi appare l' in treccio e hi d1spos1~ 1 sizione dei singoli gruppi costituenti quelle masse. Imperocchè-, J come r,.ilt si accennò allrove, qui si vedono mon ti relativamente antichi s;orgenti immediatamente dal mare, o dai deposi~i dell'~_roca. quaternaria, ed affiancali ad essi altri monti di form az10ne p1~ recente molte volte soYra5tanti a qnei primi, o, frammezzo, alln ancora. :1i origine vulcanica, e cusp_icl_i di roccie emersori~: infi'.le cr~:~ re.z·ioni di sollevamento che s1 mtersccano, e lasciano mcer t, sull'asse cli sollevamento di talune ondulazioni. In complesso nella regione apenninica zone di praticabilità cli- -
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n!POflTANZA DEUA GEOLOGIA
versa serialmente disposte in senso parallelo alle catene; nella regione antipenninica, un intreccio cli plaghe praticabili, in contatt.o jmmedialo con zone di difficile transitab ili tà. Completa questo contrasto il confronto fra la costa adriatica , generalmente a spiaggia bassa e sabbiosa, a rari e piccoli porli, con -quella tirrena, per lo più scoscesa e rocciosa, con più frequenti insenature . Ad onta però delle differenze notate fra la costituzione delle due regioni ed alla intralciata strul.Lnra di quel]a occidentale, se si pre. scinde dalle distinzioni pnramente scientifìche, e si raggruppano 'Ì vari.elenien,ti geologic·i ed orog1·afìci secondo alcuni pochi caratteri principali con scopo più direttamente applicati-va, non riesce dif'fìcile fars i della orograua cli qaestà sezione d'I talia un concetto ab.bastanza semp lice e comprens ivo.
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Esame della costituzione orog·rafica. (Il
§ ~-. Sgiwrdo ai principali elenienti costitiu,nti il sistema oro-
grci fico . - Fatta astrazione dai particolari , il sistema orografico di questa sezione della penisola, appare costituiLo da ondulazioni parallele al mare ed alla cresta apenninica. Di queste talune sono principaii, altre secondarie, e quasi dipendenza di quelle. La più spiccata e più importante fra tutte è la catena apenninica, la quale, anzichè da una sempl ice giogaia, deve considerarsi costituita da una serie di ondulazioni parall ele alla dorsale principale, che la accompagnano sui due versanti, in tutto od in pari.e del suo sviluppo.
NELLO STU DIO MILITARE DEL TERRENO
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La dorsale sLessa non è tutta cqstituita da una sola ondulazione, ma da tratti appartenenti a dne ondulazion i riunite da breve tr~aLLo trasversale al colle della Sd1~gia, e che differiscono per età ecostituzione geologica, come vedremo più tardi. La più occidentale, alla quale appartiene il tratlo del displuvio a: nord-ovest del coll e suddetto, avrebbe il suo prol ungamento verso . sud nei monti di Gubbio; la più orientale che forma il tratto a sudest di detto colle, ha il suo prolungamento verso nord nella catena M. Catria-M. Nerone e consta di parecchie ripiegature parallele, più o meno ravvicinate. Qnest.a giogaia è precednta verso est da una anticatena, che culmina nel monte S. Vicino, fra Esino e Potenza, e deprimendosi a Pergola, si spinge fino al monte Pietralata sul Metauro ed oltr.e. Essa si riannoda a sud alla catena precedente nell'aspro massiccio dei M. Sibillini. AncÒra più ad est sorgono altre ondulaz ioni parzi ali più basse, fra le quali degne di nota sono quelle che si accentuano nella.schiena allungata della Cesana e nei monti Cingolani . Nel versante vdlto a ponente, oltre i monLi di Gubbio, già accennati, notasi una opdulazione, che parLendo dalla catena principale ad est di Città di CasLello, chinde ad ovest il piano di Gubbio, si individua nel massiccio del Snbasio, e prosegue formando corclone sul fianco ori entale de](a pianura di Foligno e Spoleto. Infine havvi una serie di massicci collinosi e montani di varia conformazione e natura, qua costituiti da una sola, là da due o più ondulazioni ravvicinate, che sul prolungamento dell'Alpe di Catenaja e del Pratomagno si J rotendono a sud coi mont i di Arezzo e Cortona, con quelli di Ci ttà della Pieve, di Todi, di Narni, di Spoleto, di Cittàducale e di Rieti.
(I) Per questa par te d'Italia non si hanno finora carte a picl la sca la c he ra ppre·sentino con verità le forme orogra fic ile. Como già si · disse ne lla pal'te I di questo la voro, la ca.-ta al
~ e quella stessa deJl• ; da cui la prim a fu dedotta, q uan 75 00 86 00 tunque lavori pregevolissimi sotto molti aspetti, non offrono, per la mancanza delle curve e la scarsezza delfe q uote, e lement i s ufficien ti per una esa tta sintesi di questa orografia. In m anca nza di ca rte,. si è creduto conveniente advttare uo ripiego, che per verità ha esso pure de i difetti: s i è, c ioè, compilato l'ann esso sellino di mostrativo, c he ind ica co n linee inte rrotte l 'an damento approssim a tivo delle pl'inci pa li ondula. zioni, orograllclle, q uale fu dedotto da lla isp~zione rapida del te .. rcoo e da cenni rac-
colti da v ari Jayor i monografici. Esso, in ma nca nza di meglio può s erv ire pe r la pi ù· facile inte lligenza di quan to ò detto negli articol i 1• e 2° di qu esta parte III. Per t ener die tro alla espos izione dei · cara tteri topografic i descri Ui nel § 7° e segue nti , gi over à assai aver sott'occhio la carta geologica d' [lalia pubblicata dall'ufficio ge ologico •. Sa re bbe stalo mio desiderio sosLiutire qu i all'uso di q uesta carta uo o schizzo indican te la cos tituzione dolle regioni ctescri tte, seco•1do le 4 catego rie i.o cui le r occie venner'l r aggru ppate ne l 3 7° risponclen ti a 3 di versi g,·adi di praticabilità ; ma oltre che maocava n'l n ella ca rta geologica e nello altre pubbli cazioni gli occorrenti dati geognosticì, vi s i opposero anc he a ltre con siderazioni re lat ive al periodico che accordò 1 osp italità a q uesLo scritto.
NELLO ST(; DIO Mlr.t'fARE DEL TEll RENO
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JMrORTA"1ZA DELLA GEOLOGIA
Poco accentuala, ma caralLcrislica, si presen ta la catena displuviale dell'anLiapennino, che sul prolungamento di M. Albano si protende verso sud nei monti del Chianti. ab_bassan~osi nei ~oggi di Trequanda, e nelle colline di Montepulciano, nlerandos1 nel M. Cetona, e che scompare sollo i depositi vulcanici dell'altipiano di Bolsena e di Yico per ricomparire nel )i. Sorat.te. A pochi eh ilomeLri ad ovest cli ques ta catena, e _cosL! Lui La da monti assai diversi fra loro per età, per natura, per alt1tndme cd aspetto, . sorne una dopp ia ondulazione, che comi ncia a distinguersi nei po;gi di Jano e di S. Gemignano, fra Era ed Elsa, ed a~q~ista~do, quantunque poco elevala., compattezza. nel breve mass1~c10 di_ an: til:.a formazione della Montagnola senese, prosegue ne, poggi d1 ~lurlo, ed in quelli di Mon lalcino, per toccare considerevole al.tezza (la massima della regione Tirrena) nel )J. Labbro e nel M. Amiata, d'onde ba proseguimento per l'alLipiano vulcan ico sopra citalo . M. Va!\O e M. Massi (ambedue sulla destra della Cecina). la Cornata di Gerfo lco, il Poggio cli' Montieri, il monte di Sasso forte, co n M. Alto, M. Leone (a N-E di Montepescal i) coi mon ti di Scansano, di Manciano, di Canino, cli M. Romano, accentuano una ondulazion e, o meglio, µiù brani di quelle ondulazioni ravvicinale, delle quali, come si è dello, la çostituzione è varia per elà e per natura delle rocc.ie, il l'ilievo è salLuario, la direzione incerta . Que:;La disposizion e confusa preval e specialmente fra Cecina ed Ombrone, eccello che per il lembo costiero, nel quale, ad onta dell'intrecciarsi delle direzioni di sollevamento, non è dirfìcile riconoscere negli staccati brani delle ondulazioni, i tralli di quella catena tirrena, che conterrebbe, secondo alcuni geologi, i residui di un antico continente ilali,~o . 1 gruppi più spiccati di quesl catena sono i monti cli antica formazione di Campiglia, di GaYorrano, dell'Uccellina, di Capalbio e dell'AtgenLaro ; e quelli , cli formazione più recente, di Livorno, di Piombino, di Casliglion della Pescaja. Le isole dell 'Arcipelago toscano non sono che i culmini od i ru·deri di altre ondulazioni della stessa catena immersi nel mare. A meglio caraLlerizzare i rilievi longitudinal i di cui abb iamo dato
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l'andamento generale, vanù un c~no_@ll o ,!lLitudioi delle vari e parti di questi r iIievi e degli interposti avvallamenti . § 5 . .Rapporti: di altitudine fra gli elementi orogrn.fìci. A partire dati' Adriatico, e fatta astrazione dal 01. Conero (57:zru) e dalle leggere ondulazioni che increspano la parte più bassa del versante, questa si può considerare come un piano leggermente inclinato, con alLil.udine fra i 300m ed i 400"'. La parte superiore del versante slesso e il versante occidentale dcli' Apennino fino alla vall e longitudinale Chiana-Tevere, presenta nelle varie ondulazioni di cui è costituito, allitudini che ,·anno decrescendo dalla principale (CaLria-Sibill ini) alle laterali. Tnfall,i i punti culm inan ti si trovano sulla principale fra 4500 e2423 metri, decrescono fra15001000 e 900-600 metri rispettivamente nelleondulazion i del S. Vicino e dei \1. Cingolani sul versante Adriatico, ed alle medie di 1200, ,1 ,100 e 900 me:.,·i r ispetlivamenle nelle ondulazioni del 1\1. Subasio, del ~l. Mariano, del l\I. Peglia nel versante opposto . Notisi qui che j n genera le le nllitudin i maggiori trovnnsi alle estremità nord e sud delle ondulazioni. nella quale ultima direzione raggiungono la loro altezza mass ima sulla linea ~L Veltore-~I. Termioi llo-)l. S. Pnncrazio (a sud di Narni) . Le valli longitudinali , intercalate alle ondulazion i ora citate, prc,vano col decrescere delle loro aÌLitudini, in rapporto con quelle ·dei monti , l'un itit d'origine del contesto orografi co. L'altitudine del suolo dell'avvallamento Camerino-Matelica-Fabriano-Sassoferralo-Cagli sta fra 500m e 300"' con predominio di quest'ultima quota; quella della sinclinale Spoleto-Peru.gia-CiLlà di Castello sta fra250 111 e 350'°; infine è di 25001 in media il suolo della val di Chiana, e cli 1:rnm quello di val di Tevere al disotto di Orte. Nelle ondulazioni della regione antiapenninica, alla irregolaritil. del contesto corri sponde la irregolarità dell e all.iludin i, di cu i le maggiori si raggruppano nella parte centrale attorno all'Amiala od al gruppo Poggio di Mon tieri-Cornata di Gerfalco, ove rnggiungono rispt;Lli ,,amente i 1737 01 ed i 1059m, si trovano sugli allineamenti trasversali delle massime sporgenze della costa. Lirrena.; e sembrano quindi conseguenza di un medesimo fatto . Considernndo le altitudini di ciascuna.dell e vari e ondulazioni , si trova che la cres ta dell'anLiapennino, tolto il M. Celona (1 l 43m), i monti del Chianti
IMP OHTANZA DEU,A GEOLOCL\.
(893m) ed alcuni cocuzzoli elernntisi a circa 600m, 700'" si mantiene generalmeme depressa fra 4,00 111 e 500'", cioè appeno. di 1150m a 250m superiore al suolo della val di Chiana, ed a quella dell'avvallamenLo inLercedenle fra la della cresta e l'onclulazione susseguente (Montagnola-M. Amiala-M. Cimino). Anche in questa ondulazion e le dette medie non sono superate che nel Cimino ( I 056111), nell'Amiata (173710) e nei monti Labbro (H 8om) e Civitella Vecchio. (H Oom) a quello addossati .. Cosi pure toltone il P. 0 Àlonlieri ( 1050m), la Cornata di Gerfolco (105901 ) ed alcuni altri pochi, i monLi rimanenti che costeggiano piu o meno da vicino e più o meno para llelamente il litorale, stanno fra i Goom ed i 400m, oscillando di poco intorno a questi due Lermini . Le massime depressioni delle ultime due catene si inconLrano alle estremità, cioè a nord della Cecina, dove declinano verso il basso Arno in una regione di coll ine simile alla parLe inferiore del versante Adriatico, e a sud della linea Fiora-Pagl ia; dovo, fatta eccezione delle elevazioni cli roccie vulcaniche sorgenti sugli orli dei crateri di Bolsena e di Vico, poche e di poco sporgenti al di sopra dell'altipiano vulcanico si rnostrnno i dossi delle originarie onclu· (azioni ( 1) . Da questo bteve sguardo dato alle alti tudini ed alla disposiz ionedelle catene ne risulta: ,1° Che la regione dell' Apennino propriamente della consta di una zona cli medie ed elevale montagne presentanti una serie di bani cre fra. il li torale e la li nea di comunicazione principale che 1
(l) Facendo astrazi one dallo vori e ond ulazioni costituent i lo scheletro orografico di questa parto d' Italia, e considerando l'innalzamen to delle terre nella sua form a co mpless,"a, quale risulterebbe da una media delle tangenti cootlo_uo alle ostr~milò delle caten o nel sonso trasve rs ale; s i vede.#he ques rn. form a nor, si allontana d• m olto da quella di una grande onda cho ha il~rtice nella principale crosta apennioica, i piedi al fondo dei mari Adriatico e Tirreno, oltre i quali si risolieva nella Dalmazia e nelle isole di Sardegna e cli Corsica. Le minori ondulazion i inscritto ~ell'onda principale'. sarebbero accidentalità, nè più nò meno di qu ello che lo sono l n un a montagna 1 parziali ripiegamenti e le coo torsioul degli strati. Infatti tanto questi che quelli sor,o I prodotti di identiche cause a scola dive,·sa. Queste cause si compendiano nella i neguale resistenza dolla supe rncie sospiuta, ine,·eotc alla diversità della m ateria, al suo dh•erso grado di solidità e di spessore nelle diverse epoche nelle quali fu soggetta alle forze sollevan ti Queste cau se, pur modificando i particolar, del contesto, non cancellarono pe,·ò l'i mpronto della causa principale solle"atrice della masso, sia questa massa complessa e si chiami Alpi od Apenoino, sia essa modesta e isolata o si chiami Monto Orfano.
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NELLO STUDIO MILITARE DEL TE RRF.i\O
corre al piede del versante interno (cioè fra il so11<Te(tivo e J'o,)(Teuivo vo di un :utacco prnven ienLe dal mare); che fra le ba rriere ed il mare si stende una zona di teneno più adallo all e operazioni militari; al la quale nella regione mon tuosa fanno riscontro le valli e canali longitudinali correnti fra l'una o l'altra ba,-,;iora; 2° Che la regione subappenn ina presenta essa pure una parte montuosa intralciala, d'oslaco)o, che può al digrosso dirsi circoscrit.ta dalla Cecina, dalla Fiora, e élalla strada Poggibonsi-PienzaMontepn lciano-Chi u~i; a nord e nel est questa zona montuosa. ècircoscritla da co lline, a sud è anici nata da un allipiano; vale a dirC'; che si li a una zona centrale d'ostacolo circondala da zone piu pralicabili per le operazioni mil itari . Ma ogni giudizio in proposito sarebbe prematuro; perché l'entiLà degli ostacoli ed il grado di praticabilità logistica delle varie parti del 'terreno, non possono desumersi dall a semplice nozione del la direzione delle grandi linee e dalle alliludini rispelli,e dei principali rilievi del suolo. Le modificazioni apportate dagl i agenti interni ed esterni al plale form e che ne risultarono, le condizioni che rerrstico primitivo, . o gono I rapporli fra il suo lo e le popolazioni occupanti, sono altrettante circostanze indispensabili a prendersi in esame per portare un giudizio fondato sui quesiti proposti. · § (l. CatMe che complica1·ono è moclificarono ·il plastico primitivo, <i lo1·0 inf'luen::a snlla attiiale conformazione del paese. Il profilo 01· ora abbozzato se conferma nelle linee generali la regolare alternanza dei rili evi e delle valli dovuta al predominare della spinta laterale S. O., N. E. , nella formazione della penisola, lascia scorgere, nelle irregolarità dei particolari delle singole ondulazioni e nei rapporti di altitudine delle varie loro parli, l' in tervento di talune cause, clre a varie riprese e in vario senso concorsero come forze modificatrici. · a) La pri ma e /'orse la più antica sembra essere una forza 1 che abbia agito in senso trasversale àlla dire.::ione italica . Non staremo a discuterne le origini, ie epoche ed il modo d'azione; se cioè essa consista principalmente nella resistenza ehe preesisten Ii rili evi aventi direzione N. E.-S. O., abbiano opposto al sollevamento ilalico, o se si debba in gran parte ai P10vimen ti del suolo ~l)
.ANNO XXVJlt VOL. Ili.
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avve1rnt1 111 epoche successive. Qui per spiegare alcuni fatt i orograGci ci basLi il consLatal'e la attendib ilili:l. del l'ipotesi sull'intervento di qnesta forza, . col ricorda.re: come altre catene in Europa abbiano q_uesla direzione, e si incrocino con quelle ·della direzione italica, come appun to riconobbe il Lamarmora per la. Sardegna., e come appare dall'andamen to di · quelle clell'Esterel e dei Mori nel mezzodì dell a Francia. Ciò premesso, citiamo seni'al tro i falli orografici che nell'Italia centrale si rilegherebbero a questa ipotesi. Se cominciamo dall'osservare il versante Adriatico, che, come si disse, è quello più regolarmente costitu ito, si nota che, oltre alla inclinazione generale clal_h1 cresta al mare, esso presenta delle linee cli maggior rilievo nel senso dell'acquapenclenza. Tale fatto si verifica p. es. nel contrafforte rra Esino e Potenza, il quale offre il maggior numern di ondulazioni succedentisi lungo una li nea cli maggiori altezze; vale a dire le ondulazioni dei monti di Ancona, di Cingoli. del S. Vi<;ino, oltre ad una doppia giogaia della catena principale, la quale è poi anche a mancala nel versante occidentale dalla catena che culmina nel monte Subasio. Questa linea, che ha un capo ad Ancon,1 nella massima sporgenza della costa Adrialica, va co l suo proiungàmento verso ovest ad incontrare una delle massime sporgenze della cosla til'!"ena al!' Argentaro ed ali' Isola del Giglio; il che si accorderebbe colla falla ipotesi, che ad essa cor:·isponda un asse di massimo sollevamento trasversa! e. Un altro di questi assi sembra lrovarsi sulla linea: Isola d'ElbaPromontorio di Piomb ino-P. Montieri, a ct,i corrisponde nel versante Adciatico un maggior sollevamento nei monti entro ai quali s'apre la valle del Cancligliano-Metauro. Oltre a qnesti sollevamenti./vt·asversali, che poss iamo chiamare generali, ne incontriamo altri pai:ziali, limitati cioè a brevi tratLi, quali: ,1° Quello dell a Amiata 1 col M. Labbro da una parte, il M. di Rad icofani e que,llo di Cetona dall'altra. (corrispondente all a linea di massimo sollevamento dei depositi pliocenici); Quello delle colline__che incorniciano a nord ed a sud il lago Trasimeno; 0
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3• Quello che culmina coi monti Vettore e Terminillo, e che ,.costituisce un tronco trasversale del displuvio apennin ico; 4° Il monte dell'Ascensione a nord di Ascoli e quell i della Ca.stellana a sucl del Tronto. Nell'accogliere l'opin ione esposta cimt ad un corrugamento od ,a dislocamenti nel senso perpendicolare all a regione italica, devesi riflettere, che l'azione modificatrice delle varie forze sospingenti fu reciproca, e che perciò anche nei rilievi lrasversa.li troviamo solu·zion i di continuità perl'azione esercilal.a da quell i longiLudinali. Così non deve far meraviglia se si trovano lungo le due linee trasversali di massimo sollevamento generali, delle bassure ed av,,allamenli, speci ,d mente verso la parte centra le, i quali dall'erosione -delle acque furono ancora maggiormenle allargati. b) Altra causa intervenuta a modificare le forme e le altezze 1 ,dei primitivi rilievi si fu l'azione deniidatrice clegli cigentiatmos/e~. riC'i e delle acq1M, le quali asporl.Rnclo le roccie superfi ciali, e irrompendo violenti dove i mov imenti sismici loro tracciavano a volla a· Tolla nuove vie, approfondirono le pieghe del suolo, ne allargarono ,j solchi, ne abbaLLerrono le barriere che sovente le tenevano pri 1 ,1ioniere ed accinnulate negl i interni bacini. Ond' è che da una parle <') vediamo le maggiori ond ulazion i Lrasversali affiancare i maggiori e più . marcati solchi, dall'altra vediamo i fi umi attraversare, clivi- · dendole in più brani, le barriere longitudinal i fo rmando anguste forre o valli cli chiusa. Per tali chiuse, aperte parzialmente nel massiccio stesso delle ·ondulazion i che costituiscono la principale giogaia apenninica, ed .attraverso a quelle che intercedono fra essa e la. spi aggia Adriatica, -·defluiscono al mare le acque di tutti i fiumi principali di detto ver,sante e di parecchi loro af!luenti. Nelle ondulaz ion i del versante tirreno sono a menzionarsi le -ch iuse della val ~erina. a Narni, quella del Tevere fra Todi e Baschi, e le strette per le quali, attraverso alle ondulazioni dell'a.n tipennino , si aprono un passaggio le corren ti dell'Ombrone, clell'Or-cia, della ~ferse e del Paglia. In rapporto co i movimenti sismici e co ll'azione demolitrice delle , -correnti avvenner o notevoli trasformazioni idrografiche. Il sollevamento italico avea. dato origine a dei bacin i o valli longitudinali,~ V
NELLO STUDIO MILITARE DEL TEUUENO
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IMl?ORTANz.A DELLA GEOLOGIA
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pìù o meno vasli, ma di forma allungata, che furono dapprima, bracci o seni di mare; poi inalzati, si lrasformarono in laghi e stagni, che perdurarono lungo l'empo, specialmente.nella parte centrale fra l'apenn ino e l'anliapennino . Vuolsi dai geologi che a quei tempi l'alto Arno e l'alto Sieve facessero sistema, e defluissero nel piano di Arezzo e nella val di Ch iana, che formava tutto un lago col medio Arno, da Incisa fino a Ciuà della Pieve, dove allora avea roce il Tevere, provenienle direu.amente da Perugia (! ); e bacini lacustri pare rimanessero pure per qualche tempo le odierne conche di Mateli ca, di Fabriano, di Sassoferrato, di Cagli , di Gubl>io, ecc. Umili avanzi di questi lagbi sono rimasti il lago Trasimeno· e gli s·1agni, più che laghi, di ~lontepulciano e di Chiusi. In seguito ai soll evamenli successivi del suolo, leacquapendenze· si modificarono, si aprirono allri sfoghi alle acque, e i fiumi mutarono di corso . Per la chiusa di Baschi, il Tevere si inalveò nell'aL-Lna le suo letto, abbandonando lafoce di Città della Pieve; per quella di Nam i, essendosi a quanto pare abbassato il piano di Terni so tto, a quello di Todi, la Nera clenuì per 0 1t e, abbandonando lo sbocco ver:;o Magliano, ed il Yelino volse a Nord, precipitando dal gradino · delle .Marmore e divenne allluent.e clell,i Nera (1). Per le aperture· l)ralicatesi nell e barriere montane alla G·o1Ìfolina ed a Pontassieve, si scaricarono da qllella parle !e acque dei bacini lacustri del Sieve, dell'alto e del medio Arno. Rimasero ancora molto tempo incerte le acquapendenze delle· 1 valli di Ch iascio e di Chiana; per sistemare la cui idrografia, l'arte' e la scienza dovettero venire in aiuto all a natura . Come già più volie si è notato, mentre questa lunga serie di fai Li geologici fo.vol'Ì nel versante Adriatico il regolare inaJ-veamenlo delle· acque nel senso dell'acqua.pendenza generale, senza turbare nel suoassieme la conformazione de.I versante, nè alterare la piatta e quasi, 1
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(l) Chi avesse òesirl erio cli maggiorm·e nte orndirsi su queste trasform azioni idrogra-. 1ìcho, veda le in teressanti memorie pubblicate dal capitano Verri sulla geologia di di questi territori , e segnatamente: l ' q uella da l tito lo: Sulla c,·onologia dei vulcan i tir'reni e sulla idf'og1·afia dr val di Chiana anterio,·mente ai P<Wiorlo 1)lioce11,oo; 2• q uella ins~ri ta nel Bollettino del f\ . Comitato geologico , anno 1880, dal ti tolo Le 1,a lU antiche e moderne dell' Umb,·ia; · 3o q nella inseri ta nel llollettino 1882 d ella Socie là ge ogra fica it.a liana da l ti to!e, rras(orma.:ioni ùfrog,·aficM nel tenuorio cli /lieti e Tc1·r1i.
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•rettilinea. configuraz ione della costa, lasciarono invece nel versante ,dell'antipennino la impronta di maggiori sconvolgimenti, che si rivela anche nel meno diretto deflusso dei fiumi e ne11a anfraLluosilà della costa, che pres_enta una. alternanza di sporgenze cd insenature, ·precedute da iso le e da scogli. In queste insenature le acque degli ,intern i bacini, delluenclo dopo gl i ultimi calacl ismi per più diretta via al mare, vi convogliitrono abbotidante copiitcli.materiali terrosi, qua preparando scali ed approdi al piede degli scogli iirncessibili, :altrove colmando i s.eni pescosi e tramutando li in fertili pianure. ·Grande fu po i l'azione delle acque, specialmente nei periodi dilu-viale e alhtvionale, sia per gli efTetti che produsse colla. abrasione -dei più recenti depos iti, sia per le enormi quantità dei materiali da esse trascinati e deposti sugl i estesi territori invasi dalle imrr1an i corren Li. I frequenti e. noi evo li avanzi di terrazzi ,illuvionali, che investono a.varia al tezza. i versanti delle alle valli, o si disegnano .scalati sui fianchi degl i auuali fium i (meschin i r igagnoli rimpetto agli antichi} ci.danno la misura della potenza dell'azione depiolitrice da questi esercitata per lu.nga serie di seco li sui primitivi rilievi . Esempi notevoli di questi terrazzi troviamo specialmente ·nella parte superio re del versante Adriatico e nelle valli dei mng,giori fiumi di quello Tirreno. e) - Infine altra causa modificatrice fu l'attività endogena, .,che, come vedemmo, ebbe il massimo sviluppo al finire dell'epoca ·1 :pliocenicn. e d1mrnte la quaternaria, contemporaneamente a.Ile fasi gbciali e delle grandi correnti. Per non parlare dei .soffion i, ,dell e mofete, dei filoni · metallici e di luLle quell e oltre manifestazioni secondarie che s' incontrano frequentemente anche oggidì, 'faremo un breve cenno delle emersioni serpentinose, . delle ern:zion i tr:i.chitiche e vulcaniche propriamente detle. Le emersioni serpenLinose., avvenute in varie epoch·e an letiori ,alle vulcaniche, hanno origini e natura non ancora ben definite. Per quel che a noi interessa, basti il dire : che esse non presentano," ·nè estensione, nè caratteri topografici così speciali, da doversene fare gran caso per io scopo nostro: AppaionÒ raggruppate spe.cialmente ~i cavallo del suppo$LO asse cli sollevamento trasversale f iPiombino -foce del Metauro; cioè nei monti di Livorno, sulla linea ·
D(PORTA'.,ZA DELC..\ GEOLOGIA
M. di Campiglia-Montagnola-Pieve S. Stefano e su quella Isola: d'Elba-Gavorrano-Rocca Teclerighi-MonLi di :i\Iurlo. Le eruzioni lrachiliche prelusero, sulla fine de.I l'epoca pliocenica, ' alle successive maggiori eruzioni dei vulcani quaternari. Esse coni corsero a modificare l'orografia dell'anliapenn ino, coll' cd ifìcare qua . alcune cuspidi, Jil cuspicue montagne coi pastosi materiali riversali '. ed ncQumulati atlorno ai centri di eruzione. Primeggiano fra essi, la massa dell'Amiala ed il M. Cimino . Venne poi la vo lta dei veri vulcani quaternari, le cui bocche, ora in pa rte tranrnlate in laghi · ( di Bolsena, di Vico, di Bracciano, ecc.) riversarono trachiti, poi ],lave, po i scori_e, s~bbie, f~nghi, ceneri, lapilli in tal~ c~pia, da col~ r mare SU ampia cl1Sle_s~t di yaese le vaste d~pr~ssiOill ;l.el _suolo,. mascherando sotto cli un piano leggermente rnclmato ali ingrro, le- __ , accidentalità della primitiva orografia. ~l'ale è ora la regione cbe si estende fra il Pagli a, il Tevere, la Fiora ed il mare . Siamo così venuti svolgendo a larghi tralli quanto si riferisce alla: genesi del nostro suolo, al la forma prim itiva dei suoi rilievi, alle cause che agirono successivamente a modificqr!a. Per ben comprendere quali abbiano potuLo essere gli effetti prodotti da queste· cause nelle lliverse parti del terr·itorio preso:in esame, è necessario· sapere quali sono i mt1teriali che costiLu;scono queste diverse parti,. in qual misura sono essi soggetti a risentire l'azione delle cause emodifica trici. Perciò, riservandoci di trattare di questi eITe!ti e della loro inOuenza sulla praticabilità del le varie regioni, nella descri-· zione topografica di queste, facciamo ad essa precedere un brevecenno sulle roccie costi tuen Li e sulla loro distribuzione e disposizione, alla superficie del suolo. § 7 . Boccie che cost-ituiscono il suolo cl·i questa regiop,e cl'Italù:r, e loro clistrihuzione. - I materiali di cui è formato il suolo cli questa parte della penisola possono, quanto al modo di formazione suddividersi in: A. Roccie di cle-posi'.to {marino lacustre e fluvia le) ed in: B. Hoccie emersorie od ernttive. Quanto all'età, ecc~tto insignificanti b·rani dell'etit paleozoica, questi materiali appartengono tutti all'età mezoozo ica o secondaria, cenozoica o terziaria, cainozoica o quaternaria, ed all'epoca recente o attuale.
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:NEI. LO STUD10 :S.l!LITA T\E DRL TERT\E:'sO
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Queste distinzioni per altro non ha.uno che un valore molto relativo per chi legge, l'avrebbero e grandissimo, per chi, tenendo sott'occhio la carta geologica, e conoscendo la natura delle roccie appartenenti alle varie formazioni nella medesima indicate, volesse abbracciarne a colpo d'occhio la disposizione e distribuzione nelle diverse parti del territorio. Ma questa interpretazione la faremo noi pel lettore, moclificandola con quei raggmppa1nenti e quella sopp1·essione di particolari, che è permesso dall'indole tntla speciale di questo lavoro, ed è suggeri.Lo dal bisogno cli semplicilà e di chiarezza. A . Roccie cli ·cle11osito - Se si consiclerano le roccie predo1ninanti nella costit·u.zidne delle grancli masse, e si lascfono cla parte qitelle che qu.antimq1te associate permane·ntemente a qnelle prime, non influiscono sensibilmente swi ca.rntte1·i clelle masse stesse, le roccie di deposi to, che già vedemmo occupare la quasi totali \à del teni torio qui descritto, possono classificarsi in tre grandi categorie secondo i caratteri più spiccati, cioè: 1 1° Roccie calcari. 2° Roccie arenacee e marnose più o meno compatte. 3° Argille,. sabbie e ghiaie per lo più sciolte . Eccetto qualche interposizione delle roccie dellct prima con quelle delle altre due categorie, si può in massima osservare: che giusta ·,ripartizione corrisponde anche a qitella già accennata 7Jer età; imperocchè la prima costituisce la massa delle roccie cli formazione mezoozoica o secondaria, la seconda è compresa nelle formazioni eoèenica e miocenica dell'epoca terziaria, la terza costituisce, quasi da so la la formazione pliocenica e le successive. 11° Le roccie calcari costituiscono le parti più antiche e salienti del plastico da noi disegnato, e cioè in genere le parti più sporgenti delle ondulazioni parallele della direzione italica. Vale a dire, nel!' Apennino: a) il M. Conero, la cresta principale apenninica dai Sibillini a Gubbio, colle anticatene del Ca.tria, . del S. Vicino fino verso Urbania ed Urbino, e la ondulazione parziale dei i\'Ji Cingolani, nel versante Adriatico ; b) la parte a sud della linea Assisi·TodiBaschi delle catene del versante occidentale, con qualche cocuzzolo, o monte isolato, a, nord di questa Enea. Nella ondulazione, clispìuviale dell'antiapennino sono calcari i /
NELl,0 ST UD I.O MIL ITARE DEL 'l'!J:HRE~O
I.\IPOl\1',\'.'\ZA DELLA GEOLOGU
monli del Ch ianti ecl il mon Le Cetona ecl alcuni nuclei isolali pres:;o Rapolano, Trequanda e Montepulciano, di poco culminanti sulle creste di roccia più recenti . Nelle ondulazioni success ive sono calcari la .;\Jontagnola Senese ed il Monte Labbro, e brani dello altre, costituenti masse spiccate, special menLe nella p:Hte cen trale (che dicemmo pi11 montuosa) fra Cecina e Fi ora: cioè i grnppi dei monti di Campi! glia, di Gerfalco, di MonLieri, o quell o che culmina nel monte Allo f e noi monte Leone, circoscri tto ad un dipresso da una linea corrispondenle a tronchi dei corsi della J\ferse, della Farrna, dell 'Ombrone e della Corni a. Nella catena costiera, infine, vi appartengono i monti dell'Uccellina, di Talamone, quello dell'Argentario, e quelli cli Capalbio (fra Fiora ed Elsa Albegna). 2° A"gi/.le, sabbie e ghiaie, pet lo più sciolte . Se le roccie calcari costituiscono per così dire i culmini dello ondulaziani italiche, le argille, le sabbie e le gh iaie ne formano le basi, occupandone le parli più eslerne ecl i lemb i più bassi, le plaghe insomma che più recentemente vennero sgom brute dalle acque clel mare pli ocenico , e dai laghi e dalle correnti quaternarie e recenti. Esse si addentrano nell e sinuo~ità aperte dall e fratt ure e dai ripiegamenti degli ultimi cataclismi, qua si restringono a canale, là. si allal'gano nei bacini o nell o bassu l'e ri vestendone gli orli, qua occupano il fondo delle valli, là furono porLate a cospicua altezza sulle linee trusversali di massimo sollevamento accennate altrove, clai movimenti sismici che determinarono le nuove acquapendenze, ecl il nuovo assetto idrografico (Nel poggio di Radicofani si trovano a 800 ·metri di altitudind) . Colla loro disposizione regolare nel!' Apennino,'i rregolare nell'anl.iapennin o, sono un'altra riprova cli quanto abb iamo altroYe già posto in rilievo circa la formazione delle du e regioni. Infalli, que:;la specie cli roccie forma noi versante Adriatico, oltre al fo ndo delle valli , nna striscia parallela. alla cresla, che·dal litorale l'isalea poco pi ù cli ,f 13 del versante stesso , nel versante opposto occupa tulLo il fondo delle va lli e la parto bassa dei loro fian chi, specialmente del canale Arno-Chiana-Tevere. Di dello canale anzi essa form a da so la il margine occidentale, dove giunge alla cresta della catena clispluviale antiapen ninica, che r icopre, inve-
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stendo i pochi culmini calcari, che abbiamo visto emergere fra i monti del Chi anti e di Cetona. Passando poi soprn a qu esta catena, si distende nella regione clell'antipennino, a dolce declivio, por gli ampi bacini delle alte valli dell'Ombrone ed Orcia, fin contro alla -ondulazione: M. Am iata - ;,font alcin o - Montagnola di Siena, che oltrepassa a nord per la slreLta fra qnesla e il Chianti , e acl ovest ·per quell a clell'Ombrone (fra M.te Murlo e ~Iontal cino). Nella prima direzione si stende di nuovo a formare tutta la regione co ll inosa fra il Chianti, l'Amo e la Cecina, uno al mare, eccezione fatk'l del gruppo di .Tano e dei monti di Castellinn maritLima ,.e di Livorn o, e nella. seconda occupa ILmgo il modio Ombrone un ampio bacino attorno ai punti di confluenza nell'Ombrone, dell'Orcia, delle T,ea subbie e del Gretano. ·Infine, lembi di quesLa formazione ciQgono il piede elci bassi Yer·santi, costituendone t.alvolla le ultime pendici, e si addentrano nelle -va lli, r icoprendone il fondo, orlano le insenature litoranee, e for•mano le pianure alle foci dei fiumi costieri. 3° R.occie arenacee e 1na1·nose. Tutto il rimanente della zona montuosa e collinosa a Norcl delìa Tegione n1lcanica dell'altipiano di Bolsena, consta di rocce arenacee <e marnose più o meno consisle11Li, secondo l'età e la natura loro. In genere, eccetto poch i lembi insigni ficanti, la marne sono la -roccia predominante nella l'egionc colli nosa fra le ondulazioni cal•caree del versante Adriatico, e fra queste e la striscia cli sabbia ed ;argilla che ne occupa l'ul timo terzo; cingono pure per uua certa •estensione i monti calcari della regio~ e Apenninica. Nelle altre catene e nella cresta apenninica stessa, a nord della ·Sch eggia, predominano le arenri.rie compatte (impasto cli sllb bie ·Con cemento calcare) elette macigno, allernate con una specie di cal,care argilloso, detto alberese, e con schisti argill osi che non ne modificano i caratteri predominanti. Al digrosso , a questa forma zione appartengono le montagne che ricingono le valli del Tevere ~ dell'Arno fino alla linea Assisi-Todi-Baschi, i poggi del gl'uppo S. Savino-Civilella cli Chi ana; j monli di Mul'lo e Montalcino, di Civitella vecchia, sulla ondulazione Montagnola-monte Amiata; la J>arte centrale e superiore dei monti fra Trasuhbi.e , Ombrone, Albegna, Elsa e Fi ora: i gruppi di monte Ballone, monte di Massa, cli
Dll'ORTA~ZA DELI.A GEOLOG IA
NELLO sn:010 l!ILITARE DF.L TERRE::-10
:P iombino, di monte Corboli, di Castellina maritlima e cli Livorno,. ecl i poggi cho conterminano a S. O. l'altipiano vulcanico di Bolsena; infine gran parte dell'Isola d'Elba. B. Roccie eruuive ed emetsorie. Abbiamo altrove veduto (§ 6) come e dove siono specialmente raggruppate le emersioni serpenti uose. Le trachiti formano la sommità dei monti di RoccasLrada, di Sassofortino, di Gavorrano e di Campiglia, e costituiscono da solé la imponente massa dell' Amiata e il monto Cimino. Banchi, dicchi e correnti di lava sono locali zzati a Radicofani e sul perimetro dei crateri di Bolsena e di Vico, insieme alle scorie, ceneri e sabbie rnlcaniche. Questi ultimi materiali impastali e tramutati in tufo vulcanico, occupano, come giò si disse, quasi lutto lo spazio fra Paglia-Tevere e Fiorn, e sollo quindi la sola ror.cia d'origine eruLtiva che costituisca un elemen to degno di considera-· zione dal lato della topografia militare.
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III. - Descrizione dei princ ipali caratteri topografici militari. di ciascuna regione.
§ 8. Versante Ad1·iatico. - La conoscenza dell'archiletlura di questa sezione dell'Italia centrale, dei materiali che la costituiscono o del modo con cu i vi sono comb inali e disposti, ci pone in grado· di abbracciare con rapido sguardo l'aspeLto e gl i alLri caralleri risultanLi da tale contesto. A chi viene dall'Adriatico si aJTaccia anzitutto una costa in ge-· nerale sabbiosa, sotLile, interroua soltanto da un promontorio, avanzo di antica catena di calcari, di marne, di gessi, che culmina nel M. Conero, scende a balza sul mare, si raccorda versoterra alle colline fra Potenza ed Esino, racchiudendo a norcl in una larga in5enatura la città ed il porlo di Ancona, che è l'un ico punto dì questa costa accessibile alle grosse navi con pescagione di 7-8 metri. In lutto il ri manente la spiaggia offre soltanto alcuni porticanal i allo sbocco dei fiumi , praticabili appena alle piccole navi da cabotaggio e cla pesca; le quali ullime, numerosissime, non hanno. per lunghi tratti di costa, specialmente a sud di Ancona, altro ri-
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covero contro i fortunali, che la spiaggia slessa, dove vengono fortemen te amarra te, od eventualmente Lirat:e a terra. La spiaggia presenta una linea a grandi e leggerecurvatnre, paralleJe·aJl'andamenlo della catena, inlert·oLta qua e là dalle caratteristi che spo rgenze dovute all,L deltazione dei fiumi. A breve distanza dalla sp iaggia, e talvolta a l'idosso così, che a mala pena vi trovan spazio la ferroYia e la strada, s'attestano le ultime pendici della zona collinosa, le quali si elernno, ora a dolce spallo, ora con più ripido fian co, a raggiungere le creste dei rispettivi contrafforti. Queste si mantenaono cli J)Oi ad altezze oscillanti " e di poco crescenti da valle cli poco intorno ad una media comune, a monte; così che l'occhio dell'osservatore, abbracciando dall'alto larghi spaz i di questa zona co llinosa, cotTO senz'altro col pensiero all'idea di un piano che, bastarono leggeri impulsi delle poderose masse monr.ane che lo incorniciano da ovest a sollevare dalle acque~ e le correnti, dai loro fian ch i discese, a solcare e dividere. . Le pressioni però, che in varia epoca concorsero a sosp inaere o quesla regione fu ori dalle acque, nel modo stesso con cni produssero ondulazioni della zona montuosa, a!Lre ne sollevarono nella collinosa, delle quali saltuariamente scorgiamo ancora lo vestigia ali i... neale attraverso al versante, o rilevalo a corn ice sul suo margin~ estremo. Qtieste ondulazioni appaiono pièt numerose· e più distinte lungo i duo assi cli maggior sollevamen to trasversale, cioè fra Esino-Potenza e Chieuti, nelle ondulazioni di Po llenza e Treja, in quelle cli Torre Jesi-Filoltrano-3Iacerala, di Paterno-Offagna-Osimo-Recanati-~J. Lupone, cli Castelfidardo e Loreto; e fra Fogli a e ~1elauro, nelle ondulaz ioni di M. Barocc io, di M. Giove-Novillara e !1. Arclizzo. Infine rialzi alla estremi là del versante, oltreché sui contraf· forti ora detti, si notano specialmente in quelli fra Chienti e Tronto, a M. Granaro, a Fermo, a ~I. Rubbiano, a Ripatransone. In que-· st'u lLima se1.ione fra Chie1Hi o Tronto però, le spini.e in di rezioni fra loro perpendicolari che sollevarono i M. Sibillini ed i mo~ti cl~ Ascoli, hanno prodotto ripiegamenti in vario senso, d'onde un più confuso intreccio di sporgenze e cli valli. In genere i poggi, su cui sorgono molte delle ciLtà e dei villaggr di questa regione, mostrano coi loro allineamenti di essere i cnpi-
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L\ll'ORT,\ KZA DEI,L\ OEOLOGL\
:NELLO STUDIO MILITAJ{E ÌlEL TERRENO
·· sà!di di antiche ondulazioni, delle quali i fìumi apennimc, e le · acqLte piovane hanno in segt;tito diminuita l'altezza ed ìnterrolla la , contin uità. · . Se si eccettuano i mon ti di Cingoli e di Fossombrone, cli calcan "cretacei, tulio il rimanente del versan te ad est della ondu lazione ,. del S. Vicino (cioè fino alla linea che dal Passo del Furio per Pergola, Arcevia e S. Severino si raccorda a Sarnano) consta di due zone parallele, cli cui la più orientale occupa i due terzi circa dello ~pazio · fra questa. onclu la1,ione ed il mare, ed è formata da colline di.sabbie ,ed argille sciolte, a creste ed a fìan ch i assai praticabil i, eccetto che - in quei borri od in quei fianch i, dove l'argilla soLtoposta alle sab.bie, messa a nudo dalla corrosione dell e acque, presen ta i suoi cara l.:teristici scoscendimenti, le sue lav ine. Nel la zona che occupa il terzo superiore dello spflzi o orncletto (ad ovest cioè dalla I inea Gi : nestreto-JI . Baroccio- Fratte Rosa- Nidastore-Mon tecarotto-monLi Cingolani-Pollenza-S. Ginesio-St"'. Vitto1;ia), alle sabhie succedono le marne sole, o miste ad arenarie cli varia compa.ttezza: le prime , prevalenti a nord del Chien t.i, le seconde a sud di questo fiume . Queste marne circondano inoltre ·a mantello le nrie ondulazioni . calcari, rivestendone i bass i versanti, o collegandone i separati . culmini, s'internano fra esse e costituiscono la regione collinosa, d10 occupa il contorno degli avvallamenti longitudinali, e dell e conche di Urbiùo, di li'ossombrone, di Cagli , di Pergola, cli Sasso ferrato , di Fabriano-Matelica-Camerino. e fra loro le collega. Esse sono a. lor volta accompagnate o investite da brani di terrazzi allti.vional i di ghi aie dei vicini monti calcari. Ques te marùe si r iconoscono ai loro colori gri gio, bian co , rosato, che alternano in breve spazio, e quanto all a forma e praticabilità, si avvicinano alle rocce precedenti. Meno franose delle argill e, preseùtano pendi più ripidi ,delle sa1)bie, e costituiscono una serie cli rnonticoli a fianchi erti, -a cocuzzoli ristretti, di forme piuttosto coniche che tondeggianti, . -di difficile accesso all 'ai·tiglieria, e con spazi ristrelti anche per l'impiego di gi·ossi reparti cli fanteria.. Nelle conche che formano il canale longitudinale : Cagli-Sassoferra.to-Fabriano-MaLel ica-C;:merino-Visso , queste coll ine raggi ungono altitudini di 460-500m dominando cli 100-200m le parli più basse delle conche e dell e valli stesse. Il raccordai11 ento fra questi due piani è i'atto in parte dai ·'terrazzi delle antiche correnti , che con uno o più gradini fiancheg-
giano la valle superiore e l'accompagnano talora fìn presso alla foce .. Questi terrazzi completano con lembi di terreno praticabile i. margini tattici , dei quali j poggi di marne ed arenarie costituiscono gli appigli e gli appoggi d'ala. . I fiumi ed i rii si scavano nelle marne, burroni a parei.i ripide, . la cui transitabilità è li mitata a poch i punti , e per lo più alla. sola. fanteria, foori dalle strade. Auche i terrazzi presentano per Jo più margini a spigoli vivi, specialmente nelle parti più 1·istretLe e più' elevale della. vall e. La prati cabili tà del versante, massima nella parte larga delle . valli e nella zoria collinosa di sabbie e argille, alquanto minore . nella successi va di marne, viene anc9ra .ad essere grandemente cli- . minuita dalle ondulazion i o catene dei monti calcari, che con barriera or saltuaria. or continua, intercettano le comunicazioni fra l'uno e l'altro ,,ersante della regione a1~n__ninica. Giit si è deLto delle ondulazioni parziali di Cincro li e di Fossom- . hrone, che sono come i due c9rpi avanzati delle :naggiori catene. Dietro ad esse si presenta. prima la catena del S. Vicino . Essa ha origine nella ondulazione marnosa di iVJ. Sofio, a sud cli Urbino, . JJrosegue nella barriera. iso lata dei M. .Pietralata e Pagan~1ccio che forma.no la stretta del Furlo; si deprime nei ·monti di Per~ gola, per r ilevarsi nei monti d"Arcevia, del S. Vicino, nel monte · Letegge, nel M. l<'iegni; giunge al nodo dei tre Vescovi , nei Sibillini , dove si r iunisce alla catena principa.le. Eccetto che ad Arcevia, dove la strada proveniente da Senigallia supera la ondulazione per · scendere dal lato opposto nella conca di Sassoferrato, le altre rotabili attraversano l'ondulazione stessa pel fondo di stretti burroni; vere valli di ch iusa, che le acque del Candigliano, del Cesanb, delPotenza e del Chienti a1Jri rono ocl all&ro-arono come · l'Esino, del . O ' sembra più probabi le, nella dura roccia calcare. Dietro a questa ondulazìone del ·S. Vicino si stende quella molteplice del Ca.tri a, che orientata nella direzione del Sasso di Simone .. {a nord del Foglia), com incia a disegnarsi nel rnoote di Linara, fra Foglia e Metanro, e si sv iluppa per iVI. Nerone, M. Petra.no, 1\'.L Tenetra,. M. Catria, M. Roscedona, ~I. Scafaggio, M. Lignano, M'. ,Jgno, M. Massa, M. Torricchio, ~J. Femma, M. Cardosa, ~i. Pattino, M. Yentosola, passando così.nel versante occidentale del di:.. -
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spluvio apenninico. Anche questa ondulazione è rolla dalle eh iuse di Piobbico, di Cagli , di Cantiano, di Isola Fossara (a valle di ·Scheggia), di Fabriano, di Pioraco, di Serravalle, per cui passano le strade c!,e r imontano le valli del Candigliano (Metàuro), del Bunno, del Sentino, del Giano (Esino), del Potenza e del Gelagno (Ch ienti) fino alle origir,i di questi fi umi, dove valicano un'altra ,ondulazione calcare, e pa:5sano pei colli di Scheggia, cli Fossato, cli .Nocera e di Colfiorito. QuesL' ulti1rnt ondulazione calcare che fa par te della cres ta princi1)ale si stacca dalla precedente al Catria, e le si riunisce di nuovo nel l\1 . Femma. Dal Catr ia poi, per mezzo di un ramo trasversale, si raccorda con l'altra ondulazione, ad essa parallela, che ha origine -coi monti di Gubbio, pur essi cli natnrà calcare, e si protende poi .a nord nella linea di displuvio àpenn inica, di rocce arenacee, che pel M. S. Antonio e il M. Maggiore Ya ali' Alpe della Serra, alle ·-Origi ni del Tevere. Eccetto quest'ultimo tratto, tutte le altre o~clulazioni sono costit uite da calcari più o meno compatti, ai quali la diversa durezza e natura della roccia e il maggiore o mino re sforzo sopportato nel sollevamento e nelle successive coartazioni, ha impresso forme e ,caratteri alquanto vari , quantunque non molto dissimili nei tratti generali. · La forma a volta, che è quella che teoricamente assumerebbero masse stratificate sollevate da sp inte laterali , dovette, come succede nelie onde del mare. presentare fin dall'o rigine ineguaglianze nelle ,creste, le quali così vennero ad essere costituite da una successione di sporgenze elitliche, più o meno r..11ungate, che nei monti calcari, per.una serie di cause fisiche e ch imiche, che è inuti le r ipetere, :assunsero la forma di cupole schiacciate. Questa forma, malgrado le successive modificazioni, è ancora predom inante ìn molte delle montagne di cui qui si tratt~t. Quando po i avvennero success ivi movimenti, le cupole si spezzarono, e fra narono da una o più parti, presentando i lembi dei laceri strati a pareti più o meno incl inate, -e così maggior presa all'azione meteorica ed a quella delle correnti ,e clei ghiacci. Oncl'è che mentre sulle parti cli volla conservate l'azione erosiva ·'.Si mantenne unifo rme e superficiale, qui invece le acque penetrando
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=altra verso alle fend iture e fra gli strati raddrizzali, e intaccando maggiormente i più teneri, minando col gelo anche i più resistenti produssero quello sfacelo , cli cui ci clan prova le ceeste fras taaliate 0 e rotte, i rìanclli dirupati, le valli profondamente incise. La fo rma a cupola è più conservata nei monti di Cingoli e di Fossombrone, neile basse ondu lazioni, e nei versanti occiden tali delle varie catene; sono più frequentemente spezzate e dirupate le volte nei versanti orientali. Da.Ila qual parte appaiono fras taaliate , . ' o -e con pareti a picco; talvolta di ri levan Le altezza, i monti costituenti il gruppo attorno al Cat!'ia, il tratto centrale della catena del S. Vi•cino, e sopraLtul.ti il gruppo dei Sibillini . Questo _imponente mass iccio, che è il nodo orografico più impo!'tante di questi parte d'Italia, s'erge aspro d'ogni intorno , cade -verso est con unica ripida Lalza di fo rse un migliaio cli metri sulh -sottostante zona coll inoso, ha cresta irta di acute piramidi, valli strette, intagliate nei ripidi fianchi; porta insomma ovunque nella forma e nel contesto l'impronta delle massime pressioni, clel lungo tormen to della massa, e delle erosioni a cui fu soggetto durante molte epoche geologiche. · °;L A completare l'idea delle forme presentate dai monti calcari e <lella praticab ilità loro, convien ancora aggiungere un cenno di quella special fo rma a conca che si riscontra in prossimità dell a cresta apennini ca, là dove più ondulazioni o brani di esse, [onaitu,dinali e trasversali, si affiancano e si incontrano per fo rmare<') una massa cospicua per larghezza e spess·o per elevazione. Non staremo ad analizr,are il modo con cui questi altipiani a conca si sono for?3-ati, _bastandoci averne accennata la causa primitiva, e dire ch e d loro aspetto è quello di bacini da più parti cb insi da resti di on-dulazioni, talvolta aperti verso . un versante della catena. Essi .r~ccbi ud~no estese _e sinuose . p ianure, qua interrotte da leggeri .pieghe, la da stagm o laghetU, spesso ancora succedentisi con diverso li rello per lunghi tratti della cresta, talvolta invece a questa :affianc~te sull'uno o su entrambi i versanti; regioni adatte alla raccolta _dt forze considerevoli, dove spesso l'opportunità logistica si -combma con la strategica, e dove allo svi luppo della di fesa offrono -elementi favo revolissimi i già. r ipetuti caratteri delle montaane ~ ~<')
NELr.O
nrrORTANZA D'EU.A CEO f,OGIA
Principali fra questi altipiani e bacini, sono quelli che si stendon<> allorno al Colfiorito, quello che occupa la sommiLà cli ~L Lago (poco a N. E. del precedente) e quello lungo 6 chil. e largo 2 del Castelluccìo, alla estremi là sud della grande si nelinale, dove si riuu iseano le catene del S. Vicino e del Catria, per s,•ollare poi bruscamente verso S. O. Su questi altipiani le_ acque si raccolgono talora parzialmenl~ i_n piccoli laghi, come nei due primi; per l.t ~rnssir:na part_e però s1 ~ 1. sperdono allraverso a fenditure della roccia chiamate m paese mghioUiwri. Per uno di questi inghiottilori.defluisc?no le acque del !acro di Colfiorito, che prima di scendere nello viscere del monte . m;ltono in moto un molino. Questo degli inghiottatori è fenomeno comune auli altipian i calcari, ed è sviloppalissimo nel Carso, dove· dà origin: alla idrografia so uerranea, che forma uno dei caralleri più salienli di quella regione. OO'ni rio che scendo da queste catene calcari vi scorre in angusta ·vali; la quale si tramuta in vera. chiustt fra verticali pareti nell'attraversare lo ntrie ondulazioni. Di queste già accennammo le· principa li percorse dalle roLn.bili che tendono a collegare i due vel'- · :;anti , e che possano quindi essere qui" i efficacemente interrotte e difese. Se non che, mancando lo spazio in basso per spiegamento di forzo e per un tiro efficace, ed er,sendo invece le creste pl'aticahi li tatticamente alle varie armi, per tratti più o meno estesi, è su di esse che la clifesa e l'allacco tenderanno necessariamente a portare il massimo sforzo. Pcl'ò i fianch i ripidi clelle volte a forte cur,·atura, non superabili che per lo Yie tracciale, le stl'Clte e pronunciate insellature fra una cupola e l'altra, determinuno il modo , lai d~rezionc ed i limiti di questo sforzo, il qoale non potrà a.vero rrrande crlìcacia che nella vicinanza dell e strade rotabi li ; che, giova. ripeterlo, atlra;-ersuno l'ostacolo dell e catene calcari cli questo versante tutte per le strette delle valli, eccetto quella cli Arcevia. Per le accennate condizioni è evidente, che il massimo ostucole>· per chi procella, dal mare alla cresta s'i ncontra nelle onclulazioni calcari dell'alto versante. Ora, se si pensa alle di verse condizioni di pralicabili tit loro e dei Lerrenì adiacenti, e si aggiunge che lo , posizioni ai colli dell a cresta prin cipale sono per lo più poco profonde o meno accentuate di quelle delle catene più avanzate, si I
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)(fr,ll'ARE DEL TEHRENO
concluderà essere conveniente di concentrare in queste catene il massimo dellit resistenza, riserbando la dife$a delle altre per altre evenlualità. Ciò. ò _anco t'a voluto dalln considera7.ione, che una volta occupalo d~I nemico le on~ulazioni più avanzale, la riuscila cli un'operazrone co r~t'.off_cns rva sarebbe per lo meno assai problematica. Sul.le altre ?o~rzwni o margini fallici, che si trovano qua e là nelle ondulaz1on1 della regione coll inosa, di cui abbiarno pur fatto cenno sarebbe imprudenzn fare assegnamento , per stab ilirvi delle fron't difens ive'. impe,·occhè esso, mancando per lo più degli appoggi d'ala, ed essenùo per la grande praticab ilità del terreno aggirabilissime,i non polreb?ero essere u~ilrneote occupate, che per scopi temporari, o quando s1 avessero l'orze e mezzi per dare un combattimento con scopo controffensivo e con intendimenti decisiri (-1 ). ~d ulti mare il quadro clell e condizioni logist iche e Lattiche della regione fa d'uopo ancora aggiungere, che le strade sono di buon fondo e di buona rnan 11lenz iono nell'alto versante, 110r Ja natu rn. del snolo cli calcari e marne: nel hasso, pcrchè insieme alle sabbie e argill e trovansi commiste ghiaie calcari n.i antiche e modcme alluYioni, che, ncì terrazzi e nel greto dei lìumi, si trovano a buona portata per la, fac ile cd abbondante manu tenzione dell e strade. Il che fa sì che nella regione collinosa le si rade rotabili sono numerose, tanto per lungo che per traverso , ed in conti nuo aumento, e che_~nche nella parte montuosa esse tendono a. svi lupparsi semprn pm, usufruendo cli tnlli i passaggi che la natura ha preparato per attraversare e gil'al'e gli ostacoli del le masse calcal'i . Il suolo eccetto sul le cupo le e sui 11anchi degli aridi monti calcari, e ovunque susc_ettibi lo di variata coltura; abbondano gli albeti cli a~t_o fus~o nel piano e nelle ralli : in talune parti l'ipianate dei monti p111 all1 , verdeggiano pingui prateri e e talol'a. an che ombrosi boschi di faggi secolari. I cereali si coltirano i.n tutta la zona collinosa, e talora. nelle pa rti più pianeggianti delle ondul:n ioni dì calcari marnosi; 1,a ,ite e l'uli,,o nei bassi versanti meglio esposti e nella. zona collinosa. In genere il Loneno ù scoperto, e la visia può quas, sempre spaziare su vasta distesa di paese. Dallo ultimo alture
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(I) Daltaglia di Tolentino o Macerata. ANNO XXV!ll, VOL . Jl l
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BlPOUTANZA DELLA GEOL'.lG U
NELLO STUDIO MILITA RE DF.f, TERRENO
1uogo I?. cosla, si scorgono le ondulazion i calcari assai ben clistinle e da quesle si possono facilmente riconoscere le acciden tali L~t principali del basso versante . Le sorgenti, localizzate, sono disposte nelle montagne calcari per Jo p iù al piede delle ondulazioni, dove deve essere avvenuto uno spezzamento degl i strati nella fonnazionede lle pieghe. D,urno acqt1a abbondante, bL1ona e perenne. Così mentre in generale dove le vol te calcari so no più conservate, l'acqua scarseggia e le sorgen Li sono accidentali; verificasi non infrequente il caso di trovare sorgenti copiose nelle regioni elevate, alla base delle cime che più aio-ante<Yoiano dove appunlo devono esistere àelle rolLure lungo V <? Ci:> ' linee sinclinali di pieghe parziali. Havvene sul Catria a 1400"', s ul S. Vicino, sui monti Nerone, Petrano, Cucco, Scafaggio, sul monte di Fossato, sul monte Igno, sotto la Sib illa, ecc . - Ciò rende possibile in estate il soggiorno di numerosi armenti in queste regioni elevate. Nella reaione col linosa il terreno è più assorbente, e l'acqua non n sca turisce che clo,;e riscontrasi qualcl1e accidentali til. favorevo le nel la disposizione degli strati : essa scarseggia nella stagione esli va . Sul le basse ondulazioni calcari in generale e sulle colline., qoando non siano in vicinanza dei fì umi , a rendere possibil e la perma,nenza delle truppe nei camp i, occorrerebbero speciali ripieghi. I fiumi, come che aventi origine in montagne elevate ed attra versanti una regione, dove il succedersi delle ondulazi·oni calcari moltiplica i serbatoi, hanno acqua. perenne in ogni stagione. Hanno leLlo solido di roccie e di ghiaia, poco incassa to sul fondo delle valli, eccetto nelle strette gole dei monti. Nelle basse valli divaga.no in larghiss imo alveo, dividendos i in sottili co rrenti. Sono transitabili quasi ovunque, dove l'accesso al greto non sia impedito dtt r ive scoscese o rocciose; il che accade in pochi tratti dei tronchi inferiori, e più frequentemente nei superiori, fra i calcari, le marne ed i lembi dei terrazzi alluvional i. Le valli sono la;·ghe, eccetto che dove attraversano le oncltilazioni e offrono appot>tuni là di spaz ios i accampamenti. La. poca distanza che passa fra l'uno e l'altro dei maggiori fiumi, rende poco sensib il e anche in una marcia in direzione parallela alla costa, la scarsi Lil. di acq1Ht del le parti co llinose fra essi interposte.
In condizioni di maggior pratiçabi lità · delle creste e dei fianchi ~he non nei monti calcari, quantunque a schiene più ristrette; con formo che tengono fr,l le cupole di quelli e i cocuzzoli conici dei poggi di marne, sono i monti elle occupano l'angolo Nord-Ovest ,di questa regione fra la catena del Catria, la cresta principale ed il margine della zona marnosa: Apecch io-S. Angelo in Vado-Sestino. Questi monti sono c:ostituili per massima parte da arenaria detta maciano n ' con calcare alberese, ed hanno i ca.ralleri del!' Ap1)ennino Boiognese e Toscano . QLwsta parte di versante è r isalita dalle slrade <lel I<'oglia e del Metauro, che oltrepassano le creste ai colli cli Via Maggio e di Bocca Trabaria, la cui difesa non trova qui posizioni del carattere cl i quelle che abbiamo visto per le altre strade; ma può valers i, ollrechè di punti avanzati a metà versante, anche cli alLri in prossimi tà. dei co lli ; chè, come già si disse, i fianchi dei mon ti sono qui più praticab ili e più adatli allo sviluppo delle manovre <1.ifensirn. Le industrie sono poche e poco s,,iluppat.e: l'agricoltura, al di re ,del le persone versate in ques ta materia, lascia ancora molto a de-siderare, quantunque la felice combinazione degli elementi geolo,gici offra, come vedemmo, opportunità a svariata coltura. Nella parlè superiore del versante le acque dei fiumi, ancora rac,colte inalvei ristrelli, ed a pendenze sensibili, sono sol tani.o in piccola ,parte utilizzate per cartiere ed a.llre piccole manifatture. Nei monti i pasco li e le carboniere, le cave di pietra. da costruzione, in alcuni punti della zona marnosa Io zolfo e qualche banco di lignite, nella. ,coll inosa le argille, e lungo il mare la pesca ed il piccolo cabotaggio, clanno anima ai locali commerci ed a piccole induslrie. Gli abitanti ,sono in generale raccolti in villaggi e cillà, di cui le più cospicue ,sono, nell'alto versante, schierate nella sinclinale fra le due maggiori ,ondulazioni calcaree, al nodo delle comuni cazioni trasversali con .quelle longitudina.li; nel basso versante si allineano sui culmini delle interrotte ondulazioni minori, a portata della costa, specialmente nella zona. a sud di Ancona, o giacciono allo f) bocco dei fiumi lungo di questa, come succedo nella zona a nord dell'Esino. § 9. Bacini di Tevere e Chiana. - Se si immagina. condol.la una l inea da.Ila stretLa del Tevere presso Baschi per Todi ed Assisi al <eolie della Scheggia, le ondulazioni che formano il versante occi-
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Bll'ORl'AI\ZA DELLA GEOLOGIA
NELLO STUDIO MILJ'TARE DEL TEURE:NO
dentale della regione apenninica, Yengono ad essere divise in due: parti, delle quali quella a Nord di detta linea cousL,i in massima di rocce arenacee più o meno compatte, quella a Sud è quasi per intero costituita da calcari. I bassi versfLllti ed il fondo delle conche e delle valli sono per Jo, più di sabbie ed argiIle sci ulle, di formazione terziaria o posteriore; queste sono talora quasi per intero sostituite da conglomerati e da ghiaj e calcari; come in genere nei bassi versanti del la conca di Rieti e delle valli che vi fanno capo. Il contesto orografico della parte meridionale e più specialmente· nell a zona Sud-Est di questa regione, offre i segn i manifesti di una maggiore intens ità. delle pressioni in vario senso sopportate ·dalle• masse soll evate. L'incrociarsi di queste pressioni, oltrechè nella in/1essione dell'asse delle ondulaz ioni apenniniche al rientrante dove si allestano, il Velino, il Tronto ed il Vomano (in corrispondenza di un identico ripiegamento della costa), si legge nella conformazione a bacino delle alle valli, nella spezzatura e sud di visione delle schiene in una serie di montic_ol: ristretti assai caratteristici, nelle frattu re o ripiegatu1-e, che, come già vedemmo, modifìcarono il corso deglr antichi fiumi . L'orograJìn, invece, della zona occupata da i monti di rocce arenacee, si mantiene pitt conforme all a plastica delle ondulazioni italiche; quantunque l'imp ronta degli spostamenti trasversali si appales i, sia, nella l'orma a conca delle vall i déll 'aHo Tevere e di Ch iana, nel lago Trasimeno, nelle pianure di Magione, di Todi, di Foligno, di Gubbio, di Gualdo Tadino, sia nella di rezione delle montagne che ricingono il Trasimeno . Questa disposizione orografica dà già la ragione del lo sviluppo-della rete stradale, la quale consta essenzialmente di strade che· percorrono- le valli e conche, .seguendo la direz ione italica, e collegantisi s~ecia,lmente per la depressione del Trasimeno, per quelle· esistenti fra le ondulazioni trrisversali che lo attorn iano, e per la, spaccaLLll'a della Nera . La zona orientale com presa fra il Velino, la Nera e Spolelv, è esarà sempre scarsa di comunicazion i ro tabili, per la sua intralciata. orografia e per essere regione calcare e poco produttiva; mentre a&
-contrario già abbondano, e non troveranno difficoltà a maggiormente svi lupparsi, le comunicazioni nella parte nord-ovest della reg ione; dove il suolo meno fortemente accidentato, più praticabile e più produttivo, ha già favorito lo stab ilirsi cli importanti , centri agricoli ed industriali. :Per chi prov iene dal versan te adriatico, il primo obh ieLLi,,o importante è il lungo canale longitudinale, che si stende dalle o"rigini <lei Tevere a Spoleto. Se lasciamo da parte per ora le considerazioni strategiche che possono far prescegliere una piuttosto che l'altra via per raggiungerlo, e consideriamo i soli ostacoli che la natura pone a vantaggio della difesa, noi troviamo che questi aumentano da Nord a Sud; perchè (come già sì è notato nel versante -0rienlale) la costituzione orografica si complica procedendo da Nord -a Sud pel numero dell e ondulazioni che conviene attraversare, e per la minore praticabi li tà del terreno dovuta alle cause geologid1e _già sopra citale. Infatti a norcl cli Città di Castello una sola catena si frappone fra 1a. ceesta e la val Tevere superata ai coll i di Rocca Trabaria e di Via Maggio; a valle di questo punto, oltre alle ondulazione della cresta, che è. più complessa, bani quella dei monti ad ovest di Gubbio, che prolungasi nel monte Stibasio, nel Sa~so di Pale, e nei monti di Spoleto. Questa ondulaz ione però che la strada dell a Scheggia deve superare (nel la parte arnnacea}, è attraversata dalle slrade provenienti <la Gualdo Tadino e da Colfiorito, lungo le valli marnose e calcari del Topino e del suo affluente Menodre; l'ultima delle quali presenta i caratteri dell e altre valli calcari già·descritte. La strada poi di Colle cl' Apennino deve superare l'ondulazione, se vuol penetrare nel bacino di Foligno, e deve seguire la lunga stretta calcare di val Nera, se ha per obbiettivo la conca di Terni. La marcia ulteti ore verso Ovest si compirebbe: da va l Tevere ·verso val di Chiana e la conca dì Arezzo attraversando una sola catena; dalla conca di l?ofigno verso il basso Tevere e Roma attraverso il tripl ice ostacolo del monte l\farla110, dei monti di Narni ,e del co rso del Tevere. Logisticaniente, eccello per la strada del colle di Apennino, che fra Camerino e Visso percorre una lunga -strella fra monti calcari, non vi sono difficoltà gravi in nessuna. ~
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) IMPORTANZA DELLA GEOLOGIA 38 delle. direzioni suaccennaLe; impernccbè fra le ristreLLe caLene si, interpongono valli e conche spaziose adau.e agli accampamenti. Qualche forte pendenza nelle strade, specialmente attraverso ai, monti di l'Occe arenacee, la scarsità dell' acqua cli sorgente, che costringerà a tenersi vicin i ai fiumi, o ad allargare gli accampamenti , e qualche plaga paludosa nel fondo delle valli e nelle conche, sono gl i unici inconvenienti che si riscon treranno nell'attraversarela regione. Quando però si scende ad esaminare le operazioni logisti che nei: loro rapporli colle condizion i tattiche del terreno, le differenze fril le varie parti della regione e nelle varie direzion i di marciét acquistano maggior impo r-t.anza e rilievo. Queste diITernnze sono Luttederivanti dal contesto e clalla natura del terreno che le stra.de devonoattra.versare, cioè dalla praticabili tà delle adiacenze di delle strade· in rapporto colle operazioni di attacco e cli difesa. Abbiamo già visto quali sono i caratteri tattici dei monti calcari;. come ad una grande praticabilità degli altipiani e deHe cupol e. facci<Lcontrasto la impraticab ilità dei fianchi all'infuori delle vie, e come le valli sieno in questi monti st.reLte o continue, o separate· da brevi allargamenti. Questi caratteri si trovano, nella parte calcare di questa regione· modificati nel senso di una maggiore impraticabilità, dalle pressioni in vario senso e più polenti, che qui fratturarono maggiormente le ondulazioni, in ispecie lungo la valle della Nera e fra Terni 0-· Spoleto . Quivi invece di grandi cupole cli calcari più o meno marnos; (cretacei), troviamo un avvicendarsi di brevi poggi a cupole ristrette, a fianchi ri picli e ricolmi, costituiti di calcari più duri e " compatti {giuresi). Il manovrare per !'allo sul fianco delle straderotabi li, l'eseguire trasversalmente a queste, nelle valli, degli schieramenti cfifensivi, è spesso reso impossibile dalla disposizione ecostituzione ora.detta, che raramente present.a margini tattici con appoggi d'ala e campo di tiro sufficiente, spazio adatto per l'artiglieria, eccetto che sulle strade, e versanti praticabili per lo, spiegamento e il collegamento delle trnppe. Spesso Ìlmgo tutta una strada non si trova modo di poter prendere posizione che al colle o agl i shocchi, e non sempre (come ap-
]'(E T.LO STU D1 0 MlLlTAUE DEL TE RRENO
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punto nella strada fra Terni e Spoleto, dove anche al colle la posizione è poco favorevole). Frequenti invece sono generalmente i punti dove la strada è efficacemente distruggibile, e dove havvi probabilità di eseguire momenlanee resistenze con piccoli riparti. È questo in genere il carattere di tutta la zona calcarea di questa regione, nella quale chi occupa le cond1e di Terni e di Ri eti convel'!'à. che porti la difesa ai colli ed oltre i medesimi, dove monti e poggi di rocce più ' prati cab ili rendono più fac ile l'impiego drlle varie armi nelle operazioni difen sive . Questi poggi, di ghiaje con marne e sabbie, a venti i cara.lleri dell e rocce sciolte del versante adriatico, si estendono attorno a guestrt. regione calcare, a formare verso la val Tevere due terzi dell'altezza del versan te, tutte le pianure ondulate di Terni e di Rieti, il fon do del canale f:a Todi e Terni, ed i bassi versanti del monte Martano e dei monti di Spoleto. ~el!'altra parte di .questa regione, cioè in quella che giace a nord della linea Baschi-Todi-Assisi, le ondulaz ioni sono in massima costituite da arenarie più o meno compatte, con calcari marnosi e marne, eccetto qualche cupola calcare sorgen te q~1a e là come al Subasio, al monte Peglia, al monte l\falbe . e al monLe Tezio (presso Perugia); parti di antiche anliclinali, o sporgenze messe allo scoperto dallo sforzo del sollevamento e dalle successi ve denudazion i. Con qualche variazione nei particolari, dovllta alla preponderanza dell'una o dell'altra delle diverse rocce sopra accennale, si può dire: che in genere 10 montagne costituite da rocce di questo gruppo 1fresenlano forme che si accostano :t qllelle dei calcari , per ciò che r iflette la dolce curvatura delle linee, la p1;aticabilità della schiena, la ristrettezza dei valloni. Le creste però sono ondeggiate, a cncuzzol i ed insellature, e meno spaziose. I fianch i sono più frastagl.iati, meno ripidi e più praticabili lungo gli spron i; ripidissimi ali' origine dei vallon i, i quali però raramente present.ano versanti con pareti 9- picco, come nei monti calcari; ma si inclinano a moderata pendenza v~rso uno stretto impluvio. Generalmente le strade si svolgono lung-o le schiene, cli cui per la maggior parte, specialmente le an tiche, seguono le accidentalità, rendendo così necessario il trapelo e la ri-
J Bil'Ol\TANZA DEI. LA GEOLOGI A
duzione del carico nei lnngh i trasporti. Hanno fonrlo e manutenzione buona, quando vi si adopera breccia calcare, e si guastano facilmente, se mantenute con breccia arenacea. Scarsa è l'acqua nelle scarse fonti e nei r ivi, specialmente nella stagione estiva; perenne nei maggiori fiumi. Queste rocce fayor iscono lo svil uppo del la ve-:getazione arborea; ond'è che abbondano i boschi, specialmente di quercie, là dove non vi fu sosti tuita la coltura a cereali od il pascolo. In generale adunque i monti di questa. formaz ione presentano conclizion i favorevo li alle operazioni tattiche, sia perchè facilmente si incontrano posizioni e margini difensivi di qualche valore, sia pcrchè per la praticabilità delle creste e degli sproni queste posizioni possiedono la profondità e la praticabili tii necessaria allo sviluppo dei vari atti della difesa attiva; la quale è l'unico modo di utilizzare le proprietà tatlicbe suac')enn ate, non potendosi qui fare frequente assegnamen to sugl i ostacoli passiv i e sugli appoggi d'ala propri dei più scolpiti contorni dei monti calcari. li rimanente spazio tanto della zona calcarea che della arenacea · non occupato dalle ondulazioni montuose, lo è da pianure più o meno asciutte, costituenti il fondo delle vall i e conche più volte accennate, o da colline di poca elevazione, che formano le ul time falde dei monti , o a guisa di basse lame ondose intersecano la pianura stessa. Sono queste col line, che, formate di argille e sabbie, come quelle del basso versante adriatico, costituiscono gli app igli tal.lici di manovra di chi. procede lungo le valli o sul fondo delle conche. Esse sono spesso l'unico elemento topogra fico, che permetta l'utile imp iego dell'artiglieria; che altrimenti non avrebbe, per la Glta coltura del piano e per l'i mprntic,abilità· delle falde montane, campo di vistti e di tiro di sufficiente estensione. Oltre a gran parte della ondulazione che forma il displuvio delJ'antiapennino, appartengono a questa formazione le colline del piano d'Aeezzo. di Fojano, di Montepulciano e di Chiusi, e quelle che si frappongono fra. il lago Trasimeno e la val di Chiana, e cbe viste da.ll'alto pare si confondano colla pianura. Sono assai praticabili sulle schiene; ma rotte da borri resi alquanto franosi per il denudamento delle argille, costi tuiscono gli appigli tatLici di chi manovra in val_ di Chiana, da Arezzo verso Chiusi.
NELLO STUDIO )fl LITAI\E DEI, TERRE:-10
-Ouellc intorno ad Arezzo avvan taggiano le condizioni tattiche di .chi possiede questa posizione Sll'ategica importante . Lembi cli questa formaz ione si addossano al piede dei monti 'lungo l'alta valle del Teve1·e sotto a Perugia, sulle pendici orientali del monte ]\farla.no ed ava.nli a Spoleto, come pure attorno a Rieti, ed hanno valore tattico per le rispettive linee d'operazione; le quali traggono dalle pianure e dai fiumi perenni che le percorrono, una potenza logistica, che s.i può considerare, rispetto .alle altre parti della regione, massima in qualunque stagione. Si dovrebbe forse eccettuare la valle di Cl1iana; perchè questo 'fiume o canale dà acque poche, di scolo e malsane; m~t per la sua silua,,ione geologica quella valle o conca presenta a 1 O metri sotto la superficie del suolo strati di argilla favorevolmente inclinati per raccogli ere e trattenere l'acqua in filtrante; ond'è, che oltre quella ·dei pozz i esistenti in tutté le case coloniche, si potrit procurar$ene altra collo scavo di altri pozzi o con pom pe. Per le armi a cavallo si dovrà specialmente fare assegnam ento sull'acqua dell'Arno o del 'Trasimeno . C.onsimili rip iegh i sarebbero impiegabili nell e altrn valli o conche, :già bacini lacustri, quando in tempo cli grande sicci tà venisse a :ma:Ì;care l'acqua delle fonti o dei Gumi. Dei fì umi, il ·revere, la Nera, il Velino, il Top ino ed il Cl itunno ·suo al1luente, hanno acqua perenne ed abbondante in ogni stagione. Tutti ques'.i fiumi banno letto poco incassato nel suolo delle pianure e delle va:lli, e sono qua e là accompagnati da argini nei tratti del loro corso, dove atlraversàno gli antichi bacini lacustri ,più volte accennati. · Nei tronchi di più forte corrente sono utilizzati come forza 1110:trice di opifici, ma non quanto lo potrebbero essere . Gli oli vi e le viti sono la collivazione cui è maggiormente favorevole il terreno calcare; ma in generale la si vede praticélta in tutta la regione. sui bass i ver-santi dei mon ti e nella zona collinosa alternati va men te con quella del grano e del tabacco. Quest'ultimo prodotto si coltiva specialmente in val Tevere; le pianure sono a grano e a fila ri di viti maritate agli oppi, e restano ,quindi poco praticabili fuori delle strade alle armi a cavall o; le q uali, nei frequenti canali scavati per lo scolo delle basse umide
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) D!l'ORTA:NZA DELLA GEOLOG IA
pianure, trovano non piccoli impacci allo sviluppo delle loro proprietà tattiche. L'agricoltura, la pastorizia. i laterizi, le ceramiche ordinarie, la preparazione del carbone, sono le industrie cli.questa regione. Ad esse devonsi aggiungere i pochi op ifici e manifatture, di cui già si è detto . § 10. Versante del Tirreno e della Val d'A.rno. - La formazione e costi tuzione della regione Tirrena, sia per ciò che riflette la sua archi lettura, sia per ciò che si riferisce all a distribuzione delle roccie, ~, come già si è visto, così intralciata, che una descrizione delle varie formazioni non potrebbe darci il concetto della praticabi lità logistica e Lattica in rapporto colle condizioni strategiche, e non riu:;cirebbe che ad una ripetizione di quanto già si è detto nel cenno della distribuzione delle roccie nelle varie parti di questa regione (Vedi § 7). Delle roccie stesse poi già foro no descri tLe nelle regioni precedenl i le proprietà ed i caraueri, non faremo quindi che accennare, di mano in mano che se ne presenta l'opportunità, quelle modificazioni che l'antichità o le speciali condizioni di giacitura, od altre cause, hanno qui impressi nel modo di essere o cli comportarsi di Laluna categoria cli roccie. Già vedemmo, come una lunga e non ancora ben nota serie dr fatti geologici, producemlo lo sbocconcellarsi delle an tiche catene e il sorgere di altre ondulazioni frammezzo a quelle, abbia dato alla costa tirrena la sua attuale configurazione, costituendola di brani di antiche e cla sporgenze di più recenti catene, o isolate nel mare, o raccordan tisi fra loro mercè le pianure all uvionali, con cui i fiumi costieri vanno ricolmando le vaste insenature lasciate fra quelI i. Ond'è che essa presenta un'alternanza di tra~ti rocciosi, talora dirupati, pçeceduti da scogli , dove i monti si addossano al mare, o in esso si protendono, e di spiaggie sottili alla foce dei fiumi. Questi hanno ormai .ricolmo gran parte delle insenature-, o nehanno talmente riempito il fondo, che poche e assai piccole sonoquelle che offrono ancora sufficiente ampiezza e profondità alle navi cli grossa portata. Quelle sui fianchi del!' Argentaro, per la loro lontananza dalla foce dei fiumi, e quelle dell'Isola d'Elba per la poca portata dei torrenti che versano in esse, sono fra le insenature le:
NELLO STUDIO MILITARE DEL TERRENO
sole che possono offrire ricovero ad una moderna flo tta da guerra. Per compenso i tratti di spiaggia sottile presentano più frequentemente luoghi opportuni per l'approdo dei galleggian ti da sbarco , e in lalun i degli nlti mi tronch i dei fium i, si trovano condizioni opportune per lo sbarco dei materiali e delle artiglierie. Le spiaggie sotti li non sono ovunque accostab ili e praticabili, per gli scanni, i cordoni li toranei e le dune che i ven ti dominanti vi formano; però lo sono sempre più qua più là, ed in massima costituiscono esse i pnnti dell a costa più opportuni per opera'l.ioni di . qualche enti tà . I porti e rade del monLe Argentare e dell'Isola d'Elba clan no importanzrt, oltre che alle vicine pianure all uvionali della Corni;t e clell'Albegna, anche all' inl.erposla piannra dell'Ombrone; non tanto · per le condizion i della sua spiaggia, quanto perchè il bacino di ' questo fiume occupa la parte più centrale e più importante della ·' regione, e dalla sua pianura irradiano strade in ogni direzione ed . ai principali obbietti vi del la regione stessa. fra le quali la più breve e meno dirncile Jogisti camenLe e tatLicamen te verso la conca d'Arezzo Se non che, le condizioni di un eventuale imbarcarsi delle truppe dell'invasore dopo una sconfilltt, essendo a Piombino poco favorevol i, devesi considerm;e l'i mportanza. delle pianure di Grosseto e dell~t valle dell'Ombronepiù intimamente ed essenz ialmente legata a quella del monte Argentaro e delle slrade che se ne dipartono verso N. E.; vale a dire di quelle costituenti la linea d'operazione che per l' Amiata tende al bacino di Arezzo. Come col monte Argen laro fa sistema la pianura cli Grosseto, per le operazioni tendenti verso la val di Chiana; così per un'operazione tendente verso il medio e basso Tevere fanno con esso -sistema Civitavecchia e le linee che da questo porlo e dall' interposto li torale si dirigono verso l'interno. Per operazion i verso il basso Arno, il porto di Livorno e le vicine spiaggie essendo i più diretti punti d'approdo, e le linee che se ne dipartono le più facili e più brevi, non potrebbero le spiaggie ed i porti a sud del promontorio di Piomb ino, avere che un;} importanza secondaria nell'auuazione di un sim ile piano . · Il darn uno sguardo generale ai punti della costa più adalli acl uno sbarco, ed alle linee d'operaz ione che se ne dipartono verso -
IMPO RTA NZA DE LLA GEOLOG I A
l'interno, ci sembrò non che utile, necessario; ,perchè un esame dei caralleri geologici del terreno po tesse farsi in modo razionale; e ciò per le ragioni addolle al principio del presente paragrafo. A ch i fosse sbarcato al monte Argentaro e sulla vicina costa alle foc i dell' Albegna, l'appoggio della flotta e l'occupazione delle strette per le quali la strada lilt•ranea passa attraverso ai poggi calcari dell'Uccellina e di Capalbio, possono assicurare i fianch i della base. Però questi monti calcari sono rotti a mon li coli, come quelli dell'alla Nera, sono di un calcare durissimo, e spesso cayernoso , che ne rende impraticabile il suolo alla artiglieria; ond'è che buoni appoggi difensivi non si trov ano che ai loro margini, dove ad essi s'addossano mantelli di formazion i sabbiose più recenti. Al cen tro della base la protez ione non può ottenersi che occupando posizioni nei poggi arenacei fra !'Ombrone e la Fiora, ma tale protezione sarebbe precaria , fin chè non si fossero occupati i nodi delle comunicazioni che per essi monti si svolgono, cioè la region e del1'Amiata e del monte Labbro; dove sui fianch i calcari e dirupati del secondo e sul mantello di roccie calcari ed arenacee che avvolgono la massa bicusp idale e praticabile del primo, si t.rovanci condizioni adatte ad operaziuni Lalltche difensi Ye e controffensive, e si hanno condizioni logistiche opportune pel prosegu imento delle openìzioni sia verso nord-est, sia verso sud. Le operazioni sussidiarie che avessero per base la pianura del-l'Ombrone ed eventualmente quella della. Cornia, si svolgerebbero per le strade che da quella pianura mettono a. Siena, e per quella che passando per .Montalcino raggiunge a Torrenieri la grande comunicazione Siena-Roma. Le prime due attraversano una regione cli monti al ternatamente -arenacei e calcari, interrotta da emersion iserpentinose e Lrachitiche. I monti calcari si affacciano sulla. pianura dell' Ombrone ed atl.ravcrsaho le formazioni arenacee lungo la ondulazione: M.te Leone-~Pe Alto-Sassoforte-Mon li eri-Gerfalco, e si ripresentano ·nella Mon tagnola Senese, offrendo così, due o più volte, margini · e strette, per le cui proprietà logistiche e tatti.che conviene r ich iamarsi a quanto già si è dello per gl i altri monti calcari, segnala.mente per quelli fra Terni e Spoleto e lungo la Nera.. La protezione del fianco sini stro della linea d'operazione sud-
NEUO ST UDIO ) l!LIT A!\E DEL TElU1ENO
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eletta contro avver:5:u)o proceden te per la ,,ia litoranec1 , dovrebbe·· cercarsi nei monti calcari cli Camp iglia e nelle posi7,ioni lungo la. strada stessa ; alle quali , come già più volte si di sse, offrons i saltuariamente buoni appigli nell e pendici dei monti verso le pianure, dove alle antiche foi-mazioni si addossano le sabbie. La.straclrt più centrale poi, quella cioè che si dirige a Montalcino, giunta all'estremi tà della pianura Grossetana, attraversa una zona di monti calcari poco accidentata; quindi quella di sabbie ed argil le che contorna il conflu ente dell'Orcia e dell;Orn brone; infine supera l'ondulazione dei monti di Murlo e Montalcino di roccie arenacee. Così le varie si.rade partenti dalle pian ure dei fium i costieri , arri vano al grande canale, che occupa tul1o l'avvallamento fra l'on· dulazione Montagnola Mnrlo -Mon talcino-M .te Amiata, e quella ò.el disp luvio ant.iapenn inico: M.ti del Chianti-M. ti di Trequanda iVI . te Cetona, che è tutto occupato da sabbie ed argi lle con grande prevalenza. di queste. Da qualunque punto del contorno si puo abhracciare collo sguardo la vasta distesa cli questo piano ondulato, cui il gr igio colore e la nudità delle crei.e, danno l'aspetto mono tono e triste, come di fon do di mare appena i.eri abbandona to dalle acque . Ma questo p iano in apparenza unito ed uni forme, è invece ornnque rollo e fr anoso; qua si presentano cadenti in continuo sfacelo i residui delle an Liche sporgenze accanto a nuove creste, che si disegnano fra fenditure incipienti, là si aprono nuovi burroncelli sul fondo e sui fianchi · di antichi blUToni; è in,,;omma un paesaggio in continua. trasforma- , zione, in co1Hinuo movimen to ad ogn i alternare di pioggia è di asciutto, ma costante nei suoi camtLeri fisici, nell a a.ridi Là del suo suolo cbe non regge vegetazione d'alberi , e solo si presi.a. al pascolo , ed alla coltura. delle piante erbacee. La scarsi tà dell'acqua che scivola alla.s uperficie, e non l'imbeve, I la mobilitlt del terreno che impone alle strade cli seguire l'asse delle · ristrette schiene e di superarne le frequenti pendenze e contropendenze, la ristrettezza degli spazi tatticament•~ praticabili, farebbero : di questo terreno una zona sommamente impropri a alle operazioni, e quindi una zona. di massimo ostacolo fra la costa e la regione centrale, se essa non fosse così ristretta. da poter essere attraversala in una marcia, e ~e non offrisse nelle sue parti marginali, e nel
NELLO STUDIO Mll1TA1\E DEL TERRENO
IMJ>OUTANZA URLLA GEOLOGIA
fondo degli amp i avvallame1Hi scavativi da\l'Arbia, dall 'Ombrane e dall'O rcia, del le plaghe più praticabi li , più ab ilabili e più favore Yoli all a vogeLazione, ed in qnest.i fium i cop ia d';icque perenni in qualunque sLagione. _ Questo fatto è dovuto all'essere in que3le località il terreno argilloso corretlo dalla miscela col le sabbie, le quali lungo il margine · sono ancora in posto superiormente alle argill e, e sul fondo delle valli vennero depos itate già frammischiale al le argille stesse dalle ali uvioni. In ogni modo però le condizioni logistiche e t:Htiche prima ac · cennate si verifi cano sempre ad interrnll i, e costituiscono il carattere predominante di qnesto terreno; perciò le strade hanno frequenti e forti salile rich ied.enti Lrapelo e riduzione di carico , sono in genere r istrette e fac ili a guastarsi, diventano impraticabili (se non bene mantenute), dopo le pioggie. Le schiene o[ro90 bt1011i punti tallici sui cocuzzoli , ma a fronte ristretto, buon i appoggi di fìanco, od ostacoli frontali insuperabili nei profondi e franosi borri; una li mitata faco ltà di movimento e nessun valore contro gli aggi ramenti ed il fuoco preponderante cli ch i attacca . Insomma, se la ristrettezza della zona ne diminuisce d'assai l' im · portanza. come os tacolo logistico nel senso trnversa le, le al lre sue .. cond izioni le allribuiscono un certo va lol'e latlir:.o, per chi , post.alo sui suo i praticab ili margini, sia all' imbocco delle strade altrnverso l'ondulazione di ponente, sia sull e faci li ,)olline della cresta antiapenninica, sia sui punti obbligati della linea Cetona-Radicofani. Amiata, o del mariine di Acquapendente, sia in fin e sulle colli ne di Siena, la pone fra se ed il nem ico come elemento nocivo all'o rdi nato ert opportuno impiego delle fo rze e dei mezzi cli o[esa dell'avversario. Superata la resistenz,i su uno dei !ali nord ecl est dell'oradetto . contorno~ più nessun os lacolo nè tauìco, nè logistico si affacci,i a . eh i mira alla pian1!l'a cli Arezzo od al basso Arno . Nel primo caso egli vi può scendere per strade numèrose e fa. cili, attraverso colline di sabb ie ed argille cli grancle pralicabilità ed offrenti buoni app igli pello svolgimento di azioni lattiche; nel secondo caso penetra nelle valli dell' Elsa e della Pesa in tutto si: mili alla parte più b,1ssa e più praticabile del versante Adriatico.
.Fra l'Elsa e il mare; a nord della Cecina, il rimanenLe del versante, r ivolto al medio Arno, è pur formalo dai terreni anzidetti, argille e sabbie (pli ocen iche), che coprono tutta la parte collinosa, e tea cui si levano allungali nella direzione italica i gruppi dei monti di Livorno, di monte Vaso e monte Mas~i, del Comacchio e di .Tano (fra Ern ed Elsa), cosLituiLi da arenarie e marne eoceni·t he, con frec1uen ti emersioni serpentinose e con qualche breve frammento di formazioni più antiche. Le argille e le s<tbbie sono anche in questa zona a luogo a luogo pi ù o meno fra loro commi-s te. Le prime si ripresentano, con LnLti i ca.ratteri annovera.ti per le crete Senesi, nella parte centrale; ove occupano tuLl.o l';~lto bacino della val d'E ra e le pendici del monte di Volterra: nella quale lillima locali tà e a To iano sono sormontate da gigantesche balze di sabb ie cementate. Anche n~I rimanente territorio occupato da queste fo rmaiioni, ·e più sp·ecialmente nelle colli ne Pisane, in quelle che prospeLlano l'Arno, le argille sono sottoposte a potenti strati sabb iosi, dove saldamente cemen tate, altrove variamente, compresse o disgregabili. Una rigogli osa vegetazione, fonti picco le ma frequenti, poca praticab iii tà nel senso normale all'acquapendenza, in causa dei nume-rosi solchi e dei frequenti scoscendimenti, sono i carntteri che questi terreni hanno comuni con quelli di egual natura più sopra. de.seri tti. . I gruppi montani gia accennati, che sporgono frammezzo ad essi, sono, per la costituzione loro, di mecha praticab ilità, qual~ in massima attribuimmo alle roccie arenacee; ma questa praticabili tà vi è notevolmente diminuita dalla macchia, che vi occupa superfici ·estesissime. Buone i.n genere ed abbastanza numerose le strade rotabili nel s_enso dell 'acquapendenza, poche le forti salite, stante il poco ri·lievo delle alture. Nel senso trasversale, per le forme topografiche proprie dei terreni ar110 illosi e sabbiosi, le strade scarseo-rriano e anz1chè comunicazioni continue, costituiscono parziali allacciamenti fra le strade longitudinali. Cattive e nella stac,ione piovosa . .i.mpraticabili le strade minori . I corsi d'acqua sono asciutLi o quasi nel cuor dell'estate; ma •
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Dll'ORTANZA DELLA GEOLOGIA
NEtLO STUDIO .UILITARF. OEt TF.RRF.XO
nei loro tl'Onr,hi in piano presentano frequenti polle (detti gozz i) d'acqua potabile e pel'enne. L'Arno, l'Elsa, l'Era e la Cecina hanno, anche nei tempi più asciutti, acqua in quantità sufficiente per i bisogni cli grossi corpi di tl'uppa. Fa parte delle strade che intersecano questo versante quella che corre lungo la valle del medio Arno, separata dalle più occidentali dalla catena dei monti del Chianti (all'estremo nord della ondulazione che costituisce il displuvio anti-apenninico), e divisa dalla valle dell'alto Arno dalla catena del Pratomagno. I mon ti del Chianti son o cli calcari argil losi (alberese), cli calcari arenacei (piet,·a forte), con qualche lembo cli arenarie, e colle ultimo pendici 1·iyeslile cli sabbie o sciolte o cementale. In co mplesso presentano i caralteri dei monti calcari, ma meno aspri e con fian chi qua e là più. praticab il i, attesi gli elementi argillosi e sabbiosi contenuti nella roccia . La vegetazione arborea YÌ è abbastanza sviluppala, e la coltivazione della vite vi trova le più prop izie condizion i. In massima il gruppo del Chianti può considerarsi come elemento separatore fra le strade del medio e basso Arno, quantunque esistano alcune buone vio di coll egamento attraverso alla ca Lena. Maggiore logisticamonte è l'oslnco lo dei monti dol Prato )lagno, più eleva Li cli quelli del Chianti, o non superati da Yie rotabili di coll ogamen1 0 coll'a.[Lo Arno che, all o es trnmitàN. e S. : tatticamente però questi monti sono più pratica.bili, pel'chè costi tuiti per la maggio I' parte dn rocce arenacee. SaLbie cementai.e da mescolanza di argille occupa no tullo il rondo, della valle <lei medio Arno a monlo di Ili gnano, chè più in basso la valle stessa è una successione di strelle fra roccie calcari ed arenacee. Quelle sabbie argillose coslituiscono una specie cli piano, che fu gih fondo di lago, e che l'Arno e gl i stessi più piccoli suo i affluenti hanno in ogni senso pn,fondamente intagliato. Pareti scoscese e franose accompagnale, precedute e sormontale da guglie, da cortine, da giganteschi cumuli, danno al paesaggio un aspetto originale e fantastico, e interrompono assai frequentemente e gravemente la praticabilità cli quel piano a terrazzi, obbligando le vie e la ferrovia a tenersi vicine alle falde delle colline e
dei monti, dove le sabbie sono mono franose ecl i burroni più ristretti. l:e conseguenze Lattiche di queste condizion i di terreno sono facili a dedursi, quando si aggiunga, che la praticabiliLà delle pendici dei versanti , dovuta all'addossarsi ad essi delle roccio sabbiose, il restringersi qua e là della valle fra i versanti stessi, sono le sole condizioni che olTrano mezzo cli praticare altra,·erso di essa qualche sch ieramento difensivo, sia contro chi la l'imonta, sia in senso inv erso. L'alla val cl' Arno invece è meno rolla e franosa, ed è per lo più costi Lu iLa cli roccie arenacee, le cu i pendici o i cui protendimenti offrono margini Lattici di qualche resistenza . 3fa •>perazioni difensive, come vedemmo, troverebbero cli preferenza nell'altipiano cl' Arezzo le condizioni tattiche e logistiche favorevoli al loro sviluppo. Se inyece cli volgere a N. E. o a N. , ~hi proviene dalla costa presso iI :M . Argenlaro, o da.Ila zona delle Ct'òLC senesi, intenda dirigersi verso il basso Tevel'e, deve prefiggersi per primo obbiettivo il centro dell'altipiano vulcanico di Bolsena e di Vico, d'onde potrà facilmente sYiluppare le operazion i ulteriori. . Per raggiungere quest'al Li piano, di cui la Fiora ed il I>aolia contornano il piede ,·erso N. O., si devono dapprima supera;e, nella prima direzione i mon ti , parte calcn,·i parte.arenacei, fra l'Albegna e la Fiora.; nell a seconda le argill e che fo rmano il sinistro versante della valle del Paglia. Nella pl'ima direzione si scende dalle coll ine sul sottostante altipiano, nell a seconda si sale dal· Paglia sull'erto maraine, sul cu i, 0 ciglio si affaccia Acquapendente. La zona occupata dalla fo rmaz ione rnlcanica, che chiameremo attip·iano vulcanù;o ili Bolsena e cli 'Vico , può considerarsi per gli effetti logistici e tattici, se non per la forma, somigliante a quella ove le argille e le sabbie si trovano associate in intima miscela ' come nell a vall e elci medio Arno. Della sua forma a piani inclinati, leggermente rialzati verso i crateri, già Yedemmo altroYe le ragioni. I tufi vulcanici e le sabbie ceneri e scorie che ne formano il suolo, e che ricoprono le sabbie ANNO XXVIII , VOL 111
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IMPORTANZA
DELLA (;BOLOGTA
ed argille plioceniche e le ondulazioni anteriori, avendo poca consistenza, ogni rio vi scava borri profondi; i quali già in prossimità della loro origine, rapidamente acquistano proporzioni di ragguardevoli ostacoli, e raggiungono poi profondità di cento e più metri. Sono essi formati da pareti verLicali o di poco inclinate, qua nude, là arnmanLate da lussureggiai1te vegetazione cli quercie, di sugheri, di lecci, di olivi; risalite da rari difficili sentieri e da strade ancora più rare, all'infuori delle quali sono insormontabili. Le rotab ili vi scendono incavate, con lungh : ram i, e ne allraversano il fondo solcato da rivi angusti e poco profondi. La quantità di questi burroni fa sì che poche sono le comuni cazioni tracciate nella direz ione ad essi trasversale. Le rotabili sono invece più numerose lungo le lame interposte fra quei burroni, e sono collegate lungo il margine dei crateri. La praticabilità, sia taltica, sia logistica è aclunque notevole nel senso dal cen tro alla periferia, ed assai li mitata nel senso trasversale. Per il valore che gli indicali burroni possono attribuir_e al fronte od al fianco delle posizioni e dei margini tattici, valga quanto si è eletto per le condizioni cons imili che si riscontrano nei terreni argillosi; sui qual i, questi dell'altipiano vulcan ico hanno però il vantarraio ov della maaaiore I)raticabili tà, dovuta alla superficie più unila e pianeggiante ed alla pendenza più moderala delle vie. · I residui delle antiche ondulazioni affioranti sul contorno sudovest e sul displuvio, i monli che l'affiancano da nord-ove.;t, il cigl,io dell'altipiano stesso verso il Paglia ed il Tevere, ed i rilevati orli dei crateri, sono gli ~ccidenli tattici più notevoli di questo altipiano. Le vie non sono solide come nei terreni calcari, ma migliori che nelle arenarie tenere e nelle sabbie. Il mate'riale per una mediocre manutenzione trovasi abbondante nelle scorie e nelle lave sparse qua e là, specialmente in alcune colate ed in vicinanza dei crateri. Le acque piuttosto che deficienti sono localizzate; ma senza reI gola fissa; perchè il loro scaturire è dovuto a cause accidentali, come l'esistenza. delle colate di lava, che ne impediscono l'ulteriore
NELLO STUDIO MILlTAI\E DEL TERRENO
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fofì ltrazione, o l'affiorare degli strati argillosi del pliocene, dove fu asportata o lacerata la massa dei depositi vulcanici. I rii sono scarsi d'acqua; è potab ile quella dei laghi e dei loro .emissari . . Il. suolo contiene tutti gli elementi per una svariata coltura: è in ·generale coltivato a grano; l'alberatura vi è scarsa, eccetto che nei burroni e I ungo i corsi d'acqua: quindi si hanno grandi campi di vista e di tiro·. Tutti i fiumi della regione fra Cecina e Marta, quest'ultimo eccettuato, hanno le loro origini, o quelle dei loro affluenti, nei due gruppi di monti più cospicui; cioè nel gruppo che culmina nel poggio di Montieri e nella Cornata di Gerfalco, e in quella che ha · per centro l'Amiata . . I calcari e le trachiti che costituiscono la ma,rnior parte di questi monti. l'altezza e la compattezza loro, gli annosi boschi che li ricoprono, sono allreuante cause della bontà e della perennità delle acque di quelle corren ti, alle quali poi dànno variabi le tributo) secondo la estensione e la natura loro, le altre montagne che costituiscono il rimanente del loro bacino. Fra i fiumi che mettono al mare direttamente, l'Ombrone, che coi suoi atnuenti attinge ad ambedue gli anzicleui grnppi montani , e scola le acque cli tutto il bacino delle crete senesi, è il più ricco d'acqua in ogni stagione, e il più attivo nello estendere le proprie conquiste sul mare. Sembra che in cinquanta anni abbia protesa la -sua foce di un chilometro. Gli altri fi umi costieri hanno le stesse qualità e caraueri, sebbene in proporzione minore, e coi loro rapidi interrime11ti vanno ,estendendo quelle terre maremmane,· che troppo presto sottratte all'azione benefica delle colmate, sono la prima causa della insalubrità di questa zona costiera. Questa insal ubrità si rilega aclunque anche essa, per breve serie di cause e di effetti, alla costituzione geologica della regione, ed è fra i dati che devonsi tenere massimamente in conto nel giudicare della praticab ili tà logistica cli questa, nelle stagioni più propizie alle operazioni cli guerra. Però essa ha anche un effetto permanente, ed è la scarsità degli abitanti e per conseguenza degli abitati, per .una zona abbastanza profonda lungo tutta la costa; il che accresce <')è)
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Dfl'OR'l'Ai\ZA DELLA GEOLOGIA
NELLO STUDIO MILITARE DEL 'l'ERl1EN0
le difficoltà di operarvi con truppe numerose, anche nelle stagioni. più favorevoli (,1). La pesca, l'agricoltura, l'allevamento del bestiame, sono le in-· dustrie predominanti in questa regione, l'estrazione dei minerali, dei marmi e della lignite, la fabblicazione di alcuni sali, la Jav0razione del ferro, trovano qua e là materia e mezzi ,propizì, ma limitato sviluppo.
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tenute, crediamo utile, a modo di nota e senza pregiudizio delle idee fonclamenlali, riassumere qui brevemente, i mezzi coi quali ;l'attuazione delle proposte stesse potrebbe dfeltuarsi. Questi mezzi si riferiscono: ,1° Ai mate1-iali geologici; .2.0 Ai materiali topografici; 3° Al metodo di studio e di descrizione del terreno. 1° 1lfater,iali geologici. - Non possiamo che ripetere quanto fu già detto nella parte I. Le vere forme del suolo e i c1~ratteri della sua superficie· essendo dipendenti: a) dal modo dt sol Jevamento; b) dalla costituzione geognostica; rinnoviamo i voti nei loro studl vogliano occuparsi della Più caldi ' perché i Vaeoloai o sintesi per tutto ciò che può riferirsi al primo di questi argomenti, ,e vogliano non solo nelle memorie, ma ancor più nelle loro carte, indicare i caratteri li tologici delle formazioni, almeno delle masse principali e più caratteristiche. Essi poi si renderanno gran,demente benemeriti delht scienza geografica, quando, ad esempio .di q1rnnt.o già pratip rono egregi geologi nostri e st1:anieri'. si_ ado~ preranno a porre in lucé i rapporti fra le diverse formaz1on1 ed 1 ,caratteri del suolo. Come già da molto tempo si è fatto in Francia collepubhlicazioni statistiche dei dipartimenti, e come già per qualche nostra provincia si è iniziato, è desiderabile, che i consigl i provinciali promuovano lo studio geologico dei rispettivi territori, che tanti vantaggi può arrecare al razionale sviluppo delle industrie e segnata,mente dell'agricoltura. 2° Materiali topvgrafìci. - Altrove notammo come il tratleggio, -col quale soltanto vengono in talune carte espresse le acciden~alità ,del suolo. ne mascheri talune relazioni importanti, e come l'aggiunta delle cur~e di livello non basti a far fac ilmente afferrare i rapporti ·fra i vari accidenti orografici, per poco che la scala sia grande e il territorio da studiarsi alquanto esteso. Una più ampia dimostrazione di questo asserto non sembra necessaria, risultando · abbastanza ,chiara dal confronto fra la dest:rizione da noi fatta della orografia dell'Italia centrale col disegno che ne o.ITrono le carte. Nelle carte a piccola scala è più facile esprimere una sintesi di >.eert.i elementi, quando il disegno sia basato su rilievi a curve ed V
Conclusioni. Nella fiducia che le idee svolte e propugnate sommariamente in questo saggio possano avere un maggior seguito, come si conviene a così importante argomento, per opera degli egregi cultori degli studi militari e per l'efficace concorso degli uomini r.he onorano la scienza geologica, nessuna conclusione parrebbe più adatta a questoscritto che ripetere quanto già fu esposto nelle premesse. A togliere però ogni dubbiezza su ciò che si riferisce alla portata ed alla effettuabilità delle proposte implicitamente in quelle con:-
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Il) Nel le zone dove anongono qnesti interrimenti, le acque del mare, ora ricoprono ora lasciano asciu tte larghe plaghe di spiaggia in formazione, abbandonando qua e là grandi ammassi di alghe . Esse penetrando pei canali ancora aperti nelle recenti t erre ne invadono le bassure, mescolandovisi colle acque dolci, e facil i tando, a quanto pare, la decomposizione degli avanzi vegetali in esso raccolti. Nei calori estivi colla evapornione delle acque s tagnan ti , l'aria s'impregna degli elementi provenienti dalla putrefa7,ione delle materio vegetali, ed att iva la rapida produzione di quei gaz mi3sma tici, che diedero origine al vocabolo molto sigoificatiYO di malarta, e per sottra rsi alla cui mici diale influenza, lo popolazion i dei· luog hi infetti emigrano in massa nei mesi fra il lu"lio e l'o ttobre. recandosi ad estata·re nei luoghi vici niori non soggetti a! malanno. In ~enere, essend~ i gaz miasmatici più pesanti dell'aria, si considerano corno sottratte alla loro perniciosa infl uenza le locali tà sulle colline circosta nt i alla llfaromma, che godano di un'elevazione di circa metri 800 sul livello del mare; ma questa non è regola costante; imperocchè vi influiscono i venti dominanti , i quali menu·e tengono sgombre dalle micidiali esalazioni talune locali tà, anche basse, favorevolmente esposte al loro soffio, sospingono altrove i gaz malarici su per le vall i o nelle sinuosità dei monti, e li sollevano a raggiungere località, che per la loro altitudi ne dovrebbe1·0 essere esenti dalla infezione.
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IMPORTANZA DELLA GEOLOGIA
esatti: ma anche in questo caso andrà quasi totalmente inavvertito, il dato imporLanle delle altitudini relatil'e, che è quello che svela la vera ossatura di una regione. Non vi sarebbe, a mio avviso, che un solo mezzo per metterlo in el'idenzà, e consiste nell' impiego delle tinte ipsometriche. Facciamo voti perchè questo mezzo, usato ed abusalo in talune carle, specialmente estere, dove fu applicato con dati assolutamente insufficienti (anche per rappresentare il nostro paese), venga al più presto introdotto da noi. Il nostro istituto geograuco renderebbe un servizio segnalato agli studi geogra.fici, se del la nuovacarla corografica ali'
/ ne facesse una edizione colle sole tinte 00 000 ipsometriche, senza tralleggio , deducendole esclusivamente dai nuovi rilievi. L'Itali a così rappresentata ci apparirebbe in molta parte diversa da quella cbe siamo usi vedere delineata nelle carte, o che abbiamo imparala a conoscere nei libri. In proposito poi all e levate, mi sia permesso di osservare, essere asso lu tamente necessario che chi ri leva il suolo, sappia come è costituito, e conosca, almeno a grandi tratti, i rapporti fra la costituzione e le forme esterne, Imperocchè una questione così importante, come è quella della rappresentazione dei caratteri del. suolo, non può essere qu istione di puro tecnicismo, nè lascialaall'apprezzamenlo, quanto illuminato, pure vario, nè al gusto artistico, dei singoli rilevatori. Senza dilungarci a indicare le conseguenze di questa varietà di apprezzamenti, crediamo però che ognuno avrà avuto più vo lte occasionedi notare, confrontando levate di campagna eseguite da diversi individui, che terreni di natura idenLica erano espress i da un individuo con curve dal modulo calligrafico, da altro disegnatore con curve più accidentate ed artistiche. Ad evitare dunque tali inconvenienti, e quegli altri a cui può condurci la moda, o la imi tazione degli stranieri, nessun migliore rimedio potrebbe suggerirsi che quello di attenersi alla massima di Macchiavelli, di richiamare, cioè, le cosé ai loro principii, che nel caso nostro sarebbero lo studio e la imi tazione della natura, per ciò che si riferisce alla rappresentazione del terreno, il.seguire i modelli insigni dei maestri nazionali, per ciò che concerne il tecni-
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cismo del diseano. Certe , carte straniere di recente pubblicazione <> dovrebbero persuaderci di queste verità più di qualunque discussione. Inrine facciamo che chi dirige la costnizione di una carta, sia fr.a le 1Jersone che clewno adoperarla. 3° Jfetodo cli clescriz,ione e d'insegnamhnto . - Crediamo che dal presente lavoro si possa ricavare la conferma di quanto si disse da principio, circa alle cogn izjoni geologiche che si richiedono per l'applicazione del metodo cli studio da noi propugnato. Esse, cioè, sono poche e d'indole generale; tali da potersi facilmente apprendere in pocbe conferenze, e coll'esame di pochi cam· pioni di roccie . Per lo stlHlio della geografia militare negl i istitu ti sqperiori, dovrebbesi quindi procedere (come gi1t si pratica presso altri eserciti) coll'insegnare dapprima quell&..nozioni di geologia applicata di cui abbiamo dato un saggio nella parte II di questo lavoro ; poi esaminando il contesto orografico é\ella regione da studiarsi, e completandolo colle deduzioni che sulla praticabilità delle varie sue parti si può ricavare dai dati geognostici della sua idrografia, dalla sua viabili tà, coltura, ecc.: ad un dipresso come si è fatto in questo lavoro per l'Ital ia centrale, e con maggiori o minori particolari , secondo lo scopo dell'insegnamento. Data così una chiara idea del teneno , l'esame dei fatt i storici e quello delle condizioni strategiche ed altre militari di grado minore riuscirebbe più facile e razionale. Qualunque però esser possa l'accogl iema che verritfatta a questa ed alle precedenti proposte, le mie convinzioni in materia mi impongono di insistere, sulla necessità, che ~nesto metodo: che. b~ per base la conoscenza geologica del suolo , sia seguito dagll uffici alt incaricati delle ricognizioni di vasti territori; segnatamente dagli ufficiali di Stato maggiore; i quali , ch iamati a qliesta importante missione> non devono rassegnarsi a leggere nel terreno coi mezzi • primitivi e superficiali che sono alla portata di un semplice dilettante. Il tenente colonnello l'li stato -maggiore G. RIVA PALAZZI.
ALCUNI QUESITI CIRCA. r,'EFFlGACIA DEL FUOCO DI FUCILERIA
ALCUNI
QUESITI
CIRCA L'EFFICACIA DEL ·Fu~co DI FUCILERIA · Senza ritenere, doversi il su~.cesso di un combatti mento ascrivere .Jlle perdi te, e da esse esclusi va men te misurare, non si può disconoscere, che la quantità <Joi morti e dei feriti è il risultato vero e positivo del lavoro i n guerra. {P!,OBNNleS) .
L Il nostro ammaestramento tauico per la fanteria e i libri di lattica, quando espongono e discutono il metoclo di istruire le truppe e il modo di condurle al combattimento, di mostrano ed insistono essere cosa, se non principale, importantiss imo il sapere uti lizzare il terreno nel senso di esporre la truppa il meno possibile alle offese del nemico, specie i reparti che manovrano immedii:1tamente dietro la linea di fuoco , cioè sostegni e riserve . Per riuscire a questo, ora che . le arrrii da fuoco diurno traiettorie tanto radenti, 11011 basta il conoscere semplicemente il valore degli. ostacoli, dei r ipari e degli oggetti coprenti immediati del teneno e sapersene giovare con oppo rtunità; ma.abbisognano delle cognizioni esatte intorno alle relazioni che esistono fra le forme del terreno e.i fasci · delle traieLlorie. Allora so!Lanto si sarà in grado di avvanta"aiarsi del terreno che le ci rcostanze designano quale luogo di cor~baÌ,timenlo, nell'intento di espo rre il meno possibile le truppe scaolionate dietro la .catena, t:olloeandole e facendole muovere nel!: direzioni meno bauute e in momento opportuno .
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I terreni dominanti, come una serie di alture, un altipiano e simiili, sono considerati giustamente buone posizioni difensive, pòi-chè dànno facollà a chi le occupa di vedere le mosse e le disposizioni d'attacco dell'aggressore, mentre impediscono a questi di vedere le truppe che stanno dietro di esse alture, come vi siano .disposte e i movirnenLi loro; inoltre costituiscono un ostaco lo materiale alla marcia dell'assa.lilore e diffic ile a superarsi senza grandi sacrifici i. Questi vantaggi sono indiscutibili e di grande valore; ma il tiro IL1ngo e radente, segnatamente quell o di fucileria, induce ad apportare quakb e modifi(:azione circa il modo di occuparle, Se ora .come al tempo delle anni liscie la cresta militare còstitui~ce la forza della difesa, 13ssa tuttavia IJ.O U può più essere in tutti i cas i l'unica e principale linea di resistenzR; poichè i proieUili che sfiorano la cresta e chè vi passano sop ra a poca altezza, generano una lunga zona pericolosa, e in alcune circostanze topografiche lungh issima, e tale da esser:e colpiti noti solo i sostegni e le r iserve, ma eziandio le truppe di seconda schiera . Gia<>chè fino dal principio dell'azione le zone pericolose di un'altura sono sempre molto più profonde che in terreno parallelo alla linea di mira; e a misura che l' attacco si avanza esse si allungano, e i proiettili vanno a cadere sempre più indietro della cresta, senza cessare perciò di essere peTicolos i per quasi tutto il loro percorso . Però a.Jcuni scrittori mettono avanti questa obbiezione; cioè, se b vero che i colpi i quali oltrepassano la cresta fanno molto danno, non essere meno vero , ,cbe i co lpi che cadono prima di ess:1 cresta sono perduti : ma si può rispondere·, che nel combattimento i soldati in generale tirano troppo allo e che perciò i cvlpi hassi sono pochissimi. Si dimostrerà a suo luogo, che quando l'aggressore è giunto fra 600 e 500 metri di dist~nza da un'altura av~nte un dominio cli 35 a 25 metri, e comincia a far fuoco sulle truppe che la occupano, ,produce una zona pericolosa di 350 e 4'50 metr.i , per modo che dagli slessi tiri possono essere colpiti catena, sostegno e riserve di battaglione. Ciò significa che la sicurezza che offri va la cresta al tempo delle armi liscie, oggi non si può più avere: e le sommità <lelle alture che allora erano al coperto non solo alla vista, ma e- . ziandio al fuoco , oggi sono battute da tiri radenti. E le zone delle
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CIRCA L'EFFICACIA DEf, FUOCO DI F UCILERIA
ALCUNI QUESI'\'I
riserve di battaglione di prima schiera, come quelle della seconda schiera dell'occupazione cui, col fucile liscio, non giungeva una palla, ora sono progressivamente pericolose a misura che l'attacco si avanza: e le truppe quivi scaglionate sono colpite o snervate dalla penosa impressione che cagiona il fischio del le palle. Ne viene di conseguenza, che volendo procurare sicurezza alle truppe che stanno dietro la creste militare, cioè volendo non siano colpite dai tiri diretti sulla catena, è necessario fare funzionare da massa coprente il terreno che circonda la cresta stessa. Onde scrittori. di tat~ica e militari pratici e intel ligenti consigliano di appostare la lmea d1 fuoco (catena) non più lungo la cresta militare (cioè nella parte più elevata del declivio verso l'aggressore, e precisamente dove qtrnllo si fa pianeggiante), come si praticava pe l passato, ma davanti ad essa cresta e verso il nemico; per impedire appunto che 'i tiri alti i quali sono la maggior parte, vadano a colpire i reparti di sostegno e di riserva, che stanno o si muovono dietro la cresta_ Ma d'altra parte non conviene collocare la catena più avanti det bisogno, poichè se è nro; che la cresta costituisce pur sempre la forza della diresa, un'eventuale ritirata della catena, dovendosi eseguire sotto il fuoco intenso dell'aggressore, se per IungO'camrnino, ne sarebbe troppo danneggiata; inoltre la catena sarebbe troppo· lontana dai reparti che devono spalleggiarla: di più si verrebbe a rinunziare in gran parte alla condizione cli dorilin io per altre raaioni " pur tanto utile. Naturalmente quando il terreno dietro la cresta si abbassi a conlropendenza, e per modo da formare un grande angolo morto, dove possono trovarsi al sicuro i reparti di prima schiera, la linea di fuoco, va ap~ostata come pel passato lungo la cresta; pll ichè in questo caso s1 ha dalla struttura topografica ciò chè appunto si cerca dal!' arte. Non si deve po i credere che fa catena collocata nel declivio verso, il ~~mico sia.più esposta ai fuochi di lui che sul ciglio; perchè se . qmv1 essa è più coperta alla vista, questa copertura cessa subito ai primi colpi di fucile. E nemmeno devesi credere che la catena nel ~e1~dio offra ~naggìor bersaglio; perché tanto qui come sulla cresta: 11 tiratore bisogna pure si scopra quel tanto che è necessario per potere far uso delrarma, chè anzi sulla cresta lo spazio battuto è
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maacriore: poi il pendio nellét più parte dei casi darà modo di appos~:re bene i vari reparti della linea di fuoco; qua dietro_ r~p_ari,. . là su piccoli ripiani e dietro oggelli coprenti alla visla, e s11rnl1.
II.
Da ciò che precede viene spontanea la domanda: a quale distanza.. dalla cresta è sufficiente appostare la catena? Anzitnlto deve nota1~si, che un fuoco intenso contro la catena (specie nei nostri terreni) non si potrà eseguire, i~ ge~erale, a di- · stanza maggiore dì .500 metri; e nella più p,trle dei casi facendo uso di due alzi. Ora da ali Specchi a pagina ,139 e ,143 dell'Istruzione sul tiro per la fanteri: si dedtlce, che facendo fuoco dalla distanza dì': 500 metri e cop due alzi, contro un terreno inclinai.o di o°, cioè dell'8 al 9 per ~enlo, si ouiene una zona battuta lunga 86 metri, e · luncra 39 Sll terreno inclinato di 4O°, ovvero fra il ,17 e il 18 per cen;o, Zone queste che alla loro estremità. sono ancora battute da 45· colpi su 100 sparati (1). . , Ma devesi supporre il caso più sfavore vole per la catena; c1oe che · il nemico faccia, cadere su di essa la parte più densa del fasc io delle traiettorie, che è la centrale. Ciò ammesso, arfinchè i reparti che stanno dietro la cresta, dietro cioè a quella linea del suolo che segna il limite alla vista dell'aggressore, non sieno colpiti dal fuoco diretto sulla catena, è necessario che questa sia appostata più avanti della cresta, almeno delle distanze seguenti . . 86 · In terreno inclinato 5° , ossia fra l' 8 ed il 9 0/ 0, d1 9 1
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metri= 43.
. 39, · In terreno inclinato 10°, ossia fra ,17 e il 18 0/ 0, d1 ~
metri= 19,50. Riflettendo che le zone battute in pratica aumentano cli ,molto, e:• (l) Vedasi specchio a pa.3. 199 dcll'Istl'Uzione.
CIRCA L'EFFICACIA DEI,· FUOCO DI FUCILEUIA
ALCUNI QUESITI
volendo ottenere che non più di 6 a 7 colpi su 1100 sparati ollrepassino la ~resta, si dovrebbe fissare quale distanza minima della · -catena dalla cresta: 70 metri in terreno inclinato fra !'8 e il 9 0/ 0 35 » » >> )> >> il17ei l 1180/ 0(,J) ; Le distanze per le pendenze intermedie si ollengono da medie · . aritmetir-h e. · È superfluo di aggiungere che raginni tattiche e topografiche possono consigliare di appostare la catena a distanza maggiore, e --coi sos tegni pure nel declivi o.
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III. Nell'appendice alla citata Istruzione ~ul tiro, sono esposti i criteri principali che esercitano influenza sull'efficacia del fuoco, e mercè cui può otteners i il più utile impiego della potenza della fucileria sul campo di battaglia. E là dove si discorre della scelta di una pos izione conveniente per s1,iegare la truppa, è detto: che si avvantaggia l'efficacia, se il terreno da battersi è parallelo, e meglio . ancora se va leggermente abbassandosi rispetto al la li nea. di mira; si scema l'efficacia invece se il terreno va innalzandosi al 'disopra della linea di mira. In al tre parole ciò significa che la inclinazione del terreno che si vuole battere, modifica la profondi Là delle zone b,tttute, le quali aumentano quando il terreno su cui cadono i proiettili è inclinalo so tto la linea di mira; diminuiscono allorchè il terreno cfa batters i è inclinato superiormente alla linea di mira. E per dare una idea chiara dell'importanza di ques to fa tto, l'Istruzione indica in apposito specchio, le variazioni in metri che verrebbero a subire le zone battute in terreno parallelo alla linea di mira. Ora si domanda di quanto debba il terreno abbassarsi sollo la · linea di mira perchè il fuoco abbia la mass ima efficacia, cioè sia · radente. I tiri saranno radenti, quando. l'angolo che fa il terreno da battere, colla linea di mira, sia uguale all'angolo med_io di caduta
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teorico del fascio delle traiettorie. ,Si imagini la linea di mira orizzontale di una . data distanza: evidentemen te se oltre questa distanza il terreno non si ab- · bassa, il proieLtile penetrerà nel suolo; ma se ·at ) contrario il terreno si incurvasse come la traielt.oria, per un dato trallo,. questo sarebbe battuto da . uno stesso proiettile per tulla la sua lunghezza, il medesimo avverrà per un fascio di traiettorie. E in questo caso è evidente come torni meglio considerare il terreno non incurvalo , ma inclinato; e invece delle traiettorie l'angolo · medio di caduta teorico deb fascio di esse traiettorie. Ciò posto si esamini questa figura in cui le vari&1inee rappresentano: abc il· _teneno , orizzontale fino in b, nel quale punto cambia pendenza, clf linea di mira, doe traiettoria medi~ · del fascio, geb angolo di caduta teorico; g h tangente alla traiettoria media.
· ,162.
ALCUNI QUESlTl
Ora è evidente, affinchè il tratLo be del terl'eno inclinato sotto la ~l inea di mira, possa essere baLLuto da tiri radenti, deve avere in·-.-{'..linazione eguale a quella di gh; cioè l'a.ngolo {be che il terreno fa -colla linea di mira, deveessese eguale all'angolo feh, e per conse. .guenza al suo opposto al vertice geb, che è precisamente l'angolo . di caduta teorico. Quando invece il terreno che si vuole battere, contrariamente al -, caso om supposto. si trovi più elevato dei tiratori, valgono le me<lesime considerazioni; poichè si può ammettere che nei tiri fatti . con piccola elevazione, la linea di mira e la traiettoria corrispondente formino sistema ri gido, nel quale la posizione rispeLtiYa delle .--due linee è costantemente la stessa (,f). Vediamo in qua l modo si può giungere a conoscere, quando l'an·_golo, faLto dal ter,·eno da battere colla linea di mira, è uguale al. .rangolo di caduta teorico. Condizione necessaria per riuscire a , questo, è che il terreno da battere sia orizzontale, perciò de,,e trovarsi più elevalo dei tiratori. In virtù della proprieLil comune alla .traiettoria e alla linea di mira, di formare un sistema rigido, se si fa ruotare la figura A attorno al punLo d per modo che il tratto di .terreno b e, quello éhe si vuole battere, diventi orizzontale, la linea Ji mira verrà così ad acquistare (la si era supposta orizzontale) una · elevazione eguale all'angolo di caduta teorico, il quale resta invar iabile, come pure non varia. quello di caduta reale. Dunque perchè un alLopiano orizzontale possa essere battuto da ,,..fuochi radenLi è necessario che la linea di mira faccia coll'orizzonte un angolo eguale all'angolo medio di caduta Leorìco del fascio delle - traiettorie; il quale angolo di elevazione pelle distanze di: 400 700
'1000
metri
è
»
)}
»
»
( I) Istruzione, pag. 117. (2) Questi ango li d i elevazione veramente corrispon:lono alle distanze di 550, 830 e . l!OO mttri; ciò perché: 1° per poter battere una zona lunga circa 000 metri devesi co nsider~re quale traiet. ·tori~. media ~el rascio quella che va a cadere un centinaio di metr i ollre il punto in !>ianco. 2" Siccome per le distanze cli ,100 e 700 metri il nocciolo, cioè la pa,tc del fascio · --che contiene più colpi, cade a 50 e a 30 metri prima del punto mirato, cosi quelle dùe ·-·<d istanze sono state aumentate anche di queste due quanti tà. ·
cmcA r,'EFl'ICACIA. DE [, FUOCO DI FUCILERIA
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Da CJò ne ~onsegue che un altopiano perchè possa essere battuto .da fuochi radenLi bisogna sia alto: 16 metri se distante 400 metri dai tiratori Ì » 700 » » 49 » » » '(O )) , )> )) )) ,1000 » 100 » On.q,e ne derivano le regole seguenti: ,1° ·Perché un al topiano possa essere battuto con tm radenti, bisogna sia più elevato clei tiratori , ael quadralo clel numero che esprime le centinaia di metri di distanza dell'altopiano stesso; 2° Viceversa, la. distanza a cui devono essere appostati i tiratori, per poter battere un al Lop iano colla necessaria efficacia di fuoco, deve essere tante volte cento rnetri, quante sono le unilà della ra.d ice quadrata dell'altezza dell'alto piano; 3° Quando un altopiano invece di essere orizzonlale, sia in;clinato in senso opposto ai tira:Lori , per ottenere ancora tiri radenti converrà appostare essi tiratori ad una. distanza maggiore di 400 metri per un'altezza cli :t6 metri; maggiore di 700 per un'alLezza cli 49 meLri, ecc.; 4° E inversamente, quando l'altopiéino che si vuole battere invece cli essere orizzontale è inclinato verso i tiratori, per ottenere .ancora tiri radenti, converrit appostare la linea cli fuoco a clisl:a.nza minore, per ciascuna altezza, di quelle or ora indicate.
1V. Ora si vuole conoscere la profondità della zona dell'altopiano in discorso, baLtuta con tiri radenti. Essa dovrà contenere i colpi che sfiorano la cresta e tutti quelli che vi passano sopra fino acl altezza d'uomo. Lo specchietto seguente risponde al quesito, per le tre solite distanze di 400, 700 e ,J 000 metri e per le altezze corrispondenti di '16, 49, 100 metri. O) Le altezze corrispondenti alle distanze in termedie si hanno da medie aritmetiche.
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C!f\CA 1,'EFl'ICACIA DEL FUOCO DI FUCILERIA ALCUNI QUESITI 1
DISTANZA dei tiratori dall'altopiano
Locchè dimostra, che su di un altopiano orizzontale o quasi, più elevato dei tiratori, del quadrato del numero che esprime le centinaia di metri della loro distanza., si ha uno spazio battuto con tiri radenti di. circa 400 metri. Dopo ciò non credo del tutto inutile osservare: 1° Che i dati intorno D.i._qnali si è discorso conviene considerarli ed appl icarli più co l cri terio tattico che col criterio matemutico: e quando così intesi; possono servire a fissare le idee sull'efficacia del fuoco; . 2° Che considerazioni cli maggiore importanza (talliche, topogra.fì.che, psicologiche) potranno in qualche caso farne trascurare l'applicaz ione; ma in ogn i modo è certo, che il sapere dove e come conviene appostare la catena per ottenere maggiore effica.cia di fuoco, e il sapere quali sono le zone, anche non visi.e, battute dal fuoco nostl'o e da quello del nemico, sarà in ogni caso e dovunque di grande vantnggio alla buona riuscita del cumbauimento.
ZONA . battuta dai proiettili che sfiorano la cresta e Ghe vi passano sopra I ad altezza d'uomo
- - -- - -
Metri il:00
(1.l
Metri
iso
Girca
»'
700
•
~00
»
»
1000
»
1
150
»
1
1
E se si tiene conto dei rimbalzi numerosi e tesi (2) e degli errori . di puntamen to, le lunghezze trovate aumentano di molto , fino a raddoppiarsi. Inoltee esse si allungheranno di 1100 metri se si usano due alz i, di 200 quando se ne adoperano tre. ilfa per rimanere con sicµ rezza dentro i limiti del vero, poniamoche · le suddette cause facciano allungare le zone bftttute teoriche· solamente cli due terzi. Si supponga altresì, ciò che del resto avverrà nel combattimento; cioè che pelle distanze cli 700 a 11000 metri si usino due uizi . Questo in terreno payullelo alla linea di mira fa allargare di 100 metr:i la zona battuta: ma nel caso che si considera., cioè che j pro iettili cadano Sll terreno inclinato so tto la linea di mira, produrrà un aumento di 140 metri circa. Onde si avranno le seguenti zone battute; per certo non più lunghe cli quelle· che sa.ranno realmente solcate dalle palle nel combattimento. 1
V.
1
Zona ba ttuta teorica data dei tiratori dalla talclla 11a
Distanza
Aumento dei¼
il:00 metri
230 metri
'154 metri
700
))
200
))
1
'1000
))
·150
))
1
132
))
100
))
Le regole formulate in questo studio e le cifre trovute, non sono altro elle deduzioni dei dati contenuti nell'appendice all'istruzione sul tiro più volte citala, in risposta a.i quesiti trattati . Ma se vi è studio in cni convenga. pigliare norma dul noto e antico ada,rio « valern assai più la pratica della r;rmnniat'ica » è certamente questo dell'efficacia del fuoco e della lunghezza delle zone battute. Perciò saeebbedi grande utiliti1,perdarne icleeeS[ltle e convincenti, lo eseguire nelle esperienze cli tiro da.I basso all'alto e viceversa, ben !nteso in polignni adattati e eompletam.enl.e organizzati; e mostra.re così col fatto quanto vi sia di vero nelle deduzioni teoriche, e da esse esperienze dedurre e fissare il modo cli occupare le alture e la formazione della truppa, prendendo per base il battaglione. Le svariate forme. secondo le quali si presenl.Dno le alture si potrebbero ridurre ai tre tipi seguenti: a) Altura terminante in altopiano, pressochè or izzontale. e
Lunghezza Aumento de ll a zo na per l'uso effettivamente di due alzi battuta
HO metri HO ))
(,I
384' metri 472
»
390
))
(1) Queste zone battute sono state dedotte dalla tabella 2a an nessa all 'Istruzione pii, volte cita ta. Ma conviene fare notare che tirando cogli angoli di elevazione necessa rL ner mi rare su delle alture di 16, 49 e 100 metri di altezza, si ottengono delle traiettorie, non già corrispo ndenti alle. distanze considerate, ma invece a quelle di 850, 1450e 2000 metri circa. (2) Percbè piccolissim i sono gli angol i di caduta.
ANNO XXVJil , VOL. lii.
I
è)
t.,
5
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ALCuNl QUESITI CIRCA L'EFFICACIA DEL FUOCO DI FUCILERIA
lungo 400 metri circa, oltre il quale limite il terreno vada decl inando; b) Altura con altopiano lungo da 700 a 800 metri, poi il terreno vada discendendo; · e) Altura con cresta più o meno tondeggiante, oltre la qua.le il terreno s'inclini subito a contropenclenia. · Su ciascuno di questi tipi di posizione disporre dei bersagli sagomati, rappresentanti i vari reparti di un battaglione nelle formazioni che può assumere nelle varie fa.si del combattimen to.
·nell'intelligenza e nell'attività volonterosa degli uflìc iali per essere ,s icuri, che basta avviarli sulla buona via perchè vi progrediscano, presto e bene, e indicar loro la meta perchè facciano ogn i sforzo per raggiungerla. Già è ammesso da tutti che sarà mo lti diffic ile il potere ollenere la discipli na del fuoco in quella misura che sarebbe desiderabile: perciò si fa ancora più manifesto l'utili.tà grande, per la buona riu·scila del combattimento, di una. saggia ed opportnna condotta. del fuoco. Onde, anche per questo rispetto, la necessilit di studiare praticamente i rapporti che esistono fra i fasci delle traiettorie e le forme del Lerreno . · Mi piace di ·porre fine a queste modeste considerazioni col domandare venia al lettore se qualche volta mi sono ripetuto : cosa questa da attribuirsi forse all'import:anza che secondo me hanno li argomenti trattati , e aJJa rifle:::.sione, che lo avere una istruz ione .sul tiro, ottima. come la noslra, non è che un primo passo verso le nuove teoriche che governano l'imp iego-del fuoco di fuc ileria.
VI..
Non credo mi si possa fare l'appunto di avere dato troppa importanza alle questioni trattate, poichè io penso anz.i ne abbiano tanta e cli tale natura., se si vuole trarre dal nostro fuci le tutta l'ef~ fica.eia ch'esso può da1·e, da persuadere come sia necessario esercitare sul terreno lì uffiz ia.li in ordine a, situazioni tattiche e topog rafiche ben defini te, nell'intento cli ab i.tual'ii a giudicare non solo le distanze a vista, ma altresì le pendenze del terreno e le differenze di livello fra vari punti di esso: e di studiare i noi tre le forme del terreno che favoriscérno l'eflìcacia del fuoco nostro e scemino quella del fuoco nemico . Poichè bisogna persuadersi della grande utilità che hanno pel comba.Llimento queste cognizion i acquistate sul terreno : poi riflettere che le cognizioni pratiche, anche più facili e più sempli ci cli queste pel liro, non si acquistano ne in un mese, nè in un anno. Cerlarnei~te, affinchè gli t{fficiali fino dai primi anni si possano appl icare con profì tlo a studi teorico-pralici, che Iipongano in grado di impiegare il fuoco co lla maggiore efficacia possibile, è mestieri fai'li esercilare con certa continuità, e soprattutto con metodo faci le e razionale; giacchè il metodo è fondamen to di ogni umana cfociplina. · Quando si sia persuasi di tutto ciò non riescirà diffici le trovare :i½ tempo anche per queste esercitazioni . Poi si deve avere fede
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')
C. P ASTI Capitano di fanteria.
ORD INAlllENTO ED D!PCEGO DEI PARCHl D'ASSEDIO
RASSEGNA TECNOLOGICA ORDINAMENTO ED IMPIEGO DEI PARCHI D'ASSEDIO'
Principii sull'attacco delle for ti ficazioni, stabiliti da lla Comm issiono pr uss ia na· pr ima della guerra del ISiO. - Revisione fattane dopo la guerra. - Lineed'iuvestimento. - Batterie di I" e di 2• posizione. - Loro s cop i ed a1·mameuto. - Bocche da fuoco necessarie pe l' un parco d'assed io. - P1·oporiiooe fra i calibri e le specie di verse. - Tabelle di forma zi one de i parchi austriaci. russi, inglesi, te deschi e francesi. - Trupp e d'artiglieria addette al' se rv izio del par co Ledesco. - ll•l uuit ionam en to. - Affusti. - Com u nicazioni e posti d'osservazione telegrafici e telefonici.
I Iungh i periodi di pace che succedono alle guerre colossal i, sono ordinariamente ulilizzati nel lo studio delle questioni mil itari coll'analisi dei f.lu i, in segui to ai quali molte idee vengouo modifica.Le,. ed altre, prima neglette, sono compl etate e poste in chiara luce. Così abb iamo visto la for ti(ìca,,ione che, lasciala per olcun tempo, in non cale, dopo gl'in:;cgnament i del •I870-7·1 riprende slancio,. espli can4osi secondo nuove fo1·rne più adalle all'impiego dell e armr attuali; e le diverse nazion i andare a gara pei: erigere, sia nell'interno, che sulle fl'ontiere, formidabili campi trin cerati e solidi forti di sbarramento . I~ naturale qui ndi che la ri cerca dei mezzi pc r attacca re e vincere la resistenza di que:;te fortifi cazioni proceda in, armon ia collo studio rivol to ad accrescerla e che coll'aumento successivo dell'effi cacia del cannone , si pensi, cosi dal difensore come dall'attaccante, di trarne il massimo profitto per giungere alla superi orità necessaria a debellare le forze dell'avversario.
')
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AYen do in una precedente Rasse,qna esami nati i mezzi adoperati ,oggi giorno per costituire la 1·esistenza delle pi azze fortificate, verremo ora esponendo quelli che sono in possesso dell'allaccante per -vincerla cd i metodi che egli deYe seguire per utilizzarli. E quantunque le idee, a questo riguarc4i, sieno ancora meno .eoncordi e quindi più inceri.e che sulla dil"esa e si trovino in an periodo di ri,Tolgimento il cu i assello definitivo non è ancora ben apparente, pure le discussioni quotidian o che intorno ad esse si fanno e più ancora il veder sor0 ere dovunque fortificazion i in aran " parte .anche conosciute in tulli "i loro partico lari, hanno gii.t 'indicale le soluzioni dei punti principali della questione. I~ ornai vecchia l'idea che innanzi alla gran resistenza e potenza oJTensiva delle opero moderne, ai metodi di assedio rezolare sia pr_eferibile la sorpresa con assalto irnproYviso, che avrebbe risparn~1~to la Iunga e sanguinosa guerra di trincca: omai prevale il prin.c1p10 che contro la piazza moderna si debl>a procedere metodicamente all'attacco pel quale si indicano già le norme generali . E i varì Stati costituiscono potenti parchi d'assedio, ordinati in modo .che al rompersi d'una guerrù possano toslo, provvisti di ogn i loro ,o~cor~·ente, mettersi in molo, dirigersi con rapidità verso i punti di resistenza del nemico, spiegarn con energia e colla mossima prontezza i loro mezzi di dislrnzione, sorprenderlo e sopraffarlo sul punl.o più debol e o meno gucmilo per sch iacciarlo sotto il fuoco d'un'arLiglieria preponderante, se non nel cal ibro, nel numero . La gnerra odiern:1 d'assedio può derinirsi infau i un titanico -duello d'artigl ieria, e in es:;a la villoria riposa. perciò essenzialm~nL? sulln. potenza di questa,_ sulla buona organ izwzione dei par.ch i cl assedio, sul modo energico e pronto con cui ne viene diretta e sp ieg,1La l'azione., molto limitala essendo in, oce l'azione delle truppe di fanteria che possono so lo concorrcr11i co l fuoco nello stad io ~orrispondente alla difesa della breccia, se pure .questo non Yerrà m avven il'e soppresso. li per iodo che sta attraYersando l'artigl ieria rigata, e che fo rse non si compirà tanto presto per i progressi incessanti, che sono sempre alle vi slc e dietro i quali altri ne stanno forse molto maagiori, ha dato luogo a un r iordinamento general e dei parchi d'a~-
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RASSEGNA TECNOLOGICA:
sedio che conviene studiare attentamente per valutarne la forza; complessiva e misurarne gli effetti. L'esperienza del 1870, malgrado l'incertezza e sconnessione degli, auacchi contro le piazze frances i, dimosLrò quanLo previdenti e· bene intesi fossero gli studi dellRCommissione prussiamt che prima della guerra aveva gettate le basi della nuova tattica e quanto giuste. sebbene non m'esse in opera, ne fossero le conclusioni: « Combatti mento d'artiglieria alle distanze di 2000 a 3000m dalla « piazza; distruzione dell'artiglieria del difen sore da. una distanza. << minore e susseguente demol izione del le opere difensive, sul fronte « d'attacco, per mezzo di un potenteèoncentramento di fuoch i; ese« cuzione delle brecce col tiro indiretto; lavori d'approccio e di « eoronamento; passaggio del fosso ed assalto >>. Termin1~ta la guerra le operazioni d'assedio, furono nuovamente ventilate dall'artiglieria germanica, la quale distinse tre specie cli assedio : il sistematico , col quale si sarebbe passati regolarmente attraverso a tutti i period i già ammessi cl.R tempo; l' abbre,viato me·· diante il quale si poteva procedere al l'assallo prima che fossero ulLim,a Li tuLLi i lavori d'approccio; e l'accelerato col quale si sarebbe proceduto alla. costruzione di tutte le opere indicate nell'assedio sistematico ma con maggior celerità e quindi meno melodicamente· coll'i mpiego di mezzi più potenti. All'assed io, di qualunque specie esso sia, ' precedono i cornbattitirnen ti per ass icurare il blocco della piazza nei quali l'assalitore deve occupare le posizioni poste all'infuori dell'azione dei forti esterni, che il di fensore cercherà di mantenere strenuamente allo scopo di ritardare le operazion i dell' ,ùtacco e prendere tempo onde completare le proprie difese, massime l'armamento dei forti. La linea d'investimento è all ora stabilita con ope11e· provvisorie ad una distanza dai forti regolala dalla forma del terreno e dal loro armamento, ed una volta ass icurata, si procede al bombardamento delle opere della piazza allo scopo di affievolirne le difese e renderle impotenti o insufficienti a contrastare lo stabilimento della 1 • posizione, soprattutto poi quando la piazza non sia molto grande, priva o deficiente di ricoveri alla prova e si preveda unà debole resistenza . La distanza delle batterie di bombardamento dai forti è ordina1·iamente di 5000'U, distanza minima, da cui le bocche da fuoco
ORDINA1IENTO ED l'.V[PIEGO DEI PARCIII D'ASSEDIO
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7,t
possono eseguire il tiro di sfoncl,o efficace con un numero determinato cli colpi. La potenza distruttiva. d'una bocca da fuoco dipendendo dalla penetrazione e dagli e.ITetti di scoppio del suo proietto, il peso e la capacità interna di qneSlo viene in massima determinata compatibilmente c~l!a resi stenza della bocca cla fooco e ·co l suo peso, che a motivo delle condizioni di traino non può superare i 3700 kilogrammi circa. Stabi li te le linee d' investimenlo, si determina il fronte sul quale diri~ere. i ~assi mi sforzi, ~ercando. di trarr:' in errore. il difensore sull ~bb.1etL1~0 scelto, medianLe falsi attacchi od allacch1 eseguiti su 1 punti d1vers1. · È questo un còmpilo che conviene all'assali t.ore di condurre con accorgimento e nello stesso tempo con energia, affinchè appena che le sue intenzioni sono manifeste, l'azione sul punto determinalo proceda soll ecita e decisi va per sopraffare il nemico. Le disposizioni prese preventivamente e la buona organizzazione del prop1:io parco d'assedio saranno in questo periodo d'una gravissima influenza. La prima posizione d'artiglieria sulla quale saranno tratte le bocche da fuoco cli maggiore cali bro ed accumulate le mun izioni occorrenti a sostenere un .fuoco ben nuLrito contro i forti , viene dai tedeschi presa. in due successivi scaglioni, compresi fra 3000 e 20oom dai forti, il secondo dei qual i, più raVl'icinalo alhi piazza :lei primo, non è stabi li to se non quando i lavori e lo sviluppo delle forze dell'asseclianLegli permettono di sostenere efficacemente queste nuove batterie. Da questa pri ma posizione, l'attaccante dovrà abbattere col fuoco della sua artiglieria. i principali edifizi concentrati nei fo rti, come magazzini, depositi, ricoveri, ecc., non curando il fuoco delle batterie ~nLermeclie per non sparpagliare i suoi tiri; impedire i lavori del ddensore inLerrompenclo l'armamento; distruggere il materia.le; rendere poco sicure le comunicazioni, i passaggi; tirare contro i lavoratori; respingere le sortite e incominciare la lotta coll'artiglieria dei forti. . In questa lotta se i forti hanno il vantaggio del calibro, l'assedra~te abbia quello del numero e della maggiore ampiezza dei bersagli: onde molti ingegneri militari, come abbiamo visto alla fìne
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l\ ASSEGNA TECNOLOGICA
ORDTNAMEN'l'O ED IMPIEGO Dlsl l'ARCTII o'ASSF. DIO
della precedenLe Hassegna, sostengo~o l'opportnniLà di non collocare nei fo rLi i grossi ca li bri, per disporli invece nelle batterie intermedie dove sono certamente più al sicuro perchè nascosti alla vista dell'assediante. L'assediante poi deYe possedere bocche da fu oco di specie diversa e costrurre le sue baLLer ie a distanze differenti; po ichè, so contro gli edi fi zi a prova di bomba si impiega il Liro arealo, i pezz i sul ramparo si colpiscono di lancio (,f). Come si è già accennato in uno studio precedente, dopo la guerra del 70, le volle ed i coperti dei ricoveri di ogni sorta di cui sono fo rniti oggidì i forti, possono res istere al Liro di sfondo dell e bocche da fuoco d'assedio desrinale a tale scopo, ~ssendo limitalo entro certi confìn i il calibro cli queste. Converrà quindi nella 11~ posiziono scegliere sili opportuni dove stabilire batterie pel tiro indiretto di demolizione che puòsostituire con qualche vantaggio il tiro di sfondo, impiegandovi bocche da fuoco ad.anima p;ù lunga, ango li di tiro non molto grandi e cariche e proietti moito potenti . Per la distruzione del materiale, sarà necessaria una bocca dn. fuoco di calibro medio, non così potente come le precedenti per battere gli edifi zi; ma collocata in posizione alquan to più avanzala delle precedenli . Le bocche da fuoco destinai.e ad agire contro il personale sieno collocate nei punti più salienti per cui non occorre che la loro gittata ecceda. i 3500 1n, nè chè i loro proi etti sieno dotali di grandi velocità, ma. bisogna cheil lorocalihro sia piuttosto grande, affi ncbè il proiel.Los i divida in molte schegge . Essenrlo queste bocche da fuoco soggeuc a frequeùti cambiamenti di posizi oni il loro peso non deve guarì oltrepassare i 11000 kg. In quanLo ai pezzi des tinali a controbattere dircttamen le l'artigli eria dei forti, occorre che la loro gittata, la precisione del loro Liro e la velocilh. restante sieno massime, lim itate solo dalla condizione di peso della bocca da fuoco cui si può dare per limi te massimo 3700 kg. Queste bocche da fuoco per la loro potenza, possono anche essere a<loperal.e nel bombardamento. Quantunque l'artigli eria d'assedio moderna sia mo lto polente e possegga molta giustezza di tiro, anche alle grandi distanze, puro
reffetto non ne sarà sicuro se essa non venga spinta al possibile vicina ai forti e la lotta fra le due artiglieri e non sarà decisiva che <lalla 2• posizione la quale Yione presa fra I 000 e ·I ooom. Da questa l'assediante compie il lavoro già incominciato colla sua aitiglieria nella posizione precedente; eseguisce quindi il tiro di demolizione e di breccia, fa tacere la fanteria quando il suo fuoco diventa troppo micidiale ed occupa le opere che cadessero in su-0 potere. Onde lrn mestieri di un'artigli eria atta. a queste ruverse operazioni . Per la 1otta coll 'artiglieriR avversaria. si richiede una bocca da fuo co meno polente di quella assegnata. alla ,1a posizione, colla. quale però sia possibile il tiro di smonto a ,1500m senza che il suo peso oltrepassi i 2000 kg., compati bile coll.e condizion i di un facile trasporto, poichè a misura che l'assedian te si anicina alla piazza o si allontana cla l parco, aumentano le diffì collà del trasporlo e quell e del " munizionamento. Quando occorra di eseguire un tiro d'infilata di smonto si propone di far avanzare dalla ,ia posizione le bocche da fuoco specialmente adatte a questo tiro e non è quindi necessario di averne un gruppo speciale. Ri spetto all e artiglierie destinate pel tiro in breccia, si ammelte che d'ora innanzi esse sieno collocate alla distanza media a cui si eseguisce il tiro indiretto ( 1500"'), non solo perchè ciò risparmi a all'assediante on fa ticos issimo lavoro cli trasporto e lo dispensa dal1'obbligo del coronamento del fosso, ma all.resì perchè l'erezione di tali batterie demoralizza la guarnigione, facilita l'aLLacco di vi,•a forza, aumenta le dif'ficoltà della difesa e indeboli sco l'azione della -sua artiglieria. La possibil il.à cl i eseguire la breccia, a tale distanza, fu dimostrata .all'assedio di Strasburgo e nelle esperienze esegui te dappoi in Germania, ma il profilo e la profondità del fosso dei fo rti moderni renderanno mollo più diffi cile e sfavorevoli in avvenire le con dizioni di questo tiro, poichè l'angolo di caduta dovrà essere almeno di 30° per po ter haLLere e demolire le scarpe, il che è di fCTcilmente compa.libile con una. velocità restante abbastanza grande da produrre In. forza d'urlo occorrente per rovinare un muro. D'altra parte non è oggidì assolutam ente possibile di fare a meno cli questo tiro , malgrado le sfayorevoli condizioni che gli rengono fatte, e ad
(I ) Obici e mortai 1·ign ti. Rivista Mili/ar e, marzo, 1882.
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OR DINAMENTO ED I MPJEGO DEI PARClll D'ASSEDIO RASSBGNA TECNOLOGICA.
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esso convenà pur sempre ricorrervi a costo anche di demolire cor tiro o collo mine la massa coprente che impedisce di dare alla traiettoria la cun·atura necessaria. Per armare quesle batterie l'assediante si varrà delle bocche da fuoco che aYrà collocale nella P posizione per idenlico scopo di demolizione. Circa poi a vedere se gli convenga impiegare le bocche da fuoco più pesanli o qu elle più leggere, la guerra del 70 e le esperi enze di Graudonz l ·I ) fatte di poi, gl i dànno i termini necessari per risolvere il dubbio. A Su·asb urgo infaui il cannonecorto da 45 cm. dovette impiegare 48 oro cli tiro indiretto per praticare una breccia, ciò che è da considerarsi come uu limito clitempo soverchio; e dalle e:;perienze ~i Graudenz si polè · dedurre, relativamente al paragono fatto fra il cannone corto da 15 cm. e quello da :iH, che pe1· una medesima velocità restante, era necessario un poso eguale di ghisa per ottenere identici effetti, ciò che si risolve nel dire che il maggior calibro non fa risparmiare il peso delle munizioni, ma fa economizzare però il Lempo, ed aL1menta la esattezza del tiro. Dunque per ouenere una sufficiente velocità. restante con un determinato angolo di caduta, il calibro cli 2·1 cm. è indispensabile e quindi per eseguire il tiro in breccia le bocche da fun co più pesanLi sono le più utili, potendosi quelle di calibro minore impiegare nei tiri di demolizione delle caponierc. Nel Liro contro fanteria verranno impiegale le bocche da fuoco che a tale scopo erano state collocate nella 1 ° po.sizione e final mente per armare le opere prese al nemico si disporrà delle bocche a fu oco da campagna cli maggiore cali bro. Concluclonclo, le specie di bocche da fuoco indispensabili ad armare le batterie della ,1" e della 2· posizione saranno: Gli obici o cannoni corti di gran cali bro; Gli obici o cannoni corti di calibro medio; I mortai di gran calibro; I mortai leggeri; I cannoni rigati di gran cali bro; 1 cannoni rigati di medio cal ibro; I cannoni da campagna e le mitragli ere. (I) Obici o mortai rigati .
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In quanto si riferisce alla $Celta dello posizioni, le batterie a~·mate con bocche da fuoco posanti dovranno essere collocai.e m prossimità delle buone sln1de; quelle destinate ad agire _per ~olt~ tempo, in sili ove non rechino ingombro o producano d1fficolla a1 lavori che occorrerà più Lardi eseguire. Generalmente non è necessario di stabilire una terza poslZlone d'artigl ieria, giaccliè dalle prime due l'effetto che si produr;rà sulle opere della difesa sarà sufficiente non solo a prepararne l assalto, ma in molti casi ad obb ligare il nemico ad abbandonarle . Sarebbe molto difficile lo stabilire indicazioni esalle circa le operazioni che si s,,oloeranno nell'ultimo periodo d'un assedio, poichè esse dipenderanno \ssenzial mente dalla natura dell e forti ficazioni attaccale. Quando l'artiglieria della 2• posizione avrit compiL1ta l'op~ra sua contro le batterie intermedie ecl il corpo di piazza, allora soltanto si faranno avanzare le altre armi nella parallela, mentre le truppe del rrenio con tinueranno i lavori di approccio, coroneranno il ciglio del fosso e ne prepareranno il passaggio alla fanteria. che andra ad occupare le posizioni conqu istale. Da ciò si vede che nella guerra d'assedio l'arma principale è l'artiglieria e le altre non hanno che un'aziono complemen tare ed affatto secondaria. Ci rimane ora a determinare il numero di bocche da fuoco che per ogni specie occorreranno nell'attacco di un, fronl_e, poichè da esso si ve1Tà a cleterminare quello d'un parco cl assedio. Ma se è facile determinare la specie dellé bocche da fnoco, ifl vista degli scopi cla raggiungere, lo sLosso non _s~ p_uò dire ci1:ca il loro numero rispettivo e la quanti tà delle mun1z1oni occorrenti af- · finchè il fuoco non abbia a sub ire qualche interruzione, poichè · questo numero dovrà dipendere dall'armamento dell a piazza e dalla natura delle sue difese e sarà perciò soggetto a variarie fra larghi limiti . È d'altra parte indispensabi le di riunire in tempo di pace gli elementi necessari perchè in guena essi possano trovarsi ~rontamente alla mano orado graclo che i bisogni si fanno sentire e convenà perciò dia determinare questi limili, per quanto gran a·1 possano €ssere. Supponendo che l'attacco principale si estenda sopra un unico, fronte, è necessario che la sua azione si pronunci almeno su tre -
l\ASSEG~A TECNOLOGICA 76 forti attigui ed essendo stato fissato in media a 37 il numero delle . bocche cla fuoco indispensabili ad armare uno ~viluppo poligonale <li 360 metri, che è quello d'un forte ordinario, quale l'abbiamo descritto nella pre~edente Rassegna le bocche da fuoco contro le quali avrà da lottare l'assediante possono calcolarsi a 1·1O. Pe1: assicurare la superiorità del numero, non potendo avere quella dei -calibri, l'assediante dovrà almeno contrapporre due pezzi e mezzo ad ogni pezzo del difensore e, nel caso supposto, dovrà perciò di.sporre di 275 bo·cche da fuoco, alle quali aggiungendone 11/ '10 d.i foerva per supperire alle degradazioni e alle perdite e numP.ro 7o in più, occorren ti ai bisogni che si faranno sentire ·verso il termine dell'assedio, avremo un totale di almeno 400 bocche cla fuoco, cifra ammessa come vedremo dai parchi russi, .austriaci ed inglesi. · Questa cifra non parrà esagerata se si consideri che l'attacco d'un .fronte deve, secondo i moderni principi della tallica, appoggiarsi a due altri attac.ch i laterali, per ciascuno dei quali occorrerà nn parco speciale. Infatti per l'attacco cl' Anversa, di CL1i i fronti hanno u na larghezz.a che sale fino a ,J000. m., gli autori ammettono oc,correre 983 bocche da fuoco . l Tedeschi nel ·1870 ne misero in batteria contro Parigi 446; a Strasburgo , per attaccare un fronte . di' 820 m., ne impegnarono 371 e in tulta la campagna ne trassero in Francia circ,t 800. Se al tempo dei cannoni lisci un parco d'assedio era composto da ,J80 a '.3'.iW bocche da fuoco, poiché a quell'epoca non si aveva in vista che l'attacco di una grande fortezza o di due piccole contemporaneamente, dopo l'assedio cli Diippel la Prussia compose il suo parco di 320 bocche da fuoco, delle quali ,f;tO ancora ad ani1:na liscia, e in seguito all'esperienza dell'ulLima. guerra, la maggior parte dei grandi Stali tengono in pronto due grandi parchi di 400 ·bocche da fooco ognuno. · Ma in quali proporz ioni devono trovarsi i cannoni cogli obici e coi mol'tai e quale è il rapporto fra i diversi calibri? La risposta non può essere fatta che in termini generali ed essere compresa in limiti abbastanza arnpì onde prestarsi ad una qualunque delle moltep lici combinazio11i cui possoffo dar luogo le sva-:_.riate condizioni tattiche della guerra d'assedio.
0
ORDINHfENTO ED IMPIEGO DEI l'.~RCH! D ASSEDIO
Le bocche a fuoco d'assedio d'ogg igiorno debbono possedere requisiti particolari; alcune essere capaci di gitLate che arrivino a 40 km. per colpire nell'interno delle città; altre una forza d'urto · sufficiente a distr uggere o forare le corazze di cui sono fornite alcune baHerie dei forti staicati; quelle destinate al tiro di smonto. una grandissima precisione cli tiro; quel le pel Liro di demolizione, . una. potenza sufficiente contro bersagli verticali, congiunta a molta esatLezza con traiettorie piuttosto curve, e finalmente quelle atte al tiro at·cato di sfondo, di una potenza e cli una gittata superiore alla potenza ed alle gittate ottenute nella guerra del 70 unitamente. a molla esattezza cli tiro. Le bocche da fuoco che, all'epoca della guerra del 70 eran<>· jn servizio presso le varie potenze, e facevano parte dei parchi d'assedio, dopo i risultati di quell a furono clichìarate insufficienti ai .nuovi còmpili e quasi dovunque sostituite con ali.re più potenti. Se· i calibri noi1 furono cambiati, stretti come~i era dall'obbl igo di non oltrepassa1:è un certo peso per le possibilità del traino, la costruzione delle bocche da fuoco subì invece delle profonde modificazioni; quelle ad anima lunga acquistarono un aumento considerevole ilella velocità iniziale, gli ob ici ed i mortai, una esattezza di. Liro mai prima conosciuta . Si può quindi ora stabil ire che: ,1° I l cal ibro di ,J2 cm . si presta pel tiro di smonto, a motivo della fac ilità del suo servizio e del poco peso delle sue munuzioni; 2° Il cal ibro di ,J 5 debba e.;sere assegnato al più potente· cannone dei parchi d'assedio la cui specialità è cli demolire Je, batterie corazzate, ed all'obice per avere un potente . mezzo di offesa contro il personale; 3° Il calibro cli ,18 o di '.il'!, per gli obici o cannoni corti, costitui.;ca il calibro necessario ai tiri indiretti di breccia, siccome· quello che dà fa.col tà ai loro proietti, dotanclol i cli una forza viva · considerevole cli seo-uire una traiettoria abbastanza curva da sor' "'che · impédiscono la vista del bersaglio; montare 11li ostacoli <'> 4° Il calibro da·24 sia nece,;sario alle bocche da fuoco ad anima corta, destinate ai tiri di sfondo, sostituendo così quello da 2•1 riconosciuto non abbastanza efficace. Ai progressi nella costruzione delle bocche da fuoco, fecero se-
\
78
guito quelli realizzati negli affusti e pri ncipalm ente nei. proiet.ti. e noi le poi veri. Così, ad esempio, colle grana Le da 112 cm. in serv1z10 nel 1870 che potevano appena fornire 24 schegge e che p~1:e hanno dato efl'elti micidiali e condottoarj:;ulLati tallici inconteslab1li, si è sosti luiLo ora la granata che ne dà 1180; allo shrapnel da 11ts, che era lanciato prima a soli 2000 metri e che non contene~a che 450 pallotlole, si è sostituito quello da 115 che a .440? metri offre un fascio di circa 600 pallottole, e può essere lanciato m arcata con un mortaio in modo da venire a scoppiare al cli là del parapetto -· sopra lo spazio occupalo cla una iaLera batteria, mentre ~he pr~m~, lanciato dai can noni o dagli obici, non aveva che un'azione lmn•tatissima. La penetrazione nelle terre del pro ietto lanciato dal cannone cla i 2 e da.I l'obice da l1S cm . è giunta a 3 metri alla distanza di un km. e pel cannone da 15, a 5 metri ali.a distanza di 2 km. e ,mezz~ . Col ~n none dn, cm . 18, adottato ultunamenl.e pel parco d assedio austriaco, bastano 20 colpi alla distanza <li ,J500 111e1ri per tagliare un parapetto di terra di 8 metri di grossezza .e c?llo ~tes:-o cannone, con un angolo di caduta di 25° a 1800 metri, s1 ottiene ancora pel ··,,proietLo pesante kg. 56 una .velocità restante di '147 m.: onde a rovinare un muro di rivcslimento, purcliè non sostenuLo da vOlte in iscarico, baster( con una tale bocca da fuoco , sta bilirsi a 2000 ~metri di distanza . L'ob ice o cannone corto da 2,1 cm. adottalo in Germania e in I talia produrrà nat.uralmente effeLti anche superiori del preceden te -per ia maggior giustezza di tiro e più ancora per la sua potenza . ·che è cli 223 dinamodi alla bocca, mentre l'altro non ne ha che '-187 ci rea. L'impiego dei mortai rigali, neila guerra d'assedio si è molto esteso: per l'accresciuta esattezza di tiro, pel mite peso, e ?er l'effetto dei · loro proietti, che non hanno d'uopo di di~trugge1:e 11 par~~eLto per -01Tenclere il difenso re, tanto più elle l'amp iezza dei hersagh in senso ,--orizzontale è molto grande, mentre quelli verticali contro cui tirano i cannoni nel tiro di smonto sono ri dotti a poco meno di 4/2 metro ·q uaclra to. Una granata da 2·1 cm. ed anche una da 115 cm. che cada sopra il paiuolo cli un pezzo, può rovinare questo per molto tempo; una . granata lanciata dal mortaio da 24 che colpisco fra due piazzuole,
può rovinarle in modo da rendere il serviz io dei duo pezzi imp ossib ile. In un tiro a 2000 metri , su 50 colpi hincial.i dal mortaio da '.iH , otto banno colpito una batteria di 4 pozzi e l'hanno talmente rovinala da costringere alla completa ricostruzione di essa . Riepilogando, ecco le proporzioni fra i diversi calibri e fra le ·specie delle bocch e da fuoco necessarie alla costituzione di un parco -d'assedio. Obici o cannoni corti da 18 o da 21 cm. ,J1S per cento » » » da 1 o cm. ,1 ij » ;\fortai da . 21 o da 24· cm. 10 » » da . ·15 cm . 10 )> 115 cm . Cannoni da . » » da . 12 cm . }) 31.> » da campagna 5 >} La costituzione dei parchi d'assedio delle potenze militari non è ·identica.. Alcune stabiliscono il numero delle bocche da fuoco rotale di cui esso deve essere fot·mato ripartendole nelle varie proporzioni; altre hanno determinato invece la formazione di una sezione di parco in cui entrano nella proporzione voluta le diverse bocche da fooco e non determinano il numero delle sez ioni di cui il parco deve essere costituiLo; altre finalm ente determinano anche il numero delle sezioni. Fra le prime è l'Austria Ungheria; l'Ingh ilterra invece ha adottato il secondo metodo, la Russia e la Ger· mania il l.erzu. · 1
1
1
1
1
79
ORDINAMENTO ED l~IPIEGO DEI i'ARCUi D'ASSEDIO
R.\ SS EGtiA TECNOLOGICA
)
Parco · austriaco.
SPECIE DELLE DOCCHE DA .FUOCO Cannoni da centimetri 15 )) ,, 12 » corti ( obici) da cent. 18 .Mortai da cent. 21 »
"
17 Tcltalc
Numero
Per cento
60
15
120
30
100
25
80
20
40
1
4.00
10
•100
81
OHD LNAMENTO ED IMPIEG O DEI PARCHI D'A SSEDIO
RASSEGNA TECNOLOGICA
80
1
La .Russia possiede 3 parchi cl'asseclio, ciascuno diviso in 12 sezioni; le prime due non constano che cli cannoni cla cm. 40,7 e servono esclusivamente per armare le linee cl' investimento; esse perciò seguono i1111ne~iatamente i corpi cli truppa destinati a stabilire il blocco; le 8 sezioni seguenti costi tuiscòno il parco d'attacco propriamente dello e comprendono le bocche da fnoco che devonoarmare le batterie d'assedio della 11a e della 2• posizione; arrivano successivamente innanzi alla piazza quanclo it fronte cl' attacco è, determinato; le ultime due seiioni formano il pàl'co di 1·iserva pe1" rifornire le bocche da fuoco e gli affusti. fuori di servizio.
Sezioni di parco russo.
Sezioni 1• e 2• 1
Sezioni
Sezioni
Sezioni
3a 4\ 5\ 6A
'7a, 8", ga ,1oa
H• e ~2·
.
'
32 cannoni da ~H cannoni da ,16 cannoni da 20 cannoni da cent. 10 ,7
Pa.roo d'assedio ru sso.
cent. 15. 1
cent. •15.
cent. ·15.
HO carri da mn- il: mortai eia cen- 8 mortai cl:i cen- 8 cannoni da nizioni . timetri •15. timetri :zO cent. 10,7. 1
50,58,i. kg. di 50
Numero
SPECIE DELLE BOCCHE DA F UOCO
Per cento
polvere.
canette da 4 mortai da cen- 4 mort.ai da centrincea. timetri •15. ti metri :20.
109,81 7 kg. cli 8 mortni lisci . polverP.. 60
Cannoni da centimetri 115 »
))
·1
o.'1
15
1
20
trince:1.
·120,,1,6/1 kO'
•
15
H,O
35
l\fort11i da
))
20
4.0
·1O
))
Hi
io ,~o
'10
/1,00
100
)) ))
lisci
))
,15
Totali
.
.
GO carrettr. da 4 mortai lisci.
80
Obici d11
4 mortai da centimet.ri 15.
polvere. ?.> '
di
'10 . Il p.arc? d~a_ sse~lio inglese si compone, in principio, d'un certo 11 èum:~ 0 d1 .5e~1011.1, alcune dette pesanti, altre leggere. Ogni sezione·
pero cost1Ln1la. m modo completo e possiede le bocche da fuoco le ve~~u~·e, le munizioni (~00 colpi per pezzo), ecc. col personale ne;essai 10, esse sono organizzate stabilmente per cui clovendosi riunire ~~ .par~o cl'assedio per una determinata operazione di guerra si sta1 1s?e 11 numero delle sezioni dell'una o dell'altra specie che meglio cornspon~ono allo scopo e la mobilitazione si può per tal mod0, effettuare rn breve tempo. ANNO XXVIII, VOL, 111.
S2
Sezioni di parco inglese.
-
SEZIONE PESANTE o....
.,,
Specie delle bocche da fuoco
E
::I
z
1
8
1
8
20
,H.
»
- 30
Totali
;,
SEZIONE LEGGERA o-
o
è:l a Q
.,,....
Specie delle bocche da fuoco
i:,.,
Cannoni da cent. 16 )) )) 12 Obici
- -
Cannoni da cent, ,12 )) ,10, 0 » 27 ,16 » 46 Obici
27
- -
100
83
ORDINAMENTO ED IMPIEGO DEI PAI\CHI D' ASSED IO
RASSEGN.~ TECNOLOG ICA
Tota li
o.... o:,
s::l
Tabella di formazione del parco speciale.
SPECIE DI BOCCHE DA FUOCO
Numero
Per cento
"5 o:, Q
.,,::..
z
p.,
Cannoni da centimetri 12
rn
30
10
33
20
50
10
33
Cannoni corti ( oh ici) da cent. ·15 Mortai da cent. 2 1 .
8
20
·IO
33
30
100
- -- -
Il parco germanico è pure costituito da sezioni di di versa specie, la cui formazione è indicata dalle seguenti tabelle:
1
Totali
40
100
1
Tabella. di formazione di una sezione di complemento.
SPECIE DI BO CCHE DA FUOCO
Numero
Sezione del Gran parco tedesco.
SPECIE, DI BOCCHE DA FUOCO
Numero
Per cento
Cannoni da ,t2 (ovvero obici da centimetri 21) . {:annoni da cent. 9 . . . . . . Totale
Cannoni da centimetri ))
))
,J5
6
10
12
2!~
40
12
20
6
10
6
10
6
10
60
100
Cannoni corti (obici) da ceut. il5 Mortai da cent. 2 1 )) 15 1
))
»
•
9
Totali
L'ordinamento delle sezioni favorisce la mobilitazione di tutto il parco il quale viene in tal guisa ripartito in un certo numero di fortezze senza che ne sia al terata la costituzione dei singoli elementi e la riunione di tutto o parte di esso può essere fatta con · maggior celerità. Il parco germanico comprende 1352 bocche da fuoco divise in 25 sezioni costituite da .24 a 60 bocche da fuoco ciascuna; esso si suddivide nel modo seguente: 1, Cinque grancli parchi dei quali, due destinati all'arma-
8,1.
RASSEGNA TECNOLOGICA
mento delle fortezze e composte di 4 sezioni di 60 bocche da fuoco, - to tale HlOO bocche da fuoco . 2 . Due parchi specicili di 40 bocche da fuoco l'uno, desLiualt · a seguire g-li eserciti in campagna per vincere la resistenza dei piccoli for Li e del le opere di fo rtificazione pas$eggera che ne arrestassero la marcia. 3. Tre sezioni cl:i comr,lemento di .24., bocche da fuoco l'una, le quali servono a r inforzare, occorrendo, i grandi parch i ed hanno cannoni che non entrano nella composizione degli altri parchi. L'attacco di una grande piazza moderna ricinta da fo rti staccatidovendo eseguirsi, come fu già detto, atmeno contt·o Lre fort i, ha d'uopo di olto sezion i alle quali potrà es:;ere aggiunta ancora una sezione di complemento con un totale perciò di 480, oyvero 504 bocche da fuoco . Come si vede il nuovo ordinamento del parco d'assedio Germanico è il più completo. L'esercito tedesco nell'attacco di una fortezza, potrà impiegare non solo la considerevole quantità di materiale d'art_igli eri a destinata a 3 parchi d'assedio, ma altresì una parte di quello che costituisce l'arma.mento delle piazze e che è ordinato in tempo di pace in due grandi parch i la cui mobilitazione può seguire di poco quella degli altri tre. Per compiere questa sollecita mobilitazione, si è da Lo alle truppe d'rutiglieria a piedi un solido e largo ordinamento, mercè il qualepuò dirsi che esse costituiscano una quarta arma avente un'esi · stenza propria e dei compili ben definiti cui molti scrittori militari non si peri tano cli assegnare nelle future guerre una brillante azione. ·Queste Lrup pe, provvedute di artiglieria cl i grosso cali bro, il' cui LrasporLo può essere relativamente agevole in region i percorse da bllone strade, sono destinate a rendere agli eserciti ottimi servizi~ si~l occupando determinate posizi oni sui campi cli battaglia, :;ia per vincere la resislen:t.a dei piccol i forti, sia finalmente nelle guerre difensi rn a prendere posizioni sulle principali vie di comunicazione e ad arrestare la marcia dellé armate nem iche. Questo ordinamento, che htt qualche analogia con quello clell'arliglieri rt da pos izione S11izzera, follo allo scopo cli difendere il pro-
ORDINAMENTO ED IMPIEGO Dm PA!\C lll o ' ASSEDIO
85
prio territorio, è degno non solo di studio ma eziand io di imitazione, perchè oltre di essere più facilmente e con molto minore spesa e con minor tempo attuato di quello lo ricl1ieda il sistema. di erigere numerose fortificaz ioni, servirebbe più efficacemente di queste all o -scope vo luto. L'arl.iglieri a a piedi dell'Impero Germanico consta di 31 hallaglioni, ripartili in H . reggimenti a due ed a tre battagli oni di 4 :compagnie l'uno, in totale di 124 compagn ie che possono essere sdoppiate in .tempo di guerra. Ad ogni corpo d'arnrn.ta è in massima assegnato un t'eggimenLo o un battaglione d'arLiglieria a piedi, i quali dipendono da cinqlle comandi di brigatti della propria arma. La loro giurisdizione si estende sull e truppe d'artiglieria di corpo d'armata posti in diverse cil'coscrizioni territori ali ; per cui ad esempio, la. maggior parte delle truppe d'artigli eria a piedi dei corpi d'armata dell'interno tengono guarn igione nelle piazze di front iera. L'arLigl.ieria a ;:,iecli, senza eccez ione alcuna, r isiede entTO piazze fort i dell'impero le quali sono tulle in tem po di pace fornite di truppe di tale arma, senza che perciò i reggimenti o i battaglioni vengano frazion~.Li , poic11è, il sistema difens ivo Germanico essendo costituito da un numero assai limitato di grandi fortezze, i distaccamenti cli compu.gnia sono assai rari e la maggior parte dei battaglioni ed anche dei reggimenti sono ri uniti nella medesima piazza con gran van taggio d.ell'istruz ione delle truppe e dei quadri , non s·o10 dell'esercito allivo, ma eziandio di quello territoriale, che fanno perciò conoscenza colle fortezze che saranno un dì ch iamati 11 difendere. Il numero considerevole clelle compagnie d'artiglieria a. piedi pennette di assegnare; per la costruzione delle batterie ecl il servizio delle bocche da fuoco, un reggimento d'artiglieria. a piedi ad ogn nna delle sezioni del grande parco; per c11i una brigata d'artiglieria a piedi , composta cli 4 reggimenti e d'un Abtheilmig formato di 4 colonne di mlln izioni, disimpegna il servizio f un intero parco cl'asse-<lio formato Sll 4 sezion.i ed occorrente per l'attacco di una grande piazza fortificata. In Francia ognuno dei parchi d'assedio è pure for temente costi,tuito e comprende le seg,uenti bocche da fuoco:
,., 86
R,\SSEG:,;A
ORlllNAMEN'fO ED IMPIEGO DEI l'ARCH! o' ASSEDIO
TEC:,,OLOGICA
8 cannoni da 40 >> 20 .>> 60 »
per pezzo
18 8
»
1,f. 12
220 mm. munizionali con 800 colpi •I55 lunghi » ·I300 1 155 corti » '1'I 00 120 » ·I I 50 » 95 » ,J 150 mortai rigati da 270 » 600 » 220 ).) 600 mortai lisci da 15 cent. » 600
»
» )) I)
»
»
480 bocche da fuoco, td all'even ienza 100 fucili da ramparo colle rispettive munizioni. Ogni parco d'assedio si sudd ivi de poi in due mezzi parchi identici, salvo in ciò che concerne il materiale da ferrovia a scartamento rido Llo di cui è pure provvisto. Ogni mezzo parco comprende: bocche da fuoco, armi portatili, affusti e veuure, armamenti cd asso l'limenti di ricambio, attrezzi ed istrumcnti diversi, munizioni cd arlifizi, approvvigionamenti, baracche scompon ibili, pompe per incendio, materiaii <la ferrov.ia · a scartamento ridono. Tutti questi materiali sono divisi in due categorie: 1° Quegli oggetti la cui natura e numero sono determinati. 2° Quegli oggetti non ancora defi niti ed ancora in studio (bocche da fuoco, affusti, ecc.) dei quali si è solo determinato approssimativamente il peso. Ogni mezzo parco si suddivide poi in quallro parti comprendenti: 1° Una frazione principa le; 2° Una frazione complementare; 3° Un parco da. traspo rto; 4° Un materiale da fe1TOYia a scartamento ridotto. 1 1° La frazione principale si suddivide in 3 sezioni numerate da I a 3: Sez,ione 1i0 1: Oggetti necessari all 'installazione dt1l pare(} ed alla costruzione delle balleria; Sezione n° .2: Bocche da fuoco coi loro armamenti, un primo provvigionamento di munizioni per sostenere il fuoco duJ',rnle i primi giorni; 1
1
87 Se,zione n. 3: Complemento di munizioni per la frazione principale; 2° La fraziono complementare comprende le sezioni n° 4-, 5 e 6: Sezione n° 4: Supplemento di munizioni per le bocche da fu oco della frazione principale; Sezione n° 5: Servizio delle riparazioni e della conservazione del mate1·iale; Sezione n° 6: Bocche da fuoco d'un irnpiego eccezionaler loro munizioni ed acccssorii. Se la frazione principale d'un mozzo parco d'assedio è destinata provvi~oriamente all a difesa di una fortezza, essa vi ene compresa nella riserva generale d'artiglieria di quella fortezza, però i suoi diversi elementi so no tenuti distinti dagli altri affinchè possano essere, in caso di bisogno aHiaLi ad un parco d'assedio. La frazione complementare è allora riunita in un locale o stabilimento speciale della fortezza indicato dal Ministero. ~egli altri casi il mezzo parco è per quanto possibile tenuto riunito nelJo stesso stabilimento o direzione. 3° Il parco da trasporlo è composto di due sezioni da munizioni di parco d'assedio, formata ognuna da personale distinto e da un materiale ri unito nel sito di mobilizzazione del personale corrispondenLe; 4° Il materiale da ferrovia a scartamento ridotto (sistema. Decauvill e) consta per due mezzi parchi, specificati dal Ministero, di 20 kilom. di strada, per gli altri di 5 kilom. col rispellivo materiale mobi le. Avendo indicato sommariamente le formazioni in bocche da fuoco dei parchi d'assedio e la costituzione del personale occorrente, ~ necessario ora di esaminare la questione. del munizionamento, questione importante e diffic ile essa pure ad essere definita in modo economico, giacchè se la condizione clel trasporto impone di ridurre al puro necessario il numero dei colpi coi qual i sarà dato di raggiungere lo scopo di abbattere le difese di una piazza, è d'altra parte necessario che quel numero sia determinato in guisa che con esso si possa al imen tare il tiro delle bocche da fuoc o del parco, senza pericolo di doverlo sospendere, giacché un'interru0
-,. 88
RASSEGNA TECNOLOGICA.
zi.one nel tiro per deflcienza di munizioni, pei·metterebbe all'assediato di riparare ai suoi guasti e produrrebbe sull'assediante l'effetto d'un grande insucesso . La quantità delle munizioni daassegoare al parco dipende dunque non solo dal numero probabile dei colpi necessari per ridurre la piazza, ma anche dai mezzi coi quali esse possono venire r ifornite, poichè il principio unico sul quale era fondato anticamente il munizionamento e col quale si fissava da 800 a 11000 il numero totale dei colpi per pez:i.o, non regge più ora, a meno di ammeLtere che se la piazza non si arrende dopo averle lanciato contro un tal numero di proietti, r~ssediaote abbia a dichiararsi vinto. Bisogna perciò avere in tempo di pace una provvista tale di munizioni che tolga il dubbio surriferito, e limitare quella che deve seguire immediatamente il parco in base al consumo giornaliero probab ile, che dall'esperienza della guerra del 70 può essere fissato in 50 a 130 colpi per pezzo. Supponendo 20 le giornate-di fuoco, necessarie all'inci1\:a allo stabi li mento delle prime due pos izioni d'artiglieria, si avrebbe una medi11. di l 000 a HWO colpi per ogni bocca da fuoco. D'uopo è tuttavia osservare che sebbene le bocche da fuoco de- · slinate al bombardamen to ed a baLLere i rampui, debbano continuare il Liro incessantemente affine di non dar tregua al cli('ensore e questi non possa ricostruire i suoi ricoveri o riparare ai guasti, . quelle pel tiro in breccia di smonto o d'infilata, dopo alcuni giorni di Liro continuato, raggiunto il loro còmpito, non eseguiscono più che un tiro lento fallo allo scopo di impedire i lavori di riattamento, e quelle pel tiro indiretto devono badare più che alla celerità del tiro alla sua aggiustaLezza, per cui il lìmite cli 50 a 60 colpi al giomo sarà raramente raggiunto. Ciò non pertanto, l'istruzione provvisoria francese sul servizio dell 'artiglieria duranLe un assedio, indica come approYvigionamento minimo, 80 colpi pei cannoni di medio calibro, 60 per quelli di grosso calibro e 40 pei mortai. Ci rca alla specie dei proieui da adoperarsi può ammeLLersi che la granata è il proieuo per eccellenza, che, pei cannoni più potenti, debbano pure entrare a far parte del munizionamento alcuni proietti perfo ranti, e che gli shrapnels, per) perfezionamenti in Lrodotti, debbono egualmente salire ad un numero maggiore di quello che 1
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ORDINAMENTO , ED IM!'IEGO DEI J>AHCHI D'ASSEDIO
-era altra volta per essi determinato, un certo numero di scatole a mitraglia essendo ezianclio necessario a.Ilo scopo cli respingere gli assalti improvvisi e notturni. Ecco con quali proporzioni sono fissate le diverse specie di proietti nei parchi d'assedio di alcune po tenze:
Germania . PARCO
SEZlONE DI Gf\AN P~RCO SPECJE
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DI PRO!ETTl -~!S
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Granate or: dinarie 1000 1000 1000 1000 11000 1000 1000 1000 ,1000 •1000 1000 1
,G r a n at e perforanti Shrapnel Totale -.
1
-
50 -
1
1
1
-
-
1
-
-
-
-
-
-
:200 200 ·100 - :200 100 - - 200 200 -- - - - - -- -- - - --- - - - - - - 1
1250 1200 1•100 1000 •1000 ,1200 , .100 1000 ·1000 1200 '1200
1
1
1
1
1
1
Austria .
Specie di proietti
Cannoni Cannoni da •15 da 12.
Obici da ·1 8
Morta i da ~.1'!
Morta i da 17
· 700
700
Granate .
655
728
873
Shrapnel
2·18
21~2
-
.Scatole a mitraglia .
27
30
27
Totali
900
,1000
900
-
-
-
-
700
700
90
RASSEGNA TECNOLOGICA
ORDINAMENTO ED IMPIEGO DEI P ARCHI
Inghilterra. PESANTE
SEZIONE
SPECIE DI PROIETTI
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Se! c.j"O u
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Granate Shrapnel Mitraglia Granate perforanti , Palle da fuoco Granate incendiarie
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450
500
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10
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Totali
·cC'l Q
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300 ,180
SEZIONE LEGGERA
500
-
1
-
-
-
-
-
30 - -· 500 500
-
-
----
500
Cannoni Cannoni Mortai Mortai Mortai da 15 da '.20 lisci da •I0,7 da if5 1
Granate . Shrapnel Scatole a mitragl ia .
770
800
700
'.200
200
-
30
-
-
Totali
820
1000
700
1000
,1000
-
-
- --4000
'1000
Dopo di avere determinato il numero delle bocche cla fuoco e la· quantità di munizioni indispensabi li ad un parco d'assedio, vediamo quali sono gli affusti adatti per soddisfare alle condizioni loro im-
•
91
poste dai diversi generi di tiro, essendo naturale che convenga assegnare affusti di diverse forme per eseguire il tiro areato piuttosto che il tiro indiretto e quello di lancio. Finchè il limite di peso Io consente, i pezzi si trasportano sni propri affusti e perciò si ritiene che 12 cavalli, limite massimo per una muta, possano trainare 5000 kg . Quando però la bocca da l'uoco raggiunge un peso la cui differenza con 5000 kg. sia inferiore al peso dell'affusto, necessariamente tanto più pesante quanto è maggiore il calibro della bocca da fuoco, allora questa deve essere trasportala sopra un carro speciale più leggero . È vero che il possesso di linee ferrate conducenti verso le piazze da assediare permetterà in avvenire d'impiegare anche le bocche da fuoco di gran calibro; tuttav ia il limite di peso trasportabi le, più sopra accennato, servirà sempre per le bocch e da fuoco d'assedio, almeno finchè queste non sieno scomponibili , come ha tentalo già di fare la Russia nella guerra del 1878 contro le fortezze turche. · La precisione di tiro dei cannoni moderni ci obbliga a tener conto dèll'ampiezza del bersaglio e della sua visi biliLà, sopralLnlto quando· essa rappresenta una bocca da fuoco che può tirare in barbetta al disopra del parapetto oppure dietro una cannoniera più o meno profonda. Dalle esperienze esegu ite in Russia, fu dimostrato che in questo secondo caso un cannone è molto più presto offeso e posto fuori servizio e perciò offre un punto di mira più vi sibile; per cui il generale Todleben è d'opinione che il tiro diretto non sia più possibile e che d'ora innanzi occorrerà sempre di esegu ire quello indiretto. Quel che è certo si è che qualora. venga risolto per la difesa il problema di un affusto ~emplice, sol ido, di poco costo, avente un ginocchiello di 2,50 a 3 metri, congegnalo in modo da non rimanere in vista al nemico che il tempo necessario a puntare esparareil cannone, l'attacco dovrà pure adollare la medesima disposizione onde assicurarsi la superiorità del fuoco . Nelle circostanze attuali questi affusti non sembrano ancora trovati, qu.:-,tunque gli studi ne siano avviati in Inghi lterra, epperciò converrà adoperare ancor:.i per le bocche da fuoco che tirano di lancfo gli affusti d'assedio con ginocchielli di circa ·1, 90 e nelle batterie di ob ici che eseguiscono il tiro indiretto, guarentire i serventi ed il 1
10
Russia.
Specie di proietti
o' ASSEDIO
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ORD I:"\A~IENTO ED DlPIEGO DEI PAI\CHl D' ASSEDIO RASSEG!\A TECNOLOGIC.1,.
materiale con parapetti a contro pendenza p iù aìti delle bocche da fuoco, ovvero adottare i principi propugnati dal generale Todleben . Per compiei.are la form azione del parco d'assedio rimarrebbe ancora a parlare dei paiuo U, degl i armamenti, degli ali.rezzi e delle vetture occorrenti al loro trasporto. L'enumerazione di questo materiale ci farebbe entrare in molti particolar i non confacenti alla natura di questo scritto; menzioneremo quindi soltanto gli appa) recchi per le comunicazioni telegrafiche da stabilirsi fra le batlerie e gli osservator i mandati innanzi a segnalare il risultato dei tiri per { . ·le correzion i da fa rsi, nonchè le comunicazioni telefoniche fra le / batterie. Sarebbe sommamen Le alile che per valersi degli strumen ti \ necessari, di cui nna descrizione fu già data in altra Rassegna pre·cedente ( 1), il personale del parco fosse avezzo ad adoperarli, ) giaccbè quello dell'arma del genio cui ordinariamen te è affidato \ questo s~rvizio manca delle conoscenze tecniche necessarie per 1 inv iare all a batLeria indicazioni chiare e precise. D'altra parte, nel periodo dell'aLtacco propriamente detto è, come si è visto, l'artiglieria che ha il maggior còmp ito esone le sue por sizi oni che indicano i punti importanti del terreno , ai quali si de:vono appoggiare i lavori del gen io e intorno ai quali si concentrano gli sforzi della fanteria e dell'artiglieria da campagna, per cui sembra naturale che la rete LelegraDca debba annodarsi in queste posiiioni , ed essere servita dalle truppe di quest'arma. Ciò risulta Lanlo più manifesto se ci facciamo a ,considerare il modo di stabilire le comunicazioni alfine di dare una buona direzione al combattimento d'artiglieria, còmpito supremo del comandante dell'artiglieria dell'attacco. ~ A tale scopo è data alle diverse ballerie un'istruzione per la di( · rezione generale del tiro che ogni venliquatl'ore viene completala I , o modifi ca ta con disposizioni particolari. Quell'is truzione lracciaad ogn i grnppo di batterie la parLe che loto spetta nell'azione generale, determina il principio del tiro, la sua celerità, il rifornimento delle \ munizioni e del materiale, quello delle trappe di servizio, la co. str ? uzione di nuove balte;·ie; ecc. Se però il comandante s'ayvede <lurante il combattimento che l'esecuzione di ordini imparti ti nel 1
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,(i) L' eletti·icilà. e le s·ue aJJJJliw:zionimililari, - Rivista Militare Ilalianci, luglio i88~,
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giorno prec,edente è più difficile di quanto supponeva, che la situazione si è modifi cata, che bisogna profittame, ovverosia r ipararne le conseguenze, e mutare perciò le disposizioni antecedemi, egli deve avere alla mano un mezzo di trasmissi one pronto e sicuro che possa venire adoperalo dal perso'1ale che ha ai suoi ordini composto in massima parte di truppe d'artiglieria, e col qua le sia soppresso, l'inconveni ente della distanza ai pun ti cui devono essere trasmessi gli ordini e d'onde possono partire utili informazioni per dar norma a disposizion i successive . . J\fa non è solo per dare uni tà all a direz ione del comando e celerità &.Ile operaz ioni che l'impiego del telegrafo e del telefono sarà ind ispensab ile negli assedi , giacché anche la condoua del fuo co di ogni balleria potrà van taggiarsene . Un comandante di balleria deve soprattutto cercare di far produrre ai suoi pezzi il massimo effeLLo col minor consu mo cli munizioni, e perciò di dare al tiro la massima esatLm:za. Le osservazioni del risultato dei colpi dalla batter ia, per quanto diligentemente fatte saranno però insuf!ìcienli per raggi ungere qu,ell(I scopo, il quale invece verrà pienameul~ otten uto se l' osserYazione dei co lpi è fatla da individui posti in prossimità del bersaglio e trasmessa quindi telegraficarnente alla baller1a, appunto come .s i usa nei poligoni. trii apparecch i del maggiore Htichollz, prussiano, già stati descritti nella Rassegna succitata , coi quali riesce semplice, speditivo e sicuro lo stendimento del filo, la trasmissione e la riceiione dei segnali, corrisponderanno ben i;;simo a qties to bisogno . Perciò, fatti occupare nottetempo da osserva lo!'i islrnili a tale scopo e collocati· opportunamente, punti d'onde sia possibile la vista del terreno e· del bersaglio; mllnendo ogni p03to di due individui cogli strumen ti portati li necessari; disponendo i punti di partenza delle correnti alle ali della posizione o nei grandi intervalli affinchè siano il meno p,ossibile soggetti alle offese; riportato sopra un piano quadrettato, posto nell e mani del comandante dell a batteria, la posizione degli osservatori ehi loro numerazione secondo un ordine determinato; il fuoco cominciando da un'ala, un breve segnale preverrù. l'osser- · vatore del colpo che sta pel' partire; l'osservatore ne trasmetterà immediatamente il risultato alla batteria e così il Liro verrà prnntamenle rettificato su tutta hllinea e l'azione d'una gran massa. d'ar~ ·
t'lASSEGNA TECNOLOGICA 94 tigli eria posta a disposizione d'un solo individuo, produrrà un immenso e!Tetto senza sp reco nè di tempo nè di munizioni. Il telegrafo ed il telefono, adoperati in tal modo per le segnalazioni dei risultati, permetteranno su la,rga scala in avvenire, nell'attacco e nella difesa d'una piazza, l' imp iego del tiro di notte, .grazie .ai progressi realizzali nei metodi di puntamento ed agli strumenti di proiezione della luce elettrica coi quali_, da posti avanzat_i saranno illuminati, ad intervallo, i lavori del nemico, o qualunque altro bersaglio. Coi mezzi forniti dall'elettricità, non ancora messi in pratica negli eserciti, ma che ogni giorno sono più famigliari e che in una guerra avvenire rencleranno, a chi saprà meglio servirsene, vantaggi incalcolabili, una nuova en.ergia, un nuovo impulso ne riceverà la guerra d'assedio, nella quale le forze che si hanno a disposizione verranno utilizzate con molto maggior economia di tempo e di mezzi di quello lo sieno state in passalo. Il posto d'un parco d'assedio che segue_un'armata è ordinariamente alla base d'operazione, d'onde si dirige verso la fortezzà di cui è deciso l'assedio incamminandovi il · materiale occorrente; e siccome l'estensione delle moderne fortezze è gran~emente acc_i'e sciuta, così è probab ile d1e in avyen ire si dovranno stab ilire pa·recchi parchi, al quale fine rorganizz,1zione del parco germanico si presta egregiamente. . Negli ultimi assedi i parchi principali furono collocati da 5500 a 7000u\ dalla piazza e l' istruzione francese prescrive che questa di:stanza sia di 8 km.; naturalmente oltre questo parco principale altri parchi sussidiari saranno man mano organizzali allo scopo di agevolare il munizionamento e i lavori cli riparazione e cli cambio del materiale. La posizione del gran parco è scelta, mentre si eseguisce l'investimento, fuori della gittata del carinone, in punto e-entrale epos·-sibilmente in vicinanza d'una linea ferroviaria. In questo parco si raccolaono le riserve cli bocche da fuoco, d'affusti, i paiuoli e lutti él gli attrezzi necessari pei lctvori d'assedio, da esso si esporta.no giornalmente i materiali necessari a rifornire le batterie d'assedio. Mol to rimane ancora da fare in argomento dei parchi d'assedio :per definire esattamente i còmpili dell'artiglieria e stabilire i prin-
ORDINAMENTO ED IMPIEGO DEI PARCHI D'ASSEDIO
...
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,c1p1 sull'attacco di una fortezza moderna., nonchè l'ordinamento -delle trnppe occorrenti pel servizio dei parchi, quale é richiesto dalle condizioni attuali della difesa: la sola Germania ha indicato in qualche modo la via da seguirsi per raggiungere lo scopo. Se si considera la potenza ed il numero delle fortezze che vanno ( elevandosi ogni dove, tanto sull e frontiere, quanto· nell'interno de- l gli Stati, si può presagire che nelle guerre avvenire gli assedi avranno parte spiccatissima, onde il prepararsi in tempo i mezzi di .affrontarli con probabilità di successo sarà opera grandemente utile. L'ampia e solida costituzione di trnppe speciali d'artialieria . ~ ' pronte a mobilitarsi colla stessa rapidità delle truppe cli campagna.; la formazione delle sezioni di parco che insieme alle loro colonne di munizioni possano presentare un complesso omogeneo e riunirsi celet·emente in numero corrispondente ai bisogr1i; la speciale istruzione dei quadri preparata in tempo di pace con manovre e simulacri d'asse.dio, sono i concetti generali cui si d~veispirared' ora innanzi quest' ordinamento speciale, che se pel passalo poteva ricevere una forma incompl eta mediante provvedimenti improvvisa Li, d'ora innanzi deve essere studiato e preparato con cura in tutLi i suoi particolari, af, fiocbè possa esplicare, quando ne sia venuto il momento, tutta la \ forza viva che esso rappresenta e che è destinala a pesare nella l .bi lancia delle guene avvenire.
UN DOCUMENTO STORl\'O -
PROPOSIZIONE PER LA FORMAZIONE
DI UNA COMPAGNIA DI BERSAGLIERI
1
(I)
Convinto de·i servigi·importanh che·potrebbe rencle1·e 1ma t1·uppa; di ab-ili Bersagl-ie1'i, pwl'ticola1·m<J1ile nelle m,ontaç1ne e paesi 1·ott·i, qtbali cop1'0no li Regi Stati ed i confonant:i suoi, e 1'a'V1Jisando dall'ùidole e dalle abitudini della popolazione la f'ac'ilità d:i 01:ganiz :.. · .zarbi, ho l'onore di sottopor·l'e a V. S. H. Jlf. ibna proposizione per la formazione di una Compagnia cli Bersagliei·i, wm,e il modello di ·un'arma che a qiiesti riescirebbe cl-i maggio1· vantaggio . L'arma fu così co1ife.zionata allo scopo di evi~are gl'inconvenienti osservati nella cwrabina scanalata, soln anna nsitaia sino ad ora da qibesia specie d1: tribppa; quali inconvenùmti consistendo principalmente nella lentezza clel caricare e nel poco mezzo cli clifescb all'arma bianca, non dnn1io abbastanza conficlenza al soldato per cmnpromettersi corpo a corpo; perlocchè pnsso ·varie Nazion,i (I) È un prezioso ùocumonl.o ùi 1:1miglia che il -1• reggimento t>or,aglieri mg.Lia a l-· l'r.scrcit:a. Esso dimostra qiwle ctù:1ro concetto avesse Alessandro Lèuna rmora intorno allo osigenr.c dell.1 gucna moderna, come co11 intuizione meravigliosa precorresse i tempi. È un caro ricordo che ci richiama ètW1 poesia delle origini, fa rifulgere in Lutto il s uo splendore la mente ele"ati, e sereM (lei Padre dei Bersaglieri, il quale, creando fa ia compagnia, ha 11osto io essi il germe fecondo che li rese cosi ut.ili e gloriosi nelle, guerre d'Italia. · ·
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hanno fram1nischiata qnesta triq1pa colla fanteria,leggiera pe1· so· sttnersi 1·eciprocamente, non senza gra1Je clanno cfo~ervizio d' arribediie . Di(all:i: avendo un modu cli cornbatte1·e affatto oppo,w,., non possono a meno che d:i niwcersi a vicenda. L'officio clella tribppa leggiera consiste nel distenders'i, coprfre di fuoco tutta la liii'ea, e correre sparando; qiiesti Bersaglieri devono invece portwrsi in siti coperti, non sparci1·e che clopo gilinti a pncisa portata, con-centrare li spm·i. sn d'wn pii1ito solo, e non po·1Te alt1'a mira che di colpire con esattezza. Essenclo d·i natura ad accompagnare le spedizioni tanto eletta / t1·11.,ppa di Hnea che della legg-iera, e prendendo ogn'i. 'volta pos1:.zione, 7,,i Bersaglieri non ~i devono ad1i1-iqi1,e considernl'e corn(} 'una v_era tl'Uippa leggiem, mci'pithtlosto come una specie di Artiglieria ci pi.ccola po1·tata e di grande m.ovibilitcì.
UN DOCUMENTO STORICO
E MODELLO DI UNO SCHIOPPO PER L'USO LORO
PROPOSIZIONE PER LA FORMAZ IONE, ECC •.
!>
Li Sviz.ze1·i ed i Prnssian·i sono li soli sino ad ora che formarono delle Compag1iie in disparte di Be1·saglieri {Schùtze, Scharfschiitze) in nm,mero cli 1ma o di1e per ogni. Corpo d'armata. Gl'foglesi ne hanno formato 11,,n Corpo solo (Rifleman) che di 1Jiclono 1Jarùneriti i11, tem,po di g1ier1·a fl'a li di r;ersi Corpi cl' armata. Li Tedeschi e poch:i a.Ltri paesi clel Reno continiiano a tenerli fram·1nùch'iciti colla fa1iteria le,qgiern, (Kàiserjtiger, Peldjiiger, Granzer) 1h mbi formano la, terza riga .
Pii in segnito (i qibeste consùlerazioni ed ai zn·egi dell'wrma pro· posta ( quali sarnnno descri.tti ùi appl'esso) che arclisco propor1'e la f'cmnazione cli qnesta Compagnia di Bersaglie·ri, orgcmiz,rntli ecl istrntta nel modo seq1iente: FOl/!lfAZTONE
' in caso di divisibi lità: Coma ndano
1 Capitano .
1 Tenente . 2 Sottotenenti . . I
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S(wgeiite f1wiere
!5 Sergenti A N~O XXVJJI, VOl, , Ili.
1m Pelottone.
nna Squacl1·a. rimane colla porzione che sia.fo riserva o col Capitano. le se..:ioni. di 8 o 4 Q1baclrigl,e (12 o 16 iwmini). 7
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UN DOCUllENTO STORICO l'Il0l'0SIZf0NE l'ER LA FORMAZlONE DI UNA CO~[l'AGNIA, ECC.
1 Caporale furiere . rim,ane col Sergente furiere 1.2 Caporali, ( dei qitali 1
Esperto nello sparare: sùialla caccia, sia alla carabina; ocl almeno abbia a ciò clel!e disposizioni naturali (polso fe1·rno, e sappia ch-iudere l'occhio sinistro). (a)
Tromba maggiore che rimane col capitano) le sezioni di .2 Qiiadriglie (8 'uomini , loro compresi). 1 Flebotomo abile . rimane col Sergente furiere. 148 Bersaglieri, dei qiiali: 16 Anziani destinati a comandare le Qnadriglie isolate (4 uomini, loro co1npresi); 1.2 altri abili a suonan la tromba; .2 Sarti; .2 Calzolaj. 1 Armajolo, incaricato piwr:, della con - 1 e, · ne el elle mmiizwni · · · 1r.e~w, . . . ._1ec/UO?W · . la Com,1 Concl1ittore, _in~aricetto della cura . P~~nia, con iin fondo 'uest;iano, ed arredo . . fo gone.
N. B. L'individuo che sia esptrt-issimo nel tiro dalla mano sini:sbra, siccome col1ii che bro.vasi avere un qum·to d' onc·ia in più od in meno, sarà da presciegliei·si qiialora cong_iunga tutte le altre ,qualità. Negh Ufficiali poi somma capacità ecl attività.
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',VESTIARIO ED ATWEDO.
Tot1e· 174. · N. B . Sarebbe forse ancora necesscirio di 1 Tenente e di gente di più.
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99
Abito di col01·e oscuro con bottoni osciwi. (Si rit-ira all'autimno per rùnettere i l cappotto) .
Ser-
,Cap11otto dello stesso colore, doppiante sitllo stomaco; ed
gilé di lana a maniche da porvi sotto. (Si 1·itira in primavera pe;r rimettere l'abito) .
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SCELT1i DEGLI UOMINI. !)ualilti. mf>rali.
Perfetta condotta, principalmente riguardo l'onestà e l'abuso del vi-no. AmtQ d'onore : capace di renderli im,pegnosi all'occasione, sen.za però essere troppo ùnpetuosi. Intelligenza pronta e chiara,; cioè capace cli concepi-re con facilità.
•
. Q,wlilti f,,s'i<'lte .
D'anni dalli 19 cilli 25. (a) Stat1ira dcille 38 oncie 3/ 4 alle 40 1/ 1 . (b) Forte, svelto di corpo, e di sana complMsione. Fatto alle marcie, od a qualche esercizio ginnastico. (a) Pii, giovane non nsistei·ebbe alte fcitiche, e più vecchio non si potrebbe piiL fare a q1ietli esercizi. (b) Fum·ché li Voltigeurs· in Francia, e che non sono 1JOi veri Bersaglier i, futle le .(tll;·e Nazioni sce!gono uomini piuttosto grand·i e f or ti pe1· resistere ali.e lunghe 111.cir cte ed alle fatiche della ll"ltppa leggiera.
.
'
.Sclu•lws basso e leggiero, fatto vn modo a coprire la n,uca dagli ardori del sole, ed a impedire alla pioggia di pene~ trare dal collo; lacchè si otterrebbe praticandovi una 1nsiera tutto all'intorno, eguale a qtMlla clei cappeUi borghesi:, e coperta d·i c1wjo. ll gua1·11,imento semplice, leggforo ed in metctllo oscwro. P,..-..,taloni grandi, ma non di troppo, fatti in modo da aprirsi in mez.zo alle gambe ptr 1wn pe;rdere tempo nelle occorrnnze. (b) G_on due pa;ja me.zze ghette assai alte (5 oncie) e le rispettive m,iitande. (Si ritirano alla p1·imavera pl'ir 1·i1netlerne .2 paja da estate) . (e) , (a) Ho .se'.npi·e osservato essei- vi la iO.ina pcwte dei soldati che n.on p'l.l-ò chiudei·e l occhio s-inist,r o, e verciò non. a.Ua a svarm·e. • (b? Quando fa f r ecldo un solclato in marcia perde un q1ta,r to ora ver tale o_p e1 a~ione, do'l!enclosi spogliare d,i luUi li arnesi, e non Jntò JJ'i'iL raggi-ungere la propna compagn;ia.. , .(c) La popolazione che non è abit-twta a vestii·e a pawno alt'esltLle so(f1'irebbe .Z. ~m.P?SS1bile, nelle marcie pi·incipa.lmente, nè si potrebbe più ot/enere la dovu.ta pro.P1 wta, generando il panno la ver-mina ed. altre sudicerie.
a:
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1.>UOPOSIZIONE PER LA ~'ORMAZIOI\E DI UNA COliPAGNIA, ECC.
UN DOCUMENTO STORICO
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Zaino lli pelle, {atto colla massima semplicità, .ed in mado-• ad aprirsi anche cl'inclosso, colle bretelle in nero. flessa, è diviso in tre parti: la prinui sul da·vanti ( al.rnndo la coperta) 1·cicchiude le cci1·tuccie in 11,umero di 80, potendosi prendere col passarvi senvplicenumte la .mano. (<t) Ledne ctltri pa·rti, che co1nprerulorw l'interno, sono clestiliate.: la 1~ per l'nr·redo, e la ,2• per le prwixigioni di bocca, cioè viveri per tre giorni; comp,renclendo 'Ìn questa il gamellirw ,.che ne 1·acchiiide ima pcirte.
·t Pettine ·~ Bm•sa ,,. cu.cl-1•e {forlrice - aghi, - filo) .
f B01•st1 " 1n«li1•e (spa.z.zett·ina - vcisetto da grasso, etc.)
Pelleg,•l-na di tela ce,•a.u,, /ortissùna, scendente sino• cil fianco, per C(lpri1:e dalla pioggfo, (cla tenersi sul .zaino).
Be1•1·etlino ln nu•ulia ,U cotone, che coprn le orec~ chie e che possci tenersi anche sotto dét Schakos. 2 C,u11icle ... ima indosso ... l'altra nel .zaino.
tino inclosso ... l'altro nel .mino... o c1•t11e .. .
'indosso.
1 Ctwclil,iio in ,netallo bianco .. . nel gam.ellina~
(a) Li solclati ·non s·i servono della gibel'na che come wi magazztno, e ne tranon&
-d.i tanto in la:nt.o un puonello di cartucce che piazzano {l'a i bottoni, tanto trovai10 inco-nwdo a vrenderle ogni votta, e pel'ciò meglio vale tenerle nel zaino, (b) Si minullano in tal guisa le marmitte di .canipagn<i, le quali oUre atl'lnc<miocl(') . no1. indi{{erenle di 1iortar/.e, hromw ancora l'inconvenienle, che venendo una g·llasta, ne sof(,·e tulla una squadra,. (e) Questo sacco di tefri serve non solo per ogni distribuzione, ma ancora serve 11 gua·r enlini maggiormente dal f1·eddo o dall<t pioggia, -invill•pparidolo al collo; siceomt, « corica,r visi sopra, ponendovi pur anche detta paglia in dentro.
I
,la zt1J}J1ntore leugle,·o, per facilitan a porre im posto i:n istato di d·i/'esa, per q·uelli pèrò che non hanno la trnmba; e come sarebbe - za;ppa picco - sega - martello - scalpello da rompere le 'Intirag l,ie per far feritojii, etc. (da te1wrsi senza 11w11;ico sotto del zaino ). !/La bulfette,•ia consiste seniplicernenle in una c-intiira cvi cornme fless·ibile, rmaloga a quelle Sarde, ricoperta di faldette eh ciio·io e contenente 20 cartiwcie. Dessa ·è tutta in nero ed è sostervuta, da clue b·retelle. Si pone sotto dell'abito o cappotto , 1·ilasciandone semplicemente l'ibltimo bottone. Cont·iene inoltre que' piccoli oggetti necessari al car-i·camento dell'arma: spa.z.zewina - maglietto -:-- spilletto ' - fe,rro a scaricare.
Sacco ,li tela a distr·ibuzione ritto 40 oncie e la1'go 14Jc) ( da tenen·i sopra del .zaino).
f C,•avatla dl la.na
nel zaiM.
.11Jn utensile
Bouiyliettci fatta con, diie pe.z.zi cl:i corame, per contenere· aceto o acqtwvite da mescolare coll'acq-na.
SC<PrJJe . . .
cern
I
Pacclt.ello contenente 1ina benda, filaccia, e tela a cornpressa (nel zaino). .Arnesi 1,e,• 'V·1d•1nn: Giramite - ampolli:no d'olio provv-ista di capsiile - bacchetta a lavan la canna (si vitano ima coll'altra, ed ogri·i tre fanno la lwnghez.za conven1:ente) · (nel .zaùio, sul davant:i).
6am,elUno tll 1•ame, o meglio di ferro stagnato, 'spazioso assai pm· {arvi ctioeere 11,;na libbra di came. ( U11,. uomo solo accende e mantiene wi fiwco capace di far cuocere 25 di questi gamellùii). (b)
2 Pa;ja
S1}azzelle
40•1
Un Bersagliere così eqtiipa,ggiato, con prouvigion,i di bocca per giorni, con .100 cartu,ccie, e con l'armci proposta., non 1·imane ,più carico cl:i .u n soldato di Fanteria con solo 60 cartuccie e senza
-<'tre
prorivigion·i di bocca. Le somministranze potrebbero essere fatte di prima fornitura mteàironte ·nn2- so1nma snl Decanto (vestiario ccl ar1·edo tutto corn-
10'A
UN DOCU)!EN'l'O STORICO PROPOSIZIONE PER LA FOR)!AZIONE DI UNA COMPAGNIA, ECC.
preso, ad eccezione del f1icile solo); e col fissare poi una so1mna· sul Deconto per tiitte le nnnovazioni, ed ·il trattenùnento del fii01:le, medicinali, etc. d'appresso alle giornate d·i presenzci, semplificandosf al sommo ogwi contab·il,ità.
·103
3° Racchiiide ima bajonetta egiwle ·in forza ed in lunghez.za al fiicifo l1mgo di miinizic,ne (fucile corr11p1·eso), offrendo ancor-ci, col ripiegarsi, il ·vantaggio di servire cli punto cl' appoggio per pimtare, ficwnclane la.p-nnta a ten~; . . 40 Ognuno può clare allo scatto (détente) il grado che piu gli cnrwiene di dolcezza per (a1·e pm·tire il colpo. 5° Eguale facilità cl-i costriizione ·del fiicile 01·dinar,io (piwc~è ·i lavoranti ne abbiano la pratica) e non ecceclente vn prezzo più di 5 ~ da qitetlo. 6° Maggior facilità nella conserva.zione. 7° Maggior facilità nelle 1'"·iparazion1:. . , . . 8° Piiò {are da 100 colp'i p1·ima che sw cl uo!o eh lav~1 e la canna (il fucile si car·ica a stenio dopo li 30 spari,, e la carnbina non si ca1·icci più dopo li 40}. . 9° Molt'i alt1·i piccoh, ·vltntaggi, come: eh essere a pofoe1·e /ii~min(l;nte; lli non spcind&re la polvere, poichè la cartiiccia non si rompe che nell'auo di fissarsi a sito, etc.
Stante la s·ua movibilità, credo essenziale che detta Compagnia abbia in proprio iin piccolo forgone che la seguit1:, onde a1vere alla . mano q·uelli o,ggetti di J1'iccolo arredo, od altri nr:;cessm·i a rùnpir.1,zzw1·e, come le provvigioni da guerra, e pur ar11che qitelle dei bocca all'occorrenza, le p1·ovviste cle' meclicinali, gli eqnipaggi degli Ufficiali e l'officinci dell' A1·majolo. Accadenclo che la Compagn·ia fosse inol'l!rata più di ima giornata nelle montagne, si smontano dal {orgone l'olfìcina d:elt'Arrnajolo, le munizioni, ed altri oggetti 1tichiesti; e si tmsportano s·u rnul-i, diretti dall'Armajolo; mentre ·il CondiHto1·e, che ha in consegna gli effetti, C'Ustodisce il {orgone. In tal guisa la Compagnia ha sempre 1:l sito deposito, per così. dire, p1·esso cli sè, e non reca il menorno distiwbo nè ai paesi dove passa nè all'Annata.
A 200 passi la metà dei colp'i, de;vono ferire, per poco sia abile il Bersagliere.
ARMA .
CENNI DELL'ISTRUZIONE:
Lo schioppo proposto è l'imica arma che avrebbe1·0 l·i Benaglieri; le siM qiialità sono le seguenti:
Breve maneggio clell'cmna, e sciiola di Pelottone pei 1novirnenti solo 1iecessa1"i. Teoria del tiro, eci esercizio al tavolaz.zo a grandi distanze. (a) Schenna colla bay'onettci. (bi Ca,1Te1·e -- saltare fossi e barriwte _: sahre stb ;lberi, muraglie - nuotare. .· . Conoscere la .figura cl'un paese; pa1·ticola:·ment~ cl:sce1·:1~r~ h passaggi impor-tanti- apprezzare li punti chfensibili -
1° Si ca1·,ica dal calC'io e la palla ne esce /'orzata. Avendo la
stessa precisione di mia .carabina scanalata, ha JJ'ÌiÌ fòr.za d'i, essa. (a) Ne adchviene che si piiò spamre persino a 400' pas::,'Ì, mentre la carabina non porta oltre li 300, ed it: fiwile di m·w1;izione ha il ti?'o incertissimo al di là di 25O. .2° Fornisce 7 cobpi in due m1:miti, ecl in caso dli fretta sino· ci. 1 O. ( o) La ca:rabina, nello stesso tempo, non può fare che 3 od al più 4 spari, ed il fiicile cli mimizione appena 5. (a) Comprovato italle eiperienze {atte dal Centrale Jlowctrd Douglas in lnghil-·
terra.
(b) Si tabili.
omette allora
di
nettare
jl
vUone dopo
ogn-i
(a.) Si potrà Ùilcolare a 100 colpi per ogmvno nel, 1• imno, eit a 75 nei ~uccessivi. · (b) È cosa provata ora che mi solllato colla bajoneUci in ccuma, ed ese1 citalo_ al~ q1.1anto in quella scherma., non teme ài comballere 3 solctati a cavallo a.rmat,. dL sciabola., oil 1m lanciel'e, aneli.e in per{ella piamt1·11.
sparo, sen;:;a inconvenienti no-
/'
104-
UN DOCUME~TO STORICO
g,iudica1=e delle distanze - concep,ifre a JJrùno aspetto· la strada per gùmgere di nascosto ed a portata 4'i wi zmnto deter niinato. Porre un punto scelto in ùtato di difesa. Conoscere li segnali della tromba - portarsi avant'i, indietro, a d(}Stra, a sinistra - tenere un pwnio sino all'est:renio, ritirlJ!rsi da un altro - occupare li posti in ri tirata avv~a?'e clella presenza, del nem:ico, e da qual parie - la rrtccolta, etc, Li sèrgenti sono inoltre ·istr-u,tti a fare dei piani e relazioni sidle r·iconoscen.::e che hanno fatto, sia rispetto alle posiz·ioni d&i posti awn.:rnti nemici, sia rig1t/J!rdo alle strade che vi condiicono. Nella bella ·sta,!Jione si avvezzano alle tappe forzate, facendo conoscere appùm,o il paese e part·icolarinente le frontiere e le montagne. À'vendo il necessario presso loro, non r·ichiedono che un po' di pagha nei pa1~si clave passano.
SERYIZIO PRINCIPALE DEI BE!lSAGLIERI in campagna: Secondare colla precisione del tiro ogn-i opera.rione principale è lo scopo che devono se1npre avere i n 1nira, e conce,nirando allora il fuoco sopra li Capi, Ajtbtant·i di wmpo, ed altri, portare lo scoinpi[!lio nelle righe a;1Jversar-ie. Così suppon,endo u,na Compa[!nia alla disposizione del comand(J;n,te, di 11,n Corpo d'annata: Se i11, 1naràa, clessa fa parte della Yanguardia , rimanendo p,n-ò col grosso della , truppa, per portarsi imianzi tutta od in parte all' occorrenza. Se si bivacca, prende 17osi.z·ione a portata del posto principale, facendo r·iconoscere e posc·1:a rinforzare vrima dell'alba tutti li passi da dove il neniico J)UÒ giungere.
PR0!'0Slll0~E PER. LA FORMAZIONE DI UNA COMPAGNIA, ECC,
4 05
.Se l'A1·mata prende ima linea di difesa, po·n ioni di essi legano li siti rotti della linea, ci(lè, vaoiii che possono esistere ver ·1Jia delle deformità del terreno; altri coprono le posizion-i dominanti, rinforzanclo insomma quei punti essenziabi considerati come ch·ia1Ji delle posizioni. Scelti li siti, bi porrnnno i'n istato (i,i dif'esa, appr<ifi,ttanllo di t1btte le circostanze locali, e preparando il t&rreno onde trattenere il nem1ico scoperto sotto la precisa portata. ]\'elle 1nonta.gne particol/J!rmente pochi di loro bastano per im,pedire certi passi a d1Yi Battaglioni intieri, piirchè sappiano scegbùire bene il sito per incrociar1Ji il fuoco, e non essere ùi·voUi dal ·nemico . .Negli attacchi deiiono portarsi innan,zi colla truppa leggiera a portcita dei ridotti o trincee nemiche e concentrare li spa·ri sopm degbi artiglieri, o dirigerli sidli spalti onde impedire aUi di fensori cl·i mostrar1Jisi cillo scoperto, mentre la trwppa si prepara ed atttnde a forzarli. O pwre, portandosi di nascosto ed a precisa po1·tata di_q1ialche batteria o villania occ1ipato dal ne,1)'1;ico, tJortarvi il clisorcline colla JJrecisione del ti ro diretto alle cannoniere, finestre, f'ei'itoje, etc. 'Se il ne1nico batte ùi ritiraia in paese ·rotto, si bada di depassarlo dai fìanchi , e stabilendosi a portata del sito passaggio fa·rvi crescere lo scompiglio, dirigendo bi spari sid Capi, o su, coloro che S'i fermano per riordinarsi. ..Se s·i ha invece da r·itù-arsi contro un nemico 'IJ'Ìttorioso, li Bersaglieri si term%nO alla retroguardia, e divisi in due o tre sezioni s-i porteranno a di/~ndere stbccess,ivamente tv,t(i li passi suscettivi di qualche difesa, rin/orzando in ,tal guisa la truppa che copre la ritirata.
DELLA MARMOHA '
·1835
Capitano nei Granatieri-Guardie.
RIVISTA ESTERA
RIVISTA ESTERA
LE FORZE :MILITARI DEL BELG IO(¾),
Reclntarnento. - Nel Belgio non è stato accettato finora it principio del servizio personale obbligatorio . La surrogazione è permessa, dimodochè, oltre ai soldati di leva chiamati 1wiliciens, fanno parte dell'esercito surroganti con premio, detti volonta,ires avec pr·inne o 1·emplaçants, secondo che la surrogazione viene fatta dall'amministrazione mi litare, o direttamente dagli individui. Coloro che si arruolano volontariamente senza premio, per semplice inclinazione alla:milizia, sono chiamati volontaires ptirs. La legge ammette pure le esenzioni definitive e quelle per un anno, le esclusioni e le dispense. La durata del servizio militare è di otto anni, a datare dal 1° ottobre dell'anno nel quale avviene l'arruolamento. I cittadini devono farsi iscrivere sulle liste di leva nel 49° anno della loro età, per concorrere · alla estrazione a sorte dell'anno successivo. La ferma sotto le armi dura ~8 mesi nel corso dei primi tre anni per la fanteria di linea, i cacciatori a piedi ed il treno; 36 mesi nel corso dei primi quattro, anni pei carabinieri cd i granatieri ; Ire anni per l'artiglieria da fortezza, il genio, i pontieri, gli artificieri, le truppe di amministrazione; quattro anni per fa cavalleria e l'artiglieria da carn pagna ed a cavallo. (!) Loi siir la 1nilice - Journai ,rnilila·it·e of{iciet - Aùlermèmoire de t' o(fi.cier d'infanterie - Spectateur rnilitaire - Rapport d1i 1nitl'istre de la gi1er1·e .,iir la mobil-i,-· sation de l'armèe en i8i0 - The anned strength of Belgiwn.
fo ogni anno di servizio gli nomini di truppa possono ottenere 6 settimane di licenza. Gli individui che sono obbligati a 28 mesi di servizio sotto le armi possono essere richiamati per nn mese durante il 40 anno della loro ferma. In congedo ill imitato vi si sta fino compiuta la ferma di otto anni. Ma è da notarsi che gli uomini di t.ru ppa restano nei ruoli matricolari dei rispettivi corpi per altri due anui, durante i quali. possono essere richiamati come segue: gl i appartenenti alla fanter ia, nei battaglioni di riserva (bataillons non actifs); gli appartenenti alla cavalleria, nel_ tre~o ;_ gli appa~ten:n_ti a_ll'arti: glieria nelle batterie di riserva; gl, al tn rimangono 1scr1 ttl n.e1 ruoli ddle rispettive compagnie. Dopo il quarto anno di servizio i militi. .; possono contrarre matrimonio. Fino al ·1 ° gennaio ·1880 il governo poteva, in caso di mobili tazione, chiamare sotto le armi dieci classi, come fu fotto nel 1870; ma, a meno che si promulgl1i una nuova legge, la mobilitazione noi}; potrà fars i d,1 ora innanzi che con sole otto classi . Il reclutamento è nazionale : ogni anno viene notifi cato ai corpi daqual i provincie devono ricevere il loro contigent.e di reclute, cd nn reggimento non riceve mai quelle della stessa provincia per due al)ni di seguito. Le camere votano annualmente la legge che fissa il contingente di leva, il quale è ripartito dal Governo fra le _provincie, e dalla deputazione permanente del consiglio provinciale fra i cantoni militari, composti di uno o più comuni appartenenti ad una stessa circo~c.ri- · zione amministrativa; il riparto è fatto in base al numero degli 10- -f:.critti di leva . Sono computati nel contingente annuo gli arruolati: volontari, i quali, a causa del numero estrat.to, sarebbero obbl igati al servizio. Dal 1868 al ·1 8i8 il contingente annuo di leva fu di '12,000 uomini, non compresi i volonta;i; ma tale numero non era sufficiente·· per ottenere con ott.o classi un effettivo di 96,000 uomini, come ~i sarebbe voluto. Per aver i 96,000 uomini con otto classi sotto le armi, si ricorse nel ·1879 a due contingenti annui addizionali : il primo di questi contingenti doveva servire a riempire i vuoti fattisi durante l'anno nella classe di leva venuta ultima; l'altro a riparare · alle perdite subite dalle rimanenti sette classi. Ma questo sistema · fil. trovato complicato, e, nel votare il contingente pel 1883, si stabili di sostituire alle quote variabili dei contingenti addizionali una quota fissa da a"• •iunrrersi invariabilmente al contingente . annuo; questa., vv v quota fissa è di '1500 uomini, vale a dire che col fatto il contingente .·
·108
lU \'lSTA
annuo fu portato da •12,000 a 13,500 uomini, il qual numero, nondi meno, non sarà raggiunto che nel 1885 ; pegli anni ,1883 e 188-1: è stato stabilito un contingente unico di ,13,H-6 uomini. Orclrinamento. L'esercito belga sul piede di pace si compone di: ,1° Lo slato maggiore gencrnlP; 2° Il corpo di stato maggiore ; 3° Lo stato maggiore delle provincie e delle ·piazze; 4-o La fanteria; 5° La cavalleria ; 6° L'artiglieria ed il treno ; 7° Il genio; ~ go Il servizio amministrativo ed il bauaglione di amministra~~ zione; g .2 9° Il servizio sanitario; s 10° La gen cl armeria. . 3 ' •1 ° Stato ,inaggior·e generale. - Di viso in due sezioni: sezione di attività, '¾-.7 ufficiali generali ; sezione di riserva, 6 ufficiali generali. 2,° Corpo di stato magg,iore. - Comprende 4-6 ufficiali di stato maggiore. 3° Stato ma.ggio1·e delle pro,o·incie e delle piazze. - Per le provincie 5 ufficiali; per le piazze ,i.1 ufficiali ; più vi sono 39 cappellani. 4° Fanteria. - comprende : un reggimento di carabinieri ; un reggimento di granat10n ; 3 reggimenti di cacciatori ; H reggimenti di linea ; 2 compagnie sedentarie; un corpo disciplinare; una scuola di fi gli di truppa . li reggimento carabinieri conta quattro battaglioni attivi e due battaglioni di riserva (non-actif's). Gli altri reggimenti hanno tre battaglioni attivi ed uno di riserva, più un deposito composto di uno stato maggiore e di una compagnia. I battaglioni sono a quattro compagnie di tre plotoni . La compagnia dei granatieri, o dei carabinieri, ha 4 ufficiali e · 114 di truppa; quella dei cacciatori e della linea 4 ufficiali e 91 di -· truppa. Il bauaglione di granatieri, o di carabinieri, ha ~ 8 ufficiali e 459 -0i truppa; quello di cacciatori, o di linea, 18 ufficiali e 367 di truppa.
·109,
E ST EHA
Il re<mimento carabinieri ha H 8 ufficiali e 1982 di truppa; quello c)c) dei granatieri 82 ufficiali e 1468 di trnppa; quello dei cacciatori e della linea 82. ufficiali e 1 i 92 di truppa . I battagliùlli cli riserva non hanno in pace che un quadro ; in caso . . appartenen 1·.1 a11 a '"'a di guerra si compongono con uomm1 , , sa, 9• , , 1O•' classe. di fanteria sono riuuiti in 9 brigate che formano I ·19 reocrirnenti 0c) 4- divisioni. La fanteria ù armata col fucile Albini, tranne i carabinieri che hanno il Terssen . 5° Cavalleria. - Comprende: ~ reggimenti cli cacciatori ; 2 • guide; ,i, » lancieri. Tuili i reggimenti sono cornposti cli 4- squadroni attivi ed uno dir iserva (renfort). Lo squadrone ha !~ plotoni; due o tre squadroni formano una di visione. L'organico dello squadrone è di 6 uffkiali, 14:0 uomini cli truppa e 120 cavalli erariali; sul piede cli guerra i cavalli vengano aumentati a ,1M. Lo stato maggiore del reggimento comprende 7 ufficiali con 15 cavalli, e ·I O uomini cli trnppa con 5 ca_valli. Gli otto re""imenti di cavalleria forman o ,i- brigate e queste 2 cli"o visioni . 60 1lrtigt-ieria e treno. - L'a rtiglieria comprende: Uno stato maggiore ; 4 reocrimcnti di artiglieria da cam1rngna, dei quali il ·1° ed il è)t) 3° sono compe,sti di 8 batterie montate e 2 batterie di. riserva, una delle quali serve di deposito ; iI 2.0 ed iI ft. 0 di 2 batterie n ca vallo, 7 batterie montate ed una cli riserva, la quale funziona da deposito; 3 recrrrimenti di arti<>lieria da fortezza (50, 6° e 7°) composti· èe ~ ciascuno di ·16 batterie da fortezza, una di riserva ed una cli deposito ; una compagnia cli r,ontieri ; una >> artilìcieri ; una » operai , una » armaiuoli. Tutte le batterie da camr)aona hanno 6 pezzi , trainati ciascuno da e) 6 cavalli, tranne le batterie di riserva che devono provvedere I• 1 per-sonale alle colonne di munizioni, ed in tempo di pace non hanno,quaclrupedi ; ma sembra probabile che questo servizio stia per essere affidato al treno e che si vogliano armare anche le batterie di risena . 1
V
V
ESTERA
110
RIVISTA
Le batterie dei /~ reggimen ti da campagna sono numernte dal1'1 al 40, delle quali sonvi 30 batterie montate e 4 n cavallo, cioè 20,\. pezzi; due batterie formano una divi sione. Presto l'armamento da campagna dell'artiglieria belga sarà costituito da cannoni Krupp del modello tedesco 11873, con lcggiere modific11ziooi; il cannone delle batterie montate avrà il calibro di Si mm . ..e quello delle bntlcrie a c:nrnllo 75 mm. ; fin d11I 1878 fu aperto un credito di 3. 300,000 lire per l'acqui~Lo di 20 di queste batterie. L'organico dello batterie monwte è : ufficiali 5, truppa 89, cavalli 53; sul piede di guerra, uffìziali i:>, truppa ·11.iO, cava lli 152. Quello delle batterie a cav11llo: uf'fi ciali 5, truppa HO, cavalli ·10'2; sul piede di gnPTTa, ufficiali 5, truppa •t 64 , cavalli 484. Lo hntterie dei reggimen ti da fortezza sono numerate dall'•I al 48; il loro organi co è: ufficia li 3, truppa 13 ; sul piede di guerra, ufficial i 3, truppa 1i3 ; quallro batterie formano una divisione. L'organico dei reggimenti di artiglieria è il seguente; 1° e 3°, ufficiali 55, truppa 775, cavalli da sell a da uffìciali 97, cava lli da sella per truppa 434; cavalli dn tiro 320; '.2° e 4°, ufficiali 56, truppa 881, Mvalli da sella da ufficiali ,JO1, cavalli da sella per truppa 232, cavalli da tiro 360 ; o•, 6° e 7°, ufficial i 63 con 1 1 cava lli , truppa 1209. L'organico della compagnia pontieri è di 6 ufficial i, truppa 1137; 1a compagnia artificieri, ufficiali t~, truppa 102; la compagnia opcr:ii, ufficiali ,t , truppa 175 ; la compagnia armaiuoli, ufficiali 4, trnppa 130. I 7 reggimen ti di artiglieria compongono 3 brigate sotto l'alta sor-vegliaoza di un ispettore generàle. Il treno forma amministrativamente parto dell'artiglieria e comprende un battaglione composto di uno stato maggiore o di 7 compagnie, delle quali: una compagnia di deposito, 4 per trainare i veicoli dell'artiglieria e del genio e 2 pel traino dei servizi amministrativi . In tutto sono su l piede di pnce: ufficiali 2.3 con 3·1 cava lli; truppa 377; 62 cavalli da sella, 'iM8 eia tiro. 7° Genio . - Si compone di uno stato maggiore e di 1 reggimento di 3 bat.taglioni di zapp~tori-miuatori a ,I, compagnie numera te dall'1 al 12, con un deposito. A questo reggimento sono riunite amministrativamente 5 compagnie speciali, cioè: una di ferrov ieri, una di telegrafisti da campo, una di telegrafisti d11 fortezza e di art1lìcieri, una di pontieri da fortezza cd una di operai. Le compagnie cli zappatori-minatori hanno: ufficiali ,i, truppa 8·1; 1a compagnia deposito, ufficiali 3, truppa 16 ; i telegra(isti, i ferro1
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-vieri ed i pontieri, ufficiali t~ , trup pa 78; gli operai, ufficiali 3, truppa 78. Sul piede di pace il gonio comprende in tutto 1588 uomini, dei quali 135 ufficiali : è sotto l'alta sorveglinnza di un ispettore generale. 8° Se1·vi zio amministrnli~o e ba.ttagHone d'i amministrazione. - Comprende il cotnmissarinto (intendance) con :1:; commissari e sotto-commissari; gli ufficiali contabili dei corpi di trnppa in numero di '150. Del battaglione di amministrazione fanno parte: 74 ufficiali, 60 scrivani, 760 impiegati subalterni. 9° Servizio sanitm·i-0 . - Com prende : H,8 medici , 37 farma·cisti, 3,i. veterinari . 10° Gendarmeria. - È reclutata in parte nell'esercito ed in parte tra i borghesi. Dipende dai ministri della guerra e della giu.stizia. Oltre al tutelare l'ordine pubblico prende attiva parte alle operazioni di richiamo dei congcdnti e di mobili tazione. Consta cli uno stato maggiore e di 9 compagnie, ciascuna delle quali ha il nome della provincia in cui risiede; le com pagnie sono raggruppate in 3 divisioni con sede a Drux.elles, Gand, Liégc ( 1). 1
(l) Quest.o corpo ha un bilancio a parte, che pcl !883 é di. 3,3~8,200 lire; po~ l'eso!-cilo si &pendono H,76,,900 lire in lla.se ad un etTctUvo mcò10 dt 45,23~ uom1n1 e 8906
>eavtilli.
RIV lS'l'A
.ESTERA
Riepilogo generale dell' ese'rcito sul piede di pace. UFFICIALI
TH UJJPA
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Cavalli
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Stato maggiore generale (sezione atti vitit)
27
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Stato maggiore generale (sezione riserva) . .
6
H,
Corpo di stnto maggiore delle provincie Stato nrncro-iore . <?O »
))
»
piazze
Cappolluni Servi1.io amministrntirn Battaglione di mn ministrazione
46
96
I'
,1()
v
4.1 , 39 185
Fanteria .
H
7/i,
820
2"9
Servizio saDiturio .
6
6·1
·16761 254 2.ti57·1 5680 4,.\.80
Cavalleria
296
ArLiglicria
,1921 473
600
I
I
T1·e110
23
G~lliO
-, 135
Totali
3•1
_5..,9i 732 da sella' n
377)
1360 da tiro
62 da sella
2 18 da tiro
37 1453
326/i.l •1697 /k1 4-60 7~·12
Circosc1'is'ione 1wi/-itare territor·iale. - li territorio belga è diviso iu <lue granùi circoscrizioni mili tari, con sedi cli com:mdo rispettivamente ad Anversa e Brnxrlles. I n ~" comprende le proyiuc-0 di An-
versa, Fiandra OC'ciden t:ile, Fiandra orirntale; la z• quelle di Br:ibante, Hain:rnlt, Liége, Limbourg, Luxembuurg, Namur. Le provincie comprendono cinscuoa un numero vari;:ibìle di distretti militari, che insieme sono 32; questi alla !_oro ,•olta un certo numero di cantou i mili trtri, cho sono '.ì,1,8 in tutto. . l com:mdanti le 2 circoscrizioui militari sono tenenti generali, come i comandanti di di,;isioue, ed h:inno i I comando superiore :;u tutto le autorità milital'i e le truppe dislocate nella loro zona, senza pregiudizio delle attribuzioni ciel comancl:inte superiore dellu cav:illeria, degli ispettori generali clol l'art.iglieri:i, del gen io, del scnizio di sanità, e elci commissario capo dell'esercito. Essi fanno esegu ire tulli i movime11ti cli truppn orclinaLì dal ministero della guerra, sono responsuhi li dell a istruzione t:i ttica e rlella disciplina delle truppe, dell'osservanza rigoro~a dei regolamenti militari, e si :issicurano che gli effettivi siano quelli volnti d:illa legge !-UI bilnnci9. A c:ipo della provincia sta un maggiore generale, o colonnello: fra le :iitre attribuzioni egl i ha quella di comunicare ai • com.mdi di rlii;tretto tnue le istruzio11 i che concernono la mob ilitnione, ccl ispezion:irne ìl rispcttirn archivio. Ogn i rlistrctto militare è comantlato cln un tc11ente, o sottotenente cl i gend:irmcria, c-oadinvn to da sottufn ciali, e, nei distretti popolosi, anche da un urtìciule ,;uba lterno aggiunto . I comandanti di distretto rnccolgono dati :-tnti;;t,ii;i utili per la mobilitazione, e tMgono nl <'orreute i ruoli degli uomini in congedo illim itato, corri:-pondendo a tale scopo dirAttamcntn coi conrnndanti di corpo e coi srnclaci . Tulli gli an Di , nel me~e di novembre, pns~ano ni snclcleui ind ividui del loro distretto uua riYi!-ta per verifkare la e.:ittczzu delle li~te e elci registri tenuti dai comnadanti cli corpo, di cantone, e dai comuni , e per assicur:irsi del la presenza dei cougedati e dello stato cl i conservazione<legl i oggetti militari che hanno in consegna ; i comandanti cli cuntone devono essei· presenti alla rivista passatu ngli uomini del loro. c:mtone. Ogni cn ntone militarl' comprende uno o più comuni, ccl è eomanclato da un sounfnciale di ~endnrmeria. il qun le prcpnra e di rige ne~ suo cantone le operazion i di richiamo sotto le arm i. I comandanti cl i piaz1.a h:rn no l' incarico di regolare il ,;ervizio territoriule e 111:intrmere l'ordine pubblico uelle città, piazze forti, citta<lrllc, e fo rti che $la uno sotto la loro ginrisdizione. G1w1·dia naz iona./e. - Tutti i cittadini clni 2,1 ai 50 anni , i qual i nou :ippartengono all'eserci to e non godono dì una speciale escnzioue, devono far pal'le della gunrd ia nazionale (g1.1a1·de cù;iqw') . A NNO XXVI!l, \'OL lii
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ESTERA
In tempo cli pace essa dipende dal ministero dell'interno; in tempo di guerra, quella parte di essa che vien mobil ita ta, dipende dal ministero della guerra. La guardia nazionale è ordinata per comune: deve mantenere l'ordine, far osservare le leggi, e proteggere la indipendenza ed il territorio nazionale. Chiamasi gua1·dia nazionale at/Jiva quella forma ta nei comnni che hanno nna popolazione superione alle 10,000 an ime, e nelle città fortificate, o che entrano nel raggio di una fortezza; chiamasi invece guardia nazionale sedentar ia quella formata negli altri comuni. La guardia nazionale attiva si divide in due categorie: quella del ser vizio ordinario e quella del- servizi o di riserva; alla prima categoria appartengono co loro che sono in grndo di provvedersi cou mezzi proprì dell'arredo, e che sono i primi a prestare servizio ; alla 2., categoria appartengono quelli che, occorrendo, sono provvedu ti del bisognevole dal governo a spese del comune al quale essi appa rtengono . La guardia nazionale attiva si riunisce varie volte all'anno per manovrai·e ed è ordinata in legioni, battagl ioni e compagnie; in alcune località sono stati formati anche riparti di artiglieria, cavall eria e cacciatori . Della guardi,1 nazionale. sedentaria non vi sono che i quadri ; i militi non banuo nè armi , nè assisa, nè istruzione militare. Il 34 marzo 1880 la guardia nazionale attiva comprendeva circa 30,000 uomini ; quella sedentari a ne numerava 90,000. · È questa una istituzione che ha impronta pol itica; sotto l'aspetto militare, a detta degli stessi militari belgi ('I) non pare sia da farvi sopra grande assegnamento, almeno fincbè non ne vengano mu tate le basi. Formazione di gtierra. - Assai probabilmente l'esercito belga, in caso di mobilitazione, si form erà, come nel ·1870, in due grandi parti, delle quali l'una destinata ad agire contro l' invasore, l'altra a presidiare il gran campo triucerato di Anversa, ultimo ridotto della difesa, ed alcuni punti fortificati che sono : la testa di ponte cli Termonde, la cittadella di Narnur, due forti presso Liége, la fortezza di Diest. La prima parte, per le operazioni in aperta campagna, consterebbe di ,t divisioni, riunite in 2 corpi d'armata, più una clivisioue di cavalleria (cavale1·ie de rideau,) formata dai 4: reggimenti lancieri riuniti in due brigate di due reggimenti .
Eventualmente si formerà una quinta divisione, la quale non potrà ~ssere impiegata se non do po la mobilitazione della guardia naziona le. Ciascuna delle (i, suddette divisioni, sarà composta di : 2 brigate di fanteria ( 12 battaglioni); battaglione di carabinieri ; 1 reggimento di c11.valleria ( 4c squaclroni); 4 batterie cli ~rtiglieria da campagna (2.J pezzi); 1 colonna di munizioni per fa nteria ; 1 compagnia del genio; colonna di munizioni per artigl ieria; 1 colonna di ambulanze ; 1 colonna viveri. Alla divisione di cavalleria sono assegnate due colonne cli ambn'lanze, e delle bauerie a cavallo da prendersi dall'artigl ieria di corpo -d'armata. La 5a divisione, da f0rmarsi eventualmente,· sarà composta del ~3° e H- 0 reggimeut.o fanteria e dei battaglioni di riserva dei prim i 6 reggi menti di linea, ossia un totale di '12. battaglioni; degli sqnarlroni di riserva ; delle 6 batterie di riserva , quando saranno arma te {36. pezzi). I , primi 4 squadroni di ognuno degli 8 rt~ggimenti di cavalleria, in caso di mobilit&zione, sono completati da l 5° sq uadrone (di riserva) il quale diventa squadrone di deposito . Gli indi vrdui ascritti .alle classi più anziane di cavalleria, che non sono necessari al com:pletamento di questa, fanno passaggio alle compagnie treno . . L'artiglieria divisionale consta delle 16 b:itterie del ,1• e del 3° reggimento; quella del 1° corpo d'armata di 7 batterie da campagna -e 2. a caval lo del 2° reggimento; quella del 2. 0 corpo d'armata di 7 batterie da campagna e 2. a ca"allo del 4° reggimento. Ossia un totale di 2.0,\. pezzi pei due corpi d'armata. Ai due corpi d'a rmata sono destinati i seguenti servizi; 1 compagnia di telegrafisti da campo; 4 compagnia pontieri ; 1 compagn ia ferro vieri; 2. colonne munizioni per fanteria in ogni corpo d'armata ; id. ; 2. colonne mun izioni per artiglieria 1 parco del genio ' id.; id.; 1 parco di ambulanza id.; i\. colonne di ospedali da campo id.; '2 colonne viveri id.; ·l distaccamento di gendarmeria 1
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(1) Vedi, per osompio , /,a JJetgiq't.be niilitcÌire del l!O maggio l883.
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Il piede di guerra dei le singole un ità è stabilito all'atl-0 della mobi li tazione: c:;lcolando la forza dei batt11glioni a 800 uomini ; quella degl i squadroni a HO; delle batterie a I cavallo a 476 :. delle batterie montate a •162, esclusi gli ufficiali , avremo che la p:irte dell'esercito])elga destinato alle operazioni mobili conterà ci rcn 53,000 combattenti, con 204 c;innoni, 11011 tenendo cont.o della 5• divisione la di, cui formaz ione è dubbia . Cioè : '
considera che il Belgio ha attualmente, con ottime finanze, una popolazione di quasi 6 mi lioni, che, con popolazione e rendite minori, mantenne dal 183 1 al 1839 un e~ercito di 70,000 uomini sul piede di pace, e che nel 1839 mobilitò 112..0,000 u0mini, si può conchiudere che esso potrebbe soddisfare pienamente alle anzidette esigenze della sua difesa, senza esaurirsi . Nel ,1870 il Belgio mobilitò l'esercito, e questo risultò composto di ~O contingenti, dei quali due di 12.,000 uom ini ed 8 di 10,000. Il contingent':l 486·1 di 10,000 uom ini si trovò ridotto a 4,2.76 » ·1862 » ,10,000 )) » 4,399 1863 )) 40,000 )) 6,769 " ·1864- » ,10,000 » " 6,896 )) 7,,180 " •1865 » 10,000 7,335 1866 )) 10,000 )) 1867 )) •10,000 7,796 11868 8, 00~) ~) » 110,000 110,257 » » » 1869 » ·I 2,000 ,, 9,676 » 1870 " •12, 000 1
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1''ant.eria (52 battaglioni a 800 uomini) Cavalleria (32 squadroni 440 idem ) . Artiglieria (li batterie a cavallo '176 idem ) Idem (30 irforn monta te a 462 idem ) . . . Genio (4 comp. zappatori, 3 comp. speciali e parch i. ) Treno, gendarmeria e servizi vari . . . . . .
1~4 600 1~480 70 ,i4860 800 ,1000
uomini 534H pezzi 204 Dell'altra fraz ione dell'esercito belgn , destinM.a 11 presidiare Anversa ed altri punti fortificati, fanno parte i 20 battaglioni di riserva, dcr qunl i, come si è detto, 6 potrebbero eventualmente essere~ destiria tr all a formazione della 5u divisione, insieme ni reggimenti 113° e. 140 di linea. Oltracciò si h'anno i depositi delle varie armi, l'artiglierir-1' da fortezza cd alcuni riparti del genio e compngnie speciali ; calcolano approssimativamente in tutto 4-0,000 uomini. ' .Forza mobibita/Ji le. - Au torevoli scrittori mi litari asseriscono che· jl Belgio, per· poter valid11 mente difendere la sua nentrnl it.'t dovrebbe· poter disporre di : ' 60,000 uom ini di truppa mobile ; 60,000 1> per la difesa di Anversa ('I);. 1 1O, 000 " » • delle al tre fortezze cioè •130,000 uomini, più una riserva di complemento. Ora, se si
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(·IJ J•in ckll 1_867 \Hl:1 comm issione dichiarava che per la di fesa di Anversa., e degli s. forti allora esistenti, occorrevano 33,500 uomini; fl,1 allora lo co~e sono assai cambiatt>. Oggidi la lirtea d'investimento, che djstasse 3 chiloroetri dai for Li, avrebbe una e5tcn-· sione di una set.tantina. di chilometri , e, quando sarà complet~ta Ja linea di difesa J,iene-Waclhem-DuITel, la suddetta linea si svolger.i per l06 chilornptri. - Nel !870 a lll~t~ la linea di blocco c)[ J di 40 chilometri, che fnrono occupati in ragione (ii 4 no-l~llll por metro lineare; :, P«rigi 83 chilometri e 2 8[·10 uomini r1er metro lincaro. Sn s, t1en conto del fatto che Anver;;a si presta mc.no all'investi rnonto, perchè circondat!I. cla terreno piano e scoperto, si verr/1 al la conclusione che, per bloccarfa. efllcaccmontc,occorrnrchbero almeno 3 uomin i per me tro lineare, ossia ci rca 300,000 uomini, qua lor~ -ossa fosse fortemente presidiata.
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totale 404-, 000 » » 72., 613 Si ebbe quindi nel periodo di un decennio la perdita di 31,381 . uomini, cioè una diminuzione del 30,•17 °lo sulla .somma dei conliingenti votat.i pçr legge. Convien notnre che gli individui ammo.;§liati delle classi •186·1 e 186'2., in numero di 6,541, furono dispen:snti dalla chiamata. Tenendo conto di questo fotto, e supponendo che tutti i suddetti ,i.Iispensati si fossero presentati, si avrebbe tuttavia una diminuzione -del 2. 1- °lo, la quale, a quanto pare, è da ascriversi per la maggior parte al cattivo elemento che il sist.ema della surrogazione introduce nell'esercito, il quale ne risulta composto per un terzo. Infalt.i nei 72 mi la uomini che si ebbero a stento disponibili nel •I 810 v'erano :31,000 remplaçants, e di questi, in 6 mesi che l'esercito rimase sul piede di guerra, si ebbero ,1,62.2 disertori . Parlando del reclutamento si è detto che il governo belga sì era prefisso di avere con 8 contingenti di leva di 12,0QO uomi ni un effettivo di 96,000 . M.a sembra che questo numero non sarà nemmeno raggiunto quando si avranno 8 contingenti di -13 ,500 uomini, poichè, dalla ultima relazione della commissione pel bilancio della guerra, risulta che, fatta la debita proporzione colle perdite fin qui 'Ver\fic.atesi, gli· 8 cont1ngent1 di ,f 3,500 uomini non ne darebbero eh~ 1
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95,·122. Questo numero sarebbe poi éonsiderevolmente ridotto pei norr valori, e per le diminuzioni che si verificherebbero dopo le pri me fatiche. La Belg·ique niilitaire del '.i2A gennaio ,1883 ammette che, se attualmente scoppiasse una guerra, il Belgio con 8 contingenti non potrebbero riunire più di 80,000 uomini, dei quali 60,000 combatten ti. Oltracciò è da notarsi che non v'ha riserva di complemento, organicamente parlando. La questione di crearne una è, come suol dirsi , all'ordine del giorno; è stato annunziato nella seduta del 30 genna io della Carnera belga che un progetto sulla 1·iserva nazionale sarà, presentato dal Governo nella presente sessione legislativa. Mobilitazione . Gl'individui di fan teria e di artigl ieria, che vanno, in congedo, lasciano l"armameJltO e l'arredo presso il deposito; quelli cli cavalleria al magazzino del reggimento . ' In caso di mobilitazione gli uomini in congedo illimitatq vengono, r ichiamati per cura dei comandanti i distretti militari, e quell i in: congedo limitato per cura dei comandanti di corpo. Appena r icevuto l'ordine di mobilitazione i comandanti di dist.rouocompletano i biglietti di rich iamo, o li mandano per mezzo dei gendarmi ai comandanti di cantone, insieme alle istruzioni ministeriali· per le autorità comunali e pei suddetti comandanti di cantone; i biglieui di r ichiamo e le istruzioni destinate alle autorità comunal i sono, loro consegnate dai gendarmi del cantone, o da messi. L'autorit(\ comunale consegna una ricevuta al gendarme od' al messo,, quindi manda i biglietti di richiamo agli interessati, e con tempora-. neamente fa rendere pubblicamen te noto, con ogn i mezzo di cui dispone, l'ordine di mobilitazione. I richiamati, per cura dell'autorità comunalr., son0 riuniti nel giorno· e nell'ora voluta in quel punto del cantone indicato pel convegno; da qui sono accompagna ti alla stazione d'imbarco dal comandante· il: cantone, per essere diretti ai depositi od ai corpi. L'ordinamento dell'esercito non ammette una r iserva- d'i ufficiali . Taluni - calcolano che la fanteria può esser messa sul piede di guerra, in q. giorni; la cavalleria e l'artiglieria in 9; il treno e gli altri servizi in 15. Ma nel 1870 occorsero 27 giorni per incettare i cavalli occorrenti all'esercito, ·dopo il qual lasso di tempo mancavano ancora. <Juelli pei parchi; finora non v'ha legge di requisizione dei quadrupedi ..
PIETRO CITATI,
Capitano..
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CINA.
FORZE
1V[ILIT A R. I (il
Le not1z1e che si vanno pubblicando a riguardo dell'es~rcito cinese sc,no esagerate od incomplete, non r iferendosi c!rn ad una situazione affauo precaria, cioè a quella dello stesso esercito al momento della guerra colla Russia . I da ti vennero probabilmente desunti da semplici r icognizioni, fatte in quei giorni dagli ufficiali di stato maggiore russo. La potenza militare della Cina non sta forse tanto nello sviluppo del suo esercito, quanto nella bontà della sua marioli ed in alcune circostanze geografiche, come: la vasti tà degl i sp:izi, la diffico ltà ~olle comunicazioni, l'enorme agglomer::izione dogli abitanti, nonchè l'az1on~ insalubre d"un clima equatoriale, la c:Htiva qualità e scarsezza d1 acque potabili, la costituzione geologica del suolo, l'esistenza di un solo punto realmentf\ vulnerabile (Pechino) . . . Si può obbiettare che pochi uomini da sbarco, francesi od mglesi, i alcuni anni addietro tennero testa all'esercito raccolto dai .'~00 milioni d'abitanti cli quella nazione e s'impossessarono della capitale dell'Impero Celeste. Ma da quel iempo notevoli avvenimenti si succedettero, come la conquista del Turkestan (Casga1·), le operazioni contro i ribelli, la guem1 ({) Opero o periodici consultati: VornN~ • SaonNi K, maggio, ottobre {876; _Sltvndard. 1880; ·Alm.anMCO iU Golha, 18i7-i88.9; Ca,rnet de t'o{fic_,er de .m.arine, 1881.-188.9; Jahresberichle 'iiDer die Ver·ttndenmgen 1w,il Forlsc/lritle_11n Afih~at·· wesen, 1879-1882; Geog?'(l{iSche ,1/Utheilwn(Jen Dr . A. P u eRY AN, 1882;_ Voyage _d. expl.oraUon sani/a.ire mitow· d1i monile, Dr. Gu ru, 1883; Rev?.(.e ·rml1la1re de l'etranger, 1.880; Speclatem· 1nililaire, j win, 1883; Vsieo/Jscii Kctlend.(ljj, Pietroburgo, 188H, D!e K1·iegsschif{/Jau l en, 1881-1882, v . T . F, K n n NEN Pf; ~s, :1883; Navies o{ lhe w nrl il, 1860-1.880, L1Eur ifoWAllo \V. VK!ll'. Lomlon, 1880.
o Novoie Vt·em.ia,
Hl VlST A.
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,colla Russia; e questi fei:ero sorgere uomini atti al comando, valsero a migliorare l'armamento di qualche nucleo delle truppe litoranee, a rafforzare gagliardemente e soprattutto a provvedere l'armata di legni moderni, in modo da renderla un elemento efficace di difesa.
,sidenti K'Oang-sc:i'u (manciuro) e Li-himg-tsao (cinese), è incar icato della direzione generale dell'esercito e della marina, comprende .un pen;onale misto di impiegati, eccezionalmente militari. L'autoritit del (Ping-pu) è molto più limitata che non sia quella dei ·ministeri dei govt:rui d'Europa, estendendosi intera soltanto alle truppe della guardia, mentre è nominale sulle altre. Gli arsenali. e magazzini militari non di pendono cl.il ministero della guerra, bensì da quello dei lavori pubblici (Kimg - pn) . Invece spettano a lui i servizi della posta e dei corrieri. I l ministero conta quattro divis ioni (Sze), ripartite a loro volta in sezioni. ,t O Il Vii-s,i,u,en, o prima divisione ( comprende ·i 6 segretari), ,Tegola le promozioni per anzianità, a scelta e per eredità; 2° Il Tscih- fang, o seconda divisione (2 segretari), stabilisce le ·punizioni, le ricompense, le ispezioni delle truppe, ed assicura le pubblicazioni degli ordini generali ; 3° Il Tsciui- rnci, o terza divisione (9 segretari), dirige la rimonta .della cavalleria; 4° Il Yn-hn, o quarta divisione (7 segretari), si occupa del materiale, prepara il bilancio dell'esercito, fornisce le munizidni e gli (lggetti d'equipaggiamento, e dispone per gli esami dei candidati . Il persona le, tutto compr(1so, ascende a ,t 97 impiegati, un terzo dei quali di nazionnlità cinese. L'lmpero Celeste comprende: ,1° La J.lfonc'i:iiria ( Tnng- san9-scenr1, cioè hi 3 provincie dell'Est), paese natale della Casa regnante; 2° La Cina prop1"'iamente detta ( Sci- pa- sceng, ossia 4 8 provincie) , L'amministrazione mi litare di ciascuna provincia è diretta da uu ,generale cinese. ·3° I paesi soggetti, che sono i seguenti : a) 1l1ongolia e qualche porzione della Dsungaria; Govern i principali : Urga; Kobdo; U/riassutai; Tarbagatai; b.) Paese del Th'i,en- scian, cioè il territorio nuovo, cornpren,dente a settentrione parte cldla Dsiingaria e le provincie dell' Ili o K tildgia (generale comandante Tscin,-sc-iun), a mezzogiorno il 1'1.ir.lcestan cinese; contrada la quale, quando si tronva sotto la domi.nazione· di Yahib-Khan, vinto dai Cinesi nel 1877- 78, era conosciuta ,Mtto il nome di Casgaria; .e) Ti bet, su questo paese, il potere spirituale è eserci'tato dal
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I. Il potere civi le dello Stato è eserci tato dali'Imperatore (l' atLuale è Kuang-su, (il) regnante dal gennaio ,1875), e dai due corpi: grande segretariato ( Neko) e segretariato di Stato ( Sciun-sci-sc:in) . Il grande segretariato si compone di sei dignitari, tre cinesi e tre mandsciuri; esso dirige l'amministrazione, proclama gli editti imperiali, regola le leggi dello Stato ed in generale consiglia l'Imperatore nr~gli affari del Governo. Il segretar·i;ato cli Strito nuu ha numero fisso di membri, e questi sono : i principi imperiali, i membri del grande segrntario, i presidenti dei ministeri cd i rappresentanti di altre amministrazioni della capitale ; la sua azione si compendia nel redigere le decisioni ed editti imperiali e prendere le misure necessarie a ~he l'opera dell'amministrazione civile e mi li rnre sia cflì cace ·ed ordinuta. A queste due grandi emanazioni del potere centrale tengono dietro immediatamente per autoriti1 i sei min'i.sleri (Litt-pii) o dipartimenti esecutivi, presieduto ciascuno iu regola generale da due presidenti (uno cinese e l'altro manciuro) e da quattro vice-president.i ( due cinesi e due manciuri). Dopo queste autorità vi sono ancora : il ministero per l'amministrazione dei paesi soggetti (Li-fan-yua,n), l'ufficio dei cen:;ori (Tu-sC'ià-yiw:n), ed il comando militare di Pekino, (Ti -tii-Yamen) funzionante nello stesso tempo come presidenza di polizia. I sei ministeri (Liu-pn) sono: 1° i'liinist.ero dell'amm inistrazione civile ( Li-pu); 2. 0 » delle finanze (Hu- pii); 3° " <lei culti ed ufficio di cerimonie (Li-pu); 4° » della guerra (Ping- pu); _ 5° ,, della giustizia (Hs,ing-pu); 6° » dei lavori pubblici (Kung-zni). n ministero della guerra, amministrato attualmente dai due pre(!) I nomi cinesi furono scritti secondo il dialetto mandarino di Pechino, con ortogralìa it.aliaoa. Le vocali hanno il valore italiano; l'h cinese suona corno il eh tedesco · (o x greco), !'ii come l''li francese. \
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Dalai-Lama, previa inv,,1stitura dell'imperatore; l' amministrazione èdisimpegnat11 da impiegati indigeni, sorvegliati dal residente cirrnse ;· la forza armata è costituita dai Tangiit'i, oltre alcune. migliaia di· soldati cinesi, sparsi pel paese, e di pendenti dal residente cinese; · <i- 0 Stato ·vassallo-Korea , regno di 329 migla quadrate e ft.07000 0 abitanti ('1) , governato da un re tributario, che riceve l'investitura. dall'imperatore della Cina: 5° Stat·i t1·ilnita1"i. (se pure si possono chiamar tali) : 1° L'Impero d'Annarn ha una superficie di 440 ,500 chil. quadrati e una popolazione di 2,1,000,000 di abitanti. Può mettere in· campagna 150,000 combattenti circa. Il suo esercito comprende 6corpi, calcolando quello delle guardie: ciascun corpo, formato di 5 reggimenti (12 compagnie), è forte di 25,000 uomini. La flotta conta 7 corvette e 800 barche, con un effettivo di ·I 60-00 uomini d'equipaggio e ·HOO cannoni. Tra i punti più imporunti dello Stato si annoverano: Ilué capita le, del Regno con circa ,100000 abitanti. Essa è una delle più fortÌì piazze di guerra dcli' Asia, le fossa te si dice abbiano 12 chilometri dì' sviluppo e i terrapieni, di 20"' di altezza, siano armati di 1200 cannoni di vario modrllo. La pi11zz11 contiene inoltre degli arsenali, una fonderia di cannoni ed alcuni cantieri di costruzione - Ha-noi, ,100000 abitanti, ha una cittadella quadrilatera, sistema Vauban, con linee d~ fuoco, di 3500m e larghe fossate - Nam-ding, 50000 abi tanti, ed' una cittadella quadrilatera a fronti bastiona ti. Hai-{ong, 30000 nbitanti . Sont-tha'i sulla destra del F. Rosso, '15000 abitanti ed una cittadella quadri latera , con una linea di fuoco di 2000 111 (500m per lato). 2° Nepal, detta la Svizzera asiatica, conta 3000000 d'abitanti e ,14-7000 kilom, quaclr. ; posta fra i due vice- regni, cinese (Tibet) e ingle·se (Indostan), mantiene la sua indipendenza ossequiando i rlue potenti vicini. Ogni 5 anni un'ambasciata parte per Pechino coi tributi; l'ultimo tributo ·inviavasi nel :[ 880. 3° Siam, regno ereditario, ecost.itnzionaledal 1874', governato dal re, (attualmente Somdetch-Fra-Para;mioldir-K1ilolankron), da l consiglio di Stato supremo e dal consiglio dei ministri (Senabodi), diviso in 4,,t provincie, ha una superficie 726850 chilom, quadr., ed una popolazione di 5750000 anime. Bàngkok, capitale del Regno conta 460 0000 abitanti, metà dei quali sono cinesi. Il piccolo esercito è istruito da uffi-
ciali europei: tutti i maschi adulti sono obbligati al servizio di 4- mesi I' auno sotto le armi. La fiotta possiede H vascelli di 58 15 tonnellate con 5·1 cannoni. La mcirina mercaniile ba 56 legn i con uno spostamento cli 20930 tonn. ed un gran numero di legni minori. Il Siarn, già tributario della Cina da tempi remotissimi, dal 1870 non inviò più a Pechino nè omaggi nè lettere cli sottomissione, e malgrado i tentativi fatti, dallo Stato signore per richiamare il Siam al dovere, questo vi si rifiuta, intendendo trattare alla pari coll'Im pero Celeste. Ecco qualche notizia statistica:
1
(·I}
Vsieo~scei
Kalenda1·j,
Pietroburgo, 1883.
1
~lEDIA
KILOMF;·rnr PROVINCIE
I' CINA
Ho-nan
5 Kiang·sn . 6 Nngan-huci . 7 Kiang-si.
. .
s(Fo-kiòn cJ,. . Isola Formosa 9 Cc-kiaog . . iO llu-pci . . . H Hu-ua n :12 Sccn-si i3 Kan-su il, Sc-ciuan : lc0 jKuang-tnng Il . . Isola. di H;1i-n11 n . i6 l{uang-si H Ynn-nan . :!8 Kuci-ciou
Totale Cl:-l,\ 1n·o1wia.ment,1d ellit . 2• MANCIURIA 0
per kilom. quad
.
1n·opria.m ente rleUa
:! Ci-li 2 Scian-tutÌg : 3 Scian-si . . 4
d e"'li
POPOL"-ZJON'E a b i t7,n Li
f[U«drat.i
H8357 139282 ii0853 03350 l.03959
28000000 29000000 {4000000 23000000 37800000 34200000 23000000
!39875 j77656
i:!8517 38803
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92383 i79946
8100000 27400000 l.8700000 i0200000 9285377 35000000 19200000 7300000 5600000 7300000
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2·1031,0 674922 479268 23;1728 36:!95 20!Gl,O 3IH62 ¾72898
!
4021,690
350,000,000
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II. Per fo rmarsi un'idea npprossimativa dell'esercito cinese, ora in via . di trasfornfazione, è indispensabile risalire. .all' ordinamento stabi li to . circ;) tre secoli or· fa dal popolo montanaro e bellicoso da lla ~foncinria (il Piemonte dell'Asia orientale) e trattare dell'ordinamento di Li- hung··tsciang, che sta sorgendo da quello . Grazie ali'ordina.mento rnandsciuro leforze terrestri clell'Im pero Celeste , suddividonsi in tre parti ben distinte per origine, reclutamento .ed ist.ruzione. ,10 SCEN-TSC IN -J NG (giovine guardia), corpo cli recente costitu- zione, in parte istrnita da Europei e composto delle varie armi; 2° PA-rscr : cioè esercito degli otto stendardi, il quale rappresenta il nucleo di formaz ione dell'esercito cinese e costituisce in certo modo l'esercito di cp mpagna: 3° Lu- srnG, cioè eserc,i,to dello stenclardo 'O erde, corri.spondente .::al la nostra milizia territoriale. La giovine guardia imperiale può essere considerata come l' eletta dell' esercito, i:.d il solo nucleo veramente a disposizione del governo. . centrale. Essa è agli ordini di un comandante indigeno (attualmente) il principe mongolo Po-Yang); risiedç a Pekino, parte nell'interno della • ,eittà, parte nei di ntorni, coll' incarico principa lmente di fornire la guardia al palazzo imperiale, e le scorte al l' imperntore ed ai princ1p1. Questo nucleo comprendi} : ,1O battaglioni e 3 corpi speciali di fan teria , 8 unità varie di cavalleria, 2 brigate artiglieria (una a cavallo ,e una da montagna) (} 1 batteria di .~ obici ; è armato di fucili e carnbine di vari modell i, russi, Chassepot ed anche a pietra ; in gr11n parLe è istruito 11ll'europea. La sua forza in cifra tonda è di '171.\00 uomini .' ,e 32 cannoni: 1O::HO di fanteria, 5500 di cavalleria e 050 d' artiglieria. Esercito degli stendard'i,, nelle due parti (Tsin lii, e Tsc'iti-{ang ) in cui si venne dividendo, costiLuisce l'esercito di ·1a e di 2,a linea, ~ è il principale sostegno dd la monarch ia, ed è rappresentato da . 24' stendardi : 8 manciu, formatisi al!' (}poca del la conquista maucit1 1601); 8 mongoli aggiunti posteriormente ai primi : e finalmente) 8 cinesi, costitui ti dagli indigeni aderenti alla dinastia, manciu, ..conquistatrice della Cina, al lora ('1 6H-16fi) rappresentata da Sciuntsci o Tien-tson, primo imperatore manciu. La denominazìone pr(}ude origine dal segno di adunata . Ciascuno 1
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dei 21~ stendardi ha una band iera triango,lare o gialla, o bianca, o rossa, o azzurra, orl11ta ovvero senza orlo secondo la nazione. I tre stendardi portanti in ciascuna nazione il numero ,1 costitni-··· scono una specie di Guardia. Tutti gli stendardi poi sono ripartiti in due gruppi; forma no l'ala destra del l'intiero esercito degli stendardi i quattro di numero pari; e l'ala sinistra i quattro cli numero dispari • L'orga nizzazi.one d(}gli $Lendardi è territoriale. Tutti gli uomini delle hand iereJTscin-clgin) sono riuniti nelle città, ricevono ·una paga non interrotta e sono obbl igati al servizio vita dn- · ra nt,e, i fi gli ereditando gli obbl ighi ed i diritti dei loro geniLOri; tuttavia dopo aver sostenuto gli esami regolamentari possono essere chiamati ad occupare alte cariche civi li. Per11ltro ove non siano couvoca fr;per operazioni mi litari , per l'ordine intm·no dello Stato o per guerre, essi hanno facolù di cledicar3i liberamente alle industrie e nrnstieri civi li ; soltant-0 non devono abbandonare il sito di guar~ igionc lor() · assegnato senza uno speciale permesso. Gli uom ini delle bandiere si dividono in due parti: Tsùi-/ii,; dislocati in Pekino o nei dintorni; (quasi divisioni di scorta) ; 1'.sciu- · fan,q, i quali stanziano fuori della capitale ; i primi 11rmati all 'europea costi tuiscono si direbbe l'esercito cli ,1" li nea, i secondi armati alla · cinese rappresentano la riserva. I Tsciii- fa.ng sono sparsi nelle principa li cittù del!' impero; nelle qu:1li , allo stesso modo dei Tsin-lù in Pechino, abitano qtrnrti(}ri spe-· ciali, eletti ordinariamente quartieri tartah,, e stanno sotto il comando di ufficiali manciu, aventi grado eguale a quello dei governatori g(}nera 1i e dei governatori delle provincie. In generale i Tscin-dgirrr . hanno conservato la loro origine 1:nedinn te matrimonii fott.i tra di loro, nondio:ieno non scino rare ](} parentele con famiglie cinesi. Coll'abi- bitudine per altro alla vitn cittadina, prol ungata si per p:irecchie generazioni, e raranrnnte interrotta dalla guerra, lo $pirito militare in genere è quasi al tutto comparso da loro, e nei modi e nel caratt.era- , sono venuti sempre più avvicinandosi aìla popolazione cine,e. I soldati degli stendardi in t,empo di pace fnnzioriano come tmpp'e di pol izia, Ciascun stendardo è sollo gli ordini di un capitano generale (Tu-ti1;ng} e di due tenenti generali (Fu-tii-tung) della stessa nazioni} d(}i gregari. Per l'mnministrazione militare in 11lcune provincie vi è un genera le tartaro di gn1do pii:t elevato del gmierale cinese, ma rivestito d'autoriti1 minore, non comandando che 2000 o 3000 uomini mandsciu. I ventiquattro capitimi generali formano il direttorio dei Tu- t-uny, il quale J>resiede all'amministrazione di questi corpi . Oltre le bandiere realment.e non vi sono altre suddivisioni tattiche,_.
Lo stendardo (Tsci), che potrebbe paragonarsi alla nostra divisione, -rappresenta la sola ùnità tattica dell'esercito, giacchè le altre suddivisioni hanno solo carat.tere amministrativo . Il Tsc'ian-len (brigata) che fo segue immediatamente, va inteso come centr-o del circolo territoriale di reclutamento. Ogni stendardo cinese e manciu suddividesi in 5 Tscia-len, ogni stendardo mongolo in 2; e qui ndi si hanno in totale 4-0 briga te manciu, 16 mongole e io cinesi. Il secondo ed ultimo riparto degli st(:;ndardi è il Nùi-ln (c{lHISi compagnia). Il nnmero di 11uesti non è fisso, ma dipende dal numero dei soldati delle bandiere, e$sendo ammesso che nes,nu Nin-lu conti più di 300 ca pi cli famiglia indipendenti; in caso contrario vengono costituite altre compagni1\ la ,c ui forza in origine di 300, fu portata in seguito a -1:'>0, e per ultimo (,t8H) a 90 uom ini (alcuni e forse con più. ragione vogliono a 100). l e dne suddivisioni, T~·i.n -lu e l'sciii-fang, com prendono ,H 65 compagnie, cioè 678 di Manciu, 224 di Mongoli, 266 di Cinesi. Il riparto tattico risulta come segue: A - Col'pi a cavallo. -- 1° T-fùui-tsc·i-gin ( corpo degli intrep idi caval ieri), compresi ,14-00 non combaueu ti (sellai·, ar37000 maiuoli , ecc,) , . .2° Avanguardia, Tsien- fwng (2 uom ini per ogni compagnia, manciu e mongola) e il corpo degli « assali tori di 3800 mura » (200 uom ini) , . 3° Guardia personale dell'Im peratore ('2 uomini per com1800 pagnia manciu e mongola) ~ 9000 0 t.1: Ifo- sciun, corrispondente a « Vecchia Guardia >> 5300 ~o Cacciatori a cavallo (sol tanto Manciu e ì\fougoli) 600 6° Cacciatori del seguito im pel'iale . B - Corpi a piedi. - 7.0 Artigl ieria da campagna (fi.0 uomini per ogni stendardo cinese) e inoltre per speciale sicurezza 800 « portatori cli scudi » (Teng-pai-ping ) ·· go .\.rtiglieria da fortezza pel servizio dei pezzi sulla piazza cli Pecbino 900 '90 Un distar;camento provveduto cli cavalli di frisa (palizzate) . 2000 ,J0 .0 Pti- sc·i,un· (fanteria speciale), che in tempo di pace fa il 2·1000 servizio di polizia di Pechino Truppa non reclutata negli stendardi e fa cente egualmente ,10000 servizio cli polizia in Pechino . 27000 l •I •° Fanteria di riserva . Totale generale dei Tsin-lii, ('1) ·I 35000 1
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(I) In questa cifra vi sono compresi gli ufficiali e, come si vede J.0000 uomini non ·
rl egli stenclar(li.
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Tsciit-fang. Le compagnie del Tsciu- fang, in numero di 8i0, e ;presentanti una forza secondo i quadri di 108000 uomini, sono pro.miscuamente formate da Manciu, Mongoli e Cinesi. S'ignorano le cause della fusione delle tre nazionalità, éd il tempo in cui ciò avvenne; come pnre il perchè queste 8/40 comp,1goie, le quali in origine avevano ciaseun.a ·100 uomini circa, ora con tino una forza -tanto maggiore. È presumibile che in un qualche caso di bisogno cogli uomini delle ..,compagnie di Pechino siano state formale in tempi più recenti altre nuove compagnie sul luogo dove queste furono impiegate e trattenute ·per qualche tempo. Quanto all'ordinamento pel caso cli guerra non vi sono disposizioni 'tassative. . Il comandante di presidio, ha facoltà di formare come meglio gli :piace le truppe ai suoi ordini , e dipende quindi dal la sua ca pacità e ,pespicacia la loro maggiore o minore attitudine alla guerra. Del rimanente così i comanrlant.i superiori militari, come i funzio·nari civili non permangono in carica oltre 3 anni. Sembra che dove realmente sono stati falli teutativi per istruire ed :armare le truppe all'europen, ciò non abbia avuto luogo peL' iniziativa òel comandante delle truppe degli Stendardi, ma piuttosto per impulso -<lei comandanti di provincia, cioè, indipendentemente dall'antico ordi·namen to militnre cinc~se. Laonde i col'pi di truppa non hanno di comune che il sistema cli ree\ ut.:1mento e le granc\i ripartizioni ta ttiche. Riguardo all'effettivo disponibile dei soldati vincolati al servizio negli .stendardi si hanno insieme 2 13000 uomini ( ovvero 2.25000), non compresi _gli ufficiali;.cioè, '105-000 ('1 17000) Tsin- ltii,, e ,108000 del Tsciu-{ang. È cliflki le stabilire :;e le c,ompagn ie possano all'occorrenza anmen.rtare Ja forza dell'esercito d'operazione. Crebbe, è vero, la popolazione, ma le enormi perdite nelle ·.guerre coll'Inghilterra , colla Francia e colla Russia, nelle solleva.:zioni dei Tai-ping, del Nien-fei e nella ribellione dei Maomettani della Cina occidentale ed Ili devono aver diradato non pocc, le fi le dell'e- · ;sercito impeL'iale e particolarmente quello degli Stendardi. E ciò tanto •maggiormente, in quanto che le perdite non si limitarono ai soli com1:iattenti, ma ,in molti casi si estesero alJe mogl i e figli, specie nella :ribellione del Dnngan e dei Tai-ping, dove vennero trucidati fin gli r.ultimi rampolli ('I ). 1
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(l) li rlottor Happer (Chinese recol'de1·, settembre e ottobre :1880) porge un'idea di ,quello onorrni verdite, rieorl!lando che Jr, ribellione clei Ta'i-ping costò la vita a 20 mi-
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ESTEIIA
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Qu indi ciò che possono procurare in più gli Tsin- lù ò presumibile che manchi nei n citt-{ang , e perciò non pare scostarsi .r,nolto dal vero stabi lendo per l'esercito dei Stendard i la cifra massillla di 200000 uomini, non compresi gl i uf/ìciali . Esercito d~llo Stendardo verde. (Milizia territorialC') . - La milizia territoriale comprende tanti corpi qunnte sono le provincie cloll'impero; cioc 18: ogni corpo forma 5 divisioni, ripartii.I' a lor volta in 5 cmnpi , ciascuno rappresentato da un r·crto numero di stazioni di guardia. Per tnle formazioDe il territorio d'ogDi provincia risulta coperto dn un sistema di posti e di cordo1li di guardie formanti un fascio strategico. Le posizioni più importanti poi sono difese da opere di fort.i-fi cazione, armate rii cannoni. Contrariamente a quanto avviene nell'esercito degli Stendardi (comprese le ~ue frazioni distaccate nelle provincie), che Jipende soltanto dai rispettivi ufficiali, il comando superiore nella mili zia di ciascuna provincia è esercitato dnl governatore. Ed anche nelle frnzioni territorinli della provincia i comandanti militari sono sub(lrdinati alle autori Lit civi li ed in obbligo di prestarsi scuza e,-i1azio11e nd eseguirne.· gl i ordini. È vero che in ogn i provincia risiede un cornamlanle gencrnle (T·i-tu) ; ma (]UCSLO, ed il suo comando, non costituiscono che uno dl'i rami amministrativi dl.'l la rrggenza provincinl('. In 1.empo di pnco le truppe stnssc rimangono suliordinate :il govcl'Oatorc della provincia nella quale stanziano; in tempo di guerra !-Ono irnpiegnie secondo il bisogno. I comnndan ti di divisione nelle provineie settentrionali e lungo lo lTnn9-tse (fiume azzurro) di pendono dai governatori. Ma le divi sioni, delln provi11ci1) li toranee hanno per com:inrlantc un generalo che è subordinalo soltnnto dal governatore generale. J?a eccezione la provincia tli Se-ciiian, il cui unico <'apo è it comandante degli Stendardi locali. Per ciascuna provincin, per ciascun campo e ciascuna stnionc J'effe1tirn è stabilito normalmr11w, e per le 48 provincie comprende fio 1671 grcp:ori o 51 Si ufficiali. Quinrli si nvrebhe il piccolo rapporto cli I nffìciale per 90 uomini; ma iufotti , bouchè la paga venga liquidntn io ragione della fo rzn comptessi\1a, l'effettivo rea le è ben lungi dn corrispondere all'indi cato; lloni d'abilnnti; 1:1. ribollionc doi )laornl'ltani 1lol 'illn-nan a 8 milioni;
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i periti 1)('r ca-
T<JStie, ra mo, pestu cd om igrnziono dal :1.812 ,11 -188:l non sono mimo di 35 milioni. Sach:1rof l•l'raltro constata che in 63 :umi (l H9-lSl! ) si ehho in ,1uclla prol ifi ca popo.laziono un aumcn lo di
ts,. milioni d':rnime.
giacchè i ·governatori arruolano e congedano gli uomini secondo loro conviene, onde può ritenersi cbe il rapporto tra ufficial i e soldati s'irvvicini a quello degli eserci ti d'Europa. _O~ni soldato dello stendardo verde riceve una tenue paga, di piu gli viene assegnato una porzione di terreno; quindi egli ò realmente un vero colono militare. Questa forza armata potrebbe essere pot.entissima se i funzionari cinesi fossero consccnziosi e zelanti. Nondimeno il suo valore è assai problernntico, giacchè la speculazione è invalsa uei funzionari civili e nei mnndarini militari . I soldnti spesso o volenti~ri fanno un servizio nom inale; alcuni cedendo la loro paga agli ufficiali ottengono da questi la facollà di dedicarsi n tuuelespcciedi mestieri oa l commercio, gli alLriche restano in servizio sono im piegati piuttosto in qualità, si direbbe di polizia, poi servizio di carceri , di guarclin al teso1'0, scorte, anzichè esercitati nei servizi del soldato. Occon cndo di entrare in campagna i vuoti sono colmali nrruolando i conta~lini e cittndiui che capitan per mano. E non bastando le truppe regolan per domare un'in surrezione, od altro, si ricorre ai volontari, che .ar~·uola~si sotto il nome cli Tsuang-yun9 (o valorosi) e sono licenz1at1 1u111, cessnto il bisogno. L'armomento della milizia è affa tto primitivo , salvo nelle rcrrioni . b prossime al mare, dove le truppe sono provvedute di armi mode1·ne. Riepiloghiamo: La Giovane gunrdia comprende 11,500 Gli stendardi comprendono 213 ,500 .Milizia territoriale comprendono 65~ ,677 1
Insieme 882,677 (89,L6'17 se ca lcolansi gli stendard i a ~~5,000) , cifra del resto molto ipotcliça, ondeggiando in balia dello condizioni nelle quali si 1raYe l'in menso impero. Cui aggiungendo le truppe della polizia di Pechino e gli ufficiali dei tre gruppi, si ottiene approssimativamen1c la cifra tonda di 1,000,000 di soldati. . I Kalmuki, i Tungusi e varie al!re Tribù mongole potrobl)ero furn1re ausiliari suffi cienti per costituirsi in corpo speciale cli un 100 miln uomini ; da opporsi particolarmen te alle invasioni di settenlrione e dn orieutc. I Mongoli possiedouo una popolazione molto numerosa ed csscn.zialmcntc mililarc; tutti i viaggiatori che sono penetrati al di là dell a ANNO xxvun, VOL. Ili. 9 1
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grande muraglia si accordano a rendere testimonianza alle qualità ammirabili dei pastori mongoli L'uniforme dell'esercito chiuese consiste: in un giubbetto di lana. o di cotone turchiuastro , simile a quello delle donne, orlato d'altro colore; pantaloni di cotonina o di felpa, t-Rgliati all'europea per !a fanteria, più larghi, del modello cinese, per la cavalleria; una speCJe di sottana sopra i pantaloni, aperta d'inanzi e adorna di disegni damascati; stivali di cuoio o di fel pa, talvolta semplici calzari di paglia intrecciata. Una fascia di cotone turchino a forma di turbante e la coda nazionale, completano il vestiario. Alcuni corpi di fanteria vi acrcriuncrono come copri-capo un fazzoletto Yariopinto e bizzarramente s;;ezia:l . I gradi di ciascuno e la compagnia son,) indicati mediante cifre cucite sul dorso e sul davanti della gonnella. L'istruzione militare non è egualmente tipartit.a. In qualunque mQdo è assai scarsa. Malgrado che il soldato sia naturalmente valoroso e nelle provincie settentrionali pieno di vigore ed energia, esso non può considerarsi che eome un uomo armato di moschetto che poco sa adoperare e conservare. Lesole t.ruppe istruite ed armate all' europea, come fu detto, sono quelle dei corl_)i stanziati nelle provincie liLorauee, dove di quando in quando per sem plice iniziativa dei rispetti vi governatori vi furono istruttori europei. Alcune hanno l'antico regolamentod'esercizi russo, altre sono istruite secondo i re"·O lamenti inglesi, francesi e tedes··hi. 0 La tattica dei soldati cinesi ha un carattere quasi primitivo: l'offensiva si li mita ad un attacco frontal e, la difensiva ad una resistenz.a passiva dietro ostacoli coprenti. . _ . _ . _ Gli esercizi di tiro anche per l'art1ghena sono fa lt1 quasi esclusivamente a salve. La cavalleria è montata su piccoli cavalli, che poco rispondono alle esigenze del servizio di oggigiorno . · Relativamente alla truppa deve:si fare distinzione tra l'esercito degli stendardi e la milizia territoriale. Il cinese non ba nessuna idea di gloria milita1'.e, giacchè egli non capisce altro che quella di maneggiare la penna; e l' intera storia cinese di molte migliaja d'anni, menziona solo un conquistatore di razza cinese, l'imperatore Tsiu- scinhuancr- ti (2.00 anni a. Cristo). Il soldato degli stendardi, militarment! · è assai migliore di quello veramente cinese e non è affatto privo di coraggio; ma tale coraggio e passivo, una specie di rassegnazione alla fatalità del destino; come ne fanno testimonianza i combattimenti èontro Francesi ed Inglesi, in cui i soldati cinesi si fecero -tutti, ad uno ad ·uno, uccidere passivamente dal vincitore.
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Riguarcl'o agli ufficiali dell'eserscito cinese, he'nchè gli autori tedesch i ,si mostrino nei loro giudizi più miti dei russi e francesi, pure anch'essi sono d'accordo nel farne assai poco conto, così riguardo all'istruzione -come al morale. Affermasi non essere l'uffi ciale cinese che un btton ,atleta, e presentarsi esempi in cui a motivo della bella presenza furono nominali comandanti di navi da guerra ufficiali di fanteria o di cavalleria, igrrari affatto delle cose di marina. Circa, l'ava nz~mento degli ufficiali diremo soltanto come gli esami per promozioni ai vari ,gradi consistano unicamente in esercizi d'equitazione, tiro deH'arco, a ;piedi e a cavallo, scherma con sciabola, lancio di grosse pietre (eser,cizio del ta-soiii) ecc. Il basso livello della istruzione ed ·educazione di questi graduati e .l'ozio con tinuo, fauno sì ch'essi s'abbandonino a ,tutti i vizi, particolarmente all'oppio. La maggiore punizione per l'ufficiale consiste nella perdita del grado; :punizione sommaria che viene inflitta immecliat.ameute pel caso di :gra\fe trasgressione, dietro proposta del governatore, approvata dal sovr1rno, ed è appl icabi le a tutti i gradi dal generale al sottotenente, ,ordinariamente per abnso di autorità, sottrazione di foudi, incapacità , inftgardaggine o uegligenza. Le principali ricompense per gli ufficiali sono: promozione ad un grado superiore, regali in moneta, presentazione all'Im pcratore, permesso d'entrare a cavano nella città interdetta. Le azioni di valore sono ricompensate coll'autorizzazione di portare la giubba gialla. La paga dell' ufficiale è la stessa in pace e in guerra, cioè 400-500 ;tae\ (2500-3200 lire) all'anno.
· III. Due personaggi s'adoprerauoo alacremente per migliorare le con,d izioni dell'esercito. Tso- tsuug-tan.g e Li-hung- tsciang . .Il primo già ~omaudante in capo delle truppe cinesi nella guerra di Kasgar contro Iakub Beg e contro le tribù del Dugau, poi ministro della guerra {1882.), quest'anno è governatore deJJe tre provincie dèl Liaug-kiang, -Ossia vicere di Nan-king. (Nanchino). Li-hll'ng-tsciang, fu allievo . della missione cinese in Parigi dove percone i suoi studi, conseguì la )aura in diritto ed appreso perfettamente l'idioma fra ncese. Nomirrnto poi governatore del Ci- li~
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prese parte attiva nelle opcrazionì milital'ì contro i Russi e fu munito dal governo cinese dei pieni poteri per dare all'esercito un ordinamento od una istruzione rispondente alle esigenze dell'arte della guerra moderna, come viene detto in seguito . Ritiratosi dal servizio attivo per Inni di famiglia, fu in questi giorni richiamati per prenderparte aui va nelle questioni attuai i diplomatiche e· militari sorte tra }a Francia e l'Impero Celeste a proposito del Toril,ino . Nel 4881 , cioè al tempo della guerra dell'Ili o Kuldgia (Turkcstan} contro i Russi, i due generali avevano sotto il loro comando. tulle leforze attive della Cina. Tso-tsung-tang di rigeva le truppe distaccate nel Turkesran cinese, nelle provincie di Kan-su e Scen-si, o nella Dzungaria, rap presentanti un totale di 50000 gregari di fanteria, ~0000 cavalleria e 40000 d'aniglieria. Li-bung-tsciang comandava le truppe stanziate nel Ci-li , circa 400000 uomini (85000 di fanteria 10000 d'artiglieria e '.2000 di cavalleria), di vise in due corpi: uno di !~5000 uomini, al carnpo trincerato di Tien-tsin; l'altro di 55000, al campo sulla destra del Pei-ho: ambedue i ca mpi, di forma quadri latera furono por sua cura ra ffol'zati,. disponendo agli angoli dei cannoni Armstrong o Krupp, e al disopradolio porte stabilendo delle mitragliatrici Gatling. Una rigorosa disciplina vi fu da lui introdoua, pI'oibendo sotto pena di morte l'us(}doll'oppio e l'ingresso dello donne. Fn pure por sua iniziativa chePecl1iuo ven iva garantito da colpi di mano dalla parte di mare, rimodernando il forte Ttik.u, sul Poi- bo, ed armandolo con cannoni Krupp da. fortezza . L' armamento del!' esercito del rnnresciallo Tso-Lsuog- tang era· quello imperfettissimo cinese, grossa sciaboln, ard10, freccia; quello di Li-hung-tsciang invece constava, per la fantel'ia, cli focili Eufield -avancarica (50000); fucili Wiuchcster, Snicler, Albini (6000), Mauser (6000), Romington (•I 0000) e Chasscpot (8000) : inoltre una brigata (5000 uomin i) e!'a provvednta cli armi a magazzino. L'artiglieria, oltre· ·,1O battel'ie di mitragliatrici americano e francesi, era armata cli can noni Armstrong, Krupp, 13okhoum-Broaclwell o Vavassenl', da 9 e cb 42 libbre ·inglesi (45.'~ grammi). L'ordinamento militare mandsciuro- cincsc, se ne togli la crea1.ione,di qnalche corpo speciale, come la giovane guardia o l'adoz,one cli una svariatissima qualitù di armi e di regolamenti, nel suo complesso -0 rimasto stazionario fino a questi ultimi anni, cioè qutilo fn brevemen te descritto. Gli avvenimenti peraltro, del ,f 880, dimostrarono quell'ordinamento
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.a\•cre appena un valore storico e non poter servire so non come materia prima per formarvi un esercito alla modoma . I milit.i eredita ri degli stendardi, gli assoldati dai governai.ori provincia li e la turba di caral ieri delle regioni esterne non costituivano effettivamente che una specie di esercito territoria le, al quale si ricorreva nei momenti di bisogno per forman'i le armate d'operazione o presidiarvi le città. Indottavi dal contatto cogli Europei e forzata dagli eventi, la Cina c,•rcò di nrmare il suo esercito presto o specia lmente con armi mo~ierne affidandosi alla discrezione dei governatori. In pace colle potenze d'Occidente, ma sempre tenuta ·in rispetto dall'attitudine della Russia di fronte alla regiouc dell'lli, essn ebbe agio ed incen tivo di procedere ad un riordinamento sistematico ed accentrato delle sue f~rz~; al la riduzione delle enormi quantità di truppe sparse nelle prov10c10 per averne poche e buone, costituite in un sol nucleo, sotto una mano unica. L'esercito rnodcmo sarà puramente di fensivo, cd ecco come se ne spiega la sua ripartizione. Due grandi lince di frontiere presenta il territorio dell'Impero Celeste: quella estesissima del litorale, dall'Annam fìno al Corea, addos-sata a provincie estremamente popolose cd esposte agli sbarchi, e ,quella che dal Mar del Giappone, al l'altipiano dell'Asia centrale, segna, per mezzo della « Grande Muraglia », la ~eparazione delle ,f 8 provincie interne dalla esterna Manciuria, e che, poi prolungandosi pel gran mare di sabbia mongolo-t.urkestano, separa il resto delle . provincie della Cina propriamente delta dalla Mongolia, Dsungaria dal Turkest.:m cine~e. Le comunicazioni attraverso quest'ultimo tratto della linea non può effettuarsi che per due sole strade, mentre che ìa .Mnndsciurio (vera porta d'accesso per la Russia con cui conlìna) trovasi in direua comunicazione coll'Impero e colla vicina Pechino. . ~I progetto di riordinamento, ora in via d'attuazione, propooesi la -dlicsa del pnese mantenendo un'armata d'operazione nella Manciuria, una su ciascuna delle due principali straùe che dal cuore dell'Impero ~ ottono alln Russia, ed un corto numero di guarnigioni permanenti attive ·1~ alcune città delle "8 provincie, preferì bilmente litoranee, per ser- · v1re di rincalzo alla {lotta. La forza di questo esercito può ascendere in caso di bisogno acl ·1 ,000,000 circa d'individui, da ricavarsi dai soldati dall'ordinamento precedentemente in vigore. · · ll1 ,•ia normale, l'effettivo del]' esercito stazionario. sa ril di 300,000 :uomini; di cui un terzo deve costituire l'armata d'operazione Yerso il
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nord- ovest, un terzo l'armata presidiarla delle provincie costiere è !"ultimo terzo deve garantire la sicurezza di Pechino e l'ordine interno, dello Stato. L'organizzione di queste ti·e armate d'op,;>razione è la seguente: ,1° ArmatadellaMancvur'Ìa, provvisoriamente di 300,000 nomini , è scaglionata sulle arterie principali del ba.ciDo mandsciuro, Nlukeden, Ghirin e Zizicar; e gl i uomini occorren ti per. costituirla sono presida quelli delle truppe già stanziate sul sito, ovvero inviati dalle pro-· vincie interne. La cavalleria, 50_00 uomini, viene costituita coi « cacciatori di Ghirin e Zizicar ». 2° Seconda a1·mata o armata, centrale, copre il fascio di strade deY Mamatscin ed Urga, Suock-Kobdo, il quale· traversa la M.ougolia E'd è diviso dal gran deserto in fasci paralleli, tutti mettenti capo in vicinanza della grande muraglia a Kalgan. Ques;'armata, forte di 20,000 uomini, deve stabilirsi a cavallo dell'ultimo sito; ed ivi, subordinata ad un solo comandante, unirsi alle truppe cui è aftidata la sicurezza ed eventualmente la difesa di Pechino: Le truppe irregolari della .Mongolia a nord-ovest del gran deserto ne, costituiscono l'avanguardia dalla parte del continente. Il nucleo di fol'rnazione del la set:onda armata è costitu ito dalle truppe di Li-hungtsciang, già dislocate -tra il golfo di 8i-Ji e Kalgang, e da molti anni già riordinate da quel g,mera le. 3° Terza armata, risiede nel Kan-su, provincia interna, là dovesbocca la strada militare occidentale, proveniente dal Turkestan « Strada, Imperiale ,> e cla questo pun to spinge innanzt alcuni distaccamenti Junghesso la strnda di Hami e Kulgia, e lateralmente v.erso Tsciuguutsciirk e Kasgar, fino al confine russo. Ogni provincià provvede un certo numero· di uomini per costituirvi l'intero esercito di difesa e penserà al loro mantenimento, mediante-una C[UOta / iu-"danaro det.erminata . Ma per diminuire il numero delle· . truppe allo scopo di migliorarne la qualità, la somma da versarsi da ogni provincia è restata egua-le a quella corrisposta fino ad ora, mentre venne ridotta la cifra del contingente provinciale di uomini. . Il danaro . così accresciuto viene impiegato a migliorare, la sussistenza, l'istruzione e l'armamento dei sold:i~i, raccogJ:ie9do le somme, presso il comando ce11trale, il quale poi lo ripartisce fra le truppe. Le truppe cess-an-0 di essere sedentarie. Come reparto tattico stabile(tino ad ora abbandonato all'arbitrio dei ca·pi) è. adott-a~a Ja, Li.an.z<r (compagnia) di 250 comba~te1Hi per la fontel'ia, di HO per la casa·!leriii.
L'esercitò dovrà esser provveduto di armi .a retrocarica cli uno stesso tipn e calibro, mediante acquisti all'estero o presso gli stabil imenti dell'Impero, all'uopo si miglioreranno ed adatteranno convenientemente le fabbriche e polverifici esistenti. Vorranno adottati · regolamenti di servizio e d'eseroizi, ed al 'fine di migliorare ed unificare l'istruzione delle truppe, sarà istituito un centro d'istruzione, una scuola d'istruttori. Queste varie questioni furono in parte risolte. Per l'armamento dell'esercito adottavansi fucili Mauser e cannoni Krupp. Al principio del ·188 1 la fabbrica Krupp aveva già fatto le seguenti spedizioni: Cannoni da forte zza; 73 da '1'.2 cm.; 6H da ilo cm .; 7 da n cm.; 4 da ;l,,I cm. - Tota le HiO. Cannoni dei carnpagna; 6 da 4 cm.; H da 6 cm.; 1 da 7,5 cm ., 2.4-8 da 8 cm.; e 9 da 9 cm . - Totale 2.75 . Inoltre nel giugno scorso si vuole la Cina abbia acquistato claila casa Krupp altri ,i.50 cannoni per l'armamento delle fortezze corazzate test.è proposte per la difesa del le coste e principalmente per l'armamento del forte Baku, baluardo all'estuario del Pei-ho, e del campo di Tientsin, dove attualmente credesi siano occupati per l'anmimento oltre 1500 operai. Anche i forti corazzati del porto Lii-ciun-rau, recentemente costmito dal Governo cinese, sono stati armati con cannoni Krupp. iVlolte sono già le armi portatili fabbricate in Cina (auche dei buoni 1'Iauser) ed acquistate altrove. l\"otizie recenti dicono altresì che agenti cinesi stanno comprando negli Stati- Uniti d'America una grande quantità d'armi ed anche ,1000000 di cartuccie; e che allo stabilimento Swarzkopf di Berlino furono commesse 2.0 altre torpedini, oltre le 100 già da esso provvedute. L'illustre geo.grafo E. Ree-h1-i\-.a-sser+sceche la metà circa delle entrate dell'Impero Celeste (560 milioni di lire) sono assorbite dalle spese militari e marittime. Attualmente nell'Impero cinese oltre al-l'arsenale cli Canton, di cost11uzione anteriore, esistono per la fabbricaz ione delle armi, della polvere e del materiale da guerra in genere, non meno di sette grandi stabilimenti, cioè: uno a Nan-king, uno a Siang-hai, uno a Tientsceu, due a Fu-tsceu e due a Tien-tsin. La polveriera ch'è a Tien-tsin, provveduta di eccellen ti macchine inglesi, produce circa 4500 chilog. di polvere al giorno; e l'arsenale della stessa città, dovuto ad un inglese, abbraccia circa 250 ett::iri. 1
1
•136
·137
ESTERA
RIVISTA
Il pill grande stabilimento d'artiglieria è l'ar,senale Tsian-nan. di Nan-King; esso fu diretto fino al ,1880. da un inglese e contiene attualmente una fabbrica d'anni. A Fu-tsceu vi sono due stabilimenti d'artiglieria; una fonderia ed un laboratorio pirotecnico, dove fabbricansi torpedini. Il laboratorio di Lan- tsceu, fondato da un francese, ma dopo il "880 diretto da un chinese, mantiene olLre 200 operai. Nel 188 1 creavasi la prima scuola d'islrnttori prescritta 4al piauo di riordinamento e vi furono chiamati come insegnanti due cinesi, istruiti _in Germania ed un ex-sottufficiale d'artiglieria tedesco . Questa scuola istituita a Tien-tsin dall'allora vice- re, Li- hung-sciang, consta di 3 battaglioni fanter ia, '.2 batterie da campagna di ,I, pezzi c;iaEi_cuna e 2, squadroni di cavalieria. Il suo personale già esaminato da Li diede prove sodcJi5facent.issime; sparso nuovamente nei vari corpi non mancherà certo di diffondervi successivamente una istruzione e uno spirito veramente mi li tare. La prima armata che deve ricevere questa trasformazione è l'antica cinese, quindi succederanno le tre armate d'operazione di cui già s'è parlato. Frattanto J'ambasciat0re cinese a Berlino fa tradurre una quantità di regolamenti ed opere militari tedesche in lingua cinese . · M.algrado il periodo t.rausitorio in çui si trova attua lmente l'esercito, e lo stato di difesa delle coste, aµcon1 incompleto, sarebbe assai rna1:igevole ad un esercito nemico operare in un paese così vasto (.J O milioni circa di -chil. quadr ), popolato (circa ft- 10 milioni d'abitanti), e soprattutto cosi scarso di comunicazioni come è qu~llo dell'Impero cinese. Come mezzi di comunicaz'ioni in Cina esistono poclie strade, strette e cattive; anzi nelle pianure esse vengono semplicemente indicate medivn:te filari d'alberi, e risu ltano più o meno viabili secondo la na·tura-1:ìPl suolo, la stagione .ed il tempo; ma sempre con disDgio, in conseguenza dei veicoli primitivi e pesanti ivi in uso . Il fiume Huang-ho a cagione della rapida corrente non è veramente un mezzo di comunicazione di valore; ma lo Yang-tse, il Si-kiai1g (Canton) e i rispettivi aflluenti di questi it1? portanti corsi d'acqua sono atti. alla navigazione ben dentro terra ferma. Moltissimi canali navigabili intersecano il paese; il più importante « Gran canale imperiale » da Tien-tsin , traversati ì fi umi Huang-ho e Yang- tse conduce fino ad Hang-ciou-fu, capitale del Ce- kiang. Inoltre nell'interno vi sono pure moltissimi canali di entità q_uasi eguale, ma lasciati in abbandono, sono ora. o quasi'o.affatto inservibili 1
1
'Le provincie che meno parteciparono al sistema di canalizzazione (salvo ]e inospitali e relativamente incolte del sud-ovest) sono Kan-su, Scen-si .e Scian-si. • Dei paesi limitrofi alla Cina propriamente detta, la boschiva e montuosa la Mandsciuria è il più accidentato e malagevole , ed ivi le -opetazioni anche di piccolissimi eserciti inco:1trano difficoltà quasi insormontabili. _La Mongolia ed il Tibet poi, come già fu detto, non sono uniti alle 18 provincie cbe da due strade veramente militali: Uliassutai . }-UrgaMamacm . , ,. . Kasgar )i- T ur fan - N . · l gau - s1- fan-LaoKaIgan·P elouo-.11en-tsm ; e K ~· ur1rnraussu ·-tsceu nel Kan-su cou prolungamento su Pekino o Nan-King. Til'asporti . - Il servizio dei trasporti merita un qualche cenno in rngione dell'importanza speciale che prendono le mosse delle truppe in un paese così esteso e povero di vie di comunicazione. Nella parlc più settentrionale, il ~reicolo maggiormente usato è il camello della Battriana a due gobbe; questi animali, riuniti in una fìla di 5 o 6 (Kafi.la), sono diretti da un solo conduttore. Uno spillo di legno n larga testa ..attraversa la cartillagine nasale d'ogni camcllo ed è attaccalo med iante ·una corda di circa 5 metri e mezzo alla coda di quello che lo pre>Cede. L'ultimo animale è provveduto d'un grosso campanello, in tal modo si è avvertiti delle eventuali interruzioni della colonna. Il carico medio d'un camello è di 4:00 cattie (2.42. chilogr.) e la sua velocità di ft- ohilom. all 'ora. La lunghezza d'una fila di 5 camelli (rn 1O chilogr. di carico) constando 5m,50 per camello colla rispettiva corda, è di 2.1"',50. Queste -cifre dimostrnno ]'!>norme estensione coperta .da un esercito che operi ìn q nelle contrade montane. Le cadute piutt.osto frequenti del camello che ·procede su terreno liscio, portano spesso la sua morte . Nutriti conveniente.mente sono buone be~tie da soma, ma sott.o l'azione del freddo, del vento o dei forti calori; come quelli della campagna den: Afganistan periscono a ,migliaia. Ne.Ile regioni più popolate dell'Impero si ha rièorso a carri ( come fu dett.o pesantissimi-, tirati da muìi e da buoi; questi ultimi vengono :sovente usati come animali da basto. Nei corsi d'acqua importanti e nelle proYincie del litorale, si fa làrgo uso dì giunche e di piccoli legni di tutti i generi. .Uno dei più gravi incagli al buon esito delle operazioni militari ~ 1
RIVISTA 438 la mancanza di ponti. Ogni fiume, ogni ruscello, ogni canale diviene-· un os.tacolo insormontabile ed un impedimento alla concentrazione rapida delle truppe. La Cina fu sempre contraria a crearsi delle vie· di comunicazione, pel Limore forse di facilitare la marcia dei ribelli sulla capitale. La prima ferrovia della Cina da Siang-hai a Vu- Sung·('l6 chilom .), aperta nel ,1876, fu distrutta per ordine del Governo ud 1877. Conviene per ultimo aggiungere che estesi banchi di loss, presentanti fenditure profonde e gole anguste, mentre favoriscono potentemente la difesa , rendono qu11si impossibili le mosse strategiche dell'inv11sore. 1
IV. Nella flotta, come nell'esercito di terra dell 'antico ordinamento, pre-domina il decentramento provinciale, ossia il difetto quasi assoluto del~ Funità di comando. Il riparto e la costituzione delle squadre, l'orllinamento ed ammaestramento del personale e la costruzione dei legni erano fino . adesso in balia dei governatori di 11lcune delle provincie· costiere. Il controllo dell'amministrazione navale è affidato ad una sezionodel Ministero della guerra, mentre l'amministrazione centrale è suddi-visa fra i vari dipartimenti marittimi del litorrle; presso i quali inoltre esiste un arsenale marittimo per le costruzioni e riparazioni, dei legni. A quei di parti menti corrispondono trè distinte suddivisioni dell-a, flotta : 1° squadra di. Canton; 2° » di Fu- tsceu; 3° » di Sciang- hai. A Fu-tsceu esistono i principali stabilimenti meccanici e làboratorì della marina (è noto l'arsenale marittimo di Ma-moi). A Sciang.-hai; -vi è un polverificio ed un arsenale; ed, a Canton ha sede la scuola navale. , Gli uomini della flotta -vengono reclutati mediante la coscrizione fatta nelle provincie· litoranee, e sono tenuti al servizio per un tempo indeterminato. La composizione dei quadri è ignot,a, il numero dei m11-
ESTERA
rin~isi vuole ascenda a 32,000. Gli ufficiali per altro sono in gran parte · stranieri; ed è anzi degno di rimarco, come la maggior parte dei legni da guerra della Cina siano comandatj da uffìciali europei: i quali poi·, per virtù dei contratti stipulati, sono obbligati al servizio soltanto in tempo di pace. I macchinisti pure sono reclutati in tempo di pace fra, gli Europei e licenziati sopravvenendo una guerra. Le disposizioni organiche sopra accennate non soffrirono variazioni , notevoli; la costruzione navale peraltro e l'armamento dei legni hanno.. fatto iu pochi ann i dei grandi progres·si. Sempre tendendo a perfezionare la sua tlo'tta, la Cina in mezzo secolo circa s'apprese successivamente a vari tipi cli costruzione e modelli d'armamento. Dapprima due ufficrali francesi, Aiguebelle e Chiquet cominciarono col c.rea re l'arsenale di FtHsceu ed a costruire le prime navi cinesi' da guerra di tipo francesi~. Iu seguito il Governo imperiale ricorse all'Inghilterra, e W . Armstroog gl'inviava un forte numero di cannoniere completamen te armate. Per nttimo i comanclhnti cinesi si sono- · rivolt.i alla Germania, cioè: a Essen per avere iJ materiale d'art.iglieria , a-Ila compagnia Vulkan di Steuino per la costruzione dei legni, a Kie~ e Schwinemttude per. termiHare l'armamento, ecc. Quest'ul act . timo risulta in massima parte di cannoni Armstrono ~ avancarica e Whitworth ; qualche legno è provveduto di cannoni Krnpp ed altri legni di cannoni Vavasseur. Esistono inolt.re in servizio delle mitragliere Ga tling ( e Hotcbkiss pelJe nuove corazzate) e dei fucili Peabody.-Martini pei marinai. Ricapitolando quindi nell'armamento navale, si hanno seguenti,, modelli e calibri: Yava..çseur
Arm.strong Whitworth . .
. Ki:itpp Gatling . Jiotchkiss Torpedini
cent., ~ 2 cent. » 2.8 ,, e 25-:i- mm. » » 25 » ~7 cent. ·13 mm .. 3i »
2.5 32 .16 305
Whitehead.
Ecco l'elenco dei legni ('I) : L., legno - t,f., misto - l., lunghezza in melri - . sp., spostamento in tonnellate - Arm.., armamento di , ciascun legno - V., velocità in nodi - eq.,· equip,1ggio - c., costruzione - Il numero~ tra parentesi indica la data-del varamento. · (! ) A., aciaio -
F., rcrro -
f:, forza in cavalli effettivi -
ESTERA
RIVISTA
HO
Navi del Pei-ho e coste settentrionali (tutte a 2 etici).
Incrociatori.
:,
sp. 1608 - Arm. I 19 cent., XII TVhitwor·th 16 cent. - f. 12.50 - eq. 2;00, - c. frane. (1872) , M-L. 11 - sp. 2:152 - Ar1n. II 2.0 cent., VII V<wassC-U'Y' -rn ceut. - f. 240 - c. frane. (188'1).
Yang-U
L -l 58 -
Incrociatori .
A-l. 64: - sp . 1350 - Arm. II Armst1·on!J retr. ·1O pali. (254 mm., 2-6 tonn.), IV 4poll. '/, ( 113 mo:i., 1J.0 libbre), II A.r-mst1·ong retr. 9 libbre, II Nordenfeld e IV Galting. Inoltre II cutte·r a vapore per lancia-siluri f. 2'320 - 300 tonn. carbone, sufficiente per 8 settimane di navigazione, con V. media di 8 nodi per ora - V. 16 nodi - "· ingl. ('188 1).
??
1
Tlmg-Uei . "1'sciao-Yong
1
1
Cannoniere avvisi. Tscen-Hae .
L-l. 1l-9 -
Tscen-Ue.i
..Alfa Beta. ·G,amma .
Delta
.
Epsilon •
A-l. 38 - sp . UO - Arm. I Armstrong 28 cent. (2t) 1 / , tonn.), II 112 libbre, II Gatling
Theta
. Jota. Kappa Lamda Fu-S1,eng
Kieng-Scemg
i A-l. 38 -
eq. 21. -
c. ingl. (1879).
sp. HO - Mni.. I Arms&rong 28 cent. (26 '/. tonn,), II 12 lil>bre, II Gatling - f. 380 - eq. ')1 - c. ingl. ('1881)(•1) . F-l 26,54 - SJJ, 250 - Arm,, _I Vaoasseur A . 2.5 cent. ('16 tonm.) - f'. 200 - eq. 26 c. ingl. (1875).
!ì )
{. 380 -
(•I 87•1) . ( 1872.). ('1872).
Cannonniere.
M·m. I Mmstrong 28
cent. (2.6 tonn.), II 12 libbre, II Gatling ~ ) f. 180 - C, Ìngl. ('1876). I ) F-l. 36,6 - sp . 4-00 - A1·m. I ,1nnst?·ong 32 cent. (38 tonn.), II 112 libbre, II Gatling ) f. 270 - c. ingl. ('1817).
Zeta . . E.la .
sp. 3·19 -
sp. 578 - Mm. II 16 libb·re, IV da 40 libbr·e - f. 480 - eq. 10.
I
Tsing-Yuan
Cannoniere di 1• classe. J F-l. 35 -
1
1
Mm. I 16 cent. Whitworth, I.I ·12. ccnt. Vavasseitr C'1869) .. - f. 4:00 - eq. 10. (1870) .
L-l. 52. -
!
1lfei-Yibn Fu-Sing
sp . 558 -
1
Trasporti-avvisi. Uan-Nien-Ts·in.
11'1. 68 -
.sp. H-50
Arm. VI H cent•.
- f. 600 - c. frane . (1869). Fit-Po
sp. 11258 - Arm. I 16 cenL Whitwo1·th, IV <la 40 libbre - f 600 eq. 180 - c. fran e. (·I 870) . fti. 611,4: sp . 112.08 - A:rm. I 16 cent. Whitworth, IV da 40 l.ibbre · - f. 600 - · eq. '180 - c. frane. (1872). ~1. 6 1,4- - sp. 12.58 - A1·11i. I ,16 oent_ Whittoorth, IV da 4-0 libbre - f. 600 eq. 100 - c. frnnc. ('1873). M. 61,4 - sp. H50 - Mm . I •16 cene.. Whitworth, II da 1~ libbre - f'. 600 - eq. 180 - c. frane. (1873). l. 6 1,4 - SJJ. H50 - Ann. I ,16 cent.', II 12 hbb·re - eq. 180 - c. frane. ('I 873) . l. 6 1,4 - sp . 1450 - Arm. I 16 cent., II 12. /:ibbre - eq. 180 - c. frane. ('1874:).
ilf. 6·1,,i -
Fei-Yiln
Tsin-Ngan
1
1
1
Squadra di Fu-tsoeu (tutti ad i elice).
Subordinata al commissario imperiale dell 'arsenale di F~-tsceu, .~d impiegata principalmente pel servizio delle coste e del!' i,;ola . :Formosa.
Yong-Pao
Hae-King
.
1
1
1'scen-Hang ( 1) Vedi Die Kriegsschif(b(m!~n, i88HSS2 - Vedi KiÌoN.&NvaLs, !883.
.
1
1
1
1
,
, fi,2
l . 611,4 -
Yuan-K'ae
sp. 1258 - Arm. I 16 cent., IV 40 libbre - eq. 480 - c. fra.ne. ( 1875). l. 61,1 - sp . '125~ - ,frm,. I ,16 cent., IV ,i.O l'ibbre - eq. 180 - c. frane. (1 876). /,. 6·1, ,i, - sp. 1'.2.58 - .Arm. I ·16 cent., IV !10 libbre - eq. 180 - c. frane. (•I 876). M-l. 64 - sp. 12.09 - Arm. I "9 cent., IV 40 libb1·e - eq. rno - c. frane. ('1877). M-l. 64 - sp. 1'.2.09 - .4.rm. I 19 cent., IV 40 libbre - eq. ,t 50 - c. frane. ('1878). M-1,, 64 - sp. 1'.209 - Arm. I 49 ceut., IV 40 libbre - eq. ? - c. frane. ('1879). Avvisi da flottiglia. L. - M-l 37,2 - sp. 260 - Arm. III c. frane. (1876). F. - Arni. III. - (Antica nave inglese da commercio). · F. - Mm. III. - (Allltica nave inglese da commercio). 1
Squadra. di Canton.
1
Teng-Y-in-1'sceu , Taé- Ngan
Dipende dal vice-re di Canton, ed è comandata quasi esclusi-va:mente da Europei. - I legni sono tutti di costruzione ingle~e. Cannonniere.
1
Uei-Ytban ' Tsciao-U. Kang - Tsi
I -Sin . Iiai-Tong-Yune. 1'sciang-Sceng
Squadra di Sciang-hal.
Principalmente impiegata nel Yang-tse. - L'elenco dei legni non :si è potuto completare. Una delle fregate si vuole sia poco stabile. Fregate. liaé-An
L. - Arm. XXIV da 70 libbre, ·II da 12 tonn. eq. 600.
Yin-Yiian
L. -
.Ngan-Lan Tscen-Giué Tscen-Lo . Tscing-An .Si-S(;e Tl)ing-Po. Tciiun-Tong Peng-Tscen-Haé. Kuang-An 'l'scen-Tsce Sué-Tsing Ts1Ying-Tsi,ng . Tscing-Po Avvisi della dogna, ;generale delle dogane iporti : Hng-Feng Fei-}J,u Kua-Sing
N°2
Cannoniera corazzata. ,.? ?
sp. 165 - . .4:•r-ni. I Krnpp '11 cent. 2 elici - c. Sciang-Hai (1875).
L, -
sp. 2.'.21 Arm. VII - eg. 80. 80 i> III - » 80. • » 2.2.-1 ii VII - » 80. » » 120 » · II - i> 60 . l> » 80 » IV - i> 40. » » 180 • VI - i> 70. i> i> 150 • ·II - » 80 . » » 600 i> IV - ,, 12,0. » » 12.0 » IV ì> 60. » » 180 » V - i> 60. » )) 160 » IV 70. " » , 180 >l VI - i> 70. » »' 100 i> III - » 75 . comandali da Europei, dipendenti dall'ispeu.ore (sig. Hart), e che fanno il servizio nei fari e i>
-
>)
1
)>
Arm. III - eq. 30, stanziona ad Amoi. • • III - • BO, >i Tien-tsiu. Vapore a ruota. )) F. ,, III - » 3 O, Sciang-hai. M. -
Torpediniere.
1
/
M. -
Cannoniere.
Arm. •XXIV da 70 libbre, II da 12
tonn. eq. 600. L.-Ar·in. V Ya.vas8etl1', proiet. 23 kg. - eq.1 2.0. >) ii V » » • •-•V » » » l> , ii III 12 ltibb .
Tscetl -Kiang Tce-Ifae . Uaé-K·iang ..J?u-1'?.l
143
ESTERA
RIVISTA
Hl
l. 15,9 - Torpedine di 2.2,7 kg. di cotone fulminante - V. 16. l . 2.5,18 - sp. 2.8 - f. 350 - Tubo lanciasiluri e 2 torpedini Whitehead - V. ,17,25. l. 2.5,1 8 - sp . 28 - f. 350 - Tubo lanciasiluri e 2. torpedini Whitehead - V. 17,25. '
quest'elenco pare debba aggiungersi ancora una torpediniera, giacche secondo l opera <161 Kroneofels, il numero di quei legni, costruiti od in costruzione è .di !.O e mon di 9, come risulta dal nostro elenco. V. appresso. ·'
. , (!J
1\
lUVISTA
A questi legni da guerra vanno aggiunti i seguenti, ordinati al cantiere « Vulkan » di l3rcdov (Slettino) ( 1): 1° La corvetta corazzata 1'ing-Yu.en (ossia Pace eterna) commessa nel febbraio 118811 e condoua a termine nel 1883, modellandola sul tipo della corazzata tedesca Sachsen; ha carena piatta per navigare nellfr basse acqtie dei mari e fiumi della China. Due ali, larghe ·1;2 metro e longitudinalmente, disposte sollo la carena dùnno maggiore stabi lità al logno; il doppio fondo e 100 scompartimenti stagni permettono alla naYe di difendersi contro parecchi legni nemici, anche se fortemente chmneggiata. Ha pure uno sperone ed una mezza corazzatura di 11iastre di ferro e acciaio fuse insieme, dello spessore orn,38. Lunghezza: 9•1"'; lafguezza 18m,3; pescagione 6m, ,1 e 7t30 tonnellate di spostamento; 2 macclnne Compound di tre cilindri e cli 3000 cavalli effettiYi ciascuna ; 8 caldaie cilindriche a vapore di 5 atmosfere e 2 clici. Velocità, 1 ,} nodi 1/2. Armamonto: Jr cannoni l<rupp 30,5 cent. (ossia dei più potenti della fabbrica d'Essen) in 2. ton·i in barbetta con corazza cli om,30 di i;pessore, stabilile in modo che le due coppie dei pezzi possano far fuoco contempornneamcnte, ogni pezzo ha una dotazio11c ùi 150 colpi ; II can11oni da 15 cm. in torri non corazzate ( ma coperte), una a prun, l'altra a poppa; VIII cannoni-revolver Ilotchliss; II torpediniere. Equipaggio: 300 uomini, compresi gli uf6cia li. Le dimensioni delle torpediniere, costruite pure nello stabilimento rulkan sono: 19'", 7 lunghezza; ~111 ,62 larghezza; ,1"',tiG prol'onditù, Velocitù: rn nod i. L'armamento consta di 2 lancia-siluri per torpedini Whi tchead a destra e sinistra della prua. Costo del kgno valutato a ,16000000 di marl,e (20 milioni di lire). Al battesimo della corazzata assistevano i più alti per$Orwggi della noua tedesca e l'ambasciatore Lì-fa ng-po, il quale, nel suo discorso in liugna cinese, fcs tegsiava solennemente l'appariziouo della prima corazzata militare della Cina. Il Ting-ruen sarebbe già in rotta per la Cinn con bandiera ed equipaggio tedesco se non fossero sopravYenute le attuali complicazioni del Tonlino. 2° La corvetta cornzza t;i J'.çcen- Ynen (cioè, il Guarda coste), legno identico in tntto (compreso il prezzo) ,11 prec;eùento, ordinato nel 1882, già varato l'•l ·1 dicembre ·188'2 e la cui costrnzione saril terminata nei
i14.5
ESTERA
1>rimi mesi del 188i; 2 torpediniere furono per esso costruite a Stettino sullo stesso modello e i:ollo stesso armamento dell e precedenti; 3° Una corvetta in acciaio, orJinat-a nella primavera del 1883, attualmente in costruzione , e le cui particolarità sono: lunghezza n rn,OO; larghezza 110"',l.>0; immersione 46 ; spostamen to ~355. Ha 2 1rnicchine Compounrl di 2800 cavalli messe in azione da 6 caldaie di 5,5 atmosfere. Velocità: 15 nodi . Armamento: II pezzi da 112 cm.; I da 15 cm.; -~ cilindri lancia-siluri con 12 torpedini; 6 cannoni-revolver Hotchkiss. Equipa~gio, 180 uomini, compresi gli ufficinli. 4- 0 Due torpediniere in ncciaio costruite negli anui 11881-1882 e consegnate nel 1882; lunghezza 26"',16 al galleggiamento; larghezza 3m,'l 6; profonditù 1 m,62; spost~mento 28"'1; 11 macchin:i Compound a2 cilindri; ~ ca ldaia a va pore di IO atmosfere. Velocità media 18 nodi. Armamento: 11 lancia-siluri Whitehoacl e 2 torpedini ad elice in coperta. Equi paggio, ·I O nomini; 5° Quattro torpediniere costruite nel 11882-83 di 33m,52 di hmghezza al gallcggiameeto; !~ 111 , "7 di larghezza; 2m, ·I O di profondità; ·1 raldaia a 2 cilindri Coinpouncl di 9 atmo$fere. Volocitir : di 18 nodi. Armamento: 2 lancia-siluri per torpctliui Whitehead, a destra e sinistri\ verso prua. 00 . Queste . quattro torpedi ni devono in questo mese viaO'"iare per Ia C,na 11ss1cme alla corvet.ta Ting -Y'lt,en. Presso lo stabilimento Yulkao si sta inoltre co~lruendo per la Cina tlll grosso pontone di 112m di profonrlità, cd una grne gnlleggiante capace di ·1200 quinta li di carico. Per ultimo il London and Ckina Telegraph, del ~5 giugno, scorso annunciava l'arnbasc.iMore dcli:"! Cina presso il governo germanico aver sottoscritto in quei giorni un contrntto colla casa Howalt di Kiel per la costruzione cli dnc incrociatori in ncciaio~ di ,1800 tonnellate e della Iunghezza di 8'.z metri, da serviro per la marina del vice-re di Nan-I<ing (Nllnchiuo) . Tenut-0 cont.o di queste ul1ime cost.r~zioni, la Oot.1.1 cinese possiederi1 in hreYe un 75 legni di versi da guerra con oltre 350 bocche da fuoco, i qua li rispetto alJo loro fonziohi pel caso cli guerra possono così raggrupparsi. 1
Navi da. squadra. ( I) Le notizie seguenti, suite nuove costruzioni, an1te direttamente ua Stellino, <fa competento persona e in parto dedotte d,1 l Carnet de l'O(ficier de 11111,·in.e. '1883, furono dallo serivento controllato, valondosi <lo l 11/oi·sl,oi Sborni/,, fcll lln1io 1882 e clell0,, scritto del Kronenfcls, iS83.
3 corazzale d1; 1° ardi.ne, di sufficiente potenza offensiva e difousiva cd in buonissime condizioni di velocità e na.-igabilità; attorno a questo nucleo si raggrupperanno lo seguenti navi da battaglia: ANNO XXVIII, VOL. lii.
IO
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ESTERA
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6 ·incrociatori, se non pel num<'ro, per !n quiilità dei pezzi p·o-
tentemente arma ti. J3 tr asporti-aoiisi, ad ·I elice.
Flottiglie da costa.
1 ti cannoniere di ,1• classe: ·1•I portanti le lettere dell'nlfabeto greco, di costruzione inglese (Armsi. rong), moJellate su uno stesso tipo (Sta un~h inglese) ed armnte con grossi canno~i Armstroug ( da 26 4/2 ..a 38 tonnellate) ; 4- di costruzione non cosi modcnrn . \dal 1870-1870) cd armate di cannoni meno potenti (vnvasseur e .Wh1t\:'?r1.h). - Qu este! cannoniere costitu iscono il nucleo principale ?ùl_la _dilc~a. loc:i le, ~ per forza e perfezione tengono il confronto dei nugl1on legni modcrm. 3 cannoniere-avviso costruite in varie epoche. . 3 avvisi da Oottirrlia di costruzione varia nd arnrnti cli 3 cannom. 9 ('I ) torpedinier! modernissime (oltre ~ più piccole per l'armamento del Ting-Yuen e T.sceng-Yuan). Legni per difesa locale.
Oltre ai legni di cui soprn, destinnti alla difesa gener~l~ delle coste mari ttime, le s<]uaclre di Sciang-h ai e Canton, prest~rn 1btl'.n~nte localizzate in caso di guerra agli sbocchi dei due grandi fiumi ~a~g-_tse e Si-K iang (arterie principalissime del commer~io ~olle p1:ov1_nc1e mterue dell'Impero) dispongono dello forze nava li cpu sotto rnd1cate. Squadre di Sciang-hai.
· '1700 uomini d'e6 fregate, present-anli compIess1·vameute circa e 70 cannoni. quipan-aio 0 cannoniera cornzzata (e forse qualche altro legno).
,t'
Squad1·e di Canton.
,13 cannoniere di 2° classe (e forse qualche altro legno) .
Avvisi di dogana.
Per ultimi i 3 legni facenti il servizio di dogana nei porti di T ien-tsin, Sciang-hai ed Arnoi. Ai 75 legni sopra enumerali andrebbe forse aggiunta qualche altra nave di vecchia costruzione sulle quali non fu fossibile avere indicazion i precise. Questi vari gruppi sono in grado cli prestare simultaneamente il servizio a cui li destina la speciale loro costruzione, ma in caso di bisogno possono aumentare di consistenza rafforzandosi a vicenda, la flottigl ia da costa cooperando colla squn<lra e c1uesta viceversa con quella; gli incrociatori coi tarsporti, e via diceudo. Quanto al trasporto delle truppe questa fl ou:i dispone normalmente dei ,f 3 trasporti, di cui sopra con uno spostamento complessivo di 17000 tonuullate e una capaciLù di circa 15000 uomini. Impiegando poi pei casi eccezionali gli incrociatori (1000 tonnellate circa) e qualche altro legno di vecchia costruzione essa, potrebbe contare ~opra una ,,entina !lf legni rnppresentanti un tonuollaggio e.li f'cl'rse 30000 tounellate ed una capacità di ~000- 25000 uomin i. Tali cifre ven ebbero aumentandosi ancora più quando pei convogli di trasporlo fossero uti lizzati i legni del commen;io cinese e le molto giunche che esercitano la uavigazioue nei mari e nei fiumi dello Stato ('I ) . Relativamente all:i grande estensione delle coste la forz a navale della Cina è certamente lim itnta, ma co1bitler:rndo cbe la maggior parte (;19 poni di mare) dei grandi scali,dell'lmpero celeste rigurgitano delle case co mmercianti d'Europa (la sola lnghil ten a ne conta ivi circa 300), ciò che in qualche modo garantisce quella ciuà da bombardamen ti, e t he d'altrn parte un colpo cli mano su un punto anche dei più popolosi sarebbe di nessuna conseguenza per la difesa dell'Impero, attesa la moltitudine di altri siti d' importauza simile e sulla costa e sull'interno, può dirsi che il solo obbiettivo di operazioni nemiche od. il solo punto vnlnerabile del litora le cinese siano i paraggi della capitale; e che quindi in gran parte l':izione difensiva della flotta si restringa a proteggere il golfo del Ci-li, e le rive del Poi-ho. 0 TTAV10 CERROTT
Tenente del 10° reggim.ento bel'saglìeri. ( I) iO
secondo Die Krieysschi(fbmden, 1883.
(I) L'Auc calrola che noi solo porto di Ilau-Kou (med io Ya'ng-tse) si 11ccalch ino no11 mono cli iOO\JOO navi d,1 co mmercio.
Lllltl[ E PEUIODIC!
LIBRI E PERIODICI """"°a
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ANTONIO GANDOLFl,
Roma, tipo-
grafia Bodoniana, 1883. I grandi fatti nazionali della maggior parto dei popoli hanno l'epopea. o la storia. A entrambe appartiene, sebbene sotto differenti punti di vist.i, tutUI inticra la figura d<·gli eroi principali, che combatterono con fode incrollabile per l'indipendenza dtll proprio paese. Ma soltanto coloro che rivelarono genio di guerra interessano anche la critica dell' arte militare , che studia nei mezzi e nelle loro svariate combinazioni il moJo di riso! vere il problema della vittoria, senza tener conto degl i entusiasmi. Di Garibaldi, che fu certamente uomo straordinario, e delle sue· gesta, molti si occuparono e si occupano, considerandolo sotto diversi . aspeui, secondo la soggettiva tendenza. Cnrducci con la sua robustii. immaginazione tracciò il poema del grande italiano, altri ne sc.rissero, la vita ; ora , dopo un anno della morte del Duce dei Mille, il, colon-11cllo Gandolfi esamina lo qual ità mi litari del generule. L'egregio e noto scrittore nell'iniziare una critica scientifica e imparziale sopra un argomento, che non può non destare viva simpatia ,. cerca anzitutto il punto di osservaiione più calmo, donde potere ab])l·acciare con colpo d'occhio sicuro il complesso degli elementi na zionali, che occorrono per compiere nn ponderato esame. Ed egli riesce fol icemente nella scelta del metodo a dimostrare quanto sia importanl17 il ben determinarlo prima, per giungere a 'deduzioni irrefragabili e· .di solido valore.
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Infatti pur non escludendo l'idea del perallelo, che è quella che più :.spontanea sorge_~e! d?ver gi_udicare ~i uo1~ini e di cose, che appart.engono al dom1n10 de.la storia , non si lascia trasportare dalla comune -tendenza al semplice raffronto delle · celebri imprese guerresche; ma si solleva a più alte regioni , facendo altresì vedere le o-randi diversità. dei tempi in cui si eseguirono e dei mezzi che si ad~perarono. Per 1a qual cosa avverte come Garibaldi non abbia potuto avere eserciti ~stituiti nei quali . rafforzare l'esperienza della guerra con gli e:>0rcizi dr pace, nè valersi sempre dell' abilità dei suoi luoO'o tenen,i entrati -dopo i~ .1860 nell'cs~rcito re~olaro, coprendovi degnai:en te eosti elevati. E CIO fa dopo dI avere mdagato nella storia con sobria erudizione quali uomini e faui meglio si prestano al paragone , che accenna in ,quella parte dove vede relazioni di somiglianza fra l'impresa cli Garibaldi in Sicilia e la spedizione ivi guidata da Timoleono, e nel con , ceuo cbe il primo ebbe comune con Belisario di occupare cioè l'isola ,e di là, [)Cl' Napoli e Roma , l' Italia liberandola fino a Venezia dall'occupa1.ione straniera. Ma le vern premesse del ragionamento, da cui l'a utore vuole fa re •emergere ogni suo giudi'zio, le attinge nella giusta valntaziono dei principi i della scienza pura della guerra , che sono universali e non ·sogg_etti perciò a contingenze mu tabi li, secondo i sistemi scolastici, ed analizza con elevata intelligenza le qualità militari di Garibaldi studiandole nel modo con cui esso guidò le sue imprese e nelle for~e che .ebbe più in se medesimo che nei mezzi ausiliari. Nè in ciò si appaga della propria autorità, poichè t..into nella con·<:rnta definizione del genio della guerra, qu:rnto in quella delle varie facoltà in cui esso s'informa , come il coraggio fisico o materiale, il ·c?raggio ~1or~le,. il colpo d'occhio, la risolutezza ardita con ogni pericolo e r1s~h10 ignoto, la fermezza o il vigore del carattere, l'egregio .colonnello erta l'opera del Clausewitz, considerata come il fondam ento <lella scienza militare in Germania. A q~esla ~treg~a scientifica egli misura e trova grande I' intuito d1 Ganbald1 nel combattimento di Calatafini, dove fu de.cisa col primo trionfo la riuscita della spedizione dei Milio, e 'Ilella mano vra che dal passo di Renna lo condusse per Gibilrossa a Pale~mo, come nelia batt..iglia sul Volturno, dove seppe trarre il ·ln~ss1mo profitto dalla vista del terreno per indovinare le m11novre dei borbonici e disporre e guidare con sicuro colpo d'occhio le suetruppe; come a Digione nella guerra del 1870- 1·1 in Francia, ap .prezzando quella posizione, ed insistendo, senza essere ascoltato di
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E PERIOD ICI
portare la difesa a Dole, punto di princip_ale sb~rrament~ d~l(a valledel Rodano, dove il generale si era stab1l1to sm dal pnuc1p10 della sua discesa in Francia. Accennando a quella campagna , così si esprime il Gandolfi. « È ammirabile la risolutezza colla quale Garibaldi si pone all'opera. Munito alla meglio Autun dal 1o al 19 novembre, il 20 lancia una ricognizione a Chiitillon- sur·-Seine; il 2i teu ta un attacco notturno· su Digione; il 26 dà la battaglia di Pasques; la notte dal 26 al 27 Titenta il co lpo di mano sulla ciLtà; il 28 e 29 , ad Arnay-le- Duc, tien formo di~anzi al principal nerbo delle forze prussiane, ed il •I0 dicem bre, dopo aver compiuto una ritirata memorabile, difende fortunatamente Autun da nn attacco dei tedeschi ,, . Molteplici sono le prove del genio di guerra di Garibaldi cit,He· dall'autore· e l'attacco del Cerro a Montevideo nel 18(1.3 che sconcertò la d;stra degli Oribeani, l'audace marcia nel •18,1,9 dopo l'assedio di Roma lungo la penisola italiana ed altri fa tti gettano glor iosi riflessi cli luce sulla figura del nostro eroe nazionale, sul quale passano dileguandosi le ombre dei giudizi gretti e fallaci di qualche straniero. Il lavoro del colonnello Gandolfi più che analizzato meriterebbe cli essere riprodotto per intiero, tanto è la sobrietà dei ragionamenti, che spiccano per una stretta colleganza e lucida · forma, t(lnto sere_na e franca verità vi si scorge, a cui. la storia, che se ne avvantagg'.a: e la nostra giovane nazione gelosa della gloria de'suoi grandi uom1m non possono che far plauso. 1
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(Stuch tattici sulle misure, per l'avviamento e lei preparaz,ione dei com,battim,enti decis'icvi nella battaglia) per R. V. AnNH!, colonnello. - Berlino, 1883, tipografia. Luckardt.
in ,1e1• ScTd,wht.
1
È un breve opuscolo che può stare da sè e forma, ìn pari tempo, il sesto fascicolo cli un opera maggiore e già favorevolmente cono,sciuta . La teoria e la pratica, dice l'autore, si r.ontraddicono sovente. Dove·
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quella prescrive un procedimento metodico, è talora necessa rio abbreviare tutt~ le operazioni, per evitare una fata le perdita di tempo. Dove invece la teoria permette una specie di procedi rnerùo sommario , è spesso conveniente andare con piede di piombo, per non incorrere in situazioni disastrose . Queste contraddizioni tra la pratica e la teoria s'incontrano specialmente nelle misure, che hanno per oggetto la preparazione del ·colpo decisivo in una batt~glia '. _ciò è quanto dire che 1 s'incontrano nel punto e nel momento ptl,ì cr1t1co . Ma se la teoria non ha regole precise, chi darà norma alle decisi011i del comimdante, che si trova in questo punto e in questo moment.o? L'esperienza fa tta personalmente in guerra vera; mancando quest.a, lo studio delle battaglie combattut.e, con mezzi e metodi, che 1·ispondano, il più possibile, allo stato attuale dell'arte. Da questo studio ciascuno ricava idee e convinzioni, che, se non sono le stesse per lutti, sono quelle che suggeriscono, a ciascuno, la decisione migliore, avuto riguardo ,al suo carattere e alla su:i intelligenza. Ciò premesso, l'autore sottopone ad ilccurato esame t.ut.te le disposizioni prese, da Ull(l parte e dall'altra , per l'avviamento e lo sviluppo ilei combattimenti decisivi, nelle princi p11li battaglie del 1866 e 1870-1,1. (Koniggrtitz, Worht, Gravelotte, Sedan, ecc., ecc.). In questo esame fa risaltare quante volte una trasgressione al le buone regole ,_ dopo · aver esposto a gravi pericoli, si risolse in un vantaggio per eh 1 la commise; o sia che il valore e la cost:rnza della truppa abbia condotto a buon fine un'impresa temeraria, o sia che una felice ispirazione del comandante abbia modifica to, in buon punto, la situazione, o sia finalmente che un errore imprevedibile, da parte del nemico, abbia mutato l'errore proprio in un'eccellente misura . Da tale studio si conchiude, che nessun ~rrore tattico porta con sè inevitabilmente la perdita di una battaglia, come la più fedele osservanza, delle più incontrastate teorie, non ~ssicura la vittoria, e che l'importante si è conoscere i mezzi e acquistare l'attitudine cli dominare, in ogni momento, la situazione, migliorarla se avversa, sfruttarla se favorevole. , Crediamo che basti questo cenno per raccomandare il libro del colonnello Arnirn agli studiosi d'arte militare.
l,IBIU
E PERT0 DCCI
Le Speclateu,,• .-nilitai,•e. - Fascicoli cli marzo e aprile. -
Parigi 1883.
Nuovo regolamento sull'istrw:ione deL t·Ìlro nell'esercito. È favorevolmente giudicato in questo articolo, che riproduce in principio per sommi ca pi l'importante lavoro già approvato J'il 1 novembre 1882 e non è guari pubb licato dal ministro Billòt. Tale regolamento consta di due parli. La prima tratta di tullo ciò che concerne la pratica del tiro: cioè, ordinamento dell'istruzione del tiro, esercizi preparatori, tiro ridou.o, apprezzamento delle _di slanze, esercizi di tiro, classificazione dei tiratori, delle compagnie, concorsi, ricompense, campo di tiro e materiale, contabilità . La seconda parte con\iene i principi generali e le istruzioni, ed è cosi divisa: nozioni generali sul tiro, considerazioni generali sull'impiego del fucile modello 18H, armamento e munizioni, tavole ed istruzioni di verse. Notasi che al capii.ano del tiro si è dato l'incarico di far riparare il materiale del tiro, e d'invigilare l-ulla riparazione delle anni nelle condizion i previst.e dai regolamenti. Le auribuzioni dell'aiutante di compagnia, da l punto di vista clell'i:;truzione del tiro, sono state ben determinate, e la scuola reggimentale di tiro è ordina ta sopra basi precise. L'adozione del bersaglio a zone semplifica mollo il rilievo dei colpi, e permette di stabilire la classificazione dei tiratori sul numero dei punti ottenuti. Auche la contabilità del tiro è staia semplificata e si è resa facile la teoria della trajeLtoria e degli effetti del tiro, eliminando per quanto possibile le espressioni scientifì.che. Un capitolo del tutlo nuovo è consacrato nel regolamento ai pri ucipii cd alla condotta dei fuochi di guerra nelle divtlrse circostanze di formazioni e cli terreno. Dimostrasi dopo questo quanto sia necessario insistere sulla pratica per avere una fanteria bene istnùta, che abbia gruppi di tiratori scelti. Così essa potrà ottenere risultati decisivi contro un nemico superiore per numero, ma inferiore nella pratica del ti ro . A tale scopo vuolsi siano classificati in ogni reggimento gli uomini in due categorie di tiratori, sottomessi nd istruzioni differenti : i tiratori ordinari, fuci,lieri, ossia gl i uomini che possono tirare sufficientemente bene sino alla distanza massima di 600 metri, ed i maestri tiratori atti a tirare bene alle distanze fra 600 e 1500 metri. Questi tiratori maestri dovrnbbero avere un distintivo speciale 1
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<COn supplemento di soldo, da aumentarsi progressivamente per rite.n~rli più a lungo in servizio. Con tale sistema in ogni com pagnia v , sarebbe una squadra di •IO o •12 tiratori maestri, e noi reggimento _jl colonnello avrebbe, in una data occasione, a sua disposizione un plotone di 12.0 a •140 tiratori eccelleuti, la cui azione efficace potrebbe essere utilizzata contro l'artiglieria, la cavalleria e nelle fasi -<:ritiche di un nttacco o di una ritirata . È infine vagheggiata per la <lifcsa dei forti l'aclozioue di fu cili da parapetto e del fucile Kropatchek a magazzino, già in uso nella marina francese. Regole general·i del 111.eccanismo delle andatu1·e del cavallo. (Conti. nuazione). C. R AAllE. - Per determinare la velocità rclaLiva del -corpo e di un piede in movimento l'autore prende per punti fissi sul cavallo il centro cli movimento dell'anca ed il centro di movimento della spalla, considerando questi due c~ntri come punti di sospensione delle membra posteriori ed anteriori oscillanti a modo di pendolo. Analizza le due oscillazioni successive di un piede e la pro·gressionc corrispondente della mossa; determina le velocità relative -dell'una e dell'n ltro a tutte le andature, e vi unisce un quadro grafico corrispondente. Ricordi militari del genemle ba:rone I. L. H u LOT. (Contimw.uione). · La spedizione francese ·i,n Tunùia. (Contimuu ione). - I tentativi di sorpresa dei Feraschishs nei dintorni di TE:bcssa , avevano obbl igato a rinforza re la guarnigione di quella località cd a stabilire un campo al colle di Tcnoukla. Una colonna di truppe d'Al·geri fu inviata su Bona e nel sud. La divisione dell'ovest per Tehessa, Decaria e Hidra aveva percorso 4-8 chilometri in linea retta attraver,1,acdo terreni montuosi e sosteuendo lievi combattimenti. L'Mrivo a Kairouan delle truppe francesi stabilì una base solida d'operazione. Un campo trincerato a fianco della ciuù e tre forti furono costruiti . La spedizione el>be termine. L'autore chiude il racconto con l'osservo.re che bisogna ordinare su nuove basi il paese, rassomigliando il protettorato sulla Tunisia ad una bomba legata ai piedi della Francia. G1t-erra turco-russa 1877-1878. Su foyrnan-pa.scia ed ,a suo pro-c~so. (Continuazione ) FAUST L uRION. - L'autore rileva la lungaggine del processo durante il quale non furono risparmiate all'accusato le più basse ingiurie. Dopo cruarautasclle sedute fu ordinato dal sul:t:ino che si pronunziasse la sentenza . Un ultimo atto d'accusa, riprodotto per 1ntiero nell'articolo, fu formulato in fretta e letto con in.giunzione di rispondere fra cinque ore. È diviso in tre parti. La
E P EH IO OICI
L!BnI
prima giL 1dica la condotta cli Suleyman cli fronte alla missione cli respingere il nemico, che aveva guadagnato i BalcaU"i, e ritiene cheegli uou abbia vo.luto sosteaere la divisione di Reonf impegnata j n combattimento a Eski-Zagra, nè tanto meno approfittare della occasione cli marciare avanti all'annunzio dell'attacco clei Russi respin to dalle forze di Plevna, perdendo, con gran sacrifiz i, un tempo preiioso contro Scipka. Nelln seconda . pnrte si dimostra che giunto al comando dell'esercito orientale del Danubio poteva liberare Plevoa con un movimento rapido da Osman- Bazar ;;opra·Tirnovo, e che non ha vol uto eseguirlo. Nella terza si esamina il comando di Sulevman nella Rumelia. Affermasi che fece cattivo uso dei battaglioni tra~portati dall'est del Danubio non tenendoli concentra ti. Era certo che le forze russe, al di fuori di quelle di Scipka e di Orklrnnié, dopo lit caduta di Plevna si sarebbero dirette tutte attraverso i Balcani. La sola operazione a fa rsi era il concentramento delle forze turche. Q1rni monti offri vano molti sbocchi e la linea di difesa contava 500 chilo-metri. Suleyman adottò una lunga li nea cli battaglia, avendo la sua ala <le:;tra a Kazan e l'ala sinistra a Dobnidja ed a Samakow, anzicllè· fare ogni sforzo per riunire a tempo le sue truppe dell'ala sinistra o Tatar- Bazardjck e in seguito a Filippopoli e a Adrianopoli. Adottando-piani pericolosi e senza risultati e perclendo un tempo prezioso per la sua riLirata, lasciò che i Russi arrivassero a Costantinopoli senza colpo ferire. L'atto d'accusa conclude con la domanda dell'applicazione · della legge. L a legge del ,J 9 maggio 1834. - Quanto alla lettera di ess:1 non la si giudica chiara e precisa, come dovrebbe essere, cosicchè sarebbe necessario rivederne la redazione. Quan to al senso estensivo si rettifica l'idea che il grado sia proprietà dell'ufficiale, non essendo menomamente accennata nella legge stes:;;a, malgrado la generale credenza, che confonde questa idea con l' altra ben diversa es.pressa con la frase: (< Il graclo è lo. stato del!' ufficiale. » La qual cosa significa che è la sua professione, e non può averne altre. Al diritto di proprietà dovrebbe legalmente essere connesso quello della inaltera bilità del soldo, ciò che non è. Da queste cd altre osservazioni si conclude, che la legge in parola non tutela con tutte le guarentigie lo stato e· la dignità dell'ufficiale. A ·questo non si potrà togliere il grado che· in for1.a di un giudizio; ma egli può a libito essere collocato in posizione di non attività, salvo ricorso a! consiglio di stato, costoso e· che non offre proporzionaù1 riparazione. Le regole determinate dalla legge •1834 per la non attività sono draconiane. Un consiglio d'in- -
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ch iesta è necessario che giudie,hi in materia di riposo, di sospensione· d'impiego, o di riforma. La battaglia deU' .4.ssietta per V rTTORIO D.1.nonMIDA, tradotta dal ca pitano LAPORTA. Le agita,z,ioni •in A lg ehci. (Contùuw~ione). K1VA. Contiene brevi cenni intorno a Si-EJ-Haclj- Ecldin, dove tro vansi vari pozzi ed. altre località ciel sud sparse di Ksours, cliflìci li e pericolose ad attraversarsi per mancanza di acqua, per eccessivo èalore, le sabbie ele ostili tribù. Vi si descrive l' itinerario da Geryvil.le a Mecheria pe.rA"in Magraine, Rosiet e Tismonl ine, notando tal une usanze arabe i grandi miglioramenti nella produzioue delle terre colonnizzate eri~ levando i vantaggi dell'antico regime militare nell'Algeria. Il Tonlcino. - Riassume la qu<~stione, che oggi si agita , a partire dalla sua origine, cioè dalla spedizione franco- spagnuola del 1853 sbarcata nella baia di Tourane, a qualche lega da Hué su ll e coste dell'Anuam, per punire i violatori di trauati, e gli Annamiti in ispecie del massacro dei missiom.ri francesi e spaguuoJi. Le preoccn-· pazion i dell' intervento della Ch ina nel ·1860 distolsero l'attenzione dPi· Prancesi dall' Annam; dopo la p~cc essi avevano rinforzate le truppedella Concincinn, abbandonata Touraue, ma si erano installati a Saigon impadronendosi successivamente delle fortezze aunamite che dominavano il Delta. Un trattato col goyerno di Hue riconobbe il posse;;so-· delle conqniste. La fel ice esplornzione di una via navigabile per it Song-Koi, o fiume Rosso che shocca nel golfo del Tonkino, compiutasi con l'energia di Dupuis, e le arditt:zze del tenente di vascello Garnier inviato con un centinaio di uomini in suo aiuto, avevano quasi, compiuta la concrnista <lei Tonk ino, liberandolo dal dominio degli Aunamiti. Ma questi risultati furono perduti morto Ga rnier e sostituito da altro ufficiale, che adottò la politi ca di abbandonare Ha-noi, di espellere Dupuis e cli ap poggiare gli Annamiti contro i Tonkincsr per ottenere, col ·trattato del 187,i., che il re di Annam conformassela sua politica estera a quella del.la Francia , che non potesse concludere alcun trattato di comnrnrcio senza informarla, che la navigazione del fiume Rosso fosse li~era al com mercio europe<\. La Francia dal suo canto s'im1iegnò a mantenere l'ordine ed a distru"rrcre la ~ 00 pirateria. L'alta vallata di.quel fiume è dominata dalle bandiere nere. che hanno occupato la cittadella di Hano'i. La Franc.ia vide in ciò . la connivenza dei mandarini annamiti e credette lesa la libertà delh~ navigazione ciel fiume Rosso. Alla fine di ma rzo ·I 88'.z inviò da sa·igon una spedizione sotto gli ordini del capitano di vascello Rivière, e la
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cittadella fu presa d';.ssalto. 'ell'ultimo autunno segnalavasi la marcia d i un corpo cinese contro Hano'i; però le tru ppe francesi non furono attaccate, ma trovansi in una grave situazione. Fattn la storia si esaminano gli argomenti pro e contro il dilemma ,che la Francia deve riso Ivere. O abbandonare il Tonkino agli Anna.miti, o affermare co n la fo rza il suo protettorato sopra Anoam. Prevale nella conclusione il concetto cli passare oltre nell'Indo Cina, -come sulle coste dell'Africa, e di non pensare che ai soli intere$si ·fra ncesi. Una mitragliatrice mod~nia. - È adottata di recente dal ministero della guerra di Washington. Appartiene al sistema revolvers di Gatling, in cui il caricamento, il percussore o l'estrallore sono state assai migliornti . I risultati sarebborn meravigliosi. Delle scatole <ii caricamento contenenti 1Oi ca rtucce sono state tirate in meno di tre secondi t.iascuna, e 8 scatole in ,i z secondi . - L'angolo di tiro è illimitato. Il nuovo modo di caricamento consiste in un apparecchio simile ad un ventilatore, in cui ogni c:1rtuecia viene successivamente a .presentarsi con fo rza nel posto che deve occupare. Tullo il movimento è automatico, ed esige meno forza e fatica che nei sistemì preceden ti. .Manovre di, qucuiri. - Rilevasi che se pochi sor\o i risultati ottenuti, ciò dipende dalla molteplicità degli avversari di esse e dalla ·maniera di eseguirle. Dimostrasi la necessità di svolgere tali manovre --con vera arte di guerra, e si accennano in proposi t.o varie norme. Vnolsi infine ri~otta la lunghezza dell e marco e dei rapporti . Note sul. Belgio e sull'esercito belga. G. DE Gonur. - L'autore riasRume la storia della difesa del "8t\.8 , 11859 e 1873, quindi esamina l'importanza della fortezza di Auversa dal punto di vista commerciale e militare, dichiarandola la capitale effettiva del Belgio. La gìudica assai adatta per il punto di concentramento di tutto l'esercito. Studia le sue fortificazìoni, la sua topografia, dimostrando il valore ·strategico che ha co me perno difensivo di un esercito, che, battuto fra la Mosa e l'Escaut, fa ccia fronte al nemico schierandosi fra Mecl1elen e l'Escaut sotto la protezione della guarnigione di quella fo r,tezza di primo ordine, il cui assedio richiederebbe circa 235,000 uomini. Dimostra altresì il vantaggio della difensiva e come possa il :,paese con un esercito cli 60, 000 uomini fare energica resistenza.
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Jo11,1•1-acd tles sciences uailitni1-•es. Fascicoli
di marzo e-
aprile, Parigi, Baudoin , 11883. Il soldato (continuazione). - Nulla vuolsi sia trascurato che possafare una qualunque impressione morale sulla recluta, e taato mouociò che riguarda le cond·izioni dell'uniforme, ritenuta troppo mutabilee poco soddisfacente in Francia. Quind i non bisogna permettere, che-i giovani soldati si most.rino in pubblico, prima che il loro costume militare sia adattato al corpo d'ognuno, e che abbiano appreso a por~arlo c~n:enie_n~cment~. A tal riguardo si dimostra il vantaggio per-· 11. prest1g10 militare d1 concedere entro certi limiti e rerrole la facoltà e d1 usa re un vestiario più fino e meglio monifatturato del modello d'or<linanza, salve restando le proporzioui, le dimensioni e i colori. Ma quel che molto giova per rilevare il carattere della divisa è il peipetuo porto ·dell'arma, cosa non osservatn rigorosamente nell'csorciLo franc?se. E meglio ancora riescono a far nascere ed a· sviluppare lo spinto di corpo le dist.inzioni, cosi tenacemente conservate nell'esercito tedesco con la diver:,ilà cli colori e di ornnmeoti pei corpi di una st.ess~ arma . Una volta esse ·erano molto in uso; ma essendo state abol ite èlieu difficile farle intierameute rivivere io Francia. Non è così peraltro di quei segni d'onore da conccder:;i alle unità di truppe per .,.loriosi fatti di guerra, a simiglianza del distintivo accordato al più ~ntico reggimento prussiano, che porta la data della sua creazione, scriua sulla visiera del copricapo, o del nome della fortezza cli Colbero-O con la data 1807 similmente portati dai soldati cli un bauao]ioue che i~ ~u~ll'~nno prese una parte nttiva alla difesa di quelln ~iazza'. Tali d1stmz1on1 non hanno carat.tore personale, ma si riferiscono ad una, collettività astratta, ed è facile comprendere che introdotte nella divisa dei soldati, e poste permanen temente sotto gli occ'.,i di tutti, son dr natura dn faro impressione così nel pubblico come nell'esercito. E' q.ualche co~a pure bisognerebbe sostituire, malgrado il grande scetticismo al giuramento alla banùiera, come per esempio il riunire le reclute già Yestite dell'uniforme nella prima settimana del loro arrivo, ai corpi , in presenza di tutto il reggimento, e chiamarle per s:ilutaresuccessivamente la bandiera, che sarebbe loro presentata dal colonnello circondato da tutti gli' ufficiali. Lodevole è pure il sistema in·· uso in Germania d'isolare le reclute dagli anziani soldati, finchè esse
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non abbiano ricernto l:i prima istrnzione militare eia buoni e scelti istruttori, e non siano iu grado cl i disLi L1gnere i cattivi dai giusti esempi. Così dal l'origine la disciplina 1,i stabi lisce e si fonda sulla su periorilit non tanto del grado, quanto dall'istruzione tecnica . Ad imitazione di quel paese giutlica,i puro v:rntaggioso l'accentrare uel capitano la fa. coltà di punire, sia pcrchè ha maggiore autore\'olezza ed esperienza, .sia per evitare che ai giovani soldati yeogano inflitte troppo leggermente p11uizio11i, che possouo a vere gravi cou$cguenze morali. Ma perchò egli rappresenti la Yera personifìcazione ciel principio d'autoritil ò necessario che il suo co m:mtlo sia molto esteso, che i suoi superiori evitino ogni intervento troppo clireuo o vi~ibile tra la sua truppa e lui. Ciò che sembra più difficile mantenere oggi ò la disciplina, ma essa non ripugna :i l met.odo raiionale, e tutto consiste nell'adattare alle nuove .esigenze dei tempi i metodi d'istruzione e di educazione fondati su ll'intel ligenza e In coltura intellettuale. 1'Iodifica3ioni da introdiirs·i nella fonnri3ione d·i, coinbcittùnenlo della divisione. - Rilevasi che il regolamento dopo cli avere affer-
mato il principio della prcpuuderanza del fuoco, dopo cl i avergl i tutLo subordinato nei snoi primi <piattro tiloli, l'ha poscia perduto rii vista trattando della tattica delle grandi unitit. Sul fuoco della fnnte rrn nel 187Q, in oggi e nell 'avvenire si fauno varie cousiderazioni, ammesso che gli eff.eui di essQ dipendano dall'arma, dall'istruzione dei tiratori, dal vnlo1·e degl i ufficial i inca ricati di dirigerlo. A quell'epoca il fucil e francese era superiore a quel lo p russiano, ma circa gli altri due elementi l'esercito tedesco aveva la ·s uperiorità . Oggi la Francia e la Gcrmaoia hanno armi. di eguale valore, essendo sparita la leggicra inferiorità del Gras rispetto al Mauser; ma non è così scomparsa rigunrdo all' istruzione dei soldati francesi nel tiro. Quanto agli uJ'liciali si sono rcalizznti grandi progressi mediante le scuole regionnli cd il soggiorno di urfìciali superiori al campo ,di Chàlous; m11 In diffusione di tutti i metodi.d'istruzione dei tiratol'i -0 di tutte le questioni di tiro non so110 ancora complete, e parecchi ul'fìci11li in Frnncia non ritengonsi padroni delle regole d'impiego e ,d i direzione dei fuochi in guerra. l'el' l'avveniru si preconizza un fucile, che avrit una rapidità assai più grande di qualunque altro degli -Odierni ccl una maggiore portatn. Ciò posto si studiano le conseguenze dell'adozi.:.ne delle nnove armi dal punlo di vista dell'offensiva e della difensiva, e dimostrasi come non possa risolversi il problomn, se debba prevalere l'una o l'altra J11aniera esclusi,·a di combattere, anzi che aie problema uon esiste.
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Mal~rado r.iò devesi riconoscere, che stani.e il perfezionamento dello ~i_r~1 le ore della difensi,·a sono divenute più lun«he cbe nel passato hm t punto, · e cie. l se ne " puo· trarre macr-' . 1tandola però . soi)l'a, un cl ao gi?re va.ntaggi?· Dall'impossihità degli attacchi di fronte, e dall'obbhgo _dei _movime~ti girnnti risulta per l'assalitore la necessità della s11penor1 . ~la la cerLezza cl i cruesta ecrli non puo· ,n,e1·I a . .ta numerica . c1· 0 a pnon; ~um i ~a con\'enienza della clifensiYa sul resto del fronte per ~c?no1rnzzar~ ·'.l v~~tn?gi~ . del ~1Im0t:o sull:.t regione del campo di h~t.'.a 0 ha, ~ove_ I oile1~ma e g'.a dee1sa. S, analizza in hasc a tali princ1p1 la fo1.maz1one di combatt1memo prescritta per la divisione fran<:osc . e si conch~!l: ~he nou risponde ai bisogn i. Jt quindi dimostiak'l la necessita cli tre lmee nella formazione di combat•· 1 t cJ 11 !" · · · , •Il 1en O ~ a e mslO.ne,. cioè una prima linea di 6 battaglioni, una seconda d~ 3 ball~g(l0n1 cd una terza di 3 l)attaglioni. Avendo per tal modo 1:" plotou~ m ~atena, ammes.;;a la soppressione dei rinforzi, In linea di fuoco o subito composta di ·1080 fucili l'ottavo c1,,11 d' , .· J 1 , ,1 . ,· . , . • " a J\lS1one. no ~i~ .' pr1.nc1p1~ dell o~·dme sparso ò ampiamente applicato, poichè ~a dms,?uc e frazwn~ta 111 gruppi sit11 ati sn varie lince, ~eparate da 1.utorvall1, attravc.r~o 1 ~inali. l'artiglieria e la cavallerin possono libel~~e_nte ll1l1ovcr,;1 a agire d1 conc<'rto . L'estensione del fronte della d 1.~rsione, . posto che quello di ognuno rlei 6 b:iLtnglioni sia di EJOO 0 3o0. met:·1, p~trit calcolarsi fra 1800 e '.:H 00 metri, limiti oorrispon;lenti. a.li es_r~nenw della nl~ima .guerra. Questa formazione presenta 11 p10fo_n~1!a un , nu~1ero dt sch iere sufncieuti, perchè la consistenza ; _la sol1d1ta .dell ordme di h11ttaglia sia salvaguardata . Se l'unità di ngata apparisca compromessa, ciò non importa esseoclo t b ,· ' · · l' d' . , a 11gata un un ita t 0'.· 111a~1euto .e non tattica. Ln moclifì cazione proposta ri0 spo~~~ ~~~.lto . ali_ offeus,va che nel caraltere nazionale trova la sua base. ,1 , ~ncipn di t·wo .. _LA.,.r1 nA ux. - Por J:i disciplina del fuoco l'ant~,~ nleva la necessi ta di un capo per comandarlo, un'altro capo per <liri.gerlo. Il com.audanto di battaglione i11dicherà i punti su cui cle~mmassarc. il . fuoco. Il capitono dirigerà quella delle sue sezioni, capi delle se.z10n1 quello delle loro semi-sezioni. Circa le po"· · · notn ·! ., (' f ' . :,JZIODI , c.1e I e 1Jensorc stara con c:ito· l'assnli ton' si mette ..· · · :Ch j O a 5 e O 40 0 3 .. , . ' . ,. J 'I )Il grn OC. o , , 00 metu dal nem ico, qurnd1 resterà in pied i con 1:. bai_on~tta io c.inna . Sul problema, se si debba o no tirare alle andi distanze, formo la la norma che bisogna tirnre ogni volta che eITetto da produrre o prodotto, sia tisico o morale è in rap·porto col -consumo · · · I n _c,o · · dcvcs1· mostrare l'intellet. ' <lei . . cicli , e munizwn1. Lo militare 11 d etto, e del fuoco. Appansco una batteria che credevasi coperta,
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uù b,.uaglione, una compagnia, uno sqnadrone -~ _H-?O ed_ ::m:he a. ,1800 metri non importa calcolare se la probabil1ta dr colpll'e sia
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tre del due o di uno per cento. Nei tiri ordinari le grandi distanze si limiteranno a qu~ll_e dovecessa il risultato soddisfacente sopra un gruppo di 50 uom ini. l! limite superiore è di 1300 metri, l'inferiore di 600. Sulla q~esttone" relativa all'impicgù di diverse linee di mira per calcolare !a distanza, fa vedere come sia più da con tare sull'o.sservazione ~el d1ret!ore dei fuoco, attento agli effetti del tiro ; ma nelle lande e pianure nconosc~· J'utilifa dei differenti alzi. Sulla qual ità dei fuochi avverte _che quelh a salva, quando possono eseguirsi, sono il trionfo_dell.a tattica, ~ con-· dizione di essere limitati a cinque salve consecutive lfl un m!nuto. JJrima e dopo 600 metri conviene il fooco di gr~ppo. Ma b1sogn~ rinunziare oggi a fore eseguire fuoch i di compagma. Il pl~tone ?1' 100 fucili è il massimo che si pos3a impiegare non senza d1fficolt,t. Il fuoco di sezione è quello per le distanze superiori, dalla JH'?para-· zione sino a ,1000 metri. Anche quello di squadra, dopo molti _esercizi, può essere utile alle clistanz~ di 900: 800, 700, 600 metn. Ac-·· cenna alti·esì che la superiorità pratica restcra sempre al capo abbastanza padrone della sua trnppa per imporle l'alzo da im.pi.eg~re e lo scop.o· da colpire. Sulla durata e sul consumo de~le. mu111z1on1 fa altre o~servazioni, e ricorda che sino ad 800 metri bisogna ass?lut.amente 11m~nziare a trane sopra catena di squadre, perchè non v1 sarebbe comJ)enso fra la $pesa delle cHtucce e J'eIT~tto. prodotto: A 100_0 ed . a 11 00 si può provare il fu oco sopra sez10111 o gruppt analo~h, a _condizione che si possano effettuare due scanche pruna che ~1 uasco~·clano, e sì disponga di 55 fucili almeno,- Conc!ude ch_c ~è m ~~·a1~ci~), nè all'estero si hanno intorno nll a questione elci fooch1 cli guen a. ,_de~ n·atiche stabili. Negli esercizi non si adoperano abbastanza roumz1or~1 !)er spingere i ris~ltati fino in_ fondo e si ha tro~_po tempo e,sr_r•~. mere le condizioni clel combattimento. Dunque nes:,noa realt,l. Anz1ch~ sfornarsi di raggiungere quo,ta nelle esercitazioni, pref~risco _l'i~truzione dei quadri, facendo loro vedere la maniera di dirigere 11 fuoco, in certe condizioni e i risultati massimi che si possono. pl'Oclurre,_ passando per le varie gradazioni cli ess~ al fuoco a volo?ta,_ a fine_ch arrivai·e il più tardi possibile a quello mtenso, senza nma1e, a ca:,o, in seauiLO al quale uuo dei due partiti abbondouerà la l.ot.ta. p 1·~cisione e regolarità. l\'I. A. - Vi si dimostra ~a d1.!Tere~1za dell'una dall'altra, e come ciascuna dipenda da elemen ll d_1vers1, concorrendo entrambe riunite alla giustezza del tiro. Dccluces1 che quando,
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s'impiega per semplicità il solo per cento, come misura della giustezza, non si ha di q nesta una espressione sufficiente, perchè si adopera nna stessa uniLà per misurare due grandezze cli specie differente che la compongono . Formazione. di combattimento della compagnia di (anterici. E. F.HET. Analizza i riwltati dell'artiglieria e fanteria per dare una idea esatta dei savi effetti sulle formazioni della fanteria, e rilevare come si debba tener conto di essi per qnolle da adottarsi nella marcia avanti. Il regol:nnento francese prescrive che il battaglione si avanzi fo linea di colonne cli compagnie attravcrgo la linea del le batterie fino a 2000 metri dal cannone nemico. L'esperienza ha provato che l'artiglieria a 8000 metri colpisce la metil elci suoi tiri in un rettangola di ;2,m, 60 cli larghezza. Da queste e eia al tre prove allega tè l' autore conclude, che la co mpagnin deve prendere Ja for mazione di combattimento eia 3000 a 2500 metri dall'artiglieria nemica . Essa deve· frazionarsi in· tre schie1'c : uua sezione di uom ini scelt.i in catena, una sezione cli rinforzi, due sezioni in so:-tegno. La catena bisogna che abbia per iscopo di giuugerc, anche seuzn for fuoco, al più prcst0, possibile sul luogo donde puè, impegnare la rna azione non t:1nto s11antaggiosarnente. Le squadre si spiegheranno a 2000 metri dalle ba tterie avversarie. a 1! 500 dalla fanteria, continuando la marcia per giungere rapidamente a 500 e 600 metri da qur.sta fan teria. A tale distanza può com inciare il combnttimento serio. J.1 rinforzo seguirà la cntena, !'razionandosi in squadre appena giunta ::i 2i.i00 metri, con intervall i non più di ff o 5 metri rra esse per meglio restare so tto gli' occh i del cnpo. Spiegherù le srprndre iu cacciatori più tardi che la catena, e quando questa sarà entrata nell::i zona dell a .lolla, cioò a 500 o GOO metri , sarà in ordiue $parso o coperto dai fuochi di quella pronta a rccal'si in linea. Le due sezioni del sostegno, abbandonata sin dal principio la formazioue iu colonna staranno sur una stessa linea separate di ~O o 30 metri. •Così andranno avanti conservando ta.le ordine il più lungamente possibi le. A ~00 metri rlull'artiglieria nemica si formera nno in squadre aggrnppate ponendosi dietro !'ab o alle ali, dove la loro azione è nece;saria, aspettando il momento di entrare in linea. Secondo questi principii la formazione del battaglione a\Tebbe due compagnie in prima linea, due in riserva. 111.odifica.pioni da recai#e a,/,le chimnate anniiali dell'esercito te1'1·itoriale. B1NHCHER. - È un l)reve stud io inteso ::id esaminare se i risultati ottenuti siano in relazic,ne con le spose erogate per la costituzìone di un secondo esercito. Vi si critica il vigente mo,lo di chin. ANNO
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mata dei militi territoriali. Ogni classe non ha che 13 giorni d'istruzione in 5 anui. La sua convocazione intralcia gli affari. I sostegni di famigl ia àbbandonano questa a carico del ~omunc. La disciplina ci perde. Il bilancio si aggr:iva. L'autore propone che la ch iamala annuale dell'esercito territoriale si faccia per compagnia ed nl capo luogo di essa, noi lo domeniche di maggio, d.i lle ore r; alle ·I O elci mauino. l generali di hrig:ita solamente avrebbero il ùiritlo di :1ccordare dispcn~e. Tutti gli ufficiali assisterebbero all:i chi:1mata cd ossi so ltanto dovrebbero cs~ere iJJ ùenn izznLi dello :;pese, Ai militi, dopo che :wessero eseguito movimenti senz'nrmi, form:11.i in ci1·colo, si ricorderebbero i loro do, cri e le modificazioni nelle manone dei s;:i lcfoti, occ ., dopo ciò sarebbero riuviati. Onesto ~i~terna secondo il proponen te non costerebbe molto e uon turberebbe i pri,·ati interessi . rt circolo di M,n-Sefra (Sud Oranais). E. DE 81,,\UVAL. - Descritta sommariamente questa regione, quale nuoY:i concruis1:i francese, se ne analizza la su:i importanza dal punto di ,·ista str:itegico, commercial e, territoriale . ÙCl' llpnndo sino al Sohara la regio11c che si estende al sud di Tiout A'iu-Sfisifa, si taglia in due le terre percorse clagl'insorti, In sicurezza del Tel1 è g,Hantita, a condizione che lo trnppc <li A'in-Scfra sorveglino il versan te saharia110, mentre che <1nelle di Ain-ben-khclil, copriranno la fronti era al nord del djebelDoug. Per assicnrarc la conqui;:;ta rlell'anno scorso bisogna impedire 11gli Amours, non souomessi, il rito 1·uo nello loro montagne. Figuig -sa rà costrella di :iprire il sno commercio ai conqui:;talori di quella regione o fiorirà quello del Tell, nna ,·olta pacificate le località vicine. I l paese è ricco di nlfa, p,1 stnrc, acque, datteri, bestiame, soLtG un clima temperato. La popolazione è nomada, ma si con~tata elio intorno agli antichi Ksours si aggrup pano molti mercadanti , :ittirati dalle colonne fraucesi e so no per formare il centro di un vil l:iggio europeo . 'Si rileva l' importan1.a del la regione consider:ita come tappa verso il Sudan e proponesi un ordinamento militare del circolo . Combattimenti di partigiani. (Fine) GusT,\VO DEs11oma1s. - Svolgesi il periodo storico delle operazioni di piccola guerra dal 1805 al 1870 inclusive, ricordando fotti particolari, e assai di volo le gesta ,dei volou t:iri italian i del •1859 soLto il grnncle ca pitano che li guidaw1. Nuove ossenazioni sulle leggi militari in progetto. - Lo sd1ema di legge relntivo alla creazione cli un esercito di Africa in sostitu·zione del 19 corpo d'armata non rim edia che punto o poco :i i la.mentali inconvenienti circa la mobiliLazione, pcrchè intende costituire
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il nucleo dei corpi di spedizione, senza che si yegga in che consista ·~uesto nucleo, e quali sono Ie truppe che verranuo ad aggrupparsi 1utorno ad esso. L'altro difetto consiste ucl creare 1160 nuove uuitit mentre sarebbe preferibile di comporle med iante quadri, o frazioni di quadri, prelerati in modo da non indebolire realmente i corpi dell' in teroo . Nel progetto. non ~arlasi dello truppe territoria li algerine, nè delle compagnie miste, d1 recente formate, e la cui esistenza trovasi in questione, nò ~i ciò che diverr:inno il 19 corpo, essendo soppresso, e le truppe che v1 sono collegate. OJt.re a quesLc (:.titiche l'articolo eo~ticnc. giudi.zi .sfo.vorevoli sulla riunione delle truppe di marina all esercito,. es.1 d1ch1aracontrario :i ll'aumento della proporzione in cui le truppe 111d1gcnc ùcbbono eotr:ire nel nuovo c.:~ercito, ammettendo soltanto che possa essere progrcssiro e contenuto entro certi limit_i determinati_ da. sole ~onsid:r~zioni militari, varinbili per ogni coloma. Incouven1eDt1 ed 1111pcrlez1oni rilevausi nell'istituzione delle trup~e mo.b!li, c?1~e . la maucanza di cavalleria, di truppe del genio e de, serv1z1 au:,;il 1ar1, che forse è intenzione improvvisare nl l'occorrcuza, cd :iltri difetti . Si abhandou:lDo in somma, in ciò che concerue la fanteria e cavalleria, le proposle del ministro per accellnrc quella clul controprogetto. Nella formazione di 102 compagnie si propone cl i fare entrare 72 c!'.iadri prove~ienli dalla sopprcssionu delle compagnie di deposito :ili 111tern~. A~ztchè creare tre batt:iglioni di cacciatori a piedi vuolsi i I pnssagg1::i dei tre battaglioui che sono fu ori della composizione dei :orpi. cl'a.rm.:it~- ~li ufficiali dei qu:idri della cavalleria secondo questi :,tessi pr1uc1p11 s, avrebbero sopprimendo i ca pitani istruttori di 26 reggime~ti dragoni e di ·12 reggimenti corazzieri, non che i porta s.te~d~rd1, trasmet~enclo q~,c~to impi<'go agli aiutanti . Rig1wrdo all'artighena cd al ge~iO n~n rncontrano op posizione le idee del ministro, ~e n?u cbe la p.r1n~a s1 "_orrcbbe ~armata i11 un reggimento piuttosto che 1~ 3 battagl1on1,. ed il. gcu1~ in _1U1 bauaglionc di .~ com.pagnie, ~01:es1 nuovamente rnn:inz1 la n cosLttuzione del 19° corpo d'armata, md1pendc11to dall' esercito colon iale, cni si potrebbcrn incorpornre Jo truppe della marina. . Ci rca l'ordinamento dell'artiglieri:i da fortezza , il [}l'Ogci.to ministeria le fa vedere che occorrono ·190 batterie :i piedi ~cnza coniare le risorse dolio truppe territoriali; mn per era propone di portare da 57 eh? sono n 96 le batterie, salvo a formare mediante uno sdoppiamento ,'\Il ~ti.o della guerra le altre che mancano. T:de $istcma nou approvasi del tutto, nè quello di fore entrare nella nuova formazione so1
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lamentc ,1.5 batterie per destinare le altre t2 esistenti come nucleo dii quelle per l'esercito d'Africa . Le 28 compagn ie di _ron tonic_ri, le 57 del treno d'artiglieria, i quadri delle ,13 compagrue operai ed artificiere aggiunte alle 57 batterie attuali, potrebbero formare ,155 batterie. Il servizio dei ponti passerebbe al genio . 'fo lte ,16 batterie per il rerro-imento d'Afr ica, ne resterebbBro ·139 per l'artiglieria da fortezza~l;)e dando 8 batterie a ciascuno dei nuovi corpi di truppe, cioè in tutto 128, rimarrel>bero ,1,1 quadri disponibili. Con queste proposte si crede di ottenere anche il vantaggio dell'economia di 2. milioni. , Servi.zio de lla, ca valleria in campagna. Generale VoN LoÈ. - E. ]a traduzione di questo lavoro per cma del tenente Gendion. !'{uovo stùdio sulle ca1·tucce. - Contiene l'anal isi delle cause che· influiscono sulla giustezza del tiro dipendente da l modo di agire della cartuccia meta llica, come il mettersi in movimento ed il gonfiamentodella palla, e l'apertura dell'astuccio. Quando queste t.re cose avveno-ono in momenti ben separati, la pnlla è centrale prima di essere :onfiata, lo sforzam ento è più forte ind ietro che avanti, il .tiro è buono_. Se il gonfiamento è un · po' prematuro, la palla n?n è 1n centro, e· forzata più avanti che indietro, il tiro riesce mediocre. Quando tale o-onfiamento avviene prima che la pa lla nbbia abbandonat.o l'astuccio ~ che questo si apra prima che quella ~ia posta in n~ovi1~e~to,. i~ tiro è pessi mo. Da ciò si conclude che la g111stezza del tiro dtmmu,_r,~ l~~r rrualnnque causa che ritardi il movimento della J~all a, che a".v1?~111 momento dell' infiammazione a quello della pressione, che Jactl1 t1 o nffretti l'apertura del colletto dell' astuccio. Dall'Bsame successivo deo-li elementi della cartuccia risulta che bisogna rinforzare l'astuccio. al i~ base, cl1e la palla deve avere una forma conica pronunziata, ed . essere cli piombo indurito piuttosto che dolce. Per conservare ad essa ]o stesso peso adottando il piombo fuso, bisogna aumentare un poc;o il volume della palla allungandola, ma comtlchè già troppo lunga è cònsid.erala in Francia, fu proposto di mozzare la punta . Le esperienze sono dirette a trovare una· poivere di cni la massima pressione cor- · risponda ad un percorso di tre o rrnaùro centimetri inve~e. di dn~ ~ ma non bisogna impiegare u na polvere troppo lenta. I tm esegui ti poi vere svizzera a grossi grani hanno dato risultati non buoni. Gli ultimi studi fa tti in Francia pare siansi fermati sulla polvere tedesca R. G. P. continuando quell i sulla polvere al pìcrato d'ammoniaca. Le mi lizie e le tr-nppe provin ciah. - Léon HENNET . Prima/
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'<di trattare della costituzione dell'ordinamento del le truppe provinciali -sotto l'antica monarchia , l'autore crede opportuno di accennare le diverse fasi che subì il reclut.amento in Francia . - Parte, in questo breve esame storico, dai tempi an teriori alla conquista romana , estendeudosi in questo primo articolo fino alla sparizione dei bandi e con -11:ro- banùi, ed alla creazione delle i:nilizie dopo il ,167,1..
, lffJrgt.ni, ile,• Militii1·- Wissensck.t11ftliciien 11e,•eine.
Voi. XXVI fascicoli 1° 2. 0 3° e 4°. Sguardo retrospettivo alla vita m,ilitare 'in ,itist1·ia, durante ,l 'a nno 188.2. La. logiw, clell'arte 1r1;ili tare. Ioon,i, capitano . Le fortificazioni permanenti. ScHLOGELHOFEn, capitano. - Sotto la -prima impressione delle sconfitte subite , nel 11870-71, dalle armate francesi , malgrado le loro numerose fortezze , parve a molti che le .fortificazi oni fossero un anacronismo nelle guerre moderne. Ma subito , ,dopo si videro con grande meraviglia, vincitori e vinti restaurare le fortezze antiche e costruirne di nuove. Segno evidente della pe.rsua-sione, in cui erano -gli uni e gli altri, che la cattiva prova delle fortiGcazioni francesi, ·dipendeva non dall' arte in se stessa, ma da suoi prodotti, non più rispondenti ::ii progressi dell'arte. Intanto le principali potenze im itarono la Francia e la Germania, e la questione del ,sistema dì difesa , è dappertutto all'ordine del giorno. Ogni stato stabilisce il proprio sislema di difesa, secondo le propri~ ~ondizioni speciali ; però vi sono alcune norme generali che possono valere per tutti : ,1° I punti da fort ificarsi devono essere ben scelti e poco numerosi; 'le fortezze non devono essere straordinariamente vaste, ma forti per -!Se stesse,· per l'nrmamento e per la guarnigione, e risponclenti per trac<Ciato e per profilo alle esigenze dcli' arte moderna; tali insomma da has.tare ·a se stesse, senza il concorso delle forze che tengono la cam-pagna . La questione ecirnornica ò un dato neéessariò del problema, ,<ruando si tratta di scegliere i punti da forti lìcarsi; ma deve essere ·..esclusa, o quasi, quanao si tratta del ·modo di forti ficare i punti pre, scelti . ·
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2° Le antiche fortezze llt)ll hanno perduto il loro valore, qualunque, ne sia il traccialo e il profilo, sempre che si trovino su punti i qual r , non abbiano perduto la· loro irn portanza strategica . L'arte fortificatoria. ha mezzi cli rèstaur:irle, riformarle, completarle in modo da mantenerlo· in perfetto sMo di servizio . . Se poi è sempre vero che la difesa di una fortezza poggia os~cnzialrnente sul valore della guarnigione o l'energia del comandante , oogi è vero altresì che la guerra da fortezza non è più una semplice· q:t~stiono di cannoni e di mine, ma una guerra a cu i tutte le armi banno parte, e clw è retta dagli stessi principi della guerra da campagna. Sarebbe necessario che questa ver_ità, al~n~po teorica1~e~te.' almeno nei libri di testo, fosse inculcata agli nffic,ah delle 11rm1 <l, linea, i qnali in gran parte erodono che la guerra ~a fortezza sia un affare speciale dell'artiglieria e del genio . Sa:ebbe rnfine ~onveni~nt~ d1 far· stanziare, in tempo di pace, nelle relati ve fortezze, 1 reparti cli truppa. che probabi lmente vi terranno guarnigione il! tempo cli guc.rra. . Le torpedini offens'Ì'l:e. - BENKO, tenente di vascello. - S1 descnve· la costruzione e l'uso delle diverse specie d1 torpedini offensive, e si accenna alle principali questioni cli tecnica e di tattica navale, a cui diede oriO"ine l'invenzione cli queste nuove armi . Lettere° sidla git&rra d'Oriente 1877-78. (Continuazione). - Avvc~nirnenti occorsi nell'intervallo fra la seconda e la terza battaglia sotto, Plewna. J barconi a vapore pel se1·vizi,o dei pionieri. - ,:FMNCKL, capitano· di corv~tta. Il vapore e l'elettricità trovano ogni giorno nuove (lpplicazion i. L' Inghilterra, (llla quale le grandi potenze con tinentali non invidiano certo il personale clell' esercito, è però sempre maestra a. tntti nell' assoggettare e sfruttare lo forze della natura, non solo per )e arti della pace, ma anche per quelle della guerra. Colla forza del vapore gli Inglesi caricano i lor_o ~rossi ~annoni ~ mo:ton_o fuoGo colla scin tilla elettrica. Negli op1fi c1 , negli 11rseualt rngles1, s1 lavora al chiaro, la notte come il giorno, perchè la luce elettrica sostituisce, di notte, quella del sole. Quanto, a. questo riguardo, si è add ietro sul continente! L'an1111inistrazione della guerra in Austria non ha sul Da1rnbio se non due monitor. Quanti servizi potrebbero rendere, in tempo di "llerra, sia per aiutare od impedire la costruzione cli ponti, sul det~ fiume e sopra i suoi amuenti navigabili, sia per trasporto d'uomini o materiali, alcune barcacce a vapore montate da pionieri! Sì è Tecentemente costitui to un corpo di ferrovieri militari, traendone il personale appunto dai pionieri; dunque ora.:nai la conoscenza col vapore· 1
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i pionieri l' hanno fatta . Ad ogni modo, se al principto s'incontrassero
difficoltà, si potrebbero provvisoriamente comanda re a fa r servizio, su dette barcacce, alcuni individui del la marina da gnerra. La ba.ttag /ia per la liberazione di Vienna , i l 12 settembre 1683. DoLLEcrncK, tenente. - È una monografia di detta bnttaglia, coll'aggiunta cli vari allega ti in cui sì danno i quadri di formazione dogli eserciti. combnttenti, la dimostrazione dell'armamento, munizioni, ecc. Sgitardo 1·etrospetti'IJO alle P'ÌÙ, 'irnportant'i innova.zioni, /'alte neg&i esercit'i, stranieri dwrante l'anno 1882. - In :Francia attendendo la legge di costituzione del nuovo esercito coloniale, si è proced~to alla meglio, in via provvisoria, per i vari servizi mil itari occorrent1, nella nuova conc1uista fra ncese, la Tunisia. · Come avviene ogni anno, anzi ad ogn i cambiamento cli ministro, si è mocliGcato l'ordinamento clell'ammioistrazionc <::.entrale dell a guerra. Prima vi erano 7 divisioni ora ve ne sono 9. Venne creata ùna com1n:issione de,i, lavori geogra(iC'i, che ha por iscopo cli esaminare tuw, Je lev:.ite topografiche, di sorvegliare la pubblicazione , delIn carte, di studiare i metodi d'incisione e cli riproduzione, ecc. Per non aver deGcienza di ufficiali cli stato maggiore, in tempo di guerra, o uon tenerne un numero esuberante iu tempo di pace, venne creato un certo numero cli uffkiali di stato magg,iore cvi 1·iserva, i quali prestano alternativamente servizio presso i comandi di divisione, presso il corpt> di stato maggiore o presso i corpi cli trnppa. Per faci litare agli uffi.ciali la conoscenza dei paesi stn1nierì, si è stabilito cli dare permessi con stipendio iutiero, a quelli ufficiali che domandano di viiggiare all'estero, per propria istruzione. In marzo ,188z vell'flo pubblicata la legge sull'amrnin:istmzione nvi lita1·e. che si estende ai servizi amministra~ivi cleH'artìglieria e del genio, al servizio delle sussistenze e al ,5anitario. Si prese per base la divisione del personale in direttivo, esecÙtivo e cli controllo. Il controllo dipende unicamente dal Ministero. Si è cominciato l' inquaclr.amento dei doganieri e delle guardie fo restali in b,1ttaglioni, compagnie e sezioni, giusta la legge del 1875. Venne decretata l'istfllzione dei cosìdetti battaglioni di scolari, in ttii si accettm10 i giovani dai 15 ai :iail anni , e si dà loro un' istruzione preliminare a quella che devono poi ricevere sotto le armi. Venne pubblicato il nuovo regolamento per la cavalleria. La Commissione inc.aricata di re·ctigere una nuova istruz,ione siil tiro, -ha nhimato il suo lavoro e l'ha sottoposto al Ministero. Fra le nuove disposizioni vi sarebbe quella di portare da 100 a '120 per fucile il ·numero cli cartucce da consumarsi annualmente negli esercizi di tirn . 1
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LIBRI 168 Nel 1882 la Francia si è dal.o il lusso (che essa sola ptiò darsi) di far prendere parte alle manovre di corpo d'armata, un terzo del suo esercito, un altri) terzo a quelle di divisione e un terzo finalmente a quelle cli brigata. i'\on furono ammessi ufficiali stranieri ad assistere alle manovre della cavalleria . Ad esempio della Germania si collocano in Francia gtandi linee telegrafiche sotterranee. In tre anni furono spesi, per quest'oggetto, 26 milioni. I tamburi che erano stati aboliti nel 188•1 , furono ristabiliti nel 188:2, e si fecero sentire, applauditi, alla festa nazionale. Vennero fatte innovazioni nel servizio di rimonta ed accresciuta l'indennità agli ufficiali di cavalleria. Vi sono poi vari progetti di leggi militari, che aspettano cli essere discussi. In uno, che ha per oggetto l' edw:;az'1;one dello spi?''ito rnilitare, ,s i propone di dare ai reggimenti, nomi cli grandi nomini di guerra fra110esi. Una Commissione scelse i nomi: Baiarclo, Turenna, Dugesclin, Ney, ecc. ecc. ; vi sarà perfino il reggimento Giovanna d'Arco; non risulta che nella lista vi sia il nome di Napoleone. Un allro progetto riguarda le pensioni , un altro la durata della ferma, ed altri, infine, lavori di fortificazione. In Germania si hanno , nel 1882, novi ià meno importanti che in Francia. Vennero armati in via d'esperimento tre battaglioni <JOn fucili a ripetizione; venne fatta qualche aggiunta al regolamento per gli eser. ·cizi della cavalleria; venne dato al· capo dello stato maggiore, maresciallo Moltke, un alter ego, o comandante in secondo, il generale Walclersee ; vennero benedette le bandiere dei reggimenti creati l'anno antecedente, ecc. In Russia l' innovazione più importante fu il riordinamento della cavalleria, pel quale 1 /J. reggimenti ulani e ·1 il: reggimenti di usseri vennero mutati in altrettanti reggimenti clrag(:>ni. (Seguono estese indicazioni sulle ultime leggi mil itari votate in Italia, ed infine si chiude la rassegna con notizie di mutameut.i avvenuti ·negli Stati minori). Valdemor Streubel, Sua vita e suoi scritti. DEBNIN. 1
ln/1,uenza che a1wà, sulla tatt'ica e la condotta della guwrra i.l mol;2iplica,rsi delle vanghe nell'arredamento della fanteria. HAuTSCHKA,
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Le manovre di ca·valleria della 7• ed sa divisione di ca1iallet·ia -russa, net settembre 1882. - È il sunto di una relaJione pubblicata
.nel Wojenny Sbornik. Le scienze ·natural:i e la guerra . REITZ, maggiore. Le manovre t·attiche della divisione di cavalleria , WoLTHOFFEN,
colonnel lo. - È uno studio comparativo fra i regolamenti e le manovre di ca~ralleria in Austria e in Germania. Istriiz·ione e condizioni dell' insegnair1Mnto presso la Landwehr
nngherese.
HO!IVATll,
tenente.
, capitano . Nelle ultime guerre, specialmente in quella di seccessione degli ~lati Uniti e nella russo-turca .del 1877- 78, si è fatto un grande uso ,di fortificaz ione campale. Ciò ebbe conseguenze non lievi sull'andamento e la durata di dette guerre. Da quel tempo il numero degli strumenti da za ppatore, in distribuzione presso la fant.eria dei diversi ,,eserciti , è st.raordinariament.e cresciuto, e pare che vi sia tendenza ad .nccrescerlo ancora . In Austria si banno 99 spaten (specie di vanga, ehe serve a vari usi) per compagnia; in Germania 62, fra vanghe ed altri strumenti da zappatore, in Russia 1100, in Francia 68, in I talia 20. Un reggimento austriaco, sn tre battaglioni, dispone per'tanto di 1200 vanghe e può dare la muta ai suoi 1200 vangatori; una sola divisione anstriaca può meu.ere a lavoro non interrotto, 5000 vanghe, una divisione tedesca, russa e francese si trova in condizioni ·,quasi eguali, Si consideri poi che in tal numerò non sono compresi gli strnmenti delle truppe tecniche, nè quelli che si trovano presso i parchi. Ove non vogl ia dirsi che questi attrezzi la fanteria se li porta dietro per trastullo, è possibile credere che essi non abbiano ad in'fl uire sull'andamento delle guerre future? Chi è forte abbastanza per cominciare la guerra con indirizzo deci·samente offensivo, come i Tedeschi nel 11870, avrebbe torto di pensare .agli strumenti da zappatore; e se la preponderanza di·forze e lo slancio ·iniziale .gli dura, in modo da attenare ogni resistenza (sempre come .,accadde ai Tedeschi nel 1870) avrebbe torto di pensarvi anche du,rante la guerra. Ma se l'aggressore giunge in un punto ove gli è forza .arrestarsi, davanti ad un'armata coperta da un sistema di trincee o se un at.taçco a quest'armata trincerata viene respin\O, allora succederà in ,Europa quello che avvenne in America , nella guerra cli sec-cessione: l' aggressore dovrà anch' egli rneLtere mano agli strumenti, ~ la lotta prenderà quell'andamento lungo, tenace, noioso, che carat·terizzò l'ora citata guerra americana, e ciel quale un primo indizio .fo Europa si ebbe già nel la campagna del ·18i7-78 davanti alle forrtificazion i di Plewna. Sullo scrfoere ·stor'ie reggimentali. IlEiz maggiore. - Si dimostra .!'utilità cli questa specie di storie.
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Sull'impiego dell'artiglieria nelle manovre e in cornbattÌ!mento. Il D·i1·itto .di conquista. NEU)C AN.
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Neue 11Ii-litt1:1•iscTie Bliitte,•. -
1° trimestre 11883.
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Ani:ora siii tiri di pro'Oa. - Il risultato dei til'i di prova serve" di base al giucl.izio sull'abililit dei tiratori. Nell'esercito serve anche al confronto della c~ pacità acquistata dai diversi reparti di truppa. Bisogna però guardarsi dal dare a questi tiri una soverchia impor- · tanza o dal ritenerli come criteri infa llibili. Una prova sola non basta. per giudicare dcll'abilitù d'una compagnia . Il grado di spossatezr.a, della truppa, l'attitudine di chi dirige il tiro, gli effetti della luce e dell'ombra , lo stato delle armi e delle munizioni, l'emulazione, l'angustia d'animo ecc. ecc. liann.o un'influenza che non si può negare,. ma cli cui non si può tenern conto esatto . Per i superiori immediati , è base più sicura al loro giudiz10, il risultato complessivo delle esercitazioni, e il modo con cui la relativa istruzione venne imparLitt, ; per gli altri valgano pnre i tiri di prov,1, ma non si dimentichi cheil caso vi ha sempre una parte. L'Accademia ,mi,/Jita;1·e degli Stati Uniti, a West-Poùit. - Fondata, da mezzo secolo, ha messo fuori circa :2000 fra ufficiali , in!.'vV ! eo-neri eimpiegati. I generali Grant, Lee, Sherman, Beaurevrd ed altri, chesi resero famosi durante la guerra di seccessione, uscirono dalla deu.a Accademia, la quale, pitì che una scuola strettamente militare, è unai scuola politecnica. I Borcke. - Cenni biografici su Mri indi1;iditi della f'cimiglia: così nornùiata, i quali cop1·irono car'iche m'ilitari. L'1tlt·imo giorno cvi Jlletz. - È una vi\ra descrizione della resa dii detta fortezza. Il comandante piantò la birndiera prussiana sul terrapieno. Le truppe presentarono le armi , le musiche suonarono e dalle· coil ine circostanti tnonò l'artiglieria. Un sentimento indefinibil e dii trionfo tutti ci comprese <3 trasparì da tutte le faccie. Eravamo di ventati padroni di tanta gente ! Verso le !.re giunse, sul ponte di Longeville, la test.a della colonna dei prigionieri. Bella truppa , fisonomi e· intelligenti , contegno militare. La men te che era corsa alle reminiscenze storiche di guarnigioni ridotte all'estremo ed arresesi, dopo,. aver mangiato perfino stival i, fu gradevolmente impressionata di vedere tanti prigionieri ben vestiti e ben pasciuti. Se avessero avuto, le armi, si sarebbe detto che venivano da una parata. Passano i volteggiatori della guardia, la cavalleria della guardia , i cacciatori dell~ (
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guard ia, l'artiglieria della guard ia, poi vengono i grnnatieri , poi vengono gli zuavi . Quando passerà la fan teria? Quando arriverà la coda? Non abbi:imo avuto 'tempo di aspettarlo e ci siamo ritira ti, dopo aver coust.atato cbe « lei guardi.a s'ciri·ende ma non muore ». La conoscenza dell'esercito russo . - Si dimostrn la necessità pci Tedeschi di heu conoscere le forze mil itari della Ru5sia alla ciua le sono i pi~L prossimi geograficanrnnte e sotto altri rapporti . Si citano lo opere scritte in proposito da Cardinal V. Widdern, Thilo V. Thotha, Krnmes e Drygalski, come le più atte a procurare tale conoscenza . Nott'i stil fì1ime Paragtia·i. - (Continna1.ione) scene cli guerra e schizii di caratteri militari. Alberto V. TVallenste·in. - Schizzo biografico. Desi,der·i sodcl'is{aUi. - L'autore che in uno studio precedente nveva propugnato l'abolizione del sal t1; al cavalletto, nella ginnastica militare e il manteoi mento della scherma alla hllionetta, con metodo cambiato e più semplice, dice che questi suoi desideri sono stati adempili, e mostra la ragionevolezza di tali riforme. · • Stud·i mil'itari. - (Continuazione) Istruzione teorica e pratica det· sottuffi ciali e soldati. Per i l progresso dell'a·rte di ca-valcare. - È la risposta ad nn opuscolo del tenente di Landwehr V. Plinzner, che aveva t.rattato .lo stesso argomento. La divergenza principale sta in ciò, che rnent.re quest'ultimo propone l'istituzione d'un Accademia di equitazione, con personale e norme d'istituto civile, l'altl'O vorrebbe invece un isli tnto militare. L'esercito è il campo più. vasto dove si sperimenta l'arte di cavalcare; e ciò che a questo riguardo sì fa nell 'esercito serve di norma ed esempio anche ai borghesi, ai quali certo non si può vol,gere il rimprovero cli non scimiottare abbastanza i militari . r er questo motivo e perchè oramai, per"la trafila dell'esercito, p~ssano quasi lutti, si può essere certi che i progressi, che l'arte di cavalcare fa rù nell'esercito, saranuo subito sentiti da tutta la nazione . Cernyville in Algeria. -:- Questo nome, che ricorre spesso nei rap- · porti delle spedizioni francesi in Algeria, è il nome del capoluogo cli · un'oasi, la quale può riguardarsi come il ti po di quelli stabilimenti che i Francesi fondano sui confini dell'Algeria, di contro al le irrequiete · tribù del deserto . Questi stabilimenti sono amministrati da un cosìdetto btireaii arabe, e vi tiene guarnigione un distaccamento della legione straniera ed uno di spahis. Da qui partono le colonne di spe-
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<lizione per le ·l'a.zzie; qui sono i depositi di vi veri e cli munizioni. {;eruyville sorge sul posto di un antica stazione romana. O-li arabi 1a chiamavano ei B'iod, ùal nome di un piccolo Dnme che vi scorre -0.appresso . Il generale Pèlissier la ch iamò Cernyville, dal nome cli uu colonnello francese. Cernyville, fra le case e le capanne copre un'area di 1000 metri di lunghezza sn 800 di larghezza, Prima che <:ambiasse nome e che i Francesi la colonizzassero, contava più di 17 mila abitanti, oggi non raggiunge i 6 mila. Gl i Arabi per !ar dispett~ ~i Francesi misero. fuoco ai boschi e i Francesi per fa r dispetto agli Arabi tagliarono le palme; così non solo mancarono i fru tti del suolo, ·ma cessarono anche le pioggie e crebbe il deserto . Le mitragliatr·ic'i come mezzo cli difesa contro le barche torpe~li· niere. - Dopochè la torpedine fu riconosciuta come arma 01Teos1va nelle guerre marittime, la mitragliatrice, che aveYa già fatto mediocr~ prova sui campi di battagl ia, riacquistò import:mza, come mezzo eh difesa contro le barche torpediniere. E veramente queste sono un "llemico così fino ed insidioso, che contr'esso l'enorme forza dei can11oni colossi non vale. · La velocità e la piccolezza dei porta-torpedini, ti mettono al sicnro dai colpi cli pezzi, che bisogna caricare e puntare n macchina . Solo le mitragl iatrici e i piccoli cannoni a rivoltella, permettendo di scagliare contro il porta-torpedini un getto di proietti ~;ontinuo, possono ferma rne la cor$a. P referibile è però la mitraglia"trice, quando (come in qnella sistema Palmkraoz) il guasto nel mec-canismo di una canna, non impedisce il funz ionamento delle altre; mentre nel cannone a rivoltella se una cartuccia s'incastra , s'arresta affatto il movimento. La maggior parte degli Stati armano pertanto, con mitra~liatrici, fo loro navi da ll'Uerra. Gli Stati ricchi fecero grandi esperienze comparative, poi scelsero un °{Odello e Io perfezionarono. Gli Stati, eh~ hanno un bilancio della marina molto limi t.ato, dovettero contentam (]elle esperien1,e altrui, o per meglio dire di quello che ne seppero, ,e fondarvisi per la scelt~ del modello. In qualche Stato influì sulla s celta stessa, il desiderio di favorire l'industria nazionale ed altre ra<rioni più o meno giustificabili. '° Ad ogni modo la mitragliatrice è ora generalmente ammessa, e·ben .a rngione, perchè se non è un mezzo sicuro, non se ne co~osce_alt_r~ migliore. Per rendere profi cuo, al possibile, l'uso delle m_1tragltatr1c1 .• a bordo, bisogna curare essenzialmente quattro cose : 1 ° il colloca-.mento; ;!.0 i mezzi 'di pun ta mento ; 3° il rifornimento. delle cartucce ;
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40 l'istruzione dei mitragliatori (seguono particolari sn questi quattro)
punti). . I progyetti eh leggi 111:ilitari al parlamento francese . - I prm-· cipa li sono cinque : ·1° .Modificazione alla legge di reclu tamento; 2<> crear.ione ' cl' un'armata coloniale; 8° modifi cazioni all'ordinamento dell'esercito; r~· modo cli mantenere sotto le armi uua forza costante; 5° avanzamento degli ufficiali . Libri cli, storia milùar e, tratta dai docmnen!i clegli are/vivi aus~riac'i. - Jt la bibl iogra fi a di un'opera intitolata « i\iaria Terestt e la guerra dei sette anni " . , L' organizazione d·i. 'ttn' armata coloniale francese . - E uu estratt<> del Joiwnal des sciences mil:itaircs. Novità, nel campo clelle a1·mii cla f"uoco . lh:-sr seH, capitano. Si da la descrizione del fucile a magazzino llfilowanowitz-Koka e delle · spolette a tempo Grnson, Hllhof e Jfolmaster.
Jotu·n,d of' tl,.e Boyt11 llnite,i Sei•vi.ce XHsUtut,i,,n1, ·
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N. H9 del volume .27° - 11883.
Oip·ro cons·icle'i'Cita str<.itegicamicnte. - Sm SA1lUEL WHTTE IlAt~ER. - Cipro domina le vie m:irittime che conducono ad Al.essandria e Porto Saicl ; come punto per rifornimento di carbone completa la catena già formata da Gibilterra e da Malta e che prosegue per Porto Said, Suez ed Aden verso le Indie ; come base di operazione ne /; una conveniente per una fl otta inglese concen trata nella parte orientale del Mediterraneo allo scopo di proteggere -la via delle indie; di più, contrariamente a Malta e Gibilterra, l'isola è tanto produttiva da,~ permettere di esportarne cereali in copia, e contemporaneamente mantenervi un esercito senza bisogno di aiuti esterni. - -L'r,utore vor-· rebhe che Cipro diventasse assolutamente inglese; CP-s:;a to lo sta~o,, attuale d'ince!'Lezza i capital i affl uirebbero, il valore del terreno tn- · plicherebbe in dodici · mesi, le risorse dell'is~la si svilnpper_e,bbe1'0, , rapidamente, ed in breve volger d'anni es,a diventerebbe la prn fiorente colonia dell'impero brittannico , e la città di· Famagosta una,,
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piazza forte di primo ordine, la qnale paral izzerebbe l'iil\portanza militare dell'isola di Creta. Carro-corazza eh acciaio a pror,a d·i fiiC'iler·ia,, per batte1'1°e da cam,pagna. - Sm SAMUEr, 'vV nne BAKBI\. - L'impiego di questo {lrdigno avrebbe lo scopo di permettere agli artigl ieri la continuazione ùcl tiro malgraJo il fuoco micidi ale del la fanter ia ; se ne potrebbe estendere l'uso a questa, la quale bersaglierebbe il nemico stando dietro un muro di acciaio. - La corazza è lui1ga circa tre metri ed alt,1 circa due ; ha un foro, che si può aprire e chiudere a piacimento, per iutrodnrvi la vo lata del pezzo. I l cal'!'o che trasporta la corazza Ila due ruote cd è tirato da due cavalli gnirlati da due conducenti ; in otto secondi la corazza può essere staccata dnl ca rro ecl . applicata al pezzo. Considern,zion·i .e p1·euisfoni su lle nai,i da. battaglia . - NATHANIE L BAHNAllY . L'esimio di rettore delle costnnion i navali in In. g hiltcr·ra tratta delle qualitil che devono iivere, secondo il ·suo giu.dizio, le odierne navi da battaglia; quindi forrnola i seguen ti quesiti, 1asciando ad altri la cura cli risolverli: ,1° Deve l'Inglliltcri·a costrnire navi le quali eccedano di molto in velociù , armamento, corazzatura ed approvvigionamen to di carLone le attuali navi da guerra cli prima classe, senza curarsi dell e ,dimensioni che ne risulterebbero e del COO$cguente costo '.1 2° Non dovranno i porti nemici essere assaliti e bloccati malgrado siano difesi da torpedini ? ed in tal caso 11ualc sari.t il tipo di nave più adatto all'assalto? 3° Le navi da guerrn, si hanno da costrurre cÙ tale potenza e veloci Là che possano cauurarne cli quelle del ti po Servfa ed r1laska e:l nitre iinche più amp ie e veloci i O uon si dovrebbe piuttosto tener ·· conto delle attitudini cli navi simili per un clctcrrninato compito, pro• curando di adattarvele? ,\. 0 Quando, in una fu tura lotta fra due grnndi potenze navali; sarà dimostrata la potenza cl,31!0 sperone e della torpedine, quale compito è da prevedere si debba assegnare al cannone a tiro rapido , alle to rpedioiere con ponte coperto ed alle navi mercantili adoperai.e com~ · .ausiliarie di qnelle da guerra? 5° Devono le navi da battaglia cli prima classe essere munite di artiglierie del massimo calibro otteni bi IP-? O bisogna content'.lrsi rli lasciare che il cannone aumenti progressivament.e in potenza coll'au. mentarc dello spessore della corazza?
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Il ( !lOt:0 della. fanteria paraqonato a qiwllo dell' a,rti glieria. ,c olonnello LoNsoALE H.-1.LE . - Fatto il confronto, chf\ è basato sulle ~statistiche ricavate cliille ulti me guerre, si conchiude che la sola espel'ienza di nna prossima campagna potrà rischiarare la qucst.ione, giac.,chè i dati che si possiedono oggi sono oramai troppo stagionati, a ,causa dei progressi d elle nrmi.
BOLLETTINO BIBLIOGRAFICO
,!IJas lf..,,·iet1sjalir 1683 . (L'anno di guerra 1683). V ienna, ·1883,
tipografia dello s tato maggiote generale . È una pubblicazione dello stato maggior·c aus triaco .. Narra, su documenti, l'assed io di Vienna per pat'te dei Turchi nel 1683, e la liberazione · cli detta capitale, per opera dell'esercito polacco guidato da Sobieski. :·S TAACKE .
Ei:1•ziili l,m t1en aus der g1•i<•c/ib;cl,en Gescllfol,te .
(Racconti della s toria greca). Olclenburg, l 883, tipografia Stai~ ling, prezzo L_. 2. Sono estralLi di biografie dei grand i uomini dell'an lica grecia. 'ScHERF ,colonnello . W,)n tle•· ri.'l•ief1 -~ f f, !wtmy .(Della condotta
della guerra). Bc1·lino, 1883, ti pografia Ba l.h; prezzo L. '12,:>0. È una seconda edizione riveduta e corre tta dell'opera dello stesso autore g ià nolo sotto il titolo: ,l)ie JLelu•e f iit• ,lie '8',·uppen - f/ el't.v eudtmg . (L'istruzione per l'_impicgo delle truppe).
'.\KoPPEN . .Jlioltl.e in IUei,wsien . (l\Jollke nell'Asia m inor e). Hannover, 1883, prezzo L. 1,50. Si Lrat.ta dei lavori fa tti dal gener ale Moltke, durante il suo soggior no in Turchia. Varie incisioni sono intercala te al tes to,
•r
,IJtu Gewel,r tler Gegeuwm·t mid Zulmuft. (I fucili del presente e dell'avvenire). Hannover, 1883, prezzo L. i,25. S_i descrivono i fucili attualmente in uso e si fanno supposizioni sui possibili perfezionamenti. Molte figure sono in·· tc1·culale a l testo.
BOLLETTINO llrBUOGJ\A.l!'ICO 176 BoouSLAWSl{r, tenente colonnello. IJie .ilnlage, C,eitung tmdf D111•clafut•un11 von Fel,bnanovern. (Disposizione, dire-· zione ed esecuzione delle manovre campali). Berlino, 1883,. tipografia Miltler e fi glio L. 5,50. Il libro si divide in quatlro. parti: 1• sviluppo storico delle grandi manovre; 2° mis ure prepaeatorie; 3' direzione; 4° esecuzione.
Regisb•trnde dei• yeogrllpl,iscla-s tatistisclaen Abtl,eiltmg des Gr<>S.<JP.u Gene1•,dslllf,es . (Regis tro della sezione geo-
grafico-statistica dello sta to maggiore generale) . Anno lredicesimo. Berlino, '1883, Lipografìa _Miltler e fi g lio, prezzo L. 16_ È una pub blicazi0ne annuale di notizie e dati su lla geografia , cartogr afia e statistica dei va ri Stati d'Europa e loro colonnie_ Belagenrngs-und
Fe.'lltmgs-artille,•istiscl,e
Geflllnken
,md Bedenl,en. (Pensier i e cons iderazioni sull'artiglieria da
fortezza e d'assedio). Paderborn, 1883, tipografia Schoning,. prezzo L. 1, alla puntata. È un'opera che venne fuori ·a puntate. La quarta ed ullima, testé pubblicata, ha i seguenti capitoli: 1° . piazza centrale di tiro; 2• a ttacco accelerato contro. un fo r te di sbarramento. l!eber ,lie IJedeulung der neusten Entwickltu•fl des Geaclaiitzwesen in Deutscl,lan,l. (Sull'importanza dello svi-
luppo dell'ar tiglieria in Ger mania). Paclerborn, '1883, tipografia. Schoning prezzo L. 1. Si trattc1 specialmente detla quantità e qualità del materiale d'artiglieria adottato nell'impero tedesco. capitano. llnleil1n1g /f«r tlen Scluvimn,-linte1•ricl,1· ,ue fllm111scl,af teu. (Guida per l'insegnamento del nuoto alla truppa). Augsburg, 1883. tipografia Reichel, prezzo L. I/ 10-
BAETZ,
nu
e K.NOTE L. l}ie 111·eus.1Jiscl1e "'l'mée VOII {feti> iiltesien Zeiten b i s zu,n Geyeuwart. (L'esercito prussianO:
KRIPPENSTAPEL
da' suoi primi tempi fino a l presente) Berlino, 1883, tipografia MilLler p, figlio. È un opera illustrata, che esce a fascicoli. Venne pubblicato il primo fascicolo col titolo : Gli usser;
prussiani.
..
Il D i rettor e OR E STE B ARATlE RI Tenente Colonnello n el Bersaolier!.
DEMARCHI CARLO,
-
gerente.
/
SULLA
RAZIONE DEL SOLDATO ITALIANO Relar.ione di Jac. Moleschott, Senatore del Regno, al Ministero di guerra
E:.c 11ihilo n il fl t .
Nessuna forza di volontà può supplire ad un sangue povero, a musco!i denutriti, a nervi smunti . , Coll'ora. citato adagio · latino, Robel'to Mayer fece l'introduzione alle sue considerazioni sulla meccanica. del calore, che diedero nuove fondamenta a tutte le sc ienze fis iche e biologiche; ed io facendone la parafrasi . fis iologica, credo di aver detto tuLto quanto occorre per spiegare l'animo col quale mi sono accinto ad occupanni nuovamente della razione giornali era del soldato italiano. Se a simili studi, nel ,1866, mi spingea senz'altro eccitamento !'a.more del paese, e l'augurio col quale seguiva il nostro esercito sul campo di gloria, per cui il mio lavoro, qualunque si fosse, in certa guisa era accademico e senza rest1:izione patriottico , questa volta, essendomi chiesto il mio avv iso sulla grave questione dallo stesso Ministero di guerra, mi sento forte di una fiducia, che mi crea. un dovere, e di un invito che rirnste la mia parola, se non d'autorità ed efficacia, per lo meno di fede ed attualità. Dh•ido il mio esame in 5 parti : 1 1° vedendo a quale razione giornaliera di sosia·n ze niitriti-ve si r.iduca la "razione giornaliera di '1Yive1·i, che s'impartisce al soldato italiano nelle diverse circostanze in cui presta servizio; ANNO XXYlll, VOL, JII.
178
SULLA RAZIONE
119
DEL SOLDATO JTAf.lANO
2° paragonando la razione giornal iera di soslanze nutrili ve, di cui gode il soldato iLaliano, colle medie stabilite come norma per diversi gradi di lavoro dell'uomo adulto; 3° esponendo il modo in cui questa norma si possa raggiungere, acciocché il nostro soldato sia nutrito secondo le esigenze del lavoro che da lui si ch iede; imperocchè se a, questa misura non si proporziona la razione del vitto, si prcLende Timpossibile, realizzando fiacchezza e malattie dove si aspira ad eroismo e vittorie; 4° dirò qualche parola sulla questioné, se le differenze del clima italiano debbano imporre una differenza nella razione giornaliera del soldato; 5° sui condimenti, sul vino e caffè.
Rassegna prima.
Composizione media. de,qli alimenti 1·e9olari clel soldato italiano. In 100 parti Carne Pane. Riso Pasta.
Sostanze albuminose
Sostanze amilacee
Sostanze grasse
Sostanze inorganichc fisse ·1,-17
2,1,39
5,'19
6,23
0,22.
5,1,(1.1
1,2.9
5,07
0,75
83,32
0,50
·13,07
0,2.8
7G,67
0,811:
))
In base a queste analisi, nelle tavole I e II, aggiùnte a questo scritto, si trovano le cil're particolareggiate, dalle quali risu lta che' la razione giornaliera del so ldaLo italiano, nelle di verse condizioni di lavoro, equivale ai valori registrali nel seguenle specchiétto.
I.
Rassegna seconda.
Qiial'è la razione giwnaliera di sostanze nutritive di ciii gode il soldato ital-iano nei 1yiveri, che riceve attualmente ùi diverse cir-: costanze di lavoro? T viveri regolarmente distribuiti sono: carne, pane, riso e pasta. Per calcolare la proporzione di sosta,nze nutritive contenute nelle quote giornaliere di questi ali men li,' mi sono appoggiato ai valori consegnati nel mio libro: Physiologie der Nahrnngsmittel, 2a edizione, Darmstadt, ,1859, completando.li e correggendo, dove occorreva, c.ol mezzo delle cifre raccolte clàl K6NIG nella sua opera: Chenvie clerm.enschlichen Nahrttngs-1ind Genussmittel. Rerlin,11879. La base dei calcoli qui allegati è dunque più larga e più precis,. di quella, sullz, quale si fonda il mio l:woro del 1866, per cui si deve prescindere dai risultati allora ottenuti. In conseguenza si deve ammettere che in 100 parti dei cibi enumerati, in media, si contengano le seguenti proporzioni di sostanzfl nutritive.
Razione, giornaliera in vigore pel soldato 'italiano, in Mt·ie circostanze di servizio, espressa nelle qnantità di sostrinze -n·ut1·itive nella niedesima conte-n1ite ( ·I ) • I. -
In tempo di pace
Per l'infantecia
, fcon riso . con past-a
Per l'artiglieria {con riso . · con pasta Media
-·-
1
Il. - In tempo di grandi manovre
Per l'infanteria con pasta Per l'artiglieria con pasta Media 111. - Per le !ruppe alp ine
Con pas~a
Sostanzo
Sostanzo
Sostanze
albuminose
grasse
amilacee
,15
-
-1,i.
592. .-
45
H '15
587 587
16
---
587
1.§..
12
-
,J,13,5
,12,,i.
,12 '15
H
·-
H,5
,14,1
,18
,126
fisse
597 587 597 587
103 1'15 ,1,12 ·124
·128
Sostanze iuo,·g~01che
45 Hi 16
-
16
1
~
587
,17
(Il L'unità di peso in questa rassegna, come in tutto lo scritto, è semP,re il gramma •
...
180
181
DEL SOLDATO !'!'ALIANO
SU LLA l\AZJONE
Azoto
Carbonio
Con lavoro moderato
4 9,5
309
Con lavoro faticoso
23,,i-
370
Con lavoro eccessivo
'.2.8,1
492
La razione giornaliera contiene
II.
Qual'è la razione giornaliera di sostanze nutritive che si cleve stabilire per l'uomo ad1ilto con var-i'i g1·adi di la:voro? Nella tavo la III, in fine di questa memoria, si trovano i valori medi i che r isultano dalla sperienza fatta in varii paesi: I talia, Svizzera, Olanda, Inghilterra, Francia e Germania, distribuiti in tre catego rie a sèconda; cioè, che si ri feriscano a: 1 ) lavoro moderato; 2) la,voro faticoso; 3) lavoro eccessi1Jo . Qui se ne trascrivono le medie sintetiche.
La base più larga fra queste cifre spetta a ~u~lle_ c~e _~i riferì~ scono al lavoro moderato, ossia a quelle cond1Z1on1 d1 vita che s, ripetono il più sovente. Non è per sodd_isfare ad u~'ambizione, che forse, specchiandosi nel lavoro più che 111 vanagloria, n?1~ sa1~ebbe del tulto condannabile, ma per far rilevare quanto da v1cmo s1rassomiglino le medie, quando si moltiplichino gli elementi a cui ~i appoggiano, che io rnelto qui a parle ed in parago1~e col la ~ed1a . cli tutte le medie, quella. che io sostengo fino dal 11859, media che aveva dedotto da un numero cospicuo di valori, che 8i riferiscono a soldati olandesi, inglesi, francesi e tedeschi, mar·inai inglesi e francesi , operai lomba.rcli, inglesi e francesi, contadini ~el!a Sviz zera, dell'Inghilterra, della Francia settentrionale e mer1cl10nale.
Rassegna. terza..
Ra~ioni giornaliere norma_l-i , in sostanze nutritive, pe·r divel's·i gradi di lavoro . LA V ORO
Sostanze a lbumi nose
l
Sostanze grasse
I
Sos·anze
ami lacee
Rassegna quarta.
Moderato
·1 26
Faticoso . Eccessivo
15,1 181
80 55 90
407 718
E queste qua~(tà corrispondono alle seguenti proporzioni di azoto e di carbo<.io, che qui si notano, non per accarezzare un uso meno che lodevole, ma piutlosto per cogliere il destro di r icordare, che il valore degli alimenti non si può apprezzare dal loro con tenuto in azoto o in carbonio, bensì dalla proporzione di sostanze a.dalle e qualiGcale che questi elemen ti contengono ('I ). (1 ) Venne amme,so, per questi calcoli, che le sostanze albuminose contenga.no 15,5 •; 0 di azoto e 53,5 °i 0 di carbonio, le amilacee 44,44 °/0 di carbooio, ed il grasso in media 76,5 o; 0
nciziorie giornaliera con lavoro moderato . Paragone della media di Jlfoleschott colla media delle medie.
555
SOSTANZE '>
Media d i Moleschott 1859
l\fo.t1ia delle meo1 ie di Valentin, Playfair, Payen. Molescholt, Forst.er·, Pe tte nkofer e Voit, Voi~ solo. 1881
,l\
Albuminose J.
Grasse Amilacee Inorganiche fisse Acqua
.
,i30.
' ,1:2.6
Si
80 4,01
-1-0-1: 30 2800
2.3
2.19·1
·182
'
SULLA RAZIO:NE
1
I
1
(!) Vedi V o1t nell' Handbuch der Physiologie, pubblica to da L. Hermann, ,·ol. VJ, pag. 500; JoHANN Ks l\ANKR, Gnmd,ilge de,· Pflystolog·ie des Menschen, 3• _edizio11e, Leipz1g 1875, pag. 207,208; J. S1'u1Nsn, Grimdriss der Phys!ologte des ~lenschen , Leipzig 1878, pag. 206; L. LH001 s, Lelwbuch de1• Physiologie des .llenschen, 2• eùizione W1en 1111d
Leipzig 1881, pag. 451.
'
·183
nutrizione dell'organismo le sostanze ami lacee e le grasse possono surrogarsi a vicenda. In che misura si possano sostituire le une alle altre è una domanda, alla quale non tnLti diedero la medesima r isposta. La teoria della conservazione della forzo., che mi sembra il più sodo , come il più grandioso acquisto clella scienza moderna, mi.pe1:suade_che bisoana apprezzare il valore di quec,te sostanze colla misura delle calo~ie, che l' unilà del peso di _esse può produrre bruciandosi compleLamenle. Ora, secondo FrQ;nkland ,f gramma di sostanze nutritive grasse , bruciandosi , produce tanto di calore da elevare di un grado centigrado la tempera.~nra di 9 chilogrammi cl i acqua, ossia 9 calo~·ie. Ed io co l mezzo delle sperienze istilLti te dal Pranklancl col n so, coll'albumina, il grasso e lo zucchero, ho calcolalo che il valore corrispondente dell'ami lo è di 3,7. Ne clecluco che per ottenere il medesimo effetto meccanico, che può da.re un gramma di grasso, dell'arnilo se ne richiedono gr:ammi 2,4-3. Con questo fa LLore ho moltiplicato le cifre medie tro vate per le sostanze grasse per ridurre il loro valore ad amil o, e con questa stregua ho compilato una parte della tabella. IV, destinala a paragonare le razioni medie, che riceve il soldato ital iano, colle norme, le quali per analogo lavoro r isultano clal le medi~ che esige la scien1.a. Per oani arado cli lavoro risulta un deficit a carico della razione " o . giornaliera del soldatd i1alia1~0 rispetto alle sostanze aìbummose. Non si può dire al trettanto per la quantità del le sostanze amilacee ed adipose ridotte a calor ie di feco la; irnperocchè se desse pure scarsea<riano per il lavoro faticoso e per il lavoro eccessivo, non è ()è) così per il lavoro moderato. Raccolgo qui le differenze fra le medie che si accorda.no al nostro soldato, e quelle che possono considerarsi come norme tipiche per le varie circostanze del lavoro.
Mi eone l'obbl_igo d'insistere sulla piccolezza delle differenze fra queste due serie di numeri, perchè le cifee del Voit so lo, alleqnali manca una base così larga secondo la mia convinzione sono troppo piccole, sovrattutto per l'album ina, e pure da taluno in Italia si citano a preferenrn delle mie, for~e perchè hanno il merito di e,;sere più: nuove. Voit stesso intanto fa onore alle mie cifre, e parecchi tl'attatisti dei più recenti (Ranke, Steiner, Landois) le mettono in prima linea (11). La cifrn trovata dal Voit insieme al Pettenkofàperle sosta?ze albumino_se (137) è anche superiore alla mia (1130), rnentrn Voit solo (non s, sa bene se appoggiato a cifre medie o valori in( dividuaÌi), conclude per ·1 18, e questa cifra è inferiore al bisogno. Difatti la mia conclusione, così recisa, viene convalidata dalle cifre del Forste·r, le quali, trovate nella stessa -scuola del Voit, si accordano nel maggior grado attendibile alle mie, e quindi pure alla media delle medie, dalle quali non rimasero escluse le cifre del Voit (vedi i partico lari 1~ella prima parte della tavolaIII dell'appendice). Per chi esam ini attentamente le cift·e registrate nella tavola Hl, risulta , che i valori per le sos tanze albuminose in genere si muovono dentro limi li sufficientemente ristl'elLi: la minima per il lavoro moderato essendo di 1'17, la massima di 137, ed occorrendo fra sett.e VRIOl'i. tl'e volte la cifra precisa, che io aveva trovato come media. Assai maggiori sono le differenze fra le cifre per le sostanze grasse e fra quell e per le sostanze amilacee. Senonché si vede subito che i valori per le sostanze amilacèe e quelle grasse crescono in senso inverso, dimodochè nella stessa raÌionegiomalicra, quando è altci la cifra per gli ami lacei, è bassa quella dei grassi, e viceversa. Queste oscillazioni in s.enso contrario delle sostanze amilacee e delle adipose si spiegano per il fatto che tutte e due le classi constano cli sostanze ternarie, ossia composte dei tre elementi: carbonio, idrogeno ed ossigeno, senza azoto nè zolfo, acni si aggiunge qneIJ'alLro fauo dimost.r~ a sperienze fisiologiche, che, cioè, nella 1
DEL SOLDATO ITALIANO
•
r
DEL SOLDATO ITALIANO
SGLLA RAZIONE
Rassegna quinta.
•
Di/ferei1,za della 1·azione giornaliera del soldato italiano in confronto della 1ned1:a norinale Sostan:..:e albuminose
Il soldato riceye
Sostanze ami lacee
+grasse ndotte a fecola
Co11 lavoro moderato
-
12
-J- 2.3
Con lavoro faticoso
-
25
68
Con lavoro eccessivo
-- 40
-
180
delle sostanze albuminose , cli modo che sia sufficiente per le esigenze del rispetti vo grado di lavoro . E venne dala la preferen·za alle sostanze albnminose nell'istituire questi calcoli, perchè dalla loro abbondanza dipende in gran parte il valore materiale degli alimenti, mentre con qualsiasi dei cibi qui contemplati, che intro duca la quota necessaria per completare la proporzione delle sostanze albumìn:ose, si completa pure la quanti tà delle sostanze tèrnarie (grasso e sostanze amilacee), sa.I vo il caso del lavoro falicoso e quel lo del lavoro eccess ivo, nei quali la carne, bastante per inteo-rare la quola richiesta in sostanze albuminose, non basta per v· completare la razione in sost,tnzeternarie (vedi tavole 1X, X ed XI). Così dalla tavola V risulta che, per aumentare di 23 grammi la quantità cli sostanze albuminose che forni sce la razione giornaliera, accordata all'mfanteria in tempo cli pace, si richiederebbero:
306
,.107,5 grammi di carne,
» }) riso, ovvero 369 » » pane; e sostituendo Ia pasta al riso, le quote addizionali divengono: 50 grammi di carne, » pasta, · o 82 }) oHero .172 » » pane tTav. VI). ,ò & ,iH-
Si vede da queste cifre, che nella razione criornaliera del soldato / !talian_o, _vi ha non solo un deficit in sosLanz: albuminose per tutti 1 gradi d'. .l~voro,. ma eziandio che la deficenza è tanto più grande, quanto prn lorte ti l~v?ro, che il soldato deve sostenere. Rispetto ~lle sostanze .ternarie mvece la razione giornaliera è sufficiente per il la~oro moderalo, deficiente pl~r contro per il lavoro faticoso, e defic1en te assai per lavoro eccessi \' O.
Per l'artiglieria, il genio , la cavalleria, i granatieri e bersagl ieri, la deficienza. per le sostanze albuminose riducendosi a,J 4,2, le quote · complementan si riducono: Col riso
HL
. fa che m,odo pnossi stippbire alla deficienza della razione giornaliera del soldato ital.iano? . Per pro~acciare un giudizio parl~ reggiato sull a quantità di cibo che s1 dovrebbe aggiungere all.t razione del soldato ital iano per completarla, ho compilato una serie dì tavole (Y-XI ao-crìunte ' ' '..1 fon~o a_ ques~a _Relazione), in cui sì trova ind icato, quanto dei /'mgtJ!i alimenti 111 uso si richieda per integrare la quantità <)e)
a 66 grammi di carne, o 278 » >> riso , ovvero 228 » >) pane (Tav. VII); e colla pasta, sostituita al riso, R 1 O gramm i cli carne, » pasta, o 16 » ovvero 34 » » pan.e (Tav. VIII). 1
Nelle grandi manovre, quantunque sia maggiore la razione giornaliera finora conceduta, pure sono più grandi le deficienze, come
186
DEL SOLDATO ITALIANO
SULLA. RAZIO::',E
appare dalla seguente rassegna, che suppone si dia pasta invece dei riso. Per I' infanteria., dovendosi aumentare di 2.7,1 la proporzione delle sostanze albuminose, si richiede l'aggiunta di 127 grammi di carne,
1
o 2.07 ovvero 435
»
»
)) pasta, » pane (Tav. IX).
Per l'artiglieria, ecc., il deficit essendo di solo 22 ,9, l'aumentc> richiesto sarebbe: 1107 grammi di carne, o •175 » » pasta, )) ovvero 367 . » pane (Tav. X).
Final men te per le truppe alp ine, ammesso che il lavoro ad esse impusto , sia da considerarsi come lavoro eccess~vo, il deficit in sostanze albuminose ammonta a 40, e la quo ta complementare di cibo· sarebbe di ·187 gramm i di came, » » pasta,
o 306
ovvero 64.2
»
•
·187
Inte,,.rando con sola pasta l'eccesso in sostanze ternarie diventa assai 1;inore, anzi irrelevante nel caso dell'artiglieria, in tempo di pace, contemplato nella tavola VIII (32), come è piccolo (27) nel caso di lavoro eccessi \'O, quando si completa la razione con pane (vedi tav. XI). Ora, per venir a proposte concrete, per il lavo ro moderato, in tempo di pace, ne forn isce un pnnto cli partenza assai lodevole la . razione giornaliera fin d'ora ammessa per l'artiglieria, il genio, la cavalleria, i be1•sagli eri e granatieri, la quale co rrisponde a quella distribui ta. all'infa nteria nel tempo di grandi manovre. Basterebbe estendere quella raz ione ali' infanteria in tempo di pace ed aggiungere 1O grammi di carne, » pasta, o ·16 « o 34 J) » pane, t>t'J o"ere le medie normali (vedi tav. . Vlll). Per ra•rniun
Affin di trovare nn simile punto d'appoggio, cercando di soddisfare alle e~i,,.enze del lavoro fat icoso, dobbiamo pat'lire dal vitto distribuito aLJ.e truppe alpine, quando ricevono 300 grammi di carne, 1150 di pasta e 9·18 di pane. Se ad esso si aggiungono
» pane (Tav. XI).
Per la previsione del Iavoro faticoso e cli quelIo eccessivo la quota addiziomle di sostanze albuminose, qualora venisse propinata in sola carne, avrebbe per conseguenza un deficit di sostanze ternarie · che ammonta a 52 per il lavoro fatic<)so (Vedi tavole IX , X), ed a 262 » eccessivo (Vedi lav. XI).
Nelle circostanze del lavoro moderato, completando con sola. carne la razione richiest<1. in albumina, si verifi'cii un le< eca,,,.iero <:> cesso in sostanze ternarie (eccesso di 20 a 40 grammi). Volendo supplire la quota di albumina col solo riso o col pane si eccede, e col riso di molto, nella quantità di sostanze ternarie, e questo eccesso se è rilevante per la spesa, lo è anche di più per la fatica improba che imporrebbe agli organi digerenti.
41 grammi di carne, o 77 » )) pasta, o 160 » >) pane, ovvero 38 di pasta e 82 di panP,, 1
si aYl'à il complementc, della quan tità di album ina. Ed in questo caso sarà preferibile il pane alla carne, imperocchè colla. carne si avrà un deficit sensibile in sostanze ternarie, il pane invece fornirà. un eccesso insensibile, men tre la pasta darebbe un piccolo deficit delle medesime sostanze. Assai più cospicua è l'aggiunta che le norme prescrivono per un lavoro eccessivo-Qui il deficit delle sostanze albuminose sale a 40. 11 artenclo da.Ila razione già. impartita alle truppe alpine, desso può coprirsi con 64,2 di pane, quantità e qualilit di cibo che pure sod~ disfà. al bisogno in so~tanze ternarie (ved i tavole XI e IV).
DEL SOLD.\ TO ITALIANO
488
~89
SULLA RA7.IOXE
Per riassumere le proposte concrete, si avrebbe una razione giornaliera sufficiente: fa tempo di pace, con lavoro moderato - Con 230 di carne 450 di pasta, 9 18 di pane (la\'. VIII); ' Nelle y1·andi manoM·e, con lavoro faticoso . - Con 300 di carne, ,150 cl i pasta, ,I 078 pane; ovvero con 300 di ca rne, ,188 di pasta e 11000 di pane. fo occasione di lavoro eccessivo - Con 300 di carne 150 di pasta, 1560 di pane. . , Si raccolgono qui le cifre in un solo specchiello. 1
Sono ab bastanza semplici le quantità di cibo colle quali si possono integrare delle razioni giornaliere già vigenti, quantunque non sempre adatte al grado di lavoro cui sono de.:;Linate. Di fatti, con 1Ogrammi di carne si completa la razione dell'artiglieria in tempo di pace o dell'infanteria in tempo di grandi manovre per il latJOl'O moderato; con ,J 60 di pane la razione delle truppe alpine per -il lavoro faticoso; con 64-2 di pane la razione delle truppe alpine per il lavoro eccessivo. 1
IV. Rassegna sesta.
RAZIONI giornaliere concrete
per
varii gradi di lavoro
I.
II.
!II.
Lavoro moderato
Lavoro faticoso
Laroro eccessivo
230
300
300
,150
150
1
918
1078
Carne Pasta Pane c,,rrispondenti a sostanze albuminose . . . . . . -Corrispondenti a sostanze grasse Corrispondenti a ~o:stanze amilacee . Sosianze ternario (il gra::so ridotto a calorie di fecola, 1 grasso = 2,1~3 feco la) . 1
Id. id. id. medio normali . Differenza di A da B .
150
1560
1
,s, 18
19
587
669
917
A. . 621
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B. 601
689
937
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+
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27
Sulla questione se le differenze del cÌima italiano debbano i,nporre una diflèreiiza 1iella razione giornaliera del soldato. Sorge assai naturale il quesito, se per l'Italia, in vista dei nove gradi di latitudine geografica occupati dalla peni sola, e Lenendo conto della variazione climatologica, che in limiti ristreui di longitùdine si estende dalla spiaggia fino alle vettealpine ed a.pennine, non sia necessario, nello stabi lire le nonne per la razione giornaliera del soldato, far una differenza fra le diverse regioni in cui presta servizio . I'ochi anni fa lit scienza, più illuminata dalla teoria che da una sperienzu sufficientemente parLicolarcggiaLa, avrebbe risposto in modo affermativo a questo quesito. Difatti, la roracilà dei popol i che abitano l'eslremo Norcl e la loro predilezione per il grasso, come dall'altra parte la sobrietà. clei popoli rnericlionali e la preferenza cl,e danno alle sostanze amilacee e zuccherine, sembravano colla sperienza insegnare, che alla diversità di clima debba corrispondere diversilù di vitto. E la teoria della conservazione della forza dà il suo autorevole ecl inappellabi le suggello alla tesi fondamentale. Se è vero che clal nulla nasce nulla, egli è evidente che le calorie che possono produrre gli alimenti nell'organismo, qualora se nerichieda una maggior parte per risarcire le perdile di calo rico in un ambien te più freddo, ne avanza un residuo minore t.a.pace di conYerlirsi in effclli meccanici, ossia in lavoro.
•190
DEL SOLDATO ITALIANO
SULLA RAZIONE
Senonché rimane la quesliC>ne del grado, in cui tal differenza di ripartiz ione si fa sensibile. E (JUi pare che se l'influenza discussa <leve verificarsi nel caso, in cui s i pretende dal soldato l'estremo di lavoro al quale egli possa reggere, <lessa possa rende,:si meno seusibile per le circostanze medie. Con altre parole, sembra che dentro i limi Li delle differenze di cl ima, che presenta l'llalia, il lavoro moderalo, ed anche il faticoso, possa igien icamen te ottenersi colle ~~desime, r~zioni gio~n aliere_ alt~·ibuile ai vari; grndi di lavoro, e c10 per~h? l _a~11nento in perd1_ta dr calore nel.l'ambiente più freddo, dentro I l1m1t1 contemplali, non è abbastanza rilevante per intaccare le ca lorie richieste e disponib ili per co1wer1irsi in lavoro . A tutlo rig~ re se ne polrel?be vol_er dedurre che un piccolo c\i_falco fosse lecito fare alla razione giornaliera in quelle circostanze in cui I~ perdita ~i ca lorico ceduto all'ambiente si fa minore. Ma 'qui cac~e in a:ccon~,~ l'osservare che il bilancio dell'organismo non può s trrn_gers1 a m1~tme frazioni, e cbe un piccolo avanzo deve prevedersi ad analogia. delle spese impreviste, che fic,urano in oaoi bilancio. Ui_1 dispiacer~, un rabbuffo, uno spaven~o, un' inte~)perie, una marcia sforzala, rnsomma cento di quelle conlinaenze che non • . èl ' s '. possono nè _p_revedere, nè misurare, impongono di evitare quella ngorosa precisione nel hiiancio, la quale, trattandosi dei difensori <lell'onore, dei custodi della gloria della patria, diverrebbe un'econo~1ia p~ricolosa, ~er non dire grettezza contro il sangue del paese, spJlorcena conlro ti cuore della sua esistenza.
V. Qiiestioni seconda rie. - Concl1:ment-i, vùio, caffè. In ~onfronlo della razione giornaliera, studiala nelle pagiùe prec~dent1, tulle le altre qnesl.ioni, per quanto in se stesse importanti, divengono secondarie• . La quantità di lardo che si '·distribuisce è troppo piccola per aver peso come aumento di sostanza nutritiva ma, come quella della verdura, conta assai utilmente a ti tolo di con~ climento, che accresce l'appelilo ed il potere digerenleper un cibo,
•
191
il quale, di necessità., pecci1 per essere uniforme e scarso d'ecci-. tamento. Come nutrimenti pnre il vinò ecl .il·caffè non meriterebbero di essere contemplali, se i nu l.rimenli non valessero che per le sostanie nutritive, sostanze, cioè, cbe possono supplire alle perdite che il corpo subisce funzionando . L'uno e l'a!Lro si son voluti cons iderare come mezzi di risparm io, ed il. nome fu applicato per la prima volta dall'autore di queste pagine, nel 1850, quando paragonava il vino ad una cassetta di risparmio. La dottrina si ap1~ogaiava ad osservazioni in cui si era constatata, per effetto del vrno, ~na dim inozion·e del l'acido carbonico esalato, e per effetto del caffè una diminuzione dell'urea emessa colle orine. Per il ,•ino, quel risparmio è un fatto ben accertalo anche dalle ricerche più recenti, a condizione che le rate bevute si eno piccole, come quelle distribui Le al soldato (0,25 cli liLro) . Tal i di strib uzioni sono dunque un soccorso ~hepuò utilmente preparare ad un'inso lita fatica. Durante la faliça non si tratta di risparmi are, ma di spendere, e quello che si deve spendere, non trae origine dal vino, ma clal cibo. Il vino però è uno stimolo, e come tale paragonabile ad una sfen:a, utile come questa quando se ne fa un uso moderatissimo, inutile qualora non si dispone di cavalli, ed i cavalli, nel caso ·c1ato , sono i corpuscoli sanguigni, i muscoli, i nen•i del soldato . Per il caffè, il quesito se sia veramente un mezzo di rispttrmio , ha dato luogo a risposte così diverse, che il Voit, forse un poco precipitosamente, viene nella conclusione, che quella bevanda ed · il suo alcaloide, la caffeina, non esercitano alcuna influenza diretta nel ricambio della materia. Resta per certo l'influenza benefica che es~rcita nel sistema nervoso, per cui in Germania v_iene· considerato come un mezzo voluttuario (11) a distinzione di un mezzo alimentare, e dal Jlfanlegazza venne chiamalo feli€.emente un al imento nervino. Sono generalmen te conosciute le osservazioni del Gasparin ed altri, da cui risulta che, coll'usò del caffè, si resiste meglio all'inedia ed alla. fatica. S'intende che qui si tratta di effetti passeggeri. Ma potendosi rinnovare, non è éht tenersi in
(i) Gemmmitlel.
SULl,A RAZIONE
poco conto il ristoro che dà una tazza di caffè caldo ad un corpo stremato di fatica e bagnato di pioggia, di neve, o percosso di gelidi venti. Non oserei pronunziarmi snl quesito se valga meglio alternare le distribuzioni del caffè e del vino, o dare la preferenza all'una o all'altra di queste bevande secondo le regioni. Quello che mi pare, si è che il vino convenga megl io prima, ecl il caffè dopo la fatica; quello prepara ed arma l'organismo a sostenerla, ' qtrnsto ristora facendo dimenticare gli strapazzi sofferti. Ad ogni modo il vino ed il caffè sono con f'orli e sollievi, anzichè alimenti; ma non per questo sono da sprezzarsi; stimolano l'individuo all'ardire ed alla tol leranza, gli rendono più facile il reggere alla fatica ed al dolore, ai contrasti ed agli attriti , e sono da paragonarsi alla musica, che nessuno vorrebbe togliere all'esercito, perchè ora anima ed ora sopisce, quantunque non forbisca le armi, nè nudrisca il soldato .
I
·193
DEL SOLDATO ITALIANO
APPENDICE
)
TAVOLA I.
Analisi clella ,•azione giornaliel'a clel soldato italiano. Pace. IN!?ANTEHIA
I singoli alimenti che compongono la razione giornaliera contengono 111 sostanze
Quontità
NOME
giornaliera del l' alimento albuminose
dell'alimento
Carne Riso Pane .
I
gl'asse
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SULLA RAZIONE
DE L SOLDATO IT,\LIANO
TAVOLA II.
TAVOLA III.
195
Analisi della razione giornaliera del soldato italiano.
MED IE NORMALI. Grandi manovre.
R.azione uiomaliera con lalloro 1noderalo.
lNI"ANTGl\IA
Quanti tà gioruaJiera
NOME dell'alimento
del-
I singoli alimenti che compongono la razione .giornali era cont.eogono iu sostanze
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Albuminose Grasse Amilacee Jnorganichc fisse . Acqua . .
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Razione gio1'naliera con lavoro faticoso.
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AR'l'fGf,IERIA
Carne . Pasta . Pane
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Somme
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12,46 0,42 2,02
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Albuminose Grasse Amilacee . Inorganiche fisse
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Razione giornalie1'a con lavoro eccessivo.
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SOSTANZE Albuminose. Grasse Amilacee .
Pìayrair
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1167 •H7 675
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MEDIE
11911
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607
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196
DEL SOLDATO !TALUNO
SULLA IIAZIONE
TAVOLA IV.
TAVOLA V.
Co1~fl'onto fra le medie no1•mali e la media razione giornaliera ehe riceve il soldato italiano.
Complementare per l'infanteria in tempo cli pace.
Lavo•·o model'ato.
Soldato ital ian o
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SULLA RAZIONE
TAVOLA V I.
TAVOLA VII .
Complementare per l'infanteria in tempo di pace sostituendo pasta al riso.
Complementa1'e pr1r l'artiglieria in terr:po cli pace. .
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DEL SOLDATO ITALIANO
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DEL SOLDATO ITALIANO
TAVOLA VIII.
TAVOLA IX.
Complementare per l'artiglieria in tempo di pace sostituendo pasta al 1·iso.
Complementare per l' infanteria in tempo di grandi manovre. •
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Qnota supposta
Alla razione vigente Carne 127
Alla razione vigente Pasta 207 .
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AGGIUNTA
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SUl, LA RAZIONE
di 127 di carne » 2.07 pasta ))
))
4-35
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pane
637 780 847
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689 689
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IdeDiffe re nza l la q u oea dall a med ia
-
+
52
9,1
+ 158
SULLA RAZIONE
DEL SOLDATO ITALIANO
TAVOLA X,
TAVOLA XI.
Complementar.e per l'artiglier•irt in tempo di gMndi manov1'e I
.
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Alla razione vigente Pane 367 . Somme
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Paragone fra la inedia normale di sostanze ternarie e la quantr:tà delle medesime fornita coll'aggilmta alla razione vigente
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Paragone fra la media normale cli sosianze ternarie e la quantità. delle medesime fornita coll'aggiwita alla razione o,igente
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JJ, REGOLAMENTO DI SEI\VIZIO IN GUERRA
I L
REGOLAMENTO DI SERVIZIO IN GUERRA
I. Fu già tempo che le leggi di guerra non ebbero ul lrn base che la fo rza delle armi e la volontà dei t>ell ingeranti. - Il nostro diritto sta sulla punta delle nostre spade-, rispose Brenno no-li am" ag' Lasciatori roman i che gli chiedean ragione della sua ingiusta gressione con tro una città am ica di Roma: Neppure presso i Greci, il popolo più civi le dell'antichità, noi troviamo leggi o consuetudini che rego lino la guerro. Gli EUeni riputavano barbari tLlLti gl; al tri popo li , ed il nemico non avea diritti . È solo ne.Ile istituzioni dei Romani che si scorgono i primi elementi di un diritto internazionale-o delle genti, rispettato nncbe verso i nemi ci, come la dichiarnione cl i guerra col mezzo di speciali messi (/eC'iales), l'inviolabilità dei parlamentari , lo scambio dei prigionieri , il rispetto alla religione d!:' i violi, le tregue, i trattati, ecc . Ma presso lo stesso popolo vediamo il capo della naz ione vinta messo a mo rte o ridotto in perpetua ca ttivi tà, i prigionieri cli guen·éi venduti come sch iavi, i fer iti nem ici uccis i o .abbandonali sul campo cli bauao-Jia. I beni n dei vinti divenivano preda dei vincitori, gl'inermi ;:,ibitanti subivano la sorte medes ima dei combattenti, e nelle città prese d''assalto non si perdonava nè a vecchi nè a donne nè a fanciull i; il saccheggio era accordato come premio ai soldati .
201:i
Questi principi del diritto romann r imasero in vigore nel medio evo, ed alcuni anche nell 'eltl moderna. Per lungo tempo si disse che in guerra tace ogni legge, o gli stessi Grozio e PulTendorf riconoscevano come principio, basato sull'accordo un iversale dei popoli, che i cittad ini dei due Stati belligeranti. e. per conseguenza anche le donne, i fanc iulli, i vecchi, i malati, sono nemici, e che i nemici sono alla mercé del vincito re. Nel secolo scNso, ed in principio anche del presente,.era ancora un assioma che la guerra do · veva nutrire la guerra, e che gl i eserciti avean dirillo di vivere in paese nemico a spese degli ab itanti . La civiltà moderna ba mutato gli an imi e i costumi . La guerra oggi non è più una loUa fra i cittadini di uno Slato e quell i di un altrn, ma fra due po tenze politiche e coi soli armali che scendono in campo . L'obb ielti,'o delle nostre guerre non è pi ù di distruggere il nemico, ma di renderlo impotente a continuare la resistenza. Appena questa idea si fece strada nell'Europa civile, i principi i del dirillo di guerra dovellero subire una profonda modificazione, specialmente in rapporto all e person.e non combaWmti e alle proprietà private; ecl oggi i codici di tutte le nazioni civili riconoscono che anche in guerra vi sono alti che debbono essere qualificali come criminosi, bencbè commessi contro i nemici . Ma neppure dopo tanti secoli , co i grandi progressi della moderna civilLil, coi proclama li principii di fratellanza fra i popoli, siamo giunti a conchiudere un vero trattato per regolare i diritti e i doveri dei belligeranti e delle nazioni fra loro. Le relazioni fra i privati, o dei cittadini verso lo Stato, sono determinate cla un complesso di leggi, che assumono il nome di codice civile o pe'nale, secondo che regolano i diritti dei primi o i doveri dei second i; le basi del cliril.lo pubblico di una nazione sono stabi.lite dagli editti o costituzioni dd sommo imperante o cleli'autorità legislativa, portale a c0noscenza di lutti; ma i principii del diritto inLernazionale, che regolano i rapporti dei divers i Stati fra loro, non vennero mai riunì Li in un codice o raccolta di leggi obbligatorie per Lutti . La necessità. di redigere sotto forma di l~ggi obbligatorie i principii del diritto internaz ionale o delle genti, è oggi ammessa da tutti . La difficoltà consiste nel trovare un legislatore universale, la
207
IL REGOLAMENTO DI SERVIZIO
IN GUERRA
cui auLorità sia riconosciula dai singoli Stati, e di cui tutti ne eseguiscano gli ordini. La isliluzione di un corpo legislalivo pel mondo iutiero, dice il BlunLsch li (;I }, suppone una organizzazione pol itica ,del mondo, ciò che non esiste . L'avvenire potrà forse realizzare un ,giorno questa grande idea, vagheggiata da filosofi e giuristi, creando una 01·ga nizzazione centrale dell' umanità; ed allora le nazioni, divise in tanti Stati, potrebbero avere una volontà unitaria ricono·sciuta da tutti. Il passato ci mostra i popoli che si riuni scono a poco a poco in ,Slati unitari e in naz ioni ; il presente ci fa già vedere questi Stati legati da alcuni princip ii com un i, che potranno un giorno essere esLesi, r iconosciuti ed accettati, co n sam:ione obbligatoria, da tutti. Ma sia ,che si riguardi questa meta come un bel sogno clegl'ideo logi, sia che si abb ia una piena fid ucia nella sua realizzaz ione, egli è certo -che non si è ancora: raggiunta, e che non si po trà per lungo tempo ,raggiungere. Lo stalo del diritto internazionale odierno può tutt'al più con!-iderasi come una transizione tra l'idea vaga di una com unità d' interessi fra i popoli, e la realizzazione completa dell'unità ,giuridica della razza uma na. Ogni qualYolta un nuovo principio umanitario è r iconosciuto e adot tato dalle nazioni, è un altro passo fa tto verw la. meta . · · Tuttavia alcun i principi i di dirillo internazionale sono stati qualautorità analorra a .che volta di5cussi, formu lati ed accettati con . . t') quella delle leggi. Nel nostro secolo si riunirono µiù volte grandi congressi europei, nei qual i i rappresentan ti delle nazioni civili espressero le loro oprn1oni, i loro principii comun i, accettati come obbligatori dalle parti contraenti. Nei tral.Lati conchi usi tra i diversi Stati si trovano , spesso disposizioni che sono Bssenzialmente leggi, o disposizioni che formulano e riconoscono principii gen erali di un diri tLo necèssario e immutabile, e non basate sul solo beneplacito dei con·traen ti. Di questo numero sono: L'accordo intervenuto al congresso di Vienna, nel ,J 8·1~' per la
libera navigazione nei fiumi che attraversano o separano più e diversi Stati; Le decisioni del congresso di Pa.rigi, nel "856, quanto al diritto marittimo, colle quali venne aboli to l'uso dei corsali, che in tempo di guerra manomellevano il commerciò dei privati senz'alcun fondamento di giustizia; La convenz ione firmata a Ginevra il 22 agosto 11874, pel miglioramento dell a sorte dei mil itari feriti o malati in guerra; alla quale hanno fatt~ adesione tutti gli Stati civili del mondo . Più Lardi il comi tato ginevrino propose alcuni articol i addizional i, approvati il 20 ottobre 11868, i qual i peraltro non sono stati ancora ratiOcali da tntli gli Stati conlraenli e non h,tn no. vera forza di lerrcse o~ internazionale; La dichiarazione di Pietrobu rgo del 29 novemhre (H decembre) 1858, per escludere dalla guerra l'uso dei proiettili esplodenti o infiammab ili, cl i piccolo cali bro; Il progeuo di convenzion e concernen te le leggi e i costumi della guerra, discusso nella confere1wt di Bruxelles nel luglio e agosto 1871., e firmato il 27 agosto dai rappresentanti quattordici Stati europei, cioè: Russia, Germania, Austria-Ungheria, Belgio, Danimarca, Spagna, Francia, Iogh i\ Lerra, Grecia, Italia (iJ), Olanda, S1rez.ia e Norvegia, Svizzera , Turchia. L'Ingh ilterra non avendo ratifir,ata la convenzione, questa r imase un semplice progetto, il quale ha tulli i caratteri di una codificazione internazionale delle leggi dell a guerra. Sulle basi di queste coµvenzion i venne compilalo dall'Istituto di diriLt.o internazionale fonda Lo in Gand , composto dei più iliustri giureconsul ti dei diversi Stati d'Europa e d' America, fra'quali P. S. Mancini e A. Pieranton i per l'Italia, un manuale cli Je,n1uai della (.)rsuerra terrestre, adatto a servir cli base a ciascuno StaLo f)er una Jec,islazio ne nazionale conforme ai progressi della scienza giuridi ca"' e ai bisogni degl i odierni cserciti . Questa codirìca7,i one, colla quale sono formulale, secondo il · voto della coscienza pubblica ed i moderni principii della do ttrina giuridica, le leggi del diritto bellico, venne adottata in seduta plenaria a Oxford il 9 setLernbre 11880 (2) .
'206
. (:!} D ~s 1node1:ne l'olker l'echt a ls ruchlsbuch, mit Brlaute1·1m17en, I86S. (!I moderno ,d 1r1 tto ,nlern:monale codificato}.
(i) Per l'Italia fi rmarono il barone Diane e il tenente colonnello conte Lanza. (2) · Les lois de la guerre sw· terre, 11u;1,·1wet pubtiè par l' fnslilut de 1lroit intel'nationai. Oxford, ¾880. ·
:t08
I.N
IL REGOLAMENTO DI SERVIZI O
I principii di diriLto internazionale formulati da uno Stato erivestili della necessaria sanzione, sebbene non abbiano vigore al di là del proprio Lerritorio, esercitano un inOuenza morale anche sugli alLri Stati, i quali si veggono spinti a modellare su quelli le loro leggi. Nella guerra di· sece,;sione che desolò gli Stali Uniti dell' America del Nord ( 186,1-65), comparvero le celebri Istn1,zioni per le ai·mate dell'UnioneAinericana;i~Lruzioni che si possono considerare come la prima codificazione nazionale delle leggi di guerra. Il progetto di ques'Le Istruzioni fu compilato dal prof. Lieber, uno dei più onorevoli giureconsulti e fiìosofi cl' America; rivedute da una commissione di ufficiali e ratificato dal presidente Lincoln; ed entrarono a far parte del diritto pubblico nazionale .americano nel1' anno ,1863. Esse contengono prescrizioni dettagliate concernenti i diritti del vincitore in pease nemico, i limiti di questi diritti; la proprietit pL1bblica o privata del nemico, la protezione dei cittadini , della religione, delle arti e delle scienze; i disertori e i prigionieri di guerra, il bo ttino raccolto sui campi di ballaglia; i parLigiani, i corpi franchi, gli esploratori, i predatori, i ribelli; i salvacondotti, le spie, i traditori, i messaggieri catturati, l'abuso della bandiera parlamenLare; lo scambio dei prigionieri , i segnali di armistizio e di sicurezza; ·la liberazione sulla. parola; gli armistizi , le cap iLolazioni; gli assassini; l'insurrezione, la guerra civile, la ribellione. Queste istruzioni, mollo più complete e più sviluppate dei regolamenti in ,,i gore negli eserciti europei , sono importantissima.fonte di usi internazionali.
I I.
Dato così un rapido sguardo all"odierna legislazione internazionale circa gl i usi e costumi della guerra, vediamo quali siano in proposito le regole sancite dalla nostra legislazione nazionale, e come il nuovo Regolamento di senYizio in gnerrci sia stato modellato sui moderni principi di diritto bellico, accettali dalle nazioni civili.
;2.09
GUERHA
Il Regolamento di servizio per le truppe in campagna, dell'esercito sardo, in data ,14 gennaio 1833, e che rimase in vigore nell'esercito italiano fino alla pubblicazione della ,1a parte del Regolamento di servizio in guerra, avvemtla il .2.6 novembre ,1882, conteneva già alcuni di quei prin cipi che formarono oggetto del le convenzioni internazionali e dei progetti di cui abbiamo parlal(•. Tali sono i riguardi verso i pt'igion ieri, ii rispetto delle proprietà private, degli abitanti e dei pubblici stabilimenti. Ecco quali erano siffatte disposizioni, chr, precorsero i tempi in cui vennero univcrsalrnen teaccettate: « I prigionieri di guerra non saranno spogliati, nè malmenati, « ma traLtati anzi coi ri guardi convenienti allo stato loro, come « pure al grado od alla qualità cli ciascuno. Gli urticiali reprime« ranno severamente ogni atto contrario >) (§ 944). « Le cose predate dai partigiani resteranno proprie di ess i, per « quanto sieno state to~te alle truppe od al Governo del nemico. « Dove siano state to!Le agli abi tanti, saranno restituite, e non « potendosi, saranno vendute a beneficio degl i spedali. Il coman« dante del distaccamento e gli altri ufficiali, occorrendo, saranno « in questo caso severamen te puniti » (§ ~)70) . « Il coma~dante d'asseLlio, prima die le truppe entrino nella « piazza, provvederà perchè alcune scelte compagnie siano co« mandate a proteggere gl i abitanti e le cose cli loro proprietà, ad « impedire il Sl}Cco e.cl ogni atto violento che sia >> (§ 4 044). (< Il comand~tnte medesimo significherà coll'ordine alle truppe, i · « luoghi che dovranno più particolarmente essere rispettali. Fra « questi saranno sempre le chiese, i Lempì, le case religiose, gli << spedali, gli osp izi, i collegi, i convitti, la casa comunale, i ma« gazzini . L'ordine predetto ricorderà sempre che i conLravven« tori saranno areestati e giucl.icati da nn consiglio di guerra, << giÙsta le leggi militari >> (§ 11045). Era a\lorn in vigore l'ediLto penale mi litare del 27 agosto 11822, che rimase abrogato col codice penale militare del 28 luglio 181~0, il quale puniva di morte: il militare che avesse volontariamente appiccato il fuoco ad una casa o acl altro edifizio, ancorchè in paese nemico, senza un ordine superiore o senza esservi astretto dalla necessità di difendersi, o avesse in altro modo danneggiate pub1
1
ANNO ,i:XVlll, VOL, lii
( ,1
2,10
l L REGOLAil!ENTO DI $El1VIZ IO
bliche o private proprietà; ed il mili lare che si fosse fatto lecito il saccheggio, quando non fosse stalo espressamente ordinato. Il sacchegg:o, anche quando veniva ordinato, era sempre proibito, sotto pena di morte, nelle chiese ed in altri luoghi sacri, nelle case reecl in tutLi i luoghi a favore dei quali fossero state concesse lioiose V ' sai vaguardie. · Più esiJlìcito e più severo il codice penale mi litare de! 118i:>9, oltre l'incendio e devastazione, elevò a rea to i mali trattamenti verso i prigionieri di guerra, proi.bì assolutamente il. saccheggio assoggettando alla stessa pena anche chi lo avesse ord inato, e punì le aru itarie imposizion i o prestaz ioni forzate in paese nemico; disposizioni che vennero testualmente riprodolte nel codice penale per l'esercito, coordinato col codice penale mil itare marittimo, pubblicato il 28 novembre 1869 e tullora in vigore. Qualunque via di fallo, o mallrattamento verso un prigioniero dì guerra è puni to colle stesse pene come se fosse commesso da un superiore ,1 erso il suo inferiore, cioè come ~buso di autori Là (articolo 1168). Colui che senza un ordine superiore, o senza essere astretlo dalla necessità di difendersi, avrà volontariamente, ancorchè in paese nemico, appiccalo il fuoco ad una casa o ad altro ed ifizio, o avrà incendialo tende, baracche, magazzini, e qualunque altra opera di difesa o di deposito delle provviste sì da guerra che da bocca, è punito di morte previa degrndazione. Nella stessa pena incorre colui che distruggerà o guasterà, in guisa che piu non servano all'uso cui erano destinali, alcuni degli oggetti indicati, o strade ferrale, acquedoui, ponti od altre opere importanti di pubblica utilità, monumenti o la to tali tà od anche una parte di oggetti di scienze o d'arle esisten ti in pubbliche o in private collezioni (articoli .252 e 253). Il mili tare che avrà ordinato il saccheggio , o che senza ordine se ne sarà reso colpevole, è punito di morte. (articolo 275). Chiunque avrà spogliato un militare od un prigioniero di guerra, i quali Lrovinsi ferit.i, è punito secondo le circostanze colla morte, previa degradazione, o coi lavori forzati a vita o a tr,nrpo (articolo 276). · Il militare che, senza autorizzazione o senza necessità, anche in >-
V
IN GUERUA
paese nemico, leva imposizioni cli gu_e:ra o. p:·estazi_oni fo rzate., o che volontariamente eccecle la dalagl, lacol la, e pnn ,to colla reclusi one mil itare estensibi le acl anni cinque. Se il reato fu commesso con minacce o violenze, la pena non è minore cli ann i cinque, e può eslendet'si ad anni dieci, ed il colpevole viene . in?_ltre s~ tlo poslo alle pene maggiori in cui fosse incor~o per_fall i pm grav1. Se il reato fu commesso per lucro personale, e purnto co ll a pena del saccheo"io, cioè colla morte (articolo 2.7ì) . OILr:~uesLe speciali di sposizioni , che si rife riscono direll~~1ente al nemico, la nostra legislaz ione penale, sia comune che militare, punisce qualunque realo commesso anche in estero lel'ritorio a danno di uno straniero.
1
III. li Regolamento di servizio in guerra si compone di due parli. La prima trat.Ut del seroizio clelle tni;ppe, e ven ne approvata con R. Decreto in dala 26 novembre 1882 ; la seconda riguarda il servi,à o delle intendm:r.e, ed era sLaLa già precedentemente pubblicata col R. Decreto 14 gennaio 1881. Questa seconda parte venne amp iamente e magistralmente sviluppala da penna mollo più competente dell a nostra (11); onde a no i non rimane che parlare della prima, la quale col modesto liLolo di R_egolcimento contiene un vero codice degli usi della guerra moderna, e risolve praticamente alcune ardue questioni di diri tto bellico. Essa si divide in 15 libri , cioè: Libro I. Co1nanch siiperior·i e stati magg·iori in gue1-rci, ed organizzazione dei vari serviz i. Libro II. Disciplina e servi.zio clelle tnippe. 1
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(i) V. Rivista Mililcire Ilaliana.. Marzo iSS3. .. Er:1 giù scri tto questo articolo ll uanclo leggemm o, noi fa, cicolo rii apri le della 1/i·vista il prngel'ole scritto sullo stcs:;o ,H::;ornento (ICI capit,tno Cocn Achille, il quale os:noina i Libl'i X IV e XV del Regola·menlo d.i servi~io in gru;r ,·a, P. ·1', cho tratt,u10 delle re([llisizioni o contribuzioni e delk1 1\rOtl,1 bellic,,, ri~pclto al diritto intcrn,1ziona le.
IL UEGOLAMENTO DI SEI\VJZIO
11' GUEUUA
Libro III. Orclini, rapporti, cor1'ispondenze, carte periodiche e regist1·i. Libro IV. Senii.zfo di sicwrezza. Le prescri;::ioni di questo libro sono conformi alle norme date dall' Am,maesfll·wllwnto tattico nella parte seconda sul serv izio di sicure;::za delle truppe in campagna. Libro V. Servizio d·i civanscoperta, ricognizioni ed in{onnaz,ioni segrete. Libro VI. Marce. Libro VII . Accantonam,ent·i ed accam,pam,ent·i. Libro VIII . CombaUimenti. Libro IX. Disiaccmnenti e partiti. Libro X. Con·vogli. 'Libro XI. Attacco e di{esci delle fortezze. Libro XII. Dei ccvrabinieri reali. Libro Xlll . Con·venzion:i cli giim·rn. Libro XIV . .Reqiiisi.zior1;i e cont1··iun.zio,i,i. Libro XV. P1·eèle belliche. Seguono due Anpendici : I· Istruzione intorno alla giustizia militare in guerra, che riep iloga le disposizioni del codice penale pet l'esercito; ua Istruzi one intorno agli atti di stato civile, ai testamenti ed agli aui di procura, . di consenso e di autorizzaz ione in guerra, che comprende le disposizioni del codice civi le, la legge 9 aprije 11855 refaliva agli atti cli procura, le nc,rme e modelli relativi. Lasciamo la parte prettamente regolamentare, la q~Lale troverà la sua pratica applicazione non solo nella vera guerra, ma anche in tempo di pace, come dice il proemio, alle truppe costituite .i n colonna mobi le per misura d'ordine pubbli co , ti che si trovano in teni torio posto in istaLo d'assedio, o riunite in c;1,mp i d'istmzione e per grandi manovre, e fermiamoc i su quelle disposizioni che si riferiscono ai più impor tanti principì del moderno diriLlÒ di guerra, e che ne risolvono i punti p iù controversi. Nel progeLlo di convenzione internazionale, discusso nel la con· ferenza di Bruxelles, per iniziativa dell'imperatore Alessandro II di Russia, e firmato il :.1'7 agosto '1874,, si stabiliva (articolo 112) che
della(. o·uetTa non riconoscono nei bell igeren ti un potere ille leoo-ai e> v . limitato nella sGelta mei mezzi per nuocere al nemico. . . In al'monia a questo principio, si dichiarava assolutamente vietato (artico lo 113): L'uso di. veleni e 'di anni avvelena.te; L'i mpiego d'armi, di proiellili, o cli materie atte a c~ust~r·e danni snperlfoi, come pure l'uso dei pro ietti li proibiti dall a d1c,h1arazione di Pietroburgo del 11868; , L'uccisione proditoria d' indiv idui appartenenti alla nazione ed all'eserçilo nemi co ; L' ucci:;ione di un nemi co il quale si arrende a discrezione; Lii dich iarazione che non si darà quartiere; L'uso della, bandiera parlamcnlllre, nonchè clei segni distintivi della. convemione di Ginevra, fa tto nell o scopo di trarre in inganno il nemico, e co~ì pure l'uso del ln bandiera, dell e insegne e del le d ivise del nemico; Ogni disLnuione o sequesLro delle propriel.it nemiche, che non sia imperiosamente comandalo dalla necess ità di guerra. JI manuale delle leggi cli guerra pubblicall, dall'Isli lulo internllzionale nel 11880 {a.rti~ol i 4,, 8 e 9), confermò queste disposizioni, ie quali vengono quasi tesLLwlmente riprodotte nel proemio del nostrn Regolamento. . . . Il divieto di simili mezzi discende naturalmente dal pr1nc1p10 che la lotta, dev'esser leale. li delitto, la crudeltà, il t;·a,d imenl.o, escludono il valore e sono contrari all'onor militare. Scevola che s' introduce tra vesti I.o nella tenda cli Porsenna per ucciderlo, Ginditta ,che seduce Oloferne e Oo·li tronca il capo rnentrn dorme, dopo di averlo inebriato , sono gli eroi di altri tempi; oggi non s~ rebbero .che malfat tori, sCllsabili so lo come fanat ici o come dementi. li so lo scopo legittimo che gli Stati devono proporsi duran te la guerra è l'indebolimento del le fo rze mi liLa1'i del nemico ; al quale ,effetto bast,i a mettere fuori cli eombattimento il più gran numero possibile di uomin i, senza renderne inev iLabile ln.mo1,"L~. :-erq_ues.t~ ragion i la dichiarazione di P ieLroburgo del 1868 pro1_b1 1 pro1eL~1~1 esplodenli, oppure carichi di materie fulminanti od. 111fic:11nmab1l1, infet'iori al peso cli gramm i 400, per esclude,·e così che se i~e ca,ricassero, come si faceva in Francia prima del ·1859, le armi por1
IL REGOLA'.\ll!:NTO DI SERVIZIO
tatili da fuoco; non potendosi d'altra parte esclnclere l' uso delle bombe e granate. A questi mezzi di nuocere, condannali dalla morale, dall'onore e dalle leggi delle nazioni civil i, deve aggiungersi qualunque altro atto dannoso alle proprietà o al le persone, che non sia giustificato dalle necessità, di guerrn , quanLunqae commesso in paese nem ico. È vietato di mrtltrat tare le popo lazion i inoffensive, ed agli abitanti che si mantengono neutrali è dovuto rispetto e protezione, cosi nelle persone come negli averi. Lo stato di guef'!'a. non permeLlH alti di violenza che fra le forze armale degli Stati belligeranti : le persone cbe non fanno parte di una fo r1.a armala belligerante devono asteners i chi simili alti. La for,,a armata n' uno SLalo comprende: I. L'esercito, di cui fo nno parte le milizie e le truppe di 2a e di 3· li nea e territoriali; H. Le guardie nazional i, civiche o comunal i, corpi franchi ed altri corpi che r iuniscàno in sè le co ndizioni seguenti : essere sotto la direzione di un c.apo responsabile; avere un'un ifo rme o un segno distin livo fisso e riconoscibi le da lontano portalo dall e persone che fan no parte del corpo ; portare le armi apertamente; conformarsi nelle loro operazion i alle leggi ed agli usi dell a guerra; II I. Gli equ ipaggr del le navi ed altri legni da guerra; IV . Gli abitanti del tenitorio non occupato, che all'appressarsi del nemico prendono le armi spontaneamente ed apertamente per comballere le truppe d' invasione, anche se non ebbero il tempo di organizzarsi ('I ). Chiunque non è compreso in questa quadruplice divisione non gode la qun lilà di beli igeranLe, è considerato come brigante, ed è soLLoposLo alla legge pena.IP militare nei casi da essa prev isti . Anche le leggi romane riconoscevano come nemici coloro ai qual i era stata dichiarata o che aveano dichiarata pubbl icamente la guerra; gli altri li consideravano come preda tori e ladron i {2) . l'rngettn di co,w&n~ione di lln1xelles, art. 9 e rn. ,lfamiale dell' lslif.11to fnte1·1w:::ionale, art. 1 e 2. (2) llosles mnt quib11s be/lw,n J)1iblice .1101nli·us romamis clecr,'L'il, -~ci iJ)Si popnlo ro1nano; caelei·i lat1·011es vel prnedones appellantm·. - Digest. L ib. X LI X, t.it. XY Jeg. 21,. (il
IN G:UEHRA
2.Hi
I co rpi franchi sono un ion i di uomini che prendono spo~ ta~eamente le anni per la difesa clei diritti nazionali, sebbene non tac_cmno parte dell'esercito; purchè però la loro uni~ne venga autonzzala clalla potenza belligerante nel cui nome ess i comb~tton~ . Quan~o agli abitanti che insorgono all'appressarsi del. nenuco .e 1mpr?vnsano resistenza a mano annata, anche nelle 1struz1on1 amen c~n~ (articoli i:H e 52) trov iamo adottala la regola pi ù mite p~r _cm s1 consiclernno come le,rittimi belligeranti; ma non manca clll si oppone a ciò, sop ratlul~o per iscongi.urare gl' improvvi si e micidiali p~ricoli che da simiI i insurrezioni vengono alle armale . E la storia moderna essa pure registra già in con trario un esempio, fors~ troppo severo, che non si cancellerà lanto facilmente clal cnore dei Francesi. Nella guena franco-prussiana iI generale Von-der-Tann~, inoltrandosi co i SLlOi Bavaresi nel terri torio nemico , ebbe a repnmere la. insurrezione decrli abitanti del villaggio di Baizoille non riconoscendo loro fa qu~li t.à di belligeranti e mettendo fuo co alle case ove si erano trincerati. Egli scusò il suo contegno dicendo che per necessiLit cli guerra. gli bisognan dare un esempio, _on_éle pre~ venire altre ciLLà le quali avessero avuLR l' intenzione cl'1m1lare gh ab itanti di quel villaggio. . . ., Qo o-i simi li casi cli resistenze improvvirn~e si rendono prn drlfìcili d~ve, come presso di noi, esiste l' universalità dell'obbligo d~l servizio militare, per cui tuLti i cittadini atti alle armi sono solclal1, sia che debbano recarsi nei campi, sia che cl~bbano rimanere alla organizzata clifes~i loca le dei propri territori.
IV. Uno dei fatti che mao-aiormente onori la moderna civillà è la celebre convemione di Gi~evra pei soccorsi ai militari fer iti e malati in guerra, e per le garanzie cli neutralità accordate al perso1~ale sani tario e a quello addetto agl i ospedali e all e ambulanze. La prnna iniziativa devesi all'anima generosa del ginevrino Dunant, che colla sua operosità. pervenne a r iunire tutte le nazioni nel suo pen -
lL REGOLA:11Bl'iTO DI SERVIZIO
siero fìlantropico, e a fare accett.are da tutti i suoi prineipì umanitari . La vista del campo di baLlagfot di So lrerino gli fece riflettere che una delle cause più nocive in guerra era la mancanza di società di soccorso e la dispersione del personale sanitario, pa.1·1e fuggito, parte fotLo prigioniero ; e pensò non essere ragionevole che si facessero prigion ieri i corpi sanitari, rna doversi autoriuare e riconoscere società di soccorso che funzionas sero liberamente, e doversi rispettare e rendere affatto neutrali le ambulanze e il pei'sona le sanitario in rnodo che potessero attendere pienamente al loro uffìcio appena cessato il combattimento. Egli riuscì a stab ili r-e a Ginevra un comilato, centro di azione, al quale si deve la riunione della conferenza internaz ionale, sotto la presidenza del generale Dufour, e l'apprornzione della memorab ile convenzione del 11864,. Cn omaggio :. qn.esta convenzione, resa esecutiva in Ita li a con R. Decreto 23 seuembre 1865, il nost ro Regolamento (arLicolo 703) ricorda che è vietato di far uso delle armi con tro gli ospedali e le ambulanze nemiche e contr-o il personale addeUovi, quante volte questo accudisca alle sue aLtribuzioni e porli i distintiYi stabiliti da ll a convenzione di Ginevra. È questa una delle cond izioni imposte dalla convenzione: il beneficio della neulrali!i è accordato al personale solo durante l'esercizio delle proprie funzioni e finchè restano fe ri ti da raccogliere e da curare. La neutralità cesserebbe anche se le ambulanze e gli ospedali fossero guardati da una forza militare; il che non esclud,\ la. presenza di un picchetto di po li zia. Ma ad evitare ogni erronea interpretazione e qualsiasi abuso, l'articolo 8·1·I del Regolamento, attenendosi letteralmente alla corwen:io~e, ordina che il trasporto dei malati e dei feriti debba sempre fam senza scorta alc(tna. I l comando e la dire1.ione del convoglio spettano all 'ufficiale medico superiore in grado fra quell i addetti al com;oglio, ed egli_ pu_ò valersi pel servizio d'ordine e di di scip!im1 del personale samtano che tronisi a sua disposizione . I mi li tari fer iti o malati debbono essere raccolti e curati a·qualunqlte nazione appartengano; quindi il nostro Regolamento (part. 2\ Jib. III, art. 58) prescrive che ogni posto di medicazione è tenuto ad assistere non solo i ferit i del proprio corpo e
JK GURRHA
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quell i degli altri corpi dell'esercito nazionale od alleato, ma anche i feriti dell'esercito nemico. Anche dopo l'occupaz ione nem ica, il personale degli ospedali e delle ambulanze (che comprende l'intendenza, i servizi di san ità, di amministrazione e di trasporto dei feriti, come pure i membri ed agenti di societit di soccorso deb itam enti; autorizzate), può continuare ad adempiern i propri uffici , o ritirarsi per raggiungere il corpo al quale appartiene. Ed è perciò che il Re_golamento stabilisce che quando si debba abbandonare iI campo al nem ico e manchi il tempo o l'opportuniLit di mandare ind ietro i ferit i, specialmente i più grnvi, il comandante della sez ione di san ità si r itirn col rimanente personale e rna.teriale, men tre il personale lasciato sul posto con tinlHl nell'opera sLHl di assistenza ai feriti sotto . la salvaguardia della c:onvenz ione di GineVJ"a (part. 2•, Jib. Ilf, art. 1109). Quando queste persone cessano dalle loro funzioni vengono ricondotte agl i avamposti nemici per cura dell'esercito occupa nte. Le arnhui anze e gli ospedali al servizio dell' esercito sono riconosciuti neutra! i, e devono essere rispeU.ati dai belligeranti per tutto il tempo che vi sono ricoverati malati o Jerili . t lo stesso degli ecl ifìzi o parti di edifizi prival i, in cui .i malati o fer iti sono raccolti. Restando il materiale degli ospedali sottomesso alle leggi di guena, le persone addette a qnesLi ospedali non possono, riLirandosi, portar seco se non ali oggetti che sono di loro proprietà . priraLa. Le ambulanze al c;nLrario conservano tutto il loro materiale. La denominazione di Arn bu lanza si appl ica agli ospedali di campagna e agli altri stabilimenti temporarì che seguono le truppe sui campi di battaglia per ricoverare feriLi e malati.
V. GI' indi vidn i facenti parte delle forze flnnate beli igeranLi, se cadono in potere del nem ico, questi ha il dirillù di r itenerli come eri di ?>ouerrn. Anche i comballenti che si arrendono dePrioioni e> vono essere trat tali come prigionieri . li diritto moderno ammette
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I~ GUERRA
IL RECOLAMEJ\TO DI $El\VIZ I0
la difesa limitata necessaria, ed è la negazione dell'antico gr ido· -,- guai ai vinti I - ; oggi rispeLto al nemico che è messo fu ori di combattimento o si arrende, non vi è altro diri Lto che farlo prigioniero di guerra . I prigion ieri restano in poLere del Governo nemico, non clegl'individu i o dei corpi che li catturarono, come era costume nel medio evo ; e per conseguenza sono sottoposti alle leggi e reg.olamenl.i mili tari del Governo che li ritiene. Così dispone anche il nostro codice penale per l'esercito, articolo 54/S. Quasi mezzo secolo prima che la conferenza di Brnxelles e l'Istituto internazionale proclamassero come principio di cliriLto bellico il trattamento uc:anitario verso i prigion ieri, e la proib izione cli spogliarl i di ciò che loro appartiene, questi principì erano già stati sanciti, come vedemmo, nell'esercito sardo col Regolamento delle truppe in campagni:l. del 11833. Oggi il nuovo Regolamento li riproduce dicendo: « I prigionieri devono essere trattati con uman ità, ed in ra« gione del grado e della qualità loro, saranno loro usati con« venienti riguardi (articolo 7-13). - Tutto qnanto ad essi ap« partiene personrtlme1He, eccezion e faLta delle armi e dei cavai! i, « rimane di loro prop rieLà » (articolo 71! 5). I prigionieri di guerra possono essere assoggetLati all'internamento in una città, in una fo rtezza, in un campo o in una locali tà qualunque con l'obbl igo di non allontanarsi o!Lre certi limiti determinali, ma non pos$ono essere rinch iusi che per misura indi.:. spensabi le di sicurezza. IJualtuHJUe alto d'in;;uborclimizione autorizza verso di loro le misure necessarie <li rigore, ed il nostro codice (articolo 29,1) li punisce di morte quando si rendessero colpevoli di ammuLinamenLo o di rivolta:. Contro · un prigioniero che ten tasse di evar!ere si può, dopo l' intima.zione, far uso delle armi. « I prigionieri (.dice l'arLico lo 8H: del nostro Rego lamento) sa« ranno post.i in avvertenza che se tentassero di evadere sari:t loro « fat to fuoco addosso» . Se il prigioniero fuggitivo viene ripreso prima cli aver potuto raggiungere il suo esercito o di varcare il terr.itorio sotLomesso al catturante, è passibile soltanto di ·punizioni disciplinari, o viene sottomesso a più severa sorveglianza. Si può far fuoco con tro il prigioniero che fu gge, ma non ucciderlo dopo
d'averlo rip reso; solamente si può custodil'l o megl io. Se dopo essere riuscito ad evadere è cli nuovo fa.ti.o prigioniero, non è passibile cli alcuna. pena per lei sua foga anLeriore. Tuttrtvia se il fuggitivo ri preso o catturaLo di nuovo aven, data la priro la d'onore di non evadere. può e%e1·c privato dei diritt i di prigioniero di guerra ( 1). 11 codice penale mili tare dell 'imp.ero germanico lo punisce in questo caso, cli morte. Quest i prinéipì sono conformi anche alle nostre leggi penali, secondo le qual i la fuga cli un iletenuto dal carcere non è punib ile se non è accompagnata da rollura o da violenze contro le persone. Il prigioniero elle riesce ad evadere, quando non sia colpevole di cospirazione, la quale include l'eccitamenlo ad evadere a danno del nemico, non ha fatto che aprouttare della irnp rudenrn cl i lui, ossia della mancata o trascurallt custodia. I prigion ieri non possono essere in'alcun modo obb ligati a prendere una: parte qualunque alle operazioni cli gue1Ta, nè costretLi a rivelazioni circa. il loro esel'cito o il loro paese; tnll.avia non è proibito d' interrogarl i per altingere da ess i quelle informazioni o notizie che vo lessero dare spontane::11nente. In armon ia a questo principi o del moderno diritto internazio1ùle, l'arLicolo 738 del nosLro Regolamento co;;ì si espr ime: « I militari che venissero a cadere prigionieri di guerra, do« vranno astenersi cl.al ragguagliare il nem ico intorno alla l'orzn, « posizione e condizione del proprio corpo, anclie in caso in cni « vi fossero adescai.i da promesse e lusinghe. Ess i ricordernnno cbe « gli usi della guerra non consenlono si faccia violenza ai prigio« nieri per cosl!'ingerli a da.re informazioni circa il proprio eser« cito, nè tampoco che si puniscano per averne forn ite delle « false ». E fra le informazioni, cli cui tratta il capo VI del lib. V, si anno,•erano anche quelle au.in Le dall' interrogatorio de.i prigionieri cli guerra(arl.icoli 45'.\.., 457). La detenzione dei prigionieri di guerra cessa di diritto colla concl usione della pace, ma la loro liberaz ione è allora regolata di co1
(I) fl;·ogetto di con ven;io ne di Bni.11elles, art. 23, 2S e 33. ,1/a.mcalc llell' JstU1ilo I11tenia$i011ale, art. G7 e 68.
J~ GU EH!\A
IL RF.CO LA~rEJli'l'O DI Si,LIVJZJO
~-une accordo fra le parli belligeranLi . Secondo la conrenzione cli Gin e_vr:a, cessa p~ro per i prigion ieri feriti o maiali clt e dopo la. guar·1g1one sono r1 conosciuLi incapaci cli senire nuovamente, ed in qu_eslo ca.50 11 calluraole deve rinviarli al loro pnese. t questo nuo dei punlr della convenzione che meriterebbero di es·ere meolio chiariti o ritoccati. La incapacitù di serrire deve essere asso lut~ 0 relativa alla durala della guerra'" Poi fe riti non sarà difficil e ri conoscerla; ma pei maiali come si fa a "iudicarc della inabililit perm nncnte, rnassime quando si Lra~a di convalescent i a migliaia e migliaia? E l'altra parte donà accettare ciecamente la dichiarazione d'inahi lilit pronunciaLn dall 'a ,•ver·sario? Certo non potrebbe cont.eslarsi il dirillo di sottoporli a nnorn visita e richiamarli in ser·vizio qualora Yenissero riconosciuti ancora idon ei. Costume anlichissimo di guerra è quello di rilasciare i pri"ionieri in virtù di pn lto o di scaml1io fra le parli bclli,geranti . Lo sc:i11bio si f~ uom? per uomo, grado per grado, ferito per fer ito, senza distin 21.one drarma o di obb lighi cli serrizio; ma si può conrnni re di scambiarn e uno di grnd o superiore co n più nomini cli "rado inferiore . l gradi sono slabili1i dalie car'Lelledi scambio, ed ò~onlrario all'onor mili tare il denunziare un grado snpel'i ore o un grado in fe ri ore, per g10,,are asè o allo Stato. L' imbarazzo e l'aggnwio che arreca un numero cons idcre, olc di prigionieri , e la nocessiLà i11 cui si 11·oya all e vo lle il enti.ura ni.e di ~barazzar:;eu e, suggeri un altro mezzo, passalo nella consuetudine tnternaz~onril~, ~ ba~a to. s_nll'onor mili tal'e comune ai bell igeran ti, quello cioè d1 nlasc1arh 111 lrherlà dopo di aver fatto loro promettere sulla paro la di non rip rendere le nrmi per la clurnla della guerr~ o pe'.· un_ tem~o determinalo. Dicono che r1uesta co11:;11ctudme r'.mon.t1 agi r ant,chi Germani, edera certo in uso presso i Goli, da,:che vtdrrim o Toti la che, nel rimetlcrc in li herfa i prirrion ieri fa loro giurare di non comhalle1·e più contro cli lui. Prcs;o i Ro~ man. i abbiamo l'esempio cli Attilio lleO'o loJ [)rir,ion iero elci 1' ar1 nr,0 1' . l') {') ne;;i, 1n1·rn10 a Roma con proposle di pace dietro promes~a folta, ~ulla ~ua parola d'onore, di fare r itorno se le trattative fosse ro l'nl '.le. h_no to come Jl egolo, l'eclele alla sua parola, facesse ritorno a Cartagine ore lo altendeva un barbaro supplizio. .I
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E qui si presenta una queslione. Il prigioniero di guerra rilasciato sulla paro la di non riprendere le armi, è tenulo a manlenere questa promessa? Alcuni , fra i qual i dne luminari della giurisprudenza, Barlolo e Baldo, lurono di op inione conlrnria, perchè la prom essa non è libera e spontanea, e perche nessuno è lanuto a maniere ciò che non avea facoltit di promeLLcre; ed in questo caso sarebbe una promessa conlraria al bene pubblico ed al proprio dovere. E di questa opinione fu anche Alberico Gentili, il fondatore del moderno dirillo di guena, dicendo che quando la promessa f'al.la è contraria nl bene pubblico o ali'c leggi militari. non deYe essere osservala. << E frn quesLe promesse po11go t{11 nlla che altri abbia « falla cli non prendere le arm i pel suo re e per la paLria. » Ed al trorn: « Se alcuno avrà l'atto promessa di non militare per la pa« Lria, il giuramento av ril forza ? Dal dil'ilto delle genti muovouo i « doveri verso il principe e In. patria; e però contro a questi do« veri 11011 vi ha obb li gazione che longa, per quan to giurata (,I)"· Ma altri, specialmenle i moderni, soslengono che la promessa è un impegno d'ono re pel militare e deve essere sempre mantcnulo. La que:;Lione fu già decisa in queslo senc:o dalla nostra legislazione nazionale, giacchè il Codice penale per l'esercito pun isce di morte gli nrrìciali prigionieri cli guerra che, contro la data. fede, fossero ripresi colle armi alla mano (arl. 2!>2); e la stessa pena è comminata dal Codice di giustizia mililarc francese o dal Codice penale militare dell'impero german ico . Il progetto cli convenzione di Brnxel les, come il manuale compi lato dal!' Istiluto ìnLornaziona le, riconoscono che i prigionieri possono essere messi in libertà sulla parola, se le leggi del loro paese non lo vietano ; ed in qu eslo caso sono ob bli gnLi, sollo la garanzia del loro onore personale, di mantenere scrupolosamente la faua promessa, tanto in faccia. a.I loro Governo che a quello che li fece prigionieri . .:'follo sle:-w caso il lol'O Govel'llo non deve es igere nè accellare da essi alcun servizio contrario alla data parola. Se ripresi colle armi alla mano con tro il Governo cui avevano data In (J) D ej!fl'C /Jclli, Lill. li, C. Xf, ~ 3,
e Lih. Ill, C. XIV,
s 5.
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IX GUERRA
IL REGOL.-\ ~IE:iTO DI SERVIZIO
loro paro la di onol'e, possono essere p rivati dei diritti di 0o-uerra e tradoLli innanzi ai lribunali. . Di fr 1>nte ~ quesli doveri fu nmmesso il dirillo per cui il prigioniero non puo esse,-e costretto ad accettare la liberlà sulla parola. Egualmente il Governo nemico non e ohliligato di nccoo·Jiere la domanda cli un prigioniero che esige la sua lil,erazione parola. . Il n~stro regolamenlo, _p~tr ri pellando lutti questi principii di d1_r1L_to 1_nternaz1onal e~ pro1b1~ce assolu tamente agl i ufficiali prigionieri d1 drir parola d1 uon più servire durante il co1·so della campagna, per consc.gu ire Ja liuertà. Così l'articolo 730: « Gli ufficiali « prigionieri di guerra possono, se ne venga folta fol'o richiesta, « dar parola di non in traprend ere tentatiri di evasione, ma sollo « vernn y rctesto possono assumere impegno di non più servire du« rante d corso della. campagna ». _P?t r~b~e ~embrare a taluno che simile proibizione, togliendo ai pri g1on1c1·1 11 r~ezzo di conseguire la li berlù, Yenga a privare il pa~se del l?1·0 aiuto; ma così non è. Imperoccltè il prigioniero che ouiene la libertà a pallo di non riprendere lo arm i, recasìun vantaggio_ al nemico che se ne sbarazza, ma ness un utile apporta al propr'.o paese, alla difesa del quale non pnò più dedicare il suo Lrac~IO. SnreLbe proprio il caso di ripelere ciò che sc1·i1 orn, tre secoli fa, Alberico Gentili, per sostenere che il prigion iero non era tenuto_mantenere la data parola. « Che le braccia dall e quali la « p_atr,r~ attende ~occor~o vengano a mancare, pazienza; ina che vi « siano e, potendo e volendo essere d'aiut o, se ne stiano inerii, « questo non può concendersi, cd è contro natura . A che, direbbe « la patriu , stai Lu qui?_Torna dov'eri, torna da chi t' ha preso>>. li'ermo dunque rimanendo il principio che il mil itare dern sempre mantenere scrupolosamente la sua parola d'onore, t.roriamo giu~tissima _la pr~ibizio~o del ~ostro regolamento, la quale togli e cosi anr.he il pencolo di una VIOiazione di fede. . Il codice ed il regolamento di servizio in guerra pel noslro esercito parlano dei soli ufficiali, ma tanto il codice francese che il germanico puniscono di morte qualunque prigioniero che abbia mancato a.I la data parola. È peraltro ammesso che i militari di truppa, i quali hanno obb lighi di :;enrizio verso il loro paese, non possano validamente impegnare la loro parola se non col mezzo di
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un ufficiale autorizzato, altrimenti la promessa è nulla. Così fu stabililo an che dall e Istruzioni amel'icane (arL. 126 e ·127). Ola pure qui si presenla ·un punlo oscuro delle convenzione di Gine\'ra. L'articolo 6 dice che snranno rinviati al loro paese i feriti o malati prigionieri che dopo la gua ri gione saranno riconosciuti incapaci di servire. ,< Gli altri potranno essere egualmente r inviati all a condi« zio ne di non riprendere le armi per tulln la durala della guerra» . Quesla disposizi one fu maggiormente estesa con un articolo addiziona le, col quale ;;i stab ili cho, eccettuati gli uffi ciali , i feriL i debbano es:-ere rinviati dopo la guarigione, e più presto se possibile, quand'anche nou fos"ero r iconosciuti inabili, a condizione di non riprendere.learmi durante la guerra. Se un mililare ch e ha obblighi di servizi o classe questn parnla senia esservi autorizzalo, il (;overno cui appartiene potrà l'ichiamarlo s0tto le ft rmi durante la guerra ? E se richiamalo e ripreso colle armi alla mano, potrà essere riLenul.o violatore di fede e privalo dei diritti di prigioniero di guerra'? Secondo i principi i ammessi, dovrebbe r ispondersi si alla prima domanda e no alla seconda; ma in questo caso la condizi0ne sarebbe in utile, e l'articolo della coarnnzione reslerehbe lellera rnorLa. 1
Yl.
Gl'inclividui callurati come spie non possono esigere di essere come prigioni eri di guerra. Lo spionaggio int ernazionale è rruello che si pratica con finzione, travestimento o altri mezzi occulti, in caso di guerra dichiarata o altrimenti aperta, da un agente segreto cli uno Stato contro l'altro, e sul territorio da quest'u ltimo occupa.lo . Si disting1Jono perciò le spie, pc! loro mesti ere vile e degradante dai militari Jeali e generosi che, indossanclo l'onorala di\'isa, s'inoltrano coraggiosamenleYerso il nemico per esplorare: questi possono esser fatti prigionieri ma giammai tratLati come spie. Per lo Stato in cui favore si fa lo spionaggio è qua.si uno ' tralagemma, ed è tollerato come una assoluta LraLtaLi
JL REGOLA:\JBì'iTO DI SEU VIZIO
IN GUERRA
necessità; maal belligeralc si riconosce il diritto di punire i spioni colli sul fallo, in ragione del danno da essi recalo all a sicurezza dell'esercito. « Scrutare, spiare i fatti del nemico possiamo e dob« biamo; e cosi da Lui.li si è fatto sempre, e in qualuncJ11e modo. Che << :,e gli spioni sono duramente traLtati, ciò è in considerazione del << pericolo straordinario cagionato da essi. Sono nemici occulti ed « interni i quali sovente collo svelare un disegno posso no far più « danno che non mil le compagn ie di fanti o squadroni di carnller ia. « Questo pericolo bi3ognò allontanarlo colla minaccia di pene gra« vissime » ( 1) . I Romani sole,ano rimandare le spie colle man i tagliate; ma più tardi, per diritto delle pandette, erano condannate a morto (2). Oggi pure pr&sso tulle le nazioni, ed anche per le nostre leggi, lo spionaggio è puni to colla morLo (Codi ce penale per l'esercito articol i 78 , 79, 239). A tutti i militari, ed ai Carabinieri Reali in ispecie, il Regolamento di servizio in guerr;:i impo11e di esercitare la piLL scrupolosa ,igilanza sulle persone che si potessero sospeuare di spionaggio (L ib. XII Cnp . Il. § 6). È generalmente ammesso cho debba considerarsi come spia, e come tale punirsi, soltanto l'individuo che clandestinamente o sotto fa lsi pretesti raccolga o cerchi raccogliere informaz ioni nelle località. occupate dalle truppe, allo scopo di comunicarle alla parte avversaria. Non si devo no consi derare come spie gl'indivi(lu i appartenenti ad una delle forze armale belligeranti e non travestili, che siano penetrati nella zona di azione del nemico, nè più nè meno che i messaggeri portatori di dispacci ufficial i, che adempiono apertamente alla loro missione, e gli aereonauti . È del pari genornlmenLe ammesso che la spia la quo.le, essendo ril1scita a tornare all'esercilo od al paese cui essa appartiene, venisse in seguito c,atturnl.n. quale prigioni ero cli guerra, debba come tale essere considerata e trattata senza incorrere in veruna responsabilità pei suoi fatti an teriori (I ). 1
(J) .\LsRa1co G•sT1L1. Oc jul'e utili. Lib. IT, C. IX. § 4. . (i!) t:6ptonilo1·rs, q11i sunta m111ci<11:erw1t Twstw11s~ 1wodilores stml et limni. - Digcst.. Lib. XLTX, ti!,. XV[, lcg-. 6, § t,,. (l) Pro9ello cli convcn:::ione di llruxelles, ar t. ·10. ~O, 21 e 22. .111111uc1lc cieli' Istituto lnler11a::;io11cilt·, art. 23, :?I, 25 e '2G.
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cap11ts poc11as
« Tale disposizione, dice il Berti nel suo Commenlc, al manuale « dell'Ist·ituto Internazionale per cui si punisce lo spione solo se « è preso sul fallo, può sembrare assai strana nel senso della mi« tezza, non in sè, ma di fronte ai rigori della leggo marziale: « tuttavia mi pare che si giustifichi pienamente. E difalli, se con« sidero che l'essere riuscita la spia a rivarcare il territori o occu..: <i pato dal belligerante mostra nulla più che la impotenza o la im« previdenza di questo e l'accortezza con cui quella_ seppe_ trar~e « pieno profitto; ecco scemata gran parte dell a ~·agione d1 punir~ « la spia, giacchè è nella natura delle cose che m questa lolla d1 « astuzie cada il meno astuto. Sparisce quasi affallo la base di « tale punizione, quando osservo che questa è una cautela ossen« zialmente preventiva ccl ha la sua forza di necessit.à nel bisogno « d'impedire che il nemico riceva informazioni sul conto nostro: « caduto più tardi lo spione in potere del nemico, lo spionaggio e « ormai a.vvenulo, il male non s_i ripara colla punizione, e la pena_ « diverrebbe una postuma ostentazione di energia, una vendetta. « D'altronde lo spione è uno che rende un ·servigio alla propria cc armata, servigio che per legge ed uso di guerra è ammesso; non. « è nn individuo veramente sleale corno la guida che trae pensata« mente in inganno, o come colui che manca alla fede promessa: « eo-Ji sfruttando la imprevidenza del belligerante, non ne offende 0 « i diritti come chi uccide di proposito il parlamentario, perchè « ciò è assolutamente vietalo e dichiarato deli tto, mentre sp iare è « tollerato . La forza preventiva d'altra parte resta sempre efficace « bastantemente nella pena minacciata a chi si accinga a tale opra « e vi sia sorpreso, essendo questo il caso più facile e frequente. « Dunque è chi aro che sarebbe inutile rigore, e trascenderebbe lo « scopo legiLtimo della guerra, una reprensione esercitata più «oltre». Del reslo lo sp ionaggio è reciproco. Dicemmo che è t?llerato, come una necessità, dallo Stato in cui favore si esercita; dovevamo anzi cliro che è organizzato, come uno dei servizi di guerra. Il funzion amenLo di questo servizi o è determinato clal già. citato Capo VI del libro V del noslro Regolamento, che tratta delle informazioni segrete. Presso il comando in capo dell'esercito esiste ANNO XXVIII, \' OL. III
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IL REGOLAil!Et\TO DI SERVIZIO
IN GUERRA
un ufficio delle informazioni, nel quale affluiscono, si raccolgono e si coordinano le notizie avute mediante emissari od agenti; ed a questi si deve protezione ed aiuto onde possano adempiere nel miglior modo la loro missione.
respinti non solo, ma non hanno diritto all'inv iolabil ità, se la dichiarazione venne comunicata all'avversario. Non è necessario cessar subito il fuoco al primo apparire della bandiera bianca., o subito dopo ricevuto il parlamentario, nè interrompere il combattimento, o l'inseguimento, od altre importanti operazioni. Se fosse aill'imenti, il van taggio che si raggiungerebbe dal riceverlo non potrebbe essere per avventura compensato dal danno cagionato dal sospendere l'azione in un momento decisivo ; ed il nemico potrebbe a suo piacimento tentare o inventare trattative anche di piccola importanza per impedire i progress i dell'avversario o per esplorare. li parlamentario che abusasse del la confidenza che gli venne accordata, perde il diritto alla inviolabi li tà; può essere ritenuto sospetto di spionaggio, e come tal~ gi udicato e punito, se risulti colpevole. La slealtà del parlament;xrio, e di coloro che lo accompagnono, è per comune consenso uno dei più gravi deli tti internazionali, dei più contrari al diritto delle genti ed all'onor militare. Come debbano essere ricevuti i parlamentari, e con qua li pr·eca11zion i, è indièato nel § ,10 del Capo III Lib. IV.
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VII .
V'ha un altro genere di persone in guerra che, all'opposto delle spie, sono dichiarate sacrt3 ed inviolabili, non possono essere ritenute prigioniere, nè fatte segno ai colpi del nemico cui si presentano. Sono queste i parlamentari. Accidentali tà imprev iste, bisogni d'informazioni per impedire o interrompere inutili lotte e spargimenti di sangue, per effettuare rese o scamb i di prigionieri, possono rendere necessarie delle trattative fra gli eserdti combattenti, quantunque ogn i relazione pacifica sia sospesa fra le due parti in tempo di guerra. Da ciò ebbe origine l'antichissimo ed importante uso clei parlamentari, e la necessità di porli sotto la protezione del diritto internazionale. · È considerato come parlamentario ed ha diritto all'inviolabilità, l'individuo autorizzato da uno dei belligeranti ad entrare in traltative coll'altro, e che si presenta con bandiera bianca. PLlÒ essere accompagnato da un trombettiere o da un tamburrino, da un portaband iera ed ~mche, se ve n'ha bisogno, da una guida e da un interpetre, i quali hanno diritto anch'essi alla inviolabilitii. Chi si presenta colla bandiera parlamentare non ha perciò solo diritto ad essere ricevuto, ed il comandante in capo o di un grande reparto di truppe, cui un parlamentario è diretto, non è obbligato a riceverlo in tutte le circostanze. Se lo riceve, ha diritto di prendere tutte le misure necessarie a che la presenza di questo nemico nelle sue linee non gli rechi alcun danno . Può anche il comandante in capo dichiarare che non riceverà parlamentari che ìlurante uno spaz io di tempo deLerminato. I parlamentari che durante questo spazio cli tempo si presentassero agli a.vamposti, possono essere
VIII. Tutti i moderni scrittori, anche quelli che non fanno profess iune di legge, riprovano il mezzo. di battere con aniglierie ciuà non difese. Le sole piazze forti possono essere assediate. Le città, a.:,r,Iomena razioni di abitanti o villaggi aperti che non sono difesi, non possono essere nè attaccati nè bombardati, potendo invece essere occupali, se giovi all e operazioni militari, senza arrecare i dann i che da un assalto o da un bombardamento provengono alle persone e alle cose pubbliche e private. Ma se una città o piazza di guerra, agglomerazione di abitanti ovillaggio sono difesi, ilcomandante delle !ruppe assalitrici, prima d'i ntraprendere il bombardamento, e salvo il caso di aLtacco d.i viva forza, deve fare tutto ciò che da lui dipende per avvertirne le auto ri Là locali, aflìnchè i non comballenli, specialmente
H, REGOLAMENTO DI SEUVIZIO
donne e fanciulli, possano allontanarsi o provvedere alla loro sicurezza: Deb~ono inoltre prendersi tulle le disposizi oni necessarie per risparmiare, per quanto è possibile, gli edifici destinali ai culti alle arti, alle scienze ed alla, beneficienza, gli ospedali e i luoahi dove sono riuniti malati o feriti, a condizione che simili edifici 1; 0 n servano contemporaneamente a scopi militari. È .d~v~r~. dell'assediato di distinguere questi edilìci mediante segni v1s1b1l1, che saranno indi cati all'assediante. . Cosi .stabilivano gli articoli ,Ji:>, 16 e 17 del progello di convenz10no d1 Bruxelles, e venne conferma lo nel manuale delle Iermi di guerra dell'istituto internazionale agli artico li 32, 33 e 34 . Q;este stesso disposizioni sono siate adottai.e negli articoli 831, 8,f.3 e 844 del nostro regolamento di servizio in guerra . r 1·ima della riunione della conferenza di Bruxelles, la denuncia preventiva dei bombardamento non era generalmente riconosciuta co.1~e o_bbligéttoria secondo i principi del di eitto delle genti e gli usi m1l1lan . I Francesi bombardarono Roma nel 1849 senza alcw1 preavviso, cd i Prus1,iani intrapresero il bombardamonro di :Pariai senza annunciarlo. Ecco il dispaccio indiriizato il 17fobbraio 187~1 dal conte di Bismarck a M. Kem, ministro di Srizzera a Parirri e 0 decano del corpo diplomatico, in ris1)osla ai reclami del corpo diplomatico stesso: « En réservanl aux gouverncments de V. E. et dc i.\T. )t vos « ~onsig1~al~ires l'i~iliative d'un examen plus approfondi de la ques« tion Lheorique, JC me borne à mai ntcnir que la dénonciation « p_réalable d'~n bo1nbardoment n'est point exigéc d'ap l'ès les prin« cipes du dro!L des gens, ni reconnue comme oblioatoire par les 0 « usages militaires ». . Oggi il principio allora impugnalo dal conte di Bismarck è slato r~co'.1o~ci.u.Lo ed ammesso, e deve essere rispellnto da tulle le nazioni cm l1. Se non si contesta ai belligeranti il dirilto di ricorrere ~I ~ombardamento contro lo fortezze, le città fortificate ed i forLilm occupali e difesi dal nem ico, considerazioni cl i uman iLàesi Nono che questo estremo mezzo di coercizione sia contenuto da al~uni L~m?eram~nti ct.1e, per quanto è possibi le, ne res tringano i perniciosi effeu1 alla, !orza armala nemi ca e ai suoi mezzi di clil'esa.
I:-{ OUERRA
Neppùro le ciLlà prese d'assalto possono essere saccheggiale, ed abbiamo veduto come le nostre leggi puniscano di morte sia il militare che lo avesse ordinato, sia, quello che, senza ordine, se ne fosse reso colpevole.
IX .
1
Le convenzion i militari fatte dai bell igeranti fra loro durante la guerra, come le sospensioni d'armi ; gli armistizi~ le capilolazioni, devono essere scrupolosamente cd in ogni ci rcostanza osservate e rispellate. Etian. hosti ficles senJanda, è un assioma ri conosciuto dalla più remota antichità. La violazione falla da una parte, libera in generale l'altra dal respelLivo obbligo convenuto, ossia autorizza quest'ultima al!a violazione; di qui la grave responsabilità dei violatori verso il proprio Governo, oltro la sanzione delle leggi penali nazionali . Di queste convenzioni tratta il li bro XIII del regolamento . Sospensioni d'arm i è la cessazione momenLanea delle ostili tà; la quale ha general mente una durala assai limitata, cli al cune ore cioè o tull.o al più di qualche giorno, e 11ella maggior parte dei casi è ristrella ad una determinata località , ad un fronte di allacco di una grande fo rtezza o a taluni reparti dì truppe. La fncolfa cli chiedere o di accordare sospensioni d'armi, spelta al comandante in capo, e così pure aqualnnque comandante di trnppa che agisca isolatamente ed indipendentemente dal reslo dell'esercito. L'armistizio, al pari della sospensione d'armi, è la cessazione temporanea dello ostili tà, ma per una durata maggiore; ecl ha generalmente effetto su Lullo il teatro di guerra, e può perciò essere stipulato dal solo comandante in capo. Esso ha tutti i caratleri cli un trattato, e come tale non è va.l ido so uon dopo che sia stato ratificato dal capo dello Stato. Anche prima però di tale rati fica, l'armistizio stipu lalo fra i due comandanti in capo polri.t avere effetto provvisorio.
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IL lìEGOLAMENTO DI SERVIZIO
Si chi amano cap itolaz ioni quelle convenzioni che vengono sLipu· l~te allorquando una fortezza, ~na posizione fortificala, un corpo dr truppe, ce:;sando Ja loro resistenza, si anendono al nemico a determinale condizioni . 1Ianifestata dal comandante della fortezza o delle truppe l'int.enzione di capitolare, e convenute col comandante nemico le basi della capitolazione, la relativa stipulazione ~iene afficl~ta ad apposi Li d~legati; ma non è valida se non dopo l approvazione per parte de, comandanti. Le trallative hanno generaimento luogo durante una sospensione d'armi stipulata a tale uopo. Il c~man~ante costretto a capitolare de,,e procurare, per mezzo del mpetL1vo delegato, cli ottenere dal nemico le condizioni più onorevol i per l'esercito e meno onerose per lo Stato, ma non può ammeLLere in verun caso privilegi, l'Ìserve od eccezioni di sorta nè per sè nè per i suoi ufficiali, dovendo essi tutti dividere la sorte dei p ropri _dipendenti; le sole er.cezioni am,uesse sono quelle a ~avore degl i ami:nalati e d~i feriti. Il nosLl'O coclicepnnisce di morte 11_ coman~ante di_un esercito o di qualsivoglia parte di esso, ovvero cl, ~na p'.azza, d, un fol'te o posto militare qualunque, che in una cap1lo laz1one separerà la sorte propria o dl)gli uflìciali da quella del soldato (art. 90). .:'i elle rese inconclizionate, il vincitore non ha altro dirillo se non quello d'impossessarsi della fortezza o posizione e di tutto il materiale da guerra facendone prigioniera la guarnigione. Pa.rl~ndo di capitolazioni una importante disposizione è quella dell'articolo 11 6~, così c_oncepito: « Il comandante di un corpo di (< lrnppo che cap itola o si arrende in aperta campagna, sa rà sotto« posto al giudizio di un tribunale militare per rendere conio del « suo operato, non essendo ammissibile che un coman danLe di « truppe in aperta ~a~pa_gna non lroyi modo di eYiLare la capilo« laz,one, aprendosi -d1 v1 va forza una via di scampo » . . E~ il codice (art. 86) ~unisce di morte qualunque generale od ulll~iale ~ornandan te cl_1e m a.perla campagna. a.nit, con grave danno del! esercito o pa'.·te d1 es.so, ~eduto al nemico, senza aver prima folto quanto eragl, prescntto dal dovere e dall'onore. La slessa _disposizione e contenuta nell'articolo '1050 per un comandante d1 fo rtezza, e la stessa pena è comminata dall'art icolo 83 del codice, qualora non siano stati esauriti gli estremi mezzi di di-
IN GUERRA
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fesa. Alla quale pena soggiacciono anche gli ufficiali che avessero cooperato alla resa ed all e convenzioni relative alla medesima. L'impossibilità di ulteriore difesa di una fortezza deve essere provala per mezzo di dichiarazione di un consiglio di clifesa; e chiunque del consigl io la. sottoscriva è personalmente responsabile della resa.
X.
L'an tico adagio che la guern1 n ntrisce la guerra esprime il metodo più semplice e naturale, si potrebbe dire primitivo, per provvedere all'alimentazione delle truppe cd a lutti gli a!tl'i loro bisogni . Le prestazioni in natura che, in caso di necessità, s'impongono agli abitanti di un territo ri o occupalo, o semplicemente attraversato dalle truppe, si chiamano requisi:1.ioni. E poichè la requisi:1.ione è e sarà anche per l'avvenire, e non di rado, un espediente inevitabile, è giusto che sia ben regolata, come lo è cli fallo dal libro XIV parte I e dal libro IV parte lI del regolamento di servizio in guerra. Le requisizion i si fan no per lutto ciò che può abbisognare alle truppe: viveri, foragg i, combustib ile, oggeui di vesLiari11, apparecch i sanitari, mezzi di trasporlo, utensili th zappatore, ma.leriali da costruzione, impiego degli abitanti in determinati lavori, ecc. In territorio nazionale ecl in paese amico ocl allealo, le requisizioni devono esser fatte nei soli casi di assoluta necessità, e sono possibilmente subito pagale o ai municipi o alle persone cui vengono imposte. In paese nem ico devono essere regolate con circospezione in rapporto alle necessiià di guerra generalmente riconosciute, e in proporzione dei mezzi e dei prodotti del paese. Siffatte requisizion i non dànno diritto a pagamento, ma. si rilascia semplicemente uua dichiarazione di ricevuta dalla quale risulti la natura e la quantità delle cose somministrate, per servir di titolo acl altre ragioni che eventualmen te abbiansi a. far valere dalle autorità o persone a cui carico le requisizioni furono operale.
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IL REOOLA.)iENTO DI SERVIZIO
La facoltà di ordinare od autorizzare requ isizioni è limitala dal regolamento esclnsivamenLe al comandante in capo ed ai comandanti generali d'an~ata, di corpo d'armata ed a quelli di divisione. Nei casi urgenti o cli bisogni imprevisti, hanno facoltà di ordinare direllamente requisizion i, tanto nei luoghi e residenze come nei paesi circonvicini e sotto la loro responsabilità, anche i comandanti di qualunque reparto cli truppa di staccala, i comandanti di tappa e i comandanti delle fortezze, e se si tratta di requisizione per rifornimenti di magazzini, anche i capi di servizio. Dalle prestazioni che si richiedono col mezzo cli requisizioni, de· vono essere escluse quello per 1c quali si verrebbero a costringere gli abitanti a prender parte ad operazioni di guerra contro il loro paese. Quando la prestazione ò imposta in danaro, prendo il nome cli contribuzione di guerra. Il solo comandante in capo dell'esercito ha facoltà di ordinare la riscossione di contribuzioni di guerra, sollo la person:tle sua responsabilità. Egli può accordare eguale facoltà ai comandanti d'armala e dei corpi d'armata che sono chiamali ad operare isolatamente in altro teatro di guerra. In via normale, l'eserci to che occupa un paese nemico non può prelevare che le imposte esistent i stabilile a vantaggio dello Stato, e possibilmente nelle forme e secondo gli usi vigenti nel paese s·tesso e col concorso delle autorità locali . Esso le impi ega anche nelle spese d'amministrazione del paese, nella misura in cui il Governo di quello Stato vi era obbligato. L'occupante non può esigere contribuzioni straordinarie in danaro che come equivalente di multe o d' imposte non pagate o di prestaz ioni non consegnate in natura. Sono anche ammesse contribuzioni in danaro, a titolo di punizione, al paese che avesse violate le leggi in ternazional i ('I). Chi senza M torizza.:ione o senza necessi tà, anche in paese nemico, leva imposizioni di guerra o prestazioni forzate, sia in natura che in danaro, incorre nelle pene del codice militare (art. 277) . Nell a repartizione degli oneri relativi alle requisÌi:ioni e conlri(I) Progetto di convenzione dì Bruxelles, art.. 40, 41 o ~.2. llfan'llal e dell' Istiliitq lnlerna::ionatc, art. !i~, 56, 57 e 58.
IN GUERRA
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buzioni di guerra si tien conto agl i abitanti dello zelo caritatevole spiegato da loro verso i feriti. Pe1· la con ,·enzione di Ginevra (art. 3) sono dispensati dal fornire all oggio e vitto alle trupp~ e ~a u~~ parte delle contribuzioni che sarebbero imposte, quegli abitanti 1 quali ospitano militari feriti od ammalati, sia cl1e appal'Lcnga~o all'esercito nazionale od alleato, sia che appartengano all'esercito nemico. Così dispongono gli articoli 1100 e 12'11:> del nostro regolamento. Questa disposizione colla quale si è voluto incoraggiare e pre miare un atLo di umanità., può in prati ca apri re il campo ad una speculazione. Nella guerra franco -germanica, in tutti i ~aesi ove doveano transitar 1ruppe, ogni fami~lia. avea il suo fento che_la proteggeva, e la truppa clovea stare al bivacco. Non s~~·ebbe m_egl_10 , quando fosse possibile, che i feriti ven issero raccolti lil ospe~alJ , o in appositi locali, e che la truppa fosse libera di accantona.rs1 nelle cillà e nei villaggi?
XI.
Il libro XV ed ull imo tratta della preda bellica, riconosciuta ed ammessa dagli internazionali usi di guerra. . Tutte le proprietà mobiliari appartenenti al Governo avversar1_0 atte a servire alle operazioni cli gnena, come sarebb~ro: :~lori, armi, munizioni, -viveri, oggetti di Yestiario, carreggio m1lttare, cavalli, materiale ferroviario e telegra!ìco, baltel ~i a v~p?rc od altr:o naviglio (all'infuori dei casi previsti dalle leggi ma~·1Lt1mc), ~qu1paggi da ponte, ecc. ecc., possono formare oggetto d1 pr~sa. d1 possess6 per parLe dell'esercito, e costituiscono la preda bell,.ca. La distruzione di questi oggetti è vietala, a meno che sia com~n~ data da una necessità. cli guerra . e Yedemmo già c~~ quale seventa simili fatti siano puniti dal nostro codice penale m1ltlare. Del materiale telegrafico o ferroviario, come pure del naviglio,
l'occupante non ha diritto che all'uso, e viene in massima restituito alla conclusione della pace, nello stato in cui si troYa. Quanto agl'immobili, come edifizi, foreste, co llivazioni agricole, ecc., appartenenti allo Stato nemico, l'occupanle non può fare che atti di provvisoria amministrazione. Deve porre difese a queste proprietà e vegliare al loro mantenimento. Le proprietà private n,Jn potendo, in fomi degli internazionali moderni usi cli guerra, essere giammai saccheggiate o sequestrate, nè cla corpi nè da individui, non possono in alcun caso costituire preda bellica. Ma il materiale ferroviario e telegrafico, i battelli a. vapore ed altro n,wiglio, i depositi d'armi, munizioni e viveri destinati all'esercito nemico , benchè appar'lenenli a società od aprivati, possono formare oggetto di presa di possesso, salvo restituzione, se è possibi le, e le indenni tà da regolarsi alla conclusione della pace. I beni degli stabilimenti consacrati ai culli, alla carità, all' istruzione, alle arti od alle scienze, quand'anche appartenen ti al Governo nemico, debbono essere rispettati al pari delle proprietà private. Ogni distrnzione o deterioramP.nto intenzionale di simili stabilimenti, di monumenti storici, di archivi, di opere d'arte o di scienze è formalmente vietata, se non è imperiosamente imposta dalla necessità di guerra ('I), e viene severamente punita dalla nostra iegge penale militare. La preda bellica è per massima di proprietà 'del Governo; ma in talune determinate circostanze può essere accordato alle Lrnppe che l'hanno eseguita un compenso pecuniario corrispondente a parte del valore, od anche all'intiero valore della preda. Ha.nno diritto a compenso le truppe che s'impadroniscono di un convogl io mili tare ordinario, ferroviario od acqueo, O\'vero di derrate contenute in un convoglio ferroviario anche non militare, se dette derrate sono di proprietà del Governo o delì'esercito aVYersario, sempre quando l'operazione non sia stata appositamente ordinata. Non danno diritto ttd alcun compenso le prede di qua.lunque genere fatte in seguito (·I) Progctlo di co1ivenzionc di Brnxelles. art. 5, 6, 7 e 8. .~f<m1rnle clell' Jstlt1.tto lnle1'nazionale, art. 50, 51 52 e 53,
2.35
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IL REGOLAMENTO DI SERVIZIO
a. capitolazione o ad accordi, e quell e costituite da materiale ~·a_rtiglia, armi portatili, munizioni da guerra e materiale ferrov1ar10 o te) egrafico . Gli oggetLi di privala proprietà, trovali sul campo cli battaglia o addosso ai morti, devono essere consegnati da chi lì rinviene al rispelLivo comandante di corpo o cli distac<"amenLo, e non diventano proprietà di chi ii ha trovati, se non quando sia riesciLo impossibile rintracciare il proprietario od i suoi eredi. Quando la preda bellica dà diritto a. compenso alle truppe che l'hanno fatta, la metà del valore cli essa è assegnato all'erario, l'altra metà è ripartita nel modo seguente, come era già stabilito nell'abrogato regolamento del ,t 833: Gli ufficiali generali e superiori avranno ragione ciascuno a cinque parti; I cap itani a quattro; I tenenti e sottotenenti a tre; I sottuftìciali a due; I caporali e soldati ad una senza distinzione cli arma o cli corpo. Appartiene intieramente a chi fece la preda il valore dei ctwalli d'ufficiali pre:-i al nemico; ma quelli cli truppa sono devoluti invece esclusivamente ai Governo. I principii che abbiamo esposti, sanciti dal nostro regolà@mto di serv izio in guena, conformi alle proposte della convenzione di Bl'uxelles e dell'isLi tuto internazionale, quando non abbiano forza di leacre fra le naz ioni, come i I)aU.i di Pietroburgo e cli Ginevra, possono in pratica subire anche qualche modificazione, che non o!Ienda assolutamente il dirillo delle genti, !>econdo la natura della guerra che si comhatte e l'interesse che si abbia cli terminarla più o meno rapidamente. « La cosa migliore (scriveva il maresciallo conte di Moltke da Berlino I' H decembre 1880 al professore Blunlschli vice presidente dell'istituto internazionale di Gand) « la « cosa migliore, in caso di guerra, è di vederla terminare rapida« mente: per ottenere questo risultato bisogna impiegare tutti i « mazzi non assolutamente condannab il i. Io non posso pensare in « alcun modo, con la dichiarazione di Pietroburgo, che l'indeboliç)t)
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IL RB<;OLA~fENTO DI SERVI ZIO IN GUERRA
« mento delle truppe nemiche sia il solo scopo da rao-"iun. v~ « gersi in guerra. No, si de\'e atLaccarsi a tutte le risorse del « « « «
Governo nemico: a:lle sue finanze, alle sue strade ferrate . . ' a1 suoi approvvigionamenti di alimentazione, al suo stesso prestigio. È con questa energia, ma con una maggiore moderazione di altri tempi, che fu condotta l'ultima guerra contro « la Francia ».
IL
NUOVO REGOLAMENTO D' ESER~lll E D' EVOLUllONI M. CARCANI.
Con grande aspettazione si attende la pubb licaz ione di un nuovo regoiamento d'esercizi ed evoluzioni per la Fanteria, che sia posto in accordo colle presaizioni ed avvertenze contenute nell'istruzione sul tiro, e risponda alle esigenze nuove) create dall'odierna tattica del fuoco. L'impazienza è ragionevole perchè il nuovo regolamento dovrà. decidere parecchie quistioni mollo discusse negli ultimi tempi. e varrà ad imprimere alla tattica della nostra fanteria quella unità . di direzione, che male si può conseguire coll'attuale regolamento 20 giugno •I876, nel quale non potevasi tener conto dell'aumentata efficacia del fuoco e del migliorato suo imp iego . L'ordine sparso introdotto nelle manovre dei vari eserciti allo scopo di diminuire le perdite, vuolsi nelle sue varie applicazioni proporzionare all'azione del fuoco, Ora, nel 11876, il nostro fucile era provvisto di un alzo graduato fino a 11ooom; il fuoco alle grandi distanze usando una sola linea di mira produceva eJTetti talmente incerti, quando la distanza non era perfettamente conosciuta, da ispirare pochissima fiducia come fuoco di guerra. E ciò lo si ripeta pure per le principali fanterie europee, che sgomente della poca buona prova ottenuta in generale dal fuoco alle grandi distanze, usato dai Francesi nella guerra del •I870-7 1, lo con1
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IL NUOVO REGO LAMENTO
dannarono in praLica, limitandosi a studiarne Leoricamente la natura e la possibilità d'usarlo. La nosLra a.rliglieria da campagna nel 1876 era arn1ata di cannoni da cent. 7 BR (Ret.) e degli anLichi cannoni da cent. H1 BR ad avancarica, bocche da fuoco entrambe così poco po Lenti, che lamigliore cl' esse, il cannone da cent. 7 BR (Ret. ), vorrebbesi vedere oggi dai nostri arLiglieri sparire affaLLo dall'armamento delle batterie montate, perchè assolutamente non in grado di loLtare colle artiglierie da campagna degli altri eserciti. E si noti che da allora in poi la potenza di questa bocca da fuo co venne accresciuta coll.'au-: mentarne la carica da 550 gr. ad 850 col sostituire all'antica granata pesante kg. 3,720 e dividentesi in media in 24 schegge, una ad anelli pesante kg. 4,200 e che si divide in ·130 frammenti . L'aumento d'efficacia ottenuto dalla nostra artiglieria coll'adozione del cannone cla cent. 9 AB.C e DR (Ret.) si avverò pure dal 1876 in poi presso altri eserciti, e presso qualcuno, acl esempio, il francese, lo fu in proporzione anche maggiore. Di fronle a tal i progressi, le norme pel combattimento giusLissime allora, richiedono oggi parecchie modificazioni , e queste sono tanto più di1Iìcili a precisarsi, inquantochè non solo il fuoco delle due armi ha aumentato d'efficacia e raggio d'azione, maè variato .anche d'assai il grado di importanza tra esse; ed olLre ciò occorre non trascurare molte esigenze àerivate dalla nuova maniera colla quale vengono impiegai.e sul campo di battaglia. Ed è quindi che io ritengo necessario dividere le norme pel combattimento della fan teria in due parti : ·le une conseguenza di principi e fa tti indiscutibi li, debbono riunirsi in un regolamento destinalo a subire poche modificazioni per gli ulteriori progressi che possono ora prevedersi nell'impiego dei fuochi; le altre che pel loro carattere non ben definito, o per poggiare sopra fatti non comuni a tutti gli eserciti o suscettibili di facili cambiamenti, non debbono considerarsi come prescrizioni àssolute ed immutabil i, ma come raccolta di osservazioni e d'avvertimenti specialmente destinati a servire ai comandanLi di truppe per a.dattare le norme regolamen tari ai vari casi . Questa ~a parle dovrebbe inoltre dare un indirizzo comune agli ·
n ' ESRRCIZ{ E n'EVOLUZ ION!
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studi ed alle conferenze reggimentali, presentando in maniera ben chiara gli elementi necessa.ri per risolvere quei problemi variabili che non possono venire sottoposti a regole fisse. Così le norme regolamentari riusciranno semplici, potranno lasciare limiti oggelLivamente abba.stanza estesi, da consentire una proporzionata iniziativa ai cap i, sia per utili zzare il terreno, sia per adattarsi e ricavare i massimi vantaggi dal modo di combattere, dalla natura delle armi, e dell'organizzazione del nemico. La seconda parte po i mediante circolari (talora anche segrete e riservate ai soli ufficiali) dovrebbe essere tenuta al corrente di qualunque modirìcazione avvenisse nell'armamento e nel modo di combattere specialmente delle fanterie ed artiglierie dei v,,tri eserciti. La fo rma cli combattimento schiera il nostro battaglione sopra: tre linee, w tena, sostegni e g1·osso alle distanze normali di 200m fra ·catena e sostegni e 250 00 fra sostegni e grosso. Il grosso viene ordinariamenle costituito da due compagnie, eccezionalmente da una disposte in ordine sparso e la loro forza o da tre·' le altre venaono o è divisa in parti uguali fra catena e sostegni, ovvero un quarto in catena e tre quart.i in sostegno od eccezionalmente tre quarti in catena ecl uno in sosLegno . Il fronte del batlaglione che combatte è eguale al fron!e del bat.Laglione in linea e può riteners i oggi di 250'" o poco mono , e di 300m quando le compagnie avranno 225 uomini di truppa sul piecle cli guerra. La fo rma cli combattimento viene adunque definita: a) dal numero delle linee; b) dalla lorn forza; e) clalla distanza fra esse; cl) dal!' estensione del fronte . Relativamente al numero delle linee credo non vi sia luogo a discussioni. Se nel ,1876 l'ordine sopra tre fu ravvisato migliore dell'ordine sopra quattro lo sarà tanto più oggi; 1° Perchè essendo costretti a stendere in cai~ciRlori parte della truppa a distanze maggiori, e quindi ad aumentare le probabilità di sleaarle l'azione del comando specialmente o , è necessario aaevolare o per le compagnie d'avan linea, così difficile se esse sono divise in tre scaglioni ; 1
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o'ESERCIZI E o'EVOLUZIONI
IL NUOVO REGOLAME!\TO
2° Perchè dovendosi aumentare la distanza fra le linee successive, il bauaglione sopra <Jnallro linee, verrebbe ad occupare una profondi Là non proporzionata alla sua forza; 3° Pcrchè la calena riescirebbe troppo debole, mentre sembra poco consigliabile l'uso di tali catene. V~niamo a!Ia forza delle tre linee. E qui credo opportuno notare che 11 caso generale contemplalo dal regolamento d'esercizi ad evoluzioni dovrebbe essere quell o del battaglione di ,1a linea inqua~ralo,. clre ci~è co~11 balla a. fian co e seguilo <ln. allei battaglioni contro fan teria nemica; il suo còmpilo sarà qùindi limitato alla marcia in avanti, all'opportuno impiego del fuoco per preparare l'att~cco, e final~ente all'esecuzione di questo cou tulle le sue forze. Riuscito, o fa ll 1Lo che •ia, ai contrattacchi ed all' inseguimento nemico debb_ono far fron te le truppe fresch e dei battaglioni retrostanti, e non si cle\'e a Lai uopo lasciare una risena speciale del baltaglione che nuocere?be a!I'allacco, perché gli toglierebbe forza e gl'impeclirebbe cli gettare fu oco abbastanza vivo sulla difesa. Le atlribuzioni delle tre linee sono ben distinle; la catena usando tutti i mezzi atti a diminuire le perdite guadagna terreno ed allir~ndo sopra di sè il fuoco nemi co , perm clle ai retrostanti reparti c11 avanzarn relativamente inoffes i. Non è quindi col fuoco che la catena agisce, ma bensì coll'avanzare; il suo fuoco potrà solo essere diretto a scopi secondari, per rimuovere gli ostacoli frappost i alla sua marcia, per rialzare il morale, ecc. Giunta la catena a distanza. tale dal nem ico che il fuoco possa ritenersi efficace, allora comincia il còmpito comune ad essa ed ai sostegni, diretto a preparare l'assalto, alternando acconciamento l'avanzarsi cd il fuoco. In questo secondo periodo dell'attacco i sostegni mano mano rinforzano la catena per aumentarne il fuoco, finché il ballaglione si trovi sopra due sole linee, catena e grosso. Allora comin cia la crisi risoluti va, cu i prende parte l' inLero battaglione e si estrinseca col fuoco viv issimo a breve dislam:a e colla minaccia dell'urlo. Durante il primo periodo è evidente che la catena dovrà avere solo la forza streuamente necessaria ad attirare sopra cli sè il fuo co, a far fronte a possibili attacchi di pochi cavalieri, ed a respingere paLLuglie ed esploratori che per avventura s'avvisassero di impe-
2,i.l
dirne l'avanzarsi; essa dovrà semplicemente considerarsi come una modificazione all'ordine di marcia per diminuire la vulnerabilità del bersaglio presentato al nemico. Questo periodo, considerando il combattimento di fanteria contro fanteria, potrà supporsi cominci a circa 1500 o ,1600"' dalla catena nemica; esso sarà suddiviso in due staclt: il primo dai 45001" agli 800"', nel quale sal'à possibi le avanzare colla catena raggruppala in squadriglie, l'altro dagli soom in av-anli che dovrà percorrersi colla catena distesa. Giunta a 600"' la. catena non può più avanzare senza subire perdite troppo sensibili , onde é necessario l'impiego del fuoco, sia per rialzarne il morale sia per controbattere il nemico. In qu esta seconda zona che possiamo ritenere compresa fra 600 e 350 o 30om, il fuoco deve sempre più aumentare d'intensità per scuotere il nemico, affinchè non di~turbi troppo vivamente la nostra marcia . Perciò i sostegn i rinforzeranno mano mano la catena in guisa che quando, giunta a quest'ultima distanza, essa s'arresterà eseguendo il Liro celere, risulti composta di due compagnie. Il grosso frattanto si sarà avvicinato alla catena fino presso al pupto nel quale si sarebbero trovati i sostegni, ed approfittando degli sbali i che essa dovrà anco ra fare per avvicinarsi al nemico, ne rinforzerà i pnnti più importanti con interi plotoni in ordine chiuso, i quali nelle successivesostedirigeranno un fuoco vivissimo sul punto d'irruzione per prepararne efficacemente_l'atLacco. Fortunato quell'esercito che avrà tanta energia nei capi, tanta clisciplina nella truppa , da poter in quel supremo momento mandare con questi plotoni in ordine chiuso, qualche salva sul punto prescelto per l'assalto I Ciò che resta del grosso seguirà a breve distanza la linea combattente nella direzione del punto d' irruzione, ed appena deciso l'assalto, avanzerà animando e trascinando l'intera linea; l' assallo verrà così eseguito da tutto il ballaglione che su buona parte del fronte sarà, formato di nuovo sopra due righ e. Da quanto ho esposto risulta ritenere io buonissimo il riparto regolamentare del ballaglione; pl'eferirei però che la forma normale fosse una sola e ben definita a grandi tratti, e nell"appendice o seconda parte del Regolamento ven issero indicate le diverse circostanze nello quali dovrebbe venire modificata, unitamente ai mag1
ANNO XXV1II, VOI,, lii.
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Il, NUOVO IIEGOLAMENTO
D'ESEilC IZl E D'EVOLUZIONI
giori particolari occorrenli per applicarla nei vari casi, e specialmente ai vari terreni. Il riparto normale del baLtaglione dovrebbe quindi venire così stab ilito : due compagnie in ordine chiuso formant i il grosso e due in ordine sparso. Queste mandano avanti in prima linea ciascuna due squadre cli plotoni diversi le quali dapprima avanzano raggruppale in squadriglie e pt'ecedule da alcuu i esploratori, poi si distendono in catena a grandi intervalli tra squadra a squadra e giunte a 600 111 , rientrati gli esploratori, com i.nciano a fare fuoco lento, ben mirato e diretto a quei reparti che maggiormente impediscono l'avanzarsi . Appena occot'ra aumentare l'energia del fuoco; la catena viene rinforzala colle seconde squadre dei plotoni impegnati, le quali si distendono a sinistra e vicino alla prima. Nell'avanzare la catena. lentamente restringe gl'inLervalli fra le sue file serrando verso il centro di ciascun plotone (cosa che avviene nnturalmente se si ammetto che il comando e la direzione resti affidata al capo plotone, lasciando ai capi-gruppo solo la sorveglianza dell'esecuzione), in modo da riformare intervalli sufficienti fra i plotoni distesi, per inlrodurvi poco a poco i due che restano in sostegno, eYitando normalmente i frammisch iamenti di diversi plotoni . Ed appunto por evitare questi framm ischiamenli e specialmente quelli di file e file appartenenti a differenti unità, vorrei redero proscritta dalle l'orme normali quella che costituisce fin da prima la catena d'un intero plotone per compagnia, e vorrei pure !'idolti gl'intervall i massimi franta e filn. a non più di quattro passi, abolendo l'atLuale catena rada. Le ragioni per le quali questa specie di catena venne adottata non mi pare possano oggi avere gran valore. Infatti essa non può spiegare sufficiente azione di fuoco talora nemmeno per ballere e cacciare piccoli posti e paLtuglie, menlre rendo diffici le il comanào cosi nella marcia come noi fuoco, ed é obbligata per ricevere rinfo rz_i a porivo los issimi movimenti di fianco o fortemen te obbliqui -ovvero ai frammiscbiamonti di file appartenenti a plotoni differenti fin dal principio dell'azione. E neppure scema le perdite, sia percbè non è suffìcienLe a distogliere il fuoco nemico dai l'eparti retrostanti, sia perché le pel'dite d'una catena fitta sono gia cosi piccole,
che non cornriene rimetterci ancora in compattezza per ulteriormente diminuirle. Pare inoltre che coll'aumentare dogl'in torvalli d'una catena esposta al fuoco dell'artiglieria non diminuiscano in proporzione le perdite che subisce. InfaLLi nello esperienze eseguiLe dalla nostra arliglieria l'anno scorso contro bersagli sagomali, la media del tiro di 10 batterie a shrarnel contro catena rada e fitta posta a 120'0m ha dato il 187 por cenlo d'uomini posti fuori di combattimento per la catena rada e solo il •I35 per quella flua (supponendo che ogni caduto fosse immediatamente sos tituito) . La distanza cli ·1500 o ·I600m dalla fanterin nemica sembra in media opponuna a prendere la formazione cli combattimento porchè avanzando maggiormente, il ùallaglione in li nea di colonne di compagnia potrebbe subire notevoli perdi te. Secondo le tabelle che fanno seguito all'istituzione provvisoria sul Liro per la fan teria più del 60 per I 000 dei colpi sparali con tre alzi possono col piro la colonna cli compagnia a 1000m ed am messo pure che tal e num ero in campagna si riduca ad 1/1O non sarebbo prudente un ulteriore -avanzarsi in quella formazione. Solo ad soom consiglierei alle squadriglie stendersi in catena; infatti una squadriglia sopra una sola riga a quella distanza raccoglie circa 60 colpi se è in piedi, 40 se in ginocchio e 15 se a terra sopra '1000 cartucce sparale con due linee di mira, numeri questi -che in campagM si possono supporre riclolli a meno cli •1/40 . Se quindi il nemico non avrà. reparti abbastanza forti per eseguire il fuoco in ordine eh iuso, i dann i che potrà arrecare alle squadriglie nno a quella dislanza non sono apprezzabi li, e molto meno laii da costringerle a distendersi in catena con danno della rapidità della marcia e della coesione lattica. e morale. A 600 melri circa non e più possibile avanzare senza far fuoco; occorrerà quindi procedere a sb.:llz i ccl appostamenti successiv i. La catena fa fuoco a pau;;e direLLo dal comanclan Lo il plotone e sorveglialo dai capi-gl'uppo . Non è opportuno affidare la direzione del fuoco ai sollufficiali, d'altro lato il fronte che il plotone ha nella catoua ed il rumore dei colpi impediscono l'uso del fuoco a salve di stormi di cacciatori, mentre il capo plotone sì trova sempre in grado dì regolare il fuoco a pause colla voce o con segnali ai capi1
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IL NUOVO REGOLAMENTO 1
grnppo. E si osservi che il fuo co a salve eseguilo dalla calena distrugge, o quasi l'azione dei cap i-gruppo così necessaria per il regolare andamento della catc:1na, specialmen1e durante il fuoco. Qui mi occorre ossen1a1·e come, dipendentemente dalla natura del terreno, dall'indo le ed istruz ione del.le truppe nemiche, ecc., possa essere necessario rinforzare più o meno rapidamente la caLenu e farla a,•anzare seguendo norme alquanlo cli[eren ti . Queste norme starebbero bene nella seconda parte, come quelle che non ?oss~no ~ssere .categoricn,mente presci:itte, ma solo consigliate per 1 van casr. Cos1 puro nella seconda parte potrebbero accennarsi alcuni casi eccez ionali nei quali sarebbe utile il fuoco simultaneo della catena e dei sostegni ed il fuoco marciando . . 111 Da 300 a 350m due in tere compagnie souo distese in calena ed il battaglione si trova sopra due sole linee, carena e grosso. Il punto d'irruzione è determinato ed interi plotoni del o-rosso comin. d .:, c~a~o a entrare in linea per agire col fuoco in ordine chiuso, poss1 btlmente a salve; in seconda linea rimane la so la forza necessaria per tener alto iI morale della catena e trascinarla all'assalto. Quantunque nel caso di fanteria contro fanler ia sia desiderabile che il fuoco violento, iniziatore dell'assalto, sia cominciato a distanza minore. di 3oom, pul'e credo che il Regolamento farà bene ad accennare lll generale alla distanzn da 300 a 350"1, come quella c~e nel 1~a~si?10 numero degli assalti, quando cioè l'assalitore possiede art1glierra, rappresenta il punto nel quale le fante rie attaccanti sono abbandonate ai soli proprì mezzi. Nella seconda parte verranno accennate le particolarerraiale modificazioni imposte alla tattica della fanteria dalla presen~: dell'artiglieria propria e di quella dell'avversario e dalla loro di1Teren te potenza. ~el Hegolamento è necessario che la fanteria sia avvertita della eccezionale importanza che ha il non avvicinarsi a men o di 300 o 350m dal nemico prima che l'assalto sia ben preparalo ' insieme all'ar'L iglieria. .Ed. ora veniamo alla distanza fra le linee. Essendo lo scopo principale dell'ordine sparso quello cli permettere l'avvicinarsi al nemico ~ubendo le minime perdite, è d'uopo cbe lo stesso fascio di traietto1:ie nemiche .non avvolga contemporaneamente più cli una delle linee successive del haltaglione.
D ESE8CIZI E D'EVOLU7.10Nl
Ora, colle armi attualmente adottate dalle principali fanterie europee, si può ritenere che alle grandi distanze, usando tre linee di mira, la profonclitù. della zona erncacemente bn.ttula, sia da 350 a 375m, ed alle medie distanze con soli duo alzi, tale profondit.à si riduca a 275 o 25001 • Siccome la generalità dei Regolamenti prescrive l'uso di tre linee normalmente per distanze superiori a 700 od 800m, e quello di chie per le distanze superiori a 500m, cosi sarà d' uopo portare la distanza normale fra catena e sostegni a 375 01 fino a 700 od 8oom dal nemico o ridurln. a 27olll quando si siano avvicinati a 500m da esso. li grosso si terrà a 375 111 dietro i sostegni, fincbè questi essendosi quasi intieramente portali a rinforzare la catena, non presentando più sufficiente garanzia di sicurezza, non vengano sostituiti da tutto o p::tt'le del grosso. Alle consi derazioni teoriche che parm i consiglino le suesposte modi ficazioni nelle distanze fra i vari reparti del ballaglione, grande aulorità aggiunge la proposta falla dalla Commissione d'ufficiali superiori dell'8° corpo d'armata, riunì 1a nel '1879 al campo di Chtllons, di tenere i sostegni: a 375m dalla catena per distanze di tiro supero:'i a 700m; a 275m per distanze comprese fra 700 e 400m; a ,175m per distanze minori . Così anche il nuovo Rego lamento russo (giugno •I879) stabilisce a 375m la distanza fra catena e sostegni uno a 450 o 600m dal nemico, riducendo la a rnomper disLanze minori. Ora due parole sull'ostensione del fronte. I Regolamenti nostri d'esercizi cd evoluzioni ammisero sempre che normalmente il fronte del bauaglione in linea sopra due righe e quello in forma di comballimento dovessero essere uguali. Tal e pure è l'opinione della maggior parte dei tattici ed analoghe le prescrizioni di quasi lutti i Regolamenti esteri. In Russia però col Rego lamento giugno •1879 il fronte che prima era di 280m venne portato a 375m (500 passi) allo scopo di diminuire le perdite; ma ciò toglie al baltaglione i mezzi di ottenere un determinato effello tattico, disseminandone le forze, e rendendo affatto im possibile nel momento decisivo ottenere la superiorità. cfi fuoco con reparti sopra due righe; ed inoltre altera per le un ità superiori, quale la divisione ed il co rpo d'armata, i I rapporto che deve esistere fra la forza cornbattenle e l'estensione del fronte:
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IL NUOVO REGOLAUENTO D ESERC!Zl E D'EVOLUZIONl
Concludendo faccio voti perché: 1° Il nuo:o Regolamento d'esercizi ed evoluzioni sia immed1amente segmto da una seconda parte con tenen te Io studio del.l'armamento e delle lattiche dell e principali' fanterie ed arti rr[ierie. d'Europa, lo studio del _terreno specialmente in rapporto ~!l'infl uenza eh~ esso e~erc1ta nell'efficacia del fuoco di fu cileria, Je norme _part1colaregg_1al~ per la marcia. all'auacco nei vari terreni & nelle diverse cond1z1om delle truppe, le norme per armoni·z ·. , I' · . zat~ az~one e1ella_!anter_r~ con_quel_la _del!'artigl'ieria, e finalmente i precetti e sL1 gge11ment1 rntes1 a dunmu,re le perdite inflitte a fanteri a ferma ed in movimento dall'artiglieria avversaria· ' 2° Sia adouata una sola formaz ione normaÌe, lasciando all a s~conda parte il determinare i casi speciali nei qual i si dovrà rnod1ficarla; 3~ Si~no adottati i _provved imenti necessari per evitare il fra_m_m,sc?'.ame~to delle diver~e unità massime delle file appartenenti a d11lerent1 plotoni; 4° Sieno aumentale le distanze normai,· f1·a ca.Lena, , sostegni e grosso specialmente alle grand i distanze. .
VITA E CAMPAGNE JlEL OENERALE
ACI-IILLE F()NTANELLI
· Natali - Educazione - Comando di battaglione - Prime armi - Coma ndo d i reggimen to - Occupazi one d i Corfù - Assedio di Ancona - ~ua resa. I
Da un'antica famiglia reggiana che poteva vantare vari secoli di rinomanza, illustrazioni civili e militari e due investiture di marchesato (1), nasceva. in Modena nel 1775 Achille Fontanelli della cui vita militare intendiamo occuparci. Suo padre, marchese Alfonso, aveva sposato Donna Paolina Cervi e fu c61to cla morte che. Achille era ancora in tenera età. Uomo cli non comune ingegno e cli molt~t coltura il ma1:chese Alfonso aveva pnre mil itato ed era giunto a conseguire il grado di generale e la carica di min istro per la guerra nel suo piccolo Stato . Fu un riformatore pe' suoi temp i, anzi un precursore, perocchè concepì non solo, ma pel primo applicò nel ducato la coscrizione sosLit1iendola all'ingaggio mercenario, del qtrnle si alimentavano le estensi milizie. Achille fu educato nel patrio collegio di San Carlo, si cl~clicò con speciale tendenza alle scienze positive ed ai cavallereschi esercizi ed a vent'anni era un bel giovane che si distingueva per la cortesia
GIOVANNI CASTELLANI
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Capitano d'artigtie·ria.
ì>. (I )
S. Donnino e Fubi no.
VITA E · CAMPAGNE
dei modi, la svegliatezza della mente, la sobrietà della parola e la bontà del cuore. · · Come tanti aHri gentiluomini italiani di quei tempi e dei nosti:i fu _dapprima soldato d'occasione, e tale tale rim~se poi per predilezione. .Bonaparte, dopo la splendida sua prima campagna d'Ital ja, voleva che il nuovo Governo avesse milizie paesane; non tardò la italica gioventù ad accorrere alle ba~diere repubblicane, atlrattavi e dallo spirito d'anentura, e dallo strepito delle vittorie, e dalla ,speranza di vedere una e libera la patria. La federazione cispadana nominò un còmitato di difesa e questo decretò la creaz ione di una legione composta di cinque coo1;ti, una d_elle quali di modenesi . Il comando di quest'ultimo reparto, corrispondente ad un battaglione, fu offerto al Fontanelli che Io accettò ,.. dopo qualche esitanza, naturale in ch i poco più che ventenne, non aveva che una modesta fiducia nelle proprie forze. Due mesi dopo però, e cioè in principio del dicembre ,J 796, chiamato eolla sua truppa a reprimere una rivolLa scoppiata alla Concordia, dimostrò col fatto che la stima riposta in It1i era fondata. Nello stesso mese altra sollevazione fu repressa dal generale Rusca nella Garfaanana ed in tale serv iz_io non poco cooperò il Fontanelli colle sue forze. Nel febbraio dell'anno successivo ("797) Lannes entrò nelle Romagne; sotto i suoi ordini eéano pure alcune coorti di italiani fra cu i quella del Fontanelli. Trovata resistenza al Seni o, per,ocche il ge~erale Colli con circa 4000 pontifici vi si difendeva, nel mentre la_ bng~ta _francese te~tava, gua, dando il fiume, di girare il nemico gh Italtam, comandati da Lahoz, audacemente passarono il ponLe e, messo lo sbaraglio nei papalini, s'impadronirono di quattordici cannoni ed otto bandiere. Ne seguì I' occupazione di Faenza ·e d'Ancona. Pochi giorni dopo nel tempo stesso in cui Pino entrava in Urbino, Marmon t in Loreto e Teulié in forte San Leo, il Fontanelli penetrava col . suo baU.aglione in Sant' Elpidio a mare nelle Marche; buon numero di rivoltosi, asseragliati in forte posizione tentò impedirglielo, ma il valore e l'energia colla quale furono attaccati ebbero ben presto ragione del loro numero . · Caduta la repubblica di Vènezia~a metà di giugno del 4797, Bo-
DEL GENERALE ACHILLE FONTA.t~ELLl
naparte ordinò l'océupazione delle isole Jon1e. A quella spedizione fu destinata anche la legione dei cispadani, corrisponden te ad un reao-iroento, che in allora aveva preso il numero tre, essendo le l:)èl prime due lombarde. Il colonnell o Spinola, Cl)lnandante titolare della stess,1, era assente, lo surrogava il Fontanelli, che sbarcato colle sue gen ti a Corfù contribuiva alla sottomissione di quell'isola. Fu nell 'antica Corcira, strappata allora dalle politiche vicende all'oligarchia veneziana, che il Fontanelli si legò d'amicizia con un giovane suo subordinato, il tenente di Beauharnais, facente parte delle truppe fran cesi d"occnpazione. Comunanza di educazione, di modi e di idee affraLellarono ben presto quei due nobili cuori che si amarono per tutta la vita. . Il figlio adouivo ·ai Napoleon9, reggendo più ta1:di come principe i destini del primo regno italico, chiamò l'antico· camerata al suo fianco quale ministro; quando poi spodestalo batten la via dell'esiglio, ricordò le vespertine passeggiate sulle rive corciresi, davanti alla maesl1t del cielo e del mare, e nel manda.re gli ultimi addii al consigliere, all'amico , lasciò li bero sfogo alla piena dell'anima sua. · Nell'anno successivo (11798), surrogata la 3a legione da altre truppe, tomò il Fontanelli in Italia ed anelò di presidio a Pesaro ove rimase vari mesi. Sfavorevoli · eventi avendo nel 1799 peggiorate le condizioni delle armi francesi nella penisola, chiuso il Fontanelli in Ancona colla sua legione, che aveva preso la gal lica denominazione la mez. zabrigata, fece parte di quelle truppe che vigorosamente difesero quella fortezza sotLo gli ordini del generale Monier. Protetta dalle sole batterie del faro, assediata da terra da.Ile turbe incomposte dei: contadini marchio-iani che il fedifrago Lahoz aveva animato alla rivolta e trascinat; alle armi, bloccata da mare da una flotta di Russi e di Mussulmani composta dì potenti navi, sembrava che Ancona dovesse da un giorno all'altro cadere. Così non fu; la difesa durò l'unga ed ostinata. · Un episodio che presenta certo lato umoristico contr(b~ì. non poco a rialzare lo spirito degli assediati, rendendo possibile una sortita che per la sua itùportanza e l'ardimento col quale fu condotta, non credo abbia molti raffronti nella parte poliorcetica delle militari istori e : ì I naviglio che bloccava la fortezza · era schierato
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VITA E CAMPAGNE
su due linee, constava la prima dei bastimenti russi, la seconda dei turchi; un giorno o per errore o per imperizia nel tiro, i Mussulmani, credendo far danno all e mura d'Ancona, lanciarono tali bordate :ti legni russi elle vari ne posero fuori servizio . Il generale Monier, informato del disordine che un tale strano accidente aveva portato nel campo nemico, fece tosLo suonare a raccolta e, divisi i suoi in tre coloune (11), preso di una il comando, eLl affidato quello delle altre due al Pino ed al Fontanelli, lanciassi prontamente dalla piazza sulle bande del Laho.z che abbandonato da' suoi, datisi a fuga disordinata, r iparò frel.Lolosamen te negli Abrn1.zi. Tutto il tratto di paese che sta _ad Ovest di Ancona, racchiuso fra l' Esino ed il Musone fu sgombro in poche ot;e cd Ascoli che brnlicava di insorti fu occupala di viva forza e duramente puni ta. Il Fontanelli voltasi a nord perseguitava i ribelli e lo seguiva a non molta distanza la colonna Monier quando venne avverLito che una grossa masnada di circa 6000 vi ll ici tentava di Laglin-rgl i :la ritirata; attese allora d'essere dal su.o capo appoggialo e ripresa prontamente l'ofiensiva si lanciò su quella bordaglia che mandò dispersa fino a Loreto . Impadronitosi poi delle strette del Furlo e delle città di Fano e Fabriano, sebbene quivi toccasse una fer ita, non lasciò il comando della sua truppa che condusse vi ttor iosa entrò Macerata. In frattanto Lahoz, che dagli Abruzzi aveva fatto ritorno nelle 1\farche, riuniti alquanti de' suoi con parte delle ciurme sbarcate dalla JloLta, e formata così una grossa banda composta· di Ital ian i, Schiavoni, Turchi ed Albanesi , rioccupava Fano. Ciò saputo il Fontanell i convalescente abbandona il letto , accorre coJla sua truppa, penetra coi Cisalpini nella città., impegna una lotta .sanguinosissima per le vie, e nel mentre il ribelle condottiero Lahoz si pone in salvo a gran stento, annienta le turbe reazionarie cui toglie anche i pezzi d'artiglieria. Confortate da tali successi le colonne del Pino e del Fontanelli tennero aucorn, per lutto il luglio la campagna, e lo avrebbero potuto più a lungo se al Lahoz non fossero giunti rinforzi russi e non avesse potuto col mezzo di ajuti cl' ogni genere, avuti dalle po tenze (Il 1 d ifensori d'A·ncona non superavan o il nume.rodi tremila.
DEL GENERALE ACHILLE FONTANELLI
protettrici del papa, equipaggiare e riordinare in breve tempo le sue genti. . . . . Ai primi d'agosto i Fra~co-Itali eran_ tutti n en ~ral1 . rn An~ona, solo residuo della occupazione repubblicana nell Italia. pemnsulare e ben quaranta mila uomini di truppe pressochè tulle regolari ne compiv:ino l'investimento. , .. . Il o-jorno 8 d'ollobre del 1799 venne falla dal generai lirol1ch Ja pri~rn intim.azione di resa; yi rispose il Monier coll' uscire dall~ cinta e; seguito dal Pino e dal Fontanelli , geli.arsi sul campo deglt oppugnatori di fron te al monte GardetLo. Acco_rr~va i~ ~ahoz in difesa delle sue posizion i, ma trafitto a morte dai c1salpin1, essendosi soominaLe le sue genti, sette bandiere caddero in potere degli assedi~ti e nove pezii d'artig lieria furono da essi posti fuori servizio. Un mese dopo fu rinnovata l'in timazione e sebbene a H500 fos sero ridotti i difensori e le opere d' investimento avanzale all'ultimo stadio, pur disdegnavn il pertinace Monier ogni patto d'arresa. Si fu allora che incominciò il bombardamento . In breve tempo le condizioni della piazza erano a tal pnnLo rido_tte che, radunalo un consiglio di difesa, venne deciso di copilolare . Così, dopo cento giorni di memorabile resistenza, apriva Ancona le sue porte ai reazionari. . . Ufficial i e sottuffidali , colla facoltà di partir per la Francia ebber salve le spade, il corredo ed i cavalli , solo s'impegnarono su parola a non prender l'armi fin chè non fossero scambiali . Il Fonlanelli si recò a Marsiglia e di là a Bourg-en-Bresse. 1
La legione itali a na - Carica d i sotto-ispettore alle rassegne - Perico lo scampato. Comando <lel\a. 1• leggera. - Repressione dei mo ti bolognes i - Car1_ca dt a1ula nte da campo. - Promoziono a generale di brigata . - ~oggiorn o a Pari gi.
Fu nei primi mesi del ,J 800 che Napoleone concepì e pose ad eJietto la luminosa idea della fo rmazione dell'armata di riserva e del pa.ssaoo-io .delle Alp i. Fra le truppe chiamale a far parle di in una quell'eser~~o eranvi o-li avanzi delle cisalpine milizie. Fuse . ~
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YITA E
CAl!PAG!iE
sola legione, chiamata Italica, ebbero la sorte• oouidate da' 'fcodol'O . , . Lech1 e dall f'lJ~itante genera.l e Teulié, di prender parte al passai!'..,io del famoso valico ( I) . vo A ri,ordinar queste truppe contribuì pure il Fon tan elli che pcl' p~ll? cl arresa non poteva rn quei mesi prender l'armi contro i nem~c,_cl~lla repubblica. ~ominato so t~o ispettore alle rassegne dal ~m~st10 della guerra italiano, veniva dallo stesso in tale carica 1mp1egato ed inviato in Toscana a l'assegnarvi la divisione Pino . · Po~o mancò che nel compi ere litle miss ione non toccasse al Fontanell_1 cluris~im~ sorte: p'.·eso di noLte tempo, presso le Filigare da al~u~ , sc~rr,don austnac, del genera! Sommari va, veniva tradollo pr~g~on~ ~~ ~ormania . ~ollo~crill~ la pace di Luneville fu c;gli altri prr~1~rne1 1 dr guerrn cisalpina rimandato in Itali a. Era rriunto a ~om1a quando l'u:Gciale austriaco incaricato della cons~gna lo r1conob?e ~er _uscito da Ancona e legato dalla promessa di non portar I arm, pn ma del_ cambio; _pe1· quanto il Fontanelli proles lasse non ~ve_r_portato l'armi, essere impiegato militare non combattente e qumd~ 1~ p~rfetta regola, fu di nuovo imprigion ato in auesa di un consiglio dr guerra . . Fortuna volle però ch_e un.suo compatriota, compagno di relegazione, appena avuta la 11 berta se no sel'v isse per correre a Milano ed avvel'tire la famigl ia , che vi si ora stabilita, del pericolo imminer~te: TI general Brune, jnformato della cosa, fece subi lo Je necessarie istanze al generale austriaco comandante in Verona e dato le opportune sp iegazioni, ottenne lo svincolo. Ritornato di pien dirilto al serrizio atlivo ebbe il Fontanelli il comando della 11a mezza-brigata di fanteria leggera. che risiedeva ad. I.mola;_ coli~ .stessa . v~nne i~ seguito di guarnigione in Lomba1:d1a e s1 ~:1·1Lo speciali elogi dal generalo Murat in occasione della gran rmsta passata in ~lonza a tutte le truppe cisalpine il ,17 setlembre 1800 .
(I ) La legtone italica cala dal $ . .Bernardo co prendo iJ fi anco s inistro dell' esercito ~n~~lare, com bat~o ? Va~allo togliendo al nemico posizi'lni, artiglierie 8 350 riaiomeri, .pr~scguo po1 v1 ~tor1osa per Aro na , Lecco, Ber ga mo e Brescìa, P " , Col! avaugnor?ta ~01 do Ila colonna princ ipale, comandata dal generale hla · noni ~ era li b~llagltone 1tallco subordinato a GiOl'anni Tooduli che percorse la ~trad; '>Sta, Baid, Ivrea. Chi vasso. - V. Rivtsta Mittta·r e ltallatia, 1882.
DEL GENEUALE ACHI LLE FONTANELLI
Fu poi di gua rnigione nel Veneto e di lii tratto nell'anno successivo a reggere temporaneamente la divisione del pel'sonalo al ministero della guerra. Nel genna io del •l802 la repubblica cisalpina cambiava denominazione ed assumeva quella di itali ana: i suoi rappresentanti, a Lione, ne offrinno la presidenza a Bonaparte che si associava quale Yicepresidcnte Francesco Melzi d'Eril, il futuro duca di Lodi. Fu in questo turno di Lempo ch e il Fontanelli venne trasferto di guarnì ~ gione a Modena ove giunse festeggiatiss imo dai suoi compatrioti. A lui si dc,,e, nello stesso anno, il riordinamen to dogli antichi veterani aggregali alla repubblica italiana e la repressione di gravi disol'dini avvenuti in Bol ogna. Ilecatosi sul posto seppe Los to far marsi un giusto concetto clella situazione e, sceYerata la verità dalla esagerazione, moderatamente fermo, represse. Nell'anno successil' O il primo con:,ole lo des ignava fra gli Italiani per nomi nari o suo aiutante di campo e lo ch iamava a Parigi . In tale posizione il Fontanell i fu incaricato di varie di plot)).aLiche missioni, delle quali egli seppe con onore disimpegnarsi; il tatto suo finissimo ed i suo i modi, ad un tempo cortesi e dignitosi, lo resero anche in quel difficile ambiente altamente ri spettato. Nell'agosto del 1804 il Fontanelli accompagnava Bonaparte, che da due mesi era stato gridato imperatore, verso le coste dell'Oceano Atlantico; colà sta\'a raccogliendosi da qualche tempo poderosissimo esercito, destinato all 'invasione delle Isole .Britanniche: Non fu di poca istruzione al nostro futuro genernle il Yecler manovrare all'incirca sessantam ila uom ini, sotto gli occhi del pi ù gran ca pilano dell'epoca nostra, che si valeva dell'opera sua per la redazione e trasmissione degli ordini e nell'intimità del proprio gabinetto lo meLLova a part.e delle sue prepotenti conMzioni militari e politiche. Fra quelle truppe che, sotl.o gli ordini clel maresciallo Soul t si esercitavano in Yicinanza de!J'immenso Oceano e sollo lo sguardo d'aquila di Napoleone, il Fontanelli vedeva con compiacenza la divisione .i taliana Trivulzio non esser seconda a nessuna . L'imperatore fatta una generosa e solenne distribuzione di onorificenze o ricevuto dalle .truppe il giuramento di fedeltà, s'acco-
mialò da loro per in traprendere un giro politico-militare nei nuovi dipartiment i renani (if). Lo accompagnò sempre in questa cesarea peregrinazione il Fontane]li, il quale ebbe così campo, come forse pochi allri del suo grado , di studiare da vicino qnell'uomo fenomena le. Nelle lunghe ore passale in quel viaggio, il conversare diventava talora confide nziale ; ne abbiamo una idea nel seguente aneddoto che tratteggia il carallere del grande conquistatore : Napoleone s'era addormen tato in carrozza, il Fonlanelli gli sedeva al fianco e leggeva, i cavalli da posta trottavano. D'un trallo deslatosi l'imperatore chi ese : « Che leggete Fontanelli ? « I commen tari cli Giulio Cesare, rispose il colonnello al suo so « vrano . « Ebbene, di temi francamente, sareste entrato in senato, essendo << avverti to dell a congiura? « Maestà, credo di sì, rispose il Fontanelli. « Ed io pure, disse Napoleone, ma dopo d'essermi assicurato di « Bruto e de' suoi, e per annunciare ai padri coscritti che il com« plouo era scoperto e sventalo ». Ritornato alla capi tale l'Imperatore voll e attestare al suo aiutante di campo l'alta sua sodd isfazione pei resi servigi promovendolo generale di brigata ed affi dandogli il comando dei granati eri della guardia italiana arrivati allora a Parigi per alternarvi il servizio colla guardia imperiale. Il soggiorno alla capitai-e francese offerse al nuov0 generale l'occasione di assisLel'e alla solenne incoronazione di Napoleone, avvenuta il 2 dicembre 1804, e più. tardi alla non meno spl endida festa mi litare della distribuzione delle aquile dello impero alle deputazioni dell'esercito e dell 'arma ta.
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DEL GENER.!LE ACHILLE FONTANELLI
Y!TA E CAMPAGNE
Ritorno a Milano. - Cari ca di governatore dr pa lazzo. - I ncoronazione di Napoleone . comando dei Veliti real i. - Comando di una divisione nell'Emilia. - Blocco di Venezia. Puce di Presburgo.
Quando la repubblica italiana,.per mezzo del suo presidente Melzi d'Eril, esprimeva nel marzo 1805 il volo solenne cli essere innalzata a Regno, il generale Fontanelli riceveva l'incarico di partire tosto per l\1ilano, di allestirvi il real palazzo e combinare quanto riguardava la solennità della incoronazione co l gran mastro cli cerimonie dell'impero. Elevato pertanto alla carica di governatore di palazzo, il Fontanelli adempì con buon gusto e gra.ndiosil.i:t allo incarico avuto e la cerimonia della incoronazione potè essere eliettnata in modo mirabile il 23 maggio 11800 (,1 ). A rendere più solenne la funzione celebratasi nella capitalo lombarda, contribuì non poco la presenza della guardia imperiale francese, comandala dal principe Eugenio di Beauharnais e di quella reale italiana; sotto gli ordini dell o slesso Fontanelli. Questi corpi venuti espressamente da Parigi lasciarono subito Milano penitornare alht capitale dell'impero . :'(apoleone intauto prorittava del suo soggiorno in Ilalia per fondare una istituzione che mirava al duplice scopo di preparare buon numero di ufficiali e sottufficiali per l'esercito italiano, che aveva iu animo di ·aumentare in proporzione d-ella popolaiione, e di occupare nobilmente i giovani delle fam iglie agiate, allettanclol i alle armi, e togliencloli cla un ozio infingarclo. Segnate così le trnccie dell'elevalo concetto, Napoleone affidava al generale Fontanelli cli concretare una proposta corrisponden te allo scopo . Questi infatti dopo breve studio sottopose alla. sovrana approvazione il Decreto di formazione delle guardie d'onore e dei veliti real i, i qual i Corpi ebbero vita nel corso del giugno 1805. In ambeclue entra va il fiore clella gioventù italiana, destinato a 1
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(I) Fu d urante la grande parata e disiribuzione di insegno de l 16 agos to I so.1presso
Bou logne che Fo nta nelli ebbe la croce della l egione d'onore, del q uale ol'(line di venne poi com andante e nel 1809 grande ufllciale . - ZANOLI. - Sulla milizia cisalpina t t altana.
(l) VANoo,counT. E d. Parisi, 1s2s.
Histoire dt1 prince Eugè11e Napoleo11. -
Tomo I. Pag. 40,
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VITA E CAlll.PAGNE
servire presso la persona del Re, ma il primo mirava specialmente ad accogliere i giovani agiati, che con una pensione di 800 lire annue, acquistavano il grado di ~oLLotenente dopo dùe anni di servizio teorico e pratico, ed il seco:q.do invece, quello dei veli ti reali, doveva somministrare nello stesso periodo clUempo dei buoni sottufficiali, limitando per essi la pensione a ,150 lire. Le guardie d'onore constavano di 4 compaCYnie di ,f 00 uomini ' ~ dei quali 60 a cavallo, ed i veliti di '12 compagnie pure di 100 uomini ciascuna. In tempo di guerra questi due corpi si univano alla. guardia rea'le della. linea P,er formare la riserva dell'esercito. La bontà di tale istituzione fu poi provata nelle successive guerre, dappoichè siffaui Corpi scelti fornirono all'esercito valenti ufficiali e sottufficiali senza aumento di spese e con grande incremento dello spirito mili tare nella classe agiata che doveva pur somministrare il proprio contingente alla coscrizione ordinaria. Tant'è che più tardi eguale istituzi.one fu adottata nell'esercito fran cese. Come attestato della piena approvazione accordata dallo Imperatore alla attuazione del progetto del generale Fontanelli , gli veniva conferito il coinando dei veliti alloggiati nella caserma dì San Francesco, in allora appunto grandiosamente riedificata. Prima di lasciare Mil ano l'Imperatore aveva inaugurato il Corpo lr.gislativo del nuovo regno e fissandone lo statuto nominava un vice-re nella persona del principe Eugenio, collo incarico di governare durante l'assenza del sovrano ( 1). Mentre tali avvenimenti. si passavano in Italia, l'Austria si preparava a nuova guerra; essa andava lentamente e cli nascosto raccogl ìenclo numero.'ìe truppe alle frontiere del nuovo Regno Italico ecl al principio del gingno vi aveva schierato cento mila uomini circà sotto gli ordini dell'arciduca Carlo, di fronte a venticinque mila ' Francesi comandati da Jourdan. Ma una tale sproporzione di forze non modificò le disposizioni strategiche di Napoleone che, per avere il suo principale esercito sulle sponde dell'Oceano e la preconcetta idea cli portar la guerra .
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DEL GE::-IERA!.E ACH ILLE FONTANEU,I
sul Danubio, prevedeva che le operazioni in Italia non sarebbero riuscite che secondarie sul complesso della campagna. Ciononpertanto l'Imperatore ordinava un campo a ~Iontechiari, diretto dal mare5ciallo Jonrdan e composto cli. tre divisioni (una delle quali italiana comandata dal generale Dombrowski) (il) , approvvigionava le piazze forti e faceva preparare in Pavia 1100 p~zzi di campagna per supplire al difetto di artiglieria che si verificava nei corpi francesi. Con decreto poi del '14 settembre :f 805 il Vicerè eh iamava in attività le guardie nazionali del Regno onde farle istruire per compagnie e bai.taglioni. Il maresciallo .Jourdan non conosceva. il lerre110 d'Italia, Napoleone gli preferì Massena, che venne quindi nella penisola a su1Togarlo. La guerra era stata di nuovo dichiarata, l'Austria aveva preso le proprie misure di concentramento nel Tirolo ed in Bav iera e si aspeLtava da un giorno all'altro lo scopp io dell e ostili tà, quando dietro proposta del gabinetto di Vienna, il 2 ottobre 1805, fu conchiuso un armistizio coll'arciduca Carlo che protraeva. l'iniz io delle operazioni al success ivo 117. Seguiva il 30 la battagli~L dì Caldiero e sub ito dopo la ritirata dell'Arciduca, resa necessaria dalla presa d' Ulma, dalla catastrofe dell'esercito di ~Jack e dal continuo avanzarsi di Napoleone snl Danubio. Il Vicerè, intanto che l'armata d'Ital ia procedeva verso l'Isonzo, · si occupava colla mass ima alacrilil a compiere l'ordinamento delle truppe italiane e delle guard ie naziona.li per aver pronta una riserva. E non tardò a giungerti il momento di imp iegarla. Il Re di N.1poli si dichiarava nemico dell a Francia ed un corpo anglo-russo sbarcato al sud doveva portarsi nel!' Alta Ita lia per dar la mano agli Austriaci. La notizia del la dichiarazione del Re Fer-dinando arrivò a Milano insieme a quella dell'ingresso di Napoleone a Vienna (113 novembre 1 1805). Il principe Engenio pensò tosto di coprire le frontiere del Regno Italico sulla destra del Po. 1
(li Decreto del 7 giugoo 1805.
(lJ Ausilial'io polacco al sel'vizio italico. A.NNO XXVUI, VOL, lii
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VITA E CAMPAGNE
DEI, GENERALE ACITILLE POl\TANELL!
La auardia reale entrc1va allora in Vienna con Napoleone, la Division~ Tenliè era pure alla grande armata, la Divisione Lechi faceva parte del corpo di Saint-Cyr che allora per l'appu~to _si_. batteva a Castelfranco contro gli Austr iaci, non restavano qu111d1 disponibili che i depositi dei reggimenti.di linea ed i nuclei della guardia d'onore e dei veliti reali. Tali essendo le condizioni militari interne del Regno, Eugenio ordinava, il 26 novembre 1805, la fo rmazione di un campo di riserva composto di quanto restava dello esercito e delle guardie nazionali del Regno Ital ico e degli Stati di Parma, .P iacenza e (iuastalla e ne affidava il comando al generale Pino, ministro della guerra. Il 6 dicembre successivo, recatosi poi a B?l~gn_a "'. ispezionava 20 mi la guardie nazionali e 1O mila soldati 1taha111. Questa massa distribuiva in due Divisioni , una delle quali affidava al Fontanelli e l'altra a.I già nominato generale Dombrowski. Ma \a vittoria di Austerlitz ed i progress i di Massena rendevano sempre meno tElm ibile l'attacco dell'esercito anglo-russo-siculo che JYià smetteva il pensiero di avanzarsi fino al Po . " Ond' è ehe parLe del le guardie nazionali veniva congedala e quella più aa"uerrita e mobile era trasferta sull'Adige a guardia degli sbocchi cl;l Tirolo. Il generale Fon Lanelli ebbe il comando di tal Corpo misto cli auardie e mili ti, fo rmanti una Divisione. Nel co;so del dicembre la esercitava il Fontanell i alle va.rie evoluzioni e passava qu indi con essa a far parte dell'armat~ d' Italia che il Vicerè aveva raccolto sotto i suoi ordini, con quart10r generale a Padova. Quando Gouvion Saint-Cyr si volse verso la frontiera di Napoli: }?ontanelli ·si recò al blocco di Venezia e stabili il suo quart ier generale a Pieve di Sacco . L'antica regina dei ma:·i era all ora circuita da tre Divisioni , Fontanelli, Domhrowski e Partonneaux. La Divi· sione Fontanell i ·si componeva di guardie d'onore, cli veliti, di battaglioni e squadroni di deposito , dei. due reggimenti dr_agoni _Na.p~leone e draaoni Reo-ina, ed era completata con guardie na.z1onal1. ·Giulio Font:nelli, fr~tello del comandante e colo"nnello della guardia nazionale di .Modena, vi fungeva da capo di stato maggiore . Ma alla fine dell'anno, conosci utosi il trattato di pace fi rmato a 1
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Presb nrgo, le os tilità contro l'Austria cessarono formalmente ed anche il blocco di Venezia fo levato. Le guardie naz ionali furono congeda.le, le Divisioni disciolte ed il principe Eugenio, la.sciato il comando al generai Pino, par'Liva per Monaco di Baviera ch iamatovi da Napoleone . Ma.ssena. assunse il comando dell' esercito destinato alla.conquista del Regno di Napoli . - Ne fece parte la Divisione Lechi.
, Ri torno a Milano. - Feste pubbliche. - Incarico mili tare a Verona. - Ripresa de l comando dei Veli ti - Cnmando io teri na!c della guardia - Gran r ivista passata dall'impera tore. - Riordi namen to della guardia . - Cessione e ripresa del co ma r,do di essa - Promozione a divisionario.
AI principio del ·1806 trov iamo il Fon tanelli a Milano oc~upa~~ della duplice carica mil itare e di·Corte . Come comandante dei vel1 t1 ,prende parte alle pubbliche feste che i cittadin i milanesi vo llero fare alla ~auarctia. reale italiana che r ientravo. dalla gloriosa campagna .terminata. ad Austerliti ; come aiutante di campo del Re e governatore di palazzo deve preparare, ed in gran parte ordinare. l'ingresso solenne (·I 3 feb braio) che il principe Eugen io fa nella ca.pitale del Reano co ll a novel·la. sposa, la principessa A.malia cli Baviera . In questo turno di tempo la guardia reale della. li nea era passata agli ordini del generale Pino che, lasciato il ministero della guerra, ne assunse il tito lo di pri?no capitano e ne costituì un tutto solo colle guardie d'onore e coi veliti, il comando dei quali ultimi fu conser vato al aeneral Fontanelli. ~ell/stesso mese di fe bbraio il Fonta.nelli ebbe l'incarico di fo rmare a Verona un sesto reggimento di fanteria ed un reggimento di cavalleria che prese il nome di 2° cacciato ri, poi di principe reale. La trnppa doveva essere recluta la. collo iscrivere dei volontari e delle guardie naz ionali , gli uffìcial i e sottufficiali tratti dagli altri corpi. A questo proposito il Vicerè accorda al Fontanelli piena fiducia e .ne è prova il brano di lettera, che qui sollo trascriviamo, dirnttagli dal Principe : « Le min istre de la guerre est chargé de me présenter les sujets « que vous cro irez suscepti bles à etre placés, en !es prenant soi t
DEL C:Ei'.\ERALE ACITIL LE FONTA~ELL!
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YITA E CA ~IPAGI\E
« dans la li gne, soit dans la garde royale, pour leur procurer de « l'avancement. Vous vérifierez le choix qui a élé fait des sous-offi« Ciel'S ». Compiuta anche questa missione speciale con lode, il Fontanelli si resti tuiva a Milano clove, come comandante dei veliti e generale di brigata anziano, reggeva efTeLLirnmente il comando di tulla la guardia reale, ser bandone il Pino l'onorifica carict. di capitano. Fu appunto in questo periodo di quiete che il Font-anell i si diede a studiare J' ordinamen to amministrativo dei corpi real i e con viste economiche introdusse salutari riforme. Frnllanto era. scoppiata la guen a tra JR Francia e la Prussia, cui s'era unita la Russia. Sebbene il Regno d'Italia non vi fosse direttamente impegnato, aveva però alla grande armata una Divisione, comandata dal generale Tenlié ('I) ed un Jrn.llaglione di veliti alle bocche. di Cattaro, che doveva poi segnalarsi in modo speciale' al combattimen to di Castelnuovo. · La Divisione Teuliè era stata disseminala a guardia delle coste dell'Oceano durante la campagna d'Austel'li lz, ma il valoroso generale fece vi,•e istanze presso l'Imperatore, ottenne di prender parte alle operazion i offensive e fìn dai primi mesi del 11807 lo troviamo Yillorioso nella Pomerania. I l 114. gingno iJ 807 Trul iè cadeva colpilo da una palla cli cann one all'assedio di Colberg ed era sostituito pronisoriamenle dal brigadiere Sevel'ol i. TI generale Pino ricevette subilo dopo l'ordine del Vicerè di recar~ i in Pomerania cd assumervi il comando di Lulli i Corpi italiani occupal i negli assedì di quelle piazze, e Yi al'rivava in fall i il 20 lugli o. Pal'tilo il generale Pino, Fontanell i lo sunogò definitivamente nel comando delle guard ie reali. Il trattato cli Tilsitl aveva ridalo la pace all'Europa ; Napoleone compl imenlaLo a Parigi da una deputazione del Regno Italico, prese impegno di ,•isitare la penisola. Egli in fatt i arl'i vò a Milano il 2·1 novemu1·e 1807, ricevuto con grandi f'egLe dalle popolai ioni. In quella occasione Fontanelli ebbe l'onoro di presentare le guard ie reali alla gran rivista passa la da Napoleone che gli ru largo d'cncomt. (ll Na to in Mil ano il 3 febbra io 1709.
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Soddisfatto di quelle scelte truppe e del loro comandante, Napoleone espresse al FonLanelli il pensiero che fosse bene sottrarlo dalla dipendenza ed amministrazione del ministero, por meuerle invece sotto la mano immediata del Re. I l Fonlanelli pensò subito a soddisfare il desiderio del suo Sovrano, e nel marzo del succe$sivo anno 1808 il Re d'Italia firmava il Decreto clrn a questo proposito gli era sl:llo preparato dal suo fi do aiutante. Per elTelto di questo nuoro statuto la guardia reale amministrativamente faceva capo ad un Consiglio presieduto dal Primo Capitano delle guardie e composto cli lutti i general i e colonnell i di di esse; e per ciò che rifleLLe la disciplina, si costituì un Consiglio di guena inappellabile nel seno del Corpo stesso. 't\e venne ma"c,ior 00 prestigio ai mili ti della guardia e ne trassero vantaggio ie finanze .dello Stato. Nel febbra io la Divisione Pino, reduce da lle coste della Pomerania, aveva fallo il suo ingresso in )lilano. l'oco dopo il generale Pi no aveva ripreso il comando della gnardia ch e rimi se poi nelle mani del Font.anelli nel successivo ottobre quando il Primo Capitano partì per la Spagna . Fu in principio del 1809 che il brigadiere Fonlanelli ottenne la promozione a generale divisionario ed il comando cli una Divisione pressochè tutta di reclute al campo di :Monlechiaro . 1
Compos izione o dis locazio ne delle tr uppe i talo- franche ed aus triache all'a pr irsi della campagna del 1800 - Il a ltaglia di Sacilo - Operazioni in Tiro lo - La di visi one italiana dell'Isonzo - Inseguimento \'Crso le Al pi Giulie - Presa dei trinceramenti d i Tarvi.s . - Comando doll a di vis ione dell a guardia real e - Relazio ne del principe ,·icerè. - Ordin e del giorno di Napoleono - In Carinzia ed in Unsberia - Bauagli a di Wagram - Ricompenso - Armistizio d i Znaim - Paco di Vienna - Ri torno della gu3rcl ia a Milano.
Frima di inn oltrnrci nella narraz ione dello vicende delle truppe italiche, in generale, e delle Divisioni, in particolare, comandate dal generale Fontanell i, duran te la campagna del 1809, cred iamo necessario di ricordare la composizi one e dislocazione dell'esercito vicereale e delle conlrnpposle truppe austri ,tche alio o.prirsi delle -0stil ità.
YITA E CAll'.PAG~E
L'esercito italo-franco comandalo dal principe Eugenio di Beauharnais constava nel In primavera del ,1800 <li lre Divisi on i italiane: la I•, della poi dell'Isonzo, e comandala dal generale di Di visione Scveroli; la lI\ della poi del Tirolo, e comandala dal generale dj Divisione FonlaneJl i; la III·, guardia reale, comandala dal generale brigadiere Teodoro Lechi; e cli sei Divisioni francesi : 11• Serras; 2° Broussier; 3° Grenier; ,1,.n l.amarque; 5a Barbou; di una Diri sione di dragoni, comandata dal generale Grouchy-Pully; Si attendeva inoltre dalla Toscana il ,J 12° cli linea fran cese, e da Napoli la brigala Valentin. Gli Austriaci contrnpponevano a dello fol'ze: 1'8° Corpo, di 26000 combauenti circa, e comandato dal generale Albel'to Giulay, accantonalo presso Willacb; il 9° Co l'po, cli 2/i,000 cornhattenti circa, e comandato dal generale Ignazio Gi 1lay, nei dintorni di Laybach . Dodici mila uomini distaccati dall'8° Corpo, sotto il comando del generale Cllasteller, dovevano fomentare l'insurrezione in Ti.rolo ed operare verso Verona . Queste truppe cloveyano essel'e appoggiato a trentaquallromila uomini di Jandwehr che si andavano formando. All'aprirsi delle osLilità, denunziale improvvisamenlo rigli avamposti per pa rte dell 'Au stria, le Divisioni italo -franche sunnominate erano dislocate com e segue: ·I O francese, nd Udine, 2aidem, a San Daniele, 3° idem, a Sacile; ,ta idem, nel Veronese; 5• idem, nel Trevisano . ·13 iLa li ana, nel Padovano; 2• idem, a Montechiaro; 3a idem , a }filano . La Di visione dragon i a Rovigo o Vi llafranca . li giorno stesso della suddella impronisa dichiarazione di rottura, la Divisione Broussier è sopratTaua a Venzone e ri piega fra il Tagliam enl.o e la Livenza; il Yi cerè vi raccoglie cinqu e Divisioni (Broussier, Serras, Grenier, Barbou e Sovoroli) ma nella notte dal 44 al iJi> aprile è di nuovo assalito e parzialmente battuto presso Pordenone. Non ostante ques ti insuccess i, vista l'inazione momentanea dell'avversario, il principe Eugenio da Sacile si decide di nuovo all'offensiYa, passa sulla sinistra della Livenza ed auacca ( 16 aprile ·I 809 ). 1
DEI, GE'.',ERAl, E ACIIILLE FONTANELLI
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Dopo olto ore di ostinato comba.l~e1:e, ~11~lgrad? l~t gi(lv~nil.e arditezza del Principe ecl il valore clogl1 1tal1-lranch1, l esercito e scon~ fitto, ripassa la Li venza in disordine e las~ia 4000 morli, alLrettanL1 prigionieri e ,t 5 cannoni in mano al nemico. . . . Nel mentre le sorti volgevano llVVerse nel piano alJo armi vicereali, lo Lrnppe del generale Daraguay cl'Hilliers erano riclo~te ~ mal partito in Tirolo dalla ri,olta di qL1e:te montanare popo.lriz1·o·n'. c!:e, capitanale da Andrea IIofer e sostenute. dalle regolan m1liz1e del rreneral Chast.ellcr, erano riuscile a cacciare o prendere le poche frup pe bavaresi elle vi si trovavano (6 baLtagli?n i,. ,1 squaclr0.ne, 1 batteria) ed altaccavano d'ogni parte le francesi; d1 queste ull1m.e certo numero era sLaLo sterminato od obbl igato a ceder le arm i. Innspruch caduta, il general Clwstcller vi si era recato per trionfarvi e proclamare, d'ordine dell'arciduca Giovanni, l' organizzazione della landwehr Lirnlese. li generale Ba,raguay cl'Hilliers era gi ~11~to a Ver?n,t il ·13, a~ri!e 1809 por prend er vi il comando c1ell'alas1n1stra. dell armat~ d}.t,d1a, ma quando seppe del tracollo che arevan preso .le cose. 111 I 1rolo'. ritornò subito a Trento. Prima di partire però diede egh stesso gl~ ordini al oeneral FonLanellì che era stato chiamato dal campo clt Montechi;ri pei· recarsi a raIT0 1·zarlo nel Tiro lo co lla sua Divisione. In dipendenza cli tali ordini Fonlanelli, per Ca:3:elnu?vo. eYo\argne si dirigeva n. marcie forzate su Trento, ovo nrnvava il giorno stesso in cui il Vicerè ern slato battuto a Sacile. Le sue forz e erano co~poste. al momento della partenza dal campo, cli 6300 sold~Li ll'in~ fanteria, 300 cavalieri ed 8 pezr.i; tale forza fu però Loslo r1doLLa d, 300 fanti, dati come presidio alla ròcca cl',\nfo (·I). (Il Ecco la com posiziooo della divisione italiana Fonlanelli a lla sua partenza pel Tirolo. Genoruli Ji bl'igata Bcrtoletli e Julh ie o. 2 battaglioni del I O leggero. 2 » del 2° • cacciotor i d' Istria . 2 ,. del 3° Jnfanteri a di linea. l , del ~· " » 2 squadroni sacciaiori Pri•1c'i pe n oale. 5 compagnie artiglieria a pied i. l compagn i a tren o. 1 ,. z;ippatori
Vl'l'A E CA)lPAGNE
Il '17 aprile la divisione Fontanelli era cosi dislocàla: la brigata
Bertoletli a nord di Trento, quella Julhien a Molveno e Zambano. Il 18, Bertolelti si avanzò combaltendo per la valle dell' Avisio ed attaccato per istrad~t non solo respinse e truppe austriache e bande tirolesi, ma s'impadronì di viva forza del borgo di Lavis. Julhien invece trovandosi colle proprie forze diYise daÌ dirupo '; he separai villaggi di Molveno e di Zambano fu ben toslu assalito dagli ab itan li cli Val Non e del Passeyer, soslenuti cl.a due battaglioni regolari; costretto fin dalla sera del 17 a ritirarsi su Val Crtdine, riparava il 18 nei suburbi di Trento che faceva sbarrare. La mattina del ,19 però, con meravigliosa rap idità lascia to Trento, si spingeva su Cadine e vi penetrava. Era un movimento che Baraguay d'Hillier aveva ordinalo per masch erare la ritirata generale ormai neces~ari a. Infatti la notizia dei successi ottenuti dall'arciduca Giovanni sulla Livenza era giunta al campo austriaco ed il generai Chaste\ler YoJeva profittare del vantaggi.oso stato morale di cui godenino I~ sue truppe. L'arditq comandan te austriaco, lasciato Innspruck, il '19, decise dirioccupar Trento ed il 23 aprile vi penetrava. Aveva m~rciato mollo occultamente e sarebbe forse riuscito a tagliare la riti rata alle trnppe di Baraguay d'Hilliers, se queste non fossero state prudentemente ritratte. La divisione italiana trovandos i ultima per poco non rimase separala dai suo i. Il generai Fonlane\l i seppe riparare con prontezza a tale pericolo e r iuscì a schierarsi avanti Rover-edo, come da ordine ricevuto; ciò non pertanto la mossa ausl1'iaca era talmen te prossima a raggiungere l'ideato disegno d1e la brigata Julhien, in coda alla colonna., doveue aprirsi un passaggio aura.verso all e truppe del generale nemico Erte!. Baraguay d'Ililliers con tinuò la sua ritirata Gno a Rivo li , e fatt a occupare detta importante posizione dalia di visione Fontanelli , vedendosi ormai suf/ìc ienl.emente sicuro, avviò al principe Eugenio, che trova.vasi presso Caldiero coll'esercito vicereale, la fan teria della Guardia che fo rmava la sua riserva. Il Principe aveva bi sogno di rinforzi volendo decidere l'a.rciduca Giovanni ad una riti rata e, se possib ile, tagliargli le comun icazioni col Tirolo . 1
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DEL GENF,Ri\LE ACIIILLE FONTANEl,Ll
Fontanelli stesso ricevette l'ordine di raggiungere il Vicerè; era. stato designato a surrogare il generale Severoli, fe l'ito aiia battaglia di Sacile nel co1itrattacco di Porcia. Il generale R.usca, italiano al servizi o francese, rimpiazzò in Tirolo il Fontanelli ; qnest'ull.imo si presentava il 30 aprile alla sua truppa ed il generale Bonfanli, brigadiere anziano, gliene rimetteva il comanclo (il ) . In quella giornala per l'appunto le Lrnppe italiane si erano bat.Lute fra Illasi e Castel-Cerino con grande valore se non con esito molto fo rtunato (2). ì\'Ja le vit.tori e di Napoleone in Germania decisero l'a rciduca Gioyann i alla ritirata; egli ne mandò avviso a.I generalissimo, suo fratello, e la incominciò il giorno dopo, 1° maggio 1809, in direzione a·elle Alpi Giulie. L'esercito italo-franco iniziò solo il giorno 2 maggio l'inseguimento, avendo impiegato il ,1° a riu ni rsi e fa.re i ponti sull'Alpone, e passò il Bren La nella giornata del 4, dopo breve, ma sanguinoso combattimento . L'8 maggio il pri ncipe Eugenio decise di far passare il Piave al suo eserci to; ne venne la battaglia che· prese il nome da detto fiume e che costò agli Austriaci 6000 morti o feriti, quasi 4·000 prigionieri e '15 cannoni. In ta.le vi ttoriosa giornata Font.tmelli aveva ht sua divisione schierata davanti Maserada in attesti d'ordini e passò il Piave con essa su di un ponte di zal.tere appositamente costrutto. Appena raggiunta la opposta riva egli spinse lo squadrone dei dragoni Napoleone ad inseguire il nemico che lasciò 1
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(1) Ecco 13 composizione della divisione italiana dell'Isonzo prima che ne prendesse il comando i l generale Fontanell i: · · Comandanti di brigata, gener ati non ra oti e Peyri (non giun to) . 4 battaglioni del 1° infanteria di li nea . 3 » .del 7° » » 3 » del reggimento Dal mati. 1 » del 2 ° infan teria di linea . 3 • del 112° fra ncese. l squadrone cacci a tori reali. l dragooi Napoleone . l com pagnia ar tiglieria a c~vallo. l » treoo d'art iglieria. Totale 9000 fa nti, 700 caval li (compresi quelli dell'artigl ieria e tre no), 8 pezzi. (2) Ds V,uD<>NcouRT, - Jl'istoi·re politiq1iè et militaire d·u prince Rllgène Napoléon, Tome 1r , page 212.
2.66
trecento prigionieri ed un convoglio viveri abbondanli ssimo. Il 9. si portò ad Oderzo da doYe, dopo osti nalo combattimento, scacciò la relroguard_ia. austriac,Le le f'ece HlO prigion i; passò poi la Li Yenza ed _il ~l'agliamenlo, prendendo nuornmente 60 nemici; procedette qumd1 celeremente su Venzone dove il 113 maggio si univa alla Guardia Reale. Le truppe uscite dalle fortezze di Yenezia, Palmanova ed Osoppo, successivamente sbloccate, passarono in parte alla. divisione Fonlanelli , i cui reparti avevano subilo perdite gravissimo, specialmente in causa della disfatta di Sacile. Anche ad onta di tali rinforzi si doveue però venire ad un rimpasto ed il totale dei battaglion i fu ridotto a nove. Como era fac ile prevedere I' Arcidnca ordinò si dife ndessero i passi che dar Friuli conducono negli St ati ereditari degli Absburgo, le truppe del Viccrè dovettero qu indi combaucrvi . Due sono i principali passrtggi che si presentano a chi dolla provin cia friu lana vuole entrare in Carinzia: la Pontebba ed il passo di Preth o del Predi!. Scelse l'Arciduca il primo, incalzato dagli Italiani e da Dessaix, pel secondo penetrava il generai Serras con truppe francesi. ~on saprei con maggior ch iarezza e preci~ione narrare della parte presa dalla divisione Fonl.anelli nel forzamento cli quesli passi o del suo successivo avanzare, di ciò che lo faccia il barone Zanoli elci quale riporto testualmente le parole: « La divisi one Fontanclli lasciò a Venzone il 7° cl' infanterja tl custodia dell'artiglieria, e riunilasi il ,14- a Dogna, ebbe ordine di marciare in due colonne sopra Tarvis ; l,l brigata .13onfanli col 11° e 2° d'infanteria e Dalmati si diresse alla volta di Maul o l?lilschol, mentre Fonl.anell i co l resto della sua divisione, il 3° d'infa nteria italiana ed il H.2° francese, si r,niò per la valle di Wolfsbach e sboccò a Saffri tz. La brigala Bonfanti , giunta il ,16 a Raibil , due ore dopo si diresse a Tarvis. (< Fontanelli incontrò massime cli fuc oltà nel suo viao-o-io dovendo ee percorrere un sentiero che i soli pastori avevano osato fi no allora
e,,)
(1) Sulla mili~ia ctsalpi no-ilaltana,
l\l ila no, 1&15.
volume lI, cap itolo X, 1800. -
267
DlsL GENEl1A LE ACHI LLE FONTANELLI
VITA E CA)CPAG'NE
Edizione di
Lràversare, ed obbliga to di faro delle fermale per riunire le sLie schi ere, giunse la sera del ,15 a due miglia dal colle di Soma Dogna; di lit inviò distaccamenti che raccolsero i due battaglioni clel 2.2° leggero. Il ,16 prese posizione a Sa[ ri tz. li generale Dessaix:, comandante la vangnardia dell'esercito, precedeva la di, isio11e FonLaoellì, ma si trovò arreslato-nella sua marcia dai Lrinceramenti che il nemico aveva sugli alti gioghi di Tani:-; Fontanell i arrivato poco dopo spiegò le sue schi ere alla destra esi riunì a Bonfanti. Incominciò il fuo co e si esloso su tulla la linea. Bonl'anti fece allaccare il ridouo della sinistra e lo prese, ma sopravvenuta la notte, furono rimesse all' indomani le ulteri ori fazi oni. « Il 17 la divisione Fonta nelli si dispose all'attacco dei r idotti ; il ·I O e 3° reggimento d' infanteria sotto la mitragl ia dei due pezzi si spiegano in facc ia al ridotto, che fo rma la sinistra del nemico; il 2° d'infan teria ed i Dalmati più a deslru. Il segnale dell 'allacco è dato: il I O e 3° cl' infanteria si avanzano a passo di carica; arri \'ali ad un breve tiro di moschetto dal ridotto, due battaglioni dei clue reggimenti si slanciano e lo prendono. L'attacco fu così rapido cho non costò che 6 1mm ini; un bauaglione croalo fu abllalluto ; lulli gli alLri assaliti al rovescio caddero in poter nostro; il generale nemico, temendo d'essere interciso al ponte di i\faglern, abbandonò i trinco· ramenti posti alla sua clrilla, ma un corpo francese, avvicinnn clo~i a Weissen bach, le schiere nemiche furono mosse in piena rol.1.:1. e fu ggirono sbancl,!te Yerso Weissonfels; esse ebbero 400 uom ini mor ti e lasciarono 2000 prigionieri, fra cui un colonnollo, un l.cnente colonnello, due maggiori, 56 ufficiali , ·12 cannon i, dei qua li 6in bat teria, e40 casson i. La nostra perdita nei giorni 16 e "7 fucl i'.28 morli e89 feriti ; gli Italian i si ballero110 con tanto ardore, ch e non pensarono nemmeno a raccogliere i cannoni tolti al nemico . Footanelli era alla Lesta della div isione: il suo a;;petto im ponente animava i soldati; egli si copri di gloria in qnesl. a bril lanLe giornata, dirigendo con valore un attacco che avcrn sì bene ideato . Don fanti rose im · ponanti serYigi concl ncendo le colonne all'assalto; G·iffienga vi prese valilla parlo e si distinsero parlicolarrn enle i co lonnelli Zncchi e Moroni, i maggiori Baretti e Oggori, i capi battaglione Porro, Ferrù , Barbieri, VenLnra, Lona.ti, l'raco l; i cap itani San Giorgio, Reoioglio, Federigo, Sessa, Saluzzo la ~lanla; l'aiulanle maggiore 0
1
268
VIT.\ E C.Hf PAGXE
Testi; i tenenti Le Blanc, Grandi.. .. ... . Il Vicerè nella sua rela.· zione da Tarvis ('17 maggio) così si esprimeva: « Queslo giorno Lerminò con una seconda vittoria. L'inimico oc · « cupava al di là cli Tarvis, chiave dei due passaggi dal Fri uli in « Carinzia, una vantaggiosa posizione fot·L iG cata già da gran tempo; « egli aveva più di 6 reggiment i d' infanteria ed una artiglieria nu« merosa. Il Vicerè accortosi che il nemico voleva attaccarlo lo « prevenne . La divisione Fonlanell i, situata al fianco sin istro clerrli o « AusLl'iaci , si avanzò contro di ess i; ciononpertanto l'artioiieri" ?"l « nem ica non l'arrestò : essa non vi rispose che ballando la carica, « e pl1Se in disordine con tanta prontezza le file dei nemici che ali « altri corpi, i qual i dovevano altaLtaccare nello stesso momento « non giunsero in ten:ipo che per inseguire il nemico , che em git~ « in piena row:i. I 1·i su ltati di questa bella azione sono la presa di « 12 pezzi d'artiglieria e di 3000 uomini, Lra i quali trovasi gran « numero d'ufficiali . La perdita degli Austriaci in morti e feriti e << con siùerevolissima. La rapi L à della di visione Fonla.nelli ,. il sangnc « freddo cd il valol'e che ha ~piegalo in questa giornal n.èsuperiore « ad ogni elogio; i generali Fontaneli e Bonfaoti si sono distinti; il (C co lonne llo Zucchi si è pure segnalato. « Fu in questa. occa.s ione che il Vicerè, circondato dallo slnlo maggiore francese, esclamò, vedendo lo slancio degli italiani: « Voyez mes Italiensl Si je n'avais et1 qu'eux à Sacile, je n'y « aurni s pas essuyé l' humiliation d'une d6fu ilc ». « {I '18 la Divisione italiana anivò al fi ume Gai I, ove prese posizione, avendo trovato il ponte tagliato; il H> fu a Willach, il W a S. Yei l. Qui Fontanelli fu sut:rogato da Severoli (sanato dalla sua ferita) e prese il comando della Divisione clella guardia rea le ». « Rusca colla brignta Berto leLti era a Sp ital osservnndo la st.rath del Tirolo e di Salzburg. L'artigli eria e gl i equipaggi che non avevano potuto seguire l'eserr,ito alla Pontebba, lo raggiunsero per la strada di Ca nale e Pletz (0. Le Divisioni della guardia reale e di Severol i seguitarono il movimen lo <lell'esercilo; il 27 ernno a Bruck e si fermarono in quei contorni fino al 3 J. Fin dal 26 la vaniuar<lia li;
l')
(! ) Su ll o r,ostro carto mo,le ru e Preth. Par mi si dovrebbe di ro: per le st1·ctde di Canale e d! P,·eth, ess endo la pr ima. noa mulattiera che raggiunge la nazionale dell'Isonzo al nord d i Preth o rJetz.
DEL GEè'iERALB ACH ILLE FONTAl'\ELLf
269
del Viccl'è si era messa al Semering in comunicazione col grande esercito, e le divisioni italiane ehbero la consolazione di sent irsi che i\apoleone lor dirige,•a il giorno 28 col suo aoere orr(i elooi lel'll'l o bollettino così concep ito : , . . . . .. . « 1 reO'00csimenti del re"no cl Italia che s1 ernno d1stinl110 Polonia, ò « e che arcrano rivalizzato d' iotrepidezza nella. campagna di Cala« Jo ona coi veterani francesi, si sono coperti di gloria in tuLLi gli « sc~ntri. I popoli cl' Jtalia marciano a gran passi verso l'ultimo « termine di un felice cangiamen to. Qnest..i bella parle clel conti« nenle, alla quale son<1 unite tante grand i ed illustri memori e, ri« comparirà con gloria sulla gran scena del mondo >) . . . Il 4. «iu ono la (Tuardia reale unitamente al reslo dell'eserc1Lo s1 o n t> , trovava. a Neustadt, quando giunse l'ordi ne di panenza per l Ungheria. Come risulta dalle già citale parole dello Z:rnoli, Rusca colla sua Divisione restò a trattenere i Tirolesi e gli Austriaci, nel mentre Lutti gli Italiani si pose1·0 in marcia. verso il campo trincerat.o di Raab; qui,·i l'arciduca G.ioYanni si apprestava a dar battaglia al principe Eugenio. · Nell a. memorabi le giornata cli llaab, che fu cornball.uta il 114 giugno -1809, ann i,·ersari o della battagli a di :Marengo, il generale Fontanelli fece parte della riserva sulle alture cli c~anak e di Kis-Barali; egl i trorò peraltro occasione di impiegare la sua artigl ieria contro gli sqnadroni di l\1e:t.èray che aveYano soprnfalto la C(lva.llcria france.;e e di lanciare i drago ni , guidati dal colonnello Viani, contro l'ala sini:;Lra clel nemico . In un'altra fase del combattimento, essendo la Di visione Serras in ritirata, vicle il Font.inelli un pugno di scorriclol'i austriaci cfoigersi ver~o un'a ltura dove s'eran raccolti i vessilli feri francesi, non perdette un istante; ~i precipitò in carriera. colla sua scorta, contro gli as;;alitori e trasse in salvo le bandiere. La \' itto ria verso sera si cleci:Se in faro re degli italo -franchi e J'esercilo dell'Arciduca andò ritraendosi lcnLtm1enLc, segui to dai vicereali, fino a notte. ~ei p-iorni segnenti la guardia reale italiana perseguitò gli a~~Lroungari fin sol.lo la fortezza di Komorn, indi retrocedette co l v iccrè e si acca mpò presso llaaù. QniYi si tro\'nva quando 1·iceYelte l'ol'dine cli recarsi a marcie forzate a Scl1"ccltal presso Vienna, chiamatavi da Napoleone.
2.70
Vl'l'A F. C1nIPAGNE DE L GENERALE ACll!LLE FONTAN ET,LI
Arrivatavi il 4, passò durante lanolle nell'i sola di Lobau da dove unitamente alla guardia imperiale, era destinala ad entrare nella seconda linea dello schieramen to fissato dall'Imperatore. Nel successivo giorno 5, tutto l'esercito, passati i ponti, si portò sulla sponda sin istra del Danubio ed effettuò lo spiegamento, non senza combauere su varì punti. Nella giornala. del 6 luglio le sorti dei due grandi capitani fnron o decise daJ la famosa baltaglia che presè il nome dal villaggio di Wagra.m ; in tal giorno nel menlre il resto del!' es·ercito vicereale prendeva parte importante alla sanguinosa loua, il generale Fontanelli colla sua guardia trovandosi in posizione di riserva presso Neu::;iedel, non ehbe occasione che di impiegare la. sna. artiglieria che servì a tr,tttenere gli squadroni del generale Principe di Hohenzollern . Dopochè la vittoria ebbe coronato gli sforzi delle armi napoleoniche, l'Imperatore Napoleone largì sp lendide ricompense ai suoi generali, e Fontanelli fu nominato grande. ufficiale della legione d'onore, gran dignita rio della corona ferrea, consigl iere di Stato, benemerito cittadino italiano e conte dell'i mperò. Concbiuso l'armistizio di Znaim (iL2 luglio 11809) la infa.nteria della guardia reale andò accantonata a Schonhrnn , onde alternarvi colla imperiale, il servizio d'onore presso Sua Maestà; la. cavalleria fu mandata parte a Scl1losshof, parte a Presburgo e parte ad Eisenstadt ove prese stanza il comandante. Sottoscritta la pace di Vienna (14 ottobre) Fontanell i raccolse tutti i reparti i lui subordinati e si diresse a Milano ove entrò trionfalmen te.
L'ARTIGL I ERIA DA CAMPO E I SUOI RIPARTI
Nel ,1879 scrivevo in questa .Rivista che la razionale ripartizione dell'artiglieria. in grnppi corrispondenti alle singole_ u? ità del c?rpo d'armata andava facendo strada nei vari eserciti, m omagg10 al principio che l'organic~ e la tattica hanno un'azione ~ecip~·oc~, di~· pemlente l'una dall'altra; dimostravo la. necessità ~h avv1~rc1 noi pure gradatamente in questa direzione, allo scopo di 1~on :·imaner~ in r itardo dagl i altri e proponevo un sistema trans1tor10 _che c~ preparasse la via alla costituzione dell'a.rliglieria in tre reggnnent1 per corpo d'armata. L'insistenza che mettono alcuni scrittori militari (i!), a sostenere la. necessità. di effettuare un tale riparto, siccome il più fecondo di vantaggi tatti ci, mi dà animo a risollevare anche da no i una questione che ci ha fin qui trovati quasi indifferenti. Anzitutto vediamo brevemente come stanno le cose. In Germania il corpo d'armata essendo fo rmato da due div~sioni (composta ognuna di due brigate di sei battagìioni, un reggi-
( Contimia) .
.~
STEFANO MAINONI
Ten . Colonn. citi cav~lle?'i a.
(I) Jou,·,ial des sctences militai1•es. - Jan"ier , 1882. pag. 122. - Féi'rier, 18$3, pag. 255. LB W • L. Etudes de gue,·i·e • .llfemorial de artilleri a. - Julio 1881 , pag. 25. Leciones sob 1·e el se,·uicto y cmpleo tactico de la artilleria e11 campan a por D, L BONCIO
t
y ZALDUA .
E D I S UOI RIPARTI
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L'All'l'IGLIERI A DA CAMPO
mento di cavalleria e quattro batterie a sei pezz i), di uno o due battaglioni di cacciatori, di 8 batterie montate e 3 a cavallo come artiglieria di corpo, presenta un to tale di 1H- pezzi per 25 o 26 battaglioni di fanteria e un numero variabile di reggimenti di Cflvalleria. In Aiist1·ia, dove il corpo . d'armata consterà probabilmente di tre di visioni (ognuna composta di ,12 o H battaglioni ripartiti in due briga té, due squadroni e tre batterie di 8 pezzi), di una brigata di cavalleria e presumibilmente di 8 squadroni e cinque batterie a 8 pezzi, si avranno 1'12 pezzi per una quarantina cli baLta~ glioni e per quattordici squadroni . In FranrJia dove il corpo d'armata è composto di due divi sioni (ogn una formata di due brigate di 6 battaglioni e di &, batterie a 6 pezzi) , di un bauaglione di cacciatori, una brigata di cavalleria, sei batterie montate e tre a cavallo, si hanno 102 pezzi per .25 battaglioni e .2 reggimen ti cli cavalleri a. In Italici il corpo d'armata, composto cli 2 divisioni, un reggimento di cavalleria a 6 squndeoni , un reggimento di bersaglieri e 4 batterie d'ar tiglieria di corpo, possiede 80 pezzi. Queste cifre, meglio che il numero dei pezzi per 1000 danno un'idea della forza dell'artiglieria nei vari eserciti. Il raggruppamento poi delle batterie, in relazione colle forme tattiche della fanteria, vien fatto nel modo seguente: In Russ ia, dove non esiste l'at·tiglieria ·di corpo, ad ogni divisione è assegnato un grnppo di 6 batterie (3 pesanti del calibro di cm. 'IO , 6 e 3 leggere di cm. 8, 7) comandato da un generale; la Germania e la !?rancia hanno due reggimenti d'artiglieria per corpo d'armata ('I ), uno dei quali entra in campagna riunito sotto il comando del suo colon nello e l'altro si scinde per l'ormare due gruppi divisionali. L'Austria e l'Itali a sole mantengono invece l'ordinamento più difettoso, di un unico reggimento per corpo d'armata, che nella mobi li tazione si scompone in parecchi gruppi inclipendemi l'uno dall'altro ; e in Ital ia per di più l'unico reggimento deve peovvedcre, non so lo ai moltepl ici serv izi cli trasporto del corpo
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d'armata, ma altresì a quelli clell 'orti gli eria e dei trasporti di una tli visioi.e di mil izia mob ile. Una ta.le condizione di cose rende la mob il itazione del reggimento tarda e laboriosa e restringe a lim iti molto angusti l'azione del colonnello sul! 'istruzione delle truppe. In Austria ( 1) sembra però che qnestc, inconveniente debba quanto prima cessare, per cui saremo noi i soli a mantenerlo. Quaoào, or è un anno, si discussero alla Camera le leggi militari che allarga rono il quadro del nostro esercito, l'occasione sarebbe stata favorevole per risolvere una questione di tale importanza; ma sgraziatamente quelle leggi import.avano già all'Erario un aggravio così fo:· le, e tante furono le discussioni cui. esse di edero IuolYO che non fu creduto opportuno di complicarle con quel la o ' speciale dell'artigl ieria: ond'è che per nffreuare un volo favo reYole e temendo il noto proverbio, il megl io essere nemico del bene,. furono lasciate le coso co me prima e i voti e i des ideri di molti rimasero insodclisfo tti. Orn. però che le nnoYe unili1. create sono in via cli formazione e che si è raggiunto lo scopo \'Oluto di un più ampio assetto organico dell'esercito , l'aumento e il riparlo più razionale dei diversi gruppi di Latterie, la costit uzione di quest i in modo sl.abi le, indipendente, sono-i termini della questione che s' impongono alla, nostra attenzione colla forza e coll' evidenza di tulle le idee buone che cercano. di entrare nell'ordine dei fatti e per il trionfo delle qnali si com-· batte in tutti gli eserciti. Dimostrnre questa evidenza con nuove ragioni, prendendo le, mosse da una questione tecnica dai termini a prima vista intelligi-bili anche ai non tecnici, e venire in seguito a qualche proposta, concreta, che si adani, senza troppo sconvolgerlo, all'attuale ordinamento, ecco lo scopo di ques!o scritto. 1
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{1) P are però che in Ge r mania si vada preparando l'opinione pubb lica per la costituzione su t.re rcggimen~i dell'artiglieria di corpo d'armata .
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(:I.J Una conllni ssione nom in ata n~ llo sco rso anno in Austria per proporre un n uovo, ordinamento per QIJnst'ar mu, ha da t1ualche tempo tctmin3Li i suoi stud i ed il progetto sottoposto all'appro1'a1.ione m inisteri ale co ns iste nel sost ituire agli attuali J:3 reggimeo t.i, 14, brigate composte ognuna d'un reggimen to per l'a rt i gh~ ria d ivisionale e di un reggimento per l'artiglieria di corpo. Questo ra,1icule mut a mento dim ostrn ch e fu ricono-. scinta anche in Aus tria la necessità rii dare ai gru pp i dell 'art iglieria una coesione maggiore per ~umentare la solid ità rlella linea di battagl in delle divisi oni l e qual ~ de,·ono trovare in essi altrettanti capisa ldi. ANNO XXVIIT, VOL . I [I.
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ED f Sl10! H[PAI1Tl
L Al\T!GLlEHI..\ DA CAMPO
Per misurare il progrn~so realiz.zato e quindi meltere in confronto fa potenza di questi due sisLemi d'artiglieria, senza entrare in question i tecn iche troppo elevate, mi limiterò a riportare in uno spec,chio le cifre riguardan ti le tensioni delle traiettorie (spazi battuti) in ogni bocca da fuoco e le dimensioni delle sLriscie'cbe racchiu., dono la metà dei co lpi a varie di.stanze (esattezza di tiro) ; esaminel'ò con qualche maggior particolare il · modo d'agire del tiro a shrapnel siccome quello desLinato ad avere un largo impiego nelle foture battaglie, e finalmente accennerò alle conseguenze del nuovo munizionamenLo.
I.
Le od ierne condizioni della LnLlica hanno imposto all'artiglieria, anche per le gran~i distanze. l'impiego di proietti dotati di molta divi:sibi li tà., e questo nuovo requisito, dimostrawsi cli utili tà evidente nell~i campagnti Franco-Prussiana, fu largamente raggiunto dall'attuale artiglieria campale colla perfezione dei proieLLi, delle spolette , del le bocche da fu oco, delle veLture contenenti le munizioni, nonchè co i migliorati met?di d'istruzione del personale. Lus ingati da alcune esperienze di pol igono coll e quali si ottennero, co i fuochi a salve di fanteria a distanze da 1200 a '1800 metri, effetti che sorpresero ma che, per le circostanze in cui quelle esperienze furono fatte, non possono ritenersi esa.Lte, alwni scritLor i mili Lari pensarono che a quelle distanze si sarebbe potuto al tiro d'artigl ieria sostituire in mo lti c~si quel lo di fanter ia. D,1 questo principio si giunse in breve a conseguenze che sostenut.e con molta convinz.ione e presentale al pubblico militare come assiomi indiscutibili, stabi li rono una correnLe di idee, erronea all'avv iso di molti, contro la quale è difficile ora il lottare tanto più che gl i studi e le esperienze continue e di ligenti che si fanno sui poligoni d'arlig!ieria per trar partilo di ogni benchè . minimo progresso della balistica e dell a tecnologia meccanica, sono sgraziatatamente a porLaLa solo di un· ristretto numero di ufficiali . Si comprenderà quindi di leggeri quanto sia importante di ristabilire la .realtà delle cose, onde non si incorra in errori che potrebbero foorv inre molte questioni lattiche. Nel 1872 le nostre balterie da campo erano armate con cannoni ,da cm. 7 di bronzo rigate a retrocarica, e con cannon i dei cm . ,12 cli bronzo, rigate, ad avancarica, nell a proporzione di 6 à. 4. Atlualmen te invece a questi due cannoni ne furono sostituiti due altri di potenza maggiore; il cannone da cm. 7 a retrocarica cli bronzo ,compresso ed il cannone da cm . 9 pure a retrocarica e di bronzo ;Compresso, entrambi nella eguale proporz ione.
Specchio indicante l'esattezza e
la 1·aden~a di tiro dei cannoni
da campo in uso nel 1872 e nel 1833
1
1883
1872
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Cannone da !·e [lii
Strisc ia del 50 re,· °lo ~
Canuono dii 7 BR (req mo iilìcHO
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1
0,50 H
1
1
L'esame di quesLi numeri d,imoslrn che la giustezza di tiro del cannone da 9 a relrocatl'ica è circa tre ,;olle saperiore a quella posseduta d:11 cannone da ·12 ad avancarica e la radenza della traiettoria del primo, dopp ia di quella del secondo . Ne l cannone da 7 modificato, in cui fu aumenta La la cal'ica di polvere, nonché il peso
...I
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L'.\RTfGLJERIA DA CA~IPO
del proieuo e veune miglio1·atn la forma cl i que:;to, l'e·arte v - . ~ zza e Ja, radenza del tiro sono cresciute puro sensibi lmente. Ma non sono soltanto queste cif'1·e che possono dare unn idea adegua la degli effelti prodotti nel tiro dalle bocche da fuoco in esa1:1e;_c~nvie,.ie osservare pure alrri elementi, fra i quali, importnnt1 ss1m1, la form a dei pl'o ietr.i e le spolette. , Il cannone da_cm ._ 12, ad ec~ezione della scatola a mitraglia, nelI epoca che cons1denamo, lanciava una granata pesnn te kg ,1 r, I /i.O la quale. cont.enern una. carica di scoppio di ·I /2 kg. cli polvere;. era murnla d, spololla di legno a focone della durala di 24 a 30 secondi e ~i ?i.videv~ in ci1:ca 3~ schegge . L'azione della spoletta,. tant o ne, l.11·1 _curvi che d1 lancio, era di produrre lo scoppio della granata, ma sia per·chè questa s'in terrava quando J'an11olo di caduta ~ la _velocilft d'arril'O erano consider.·evol i, o peechè ,; spoletta non f1'.n.z1onava per alterazioni molto frequenti della sua compo · izionoPll'l ~a o ~lei suo fusto di legno, il fallo sia che gl i scoppi enmo assai rari e.quauc~o avvenivano, la fo1·te carica in terna che pl'oduceva un cl1sperd1mento considere,,ole dell e schegge in di1·ezionr irregolari, e l'i rregolar·e trai ettoria da queste seguila, riducevano il s uo effetlo a poca cosa, talchè può tlii-si che il cannone da 12 non :n-e, a efficacia. reale che col Liro di pico colpo e non rn che alcuni anni dopo ~he il sno tir? fu rnjgliorat.o coll'introd uzione della spolella metallica a percussione nella gl'anata. e più tard i ancom coll'adozione dello shrapnel munito di spolella a tempo. L'in Lroduz_ì o1~e in servizio (li que.~t'ultima. fu veramente un progresso grand1ss1mo pe1· l'ai·1iglieria campale. Non bast.1 infatti che la spolella prodnc~ lo scoppio del pl'oielto, ma bisogna che lo produca a tempo deb110 e nel modo migliore per uti lizzf. 1·0 il più possibile le schegge e le pallollole. Quando si impieg::tn.o le spolette a percussione, per quanto sia. breve l'interva ll o di tempo che corre tra I' u!'to del proi etto sul suolo .e I' i_sta_nle dello scoppio, pure il proicuo ba tutto l'agio di comp iere il r·unbalzo o di interrars i, cos ich~. eccettuate le distnnze ~iccole, alle altr~ ~·e.ff~llo dello scoppio non si fa. sentire se il pro1etto non cade v1cm1ss1mo al bersagl io. Colle spolette a tempo invece gli effe1ti del tiro sono ind ipenden1i
277 <lai te1:reno ed i proielti possono produrre ancora buoni ell'etti anche (JLtando scoppia.no lontani dal bersaglio. Ma un altro progresso fu ancora rea lizzalo in questo congegno cosi importanLe che perme!Le di portare a distanze grandissime gli effetLi dell'antico tiro a u1itraglia. Infatti anche perfez ionate, le spolelle a tempo non erano scevre di inconven ienti, frn i quali principale, quel lo di non sen·ire che imperfellamente a rettificare il tiro e di non potere perciò imp iegal'si nel tiro a distanza ignota.. Si pensò allora cl i combi nare nella si essa spoletta il congegno a tempo e quello a percussione e gii studi essendo orn ulti mati, In spoletta a doppio ,effetto non tardel'à ad es:;ere intl'odotLa in serl'izio per surrogare quella a percussione e quella a Lernpo . li cannone da 7 di cni erano armate nel 187'2 alcune balleri e .campali, non tenendo co nto dell a scatola a mitraglia, lanciava una granala pesa11te kg. 3,720 con caYitiL pri:;matica- piramidale a scanala ture lrasvel'sali. Que:>ta gran,tla era divisibil e, per l'e/Tetto cli una carica di scoppio di g1·. 220, in 2.1. schegge ed era munita. di una spoletta a percussione simile a quella prussiana, la quale rappresenlava già un progl'esso su quella di legno, percb è il suo funzionamento era indipendente dalla natura del ten·eno. Questo cannone lanciaYa ancora uno shrapnel contenente ·I 00 pallelle, il qunle era mun ito di spoleltll. a tempo ed aveva una carica di scoppio co llocala al centro. Tanto le spolo!te a percuss ione che quelle a tempo lasciavano ·però molto a desiderare, non solo p~r la regolarilà degli eiielli , ma nllresì pe1· la semplicili~ di ser\'izio, essendo necessario durante il 1tit·o di munire le primo d' un traversin o e per le snconcle di praticarri un foro nel la miccia in corrisponùenzit della graduazione a. distanza e di toglierne la sp ina di sicurezza . Fu solo in questi ultimi anni. in cni , tanto le une che le altre, furono perfezionate in modo non solo da. rendeme più l'egolare il ,funzionamento. ma di abolire qualunque complicata manipolazione ·preparatoria, e che si riesci al la spoleua a dopp io e/TetLo la quale .possiede pure il Yantaggio cli una durala. di combusLione maggiore e quincli permette che il tiro a shrapnel sia esteso , nel cannone cla ,cm. 9 fin o a 3600 metri, ed in quello da 7 a 3-WO. Il cannone attuale da 7 modificato , lancia colla carica di h.g. 0,81>0 B IJ J SUO I
R!PAl1T I
1
2.78
una .gr~nala pesante kg. 4,,2.80 composta di nove anell i di ghisa, foggiali a rnola dentala, con 8 pnnle ciascuno, sovnipposli l'unoall 'allro, il co i scoppio produce ,f 30 schegge, ed inol Lre lo sh rapnel,. no11 mo llo clis$im ile dal pre<;eclenle e con lenente 1103 palle tle. Il cannone da 9 BR (Ret.) lancia una granala pesan te kg . G,ìoù che coMiene 12 anelli di ghisa fogg iati come' quelli del la granala da 7, ma con ,fo punte e divisibile nello scoppio in i GO schegge, .' nonchè uno shrapn,el con tenente ·177 pa llelle. Queste differenze nella costruzione dei proiel.li sono rese più son-sibil i facendo il conio del nurnizionamento e del la divisib il ità dei proiell i. Il quadro seguente indioa a co lpo d'occhio il progresso realizzato, pure li mitando il calcolo del munizionamento al solo avantreno e, senza tener conto dell e scalole di metragli a. Ad esso co.nviene poi aggiungere i l'ari taggi del perfezionamen lo delle spol~Uoche hanno resi gli effelli degli scoppi più si curi.
>
1
S.p ecchio indicante il frazionamento dei proietti contentiti nell'avantreno dei cannoni del 1872 e del 1883
Muniziona mento t.lell' avan~reno
BOCCHE DA FUOCO o ,(872
1883
~
Ca nnone da
~
Cannone <lu 9 BR (ret.) . . .
·
·,
I ~ I3R
660
7Bn (ret.)
id.
768
66&
1zOO
·1968
,, 6 2560 ~550
5,1,1(}:
·18 2600 ,185/i
,U.5-i-
1
c .., . 1 \ anno~rn e1a i BR (ret.) mo<l1ficato
.
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.
• .
.
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ED I SUOI nTPAR'J'l
L' AR'Y!GJ.IER!A DA CAMPO
nuLe parti , le quali sparpagliandosi producano su vasta superficie il Jorn elTeuo micidiale, è però raggiunto da entrambi in modo assai diverso. Colle granale le schegge non avendo forma regolare perdono presto la loro velocit~t iniziale, e non avendo peso identico i~ loro movimento, so tto l'az ione della carica di scoppio, è i.noltre diverso per le c1i\'er5e schegge. Co llo shrnpnel invece a pari peso si ha un numero superiore di piccoli proietti', se si considerano anche i fram men ti dell 'involucro; !a carica di scoppio essendo piccoli ssima (20 grommi) non può influ ire che poch issimo sulla di spersione delle palleLLe e quando sia colloca.la nella parle posteriore del pr0ietlo, come nello shrapnel c1, dicifrmnma, che verrà quanto prima a.dotta.Lo, pnò imprimere ~anzi alle pallo ttole un aumento di 20 a 30 metri di vclocilà. Ne avviene che se il ca nnone lancia con eguale giustezza di tiro tanto la granala quanto lo shrapnel e se entrambi sono muniti della stessa spo letta a doppio effeLLo, il tiro ~ shrapnel sarà più conveniente di quello a. granata quando trattasi di colpire uomini o carnll i. Cerchia.mo ora .di formal'ci una chiara idea. degli e[eLLi di questo ultimo tiro, siccome quell o appunto che può dare un a. misura dell'effetto pr·odolto dalla moderna arLiglieria. L'aperLura del fascio di traiettorie descritte dalle pallottole d'uno shrapnel dal puoi.o in cui avviene lo scoppio fino a quello in cui es5e vanno a toccare il suolo, è dovuta in massima. parte alla. velocità di rotazione combinatH con quella di traslazione del proietto . . Quest.' apertura, che va aumentando col crescere della distanza. di tiro, può ritenersi variabi le da8 a. 36 gradi , a seconda dei diversi moclelli di shrapnel e dei cannoni che li lanciano; ed il limite dell'impiego di questo tiro, dipende da.Ila durol.a della. spoletta che arriva. in Francia. a 5000 melri e cla noi a 3600. Prendiamo a considerare l'aLLnale nosLrn shrapnel da 9 e supponiamo clie il tiro si faccia alla distanza di 2000 metri. L'ampiezza del cono éli cfopersione po tendo ritenersi di 14° e l'an golo di caduta. del pro ieLLo essendo di 6°, avremo che la palletta più bassa . del l'ascio sarà lanciala in una direz ione tale da fare col terreno un 14" . . '14," 0 angolo di 6° - = I3° e c1uella supeno re di 6° - - è/ = - ,J ; 1
'.2.0
Lo scoy~ cui ~11i rano i cll.:le proietti, granMa e shrapnel, quantunque sia 1dent1co, val.è a dire-di· portare a breve distanza cfal bei:c;aglio una massa di metallo e là olLenerne hi frantumaz ione in. mir
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dì più si può r itenere che circa la metà inferi ore del fascio cada sopra
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L ARTIG L!ERlA DA CAMPO
El> I SUO I IUPART(
una superficie di Lerreno assai Iimi lata nel senso della profondità, mentre la metà superiore baLLa una zona di terreno molto più profonda. Dai risul tali di esperienze ed anche dal cal.colo si può ammettere che a 2000 metri l'effetto del nostro shrapnel da 9, tenendo conto degli errori nella, durata delle spolette e nel puntamento, si r ipartisca sopra una superficie eli ltica profonda 300 metri e larga 50 la quale si troverà per 200 metri al di là, e per 'I 00 metr i al di qua del bersaglio se il Liro fu regolalo in modo da far passare l'asse del fascio pel piede del bersagl io stesso. Per le disLa,nze inferiori a 2000 metri, la traieuoria essendo pi ù ra · dente, l'intersezione del cono di dispersione delle pallelte col terreno presen terà ancora la forma approssimativa di una elissi, ma . ' ali ungata 111 . senso del suo asse maggiore, per cui più efficaceI ne p1u sarà la sua azione nel senso della pro fondità dell e scii iere. Il contrario avverrà per le distanze superiori ai 2000 metri. Le variazion i che possono avvenire nell'al tezza degl i scopp i e nei . loro intervall i non darà luogo a differenze mollo sensib ili nell'ampiezza cli queste wne e saranno sempre ristrette a li miti ben definiti, l'esperienza .avendo dimostrato ch e la profondità della zona battuta 11011 diminuisce che di 50 metri circa, quando l'altezza di scoppio varia da !) ad un metro; per ques t'ultima altezza la deficienza dei colpi, essendo compensata dalla maggior radenza dell a traiettoria, e che per un aumento cli 4000 metri nella giUaLa, la della profond iliL non diminu isce che di i50 metri. Supponiamo ora che un Liro a shrapnel contro una linea di fanco lla teria io marcia per attaccare la J)osizione sia stato reaoJato 1? ' forcella cli 11500-'I700 metri e coUa durala, per la spoleua, cli 11300 metri. Abbassato il punto di scoppio per osservare meglio i risultali, ottenutone uno nl cli là del bersaglio, eseguito quindi il Liro celere, finch è la successione di parecchi scoppi oltre il bersagl io indichi che ques to sta per uscire dalla zona battuta; rel.lificato uiùd Lra volta il tiro co lla diminuzione di 200 metr i per l'alzo e di altrettanto per la durata della spoleLLa ; ripetuto il tiro celere, e via via reuificato . una terza e unR qnal'la volta il t iro, la fanteria si lroverà ad ogni passo so tto una grandine di palle di più in più densa. Infatti mentre essa andrà avvicinandos i alla, zona sottoposta all'az ione della par te I
:inferi ore del fascio degl i sbrapnels che scoppiano a giusto intervallo, non potrà. sottrarsi a quella della parte superiore di quelli allri il ·cui punto cli scoppio riesce molto più corto, e per la profond ità che avrà questa zon a non saranno immuni neanche i sosLegni e forse le ~·iserve stesse. Portiamoci qaindi col pens iero sopra un campo di ba_uagli.a ~ tenti amo cli immaginarci l'efiello prodotto dalla tempesta d1 pro1ett1 fanciati dall e bocche da fuoco di un corpo d'armata, i tre quarti ,delle quali {72) saranno in batteria (se la forza lota!e è _cli 96) .. . . Per apprezzare esattamente l'effetto di questa y 1ogg1a d1 pro1 ett1 determiniamo per ogn i graùa La e per ogn i shrapnel le parli delle t raiettorie descritte dalle scheggie e dalle pallottole che giacciono 11 ello spazio comp reso fra il terreno ed il p iano ad esso parallelo condouo ad altezza d'uomo, ciò che chiamasi lo spllz'Ìo battiit,:,, e -sommiamo insieme tulli questi tratti ineguali di traiellorie. Il nu·rnero risultante rapprese~terà lo spazio batt.t1lo totale, esso ci darà u;1'idea sensibile della pot1m.za distmttiM della granala o dell o shrapnel coll a quale si potrà paragonare quella del Liro cli fu cile~·ia, . cercando quanti colpi occorrerebbero per ottenere, nelle medesime ,o in altre circostanze, la stessa somma di spazio battuto. A vero dire non furon o faLLe esperienze dirette per determinare ,queste quantità ; però il capitano Silvestre dell'artigli eri~ francese ne cercò co l calcolo gli elementi, prendendo per punto d1 partenza uno shrapnel da 9 cm. contenente 226 palletLe (11). . . Ritenendo che lo spazio battuto totale del nostro shrapnel da 9 il quale co tHiene solo •177 pallet.te, sia proporzionale a quello dello :Sh rapnel preso a considerare dal capitano Silvestre, 1ra:c?1.'ando t utte Je ttltre di.lierenze che non possono essere molto sensi b1h, ve<liamo, cogli spazi batluLi del fuc ile l\'1° 1870 alle distanze di 500,, '1000 ,1~00 metri di deter minare quanti colpi di fucile occorrerebbero ~ ciascuna cli queste distanze per avere una sornnui di spazi battuLi eguale a quella prodolla da uno shrapnel da 9 cm. scoppizmte a 2000 meLri. Il quadro seguente racch iude i dati necessari per stabili re questo paragone.
(l} TUu1e théo1·ique des sl1>·apneLs . /levue d 'a,·ttlle,·l_e. -
Aoù t, 1881.
EO I
J) ARTJGLEnIA DA CAM PO
-
.
Nnmero di pallott.olc da fn cile M0 ,1870 che darebbero lo stesso effetto utile alle distanze cl i -
Distanze
500
1000
1500
1
1500
t2,19
70
235
52:S
2500
2H3
:~o
130
305-
Dalle cifre di questo specchio si può argu ire che per ottenere colla fuci leria lo stesso effeLlo prodotto dall'artigl ieria collocata in posizione più sicura dalle offese perchè più lontana e meglio coperta, occorrerebbe un consumo cli munizioni molto grande fatto dai , distanze molto minori, epperçiò più esposte. Che se vorremmo po}, adoperando ll:li stessi elemenLi , fare il confronto de.ll'arU•~lieria atv ù ' 1 tuale con quella che si aveva nel 187'2, noi vedremmo in modo molto sensibile presenlai:si alla mente l'enorme differenza che esiste fra i cannoni d'allora e quelli del presente e poLeemmo qu in di dubitare che le conclusioni Lratle in quell'epoca riguardo all'impor· tanza di una o dell'altra arma e delle formazioni talliche della fanteria, non fossero oggi egualmente buone nè egualmente raccoman.dabili. Supponendo : 1.0 che tutti i proietti muniti di spolet.ta .a percussione scoppino reao larmenLe; 2° che tutte le schecrcrie e Je pallot-· bO tole abb iano al momento dello scoppio un angolo di pro iezione· eguale all'angolo di cadula del proietto, per cu i mo ltiplicaudo lo spazio battuto dal pro ietto pel numero delle schegge e delle pallotV
(
'"' (
72GO
Cannone da 12 . . CanJlfrne da 7 (Rel) 1
( Cannone da 9 (Rel.)
S001m.1
degli spni battuti a ,1, 60
, ..,9 18 1
25584.-
61•083 86870
, ( ~~nnone da 7 (Ret.) modifica lo 1883
EJ?FETTO UTILE
-
283 ·
Rl PAllTl
tole si possa r itenere di avere la. potenza dis lruUiva del pro ieLLo, . ecco qua li sarebbero all'incirca le cifre che rappresen terebbero la totalità dell o.spaz io ha tluto da i proietti contenuti nel solo avantreno llel pezzo delle bocche da fuoco antiche e delle nuove alla distanza di 2000 metri:
Specchio indica:nte la potenza distruttiva dello shrapnel da 9 e del fucile
Slmpnel · da cm. 9 con n° .J17 pallctte
suor
.
.
.
Vale a dire che le potenze distru ttive di qu.esle bocche da fuoce>· sarebbero rnppresentale, ch iamando 1 quella del cannone da ·Ii\ dai numeri seguenU: Cannone da 7 (B.et. ) . da 3 a 4, Cannone da 7 (rnodi{ìcato} 8 Cannone da 9 (Ret.) . 12 E osservando che nei tiri di lancio col cnnnone da "2 molte granate non scoppiavano, che anch e scoppiando gli effetti delle scheggeerano piccoli, che la gittata massima era molto limitata, nori panni si sarebbe troppo lontani dal vero neH'ammetlere che l'efficacia dei· cannoni da 9 è circa ;20 volle superiore a quella posseduta dal can· none da ,.I2 nel ·I872 . 1
II. Ven iamo ora. all'ordinamento . Perchè l'aHigl ieria possa comba ttere insieme colla fanteria biso-· gna che, <•lLre di possedere I' ef{ìcacia della quale abbiamo più sopra. definiti i limiLi, possegga pure tulle le condizioni, non solo di .mobilità assoIut.a dipendente· dai pesi, dalla. forma. delle vettore e dal numero e robustezza dei cavalli, ma presenti pure nella costituzione· dei suoi minori riparti le do ti necessarie per renderla pieghevole, . elastica come è p iegl1evole ed estremamen te elasLi ca la lunga linea , di battaglia. Per ciò gli ordini che partono dal comandante in capo , bi.sogna che si di ramino colla maggiore celerilà e precisione possi- ·
ED I
L' ARTlGLIEi\JA DA CAMPO
hile ed arrivino intalli alle un iLà inferiori ; bi<;ogna e.be queste, piegandosi alla forma del terreno , concorrano all'azione comp lessiva, pur traendo il ma;,\'gior paniLo possibile dei lol'o mezzi e delia loro potenza; si muovano quindi con ordine r iparando agli inaspettati inconvenienLi con prontezza, r imanendo poi sempre sollo ht mano clel capo. Quel complesso di piccole operaz ion i tanto intricate e dif.ficili che accompagnano la condotta cli nna massa d'ar'ligliel'ia al fuoco, quali sono la presa di posizione, il 1·iparlo delle varie sue ·colonne, lét scelta del bersaglio, la rellitìca. e la condol.la del Lieo , il r ifornimento delle muniiion i, €,cc , ecc., non solo tmnno bisogno, per svolgersi co ll a minor co nfusione possibile, di molla i11Lelligenz:1 e sangue freddo dalla parte dei capi, ma le attribuz ioni di questi devono essere distribuite secondo il 101·0 grado e la diYisione del lavoro falla in guisa che lo scopo CTnale corrisponda realmente alla efficacia mas·sima che quest'al'ma può e cleve rendere onde giustifi care la somma dei valori in essa accumulati . · Partendo dall'elemento primordial e di quella massa, che è la balleria, fu già dimostralo allrove magistralmente (11) con deduzion i logiche, nonchè dal fal.Lo, che questa deve essere composta di so li -O pezz i e non di 8 qua.le, forse fra poco, noi soli l'avremo . Non sarà d'uopo quindi di spendere altre parole per dimostrare :la neces::;ità di ado ttare per la batteria nna. lale formazione, tanto ·pi ù che le grandi manovre dell'anno scorso, in cui appunto furono 'i mpiegate batLerie formate su 8 pezzi , resero evident i alcun i gravissimi inconveni enti. Ammessa dunque la formazione su 6 pezzi per baU.él'ia, vecliarno ,come possano cosLituirsi le un itit d'ordine superiore alte a soddisfare al!e condizioni imposte a.lJ'arLi glieria di combattere in masse, per quanto è possib ile grandi . .· Dopo che l'artiglieria del corpo d'armata salì in ogni paese da 4 6 a 2.0 batteri e, si ammise la necessili\ di costituirla io gruppi di 1.re o quallro uni tà. · Le condizioni di non svi-are l'effello dell'artiglieria disseminandola. troppo 1ungo la linea cli battaglia, e la imprescincli bilè necessitk di Ja11e :i.I gruppo divis ionale una costituzione tale che esso possa in ,.,!! ) M,.n,,. -
Studi s,dl'artiglt eria, campale.
suor
RIP.UITI
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tut ti i casi operare con efficacia, conducono evidentemente alla crea- · zione di un'unità tattica insieme ed amministrativa, talmente ben cosLituita che, formando parte in tegrante e inseparabile della di visione stessa, possa conc01Te1·e co lle altre truppe in mtte le fasi del combaLLimento e allo stesso tempo produrre effeLti rapidi e decisivi, e tale costituzione non può oLLenersi elle r iunendùla in un reggi- · mento, la p iù perfetta delle formaziòni taLLico-ammini sl.rative. Il principio accettato quasi genernlmente da Lntte le artiglierie · che la batteria sia troppo piccola. per costitu ire l'1111iUJ. di comba ttimento, lt'ova da no i ancora. molti oppositori, ed a ragione, se si considerano i nostri t.eneni rotti ed accidentati su i quali sarà. mo li.o difficile di poter spiegare e far manovrare un'unità co me quella di 3 a 4 ballerie ( 1). D'altra. parte però , riconosciuta la necessità di non assegnare alla balleria più. di sei pezzi, ègiocofona ammettere che, cosi costituita, essa non potrh, più rappresentare un elemento suftìcientemente arande per rit~nire co lla desiderala 1n·ont.ezz.a una gran massa d'a.rti. gli eria. ad un determin ato istante, in un punto d·ella linea di battaglia. Riunita. l'arLigl ieria di ogni Divisione i11 un reggimento, il corpo d'a1;mata verrebbe in tal modo a comprendere due reggimemi d'arLiglieria. dai quali si dovreb be poi in tempo di guerra staccare un piccolo gruppo di baLterie per for~a re l'artigli ei·ia di corpo, che, col le truppe Sltppletive, serve di r iserva. Una La.le scissione poLra parere ad alcuno, e con ragione, contraria al principio che una truppa non deve nel passaggio dal piede di pace a quello di gtlClTa essere so ll.raLLa. ai suoi capi. Sareb be in fa lli desrdernb ile che anche l' artiglieria di corpo fosse · ordinata. fin dal tempo di pace in gr-nppo indipendente, ma vi si oppongono ragioni di economia, e d'altra parte non mi sembra preferibil e per i motivi sucspressi il sistéma seguìto in Francia ed in ·, German ia, dove l'artiglier ia del corpo d'armala è bensì formata i11,. 1
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(I ) Nelle norme date ùol oc.stro stal L> maggioro sulla form:izi onc di m,11·cia delle colonne, sul loro spiogam~nto sulì'anioment.o , d ell' a1.ione e su ll' im pi~go d ell e tre armi, in occasione d e lle granu ! mano vre d el 1$82 è perÌ> delto: A. cl oite11ere po! che l' a,·tigliei-ia sia pe1· qllanto piìi si può impiegata ùi massa è , necessari o che venga considerata come unità tattica dell' arma non già la batteria. .. ma la b1·'9a1a, e eh~ pe1·ciò s olo eçcezio na l mente a titolo temporaneo 1:e11gano as- -segnati. sp ~cicili c<impiti a. singole batterie.
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ED I SU'.)( BIPA.I\Tl
L' AI\'J'LGLlERIA DA CAMPO
,due reggimenl i, ma uno di qne$li si scinde in.due pari.i per coslit~ire i due gruppi di visional i, e rimane in tallo quello dell'artiglieria -di, corpo . Con tale sistema si dà ai gruppi divisionali una costituzione meno -buona dell'accennata e in Francia si va di più incontro a gravi pericoli, giacchè il colonnello comandante il reggimento dell'al'ti 0alieria di visionale è tentato in tempo cli pace di riserbare al gruppo cli cui -egli prenderà il comando i migliori cavalli ed i migli ori soLLufficiali .a detr imento dell'altro gruppo. I vantaggi che scaturirebbero dal proposto ·riparto sono diversi e -di diversa importanza; ne accennerò qni di seguito i principali, , colla speranza di rendere più accelta la ripartizione che proporrò in segui lo. · Supponendo il gruppo dell'arLigl ieriét divis ionale composto cli tre <brigale a due batterie, .i carri da munizione· e le C(JSÌ dette 1·ùerve, . quando la balleria è al fuoco, si riunirebbern in un numero minore .,di colonne, occupando così una zona più risLretla di teneno . D'altra ·parte la 'rise1·va della batteria che, nella sua compos izione attuale, contiene accesso rii, indispensabili senza dubbio per ogni un ità, ma '.,generalmente al disop ra dell e proporz ioni rigorosamente necessarie, quando fosse costituita per brigata potrebbe assumere p1'oporzioni minori, evitando così un aumento inutile cl' impeclimenta. Così ad ,.esemp io, una. o due fuc ine potrebbero bastare per tutte le briga.te · ed i carr i da. balleria potreb bero da 9 r idursi a 6. La truppa di sostegno, fissata in massima ad una compagnia per batteria:, potrà non essere aumentaL,1. per la brigala cli due ba.lterie, . e ne sarà così raggiunta un'econom ia di forza, ~enza co1Ìl'are il vantaggio di aver le truppe delle due armi sotto gli ordini dell'uffìciak più eleva.Lo in grado. La ricognizione delle posizioni, esegui La dai maggiori, permet, terà. ai cap itani di rimanere all a tesla della loro batleriRnel momento pi1ì critico, e la determinaz ione della distanza falla in oc•n <'> i bri1rala n ., da una sezione o da un pezw darà agio tli eseguire poi la. concentrazione dei tiri di tutta l'a.,tigli eria div isionale con mnggiore sollecitudine e con minori perdi Le. La. dispos izione per scagl ioni , tanto utile quando si manovr a e si . combatte in Lerrerti ròtl.i, po trà essere oon maggior facil ità equindi
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J)iù frequentemente imp iegala, giacchè gli scaglioni di bri gata o di mezza brigata, resi per la loro formazione, più indipendenti , pot ranno muoversi con maggior Jibertit , senza che ne sia indebol ita. .\'azione direttiva dell'i ntero gruppo · Si è eletto che la suddivisione in brig,ite di due batterie dell'arti glieria divisionale favori rebbe l'esecuzione dei suoi movimenti ed <è facile il conv incerseue esaminando qual i sarebbero i còi'npili dei comandanti le singole fraz ioni qualora fossero composte nel modo indicato . Renders i conto dell 'insieme del le operazioni e delle successive fa~i -0.el combattimento per interl'enirvi ne! modo e nell'istan te migliore; .tenersi perciò a lato del comandante la divi~ione durante la marcia, fa for mazione d'allesa e le ricognizioni genera] i del terreno e delle ,posizioni del nemico; recarsi personalmente a dare la direz ione alle brigate; indicare l'ordine cl i marcia; il posto che devono oc~upare 1e colonne di munizioni; le posizioni delle brigate su lla linea di battaglia; i bersagli da battere appena ricevuto l'ordine per incornin.ciare l'az ione e rii.ornare al fianco del comandante in capo se le cir-costanze lo esigono; trasrnel.Lere ai comandanti di brigata le indica:zioni sui camb ia.men ti cli posizione o di direzione del fuoco in rela- . zione coi cambiamenti e colle in Oessioni dell a linert cli ba.Ltagl ia; •ecco qual i saranno i còmpi Li principal i del comandan te del reggi:men to, prima affidati al maggiore . Questi, liberato dalle preoccupazioni che prima lo affo llavano, p0Lrà co n maggior sicurezza, tosto r icevuto l'ordine di muoversi -dall e posizioni d'aues,i. andare a r iconoscere quella parte della linea ·di ba:Uaglia che dovrà occupare, senza curarsi dell'alli neamen to della brigata viciniOl'e, e, riconosciuta col tiro cl i uno o due pezzi la distanrn, fornirà ai clue capitani le inclic,az(on i sui bersagli da battere, le specie di proietti da impiegare dirigendo egli stesso il fuoco di . •tutta la sua. ]~rigata, almeno. nelle sue linee principali . Ai capitani finalmente sarà in lai modo lascialo il tempo e la calma necessaria pee badare alle regole più minute, eppure tanto impor;tant,i del Liro, senza. la cui ésatta osservanza non si ottiene nè l'effi·cacia, nè lei discipli na del fuoco. A questi vantaggi si aggiungono quelli derivanti da un migliore . ,riparlo dell'artiglieria all'avanguardia; primà però di accennarli mi
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0 duopo so ffe rmarmi alquan to inlorno ai calibri dell e bocche da: f~1~co dello quali sono armale le alluali balterie e della loro ripart17:t0ne nelle ~ri gate.. Non entrel'ò in discussione sulla maggiore 0 minor con,,en1enza d1 adollare per Lulta l'arLigliel'ia. divisionale il ~~lo cal_i_bt·o maggiore o P?r d.elerm in~re quale s~robbe la proporz1.one p1u conven1e11le fra il p1cc_olo e il grande. E una quest.ione giit d1ballula e che fu anche risolLa in principio. Mi piace tuttavia a[er~are che l'esistenza. del ca li bro mino r~\ anche in proporzione più picco la dell'altro. costituisce per noi una nccessiLit non so lo economica, ma LaLLica, impostaci dalla. natura del nostro terreno e delle stmde, dalla qualilit e qna11Lità dei cava lli ed anche nn poco dalla robustezza dei soldati. Alcuni esempi tratti dalla grnn guerra ci devono stare sempre presenti, mi limiLo a cilare i seguenti : La sorpresa che incom inciò la grandi osa lolla del giomo H3 agosto alla battaglia di ~lars- la-Tour-Vionvil le fu condotta da due balterie leggere della (ia di1'i:;ione del 3" co rpo insieme allo ;j• e 6" a cavallo. Ad eseguire l'nl!acco di sorpresa iniziato Yerso il mezzodì del 1 18 agosto (GraveloLLe S'. J>t'ival.} dal 9m• corpo, dell e 3 uallet'ie che mar0iavano col grosso della ,1sm• di ,·isione giunsero per le prime duo leggere. Solo le batterie leggere e quelle a cavallo poterono compiere l'eroico sacri!ìcio di sè stesse ecl oltrepassare la. strella di Gravelolte, puro nella battagl ia del 118. Lrurono inYece due pezzi del calibro pesante r.he si arreslal'ono al piede del l'erto tleclivo superalo senza. difficoltà da ·12 pezzi del calibro leggero. Non pu,ò esser~ r.he una batteria leggera capace di eseguire quello che esegut la 3a del 3° reggimento, la quale per rall ènLare l'ardire· del nemico iucalzanle l'abbattuta ala prnssiana. in mezzo a YiolenLissimo fuoco di moschetteria, ogni ,J00 pa:;si si an esLa, toglie ali avantreni ai 5 pezzi che gli rimangono in buono stato e ferma c~n . alcuni tiri a granata, momentaneamente il nemico e quindi riprende la ritirala pn r salvando il G0 pezzo mediante due cavall i sfin iti e· l'aiuto di:> individui ( 1). E nel combaLLimonto di Wisseml.Jourg cosa si scorge all'attacco. (I) D.n,n1,o. -
L'a,.llgllc1·ia da eampo
ÌII
Italia.
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lm I SUOI RIPARTI
L' ARTIGLIERI.\ OA CA)IPO
del Geisberg? La 2a balleria leggem del 5° corpo incaricala di aprire la breccia e formata di pezzi da 4, supera colla più gran difficoltà le pendenze della collina che non avevano però nulla di straordinario. I cavalli stanchi da lungo percorso al i1·otto fatto per strade cattive, arrivano alla sommità in uno stato completo di sfinimento e 3 pezzi rimangono momentaneamente indietro. In somma tutta la campagna è 1ft per provare che malgrado la leggerezza del loro materiale le batterie tedesche hanno provato soventi grandi difficoltà a muoversi e che convenne qualche volta utilizzare fin gli ultimi sforzi dei loro buoni cavalli (11). In Germania in Austria ed in Francia le brigato sono composte di bauerio aventi luUe cannoni dello stesso cal ibro, mentre da noi si segue invece il sistema delle brigate miste; sistema che era pure in vigore nell'ese1·cilo prnssiano durante la guerra del 70 e che per i poco buoni risultati fu iu seguilo mutalo. Infatti, a proposito della battaglia cli Beaumont il maggiore Yùn Leo fra le cause per cui, durante la stes$a, andò spesso perdnto il collegamento fra le batterie di una stessa brigata, annovera appunto la formazione delle brigate costituite con baLterie di calibro diverso e quindi fornite di diversa mobilità. Lo stesso autore. pat'ianùo clella battaglia di Woerth, come fu detto precedenLemente, conferma che gli ostacoli furono con egual facilità sormontati dalle balteri.e a ca.allo e dalle leggere, ma non lo furono in egual modo dalle pesanti che tal\,olla dovettero clùedere ai cavalli sforzi supremi. Parrebbe qniucli miglior partito, massime sotto l'aspetto del collegamento ed anche un poco per quello della maggiore giuata di un cannone sull'altro, di costituire le brigate di un sol calibro. Ma alcuni obbiettano, e non senza 1·agione, che mentre il calibro pesante può occorrere contro ostacoli materiali, quello leggero sarebbe più atto per spingerlo colla fanteria o colla cavalleria su punti de(I) Sous le rapport do la mobilito des batteries, on a constaté que l'artillerie legèr& et rartilleri e li che,·al sont égaloment susccplibles de surmonter les dirilcultés d11 terrain; mnis les haueries lourdos uùrer,t bcaucoop <l o peine ù sr~,·ir Jes 1>cn tes cles Elsasbausen; les cfTorts qu·ellcs l'!ren ~ alors dohenl Ot,·e consid<irés com mo rextrémf.l lìmite de fO qu·on peut attendro d'olles. (Re11ue cf,irtillerle d'aprèt l'ouvra!]e de Von Lu,) E noli~i che qui parlasi del vecchio cannone da G llbbre 10 centim.), pesanto iS?O chi logromm i c irca; mcntr~ il nnovo pesa 1010 ccl il nostro IM~ il pezzo o 2240 Il cassone. ANNO
::u:,•1111,
VOL, 111.
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L'ARTIGLIERIA D.\ CAMPO 290 terminati di difficile occupazion é, per cui due necessità si manifestano nel ripartire l'artiglieria di visionale, quella della formazione di piccoli grupp i dello stesso calibro e quella che entrambi i calibri abbiano da entrare in essa. Il conservare la proporzione al.luale dei cali bri o l'adottarne anche una di versa, costituisce dunque un vantaggio, perchè terrebbe conto delle due qlw.lità essenziali dell'artiglieria da campagna, l'estrema mobili lit e la grande efficacia, le quali devono all' incirca poter essere nella stessa misura sfruLl.ate tanto nel gruppo dell'arti glieria di visionale qur,nlo in quell a di corpo. Ciò può dedursi da varie considerazioni. Il cannone da 9 a.vendo minor mobil ità di quello da 7, la logica vorrebbe che fosse adoperalo colla fanteria la cui andatura è lenta ed i moYiment.i poco rapidi; l'inverso si può dire per l'artigli eria suppleuiva il cui impiego rich iedendo camb iamenti di posizioni, andature più veloci, parrebbe dovesse essere forni ta di cannoni da 7. Ma d'altra parte la fan teria passa dovunque, supera pendenze forti , manovra in terreni difficili e per essere seguila dall'arti gli eria questa deve essere la più mob ile; l'arLiglieria supplettiva può in vece più facilmenLe scegliere le sue posizioni, utilizzare le stl'ade ed un'arti gliel'ia pesanle può tornargli cli maggiot'e vantaggio. Se un ostacolo non potrà essere distrutto col pezzo da 7 si dovrir forse attendere l'al'rivo dell'artiglieria supplettiva. più potente"? Se invece una pendenza troppo ri pid.a, un terreno molle, un passaggio difficile si presenta per cui il pezzo da 9 resiste allo sforzo dei cavalli, si dovrà forse mandare a chiedere i peni leggeri dell'al'tigli eria di corpo e distogli erl i da un'altra missione obbligando così a sposi.amenLì e movimenti perico losi e sopratutto a perdita cli tempo e ad un'azi one intermittenLP. ~ EYidentemente nò. Queste condizioni cosi opposte controbilanciandosi è chiaro che i due calibri devono entrare nell'egual proporzione a costituire l'art iglieria. divisionale come in quella di corpo e specialmente nella prima, e la costituzione delle brigate di due batterie serve a risol''ere il dimcii e problema. Si è visto d'altra parte cli quali inconvenienti sia sorgente il sistema delle brigale formate con batterie di calibro diverso . Queste, possedendo mobilità cfo,ersa saranno in molti casi forzate a sepa-
ED I SUOI RIPAU'l'I
rnrsi portando così una disorganizzazione nel comando della brigata e per tal modo distruggendo l'unità di fuoco tanto lodata, la quale r iceverebbe ancora un colpo mortale se, come ragion VL10le, si cercasse cl i trar partito dalla superiorità del tiro a grandi distanze del calibro maggiore. Il raggruppamento q11indi in brigate cli due batterie dello stesso ,calibro, sembrami il miglior mezzo per trarre dalle condizioni nostre il miglior partilo possibile e risolvere tulle le diffico ltà accennate. Ho eletto che la proporzione eguale dei calibri dovrebbe ottenersi specialmente per l'artigli eria divisionale e ciò con ragione se si rifletta alla defici13nza che abbiamo cli artiglieria a cavallo. I compiti della cavalleria più che in azioni speciali in massa, ordinal'iamen~e si svolgono a distanze considerevoli per mezzo delle ampie e sottili linee dell'avanscoperta. Le grandi cariche se succederanno avranno per teatro la fronte delle divisioni; ed in generale avranno lnogo per sorpresa, unico loro mezzo cli riuscita; sarà allora lJreferihi le il far preparnre la loro azione dalle batterie divisionali, le quali trovandosi già in posizione, conoscono il terreno e la situazione del nemico e possono per ciò senza muoversi far convergere il loro fuoco sui punti dove si vuole far succedere la carica ('I ). Del resto colle nuove leggi fu provveduto, benchè molto limitatamente, anche a questo servizio speciale dell'artiglieria, ma siccome colla creazione cli due brigate d'artiglieria a c,tvallo non si potrà sopperire a tutti i bisogni del corpo d'armata, così per le imprese speciali si impiegherà parte dell'artiglieria divisionale ed a ciò che è l'eccezione si provvederà al momento con una eccezione. Vengo ora ad esam inare il riparto fra l'avanguardia ed il grosso dell'artiglieria divisionale. Normalmente una divisione in marcia su di una colonna con probab ilità d' incontro frontale col nemico forma i seguenti scaglioni (2) : {l) Lewn . - Etudes de guerre. (2) Grand i manovre del 1882. - Aletine nonne per la fo?·ma:ri one di marcia delle colonne, ecc.
ED I SUOI UIPAI\TI
L'AilT!GLTERIA DA CAMPO
a'. cavalleria esploranle, b) avanguardia; e) i:')orosso·' d) retroguardia. La cavalleria esplorante precede di alcuni km. la tesla clell'eslremli avanguardia e spiega innanzi le Sll0 pattuglie d'esplorazione. L'avanguardia si compone di ,1 reggimento di fanle ria, 11 balleria, ,1 o più plotoni di r,avalleria pel servizio di fiancheggiamento; essa marcia nella seguente formazione: a) Estrema avanguardia cosLituilada un batlaglione; b) Grosso dell'avanguardia, scagl ionalo nel modo seguenle: Plotoni di cavalleria 2 baLtaglioni; 1 batteria. La distanza fra la coda del grosso dell'annguardia e la tesla del grosso della divisione è in massima di 1500 a 1200 metri. Il grosso della divisione si scagliona normalmente come segue: ci) reggimento di fanteria che forma brigata con quello d'avanguardia. b) 2 batterie e) una brigata cli fanteria. Questa formazione è particolarmente adaua per le marce nei terreni montuosi o fortemente coperti. Nei terreni scoperti è preferibile far marciare l'artiglieria divisionale in coda al 11 battaglione del grosso . La retroguardia consta di una o due compagnie che vengono date dal reggimento di coda della divisione. Essa scorta quella parte di carreggio che segue la divisione anche in prossimità del nemico. Cn coda alla divisione marciano normalmente il parco d'artiglieria ed una parte della sezione sanilà. Se la divisione forma parte di un corpo d'armata marciante jn vicinanza del nemico, allora il r iparto di tutta l'artiglieria si fa nel seguente modo. Col grosso dell'avanguardia, due batterie della 11a divisione fra ìJ 1° e 2° reggimento . 1
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Colle rimanenti truppe dell:t 1" divisione e in seguito al reggimento di Lesta, la 3" batteria. La brigata di 3 batterie della 211 divisione marcia in testa di questa, ~lla coda dei due squadroni. , Le tre batterie rimanenti delle truppe suppletLive marciano con queste truppe a distanza cli ,J/2 km. dalla coda della 2" divisione precedute da un battaglione di bersaglieri . . I,a tendenza attuale, riguardo dalla costituzione dell'avanguardia, ,è di accrescerne considerevolmente la forza. Gli autori mili Lari as :Segnano acl ess~ 1/ 4 od ,f /6 ,della forza del_la .in~ern divisione e .consir1Jiano di fornirla di un buon nerbo d'artiglieria. Nei combatt imenti d'avanguardia, durante la campagna di Boemia del 66 fu sentita vivamente la mancanza d'artiglieria ed è forse per q,;esLo che nel 70 uno dei principali c~ralteri della _Latt!ca spiegala dall'artiglieria prussiana fu quello d1 esse~·e sta~a m~pie: gala in forti proporzioni nelle azioni d'avanguarcha. Gh scntton militari recenti manifestano una tendenza ad accrescerla ancora, affinchè e.ssa possa agire offensivamente, favorire lo_ s~i~gamento ,delle colonne, e tenere il nemico a distanza in caso eh r1 tirata ('I). Col riparto proposto nei paragrafi precedenti ed assegnando una, brioata .cli llue batterie all'avanguardia si potrebbe ottemperare fa,cih;enle a questo precetto che, appoggiato ai fatti di una gran . guerra merita di essere preso in considerazion_e. Anche qui si presenta la solita questione: d1 qual calibro devono essel'e le batterie dell'avanguardia 1 L'artiglieria dell'avanguardia ha spesso per còmpito d'impadronirsi rapidamente di una posizione favorevole che è anche 1~olt~ esposta e che esige una mobilità r,onsiderevole. Per sostenersi poi · in una posizione dif(icile il miglior cannone sarà quello che ha maooiore efficacia contro le truppe, nel qual caso l'effetto prodotto .s ar:in aran parte proporzionale al numero dei proielti lanciati. Il ,cannon: da 7, senza cassone, trasporla 42 colpi. quello da 9, 34.-, ·sarà quindi naturale il preferire una balteria di quel calibro:· Ma nell'attacco pei villaggi, delle opere di campagn~, clegli os~acoli di ·varia natura, è invece il cannone da 9 che ha 11 vantaggio,, 1
.( I )
v A~osrnto& .
-
Tattica applica.ta al te,-reno.
~9,i.
L'ARTIGLIERIA DA CAMPO ED I SUOI RIPARTI
o?bi~Ltei_-anno alcuni; .cui si può rispondere che sarà sempre mollo, d_1ffictle 11 prevedere m tempo quale sia il calibro più, adatto alle· c_1rcostanze e una scelta non adatta po Lendo produ rre mHl impi:ess10ne sfavorevole sulle Lruppe, mentre in aenera le l'artialieria del. 5 ù 1, avanguar a·1ia, dovendo rimanere lungamente in batteria dovrà esser_e fornita di un numero di c~olpi considerevole, il che si oltienemeglto col calibro minore . . Bi~~gna .~unque porre per principio che ali' ~wanguardia conv!en~ ti _calibro da 7 salvo ad imp iegare quello da 9 nelle eccez'.om, ~1cco~~ avvenne alla 4" divisione bavarese (4 agosto) il . g'.orno rn cui l armala del Principe Reale passò la fron tiera coll'ordme d'impadronirsi della città di Wissembourg in parte fortificala. Una balleria pesante fu in questa circostanza molto a proposito assegnata all'avanguardia e due giorni dopo nella marcia su Froeschviller fu sostituita da una leggera. Prima di dire quale sarebbe un reparto conveniente dell'artiglieria, fra l'avanguardia ed il grosso di una divisione, accennerò a'uno 0 due esempi di marce d'avanguardia falle dai tedeschi nel la auerra del 70 colle disposizioni adottale per la composizione dell'arti~lieria ed il suo posto nella colonna. Il 5° corpo d'armata il 4. agosto, ricevuto l'ordine di passare la frontiera (1' ), s'incamminò sopra una sola strada verso la Lauter· limite est_remo che esso doveva raggi ungere. L'avanguardia doveva arrestarsr ad un miglio circa dalla frontiera, dividersi in due co lonne ~~ssar la L~ute_r e prendere posizione sull a riva opposta mettendosi m comumcaz10ne colla tesla delle due colonne vicine·. Due batterie leggere furono adette all'avanguardia e finchè si marciò in u~a solri colonna una di ess.e fu distaccala all'estrema avanguardia pre~eduta ~la due squadroni e da 6 compagnie e seguila da un battaglwne, 1altra pro~edette alla testa del grosso dell'avanguardia coperta da un baLtaglrone di fucilieri. Giunta alla Lauter, e formate le due co lonne, una batteria fu assegnata a ciascuna di esse. Nel la marcia della .fc.• divisione bavarese su Froeschviller il 6, agosto, una batteria leggera è destinata all'avanguardia, e viene coperta con un bauaglione di fucilieri occupanti la testa del grosso ..
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Per tutta la campagna i Prussiani assegnano sempre due batterie all'avanguardia del corpo d'armata, e tosto incominciato il combattimento la rinforzano con altre batterie, tralle specialmen Le dall'artiglieria di corpo. Esempio: L' 1l 1° corpo il mattino della battaglia cli Woerth può subito impegnare un combatLimento d'avanguardia con 4 batterie . L'avanguardia della 13n divisione il 6 agosto passa la frontiera con una batteria leggera, ·ma appena comincialo il fuoco nelle vicinanze cli Forbach, una seconda batteria viene subito a mettersi in linea colla prima. Il maggiore Leo, nelle considerazioni sull'imp iego dell'artiglieria germanica a.lla bauaglìa dì Sedan, ammette che in una marcia offensiva, quando si abbia sicurezza che il grosso della divisione dovrà pronunciare la sua offensiva nella stessa direzione dell'avanguardia, si debbano assegnare a quest'ultima perfino 3 batterie e se ne lasci al più una sola, delle quattro della brigata, al grosso della divisione per parare a circostanze impreviste. Da queste considerazioni, e da ques ti esemp i che è inutile moltiplicare, si potrebbe quindi stab ilire in massima che, delle tre brigate a due batterie che si proporrebbe di assegnare a ciascuna divisione del corpo d'armata, una brigata da 7 marciasse all'avanguardia e le altre brigate rimanessero colle altre truppe della divisione e precisamente dopo il reggimento di tesla. Con questa disposizione si ovvia all'inconveniente, condannato già come tale da tutti i militari, dell'impiego di una sezione isolata d'artiglieria e si forn isce il mezzo di attenersi scrupolosamente alla regola che in ogni caso l'unità taltica di combattimento è la brigata. Di più, con due batterie da 7, !'avanguarcfot potrà sostenere senza cedere e per molto tempo all'urto inopinato della cavalleria nemica nel ca$O, come avverrà certo, che questa sia fprnita ll'artiglieria a cavallo e la nostra no, sotto il quale aspetto, noi saremmo così convenientemente guarentiti dal pericolo, erti ora sottostiamo, per una insufficiente quantità di artiglieria a cavallo. Il mandare una brigata di due batterie all'avanguardia ha ancora un altro vantaggio, ed è questo : quando un combattimento è incominciato, la cooperazione dell'artiglieria dipende prima di tutto dall'abilità del suo comandante il quale, allo scopo di collegar l'azione 1
1
(IJ Rapporto ufficiale.
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r,' ARTIGLIERI A OA CAlllPO
dei suoi pezzi alle esigenze delle altre armi, deYe rimanere presso il comandante dell'avanguardia durante i movimenti che precedono il combattimento ed in costante rapporto con lui durante il medesimo. Se una sola balleria viene assegnala all'avanguardia, spesse volte, il capitano per tenersi vicino al com,tndan te di questa, sarà obbligato nei momenti più critici, di lasciare i suoi pezzi al tenente; c~e se invece s' impiega una brigala di due batteri e, l'uliìciale superiore che la comanda, rimanendo con un personale sufficiente Yicino al comandante dell'avanguardia, trasmetterà i suoi ordini aìle batterie le quali non essendo in tal modo private dei loro capi si occuperanno con regolarità e prontezza dell'esecuzione e della condolla del fuo co. Rammentisi che il combattimento d'avanguardia spesso decide dell'esito della lotta finale, giacchè col suo prolunrrarsi dà . o agio al generale di divisione di prendere con calma le disposizi oni opportune per avviare con probabilità di successo le sue operazioni contro il nemico, nè perdasi di visi.a il vantaggio imm enso per le truppe giovani cd impressionab ili di sentirsi fortemente appoggiate dal fuoco dell'artiglieria sul principio del combattimenlo.
JII. Esaminati i principali vantaggi della accennata ripartizio~e dell'artigli eria, parmi opportuno di suggerire ora alcune p1·oposLe concrete da adattarsi al nostro caso, senza che venga troppo sconvolto l'ordinamento esistente od aggravate le finanze; pure ammettendo tuttavia come indispensabile un aumento delle bocche da fuoco al corpo d'armata. La ripartizione che propongo non soddisferò, certo tutti i desideri nè avrà perciò l'approvazione di tuLLi; essa però a mio credere ha il vantaggio cli risolvere ad un tempo alcune complesse questioni sulle quali sono molto divisi gl i animi, ed appassionate le discussioni o per lo meno di recaro a tutte qualch e miglioramento. Volendo costituire in 24 reggimenti i gruppi indipendenti da assegnare alle 24 divisioni, bisognerebbe dunque scindere in due i
291 12 reggimenti d'artiglieria che fra poco avremo; ricomporre le rn batterio attuali a 8 pezzi d'ogni reggimento, in '14 altre batterie n 6 pezzi, sette per ogni reggimento, e per non aumentare subilo soverchiamenle il numero dei ca.valli , costituire per ora. in tempo di pace le ballcrie a quattro pezzi con 40 cavalli ognuna, eonservando ad esse però i quadri del tempo di guerra; stabilire i quadri di una o due batterie deposito in modo che con essi $i potessero nella mobilitazione formare le oLLave batterie e il parco divisionale; stawu·e infine dai reggimenti le brigale treno. I tre gruppi d'artiglieria del corpo d'armata sarebbero in tal modo. costiLui li: quelli divisionali, dàlle prime sei batterie di orrni o reggi monto e quello delle truppe suppleLive dalla riunione della 7• e 8° balleria di ognuno dei due reggimenti. Parrà. forse ad alcuno soverchia la proporzione che Yerrebbo in tal modo a stabilirsi fra l'artiglieria divisionale e quella di corpo, ma farò osservare ancora che nella guerra del 70 in quasi lutti i combattimenti i Prussiani, por compensare il difetto dell'artiglieria divisionale, prima ancora d'incominciare l'azione, facevano avanzare la loro arLicrli eria di " ci giocorpo; ed a noi che abbiamo già un'arliglieria meno potente verà. l'averla almeno più numerosa e prontii da principio. La fo rza in cavalli di 112 reggimenti, senza contare quella delle brigate treno, ammontando a circa 6,500, quella dei 24, recrrrimenti 00 proposti sarebbe con lieve differenza di 6720 e l'aumento quindi di spesa, limitato alla formazione dei nuovi quadri, contro il quale si avrebbe in cambio: a) Aumento di ,J 6 bocche da fuoco per corpo d'armata, che da 80 salirebbero perciò a 96 , aumento veramente necessario per l'in fe riorità cli numero e di cali bro in cui ci troviamo di fronte acrli 0 altri esercì ti ; non avendo i recroi.b) Semplicità maggiore di mobilitazione, . o~ menti da pensare che alle batterie ed ai parchi, e la formaz ione delle varie colonne di trasporlo potendo essere affidata alle brigate treno rese dipendenti fin dal tempo di pace dalle direzioni territoriali d'artigli eria alla sede dei comandi di corpo d'armata. Mi rimano per ultimo a parlare dell'aumento dei quadri, che a prima vista sembrerà considerevole, ma che in ultima analisi può .essere limi lato ai soli gradi di maggiore e di capitano, offrendo cosi ED I St,;0( RirAnTI
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F,D l SUOI Rll'AI\TI L' ..\RTIGLIEIIIA DA CA:\IPO 298 un mezzo cli provvedore in parte ai quadri delle bri,gate cl'arliglieria della milizia mobile, che, quali sono ora, non possono certo dirsi neppure sufficien ti. La creazione dei due reggimenti d'artiglieria per ogni corpo d'armata, crea pure la necessità di ri unirli sotto il comando di un capo anche in tempo di pace, che potrebbo essere l'attuale colon nell o comandante di reggimento, mentre i due reggimenti sarebbero comandati dai due tenenti colonnelli giù attualmente nei quadri. In tal modo nulla sarebbe variato nel numero dei colonnelli e dei tenenti colonnelli, e nessuno incaglio no verrebbe al servizio, poichè le fnnzi on i di relatore sarebbero come in fanteria e cavalleria assunte a turno dai maggiori e quelle di capo del servizio del materia le, affidate come prima ad un capitano, stante la diminuziope considerevole di materinJe nell a dotazi(lnC dei reggimen ti per lrt separazione dei servizi di trasporto. Non rimarrebbe qnindi che l'aumento dei capiLani e dei ma ggiori . All'aumento dei primi si potrebbe in parte sopperire diminuendo, il numero dei cupitani applicati al comitato, agli stabil imenli ed alle direzioni, senza grave danno del serrizio; l'aumento dei secondi recherebbe il vantaggio grandissimo di potere in cuso di necessi tà, provvedere alla deficienza cli un lai grado per la buona costituzione· delle brigate di milizia mobile e di quella del personale addetto ai. comandi cli fortezza. L'alterazione nel rapporto fra il grado di capitano e di maggiore,. offrirebbe per ultimo un mezzo di migliorare il troppo lento avanzamento degli uffic iali d'artiglieria, che impiegano ora circa 22 anni a raggiungere il grado cli maggiore; che se quel rapporto fosse riconosciuto lroppo vantaggioso, allora potrebbe ven ir temperato da un altro provvedimento che sto per accennare, a mio credere molto, opportuno. Coll'organizzazione attuale del corpo di stato maggiore, alcuni; uffìciali d'artiglieria possono entrare a farne parte dopo avere appartenuto per molti anni a quest'arma e dopo aver acquistato perciò, tutta l'attitudine necessaria ad esercitarvi un comando importante; ora io ritengo che se si affidasse il comando dei due reggimenti d'artiglieria a colonnelli di slato maggiore provenienti da quell'arma, e so ai riparti dell'artiglieria delle truppe suppletive in guerra, si
assegnasse pure per comundante il sollo_capo ,di ,stato ma?gio'.·e del corpo d'armata, scelto anch'esso fra gli ufficrnlt prov~ment1 dal1' artiglieria, si farebbe cosa molto yratica e va~1La?gi,os~, tanto pel servizio di stato maggiore che pnr quello dell ar~1gl1er1a: Quest'arma allora, fra ('a,umento proposto nella proporzione de1 mag: giori ai capitani ecl il temperamento cli far rientrare in essa alcu~r colonn etlì , acquisterebbe quel vantaggio ncll'avanza~1en t? eh~ c1~p1~ tano a maggiore che le è dovuto; conserverebbe ~e1 ,suoi migliori ufficiali quei comandi dei quali non intende spoglw·s1_e che sarebbero di grande allettumento poi passaggio n~I corpo cli sta~o ~ag: giore, mentre d'allrn parlo non alte1_,erebbc_ 111 n~lla le attr1buz1on1 dei tenent i colonnelli di stato maggiore chiamati al comando, ?elarLiglieria supplet.iva il quale comando 11())) sare~be in conLr,ad1_z1one col loro servizio normale; infine sarebbe meglio aperto I udito ul corpo cli slalo maggiore agli ufficiali d'arLìglieria .cl_1e si dislinguono per qualittl speciali di carattere e di CO!t?ra _e ~OSl mtrodotto ~nche in quesl'arma, senza oJiosa della g1usllz1a, il sistema clell~ pi omozioni a scelta, applicato solo a coloro che, dopo aver ,raggmnto_per anzianità il grado cli maggiore, abbiano incontestabilmente d1~0- · strato, meglio che con semplici esami, l'allitu~ine loro a copnre degnamente le funzioni cli ufficiali cli stato maggiore.
F .\ SCE G 10VANNI
Capitano cl'artigliel'ia.
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LIDHI E PERIODICI
0° Formazioni organiche degli e5erciti di 1a, di 2• e di 3a 1iuea. 6° Riparto territoriale. Dislocazione delle truppe. Sistema di difesa territoriale. 7° Formazione dell'esercito in easo di mobilitazione. go Carreggio e convogli cli un corpo d'armata. Dot.azione in mu• nizioni e viveri. 9° Armi e materiale d'artiglieria. ,10° Uniformi, distintivi, bandiere. Sotto quest.i dieci titoli può comprendersi e l'autore comprese real-mente, quanto può dirsi intorno allo stato 1nilitcire di una potenza. Egli non tiene conto dei passaggi dal vecchio al nuovo, ma prende la situazione quale si trova ad una da ta epoca : la primavera dell'anno , corrente; non fa apprezzamenti sullo spirito, sulla disciplina, sulla, istruzione dei di versi eserciti; espone i dati di fatto, quali emergouo, dalle leggi e dai regolamenti; non fa confronti; ma l'ordine, sempre· eguale, seguito nella ripartizione della materia, a qualunque Stato si riferisca, offre molta facilità a clii volesse farne. Quando si ha dinanzi un libro di statistica, riesce difficile, per non dire impossibile, dare un giudizio sicuro sull'esauezza di tutte le· indicazioni riportate; ma ciascuno può fare una specie d'esame, riscontrando quelle di cui è grado di conoscere l'esattezza. Noi l'abbiamo. fatto per molti dati risguardanti l'ordinamento dell'esercito italiano C· li abbiamo troYati esattissimi; onde siamo autorizzati a credere che sià lo stesso anche degli altri. Conchiudercmo aduuque che il libro del maggiore Rau è un repertorio utilissimo, scritto con ordine e chiarezza francese e con nna,, esattezza che nei libri francesi non è facil e di trovare.
LIBRI E PERIODICI
.L'ètat -,nilitaii•e ,les p1•i.,.ciJJales puìssances èh•angiwes ,ne1n•intem,ps t'le 1883. -S. HAU, capo squad1·one. 3a edizione, Parigi, ,1883, tipografia Berger-Levrault,
prezzo L.. 5. Le mutazioni negli ordini militari si succedettero, da qualche tempo, . così rapide, che i libri, i quali danno la situazione di qualche anno · addietro, si trovano oggidì antiquati e inservibili; onde questo del Rau potrebbe dirsi un'opera nuova, meglio che una nuova edizione, come è indicato nel frontespizio. Le potenze delle qual i si espone lo stato militare, sono la Germania, l'Austria, l'Italia, l'Inghilterra, la Russia e la Spagna. Di quest'ultima non si trova parola nell'edizione precedente; l'autore forse l'introdusse in questa, considerando i re. centi progressi dell'esercito di tale potenza, nell'ordinamento e nella istrnzione. Nè questa è la sola aggiunta; i dati sulla forza dei diversi eserci ti in tempo di pace, sulle proprietà delle loro armi da fuoco, la descrizione delle loro b,rndiere, ecc., ecc., mancavano affatto nelle precedenti edizioni. La forma generale dell'opera è stata conservata la stessa; la materia, relativa a ciascuna delle sei accennate potenze, venne divisa in . dieci capitoli: 1° Comando superiore e amministrazione centrale. Bilanci. 2° Reclutamento. 3° Rimonte e coscrizion0 dei cavalli. 4. 0 Quadri attivi e ausiliari. Stati maggiori. Servizi ammini..strativi .
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Re9ish-cincle de,• 9cwg-,•ci11lt i sch-slatislisclien .;t ,,-tlwilu.ng cles g,•ossen Gene,•cilstnbes. (Regist1·0· delllt sezione geogrnfico-statisti,ca dello stato maggiore) anno 13.o • Berl ino, ti·pografia Mittler e figlio.
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li 13° volume di questa pubblicazione annuale è, per mole, alquanto superiore ai precedenti e ad essi in tutto simile, per l'ordinee. la rni:teria. Poche opere di statistica abbracciano un campo così vasto e basterebbe tale pubblicazione ( quando altra prova non vi, 1
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E PElUODICI
LIBRI
fosse) per mostrare a quanti rami si estenda lo studi@ e !'attività . dello stato maggiore prussiano. Il Registr·a.nde, com'è nolo, non racconta, non descl'.ive e meno ancora giudica ; cita, accenna di volo fatti, opere, relazioni, nomi, progetti. È una miniera inesauribile di dati, un repertorio in cui il geografo, il topografo, lo statista, il militare, il via""iatore ve , l'al[)inisia ' il pubbl icista, risparm iando giorni e talvolta .. settimane di lavoro, trovano chiaro ed ordinato l'indice-, di quanto nell'anno si /1 fat.to, disegnato, stampato, progettato e scn perto nei ,, campi vasLissimi della geografia e della statistica. Sfogliando le pa. gine del Registrnncle si resta meravigliati pensando alla fatica e alla pazienza che deve aver costato lo scriverle. . . La prima divisione elci libro, intitolat~ generalità,, comprende I titoli ed altre indicazioni del le opere e studi di ca:rallere generale, venuti i'n luce nel ·188 l-·1882, sulla geograna, to pogrdia, geologia, - idrografia, astronomia, metereologia, antropologia, storia natnra~e, statistica, sociologia, diritto in t.crnazionale e maritti mo, commercio, . areostatica, cose militari, ecc., ecc., si danno brevi notizie su viaggi o spedizion i geografiche; s'indicano i nomi dei viaggiatori e,, sotto il titolo necrologie geografiche, i nomi di quelli che lasciarono la vita , o sul campo delle loro imprese o in conseguenza · cli esse; fra cui .. Giulietti, Gessi e Matteucci; si accenna ai congressi e all'attività delle società geografiche nel 188 1- 82, ecc., ecc. La seconda divisione tratta specialmente dell'Europa, e le succes. sive sono dedicate una a cia,-cuno degli Stati ·in cui l'Europa è dìvisa . Per gli Stati coloniali , si aggiunge un capitolo riguarda?te le rispettive colonie. Per ogni Stato la materia è ripartita sotto I se. guenti titol i: rilevamento del terreno, paese e popola~io~e, ~over~o, finanze, istruzione, cose sanitarie, agricoltura, produz1on1 mmerane, industria, commercio, esercito, fortincazioni, ferrovie, telegran, ccc. Quau ti cambiamenti, progressi o regressi ebbero luogo, nel ,1882, · in uno di questi rami o in al tri af1iui, leggi approvate, progetti pre· sentati, c<1rte geografiche o topografi che incominciate o compite, livellamen ti, misure di gradi, ferrovie nuovamente aperte, in coslrnzione, concesse o progettate, svi luppo,· capacità e traffico di quelle in , esercizio, telegrafi, canali, mutazioni organiche negli eserciti, nuove fortificaz ioni, ecc., ecc., t.utto trova nel Begistrande la sua citazione. . E le cifre e i dati vennero tolti, sempre che possibi le, da documenti · . ufncia li. Sotto un aspetto soltanto ci sembra che la redazione di questo pe· riodico, avuto riguardo allo scopo, lasci rrualcosa a desiderare: al1 1
reune citazioni di libri, di carte, di fatti, ecc., ecc., che per loro natura hanno attinenza con diversi· argomenti, dovrebbero essere ripetute sotto .diversi titoli. Per esempio a pagina 100 souo i, titolo 'Verkehrswesen (cose commerciali) troviamo: << viaggi io pallone sopra ,il canale » ; la stessa citazione poi non la troviamo a pag. 73 sotto il titolo Ln(tschifff'ahrt (areonautica). Così a pag. 533, nel capitolo ~he riguarda. l'Italia, sotto lo stesso titolo Veckehrswesen, troviamo: « Ein italienischer Plan gegen die Malaha » (un progetto italiano ,contro la malaria) e poco oltre: « carta illustrata della malaria in I talia »; nè le stesse citazioni le troviamo solto il titolo Sanitatswesen {cose sanitarie), dove starebbero egualmente bene e fo rse meglio. A pag. 3H, nel capitolo che riguarda la Svizzera e sem pre sotto il titolo Yerh;ehrswesen si trova: Die strategù,che Bedeutung der SirnplonBahn, 'oon franzosischen StC1;ndpunct betrachtet. (L'importanza strategica della strnda del Sempione, dal punto di vista francese); ci pare che la stessa citazione avrebbe dovuto ripetersi, nel capitolo che ,tratta dell'Italia e sotto il titolo K1'iegswesen (cose militari) . Malgrado questo appunto (che forse non può evitarsi senza dare .al li bro una mole troppo vasta) noi siamo convinti .e persuasi, che il favore incontrato dal Reg'istmnde in tutti i circoli mi litari è pienamente giusti ncato. 1
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Jalu·esbe,•i.clile iif,e,• di.e
Fe,•a11,1le1•1nigeH 't .t.Htl
l" o,•ts~lu•i.lle i•n 1':IUit~~1•wesen . ( Relazioni anmwli swi cr1,mbimnenti e pro,qre.ssi nelle cose rnititari), pubblicate da H. v. LoBELL colonnello . Anno rx. - Berlino, 1883, lipografia Mittler e figlio. 1
Il IX volume dell'Jahresbe1·ichte ( che contiene le relazioni riguardanti il ,t88~) si divide, come i suoi precedenLi , in tre parti: la prima è dedicata alle mutazioni organiche introdotte nei diversi eserciti; la seconda ai progressi fatti nei vari rami dell'arte militare; la terza agli avvenimenti di guerra. Però detto volume ci reca quest'anno un importante novità: la relazione sullo sviluppo della marina tedesca nell'ultimo decennio. Finora l'Jah,resber,ichte si era occupato solo degli
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LlflRI
eserciti di terra; quest'aggiunta accenna ad uno sviluppo maggìore dell'opera, ed è quasi una promessa per l'avvenire. La notorietà e il fayoro oramai acquisuito da tal~ pubblicazione nei circoli militari, <love è quasi riguardata corno un libro di testo, ci dispensa dal fare apprezzamenti cd entrare in particolari. Ecco un cenno sommario: la prima parte contiene le relaziooi sugli eserciti di Germania, 11raucia, Russia, Austria, Italia, Ingh ilterra e degli altri stati europei Jìno a quelli del Montenegro, della Bulgaria o della Rumelia orientale; più quelle sugli eserciti di alcuni stati non europei, ma che hanno coll'Europa maggiori raµpor ti: l'Egitto, il .Messico, gli Stati Uniti. Interessantissimo, quest'anno, per l'abbondanza della materia e rimarchevole, come sempre, per ordine, chiarnzza e precisione, è il ra pporto che riguarda l'esercito italiano . Premesso che il •188~ fu uno degli ann i più felici e proficui alle instituzioni militari in I talia, si passano in rassegna le diverse leggi militari approvate dal Parlamento cominciando da quelle che importano spese straordinarie, per fabbri: cazione di fucili, difesa delle co:;tc, costrnzione e armamento di fortezze, ccc. ecc., e . veueudo a qnella che importa modifìcaz.ioni al sistema di reclutamento, a quella che aumenta le competenze dooli ufficiali, a quella infine che stabilisce un nuovo ordinamento dell'es:i-. cito. Di tutte si fa rilevare l'opportunità e la portata . Si prendono q~iu~i ad es~me le condi~ioni della c:issa militare, e i progetti per m1gl10rarla; s1danno m ultimo brevi notizie sul l'armamento dell:i truppa, sulla chiamata delle classi , sui c.impi d'istruzione, sulle grandi manovre, sui larnri topografici eseguiti nell'anno, ecc. ecc; nulla d'importante venne dimenticato. Riporteremo qui un suo to della conclusione. « L'esercito italiaoo si trova attualmente in un periodo di transizione; il metodo prescelto, per il passaggio dal vecchio al nnovo, è il più sicuro; ma nou il più spedito; perchè richiede almeno due o tre anui, di tempo. Scoppiasse prima la gnerra, l'esercito italiano si presenterebbe in campo, cogli antichi dieci corpi, rinforzati però in .1rtiglieria e in cava lleria. A questo riguardo non si ha in Italia alcun dubbio». • I progressi fatti da ll'Ital ia, in materia militnre, sono molti ~ importanti. La nazione ha provato che possiede gli elementi per divcnt,are una poteuzn militare cl i prim'ordine. Gl'itnliani vogl iono misurare le spese militari alle forze fìnan1.iarie; nrn anche queste vanno ogni anno aumentando. L'attuale ordinamento rappresen ta un compromesso fra Je varie esigenze, e trnduce in atto, per r1uanto è possibile.
305 l'idea popolare della nazione armata, senza perdere di vi.,;ta l'ordine e la disciplina. Ancora molto rimane a fars i per raggiungere l'ideale, ma non si dimentichi che l'I1alio, corno pot.euza, è nata ieri. « Ad ogni modo l'esercito italiano costi tui~ce già nna forza colla quale nelle future guerre, in Europa , bisognerà seriamen te contare; i suoi ufficiali sono istruiti, seoza pretese, va lorosi e fedel i al loro re; i sold:iti sono intell igenti, sobri , ottimi marciatori. Quando questi elementi abbiano un ordinamento completo, l'esercito italiano potrà, se 110n per numero, certo per valore, stare a paro con qualunque altN esercito. E ciò avverrit quando gl'Italiani non saranno più obblioati • O n misurare con troppa parsimonia le somme occorrenti, allo sYiluppo delle loro instituzioui mil ita ri ». La secouda parte doll'Jèthresberichte contiene le relnioni sulla tattica delle tre armi, quale si es~licò nelle grandi manovre e nelle ope· r~1.ionì di gnenn del 188:2; sui progressi dcll':irte fortifìcatoria, qual i s1 rosero ovidenti nei grnndi lavori di fortificnzione est'auiti in nri v . S l.~t1; sul nnov.o materiale d'artiglieria :idottato presso diverse potenze e sn lle modifìc:izioui introdotte uel vecchio; sulla letteratura storicomilitare. Quest'ultima rel:iziono è uo(l brern bibliogrnlìa, quasi un bollettino bibliografico, delle princip:ili opere <li storia mi litare pubblicate entro l'anno. · La terza parto ci presenta rapporti, abbastauza estesi, sui fa tti di ?uerra che ebbero luogo nel deuo anno, cioè: sul la spedizione inglese m Egitto, sulle operazioni dei Francesi in Algeria e in Tunisìa o su quello degli Austriaci nell'Erzegovina e alle Bocche di Cattaro . Chiudono il libro le necrologio di 38 generali di varie nnziQui (fra cui i generali italiani Medici e Pescello) e la cronaca milit~re dell'anno ·188.2. E PERl ODIC[
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J,ilu•bucl,e •• ru,• ,i.e tle11,tselte A1•11aée t1Htl 111111•,ue .
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2° trimestre 11883.
Merito. di Gustaroo Adolfo nell'ordinamento delle tre m·mi e brete e.çposi:sfone della sua tati'ica (Conclusione). - Vero principe, grande organizzntorn, capitnuo di genio, Gustavo Adolfo ruppe colle antich,~ tradizioni e aprì alla tattica una nuora via . ~\lei breve corso della surt vita operosa uon troYò tempo di formulnrn i principi che gli scrANNO XXVIII VOL. I II.
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LIBRI
virono di norma, di scrivere, a profitto dell'arte, i risultati della sua esperienza. Al tri lo focero nei tempi posteriori, lrnsandosi specialmente su alcuni editti rimasti di lui; ma non è da mettere a carico del gran re di Svezia tutto quello che ne disse1·0 i suoi comment.uori . Nel presente studio si è cercalo di portare un po' di luce su tale argomento. La spediz,ione degl'Ing lesi in Egitto n ell'anno 1882 ( Continuazione e fin e). - Si raccontano gli ultimi fatti e si conclude: se l'Inghilterra riguarderà il risultato di questa spedizione come una vi ttoria de' suoi mezzi fìnanziari, non come una pro va della sua prontezza di mobilitazione, della solidità ciel t'-llO esercito e delln bontà del nuoYo ordinamento dato nllo stesso, Yedrà le cose proprio come sono e potrà ricavare molto profitto d:1 ll'esperienza. n sen;ù:'io di cam,paqna vresso la fanteria tedesca 11 la /'rt.mcese (Continuazione). - Nella , parte nntecedente vennero con fro·utati i regolamenti (tedesco e francese) pel servizio di c:;mpagna; orn si esamina come questo viene eseguito. 1 Francesi non furon.o mai famosi per accuratezza nel servizio di campagna, e non pare che a:;pirino a diven irlo. ~olio loro gl'andi manovre il servizio d'avampo$li è fatlo in modo primitivo; quel lo delle pauuglie è assolutamente trascurato. Poche guarnigioni hanno una località adatta per esercitarsi a questo riguardo, perchè le colture, quasi dnppertutto, impediscono di spazinre come sarebbe necessario. Perciò avYiene di spesso, che l'esercizio di collocnmento degli avampos~i si fa in pinzza d'armi e (riswm tenea!is'?) noi cortili del quartiere. Un altro ostacolo a questa ist.ruzione, è la poca forza dei battaglioni e delle com pagnie. Di regol:i generale nna compagnia francese non ha 50 uom ini disponibi li. Come possono farsi esercizi cli servizio di campagna, con r~parti CO$Ì me• schioi ? (.!unsi quasi si capisce perchè si fauno nei cortili. Consigli per tistnizione della compagnia nel tiro. Conferenza sulla· spieqazfone clem,enuire della deri-vazione dei proiellil i. Considerazion i tecnico-ba IisLiche. Sulla tattica dell'artiglieria da campagna. H o~'FJ<A tER, tenente colonnello. L'autore :ri sponde ad alcune critiche che il colonnello Kriebel, fece ad un suo libro, portante il titolo sopra indicato. Ordinamento e serv'i:::io della fanteria cent'anni fa ( Continuazione) . - ~ ella prima parte si era trattato del reclutamento degli eserciti cli Federico lI; ora si trntt.1 della loro di sciplina, ciel servizio di guarnigione e di campagna, cl olla forza e delle fo rmar.ioni tattiche, dell'armamento, delle paghe e delle sussistenze.
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E PERIODIC I
Gambetta e Chanzy nella loro 'i-mportanza ~e,r l' eserci_to_ franc~se. La morte ha colpilo 11uasi co11Lemporaneamcnte .1 due uomini st~ cui la Francia faceva maggior assegnamento; uno fu 1\ creato:e deg~1 eserciti del rn70- 7·1; l'altro fu l'unico genernlc, per c_111_ s~mse alla Francia un raggio di !-peranza. A n.oi sol~~ti .e cittad101 dt uno ~tal~ motiarchico è più facile apprezznre I men ti eh Chauz~. eh~ qu~llt cli Gambetta . Il cnratterl\ forte e tranquillo del generale e inspira nspell? pitì che \'imma11ine del focoso tribuno: .Ma .e SI· mpalia , , o c1· nessuno .. puo neoaro O la stori;'l !-Criverà che, come organizzatore I cserc1t1, c~mo vi;iucatorc cli una nazione prostr.:ita, Gambetta fu grnnde. 'Qu~st avvocato trentenne, che cli ~balzo si trova minist_ro_ della ~uerra, lii momenti così critici, in mez1.o a un caos d'nomm1 e d1 c~sc all'atto or lui O non perde la. lesta, e in mono cli tre mesi oppone al nuov· e, [) cl'e a\'eV't · e1·1'1n 1·1nea, un a1trn fatto pl'io ionicro !' iutiero esercito nemlc0 , • esercito di mezzo milione di uomini, bene equ1pa~g1a~1 e~ armati, ha diriuo all'ammirazione anche degli anersari . I d1fett1 .d1 Gambetta provengono r\a esuberanza e sq~1ilib~·io r~'i~gegno . Olt manc~va la moderazione. Non si contentò cli lare tl m1n1stro del l~ guerra , voi!~ , ·1 11eneralo e ùiriaere le operazion i tlal suo gab1Mtto. Ma ~e c1r e faie l 0 era possibile al recchio Moltko, con generalt m1ziat1 a :uo1 progeu1 e che avevano in lui piena fi ducia e con uno s.tato m:igg1o~e da lu ng.:> tempo educalo alla sua ~cuo~a'. non era possi~1~e. ad /n ~1ova~e, cli~ ··ato da 11ochi o111orn1 ti banco dl)[la difesa.. Lpp,ue anche 1101 avea I..""~c1. . H 1 piani di Gambella c'è l'impronta di una grande lll lell 1g(\nza. 1ull a~ l'autore di essi mancava la conoscenza del 1cn eno e della truppa, r11· "·ei· utori manrn va. la (ì(lucia nell 'autore. Il generale Chanzy, ;ab I v, , .' I f l' l . d. cÌ1e riu di tutti cntl'ava nel le viste . di Gam betta e c_1e . n. u _tiinù 1 tutti a perdere la speranza, pu.re s1 1.amen1ava cl~e I p1an1 dt cam.·"no c1·1~,cti··· 1 1na' 1mpost1 e che non s1 le°gevnno nopp111e 0 pagna Jl Oll e tn ~~ . fo obbiezioni elci generalt. . . Gambetla cito oose in evidenza Chanzy; ma non per quesLo e ]1 . Lt r 'I . d ·pe giustificata l'accusa ?'iog_r~~(tnd!ne clat_a a qu~~t u .umo quan ~· co~ cialmente per moti\'l poht1c1, s1 stacco dnl p11mo, ~hanzy ,ri o o fatto che mai ùistinzione fu pi LL mcritat,a e ch'egli era 1uomo d~ •· .tlzare le sorti clella sua pritri a, se ciò (osse stato umanamcute posJ 1' ., · fra 1·1 d"1ttat~1e_ , e 1.1 •genera sibilo . L::i. prima origine dello screzio . .' 1e fu la seguente: un giorno, durante la guerra, il . p_rrnc1pe dt Jornnllo · , , • " "liorl Z)' chicclemlo di prendere serv1z10 nelle sue trnppc. $1 p1 esen. 0 " ,, . , . Chanzy pt'livvisoriameute l':icceuò, e inLftnLo scnssc a _Gnm))Ctla per averne l'approYazione ; je cri, (egli diceva) ne po 111Joir ltn refuser J
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ce q~ie la go~erneme1~t de la répi~blique ai;corde à tOtls les Français: Il d1ttatore disapprovo acremente il fatto e couchiuse con -quest'ord' . Dè d . ·t me. s . ema:in -i sera conduit en lieu sar. Telles sont les instruct.ions, qtie .3e vous prie de {aire exécuter. Non faremo apprezzamenti, ma crediamo ~be ogni mili tare col cuore libero da passioni radicali, avrebbe agito come Chanzy. ' Ultimata la guerra, cominciò in Francia quel lavo ro di riordinamento a cui meravigliando abbiamo a~sistito, e i nomi di Gambetta e cli Chanzy si trovano legati a tutti ·i progressi fatti nella rior"anizzazione del!'esercito. La loro autorità e la loro paroln, in Parfa~ento ebbero_ un . gran peso nella discussione d'importanti leggi militari: Bencl'.e f,~crle _oratore Clrnnzy parlava poco; ma è noto con quanta energia s1 . l:-vo contro la proposta del deputato ex maggiore Laborderer che voleva rntrodurre nell'esercito l'obbedienza cond-izionata. . L'esp~essione di _c~r~ogl io con cui la Francia accompagnò la perdita, d,_ questi due uomm, Ju molto diversa , ed ha qualche analotria col loro carattere. Gambetta anche morto, diede luogo a dimost;.azioni . Ch~~zy fu ac~?mpagnato, al cimitero del suo villaggio da un corl.corelig10so e mli1lare, deguo e scrio come voleva la circostanza . Sgiiardo retrospe;,tivo allo stato e all'esercito ùi Baviera. _ (Sr tratta del lasso di tempo dal 1179:2. al ,1799). · Alo_erùi e Tunfsia. JAN1.rn, capitano. - È trascorso mezzo secolo,. <lacche 1 Francesi hanno formato i l piede sulle coste dell'Africa e q~est_o _un_ I.asso, di__t~mr'.o è abbastanza grande per giudicare dei p~og1ess1 tai,t1, del! utd1ta n_cavata e delle speranze che si possòno fondare r~ell av~emre_. La ~u:c~stanza cl!e recentemente la Francia, peF c~nsoltdare 1 suoi tlomm1 m Algeria, invase il tenitorio vicino e s'1 mpa~ronì di Tunisi, porse occasione all'Europa di rivol"ere i suoi sguardi da_ quella pa_n e. E _la circo~tanza che non appena conquista del \a !u111_s1a, ~bbe consolidato tah dom inì, si vide quasi tutta l'Alg:ria lll piena msu~·r~zione, mostra cli quale sorta di solidit.ù si tratti. (Se~ue la m_o11ograf1a topografica e storica degli antichi e nuovi pos· sessi francesi. sulle coste mediterrnuee del l'Africa. La conclusione è 11e1Je seguenti puntate). . Stud'i, degN, autori nust1·ùici nel campo delle scienze del terreno. _ S1 dice che da cp1alcbe tempo vennero pubblicate da autori austriat:i (fra topO"I "ifi·, ,.,eoJ . cui vari • .ufficial i). importanti opere sulla i?"eocrrafta o , o. ' u, o o?ia, geoiles1a e scienze affin i; si classificano queste opere e 5 i esammano brevemente le principali. Ep'isòd:i di storia militare. - La sezione . storica idei lo stato mag-
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:giore prussiano ha cominciato la pubbl icazione di alcuni episodi, .delle guerre combattute dai Prussiani in diverse epoche, i quali non possono essere tratta ti abbastanza di [usa mente nella storia generale ,della rispettiva campagna. Questa pubblicazione interessa non solo lo ,stori'co militare, D1!l lo storico, anzi il letterato in generale. Finora ·vennero in luce due fascic0li, l'uno intitolato : Prèparazione della :gnerra e p'i.anò 1l' uperaziom:dei priissiani nel 1805; l'altro, operazioni .del distacca·1nento· -v. Boltenstern, nella talle della, Loira dal 26 al 27 ,dic&mbre 1870. (Segue la bibliografin di questi <lne opuscoli) . I mortai 1"igat'i, nella yiien·a da fortezza. , Lo studio della lingua russa nell'esercito tedesco. - L'autore si li.menta che la lingua russa sia poco studiota nell'eserci to tedesco. Jn media si può calcolare che appena un uffi ciale ogn i reggimento ne conosce gli elementi. È Yero che detta lingun è aspra e difficilissima; ma com incia ad avere, pei Tedesch i, tale importanza che v,ile la pena cli affrontare la fatica e il Governo dovrebbe, dal canto :5110, incoraggiare ad aiutare detto studio.
Le fortifi.ca:1ioni in Svizzera. - ST1CHBLEI\. - Una delle questioni miliLari, più dibattute in questi ultimi temp:, è queJla delle fortifi ,caziooi svizzere. Per le grandi relazioni strategiche, pol itiche e commerciali dell a Svizzera coi principali Stati d'Europa, tale questione ,desta un interesse quasi generale, ma aspetta la sua risoluzione untcarnente dal Governo e dal popolo svizzero. E ta le soluzione si fari• .:rncora aspettare. È difficile farsi un'idea chiara di tutte le influenze ,che agiscono in detta questione. Anche lasciando da parte le influenze -estere; r1uelle i_nterne sono molteplici e di un carattere affatt_o sp~~ .ciale. Un Governo federa le, con uno stato composto di tre naz10na1Lta differenti, è già in condizioni difficili per la forma zione di un pinno _15cr~erale cli difesa, ma qui_ vi si aggiun~e, a ?o~ p_li c~re il proble1~a, un esercito sui generis, e 11 carattere e 1 preg1ucl1z1 cl, un popolo ~ovrnno. Gli Svizzeri non videro m11i cli buon occhio le fortezze. Storie e :leggende, dell'epoca in cui essi scossero il giogo, sono piene di lotte.
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contro fortezze e castelli. L'idea di fortezza ha, per lo Svizzero, qualche cosa di contrario all'idea di libertà. Anche i più spregiudicati dicono : « se farete fortezze permanenti, ci vorrà poi l'esercito perm:mente ». Quindi si può essere certi che, rruantnnque la questione sembri matura, so lo il pericolo evidente e imminente farà prendere una decisione. (Segue una memoria storica sulle fortificazioni costruite in Svizzera, in diverse epoche a cominciare da quella dei Ilomani; quindi si esaminano vari piani delle fortifìcazirmi attuai mente in progetto, e Io principali pubblicazioni che trattano dell'argomento) . Le operazioni de lla cavalleria agevolarono i movimenti delle armate tedesche, da l 22 al 30 agosto 1870. luNK. - Si descrivono tali operazioni, $O ne dimostra l'importanza o si conchindo: Come i Tedeschi abbi:mo saputo adoprare, in mille guise, la cavaJleria I sta scritto in ogni pagina della storia d,1Jla guerra franco-germanica; ma ciò che si fece di meglio ò il servizio di esplorazione e di mascheramento . Quattro divisioni di cavalleria erano stese continuamente· dava11ti la fronlo delle due armate tedesche e altre dne division i sul fianco minacciato. Malgrado l' indipendenza delle delle divisioni, i reparti della cortina erano cosi allacciati, che non permouevano affatto il passaggio a sguardi profani. I francesi invece possono . vantarsi d'aver mostrato sempre la fronte scoperta . Si può aggiungere che non banno mai saputo nulla di ciò che succedeva a pochi chilometri di distanza. Quindi ordini e contrordini, che non solo consumavano le forze della truppa e scuotovanco la tlisciplina, ma qualche voìta si risolvevano in veri disordini . Eppure la cav:dlcria franceso non manca,·a di coraggio e lo dimostrò a Worth a Baumont, a Sedau ! l\Ia forse i servizi di esplorazione e di nrnscheramento li credeva al di· sollo della sua missione. Giova notare una cosa, che è spesso trascurata eia chi tratta dell'im piego della cavalleria nelle guerre future. Supponiamo per un momento che la cavalleria francese avesse fatto il suo dovere come · la tedesca , sarebbe stato possibile a quest'ulti ma di adem piere il suo incarico senza scontri, senza cariche, senza l'uso di tutla quella tattic-a , che alcuni ora vogliono aboli ta? Studiando la campagna del 1810-71, non si perda di vista che se da u1w parte si procedette con . tutte le regole, dall'altra non se ne osservò alcuna. Non sono circo- · stanze destinate a ripetersi. Nel le guerre future la cavalleria ll>ln potrà adempiere quel servizio, che fu così utile nel ,f 870-71, senza aver
E PERIODICI
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prima battuto completamente la cavalleria nemica, o senza venire con essa a scontri giornalieri. Va/lenstein. Schizzo biogra fi co (continuazione). Notti ml r·io Parag i,a'i. AMimKAN (Continuazione). - Scene di guerre e caraueri militari. . . . . I l richia.mo della c<ivalleria dell'anntila tenitorwle in Francw . Si . ri porta un articolo dello Spectateitr ~nilit~'i1'~, che a~nunz1~ un.a chiamata, a scopo d'istruzione, rlei regg11nent1 d1 cavalleria clc! l es~1 cito territoriale, e vi si aggiunge, come comme~lo, _che, se ~ah chiamate non si ripeteranno ogni anno, sari1 molto d1 ~fìc1le,. che s1 po_ssa~o avere nell'esercito territoriale corpi di cavallena atti tr, servire rn guerra . Le sommosse ·in Algeria nel 1881. (Continuazione e ~ne). - Narrati i fo LLi, si conchiude, che l'esperienza fa tta in Afnca clovrel~be insegnare, ai Francesi, a non scherzare col fuoco e a non entusr:1smarsi troppo spesso per un'idea. I combattimenti della Comune nel 18i1, fino all'entrata delle trnppe nelili c'inta di Pa1·igi,. 11°. Prcpar~z.ione. - \Si cominci;~ colln descrizione cli Parigi alla Yigilia cbl movimento). Sia e!T~t~o d mdol_e nazionale, sia effetto di calcolo, bene o male inteso, tuu, 1. Gornrm, che da secoli. si succedettero iu Francia, lavorarono ad. '.ngross_are Parigi; tutti gli scrittori francesi ad adularla. · Q~iincli ~ang1 _acqrnstò in Francia un'influenza materiale e morale, assai magg10re cl, quella, eh~ hanno, nei rispettivi p:rnsi, le nitre capitali. Ogni partito che metta m:1110 su Parigi la metle, o almeno crede di metterla sulla Francia. E nessuna cillà è soggetta ai colpi di mano all' iut~rno come Pario-i· perchè or:imai o-li esempi hanno fatto scuola. L'impero fu l:) ' o b I' abolito, cla un colpo di m;ino, perchè avea perduto alcuno atta? 10; perchè non doveva, alle, stesso modo, :ibolirsi il _Gove:no_ della _d1 fcs~ nazionale, che avea perduto la guerra? I rivoluz1ouar1 cli mestiere, 1 giacobini della catted ra, i borghesi rovinati, gli operai senzo lavoro, oli ufficiali improvvisat.i, gli spostati d'ogni genere che cercavano uua ;osizione e quelli che, avendola trovata nello .scompi?lio, temevano di perderla nella tranqulliti1, non vedevano d1 meglio che un poc~ c1·anarchia. A. questi clementi indigeni, si aggiungeva ~n~lla ~artt: d1 schiuma europea, che ha il suo scolo naturale a Pang1_ e v1 porta il fermento internazionale. Il tempo dell'assedio fu il periodo preparatorio, propizio sotto ogni rapporto; Uno scriLtore franc~s~ lo .descrive così: « potere milit:-trc, potere pol itico, potere a111r~1n1strat1vo'. si combattevano e si neutralizzavano. Comandavano tutti e non si T
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obbediva n nessnno. Le mi lle autorità aveva no distruuo l'autori tii et tont allait au diable ». L'assedio amni messo a stretto contallo "li elementi morbosi; essi avevano fcrmeut.alo, non vi fn complotto, n~n vi fu parola d'ordine; lo scoppio, così come n,Tcnne, era nell'ordine naturale delle cose. , . La scuola dei lorpcdinùi-i, in Villtet Poinl. - I~ la prima parte d1 una coufcrenza tradotta dal francese. Comincia con un :;nuto storico dello svi]u ppo delle torpedini e del loro i111 piego. · l l nuoi;o 1·euolainento francese per l'istruzione del tiro nell'esercito. - ln novembre 1882 venne pubblicato, in Francia il uuovo regolanicnlo sul tiro. Jn esso (dividendolo in due parti) ,•enne tolto quello strano miscuglio di teoria e di praticn, che si osserrnYa nrl regolamento Yecclt io. Questa è la variazione priucipnle. Si è poi dnt:i maggiore importanza nlla scuola di punt:imen to nello cilmerate. Si ì• aggiunto un capitolo che tratta del fuoco indiretto, nrgli aitncchi contro le for te7.ZO. In com plesso iI nuovo regolnmento è rn igliore dell'antico. Ma a questo riguardo non migliorano, in Francia, soltanto i regolamcuti. I progressi che i Francesi ha11110 fa i.lo, in quesLi ultimi anni, nell'e3ercizio del tiro, sono ionegahili . Su questo punto tutto le relazioni si trovano d' accor<lo. fo n n eveutua le gucl'ra fu Lu ra, i Tedeschi possono essere certi, che ananno di fronte tiratori più abil i che nel 1870-7,11 L' istru:-ione sul tiro. - Si premetle che, nelle guerre future, i Tedeschi non dovn1nno più far calcolo sui v:mtaggi delle armi migliori (perchè tanto i Russi come i Francesi hanno armi per lo.meno eguali ai Tedeschi) e che perciò l'nuica superiorità noi tiro può sperarsi da una maggioro istruzione; quindi si prendono ad e:;nme alcune disposizioni del regolamento sul tiro, in vigore all 'esercito tedesco, si fanno commenti su l modo d' interpretar!e o proposte sul modo di mcuerle nd effeLto. Giustificazione del maresciallo 1-Jazaìne. - Benc<lek vinto scomparve dalla scena e si chiuse in un dignitoso silenzio; nè per quanto siasi fatto, ,ilcuno riuscì a strappargli , nonchò una giustificazione, 11emmcino un lamento . Eppure molte cose anch'egli avrebbe potuto dire a sua difesa; ma la nobiltà del suo c:iratt<·rc, il suo :imore per la patria, la sua riverenza por l' imperato re, gli vietarono di farlo· Bazaine segue altra via. Ancora adesso dopo tnuti anni, trova utile stampare gli Episode.s de la [JllM-re cle 1870 et le bloccus de Metz. Egli è vero però che Bazaine fu accusalo di trnd imeuto, processalo e .condannato e può nscrivere a gran fortuna se vive, a piè libero, in 1
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E PELIIOD!Cl
terra d'esilio; mentre vede nitri suoi colleghi, su quali pure pesa, in gran parie, la responsabilità dell'esito della guerra, vivere in Francia tranquillamente e alcuni in alte posizioni. I conibattimcnti di l1iglio sotto Nicopol·i e Plewna (Continuazione). I di(etli nell'ordmamento dell'esercito te1Titoriale in Francia. Si riporlo ìl sun to di uno studio su tale :irgomen to, dal Journal des science.s militaires e vi si aggiunge, come commento, che le grnnd i speranze, che i Frnucesi fon dano sul loro esercii.o territoriale, non sono troppo giustific:ite Novità nel campo delle arnii da f'iwco. I-hNTSCH, capitano. - Si danno notizie sul proiettile Baniasseur, sulla granata Holchkit.z, sulla materia esplosiva Somlaville e Laligant, sul la carta esplosiva Pet1ìJ.
Sll•effleu1·' s oeste1·1·eicliisclae .1lilitifr&scl,.e Z e its-
clu·ift. -
2° Trimeslrc 1883.
J nuod regolamenti per le sw;sistenze dell' i . r . ese1'cito. Le riforme organiche int.roJotte nel personale dello sussistenze lasciavano giit prevedere, che si era risoluti di fare un gran passo aranti, nell'orfornmeolo di quest'importanLO ramo rli servizio . I regolamenti testò pubblicati, su tale materia, confermano questa $Upposizioue e spiegano .e giustificano le .iccen nate mutazion i organiche. Segue l'esame di detti regolamenti , indi si conchiude: La prim:i condizione per un buon servizio di sussistenzn, in campngna, è una condolla della guerra con obbiettiYi ben definiti. L'incertezza nell'azione mi litare p:iralizza tutte le disposizioni pei trasporLi; onde ne sofi'rono i servizi amministrativi in genere, e quello delle sussist.enze in specie. Il timore cli restar souz.a pane servi troppo spesso di prete:;to, il scusare neo\ittenza ed errori militari; qmilche volta, bisogna confessarlo, v v il co ttivo ser vizio delle sussistenze incep pò l'azione del comanflo; ma ,qualche volta pure furono le incertezze ciel comando che resero impossibile un buon servizio clelJo sussistouze . L'altuale ordi11amento di questo servizio, in Austria, corrisponde in genere a tutte le esigenze delle guerre moderne. Ma nei suoi particolari tale serYizio ù un arte, che, a ben esercitala, richiede vaste
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E PER!OD!CI
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cognizioni e attitudini speciali. Non basta sapere~ i regolamenti; non tl~sta neppure avere una tintura dell'arte di condurre gli eserciti ; bisogna essere, come suol dirsi, uomini di risorse·; sa persi adauare all'ambiente. I regolamenti non dicono tutto; non hanno 1E1 articolo per ogni caso ; molto resta e deve restare all'iniziativa individuale. Perèiò di pari_ pas~~ collo studio dei regolamenti, deve procedere quello della stona mtl~tare, che i:nostra coll'esempio, come venne provvisto in questa e m quel la c1rcostaoza. Tale studio è necessario all'ufftcialedel commissariato, com_e all'ufficiale di truppa e a quello, di stato. maggiore. Del me!odo per· 1is~ipl'ina,re le. tri~ppe. R:1TZENHOrnR, Hauptman. ~-opo ogm guerra s1 ricercano le cause della vittoria e della sconfitta. l•rn1ta la campagna del ·1866, l'Austria riconobbe la causa delle suesconGtte dall'inferiorità dell'armamento e dell'istruzione intellettuale del suo esercì to. 11inita quella del 1870-7 1 si ricercarono pure la ,;ausa dell'esito, ma non si fu d'accordo nel risultato dc~lla ricerca. Le cause vere si conoscono a fondo nei circoli che danno Ieo-oe eind_irizzo all'esercito tedesco; ma poco ne trapeÌa al di fuori. ol'> E certo che 1~ cause sono molte e la questione, può aggirarsi solta~to , sulla ~or~ importanza relativa. Si parlò della superioritù tattica: dei 1edesch1. E cosa vera, ma ebbe, nel ,f 870-7 1, assai minor inJlnen_za che n~I 1866; l'armamento era pari; e i Francesi conoscevano, quasi quanto I Tedeschi, le esigenze deJI~ nuove armi e vi sì adat·tavano . Si parlò della lentezza di mobilitazione da parte dei Francesi. Anche questa è vera; ma chi oserebbe dire che sia la causa principale dell'esi to della guerra? È al più la causa del suo indirizzo e del suo rapido corso. S_e i Francesi fossero stati pronti prima dei Tedeschi, avrebbero passato 11 Reno e le prime battaglie sarebbero avvenute ~ul s~olo ~edesco. E questo è tutto; il supporre di più è lavorare di fantasia. St parlò della superiorità del sistema militare tedesco che permetteva_ di usufruire tutte le forze dell a nazione. Questo pure è· vero, ,ma e. un '.atto ~lie, 11nche senza tale sistema, i Francesi, perduto I esercito d1 1• lmea, ne presentarono al nemico uno di ~a linea, ed _e .r)Ure un fatto che, sul campo di battaglia, molte volte i Tedescln lurono _inferiori di numero. Senza negare adunquc alle accennate cause, 1! loro valMe, bisogna ammetterne un'altra, eoualmente grande per intensitit e maggiore per efficacia, perchè agisce \n modo. costante: la disciplina . · un esame ··dei diversi· 1netocl1' usa t·1 nei· va:ri· csercltl, · · per m · Seaue v 1
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culcare la disciplina alla truppa. In Germania si fa penetrare nel sangue a forza di formal ità, e vi penetra, perchò le popolazioni vi ' sono preparate, per disposizione ereditaria. Quindi il solda to tedesco, è disciplinato, in ogni circostanza, indipendentemente dallo scopo della oneri:a e dulla 1)ersonalità che lo guida. Al Francese invece si presenta. i, clirettarnente lo tscopo: farsi ammazzare per un uomo o per un ' J'dca. E quando c'è un'idea grande, come sotto le prima repubbli~a, _o un crrand'uomo come sotto il l)rimo impero, i Francesi sanno lars, am- · l;) ' mazzare; ma nel ·1 870-7 1 mancava una cosa e l'al tra; quindi mancava. il fondamento della disi;iplina . I sistemi francese e tedesco possono prendersi come tipo; gli altri' Stati hanno sistemi che più o meno si accostano all'uno o all'altro. Al francese si accosta molto l'italiano, perchè le razze latine non si · appagano di un semplice for malismo; ma nello stesso tem~~ che s~ mette lo scopo come base del cloven, e della discip.lina n11htare, si · e~icre una severitiL di forme assai maggiore che in Francia; perchè le · pe~onalità, che hanno in mano la somma delle cose mil itari, in Italia, possiedono il vero senso della disciplina, e conoscono l'i nlluenza delle ·· formalità est.eriori , anche sui caratteri più sbrigliati. Al sistema, italiano è molto simi le quello che attualmente vige in Austria. Il ·' sistema russo si accosta al tedesco, valendosi però di un fow1re dr · più: il sentimen to religioso. Pei soldati inglesi il fondamento della disciplina non è la religione, nè il dovere, nè l'cnwsiasmo; ma il bastone, il 1·osb'iff'e e la paga. Ricerca di um, nietodo pei <.mn.andanti. di parl!ito nelle manovr·e · con armi combinate. Cnl'l'Kov1c, Hauptmann. Con.tributo per l'istruzione e il senJizio nell' ese1·cito . La prossinici gtierra e l',ist-niz1;one e l'edtlcazione rni.hta:re. TIANCALA.ur. Oberstl ieutenaut. Tutto fa credere che le prossime guerre , sarann~ condotte con arte raffinata, con celeritit e vigo ria, di cui nella campagna del 1870--J,1 abbiamo veduto il pri mo esempio. In conseguenza avremo marcie forzate, privazioni e fati che straordinarie. I grandi lavori di fortificazione pernianen tc e campale moltiplicheranno- · gli assedi e gl i assalti; la terribile eflìcaccia delle armi moderne ad- · denserà, in poco spazio e in pochi minuti, le perdite di un'iut.era> · giornata su di un antico ca mpo di batwglia. }: possibi le combattere· · queste guerre con uomini poco istruiti e meno educati? A che riesca, il cnraocrio la fedeltà ' l'en tusiasmo , il fo natismo, senza istruzione ed '-! G>0 , eclucazione militare, l'hanno dimostrato i poveri Turchi nel ·1877-78 . La, civi ltà .ammolisce; le armature del rnedio evo sembrano oggidi;~ 1
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LIBRI
·Carichi da facchino. Però è uu fatto clic gli uom1111 sauuo ancora morire per un'idea o per un sentimento; però l'eroismo ha cambiato natura; è meno animal"' e meno naturale; è diventato un prodotto dell'cduc.11.ione, una virtù quasi passiva. Il sangue frc'ddo ha sos1i1uito il furore, la tenacia Io slancio,· il disprezzo della morte l'ardore <lei combattimento, il dovere l'ambizione. Non si affronta pià l'avversario in campo aperto o chiuso; si affro111ano, in ordine aperto o ·Chiuso, migliaia di proieuili. L'eroismo moderno è quasi sinonimo d i abnegazione; nella natura umana vi è il germe di questa virltì, ma solo iI tirocinio, gli esempi e in una pa1·ola, l'educazione, possono -svi luppo ria (Seguono norme sul modo d'istruire ed educare le truppe) . La sfida a d1iello considerata come una 1nancanza a/In disciplina. D.u,GEL)t.\JER, Hauptmann. Afa1·cia di 1·esistenza fatta da 1i(fìciali cli cavai le1··i a rnssa. Serri;io di sic'lwe;;;;a nelle mm·cie in montagna. Sul LMreno ùcll'Erzego,·ina, non è possibile applicare le regole normali pel senizio cli sicurezza nel le nrnrcie; eppure egli è appun1.o in questo paese che tale servizio è pi~ necessario. Piccoli rernrti incaricati di fare rico,gnizioui, distaccamonti che si danno il cambio e simili , faranno bene a tenersi costantemente sulle creste, pr.rchè non solo da questa posizione vedranno meglio il nemico, ma dovent!o combatlcre avranno il vantoggio del terreno, e in 1.:aso di' ritirata, riuscirà quesi~ più ra··cilc rcr la discesa che per la salita. Però grosse colonne non possono marciare in tal guisa, non possono lasciare i sentieri battuti salvo che si tratti di prendere una posizio11e in vista di un combatti mento. Ove In strada o il senliero . corra sulla cresta o presso di essa, tanto meglio; in caso diverso si terranno alla costa o alle falde; facendosi però ffand10ggiarc da reparti, che marcino sulle creste nel modo sopra indicato. Le verdite dell'esercito 1·usso sul teatro di guerra in Europa .nel 1877-78. Due libri interessanti, quello di Prnocorr, (serr;i:;io sanfta1·io e socco1·si prirati .rnl teatro di guerra in Bulgaria nel 1877-78) e l'altro di Kòc1rnn (servizio sanitario sotto Plewna) hanno recato mol ta luce sugli effeui complessivi delle moderne armi da foo co . Per quanto sembri strano le perdite d'uomini in battaglia climinuisco110 col perfezionamento ùelle armi. i'iella guerra dei sette anni, si ebbe in mcdi11 il 30 per cènto; nelle campagne napoleoniche, la proporziono fu molto varia nelle diverse bnttaglie, salendo qualcho volta al 36 .per cento; ma nella maggior parte fu dal 20 al 30 per cento. Nel
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1859 a Mageut:i e a Solferino le perd it.c d'ambc<lue le parti sono tra )' 8 e il ,io per cento. Nel 1866 a Kòniggratz gli austriaci perdettero quasi il 20 pe1: cento; i prussiani appena il fL. Nel 4~7~-71, .nelle·
battaalie più s:inll'uinosc, la part.c che ebbe perdite maggiori raggmnse o o , · J I od oltrepassò di poco il 20 per cc11 to. E da osservarsi c1e e pnrdite m~ggiori non sono sempre dalla parte dei vinti. A )fars-la-Tour i tedeschi perdettero il :20 per cento e i francesi solo il 7: a Gravelotte i primi perdettero il ,13 per cento e i secondi solo 1'8. ~elle altre bauaglio la proporzione genernle è minore. Solo la guerra americana (·186·1- ·I 865) cosLituisce un eccezione, perchè in alcune battaglie le perdite salirono nl 39 per cento cioè al disopra di quelle delle battaglie napolcouichc e di Federico II. )fa la guerra d'America ha caraueri nffatto speciali, e non può entrare nel parallelo senza. molte riserve. Le seguenti cifre delle perdite 11cll'ultima campagna russo-turca pcrmet10~10 un intercs~an1c confronto con le prcceden1i : all'assalto d~ Nicopoli i russi perdettero I' 8 pe1· cCllLO cioè, il 6, 2 per cen to dr forili e solo 1'·1,8 cli morti . Di qncsLi morti il 9:2. per ceuto è dovuto alle palle da fucile, il 7 al l'artiglieria e solo l'uno all'arma bianca. ~ella prima battaglia sotto Pl,woa perdettero il 36 per cento; la proporzione dei morti coi feriti è· maggiore che nel caso prccctlcnte; le proporzioni degli effetti dovuti alle diverse nrmi ,' sono le stesse. Xella seconda battaglia sollo Plewna i russi pcrclcLtero il ·I 5 per cento, e nella presa di elette citta il ·19 per cento. A produrre queste perdile i proiettili dell':irti<rlieria concorrono per il i o il 5 per cento; la baionetta sempre p~r 1'•1, e il ·resto ò tutto lavoro del fucile. Egli è per questo che Skobeleff spaventato gridava: la fante ria è tutto; le altre armi non valgono più nulla. Bisogna considerare però che le altre armi, i russi non le seppero usnrc e che contro la fanteria procedettero in modo temerario, per non Jire insensato. Sicchè può ritenersi di teno cbe, iu condizioni no rmali , le cifre riportate sa rebbero alquanlo diverse. Però è un fatto costante che la proporzione fra le perdite e le forze impegnate ,·a diminuendo; e, non volendo attribuire ciucsto fatto a climiuuzioue di tenacia nel la natrm1 umana, bisogna auribnirlo al perfezionamento delle armi, che, accumulando le perdite iu breve tempo e in brero spazio, determina più facilmente il disordine e quindi la fuga o la resa. Le condizioni dei 1iostri ti:rator·i. T11EtrEnli.\Nr, Ohcrstlieutenant. Annibale. HAYM1mL1>, Generai maior. - Si narrano le gesta di Annibale e si conchiucle: per grandezza miliLHC è pari ad Alessandro,
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DOLLETTJNO DIBLTOGR1\FICO
E PEIUODICI
. a Cesare, a Napoleone; per grandrzza di animo è molto al dissopra; perchè co,toro ebbero per scopo se stessi e per movente la propria . ambiziour; Annibale ebbe per solo 3copo la pat.ria, per solo movente l'odio contro il nemico di essa. Le guer1·(} moderne. TEuERKAUF, Oberstlieutenant. - I caratteri distintivi delle guerre moderne sono: ,1° gi·andi masse, grande spaiio; ,. quindi difucolt.à ed attriti nel comando e nel maneggio delle truppe; 2° servizio di trasporti e mezzi di sussistenza proporzionati alla grandezza del le masse; quindi misure straordinarie nel campo del movimento e de\l'approviggionamento; 3° perdita di tempo nella trasmis. sione degli ordin i, laddove non può stabil irsi il telegrafo; qu indi necessi tà ·di un buon servizio d'ordinanze; 4, 0 cresciuta indipendenza , òei capi in sott'ord ine: 5° cresciuti vantaggi delroITensiva e conse-: gneute organ izziizio:1e degli eserciti; 6° decisione rapid_n, p~rQhè glt , urti sono grandi fino dal principio, e perchè è una situazione che . non può dur~re, Osservazioni snll'insurrezwne del 1882 nella Crir,oscia. Del t;iro contro le naiJi. Fanteria montata.
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Pl,ysique d,, f/lobe et ,nélèorologie poptdail'e. Parigi, 1883, tipografia Chamerot, prezzc, L . 6. È un
DE'V AULA.BELLE,
volume in-8• con 80 figure. Tratta di applicazioni della meteorologia alla previs ione del tempo, all'agricoltura e all'ig iene. 11..,es <!olo11ies f,•an(Jaises en f883. Parigi, 1883, tipografia
Berger-Levrault, prezzo L. 5'. Sono notizie e dati statistici pubblicati dal Ministero della marina. S1LvESTHE, capitaine . ~-.,,, l'eget utile ,le l't1rtìllerie de campaf1ne. Parig i, 1883, tipografia Baudoin, prezzo L. i. L'outore esamina gl i effetti degli altuali cannoni, li ·p aragona
FELJX
con quelli dei fuci li e si pronunzia in favore dei prim i. DE
L'armée ,,uxilit.d,•e. Tolone, 1883, tipografia Castel. Breve opuscolo in cui s i espongono le condizioni per un buon esercito ausiliario .
MAilTI NENG .
:M. FiscH, capit.aine. Com•s ,l'm•t militaire. Parigi , 1883, tipo-
grafia Lav9.uzelle. Sono due volumi: il 1• è dedicato all'ordinamento dr1gli esercit i e alla teor ia della tattica; il 20 alla tattica applicata. ·ouTREUJL DE Re1Ns.
Le roy,uon" ti' Il unan, el les, Au11a1tailes.
Parigi, 1883, tipogn1fia P l,rn, prezzo L. 4. Un volume in-180 con carte e figure. Dati e :-:oti:C:ie $ U detta ragione. ·
BOLLETTINO BIBLIOGRAFICO
·n . DE
R1BOVRE .
Oboe/., 1Jlasct1te, Boucl,i,•e, Bt1st1o,•t1I, . ,,
Parigi, 1883, tipografia Plon, prezzo L. 4-. Un volume in-18° con carte e fig ure. Dati, notizie, impressioni cli viaggio. <:om·s de 101109,•t111l,ie pt•ali,1ue "IJf>liquée aux t•e;,nuaais sances mililafres et ti la f orti{içalion 11as-
,·HENi~EOU JN.
·
segè,•e. Parigi, 1883, presso l'autore. Opuscolo di poche pa-
gine; LratLa degli schizzi a vista, del livellamento e delle levale a memoria. ,.Lea outib ,111 11ionnier ,l'iufante,•ie. Parigi, 18&3, tipografia
Lavauzelle, pr ezzo L.0,30. Si descrivono g li sLrum~nti da_za1~patore, adottali nell'esercito francese, e il loro uso, Val'JC figur e sono intercalate a l testo.
,Les t,•,n1pe,<1 de 1,,, ma·, •it1e et l'a-rnaée colo11i"le 1/evant · le 11ay,<1 , Parigi, 1888, tipografia Baudoin. Opuscolo in cui si
Lratla del modo di provvedere al servizio militare nelle colonie. -Hi.<1to,·iq11e tles élutles fa-iles ,i C,,1,,,;,<1 sut• les c,uaons t•a,i ;ès ,le cam11ag11e. Parigi, 1883, tipografia Berger-Le-
vranlt, prezzo L. 7,50; un volume in-8° con incisioni. Combat., de l""'l·i san!!o. Un volume in-8°. Parigi, 1883, tipografia Baudo in,. È f.a narrazion e delle operazioni più famose di piccola guerra, dal xiv secolo ai nostri g ior ni.
iDESRO ZIERS,
BOLLETTINO DIBLIOGHA\tlCO
G. DE BEZAURE. Le li'leuve bleu. Parigi, 1883, tipografia Plon, prez,w L 4. Un volume in-18 con carte e flgure . Dali e notizie sulla China occidentale. DE
Roc11e:CfiONAR1'. l!.'xcursioutJ aul,>ur du ,noude. Parigi, 1883, tipografia Plon, prezzo L. 8. Du.e voi.u mi ~n s•. Il primo h a per moto: Pechino e l,a China uiterwre; 11 scco11do: le Indie la l:$irmani~ e la },falesia.
laulructfoia spé.citile tlti 13 Juiu
1883,_ J!Our· l'i~spection
TEORIA ELEMENTARE DEI
FATTORI DI PROBABILITÀ NEL TIRO
générale de l'arlillel'ie. 1 volumein-4°, Par 1g1, 18t!3, L1pograiìa Baudoin. lusl~uclion spéciale ,lu 3 jubJ 1.8.S 3, pour l'i~spection g~nérale des corps d'infanterie. 1 volume in-4° Ilar1g1, 1883, t1pogrufìa Baudoin. luslruclio11 su,. le,'I ;,upeclious géu é,•,iles tles c<>rJJB ,le
trou1,e. Dispositions communes èi toutes les ar:mc, 30 mai 1883. 1 volume in-itO. Parigi, '1 883 . tipogro.fìa Baudoin . lu11trucliou s111• les i111111eclious ad11ai11isl1•11tives tltc t r<'
mai ISS3, t volume in-4°. Parigi, 1883, tipografia Baudoin
Honoré. Co,ua<1i11s1iuce c"'1111lèle d11 cl,e1Jal, '1 voi. in 12• con figure . Parigi libreria Baudoin e Dun~aine_ pre:.czo L. 5. S i accenna allfl produzione equina della Francia, s1 lraUa delle val'ie specie d i cavalli, delle r ispeLLive qualitt'I e difet Li, dell'arte di cavalcare ccc. ecc.
P!NEL
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I.
TI volume settimo delle istruzioni pratiche della nostra a1:tiglieria
« Puntamento e liro delle bocche da fuoco », contiene nella sua prima parte una esposir.ione elementare dei principii di meccanica che reggono il moto dei proietti nell'aria, e nel capo III tratta dello cause accidentali che producono le deviar.ioni dei tiri . fatti con una stessa arma in determinate condiz ioni, e dell'uso della tavola dei fallori cli probabililà per calcolare il per cento dei colpi che una data arma, ad una d:ua distanza, potrà mettere in un bel'saglio deLerminaLo di posizione, di forma e di grandezza. Nella parte seconda del detto volume, sotto il titolo« Probabilità del tiro ", sono c~posl.e le soluz ion i dei principali problemi cui dà luogo il tiro considerato sotto il punto di Yist.a sopra indicato, e sono dati a chiarimento delle cose esposte molteplici esempi nume1·ici interessanti iu ispecial modo l'a rtiglieria. Essendo ind ubitato che meglio si ricordano e meglio si applicano quelle regole prati che di cui si conosce la genesi e la ragion d'essere, credo cli non far opera inutile offrendo agli uffi ciali di ogni anna, una esposizione del tullo elementare della teoria dei fati.ori di probab ilità e dell e sue applicazioni al tiro, ta.nto più che è appunto sulla legge di disLribuzione dei tiri sul terreno, che è fondato il tiro a massa, il cu i impiego per non tradursi in un consumo di munizioni sproporzionato coi risultati che esso può dare, richiede che se no posseg~ano bene i principi i fondamenlnli, e che .u~o
XXVII!, VOI,. Hl.
21
322.
TEORIA ELEME NTARE
si sappia apprezzare quale influenza abbiano sui risultati stessi, le circostanze del caso pratico, sempre diverse da quelle in cui vengono fatte le esperienze dei poligoni. Nello svolgere questo argomento trallerò successivamente della legge di dispersione dei tiri e delle conseguenze che se ne possono dedurre; dei problemi cui dà luogo il Liro centrato e non centralo, e del Liro a massa. In una appendice · darò le dimostrazioni elementari di alcune fo rmole, omesse per semplicità nel corso della trattazione, e non dimrJstrate allora, per non recar nocumento al nesso logico delle idee che dominano le quistioni successivamente esposte. Ho poi cercato di rendere ch iare le cose discorse con frequenti applicazioni numeriche. L'indole del sopracitato volume delle istruzioni pratiche, della nostra artiglieria, non permise al chiaro autore ed illustre ufficiale(~) incaricato della redazione del medesimo, di fermarsi sui fondamenti teorici che stanno a base del calcolo della tavola dei faltori di probab ilità e delle sue applicazioni, tanto più che questa teoria è generalmente considerala come asLrus~L e rich iede si abbiano ben presenti i rami i più elevati delle matematiche pure. Mi so~o deciso a pubblicare la presente esposizione elementare della teona in parola, non già perchè io ritenga indispensabile il colmare una lacuna che io abbia ravvisato esistere nel suddetto volume, il mio intento essèndo solo quello di riunire, solto forma intelligibile a cbinnque possieda gl i elementi dell'algebra e della geometria, quelle nozioni sulla probabilità del tiro, che è necessario si abbiano ben chiare nell~ mente, per poterne fare delle razionali applicazioni nel caso pratico.
II. Quando gettiamo un dado a sei faccie sopra un tavolo, un grandissimo numero di volte, sè il dado è perfettamente omogeneo e di fo rma ben regolare, e se nel geltarlo si operi in guis,t sempre ('} Maggiore cav. F. Siacci.
DEl FATTORI DI Pl\ODADILITÀ NEL
:rmo
3z3
identica e senza far intervenire la nostra volontà piuttosto in un senso che in un altro, non ci sarà ragione alcuna perchè una delle sue faccie abb ia a pr(;)sentarsi più spesso che un'altra, per cui la frequen:rn relativa colla quale la medesima si presenterà sarà 1 /6, cioè eguale all'unità divisa pel numero delle faccie del dado . · Se gettiamo due dadi identici contempòraneamente sopra un tavolo, e ci domandiamo quale sarebbe la frequenza relativa colla quale si presenterebbero due faccie determinate, in un numero grandissimo di getti, si po trebbe rispondere che in ogni getto potendo ogni faccia di ciascun dado presentarsi con eguale facilità, non c'è ragione alcuna perchè una qualunque delle 36 combinazi.on i poss ibili di ciascuna delle faccie del ,1° dado con ciascuna di quelle del secondo, abbia a presentars i più spesso cli un'altra, per cui ~ ·sarà ancora il rapporto fra il numero dei casi possibili ed il 3 caso che contempliamo, di una determ,inata comb inazione di faccie. Che se si volesse sapere quale sia la frequenza. relativa colla qnale si otterranno due numeri determinali, per es. ,J e 2, senza badar al· dado cui essi numeri appartengono, allora, fra le 36 combinazioni possibili essendo le combinazioni 1 e 2, 2 ed 1, favorevoli all'avven imento che aspettiamo, in numero di due, potremo dire che dopo un grandissimo numero di getti dei dadi, non essendovi ragione alcuna perchè una qualunque dell e 36 combinazioni distinte · . . .. r a·I un,altra, 2 = 11 poss1·b·1 1 1, s1 presenLl prn requentemente
36
18
sarà la frequenza relativa colla quale si presenterà una delle due combinazioni che abbiamo in vista. D'altra parte nel linguaggio usuale consideriamo come tanto più probabile che si verifichi un avvenimento determinato , in date circostanze, quanto maggiore sappiamo essere stata la frequenza relativa cli questo avvenimento in quelle stesse circostanze. G·li è per questo che a misurnre la probab ili tà di un avvenimento, si prende il numero che ne esprime la frequenza relativa. Ora, quando un avvenimento dipende dalla combinaz ione o dal presentarsi cli un numero fin ito e determinato cli eventuali tà , ciascuna dell e quali , considerata per sè stessa, si possa p1:es.entare con
T8QIUA ELIO} i<:NTA n 1,:
una eguale faciliti!, si può sempre (L priori, mediante la teoria delle combinazioni , deLerminare da un lato il numero delle evenlualitit· e combinazioni di eventnalità, favorevoli all'avvenimento che si ha. in vista, e dall'altra il numero totale delle combinazioni possibili. Per cui la probabilit1t matematica dell'avvenimento in parola Sclrà misurala dal rapporto fra il 11umero delle eventual iLà al medesimo favorevoli, ed il numero totale delle eventualità _pos5ibili, giacchè è appun to questo rapporto che darebbe la frequenza relativa colla quale, nelle circostanze che si considerano, si verifi cherebbe l'avvenimento stesso, qualora si ripetessero un grandissimo numero di volte le circoslanze medesime, che accompagnano la classe di avvenimenti che si contemplano. Quando invece consideriamo un fatto che è la risultan te di un grnn numero di fatti elemenlari , ciascuno dei quali può presentarsi con intensità variabile, tanto il numero delle combinazion i di questi ultimi favo revoli all a realizzazione del fo tto che abbiamo in vista , quanlo il numero totale delle combinazioni possibili, sono entramLi granc,issimi, non è, soao certe condizioni, che l'analisi matematica che ci può dare il li mite ver:;o il quale tend:'l il rapporlo del pl'imo di questi numeri al secondo, ossia la probabi lilà dell'avveni· mento com posto che aspettiamo . · Così, per esempio, quando con una data arma, posta anche sopra un carnllello, tiriamo contro un bersaglio d,1to, sempre colla stessa ca ri ca, co n identici pro iclli, coll o slesso nlzo e pnnlando in ident iche condizioni di luce lo stesso pun to del bersaglio, si verificherà che quest'ultimo non ,errà sempre colpito nello stesso punto; ma per una moltepl icitti di cause .di natura dh•ersa e di intensiti.l variabili ed agenti in tutte le direzioni possibili, si ollerrà una zona colpila la cui forma tenderà sempre più verso una elisse, e nella quale i punti colpiti andranuo distr ibuendosi con una densità tanto più regolarmente crescente dal centro verso la periferia cli quella elisse, quanto maggiore sarà il numero dei colpi sparati. La probabilità di co lpire una area chiusa qualunque delln. zona.: elillica colpita sarà, secondo la defin izione data più sopra, il limite verso il quale tenderebbe il rapporto del numero dei colpi ricevuti da quell'area, diviso pel numero totale dei colpi sparati , quando· questo numero cresce indefin itamente. È necessario che il numerodei colpi ~parali sia grandiss imo, perchè possano aver rnmpo a.
nno
325 combinarsi in tulli i modi possibili ed in tulli i loro stati di inlen·.sil.à. e direzione le cause che perturbano il tiro, onde si possa considerare come completa ocl almeno come pross imamente completa tanto la enumerazione degli eventi favore,,o!i al fallo che contempliamo , quan to l'enumerazione di tut ti gli eYenti possibili, ossia, in .altri termin i che si possa cun l'ondamenLo ritenere che continuando più oltre a Li rare, $i ripeterebbero i risultati già ollenuti e non fat·ebbero elle crescere proporzionalmente i due numeri di cui si 'l':erca il rapporto. Nel fatto, considerazioni onie limitano sempre il numero dei tiri nelle esperi enze, per cui i risn ltarnen ti fo rni ti dalle medesime non sono che approssimazioni, le quali hanno però nella relatività ~n valore reale, e sulla cui attendibil ità possiamo acqu istare fiducia ·verificando con altre esperienze, se siano vere le conseguenze che dai deui risultamenti si possono dedurre <L priori, col semplice ra.,gionamento. Suppon iamo, per es. , di aver dedotto da 1000 spari fatti col Weu.erli a 500 m. di distanza, che la probabilità. che ha un diDEI FATTORI Dl P1l08AD1LIT,\ NEL
,sc1-eto tiratore di colpire ~n (.foto bersagli o, sia ~~ , ossin, come 1 0 -si usa esprimersi, il 6 °10, e si Yoglia sapere quale snrebhe la probabilità cl1e avreb bero di co lpire quello stesso bersaglio 2, 3, 4, 5 tiratori di eguale abilità, che sparassero contemporaneamente. o .successi\'arnenLe contro il medesimo. Il problema si può facilmente ri soh,ere a pr1ori col ragionamento, e coll'esperienza si potrà sempre verificare se si realizza la conclu,sione cui si è giunti, pel' cui, in caso affermativo se ne dovrà infe-rire che il dato introdotlo in calcolo deve essere esalto, giacchè sul Tagionamento non può cader alcun dubbio, come vedremo fra brern !rattando questa ed altre consimili quistion i. E qui vogliamo, per evitare concetti erronei, avvertire che quando si dice che coll'arme tale, alla tal distanza, si ha il tanto per cento di probab il ità. cli colpire, un dato bersaglio, ciò non significa già ~be sparando nelle condizioni volute 100 colpi, tanti colpirebbero .il bersaglio, ma significa che se si sparassero mollissimi colpi in quel modo, il rapporto fra ii numero dei colpi utili ed il numero ~tale di essi colpi, tenderebbe verso il detto per cento, a misura <the questo numero cl'e~ee .
321
DEI FATTORI DI PROBABILITÀ NEL TIRO
3i.6
TEORIA l~LEMENTARE
DimosLreremo ora alcune semplicissime proposizio.ni sul calcol.o de!le. probabilità, e ~e. faremo . delle applicazioni, allo scopo di ~hiar1re ancora megl10 1 concetti fin qui esposti, onde poter con 1de~ ?ette e .senz~ malintesi affrontare la teoria dei fatlori di probab1hla e gli altri problemi interessan ti il tiro e costituenti J'ocrnett.o Or) di questo breve scritto . Teorema 1° - Sep, p', 7/1 ... sono le probal1'ilità degli av-i;eni- · menti E, E', E".. ., la probabilità che abbia -a verificarsi nno qiballmque di q1iesti avveninienii è: P = p p' p". Infatti: se N è il numero totale delle eventualiLà che possouo presentar'>i; n, 11!, n'' il numero dell e eventualità favorevoli rispettivamente ~agli avvenimenti E, E', E", considerati ciascuno per sè stesso, s1 avrlt per definizione:
+ +
il numero delle eventualità favorevoli al primo fatto, è 3 (combi3, 3 1, 2 2); quelle favorevo li al secondo fatto nazioni 1 sono 4, dunque: 1
+
+
+
1
.2° esempio. - Un tiratore in ,clate concliziorvi ha la probabilità del 30 °/ 0 cli colpi:t·e wia striscia ·oe?·t·icale (fig. 1") AB A' B', larga 2 l di ioi, bersaglio, e la probabilità del 45 °/ 0 cli colpvre unci st1·isoia verticale CD C' D' simmetrica. alla prùna e larga 2 l' - Si clomarula qnale sia la probabil-ità di colpire ima qual1inque delle cliie st,1·iscie verticali AB CD, A' B' C' D', la1'ghe l'- l. Soluzione. - In questo caso P = 45 °/ 0 , p' = 30 °/ 0 per cui p = P - p' = 15 °fo. Osservcizfone. - Nell'ipotesi che la distribuzione dei tiri sul bersaglio sia simmetrica rispetto alla verticale Y Y', mediana cò· mune delle due striscie date, la probabilità cli colpire una sola 1
1
11;
P
= N' p' =
n!
n11
N ' p'1 = N ·..
('I).
Ora la probabilità che abbia a verificarsi iino qualunque deaJj. avvemmen t1 m parola sarlt: •
•
•
"
è')
p = n__--r..:.'_ n:_' .+_ . , t_ t N '
+
percbè n 11! + n", è il numero totale delle eventualità favorevoli ad uno qualunque dei fatti che abbiamo in v isla. Dùnque per le (il) : n, n' n" p = -N p' p'' ... (',._S· \T· p · N N ... - p
+ - +- - + +
Corollcirio. - Se P è la probabilità che abbia a verifi carsi uno qualunque deg~i avvenimenti E, E', E'' .... e se p', p", p"' ... . sono le probabili Là che hanno rispettivamente l'avvenimento E', I' avvenimentp E" ..... la probabilità clell' avvenimento E sarà. .
I
p = p -p'-p". 1° esempio . - Qual'è la probabihtcl che · gettanclo cltie dacli a sei faccie si oUmigano due numeri lei cui somma s·ia 4 o o. Soluzione. - Qui il numero delle eventualità è 6 X 6 = 36~
delle clne striscie e,ccentriche, larga l!- l , sarebbe :
=
7,5
°fo.
Teorema .2° - La probabilùà cli un avven'imenlo E, dipendente clalla realizza.z·ione simultanea o siiccessiva di cl1ie cwvenimmti inclipendenti fra di loro e, e', le ciii probabilità si1Y11:o p e p', è ugiwle al prodotto p X p' di queste ultirne. • Infatti, sia N il numero totale delle combinazioni od eventualità relative all 'avvenimento e, ed n il numero delle combinazioni od eventualità al medesimo favorevoli, e sieno, N', n' le stesse quantità relativa all'avvenimento e', e si avrà:
Ora se i due avvenimenti elementari e ed e' sono indipendenti fra di loro, ciò significa che nna qualunque delle eventualità relative al primo potrà combinarsi con una quahmque cli quelle relative al secondo, cosiccbè in tutto l'avvenimento composto che consideriamo dà lnogo ad N X N' ever.tualità possibili, delle quali n X n' favorevoli alle combinazioni e e', che aspettiamo. Cosicchè
3~8
TEORIA ELEME:NTARE
DE[ l:ATTORl DI PROBAlllLlTÀ. NEL Tmo
la probabilità che si verifichi una di queste comb inazioni, ossia la probabilità clell'avvenimenlo E sarà: P=nXn'
N X N'
=
n
n!
N X N'
=
p X 11
,
C. S. V. D.
Corollario. - Non è difficile estendere questo teorema al caso di un avvenimento E che dipende dalla realizzazione cli 3, 4. 5 , ecc . avvenimenti elememtari e, e', e'', e'", le cui probabilità, considerandoli per se stess i, sieno p, p', p", p111 ... e vedesi che si avrà in generale: P = p X p' >< p" .... ·Qibesto 1"Ìsibltato si enuncia dJicendo che la pl'obab·ilità di un a'D'D Mtimento composto è eguale al pl'odotto delle probabilità degli a'l)ve1'l.'ùnenti componenti. 1° esem,pio. - Un tircico1·e ha il .1O °lo di probabilità di colpire un dato bersaglio in date condizioni, si domanda qucifo p1·obabilitcì egli aiwct di col1rirlo alrru.mo unn volta spal'cmdo .2, 3, 4, 5 colpi. Soliuione. - Il lfraLore in parola avendo il 90 ¼ cli proba. bilità di uon colpire il bersaglio facendo il primo colpo. ed allreL · 9 tanto facendo il secondo, ne segue che X , = 8 1 °lo sarà 10 0 00 la probab ilitil che sparando due volte di seguilo egli non colpisca 81 19 . Io 1·1 hersa.g1·10, el unque ·1 -- , ' = , sara· Ia pro bab·1 r 1·ta' a·I coIp1r 1
t° °
100
1
100
almeno una. volta nei due spari, poichè delle 10000 evenlual ità p0S$ib ili, 8·100 sono quelle contrarie ali' avvenimento che aspettiamo, e le r imànenLi '1900, gli sono favorevoli. È chiaro per la stessa ragione che 1
I
I
- (.!. \3)-- 12711000 -2'"' 1- (.!.)4 -3f. 390; o,ecc., ,1 0 _ _,, 1 •10 0/
i o,
-:i,
sarebbero rispettivamente le probabilità che avrebbbe, nelle suddette condizioni, quel tiratore di colpire il bersaglio almeno una volta spa1'.ando 3, 4, ecc., colpi.
3~.9
Osservazione. - Questo problema si può anche riso!vere in modo <liretto, ragionando come segue: Su 11O colpi nel 11° sparo se ne ha 1 ulile - 9 a. ,,uoto, id. 2° id. id. Ora una qualunque delle ,J O prime eventuali tà polenclo comb inarsi con una qualunque delle seconde 40 , il numero Lotale dt11le eventualità che possono presentarsi con eguale faci lità è 1100. Queste 100 evenLualilà. possib ili. si compongono nel seguente modo: ,1 colpo utile nel 1° sparo con un colpo utile nel secondo, 1 e,,enLualilà fa.vorevole a 2 colpi utili. '1 colpo util e nel 1° sparo con unodei 9 a vuoLo del secondo, 9 eventualità favorevoli ad 11 colpo uLile. ,1 colpo utile nel 2° sparo con uno dei 9 a vuoto del primo, 9 eventualità favorevol i ad 1 colpo utile. Uno qualunque dei 9 colp i a vuoto del 11° sparo con uno qualunque dei 9 del secondo, 8·1 eventualità favorevoli a due colpi a vuoto. Totale 100 eventuali tà. Dunque le eventuali tà favorevoli a colpire alnieno una volla il bersaglio sono 11 9 9 = 119 ossia 1100 - s,1, per cui la probabilità corrispondente sarà: 1
1
1
1
+ +
•100 - 8 1 = 1 1
mo
( 2 )'
o
,1
= 11 g
0/
•
come si è trnvato sopra, applicando il teorema 2°. Nel caso di tre spari successivi o simultanei, su ,1000 eventuali tà se n.e avranno : 1 favo revole a Lre colpi uLili. 9\ f favorevoli alla combinazione di 1 colpo utile del 1° con 11 colpo utile del 2°, e con uno dei 9 a vuoto del 3°. favorevoli alla combinazione di ,J colpo uti le 9 3 X 9 = 27 del /IO con un colpo utile del 3°, e Qon uno clei 9 a vuoto del 2°. favo revoli alle combinazioni di 11 colpo utile 9 del 2° con '1 colpo utile del 3°, e con uno dei 9 a vuoto del ·1°. 1
I
DEI FATTORI DI PUODADIUT.\ NEL 'I'IUO
n;ORIA ELE;\,IENTARE
330
favorevoli alla combinazione di un colpo utiledel il O con uno qualunque dei 9 a vuoto del 2° e del 3°. favorevoli alla combinazione di un colpo utile del '.2° con uno qualunque dei 9 a vuoto del ,1° e del 3°. favorevoli alla combinazione di iJ colpo utile del 3° con uno qualunque dei 9 a vuoto del 2° e del 3°. favorevoli alla combinazione di 4 qunlunque 729 dei 9 colpi a vuoto del ilO con uno qualunque dei 9 a vuoto del .2° 3°.
9X9 9X9 9X9 9 X 9 X 9=
dera. Così l' ultimo termine cn, rappresenterit. la probabilità che il detto avven imento non si presenti mai in n prove successive, e sic- · come la somma degli altri termini rappresenterà in virtù del teorema 11°, la probabilità complessiva che quell 'avvenimento abbia . a presentarsi almeno una volta, ne seguirà che questa probabili tà sarà:
(f
+ c)1<-cn= 1 -
cn, poichè
1
f+ C=
1.
1
Così è che nel caso particolare da noi trattalo abbiamo trovato che 2
9) '1 - ( 10
3
' '1 -
(
9 ) ' '1 lo
(
9 )~ 10
iJ000 eventuali Là. Cosicchè le eventualit1t favorevoli al colpire almeno u11a volta il bersaglio in tre spari saranno : 1 3 X 9 3 >< 9' = 1000 -729, e la corrispondente probabilità· 1
+
+
1000 - 9s = ,1 _ (~') • 11000 '10
3
1
=
1
27,,J "/o
come fu trovato dianzi. Osservazione .2°. - Si osservi corne nel caso di due spari, i numeri che rappresentano le varie specie di eventualità che si possono presentare, sono i termini dello sviluppo del quadrato del binonio '1 + 9, e nel caso di tre spari sono i termini dello sviluppo del cubo dello stesso biuonio . Non è difficile.dimostrare che in generale se f' e e, rappresentano rispettivamente la probabilità che un avvenimento si abbia a presentare in una prova, e la probabilità contraria, cioè che quell'avvenimento non abbia a presentarsi, i success ivi termini de.Ilo sviluppo de.Ila potenza
et+ c)n= tn+n. f'n-1 c+
1i (n-·1)
,1.2
rappresentano le probabilità di colpire almeno una volta il bersa- · glio in 2, 3, 4-, spari successivi, quando la probabilità di colpirlo in
r-2 c2 +... +cli
rappresentano rispettivamente le probalità che in % prove successive si abbia a presentare l'avvenimento che si aspetta un numer_o di volte indicato dall'esponente d·i f nel termine che si consr-
un solo sparo è
,1
.
f' = 1o' e la sua contrana e=
9
1Q·
Esem,pio .2" - Quante salDe de1>e eseguire 1.11n plotone per avei· il oO 0/o di p1·obab,ilità di colpire ·nn. dato bersaglio, sapendo che · ad ogni sali,a. la probabilità è del 11o 0/o? S0l11,zione. - Chiamando x il numero delle salve, si dovrà . avere:
·.( 100 85)X = 12 ed
ossia.
1
-
x
log2
- 0,30·10 3 ..,1 0,08·16 = , '
= log 0,85 = -
il che significa che sono necessarie 4 salve. Esempio 3° - Con/1·ontare le pr·obabilità che si hanno cli · colzn:re allneno iina 'IJOlta 1.1,n bersaglio 'Visibile per un miniito, giianclo si spara contro il m,edesimo con 1.1,n Wette1'li a tiro snccessi'!Jo ed un Wetierli a ripetizione B(wtoldo, il numero degli spari · essen(lo 5 col primo ed 11 col SC'conclo e la probcd)ilità di colpire ad · ogni sparo il 20 ¼ pe1· entrambi.
DEI FATTOll l DI PRODAlllLllÀ NEL TIRO
TEORIA ELEMENTARE
:332
Soliizione. - Col fucile a tiro success ivo si avrit la probab il ilit 'I .,e
80 ( 100
)5 -- 6'"' 3. () / 1
'
/o
co l fucile a ripelizione: ) 1 - ( -,,80 00
1
11
=
9·1,5 °/0 •
Cioè ment.re il consumo delle munizioni cresce nel rapporto 1111:5; la probabili tà di colpire a-esce solo nel rapporto di 9 a 7 circa'. il che non sittn ifica che il fucile a ripetiziope esponga ad un eccessivo consum o cli cartucce in rappo rto cogli effetti che il medesimo può produrre in un dato tempo, poichè sono le c?nseguenze as$c'.lute e non le relative dell'aumento di probabililit eh colpire, che bisogna ,considerare. Se, per esempio, il bersaglio fosse st.ato una batl~ria, ed il nu mero dei tiratori che h1tnno sparato contro la medes ima nelle condizioni accennale fosse :st.nto ,W (un plotone), col fucile a tir? suc,,ce;,sivo si av.rehbero 27 C') colpi utili e col fucile a ripellzione 37 (n), il che porrebbe forse quella batteria in condizioni di non poter più continuare a muovers i o a far fuoco_ p~r qualç.he tem~~' mentre il primo risultato può non e:::ser sulficiente a produ11e . quest' effett.o . .., . .. .. Esempio 4° - Sapf}ndo che la probabilita che Sì ha dti colpii e una determinata svriscia v<wticale (fig. 2) , CD C' D' di un be1'saglio, in date cond-izioni è del Hi ¼, e che lei probabilità di colpire, 1wlle . stesse, condizioni ima s~riscia o,1·izzontale cleter1ninatci AB A' I3' è . del ,15 °/0 • Si domanda qiMil sù;, la probabilità di colpire il rllf tango lo ab cd,, com1me alle clue st1riscie date .., Soltizione. - In virtù del teorema 2° la probab1hla doman·data sarà: 23 ,JiS 375 _ '°'/' o J>--x - = - - - 3,lu / •. 1100 1100 10000 X 40 . (•J 67.3 lOQ 5 (.,, !H, X10. ' lOù
333~
Osservazione. - A rigore, l'applicazione di questo teorema r ich iede che 'i fatti elementari di cui si compone l'avvenimento c9mposto che si ha in vista, siano affatto indipendenl i fra di loro, mentre nel caso da noi contemplato si tratla cli tiri, le cui deviaz ioni laterali ecl. in altezza cont1·0 un bersaglio verticale, sono dovute a cause molte · plici bensì , ma fra le qual i c'è sempre una. mutua dipendenza, per· modo che non si può dire a p1·iori che sia egualmente possibile una qualunqnedellecom bina.zioni cui danno luogo le deviazioni in altezza ed in direzione, od in altre parole, non si può asser ire che nel caso del· tiro ciascuna delle eventualità elementari soclclisfi aIla con.dizione necessaria , perché sussisti il ragionamento fallo per dimostrare il teorema 2°. L'esperienza però prova che l'ora detto teorema si può applicare senza errori sensibili nella risoluzione di question i intorno al ti rn, purchè i da.Li ,;perimentali dai' quali sono desunte le probabilitit elemen tari, abbiano uIHL larga base, siano cioè molto numerose, e fa ti.e in condizioni sensibil mente costanti . Poste queste nozioni fondamentali, passiamo a definire in modo preciso che r,osa si debba intendere per centro clE·lla rosa dei ti ri, come la si determini sperimentalmente e come si misuri la regolarità di Liro di un'arma .
III.
Abbiamo già detto che sparnndo co n una data arm a in date condizioni contro un bersaglio, i punti co lpiti , a misura che cresce it numero degli spari, tendono a distribuirsi con una certa regolarità per modo da offrire una den sità progressivamente crescente a parti re dalla perife ria prossimamente eli ttica della 1.ona colpita. (ros,i dei tiri) verso il suo centro, oYe la densità dei punti colpili è massima. Praticamente, il numern dei ti ri essendo sempre troppo limitato perchè la rosa dei ti ri oJTra la. necessaria regolarità, non è possibiledeterminarne geometricmnente con suflìcienle approssimazione il' cen lro, e si usa ordinariamente il seguente metodo.
. 334
Siano OX,OY (fig. 3) due rette perpendicolari fra di loro, se. gnate sul piano del bersaglio, per modo che tutti i punti colpiti si trovino da uno stesso Iato rispetto a.ciascuna di queste due rette, cioè, nel caso della figura, tutti a destra di OY, e tutti al di sopra. di ox. Sia m,uno qualunque dei punti colpi e , n11io=Y, omo = x, le sue distanze dalle rette OX., OY. Si chiama ce,r1,v1·0 cleUci rosa dei tiri, quel punto della rosa stessa · pel quale la somma dei quadrati delle sue distanze da tutti i punti . colpiti sia un minimo, sia cioè più pi ccola che per qualunque altro punto della rosa. Questo punto, in certo qual modo sintetizza tutta la rosa, rappresentandola in un modo che, nel senso definito, è razionalmente preferibile a qual11nque altro punto della rosa stessa. Si potrebbe domandare perchè si voglia il punto che rende minima la, somma dei quadrati delle sue distanze dai punti colpili, anzichè quello che rende minima la somma delle potenze semplici , di queste distanze. La ragione di questa preferenza sta in parte nel fatto che, in . qua.nlo ai suoi effetti, un colpo sparai.o con un'arma da fuoc? è eo-ualmente buono qualunque sia la posizione clel punto colpito, . purchè il medesimo si trovi ad ùna stessa distanza dal punto miralo, cosicchè in un certo qual modo la bontà di un colpo è più completamente misurala dall'area del circolo che ha per raggio la su:=t distanza dal punto mirato , anzichè da questa distanza considerata per sè stessa, e si sa che l'area d'un circolo 'è proporzionale al quadrato e non alla prima po Lenza del suo raggio. Vi sono altre ragioni che muovono a definire come sopra il centro della rom dei tiri, ragioni di un ordine analitico, che non è qui il luogo cli menzionare. Supposte dunque misurate LuUe le x e tuLLe le y dei punti colpiti del·hersaglio, supponiamo per un mo men Lo che M sia il cenlr_o della rosa, e che X, Y, siano le sue distanze dalle relle OX OÌ'. · Allora, chia\nando d., la distanza ni M, sarà: ~
d,2 = (X -
xt + (Y -
335
DEI FATTORI DI PR0BA.8IL1TÀ NEL TIRO
TEORIA ELEMENTAHE
y)' ( 1), ed X, Y, 1
, clovrannno soddisfare alla condizione che "i d/ (Z è il simbolo cli . somma) sia un minimo.
Supponiamo che C sia un punto della rosa, le cui distanze Xo, Yo, da OX ed OY siano :
x' =
"i, X
n '
o
y o
=
"i,
y (2)
n
'
essendo il numero to tale dei colpi sparati, ossia C sia il punto pel ,quale Xo ed Yo, ~ono rispettivamente Je medie ari tmetiche delle x e delle y dei punti colpiti. Se d rappresenta la distanza m, C, si avrà: · 91,
d2 = (Xo - x) 2
+ (Yo -yY (,J bis).
Poniamo ora:
+ e Y = Y. + e' C K = + s, MK = + e'J
X =·""' X
{nel caso della figura nella {4) si avrà :
d,1
=
+ (Yo -
0
(Xo - x + eì'
+ (Y. -
yr + 2 e (Yo -
y
+ e)2 =
e sostituendo
(X 0
x):: 2 e, (Yo -'1))
-
x)' .
+t:' + e'\
,ossia per la (11) bis : d/ = d2 ± 2 e {X 0
-
x)
±2 e
(Yo - y) + e'+ i'\
1
ove e2 +e\= C Mi = .:i2 Ne segue che "i,
d/ = t d2 + 2 e "i (X.- x)
+
11, •
.:i'
+ 2e
1
"i (Yo -
y)
{3),
poicM ± 2 s, ± 2 e 1 sono fattori comuni a tutti i termuu analoghi acl Xo - x, Yo - y, e perchè n ò il numero dei tiri . ~la, per le (2) :
n . Xo -1', x =:.; o, ossia:
"i,
(Xo -
11,
Yo - "i' 1 y = o,
x) = o, "i (Yo -y)
dunque: "i, d/ = Z d2
=
+ n. A (4) . 2
o,
TEORTA ELE1ll::N'l'AIIE 336 Ne segue che il minimo valore di ~ cl/ è Z cl\ percliè n. A• è quanti ti essenz ialmente positiva, quindi potremo dire che : Il centro della rosa d'3i tiri è quel punto della rosa stessR che dista dai due assi OX, oY, per quantilà Xo, Yo, che sono r ispeUivamente le medie aritmetiche delle te e delle y di tutti i punti colpiLi della rosa. Qualora il numero dei colpi spai:ati fosse grandissimo , per modo che tutte le cause accidentali che perturbano il tiro abbiano avuto campo di manifestarsi e combinarsi fra di loro in Lutti i modi possibi li ed in lulli i loro stati di grandezza e di direzione, potremmo dire che il centro della rosa dei tiri rappresenta quel punto del bersaglio che sareb be sLalo costantemente co lpito, qualora le ,}ause ora deue non avessero esistito. Gli è perciò cbe immaginando tanti bersagli verticali collocati a ·brevissime di s.tanze l'uno dall'altro, e collocati in guisa da intercettare le varie traiettorie descritte dai proietti lanciati da una data arma spRrata sempre nelle stesse condizioni, il luogo geometrico dei centri dell e rose di ciascuno di quei bersagli , prende il nome di traiettoria mecl:ia, ed è anche per la ragione su espressa che un 'arma si dice pu,ntata, quando il suo al1.0 è tale che lR linea di mira sia diretta al punto del bersaglio pel quale passa lR traiettoria media. è ch iaro che quando il numero clei colpi sparati è lim itato, a centro della rosa dei tiei determinato come venne dianzi indicato, non rappresenta che approssimativRmente la posizione che avrebbe quesLo punLo qualora il numero degli $pari fosse grandissimo; ma acc?tLando come vero, e come sufficientemente constatato dall'esperienza che dopo 11qoo spari per esempio, i colpi successivi, sotto l'azione delle cause perturbatrici, si distribuisca.no con eguale facilità sopra e sotto, a destra ed a sinistra ri spetto al cenLro della rosa stato cleterminato coi primi '1000 colpi, è chiaro che la posizione di queslo centro non ne risentirà alcun ulteriore spostamento, perchè continuando a sparare invariata rimarrebbe la media dellax · · e la media delle y, dei punti colpi ti . 'i, d2 Alla quantità - , ossia alla media aritmetica dei c1uadrat.i
si dà il nome di deviazione qnadnitcicci media e lit s1 designa con m2 , cosicchè:
;ve ':.i:_ (5) .
1n = ·11
P'
n
Essa può servire di misura alla regolar i Là di tiro di un'arma da fuoco alle varie distanze. Se il bersaglio cons idera to nella fig . 3a è verticale e normale alla direzione del tiro, la OX si sceglie orizzontale e la. O Y verLicale, ed alle quantità:
[Xo - xr [Yo - y] 2 n
1i
si danno i nomi di deviazioni quadraticbe medie in c/;irezione ed in altezza, e noi le designeremo rispettivamente colle notazioni m\ , m\, cosicchè si avrà:
m:c
=
./
i
(Xo- x)' n
' my ~
,n =- Vm-:/ + ·mi/
111 /
Y
(Y- yt
n
'
(6) .
Che se sisommano i valori assoluti delle quantità [X0 - x), [Y0 -y ], astrazion facendo dal loro segnci, si ottengono, dividendole per n, numero degli spari , rispetti va.mente la deviazione media in direzione ed in al tezza, quan tità le quali servon anch'esse a dar un'idea relativa della regolalità di tiro di un'arma, e che hanno sulle precedenti il vantaggio di poter esser calcolate con minor fatica. Qualora il sucldeLto bersaglio fosse orizzontale, la O X. si sceglie perpendicolare alla, direzione del tiro ed orizzontale; la O Y parallela alla direzione stessa ed orizzontale essa pure, ed in questo caso le quantità. Yo - Y, m/ 11 ne prendono rispeltivamente i nomi di deviazione in giuata e di ;:le, iazione quadratica media in giuata. 1
1t
delle distanze dei punti colpiti del centro della i'osa dei tiri ,.
337
DEI FATTORI DI l>ROHAlll LITi NE L TIRO
A NNO XXV>ll, V OI, . ) f!
338
TEOHIA ELEMENTARE
339
DEI FATTORI DI PROBAB IL!Tt\ NEL TIRO
IV.
Se ora imaginiamo costruiti i rettangoli segnati in figura, per modo che le loro successive altezze yl' y 2 , y3 , soddisfino alle se,guenti condizioni:
y, >< A x = ri!, y2 >:: Poste queste nozioni e definizioni, consideriamo un bersaglio verticale (fig. 48 ) nel quale Y O Y' sia la verticale passante pel centro della rosa dei tiri ottenuta sparando contro il medesimo un grandissimo numero di colpi sempre nelle medesime condizioni; sia X OX' l'orizzontale passante pello stesso punto, e proponiamoci di studiare come si distribuiscano i punti colpiti rispetto allo YOY'. Anzitutto premetteremo che in quanto stiamo per dire, supponiamo il numero dei colpi sparati sia sufficientemente grande perchè si possa ammettere che ad un colpo la cui deviazione rispetto ad YY' sia verso destra e di grandezza x, ne debba corrispondere uno la cui deviazione verso sinistra rispetto alla retta stessa sia anche x; od in altre parol.e ammetteremo che i pµnti colpiti sieno distribuiti sirnmetricamenJe rispetto ad YY'. Ammetteremo pure che oltre un certo limite a destra ed a ~inistra di questa ultima retta, non si abbiano punti colpiti, il che equivale a dire che escludiamo i colpi fortuiti dovu~i a disattenzione del tiratore o ad altra causa eccezionale, poichè non abbiamo in vista se non quella dispersione dei tiri che è dovuta alle cause che perturbano il tiro, quand'o il puntamento è fatto sempre col medesimo grado di cura e di precisione, e quando, sia l'arma, sia il proietto, sia la carica, sia l'atmosfera, sieno in condizioni normali. Ciò posto, suppon iamo di aver diviso il bersaglio in istriscie verticali mediante delle parallele allo OY, fra loro equidistanti per una aliquota
Ax .
~dellamassimadeviaziouelateraleOX=OX'= D,
verificatasi durante il tiro, e supponiamo che contati .i punti colpiti nelle successive striscio cosi determinate, si siano trovati: n', 1/', 1i1" .... .. colpi, rispettivamente nella 11a, nella 2a, nella 3a striscia a cl.es tra di YY', e che altrettanti se ne sieno contati nelle s.trisc.ie sinunetriche a sinistra di questa retta.
6. x
= n!',
y3
X Ax
= n''' ... ,
ne seguirà che le aree di tali retlangoli riusciranno espresse dagli .s tessi numéri che indicano quanti colpi hanno colpito il bersaglio n-ella striscia ve.rticale a ciascuno di essi corrispondente, e che per conseguenza, l'area to tale A, compresa fra la spezzata. g {e dc baa' b' ,e' d' e' f' g' e la X X', sarà espressa dallo stesso numero che il numero totale dei colpi sparati, che chiameremo 2 n. Segue ancora da quanto precede' che, se il numero dei colpi è ab.bastanza grande, la probabilità che si avrebbe, sparando nelle me,desime condizioni, di colpire una delle striscie in cui fu ripartito ti! bersaglio, sarebbe, per la 4" per es.: np4&x_,_ n"" _ 3 &x -
y,. X
Ax
.2 n - area X-m X''
-oosicchè le probabilità di colpire il bersaglio in un punto compreso fra la YY' ed una qualunque delle parallele 1a, 2 b, 3 e, ecc., con.dotte alla medesima. sarebbero successivamente: 1
p&x=::!_= y, X .:lx 0 .2n A '
p~i1x = n!
+ n" + n''' = y, X Ax +Y, X Ax+y 2n
,e
3
X
Ax
A
cosi di seguito.
Potremo quindi dire, in generale, che la probabilità di colpire una striscia verticale qualunque del bersaglio, è data dal rapporto della somma delle aree dei rettangoli A x X y, çompresi nella striscia che si considera, all'area totale' A. ·
!
(') In generale scriveremo P per indicare la probahilit.à di colpire una striscia comiPtOsa fm sett.Cl parallelo, distanti a, b, dall'asso che si considera sul bersaglio.
DEI FATTOUI .DI PROBABILITÀ. NEL TIRO
3,\.0
TEOlUA E LE:\lEK'fARE
Se ora imaginiamo concloue pei punti cli mezzo m', m/', m"', dei· lati superiori d,ei rHtangoli in parola, una poligonale i cui vertici. si trovino sulle success i,·e parallele acl YY che li limitano latei-almente, ad ognuno di tali reLLangoli corrisponderà un trapezio equivalente, ossia di eguale area; cosicchè, se (fig. i:\a) !I f' eclc b aB a' b' e! ,lr rappresenta la delta poligonale, la pro babi lità che un colpo tocchiil bersaglio entro una .striscia verticale compres11 fra Y Y' ed un~ parall ela a questa retta distante da essa ni . A x , sarà data dal .rapp-0rto ·dell'area compresa fra queste due relte, la O X e la spezzata 13 ab cd, ossia da: p'nx 6 x _ area. OB d D o ·A
1H., BA', simmetrica.mente disposLerispeLlo ad YY', e determinate "1i posizione colte condizioni: O A = OA' = D e
AA.' X OB = 2 n, 2
~ me si è dello per la po iigona.le dianzi considerata, e vediamo qna.li conseguenze decorrano dalla fatta supposizione. J)edott.e queste conseguenze, ·potremo sempre con lrvllarle colle ,esperienze, e verificare se le medesime si realizzino con sufficiente -approssimazione, perchè l'ipo tesi da lla quale esse furono dedotte, sia accettabile. Consideria.mo la striscia verLicale l11nitata lateralmente datìe rette tKH, K' H', ecruidistant.i da parall ele ad YY' e sia:
OMo = OMo'=m, X t:.x =:x\ e la probabil ità di colpire la striscia C D.C'D', nella quale OOP = OD = m )<'. A x sarà:
o3ye:
~X =
•
. rn X ,1x })_ m.xi:t =
areaD'd!HdD
-
-
area OBdD
- jt- - -
A 2
= area OBX,
·dove ; ~
-
k
= -
D k'
J,; essendo un numero arbitrario .
.P er quanto precede anemo: P + ·x - QP x - Q,(area _ _ BO _ MMo) _ 1= - x -"" • - ,., ( area A.OA' )
:tx:x
e clove usiamo Janotaz io·ne P__: 6 per ricordare che si , tr~tta cl~• una striscia liinitata lateralmente da due parallele a Yì' chstanlr dalla medesima per la stessa quantità m X t. x , l'una a destra e· l'altra a sini sira. . Se ora suppon iamo che la larghezza A x della striscia verticalefin qui considerata, vada indefinitamente impicciolendosi, . per modo che il numero delle striscie vada via via creseenclo, la poligonale g f .. .. B .... e' d', tenderà a tli venture una li?ea curva, l~ ~~ml: ci darà un'immarrine del modo col quale varia la prohab1l1ta dJ. . colpire una data "'striscia vedi cale del bersaglio, col variare deII a. sua larghezza e dell a sua situaz.ione rispetto alla Y Y'. Supponiamo che questa curva si riduca (fig. 6°) a due rette,
OA
.
1
-!- X
ossia: P -x= 1 -
)BO A - MM o A'\ BOA
MM.A
BOA ,
:!\fa i due triangoli MM0 A e BO A essendò simili, le loro super~ cie staranno fra di loro come i quadrati dei lati omologhi e si avrà:
!)er cui: + x_
p-
:t -
,
I
_(D - xt = 9 ~ _i:(,I ). . · D' - D D' .
'
34'2
TEORIA ELEMENTARE
Volendo conoscere quale sia la larghezza l\f 1\1'0 = E della stri'scia che con~iene la metà dei colpi, basterà nella (1) porre O
p+x '/, _ x=
ed
X=
E 9.' ,...
e facilmente si otterrà:
Dei quali due valori solo quello
La quantità fornitaci dalla esperiènza è dunque la E, per le slriscie verticali , e solo abbiamo introdotto in calcolo la quantità O, per la semplicità della trallazione. Un primo problema ehe possiamo risolvere colle relazioni (,1) e (2.) è il seguente: Conoscendo il valore di E per una data arma ad una data distanza, determinare la prnbabilità di colpire una striscia verticale larga .2 l e centrata, e viceversa, determinare che_larghezza ha la striscia verticale centrata cl' un bersaglio posto ad una distanza data, che ha una data probab ilità di esser colpita. Per introdurre nella formola (il) la quantitit E, sì usa esprimere la larghezza 2 l della striscia centrala che si considera, prendendo E per unità ·di misura, ponendo: 9.
<.11 ci riguarda, per cui:
E= 0,5858. D (2).
Alla metà di questa larghezza, cioè alla quantità Xp = 0,29'.a9 D (:3) si dà il nome di deviazione p1·obabile, e sarebbe forse più proprioil chiamarla limite probabile delle deviazioni laterali, poiché ess~ rappresenta il valore assoluto di quella deviazione, che è egualmente probabile di superare o di non superare, sparando un colpo contro un ber:5aglio verticale, con un'arma tale e ad una distanza tale, che la massima deviazione verificatasi in un numer0 grandissimo di spari sia D. Siccome la determinazione della quantità D presenta sempre qualche incertezza, perché male si saprebbe precisare fino a che limite le deviazioni siano dovute alle cause che in condizioni nor.~ mali perturbano il Liro di un'arma, per modo da escludere ri.sultati anormali e dovL1ti a errori grossolani di altra natura, si preferisce caratterizzare la regolarità e la precisione di un'arma da , fuoco, determinando coll'esperienza quale sia la lunghezza e quale la: l'altezza delle striscie verticali ed orizzontali che contenaono D migliore metà dei colpi, colla medesima sparati contro un bersaglio verticale, situato a determinate distanze.
3t3
DEI FATTOlll DI PROBABILITÀ NEL TIRO
l
..,E = { (4).
Seguirfr per la (2) che:
.
I
E
l = T = 0,2.929D./
e quindi mettendo per :e questo suo valore nella ('I) avremo: P::: = 0,5858 f - 0,0858
t (,I
bis).
Ponendoinquestarelazionesuccessivamente: {=0,0 1 0,02. 0,03 fino al valore massimo di cui è suscettibile questa quantità, cioè: 2 3,4H cir~a [ vedi (2) e'(4}] si avranno le probabilità di col1
i=
pire le striscie verticali centrate, rispelt.ivamente larghe 0,_0 1 • E; o, 2 E; 0,03. E, ecc., e si potrà formare una tavola numerica che servirà a risolvere il primo dei due problemi che ci siam·o proposti. Alla quantità f si dà il nome di fattore d·i probabilità, e· si usa scrivere P (/) per indicare la probabi'.ità corrispondente ad un dato valore di f, mentre per indicare il fattore di probabiliti-1. corrispondente ad una determinata probabili là dì colpire si scrive: f (P). 1
;.
'>I, ..
Se risolviamo l'equazione
r=
W'')
rispetLo ad/ si otterrà :
3,4,14 _ v ,1·1 ,6550 _ ,1,[ ,651:>0. p
=~ ( 5)
Formo la nella quale ponendo successivamente P ~ : = 0,0 1; 0,02; O,03, ecc ., fino a P ~ : = •I , si avranno i valori dei fattori di probalJiliLà corrispondenti al la probabili là di col pire rappre~entale da.Ile frazioni 0,0 1; 0, 02 ; 0,03 ecc ., ossia all' 1l ¼, al 2 ¼, al 3 °/ 0 ecc., di punti colpi ti. Gli è appunto ~u questi principì cl1e è fondalo il calcolo della tabella. dei fa llori di probab ili tà. che si trova inseri i.a nelle Lavole di tiro e nel volume VII delle Istruzioni pratiche dell a nostra arligperia, pag. 20 . La curva di distribuzione clei Liri assunta a fond;nnenlo del calcolo dell<t tabella ora delfa, è la nota curva esponenz iale di ('rauss ; ma è fac ile ~edere colht formala (5) che anche sostituendo a questa curva una sempl ice coppia di rette. come si è fatLÒ in qu~sLo stndio , i valori che si olLengono per /'differ iscono assai poco da quelI i dati dalla lahella si essa da P = O a P = 80 °/o. Infatti, per P = ,10 °/0 = 0,1 0, ht (5) dtt: 1
1
f=
3,/i:H - J/'10,4,905 = 3,4H -
3,238
=
1, 526
= 1,888
0,176
e la tabella dà O, '18. Per P = 0,80
f=
= 80 °/
3,H4 -
0,
la (5) dà:
V 2,33'10
=
3,/i.U -
<>40
DEl FATTOl\l DI PR0DABIL1T1 NEL T lllO
TEORIA E LE)!E)!T.\RE
3H
1
e la tabella dà 11, 90. È solo a partire da P = 0,90, oss ia dalla.1irobahilitò. 90 °/o, che i valori di f dat.i dalla (0) cominciano a differire per qualche centesimo da quell i della tabella, ma se ,;i considera che in pra tica si è sempre in condizioni sensibilmente diverse dalle condizion i teoriche supposte nella teoria di Gauss, ne segue che tanto val e servirsi della formolét (5) , che ha il. vanta.ggio di poLer esser dimostrata, come si è visto, in modo affatl.o elemen tare.
Aggi~ngeremo solo che quanto abbiamo esposto fin qui intorno a lla probabilifo di co lpire una striscia verticale centrata del ber-sagli o, si deve in tendere ripetuto per una striscia orizzontale centrata (og. 7°), notando che in generale l'altezza dell a. striscia ab ~he contiene la migliore mettt dei colp i per una dala arma ad una .data disLanza, quantità che si designa con F, è tanLo più di1Tercnte ·da E quanto pi ù crescono le dis tanze. Che se si volesse cons iderare la rosa orizzontale clei tiri (fig. 7a) , eletto w l'angolo di caduta alltt distanza. alla quale si trova il ber:saglio, evidentemente la profondità F' = CLo Uo del la strisci,L trasversale che c:onti ene la migliore metà dei colpi sarà:
F' = l? cotangw. Si noli inoltre che siccome f non raggiunge mai il valore 4 , così tm bersaglio largo 4, E, si può considerare come cli larghezza indefin ita, perchè, quanto alle deviazion i laterali, il medesimo r iceve:rebbe tut.ti i colpi sparati .
Y. P.BOnLE1IA T. Qiial è la pl'obabilità di. colpire col Wetterli nn. berscig Zio ·verticale cli larg hez.rn i,ndefi,nita e dell'altezza .di l'",80 puntandone il centro a 1000"'? Soliizione. - La tabella 2" inserita nell'Istruzione provvisoria sul tiro per la fanteria ci fornisce il da t.o F = '.iW,46, cosicchè avremo: 11,80 ;., {= 9. 1,.5 = 0,,3 ..... , 1
E dalla tabella. dei fattor i C'), si r ileva. che P (0 ,72)
=
37 e P (0,74)
= 38.
Diremo quindi che la probabi lità cercata è del 37 ,5 (') Vedi tavole di tiro por r ar tiglioria.
°/ocirca.
DEI FATTOnI Dl PROBA81L1TÀ NEL TIRO
346
TEORIA ELEMENTAUE
Osservaz,ione. - Qui abbiamo supposta la distanza nota e l'arma puntata esattamente sul centro del bersaglio. Vedremo fra breve le conseguenze d'un errore di puntamento e d'un errore nell'apprezzare la distanza del bersaglio. PROBLEMA II. - Che dimensioni 'V(Wticali deve r.were. im bersaglio sitiiato a 1000"', pe1·chè p1nitmidone il centro col WettM·li , si abb·ia la probabilità del 37,5 °lo di colpfrlo, la larghezza del bersaglio essendo indefi1iita? . Soluzione. - Sappiamo già. che a mille metri, pel Wetterlr F = 2"',4-6, e che /'(37,5)
=
0,73,
cioè che alla probabilità del 37,5 °/0 corrisponde il fattore di probabilità l = 0,73. Dunque deua x l'altezza del bersaglio, dovrà essere: X -~,4,6 - = 0' 73 ' da CUi X= ,tm ' 80.
PROllLEUA III. - Qual è la p1·obabilità di colpirn col Wetterli un bersaglio alto 0"',80, largo 0"',60, alla distanza di 600'", pmita1ido il centro del medesimo ? . . Soluzione. - Cercheremo dappl'ima, come venne md1cato nella soluzione del Problema l , la probabilità.di colpire a 600m un bersaalio alto 0111 , 80 e di latahezza indefinita, e quindi quella di•I è> i-> colpirne uno largo 01n,60 e di altezza indefinita, e poi faremo 1 prodotto delle probabilità così trovate, giacchè perchè un colpo tocchi il bersaglio, il medesimo deve trovarsi contemporaneamente in una striscia centrata orizzontale alta 0111 ,80 ed in una striscia verticale larga om, 60. A 600m, col Wetterli E = F = 1m, 06, quindi: 1
80
f = ,,0,,o6 = 0,76 . e P (0,76)' = 39 °/o
dunque 30 _ ,1,1 ..,1 0/ ' 0
39
100 X 100 -
1
0
sarà la probabilità cercata. PnonLEMA IV. - Posto che si 'Doglia stabili?'e come limite ·· della distanza alla quale con11enga spara1·e col Wetterbi contro urv . uomo isolato in ginocchio, quella alla qiuile si ha ancora la probabilità clel 25 ¼ di colpirlo, si domanda di determinare questo lim1;te. Solii.zione. - Considerando l'uomo in ginocchio come un ber- · saglio quadrato di om,60 per 0,'"60, siccome col Wetterli E diJie- · rise.e poco da F fino alle maggiori disLanze, così si dovrebbe avere: · p (0 .60) p (0,60)= 25 ('I)
E
F
> ,100
'
ove sai·ebbe:
p
(o,:o) = p co:o),
cosicché la condizione a soddisfarsi diventerà semplicemente ·· (estraendo la radice quadrata dai due termini dell'uguaglianza) (if ). p (
0,60) = 50
> 100
E
1
Ora dall a tabella dei fattori di probabili tà risulta che per
f > ,1, e quindi per E< 0~,60; quesLa condizione è soddisfatta, e d'altra parte dalla tabella n° 2 · della già citata Istruzione sul tiro, emerge che a 300m, E= 0,4-8 ... e che a 400m, E' = 0,66. Potremo dunque dire che la distanza limite cercata è:
soom + 0,66O-'120,48 100 = 1
60 = .O 5'°' e P (O 57) = 30 °/ t·, -- 0, il, 06 , I ' '1r
34-7 .
1
.
366m Circa.
348
TF.OH IA ELE~lE~TAP.E
Osserva:ione. - In un caso più generale, cic,è per un'arma da fuo co e per distanze alle quali E ed F sieno sensibi lmente differenl i fra di loro, e per un bersaglio le cu i dimensioni non sicno proporiionali acl E ed F, il problema precedente non si può risolvere in modo così semplice, ma è d'uopo proceclllre per Lentativi, cercando dapprima la distanza alla quale si avrebbe il 25 °/o di probabi li tà di colpire, attribuendo al bersaglio la forma quadrata colla maggiore delle sue due dimensioni e prendendo E= F= alla più piccola di queste due quantitit, che e generalmente E, e poi rifacendo il calcolo aLtribuendo al bersagli o la forma quadrata colla dimensione minore, e prendendo per E per F il rnlore della piti. grande di queste due quan tità.. La pri ma delle distanze così ca lcolate sarà. un limite inferiore della quantità che si cerca, perchè lulle le condizion i del tiro vi si sono esagerate in favore della probabililit di colpire il IJersaglio, e la seconda distanza ci offrirfl per contro on limiLe superiore cl i tale quantità. Determinati questi due limiti i Len lativi ulteriori resi.ano circoscrilli per modo che con un poco di pratica si giunge prontamente .al risultalo che si cerca. P1wBLE1rA Y. Calcola1·e la probabilità di colpire un bersaglio di alte.=za h, profondità a e di larghezza indefinita, con una dat<i arma e ad tbna data distanza. Soluzione. -Sia B A B'A' (fig. 8n) il bersaglio in parola, e sieno ·T A, T' C le traiettorie estreme che lo colpiscono . Se w è l'angolo di caduta, A C=a+hcot w saràlaprofondiLàd'unbersagl ioorizzontale che ri ceverebbe tutli i colpi utili che colpiscono il bersaglio ' dato, cosicché, se il tiro fosse centrato, cioè regolato per modo che la traiettoria media passi per il punto di mezzo O cli AC, la. prohabi lità cercata sa rà:
·ove F' è la profondità F X cot w della striscia trasversale cito conti ene la metà migliore dei colpi, per l'arma e per la distanza. ,che si considerano.
DEI FATTORI Dl PRODAIJIL!T.~ NBL TIRO
3Mr
Potremo perciò anche scrivere: p
(a+ h) F' F
in luogo dell'espressione (4). Esempio. - Q·nal è lct probabilità di colpi're col Wetferli a 1600"' un battaglione in colonna serratci di compagnie, il tira
essendo centrcito. . Solu.z-ione. - In questo caso: 7 60
h= ,1m,80·, a= 30'" co1r,w = - '- · F " ·1,80' ' F' = 1111,30
quindi
/' =
30m II
7 60 30 ' ·,1,80
= H ' 30
COLW
+ ·I•I ,8,o30 = 11 ,
5~,00 8v,fl8
+ o, 16 = 0,03 + o, 16 = 0,79 E dall:i tavo la dei fattori di probahi li t(l si ri caverà: P (0,70) = 40,G 0,'o.
n .-
Col Wellerli ti spara, conll'o mi bersaglio allo O, 60 e di larg hez.::à ind<~fin-itci pnntanclone ,a cent-1·0 coll'alzo di 600"', mentre la distan.:ra giustci è 625"'. Si domanda la p·obabililà di cotpi're quel bet"sagho ùi q1mte condi:ioni. Solu,.=ione. - Adoperandosi l'alzo di 600 111 il centro della rosa orizzontale dei tiri si troverà 25"' davanti al bersaglio in O (Cig. 9) ; ora i tiri che co lpiranno il bersaglio colpiranno la striscia lrasversale CC' A. •.\.' avente per largheiza CA spazio battuto a 6.25m dietro un bersaglio alto 0,60, ossia ·17'" circa (Vedi Tnbella numero. 2 già. citata). Ma è fa<;i )e vedere che la probabilit.it cli colpire la striscia AA' CC' è uguale alla differenza dell e probabil ità. di colpire le· striscie CC' O O', AA' OO' profonde rispettivamente L ed l. PROBLEMA
TEORIA ELEMENTARE
Ma, per le cose già vedute, la probabilità di colpire la prima ··striscia è
:, poichè per una striscia centrata CC' C, C', profonda '3 L, es·sa sa.~rebbe p
q )(2F'L) -P (2 l) ì F' )(1).
2(1
:E nel caso nostro, essendo L = 42, l = 25, F' = F. cotw = 1,06 X cotw ·1 06 150 •5 Q9 ,.,,. = , ' ·1,80 = .... •' '"
=
P
(2529,74 X2) Ìj = .2'l ft P c2, 82) - re,,·68 ) 1I
,= 1 f p
p
i·i
0,945 - 0,740
f = , 0,25 ¾
Cioè un semplice errore di 2o.m nel!' app1:ezzamento della distanza • ci riduce al il 0,25 °lo la probabilità di colpire, che a tiro centrato ~ risulterebbe di 1 , I . l'
È chiaro che quanto abb iamo esposto pel tiro non centrato in ·distanza, si può ripetere punto per punto pel tiro non centrato in direzione, od in altezza, e che basterà nelle relazioni ( 1), ( 1 bis) -sostituire ad L, l , le quantità analoghe che caratterizzeranno l'ec,cen tri citit del tiro. PnOHLEMA VII. Un'o'pera lli fort1:ficàzione ab (fig . 10a) può esser battnta alla distanza di 50oom dal cannone da 16 GR. 'Supponiamo il tiro a granata obltingaregolcito sul punto d1: mezzo O della mag1:strale ab, si dom,anda qiiale sia la probabilità che v&nga colpita, per effetto della dispe1·sione dei tiri, il magazz,ino a pol.:. :ver·e p q sit11,ato come è indicato in figiira. Soluzione. - Calcoleremo col metodo indicato nel problema precedente, quale sia la probabilità di colpire la striscia a' a" a''' a"", :attribuendole una profondità indefinita, indi faremo lo stesso per 11 11 1a striscia b' b" b' b " , attPi buendole una larghezza indefinita; il prodotto delle due probabili tà così trovate sarà la probabilità cercala. Per la $lriscia a' a" ci"' a"", essendo a 5000 pel cannone di cui si t ratta E = 2P', si avrà: 1
--·sarà la probabilità di colpire la striscia AA' 00'; dunque in gene,,rale la probabilità cercata sarit:
1-
12 1~ P (2F'L) + P (2F'l) )I (,f bis). .
(21)
i.2 p (2F'l)
(4229,74 X2)·
Ossen:,azion·i. - Jt facile vedere che nel caso in cui la distanza del bersaglio si sia errata in meno, il punto O, trasportandos i di là di AB (fig. 90. bis), potrà cadere fra le rette AA' e CC', che limitano fo spa1.io battuto, cosicché la probabilità di colpire la striscia trasversale CC' AA' sarà eguale alla somma anzichè alla differenza delle probabità di colpire le stri scie componenti CC' O0', AA' 00', e la formola (,I) si tramuterà nella seguente:
F'.
Per ragioni analoghe
!il I ·2 t P
35~
DEI FATTORI DÌ PROBABILITÀ NEI, TIRO
:. 350 .
,1
0 60 ) = P (0,57) =r 30 ,1,Q6 ,, \•
J> ( ·
I
1
= fp
°lo•
(46 X 2)· _ p (40 X 2,1 21
(4,38) - p (3,80)
·~ '
2) }j
j = ,, ~-0•99 = 0,0015 .
per la striscia b' b" b'" b'"', essendo alla detta distanza F' = 65m sarà:
~
"= 2'! (f p
p
.:.
'
2(
1
= '!~re,, os) 2t
'
(3ts615X2) _ p. (3065X2) I j
P c·o(9'9.)' ~ ' - )
o.oso -
2
o,4,65
·
= o o4 '
DEI FATTORI DI l'ROBAllJLlT,\ NEL 'flRO
TEORIA ELEMBNTARE
352
Si è qui preso E= F' = 2,77, media clei valori corrispondenti alle distanze 11000 e 'lii 00. Se il tiro fossè stato centrato per modo che il pnnto O fosse cnduto nel centro del rettangolo AB A'' B'', si sarebbe ottenuto:
Dunque:
p' X p" = 0,005 X 0,04 = 0,0002 ossia 0,02 ¼ , sarà la probabilità ccrcJta. PROBLEMA VIII . - Si spara col Wette'l'li contro ibna sezio,ie cl'artigbieria ·in batterici a 1000 metri, giiidican,do la clistctnza 105om e piintanclo in O I O rnetri a destra clel c&niro C del bcrsagl-io. Si domanda qiiale sia la probabilità di colpirlo att1·ibti(jnclogli fo seguenti clinumsioni: la1·ghezza aom, profonclità ,25m ecl altezza 1, 80 . Solitzfone. - Sia (lìg. 11,f ") AB A' B' lo spazio occupato dai pezzi, dai serventi e dagli avantreni, per modo che sia AB= 30m e AA' = 25'"; sia O il centro della rosa dei tiri, per modo che questo punto r isulti 50 metri dietro e 1om a destrR del ~unto di_mezzo ~ di AB; e sia A'' .8'' il limite dello spazio battuto dietro la ltnea degli avantreni, per modo che sia A A"= B' B'' = 119m,7 (Vedi Tabella numero~. Istrm:ione sul tiro). Dovremo dunque: 11° calcolare la probabili tà di colpire una striscia trasversale A". B' AB di larghezza indefinita, i cni limiti distino 5'U,3 e 50 da X X'; 2° calcolare la probabilità complessiva di. colpire le striscie longitudinali A"~ A n, B" K.n n~ !ar_gbe .ri~petti: vamente 25in e 5'U, attribnendo loro una profondila indefnula; 3 far il prodotto di queste dae probabilità. Si avrit così : 1
1
p
(,12.77 5 X~) Xp ( 2,77 25 ) = X ,t = i100 ¼ · iJ
Cioè a tiro centrato si avrebbe un colpo utile per colpo sparato, mentre un semplice errore di :50m nell'apprezzare la distanza e di ~ 0111 nello stimare la direzione del centro del bersaglio, fa scendere la probabilità cli colpire al punto che non si avrebbe più che un colpo uti le su 200 sparati. . . Da ciò la convenienza per l'artiglieria cli, p 1>ss1b1lrnente, spostare anche di poco i suoi pezzi, quando essa si accorga che il fuoco della fanteria comincia ad essere efficace. PROBLEMA IX. Oon v,n'a?'lna da gitto si ò1Jarci contro im bersaglio di larghe.z.za inclefìniia posto cul wia clistanza 1'1/ltci qualiinque. Si clomanda qnale sia il per cento clei col1Ji eh~ ~ad1·a1ino nelle snccess'ive st1··iscie trasve·rsali che si otte1igono siicldwiclendo la
1
, = ~ f ) (50 X2)
P
9. ~ .
=il ,1 ·
p"
I
2 ' 77
P C3,82)
_·p (5,3-, 77X2) jl o,99) = 0,005
1
1
J
+ 0,98) = 0,09
'""'
p' X p'' = 0,0049 ossia 0,k9 °lo (meno cli
1 / 1
rosa oriz,rontale con pcirnllele al bersag Z.io di.st.cinti fra loro
°/.).
i
F',
cosicchè (fig . 12•) jiB essendo il bersaglio si abbia: ab=F' a' b' = 2 F' a'' b" = 3 F', o!'' b'" = 4 F'. ~olii.zione. - Per la prima striscia si avrà: 11' =
F'
~ P ( 2 · ·2.) =
2
l.... P( 1) = 0,.25 ossia il 25 ¼ 1
F'
Per l'insieme delle à.ue prime striscie:
p" =
X 2) X 2)' ) = 2il(t p (252 ,17 + P (5· 2,77 j
= -1 't 1 + P (3,62) (~ = 9·1 (I 2
9.
~=~e,, -
353
i
p (2) =
i
0,82 = 0,4Jl, ossia il 4iJ ¼
Per l'insieme delle tre prime striscie: ,1
p"' = ~ p (3) = ANNO ,IXVlll, VOL, 111
,,
2 0_,96 =
0,48, ossia il 48 °/o
354
TEORIA ELEMENT.ARE
Per
l'insieme delle quattro prime sl.riscie: PIl// = 1 p ( 4l ) =
2
PROBLEMA X. Si gi1.idica che un bersaglio profondo Bm è 1500m e si spara conwo il m,edesim,o cogli alzi di 14.50, 1500 e 45,50, si domanda divaluta,,re la probabilità rninima che si ha di
41,
. , ossia Il 50 ¼
'/
·
355
DEI FATTORI DI PRODADILITÀ NEL TIRO
·
Cosicchè: nella 1• striscia tanlo avanti quanto dietro il bersaglio, avremo il 25 ¼ dei colpi. nell~1 2\ striscia tanto avanti quanto dielro il bersaglio, avremo p'' - p' = il 116 ¼ dei colpi. nella 3" strisc.ia tanlo avanti quanto dietro il bersaglio, avremo p'" - p" = il 7 °lo dei colpi. nella 4• striscia tanto avanti quanto dietro il bersaglio, avremo p"'' - p"' = il 2 °/o dei colpi. Osservando quindi che la dispersione totale dei co.lpi nel senso della profondità è a 1OOOm col Vetlerli di 4.2m ed a ,J11 oom di 44ni ' facendo astrazione da questa. piccola differenza, potremo considerare come egualmente profonde le striscie delle due rose orizzontali che si ollenebbero a ,1ooom (A' B') ed a 1O~H'" (AB), per modo che (fig. ·I3a) sparando simultaneamente contro i bersagli AB ed A' B' un grandissimo nmnero cli colpi, si otLerrebbe una rosa composta le eui 8 striscie mediane, cioè per un tratto di 42 in profondità, non riceverebbero in complesso mai meno del 16 ¼ dei colpi sparati. Su questo principio è fondato il tiro a massa con due o tre alzi. ('l'), senonché in pratica si punta lo stesso bersa(rlio coi vari a alzi, anzichè puntare bersagli posti alle corrispondenti distanze; ma ciò non ha grande influenza sopra il modo col quale si comporranno le singole rose orizzontali, se il terreno sul qua.le vanno a cadere i colpi sia sensibilmente parallelo alla linea di sito . Quanto si è esposto riguardo alla disperzione dei tiri nel senso della profondità può ripetersi riguardo alla loro dispet'sione laterale e se ne potrà tr:nTe una norma per regolare il riparto del bersaglio fra i tiratori. 1
1
01
c•p1 tiro a massa si esoguisce anche con un alzo solo r.,a 500 e 8QO metri, perchè alle minori distànze l' errore nell'apprezzarle esse ndo più piccolo che pelle grandi ditauze, basta la dispersione na tural e dei tiri dovuta alle cause che perturbano il tiro, dipendenti dall'arma, dall'abilità e dalla varia impressionabilità dei tiratori.
1
1
1
colpirlo nell'ipotesi che la distanza sia stata giudicata coll' ap3prossimarsi di ± 80 Sohbzione. - La profondità totale delle rose orizzontali del ·Wetterli a 1000, 14,50, '1.550 è prossimamente di 64 n, quindi sud"<lividenclole in 8 striscie trasversali di egual profondità, come nel ,caso precedente avremo il riparto di colpi indicato dalla fig. H. Considerando quindi una terna di tiratori che punti lo stesso punto Jel bersaglio, ·cogli alzi ,J,1,.5011\ rnoom, 11550 11) la probab ilità che <essa terna avrà cli colp ire le successive slriscie a, b, c, d comprese .fra 1500m 80m e 1500lll - som, saranno successivamente: Strisc.ia (a) 01
•
1
1
1
+
Va = ,J - ( 1 - O) ( 1 -0) (1 - 0,"6) = 0,16, ossia il 16 ¼ 1
.,e
1
1
per la stessa ragione:
Pb = 25 ¼, Pc
=
25 ¼, Pci
=
16 °/o.
1
,Per le striscie f, ,q, si avrebbe: :Pt = pg = 1 - (il - 0,07) (J - 0,02) = 1 -0,93 X 0,98 1
=
;j -
0,91 H,
=
0,0886, ossia 1'8,8 °/o,
Cosicchè concluderemo che la probabili tà minima che ha cia.scuna terna di tiratori cli colpire una striscia trasversale sulla quale trovasi il bersaglio è cli circa 9 °fo. Se il bersaglio stesso non si può considerare come indefinita·mente largo, bisognerà ancora tener conLo del riparto dei colpi nel senso trasversale. Per esempio se il medesimo avesse una larghezza cli A B = 5m . per ogni terna di tiratori e se questi puntassero ad intervalli di 2m, siccome la larghezza della striscia longitudinale della rosa orizzontale del Wetterli, che a "500 contiene la migliore metlt dei colpi è larga 8m circa, così indicando con 1, 2, 3 i punti mirati dai ..tre tiratori, e suddividendo in 8 striscie longitudinali di 1' le .,rispettive rose, si avrà il riparto di colpi segnato in figura ('15). 1
1
11
351
DEI FATTORI DI PROllAll ILI'rÀ NEL TIRO
356
TEORIA E LE1!ENTARE
Le probabi lità di colpire le successive slriscie longitndinali a b, e, d, e, f saranno quindi : . "
Pa = Pt = 11 - ~·I - 0,07) ( 11 - 0,07) (,1 - 0,25)
= Pb
4 - 0,93 X 0,93 X 0,75
= Pe =
=
=
1-
1
0,63
35 °/ 0
1 - ('I - 0,02) (,1 - 0,02) (,1 - 0,'16) (,1 - 0,25)
1 - 0,98 X 0,98 X 0,8 1i· X 0,75 = 11 -
1
pc=J)ci = 1 - ( 'I -O,it6)('1 -
=
=
0,62 = 38 %
0,25)('1 -
4 - 0,84 XO, 7r> X 0,93 = 11 - 0,58
0,07)
= tz
0
] 0
Cosicchè considerando quella p,lrle del bersaglio cli cui è caso, nel problema che trattiamo, che oltre al trovarsi nella situazione piit sfavorevo le r ispetto al riparto dei colpi in profondità, si Lrovi altresì nella situazione più sfavorevole· r iguardo al riparlo longitudinale dei medes imi, la probabil ilà che ciascuna. terna di soldati ba di co lpirla sarà al minimo: 0,09 X 0,35 = 0,03 15, ossia del 3 °fo. Enolisi che qui abbiamo supposto che i pun t.i di mira, scelti dallesuccessive terne di tiratori siano equabilment.e ripartiti sulla larghezza del bersaglio, ad intervalli di 1/ 4 della larghezza della striscia lon gitudinale che contiene la metà dei colpi a 1500m, cioè di zmsu 2m. Si vede così come gli e[eLLi del tiro a massa grandmne-nte dipendano dall'opportuno riparto del fronte del bersaglio fra i tiratori . Porrò qui termine ~1 qlrnsLe appl icazioni, nella speranza cli aver messo in r ilievo come con pochi principì sulle probabi lità si p0ssono risolvere interessanti qne$tioni di tiro, e di avere posi.o in chiaro qual sia il significato che bisogna attri buire ai responsi del calcolo, avuto ben presente la differenza grandissima che corre fra le· circostanze in cui si eseguisce il ti ro nel caso vero , e quelle che sono supposte a base dei principì che abbiamo enunciati e dimostrati. nei primi paragrafi di questo breve lavoro. Il buon senso e la pratica possono nella maggior parte illuminarci grossolanàmente circa i risultati del tiro ottenibili in' date· condìzioni , ma è solo l'analisi che ci può dare la ,nisiirn in, C'i/1·(F 1
idei risultati stessi, e se è vero ch\3 questa misura è spesso solt anto relativa, cionondimeno essa è sempre di grande aiuto nel scegliere fra le soluzioni d'un probl ema cli tiro, quella che offre ile maggiori guarentigie di buon successo. Ap,plicando le considerazioni svolte negli ultimi due problemi IX e X qui trattati, alle t::i.belle contenenti i risultati delle espeTienze sul tiro a massa eseguile al campo cli S. Maurizio nel 11878-79; tabelle che sono annesse all'Istruzione provvisoria sul . tiro per la fanteria, non si troverà. sempre un accordo perfetto fra la teoria ed il fatto. Ciò dipende dati ' essere rela.Liva mente poco m1merosi i tiri esegui ti a ciascuna distanza, in rnpporto coll' estensione delle 7.one battute e colle esigenze del calcolo delle pro'babibili th; e dall'essere ben diversa la dispersione dei tiri quando {ruesti si esegniscono anzichè nelle condizion i supposte dalla teoria, con armi non rigorosamente identich e, da so ldati inegualmente abili , p untando diversi punti del bersaglio anzichè gli stessi punti, ecc. Termineremo questo breve scritto con una append ice in cui far emo vedere quali rei-azioni corrano fra la massima deviazione, ia deviazione quadratica medi; e la deviazione media, nell'ipotesi che la legge cli riparlo dei punti colpil.i, si poss.a rappresentare graficamente come lo abbiamo fatto al § J . · A ppendice.
Abbiamo ,;risto nel § 4° che supposta rettilinea la curva di distri,buzione dei punti colpiti sul bersaglio rispeLLo agli assi XX' ed YY' passanti pel centro Odella rosa dei tiri, la probab ilità cli colpire la .striscia_verticale Y'Y 1 m,1n larga x, è data dalla relazione P~=
t - i (i }
,dove D è ht massima deviazione laterale . Ne segue che la probabilità di colpire la striscia· verticale 7iY' m' ni' larga x 6. x, sarà.:
+
;Ji x +~ x ' o
=X+ ~X _ i D
2
cx+ ~x)' D
'
358
TgomA ELEMENTARE
DEI FATTORI DI PRODADILITÀ NEL TIRO
e che la probabilità di colpire la slri'scia m1nm: rn' è~
359
cosicchè il valore della deviazione media sarà:
D- x =--Ax - ,21- (Ax)~ -D (1)·. D 1
2
dove ad x basterà dare i successivi valori : Rammentando ora che il numero totale dei colpi sparati è n, se, 'li} è il numero di quelli che hanno colpito la striscia verticale. rnmrn' m', sarà. per definizione:
o, i.ix, 2 i.i x , 3 i.ix ... (k -
O i.i x,
e dove abbiamo posto il divisore ,..,~ invece di n, perchèci limitiamo a considerare le sole deviazioni laterali verso destra, cosa che non altera il valore di frx, essendochè quelle verso sin istra sono simmetriche alle prime.
da cui: n}
= n, X P: +. A.x (2).
L'espressione (3), sopprime~do il fattore
1i
2 diventa semplice-
mente: Volendo quindi calcolare la deviazione media, ossia la quantità.. }; X
n' ·se A.xsi prende abbastanza piccolo e se immaginiamo il bersaglio suddiviso in .2 k = .2 .
Pstriscie verlicali, potremo conside-
'""X
.
rare che a tutti i colpi contenuti da ciascuna' di queste stri scie corrisponda una identica deviazione, cosicchè la somma ix si comporrà, di tanti termini detta forma
Analogamente la deviazione quadratica media si otterrebbe colla relazione:
(') Prendendo per deviazione in una striscia la media aritmetic i,
x+x+òaJ 2
=
!2.o1:-1-A.:1J
2
Calcoliamo dunque lf x. Facendo nella (3 bis) successivamente:
fra le estreme della .striscia stessa.
x =o, Ax, 21.\x, 3Ax .... (k_:_ 1l)Ax
360 avremo :
DEI FATTORI . DI PROBAllllAT.~ NEL TIRO
TEORIA E LEMBKTAHE
/y
x=
+ })
p o.&x AX
2~
X
t,X.
3 _.1 X
p 32 AA XX .'
_J
- i-
u
t).
À
36i
+
X
·. ··
dove per la ( 11); t,x
p P
=D
12 ~ _D D'
Ax _
ÀX _
D'
O
~Ax=D-D' Il'°
Li.,; À , _ x
1(Àx) = 2
2
(Ax)z· 2 D '
poi chè:
1
1
D
~(D.x):·
Ax _
D
À X
-
D
2
D
1 eD=k. Ax k
1
=-
Condizione essenz iale perchè questa relllzione sia a.:.cettabile è che k, sia grandissimo, quindi al limite:
'
ò\;
= D - 64 D = D3 (I),
Ossia: La deviazione media è 11,giuile ad wn. te1·zo della dwviazione ÀX
massima cli egual nome. Ma abbiamo già trovato per valore della deviazione probabile:
-D J
2k- 1l(Ax\ 2
= ·-~ - -2D
Cosicchè sostituendo nella (ti) ed ordinando avremo: r
8x=À xl
D
])
, ) à.x ] ) ... -j- t_2k-1 D
-}(ÀDxy { 1. 1+ 3,3 + 5. 5 +... + 1
dunque:
tl.x + 3 -~ .x+ 5 D..x+
1
·1) (2 k - ·I)
(2 k -
n
= (é1Dxy) D ( 1+ 3+ 5... + (i (k- 1)! 1
1
òì) = o,8787 &o; en),
relazione che ci permeLLe di calcoh1re fì'p per mezzo di fì'x , quantità . facile a determinarsi coll'esperienza. La relazione (I) si può anche dimostrare considerando 801 come l'ascissa del centro di gravi tà del triangolo BO A uniformemente · gravato di pesi, poichè l'~quazione (5} posta sotto la forma: ·1
1 1 - ~x.( ,.,, 1.+3'+ 0' + .. . + (2k- l)1Ì
Le somme contenute entro le parentesi piccole sono funzioni di k, e non è diffic ile dimost!'are che si ha in generale: 1
+3+5+ ... -l- 2 /i-1 =k
2
+ (2 k - ,))! = k (2 k -
(a);
1 -J-3'
1
1~ (2 k
-l- t>2+ ...
+ 1) (b) 1
2x
_ ..., 8x - .,
(p
x
+ 6 .,:; 93 x X
x.
·
2
6. x)·
non è altro che quella dei momen ti dei singoli trapezi elementari MM' M0 M' 0 rispetto ad OY, attribuendo all'intero triangolo un peso
i
ed a ciascun trapezi un peso proporzionale alla sua area ·p X+A@ X
J '
.
362
DEI FATTOUI DI PUOBA13Il.lT:\ NE L TIRO
TEORIA ELEMENTAÌlli:
E siccome questa. relazione suppone k grandissimo, così a_l limite-, si avrebbe rigorosamente:
con braccio di leva x+x+Ax _ 2x + Ax 2 - . 2
1
da cui: mo:=
m" = 2 l pu.
A::,; -
o•
+ +p . ..
~A
-
Ax'+P-"'x9 A"· ,_\ X . ' " '
(9.k
k. o.a:
(k- l} /\X ,., • -
I
2
+ P2o.:;;· "'· ci5 3
,1.x
èYp -
vi=
0,40825. D [III].
= 0,7 1746. tnx [IV]. 1
Ax1:-
formola che permette di calcolare la deviazione probabile per · mezzo della deviazione quadratica media dell o stesso nome. Mediante le considerazioni svolte nel § 3° sappiamo come si determini il centro della rosa dei tiri; nulla di più fac il e quindi di · calcolare in base alle fo rmale
l)2~-,lcv • x- I ;) 1•) ) IS .
Nella quale ponendo per p2&:;;
,lX
) = I>2-6'
Questa relazione, tenendo conto delle precedenti [I] e [II] dà:
x=o, Ax, 2Ax ... , (k-tJ)Ax, verrà: iJ-
(4
i 1 D' - - 11 rn~ =~ 2 . ,3
eguale alla distanza da O Y della sua ordinata media. Passeremo ora al calcolo di m2 "' Facendo nella (4) successivamente
2
36'3
Po , · o.x , ...
i loro valori già trovati (vedi retro) avremo: 1 -2 fAx
1
rn! =
2
Ax
t D ( 1 +3 +5 2
1
2
+ ... +(2 k -
1/)
1
dove: ,I + 3i
+ 0 +... +(2 k- 1)3 =k(,'Jc k~-_D (a), e 1 + 3 + 5a, +... + (3 k - 1)' = ki (:2 k 1) (e) 2
1
1
2
1
-
1
3
sia la deviazione quadratica media, sia la deviazione media, e poi · per mezzo delle relazioni (II), (IV) la deviazione probabile, iL doppio della quale dà la larghezza E della striscia verticale che contiene la metà migliore dei colpi che hanno colpito il bersaglio. Quanto si è qui esposto relativamente alle deviazioni laterali , va esteso alle deviaz ioni corrispondenti in altezza ed in profondità. Osse,rvazione. - Adou.ando come legge di distribuzione dei punti colpili la curva esponenziale di Gauss anzichè la relazione IV, . si trova: /rp =0,67489 . m.x (IV bis).
D
eAx=k Cosicchè:
Cos icchè l'assumere questa piuttosto che quella legge, non può aver · una sensibile influenza in pratica, giacchè lfP - 8'v= 0,04. m,., e certamente l'influenza che ha sul valore di èYp, la di/Ierenza grandissima fra le condizioni in cui sono fatte le esperienie per determinare mo: e quelle che la teoria suppone, è tale, che val meglio addiriturn. servirsi , nello studio di ques~i problemi di tiro della legge da noi adottata, che ha sull'altra il van taggio della sempl icitL
..36,l,
TEOBIA ELEM ENTARE DEI l~ATTOIU DI Rl\OBABILITÀ l\EL TIRO
Per chi desideri su questo argomento più amp ie dilucid,)7,ioni veda il Giornale d'artiglieria e genio, Parte 2a per gli annì 81 e 83, dove sotto il titolo: bitorno cd calcolo dei fattori d,i vrobabilità ho paragonate fra di loro e coll 'esperienza varie leggi di frequenza, e sotto il titolo: lnto1·1w alle curve di probabilità ho fauo rilevare come il metodo tenuto da Gauss per dimos.lrare che he
VITA E CAMPAGNE DEL GENERALE
A OI-JILLE F()NTANELLI
a/
v=viè-v ,r.appresenti la legge più probabile di distribuzione degli scarti acci.dentali nelle osservazioni· dirette, sia tutt'altro che esente da serie obbiezioni. Gli è appunto partendo dalle conclusion icui fui condotto nello stud io di ·questa questione tanto sotto il punto di vista anal itico ed astratto, quanto sotto quello pratico e di confronto coi risultamenti offerti da.Ile esperienze, che venni nella persuasione che, che senza alcun prE!giudizio per l'attendibi li tà dei risultati, ma col vantaggio di poter con pochi priùcipì elementari e;;porre razionalmente la teoria .. (lei fat tori. di probabilità , avrei potuto senz'altro assumere, come ho fatto nelle pagine che precedono, per legge di distribuzione la .,linea retta. Torino, ,1° giugno 11883. LUIGI GJLE'l'l'A.
(i} .
Nozze imperiali a Parigi. - Occupazione di p:1rt<) dell,i Svizzer:1. - ~lisuro mii il:a r:i ed :nmninistrativo. - Hitorno a irnnno. - J\omioa :1 ministro dcll,i r:ucrra. -Drsposizioni varie ncll'amministraziono rlclle armi. - llipresa <li conWHlo at.tivo.
Dietro invito dell'imperatore, il Fonlanelli si era recat.o a Parigi ad assisLere alle auguste nozze del suo sovrano coll'arciduchessa Maria Luigia e vi si era traltenut.o vari mesi. Da poco tempo di ritorno a .Mi lano veniva incaricato di occtipare militarmen le il Canton Ticino ed il Vallese con una divisione italiana (2). Napoleone aveva visLo di mal occhio come il Governo .elvetico poco si curasse di man tenere i patt.i stipulati nella con venz1one del blocco continenlale, da tre anni proclamalo a danno dell'Inghil terra., ed era pure stanco del ricetto acco rdato ai suoi diserlori sul territorio svizzero. Non tardò il generai Fontanelli a comp ierc lo affidatogli incarico · ed occupate mililarmenle Lugano, Bellinzona ed il Vallese, prontamente operò la confisca di tutte le mercanzie di britann ica provenienza. In tal genere di operazioni politico-mili lari non è fac ile mantenere saldt1 la disciplina delle trnppe. Il soldato - che sa d'essere · imposto quale punitivo aggravio al cittadino, tr~scorre ~pe~s~ ad alti di prepotenza. Le militari istorie son ricche eh narraz1on1 circa v. dispensa di agosto. . (2) Ordine vicereale cla.tato tla Ancona dallt l.S ottobre 1.8-10. Ecco Ja composizione rlolla divisione: 7 battaglioni cl'infantcria; i s<ruadrone di dragoni; (!)
lr.
pcr.zi d'nrtiglicria;
i plotone di gondarmi;
Totale circa 5000 uomini.
366
DEL GENERALE ACHlf,LE FONTANELLI
VITA E CAMPAGNE
alle tristi conseguenze portale da barbare re1)ressioni che oriainarono disperate rivolte. l i caraLtere fermo e calmo del Fontanelli, l'autorità ed il comanclo che aveva innati, il ~uo sano cri terio ed i suoi modi, seppero ~utto ottenere senza chiasso e senza vessaz ion i. La confisca fu · ~seguita co ll a massima regolarità e cautela, i disertori consegnati, 11 contrabbando represso. Le popolazioni beneclirono a co lui che con tanto accorgimento e tan ta mitezza seppe trattarle. Il generale Fontanelli aveva pure in Isvizzera una missione se. creta: l'imperatore desiderava sapere se nei Cantoni italiani fosse forte il partito anessionista. al Regno d'Italia. Antichi diri tti di ricupero che, nella stipulazione dei par. ti di cessione i duchi di Milano ~i erano riservati, avrebbero po tuto dare appigl io ad una. ?ccupazwne p~rmanente e successiva. incorporazione; ma pare che il Governo svizzero avesse sentore cli tal.i aspirazioni e mediante abili agenti sventasse ogni pratica. Si convi nse il Fontanell i non ,essere que_llo _il m.~mento opporluno per tali tentativi ed in questo senso ne nfen ali imperatore. Poco dopo ·era richiamato a Milano ,e vi riprendeva il comando della guardia reale (1) .. Il suo sapere militare, l'integri tà del suo carattere e l'amicizia «della quale era onorn.Lo dal principe vicerè, dovevano chiamare il genernle Fontanelli a coprire la cari ca cli ministro della auerra e · marina. Egl i venne infa.ll.i incaricalo ai tale importanLe bis;O"na con 0 del:reto imperiale del 1Oagosto ,18,J,1. Ityic~olo .H.egno d'Italia d'all ora non contava la quarta parLe deglt ab.1ta~LJ che vanta oggidì : il suo esercii.o aveva quindi esigue -pr~porz1~n1; non mancò per altro nè cli valore nè di disciplina. A noi,. tardi _nepo_tt ed_ered i dH!le nobili aspi razioni di quei tempi, ·fasciò gloriosi r1cord1; non inutilmente il sangue italiano fu sparso su tanti campi cli bauaglia. La for tunosa vita. del primo Regno ital ico dettò alla nostra storia -:pagine onorande, nè mancarono a reggere le sorti· del giovane reame menti competentissime così in fatto di ammin istrazione come d! dir.it 1.o; I~ leggi e le disposizioni dì quei tempi furono anche ai g1or111 nos~l'! pre~e a. modello, e la Lombardia va ricca di insigni monumenti che ricordano non solo l' eLerna. luce che rifulse dal <'.)aenio 1.')
1
(
r1i Napoleone, ma benanco l'incremento avuto in allora dalla scienza, <lalle arLi e dalle industrie per opera d'uomini nati in terra italiana. Convinto di operare pel bene della patria, che serviva coscienziosamenLe con tutte le sue forze, il generale Fontanelli assunse di buon animo il portafoglio offertogli e vi si dedicò con tutti i mezzi . che gli forniva la sua mente ordinata ed il suo acnme . Il nuovo ministro ebbe per segretario generale Alessandro Za. 11o'li, commissario della guardia reale, in quella occasione promosso al grado di ordinatore . Lo Zanoli nella sua opera sulla milizia cisalpina molto brevemente tratta di quanLo fu operato durnnte l'amministrazione alla quale appartenne: ciò probabilmente per ispirito di imparzialità e di modesLia. Non riporterò tuttavia. nemmeno le poche linee che il ·segretario ha lasciato in elogio del suo capo e citerò invece quelle del generale de Vaudoncourt (,1) non certo censurabile di parzialità. ,per gli ufficiali italiani che conobbe o fuéono con lui al servizio nel ,nuovo Regno: <e Le général Fontanelli, dice il sunnominato scritLore militare, fut peu après nommé au ministère de la guerre, qu' il occupajusqu'en 1814. Le nouveau ministre ne tarda pas à justifier la. confiance de Napoléon par une administraLion sage eL éclairée, qui fit le plus _grand honneur à sa capacità età son caractère ». Prima cura. del ministro Fontanelli fu quella di ordinare che t utti gli affari, dalle varie divisioni di cui constava il Ministero, passassero pel segretaria.Lo generale avanti d'avere effetto, di tal · -maniera egli si assicurò il.modo di essere di tutto quanto avveniva ·regolarmente informato. li numero delle divisioni stesse fu diminu ito; chiaramente determinato il riparto del lavoro . Le maLricole, che molto lasciavano a desiderare, vennero mediante assiduo lavoro .rivedute e completate. Fu pubblicato l'ann~ario militare nel quale come nel nostro attuale, oltrechè i nomi e gradi di tutti gli ufficiali .si raccoglievano pure le vicende dei vari corpi. Nessun imp ieg~to borghese fu più ammesso a far parte dell'amministrazione militare ed a capi-divisione furono assunti uffì(1) Jlistoire dti 111·incc Eugène Napolèon. Tomo .(].cl iS28.
(i) Dispaccio vicereale da Milano, 25 novembre iSL
367
1(0 ,
pag. SL -
Edizione di Parigi
VITA B CAMPAGNE 368 ciali di merito indiscutib ile quali l'Arese, il Beroaldi ed il LocatelIL J vari archivi e protocolli divisionali che rendevano difficile il rin'-· venimento delle prati che, riunì. ed ordinò in modo semplice erazionak Le spe:,e ,•olle sempre fossero colla maggior possibile esattezza preventivate e rigoroso controllo esistesse presso la corte dei conti. Gli studi sLatistici, caduti allora in- abbandono, volle ripristinati tanto per la parte finanziaria, quanto pe1: l'igi_e~ ica .. Al _vitto ed a~ vestiario della truppa con paterna cura :;1 dedico ; d ogni genere d1 fornitura fece presentare e conservare appositi campioni e nominò un consia\io inappellabile di ·controllo composto di ufficiali , magistrati, ne~ozian ti ed industriali, che cler;idessero in proposito alla qualità ed accettabilità cl' ogni partito. Nè mancò l'amministrazione Fontanelli di tornar profittevole allenazionali industrie; convinto · della utilità di fornirsi per quanto possibile all'interno, il ri.1inistro ordinò f~ss~ro iriterpell a~i i di re~tori delle decadute fabbricl1e di pann il am di Como , Gandmo, Mettelica Sch io e Modena, al'finchè dichiarassero la produttività dei loro ~pifìci ed il conco rso che pot~vano ~restare_ai mil it~ri ,r.'ifo rnimenti; accortosi cl1e v'era deficienza eh macchine, spedi cl incarico governati vo ti comperarne all'estero, e le dette fabbri che di, stoffe rifiorirono . . La pro vincia di Brescia., per antica costumanza declita alla_fab-· bricazione delle armi, attrasse in modo speciale la sua attenzione; acl ognuno dei privali laboratori delle bresciane valli sngg~rì l_a. continua costruzione di pezzi isolat i cl'arme che, collaudati poi, perfezionati e riuniti alla fabbrica centrale governat~va. appositamente istituita, forni vano arm i di incontestata bontà. Nè solo provvide alla fabb ricazione delle armi portatili ma fece erigere in Cajonvico, presso la sunnominata città di Brescia. una. fonderi_a di cannoni 'Ìn f erro , che mancava assolutamente nel Regno, e d1ecl~ maggior sviluppo, ingranden~ola notevolmente a quella dei pezzi 11n brnn:.o, che già esisteva a Pavia. .. Le 6oc- piazze forti del Regno divise in qualtro classi e le otto pm. importanti approvvigionò e mise in istato di cl!fesa'. .. . Leggi e regolamen ti pubblicati ad intervalh. e nferent1s1 iL ramt
DEL GENERALE AC HILLE FONT-ANELLI
369
disparati delle mili tari discipline, fece assieme collezionare ed imprimere. Giaceva in arretrato la contabilità per la non piccola somma di 300 mi lioni, al cessare della sua amministrazione egli la consegnò liqu idata. Riordinò, ingran dì e pose sotto la direzione cli ab ile capo il B.. collegio militare di Mi lano. Un nuovo rep~rto cl~ istruzione, destinato . a dare buoni soltuftìciali d'infanteria e capace di mille allievi·, istituì ia Can tù. In Lodi formò il deposito centrale dei reggimenti cli cavalleria e vi impiantò una scuola d'equitazione cui venne aggiunta quella di mascalcia. Riordinò il servizio cl' artiglieri a istituendo quattro di rezi,rn i, due sotto-d irez ioni, nonchè un'armeria in Milano; in quest'ultima città ordinò la formazione di un bf).ttaglione chiamato guardie di città dell a forza cli 870 uomini, e quell a éli una compagnia cli zappato1·i-pompieri a spese del mu.nicipio . Ogni cura fu r ivolta da l ministro all'accasermamento della truppa nella capitale, le cli cui caserme furono senza risparmio migliorate. Onde trarnandare ai posteri le gesta de'suoi connazionali, il ministro Fontanell i aveva pure pensato di dare incarico ad Ugo Foscolo, che come sapp iamo fu ufficiale italico, di redigere la storia del regio esercito, ma l'illustre letterato, prima di accingersi alFopera, voleva essere nominato ufficialmente regio istoriografo , e non potendo il ministro permanen temen te creare un tale impiego, · di nulla si venne a capo. · Da settantamila combatten ti che contava l'esercito all'entrata del Fonta.nelli al potere, egl i lo portò in un anno e mezzo a più di centomila ed accrebbe pure in modo notevol~ le forze di mare. Quanto poi torna di grande onoréMài"Fontanelli è lo spirito di indipendenza sempre dimostrato verso il ministero fran cese; con tulle le sue forze egli si adoperò per svincolare l'arnministra7.ione ital ica da quelle straniere pastoie che mett evano capo· a Parigi~ seppe mantenere una totale separazione di introiti e spese e riuscì ad esigere vecchi crediti che il Regno aveva verso l'i mpero e che giit si disperava di poter liquidare. Deferente al comune sovrnno che sempre lealmente ubbidì, seppe ANNO XXVI!!, VOL. lll
370
però manLenersi fermo e dignitoso co· suoi colleghi tli !?l'ancia e sinceramente itali ano . 0 J niqualvolla si Lentò di intaccare i dir-itli dell 'amm inisl.razione a lui affidata si trovò in lni il pi ù rigido, il più tenace oppositore. Qnando nel principio del '18 12 Napoleone decise la spedizione di Russia, il 1i1 inisLro ita,l iano pre$enLava al vicer0 sullitp il1 zza d'armi di Milano (18 febbra.io) 2i> mi la comba LLenti perfe LtamenLe di sci plinati ed istruiti , forni ti di tutti i loro servizi e pronLi per quella lunga e difGcile campagna (1) . Ingrossale in viaggio dai rientrati distaccamenLi del Tirolo·, qrtesLe truppe vennero successivamente rafforzai.e per inviù d'altri solclaLi, furono delle ultime a sfasciarsi dopo le grandi cal.asLrofi, e diedero prove di resistenza e fedel L/1; non più di un migliaio di quegli eroi rivide la madre patt·ia. Quan(io lasciarono la i Lai ica capitale erano fieramenLe belli e li accompagnavano i ferv idi voLi di. tnlli i loro connazionali ; destinali a far parte del ,i.0 co rpo che si riuniva in Islesia, vi giunsero verso la metà di ap rile e si trovarono sotLo gli ordini del loro vicerè, il principe ED genio. La congiunzione cli questo corpo colla grande armata si effettuò sull'Elba verso la fine di maggio e nel seg11itarsi di quelle disperale lotte e di inenarrab ili sofferenze gli Ital iani dim.oslrarono all'Europa quanto più tardi fu confermalo sui campi cli Crimea,e di Lombardia, che erano degn i di battersi al fianco del soldato francese. Partite le suddeLle trnppe il min istro Fontanell i si applicò indefessamente all a formazione delle riserve ecl alle spedizioni continue di tutto il bisognevo le che il rifornimento di quelle lontane milizie incessantemente richiedeva. Infatti quando verso la fine dell'anno le armi francesi subirono quelle tremendi · cataslro[i ch e l'inedia ed i geli dell'antica Scizia ,resero irreparabili,. circa diecimilR Italiani, sotto gli ordin i del ge1
(I) Dette:. [qr~o ~rano comandato clal generale di divisio11é e :1.0 capitano·dell,1. gu~.rdia reale, conte Pino, cd eccone l,1. composiiione: 1. Un,1. divisione d'inlantcria, denominala la w•, forte cli 13143 uomini e :I.Oi6 1.CavaJl i.
IL Una brigata di cavalleria Ioggor;J, rorto di H8i t10mini e rnso cavalli.
Una clivisionc della gttardi~ reale forte di 525.2 nomini e 168i cavalli. tV. Il rcgginwnLo ctrngoni [or te di 66(; uomini e 70!:. cavalli. Y. Un gran 11<1rco d'artiglieria, genio, t reno, z;i,rpalori, ope rai, ecc. Hl.
DEL .G ENERALE ACHILLE: FON'l'ANELLI
VITA E CA)JPAGN E
371
nerale Zl1cchi, si di ressero verso la Po lonia a sostenere la riLiraLa dello sconfitto esercito napoleonico; t'lcl in princip io dell'anno dopo, essendo stato il ministro rich iesto di nuovi rin forz i, tosto fece trovar pronte e parLire due gro,,se divisioni, una di fanteria comandala dal generale Peyri, l'altra di cavalleria agli onlini del general Fresia; ln. prima si trovò in linea a Liitzen, la seconda entrò a far parte dei corpi frances i. Intanto gli avanzi dei reparti itali che le anni nemiche e la miseria avevan reso incapaci di tenere il campo, veni vano dalla Russia e dalla Spagna rin viati in patria per essere ricostituiti. Con diuturna cura il ministro pensava al loro riordinamento; facendo perno sui deposiLi centrali d'ogni arma, che aveva costi tuito, egli ricomponeva i repart i, li riforniva del necessario, li rinsanguava coi nuovi avuti dalla Jevti e dai refrnttari amnistia.Li, i qual i pure erano slati r iu niti a deposito, e preparava infine continuamente nuove .truppe mobililabili. Alla mancanza di cavalli provvide sia con r imonte. sia con requisizioni, sia facendo appello al patriottismo , e per ultimo app iedando i gcndar:rili. Troppo longo Lornerebbe il noverare tutte le disposizioni prese dal ministro Fon tanelli per render meno gravi le trisli condizioni· alle quali gli avvenimenti avevan r idollo l'esercito da lui amri1 inistrato. Basti il dire ch'egli fece quanto era umanamente possibile. Dotalo cli inviòiabil e fermezza di proposiLi la lena non sarebbe mai venuta in lui a mancare se un nobile desiderio (,1) quello di -ritornare in facc ia al nemico, e la fama guadagnatasi di abi le divi"ionario non lo avessero tolto dalle burocraticl1e occupazioni, per trnsportarlo nuovamente laddove più accanita ferveva la lotta. L'interim, del la guerra veniva assnnto dal generale Bianchi d'Adda, l'effell.ività cli cleLla carica rimaneva sempre al Fontane!li. V
)
-,
(I} Togliamo da unrt lettera del principe Eugenio, datata da Mosca il 18 ott.olJre J.8-12, e diretta al suo min istrn: , ..... J'a i déjit parlé il. t'omperenr de l 'a1·ticle qui vous concerne. ,Jo ne mets plus cn doutc aujomcl' hui que vous ne voniez nous .rèjoin<lro pour la campagne prochaino....., :\Ilo qu ali parnlc rispondeva il Fontanelli eia Milano il ! 0 novembre: • v. A. L ha avuto l:1. bontà di ricordrtrsi di me. lo non ho tennini sufficienti por mostr,trle la mia do vuta ri conoscenza. Sono pronto a· partire al primo cenno, o posso .a;;sicurarla che il servizio clol ministero è incamminato in modo da farlo progredire ,colla massima facilità.....,
372.
VITA E CA:UPAGNE
Le tru ppe vicereali in Russia - FontaneJJi arriva in Islcsia e riordina la di visione cJi o dove eomandarc - 0!1dinot è Jia.ttuto a Gross Beeren - È surrog:110 da Ncy Battaglia di Dcnnr.vitz - Hitirata s11 Tourgau - Brevi considor~zioni - · Le· <it1e avversario armate del nord si fronteggiano sull'Elba.
Il 4° corpo, comandato dal vi ~erè, e come vedemmo, compost() in parte di truppe italiche si recò in Isfesia attraversando il Tirolo, la Baviera e la Sa ssonia e congiuntosi coll'esercito imperiale passò, in Russia. Quivi cominciò l'opera disastrosa· delle malauie e della fame, con tro le quali nulla valev::rno il genio cli Napoleone ed il valore de' suoi soldati. J.a mancanza di viveri, la scarsezza e putredine delle acque, i continui all armi provocati da I.ruppe che 1,i sottraevano ad ogni contatto, la dissenteria ed altri malanni travagliavano le I.ruppe vicereali non meno dell e altre, e da. 40 mila armati che contava il 4° corpo in principio di giugno elci IJ 8 12 si tr:ovò nori averne la metà verso la fine del mese stesso. Non entra nel noslro còmpiLo parlare dei molti scontri che ebbe· . nel seguito della campagna quel pugno d'eroi che la fo r7,a di volontù, e la re:5ist.cnza della fibra tenne in piedi; basLi ricoròare la battaglia di Malo-Jal'oslaweLz vinta dal principe Eugenio il '.24 ottobre con H mila combattenti contro ,J6 divisioni r usse. Ad ottenere la qua le vittoria moltissimo contribuiva la divisione italian a, comandata dal generai Pino, che, come dic~mmo più sopra, a,vern lascialo Milano il ,18 febbraio. Il freddo essendosi aggi unto allealtre calamill1 , no i troviamo il 4° corpo aSrnolensko ridotto a 6000 combauenti. . Nei pri mi giorni del 48'13 il caos era completo. La grande armata nnpolcynica non era più che una turba cli gente disordinata e confusa, in gran parte senz'arm i, che la discipl ina IJOn valeva a trattenere. Pochissimi corpi ayevano ancora traccia di consistenza; la maggior parte dei soldati in mezzo a quelle desolate terre co1
DEL GE~EBALE ACllILLE fO"'.'(TAi\ELL[
373
perle di neve, tent,wa cli scampare dalla. morte ritirandosi a grupp i e .::ercando sfo,rnarsi depredando, dove il poteva, quel paese reso -a. studio inabi tab ile. Per tali tristissime condizioni il principe Eugen io, stabil itosi snlla Vistola co i residui del suo comando, assunse quel lo di tutta l'armata che alla rinfnsa vi arrivava, e cercò, arrestanclo gli sbandati dei vari corpi, ed inviandoli a.i punti di riunione fissal i, di ristabilire, per quanto possi bile, la disciolta. compagine. . Ben presto· si avvide il principe che le sue truppe non erano 111 grado di fa l' fronle al nemico, il quale già si avanzaY~ e lo av_ev~ in akun i punti auaccato, egli decise adunque nella pnma meta cli febbra io di ripiegare sull'Oder e quindi sulla Sprea. Giunto a Be.riino si occupò a riorganizzare il sno piccolo esercito e tenere ll1 ,i scacco le .Lruppe leggere che già il nemico aveva spinto a tormentarlo ; s'accorse però _bentosto di non potersi sostenere nella capi tale prnssiana e l'abbandonava la no tte del 3 ~arzo, lasciando libero il passo alle avanguardie rnsse che vi penetra · vano il ..i, ma ttina . La ri tirata continuò fino a LG.Lzen. Nella battaglia che prende nome da questa. locali tà e che fo combattuta H 2 nuuzcrio 18'13, il principe comandò i due corpi d' esercito che .aveva ;.forganizzato ed efficacemente contribuì all'esito felice della ,cri ornata. . ° Come più addietro provammo, riportando alcun i brani d_i c?1-ri: spondenza, il non po ter dividere le sorti del suo sovrano e de sn~ L cameroli pesava in modo insoffribile sull'animo del Fonlanell1; -soldato prima che ministro egli preferiva. a tutte le più onorifiche posi-zioni , quell a che lo poneva cli fron te al nemico. L' imperato~'e accondiscese fina lmen te alle reiterate istanze, ma per l'appunto m quei giorn i nei quali il princi pe vicerè lasciava il campo per dirigersi alla sua cap itale. . Fu il 1O maggio ,13,13 che il principe Eugenio partì per l'Hal'.a .allo scopo di pr-oYvedere alla difesa del Regno, che per la dubbia condotta del!' Austria, Napoleone si aspettava da un giorno all'altro cli vedere invaso; nel primo colloquio che ebbe col suo ministro il vicerè gli comunioò l'ordine di recarsi in Islesia onde prendervi il comando di una divisione. Era quella di Péyri che sorpresa e so1
"
375
Vl'f .{ E CAMPAGNE
DEL GENERALE ACIIIl,LE FONTANELLI
praJTaua dai Russi presso Konigswar tha si trovava ridotta in miserrimo stato (11). Nel congedarsi dal principe il Fontanelli ebbe incarico di passar per Dresda e di ingiungere ai resti della guardia reale itali ca di mettei'si in marcia per Milano ove sarebbe stata riordinata. Fontanelli , impartito l'ordine si recò subi to a Sagan sede del suo nuovo comando. Sarebbe stato desiderio del di visionario Fontanelli di aver sotto i suo i ordini tntti corp i italian i che si trovavano in campagna, ed: intavolò pratiche a tal riguardo (2); l'opposizione fallagli dal generale Macdonald che troppo apprezzava quelle che aveva a'suoi ordini impedì il soddisfacimento di questa sua nobile ambizione; si accontentò della brigata Zncch i che gli vBnne aggiunta e si dedicò con quella i nfoticabilità che gli era abituale a r ianimarle, r ifornirle, ed ist.rnirle durante il tempo di tregua che era stato fissato dall'armistizio cli Pleis,vitz. Quando questo stava per scadere la divisione Fontanelli era pronta a combattere ed il 19 agosto 18 13 mosse dai suoi accantonamen ti di Sagan. Il maresciallo Oudinot aveva assunto il comando dell'esercito del Nord (3) , ne fa ceva parte il 4° corpo, comànclalo dal generale·
BerLrand, sotto i cui ordin i, per l'appunto, era anche la divisione
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1
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{I) Ecco la composiziono della cli visione Peyri, poi Fontanelli : 2 battagli oni del i 0 rcggimcnt-0 inrantcria di linea;
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lc.ggera; della guordia di 1lilano; 2 compagnie treno; i zappatori; i operai; i marinai; servizi vari. (2) Fin chtl J.6 novembre J.$-12 il ministro scri veva da Milano a S . A. : • Col mezzo del mio aiutante di campo ho ricevuto il venerato dispaccio cli V. A.. • !., nel quale m'assicura cli pot,er io par tecipare a codesta carn1iagna. Impaziente di • corrispondere alla bontà cd alla confi denza di V . A., impiegherò certamente ogni • mezzo per meritarmi la di lei soddisfazione. ,, Io la prego a voler promuovere gli ordini positivi perché diversi d.istaccamenLi • che si trovano sparsi qua e la, raggiungano la divisione. Il mio aiutante di campo « ne ha vedL tU in diverse piazze. Col tempo po i supplicherò V. A. I. ad int.crossarsi • 11er farmi unire ancor,1 la brigata, che ora va :1 partire Cf>i geoerale zucchi. .. .• (3) Ecco la composizione dcll'Escrcit-0 del No rd: · 4° co rpo com1iosto cli Francesi, Italiani e Wlirtemberghesi. - Co mandante: Ilert rand; i ° Corpo composto di Francesi e Sassoni. - Comandante: lleynier; 3
•
Fontanelli (·l). . . Obbiettivo prescri tto da Napoleone ad OuclinoL era Berl.mo, clifesa clal principe reale di Svezia (Bernadotte) con un .esercito composto di prnssiani, russi, svedesi ed inglesi (2) . . Lo ste:;;o giorno ,19 una avanguardia italiana occupava Papew1tz ed il 33 gli avaÌuposti nemici venivanac alla~ca.ti. . 0 In det~o giorno f<'o ntanelli colla sua divisione era in testa cl~l ~ corpo qnando giunse ~lavanti la st1'0tLa di J ul~ ndorf che trovo .difesa da -15 mil a uomini; era stata eretta. una mlotta presso Thy1ow go Corpri composto di Francesi, Wcstralcsi, Bavaresi e clell'Assi:i Darmstad. cq,nni,dante: Oudinot. . . . . ·· a . 3• corpo di cavalleria. - Com<1nclantc: Duca tlt Paclo~a {A 11 Iolu). Totale 1r, ooo rornb,tlt-0nt.i, 2W pezzi. . (() Eeco u;a lettera di Napoleone nel[;, qu.alc scrive al genen,1 Ilertrnnd ciel cambio fa tto ,lel general Poyri col generai Fo11Larelli: « Liognitz, 6 juin -IS13. • Jht gènéi·a.i comi.e l/ertranci, coin;na,11,<lant le 4. co1·ps
" de /.a Granàe-.frmèe, ii Seichen.
., Ì'lli ro(:ll vo1.rO letll'e. JI est vrai qne j e n'ai r,as élé ,saUSf::1it de. la manière, don~ , vos troupcs so sonl trouvéos placec., le :I.\), et (le ce qu au pienuo1 coup da canoi, « vous 110 vous ètes pas infonné clo ce qne c'é t,,it et n'avcz PM marché an. s~co~ r~ " tle la (livi,ion it:,lienoc (·). Jo ne l'ai 111,s 6té (lavan t,'lge dc cc <1110 vo11s avez e,,,acuc , le plateau cn avant. de .Jauor , Jorsquc vons n·a.viez clcvan t ,•ous ((Ile v, ngt-dcux. ll~1. ·nons en ncmi~ et quc Jes <livisions Peyri et Moranll ét:11cnt encore toutcs 0nt1eres. "11 ' . I t i t d. ··t·n.,.ués· .,« vons :,vcz fait prcuve, clans cliffércntcs circonstances, Le a en s c 1:> 1:" : n1·us · . . la: , .. e ne "" f·i·tt 11ii'•vec clc ht \ ' i"t101 ll', do la d,jcision et une voJont." co nstan to_,Se" Il u "llCI I :,..,. ( 'l ..... .. o . . . I. •rr "~o raut ni uìtoni,er ni hesitcr. Employc7. le tcmps cle l':1rm,,t.1ce a. i,c? ?' "~n,. , "voi.re corps et n. l'ouverture cles bostilités, on pourra compt.c; sui· ,im. L.cxpé1 1~nce. , • qnr, vo,is ave½ rléjà acrru ise, quoi qu'en pcu clc mo,s, clo1t etro cl UH gianù p10!\I. • dans un esprit comrno le vcì tre. . , .· ... ,, ~n lieu cl'un mauvais général, vous :woz actncllmnent à la tete de la chv1s1011 • itali~imc wn exellent qènél'at cie clivision, le gènèral. FontmwUi . · . · · · · · . . . . . . . . . .... .. . ,: c ,:o;ez: ciu ;·es.te: q~te ·m~s ·so,~ti ~ie~ts· p~nr vons sont toujou1·s lc_s l:\e~e~, etc: c~riesponda;ic~
de i'Va;otdm~ J~r, ~iibli~ p~,r·01:<l,:e rÌe Ì'e1;ip~re.wr Napoléon J/1. -
Tome 25, n° 200090, pag. 363. Paris. . . . ,. . (2) Ecco Ja composizione dell'esercito del prmc,pe _real() L11 Svezia. L'esercito sve(losc, comandato clal generale Stccltngk; ·n 30 corpo prnssiano, • • • Bùlow;
n t,•
'l'auenzicrn.
rnsso VinLzingorode; un corpo inglese , , • Walmodcn; Totale circa 90 mi la coml,at.ten ti e 300 pezzr.
li 1,0
(') Pcyri.
376
VITA E CAMPAGNE
che muni ta di 30 pezzi proleggeva i difensori. Il Fontanelli inviò alcuni ufficiali a riconoscere la posiz ione, ed avuto rapporto dell a possibilità del passaggio di vi\'a forza, ordinò senz'altr,J l'auacco della posizione. Due ore dul'ò ostinalo il combauimento, ma il fortilizio fu preso e la gola superala; degli italiani 119 ufficiali e '1915 individui di truppa fu rono posti fuori di combalLimenlo. Il giorno dopo la divisione italiana si trovò alle prese col generale Tauenz ien p resso il bosco di Glatow e durò fino a sera comballendo contro forze doppie alla propria, essendo giunto in tempo utile per dar la mano a Tauenzien, il generai Bù!ow. 11 maresciall o Oud inot invece di profittare del possesso del passo di J uhndorf, guadagnalo con tanti sacrifici, e r iLrnire le sue fol'ze facendov i seguire il 4° corpo dal 7° e dal 12° preferì dividerle; il 7° corpo fu diretto su Gross-Beeren, il 12° su Ahrensdorf, il 4° su Blanckenfelde. I l generale 1-lenier col 7° corpo ebbe sulle' prime qualche YanLaggio sul nem ico a Gross-Bceren che riusci ad occupare, ma verso sera preso di fronte dai Prussiani e cli fianco dagli Svedes i, doveLte abbandonare il sunnominato villaggio ed in Jn·cve tempo completamente batLuLo si ritirò in direzione di Gottow. Le divisioni Guilleminot el Fourn ier, che formavano la testa di colonna del ;J2° corpo. accorsero al cannone ed appoggiando a destra si portarono su Ruhlsdorf, non arr ivaron o però in tempo ohe per teaLtenere l'inseguimento. 114° corpo che , come vedemmo era impegnato dal mattino in un combattimento ineguale contro Ta- · uenzien e Biilow perduta ogni speranza d'esser soccorso, al calar della nolle si r ipiegò in direzione di Trebb in , chiudendo così la ritirata di tuuo l'esercito . Dopo cinque giorn i di conLinui combattimenti pervennero gli Italiani presso ,Tiiterbog e da quivi retrocessero fi no a Wittemberg, coprendo gli altri corpi cli Oudinot che vi si concentravano . Napoleone era fiss o nell 'idea che solo l'occupazione di Berlino potesse cambiar d'aspetto alle cose e non volle rinunciare ad un secondo tentativo . Mandato Ney a surrogare Oudinot. 'nel comando dell'esercito del Nord, gli ingiunse di rinnovare la prova . Il maresciallo Ney, giunto il 1 settambre a '"\Vi ttemberg; vi passò l'esercito del Nord a rassegna, ed il giorno dopo, in ossequienza 1
1
DEL GEKERALE ACHlLLE FON'l'ANELLI
·degli ordini del suo soYrano , senza lardare un istante, lo po;;e in movimento su Zahma. La divisione Dombrowscki fu lasciata avanti Wittemberg. Noi seguiremo lè sorti clel 4° corpo: Bertrand lo portava nella stessa giornata .a Naundorf ed il 6, colla divisione Fontanelli i11 testa prendeva la strada postale di IìHerbog e si dirigeva su Dennewitz. Erano le 9 del mattino quando Fontanelli dava di cozzo coll'a·vanouardia del Q"enerale Tauenzien che si Lrovava in posizione <'> o dietro il villaggio Dennewit.z; il generale prussiano, aperto immediatamente il fuoco co~ una batteria, lanciò la sua cavalleria sui fianchi della divisione italiana; ma questa non ne fu scossa e 1:èsp inse gli attacchi (1} mantenendosi nel villaggio. Verso le undici arrivava Bertrand e faceva sostenere Fontanelli dalla divisione Morand; fu tosto collocala una batteria da 12 per controbattere l'artiglieria nemica, è poco dopo trovata una buona posiz;ione Yarii altri pezzi del medesimo calibro cominciarono il loro fuoco con moli.a efficacia. Una brigata wur;-1.emberghese r imase a cavallo della strada di Ji.iterbog, l'altra fu )nviata di scorta al parco d'artiglieria. Il grosso çlel corpo di Tauenzien si era intanto avanzato e prendeva posto nella linea di battaglia, Bertrand fece successivamente spieg~ire le altre sue truppe e tale fu il vigore de'sùoi attacchi che ebbe sulle prime uno splendido successo, ma Bulow dal cannone si accorge che il suo collega è alle prese nei dintorni di Dennewitz, vi accorre, ed aeriva in tempo opportuno anche in questa giornata; ha con sè 38 mila uom ini, lancia la sua cavall eria sul fianco sinistro del 4° corpo che nel mentre avanzava.fiducioso, si trova d'ogni parte minaccìa.to e s'arres ta. Alle Lre pomeridiane durava ancora il combattimento senza che i frnnco-itali cedessero terreno ed erano successivamente entrati in
(i) ltcoo~ le parole del Thic.rs su questo episodio :
. • L.t clivision 1,ontanclli marchait on tòte. Son général suivi de quolqucs l)atatl'lon; entra dans 'n'eruieMtz en passan1, sur le corp d'un détachcment prussien, et fran,chi t a insi le rnisseaLt , . . ! ,. • : • . . . • • •. • • . • . . . • • • • • • A pcine la division italionne, an it elle dépassé Je village dc Donncwit;,, que des 1:0illiers de cavalicrs avec beaucoup d'artillerie fondirent sur elle. Mais olle ne se l.aissa •point ébranlor . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . • Les Italiens nous étaient l'efté.;i fldèles SLlivant lour coutnmc, et s'é taicnt bien 'b attus. • - Tomo Vlll, pagi11e ii4-7!9.
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VITA E CAMPAGl\E
DEL GENERALE ACHI LLE FO)!TA"ELLI
lolta gli altri corpi di Ney; le sorti della giornata pendevano in. certe, ma, verso le qualt.ro, sei mila Prussiani g iungono Sijl campo, col brigadiere Borstel ed i Francesi comincia.no a perder terreno. Alle cinque nuove colonne russo-svedesi si vedono comparire sulle alture, due divisioni sassoni del 7° corpo, della cui fedella già sL dubitava, prendono la foga, lasciando un vuoto s.ul fronte; la cavall eria del generale Arrighi carica, ma Lroppo tardi, travol ta nella rotta. Ney si decide ad una ritirala generale per la quale impar tisce incompletamen te gli ordin i. Il 4° corpo si dirige su Dahme,. ove si reca il maresciall o slesso, ed il Fon t~rnelli ch iude la marcia. La cavall eria dei vincitori è lanciata ad incalzare ed i generali Ney, Oud inot, Bertrand ed Arrigh i, devono ridursi in un quadrato, d' ilal iani che li porla a salvamento. Berlino era salva, Bi.ilow fu creato conte di Dennewitz; Fonta.nelli resistette ancora il '7 al generale W obeser che, proveniente· da Luckau, lo attaccò sul fianco e Len t.ò circondarlo; il giorno 8, difendendosi a stento , pervenne a Torgau, punto di r iunione di tutto l'esercito. Il maresciallo Ney fissò il suo quartier generale ad Eilenburg, il pr.incipe cli Svezia a ,Ti.Herbog. La disfatta di Denn0witz costò alle truppe napoleoniche oltre dieci mila combattenti, venticinque pezzi d'artiglieria e diciasette cassoni, la divisione italiana fu delle l)iù mallrauate. Il maresciall o Ney non aveva superato il suo predecessore e le sue disposizioni non· andarono esenU da acerba critica. No i ci Ji.miteremo a notare che la cavall eria fran cese fu incolonnata alla coda delle altre armi e che nessuna esplorazione fu praticata nè sul fronte, nè sul fianco dell'avversario. Ben difierenle fo la condoua di Bi:ilow che da una pos izione di aspettativa sconosciuta al nemico, era informato d'ora in ora delle sue mosse. Egli seppe perciò apparire al momento critico sul campo di batt.aglia, e sgominatolo, impiegare utilmente i suoi squadroni . Ritrattosi adunque l'esercito di Ney dietro l'Elba, vi risteLLe per · tutto seuembre; lo stato delle truppe domandava qualche tempo di riposo. , Il comandante dell'esercito del No rd imp iegò questo mese a riorganizzare le sue truppe; il 11.2~ corpo, fu sciolto e ripart.i to fra il 4°'
è:
379
ed il 7°· i Bavaresi furono spediti a Drescla per tenervi guarnigione. 11 70 co;po fu mandato il 25 seuembre a Dessau, i_l maresciallo comandante si stabilì col 4° ad Oranienbaum Il 27 dello ~Lesso rnese fu spin la una ricognizinne su Hoslau ma non ebbe per. r1sulta_to che di far disertare un bauaglione sassone. Agl i avamposl, a".ve1'.1vano, <J:Uasi giornalmente, dei picco li scon tri,_ ma non avevano importanza ( 1). . . . WitLenbero era assediala dai coalizzati e vam tornarono I tentativi di Ber~and per rompere l' investimento di quella piana . H principe di Svezia aveva [atlo costrurre due pon li sull'.Elba, uno a Roslau e l'altro ad Acken; si vedeva chiaro che egli aspeLlaYa l' eflettuazione di altre mosse per parle degli eserciti coal izzati per· effettuare il passaggio; il maresciallo Ney non si sentiva in forze per riprendère I' offensiva. 1
Posizioni dei l)Olli"eranti alla nne di sottoml)rn del i813. :- Pa~saggio dell'Elba 11~r .µ;1r t.e dei coalizzali. - Ba.taglia d i Lipsh -. Ritirata su :Vc1ssenf~ls. - Batlaglla di Hauau. - Napo leone chiama a Magonza il generale l•ontanclh. - Ritorno m Itali.i .. ·
·
Non crediamo. di poter chfaramente procedere nell a narrazione dell e vicende della divisione Fonlanelli, senza premettere, per sommi tratti, la: situazione di guerra. degli eserciti che si frontegaiavano, verso la fine di seLLembre del '18iJ3 . l:) I co rpi francesi erano così dislocati: La ouardia, il primo, il terzo, il quinto, l'undicesimo e il quattordic:simo corpo occupavano Dresda ed i campi di Wessig e di Pirna. Il secondo corpo era a. Frniberg; Il re di Napoli col sesto ecl il primo cli cavalleria a Messen e Grossenhain; Il terzo di cavalleria a Lipsia; (!) ·Napoleone essendosi recat.o in questi giorni ad isr,ezionarc varì accampamenti , .
Italiani (lopo a1·ere altamente lodato 11gen.cral Zucch1 ed g·unt:' J '°i ,J. quello degli , ·1 ..averlo l
ratto (lil'isionario, avv icinatosi a Fontanelli gli disse: • Con centom1a uom1111 come quelli che vo i comandate sarei sul Danubio, non sutl'mba. •
DEL GE.'>EHALE ACHILL8 J?ONTANELLI
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Il maresciallo Ney col quarto ed il seuimo nei dintorni di Dessau · . Il ~rincipe Poni.alowscki coll'ottavo corpo e la cavalleria legger~ · d, Letebvre a Perng ed Alten ùurg; li duca di Castiglione (Augerau) col suo corpo ed il 1)0 cavallel'.'ia presso J ena. · La dislocaz ione dei corpi alleali era la seguente: L'esercito di Boemia, comandalo da Schwartzenbera fra Aussi,.,.V .. e Brux; Bli.icher coll'ernrcito di Slesia. a Bau tzen; I l pt·incipe reale di Svezia. coll'esercito del Nord si stendeva dr.t Hertzberg fino ,L ,Jerbot . . Be1_1ingsen col nuovo esercito di Po lonia s'era con giunto in quei g1or11L a Schwar tzenberg presso Leimeritz. La riuscita cli quest'ultimo concentramento decise i coalizzati ar iprendere l'offensiva e passare sullasinist.ra dell'Elba. lllucherpel pr imo, mediante una operazione di cavalleria, tentò mascherare le altrui · e propri·e intenzioni e sperò che il maresciallo Nev si sarebbe lasciato iligannare, ma ·così non fu. Il principe della" Moskowa nella noLle dal ·I al 2 ottobre ordinò al generai Bertrand di lasciar Dessau e di prendere posizione a \1/artenburg da dove prevedeva sarebbe stato possibile opporsi al passaggio. Ciononostante una parte del corpo di Sacken e quelli di Sork e .,di Tauenzien si avanzarono fi no a Jessen; Bhicher fece gettare due ponLi al confluente dell'Elba e dello Schwartz-Elste1· ed il generale York tenrò pel primo la traversata, ma le due divisioni Morand e I?on tanelli, comba llendo dalla matlina alle 8 fino alle 5 della sera, respinsero tutti gli attacchi; più Lardi nuovi r inforz i essendo giunti ai coalizza li, riuscì al principe cli Mecklemburg dì impossessarsi · del villaggio di Bleddin, occupato dai Wurtenberghesi e di minac~iare per tal maniera il fianco destro'" di Berlrand che, visto pros. simo un ~,ggiramen to, si ritirò su Kernberg e Dilben. li 4° corpo per~eLte m questa giornata circa 500 uomini fra morti e ferit i, più ·1asc1ò un centinaio di prigionieri, i Prussìani ebbero più di mille ,uomin i fuori tli combattimento. · Nella giornata del 4 il testante dell'esercito di Blùcher passò ' l'Elba, ad eccezione del general Th umen che fo lasciato dintorno n Wil.lenberg. Il principe di Svezia lraver.sò pure il fi ume sul ponte V
di Roslan, e ::-{ey che non aveva più con se che il 7° corpo si riti rò . su Deli tscb ove frL ragginnLo il 5 dal generale BerLrand. Il G il principe cl i Svezia ern a Des~au e .Blilcher a Di.i.ben . Napoleo ne accortosi che i tre grandi eserciti coalizzati invece cli dirigersi verso di lui fronta lmente, marciano su Lipsia manovrando . alle sue spalle, idea e tenLa di effettuare una controevolu1.ione elle · impedisca il coucenlramenlo del nemico e renda possibile il suo su · Lipsia, ove si dirige; ma troppe forze aveva di staccale, ecl è quindi inferiore in nu mero, la Baviera ed il Wiirt.emberg lo abbandonano e si mettono coll'Austria; l'eserci to austro-rnsso, respinto Murat, si dirige pure su Lipsia; i suoi nemici hanno drt.lui imparalo il gran principio del manovrare a massa. Napoleone, abituato alla villoria, poco si cura di tutto predisporre nel caso sia obb ligalo alla r itirata; l'esercito fnrncese, con centralo a sem icerchio dal nord al sud .di Lipsia, ha l'Elster alle spalle ed nn sol ponte per passarlo; il maresciallo Berthiei· nè promuove, ne dà ordi ni per anlivenire un disastro. Come è no i.o la battaglia di Lipsia durò quallro giorni e fu ch iamata la lotta dei giganti; fin dal 16 ottobre gli alleali avanzando in fo rma di amp ia: mezzalun a, [lvevano circuito i Fra ncesi che non po tevano spiegare più di 130 mila combattenti di fron te ai 200 mila avversari. Si combatlè l'intera prima giornata con accanimento feroce l i n arrivano due nuovi eserciti ad afforzare la massa dei coalizzati : uno dalla Boemia, dove lo vediamo più addietro concentrarsi so tto Beningsen, l'al tro da Dessau , comandato ·dR Bernadotte; vengono così ad essere più di 300 mila Russi-J>ru::;fiian i Austriaci-Svedesi, contro non più cli f3 0 mila Ft·ancesi; si combatte tutto . il giorno sulle doe sponde dell'Ebler, vien notte senza ristlltato der,isi vo. Napo leone pers iste a mantenersi davan ti alla citlà, alla quale solo il matliT10 del 18 si decide ad avvicinarsi maa1ri0rmenle <l fl . l..'altq.cco è r innovato per parte degli all eati che completamente chiudono il circolo di ferro nel quale ~la l'esercito frapcese; a questo non rimane altra uscita che il lungo ponte di Linélenau, silo ad ovest del!a, cil_tà; l'El:5Ler è grosso, non esistono guadi; i Sassoni P.as_sano al nemico sul campo stesso di battaglia, la situazione si rende ~empre pe,Q:giore. La noue si avvicina. t , ,, v v n 1
1
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VITA E CAMPAGNE
DEI, GENERA LE ACIIlLLE FONTANELLI
È duro il dover conyenire d'essere il più debole quando tante volle si sch iatciarono gli avversari colla prepotenza del proprio vigore; è già notte quando Napoleone si decide a dar gli ordini per la ritirata; ma questa operazi one esige sempre predisposizioni date con prudente ca lma perché non si camb i in disas tro ;· il buio e la mancanza di preventivo àllìatamen to r~nclO!lO le condizioni pià g ravi; l'esercito francese si precipita in cill/1, la quale è tosto ingombra. di comballenti, di C'avalli, d'.a rtiglie!'ia e di carri; le colonne si urtano e si pestano spaventosamente per I~ vie, gli incrociamenti impediscono ogni transito, la confus!one è al co lmo . Fu in queste tristissime contigenze, peI" sommi cap i ricordate, -che il 4° corpo, il quale aveva giit valorosairi.enLe combattuto con tro il generai. Ginlay il giorno '18, fu incaricato·, unitomente a quello di MorL ier, di ass icurare ad ogn i costo la r iLir!lla sulla sinistra del1'Elster, il che venne nel giorno successivo, intrepidamen te eseguito; la divisione Fontaoell i fu decimç1ta mà .non rotta. · Allo spuntare dell'alba del '19 si riaccende la. lotta, gli aìleati penetrano in cillà e si yombaLte per lé strt1de;- _nella notte non tutto l'esercito francese era riuscito a sfilare sul. ponte-di Lindenau, restaro no ancora circa 10 mila uomin i sulla destrn. dell'Elster ed un centinaio di carri con ~nuniz ioni d'artiglier_ia·; v.ien dato l'ordine di t1bbruciare quegli impediment.i, il caos aumenta.ed il ponte vien fatto inop inatmuen te saltore. Ogn i compagine è ro tta, chi si getta nel fiume, si salvrt a nuoto o vi affog"a, chi vien sclliacciato dal le case che crolla.no, ch i ca.cl.e spossato, mette giù le armi e si arrende al vincitore. · Nelle quattro giornate di Lipsia i Francesi ebbero 20 mila morti -0 f.eriLi, 30 mi la prigion ieri, tra i quali 2.2 generali, e 250 pezzi con 600 velture perdute . · Il giorno 20 Napoleo ne si diresse a marcie forzate pe1· Erfurth su Frnncororte e ~la.gonza; era seguìlo da una turba incomposta di fugg iaschi che scampavano a sten to dalle lancie dei Cosacchi e dalle baionette dei partigiani tedeschi; circa la metà delle sùe truppe aveva però conservato una certa._cons istenza e lo provarono ad Hanau dieci giorn i dopo . Il corpo di Bertrand inv iato, come vedemmo, fin dalla notte dal 18 al 19 ad assicurare la linea di ri t.iral.a, era tuttora in condizioni
· -relativamente buone; atLraversato il borgo di Lindenau sboccò la divisione J!'onl.anelli sul piano di Liitzen e, seguìta dal resto del 4° ,co rpo <•iunse a fars i lar&o fino a W eissenfels onde assicurare ai ~ .suoi la linea della Saale. I l 2·1 Fon!anelli si sping~,,a. coll,t massima celerità possibile a l?reiburg, ne scacciava il ne1nico e la sera "tessa s'impossessava del ponte sulla. UnstrutL. Il 213 anche Na.umburg veniva assicurata a. Francesi, dopo ostinato combattimento contro gli Austriaci che la occupavano. Di t.al maniera la strada di Francia si poteva pressochè chiama.re sicura ed altamente encomiati furono gli italo-franchi che in quei momenti disperati rwevano saputo, col la propria energia, proVYèdere alla comune salvezza. Infatti se vano tornò il tentativo degli all eati di prevenire Napoleone sul Reno, ciò fn 'in gran parte dovuto alle infaticab ili divisioni Fontanell i, Guilleminot e Morandi ,che avenclo sap uto mantenersi compat.te tt·ovavansi in posizione di assicurare colla forza la via. di salva.menlo. li 24 il 4° co rpo era ad Erfnrth. Restava alla coalisione la non lontana speranza di veder l'es'3rcito francese arhstaLo dal generai De Wrede sul Meno, ma tale asi)ettativa fu delusa dal risultato della batlaglia. di Ifanau. Infatti il 30 oltobreecco De Wrede che alla Lesta cli 60 mila austrobaHri , si spiega davanti Hanau e tenta precludere il passo a. Napoleone, tagliandogli ta strada di Francoforte. L'Imperatore fa tosto occupare un bosco avanti la sinistra dell'avversai io, ordina a Dn ,uo t di mettere in batteria 50 pezzi e comincia sub ìto il fuoco. Gli austri -bavari appoggiano la loro destra alla Kinzig e con ti,nuano lo spiegamento , ma non arrivano a comp letarlo, la caval .leria francese si getta sulla. loro sinistra in formazione e la sbaraglia.. De Wrede r ipassa la Kinzig; Napoleone incarica Marmont di os·servarlo e· prosegue . Il duca di Ragusa deve rimanere finchè arrivi Mortier colla reLroguarclia. Per non perder tempo il maresciallo Marmont nella giornata del 3·1 passa lo Kinzig e batte di nuovo De Wrede, poi lascia Bertrand ad Ifanau colle divisioni Morancl, G·uilieminot, e Fonlanelli e continua la ritirala. Berl.rnncl colloca Fontanelli nel so.bborgo della città, le altre due divis ioni in riserva.. '
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VITA E CA'ilf PAG;'!E
Accortosi il generale De Wrecle che il grosso del nemico si dirigeva sul Reno, riprese ani1110, sperò vendicarsi sulle tre divisioni rimaste dello smacco avuto sulla Kinzig ed il 11 ° novembre messosi alla testa di una colonna di Austriaci composta di clue battaalioni un o di cacciatori e l'altrn di granatieri, furi osamente att;~.~ò I~ porla cli Hanau che è eletta di LYorimberga a.tutta prima riuscì a cacciare verso la Kiuzig gl i fodiani che la difendevano. Accorre però subi to il generai Fontanelli col la seconda brigala, è accolto dalle grida entusiastiche de' suoi so ldati che riprendono ardire e contrattaccano valorosamente; il generale De _Wrede cade colp ito da nna palla, i Bavaresi che seguivano In prima colonna oscillano . ' st arrestano; il generale austriaco Fresnel avanza, prende il comrtnclo e prepara un ritorno offensivo con trenla bocche a fuoco; a momento opportuno riaccende l'azione e tenta d'impadronirsi del ponte su.Ila Kinzig che è più a monte e mette al bosco cli Lombo i; se fosse riusciLo, prendeva la ciUà a rovescio éon danno irrep,.ll'abìle dei difensori, ma la di_visione Guìlleminot è avvertita, accorre, gli è sopra; Fresnel non vuol rinunciare alla sua impresa, anima i Bavar-esi, li spinge, loro addi tando il ponte; mi.11cduecento di essi si cacciarono sul ponte per metà combusto cla'.1èfo prova di valò1'e e di abnegaz ione, ma a caro prezzo pagarono il ~oro ardimento-: pochi di quei coraggiosi si salvarono, il 36 reggimento di fanteria francese e la seconda briga.ta della dìYisione Fontanellì sì lanciarono su di_essi e l,i maggior par~e precipi tarono nel fiume, i pochi che non v1 affogarono furono presi. Il generale Fresnel decise di rimettere al giorno successivo l' occupazione di Hana1i e si ritirò. Ma la sera stessa, protetle dall' oscurità le divisioni Fontanelli, Guilleminot e Morand, seguite dalla brigata Mario de Lisle che si era pure aggreglil.a al 4° corpo da Lipsia in poi, si diressero su Francoforte senza ess~re altrimenti disturbati. Napoleone ne era partito il ,1° nove:nhre per recarsi a. Magonza e quivi rimase finchè tntto l'esercito suo avesse passato il Reno . Il solo 4° corpo restòsulla sponda destra accantonalo a Cassel ed Hocheim. La splendida difesa di Hanau, uno dei più tenaci combattimenti cli retroguardia che registri la storia, fu l'u!timo follo d'armi a cui prese parte il generale Fontanelli. Ch iamato 11 Magonza dall'impe-
DEL GENERALE ACH I LLE FONTANELLl
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ratore, egli lasèiava il comando dell a sua divisione ormai ridotta ari esigue proporzioni dalla serie di gloriosi combattimenti che abbiamo. s_uccin tamente esposti. Lo spi rito di cç>rpo, la disciplina e la marziale fie rezzft non l'avevano però mai abbanclonata. D'ardine dell'i mperatore il Fontanelli stesso riunì a Kaiserlautern tutto quanto restava dei reggimenti italiani delle tre arm i e 1i diresse in Italia per la via del Sempione. Napoleone gli aveva _detto: « La condotta tenuta da queste truppe le rende ben de.,.ne d'esser « chiamate le prime alla difesa de! loro paese. » "
11 gcnc~::il_o Fontan cll! riprende l'amm inistrazione della guerra noi Regno Italico. _
Ultnn, s:orzi pe,· mv.are trnppa ai con11ni. - Missione a Parigi. -
Eccessi della
filebe milanese. - llinnncia del principe Engenio. - Il ministro Fontanelli è sur-
rogato. - A Vienna. - In villa. - Sua morte a ~li/ano.
~e Napoleone avesse potuto clisporre di tutto ii suo esercito per difendere la linea del Reno, il suolo fmncese sarebbe slatovalidamente guardato, ma più di ,J60 mi la combattenti erano rimasti nelle piazze fo rti dì Germania e le truppe di cui poteva disporre quando giunse ai confini de.l suo impero si riducevano ad 80 mila uomini con 1O mila cavalli; appoggiandosi quindi sulla neutralità · della Sviziera egli ridusse la sua linea difensiva da Basi lea alle foci del Reno, indi rivolse la sua attenzione all'Italia che prevedeva sarebbe pur stata invasa. Al Fontanellì che, come vedemmo aveva fa tto chiamare in Mago!1za, ordinò si recasse in patria e vi riprendesse la direzione del ministero per le armi. Dopo avere encomiato il gen erale pei servigi prestati nell'ultima campagna ed averlo assicurato che riponeya gran fiducia nel valore degli Italiani, l'imperatore aggiunse: « E mio volere che il vicerè tenga fermo sull' Adige, riorganizzi « )'esercito itali co come megli o può ecl ecciti lo spirito nazionale « ad uno estremo sforzo per arrivar~ alla mela dei suoi voti ». A NNO xxv111, VOL . llI.
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VITA E CAMPAGXJ:;
DEL GENERALE ACll!LLE FO>ITANEI.Ll
Chiuse assicurando che avrebbe sotievato il Regn? dai trenta nulioni che I)a"ava alla Francia. 0 • ,, Il giorno 111( novembre il generai FonLanelli amva:a .a . · erona e comunicava al vicerè la volontà dell'imperatore, qu1nd1 si recava tosto a Milano ove ripigliava le funz ioni di quella carica nell a quale era stato solo provvisoriamente surrogato. Al suo rientrare al potere, lo sla.lo delle cose non eraconforLante: la Dalmazi~1 era in piena insurrezione e le iLali cbe milizie che vi si trovavano andavano sbandandosi; dal Tirolo il genernle Sommariva, aveva sp into colonne mobili austriache in Yal Tromp ia e Val Camonica ed era giunlo colle sue sco rrerie un pregso Brescia; il recluta··. mento era reso difficilissimo dalla poca fiducia che avevano le popolazioni nella stabilità di Governo, e dal!' .occu~azione di .parte del territorio veneto per parte del\' Austria; 11 Regno mfìne era da ogni parte minacciato e mancavano truppe da inviare all e frontiere. Il ministro non perdette un istante: collà mobi litazione delle compagnie dipartimental i, della gendarmer(a, ~ d.elle i;\lt~rdie forestali rinforzò il generai Bonfanti nelle valli bresciane ed il colonnello Neri in Valtellina; fece fi rmare al vicerè un decreto di leva per ,15 mila coscritLi, e sebbene questi scarsai~en~e arri,'.asser? alle bandiere, pure riusci 1:1.d ingrossare alla meglio I regg1m:n.t1 che eran aiunti dalla Germania e dalla Spagna; fece appel lo a1 volontari, ;otè mettere assieme. due c·.orpi, e spedirli a.I ge~eral Severoli sul Taro; riuscì ad allestire umi divisione e ne diede 11 comando al genf:ral Zucchi; al generai Pino che difendeva i ~B.ass0-Po e le Roma"ne furono invia.ti tre mila. uomini ;. fu fallo mhne quanto um a0 namente era possibile per la clifesa del suolo italico. Ma come era da prevedersi, i fondi vennero a mancare presso il ministero delle finanze; gli appaltatori non pa:gati si rifiutarono di ,continuare le forniture e convenne trovar modo cli far vivere le truppe . Si fu allora che i printi vennero obbligati a fornire i generi in natura, dietro presentazione di buoni da pagarsi dal tesoro ·a lunga scadenza. Tale espediente dava però motivo a conti. nu~ -reclami e lamenti per parte delle popolazioni ed il Fontanelh s1 ,decise a riferirne al vicerè che rimosso il Birago dall' amministra-
. zio ne dell e finanze vi sosti tuiva il conte Veneri che dotato di capacità non comune ed ampie vedute, ri L1 sciva a ripristinare il sistema degli appaiLi. A tante cure si aggiungeva pel Fo~tanelli quella di presiedere il Cons iglio dei ministri, incarico a lui affidato dal principe vicerè in sostituzione del duca di Lodi, che se ne era. fatto esentare accusando malferma salute (1). Nei "iorni di libertà si recava IJOi il ministro nelle varie città del Regno onde ispezionarvi le guarnigioni ed animarle, arringandole con nobil i parole, a)la difesa della patria. Le condizioni politiche e militari del reame erano per altro tristissime; nel mentre il conte cli Bell egarde e le trnppe napoletane erano giunte al Po , le armi all eate oLtenevano decisivi risultati sul suolo francese. Fu in tali dolorose contingenze che il Fontanelli fu chiamato a Man ton presso il principe Eugenio; egli aveva voluto averlo vicino nell'angoscioso istame in cui firmava la convenzione col generale di Bellegarde. In forza dei patti contenuti nella medesima le truppe francesi dovevano abbandonare l'Italia, le italiane conservare le loro posizion i, le for tezze di Osoppo, Palmanova , Venezia e Legnago essere alle truppe austriache consegnate. Venne inoltre stabi lito che una deputazione italiana si sarebbe recata al quartier generale degli alleati in Francia, onde conoscervi le definitive decisioni. Le osti\ ità. restarono sospese fino a 1ogiorni dopo la pubblicazione delle dette determinazioni. I generali Fontanelli e Be1tolelti furono scelti da S. A. per recarsi a l)arigi a rappresentarvi, presso i monarchi alleati, gli interessi dell'esercito italico e partirono immediatamente. Il 17 aprile 1814 il principe Eugenio Napoleone salutava, mediante un ordine del giorno (2), le truppe francesi che ritornavano in patria , e dichiarava però di rimaner fermo al suo posto volendo fino all'ultimo istante cercare il bene di quel popolo a cui aveva consacrato da dodici anni ogni sua cura. 1:)
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(·I) Ordino vicereal~ datato da Ca!diern il i8 novembre i8!3. (2) Dal quartier generalo di Mantova.
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VITA E C.H!PAGNE
DEL GENERALE AC HI l.LE F01\TANELLI
Intanlo Milano era funesta la da truci avvenimenti; la plebe sollevaLasi inferociYa contro il ministro Prina che assassinava per le sLrnde, il vicerè non era in tempo ad accorrere da Mantova per impedire l'eccidio, l'anarchia s~ava per innalzare il suo sanguinoso stenc1arclo. · / Tali disordin i ebbero par risultato di affrettare l' occupaz ione austriaca. Infatti colla data del 23 aprile ,18·14 il principe Eugenio assentì alla domanda c1el conte di Bellegarde cli occupare le rimanenti parti del Regno, e con quella delli 26 si accomiatò, medianLe proclama, dall'e$ercito e dai popo li d'Italia. Il 28 aprile "814 l'avanguardia del generale Neiperg entrava io Mi lano, la Lombardia e la Veneiia ritornayano provincie austriache. Fontanelli non era ancor tornato da Parigi quando venne senz'altro surrogalo nell'ammini strazione delle armi; questa fu retta per brnve tempo dal generale Bianchi d'Adda e quind i da una commissione presieduta dal generale Sommariva. Hitornalo l'ex ministro in Italia ben comprese che non gli restava altro che di ritirarsi in villa in attesa che il suo destino fosse deciso , e così fece . Il GoYerno am,lriaco confermò a molti ufficiali italiani il grado che avevano avuto nel regno ital ico e non potè rifiutare tale trattamento al cliY isionario FonLanell i che fu anz i, verso la fine del 118-14.- ch iamato a Vienna ed impiegalo in va.ri incarichi militari. Ma ben presto s'avv.icle il generale italiano che non godeva della fiducia del Governo , s'accorse anzi tl' es$ere sorvegliato e si trovò spostato in mezzo a qtÌei nuovi camerati che eran stati per circa vent'ann i suoi nemici.; addusse quindi moliYi cli salute e chiese il suo ritiro. Ottenutolo ritornò in patria oYe visse colla sua famiglia in una villa del modenese fino al 483 11. Qual pari.e egli prendesse ai moti rivoluzionari cli quell'anno non abbiamo dati per poter determinare . Certo non doveva essersi seriamen te compromesso perocchè allon tanato dal governo del suo picco lo Stato, si ridusse a Mihrno, patria di sua moglie, è le auto-
rifa austriache non solo lo accolsero e lasciarono in pace ma quando il 22 lugl io 1838, una, lunga e dolorosa malattia lo traeva a morte, splendide onoranze mil itari eran rese al suo feretro che lo stesso maresciallo Radetzcki lo seguiva. Il generale Fonlanelli lasciò a'suoi figli un nome non solo onora Lo ma glorios,J, agli ufficiali italian.i un nob il e esempio ('I).
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STEFANO
MAfNONI
Ten. Colon.n.. di cavalleria.
({} Ebbe !Te figli maschi, due dei cruali furono tdiiciali ncll'csorcito piemontese e t re femmine, maritai.e in Spallctti, Arese e Majno11i.
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:NOTE ED APPUNTI DI TOPOGRAFIA
NOTE ED APPUNTI DI
TOPOGRAFIA
Del terreno e delle sue accidentalità.
Mi preme assicurare il lettore che io non vogl io essergli causa di dolore col descrivere in queste pagine le funzioni della vite lunga dell'eclimetro, o la teoria sull a quale si basa la lettura delle distanze sulla stadia; so darmi anche troppo ragione degli intimi patim.enti che ci procurano i trallati cli topografia, se per caso avverso ce ne capita uno fra mano, dovendo leggere quelle cose che da mezzo seco lo in qua hanno fauo le spese cli tutte le nuove pubblicazioni sulla materia; mi basta avere sul mio tavolo una dozzina di tali volumi , e di aver l'alta l'eroica fa tica cli leggerli tutti da cima a fondo, per sapere quali doveri cli umanità mi siano imp~sti nello svolgere alcune note di topografia e nell'esporre alcuni appunti critici sulle rappresen\azioni del terreno . Non si può far colpa ad un trattato di topografia se l'esposizione, la lingua e lo stile non corrono le vicende comuni alla letteratura: sfido il Boccaccio a scrivere diversamente dal Curioni là ove questo ingegnere spiega il modo cli tracci.are collo squad1·0 agrimenso1·io wn allineC1Jmento passante per diw punti A e B individ1iat:i sul terreno con paline. Nè tampoco discuto sulla parLizione del lavoro, poichè, dato il materiale da esporre, che è sempre il solito , il passaggio di uno in altro capitolo è legato inalterabilmente dalla con-
catenazione dei calcoli svolti e degli strumenti descrilli ed applicati. La materia stessa che serve di base agli studi topografici non può subire notevoli variaz ioni nella sua essenza; si tratta di applicazioni matematiche di geometria comparata alla misurazione del terreno, dnnque non si può pretendere che vi siano neppure varianti piccolissime; ma quello che se non si può pretendere è permesso desiderare si è la soppressione cli libercoli che si presentano alla luce · del giorno con carta fine, con caraLteri elzeviri, con data recente, gahellando fondi di magazzino per materia nuova. Comprendo le · speculazioni librarie, ma in fatto cli libri di testo per l' insegnamento, comprendo anche che si possa criticare il metodo didattico e più ancora. il titolo del libro coi suoi aggiuntivi, quando questi siano atTatto discordi dalla sostanza del libro stesso. In fatto di geometria applicata alla descrizione dei luoghi ritengo che dopo il Curioni ed il Righ ini coloro che aspiravano ad autori di topografia potevano risparmiarsi la fatica del cop iare, cercando nel loro pensiero qualche seria. giustificaz ione al loro componimento, poiché il descrivere un nuovo liistmi.ziometro o l'insegnare il modo di orientarsi colla _luna, non sembrano a.' nessuno pretesti abbastanza irresistibili per fare un li bro. Vero è che i trattati di topografia modern i hanno la sorte ché si meritano , riposano in pace sugli scaffali clegli editori; ma purtroppo invece quelli bollati per -libri cli testo corrono sui banchi delle scuole e spargono i loro semi - che ritt'..ngo ormai molto infecondi - su terreno giovane, fo rte e ubertoso; ma i lupini producono sempre' lup ini, ed è il raccolto il più magro. Mi pare che in topografia il lupino abbarbichi da tutte le parti. La misura di una distanza, di un angolo , di una quota, la soluzione infine di un triango lo, o di un suo elemento, compendia tuu.a la matematica che occorre ad un topografo: e su così semplice trama si ricamarono eterne pagine alitanti come farfalle instancabili attorno allo stesso uore ormai succhiato, risucchiato e divorato. Cosi faceva della topografia anche, Archimede, ed Euclide può passare per un professore in materia: così tutti i libri sul quel tema presero l'aire di trattare la descrizione dei luoghi colla descrizione dei goniografi e degli eclimetri e cambiarono, forse inavvedutamente, una dottrina rappresentativa che parlasse all'occhio, cqlla
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NOTE ED APPUNTI
DI TOPOGRAFIA
esposizione fredda e nuda di formole e di sLrnmenti che parlano soltanto alla menLe coll'astruso linguaggio del calcolo. Eppure, da mezzo seco lo, l'arle di rappresentare il terreno andò fe li cemente sviluppandosi e più da noi, forse, che pressò altri; eppure se vi ha un ramo cli studi che modernamente interessi moltissimi, si è questo che si occupa di topografia. La divisione delle proprietà, la co!Lura delle camp,igne, l'irrigazione delle terre, il repentino molliplicarsi dei centri abitati, il rajlitLirsi dell a rei.e stradale, il diramarsi dell e fe rrovie aLlraverso g/'valli, a riviere, a montagne; lo stabilimento di ogni genere di opifici, di costruzioni; l'erigersi delle opere di difesa; le relazioni comunali, poli Liche, amministrative, militari in rapporto alle popolazioni, sono altrettante cause - ed assai più ve ne sono - per le quali la topografia si rende necessaria e si estende in mul tiformi applicazioni, e pur rispondendo ad un fine speciale, cerca di mantenersi nella sua naLnra dimostrativa con espressione di buona estetica, e si cura di accrescere i modi pei quali l'eYidenza delle foggie del Lerreno abllia a rilevarsi spiccata, chiara e quindi manifesta,. Non è elementare il capire che tuUo quant9 è geometrico per essere artistico ha bisogno di ben altri ausiliari che non siano la squadra ed il c_ompasso, quando alla misura delle dimensioni si deve accoppiare le svariatissime immagini del terreno? , ~li sono domandato se non era possibile parlare di topografia senza accapponare la pelle a chi ascolta - poichè suppongo che l'ascoltante sappia almeno da venti anni a questa parLe le qualità e le proprietà di due triangoli simili - senza entrare a discorrere sull' impiego degli strumenti, poichè questi vogliono pratica unicamente, e leggendo e scrivendo si fa della sola teoria; ed altre cose mi chiesi, quali p. e. se non fosse opportuno dare un'occhiata, così di sfuggita, ai noslri ,lavori topografici, allo svolgersi dell'arte rappresenLatiya del suolo presso di noi e presso gli stranieri più studiosi in sifl:aLta materia; vedere quali siano le nostre moderne prodm.ioni cartografiche, quali siano le nostre condizioni in fatLo di topografia militare; accennare ai modi, se ve ne sono, di migliorare i nosLri sisLemi di levate, di produrre più efficaci elementi per lo studio del terreno, per la· leUura delle carte - :nfi"ne mi sono chiesto se lo studio della topografia non poteva lanciars i in una via
più retta, più nuova, più soda e larga che potesse invitarci a muovere verso una meta chiara, semplice e definita ·e praticamente utile alla milizia. Non ho usalo rispondere a tale questionario, sibbene oso esporre qui alcune note scucite del mio taccuino, alle quali purtroppo non so adottare una fo rma armonica ed ordinata quale è richiesta da un argomento tanto complessò e delicato . Ad ogni modo espongo alla buona impressione fortememente sentita durante una pratica topografica se non intelligente, per certo lunga, attenta, sudala. )f.
** Non risalirò a cercare le origini della rappresentazione grafica del. terreno; !a tL1Lela delle proprietà avrà certamente fatto sentire il bisogf)o di misurare in gual c~he modo, rappresentandole ad una data scala sul disegno, le dinrensioni di un campo, di un ono, di un frntlelo - è questo sarebbe il 11° elemento di Lopografot -- ma la rappresentazion~ complessiva di un I.ratto di terreno avrà piuttosto fa tto oapo al disegno di paesaggio che non alle rigide dimensioni di lunghezza e larghezza rappresentate da linee avute col calcolo. Le immagini prospettiche sono le più naturali: il nostro sguardo è con tinuamente spettatore cli un succedersi di immagini più o meno inclinate all'orizzonte, più o meno amp ie e particolareggiate. Sadt nata l'idea a poco a poco di considerare l'osservatore tanto più alto sulla prospettiva che si voleva ritrarre, quanto più necessitava cli dovere rappresentare un terreno che per essere molto prossimo alla posizione orizzontale veniva a trovarsi pressappoco nello stesso piano dell'osservatore, al quale, appunto per l'effetto dell a proiezione, sfuggivano i maggiori parLicolari éli quel terreno. E nella. natura dell'osserrntore il più ignaro di leggi prospettiche il pensiero di collocarsi in un punto tanto più alto sul!' orizzonte quanto maggiormente gli occorre di esplorare innanzi a sè maggior terreno e maggiori particolari di esso, cioè di torsi l'impaccio degli impedimenti che generano angoli inorti all a vista, Di qui i primi lavori topografici che hanno pressochè tutti un eguale caratteristica, ed è
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DI TOPOGnArIA
NOTE ED Al'PUNTI
questa: le parti del terreno più vicine all'osserrntore, rappresenta l:e quasi in pro iezione orizzontaìe, quelle più discoste espresse verti"' calmente colle sole leggi della prospettiva naturale; il Lerreno interposto fra. zone estreme, raffigurato in modo che le sue linee raccordassero la. parte veramente geometrica con quella soltanto imitaLiva a dimensioni arb itrarie, a contini indefini Li e scolorati. Da ciò un concorrere cli linee verso· un punto solo, un alterarsi nei ma.tematici rapporti, un risultato negaLivo nella. misurazione per distanze sbaglia.te - un risultato goffo ed erronP.o nella rappresentazione prospettica. violen tata. e scontorla per raccord,~menci-tmpossib ili . :Non poteva evitarsi l' urto e la dis,frmon ia. cli queste due esiaenze; la prospettiva naturale lusinga.va l'artista, .,la pro1 e1.1one· o . orizzontale chiam,wa a sè - non usando moine - 1 rrusuratore; e mentre al primo il lavo ro riusciva. tanto più fac ile quanto più it suo ra,mio di vista era normale al piano v<wticale de.I la prospettiva, ac , .. a.ì secondo si ingarbugliavano le faccende non potendo port ~rs1, H~ direzione dello zeni t per guardare in basso ~ mancando d1 mezzi rappresen tativ i geometrici che tra.tlassero la plastica dei terreni. Di queste angustie la cartografìca. antica se ne risente in modo troppo evidente. Non cercherò di investigare i su~ces:;i,~i p~·ogres~i delle applicazioni geometriche alla misura delle dnnens1on1 plarnmetriche e di quelle di li vello, poichè questa è una evoluzione che ben si comprende senza sminuzzarla; ad un certo punto di essa avvenne una completa divisione: quando il geometra non ebbe più bisoo-no dei favori della prospettiva, la ruppe con questa - e vedre~o che dopo tan to abbandono ora sta ritornando agli antich~ amori - e si attenne aliti p rosa dei compassi e delle squadre e dei goniometri; il paesista r itenne i favori della prospettiva pe~· sè unicamente e, noncuran~e di dare al terreno una rappresentazione cl1e servisse a poterlo valuta.re nelle sue vere dimensioni, andò unica.mente in tracci~t del bello artistico e di poesia, cercando una eilìcace espressione nella arb itra.ria scelta del soggetto e nell'impiego delle svariatissime tinte cli una smaglian te tavolozza. Il geometra fin che si trattò di immagini proietta te orizzontai~ mente sul piano anelò sempre più spedito; ma in fallo di terrem mossi, colli nosi o montani, tratla.ndosi di chtre evidenza. alle forme, ab bandonate le ri sorse prospettiche, che non po teva.no durare sulle
carte come elemento definitivo, fece le più mesch ine figure. 'Anche le leggi del disl ivello sono di elà preistorica, dacchè le acque cominciarono a scendere per le cb ine; ma i mod i per calcolare un disli vello vennero assaj dopo, men tre sono recen Li i mezzi per comprendere, col grafìcismo, in poc.he linee geometriche l'insieme di un numero infinito di livellazion i e di profi li attraverso ad un terreno montano anche inLricatissinio . Ma a questo si giunse con lunga fa tica e con ingen te lavoro . Si:·, . ricorse dapprima. all'esped iente delle acque come il più naturale. Come, però, far vedere il movimento del terreno dalle ram ificazioni idrograficheJ Come far compren dere che in un pun to il terreno era molto erto ed elevai.o , ed altrove basso e depresso" Si fecero le . acque sottilissime verso l'alto, ben grosse alla convall e, come succede dei to rrenti in piena; se però le acque così segnate lasciavano supporre, negli interposti spazi fra esse, eo lline o montagne, di queste nulla appariva che svelasse le fo rme singole, le relazioni d'insieme, le altitud ini etc. , La. geometria taceva sul proposito del riprodurre tali ima.gini all.imeLr iche, o per dire p iù rettamen te, tali forme plastiche, e si . venne a chiedere in prestito t.empc!·aneo alle rappresentazioni pro-. spetLicl::e alcune r isorse; e con tinte e mezze tinte disposte a casaccio fra due corsi d'ac11ua si cercò cli raffiaurare n • al la meno peao-io no . un colle, una mon tagna. - con certi sgorbi, a dir vero , di massima insorficenza top<igrafica e di offesa al senso estetico . . Per tal modo il 1.opogl'afo ri mase lunirnrnente nel semi-paesaaaio acconciandosi a questa necessità creduta insuperabi le. Così Je alture veni vano limitate al loro piede da linee che ne cos titui vano il per imetro planimetrico e la geo metria vi lavorava attorno facendo , si può ben clini, completa astrazione da lla fi:;01wmia dei luoghi . Senonchè aggiostata alla peggio questa grave quistione, il topografo doveva. rispondere ad ali.re molte e svariate esigenze ·rappresental.i\'t\ del suolo. La quali tà dei terren i - la varietà delle colture volevano essere significai.e; e così i contorn i e la natura ed aspetto dei bosch i, delle rocce, dei pasco li) dellesa.bbie, e conveniva segnare-tutta la rete stradale, tutta la idrogra'ìa, il caseggiato e gli os tacoli arti ficiali per intero. Coloro che ebbero i primi mali di ca.po causati dalla topografia,_ V
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NOTF. ED APPU'ìTl 396 sono Lutti morLi; ma no i vivi, se possiamo conLemplare le miserie cartografiche f allora, non abb iaino cbe troppo a dolerci dei ~nali che ci affliggono presentemente, cui sottostiamo con rassegna~10ne disperdendo le nostre forze in discu~sio~i unicamente ac_caclem1che, tenendo dietro ad ipotesi che sono tuon dal campo pratico . Le molteplici esigen1.e richi esero svari~-1.lc propo_rz_ioni. scala1:i f1:a il terreno ed il di segno suo rappresentaL1vo; po i si mtui che 11 d1secrno doveva essere tanto più grande, rispetto alla sua relaLiva p~te di terreno, in ragione del maggior numero di particolm·i richiesLi e ciò per evitare confusione di segn i; ma ad un cen o punto, crescendo a dismisura il moltiplicarsi dei bisogni ai quali le carte ,dovevano r ispondere e succedendo un ingombro di_grafici~m:o dannoso . si venne a suddividere le carte topografiche 111 spew1l1tà ben distinte tt seconda dello scopo cui dovevano rispondere. l'Ila nella rappresentazione dei particolari si ricadde nelle prime pecche; , come fare le case, gli alberi, i prati e tutto il rimanente? Il paeacro·1o, co lle sue fiaure faceva da sucrcreriLore e. ne r isultò una ses'o~ o , · 00 . mi-prospeLtiva : le case colle (inesLre, gli alberi colle fronde e coll'ombra l)roi etLata sul suolo, i prati coi fili d'erba lussureggianti, ,col maggengo maturo al taglio. . Con tali vicende piene di inesattezze di incongruenze e vuote dt arte si venne in tempi vicinissimi a noi e ci trovammo fra mano un ;orredo di carLe topografiche ila.liane, di cui occo rrenclomi tempo . fa di farne cenno altrove, ebbi ad esprimermi così.: <<. .... ... costituivano una immensa legione disparata di scopo, di scala, cli tinte, di luce; erano pagine che parlavano diverse lingue, orribil i favelle; scritte con ogni stile, dal più s_tringaLo al più prolisso - trattavano di ogni ma.Leria: dalle mosse dt Radetzky al~a ricerca del carbon foss ile presso Bobb io - parlavano al soldato « m . modo barbarissimo ,· soggiungo ora)) al fisco, all'idraulico , a tutLi cioè ed a nessuno - con tanti alfabeti quanLi i dialetti cl' Italia. Le forme erano « ad libitum }> le scale cli ogni misura, quali il trabucco il Kla fter, il piede liprando, il metro; e non solo queste, . ma al,tre arb itrarie e ad uso e consumo del topografo o di chi 1~ _.pagava. Parecch ie carte puzzavano fortemente di medio evo; si · lecrcreva in un,t « scala del Canavese n in altra« sca la del Ferrarese» . senn°ùilLra nozione cli sorta. Erano carte d'ogni sesso, compreso
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DI TOPOGUAl'IA
l'ermafrodito, che se in natura è contestato, in topografia esiste cli sicuro, carte reticolate e smilze come le odierne telegrafiche, altre tronfie ed imho ttiLe di illusLrazion i callio-ra(ìche crenea locrie c11· o ' o " principi, stemmi d'araldica, asLronornia Copern icana ' viacrc,i di Vb cabotaggio, (ìgure mitologiche, r iti pagan i, figurini di costumi, c0mbattimenti ad arma bianca, e Yia. dicendo)). Siccome in'··paesaggio il chiaroscuro ed il colorito posano sul · disegno, così in topografia, avuto il disegno si pensò, per dare al terreno eviclenza ed espressione fedele, di applicarNi il ch iaroscuro ed i colori ; ani.:i le carte topografiche antiche ebbero cop ia di colori, e se non furono felici nel dare movimento al terreno col chiaroscuro, non mancarono di effetto e di leggiadria nel rappresentare col ?Olorito Je·-rnrie terre e le acque e la vegetazione svariatissima e l'abitato, Esami nando le mo!Lissime carte nostre, vediamo che ciascuno si industriava ad un ire al dise(Jno il IJotentissimo aiuto dei colori; erano carte speciali nelle quali però lo specialis ta vi trovava tu_uo l'occorrente pee ch iarirsi l,a mente, per informarsi di ogni mmuLo particolare- non altimetri co, però -per aver mezzo a farsi un concello. chiaro, preciso, util e di quel terreno rnppresen tato su quel pezzo cli carta. Il di;;egno Iineare semplice e nudo era dato mercè la geometria, la quale, presta li i suoi favori, scompariva con tulle le sue traccie·. il disegno imitativo cercava cli cogliere le proie;;ioni ed i contorni cli quei particol~ri che bisognavano; il colorito clava espressione, . fo rza, eleganza verità e quanto il disegno imitativo comprendeva nelle svariale sue forme, e poscia entrava sovrano a distinzuere Lui.Lo quanto la geometria lasciava oscuro per mancanza di r:i~orseproprie. Ma a poco a poco la geometria rimase sul disegno colle sue vere Cracce, imposse,ssandosi di tutto guanto ern. terreno ondulalo o montagnoso, e si impose con tan ta superiorità da far tacere ogni altro arti ficio climosLrativo; il calcolo soverch iava l'arte, la linea teneva posto alle tinte, alle sfumature, e contemporaneamente la calligrafia coi suoi gerogli fici rip igliò l'antico dominio e scacciò i colori dalle cari.e. Non più il ·verde qaio dei prati, ma una stecchi ta P; cancellato il roe1·de wrico con pennellale di 1·ossiccio chiaro O· diqiallo te,qgiero pei sementali, vi suppliva una prosaica C. Successe una innondazione di segni convenzionati - di quelli e)
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NOTE ED APPUNTI 398 che si f:.mno a penna semplicemente in nero ·_ e questa concorse colla scriLtura e colle tracce geometriche a cambiare completamente aspetto ai disegni topografici. Di tutto l'elemento convenzionale valevole a rappresentar~ il terreno, si cacciò quanto eravi di meglio per evidenza, grazia, chiarezza, e si 1rnrntenne quanto doveva rendere il disegno privo di vita, sconcio di forme, ,oscuro d' aspetto e complicatissimo nel suo linguaggio . Senonchè, sprecati quattrini, Lempo e lavorn, si ritorna ora sensibilmente a far capo a quei mezzi rappresentativ i che accentuano il . vero risorgere del l'art.e topografica, la quale tende unicamente a darci un'ottima imagine del terreno, servendosi degli elfelLi che producono le appl icazioni imitative più conformi al vero. Innanzi di considerare il terreno da punti di vista speciali per trarne imagini atte a so li usi speciali , ,·ecliamolo nelle sue forme generali, come si presenta cioè a chiunque si ponga ad osservarlo. · Un disegno ~peciale <-:scinde da, sè tulLo quanto è esMweo ad. un eerlo scopo, costituisce un lavoro di i1westigazione, di ricerche, di epurazione; così noi mili tari ci curiamo di dar ri salto maggiore a quanto in topografia è specialmente utile a, conoscersi in guerra, ma per <',iò fare è necessario prendere ad esame tuLLo il materiale topografico prima di farne nna scelta mi nnta e ragionata: col sorvolare troppo rap idamente sfuggono certi element~ e con ess i i frutti che se ne possono ri ravare, che sovente leniamo in conto nessuno, salvo a rammaricarcene poi. La pianura,, la coll ina, ecl il mont.e rappresentano le tre grandi ripartizio ni del suolo ; madove r~nisce l'una non comincia, neuamente l'altra, nè alcuna di esse è regolata, da leggi inal teralc, nè sono fra loro connesse con vìncoli precisamente definiti. La terra O'iunoe al mare con sconfinate pianure, con dolci coll ine, con brulle montagne o co lossali scogliere; essa si apre in innum erosi solchi al corso delle acque, solch i qui appena segnati, più là fortemente incisi, altrove maestos:ll11ente profond i. La più levigata pianura, è cinta dalle più ripide pendici, dz,i più leggeri declivi; le colline si suci:edono all e colline con insensibili avvallamenti, i monti ai , monti con frane, con ab issi, colle rupi a picco; per modo che queste tre grandi divisioni di terreno rappresentano tre forme sole, considerate ciascuna in sè~ ma ne raffigurano moltissime se combinate e)
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fra loro nei modi i più svariati, come sU:ccede in natura. In fatto poi di qualità delle terre bisogna distinguerle in pantanose - torbose_- tufacee - brecciose - vegetali - argillose - sciolte sabb10se - arenose - e via. di questo passo; fra i terreni veoetali abb iamo i sementati, i prati, i pascoli i boschi le vion:, i frutteti, le risaie ed altri parecchi- e poi i terreni incolli, lefrane, le rocce .... Altrettanto dicas i delle acque: mari - laghi - stacrni - paludi - fiumi - torrenti - ruscell i, fossi, canali: e p~r esse ne v_ennero i ponti - le chiaviche - gli argini - le sponde - le npe - le dune - i porli - le rade - gli scali. Delle acque se ·? e ebbero la giacitura, la direzione, le sinu,osiLà, il loro convergere, 11 loro nascere, il corso, il volume, la velocWt, la stabilità fi ntennittenza, e quindi varianLi nelle forme, nei cara tteri e nel!~ reciproche relazioni. A queste nomenclature, a tante divisioni e ,suddi visioni ben altre se ne aggiungono; p. e. dei boschi abbiamo le due grandi classificazioni di alberi resjnosi - larice, cipresso, abete, betulla, pino, ecc. - ed alberi frondosi - il castagno, il ·p iopp_o. l'olmo, l'ulivo, il noce, il frassino, il faggio, Ja qtiercia, ecc. Il topografo, nelle sue gra.Gche rappresentazioni, dovette pensare a tutto ciò, ed ancora alla differenza generica di boschi di alto fusto ~ bosçhi c~cl~i. ~accio grazitt al lettore cli molti appunti congenen, e solo d1 sfuggita accenno che le vigne vanno segnate a ·secon~a del modo cli loro coltura come p. e. acl all.eni, a ceppaia, a, festorn, a pergolato, .e così convien distinguere i prati in asciutti · - inigui - sabbiosi - ma,rcite. N~s:m~o pen~i. che io voglia, dar fondo a,! sacco di tutte le particolari la nferent.1s t al suolo; guai pel leUore se cominciassi a dire che le vigne fl festoni vanno ancora segnate in modo che si compre~da se .10 viti si aggrovigli ano agli ulivi, ai pioppi, a,i pali, e se >eontrnuass1cosi per un altra facciata. ~on sono mica, seoni convenzionalj clre invento io, si può toccare con mano che no~ faccio se in.on accennare a quelli di nostra, indigena fattura.' Mi dispiace di non poter tagliare altrettanto corto colla enume,razione cli quegli ostacoli (chiamiamo!i così} artificiali. del terreno , .che la topografia ha cura di indicare con speciale distinzione conzvenzionale; per essere breve ne farò l'enumerazione principale di
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un fiato·solo, augurandomi che mi reggano le forze, e sperando che non si vagl i.a saltare questa litania di nomi, clalla quale ricaveremo alcune considera;,,ioni non sterili affatto. CiWt capitali - capi luoghi di provincia, di circondario, di pretura, di comune - borgate - villaggi -- gruppi di case - case isolate- cillà aperte, chiuse, fortificate - chiesa nell'interno dell'abitato, isolata, con una torre, con due - cappella - cappelletta - pilone - croce in legno, in muratura - monumento - convento .:_ cimitero - castello - rovine - opifici - fattoria osteria - casa cli caccia - capanna - fonderia - sorgenti mineral i - bngn i Lernrnl i - pozzo - cisterna - fontana - sorgente - luoghi ove scarseggia l'acqua - miniere di carbone, cl' asfalto, - cava cli pietra, .di ghiaia, d'argilla -fabbrica cli laterizi - fornace di laterizi, di calce - molino a vapore, idraulico, a vento, a secco, galleggian te - sega idrftulica - polverificio - stazione ferroviaria, fermata ferrov iaria, casa cantoniera - faro - porto militare, commerciale - slazione di battelli a vapore - approdo per naviglio a vela, a remi - boa d'ormeggio - gavitell o fisso, aa\lecrniante - piloti - palafìLte, pi loni - banco con scogli, o v vv . . senza - secche - lanterna - semaforo - cavo sottomarino seo-ni di confine - alberi appariscenti nLili all'orientamento• - . ù siepi vive - staccionate - muro a secco - macerie - punti tnvaonometrici • varafici - linee cli livello - profondità cl' acqua -. stazione di posta - stazione telegrafica - ponti in muratura, m legno, in ferro , sospesi, di barche, volanti, pedanche, levatoi porto, chiatta, scafa - passo con barca - presa d'acqua~. pescaia - luoo-o ove comincia il traffico colle zattere, ove• commcia la e) • naviaazione divisione di colture. Un minuto di riposo, e ne) prendo: . . . . Ferrovie ord inarié, ridoue, a scartamento ordrnar10, ndotto, m costruzione, in sede propria, su strada ordinaria - Lramvia a vapore, a cavalli, in sede propria o no - strnde di 11", 2", 3", 4a classe, traccia Le, aperte, terminate, in costruzione, con fondo naturale, artificiale, regolarmente mantemLto, tratturi, campestri, mulattiere, sentieri facili o difficili - strada incassata. in rialza, a mezza costa - restringimen ti straditli - luogh i di scambio per vetture -:acquedotto - diruto - sotterraneo - argine, in mnratnra, ll1
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lll TOPOGil.\FIA
NOTE ED AI'PUNTI
terra, in fascine - ~allerie - canale naviaab il e d'irrioazione guadi, per pedoni, cavall i, carri - trincee - opere di fort iucazione - viadotti - passaggi a li vell0, sottovia, cavalcavia - balze - rampe - gradina.Le - erte - li miti di stato, di prov incia, di circondario, di comune. Ve ne sono altri ancora, ma non ne posso più! I segni comenzionali si esprimono con lìgure che hanno qualche somigl ianza di forma, o qunlche analogia con attrezzi, ordign i od altro adoperato nella costruzione segnata. La scrittura viene impiegala anche convenz ionalmente e cambia significato a :;econda della forma, e con quesLa slessa a seconda dell'altezza delle leLLere. Abbiamo la romana diritta, inclinata - italica - - la rotonda - la capitale diritta, inclinata; cos:i pure si impiegano le cifre arnbe e le romane, le scritture rettilinee e quelle curve - i caratteri a bastoncini - le abbreviazion i. Aboli ti i colori, tranne il nero, con questo ci si indnsl.riò a sopperire ai bisogn i; le costr uzion i in muratura si segnarono colla loro pianta, le strade con linee indicanti il tracciato, e poi a seconda del caso si r icorse ad ogni genere di ruote, cli àncore, di croci, di circo letti, di puntini , di Lra!Li, di slelle, di nnvolel.Le di fumo e via via. Una linea mutò cli significalo dall'essere a puntini, a tra tti sottili, continua, leggera o gi-ossa. Accoppiando ciascuna di tali linee ad altra parallela uo-nale o difo · ferente di forma o di forza, si venne ad ~umentare ir numero de!le convenzioni; se queste strade si attraversavano con traui più o meno forti, più o meno ravvicinati , ne nascevano altri significati. Quando non bastarono più tali segni, se ne crearono altri , facendo linee in tercalate a tratti lunghi e corti, a punti e tratti; poi invece di due li nee, per indicare certe strade, se ne misero quattro, dne per parte. e grosse le esterne e solli li le altre, o viceversa: poi si chiamarono come ausiliar i i paracarri, e clall' essere fra loro più o meno vicini, da un lato solo stradale, o da entrambi, davano alle strade differenza di categoria. Le acqne si fila·vano, disegnandole cioè con linee sottili ssime, con andamento parallelo e discostantesi fra loro man mano che si allontanavano dalle sponde, quasi ad im itare lo svilupparsi in onde li
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NOTE ED A !'P UNTI
DI TOPOGI\AFIA
circolari e conr,en trìche che fa la supei:Jìcie di un acqua stagnante aLtorno ad un pnnLo in cni sia caduto un $asso. Occorreva, dopo Lutto quesLo, di pensare alla rappresenLazione delle movenze del terreno, dei decli vi cioè, dei colli, dei monti, ma non era possibile nessun sislemlt di lnmeggiamen!o, nessuna applicaz ione di chiaro-scu1·0, se prima la geomelria non fosse inlervenula a segnare precisamente la forma dei co rpi sui quali il lnmeggiamènlo doveva cadere, ed il chiaro-scuro giuocarvi con tutte le sue gradazioni e sfumaLure . Ad ogn i modo il ctunolo dei segni convenzionali erasi spaventosamente aumentato . All a guisa che le poche lettere dell'alfabeto produrranno per un numero infinito di secoli frasi di nuova costruzione, espressioni. di nuovo concetto, così R mezzo di segni grafici convenzionali si potrebbe ridurre un foglio Lopografico ad esprimere una inLera biblioteca cli informaz ioni; sino a wmprendere·se una vigna è ipotecata o se un albero ebbe l'innesto; nulla cli più ideale in topografia, che di C()noscere il terreno, ma nulla di più rovinoso cli u·na carta parlante d1e accenni conternporaneamenLe l' estrazione del gesso da una cava, le gh iande maturale da un albero, un gavitello Osso a cui legare una barca alla pesca dell e acciughe. Non è in quesLe pagine che voglio fare delle comparazioni, ma i criteri che guidarono al la scelta dei nosLri segni convenzionali fu rono ben più fel ici di quelli che riclusseeo le carte austriache a forma di sciarade, di indovinelli, zeppe come sono di svariatissime convenzioni che riducono l'espressione del terreno a poch issima cosa, e le pettegole info rmazioni a sì grosso volume che il r itratto di un pezzo di terreno sembra un fascicolo d'enciclopedia. Le operazioni di calcolare le differenze di li vello sono di vecchia data. La differenza di alteua fra clue punti segnati sul terreno - il p.iede di un albero, il suolo di una casa, la confluenza cli clue n.cque, un bivio, ecc. - era costituita dalla somma delle altezze cli un certo numero di gradini successivi a piano orizzontale, ciascuno della larghezza di una certa unità di misura; poi trovate leformole che risolvono un triangolo reltangolo, avuLa, l'ipotenusa ed un angolo .acuto, si ebbe per ipotenusa la. distanza reale fra i due punti fuo ri
!ivello, e fu più spiccio e preciso, avuto con un eclimetro l'angolo acuto, calcolare il valore del cateto verticale. Per tal modo in ter.reni rotti, frastagliati, impraticab ili, si po Lè avere, anche per poco spazio, un ricco numero di clifferenze cli livello, cioè cli quote su di un piano preso per bnse. .Ma. questo solamenle non risolveva a/fallo la questione esLetica, le movenze del terreno mancavano affatto, ed una montagna espressa con migliaia di quote segnate sul piano del disegno, non parlava che alla immagina;,:ione e nel modo il pià inintelligibile; così, quando noi abbiamo soll'occbio una carl~ idrogralìca, e leggiamo salla superu cie piana del disegno che rappresenta il pelo d'acqua - preso come piano di paragone - un numero grandissimo di quote negali ve calcolale col. sondaggio, nulla appare non solo allo sguardo nostro, ma neppur-e alla mente che r iveli la configurazione plast.ica di qnel fondo di mare. Potremmo si, e con molta fatica, fissare p. e. una dozzina di quote, e dal loro valore raffigurarci mentalmente un profilo cli quel terreno immerso . forse anche supporre ali' ingrosso alcuni movimenti generali, specialmente ove le quote abbiano un notevole dislivello fra loro, e siano poche e staccate, ma l'insieme armoni~o delle forme ci sfuggirà completamente. · Se veramente vi fu, io non so chi sia l'inventore della curva -0rizzontnle di livello , ma nel tempio della topografia il posto d'onore toccherebbe a. lui. Pensandoci bene, la curva in discorso po trebbe anche essere nata da sè spont~meamente; se ci raffiguriamo - mentalmente, si cap isce - un Lra(to di terreno rappresentato da un numero infinito cli quote, per modo che i punti grafici si tocchino fra loro, e se poi cli tulli questi scartiamo quel li la di cui quota· in metri non termini con zero o con cinque, che ci rimane sul disegno? Se una linea si considera come una serie continua di punti, sul disegno ci troviamo quel tratto di terreno rappresentato da uurve orizzontal i di livello, alla equidistanza di cinque metri; se così fu veramente, il tempio delle topografia conterebbe, a rigore di ter· mini, un inventore di meno. E parallelamente trattandosi la quistione per le terre immerse dei laghi e dei mari, noi avremmo una rappresentazione fedelissi ma di quelle, mediant.e le stesse curve di
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NOTE ED APPUNTI
livello ; senonchè pas,;ando dalle ipotesi al campo pratico, troviam o, che in un ril ievo topografico non si può calcolare che un numero di quote ristreu.issimo rispetto a quello di cui pri ma si parlava: lees icrenze del Varalìcismo ' della chiarezza del disegno, della nitidezza. O ~ delle carte, dell o spazio occupalo su cli esse da Lulli i rimanenti segni convenzionali , riducono il tracciamento delle curve di livello, ad un collegamento di qno le abbastanza discoste fra loro e la linea, perciò riuscirebbe poligonale a salienti e rientranti, La maestria del mappatore, o topografo che dir si voglia, in fatto di tracciamento di curve, consiste appunto nel calcolare la proiezione e la quota dei punti che costi tuirebbero i vertici di questa linea spezzata e di- rarfigurarsela innanzi agli occhi tracciata realmente sul terreno, É ovv io comprendere, specialmente in oggi, in cui pare aflerrnars i la credenza essere la conoscenza dell a lettu ra delle carte nel corredo scientifico dei caporali, che tale linea consideratà nelle sue parli, comprese fra due vertici successivi, potrà essere o tuLLa interna. al lerreno, o tutta e'ìterna, o compl etamente· tangente, oppure riunire tnl.le ·o parte di queste combinazioni. Il mappatore, a occh io, e co l terreno posto a sè dinrnfnzi, suppl isce· alla mancanza di quote intermedie e con inOessioni ondulate tramuta la linea poligonale in una curvacontinuata e segna, per quella data altezza, il profilo orizzontale del terreno , Noi pel' ri tornare al punto di partew:a, cercavamo il segno convenzionale rappresentante i movimenti del suolo: non cado nella trita teoria che descrive in mille mod i l'andamento delle curve, ma purtroppo qualche cenno mt sfuggirà dalla penna, tanto più ch e io. mi dichiaro nemico della topografia trascendentale, epperò attaccatiss imo a quella pratica, evidente, direi palpabile, e qu indi non· posso che aggirarmi fra camp i, strade e burroni, cioè sempre sulla superficie terrestre. Le curve, col loro solo intervento non possono rappresen tare allo sguardo una co lli no , dal momento che quelle stesse curve possonovalere a segnarmi un terreno sottomarino, che noi non ci perdiamo a C01l$iderare nella sua strnttul'a plastica, e valgono a segnarci una bassnl'n, un avvallam ento qualunque , Per distinguere una dall'altra cosa conviene consultare le quote, tener dietro al corso delle acque, e raffi e>0 urarci con c1uesti scarsi eleme1Hi convenzionali la forma dr
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un terreno, che è elemento unicamente materiale, Questi ausiliari ,che necessitano alla interpretazione di una figura rappresentativa -0.el suolo, accusano la mancanza assoluta dell 'arte. Fatte queste consultazioni , ed obb ligati a ritenere che p, e. una trentina di curve ci rappresentai10 una coll ina, ahi luati a vedere da 'lnnga mano tale metodo indicativo , a studiarvi sopra, con~'inti elle ,quel terreno è r itrattalo efficacemente a quel m?do , osserviamo ~he ove le curve sono più. ravvicinate ivi è la maggiur pendenza ed 111versamente, Così ci si abitua a vedere una tinta comenzionale, che . ·anzi chiamerei accidentale, Lo spesseggiar cli mo lte curve in breve spazio, oscura la carta ed il disegno , prende una tinta 1~aggio'.'mente sen tita ove più forte è il declivio, e su questa gradaz101_1e eh oscu· ril.à ci basiamo per giudicare comparativamente le varie pendenze ,del suolo, senza però che punto si scorga il contrasto artistico del chiaro -scuro, unico mezzo perchè il terreno prenda for ma e vita . Ma più tardi forse dirò - nella lellura delle carLe - di ~aie gravissimo inconveniente· ., assodo intanto il fotto che l'om,breygiatwo, otteniitci . . colle c,;rve orizzontali è inefficace, cas,iiale, speciale a pochi iralti ,di te·rreno, e priva di ogn,i ar·tistica esp1·essione. Con queste sezioni orizzontali la geometria lasciava sul disegno una preziosa traccia di se, ma preziosa unicamente quale mezzo ad .ottenere altra Len più. efficace raffigurazione. Tacrliando il terreno con piani verticali sì venne ad ollenere altre t race:, le quali , se comprese fra due stesse cu.rve di livello riuscivano tanto più. corte quanta maggiore era l'inclinazione del suolo, · ,quanto cioè più vicine le curve sul piano ~i proiezione , , . Che cosa sono queste nuove tracce? Le ipotenuse, proiettate sul -cateto orizzontale, di altrettanti triangoli reLLangoli di comune altezza - che è l'equidistanza dei pian i quotanti - ed appunto .quelle tracce segnano in dimensione le vicende della pendenza: più .dolce, più lunghe , Qual i sono ora i risultali geometrici di queste tracce sul disegno condolte? Se, in un intervallo fra esse, ne stabil isco un dato numero fra due curve orizzontali, e così pratico fra tutte Ie curve, e poi queste sopprimo, ottengo un altro mezzo di apprezzare a primo sguardo ove le pendenze sono maggiori ed ove minori. In fin fine, abb iamo sol.L'altra forma lo stesso ris ultalo datoci dalle curve, poichè la traccia di quelle ipotenuse è la materiale
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espressione della distanza orizzontale fra le curve, come queste non sono che una serie di estremità di quelle tracce; levando queste restano quelle ed inversamente, cogli stessi mezzi apprezzativi: se lasciamo· uni ti i due processi abbiamo un doppio mezzo che ci aiuta, colla scorta, ben inteso, delle quote e delle acque a dec ifra re la forma di un b1·evissimo tratto di ter1·eno. Ma qu i però, circa alle linee di massima pendern:a, l'occh io non l)UÒ apprezzare se esse siano più o meno corte di altre laterali, inferiori, o superiori e sempre yicinissi me, con quella velocitit colla quale vede l'avvi ci narsi reciproco o lo scostarsi di due curve orizzontal i; ben è vero che si usò l'artificio di intercalarle per modo che un tratto terminasse coll e sue estremità fra i vani compresi nelle estremi tà di due [ralli vicini superiori od inferiori, ma non pertanto non poteva avvenire quel!' oscurarsi del disegno elle notammo per l'avv icinarsi delle eurve: per queste il ravvicinamento era conseguenza di relazioni geometriche; per quelle non era che arbitrarietà e convenzionalismo il più puro. Quale espediente si prese perchè le li nee di massima pendenza dessero l'effetto del ch iaro-scuro? Quello di ravvicinare i trai.li o di ingrossal'ii; ed el.Jlrn vii.a il LraLteggio, che sempr& vivrà perchè è ch iaro-scu1~0, perchè· è arte dimostrativa. Ma notiamo bene questo: le rivelazioni geomet1·iclw di queste Lraece consistevano nella loro I unghezza, e l'ideale delle linee geometriche tende alla massima sottigliezza loro - mentt'e le rivelazioni del chiaro-scuro non Cé1rano la lunahezza di tali linee, ma solamente il loro spesseggiare, o lo spess~re di, ciascuna, il che torna lo stesso. Il tratto adunque corto e grosso è in urlo all'espressione geometrica e non ri ehiesto dalle e.;istenze artistico-rappresentati ve. Questa promessa credo troverà il suo impiego . Il processo di queste varie appiicazioni grafiche alìe carte è manifesto cla un gran numero di esse che sono a sole curve, a solo, tì·atLeggio, a curve e tratLi , ed a tralli cli ogni I un ghezza e spessore: di esse accennerò partitamente occorrendomi di fare alcuni confrontisul loro valore artistico-dimostrativo. Carie speciali e cwrte genemli. - In fatto di carte speciali, ciascun operatore lavora per la più sp iccia. Gl i errori l'isultanti dalla proiezione del: terreno .che copre una callo Lia sferica sopra il piano,
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tangente ad essa, nei limiti in cui delta calloua abbia nn arco di circo lo mass imo di metri ,J·I •I·I1,1,,1,1•I di lu nghezza, essendo di 4.,zz, cioè minore di un millimetro all a scala di 11:5000, nè avviene che non ci si curò altrimenti della sfericitit terresLre, operando benissimo il ri lievo della supedìcie, come se si trallasse di un piano. Messa in quiete· la coseienza circa agli errori apprezzabili nel le differenze fra il livello vero ed il li vel lo Dpparenle, e per quelli dovuli alla ri frazione, col disporre il livello a metà distanza pre.ss'a poco fra i due punti a mirare, si proseguì sen1.a ostacol i al rili eYo del terreno . Anche il mappatore topografo che fa levata specialmente per averne elementi a comporre le carLe geç>grafiche, se ne va sul Lerreno con tntLi i conforli del calcolo geodeti.co ed - entro i limiti fissati éla questo - opera il suo ri lievo per moclo che nessuna molestia lo Lurba circa alla forma del globo terrestre e tanto meno poi perde il suo tempo a pensare quale sarò. il van taggio che risentirit l'umanità soJTeren Le dai molti denari che si spendono per l'attuale misura del graclo . Ogni specialista costruisce la sua carla topogra- · fica, ocl il sue, piano, che è la stessa cosa - avendo per unica eosLante gu ida nel suo lavoro l'uso a cui quel la carta o quel piano deve rispondere. E così. nacquero carte geologiche, idrografiche, marine, agricole, i1fdustriali, commerciali, sLraclali, di miniere, ' ferrov iaÌ·ie, telegrafiche, catastali , ecc. Il nome non cambia l'essenza della cosa: sono topografiche le carte corografiche , po ichè ognuna ha un legame intimissimo con le alLre tutte, il calcolo, e per esso una ben definita relazione di scale, una predsa proporzione di lati omolog!J i in figure simili. Faceiamo ora una breve escursione in pallone volante che è il mezzo di locomozione il più topografico di lutti . Prima di liberarlo dalle foniche lo tengono schia,,o, giriamo lo sguardo attorno e così vediamo i tralci delle viti abbarbicale in pergolato, vediamo gli alberi cla f'l'oncla, da /1·1,tto, cla legnci, le pozze d'acqua, i solchi, i cespugli. Spiccato il volo però il nosteo sguardo contempla subito più vasti orizzonti che nil muri, nè siep i, nè case impediscono la vista, e dominiamo la rete di sLracle , gli ab itati dii>Linti casa per casa; vediamo il colti vato svariatif;simo, l'alberatura Dllinearsi in lunghe fila, raggrupparsi in mazzi enormi - le acque serpeggian ti
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dei fossi e dei ruscelli; ma tutto questo con 1'ien contemplarlo di colpo, poiché la rap ida salita ad ogni batter di palpebra ci fa spar ire le piccole caraueristiche del suolo per mostrarcene delle principali. - Gia sono scomparse tulle le asperità del terreno ; gli alti muri, le alte siepi , i fossi prnfondi, le ripe scoscese, gl i alti palazzi si sono app iattiti, non hanno che dimensioni planimetriche, che colorito; quel verde gaio dei prati, quel giallo rossiccio dei campi, il v.erde cupo delle selve, il grigio dell e sabb ie, i riflessi delle rocce, delle frane, l'azzurognolo ed il verdastro delle acque, ci rappresenta un disegno fatto da un piUore originale con svariatissime fo rme e con ricch iss ima lavolozzR. Guard iamo solleciti quelle linee tortuose e biancheggianti appena percellibili: sono lo strade nrnesLre, le ferrovie; ormai tutte le viottolo, le mulattiere, i sen tieri sono scomparsi nelle tinte vicine che le hanno assorb ite; ormai le case le vediamo a gruppi : fra poco saranno un solo ammasso per ogni borgata, per ogni ciLLa. Voltando il capo ci 8tupiamo di distinguere ancora gli abeti, le case dei pastori,. lo zamp illar dei torrentelli, ma non c'è cli che! Costeggiamo un monte, ecco tutto. Ma guardate come su di esso ogni particolare rimpiccio lisce: ora non vedete che le macchie scure delle sue pinete, le bianche strisce di spuma delle sue cascate, il luccicar della mica e del quarzo delle sue rocce, l'abbagliante riflesso delle sue candide nevi. Ed ora che ci ~iamo recali quassù a qualche chilometro sopra alla nostra stazione di partenza, guat'dando il terreno, questo ci appare come un bizzarro ricamo orientale . Le grandi linee fluviali e quelle di comunicaz ione si indovinano appena da certi incostanti e fuggevo li riflessi cli luce; gli stagni, i laghi, le risaie mandano a quando -a cgrnndo dei raggi scinti llanti: il verde domina lungo le convalli; le macchie nere stanno a mezza montagnà, le bianche sull e veue nevose. Le ciWi. sembrano punti; se potessimo elevarci cento volte tanto e se ci aiutassero gli occhi noi vedremmo l' ftalia geografica, il noto stivale. Non ci stup isca in tanto affatto il non di,stinguere la fol'ma del monte che abbiamo rasen tato nel salire, esso pure si è appiattito: il sole è allo zenit, non vi sono ombre nè naturali, nè portate., nè riflesse; scomparvero le r ipe, i decli vi, i colli, le ondulazionr, i burroni; in fatto di prospettiva l' unifo rmità è clesolant0, 'il chiaro-scuro soppresso.
DI TOPOGRAFIA
Ma .. .... ed il lumeggiamento zenitale? nfa IR teoria <e più inclinato più scuro » che domina con tanta prepotenza nella cartografia moderna? , Quella teo1fa è l'applicazione sbagliata di ·u n vndismLtibile teorema cli fisica; quella teorict è la negazione del vero , la soppressione quiodi del l'arte rappresentativa e p!'Ocurerò di provarvelo quando fo rse giungerò a discorrere del lumeggiamento. Per ora, poiché scendiamo, comp iaceLevi di osservare che a queslo punto press'a po~o noi vediamo i particolari del suol.o ad una data scala dal vero : abbiamo una raffigurazione generale del paese a,d un certo denominatore al quale noi andiamo, man mano -che scendiamo, togliendo dei zeri, e l'ultimo sarà tolto quando Loc,cheremo terra; tutto ciò, ben inteso, con molta elasticità di paragone. Poco a poco ridistinguiamo i grandi ostacol i del terreno, poi i minori ; è una stupenda visione fantasmagorica; ci pare che si moltiplichino i paesi, le case, le strade, le acque; che si sudclivi- · dano le colture, che crescano gli alberi, che si irruvidisca la levigata superficie del suolo per miÙe rialzi, dirupi, balze, muri, fossi; ,si disti nguono i colori nelle loro leggere sfumature, le proprietà per le loro separazioni, le collure per la loro specie, gli abitati ,per l'importanza, le strade per la larghezza, le acque pel volume, ii terreni per la loro natura; qui pascoli, là cannetti, pi~ giù ortaglie. Ora per esempio si vecle il suolo come conviene ad una mappa .catastale, fra poco come è opportuno per tracciare una strada, e poi ove convenga compensare lo sterro col rinterro, e finalmente siamo in fondo e scorgiamo il rincorrersi delle lucet'le ed i fili delle erbe. Questa passeggiata ci serve per concludere che l'arte topografica - come rappresentazione convenzionale - è una sola per tutte le specie di operatori in rilievi; solo le proporzion i del lavoro variano e lo debbono a seconda dei bisogni che lo richiedono. Le scale di . proporzione stanno rigidamente a dare una norma del numero e ,delle dimensioni dei particolari a ciascuna levala. L'ideale quello sarebbe di avere p. e. dieci chilometri quad,rati di terreno alla scala del 2 mi la, contenuti in un sol foglio di carta, ,e mediante procedimenti meccanici potere aumentare il denomi-
4·10
.NOTE ED APPUl\Tf
DI TOPOG llAl~I A
natc,re della scala e diminui1·e, per e:5clusione, mano mano i p[lrti-· colari, a cominci[lre dai più minuti, che sono pure i più numerosi:mantenere chiarezza di disegno, fedel tà di li nee, evidenza di form e,. espressione di {isonomia, e giungere alla scala del 100 mil a, di 1 mili one, per modo che nulla risullasse superfluo allo scopo, e nulla di mancante per poterlo dich iarare raggiunto. Così, tante le mire, tante le carte, tanti cioè i denom inatori: chi vuol partire un podere , tassRrne le rendite non trascura i fosS(;'Ui, le pietre di confine, lo scolo delle acque, la qualità delle terre; chi traccia un progetto stradale di massima, si alza - aumentando il denominatore, e cerca di schi vare i pon ti di gran lnce, i irossi scarpamenti, di toccare certi abitati, certi terreni di costosa espro·priazione - e poi ridiscende, diminuisce il denominatore s!no ai punto che mette da parte anche le più dettagliate carte, e cogh strumenti del suo mestiere, compresa l' um ile catena metrica, compreso l'elementare filo a piombo, opera sul terreno al la scala del vero. « Anche noi m·iHta1·i opericimo se1n1n·e alla scala clel vern, nel rappo·rto di 1 acl 1, con ccmnoni, lcince, fiicili e badili, ma non abbicmio ccil'te siille qnali svolgere i nost?·i progeiti di mass inia )> . Il topografo militare, ad imita:1.ione degli a\l.ri topografi specialisti, dovrebbe costruire le sue carte alzandosi od abbassandosi sull' orizzonte, per modo ora cìa servire agli studi di un generale che· dispone a difesa tutto il paese. che studia tutti i mezzi cli attaccarne·. un altro - orà da servire a fort ificare luogh i cli difesa - orn per mettere in misura un colonnello di ben collocare sul terreno il suo re,wimen to - sino a V"iunaere così presso terra per tener conto di V0 v quanto possa servire al postarsi cli una pattugl ia, all'erigers i di una trincea. Ma in Italia il topografo militare aveva ed ha un mandato dei· pil'l ardui, che credo non abb ia mai compiuto , non per scanso di fa tica, o per inabili tà intellettin, ma solo per mancanza di metodo·. A differenza degli altri che mirano dritti al loro obbiettivo e si lavano le mani cli tutto quanto è topografia di carattere generale, comune - il topografi o militare doveva parn.llelamente attendere [ll!e esigenze cli questa e rispondere alle richieste di carte costrutle specialmente nell'interesse della mili;::ia. Si doveva con ere il pericolo parte ci incolse - che l'una cura sovverchiasse· - ed in "ran v 1
1
l'al tra e che la prediletta andasse tutta a detrimento dell a cartografia militare. Il bisogno - più conveinionale che vero, più alTrettato che urgente- di avere una grande carta d'Italia, imperò sull'altro, e fin dalle prime mosse, che datano da più di un ventennio, inv ece · cli costrnrre cn.rte a base specialmente mili tare, che servissero per via di eli minazione e di classificazione - per la scala di ·I a ,100,000 adottata per la gran carta, si scelse la via più sp iccia, e si cominciò ovunque ad iniziar la levata quando il mappatore era già troppo alto nella navicell a dell'arnostato, quando cioè ern già · spa1·ito molto terreno m,ilita1'e . Per ben comprendere il mio pensiero, co nverrebbe una breve disam ina degl i ostacol i e delle caratteristiche del terreno che, se rappresentate sul disegno, riescono di somma utilità mi lilare; conver- · rebbe vedere il loro modo di rappresentazione convenzionale-- senza affliggere alcuno - curare la sempli(icazione del linguaggio topo~ grafico, togliere le superfluità dannose al buon andamento d1 chi percorre il terreno manovrando, senza che perciò ne risen ta danno l'accurata costruzione di una carta generale topografica a grosso denominaL01·e. In una parola riuscire topografi special isti mi li tari, il che - lo · si no ti bene - è più di quanto sia. necessario per aver elementi cartografici tali da rispondere alle esigenze di qualunque.-rneticoloso costruttore di carte di topogrnfìa di corografia o geografiche. E questo senza invadere il campo dei mappatori agricoli, indust!'i[lli , catoslali , ecc. invas ione che non può neppure chiltmare a pretesto di fa r del bene al prossimo, pojchè ogni speci[lli sta, sapendo che non può costruir:5i e tanto meno adoperarsi una carta . topografie~ enciclopedica, le proprie carte speciali se le fa da sè, . contento ad esuberanza che il topografo militare gli·prepari ottimldocumenti sui quali in iziare e far procedere per buon tralto i pro- · pri stud i ed i suoi speciali lavo ri. G.
BERTELU •.
ATTREZZAMENTO PORTATILE PER GLI ZAPPATORI DEL GENIO
ATTREZZAMENTO PORTATILE PEI\ OL\
ZAPPATORI DEL GENIO -~L'ordinaria missione a.ffidata alla brigala del genio di un corpo , d'armata si può così riassumere: rispetto alla marcia, rimuòvere ocl innalzare ostacoli al mov i. men to delle colonne; rispetto al combattimento; costruire ocl àbbaLtere ripari per facir litare l'azioneclelle tre armi, così nelladifensiva comenell'offens iva. Questa missione, tutta cli picco la tattica e di piccola logistica, dipende · essenzialmente dall'uomo e dai mezzi portatili: l'elemento carro non vi deve entrare, che nella proporzione più ristretta possib il e, affinché le truppe del genio sieno veramente utili alle armi combattenti e non rechino a queste, sotto altre forme, nessuno di quegli imbarazzi ed impedimenti, che si vorrebbero appun to col concorso · degli zappatori del geni o evitare. Oltre a questa ordinari a missione, ve ne ha è vero un'altra even. tuale riflettente casi speciali , distruzione cioè o riattamento di è>,Yrandi opere d'arte, ponti, viadotti, gallerie e simili, la messa in istato di difes~1 o l'assedio di una piazza for te e via dicendo, lavori tutti pei , quali occorrono grandi mezzi cli strumenti e materiale; ma qui la brigata del genio del corpo d'armata raramente agisce da sola e in modo autonomo; il piit delle volte viene rinforzata da soldati di fanteria o riunita ad altra brigata di zappatori. Inoltre quando mani. festas i la necessità di lavori siffatti, il movimento delle truppe subisce una sos ta, che si misura a giornate e non ad ore, cosicchè le , trnppe tecniche possono sempre fan: avanzare i propri parchi e prendere da essi gli strumenti ed i materiali occorrenti. Le diffi. coltà pertanto in qnesli casi e per il maggior tempo e per i mezzi
4·13 ·
maggiori disponibi li, possono in quafoh e modo appianarsi e il pro- · blema organico lattico della costituzione dei parc hi cli corpo d'ar- · mala e d'armala si presenta quind i di non difficile soluzione. .Ben al trimenti deve dirsi dei parchi di compagnia. Gettai.e ordinariamente all'avanguardia del corpo d' armata , le nostre compagni e zappatori dovranno avere tutta la mob ilità e tutta l'autonomia tecnica necessaria a questo primo scaglione, destinato ad avanzare nell'ignoto. Esse quindi dovranno essere in grado ò.'inizia,re i lavori, che le contingenze mutabi li della marcia o del primo urto col nemico esigeranno, colla stessa celerit1t con cui la fanteria dell'avanguardia inizi a il combattimen to ; e nellé stessa guisa che la fan- . leria h~ nelle giberne e negli zaini dei snoi soldati alcune ore di fuoco, cosl la truppa del genio dell'avanguardia dovrà avere alcune · ore di lavoro nel proprio attrezzamento, dovrà essere inso mma una fan leria tecnica e nulla più. L'ordinamento aLtuale dei parchi di compagn ia risponde a questo concetto? Possiamo dire di no, appoggiandoci, non alla nostra poca esperienza, ma a quella di clistidti ufficiali del genio, che ripetuta- . mente hanno lamentato l'eccessivo peso e la difettosa dotazione tecnica, di tali parch i. Ed invero, quando si pensi che i nowi carri del numero ,1 pesano oltre a 2000 kg ., che sono attaccali con due paricr]ie ed O"ni quadrupede quindi deve trainare 520 kg. di peso circa, non è clif- . lìcile il ritene1·e questi carri assolutamente inadal.li per stare alla avanguardia, dalla rapidili.t e scioltezza della qctale,dipendono sempre . o quasi sempre, l'ordi ne della marcia e la celerità di schieramento . del corpo d'armala . Quanto al materiale poi, che dire dell'abbondante dotazione di carta e tela da disegno, cli strumenti fin i da falegname e sim ili, cui fa riscontro per opposizion·e la scarsezza delle piccozze, delle gravine, e dei badili, gli strumenti veri e principa li del lo zappatore? · Questa essendo la composizione dei parchi, i comandanti cl i corpo d'annata saranno in guerracoslreu.i o ad imbarazzare l'avanguardia con carri pesanLi, o a. rinunziare alla truppa del gen io pel servizio giornaliero, o ad obbligare le compagnie a caricars i gli strumen ti su lle spalle in modo più o meno prOl'v isorio, col dup lice rischio, e . cli smarrirne parecchi e di avere abbondanza di pale laddove gra- · vine o piccozze occorrerebbero e viceversa . e)
è)
ATTI\EZZAME:-ìTO PORTATI LE
PER GLl ZAPPATOlU DEL GEN IO
Quest' ultima soluzione pel'ò, l'Lrn ica che permise alle nostre compagnie zappator i di rendere qualche buon servizio durante le grancl( · manovre, allorchè queste si svolsero nei difffi.c ili terreni dell e Alpi ,, e degli Appennini, non potrebbe per avventura essere studiata in precedenza ed organicamente adoltata? ('1 ), Se ali zappatori del genio degli esercìti francese, tedesco ed austriac;, se i nostri zappato ri di fanteria hanno larga dotazione di strumenti portatili, no n sarebbe logico che anche i nostri zappatori , del genio fossero analogamente attrezzati? No i crediamo fermamente cli si, al pauo beninteso : ,1° che i nostri solclnti non sieno eccessivamente cari cati; 2° che le ·compagn ie zappatori conservino il proprio parco · con una riserva di strumenti e materiali ; 3° che si utilizz i questo sovraccarico delle compa.gnie per dotare i parchi più largamente, pur alleggerendo i carri di ciò che non è assol utamenle indispensabile . · Ecco in base a queste premesse l'o rganizzazione che noi proponiamo: La compagnia zappatori sul piede cli guerra composta di 4 uffi. ciali e 200 uomini cli truppa, si dividerebbe in 4 sezioni e llllO stato rnaggiore come segue :
La compagnia aYrebbe una dotazione portatile di strn1nenti e :maLeriali da lavoro, 'più un parco composto di due carri. Gli slrnmenLi e materiali portatili sarebbero equamente ripartili fra le diverse sezioni, a.ffinchè ciascuna cli ques te potesse even tualmente allontanarsi dalla compagnia per determinati lavori. La distri buzione degli strumenti e materiali portatili sarebbe la seguente:
e;
GRADI DI TRUPPA
2a
1•
3•
-o
/1-:l
~
·=to
S. M. Sezione Sezione Seziono Sezione ~~a E-<~~ u
Furiere Serirenti Caporal i maggiori Caporali fur ieri CaporJl li . Appuntnti . Tro mbettieri Conducenti SoldaLi ( 4 attend. 1 pinntonc) Total i 1
,1
-
-
2
4
-
1 ,1
1 4
-
4
,\, ,(
-
-
4 ,,4
,, ,1
-
4 4 ,j
-
,1
4,,
4 /1
46
4
4
36 36 36 - - - 12- -47- -47- - .,~ ,., n 3 5
1
36
6 !J. 4 46
STRU.ìliENTI e materiali portatili
Graviué Badili Piccozze Piccozzine l\'lanuaresi . Roncole Sega a mano con telaio Segaccio o sega a mano . Martello a granchio . . Scalpell i a codolo . Succhielli Tena crlie da chiodi Ch iodi nssortiti :Fi lo di fer rn Spayo . Core icel la Nastri a rotr,lla Metro pieghevole
•,
Qunntità per ,! sez1ouc
Quanti tà Peso totale senza per tl· sezioni cinghie e guaine
N°H » 22 )) 3
N°56 ))
88
»
12
))
2
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2
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1
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))
Kg. 2 .500 )) ,1.i'>OO 0.500 '>> j\"O
8 8
8 12 4
1
Kg. ,io
6.000 2. 000 ,, 4 No ,1 )) 2
Totale
))
))
Kg. 162.!iOO » 484.800 )) 26.lr-OO )) ·12.000 )) 8.000 )) 7.800 )) !1 '000 4.000 (1) • 2 .000 )) 1.600 )) O.,i80 )) 2.000 110.000 )) )) 6.000 » 2 .000 4,000 » 0,!100 (2) 0,340 1
))
1
))
)
Kg. 438.2,iO (3)
3 449 :200
(1) L'istruzione vigente dei parchi <li compagnia ({87i) :issegna pure un riparto degli stmment.i e materiali cla h11•oro pcl caso che i carri non possano segLtire gli uomin i, · ma il ri1Jar to è appcrni accennato, nè si danno imlic~zioni determinate circ,1. il traspor Lo dei singoli oggett.i. Si aggiunga pure clte esso riparto comprende ,i nostro parere oggetti pressocl16 inut.ili, mentre altri M m,uic,tno cli prima. necessitil; tale ripar to . infine e basaLo ancora sul vecchio organico <lello compagnie (Hl ltOmini} e andreb be . an cho per tal motivo modifica to.
La distribuzione degli strumenti e materiali in ciascuna sezione ,è indicata nella tabella segnenLe: (I} Essenclo 2 appena i segacci gli altri 2 gono sostituiti con 2 seghe. (2) Noi par1;l1i di compagni<L h,wvenc 2, bisoi;nernlJbe aumentarne. 2. , (3) :L sezione carica ta cogli strumenti e m,ttoriali por ta un peso cli kg. :1.09.560.
4-·16
ATTl\EZZA l!ENTO P0I\TATJLE
PER GLI ZAPPATORI DEL . GE NJO
Istrumenti e materiali portati da ciascun zappatQre
Grado e numero degli zappatori armati di strumenti
! l
ld logr. gr~nuni
I
,f sergente .
,1
I
. . . . 0 !ì,. · 500 gram_mi di funicella da · H ·5 tracciamento . . . . I I
!
,f metro pieghevole ,f na:;tro a rotella .
( 1 metro pieghevole scalpelli . . . caporal magg. · )I 23 succhielli . .
.·. ,1_065
»
il. 065-
ì}
2. -
~500 grammi cli spago
l c:ipornle .
\
• (
I
1
1
ca porale .
1 ·I
1
1
1
1
tenaglietta da chiodi . } .:.. -
manarese . ,f sega smontata
2. -
_
)}
2-
Kg. 11.500 di filo dì ferro ·. 1 _ · loOO grammi di funicella I 2
))
2. -
2-
\
·l
1
1
picozzino
,f martello
I
1 c:iporale .
1
,1
appuntato
3 nppuutati ,f ,i,
soldati
22 soldati
f
I
. l9 . I-
l
1 I
trombettiere
I
. /2_ . )
))
I
c:iporale .
I
picozzino . . . . . . I 9
I
·l
,f segaccio o sega
1 rnannarese
. I2 _ j
))
·I
Kg. 2..500 di ch iodi
. r 2.500
200 2.700•
· l iJ roncola
picozza
. l 2_850 j
300 3.:150·
2 gravine
2..900
300 3.200·
badile
2A 00
500 2,.60(),
\
,f
1
1
Non essendo ancora fissato il preciso cm;icamenlo di sostanza esplos iva e relativi annessi nei parchi di compagnia, non abbiamo qui speci5cato nelle sezioni i soldati minatori. Per questi converrà stabili re uno speciale attrezzamento, da assumersi ogni qual\'olta
si presenterà il bisogno di costituire nella compagnia la sqnadra minato.ri. Sarebbe a parer nostro inutile o pericoloso. il tenere questa squadra normalmente attrezzata. I Circa il sisLema pel trasporto dégli strumen~i e materiali non è qui il.caso di enttare in minute disquisizioni. Il prÒblema è stato già assai bene risolto per gli zappatori di fanteria, per cui basterà attenersi in massima al sistema per questi ado ttato, riducendo (come ,da alcune esperienze da noi fatte ci è risultalo possibile) il peso delle cinghie di alCLrne diecine di grammi, facendo una cingh·ia a tipo unico pei tre istrumenti principali, badile, gravina, piccozza; usa1~do borse specia.l i pel materiale minuto. I piccoli strumenti, roncola, piccozzino e mannarese potranno vantaggiosamente trasportarsi nello zaino, anzichè entro guaine: il loro posto indicato sorebbe sotto il telo a tenda col taglio e punte in fuori. Esami niamo ora le conseguenze principali che potrebbero risultare dalla adozion e delle fatte proposte. AnziLu~lo col nostro sistema ecl indipendentemente ddi carri, la compagnia del genio potrà disporre di una notevolissima quantità di strumenti, coi quali po trà abbattere siep i, alberi, mnri di cinta, eseguire brevi rampe, · tagliare argini, sfondare porte, confezionare materiale di rivestimento, costruire c.avalleui e preparare legnaIIJ.e digrossato per piccoli ponti di circostanza. Relativamente al carico dei singoli soldati, notereJ}lo che lo zappatore del genio tede~co è caricato con 30 kg. il francese con 27,400, l'austriaco con 27, lo zappatore di fanter ia italiano con kg. 28, il nostro soldato di fanteria infine con kg. 26. I nostri zappatori del genio invece sono ora caricali di soli kg . .23,500 e col nostro caricamento se ne avrebbero in una sezione il 7 caricati con kg. 26,700, .2,3 caricali con kg. 26,il 00 e 5 caricati con kg. 25,500. Sarebbero d,unque e tutto al più 68 uomini per compagnia cJ1e dovrebbero sostenere il maggior peso, quell o cioè di 26,700 kilbgrammi, peso inferiore di 300 grammi a quello normale dello zappatore austriaco, il meno caricato degli zappatori del genio dei tre eserciti ricordati . Circa la possibilità di trovare quesli 68 uomini nei 200 della compagn ia •1on può sorgere dubbio, per poco che si rifletta all e so AN :'iO
xxvrn, voi.. in.
27
A'l'TREZZAlllENTO PORTATILE
4-'19
PE\l GLI ZAPPATO!ll DE L GENIO
lide qualità fisiche dei nostri soldati, quali tà basate non solo sulle dimensioni richieste cli altezza e sviluppo toracico, ma anche sulla abitudine al lavoro contratte nelle officine, nei cantieri, nei campi fino dalla più tenera età. Si dirà ma i nostri zappatori dopo una marcia devono lavorare e convien~ perciò che giungano freschi sul luogo del lavoro ; anzi~ tutto, risponderemo, questa stessa ragione dovrebbe ·rnlere per gli zappatori di fanteria caricati di 28 kg. e poi davvero si crede, che se alla fine deila lappa vi sarà lavoro, il comandante della compaania e mao-ari il o-enerale di divisione o di corpo .d'armata si fideo o o d' ranno talmente della mobilità clei nost1:i carri, per poco chela stra a sia difficile, da non far prendere gl i strumenti ai soldati al momento d'iniz iare la. marcia? No i ne dubitiamo fortemente e basta riflettere alle difficoltà delle regioni nostre .di confine ed appenninich1\ per con vincersi che tale fiduci a potrebbe essere assai mal collocata e avel'e per conseguenza: nn ritardo nel lavoro e una fatica supplementare ed assai peggiore del. tra::,porto degli slnnnenti, peraiutare i cirri nelle salite, scaricarli, ecc. Dirò pure che in ogni caso sarà preferibile far posare gli zaini sui carri, anzichè lasciarvi gli strumenti. Aggiungerò infine 'Cl1e l'esempio degli altri eserciti è pure ~a meditarsi_. , . Non può asserirsi .che le compagme zappatori dell avanguardia sprovviste di strumenti, saranno più facilmente i~volte ne~ co~battimento ed ao-iraono come semplice e poco abile fanteria. richiedendo poi l:mpo notev~le per essere ritirate dalla linea di fuoco e richiamate alla loro missione, ma in verità questo pericolo vi è e non giova dissimularlo. Ora cogli strumenti,' pure ~vvenendo questo fatto, la separazione violenta della compagrna dal parco, non recherà danno al lavoro e se le compagnie si troveranno riunite anche a distanza dal pnnLo in cui avvenne lo spiegamento, potranno pure sempre far qualche cosa, senza an~are alla ricerca del carreggio, che si troyerà dove lo avranno cacciato le sopravvenienti truppe, e in luogo certo difficilmente noto ai comandanti delle compagnie stesse. " . Ammesso il nostro riparto di strumenti portatili, l'alleggerimento sui carri da parco sarebbe di kg. 438,240 e ripartendolo sui 2 carri si avrebbe una riduzione per carro di kg. 219,120, locchè
porterebbe il peso dei carri attuali da kg. 2043,3iH a kg, it824,.20,J e il progresso circa la mobilità non sarebbe di poco conto. E si .badi che rruesto alleggerimento non sarà per avventura il solo. In un esame accuratissimo del nostro parco di compagnia fatto dal capitano Spaccamela del genio, sono notati nel carro nostro del N. 4 oggetti inutili per la considerevole cifra di circa 400 chilogrammi di peso ('I). Non è qui il caso di entrare nell'esame in parola, ma certo che chi ha idea precisa del lavoro giornaliero chiesto in campagna da una compagnia del genio, ammetterà faci lmente l'inutililà degli strumenti fini da falegname degli strumenti da muratore e da scalpel·lino, di quelli da disegnatore, di alcuni da tracciamento e misure, ecc. È pure evidente come il martinello sia per un carro convenientemente caricato assolutamente· superfluo, superflue le manovelle e i grandi sacchi a terra; i quali servono certo nei rivestimenti dei lavori d'assedio non già per lavori c,1mpali di piccolo sviluppo e <lurata. Tnutili infine i basti da mulo, che attualmente non permettono ad una compagnia di someggiare più cli 20 badili , 116 gravine, 4 piccozze, 1O l'oncole, 1 O mannaresi, 2 seghe, 2 scuri, 4 piccozzini ed altro minuto materiale e che coll'adozione dell'attrezzamento portatile pot1:ebbero sopprimersi. Se quindi si addivenisse ad un riordinamento dei nostri parchi di compagnia, si potrebbe certo ri'durne il peso, aumentando in pari tempo l'attuale troppo scarsa dotazione degli strumenti da zappatore e dando ai parchi d.i compagnia un,:1 sufficiente quantità di materia esplosiva e materiali relativi (caricamento quest'ultimo già stabililo in massima ma non: :ancora definitivamente fissato in dettaglio dal MinisLero). Indichiamo qui un riparto sommario d~gli aumenti che pr.oponiamo pei due carri del N. 1 costituenti il parco da compagia: · Sostanze esplosive, materiali e strumenti relativi kg. 200, gra-vin~ 14; badili 26, piccoze 8, seghe à mano 2, kg; 128,200, 1
1
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(i} Confm'enza sul servizio delle brigat.e zappatori in guerra letta agli ufficiali de( 20 reggimento genio in Casale nel fSSL - Molti dati del presente lavoro sono. clesunl.1 eia tale conferenza nella quale si propone puro l'attreuamento portatile degh zappatori ciel genio.
I
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ATTREZZAMENTO PORTATILE
peso strumenti aumento tota.lene! peso di ciascun carro ,170 kg. all'incirca. . Le diminuzioni poi ammonterebber,1, per soppressione di strumenti attrezzi e materiali a 400 kg. e a iH 9 kg. per strumenti e materiali portatili: una diminuzione p~rtànto in total'e e in cifre tonde, dedotti i sopra.notati aumenti, di 450 kg. per carro. · . Dunqiie i car·1'i aitiiali'del N. 1, colla ado.z·ione clel ca,.icame.nt() portatile sì ricl·unebbero dal peso di2043 kg. a quello di J830 kg.: e colle sopp1·essioni proposte clal ca7Jitano Spaccamelci, l'a,qgiimta già approvata cleUa sostanza esplosi-va e l'adozione del ca1·ièamento 1wrtatile, il peso clei CMTi cla 71arco N. O, si poh'ebbe ridim·e cla, -2043 kg. a 1600 kg. In conclusione coll'adozione delle proposte suaccennate : ,'IO le compagnie zappaLo.ri avrebbero maggior.e autonomia e mobi lità; 2° sarebbero provviste di una qua,ntilà maggiore d'istrumentr da lavoro (8 gravine, 26 badjli, 8 piccozze, ecc. in più); 3° i caJ'l'i avrebbero assai maggior mobi li tà degli aLLuali in. segltito alla diminuzione del caricamento; . 4, 0 i soldati del genio più carical i (68 per compagnia cioè 34. 0 !o} avrebbero solo 700 grammi più del soldato di fanteria~ 4-300 gran:mi meno del zappatore di fanteria, 300 grammi meno. del pioniere austriaco, 700 grammi meno del zappatore francese , 3300 meno del zappatore tedesco. N~n vogl iamo terminare senza un'ultima e per noi capil.alissimfl, considerazione d'organica . . La -costituzione delle grosse unità da montagna rimasta per UTh luDgo periodo di anni allo stato di pio desiderio; è fina lmente entrala in una fase di pratica attuazione, con una larghezza cli ve-· dute corrispondente alle peculiari condizioni geogran co-strategiche delle nostre frontiere continentali. 1 Ora, l'adozione d'un aurezzamento portatile per gli zappatori clel genio, risponderebbe alle esigenze delle grosse un iLà alpine megliO' forse della. costituzio.ne di appositi parchi del gen io da montagna, al cui trasporto, per la speciale struttura e peso·dei nostri strument~ occorrebbe un numero ingente di bestie·· da soma; c1'onde lunghe
PER QLI ZAPPATORI DEL GENIO ,
~ poco maneggevoli e ingon1bra11ti colonne, da impiegarsi colà. dove Jo spazio praticabile è limitatissimo, dove la secretezza e rapidità delle rnosse sono elementi principali di successo. Prenclenclo infatti a base dei nostri calcol i i carri attuali àel N. •I -coll'aggiunta (omai approvata) della sostanza esplosiva e materia)i annessi, si rileva facilmente che il parco di compagnia, pesando all'incirca e carri esclusi, oltre a 2400 kg. esigerebbe, per essere ·· someggiato, non meno certamente di 24 muli, cifra enorme questa, ,che ci dispensa clal cercare nuov~ argomenti in favore dell'adozione dell'attrezzamento portatile, il quale potrebbe far risparmiare 5 muli e in favore della richtzione del rimanente caricamento che ne f~rebbe risparmiare per lo meno altrettanti.
p.
MIRANDOLI
Capitano clel qervio.
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LA SO C!E'l'i DELT,A CROCI·: ROSSA. ED 1L SERVIZIO S"-Nl'fARIO, /
LA
SOCIETÀ DELLA CROCE ROSSA. ED IL SERVIZlO SANITARIO 1N GUERRA <tl
L'id~a di consacrare la carilà pubblica come diritto tra le 0()'enti, ·v~n.ne msp irata. dalle vittime e dagli onori della guerra. L'i dea prim1L! va nacque m Ital ia. Nel 24..giugn~ 1~59 i/ filantropo Dnnan t, che già aveva. visto e p~rcor~o 1 campi d1 battaglia di Crimea, si recò a Solferino e fu test,momo. ~culare dei più dolorosi episodi di quella giornata. Nel '.186.2. po i rl Dnnant pubblicava il libro « Souvenit de Solferino JJ· m cui alle descrizioni delle sofferenze dei feriti e dei mo;·enti faceva: 1
(1) Servirono pe~ la compilazione di questo lavoro le seguenti pubblicazioni: ·1° D,e Genfer Conven/i.on von Dr C. LUEt11;n. 2° Die Kriegssa1viliilsordnung
(lei'
pre-ussischen Arinee.
3° Das rothe Ki·eu.z iii. Dwtschland, ·von Fnmon,cu ·von CnlEGEnx 4° JJeilage zw· Allgem.ei'ne Zeit·img. ··
s• lJriUer iind Vierler Gme1'al Berichl d.er Oesteri-eichischen Gesellschaft von R -· lhen-Krll'UZe. . o 6° lleglement fii,1· !Zen SanUttts-Diensl des K. I{. IlEEnEs. - Wicn. 7° Das 1·othe Kre1iz 1tnd (la.s Voll,eri·echt von T re-uenpr euss. So La n eiitrali/.éi dei f eriti in tempo di g'lterra. Discorso let.to addi <>O li ,
dal DotLor P AUSCIAXO.
-
e cem. {86{
9° Renllùonlo 1noi·cile ecL econo·m.ico det Cotnilato centNile mila.n e'e de'l' 1' o · . ~ione ·1· • p er• 'ss "' . 1·1a1·ian(i <z·i socco1·so .ai· 1n11.tcwi malati e feriti in km.»o di r.uerra. 1· eia.-· 1867-68; 1870-71-72-73-74. " ~ fJ i anni.
iO" Relazione generale (t S.. 111. /Jmbe1·to I Re d' Ita./ia. su.l servizio prestato d(tlla Croce Rossa alle grandi 111a.novre. - Roma, anno iS81. · H 0 Propost(i di legge di iniziativa cLeWonorevole deputa.Lo Bcwatieri circa il riconoscimento ileUa Società delta Croce Rossa, come corJio morale 'ti~ p ·l tm·i, . . · . ·" i ai amen-· 1882
i2° Regolamento di servizio in guerra. Servizio delle intendenze. i3° Del servizio ci'Jntendenza tn guerrn, clel generale Consr. - Roma, iS83.
r,;cc.
/i:~3
seguire la propo'sta di fondare una. Società internazionale, che doveva essere destinata a sussidiare il corpo sanitario militare, riconosciuto insufficiente a curare i feriti e gli ammalati in guerra. Altri benemeriti s'associarono a propugnare ed a diffondere i pensieri umanitari enunciati n'el libro su Solferino. Il dottor Palasciano a Napoli {'186'1), l' Arrault a Parigi (11862), con proposte poco dissimili cla quelle di Dunant, colla parola e cogli scritti commovevano ·ed impietosivano gli uditori, preparando così la via ad una pratica soluzione. Dal 26 al 29 ottobre 11863 era tenuta a Ginevra, sotto la presidenza del generale Dufoor, coll'intervento dei delegati di quasi tutti glr Stati d'Europa, una Conferenza internazionale, in cui si discutevano le idee svolte nel libro del D(tnant, ed era chiamata l'attenzione dei governi sul Corpo sanitario militare, e sul la necessità che· questo fosse in modo ordinato da potervi unire il servizio sanitario volontario . .Veniva inoltre deciso, che in tutti gli Stati fossero istituiti Comitati, con incarico di raccogliere doni, largizioni e materiale sanitario, di preparare infermieri, di stabjlire locali per riwverare i feriti ecl ammalati; manifestando inollre il voto aflinchè i Comitati dei,singol i Stati fossero aiutati ed appoggia.I.i clai rispettivi· governi, i quali, in caso di guerra, avrebbero poi dovuto avere a disposizione tutto il personale etl il materiale già preparalo in tempo · cli pace. Il merito però di avere espos.to questo pensiero ai gover;n i e di aver fatto sì che le proposte del Comitato centrale internazionale di fi.inevra formassero argomento cli trattative diplomatiche, devesi al generale 0ufour ed alla regina Angusta di Prussia. Le proposte discusse nella Conferenza venivano· pure benevolmente accolte dai sovrani di Prussia, di Sassonia e d'Olanda, e sovratutlQ da Napoleone III. · Nel 11864, nelle sa:Le dell'ateneo di Ginevra, veniva firmato dai rappresentanti delle Potenze un patto internazionale; grazie al qua.le i feriti, il personale sanitario e gli stabilimenti sanitari, erano in guerrà. considerati neutrali, ed accettati sotto la reciproca protezione degli eserciti belligeranti. Quattordici Stati aderiron_o alla Convenzione, e delle grandi Potenze mancava solo l'adesione.della Russia e clell'AusLri,L
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ED Il, SEIWIZIO SANITARIO IN GuERRA.
Uno dei dieci articoli della Convenzione adottava come distintivo del patto internazionale la Croce Rossa in campo bi<1nco. La Com;enzione di Ginevra venne ben presto riconoscit1ta difettosa, sia perché talune delle sue dispos izioni erano poco praticabili, sia perchè talune altre erano troppo elastiche e generali , e prestavai:isi perciò a false interp retazioni ed a pericolosi abusi . Nella Con venzione poi non era fatta parola alcuna intorno alle Associazioni ·pei soccorsi ai malati e ferùi in guerra ed intorno alla loro prole-· zi9ne, e che pure erano stati gli argomenti principali per provocare dai governi la sanzione della Convenzione internazionale. Gli _Stati, r.hè vi aderirono , procedettero pronlamenl~ ad istituire Comitati e SoLLo -comilati, ed in sul princip io del 1864 g-ià si contavano nella sola Germania 85 Comi tati indipendenti, che prestarono il loro servizio nella guerra dello Schleswig-Holstein. , La guerra del 11866 diede occasione di esperimentare praticamente la Convenzione internazionale di Ginevra, ed i servigi del corpo sanitario volon t_ario . Si constatò che talune sue disposizioni erano inoppòrtune, e che talune altre erano insufficie11Li a garantire la neutra! iLà; si ebbe d'altro can lo occasione di verificare quanto sarebbe sLalo maggiormente uLil e il. servizio sanitario volontario, se megli o cooi"dinato col corpo sanitarìo militare. Onde vennero in campo molLe proposte, non LuLLè egualmente attuab il i, e delle qual i, come base di trattative per una nuova Convenzione, vennero accel.late le seguen Li: che si dessero ordini più precisi pel per.,onale e materiale che cade in potere del nemico ; che si guarenlcissero meglio gli organi volontari ,delle Associazioni per la cura dei feriti ed ammalati ; che si rimuovessero gli abusi dei distinti vi di neutralità; che i campi. di battaglia, dopo l'azione del combattimento, fossero me~lio gnardati e protetti dagli estranei agli eserciti ; che si stabi lisse un certificalo di identità pei soldati; che la Convenzione fosse accettata nei regolamenti militari; che ogni governo si obbliga.ss~ a sottoporre le rispetti ve trnppe alle disposizioni della Convenzione così in pace come in guerra; - che si garantisse l'adempimento del la Convenzione mercè le. comminatorie del codice penale militare; che si esll3ndesse finalmente la Convenzione anche alla marina.
Queste proposte; sia perchè s\1.ggiravano in un circolo d'idee molto fi lantropiche, ma non egualmente pratiche, sia perchè toccavano troppo da vicino le interne costitnzioni degli eserciti, diedero 1-uogo, sino dalle prime sedute dell a Conferenza radunatasi in GineYra nell'ottobre ·1868, a gravi screzi fra i rappresentanti dell e l 1 otenze. I plenipotenziari si sepaear'ono infine firmando cinque artfooli addizionali alla Convenzione, i quali, siccome non vennero · mai ratificati dai rispetlivi governi,, così non ebbero mai forza di · diritto internazionale. Questi articoli furono chiamati in vigore, per speciale convenzione tra la Francia e la Pn1ssia, nel ·1870-7 1, e ,diedero, a: giudizio di tutti, pessimi risultati. Il diritto della carità pubblica tra le genti non progredì cosi me· : glio del patto internazionale sancito a Ginevra; lo spirito di bene · ficenza invece guidato dagli articoli della Conferenza del 11863 si propagò e sì manifestò intensamente e diede origine a Società ed Associazioni le quali sotto il simbolo della Croce Rossa ne fec,ero , r un'istirnzione nazionale. La Società italiana de!l.1 Croce Rossa, nala in pace perfetta, senza occasione di cimentarsi in grandi prove di guerra, ebbe necessariamente un,lento sviluppo. Incominciò il suo lavoro di beneficenza nella breve campagna del 11866, raccogliendo oblaz ion i e .soccorsi pei feriti, i quali, nella i;icca e popolosa Lombardia, erano cosi" presto sovvenuti che l'opera della Società della Croce Rossa passò .quasi inosservata. Essa fo però sempre vigile e costantemente ge-. . nerosa ad accorrere dove erano sofferenze eh mitigare e dolori da lenire. Nell'Agro romaµo durante la guerra del ,1867,, nel conflitto .franco-tedesco del 11870-7 11, nella guerra turco-russa, nell'insurre.z.ione di Candia dovunque esplicò , nella breve cerchia della sua in.J:l.uenza, una benefica azione. La sua opera serra e costante di organizzazione incom\nciò nel 1875 . li Comitato cen Lrale, che fino a qu~st' anno aveYa avuto la :Sua sede in Milan?, r4neueva tutte _le ~1:ey_rerogative eattribu;io~i ad un nuovo Comitato .centrale cost1tu1tost m Roma, affinché I Istituzione ricevesse maggior impulso e potes\ e più: faci lmente mettersi in relazione col Ministero della guerra. Questo nùovo Comitato mise mano senz'altro ad ordinare i Sotto-comitali nelle p rovincie, a dar .loro un nuovò indirizzo, e ad aLLivare megl io in tempo di pace i.
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LA. SOCIETÀ DELLA. CROCE ROSSA
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ED JL SERVIZIO SANIT AR IO JN GUERRA
LA SOCIETÀ DELL.\ CROCE ROSSA
preparativi di soccorsi pei feriti ed ammalati pel tempo di guerra. I Sotto-comitati di sezione, che, ad organiizazione finita, dovranno corrispondere a circoscrizioni territoriali militari, sono òra <39, ed i Sotto-comitati sono 180. Vi sono oltre a 2 16z comuni, che aderi scono alla: Società e contribuiscono con nn'annua retribuzione ad aumentarne i fondi. Non dovevasi escludere dalla. Società, dove hanno tanta parte i sentimenti del cuore, la Donna, e venne perciò istitui ta la Unione delle dame italiane, che sovviene di consirrli e d'incoraggiamento, raccoglie e prepara in tempo di pace doni e lar · gizioni. L'Unione delle dame è sotto l'alta protezione della Regina. Il Comitato centrale ha nel suo seno i rappresentanti dei ministeri della guerra e della marina ed i delegati dei So tto-comitati , ed è in relazione con tutte le istituzioni che hanno scopo umanitari<> senza riguardo a diversità di credenze religiose o di opinioni politiche. Le rendite della Societàle,quali nel 11876 erano di L ·1·175 annue, ora sono salite a 36 mila, che però non bastano per darle la rigogliosa vitalità necessaria per sussidi are il servizio sanitario militare di un grande esercito. Bastano appena queste rendite alle speseoccorrenti per conservare e migliorare il poco materiale che essa possiede. Deve ancora provvedere un materiale proprio, abbondante per sostituire ospeda li da ·campo; dove Cl'eare un numero sufficiente d'infermieri e di infermiere istruite per servi re negli ospedali; preparare un conti9gen te d'infennieri capaci di presta.re servizio nei treni ferroviari e nei convogli di carri per lo sgombro dei malati e dei feriti, aumentat'e cruella arande conrrerie d'orrrretti d'infermeria, come biancheria da lello e da dosso, coperte, materassi, Jascie, fil acce, pezze, è per mettersi nello condizioni dello altre Società estere, costituire colonne carri da trasporto, e formarne un gran deposito centrale con depositi succursali. Fra le proposte che vennero fatte per formare questo primo fondo di denaro e di materiale, vi è pur quella di incontrare un pl'ostito sulle traccie del pi·estito fatto dalla Società della Croce Rossa austriaca. Questa Società, che. pochi ann i 0 1· sono, trova.vasi pressocbè nelle identich e ,condizioni in cui si trova ora la nostra, è divenuta una delle più floride e più felici Socie!à cbe esi5tano. Nel 1882 venne autorizzata dal proprio Govemo ad cmetl ere un pre<')
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stilo di 600 mila obbligaz ioni a I O fiorini cia~cuna da rimborsarsi integralmente entro 5',1 anno mediante estrazioni successive· da fa rsi tre volte ail'anno con vistosissimi premi e con modico, frutto. Tutte le obbligazioni furono immediatamente assunte da un consorzio di case bancarie, che fece il deposito di tutto il fondo necessario per 1.'ammortamento, ed il pagamento dei premi per tutta la durala d1 anni 3 1, e pagò alla Croce llos:;a austriaca un utile nello.· di 800 mila fiorini in contanti, e di un milione di fiorini in ·100 mila obbligazioni, riservandosi facoltà di acquistare queste obbligazioni en tro un anno e nove mesi al prezzo originario. Nel ·1880 la Croce Rossa italiana rappresentata dai cavalieri italiani dell 'Ord ine di i\falta venne ammessa a prendere parte con una .Baracca-Ospedale alle grandi manovre dell'alto ~ ovarese sollo rrli ordini del generale Forrero. Sua Maestà, nell'-occasion e in c~i ricevern la relazione sul servizio prestato, scriveva al Comitato cen trale : « Il mio GoY01·no ed in particolar modo il ministro della guen-a. « daranno certame~le tullo l'appoggio perchè la Croce Rossa . « possa svolgere con sped itezza e stabilità la sua nobile mis« sione. « Intanto mi compiaccio di riconoscere che numerosissimi con<1 sigli provinciali e comunali del Regno abbiano dato il loro con- · « . corso all'istituzione, ed auguro che fra non molto il Comi tato . « riesca. a completare l'organizzazione dei soccorsi ai feriti in tutti « i comuni d'Italia ». La Società della Croce Rossa italiana, che fino al 11883 era rimasta. come· istituzione pri\ ata, con una legge d'iniziativa parlamentare, veniva riconosciuta quale ente morale e dich iarata come· facente parto dell'esercito in tempo di guerra; on!rava così per diri~to nell'orbita delle is!i tuzion i dello Stato e diven iva parte del servizio sanitario militare. L'organizzazione attuale però oltre che non basta per assicurarle · una robusta vitali Là, non può neanche raccogliere tutti i don·i, tutte le largizioni, e tuui i frutti della beneficenza che si avrebbero · dalla carità ci ttadina, sia nell'imminenza d'una guerra, sia n~i"periodi di pace, quando questa beneficenza si tenesse contin uamente · 1
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ED IL SERVlZ lO SANITXl\10 1N GUERRA
SO(;lETJ\. DELL,\ CROCE ROSSA
desta. Essa deve stendere perciò le sue ramificazioni, come vene in un corpo umano, in ogn i angolo del paese, e quindi trarre a sè tutte le offerte, tu.t.te le opere di cari tà, così , di individui isolati · come di corpi costituiti. Deve cércare gli organ'i primi della sua . vita nelle Società, nei Corpi morali, e più di tutto nelle Associazioni militari, dove troverà già un personale ordinato, disciplinato e facilmente affezionabi le all'i,c:tituzione; e, senza pregiudizio di credenze religiose, o _di idee politiche, essa stenderà la su~1 mano alle Associazioni religiose, che banno consacrato il diritto della carità. È solo coll 'accomunare la beneficenza individuale e collettiva, che si potranuo · avere quei risultati che non s.i oLterrebbero mai quando i doni .fossero prodigati separatamente da forze disun ite. Il ,grande valore delle Società cavalleresche e religiose proviene appunto .d_a legami di un'organizzazione che è da lungo tempo cementala, ·e dal sentin:ienLo dei singoli membri che si sentono come par-Le -di un tutt.o . Un mezzo per tenere attiva la beneficenza, che vo lentieri sonnecchia, quando non vede innanzi a sè uno scopo immediato, è di svegliarla cQli a parola, cogl i scritti, e coll o suscitare l'emulazione, -citando gli esempi di quanto fanno le altre nazioni, e s0vratutto d imostrando che, se questa carità , che or si mos tra latente, fosse anche largbissima negli urgenti bisogni, non-produrrebbe ma.i gli stessi l'isultati. It questo ufficio del Comitato centrale, che, per essere in diretta relazione col Ministero della guerra, dovrà inoltre mantenere informate le Sor-ietà, le Associazioni ed i benefattori tutti : -dei bisogni più urgenti, perchè la istituzione adempia alla sua mis-sione. Il Comitato centrale deve fare in modo, che benefattori e donatori si investano dei bisogni ·è.ella Società, e che si desti in loro <Un'ambizione, perchè viva cli una rob'usta vit1.1,; ma lasci a quei volonter.osi piena libertà di az ione di raccogliere danaro e d'i inwraggiare altrui ; provveda a ciò che manca, interpreti g!'i statuti e le norme stabi lite, dia la più ampia pubblicità ai progressi della :istituzione, e per renderla popolare e far proseliti, procuri di pre{,entare cose compiute. Questa è la via che deve essere s.eguita per tenere desta la sacra fiamma della carità; e per fare che tutte --le gradazioni sociali vi partecipino; lasciare che ognuno segua la iv'ia' che più gli talenta, e tutti cospirare ad un medesimo scopo.
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I. Fino al 1870 vì fu il dubbio, se fosse proprio necessario di preparare e mett~re in assetto il personale ed il materiale sanitario di, questa istituzione, éhe è cli natura sua eventuale, ed _anzi repent ina. Bi di sse, che nel momen to del bisogno il sentimento nazionale, proromperà spontaneo e sopperirà a qnelle necessità, a cui la previsione e la preparazione non avevano provveduto, ricordando qui la carità ciLtadina del 1859 e 1866, senza punto esaminare se molti dolori e maggiori vittime non si sarehbero·pot uto risparmiare, quando si fQ~sero a tempo adottale previdenti precau· zioni. Gli intell igenti e gli esperti ormai più non dub itano che questo lavoro prep~ratorio sia ,indispensabi le; ed il relato\·e del servizio sanitario tedesco nella guerra 1870-7·1 rilevò i grandi inconvenienti a cui si andò incontro senza di esso. ,Ora se iLservizio sanitario volontario pai've nel ,J870-71 cosi rnsuf.fìciente, e se, per essere megli-0 utilizzato, si dimostrò la necessiLit che fosse 01·-ganizzato, quanto più urgenti non saranno a.desso' questi bisogni, quando si pensa che in questi 13 anni non si attese ad altro che ad allarga.re gli ord inamenti mi litari ed a moltiplicarei mezzi cli ·distruzione? Due grandi periodi di lavoro si presentano quindi nella vita della. . Società della Croce Rossa: di preparazione in tempo di pace, e di. esecuzione in tempo di guerra. ../ . Il primo personale a cui si deve pensare, sono i medici. Dei medici condo_Ui negli 8 mila comuni italiani, molti iscrive)1dosi nella Sociefa si obbligheranno a mettersi, alla prima chiamata, a disposizione clel corpo sanitario volontario . Vi Jè un contingente ogn i anno crescente d'uffic iali medici,. uscenti dall'esercito, i qual i, li beri dal servizio di 1° e di 3a linea~ possono essere inv itati a prestar servizio nella cura sanitaria volon-· taria; infine vi sono tutti i giovan i laureati in medici.na inscrit.ti · nella 311 categofoi. :--1
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LA SOCIETÀ DELLA CROCE ROSSA
Ma bisogna eziandio preparare un corpo istruito ed esperto d'infermieri e d'infermiere. La scelta, del personale degli infermieri devesi affidare ai Sotto-comitati locali , che meglio conoscono le persone del luogo e meglio possono scegliere le più adatte. In principio sarà un po' difficile ,i trovare un personale disposto ad assoggettarsi ad un tirocinio d'istruzione per poter divenir eapace a servire da infermiere. E pure questo sacrifizio, che de1re iaiascere da un pietoso sentimento umanitario, si farà strada tra le popolazioni e vi diverr[t abituale, come son di venute .comuni altre istituzioni credute da principio inattuabili. Il dubitare che nel no·$tro paese non si possa trovare questo personale, sarebbe un met·terlo al di sotto di tutti i paesi del mondo nel sentimento umanitario, sarebbe un dubitane delJ"affeLLo delle nostre popolazioni verso 1 lorn fig li, sarebbe uno smen tire i genet'ùsi sentimen~i del paese nostro attestati sempre nelle grandi sve.ntu.re: Il successo è riposto nel sapere destare adesso questo sacro fuoco, nel nntril'lo, senza aver bisogno che lo vengano ad imporre urgenti necessità. Le persone scelte per infermieri debbono avere almeno annua!· mente un ~mese d'istruzione per apprendere le principali disposi·zioni militari vigenti in guerra, per conoscere i più importanti :articoli del regolamento cli disciplina e del codice penale militare, per aver brevi cenni sull'organizzazione dell'esercito, ed in special modo sul servizio sanitario militare. La Società deve mantenere .queste persone durante l'istruzione e quando esse sono licenziate, vengono class ificate per meriti e per attitudine ed inscritte come -personale disponibile nei registri da compilarsi ogni anno; indican·done la patria e il iuogo di dimora. Il personale d'infermieri da destinarsi a servire nei treni ferrov iari o nei convogli di carri o di barche per lo sgombro dei feriti ~d ammalati deve avere i·equisiti speciali: essere robusto, intelli_g ente e possedere certe cognizioni chirurgiche indispensab ili; come :Si applica, ad esempio, una fasciatura, come si sollevano i· sofferenti, come si portano, come si adagiano sui trasporti e come ne vengano deposti . L'istruzione a qnesto personale deve essere fat~a ,e diretta da medici militari e con materiale militare; e buona parte ,di tale person_ ale deve essere ammessa annualmente a~ seguito· del-
ED IL SERVIZIO SANJTAR!O IN GUERRA
l'esercito nel periodo delle ~O'randi manovre, e poter essere . così in quei simulacri di guerra esercitata nel servizio dei trasporli. Il reclutare le infermiere diviene più facile: la donna accanto al malato fu sempre un angelo tutelare, giacchè il suo delicato sentire servì in tutti i tempi ed· in tutte le grandi calamità a rendere meno . aravi i dolor·i e ad alleagerire le soffe1:enze. · ~ e ' V • . • , ,.. • ~ Le ìnfermiere sono scelte dat Sotto-comita tt locah colla ste::,sa cu . cospezione usata nello scegliere gli infermieri._L'istruzione a.nnn~l~ di un mese viene loro impartila negli ospedali dalle suore di canta od anche, quando torni conveniente alla Socie.Là, in _istituti privati. Le spese di vitto, di alloggio e di una rel'.·ibuzion~ g10m.altera, durante l'istruzione, sono a carico della Società. Le mfenmere, d~po l'istruzione annuale, vengono congedate e classificale per attitudrne e per medti ed i loro nomi inscr_itti nel personale disponibile per O"ni eventuale chiamata. · · '"'La Società della Croce Rossa in Germania non ha ancora fino adésso unità cli ordinamento. Nel1 Regno di Prnssia vi è la Società . prussiana della cura dei feriti e degli ammalali in gu:rra, basata sulla Cùnferenza di Ginevra del 1863 e che venne considerata come istituzione dello Stato nel maggio 1876. Nelle provincie, n.ei distretti e nei minori eomuni vi souo Società locali, che si occupano a ·raccogliere denari, biancheria, derrate, per soccorr~re i fer!ti ed ammalati in gL1erra; hanno un'amministrazione propna, ed 1 loro interessi sono rappres~ntati in Berlino da un Comitato Centrale nel quale il Governo ha un rap~resentante col~a qu~lifica di jspet~or~ della Società. È questa canea tutta onorana e viene per massima affidata ad una personalità miiitare fuori servizio, la quale col)a . attivi là unisca la guarentigi~. di uÌl interessamento speciale per la Società. · 'In Baviera v-i è la Società pel soccorso dei · feriti ed ammalati in. guerra; ha diramazioni nelle provincie~ ~iene ra~presentata. ~el'.a . <:.apitale da un Comitato Centrale, che e m relazione col mm1st10 della guerra. La Società bavarese allestì in 5 distretti .colonne da trasporto per feriti ed ammalati; e sono assegnati a queste colonne due plotoni di 24 uomini ciascuno, di cui uno dei plotoni è mobilizzabile al mo· mento, l'altro serve di complemento.
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l LA SOCJET_;_ DEl,LA CROCE ROSSA
ED IL SERVIZIO $ANI'L\RIO IN GUERRA
' Nel Wiirte:mberg, fin dal 1863 costituivasi una Società di soc· corso pei feriti ed ammalati in guerra; e questa Società, che si mantenne sempre florid,i,, ha aperto ora a Carlshohe una scuola per infermieri ed infermiere. Nel '1866 verme pur fondata in' Sassonia una Società pel soccorso dei feri ti eél arnrnalati in guerra. Vi sono Società della Croce Rossa nel Granducato di Baden, di Assia, del Mecklenburg, Aldenburg; nei Ducali di Weimar, di Sa-· chsen-Cobdrg e Lauenburg, di Braunschweig; nei hincipati di Schwarzburg-Rudolstadt, ecc . I rapp resentanti di tutte que,;te Società si riunivano il 20 aprile 1869 e creavano un « Comitato Centrale delle Società tedesche)> per impiegare tutta la loro attività ad un identico scopo. A questo Comitato Centrale venne affidato il disbrigo degli affari e la sopraintendenza di tutte 17'Società; attualmente presiede il Comitato il presidente del Senato di Holleben . · L'attività delle signore tedesche nell' associarsi e net lavorare a prò dell'umani tà non verrà però mai superata dall'esempio delle donne cli qualsiasi nazione. Il grande affetto per qnesta islitnz ione si rileva nelle numerose Socie Là costi tui Lesi nei Regni , nei PrìncipaLi e nei Ducati della Germania; quest.e Società, che nel 1188 11 erano 508, ora sono salite a 530, con 511359 socie. Di esse la principale Società nel "881 aveva un fondo in beni cli 320,920 nrnrchi, ed in contanti di 974,864 marchi. Le donne tedesche vollero serbare il prestigio dei servigi prestati nella guerra 1870-7,1, i quali, dicel'auto re della Croce Rossa in Gern~ania, appartengono oramai alla storia. Peccato che questo mirabile lavoro sia guas to da una r ivali Là tra le SociètiL d'3gli lWmini e delle signore, la quale impedì per· lungo tempo di_ riunirsi in una Società comune. Nel 1187 1, per mostrare che il lavoro delle signore mettevasi a dispos izione dei feriti e degli ammalati in guerra, in una dieta a YVurzburg, in cuf erano i delegati rappresentanti delle Società delle signore, si con veniva. che ogni Società r iserbandosi l'indipendenz:i, propria, ttitLesi obb ligavano di fare in tempo di pace i necessari preparativi per la cura dei feriti ed ammalati in guerra, e cli sovvenire coll'opera loro i co lpiti dalle calamità pubbliclle, che, come in guerra, richieggono pronti e solleci I.i soccorsi. Nel 1878 vennè creato un
Comitato delle signore, nel qua le le Società sono .rappresentate da delegati. Questo Comitato, in caso cli mobilitazione, si unisce a .Berlino, sede del Cotnitato generale tedesco, per prendel'e i necessari accordi e. mettere tutte le risorse delle Società delle signore a d_ispo· sizi one del Comitato Centrale stesso. Questo Comitato, che rappresenta di fatto l'uni tà tedesca della Società della Croce Rossa, ha continuamente atteso ad accrescere le ric,chezze clellaSocietà, a preparare materiale sanitario, ed a formare un co rpo istruito di infermieri ed infermiere. I beni sociali ascendono oraa25 milioòi di franchi, ed il Comitato assegnò per l'istruzione del personale inferm iere sussidi temporanei o permanenti ad istitnliospidalieri, a Corporazioni e ad Ot'clini religiosi, che si obbligano cli fornire. annualmente on contingente di abi li ed esperti infermieri. Già 28 isl.i tuti convennero col Comitato centrale per dare quest'istruzione, e nel ,1879 vi erano disponibili 300 infermieri. Altri istituti fe'cero convenzioni per cui questi si obbligano di preparare materiale da trasporto e la SocieLà prepara il personale d'accompagnamento . Istruire ed aumentar~ gli infel'mieri sQn certo i clue più grandi bisogni a cui attese colla sua attività il Comilato centrale; po ieh è si con~t.alò che 119,563 infermieri, che servirono · nella cura voi on Lari a nel 11870-7·1, furono insufficienti; e che l'isLrnzione di 1 15 giorni, data durante la campagna, non diede affatto buoni risultati. AILl'i motivi consigliano il Com.italo a preparare un corpo d'infermieri in tempo cli pace, ed è di evitare nei momenti urgenti, che elementi pericolosi a' in troducano net servizio sanitario. Nel 1870 venne fatto un appello a chi voleva fars i volontario infermiere negl i ospedali . Le domande furono tante che si cloyeUe · procedere ad una cerna, da cui risultò che dne terzi dei postulanti erano persone che avevano subito condanne. Tulle le Società. che in AusLria si propongono di far par te del servizio san itario militare in guerra e di coadiuvarlo, sono comprese· sollo il titolo di -<< Società della Croce Rossa austriaca ». In ogni regione dell'impero vi sono Società d'uomini e cli signore basale sull a Conferenza di Ginevra 4863 . Venti 1T,1embri sono bastevoli per essere riconosciuti come Società. Ognuna conserva un'amministrazione propria, e tulle ha.nno per missione di raccogli ere cloni in danaro , in biancheria, in oggelti cli medicazione e di· darne una.
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parte al Comilato centrale, che ha sede in Vienna. Nelle Societrl vi sono membri effettivi, che pagano un tanto annuo; vi sono membri protettori, che sono le Corporazioni religiose, le quali si ded icano a raccogliere doni a favo re della Società; vi sono memhri onorari, che sono benemeriLi della Società. In tempo di pace la Società austriaca si propone di migl iorare la so rte degli invalidi, delle yedove dei militari, delle fam igl ie povere dei soldati chiama ti sotto le armi e di concorrere a lenire gli effetLi delle calamità pubbliche. Gli interessi generali delle Società sono diretti e regolati da un'Assemblea delle Società federate, da una Presidenza e da un Comitato. Le Società sono rappresentate nell'assemblea generale per regioni e per gruppi di Società. Il presidente-ed il vice-presidente del la Società sono nominali dall 'Imperatore; ed il disbrigo di Lutti gli affari è affidalo all'ufficio centrale della Società austriaca, che ha la sua sede in Vienna . :\'el Comita;,o vi sono i rappresentanti del l\Iinistero della guerra, i quali sono un generale, od ufficiale superiore dell 'esercito, ed il capo do! servizio sanilario miliLal'e del col'po d'armata, che ha sede in Tienna. I rappresentanti del Governo sorvegliano che si facciano in paco i lavor i preparatori pel tempo di guerra; servo no a stab ilire una più sollecita relazione tra la Socie:à ed il }Jinistero della guerra; accennano ai bisogni più urgenti del serv izio sanitario militare; fac ilitano i lavori di soccorso; e danno fo rza ed impulso alle Società. I rapprnscntanti del Governo possono anche rifiutarsi di firmàre le deliberazioni prese nelle sedute, quando esse non sono conformi allo spiri Lo della Istituzione. Col felice esito del prestito , la. Società. austriaca fo rmò 30 colonne da trasporli, di cui ognuna consta di ·15 carri per feriti, e di più Yi sono in complesso GO carrozze pel trasposto di materialo, con un totale così di 51 O carrozze. Essa ha fabbricato al Prater a Vienna su terreno concessole gratuitamente dall'I mperatore, un gran deposito di materiali , e dei depositi succursnli nei principali centri mili tari, come a Gratz, Laibach, Innsbruck, ecc. Procurò l'istruzione del personale infermiere, instituendo infermerie d'istrllzione nella .Bllkovina, in Boemia, in Gallizia, e da queste ogni anno viene somministrato un contin gente d'infermieri, che attualmente salgono a mille. Qllesto pers1malo è già in tempo di pace parte assegnato al teatro della
ED IL SERVIZIO SANJTARIO IX GUERRA
guerra, e parte agli ospedali di risen'a. La Società della Croce Rossa austriaca viene potentemente aiutala dagli Ordini religiosi, dalle Società ginnaslichc, dalle Associazioni dei veterani; riceve larghe sovvenzioni dall'ari stocrazia, ed è benovisa e favo rita dall a Corte. Nell'occasione dell'insurrezione nel sud della monarchia essa mise alle pro,·e la sua Ol'ganizzazionc, mobilitò tre colonne da trasporl i, fo rmò tre depositi speciali d'oggetLi di medicazione a Serajewo, a Spalato ed a Ragusa, e dapperlullo raccolse larga messe di utili cognizioni, che servirono di guida a correggere ed a modificare . taluni orclin amen ti, e principalmente a rivedere talune disposizioni amm inistrative, che, come si sa dalle relazioni dei delegati, si mo strarono assai i mpcrfette. La Società dell a. Croce Rossa francese ha un Co mitato centrale a Parigi, e ,18 Sotto-comitati in altrettante sedi dei corpi d'armata dell'esercito, In ogni Sotto-com;lato vi è un completo materiale di carreggio per il lavoro di sgombro dagli ospedali con relativi tren i ferroviari sanitari. Ogni Corpo d'esercito aveva avuto, due anni or sono, un assegnamento di 4-0 mila lire dal Governo per pronista di materiali da trasporlo e d'ospedali da campo. Vi erano inscrilli pel servizio saniunio 3 1H persone, di coi ,J 200 erano medici e · farmacisti; e vi erano disponibili inoltre 720 istrullori pel personale infermiere. Il mini::;tro della guerra permise che la Socielil della Croce Rossa seguisse l'esercito neHe grandi manovre ed avesse iu questi simulacri di guerra un campo per islrnÌl'e il personale sanitario volontario. Fa pur parte dell'istituzione della Croce Rossa il mllseo permanente di modelli d' istrumenti sanitar i è di mezzi cli trasporto pei ferit i ed ammalati, stabilito in Parigi. l'lleno organizzata, ma più cspansirn nella sua beneficenza, è la Società della Croce Rossa inglese, aulonoma, come sono quasi tutte le istituzioni ci11ili o inililari di quel libero paese. Vi sono molte Associazioni sparse qua e là nel Regno della Gran Brellagna con lo · stesso scopo di beneficenza che si ·propone la Società della Croce Rossa; inclipendenLi senza che siavi un Comitalo dirigente. Non vi fu guerra in qualsiasi angolo della terra, do.e la Società inglese non sia comparsa con mezzi potenti, con personale intraprendente e con un'attività che non ebbe pari . Essa è presente negli alti Pirenei, compare nella penisola Balcan ica, nella Bosnia e nella Er-
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zegovina; lavora indefessamMle in Asia, nel la guerra russo-turca,. nelle lndie e nel Zululand. La Società della Croce Rossa in Russ ia ba un Comi tato centrale· a Pielroburgo, e vi sono Società nelle più cospicue ciUà dell' impero. Il grande pres tigio, che la Società della Croce Rossa in Russia si è acquistato lo deve alla sua attività nella guerra turco-russa, in · cui venne ampiamente cimen tat,a la sua or\1:anizzazione e dove si: misero in mostra le potenti ricchezze di cui essa dispone. Attualmen te, per un concorso di prosperi avven imenti, essa ha a sua disposizione un patrimonio di 88 milioni di franchi . Finora essa non ha un posto fisso nel servizio saniLario militare previsto e stabilito da rego lamenti; tuttavia lavorò sempre in un ione e in dipendenza del servizio ~ili tare; ed-in certe circos tanze lo superò per· auivi tà. Deve questo suo avvicinamento all'esercito, all'i nfluenza. del suo presidente, generale Baumgarten, primo ai utante di campo, dell'Imperatore. La Società della Croce Rossa in Russia spese if O milioni di rubli nell'acquisto di ospedali da campo e di ospedali volanti; provvide circa 20 mila letLi e dieci convogli da trasporto· per l' interno della Russia ed ogni convoglio consta di .20 carrozze; acquistò pure 3 cnnvogli da 24 carri ognuno per la penisoht clei ·B1lca.n i. Llt Società dell a Croce Rossa in Russia prestò i suoi ser-· vigi nelle zone deH'azione mili tare più esposte ai pericoli , e parecchi membri del suo pel'sonale perdero no la vita sollo le trincee. La Società della Croce Rossa spagnuola si uni formò all' in.fluenza della cosLituzione poìitica che domin::t in quel paese. Vi è un Comitato che ha la sua sede in Madrid e vi sono Società in tulle le provincie. A capo delle Società siedono i vescovi e le più alte ca l'icl1e 1 deil'awministrazione governativa. Il nucleo di tutte le Società è }'ordine dei Gioanniti. L'azione della cura volontaria è assai attiva, come 10:auesta un periodico « La Carillad en la giwrra » che si. pubblica in Madrid . Nei Paesi Bassi la Società della Croce Rossa ha potuto dare molla espans ione:alla sua beneficenza, perchè essa è bene organizzitta, ericeve grandi appoggi dalle autorità ed in special modo dal Ministero cleHa marina. Nel 11877-78 nella guerra turco-russa manteneva a sue spese una ricca ambulanza nel Caucaso, e fu presente nella. guerra di At~h in, a Sumatra nel la guerra dei Boeri.
La Società della Croce Rossa belga è stata fondata ed è favorita ,-dal Governo; essa è collegata, per scopo cli benefi.cenza, a molteplici Istituzioni e Società di salute dello StaLo . Nella Svezirt e Norvegia la Società della Croce Rossa è protelta e sussidiata dal Governo- ,Nella Svezia è il Ministero della marina -che le concede larghi sussidi. Nella Serbia, nel ~fontenegro e nella Rumania vi sotio SocieliL di beneficenza basate sulla ConferenzrL di Ginevra del 11863, e che funz ionano già da lungo tempo e resero grandi servigi in guerra_ In Turchia la Societit della Croce Rossa ha un Com itato centrale a Costantinopol i. Poche Socielà vi sono nelle provincie e ne sono membri le fam igl ie più cospicue, comprese le signore. In tempo di guerra la direzione del servizio san itario volontario passò sol'.o la .direzione militare. Vennero istitui li ospedali da campo con mezzi raccolti dalle Società, e nei Balcani funzionarono oospedali volantiLa Croce Rossa turca cambiò 1'6mblema della Convenzione cli Ginèvra nell:.1 mezza luna. • La Svizzera è il centro da cni si propagò la Croce Rossa, cd è ancora oggidì. la sede del Comi.lato internazionale di tutte le Società europee, e da \3SSa si di!Tonclono tutte le notizie, per mezzo di un bollettino mens ile, dei progressi delle Società di tulli i paesi.
I I.
La Società della Crnce· Rossa italiana, rimasta in tempo di pac.e in clil'elto rapporto col secondo Riparto del Comando del Corpo cli Stato maggiore, passa, al mob il itarsi dell'esercito, sotto la immediata· di pendenza d.ell 'Intendenza generale del!' esercito, dipendente . i.t sua volta dal Comando in capo dell'esercito . L'ordinamento sanilario nostro di guerra non consiclera finora come corpo oTga.nizzato il servizio sanitario volonlario, e non ha perciò a questo riguardo istruzioni esplici te e determinate, accennanti in quali punti precisi delle zone cli servizio ed in quale estensione possa concorrere. I~ solamenle eletto, in breve, qua~i per in-
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cidenza, _c'.1e v_iene accettala in 2a linea ogni istituzione ospedaliera;· dell_a c~rtta privata (Regolamento del serv izio in guerra - servizio sani.tmo voi. .2°, § 11°, pag. 54); concessione però sufficiente per · lasc1_a1:e un vasto campo di attività ed un'estesa partecipazione al serv1z10 ad una Associazione organ izzata e già riconosciuta come· facente rm:te.del ser:7izio ~an ilario mUitare. Ad ogni modo però· ques.ta ~oc1eta, che rmuncia spontanea a tutte le preroga[jve della s~a. indipendenza per poter essere coordinala col servi7.iQsanitario m1htare, e che offre volenterosa tutte le sue ricchezze alla salute· dell'esercito.'. dev_e avere avanti cli sè obbieLtivi pijl precisi, deve cono~cere pt~ chiaramente determinati i compi ti che le sono assegnati ; perche questa assegnazione di attribuzioni fissata in antec~denza, possa servirle di indirizzo in quali parti ella dovrà principalmente allargare i suoi contrib uti, sia di persone che cli cose e· d! ~pere. Ed è ciò tanto più necessario, perchè vi sono certi ser1•1g1, c_h~, ?er massima, 1~on_le si devono aJfìdare, e che pure, per necessita, rn talune occas1on1 essa dovrà assumersi. Nell o specificarne hi sua posizione si deve innanzi tutto ayer 'tli mira di spogliarla del caraltere avYentizio, che finora le venne dato nei s~rvigi prestati nellenoslre campagne di guerra; giacchè quando essa fosse così considerata, avrebbe una causa cli permanen te debo.lezza, n_on P?lrebbe farsi un credito e rinvigorirsi della iorza di cu i son~ ngogl1ose.tulte le allre Società estere. È poi necessario di ben delinea.re quesla sua cooperazione al servizio sanitario in O'uerra per~hè !'.incertezza non dia luogo a fraintesi, e perchè essa ~ell'es~rci~o sia non un fattore indipendente ma segua le tracc ie . di una d1rez1one che è indicata da regolamenti precisi e chiari · ma sia un f~ltore s~issidiario del senizio sanitario militare, lavori' c•)l medesimo e s1 sottoponga alla sua dipendenza: il suo servizio da volontario diventa obbligatorio. Questa sottomissione assollila alle autorità. ~ i!itari .dello Stato non implica ingerenza alcuna nella parte· ammrn1strat1va del la Società. L'unità del servizio s;n itario volontario è Ì·iconosciuta in un Delegato-capo, personalità scelta fuori dalla Società., nominata dal Re•. e che rappresenta la prima autorità dirigente dell a cura volontaria, dei feriti e malati. Il De.legato-capo deve essere u;1c1 notabilità medica o mili lare, od'.
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una delle prime autorità. dello Stalo, la quale ad un affetto speciale per l'esercito unisca un'esatta cognizione dell'istituzione, e che cerchi ogni mezzo per conciliare e consociare i ~ue corpi sanitari mililare e volontario. Il Delegato-capo rappresenta l'Lloica ingerenza aovernati,,a nella Società così in pace come in guerra; .si occupa a ç raccogliere le notizie sulle Società rhe si forma.no , sui loro statuti, e si fa l'intermediario tra le Società e il Comitato centrale, trattando in qua.li misure clebbasi accettare il concorso cli Società particolari o cli private persone. Sono perciò a lui dirette tutte le offerte sia delle Società sia delle Associazioni, c,,me delie persone pFivate. Esso è l'intermediario Lra il Comi Lato centrale ecl il Ministero della guérra da cui riceve i punti direttivi che debbono regolare · la sua condotta di fronte al Comitato centrale; procura cl10 siano fatle di pubblica ragione e dimostrato come si sooo impiegate trtl.te le largizioni, i cloni fatti sia dalle Soeietà particolari che dai privati, indica i bisogni a cui è urgenza di provvedere. Egli sta duran te la guena presso lo Stato maggiore dell'Intendenza génerale e quivi cli viene l'organo principale del funzionamenl o del servizio sanitario volontario; servono a lui di organi secondari ed immediati i delegali, che esso assegna nelle cliverse sedi di servizio, additando ciò che manca presso l' eserc ito ed indicando per I)rovincie il deposito cli concentramento doYe debbono dirigersi i doni destinati ai feriti ed agli ammalati. Il Delegato-capo firma la carta di sicurezza, cli cui ogni membro clel personale volontario dev'essere munito e fa marcare col suo timbro il bracciale della Croce Rossa. Non ha alcuna ingerenza nelle cose militari; ha voto consultivo nelle di scussioni igieniche, e voto deliberativo in tutte le quesLioni che ri guardano il persnnale sanitario volontario. La sua autorità dev'essere raccomandata a tutte le autorità dello Stato, perchè esse nei limiti consentiti dalle leggi lo assecondino e lo appoggino nel disimpegno delle sue funzioni. I delegati <:ono organi immediati del Delegato-capo e sono nominati da questo dietro proposte dei Solto-comitati locali, che sceglieranno per questa carica le persone più abili, più intelligenti e preferibilmente gli ufficiali fuori servizio e che già in patria esercitarono nei Sollo- comitati questa carica. I delegati presiedono al personale volontario , attivano nelle di verse zone cli servizio, a cui sono
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addetti, le comunicazioni tra le autorità civi li e mili lari. IJ loro numero non è fisso e nasce dallo sviluppo delle operazioni militar-i· presso il Dèlegato-capo perciò dovrassi trovare un numero di dele~ gati disponibili , che verranno mano mano destinati a quelle sedi di servizio che si scopriranno. Si può ritenere per altro, che vi saranno delegati presso le intendenze- d'annata., presso i S0tt11-comitali in patria, presso gli ospedali cli tappe, di riserva, presso i depositi cli don i, presso l'ufficio d'informazioni, e, se le operazioni mil itari prenderanno grandi proporz ioni, presso le staz ioni cli rinfrescamento, di fasc iatura e cli perno ttaz ione. In quals iasi posizione essi siano, le atcribuzioni dei delegati di fronte alle autorità militari sono consultive, e sono esecutive le loro decision i, che r io·1iardano l'impiego, la scelta o la esclusione del personale sanitario v;lontario. Il personale sanitario volontario, per massima generale, non è impiegabile in prima linea; dissuadono da ciò alte considerazioni di sicurezza e misure di precauzioni, da cu i devono essere circondale le operazion i militari. E poi le più ovvie e le più elementari ragioni sconsigliano assolutamente di acceLl.are elementi non militari e_non soggetti a disciplina militare in quesLa zona espos ta a tutti i Lurbamenti e ·a Lutti i lérrori repentini, e, in certi casi, a tntl.i gli scomp igli delle mutabili vicende della guerra. In soli casi ecceziona.li e momentaneamente, c0n quan to prescrive il noslro servizio san itario, sarà il personale volontario utilizzabile in prima linea; poichè è detto : (( che spetl.erà al capo di stalo maggiore perchè vi siano uo« mini di fatica militari o requisiti negli abitanti del paese in nu« mero necessario per sgombrare il campo di battaglia' dai fer iti e « per tumulare i cadaveri ». (Parte 1" del Regolamento di servizio in guerra, § 1'7, N. 725, pag. 298). Ora se in pt·ima liuea per scopo eminentemente umanitario viene impiegato un personale requ isito , che poLrà o no adempiere di buona voglia questo servizio, o rifiutarvisi anche in talun i casi, o accorrervi volenteroso in Laluni altri, solo per fa re il proprio comodo; se, com.e dico, si accetta un personale requ isito, avventizio, si polrà anche meglio impiegare un personale organizzato, già conosciuto all'eserci to, e che dà di sè guarentigie d'ordine e di disciplina. Il personale infermiere già preparato in tempo di pace, ed in1
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·scritto nei ruol i del Comitato centrale viene subito', coll'ofcline cli mobilitare resèrcito, destinato dal Delegato-capo d'accordo colla direzione d.i sanità dell' InLendenza, generale de[!'esercito, al le direzioni di sanità presso le diverse armate, destinandone un maggio!' numero presso quell'armata che probabi lmente avrà maggior bisogno del servizio sanitario . La direzione di sanità d'armata d'accordo col delegato desJ.ina il suo personale san itario volontario agli ospedali da campo (2" linea) e quivi gli infermieri volontari s~no trascrilli sui ruoli tenuti da soLLu f(iciali del corpo d'ammin istrazione, -e sono amministrati colle norme in vigore presso gli ospedali da campo dello Stato. Questo personale, durante il suo servizio, viene i·etribuito coi meni forniti dalla Società: ne sorveglia perciò l'amministrazione un delegato, il qmtle diviene pure l'intermediario tra il medico militare direttore dell'ospedale ed il personale rnnitario volontario. . Lo sgombro dei feriti e dei malati dagli ospedali da campo, sia. per le mosse dell'e~ercito, sia per far; posto ad altri malati, sia anche per sparpagliarè questi negli alih ospeda li, perchè dalle soverchie agglomerazioni non avvengano epidemie, darit luogo ad un lavoro esteso ed impaccioso. Per questo servizio è sempre insuf{ìciente il personale del meglio esercito organizzato; dovrassi perciò ricorrere al pei·sonale :5an itario volontario dì cni s'impi egheranno gli infermieri più disciplinati , più robusti e p;eferibilmenle qLrnlli che ebbero già all' uopo un'istruzione in tempo cli pace. A. prevenire che questo personale d'accompagnamento non si disgreghi dal personitle militare e,non si sperda lungo le retrr)vie, verrà ogni infermiere nrnnito d'una carla speciale di riconoscimento firmata dal delegato, in forza della quale non potrà :oltrepassare nell'accompagnamento quel limi te che è fissato dal medico di tappe, e dove dovrà trovare il suo cambio. Il personale sanitario volontario verrà pure impiegato. nell'accon;ipagnare i trasporti dei ferit i ed ammalali dagli ospeda!L da .campo alle stazioni ferroviarie e da ques~e agli ospedali di riserva. Si wirrà profitto nel grnncle lavoro cli sgomb ro dagli ospedali da , campo, anche· del materiale e del personale che venne offerto da istituti o persone privale; purchè questi convogli speciali si uniformino alle norme di marcia dei convogli dello Stato, ed accettino la
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· direzione dell'autorità militare. In soli casi urgen ti , riconosciuti, dall'autorità mili lare, si permette a. istituti o priva.te persone di formare e di dirigere con materiale e personale proprio un convoglio·. di feriti e di ammalati; la disciplina però del convoglio deve sempre· essere affidata al militare. Questo affluire e questo stenders i di treni e di convogli di mala.Li lungo le retrovie, dà luogo ad una infinità di bisogni, a cui doveri d'umanità impongono cli provvedere. I feriLi gravi, ad es., che non possono essere trasportati in lontani ospedali, debbono trovare la loro cura lungo le retrovie; i più gravi ed alti ad essere trasportati, devono essere internati in patria e spesso percorrere centinaia e centinaia di chilometri: hanno perciò bisogno di rifocillarsi, di riposare, di essere r iveduti, pulit.i e ri bendati nelle loro ferite. Questi bisogni sono soddisfatti con istituire sedi minori di cure, cioèospedali di tappe, slazioni cli rinfrescamento, di pernottazione e eh fasciatura. In questa zona. dove è un ambiente più tranquillo, e dove si è meno soggetti alle scorrerie ed agli attacchi improvvisi del nemico, può abbondar.si nell'impiega.re il servizio sanitario volontario, sia per rendere mobile il personale militare, , sia ancora perchè per tutti questi bisogni il personale sanitario militare sarà sempre scarso. Tali stazioni, in casi urgenti, possono essere impiantate con materiale·e con personale dell a.Società, ed allora può· assumersenè la direzjone anche da un delegato della Società. Se fosse possibile un ordinamento sanitario militare che desse· un sufficiente personale curante, gli infermieri volontari della Società della Croce Rossa troverebbero nn posto solo e più appro-· priato negli ospedali di fortezz~i ed in quei di riserva. Il carattere· coercitivo della fortezza assediata ed.il continuo con tatto colle autorità militari rende facile disciplinare un personale non militare ec non soggetto a cliscipl ina mili Lare. Nel caso nostro però sarà assegnato agli ospedali di fortezza. il maggior numero d'infermieri, ect in specie d'infermiere disponibili, affidando loro, in taluni casi, anche il disimpegno cli talune attribuzioni amministrative, che in ge-· nera.le non implicano una responsabi lità dell'amtwinistrazione. Negli ospedali di risen•a. pu·re, situali sul territorio nazionale,. dipendenti dalle autorità mili tari Lerri tori al i, verrà assegnato il maggior numero d'infermieri ed in specie d'infermiere in sussidio ai)
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pochi infermieri militari rimasti per servizio. Questi ospedali organizzati ed anìmin istrali, salvo le eccezioni imposte dalle condizioni cli guerra, eome in piena pace, soltralli ad ogni turbamento · delle vicissitudini delle ostilità, offrono un largo posLo ad nn personale sanitario non mili tare. Non v'è ordinamento di qualsiasi eserci to ben costituito, non v'è · provvidenza di socieLà di beneficenza che possa prevedere e provvedere i mezzi nece::;sari per una guerra lunga e grossa, durante la . quale, al momento, si moltiplicano a migli aia nei campi, negli alloggiamenLi, negli ospedali i feriti e gli ammalati da curare, daricoverare e da mandare indietro. In queste supreme necessità, in ' , cui non bastano nemmeno più i provvedimenti ado ttati in pace, le · autori Là militari autorizzano gli istituLi o le persone priva.te, che ne · faccian ricb iesta, cli ri tirare i feriti ed ammalati per curarli particolarmente. Questi istituti o pri vate persone, per averne l'autorizzazione, debbono avere almeno 20 letti ed accettare la direzione · dell'autorità militare. L'amminist~azio~e in quR~li isti luLi sanitari viene tenu ta colle nonne in vigore negli ospedali da campo, sorve,,Jiata da delerrati della Croce Rossa, i quali sono coadiuvali da sot" e) tufficiali , che sono divenuti inabili al servizio attivo. Le variazioni derrJi uomini che entrano ed escono di• cura, i casi cli decesso,, e) ed orrn i movimento nel personale dei malati, il quale imp li chi, t> ragioni disciplinari, sono sotto la responsabilità della rispettiva direzione. La disciplina dei malati è aflìdata al medico militare direttore coadiuvato dalla presenza de: sottufficiali addetti .all'amministra~ione. I registri ed i documenti, che interessano i lavori statistici e che danno diritto a pensioni ai mil itari od ai loro eredi, sono conserrnaLi all'auto.rità milita.re erestano invece agli istituti sanitari o i registr~ e i documenti amministrativi. 'Vi sono feriti ed ammala.Li che, per strapazzi sofferti, per lunga permanenza negli ospedali , per soverchio indebolimento, più che di una. cura abbisognano di essere ristorali con una lun ga . convalescenza cli essere rimessi con buona nutrizione. In questo caso lo · ' . Stato non può, quancl0 si tratta di migliaia, provvedere a tutti. Le· autorità militari cedono ad istitnLi o persone private, che ne facciano domanda., codesti ammalati. La concessione vien fatta quando · vi sia un aLtestalo del Sollo-comitato provinciale della Croce Rossa,.
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DELLA CRQCJs ROSSA
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il quale dichiari che l'isLituLo o personfi privata è in caso di ricevere uno o p(ù malati, e cbe esso s'assoggelLi al controllo dell'autòrità militare e s'impegni di tenere al corrente tli notizie sui malati la direzione dell'ospedale vicin iore. La concessione deve essere revocabile ad ogni cenno dell'autorità mili Lare. Si rifi Ltterà di conse.gnare ai privali gli individui aIT~tLi da malatlie contagiose, i sospelti di simulazione, e quei malati che probabilmente fanno presagire di dover essere licenziali per inabili tà al servizio . I feriti ed ammalati abb isognano bene spesso d'una cura che l'arte medica non conosce, e che se anche la conosce, non può pre·starla. Questa cura, estranea ad ogni arte medica, è affidata unicamente al pietoso senLimento dei benemeriti membri della Cro ce Rossa, i quali vegliano ai letti. Essi, coll a fiducià che deve i~pi rare il.loro servizio volonlario, fac ilmente penetrano nell'animo degli · ammala Li , li interroghino, li nulrano di quelle reminiscet1ze, che fan no ritornare tutti gl i a.ITettialla famiglia, li consiglino a scriverle, . e quando non ne sono capaci, lo facciano essi stessi. Questa sarà: in molte circostànze, la migliore cura che gl' infermieri volontari potranno prestare a.i mala Li. I senlimenti generosi che devono a.n imare i membri della Società . della Crnce Rossa al letto dei malati , trovano un degno risco1itro nell'i sti tuzione di un ufficio centrale internazionale d'inform~z ioni d~t farsi in tempo di guerra dal Comitato Centrale, e che deve apfire una grande corrispondenza d'amorosi sensi tra le famiglie ccl i feriLi e malati. L'ufficio internaz ionale cl' informazioni si istituisce nella capitale del Regno e si prefigge di dare alle autorità ed ai parenti informazioni sui feriti e sugl i ammalati del!' esercìlo nazionale, . alleato o nemico. Le informazioni sono aLLinLe dai documenti comunicati dagli ospedali, e compilati fino dalla prima accettazione . dei feriti, quando, appena raccol ti, entrano nelle sezioni di saniLà. Essi portano d~iquesto momento le dichiarazioni del nome, cognome, patria, filiazione, gennre di ferite, reg~imento, notiz ie, che essi mantengono per tuUa la permanenza sotto la cura militare. Queste informazioni, per tr-amite delle autorità mi litari, pervengono , confermate da clocumenLi, a brevi peri odi di tempo, al . Ministero della .guerra, il quale ne comunica copia al Comitato centrale internazionale -d' informazioni.
E di questi documenti che presso il Comilato non· debbono servire acl allro scopo per cui sono destinati e che, a gestione fini La, dovrannc, essere rimessi all'autori tà militare, si vale il Com itato <,entrale per · da.re le notizie dei feri ti e dei malati alle au torilà od ai parenti. L'ufficio è presiedu toda un delegato della Società della Croce Rossa. La. carità. ciltadina, eccitata in quei giorni cli commozione, in cui tLtLti gli occhi sono rivolti al campo, dove sono le affezioni più care, il padre, il figlio, lo sposo, non si risLit dalla sua beneficenza, come sempre si è visto, e manda cloni, largizioni, derrate, che clebbonsi fare scrupolosamente pervenire ai malati. I doni sono per cura dei delegati riun iti per provincie e spediti ad un ospedale di riserva indicato come deposito centrale dalle autorità militari territoriali. Le spedizioni dei doni ;;ono fatte in masse e gratuitamente permezzo · delle ferrovie. Non si possono spedire privaLarnen te, e se qualch e spedizione avviene isolatamente, non potrà pretendersi dal!' oblatore responsab ilità alcuna da parte dell'autori tà militare. I cloni devono essere impaccheLlaLi e suggellati e dal depositò centrale sono I • per cura dei delegati avviati all'autorità mi litare degli ospedalL che più abb isognano. La retta ammini strazi.one di queste largizion i sarà un vaìido incentivo per confortare i benefattori nella loro opera di cari tà; poichè, se la beneficenza ha ragione di diminuire, si è appunto quando essa dublta che la sua opera. non giunga al beneficato. L'amm in'istrazione militare deve perciò avere un registro, che deve confrontare esattamente co ll e consegne fatte dai delegati, i11clica,re con precisione quando da chi furono ricevuti i don i. Il Delegato capo e per esso i ~elegati devono esigere che sovente siano resi di pubbli ca ragione ·1e distribuzioni fatte e le rimanenze che sono nei depositi; quivi possono i clelegati àssnmere anche l'amministrazione e fare il rendiconto delle distribuzioni e cleile entrate · , dei cloni al Comitato Centrale. • I de!eo-ati che furono nominatì e che funzionarono durante la . o guerra ,1870-7·1, sono stati 624,; ed in qnesle nomine figurano tulle le gradazioni social i; ufficiali fuori servizio, alti impiegati dello Stttlo, ricchi possidenti, avvocati, no tai, mercanti, fabbricant_i, lettera ti e professori. I posti pirLimportanti vennero afr:ìdati ai. dele: era.Li scelti cla crli Ordini cavallereschi, ed il commissario impenale cc la ragion; cli questa preferenza cliccrido, che questi Ordini ave-· vano cog11izioni più chiare dell'organizzazione mil itare.
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LA. SOCIETÀ. DELl,A CROCE ROSS 1\
Il servizio volontario della Croce Rossa non è ammesso nel I' e:3ercito Jedesco in prima li nea; però le relazioni sul servizio sanitario della , campagna 1870-7'1 dicono: che in non poche occasioni il servizio volontario si presentò in prima lin ea, e che cliede splendidi esemp i cli auivitù e di regolarità nel servizio. Così i membri della Croce Rossa banno intrapreso spesso da loro !;Lessi il servizio di sgombro dei feriti dai campi di battaglia; così lo sgombro del • campo di battaglia ·a Sedan per il J3elgio Yenne fatto dalla cura volòn taria dei malati. Così l'organizzazione delle Unee cl i trasporto . davanti a Parigi, l'impiego della linea ferroviaria di circonvallazione davanti a questa città clevonsi, sono parole dell'autore della Croce Rossa in (;ennania, all'iniziativa del servizio sanitario volontario. Così per es. a Bl'i-Comte Rohert la cura dei numerosi feriti ed ammalati, che si trovavano nei trasporti, venne esci usivamente affidata . ai membri volontari della Società della Croce Rossa. L' esi)erienr.a nella guerra 11870-7 ·I dimostrò, eh e nel segregare i . malati gravi dai leggeri, sia per soverchia arrendevolezza dei medici , sia bene spesso anche per simulazione dei malati, alcun i di questi non gravi sono riusciti a farsi allontanare dal teatro delle , operazioni cli guerra ed a farsi internare in patria negl i ospedali di riserva, non ritornando così più ai loro reparti, o ritornandovi , dopo una lunga assenza . Ad evitare simili abusi venne proposto di nominare nell'esercito tedesco una Commissione permanente di medici, perchè tratto tratto si riun isca negli ospedali della rispetLirn . armata ed acldivenga all'accerla.rnento dei malati ed al lavoro di •se. gregazione. Un ramo su cui il regolamento del servizio sanitario tedesco si -fe rma in special modo, si è sopra l'invio dei doni ai feriti ed am, malati in guerra; esso dà, quasi prevedendo gli abusi che si sa. rebbero più tardi verificati in questo ramo d'amministrazione austriaca, le più minute istruzioni. Vennero attivati nel 1870-7·1 urfìci primari cl' informazion i a Berlino ed a Monaco, ed uffici succursali a Darmstadt e a Dresda. Quesl i uffici avevano l'incarico di dare notizie sui feriti e sugli ammalati dei due eserciti tedesco e francese. Prevale però l'idea di : sostituire ai rn,)lt.i uffici uno unico e centrale, per la cui istituzione ,il ministro della guerra prussiano accorda il locale e la mobilia gra, t ui tameote in Berl ino . 1
ED IL S.ElRVIZlO SÀNITA.RlO IN GUERRA
I deleo-all della Croce Rossa austriaca sono scelti tra gli ufficiali o ''fuori di servizi.o, e se questi non bastano, tra le persone che abbiano capaci tà e mostràto il loro attaccamento 'alla cura volontar!a {lei malati. Nell'occasione dell'insurrezione nel sud clell~L Dalmazia e nella Bosnia, dei tre delegati, che furono nominati nei di.stretti di Spalato., Ragusa e Seraiewo, due erano capitani di cavalleri~ fuori servizio, ed il terzo un consigliere cli luogotenenza. I delegat1., ,inscriLLi nel Comitato centrale della Croce Rossa pel servizio volon.tario, secondo l'ultima relaz ione, sono 1109. La società della Croce Rossa è istituzione umanitaria, che merita il favore e la protezione di quanti sentono i supremi interessi dell'esercito, della paLria e dell'umanità. Essa, ben organizzata, è destinata ad ordinare e a disciplinare la carità.pubblica; ed accettata di essa anche la peggiore ipotesi, che rimanesse quasi oziosa in 1tempo di pace, la sua istituzione, osserva in un suo scritto recente il generale Corsi, <e ofirirebbe sempre l'inestimabile vantaggio cli « somministrare al momento del bjsogno aHa carità ansiosa, feb ·« brile, disordinata, un quadro ove comporsi, ecl o.Il' autorità mi« li tare il modo di ricavarne subito il maggiore profitto possibile. « Nelle sue mani, in quegli istanti cli commozione generale, i be,« neficì affollati, tumultuosi, diversissimi, di denaro, di robe, ·« d'opera, offerti dai mille e mille si ordinerebbero presto, si ·« adatterebbero ai bisogni veri dell.'esercito in quel modo che « per gl i studii prima fatti fosse ravvisato migliore per un'utile ap « plicazione, per un equo ripartimeoto. Ella offrirebbe un organa·« mento stabile, già assodato, un personale iniziato, conscio del da ,(( farsi, affiatato colle autorità militari, mentre risparmierebbe a .-« queste in quèi momenLi di eccessiva attività, il sopraccarico ·di « cure estranee agl i atti puramente militari, disordinate pe1· neces-« sità, perturbatrici in una parola >>.
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P. Bosco Tenente nel 35° regg. fam,teria.
LllllH E l'EllIODICl
LIBRI E PERIODIGI
Ossei·vazioni e proposte di Pio SPACCAMELA, capitano clel genio. Rom,t, 11883, tipogtìafia ,Voghera.
J :ntiovi e i veeclii ~·eu11ilnenti tlel genio. -
·Quando si<1 àll'ordine del giorno la questione di riordinare i reggimenti del genio, chiunque de):)ba avervi una parte diretta o indiretta , farà bene a leggere attentamente il libro del capitano Spaccamela. Ivi è la discussione ordinata e tranquilla di quest'argomento, che l'autore possiede in tntl.i i suoi particolari . Non entreremo nel merito delle singole proposte, che però ci sembrano molto ragionevoli ; esporremo brevemente il pensiero dell'autore. Nei vecchi reggimenti, egli dice, vi erano lacune e col'nplicazioni enormi. L'ul timo riordinamento dell'esercito portò di conseguenza la necessi tà di ritoccare anche quello del genio. Prima ogni reggimento av,wa 2'1- compagnie e un plotone; agglomeramento soverchio anche con truppe della stessa specie; vero caos con quattro specialitil disparate: zappatori, pontieri, ferrovieri e treno; i primi po i suddivisi· nncora in zap patori propri,p11ente detti, telegrafisti, macchinis.ti, fuochisti, minatori , barca ioli. · La nuova legge porta i reggimenti da due a quattro; diminuendo, in cìascuno, il numero delle compagn ie. Tredi questi hanno una sola specialità, e il più complicato ne lrn tre; JI che è tpianto dire che sta meno male di uno dei reggimenti antichi. Si è fau.o un passo ; 1ha ne occorrevano dieci : siccom~ però· la strada è sempre aperta e non è esclusa l'ipotesi che si vogl iano, fare gli al tri, così questo libro p1.tò riuscire opportuno.
In tempo di gucrrn, fatti i conti, occorl'ono 116 brigate di zappatori; ne abbiamo 9; le altre devono formarsi all'epoca della mobilitazione. Ma ciò che è possibile per altri corpi, non lo è egualmente per il genio. Il passaggio dal piede di pace nl piede di guerra non deve essere una crisi, uno sforzo; ma la continu:izione, in un campo più difficile, del laYoro quotidiano. Come si troverà un maggiore del genio (tutto intento da :inn i e talvolta da lnstri a'snoi l:ivori di gabinetto), sbalzato improvvisamente al la tcstn di una brigata di zappatori mobilitnta? Perch è poi si è incastrnta nel reggimento misto una compagnia cli zappatori, fra i t.elegrnlisti e i ferrov ieri? Forse per ragione di equ.ilibrio tra la forza dei vari rcggiment.i? Se l'intento era questo, non fu raggiunto ; nè importa che lo sia. Nel costituire simili reggimenti non si. deve badare al numero delle compagnie, ma nl compito di ciascuna, sin in pace, sia in gnerra, sia nel passaggio dalla pace alla gnena. Una compagnia telegrafisti, per esempio, si mobilita con più tlifficol t:ì che una compagnin zappatori. Perciò si tolga la brigata zappatori al 3° reggimento, e si costituiscano fin dal turopo di pace le brigate zappatori che occorrono al la nostra formazione cli guerra. Questo per gli zappatori. , Nell'ordinamemto dei pontieri ~i è fatto un progresso considerevole; ma . il loro aumento non ò in proporzione coll'ampliamento dell'esercito. A ciascuno dei dodici corpi d'armata vuolsi dare un equipaggio da ponte. Come si è risolto il problema per quanto rifl~lte il personale? Dando nd ogni equipaggio solo mezza compaguia pontieri. Non è suffi ciente; nd ogni equipaggio da pon te, per rngioni morali e per le necessità materi.di che possono presentarsi, si assegni una compagnia; ad ogni armata si Dssegni una brigata di tre compagnie con tre equipaggi da ponte. Questo per i pontieri. Colla formazione delle sei compagnie t.elcgrnfìst.i, il servizio telegrafico in campagna può dirsi assicurato ; ma le compagn ie ferroviarie dovrebbero essere almeno cinque, quando pure non voglia loro nffidarsi se non la costruzione. Occorre poi .venire ad una decisione intorno alle locomotive strarlali, e se queste verranno ammesse, il relutivo personale non dovrà essere unito alle compagnie ferrovieri, poichè costoro (non occupandosi se non di costruzioui) banno tanta relazione con le · locomotive, quanta ce ne possono avere gli alpini. Rispetto al treno la nuova legge ha portato un aumento sensibile. Ma perchè le compagnie del treno non sono riunite a brigata come le altre spccialitù del corpo del genio? Perchè in tre reggimenti del genio non vi è più veterinario ? Nel reclutamento ùegli J.NNO .lì:XVlll, YOt.. 111
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LllllU 450 uffiçiali del treno uon si segue un sistema rnzionale. Vi si passano i ve_cchi tenenti del genio che nou riuscirono agli esami per la promozwne a capi tano. Così sulla fine della loro carriera, questi comirtciano un nuovo servizio, con quanta passione e conoscenza è facile immaginarlo. Ilisogua che i sottotenenti del treno siano tolti dai sotLufficial i, che passano ufficial i alla scuola di Modena, e che da tali sottotenenti provengano i tenentr, i capitani e i maggiori. Un'ultima osservazione : mentre genera lmente si ammette che abbiamo quadrupedi meno robusti li carichiamo più. che in crualunque allro esercito. . Queste idee, qtteste proposte, che noi per obbligo di brevità abbiamo dovuto gettar lì come aforismi, vengono dall'autore esposte e svolte in_bell'ordine , in bella maniera, cd appoggiale ad esempi tratti dalle ul time guerre e a confronti con quanto esiste, in proposito, nell'ordinamento dei principa li eserciti stranieri. Chiudono il libro le tabelle graduali numeriche di formazione dei reggimenti del genio, secondo il nuovo organico .
Not;i.zie storico-topografiche raccolie da Roma, "883, tipografia Voghera, prezzo L. L
L fo,•ti ,ti Ilouu, . -
M.
CARCANI. ~
L'autore, già noto per altre opere letterarie, scritte con bel garbo e con molta erudizione, olTre in qt1est'opuscolo la mi ,,lior g1iida, a c?i voglia f_are il_ giro . dei nuovi forti di Roma, non° allo scopo di nconoscere 1 part1colan tecnici dei forti stessi, ma solo i caratteri topografici e le memorie storiche dei luoghi o·ire sorgono . « Il suolo che circonda l'eterna città è ricco di gloriose memorie e di classiche denomina_zioni. Le strade consolari che da essa s'irradiano, i lunghi acquedotti che lo percorrono coi loro archi giganteschi, i ruderi cli antichi sepolcri e gli avanzi di grandiosi monumenti, Qrrli edifici mcdioevali della magnificenza papale, gli stessi umi li casolari delle incolte e interminabili tenute, tutto parla alla mente, destando i ricordi d_i un glorioso passato . Ovuncrue sorga uno dei nuovi forti, ivi è un ncordo storico, un celebre nome. Fu quindi ottimo e lodevo le pen-
E PBRLO DICL
siero d'imporre ai forti i nomi delle località, cioè dcdla strada . della collina, del ,;asale, della tenu·a ove sorgono» . Così dice l'aut,~re. Perciò, aggiungiamo noi, fu anche ottimo e lodevole pensiero queste localitii , questi nomi illustrarli; ì'ic6rcare degli uni le origini e spiegarne il significato ; risvegliare delle al tre e raccogJiere iii nn libro, che possa correre per .le mani di tutti, quei ricordi storici che più parttcolarmente interessar possono i militari. La nobiltà dei nomi è una forza. Ora che il nostro centro di gravità si trova sul!' antica base, giova al lacciare i · fatti del presente e le speranze cl ell' avveni'rc calie tradizioni del passato, e se non u-e troviamo nei secoli vicini, possiamo rimontare, perchè abbiamo quasi tremila anni cli storia . Quella di Roma antica, che abbiamo imparato da fanciulli, e ci pa-' reva una specie di storia sacra, comincia a sembrarci, qual è realmente, storia nazionale, e lo sembrerà anche più a quelli che verra??o. La storia di una fortezza la crediamo utile, dal punto di vista militare, come la storia di un reggimento; e se i forti di ,Roma, nati ieri, non hanno storia, sappia almeno chi può essere . incaricato di difenderli, che il suolo dove sono piantati ha una storia famosa. L'autore comincia con un cèi;.no I sulle fasi per cui passò il pro<Yet.to delle forti fk_azioni cli Roma; poi en'tra in argorne.rtto colla desçritione t.opografìca e le memorie storiche di monte Mario, e continua seguendo, da nord a sud, i forti collocati sulla destra del Tevere fino al forte ' Portnense, e poi · rimontando sulla sinistra, da sud a nord, · fino a quello cli monte Antenne. L'argomento è attraente e l'autore sa trattarlo con maestria · un nome, un rndere, una. lapide: gli porge occasione di fare acconci~ digressioni. Il libro è breve, n:ia si legge di un fiato . . Nella conclusione si accenna r,gli assedi sostenuti da Roma e specwlmente a quel lo del •184-9, quando, priva di mezzi e quasi di speranze, resistette per oltre due mesi ad un esercito francese. È un buon augurio per l'avvenire. Hic manebirniis optirne, ha detto un centurione antico; a Roma ci S'iamo e C'i, reste1·erno, ha eletto Vittorio Emanuele. J forti cli Roma sono l'espressione monumentale cli questi due concetti che l'Italia ha fatto suoi e sosterrà ad ogn.i costo.
ANNO XXVIII, V OL. 1JJ .
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E PER IODICI
LIBRI
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['~Qte sulln ltdlica ,tella Fante1•ia per F. Loor, capitano nel 6° 1·eggimento bersaglieri. - ·Napoli, DeLken , 1883.
Partendo quindi dal pri11cipio che la fanteria non i,para efficacemente ·.se non fino a ·I 090 metri, deduce che la lotta fra le due armi · solo -comincia da questa distanza. ì\fa in guerra vera la tattica di scuola paralizzerà la grande potenza dell'artigli eria. Secondo l'autore i difetti provengono: 1° dalla soverchia sproporzione fra iI piede di pace e quello di ,guerra delle unità tattiche; 2° dai rilassati legami e dalle incerte relazioni fra il coi:nanclaute delle truppe e il comandante l'artiglieria; 3° dalla noncuranza nelle manovre di coprirsi e di porsi in batieria pri ma di venire sco perti; .errori assai più sensibili in guerra per la maggiore, estensione delle unità; 4° -dal modo fallace e incompleto col quale si suole addestrarsi in ·tempo di pace a riconoscere le posizioni ; 5° dal lungo periodo di pace che serve a radicare tutti questi ,errori in modo da creare illusioni ; 6° da alcune prescrizioni troppo assolute del regolamento di rhanovra, le quali non tengono abbas·~nza conto e della varietà del ter,reuo e della solidarietà che hanno I fra loro i diversi elementi costituenti le unità d'artiglieria; 7° dalla mancanza di un personale addetto specialmente alle perfostrazioni che inidi ed assicuri in terreno ignoto e coperto la presa .di posizione delle brigate; . . 8° dalla mancanza dì affiatamento fra il comandante l'artiglieria ,e i suoi ufficiali, senza del quale le sue assenzt per riconoscere ' le posizioni O per recarsi dal comandante le trupJ)e sono cause di ritardo, . ·-d'incertezza e dei più serii inconvenienti; · 9° dal,l'insufficient.e istruzione pratica della truppa e dei sot.tufficiali -circa il modo di prendere posizione, che dovrebbe essere estesa per tutte le situazioni possibili di terreno e di combattimento, e dalla man-canza di pratica nell' aggiustamento del ·tiro e nella condotta del fuoco ,pe-r partB degli ufficiali. Per dare poi un'idea· sensibile del modo col quale dovrà manovrare -e combattere una brigata d'artiglieria a differenza di quanto succede nelle esercitazioni, l'autore, abbandonati ~ particolari tecnici dell'arma, ·espone alcune situazioni speciali di combat.t.imento e rileva alçuni difet.t.i in cui cade troppo sovente l'artiglieria che sono: di esse·re lanciata troppo presto, epperciò inopportunamente~ s ulla posizione; 1
Questo volumeuo viene ad accrescere la fiorente e ricca biblioteca che si va continuando intorno ad un argomento che attrae la mente e V"li studi di coloro i quali, seguendo lo sviluppo delle varie• appli· cazioni dell'arte- di combattere, indagano per esse nuove leggi. i'lfa se \'abbondanza delle idee, che si svolsero nel trattare le più importanti e le minori questioni di tattica, e la invarial)ilità dei principi sanzionati dalla esperienza, dai quali bisogna pa1t ire, rendono ben difficile e ristretto il ca111po dcll'orii inalità per gli autori, dobbiamo però rilevare la chiarezza e la sobrietà con cui sono traltate le cose in questo I1tvoro, e la opportu na scelta di quelle di attuale interesse . Senza analizzarlo partitamente basta accennare che in esso l'autore mostra di conoscere ie più recenti teorie sull'impiego delle forze nel momento dell'azione, e di aver studiati i rapporti fra i diversi mezzi indispensabi li al successo della medesima.
»e la cond11,ite tle l'tu•fi.llt~1·ie tltins les 1n,naoe,.iv1·es et ,ni co,nru,t - Traduzione dal tedesco di A. OnTH
sottotenente d'artiglieria..
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L'autore incomincia a giudicare intorno all'effi cacia del fuoco d'artio\ieria coll'ammettere che in un qnarto d:ora . si può : 0 ,1o obbligare a 4000 m. una colonn,'i in marcia, di almeno un reggimento, a cambiare posizione; 2° fa r spiegare a 3000 m. una colonna in marcia, anche di un solo battaglione; . 3° mettere fuori combattimento a 2000 metri una truppa che voglia resistere, il cui fronte non superi in estensione i 150 passi; 4° trattenere da 2.000 a 4000 m. una truppa in marcia, distesa ~u fronte -di 150 passi; 5° distruggere fino a 4000 m. qualunque bersaglio per quanto piccolo. 1
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E l'ER IODICI
LIBRI
di rimaneriA troppo a lungo, anche quando il suo scopo tattico· fu raggiunto; . di mettersi in batteria pr·ima d·~ a·ve·re conoscenza perfetta dello scopo da r<1ggiungere e del bersaglio da battere. L'autore term ina il suo studio ooI!o sviluppare un tema di combattimento nel quale intervengono tre divisioni ;· ciò che gli dà occasione di seguire e di analizzare i movimenti e l'azione dei. diversi riparti dell'artiglieria del cor po cl' armata e riepilogare 'in alcune regole le · principali situazioni loro e il modo di forvi fronte.
Tu:/,t·i sclte Stu,lien iibe,• 8.lttssnnHaen bei ,le,• Ei••leit101g HJttl Fot•be,•eitung ite,• Ht1u1_1lkiJ.1a11re in
,1e,• Scltlttct. (Studi tattici sulfo misure per fovviamento e lei preparazione dei combattimenti decis·iv1; nella 9attaglia) per R. v. ARNIM, colonnello . - Berlino, 1883, tipo- · grafia Lucbrdt. 1
Nella Rivista m·ilitare (puntata di luglio •I 883) abbi.amo fatta la · bibliografia: del primo fascicolo di quesCopera; il secondo che abbiamo sott'occhio, conferma pienamente il giudizio favorevole dato fin da l prirn;ipio. Il metodo d'insegnare la: tattica sulla storia militare, portando, direi • quasi, il lettore sul campo di battaglia, è, per consenso di tutti, molto , superiore a quello d'insegnarla con astratte teorie. L'ordine e la chiarezza con cui il colonnello Arnim descrive le battaglie che prende ad esame, l'op portunità e l'acutezza delle osservazioni e dei commenti1 intorno a ciò che ha relazione coll'oggetto speciale dello studio, fanno usu fruire tutti i vantaggi del metodo.. Come .già abbiamo avvertito, nella bib.liografì a del primo fascicolo, quest'opera, che può stare da sè, fa seguito e parte di un'altra dello .stesso autore, intitolata la Tattir.a della s'Ìt1tazione, 'onde i fascicol i portano doppia numerazione ,e il secondo corrisponde al settimo dell'opera maggiore.
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Ne,.i e 111Uitii,•itwl,e-BUitte,•. 3° trimestre ·1883.
Ca1·attere degli attacchi contro le fortezze franéesi nel 1870-71. - Nell'ultima guerra franco-gMmanica ebbero le fortezze una speciale importanza. Due mesi dopo la rottura delle ostilità , quasi I' iutiero ,esercito tedesco si trovava fermato da vanti a tre piazze: Strasburgo, Metz e Parigi . E in 'collegamento alle operazioni contro di esse, una fotta quasi continua -avea luogo, intorno a un gran numero , di fortezze minori, che, o chiudevano strade d i comunicazioue, o, in altro modo qualsiasi, servivano d'appoggio alle imprese dei Francesi, o intralciavano quelle dei Tedeschi. Jln tale guerra varia, quanto viva ed estesà, caddero dopo un breve bombardamento con soli pezzi da campagna: il forte di sbarramento Lichtenberg, la piccola fortezza di Mar:;;111 e la cittadella di Amiens; si -arrese dopo un simulacro d'iuve·stimento ed un bombardamento ripetuto a varie rjprese, ma con soli' pezzi da campagna, la fortezza di Pfalzb,urg. Il forte di Rocroy fu preso con uu colpo di mano, aiutato dal bombardamento con pezzi dr, camp<'gna; le fortezze di Toul, Neu- Breissach / Soissons, Verdun, la .Fère, Mon tmedy, Mézières e Péronne, si arresero dopn ripetuti bombardamenti, cominciati con pezzi <la ca mpagna e continuati con pezzi d'assedio . Quelle di Schlettstndt, Thionville e Longwy caddero do po molti giorni di bombardamento con pezzi eia campagna e. d'assedio e dopo incominciati i lavori per un . assedio formale. La piazza di Strasburgo capitolò do.po un bombardamento di varie sctLimane e dopo compiuti i lavori d'·assedio, ma prima che si venisse all'assalto dell11 breccia. La piazza di Motz, col l'esercito ivi rinchiuso, si arrese dopo •dne mesi d'investimento. La piazza di Parigi, centro dlllla difesa del paese, cadde dopo quattro mesi d'investimento e quattro s.ettimanè di boml)ardamento. Le fortezze di Bitsch e Belfort, vennero in potere dei Tedeschi solo dopo la con- elusione della pace . .Bitsch aveva sostenuto un lungo bomhartlamento ed era stata investita per tutta la durata . delJ a guerra. Belfort aveva sostenuto uu mese d'investimento e drte settimane cli stretto assedio, progredito, coi iavori e le operaiioui, fino all a presa di due forti staccati. Caddero senza combattere il forte di Ltitzelstein, la pir·cola fortezza di Viry, la cittadell a di Laoo e il castello di Montbelliard. :S'arrese, in conseguenza di una battagl ia campale, la fortezza di Sedan.
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Osservando llllentamente, si vede che i Tedeschi si comportarono verso Metz e .Parigi molto diversamente che verso Sr.rnsburgo e Belfort, e che altreuanto diverso è il metodo impiegato noll'aw1cco delle fortezze minori. Davanti le grandi piazze, come Metz e Parigi, nelle quali si trovavano rinchiuse delle intiere armate, gli auaccan ti si tennero essenzialmente sulla difcnsi\•a; si posero a cavallo delle strade, vi si fort.ifìcarouo e attesero la resa per fame. Contro Parigi, nelle ultime settimane, si aggiunse il bombardamento per nffrettare la decisione. Contro f~rtez~e, la cui resa. per fame sarebbe andata troppo per le lunghe e Il cui possesso era necessario per la condotta generalo della guerra, ma la cui forza di resistenza non lasciava presumerne la resa per un semplice hombarchmento, s'intraprese un assedio formale. I l bombardamento in questo caso accompagnò i lavori d'assedio e il più delle volte ebbe per effetto la resa, prima che i lavori fossero lìniti. Contro le piccole for tezze, il bombardamento fu J'nnrco e quasi sempre fortunato mezzo d'attacco; quando per le cond izioni speciali delle opere, o per mancanza di pezzi d' assedio, il bombardame~to non _ave1ra .il ~esiderato effetto, s'investiva la for tezza (i l che con piccolo piazze ricb1edern poca forz11) e si tirava innanzi. I comandanti tedeschi non avevano alcuna simpatia per gli i>ssalti che oggidì costano troppo cari, come hanno sperimeutato i Russi' sotto Plewn:i. Giust·i(t.ccizfon.i di Bazaine (continuazione). '- È una estes11 bibliografia della recente opera di Bazaine intitolata: Episodes de la guerre· d1i 4870 e, blocus cle 1lletz . l combatti,menl!i di ltigl-io 1n·ésso Nicopoli e Plewna, 'J'nornA (continuazione) . - Partkolari sull'impiego delle risen•e russo. Particolari su l combatti mento dell'ala sinistra: Perdile. ,. L'isv1_-uz_i_one sul tiro. - Nei lunghi pcl'iodi di pace si perde spesso , l idea d1 c10 che ò realmente una battaglia, e si fa perdere agli altri, con regole e con norme, ohe servono al più nelle ma11ovre, m(l non• nei veri combattimenti. Così è quando si parla di direzione del fuoco della fanteria , nei combattimenti offensivi. Considerando attentamente le fasi di un ~ombattime,i~?· quali ce 1~'01Tre. a_ decine la campagna del "87~- 71, s1 :vede che I mfluenza cleglt ufficiai, sulle truppe (specie du,rrrn~e 1 combatl1~1ent1 off?nsivi) è mini ma e si limita quasi all'esempio eh essi danno dell abnegazione e della bravura. A misura che la tattica ha proceduto nel suo moderno indirizzo, la direzione del fuoco· del la fanteria passò dai gradi eleva ti ai subalterni, e ora siamo a un punto in cui sfugge di mano anche questi. Coll'ordine sparso diren-
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Lato ordino normale di combauimenr-0, la direzione del fuoco potrù man lenersi dagli utnciali solo in circostanze eccezionalmente favorevoli. Quindi il buono o il cattivo uso del fuc ile dipende quasi unicamente dalla truppa. Nei momenti più critici apparisce un fenomeno, cho non è nuovo, ma non fu 1)1ai così accentuato: nelle squadre, nelle squadrigl ie, gli uomini che, per cnrattere o per educazione, consl'rvano meglio il cervello a posto, diventano capi naturali dei compagni più vicin i; essi dicono come si deve mettere l'alzo, iudicano il bersaglio, fauno avanzare, fermare, appoggiare a destra o a sinistra. Questo fatto, che è uno dei tratti pi[t caratteristici dei combattimenti in online sparso, basta da solo a mostrare l'importanza di sviluppare nella truppa lo spirito di iniziati va in ciò che riguàrda l'uso dell'arma. l\Ia perchè !'·iniziati va non sia cicca, è neces~ario avvezzare con og11i cura i soldati a ben apprezzare le distanze e a meltere l'alzo in conseguenza di tale apprezzamento; nè per ciò ilvvi mezzo migliore che i ripetuti esercizi cl i tiro contro diversi bersagl i, in campagna, a di~tanze non indicate . .Finito l'esercizio ~i fanno notare· gli errori commessi e si completa, con un poco di teoria, l'istrnzione pratica. Giownni W aldeman e il suo ternpo. ST1Ct1LRR (continuazione). Conferenza sull:i guerra cli Borgogna. Notl'i, .~ul rio Paragitay, AMRRt<AN . - (Conti11uazio110). Wallenstein. - (Continuazione). , Unci conferenza sul fiicile a 1·ipet'iz'ione. - Si fa la storia di quest'arma dalle origini fino agli ultimi perfezionamenti e si concl1iudc: fino ad oggi, salvo la Svizzera, che ha adottato da molto tempo il Wetterly a ri petizione, nessuna potenza introdusse, su larga sca la, quPst'arm::i nel suo esercito. La Russia ne armò qualche reparto per esperimento; altri Stati fecero Io stesso. Finora uon sono che prove; ma questa è l'arma dell'nvvenire. A ppenn una grande potenza l'adotti davvero tutti dovranno imitarla. In Germania tnle eventualitù è da molto tempo prevista; tutti gli studi, tutte le esperienze Yennero fatte; naturalmente il loro risultato non è noto al pubblico; ma questo può vivere trancp1illo, che, occorrendo, si sa già a che attenersi. Non appena uno dei nostri vicini cl'orionle o d'occiden te metta fuori il suo modello cli fucile a ripetizione, anche la Gernrnnia avrà il suo, cbe non sarà inferiore a quello degli ,i)tri . La stuola dei lorpecliwieri 'ili Willels Point. - (Continuazione e fine). L'Assedrio della fortez za di Llissembiitg'J fiitto dai 'Francesi nel 1684. K:-.HF.
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E PERIODICI
LIBRI
Le marcie pbÙ lunghe di tutti i tempi (Continuazione) . - In Cf11e~ta parte del lavoro si descrivono: ·1° In marcia di Napoleone da .Madrid ad Ostarga sulla fine di dicembre 1808; 2° la marcia del generale inglese Giovanni l\iooro su Corunna, in principio di gennaio 1809; 3° la marcia de] genera le ing:cse Wel leslcy da Oporto al l3ouga; dove P.rano gli avamposti del generale Soult, i11 principio di nrnggio •1809; 4° la marcia dol generale Crawford, con una batteria a ca\'allo e un bnttaglione leggiero, su Talavera, il '.28 luglio 1809, ed al tre che ebbero luogo nel le campagne del 1808 e rno9 in Spagna. Conferenza si~lla tecnica. delle esplosioni in 1·ela,:;ione collo svili1ppo dei me:s:si esplosi,;i ed incendiarii. Bo1T. Dell'ese1·cito francese. Memo1·ie di un viaggio. - La Francia attribui le nosLro vittorie all a organizzazione miliLare; quindi adottò non solo l'obbligo generale del servizio, ma copiò leggi e regolamenti e si sforzò d'imitare, in tutti i rami della vita militare, gli usi e i costumi dei Tedeschi, una. volta tanto sprezzati. Le scuole dei sou'ufficia li, le istruzioni sul tiro, Ja scuola cli ginnastica iu Vinceunes, la sc11?la d'equitazione io S1111mur, la stessa accadem ia di guerra iu Parigi, sono imitazioni tedesche. Eppure quale divario uell'aspetlo esteriore dei due eserciti! Diciamo il vero: il soldato francese visto per la strada, non fn Jmona impressione. È mal calzato, mal Yestito, non ha contegno militare, saluta male i supei•iori. È raro vedere un soldato di fanteria che abbia il c.ippotto adattato alle sue spalle e i cal zoni adattati aile sue gambe; più raro nncora ,odcrne uno collo uose pulite. Fazzoletto avvolto al co llo a modo di salciccia, capelli che scendono sulla fronte, visi piccoli, insignifìcanti.... , in una pnrola il soldato francese, all'esterno, è precisamente il c:ontrario cli ciò che noi intendiamo 1>er un buon soldato. :\Ia bisogna andare adagio nel trarre, da tali apparenze, giudizi troppo sfavorevol i. Questa trascuratezza, che presso di noi snrcbbo la carntteristica del cattivo soldato, non Io è egualmanle in Francia. Le dne nazioni (Francia e Germania) hanno indole troppo diYersa per poter giudicare dei loro soldati dagli stessi indizi. La storia di molti secoli, o anche quella elci ·1810, dimostra che, malgrado Ja sua meschina fi gura, il fantaccino francese sa ballersi . .Però anche la fi gura è qua lcosa e non sappiamo difenderci da un sentimento d'orgoglio, facendo il paragone. Co11S1·derazioni sulle manovre strategiche della caoalleria russa nel 1882.
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Jo1u•naf of the Royt1l Uni.led Se,•vice .lnstitutiou.
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N. 120 del volume 27°. -
1883.
Tiratori a caoallo e cacalleria appiedata. - Tenente G. lhmLTOX del ,1<i 0 ussari . - Da qualche tempo si discute in Inghilterra sulla maggiore o minore conveniepza cli avere sin da l tempo di paco alcuni riparti cli fanteria atti ad essere impiegati cruali ausiliari della cavalleria in guerra. In varie spedizioni, come ad esempio nell'ultima di Egitto, simili riparti di moiinted infanwy vennero improvvisati, raccozzando iu fretta sul teatro sLesso delle opernzioni uomini e cavalli, ed adoperandoli, sia in aiuto della cavalleria in quei servizi che non richiedono cavalieri abi li , sia quando si volera spostare celeremente un certo numero cli fucili . Stante gli utili servizi resi da questa mo11;nted ùifantry v'ha chi la vorrebbe sin dal tempo di pace, invece di aspeuare a formarla: tnmnltuariamente allo scoppinre di una guerra. Altri asserisce che, se fossero permanentemente costituiti, simili riparti finirebbero col di\·entar Yera cavalleria, e che è meglio improvvisarli perchè non perdano la loro impronta di fanteria, che si serve del cavallo come semplice mezzo di locomozione. Altri ancora vorrebbero appigliarsi al mezzo termine di far dare in pace qualche lezione di e'(uitaziono e di gornruo dei caYalli ad un cerio numero di fanti presi tra i più svelti nei vari reggimenti, e riunirli rruando occorra. J.'ai.itoro dice che la discussione non sarebbe nata se la sua patria possedesse cavalleria in maggior copia e meglio addestrala a manovr~re a piedi . La migliore soluzione sta nell'i::truire, armare ed arredare la cavalleria iu modo che, quando appicclntn, possa manovrare e sparare cosi bene come la ·fanteria: cosa che, con un po' di buona Aolont.il, gli pare facilmente ottenibile. Si dovrà giungere a tanto, giacchè evidentemente tutte le principali potenze militari calcano I.a via che vi conduce a grado n grado. Esprime il desiderio eh.) l'Inghilterra cerchi tli ottenere il più presto possibile questo risullamento senza lasciarsi rimorchiare dall'esrmpio altrui. Iotroducendo delle opportuno modificazioni in lutti i reggimenti cli c,n-alloria, tranne i lancieri e le guardie che rimarrebbero come sono, l'Inghilterra riuscirebbe ad avere 15,000 uom ini che sarebbero ad un lem po abili ca·valieri e buoni· tiratori, senza dover ricorrere a formazioni ibride. Si
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propone iutanto. a gL1isa di esperimento, di trarre 1800 uomini dai· reggimenti di cavalleria e formarne tre corpi di 600 nomini l'uno. L'armamento sarebbe formato: · dalla sciabola da tenersi appesa. alla sella; da un fucile posi'ihilmen te superiore a quello della fanteria, magari a magazzino, fuci le che sarebbe anch'esso appeso alla sella, o tenuto ad armacollo se in vicinanza del nemico; da una baionetta, sempre portata alla cintola. Il vestiario dovrebbe prestarsi al combattimento a piedi; gl i speroni potersi togliere con facilità; il peso portato dall'uomo e dal caval lo diminuito per quanto è possibile, ma senza escl ndere una for te dotazione dì munizioni. Dare grande sviluppo alla. istruzione sul tiro. Suggerimenti per le future opernzioni di trasvorto. -:- Tenentecolonnello C. E. ·wmrnER. L1i protezione della nostra base marittùna nell'Oceano Pacifico, del Nord . - Maggiore generale J. W LAuHCE. Il confine russo-tm·cv nell'Asia M.inore. - llfaggiore C. CLAJTON. - L'antica li nea di confine si svolgeva pc:r una lunghezza di :2.50· migli a dal Mar Nern al piccolo Aran1t, clove si univa alla frontiera persiana. Staccandosi clal Mar Nero a norcl del la città di Batum seguiva la cresta cli una catena di monti, la di cui altezza varia dai 7 ai iIO mila piedi. Traversava quindi le vallate del Poskoff Tcbai e del. Kura e continuava ptt la linea di displuvio finc hè raggiungeva un piccolo tributa~ìo cleJl'Arpa Tchai, seguenclolo fi no al suo punto di. conl1uenza. Costeggiava poscia l'Arpa Tchai fin quasi al sno sbocco nell'Aras od Araxes, e, voltando a S. O., ginngeva alla cresta clellai catena di monti che li mitano a sud il bacino dell'Araxes; seguendo la· detta cresta passava per Ja . sommità del grandr Ararat ed andava a toccare il piccolo Ararat, dove si univa all~ frontiera persiana . La nuova linea di confine, stabilita in seguito alla guerra del ,1877. abbandona il Mar Nero al promonlorio di Kopmysh, a sud della foce del fi ume Tchorok, e segue la cresta clella ca tena cli monti che separa. il corso superiore del Tchorok dal Mar Nero. Continua per questacresta fi no ad un punto che è alquanto a sud della città di Artwin, quindi riiega verso est sino a Karaurgan, lasciando un po' a nord la· città cli Olti . A.bbandonanclo Karaurgan interseca l'Araxes, passa tra i viÌlaggi cli Medjingerd superiore e i\'ledjingerd inferiore e giunge alla cresta: della· giogaia che divide i ])acini dell'Araxes e del Muraci Su, passando a norcl del Kose Dagh : da questo punto segue lo spartiacque,. finchè rngginnge l'antica frontiera ai monte Tendorok. La porzione di territorio agginnta ai clominii russi comprende così~ 1
PERJODICI
il porto di Batum; la part.e inferiore clella valle del Tchorok, il quale è navigabile sino ad Artwin; la parte superiore del bacino clel Kura;
il bacino del Kars ed il Soghan li Dagh. , Il 1·ecente sviluppo del.lit tattica delle t,,re anni. - Colonnello,, C. B. BnACKBNDURY. La Ca'valle1·ia yeomanry, considerata come forza aiisiliari,a e di., · .1·ise1'1,a. - Maggiore C. J. EowAR.DS. C·i1·ca. il 1·ifomilf·e di carbone in alto mare le na1;i e le squad1·e na-·M li _ - Tenente R. S. LowRY. Le f'01·ze marittime ed il loro probabile ilnpiego in guerra. - Ca. pi tano Il. Il. I1Amns.
,1° tr imestre 11883.
\!oienni Sbo,•nik -
Documenti ,relat-i·vi alle ope•razioni del cl:istacca1ncnto cli Rtistsc·i1ilc (operazioni della 8• di visione cavalleria nella Bulgaria orientale). FoN- FOCT (seguito). ' Lovtscia., Ple1ma, Seeikovo. - A. KuROPATKlN. Osservcizioni cfrca al,:uwi la1iori cli' comq1etenzci del gen1:o milita1·e. - E. VoHONEZ. - Nei lavori cli costruzione per preparare a difesa un teatro d'operazione conviene tener presente : 1° che la difesa del noc-.. ciolo centrale d'un campo trincerato deve possibilmente affidarsi a p1~uti isolati, auzichè acl una cinta non interrotta ; ~0 che le opere · devono costi tuirsi ,jn modo da poter essere agevolmente modificate: in c.onseguenza rinunziare ai rivestimenti in pietra delle scarpe e controscarpe e delle parti fianc heggianti , limi tandone l'uso per le sole caserme; 3° çhe la costruzione delle opere proceda gvadualmente, affi ncbè acl ogni momento esse presentino qualche cosa di completo nel senso difensivo. Questi priucipi valgono per la fortificazione in generale, permanent.e · o passeggiera ; le formè stesse possono corr ispondersi· t:: solo diversificare a grado a grado per acc.rescere la copertura e rendere più difficile l'allacco di viva forza . Secondo codesti criteri al campo di Ust-Igiorrsk ( 188:2), la 1• brigata zappatori eseguiva alcuni esercizi di costruzione. Trattossi cli fortificare la ,1• 1inca difensiva d'un campo trincerato con opere staccate. Studiato questo · primo quesit.o, si procedeva al tracciamento del campo, alla costruzione del, profilo di un for te da finire nel limite massimo di% mesi ed alla costruzione completa d'un forte nel limite minimo di 3 settimane. L'articolo present.a··· 1
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UBRI
un disegno di quest'ultimo, in·enle froot.e a tt'acciato ci.wvilineo secondo u~ raggio di 86 metri ; magistrale per 4 cannoni da fortezza e 4 da. campagna e 168 tiratori; traverse, magazzini, polveriere per 32.00 cariche, casamatte per ·Ho uomini e 2.63000 cartuccìe. Dall'esperimento rilevavasi come per la cos.truzione di un sini ile forte con un lavoro di 3 settimane occorrano 6 comp,,gnie fanteria (•168 uorn. per ciascuna), 1 dì zappatori ed uri 1nii1,,~rnum di .:;pesa di circa 67,00 rubli ('268,00 lire nominali); e come '10 compagnie zappatori, 15 battaglioni fan. teria (con mia spesa di 2.68000- 800000 lire) sarebbero in grado. di preparare un campo trincerato per 2.5 battaglioni (Hi per l'occu pnione . dei forti e '10 in risen'a), 120 pezzi da fortezza e 80 da campagna . . Le cifre indicate, chiude lo scritto, provano l'enorme vantaggio (par: ticolarmente econelmico) di una preparazione preventiva. e gradiiale del presumibile teatro di guerra. ll 50° anniversario dalla fondcizione. dell' accadeniia Nicola dì Stato Maggiore. Fazione della cavalleria a Dolmi- Diibniak (28 agosto 1877). ANATOLIO G1KAnEv. Quasi a complemento dell'articolo di Kuropatkìn, di cui sopra, vengono raccontate in breve le operazioni compiute dal distaccamento di cavalleria (8 reggimenti russi e rumeni e 3 batterie) del generale Laskarev. Le battM'ie da 6 o da 8 pezzi? - M. SINovmv. - La questione è studiata sono i due aspetti: tattico (impiego dell ' aniglieria sul campo di battagiia) .e del fooco (tiro dell'artiglieria senza preoccupazione · dell' impiego). Tatticamente parlando può dirsi non esistere unità per l'artiglieria, mancando il criterio per fìssllrne i limiti; la batteria è piuttosto suddivisione amministràtiva che uuit.à tattica. Io fin fine l'unità per l'artiglieria è il pezzo, questo essendo l'ultimo limite di frazionabil ità. In combattimento tanto costituiscono batteria 2 pezzi, quanto 50. li fuoco solo può d:ir nòrma, e si dirà: . « .l'unità tattica dell'artigl ieria è quella tale fri1zione, la quale clu-rante un certo tempo è in grado di alimentare un fuoco non interrouo con un Jimit.e massimo di celerità conciliabile colla comodità pel suo comandante di dirigerlo ». Qua lsivogl ia frazione a'artiglieria che non basti a tale còmpito -non è unità, e, non può att~ndersene van·taggio sul campo di battaglia, se non nei casi rarissimi in cui si fa maggiore assegnamento sul l'effetto morale dei colpi, che uon sulla . loro efficacia materiale. Quale sari1 dunque la forza della batteria? I . più importanti fattori della questione sono: 1° il tempo che decorre dal, l'istante _di uno sparo, a quello in cui il pezzo è pronto pel colpo suc.-
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E l'ElHODICI
cessivo ; 2° il tempo tra due colpi eseguiti dal la bau.eria, durante il quale il comllndant.e ha agio di osserYare e di pronunciar~ il comando · voluto pel tiro seguente. In ba:5e ad alcune esperienze fatLe tirando con celeri tà a distanze normali ( 4 col pi al minuto a non più di 2560 metri) · lo scrittere fissa il primo tempo in ·1' (granata) e !I' '/, (shrapnel); il secondo in •15" -·I8,,,; cioè da 3 ~ 12. a ,i comandi· per 1'· Questi dati costitiliscono la piet.ra angolare del ragionamento circa i pregi della batteria da 6 pezzi. In una batteria di 2 pezzi p. e. dopo i due primi colpi con intervallo di 15" fra di loro, succede una pausa di 3y4 . (granata) o dì 1 minuto (e anche 1' e ·1[4 a shrapnel), durante la quale la sezione resta senza difesa contro un nemico accorto: inoltre essa non è io grado di produrre qualche effetto se non contro bersaglio , fisso almeno per 5-8 minuti. In una batteria di 4 pezzi dopo 4 comandi ('I'), ·il pezzo che sparò , pel primo è pronto pel 2° tiro a granata, e tarderà solo di •114-·1 y3 di minuto pel tiro a shtapnel : la b~tteria dunque dì 4 bocche da fuoco, essendo. in grado di eseguire il fuoco normale senza interruzione, potrebbe chiamarsi la vera unità tattica dell'artiglieria. Ma appunto l'e- · satta coincidenza dei due tempi (tempo pel comando e tempo per la preparazione del pezzo) costituisce il suo difetto, cioè: fatica eccessiva pei rnldati in un tiro prolungato, impossibilità dì tirare senza interruzione nei casi anormali (bersagli mobili, tiro celere, grandi distanze). Nella batteria di 8 pezzi, per quanto questi tirino lentamente (·I minuto 112. per tiro), il comandante che dirige il fuoco con velocità di . 4 tiri al minuto t.roverà sempre 2, 3 ed anche 4 pezzi che attendono · il loro turno: difetto opposto, che presenta ol tre il ,t 1-t di cannoni inoperosi sulla posir.ione. lia batteria da 1i- pezzi è dunque troppo piccola per la co.ndotta del · fuoco normllle, quella da 8 troppo grande : la vera unità dell'artiglieria è la batteria da 6 pezzi. Essa, pur non affaticando gli uomini,. eseguisce ,i- colpi al minuto, mentre ha una riserva di qualche pezzo per · eseguire il tiro accelerato di 6 col pi per minuto. Inoltre presenta un fron te giusto; ed è geometricamente parlando più in armonia colle dimensioni delle altre armi. Il 1° scaglione di una baueria di 8 pezzì conta ~7 Yeicoli, che occupano in colonna 800 passi e talvolta 1000.. Ecceziorntlissimi sono i casi in cui i pezzi di una batteria siano ridotti al silenzio per danni sofferti dal fuoco nemico; ciò avvien11 solo per la perdita degli uomini. In qualunque modo è irrazionale esporre 4l'ldelle bocche da fuoco della batteria in 1a -linea: se queste devono rappresentare una riserva, vale megl io adottare batterie da lì pezzi e la- . 1
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BOLLETTfNO BIBLIOGRAFICO
LIBRI E PERIODICI
sciare una riserva di bocche da fuoco presso i parchi, come pure . adottare per la batteria un oITetLivo più forte e lasciare una riserva di uomini cavalli presso lo scaglione dei cassoni. Nell'artiglieria russa esist0no circa 300 batterio ad 8 pezzi; ammesso, per le ragioni precedenti, che esse abbiano u11 valore identico a quelle su 6 pezzi, esisterebbe un supodluo di 600 bocche da fnoco, di 750 cassoni e di •I 350 veicoli a 6 cavalli ; togliendo quindi '.2. pozzi per ciascuna dtlle attuali batterie, si potrebbero formare 1100 nuove batterie.
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Passaggio del Danubio eseguito dafl' 8° wrpo presso .S•istova nel 1877 (con una carta di Sistova e dintorni). - 1\1. Circa l'articolo « Batterie da 6 o da 8 pezzi?» - Colonnello SNunn. - In questo scritto vengono constatate alcune inesattezze e respinte le ragioni sostenute nell'articolo ùcl signol' M. Srnov1Ev. Le granwi 1nano1;,re. A. L. - Lo scrittore trova che il rispetto alle proprietà impedisce il razionale svolginrnnto delle fazioni, e special. mente quelle della cavalleria ; egli vorrebbe quindi che il l.empo delle grandi manovre venisse fi ssato dopo il raccolto dei grani, vale a dire alla metà circa di agosto. Il cwrro 1·urale come veicolo militare. - N. C1(HKOv . Resoconto ·swi m.ovùnenti della cassa del/: esen·ito d·i, terra per
L'a;nno l88l.
BOLLETTINO BIBLIOGRAFICO Chef d'escaclron. l!ue colmane expédilio,uaaire ,laus le .,ml algérien. i voi. in 8·. Parigi, libreria Baudoin e Dumaine, prezzo L. 1, 25 . Accenna alla tattica degli Arabi, indica come deve essere composta una colonna di spedizione
D 'HINCOURT,
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WOLSELEY. TI.e soldiet•'11 poè/1et-booh.f o,• field se,•1Jice. (Manuale pel servizio di campagna) . Londra 1883, tipogra:f)a l'vlacmillan, prezzo L. 7. È la quarta edizione riveduta e aumenLata; contiene quanto è necessario sapere all'ufficiale inglese in campagna; si divide in quattru parti: 1° spirito militare e discipl ina, .ecc, 2° traspor Li, marce e accampamenti, ecc.', 3°
· •GARNET
s trategia e tattica; lt" fortificazione campale, topo grafia, ecc., ecc. ;n , MosL<:>VSKI, colonnello
di stato maggiore. ls islot•ii voietmago islm.,tva v' lloossii 'u'evohaPiett•tf Yelik't1go (Dalla stor ia dell'arte militare in Russia ai tempi di Pietro il Grande). Que-
st'opera, che vedrà in breve la luce, è il prodotto di studi accuratissimi fatti negli archivi dello Stato; mira principalmente a colmare le lacune esisten ti nella storia dell'arte militare russa del secolo xn, e comprende tre capitoli: I. Ordinamento tattico della fanteria, costituzione delle unitàmaggiori; missione principale della riserva e del corpo volante; II. Re.golainen ti vari d'istruzione, passaggio dellaformazione russa s u 13 righe a quella su 4 (1706), massime di Pietro I riguardo l'istruzione delle truppe .... , forma caratteristica del reggimento .... fuochi, attacchi , quad,r ato; III. Aforismi cli Pietro il Grande relativi alle formazioni di combatlimento, disposizioni ,del regolamento 1716, numero delle linee, importanza della riserva, pr otezion~ dei fianchi della 1•. linea con granatieri, direLtive ed istruzioni dello czar prima della battaglia di Fredrichstad ('1713). 1Wastaule11ia dUa obucenia sapie,,,ai/1 lwuuoulal, v'pielwtie (Istruz ioni per gli esereizt dei d1•appelli zappatori di fante1°ia) con figure lire 4, 1883 . Pietroburgo, Lipografìa mi-
. litare. ,Pofogeniia o s1111ier11i/1 lwmandali v'pielwlie. (Regola-
in Africa, quali norme deve tenere in marcia, nei bivacchi, nei comballimenLi, ecc., ecc.
mento pei drappelli zappatori cli fanteria) lire 0,60. Tipografia militare. Pietroburgo, 1883.
Ed m. Le Boyaunae ,te Prusse. 1 voi. in S'. Parigi, libreria Bàudoin e Dumaine, prezzo L. 4. È la storia militare e politica della Prussia da Federico II in poi, specialmente per ciò che rigua rda le relazioni di detto Stato colla Francia.
,lst,·u~ii dliti vetl·i enfo, saniatiia 110leui1t1 sapie1•ni,n dielmn v'voisslrn/1. (IsLruzioni per l'esecuzione dei lavori cam-
BoNNAL
, Bispos.itio11s1•elatives à l'exéculiou des manoetwres d 'autoume en '.ISS:J . 1 voi. in 8'. Parigi, libreria Baucloin e Dumaine, prezzo L. 1.
pali dell e truppe) lire 0,60. Tipografia militare. Pietroburgo, 1883. tenente generale. H.mna,ulirovataie otdielj11oi ciasli. (Il comando di un reparto autonomo). Pieiroburgo, 1883, tipografia del comando delle truppe della guardia e della circo-
KARZOF.,
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BOLLETTINO BIBLIOGRAFICO
scrizione militare di Pietroburgo, (rubli 3,50). T,ratta degJi, obbliO'hi in aenere del comandante di un reparto autonomo· 0 nelle varie c~ntingenze del s ervizio; cominciando dal giorno in cui eo-li ne assume il comando (presentazione degli ufficiali) a quel!; della parten~a del reparto stes so pel tea~ro di g uerr~ .. D.i particolare interesse sono le disposizioni relal1ve alla mob1hlazione. PAnrnvs1u, maggiore. Sbornik" opisau1i11retlmietov obmtrndirovanija ·, snariagenia v'11ov utvierstle1111il• obraa~of dlici voiska. (Descrizione degli ogg etti di vestlario e d'equipao-o-iamento recentemen te adottati per le truppe).. Al 00 libro vi sono annesse tabelle dei prezzi, e fi gure dimostrative. Quattro dispense; 1• e 2· dispensa L. 5,00 e 3· e 4· L. 6,40. Pietroburgo. . G. A. LEER, tenente generale, professore all'accademia Nicola di stato maggiore. E11~ikfopedija voiennil, i mo••sliil, i1au/,..
(Enciclopedia delle scienze militari e marittime). La pubblica~ zione vuole fornire ad og ni militare un succoso manuale d1 tutte le nozioni necessarie nel servizio militare .e nel ramo scientifico, e comprende 8 parti: 1• strategia, tattica, storia, militare ed esercitazioni militari; 2• amministrazione militare; 3• genio· 4• artig lieria; 5•marina; 6· storia politica; 7• matema tiche;8·~tatistica militare e geografia. L'opera in pubblicazione,. raccomandata in modo speciale da una circolare minis teriale, consterà di 5 volumi di 50 fogli ciascuno, uscirà per dispens·e , di 10 fo"'li oO'ni 2 o 3 mesi, di guisa che essa sarà interamente o o .. pubblicata- in 4 anni. Attualmente e aperta la sottoscr1z1one per le prime quattro dispense costituenti il 1• volume, al prezzo di lire '14,40. Pietroburgo. Tipografia V. Beso))rasov: · e Comp.
Il Direttore
ORESTE BARA'fIERI Tenente Colonnello net Be:Naoztert.
DEMARCHI CARLO, gerente.
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SOMlJARIO DELLE MATERIE ton tenute nelle dispense di luglio, agosto, settembre 1885
IMPORTANZA DELLA GEOLOGIA NELLO STUDIO MlLITARE DEL TERRENO . - Riva-Palazzi, len. colon . dis talo maggiore Pag. 5 ~ ALCUNI QUESITI ClRCA L' EFFJCAC!A DEL FUOCO DI FUCILERIA. C. Pasti, capitano cli fan teria . » 56 RASSEGNA TECNOLOGICA: 0Rl>INAMENTO ED IMPIEGO DEI PARCHl D'ASSEDIO , » 68 UN DOCUMENTO STORICO: PROPOSIZIONE PER LA FORMAZIONE Dl UNA COMPAGNIA DI BERSAGLIERI E MODELLO or UNO SCHIOPPO PER L'uso LORO . - Della Marmora, capitano dei gr anatieri-gua rdie . » 96 .LE FORZE MILITARI DEL BELGlO. -- Piet1·0 Citati, capitano cli ;;7 1P fanteria . » '106 /Z· , , -C1NA: F~H~E MILITAR!. - Ottavio Cer1·oti, tenente nei berp I': sagher1 . . . . . . . . . . . . . . . . . . » 119 ft. , SULLA RAZJONE DEL SOLDATO ITALIANO. - Relazione di J a o. Moleschott, senatore del r egno, al Minis tero di guerra » 177 J L REGOLAMENTO DI SERVIZIO IN GUERRA. - M . Caroani . )l 204 _ lL NUOVO REGOLAMENTO D'ESERCIZI E DI EVOLUZIONI. - Gio · vanni Castellani, capitano d'artiglieria . " 237 _ VITA E CAMPAGNE DEL GENERALE ACHILLE F ONTANELLI - S tefano Mainoni, tenen te colonnello cli cavalleria . Pag. 247-365 L'ARTIGLIERIA DA CAMPO ED I SUOI RIPARTI. - Fasce Giovanni, capitano d'artiglieria . . » 27'1 _ 'TEORIA ELEMENTARE DEI FATTORI DI PROBABILITA NEL TIRO. Luigi Gile tta, capita no di s t&Lo maggiore • . » 321NOTE ED APPUNTI DI TOPOGRAFIA. - G . B ertelli . " 390 _ .ATTREZZAM'ENTO PORTATILE PER GLI ZAPPATORI DEL GENIO. - · P . Mirandoli, capitano del g enio . ,, 412 LA SOCJET,\ DELLA CROCE ROSSA ED IL SERVIZIO SANITA!-\IO IN GUERRA. - P. Bosco, tenen te di fanleria . » 422 .--,
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!Libri e periodiei.
Italiani. Garibaldi Generale. - ANTONIO GANDOLFI . Pag. '148"· I nuovi e i vecchi reggimen ti del genio. - P10 SPACCAMELA ,, 448 ,, 450 I forti di Roma. - M. CARCAN! · . . Note sulla tattica della fanteria. - F. Loo1 » 152
Francesi. Le Spectateur militaire. . Pag. 152· Journal cles sciences militaire':>. . • » 157 L' état militaire des principales puissànces étrangères au printemps de 1883. - S. RAu . . . . . . . . . ,, 300 De la conduiLe de l'arlillerie clans les manceuvres et au combat. Traduit de l'allemand par A. 0RTH . . . . . . . » 45Z
T edeschi. Taktische Studien i.iber Massnamen bei der Einleitung und Vorbereitung der Hauptkampfe in der Schlacht. - R. V. ARNIM • • • • • . • • . • . . • • Pag. 150-4,540rgan der Mililar-\Vissenschaftlichen Vereine . . . . . » 165· Neue Militi:ll'ische Blatter . . . . . . . Pag. 170-309-455Registrande der geographisch-statistischen Abtheilung des grossen Generalstabes . . . . . . . . . . . . » 301 Jahresberichte i.iber die Veranclerungen und Fortschrilte im Militarwesen. - H. v. L6BELL . . . . » 30S J ahrbi.icher fi.ir die deutsche Armée und Marine . >> 305. SLrtiffleur's Oesterreichische Militarische Zeitschrift •> 3'13
Inglesi. Journal of the Royal United Service Institution
. Pag. 173-459'
Russi. Voienni Sbornik
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. Pag. 461
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