RIVISTA MILITARE lrf ALI1\N A
RACCOLTA MENSILE DI SCIENZA, ARTE E STORIA MILITARI
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Serie II1. -
.Anno XXVIII 'romo 1I.
ROMA, 1883
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VOGHERA CARLO, 'l' IPOGRAFO-EDITORE Via Na;:ionale.
LA GlOVINEZZA. DI NAPOLEONE I A PROPOSITO DI UNA RECENTR P~BBLICAZ!ONK rRANCKSR
,(1u.,.,,4,u1•le .,, .•on ''""JJS [11. :i@f)-1. :;fDt)] ,,,,,,,,,1,., les ,1oc,unc11ls iJJètlils, par Tu. I c;~o. lieu te nM1t-colonel d'art ill el'ioJ.
I. Proprietà letteraria.
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Lo chiam i, chi vuole, Bonaparte o Buonaparte; mcli.a anche l'accento sull'e; o, se più. gli piace, rjpeLa il sopranome la pa.ilfo aii nez, con cai l'insolente ragazz(lglia d'AuLun e di Briennc derideva la sgraziata pi-onunzia e la voce nasa le élel so li tario figlio drlla Corsica. Noi lo ch iamiamo Napoleone: i'anciull i, udimmo quesLo nome pronunciato presso il foco lare paterno da i superstiti <li cento hatt.oglie; uomin i, io l'ipetiamo colla trep ida ::nnmirnzione .. che inspil'ano i t rionrì e le cadute del genio. -Una stori,t gillSla e verit.iern di Napoleone, asseriva lo Stendhal or fa qnasi cinquanl'wn i, non può scriversi se non quando la posterila abb io pronunciata la sua ·sentenza defin itin, e il tempo abbia folLo giustizia di tutte le sciocchezze, che intorno al grande uomo sono state spaccial e da amici e da. aYVersa1'i: tale storia, aggiungeva. l'argulo scritlore, potrà sc!'ivcrsi solo verso l'anno "880. · Nel 188,1 il tenente colonnello lung p ubb licava un'opera di Ire volumi intorno alla giovinezza 'di Napoleone, e tosto si levarnno calorosi o universali gl i applausi, appena in tenOlti a quando a. q 11ando cla qualche timida -riserva. L'autore, il quale non può certti.mente essere tacciato di eccess iva rnoclesti(I., ci fa sapere fino dal
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I..\ Glll\'JXE7.%.\ DI X.\POLEO,E I
hel pi-i neipio che la vern. storia. cl i Fl'ancia giace ancorn sopoll.t sollo l,t p.oh ere delle cronache sincrone; o che egli, non lo dire ma lo ~oll1.n1 c1HJ~, lia scoss? la polvere di codeste èrouac lie. lia tia!Lo fl'.Ort nu,on document i, cd e pertanlo in grado di dissipare le nPh1'.,e dcli errore, ccl e~porre nuda cd intera la verilit. Aprin,mo il ltliro colla spc.ranza t~t t1·oyar linalmcnte una immagine di .\apoleone senza ~I, orpelli della lcggencb, non gua~la nè :idnlterata dal servo e11comio e d,111' oltraggio codal'tlo . . la no~ll'a speranza è ;;tata delusa: è pas;;ato l'anno 1880, o la ,;toria preconizzata dallo S:e.ndhal non _c_'è ancora . Je:;snno più di noi ammira la rn::;ta ornd1zione e la drl 1genza dell'autore nel raccogliere o ordinare i doc.umcnli; ma Lnllociò non basta ;i render buono ed accette, oJe 11 11 l~voro Morico: è d'u~po ~orralullo che l'intonazione generale sia g1~1~ln e qu~llunque idea preco ncctt;1. sia lnséialn da pal'le . Ora. la c1·11 1~a. del s1gn~r Tung pare a noi lroppo personale, su!JbieUirn 0 pn.rt1g1nna: eglt ha distrutlo il ~.tpoleone dell·l,, lC""en(l·i nn < , 111 n. < ,I I SUO P.O~lo l~a messo un ~apo(<'one scontlo fra gli scm·tafacci <li qualche ?iacoh1~0 in1pen_1te1~te. E toccalo a Napoleo ne ciò che av,iene agli imputali comuni : I oratore della le""O racco<rlie con S-0111111•a (.UJ . .U . . i'.>O ù L.nll1 1 pnt_"lic?lnl'i ~ella vila di lui , li ritocca, li dispone, li aggrn ppa, 11 lumeggia _m guisa da produrli come un complesso di canse che ~011d ucono /aLal mentc nl deli tto; il dil'ensMc fa nl11·et1n nlo , ma con rntcuto a~s.olu!amen.te oppos(o: l'uno, i addita nell'imputalo l'uom<> rn.llo al VIZIO , 1~ ~ess, m.o ,~mese, il fantbut.to; l'alt ro vi dipinge l'one,;ta, _la gc.nerosita5 . le doli più belle del cuore umano alle pi·ese coi i ~I.li _J.a to 11np la ~ab1l111.cn1c a_vvers? : da una partr a,,ete la i·equ i,.,101 ,a, clall alt, a la difesa, la stona non mai. Cli in 1e11 li dell' autore appaiono cli i:trissimi nel la i11 1i·od . · o r· I' · · . uz,one . ~ ua o ~rrgrne, qnale 11 Hllorn ~torico e i risullament i del!.' opera '.rnpoleoni cao/ « J3?nnpnrte non è ta le uomo eli o compen<lì irt sè wtto nn secolo: ~,a grnndc r1uanto , i \'O"li,1 e11 111· e·· ltlll" .· · . . .. ·• " ', o "' 1 a ([L1as1 annega to rn un_ com1~lesso cli av\'eni menl i più grandi di 111 i, in qrwlla grande rrrnluz1one di cu i egli non è che una emanar.ione morbosa: n.n prodoll.o .a_normalo ». Ora a noi par cliflìcile n1·curnulnre maggior, spropos1t1 111 così hrerc spazio. Lnsciamo slai·c ciù che l?cca la grandezza, questione puramente accademi ca : ma non poss,nino nascondere la nostra maravi"lia nell'ud ire cl.., llo T 11 a 1·· o « l J "' au-
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torc com into elcila leol'ia dell 'evoluzione, clic l'apparire ed il grnndeggiaro di ~apoleono è un fenomeno strano, una emanazione mMbosa, un prodotto auormalo 'della l'ivoluziono. L'anormalità, nel campo della storia, è propria. dogli nomini o ùelleisLituzioni che si rimango no l'1Lori, o procedono a ritroso del molo evolutirn; ma ciò non può di1·si di :Xapoleone. La sua opera parr11 strana ed nnorma ln u chi repn la pos,-ibil e che lo grand i r ivolu zioni politico-social i :;'arrestino a mezzo del loro corso, non giit al fìlosofo ed allo storico che 1-irnggono dallo spostare i l'enomeni, scindere arbitrar iamente i rnri momenti, e arrestare iI co1·:;o clella eroluzione: ~apoleonc è per essi il prod oLLo clolla Logica inesorabile degli avvenimenti. Lo ,rnppiamo nnche noi che il suo nome è legato alle più grandi sventure ell e pcrcossern la Francia: lo Iung ricorda mo:Hamente che nello spazio di se,;sant' anni la sua patria. ebbe a paLirc per ben tre \'oli.e l'invasione straniera; e la sua mente ricorre alln cla!a fatalt' del 18 brumaio l'i!J!J, siccome alla cagion prima di lulli i guai. Ma le grnncli inclividnaliliL e gli avvenimen ti che trascendono la sfera delle nar.ioni, non vogliono giudicarsi alla sola stregua del ;,enlimento naziona le: la p,1:;sio110, sia quanto si vogli,1. rispcLlabile, ~ pessima consigliera in materia di storia; essa spo~ta, rimpicciolisce e snatm·a i pl'oblem i più vasti e pit't compl es~ i, e f' icluce a Hn,1 que:;lione di cl inastia ciò che tocca virnmentc gli interess i universali della ri\'iìl.\. ~on seguiremo l'aulore su questa via: ci le, cremo in un aero più sereno , inacc,cssibile al le passioni e ai pregiudizi di c11ialunquo sorta; e in mezzo alla ricchissima supelleuile di fa tti , di documenti , cli co11sidé1·azion i d'ogni spec ie ,tccumulati dallo Iung, ci slndiel'erno di cogliere i caratteri più sp iccat i dell a nsion omia morn ie di Napoleone, o di deli neare il graduale s,olgirnento del suo ingegno militare.
lf. Le vicende della Yita di Napoleone anteriori all'assedio di Tolone non sono in generale lo più conosciu te: furo no da lui considerale quasi materia estranea alla sua storia, e tale giudizio fo
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L.\ GfO\'lNliZZA DJ N.\i'OLEONE T
religiosamente rispeLlato da Napoleone I.II, il quale voll e che il c.-11-teggio df,llo zio incominciasse appunto dal memorab ile assedio . L'infanzia, l'adolescenza e i prinii ann i dellà gioYinezza r imasero per tal g,uisa anoJtj quasi da tenebre, che solo aquando a quando erano rollo da qualche lampo annunziatore delle fort une avvenire. 11 genio della guerra presiedè al suo concepimenlo: là leggendaricorda . Letizia. Ramolino, che incinta _cavalcava a fìanco di Carlo Bonaparte, fra. gli armati, nel mezzo delle cupe foresLe della Corsica. Pronub i al nascimento furono gl i eroi : Letizia. fa assalita.dalle doglie del pf.rlo mentre tornava dalla ch iesa, e appena giunta nell'atrio della sua casa, diè alla luce un bambino, che venne Decollo sovra , un tappeto su cui erano effigiate le gesta. degli eroi dell 'Iliade. Quel bamb ino nomossi Napoleone, e nel bambino la fantasia ecci rata dall'entusiasmo; o dal la. mania adulatrice volle scopril'e i segni precursol'i dell'uomo . Così è, la coscienm popolarn Ila ò.ato torlo ,t Napoleone: i primi allori da lu i còlli presso Tolone crebbero fecondati dalla natura e dall' educaz ione: egli apparliene alta storia fin datl'infanzia. · 1Vacq1ii mentre la mia patria periva, scrisse nell 'olit ai dicianove ann i. La notte del 113 giugno 1769 Pasquale Paoli, accompagnato da pochi am ici, abbandonavtda Cor:;ica e poneva. termine alla loua d'ind ipendenza: .Napoleone allora aveva undici mesi di e[à. La patria morente gli lasciava tu!to il retaggio delle sue Yi rtù e de' suoi vizi. Il fanciullo cr0sceva fra le ispide balze incoronate di abeLi, o si aggirava per le lepenti valli popolate cli ulivi e di aranci; il suo sguardo protencleas i spesso sugli ampi orizzonti del mare, il suo orev-cl'iio udiva stran i raccomi di · oclii implacabil i, di vendeHe feroci, di insidie, di agguati e di pugne. La natura e la tradizione ' procedeano con_cordi per crnare e sviluppare fri lui la energia selvaggia e la tendenza a fantasticare, la .simulazione e l'audacia, la freddezza e .l'entusiasmo. Che cosa fece l'eclucaz ion'e? li padre ruppe bruscamente ed apertamente colle tradizioni. Aveva preso pa1·Le alle lolle d'indipendenza, e dopo la rotta. di Pontenuovo erasi con Pnsquale Paol i ri fogiaLo su lle montagne . Ma erano appena trascorsi tre giorni dal suo arrivo a Bucognano, ed egli assieme ai notab ili di Ajacc:io recavasi presso i generali De Ya ux e Marbeuf a fal' att.o di sommes1
A. PROPOSITO DI i;~,\ HECESJ E P UllBLlC.\ZlO>IE l'Il.\ NCE:,\E
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~ione alla Fran,cia. La. lotta per l'esistenza spezza le molte volte i çaralteri più forteme1He temprali; ed era appunto questa lotta che presenta.vasi coi suo i paurosi problemi al padre di Nàpoleone. Aveva egli venLitrè anni, giit due fig lì a cui stava per agg1unge1:sene un terzo; le sosLanze erano scarse e per giunta gravale d~t 1potec_he; c' era ht speranza cli una grossa eredità, ma per r ivend,c_arla lmor,rnwa sostenere una lite conLl'O i gesuiti, possenLt per ricchezze e ~er aderenze così a Roma come alla corte di Francia. L'ani~o suo Yacillò, e l'interesse della famiglia soffocò la voce del p~l'.'10L11s~o. Mentre i suoi vecchi compagni d'armi penavano nell'es1lto, o giaschi per le montagne erano a guisa di belve r icercati, inseguiti, e moschellali dai nuovi padroni, egli faceva pompa della sua sommessione allo straniero . e senza posa chieclevagli uffici ed onon. La cura delle faccende domestiche era. lasciata alla moglie; e sericordiamo che qua;;i ogni anno recarn una nuova. fr?nda alla corom'. dei figli, potremo fac ilmente .i mmaginare le angustie lll mezzo a_cu, .1.l ibauev-as( quella famiglia nobile ma povera. Aiutata dalla nudnce, da una cameriera, e da uua vecchia zia., Letizia. Buonaparle nor'. riusciva il più ùellevolteamellereunpo' d'ordinenellacasa . lfìgl, crescevano abbandonati al loro istinto; all'indole dolce, mansueta, arrendevole e timi da del primogeni to Giuseppe, raceva fiero co_nlrnsLo il caraLLe:r e di japoleone . Magro, lurido·, capriccioso, sclua. \ mazzalore, irascibile, metteva tuLlo sossopra: non aveva tu~ore ne rispetto, per chicchessia; nessuno Mi suo ( com~agni d'infanziasfut giva alle perco!5se e ai graffi di quel fan~tUllo, 11 ,quale_alla ~u~ac1a · -0d alla prepotenza indomabili accoppiava nn asluzrn Dn1ssrma, rnercè cui sol.traevasi sempre ai rabnffi della madre, che, b~1ona e giusla con tutti, avrcbbe certo rint~zza.to l' unior bat~agliero del figiIO: Studiare era l'ulti mo pensier'o ; apprese a leggere m una scuo la d, .hamh ine; dall'arcidiacono Luciano, suo prozio, ebbe qualche zione di storia sacra; dallo 1,io Ji'esch imparò i rudimenti delfa. s~r1ltura . Aveva bisogno d'aria, di luce e di molo; le pareti clomesL1che erano. per lui un carcere insopportab ile; pass?n la porla; . appen~ ooleva, e 0"iù per le strade, nelle piazze, in nva al mare, 1 ca.peli, ;composti, gli ab ili sdrusciti, il naso per l'aria, pa~sa~'a ore ecl ore in compagnia di pastori e marinari. Che sa~·à mai d1 ques~o fan~ ciul lo'? Cerchi, chi vuole, nella prima infonzrn , le cause prime e 1
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Gl0 1·1x EZZ.\ Dl JUl:'OLEONE
A PROPOSITO D( U.NA 1\ECE:"<TE l'UllBLlC.\ ZIO:-- B l'R.\~ CBSE
germi della virilità : a noi parrà sempre opera vana. Quanti fan ciulli non ebbero indole somigliantissima, e pur non toccarono la stessa mela! L'età infantile non può avere pertanto tutla la imporlilllza che da parecchi le si attribuisce: è uno ·stato puramente potenziale, è un foglio di carta bianca su cui l'avvenire segnerà le impronte del la vi rtù o del vi7,io , del genio o della imbecillità,- df+ l'eroismo o della vigl iaccheria. )fa l'avven ire del fanc iull o dipende per grandissima parte dalla educazione e dall'ambiente; ecl era il pensiero della educazione dei figli ciò che sommamente preoccupav~t l'animo di Carlo Bonaparte. Gli interessi della famiglia l'avevano jndotto a rinnegare il suo passato, a r iconoscere i fatti comp iuti, e transigere indecorosamente-coll'amor proprio, colle tradizioni e coll'orgogl io di casta. Dopo il primo pa'.'>So t1ellach inafatale era inev itabile il secondo: perchè Napoleone potesse essere ammesso alle sr:uole militari di Sua Maestà Cristianissima, Carlo Bonaparte produceva un atto di nasc ila falsificato: in Lai guisa nella aspra l0Ua pe1· la es istenza soccombern prima il pat1·iott ismo, poi il più comune sen timento dell'onestà.
III. I Il dì ,J 5 dicembre del ,, 778 Carlo Bonaparte salpava dal porto di Ajacci o co i fìgli Giuseppe e Napoleone. Sbarcato a Marsiglia, recavasi ad Aix, indi ad AuLun, ove, mercè i buoni uffici di monsi~[110'r Marbeuf, fratello al governatore di Corsica, o!.lenne bmmessio_ne dei due fanciulli nel collegio di quel.la città, affinchè vi acquistassero le cog-nizioni necessarie per entrare nelle scLiole miIitari. Napo leone aveva undici anni: il fanciu Ilo vivace, irrequieto, indocile, at.taccabrighe, uso a scorazzare lut.Lo il dì per le vie di Ajaccio, cambia quasi naLura; trasportato fra le severe e malinco11 iche mnra éli un collegio governato da preti, egli diventa cupo 0 pensoso, schivagl i spass i, vive solitario. Tutta l' ene1·gi11. della mente ù volt.a ad imparare quella lingua di cui non ebbe fino a quel momento alcuna noz ione, e nel termine cli tre mesi egl i è in grado di parlarla e scri_verla correntemente. }Ia il ri cordo della patria Jon-
la sua indole •iso lana, violenlata etana g.11. .sla< -~empre davanti· • , • . • • • compressa, scatta a quando a quando feroce e 11Tes1sL1b1le; vib ra m lui potent issima la corda cli quel patriouismo, che qt'.a~Ho an~us_l~, è altreLlau t.o tenace ed intenso . Jfa seco, compagn i msepatcl?1li, ·I l'I·COl'a·I della, I'olla' leaaer1daria vt> ' ' dell a sna pa tri a contro la Francia, 1 ricordi delle vicende dei suoi parenti rami nghi s:1 ~e1· I~ montaane, 0 nascosti a Corle nella triste dimora de' Ganon . L '.mrn~gi~e di Pasc1uale Paoli, il c~i uom~ udi_ tante ~'o! te P:'01rnn.z 1,'\to I,:·~ le pareti domesti che, o ne crocclll de paslo1t e (:e mai ll1ct~: rii'. $la sempre dinanzi alla mente come qt1 ella dt un et o_e, che, li 1:,le_o sdeo-noso yìve lontano lonta no fra le pcì'pet.ue neb bi e c~ell r~gl11_lten~1., ma che tern erà senza dubbio, quasi ~uovo ~ncssia, Ira le 1sp t~~ balze materne. Nla Napoleone è in li'ranc1a, e \'1ve della ge~1eros1 ln della Frane i.a: suo padre non si stanca cli attendere nelle :1n t1ca~1e1:e de'grandi , dei ministri, della Co rte, e si pro~ond.e '.n ;ollecd.az 10.~1~ in suppliche, in inch in i per arer ~empre n t~OVJ f,~l'Ol'l. )<, c[1e JDl_pO l la· Quel 1'<1ga;,;zo pallido nel Yollo, 1 c:1pell1 111coll1, lo sgnard~ - 11n_mobile, l'aspetto malaticcio, ~he in un frnncese pronunziato aH1tal1ana ri corda Je o-lorie e le svent.ure <fella sua pa Lr1a, ha per 1101 quol_che cosa che ii~spirn simpatia: esAo ci rappresenta h 11aturn c!ie res1sle vìttorios:1 all'ambiente, e ci rivela una energ,ia mo mi e tulLalt1·0 che comune; può parer ridicolo a' snoi cornpogni cli col(egio, e fors'a nd 1_e ,,1 Ilo Iung.,, che rii)ete con un sent imento dt comp iacenza ma.I •d1ss1 1 0mulala la ridicola storpiatura.del nome di Napo eo_ne; ~er. noi e sooget.Lo di seria meditazione come LLl~t.ociò che .r ivel_ a le i_n L:me ~ ribi li battagl ie del l'an ima. Quando I co mpagn i s_uot Lac_c1a, a'.1~ 1 Coi s1 cli clappoccaggine e di yigliaccli crin , egl i, _fonc1u!lo c~t docl1c1 ~11~1_1, scaLLava co n quell 'aria i'redda e flemmatica che dal_suo 1ng1e:;~o nel collecrio fo rmò ciuasi il fondo del suo caroHere, e rispondeva ch e i P.rnuce;i Emrno dieci, rna. se fossero sLaLi ::;olo quatt.ro _cont 1·0 uno, . la Lo Ia Co1···· non avreb bero rna1. co nqu1s , :, 1c·1, · A ch · i f)01 oli ~ narlavadel i:· , . Pilol i, rispondeva con quell'ari,t di sconl_011_t0 cl:e tradisce un a.rn b1zione ìndomalJ ik : quanto vo rrei rns~omigliarglJ l . , ·_ Appre5 i i primi rudimenli dell,t l1 ~gu~t franeese, Napoleon~ pa:s,iva il 26 aprile del ·1779 dal coll egio di Aut.un nllascuola m1l1Lai e di Bi'ienne. Da questo momen Lo r,omincia. a diseg_narsi nellament,c iI suo cara ttere; il sno spirito acqu isLa fo rme sta b1li, moven7,e cletei -
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A 1'lH1 P0S lT0 Di 'nL\
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L.\ G10\'[XtZZ.\ DI :X.\ l'IJ LEO\ i, I
minale e prec ise. La profonda e irrimediabile contraddizione, onde era lnt\'agli ala la socielit fra nce~e, doveva ripercuotersi potentemente in quell'animtl estremamente sensib ile. Diso rgau i;:zuzione nella sfera dello Stalo, isLiLuzioni decrepite, 1nonan;hia senza forza e senza pre"tigio, clero fieramente avversato, nobiltà logora e corrotta, cond izioni politiche, ~ociali cd crnnomichc pro l'ondamenle Yi ziale; tale era la situazione interna della Francia nella seconda me1i1 <lei secolo w 111. Ma nel mozzo delle roYine del \'Occhio orr,11anismo sociale, sotto quello strato di miserie e di corruzioni si agitant una fo rz::t giovane, vigorosa, con::;cia della propria missione. Era il ter:w Stato: la parie da esso rappresentata nella storia fu fino a quel momento secondaria: uiutò la monarchia nella lolla co11Lro la fc udalilil, aintò i nobili nella lotta contro la monarchia: dopo le guerre della · Frnnd,t depo.,;e le armi e per un seco lo non c1 iè qonsi più segno di , ila . Ma ora si acringe a scender di bel nuoro nell'arena non piiL eorne allore sccondn rio, ~ihbeno come protngo 11i~la: i suoi filosofi, i :: 11oi pubb li ci,;Li, i $uo i lelleraLi ha~no formulate le sue aspirazioni, definiti i suoi dirilli; h,1nno compilalo un programma di gorerno e cli ri formr, ci,·ili o militari, hanno creala una nuora forza, l'opinione pubblica, che lenta nu inesorabile procede alla demolizione elci vecchio orgalì ismo, ep l'epara il cammino all a instaurazione di nuo, i ordini sociali . Il feroce antagonismo fra la nobi ltiLe il terw Sl ato si riproduce fra le pareti delle scuo le mil itari. Tl co ll egio cli Brienne, 1wl quale si accogliernno cenlo\"Cllli giornn i, era una scuola prepat'D Loria per qu el li fni i cad oui dell e fami glie no bili, cli c as1,irarnno agli alti uffici della prelalnra, c[e;Ja milizitl, della magislrn11m'l. e doll'amm inistrazionc: melit di es.,i mantenevasi del proprio, !"altra metà era mantenuta dallo Stato. Era la scuola governata chti frati IJcnedcltini. Frn le stesse pareli erano costretti a vivere i di-.rendcnti de!!li eroi delle crnciatc, e i fìgli di quelli impiegati, cui la gi-azi,tsovmna. aveva disch iuso di re.con te l'ol impo della nobilli1 : ,libagia, orgoglio, lusso, l'rivole;m1, ignoranza, prepotenza negli uni : ~coraggiamenlo, umiltà, sommissione, a bbiezione e yi llà accopp iate ,1 1·aucore secreto e invincibile negli altri. Inevi tabi li non solo, ma freqnen ti di reni rnno i conn iLLi, e lanlo più asp ri e feroc i qun nto minore ern l'esperienza della vita. Cume po levnno mai quo' po,eri frali proteggere cffìcncemcnle qnel gioranelto còr.:'-o, quel misero
nr,:c1;:,.;·m
l 1 lJll Hl, IC.l.1:IO\E 1''11.\:-SCESV.
figlio cl'iisciere, come lo chiaurn~·aM i suoi c?mpagni, s~nza qnaL~ trini coali ·1hi ti l<wori e sdrncil1 con lro lo insolenze e I mollE:gg, ' o ( t"l • ' . • • • "'•) di chi portava il nome dei De Castnes, e dei De Commingr, -. , . _ Senzrt n.mici, senza protetto ri , senza ilanaro, lontano (lall a ran~1qlia, separalo ual fratello. cui n<L-\..1tlun sole\'~\ con~d~re i SLLOÌ secreti m~rtò ri conchnnaLo a yirerc fra compagni che irridendo all n sua p10nu;zia ostinatamente ita liana lo cli iamarano l<i priille cm ne:, eh~ lo tlssalivano e lo 1orme11tavano nell a capannucia di frasche ch'egl,'. a,,e,asi coslrntla nel cortile della scuola, e che beffardamente g,i ri nfacciayano la sua origine còrAa, la :;ua po\"crtà, i suoi naltlli 11011 illtlstri, quel giornnello, non che ra:-scgnv r~i al_ln do:~ sua cond,1,ione, sorridere agli scherni, a~cellare_con ~raz1osa .d1~11woll1'.ra ~epetlalc assestategli con garbo an stocrat,co, s1 rnccogl,e,·a lullo in_ si;:, si chindera ne' snoi ricordi, si lasciava trascinare dalle sne asp'.ra1,ioni e da' snoi sogn i. Ma spesso spesso egli era scosso e svegl ialo dalla. 1ri$le reallii della , ita, o allora un grido straziante erompe, a dal ln sua an ima csnlcel'aLa. « Se vo i, o i protettori miei, no_n vo~ lete O noo potete darmi di cl1e, i vere più de~orosame~Le, toghe_ten~; e to~ Lo cla. quesLa casa. Sono stai'lco cli trasci nare ltt vita nella 111d1<renza e di vedermi deri:;o da scolari insolenti, cl1cnon hanno so'.ra mc altro mori lo che la fortuna lol'O, e mi sono di gra'.1 lungn inferiori per nobiltit di sentimenti . E sarà dunque rnro, o s1gn?rc, che vostro rrglio debl,n essere perpetuo bersagli o a qual_chc z.0 L1c~, ~hc·;;uperbo 0 • piaceri che può procacciar~i con le sue ncchezze, 1rrnle allo mie prirnzion i ? ... ~o . padre mio, no; se la f?rtnna _non ,1 permette di migliornrc la ti1ia conùiz_ionc, l~glictcm1 ll~t .13r,en.ne, _e se è d'uopo fatemi impnrare un mestiere; 1111~urntcda ciò'.~ m~a d'.sperazione ». Ha ragione lo T_u~iz q~rnndo s~r,vc che qubl-t lel_Le1 a è nna rivelazione: c'è in e.ssa 1l lanr1ul lo e I nomo ad un tempo, ma più che l' invidia e la gelosia. no i Yi lrnviamo ht coscic~7:a d~ I pro prio valore, falltl vieppiù Yigorosa dalla p~tu~anlc n~lli~a elci com~ pagn i: questa leuera è la fie l'a pro lesLa d_o, c~1serecl? L1, ~ 1~1 vo~e di quel terzo Stato che sta ornai per \e\"are l ult11no ~rido d1 nbell1one: Ma qn:i li soccorsi e qn ali conforti poleYn dargl i un.padre eli o ?WH anno. Ycclc, a crescere le spese e fallire le speranze clell aumento d,. entraln.? _La fo miglifl aumenta va di numero: ne~·1780 _nasc?va. 1'. a?l,_n~. nel Ii8z }[aria Annunziata : le faticlte, i pensieri, le 111qu1etud1n1, 111-
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l..l GJli \'l~RZZ.\ DI ~APOLEO~E 1
mori, le um iliaz ion i e fors'an"co i rimorsi avevano pl'os~raLe le forze morali e lìsiche di Carlo Boonaparle. Le praliche per la rivendicazione della erediti1 non promeLlevano esito alcuno favorevole: era respinla la do manda per l'ammissione gralui la di Luciano nlla, -scuola di l3rienne, e Giuseppe, che quando avesse perseveralo nel propos ito di fars i prete, avrebbe tra poco recato qual che sollievo alla fam iglia, oi·ma i non Yolern pi ù saperne, e s'era messo in les[a · di diventare ufficiale nelle truppe del Re. Del>c,le compenso a tante avver:;ilà, Carlo aveva ottenuto la concessione di un vivaio di gelsi in Ajaccio, l'ammiss ione di Carolina nel Reale educanda.lo di Sa int. Cyr. ìVIa per condur 1(1 figlia in Francia occorreva danaro, ed egli non ne aveva, e lo chiese e l'ebbe a presiilo dal conte Beaumanoir governatore d'Ajaccio. Ed eccolo di bel nuoYo a Parigi, a scendere e sai ire senza posa pe1· le sca le dei rninì;;t.eri, delht Cotte e dei grandi ; .ad attendere nelle anticamere, a umi!iarsi a chiedere, a supplicare. Il padre di nn il'npera tore e di parecclii re confessavnsi rido tto orma i alla ind igenza, invocav,~ i favor i del ministro della guerra colle parole seguenti: (( vo i non potete fare cari là più grnnde di questa, che .è di socconere una famiglia abbandonala, che ha servi to sempre e bene il Re, e si adoprerà ognora più a prn del servizio n. Anche a noi come allo Tung fa pena il tòno dimesso e piagnucoloso ,d i questa lettera: al grido straziante del fanc iuIlo che preferi sce un umile mes tiere al grado di urriciale compi·ato a prezzo di umi Iiazioni , r isponde la. vqceaffìevoli tad' un pad1·e, che a/Iran lo dalle t.ortnre morali si prosterna ai piedi dei conquista tori dellasuapaLeia, quasi invocando da essi il prezw del tradimen to: Non sappiamo che cosa risp,ondesse a Nnpoleone: cerLo è che questi piegò il capo, si rassegnò,' D sL~e alla scuo la fino al "7 ollo.bre del "78L Ma non mutò caral1ere: f~Lsempre serio , grave, •r itroso, freddo, soli tario: sLudiò con amore le matematiche, la storia, e la geografia; disdegnò quasi la letteratura. La sua anima era sempre laggiù nella sua Corsica, in mezzo all lt sua fam igl ia, le cui sortì cominc iavano a preoceuparlo grayemente. Ebbe per poco il des iderio di entrare quale ufficiale nella rnat'ineria. militare; ma po i per ragion i di interessem uLò pensier~ e eh iesel'ammiss.ione nel geni o o nell'al'ligl ieria. SLtbi gli esam i e conseguì l'idoneilit per passare alla scuola militare di Pa ri gi: le tendenze più sp iccale dell'ingegno e del carattere avevan0 giit co-
A PHOPOS1TO Dl U:-{A llECl,:\TE PUDRLICAZIO~E F!L\KCESE
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mincìato a r ivelarsi: nelle note cal'alterisliche com.pilale pre~so il collegio di Brienne yeniv,1. ri levata la incli nazi~ne sua. alle scLenze matematiche e storiche, e l'an imo soYcrchrntore, imperioso e ostinato.
Nella scuola militare di Parigi raccoglievansi gli alunni più valenti dei collegi di provincia dell'età di tredici a qui ~dici anni'. ed erano mantenuti dallo Stato; v'erano inoltre ammess1 g1ova'.1etl1 d: nobile lignaggio mediante pagamen to cli ~n'annua pe~s1one cli due mila lire: gli uni e gli altri ricevevano 1l brevetto d1 so ~t.o tenent.e dopo varcato il seclicesimo anno di_ età. In~egna_vast 101~0 lingue straniere, storia, geografia, matemattche, ~orl1ficaz1one.' disegno, scherma, ballo, equitazione: c'era lusso d1 ~erson~lle '.nse~ gn~n te e di governo, lusso di tavola, cli yestiario, di ~erv itori ; gli allievi dormivano appaiati entro anguste celle, e Napoieone ebl~e a compagno il cadetto Desmazis, figl io d'un te~ent.e colonnello dartiglieria. Non ,era pertanto più solo come a Br1en~rn; ave:~ un compaO'no e un amjco a cui con fidare gioi e e dolori; era ''1cmo a. sua. sotella El'isa, e poteva anelare spesso it vederla; freq~enlavo la casa dell'avvenente e spiriLosa signora. Permon, e recavas1 qualche Yo lta a Versailles presso il suo proLettore monsignor MarbeuLMa a1'.ch~. a Parigi, come a Brienne, l'animo suo era ~ormc1:ta'.o ~a con~ 1'.rn'. dolori. Le differenze di casta partorivano gli stessi eJfetlt; nob1l1 d'. corte e nobili di provincia guatav(lnsi in cagnesco, pallegg1avan~1 insulti' venivano non rade volLe al le mani. Questa vol ta però il pover~ fig iio d'usciere r,olle vesti logore e sdrnscile non si conte~la più di consuÌnare dentro sè con la sua rabbia, o abbando~ars.1 a sfo ghi impo!.enti col proprio padre. L'animo suo ~i è inga.g(1a;d1to, il suo pensiero si è dilatalo : il somo delle idee riformatnc1 e ~enetraLo fra le mura della scuola mil itare, e il giovaneuo qurndicenne allevato nel lusso a spese dello Stato, scrive proprio una Memori~ contro il lusso delle scuole mili tari : 111Jn vuol servitori, 11011 ricercatezza nel yitto, non eleganza dispendiosa nel vesUre; dacchè gli allievi hanno ad essere soldati, si educhino alla sem-
~-\ Gf0Vf1'F:Zl.\. DI K.I.POrnO.\:E J
plicith e alla sob rietà, es'in<lurino alle fatiche. Le scienze che s'insegnano nella scuola non bastano ad appagare il suo spirito: vuol sapere la ragione intima della terribile malattia morale che travaglia lui e la società, vuol trovarne i rimedi. Leaae le opere di (, . G. rian · wcomo Rousseau, si accende d'entusiasmo, e sc1:i ve una mem.oria sull'educazione della gioventù . È una protesta e una male. dizione che i'! vilipeso giovanetto lancia con Lro quella società artifizia ta e corrotta che irride alle sue mise1·ie. Fra quella tempest.a c1i oclì, di rancori, di gelosie, di amb izioni svilu1)pavasi intanto e grandeggiava un sentimento più naturale, p iù umano, e più elevato. La fam iglia ayeva già una parte notevole 11ei pensieri e negli affetti di Napoleone: la morte del padre, avvenuta il dì .24 febbraio 1178.f-, doveva preoccupare vieppiù ancora l'animo suo. Erano otto fratell i: Napoleone n Parigi , E!isa a Sainr:Cyr, Luciano a Drienne; e Giuseppe, smesso il pensiero di farsi p rete, aspettava il momento in cui entrare anche egli nel collegio di Brienne: Luigi, Pnolina, Carolinn e Gerolamo erano in Ajaccio colla madre. La, direzione della famiglia , che spettava di diritto al~ l'arcidiacono Lucia.no in qualità di tutore, é assunta dopo brel'·e tempo da Napoleone e daJla madre: una perfetta cJnsonanza di pens ieri e di sen limenti si stabilisce assai presto fra madr-e e tìo-lio: quel giovane solitario, orgoglioso, misantropo, divorato dall'~dio e dall'egoismo lrova dinanzi alta immagine materna parole di amore e di venerazione . Egli saluta con gioia il giorno in cui, superati gli esami e nominato uflìcia!e, potrà occupal'si più e!Tìcacement.e ch e pet' lo passato degli interessi della sua fam iglia. Jl O dl -I seLLembrn 1178i5 è nominato sottotenente di artiglieria, ed è assegnato alla compagn ia honibqydieri del reggimento La Fére di guarnigione a Valenza nel Oe!Iìuato . Il comando della scuola militare n'a,,eva schizzato il ritratto seguente: « riservato e stndios.o, preferisce lo studio a qualunque sorla di clivE1rtimenti : lo diletta la lettura, de' 'buoni autori; inclinatiss imo a!le scienze astra tte, poco si cura delle altre; conoscitore profondo delle matématiche e d~lla geografìa, tacitur~o, amante della solitudine, altiero, procltve oltremodo all'ego,smo, parco di parole, pronto ,ed energico nelle risposte, fornito di mollo amo1· proprjo, .ambizioso, senza li mi te nel!e sue asp irazioni: è giovane meritevole di protezione ».
E di protezione non s~!o il _merito, 1~a ~vev~ altresì il bisogno , 11 padre suo non avevaglt ]ascia to che cteb1t1; e il nuovo sottotenen~:' quanto rjcco di speranze, altrettanto era sc~rso dt da_n~ro ,.., proprw nel momento in cui ne abb isognava maggior quanL1ta. Come _r~carsi a Valenza e presentarsi al reggimento'/ Approfittò de,ll'an11c1zm di buon Desmazis, fece il viaggio col suo compagno d'. cella, cosa naturale in quella elà beata, ch i aveva la borsa pena p8go anche per chi l' aveva vuota.
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A PROPOSITO D( UNA UECEXTJ, PUBB LrCAZIONE t<RAXCESE
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I vizi de!!' oro-anismo poli Lico-sociale travagliavano anche l' e~ sercito e crna,~a.no un complesso di condizioni miiitari anormall e crravissirne. Lo Iung fa di tali condizioni un q~wdrn esalto, co~pleto, vivace oltre ogn i dire; ci si consf\nta d1 stac~?re da. questa parLe é1el suo libro, che _è a giudiii,o n?stro_ la p1~ pre~ <revo!e, alcuni frammenti necessan per ch1anre l amb1e_nte in cut doveva vivere il giovane ufficià!e di artiglieria . L'esercito non poteva sfu!!gir-e ai!o sp irito critico, clissotvent.e , innovatore del ,se~ colo x.v1{~ : non appena gli sgnardi de' pochi eh iaroveggent1 :.1 volsero a studi.are le slle condizioni, un grido di allarme ecchegg10 nel mezw di quella società, che elegante, spensieraLa ed alle~m correva a o-ran pa., si verso la propria dissoluzione , «.Ltt m~gg101_' parle de' 1:ostri soldati, dicevano gli ufficirlli cli alcun t regg1!nen~t di fanteri a e cavalleria in una Memoria data alle stampe_, è,, costttuita dal rifiuto delle grandi r;ittà., da ~zios\ e v~gabondi, ~olpa cli questa maniera, di reclutamento, se 1l solaato e relegato al 1onc:o clella scala sociale ecl è universalmente considerato come un esser e dearadato: va aahondi e citladin i purchè abbiano statura e com·pl;ssione, e c~stino poco, s~n.? _uguali cla:7anL~ ~ll',incettat~re _>>.: «Il soldato, seri veva i I conte eh Samt-Germain mm1st1 o della. oue'. i ,t ·t:et ,.al 1·ibet't·1nacraio Jle l '1-~,..,6 J l , SI· c < òv , va in busca, commette • rndle. · , loaora le forze e perisce: chi è più robusto, dopo fattosi ecce:,51' o ' . . ]I' .libertino, diserta. La diserzione è male assa i cliffuso ne eser-
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AN1'0 X X VllJ, V OL. I l.
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LA GIOVl!'iEZZA Dl NAPOLEOè\E l
ciLo, e ciò deve alLribuirs i alla leggerezza di cara ttere e al liberLinaggio, e specialmente all a condizione del contadino francese, il quale l)Oll !Ja altra propri età che quella della sua persona. Cli i non ha nè casa nè lerra, non ha po tria: sola norma deliesue azioni sono 11 sentimento del proprio nrnJessere e la speranza di uno slato migliore }}. Dubois de Crancé, a cui la Francia andrà debitrice deÌla sua rigeneraz ione mili tare, addilava i vecchi reggimenti quali accolte di brigan ti sconosciuti, nel mezzo dei quali j padri non volevano, ben a ragione, abbandonare i propri figl i.- I quadri non erano gran r.;.o.sa migliori. « Un giornne che abhia a comandar Lruppe, $Criveva uno spi1·itoso abate, dee servirsi del miglior sarto, del parrucchiere p iù ab ile; dee avere l'equipaggio più splendido, il lacchè più Ycloce; deve bestemmiare assai, non mancare ad alcuno spettacolo., e intl'odur qualche noYità nella divisa della sua truppa». Al1;1. no la gaia e beffarda dell'abate fa coro la parola gr,we e malinconica del maresciallo duca di Broglie, il quale deplora come male comune a tutti, dal sottotenente al lenente generale, l'assoluta ignoranza dei cloveri del proprio stato, e dei particolari di servizio. li profondo antagonismo fra nobili di corte e nobi li di provincia, frn uflìcia li ricchi e ufficiali poveri, sLrappa amari lamenti al conte di SainlCermain. « I primi conseguono gli alti gradi di primo lancio, e quas i per diritto proprio: i secondi, colpa la nascita e la poverlà, sono condannati a languire per tutta la vita nei gradi più umili: condizione doppiamente dannosa, clacchè gli un i non lavorano perchè non ne han d'uopo per progredire, e gl i alt.ri parimenti non lavo rano perchè nessun utile ritraggono dal proprio lavoro >}. t'alla gerarchia militarn era difaUo considerata come l'oli mpo r iserbato agli iddii maggiori della nobiltà. Nel 1178,J gli ottanta ispetto ri generali dell'esercito si facevano presso il Re interpreti del malcontento dei nobili, i qru.tli vedevano usurpali daì terzo Stato i gradi e gli uffici ad essi spettanti. Richiedevasi per diventar uffìciale un au estato sottoscrill.o da quattro gen ti luom ini: e poichè la Francia era r icca di gentiluom ini spiantali, accadeva che quesLi, per liberarsi dai debiti, rilasèiavano tali attestati agl i odiali borghesi, e « con tal frode insopportabile, soggiungevano gli i,;peuori, si · tolgono alla nobili.\ povera i mezzi per conseguire quelli uffici che qnasi ogni giorno sono occupali da giovani ricch i
A PROPOSITO DI 1;.'ìA l\ECB'.\TE l'Ulll3L ICAZ IO".\E FHA"NCESE
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,del terzo Sta Lo ». E intanto per saLollare in qualche modo que!Ìa. turba famel ica, si moltipli cavano i gradi in maniera ridicola, snatu1.·c:tndo totalmenLe il concetto rlella gerarchi;:;, . Quella lunga: e monotona liLania· di colonnel li proprietari, colonnelli comandanti, co lonnell i in seconda ed in terza, colonnell i per commissione, colonnelli al seguito del reggimento, colonnell i addetti all'armala; tenenti colonnelli-colonnelli, magg iori colonnelli, car,itani colonnel li , tenenti e sott.oLenenLi colonnelli ci riYela una vaniL1t sconfinala ecl una avidità insaziab ile in quell a gioventù eh.e vole,•a giungere rapidamente a quel grado che deYe esser riserbato unicarnenLe al senno e all'e;:;peri enza. Il grado di colonnello era una Lappa, ma non la mela della carriera dell'ufficiale nob ile: nel 11776 il numero dei ge1iernli asce1~deva a cinquecento tren tacinque, e sebbene l'esercito .e la nazione protestassero conLro · questo lusso smodato di galloni d'oro fino a chiamarn col nome de' peccDti cap itali i set.te marescialli àeaticon un solo decreLo, pure il numero de'generaìi andò sempre crescendo, rìncbè nel il 789 raggiuDse la ci rra di novecenLosessanLDsei, di òauisa che v'era un aeneraie su cenlocinquanlaselte soldc1ti. Non ò LuLLo però era guasLo e corrot.to: il sorfio poten te delle nuove idee comi~ciDva ad agitare gl i anim i, specialmente degli ufficiali di carr iera e dei soLLuffìciali: assetati di giustizia e di riforme, essi aspettavano ficlen Li l'avvenire; l'energia dell lL vecchia stirpe francese s'era rifugiata in quella folla di diseredati, e non aspewwa che l'oc··.c,1.sione propizia per erompere nuovamente irresistibile e vittoriosa. meni o cl'artia[ieria a cni venne assei:t:nato Napoleone non Il. recro-i ùV ' t> era, per r ispello al recl utamento ecl alle condizioni in tern e, di ssimil i dagli altri . Per mantenerlo a numero facevasi appello alla bella f!:ioventù di Piccardia, la quale doveva sapere che nel reggimento La Fère si ball ava Lre volle la seLtima.na, si giuocava due voli.e al Dallo ne, e il re:;to della setLim ana Yeniva impiegalo nel gioco dell e bocce, e nel maneggio delle arm i. Il piDcere regna in questo reggimento aaoiun o-eva l'incettatore; i soldati hanno l'alta paga, epos' <?V i.i sono aspi rare all' uHìci o di guardia d'artiglieria e di ufficiale di for tuna . E chi voleva. godere di Lutto questo ben cli Dio non aveva che a r ivolgersi al signor di Richauffet nel suo castello di Yauchelles in Piccardia; il qnale rispe! Lal.Jile signore ern pur disposto a dar mancia generosa ll chi gli conducesse giovani volonterosi e prestanti V
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G!OYl:'\EZZ..\ DI X..\POLEOè\E I
Gl i uffìciali erano divisi nell e due categoriesovrnindicale. Uffic iai~ di fortun a, .'fapoleone non poteracerlo aspellarsi un aHenire moll o splendido: occorrelvano quindi ci anni di servizio per gi11 ngere nf grado di cap itano; dopo al!ri quindici passati in qnè,;to grado dove, a, nndarsene a riposo, e contentarsi della croce di $ . Ltti gi. La paga. intanto non era lauta : il souotenent e a,·eva 800 lire di stipendio dal governo, I50 d'indenn ilit all oggio ,lolla provi ncia, e 300 com !J" ,1 lli evo pensionato di scnola mi litare dall :1 cassetta particolare del n e. :Xnpoleone spcnde,a otto lire e olio soldi d'alloggio presso la signorina Bon, trcnt acinqll e per pensione all'albergo dei Tre Colomb i, allre qui11clici gli ,en inrno ritenu le so llo diversi titol i: pli rcstara pertanto una trentina circa di lire con cui far fronte alle, spese di vestiario, calzaturn , abbonamenlo al gab inetto cli let.Lurn, eccetera; èccetera. Eppure, dic iamolo a confo rt o dei giO\ nni so lloLenenti. ora, almeno una , olta, contrnto; quel trovarsi fuori della scuola e non esser più obbli gato a vivere tuLLo il giorno fra orgoglios i compagni, quel potersi scegliere a piacimento gl i nmici, era cosa cho riconciliarn colla vita e colla società quell ·anima :-comhuiata, altcrn, e disdegnosn . Non aveva certo molti amici nel reggimen to, e co i so li rralell i Oesmazis o con Darnoiseau viveva in qualche intimità; ma ciò gli bastava, e a render piena la sua contentezza s'ni;rgiuogevano le liete novelle che gli pervcn ivano da. Ajaccio intorno a Ile condizioni· economiche della sua !'amiglia. La Yila di cnserm a però, colle sne piccole e molteplici miseri e, gli tornarn gr:i,e cd uggiosn, e più di !.uLlo lo initava la burbanza e la scioperaggine degli uffi ciali blasonati . Cercava perlanlo ,1 ltra socielà; e mercè le co mmendatizie di monsignor Marbeuf fu ammesso in parc,~chi e case, o,e s'adunavnno le persone più eleganti, piil sp iri lose, e più còlte di \'nlenza. Apparl.en cnno tutte al terzo Stato, ed erano come lui Yittime delle disuguaglianze sociali, e come lui odiarano quet!a folla cli ignoranti e presuntuosi, che solo per di ritto di nnsci la occnpaYa1w i sommi gradi dell a gerarch iti. civi le e mililarn . . [n mezzo a lnli persone apri va l'animo suo , e trornrn fin almente chi lo cornprcndessP. e lo confortasse: ma la sna indole resislin i Lloriosamente alla energia trasfo rmatrice dello spirito francese; cgli :; i manlcnne asso lnl amen te còrso di carattere e cli affetti. Non poteva essere un bL1on uffìcialr,
.\ PROPOS ITO
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tJN ,\ HECE'.'\TE PUllllLIC..\ZlONE FR.\ ~c1;s1,
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rigido e appassionato osserYatore del proprio do:ere, affezionato nl reggim ento: qual premio polern sperare al ~ropri_o zelo, qual ca~p~ .era dischiuso all a sua ambizione? Era 11rlìc1nle cl i fortu11n; e po1 chc forturlt't non po teni speran;i èlalla miiizia, egli vo ile accon ere 1~ dore la patria e la famiglia lo chiamaYano: ch iese ed ottenne um~ h~enza di quattro mesi e recossi in Ajaccio: ebbe nnn prn~·og~t d, mesi e mezzo, e non gli bas tò; ne ottenne un altri\. di sci m:s1. C~s'. i primordi della carriera mi litare di l'iapoleone constano d1 tred1c1 me~i di senizi o, e quindici di liccnzn.
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Due pensieri preoccupano in <JLtCslo peri ~clo l'a,ni mo su?: _ii pensier o della fomig li:i e quello del $UO aHen1re . L uno chini o, ben definito cd ur"ente; l'altro ancora indeterminato e ronfuso . To~-11~10 nella casa pat: rna., ì\apolcone assume tosto l'urG cio di _ca~o fa~ni gl i:'.: sono sempre le stesse quisLioni della eredil~t, _del : "'.~10 dt ~~ls1'. dei posti gratuiti éle'suoi fratelli nelle_ se.nolo m,ltt~n c10 che p,u g'. 1 tlil pensiero. Orn parla a nome pr~pno, ora mette m_sccna 1~ ma.~1 e di cui erri i ·è inspirntore o segretano : ma nelle lette, e da. lu, sc11lle non tro;i più il tono dimesso, l'ossequio, l'adn lazione ~li Cari? ~3o11npnrte; v'ha tutta l'anima di ~apolcone, un far~ rapido e n c1so,_ un miraro dril.lo all o scopo, un'ari,l di sicurezza, d, padronanza e d1 -0rn0 ,,1io cli e ra presentire vicina la grande ri boli ione del ·I 789._ ~ elle le~e;e :;otlO$Critte dalla madre la chiarezza e rapidità di e:;po~1z1one sono accompagnate qall'affetto ; più. che il diritto, la do_n_na rnvoc~ la pietil; piotlO$LO che alla ragione, si ~·olge al_ cuore clegl'. mte~clent~ e dei ministri . Sono queste lettore ncchc cl, sgramm nt1catute e cli solecismi, e da. ciò lo .Lung trae argomento per r ider~ tlclla sc~r~a collnrn lelleraria di :Napoleone . Nè Yogliam? c0 Lraclcl1 r_lo; ma, c, sia lecito di domanda re come e perchè altre scnllure suo d, q~es~ epoca 110n presentino ugual i difelli, e non possano cla,·yero clirst .op~ra d'un giovane uso acl nccnpigliarsi continuamente colla gra~ma!1ca e col clizi()nario. Sono state esse ri, eclote e corretle da alln prima
T..\ Gfù\'1:-ihZZA DI KAPOLEOXB I
· cli esser licenziate per le stampe, oppure le sgrammaticature sono, effetto di noncura111.a e di fre!La, o. di quel superbo disprezzo della forma che ~apoleone non celò mai? Comunque siasi, gli interessi che stavaogli Lanto a cuo:·e non accennavano affauo a mel.lersi su via migliol'e: la dimora in Ajaccio non valse che ad aumentare lo scon f'0rto e i ti mori suoi . Ma egli sentiva nell'an imo suo qualche cosa che lo incilarn a sfidare impavido e tenace l'avversa fortuna: aveva quel secreto e i1wincib ile presentimento che è la forza eil tormento clegli uomini destinati a grandi cose . Q11el giovane che non sa nè grammatica 11è lingua, si rnelte in capo di diventare scri ttore, si dil tut.to allo studio, si pl'ova a scrivere un dramma sul Conte d'Essex, scrive una novel la del genere di quelle di Diderol.; ma più di lullOgl i sta a ~uore la Sto1'ia di Corsica. Eragl i venuto il pen siero cli scrivere questo libro (in da quando trovava.si alla scuola miìitare; ne avern poi scritto alcuni capitoli clurnnLe la guarnigione di Valenza, e li aveva spediti ali' Abate Rayna l, e questi li i·cstituì consiglia odo lo scrittore novell ino a slndiare ancora prima di mell.ersi a scriYere . Seguì, ma solo in parte, il consiglio . I l lavoro è finito nel maggio del ·1788, e Napoleone pensa tosto a far lo stampare. To1;na in Francia, ma, secondo il solito, non ha danaro, e a Valenza, a Auxonne, a DOie, a Parigi non Lroflt un editore compincenl.e . Spera di trovare un mecenate in monsignor ~farbeuf arcivescovo di Sens, e gli dedica l'opera sua; ma il buon arcivescovo muore, e con ·esso la speranza di veder l'opera pubblica la. Che fare? Era d'uopo di u 11 nome che, scrillo in fronte al libro, servisse quasi di passaporto e di commendatizia; e in quel fermen to di ocli, di rancori, di desideri, di speranze, e di timori susci tati dal la convocazione degli Sta ti genera li del "789, il nome di Pase1uali :Paoli ricorse alla sua men le come quel lo del vindice della indipendenza della sua patria e oli ' ù intitolò lt~Storia di Corsica . Lo l1~n~è scandolezzalo di questa dedica : la su;i anima s'arretrn dinanzi allo spel:lacolo di quell'ufficiale, che di mentico dell a propr ia condizione e de'propri dover i, lancia una, irosa protesta con tro i dominalol'i della sua patria. Noi invidiamo la sorte di ch i non ebbe111ai 9ccasione di sentire nel proprio petto battagl iare due sentimen ti ugualmente sacri, quello dell 'onore militare e quello della pa tria_ Ufficiale nelle truppe di Fl'ancia, Napoleone non aveva perciò ri n-
A PHOPOSITO DI UXA RECENTE PU LHl LICAZIOl\R FRAXCESE
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negalo il suo paese natale: il dissidio fra i doveri di soldato e i doveri di c<jrso erano un portato nalurale della silnai ione; e llllO a quando questa non cambiasse, uno dei dne sentimenti doveva soc-cornbere inevitabilmente. Nel mezzo di quella guena ostinata alla tradizione e alla disciplina soggiacque il dover militare: mentre da luni si proclama.vano altamente i diri Lti dell'uomo e la inviolabi lità delle nazioni, Napoleone si ricol'dò ch'era Corso e chiese con qllale diritto la sua patria fosse soggetta allo s1raniero . E allora si volse a Pasqu~te Paoli, all'uomo cle'suo i sogn i infa nti li, a.lJ'eroe della indipendenza còrsa, e gli rammen t9 i dolori, le aspirnzioni e le spera.nze della patria. « Nacqui quando la paLl'ia. periva .. .... . a LI.orno a.Ila mia culla risonarono le grida del morente, i gemiti dell'oppresso, il pianto della disperazione . .... La Corsica è Yiltima. di una amministrazione ra.pace, disonesla, corrom1litrice : anime f ili, assetate di guadn gn i si sono fatte compì ici dello straniero)> : ma egl i, il figlio di Cado Buonaparle, strapperò. loro ht masch era e le segnerà col march io dell' infamia. È Lullo ciò ostentazione, ipocrisia, des iderio di fama, ovvero manifestazione cli un sen timento naturale e spontaneo? Cerlo le idee sono affogate nella retorica; il giovane scrittore can1mina sui trampoli e ingrossa la voce per farsi vedere e udir meglio.: ma la Jet.tera. al T1 aoli non cessa perciò di essere l'espre::;sione di un sen timento el1e .Napoleone lm nudrilo sin da fanciullo , e che ora, scosso dal Lurb ine dell,t rivoluzione, erompe impetuoso ed irresistib ile. Gricli chi mole alla ingratitudine e aih1 fe llonia: è il prodotto necessario della potenza dissolvilrìce della · rivoluzione; oggi è Napoleone cbe in nome del patriottismo vien meno a' suo i doveri di soldato; domani sarnnno migliaia. d'ufficiali che per serbal'si fede li agli stessi doveri , si renderanno compl ici dello straniero e cospireranno a' danni dHll a patria.
vn. Naturn, ed educazione avevano falto di lui un r iYoluzionario: ma quale significar.o darà egli alla rivoluz ione, quale sarà la sua p::1rte negli avvenimenti che si svolgono dopo il ,1789'? Cont inuerà egli a
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A PROPOSITO T> l UX.\ H8CSSTF. l'UlJfJLlCAZIO:XE FRA?<Cl~:;E
LA. GIOVINEZZA: Dl NAl'OLEO:>rE I
rimanersi chi uso nella angusta cerchia del suo patriottismo, onero drizzerà la mente ad orizzonti più vasti? Aveva all ora ventidue anni d'eLi.t : grossa senza prOJ)Orzione, la test.a torreggi~wa sovra piccolo corpo; giù per le tempie scarne ed ossute scendevano lunghi e senza crespe i capegli castagni; sotto la fronLe ::impia ed aperta correvano due folti sopraccigl i, sollo i cui grandi archi lampeggiavano due occb i cerulei, fissi, penet,·anti. Un collo cortissimo congiunge,'a quella grossa Lesta ad un busto tarchiato, con petto ampio e sporgenle: da't lmslo penzolavano iunghe braccia con mani corte, sollili, delicate, e si spiccavano due cosce forli, ben torn ile,diriue, con due piedini da destare invidia nelle signore. Tale era Napol eone quale ci vien descritto dal lo Iung; e noi non seguiremo più oltre il valente colonnello,. il quale, artista ed antropologo ad un tempo , ci addi!a nell'incedere risolu to del giovane la sicnre1,za e la r isolutezza del carattere, nella sporgenza del mento e delle mandibole inferiori l'energia della vo lon!a e l'impeto delle passioni, nella finezza delì e mani e dei piedi il senlimenlo delicato delle situazion i, e nella grossezz?- della testa la vasLilà e la pro[onditii dei pensieri. E nep pure r icorderemo gli organi che, giusta le teori e di frall e di Spurzhein, rivelano le varie altitudin i dell o sp irito, reputanclo noi tale ricordo poco meno che inutile .<lacchè lo Iung non ha ,•oluto ind icarci q1tal grado di svituopo avessero tali organi rao-ait1nlo nell'anno di grazia 4789 . Certo è che in quest'epoca Napoleone era un ufficiale di fortuna , malaticcio, infelice, fantastico, ricco di ambiz ione quanto scarso di danaro . Alla poca islrnzione ricevuta nella fanci ullezza aveva rimedialo con leLture continue e svariate; e sebbene tal i letture venissero fatte senz.'orcline e senza metòdo, la mente ernsi tuttavia ~ddestrata ad afTe~Tare e sviscerare facilmente le quistiooi più in!ricale. Ciò che.in quel a:iovane ri saltava ma<roformenle ov ' si era l'amb~me sconfinata ed una audacia inclomabile. La ri voluzione schiudevagli un nuovo ed ampio arringo : ma egli era tutto coll 'anima nella sua Corsica. Il campo era meno vasto, ma. più conosciuto. Il dì :J5 settembre .del 11789 , otten uta una nuova licenza, abbandonava il reggimento e recavasi ad Ajaccio. I COt'si, come accade di tutti i popoli soggetti cla poco a signor ia :; Lraniera, erano divisi in due partiti: il radicale, capitanai.o dal Paoli, aspirava alla indipendenza assoluta; il moderato, composlo J;
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specialmente di giovan i fra cui primeggiava A. Salicett.i, contentavasi cli una semi-autonomia, e non era alieno dall' acceuare, sotto certe condizioni, il m10Yo stato di cose. Napoleone e i fratelli suoi seguivano ia parte radicale. Fra le istanze presen tate in nome della Cor;, ica all' Assemblea Nazionale primeggiavano quelle risguardanLi l'aut.onomi:t amministrativa e l'istituzione della guordia nazionale : nrn il ministero esi tavèl, e non aveva poi tnUi i torli, a dar le armi in mano a quel popolo fiero e r ivoltoso ; e Napoleone deLLò allora un indirizzo oll"Assem.blea, nel qu:ctle l'arditezza dei concetti era accompagnata. ad insolita yio lenza cli linguaggio. Alle parole tennero dietro i fatLi, e la ribellione scoppiò a Isola Rossa e a Bastia. Allorf\ l' Assemblea. :!\azionale, accogli endo una proposta di Sali<:eLLi, dichiarò la Corsie.a proYincia francese con diritti ecl obblighi pari àlle altre province, e concesse piena amnistia a cli i avesse cospirato o cornball.ulo contr-o la Francia. Sperava di disarmare con ciò la pm.'te radicale; ma questa approlìt.l.ò delle concèssioni per prncedere più risoluta ed energica nell'opera di propagancla ant.ifnrncese . Napoleone era fra i più operosi ed anelaci; scrisse e diede alle stimpe, egl i ufficiale dell'esercito, una lel.lern al generale J:h1l.: La fuoco, colla quale lo caricava di vituperi perchè ligi o alla Francia; propose di togli ere l'_aul.oritit agli impiega.Li regi e darla ai municipi; insligò i concitLadini suoi ad occupare la <',ìttadella. Le idee più andaci trov,wano sempre in lui un fautore caldissimo: era l'oratore più ardil:O del circolo patrioLLico e la sua parola immaginosa ed ardente trascinava gli animi . Ma l'ambizione sua restò delusa : Pasquale Pao li [u nominalo capo del governo, e il gioYine tribuno lasciato in disparte. Comprese allora. che er:t meglio ecclissars i, raccogli ersi, e attendere: gravemente compromesso di fronte alle auloritit francesi, odiato da una parte de' concittadini suoi a cagione delle sue idee superlalive, assente senza licema dal proprio reggimento, dopo scaduto il sno congedo, lasciò Aiaccio il 1 ° feb braio de l ntH e ritornò in Francia . ·
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L.\ GIOVINEZZA
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)IAPOLEO~E 1
vnr. Si trattenne parecchi giorni a Marsiglia, passò per Aix e Valenza: a salutare i vecchi amici, e il 13 febbraio si presentò al suo colon-· nello in Auxonne. Le ragioni addotte a giustificazione del. suo r itardo foro no menate buone, ed egl i r iprese con apparente tranqu illilà il servizio presso il reggimento. Più che lecondizioni della fam iglia, lo tormentavano questa volta i paurosi problemi suscital i dalla rivoluzion.e: le questioni militari discusse dalla Assemb la Naziorial e non avevano per lui la stessa importanza delle cruistioni politich e sociali. Ma intorno a queste egli non aveva ancora concetti chiari e ben definiU: la breve esperienza fatta in Aiaccio non era certamente ada.ua a illuminare ht sua mente. Si diè pertanto ad osservare e studiare: aveva qnalche dimestichezza con pochi antichi. compagni, Marescot, ({assendi e Desmazis, che incontrava spesso in casa <lei commissario cli guerrn Naudin: la maggior paete della giornata viveva soli tari o in mezzo ai libri. La sua ab itazione consisteva in una modestissima camera del padiglione militare, con un letLicciuolo, una tavol~t sovracarica di libri posLa nel vano della finestra, e dne -sedie: aveva seco il fratello Luigi, e l'aveva messo a dormire in un gabinetto atLigno. Come vivesse, egli stesso lasciò scritto. « Met.tevo da parte darnu·o per pagar la pensione al giova,ne mio fratello; ma in qual modo? · jon ponevo mai piede nè al caffè nè in società·, manoiavo nane inn i Jerigno, spolveravo ,i miei abiti co lle mie mani pe1· farli durare più. a lungo; e phon dare nell'occh io a' miei compa(l'ni vivevo come o un orso , sempre solo nella mia. stanza co · miei libri, soli amici mie, in que' t.empi . E per procacciarmi questi lilJri quante economie dovetti. fore sul le cose necessarie! ·0 1rnndo a fur ia di privazioni ·avevo messi insieme due scudi, mi recavo tutto alle(lTO alla libreria · presso l'episcop io: ma più. volte ero giò. sta.Lo dinan;i alle sue Yevetrine a .commettere peccali di desiderio; chè dovevo desiderar lungo tempo una cosa prima che la. mia borsa mi permetLesse cl ,
;\ l'ÌWf>OSI Tù DI 1; :u HECEJ\TE PVDBLICA Zf())\ J, Fn ,INCESE
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acquistarla. Fanciullo crelJbi l'ra le angustie e le pri,:azioni Cl i una fam iglia numerosa . Quali I.risti giornate pe'miei genitori? Otto fìgli l » Lo fong si contenta di aggiungere che in condizion i simiglianti irovaronsi lanLi altri ufficiali: ed è verissimo, ma avrebbe l'atto bene a indicarci qLLanli di essi si accasciar<>no e piegarono il capo dinanzi -alla ferrea necessità, o consumarono la lol'o energia in islerili im precazion i. .Essi non seppero o non poterono guardare in viso e qnasi sGdare le avver, ilil: sopraffal li d[dla realtà non riuscirono a drizzar lo sguardo e levarsi ,a nuovi orizzonti, non compresero cbq era d'uopo aver gli occhi aperti e vigili , la mano sempre pronta per afferrare l~t -fucro-evo nn . le occasione. Ouel giovane sottotenente, ch e lotta colla miseria, e intanto concorre al prern io dell'accademia di Lione con ui1a Memoria da lui scritta sulla felicità degli uomi ni; che scrive dialoghi su ll'amore, dissertazioni snllo slalo di natura ; che legge se.rnpre e scrive sempre, c' insp ira, non ostante i suoi difetti gravissimi, una. profonda simpatia: ciò che ad altri può parer? .orgoglio, pres unzione, vanità, è :xgli occhi nostri indizio di sp irito vigocoso che vuole ad ogn i costo lernrs i in allo . Eg li non è più assalito da qtielli accessi di profonda. malinconia che lo tormentavano durante la. guarnigione di Valenza e di Dòle: un raggio di speranza è penetrato in quell'anima profondamente agitata : nella quiete operosa della soli taria stanzuccia essa ricorda fidente il vecchio motto: fata vicini in·oenient. Promosso lnogotenente nell'occas ione del riordinamento dell'arvenne asseo·nato al /~ 0 reo-gimenlo stanziato a Valenza . Non ,·\I , olieria {') ' ~ è? Dv , . fn troppo contento de!ltt destinazione. A Valenza non troYava plll la società él' allri temp i, 1facchè le signore se ne stavano in campagna, le signori ne erano andate. a marito: ma. trovò la soci.e là patriottica, e inlervenne tosto e assiduamente alle adn.n-anze. ~,_no a qual punto giudicasse le sue opin ioni e l~i sua con<loUa poli t1c,1. compati bi li co· S[LOi clovcri d'ufficiale, non sapp iamo; cert,) è però ch'egli accolse con no imo lieto il decreto emanato dall' assemble,t dopo il tentativo di fu ga cli Luigi XVI allo scopo cli imporro agl 1 ufficiali il oforamento di fedeltà ed obbedienza alle risoluzioni delo l'assemblea stessa. Gli ufficiali si divisero in due campi opposti, reazionari e pa.ai vo leri dell'assembl ea: Napo leone tr·1 0Lti ' av\'ersi bcri i Lin i' Ji bo-i bcrli allri ' . ~
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T..\ c10v r:-rnzz.\ Dl XAPOLEO)(B I
fu tra i pa LrioLli più ardenli, e duranle la propaganda inslanca-
bde ch'egli faceva l.ra i soLt.ufficiali e i soldati, « il sano-ue meridiònale, scriveva ali ' amico l\audin, scorre nello mie v:1e rapido com? 11 ~lodano »: Ma Va lonza, colla sua società degli a1nic,i della costitnzwne, era campo troppo anguslo alle sue ambir,ioni e a's uoi disegni ; voleva andar a Parigi, lil dove più r igogl iosa ferveva la Yila, _~ pro_du '.·si i~.quel_clu.b de' giacob ini dove si agitavano i pa rt.111p1u audaci e prn rad1cal1 . « Mandatemi trecento lire scriveva all'arcidiacono Luciano; codes ta somma mi hùsLel'ii per 'recarm i a Par1.g1: lit pq trò almeno produrmi , e superare gli ostaco li: sono cerlo {!1 r1usc1r bene: 1•orret.e voi. impedirmi ciò col negarmi ceni.o scudi?» }la pare ~he i sosp intli cer:lo ~cudi non giungessero, percbè Napo·leone si rnnase ancora a ·valenza, e continuò le sue esercitazioni oratorie nel . circo_lo patriollico. Vi slava però a disagio: menlre tntLo move~s1, e?lt nun vo leva a nessun palto rimanersi inoperoso: <1veva 01~a t m~d1ta10_, scritto, e parlalo anche troppo: bisognarn agire o nn unztare ru disegni così lungmnenle accarezzati. Non ap~ pena v_enne decretata dall'assemblea la formazione di qnalti·o bat1agl1om di volontari assoldati in Cors ica, egli ch iese dr essere incaricato_ 101:0 armamento, e domandò una nuorn licenza per recar_s1 tn Co1·.:;1ca. Il colonnello aveva buone ragioni per non acconrl1sce'.1clere, com~ fece, ai desideri dell'nf'fìciale poco discipl.inato, e uso a frequentare rl circolo più che il quartiere; ma il tenente no~ si acqnetò, ricorse all'i:;pettore, il huon generale Dutei l suo · ~1nt1co colon nel lo, e lo trovò p iù comp iacente. Era senza danaro: Bspellava sei scucli drdla madre, a1'eva domandat.o 300 lire all 'arcidiacono; ma non veniva 11\llla: allora chiese una anticipa1. ione ,_11la cas:;n. del reg~imento, inta5cò il danaro, si dimenticò di pagare 11 fitto di casa, e, 11 30 agosto parli all a volta di Marsigfo.
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' IX . _A,·eva irn~aeato _a perfezion e il Crasttrio di moda : i nomi di Epamrnond,t, clt Leonida, d1 Brnto e degli nllt'i ero i di Grecia e di Romasrwnavanosernpresul suo labbro; nH il suo idolo era Cesare,
A l' Hùl'O~no DI C::SA HRr.g\'j'J,; l'UBB LJCAZIO)sE l?H .\)st: ESR
e in un momento di entusiasmo esclamava che un debole rao-o-io della gloria del vincitor di Farsaglia sarebbe largo compenso acl ,_ma morte prematura. E i procedimenti cl i Cesare, le sue illegaliCà, i colpi di stato andaYano fi n da quel Lempo a genio al giovane luogotenente; il quale nel consigliare a Pozzo di Borgo la cleslituzion e di alcuni membri del consiglio comunale, soggiungeva colai mezzo · essei-e vio lento e fo rs'anco illegale, ma pcu· necessario; e L"icorclava la massima di Montesquieu, essere le leggi come le ~tatue di alcune · divinità, che in certe occasion i ~i cop rono d'un velo. Cominciò ad applica.da. questa massima assai presto . Nom inato aintrrnte maggiore in prima in un battagli one di volontari, ave\'a d' uopo, per assumere l'ufrìcio, cli speciale a1Hori1.znzione dal ministero, Si scrisse in proposito, ma intanto veniva mobilitato e racco lto alle fron tiere l'esercito; e agli ufficiali tu!Li prescrivevasi sotto pena di desti tuzione cli trovarsi il ,1° aonnaio del ,179,l al rispettivo reo-o·irnonto. ~apoleone non si mosso, aspettò la risposta del ministero: il posto d'onore d'un buon Còrso, scriveva ad un amico, è nel proprio paese; la l?rancia non era pee lui che una nazione str,tniera, e la cerchia delle sue ambiz ioni non si stendeva oHre il mare che circondava la sua isola naLale. C'ern però un decreto dell'assemblea in data. del 28 dicembre in virtù del quale tuLti gli ufficiali dell'esercito addetti ai ba.Llagli oni di volontari con grado inferiore a quello di le11onl.e co!onnel lo dovevano Lornar losto ai loro reggimenli. Questa volt.a pare,·a non ci fosse modo di eludere gli ordini; ma essendo i gradi nei4xi!.Laglioni ora del.l i con feri ti per elez ione, egli riuscì per mezzo di intrighi a farsi eleggere Lenente colonnello in seconda del 2° battaglione volon L,ir i. TI min istero convalidò la elezione. Composto per grandiss ima pari.e di gente ligia al partito radicale, il battaglione era docile strumento nelle sne man i: il di di Pasqua del ·I79l , accesasi (i era lotlti fm radica li, modera.li e reazionari, Napoleone fece occupa.rn da' suoi i punti pi ù irnport.allti di A.iaccio, e sperando che le truppe regoln.ri si affratellassero con le guardie nazional i, ten tò nuoramente di impad t·onirsi della. cittadella . E anche questa volta le sue spernme andarono deluse, chè le truppe regolari tennero fermo, (inchè . in tervennero a metter pace i commissar i del dipartirnenlo : e a.l! ora il bai.taglione dei volontari fu allonlanal.o da Ajaccio, e Napoleone dovè recars i con cinq110 compagn ic <:)e')
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LA G!O\'INEZZA DI NAPOLRONY.: 1
.a Corte. I l l.entatiYo era andato a vuoto, e gl i autori dovevano suliire la pena: rapporti sfavoL"evoH sulla parte presa da~ apoleone agli iillimi avven imenti di Ajaccio erano stati trasmessi al minislero; nu Bgli si procacciò attestati cla Paoli, da Ross i, dal comune e d~l circolo patriottico; e coll a coscienza certo poco tranquilla parli il 2 maggio per recars i a Parigi a scongiurare la bufera che stava per isrntenarsi sul suo capo. Giungeva a Par·igi in caLLivo momento: lutto andava a soqquadro e mini,,Lerì succedenmo a min isleri senza che fosse p,er nulla rallentato il corso fata le degli nVYenimenli: la patria intanto era dicl_iiflrnla. in pericolo, arrestavasì e meueas i sotto giudizio il Re . ~~en tre la fìLimana ri1•oluzionaria rompeva da ogni parte le dighe, Nopoleone tenevasi appartato e si con lentan di invocare per sè i favori dei ministeri . Era solleci laLore insLancabile ma sfori.una Lo: chi poteva, mentre più infuriava la bulcra, occnpar.si di quell'oscu ro tenente? Era nell:l miseria, e non r ifuggiva dallo stringere socielit con Bourienne suo antico condiscepolo· per fare l'flffìLlacamere: la · sua meni.e 11011 sapeva piLLrnccapezzars i in mezzo a ·qLiel turbinio di anenimenti . «Sono povera geni.e, scriveva i13 luglio aGitLseppe, gli uomini che governano lo Stato. Quando si vede le cose da presso, ò forza confessare che nol val proprio la pena di adoperarsi tanto per meri Lare il favore del popolo. Ti è nota la storia d' Ajacci0: quella di Parigi è perfettamen Le. ident ica; se non che gli uomini sono qui assai più piccini, più perversi, più dediti alla censura e alla calunnia.. Fa d'uopo veder le cose da vicino per convincersi eh.e l'en tus iasmo è entusiasmo e null'ahro; e che i Francesi sono popolo vecch io, senza pregiu~hzi e senza freno : ognuno cerca l'interesse proprio, e vnolconseguiregli intenti suo i mercè gl i ol'!'ori e le calunnie: il ba.sr;o intrigo regna oggi come per lo passato>} . L'animo suo ri fog~ dal tristo spettacolo, e si culla ne i sogni di una. vita tranquilla, serena, consola.La. dagliaffeLti di famiglia: ma gli mancano i mezzi, non ha quelle qualLro o cinque mila. lire che basterebbero ad appagare i modesti suoi .desideri. E~li comprende che la soluzione del prob lema dell'esisLenza ·dee cercarla nel vortice degli avveniinenli : là è il suo posto , là è la sua fortuna. Esalto e freddo calco latore non crede però ancor giunto il momento opportuno; se ne sta solo, nascosto, desideroso d'esser dimenticato, e raccomanda
.\ l'ROPOSITO Dl CNA l\RCEXTI, l' UBBUC.\Z fONE Fl1ANCESZ
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ni suoi cli esser moderati in tL1Lto, negli atti come nelle parole, e di non fa r leggere adn.Hri lesueleU.ere per timore che gli anen;ad se ne gioYino per metterlo in mab vista presso i governanLi . Non ò che egli dubi ti, come vorrebbe dar n. credere lo Tung, dell'esito della rivoluzione: egli non crede ancora opportuno di caccianisi .in mezw, e mppresenlar la sua. parte. Osserva ed aspelLa, e allo sconforto suhentr.;i. assai p resto la fiducia: « non isla~e più in pensiero pe' vostri nipoti, scrive allo zio Parravicin i I' ,J,1 agosto: essi sapranno farsi strada ». Per ìottare vi t1oriosamente con tut.Le le monarchie d'Europa, la Francia r-i ,1 olnzionari a aveva bisogno di soldati e più ancora di ufficiali, essendo il ·· numero di rrnesti grandemente scemoto a cagione delle diserzion i. I rapporli spediti al ministero dal cornandanLe militare e do.lle autorilit mnnicipali dì Ajaccio non erano cerlamente favorevoli a Napoleone, ma egli aveva portato n.ltri ali.estati; era. a Parigi, e non gli mancava la paro la fac ile e persuasirn per produrre le suè giustificaz ioni. TI fatto è che il giomo 30 di àgosto era r ichiamato in servizio col grado di ca.pi Lano cli arligl ieria con anzianità. del 6 febb raio. Prima però di recarsi al proprio reggimento che era quasi per in(ero mobilitato, profittò dell'occasione per tornare un'altra volta in Corsica: sciolLo l'educandato dì Saint Cyr, ch iese e(i ottenne facoltà di ricondurre IR sorella. El i5a presso la [a.migl ia, e faLlesi paga.re 4.fal direttorio di Versail les le spese di viaggio, eorse a Marsiglia e il 15 settembre parli per Ajaccio .
X.
Era sempre Còrso: la riammissione al servizio e la promozione non ernno per lui che occasione e mezzi per acqu istare a.uLoriHt e prestigio maggiori fra' suo i conci t.ladirii . Giunto ad Ajaccio riprese la solita vit.a, frequen tare il circolo patriottico , disco rrere, declamare, hrjgare, cospirare. La recente nomina a capitano del 4° reggimenLo di arliglierirt non gl i vielarn di spn.cciarsi come comandante tn seconda del 2° battaglione di volontari, e prometteva, consigliava,
L.\ GIUVl~tZZ.\. DI X.\J>OLf:01'(1.; I
minacciavc1 ogni momenLo, eal Lenente Costa scriveva che tra poco YCtTehbe a rimetter l'ordine nel battaglione. Code.~to modo di procedere non piaceva però al generale Paoli comandante la 33" divisione militare, il quale, fatlo vcn i,·e a sè il giovane cnpitano, gli fece una buona lavata di te:;ta : ma questi, dimenticati i do-reri più elementari del soldato, rispose al proprio generate con l)arole dure e qnasi in~o lenli. Era il caso di r imandarlo Lo:sto al reggimento ad imparar ciò che mostrava non sapel'e affatto : il genern l Paoli lasciò correre, e i'iapoleone continuò a far come prima. Dovernsi intanto. verso la metà d'ottobre, l.entare t1nll e truppe stanz iate in Corsicu, l'i1wasione della Sardegna : qual migliore occa.;ione per restar~cnc in Corsica.? E i'iapoleone ch iede tosto al generale Paoli un posto nel corpo di spedizione; inLerpone i suoi parnnti e i suoi amici, ed ù nominato di bel nuovo comandante in seconda del 1a 0 hattagl ione volontari, che dovern, assieme a una compagnia del 5.2° di linea, impadronirsi dell'ii:;ola deila Maddalena. Fallito il tentativo e sbarcatt> co'suoi a Bonifacio, lascia tosto il ballaglione, e il 3 marzo del ,1708 accorre ad Ajaccio. Fatti gravissimi erano nel frattempo avvenuti in Francia: cm stata dich iarata guerra alla Gran flrettagna, in viaLo in Corsica un commissario straordinario della Convenzione Nazionale, <lecreiato i I passaggio della ;23a diYisione sollo la dipendenza del comando dell'armala d'Italia, e la costituzione di quauro battagìioni di fanteria leggera, con ufficiali nominati dal goYorno in luogo dei llaLlaglioni di Yolontari . Era giunto per Napoleone il momento cli risol-rer:;i: la Francia avevn, ormai altennato .il suo pl'oposito irremovibile di stringere a sè indissolub ilmente la C:orsica; non c'erano che due vie ape,te, o seguire il partito degli autonomisti capitanato cht Paoli il quale ora irresistihilmenle trntto a collegarsi colla reazione e collo slrani ero, oppure voltar le spalle a Paoli e abbracciare apertamente e riso1.utamente !~arte francese: o serbar;;i Còrso, e combauere quella rivoluzione in cui aveva riposte tulle le sue speranze; o te nel' l'cdo alla rivo luzione e rinunziare al suo angusto patriottismo, ]apoleone aveva fino a qneslo momento a.céellnla la rivoluzione come una occasione e un mezzo pee rivendicare la libertà e la in dipendenza clella Corsica; ora la ri voluzione presenta.vasi come nn fatto che trascendeva gl i obbiellivi da lui instancabilmente proseguili.
A PROP0$1TO Dl U~A llECE);TF, P\iDBLJC,\ZIO:>F: FR.\XCl<:Si,;
Dinanzi a questo fatLo rimpicciolivasi e quasi scompariva, og11i altra questione: all'anima sm isuralamente ambiziosa di Napoleone quale immenso campo non dischiudeva quella Francia, che mentre instaurava nnov\ ordini pol itici e soc iali, sfidavn a guena mortal e tutti i Yecchi Stnti cl'Enropn I Nè mancavano pretesti per saltare il fosso; egli era in, iso al partito nazionale, non aveva perdonato a Paoli gl~ acerbi rimbrotti che n'ebbe da pochi mesi, era odiato dni moderali a cagione delle sne idee troppo radica li: SaliceLtipoi, deputato alla Convenzione, face,•a la parte di demone tentatore con questo giovane che altro non desider:wa ed aspettava che di essern tentalo. Non scgniremo lo Tung nella minutissima esposizione dei fatti che adcltmero la scissura fra 1~apoleone e il generale Paoli: ci contenteremo di riassumerli brevissimamente. Che la fedeltà del Paoli all rt Francia fosse, a Pari gi. consideral:t da qualche tempo come assai dubbia e vacillante, è ammesso dallo stesso [ung. F11 codesto sospetto che indusse i governanti a porre il comando della '.33a Divisione soLto gli ordini del comandante dell'annata d'Italia; fu lo stesso sospello che cons igliò il comando oradetto ti cl1 iamare, col consenso del ministero, il generai Paoli a i'Xizza. Ma questi non si mosse prendendo a pretesto la mal l'erma sua salute, ma temendo in c11ot' suo di essere tralto in arresto. Crebbero per lai gu isa i sospetti da una parlo, le paure dall'altra, e nulla ,·a lse J'intromissionr di depulnLi e di amici , Paoli fu cilalo davanti alla Convenzione, e i suoi partigiani si sollevarono e rico ,·sero alle armi. Napoleone lc1·ossi a difesa del, ecchio palriotla, e ,5crisse una Jlemo1·ia alla Convenzione per iscagionarto dall e accuse de' suoi nemici , Fu sospeso il manduto d'arresto, ea ltl'i due commissari furono in,'. iati nell'isoln per restituirvi J'ol'(line e la pace: ma questi nello allraYersai-o il mezzodì della Francia caddero nelle mani dei monarchici, el'i nsurrezione intanto si diffondeva per tnltat' isola. Xapoleone, cl1e quin· dici giorni prima avern redatLo e solloscritto la ,\Iemoria a favol'e del Paol i, allora gli roltava bruscamente le spalle, e davasi corpo ed anima ai commissari dell,'!. Convenzione. F11 egli cercalo e sedotto da Salicolli, o gli si offerse spontaneamente? È questione pressoch1\ oziosa; sia comunque, la responsabilà di Napoleone sussisto piena ecl intera: ma se la sua conclolla verso ·il generale Paoli non può dirsi nobile e generosa, è però logica: essa è il frutto d'un lungo lavoro A NNO XXYUJ, VOL. Il.
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L\ GIOVINEZZA Dl NAPOf, EONE I
di elaborazione, mercè il quale il concetto cosmopolita della.grande rivoluzione prende nell'animo cli lui il posto del feroce e'd angusto patriottismo. Il suo arresto e la vita raminga, la fuga a Bastia, furono i primi effetti della convers ione. La C:orsica respingev1J. ornai disdegnosa il proprio figlio: al decreto che metteva il generale Paoli fuor della legge siccome traditore, essa rispondeva colla proclamazione della prbpria indipenclenza, e coll 'invocazione dei soccorsi deWinghilLerra. Non c'era più posto per Napoleone; la sua casa. e i suoi p1Jcleri eran messi a fuoco, la sua famigl ia poteva a mala pena fuggire e ric,overa.rsi a Cafvj . n dì 11lJ giugno del ,J 793 egli abbandonava quell'isola a cui aveva fin dalla fanciullezza consacrato la parte migliore di sè, e a, cni non aveva esiLato a sacrificare i sui doveri di soldato: l'abbandonava nel momento in cui essa si levava, l'ultima yolta, per rivendicare quell'autonomia ch'era stata fino a pochi dì prima il desiderio più ardente cli Napoleone. Fu tradimento? Fu vigliaccheria? Fu ambizione sfrenata? Lanci a sua posta, chi vuole., i frizz i avvelenai.i e le contumeli e contro il profugo c6rso che va a cercar fo rtuna in. Francia: la spiegazione della sua condotta è tnLta a nostro giudizio nel seguenLc brano di un rapporto indirizzato .dal generale Lacombe Saint Miche! al Comitato di salute pubbl ica: « sono da sei mesi nell'isola,; le contraddizioni che ho sperimentate, le passioni d'ogni specie che ho viste scntenarsi, mi hanno convinto non potete un Còrso operare nel proprio p~ese secondo giustizia nè come amministrai.ore, nè come giudice, nè come militare: qtJando volesse, non potrebbe ».
XI. Le prime }o,'e nell'arringo politico e militare erano state infelici: coll'animo oppresso dai disinganni, poneva nuovamente il piede in quella Francia, che oggetto dei suoi odì patriottici, offriva ora un asilo alla sua fam iglia.perseguitala, ea lu i un campo in cui il genio, smisurato come l'ambizione, poteva liberamente spaziare. Le donne e i fanciulli si stab ilirono nel villaggio di La Vallette presso Tolone,
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t. 1?ROP0$fT0 0( GXA llECE~TE 'PV8llLICAUOXE l'f\.\!'iCESE
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,e vissero dei sussidi concessi in iscai:sa misura dal municipio, ftnchè JaCon-Venzioncnon provvidealmanten imento dei profughi corsi: i giovani si disposero a recarsi presso le armale. Napoleone raggiungeva 1a propria compagn ia a Nizza il 25 cli giugno, e ~resent~va.t~na lettera cli Salicetti, coll a quale giustifica vasi il sc,gg1orno cl, ln1 111 Cor-s ica da sei mesi: era hen accolto dal generale Dnteil antico 5UO protettore e asseanato alle batterie cla costa. Contento clel nuovo. suo -stato o~servav.~ con ani rno tranq nillo e fidente èfl1el l' insoli to arruffio di a-VYenirnenti, quel fervore di passion i, quel eigoglio di rita suscitato ovunque dalla ri voluzione: e anche lui YOleva qL~alche ~osa, anche lui voleva salire, acquistar gloria, procacciarsi mezzi per ,i:;trapp,u· la fam igl ia alla indigenza. Inviato nei primi: cli agos~o .ad Avignone per sorvegli are il trasporto a Nizza di alcu~1 _c~nn?n r, ,.n: conlrò a 'Pontet il rrenerale Cart.ea.ux , che con alcunem1glr a1a d uomini accorrevaadomai~e \'insurrezione nel mezzod1 della Francia. Non si lasciò s[uggi re l'occasione, e addetto provvisoriamen te al.cor~o di spedizione, comandò una sez ione cl\1rtigli eria all'atlaco dr Avignone. La ()'loria non ru molta, ma egli si fece conoscere dai rappresentanti del ;opolo Escudier, Ricord, Robesp ierre il giovan~, ai quali fu probabilmente presentato da Sa.licelti, che in compagnia del rappresentante Gasparin doveva provvedere all'approvvigionamento d~lle lrup~e frnnces i rimasi.e in Corsica. Si fe rmò in Avignone per rimettere m assetto il parco cl'arLiglieria: ma la sn~ anima irreq~!cta e.ra sempr~ lit sul Reno e sulla ì\Josella, su qaci campi ove nomi 1gnot1Dno al eh innanzi si levavano repenLinamenle circondati cli gloria, e risonavano da un capo all'altro della F!'ancia. Voleva esser là anche lui dacchè a,veva coscienza del proprio valore, e pregò il mi ni sterodell_a g'.101:ra cli trasferirlo all'armala del Reno . Le cu!'e del servizio non gli v,.etavano inta,nto cli osservare, sLucliare, e scri,,cre. Durante il · soggiorno di Avignone scrisse in forma di dialogo una J\'~emoria su_tla situazione poliLica e militare del mezzodì dell a Francia. La log rca strino-ente il senso vivissimo della realtà, l'acume e la ponderatezza dei, g1 ucli zi che spiccaYano nella Cena di Bea1icaire, no.n isfu.ggirono .ai commissari della Convenzione, i quali fecero pllbbltcare rl lavoro del noiovine ufficiale d'artic,J icria a spese dello Stato. Napoleone D , trovò per tal gu isa uomini potenti che lo com.presero e glL s~es~ro la mano : la su:t fortuna non è, come voglion lar credere cerl1 b,o-
fa:
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-LA GfOY l.':KZZA DI NAPOLEONE l
gl'afi, frutto di intrighi e di t1.bhiezioni; è il genio che splende co i; primi gu izzi agli sguardi dei comm issari della Convenzione, eques1 i, incalzati dal bisogno di uomini di niente e di cuore per assicurare le sorti dell,·L rivoluzione, levano in alto il giovane proscritto . 1t quale, assegnalo provvisoriamente all'armala di Carteaux, recossi con essa a Marsigl ia, ove ra.ccolse la propria famig li a costretta. dalla. rivolta di Tolone ad abbandonare La Vallette, e da Marsiglia mossealla volta di Tolone. Successe nel commando di una batteria al capitano DommarLin ferito nel combattimento di Oliulles del , settembre, e così fece parte in modo regolare e definitivo del corpo d'.assedio . È il momento risolutivo nella vita di Napoleone: con~e i'·isponderh alla aspettazione dei com missati quel gioYine cap ila no da cu i dipende il servizio dell'artiglieria, e che stelle quasi sempre lontano <1?1 l'eggimento, e, se dobbiamo credere allo Iung,si occupò di tut.lo fuorché di co~e mi,ilari? La leggendn, se deve prestarsi fede a. parecchi scri ttori, IJa profuso gli ornamenti e i colori più vivi intorno al giovane comandante dell 'art.iglieria all'assedio di Tolone. Non può cancellarsi dalla nostra mente l' immagine di Na.poleone che con aria di bonarietà ma liziosa non sempre scompagnata da caustica alterezza, insegna al generale Carteaux i procedimenti di un assed io, o con un semplice lil'odi prova eseguito da una batteria fa toccnre con mano a tul.lo lo stato maggiore dell'armata la sua crassa ignoranza: ci par, sempre di vederlo nei freq uenti coll oqu i coi rapp resentanti del popolo far pompa dell e pl'o l'onde ed estese sue cogni,,ioni militari, impone ar Lui.ti le sue idee, creare dal nulla tutto il servizio dell'artiglieria, far prodigi di operosità e èli energia. Lo Iung ,•orreb be sfrondare gl i allori di Tolone; ma la sua 111,rno è così timida e incerra, le sue argomentazioni cosl deboli, i clocnrnenl.i prodotti così scarsi e in concludenti, da indurci a credere che ciò ch'ei vuol Q'abellarci come leggenda, sia null'altro che prella storia. Ebbe fo;:se Napoleone, ch iedel"o Iung, una parte cotmito imporLanLe nell'assedi o, qnanlo è piaciuto a molli di asseverare?« Non crediamo : da lle sue relaz ioni leggendarie con Doppet e con Carteam: fa d'uopo sLralciaremolle cose. Le da.te che abb iamo indicate bastano a definire co n precisione la parLe spettante a ciaséuno: Carteaux parli (dal campo sotto Tolone) il 7 novembre, Doppel il 116. L'armala d'assedio non.
A l"HOl'O:·H TO Dl UN .\ HECEè\TE PU OBLfCAZlO~E Fl\,L'(CES~;
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·:fu cos tituita che dopo l'al'rivo di Dugomm ier, e le operazion i effètJ,i..~e non ebbero principio che dopo il cons iglio di guerra del 25 novem ure, e durarono perciò ventitrè giorn i. Durante questo periodo ,Bonaparte adempi all'ufficio di comandante d'artiglieria di un'ala {lell'annata . Ave\'a colleghi e $Uper iori. Non fu menzionato che unii vo lta ass ieme a Cervoni ed Arena. Tutta la sua importanza è doYnta alla operosifa sua è sovratuuo agli inlimi· rapporti con Saliceti i, ·,mo compRlriotta. Le vicende della guerra Jo misero altresì in rapporto coi po lenli del giorno,'Robespie1Te il gioYane, Rico rd, Bal'rns, Freron. Ora costoro spiegarono per lu i simpatia tanto più. grande, dacchè era stato al loro fianco nei giorni del pericolo. On a tou .Jours afrné les tèmoins cle sa gloire. Dopo una vittoria si è generosi: Bonaparte e i suo i non ebbero mo tiYo di lagnarsi >). E. bene sta: cap itano giunse sotto Tolone e f'u promosso capo cli battaglione il 49 ottobre, generale cli brigata il 22 dicembre: ma questo r ripido avanzamento è proprio dovu10 in qualche parte all' intrigo e al [avorilismo, o è un premio alla intelligenza. e alla operosità'? Lasciamo da parte le l'isel'\'e dell o lung risguardanti i rapporti di ?\apoleone con Carteaux e con Doppet; 110!1 senza però os-servMe che, avendo egli piena facoltit di fru gare negli arch ivi, poteva e do,,eva -e:;Bere più preciso, e sceverare con precisione la leggenda dalla storia. .)fa l' egregio Lenente colonnello ha una speciale simpatia pet· le date, e gl i preme di far sapere al lettorn che vere opera,,ioni {'l'assedio non ebb'ero luogo prima del 25 novembre, e che esse duraTemo ventitrè giorni, e che durante co tal e periodo c'er-aDugommier -che comandava l'armala, e Duteil elle comandava l'artiglieria: Bonaparte non comandava che l'artiglieria dell'ala destra: ergo ... , fa conseguenza. è naturnle e chiara, e il lettore già. la conosce. Ma .anche noi amiamo rico rdare le date; senoncl1è le nostre simpalie, meno esclusive di quelle dello Iung, si stenclono a tutte le date senza pred ilezione di sorta. 01:a gion ricordare che l'armala di Cùteaux, giunta il 29 agosto presso Tolone, s' impadroniva il 7 settembte di Oliulles, e il ;J5 del:o stesso mese Napoleone, nominato -a l posto cli Dommartin, veniva in modo regola.re e delinitivo ascritto nl l'armata assediante. Che cosa fece egli da questo (lì fino al 25 novembre? Udiamo Sal iceli.i e Gasparin: in un rapporto al Comitato ,cli salute pubblica in data del 30 settembre, rapporto di cui lo stesso
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l .A GlOVlNEli::A DI NAJ;O(J;}O::rn l
A PROPOSITO Dl UNA RECENTE PUDBLlCAZIONEl FllA:SCBSE
lung pubblica un brano, si esprimono _nei termini seguenti.« Cay~ teaux è inetto, mancano ingegneri: B011aparte, il solo capiLano di: artigli eria capace di concepire operazion i, è già troppo occupato colla direzione di tutti i servizi dell'arma». Perchè non dirci come aclemp isse a codesto suo uffic io special mente dopochè al-· lonlanò o fece aUontanare dall'armala i pochi ufficiali che, a della dell'autore, gli davano ombra, quali Gassendi e I>errier'? MancavanÒ forse i documenti? Non crediai:no; e sebbene lo l ung, a proposito della Correspondance cle lfopoleon T, ci elica che tiitto b ùicomj,leto e inesatto nei clocwnenti p1bbblicati, e le carte più, i mportanti e· più ciiriose sono state lasciate da parte, ecl a.ltre· in gran nt&mero riveclute e correlte; pure no i pen, istiamo a considerate la Co1·respondance come arch ivio di notizie sicure, almeno· fino a quando non piac~ia all o Iung o ad altri p~bblicare un supplemento ad essa Correspondance, nel quale si possano leggere i clocumenli ornrnessi, e i brani soppress i, interpolati, o in qualunque modo alLernt i. Ora, dai clocmnen Li fino ra pubb licati emerge chiaro e incontesLato che, 4°) .il conceLlo dell'assedio, cosi nei suo i lineamenti general i come come nei particolari cli esecuzione, è dovuto· a Napoleone: 2°) tutto il lavo ro preparatorio, cioè la costituzione· clel parco d'assedio, Ja raccolta del materia le d'ogni specie, la co struzione dell e batterie, è stato iniziato e comp iuto sotto la direzione e l'impulso di Napoleone. Infatti fino dal 25 òllobre egli trasmetteva al Com italo di salute pubbli ca un rapporlo ,ed era il secondo, nel quale insisteva perchè si ocupassero prima di tutto le al tu re· ~s)vrastanti alla punla del l'Egui ll ette, per haHere po i di la Je due rade, e obbligar la flotta nemica acl andarsene::doveasi quindi a.Ltacca.relq. ridotta di Malbousquet e il corpo della piazza dal Jato dell'itrsenale. Lo stesso concelto era svolto più amp iamentefo una Relazione al ministfo della guena in data del 44 novembre, nella. quale sono· pure indicati N avori fa tti e da fars i. Non è poi J'uor cl i luogo no-· tare che a quest'epoca, cioè undici giorni prima dell a riunione del consiglio cli guerra, esistevano già sei bal.lerie con 29 bocche da fuoco per bauere le al ture dell'Eguillelle, ed altre cinque erano gitt ;,tudiate ed era pronto il loro armamen to: 1;isultato abbastanza im. portante per chi ricordi che al principiare dell'investimento della. piazza non si avevano che quattro cannoni e due mortai, non c'erfh
parco, nè servizio, nè comando d'artiglieria. I superiori, che lo Iung vuol farpa rtecipidella gloria di Napoleone, giunsero al campo assai tardi: « il primo provvedimento che vi I)roporrei, scriveva lo stesso Napoleone il 25 di ollobre al Comitato di salute pubblica, sarebbe l'invio all'armata di un generale comandante l'artiglieria, che, ril evandone il prestigio, potesse pur col grado far tacere una massa d'ignoranti dello stato maggiore, coi qual.i è fom1sempre transigere e dommatizzare per distruggere i pregiudizi e far eseguire ciò che per efietto di studio e tli esperienza è considerato come assioma da da ogn i còlto ufficiale dell'arma.. » 11 generale invocato non era ancor giunto il 14 novembre, come è lecito argomentare da un rap})Orto inviato da Napoleone lo stesso dì al min istro clella guerra. Ma il progetto di allacco della P.iazza, scrive lo Iung. venne formulato nel grnn consiglio cli guerra del 25 novembre; ed è vero; senonch è tal progetto è perfellamente identico a qnello presentato da. Napoleone fin dal 25 oLl.obre non solo nel concetto prìncipale, ma anco nei particolari di esecuzione, e n'On contiene che l'aggiunta . delle disposizioni riguardanti il finto attacco contro il fronte orientale della piazza. Il verbale poi della sechtta del consiglio contiene un ultimo comma, non riportato dallo Jung, col quale « i membri del wnsiglio approvano il collocamento deìle batterie finora costrntte. » Il progetto e la costruzione cli tali batterie, giova appena rico rdarlo, appartenevano a Napoleone . I risùltamenti corrisposero alle prev isioni: l'assalto e la conquista delle alture dell'Egnillette determinarono la caduta delht piazza. Non sapp iamo se ad altri parrà troppo grande e superiore ai meriti il premio dato a Napoleone dai fapp resentanti del popolo: a noi no certamente: abbiamo tro valo nelle stol'ie esempi di uomini levati rapidissimamente ai sommi gradi. per fatti meno importanti di quelli comp iti dal Bonaparte all'as$edio di Tolone.
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!~O
LA GIO\'lSE?:ZA
Dt NAl'OLl]O~E T
XII.
Vennegli, dopo l'assedio, aflìdata l'ispezione delle coste meridionali della Francia, coll'incarico di provvedere alla difesa di esse da Marsiglia a Nizza. Tale ispezione èlurò sino all,i fine di marzo del +-7\J~, e non presentò episodi di qualche rili evo, se tale non Yuol repula1·si il riarmamento del forte S. Niccolò a Marsiglia, che p9co mancò non facesse tradurre Napoleone dinanzi alfa Convenzione. Fu, a nostro giudizio, un pettegolezzo e nulla più, e ci pare che lo Iung avrebbe '.'alto opera assai più utile se, invece di fermars i tanto su questo episodio, avesse prnsentalo al lettore una esposi~ione documentala di tutti i provvedimenti presi da Napoleone per la difes,t delle coste. Ma l'autore ha fretta, e salta da dicembre ad aprile, ci fa co rrere da Tolone a Nizza, ove Napoleone giunse il 1° di aprile per assumere l'ufficio di comandante l'artigli eria presso l'armata d'Italia. E qui nuovo tentativo per distruggere la così detta leggenda. . Racconta Napoleone nelle sue Memorie ('l), che giunto a Nizza nel mese di marzo del "79,i., si recò tosto a visitare le posizioni occupate dall'armata; e al ritorno consegnò al generale Dnmerbion una: Memoria sull'a.tLacco tentalo infelicemente dal generale BruneL, sui ' 111ezzi più adalli per espugna.re Saorgio, e cacciare il nemico al di là della displuviate delle Alpi, impadronendosi del colle di Tenda. Aggiunge che i suoi concetti, svi luppati davanti a un consesso di cui facevano pal'te Robespierre il gi0va,ne e Ilicord, furono accettati senza opposizione, e che le operazioni esegu ile da Massena dal 5 aprile al 7 maggio non sono che l'attuazione del piano da lui formulato. Tale't la versione accettata finora da quasi tuu.i gli storici: malo Iung viene ora a dirci che così nella organizzazione, come nelle operazioni dell'armata d'Italia, Napoleone non c'entra proprio per nulla; giacchè gli oràirii e le disposizioni .Particolari erano già dati JH'ima del suo arrivo a Nizza. Tali conclusioni sarebbero giuste (I ) GOUllOAUD. Mé1n . de Napoleon. - Toro . I, pag. 40. Ed. 1823.
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A PROPOSITO DI U'.'IA m~CEl{TE PliBilLJCAZfO::iE 1,nANCE:;f;
Id
,quando fosse provato in modo. irrefutabile che Napoleone non fu mai a Nizza prima del principio di apl'ile: come infatti avrebbe potuto in due giorni percorrere tutte le posizioni occupale dalle truppe, formulare il progeuo di operazioni, presentarlo, discuterlo e tra-. durlo in una serie di ordini e di disposizioni la cui esecuzione dr)veva cominciare fino dal giorno 4 aprile? Ma che Napoleone non fosse stato a. Nizz<t non è provato in alcun modo : e d'altra parte ·come può supporsi che il generale a cui è affidata la difesa delle -coste, non si cul'i di andar ~. visitare un punto così. importante <'Ome Nizza? In una sua lettera a· i'lfaignet, rappresentante del po- · J)Olo, colla data del 25 febbraio troviamo scritto: « se hai bisogno ,di mc, scrivimi a Nizza, alla cui rnlta parto in questo momento ». Il giomo.28 è a Saint Tropez, il 1° marzo è a Tolone; da questo dì fino al 2 aprile non c'è alcuna lettera sua (1): rimase forse sempre a Tolone? andò almeno un'altra volta a Nizza? Testimonianze autorevoli c'inducono ad ammettere tale andata come cosa certa. Il ge nerale Koch, il quale per compilare le memorie di Massena potè valersi non solo del carteggio lasciato da Massena stesso, ma anche <lei documenti es istenti presso l'archivio della guerra, e presso il Dépot des f'o·l'tifications, non era certamente uomo da non riven-0.icare a favor di Massenala gloria usurpata da Napoleone. Ebbene, ,ecco quanto emerge dalla sua narrazione circa la parte twuta da Napoleone nelle operazioni esegui Le dal 5 aprile al 7 maggio: O 1J .ll concetto prim itivo della manovra tendente a costringere 'i Piemontesi a sgombrar Saorgio mediante una minaccia diretta · ,contro il loro tergo, appartiene a Massena, che lo espose in via pal'ticolare al generale Deunerbion: ma nel consiglio di guerra_intervenne, assieme ai rappresentanti del popolo, anche Napoleone qUii <ile son c6t6 avait eii occasion cle r·econnait1'e tout 1·ec61nment cette ligne, e dimoslrò come l"operazione fosse razionale e feconda di buon i risultati; .2° La divisione cl' Oneglia, souo gli ordini del generale :Mouret, era diretta dai rappresentanti del popolo Robespierre il giovane .e SaJicetti i quali era no accompagnati da l\apoleone. L'invio di un distaccamento su Loano avvenne in segui lo a consiglio di Napoleone; (1) Con·espondance de :vavotéon I,
tom. t.
A I'HOP0Sl'fù DI 1;.'S A RBCENTF. PUllTlUCAZIOSE Fl1A'.'<Cl~SE
LA GJOVINEZZA DC NAPOT.EO)IE I
3? Il dì •I·I aprile fu concert-ata la marc:iasuOrmea fra Massena e i rappresentanti sovradeLti, che avevan sempre NapoleoI!e inloro compagnia; 4.o Robespierre e Sal iceui, accompagnati sempre da Napoleone, si recarono a Ormea, e ivi concertarono con JVIassena la marcia su Saorgio; 5° Essi finalmente espressero a lfassena e a Napoleone il loro aggradimento per la parLe che ciascuno ebbe nella operazione (,t). Tali sono le testimonianze che c'inducono ad ammettere comevera e non priva. certamente d'importanza la partecipazione di Napoleone alle operazioni compiute dall'armata d'Italia dal 5 aprile af 7 _maggio, e a quella del generaìeKoch potrebbesi aggiungere la testimonianza del ma.resciaHo ~farmont, che era in quell'epoca aiutante di campo di Napoleone. La leggenda, non c'è che dire, pres,enta su questo punto la consistenza della storia.
XIH. Corto di mente, debole di carattere, e per giunta costretto cla n,11i . . . . . acciacchi aTlillaners1sempre nella propria stanza, Dumerbion lasciava fare ad altri ciò che egli nè sapeva, nè poteva: ecl era Napoleone che, amico e consigliere autorevole ecl ascoltato cli Ricorcl edi Robesp ierre, regolava a sua posta le cose dell'armata . Era d'uopo 'intanto formulare un piano d'invasione in Piemonte per le armate d'I talia e delle Alpi: i commissari presso le dette arma le convennero a tale scopo a Colmars il dl 20 maggio, e Napoleone· che era con essi fece prevalere e accettare il concetto suodi una inva~ne pei colli di Tenda e delle Finestre' in è)o-uisa da assegnare la parte più rilevante delle operazioni all'arma La d'ItaJia. Sono per lui i primi sorrisi della fortuna: la sua famigl ia è a Nizza , e.nella sua casa regna ["agiatezza e la gioia; ha cari'ozza e cavalli , frequentala società, scri,,e memorie a Robespierre', e aspetta la pro(1) Koc11. Jfémoii·es
ae 1lfasse1ut,
tom . I. Oap. li, 111.
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mozione a generale di divisione. Frattanto è invialo in missione a Genova, apparentemente per comporre alcune differenze con quel governo, effettiva men le per visi Lare le fortificazioni, e studiareil teàtro d'operaz.ioni dell a Liguria occidentale. lleduce da Geuo,•a si trattiene alcuni giorn i a Garessio; il 28 luglio giunge a Niiza, e dopo pochi giorni è informato della caduta e della morte cl i Robesp ierre, ed è arrestato e tradotto ad An Li bo, ove è tenuto prigione fino al 2.2. agosto. Il mandato d'arresto era sottoscri tto dai commissari presso l'armata dell e Alpi, i quali spinti da an imosità e forse più. dalla brama di entrare nelle grnzie de' nuovi reggitori , si gitta rono rabbiosamente sugli amici dei cadut i. .Napoleone era l'amico e il mentore cli quell'od iato Robespierre, che, governando a suo talento le cose clell'armata, ne prescriveva e regolava le mossesenza pur darne avvjso a'suo i colleghi, e nella disegnata invasione del Piemonte assegnava una parte secondaria e quasi senza importanza all'al'l~ata delle Alpi: guerra perciò a Napoleone, tulle le arm t sono buone per perderlo, la precedente sua conclotta in Corsica, la sua missione a Genova: ed èSaJicetti, l'anlicosuoproteltore, l'uomo, ehe gli stese una mano amica per levarlo su in alLo, fJuegli elle ora vuol trarlo a rpvina. Lo Tung si appiglia ai poch issimi' document i che giù. si conoscevano per ptonrci che Napoleone comprò la libertà co l sacrifizìo della di gnità propria: egli rinnegò, esclama con nob ile sclegno, l'amico e il.. benefattore l - Certo, sarebbe stato, tragicamente sublime lo spettacolo di Napoleone, che, fede le ai caduti , si avv ia al supplizio ripetendo il fiero motto: cciiisa Diisvìctrix placiiit, serl vieta Catoni. Ma l' eroi~,1110 non si comanda: Napoleon e, ricorse per salvarsi all e reticenze e ai mezzi te.rmini; confessò la deYozione sua a Hobespié1're jl giovane, ma aggiunse, con una frase· allora di moda, che l'avrebbe pugnalato, se si fosse qccorto ch e aspirava alla Lirannia. La sua condotta non è da eroe; èla condolta cl'L~n uomo positivo che vuol uscire da un brnlLo impiccio; ma crediamo che debbano applicarsi a l11i le stesse attenuan ti che lo Iung adduce a favore di Sal icetli, gli isicinli di .aberrazione e di devolezza: uma•na nei quali tutto è possibile.. Lasciato in libertà, seguì come ufficiale in soprannumero il quarlie1~ generale dell 'armata d'T.talia, finchè dovendosi costituire un corpo· di spedizione per la Corsica, ebbe il coman do dell'arLiglieria di esso,
ii
LA G[O\'L NEZZA DI X.HOU;ONE J, A PJ\01'0$JTO or U!'\A RECE~TE, ECC.
-corpo. ~fa la spedizione fallì appena iniziata , e Napoleone rimase ,di b~l nuovo senza impiego: un ordine del Comi.Lato di salule pubblica lo trasferiva poco dopo all'armatadell'Ol'est. La fortun:t in tal guisa gli voltava nuovamente le spalle; incominciava per lui il pe1·iodo più importante della vila. Aveva fat lo splendidamente le pri me })l'ove: alla coscienza profonda del proprio valore rispondeva In stima cli chi l'area Yisto e conosciuto da presso. ì\fa ciò nul la valse in quel perenne e tempestoso cozzare di passioni: che importava a' suo i avversari la conoscenza da lui acqui<;tala del teatro d'opera1/. ioni', i seryizi già prestati, e quelli maggio ri che poteva prestare all'armata d'Italia? Essi non vedernno in lui che il focoso oratore del ,circofo d'Ajaccio, l'amico e il consigli ere di Robespierre, l'ind iscip linato ufficiale che a fu ria di raggir i erasi levato ai sommi gradi bisoO'oava toitlierlo da c1uel J'armala, nella quale, col{lella òoerarchia: . èl ..... l'aiuto di numèl'O$Ì suo i compaLrioli, aveva ordì.lo una vasta rete di i nti'ighi per isfogare la sua ambizione sconfinata ; bisognava 1:elegarlo in qualche angolo della Vandea, e costringerlo. a logorare la sua -energia nelle fat iche ingloriose della guerra civile. Napoleone comprese, nè ci voleva mollo acume di men te, le cause e lo scopo del s uo trasferimento all'armala dell'Ovest: aveva affidato, come scrisse il generale Scberér, l' avvenire alla proptia spada; lasciava per quel momento in un:canto la spaéla, dimenlìcava l'articolo più i~porlante <lel regolamento di disciplina, e DI malvolere degli avversari risol'YeYa di opporre gli avvolgimenti e le Yie coperte dell'astuzia.
(Contùina).
SEVERINO ZANELU
1ffaggiore nel 3i 0 reggimento fcm,terfo.
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IMPORTANZA DELLA GEOLOGIA Nt,T.T,O
STUDIO MILITARE DEL TERRENO
Quando l'I talia non era che una espressione geografica ed i naturali oslacoli .d'onde trae sicurezza cli frontiere e tanta Yarietà di; aspetti, di cl imi e di coltura, ernno da governanti gelosi cons.iderati come provvidenzial i barriere conLro l'affratel larsi ed .il fondeh i dei ]}opoli soagetti, anche l'insegnamento dell a geografia doYette risen-· iire le.., co~seO'uenze di,. condizioni politiche cosi tristi . Lo studio di V questa scienza infatti si riduceva nelle scuole a poco pi(1 che ad un ac<~ozzamenlo cl i nom i dei mari, dei mon1i , dei fi umi, delle città , quasi a modo di slaÌ.ist.ica, e a qualche carta. doYe il modo cli rappresentare i vari elementi, la poca o nessuna importanza accordala. ai principali, e fra essi alle com uiricazioni , la speciale cura nel 1·endere le linee di confLne appariscenti, rivelavano quel convenzio· nalismo clie bene in rapporto col criterio politico dominante,. era la negazione del criterio sc.ient.i11co e dello scopo eclucat.ivo. Spezzate le catene del seco lare servaggio, le popolazioni d'Ital ia sentirono prepotenle'"bisogno di conoscersi, di accomunarsi; le barriere morali vennero abbattute, gli ostacoli naturali superali, e atlt'averso le ime viscere a colpi di mina, di ingegno, di volontà trapassati; una vasta rete di comunicazioni d'ogn i genere rapidamenLe.,i distese a ricercare nuove sorgen ti all a nostra attività, a infondere
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D!l'Olt'rANZA. DELLA. GEOLOG f,\.
nuova vita n~lla, nazione, a promuovere e facil itare lo sviluppo 'delle s ue relazioni col le altre nazioni. A questo rianimarsi della vita nazionale non poteva non tener dietro il ridestarsi dell' interesse e dell'amore per quegli studi, la -cui utilità ed importanza hanno un intimo nesso colle necessità di quella , Onde' _vedemmo manifestarsi una maggiore propensione allo studio del suolo nosti'o, e maggiore che pel' lo pllssato, anche allo studio di quell i fra gl i altri paesi, che, o per I.e recenti vicende politiche e guerTesche, o pei nuovi interessi sorti in causa delle vicen.de stesse, sono entrati in modo più intimo nella sfera dei nostri .rapporti . A qne~te fayo revo li concliiioni non è certo estraneo l'efficace r isvegl io, che, specialmente in questi u!Limi ann i, si va. sempre più accentuando, di quel gu~to pei lunghi ed avventurosi viaggi in cui già gli avi nostri tennero il primato, e che per una pane non piccola contribuisce all'incremento degli studi geografici ecl affini , Ciò malgrado, quesLo incremento concerne fol'se finora piultost.o la 13Slensione dei lim iti abbracciali e una maggiore diffusione e popo- • larità delle cognizioni generali, che la maggioee profondità delle ~ognizioni sLesse e l' indirizzo pièt scien lifico dello insegnamento. A. conseguire i desiderati migliorarnenti sia nella, profonclità, si[t nell'indirizzo di questi studi , bisogna definitivamente staccarsi non solo dai sistemi emp iri ci di cui abbiamo fallo cenno da prineipio, ma ben a,nche da quelli alt ri, che sebbene già in progresso sui prec,eclenti, sono però fondRLi su metodi geografici convenzionali, e non ci possono qnindi dare degli elemen ti eostituLivi del suolo, nè :f ~::;atta configurazione, nè i rapporti che effettivamente li co llegilno , nè l' idea giusta dell 'inO.uenza che ess i possono esercitare s ulle grandi relazioni fra la terra cd i suoi abitaLori, che no i ricerchiamo co ll o studio di q~el!a. Bisogna insomma tornare al metodo nMw·ale, a quello cioè, che ·studia il terrelo come realmente si presenta agli ocehi nostri, che indagando i legami e le relazion i fra le varie sue par'li, fra i suoi vari elementi, e ris'alendo all e origini dei fen omeni e dei fa u.r fts ici, ne ricerca la ragione alla storia della terra, alla sua costituz ione , allo svolgimento delle sue vicende passate e presenti. Bisogna, in Jrna paro la, ricorrere al fondamento geologico, se vogliamo farci
47 un'idea esatta di questi fatti fis ici e della influenza loro su tulle le questioni che dallo stuclio geografico ripetono la lot'o soluzione. Fra questi fatt.i, il primo e più importante è la orografia. Essa ha nella conformazione e nell'aspetLo di un paese la parte essenziale, e gli imprime quei caratteri che non possono essere cancelfati, o anche profon damente mutati che da altri faLLi aventi le stesse cause, cioè da altri fa tti orografici. · Sotto questo aspetto dei caratteri general i, l'idrografia ha importanza subordinata ed il valore soltanto di agente modificatore superficiale, che ha bensì estesa inGuenzasulle condizioni ge0grafiche -di una regione, ma non è l'elemento sostanziale del suo essere, -Ond'è che la base dello studio geografico di un paese consiste essenzialmente nella sua orografia, nella quale intendiamo compresa :non solo la forma, m,i la sostanza degli elementi Vaeoarafici cov è\ stituenti. Questo sludio adunque richiede anzitutto una esatta cognizione delle forme del suolo, quale ce la possono dare diligenti rilievi topografici, e la cognizione delia origine e della ragione di queste forme, quale possiamo dedurre dMl i studi dei !reoloai sulla oroaeo ò V nesi e sulla. natura geognostica del paese studiato. Da rruesto desideratiwi, nel nostro pae$e almeno, siamo ancora molto lontani; sia perchè i rilievi a curve, non essendo comp iuti , i favol'i cartografici, non possono ancora fondarsi Sll soddisfacenti elementi , sia perchè gli studi geologici sono essi pure arretrali per al-cune parli importanti del nostro territorio, e mancano di quel coordinamento per rispetto agli studi geografi.ci, che può facilitare le -deduzioni sin tetiche a questi necessarie. Delle .cari.e a piccola scala non conosciamo che quelle clel Kiepert ,dell'Ital ia. centrale e della meridionale che rappresentino con ,-eridiciLà l'aspetto del noslro suolo. Esse furono compilate sui ri lievi a -curYe dal noslro stato maggiore, ma fin che questi non siano compiuti_ non si potranno disegnare carte g~ografìche nè topografiche per il resto d'Ital ia che rappresenLino esauamen te l'andamento e le forme dei rilievi , che nelle carte preesistenti o fu snaturato dal convenzionalismo inerente al sistema idrografico di Lavallée, o fu velato dal tratteggio e dalla mancanza di .dati alti metrici. Ho detto .snaturato dal sistema idrografico di Lwallée, perché questo autore, NEL_LO STUDIO ~flLITARE DEI', TEHHENO
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Dll'OIITA):Z.\ DELL \ GF.OLOG I.\
">ELLO STCiOlO .1111.lT.\RE DE!, TERREXO
che pure ha diritto alla riconoscenza degli ,;tudiosi per avere ideato nn ingegnoso metodo di coordinamento della materia geografica , prese a base della descrizione orogrnfica lo andamento e la distribuzione del le acque, e alla vera ossatura del suolo sostituì una ossatura. artificiale, quale l'isultara dal faL~o tutto superficial e ed accessorio delle acquapendenze . Così lo solcatnl'O ed i ca.nali aperti dalle acque attraverso una lunga catena bas1arono a far considerare le varie parli cli essa, intercedenti fra quello acque, non più. come elementi fra loro solidali, ma come parti di più. catene e contrafforti, spesso costiluili da elementi fra loro disparatissimi per età, per costituzione, per forma e per aspetto; il solco scanto in pochi metri di terra da una alluvione, bastò a separare geograficamente ciò che natura aveva potenLementescolpito in un solo pezzo, e come un solo pezzo si presenta ancora agli sgua1·cli di chi legge l'opera della natura senza il preconcetto del lamentato comenzional ismo. Un esempio potrà meglio valere di più estese climoslrazion i a comincere della. veri lit e della gravità di quesli falli . Ognuno che conosca un poco la parte centrale cl'Italia, anche solo per aYel'la percorsa sull e ferrovie di Perugia, di Chiusi, di Siena e dellitorale Mediterraneo, avrà polulo vedere 01Jme l'orografia cli essa sia costituita da parecchie catene cli monti parallele dirette nel sensodella penisola: or bene, chi dovesse faro la descrizione secondo a sistema idrografico, dovrebbe passar sopra a questo faLLo caratteristico, e negando l'esistenza di tutte lo altre catene parallele a quella dell'Apennino e delle intercedenti bassure, dovrebbe coi brani di Lutti questi clementi, compresi fra dne corsi d'acqua, ra0berciare e raffazzonare alla meglio dei contrafforti che dall a cresta dell'Apennino conducano al mare. Cosi p: es: se moviamo dall'Alpe di Catenaja, che appartiene ad una catena od ondula1.ione su bappennina che ~i pro,W).cle nel monte ~Tartano, dobbiamo, per segnire il displuvio, itbhandonare il naturale andamento della .ondulazione stessa, per ohliquare nei Monti di Cortona., riaLLaccarci nll e basse ontlulazioni che ricingono ad O, es! il lago del Trasimeno, passare per quel te1-reno paludoso ·che è interposto ai laghetti o stagni di Chiusi e cli Mon tepul ci,tno, rinlzarci alq~ianlo nelle colline cli Chius• e in quelle di )[ontepul ciano, per montare al monte Cetona, che
appartiene orograficamcnte ad un'altra delle catene parallele, eroe a quella clell'antipennino. Dal Celona si passa poi all'Amiata, sulla ondulazione successiva all'antipcnnino, e la si segue pér Viterbo e Bracciano fino al Tevere presso Roma. Da ciò si rilern chi:.wa rnente, che per compiere lo sl'orzo di immaginazione necessa rio a. riunire fra loro così disparati elementi, bisogna chiudere gli C1cchi ai fatti parlanti della natura. ~fa, come già si disse, il contesto orografico, della cui esatta cognizione abbiamo dimosLrato l'importanza, non è la sola. cosa cho noi l'i ccrchiamo nello studio geogl'afico. 'fotLo ciò che nppart.ìene ai caratteri del suolo ed inlluisce sull'aspetto, sulla praticabilità, abitabilità e produttività sua, interessa le ricerche dì chi studia j] terreno, e tanto più, qua_ndo dai contorni più larghi clelh geografia si scende a quelli più l'istreLLi, ma più particolareggiali, della. topografia . Ora questi caralleri sono così intimamente legati alla costituzione e natura geologica, cl1e uno studio dei primi non si può razionalmente concep ire senza una 7n·opo1·zionale conoscenza dei secondi. t dello studio del terreno quello che s'è dello dello studio dei popoli: per entrambi è.incfopensabile la ~onoscenza della storia rispettiva. In questo incliriz1.o poco, qna,;i nulla si ù fatto da no i, almeno ne i tempi più recenti; chè più addietro il )farmocchi allinse a qiteste schiette (onti della geologia, per quanto lo permetteva lo stato degli studi geologici in [lal ia a suoi tem pi, gli elemen ti di geografia fisi ca pel suo trattato cli geografia universale e per la descrizione d'Italia . Un saggio di geo_qrafia natnmle ci diede il Ponzi nella. sua ~femoria « l'.lpennino e l'Italict; ma malgrado questi e qualche allro lavoro del genere, siamo ancora lontani dalla applicazione generale del princip io, non so lo, ma anche da.Il a sua risoluta affermazione. A confer~a di quanto precede, siamo lieti cli poter riportare la seguente nota del professor Cocchi, che ricaYiamo dalla sua descrizione geo logica dell'lsola cl'Elbn. « La ot·ografia italiana è mo llo complessa. Uomin i i più compe<< Lenti in questa materia pensano, cl10 non si possa fare oggi una « esalta descrizione della orografia italiana per mam:anza di carte « topogl'::tfìche, per insufficienza di altre, per scarsi l:'t di studi. Ln. « diffic6ltà di introdurre idee precise su questo argomen to, si rende ANNO XXVJU, VOL. Il.
l.\l PORTANZA Dl,;LLA GM LO!:!.\
« maggiore per l'ordinario inségnamento ufficiale; e finchè , giova« netti vengano educaLi sollo la formola, rituale della catena delle
« Alpi al confine, della catena dell'Apenninoperlo lungo della peni« sol~, diffic ilmente si potranno introdurre nella pane colta della
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« 11ostra società apprezzamenti più esatli sulla geografia del paese « che abitiamo. » Perchè però èp1esta evoluzione possa effettuarsi, è necessario innanzi Lutlo che entri nella convinzione pubblica, e si renda popolare l'idea della_ es istenza e della importanza di queste relazioni fra la costituzione geologica ed i caraueri fisici del suolo, e l'utilità e la possibilità di farn~ il l)rincipal fondamento àello studio di questo , Queste idee' hanno già.comincialo, per qganto mi è noto, a dar buoni frutti negl i altri paesi, specialmente negli ultimi anni . In Francia, oiLre l'opera di geografia ùi gran mole e di gran pregio di Eliseo Reclus, havvì la geografia militare di recente pubblicazione del comandante ~iox ed una serie d'imporLanti studi apparsi fra il ;J 876 ed il ,1880 nel Journal des sciences 1n,iLitail'es coi quali il capitano Clerc fece umt approprial.,ì applicazione della' geologia allo sl.udio della geografìa mi litare (,t) . In AtlSLtia già da tempo con fondamento geologico sono diretti gli studi geografici dell'Accademia di Wiener-Neusladt, per la quale il barone ~onklar dettò appositi libri (2) , e altri libri pregevolissim i furono publJlicati allo scopo specialmente di dare questo indi r izzo allo studio del terreno dal punto di vista militare (3). Da noi, come si disse, questo risveglio e questa tendenza o non esistono, o non si manifestano efficacemente. Notasi a vero dire qualche accenno a so ttrarsi al convenzionalismo del sistema Lavrtllée ed a descrivere la orografia per gruppi e mass icci mon tani, indipendentemente dalla idrografia; ma vi sono ancora molti passi ,
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i l) Le memorie del car itano c,wu,Rs C1,•uc del 1:19• di linea dell'esercito fra ncese pubblica to nel Jo w·nal des sc iences militai-1·es, sono le seguen ti : EsquisHs oi·ographi~ ques des systémes f\·ontiè, ·es de la Pi·ance, 1876. - Du 1·,ile de la yéologie dans L'en•eignement de !a géoy,·a,phie militai,re, 1877. - Sa11oie et D1i.rqJhiné, 1880. t2) Leil(aden (iir deii (fnte,.,.icht i n der Physi/;altschen Geog,·aphie, (3) G1·und;1,17e etner physikal-lsch verglef.che,idm Tei·rainlehre, in ih1·er Bezichung a'tl.( das K1·iegswesen, - 11, B , S, - Wien 1869, MusN I NSKt 1md Pn tOHDl , l>ie Terrainleh;-e in Verbtndung mil dei· Da,·stelltmg m1d Jlesch,·eibung 1les Terrains t'Om miliUt,r ischem Sla11d·punkte - Wien- 18i2,
<f:l a fare per assurgere alle Yere origini ed ai principi razionali del.lo sludio del terreno, InLanto è già qualche cosa che questo bisogno sia intuilo; sara - tanto più fac. il e il mettersi sul!a giL1 sta, via, sulla qLiale ci r ichiamano l'esempio e l'autoriLà d'uomini competenti nazionali e stranieri, .e il nostro naturale senso pratico. ' Non è fr~t i geologi certamente che si incontreranno gl i opposi tori e gli indifferenti (,1) . Tullochè gli stndi loro siano in massim:t obbiettivamente direLli alle ricerche per complet,are la conoscenza della intima cosl ituzione élel suolo nostro, ancorn in molte parti i••noLo o mal no lo h1 esistenza e l'entità degli enunciati rapporti fu t> ' . in molti di dell i studi messa in chiara luce, come ne fan lede le Memorie aià accennale e le opere e gl i scritLi del lo Stoppani, del Tnramelli,\lel De SLcfani, dello Scarabelli, del Bombicci, del Verri e di chi sa c1uanti allri da noi non conosciuti. TI prio:o, oltre agli ac~ cenni freq L1 enti su questi rapporti, nei suoi: Appimti per it-n corso di !teologia e ud ~mo 1'rcitt.ato di geologia, ~i die~e. nel : Para~lel~ fro, i sistemi delle Alpi e clel Libano un br1llant1s?mo esempio d1 .ciò che possa la geologia nel meUere in evidenza 1 carauen orortrafic,i e topoQTauci ili una regione . .i:) Chi dovesse operare in quei paesi, sarebbe delJ1torea questo parallelo di una prelimiqare conoscenza delle condizio?i d~l terreno, che più sintetica e più chiara diffLcilmente avrebbe m diffuse descrizioni potuto acquistare. . . Il prof, Taramelli nei suoi lavori geologici, mai non tralawa d1 fare utili raffronti fra la costituzione del suolo la forma e l'aspetto dei suoi rilievi. Egl i tratteggiò maestrevolmenle questi rapporti in una leLLLu·a al congresso del Club Alpino in Auronzo nel!' agosto 1877 (2), lì pose in ev:ideina anche ai piu profani coi paesaggi geologici ad i Ilustrazione della sua carta del Friul i, e nella ~ua ~fonografia della provincia pavese, ne fece decluzioni così appropnate, per la {1escrizione topografi,ca della zona collinosa fra Bohb io e Stradella, l;j
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NELLO STUDIO MILL'l'ARR Dl,L TEIUlRiXO
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Il ) DaoJi ill ustr i professori Stoppani o Tara molli, ebbi incora ggiamenti assai lusio· ,gllicri e~ aiuti, ai qua li duolmi non ave,- pot uto corrispondere con un lavoro degno <!e lla causa e dcll'appo;gio accord,to·mL (2) (Dell'aspetto delle montagn9 com e ca..attere geologico, - V , Jlolte!tino det Cl1tlP -~ lpi,10 Tlaliano. an no 1879, pag. 123),
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DIPOH'fANlA DELLA GEOLOGL\
che he'JJ si vede come il geologo fosse compreso della importflnz'~ strategica di questo territorio. lnLeressanti_ssimi per la geografia sono pure gli sLudi del capiumo Verr i c1ireLLi ad illustrare colla storia geologica l' attuale configurazione dell'imporlante Lel't'itorio, onora poco conosciuto pel' questo rispetto, che abbraccia le vallate del Tevere e dei suoi affluenti. Nè possiamo qui passare sollo silc.nzi o gli sLuc1i insigni di geologi :manieri , quali la Zittel, il Suess, il Lor,y ed altri, sui sistern ì orografici· che più o meno assolu tamente appartengono al nostro territorio . Richiamiamo specia.lmen·te l'attenz ione degli in teressati ,; ull'opera de l Suess intitolata: Die Entstelmng cler 1.llpen, sLudio cli vasta sintesi, in cui è traUatti l'orogenesi , non soltanto delle alpi , ma di gran parte dei sistemi montuo~i del nostro pianeta. Facendo dunque voti perchè queste relazioni , chiaramente afferrnale dai geologi, passino nel dominio delle convinz ion i di coloro, che nell o studio della geografia fisica e mi litare hanno un qualche interesse, e perché i geologi stessi non dimen tichino nelle loro rièerche, di accoppiare allo scopo che si r ifer isce più. dir~llamen tc alla loro scienza, anche rruello di utile più generale, di fornire, cioè, le teoriche e le cognizioni necessarie al razionale fondamento e al ntpiclo progresso di detti studi; lasciererno. questo campo troppo vasto per le nostre forze e pel' i mezzi attuali, co lla, speranza di vederlo rapidamente trasi'ormarsi dalle cond izioni di quasi deserto, in cui si trova attualmente, in campo coltivato e fiorente. Ritirandoci entro confin i più modesti , che qll'i so lo temporaneamente. oltrepassammo per lo scopo di meglio segnare i ri attacchi del peesen le nostro lavoro, ci proponiamo di fa re l'applicazione dei princip·i enunciali allo sLud io mi li tare del terreno, aLtenendoci pi11 specialment~ carau eri che interessano le operazioni logistìcho e tattiche, vale a dire alle condizioni topografiche militari. Pel' lo scopo nostro cred iamo oppo rtuno, pur rimandando per 11na più vasta e completa trattazione dell'argomento agli autori giit cilati, di non rinunciare ad un rapifo esame delle varie question'i che vi si ril'eriscono, per meglio fami gliarizzare i lettori cogli intendimenti e co l sistema adoperato negli esempi applicativi ch e darema in segu ito .
?<ELLO ST UDIO MILITARE DEL TERUE XO
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I.
Rapporti della geologia collo studio militare del terreno. § ,1. Critel'i fonclamentali 7Jer lo st·ucl'io del ien·eno in 1·a.pporto {;olle operazioni m,ilitari. - Lo stìldio clel terreno in rapporto all'arte mili tare riflette essenziulmenle la sua pralicalJil il à; perchè questa si può considerare come la sintesi delle conclizioni che si r ichiedono per lo' sviluppo delle di\•erse fasi di una operazione di guerra. Tutlavia questo conceLto complesso cli pra.ticabiliLà, che è il subsLrato di tu.ti.e le osserYazioni con cui il mil itare interroga e scruta il terreno, si esp lica· nella sua mente in modo ccl in proporzioni. di·verse, secondo hl na tura ecl i limiti della operazione a cui intende ~1pplicarlo. Infatti, allorchè si intraprende lo studio di una estesa regione per l'attuazione di u;1 vasto concetto strategico, si ha in mira l'azi one di grandi masse, a cui occorrono grandi spazi per potersi raccogliere poderose attorno ai punti decisivi. Lo stuclio della prnlicalJil iLà in questo caso si riferisce ad un generale .orientamen to sul la distri buz ione delle QTandi zone cli ostacolo e di quell e di fa" cile transi to e cli raccolta : il qual concetto non può essere che relativo; poi ehè da regione a regione i rapporLi fra il praticabile e l'impraticab ile possono essere assa i divf1rsi, sec1•ndo che si Lratl,t cli terreno montuoso, collinoso o piano; come · possono variare, e variuno certamenLe dall'uno al!'alLro leneno la naLLtra dell'oslacolo e la conformazione delle zone praticabili. Per 1raclLt1Te in atto un piano di gLierra, o qualunque delle ope razioni sLrategiche parziali in cui ·esso si scompone, entrano in calcolo le condizioni che limj Lano questa altuahiliLit; e q[tindi, per ciò che riguarda.· il terreno , la sua prati cabilità logisLica . Qui più non ba;ta il concetto delle zone di ostacolo e cli facile
'NELLO STUDIO llllf.l'l'A.I\E DEL TERRE'.'10
n!PORTANZA DELLA GE01:oar.1.
Wrnsito o di raccolta; ma occorre osservare, a quali condizioni if terreno che la situazione straLegica impone qual teatro delle operazion i militari, si presti al loro svolgimento, per trarne le basi di. quei. provvedimenti, che è appunto miss ione dell a logistica di attuare pel' rnrreggere le deficenze della natt1ra. La quantità e natura delle strnc16, e le localil~t piLLo meno vaste e più o meno propizie per mettere a campo od alloggiare le Lrn})pe, il cl ima, i prodo tti. del suolo, LutLo ciò insomma che ha rapporto col Lr;ns ito, colla permanenza e colla sicurezza di masse più o meno cospicue d' uomini, cavalli e ma(eric1li, deYe essere panicolarmenle considerato da chi studia la praticabil ità di una regione sotto Lispetto logist ico. Infine lungo quell e I inee, atLraverso quelle zone che tracciano lt} vie che. gli eserciti dovranno necessariamente percorrnre, si presentano dei punti, che già per ragione strategica. sono designali come teatro necessario e probab il e di azioni LaUiche, più o meno importanti, rispello al pia110 generale. Lo sìndio della praticab ilit(t del terreno chùoslituisce quc,-ti punti, queste posizioni, o questi campi di b.1Uaglia, è ben altt·o di quelli precedentemeHte considerati. Gli elementi da esaminarsi sono invero sempre gli stessi o press'a poto; varia però la proporzione e lo scopo delle ricerche. La pratici,bili tà élcJ terreno studiata prima in rappo rto co lla mobilità e colla snss i:St~nza delle·grandi colonne, è CLUi in,vece considen\la in relazione alla impiegabilità de i mezz i d'offesa e di difesa, e quindi alla.p1obil1 tà delle frazion i e persino dei singoli indi vidui. Ond'è che sollo questo diverso modo di con~iclcrnrlo, un t~rreno poco o null a praticabil e logisticamentepuò es,;erlo "I mas:-imo g:-ado taa.icament.e. § 2° Necessità di cliffonllen nell'esercito le i:oqni.zioni rela.tive allo stuclio ....j,f.l terreno . - Sebbeue in ogni esercito sin, riserbalo, a speciali nfOci l' incarico della descrizione del paese e de.i vari scacclri eri di guetTa sia interni sia esterni, non è più possibi le al giorno d'otgi ad alcun ufffciale mantenersi estraneo ad una categoria di cogn izioni, cbe la migliorata e più diffusa isLruzione lo porla a f'r equen Lemente applicare nelle manovre sulla ca1l(l, in quelle coi qn:idri, ed in quelle più complesse esercitazioni che costituiscono it p iù eleva lo gradino della islrnzione pratica.
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Non è invero necessaJ'io che queste cogni1,ioni, incontestabil mente utili, siano sviluppale allo stesso punio i1:1 Lutl.i i gradi. Siccome però l' unica provenienza e l'un ificazione della ca!'l'iE<ra permettono cli trarre il massimo vantaggio dall'applicazione di un<> stesso metodo di studio, così senza preoccuparci di difficoltà desLinatefrà hre,'e a sparire, alme'uo in gran pal'te, non esitiamo a. sostenere la convenienz,1 ed utilit à di ,ippli care il già esposto concetto, circa al miglior fondamento th darsi a questo importante ramo della istruzione militare. Imperncchè il fondamento geo logico giova non solo a ben imprimere nella mente i caratteri del terreno, nrn ad indovinarli ben anco, quando siano noie le relazioni che passano fra la causa e gli effetti. § 3° Relazione (rei ,i, ca1·atte·1·i este1:!ii clel .molo e la .ma costittbzfone ,geologica. Quali sono i lùn'iti delle cognizioni geologiche 1iecessal'ie per i nostl'i stncli. - A produn'e la convinzione di questa utilità e convenienza, conconono l'importanza e la costanza dei rapporti fra le condizioni fisiche.del suolo e Jà sua geologica costi Luzione, e la possibi liLà cli app lica re allo studio mili tare del teneno il metodo che su di essi rapporti si fonda. Esamineremo quind i quesle due questioni,, che ben 5i possono chiamar pregiud izia li. Circa ai dubbi che possono riferìl'Visi a!Ja primti cl i esse, può oauuno a"evolmen te r imuoverli dall a sua mente, so l che si facc ia' <'J 1"> per poco a consjdernre i faLLi più comuni che la rnitura gli pone ogni giorno sotto gli occhi. Partendo dal mare ed internandosi nella lena [erma; per risalire d,tl piano alla collina e da questa alle cime più elevate. dell'Alpi, 11JLLI) quanto co lpisce i nostri occhi , ci narra. la storia dei fenomeni che hanno contri buito a clare al suolo l'attuale aspetto e gli attuali carattel'i. Il mare che h,1.vora coll'onda le r ive e. ne clistmgge col periodico fl usso e coi suoi potenti parossismi le rupi, mentre elabora nel suo seno nùovi elementi per- la costrm:ione dei monti futur i; il fiume èhe giunto nel piano restituisce trasforma ta in limo feconclo.l'arida rupe divelta dal gelo alle velté più eccelse dell e Alp i; il piano colle sue terre qna aride e ghiaiose, là umide e limacciose, diverse, per aspetto, per prodoLt i, per etit, sono fatt i che provano l' influenza éiei fatti geo logici :::ulla costituzione topografica tlel suolo.
bO
DfP(H\TANZA DELtA GEOLOGIA
Sé ci inoll.riamo enl.ro terra sino al margine del piano, incontriamo quasi sempre dàpprima colline, poi monti di mano in mano più alti, nei cui caratteri leggesi impresso l'alterno avvicendarsi delle forze deWatrnosfera immagazzinate nei ghiacci~i e nelle acque, e di quelle telluriche erompenti dalle Yiscere del globo. Se ben si esaminano e:si paragonano frn. loro quel pi~no; quei colli, quei monti, sene osservano la giaci tura, ìe ('orme, i prodoUi, si viene a conoscere, che essi sono io rapporto col la natura dei loro c~sLiLuenti e degli agenti che sono intervenuti a formarli. Le ror~ce più dure e compatte si disgregano più difficilmente delle meno cons·istenti sotto l'azione del zelo e delle p iocraie· V t> ) alcuni elementi di talune rocce, più solubili nell'acqua, la dotano talora di una straordinaria potenza di decomposizione verso altre rocce, di cui con lento lavorio nel seno dell a tern.1 prepara Ja distrnzione . La posizione d·egli strati, fa cii itando più o meno la infiltrazio ne dell'acqua negli interstizi e la fol'mazione del ghiaccio, è causa cli diversa. di strnggibil ilà anche in monti formati di una stessa rocr~ia. finalmente la costituzione meccanica più o ineno compatta .delle rocce stesse, ha gra.nde inO.uenza sulla .loro consistenza, sul loro aspetto, e sul maggiore o minore sviluppo della veste vegetale che le ricopre, sulla maggiore o m.inore capaci là cli assorbire e ritenere le acque necessarie alla Yita degli an imali e delle piante. D'onde una nrietàdi forme, di aspetti, di caratteri, alcuni dei qual i'spessosin dono ripetuti per monti di divet'sa naLurn, ma èhe concorrono a formare complessi distinti, se non per ogni genere di roccia, almeno per grnpp i di rocce affini .per chimica o per fis ic[ costiluzione. · Nel piano invece non troviamo fJtrnsi"mai le rocce, ma i prodotti tlella loro decomposizione e della loro miscela; qui dunque i terreni non si distinguono più per le fornì e; ma la nMLU'a delle rocce madri, ed il gra.doi!klla loro triturazione, decomposìzione; e mi:::celà fanno , aria.re l'aspetto del suolo, la sua co!Lura, i suoi prodotti, le umane industrie, influiscono sugli elementi topogl'afici artificia li , e per una serie non interrotta di cause e di effell i, perfino sulla vita fisica, intellettuale e mol'ale dei suoi a.bitatori. Ln verità di queste asserzioni, olll'echè dai fatti generali ora accennati, può essere comprovata. con numerose ci Lazioni cli fatti particolari ben accertali; ma i prim.i bastando per rimuovere la que.
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' NELLO ~'LT DH> MH.TTAHB DEL TJ.il\HEXO
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stione prngiudiziale, rimand iamo al segui to di questo lavoro per una maggiore dimostrazione. .Quanto all'altra delle que$lioni proposte, sebbene la risposta non possa anche qui essere completa, se non dopo l'esame che success ivament.e andremo facendo del sussii:lio che la geologict può portare agli studi geogrnflci e topogfafìci · mili tari, lultavia col sempl ice senso co mune si possono già segnare i limiti di estensione e profonJondità dell a. p1'opugnata ·applicazione . La vcreolocria e le scienze affini ha.uno assunto in q· uesti tempi v nostri tale svil uppo, per i moltiplicati mezzi di comunicazione, per l'accrescinlo scambio cli idee fra t l i scienziati d'ogni pa.ese, per i n u.ovi o migli orali mezii d'osservazione e d'analisi, che nonché tutte, 11eppure i vt1ri rami di una. stessa scienza possono il più delle volte esse,·e con fac ili ttt abbracciati, e con pnri profondità e sicul'ezza posseduti ih uno stesso individuo . E per parlare più specialmente clel caso qLLi consideralo, là litologia, la mineralogia, la. chimica, la p,deontolog:ia, indispensab ili alh perfetta cogn izione degli elementi di cui il geologo studia il contesto, la giacitu ra, la trasformaiione, la storia; sono sc.ieoze di CLli taluna rich iecle per sè sola la vita di uo q.omo e speciali incl inazion i e mezzi di stud io per poter.sene impadronire, nonchè per clisLin guersi in esse. Ciò premesso, e quantunque abbiamo anche nell'esercito uomini -errrerri· che coltivano La lun e cli queste scienze con distinzione, o e parrebbemi utop ia il preLenclere, o il supporre possibile, che, non {lit'ò i leLLori, ma. anche solo gl i Rutori di lavori di geografia o topo.grafia mil itare. dovessero trasformarsi in altrettanti geologi, litologi, ecc. · Ancorchè ne avessero le predisposizioni , mancherebbe loro il tempo per dedicarvisi , che dovrebbe di necessilit essere so ttratto acl altri studi, più direttamente attinenti alla nostra profess ione. Quando la mancanza di tempo e le dif'ficollà di studio ci obblif assero a scegliere fra la storia degli uomini. e quella dell.a terra, non si potrebbe esitare ad accordare la prerrunenza alla pruna, per la maggiore influenza che esercita. su qnanto si r iferisce all 'arte militare. ForLunatamente però null a sembrn costr·i ngerci a questa scelta; chè tutto porla anzi alla convinzione della possibili tà, non :-;olo, ma
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,\ELLO :;TUDIO ~IIL[T:\RE DJ.::L TEHRE:'<0
DH•OR'JT'sZ .\ JJJ.,;J,LA <tEO LO(;F.\
ben anche del la utilità grande di dare conlernporaneo sviluppo acI entrambe queste categorie di studi; pnl'chè si sapp ia con teneroquel~o della stori~i della terrn. nei giusti limiti richiesti élal lo scopo speciale della nostra app lie.azione. Imperocch è il repertorio del le-· cognizioni geo logiche corri:3pondenti a. questo sc0po si riduce a poca. cosa, come cercheremo di qu i brevemente dimostrare. Per qt1el che si disse da princip io., il fondamen to o mecQ,[io il • nassunto dello studio militare del terreno·, essendo la nozione del ltl sua. prnticab ilità, e questa essendo intima.mente legata colla forma e natura delle rocce e dei terreni che ne cleri vano ' Vcrioveeà anzi. . tutto conoscere quali sono queste rocce e fllleSti lel'reni. Queste rocce poi, che richiederebbero uno studio lunghissimo a conoscerle tutte , si possono raggruppare intorno a pochi tipi . circa all a loro struttura e composizione; ·poichè la differenza di talun componente, che origina infiniti generi , specie e varietà, non inflllisce scnsibihuenLelgn[!rdata!a cosa ingrande per l'uso nostro) . su i caratteri delle loro masse. A1ni, nemmeno ha vvi differenza per questo rapporto fra taluneclassi di cs,e rocce; ed è pel'ciò che più facile rie.sciri.L il mettersi in mente, oltre ai carntteri estern i ed a CJLielli inLerni oo·enerici di , questi i;ipi, la. forma. delle loro masse, e le altre condizioni con cui int1uiscono sulla topografia di una regione. · Quel che si disse l)er le rocce, devesi a maggior ragione iiHendere per le terre, cioè pei prodotti della loro disgregazione e scom_posizion e; perchè, come accade per gli esseri vi venti, le mal.el'iepiù çomplesse finiscono pee r isolversi in poch issimi elementi. Ecco aclonque a che cosa si riducono lo . co..,nizioni /Teolorrich ""· <°I V per !o studio militare del terreno . Resta a vedere se è poi nece;;sario che siano diJfose a tutti co loro che si occupano di studi militari. A q~to riguardo, pur rieh iamandoci a quanto abbiamo detlo cìrca alla grnnde utili tà di ireneralizzare le cooO nizioni aeo]ocrich1' V ·~ fino a.l punto cli farne la base dell'insegnamento o·eo..,rafìco e t,;_ })Ografico, non esitiamo però a riconòscere: che nello stretto li mitedella necessità, il nostro pl'incipio può avere . una applicazione molto meno estesa; e cl1e queste cognizioni possono co·nsiderarsi di importanza essenziale per chi è in,:aricalo di studiare e descrivere sotto l'aspetto mili tare'un dato paese, o per chi dovendo esegnin i ç)
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dell e opernzioni miliLari, ha sommo interesse ciì intuireprevenLirnmenle i caratteri del suo lo, che possono influire sul loro svol1,imento. . · 0 Ond'è che a tutti coloro che a,,;pirano a toccare i gradi supe1;iori, nei quali non è infrequente specialmenle la secondti eventual ità sia. in pace, sia in guena, giudichiamo necessari e queste cognizioni. Imperocchè chi le possiede potrà col cqncorso dellti carta. geologica e coi dati sulla costituzione geograGca. (lella regione che la interessa, completare le notizie fornitegli dalla carta topografica, supplire in parte alla mancanza di ricognizioni sopra luogo cl~e non sempre si possono eseguire, e al postutto pì·ocedere con mi- , ali or direzione, orient.arnen to e sicurezza, e conseguente rapidilit, :ua esecuzione di queste, se avrà la for tuna di poter confronta,·e e completare sul terreno le preli minari deduiioni. Le cognizion i suddette permettendo di dedurre dalla cru·1.a geologica e dalle forme esterne dei r ilievi l'analogia. dei caratteri topograGci di territo ri aventi una stessa · costituzione, facili tano la cognizione di regioni estese, il raggruppamen to e hi sinLesi elci dati che intt'.lressano le nostre ricerche, e quindi la. descrizione di terl'ilori che a tulla prima si presentano topograficamente ossa.i intralciati. Cbi non possiede qucsla chi ave per l'interpretazione del terreno, mancando di una guida pel' pl'esµme re, se le zone che dovrù SLlccessivamente riconoscere hanno natura e caratteri identici o diversi, e non vedendo piLL in là di ciò che mateeialmenLe gli capita volta per volta so tt'occhio, sarà non solo portato, ma coslretlo t~ r i~ petere qnotidianamente ad ogni mutar di passo le sne osservaz10n 1 e le sue· note, finc hè tutto non abbia veduto e toccato con 1~ano. ForLunalo, se dopo un sì pazi.e'nle e non coordinalo lavoro ana.lilico , potrà aITerrare le analogie dei caraHeri, che la. geolog_ia gli a:rel!be. di primo acchito suggerito, e se non avendo potuto rJsparmiarsi 1l lavoro penoso del r iconoscitore, a.vri.t l'abili tà. di risparmiare al let· ~ore quelle r ipetizioni e quelle minutezze nella descrizione: ch_e la conoscenza delle elette analogie gli avrebbe permesso di evi tare. In ogni caso poi, chi non può valersi della cat'l[L geologica, per richiamare ,tli~L memoria i'ana\ogia e i limiti delle Varie rormazioni, mancherà· di un efficace e sicuro ansiliario alla sua. memoria, nel riordinare e tradurre in iscriLto i risnltal.i delle fo.t le os-
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UlPORTA.NZA DJ~LLA GEOLOGIA
KELLO S'l'\;DIO )f( UT.\HE DE L TERHEl\0
servazioni, che sarà costrello ,a raggranellare unicamente dalle · note, per lo più sparse e slegate, fat'.e rlurante le escursioni. Col- , l' ins ist.et'e sulla necessitit delle cognizioni geologiche in chi ha in<:.arico o anche solo interesse di sludiare o descrivere un dato tèrreuo , e col definire i vantaggi della loro applic~zione, non inledemmo già di dimo~trare la necessità, nè la conven ienza di in- • zeppare questi st~di e queste descrizion i di que i vocaboli e di quelle diciture e citazioni, che hanno un portato essenzialmente scienli fico, e non sono asso lutamente necessari allo scopo nostro. Non sempre, è vero, si potrnnno evitare questi vocaboli propri della scienza , nè tradurre con perifrasi certe· locuzioni, nè tr;lasciare 1utti i riattacchi alle teoriche della geologia; ma il caso cli dovervi ricorrere non sarà frequente, ed anche allora si potranno aggiungere gli opportuni schiarimenti . Ncl di mostrare come vogl iano essere attenuate le diffico ltà per l'associazione della geologia alla topografia milit~re, non si è qui fatto parola delle cognizioni generali cli geologia, cioè cli quelle che si rii'eriscono alle Leorie sull 'origine e formaz ione della terra, sul le grandi fas i élell a sua costituzione, e sulle forze che hanno agito nel le success ive Lrasformazioni della sua superficie; perchè credo che queste nozion i) più o meno approfondite) non tarderanno ad essere comprese nel repertorio della coltura .generale, e non possono a maggiore ragione ignorarsi da chi si applica agli st~tcli geografici e topografici militari, specialmente se a scopo di forn ire il materiale necessa1·io per altri studi . § 4° Cenno delle principcili dedu,r,ioni che nelle 1·i(;oç1ni;;ioni o nell.o st1bd,io di, 1bJW data 1·egione si possono 1·icavlire dcille cogri,i~ z 10ni geologiche. - Il determ inare dove il concelto di una operazione militare esce dal campo della strategia pel' passare in quello dell a logistica e della tattica sarebbe opera, oltre che poco utile, difficile; come è difficile stabilire un confine asso luto fra qneste !l'e fas i. Per•conseguenza logica sernhra in util e anche la ricerca dei cara ti eri geologici peculiari alla strategia, alla logistica ed all a tallica; tanto più che laillni di essi possono es tendere la loro influenza su tutte le rasi di una grande opet'azione.
1n luogo clLrnque di distinguere il nostro esame in tre parti, secondo le tre specie di praticabilità cli cni vogli amo studiare i ra.pporti coll a geologia, venemo svolgendo le nostre considerazioni seéonclo la scala cli grandezza e di importanza dei fatti geologici e militari che paragoniamo . Uno sgnardo geUato su una carta, anche a piccola scala, basta a far conoscere la distri buzione generale delle zone di osLacolo e cli qneìle che più si prestano al facile passaggio ed all a permanenza di grandi masse cli armati. Tl nnmero e la direzione delle stracle po i, vale a dare un'idea sommaria della praticabil ità. relati va dello une e· delle allrn. Non si può però su questi soli elementi basare uu ofodizio sulle concli;;iO·n i 8trategiche cli una data regione; percbè 0 .. ancor prima cli discendere a.ll'esame degli elementi logistici par"Licolari, occorre i'arsi nna idea più precisa, per quantosintetica, clelle condizioni cli transita bi lit.ii,, ab ita.bilità, difendib ili Là delle varie zone nelle quali gli acciclenli geografici suddividono la regione stessa. È il caso allora di ricorrere ai libri cli geograria. e alle carte a grande scala; ma i primi, quantunque talvolta preziosi per le notizie che forniscono sui partjcolari di una regione, Lllttavia per l'uso a cui devono servire, o-pel sistema cli loro comp ilazione, raramente si prestano ad una sintesi, quale no i qui intendiamo ; ovvero presensentano qµosta sintesi gi~t fatta secondo i concetti, le idee, le osservazio"ni dell'a.uLore, ma senza i mezzi cli controlla.da, e con fondamenti ed applicazioni, che possono benissimo J?.Oll corrispondere in tutto ai bisogni cli chi con sulla quesJi lavori. Quanto alle carte, quando sono ben fatte ed al corren te, ciò che non sempre accade, sia per la loro origine, sia per le ripetu~e riproduzioni o pel sistema di queste, sia per altre cause, che è inutilfl indagare, esse possono rappresentare molti degli elemen ti che contribuiscono alla transibiliLà, abi t.ab ilità e difenclibiliLà di una regione; ma parecchi fra, questi non possono essere esp ressi, e alcuni ancora sono cli rGcili a rilòar,,i anche in una carta ben fol la; sarebbe errore il ricercarl i clore di ciò non si ha SllUicien te ga{·anzia. Ora, siccome non è poss)bile conoscere l'abililà e la diligenza cli chi disegnò un dato p::trticolare, nè il criterio ch0 prevalse nel giudicarne l'entità, così si può quasi esci uder~ la convenienza di ricercare taluni cli ques! i
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NELLO STUDIO ~IILTT.\ RE DEL TEI\HE:\'.O
DIPORTA~ZA .OELL.\ r.EOLOG IA.
parLicolari sqlla carta . Se poi le ricerche di queslo genere appaiono possib ili ed utili quando trntt.isi di pi cco li spazi di territorio, cos terebbero immensa fat ica quando dovessero essere estese a grandi regioni, e si dovessero poi raggruppare e mettere .in evidenza tutte insieme, per dedurne alcnni caratteri generali per lo scopo cui le ricerc11e sono direlle. Qui, face ndo una piccola di gressione, mi sia pcrmeS$0 di notare: -come il bisogno di n1ggruppare o mettere in evidenza certi dati, sia eresciut.o in rripporto .coi nuovi bisogni del la ìogi~tica; d'onde la, ('OU\'enienzu di cart.e speciali, el1e si prefìggano unicamente la rappresentazione di questi dal i, Dissi che alcuni clei dati richiesti per la intLlizione dell a. pratiC(Lhil il.à cli una regione non possono tronrsi nelle carte e che allri sono cliffìci li a ri levarsi. Dimostrerò ora quali possono essere qnesle {1efìcienze e come la geologia venga in loro soccorso. Se si considera il modo cli formazione cl i una estesa regione si vede che le parli montuose e coll inose sono prodotto di s~cces~ivr sollevamenti ed abbassamenti del suolo., che si possono distinrruere v secondo la direzione rispetto ai punti cardinal i delle catene o porzione di catene, o come si suol dire (sebbene impropriamente), dei toro assi di sollevamento. Questi sono paralleli fra loro, o si incrociano sotto un angolo più -0 meno grande, e vengono a originare clei nodi, delle ondulazioni o dei bacini, i quali costiwiscono la veraorografia cl ell aregione, Quella / che è ammessa comunemente come basedegli s1 udi geograflci, eche -è quella che le carte topografiche pongono principalmente in evidenza, è il risultato cli faLLi successiri e secondari r ispeLlo ai prece{lenti, poichès.i hasasulle mocli(ìcazioni prodo tte nelle fo rme primitive dal lungo e diuturno lavc;rìo delle acque, elle alla1·gando lo spaccature o le ripiegature fo rmatesi nei sollevamenti, o asportando le rocce meno consistenti, scavarono le valli, diedero ori o-ine ai con,1ra[orLi, scacciarono le acque dalle pianure, depositandovi i mateJfal i da esse trasportati. Queste moclificaz ioni hanno crealo delle condizion i importan ti per la geografia e per la topografia, ed è bene che le carte ce li rappresentino; ma hanno velato quei fatti prim itiYi che si r iferiscono .
~d un periodo pure i.mpol'Lanliss imo clella storia. del terreno, e che 111CTuiscono sulle attuoli condizioni di esso. · Ora è sollanto r icercando qnesti fatti che si arriva. a completare 1a cognizione che le carLc topografiche ci oITrono di una data regione, ed a spiegarsi ed imprimere nella mento la sua vera orografia e gii stretti rapport i cli essa. colle altro condizioni del terreno. Le quo te, e specialmente J~ rappresentazione delle ineguaglianze del suolo mediante le cune posso110 è Yero, se scrupolosamente ecl attentamente ricercate, aiutare alla scoperta di quelle relazion i che le sol..:,tlure e le distruzioni prodolle dalle acque e da altri parziali anenimenti hanno in teno Ilo ed in parte cancellato. Esse possono anche ;guidare a poco a poco ad indovirn1re la. vera configuraz ione del la regione esamin ala; ma oltrechè è questo un lavoro lungo e penoso, f1iffic ile anche ai provetti, e J imitato alle carte a curve, o accurntamente dedoLtc da queste ('I), accadrà spesso che di queste, r icerche non sorga nepp ur l'idea in chi guarda lacarla; perchèin quel la non :Sono appariscenti, nè facili a ricorcarsi i rapporti di altitudine e di forma che dimostrano l'esistenza cli dette relazioni importanti e ne suggeriscono l'esame. Invece se la geologia vi dice, cl;e quella. tal e .catena, che appare semplice dalla carta topografica, è il prodotto di ripiegamenti o sollevamenti paralleli [ra loro, perpendicolari ai ,contrafforti, si saprà già che oltre a quella dellacresta altre barriere si frappo rranno fra quesla eh. pianura., e quindi altre diffìcollà da ,superarsi da chi da quell a tende al piano o dal piano ri sale verso la cresta, in presenza. di un esercito intento a contrastarne il possesso . La mente giit preparata potrà allorn rin tracciare più fac ilmente anche sopra la carta topografica la posizione di queste bar-' riere. :Ma non basta conoscere la esistenza di questi sollevamenti e la , loro direzione per giudicare dell'entità dell'ostacolo dcL essi crealo. La natura delle roccie di cui sono costitu ite le varie parli di un paese montuoso, può, unitamente alle indicazioni precedenti, forn ire
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( !) Tali sembrano essere le carte del -citote,
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dell'Jtalia centrale o meridionale altrove
un' idea abbastanza completa delle alIre condizioni logistiche e taltiche di una regione ( 1). La nozione generica di qltesla costiluzione è necessaria anche al primo orientamento strategico . Le carte topogrjlfiche, e specialmente le curograficho, pet' gli imperfetti mezzi di rapprnsenlazione, espri mono spesso con tinte e disegni, poco fra loro di,·ersi, zone montuose di di vel'sissima pratical.Jiliti1; al posLutto non no rendono sempl'O la fol'ma con esattezza; sicc ltè accade !ah olla di allribuire una egual irnp1·aLicab ilit:t a monti, che poi si ebbero a ri:;contrare fra loro assa i dissimili per questo rispetto. TnfotLi monti e colline di sabbie, o di sal.Jbie argillose, o di arene compalle e cemenlalo in arenarie, offrono s1iesso alli tudini·o ri lie\'i eguali a quell: cli monti calcari e granitici, fianchi talora ahrupti o franosi; ma le loro dorsali tondeggianti e spesso rirestite di rigogliosa vegetazione, fanno di una regione occupata da queste rocce un teneno assai più praticabile, che quell o costituito da monti cal cari compatti o schislosi e da quell i gran itici. 1
Dal solo esame, per quanto accurato della cmfa ali'
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cese, non sarebbe possibile ai digiuni di cognizioni géologiche, e 11011 sarebbe fac ile anche a coloro che le possedono, cli dedurre le vere conclizion i topografiche mili tari della ProYenza. Dalla carta è Yero si r ileva, che è una regione piuttosto collinosa che montuosa, includente frequen ti spazi pianeggianti o poco ondulati; un geologo potrà anche sospettaee dalle forme, non sempre però osaLtamenLe rese col disegno, gli speciali carntteri del suoiu calcare; ma basterà l'afferm1'zione di questo fallo, baslerù . cioè il dire che la Provenza è in gran parte un altipiano di natura calcarn simile al Car,:;o, modificata però, per quanto può l'opera umana, rn.ccliante una accurata coltura e la conservaz ione di esteso zone ho:;cose, specialmente sulle co lline, per dare un'idea dei caratteri topografici special issimi a questo genere di terreni , e dedurne alcun e importantissime condizioni relati ve al[a logisti,:a cd alla. Latti.ca.
(I) Sup<'•·Ouo ò il notarn come il risulta to di tu tti ques Ll dali $la spesso l'J nnicn t nmento delle teori e strategiche astratt o, cbe esclus i,,am co te si ronJano sul siste ma geo· grafico dd bacini e delle linee di displuYio.
,t que,;lo e al precedente, che riguarda. l'Apennino fra I' Alµ o della
Serra e i monti Sibilli ni, potrebhersi aggiungere altri esetll(li; ma tfuelli cita li ba::;lano cerlamenle a prova re la. utilil:t di ricostn1i re culla geologia la originaria e rera 01'01,!l'afia del terreno. La con oscenza di que:;ta orog1·ana e delle 1·0cce cl i c,tti il :;uolo è ro,-tituito. influisce poi grnndemente sulla pel'cezione delle ronc1izi oni Iog;sliche cli ciascuna regione o zona, quando lmttisi di applicarsi allo studio dei problemi parzi1tli che ~i rifer iscono alla attuazione del preconcello piano. Le strade, ìe parli p iane del tern~no, i boschi, il lotto elci corsi d'acqua, ci sono indicati dalle carte topografiche; ma queste non ci 1licono cli che naturn so110 quell e strade e quelle pianure, e :;o quei rorsi d'acqua, ne abbiamo in ogni stagione, e se le sorgenti siano o no abbondanti e buone. La cal'la topografica indica anche gli abitali ; la statistica può, dando il numero degli abitanti, offrir mezzo a calcolare grossolanamente la capacità cli accantonamenti . La geologia può in pa1'1.c socco rrere alla mancanza di alcuni tli questi. dali e può concorrere a desumerne altri. Conosciuta la natura cli un terreno, si p uò dedurre se esso è fa vol'evole al mantenimento éli buone comunicazioni, o se non lo è; e ciò specialmente per le comunicazioni carrarecce; chè per le principali ogni .amministrazi one, nei pae,;i civili , prnvvcdo con materiale scelto all,l loro manutenzione. I terreni sabbiosi lasciano inl11trar l'ac:qua; gli argil losi sono quasi impermeab ili ; i calcari, spe· cialmeJ e quelli di n~tura carsica, la ingl1iotLono in solterranee ca, orne ; sicchè la imperli ci e del suolo è affatto arida; ma polle ricchissime scaturisco no in alcuni puo ti , inIorno ai qual isi raccolgono gli abitati e si mostra rigogliosa laYegetazione arbor('a . Cerchiamo sulla cart.a o,•e so no questi abita.ti, vediamo se sono cospicui e ravYicinati, O piccoli e radi, ne avremo U11 Criterio della potenza di una st1·nda , che la r icognizione s,ipra luogo potrà completare. In regioni dove le acque abhoudano, la naturn dei terreni adatti agli accampamenti completerà l'idea di questa potenza, già generi · camcntc 1·ivelataci dalla maggiore o min orefrequenrn ecleslcnsione cl i essi . founc la natura. clel snolo, propizio ad uno o ad altro genere di colLura, potrà darci un'idea della distribuzion e della popolazione, AN~O XX\'JU,
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D1P0 f\TAN ZA DELLA GEO T.0 G! A
61 -più o meno !'acili le relaz iondra i vari riparti, la diramazione degli ,ordini, l'impiego delle varie armi, la sistemazione a difesa dell e posizioni, la delimitazione e l'appoggio deHe fronti, la costruzione -delle fortificazioni improvvisate, ecc. Ma dei cara.u.eri dei varì terreni e delle deduzioni che se ne possonq trarre in rapporto alla loro prati cabili tit, abbiamo ormai detto quanto occorreva in appoggio alla tesi che ci eravamo proposto. Per una maggiore dimostrazione varranno gli esempi che pro.{lurremo nel seguitò cli questo lavoro . NELLO STUOfO MlL l'fARE DEL TER!\F.XO
. della ricchezza agricola, e quindi un criterio per calcolare quale s11ssidio possa tearne l'amm inistrazione di guerra, o la lruppa stessa direLtamente, pel' la sussistenza dell'esercito. La. sl:aLislica servirà ad approfondire e correggere quesLe nozioni, su cui la geo logia.auà giovato ~t richiamare l'attenzione, fornendone i primi elementi. Infine la praticabilità tattiw, nel s0nso specialmente di ·giudi~are dei limiti e dell'indirizzo che più convengono allo svUuppo delle operazioni tattic;he, potrà con mollo maggior approssimazione dedursi da!la natura geologica, che dRlla semplièe rappresentazione delle condizioni topografiche. Già si_è deLl.o_come la giacitura dei principali accidenti del suolo dipencle essenzi almente dai fatti geologici anterio ri a!Je successive e più recenti modilica,,ion i operate sulla sua superficie dalle acque. Questi acc~identi servono di triangolazione per i grandi ani tn llici , sul cui svolgimento avl'anno inOuenza le forme degli acciclenti stessi, e le condizioni di praticabilità dei terreni inLerposti. L'asprezza dei fianch i o la strettezza delle creste delle alte mont1tgne costituite da roccie Cl'i;:; Lall ine, rest1·inge la pralicab ilitil tattica alle poch ~ vie che vi ba tracciato l'uomo, e che spesso solo il montanaro può arrisch iarsi a percorre1·e. La caratteristica dei mon ti calcari è di presentar,e fianchi piu Ltosto ricolmi e spaccature a pareli verticali, forman ti gole fo.rmidabili; al ,t,he fa co1wasto la prati cabil ità clegl i altopiani, con cui sono in genere col'Onati quelli cli cosli Luzi.one meno dura, o sui quali tenderà specialmente a svo lgers i il combattimento per for cadere· la difesa delle stretlo. Facili sono le sr~hiene dei monti di sabbie e diarenarie; ma i fianchi, solcati e lavorati dalle acque, oppongono ai movimenl,i attrave1'so alle valli ostacoli talora notevoli, che sono ancora accresciuti quando le argille si alternano o si mischiano ad esse, o formano colli ne dore l'acqua piovana solca innnmerevoli rip idissimi burroncelli ('I). Da tt1tto ciò un modo di combattere diverso, secondo che iI terreno consente l'impiego di corpi più o meno grossi, ed obbliga ad agire per punte, o si presta a fronti più estese, e secondochè rende
(Contimta) .
Rn·A· PALAZZI
Tenente colonnello di stato maggiore.
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(1) (V. crete senesi e sabbie della valle del medio Arno) .
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IL FCCILR A HlPETIZfONE
fonaainente il Winchester, e per- un momento nel 1867 si polè creder: che la Svizzera lo n.vrebbe prescelto per l'arJ~rnmento dei suoi -cacciatori. Ben presto però a queste anni vennero addebitale come difeLl.o capitale, le munii ioni troppo leggere e perciò le traiettorie poco Lese 111 conseguenza delle piccole ,•elocità iniz iali; velocità che inoltre andavano rapidamen te decrescendo pel piccolo peso della pa.l fotlo la. ln allora so rse nella Srizzera il signor Francesco Velterli, il quale presenlò nel ,1867 un fuc ile a ripeLizione pronisLo di una cartuccia. che socldis[aceva. alle esigen ze di un'arma a lunga portata, foci le che, success iYa.menle modifica.lo, venne definitivamente adottato e che è il padre del nostrn attuale fucile Mod. ·1870. Le altre l)Olem:e invece troppo preoccupale élel cambiamento delle loro anni portatili, al quale ht villoria di Sa.dova le aveva -cost.relle, non credendosi in quella strella al sicuro se prima ~ non avessero in fretta e furia ottenuto, o con ri duzione come da no i, o con armi nuove come in Francia, di possedere un 8;1'mamento almeno calcato su quello prussiano, le ,tlLre poLenze, ri·peto, poco si occuparono delle esperienze sviizere nè diedero troppo peso ai r.isult.aLi della guerra d'America; cosiccbè il fucile .a ripet.izione venne lnscin.t.o in dispa rte e consideralo come un'arma non adatLa per le fan terie . La. campagna del 70, intanto, mentre dimostrava la superiorità dei piccol i cal ibri venne a.confermare i van taggi del tiro acceleralo, e perciò la quistione delle armi i:t magazzino ebbe un nuo\'o impulso. Tutt,wia. anche quesla vo lta la nécessilà. di ricamlfare l'nrmamento che appena. allora si _ern tanto stentalo a mettere insieme, ,onde accetta.re come risultali di un'esperienza. senza pietà. i calibri diminuìLi e la cartuccia metallica, fu un'allra voi ta causa che.accontentandosi di real izzare qtLesli due miglioramenti certamente assodati, il facile a r ipetizione non fosse assoggettalo a. quelle dure e lun ,.,ahe esperienze che ne avrebbero messo in soélo le buone. ·qual ità. ' .· Forse vi ha cont.rilrnito la. tradizione che, come si scrisse da un giornale francese, a pom· e(Tet de 1·emettre à des offìciers autres q1te cenx de l'infanterie le soin de stM1w· en J)'l'enifr1· et en clM·1
IL FUCILE A RIPETIZIONE
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Il nichil mb sole n ovi s'attaglia perfeltal'nente anche al le armi' a ripetizione . È molto vecchia ·info.Ll.i l'idea di ol.lenere che un'arma da fuoco conLenga in se stessa gli elementi costitutivi della carica. Un moschel.lo a pietra rlel secolo xvm che si conserva nel musco, d'artiglieria in Torino, riso I ve Lale problema mediante due serbatoi situali nel calcio dell'arma e separali Lra loro; con tenenti, l'uno la polvere, l'altro le palle, cosi disposte, che essendo l'arma a caricamento per la culatta, vengono successivamente introdotte nella camera della canna, mercè un tamburo girevole, e previo capovolaimento del moschetto colln. canna in ba sso. Con tinuando l'a rota~ione del tamburo una camera esistente nello st!)sso si r iempie _di · polvere che pon anclosi dietrn la pa.llotr.ola, compie la carica. Il bèttLesimo del fuoco tali anni però non lo r iccYel.l.ero che durante la. gueera di secess ione americann., dove la carabina Spencer et serbatoio nel calcio, rese alla cavall eria reali servigi . Li.1. carabina Tienry, che fi gurò pure al !alo clelh1 Spencer, nè1'1866, m~difìcata e ri battezzata col nome di Wùicheste 1• a. serbalo io lungo il foslodella cassa, ebbe favorevolissima. accoglienza, e fu adoLtaJa in Francia: I)er la. onendarmeri:i della Cors ica, ecl in Tnrch ia; la, quale avendola praLicamente studiata :i Plewna, l'anno scorso nè rinnovò la provvista. La marina nostra e la francese esperimen tarono pure
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IL Fl'CIU;
nier ressort siu· le choix de l' Mme q1ii convien t le mieux cui {antasin. ll genio inventivo del nostro secolo però non si diede per vinLo ed il periodo di rinnon1zione successo allague1Tafranco-ge1·manica non era anco1:a lermin aLo, die le a.nni a magazzino ri chiamarono a se l'allenz ione. Ed in questo linascimenlo le marine mili Lat·i dei diversi sl;il.i, con la NorYegia e la Francia in prima linea, si posero alacremen_1e allo studio delle nuove armi che si , oli ero e si vogliono lnltora chiamare da alcun o, forse per burla, dell'anenire. Nel :18"77 infatti la prima adottava il Krag e nell'anno successivo la. seconda il l<ropalschek. Ed era naturale che così fosse poichè in mare l'importanza di un fuci le a ripetizione salta. immediatamente agli occhi. Lit il momento decisivo essendo cortissimo, bisogna poter sparare con la maggior celerità e da. pos izioni molle volle incomode; nè fa duopo preoccuparsi del 1rnso in più che le arm i possono avere, raro essendo che il marinaio si allontani molto clalla sua nave, e doYe finalmente molte volte occorre che le.armi compensino l:i debolezza di un di staccamento. li classico i-apporto della commissione di Cherbourcr rimarrà a proYare sia la serietà delle prove a cu i le armi studiate furono soli.omesse, sia ancora le qualità. mili tari delle armi n r ipetizione. I particolari intorno alla guerra tu rco-russa sot}O venuti poscia a, confermare i brillanti risultali dell'esperienzed i Cherbourg. Osman'Pacha con un criteri o pratico, che può sembrare meraviglioso, n~lla difesa cli Pl ewna ritirò ulla cavalleria. Lntte le arm i Winchester, ele dislrib ui alla fanteria, la quale cosi ebbe a disposizione due sistemi a vicenda completanlesi: il Marlini, cioè, per il tiro a grande distanza ed il Winchester per il fuoco :.Ile distanze ravvicinate. Quando i Ht1ssi giungevano a 200 metri dal le opere, i Turchi deponevano· i facili }Iarlin i e sparavuno le loro carabine a ripetizione. In allora quasi sempre avvenne che il coraggio a tulta pro,a degl i assa li tori fu rintuzzato, e l'all.acco, per quanto furi osarnentecondo ttc, doveue cli chin.rarsi paralizzato in p1·ima, poscia vinto da ll 'inLensith cli un fuoco che il generale Totleben scrivendo al· generale Brialmonte disse, a ragione, d'inferno. In segui to, gli studi sulle armi a magazzino 11oJ11 cessai·o no 1111> solo istante presso tutte le potenze europee, talchè difficile sarebbe il riassumere anche brevemente le esperienze eseguite. I)
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\ RI l'F.TIZl\l'.\E
La Francia, com'el'a naturnle, in ch i avev;t n ià parlo della <')aendarmeria e tutta la marina al'mala a l'ipetizione, cont inua, a alacremente i suoi studi; e il generale BilloL min istro della guena. discutendosi l'ultimo bilancio, assicurara il deputato Tènot, che dovevansi esperimentare dai reggimenti mi ll e fuc ili Vetlerl i :L r ipelizione all 'infuori degl i esperim enti specia li cli e erano l'nlli :ml fuc ile JlausPJ' e sul caricatore TI'erndl ( I) . Pare inoltre, da ciò che stampano alcuni periodici milil:iri, che co là moli i siano fa utori dei sci·batoi antomnt,ici separati dall.'arma, e che l'idea di lfasfo rmare con poca spesa le arm i a rel rocar.ica in armi a ripetizione, o per lo meno di aumentare la rapidità di Liro medi ante un congegno che si possa a Yolon lit applicare o togliere, incontri assai. gsso presenta certamente parvenze tal11 tente eccezionali, che bastano da sole a dar ragione della grande quantiLii. che di lai i congegni fn escogitata . Disgraziatamente però, sinora t'ulti hanno incagliato contro uno o più dei segL1 e11li clil'etti - moccanisnri in massima compli cati e delicati - s1)or,,0 enr.e imbarazzant i il mane,rnio del l'arma. - diffit">o rnltà cli 1rasporlo - impos:;ibililà c1·eseguire il Liro n caricamento w.ccessi~o quando il congegno è applicalo all \ nma. Perciò sinora, tranne in llussja dove clicesi aclo1.1.a to il ,cari catore t<rin ka, ed in America, dalla qnalegiungono notizie molto J'a,ore,,ùl i al lee, questo Jenere di riduzione, è sta.lo decisamente scarlall). Giorn intanto notare che nel Belgio, dove si fecero prove col caricatore Krinka, questo non e stato adott :ll.o, poichè ,mche co n ~oldat i moll o esercitali r.on si è pòtuto arrirare ad ollenerne che duB"'iQl pi in più per minuto. L'Austria.-Un.gheri a ndot.tò il / 'nihwirth ,1 ripetizione con serbatoio cli sette colpi per il ser vizio dell a genclarmeria, fo ndandosi sulla considerazione che a. quesla. truppa è necessario di possedere nn fucile do tato più che d'og11i altra qualità cl i quella, di 1.irare rapidamente un certo numero cli colpi, e senza c-he l'aLtenzi01re del soldato debbasi distrarre a guardare nella gibema per prendervi la 0
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(l ) Stan do a d t,na co11r ispondenza della G11 :zetta del Popo lo d i Torino del 30 m arzo p. p. la F :·anci a a rr1bbe <icll<11liv amen lc odouato rl Vctterli a ri peti1.ione per tultl\. la fanteria.
.\ RIPET17.IO~F.
IL ft:Cll.E:
cartucci,1, allorquando pel' l'appnnto è più che mai necessario di tener l'occhio aperto sopra chi n10lc :-opraffal'la. Ora sla prornndo per la fanter ia 11n model lo di Kropatschek perfez ionato da Ga.sser, mentrn va armando le truppe speciali dcli' l~rzegoYina col l\1·0patschek della marina francese. Per l'AusLri,1 Lullaria la quc:;;ti011e e molto :a;eria, poiC'hè, tralasciando pure che $Olo da poco tempo ha finito di ridurre le camere di caricamento e di rinnoYare le cartucce dei :-uo i Wemcll, rimane sempre la grande diffico ltil di adatlare al n1edcsirnoun bnon sistema cli r ipetizione senza aver bisogno cli ricorr·er'e ad un rnclicale cambiamento, quale sarebbe l'adozione di un'arma nuo, a in tulio. tranne che nella canna e nellasciabola-haionella. Questa difficoltù. invero principalissi mamente finanziaria, ha tuuavia un certo peso anche nel senso del tempo che sarebbe necessario a rifare da capo tullo l'armamcnio, e potrelJhe sen ire a spiegare le parole del minis(rO dell aguel'ra Austro -Ungarico ('I) interpretandole, ch'egl i abbia voluto nel tempo stesso e riconoscere la snperiorità del fu cile aripelizione e la clum neces:<ilil in cui ~i LrornreLhe !"impero di doYer:.i assoggollare ad nna . spesa iugenti:;sima,il \iziorno in cu i la leaae del ~ ~ù progresso l'avesse trascinato, benr,hè riluLlan 1e, all'adozione di un foci le a magazzino. :.\è sembra perciò assurdo il ritenere che l'.\ ustria-Unglieria sn.rit per la forza stessa delle cose l'ultima fra le potenze nel decidersi a camb ial'o l'armamento delle suo fanter ie. La l'russia. dopo a,·cr preceduto gli altri nel!' adollare col Dreyse un fucile a Liro molto più celere quando si trattò di cambiare l'armamento, gi udicò eccessiva la rapidilit di fnoco ottenuta dalle armi a retrocarica con cartuccia metalli ca . Raccontasi anzi a questo proposito che l'assenza tlell'espulsore nel l\Jau:;er, sia dovnlè"t n.l l' infl uenza personale dell'lmperatore stesso , ·il quale volle, coll'obbligare il soldato a capovolgere il fncile per scacciarne il bossolo sparato, impedirgli uua so,erchia celc-rità di tiro e quindi, seco1'ido le idee d'a ll ora , un in utile ~p rec;o di munizioni. Acl on La (l) li Ministro della guerra Auslro-t:ng~r ico. inlerpellato do un membro della deh'gazione uugarese s.i il fucile a ripeti?.1one sarebbe stato prossimamente ado:tato nello esercito della ,monul'Ch ia , rispose c he g li SIudì e.rano con tinuati alacreme nte e che quando una grande nazione l'avesse adoUalo, tutte le altro l'avrebbero cloruta in quel la l'ìa seguire.
dt tutlo ciò anche là ferve lo sLudio ; resp into il Ufoe, a Spandan ,-i fanno proYe col ~lauser a ripetizione, di cui sono armate parecch ie compagnie di cacciatori della gm1rdia ( I) . Nella Russia, clorn l'armamento cli tutto l'esercito col sistem.a /Jerdan ?( 2, non è fo rse ancora term tualo, e qnanLunq ue da 1111 articolo testé pubblicalo da questa Ri\'ista del generale Cebiscieff risullerebbc che il l'uoco del predetto fucile sia consideralo come snffic,ienlo, pure, come si accenuò di giit, sem bra ogni soldato debba essere fornito di tre apparecchi Krinka ('z). La S, ezia ha adottalo <lecisam.ente il Jcirtmann a ripetizione, dopo cli aYere poco tempo tn11anzi per mezzo di una sna commissione rigellale a,;solutamente le armi a magazzino. La Spagna ha acquistalo ultimamente ·12 miln, armi a ripetizione; il Belgio studia la ridnzio11e, al cerlo difficile, dei ~uoi Albini. Da noi infine così nell'armala come nell'esercito, da qualche anno in qua non sj tralasciarono studi sull'argomento, anzi si esperimentarono su vnsta scal;t anni a r·ipelizionc a magazzino tanto unito quanto disgiunto dall'arma, caricatori celeri, ed armi con serbato io, Yuoi lungo il fusto clella ca:;sa, n10i nel suo calcio.
n. Dal !i n qui d_etl~ parn~i e, idente com_c g~i st~L~ì, gli esp~rimcnti, e le preoccupaz,on I so\'le rnLorno alle orm1 a rrpcL1z1one, non si de\'0110
attribuire a smodato desiderio di no,·itù oHtffO a sman ia di lucro per parte degli inventori, ma bensì a Ya11taggi tali cfag iust.ifi care gl i sforzi che Lui I.i fanno per arrivare a possedere un'arma atta a soddisfare al le leoi[Lime speranze che il suo modo cli funzionare iascia rng-ioneYol,~ ~
(1) I.a llcvue cl: k,·ttllerie de l meso di fehbraio 1883 1·i pol'la dal l'·1·oar ès mi!,ltah·e •!he tre nt3 mila Mauscr so~o già 111 d istribuz\011" e che se~$l\nta milu altri lo saranno per l:>. fine del cor1·enle anno, o che i primi 8 corpi d'armala riceveranno il nuovo ~ucile n el 188 1 ed il rimanente nella prima.\'ero del JS86. (2) La Ne1te MiliUt·,·tsche BwtLe r clà per positiva l'adozio •e del fucile Mauser a ripet izione i,, 1 1uss1a, o meglio la riduzione del Berdan N. 2 ll l'ucìle di ri11eti'l.io nc seco ndo il sisten,a )laoser.
.\ IUPETIZI OXE
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IL FlJCll.f;
men le sperare. Vuol dire cioè che la faco!Là di accelerare il Liro in certi istanti del combatlimento è ritenuta vantaggiosa, se cla tullì .;i cerca di ottenel'la. Allro è anelare a rilento nell'adottal'e, altro si è negare la efficacia delle nuove armi . Si capisce cl1e oggi non si deve precipitare la soluzione del pt'oblerna, corno pct' ogni dove si fece dopo la caropa~na del 1866, e che quindi non sia cluopo come in allora adottare misure eccezionali ed innonzioni all'infuori della cril.ica; ma ciò non deve impedire d1e con calma si studi, si esperimen ti, si scelga, ecl infine da chi può. si adoui un'arma del n,uoYo tipo. Po ichè-a quale scopo si tenterebbe da Lutti di trovare lasòluiione meglio conl'accnle al proprio armamento se non si fosse con\' inti che una volta trornta essa.sarebbe un grande fattore di Yitloria per ch i la sapesse utili zzare? A cli e prò da tntti si spendere bbe tempo, denari e fatiche, se gli argomenti aclcloU i a 71riori contro le armi a ripetizione aYessero realmente quel valore che da alcun i si , LLO! far credere? Anz i questo temJ)O, quesl i denari o queste fat iche, so110 i più forti argomenti che si po5sono addurre per sostenere che siccome le coso buone sanno farsi strada da sè, così non dere essere lontano il giorno che le nuove idee trionferanno di Lulti gli ostacoli, e che il fucile a ripetizione aggiungerà valore alla difesa del nostro paese. Le principali obbiezioni contro le armi a ripelizioncsono, dinatura tecnica e tattica secondo che rillettono l'essenza stessa delle anni od il lol'o impiego. Le prime :-i riassumono nelle seguenti : ·1° Complicazione; 2° J>eso; 3° Difelli nel funzionamento; .i,0 So\"erch io costo . Consideriamo le partitamente: Complica.:ione - Senza entrare in particolari, i quali per loro natura sono troppo diflìcili ud essere compres i quando non si esaminino con un modello sotto gli occh i, si può non pertanto asserireche non esiste proporzione alcuna tra l'aumento dei pezzi che occorse quando dal.l 'antico fucile a percussione si . passò all'aLl.uaJe }1° 1870 e quel numero di part i che, secondo i modelli stati presso noi
esperimentali, sarchbe necessario aggiu~1ger:i per ridurlo a ripeti~ zione. Basti solo l'osserrnrc come l'antico lucrle era compost~ di .f.3 parti e che il Vcttcrli nostro ne ha 60; mentre per le ultllllearmi esperimentato le parli variarono Lra le 136 o le G7: Di Yeramente delicato non si è aggiunta che la <1J11rale; ma la lnaniera. coll a quale essa è riparata dalle ,warìe e la facililit ?i ricambiarln, bastano ad assicurare che anche quest'organo, 111 quasi tulle le armi a ripetizione inlrodollo, non può es~crc o_ramai più considerato come una compl icazione nel meccan1sm:),d~t~ l'ai•ma. Del resto il cammino percor,;o è arra sicurachcanchc I lur il1 a ripetizione continueranno a perfezionar~i, t.alchè non Yi è dubbio di arrival'O al clesiclerafom. Pe8o. - Riferendosi ancora. alle armi a ripetizione che sono state slucliate da noi, lo quali avevano un magaziino ca.pace di -IO cartucce, il peso dello stesse è inferiore ai Kg. /i.,700, IJen'intc~o a.serbatoio carico: tale peso, di 200 grammi superiore al ':Mauser_ germanico ad u11 so l colpo, è tuicora iuferi ore cli tre eLtograrnm t al peso che da molto tempo è consideralo come il limite èla non oltrcpassar:;i Mlle armi portatili, cioè i 3 chilogrammi . Dunque a~che qu~~lo appunto pi ù non regge; e no tisi che si è preso a. cons1d?rare '. I magazzino completamente carico, poichè non pare conven iente . 11 p,>rLare il fncile a serbal oio vuoto, limitandosi a. caricarlo q_nando si app1·e~sn il momento di adopernrlo . E ciò _re'.·ch~ vuolst ~on~ervata. alle armi a magazzino una delle prmc1 pali prerogau ve, qnella cioè di potere nelle sorprese ed altro, essei'~ rido~era t.e, li per lì, senza bisogno di ricorrere alllt giberna (che 111 tal i emergeilze può facilmente rimanere dimenticata), pur m~ntenendo tale nntar,crio senza sortire drii limiti di peso ora dctl1 . "" . di. altri. 3'.iJ:,9 grnm~11. r E si' potrebbero in senso ' assolu Lo alleggorrrc quando invece di munirli di sciabola- baionetta, si ~redcsse di emanciparsi dalla moda che l' ha imposta, adottanclo invece la sem~ plica baionetta in uso presso la nostra cavalleria, disponendone pero .. . la lama. nel piano di Liro. Di./etti1iel fu11izionamento . - tt q.ues lo il più s~ri_o degl_i (l.~pun_l1 in linea tecnica, cui non si può rispondere che coi r1sullaL1 clr serie esperienze, fatte su di una scala molto vasta e continuate per qualche tempo. Certo le commissioni che cla noi ed all'estero hanno
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IL n;cir,E
procednlo alla scella dei tipi eh c:;;perirnent,u·si, disimpegnarono il loro ufOcio con la ma~sima cul'n ; ma nessuna commissione può sostituire i due fattori, lempo e so ldato . Egli è perciò che. come presso di noi aYvenne, il mandato di una commissione è sospeso quando ha scelto l'arnia migli ore l.ra quell e che le sono presen tale, mentre allora appurHo entra. in campo la competenza speciale delle truppe che deYono adoperarla . Poicbè è solo dalle feconde discu~sioni che naturalmente nascono tra gli ufficiali dei corpi che sono chiamali all'esperimeulo, è solo dai semp lici e Lanlo estl tti apprezzamenti elio il soldato fa dell'arma che irn scer deYe qnel complesso di o~servazioni e di pratiche risultanze. le quali serrano a dimostrare se un'a rma soddisfa alle giuste esigenze del serrizio . Quando perciò si potesse nverc nn modello che in co nserYazione, in esa ttezza cl i tiro, in faci litit di riparazione, fosse per nu lla infe riore al fo cile a colpo sempl ice, e che per soprappiù tirasse a Yolonlil anche a ripetizione, pare che sarebbe tnnlo di guadagnalo; tanto più che in fin dei -co r1li eh i non volesse usarlo come Laie, non troverebbr ne$suna dificollà atl adoperarlo corno arma a liro successivo . Soverchio costo. - Dato perciò che un tale tipo d'arma esista o sia prossimo a rnn iro co ncretalo , esso, almeno stando ai modelli p iù conosciuti, non poLreube sorpassare che Lli poche lire il prezzo <lei fuci li ordinari. - Che anzi pare si possa stab ilire come il prezzo della riduzione dei nostri fucili :;i aggire1·ebbe suile U lire l'nno, mentre, costruito a nuo,o, non oltrepasserebbe le .rn lire, sciabo la-baionell.a compi·esri . - Dunque non ò 11emmeno troppo esal.lo quesL'u lti mo appunlo, il quale da per se\ non sarebbe, anche se lo fo,;se, tale da Lrattenore una grande potenza <lall'entraro nella via Lni cciata da lle nuove ,ùmi , CJuando essa fosse lr~ vera . Dal sin C[Lii dello risul!a adunqne che di l'eramente posili10 contro alle anni_ a ripetizione resta, tecnicamente parlando, la sola accusa di essere capri cciose nel loro modo di f unzionat·e. Che se si. esamina qua li sieno le rngio ni di !aie incertezza di funzi onamenLo, ora che poi· i perfezionament i inlrocloui, la molla spirnle è fuori quistione, parrebbe almeno, per nostro conio, doYersi concludere che la principale causa. risieda ncll'nccorciamento e nell a deformazione che durante un liro prolungalo subiscono le pallollole delle
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cartucce contennLe noi serbatoio. Sta cioè il Callo Glie la massa delle I O cartucce con lenuLe1 i, Ycncndo ~p inta all'i nnanzi con una ,;eloci1i1 <'guale a quella di rinculo. martella le ogire, per modo che colla nosl rn cart.11e.cia a pallollola cli piomho , ergine, questo oltre ,dio schiaccia 1·si ed app iallir~i. ,·iene dopo u11 certo tempo a shorclare <lall 'orlo del bos~olo, formando così un anello allorno al medesimo, che impedisce poi alla cartuccia il libero sno alloggiamento nella camcrn della canna. Però essendo conosciuto che mescolando una piccoln porzione (dall'uno al due per cen to) di rrntimonio al piomho, !--i olliene un ::ensibile indnrimcnLo uella pallollola, senza alterarne lo qualità balistiche, sembra che con questo semplice mezzo si po trà ovviare all'incon, oniente accennato .
nr. Rimangono ora a discuter;;i gli appunti taltici. E sono: ·1° Tl fncile a l'ipetizione non conse1·1iCtnrlo la sua massima oelocitd di tiro che mentre si vnota il serbaioio, se si pl'ende a considerare il tempo durante il quale rlura l'atto ·risolntit10 di wt attacco o di wut di/Psa. il 1uww·o dei colpi spamti durante questo tempo, è qnasi egnale tanto pe1· il f'nc ile a 1·i1Jet(.rione, come pe1· il f'uci le a coZpo semplice. Partendo dalla lrn~o che tale tempo duri tre minuti, la commissione s,cdese (co nlradetta però, come si disse, a breve distanza da un'all.rn,) riget.lò tempo addietro i I principio sLosso della ripetizione; poit hè a co nti l'atl i risultava che un bai.taglione sparava in detto tempo ?5,600 colpi col fucile a ripcLizione, mentre ne auebbe tirato col fuci lo a co lro ::;empi ice 2 1,GOO, e cioè coll'a111nento di circa ,!00 uomi ni nel liauaglione si sal'cbhe compensata hl di fferenza tra. la Yelocitit di tiro dei due fucili. A. parte che i tre minuti presi a considerare, possano sembrare un tempo eccessi, amen te luogo, questa prima obb iezione, che è una delle pi(1 gravi, è ha :-ala sopra nn criteri o non troppo e~aLto, del la maniern d'impiegare il fuci le a r ipeLizionc. Poichè la rnpid i!à di
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A fllPETIZIO~E
IL Fi;Cl U: 18 tiro fornita da questi fucili non è dai loro falllori considerala in senso assollllO e per un tempo indeterminato, ma è sempre stai a 'limitala agli ultimi momenti in cui si decide la scena fina le elci ,combattimento. Quindi la suddell~ commissione ancbhe dovuto non comincinrn a vuotare i serbato i dei suoi fo.cili per poi segqilare il tiro a colpo successi,•o, ma invece agirn in senso contrario e facendo manovrare le t.rnppe come nell'effettivo modo di comhauere, ecl in all ornavrebbc trovato dei risul tali al certo molLo differen!i. Iufalli, anche al poligono, l'emozione della corsa o la fatica di un tiro celere ·prolungalo per 3 minut i, quantunque incapaci di rappresentare anche in minima parte ciò che realmen te accade nel combattimento, anehhero sicuramente fallo risaltare cli piLL le pro prielit del fucile a ripetizione, abbassando il numero elci colpi sparnli dal fuci le a colpo semplice. ·on è quindi che col primo si cerchi cli aumentare la quantità ,di tiri .che possono fare le armi annali , ·sempre cd in ogni momento, quanti tà che nei casi ordinari è già es uberante, ma inYecc colle nuove armi vuolsi ottenere che in un dato istante sia possibile gettare :ml nemico una tale valanga di piombo da obbl igarlo ael l'attacco ad arrcslal'si, nella difesa a. lasciar libero il campo. Perciò il dire che le arm i attunli tirano anche t1·oppo rapidamente è argomento che è mollo più valido, pinltostocliè contro al fuci le a ripetizione, contro que; fucili che come il Frauola ed Picard sono stati studiati nelfintent.o cli so pprimere uno dei tempi clclla caricn, quallo di ch iu{lern la cnlaLLa. In vece è scopo clell,t ripet izione di preparare Ull numero di colpi atti ad essere sparali con dei movimenti automatici imprnssi nella maccl1ina faci le, seuza ricol'l'ereall a neces~i l/~ di prendere la cartuccia dalla giberna o da ,il Lro luogo cons1 mtle. Poichè questa e non altra è la diffìcollà. da risolrnrsi per aycre un t iro acceleralo e ben aggi ustalo nel tempo stesso . Nè alcu n risultato di poligono potrà mai dare un cri Ler_io es~tlo di. quai~Lo, n~I p~riodo nervoso, febbrile, eccitalo che si considera, 11 fu cile a ripeti zione sarà pe1· essere superiore all'attuale. Con quello infalli il sol-dato non ha bisogno cli distogliere l'occhio dal nemico che assalta o s i difende, e può continuare il fuoco anche mnovenclosi; cosi che caricando il suo fucile quasi istintirnmen le, lLllle le ?ue facol ta JJossono concentrarsi sull'unico scopo di colpire l'an-er~ario.
~on è adunque una prodnzionecontinua che si domanda al rucile a 5erbatoio, ma lo sforzo di nn istante; e come ad una delle moderne navi non si chiede di semp1·c camminare alla massi1rnt velocità di wi sono capaci le sue macchine, cosi si cleYe dal medesimo esigere che solo al momento del bisogno tiri un numero dopp io di palle di quell o che può fa re l'arm a a colpo semplice. Naturalmente sostenendo che le armi a retrocarica alluali soddi$fano a tuLl.e le nccc:;si là della. guena, compresa la celerità di tiro, :-i è costretti di negare il lJisogno di anmen lal'la nell' istante decisivo del comhatlimento. E per poterlo nC'gare si è pure obbligati a so,:;tenere che nelle fo rme odierne d&I combatLcre non si è nul la in11ornlo che \'alga a fat r isultare come reale tal bisogno. Ma con ciò ,,i climenticn. che la tattica. è arte che sempre muta, non per Yoglia di mutare, ma solo quando interviene il gen io di 1111 genera le o nuori mezzi adoperali nel combattimento. Nè è stato l'ordine :,parso che ha i,wcnlato i fnci li a retrocarica, ma questi che l'hanno generalmente imposto. Perciò non è a dnbitar:;i che daYanli acl un esercito armato aripetizione non ahbiano le forme cli combattimento dell'anersario a rnodifìcarsi. - E lo si è visto a Plcvna dove i Russi dovettero alle brillanti massime di Suworow sostituire quelle mono poetiche, ma più pratiche di ToLlcben. 2° Di/fìvoltcì di conservCLre le~ disciplinct del /uoco, e qnindi awnenco nel consumo delle 11wni.::ioni. Obbiettasi cioè che un so ldato dotalo di fi hre eccita bili vuoterit il serbatoio appena cho disteso in catena sarà abbandonalo a sè stesso, consumando così pri ma dol tempo la sua dotnzione di ca1::. t.ucce ; doLazione che sarà molto clif'ficile, pel' non dire impossibile di rifornir,,li una volta che l'azione sarà Yi!!orosamenle impegnata. OuesLo che ~aià formava l'aniomen Lo più forte messo in campo contro le armi a retrocarica, ora ha perduto della :ma p1 ima impo1·1anza. 'E valga il vorn . Il nostro soldato, per esempio, porta sulla persona 88 colpi nel mentre è armalo cli un fuci le che spara , c•>n tutta facilità e senza nfTaticare il tira tore, 6 colpi al minuto . Or bene so il fuo co non fosse di scipl inato e se si dovesse tirare all'impazzata, già attualmente si consumerebbero tulle le cartucce in '
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IL FUCILE
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poco meno di un quarto tl'o l'a. Invece il so lclalo è mollo piu p:uco dei suoi colpi, ed il numero massimo dei tiri faLt.i da un fucil e in una giornata non si è elc, ato ncll\1ltima gnerra russo-turca al di là di ElO. Dunque si pol.l'Cbbe giit subito asse rire, ehe l'il.enenclo , se non sufficiente almeno prossima ad esserlo, la dotazi one attuale, deYe,;i aYerla per basternle, anche quand,o ,-arà aumentata naturalmente dal numero di cnrt.ncce conten ute nel serhato io; inquantochè, come giit si e dello, la velocilit speciale del fuci l<' n ripet.izion rè limitala sempre a pochi colpi cd a poche occasioni . Che se si consideri il percliè si tiri in general e mo llo piùlen1.arn enle di qnello cbe si po"sa fare, si trova che lo scinpio dell e mnnizioui è li mitalo prima di tullo dall'islrur.ione che in tempo di pace è impartita al soldato, ht quale sviluppando, ollrechè il sentimento dell' obbc· dienza, anche il buon senso naturale delle masse, fa si che il solda Lo si formi un rollo criterio di ciò che la sua arma può pl'Odurrc. In secondo Iuogo chi ha portato con sè durante lunghe e penose marce il non lieve peso delle sue cartucce, non amtt cli fac ilmente disfarsene, ben sapendo che nel comhallimento un 1101110 .-aJc per quanto può sparnre, e perciò il S'>ldato economizza i suoi colpi. Jn terzo lnogo clalla sorveglianza elci quadl'i e dalle nuttuazioni clcl com bai ti mento. Questi fattori sono evidentemente quelli stessi che concorreranno ~i dare nn ana.logo r isulta lo anche tfuando le truppe saranno armate a ripeLir.ione. So al soldato f'at.e penetrare il convincimento che il serbatoio de,·e essere tenuto per i momenti più critici e ch' egli abbia confidenza nella p1·opria :mna, si può slar sicuri ch'egli non dispcrderit quel la [orza cito gli avole insegnato a conservare. Resta quindi solo a temersi che qualcuno, caui, o giudi ce del mùmcnlo cli apri re il fuoco accelerato, lo incominci eccezionalmen te foor di proposito. La clifficoll/t adunque di far conservare alla truppa il serbatoio carico non essendo tale da doversi considerare come insupcntl1ile e le occasioni cl i chre il comando aprite il se1'uatoio essendo di lor natura non molto facili a ripetersi, è lecito concludere che l'aumento nel consumo delle munizioni non sarit colle armi a ma gazzino eccessivo. La tirerie, tanto lamentala da i Francesi nella guena del 1870,
e elle sembra ai co11tradditori delle nu ove armi inerente alle ::;te:;::;e, era frullo della poca conos~enza che si aveva degli effetti del Chas,;epot, o meglio ancora, delle grandi cose che se n'erano delle. Affinchè però torni lltile l'esperienza cli quella campagna è necessario che i vantaggi del fttc iie i"t. ripetizione sieuo praiicamenLe conosciuti. Perciò è indispensabi le che il soldato armato in tale mani era oltre che a.Ile esercitaz ioni al bersaglio, sia regolarmente condotto alle far.ion i col suo fucilo a serbato io, carico con cartucce a. salve tali, die possono essere sparnto a ripetizione. Egli così poi.rii farsi un criterio il più esalto di quando il fuoco accelerato è necessario, e gli ufficiali cli qualunque grado impareranno a serv irsene utilmente. Quando nelle manovre a partili contrapposti le armi a magaz~ino potranno far risnltare le loro preziose qualità, una gran parte dell e obbiezioni che contro a 101·0 vengono sollevale saranno facilmente vinte, cd il com incimento della loro utilità, in specie nella difensi,,a , presto clirerrà generale. Questa maniera di studiare l' impiego del fucile a r ipetizione, da quello che pare, è slaLa da. Lutti trascnrnta, e sarebbe mollo desiderabile che in quei nuovi esperimenti che presso di noi potessero ancora intrapre.ndersi, non fosse lascia.La in disparte, polcndosi col la stessa portare nuovi lmni intorno alla. tanto dibaLlula. qui:-tione. 3° Nel caso che l' eflètto cercato col tiro a ripeti.zio ne non fosse imm:a.ncabilniente oLteniito, di tanto aumen,t.erà l' cwdire clelle ll"uppe al'mate con facili ordinari, di qnanto invilirà qnello delle lntppe nmnite delle anni a maga.z::ino, le qt1ali potranno consi4era1·si come cliscmnate. Questa Lesi è sostenuta partendo dal pnnto di vista che l'avversario appena avvedutosi che si tratta di fuoco a ripetizione si corit;herà per terra o si coprirà clietro alle sue clifese, e lasciata passare la bufera, sorgerit di nuovo più minaccioso di prima, perchè forte della ingrata sorpresa che provar elevo chi credeva di a ,·erlo annientato. Per controbaLtero anche questa illazione supponia:mo, come si è nel corso di questo studio ammesso, che il tiro a ripetizione non debba mai incominciarsi avanLi che il nemico si trovi alla distanza di circa 200 m.; e consideriamo per primo il caso che la diJ'esa di
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ANNO XXVIII , VOL, Il.
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H, n:c1rn
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una local ità, sia munita di fucili a mag,1zzino e l'altacco non lo sia, mnrnetlenclo ancora, per rendere pari le parti i.e, che le due arti"lierie arversarie sieno cos trette a tacere, quella della difesa per ~ansa dei danni sofferti d,nrant.e il periodo preparatorio, l' altra perchè nell'u.ltimo momento dell'azione ne è impedita dalle proprie truppe. l,e cose si presenteranno presso a poco così: da parte detl' ai tacco catene, sostegni e riserve, in massima parie impegnate e forman ti nn tulio solo disteso avanti al fronte da attaccare, il meglio possibil e copel'Le dal terreno o coricai.e a terra, pronte a slanciarsi avanti. Dal\' altrn parLe approfi I Lanclo della $0Spensione dei tiri del cannone .i difenso ri hanno coronala la linea avanzala coi loro fucili a magazzi no ìn Len t.i a cominciar·e il fuoco a t ipetizione. Gli uni e gli ,dtri intan to continuano il fu oco a volon tà; m,t non è finito l'ultimo sqL1ill o di tromba che gli assal itori, sort i lult' insieme, corrono sul nem ico, senza sparare. Q11est.i as·ua volta appena Ji vede sp ingersi alla corsa apre il suo fuoco a ripetizione che coi primi cinque o sei colpi, quando l'aria non è ancora oscur-ala dal fumo, obbligherà quasi CCl'tamen te ~li a,rve,·sal'i ad arrcstar;;i, o per lo meno ne scompaginerà l'impelo dell'assali re, infl iggendo loro perdile assa i gravi. È innegabile iufatti che questi primi qua~Lro o cinque co lpi saranno sparat.i avan ti che ci sia tempo di accorger;:;i se il fuo co è o no a ripetizione e prim a che (ammesso che in quel momento si possa ottenere) l'aLtaccanLe abbia fatto fermal'e e coricare le truppe; quindi tali col pi andando a battere in pieno nello stormo nemico saranno di grande effì cacia. lntanto il fumo copre di una nube spessissima ta difesa, che si suppone continuare il suo fuoco a ripcti'l.ione, poichè la superiorilà sua è tale in questo caso {cheperabbondanzadi argomenti si può trascurare cli tenerne conto) che è mo lto più facile al difensore di arrestare il suo Liro a rip etizione che aH'aLtaccanle di fermarsi alla distanza cli circa 1100 m. da un luogo difeso da un fuoco energicamente nuLrito . Passato un certo tempo, il fuoco rallentato farà accorto l'attaccante che i serbatoi sono vuol.i; quindi ritornerà all'assalto; ma in tanto il fumo si ·sarà. diradato , ed il difensore poLrà scorgere henissimn , lui che è ancora intatto (in latto si intende perchè l'allaccanLe ha cessato il fu oco), lutto il danno drn il suo tiro anà pro-
,dotto; e perciò, avvalendosi del suo fucile pel tiro a co lpi successivi , .compi rà quello che tanto bene ha po luto preparure col tiro a ripetizione, obbligherà cioè l'avversario a ritirarsi . Notisi intanto che si sono date all'attacco tutte le condizioni pitt foyorevo li, perchè è sempre mo lto dubbio il caso di truppe che , ,condotte, da u1u distanza tanto ravvicinata all 'assalto, uno volLa obbligale a ferma r.si, sieno poi in caso di riprincipiarlo da capo . Adunque siccome è inpossibil e il negare che a così breve distanza il (noco a ripetizione non sia irresislibile, resta così provato che l'attaccante sari:L costretto a fermars i, cosa giit annnessa. dagli ayyersari dell'arma a magazzino, ed ancora che il danno provato ,dovdi. essere moli.o più di quello che sareb be stato se la difesa non avesse avuto le armi n. ripetizione . Ora l'ammettere che chi ha arrecato per il pl'imo i maggiori dann i all'avversario debba proprio per questa ragione esserne sco raggiato, mentre dovreb be imbaldam:ire chi li ha sub iti , non sembra troppo naturale. Se t1.ll'attaccante vÙols i concedere I.auto coragnoio e disci1) tina di alzars i e cli nascondersi ad ogni momento, si cleve . d'altra parte a lui contrapporre UtJa difesa pe1'linace e non qunsi fatalmen te legala al so lo effeLLo prodotto dn,l magazzino del proprio .fucile. Che non lo sanno forse i difenso ri che questo spara a colpo successivo altrettanto rapidamenle cl i quello del nemico? Perchè ,'ldunqnc disperernnno allora appunto che vedranno i. vuo ti falli nelle fi le avversari e dai loro primi colpi sparati? Nla vi è ancora un'altracil'coslanzacli cui si deve tener conto .Quando faltaccnnte farà sosta davan ti alla rapidità di tiro delle nuove aeini, probabilmente vi si fermerà per qualche tempo, almeno un paio di minuti, prima di decidersi ad avanzare di nuovo od a ritirarsi; tempo che sarà messo a prolìtto dal di fensore per l'icaricare i suoi serbatoi. Ed in questo caso non ripngna l'ammetlere che l'attacco non potrà assolutamente più riescire. Ven iamo ora al caso inverso. La difesa sia pri va del fu ci le a ri,1)etizione ecl invece nè sia fornito l'ntt.acco . Questi, approfittando del suo armamento, farà precedere l'assalto clal segnate aprite i l .~erbatoio e cop ri rà la posizione avversaria di un fuoco così intenso -che per il tempo della sua dura ta obb li gherà la difes a a coprirsi .d ielr-o le sue Lrincere. 1n allora l'attaccan te., protello dnlla_nuhe di_
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fumo, che avrit di,;teso innanzi a s~, prima che l'aV\'ersario si sia riavuto dal!' imp:·cssi•mc ,rn bìla, e nel men Lre riprenderà i suoi posi i di prima, po1ri1 percorrere, seuza gravi darmi, almeno i prim i 100 dei duecento metri cbe lo dividono dallo linee che tenta di occupare. Dunque egl i comincia già pel solo l'n.LLo del suo armamento ad avere la possibililà di percorrere melà della zona più perjcolosa con molto minor pericolo di quello che avrebbe fatto se non fosse stato megl io armato del difensore . Certo gl i rimane molto ancora da faro. Ma un ,,antaggio reale si sar[t ottenuto, vantaggio lan lo più sensibi le quanto minori saran no le perd il e da lui subite; approfit tando del quale egli continuerà ad aYanzarsi con mollo più slancio o coraggio di quello che avrebbe fatto so a resse èloruto, sino dal suo primo muoversi, e:;sere co lpito dai tiri asses tal i clella difesa. Riescirà o nò nella sua impresa; però è il caso di dire che chi bene incomincia è alla metit dell'opera. Una volta poi sla ncialo alla co rsa l'attaccante non potrà nè donà più fermarsi, a meno clte per una fort untt eccezionale egli trovasse un nu ovo riparo dietro il quale coprir:.i e ri nno,,are l'aziono del suo violen(o fuoco . Ed anche in allora trallandosi cli copertura Yalicla (perchè altrimenti non si potrebbe arrestare}, egli anit modo di ri caricarvi i suoi serbatoi ' e, r i1inovando il fuoco a ripe!iz ione, assicurarsi Ja vittoria . Adunque nei due tipi cli combattimento considerat i, la snpcriori tit delle trnppe armate a ripetizione non pnò essere do bbia: qnindi anche alla terza delle obbiezioni fatte al fttèile a mngazzino , a quella che si fonda sopm una. tem.uta reazione morale, sembra non doversi concedere quella recisa importanza che le si è voluto dare . A questo proposito mi sia lecito ripetere alcune parole che il o"C nernl e Ricci dettava alcun i anni or so no in favore dell tl armi a ripetii ione. Egli, piufando appunto dell'effetto morale che l'arma aripetizione deve necessa riamente apportare. e, considerando l'ultimo dei periodi in cui diYide il combattimento, quello nel quale una delle dLle parli devo prendere l' iniziati va, - ossia ai 100 - 150 metri dal nemico, così scriveva: « Ed eccoci al 3° periodo, a qu el u periodo in cui il soldato tentenna tra due aui opposti, in cui un « nonnul la può fare di lni un eroe od un codardo. Orbene, so in « qu el momento psicologico di nna clnr,tta rapida o fugace, si l'i esce ·« dare al soldato di una delle due parli un fallo ma teriale che gli 1
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« infonda un scn lirnentodi superioritit s 11 quello che gli stadi front.e , «gli .s i darà quel nonnulla che di un fugg iti vo può fare un combal,< tenlo, e di un codardo un eroe . « Questo fatto per noi Mtrcbbe il segnale: apl'ìte il serbatoio . O ·« noi nulla ci inLcndiamo di solda ti, 11ulln imparamm o in mol ti auni -<< di osserrnzione o di espericuza, o noi al,h inmo rngione nell'affer« mare che il paese il quale avrà per il primo dato ai propri sol,( dati questo me;,:zo di 1·inf01·.:o momle per il momenLo più crilico « del comuallimon to, gli avi·it clalo una grnnde superiorità su quello « che ne sarà senza. ti.• ll pel' cento dei punti colpiti dimi111iisce col crescere della 1;elocitcì cli tiro, talchè- i'. colpi nel be1-·saglio forniti elci w ia n·uppa nwnita cli, fucile ci ripeti.zione sono bensì supe1·i,01·i a qnelli dati da nna tr·nppa annata con facili ordin<tri, ma non in propo1·.: ione dei colpi sparati. Que:;t:1 tos i è desunta cln ris ultati cli esperienze co ndotte for.;c un po' prncipitosamenle, o per lo men o noli abba~lanza prolunga te. ln massima si è sempre fatto così : Preso un dato riparlo di truppa. una compagnia por esempio, dopo aYerla. por un certo tempo istruita nel mnneggio della nuova arma veni va portata al bersaglio dove osef;U ivn co ll o sLesso fuci le prima una lezione di Liro accelerato a caricamenlo succes:;iro della durata di un minu!o, po~cia un'allra lezione di tiro a. ripetizione, continualo con tiro accelerato a colpo semp lice pure dell :1 durata cli un min uto; inlì ne si p,'l.rngonavn no i 1·isu l(ali così ollennti. Con ciò si Yeni,·ano ad inLrodurre nel calcolo derrli o elèmenti non paragonabi li tra loro, inq'uanto che non si teneva il debilo -co nto clell;J. diffi coltà. che il soldato in contrava. nel servirsi di un liro al quale non ern sta to prima deui !amente preparalo. Abiluato com'egli ora ad esegu ire il tiro accelerato a 9 colpi per minuto durante lnlto il tempo passn to si no allora sollo alle armi, -e gettato quasi all'improvviso nella baraonda cliun fuoco a velocit/1 più che doppia, qual meraviglia. se abbia dimen licato il puntamento'! Era. troppo nalurnle che in tali condizion i il per cen to dei punti colpiti dovesse essere molto basso . Quando invece la truppa fosse 'es,erciLa.ta prima, a vuol.aro molti serba toi, ed avesse imparato .1d ulilizzare parte del tempo risparmiato nella carica a puntar me-
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glio, il risultato al cerLo ,:.arebbe meno sfavorevole. Anche in questo eserciz io, come in tulti gli altri, è necessario ab itua rvi i nervi alle impressioni esterne; nè si può preLendere, quasi di primo acch ito, che il soldato impari a maneggiare automaticamente la sua arma senza distogliere la vi,;ta dal . bersaglio, e senza essere confuso dal lempestòso frastuo no che lo circonda. ·1 per c.enlo troppo piccin i, forono semp re il risultato dei tiri a ripetizione colletlivi, quasi mai quello degli indiv iduali; e questo· dimostra appunto come ti i·atori calmi , padroni di sè, sappiamo realizzare a parità di palle lanciale e tirando a ripetizione, lo stesso-· risultato che sparando a colpo successivo ed acceleralo: quindi serve· a rendere palese come quando è bene adoperalo il fut:.i le a magazzino, anche so tto questo punto di vis ta, non la cede alle armi attuali. Considerando infatti che col fuc ile a ripetizione, senza punt,\re si sparnno ,J,1 colp i in 46 minuti secondi, e, puntando invece , ne occorrono 30, si scorge subito che la differenza di ,J 4., pcrmeue di aggiustare il tiro in modo cli essere quasi sicuri che anche un tirntore ordinario colpisca a 1150 111 :" Uil bersaglio rappresentante per· esempio il fronte di una mezza compagnia. Quando vogliasi rendere costante tale r i:ml tato, bisognerà. ge · nernlizzare molto l'esercizio cleI tiro a ripetizione così individuale come collettirn, prima con cartucce da salre, poscia con cartucce a pallotto la (il ti ro con cartucce d'esercitazione, soppresse il movimento di prenderle dall a gi berna, non essendo gran rati.o giovevole) ; abituando cosi il soldato a puntare rap idamente ·e per ii tempo stretLamen te necessario per colpire im bersag tio di non piccole dimensioni. · Però i'e(fetto 1.Mile del tiro di una trnppa non è dato dal rap-· porto fra il numero delle cartucce bruciate e quello dei punti co lpi li, bensì dal numero éli palle che quèsta truppa mette nel bersaglio in un minuto di tempo. Ora l'effetto utile del fucile a r ipetizione' generalmente è stato· sempre superiore a quello del fucile il colpo semplice. Tale fatto, che nel caso della difesa, non può essere menomalo nemmeno dalla considerazione del numero grande delle cartucce consumale, basta da solo a dimostrare la convenienza di essere muniti cli una buona arma di tale tipo.
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Fin-almente diversi autori, Lra i quali il cap itano Guilhwmont dell'artigli; ria belga, il generale Ceb iscieff, già citato, ed il capitano Clavarino professo re alla nostra scuola d' app Iicazione cl' a et.iglieria e gen io, pur ammeLLenclo la necessità. di aumentare la veloci là cli t.i1·0 delle attuali ann i portatili, clanno un giudizio sfavorevole al tipo di fucili in questo arLicolo preso in esame, nell a considerazione che i 10 co lpi del loro serbatoio sono troppo pochi, e qu indi li rifiutano recisamen te, e manifestano invece il desiderio d_iiin'a1·ma la quale, come scrive il Clavarino, possa continiia1·e i'l tiro celere o 1·ipetitore per lei cl-tbrata cl-i im tenipo qiialsiasi. Pur rispettando opinioni tanto aL1torevoli , ed a cos to di ripetere alc-unedel le cose dette dianzi, è lecito portare un giudizio differenLe. In Lerreni, come éla no i, gen~i:almente coperti di fo lla vegetazione, clove la vista delle fon Lerie in ni.assima. non si estende al cli là di 000 metri, colla maniera. ili combattere d'oggi giorno che cerca di a.ppro(ittarc più che può clel terreno per coprirsi, coi combatti .menti notturn i che acquistano ;;empre maggiore impo rlanza, il pretendere di incominciare il tiro celere ad 800 pass i è un volere troppo abbraeciare pee nulla stringere. Trnppo lon tani perchè il fuoco sia bene aggiustato, questo non può avere che erfet ti piccol i per quanti coTpi si vogliano lanciare, quind i è ne(:essario ancora muoversi, avvicinarsi al nemico, e questo non è possibile che manovrando, assottigliandosi, pieganélosi a tulle le necessità del terreno . Quindi tal genere di impiego della fuc ileria non può essere consigliato, ecl il nostro regolamento in f'atti limita il tiro alla. dista.nza. di 600 metri ad un colpo circa per ogn i 30". Non è tanto la preoccupazione del consumo probabile di munizioni qnella che farò. ,astenere dal tirare cele1'amente a tale lontanania, quanto il tempo che ci vorrebbe aù ottenere un risultato importante qualsiasi . Perciò è inutile il pensare ad. aumentare la potenza. del fuoco: in quanto a celerità, le att~rnli armi, pee questa. fa»e del combattimento ne hanno più del bisogno. Entrati nel limite dai 400 ai 2.00 metri, allora. il fuoco deve accrescere di intensità, e non si può negare che 6 od 8 colpi al minuti> non siano già un numero molto rispettabile, anche per chi da pie' fermo attende impavido che l'avversario cerchi il meglio che può avanzando, cli schermirsene, e per questi poi, che d~we pensare ·a camminare od a coprirsi, quasi impossib il e a ragg iungersi .
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Perciò ecco come natura lmente l'azione c1i 1111 fu oco celerissimÒ si limiti all'ultima scena del dramma, allo scioglimento dell'az ione . Si è quindi, per questi ultimi momen ti del com battimento o pur quando una piccola qu:rn l.ità di soldati giunge a sorprende.re un corpo in marcia, oppure per difendersi da tlll improy,, jso al.tacco di ca,•alleria cl1e il tiro ripetizione troverà la sua opporlunilà e da rà t.u[.Li gli effetti che si cerca cli ritrarne. All' infuori di qt1esti o consimi li casi il tiro troppo accelerato, sarà una facoltà sciupata, e, come sempre, dove c'è sciupìo cli fo rze si ouerrà danno piuttos1ocl1 è vantaggio. ~on negasi con ciò che il fucile a ripetizione, il quale adit;;iw r;licrnza di buon seri)i;;io ecl a nwne'l'o di colp·i Lrasportcrti un irà anche il vantaggio di rica ri carn più celeramente degE altri il proprio serbatoio. non sia il prei'eribi!e: ma si impugna essere necessnrio che il tempo per esegui re tal e opel'az ione abbia. a Jimi La.rsiaquel lo dello scaricare e caricare l'a l'ma a movimento non automatico .
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Analizzando ora a quali dell e nostre trnppe meglio convenga l'arma a ripetizione è quasi generale l'op inionecheoltre ai marinai . i carab in ieri, gli a.lpini e la cavalleria saranno quelli che riLrarranno i maggi0ri nLi li dal nuovo armamento. Pei -p r·imi l' utilità clell'anrw :1 magazzino ha appena necessità di essere segnalata. Pei carabi nieri basta cons iderare il gen ere di servizio a cui sono chiamat i per istituto: sempre in pochissimi conlrn i molti , hanno bisogno di un armamento tanto più perfeuo qu:1nto maggiore è la necessità che forza rimanga alla legge. Si ~eme drt alcun i che il cara.l,i niere, sapendo d'a.vere·ncl suo moschetto una ri~erva pronla per tutt.e le circostanze, sia proclive a valersene, e che quindi precipilerò. un;1 soluzione che forse avrebbe. potuto, agen do con maggior calnrn, otlenere a!Lrimenti. Si teme cioè che il carabinieri>. spari qmrndo ne potrebbe fare a meno . Però considerando che (a part.e·il malandl'i no che fugge), i carabinieri
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q uando sono eoslrelt i di far uso delle armi è per loro difesa che le adoperano , non ma i per infierire contro gente inoffensiva; e po nendo mente ancora alla longanimi là paziente ed al coraggio a tntta prova, che banno sempre acldimostrato, pare si dovrehbe all'in- , contro desiderare che, una volta tratto il dado fa lale, l'azione del fuoco fosse repentina, vigorosa e decisiva. È il primo colpo che devesi ben ponderare se è utile o no eh e Yenga sparato; ma, incominciato che siasi il fuoco, questo vii soste111.1 to finchè si ou.enga il risultato che volevas i in prima conseguire. Aclonque, quando si dia al nostro carabiniere med iante un moschetto che contenga 7 od 8 colp i a mitraglia una maggior siCLLrezza personale, quand'egli sia certp di avere con se un istrumento efficaèiss imo di difesa, si sarò. anche sicuri ch' egli vi ricorrerà tanto più tardi quanto più presi.o col medesimo saprà di ottenere rispetto. Di massim; q11esta Lrnppa ha a ch'e fare con gente pronta. ad ogn i sbaraglio, capaoe d'ogni azione, coraggiosa per necessità, gente che fugge o si avventa a second:i della resistenza che sa di incontrn.re. Quando però le o·ancle arrm1tc dei malfattori che •infestano ancora talune delle ·nostre con trade, sapranno che i pochi ponno far testa ai molti, non avremn a lamentare con la frequenza a cui siamo ab ituati gli accidenti disgraz iati, ai quali valorosamente soccombono i bravi· nostri rappresentanti della legge. . ' A.dunque i primi dell' esercito ad essere armati a ripetizione è naturale debbano essere i carabin ieri. Nelle nosl re peculiari condizioni, le Lruppe incaricate della prim(t di fesa della fron ti era di terra, gl i alpini , è necessario sieno il meglio armali che sia possibile. A.queste vigili sentinelle che una previdente sapienza organizzal.eice, ha messo sulle Alpi, tocca l'onorato, ma diffici le còmpito, di pro leggere l'adunata dell'esernito, affrontando le pr jme truppe nemiche che cercheranno di impossessarsi clei yalichi da cui tentare la discesa nelle nostre pianure. In montagna non è il numero che assicura la vittoria, 1miil valore dei pochi. Ora, non polendosi dare nell a guerra montana una grande estensione calle li nee di fuoco, è chiaro che per renderle il massimo efficaci altro mezzo non v'è che aumentare la pontenzialitò. dei singoli fucil i .ehe concònono a .formarle. Perciò un ·buon foc ile a ripetizione non ·:può mancare d'esser~ molto utile in mano a truppe che si difende-
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lL FUGII,E A IIIPBTIZlO~E
ranno aJJpostale ed attaccheranno J)er sorpresa. Di più le mu11izioni potranno loru fa r difello, appoggiate come sono dai fo rti di sbarramento quali naLurali r iserve. Quindi contemporaneamente ai carabinieri donebbe procedersi all\nmamento dei rnggimeuti alpini , ai quali non sembrerebbe fuori di luogo l'affidare nnche qunlche mitragliall'icc. \"erreLLe in seguito la c.walleria, la cui azione nel serYizio di avnnscopertà ha molte vo lte bisogno del fuoco dei suo i moschcLti, uon però per sostenere un combatlimenlo accanito, ma per tmllenere, e se è lecita l'espressione, mistificare il nemico. Anche qui i com battimenti per so rpreso, non rnanc:heranno di certo; e non è chi non vegga come alcuni uomini appiedati e nascosti possano neo-li assalti ai convogli, nelle notturne intrapre;;e e simili l'endere, ~e .trmali a ripetizione, dei servizi ben maggiori che quando non lo fossero. ~la se per le specialità esaminate, la convenienza d'essere fol'Jlite deH'arma a magazzino è più evident e e quindi forse men contra,-Lata che per le fanterie, non è da concludersi che per queste po:;sasi procrastinal'e il ri,;olvimento della questione. Poichè la massa delle fanterie non essendo reclu lat:-.: che dopo le cemi le falle per rifo1·i1ire le altre armi, è naturale che quando si convenga che il fucile aripetizione ù migliore di quell o :1 coipi) semplice, anch'essa. debba esserne tulla fornila senza distinzione. ~Ieno l'elemento soldato è perfoLto , tanto più deve essel'lo l'arma di cui \' U munito. Ma si convenà che il nuovo f'ucile è miglioredell'aLtuale? 1~ lecito pensare di :si, e che anche questa volta i timori solle, ati e oli arrromenll in contrario adotti saranno ,,in li dal tempo e che in un epoca molte, più p1·ossi ma di qnell o cbe generalmente si cret1e, il fu ~i lc a ripeti7.iooe.an'it segn.ito un nuovo progresso nell'armamento eleo-li • . D eserc1L1 . 11011
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REGOLAMENTO DI SERVIZIO IN GUERRA RISPETTO
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Volere l,1 guerm quando una nazione ù minacciaL.t di essere sopralTalla da un 'altra o spo.;lala dal proprio centro di azione, quando una grande ingiuria è da tuLlo un popolo scagl iata su di un altro o quando è so ltanLo con la lolla aru1at,1 che una nazione pnò veramente costituirsi, è un'idea l'itenuta oggi come ci,·ile. }la per il :,Olo fatto clte la guer.ra deve svolgersi in un amù ien le cli civiltà, non può esenlar3i di r isentire le in11uenze di questa nè moli.o meno di reagin i io via contradilloria. D'altronde, giiL a priori, si vede come non sia possibile cli intendere moralmente la guerra se non associandola. con lullo quanto dì giusto_ e cli umano è compatibile con lei: donde quel rispello per ciò clte i giureconsulti, e prima di loro i popoli, chiamarono diritto delle genti, int.eso, come ben disse il Yergé « a fare a meno della guerra où a mitigarne gli effetti ». Per quanto Vo ltaire negasse l'esistenza. ùi un diriLlo delle geni.i e Bourke in Inghilterra dicesse: « che la regola tracciata per deterin inare i reciproc i rappol'Li dei belli geranti non valga la carta sulla quale è stata. scri tta », pure questo dirjuo, ponendo e risolvendo (1) Regolamento tli se,·vi,io in y1~c1·i-a - '.\i io istero della gu~rra, parte 1• - Scn i, iotlelte truppe - Roma 1682.
IL llEC:UL.l)IE:STO DI SER\"!ZIO l'( C:UERT\A
0!51:i ~ioi:no un ques ilo e correndo in maggior accordo con quella. cmlla dr cui è il naturale p1·oclollo, va sempre più irnponendo5i nel!~ rel~zior~i dei popoli. Racchiuso ieri nei viucoli della diplomazrn. e deslmnlo a no1·ma del principe, oggi, a mano a mano liberandosi da ogni legame, sta divenlando la scienza e la recroJa di tulli in modo da essere conruso col sentimento umanitario ot~erno, che sta gellando i suoi leorenii dovunque vive una socielà. Imperioso n~!le su~ stesse influenze, egli emana dall'opera la più intensa e lJ. Plll pazrente di tntte, l'inciYilimenlo dcli ' nomo, giacché fu appunto la civillà che, dopo aver inocu lalo il sentimento del buono e <l~ll'nlile nell' indiYiduo fino a svi l11 pparne la morale e l'istinto socievole, dopo a,·er prodol!o nella società il clirillo nalarale, Io elerò fino a creare tr:a. Stai.o cSLalo la morale inlernnzionalc o il diriuo delle geni.i, cl1e mai, come ne i tempi od ierni, assnn:;c il cararte1·c di g~nemle neccssilà ed utilità . E difalli, l'arte che si agila in un am bren tc anèor più esle::;o del la palria, le esigenze del Gommercio ed 11_prog.rcdire dell e indnslrie, la uLi li lit degli :scambi Lra i popoli , i h1sogn1 di una stessa unità nei pesi. nelle misure, nelle monele la regolare trasm issione del le persone e delle cose e dell o idee co n' le ferrov_ie, con la navigazione, con lo poste, con i telegrafi ; i grandi trafo.r, ed i_ ~ra,~di canal i di pubbl ica uLilitil e di comune proprietà, le ~ 1~ur~ 1g1en1che, le indagini mediche, i lavori astronomici e gcograftc1, t tra1taL1, le nmbasciale, l'influenza stessa clclht politica estera sul le sorti di un paese, l'ar!c mi li Lare d'oggidì. .. lnlto tende a dnre sempre maggiore importanza al dirilto internazionale ed a ~onformare quanto scl'i veva l'Henry ('I) che « nell'epoca odierna. ti grado di incivilimento e cli morali1;·t di un popCJlo può essere valutat? in ragiono del rispetto cl1'esso. profcsi;a per il dirillo delIP genl1 ». Oggi, in cui dne opposte scuole stanno disculendo se nella r,11erra debba predominare io Ll1tto il suo rigore il dirilto della forz: nella sna più. brutale espressione, ovvero la forza del diriLt.o nella e'slens!onc la più am~ia, un regolamcnLo che si pronunzi in propo .s,to e. che serrn di norma tanto all'umile gregario quanlo ai più elevar, raggiri della gerarchia mili lare, non pnò non assumere una (I I Capitaine R.
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abrt!9t! rie la pl1iloaophie de /a gue,·,·,.
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_\L UIIIITTO J.);Tl::R:S.lllu:S.11.E
grande impo1'lanza. Giù un secolo or fa la l<'raucia con due suoi grand i personaggi ristringeva la questione allorqua11do nell'epoca delle guerre del primo impero al celebre mollo dcli' Imperatore: « En gueno, t~ut mal , fùt-i l dans Ics rògles, n'esl excusable qu'au« lant qu' il est absolument néccssaire », risponclc\'a l'alLra massima del maresciallo Bugcaud: << Au dessus de la nécessi lé, au dessus de la << raison de la guerre sont !es droits dc l'lrumanité auxqrr els chef::. 1< cl soldals doirenl 1·esler Jìclé lement soum is >>.
... ** Se è rnro che il progre::;so clern i suoi risultali al continuo laYoro ed al la lolla incessan te, mollo più ciò deve cssern per il progredire elci diritto inLernazjonale che non ha nè un codice cou cu i affennar::;i, nè un tribunale con cui pronunziarsi e la cni sanzione consiste ncll'assen1 imento dalo dall'uso, tanto pi (t cli difficile pratica inquanLochè un indeterminato coefftcicnte, la gnerra, può tutto riporre in questione prima che la consuetud ine si accenlui. A.cl ogni modo, per quanlo il diritto delle gent i lo si ,oda ogn i giorno offeso o violato, pure ètlle eccezionali e casuali violazioni delle leggi di umanità rispondono ormai troppe consuetudini irrefu tabili. Dal 16.25, con (;roLio, al ·I880 con Blnntskili, una enorme barriera fu superata dagli ste:;si giurecon:;ul ti . Da Gro Lio {'I), cli e credeva leci lo in guerra l'arrecarn morie o Hlitle allo stesso sucldilo dello stalo n&mico, alle donne ecl ai fanciulli sino a VaLtel (2) che per risparrni ,u·e gl i ab itanti disarma.ti non adclueeva. altra buona ragione che il lornaconlo nel perdonarli e che ad ogni modo Lrovava lecita la ,,chiavitù ogni volta che era risparmiata la vita; da. Martens (3) che nelle circostanze straordinarie Cl'ede pel'messo il saccheggio, si no ad Halleck (4.·) che lo ritiene lecito come castigo estremo conlro le grandi infrazioni al diritto delle genti; da lle massime di questi scrittori sino al le Istruzioni ameri~nne, emanale da Lincoln, ed nll'at-
(1) CRor10 . oc jure belli et 11acis. - Ub. 111 C 5. (2) Vnr<1,. l)roit des çens de l'Eu.rope. - Voi. lfl Lii). lii C. :; § 7v e , e.;. (~) ~IA" rn•s. T'recls du < lroit des gens dc l'Etn·oi,e ( I) ALLECK. /11ler11alio11al Law. - 1861. - c. 19. ~ 13 e 11.
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nEGOL,DlE~TO
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tuale Regolamento sul servizio in guerra dell'esercito italiano ... ci con\'iene riconoscere uno dei più grandi progressi compiutisi in questa epoca. ~
** All'infuori .di alcuni paragrafi del no:;tro codice penale militarn, riflettenti le grassa'z ioni, la rapina e il sacdieggio a danno dei prigioni eri o degl i abitanti del paese nemico ('1), non es isleYa tra noi nessuna Istruz ione che ponesse in relazione il diritto di guerra con quello delle gen ti. Tali punt{ del codice, più che a ~utelare i diritti ,di umanità, erano intesi a mantenere integra la. disciplina, che·nelle indicale infra1/,ioni troYava uno dei principali ostacoli al suo regolore funzionamento in guerra. Nell' attuale Regolamento invece tale armon ia tra il cliritto dei bell igeranti ed i doveri cli umanità, ò chiaramente accennala nel § ,J ,121$ {2) e sostenuta d'altronde in t nlto il test.o dell e nonne, ispirate a quanto di più pratico e realizzabile fll scrillo sin qu i da i più il lustri scrittori del diritto internazionale. La for ma di quanto è esposto nel Rego lamento, lo stile, la con,eisione stessa, ci permettono un rapido esmne di queste regole che, sanzionate come sono dal capo dello stato e dal ministro della _guerra assumono una importanza di molto supe,·iore agli scritti dei periodici cd agli opuscoli, ai discorsi degli stessi congressi, giacchè se una massima di diri tLo delle genti troverà sE}mprn diftìcoità acl essere en unciata e discussa, e mollo pitt a.cl essere universalmen te accettala, certo una raccolta di regole eminentemente civil i che. senza condizione cli reciprocanza, sono ordinate 0d imposte dal -oapo dell'esercito ai soldati combattenti, devono altirnre l'attenzione (l'ogn i studioso . )f.
* *· -Le parti del rego lamento , che ò qui il caso dì esaminarn per la loro direua relazione col diritto ·internazionale, sono comprese nei -due li bl'i XIV e XV, che riflettono, il primo, le requisizioni ,e le (IJ
~ì5, 2,r,, 277, 278, 279 , C. IV e§ 191 e '292, C. VI. Codicq1enalepei• l'ese rcito ,riel r er11w d' ltalili. l874. (\') Servizio in guer ra - Reg. cit. pag . 450. §§
RISP ETTO AL D(lUTTO INTF.RXAZIOXALF.
SEHY IZIO I); Gt;ERnA
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,contribuzioni, ed il secondo le prede belliche. Kel libro XLY, dopo accennato nel capo I lo scopo delle requisizion i e come queste sieno regolate, da chi proposte e da chi ordinate, svolgesi in altri ,cinque capitoli trattando separatamente delle requisizioni regolari <li viveri, foraggi, combust ibili e paglia; della loro requisizione foi· za ta; di queJla di vettovaglie per le truppe alloggiate presso gli ahi Lanti; cli cose non riflettenti il vet.Lovagliamento e delle contriJrnzioni in generale. Nel libro XV con un capo unico troYasi invece srnllo ciò che riguarda la preda bellica, e come ne possa essere r ipnrtito il valore. Tralasciando il fatto che mol li altri argomenti avrebbero po.Lulo come questi, trovar posto nel presente volume, passiamo ad esaminare con la scorta dei più autorevoli scri ttori, quanto questa prima parte del regolamento sia in relazione col jiis qentùim.
Gli alinea 1 16.2, ,1163, ! ·I 64.-(1) cominciano coll'affermare il diritto per ,le truppe previo espresso ordine ricevutone, di provvedere al loro vettovagliamen~o mediante requisizioni; ma un tale diritto, lungi dal prendere le mosse dal!a massi ma che la guerra deve nutrire ht guerra, é inYece chiara.mente spiegato nell'alinea 4·I 65 dove resta tassativamente prescri tto che le requisizioni in paese nemico dovranno essere regolate con circospez ione ed in propor.z ione dei mezzi e dei prodotti del paese, aggiungendo l'obbligo pel r ichiedente d_i rilasciare in iscritto una conisponclente dicl1iarazione cli ricevuta od anche la valuta in danaro, quando il comandante in capo lo raHisi necessario (2), ed escludendo sempre dalle prestazion i tutte quelle con le qua.l i si verrebbe a cos tringere gli i;.bitanti a prender pane ad operazioni di guerra contro il loro paese . Queste prime norme del regolamento , cli[erentemente dal riferirsi alle massime del K luber (3) e del De Mar lens (,t) che negano 1
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(I ) Se,·vi:io in gue1Ta - C. I pag. 471 e 472 (2) Servizio i >~ gue,-ra - Ali nea 1165, pag . <L72. C. I.
(3) !( J.UR•n . Droi t des ae11s modernes de l'Eu1·ope. - P,n- is . 18(H, pag. 391 e seg. (4) DK ~:., nrR,s . Pi·éci s d11 cfroit (/es gens de I Er1rope. § 2SO e se g.
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RISPETTO .\L DlRITTO lNTl:;llN.\ZlONALF,
IL HEGOL\.\IENTO DI s;m nzTO IN GUERRA
ogni limite al diritto di requisizione, le vediamo piuttosto ispirate a (IL1el del Vidari (4) dove sostiene che « il diritto di rer1uisizione è solamente la conseguenza delhi sostit11zione promossa dalla guerra di un'autorità all'altra)> ecl a rruelle clell'Heffter (2) dove riconosce « e:,ser lecita la requisizione ancorchè ottenuta con la forza>>. ·"Nell'alinea ,1208 (3) è indicato che normalmente non si preleverà in paese nemico che le imposte ivi stabi li te da qnello Stato; e possibilmente nelle forme e secondo gli usi vigenti nel paese stesso e che tali r iscossioni donanno anche servire per l'amministrazione di quel paese nella misura in cui il governo cli quello Stato vi era obbli oo-ato ' ao-aiunaendo nell'alinea :12it0 che non potendo conse· Ou O guire la riscoss ione nelle usuali forme stabilite, il comandante in capo potrà imporre al paese una contribuzione cli guerra di entità equivalente alle imposte che si :wrebbei-o dovL1te riscuotere. Per quanto il Rambaud (4) neghi esser lecito cli stabili rn un equivalente, dato il caso della impossibil ità di incassare altrimenti Ja contribuzione, pure queste massime sembrano oramai sancite da autorevoli giureconsulli; il Vidari nel passo già citato le conferma; il Morin (5) dice in proposito che« i coiuribuenLi non restano clanneo-,1iati dovendo pagare al nemico ciò che pagherebbero al loro t>O Jeggiuimo governo >>; e lo stesso progetto per la Conferenza di Bruxelles lo conferma coll'articolo V, dove accenna che << l'esercito di occupazione non riscuoterà. che le imppsle, contribuzioni, ecc., già fissate a vantaggio dello Stato occupato o il loro equivalente, data la impossibili tà di incassarle altrimenti ». D'altronde come è chiaramente accennato nell'ali nea 4209 clel regolamento,' dovendo le riscossioni servire a.nche alle spese di amministrazione del paese, non è possibile il dissociarsi dalla massima del Morin (6), dove dico che « pee una occupazio1,1e anche di breve durata, l'occupante è sostituito allo Stato, legittimo signorn del suolo, e che come tale rie possiede tutti i diriui ». V
(1) V1oull. DeL i·ispetto della v >·op>·ietà privata dtt1·an1e la guerra, pag. 150 e seg. (2) Hgp,,rrn . Le d1·ott internattonal ile l' E"1·ope, pag. 252. (3) St1·vt..io in gtte>'1'a, C. VI, § 17, pag. 189. (-1) RAMB ,uo. Les Pnlssie11s m Alsace-I,orraine - Revue d es Deu.x -.1ronlles. 187G. Voi. CXCVIII. (5j e (6) Mon1~. Lcs lots re lat.ives
1, la
guerre, 1872.
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L'alinea ,I 2·1•I ('I) indica che le contribuzioni ordinate per rifornire Je casse mi litari rivestono il ca rnuere di pr-estito forzato ed implii::ano i.I diritto per i paesi o-per le persone cui venn ero imposLe ad un futuro eventuale rimborso . Se·si tien conto che il danaro fa la guerra e che esso è quell a ' merce mezzana che ne forni sce ogni altra e che perciò può facilitare o ritardare le nostre mosse o quelle dell'avversario, riesce già ovvio quanto sia compatibile con la guena il requ isirlo per il rifornimen to delle casse militari. Difatti il Lieber (2) non ti tuba nell'affermare in tesi generale che « l'esercito si può impadroni,:e cli tutto il numerario giacen te nelle casse delle stato nemieo >). Una tale questione però fu ed è attualmente il soggetto di conLroversie per parte dei modern i scrittori cli diritto internazionale. Il Vidari (3} sostiene esser lecita ogni cont1·ibuzione per far fronte alle spese ed ai danni della guerra . .Pompeo Litta (&-) invece dice « nnche la convenzione lli Bruxelles sanzionò il sopracitato principio; ma non crediamo che esso regga davanti alla considerazione che il dirilto internazionale autorizza al belligerante il diritto di esigere quelle cose che sono indispensabili al mantenimento delle truppe. Orn come soddi sfare a questi. bisogni con una somma di danaro'? D'altronde p'ee la quarta delle condizioni (f>) necessarie alla legalità delle requisizioni vediamo a c~ iare note che non si può opprimere soverchiamente un paese; ora, se questo non p'Llò dare quelle materiali risorse che gli sono state ch ieste, è impossibile preLendere invece di esse una somma ingente cli élauaro; per concl udere dunque noi ammetLiarno, come si è visto ne·i paragrafi precedenti, il cliritlo di requisizione con le ca:utele e con le 0ondizioni ivi esposte, ma non possiamo per nulla sancire il diritto di contribnzione; egli è a nostl'o credere una traccia dell'antico diritfo cli bottino che dovrebbe interamente sparire clalle moderne incivili te dottrine ». I l Desjardin (6) dice al prnposito che « non vi può essere un ( 1) Servi.zio ·i n gue·r ra., C. VI, § 18, pag. ,J90. (:l) L1BBRI\ . 111st1·1wtions fo·r the Uniled-states- Army . Loz. Jf, art. 31 · (3) Vc0Ac11. Opern cit., p~g. 127. . , (•1) e (5) L ,rr.. L'occiipazione; suoì co11cettt e moi effetti. - Mdauo, 1881. § 30 e 2ll p. 5S.
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{6) Dssa 1\01, . Lcs de1'11ìers p,·og,•ès dii <lroit inteniational - Revue des Deux-.ltondcs - .Janvier 18S2. 7
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li, REGOL.orn::no DI SERVIZIO l:K (lUERRA
IHS!'ETTO AL DllUTTO l:sTERNAZ!OXALJ::
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prnhlema inLernnionale dove come su quesLo debba oggi conce1,1trarsi pitL vigorosamente lo sforzo dei pubbliciski. Non eYYi là sol tanto una ma dt1e quisLioni tra loro connesse. L'uso rl.ell e requisizioni pecuniarie è condannabile non sollanlo perchè il belligerante non ha a sua disposizione il patrimonio dei comun i o dei panièolari contro i quali non è direuala guerra, ma ancora perchè questa non deve giammai degenerare in una operazione commerciale apro!Ìlto di un popolo o dei suoi soldati. Ora) se è così delle contribuzioni che l'invasore preleva prim~t della Gne delle ostilitit, non potrebbe essere diversamente delle enormi ind~nnità che il vinci tore estorce al vin Lo quando le ostililà sono terminate » . Le istruzioni americane (11) sono invece più espli cite« gli Stati Unili i) dicono « riconoscono e pro teggono nelle contrade nemiche occupate da loro: la religione e fa morale, le proprietà private o] i a bi tanti, specialmente le donne, nonchè la s:uuità del le relazioni domestiche. Le infrazioni a queste prescrizioni sono rigorosamente punite. Questa dichiarazione non pone però ostacolo al diritto che ha l'invasore vittorioso di mettere a contribuzione gli ab itanti del territorio invaso o le loro proprietà, di fare degli imprestiti forza li, cli aJloggiare i suoi soldati presso gli abitanti, di far servire temporaneamente ed usi militari le proprietà, specialmènte le ca,,e, i campi, i battelli o navigli , le chiese)> . Invocando le autorità della maggior parte degli scrittori cli dil"itto internazionale, vi si trovereb be lecita, per i meno recenti, la contribuzione in danaro in tutta la più ampia estensione, illecita invece, per i più modern i, specialmente se frances i, e contro cui si opporrebbero taluni scritt~ri tedeschi. -Sul merito della qo.estione cade acconcia una osservazione: se questo faLlù delle grandi conl.ri.bnzioni in danaro, molto raro nell e guerre anteriori al 1796, si andò sempre più pronunziando dalle :prime guerre de\.la repuhblici,t francese sin o alle ultime del trascorso decennio, come il Calvo ed il Desjardin accennano, non è possibile il ravvisarvi, in relaiione alle gra.ndi masse combattenti di ocririd1 quasi, una necessi tà dell'epoca contro cui invano potrebbe fvtlil,re la <:J
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(l) fnst·niclions 1101t1· les Arniées cn campa(Jnc <Ics Elats./iais <l'clmé1·fque. _ § 3; p;,g. -!li.
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buona volontà di un comandante in capo di un esercito o dello stesso governo di ui10 stato beHigerante . Se è vero che la rapidità -e la estensione delle attuali comunicazioni ed i bene ordinali ser' .izi di suss istenzrt dovrebbero fo rnire tuLti , quei mez7,i cli sostentamento in vettovaglie e danaro necessari i alle truppe, come taluni scrittori sostengono, non è men vero che l' immensa mole degli esercìli odierni , il loro concentramen to in zone relatiYamente ristrette, la crisi inevitabil e in cni clur.ìnte una guerra le finanze dello Stato si tl'uvano, arrechino talora non soltanto necessaria ma indispensab il e anche la contribuzione in danaro, resa_inevil::ibife clall,i circostanze quanto la stessa guerra, che la provoca . Se poi si pone mente che l'attuale nostro regolamento considera solo la contribuzione guerra dnrnnte, ri ch iesLa soltanLo per il riforn imento delle casse militari, e che tassativamente nell'a li nea 12H è .accennato dovere essa r ivestire il caralLere di prest iLo forzato implicandovi il diritto ad un rimborso, si conviene riconoscere come questa èli sposizione ctel regolamento non sia contraria all e norme del diritto internazionale. Certamente non è senza. importanza la. protesta che da tafon i mo,demi scriLtori è stata solievata al riguardo; ed è da augurarsi che il progresso voglia arrecare maggiore mitezza anche su questo m1ovo uso che la. prnponderanza di qualche Stato ha introdotto, influenze che da più di un mezzo secolo or ra facevan dire al Klnber: « non è possibile dissimularsi che vi sono dei cas i dove la preponderanza di uno o più Stati o degli avvenimenti straordinari hanno imperiosamente favo rito delle misure del le quali si cercherebbe invano ..una ragione su!Gciente nei principi i del di ritto clelle genti.»
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Gli ali nea 12H1 e 12°13 del § il9 circa alle contribuzioni da imporre in luogo di prestaz ioni o infliggibili per punizione non .sembrano all ontanarsi da quanto antecedentemente è stato dello. - « Quando acl un paese», dicono le istruz ioni « viene imposta. una requisizione di viveri o di altri generi in naturn od una presta1:ione qualsiasi ed esso dichiari cli non potervi soddisfare, se si ha. fondato motivo di credere che ciò prove~gn: da malevolenza o dal-
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l'avere esportali o nascos ti i genel'i richiesti, il comandante in capo può ordinare che il paese sia assoggettato ad una contriLuzione in danarn per una somma equivalente al valore della peestazione che esso avrebbe dovuto fornire. Bgli può al tr0sì impone, a titolo di punliz ione, un contributo in danaro al paese che avesse violate le leggi internazionali, quirndo non creda conveniente ri correre ad altra pena. >> Queste disposizioni essendo destinate tanto per un paese del nòstro stato come per regione nemica, non possono che essere r.itenute necessarie quale giustarepressione di un'abitudine troppo comunemen te invalsa nell e popolazioni e nei comuni di sourarsi con qualunque mezzo ai gravi. pesi della guef'!'a; d'ahronde questa mi-· sura, indicata anche come mezzo di punizione, deve riconoscersi adatta a sostituire in caso di violazioni delle leggi internazionali, moli.e alt.re pene cli rappresaglia, sino ad oggi in val:;e e che all'animo umano spesso ripugnano. ", >i-
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Del c_apo unico che tratta dell e prede belliche ci basta accennare al§ 11°, che enumera le cose da considerarsi come preda. · Dei tre alinea 42•18, 1.2H), 1".220, il primo dice : « TuLte le proprietà mobiliari appartenenti al governo avversario atte a servire alle operazioni di guerra, come sarebbero valori, armi , mun izioni, viveri, oggetti di vestiario, c~arreggio militare, cavalli, materiale ferroviasio e telegrafico, battei! i a vapore od altro naviglio, alt' infoo r.i dei casi previsti dall e leggi marittime, equipaggi da pon te, ecc. possono formare oggetto di preda di possesso per parte dell'esercito e costi tuiscono la cosidetLa preda belli ca. » Ed in questo tutti gli scrittori sono di fa ti.i in acco rdo. Le Istruzioni am,ericcine (,J) dicono al proposito~« L'armata vittoriosa si impadronisce cli tutto il numerario giacente nelle casse pubbliche, di tutti i valori mob iliari pubblici, aspettando le istrnzioni del suo governo el la sequestra a suo profitto ed a. quello del governo tulle le rendite dei beni immoJ)ili appartenenti al governo od alla naz ione nemica. )> (1)
Opera cit .. § 31, pag. 440. ·
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RISPETTO AL .OUUTTO l'.\:TERNAZIONALE
IL REGOL.U!Ei\TO DI .SElWIZ!O IN GUERR.I
D'accordo, al riguardo, sono pure il Cantacuseno ( 1), l' Ott (:Z), il . Bluntskili (3), il Lit.La (4). · Nell' alinea t2"9, è chiaramen te indicato che« le propl'ietit private, non potendo in fo)'zadegli internazionali moderni usi. di guerra essere gi,tmmai saccheggiate o sequestrate nè d~t corp i, nè da individui, non possono in alcun caso costituire preda belli ca.» Circa a questa massima, racco lta dai libri dei giureconsulti del secolo e finnl· mente tolla dalle discuss ioni per essere introdolla in un manuale di istruzioni all'esercito i taliano in guerra, nu 1la può esser delto che megli o di se stessa valga a porla nel posto imporlante che le compete. << Però » continua l'alinea ·1'2 1!) « il mal.el'iale fe rroviario e telegrafico, i battell i a ,,apo re ed altro naviglio aH' infuori dei casi pre· ·vi~l., i· dall e lerwi marittime, i de1)ositi d'armi, munizion i e viveri detlO stin ati all'esercito, Lenchèappart~nenti asocielàeda privati, possono fo rmare 00-0-etto di oresa. di possesso per parte dell'esercito, sai vo no " restituzione e salvo le indennità da regolarsi all a conclusione della pace »: ecl in questo sono pul'e d'accordo il Bluntskili (5) , il Rouard (6) ed il testo dell a conferenza di Bruxelles (7). · L' ultimo al inea che interessa l'attuale lavoro è quello (8) dove dice che « i beni degli st:1bil imenti consacrati ai calli, alla cari là, a ll' istrnzione, alle arti ed all e scienze, quando anche appartenenti al governo nemico, debbono essere rispettati al pari dello prop'.·ielà private. » Questa.massima, non inferiore a ness un'a.lt.ra ed ispira ta ai piLL eleva ti principii di moralità, è pure da considerarsi come la .espressione cli una civiltà !et più avanzata . Le Istruzioni, am,ericane dicono in pl'oposito (9) « Per regola generale i beni appartenenti .alle chiese, agli ospedali o agli altri stabi limenti di un carattere ,esclusivamente di beneficenza, quel li appartenenti agli stabilimenti 1
(l) c.~ucuse~o. Consi,;lél'ations
-
1878. (~) Or~. Annota,toni ai Khd1er -
siw
les 11èglesi11terna 1.io,1<des modernes ,te la 'fu.erre
(Droit des gens) .
(3) B1.u~ rsK11.1.
(4) l',1ru. Opera cit. (5) Opera c,itata, art . M5 (6) Ilourn n . {7) Articolo VI. {B) Servi:.i o -in g11 errn, alinea 1720. <!l) Opera cit, lez. Il, § 34 e S5, png . ,HO e ,Ul .
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RISPETTO AL D!UITTO INTt::RN:\.ZlO-'.\ CR
IL REGOLA.ì\fENTO DI SERVIZIO IN GliBI\U.I,.
di educazione o alle fondazioni per i progressi delle umane conoscenze c1uali lescuolep~Lbb liche, le università, le accademie, gli osservatori,. i musei di belle arti o qualunque alLro av.en te un caraLLere scien tifi co, non saranno considerali come proprielit pubblica nel senso deJl'articolo 3,1 ('i ) ma potranno ess"'re uti lizzati quando iI servizio pubblico lo es iga (:2). « Le opere d'arte, le bibli oteche, le collezioni scienliiJ che o vali , istrnmenti di grande prezzo come Lelescop ii astronomici, ecc ., devono essere preservati allo stesso titolo degli ospedali da lulli i danni che si possono evitare·, perfino qmmdo sono compresi nelle piazze forti che sub iscono un assedio od un bombardamento (8). E mollo giustamBnte st1 Ude argomento si pronuncia il Lilla (4} con le autori tà del Bluntskili (i)), del Lieber (6) e del congresso cli Bruxelles (7) dicendo« che questi edifici non sono proprielà nazionale dello Stato di cui si occupa il terri torio, ma bensì. proprieta universale e perciò al disopra delle gare umane. » « E questo principio)> dice il Litta «a noi pare evidentemente giustissimo impérocchè· l'occupante, lo sappiamo già, non pnò commettere degli allei ii cui rion è auLorizzato lo stesso signore del suolo . »
oome un l'atto di nou lieve momenl.o e tale da onorare altamente tutti coloro che vi presero pari.e . Rispetto al diritto inLernazionaJe, queste istrnzion i r ivelano ancora qualcosa cli piu., giaccbè come nel proemio accennaHo che la generosità verso i vinli, l' osservanza del diritto deJle genti, lit fede alle convenzioni internaziomili ed. il rispetto alle proprìetit .costituiscono il complemento delle qualità mondi dell'esercito di una. na;r,ione civ il e, cosi nel testo esse confermano ed illustrano la. grande massima scritta ril § 20 delle [strnz'ion'i, am.ericcme, dove dice che « l'oggetto supremo di ogni guerrn è il rislab il imento del lo stato di pace ( I). )>
Capitano ACHILLE CoEN.
(li § ~\l, pag. 139.
lf
** Da c1uanto venne esposto circa le relazioni che il rngolamento del servizio in guerra ha con il dil'itto internazionale appare chiara- , mente la conclusione che le massime ivi sancite sono in armonia, con quanto di più lecito, di più equo, e nello stesso tempo di più pratico fu scritto od usalo sino ad oggi. L'1wer r idotto le più elevate eil importanti dotLl'ine del diritto delle genti a poch i paragr-afi di efficacie istruz_ioni per il soldato e per l'ufficiale npntenendosi nella cerchia la più rigorosa del diritto e del dovere, è da considerarsi (l) (2)
Jst,·uzioni ame1·icanc. o (3) Is truzioni american~.
14;
L1TT.A ,
§ 34
Opera cit.., § 20. 15) Oper a r.it. , ar t. 6(8 e pag . ~8. (6) LrnoeR. Ope:a cit., art. 34. t7) ArL 7.
e
3,3 .
10:3
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. quasi cinquant'anni scordammo le Alpi: fu colpa .dei tempi che ci DlHSA OBI.I. E ALl!1 OCC:IDE'.'\TALf
fecero vollare le spalle <dl'occ;iclente per mirare in viso jl nuovo nemicu che era stato ali' orjenLe. E poi che il voto degli I1aliani si sciolse in quella Roma, che è ricordo di grandezza e speranza cli nuova fortuna, ci trovammo un giorno a ,dovere rim'irar lo pru1so pe1·iglioso ed a contare 11 L1ovi nemici ed a provvedere a m.10Ye clirese. , Furono quelli, dopo il 11870, anni di febbri le lavoro e di lotta conti1ltla fra il bisogno e l'impotenza. Si pensò alla difes,i d' Italia e' delle Alpi come e meglio si poteva di fronte alle necessità milit~ri, politiche e finanz iarie, e la baiTiera delle Alpi fu considerata come una semplice linea da'l.iaria della quale si pensò di chiudern le porte, senza rinforzarne la cinta. - .i\'Ja la nuova e ,;igorosa spinta dalà agli stud i della di fesa territoriale, fece sì che le Alpi furono fr ugate per ogni dove e la sua storia rifatta v.iva. Parve quasi che l'Italia sentisse r imorso cli avere cl imenticoJe per tanto tempo quelle giogaie Lerribili e maestose, nelle quali ad ogni passo si incontra un eroisrno da registrare od un pericolo da, superare. R po i che a drit.ta ed a sinistra si è dato mano a ricordare falli e studi che giacevano sepolti negli archivi, e ad illustrare le nostre Alpi e la loro difesa, crediamo cosa nLile il ricord!tre qui gli studi co~T1piuti da un valentuomo piemontese, il conle Annibale di Sah1zzo, qua.Hier mastro generale clell' esercito sardo, soLto Re Carlo Alberto.
DIFESA DELLE ALPI OCCIDENTALI SECONDO GLI STUDI
DEL CONTE ANNIBALE Dl SAL UZZO
I.
Dicci anni di Jayoro, 1187.2-82, hanno fallo i'arepassi da è?Jiaanl e v al problema della difesa alpina ( 1). - In dieci ann i di :;Ludi o di discussioni abb iamo vislo trasformarsi fondamen talmen le nella -opin ione degli studiosi il primo pensiero che voleva ispirare la. difesa alpina. - Ali' idea, cioè, di una linea d'ostacolo destinata particolarmente a r~mpere il legame slrntegico ed il parallelismo logistico cl'un'invasione, si è sosl.ituito a mano a mano, una altra idea, pù vasla, più salda: quell a di fare dell e Alpi un vero e speciale teatro d'operazione, co_i suoi 'scacchieri par-ziaI i, colle sue piaue fort i, coll a sua base organica. Il merito di codesta c,•ol uzione, ]?Cl' adoperare un;i, parola ormai dassica, è dovuto al nuovo indirino dato ag"li studi e storici e geografici, i quali, fatti più determinati, più pratici, più conformi al vero storico ed al la natura dei luoghi alpini, sono prontamente ritornati su quella. via che il Montannel, il Bourcet, il Sa luzzo e altri valen.tnorn ini avevano già tracciata. E non fu nostra colpa se per 1
(l ) R,ccc. Scritti ·va>·i sulla difesa detlo Sl,a,lo.
Studi di geografia militm·e. D, n o,d ro,, La difesa, suUa nost,·a frontiera occidenta le. Te, .. ~ 1. uela::tone paAcunenta,·e sttl!a, difesa clei valichi alpini.
Pr.R HUCCA RTTJ,
·105
II.
r
'< L'imposante harrière des Alpes qui borne l'ILalie depuis le Yallais jusqu'à la Provence, et qni avec les eaux clela Tinée et: clu Yar compo;;ent Jes frontières du Piémon L Mec la Suisse, la Savoie et la Fraò.ce, sont brisées dans leur pa,-tie occidentale par une infini té di cont:reforls qui se clétachent de la somm ilé de la grande chaine pour ·former vers le ùassin du Pt) un nombi·e de vallées plus ou moins concentrique eLde clifférentes dimensions. « Les crétes sécondai res qui séparent ces vallées s'afTaissant dans
~ 06
DEL l,E .\LPJ OCC(l)J,l\T.>.LI
DIFESA
la plaine avec une grande irrégularité de longneur, composent
beauconp de redans inégaux donL q.uelques uns se prolongent longLemps et forment en comparaison des autres !es $inuosités consiclérables qu'on remarc1ne en suivant la projection de ces crèles qui se perden t graduellemen t dans la plaine. ' « Trois de ces contrnfoets qui se délachent de la sommité des Alpes, et qui par leurs nornbreuses ramificalions embrassent une grande surface de pays, sont surtout rernarquables en raison de l'inllucnce qu'i ls exercent sur le système défensif du Piémont. « Le premier, versle nord de la chatne principale, prend son origine supériorement au Simplon, suit les hautes montagnes qui séparent la vallée ·d'Ossola de la vallée de Sesia, décroit précipitamment élepui le l\iont-H.ose, et après a.vo ir, dans la prolungation de son cours, changé d'aspect en devenantcultivable, el avoir contourné decoll ines le lac d'Orta, se perd insensil.Jlement sur la ville d'Al'one. « Le second de ·ces conll;efort~ commence dans !es envil'oi1s des gléLCiers du Mont-Blanc, borne la vallée de la Doire-Baltée, dc Faucigny, de la Ta.rantaise, et de la Maurianne, pour séparee ensuile: ta· pa1tie in f'érieure dn Duché d'Aoste des petites vallées qui enLrcnt par cell es d'Orco et de Chiuse!la dans la plaine au nord-oues t de Tùrin. « Enfin le· lroisième de ces contreforts, le plus consiclérable de Lous, prencl son origine de la ch2,,ìne des Alpes au sud-ouest du Piémont, eE part de la sommité de la montagne dite des Trois ÉvCchés à la clro ite des sources de la Stul'a, suiL le cours ·de la rivière de cenom, passe au-clessus de Tende, divise le comté de Nice des provinces de Cùni et de ~fondovi, et se pro longe chtns la Ligurie a.près avo ir pris le nom d'Appenin. « La grande distance qui règne entre ces trois contreforts que " no us venons d'indiquer, autant que pa.r leur granéle étendue, présentent pour la guerre défens ive des états du Roi en Italie le désaYantage immense de Lellement circonscrire le bassin formé par le· Pù, qi~e l'cirmée qi~'on nmulrnit y 1·61mir, poiw p01·ter prom,pternent des seoow·s aux ext1·éinit6 cle cette long·ne Jì·ontiè1·e, -n'a anowne position à prendre cl'où elle pwisse ci·1Tive-1· su11· l'ennem,i, en moin de marche qn'il q-1,' emploù·a. cte te1nps po1w y a,ttciq1ter ces points avec cle forces p1·éponckmntes.
~
07 ,
« Il faut à ces circonsLanccs !.opographiques ajouter: Que six de nosvallées centra.Jes se rauacbent à la base cl' opération de français vers l'Italie, ·et leur faci litent le moyen de briser no tre l igne sans que les principes défensifs sui,,is jnsqu'à présenL aient offert ~l l'armée dn Roi le moyen de nous r opposer avec succès: « Que !es camps éLablis sur l'auLre veesant cles Alpe:; par Le::;di- · guièt'es et par Beerwik , ainsi qoe l'importan~e ncqui se de nos jours · par Briançons aulant que les routes mili taires amél iorées par le ma· réchal Villars concourent à favo riser l" offensive et défensive de l'ennemi. ,<.. On doit encore ajouter à. ccs remarqùcs, que le com·s du Va.r depuis la Rocchetta. à son embouclrnre dans la mer étant impossible à défenclre, !es troupes contrninles d'abandonner le bassin de N ice·· seront toujo1,1rs obligés, pour battre en relrfliLe, de découvrir ou la. rivière de Géne ou le col de Tende. « Mais indépendammenL des importantcs con::;idéraLions dont on vient de parler et qui toutes sont U.Ll détri rnent du Piémont, i l en est d'auLres encore qui on t jusqu'ici concourn à fai re suspendre l'acloption éle tout pian systemaLiqne_et 1:aisonné. << Quelques of.fìciers généraux, fondé;; sur la bra.v·oure de l'armée, . ayant peu d'éganl à l'organisation de no tre infanlerie, donL les solclats se renouvellent sans cesse, oubliè~nl que le système de concen traLion souél,aine ne saurait etre avantageux aux puissa.nces de second orclre, et. que ce système est encore moins applicahle à un élat qui a une circonférence èlisproportionnée avec son rayon, et c1ui possècle d'ailleur;; la plus recloutables barrière qu'on pnisse op- · poser, !es Alpes, voudraient Lout donner au ha5arcl des ba.tailles, faisant abstraclions de la guerre de montagne si conforme au caractère cles ilabitant;, et si favorables pour former de bonnes . tro upcs. « J,es opposans de ces principes, nourris des souvenirs de Lanl de combals qui honorent l'histoi re de la maison royale, et fondés sm· !es beaux fails d'armes qui eurent lieu clans les campagne des années 4793 -94-95-96, croira.ienc possihle cle faire revivre le système défensif adoplé dans l'ancien temps (11), système qui ne serait . {!) Il
sistema cosi de tto d i co)·done.
"108
nELLF: ALPI OCGIDE)ITALl
DIFES.\
plus so ule1rnhle clans les Alpes, sans beaucoup dc modifìcation, in.(lépendamment cli:\ l'appui essent.iel que lui prètaient certaines places fortes on autres secours supplèrnen taires qui n'exislent plus de nos jours. «... ,. 'ìlla is nous sommes loin de parlager l'e>-.clnsivilé des principes dont il ti élé queslion ; notis pensons méme qiie ce n' est qi&'en ies con(ondant, et en appliqna1it 1m genre particttlier des dispos·it1;oì,,S défensùves à chcu1ne pa1'tie de cette long1ie frontière , et en y adoptant des moyens d,ivers snfoant la nature cles cas, qiL' on pow'l'a par1Je11;i1· à citteind1·e la sol'Lbtion cli& p1·oblème dans le sens le plus .cwantaqeiix ai&x intéréts de S. ilT. « Tel a été le but qu'on s'est proposé dans ce mémoire, où l'on -se llatte d'ètre parvenu à ètablir les maximes it sui vre pour le cas de guen·e dél'ensivc òans les Alpes, eu égard au Lrnpes dont le Roi peuL dispose!' cl'ap rès l'organisation acLuelle de l'arméf.. « Les principes que je me propose de développer sont en substance : « 11° Qii'il convient, poiw dé{eìidre ef'(ìcacement le Pié1nont contr·e la France, de ,mbdiviser en di1Jerses parties la frontière, deptàs la 1Jallée cl'Ossola à la mer. » « 2° Qu'il faut /'aire usage cle di~positions spécic1,les par rap port à chamme de ces parties, snivant la manière la pliis cii:antageiise de les clé/endre. » « 3° Qi&'on cloit balancer la nat1we et l'emploi des moyens, de mani<!re à ce qiie lei ?'ésistance préparée. siw les dfoers poi11,ts soit telle cì détenniner les efl'orts cle l'ennemi pré/él'ablement sni· les vallées centrales clii Pié1nont. >> « !i:0 Qn'il est 1Hfcessaire cle fixer l'eniplacement le plus aumtageii:-r; q·ne devra occ1,1,per l'ar1née de reserve afin de poirnoir accoib1'ir par tout où le be.soin, en. sera, et combattre avec avantar;e J' ennemi.. »
109'
III .
Gli scritti del Saluzzo che abbiamo avuto la fo l't.una di consulia.re (1), non dànno lo svolgimento dei principii sui qual i il genera.le piemonLese v,onebbe stabilire la dif~sa dell e Alpi e cl1e noi abb iamo, integralmente riprodotti più innanzi; ma, però, da un suo studio accuratissimo sull'ordinamento della difesa alpina. nell'eveuLuali tà di una guerra contro la Francia, possiamo vederne l'applicazione (2) . È noto come il Piemonte, posto fra la Fra·ncia e l'AusLria, le quali si contendevano i[ primaLo combattendo quasi sempre nella Yalle del Po, avesse per fondamento della sua poli Li ca essenzial mente militare, il principio di servirsi dell'una potenza per combattere l'altra a seconda degli interessi del momento. Politica difficile, ma eminentemente pratica, la quale face va dire al Voltaire: che un'alleanza col Piemonte al tro non era qne le traité de deux ennemis qni ne sonqenf; qn'à se défend1·e cl'iin troisième. Questa politica, secondo il Saluzzo, doveva. essere continuata e porsi a hase della preparazione militare del Piemonte. « Nolre ca(( binet est trop sage pour entreprendre une guerre contre une « puissance de premier ordre, sans s'ètre préalablement assuré, pa1· « un traité d'alliance, le supplérnen t cleforce nécessaire pour rendre;< la lntte avantageuse on du moins égale. » ~ Perciò, in una guerra conLro la Francia, il Piemonte ha bisogno del soccor;;o dell'A usLria e deve cercarlo. La guerra della rivoluzi one e quelle napoleoniche, coll'apri re al carreggio nuovi varchi, col disLt'Llggern fortezze, col crearne altre, 1
(IJ Q•ie!ques cor.stdéral'io11s histo·r iques et mil'itai,·es su;· la gtietì'e des Alpes. Coup <l'OJtl histortqu.e, po/.i tique et militati-e sui· le Piémònt paì' ,·appoi·t à u n, p1·ojet de guer1·e défensive et offensive co11tre la France. Projet àe dé(ense du · Piémont co>\lre la France. Considérations sm· ta g11erì'e cté(ensi1,e contre la Fi·crnc~ dans les Mpes. Le Alpi che cingono l'Italia (3a parte, manoscritto) . (2) Progetto di di(esa d el P1.cmon1c contro la Francia.
,],]o hanno modiricato grandemente il sistema difensivo del Piemonte. - Hesa airab il e la destra clella linea delle Alr) i, col li~ strada del n · Sempione, resa debo le la difesa della valle d'Aosta col miglioramento delle strade del piccolo e del gra.nde S. Bemardo e colla di struzione del forte di Bard; reso debole il centro fra la Dora di Susa e la Stura di Cuneo colla distruzione di tanti sbarramenti e colla costruzione della grande itrada del Cenisio; solamente rinfor · zata h difesa dell'Appennino colla strada della Corn ice, colle nuove strade pei colli appenninici, colla cessione al Re di Sardegna del Genovesato. Impossibile la dife~a della, Savoia e del Nizzardo, provincie sven turate che la nccessiLit di c:oncentrare la difesa impone d i abbandonare al nemico . «. .. ,. Ces circonst8nces onL si for t dòtérioré les n~oyens à opposer « con tre une agression fran çaise, qiie le pfos sik et honorable pcwii, « quojque il piiisse paraUre cle premier aborcl bie,n, chanceiix, semit « peibt-et1·e celiii cle po1·te1· la, gue,1·1·e offensive snr le sol ennemi. « Cent mille hommes suffiraient pour cela, et à l'aide de cin · .« quaì1te mille alliés, le Roi pourrait passer les montagnes eL s'a'... (< vancer clans les pleines du Lyonnais, laissant assez.de Lroupes en « Savoie, en Piérn:ont, à :Nice, et dans les cleux rivières de Gìlnes ,<< pour en conserver la posse~sion. « Ce projeL que nous ne faisons qu'indiquer ici, et qui prètera ' . « rnatière i.L une auLre mérnoire, n'offri?'ait cependant pas cl'aussi, .« fortes difficultls à st//l'mon.ter, que la défense méthocl'iq1.ie des pro« ·vùices cle S . iì[. en lt,alie, et no1is pensons qv/il m,é?'iterai t les « ?Jlus sérieuses méclitations » (·I) . Di que~to concetto, d'iniziare la difesa di uno Stato con un'audace offensiva mer ita tenere conto. . Fatte queste premesse politico-mil:tari, il Saluzzo traccia il suo sistema difensivo dell e Alpi con una serie di memorie parziali e di .istruz ioni alle truppe che noi riassumererno nell e loro linee principali. (I) P l'ojet de défe11$ e du Piémo11t contre la France,
nELLl,;; ALPI OCCIORX'l\l.LT
IY.
\
Abbandonala la Savo ia e la linea del Varo, la zona alpina è divisa ·ìn seuori difens iYi : I° settore. - La testala del Toce con centro :Oomodossoln. 2" setto1·e. - Ll rnlle d'Aosta fino al sno sbocco cl' Ivrea . 3° settore. -- La I inea cli displuvio fra il colle del Monte Is6ran .ed il Monte Viso colla testata della ,;alle dell'Orco fìno a Lessillon e colle valli della Dora, del Chisone e del Pell ice fino al loro sbocco ad Avigl iana, Pin~rolo e Luserna . 1 4° setto1·e. - La linea di displuvio dal MonteViso fino al colle di Tenda e la pianura del Po fra il Tanaro e la Dora 1-liparifl. 5° seito1·e. - La zona a sud della linea di displuvio elfi! co lle delle Finestre a lla Lestata del T,rnaro, formant i le valli della Roia, della Taggia e dell'Arosia. La linea d'auacco ,tt.traversanle il primo settore è troppo eccentrica per rapporto al la base naturale cli radimata clell'eserciLo fran<;ese, fra l' Arc e Barcellonette, per creare un gravç ed immediato perico lo . Quella della valle d'Aosta è an,cora essa eccentrica, e qualora. il nemico vi penetrasse, le fortifìcaZ, ioni di Barcl ed altri lavori campali che vì si dovranno etigere, saranno su ffi cienLi per aneslarnelo è dar Lcrnpo all'<lsercito di accorrervi. La linea d'attacco provenienre dal terzo setlore è quella che minaccia più direttamente Torino; ma le fortificazioni cli Lc$sillon, quelle di Exilles e di Fenestrelle, nonchè la posizione a fortificarsi dell' Assietta, penneLtono di farvi buona e lunga difesa. So lo le testa.te dell e valli frn Po e Vermegnau.a non sono effìcacemente difese da forti ficazioni ed a esse si deve subilo provvedere ·coli' occnpazione di lmone posizioni nell 'inlerho e colla manovra dell'esercito raccollo nella pianura. · La linea d'at.tacco del la Cornice è troppo eccentrica, e l'occupazione dei punti di Saorgio e dei colli di Nava e cli S. Bernardo, permettono di operare snl fianco di chi vi si cimenta.
DlFE,.\
Cosi fissala l'importanza strategica dei differenti settori, la modalità. strategica della difesa generale si delinea nettamente. /Jifesci fì,11sa, spaliegg·iatci da pia.::ze /ort i e cla fortifu;a.::ioni crimpali, sull'alto Toce, nella valle d'Aostli, in quelle cli Susa-Chisone-Petlice-Royci e Arosia.: - grosso dell'esel'cito raccolto /rei Po 1' 'l'anciro per la di/esci manovrata delle valli e degli, sbocchi alpin,i posti fra codesti clue fì,wni e pe1· sel'tìire da 1·iserva generale. di tiiito il sistema difensivo . Per dare all'esercito mobile una forte base controffensiYn verso le Alpi e gli sbocchi alpini, e per pronedere alla difesa dirella del· l'nllo Piemonte, il Saluzzo propone di creare un campo Lri nceralo a cavallo del Po, fra Carmagnola e Carignano, capace di contenervi il grosso del l'esercito, fiancheggiandolo coll'occupazione eventuale della stretta cli Bra, e col fo rtificare le altnrc di Torino, fraM:oncalieri 11 Pino . Spalleggiato da una così larga e favorevole base, la radunata dell'esercito principale deve fars i nella pianura fra Stura e .\Caira, col la sinistm alla Madonna dell'Olmo e la destra a Busca e quivi aspettare l'esito delle prime intraprese del nemico.
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Sèbbene ixalteggiaLo nelle sue lince genera] i, il sistema dirensivo delle .\lpi occidentali del Sai uzzo ci porge campo di fare alcune considcrazion i, che non ci sembrano superflue in una quisLiono che è slnta Lanto dibaLl.uta. E per prima co:::a dobbiamo dire che gli studi faLti dal Saluzzo sulle Alpi e sulla loro naturn topogl'auco-militare l'hanno portato a queile stesse conclusioni alle quali sono venu ti allri sLudi recenti. Che, cioè, la linea delle Alpi non è un ostacolo militare uniforme· mente disll'ibuito; che, considerata milital'mente, si scompone in · scacchieri diYersi, poichè le grandi linee d'ostacolo fissano il numero e la direzione delle grandi lince di movimento militare; che ogni scacchi ere avendo caraltere tatLico elogi stico proprio, r ichiede ancora una difesa specialmente organizzala; che, infine, è neces-
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ORI.I.E ALPI OCCIOE~T.\ l.l
sario, por le condizioni in cu i ,;i ll'ova !a difesa gencrnle della zona alpina, distribuire la nalurn ed i mezzi di difesa di quesla linea in g1tisa Lia determinare gli sf'ol'zi pl'i11ci pali dn,ll'ttLLacco ari urtare contrn difese ugualmente l'orli ed a gravitare nel la l'egionc di piil faci le C'di piLl larga manovra co ntroffensirn per la difesa. La scolla di una po;;ir.ione a c,wa llo del Po, fra Carignano e Carmagnola, per farn e il cenlro di rnccolta di tulle lo truppe de;;tinale alla difesa. alpina , e la base controffen"iY:l. per la difesa della pinnu1·n del Po ci sembra neourafìcamcnle ollima, J)erch è ai cenll'O della corda che unisce lo sbocco d'Ivrea con quello cli Cuneo: logisLicamenlc buona, perchè appunlo fra Torino e Brn (:onvengono Lnllc le comunicazioni che clagli shocchi alpini si dirigono stl Torino o su Alessandria, i due maggiori centri militari (lei Pil'rnonle. Ma :;o dal campo trincerato di Carign:mo si poteva , in hro,o or;1, rinforzare la difesn. del le valli di Sesia, del Chisone e del l'el lice, allreuanto non si poteva fa re per la difesa delle valli e degli sbocchi alpini fra Po e Tar1aro, perchè troppo lonlani. - Al quale inconvcnienLe il Saluzr.o pensò provvedere con una dislocazione in'i.::iale clell'ese1'cito mobile piu rm ricinata alla ma,;sa alpina cd agli sbocch i <lcl sud, e la fece scieglienclo il terreno fra 1\faira e Stma nl cenLM della relln che co11•riuùO' r, V e 'Pi nero lo colla testala del Tanaro. E quesl,t posizione iniziale ci :-;emhrn del pari stralegii:amenle hen scelta semprequ.undo le ali siano fo rtemente saldate allo posizioHi di vaf Snsa, Ch isone e l'cllice cd a quell o tlel colle di Tanarello, di .Nava e di S. Bernardo; logisticnmente ollima nei legame fra centro e destra clel f'l'oote cli fcnsivo, incdiocl'e fra cen tro ecl est1·ema sinistra. '
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Parlrtnclo di furr.c destinate a difesa delle rnlli e cli alLre deputato ad accorrere in loro socco 1·so, sorge n:itura le il desiderio di conoscere in qnali proporzioni clornrnno stare fra loro queste due parli wmhauenti . - .11 generale piemon tese calcola la. forza dell e truppe :sarde a 70 mila comha1tcn1i, dei qual i 20mila per la difcsnalpina. Cotesto rapporto cli '2 a :j ci dimostra nncora che anche la distrihur.ione dell o forze sull'antico leatro di glterrn era fallo in modo che il sistema generale difensivo, ,;:fuggendo ni prricoli di una gnena di A X!'IO XXVIII, YO!, li.
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•IH
DIFES.\
cordone, si fondava essenzialmente sull' impiego controffensiYo delle . forti ris.ern:. llimane anc:orn a considerarsi se il s1slema difensiYo propn<Yrwlo dal Salnzzo può ancora Lrovare ut:leapplicaz1one oggidì nella difesa delle nost,re Alpi occidentali. . I pri1:cipii su i tJllali poggir1 il sistema r imang.ono immo lati, perché 1_gran i'.·' dell e Aipi non si son spostati e per conscgue:1za le grnndi linee d astaco lQ rnon tano non si :;on o trasforma Le, per q nan lo possano essere m1gl10rate le condizioni della praLicah iliLà. Ma è cerio però, ~he se la difesa alpina non è cambiata nei principii che 1~ ~1el.enn inano e qua si la personificano, si è mutata sulla moda lità della loro applicaz ione, specialme11le per opera delle c,randi foi-ze che possono esservi impiegale dai due comballenti fino dall'iniziarsi ~elle osLilitil. Nelle guerre del Piemonte le operazioni condotle Dllraverso alle Alpi si basava no essenz ialmen te, per parte dell'attacco, nella sorpres~t. - L'esercito assalitore si raccoglieva su di una base (Ar:cDurance) dalla quale poteva minacciare il maggior numero di valli Dora Riparia-Stura) - La difc:;a. per fro nteggiarlo era costretta o a disperdere tulle le forze disponib il i nel le valli od a tenerle raccolte nel piano per portarle poi, con celerità di mossa. neJla valle minacciata . - L'assalitore, giLtaLi in più punti dei pa,:liLi, tentava co n essi e con mosse di truppe del grosso di rendere incerta e tentennante la difesa, fìno a che, sorp resala in flagrante del iuo di manovra, penetrava arditamente in una clell e va lli , vi s~hiacciava Ja poca di fesa locale e sboccava nella. p ianura. E quando l'assaliLo accorreva col grosso, il nemico si trovava in condizion i Lal i da potere correre le sorLi di una bauagl ia decisiva. · . . Nel suo sisLema difens_ivo il Sa iuzzo si propone appunto di impedire una sorpresa, scegliendo una modalita di guen a che non sia quella di co?'done che disperde le fo rze, e che non sia quella della, sola azione in pianura, la quale non trae profi tto cli un ostacolo così grande e così diflìc ile quali son o le Alpi. - Secondo no i il conceLLo del generale piemontese puJ riassumers i in questa fonno!a: Oreare nelle Alpi tcmti centr ,; di fensivi qnante sono le linee d'invasione, e renderli così /orti per c>pere e per t1·1.~ppe combattenti,
DELLI-: ALPl
OCCIDRN'l'AL I
.da potervi arrestare l'invasione per q1.i,el periodo di tempo che è necessario al grosso clelt'esercito per accorrervi . Le sorprese strategiche aLLraverso alle Alp i non sono oggidì più .possi bi l1. Le Alpi non avranno, fo rse, Yarchi a sufficienza per dare ·passagg io alle armate ùs.sali Lrici, e queste, rinchiuse come larghe fiumane fra le grandi linee d'ostacolo, non potranno nè soccorretsi nè congiungersi che nel piano . Cosichè, nell e guerre avven ire, le Alpi occidentali o dovranno essere girate o dovranno essere contemporaneamente all1'arersale nella quasi tulul ità del loro fronte. Contro quesL'nlLima modal ilLt di auacco si sono presen tali due sis!em i cli difesa. Quello che creando nelle Alpi ostacoli a suffi.eienza rompo il parnllismo del le operazion i logistiche e tattiche del -l'assaii Lare e--pennelle al gros.so della dil'esa di po rtarsi successivamenLe contro le fraz ioni dell'assaliLore; e quello che facendo delle .\.!pi u11a vera barr iertt difensiva , vi crea mezz i tali cli di fesa, da ..1.1Te:;tarvi qualunque azione offensiva., combattendo col grosso delle r iscrrn nelle Alpi e pe1' le Alpi . , Il primo sistema è pi ù confo rme al genio dell a guerra: s' inspira alle rapide mosse, ai co lpi inaspeLLati, decisivi, ma richiede due _gr.indi eleme,Hi: genio nel capiLano ed esercilo manovriero . È insonuna quella crnlroffensiva napoleonica che è solo possib ile co i grandi cap itani. - e fo rse resa oggidì più diffi ci le dalla mole degli -eserciti moder ni e del loro modo cli es:,;ere. L'altro sistema ha per base 1essenzialmente lét difensiYa nel senso . tattico . -- Si salda alle Alpi· e vi vuole restare padrona. - È _gt101Ta più metodica, che richiede meno genio , ma fo rse più co.stanza nella lotta . Fl'a l'uno e l'altro sistema la differenza consiste in ciò: che l'uno fa delle Alpi 10-1, ostcicolo ttansitorio e di manovra, men~re l'altro ne fa un ostacolo fisso e cli clifesa assòlnta . Se si potesse adoperare un paragone filosofico si · direbbe che un sist,ema è essenzia lme iite sogqetliDo (qnali Lit del capitano e dell'esercito), !'al Lro essenzialmente oggettivo (qllal ità dell'ostacolo). ~oi non sapp iamo quale dei due sistemi sarà prescelto in un event ualità di guerra, da chi avrà !'alla missione della difesa della patria; ma se ci fos:;e permesso di esprimere il nostro pensiero, .
116
llll'ES.\ DELLE ALPI OCCIDE:-<TALI
affauo personale, diremo: che il sisLemo, dell;1, difesn. delle Alpi per le Alpi co,wiene più a quella savia e prudente preparazione alt.i ~nerra, la quale, non polendo fore a fidanza nellit costante opera del genio, sfrutta lutto il valore difen::ivo del grande ostacolo che· la nalura ha posto fra noi e lo slrnniei-o.
LE PENSIO NI ~IVILl E MILITAR I A PROPOSITO DEL NUOVO PROGETTO DI LEGGE(I ) ....
Capitano(:.
ZAHTTARI.
Erroneitò delt' atlo:ione di un confl'ib1ito medio. - La defic;enza cli 9 miI ioni rispeLLo ai 114 stati calcolati come suflicienli , a. completo sv iluppo della legge, pel pagamento delle pensioni promesse dal nuovo progetto, è senza dubb io assa i co nsiderevole; ma pL\r troppo essa non si limila a quella somma. La retlifìcazionc di un'al tra inesattezza, che non ho ancora segnalata, deve aggravare assai più la non corrispondenza fra gli introiti assegnati alla Cassa e le pensioni cb'essa dovrebbe liquidare. Com'è nolo, nel nuovo progcl.lo è proposto che le pensioni debbano essere liquidale non già in base agl i introili o contributi reali che la Cn ssa pel'cepisce pel' ciascun impiegato, ma in base ad un conLribulo medio dell'8 °/o su l primo stipendio e su ognuno dei successivi aum enti (trascuro qui cli considerare il conlributo straordinario del ,i. °lo su l primo stipendio, la cui inesallezza ho più sopra dimostralo) . Questo con tr ibuto medio è stato detel'minato, come abbiamo ,isto, colla scoria della ritenula media risu ltante sul complesso di lutti gli stipendi Gguran ti in bil ancio; e !-la appunto nella sua adozione il nuc,vo errore che devo segnalal'e, errore fondamen- , I.aie di calcolo, indipendente da ogni appl'ezzamento slatistico . Non è diJlìci le il dimostrarlo . Gli stipendi degli impiegali al principio della loro canicra sono p iccoli, epperciò è scarsa la rilcnuta proporzionale che sub iscono e (I ) Cvut i nuaz io ne e fi ne, v. llivisca Miti/.are, fase. cl~ d icembre ·1ss2, gennaio
e febbraio 1883.
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mur.u:u
scarso ìl conseguente contributo che la Cassa riceve. In seguì lo, a.i primo stipend io si agginnge un primo aumento, poi un secondo, un terzo ecc., i quali apporrano alla Cassa cont ribuli rela.Livamenle· sempre più elevati; ma la scarsiLh del contributo sul prinìo stipendio, e in molti casi anche sui primi a1,1menti, non può essere· compen.sata dal l'eccesso che, r ispelto ·al contribnl.o mediò , presentano i contribuLi rehtLiv i agli ultim i aurnen Li, e ciò perchè diversa è la. loro durata di cnp ilalizzazione. La deficienza dei primi con tri bu li ri spetlo al contri bnlo medio, si accumu la durante tutta. la carriera. colla legge degli interessi composti, ed a.I momen to dell 'andata in pensione essa~ di,,ennta trìpla o quadrnpla del valore nudo risultante da lla somma di tulle i'e dencienze annuali; l'eccesso degli ultim i conLribuli non ha invece tempo di scostarsi gran clrn da tale valore nndo, epperciò non può ma i compensare la sr,arsità dei primi. L'odozione del contr,ibu lo medio sarebbe fmanz iariamente ammissib ile, se gli impiegali in iziassero la carr;era con stipendi cosi elevati e cosi graduati come quelli che hanno gli impiegati già in servizio, il che evide1Hemente è ben lon tano dall'avverarsi. Per mostrare l'a lterazione di risultati che produce in danno della Cassa l'adozione del contribuLo med io, non abbiamo che a contrapporre ad un calcolo di pensione in bnse ad esso, il <;onispondente cal.co lo in base ai contributi reali. - Consideriamo, p . e .. uno di quei cas i scelti dagli nuLo ri del nuovo progetto per mostrare l'en tità delle nuove pensioni che gl' imp iegaLi conseguirebbero(V. Allegato N. al disegno di logge, Vol. I 0 p. r,xxx1v}; e, per non comp licare i risultati di una rettificazione con quell i di un'altra, monleniarno gli stessi coefri cien ti di pensione del progetto e lo stesso con tributo slraordinario del 4- °lo sullo stipendio iniziale. Ecco per una durata di servizio di 3o anni, il calcolo compara.Livo dfl! le pensioni r isultan ti coi due sistem i:
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A PRO POSTTO DEL ):UOVO PROGETTO DT LEGGE
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Pensione iu base
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1
In base ai contri buti che realmeftle in tro ita, la Cassa non potrebb~ a.dunque li quida::e (escludendo la parte cli pensione dov t1ta n.i versa.men ti straord inari dnranLe i1,1°anno di servizio) che la pen. sione di '.iH8G lire, invece di quel la di 2814 li rn che è promessa e che risulta dal computo, dei coritribuli med i. La diff:'renza éli 628 lire ·rappresenla, rispetto a.llrt pal'Le ordinaria cli pensione'. una. deficienrn pari al :?z,3 °.10 di quanlo r isulta adotla.ndo il cont r,bu~o i'nedio; e, rispetto all'intera pensione, rappresenLa ancora. nna de(Jcienza. del 115, 9 °10 ! . L'esempio riportalo, basandosi sop ra un caso di. carrier? assai lenta (sel.1be11e sia presentalo nell'All egato ~ ::tl disegno .d'. legge come esemp io di carrìerci media), esagera cerlamen~e dtflere'.lZ~ che si voleva. dimostrare; perchè i con tr ibuli relatm aglL nltnrn aumenti non pl'esenla.no che un lieve eccesso sul contribnlo medio del!'8 ¼; , e perchè la durata considerevo le del servizio, aggi·a.vn
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1,E PEXS IMiI CI\'IU E MILIT.\lll
A P1l0POSIT0 DE I, XC.:0\'0 PROGETTO DI LEGGE
gli effetti dell a scarsila del primo contri buto . l'erò questi effetti sono sensi bili per luUe le carriere iniziale con stipendio inferiore alle 3000 Ji1·e; e, più. che dall'elevatezza dogli ulLinti conlrilrnLi. sono oltenuati dalla brevità di durata del-servizio. L'esempio :,;eguenle, relativo ad uu serviz io di :Jo an ni sollanlo -e nel .unn carriera 'd iscretamente rapida, servi1·à a dimost1·aro la permanenza della deficienza che la Cassa risentirebbe liquidando lo pensioni in base al co nlrihulo modio dell'8 •/o dello stipendio, pin lloslo che in !Jnso ni conl rilrnti i·ea li:
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Come :;i :;corge, la parte ordi naria della pcn:;iono dn ,1!J35 Iire si riduce a ·170'.2, cioè subisce nn abbassamento assoluto di 2:13 lire ed uno relalivo del 12 ,04 °lu del sno n lore . La diffe renza corri sponde irncora all'8,4,0 ¼ del valo re della pensione totale.
Gli appun(i falti alla parte finanziaria del nuovo progetto sono slali trovali da alcuni troppo aslratti : vi è stato ch i ha osserrnto che il ragionare in ba~e a coe/ficienti di pensione, che non tulli capiscono, è rendere troppo oscure le deduzioni folle, troppo astruso tutto il l,woro, ed ha consigl iato di esporre calcoli semplici, lan lo semp lici da potersi paragonare al conto delta servci . A dire il vero, il consiglio mi pare più facile àd essere dato che non a seguirsi in una qneslione come questa; ciò non pertanto tenterò l'esposizione del conto della sen·a, e lo farò con gli specchi che riporto più sotto. Però è necessario ch'io faccia precedere qualc'.1c parola di spicgaziù no intorno alla loro compi laz ione. li saggio di inLeresse realizzab il e, nel lo di Las~a e di spese di am111ini:;trazione, l'ho supposto al 4.- I 12 ° 0 • L'eliminazione dal serv izi o con perdila d'ogn i di rillo a indennillt 0 a pensione ho supposto anenga : 11O per morte secondo la legge jndicaLa dalla tn,•ola Hmdelle 20 compagnie inglesi di assicurazione; 0 ~ pernbbandono volontario dell'impiego o per condanne criminali , secondo i dati delle staListicl1e esislenli per gli ufficiali dell'esercil o, e secondo tali dal i dirninniti del :J per mi lle per ~l i impi egati cirili . La n:igione cli una tale dimi nuzionè si comp rendo fac ilmenle. ~ell' 'esercito moltissimi entrano semplicemente per compiervi la loro educnzione secondo le tradizioni della fami glia, e non per farvi carriera; altri che l'h anno int1·apresa giovanissimi lasciano fa carriera dopo qualche temp0, percl1è non confacente alla loro salute oclal loro carattere, o perchè contraria a nn matrimon io clcsiderato, o infine porclt0, essendo abilitali ali' esercizio di una pro fessione libera, trovano cli loro convenienza lo andare ad esercitarla. li più forte contingente di ufficiali dimissionari per la prima ragione lo dà la canlleria; ttuelli che lasciano il servizio per l'ultimo degli accennati moLiYi appartengono invece alle armi speciali e, pitL che a queste, al corpo medico . l i ·corpo cli commissarialo e quello <'O ~tabile, le cui mansioni sono più da impiegati che da ufficiali, non dàn110 che ben po~lii clim issiouari. Nélle carriere ci~rifi le speciali ragioni ili abbanclono del servizio ora accennate, non esistono: l'impiego liberamente o spesso lungamente cercalo in età meno giornnil e, non vien e tanto facilmente lasciato: solo in ulcun i uffici si riscontrano impiegali professioni sLi,
422
.... PROPOSITO DEL
T,E PE XSIO)(I Cl VlLl 'E 1[TL!TAB1
pochi dei quali fasciano il servizio dello S1ato per quello éli. una 1socielà o di. una compagnia che meglio li retribuisce. È vero che molti sono gli impiegati che annualmente si r itirano facendosi liquidare l'inclennità ossa sta bilita dalla legge H, aprile ,1864: ma., Lolla l'rndennità, che (com'è regolata ora,la sua concessione) cost ituisce un vero invi to a lasciare il servizio dello Stato, quanti a 11cora si ritirerebbero volontal'iamente'> I risultati dell e statistiche mili lari r isgua;danti i dimissionari, tradottLin coefficienti di elimi nazione e sommati colla mortalità. data da_Jla t~v~la _HI)' ,_ sono tal i da '.'endere costante e pari al H ,33 pern11lle I elnnmazione complessiv::L dal servizio fra :i 20 ed i 50 anni~ le di missioni compensano la mortalità, e diminuiscono col crescere di questa fi no a r idursi_a zero verso l'et:\ di ·50 anni , dopo la quale la so la morLali tà de1.ern1:na l'elimin,nione senza diri tto a pensione. Per Je ragion i sopra esposte l'eli minazione complessiva dal servizio per- gli imp iegttli civi li l' ho ritenuta pari a ,J 4:,33- 3 = I,1,33' per mi ll e; il quale coeffic iente vien raggiunLo da quello di sola morlalità presso ai MS anni cli elit. La. moi-talità da quest'età in su, l' ho rilennta costante per un in tero qui nquennio e ciò per maggiore semplicità di calcoli. Com' ho già di mostralo nella prima pa1·te di qneslo lavoro , il saggio di ca pitalizzazi one tontinar ia, se r è il saggio di interesse ed t il wefociente di eliminazion e, si. scosta assai poco dalInsomma t r t. Pe!·ciò, avendo assu nlo come saggio di interesse O, O!ko, ed avendo 0,0 14.3 come valore dell'el iminazione, In capitalizzazion e tontinaria si effettuerà per gli nrn ciril i dell'esèreito, come se fi no all 'etit di 50 ann i l' interesse corresse al saggio di
1·+ +
0,045
+ O,OH_.3 + O,OH:j X 0,0 14~3 =
, per lira, ossia al 6
°/o,
O,OG
(,!) . Da i 50 ai 55 l'in teresse. med io ton-
P)
Si può riscontrar e l'csattea a d i questo ragg uagl io con un sem plicissimo calco lo. ~ 1 su ppo nga che 1000 ind ivi rlui po nga no a ft'U'LO. Dl 4,5 010, cia scuno nna lira cot patto òi dìvid_ere i.I prodotto fra i ~oli snpersiiti cli loro . Siano 14,3 q uelli ' che muo io no : la mi lle h re , che ùopo un ,., uno s:ira uuo d iven tate l045, s i dorranno spartire 1 fra 985,7 superstiti, o la parte d'ognuno sarù perciò: I,0602, ossia all'i ncirca 9• Q,).., , la stessa come se la lira stata versata da og ni superstite avesse fnnta to il (i o1o invece che il 4,5 soltanto. . '
~.~t =
~uoro
PROGBT'J'O )) I LEGG1'
tinario corrisponcle al G,4 °/ o: al 7,2 fnt gli ann i :-15 e 60, e fina lmente all'8 °lo chi GO ai 60 anni di elà . Per gli impi eg.1ti la cnpi tali zzazione tonl inaria si fa al saggio del 5, 7 °/o fino n. 4:5 anni di f:lLÙ e dopn si cade nella stessa seri e di i1Heressi che servono per la. ca rriera mili tare. Determinati i valol'i dell'interesse ton Linar io in ogn i età con una approssimnione più che s11f'rrcien t.e per dei r.;ilcoli di mass im a, ho compil ate le dne seguen t.i tavole, Y e Z, de i coerricien li di capitalizzazione tontina.ria, sia per i versamenti fat.ti nna volla. tan1.<,1 sia per i versamenti continuati ogn i atrno, come sono quelli dovuti al concorso ordinario dello S1ato ed ol le ri tenute sullo stipend io. Le due tavole dànno i coeflicien t.i_di capi tal izzazione di ;j in 5 mmi, tanto di età che di servizio, ma con facil i interpolazion i si possono ottenere Lutli i valori per età o per durate cl i servizio i11terrn ed ié a quel le registrate nelle tavole sles~e.
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Ta.voìa Y - Ca1·riere civili Saggio di interèsse tonlina.1·io p. 010: < - 5,7 -XEtà .
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relativi :ii ,·ersamentl clogii anni precedenti.
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l\'ota. - r numct·i delle colonne a) indicano il valore che acqu ista una lira posta ad interesse composto al 1>n:ncipio del 1n·imo anno: i nu: n)eri delle colonne b ) i11clicono \l capitale prodotto del vcl's~mento di una lira alla fine di ogni (umo o dall'accumularsi degli interessi composti 1~ rel3.ti vi ai versamenti degli anni precedenti. ' ~G
.'. PROPOS ITO DEL NUO\'O · PROGETTO Dl LRGGE
126
LE PR:è\S10Xl CIVIL I E ),ll[,IT.\RI
Colla scorlr, delle la vole dei coefOcienti di capi inlizzazione tont inaria. è ora facile calcolare quale sia il capit,de di pensione, che si accun1111ù alla fine di un a determ ina(a ca rriera; ed avuto il cap itale, si ha $Uh ilo h en tiltt della pensione elle può acco rdars i ali' impiegato, dividendo Lale capita le pel Ya lore dell'annualità 1 i1alizia alJ'etit cìel rit iro cln l servizio. Gli specchi che seguono sono compilati in base a due distinLe carriere : una, all a quale sono applicai.i i dati della tavola Y, è que lla med ia che ha servilo alla compilazi_one dell'allegato N al disegno di legge contenente gli esempi cli liqw:clazione di pensione che vel'rebbero, conferile colla mrnvci legge; l'altra, alla. quale sono npplicaLi i coefficien ti della tavola Z, è ht carriera militare assunta per calco lare, _in principio di questa III' pa1·te, lo speccliio delle pensioni prome~se agli ufficiali dell'esercito. Lo st ipend io Lota le del l'impiegalo è considerato formalo di Lante al iquote che si sovrappongono unaall'altra, rimanendo però dislinte fino in fi ne di can;iera. Ogni aumento è considerato per tal modo come un nuovo stipendio indipenden tC\, che comincitt ad una pj.Ji tarda eli.t, ed a cui. corrisponde uno speciale coefficienle di capitalizzazione . G! i introiti deila Cassa sono determinati in Lwse alle r iLenute sugli sLipendi stabilile del disegno (l i legge ; le quali ritenute sono ragguagliale all' 1I ,0 °/() sul primo migliaio di li re, al 2,iS snl secondo, al 3,5 sul tel'zo e così di segu ilo, crescendo del!' 1l °lo fino al 7° migli aio, cui co rrisponde la ritenuta di 7,5 °10 ; crescono poi del 0,5 · solamente per ogn i migl iaio di li re, rino ad avere il valore clel ,12 °/0 su ogui somma superante le 15000 lire. ' fl 1.riplo della ritenuLa effettuabile so ciascuna aliq uola di stipendio, determina l' introito ann uale ordinario doYuto a tale aliquota; po ichè il conco rso clello S,taLo è dopp io della r itenula fatta al l' impiegato . L'introito fisso straordinario l1a luogo nel primo anno di servizio, ed è uguale ad un terzodel primoslipendio, aumentato di un'annata di intro ito ord inario, cioè del lt·ipl o della r itenuta sul primo stipendio . Il prodotto dell 'inl roiLo. della Cassa per il coefficiente di cap italizzalione rnppresenta la pane di çapitale pensione, che è dovuto a qnell'aliqnola di stipendio cui si riferisce l'inteoito . 1
1
Xei due specch i segt10nti, per dirnrse dui·ate di se1Tizio, sono indicati : 1° La pensione che JJUÒ liqu idarsi in base ngli inlrnili reali assegnali allaCassa dal disegno di legge, ed in base alla piu atten<l1b1le legge eh mortalità (quella della tavola Hm). 2° La pensione che risnl la invece applicando i coefficienti pensione ed i con t1·ihu1i fì tlizi del progelto; 3° Il rapporto fra ht pensione pos3ib il e e quella promessa, rnpport.o che, come si \'edrà, osci lla da 0,487 a O, ij9; 1
A PROPOSITO O.EL NUOVO PHOGETTO Ul J,l~GGE LE: pr:;~,; l(}:'\l GIV I f,l F. MILITARI
SPECCHIO Z. SPECCH IO Y.
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-----~ ------Al i quote d i stipend io
OSSERV AZIONI
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OSSERVAZ I ONI
I 3024-,fi. ,, ,. ,; 76
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2A 29 34
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-pensione t.otal e : C = 8584. 623 , 3 4,oii 2~>-18,2 1 Capit Valo re de l l'annua lità vitaliiia: ·1600 5;3,2 I .'1188,0 ;.,o ì \JO A .19 = 12,19. Pens ione li quida bile, li r e 704,2. 54-0 :36 20 200 ,15 Pe nsione r isultante da l pr ogetto ;31-5 minist eria le. li re tau. 23 ,15 2.00 15 fr a la pensione possibi le ,13,11 '.275, ·I Rappono e q uella p,·omessa, 0,52 1. 200 2·1 117,G 5,6 200 21
~
9•·
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5,50
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28 85
33 38 ,~3 ft8 i:i3
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200 200 2.00 200 :300 ,
2.9 25 f!4 12.0 39 fo 4/~ •IO 5 49
37 42 47 52
57
tH1,,6 36,9 28,t> "3,3 5,7
115 115 2·1 21 . 3,1,5
I
l
623 3o HiOO )\ 90 ,:3 30 200 11i'\ '15 25 2.00 20 200 211 311,o ·I,S 300 3 1,5 10 300 fi,8 5 4-00 1
1
6
1
7,60 4-737,3 111:3,7 ·I 02.:J;J 8·1,(t, ·125l I 56,~) 853,5 ;{8,3 80,\.,3 762,3 2:J.,2 428,4-13,G 27:!,6 5,7 1
3 110,10
40 1600 ) ~~, ·Io 3i:i 200 30 200 1H> I;_)" 2·1 ...o 200 3·1, i'\ '20 300 311,5 •15 300 !~8 110 !iOO o 200 '2.1
3420,2. 701111 8,)9 553,5 :1.93,5 27H,3 179,5
1G7,:l ,12,1,tr. 86,6 60,3 fi-0,ft 25,8 1,~,O !\8 1
1
(i669,7 15057 •182·1 ·1299 1:266,3 1272.,6 7%,9 1 1
G7'2
Capi t.-pensioue totale : C= 1276 l. Vatore dell ' a nn uali tà vital izia A$.,= L0,86. Pens ione liq ui dabile, lire I 175,3. Pebsiooe l'isulta nte dal 'progetto rorn i~ter ial e, l i re 2315. Rappc>1·1.o tr a la pe nsione poss ibile e 11 uella J}romess,1, 0,50~.
Cnpit.-pe ns ioae tota.le: e = 193 13. Va lore de ll'annuali tà vita lizia: A~ 8 = 9,70. Pension e liqu idabile, li re 199 1. Pensione risul taute da l proge tto m inister iale, l ir e 3957. Rappo rto fra l a pensione possibile· e que lla pro messa, 0,503.
c'a pi t.. -pensiooe totale : C =2!l01l,l. Va lore de ll'annuali tà vi ta\iiia : ' Ac,=8,615. Pens ione liquidabile, lire 3849,9. Pensione ris ultante dal progetto di l~gge, lire G884.. Rappor to fra la pensi one possibi lee quella pr omessa, 0,487.
I
Ill
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Il, v
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24 130 1600 f 6~r3 77,!) 30
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,_4,29 Il '10o '.25 •I800 , O" , 1u D~, 9 20 400 36 :36,8 44 220 23, 1 2.1,1 -H 780 87 .9 HS, 11 5 320 t:3,2 5,6
CapiL-peosionetotale:G :::: 12170. Va lo1·1-, dell'annualità vitalizia : i\ . . 13,16. 1J:jf.~4,:8 Pensione liquidabile (C : A,.~), lire .i,87, .t P1~!t~·ne secondo il progetto mi ,)[i. •I321,3 mi nisteriale , l ire 1569. !~O '24·1, 9 Rapporto fra lu pensione poss ibile "-- -'---'-----'C-.--.:.--'-- - ' ----':._~.....;.. e _,qc::u:.::.:.: ella promessa lire o,590._ Cal,)i tale-pen siolle totale: e= 18320 40-i-6,7 5,74 hre. 30 -1800 { 705 ,IOo 79 8295 Valore dell'annualità vitali1.ia:
20 2.5 31
I
30
!~6
fr.8
35
iO
400 2'.20 780 320 !1. 320 '.21 560
'.25 '.z5 3,1 119 34 ·16 tiO 110
20 · 35 9." ,..o 303,1 2,134 2.,1 t~O 15 1~6 9 7 48 11 54 2.0 '.25 31 3/~ !~O
46 ,l,8 5{~
58
·1800 400 220 780 320 320 060 800 iO 11sooj 35 400 29 220 2.6 180 20 320 H ;120 :12 560 6 ' 800 2. •1800
t
1976, I54,9 36 785, ,i 2.3, ·1 ;34 2285,fi, 87,9 '.26 1i70,2. 43,2 •13,2 4:J,2 1\.,1 ·177,·1 113.187,6 2.,•1 7,8:1 5!i20, f 705 105 •1·13,5 ·1·19·17,5 2898,0 80,5 36 ",) ·120·1,2 23, ·1 ~.:.. 31n,1 87,9 ,~3 ·1023,8 !~'.3 ,2. 23,7 0118,fi, /~3,21 ·12,0 7/i-4,6 87,6 8,5 1138 11 138 18118,t~ -1-1,9 705 •IOo 166,4 '17H2 4309,2 36 ·1·19,7 1182.4-,9 2.3,·I 79 !i6'.25,6 87,9 64 1 697,7 43,2. 39,3 J[.:3,2 99 ~,.., %0,4 11;.i76,8 87,6 ·18 11,38 7,2. 993,6 2., ,1 38 1 800,•I
Aso = 11,94.
Peosioneliquidab:le (C: A4 sJ=l58,1 !tre. Pension e r isul tan te dal progetto ministeriale: 2655 lire. Rapporto fra la pensione possibile e quella promessa: 0,578.
1
caoi t ale- pensioae totale: C =27741 l ire. Valore dell' a nnualità vitalizia: AG,=10,57. Pe ns ione liquidabile: (C: A,,) : lil·e 262-l,5.
"
Peusione risul tante dal progetto m inisterial e, lire 4598. Rapporto fra la pensione possibile e quella promessa, 0,579.
1
Capitale-pensione totale: e = 43068 lire. Valore del!' annualità vitalizia: AGo = n,16. Pensione liquidabile (C : A00 ) : lire 4;01,7 .
.
Pensione r isultan te da l proge tto ministeriale , lire 802~. Rapporto fra la pensione possibile e quella promessa 0,586.
136,6 ANNO XXVIII, YOL . Il.
9
·130
T,F. PE:ISIONI C!VJLI l~ Mrf,l'l'AlH
Gli speccjii che ho riportati, sebbene l'isguardino due caniere . molto differenti, conducono entrambi ad una ·sola conclusione; la quale si riassume dicendo, d1e coi fondi che il p1'ogetto di legge assegna alta. Cassa pensioni, qiiesta nonpot·rà liquidctre che pensioni in/erior,;, a qi,,elte p?'Omesse. di non meno del 4,2 al 50 ° [0 • Se si 1Jolesse mantenere la misura delle pens-ioni che 01·a si promettono, bisognetebbe assegnare alla Cassa (all'infuori dei fondi pe1' le pensioni delle vedove e degli 01'{a11.i) non già /li milio1ii, come è previsto dalla 1'elazione al disegno di legge, ma bensì più di 25 m·ilioni di lire. 1
Yi è stato chi , all 'annuncio di ques ~a conclusione, mi ha detto che essa poteva e~sere dimostrata errata senza neanche esaminarla a fondo . Ed ecco come: « La durata med ia di servizio dogii impiegati che vanno in pensione è almeno di 30 anni, ed in 30 ann i un capii.alo poslo ad interesse composto a! 5 °fo, diviene più che quadruplo; perciò i 25 miliont duli annualmente all a Cassa diventerebbero per la liq11idazione delle pensioni, più di 1100. Siccome la sornrn:1. pagata annualmente ai pension::i.ti av ita non ha mai ecceduto i 50, o i 55 rnilioui all'incirca, ad ont;1 che questi pensionati per le speciali circostanze dovute alla formazione della nostra unità, fossero più nu merosi di quanto potra11no essere i pensionati futuri, così nou può ammettersi in nessun modo l'esatLezza di urnt deduzione da cui .con~egne una spesa di più di -IOO rn il ioni all'anno ». Quest'obbiezione, priva di CJUalunque fondan:iento logico, non meriterebbe cli essere presa in consideraz ione se non racchiudesse lo stesso concetto, che manifestò ' l'onorevole relatore della Commissione idcaricata di r ifer ire alla Camera dei deputali intomo al progetto, di venuto poi legge nel '1881, per l'istituzione della Cassa pensioni. Nella. sua relazione (37 gennaio '188·1, K. ·l 29-A) egli asserisce infatti che al pngameuto delle alt.na ti pensiou i lo Sta to avreb be potuto provvedere a1Hicipal.amente, assegnando ad una cassa speciale b somma ann ua di 12 mi li oni, anzi di soli 8 112 non computando le l'i!.ennle degli impiegati; e quesla stl'ana ièlea non è forse estr-anea alla genesi del recente progetto di legge.
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13 1!
1
P ROG ETTO D{ LEGGE
Affìnchè il ragionamento r ipo1;tato reggesse, sarebbe necessario che lo Stato volesse provvedere al le pensioni con vei'samen ti fissi e anticipati i1ite1·(pnente di 30 anni, invece di provveèlervi con versamenti. s1icce8sivi cltt1'ante la caniera degli 'impiegati; e sarebbe ancQra necessario che il ca.pilale prodou.o da quei versamenti dovesse servire al pagamento di 1ma solei an1'llluilitcì di pensione a Lutti i pens10nati esistent i, invece di servire al pagamento {li diverse snccessive annualità a quella sola classe di pensionati, cui tale capitale si riferisce ed appartiene. Nessana delle due cose corrisponde alla realtà dei fatti: e tanto il mio oppos iLore, quanto l'onorevole relatore della. legge del 18811 basano le lorn conclusion i. sopra. un falso processo di formazione del capitale-pensione e di ammortamento di esso . iVIi si pennella. di ·esporre un più giusto concetto induttivo della. spesa, che i bisogni annui delle pensioni possono imporre. Se_noi ammeLLiamo, come è necessario supporre ·in ragionamenti di questo genere, che annualmen te lo Stato prenda. al suo servizio uno stesso numero di impiegati, e che le variazioni nel loro numero e nei loro stipendi avvengano con cos Lanle regolarità in lutle le classi e tutti gli anni, noi possiamo considerare la. massa degli impiegati come fornrnta di tanti strali spostati ciascuno di un anno ri spello allo strato precedente; e che ciascuno strato rappresenti una. ,eondi zioneper la quale sono passati tutti gli strati più vecchi. Troviamo adunque nell'intera massa degl i impiegati la somma di tutte le variazioni per le qual i è passata. la ciassc più Yecch ia di essi; epperciò si può dire che il cap ita.le -in 1m anno versato alta Cassa pensioni cbll'intera.massa degli impiegali, corrisponde citla so1nm,a - di tiitt:i i ,versamenti annualmente fatti per la classe più vecchia di essi . Se adnnque sono 25 milioni di lire all'anno, che per l'intera massa degli impiegati si versano alla Cassa, saranno pure 25 milioni dì li.re, che di anno in anno sono sLate versate alla Cassa a favore della classe di imp iega.ti che si trova alla fine del suo servizio, cioè, che sta per entrare in pensione. Il cap itale formato da. questi 25 milioni di lire, versati per aliqnote .mccessive cliirante 30 o pi'ù anni, è il ca.pitale che deve sen•ire pel pagamento delle pensioni Yilalizie agli impiega ti appartenen ti a quella classe. , Questo capitale è ben differente da quell o che si formerebbe po1
/I. PROPOSITO DEL ;,(L"O\'O l'DO(:ETTO DI LEGGF.
·I 32
LF: I'E:,'Sli)l\f Cl\"IU E .l!ll.lT.\Rl
nencìo a frutto 2:5 milioni per 30 o pjù anni; e precisamente, se le nliquolo annue VCl'sate fossero lntte egmdi fra loro, corrispond erebbe a poco piLL del capitale che si formerel,bo capitalizzandol'inteia somma por un tempo ugnale alla metà del la durala rntale di sel'Viz io. Le aliquote Yersale annualmente però non sono egua li , ma sono più elevate vel'so la fin e di carriont, ch e verso il principio, porchè più eleYaLi sono verso la fino gli stipendi e più alte le riteuulo proporzionali su i medesimi; questo folto èJ imino isce !'enti là del cap itale lìnalc. D'allra parlo però durante il primo anno di serrizio si effellua un versamento slraordin:nio la cui lunga capitalizznzione corregge in pat'te l'i nfluenza della disuguvglinnza delle clivm·se aliquote annue Yersale; epperciò si può ritenere con sufficiente esallezza, che il capitflle-pensione che si forma, per il successivo versnmento e capitalizzazione di .2i> milioni durante 30 anni , corrisponde al capilale clte si formerebbe per il Yersamenlo di 20 mili oni in una so la volta, e per la loro cap italizzazione in 15 anni al l'incirca. In questo tempo, al saggio del f. I J:& 0 1., un capitale raddopp ia, epperciò i i:; milion i ne producono i:>O. Siamo lonlani dai I00 e piii milioni che conscgui1·cbberQ dnll'altro modo di ragiomu·e ! Quei :jQ milioni clerono essere am!nortati nel pagamento di pensioni vi tali zie, i I cui valore complessivo Vil sempre scemnnclp per una lunga serie di nnni. La durata media complessiva delle pensioni però può ritenersi. per gli impiegati soggelt i a riteuutasup:li stipendi, di circa H n,nni; rio tromo qui ndi per un calcolo all' ingrosso supporre ché il capitale-pensione formai.osi debba e.,sere spento in l ,'ian nualil.ù cosLanti. È facile lroYare che il valore di ciascuna di quelle annual ilit, correndo l'in teresse elci 4 '/ , °/o, deve essere in ta l caso pari a 50: '10,% = !i-,878 milioni , il qual valore rappresenta pure la son1ma media delle pensioni r,he si accenderebbero annualmente. Se ora ripeLiamo per i pensionati l'osservaz ione della strntiGcnzione successirn delle cli,e1'"e classi falla per gli impiegati, Yedremo ell e l'annualità ora. Lrovata è pflgata ogni anno a 111- classi di pensionati, po ichè lante sono in media quelle che si sorrappongono una all'altra lungo la dul'ala media della pen sione quale
J;3:l
-è stata supposla. Adnnqtte la somma Lotale da pagflrsi anuualmenle per pension i corrisponderebbe a
H, X /i., 878
=
08,'.292 mili oni .
Il metodo indull ivo ora esposto è certamente .molto grossolano, ma è però logico, e cli mostra che non è esagerala la conclusione alla quale conducono alLri più esatti calco Ii, cioè che rer dare le pensioni che in progello si promettono occorrono circa 23 milioni, invece elci H preYisti. - ln l'atli, se la somma che deve c1·ogusi aLLualmente nel pagamento delle pensioni Yitalizie, corrisponde a. più di i.>O milioni cli lire all'an no, sebbene non ancora intel'amenLe svolta sia l'influenza delle leggi 186/f e ,!S(ì;j sulle pensioni ciYili e militari, e sebbene queste non accordino mai più di 8110 dello stipend io fi nale, ed aoclle queslo assai tardi, non pot l'ebbe certamente essere riguardala come eccessi ra la somma di 68 milioni all'anno nel caso che le pen~ion i liquida te po tessero raggiungere lo slipeo elio inlero , e lo raggi ungessero per la massi ma parte degli jmpiegati (I), che è quella con stipend io ultimo minore cli 3000 li re, fra i 28 ed 'Ì. 35 cinni: di :sel'vizio soltwi10, co me accadrebbe stando alle promesse del progetto cli legge. ln conclusione, dall'esame particolal'eggialo del progello di legge ora soLtoposLo al giud izio della Cnmera. dei clejiu.taJi, risulla d1e esso non ri:;ponde in nessuna parte alle condizioni rnlule dadagli scopi fondamentflli, cui mira. l'istituzione delle pensioni; che l'appl icaziolle delle sue disposizion i trarrehbe con sò assai graYi inconYenienti ammiuistrali\'i e perfino politici; che alla legge pl'oposla, manca completamente la base finanz ia.1·ia, pel'cbè si fonda su incsallezze slatisLiche e finanziarie assa i graYi, tanto che la sua appl'ovazione non potrebbe a meno di arrecare spiacoyoli disinganni agli impiegali, se le pension i si liqtticfassero in base ngli introiti .assegnali alla Casso, ed allo Stalo, se le pension i si dove:;sero liquidare in base alle prornes~e del progetto . (ll Su 492G i mpiegati pensionati secondo la legge 1-l aprile I SO l nel dcce11nio 18711880, a"evono al momento dell'a11dato in pensione, stipendio minor,, di L. !.>000, numero 2Sl2; 0 sti pendio mi nore d i L. 8000, nu mero 37-19, assai p iù dei t1·e quarti <li tulti i pensionati (V. Allegati statistici al disegnò di legge. ,·ol. Il , pag. VO) .
LE l' l,lNSIO-:-ll ClVI Ll E M IL!1'ARl
La convinzione che ho delle gravi inesattezze sull e quali tutto ii disegno di legge è basato, mi permette di essere facile profeta a suo riguardo: esso dovrà essei-e profondamente modifica Lo clal Pa l'lamenLo. oppure rhirato dal Governo per essere di nuovo sLudiato. Speriamo possa uscire dai nuovi studi che ad ogn i modo dovranno essere folti, una, proposta di legge sempli ce e benefica per le pubbliche amministrazioni, p ur non e_ssendo, come non potrà essere, mollo leggiera per gli stipend i degl i impiegati e pel' il bilancio, dello Stato.
IY. P ensioni di risarcimento.
Nella prima parte di questo laYoro ho classificalo fra le pensionf , ~ di l'isarcimento: 4° Le pensioni al le fam iglie dei mili tal'i morti sul campo, od in seguilo a f'erite o a gravi l'atiche di guena, e quelle alle famig lie, dei milital'i ed impiegati morti , comunque in causa del servizio'; 2° Le pensioni ai mili tari od agli impiegati che, per invalidità causata dall 'esercizio delle ìoro n.LLrib uzioni , sono res i inabil i a continuare il servizio; 3° Quegli aumenLi di pensione da accordarsi ai militari in . cornpenso dei rischi e dei disagi delle campagne di guerra, ed in com.penso del logoramento della vita causato, anche in tempo di pace , dagli strapazz i e dai disagi ineren ti all'intenso servizio di add,esLramento, reso nece~sario dalle odierne esigenze della guerra. Consideriamo partitamenLe questi diversi casi., 1° Pensioni alle fanviglie clei morti in que1'1'a ecl alle /à1niglie dei rnorti in cagsa del servizfo. 1
Quando un uomo dà la vi La per la difesa dei sttoi compatriotti ,. è dovere cli questi di sostituirsi a lui nella cura di qun.nlo eo [i ha.
di più caro e che deve abbandonare senza appoggio e senza ; uida _
A PROPOSITO DE L NUOVO PROGRTTO 1)1 LEGG E
135
Questo debito è sacro: la patria chiede 'la vita dei cittadini, ne ha il diri uo ed è loro dovere il darla; ma è dovere cli Lei dire a questi cittadini: « anelate a morire serenamente perchè ai vostri figli, alle vostre mogli, a questi cari che voi sostentate provvederò io )) . Ognuno deve senlire çhe è supremo interesse di tutta la, nazione, è efficace tutela dell'onore e della salvez;1,a del paese il provvedere a rendere più dolce e più facile il sacrifizio di ch i deve comballere, lo impedire che il sublime mornénto in cui l'uomo rende la vita alla terra natìa, sia offuscato cÌulla più tetra visione che un padre possa avere: la fame e ìa miseria dei figl i. Chi cl ices,se che Je'leggi attuali provvedano efficacemente a que sto altiss imo interesse del paese, a questo sacro obbligo morale, direbbe cosa non interamente vera: e così pure chi dicesse che la necessìtà di provvedervi pìù convenientemente sia stn.ta sentita, dalla Commissione, che ha studiato il recente progetto di legge sulle pensioni . Considerandolo ormai sostanzialmen te morto, io non mi occuperò più delle disposizioni di questo progetto: augurando allo Stato che nella necessaria rinnovazione della proposta di legge, si con si cleri quest'argomento delIe pensioni di risarcimen to, con ispiri to meno grettamente borghese, meno avaramente cartaginese. La legge 2'7 giugno 18r50 stabi lisce che alla vedova (od ai figli fi no all'età maggiore se la vedova manca) del mil itare morto in battaglia, o in seguito a fer ite ed accidenti di guerl'a, spetta una pensione annua pari alla metà del nuixùl'Ulm fissa to pel grado del marito . Ol'a, il maximum pel solda~o è di lire fr,00 all'anno : all' intera' fam iglia é!el ci ttadino morto in battaglia, non si accordano adunque che lire200 lorde all'anno, circa 50 centesirn i al giorno neLti di tasse. - Non credo sia necessario dire di più per dimostrare che non èin relaz10ne colle conclizioni della 'Vita ai nostri ,giorni l'aiuto che lo Stato ofl'l'e alla famiqlici di chi più clù cdla Patl'ia; poichè ancbe il sempl ice soldato che dil la vita, dà ben più di chi presta l'opera od il cons iglio, cose certamen te utj]i. (specialmente a ch i le presta!) ma non soverch iamente diffic il i ad essere date. Quanto più si estende in larghezza e profouçlità l'obb ligo del sel'vizio mii itare in, guerra, e tanto più è necessario provvedel'e a che tanti padri di fam iglia, repentinamente chiamati alle n.rrni , non abbiano troppo aspramente a loLta.re fra due sentimenti egua lmente
136
LB rEXSIO:'\I Cl\'lLI R ~lll,ITART
A Pl\OPOS ITO DRL )IU0\'0 PROGl>TTO DI 1,EG(;J.:
alti, egualmente nobili e sanLÌ, quello della propria famiglia e quello della patria. Oh! non facciamo che dietro al la morte il ciLtadino che combatte abb ia a swrgere lo speLtro della miseria, forse della abbiezione dei fi gl i; ciò può bastare a rendere vile un eroe ! A me sembra che nell'interesse stesso del Paese, alla cui difesa ed al cui onore il coraggio dei soldati giova più delle armi o delle fortezze, con,errebbe stabilire pensioni distinte dalle altre, speciali per la vedova e gli orfani del mil itare morLo sul campo od in segu ito a ferite ricerute in guerra . Come formula concreta, sottometto alla saggezza di chi proYVederi~ alla redazione 'di una nnova legge, la seguente: · « l)er il sostenlamen lo e l'educazione dei figli del mil itare morto in battaglia, od in seguito a ferite ricernte in guerra prima che sia trascorso 1111 anno tlcd Li·attalo di pace., come pure pel rnanlenimeuto della di lui vedoY.t, se ne è il caso, sono stahiliLi i seguenti assegni: Se il mi li tare era soldato, o gradua.lo cli tl'uppa fino a caporalmaggiore inclusivo, un assegno fisso di lire 300. più lire I 00 indiYidual mente a ciascun fig lio, fino alla concol'renza di li re 750 in totale . Re so!l'uffi ciale, un assegno fi:;so di li re fi.00, pii't lire 200 indiviclualrnenle a ciascun fi gl io, fino alla concorrenza di lire ,J000 in totale. Se ufficiale, nn assegno fisso paei ai due quinti dello stipendio che percep irn, più un quill lo del mede:-imo incliYidualmeute a ciascun figlio, fino ,dia concorrenza dell'intero stipendio. L'assegno incliYiduale ai fi gli clul'a pet; ciascuno cli loro Gno alla maggiore età . L'assegno fisso è percepito vita durante cl ella vedova del militare: si rirersa ai figli quando essa muoia. o passi a seconde nozze. In questi casi esso dura fino alla maggiore età dol figlio minore. » :\Ii pare che una disposizione simile provvederebbe ad un bisognò reale e ad un interesse grandiss imo dolla moderna so0ieLà : com'è redaLta mira soprattutto all'aiuto dei figli , non dimenticando la rndovn.se esiste, ma includendo anche il caso (non raro nella nostra società, si ricca di matri moni puramente religiosi e di separaiioni senza possibilità. di divorzio) che i rigli siano naturali. Pare a me che verso ehi spini,ro il sacrifizio fino al la morte, nessuno abbia il dirillo cli essere severo sotto qualsiasi aspello; e d'altra pal'te ognun
yede che il pensiero dell":l\ rnnire dei propri figli non può essere di minore impedimento a compiere il prop rio dovere verso la patria, se quei figli non hanno o non pos~ono avere una madl'e, o ne hanno una cui :o Stato non riconosce la q1tali tà cli legittima moglje. - Lo ripeto, su questo punto che tocca l'esistenza e, pii1 che l'esistenza, l'onore dell' intera nazione, è supremo interesso di tulli eliminare qualunque plausibile contrasto fra la famiglia e la patria, fra l'uomo ccl il sol<lato. Di mon alt o interesse per lo Stato, .sebbene ugualmente obbligatorie, sono le pensioni alle , edove ed agli orfani dei militari o degli impiegati morii per causa cli servizio . Per queste si può restare entro più modesti limiti cli assegni, che non per le prime; non conriene però scendere troppo in basso, porchè la grettezza in questo caso nuoce ana considerazione dello Stato, senza neanche arrecargli il rnntaggio di considero, oli risparm i <li spc~a.
2° Pensioni pel' invalidit.à catbsata dal senJi.:io .
Ho già accennato , parlando delle leggi esistenti, ad alcune poco convenienti incongruenze cho presenlaM tanto la legge 114. aprile 1864-, che quella 27 giugno 18t>O; le quali spesso, a chi diviene inabi le a. conti nuare .il servizio per l'infermità o per ferite contratte o riporl.1le a cagione dell'esercizio delle sue funzioni, non accordano niente più di quanto già gli spelta come pensione ordinaria. Tali in ~ongruenze ed a.lLre relati ve alla graduazione degli assegni, non possono essere eliminate completamente, se non adollando i supplementi per infermità. e per ferite, a somiglianza cli qmmto è stabilìto nelle leggi militari austriaca e tedesca. Al militare o all'im piegalo che pet· infcl' mità causa.le dal servizio non può più seguitare nel medesimo, Yiene accordata la pensione di riforma cui ha diri tto in ragione degl i anni di servizio, dandogli 80 ha meno cli ,1O anni la pensione stab ilita per questa durata. In più della. pen1
A PROPOSITO DEI, NUOYO l'ROCETTO DI LEGGE
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LR l'ENSIOXI CIVTLT B MILITARI
sione di riforma, o della sua pensione ordinaria se giù Yi ha dirillo, gli si accorda poi un supplemento, la cu i entità è ragguagliala alla gravilit clelle ferite riportate o delle infermità contratte. A mio parerne questo il sistema più logico, più semplice e più conveniente sotto tuLLi i riguardi. Anclte drd lato della contab ilità de lla Cassa ò as:;ni semplice, poich,f quesla liqoiderebbe la pensione normale e lo Stato pro\, ederebbe invece al pagamento dei supplementi .
È norma generale di tutti gli Stati il compulare a ch i ha fallo campagne ai guerra, tnn.li aun i cli serviiio in più qnnnte sono le campagne falle; e. ciò affine èii compensare in qualche modo il pensionnndo elci rischi corsi o sopratnll.o del cleperimenlo di fo r·ze e cli salute che tiene dietro, più o meno preslo, ai disagi ell agli strapnizi della guerra. Questo è finora il solo risarcimento speciale, cl1e le leggi accordano ai militari . In1orno ad esso null'altro ù d,t dirsi, se non che riesce incomprensibile perchè da noi la infl uenza della doppia. vaiutnzione degli ann i di guerra. non si estenda al cliri llo a. pensione, ma si limi ti alla determ inazione dell'ent ità della pensione stessa. Se si concede il diriLLo al la pensione dopo 30 anni cli servizio, percl1è non si l'iconusce taJe dirill.o, p . e : dopo 28 ann i di senizio con due campagne'? Gli anni di J:{uerra conlanclo ognuno per due, qnesto servizio corrisponde of'feLtivamonte a quello di '.30 anni. D'altra parte è logico il supporre che appunto in causa degli acciacchi acquistali nelle campagne falle, il militare (o l'impiegato ex-mil ilHe) possa senti re prim a degli altri ht stanchezz,t del servizio attivo e il desiderio di riti rarsi. Le leggi germanica, austriaca e di a.Itri Stati equiparano in tutto e per Lui.lo ad. un anno di servizio le campagne di guerra: non ò che la legge francese e la nostra, che da quella fu copiata., che mantengono un'illogica. limitazion e, deuata. dn quell'istesso ingiusto e fiscale sentimento che ha suggerito i limiti di etit par l'andata in pensiono.
Aì risarcimento speciale per le campagne cli guerra , l'intenso servizio militare odierno ronde necessario lo ag0iungorne un altro, più est.eso e di natura piÙ permanente; arnne cli non crea1:e una aravo condizione di i11feriorilil di pensioni per gl1 urfìc1al1 d1 terra : di mnre rispello agli impiegali. I mporla notare che non si domanda una condizione di pl'ivi legio, che non è il pagamento di più irnportanli senigi che si pretende -: La professione delle armi ha ditTerenr.o essenziali co_n ~oell~ degl'. impieghi ; non è soltanto t1 mpo e lavato che essa r'.r~hrede da chi la intraprende, non soltanto l'obbligo cli un'occupa: 10ne, ma' u~le sacrrificio int.ero cli s0 fino alla morte, de,ozione assoluta alla Patria, se~timento profondo della propria missione. Lo Stato n_on 1_1,~ che dei servitori: la Patria inyece, come la. religione. la. grnstrztn, la scienza h,t anche O$Sa i ~uoi sacerdoti, In u ii mi:;sione è di infonder: e di manlenere vivo nel la giornnt.ù chiamata. all e arm i il culto di Lei, nella sna. più pnra e più idealo espressione, la fede nella, sua forza e nei s~10i destini, e di spendere la vita pc1' la sua salyezza, por il suo onore, in ogni tempo e senza le re,;trizioni che si connettono all'uguale obbligo di ogni cittadino. Grandissime adnnque so no le difl'ereme fra l,i professione delle armi e quella degli impiegliì: ma e:;:;e sono cli tal e indole .che non si apprezza a. denaro, rimangono e devono ri_man ere n~I campo dell' ideale, cli ciò che non si paga e non s1 vende. E questo ideale, è l'abnegazione di se stesso. è il \'O lo alla morLO, _c~e dirnno nobillit alla carriera dell e armi, e le confer iscono prest,gro e considerazione; e questa è la grande, la vera ricompensa che essa merila e che basta a chi la segue con Yocazione: ricompensa ch e lo spirito mercantile dei nostri temp i può qualc) ic _volt~ attenuare, n1a che 110n potrà interamenle spegnere mar, f1nchcviva il sentimento clella Patria . , Non si chi ede a.dunque pei mil ilari nessun compenso speciale, non si richiede il pngamento di ciò elle non può e non dere pag(lrs1 : nrn sì domanda semplicemen te la. constalar.ione di nn faLLo materiale innegabi le, ed un provvedimento che di quesLo fallo tenga conto . Ecco di che si traua . JI se1·yizio mili tare si è fallo ai nostri giorni faticosissimo e grandemente loo-oratore delle forze e della salute: dimocloch è chi s~ i, 1
3° Speciali risarcimenti milita1·i.
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Lii l'EXSIOXI Cl\'11,1 E :llll.lT.\ltl
dedica ad esso , sebbene debba appartenere alla gioven Lù più sana o vigorosa della nazione, si trnva hen presto ridotto tL noH poLetl o più seguitare: stremato òi forze e pieno di acc iacchi, egli dopo breve tempo non è più allo ad un còmpito che rich iede tutta l'energia fisica e morale dell'u omo. La gencralilit degli impiegal i può segui Lare il servizio per 35 cd anche per !~O .e più anni, fino all'età di 60, 65 e perfino ,O anni; un ufficia le non pel'durn più di 2E) o :30 anni , e \C'rso i 50 <'li età: o poco dopo, è costretto a rilirnrsi da nn servizio ai cui obbl ighi non ù più in caso di adempicl'e sodclisl',1cenlernenLe. « On vieillit vite s1u· le champ de batai-lte » dicent il gl'an i\apoleone: pur troppo ora si invecch ia p1·e5to anche su i camp i di manona, anche nell'ordinario servizio d' istrnzione miiitare I La breve fcl'1)1tt delle 1.l'llppe sotto le arm i e le au mentale e~igenze di guerra, hanno creata la necessitit d'un raddoppiamento di auività da parte dei quadri, e cli un intenso e continuo addeslramento dogl i uffi ciali e dei so ldati . Mal'ce, esel'cilazioni talLiche, campi e grandi nrnnorre fo l'mano la vita di lutt i i giorni ed ogn i anno si rinnovellano, traendo con loro disagi e strapazzi tali da assorbire in capo acl una Yentinri. cl'anni ogni gioYan il e energia, da consumare le più valide forze, cla logorare la piLt rob usta costituzione . Cosichè, mentre la nalura del servizi0 non mula e richiedo sempre la stessa. allirila, la stessa energia, l'ufficiaie si sente rapidamente invecchiare, o diviene ogui giorno meno alto u res i~tere a tanta intensità di fatiche. b lol.ut i;he egli impegna pel' celare rino a se :.lesso questa penosa condizione, per non cedere, egli giit si fo1·te e :sì baldo, tanlo prematuramente al prnpotente destino, non fa ,che accelerare ìJ suo t1cperi mento, e ben presto egli è costretto a darsi vinto e ad abbandonare il :servizio. Questa è la storia di ogn i giorn,, e nell'esercito non , 'è chi la ignori. :Ifa arri ncho la verità di quanto bo dolio possa essere da tutti cons~at:lla, ripo rto nell'litle,i:/rtlo B al presente studio alcuni prospeLLi staListici, cho In comprnvano fino nll'eviclenza. Questi prospelti, che contengono la classificazione pel' anni (li età all'nscita clal sertJi::io cittfoo degli ufficiali di terra e di mare pensiouati nel sedicenni o ,18(HH 880, e degli im piegati civili pensionati nel decennio 1870-80, sono eslrnlli dagli Allegati stati-
H.f
.\ PR.Oro::;1TO DEL ).l'O\"ù PROGETTO DI LEGGF.
stwi al clisegno di legge sulle vensioni, voi. H; i c1Mi che essi contengono pro\·engono adunque da sfa 1is1i che ufficiali . Ad essi ho a(1(1innto il prospetto degli ufficiali collocati in posizione di serrizio a~;iliario dalla prima applicazione de.11;1 legge che la islituiva, fino al settembre ,J882. - La posizio11e di servizio ausilia rio. essendo wia posi~ion,e di 9·iposo, creata principalmente pel' rimediare temporaneamente agli in com enienli do, uti ali' insufficienza delle pensioni mi litari, gli urnciali che in essa Ri LroYnno clerono considerarsi fra i peùsiona ti. \ el prospel!o 1, cl,e riproduce la LaYola V inserta a pa~. 158- I59 degli allegati statistici, si ri lern che dal I860 a tolto il 1880 furono pensi onali avila per anzia.nith di serYizio /~6b8 ufficia li di terra e di mare, dei quali avevano l'cLil di ,~ 1 4G 3·1 ;56 61 o
43 ann i oO 55 60
ufficiali
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piu anni .
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087 •1880 ·1297 607 '.?87
L'elil media complcssirn al momento del r itiro è di :inni ;; I e mesi 2 (1) . Ba.sia osservare la graduazione dei numeri suesposti per convincers i della poca percluranza degli ufficial i nel servizio: sopra 100 solamente 19 hanno un età superiore ai :jij anni, so lamente 47 l'hanno superiore ai :jO anni . E questo ad onta che la Yila militare per lo addietro, cioè qnando la magg ior parte degli ufficiali qu i con siderali prestarono servi1.io nl ti vo, fosse assai meno logoratrice del fisico cli qnanlo lo è divenuta allualmenLe. Una più sincera manifestazione degli offeui della rita militare com'o al presente, la fornisce il prospetto CI, relativo ngli ufficiri li _collocnli in posizione di servi:t.io ausiliario. JlisL1llu da esso che,
()) Negli allegati a l disegno di leggo Voi . 2• pag. 111:J, è indica ta come età mcrli aall'eott·ata in pensi one per gli ufficiali c1nella di 5,1 anni o mesi 1. Colpito da tan ta dif· rerenza. con quanto ogni giorno si vedo, ho rif•tto minutamente i calcoli in base ai dati della u,·ola V\ cd ho tro,·ata l'età media di 51 anno e 2 mesi.
A l'l\OPOSlTO DEL
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xr;ovo
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J>ROGETTO DI LEGGE
LB l'EN: S IO!'.\l ClV!Ll E ~llL!TAJU
:sopra ,1272 ufficiali posti in deLl.a pc.isizione fino e tutto il settembre ,J88z, avevano l'etit di 3D -:- 40 anni 411 - 45 ))
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ufficiali 10
,1,6 - 50 )) 5 1· -35 )) 06-60 )) 6·1 o più anni
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minore od ugua.le a 50 amii' maggiol'.e di :so ))
L'età media complessiva al momento del ritiro dal servizio atlivo r isulta di anni 49 e mesi 5. Qui la poCft resistenza al servizio è assai più palese: sopra 100 ufficiali non ve ne sono neanche 8 che abbiano un età snperiore ai 55 anni, e appena 33 hanno età maggiore di 50 anni . Due Lerii aclunqtte, di tutti gli ufficiali collocati in posizione cli servizio ausi. ìiario non avevano ancora o avevano appena raggiunta I' et1t di 50 anni! È notevole il fatl.o, m.olto sensibile lanl.o nel prospetto I° che in quello II 0 , elle cioè, il numero massimo dei pensionati per ogni an no di età corrisponde a 48 anni , è che qnesto massimo è pronunciatissimo . ' / Nel prospeLto III 0 son ri nnit.i gli elementi tlei due prcispeLti precedent i, nonché i dati relativi agli ufficiali pensionati per invali'151 del rol. 2"deglialleaatial diserrno dileù'"e) · ilche lio dità (pag. ' .<, o <)ò ' falto per rendere più comp leto il paragone con gli nnalogh i elementi relativi. ai 11ensionati civili, prospetto IV, nei quali non è fatta alcuna distinzione fra. coloro che si ritirarono dal servizio per in f'errnità, e quelli che si ritirarono per ragioni d'anzianità. Del· resto, i ,j 53 uHìciali pensionati per in validi Là. in Lnlto il sedi cennio succitato, non alterano in niente le deduzion i che possono trarsi dal prospetto Il 1°, risguardante 6083 uHìciali. Il confronto fra. i èlati relativi agli ufficiali di terra e di mare Tegis'trati nel p rospetto III0 e quell i del pl'Ospetlo lV 0 relativi agli impiegati civili, estra.LLi dalle stalisLi che annesse al diserrno di ' 0 legge (pag . 86-87), permelte di rn isur.:1 re la cl ifferenza cli resistenza al servizio che consentono le due carriere. Il coufronl.o per essei:e esatto -d eve essere fallo sopra una bnse comune ed io ho perciò r idolli pto1
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porzionalmente ad un totaìe di ,1000 i num.eri di pem.ionali ad ogni anno di età, tanto militari che civi.li . Riassumendo per grnppi i dati clei due p rospetti, risulta che al momento del riti ro dal servizio avernoo età
miuore od uguale a 55 maggiore di :S5 minore od uguale a 60 maggiore di 60
uffili 570 °/oo, impti •1'16 ¼o )) 88.t,, 0 / 00 430 °/ 00, ))
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L'età media complessiva al momento del ritiro dal sel'nzw risulta, per i militari anni BO mesi 5; per gli impiegati civi-li anni 59 mesi 6. . Tut.ti quesli numeri dicono chiaramenLe che al servizio militare non si può res istere al di là di un'età, che poco si scosta dai 50 anni; mentre il seFizio degli impiegati non impone alcun limite fisso e perrnelle di permanervi fino in età inoltrata assai . In inedia le statistiche r ivelano la possibilità cli una maggior permanenza di circa •l O:wni nel servizio civile, che non in quell o militare. P.iù chiaramente ancora tale condizione è dimostrata dalla ta. vola _HI", nella quale, mediante i rapporti per · mille dei prospetti nr e IV, sono tracciale le curve degli en tranti in pensione acl ogni anno cli elà. La curva relativa aali ufficiali di terra e di mare atLesla col rapido ascendere verso l'éJLo culmine corrisponòeute ai 4-8 anni, e coll'egualmente rapido abbassamento dopo di esso, _che vi è una causa. cerla, imprescind ibile la quale determina ~a l~ro uscita dal sen,izio presso ai 50 anni . La cur:va relatiYa agli 'Impiegati civili invece, manifesta col suo spostamento relativamente a!la curva precedente e col la sua forma appiattira ' la maoofore nv loro resistenza Rl servizio e la nessuna costrizione al lasciarlo. , La prova della minor resistenza al servizio' militare in confronto di quell o clegl i ìmpi,eghi civil i forn ita dalle statistiche, è tanto più concludente in quanto che: 0
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LE PEi\SIONI CIVILI E _MlLIT:\Rl
Le pensioni militari essendo considerevolmente inferiori a quelle civ ili e male rispondenti ai bisogni llel vivere, gli ufficiali non solo non trovano in esse alcun incentivo a ritirarsi dal servizio, ma sfuggono per quanto possono di esser posti in ritiro d'autorità. La stessa considerazione LratLiene il Ministro della guena dall'usare di quesi11 facoltà, quando imperiose esigenze del servizio non lorichiedono in modo assoluto . Le indicazioni fornite dalle statistiche si riferiscono adunque ail. uno stato di cose spinto oltre i limiti cl\ quanto avverrebbe in condizioni normali; ' esse l'ivelano pertanto la perclwmn,rn massim,a che il 9ervizio militare consente: · 2° Il moélo come sono r~golate le pensioni civili, per contro, facendo raggiungere il massimo della pensione corrispondente ai "/ 5 dello stipendio , dopo 32 ann i di servi.zio a chi ha stipendio uguale o minore cli 2000 lire, dopo 32-36 anni di senTizio a chi ha 2000-3000 lire, ecc., costituisce per chi ha raggiunto tali durate un yero incentivo a ritirarsi. Ed un altro incentivo gl'irnpiegati lo trov2.no pure nella facilità colla q~Lale, per analogia di occupazioni, possono rimpiegarsi in aziende pr ivate; il che riesce difficilissimo ai militari . Le statistiche aclunque non indicano per gli impiegati civili il vero limite di resistenza al servizio, e ben maggiol'i diffe1\enze segnalerebbero, se le conclizioll'i del loro ritiro fossero eguali a quelle fatte finora agli ufficiali. .( 0
Potrebbe nascere il dubbio a qualwno che il fatto segnalato clalle statistiche dei pensionati non sia dovuto a cause permanenti, · e che perciò non se ne riscontri la conferma nel paragone fra gli ufGciali e gli imp iegati che sono in serviiiq. Se è vero che al di là dell'età cli 50 anni pochi possono rimanere in serviz io nell'esercito, , 0 pochi se. ne devono riscontrare. Ed infatti, i prospetti V0 e VI , compilati in base alle statistiche ufficiali annesse al disegno di legge sulle pensioni (pagìne 5o e 50 del Vol. 2°), man ifestano che al ,t O settembre 1188'1 erano in servizio con età maggiore di cinquanta anni: Ufficiali 8.[5 sopra itil 674, cioè il 70 p. 0 /oo, Imp iegati ;J,174:1 sopra 38203, cioè il 307 p. 0 / oo• Ma questo confronto non è fatto in epoca normale, poichè nel
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A PROPOSITO DF.L X t;OYO PIIOGETTO Dl LBGGE
settembre +88 1 l'esercito tigurgitava di ufftciali non più atti al servizio all.ivo, pei quali appunto fn app rovata un mese dopo la leaae sulla posizione di ser\'izio ausi liario. I colpiti da questa leao·e ~:el bv noye,nbre ,f 88,1 e nei primi mesi del 1882 furono 1272 (l'if 1 p . °lo di to!:ti gli uf[icia!i in servizio) i quali , come si è visto, erano per la massima parte, 111 età compresa f'ra i 45 ed i 515 anni ;dimodoché alcuni mesi dopo della compilazione delle stat istiche annesse alla legge, il confronto fra gli ufficiali dei l' esercito e gli impieaati in attività di servizio avrebbe r ivelalo ad un dipresso la condizione seguente: Con età superiore a i.>O anni : 1
Ufficiali 397, ossia i.I 84 per mille. Impiegati H 7 4,1, ossia il 307 per mille. Con età superiore ai /~5 anni: Ufficiali 061, ossia il ,13,f per mille. Imp iegati •17424, oss ia il 456 per mill e. Come si vede le statistiche degli esistenti in servizio manifestano, n.on meno di quelle dei pensionati, il precipitevole sparire dall'eserc1to di coloro che si appross imano ni 50 anni , o che li hanno di poco passati ! · . Ai 50 anni di età con1spondono nella carriera militare 30 annt dr servizio ad un dipresso, e questa è infatti la d;i:·ata media del servizio degli ufficiali (il), durata che eguagli~t appena il inini'»~nrn, del servizio che _ dà di1:i uo al la pensione per la più gran parte cli loro. Quelli che riescono a rimanere in servizio per più di 30 anni , compensano pertanto appena l'eITeLto di coloro che possono ritirarsi dopo 25 ann i soltanto. O) A pag. l-18 degli a rl,,gat,i al l>isegno rii legge Voi. 2°, ò dicb ia rOLa quale med ia d~rata di servizio q uella ùi 33 anni e mesì l : ma, anche ammettendo c he nel ca lcolo dt questa durata non vi sia alcuna inesattezza {il dubb i o è legi t ti mo dopo q uel la ri s,_:ontrata per l'etiJ :.l l'entr;1 ta i n pensione) non s i può accorda re nessun valore effe tti vo 31 cakoli del servizio 111 i litare dpo rtH i .iu <lotte statistic he; perchè i n esso i, s ta to fu~o ii, n umero rle1 l e ca m pagne con qnello degli nnni d i sei•vt,io eflètttvo, e c iò pertuiba 11 valore d1 q ualunque doduiione vo lesse tra rsi dalle loro indicaz io ni. Per g li ufllcia l i collocati in posiziono d i ser vizio a us il iario il calc olo esa tto del la durata med ia d i servizio effe ttivo indicà 27 an ni. e li mesi 1_27 anni e ,; mesi se s i escludono 14 ufficiali generali con p i ù di 40 an ni di ser vi zio/, il numero mPr\io del le c a mpagne trova to è circa 2,5 ,
IO
'16
I.L l'f:X~IOXI f.11 li.I F: :\Ilf.lT.\11 1 .\
Constatala in tutl i i modi la impossibilit~ per la g1·u11 mnss:1 tlegli uflicinli dell'esercito di rcsisLc1·e al seni zio per un tempo maggiore di '2,j a 30 m111i, in causa del rapido logora111en[o della loro salute e delle 11,ro forze, la gi11s1izia di u110 speciale risarcimento n1ili1are appul'e 11rnnifes1a. - La natura del sen izio che devono p 1·ostnre gli ufliciali cagio11u loro due dnnui . li p1·i1110 è clie c·ssi inrecdiiano prerorc111en!e e spesso anclie Jil'ima dei :>o anni cli età sono st remati di forze e pieni di acciacclti; il sero11do, che ridotti in (Jlr ella conç1izionc, 11011 hanno più l' energia e J'ar.tivi[à nece:;sarie per seguitare il ~crvizio e dovono perd ere 11uclla maggior rerribuzione durnnlc fa /01·0 r ecchia ia , che consL',!!UÌrehlJero invece se a r essero potuto con:;umar meno la vita. Così, mentre so110 r idotti in condizio11e d,t aver maggiori bisogn i, dorono lasciare il son izio quando non pc,ss.ono couseguiro t lt e una pens ione insttfficien!c anche agli ordinal'i bisogni del virere. È di r1ue,-to doppio danno che gli ufficiali deY0110 essere l'isarciti, ,1lmeno in par'le .
t ral:1 in pensione dei mililaJ'i rispetto a?~i in~piegati ~iYili) _ il _nii~ lnero propor.::ionale dei pensionatt m1ltt((n con etc~ magy101e di 80 (Inni, di 70 corni ed (tnclte di soli 60 rmn1, <) l'lspettwamenfe infei·iore ci qne!Lo rlei pensionati c~vi~i · . . . ,·
Un all.ro indizio è dato dalla sLat1 s11ca de i pens1onat1 a -v ita dello Stato morti nel decennio 1868 -·1877, come appa_i·o dal segu~nte pro:;pelto che tolgo dall'opera più Yol_le cil~ta dell:rng_- G~1~bar'.no'. pag. :1i5 , facendolo seguire dalla consrderaz,one eh cgl, ste~~o , 1 fa.
Pensionali a vita e!iininali ptr c1os3di morie nel decennio 1868-:877.
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Nè il ri sa rt irnento dn accordal'~i loro sarebbe interamente pa!!Ulo dallo ~tato, come pure rnrn,JilJe 7iustizia. Jn g-ran parte, fors'nnclie in totalità, :sareblw a lui r c,.;o p r l fatto della minor durata de.I la loro vila relativam ente" 11nelht di ch i ha potuto p reservare con ogni cul'il la propria salute.
.\'on è infa.ui credibile che quelle stesse cau:-c clte tanlo presto conducono a , ecchiaia 11 n ;:;io,ane dei più ~a ni e dei più robu.-;ti del Paese, uon ab biano da diniinnire la durata. Lotalc della sn:i. vita : non è possib il e che tutti i tl<'lori ed i malanni, che accompaµnano la ,·eccbiaiadei militari, siano l'unico sronto chr essi dernno pa:.mre al forzato displ'ezzo della propria snl111 e. L''induzione Ili una più · rapidamùrta li l..ì. nei rn il ilari relativamcnLe ,, qu cll,1 degli imp iegali civili è pcrlanlo lcgi1tima, ed è anzi confermata da alcuni indizi ch e meritano di essere segnalati . Un primo indizio si Lr.1 c dal confronto delle due « Tai;o/e del cen8iinento clei 11ension(1,ti di:llo S fato at 81 dicem/Jl'e i 881 11 (V . Allegali slal istici giù cilati), d:tl (Juale 1·i sulta che, anche togliendo dal numero fotrile der1ti ufficiali pensionciti esistenti, q1ielti che /ì.i1·on<1 pensionnti negli 1ilti111 i 1 O anni (e ciò per te11ere coni.o dell'anlicipazione di circa I O ann i di elit r iscontrala nell'eu-
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« (.)ueslo prospnllu porgor olJ IJe occas iono a par eccli io _osser v~z_io11i -sulln"otii O s ulla durata med ia dt>lle pen~i on i dei fun7:io11a'.·1ruhbh c1 .id-0elli ai di\'ersi llioisleri . .Ma per lasciaro completa 1Jlwrh1 d1 ap~rezzamento ci as terremo dal fari<•, li mitao<loci solta n10 a ~1r~ che _rn haso .allo cifro su rrifr.rilo non sarebbe 1;e1·0 ciò che da moltI ~ien nte1mto, che cioè la vita seden.tal'ici e l' esere i zio ·intel/.ettuale siano assolutamente contrari alla longerità . "
l,B PENS TO>I I
C(l'Jl.1 E
A PI\OPOSJTO DEl. XUOVO l'IIOCETTO DI I.F.GGF.
.\ I ILITA III
Si ril c\lt dnllo specchi o precedente che, mentre i pensionali dcr )Jin isteri di grazia e giustir,ia, degli esteri, dell'istruzione pubblica e <lel l'agricolturn. e commercio ·vivono in medin 72 ctnni:, i pen~iouaLi del Ministero della guerrn non tivo,w che 63 tinni t' ml':..;o . I Ministeri prima nominati, non hanno alcuna categoria di impiegali che meni vita strapazzata: il :\Jinistero della mn rina im•ece, e qu elli delle finanze, dell' interno e dei lavori pubbl ici hanno tutti personali più o meno numerosi, la cui vi1 a èabbreviatadn.lle i·ntich o e dai disagi del servizio speciale che devono prestare. Tali ministeri infatti rnan ifostano la presenza di q11 ei personali co1t la minor durata della vita meclia complessiva. Dal Min ister~ della guerra dipendono anche impiegati civili in numero considereYole, nel una parte dei quali non vi è motivo di ,atlribuire vila più corla che agli impi egati dei ~linisteri senza personali speciali . Supponendo che il numero degli impiegati civili del :\linistero della gnerra, che non hanno prestato lungame111e serrizi o mi li tare, sia 1/ 10 del lotale di pensiorwti da lui dipendenti, la vit,1 media degl i alti i discende a 62 anni e 8 mesi, e <[uella clei rnilita ri da so li sn rebbe anche più breve. Le stati:;tiche cli un int.ero clecenn io rivelano adunqne 11,ei, pensioncui militari mia minor dttl'(l/(1 elettri 1;ito di più, che 9 anni ri.~pello ai pen.c;ionari rivili pro 1Jenien1i da irn,-pie,qhi sedentari:. Tali :;latistic l1e se non possono nlere quanto una buona tavola spe(iale di morLali t11, cht nno però un indizio cl i ciò che ri:rnlterebbe da questa tavola qnalora fosse compos-t.a, com'è cl::t augurn1:si si faccia una buona ,·ol la. - Da essa apparirebbe certamente che per lo Stato non è soltnnto ragione di giustizia morale lo accordare un risarcimento speciale a chi, in vece della comoda vita :;eclentaria, è costretto a condurne una logo ra frice del fìsir-o; ma che quella è condizione sin,• qua non per non appropriarsi indebitamente nna parte della rimun erazione ordinaria di ch i più duramente ha dovuto ::;er,ire. Ben n, ragio ne lo leggi francesi, anche le attuali, fan no distinzione fra il servizio at1 ivo e quello sedentario; e assai ginsLamen te 11cl progetto del ,J8,9, di cui fu relato re il senalore Gonin, veniva. assegnalo un pi ù largo co ncor;;o go\'ornativo a cerLe categorie di impiegati, il cu i servizio, analogamente al servizio militare, logora
-di più e permei.lo di perdurare meno nel prestarlo. li concorso clello Stato, stabilito in modo generale nella misura del 6 p. "/ " ,dello stipendio, era eleYato, nell'art. 6° del progetto Gouin, all'8 V· "lo per le categorie appartenenti al sen•izio attivo;_ dimodoch6 il capitale pensione si l'orma,a per gli uni (essendo _la ntenuta sullo stipendio pari al [.i p. °lo per tu1Li) in base a ver:samenLi annui _del!' 11 p. 0 / 0 dello stipendio, o per gli altri in base a versamenti del ,13 p. ¼ - A parità di durala cli serl7izio veniYa adunque assf'_gnata. agli impiegati del servizi o attil'o una pe_n~ion_e pit~ ' grande di 2 / 11 , ossia di quasi ''5, di quella assegnala agli 1mp1egall del serr izio ~eclenlario .
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Restringenclri qui ogni considerai ione so ltanto a ciò che rigu::ircla ali ufficiali dell'esercito, concluderò coll'esprimere la speranza che, ~elio studi o di una nuova legge sull e pensioni , si:i. maturamente esaminata la questione di clar loro un risarcimento speciale in proporzione dei danni che risentono a causa del grande logor~mento clelh1 salute e del la vita al quale sono forzatamente esposl.1. Non mi pare dubhio che il logoramento massimo sia prodoLLo dal servizio cli truppa e da quello dogli ufficiali in f'eriori: l'cnLiLà clel risarcimento dovrebbe pertanto essere ragg,rngliata alla durata del servizio prestato nell a truppa e nei gradi in(et·iori. Se non ,·i fosse ness11n modo di )11'0lungare, in una pos1z1one di non alLiYità, la durala cl i servizio uLile per la pensione, il risarcimento speciale potre~he forse essere cleterlllinaLo abbastanz.a equamente stabilendo, che il tempo di servi:::io prestato come milita·r1· cli tmppci e come ufficiafo in(el'iore sia romp ,itato coll'a umento cli tbn qninto per gli efl'eui d,,Ua pensione . Se però fosse rnantenula la posizione cli servizio ausiliario, nella quale permanendo per 5 o 6 anni possa aumen larsi_cli_'.2 '/! _a. 3 anni la durata utile del serl'izio, può fo rse bastare d l11n1tare 1l ,computo del tempo passalo nei gradi inJer io~·i ad un deci'.no in più della sua durata. effettiva. Dicendo questo intendo espnmere un sempl ice parere, e non voglio sosten ere che un ~ì piccol_o :tume~~o costituisca un snftìciente risarcimento ai clann1 matenali pat1t1. Credo però che, an.::he così sca1'so, basterebbe ai desi deri degli uf,fìciali iii terra e di mare; i quali sa rebbero soddisfatti più di tnllo
-150
LE Pb:,;;SIO'll CIVJU E :\lILITAHl
dal vedere che i servizi da essi prestati non sono interamente disconoscitiLi per quel che sono veramente, .vale a dire più fa Licosi,. più disagev()li, più logoratori di quelli che ordinariamente prestano gli impiegati sedentari..
V. Conolusio11e.
Il calèo!o dell'onere fii~anz iario che appo l'Lerebbe allo Stato l'ado-· zione di alcune dispos iziOni da me prima vagheggiale, ha modifJcato in qualche parte le mie idee: può aclunque darsi che la concl11s ione non sia trovata rispondente in tulLo allè premesse. D'a.ltra parte, de,,o confessare che non credo più tanto in una nuova legge sulle pensioni, pe1:cbè ho il dubbio cho la spinLa a presental'la il governo l'abbia Ltovata pi Lt in un'illus ione finanziaria, che nel vero desiderio di migliorare il grande regolatore· delle amm inistra;,; ioni. Quando l'illusione sarà sparita, si finirà forse per mantenere sostanzialmente inalterata In. legge del ,1,i. apri le ,1864 . (D ico questa legge soltanto, perchè come ormai tutli ne convengono , ti com inciare.dal mi nistro delle fì nanze, le leggi clie regolano le pensioni militati stab ilencfole assai più basse di quelle civili, non possono più essere sostenute: esse sono più che un controsenso,, sono una vel'a offesa al senso morale) . Può adunque darsi che le mie parole, già prive di valqre per la nessuna aul:ol'ilà di chi le scri ve, di l'entino anche poco oppoi-tune a causa dei mutati divisamenti del goferno . Ad ogni modo però , procurerò di dire· come potrebbe farsi, a mio parere, una legge sulle pensioni, amministrativamente migliore di quella. del ,1864 , e finanziariamente 11011 molto più onerosa, almeno per lo Stato. i\fantengo quanto ho detto, e credo aver dimostrato, rispettoagli inconvenienti orp"anico-amministralivi che presenta il metodo,.
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A PROPOSITO DEI, )llJOVO PROGETTO DI LEGt.&:
di liquidazione della pensione che ho chiamato contabil e, e che consiste nell'attribuire a ciascuno individualmente l'assegno che risul ta dall v. capitalizzazione pura o tontinaria, dei versamenti alla Cassa fa lli da lui e dall o Stato per lui durante la carriera, e dall'ammortamento vi talizio del capitale cosi formalo. Tale metodo contraria il conseguimenLo degli Sl)opi fondamentali dell e pensioni: impedisce cioè, l'eliminazione degli inabi li, ritarda il ritiro dei vecchi, pl'ovvede malamente al prestigio dello Stato, racchiucle il germe di seri pericol i politici, sovvertitori d'ogni più salda. amministrazione. Contro tutto questo sta il vanlaggio della sicurezza di spesa anJ)uale; ma non si potrebbe seriamente contesta.re, che questa possa essere valutata con tutta l'approssimaiione èhe basta in pratica, qualunque sia il metodo di liquidazione che si ado tta. · Il progetto francese, cosi apparentemen te buono, cosi soli.c~ament.e fondato dal !alo finanz iario, a.cl onta della splendida. d1!esa del Gouin, è stato messo nel , dimen ti cato io: egua le sorte toccherà sempre a qualunque altro-progeLLo che con ingannatrici parvenze di crius tizia, celasse gravi pericoli amministrativi. IÌ progetto italiano non è, com'ho detto, che ll!Ht imitazi~ne di quell o francese, coll'aggravante cli mancare assolutamente di base fin anziaria. Dal lato politico-amministrativo, è il frutto di un sistema a p1·iori cl1e trascura ogui i·agione posi ti va di un importante '.stituzione, per non curare che un' idea finanziaria; è un'a.nt_epos1~1~n.e esclusiva dei mezz i allo scopo fina le. Dal lato finanziario po, e il ·frutto di inesattezze statistiche e di erro nei apprezzamcmi , che posso1~0 soio spie6arsi pensando al velo che le idee p1·econcette fanno anche ai più chiari intelletti. Eincontestab ilmen Le a. questi ullimi appartien e l'autore principale della. legge proposta, il qua.le è merita.mente ~111101,erato fra i piLt valenti economisti; ma le sue idee sullo speciale_ ~r_gomento delle pensioni non potreb bero essere sposate da un pos1t1v1sta: Sa.ranno belle, sono seducenti, ma astraggono troppo da.Ile real, necessilà di aoverno e di solida arnmin istrai ione . - Mi sia permesso b ' di riassLlmerle, riportando il segllente h1·ano di lettent c_h.e p~1 ò !orse spiegare ogni di vergenza di apprezzamento sulle moda]1La cli questa importante questione delle pension i:
u:
l'E:S SIO~l Cl\'ILI t.,; Mll.11,\1\1
R,rli serive : « lo sono di p,ircre che, se vogliamo far opera vera« m:nle buona, bisogna togliere ogn i co lleganza Lrn le funzioni «dell'impiegato ecl i suoi diritti a pensione. Per me .il co~corso « del lo Stalo alla Cassa è una seconcln ritenuta sullo st1pend10 e la « pensione nou è un atto di hcnelicenza, ma di previdenza per ?ra <<
ohbligalol'io, a :-uo tempo volonlario: quindi mi pare pesc~1ino
« nel mal'c delle vcct:hi e tcol'idie qn clli ell e vogliono hl pensione serva ,l :;copi di go,·erno o di anuninislrazione, o credono giusto << cl i to(Tl ierc a••li uni per dare agli alu·i )> . Che :1011 si/giusto, adottando un metodo di co nteggio indiYiduale della pensione. togliere agli uni per dare agli altri, ne ho conYenulo rilevando l'in giustizia dei co ntl'ibul.i mcd ii; ingiu stizia che diì oritrine anche ad un' ine:;atlczza finanzim ia, la quale sarebbe sta la ris;anniala se la Commi:-:;ione proponente a, ~ss~ l'ispetlat? il principio di collteggial'e «cl ogJ111no quello d1e elleLLmuncnle e versalo per lui. Che la pensione non sia tu1 atto cli benelicenza . l'ho anche de~to., sostenendo Glie essa è legittima proprietà dell'impiegato , prop1·1ela che è però Yincolala all'adempimento di direr,;e condizioni da parte strn, e 11 0 11 è soggetta ad altrn legge che di essere ll'tella che fu promessa. . li concorso g-o,·e1·nati, o, a mio an-iso, è sempltcementc un mezzo per costituire la pensione promessa, come lo è l'adozione della socieltl Lontinaria. li i.;oncorso governaLivo è ltn onere l)er lo Stato, che deve essere dib,tttnto fra lni e la Cassa pension i, per ,rnranlire il servizi o di c1ne:;L,t: queslo cu ncol'so può. essere rag-guao . gli alo agli sLipendi degli impiegati. come potre~be 1nrec~con:-. 1stere in una somma Jissa annuale: ma comunque sia, esso r1sguarda la. C<1ssa e 11 0 11 gli im piegali, epperriò 11011 può considerarsi in tutto come una seconda ritenuta sullo stipendio. J\Ta. la ragione vera d'ogni sosliinzi ale dissenso iì ~lla quest!o_ne èlelle pensioni fm l'onore,·ole proponente e me, s la 111 una d1f!~ renza di prin~ipii: e:,:-li crede i.;he la penvi?>u non ,fr~ba -~1·rw·1· a scop i. rli Goc,•mo o di am1ninisira:;ione; 10. sono con.,·mlo 111\'ece che le pensioni debbono essere re;;olale precisamente in Ytsla delle ronvenien.=1' di !JOVerno cd ci 11copo di nmministra.=ione.
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DEL 1\[0VO PROGF:TTO UI LKGGE
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St.:arlalo il metodo co ntabile di liqu idazione della pensione, la legge di yarìazione di questa rispetto alla durala del scnizio, che più è atl.;L acl assiCLtrare la libert.it clell'arn minislrazione e l'indipendenza t1egli impiegati , che meglio può garantire l'eliminazi one degli inabili in qualunque tempo e tutelare con, cnientemente il prestigio dello Stai.o , è, a mio avviso, la legge a Lipo austriaco o germanit.:o. Diritto u pensione in caso di inabilità ben accertala fin o da i 1 O anni di senizio, pen,;ione eguale allo slipenclio inlero dopo .i-O nnni di servizio. Nella prima parte di questo la,oro, non rnlenclo spi ngere i desiderii fino a l'ichiedere il ragguagi io della pemione a lanli qua ran1.osimi della mcd ia triennale degli ulLimi st.ipendi , quanti sono gl i anni di sep·izio, 110 ,1cce11nato a quest'altra legge cli rarinzione che parrni huona e 1;he stimerei possa essere acloHata: · Dopo rn ,urni di servizio 23 centesi, ni della media Ll'iennal<': .aumenlo cli '2 centesimi per anno fino ai 25 anni di servizio, cui co rrisponrlercbbero 5ij centesimi delln media; aumento di 3 centesi mi per anno dai '25 anni di servizio in su, dimodochè u 4-0 anni corri~ponda una pensione eguale ali' intero. ,·alore della media degli stipendi dei -Lre nltimi ann i di sc1·vizi o elTcLlivo. Ol1esta le(T"e per oirli impie(Tati con stipendio inferiore o poco "'uperiore alle ~000 li re, è meno larga cli quella c;;isLenle : è invece più generosa per gli imp iegali clt e hanno più alti stipendi. ..\ella prima parte ho anche emes30 l'ayviso che con,·euisse acconlare il libero diriuo a pen ~ione dopo 25 anni di se1·viiio soltaulo: 111,t l'aggra\'iO fiuanziario che ne conseguirebbe poi' lo SLa lo mi ha co1winto inrcce, clte un Late limite cleYe essere retrocesso almeno a 30 an ni di sel'vizio . Pri ma dei 30 anni di servizio (e;;clusi casi spec iali per i militari ) il collocamento in pensione non dovrebbe poter avvenire, se non per unani me consenso dell ' impiegalo e dei suoi supcriol'i sull' inabilit/i a seguita re il ser"izio; o, nei casi di conllitto, dietro giud izio inappell abile di una Co1n111i:-sio11e arhilra ln clebiLame11Le costitui ta. Volendo, in ba~e· all a legge di variazione sop raerurnciaLa, accordare dopo 30 anni di se1Tizio uua pensione pari a 70 centesimi della media degli ultimi s1ipencli e pari acl 80 ce11Lesimi dopo 35 .anni di serYiz;o, e Yolcndo mantenere in altel'ata la proporzione di '-
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154
A l'ROPOS!TO DEL )!L:0\'0 P!lOGETTLl DI LEGGE
LE l'BXSJO:\l Cll'lLl E MrLITAHI
Tenendo conto dogl i aumenti di stipéndio slaLifoLti dopo il 'I882, la somma complessiva delle ri tenute supererebbe certamente le, lire 6.800,000 . - Ritenendo, co m' è supposto nella relazione al disegno di legge, che annualmente entrino al servizio dello Stalo ta nti impiegati per k mi lioni di li re di ,<;lipendi, l'intro ito :urnuo che la Cassa pensioni riceverebbe, a comp leto sviluppo della l·egge, ~arebhe il 3egnen te:
2: I fra il concorso dello Stato e la ritenuta sugli stipendi , nonchèl'entil.it dei versame1ùi straordinari daranle il 1° anno di servizio quali sono prnposte nel disegno di legge ministeria le, le ritenute' sugl i stipendi· non potrebbero essere stabil ile in misura scalare molto differente da lla seguente:
Sulla parle di stipendio da O a 2000 lire >f >> 2000-,WOO >> )) » 4000-6000 » >> >> 6000 lire in su -
k
°lo
5 °/ 0
6 °lo 7
Dagli impiegati
¼
Come si scorge l'aggravi11 delle ri tenute sareùbe considerevo le~ ma con niente si fa niente, e bisogna bene che impiegati e (}overno, perdano la il lusione strana di potere aumentare le pensioni, spendendo di meno. Conviene anmentaré Ì'en titit proporzionale delle r itenute specialmente sulle prime parti degli stipendi, se si vuole diminuire la spesa annua. che lo Stato dovrà sostenere per le pensioni. Cosi facendo infatti si aumenta il valore dei versamenti relativi allo sti pendio iniziale ed ai primi aumenti, i quali versamenti per la loro, lnnga durata cli capita:izzazione, sono i so li che hanno una grande influenza snlla fo l'mazione del capitale pensione. Quest(l cònsiderazione vale a dimostrare la poca mzionalità della misura dello ritenute proposte col nuovo disegno di legge, nonch& di quelle attualmente in vigore. Le fortissime r itenute che si effettuano sulle parti più elevate dello si.ipendio, corri spondendo agli ultimi anni di carriera, non fruttiocano che scarsamen Le e n·on hanno sensibile inflnenm sul valore del capitale-pensione. Aclottando la misura sopra esposta, il valore complessivo di tuue le ritenute, stimato in base alla riparLizione degli stipendi, che appare dal bi lancio di prima previsione della spesa pel 188~ (if} sarebbe il seguente: , lire )) » »
Totale
. L. 4.,584,00(), » ,1,41H, 000 )) 330,000 )) 300,00(} L. 6,633,000
( !) QuestJ ri p3 rti1.ione i, stata ripo,.tat.a a pag. 281 <lelin Rivista Militai-e di febbroio.
:13,600,000 3:20,000 ,1,333,000
G,960,000
,1o,253,ooo
Tolale
22,2·13,000
L'onere annuo per provveclel'e alle pension i future degli impiegati soggetti a ritenuta sul lo stipendio sareb be acl unque: Per lo Stato, L. ilo,250,000 alle quali aggiungendo L. 750,000 nll' incirca per sussidio ,tl fondo di riserYa della Cassa (sul quale '.nei cas i ordinari dovrebbero essere pngale le pension i ai·pers~nali non soggetli a r itcnnLa e le pensioni di risarcimen to) si ottiene in ci fra tonda un onere di 16 mil ioni ali' incirca. Per gl i impiegati, L . 7,000, 0000, ossia più del doppio cli quanto complessivamente pagano in base all a legge 7 luglio 11876 .
1
Sulle parti di stipendi d:t O a 2000 )) n 2000-4000 » )) ,i,000-6000 )) )) 60ÒO in su
))allo Stato
Per ritenute e concorso ordi nario 6,800 ,000 Per riten uta e co ncorso sLraor- i H>0,000 dinario nel ,1° anno di servizio)
•
Per dimostrare che le riten ule ed il concorso dello Stato nella misura suaccennata bas tano al pagamen to dell e pensioni più sopra proposte, senza però che ve ne sia cli l1'oppo , riporlo i calcoli relativi ai due soliti cas i di ca rriera e riferi ti al la clu1'ata di servizio d~ 30 e di 35 anni. · È inutile ogni calcolo per la durata di 40 ann i; dopo questar anche se le ritenute ed il concorso governativo fossero molto più. bassi, si potrebbe sempre accordare come pensione l'intero stipendio finale, senza clic la Cassa vi abb ia da perdere. È infatti così rapida, dopo un s.i lungo tempo, l'accumulazione del capitale cli pen- '
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:3989 j Valorn clcll'ann ualiLit vi la lizia: A54 = ,1O,Sfi. H-957 Pensione L. 2·1629: 10,86 = 199 1,G. 4:37 Media triennale - J.,. 2700. 88~ nap.porlo dcl i~ peusiRne .«lla mcdi~.: '1 ,1376. 7001 Cap1Lale proprto ddl 1111 piegato L. DI 00. :rn9 Capitale t.otnle iu baseni ,'i. 1(2 p. 010 L. 172H7. 206 Ca pitale dovuLo al puro elfouo della ton tiua - - 1 2·15:29 - ·Ii297 = 433:3. 1 509g,87 Capitale~~osioo&C::::: 2·16~9, r.i : C = 0,2:158 Ct: C = 0,200:L
:3, 11-oj 239, 6811·25, 31 o, 50 60 - :JS.i0,00 IH2 77.9 ,1.1~ 56 :356,j,8 2.i. I 51,6 :11 ,a1 [ ~50,9G 24 ~rn,~ 20 ,78 :207,80 ~30 t3,D ·1'.2,29 122,90 :rn j ,1:1,3 5,47 82,05 fi.;j . 5,1 1
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468ft. I Valore dcll'anuualilit , iLalizia: A.so = 11,Htr.. 170iH. Pensione L. 29640 : ·11 , 9!1, =2,,J.82, fi.. 2965 }Jedia tri !nnalc - L. /~;H :L ·11zt Rapporto della pen ·ione albt ni~d ia: 0,389~. 2782 Capitale proprio dcll'irnpiegnlo L. (i9i8. 634- J :n pitnlc totale iu ba ·e al (i- 1(l p. Olo L. 2:303 1. 1U7 Cnpitalc dovuLo alln trnHina L. 6609. 202 Ci : C = 0,2B37 Cl, ; C = 0,223.
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296to
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LE l' P.NS IOXI CIVILI F. Ml l. iTARl
-sione ~ la dim inuzione del qi\ore dell'an nualiti1 vitalizia, che la pens i,me liquidahi lè dopo kO ann i di servizio diviene pressochè doppia di quella che si può dare dopo 35 anni solLanto. La Cassa, invece pe1·dt, e pel'de mo lto quandò le pensioni sono valutate in pt'opol'zioncdella, dut'ala del servizio, su quelle che-Yen_gono co ncesse dopo soli 2o anni. Queste considerazioni dimostrano quanto debbano riuscire onerose allo Sl.itto le pensioni secondo la legge 14.· april e 18HJ., le quali in gran parte son-o concesso dopo 25 o pochi più anni di servizio (,J) ; e q11 an1.o, d'altra pru'le, sia poco equa la stessa legge li mitando a 41G della media triennale la pensione da concedersi dopo -40 anni di sel'vizio. Ecco orn, por le ca rriere e per le durale cli servizio sopra ac-cennate, i calcol i del cnpitalo pensione falli in base ai coefficienti di capital izzazione Lonlinal'ia dell e due tavo le Y e Z. Per i ver:;amenli proprii dell'impiegato gli si.ossi calcoli sono slal i fa rti anche in base alla cap italizzaz ione pura al 1. ·I 12 per cento, arnne di app rezzare -esattamente qual sia la parte di pen:'ì ione di sua.esclusiva proprietà, e da ques ta potei' ri loYare qual sia la parl~ esclusivamente dovuta -ai versamenti dello Staio, e quella dovuta all'efTotlo della tontina. Cl) Nel decennio 1871 80 furono pe ns iona t i : 1664 impiega li civili co11 serl'izio di 25-29 an ni 1577 ,. ,. • 30-3 1 ,.
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1085 » • " 3j » t Vedi statis tiche nr(ba li ann es se ~, Di$eg,ao cli le(J(Jt. ,·ot. 2• pag. OJJ.
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OSSERVA ZION I ..
Sei·vizio di 35 anni.
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55•12 Valore dell'annni.1 1itit vitali zia: Aos == 1),70. 21830 Pensione L. 3:385,'t- : 9,70 -= 3((,90,t •I91:>~ )'led ia triennale L. ;rnOO. 81,k 4366 IHapporto del la pensione Hlla media: ·1,09. 3G ,9 1If~H Capitale pl'Oprio clell'impic"~gftlo L. 7270. :is, :i 2i,2 - •108U Ct1 pitale totalcj11Jiase (1 11- ·112 perOl oL. 2.4299. 1 6·1·2 C11 pilale dovuto til la tontina L. 955tS : 1:3, G .,,;},.. , 0 e· :J C',l.· e-- o0s0 ·1 . . (" ., = ol 01 "" ;) 5,7
i,G(i7 298,68 725,3 8·1,50 52Hi, OO ,192 60 ,00 480,00 24 4--i,5G 356,48 2ft. :J-1,37 :J.1;3, 10' 30 20,78 ;i,14 ,70 ti5 112,2D ,18/1.,35 !~5 5,t1 109,40 60
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z 7,831 0389 Va lore dcll'annunlita vitalizia: i\ 55 = ·I0,57. 4,6671 336,0218·16 11 .3J) 240 16 Pe11siou,3 L. u .24.:3 : ·10,57 = ~- 18;_,,7. 8·1,50 5868,00 2·16 t :J4- 7 ~lr~clia triennale L. 4667. 60,00 1080,00 5't- ~O, :j :,.,I ,G9 ~-:·8,59 3:1 b2,00 ·l7Hi l{npport.o della peTl'iono alla media: 0.897. :33,78 il:317 ,t,.2, ·I07 43,00 AGO -I Capitale proprio dell'impiegato L. 9870. 20,18 :l:32,!}8 48 23,7 1 111138 Cnpitale totale ìn base alt ·I ]'.~1p. 010 L. 3~4·1O. :>76 Capitale dovuto alla tontina L. 1 1831 40 ,80 ·172,80 j8 ·1'.2,00 I s, 16 Ci : e= 0,223 et ; r. ~ o,~67. s,5 8,02 236,6t 96 1'00 1i-8,00 "4.ft. ·1,00 H-\ 1
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•159
.\ PHOPOS!TO DEL ~UH"O PROGETTO Ol LEGGR
' Da i pi-ospeLLi che precedono ;:;i l'ilern che dopo 35 aun i di $erviziò il rapporto fra la pensione possibile e la med ia triennale degli ullimi stipendi, è considel'evolrnenle superiore in tutle e due le carriere ngli 85 centesim i da assegnars i dopo tale durata di servizio. Dopo 30 an ni invece, il l'appo rto di 70 centesim i è superato nell i carriera Y, uon è raggiunto in quella Z. !\ fa la carriera Y, de.dalla dall'allegltto l\ al disegno cli legge, è sin.lit determinata in base ali' anmento medio riscontnito negli stipendi dcgli impiegati col -variare degli anni di servizio: essa è adunqne quella della massima parte degl' impiegati, e quella ;;u cui conviei\e basare di preferenza le dedu7. ioi1 i eh~ s i vogliono trarre. Quando anche però si voglia supporre che a. tre impiegati con carrjera Y, ne corrisponda uno -con carriern Z, il rapporto medio fra In. pensione e la media triennale si ridureblJe a : ·
1 1 -s(\0 4- (i 3 X o, ~,_)-.6 , ,., , + . (l , ,) ',/ - )I -- J. X 0 - , 800 _- -- o, '-:Q'J·· , L> Si può quindi e,ser cerli che l'a ccennala mis ura dei versamenti -alla Cà~sa, sarebbe s1d1kiente anche percosLitnire i fondi necessari al pagamenlo di 70 centes.irni dell a media triennale, come pensione dopo 30 turni cli servizio . - Basln.ndo per qoesln. du rala, vi sarebbe e(:ces,;o di fondi per le pension i di ch i restii maggiormente in serviz io; e siccome è supponibile i:,he degli impiega ri ci1 ili mo ltissimi resterebbero, pen·.hè la leggi: di vci1·in::;-ione iletlci })111'1.~ione ch1' ho p'l'Opostci non è m,ai di ù1cent1:vo all'impiegnto a. ritirm·si dal ser,vàio (corne invece lo è in mol li cas i la legge del •I864 e come ancor piit lo $arebbe qnell a dei disegno di legge min isteriale, se si ap pl ir:asse ·c,oi coefficienti di pensione propost i), cosi può ritenersi che i11 to mplesso l,t Cassn. avreb be 11n a rnnzo di fond i. Questo dovrehbeservirle più specin.lmeute pel pagamento dell e pe115ioni di inabili tà ·~la i ,f Oai 30 anni di seryizio, e come compenso al com pnto per la pensione 'degli ann i di servizio militare nella truppa, durante i quali non vien fatto alcun vet'samento alla Cassa. Questo compenso non può essere trascurato, come pur troppo si ·è fatto nel progetto presen tato alla Camera dei deputali. Esso r ich iederà forse llna somma maggiore di quanto può a prima vista sembrare suflìcie,1te. Tutli gli ufficiali dell'esercito hanno infatli uno 1
,(60
A PHOPOST"rO DEL NUOYO PROGETTO Dr LEGG1'
u; Pl,i'ìSJOI\ J c rv1u E )Il LrT.\Rl
o due anni di servizio senr.a ritenute, se provengono dalle scuole; ne hanno da sei ad otto e più ancora, se provengono dai sottu(Jìciali. Anche degli impiegati molti hanno pres tato servizio militare; ed in questa condizione è anche attualmente quasi tntto il personale d'ordine, e più Io sarà in avvenire, percliè una recente· proposta di legge im pone al governo l'obbligo di reclutarlo escI11sivamenLe dtii sottufficiali con almeno 'L2 anui di sen'izio. - Se si pensa che ogni anno di serv izio senza rite1rnta, non solo toglie alla Cassa i versamenti di tale anno, ma le toglie, rispetto alla durata da computarsi, un anno di capital izzazione di tuU i i versamen Li posteriori , si scorgerà facilmente che i fond i per conipensat'e la Cassa del computo del servizio mil itare di truppa nel ~ervizio utile per la pensione non possono essere scn rsi. Amme~so che le ri tenute sugli stipendi ed il concor:so governativo hnst.ino al pagamento delle ordinarie pensioni di retribuzione fra i ,1Oed i 30 anni di servizio nei casi di inabilità a continuarlo; e dai 30 in su, nei casi di anzianità di servizio, rimangono ancorn, da. assegnare alJa Cassa i fondi necessari: a) All'anticipaz.ione da 30 a 2i5 anni del lim ite di servizio necessario per il li bero ritiro degli ufficiali in fer iori dell'esercito e dell'armata; i quali npn potrebbero r imanere in a.Ltivitàdi serviziopet· un tempo maggiore, in causa del logo1·amento di forze e di salute che risentono, ed in causa dell'intensiti1. di fatiche che richiede. il servizi o loro. · b) Al pagamento di quella parte clell'anmenLo-pensione per ispeciale risarcimento mil itare, che risultasse ancora scoper ta dopo l:t detraàone del naturale compenso che la Cassa risente per l'accorciamento della vita media dei mili tari. ; e) Al pagamento dell'aumento di pensione agli ufficiali ed agli impiegati, che presero parte alle campagne di guerra; tl) Al pagamento delle pern,ioni di risarcimento comuni , (escluse cioè, qnelle che, come le pensioni alle famiglie 'dei morti in g_uerra, sono doyute a faLti eccezionali, e per le quali lo Stato dovrebbe pensare in tempo a formare un fondo di assicurazione); e) Al pagn.mento delle pensioni ai personali non soggetti a ritenuta, cornei militari di truppa, le guardie doganali , forestali, ecc. Per costituire i fon di necessari a far fron le a questi oneri spe-
.Jfil
ciali dovrebbe essere assegnato alla Cassa un sussidio annuo d~ determinarsi approssimativamente in base ad apposite ricerche. E questo il sussidio al fondo di r iserva, cui ho più avanti accennato, valutandolo a mente a 750 J"ll;ila lire circa. Nei prospetti piu sopra ripo rtati, ho indicato _qnale,.rar_te del capitale-pensione era dovuta ai versamenti _propri dell !mp1egato, relativamente al cap itale totale p r1ld0Lto chu versamenLL complessivi e dai lasciti t~ntinnri. Si rileva da tali rapporli che l'impiegalo colle 1·iltn1Ite siitlo st'Ìpenclio, non wncone a fo1'ma,l'e chf poco più cli 1m qiiinto clella s14a 7Jension1L . . Pertanto non è ma.i il caso di invocare le ritenute che st fanno sugli stipendi, pet· ::;astenere un modo di liquidi~zione d~Jle pens ion i, piuttostochè un altro. Lo Stato le paga q~as1 esclu_s1va~11ente con fondi propri, o di un istitnLo che gli appartiene: egli puo adunque regolare le-pensioni come meglio crede, e deve farlo nel 1~1odo che piLt risponde allo scopo, che colle pensioni vuole consegmre. . Coi fondi assegnat.ile la Cassa potrebbe liquidare le pensioni in lrnse alla. esposta legge di variazione in ragione degli anni di servizio e della media triennale degli ultimi stipendi, fino ~t cbe però vi fosse la relazione media stata. supposta fra l_a du'.·at~ del ~ervizi o e la carr iera fatt.a. Possono però darsi aìcum casi di carnere ecc·ez\onali, le quali, discostandosi troppo e troppo r~pentinai:1ente dalla media, potreb bero perturbare, sehLene in p1ccoht m1s~ra, ; l'equilibrio della Cassa qun,lora non si prevedes~e. alct~n correU1vo. Un imp iegato che dopo 27 o 28 anni di sernz,o d1ve~g~ s~gretario generale o minisLro, potrebbe di li a due o tre anni li quidare la pensione in base ad una media straord iuari~n:ente più alta di quella normale: lo stesso dicas i di quello che sia tatto conservato_re di ipoteche, per esempio, il quale può percep ire fino 30 o 10 _mila lire di aggi e in ba::;e a tale assegno potrebbe liq~idare In, pens ione. Tn quesli casi, ad una durnl.a di serv i'l.io relnl 1_vamenLe bre,:e ~-a scarsi versamenti fatt i ·a lla Cassa , dovrebbe corrispondere un alt,,,sima pen:;ione, che perlud)e1'ebbe l'andamento normale d~llaCassa, e potrebbe anche in taluni casi giustamente offendere 11 comune senso morale. ANNO XXVI! ! , VQL. 11.
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L:E PE)!SI0!'\J ClYlLJ E MlLlTAlU
A PROPOSITO DEL NUOVO PROGE1'TO DI LEGGE
Conviene aclunque che vi sieno dei limiti imposti all'entità della pensione, e non già che ve ne sia uno solo come nella le.,ae è')ç') vigente, ma diversi seco ndo la durata del servizio. A me sembra che una li mitnzione abbastanza razionale pctrehbc essere kt seguenle: « La pensione fino ad una tiurala di serYizio uguale a 30 anni non possa superare le 5000 lire. Oai 30 anni fino ai 35 anni compi uli, la pensione non possa. superare le 5000 Iire aumen tate di 600 per ogni anno di servizi o in più dei 30; al di là dei 35 ano i di servizio compiuti, la pensione non possa snperare il limite di lire 8000 aumentate di 800 per ogni anno di servizio in più de.i 31S ». Così a 40 anni di servizio corrisponderel)be il limite di ,J2 mila lire, uguale, salvo cas i rissai rari, al massimo degli stipendi attL1ali ; ed a 44 ann i di ser-Ì·izio corrisponderebbe quello di .J ~ mil a li re, cioè il 1uassimo as::ioluto degli alti stipend i. V
J
Finora le proposte fatte rinettono unica men le OaJi iil1f)ieoati e non le O loro famig lie; ma, riguardo alla pensione delle vedoYe e degli orfani io nou potre.i che ripetere quanLo ho già detto nelia prima parte di questo lavoro (·I). Io credo cbe l'unico modo efficace e dignitoso di provvedervi è quello di escludere dalla associazione tontinaria l' impiegato con famiglia. Quando un impiega to prende moglie la Cassa dovrebbe liquidare il capitale pensione fino allora per I ui accumulato tonti nariarnente, ed aprire un conto co rrente a suo favo re inscrivendovi tale cap itale, e successivamente le r iLenute ed il concorso dello Stato secondo gli effettivi ''ersamenti tri mestrali o,mensili, capitalizzando po i tutto al 4 .'/2 p. 0 / ,,. Il cap itale esistente al momen to dell 'o;;cita della tontina po trebbe essere valutalo in base ai versamenti, faci lmente r intracciabili , slati fatti alia Cassa da lui e per lni, ed in base ad un saggio di interesse ton ti nario prestabilito (da 5,5 a 6 per cento, secondo che risultasse da calcoli fatti sopra al.tendibi li statistiche). - D~tl momento dell'apertura del conto corrente l'imp iegato ammogliato cesserebbe di appart011ere alla tontina; perderebbe perciò i vantaggi derivanti dalla morte o dall'elimina'
(I) V. Rivista Militare di dicembre 1882, pag . 469.
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,163
zione di alcuni soci, ma la sL1a fomig li,i non perderebbe, nel caso ch'eali morisse, ciò che è inscriLLo alla Cassa come sua proprietà . L~ conseguenza dell' uscita dalla tontina si r iassumerebbe aclunqoe per l'i mpiegato in una diminuzione del capitale ~en~io~e _in caso di_ viLa, in una assicurazione di tale capitale alla lamrglia rn caso d1 mort:e . I prospètti più addietro riportati permettono. di val~ta'.·e qual~ sia l'effetto dell a tontina sul capilfl°le-pensione. Come s, rileva da, rapporti del capitale dovuto al la tontina col capitale totale, l_'effetto cli questa è poco diverso da quello che producono le ritenute sul lo stipend io dell'impiegato. Affinché adunqlle, a favore dell'impiegato con fami~ lia (::i.mmesso· che uscisse da ll a to ntina fi~ dal princip io della carriera) si formi all a C:assa lo stesso capitale, che si forma in pari cond iziorii di servizio e di stipendio pctgli altri imp iegati, egli dovrebbe assoggettarsi a doppia ritenuta . Siccome però è supponibil e che la general ità rimanga in to?tina per un cerlo numero d'ann i, durante i quali _i l capitale si_ accumula in ragione superiore a. quella del puro interesse, cosi po trebbe in pratica limitarsi a meno del va lore della ritenuta ordinaria il versamento speciule da farsi alla Cassa. Forse si potrebbero ritenere sufficienti due terzi so.ltanLo ~elle r itenute ordinarie e questi po trebbero essere versati alla Cassti ju proporzion i ugnali da.li' imp iegato e dallo Stato, cioè, nella mi :Sura cli un tei·zo clell e ritenute ordinarie per ciascuno. Quando l' imp iegato con famigl ia si ritira dal servizio, gli si po:trebbe accordare, o la pura 1·m1Clit.a del capi Lale inserì l.to a suo favo re, r imanendo il capi tale stesso proprietà clei figi i; o una rendita vi talizia recro lata in auisa da mantenerne una parte alla vedovr, ed ai fi gli minorenni llopo la sua.morte; queste modal ilà dovrebbero studiarsi .detlagliatamen te. . . . Quali vantaggi essenziali del sistema che ho accennalo, 111cl1chero ,quello che i fi gii ereditano quanto il padre ba accumulato col suo lavoro e col suo r isparmio, e quello che, a qualunque epol:a uvvenga la morte del marito o del padre, la moglie ed i rigli ricevono sempre un aiL1to proporzionato alla durata dei servizi dell'impiegalo e alla importanza del suo impiego Cessa c:osì la rigidi tà illogica e crudele delle leggi alluali che negano in modo assoluto per 25 anni, ciò che
LI, l'E:'\510~1 CJ\"J L! F. )IJLITA Ili
A PHOl'OSITO
accordano dopo; dimodochè in qualche caso da un so l giorno <li più o di meno nella , ila di un uomo può dipe11dere l'agiate;,;za o la rnisel'ia deiln :1 na fam igl ia. Qnalorn si adottasse come concorso speciale dello Stato all'accrescimento della pensione per le famiglie degli impiegat i defunti, htrnisu rn sopracceauaLa di nn terzo del valore dell e l'iLenùle ord inari e, arnmellondo che l'ammontare medio degli stipendi degli impiegali ammoglial i corrisponda a·i tre quinti del complesso di Lutti gli stipendi , lo Stai.o dovrebhe spendere in più della somma fino ra indicala, cirra: I
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ed allrellanlo don·ebhero ver·.,are in più alla Cassa gl i impiegali con famiglia. Accennate cosi le principal i disposizioni ell e, a mio l)arern, potrebbero comren ientemente regolare le pensioni degli impiegati futur i dirò ora ciò che pou:ehhe ~sser fa llo, riguardo agli impiega ti at.tnalmente in servi1/. iO. Intorno alla con,en ionza di estendere a questi la nuorn legge sull e pensioni . qnalora si stimasse conveni ente di l'aria. più larga cli quella attuale, io non potrei che ripelero quanto Il o scriLlo, comhaLtendo le disposizioni transitorio del progetto pre;;cntato alla Camera dei depu Ln.li. - Gli impi egati hanno sempre pagalo quello elle lo Stato lia loro imposto di pagare; non scrrn aduuque il dire. che la misura delle ritenute cla imporsi ai nuovi, sia più alta di qu ella che è Rlata pagata dai ,,ecchi: lo Staio ha fa Lto male a farne pagare finùrn una più bas:;a . D'altra parte l'aliquota di pensione che è dovula alle pure ritenute, come si ò già dimostralo, è così scarsa, che !a misnrn di qneste non può e~scre in vocn ta nè cln ll'impiegato, nè dallo Sta lo per sostenere una di fTerente misura della pen sione, sia. in più, sia in mono. Non vale ne:rnche il dire che, a diffcrnnza di quanto anerrit riguardo ai nuovi impiegnti, non si siano formati i fondi necessari n pagare agli alLnali impiegali le pensi oni analoga mente n, quanto si farà in futuro. Perchè, infalLi, se lo Stato invece di far fruttare le ri-
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l'IIOGETTO 1.)( LEGGI•:
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tenute der•li impie at i un itamente ac1 un concorso proprio per costi Luire i fondi conn cui pagar loro le pensioni, ha credulo bene di servirsi delle une e dell'a ltro per altri scop i, che cosa ne possono gli impie~ati? . Esso ha contraLLo verso cli loro un debito precisamente egua le al capitale ell e, faceodo altrimouti, si sarebbe accumulalo di a11nu in anno presso una Cassa-pensioni . E qneslo debito è reale e dovr~ essere pagato Lanlo scrnpo losamenlo cd ine~o n)b ilmente, quanto gli inl oressi della rendita pubblica. Per rimettere le cose come arrebitcro dornto essere, lo Slalo non ha orn che da fare una sola cosa : ro11solidare il .mo d1·bito , vale a cli?'e pa.ya1·<1 q nr.llo che ha colla Cassa· pensioni /ar·mdo111' 11n alll'ù 1·ol pubblico . Allora o"ni difficoltà. spari~ce: l'innesto del nuo\'O col vecchio è l'aLLO; è im~edila ogni brn sc:t r·oll urn cli conlin ui~à rra. il prcs~nle e l'a\'Yenire; è LolLn ogni di\'ersità cli tratlamenlo Ira chi appari iene alln stessa fa1niglin e prcsla lo stesso servizi o; la nuova legge con i suoi oneri cd i suoi van1aggi entra subito nel suo pieno s,,iluppo. Ad alcuni potrebbe parere poco giusta l'csLensione della nuova e più grave misura delle ri t.en ute, tani.o a cli i i1~tenderà app~·offitl.are dcHa nno,·a legge, quanto a chi vorrà p•·oscegliere la veccl'.1a: ~Ht q.uand~ si riflella. che l'opzione perquestrt avvcrràsollanlo nei casi, pe1 qu.ah è pitì va t1taggio6a. della nuova, si scorger·à invece cl~e 1,t giustizia richiedè l' e~lensionc generale dei piLL gravi oneri . Del resto n. me sembra che lo S1ato, il quale non Ila mai domandalo il perairli impie,ra1i' •)or fissm·e le riLenuLe sugli sti pendi, possa faro. messo • c. V n t n. meno di dom,rnclarlo anche oggi. Col cGnsenso del Parlamento il Go,,crno può mnLare doman i per LuLti, vecchi e nuovi impiegali, I~ mi sura delle rjLcnuLe, collo stesso cfo illo in 1.Jase ,1 1 quale In mulo 11cl. I 86l e nel 1876. Lo SLaLo, senza che nessuno possa rit.enel'e lesa la giusLizia, potrebbe fare anche di più ~o a lui conYcnis:;e: anche impone ndo subito le nuore ri1 ennle, polrchbe fis~are una durnln di lran:;izione da una lea«o all'allrn . Potrebbe stabilire p. e: che il pnssaggio debba farsi i,~~licci anni per gl i impiegati e in cinque ann i pei mili tari; dimodochè la dilTerenza di enliLi1 della pei1sionc abbia a ripartirsi dur·ante C[uesto periodo, proporzionalmente al tempo che l'. imp ie~ato aspetterà. a ritirarsi. Solo in tal modo lo Stato potrebbe torse ntar11
X ti X 6 800 000 = 1 360 000;
om. ~uovo
~ 66
LE l'ENS IO!\f CIVILI E .MILITARI
A PROPOSITO DEL NUOVO PROGETTO DI LEGGE
dare e meglio ripartire la straord,inaria afl111 enza che avvenà a(rli sportelli delle pensioni fra qualche anno, quando sarà maturato diritto a pensione per la gran massa degli impiegali entrati in servizio nel 1860-61.
'\1
Se la misura delle pension i, qual'è proposta più addietro, volesse estendersi agl i impiegati ora in servizio, quale sarebbe it capitale che dovrebbe accordarsi alla Cassa-pension i? quale il debi toda consolidare? - AltretLanto interesserebbe poter rispondere a questa domanda, qua.nto è difficile il farlo speditamenle con qua.Iche esattezza. Però un risul tato grossolanamente approssimativo si può ottenere operando nel seguente modo . Se si calcola il capitale-pensione accurn ulato dopo 5, dopo rn, dopo "5 anni di servizio ecc., Gno, a 35 anni, es i riferisce allo stipendio 1·onsegu ito alla fine di questo tempo, si trova che esso può rispettivamente ritenersi eguale ad I ,O -
·I ,7ij - 2,75 -.q. - 5,6 - 7,5 - •I O vo lte lo stipendio.
Da questi rapporl.i si può dedurne degli altri inLermedi pel caso che la durata del servizio sia espressa complessivamente per quinquenui, sia cioè di 0-5, di 6-10, di 1·1--15 anni, ecc. ecc., fino di 36- 40. Questi altri rapporti medi del capii.aie- pensione accumulalo all o stipendio nltimo consegnilo, sono ri speLtivamente per ciascun quinquennio i seguenti: · 0,8 - 1,3 - 2_,2 -
3,3 -
4 ,7 -
6,4 -
8,7 -
10.
1
L'ultimo valore può ritenersi anche per durate cli servizio superiori ai 40 anni, perchè è largamente sufficiente al pagamento dell'intero stipendio vita durante. · Dagli Allegati statistici al clisegno di le.gge sulle pension,i, a pag. 38 e 66 dei q,Jali sono inserte due t:wole contenenti la« classificazione degli impiegati civili e degli uffi cial i di terra e di mare in attività di servizio il •1° settembre "88·1, per ammontare di stipendio ultimo e per ann i di ,,ervizio », si può r il evare il numero di impiegati e di ufficial i esisten ti per ogni quinquennio di sen izio e per ogni stipendio medio. Mol tipl icando queslo numero per l'ammontare dello stipendio e per il rapporto medio conispondente all a
167
1
durata di servizio che si considera e sommando poi tutti i diversi prodotti, si pnò tro vare quale sia il capitale pens ione complessivo, necessario per estendere ~tgl i attuali impiegali le nuoye pensioni. Il risnitato finale di simili calco li, è il seguente : lire k2i) mi li oni per gli imp iegati ; >> . '155 » per gli urficiali; in tuLto lire 580 milioni. Ognunovedecomel'errore(non impossibile, sebbene non del tutto probabile in puro aumento) di 0,•1 soltan to nel complesso dei rapporti medii, altererebbe il risultato cli circa 60 milioni: il che dimostra la grossolanità del metodo usato. Bia per questa rag·ione, sia percbè nel computo del servizio sono già inclusi gli anni di serv izio militare m~ll a truppa e non si deve perciò assegnare alcun compenso per questo, la somma _complessiva trovata può ridursi alla cifra tonda cli 500 milioni , dalla quale non potrebbe cliscost:i.rsi granchè la cifra, che si ricercasse con più esatti calcoli . Il capitale di 500 milioni al saggio del 4 ;J 12 p. oro, rappresenta una rendita cli 22 112 mi li oni netta cli tasse, corrispondente a quasi 26 mili9ni di rendiLa lorda; e tanta bisognerebbe inscriverne su l gran lib.ro per estendere agli impiegati attualmente in servizio • la misura delle pensioni più addietro proposta. Si vorrà. fare ciò? È permesso di dubitarne fortemente; perchè, mentre in sostanza l'inscrizione di qnesta nno va rendita non sarebbe che il riconoscimento di un debi to già esistente, .a molti · parrà invece creazione di un nuovo debito. C.os:ì è parsa ad ·alcuni, e certo molto erroneamente, anche l'operazione fo.ttane\1884 pel consolidamen Lo del debito per pensioni già scadute .. D'a!Lra parte però lo Stato ha convenienza a mantenere le cose come stanno, a lasciare intatte le disposizioni della legge ·I 4 aprile •I864 ? Questa convenienza a me non sembra. che debba essere molla per le seguenti considerazioni: '1 ° L'attuale legislazione sulle pensioni arreca un onere poco diverso da quell o che risulterebbe dal fore retrnceclere a 80 anni il dirittl1 a pensione, e porlrtre la mi,,ura di questa a 70 centesimi della media n·iennale degli stipendi dopo tale durnta di servizio, a 1
168
'
I.E J>E.SSIO.'(J Cl\'ILI E )!11.rTARI
85 centesimi dopo ;15 an11i od alla inl.el'a media dopo W anni . lnfoLLi, allualmente un tel'::o degli impiegali , a in pensione con soli .25-.20 anni di servizio, e queste pension i premaLnre riescono assai gl"avose, co1neèsta1.o gii't notato; clippiù aLLualmen le la misnru delle pensioni, se è più bassa di quella proposta per gli impiegali con stipendio elevato, che sono i pochi, è per contro più alta per gli impiegati con stipendio in l'erioroo non mo lto snperiorc all e 2000 li re, che sono i più. Inrnce di 55 ecntesimi della media dopo 25 anui di ser,izio. in caso di inabiliti! a continuarlo rif/Ol"osamente conslaiaui attualmente si acco rdano G2,5 cen Le~imi, senza efficaci restrizion i pratiche; im-ece di 70 cen tesimi dopo 30 anni, se ne accordano, 5. - La limitazione del massimo della pensione a 80 centesim i della mecli:i triennale non compensa lo Stato delle accennate la rghezze, perchè non sono molli che rise11 to110 ta le li111i1.nzione, e perchè costa meno una pensione cli 80 centesimi dello stipendio dopo 31> ann i di serviz io, che non una, non giit di 6'2, ma anche di soli tHi centesim i dopo '25 anni . 2" .lmme::so anche che la .;pesa complessira per le pensioni secondo la legge I8Gi sia minore di quella che ri~ulterel1be per lo pensioni l)r-oposl.c, la differenza non va a van[a.o-...,io nv dell o Stato , ll'l ',l, "egli impiegal i, i quali pagano aLtualmenLe poco più di tre milioni come ritenuta, e pagherebbero invece più il doppio col sistema proposto. Lo Stato adunque, moclifìca ndo come è slalo detto la le,rrre sulle nu pensioni anche per gli impiegali gih in ser,izio, finirebbe probabilmente per guadagnarci anche fin anziamenle, o gli impiegati non sarebbero malcontenli di pagare di più, poichè vedrollhcro lo lle le limitazi~ni ora imposte alla loro pensione. si sent irebbero meglio garanti ti durante tutto il tempo del loro servizio e Yedrebbero assicuralo in ogni evenienza un aiuto efl icacea ll e loro famirro li e' aiulo (.,' prorenicnle in massima- parie da legillima proprietà e non da caritatevol e suss idio. Qualunque sia per essere la sorte che Locchera ad una · nuoYa legf!e definitira sul le pensioni, si faccia ~enerosa od arnra o-eneraie o limilat<1, opp11 r·e non si faccia del Lutto, pe1· l'ese!'ciLo urge di fare subilo qualche cosa, sia pure i11 proporzioni più modeste di J \ .,
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A Pnorosno DH :scovo PU.Of.ETTO
J)J
LEGGE
169
quant.o esigerehbo la streua ginsLizia. Le pensioni mili l:ni, tan to inferiori a quelle <legli impiegai.i civili e completamente insumcien ti ai hisogni del viYere, non potrebbero essere ma1Henute più a lungo come so no, senza cagionare gmvi pe,·tnrbazion i all'esercito. Senza. aspetlaro le deci.~ion i, forse mo lto lon tane, che po tl'anuo esse1·e prese intorno ad una nuoHt leggo generale, la quale per di più potrebbe non ri sgu::trclare coloro che sono aLlualrnente in serr izio, conrie11c ndtrnquc estendere ai mi li La l'i la lef!gC che regola. le pensioni ci, ili, in!rocl11cendo1 i soltanto quelli speciali lemperamenli sui quali non può cadere disaccordo . Questo pl'0vvedimento è auoso ansiosamente cla l.ntto il corpo degli ufficiali, è atleso da lanti valorosi cui pesa, dopo :iver comhattu!o le Jrnllaglie dcl i' indipendenza, dopo a, cr fallo continuo ed intero sacrifìzio di sè ste,-si, vedersi posposti a. chi condusse più comoda o meno pcricoiosa vila. ?\è le loro aspirazioni non potrebbero essere più modeste: ossi si limitano a desiderare di essere trattati ugualmenLe di questi. Il Ministro della guerra ha rinnovato solennemen te dinanzi alla Cnmera l,1 promcs.,a rhe egl i provvcdt'rà ali" immediata e socldi.,facenLe so luzione di una questione dì così vi Lale impo rtanza per l'esercito, ed è anzi notorio che !,a !al.Lo mollo di più, clte ha prepal'ato un apposi lo disegno cli legge, il quale forse, quando appatirit questo scriu.o, sarit già. sl:tlo pre3entato all a. Camera. S11ppone che i LegislaL01·i abb ìnno hisogno di eccitamento per approvare una leg~e che non lende ad allro che a cancellare una Oagranlo ingiusl izia, sarebb e far loro un troppo grave torto : ma non è fo rse inopportuno cli rivolge1·e loro la preghiera di ricordarsi che la casa brucia e non ,i è tempo da perdere; e che dalla loro sollecitudi no soltanto cli pende J'i rnpcclire nuove in;.siustizie a danno di coloro che più lian éliriLlo all a loro considerazione, perchè non hanno mai rifuggilo da pericoli. nè da sacl'ifizi per l'interesse della nm:ione. 1
L. Cn;n1- YECCHI Capila110 di Stato .UO.'ff!Ìo1·e.
AUeg¡at.o B.
Prospetti es.tratti dagli ALLEGATI STATISTICI al Disegno di legge sulle pensioni civili e militari. - Voi. 11~
l\'ota,. -
Le ~ita1.ioni delle patine si rifol'iscono al l'OI. II precita to .
72
,\ PROPOS fTO DEL NUOVO PHOGErro o l LEGGB
LE PEXS ro.:sr Cll'JLr E MlLITAIU
sedicennfo 1865-1880, classif1cah per anni di elà all'enlrala in peasiope (pag. 158-159).
I. - Pr&spetlo degli alfici1li di terra e di mm pensionali per anziaoila nel
I A nni d'età
..i:'.. . 42
, I Numero degli ufficiali
431 441 45
~
4.7 48 49 50 5·l 52 53
I
N umero degli ufficial i .
.
.
.
4,6[J:2 4.8-,
_J;;1io ~~~
I.Inni di 01~_·_·_.
I~omerodeglio[(ieia li . ·1'1 8
4,4.
45
~
48 491 so 51
.q.7
52 53 54
28 . 100 134 230 304 3G7 'i-34 ~ 4.si/567 381 446 285 275
~umern per mii le . 19 ¼ 'i, 1,'. lG
½ 22 38 50 60 1/ ~ 7'1 116 ½
(
Anni di eia'
Numoro degli impiegati
,, Noincro per mille
I 45 56 !? ~
79 1 93 63 7;3 ' / , 47 ,}5
36 48 ì3 89 l09 '13/i·r'l46 184 'l88 1 18 / ,
l'l 17 21 2(1 1 32 3
1 ~
~ 215 '192 1,87 21 5 101- 213 189
431 44. 43
V. - Prospelto degli u!fic:a!i dell' esereiloin altività di servizio al 1° sellembre1881classificati ~er A nn i cl i elà Numero d i ufficiali esis ten ti
-·18--20
21-2:')
320
H25
Numero rifc~rito a m ille
28
Diminuzione per servizio ausil iar io Dim inuzione riferi ta a mil le uff1ciali pr eesisten ti
I 26-30 1:•50
31-35 14'14
Num ero degli impiegal i N umero riferi to a mille-
241
121 7 4.1 91 1~1
·122
1'16
121
-
-
-
-
IO
-
-
-
I
I
I '18-20 I 21-25 I '19 I 1231 '
-
J
32
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31-35
36-40
'"'139 "' 126110
3531
.445!)
5531
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-145
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3I
6G8:3
3
111/, '/2
1000
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I
731
74,1 75 76177 78179 80
Tolali
t
.1,7 41 60 26 20 13 5 2
4.234
I
3() 4.7 3a 45 !i2 33 25 20 1 21 I G 15 1'i 1 101 14 bi f> 31 J "2
1000
I
• 167198
l.!ff;l
r-
191 [78 l38l106l 85 8, 66 62
elà (pag. 59), ede:le diminuzioni arrecate dalla pos:zionedi serviziGausi[imo lino al setlemòre !882. -~
215
{6-50 2033 174
ot -55
56-60
618
GG-70
175
669
319
15
57
27
7'1-75
I -
3
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I
69
30
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6
3
14
I
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5
161
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6 1-65
I
1
31
I
I
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- -- - - - - - - - - - - -- - -
62 ~ I 61 65 66 C171 681 691 70 7·1 72
·15i
26-30
4
1 1 r,5 56 - 57 58 59 60 GJ 62 63! 6!, , 5 661 67 68 e19I 70
2510
1800
VI. - Prnspello degli impiegati civili (escloso il basso personale) in ' An ni di elà
·J272
41-45
36-4,0
4,658
he~ennio!87.-80 classificali ~t r etàali uscila del servizioaHivo (pag. 86 87).
451 4't 51 16 50 45
f)1
7 - ;1-;
d
3fll
1
491 501 5 1 021 5;3 M 55 56 57 f>8 59 60 HJ
Tol~lc•
Tot11 le
:n 1/il 31 27 21 ·18 H1 13 101 7 G 5 3 3½ 3
IV. - Pro5pello degli impiegati òili pensionati nel
I
6r) 66 67 68 5g 701 71
sed:cennio 1865-1870 e degli ufficiali àel l'esercito collo~ati .in posi7ÌQne classif:catiper elàall'uscila dal servizioallivo.
11 I. - Prospettodegli uHiciali tli terra e òi mne pensionati nel
di se:vizio ausiliario a !alloil settembre 1882
~
49,. 501511 52153 54. 5::i[ 561571 581 ;i910ol 01 1 n2I 631 641 65
1l35 IH6 01' 86 57 49
41 61 3 17 251 31:1 96 841140174
.
<t~
novembre 1881 al sellembre 1882, classificati per ,nni rli età all'uscita dal servizio altivo.
Il. - P1ospetlo ~egli ufficiali dèll'esercito collocati in posizione di servizio ausiliario dal
30j~l__:t!. 42 4'.{, 44145
6 1 62
226193 165 l4~ Jllt 103 83 70 47 41 31 30 18 20 '17
% 83 1091162,208 283 294, 537 3% 43 1 290360 228
IJI_A_n_t_ 'li_c_Ii_e_t_à__ ._ ._._ _ _._ ._._·
no
54 55 riG o7 58 59
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-
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-
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-
109
~ lività di seivizio al ! te;tcmbre !881 cbssif:cali per eti (pag. 5b). 0
-
4,H:5
46-50
5-1-5:,
6022
5683
4933
158
149
129
56-60 3351 88
61-65
66-70 1_21 -75
2075
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372 10
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RIVISTA ESTEHA
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RIVISTA ESTERA
-
L'ORD1NAMENTO MIL ITARE DELLA SVIZZERA ( l)
Recliitarnento. - Il reclutamento è regionale. Tutti i cittadini atti .alle arm i hanno l'obbligo al servizio militare personale, dal principiare dell'anno in cui compiono i 20 sino ai /13 anni comp iuti. Esclusi da questo dovere e da questo diritto sono gli esclusi dai diritti civili . In pace l'obbligo al servizio consiste nel prender parte ad un certo numero cli esercitazioni. Vi sono alcune eccezioni, ma non as::;olute; gli esenti debbono tnttavia assistere ad uno dei corsi d'istruzione fatti :alle reclute, ed essere incorporati in un riparto della milizia. I citta<lini che, giunt_i all'età della coscrizione, non sono in grado di prestar servizio personalmente devono pagare una tassa annua. Le operazioni di lrwa hanno genera lmente luogo durante i mesi di ,seuembre e di ottobre iÙ ogni cir..:oscrizione di divisione per cura di ,un ufficiale superiore second.i to da vari funzionari. A1Je arm i a cavallo, tranne il caso di necessità, si destinano le reclute volontario. Ecco alcuni dati sulle operazioni delle ultime leve: (I ) L'arm ée ,twisse par J . F8tss , co lonel chef <le !'arme de l 'in fanterie suisse. - Edi ti on fra11ç;1is~ p,r·E. Ku11, , lìe uteoan r.-colooel. instru cte.ur d'i nfa nterie de pre mi /ml ,classe. - Ncuchàtel e~ r aris 1$83 - l ,·o!. in -8 d i 292 pag.
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627
Cù·cosc1·izione mili tare ·territMiale. - I l territorio della Confederazione è diviso in 8 circoscrizioni di divisione, le quali sono delinea te in modo dit fornire tutti i battaglioni di fucilieri di una divisione e, possibilmente, anche gl i nitri riparti della stessa divisione. In generale, il tenitorio di un cantone appartiene ad una sola circoscrizione di divisione, salvo pei cantoni di Berna, Schwytz e Valese . Le circoscrizioni sono suddivise in circoli di reclutamento, ciascuno dei quali fornisce uno, o al più tre battaglion i di fuci lieri, sia alla eletta, sia alla lnndwchr. Per 111 formazione dei carabinieri e di àltri corpi speciali è stato necessario di aliontanarsi dal ripnrto normale: si è dovuto tener conto dei corpi che già esistevano e delle difficoltà Joc:-ili inerenti al reclutamento. Al comaudo del circolo. v'ha un ufficiale incaricato, fra lé .altre cose, di tenere i ruoli degli uom ini appartenenti alle varie armi, di sorvegliare le operazioni di reclntamento e di t.rasmettere gli ordini di convocazione. Ogni cantone forma , secondo la sua estensione, uno o diversi circoli. QuesLi si dividono in sezioni, di estensione variabile, il di cui capo esercita, in una sfera più ristretta , le stesse funzioni del comandante del ·circolo, suo superiore immediato. In alcuni cantoni le delimitazioni delle sezioni corrispondono con quelle politid1e dei eomuui; in altri invece le prime comprendono diverse delle seconde.
'
177
RLVJST,1
ESTERA
Presso ogni amminislrnzione cantoualr è <lcl<'gato un mcmbl'o de governo che lia il titolo di dirPttore militare rrl è la più elevata antori l.\ rnililal'C del cantone; riceve gl i ordi ni da ll a Conl'edc!'azio110 . I comandi dei circoli di l'eclntameuto e delle sezioni rlipernlouo dalle direzioni mili1ari cantomtli. La 1" di,•isione, chn confin a coll a Fr;incia o per un hl'Cvc 1,rauo coll'Ilalia, comprende i cantoni di V::rnd, Giucna e parie di quello di Vàlcse: 331,407 abitanti domiciliati. La 2/' cl ivisioue, che confì na colla F,·ancia e colla Gor111nnin, c.:omprendc i cnnloni di Friburgo, Neuchàtel e parte di quel lo di Berna : 291,655 abitanLi. La 3• divisione è Lnttn ra('.citinsn nel cantone ùi Bernn : 3'z,i.,6(\.0 abitanti . Ln ,i,it divisione comprende part~ del raotonc <li Berna, <fucilo <li Lnccrna, di U11terwa lden e cli Zoug: 280,(tl6 abitanti. La 5° divisione, chr confina colla Germania, comprcucle i can toni di Solrnre, Uùle-Campngne, Ràle-Yillc cd ArgoYia: 368,/~87 abitanti. La 6" divisione, che confìnn colla G1\nnania, comprende i can toni di Sciaffusa, Zurigo e parte di quello di Schw)•Lz: 3+6,;U-i- abitanti Ln divisione, chr, coufìnn colla Germania e coli' Au!-tria, com p_rendc i cantoni di Turgovia, Snn Gallo ed Apponzell: 352,H-8 abitanti. L'8" divisione, In più vasta, confìna coli' Italia e coll'Austria, e comprende i cantoni cli Gforis, Ticino, dei Grigioni, cli Uri, e parte di quelli di Schwytz e del Valesr: 3 19, fi.,\.5 abi tn nti.
Ordinamento. - La Svizzera non ha tl'uppe permanenti propril1mcule dNtr: il suo esercito si compone di milizie; nè v'ha distinzion,, fra piede di p,u:c e piede di guerra. L'esercito federn lo comprende In elettci (élite) e la landwehr. Alla rlrua appartengono le 12 cla~si di età meno anziane; rlall'arruolarucoto 1lelle reclute fino al 3·1 dicembre no fonno parte 11,J cl:issi. T,a landweltr comprendo le 12. c.;lassi più anziane: il pns!\aggio alla land\\chr ha luogo normalmente alla fine dell'anno nel qualo i militi c0mpio110 i 3:il anni di età. I sottuffìciali 1' gregari di cavallcrin pas~:mo alla landwoht· dopo 1O anni cli servizio nell:i eletta . L'esercito federale è composto di : ..1. Fanteria (fucil ieri e carabinieri). B. Cavalleria (dragoni e gu ide). C. .\rtiglicria (cannonieri, soldati del treno e del parco, ed artificieri). D. Genio (zappatori, pontieri, e pionieri). E. Truppe sanitarie (personale medico e Yetoriuario). F. Trnppe di amrn i11istrazione. Le va1'iP armi ROno ordinate in unità ol'ganiche e rruesto ordinamento è comune alla elrua cd alla landwehr; ceco il nome e la ·com posizio1rn deJle unità suddelte: .1. Pr•1' la fa ntoriii : 1n li battaglione di fucilie1·i: uno stato maggiore e i compagnie - ogni ~ompagnin :j uffì('iali, 2.6 ~ottuffici:ili e ,15/~ soldati i1L tutto % uffìc(ali, 7,\.9 sottuffìcin li e soldnti (dei qua li 672 armati di fucile), 7 cavalli da sella, ,t3 da tiro e G Yeicoli. 2.0 Il battoylione ri'i carabinieri, come qL1ello di fucilieri. · 13. Per fa cavalleria: IO Lo squadrone di dragoni: 5 ufficiali, 17 soltnf!ìciali e l 02 sold~ ti (comba ttenti ·1H o ,105 arlllali di moschetto); 12!~ cavalli da sel la, 8 da tiro e 3 veicoli. .2° La compagnia di guide: 2 ufficiali, 7 sottufficiali e 3i sol.., dati (1~2 comhauonti), 45 cavalli da sella. C. Per l'artiglieria: -1 ° La balle1'ia. montata: 1 ufficiali, ~5 :,Ottuflicia li, 138 soldati, '.20 c:iv:ill i d:1 sella, 100 da tiro e 18 veicoli, dei qu:i li 6 pezzi. 2° La /Jaucria da montagna: 7 ufficiali, -1 o sottufficial i, J ,t.8 soldati; 8:3 quadrupedi, dei rruali 112 cavalli eia ~ella, 6 pezzi. ~! 0 La coinpagnici da posiziorw : 6 ufficiali, ·17 solluffìcia li e 99 soldati.
,a
1
Ri/11ncio militare . - Le spe,c si di,•irlono in frdernli e cantounli : TS77
Confederazione, L. 12,098,219 » ,, ,260, or~,, C:ullon i,
IS78
187()
I 1,9+5,922 ·I ,097Ylt~
12,301,rno , ,0 11,227 1
,1:J,:fo8,327 To1.1le » 13,358,260 i ,85 5,01 6 Pel' ogni a bil,mte • (Csn:,irncnto ,t870 2,6<ì9 ,·1P :-i liitanti) .
Con l't3derl1ziono, C;lnlo11i
18:!0 L. 10, 99:1 ,!)6fl ,> 1,0,11,2':l1 1
1881
1·1,815,84-8 ,1,Oi 1,227
12,867,073 Totale » 112,005, 119·1 I'cr n/!11 i uhi1n11 10 ,, (\.,2.t i, iH (1.Cll$i111c11 to 1880 - 2,83~ ,787 abit,rnti). 1
1
1
1
1
ANNO lCXV III, VOL li.
12
'178
mnsTt\.
D. Pel genio: Il battaglione del genio composto di :
4° La colonna, da parco (artiglieria da c:impagua). Ve ne sono di due tipi: la colonna A è: composta di '7 ufficiali, 1:3 sottufficiidi, ·140 soldati, ·143 cav,i ll i, dei quali '2·1 da sell a e :n veicoli; la colonna B è composta cli 7 ufficiali, '13 sott'ufficia li, HO soldati, •137 (;avalli, dei quali 2·1 da selln e :J6 veico li. 5° l ! battaglfone cle/ treno composto: a,) lo stato m;ig-giorn ; tJ) la 1° divisione, per guidare i reic;o li del battaglione del genio; e;) 11, 2• di visione, per guidare i veicol i della compaguia di ammiuistrazion~; cl) l:i 2• divisione del hnttaglione del treno di lanclwehr· per guidare i veicoli del lnzaretto da campagna clell'elew1.
Sotto Ufficiali ufficiali
Stato maggi?re ,j. diYisionc '.2a id. za id. (lirndwehr)
Cavalli Cavalli Solda(i da se ll a da li.ro
;3 3 li3
Totale ,, :J
7 11
1
7
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25
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'.267
4 12 '18 12 46
·114
30
15/i.
!10
~
38
06
374
7
12
437
2
12
10'7
~
H
88
6
19
38
336
19
Della 11"divisione del batta g. del treno 3
'7
8•1
12
1H,
Totale 22
/15
4'17
3·1
~14
Totale
Veicoli
1
Veicoli
30
;30
E, Per le truppe sl\nitarie: ,1\0
108
Cava ll i Cavalli Soldali da se 11 a da tiro
4-
5 Stalo maggiore 1• compagnia (zappatori, ,J 43 fucili) fa• .. 2• compagnia ( pontieri, 14 ,i fucili) ,i 3a comp. ;('I) (pionieri, 86 fucili) 6
1
Sotto Ufficiali ufficiali
179
ESTF.RA
Il lazza1·euo da campagna, composto di:
(
Sotto UfJ:l.ciali ufficiali
Il battaglione del treno di landwehr è fol'mnto da 3 divisioni (Ab: theilung): ,Ja trr.no pel battaglione del genio della l:rnclweher; 2" treno pel lazzaretto da caiupagn,ì del la eletta; /.Ja tre110 per h, compaguin di amministrazione della landwehr. La 1a divi~ione Ml battnglione di landweh1' corrisponde alla 1" di quello d.elia elr,ttn, e h1 3" divisione cli landwehr nìla 2 i della elct.ta. Ln z" divisione del treno cli laudwehr non può essere chiamat~ a servire nella elet.ta che iu caso di guerra. Per le ambulanze dell11 l:rnclwehr si clovrù ricorrere a 11uaclrnpedi e carri di requisizione cd al personale in soprannumero. Oltre ai ha ttaglioni del treno v'ha il treno d;i. l•inea, che è quello addetto alle unità cli fanteria e cavalleria ed agli stati maggiori dei corpi combinati, 6° La compagnia cli cirti(iC'i,eri, 160 uomini.
5 Stato maggiore 30 5 ambulanze Colonna di vetture Colonna del materiale cli riserva -
1
20
Cavall i c avalli Soldati da s e ll a da tiro
,1
3
150
ti
Veicoli
3~
2.0 '16
2.4
2
50
1
Totale 3o Del la :zadivisione del ba ttagl. del treno 3 di lanclwher
...
1
Totale 38
2.,1
38
~5'1
8
I
81
,1:2
106
2.8
232.
20
106
..,
)
(!)
Divisa in due s ezion i: 1• sezione telegra fis ti, ~· sezione ferro vieri.
~
38
~80
RI VISTA
ESTE RA.
2° La colonna cla trasp01·to cleUa riserva sanitciria dell' ese1·cilo (per la sola Jandwher) è composta cli 2 uf'ficiàli, 2 sottnfficiali, ,1O soldati, 6,i, caval li eia tiro e 32 veicoli.
Cantoncili. Fanteria ..
F. Per le irnppe cli ammin istrazione:
La compagnia, di cirmninislraz·ione, la qnale, oltre al maggiore comandante, un medico ed uu quartier rn astro, comprende:
Uftìci1Ji
SoL!o ufficiali
Cavalli Cavalli Soldati da sella da tiro
Vei coli
18·1
( 98 battaglioni fucilieri. ( 8 id. carabinieri.
2i squadroni dragoni . fi.8 batterie da campagna. 2 id. montagna . ,JO compagnie da posizione.
Cavalleria '·. .Artiglie1·ia .
B. La la nel wehr comprende :
,1a sezione (delle sus-
si:;tenze) :3 2t, sezione (dei ma({. gazziui) Della -z•divisione del hattag. del treno {i.
¾
Fedemli.
34,
3
Cavalleria
11
Artiglieria
1
T.otale H
·18
154
Le unitù di truppa dell'eseì'ci to federa le, cosi dell'eletta come della· lanùwher, sono iu parte cantonali, ossia formate da uomini appaàenent1 allo stesso cantone, ed in parte {ederat,i, ossia formate dalla Cou i'ederazione, per 1:agion i di ,·celutarnento, con uomini appartenenti· ,1 più di un cantone. A . La eletta comprende:
·12 compagnie cli guide. ,f 6 colonne da parco. 8 batt.iglioui del treno. Artigl ieria ( ~ co mpagnie di arti1ìcieri . Genio . . . . . . 8 battaglioni del genio. Sanità . . . . . . 8 lazzaretti da campagna. A mrn inistrazione. 8 compagnie di amministrazione· ~
2 compagnie di artificieri.
Genio
Amministrazione .
8 compagnie d'ammin istrazione. CcintonaJi .
Fanteria .
Artiglieria
Cavalleria
\
8 battaglioni genio. 8 lazzaretti da campagna. 5 colonne da trasporti.
Cavalleria Federnli.
12 compagnie guide. 8 colonnl3 da parco. 8 battaglioni del treno.
1
1
l
-
'l
98 Lat.taglioni cli fucilieri. 8 id. carabinieri.
2A squadrnni di dragoni. 8 batterie da cag1pagna. ·I 5 compagn ie da posizione_.
Circn k unità appartenenti alla Jandwehr è da notarsi che esiste li ,solo personale pei dragoni, per le guide e per le batterie da campagna: le sudcle.tte un i!à non vengono allestite che in caso di guerra.
Le unit1t orcraniche minori vengono riunite per e . , formare . i. reggi. . ,menti , le brigate, i parchi, ecc., ed i gruppi cos1 ottenuti s1 rmmscono poi ancora per formare le divisioni di eserci_to . La_ l~gge _sullo -ordinamento dà il nome di co1·p h Wh trnppa com,binati a1 riparti per ...coniporr.e i quali entra uno stato maggiore e varie unità organiche. 1
18]
RI\"IST.-\.
A.
prende:
·183
ESTERA
Le truppe della eletta formano l'esercito attivo. Essa com-
,t O Lo stato maggiore ùi eserci to. 2° 8 divisiou i di e:;erci to. 3°- Ufficiali cd unità di truppa disponibili. O
,
!
·I Lo stato maggio1·e di esercito è com po~to del generale che sta alla testa dell'esercìto e dello stato maggiore che gli è addeLto sotto gli ordini del capo di stato maggiore generale. Vi appartengono 55 ufficiali cd entrano nella composizione del gran quartiere generale: 12. sottufficiali e 10 soldati, più 90 cavalli da seJla, 20 cln tiro e 10 veicoli; oltracciò v' ha un distaccamen to di fanteria e da ,t a 3 compagnie di guide. 2° t e 8 divisioni di esercito sono composte ciascunn come appare dal seguente specchio, 11otando prima quanto segue: a) La brigata di fanteria si compone dello stato maggiore e di 2. reggimenti; ogni reggimento dello stato mnggiore e di 3 hattaglion i di fucilieri. b) Il reggimento di cavalleria si comi;ono deIJo stato maggiore e di 3 squadroni. e) La brigata di artigl ieria sì compone dello stato maggiore, di 3 roggimenti o del parco divisionale; ogni reggimento dello stato m.iggiorc c di 2 batterie da campagna di 6 pezzi l'una.
lt 32 2 2 23 28 Stato maggiore divisionale . ·1.8 3 1• brigata fa nte1'ia . . . · 1~~ ~~} '.!834 ,i.(l72 67 81-l 15'] :39 3834 4672 67 8 i, 151 39 9• id. Jd. · · · 1(j, 6 'i'iO _ _ ,i:31_ 20 Éattap:lione carabinieri . _2_5 __ ·11_1 _ 634 _ __ _
Totale fante r ia
. :359 1453
19
Reuuimento cavalleria Compagnia guide . .
JI
2
'
8302 '101'14141 :306
:J,6 379
34
i-3 45
j
Tolak cavalleria
21
58
340
419 i,2fi.
Rriuata artiglieria Battagl ione treno (l)
69 3
118 -
1109
129(i 192
72 118
1109
3
322 8/4,
181
:H 1t03
-=-1~
9
21, 1d·8
~)
8't0 1032 182
4 -
I ·1
- -- --- --- - -- - -
T otale a rtiglieria
Battaglione genio _.. . 22 Lazzare tto da campagna . 38 Compagnia di amminis trazione H ' Totale gene r ule .
129!) 196 840110361 82
145 30
4l 'i
JH
232
48-1- 31
28 18
139
17 J 21
154 175 40
lt5
298 20 106 126 38 I
I
·J'>808 861 H-23 2284 :{85 , , 1..,93 105&.1 .5r'k r ' j -
••
COMB ATTEN Tl 9376 (sono 8736 fucili: non é ~omp reso lo stato maggiore d1v1s1onale).
Fante ria
386
Cavalleria Arti glieria
. 36 pezzi. 9762 uomini e 36 cannoni .
(l) 11 solo s•at0 m aggiore del baltaglioue treno è q.ui riponato .. poichè qu~st~ l~z~:~ d l eoio la compagma d1 amm1111straz1one e I staccato JJ'esso il bpalllug 1001.emp~eg~ tat;ico la ~n divisi on e (l nndwehr) del treno è com· re tto do campa gna. o sno
.
)
r
h•ur. o ciascun a u n battaglione di fucili eri in sopr11presa J.a 1•ine que8.tadta?~llu lo 5 1v1s,011e. .d', •~••erc1'to . ~ ·
184
RIVI STA
18
ESTERA
:! Ufficiali ccl unità cli f;1·uppa dispon.·ib'ili. Un numero indeterminato di uffi ciali di Lutii i gratti e di tutte le armi sta a disposizione del consiglio federale per essere poi ascritti ·a servizi speciali,. corno servizi cli rnpr,a, piazze forLi, ccc. - Le mil izie della eleua non inquadrate nelle di\'isioni di esercito, e delle qua li il comandante in capo può disporre direttamente, sono : t~ compagnie goicle, un reggimento cli arLiglieria dà montagna, composto di 2 bauerie; 2 compagnie di arLificieri , i divisioni ( 1O compagnie) di artigl ieria da posizione. 0
RIEPILOGO.
Eletta
Ila ttaglione del tre no di Jandwchr
Totalo
1
54-t
3
544
1716
7
1723
Caporali e s oldati 10460
81
10541
12717
91
'1:2808
849
12
86[
1317
106
1423
118
228i
Ufficiali Sottufficiali .
Totale uomini .
Cavalli da sella Cavalli da Liro Totale cavalli
2166
La fante 1·;a della landwehr è riunita in brigate che sono ordinate come quelle della eletta. Le 1o compagnie da posizione della lanclwehr formano 5 divisioni cl i artiglieria da posizione. Il consiglio federale ba la facoltà di dare alla Jandweb r lo stesso ordinamento della ele11a, ma ciò non è ancora stato fatto. 1
l! numero . non incorpora i.o io un rcgglmento, il quale batt.iglione è, nella stessa guisa de l battaglione c arabinieri, posto sotto gli ordini dirett i del M ma nclan te la divisione. Non sono compresi in qu e~t.a ta bella g li nitenclen ti borghesi , che competono agli ufficial i monta t i ; ma b isognerebbe t enerne con to per co lcolare le ra1.ioni viveri . Qu est i atte ndenti borghesi sa rebbero 12~ pel' ogni divisione o ·,i4 per lo sta to ma ggiore di esercito. La compag nia pon tieri del bat t:,gli onc d el gen io disr,one di un materiale cli; ponte (sistema Birago) pe r u na ongbrzza d i GC metri ed una: larghezz<1 di 13 rn. 20, mate1·i 3lo s uffic ie nte per "a rear e la magsior parte dei corsi d',Jcq\l(l cho bagnano la Snzzera . ad ec.eezione dell'Aar a ,',1llo di Berna, d el Reno e de l corso i11fcn ore del floda no, pe,· paSS!lrC i qual i sarnbbe 11eccssa rio il r.011cors o di vario comp(lgni e µont ieri, o q ue ll o del ma terialo di riser l'a de l gon io. Il parco divis ional e s i divid e ne lle colonne A e B; og ni colonna è divisa in 3 sezioui .,(l un a rise1·va . La I" s ezione fo rma la colo1111a pe1· J,i muni1.ioni d i fanteria ; la 2" e 3~ s e zion e for!Ilano la co lonna per le nù1 11 hionl d' artiglie ria: la riserv a comrrcnde i ri ma nenti veicoli .
•
B. Landwehr :
Fo1·::;a organica. - .\el seguent,~ specchio diamo la forza totale organica, u regolamentare, dell'esercito federale, in base a quanto è stato detto finora. Gli individui addetti per ragioni tattiche a qvalclrn riparto, come per esempio quelli del treno, figurano nella forza ' di questo. · Per· amore di brevi lit uon daremo lo specchio della forza esistente efTetfivamente a ruolo, ripartita per arma. Ci limiteremo a dire che: 1° Meni.re la forza organica risulta di ~02,~09, quella a ruolo al 1° gennaio ,1882 era di 208,2fi.6. 2° Volendo avere il numero degli uomini realmente disponibili · per formare le varie uniti1 organiche bisogna ridurre del ,(2, O[O (coefftcienle dato dall'esperienza) la for1.a a molo. 3° Dopo aver fau.a questa riduzione del 12. 010, se si confronta la forza a ruolo con quella organica si osserva cbe vari. ri parli, <:osi della eletta come della landwehr sono ancora incompleti; ma queste lacune saranno colmate colla incorporazione delle reclute del 1882, e ci saranno anzi del le esuberanze; onde si può conchiudere che, in caso cli guerra , la Svizzera può mobi li tare 202,000 uomini, dei quali 106,0 00 appartenenti alla eletta e !)6,000 alla lan dweh1·. 1
186
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ESTERA
Forza totale o rganica, o regola J11entare dell'esercito federale. c .,HL LsRa
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IT.· LANDWEHR Fanteria' cava ller ia 13\. Al'tiglieria · (4) .. Ge nio (5) . . . .. . Truppe sanitarie (6) . Truppe di amministrlzione (7) . . . Ufficiali disponibili
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(8) Totale landwe hr.
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(8) Totale eletta
~
Totale gene,·ale
Uomini Caval li da sella. id. da tiro . . . . . . (2) Qu.,sti .2 ufficiali_ appartc!igono al. corpo della g iustizia. militare; 1100 si posson o indicare elle,. in ~aso d1 guerra, , dragoni e le guide della lanctwehr si ano mon\atì. - (4) Lo stato mag1~ d1VJs1one del t,attaglion.e , d!"I tre no di landwebr (tren'> del genio). - (6) Il treno de lle truppe ncorrere ai caval h d1 reqU1s1z10.n~; per . le ambu lanze 88 cavall i, e pelle rolonne da trasporto -320 della l andwehr (treno dall'amm1n1straz1one). - (8) Nella eletta sono compresi 994 a ttend enti bor-
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( ! ) Per dni·e la formazione dell'esercito a t.t ivo, qua l'è ve ramente in guerra i l battaotion e del pagna e le tr u ppe d, •mmìoistrazi onc. La .2 • divis ione <lei battaglio n,3 del t;·eno d i ~ndwellr, della landwellr occorre dedu rre dal la prima: 2J uf6c1a!i, 56 so ttuffìcìijll, 648 soldati ; più_ 9G cavall i Awemo: Ufficiali. So'ttufficiali . . Caporali e soldati
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R T l jGLl l~ R 1 A
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8 - -1-6-
,J555 14270 8i3~8 106158 7221 11572 18708 3094 8207 27657\166615 20Z4~9112744 17558 S03~2 4896
treno uon è stato compreso coli ' a rtiglieria, ma col ban:,glione del genio, il laz1.a retto da CA m addetta al la1.zare tto, sì trova così compresa 'nella el etta. Pe r avere la forza ,·eale c!ella ele tta e da sella e 448 oa. tiro, ed aggiuogel'ii ul la landwe hr. ELETTA LANDWEl:ll\ 4531 3676 )34'13 14214
••
m~
105!%
97054
11124
6434
7125
5Gl9
gli altri ·U fficiali disponibili pe,·chè il loro num ero no n è fissato dalla Jes[:le. - (3) '-f l~gge preveçle gtore d_el treno è q u, compreso; per le colonne.da parco .si o preso 11 tipo A. - .< •) Compresa.la san1tane (laadwehr è aggiunto alla eletta; pe1 laz1.arctt1 da CA J?1 pagna della !~n,IV.:• hr s1 doHà cavalli, dei qua li si è qui tenu to calcolo. - (7) Compresa la 3a d1v1s,one del baUagl1one <!el !l'eno thes, e 668 nella landwehr.
488
EST 1'H.\
RlV(STA
A cp!C5te scuole sono mandati come istrutt.01·i dficiali e sottuffi ciali. aelrnrtenenti ai quadri delle varie armi, i quali, pri ma dell'arrivo deìle reclute, devono fare un cor.;;o preparatorio cli alcuni giorni. b) I corsi, d·i, 1·ipefli,z•ione sono fatt i per esercitare le unità organiche che vengono annualmente formate, chiamando un certo 1rnmero di cittadini so tto le armi: è CJtl8$tO il solo caso nel 11 uale, iu tempi normali, si fo rmano delle unità costituitn. I corsi cli ripetizioue della eletta hanno luogo tutt.i gli anni per la caval leria, ed ogni due anni per le altre armi. Quelli clel!a lanclwehr lianno luogo ogni ,i, . anni pei battaglioni cli fanteria, le batterie da' campagna, le compagnie da posizione ed i quadri dei bauaglioni elci genio. La loro dnrata, non compresi i giorni cli arrivo, cli partenza e cli marcia per recarst . nel siti destinati alla riunione, è fhsata come segue :
Riepilogando abbiamo : Eletta
Stali maggiori (dell'eserci to e delle divisioni) Fanteria Cavalleria Artiglieria Genio Truppe sanitarie Truppe di anuninistr,1zione Ufficia li disponibili Totale Combattenti : Fanteria Cava lleria Totale uomini Artiglieria (cannoni da campagna)
26•1 82.460
3524 ·122.82
3872. 2384 •1368
Landweb,·
Totale
26·1 82.·460
3492 4744 3872
390 •1368
2.
164920 7016 11026 774!~ 271/k 2736 2
1
106153
9632.6
202479
76480 292.0
16!i80
152968
79400
76,t80
1
300
•
LANDWEHR
ELETTA
2920 455880
Fanteria Cavalleria
,18
L''ist·m zione mi/itQ/re è data a spese dell.:i Confederazione da corpi
d'·istnitìori coadiuvati, occorrendo, da i quadri. I diversi corsi d'istruzione consistono in : a) Scuole per le reclute; b) Corsi di ripetizione, ossia eser.:.itazioni; e) Scuole preparatorie di ufficiali; d) Scuole spPcial i; e) E,ercizi di tiro ed ispezioni. · · · o,) - Le scuole pe1· le recltite hanno lo scopo di dare ai ci~tadini h1 prima istruzione rndimentale occorrente per formarl i soldati. La durata ù cosi stabilita per arma, non tenendo conto dei giorni di .arrivo e eh partenza: f~o giorni Fanteria . 80 id. Cavalleria Artiglieria da campagna e da posizione 55 id . r2 id. Artificieri e treno Genio 50 id. Truppe san itarie 46 id. 1\.t) id. Truppe di amministrazione
~
rn ·IO
Artiglieria: 18 Batterie Colonne da parco e cornpaanie di arti16 fìcicri ". Compagnie da posi16 ziouc H Treno ,, 6 Genio 1
1
Genio (quadri)
Cors? prepal'atorio pei qu ,1dri
Co1·so di ripetizi one per tul toi l co r po
4:
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giorni id.
6
id. id.
6
id. id. id. 6
Le truppe snnitarie. sono chia1nate per suddivisioni alle manovre cli brigata e di divisione. Per lo truppe di amministrazione vi sono 28 giorni , ma i corsi non hanno luogo che quando se ne faccia sentire la necessità . Per tntte le armi i quadri e la truppa prestano servizio simultaneamente; fanno eccezione i baltaglioni cli fanteria della lanclwehr, pei quali i corsi di ripetizione sono preceduti da un corso dei cpiadri , ed i batt.1glioni del genio della landwehr pci quali non v' ha che un corso di qna<lri.
190
RIVISTA
Sono ch iamati a queste esercitazioni tulli gli ufficiali appartenenti all,~ uniti1 otganiche formate , e, normalmente, i sottufficial i del!e 1o ed i soldati delle 8 prime classi. Le reclute dell'anno iu corso non sono chiamate tranne quelle proposte per l'avanzamento . Le dieci classi della cavalleria sono sempre rngoh, rmente chiamate alle esercitazioni. L'ass.ernblea fodera le può, nel promulgare la legge del bilancio, decidere la chiama ta di un numero maggiore di classi, ed anche di tutla la eletta. Per la landwebr l'àssi}mblca federnle fissa ogni anno nella legge del bilancio "i l numero delle classi più anziane chr. non prendono parte alle eserci tazioni . I corsi di ripetizione per la fanteria della eletta sono combinati in modo da riunire successivamente i b.:ittaglioni , i' reggimenti, le brigate, infine le divisioni; alle quali ultime esercitazioni concorrono tLttte le truppe della divisione. Delle esercitazioni cli brigata e di divisione w:ofi unno eziandio alcuni riparti delle nrrn i specia li. È preventivai:ncntc stabili to un turno, così nella eletta come nella landwher, per chiamare, anno per .:inno, alle esercitazioni i vari riparti. e) Le sc1w/11 prepa.ratorie di 1i(ficia./:i durano variamente S'?condo le armi: fanteria e cavallerin, 42. giorni; artiglieria, 2 corsi, l'uno di 42, l'nltro di 63 giorn i; genio, 63 giorni; truppe sanitarie, 28 giorni; truppe di ammini,trazione, 31.> giorni . d) Le scuole special-i sono cl iverse e di varia durata: hanno lo scopo di formare gli ufficiali cli stato rnnggiore e le cariche speciali ; completare la istruzione degli altri ufficiali e dei soltuffkiali. ·e) Negli anni nei qnali uon hanno da èompiere un altro servizio militare (scuole di reclute, corso di ripetizione, scuola centrale -0 di tiro) gli ufficiali di compagnia, i sottufficiali armati cli fucile ed i soldati di fanteria <lolla eletta devono prender parte ad esen,;tazi,oni di tiro. Quest'obbligo si estende anche alla fanteria della Jandwehr, ad eccezione elci battagl ioni chiamati ai corsi di ri petizione e delle ,classi più anziane dispeusnte dal servizio colla legge dHl bilancio. Ogni due anni i battaglioni di fucil ieri e di carabinieri della eletta devono presentarsi ad una ispezione · di un giorno. · Le truppe della Jandwhcr che non hanno assist.ilo ad un cor.;;o cli ripetizione, o ad u n -corso cli quadri, devono anche presentarsi ogni anno ed una ispezione di un giorno. Il consiglio federa le ordina esercitazio11i speciali per la landwehr quando si preYecla la possibi lità che quP.sta possa essere chiamata tutta s~tto le anni .
ESTERA
,19~
Per com pletare l'educazione militare dei cittadini v1 e inoltre : 4° una sezione mi litare alla scuola politecnica federale nel la quale · s'irn partisce agli ufficiali la istruzione mi:litare su periore (tattica, storia 0 "eo<rrafìa militare, balistica, ecc.): comprende d1je corsi semestrali; D 8. 20 dei corsi preparatori pei giovani; hanno per iscopo d"I preparare questi al servizio militare, curando la loro educazione fisica ed esercitandoli nel tiro, in modo da guadagnare un tempo prezioso durante la scuola del le reclute; 3° del le sovveniioni per le soc;ietil di tiro, le qua li ·sono numerosissime; ft. 0 dei lavori speciali per gli ufficia li della eletta. Si :\[)plicano dell e pene abbastanza severe a coloro che sono resti nel l'adempiere i doveri relatiYi (ll!a istruzione militare.
Armamiento . - Le armi da fuoco portatili in uso nell'esercito svizzero sono: ,1° I l fucile a 1·ipetizfone, modelli ,1869,, 4878 e 118811, coll'alzo fi_no a ,1600 metri, pei fu eilicri della eletta e le sei classi meno anziane del la lanclwohr; ~ 0 La cara.bina à 1·ipetizione, modelli ,187,1, 11878 e ·188,1, pei carabinieri della eletta e le classi meno nmiauc della landwd1r; 3° Il moschetto a 1·ipetizione, modelli '187·1 e 1878, pei dragoni; 4° :LI fiici.le Peabody, modello 11867, pcl genio; 5° Il fucUe cU (ante-ria trcisforinato, modello rn67, per le classi più anziane dei fU<;ilicri della landwehr; 6° La ccirab'ina trasformata, modello 1867, per le classi più anziane dei carabinieri ùel la Janclwehr; 7° La r,ifvo/,tella a ("\ colpi, model lo 11878, per gli ufficiali cli cavalleria e cli artiglieria e pci sottufficiali e trombettieri delle armi a cavallo. Quest'arma (calibro mil i. ,10,i) è faeo ltativa per tutti gli ufficiali in genere. Per gli nf!foiali non montati v'ha anche un'altra rivoltel la del calibro di mili . 7,5 . Tutte le armi fìn qui menzionate hanno lo stesso calibro di millimetri ,10,4 e, tranne la rivoltella, adoperano le stesse munizioni . l e artiglierie in uso nell'eser.)ito svizzero sono : a) Cannoni da campagna: ,1° Cannone da cent. 8 a rctrncarica (ve ne sono in bronzo tld in .acciaio): · 2° Cannone da cent. 10 a retrncarica in acciaio (antico e nuovo modello) ;
lUVl:STA
ESTERA
3° Cannone da cent. 7,5 a retrot:arica da mon1agna.
/J) Cannoni da posizione: ·1° Cannone da cent. 1 Oa retrocarica in bronzo; 2. 0 Ciuinone da cent. ·12 a retrocarica in bronzo (un certo numero in accia io); 3° Cannone da cent. H> a retrocarica in bronzo; /~ 0 Obice da cent. ·16 ad avancarica, liscio; 5• M:ortaio da cent: 22. ad avancarica. Vi sono due modelli di cannoni da 8, l'antico cd il nuovo; tJUesto è destinato a sostituire col tempo gli antichi modell i da 8 e da ·IO centimetri. In q nanto al l'artiglieria da pos1z1one (1) il Cousiglio federale ha rccenLemcnte (2·1 novembre •I882) proposto nll'assemblea federale la compera di 250 bocche da fuoco in acciaio od in hronw. La spesa sarebbe ripartita in 10 bilanci, ma le bocche da fuoco dovrebbero essere acquistate nello spazio di tre anni. Si tratterebbe di 125 cannoni cerchiati da 12 cent. a retrocarica, in acciaio fuso, o bronzo compresso; rii 50 mortai rigati da rn cenl.; di 75 cannoni cerchiati . da cent. 8,4- a retrocarica, in acciaio fuso o bronr.o compresso. 1
Glrianicite alle armi, (2). - In caso cli guerra la chinmata è r0golnta dalle disposizioni contenute in un online di mobi li tazione tenuto segreto, il quale determina i luoghi di adunata per gli uomini e pC'i cava lli, prevede il tempo necessario ad entrare .in campagna e sLab ilisce le prime dislocazioni delle trnppe. , , TutLe le chiamate alle armi si fanno per ordine dell'autoeitil i"ederalc; i cantoni provvedono alla esecnz:ione, sia per le proprie Lrnppc, sia per quelle della confederazione. Le chiamate normali per le esel'(:it::izion i hanno luogo per cnra dei comandanti dei circoli di reclutamouto e elci capi-sezione; ma, Lrattanclosi cl i chiamate straordinarie, i cittadini possono essere convocati in vari modi. Lo sm inuzzamento politico geografico della Svizzeru, la diversità del le razze che la popolano , la differenza di densità della popolazioM non permettono di aclottare delle norme minute cd uniformi per le
e
(l) Ve ggasi .lfesSllf/1/ du conse'il fédéral à t'assemblée (édérale, conceniant le n auvel
. annement de l'a,·titlerie wisse de pGsiUon (21 uovemht·c 1882) . (2) Per ùa,-e questi cenni s i è consultato un a1·Licolo intitolato: De la nwb'ilisation
er1 Sui sse, compa,·so sulla Revue militaire suisse del t87S, punt~Le di aprile e d i moggio.
chiamate straordinarie alle .irmi. La confederazione, infatti, non dà in proposito che <l.elic prescrizioni generali , ed i cittadini, in caso di guerra, vengono convocati dai canton.i nelle tre seguen ti maniere: , ( 0 per avviso Yerhale; 2.0 pP.r biglietto seritto; 30 per mezzo dell'affissione. Nei tre casi i richiamati devono recarsi al sito indicato colle armi, il bagaglio ed il cavallo, se n'è il caso, chè hanuo tutto presso cli loro. Se nell'ordine di convocazione il giorno e l'ora non sono formalmente indicati, s'intende che il rich iamato deve presentarsi immediatamente: son puniti quelli che non si presentano nelle 2~ ore dopo ricevuto l'ordine, tranne il caso di forza maggiore. 1° Chiarnata per mezzo di a·v'Vi.so a voce. - L'autorità federale manda per telegrafo l'ordine di ch iamata ai cantoni, e questi alle prefettu re, che lo trasmettono ai comuni. Le prefetture (og11i cantone è ripartito in un numero variabile di distretti amministrativi a capo dei quali sta un prereuo) ol tre al mandare l'ordine per telegrafo, lo fanno t.rasmettere ai comuni ed ai capisezione per iscriuo per mezzo dei gendarmi, sussidiati occorrendo da ausil iari borghesi . Su quest'ordine scritto è ind icato il corpo da convocarsi, il sito di adunat::i , il giorno e l'ora: le 3utorità comunali ed i ca pi-sezione avvisano immediatamente. a voce gl' indi,•idui che devono presentarsi. 20 Chia,mata per •mez:w cli wumso se;ritto. - I biglietti cl i convoc3zione sono a madre e (i,gl:ia : i gendarmi li rimett.ono, già com· plctati per cura dei comandanti i circoli di reclutamento, iille autorità · comu,nali , che pensano a farli avere subito ai singoli individui personalmente. Una parte del biglietto rimanP, al rich iamato, che deve consegnarla presentandosi; l'altra parte, dopo essere stata firmata da quest'ultimo, è rimandata al la prefettura pe1' cura dell'autorità comunale, insieme ai biglietti conceruen Li gl' individui che non abitano più nel comune, colla inclicazione del loro nuovo domicilio. La prefettura li fa avere agli iutercss3ti, sia direttamente, se si trovano ancora nel distl'ctto, sia per mezzo della prefettura nel la di cui giurisdizione essi sono dorniciliat.i. PeJ' risparmio di tempo il comandante clel circolo · tiene sempre pronti tnnti biglietti di convocazione quanti sono gli uomini inseriti.i sni ruoli; a questi big1ietti non manca che la data e la indicazione del luogo di ·adunat:i, e sono preparati ed ordinati in modo da po.tersi tenere facil rr;eJUe al corrente delle variazioni che accadono . Dalle esperienze fatte risulta che 4- .ore di 1
A ~~O XXVIII, LIB. Il .
•
13
·195
ESf.. RHA
Rl\'lSTA
lavoro di 4 impiega ti souo sufficienti per completare e spedire tutti i biglietti necessari alla con vocazioue di un battaglione. Trallandosi della chiamata simultanea all'armi di .-ari corpi, o dri due })1wd i della mi lizia, il sistema orn eletto può essere insul'ficiente, e Yi si aggiunge quello dcll'11YViso a YOCe. Alcuue esperienze, specialmen te nel ·1870-ì I e 18,i>, h:inuo dato per ri5ultameuto, adoperando promiscuamen te i <lne metod i, che in meno di 2i ore si souo riunite delle unità di truppi! sopra un punto qualu11rtue elci cantone. 3° Chiamata pe1· me.::zo de/l'a(fìssione . - Ha luogo con tutti i mezzi possibili di pubblicità: se nou y'ha urgeuza, la trasmissio!te (!egli slam pali si effettua come quella degli a Itri _:i tti ufficia Ii; in <'a sn contrario e.,sa ha luogo per meno dei soliti messi. Nei cantoni che hanno minor densi tù di popolazione, e dove vi sono per conseguenza 1:nolte abitazioni isolnle, si adopera di preferenza il precetto personalr , sia per iscritto che rnrbale. Nei canton i invece che compreudono centri popolosi, f' dove la coltura è più generali1.,.ata, si adopC'ra l'affissione C' gli altri mezzi di pubblicitit .
· In1 ente ripartita sul teniLorio l.a IJroduzione equina è assai· 111egua 1 · Ita r,a l seguente soecchio: ,!(•I la confoderazionr, rome risn t
ClRCOSCRlZlONI
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Total,\ Sollauto i 24 squadroni di dragoni e le 12 compagnie di guide della eletta sono permauentemente prowed ut i di cavallo. La confederazione provvede agli indi,·idui che ne fanno part,• un cava llo aclcle~t.rato cfi 'es8i possono adoperare aucl10 fuo ri servizio, e che diYenta loro propriet,1 assoluta dopo IO anni, cioè nell'ano dC'I loro passaggio alla laudwelir. Per lo chiamate d'istruzione i cavalli occorrenti sono fomiti dalla )'(•gì,1 cli 'l'houue, che può dare al ma~simo 200 ca,·alli nddestrati all'anno, oppure si affitt:1110. In c,1 so di mobilirnzior1e la confederazione pnò disporre cli tntti i cavalli che si trovano sul territorio SYizzero: rs:;a dovrit affittare od acquistare i c:milli occorrenti agli ufficiali, alle batterie, àlla ca,·alIel'ia della laudwehr, ai parchi , al treno ed ai vari servizi. In quanto ai cavalii prr gli ufficiali, che de,•ono procurarseli mediante una indenn ità stabilita, quando la confederazione prevede In mobilitazione parziale o generale dell'esercito, essi possono ess('re obbligati a pronodersenc prima di entrare in co mpagna. Per facilitar loro l'acquisto elci cavalli, l'amminislrnzione cede loro, qu:i ndo a quando, un certo numero di caYalli di rimonta ù della regia di Thoune. Quarkuped·i. -
Occorrono alla eletta, e~clusi 30 12 della cnvn lleria 1
Cavalli in meno
8!~:) -
Cavalli in piLL .
-
Occorrono 1111a landwehr, iocinsi quelli della cavall_eri~ che ~ono tutti cornpres1 1w1 37 16 d:i sella per truppa . -
.2388 •I i>!~3 1G03 7 1
3ì 16 5523
18878 34915
1
11 20i.Q_ !}866 5986
- - - - - - ---
Totale dei cavali i in meno . Totale dei ca\·alli in più .
8f~t.i ·1328 :3980 1-\.917
J.W12 28929
Dal qu:ilr specchio si v<>de che, m:ntre v'!1:1 nna cou_sicler~vo_le esu~ hor.inza di c;H'alli eia tiro, manc:uin 111\·ere r;1r(';1 WOO tti \tilh cl., se!la. l:1 11rnggiol'' pnrte, poi, di rprnll i cnsì qn:i lificn ti i-onn , ,1 puntn , od 101· prrfrttamcnte addr>::.trali. Il) Ques l" '"""~1·0 rom prcn,le sol tanto i c«va 111 per le llOcche da ruoc,:,, coi pe1,1.i cli rirambio e,I i c;1ssoni, più i ca \·~U i di ri:>en·a. 13·
Hl\'ISTA
Non ,·i sono disposizioni che assicurino il celere ed ordinato procedere della rer1uisizione dei quadrnpedi; si sa soltanto que~to: ·IO La confederazione deve provveder.e i quadrupedi alle unith federali ed i cantoni alle uniti:t cantonali; 2° Se la confederazione vaole valersi del suo diritto di disporre di tutti i cavalli esisteuti sul territorio svizzero, essa emana dapprima il decreto cbc proibisce la vendi ta dei caval li (décréter la 1nise de piqnet des che,vaux). Quando questo decreto è emnnato ne::,<;un cit.tadino può, senza autorizzazione, disfarsi cli un cavallo, e l'autorità federale fa procedere alla stima di tutti i cavalli, dopo di che è tolta la proibizione cli vendere quelli èlie sono stati riconosciu ti inabili al servizio miIitare.
Materiale. - Le armi porta tili , il vestiario, lo zaino e la borsa di pulizia souo presso gli individui; gli al tri oggetti mancanti a completare il corredo sono nei magazzini cantonali. I! materiale, clet10 equi.penwnt cle cot·ps, che com prende le ,1rtiglierie, i veicol i, le mu nizioni, le bardature, le dotazioni sanitarie, gli uten:;ili ed aurezzi varì, si distingue in cantonale e federale. l cJntoni hanno in custodia nei loro arsenali il materiale da distribuirsi alle loro unità di truppa; la confederazione tiene nei ma -· gazzini federnli il materiale destinato alle unità federali ed alle 8 batterie da c,1mpagrrn clol la landwehr; questi ultim i magazzini sono sit.uati nei seguenti luoghi: ·1 a Di vision e. St. Manrico, B ière ~" » Friburgo, Berna, Paycrne; 3" » Thun; ,le.. » Lucerna, Wa ngen; 5• >> Aarau, Liesta l, Zofingue, Soleure; 6a >> Zurigo; 7a » S. Gallo, F1·anenfeld, Rapperschwyl; 8• Bellio zona, Brigg, Coira, Luziensteig, Schwytz. Le val'ie unità che fan parte di una di visione ricevono l' équ·ipement de corps da uno elci magazzini ch'è sul territorio delle divisioni alle quali esse appartengono : il materiale per le un ità non inquadrate in uua divisione è variamente distribuito, secondo l'uso al quale è destinato. Dei ~896 veicoli occorrenti alla mobilitazione ·della eletta e della l:)ndwehr (non compresi in que~to numero quelli occorrenti a formare vari si;agl ioni pel servizio viveri) risul ta che si dovrebbero requisire
,197 j carri a bagaglio, i carri pel servizio dei viveri presso corpi e <1uelli pel servizio san itario, cioè: ?., ''e1· por ogni hattagl ione el1.. fan ten·n , ",·oli » squadrone cl i dragoni. 2. » >> • batteria da ca 111 pagna » parco clivisionale 4 » » battaglione del genio 4» >> lazzaretto tla campagna 2.6 » com pagnia di amministrazione 36 » » Cioè, in tutto, H\28 veicoli, per la requi6izione dei quali nulla 0 ,:>reventivamente rlisposto; nè per essi è prescritto un tipo, nè il loro riparto tra i cantoni cd i comuni, nè il peso che dovrebbero portare, 'llè i punti ai quali dovrebbero con venire.
z.
Forti~cazi;m;i, e slabilrilmenbi rni/:i,tari. - Le fol'tiiìcazioui consistono in alcune opere innalzate al Lnzienstcig, a S. Maul'izi_o (V~llese~ Gli stabil imenti militari comprendono la fa blmca di eu' a Aarberll'. tl • d . ar mi a Berna ; l'officina di costrnzione, il laboratorio e la regw e, -cnva lli a Thun (o Thoune in francese), . . . Oltracciò vi sono le piazze d'a,1·11vi, che sono tanti centri c\1 ~duuata ·e d'istruzione per le milizie; comprendono case~·me, r~1a1IC?~1, scu<lel'ie, grandi cortili ecc. La più imporlante delle piazze cl arrn , ~ quella -cli Thun cd in ogni circoscrizione di divisione ve n'ha HM prrnc,pale -etl 11ncl1e altre secondarie; ecco dove sono situato: ,1" Divisione . Lnusanue, Ginevrn, Bièt'C, Colomliièrc; '.2" » Frihurgo, Berna; 3& » Thun; Li,werna; .ii"' 5• Aaran, Liestal; .frl )) Zurigo; 7a )) S. Gallo, Frauenfeld, Herisau, Walienstadl; )) Bcllinzona, Brigg, Coira . .s•
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PrnrRo CrrAn Capitano di fanteria .
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LIBRI E PERIODICI
s,,ggi<> ,li eNe1·cit,,,.~ioni ,li co11,b,1ttiu,e11to 1, e,• un,~ ,liv isi,,)Ue ,li c,,,,,,lle1•i,,. - Riduzione libera dal
tedesco con riscontri cd aggiunte del co lonn ello F. CAvAJ.1.1. - Yercelli, stabilir~,ento tipografico Coppo, •188:3. È un sunto, o meglio nna traduzione al)bre,·iala delle Lettere .mila-cavalleria ad un compagno ct·c11'1ni, di un ufnciide tedesco (lnonirno
nelle quali si ebbe principa lme11 te in vist<1 cli snooerire norme i>c;· . li o::, 1•serc1tare, a o scopo cli guerra, una divisione cli c:l\·alleri,1. Al testo tedesco, poi, il colonnello italiano inlt'rc<1 lù :spiegazioni e considerazioni pregeroli, che si riforiscono ::il nostro regolamc11to di r~ercizi ed evolnzioni. Così, fìn dal priucipio, egli jl l'oponc che i co rn:-iudau ti diauo, l'andatura sol_tanto ~11::i testa della _colonna, ossia allo ;;qu(ldrone di base Jelln nuova lormaz1one, e che gli altri squ11clroni si rechino a postoaumentando l'andatura cli un grnrlo. « .\"el caso vero 1 ecrl i dice non è immaginahile che lo squadronr o reparto di basc , s~ia tra~qu illnmen te al passo, esposto al Juoro, ad aspcllare che o-li nitri arriYiuo in linc,1. Yal meglio dunque conere Ja sorte di a~taccarea scaglioni, se il ristretto spuzio di terre110 no11 co11sente cli f'ormnrsi piuuosto che essere annichiliti sul posto, coll"offrire, che si farebbr' _un ~crsaglio sicuro_e qu~:;i irnm~b ile_. La va riante (la noi propost,: 11upr1merebbe maggior a1111no e Ytvac11it :i lle mano,•rp cli cavalleria.>> Nè ciò è cosa nuo,,a. Nel regolamento esperimcotato prima d<'ll'attualo era appunto prescri uo che in lntti gli :-piegameori in linea rrli ::-irtrndroui at~nrnntassero di un grado l'andatura alla quale si mnrci:n~,. o quella ord111ata per la testa cli <·,nlon na o per lo squadrone di hasr
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199
<lclla nuo,,a formazione. Tullavia crediamo che si fece beue a rinu11zinre a cotesta pres(Wizione per l'altrn, che, a qualnnquo :111datura si erfeuuas~c lo schieramento, lo scp1adrone di testa !-i mettesse subito al passo, onde ottenere che il reggimento si trovasse spiegato in linea nel minor tempo possibile. \!ella generalitit dei casi noi troviamo che tal morlo cli spiegamento è il pit'.t pratico, e conYeniente; ma è pnr vero che, in date ci rcostanze, ciò non è pratico .-inzi potrebbe riescirn dannoso: come a mo' d'esempio, quando uuo o più squadroni io colonna di ploto11 i, marciano nl galoppo incon~ro alla cava lleria nemica che si sa Yicina (ciò che si veri fi ca sempre pcl' la seconda schiera uclle manovre ili brigata o di divisione). È egl i possibile che scorgr1udo il nemico a breve disLanza la testa di colonna si metta al pas:;o per lasciare compiere lo spi!'gamento? E videntemente no; ma fu appunto per rimocliare II questo incouveniente, e stnl.Jilire per regola ciù che in pratica f::icevasi sempre, che nelle aggiunte e varianti al Regolamento cli rsercizi ciel ·I O giugno 11880, venuc introdotto lo spieµamenlo i11 carriera, mentre la tesln di colonna continua al galoppo. L'inconven ien te, sognalato dall'esimio traduttore, esisteva anni so1(0; ma col le aggiunte e varian li soprn menzionate vi si è pos1u riparo. L'adozione della di lui proposta imprimerebbe indubbiamente mnggiol' animo e vivacit:\ nelle manovrn di caval leria; ma trarrebbe scco un noiernle sciupo cli cavalli e l'impiego cli un tempo ·maggiore di quello che occorre a! presente per compiere lo schieramcnt"°. .\.ltra propo~la ciel traJutt,,re, 111::lla quale conveniamo intieramente, è quella riguardante ima prescr i:.ione più assolu ta circa il GUIDAn1;; il plotone o lo squadrone in linea, col rispettivo capo sempre al suo pO!;lO avanti :illa froute, li mitando 1.'EsimcnAm, ,11 sem t)lice e puro insegnamento della Irenica del movimento. Il Iihro poi consta di tro parti. Nella prima sono svolte alcune notevoli consiclrrazioni preliminari: << Le manovre» dice lo scriuore tedesco, « devono rappresentare l'immagine della guerra, erl a cruc-st'uopo non si de,Touo impart.ire nornrn direttive anteceden ti alla eser~itazionc. li regolamento dev'essere l'unica baso delle manone, e la miglior rliretLi va che i reggimenti possono portal' seco loro è la porfcua conoscenza del r1;?golamento. » Egli raccomanda di fare un'accur;ita scelta del terreno, imperocchè da essn dipende il regolare e utile ~viluppo delle manovre di divisione, procurando ch'esso sia di un'illimitata ustensione, leggermente ondulato, frastagli:i to in parte e che permeua di marciarn per ogni ver~o . 1
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N" ella seconda parte è s11 olto quanto ha tratto ali' addestrament<> indipendente cfelle schiere. L'autore consiglia di non esercit11rsi nellce-voluzioni complicate, ma cli attenersi soltanto alle serupl ici, come la linea di colonne, la colonna di plotoni, la massa, ecc. fornrnzioni del le quali si notano in modo particolareggiato i vantaggi. Non potendo seguire l'autore passo per passo, ci limitiamo a ri· produrre lo seguenti giustissime parole, nelle quali si accenna alla· norma capitale per preparare la caval leria al comb11ttimento: « H comandante cli schiera nell' esercitare questa nella linea cli cofonn e, .eseguirà frequenti cambiamenti cli fronte, e a tal uopo incficlierà al capo dello squadrone di direzione vari punti sul' terreno, oppure si farà seguire da detto ca po per dnrgli la direzione e l'andatura , avrn1zando snccessivamente in differenti direzioni, ora al trotto, ora al galoppo. ' « Osserverà in che modo gli squadron i, senza comandi , sanno mantenen1 il loro posto rispettivo sulla linea. I ca mbiamenti ili frm.1 tefi no alla diagona le, ed anche alquanto più in là, vorremmo sempre· vederli eseguire col semplice dirigere lo squadrone di direzione, sfnza comandi e senza bisogno di evoluzioni. Negli interi cambiamenti dr fronte sul fianco, le evoluzioni sono am missibili: però -tali cambiamenti nella rea ltà, non saranno molto probabili, e se dalla event.LtaliLà vi si è costretti, il mezzo più semplice è di gridare: - Fianco. destr (sinist,r) ,minacciato . « Se vi è tempo sufficiente il capo-schiera dirige o guida egli stessolo spiegamento del reggimento più esposto, usando il galoppo all ungato. Il secondo reggimento o si porterà in linea sul lato ove può, fronteggiare il nemico, oppure formerà uno o due scaglioni . Se poi il tempo stringe, al comando - Pianco destro minacciato - l'a' zioue succede per iniziativa degli si.essi capi-squadrone. » Ciò che in altri termini vuol dire: Che 111 cavalleria si può diffi cilmente guidare coi com1111cli ; epperciòch'essa dev'essere 11ddestrata a seguire l'andatma o ·fa direzione presa ~al cavallo del proprio comandante o di chi lo rappresenta (capo .dello, squadrone di direzione); Che i ca pi tani debbono, in qualunque evenienza, avere lo squadronenelle mani, punto preoccupandosi degli squadroni lateral i, 1:; rivolgendo, invece grande attenzione all'andat.ura e alla direzione prese dallo sqtia-· drone di direziouè, onde mantenersi sempre al posto. prescritto. Nella. terza parte del libro si parla delle manovre di divisione, eminutamente si esa minano i movime1Hi per l'esecuzione dei cambia-:-·
E PEIIIOOICI
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menti di fronte e dogli attacchi . Il traduttore poi n nisce ad ogni ·capo pregevol i considerazioni, nelle qual i, appoggiandosi al nostro rcgolamonto di evoluzioni, suggt}risce le formazioni a di lni avviso pi ù adat.te per compiere i movimenti e le formn ,oni esaminaLè dallo sc,rittore tedesco . Non ·vogliamo dire se a torto od a ragione, ma fatto .è che in Ita lift no11 si credono possibili attacchi di grandi masse cli cavalleria: o però non sooo molti coloro i quali nttrihuiscono grande importanza alle manovre di divisione. Anch~ noi siamo di opinione che diflicilmontc una divisione di cavalleria troverà occasione favorevole di rombattere un ita secondo lo norme delle esercitazioni sullo tre schiere; e abbiamo la convinzione che sui 11osLri terreni l'azione_della carnlloria, piuttostochè cn11 cariche di grandi nuil11, si o;,plicherù mecliant,e attacchi a scaglion i di squadroni, di mezzi reggimenti, ,, tutt'al più, per qualche caso eccezionale, di reggi,nenti, Ad onta di ciò riteniamo uti li assai lo esercitazion i di combattimento di divisione sulle t,re schiero, inquautochè coteste manovre sono le sole che possono formare abili cornand:lnti dell'arm:i, e addestrare e• fornrnre l'occhio dei comandanti in sott'ordine. È per questo che caldame~1te raccomandiamo la lettura e lo studio di quest'opuscolo a tutti gl i ufficiali di cavalleria , i quali vi troveranno anipia messe per aumentare il corredo della lot'o istruzione.
Ese,·cito 1>e1•.-,u,ne11te o "'"~io•ae ,,,,..,,,.,,,", per G, RoBECCHL - Considerazioni politico-militari sociali di attualità. Tonino 1883, tipografia Ruox e Favale. - prezzo liro 3. 1
« Sonvi idee, illusioni, aspirazioni e principi va porosi, che importa oppugnare al loro primo manifestarsi, se non si vuolé che, reclutando ogni giorno nuovi proseliti, giimgano a guadagnarsi il surfrngio dell'opinione pubblica . Tale. è il sistema della nazione armata, che nelle attuali condizioni d'Europa ci metterebbe in balia dello straniero » , ecc. ecc. <r Il patrocinio di tale sistema, t'istrotto fiuorn a pochi nomi e quasi titubante nel manifesuirsi, oggi (innestato in alcuni programmi pol iti ci e promosso da una falange se non più numerosa cerro
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LIBRI
più ardita) minaccia di s1·iluppare aderenze iu proporzioni pericolose. » Così incomincia l'autore . Noi a dir vero, siamo lontani dal credere a tali pericoli; ma diamo il benvenuto ad un libro, che tratta quest'int!!rcssan tc argomento con larghezza di veclute, con rigore di logica e con efficacia di stile; quan t~nque non dica cose ~nove, clic sarebbe difficile il dirne. Onde se non varril a convertire c;hi fisso in un ideale fo rma progetti , astraendo sempre dalla si tuazione, nè a rendere più ferme le convinzioni di chi sa' che questa è la base necessaria di ogni rifo rma opportuna, servirà almeno ad illuminare quei tanti, che, senz'avere, in tale materia, idee precise, nè opinioni fo!'mate, sentono scuotersi la fi bra al nome di nazione armata, e non si sono ancora avveduti, che gli eserciti moderni , in formazione di guerra, sono nazion;i, . non solo armo,te n1.a ,i,strwi,te e m·di,nate, per com battere contro chi parimenti è non solo armato ma istwito ed ordinato. · · I nemici degli eserciti permanenti sono di varie specie. Gli uni (categoria degli illusi) credono che basti un atto di buona volo11Li1, per mutare un uomo in un soldato e una nazione iu un esercito, ovvero si ripromettono, sull'orizzonte politico, un cielo perpetuamente sereno; gli altri (categoria degli avari) non sognano se non econom ie e credono che a far i·icca l'Ita lia basterebbe una legge che abolisse l'esercito permanente. Ai primi l'autore fa toccnre con mano la vanità dei loro :;istern i; ai secondi dimostra cl1e s'ingannano anch'essi e che l'improvvisare costa talvol ta quanto il tener preparato . Non val la pena di rispondere a coloro che si osti nano a vedere, anche oggidì, negli esercit nazionali, un ostacolo al progresso, nè a quelli che avversano il.servizio milita re perchè rincresce 'loro prestarlo. I primi capi dell'opera sono pert11uto rliretti a dimostrare: ,f O che le esigenze tecniche (rn pidità di rnobilitazionc, istruzione delle masse, e recluta mento degli ufficiali) stanno contro al sistema della nazfone annata; ~0 che i ·vantaggi econom ici di tale sistema sareb~ero quasi illusori. La gucna è diventata una questione di velocità; le prime battaglie hanno un'importanza capitale, e guai a chi si lascia cogliere sul .lavorio della mobi litazione;, l'insegnamento militare si fa ,ogni di più. com plesso; le nuove armi hanno imposto l'adozione cli ordini tattici, in cui l' individuo sfugge di mano al comando, quindi fa fermezza nei ca pi e la disciplina nelle truppe sono più che mai necessarie. Come armare, istrnire, articolare iu pochi giorni le mttsse? La parte più
E PER IODI CI
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di tliciln non è sempre il combattimen to; l'entusiasmo fa arruoiare, ma non mar1~ia're, nè so[ri re in silenzio; una moltitudin.e armata può guadagnare una battaglia, non vincere una carn pagna contro un esercito animato da pari sentimento · nazionale e da spirito militare per giun ta. L'esercizio del comando non s'impara sui libri; l'i niziativa è frutto di ,stt1dio unito all'esperienza; ci sono dei servizi che si apprendono solo coi tiroèinio; vi sono delle qualità, d elle agitudi ni, che solo l'esercizio può d:we . E dopo tutto, se gli altri non.rinunziano ai v11ut.aggi della preparazione, pcrchè dovremmo rinunziarvi noi? Non siamo nè forti nè ricchi abbastanza per fa re simili esptrienze, ~fa forsechè adottato il sistema della nazione arniata, si potrebbe dare uù frego' al bilancio della guena? Non si dovrit conservare ii' materia le e rinnovarlo? Mantenere artiglieria e cavalleria~ Provvedere a1Ie fortezze e ai locali mi litari, agli stati maggiori e ai quadri in genernle? A voler conservare le polveri asciuue, c'è da $pendere con (1ualunque sistema. Se poi ci rovina adosso nna guerra, le cconon11c di molti anni sfomr.rno in un batter d'occhio, e se la gant'l'a si perde, i c;ordoni della borsa ce li slaccia il nernit;o. j\fa l gua rda ti dalle Alpi, sco perti dal mare, legati dalla nostra posizione ad ogn i questi one europea, per .noi l'cssern forti è qll':Jst1one di vita . Si spera for,e nell'abolizione della guerra? L'ex-presidente degli Stati Uniti, generalo Grant, disse ai messi della pace uni,'crs11 le e perpetua: , una vol ta sperava anch'io in questo futu ro areopago 1nt1~rnazionale., ma durante il mio viaggio in Europa mi sono accorto che non se ne ha neppure il desiderio » . Diffatti l'Euro pa è armata !ìno ai denti; armata già s'intende per <lifoudée la pacr, ma qu9sto presuppone che vi sia chi vuole la guerra . Noi abbiamo l'orgoglio d'una gra nde nazione, pretend.ia010._i {liri tti di grande potenza, c'è quiudi giuocoforza sopportarne 1 pes1. · La storia contemporaneii prova, anche meglio dell'antica, dm dove uon -t-'è forza, · non c'è dritto che tenga. Messa fuori di qnestiooe la necessità di mantenere l'esercito, l'autore passa in rassegna i grandi servizi c;he esso renrle al paese, anche in tempo di pace, e con parole singolarmente chiare ed incisive n_e mostra la p roduttùYità. « L'esercito pro dnce sicurnzza, dall a quale urncamente possono aver vita il lavoro, l'industria, le arti e le scienze. . . . A chi passerebbe per la testa di chiamare improduttivi gli argiui del Po >> ,? Il relativo capitolo si ch iude con le parole del Ba lbo il quale vorrebbe ·che certi economisti tenessero conto della sanita, della forza e clelJ.'alacrità della popolnzioni, come ne tengono conto quanto si
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tratta di buoi e cli cavalli , se pure sfuggono al loro esame, l'ardire, il coroggio e ' l'guore, che sono p1·oduzioni iutelleuuali militari. Segue una seconda parte dell'opera (diciamo così per maggiore chia l'~zza, benchè l'autore non faccia tale divisione) nella rrua le ve.ngouo prese ad esame le nostre atrtwli condizion i militari e si fanno propo,;te per migliorarle. Adottato per legge e in via d'attnazione, :lbbi<1mo l'ordi1rnmeuto per dodici corpi d'armata, prepa rate le relative dotazioni di train() e di vestiario; 600 mila fuc ili ridotti, '700 mila Yetterli , meglio sistemata la difesa dell'Alpi, e una marina da guerra più in armonia coll'estcu:;ione r delle nostre coste . Pc~r ciò che ri flette la direzione, clisciplioa ed istruzioni tecnica delle trnppe, non temiamo confronti; in qnakhc alti'() punto, ancora siamo de6cienti; ma abbiamo tutti i mezzi di metterci a paro. Gnarcliamoci dal l'attribuire grande importanza a quanto gìi stranieri dicono di noi: le lodi e le critiche che ci vengono dall'Alpe souo spesso interessate e cprnsi sempre infondate. Soprattutto persuad iamoci elle fiucb.è non abbiamo vinto una campé,gna, lo straniero ci crederà da niono cli quello che siamo . Venendo ai p:irticolari, l'autore si mostra contrario all'aumento dell'artiglieria e della cavalleria. Per noi in pedùe robur. Il diritto di scelta, elle i corpi speciali hauno sul contingente, va tutto a danno dell'arma pri ncipa le; ma <[nesto diritto non potendosi togl iere, l'autorn invoca il rimedio della categoria unica, che presentando alla sceita un con t.ingent1} più numeroso, renderebbe di essa meno sensibile il danno; crede che due anni di ferma bastino, o che almeno i vantaggi della categoria un ica valgano a compensare i danni cli questa riduzione cli ferma. Rispetto alla mobilitazione e alla radunata, nota che fra molti inconvenienti abbiamo almeno il van taggio, di sapere che il maggiore movimento dovrà essere fatto in una direzione sola e · vorrebbe sperimentare, almeno umi volta, su larga scala, i nostri ordinamenti in questa materia. Propone cli cl<1re alla difesa delle zone di frontiera' un carattere territoriale più accentuato, modificando l'ordinamento rlegli alpini. Dice che non si riuscirà mai ad avere un buon semeuzaio d'ufficiali cli ~a linea, se 11011 si introduce nell'istruzione civile il ramo delta scienza militare; per quelli cli ·1 a li nea s'è fa~to qua lche cosa, ma rosta sempre la questione dell a pereq1w:àone delle carrie•r-e. Per il reclutamento dei sott' nfficiali, la vera soluzione del problema · st.a nell'adozione della categoria unica e nella consegueùte · i,bolizioue dei volontari d'un airno. · . · Attuate le sue proposte, l'autore soddisfatto vorrebbe mettere l'esercito al sicuro dall'accetta dei novatori.
Tale è la sostanza del libro; non facciamo. critiche perchè parecch ie idee dell'autore sono in complesso le nostre; e se differiscono in rrualche particolare, troppo lungi ne po1·terebb<~ il discuterne. Nello svolgimento. del suo tema; l'autore (che è capita110 nell'esercito) mostra di sa pere· considerare k cose da un puuto cli vista elevato e fa prova di una sin-· gofare· fol'za cli dialettica; ma forse nuoce all'effetto lo soverchia prolissità : non solo la stessa idea viene pn~scntata .sotto tutti gli aspct.ti , ma sovente lo stesso aspetto viene prnsenwto due volte, cou parole diverse,. ]ienchè sempre appropriate.
P1•011ost,, ,li igiene "Ut.i,Ut,11•e ve,· 1liuiin1.1,i1·e l,r: 'IHO,-ttt:litie ,,ell'Ese,·cito Lt,di,uio , del Prof. G. S0RMAN1.
È una breve memoria di 2,1, pagine, ma che ha un valore incontest.abilmente a g1"an pezza maggiore della sua mole. Il proL Sormaoi· ha fatto le su,e prime anni nel corpo s:mitario del nostro esercito, che· egli abbandonò per ascendere una .cattedra nelln università di Pa,,ia;·· e, se da una parte si può deplorare che la carriera sanitaria militare· non offra in Italia bastanti vantaggi a quei giovai1i che come il dottor Sormani si sent.<mo armati di ingegno e dottrina tali da poter con fiducia :,spirnrc a posizioni meglio retribuite nella pratica Ci\·ile, o nel. l'insegnamento, deve da ll'altra parte esserci di qua lche conforto il vedere come codesti giovani non siano dalle nuove occupazioni interamentedistolti dal proseguire con amore lo studio di quelle pani della scienzamedica che ponno contribu ire a migliorare le condizioni sanitarie di, quell'esercito al quale essi hanno altre volte dedicato i loro servizi. La memoria del prof. Sormani piglia ·1e mosse eia alcuni confronti statistici fra la mortalità del nostro egercito e qrn~\la cli alcun i der principali eserciti strnnieri .. Non ci proponiamo di fermarci qui-a discutere alé.une delle cifre statistiche da esso c:ito t<"; nè, qui occorre il, farlo, Q~se,ndo noi d'accordo con lui che la morw lità elci nostro eserc.ito,. quàl uuque siano i suoi rapporti con quelli delle altre nazioni, possa, ;incora discencle1·e al clisot.to dell 'au.uale. Noteremo soltanto come, a p:trcr nostro, la maggior parte, per non dir tutte·, delle sue proposte sono,
UllUI
:ragionate, ed iu parte anche, a parer nostro, praticamente attuabili, -:- e qniuclida raccomandarsi all'au.enzione, non tanto dei medici militari, i qua li, per ~1mu1to noi ne sappiamo , le vanno già da tempo sugge-re~clo'. ma pmltosto delle autorità militari che ponno prescriverne l'appltci1ZLone. · Fra qu~ste mi~ure crediamo degne di speciale attenzione quelle risguardant1 la chiamata ~ei nuovi inscritti nell'aut.nnno anziché nella s t~gione invernale, e l'irnpartizione del la · prima istruzione ai distretti pr1m~ del_loro invio ai rispettivi corpi, talorn stanziati all'estremità opposta -d'.1tal~a, rn modo che gl' inscritti appena annoiati debbano in pochi :gior~1 ~assare .dal. clima quasi africano della Sicilia a quello delle re,g'. on1 si tuate a~ piedi delle Alpi. - Cosi dev,~ parl11re il medico igienista; ~;eda cm tocca se ciò :-ia, come a noi pare, anche militarmente -conveniente e possibi le. Il dotto professore, che mentre serviva nel. -~'esercit~, può essersi co' propri occhi ac~ertato del modo coi qtrnli taluni 1strutton delle reclute procedono nell'impartir loro la prima istruzione -vorre?.be cl~e nel far ciò. nsa~sero. loro maggiori riguard i per evitar~ che l 1.struz.1on.e stessa cliven ~1 cagione, non inevitabile, di non poche n~alat.t1e ~rrnc,_ralmont~ degh organi della circolazione e della respira:21~ne den vantL da subitanei raffreddamenti a corpo estn:mt1~. Vorrebbe po, meglio curat~ l'igiene ~ell a costruzione delle caserme, e principalmente vorrebbe losse meglio curata quella delle latrino: e perciò si ra~coman?a .agi( n.f_fi~i.:ili ~lei genio, ed a chi deve distribuire le trnppe nei ·quart1en, di c10 lare rn modo che acl esse non 1mmchi mai la ue·Cessaria quantità di ari11 sana e respirabi le. . Vo'.·r~bbe an~he che nelle regioni più fredde della penisola , e nella P'.ù ngida stagione le camerate fossero provviste di stufe, le quali servirehJ)ero non solo a procmare una temperatura abbastanza mite, ma anche, il che è forse di maggicr import~nza, a faci litarn la rinnova·zione dell'aria, nella stagione, in cui per ripararsi dal freddo si ten_gono chiuse le porte e le finestre. Vorrebbe poi migliorato anche il rancio, se non nella quantità della .earno, 1i lmeno nella maniera di allestirla e distribu irla. . Tutte qLteste proposte sembrauci ottime, e, pei· la massima pnrte, ;anche pre:;eut.emente, attuab ili. · · · Quanto al reclutamento, 1lacchè il professore Sorm<1n i è uscito dal1'esercito, molto si è cercato di fare per migliorare la cerna eleo-li in. . . o -scritti;_ non s1 può an<:ora sapere se l'effetto delle innovaiioni introdotte m qn(lsta parte del servizio sarà tale da corrispondere in tutto ,e per tnt.to _all'intento che le ha inspirate, ccl ai desided suoi e nostri. - E qumdi su questo punto non gioverebbe per ora soffermarsi.
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E PElUODICI
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Conclndiamo questi pochi cenni sul pregevolissimo lavoro del prof. Sormani coll'assicurargli che i suoi antich i .collegh i non ponno, 11 meno di prnva re nna viva sodd isfazion e nel vedere co me egl i continui a concli1•ìdere con essi l'interes~e pel servizio e per t11tto ciò eh& si riferisce al bene;;sere fisico del nostro giovine esercito.
G. Y.
r,wi,,
DéNn.de,le. 7 canti clel soldato. Versione cli MAT- · TEO CA~1rom, ufficiale di cavalleria. - .Modena, Tipografia le-
gale, '1882. È un elegante volnmetto, eJito sullo :;corcio clell':111110 passato, nef quale è riprodotto il 1/itrallo lettercir-io cli Paolo Déroulede, già pubblicato dal De Amici:;, e si contieùe la t1\1dnzione di Ventun canti pa-· triottici del distinto poeta e so Idato. Le poesie del Dérouletle sono piene di prol'ouclo dolore per le sventure sofferte, cli esorta1,ioui virili al raccoglimento, al lavoro e :1ll a preparazione per- il gran giorno della resa dei conti, cli sentìment.oclel dovere, di spiri to di sacrificio, di ferma ri::;olnzioM nel proposito di ritèmper3l'Si l'animo e le rùembra per ritentare una prova suprema . Sì comprende come cotali ponsie, che sì vivamente devono parlar<'\" alla mente e al cuore dei Francesi, sieno in breve tempo divenute . · popolarissime. Le avventure stesse Ml Déronle1le dmanLe tuua la guerra contro la Gernrnnia hanno fa ttn di lui una Jìgura quasi leggendaria. Arruolatosi, volontario nell'armatn di i\fach-M.:ihou, è fa tto prigioniero a Sèdao eJ internato in Germania nella fo rtezza di Breslau, cli dove riesce a fnggìre e rit.ornace in Francia, facendo un lungo 'giro attraver,.;o l'Austi·ia e l'Jtalia. Soldato di nuovo nell'armata della Lo.ira, il suo corpo passa al l'esercito di nourba k.i che muove in soccorso cli BeHort, · e, 'fUaodo le truppe francesi sono costretle a transitare sul suolo svizzero,. egli piuttosto che depone le armi, lascia i propri cornpllgni, :.ippena li ved'e al sicuro, e così è in gr;1do di prender parte più tardi ad Hna terza carn pagnn, cioè al la lotta con tro la Comune,. nella IJUnl c infìn0 viene gravemente fori lo.
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LIUIH
Queste gesta ~ono iuvc1·0 <lcgnc di e~sere co11oscinte, ma non avrcbber~ C!i CC'l'LO_ba:;t,_1!0 ad _arqni~larea lui C ,lliO SUC poesie tanta popolarità . Egli ,, che' 1 suoi cauti patnoU1c1 e gurrrieri parlano al cuore o ~otlo 'Varia forma riprodncono I!' speram:o fu turo.
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E l'ER !ODIC:I
l.l. risul tato <li 1ale esame (1 in complc•sso ,,favorevole al si::-trma cbo Yige, e ciù che più di tnuo acruora l'autore è l'iudi ffcrenza generalo, che regna nell'esercito ~pagnolo, rispcllo all'andnnwnto di questo ramo cli servir.io. Negli ul1 imi tre capi toli, cl1e sono come la sinlf·~i del libro, l'nutorC' spiega, con qualche particolarr. l'orùinamcnlo clw Yorrebbe sostituir<• ,1Jl'att11alc e che coosistcrclJbe in un'instituzionc o corpo spcci.ile, con personale: j)l"Oprio o con le ~cgucnti ntlrilmzion i: 1° fare c,,1/li t,1·uppn le somministranzc d'o.lJni specie (paghe, razioni pane, viveri e foraggi, utensili da campo e da caserma, YC:-liario, e11 ni paggiamru10, ecc.); 2° assiwrare il manteni-mento e l'assigtenzn della lrnppa, cioè provvedere alla coosorvnzione dell e materie ila dislrihu ir~i, al confezionamento delle razioni, alla cura rlegli inrermi, Nl in ultimo anche al ~er\'izio interno dei rruartieri. Non potremmo ù.ire uu gill(lizio complessivo sulle riform e propugnate tlo ll'nutore e m1.mo ancora sulle di lui critiche al sistema d'arnminislr.izione Yig-onte ncll'cscnito spagnolo, perchè nou conosriamo abbastanza la situazione cli cn i si tratta; ma vi sono dei punti in cui anche un pro[tLnO, uon solo nll'ammini,trnzionc spagnola, ma all'ammini:;trazione in genere, clrw dire <'ho l'autore ha ragione . Sceglieremo fra molti un solo esempio dallo stesso citato: se un urrìciale, per nn ni.otivo qualsiasi, non si presenta in fi ne cli mese a ri scuotero lo ,;tipendio e lo rccl.:ima uuo o due 1110,-i app 1·csso, deve proyare con documenti che ,· itera in quel mese di cui reclama lo stipendio. 1
.Esftulios sob, •e f1du1i nist1•,,cfr11, u iililf11·, f111licf,flos fil e j e,·ci.lt> e s1,11uu,a. ( S11uli siilt'crniministm::ione militw·t!, applicati all'ese1·ci10 .<;pagnolo) . - N. ,b roaos . - )faddcl,
1882, tipografia Cao e DcYai . T utt.i ammet.touo (ùice l'11111ore) che 1111a amm inistrazion(• nell'cscrcitn è necessaria, ma non tutti sono disposti a consrntire la uc,·cssil.i di 11n corpo arnmiuistratirn militare, con carattere proprio. Perchè non
s1 potrebbe dare ai comandnnti di truppa , l'an lori1à e i mezzi di provYr.derc, S<'Condo i casi, ai propri bisogni? Onde sciogliere tale quest:one l'autore comincia a distinguere tra (unzione amministratira rcl !llto amminist·ratioo; rrursto è passeggero , e rp10lln è permanen te, 0 n,.l ogn i fuuzio11e pc1·nrnnr11 LC' deve pt·esiedcrc u11 apposil,o 0rganismo : {l altra parte 11 soldato che si balle ha nna missione ahhastanza ardua senza aggiunge:vi il cnrico del proprio sostentamrnto. Ci(, premesso: l autore. p::i ssa rn rassegna le diverse opinioni circa il campo da n::-so?nar,-1 a que~_ta (~ui:::ione atnminì:itrativa, e combaltc con egua le 011sur,1, le teorie d, quelli eh<' ,orrebbero u11'amministrazione accentratrice e onnipolente, corno di quell i che la vorrebbero ridotta ad 11 11 ufficio di contrtbili lit: ra vedere il peri('oloso dull lismo a cni si va incontro farnnclone un'istitnzionr fiscale, e conclude che « fa f'wi:;ione a1n111in·istratita <leve essere una per tuuo l'esrrcilo ed esseuzia lmcutc cli gestione >>. Quanrlo erede di arnre suffìcien tcmenle di1no$lrn to qucs1a !eoria l'autore indica il modo di applicarla all'esercito ~pagnolo, ritenend~ (d i ciò che esi$to) quello cito serve al suo scopo, e rigeLta ndo il resto . A tnle effcuo esa111ina , pnn lo per punto, l'am ministrazione di dettv esercito, nella sua fisonomia generale, nelle sue tendenze, nei ser,izi che rendo, ucgli clementi che la costituiscono, 11ell'atmosfcra che la circondn; e facendo giustizia a ciò che di buon.o v'incontl",1, non ha :riguardo nell'a ttacè11re ciò che crede pcru icioso. 1
S ll•e /'flew,·' s O s ier, •#•icT,iscl, e !Jlili!ifriscl,e Z e ilsclo•i f't . !,. trimestre 1882.
Sopra alcuni crro1·i che ogni, anno si ripetono nelle !f?'Cmd:i, manoi;1·e. - Yi sono <'rrori di Yarie specie: 1° Elementari, che hanno per <'ffetto cli rar creclrl'r alle truppe, che l'istruzione rii pi:lZZa d'armi i• i11 11 t.ilc, e gli stcu1.i sofferti pnr impara rla sono fa tica spre(·ntn. Tl"di ~arcbhero: ùare ordini troppo t,1rdiYi e poi fa rli csc•guire in fretta e in furia, senza nessuna di qu<'llc regolr che vennero predirat1; tutto l'anno; da re istruzioni in un linguaggio insolito, che non suonano nè come ord ini nè come consigli, ecc. ccc. 2° Errori mornl-i quali per
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esempio la clura tenaci tà di certi comandanti fbsi nella propria iclea, e la recìsa qualifica di c'orto intendimento, data agli inferior i che non l'hanuo indovinata, o, potendo agire liberamente, non vi si sono con'·rormati .. . 3° Errori tatt-ici; per esempio la smania degl i ::iggiran1enti, che è comune alle dne parti, dimentiche affatto del detto del l'a1'ciduca Carlo, che chi gira è gfrato . .. (Di tulle queste specie dj e1·rori si fa una lunga enurirnrazione) . Lo spionagg'io. D ANGEl,ME IEH, capitano. - Lo. spionaggio è una necessità per ogn_i comando di trup pe in campagna. Ognuno chiama agenti le prop1·ie spie, e ;;pie gli agenti degli al.tri. Lo spionaggi~ mil itare non è contrario nè al diritto, nè alla morale, perchè la guerra si fa coll'(lstuzia e colla forza . Per se stesso non è neppur cont.rario all'onore di chi l'esercita; solo lo scopo per cui si esercita può renderlo tale. Se un nonio, non allo scopo di guadagno, ma nel!' intento di giovare al suo paese, raccoglie e riporta notizie sul nemico, vorremmo dirlo disonorato ? Però questo sarebbe nu caso ecceziona le; ,,enera IlllCnte cbi ,esercita detto mestiere è gente vendut(l, che alle o vo.l le serve ed inganna ambedue le parti; sicchè ben giustificato è il disprezzo che va congiunto al nome di spia. Tutte le leggi hanno castighi severissimi per lo spionaggio mil itare. In questo genere non si dimno contravvenzioni, ma solo cld iui e crimini. Per costituire però il vero spionaggio occorrono alcuni est.remi che riguardano l'oggetto, il soggetto e la località, Oggetto dello spi.on·aggio militare è tuttociò che riguarda la fo rza (errestre e marittima d'r~{o stato, o la situazio1rn di un eserc;ito in ca mpagna. E per dnre al l'inrlngine il caratt3re àimino,o rli spio1rnggio, è pur auco necessario che si eserciti per vie subdole e intorno a cose che dovrebbero rimanere celatc1. Soggetti che esercitano lo spionaggio possono essere nazionali ecl esteri, borghesi e mi litari. Non è raro che vi s'impieghino anche le donne. Il militare che agisce sotto li, propria divisa non può mai esserr, incolpato di spionaggio. In sostanza le ·ricognizion i di 1pialunqne specie sono indagini sul nem ico ; 111a non sono atti di spionagaio ' [)erchè il soldato vi agisce col suo carn ttere . Nell a guerra rli ...., liberazione degli Stati Uniti ('1180), un maggiorn iugiese si_lasciò cogliere pres50 iI campo nemico sotto le meutite spogl ie; fu condannat~ al capestrn e si esegui la sentenza, malgrado grandi impegni in contrario. Giud izio severissimo, ma non contrario al diritto di guerra . Hi:;petto alla loc,1lità, per incorrere negli estremi del delitto di spionaggio, è necessario che le i.ndngin i nhbiai10 luogo sul territorio del la :')
E PERlODlC!
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potenza che si spia, o almeno su quello occupato cfalle sue truppe. Il delitto di spionaggio si ritiene consumàto quando la spia è venuta in possesso deliri notizia che cercava; non importa che l'abbia o no comunicata al nemico. Il diritto romano puniva Je spie colla morte. Il diritto moderno si è conformato , in questo, all'antico. I giudizi si fanno sommari:nnenle e quasi su due piedi. La necessità dell a propria difesa giustifica cpiesti procedimenti; però se le circostanze permettessero accurate indagini, o. autorizzassero il dubbio sulla natura del delitto, sarebbe agire contro ogni giustizia il non tenerne conto. Un ultima osservazione: tutti in guerra si servono delle st1ie, e tntti puniscono severamente, spesso colla morte, le spie del nemico . A che serve questa severità ( dal momento che tutti l'.usano) se nou a rendere per tutti il genere più caro? Perchè naturalmente bisogna pàgare le spie in proporzione del pericolo a cui si espongono . Non si potrebbe fare una convenziorie, che, senza recar danno alla condotta cl.el la guerra, assicurasse loro un trattamento più umano e non e;ponesse ad equivoci fatal i? i'iec1·olog'i a del Feldzeiigme·ister 11. Maroùyic. Stud'i.o sulla giterra rLei sette ann:i . PnnE1cu, tenente colonnello. Si fa un estesa bibl iografia ddla recente opera di Teodoro v. Ileriiahrdi, intitolata: Feclerfoo JI wme gene·mle, della quale si racc,omanda lo studio dal punto di vista rni !i tare, siano ò no esattissime, dal punto di vista storico, tutte lr, supposizioni fatte dall'autore. .<;iovamvi Ca.·t'lo conte 11. Thùgen. Schizzo biografii;o del dello genera]~ prnssiano nato nel 164-8 e morto nel ,17'.28. Proyres.~i del sistema. Tollet e de-i si.stetni G-rùber e Vo/ckner pei· la cost1·nz·ionè delle caserme. - Si enumerano vuri quartieri, ospedal i e simi li edifizi costrntti recentemente in Francia, secondo il sistema Tollet, ed ni tri consimili, costrntti o in costruzione nell'impero austriaco, secondo i sistemi Gru.ber e Volkener, chè poggiano rngli stessi principi clel pri mo, ma con modificazioni ad,Ìtte al cli ma dell'Austria. L'eflèU.ivo sotto le ar1ni e le ma·1io-i;re: PmRs, capitano. Il regolamento dice che in ogni esercitazione si deve avere in vista lo scopo pratico. Ora quando si fa nn o manovre con battagl ioni dimezzati, si perde di vista questo scopo. Ciò si dice per la fanteria. La cavalleria h;i, in tempo di pace, presso a poco la stessa forza del tempo di guena: Per l'impiego dell'artiglieria; lo spazio occupato non ha grande infl uema; sieno le batterie su sei o su otto pezzi, si conducono e si nrnneggianu nello ste:::.so modo . Ma pei· la fanteria la cosa è ben di-
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T,n~l[[. _J),:...7,.;jjnzi011<' cleglr' r!ffr(·ù1.li cli' terr" e cli u1a,:e· 1!-_ r/4'.r;li im . !'11:,7a1i r.iuil/ .çeco11rlo 1'el((' d/ e!lP-nl,, 1.'n- j>t'1U?iortf', .
LI BJU E PBI\IOOICI
ve!'sa; le unità in formazione di guerra occupano uno spazio doppio, impiegano un tempo maggioro a moovorsi, presentan o all'occhio un a;;petto differente. Se gli ufficiali e i sott'uflìcial i saranno costantemente assuefatti a comandare reparti ridotti ai minimi termini, si tro· vel'anno poi nell'imbimìzzo, quando dovranno comalldnrli ingrossati e resi pesanti, da stormi di geni.e arrivata il giorno innanzi. ll fucile a 1·ipeti:.ione sùtema :ì\huSER. Questo fucilo ha subito vario modificazioni, perciò ve ne sono di vari mouclli. l posteriori sono i migliori. rltimamcnte venne trasformato in fucile a ripetizione colla semplice aggiunta di un magazzino dn cartuccio.
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_/;a , m ·,.,a,, Jr;'}7,;, ,yjù·ial,> cal.,1w _rtUt,r;. ,imo f"·ona.ncùrli.,·sùr,o, <rllf'.sù, f'r<'sso Ni,,, JO r(rt.7ll/ 11,' ,,la,, N11rur:aa.<·<.1 · t'rteSO:
BOLLETTINO BIBLIOGRAFICO KA.'IOELSDORFER.
rr16,'/1• ,li>-N.sr;tt,,,,. dtrZ .,:;,.i>~i.(). J,fl rurvrv de:JW irnpu:,_'7,(Ll:i/ rdlesltt inve,·,, <·h,yla loro a.,·r/{<,Vdal.,·c>r1Hàio e' compl<~ùmtt!nle/ l:ibr'nv a,. Lati.e/
lenente. l)as H . li.. ollle1·reicl1i#ce Fel,ljii-
yer llt1ta-ilfo u ,'I'. :J im li.t1m11fe mii Oeste1•reicl1s Geg11er11. (L'i. r. 3• battaglione caccia tori in lotta col nemico del-
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l'ausll'ia) Linz 1882, tipografia del circolo della stampa, prezzo L. L È il racconto di quanto fece dello ballnglione contro gl'insorti della Dalmazia nel 1882.
eut.
lenente C.escl,icl,re ,1,u1 ~- pre11ssi11cl1en Gar,le-Reg·i ments :u F11ss. (Storia del 2• r eggimento della
Luo1NGSHAUSE:-1,
Guardia prussiana a piedi) Bet'lino 1883, tipografia Mitter e figlio. Detta storia si riferisce soltanto al periodo dal i813 al 1822.
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capitano. IJie E iull(1/,m e v,m Vlm, 170~. {La presa di Ulma nel '1702) Ulrna, 1882, tipografia Wehler, prezzo L. 2.50. È la storia della par te presa dalla Ba vicra alla guerra di s uccessione di Spag na.
Gescl,ic/1le tles Il Stic luisc/1en llus:areu-Regimeuls. (Storia del 2• r eggimento usseri sassoni) . Lipsia
SCISSi\llLCD.
1882, prezzo L. 13, 50. l'.: una storia piul.loslo estesa, massime nel racconto della parte presa da detto reggimento alle ultime campagqe. Il Direttore OR"E STE BAR A'fl E IU
Tenente Colonnello nel Bersaol1ert . DEMARCHI CARLO,
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gerente.
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RIF~RME AMMINISTRATIVI~ Nf~LL' ESERLlTO l'D
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:'ioi dobbiamo rifor ma re senza di st ruggere ( D1>PRETrs,
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QuesL'anno la discussione dei bi lanci di pl'ima previsione si è protraLLa oltre ogni ·J'aq'ione1i0le previ.~ione e, per vero dire, oltre ogni necessitit, di maniera che poco bene,oli ~ono i commen ti che si fanno dal pubblico, per .rrnre la Camel'a trovato modo di occupare le sedute di mezzo un anno, senza null,t concluclel'e, all'infuori di un alto di ordinaria e nece~saria amrni ni sLrazione, e. di discorsi, raccomanda7.ioni, interrogazion i che, per dire tut.lo in una parola, hanno, più che altro, un 'import::inza. subiet.tiYa pel deputato . Dalla censura v:1. però esente il hilancio della guerra li bemlo in pochi giorn i r.on nna discussione ~obria, calma ed assennata: per cui si dovrebbe concludere che, se il dilagare dei discorsi pernlcun i bilanci fu un mal e, la parsimonia per quello dell a guerra fu un gran bene. E no i non vogliamo negarlo, specialmente per ri guardo a tulle lequestioni r,he si erano tratt.ale pochi mesi prima nella discussione delle leggi di ordinarn enlo e di reclnlamento; ma una riserva non possiamo a meno di fare per quanto concerne l'andamcnlo dell'amminislrazione, che avremo voluto Yedere traila.Lo con qualche lar-
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A 'H O XXVIII, VOt. 11.
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ghezza a conforto di d, i larora per migliorarlo, .a ~odd isfoz ione di tulli coloro i quali giu:,Lamc1,té pensa 11 0. che il pri1110 do, ere di chi am mini stra. la µubb li ea pec,111i u. sia rp10llo di spéntlerla savi;1mentc ccl economicamente. ed in fi11e per correggere alcuni gi udizi erronei, d1e di 11nando in qnaJlC[o si so110 rnanifes luti. Avvi. e vero, nella Cam era chi nrrehhe polulo illuminarci·s11 questo ,1rgom<'11to; ma uon co~Lre!lo, come altre \'Olle, da necessilit. di difes,1, man tenne 11 11 dclit:ul.o riserbo, condotla questa iiwppunlabile certo, a.11zi loclc\C,le dal punto di ,ista personale; ma non consea1n11 ca all o iuie·rc:;se del pub lilico, pel qualcappunio ci siamo delermina.ti a svolgere queste brevi consirl crazioni. ~ella Hilìistn i'1ilitnre ùell'n.nno 1878 fu pubblicata unn. lellcrn. dcll'onOl'evo le Sani co ntene11le alcune proposte intorno ai servizi amministrati ri del· 110:;1 ro cserciLo, che meri La vano tutla r auenzionc degli s111diosi. In Parlamento lo scrittore di qu.,ll a lcLLem s1'0Ìsep iù ampiamente le sue idee ·e si ehiJe conforto di bene, ola accoglienza da ll a Camera; 1afol1è ora resla a ,·edere se qualche cosa fn ratto i,i quel scn,;o onde dare cui spelta la lode o il hiasiwo meritalo. Dell'importa nza tlell'a mmi11i strazione mili tare non tratteremo che · di vo lo, e per 1.:011slatn re che i11 ques ~i ulti mi anni molto si è guadagnalo in questa parle; perocchè dal monwnto in cui se ne occuparono i grand i poi.cri déllo Stato, anche nelle file de~li uomi ni d.i. spa da l'amministrazione non è piu quella. sconosciuta e quella derelill.a Gu i ,;i pass,wa òaccanto senza <legnarla nemmell o di unr sg11ardci. · Av, i ancora un'allra queslioue prelim in are cl,e non può passare· inosserva La a chi voglia pM la1·e un giudizi o spa:;siona lo ~ulle cose della nostra ammini strazione mililare . Si disse gius1ame11tc cli c, l'amministrazione clc\'C scgnire, non giù precedere i mu1 a1nen1i degli ordin i militari; pernccl1c questi deYonsi considerare rom e r ordj10, quella come la frama. Ora. possiamo noj dirn che iI periodo ricostiLuti vo del nosLrn eserciLo sia definiliramenlc chinso? Possia.mo assicurare che J;i lrasfo,·maiion e dei nosLri ordinamenti mililal'i sia compiuta per modo , da trorarci sopra un terreno solido e lonla110 dal peri colo di nuo,·i cambiamenti? No davvero e non occon ono mo lle parole a dimostrarlo.
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ED F.COXO)ll l·:
SotH? appena pochi mesi che ahhin.mo apprornto quattro leggi .-organiche: « posiz ione aus ili aria - va rianti al la legge del l'eclutamento - ordinamento dell'esercito - stipend i ed a~segni )) . Ci vorrn11no nncorn cl ue anu i almeno prima che la legge di ordinamento sia per intero applicata : e frauanto stanno davanti al l?arl amcn lo altre quattro leggi im portanLissime, quelle cioè ~lella circoscrizion e tcrri toriaie, dei sottufri cia li , dello stato cl egli uffìciali. o delle pcnsroni. E si nspettano pronedim enti per regolare l'importante materin del lo avanzamento! Ora e egli possibile in tale stalo di cose dare stal,ile asseuo alla parte arn minisLn1Liva? Non fa mesti eri es:;erc profondi nelle discipline amministrative per rispondere negatiramenle e per persuadersi ~he ~ll0S LO _caso una relaliva ùur.=ia può dirsi sapien:a; poichè ci toglie dal pcr-icolo di fare orwi per disfare cloman i. , ~o . d Ed orn passiarno ad esaminare quanto si è operato in questi ue ultimi anni , che per l'amminislrazi one della guerra (a ,·olcr usare una frase di Macchi:.wcll i) si può di l'e 11011 f'urono nè dormiti n1~
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gi-uoca1 i .
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Si chiedeva un gi udizioso decentramento am m,n1stral1110 e del -cammin o in qnes to senso se ne è fatto, affidando alle autorilà dipendenti la ri soluzione di molli affari, che prima affiui,·ano_al ~eo~ro: allargando le atll'i buzioni ilei comandi genwali e dell e d1 rez1orn di commissarialo. Nes,:;nn dubb io che in que::.tn via si possa e debba progredire cd a far lo aiuterà grandemente la nuova legge sulla circoscrizione, che determinerà in.modo più preciso l'e5ercizi o della giurisd izione terl'i Lori aie . ~è del'e passare inossern1to che le condizioni amminislrali, e del nostro esercito erano divenute nel tri ennio 18'78-1 88 1 eccozionalmente lri sLì : cli maniera che a ri levarle rid1iecleransi pro,veclimenti del pnro eccezionali e tali « che il ~Ji nistero. P,Oles~e rendersi conto csallo delle vari e spese, dell a loro necessita e misura: e fosse in gradn di regolarle con criteri uniformi e conformi allo $pirito di una giusta parsimonia ». . . . . ., Si è parlato persino di « clillaLuraammrn1strat1rn »; ma 111 nnla fa frase . per rp1anto possa essere feli ce, non è esaLt:1. 1
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EfJ ECOXO)IIE
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IUFOIUIJ,; .\.\l)ll.XIS'l'll.\Tl\"E ::'('.ELI •• ESEllCITO
Fu è Yero aumen lnl,1 h1 so rvegli anza, rurnno nlquau Lo risll'elti i fren i (fra:>e di moda); ma nulla più; cd i ri:>ullati ottenuti e che ci appaiono da i documcn li ufficiali pubb licat i dal i\Jinislcrò, provauo che e1'a 111ut nccessi lit il farlo; perocd1è si 1·iesci come vedremo in seguilo, a porre argine al disavanzo annuo vel'amenle allannan le ed a migliorare il t,rn ltamcnto de l so ld,tto . Degli organ ici non parleremo. Non sono cosa ~pecial e del Ministero della guerra; ma riguardano l.ulte le ammiu islrnz ioni dello Stato e la que5lione fu risolta, almeno per ora. dal Parlamenlo. Fu quella legge un Lene od un male? Ardua sentenza a pronnnziar5i. Quello però che ci pare cerio si è che in Italia mancano 011col'a. il tempo , la vo lontà, gli studi e la serenità necessaria per ri5olve1:e radicahncnle queste grosse questioni, e ci co ntentiamo di ~riorarle, lasciando al tem po ed oi poster i la cura di fare il reslo. E con ciò eh iudiamo la parentesi, constatando in pari tempo che delle due ragionerie funzionanli prc;;so il .\lini;;tero della guerra unn ru sopp ressa. E pari men li fu prov, edulo al rccl ulamento dallo scuola di Moclena degl i uffi cial i commissari; :1 ra,•orire il pnssnggio nel corpo contabil e degli impiegati ciYili delle su:;sistenze e del ,·estiario; alla formazione delle compognie di suss istenza; allo aumento degli stipendi. :\cl intcll igen ri di cose militari non fa bisogno dimo~lrare l"imporlanza dei Lre primi pronedilllen Li , sia per il serv i;,,io ordi11.1rio di pace, sia e più per quello di guerra . E dell'importanza morale e materia i~ dell 'ultimo non al'l'i alcuno che possa .dub itare. Un'alLra lacnna che hmentarasi è quella dei regolamenti per~ vari servizi ed essa pure si va compi endo con alacrità. Infoui. a prescincl~re dalle islruzioni sul ln moLilitazione, delle quali trarieremo a parte, si portarono a compio1ento quel le per le ispezioni, per l'esercizio tlei Jabo rato i e pel :;ervizio di fa rmacia, pel rich iarnodellc clas;;i, per la escruzione del la legge degli stipendi cd assegni 1 e,·e11t"ilali, per l',1pp li cazio11e clelfa legge sullo posizione ausilin ria ed altre di minor conto. Del ,-esto anche in questa parte si trova un ostacolo nella condizione non assochll[t del nostro organismomilita re. Son è infaui cosa facile, nè spedita fare dei buon i regolamenti e sarebbe davvero Lempo male speso e fa tica sprecala l'eclirtcrm:i un
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giorno per demolire il successivo, con pregiudizio clell'autorilil morale del l\J inistero, che si scredila co i continui mnlamenri; per cu i giustamente osservava nn sap ien te scrittore di cose amm inistrative militari: « la mobi li l[1 delle regole amm inist rari,e c1·en. l'incoerenza e l'arbìlrio, fayorisce l'inerzia, genera loscelli cismo )>. Ma tulio questo è Len poca cosa in parngone di quonlo si è fotto in ordine alla mobili Lozione. nr~rnmen!o il più Yitale ed importante per un .esercito, essendo ormai diventato on assioma, che nelle guerre moderne rince colui che !ll('glio sa ordinare Iuli i i mezzi di guerra e tnlle Je f()rio valiclé del paese per porerle raccogliere e IDlLOYere col massimo ordine e nel minor tempo possibile. Nella Rivi.sta 1lW i1.a·r1~ dell o i;C0rso mese cli marzo venne inserito uno studio ·minuto e coscienzioso sul servizio d'intendenza in guerra, il quale ci dispensa dall o scendere ,l dell.rigli sull'argomento; pcrocche dimostra quanla strada si asi fatta onde regolare lulla quella J)arLe logist ica. ed amministra1iv(1 dei va ri serviili che spcllfl no all'intendenza : per modo che agli studi :;pnrsi. slegali non sempre armon ici, si è :;ostilui to un vero organ ismo vivenle e fnnzionnnle. precisamente secondo il desiderio ccl i mli manifestali dalle persone competenti. Ecl oggi l'amministrazione militare italiana non somiglia più acl una mnccb.ina, della. quulc tnlle le parti lavorate con ari.e erano conservate dagli operoi; menlre achi Yolc,a metterla in mo,imento ·Occorre,a un lavoro lungo e òifficilc, poichè era necessario r ianire tu.li i i pezzi e coordinarli fra loro; ma si può clire una macchina montata, cui nou mancn, per farla muovere, che pol'larvi acqua e -carbone, etl app iccarvi il fuoco. E gli effetti sono in Yerità confo;'lanti, perocchè si hann() già : a) I due pri mi tomi sulla mobilitaz ione risLampaLi ed il terzo -che sta per ,·cnire alla luce: li) La parte 1• e 3" del regolamento di servizio in guerra che , abbraccia tutlo il serrizio delle truppe e quello delle intendenze; e) L'islrnzione sul servizio del le requisizioni ; d) Le norme pur la requisizione dei quadrupedi; e) L'ordinamen to delle clo Lazioni di eancell oria. e stampati per -i quarlieri general i, per le intendenze, per i corpi mobilitali e sla31ilimenti di prima linea;
RIFORME A~O!lNISTUATIVE )<E i:,r,'ESERCCTO
ED ECONO MIE
/) Il progeLl.o di regolamento per I'amminisLrazione e con la"":" hil ità dell'esercito mobilitato; g) Il progeuo di decreto che stabilisce le indennità di guel'l'a agli ui'fìciali ed alle trupp e; h) L'istituz ione delle stazion i di veLl:ovagliam en to che fun ziona no normalm ente anche in tempo di pace pel ri cl1iamo delle classi- . soLLo le armi e per l'invio delle. medesime in cong~do . E sono questi tutti lètvori di grande mo le e cli . alLreLlaÌlla importanza, che segnano un vero progresso nell e nostre isti tuzioni militm'i. Ma non bisogna arreslarsi; ed ora ci tocca studiare se questo organismo che è l'intendenza generale, il quale funzio na imperfettamente ed in una sfera più teo rica cbepratica presso lo stato maggior • generale, non corrisponderebbe meglio al sno cò mpito, ove avesse anche in tempo di pace la direzione dei sen izi amm ini stra tivi, che metLerebbe nelle sue mani tutti i mezzi necessari a rnggiungere il fine suo in tempo di guerra. È una gran ques tione lo impp iamò ; ma appunto perchè lale va ponderata seriamente, essendo evidente ch e'; ove la. persona che, deve dirigere i servizi' d'intendenza in guerra, fosse laslessa che li regola in pace, si avrebbe un Yantaggio grandissimo, e.d una garanzia cli buon esito maggiore a mille doppi, si avrebbe « un magazzino di forz e che, racco lte quando non c'è troppa resistenza, si' svilupperebbero al mom ento in cui la resistenza viene ». Perocchènoi malamente comprendiamo o, per essere più esatti , non comprendiamo affatto, come il general e medico ed il generale co mmissari o non debbano in tempo cli guerra fa r parle dei quad1'i clell' in-: tendénza generale; quando nessuno megl io di Joro po treb be dar consigli con au torevolezza,. di rigere con efrìcacia, ordinare co.n auto ri iù . Anche pei t~·asporti mil itari sull e ferrovie, faLL0 1·i importanLi ssimi di. ordine e di celerit:i, specialmente nella mobi litazione, si è fatto qualche cosa·. Alla convenzione del ·1870 se n'è soslituil.:t una nuova d'imminente attuazione. In questa oltre a notevo li 1'id nzioni di alcune tar iffe per i trasporti cl i maLeriali, alla in troduzione di apposita tariffa, per i grossi pesi indiv isib ili e per i tren i speciali, venne stabilito,
raggiunsero e snperarono t:,lvolta la somma cli L. 600,000 all'anno, in confronto delle rette pagale dagli all ievi . Un accurato esame dei bilanci preventivi ed uno studio comparativo dei procedimen ti intern i arnmin istraLivi di ogn i singolo isti tuto, mise in evidenza che si facevano spese non sempre indispen-· sabil i, specie per arredamen to, manutenzione ed illuminazione dei. locali, vestiar io degli allievi , provviste cli oggetti di servizio generale, e personale suba!Lerno; le medesime vennero moderate per· guisa che nell'anno 11882, malgrado il dispendio ecceziona le causato, dai corsi accelerali e da quel li special i presso la scuola di Modena ,. il deficU si r idusse a L. 499 ,000. E nell'anno co rrente mercè nuove disposizioni che si stanno attuando, il. disavanzo non oltrepasserà la somma di L. 31$6, 000. ~oi sapp iam o benissimo che l'ideale sarebbe quell o di ottenere· i l pareggio; ma. non dobbiamo nascondere che a que:3Lo non è possibile di arriva re, per unq. causa permanen te ed es 1,r inseca alla amministrazione, va.le a dire l'insufficienza delle rette pagate dagl i allievi di fronte alle spese e[ellive anche ridotte ai più sLreLl i limiti.. Nè crediamo si possa pensare allo aumen to delle reLLe per le ragioni più volle dibattute in Parlnmen to, e perchè l'interesse dell'esercìlo ri chi~de che sia in tutti i modi facili Lato l'adìLo agli istituti,. dai quali esso trae quasi per intero il reclutamento degl( uffi ciali. 5° Alia lìne del 2° trim eslre "88·1 i conti di massaindividnali, ossia il. debi to e credito dei militari per effello del loro vestiario, presentavano una situaz ione delle più critiche . S·i ri chiamò l'auenzione dei comandan ti cli corpo e di compagnia: si ordinarono frequen1i ispezion i, si praticò un esame minuto negli uffici del Ministero a quei conti che si presentavano in co ndizion i peggiori, e si· venne a.I r isultato che nell'anno 1882 ia gestione dell e masse indi viduali si chiuse con nna minore spesa di L. 1,537,000 in confronto dell'anno precedente. 6° Fra le spese fisse continuative e periodiche e quelle .eventuali che ordinano i consigli d'amm inistrazione ve ne sono al cun e· che per la loro ent.ità non po tevano sf'.uggirn all a vigi lanza del Ministero, vigilanza che egl i esercìLò direttamente nei propri uffici, ed indirettamente col mezzo dell'uffi cio di revisione e delle ispezion i sLraordinarie. Ed eccone i risul tati,:
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l\lFORME A1!Ml:SlS'flUTlV.E Nf,LL'ESEHClTO ED
Spese cli combiistibili per le wcine dei caporali e soldati . Il con sumo medio della legna per la coltura del rancio dei capon1li e soldat.i giungeva negli ullimi anni a grammi 500 per ogni individuo e per ogni giornata . Si 'riconobbe, diet.ro accmate esperienze , che per i corpi provvisti cli for nelli econom ici potevano bastare grammi 300 a 350 e l.1 maggioranza dei corpi convenne nel la sufficenza di simile assegn?. Resta è vero il maggior consumo cli quei corp i (~he si troYano rn condizioni sfavorevoli ri spetto ai forne lli ; ma a voler anche essere largh i, assegnando loro grammi 450 a 500 per giorno e per indi.viduo, si farà una previsione :molto prossim a al vel'O catcolando il consumo di grammi 4.00 per giornat.a di convivenzn, ciò ell e importerà, sopra un effettivo di 66,000,000 di giornate di conv il'enza al rancio, un benerìcio di L. 226,800 in con fronto ogli anni precedenti.
Combu,stibite pet ri scalcla1nenio ed i llwninazione dei loca.ti. Una migliore disLribuzione dei.locali, l'assegnazione de,l combustibile in naturo , anzichè in contant.i a.i furieri portarono un r ispar-mio di L . 30,000 circa snll a normale spesa pel cornbu;;tibi le ch e -era pl'irna di L . 250,000 nll'anno. . Ed una regolata accensione e. ripartizi'one dei lum i, li mitundone, <love soverchio, il numero, assegnando la cruantiLil di combusLiliile •per ogni. ora di· consumo, riducendo il pr·ezzo del petrolio. d_i qui ndici, ven i.i ed anche venLicinque centesimi ecl inGne sosl.L lnendo man mano i lumi US<tLi con altri di sist~ma più ~conom1co, . pro.dnssero una economia di circa L. 33,000.
Spese pel bucato ,
aa,
stanle i c1irrerenti sistemi seguiti c~rpi in questo servi.zio e te molteplici cause che concorrono a renderne più costosa la esecuzione crediamo sia diffi cile, per non dire impo;;sibi le, indicure
I
r;coxOMfE
con sufGcienle previsione i risparmi oLteni;ti in qiiesta parte mercè il nuovo indirizzo; ma gli elementi rttccolti dall'uf'Gcio di revisione ed offerti ai corpi come base per i loro contrnLLi co i lavandai, o clét servire di guida· ·sia per l'acqu isto del sapone sia per la assegnazione all e compagn ie, promettono di dare un r isparm io che in via approssimat.iva e sull a base dei r isultati parzia !i già noti, può calcolarsi nella somà1u annua di L. 50,000.
Ccmcellerici e stampci1i. SL1lla prima è dirnosLrnto che si può calcola re una minor spesa cli L. ·12,000 all'émno : e quanto ai secondi, preie in esiune e fotte scompurire le sens ib ili differenze di spesa tra corpo e corpo, non gius1.ificate nè dal la eccezionale dislocazione di alcuni corp i, nè d,t qualche straordinaria spesa di trasporto dal reclusorio di Savonar si può avere un minor,consumo di L. ,10,000 circa; e ciò all 'infuori <!ella ridu1.ione di un quin to sul prezzo che produrrà un altro beneficio a favore delle masse general i dei corpi di L. H0 ,000 circ~a.
Barbiel'e, co1iser1Jazione elette anni, bianco, qialto e man/,eca. Negli ulLimi anni questa spesa. sul iva alla. media di i,. 0,002,J6· pet· ogni nomo e per ogni giornata di pres.cnza: ora si venne a stabi lire unaretri buzi one fissa di L. O,OO,J5. E noi r icord iamo come da moli.i si yoJgesse quasi in ri dicolo quesla cura dell'amm in istrazione per le cose minime,,clclle quali. non si occupava il pretore romano . Eppure questo nonn,ulla da un benefizio annuo di L. /4.:5,000. Ed altrettanLo può (Ìil'si dell'ol io e degl i arnesi necessari per la con servazione del le armi , come del bianco, giallo e manteca per la buona t.enuta delle buffetterie. Si riconobbe p. e. che il biancopagayasi a p1:ezzi disparatissimi, cioè eh L. 6 acl 8 il quinLale a l\lilano e Vicenza sino a L, 60 nel le provincie della Sicilia, e si pronride col far sped ire il genere ft grosse partite dalle locali Là dove si può acq11istare a. buon mercato, a quelle dore i prezzi sono eccèssiYi ,
EO BCO.XOmi;:
Hl FOl\}!E A)fMINISTRATI \'E ls'BLL' r.:SERCl'fù
per Li ro al hc1·saglio, ecc., e riassumiamo per sommi ca pi i benefizi :avnti nell'aono 1882 nelia gestione pura e semplice delie masse ·.indipendentemente dalle sovvenzioni: sfanz iate nel bilancio, dell e ,quali ci occuperemo piit aYnn ti . 1
' bardat1ira . Jl-iparazioni al col'redo ecl alla Anciie in qnesta parte l'esame ed i confn1nti dei prezzi patt uiti ,cogli operai delle varie amministrazio ni misero in chiaro differenze sensibili riel costo di talune 1·iparazioni della stessa naturn, doi1de •0 pporlune osservaz: oni e rei tifiche; le quali si ha ragione a sperare ,daranno importanLi l'isparmi. Havvi però in questa pa rle una lacuna, vale a dire rnnnca una nomenclatura un ica delle r iparazioni al corredo ed alla bardatura, .ce confi di amo che saranno presto ultima ti gl i studi per colmarla.
Paglia da letMern. ~Joll.o si è oLtenulo in questo ramo colle rinnovaz ioni annual i dei .-contrall.i per gli anni ;1882- 1883 , malgrado le diffico ltà incon trale per la collusione cli non pochi fo rnitori ; perocchè, valutando anche il migliornmento ad un centesimo per giornitta, si avreb be in un a nno una minor spesa cli L. 8'7,000 r~irca. · ~la molto crediamo ,,i possa ancora ottenere mntanclo il sistema -e d ado tta ndo pei cava lli di truppa lo stesso cl'iterio che è in vigore pei carabinieri, vale a dire quell o che la paglia da letti era sia com:presa nel la. razione for_aggio. . · Se iofa tti 1·e nostre info rmazioni sono esalle, e tnLto ci,persuad.e .a credei·e cbe lo siano, il ~l inistero avre bbe: appaltato la razione ,di forag-gio ·dei carabinieri pel tl'iennio ~ 883-85 a L. ,J, i-259 com:,presi quallro chi logrammi di paglia da lettiera; mentre quella clell:l ,truppa senza pagl ia da Ìèu.i era costa L. ·I .273. Ne risulta che i qnn L_ti·o chilQ?ra~nrni cli pa'.gli_a dei carnb_inieri _c or_·, ·-Stano all o Stato poco p1u dt qu1 nd1c1 cen t.es1m1, mentre I corpi cl ,tru,ppa.Ja pagano a prezzo ben più eleva to, e non cen o inferi ore a li re -cinque il qu in tale, ossia centesimi ven ti per quattro chilogrammi . E sicconrn le gi.orn ate dei cavall i di truppa si possono calco lare .:ad 8,700,000 cosi ognuno vede cl1e havvi una differenza sensibi le. Tralasciamo, per non di lungarc i di troppo , altri clet.tagli , come a .cagion d'esempio le provviste dei mobili ed oggett i diversi, i premi
Snll e masse individua li ·~ulla massa generale uomini Sulla massa ospedali :Snlla massa cavalli . :S ulla massa mensa dei sollu f'ficiali Sulla massa. rancio caporali e soldati .
L. 11,537,7,J,1 » 770,535 » 327 ,O•l ,f
» ))
>>
,H-7,407 18, 1165
1
,1,Oìi:>,'i74-
Non bisogna però credere che LuLLi questi risultali siansi ollenuti ,colla stessa facil ità coli.i quale si raccontano. Chi slit bene non si muove (dice 11 11 vecch io proverbio) e sta hene certamente co lui che .t lutti i :uoi bisogni può prnvvedere con !arghezza di mezzi, senza mettere a tortura il cervello per applicare la legge del minimo mezzo, \'aie a dire per ottenere il massimo rantaggio col minor dispend io possib ile; donde la naturale conseguenza che ogn i provvedimento restritti ro, in luogo cli essere accolto con plauso, incontra at.Lriti e resistenza. · Nè que~li allrili e resistenza possono semp re dirsi ruoti,·ati da mal volere·; piu spesso invece sono effello cli apprezzamenti poco •esatti, e clell'nbitudine che ha ognuno çli considerare le questioni <la i proprio puuto di visl. a, il qnale può essere analiticamente giusto, -e sinteticcimente errato . Eppoi non è nella nnt.ura delle cose che il maestro di cusa, il qual e tiene al decoro, più cli c al decoro, allo splendore, della casa, s i commova quando il principale trova necessario di mettere uu frenc a cerLe spese vo lutluarie? Ma colui che ha in mano i cordoni della bor:sa sa che a nrnnl.enere ~1uel lreno cli casa non bastano Je entrate, e saviamen le fa lcidia -dove si può farlo con poco o punLo danno delle cose sostanziali ! E Ja, sO$tanza si è che ai ugl'i, ai fa migli non manch i un nutrimento sano e copioso, che le cose più neces~arie alla vita non facciano direuo. Per quosla parte l'amministrazione della guerra non solo si -astenn e da ogni misura restrittiva; ma proprio all ora che ferveva
228
JW Rco:-;OMlF.
l\lFO IL\1 1,; .\~l ~ll);!STRATl \·1;: ~6(.L'f:SEUCITO
il lavo1·0 per dare nn indirizzo economi co non rifuggi dal portare per tutli i corp i la razione carne a gramm i 200; men tre era di sol i 1.80 per la maggior parte dei reggjmen ti cli fanteria e pei distret.ti , H dall'au mentarn e la quanti tà ai campi d'istruzione cd al le marcie manovre, elevanclo inoltre da •I 00 a "30 le distribuzi on i annu e di vino e caffè: · E così pei cavalli di truppa aum entò la razione di avena e di fi eno tutte le volte che o per cccessiYo lavoro, o pet' qualitft dei generi, O per condizioni fì siche delle nuove rimonte ]a razion e UOl'ma)e si dimostrava insuffi ciente. E per l'avvenire, non ne dubitiamo, i miglioramenti si farann(} ancora più sens ibili. . Esauritala parte analitica., riasi;umiamo orn la siluazion egenerale, delle masse, partendo dal punto della mass ima decadenza cioè dal •1° april e ·188•1 ed arri nndo al 1° genna.io '1~83. AI 3·1 marzo 1188·1 la situazione finanziaria si ch iuse co n u.n disannzo di L. 902, '18·1. Al 31 dicembre188 I si ebbe in vece unavauzo di L. 2, 075,359: « quindi nei nove mesi un beneficio di quasi tre milioni; laddorn· nel l'anno precedente erasi vcriCìcato un disavanzo di L. 6.723.3Gt,.. >>È vero che per sonenzioni, assegni vestiario ed all1'0 s.i stanzi,1rono_ in bilancio _somme in più per circa tre milioni ; ma ad ogni. moclo si eb be un mrglioramcnLo di quasi r1uatlro milioni e mezzo . La situazion e al 11° gennaio ·1882 era, co me si di sse, rappresentata da un fondo di L. 2, 073, 359, dalle quali deducendo le masse· speciali., che nulla risentonodalle di sposizioni anuninislraLiveema. L. 11 ,8·13,503nate, residuavano . AI 3·1 di cem bre •1883 avevasi invece un fondo di >> 8,H5,53;l e quindi nell'anno ora sc~o si 0 verilì ca to un beneficio di » 6,832,050· 1
1
Riass umendo qui ndi ,si ha nei 18 mesi scorsi dall'aprile 188·1 al gennaio ·1883 nell'ammini strazione interna dei corp i un mioliorn" . mento elTeLtivo che supera i di eci milioni di Lire. E per tal guisa il clebito del Ministero della guerra verso quello, del tesoro che nel mese di giugno 1188 1 aveva raggiunto il culmin~ mass imo di L. 23, 1196,000 teovavasi ridono al 1° genn aio •188~ a. L. 1,936,H-O. 1
\
Ed il passato ·sta. a garanti l'Cche prima ancora della d1i11sura dell' esercizio corrente l'ammin istrazione militare avdt inlel'amenle saltlaLo il suo debito ver:;o il tesoro, e si troverit in uno stato regolare cioè in grado di sopperire con le sole sue risorsea Lntte le esigenze del servizio mil iwre Tntt.o quello che siamo Yenu li esponendo non riguarda d1e l'rtmrn ini:;trazione interua dei corpi di truppa . Resiano i serYizi ai quali lo Sta Lo provvede o direttnmente o col mezzo di forn iture, cioè il pan e, i forag~i, il ,•estiario ed il casermaggio, dei quali c.red inmo oppol'lnno dire qualclre paroln. Come ognuno sa, il servizio del pane per la truppa è fat to per cinque sesti da i panifici mili tari e per 1111 sesto clnlle imprese n.ppaltat e rinno per anno nel territo rio di ogni co rpo d'armata. DifaLLi· nel l'anno ~8'2 sopra. un to tale dì 69,886,,t 00 razioni pnne da. grammi 'i3ij consumate dnlla truppa, ,1,1, 14.1-,966 vennero fornite dalle imprese e 58,'H ,1,,18 1~ dni panifi ci. DiYen ta c1uindi importantis'>ima la ges1ione pe1· acquisto di grano, che può drtre frut ti soddisfacenti o negativ i a. seconda ell e è fatta con più o meno :wverlnlezz:1 . ~elì'anno ,188 11 si .1cqnistarono quin tali 379,81>0 di grano al' prezzo di L. 39,0 I G a! quinrale, (:ioè cenL. 34 per quin tale in meno del prezzo prev isto in bil nn cio (L: 20,50) nel ·I 882 se ne acquistarono quintali ,4,4,7,300 al prezzo medio cli L. 37,661:i e così cenlesimi 83 meno del prnvisto in bilancio (L . 28,iiO) . E nei primi Ire mesi det1·an110 conentc gl i ,,cqui~tì sommano a: quintal i :169,'IOO al prezzo medio di L. 24-, 9i:i, cioè L. 2,0i:i in meno del prezzo bil anciato (L. 27). Era naturn le che la dotazione dei fondi di magazz ino cloves:;eaumeutare e si hanno infatti le seguenti cifre. Fondi di grano al 1° gen naio 18811 quintal i G5 ,8'17,~lì ·1881! ,, s,.oio,!-6 1
'C , , ,
Aumento nell'anno '188 I quintali Hi,"98,78 · Fonrli in g1'ano t1l 1°.geunaio "883 quintali 124,55.z :78. Aumento di con fronto al ·I" gennn.io 1882 quint. 42,53G.33 che- · rappt'esentano nn Ya loi·e di ci l'Cft ,m milione e duecento mi la lire. TI costo cl ella raziqne pane di grammi i31i appa llata per l'anno "882" 1
1
ANNO XXVll l,
v or.. TJ .
15
230
lUFliH)llò .\ .\DJJ:,;tSTlL\TJ\"E ;-;ELL'l$SltflC1TO
ED ECON01\JTE
frt di J. . 0,23.:2·1: quello pt'I 1883 di L. 0,2063 con un beneficio di L. O,Ozi.i8 per ra:lione. I l costo per ogni razioue pane di grammi 735 fobb1·icato nei pani(ici fu di L. 0,2379 nell'anno 1188 11 e di L. O,z2JO nell'anno I 882, ogni <;pesa càlcolata e pe1· contro il prodotto per ogn i qu in~ Lale di grano fu di n1zio11 i •16·1 11/2 nell 'anno ,J881 e di razioni 162,B.:2 nel 11882.
Sono qucs.li risulLaLi più clte soddisfacenl i, percbè la situazione (inanzi,iria di questo sen·izio si è avvan1.aggiata nell'anno 11882, come ha dic:hiaralo l'onorevo le ministro delle fi nanze nella sua esposizione firmnziaria di L. ·I,878,794; e perrnett.e di al!rnenLare cp1esto anno la dolniione della gallella di qu intali ·l0,500 , senz,i chiedere nulla al bilancio, con un aumento sensibi le delle dotazioni di rnagauino elle meglio assicura laquali Là. del pan e e la produzione cc;onornica; peroccltè ognnno sa che, pilÌ le far ine sono riposate e migliore divenLa la qnali lit del pn ne e maggiore il pl'odotto. Le razion i di fo raggio dislribuile nell'anno 188? sommarono ad I I ,03i-,'i96 cioè: 1
Cava lli di Lruppa Cavall i di uffici,il i
llaz ioni 8,ìi:?,4-86. » 2,-262,0rn
ed il loro i111 po1-to fo cippaltaLo al prezzo medio di L. I, 21H I mentre in bilancio ora ,aiutai.o a L . ·I ,28. , Si ebbe ciò nu llarn eno una economia sul cap ilù lo di L. 24'.1,000 circa pel conco r~o di due circostanze fayorevoli; ht prima che le grandi manoHe ebbero Iuogo nella diri$ìone di Padorn ed in quella di Perugia, uelle c1,na li la razione f"oraggio era stato. appa Itala a prezi1 inl"eric; ri all a media (L . ·I ,·134 nella prima, L. 1,'i/6 nelfa seconda); l'altra che si ebbe nnn leggera differenza 1n meno r1·a i cavalli di truppa presenti e c1uell i p.ortali in bilancio, differenza che co mpensò aur:!J e il magJiot· numer_o di cavall i di urficial i (Hazioni 1
53H ,9 18).
Risultali analoghi si ebbero pei foraggi delle legioni dei realicanbin ieri appaltati ora per un trienni o cioè a tutto l'anno il885. Que$tO servizi o prncedeYa per lo innanzi m modo slegalo, senza -.criteri uniformi, essendo che ogni legione, pagando il foraggio coi propri fondi, stipulava i relati vi contratti. Una opportuna direzione per parte dell'ammin istrazione centrale, -diede ottimi frutti . Infatti la l'azione fo raggio, nell'anno ,J 88 l (compresi chi logrammi quattro cli pagl ia), costò -L. 1,/4,63, 1
Nel 11882 Nel triennio 1!883 · 84-8?> .
Nell'anno co rrente, se bbene in molle local ità, $pecialmcnLe nelle provincie venete e nell'agro ro mano, il raccolto del fieno sia stato piuLtosto scarso, si ottennero prezzi pi(1 van Laggiosi del 1882, di modo che la razione costa all'erarjo L. ,1,'373 cioè q1rnlche cosa meno del prezzo bilancia lo. 1
» ,] ,425
Non 0 lieve il beneficio e no i crediamo che ancl1e pei caYalli di truppa si dovrebbe studi.are se non co11Yen~a fare appalti triennali e comprendere nella razione la paglia da lelliera, che orn si acquista <lirettamente dai corpi. Parlando del le varie masse in terne dei corpi abbiamo indicato -ie economie fa tte sui conti individuali. Resta ora quella parte del servizio vestiario che i~ ammini stralà direl.tamente dallo Stato coi fondi trnspo rtati al cap!tolo 24, dei bilancio e elle riguarcln. l'acqui slo dei panni, tele, oggetti di e.arredo e di arredamento . Risulta dalle relaiioni dellil. commissione generale del bilnncio ,ehe: a) Al 1! 0 gennaio 1188 11 es istevano nei magazzini dello Stato le ~'>egnenti mercì: Panni e tele . Oggwi di corredo . Oggetti di arredamento :
3,363,879}rn » 56,349,394-.50
L. >>
4,%7,725 .U,5
Totale L. 63,970,999 .76 0
1
L. 11,456
.b) Che al ''. gef1o 11882 si avevano : _
Panm e tele . Oggetti .di corredo . Oggetti cli arredamento
.
.
L. 4-, 139,%9 .4/5 » 57, rn2,736 .56
» ,i,378,876 .:17
Totale L. 66,226 ,67.2.'18
ED ECONO)!lis
2.32
ll{Fùlnt°E .\~Llil~ I$Tfu\TI VE ;( r,:L/,' ESE!\Gl'l'O
Ed ora riassumendo in cifre il lotale delle economie fatte dal 'l'amministrnzione militare nel co rso dell'anno il882, nelle vnrie .categorie di spese si hanno i seguenti ri sullali.
Si ebbe quindi nell'anno '1881 un benelìcio cl i L. ~,'2_35,51:iU.J'' del'ivaLe llagli sconti e clal costo minore .degli oggeLll d1 confronto a I la lari ffà. . Al 1° gennaio I 883 il fondo di magazzino. era così cosLi tuito: Panni e tele L. 0;87':il,231 .95 Qorrelli cli corredo . >> 57 ,86 I ,460 .'18 ()o-cretti di arredamento >> /4.,308,8ì7 .3,t 00
Sull'amministrazione interna. dei corpi L. 6,832.030.00 Sul servizio delle sussistenze (pane e foragg i) » 2, ·1 2 1, 794 . 00 Sul servi~io del vestiario » 1,815.997.26 » » del casermaggio » 275, 37 ·1 . H un tolale di oltre undi ei mili oni. 1
1
i')è)
Tolale L. 68,0!k2,,.S69.H e quindi una di[ereuza in più va le a _dire un beneficio dì lire· ,I ,8'10 ,097 .'.ilG in confron to del 11° gennaio i188z. . L'amministrazi one militare si valse di queste eco nomie per aurnen lare le do tazioni di vestiario ed equipaggiarnen lo, che deYonc} servire per lecla~si che si richiamano dal congedo in caso di guerra,. le quali dolazion i ebbero il seguen te movimento ascendente: ·1881 Serie N. H0,230 ·I88'.2 » >> .4-60, ·I 40 1883 » » 49~,970 alle qnaLi 11ILin1e debbono ,,ggiungersi : . . . . . ~ - n, ,165 veslinri di tela per la mil1 z1a. le1T1tor1ale. N. 7611 seri e di vestiario pei carabinieri rich iamati dal coucreclo. " :N . 84-87 serie per carabinieri da mobil itare. ·Sono qneste ci i're eloquenLi abbnsLanza. e eh~ ri ~.011dano a henefìc io del pl}bblico tesoro, imperocchè non lrnvv1 ch_i non veda che, in ~lifetLo di questi ri sparmi, bisognerebbe sl.auz1are nel lapar! estrao-rdinaria del bilancio le som me npcessa.rie per queste r1:;en'eche sono indispensabili onde ottenere mm sollecita. _mob il ituzione: Il servizio del casennaggto, alloggi e combusl.1b1le ammonto· nell'anno ,188•1 alla somma di L. '.i,830 ,958.Hl Erano stanziate in bi lancio » 3.878.253 .32 E si ebbe qu indi un econom ia cli ~el ·I 882 costò .
» &:7 ,2\.l5.'13 :. 8,591, t">·I ,1.:3 1
Si avranno in bilancio .
» 3,866,882 .ìi.> » 215,8, I .44·
E qu indi una minor spesa di ed un benericio di . jn confronLo dell'anno precedente.
1
»
2z8,07G.3·1
Noi tratteremo nell'ul tima parle di questo lavoro, delle riforme messe allo studio, e di quelle che mano mano si po lrebbern auuare, mit inl:rnto ci sia leciLo di domandare. Sono poi i nostri ordinamenti amministrativi mili ta ri 1anlo da .sprezzare, se sav iamen te applicati, hnnno potuto dare questi frulli'\' È crellibile che si sa rebbero potuti otteneruim ili risultati in -tempo così breve, ove si [osse dato mano sin da principio a mnlare rndicalmenle l'organismo dei nostri sen1 izi? Noi non risponderemo alle due question i, parendoci miglior (',onsigl io las0iare alla cura, dei leLLori il meditarle e risolverle. Chiuderemo im1 ece questa parte delle nostr-e considerazioni ri portando le paro le pronunziate alla Camera dall'onorevole Ma· gliani nella sua esposizione.'finanziaria: « Se taluno volesse porre pri ncipalmen te in visLa la necessità « di maggiori spese d'ordine mi litare per l' ingrandimento del« l'esercito, io non solo potrei contrapporre . alcune partile d'e« conomie che dalla stessa abo lizione del macinato certamente po·<< tra,rno derivare; ma potrei anche notare che alle esigenze roagd giori della amministrazione militare potrà suppl ire quel · sistema ·<< di hen intesa economia che si è fortemente e lodevolmente in« tradotto in quella importante e vasta amministrazione, e dal « quale si raccolsero i frutti di cui vi ho parlato trauando dell'e-« sercizio ,1882 n.
235
F.D ECOXO)IIE
111.
interni dei quartieri, e In. paglia cla lettiel'a per i quadrupedi , e pronedesse pure in conseguenza alla inticra manutenzione delle caserme; · 6° Che parimente pronedesse alla dotazione ccl alla rinnoOfYD'etti vazione cle"r,li ou::reLLi di bu ffe l.teria, di lla1·datura rleorli ~ O;-) di servi.:io generale e cli tutti quelli occorrenti per la mohi litazione; 7° Che la. gestione dei co ,·pi di Lrnppa dovesse 1·iclursi alle sole spese vere e prop1·ie della lol'O ammin istrazione fnterna :1 quell e cioè in massima: a) cli cancelleria ed alL1·0 per gli uffici; b) di illuminazione e pnl izia.cleller,nserme; e) cli pulizia degli uom in i; rl) cl i combustibile per il riscaldamento e per la coltura clel rancio; e) delle infermerie reggimen lali; della musica; y) di manutenzione del ,·esLiario; h) di conservazione delle armi, drgli arredi e mohil i; i) del~e istruzion i cl im ·se, 8° Cl,e in fine l11lte le altre spese di diversn nat ura, che om gravitano sulle ma~,;c dei corpi, ,·enissero sopportale clnl bilancio mili.Lare. Non l'a rnes_Lieri lli molto acnme pel' cap ire che l'aunazione cl i questi concelLi porterebhe alla demolizione (l i gran pari<', per non dire cli lutto il ~istema d'amministrazione interna che funziona nell'ese;·cito i1alia110 da quando fn isti tuil o o che funzionarn nell'antico eserci to su balpi no. E cl i fronte a si grave provved imelllo, re3o poi gra,· issimo dalle circostanze del momento, le qual i, come abbiamo dimostrato, non erano le più propizie. per le grandi innoyazioni, non è a meravigliare che il )fini;-1.ero della gnerra fosse impressionato dc1 l tnl'llamen lo profondo che }"~i.sterna Lradi,1ionale de l nostro esercito sarebbe venuto a su&ire. La stessa Commissione senti Lulla la gra, ità delle sne proposte e la manife:,tnva. con queste pnro le: « Din:wzi a LanLa. gravità e co mplicazione della. Lesi, la quale, se per molti lati, si raggira nel campo delle ordinarie norme get;U
A.I corLese lellore, 'cu i non sarà mancala la pazienza di seguirci· fi n qui , non sarà ·sfuggito come nella prima parte dei no:;tri ap· punti abbiamo trattato clell e riform o am~11ini~trntive co~n))i nle_ nell'l1ltimo biennio, e nella seconda clcll 'rndll'lzzo amm1n1straL1vo e· delle sue conseguenze. Rimane ora l'ultima parte della quale toccheremo bre,·ementc di quelle riforme che sono allo studio. E saremo ·con ciò fede li alla nostn:t bancliera sulla quale sLa.· scritto: «·Studio costante, assiduo, per migliorare: calma e ponderazione nel demolire». La Commissione amministrativa, della qua.lo abb iamo tenuto parola concretò l'opera sna, proponendo come argomento cli studio: ' 1° La moclifìcazione della legge sugli assegni per gli uomini di truppa e delle disposizioni del n.. Decreto ':1.7 marzo . 18i9 ne) senso che si li mitassero a stabilire la sola paga da cotT1$pondersr alla nmno ai militari e le sovra paghe per gli uomini in marcia, sia isolatamente chè collellivamente, e per quelli che in determinate posizioni eventmdi, ed a stabi li re inoltre che l~ spes~ cli tras~orLo,_ sia del per::;onale, che del materiale nei · mov1meoL1 ta1:Lo_ 1solat1 che collettivi fo;,sero sostenuti dallo Stato nel loro e!lctL1ro importare; . . 2° Che lo Stato, come sostione ora quelle pel pane, pe1 (o· raf!gi e pei letLi, facesse fro nte anche al le spese effeltive della rù7.ìone , iveri per la truppa, razione, che; corno ora quella del pane e dei fora""'i dovrebbe essere determinala; 3° "è1:e tutte le spese per la cura e mantenimento élegli uo- · mini negli stabilimenti san itari fossero pagale direllamente ed integralmente dallo Staio; . 4° Che il Governo provvcclesse a suo conto 11 ,·est1al'lo; t,° Cbe lo Stato fo rni sse ai corp i di truppa l'alloggio compleLo , Jr caserme, cioè fornite di tutti i mobili necessari ai diversi servizi,
n
'
236
P.IFORllE .\)Dll;'il$TII.\TJ\'l!: ;q,;r,L'RSEflC ITO
ncrali di una buona amminisLrazione, per altre parli si connelle al tecnicismo dell 'ordinamenlo mi !i La,re del paese, la Commissione non osò inolLrnl'si mollo innanzi e non fu suo pensiern l'arri rivarn ad nna formale e concreta risoluzione del problema. Es,-a scuLe tutta la proprja incompetenza. ed appena è, se si permelle nia nil'eslare, il volo riv i,;sirno che il diffic! ie studio venga nl più pre:;to e con t.ut.li i newssari elcrnenLi .e colla perfella conoscenza delle cose definito , . · Ed il , olo fu esaudito; perocd1è sappiamo che in data ·1t luglio 1882 il ministro della guerra rivolgensi ai comandanti gcnendi, comunicando loro la relazione del la Coinm i~s ione nmrnini:'ilral ira, ecl invitando li a far studiare in ogni corpo d'armala le relatire proposte da una Commissiouc c.:omposta di un ufficiale gcneralr·, di un comandanlc di un reggime,ùo di fanteria, e possibi lmenLe di uno di cavall eria cd ,u·tigliel'i.t, del cliretlo re di sao itit, del diretLo rn cli commissariato e di u11 uffi::iale superiore delle direzioni di a1{ glieria e genio. Son siamo in grado di poler dire se tulle le dieci com111issioni abbiano ultimilli i loro studi e Lrasmossa al Min isLel'O la relazione : quello però cli c ci pare molto verosimil e si è che non sa6t facile trova l'c nella cliscordin,dclle opinioni,_l'armonia delle deliberazioni d,t adoltarsi; per cui, a YOler procedere giudiziosamente, non rimhngono che due Yie: o quella di nominare altra. Commii:sione, che esamini i lavori fat ti, lj vagli e conc,·eti una serie cli proposle; o,·vero aLtuare quello riforme che l'iuniscono il maggior numero di voli, cl1enon arrecano grayi·perlurbazioni e che al )1 inistero paiono le più concludenti. .,, ~oi lo diciamo francamente, siamo per la seconda maniera; lanlo più che essa non esclude la pos,;ibil iLàcli affidare a.Ilo studio di una Commissione autorevo le e competente, quelle altre riforme che si possono rimandare senza danno· dell'economia e senza scapito del soldato. Perocchè al punto in cui ogg i sòrro l'i doLLe le spese mil itari, :'ìarebbe perico losa illusione il credere che nuo,·ee:;ensibili economie pote.ssero scaturire eh questo larorio di riforme. . . Abbiamo visto più Yolle indicalo il costo medio del nostro so ldato; mc1. per verilil non sempre esattamente, perchè non ,,ennero com-
237
ED ECO;\"OMU:
presi alcu11i elementi di spesa, o pe1· contro , ennero trascurale quelle somme, che, seb!Jene stanziate in bilancio, vengono poi economizzale. Pe1· p0Lere,slal1ilirc con p1·ecisionn q11alc sia il carico che gl'éln sull'Erario pcl soldato conviene: O I Tener conto di tulli gl i assegni, del mag~iol' costo del pane e della legna, delle soneozioni 110n che dei debiti di mnssa dei so l~lati congedali, i qua li pue lroppo l' esperienza ammaestra che non vengono più soddisfai.Li. 3° Dedurre da queste somme le economie snlle masse e sni capìloli del pane, \'Ostiario e casermaggio. Con quest i criteri 11oi crediamo ùi poter precisare il costo med io annua le e giornaliern del nosl1·0 soldal.o, esclu si bene inteso i carab inieri , i veteran i' I "rrli <>spedn.l i, e gl i istituti, p1·endendo per ba~e la forza bilanciata, e gli assegni del anno 1883 cd i ri,rnlta!i amministraliri del 1882. Per assegno di 1° corredo spesa annua Id. giornali ern . Per maggior costo del pane Id. della legna Per sorvenzione Per dehi li cli massa .
L.
1
Y>
»
40, f)1 392,i6
»
8,'i I tH •17,8 1
»
,, ,87
»
neduconsi per economie sull o masse L. 8,04 fd. id. su. pa. ne, Yestiar10 e casermaggio L. 23,(i3
!
462,60
3,1,67
430,93 E quindi residuano L. f,30,93 peyanno, compresi i graduali di bassa fo rza e le maggiori spese pe1· arm i di cavalleria, artiglieria, gen io, pei bel'sagli eri e per gli nlp ini. Ora_itd ognuno, per q11anto profano, appnririt mnnifeslo, cho, nell~condizi~ni presenti dei mercali, non è una gran somma quella
le
238
BO ECON01llE
nifOlUIE .-L\UllNlSTRATl\'E NELL'ESEllClTO
di L. ·I , 18 al giorno per soddisfare a tLlUi i bisogni della vita cioè: vitto, vesLia.l'io, paga, legna, illuminazione; pulizia personale, eec. compresa anche una parle non I ieve delle rip(trazioni ai locali, lequali, come abL iamo avuto occasione di dimostra.re, ammontano ad una somma di circa mezzo mil ione all'anno. Abb iamo sentito più volte citare il bilancio austriaco, ed anch.e· qui crediamo, non sen1pre esattamente, se si faccia astraz ione dal· numero degli ufficiali che da noi è proporzionatamente maggiore, e volentieri ci saremo a.ccinti ad un confronto generale; ma abbiamo-· ' dovuto per'rnaderci che non sarebbe possibile farlo con precisione assoluta, a motivo della differen;m degli ordinamenLi, e dei relativi stanziamenti. Nel bilancio italiano abb iamo p. e. le sovvemion i alle masse che· non si trovano in quello austriaco e checoslitu iscono un supplementod'assegno; e per contro nel bilancio austriaco si hanno stanziamenti special.i per assegno alle compagnie, per spese diverse, per manutenzione cal'reggio, per cancelleria e scritturazione, per la musica, per manutenzione delle armi, per tiro al bersaglio, per ferra1urn cavall i, per scuole, ecc .; spese tutte che da no i si fanno a caricodelle masse. Tuuavia, restri ngendoci all'assegno .giornal iero pet' vitto, paga, vesLiat'io ed accasermamento, _troviamo che il solclalo austriaco di: fanteria costa L. 0,930 al gior-no così ri partite; Pane grammi 875 Servizio di_ caserma Lei Lo e paglia Ve,:;tiario Paga Ordinario Indenn it.il. armarnento
L. 0,197
,.
r, 0,032 )) 0,0.28 )) 0,170(1} >> O, ·150 (2) )) 0,330 » 0,003
L. 0,930
(l) Oltre lire 7,50 per picco li bisogni. (2) Compreso il bucato e le piccole ri pnrazioni a l corredo.
E quello italiano L. 0,96 così distribuite; L. 0,25 » 0,35-
Pane Vitto Vestiario Paga [ndennità varie
)) 0, 112
)) 0, 1O >> O,H 1
L. 0,96
·,
La differenza in complesso è minima, e~ anzi si r isolYe lu lta a, favore dell'amministrazione nostra, ove si consideri che il soldatoaustriaco ~rn una razione <l i pane inferiore cli grnrnmi 34 e composla per metà almeno cli segala; menlre il so ldato italiano ha uoeccellente pane di grano puro. Tnfatti, lra la razione auslric1ca equella italiana, lmvvi una differenzrt di costo di rn cen Les imi circa. Ed altrettanto può dir;;i dell'ordinario che è, presso di no i, migl ioredi gran lunga; donde urrn maggiore spesa nel nostro esercito ragguagliatamenLe alla fo rza, per pane e vitto in confronto deil'eserci1;0 auslriaco, ·come si desume dai bilanci dell'anno 1882, di circa 1 1 mili oni cli lire, vale a dire selle milioni pel pane, e circa quattro pel vitto.· Nè,di questo dispendio possiamo e dobbiamo rammarica.rei; esso- ' rappresenta un contingen te di for,m e di ben essere materiale e morale pel nostro soldato, che ci promelle buoni risultati pel giornodella prov:t;· perocchè nessnna l'orza di volontà può supplire ad ua sang,ue povero, a musco li denntriLi, a nervi smunti. Ed appunto per questo, sebbene la razione del nostro soldato sia dopo quella del -francese e dell' inglese, la migliore in Europa, comepuò dedursi dal seguente paral!ello : 1 1
Razione terle.~ca (in stazione). grammi Pane )) Carne )) Riso Orzo o, se1110la ))
750 (di seaala\ v .. ;l/:$0 90 ·120 /
e
RI l'OR)rE M0(1Sl$TI\A'l' (\' E XELL 'ESERCITO
:.UO
,f
B.azione <mstriaca (snl piede d.i. pace) . grammi Pane )) Carne Farina di grano » » Sale
870 "90 1190 20
Razione jtaliana {ùi guw·nigione). Pane Ca rne
grammi 9 18 di purù grano. )) 200 fanter ia. )) 220 artiglieria, gen io, cavall eria, bersaglieri ed alpin i. 1
f
(
~
)) 150 ollre 1120 distribuzioni annue l'asta o riso )) 20 Sale di vino e caffè. )) 'lf.> ( Larélo Noi siamo d'avviso che, ove ulLeriori r isparmi fossero poss ibili, essi dovrebbero consacrat'si a miglio1"U1:e la nulrizione de l ,, soldato. . . Oggi infaai i più illustri fisiolo gi pensano che la raz10ne rn so.stanze nutritive pei diversi generi di lavoro deb ba essere come appresso : 1
LAVORO
Sostanze l
Sos tanze
Sosta nz e
albuminose
grasse
amidacee
i
1
12G
SQ
4-07
J~aticoso
,15,1
85
555
EccessiYo
·181
90
718
Modernto
Ora per a1Tivarea questo risultato , che sarebbe il desid1watcum,, non solo degl i nom ini pratici, ma anche degli scier(ziali, conver-
J,D ECOX0.\:11E
relJbe po l'tare almeno la razione di carne per la l'anleria alla stessa nlism\:t. cli quell a stabili la per le altre armi; ecl ecco per conse- gnenza una ri J'orma che deve sellurre l'amminisLrnzione militar e; e· noi non llub itiamo che essa ci penserà, se già non ci ha pensato; tanto più che siamo cominli come, mutando l'a uuale sisLerna cli acquisto dei Yiveri ed adottando .il medesimo che vige per l'appalto del pane e dei forngg i, non si richieda ::i lcun aggravio del bi lancio. E C{lli non po:;siamo a meno cli accenna re alla necessiltt cli provvedere perchè l'apprestamento del rancio sia fatto in modo da rcndedo più succuso e pi ù vnrin.to, ed a tanto si può arrivare, l!on un po' di buo na volontà e per parte dei comandan ti di corpo, con una vigil anza assidua dei comandanti di brigata e di clivi :;ione e con disposizioni di poco momento da part.e del Ministero. Ed è cosa questa cli e ha un 'irn portm1z:.t ben maggiore di quan lo non paja a pr.i ma vista , perocchè un cibo unifo rme diventa scarso· di ecciL:tmenLo, mentre uno sva1·ialo accresce l'appet ito e coll'a.ppetilo il po tere digerente Ed ora, ri tornando sull'argomento· delle economie :;perabili, non, possiamo a meno , per togliere le illusioni perico lose, di rammen· t~re 7110 fuv_v! n1: tempo_in _cui_si aede:a da molt i nl(a possibilità d1 atern rnd 101,.1 e mil1 on1 d1 economie co l mutare il s1sLema relativo al Yestiario del soldoto . . No i credi11mo ·cli avel'e studialo lJuest.'argomenl.o con vntelleito rl'mnore; eppure non ci ,,ergognamo a di re ell e anche oggidì ci sarebbe difficile po ter affermare con sicurezza se, am ministrando, questa azienda per conto dello Stato, fos sero possibili, non diremo grandi econom ie, ma anche solo li eYi vantaggi. Lo stesso club bio vediamo diviso da persone che si occupano emprofesso della n'Ìateria, Hd anche in epoca. remo ta, quando cioè l'assegno di primo corredo era di L. 11O maggiore di quanto ogg~ non sia e l'a;;segno per manutenzione superiore cli due centes imi al
r.
. . . . . . giorno: Al giorno d'oggi colle d1rn111uz10n1 suaccennate, e senza ~rnlar~· si$Lema, si sono i.'atLe economie pe,· una somma che oltrepassa ,, clue mil ioni di lire all'anno, alle qnali bisogna aggiungere qnell edi L. 1,800, 000 da noi indì~ale alla parle seconda.
i:D F.COSOlll E
I\IFOIUIS .UI.IIIS!STI\ATI \'I: XF.LL' ESEllC:ITO
Eppe1'ò non e azzardato il sosLenel'C, che, sconlilLo essentlo (co me si <li ce in linguaggio di Borsa) il beneficio, la questione dern esaminar,;i solo dal lato ~emplifica1i,•o delle contabilità; rnenlre in passalo potc,'n arerc anche un a,;pello economico. Infaui che cosa gmùhgnerebbe lo Stato arnm inìstrnnclo direltameute il resi ia rio"' Guadagnerehbe quelle somme che oggi paga per crediti di massa che ammontano a lire i 18,000 per ogni anno . l\Ia per ronll'o perderebbe: a) li valore degli effett i propri della. recinta che al vei1ire sollo le armi es,;n comerv(l. cioc L. 268,824 b) I versamenti volontari . » 8:14,033 Totale L. 60:3,85i E perclerebhe ancora qualche so1nma, lieve se vuolsi, per maggior consumo di effetti; pcrocchè una volta che l'utile o il danno dell'azienda non ricade sul soldato, è certo ehe esso cur1•rebbc meno la con::.erv()zione degli effetti meèles imi. È questa, crediamo, la reallii del le cose che si manifesla anche piLt chiaramente oYe si consideri a quanto ammonla la spesa media che incontr;1. l'[ta lia per vostire i [Jl'Opri solda_ti. L. /4.0,0 1 Assegno di 1° conedi1 (spesa annna) » 47,i-:j .~ssegno manutenzione vestiario (spesa annua} 1
Si aggiungono i debiti di massa .
»
88',36 ·1 ,87.
L. \l0.'.23 Oedncon?i per economie sul capitolo del bilancio . » 10,8 1
Hestu." la. spesa media annua . . . . . . . L. 7\),4,2 ,che veramen te può dirsi adeguala ~all'uniforme severa e decorosa. del noslro fantaccino, cd a quella elegante delle armi di cavalleria. artigl ieria e dei bersaglieri. R con ciò ~rndiamo cli ayer cl imoslrnlo una vo lta di più ell e, se è necessario progredire, bisogna fa1fa con passo misurato e non Jasciarsi tra,olgere dalla pericolosa tendenza clell'innovaro, concetto che, l'altuale presidente del consiglio· esprimeva colla frase . felice, che no i abb iamo posto in cimaa questo scr il.lo: Noi dobbiamo riforma.re se11.sa clistrn.r;gere.
-
t.
Abbia~n·o, letto nelle opere del conte Darit che egli credern poco :all_a :;l,t:1d1ut dell'amministrazione mil itai·e, perchè nitre cose sono gli o_rd1namenli militari ed allre i ciYili. Questi, in qua~i tulti i pae~i, ?manan_o da una autorilù compl icata, quelle da una sola rn.fonta: il carol.J 1arn_c11to d egli 1111i comprorn o11e molti interessi parlicolar1, le. 1n n_o_vaz~on 1 degli alLri so llelicano le amb izioni e le speranze dei m1htar1: d'altra parte le ahilit<lini rnililari che hanno c~me_ punlo di partenza il comando, mal :;i piegane/ allo studio d1ffìcil o e lento dei regolament i. Oggi i_l,emp i sono alquanle 11tulati. Non è più il caso di direclte -0gnuno, 11 _quale a_hhia un po' d'autoritii, si melle al disopra dei 1·~~olameut1, che egli non comprende e• comprende male, non si può p~u lamentare che chi ha ·in mano il poLerc sia trascinalo ad usnre cd abllsnre di qualche priYi legio; ma tnLlavianella sentenza del DariL i-imano ancora qualche cosa di ,ero e dobbiamo farne tesoro rammentando il famoso pro,·erbio sp:1gn uolo Adelanle si pv,edts c1w1, juicio. N1~ con ciò Yuolsi ritenere che noi siamo a, 1·er:<i nllc riforme: al contra1·io; qua~to piit soarnmente le ,·ogl iamo applicnte. tanto più ne s,1trn10 ~e'.1ac1 propugnatori, persuasi che iI progl'csso è la legge de!J uninnJta e la norma fissa od eLerna cui obbedisce lui.lo ciò che si ~uic11c a( la Yita umana e ne dipende, a pauo però che esso, ''.nz1ch~ n_cm1co della tradizione, se ne gio, i per camme i germi focond 1d1 nuo1'e idee. E -quiÌ.Hl i noi vogliurno appropriarci le idee dei nostri p1·cdecosso ri e le loro fatiche in ciò clie vi ha di buono e farne il nosLro mo, i1~en10 cl'involu:ione. Yogliamo scemare il piu possibile le atlrihnz,?ni :'.nun!nistrntivo dei co rpi cl i truppa 011de aLtenclano con più cU~cac1a _a l l~ro fine mi iilare; vogliamo da re na ogni islitulo le p1'0pr1e alll'd,uz1ooi onde impedire la confusione ed il disordine: rngliamo infine che anche l'arnministratione funzioni in pace, pcl' tfttanlo è poss ibile, co me lo dove in guerra, onde faci lilare il passa?g10 d'.t .t'.na pnrLo all'altTa lan !o difficile pei combalteuti e per gh amm1111:;tratori e ùi questi obietliri costitui re il noslro moYimento d'eoolib=ione . S ... .
lL )l.~ RCHESE PALMTEllI E LE SUE RIFLESSl ONl CRITJCHl:: E CC.
IL
MARCHESE PALMIERI E LE SUE
R1FLES8l0Nl CR\TICUESUL\/ Al\TE DELL~ GUERUA. _ ,..::cç.,c,.-
I.
Se l'o1'goglio nazionale è un pregio e la vaniLà è un difetto, se appunto pel' questo, dobbiamo ingegna rci di essere orgogli osi, ma non vani , non possiamo accellare tnlte le lodi che, ins ieme alle con tumelie, ci han prod iga te e ci proclig3:.no gli slra.niel'i . Una di queste lodi è quell a di Carlo V, la, quale G nota agli el'ucfai, qLLanto il suo Impero su cu i non tramont(iva mai il sole: ·wn esercito - egli disse - deve avere lesta iialia1in. E non possiamo accettare questa lode, per:chè la storia c' in seg~a che ;1 valore strategico è nomade, apparenclo ora in un paese ed orl\. in un altro, e perchè ciò è prov-· videnziale. essendo evidente che se il va lornst.rategico si trovasse·. solo in u;1 paese, questo, a lt~ugo andare, clorninel'cbbe tuLt.i gli altri; se vogliamo credere a. Napoleon e I , il qua:e mostra l' importania del c,enerale co lle parole seguenti: <<. ce n' est pas l'armée i-omaine· . n h . qui a so umis La Ganle; mais C6sar; ce n'est pas l'armée ca.rt ag1noise qni fa isait Lrembler la république romai ne, mais Annibal; ce n'est pas l'armée macédo nienne qui a été sur l' Indus, mais A.lexa ndre; ce n'est. pas J'année française qui a porlé la guerre snr le,
245
Weser, mais Turenne; ce n'est pas l'armée prussienne qui a défend ue sept ans la Prusse con tre !es trois ph,1.s grnndes puissances de l'Europe, mais Frédé1'ic le Grancl ». ;)fa, se l'Italia non è ia patria dei generali, non si può negare che ella abb ia dato molti_illustri generali agli stranieri. · Nel Museo di Napoli vi sono sette arazzi, rappresentanti .le varie fasi della battaglia di Pavia, la quale fu la battagl ia di Sédan del secolo decimo$esto, perchè i Francesi furono sconfitti , perchè il re di Francia fu fatto prigioniero, e perchè dopo di essa, Carlo V divenne il più potente sovrano di Europa. Ebbene, quegli arazzi, che furono disegnati dal Tiziano e tessuti nelleFianclre, furono un magnifico clono che Carlo V fece ad un generale italiano, al marchese di Pescara, perchè al suo valore si dovette principalmente la vittoria di Pavia (1 ). Si crede, e non a torto, che in ·tale lieta occasione, Carlo V dicesse che un esercito dovea avere testa ilaliana. Ma - come è notissimo - il marchese di Pescara non è l'unico generale che, l'Itali a ha dato agli stranieri. A voler citare solo i principali, bisogna ricor- · dare Piero Strozzi, Emanuele Filiberto, Alessandro Farnese, Am~ brogio Spinola, il Medici marchese di Marignano, Àlfonso ed Ottavio Piccolomini, Raimondo Montecuccoli, Eugenio cli Savoia e se non si vuol negare la geografia e la storia modernissima - Na· , po leone, Massena, Garibaldi . Or bene: poichè la civiltà è armonica, poiché l'azione non si può disgiungere clal pensiero, poichè la strategia che si r ivela nel teatro del le operaz1oni, deve avere 'qualche radice, qualche attinenza, qualche reiazi-one, colla sapienza militare che si ri vela negli scritti, si può fare que:;La climanda: esiste o non. esiste una letteratura , militare ·italiana? Sissignore, questa letteratura esist~ ed è di due specie. Una è inedita e trovasi nei manoscritti che sono negli archivi, nelle biblioteche e persino nelle famiglie .italiane. L'altra specie di letteratura militareJ quantUIHfUe edita, non è più nota, non è più fortunata di quella inedita, perchè gl'Italiani, adesso, (1) 11 m archese di . Pescara ò seppell ito in un a cassa rivest ita d i broccato d'oro che è nella sagrestia de lla ch iesa d i San Domenico Maggiore in Napoli. Innanzi.alla cassa
v·è una vecch ia e lacera bandiera . Dice la trad izio ne che quella fu una delle ba ndiere prese ai F,·ancesi a Pavia. Accan,to aì la· cassa del marc'.'.ese <li Pescara, v'è quell a d, sua moglie, Vi ttoria Colonna . ANNO XXVll l , VOL. Il.
16
IL M.\RCHESI,; P,\L)IIE I\I
sono troppo intenti a !-iludiare le letterature stl'aniere per avere il tempo, il gusto, l'agio, la Yolontà, per studiare la lelteratura nazionale. Ha incontr.1sta.bihnente un posto noLe,,ole, in <rnesta seconda specie di leLLeraLura mililnre che si è mentovata, il marchese Giuseppe Palmieri . E se il leltore avrà la pazienza di leggere questo ·studio !') ino alla fine, \'edrà che non si LraLta solo cli ricordare un il lustre scl'il.lore, ma. anche talune cose, o a dir meglio taluni do.eri, che anche adesso, anzi principalmente adesso sono importanti, a crtusa deHe condizion i alluali della società iLalittna. li marchese Palmieri nacque nella prnvincia di Lecce, e propriamente in MarLignano, feudo della sua famiglia, il 5 maggio del· "7:~M, da Carlo Palmi eri e Laura Yeneri. Essendo figlio di un marchese ed essendo nato verso il principio del secolo passato, non ci de.e arrecare maraviglia se, essendo ancora un gio, anello che non a,,ea compiltti i suoi stud i, gl i si conferi sse il grado cli alfiere nel l'eggimenLo di fanteria Reale Bo rbone . Ma, ciò che ci costringe. sin dal principi o, a rispella re la vita di questo illustre llaliano, è il fallo seguente. Carlo JII avea facilmente conquista lo il mezzoggiorno d'Italia, on, dir meglio, avea facilmen te ristabilita colà. l'an tica indipendenzu, perchè gl'ltalian i di quella parte della penisola abbo1Tin1110 la denomina1.ione straniera, conLro della quale nrie volte si erano ribellati - una ribellione d11rò più di oLLo mesi - e desiclei·avano arclentemente l'indipendenza. llfa nel tempo di cui scrivo, rerveva la guerra in Sicilia, perché quest'isoltt non era stata ancora liberata. Il Palmieri dovelle recarsi a Messina, perchè il reggimento a cui apparteneva era all'assedio della cittadella di Messina e del forte Gonzagn., doYe l'odio dei Siciliani, cresciuto a dismisLilra dopo la liberazione dei Kapoli tai1i, avea ridotti gli stranieri. ToccaLagli lr~ g1rnrclia di un posto ,wanzato iu faccia al nemico, il colonnello credette opportuno, poiché era un giova.nello, di farlo assistere da un vecchio e sperimentato sottufficiale. Il I\tlmieri ch iese al colo nnello cli presentarsi al tenente generale principe di Laviaville, checomandura l'assed io, per lagnarsi di quell'assistenza, che oJTende,,a conteinporaneamente il suo amor proprio e !ti disciplina. Il Lavial'ille disse che avea,
E LE SUF. RffLESSIOKl CRITICHF. SU LL'ARTE DEI.LA CUElUlA
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(ragione il giovan e ufficiale, il quale dimosll'ò cora11,~io ed intelli 00 . a Il a fìmo dell.assedio (1). g-enza sino . Fini La la .guerr~ in -S icilia e rico ugiun tas i quest' isola alle pl'ov1 ncc 11apol1 Lane, 11 padl'e del Palmieri volle che abbandonasse la profes:-ione militare, pet'chè doYea prose11nire 11J'in terroui suoi .studi. 11 g_io,,anclto obbedi al volere palel'~O, e ~tudiò con quelJ'am.o l'e costanle, fervido o speciale, che suole essere l'indizio certo della potenza intellettuale. Dir.enuto .un g_iovane,_ fu discepolo e poi amicissimo cli quel Ge.n0Yes1 che In chiamato il redenLol'e delle menti italiane del secolo decim otl~vo . A causa di questa nobile amicizia che lo Yincolò al Genores1, conobbe quanti uomini insioni per in oeano O per dot. r·. oo Lrma wnvano allora in Napoli. Queste conoscenze, anzichè insupe_r?ire il valoroso gi-ovane, lo indu ssero a studiare con più alnmta. Ma questa alacri là crebbe troppo, crebbe tanto che ne discapi~~ la sua sal~1te. Gli fu consigliato di ripigliare la professione mil1ta1·e. A cagione del valore che ayea dimostrato a Messina delJ a fama di giorane còlto che sì era acquistata, delle altinenz~ dell~ , sua .fa~ iglia, e _prin1:ipalmcnte, a cngione del parere del generale La.v1av1lle, fu n ammesso col grado di capitano nel reall'imento di fanteria in cui aveva m·il itato . Fu un capitano che non ~~a stato tenente: una di quelle ingiustizie proprie dei governi assoluti, ma ,che_ non sempre si po tevnn0 censurare, perchè taluno vol~e, npJ)~nvano ma non erano ingiustizie, perchè distinguevano e premiavano la co~_Lura od il v:'.lore. JI giovane capitano diYenne poscia aiutante 111agg1ore nel reggimento dell e Guardie iLaliane, c combauè Yalorosamente, nel ·1744. in quella baltaal ia di Velletri in cti·, Nit. 0 rtar1ao1·1e~I mezzogiorno difesero valorosamente ° la loro' indipen·tlenza e vinsero gli Austriaci . Poi fu promosso al grado cli mao,.,iore e, nel 11752, al grado di tenente colonnello, ~ fu trasferi~i nel reggimo'.1to Calabria che era a Palermo . Qhivi rivide il suo protettore, il generale Laviaville, il quale avendo ravvisate nel Pulmie~i q11elle doti militari, che egli avea presagite parecchi anni .addrntro, scrisse in una sua relazione al re Carlo III, che il valore è)
(1) Discorso lelt<> da Luigi Blanch nel~Accaaemia Pontan iana il 18 dprile
1su.
).; LE St;E RIFI.ESS10);( CRITICHE Il, )1.\RCHESE PAt)IJEIU
di que:;to ufriciale era tale che, in caso di n"tten a ' oli si pole\'·,u1.fV fidare addiriltura hi direzione dell'esercito. Nel •1759 il Palmieri si congiunse in matrimonio con ~Jar'ia Ghezzi dei duchi di Carpignano, giovane beNa e ,•irtnosa e dalla · qnalc eb be poscia molti figli . .Sia perchè le cure del suo doYizi oso patrimonio non gli permettevano di continuare la professione militare, e perchè, col volgere degli anni, era crescittto il suo amo re agli studi, chiese la dimissione. Il ministr·o della guerra, invece della dimissione, gli diede una licenza illi mitata . )fa, dopo due anni, insistendo il Palmi,eri per otLenere la dimissione, volendo però rienrrare in serrizio in caso di guerra, con patente del 7 oltob1·0 ·I76'2 , gl i l\t concessa la dimissione, consen•,rndo gli onori del grado, e colla condir.ione che, quando gli piacesse, rientrerebbe nell'esercito col medesimo grado e colla medesima anzianitit che ,H"ea quando ollonne la dimi$sione.
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H . ...
Quale fu la ragione di questa patente, che onora non meno f'uffi~ial o che la ricoveYa, che il go\'erno napolitano cli quei tempi che gliela mandara? La ragione fu la seguente. Un anno prima, vale a dire, nel ,f76·1 il Palmieri avea pubblicata un'opera intitolata: Iliflessioni critiche siill'arte della guen·a, la quale fu molto lodata da Federico il grande, che scrisse di suo pug110 una. Jet.tera al· valo1·oso scrittore (1), e poscia ebbe gli applausi dei più colti ufficiali cli Europa. Questo Riflessioni sono l'opera maggiore del Palmieri. Come nacque tale opera? Quest'opera nacque da tre cagion i: una personale, una parlico Jare cd una generale. La cagione personale fu il grado di capitano che ebbe il Palmieri, come si è dello di sopra, seb bene fosse s1nto solamente alfiere e non già Lenente, che era ed è il grado che procede quello di cap itano . Nobi le natura, credette suo dov ere di scrO)
J,uio1
n,.., NCH.
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Discorso cita to,
sur.r.' ARTE
DELLA GUERIU
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vire, non solo coll e armi, ma anche cogli scritti, il governocheern. s tato verso di lui tanto benernlo. La cagione partico lare fu la vittoria cli Velletri riportala dai Nnpolitani contro gli Austriaci, nel ·I jq,.i., li rice regno, f'abbominato Yiceregno, nel mezzogiom o d'Itali a, era sparito, ed era risorto lo antico regno autonomo od indipendente. L'e:;ercilo non em più strnniero , ma nozionale. Agli ul'ficia li napolitani non era piil serbata solo la gloria di obbedire, come disse il Giannone; di obbeclire agli Spagnuoli in tutte le loro guerre in Frnncia, in Ger-. mania, nel Portoga ll o, in Africa e nella altre parli d'Italia; di obbedire anch e per difendere nell e Fiandre qt1ell 'Tnquisizion e, contro della quale i loro connazionali aveano combattuto colla parola e colle arlll i. Avearro finalm ente comandalo ecl areano comandato hene, percbè a Velletri n\'eano vinto. Ora è naturale che tra i più intelligenti ufficiali sorgesse il desiderio d'indagare le leggi da cui nascono le vittorie. La cagione general e, in fine, delle R.illessioni fu che in lutla la lcll eratura. mi litare europea. di quei tempi , v'erano pi ulLosto memorie che un'opera scientifica sull'arte della gucna . Cl Palmieri , come di co il ll lanch, ru il primo che di ede fo rma scienLìllca alla serie delle pratiche che costitui\'ano l'arte della guerra . E per qnesta. ragione, cl' indole generalo, la sua opera fu generalmente lodata. L'auto re delle Rifl essioni ayea, in Yerità, i due reqnisiti che sono necessari per avere il Yeroprogresso: a\'ealello e studialo quanto si ern scriuo sul la guerra, ecl avea sortito dalla nzi.turn quel nobile ma lco11tento, proprio degl'ingegni eletti, e senza'di cui potetoarnre l'imitazi one ma non l'ori ginalità. Ascoltale le sue impression i su ciò che avent lotto. Enea - egli dìce - fu il primo dei Greci che scrisse di guerrn, e la sua opera fu cQmpendiata eh Cinea; ma non si trova nè l'OJ)era nèi lcompendio. El'angelo e Pirro scrissero pure di guerra, ma le loro opero ebbero la medesima sorte cli quelle di Enea e cli Cinea: si sono perdute. L'opera cli Eliano, essendo un compendio, fece prima obl iare e poi smarrire tulle le opero degli autori mentol'alc in questo compc11dio ; il qurlf c poi è confuso ed nssurdo, e coloro che lo hanno lodato, o non l'hanno letto allentamente o hanno reputalo grande ciò che non hanno e.api Lo. È lode-
IL MARCHESJ. PALi\llERI 250 vole l'opera di Arrìano sulla tattica dei Greci; ma, eccetto quest'opera, l'arte della guerra greca si deve desumere più dalle storie chedalle opere militari. I Romani pensarono più a far la guerra che· a scrivere cli guerra. Le opere poi di ct•loro che scrissero, si perdettero per una ragione analoga a quella per la quale si perdettero le opere greche. Vegezio scri~se il compendio de re m,ilitari,, il, quale, colla. sua brevità, nel periodo di decadenza in cui fu scritto, solleticando la poltroneria, fece prima negligere e poi smarrire leopere sull'arte .dellà guerra clei Romani. Bri llano, come una stella, nella notte della letteratura mi li tare romana, i ComenJar.ii di Ce-· sare. Ma« essi però non scoprono i pl'oprì pregi, se non a chi ha ~na vista :rnolto perfetta, e non serv.ono tanto ad acquistare la scienza, del la guena, quanto di perfezione e di pruova ad una già acqui stata ». - Nel medio evo s'ignorarono l'arte della guerra e le arfr. della pace. L'ILal ia fu la prima a risorgere dalla barbarie medie-· vale e, per conseguenza, gli Itali ani furono i primi a scrivere cfr guerra. Ma nocque a q\rnsti scrittori la reminiscenza deIIR guerra propria dell'anLichità. -Nei tempi posteriori, quelli che avrebbero potuto scrivere bene cliguerra, onon ne hanno potuto scrivere, perch~· . impediti o dall'invidia degli ignoranti o dal timore cli offendere· quei superiori che anche nella m,ente esigono lasuboi·dinazione, o· non ne hanno voluto scriil7 ere, perché dediti più a fare che ascrivere, e perché pagl1i della gloria procacciatasi colle armi , hanno negleua, quella che avrebbero potuto avere dagli scriui . - Ma, il fatto sta, che il Palmieri non è nemmeno troppo contento di coloro c:he, nei· tempi di ci.li parla, scrissero sulla guerra . Gli scritti di Tu renna, det· marchese di Feuquière e del maresciallo Montluc, sono eccellentr ma sono ~foinòrie. Le opere del ~fontecuccoli, del Folard, del Santa Cruz e del .Puységur, sebbene le reputi le migliori , pure dice che· << il vanto di avere rinvenuto i princjpi i non è così sicuro che non, possa essere contrastato agli autori di esse, e questi stessi principi,. alla tauica da loro esposta, non sanò sempre felicemente applicati». Queste Riflessioni sono un'opera divis~ in.due volumi, che contengono cinque libri, i quali trattano della storia dell'arte della, guerra, del metodo per apprendere quest'arte, e della prepàrazione,.. dell' uso e del governo dell'esercito. Dal princip io sino alla fine~ nelle grandi e nelle piccole questioni militari, l'autore mantiene 18.l
E LE SUR RlFLESSIONJ CR.ITlGHE SUL!,' ARTE DE:LLA GUERRA
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promessa che implicitamente ha (atta nel titolo dell'opera: non crede ma os9erva e poi investiga, esamina, critica; per modo che voi non avete dinanzi so lamente un ufficiale che scrive di guerra; ma ciò che è molto raro nella letteratura militare, un filosofo inLe:nto a ri. cercare. le_ leggi a cui la guerra obbedisco. - Realista - per dire come si dice adesso - il Palmieri non crede che la guerra sia ca· s_cala dal_~ielo e che sia un casLigo, ma crede che sia un caso par~1colare di un fotto generale; di quella lotta, vale a dire, che regna 1n tutta la natura, e perciò iniziala sua operacoll eseguenti parole: la gue1Tci nacqne coll'1wmo. I pochi do,,endosi difendere contro i molti, dovettero ricorrere aH'arle: eccovi l'origine dell'arte dell a guerra, ed ecco perchè i Greci ed i Romani coltivarono quest'ane più degli altri popo li , i quali avevano la. forza prnpria del numero. \arte della gu~rra, dunque, è l'asilo della debolezza. Spentasi qne· st arte nel medio evo con tuu.a,la ei viIlà antica:, prevalse la forza del n~mero,. la fol'Za dei barbari. Rinacque poi per la medesima ragionep~r !a qm1.lena~que nell'antichità; rinacque tra i deboli, tra gli Svizzeri, per esempio, perché pochi e circondali da potenti vicini . Ma s~ ne~l'anti chità ebLe stab ile sede, in Grecia ed in Rom.a, nei tempi moderni ella ha vissuto una vita nomade; ora è s tata fervidamenle acco lta da un popolo ed ora da un altro, per modo che mi ospite ianto utile è anelato sempre 1·amJngo. · Come si deve apprendere quest'arte della guerra: coll a teoria o coll'esperienzct'? Qtrnntunque adesso sia compresa da mo lti , pure non è sufficienlemente diJiusa questa. verità: una teoria che non a_bbia per fond:mtento l'esperienza non è una vera teoria, e l'espel'1enza che ·non abb ia per guida la teoriri., è l'ignoranza e non l'esperienz~, ~on è, dunque, inopportuno che si ri cordi l'opinione del Palmieri, 11 qua.le sin dai suoi tempi, vedeva i legami che vi sono lra la Leoria e l'espel'ienza. L'ignoranza, egli dice, la vanità, la pr.esunzione, l'invidia e l'odio dello studio, hanno creato il numero. strabocchevo Le deì difensori dell'esperienza. Ma l'esperienza non e tuLLa quella che si può acquistare nella vita di un ufficiale. Anch~ l:t più ricctt vita militare è povera di quell'ésperienza vera, c~mp1uta, degna del.nome, la quale è quella che emerge dallo studio di t.u.lte le guerre. L'esperienza vera, dunque, è quella che si acquista collo studio e non quella che nasce dagli ozi della pace
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fL JL\lìCUESr; PAOllElll
e nemmeno quella di coloro che vanno in guerra come le tende ed i bagagli. - « L' esperienza - quella, s' inlende, rislrella · alla prop ri a vita è che è scompagnata dallo studio - poteva appena insegnare a Cesare l'ordinare una legione e condurla a coml.Jattere; sapere dei suoi nem ici la natura, il genio, i costumi, le leggi, la religione, le forze. gli alleati, gl'impegu i. il diritto delle genti, il cuore cl ell' uorno con l'arle di maneggiarlo a suo piacel'e: variar la guerra secondo le nazioni, in altra g11isafarlaai German i, in alt ra ai Veneti, m allra ai Britanni; altrirnenl i Afr:rn ioe Petreio, allrimenli Pompeo e Scipione cornl>attere: è doruto a quel grande ingegno clic ]'.avrebbe fa tto da tul.Li gioèlicare il primo uomo nell e lettere, se non avesse Yoluto esserlo anche nelle armi. L'esperienr.a di Parme11ione e ùi qu ei vecchi capitani che accompagnarono Alessancho nelle sue imprese, era senza paragone, maggiore di quella del loro principe; ma la viva discipl ina di Aristo ti le e la non meno errìcace, benchè morta, cli Omero, lo resero capàce di coneggere , nei primi passi della sua illustre carriera , i loro avvisi, e di terminare le sue sorprcnclenti conquisto in un'età, in cni altri si recherel,bc a somma gloria OS$ere allo a cominciàrlo ». Nou di mandate se l'esperienza intesn a qu esto modo l'azionale, vale a dire, intesa come studio dei falli, suscitasse contro di essar la turba clegl' ignoranti che non yoleva studiare. Come non clevfl arrecare maraviglìa che gli asin i abb iano ragliato in lulli i temp i, cosi non cleyearrecare nemrnenomaravigli a che l'ignoranza, in l.uttr i tempi, abb ia mosso aspra guerra al la sapienza.« Niun vizi o - dice il Pa lrn i_eri - è stato mai tanto persegu itato quanto la capacità. Qu es ta, in Yece di po1·1are perpiù bre,·c cammiflo agli onori ed agli imp ieghi i soggetti che n'era.no adorni, gli ha sbnlr.ati fuo ri della strada ordinaria, nel tempo stesso che la mancanza di condotta. di uneslà e cli molte o tutte le qualità 11ecessarie ad un uffizialc, non ha impedito che allri terminato abbia tranquillamente il suo Yiaggio e talora in tempo più breve e con l'lnfranco inaspettato di cammino. ~è ciò è tanto strano, quanto a prima , ista sembra; poichè i Yizi sono difesi cla l nt1rnero, o prnletli dall'esemp io, o comp,ttiti dall a so miglianza, e si sogl iono ancora rendere grati per la compiacenza, per l'adular.ione e per mezzi ancora più rei: ai uti lulli che man.ca no alfa eapacilit ». ·
ma
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I> l, E SUE RTl!LESSIO:'i( Cll l'rlr. HE SULL A(ITE DELLA GUERRA
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Se tanto complessa è la guerra e quel principale sno strumento che è l'esercito, uti lissime sono quelle distinzioni razionali, che . ~gevolano le investigazioni, quantunque, p·erchè semplici , appaiano molto fa cili. E uti lissima è quella distinzione del Palmieri nello ~I udio della guerra: uomini, armi, ordini . È una distinzione che non è morta col suo autore, perchè ò rimasta nell,t letteratura militare ed è stata la guida che il Hla,nch ha seguita nei suo i Disco1·si, òorn indaga le relazioni cbe Yi sono tra la guerra ed il resto della . civiltà, relazioni che poi il ITTar:;elli ha cosi Yalorosamente ch iarito e diffuse. Chi considel'i d1e queste Rilless ioni furono scritto prima delle guerre napoleoniche, comprenderà faci lmente che sono e debbono essere un'opent vecchia. Ma accanto a questa vecchiezza, y'è quella giornnezza che è immorlale: la gioYanezr.a dell'intelligenza. Ed a causa di 1:ale giovanezza, il }Jalrnieri, o antivede i fu turi progressi o parla in modo nuoYo di cose antiche. CombaLtc, per esempio, il sistema mercenario, col qua l~si reclutavano i soldati con un premio ehe si chiamara ingaggia1nento, « perchè sebbene sembri un pautcloss·o, i solda ti non possono essere huoHi se non presi a. forza. Perciocchè quali sono coloro che abbracciano volenLieri la vita del soldato? Ladri cli più. ingaggiam enti, infedeli a vari principi , vengo no ad a.rruolarsi nelle truppe, prontissimi alla. prima occasione ad abbandonarle. I migliori sono quell i che dà il giuoco, la !"-Costu" rnatezza e l'infingardaggin e. Ora come si può in materiacatti,·a buona forma introdurre1 ». Previde, dunque, la legge di coscriz i9nc che nu c.que da.Ila r ivoluzione francese. Non crede che i scllen trionali sieno più coraggiosi e valorosi dei meridionali; macrccle che il cornggio ed il -rnlore dipendano, non dal clima, ma da ll'educazione. (< I Homan i Lrovaron opiù forleo,;tacolo alle loro vitt.01:ie nel mezzogiorno che nel seltentl'ione. laconquista delle Spagne coslò loro piu di CJL1cll a delle Gallie; nè la vicinanza del sole e le infocale ccl aride al'cne della Mcsopolami a impeclirl)J10 .:ii Parti di dare quella terribil e rolla a Crasso e fai' sospirare laritirata elci diecimil a nel AuLonio. L' in utilità anzichè la difficoltà, arrestò le Yillorie dì Cesare rnrso il ~ord. Bastò l'opem di Agricola ])Cl' domare i Britanni; ma. l'AJl'ira fo rm a t111la la gloria dei quat11·0 Scipion i e di Fabio e la mag:..rio r parie di que lla di Marcello, di
IL )fARCHESE PAL)f!ERl
:\1etello, di ìVfari,) e di Silla. I Saraceni, che sentivano p iù di tulLr gli ardori del sole, avanzarono le loro scorrerie e le .loro viLL~rie verso paesi più freschi. Alla sorprendente rapidità delle conquiste de1 Turchi, non fo. di veruno ostacolo il caldo dei loro paesi . E non aÌtro ~be la varia maniera di vivere, trasformò, sotto l'istesso cielo, il fiero popolo di Marte nei soldati del papa. Cbi avrebbe mai creduto che lo spavento dei popoli avesse poi a divenirne il ludibrio'! Ecco le strane metamorfosi che la varia educaiione cagiona! » Non si comprende, a dire la verità, come in quest'opera, scritta, è vero, prima delle guerre napoleon iche, ma dopo la guerra dei seLL'anni, va.le a dire, quando il fnci le era già perfezionato; non si comprende, dunque, percbè il Palmieri non abb ia nel fucile tutta. quel la lìèlucia che l'esperienza miiitare dei suo i'tempi gli consigli ava di avere; quantunque sia vero ciò che egli dice, vale a dire che le armi da ferir da presso sieno state proprie dei popoli for ti e che con tali armi Alessandro conqu istasse l'Asia ed i Romani l'impero dèl mondo. Anche considerando i tempi in cui quest'opera fu scritta, non è vero che il fu cil e sia un arma che vi abbandona nel maggior bisogno; perchè sin dal 1703 si era inventata la baioneLla a ghiera, · per modo che il rucile fu non solo arma dafooco, ma anche arma bianca. Ma, è vero però che l'esperjenza ha poi dimosLrato, che nel fucile, considera.to come arma bianca, non si deve avere tutta quella fiducia cbe i lodatori della baionetta a ghiera avevano pl'esao·ita. Si è detto che il Palmieri non avea nel fucile tutta quella • <"J flducia. che avrebbe dovuto avere. :,1a ammesso il fucile, vede toU.e Je c.onse,,lienze che da tale arme scaturiscono. A. causa. della relan . . . zione che vi dev'essere tra. le armi e gli ordini, vede I.a necess ita, dell'assottigliamento dell'ordine; vale a dire, la diminuzione delle ri crhe; vede, poichè il fucile non è veramente arme se non è earìco, l'i~1portanza della ~peditezza della cari ca; e poichè è anche arma bianca, consiglia di esercitare i sol.dati a maneggiarlo come arma bianca. Ouanto alla cavalleria, dice che nelle at>mi e negli ordini, fu resa troppo si~1ile alla fan teria; « senza punto badare alla varietà der principii donde la loro forza deriva >> . Consiglia J'assoltigliamentodell'ordine iniziato da Alessandro Farnese e dal duca cl' A!ba, . che trovarono la cavalleria su· dieci righe, e proseguito poscia da Gu-
E u; SUE l\lFLESS ION r CRITICHE SULL'ARTE l)]~ LLA' GCJ-:Rn.\
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stavo Adolfo, da Turenna e da ìVIontecuccoli. Non crede che learmr da fuoco sieno proprie della cavalleria: Il maresciallo Puységur che propugna l'uso di tali armi, non ha potuto citare nemmeno _un solo, esempio che ne dimostri l'utilitit. Anche adesso è vero l'uffìc10 del lacavalleria come leggesi in queste Ri qessioni: «la cDvalleria serve per~. battere i camm ini, per riconoscere i nemici, per inseguirli rotti , per disertare il paese, per assaltare dove trova debolezza e ritirarsi dol'e trova forz9. maggiore: insomma, è una truppa. che deve offendere edifendersi colla velocità dei movimenti ». Quanto all'uso dell'esercito, il Palmieri crede che le varie armi· debbono essere combinate ma non· confuse, come sapientemente· · pra~icavano gli antiéhi; percbè se non si deve « lasciar lo schioppoper l'arco eia frombol a o il cannone ed il mortaio per l'ariete, la. catapulta e la balista >> non per questo non v'è nnlla da apprendere· nen a guerra dei Greci e dei Romani. Crede che non a.vendo più r modern i le armi difensive, debbono, nell'ordine cli ba ttagl ia, recuperare la difesa perduta, e perciò vuole che vi sieno trnppe che· offendano i fianch i del nemico . Crede che, come l'abilità dell'ingegn1we spicca nella fortificazione ,:,ngolare, così il valore del g~nerale sla nel variare l'ordine di ballagl ia. per adattarlo alle cond1zjoni del terreno e del nemico . Questa vari età è più necessaria ai· moderni che non fu agli anli~hi . 1c Ad un genera le greco bastava servirsi dell'ordine stabilito dallo Stato, per vincere. Un generaleromano non poteva abbandonare l'ordinanza romana, senza perdere· nel temp·o stesso la vantaggiosa man iera di com battere delle s~evarie truppe, Ji quale era Lulla appoggiata sull'ordinanza >> . ~1ò accadeva perchè i nemici dei Greci e dei Roman i non guerreggiavano in modo iden tico al loro modo di guerreggiare; perchè negli, antichi le dissimigl ia.nze erano maggiori del le sirn iglianze, dove· che· . nei moderni le simiglianze sono maggiori dell e dissimiglianie. Ora ,. ,t causa di questa pariLà cli condizioni, che è propria dei 1.nod~rn'.,· il valore del generale è più irnportanLe che nop era negli fm llch'. ~ E questo valore consiste, in guerra, non nel rinforzare la parte minacciala, perchè non si deve fare ciò che vuole il nemi co e perchè si deve colla· parte forte attaccare la pa1-tc debole, ma c?nsis~e nell'attaccare la parte che il nemico ha indebolita, per mmacciare la vostra« per deluderlo e vincerlo c.ol.le_sue arti medesime» . Allude
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; IL MARCHESE PALMIERI
,evidentemente all'ordine obliqiw di Federico II, di cui la,nto ·si pat:lava nei tempi in cui scris?e· - La vittoria, llipende da pochi. E f.iò è vero anche nei tempi attuali, in cui gl i eserciti sono diventati moltitL1d ini; perchè ell a dipende dai poch i che ved.ono meglio e clai pochi che sanno meglio eseguire ciò che i pochi hanno meglio veduto; perchè ella clipefl:de dalle intelligenze che concepiscono e dalle intelligem~e che eseguono. Or, si sa, che le i~telligenze sono sempre poche. Presso che tutto ciò che si legge intorno alle marce, è quella parte dellc1 logisticéL che adesso è· di ven uta regolamento . Ma taluni ·conce~li sono degni di ntlenzione. Un esercito può essere in più pericolo qnando è in marcia che quando è in ordirìe di battaglia. Quando s'interrogano i contadini per avere schiarimenti SLl qualche via, bisogna ricordarsi che l'arte d'io terrogare non è tanto comune quanto si crede. Non bisogna solo badare alla brevi Là del cammino - nelle marce in prossimità élel nemico, s'intende - nia. anche alla fac ilità di passare dall'ordine di marcia a quello di battaglia. I Romani, secondo ùn_ calcolo fatto dal· Puységur, in un'ora ecl un quarto, percorrevano un miglio di più deliri. dis tanrn percorsa dai Frnncesi. Or quest:a differenza tra i Romani ed i Francesi, può esservi tra i soldati moderni di una nazione e quelli di un'altra, perchè meno esercitati; e questa differenza può divenire una di quelle die sono poi l'origin e della ,,ittoria. Quanto ad una viva quistione che vi fu int~rnoalle marce, percbè alcun i volevano le strade obhqiie ,ed -altre le strade cli,rl}tte, il Palmieri osserva che« le strade non si possono descrivere a piacere sul terreno, come sulla carta». È una di quell e tali osservazioni semplicissime, le quali, in tutti i tempi, so.no. diHìcili a capiesi. Le ricognizio ni che precedono le marce, .debbono e,sere al'fidate ad ufficiali che hanno molta esperienza. Ma l'esperienza non nasce .so lo dagl i anni cli servizio e dalle campagne, i:na da queste cùse e dalla riflessione. tesare, saputo che gli Elvezi erano alle falde d'un monte, mandò Labieno ad occupare quel monte affinchè gli Elvezi fosse ro contempor~neamente attac.cati, da lui di fronte ed alle spalle da Labieno. Inviò poi Consiclio, ufficiale éhe avea lu ngamente militato nell'esercitb di Silla e poi in quello di Crasso, pee esplorare la strada che egli dovea percorrere per attaccare çli fronte·gli Elvez.i. Considio, che aren mil itato ma nonavea
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' E LE SUE U1FLES$l0:N[ CRl1'1CH:P; suu: ARTE DELLA GUERRA
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pensato e, per conseguenza, non avea acquistata la serenità delgiudizio, non avea la test<i fredda, come dice Napoleone, vedendo il monte occupato, cort"e verso Cesare e gli assicura che gli Elvez( e non Labieno aveano occupato il monte. Cesare, arresta la sua marcia. Labieno non attacca gl i Elvezi, perchè aspeLLa Cesare, e gli g1vezi, intanto, levarono il campo e sisalvarono per col pacli Considio. Il Palmieri non ha veduta tulla l'importanza delle artiglierie e delle fortezze. Si potrebbe dire, a questo proposito, ciò che egli dice del Sully. Siccome questi, perchè era gran maestro· detl'.urtigl ieria, attribuisce solo all'artiglieria la vittoria di Coutras, cosi il Palmieri, essendo ufficiale di fanteria, non ' ba nelle artiglierie e nelle fortezze quella fiducia che dovrebbe avere. Mà, forse questo sarebbe un commento più bri llante che vero. Questa poca fiducia nel le artigli eri e e nelle fortezze, è manifes tamente erronea. Ma l'errore dell'uomo d'ingegno non è lo sproposito dell'ignorante. E l'errore del Palmieri nacque da un presentimento . Presen~ì che allc1 guerra di posizioni dovea succedere la guerra di movimenti; vale a dire, una specie di guerra in cui l'ingegno ed il valore dell'uomo avrebbero avuto un campo più li bero e più vasto; vale a dire una specie di guerra in cui la manovra e la battaglia, avrebbero occupato il posto che prima era occup,1to dati' espngnazione delle fortezze. Ma, evidentemente, in questo presentimento trapassò il segno; perchè l'importanza delle fortez,.,e è scemata ma non annull ata, e perchè quella delle artiglieeie è cresciuta nel le guerre posteriori. , Quanto a quella parte·dell'artedella guerra che risguarda le forze mora.li, queste riflessioni precorrono l'opera del Lloyd, che fu uno dei primi che fissò l'attenzione dei moderni sul valore di quellfl forze, quantunque non sieno misurab ili. li generale - leggiamo in queste Riflessioni - non è pari all'architetto, il quale, terminata la costruzione che gli è stata commessa, non ha più nulla da fare. Ciò accade perchè gli uomini sono dilrerenti dalle pietre. Fatto l'esercito, bisogna conservarlo; ma per conservarlo bisogna governare tanto le .sue forze materiali che le forze morali . Non è vero che quella importante forza morale che è lei coltura, generi insubordinazione e disobbedienza. )> Questi mali sono figli della presunzione, val quanto dire dell'ignoranza e non della scienza. Non perchè un uffiziale sappia più del generale, tralascerit di esa.1.tamente obbedirlo. Si son
F. r.E SGE RIFLESSIOXI C!l!TICIIE SGLl.'AIITE DF.LL.\ GUERRA
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IL )!.illCLIESE l'AUIIERI
veduti sempt·e i soggetti più illuminati secondare più di tutti nel campo un progetto del loro generale cornbnLLnto nel consigli~, e .contribuire coi maggiori sforzi ed a spese del sangue e della ,1ta , alla riuscita di un'intrapresa da essi apertamenle disapprol'ata. Chi ·sft più comandare, sa meglio obbecfoe. « L' ol,uedienza è scienza e la ma.O'o-iore, al dire di l)lularco, cni possano gl i stessi fi losofi aspi01ule non può essere posseduta dagli ignoranti . Ella è ,irlù, dunque non può allignare in menti inculle ». - Il 2wme di esercito basta pe?' diinosl!l·are qiuinto sia necesscvrio t'es1'1·oiz'Ìo. Questo esercizio è necessario non solo alle forze materiai i ma anche alle forze immateriali, quanlunrrue questo secondo scopo dell'esercizio non si ad.a i moderni visto con quella eh iarezza colla quale fu visto dagli antichi Ma perchè si comprenda ltlLla i 'importanza dell'esercizio, è ,d'uopo elle, i sieno nella nazione quelle condizion i che sono necessari e per comprendere la virtù e la gloria e la grandezza della patria . « In certi tempi iI parlare di simili cose non serYc acl nl Lro elle a sforzare vanamente l'organo rlell 'ndito. Serse non potel'a parlare certamente al suo eserciLo come Temistocle ai Greci; nè Anni baleai suoi come Fabio e .ì\larcello ai Romani ». Il coraggio nasce clail' educazione « perchè è quella forza dell'an ima che soggeLLando j sensi, fa determinare la velonl[L a seguire i dettami della rélgione. La sola natura può pro· ,durre l'ardire e l'intrepidezza ma non il coraggio. Il timore, assolutamente considerato, non è calliva passione. Coloro che si vantano di essere esenti dn. timore, ([Lta.lora pur dicessern il vero, non dimostmno già, come essi credono, cli aver coraggio, ma soltanto di essere stupidi . Egli è forse più vicino al coraggio il timore che l'ardire o almeno giorn più all'acquisto cl i I.aie virtù; poichè gli an tich i, secondo attesta Plutarco, onorarono del suo nome, non già. l'e~enzione dal timore, ma il timore dell'infamia». - Il Monte.cuccoli chiamò le pene ed i premi· le l'edin,i, dello Stcito . Ma queste redin i, i modern i non sanno maneggiarle come gli nntichi, perchè fa leaislazione dei premi non è nei moderni cosi notevole come .ern ~1eo-li antichi. ll timore della pen'a non è così efficace come la speran;.'t del premio: basta per far com~iere il doYe'.·e, ma è insufficiente per i fatti che richiedono l'eroismo. Se st può sperare o niente o poco dì ottçnere premi , le altre professioni saranno anteposte alla professione militare e questa sartt eletta da chi non è
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irnono a null a. I pl'cmi richiedono una legi sl. azione npposita , perchi· << quando le persone e l'ar bitrio di spensano i pr·emi, ogn uno si . studia piÌL cli guadagnarsi la Yolonlà cli chi li dispensa· che it fare azione per meritarli ». I Romani, anche in questa parte dell'arlr di reggere i popoli, si climostr:mrno maestt'i insuperati, percl!G i premi erano conseguenze necessarie e sicL11·e del valore ed i generali potevano contemporaneamente puuire e premiare. Quantunque non abbia esposto lullo ciò t.:he è contenulo in queste Hiflessioni critiche sull'arte della guer·m , perchè ciò non era. 11è possib ile nè opportuno, pure credo che ue nbb ia dello tanto che è suffi~iente per far comprendere l'indole dell'opera. Or bene: queste Ri nession i sono la scienza: della gnerra? La risposla a questa dimanda trovasi nel titolo deil'opera. Non è lrt scienza della guena, ma è una serie cli riCTessioni, legate scientificamente, parecchie delle quali anche nei noslri tempi sono di molto momento . Se, an.che adesso, non è divenuto scienza tutto ciò che alla guerra si riferisce; se, anche adesso, talune parti dell a guerra hanno acquistalo ri gore scientifico e talune no, come si può pretenclere la sc ienza della guerra in nn'opern che è scritta. tanti anni fa? - ~fa, non ostante ciò, que,,t'opera ha pregi evidentissim i. Il Palmieri, prima di sèri,,el'e, htt compito il dol'ere di leggere e med itare tutto ciò ·Che sì crn scrilto sulla guerra; e perciò si trova in que:;;L'opera un erudizione ricca ccl eletta: due qualità ch e non sempre si troYano insieme. L'erudizione è 1an1a che trabocca nelle noie ed intcr1'ompc, Ll'Oppo spesso, la leÙn r:t clell' opera. Ma quesl,t interruziollc non si può censurare, perchè le note, sieno brevi, sieno lunghe. .sono sempre molto importanti. Eccone una: « Parlandosi di una hatLaglia. navale il principe di Condè, mostrò un ardente desiderio di vederne una. Un nffiziale che era present.e gli disse (t1·nscrìvo le stesse parole): ,1fonsrigneiir, :~i votre Altesse y étoit, ·il n'y a poinl d.'Amiral, qui ne f'tit mvi de recruoir vos ordres. Jies ordres I repri1 bnisqiMment le JJrinee,J°e me garderois vien. de dire seidement mol/, a1Yis, je me timicfroy siir le pont bien tmnquillement, et je 1·egarclerois tous les m01wements, el tonles les manoew!ìres pow· m' i11-',tl'llire. » L'altro pregio di quest'opera è il met~do positivo, che l'auto re ha prescello; perchè, come si è· eletto di sopra, l'esperienza è il
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punto di partenza delle·sne indagini. Ora il metodo positivo, in niuna specie d'investigazioni; è tanto necessario, quanto nelle investigaz ioni militari. Perocchè, se l'assenza di basi positive, negli altri problemi, o è innocua o vi consente il temi)oche è necessario per notare quella mancanza, nei problemi militari, se la soluzione è fantastica e non positiva, la confutazione accade in modo terribile ed irreparab ile, perchè siete ·confutato, non colle parole, nut coi disastri nel teatro della guerra. I.a Francia, ·riel · 1870, dimostra moli.o chiaramente tale verità. I Francesi non studiarono positivamente i Tedeschi, non compirono questo do,ere d'indagare le con-: dizioni del n·emico, che, secondo Cesare, è il primo dovere militare; percÌ1è il racconto delle sue guerré è sempre preceduto da uno, studio diligente, preciso e minuto del nemico a cui muove la guerra. Ebbene, principalmente perchè i Francesi trasandarono tale dovere, furono vinti; perchè vollero una guerra con un nemico di cur ignon1vano la superiorità delle condizioni militari . - L'ultimo infine ' che si osserva in queste Rifless ioni è una libertà. inPrecrio a , tellettuale, rara anche nei trattali di arte della go.erra, che si pubblicarono dopo cli esse, e rara, anche aclesso in Italia, quantunque si:· sieno conqui~tate le libertà politiche. Non v'è addirittura un solo illustre generale o illustre scrittore mi lilare, che non sia dal Palmierr o-indicato con una libertà. di i:riudizio compiuta e propria del liberoè.ittadino e del filosofo . Considerate da qLiesto lato, queste B.1flessioni - in tanta imitazione forestiera ed in tanta rozza e servile-credulità che-or:a dominano la società italiana - nol'l: solo non sono· antiche, ma sono no-vis'si-me, ed il loro autore, sebbene sia stato un marchese e sebbene avesse portalo il codino, è =- anche nei tempti in cui· viviamo - insigne maestro di libertà ('I). 1
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(1) 11 Genovesi nella prima edi1.ione dell'opera scrisse ,queste parole:' " Ilo ved_uto. _i~ tutta l'opera, no r: senza profondo piacei:e, che rputore si studia di consacrare tutti 1 suoi al ti tale nti alla pubblica felicità, nel dare dei nuovi e brillanti lumi ad un'arte, Ja quale, sebbene Qmicida , è nondimeno diventat~ necessaria, a cag ione della ma :vagi tà .degli uomini. La mpeggia dappertutto, nei , pensieri dello scrittore, un ch iaro, so ttile e, sodo spirito tìlosofi~o, congi unto a non ordinaria erudizione. ',. ' '
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ll Palmieri, come si è detto di sopra, lasciò l'esercito. Si l'ilirò nel suo feL1do e si cledièò all'agricoltura. Fu. uno di quei ricchi intelligenti, che auennano il pauperism.o, non coll'elemosina che mnilia e che è inefficace, ma colla creazione del lavoro. Fu un agronomo ascoltato dai contadini, perchè seppe rispettarli, . amarli e convincerli, parlando loro con quella semplicità che è contemporaneamente degna cli ui;i filosofo ed atta a persuaderli. Fu un agronomo che meritò l'onore che il suo busto , scolpito dal Canova, fosse poi c~llocato nella società agraria di Lecce. Quantunque vivesse in pro_vincia, non visse in qL1ella, quasi vorrei dire, solitudine scientifica, che è propria della provincia; perchè conversava con quel valente economista che fu Filippo .Briganti, con quel chiaro uomo che fu Giovanni Presla e con altri uomini egregi, coi quali fece risorgere l'Accademia degli Spec·ulatori, istituìta nel 11693 - Amico del Genovesi - il primo in Europa. che insegnasse Economia puhblica da una cauedra - dovette pure essere amico della scienza economica. Dimorando in provincia, volle più profondamente, che non avea fatto negli anni anteriori, studiare quella scienza. L'agronomo che creava la ricchezza, volle saper bene la scienza che in.daga· le leggi elle regolano la formazione e la distribuzione della l"icchezza. Or queste cognizioni economiche, che acquistò in tale periodo della sua vita, gio varono alla sua patria per la ragione seguente. Nel 11785 gli fu affidata la disordinata. ammm,strazione delle dogari1e della provincia di Lecce. Ciò che fece in tale mwninisLrazione fu Lati lo degno di lode, èhe nel 1787, . ftt chiamato in Napoli al po,;to cli Consigliere di SLnJo colla sopraintendenza generale delle finanze, e, nel 17!}1, divenne diretLore delle fin11,nze. Che fece il · Palmieri, in ~ali posLi '? Sebbene grande era la sua autorità, pure grandi ~ n.umerosi erano gl i ostacoli che dovea sormontare: << La necessilit - egli dice in 1
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J.: 1,E SUE HH'U:SSlONI Cnl1'lCHE :iULL ARTE DEI.I.A GUERRA
una ~ua opera - di togl iere i disordini piu palpabili che impediscono alla na%ione di migliorare il sno slalo, è t1·oppo pt'essanle e ma nife~ta . Qucsla operazione non JJUÒ piacere a Lutti. Sal'eBbe coi;a ridicola ed assurda, aspettare il generale consenso prima di intrnprendorla. Snrebbe l' istesso-che 1•olere il consenso del ladro per vietar/3 il furto. Non v'è male o danno pubblico, elle non contenga il bené o 1· utile di alCLtni prirati. Chi profitta dell e frodi. chi vive dei disordini, non può essel'e cont ento che lr frodi ed i disordini si tolgano. La libel'tà di Roma dispiacque agi i amici di Tarqoinio, i qual i profiua,,ano dell a'sua tirannia. L'int eresse pubbl ico nascente dai dirilli dei cilladin i, de.e necessariamente opporsi all' in teresse privato che deriva dalla violazione di tal i dirilli . » Scri;:;~e, dunque, conserl'ando l'anonimo, lo opere seguenti: Della ricche::::a nazionale - Osservazioni sii ·va1·i articoli risgiwrd(tnli la pubblica economia - Pensieri econo,nici relativi i.il ·regno di Napoli - E scrisse Lai i opere per prepa rare la pubblica ·opi nione e per l'enderla favore,•ole alle riforme che voleva iniziare. Se volete le buone finanze, dice in !ali opere il valoroso direU.ore delle finanze, dovete agevolare e non impedire il lavoro. Tra i seguaci della scuola mercantile che credevano che la l'icchezza consisLe nel danaro, ·cd i fisiocrati che crede.ano che la ricchezza nasce dall'agricoltura, il Palmieri credette cogli economisti italiani e con lo Smith, che ha fatto obl iare i suoi precursori, che la riccliezr.a nasce dal lavoro. Ma perchè il lavoro produca la ricchezza non lo dovete, cogli ahusi . co i prngiuclizi , colle mo lestie e colle pedanterie, irret.ire, impedirr, strozzare. l>oichè chi vnole il lavoro non può rnlere l'ozio dice ai nobili: ,< l'inazion e in cui Yirnno i nobi li , 1ùinoi-n molt.i1-simo In. massa dell e fat iche e ~uincli là lJartìcoÌare ricchezza e la genernle. Non sanno che fare del tempo. menLre la loro augusta forLuna dovrebbe muoverli alla Qura e gornrno dei 101"0 poderi , e mentre la ragione dovrebbè avvertirli che J'agricollura sommi nìstra, particolarmente nelle pro,-i nce, 1· occupazione più uLile e piac~l'ble cd i mezzi pit\ co ncltk~òti ad'\u1a f i1'a felice . >> Al clero poi dice qneste pnrole: << la fatica si .lrorn ancora esclusa delln professione ecclesiastica, percliè reputata indecente. l\la a chi potrebbe disconrenire ciò c.l1e convenne a S. l'aolo'? Tanto 1
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-era lungi la. fatica. dall'essere indecente, che anzi ftt considerata ~ome un dovere del proprio stato. Chi non fatica non mangi, dice l'apostolo delle gent i. « Poi eh è doveva innovare, cloveuc difendere le novità. » Se qualunque novità è un ma le, perchè non ritor· niamo ad abitare gli antri ed a nutrirci di ghiande, perchè non si depongono le nuove forLune ed ogni cura dì migliorare il proprio ~lato? Lo migliori leggi e Je più utili istituzioni, quando nacquero, furono una noviLit. Non v'è cosa che c' interessi, la quale o non sia ,;tata nuora un tempo o non lo sia attualmente. » L'agrico!Lurn. si loèht colle parole e si disprezza coi raui, pei'ch è -:;'impedisce il -suo progresso colla gra,•ezza del l'imposta, col difetto di strade , coli' inerzia dei banchi di Napoli che dovrebbero aiutarla ~ol capitale; col difetto dì sorveglianza, affincltè i contadini osservassero le buone regole agrarie; coi Demanì che si credono che giovino ai poveri, m:L che nocciono ai poveri cd ai r icc~i, perchè i poveri non hanno il capitale che è necessal'io per coltivarli; col 'l\tvoliere delle Puglie che proLegge la pastorizia a discapito dell'a.:;ricol tura, mentre dovl'ebbero entrambe aiLttarsi vicendevolmente· ed in fine - quasi che lutto ciò fosse poco - col forte dazio estra.zione delle derrate, per avere il basso prezzo. Ora il basso prezzo, più che dal dazio d'esLrazione, è figlio dell'abbondanza. Ma •ilfl.lesto fi glio, se si lascia vivere, uccicle la madre; perchè la poverlit del proprietario diventa povertà del proletari o. · A causa, per esempio, del fol'Le dazio d'estrazione, l'olio della Italia meridionale, sebbène migliore di qtLello della Spagna, non si vendeva come questo che era gravato da li'! dazio minore . Or ciò <era. danno, prima del proprietario e poi del ·proletario. Al fo rte dazio d'estrazione bisogna aggiungere che gli ostacoli che si opponev<1,no, f\\ .c;omincrcio erano i.ali e tan ti elle il contrabbando era divenuto un benr./izio, perch~. senza di esso, non vi 1;a rebbe slato ~ommer~io . Ma se si vuole la p,,ospcri Là, bisogni!. volere ltt libertà commerviale che :igernla e non la protezione che ii11pedisce il commcl'cio. l\fa q;ue~/.a Jibe!'l(L ,devç q.vel'e i supi lim iti, perchè gli stranieri, o non capiscono o non vogliono capire. che per Ycnclere bisof!na <CQrnprar~. i\Ja, per com,p1ye bisogna I epdere. Or gli stran ieri che p rete1-.do,10 di e.ssere soli a vendere, sono prepotenti, e per dife11-
di
J L ' ltARCHESE PA L)lll>Ul
.E LE SUE l\lFWSS IONf CUITJCHE $ULJ.' All'l'l~ Dlii.LA 1;uf:.RRA
d~r.si da questa, prepotenza, è necessario una limitala libet Là. di' commercio. , La coltura è una. delle cause della ricchezza. Dunque, · _bisogna estirpare l' ignoranza, a causa della quale, p_er ese~p(o, si ~scolta_no e si credono tutte ·1e fandonie spacciate dçtgli stran1en per 1mped1rej! progresso delle manifatture nazional i. diligenza è. _m~'al_tra causa della ricchezza. Dnnque, per esempio, occorre la d1sc1plma delle nostre acque « destinate dalla nalura a rendere fertili le terree che so110 convertite dalla trascuraggine ad essere inutili o micidiali >>. La speditezza agevola il cq_mmercio e, per consegttenza, la formazione clellaricchezza. Dunque occorre pee esempio, l'uniformità delle misu1·e. Ed a chi diceva'che tale uniformilà era inuti le, perchè· non\v'erù. stata mai, l'rrnonimo scrittore rispondeva: « Si navigava pri n1a della bussola, v'era l'astronomia prima del tele~cop.io e le scienze furono conosciute prima della sLampa. Dunque, si deve tralasciare l;uso della bussola, del telescopi? e della stampa, perchè ., , non necessario? >> Quale è il posto che, il Palm ieri ha trn gli economisLi ~;- llfec~ 1 chio ( 1) lo annovera Lra gl i economisti italìa~i che ha repulat! degni cli essere r icoi·daLi, loda le sue i~lee e la perseverap~? con cui . le difende; ma di~e che tali idee non sono e non pos~ono esse/e le idee cosmopolite del G'enovesi e del Filangieri, perc)}è cpsforo scrissero JJrima ed il Palmieh clu'rante la' 1:ivoluz1oi1e francese, e . . ~ ' ) . " ~. t ' i . J perchè es-sènélo alto ufficiale di mia monai;cl~!a, a;,~oluta 1AR:'ea_e~s~ret demol1 z10ne. ProcHve alle riforme ma non alla scossa cl, unt intera i J ,J' Non fu:· in somma, un economista eh~ sc1·1 ve p~r ~1~a ,rag-_1one,,sfLe)1: tifi'ca ma rù 1.111 èconcmista, che prese la 11eùna per d,fend. ere !!.}!'-!, f) . 1 , Ol)eh:t dèllo statista là cruàle dov' e a essere 'naturalmente limitata eta. t t ' < ' > • , 1 ~ ~ 1 il · . • I •\· · ( 'I ostacoli che oo-ni staL1st.1 trova nella sua v1à e eh~ non sen¼qtieo-li 0 - ,, . , , . ,o~-, ... 1 ' tt ,, ,J , r ' i, J, Jl ,e, , • v . , lwe sono'tuttt sorn1ontabd1. 1 1 .. (")u'n.1i' ftH·ono poi le Ì·ifo1'.me \lcl1e I)'oteu.e ird~·e' il ' 'ra1nS,ie\{ ·coll ~ ~' · · ' ,• .t• .1 _., .,,'t.J•)!( aì.1toifìtb. cli'e 'avea pel''i l suo' grado e per lin ue do(,,: dopo /li a vere1 • ,. ·.• -1 111, , b~1.i I, 1~ . Il ~1 colle 'fo bnrovate opere anon1iue, { J,, preparata pqb"1 .),11ca 19pm10.~e, l . , ,..,t"II -\'lfolì"na.dsi ·•p''edao-o-j" ed a-vaùì.e che i111péu1ì'ano l commerc19 (.11-,.s ~o' ~ . . '. . ,,-\, 1 ,1 ,~,, ,• ,.!J.,.;., , · 1'1:Y,d,. l (J tMrto'l m1 d~è1sùo consio-liò faronò BllZtate 'lè 's1rade d1 ::,ora 'f cleR lt 1
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Ab1'uzzi, del Sannio e delle Cala.brie; aboli dei monopoli i, abolì. il dazio :rnll'estrazione del zafferano e riformò utilmente la tariffa daziaria; propose un catasto delle Lerre, propose di redimere le regalie vendute ai privati dall'avidità del governo vicereale, propose di redimere il resto dei diritti baronali esistenti e :;pecialmente quello di eleggere i g·iudici nei l'eucli, diede consigli energici ed intelligenti pet· estirpare il briganLaggio e pl'opose l'affrancamento del Tavo ·Jiere del le Puglie. - Tutte queste riforme e queste proposte, non erano tutto ciò che i tempi richiedevano e che il Palmieri volea -fare. Ma, la nob ile sua opèra. fu. troncata dalla. morte, la quale . fo acceler,ila dal lavoro ed accadde i I 1° febbraio del 1793. Non mo lte sono le vite che sieno per tante ragioni ammirabi li, come è questa del Palmieri. Uffiziale, fu valoroso sin dall'adolescenza .. Scritt.ore militare, ebbe quella dote essenziale, senza della quale, quasi si potrebbe dire, che non si ha il cliritlo di scrivere: l'originalità. La sua opera mili tare fu pubblicata. un anno dopo la guerra -dei seu'anni. Eppure, è scevra da quelle lodi esag.wate e servili a Federico 11, che si trovano in m0 lte opere di quei tempi. Il Palmieri sapeva, credeva, se1Hiva, che ogni grandezza mil itare è pallida a fronte di quella che avea così lungamente 111editata nella storia della sua patria, nella storia d'Italia. Nob ile, credette con S. Tommaso d'Aquino, eh.e nobiltit vera è quella dell'anima. Leggete, lui mar,chese, come parla del feudalismo . «Questo vecchio strumento della difesa nazionale, nato quando non si respirava altro che la guerra e qmmclo questa soltanto condu ceva agli onori ed alla nobiltà, ora. · che non si pensa che al com mercio e che la ricchezza supplisce ·Ogni quali tà, è divenuto inutile, e dopo che è passato indifferentemente in qualunque mano, si è renduto anche vi le >> . Economista, seppe quanto, in fatto di economia, si ern pubblicato sino ai suo~ tempi; scrisse (:on acume èd evidenza ed ebbe quella, temperanza propria degù economisti italiani. ~ Statista, compi il primo dovere cli vero statista, studiò i J.enwi in CllÌ visse, e fo uno di quegli insio-ni Italiani colla mente tlei q ~aii l'ItalJ·'a iniziò In riforme, senza t , ,· bisogno d[ quell'aiuto straniero che fo uni pubblica calamità, senza . -quélle dottrine forestiere che sostituii·ono il feudal~smo burocratico a.I feudalismo baronale, l'accentram.ento alla vigorosa Yita comunale -e che distrussero il l'ispetto che si deve ni migliori cil.Lndini inse1
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IL M.Al\CHES.E PAL.\f!ERl E LE SU E 1UFl, J<1SSl0NI ClUTlCIIE ECC.
,,nando che tutti o-li uomini sono uguali e diffusero quella libertà· dispotica che, come disse il Leopardi : V
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. . . . . . . . . . ne s chernia TrR il suon delle catene e dei flagelli.
Non ostante tutto ciò ·,~!H\ hO détto ; §lfe~.Lr ~qsif:,ne Italiano'. di cui ho compilata questa modesta biografia, e nolo solo a1 dott1 ed· .agli eruditi. Ma, se gl'ltaliaoi comprenderanno, che debùono studiare non solo le letterature stran-iere, ma anche la lellerat1a'a :nazionale, le virtù e gli scritti di Giuseppe Palmieri , saranno noti tl moltissimi.
··,· tt BATT!GLIONE.'PER FIANCO IN LINEA ,·I
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La 1fanteria si-reca sul luogo di combattimento marciando per le strade in ordine di fianco ; fuori del tiro del cannone svoli.a, e si forma in colonne di battaglione e così ordinata, va a sc.hierarsi in seconda linea, ove talvolta si dispone anche in colo1me di compagnie in ord.ine ristretto. Dovendo avanzare, se non ha ancora p1;es.o questa forma la prende per essere meno impacciata nel pe1:corr0re i terreni, quindi entrando in 1" linea prende la forma di comba:ttimento mandando innanzi in ordine sparso le compagnie d'.ala. Così formata avanza e combatte in 1a linea. Qualche volta ·vi si schiera in li nea spiegando le colonne. Analizziamo queste successive forme per vedere se corrispondono bene al loro scopo a fronte delle esigenze del modo attuale di · combattere. L'ordine di fl.anco nelle. marcie è indispensabile . La colonna potrebbe garantirci forse un pò meglio dagli allungamenti che l'ordine di fianco agevola, ma col temperamento della disposizione per quattro e con un po'di disciplinanella marcia questi allungamenti si possono ridurre al minimo indispensabile; e in tal caso l'ordine di fianco &i presenta come il migliore senza eccezione permettendo di usare meglio le strade e l:;tsciando in mezzo una corsia pei cavall i, per le or-dinanze, pei superiori che debbaùo regolare la marcia e anche :per le armi ,a cavall o all'occasione. D'al1ronde poche sono le strade ampie così da dare spazio alla colonna fosse ,pure per pio ton i. 1
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Il, IJATTAGf,IO~~: PER FIA!SCO
IX LISE.\
La colonna cli battagt-ionr· pcl'tn ell.e di tenore il battagli one riunito souo la mano, il d1e è molLo uti le nella prima fase di aspettativa in cui il superiore dere dare alcune disposizioni preliminari, vigilarne la accurata esecuzione, dare avrerl imenli . incuornre i soldati, vedcwli e farsi ìVedere. :\fa è una forma irn barazzanlo appena si debbn muovere. Un fron te di 60m, una profonrlità. di •180' se la colonna è aperta, di 90 se a mezza distanza, di 30 111 se serrala go no dimensioni che cliflicilmente trovano a l'avsi strada nei terreni 11 ost 1'i e dei pttesi piLL vicini ai nostri. fl meno che imbar.izza è la profonditit. Jlo,,e è passata una sezione passauo le seguenti. La colonna arrischierà meno di disordinarsi se avanzeriL aperta che non ,;enato, le oscillazioiii della prima sezione non comunicamlosi allorn tanto faci lmente al le successive rimane così agevolot.o al cap itano di sorvegliare la propria compagnia, il che certamente non put fare nella colonua sel'rata, quando la forza sia, come dall'organico, di 200 uomini, con un fronte quindi di 60 rnet.ri;· i11 tal caso al capitano pcv là vicinanza tlellà sezione precedente torna impossibile ablm1ccia1·~ coli' occhio il froole della propria compagnia e la sua voce $i confonderà con qnelle dei riparti preceden1Ji e dei seguénLi. Ha poi la colonna di ba.ttaglionc nn difello gravissimo , so si tro,11,· esposta ai Li ri siano tli artiglieria che di fu cileria, pel • hersa.glio vasto e profondo che presenta; eppertanlo il suo impiego in genere vuot, e:=;~erc Iimitato al primo schiet·àmento clrè si•effettua fuori clel tiro nemico come giit dissi . ln questo caso la: éoldnrh~ di liattagliooe è migliore del ln linea dì colonna di compagnia anche se in ordine ri;;tretto e dell,, for•ma in linea, il comanclante di batntglione potendo megl io cl1eiNon in que;;t.r essere•ved uLo, udito e~orveglfarn 1, ili "1 1 1 r, 1 " la sua ~rnppa. La linea dicolo1we di com.pagnici è oerlhh1ente più mobile-della colonna di hattaglionr, arendo Ci(l$c;1rna deMe qualtrn colonne nn fron te1 di un q:u·{u·to ·di-eslens1ìonh· 61i quella ch1e' !tvr~bb~ la' éo ldrlna di ba:l.taglibne. ~'fa nel la pi ural it1t1clC'i c;a~i ohe· i I nosll'I 1.eri·én i r pre.. senlllnò n1m si può nemrneùo ammetlere che pm'e 1una séziùne di do~lir.ì·1n r'\lri di fronte po$5a aYanr.11'1"~' li-b'er1~men1;e iin 'tulle le'ditézioni o por l1.1 nglie lralle ~0110 il pun10 di vi~ln riel hcr,aglio-Ghe può olfrìre al ftwco ùe-
mico , Hcmmeno è molto ras,i curnnle la linea di colo1111c di compagn ie. Dalle esperienze di tiro d'artiglieri a eseguite nello scorso anno al poligono di Gossolengo presso Piacenza, si rileva che una colonna di compagnia in piedi pe1·derobhe 61 uomini su ,100 1iranclo l'artiglieria 21> colpi a nna distanza di 2J.OO met.ri circa. Se la colonna è coricala le perdite si l'idunel>l.iero a :;o uomin i su 400, perdite sempre però troppo gravi, grarissime tanto da sconsigliare questa forma nella zona del fuoco. Oltre a questo inco nveniente, ,la linea di co lonne di compagnia ne presenta, un altro segnalalo pnre sulle n, ,,ertenze (1) annesse alla edizione del regolamento d'esercizio, ed è della /acilitd dì ,tispersione della /or.:a f' della tendenza JNCOiURASTAllJT.E a sfiiggfre aJla di1·e;ione rlel comando,nte del battaylione. ln fatLi le quaLl.ro compagnie trovandosi in lai forma lutte quonto in prima linea, ogni comandanlo è più libol'o nella direzione delle ~ue truppe clie non quando clebba. segui re quella che è in testa; gli a.cci don I i del te1Teno oni ri I.a l'clando la marcì a, ora forzando la · ,, mutar dil'ozione ne souo un inc:t'nlivo, il fuoco nemico cogli incidenti che solleva ne e un altro, e appena l'agevolezza si presenti a una delle compagn ie di rispondervi essa lo farà, ed eccola al di fuori dolla volonl(t. del .comandante del battagli one impegnata. Quando cosi le qua.Uro compagn)e abbiano impegnata uoa azione indipendente. a~sai diflì~ile tornerà al comandante elci battaglione dii,.impegnarne duo per cosLiLuirsi la neccessaria riserva e prendei·e la for.nia normale cli combattimento. Conviene ricoudare infatti che la. li nea. cli .colonna di compagnia venne in voga dopo il 48Cì6, quando per un mow.ento, parve che la compagnia fosse diventala la \'çra un i~à cli .conJ,baL~ime:nto e.non più, il, bauaglione, criLenio sul quale si rinvenne adottando la forma al.Lua le cli cornbaLLimento pel hat1aglipn o, pel' la quale.quesla unil.à ritortm ad a,,ere la saa importanz~ (li prima se non una. maggiore. , 11JJUf!St{l. cof1sìdera.zi91ni ,Q9llViaUda1e ilall e espeuienze. cL~ Li110 citat.e, pe.r q\~(ulto ,rig\rnrda lei,pelldite sotL0i ,il fLIO (.:O nemiM, n,dnlla espe!'ieoz(, dei e.ampi e. delle grandi manone, dorn per es;;a si vedenuw pilà $passo,i .balla.glio,rti LrascinMi n com,bau~re colle quntt 1·0 compa~
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- fil Coo~idcrhzioHi sullo forlne 1a1tiche1·e sut[·uso déi rl,ottli. 1
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gn ie tutte in priima linea, clo.vrebberq 1essere sufficienti a f3rraj)bandonarequesta fo rma. Per altro essa si mantiene in mancanz?- di a lt1)r più. adatta. .. Infatti , nemmeno. conveniente. sarebbe di adottary .g\à nell,a, 2" linea la formazione di con1batLimenlo colle due comn.agnie innanz,i, in ordine spa;·so e le due indi.etro in battaglra, po ichè si vi.de py,r icolosa la colonna di compagnia. Per non anticipare sulle çol)si:. derazioni che farò seguire, nii limito qui .a Ì10tare che la forJ.l}a 4i· combattimento, ossia l'ordine misto, la.scianflo vna .gn,u1,de1 libe\·tà. d'.azione al solda:to in catena, può essl:lre çagtone di grp.vi i.oconvenìenti quando dinanzi al baL.taglione ci si<1no ,tncora altre t,ruppe· nostre. La. forma normale di combattim.enlo non .conviene pert:\nLo sia adottata che quando il battaglione en,tra•in •I a linea. , . D.i qui il bisogno se\1tito cli una diversa forma 111enq pe,ri;cojosr tlella colonna di battaglione e della lìnea di cp lonne di 1compagnia. sotto al fùoco, pii.i, ~d,;i,tta di queslaad iJ.illri,lv~rsare i ~err~ni aç,cide~lati; che permeLla di ma11tenere pjù faci lme1)Le le compagr,i ie n~Pt m~11i dej loro capi e del eoman.clan~e d,el batta~Iione, ft ,possa1 f~ç,.\\me-nte ,trasformarsi n.ella. form~ di co.rn,baLLimenL9 .ma up,n primi nè div,ersamente di quello che con,ve}1ga al comand,aut~ 1d~I ha~t1J,glione. , •! I I I f'l ·r, 1 Una tale forma si avrebbe, qu~ndo il bat~aglion~ 1siJdisJ?,9,nes~d· .con due comp_agnie tinnanzi e clu~ i11dietro, ::tr di 9.tanze {\~ ,,pter,valli 11gnali o cli poco, inferiori a, ·quelle c11~ . dov(annQ ave1:H 11e.~la .fqn~a di,,oombaLlimento \Il ogni compaf§[)ja,, wgnatfl,)Jl.e.Qite ,1jle)lec1d\1e, ch..e· p1:ecedono1 si prendesse una. , étispo~i~iq~l~ ,analoga ,ç.qi.n1;W?\'Ìi pio.ton i;" tuttiii ploto;nirin,.ordi IlEl i c\i,, fìanco.1,I comai1p.{lanLi d(;ll!e1 com:p~gnie.si terrebbero al.c~ntrc,, è\elle propl;ie c,oinpaguiy, il com(ll\\lai_He del.battaglione ~l centrq, del: patta,glioue,i, ,.r,., 1:1,, , , , 110 0. · , 1:i Premesse.,€J:ueate c0osidevazioni, e;s,i).n,ii.niJni;i;o,,q.v<r§t\\·JHfO Y.a1{Wì!Afl ohe ,per chiarezza é 1l:ire}li tà §:,1:appresentatç1,, Ilf:l)l' uniJ{\ ,,s,~jl\?,JO,l l,i/.i, ,;val'Ìf pllnl.i 'c1i ,yisla e,ra.um~ra~i; ,cioè, r, Il , , {,!,.,; Je <j l J')1f(! ,1:1,·, . H 1°1bfaci!iLà ,pei 00marr,danLi .d~ ba~tagJi.9:\W e, di1~omp~!{1lift.~Ji tenetì so~~ornw1on~1prop1:i!/ieparti; ,i' • ~1, : , .• '" i ·,l',c ,. . , 1. {J ,Va .mo,))i/J 4tl:fa.<ti le;.nei teri;en~;ya1;i s~~z;i. s~qrnvo.rfi~;~r,q r.;,:;ri : I ·3?1Li,11,faci,~·.Là r~ ?,ernpliciià n~Llpassar;e d~, qu~~taf~p,mff.',a.._q,11,~l/.a di oomb,a uimenlo,,po)·m11le;. , 1.; · . , , · f . , . .· "" P,,,' -~-u i 1
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T!I presentbre il mihor bersaglio possi bile alla vi~La e al
fuoco ne1ì:iico. ' Esaminata la nuova forma così sbozzata nei suoi carattel'i pi·I). salienti, passerò a esaminarne più addentro i parlicolai'i, le manovre è il ù10db di passare dalle form e normali a questa nuova e reci 1 p1'ocatnente. 1 · .., • i · · ' <:Juanto alla prima que~tione credel'ei non po:;sa. 111ascer0 dubbio alcuWo: il maggiore ·è inmÈizzo al pro.prio battagfione, i oomandatHi ai compagnia sono in mezzo tllle proprie compagnie. Quando la ~~ompagnia nòn sia isdlata, ma facciaparle del hauaglione il capitctno può tener~i non esb ltamenlè nel mezzo, ina più verso il centro del l:la:tta'O lione òve sta il maggiore e 'sarà. più agevolata l'unità. di dire'.l.ion~" del batl'-ag~lot'te. È da notarsi inoltre che- la truppa trovandosi ii1 ordin1e di ·nanco è meno ecciIala a emanciparsi> è istintivo nel :m&'riùmto del peri'ctHo il seguire ·chi è in tesla più che non .l'avan·ia'rb"i's'òlatanienie sul nemi co . Pertanto al comandtinte della comfagniit ì\'on 1'imane èbe lii assicurarsi· dell a tesla di ogn~J1<i de: suoi ,pldtbrii' H' ~he glì snfa faci le·1netlentlo'v,isi come è prescl'i tto de, geac(uàt'il e o'ccol'rendo' antbe' ·rJ 'capo pl'otone stesso. Così 'il comandante clelltt'coilipàgni:if essendo più p'adi·one 'della-concroua élel propr io r;parto, più 'sicuro sarà anche il comandante del battaglione··dell~-1. . drrl:!zi'&ne'delle swe cfua·hro compagnie. 1I :A'. Wcfle i ul sédo11.db y:nmto' non pàr·mi che• i)Ossa sor,gere dubbìo, ffòi fhè 11a f6ì,.rn'a!ziorìè cli t1an'c'o è Jla:rpiù adatta di tutLe' ad a~tra:ve'.'sl'.ì-0 1l(.e'i'1 1eil'i ilp'i'tì •lnt'l·k1Hi. foftil.ClH I • regolamento sLes'So msegna <tho1Y1~er!e 1Ver fìkìlèo ·e per fiia·'tirtfa volta clwin ordine ,d'i battaglia à'vianiarlilo"~i'Jrlé6'#tt1Ìl't0 dstaCol i 1bd 1lll1''térreno 'sparso ,di Ostacoli. 3Nè'lfiJ: 1ftWfua'cot'l·e,1•à,peric0lò (l.i'~còfop'oPsi f.per ques!.o, se le gui4e che sono in testa ai plotoni1 'è· i 'èa p'i,..1 pJbLoni'1 élle 'le ,·vegliano ttlte·ifli.ntù'oGdPiiildiléheile11fe-1dis'tà112e· é 'g[fi. , i'irte1,valJi :~, rJè sai•à"llemtlleno Ii~cèssailiò' ch1e;'è{si'à!' gnMde~esà:tlezza ù~lliNb.isu,fetdeglli ihterva'.lli specialmen Le essendo misure piuHosrlo •ampi1e1• ,ff:iù tervullorfrt1.,Je 1~dilipa'gil!è0più1a\ra'tlmf Wiptiò1~ssèi·él 1ai ,111Jo. rne~ti circa : di:· 50 fr~ quelle del g.rosso. L'intervaHo fdl.'T 'plolotli<'i l?'iù avanzan· d'ogrn d0Jl)pagò'i!/Jp8ti'(t~es§è?e Ò:1•'75 1tiìét1\ O rt~a/ d j,¼?[1 (l\iéll'~ dei~~lue d! iJbst'~no·.rnrs~1 dìsf1ffj9.e<:~{è:11i·s~@Qp~{sonb e'SSÌ:!r'e t1udl1lé ·della~forma d1 comhall i mento A anche meno finchù norf ·sirsra-r::l)re-.~stJ a: tenu1are•1~1 0
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prima linea ed a 'ìmpegnare il fuoco. La foi'ffia proposta pertanto offre sufficiente élasticità per non vedel'ne compromessa la regofar i'tà quando pure gli ostacoli del terreno o gli accidenti del combattimento costringano qualche sezione a deviare. Ouanto alla 3° condizione di poter faci lmen te da questa. form a pas~are a quella di comball.imento sembra anche essere C(Ui piena- . mente :;oddisfatta. Le sezion i più avanzate non hanno per questo, qnandochessia che debbano mettersi in caLena, che ven ire in linea obtiq'ci ctest;· o sinistr, o anche, come propo rrei, un,t delle rigl;~_a desLra. e l'alt.ra a. sinistra e prendere gli interva lli per tr~varst lll . .cntena. Le sezion i che seguono o possono rin1anel'e di lìanco come . -sono al loro posto di sostegno, oppure con un per fila a destra o a si111ist1'ao con tm movimen to obl iquo ìiili.neti mettersi di fronte, tutta- , volta che il terreno offra un ostacolo adatto a coprir meglio tale forma~ · Tn ooni o caso il moYimento è uno solo. a fars i in ogni sezione· e il tempo non è maggiore di cruello che impiegh erà l' uomo di coda della sezione a recarsi iu Lesta alla medesima, tempo ben piccolo, , -essendo le singole sezion i ridotte a ploton i. · ' Invece dalla forma in linea o cli linea di colonna di compagnie o di colonna di battaglio1Je il tempo per passa re alla forma di com:baLtimento è assai maggiore dovendo staccare innanzi a 250°', le co1npagnie di ala o di testa e spiegarle in oedine misto ; senza contare i casi in cui queste, specialmente nella linea di colonne di compaanie o ' non sieno ~oià. .più sotto mano così come si conv iene .liner una . 1)ronla esecuzione della manovra. . Rèsta ora a esaminare la proposta forma soll.o il 4° punto ,di vista. della presa che può dare ai tiri, ossia se così formato il hatlaglione . sia più· o meno risibile al nemico e presenti un bersaglio più o me~,9 , faYorevo le ai suo i colpi : Qui l'esame vuol essere alquanto più 'circostanziato. Cominciamo dalla fac ilità di celarsi alla vista del nemico· sia da fermo sia marciando. Questa dipenderà dalla visib ilità della fru~pa supposto il terreno perfetta.mente scoperto, e quindi dalla . l'açil'ilit · maggiore o minore che la forma presenti per appr_o{iuare' cl~gli .osta- . coli per celarsi . . . . , . . , ,. , Se il terreno è comp letamente scoperto e piano e che_il nem1so• . .sia sullo stesso piano orizzontale è eviden le che la forma in battaglia
è la più visibile come quella che presenta al.lo sguardo LuUa la 1" riga; o·ssia la metà della fo rza. La colonna di battaglione o la linea, di colonne di compagnie non presentando in I• linea che q~1attro plotoni su due' righe non lascia .scorgere al nemico che un ottavo <lella propria forza, il resto rimanendo nascosto dietro. La forma di combattimento in ordine 111isto mette in vista interamente i quatLro ploton i distesi' in catena e tra gli intel'val li della catena lascia scorgere _i~~eri ~li alL[·i quattro plotoni d'. _s.ostegnp, e Lraver~o gli intervafli del centro dell a catena Jasc1ern scorgere pure li grosso. Eppertanto cinque ouavi della fo rza è visibil e all'oc~bio nemico. Nella forma p1'. oposta invece, nel caso supp9sto di terreno piano e scoperto, c~l ne~ico nello s.tessq piano orizzontale non gli saranno visibili che ·ie teste delle varie sezioni posle di fianco, cioè ,16 teste di plolol)e di fìanco di due uomini, ciascuna cioè 32 nomini in tutto} il che vuo(dil'e un venticinquesimo del LOt(l[e clella fori.'.a, pre.scindendo dai graduati' fuori r~ngo come si fece per le altre formazioni . Qu indi se la m\o~;a· forma è visibile come uno, la colonna di bauaglione & la linea di co lonn~'ài compagnie 'sono visibili çia~cuna çqrne tl'e, la forma in linea è visibi le come ili{ e quella di çoml.Jattimento in or. · 11 . I I d111e m1~to come 11;.). , , . ' , Cer~ab1én'th' che ancl1e la profondità. si ']Rscia scorgere a chi si tl;OYÌ all'.infuori c\'eJla di re~ione d( marcja della SeZ\OQe, Q in lJJl:). posiziÒn: 1piì/eli valf.l, cll:1 pi.ànp in cu i si. muove .il battagiio11e nostro; ma è ·danotarsi' che 1alla' dista11za di mille metri ~irca in cui. il ba~- . taglio11e prehder~ esta forma l'angolo ~ qne~~e ,viswili è Urb.bast~nza J?icci9.[ ~ p~r~hè 1·a~1~i~nJo ~i ? isi,~i(.~t~,1 J'a~n~~nto di, di~en~ 0U1Qa sr1l piano luqdo ,~ert1~ale, oer serv1rn!r, sio11e dell.1 immaa1qe 1, Il' f llf'( li ,./? 1 ,l , 1 , ,., '· 1 • ' b'I E d' déiV>(;t termini prospett.1c1, sia P.!Ccol1~s1 mq,.,e guas1,~.q. sc.t;t_p. .t. I e.. . 1· l 111(• ! r,, J,' \J •I! Il! . 'quest.ò, Hèi J !acile ii 1persuadersi riflettendo ~\1e la.1d1m; 1ens~one ,m.tera ) : U J~ '! l 4 ! ~ " I: ' • ~ . • della profondità. a mi lle meln d1 distanza s1 presenterebbe 10, tq ~~a. ]a Sll~ estens)one1 xo111~. se}y s( rigt~aç_,das;1e d\ f1;onte, 3p.el)).1,~e,l)O _11, 3 eh.i,,q,,Cro\,al;_{ a Ihl lle m~Lri i~1 f\l(H',i çl, d,~Sl:J.'yt .p ~. . ,s.in~stt:{i.,della CÌk i ,:i, Ìt ,,n,ti;,1 ,J . •• ·) •r.1, , I d l . .. rez-:1,1, !onef.ldi,; marcia della sezipJ;J"· e. y 111i.jle \netn 1 . ~ m in.a L p . e pn\np . o · 0, . . ,_ .· ,.,, , · :' , ,· · 11 ,,n 1J>fl'!t,1 3 1 néf c.1uale e.ssa avanza. nra se lò. :y1s1kil I/.i:i,, preso,1nde\\C1o, t1 (lg I o?t,t,. .: I \!'in 1·11,)11r,,11gfi ''~•l l•"l't . . . • , ,, , ,. d , l 1 coli che possono servire a celarsi , dipende dalla g1 ~n ezza .<..t le immagini r;he una daLa fonrn1 pJ1;es~n~ ~<J.l)'p1çc:h1ip, .élell '..[!&~ç1 wa,('lre, , tt,'ll) . 'Ì I 1 :,l Hlt.J') ·, o , ìl,J . ' : ;i · . ,lleSSUfl dubbio r1 mane_ ,.J1q, l.01 ·Cl111e.d1 ! .ia.1w.o. s41a ,11, lu:ll/ 1.Jne.ni(~ v1-, 1 , • :J·~!,,jlpj fll I ,< 101 ) G;"f'. t ,'j/t ; ' , • , sibrl e pel nemico ver.,o 11 c1uale si marcia. · u
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Posw questo, anche nel caso e'he il terreno presenti ostacoli util~z-· zabili pennascberare la forma del battaglione, nessun dubbio,pure rimane che qllel la che presenti più piccole immagini,al nern.ico, P.iù., faci lmente potrà coprirsi bast:andole i più p iccoli ostacoli per celarsi. Così un picc0lo pagliaio, un grnppo d'alberi, ·un ca.rropossono bastare a celare perfellamente una compagnia che avanzi di fianco ,e non nasconderanno un plotone che avanzasse di fronte. Ritnane ora ad esam ioarn la vnlnerabjlità della nuova ,fomia di fronte a quell a delle altre vigenti, ossia a computare in confron to )a cifra del le perdite a cni andrebbe soggetta per effetto dei fo ochi sia di fo ci leriR che cli artiglieria . Or qui innanzi tutto conviene osservare che, peHauo solo di essere meno visib ile delle altre forme, questa nuova che propongo sfuggirà più Yo!l.e che le alt.re àll'occhio del nemico e quindi aj suoi t iri diretli che sono i più micidiali. Per le ciroosLanze poi in cui iii battaglione o la compagniR nella forma pro·posla si trovino espo.sti ai tiri diretti, puntali cioèdirettamenLe sul l.Jersagli0oa'Liridispersi, diretti :m alLretruppe più innanzi, o più indietro situaLe, esaminj~nio , le perdite ohe subirebbero . A tale scopo distinguiamo i due casi cioè il tiro non peneLran t.e tome quello di fucile ria, di mitraglia, di shrapnel che difficilmente possono colp ire d'un solo proiellile due uomini l'uno diet110 l'a.Hro, e il tiro penetrante della gra.natà"the prìma dello scoppio1può mettere fuori di com battimentò un num.ero inclefinit.o di uomini che 1 • , • trovi sul suo ·cammino . Nel primo caso 1 cioè di fucileria, di mitragli a e di shrapnel è · evidente che più il bersaglio sarlt. ampio sul piano ~erLi cale che sta dirimpetto al tiratore magg,io11i saeanno le perdite. fofaLti se le traieLto rie dei proieuili si confondessem oolle.ljnee di , mira, la pr0--: porzione delle perdite' per le divMse f'o:rmazion.i sai'e:Lbe uguale1a. '({nella della lot·o ,,isibilità. , " ., • ,, 1, . (i)l;ie se l'angolo di caduta! a quelle dis.tanze. , e specialmen~e (per lo shrapnel, non è t.rascurabi le. è· però sempre 'abbasLanz&, piccolo per non compensane il danno che si avrebbe , maggior.e qua.nd9. '$i mutasse l'ordine di Iìanco in quello di fa·on~e.. , v, ., 1 • 11 i"'' , · l)i fo Lti -dalla,taheUa 2/. dei dati ,di Liro de\ ·no.sl1io:f11ci.le.,redi~t!llO ch'C' a ·I0.00 metri lo spar,io bftttnto per un bers-ag.l io ,alt.Q M1,80,.-é,di
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ven•Li meti,i, il ehe vuol dire che a quella distanza per ogui aumento di un metro sul pia.no verticale del bersaglio corrispondono dieci mebri circ~i di aumento nel s_llnso della profondi tà, ossia. eh.e all'aumento della profondità n.on corrisponde che di un decimo l'aumento d,i vulnerabilil~\ in confronto con quello deU'aumentodel :bersaglio verticale. Ossia nel caso del plotone di 50 uomin-i, che presenta di fronte un bersaglio allo 1! •n, 80 e largo :20 metri e una ùgLrnle profondità se nell'ordine cli fianco, sì ~wrà, che in qnest.a formazione· r iceverà tani.i colpi quanù ne riceverebbe un bersaglio ,corrispondente a due uom:ini cli fronte di altezza doppia , ossia a .quaLlro uomini, meiHre nella formaiione in battaglia di fronte il bersaglio sarà cli 25 uomini . Cioè nell'ordine difotnco diretto verso ·il nemico a •1000 metri un plotone subirà solo un 11/ 6 delle perdite che snbirebbe se in linea di fronte. Ora nella forma proposta i plotoni essendo appunto disposti· in ordine dì fianco, presa ad esempio la cl.istanza media dal nem ico di 11000 metri, le per-dii.e saranno di un sesto di quelle che subirebbe se in linea di battaglia dal fuoco della 11emica fuci Ieria. Osserviamo inoltre che queste perdile diventando sempre minori ~ol diminuire dell'ango lo cli caduta dei pro.ieUili, ossia coll'avvicihatsi al nemico, ne consegue che la forma proposta e sempre meno vulnerab ile mano mano (!.be si avanza sul nemico, e si rende uti·lissima anche negli ultimi momenti in cui si va all'attacco. Sotto i fuochi micidialissimi a quelle minime distanze un bersaglio fatto a .cancello, che pre~enti cioè piccoli fronti e larghi intervalli , lascerà . passar,e 1·a màggior parte de i colpi che il soldato nemico specialmente in quei supremi momenti, spara direttamente innanz.i a sè :senza m0ltb curarsi, dèl>pnnlamento, come .già: ginstamenle osservò il Cebi<:e.ff, che su qneslo a,rgornentn ha pnh hlicato autor.evali memdl'ié e se'gr,uHamente in quella apparsa J1ell'aprile. 11879 neJ!a [{i 1Jistci .Riissa, dove esaminando le canse dell'e perdite snhìle !l'ella eaìnpag.na nlss0-t,1,mrn e procedendo di lì o. indagare1i·mutamenti 'degli :ordi\li regolamentari · ci,nvcnienLemente all e, varie. distanze inI1J!rrèUe che' - « la zona cli fuo co vicina, nell,i quale la preoisione del tiro acquista gram'le importanza, dove le ;circostanze del combau.imenL0 m·aggitH'menle influiscono, esigé uno schieramento1,t file irp'et-le, 'disptldte ,i n ordii1e 1Drofondo ili alcune-linee - », e a cruesto
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IL BATTAGLlONB PER FIANCO
Tiene dielro la, osservazione che l'ordine ~eparato ~i presta meglio per coprirsi e presenta un bersaglio che a guisa di cancell o lastia molli intervalli pei quali passeranno i proiettili senza colpire. Dopo di questo per altro l'autore non concreta Ja formazione occorrente limitandosi a proporre studi ed esperimenti. Per parte mia, in mancanza di questi, afforzandom i su criteri ,a priori, quali sono quelli che venni svolgendo , mi condussi a concludere per la forma per plotoni di fianco . · Dunque contro il fuoco della fucileria a ,1000 metri le perdi te sarebbero di iJ / 6 che non nell'ordine in linea e il rapporto verrebbe diminuendo coll'avvicinarsi al nemico. Dove il tiro 1iemico sia di mitraglia varranno gli :3tessi argomenti, se non varranno ancor maggiormente, poichè per la fuc ileria si può ancora suppone clrn il sangue freddo d'un nem ico agguerrito gli permetta, pure alle minori distanze, di p untare e concentrare cosi i suoi fuochi sui nuclei sparsi che l'ordine proposto presenta;, ma la mitragl ia si spande in una rosa necessariamente più larga che alta, e una forma ristrelLa nel senso del fronte non potrà quind i essere colpita che cla un numero limitato assai di proiettili anche nel caso che un esatto puntamento abbia diretto il centro della rosa sulla testa della sezione. Nè questo è faci le a supporsi permettendo l'ordine di fianco più facilmente di qualunque altro quell'avanzarsi serpeggiando che disturba il puntamento nemico. . Nè credo molto differentemente si concluderebbe pei tiri a shrapnels al le maggiori distanze, poichè se l'angolo di caduta è maggiore, e quindi più adatto a co lpire anche nel senso· della profondità, esso · è però sempre inferiore d'assai ai 45°, salvo .in casi eccezional i e quindi_l'aumento del bersaglio, nel senso della profondità, deve influ ire meno assai sul numero delle perdi Le che non l'aumento nel se1iso del fronte, tanto più che. anche qui: la rosa è più larga che non alta. ~el casù di grana.te scoppianti solamente la nuova. forma non può p1·e:;entare alcun vantaggio sulle altre, ma nemmeno alcun danno, di pendendo il tutto non dal trovarsi di fronte, o di fian co alla granata scoppiante, ma dalla distan,,a rla essa e dal pt·esent(Ù·le maggiore o minor fronte iI che non è poss ibile disporre in prececleuza non essendo prevedibile il pun lo dove una granala verrà a :scoppiare.
Passiamo ora a ,esaminare il cas.o in c~1i il tiro dell'artiglieria nemica sia esegui to colla granata tirata di lancio, esaminiamo cioè le perdite che essa produrrebbe solcando i ranghi delle sezi,mi, tenendo conbo che può colpire un numero iJHlefinit0 cli uomini che si ti ovino sul suo cammino. In questo caso solamente, quando il Liro sia molto preciso e )he le sezioni avanzino sopra un terreno in lieve salita, ci sarebbe invero da temere che in sed ici co lpi, uno per sezione, il battaglione venisse annientato. Ma questo caw non è tanto facile, poichè basterà un piccolo errore di puntamento o nel calcolo delle distanze perchè la granata passi di fianco o cli sopra a questo bersaglio ristretto cli due.uomini di fronte tanto più che ,le artiglierie rigate han no una derivazione laterale proporzionale alle distanze .. Pertanto è a ritenersi che la cpiantità di colpi vani compenserà a usura la maggiore efficaci.a cli qualche colpo fortunato. Nè il plotone in c1uesta. !'ormazione si troverà come nelle altre (in linea o in catena) privo di risorse per evita re i colpi nemici: la mobilità dell'ordine di fianco, il suo piccolo bersagl io gli agevoleranno il coprirsi, il mutar cli posto, l'avanzare con quei movimenti serpeggianti che già nota~rno essere i più adatti a disturbare il puntamento nemico. Siccome finora si ritiene generalmente che la estensione nel senso clella profondità sotto il fuoco nemico sia sempre più pericolosa che la estensione nel senso del fronte può darsi che per alcuno alla prima sembri paradossale la lesi clella eccell enza clell'ordine di fianco su quello di fronte. A togliere ogni dubbio osserverò che il principio .ammesso generalmente è vero se confrontiamo per esempio l'ordine in . linea coll'ordine di colonna. Una colonna di battaglione così è un bersagl io tanto esteso in profondilit e in ampiezza che si può. dire che mai perduto andrà uno dei colpi sopra di essa diretti. Ma .non così succede per un riparto disposto di fianco. Così il battagli0110,·se pure fosse per intero in ordine di fianco solto ii fuoco di nn ne111i1;0 che si trov i a traverso al prolungamento dell a sua direzione di marcia, non solo patirebbe minori perdite che non se si troyasse in colonna, ~na assai -probabilmente ne so[rirebbe meno che. non se fosse in ìinea. E infatti alle grandi distanze se pochi colpi sopra cli esso diretti andrebbero perduti per deviazioni ANNO XXYJll , V OL. li.
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' uel senso verL.icale molti assai però si perderebbero per deviazioni nel senso orizzontale stante l'esiguità del fronte che presenterebbe; e alle piccole distanze, se molti colpi riceverebbe obl iqui sopra i due fianchi, d'altrn. parte per la tensione della traiettoria andrebbero perduli quasi tutti quelli che deviassero in senso verticale. Senza conta re che i fuochi obliqui sopra il fianco sono di non troppa. efficacia perchè il tiraLore che sta di poco all'infuori del prolungamento di ben poco ci trova aumentato il Bersaglio e quindi la facilità. di colpire; quello che stasse all' infuori tanto da scorgere il fianco con una estens ione maggiore si trovere'bbe d'altra pm-te a far fuoco con una obliquità assa i incomoda. Ora nella fol'ma proposta il battaglione non è L.utlo su due righe di fianco, ma separato in vari plotoni disposti di fianco occupanti il fronte del battaglione nemico, epperl.anto su fuochi mo lto obliqui 11011 c'è da contare, chè su l fro1ite ogni GO passi o ,f 00 al più il ballaglione nemico avrà di contro un nucleo che alt irerà i suoi . fuochi. Questi saranno pertanto molto frontal i ossia perpendicolari al fronte e mo lti colpi si perderanno c;osi negli in lenral\i. /,,,-, Che se questa. _non bast~ presenterò qui un'altra_considernzi?ne. S1 supponga invece d1 avere a cercare quale s1,t la formazione per la quale col minor numero di uom ini si possano subire le maggiori perdi te. Ebbene, basterà far tante sch iere parallele al fronte nemico, distanti l'una dall'altra quanto porta lo spazio battuto a quella distanza alla quale si tront la precedente, così che la palla che rasentrt la: testa del soldato della schiera precedente vada a bat~ tere i piedi della schiera successi n,. e prolungando questo schieraìnento fì.no a. 2700 metri, porta,ta massimadel nostro fucile, avremo · dispusl.~ le cose in modo che nemmeno un colpo potrebbe andare perduto. Or bene questa forma fo L~tlesomiglierebbe molt issimo alla attuale nella quale le sezioni sono per massima disposte di fronte, le più avanzate a molta distanza fra di loro (11) e mano mano che ci allonta.niamo dal nemico passiamo dallo schieramento in linea a quel lo di co lonna a distanza intel'a, e quindi nelle zone più lontane alle ~
( I) A 200"' corrisponJe n te al\'i nc it·ca allo spazio battu to a 400m che
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<:olonne sen:ate. La forma opposta a questa così micidiale é appunto -quella che si pre~enta invece di punta ai Liri .con sezioni disposte di fianco nel senso MNiro nemico. In tale forma per raèéogliere tulli i tiri saremmo costretti a.empire lutto il terreno di soldati fino alla distanza massima. Ora col sistema di schieramento di fronte basta1Jo 400 bersagli schierati nel modo anzidetto su una profondi là di 3000m per raccogliere tu.lti i tiri, ci?è ~O~ soldati di profondità; .mentre su 2800m (prescindendo dai pnnu 200 ce ne stanno 5600 e quindi il rapporto è di '/ uGcioè un quattordi cesimo. Cioè su lutto il complesso della zona pericolosa 11:uppedisposte di fronte al nemico subiranno 14 volte più di perdite clie non se disposte in ordine di Onuco perpendicolarmen così il van. te al fronte del nem ico, e si ~wrebbe conseauito o taggw con perdite non superiori di accostare al nemico una forza quattordici volle maggiore . . Con _questo crede.rei avere esaurito, salvo la conferma degli espenment1, o le possib ili obbiezioni, l'esame della ,1,•questione e dimostratoche nella nuova forma il battaglione è avvantaggiato sulle forme precedenti, sia perche meglio 11ella mano dei propri coma,ndanti in ca?o ed in sott'o,ed ine, sia pe.rchè più agevolato nei suoi movimenL.1 attraverso ai terreni vari senza correre rischio di scomporsi, ::-ia per la maggiore fac ilita. nel passare da questa forma a quella di combattimento normale, sia pel minore bersaglio che o/Tre alla vista e ai tiri nemici. Sarebbe pertanto la nuova forma a preferirsi . a quell,i in linea o alla li nea di colonne di compagnia non che a quella di c9 lonna di battaglione entrando nella zona. efficace dei fllochi nemici . Prima però di passar oltre debbo porre in ri lievo un altro vantaggio della- fo rma, proposto.. rjsultante dalla sua elasLicit.ù. Col progredire del le armi più rap ide si fan no le perdile delle trnppe esposte, più pronto e piLì frequente il bisogno di rifornimenti. Esauritj quelli appartenenti alle unità tattiche stesse esposte in prima linea, vi sopl'aggiungono quelli di altre uniL/1, donde .risulta~o i frammi schiamenli di compagn ie, di battaglioni , di reggi- , menti e anche di corpi di versi . Questo fatto è ammesso come una imprescindibil e necessità alla quale convien e adda ttarsi, pf'epararsL 01
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anche. Non è meno però per questo anche un inconvenienle ncrrave nell'ordine morale, disciplinal'io, organico della battagli a. Lo si deve evi!are per quanto si può , e appena si può farl o cessare, riordinarsi. , Per preven irlo nulla di meglio clic clispor:3i in modo che quesli rinforzi successi\'i appartengano possibilmenle alle stesse unità taLLiche che sono esposte in prima linea: all a slessa compagnia, allo stesso bat·lagli onc, all o stesso reggimento. Ciò si otlerra con una maggiore applicazione data alla formaz ione per ala anzichè a quclJa per linee ~ quindi anche con un ristrin oimento del fronte d'azione di ogni unità, ossia adottando formazioni che permetlano sopra un fronte minore profondità maggiore. In tal caso l'ordine in linea per fianco vi si presterà comechè molto compressibile nel senso lat erale senza produrre frnmmisch ramenti . Con questo sistema si potranno schierare infatti sopra un fronte determinalo un maggior numero di unità Lattiche tenendo di ciascuna di esse una mi mina seziono in prima linea. Con questa nuova forma, anche dovendosi rincalzare con altre uni lit una linea lorrorata o dal fuoco, si potrà fal'lo più fac ilmente e farlo meglio incasti·ando le unità fresche in mezzo alle altre senza sovrapponrisi, seuza addoppiarle, senza produrvi frammischiamenti , almeno nelle picco le unilil. Con questo non ho voluto ben inteso incidcnlalmente pronuncinre sulle gravi questioni dei frammischiamenli, dell'ordine profondo o sollile, per linea o pel' ala; volli solo. far rilevare che qualunque sia per essere la soluzi one che si vool ia da.re a tali " . questioni, la fonna proposta panni "per In sua elasticità vi si presti meglio delle precedenti . Non rimane dunque ormai che a stud iare i particolari di questa. forma e le sue manowe. Ho già. accennato nello sbozzare in principio questa. fo1·ma che.la son caratteristica si è di avere Lutli i plotoni in ordine di fianco . IL battagli one avrebbe due compagnie innanzi sulla stessa linea e dne indietro . Ogni compagnia prnnderebbe coi suoi plotoni analoga disposizione. Le clislanzc e gli intervalli fra le varie sezion i notai già che ponno giovarsi di molta elasticiLà. non mutando essenzialmente il tipo se questi intervalli e queste distanze si(;Jno di 20 metri o di 200. E questa elast icità la notai come un pregio, sia per la agevolazione l)
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che o[re ai divers i casi di lerreno e di siluazioni , sia perchè si presta anche a quegli aumenti o diminuzioni che ulteriori esi"enze 0 della. t~lli~a potrebbero richiedere. Pure·per fissare i termini, nelle cond1z1on1 attuali si può ritenere che il rninùnwn decrli intervalli -sia _quello che pennetterit al ballaglione di prendere, s;i egati i plo~oni, la. for_ma normale di combatti tnenlo , ossia nella prima linea mtervalh d1 75 metri tra quelli delle due compagnie, ossia tra {]Uelli del centro. L'inte'.·vallo ~inimo tra i plotoni di una slessa compagnia che si trovano 111 2a lm oa può es:-;ere di 1O metri, e in casi eccezionali ~nche meno. Gti intervaHi tra i plotoni delle compagnie che forma no 11 grosso possono cosi ritenersi fra i dicci e i trenta metri. Le distanze nel verso della profondità tra i plotoni possono essere: di 200m fra i plotoni di prima linea o quelli in sostegno, e di 250 mel:-i tra questi e le compagnie del grosso. . Ma come gi.à si è dello finchè il battaglione non è giunto in prima · tmea queste distanze pure posc;ono essere accorciale. Nell~ un ila tavola per chiarezza e brevità ho rappresentato il baltagl1one nella forma. proposta riferendomi alle distanze e intervalli normal i, da quella essendo agevole immaginarsi come si trover~bb~ a distanze _ed intervalli più ristreLti, come pu re quando per vari.e circostanze s1 trovasse ad avere una sola o tre compagnie in ·P lmea, o con una compagnia più avanzala di un'altra., o colle compagnie fol'mate su tre plotoni, o su due soltanto, o quando in alcuna compagnia uno o tre fossero i plotoni spiegati essendo tulle queste non forme a sè, ma derirnzioni di quel solo tipo. Cosi quando per l'esiguità della forza le compagnie si trovassero su lre o su due ploloni soltanto terranno esse secondo i casi, se sono su tre, due plotoni, oppul'e_un sol o innanzi, e quando fossero su due plotoni soltanlo per massima un plotone innanzi e l'allro indietro. ~uò meritare consirlerazione maggi,>re il caso in cui le compagnie essendo grosse presentino plotoni di considerevoli profondità come quando superino le 116 file. In Lai caso potrebbe sorgere l'idea di sdoppiarli in due squadre per abbreviare gli spiegamenti, o nel momento dell'atlacco quando si credesse che con quattro nuclei grossi di 30 o di 50 uomini ciascuno largamente interval!a~i si debba 1
IL RATTAGLIONE PEE\ FIA:'<CO ~82 meno efficacemente urlare che non con otto gruppi più ravvicrnalrdi 116 o di 21'$ uomini ciascuno . Non mi celo ché questo punto puèr meritare uno studio açcuraLo, può sollevare varie opinioni . Siccome- · però non riguarda l'intrinseco della forma proposta così per non far'e di qnesto particolare un capitolo più grosso del complesso del lavoro preferirò qui attenermi alla più elasticardelle op inioni , cioèche sia lasciala la soluzione secondi) i casi al comandante del plotone stesso o della compagnià. Ya del resto inteso senz'altro che a~ momento dell'urto b corsa veloce trasmuterà queste sezioni in, grnppi più meno rotondi intorno ai rispettivi capi-plotoni. Per tal modo eseguilo l'attacco veri·à evitalo anche il caso di· frammisthiamehti di plotorri e di compagnie·nel battaglione: il che,. pur quando lo \si debba accettare come fatto imprescindibile, è pur sempre un' inconveniente, un prlrrcipio d·i confusione, un appiglio ai paurosi per soitrarsi, nnò scoraggiamento ai budni che dovendo combattere sotto un ca.po che non li conosce sentono sfuggirsi la speranza di ricompensa. E così ci troviarìlo già. · incamminati a parlare delle manovre .. Esse si riducono a marciare innanzi, fodietro o di !ìanco, al.cambiar direzi.one, all'aumentare odiminuire gli intenalli ele distanze~ al passare da qnesta formaz ione a quella di combattimento normalequando si debba t1sare del fuoco e inversamente quando si debbfl' muovere, al passare dalle dette formazioni· alle allre di l5au-aglia (} di colonna e reciprocamente. Le marcie avanti e in ritirata non richiedono che il relativo, comando o $egnale trovandosi già le sezioni nella formazione ·più a:dtlatta per tali movimenti. Le guide che sono in testa e i capi, sezione ~lebbono cùrare il mantenimento degli intervalli e delle distanze e curarsi di rip1'enderli appena sieno cessate quelle circo.:. stanze che indussero a perder] i. Negli spostamenti laterali che qualche accidente eccezionale• potesse rendere necessari sttrei per ritenere, per non perdel'e i vantaggi cl:ella formazione quando si sia esposti ai tiri nemici, che si avessero a eseguire facendo fare fmtifo clestr o a siJn,ist:r ai vari r:iparti. Nel caso in cui invece non :;i fosse esposti ai tiri o pre~,alesse il bisogno di rapidità, e il teneno fosse mal-agevole si po..'." uebbe operate per fil'a.
IN LINEA
La scelta si può lasciare ai capi delle sezioni secondo i casi. I cam?_iamenti di fronte (a piè fermo) o di direzione (marciando) sono fac1h, basterà indicare il plotone cli base che sarà uno di quelli in testa, questi eseguirà con un per fil'a desbr o sinist?· il cambiame~to _inclicatòe gli altri marciando avanti o indietro o spospostandos1 d1 fìanco secondo i casi si andranno a collocare al lorn posto rispettivo. Nei cambiamenti di fronte da fermo converrà usare: nei casi di cambiarner~to !ntero a destra od a sinistra far eseguire per !ìla a tutte le sez10n1 nel quale caso aumentando solo le distanze tra quel,li ch,e erano di '.211 linea o che formavano il grosso ci si troverà nello stesso ordine. di prima. Quando invece si debba fare il ·cambiamento di fro~te per una semp lice ohbliquilà basterà for eseguire ~11 fila ~ poi portar~ a vanti quello di 2• linea che, si trovi più mclietro e nportare rnd1elro in :z• linea quello di ,I• linea che si trova da:lla parte opposta. E questo sarà così anche trno crei modi di mutar direzione contèmporaneamente. . Per regtJla nelle evoluzioni sarà lasciato ai comandnnti di compagoia completa li bertà di formazione e di manovra solo mantenendo ~er massima irnprescindi bile che i <~omanchmti debbano sempre tenersi a portata degli òl'Clini del maggiore, coll e sezioni da essi dipendenti a portata dei propri ordini. Esigendo costantemente l'osservanza di questo principio si· riuscirà ad assicurare unità nell'azione del battaglione più che col riservare al maO'o'ÌQre la decisione dei particolari di ogni compagnia e di ogni sezio~~ . L'aumentare e il diminuire gli intt'l'valli e le distanze, il che s.eguirà specialmente quando il battaglione dovrà portarsi in ,f .. linea, o nel passare in 2", si esegnirà gradatamente e con facil ità dietro semplici avvisi, o ritardando o.accelerando la marcia di alcune sezioni direttamente. Ora vediamo come si possa con semp licit.à e brevità passare alla _ nuova f0 rma dalle forme in linea, di fianco, di colonna , di linea di colonne di compagnie e susseguentemente come da qnellafonna possa passarsi. a queste e a quella di combattimento. Essendo il battaglione in li nea al comando per fianco in linta' avamt.i, ogni comandante di plotone delle compaonie di det . o s ra uscirà e comanderà plotone fianco dest'I' e quelli dei plotoni
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delle compagnie di sinislra plotone fianco si1iistr, i comandanti dei primi due plotoni d'ogni compagnia soggiungeranno e per fil'a a. sinistr se dalle compagnie di destra e 7)er fil'a destr se di quelle di sinistra. I comandanti dei plotoni 3• 4° di ogni compagnia seguiranno co i loro riparti rispettivamente il •1° e il 2° plotone. Le compagnie del centro appena presa cosi la ,oluta distanza si arresteranno fìncbc le compagnie d'ala le abbiano precedute, quindi le seguiranno prendendo tutti i riparti distanze e intervalli a tenore degli avrisi dei comandanti delle compagnie e del baLLaglione. Qu~ndo il battaglione debba prendere la nuova forma partendo dalla formazione di fianco nella stessa direzione in cni si trova, il maggiore comanderà sulla compagnia di testa per fianco in linea, a questo comando il primo plotone della compagnia che è in testa rimarrà fermo, il 2° farà per fil'a destre andrà a preaclere il posto rispettivo. Il 3° plotone invece rimarrà in posto; il 4° plotone si andrà a collocare a sinistra del 3°. Analogamente si formeranno e prenderanno posto le altre compagnie. Se si debba partire dalla linea cli co lonna di compagnie per prendere la formazione per fianco in linea le compagn ie di destra eseguiranno un cambiamento di fronLe a destra, e a sinistra quelle di sinistra; quindi le compagnie d'ala designate a formare la ,, • linea si porteranno innanzi alla distanza assegnata. Se la linea di colonne di compagnia è in ordine ristretto, le compagnie d'ala a,•anzeranno e dopo eseguiranno il cambiamento di fronte, quindi avanzando i plotoni d'ala prenderanno la forma richi esta. Dalla colonna di battaglione per di,;porsi per fianco in linea converrà per hrevilà che le compagnie prendano successivamente la forma rich iesta e vadano quindi a occupare il posto rispettirn. Dalla forma di pel' fianco ùi linea per prender quella di combattimento normale auuale quando si debba far nso del fuoco, basterà che i plotoni più avanzati si mettano in catena con un movimento di i11, l'inea oubliqu'a ct.estresin'isw:delledue righe. Nel caso in cu i il capo plotone ritenga conveniente di tenere un rinforzo staccherà indietro la 2a squadra e farà spi egare nel modo anzidetto la sola ,1• sq uadra.
IN LINlsA
Dovendo far ruoco avanzando sono di avviso che conYenga, per non perdere i vantaggi della forma di fianco, limitarsi al fuoco, della testa del plotone, solo che i due uomini della testa per far fuoco si porteranno in fuori e là si LraLteranno a caricare lasciando passare il plotone it sè dinnanzi per mettersi poi in coda . Analogamente si dovrebbe operare nei fuochi in ritirata, benchè in complesso sia nei fuochi avanzando che in quell i in riLiruta ritengache sia preferibile eseguirli con un moto alternato o 3uccessivo di tutti i riparti che sono sul fronte, cioè alternandosi i plotoni nel far fuoco gli uni da fermo mentre gli altri avanzano fino ad una nuova posizione ove si arresteranno mentre a,•anzeranno i primi o così analogamente nei fuochi in.ritirata. In caso di attacchi alla baionetta come già accennai, crederei opportuno eseguirli nella nuova forma di per fianco ùi linea anzichè in calena. Così facendo si subiranno minori perdite, poichè la maggior parte dei fuochi nemici micidialissimi a quelle vicinanze si perdet·anno negli intervalli, i soldati saranno più incuo rati nell'avanzare tronndosi in piccoli gruppi anzichè isolali in catena. QlJ.anto all'urto lo crederc• i più efficace a rompere la linea nemica se si effettui energicamente su pochi punti di quello che non se debba agire debolmente su tuua la linea. Sarei quasi per credere che l'attacco in catena. sia alTaLto impossibile tanto più se si considera che per poco che i fuochi la diradino essa si ridurrà a una linea idea.le di uomini isolati. Al più, come già. accennai, si potrebbe Yedere se quando i plotoni sono fo'rti convenga meglio di sdoppiarli formandoli per l'allacco in due minori gruppi d'una squadra ciascuno. È ben probabile che in tal caso si diminuiscano le perdite che il fuoco nemico diretto obliquamente sopra i fianchi dei plotoni arrecherebbe eccitandosi meglio in tale formazione il soldato nemico a fuoch i diretti, ma d'altra parte gli si rnddoppiano anche i bersagl i. Forse forse l'adozione della proposta forma potrà far rivivere una questione abbandonata, quella cioè di fornire di qualche difesa gli uomini della testa, al che senza andare alle corazze o agli scudi come pure ultimamente si sperimentò per la fanteria in Inghilterra, basterebbe una opportuna disposizione degli oggetti da guastatore, o un impiego speciale dello zaino che qui non erodo il luogo di
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IL UATTAG l,10:'.II E PER FIANCO
ricercare non formando questo particolare un elemento essenziale pel proposto ordinamento, .benchè non è a negarsi che molto lo avVlantaggerebbe. Così pure non mi trattengo a ricercare ulteriori particolari di evoluzioni fac ili a idearsi per passare da questa alle altre forme. Scopo di questo lavoro essendo solo di rilevare gli inconvenienti del le attual i sia clal punto di vista delle perdite sollo il f~oco ch e della dilflcoltà cli ven ire alla forma di combattimento mancando di una intermedia, e di proporre quella che mi è sembralo vi soddisfaccia. Questa infatti che proporrei può essere nel principio abbastanza riunita, con intervall i e distanze ristretti, così da occupare uno spazio limitato, essere bene nella mano del superiore; e quindi estendendosi ed allargandosi venirsi a trasfo1·mare insensibilmente quasi nella forma di combaltimento normale presentaJDdo anche nel l' ordine suo stesso van taggi sia nei fuochi in movimento che negli au.acchi. Questa nuova formazione presenterebbe inoltre il vantaggio di esser meglio assicurata nella mano dei ca.p i gerat·chici, più mobile anche attraverso ai terreni i più ingombri e frastagliaLi , meno d'ogni alrra esposta alla vi::;la ed ai fuochi nemici; roichè co me abbiamo veduto, da lontano i tiri non potendo contare di unirsi che su bersagli ampi sni quali diffondono, meno vulnerabile sarebbe quella forma che st1 questi bersagli occuperà il minore spazio , e da vicino per l'agitazione morale del tiratore nemico non è a contarsi in genere che su tiri direi.ti, perpendico la1'i al. fronte, i quali perciò andranno in gran parte a perdersi negli inLervalli, e perciò ancora e per la sua migliore attitutudine all' urto sarà pur vantaggiosa altresì negli attacchi. ~è paia ad alcuno paradossale questo ritorno agli ordin i profondi, questa specie di esaltazione dell'ordine di franco, la meno considerata tra le form e. L'ordine cli fianco era ri tenuto disavvantaggiosissimo innanzi al nemi co considerandolo sempre quando si presenta al suo fuoco col fronte divenuto fianco, cioè parallelamente al fronte nemico. L'ordine profondo venne in discredito speciahnente dinnanzi al fuoco delle artiglierie ~t proiettili pesanti, che lo solcavano in modo esiziale; ma oramai che la maggior parte dei proiettili anche clellit artiglieria, non sono di tal penetrazione da ferire due nomini uno dopo l'altro e col correttivo dell a sepa-
razione in li 3te so tlili nel senso perpendicolare, per la quale scparaiione la ma 0 aior parte dei proietlili o pesanti o leggeri si andranno percle~do senza danno negli interval li, pai:m i che l'o l'din e profondo speciatmente nella. vicinanza del .n~m1co, al mome_nto dell'urto più an cora, può ritrovare pure ogg1d1 opportuna appl icazione in confronto agli or<lini frontali e sottili. Certamente che la nuova forma non si scosta apparentemente molto dalla normale cli combatlimenlo in ordine misto ora in us~, cbe anzi sovente si sarà dato che un battaglione, una compagni~ trovandosi in ord ine di combaUimento, nell 'attraver;;are terreni difficili, avranno presa la forma di per fianco in linea che propon~o~ senza alcuna idea preconcetta; quindi materialmente la modal1la proposta non si presenta come una novità, ma il valor: s~o c1na! esso si si:i. le deriva anzitutto dalla estensione nella applicazione di quesLa forma da un semplice espediente momen~,~neo, ~e'.' superare tralti di terreno ingombrali, appena cessali I quali si debba affrettarsi a ripigliare la disposizione frontale, al suo im~iego normale come forma meno pericolosa sollo il fuoco del nemico, meno visibile ai suoi sguardi, più manovrabile, più elastica;_con~ist~ nel far ri levare che pei singoli riparli l'ordine di fianco _lll d1r~z1one· perpendicolare al fronte nemico clovrebbe l'orse cons1derars1 nell,~ attuale crescente intensiL1t dei fuochi la nuova forma normale d1, combattimento.
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ÀlRAGHI CESAllE
Maggioni nel :28° regq. fanteria_
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IL D.\ TT.-\GLIOXE PER r'l.-\1\CO 11' LIXE.\
IL BA.TTAC'rLIONE PER FIANCO IN LINEA
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Schieram,ento . - La brigala ordinariamenle si schiera su due linee, raramenle su una sola; se però comb:itte iso lata può eccezionalmente schierarsi pure su tre. Preferibilmente lo sch.i eramento si fa pei' ala, in ispecie se caduna delle duo al i può avere obbieuivi proprii e ben dislin ti . Sia cl1e si schieri per ala, sia per linea, avrà da ,2 a 4 battaglioni in ,ia linea, da 2 a 3 in 2n, da 11 a 2 in 3a, se es iste. L'estensione del fronte, anche se la brigala è isolata, non donebbo per massima mai eccedere quello corrispondente ad una densità di 5 od almeno di 4 uom ini per metro Jinc:ire (2) . La distanza fra le linee sal'à a seconda delle circostanze da 500 a GOO passi (misurati dall'ullimo scaglione dell a precedente al prime, della seguente). La I• linea inizia il combattimento e cerca condurlo a termine coll'aiuto della 2n se ne esiste una terza. La 2" linea. serve di rincalzo alla ,ia ed anch e di riserva ove non , i sia una terza linea. La 3·' linea. CO!'.lituiscc la r.ise1·va ed è suo mandato eseguire ( l) Avvene nza. - · Questi cenn i suppongono un terreno piuttosto unito, pio ne, e scoper to, epperò le norme tattlcho infraindicoLe vanno naturalmen te soggette a tutte·
le modificazioni ~-he un dherso terreno e le circostan-,e possono suggerire. (2) Se con la forza di i;uerra.
I~ r.O~lBATTlllE~TO
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CENSI SU LLA JJIUGATA 290 colpi decisivi, opporsi ad attacchi di fianco, parare ad una s?onfit~a: Ove esista una terza linea, la 2• può essere messa agli ord1111 dircLLi del comandante la 11° linea; se ciò · non è dello esplicitamente, la 2• linea dipende sempre dal comandante della brigata cosi come la 3•. Se la bri l')1Yata è ~chierata pet· ala, di massima, per la 11a e per la 3a linea non vi saranno comandanti di linea, ma bensì due comandanti di ala, dai quali dipenderanno le corrispondenti truppe si di ·1° che di 2' linea. \'i sarà però in tal caso sempre unari.sena (,I)_ la quale diJ)emlerh esclus ivamente dal comandante clolla. brigala. Combattimento . - La brigata che sta per prendere parte ad un combatl imento attende gl i ordini relativi in posizione d'aspetto; ivi essa si l'orma in ordine ristretto, sia che vi si raccolga per preven1i,,e disposizioni, sia che marciando abbia do\'UtO sostare per essersi incontrala col nemico . - È allorn che, ove occorra , v'engono designati quali battaglioni dovranno costituire la 4a linea e q11ali la :2" e la riserva. Quando da detta posizione i batlaglioni di ,t• linea si avviano al silo del combaltimento. se il fuoco non li ob bliga prima a. scindersi in linea. di colonne di compagnia, essi donanno prendere 1::lle formaz ione fra i ,J 500 ed i 2000 passi dalla posizione nemica. ln tale fo t'mazione, a tale distan1.a e talvolta pul'e a dislnnn ma«criorc, questi bauaglioui d'ordinario si arrestano, e mentre pocl~i reparlL spin li avanti obbligano il nemico a scoprire i cli lui t1ppostamenti e proteggono occorrendo le batterie aYan1.aLe, il resto, ossia il ·grosso della. ·1• linea, attende, possibilmente al coperto, o·li abb ia facilitato la marcia. in avanti. Che l'a1;Li"lieria o Finalmente, quanclo venga ordinato al grosso di avanzare, i comnndanli dei battaglioni designano le .compagnie che dovranno per le prime prendere l'ordine sparso, le quali , nello scopo d'eyitare per quanto possibile il frammischiamento, saranno almeno 2, e pre{eribibnente B pei· i baf.t.aqlioni cenf·mti:, non pii1 di 2 per i <')
(1) Si dice espressamon ta risen·a, non 3à linea, perchi, 1>0,r la brigata cosi formata le truppe di 2~ li nca costituiscono ri5erre speciali alle singole due a li, e può quind i la 2a hne3 C()nsillcra rsi fusa colla l ...
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ballaglioni d'ala, ben inl eso se altrimenti non consigliassero le circostanze. Le compagnie a ciò designate mal'ciano Iosto avanti e formano cosila ·I• schiera della P I inea, men tre le alt1·e compagnie fol'mano la 2• schiera, la quale segue la 1• ad istanza di circa 200 a 300 passi. Quando la ·1à schiera s'accorge d'esser fatta bersaglio dei tiri nemici, caduna compagnia pone tosto in catena da 1 a 2 plotoni r tiene gli altri a distanza di ci rca 2:50 passi, preferib ilrneute rimpouo ai vuoti dell a calena. La I • linea, cosi formata in due schiere procede fino a cimt 600 passi avanzando celermente col possibil e all inemnento e possibi lmente senza aprire il f'u oco, anche se nlquanlO molestata . Fra i 700 ed i 600 passi la c;tena apre il fuoco e da quel momento avanza. lenl amenLe per iscaglioni e per ript'CSe e solo a misura che me~lio $i designano i singoli obbielli,,i e le rispettive di rettrici di marcia. '( successivi rinforzi della catena. donanno tondet'e al doppio scopo: a) Di n\·er sempre, per quanto possibile ed o,·r occorra (salvo cioè trnttisi di combattimen to temporeggiante), preponderanza di fuoco; b) Di faYorire le arn.nzat.e a scaglioni della linea, del fuoco , al che varrà il f,u· pl'ocedere i successivi t'inf'orzi oltre la catena, giacchè cosi es,;i attirernnno i reparti vicini e questi successivamente i reparti i più lonLani, per modo che in breve tulla la lin ea., quasi per ,;olo effetto d'attrazione, si tro"erit aYer fatto .uno sbalzo a,,anti. È essenzialmente così che la inOuenza dei capi si fa sentire su tutta la linea del f'uoco, an che dopo che quasi tutte le forze siano loro sfuggile - almeno apparentemente - dalle mani . f\ el loro avanzare le catene saranno per quanto possibile sempre precedute cla pattuglie, piccoJe ma intelligenti, per espiorare il nemico ed avvisare in tempo degli ostacofi del terreno. Le singole squadre ed i singoli plotoni in catena nell'avanzare a vverLiranno: a) Di non mai prendere fra tulli una estensione superiore nè al doppio del fronte della propria compagnia (un uomo per passo) nè a 3j2 del fronl e clel ballaglione (un uomo e mezzo per passo) in ordine chiuso ; 1
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I.lì CO~ B.\TTnIBNTO
CEN M SUC.1,A BR I G,\'1'.\
b) Di anda t' sempre rinsenando gli intervalli fra fila e fila, formando cosi gruppi o stormi ben staccati di squadre o plotoni onde lasciai·e posto ai succe~sivi rinforzi ed ottenere •\os1, per quanto possibile, che nella catena i plotoni, le compagnie ed i battagl ioni abbiano sempre a rimanere ben separati da visibili intervalli. . Le compagnied i riserva seguonoincolonnadi plotoni di 1/ 2compagnia od anche in linea (ed a file intervallate ove occorra) e ciò per modo a trovarsi presso la catena quando qu esLa sia a. so li 400 passi dal nemico . I battaglioni d'ala conservano però d'ordinario almeno una coma circa 200 passi scagÌi onaLa più indietro. pacroia o , T battaglioni di 2a e 3° linea rompono in linea di colonna di compagnia all' incirca all a stessa di stanza alla quale r uppe1·0 quelli di Ja; d'ordinario però anche a distanza maggiore, giacchè a ciò li obbligherà quasi sempre il fuoco. I pien i cli una linea stanno preferibilmente dietro i vuoti della linea che la precede; e quindi , ove le circostanze il consiglino, anche oltre le ali. e ciò specialmente se si prevede dover'subire od eseguire un attacco di ria.neo. l comandanti dei reparti alle ali si di 1• che cli .2• linea, di loro iniziativa, con p1·oporzionali drappelli, sorvegliano al fianco es terno. Quando così manovrando . la catena, costituita ormai non più da rare fi le, ma da fitti nuclei, sia giunta a 400 passi (terreno, come si disse, pi nttosto sgombro) lutLo dev'essere pronto perchò dopo soli 3 o 4 minuti di fuo co, possa aver luogo l'assalto dei singoli obbiettiYi colla possibile simultaneità, e cioè: ·a) 'folli i battaglioni di il" linea e qiMlli di ,2n che gfrì si fossero impegnati, hanno almeno 3 intere compagnie sulla linea del fu oco, eccetto d'ordinario quelli d'ala che per mass ima dovranno tenere 2 od almeno 11 in r iserva; . b) Ore sia\1 i una 3~ linea, i battaglioni della 2" che non fossero ancora stati impegnati, stanno essi pnre pronti a concorrere all'assalto; e) Se si deve secondare l'attacco frontale con uno spuntamento d'ala - cosa che sarà d'ordinario necessaria, visto che gli allacchi solo di fronte riescono sempre assai micidiali e poco decisivi questo si farà preftlribilmenle con le truppe della riserYa.
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Esso deve iniziarsi da assai lon tano onde evitare spostamenti laterali troppo sotto il fuoco nemico . Cadnn bat[oglione a Lai uso designato, formato su due Iinee di colonne di compagnia, avanza spostandosi lateralmente in fu ori con passo celere, e tenendosi il pitt a lungo possibile al coperto . Le. COl~lpagni~ di ,,. lineamessesi a tempo deh ito in ordinespa1·so , tosto s1r~put,no ·scoperte dal nem ico e siano vivamente bersagliate, aprono il fuo co e procedono per modo a formare tenaglia con qnelle d~I fronte generalo ed a giungere contemporaneam ente ad esse all a distanza che precede l'assaito, cioè a 4-00 passi O ~eno dal nemico . Le compagnie di 2" linea seguono il movimento e si tenaono a portata o di rafforzare la III linea prima ancora dell'u1to, o..,di irrompere in massa contro l'ala minacciata al momento stesso del!' urto, o fina lmente a far fronte ad eventuali conl1.,attacc1Ji. Quando Lutto è in lai modo disposto per l'assalto cosi sul fronte come sull'ala ad avvilupparsi, dopo un breve ma vivissimo fuo co di tutta la. catena cosi rafforzata e prolungata e mentre tulle le restanti fo_rze della 1a linea e della ia - quando ve ne sia una 3• si saranno ancor più ravvicinate alla catena, al ceuno del comandante o dei comandanti, a passo acceleralo e con una o due riprese si avvicina altri I00 o 150 passi, facen do vi\'i fuochi accelerati , possibil mente a salve, altrimenti a pause di ,, a 2 cartuccic ad ogni fermala. Finalmente al comando o segnale: a1Janti di col'sa, tu Ila la ,, a Iinea prende la co rsa; ed al segnale: alla baionetta, dato dai 100 . ai 60 passi dal nemico, eseguisce l'assalto della posizione. Ecceuo I~ riserva, t.ulli i reparti ancor disponibi li prendono, ove occorrn, ess, p~1re parte all'assa!Lo, dirigendosi là o ve maggiore ~i presumo la resistenza o !'~[etto del loro concorso . La l'iserva si molle in buona pos izione, u distanza cli 400 a i500 passi per non essere coinvolta in caso d'insuccesso. Se l'assalto riesce, le Lrnppe in 1a linea inseguono co l fuoco e tosto si l'iordin ano alla voce dei loro capi, mentre, quando torni ~onyeniente, i reparti che seguendo la catooa. non presero parte 11nmecl1n lmnente all'assalto, oppure la riserva, poltanno essere impiegati per un :i rdito ioseguimento oltre la posizione conquistata. 1
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XXYlll, VOL. Il,
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CF:~:,il SULLA BRIGATA
Se l'assalto non l'iesce, le truppe rospinle s, nt,rnno per i vani ,,, o per le ali della riserva, la quale, offensivamenLe o difensi\•amenle, provvede a riparal'c la .sconfìlla. A sua volla il difensore se è scac~ialo dal la posizione occupala dalla sua 1° linea, questa si ritira in tempo in altra precedentemente studiata, mentre la r iserrn s'appresta a proteggerla sia resistendo sia con un contr'allacco. · Se invece il difensore riesce a respingere l'assallo, colla sua , • linea insegue col fuoco il nemico, menlre, ove lorni opportuno , le truppe rimaste in riserrn provvedono, con uu ulteriore inseguimento, a ballarlo totalmente. Cambi e passaggi di Lini·a. - Truppe impegnale sulla li nea del fuoco non clernno mai sostituirsi con altre; quindi cambi tolali o parziali di catena dnrante l'azione, per mass ima, non se ne devono mai fare; epperò qnund'anche per difelto di munizioni od altre eccezionali ci rcostanze, occorra ritirare qnalche trailo di catena, ciò ' non deve farsi so LI.o il fuoco. ma so lo in mom enti di sosta, salvo che eccezionali condizion i di teJ'l'eno consigli no altrimenti. Ciò non toglie che per esercitazione tali c·amhi non si possano fa.re in pinzw. d'anni 'od al trove, almeno qualche volta . Gli stessi passaggi di linea, per ana loghe ragioni, devono consi· dorarsi piuttosto eccezionali. - Potranno però torna:·e utili avanzando - nel passare un burrone o per insegu ire il nemico che si ritira dalla perduta posizione, - retrocedendo - quando non riescendo l'at.tacco colla 1111 e za I inca, la 1·iserva non creda poter accorrere in suo ~occo r~o, ma upprestar,;i invece a resistere al con Lr' auacco narn ico dalla presa posizione di fensiYa. fi'noc.h,;. - Il l'u oro si apre sempre solo dietro espresso ordine . L'atlaccante incomincia il ruoto d'o rdinario solo fra i 700 ed i 600 passi . IJapprima è lento e può fa rsi a volont~t ( i11dividua.l e per non potersi per anco ben distinguere i rari e piccoli bersagli), poi a misura clte si avanza, diviene più celere; e toslo si senta il ruoco divenire sregolato e meglio si designino i bersagli, lo si cessa per riprenderlo in massa, e propriamente a salrn od a pause. Fin che ~i può lo si mantiene tale, accelerandolo sempre più a mi:-ura che si guadanga lerreno, a dislanza di ~00 a 300 passi si è però d'ordinario costretti a lascial'lod~encrare in fuoco acceleralo.
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I reparti che nel proceclere della catemt vi entrano quasi in or-cline ch iuso, fanno fuoco a pause od a salve, stando parLe in ginocchio e parte in piedi . Nelle ro~se fra i 300 ed i ,1oO passi si fanno pochi ma celeri fuochi -a salve od a pause di una cartuccia. Chi avrit un fischietto potrà più prontamente far cessare i fuochi ,e quindi meglio dirigerli . L'attaccante anit cerlo meno che il difensore opportunità di far uso del tiro a grn ndi distanze. Però non di rado e specialmente in terreni mo~si, potrà pure all'atlaccante tornar utile, sia coi sostegni sia anche con riparli del gl'osso dei singoli battaglioni, l'usarne .contro il margine dell:i posizione del dif'ensot·e, per favorir così, sussidiariamenle all'artiglieria, l'avanzala della propria calena. Contegno della fanteria contro la cavalleria. - Al segr['lle ,r,avalfo.ria - c:iascun reparto prende quella formaz ione che più gli conviene. E cosi la c.ilena a seconda del tempo disponibile si riunisce in gruppi di squadrigli e o di squadre e fa. fuoco; e se viene oltrepassa ta dalla carica. si gella a terra per non essere colpita dai fuochi dei J'ell'os'l.anti reparti. Questi accolgono la cavall eria ordinariamen te come stanno sviluppando il massimo fuoco, e formano i quadrati solo se, avvolti da .ogni parte ed espos ti a ripetute cariche, credono averne il tempo. I fuochi contro la cavalleria si fan no preferibilmente a s:llve accelerandoli dai 500 passi in poi.
Appendice.
Artiglieria. - Salvo che il tel'reno pre.senti verso le ali posizioni spiccatamente fovoreYoli, l'artiglieria, di cui fosse forn itala hrigata, si colloca presso al cenLro e dietro un vuoLo appositamente lasciai.o nel fronte. Ivi megl io che altrove la lunga portata di quest'arma potrit avere efficacia sulle due ali anche dopo che il grosso della. fanteria si sarà avanza lo.
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CENNI SU"C,LA BRIGATA JN C0,16ATTIMENT0
Perchè poi , quando le due linee avversarie si siano di molto avvicinate e, foyse pure siasi riempiuto il vano dapprima lasciato nel fronte per l'artiglieria, la fanter ia non s'allarmi vedendo passare sopra il capo i proiettili d'arliglieria, è bene sappia che, snlvo speciali cond izioni di terreno, è do vere assolulo delle batterie - di non mai far fuoco conwo la ,J• linea del nem·ico, se non qua1ido tt·ovanclosi ad oltre i :200 m, . da essa linea, la fanteria am;icCf clisf:i più di 300 m.. sia dai suoi pezzi che clal fronte neniico . Nel caso contrai o, come quando si ll'0\ j a meno di 1200 m. , essa n?n Lira più sulla 1° linea, ma cerca altro ~onven itnle bersaglio più lontano, giacchè altrimen ti la traiettoria in genere e specialmente gli scoppi degli shrapnels potrebbero effettivamente colpire le truppe amiche. Egli é appunto per forni re al comandante l'artiglieria, fra altre informazioni, quelle inerenti a lat i particol al'i specialmente in terreni coperti, che vien suggerito di tenere sulla linea del fuoco apposibi ufficiaii. Canalleria,. - La breve estensione del fronte di una brigata e la celere andatura di quest'arnHt, consigliano a tenere la cavaJlei,ia, ove se ne abbia, tutta riunita dietro il centro del fron te, sall'O che offrendo il teneno solido appoggio ad un'ala, apparisse evidente doverla col locare dietro l'ala opposta. Verona, ·1° marzo ,f883.
LA GlOVINEZZA DI NAPOLEONE I APROPOSITO DI UNA REC~*TE PUBBLICAZIONR FRANCESE (Bot1~<u•te el •ou te111~• [t. ,00.-1 ':99] d 'n1u•é$ le•" ,loo••meoli iniulil• par 'fH. Iui:-w , lieu tenant- colonel d'ar tillerie).
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Il :lfaqgiore Generale. .M. M. ì
XIV . Giunse a Parigi il 1O maggio accompagnato da ~farmon t e Junot ·suoi aiutanti di campo: chiese tosto ed ottenne di rimanervi fino al .giorno in cu i venisse :pubblicata I~ nuova ripartizione degli ufficiali ,generali presso le armate. Aveva sperato nella riscossa de'suoi amici politici, e la speranza svaniva rapidamente; i tentativi de'monta.gnardi erano sta.Li soffocati nel snngue, ed egl i poteva ad ogni momen to essere arrestato e messo a morte. Ern triste, irrequieto. dimesso e negletto nel vestire, quasi tutto <il dì soli tario. Mentre gli amici e protettori suoi scampati al supp lizio gemevano nelle prigioni o raminga,,ano per la Francia, avversari implacabili spadroneggiavano nel Comitato di salute pub·blica e negli uffici del. Ministero della guerra . C'era nel Comitato 1~n Aubry, appena generale di brigata con tu~ti i suoi quarant'anni di .-servizio, cervello piccolo e rnél.odico, divorato dalla gelosia, inetto ad afferrare nel loro comple:,so le gra.ndi questioni, reduce da vofont.ario esilio dopo la reazione term idoriana e ligio alla causa monarchi,ca: c'era un Gillet, alt.ro membro incaricato di sovraintendere .ali-e cose mili tari , il quale avevà le stesse idee, gli stessi pregiudizi, ,}e stesse ant.ipatie di Aubry. Lo .fong dopo aver detto che non dee far maravigl ia se essi addimosl.rarono poca benevolenza verso Bonaparte, soggiunge tosto che neanco la parola malevo lenza sarebbe appropriata al caso; imperocchè in un epoca di pron ediment.i arbitrari, essi gli recarono il minor danno possibi le, applicando a lui nè più nè meno che le prescrizioni dei regolamenti in vigore, e nominandolo con decreto del ,f 3 giugno comandante di brigata di fanteria nell'armata dell'ovest. No davver·o, non ci fa maraviglia la poca benevolenza di Aubry e di Gillet vei·so Napoleone: ma non ci 1
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LA GIOVINEZZA DI J'>APOLl,;O)<E I
meravigliamo neanco se un uomo come Napoleone, che ha una coscienza profonda del proprio valore, si sLrtdia di eludere provvedimenli arbiLrari adoLtaLi sollo la salvaguardia elci regolamenti per recargli anco il minor danno possibi le. Così è, i regolamenti diYentano slrumenti di demoralizzazione e di indisciplina, quando la passione invece dell'equità ne governa l'applicazione. Produsse una fede di malattia, ed ebbe un mese di proroga. Continuò a starsene a Parigi, s'occup·ò cli affari éli commercio, di compre di beni nazionali, si adoprò, per trovare collocamento ai fratelli Luigi e Luciano, scrisse memori e storiche, poiitiche e militari. lJ dì H. lugl io scadeva la licenza, ed egli presentò una nuova Jede di malattia, ed ebbe alLra proroga cl i venti giorn i. Era senza denari, ma non senza speranze. Assiduo frequentatore delle riunioni· di casa .Barras, aveva soggiogato i personaggi più poLenLi colla elevatezza e precisione dellé idee, colla parola viva e penetrante. Come non sperat'e una riparazio11e? Il dì 4 agosto, appena Anbr-y ebbe· compilo l'ufficio suo presso il Comitato, Napoleone presentò un energico rnclamo con tro il pì·ovvedimen Lo che lo Lras ferrva nella .arma di fanteria; ma n'ebue per tulla risposta l'ordine di rivmiungere immediatamente la sua destinazione presso l'ar~ata dell::vest. Era il 16 di ago:sto: corse presso i snoi proleltori, .Barras, Fréronr Debry e Doulcet, e il giorno "7 ann unziava lutto lieto al fratello Gi useppe la sua destinazione presso il Comi tato di sah11.e pubbl ica: collo incarico di cooperare alla redazione dei piani di operazioni. La sorte di Napoleone era. per tal · guisa pall eggiata fra avversari pertinaci e amici potenLi. Il .\I in istero della guerra, e specialmen te le direzi oni d'art igli eri a e del geni o, retti da uffi ciali devoti alla causa monarchica, e venuti su lentamente, non potevano redei· .di buon occhio quel giovane, che, oggetto de' loro schern i nelle, scuole di .81'.ienne e di Parigi, visse poi quasi sempre lontano dal reggimento, quel rivolnzionario arrabbiato , quel. protetto dei Rob~spierre cbe in pochi mesi era dal grado di tene,ùe sal ito a quello ~r generale d'artiglieria . Ma i Robespierre e i .Barras non avevano certamente i pregiudizi e gli scrupol i della burocrazia: fi«li della rivoluzi one, essi stendevano la mano a chiunque avesse ~ente e cuore capaci d' intendere e far trionfare la rivoluzione, e senza .badare ad altro ri compensavano Napoleone in ragione dei servizi che aveva resi e poteva rendere alla loro causa. La loro protezione.
A PROPOS ITO Ol UNA HECEN'l'B PU JJIJLI CA7.rOt\ E F11AJ'iCES!s
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però non lo rassicurava appieno: sapera ,,mai per esperienza come in tempi di sconvolgimenli poli tici la fo l'tuna sia capricciosa nel concedere e negare i suoi favori. Ebbe per un momento il pens iero di abbanclouare qu ell a Francia ove il suo destino ern sempre in balia di influenze irreconciliabilmente avverse: il suo uffì cio presso il Comitato di salut e pubblica gli pan e estremamente precario; e quando si del iberò, a richiesta del Su ltan o, di in viare in Turch ia una commissione di ufrìciali, per riorganizzarvi l'artiglieria, egli ch iese di esser nom inato capo di tale commissione. Ma il ComiLato gli fece rispondere da Doulcet e da Jean Debry che la repubb lica non voleva. privarsi d'un uffi ciale così valente, e clrn doveasi ritornarlo nella propria arma, e promuoverlo in ricompensa de' servigi prestal i, riserbandosi però sempre di deli berare sulla sua domanda quando vi pet'sistesse. Era, non v' ha dubbio, ciò che Napo leone poleva dcsidernre cl i megli o: ma nel frattempo ven iva dal Mini,;lero della guerra tra::;me;;~a al Comitato la risposta al reclamo presentato per la r iarnmes!'.ione nell'arma d'artiglieria. Compilata con tutti gli arlilici dello stile burocratico condi ti da una ironi :t pungentissima, tale scril.Ltmt veniva accompagnala da un rapporto conlìdenziale, in cui era minutamente descriLLa la condolta di Napoleone noi val'i periodi della sua carriera, ed eran messe in risalto le sue relazioni politiche e il rifiuto di recarsi all'annata dell'ovest pur in quali tit di generale d'artiglieria. Tale rapporto recava la data del ·IO settembre, e iI dì slesso cessava cfall'urficio Donl cet, il più aperto e autorevole protellore di Napoleone nel Comilalo di salute pubblica: il 17 la comm issione degli affari esteri pt'esentava al Comitato uno schema di decreto con cu i nominavasi :'iapoleone a capo della mis,-iont-3 mili tare in Turchia; il Comitato invece pronunciava con altro decreto la destiluzione di lui per aver rifh1tato di recarsi al posto assegnatogli presso l'armata <lell 'o,,esl.. Riassumiamo i falii. Giu nio a. Parigi il 110 maggio, ~apoleone presenta success ivamente due fedi di malatLia, che, conformi o no alla verità, sono accettate come valide clall'auLorit.à superiore che gli concede perciò due proroghe. Spirala la seconda proroga egli passa a prestar servizio presso il Corn ilalo di salule pubblica . So lo il ·1° sellembre il Ministero della guerra s'arvede che la malauia
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A Pl\01'0SJTO ,DI UNA. RECENTE PUllllLJCAZlO XE F l11\NCBS1::
non è che un povero pretesto per non andare al pi'oprio posLo, è dice al Comitato eh~ ha avuto torlo éli ricorrere a quell'ufficiale, cotanto pregiudicalo, e di trattenerlo a Parigi per valersi delle sue cognizioni a vantaggio del servizio. E il C0mitato che da quasi un mese ,,ede ~apo leone lavorare ne' suoi uffici, ed ha avuto occrusione di appt;ezzarne l'alto intelletto, ne pronuncia la destituzione in omaggio alle sollecitazioni del Ministero. Lo Iung trova giustissimo il provvedimento, ma non dice se fossero nob ili e onesti i mezzi con cu i fu provocato.
venzioue1 Barras ven iya il 10 vendemmiaio nominato comandan te supremo dell'armata del!' interno; il dì ,;eguente egli chiamava al suo fianco Napoleone come comandante in .seconda. Combattevasi il !I 3 vendemmiaio nelle vie di Parigi, e la reazione era sconfitta: il giorno '14 ri sonava nell'assemblea la voce di Barras e di Fréron che pt'oclamavano Napoleone salvatore dell a Convenzione, eqnesta ·10 confermava tosto nell'ufficio di comandante in seconda, e il 7 brumaio, dopo la dimissione di Barras, gli conferiva il comando Sll premo della armata dell'in terno. Non sapeva omai cbe farsi della nomina a capo della missione militare (n Turch ia, no)Ilina a cui si degnò di accondiscendere Ja direzione d'artiglieria il dì 22 vendemmiaio, cioè dieci giorni dopo che Napoleone era invest ito dell'ufficio di comandante in seconda dell'armata dell' interno. La riscossa era stata splendida: dimenticò il passato, perchè a' suoi occhi non avea valore che il presente e l'ancenir-e: l'uomo che poch i flì innanzi loLLavacolla miseria, scriveva a suo fratello Giuseppe dalla nuova residenza« ho qui alloggio, tavola e,carrozza a tua disposizione >•; otteneva a favo re di Luigi la nomina di luogotenente, e se lo prendern. come aiLlta11t.e di campo; metteva in collegio Gerolamo, chiamava suo zio a fargli da segretario, n'landava sessantamila lire alla famiglia, trovava per tuni i numerosi suoi parenti un impiego. Ma i raggi d'una grande fortuna, com'ebbe già à notare un altro generale, sollevano i vapori della mormorazione. Anche Napoleone lo sapeva perchè ne avea fallo e ne faceva l'esperienza. Parigi era campo più adatto a · tenebrose macchinazioni , che non a splendide rivelazioni del genio : facea d'uopo anda r lontano, comandar armate sul teatro di guerra e lernr così alto e possente il grido di villoria da ricacciare in gola a' suoi detrattori i moLLi di scherno e,he lanciavano Lutto il. dì contro l' ufficiale di ventura. Conosceva però trQppo bene Pa.rigi e In Francia, pee non ignorare quanta influenza eserciti colà la donna non .solo nella cerchia della fam iglia, ma anc,he in quella della politica. I doveri del nuovo ufficio non gli vietavano di frequentare la società, e corteggiare le signore che pt'imeggiav::t.no per eleganza e spirito: aveva già. conosciuto e fors'ar100 ·corteggiato Giuseppi.na Tascher de la Pageri e, vedova del ghigliotlinato visco.nte di Bea.uharnais, e non gli 'dispiacque; la. rivide altre volte peesso madama
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xv. La lettera con cui gli veni~t partecipai.o il decreto di destituzione tet'rninava coll'augu1·io di rito, salute ·e fratellanza. Di simile fratellanza. non avrebbe molto pl'obabilmeute vol uto •provare .·gl i effetti: quanto a salute egli non ne aspetlava che dagli avvenimenti. Corse tosto presso i suoi protettori , si raccomandò a Barras a Frèi'on e a Tallien, perchè lo facessero nominare capo della missione mil itare in Ture,hia; ma il cor~o fatale dP-gli avvenimenti , più for te del malvolere degli avversari e dell'alietto degli amici, gli serbava destini assai diversi. La reazione levava baldanzosa la testa· ' dilfondeas i il timore e l'inquietudine; era notte e dì un accoÌTere continuo di rappresentanti del popolo alla .casa di Barras, per riferire, _udire, discutere, consigl iarsi. Tulli convenivano della necessità di apparecchiar.si a resistere alla bufera, ma pochi sapevano indicare la via. C'era, è vero, l'armala dell' interno for te di circa ventimi la uomini, e s'eran già dati gli ordin i per raccoglierla in parte presso Parigi: ma il comandante non pareva -la persona più alla a soddisfo.re alle esigenze della situazione. Richiedeva.si un uomo che ad energia non comune accopp iasse ab ilitt1, prudenza e devoz ione iilimi lata aHa Co nvenzione. E allora fu pronunciato il nome del generale revocato, assiduo sempr-e nel frequentare le 11iunioni di casa Bar ras: e,hi meglio di Iui, già amico dei Robespierre, vittima. della reazione, protetto da Barras, poteva difenclere la Con-
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LA GIOVINEZZA DI NAPOLEONE I
A PROPOSITO DI UNA .REGE.NTE PUBBLICAZIONE FRANCESE
Tallien, l'amica di Barras, se ne innamorò e le chiese la mano sposa, ausp ice e paraninfo Barras: fatte le pubblicazioni, fu nominato comandante dell'armata d'Italia: passati appena due giorni dalla celebrazione degli sponsali , lasciò Parigi e la sposa per recarsi a Nizza ad assumere il comando affìdatogli.
di Napoleone la log'ica ordinaria è stata soppiantata dalla logica ~ j tutte le rivoluzioni . Abb iamo esposto compendiosamente la !;l.ornr esterna della sua carriera mililìtre presentandola come up portal(Jt nece~sario della rivoluzione: studiamoci ora di del inearne la storia· · intima, os:;ia i vari mo11ienCi che il suo ingegno militare att.raver::;ò, nei primordi del suo svolgimento, e i caraLteri peculiari che assunse. . Ritorn iamo per poco alle scuole di Brienne e cli Parigi: che cosa: inseanavasi in quelle scuole? A Brienne risponde lo Inng, s' inse-· gna;a un po' cli latino e di greco, e un po' cli matematica e di sLoria. · Ed è poco davvero se si confronta con la farraggi ne di materie chenella testa deali studenti: era poco e, set1za effetto s' insa•'Ca ocrrridì ~ 0 , sulla mente e/sul cuore di quei giovanetti, che cresciuti nel lusso· degli aviti castell i non vedevano nel brevetto di ufficiale che una soddisfazione alla loro vanitù e un biglietto d' ingresso per la Corte e la società elegante. .Ma n@ era poc;o nè senza effetto su uno spirito vigoroso, vergine, quasi selvaggìo co1M quello di Napoleone: quella\naschia. se.verità di sen Li menti, quella idolaLria della forza, sollo qualunque aspetto si manifesti, tuLLo in una parola quel complesso di sentimenti , di affetLi di principi die costi tuisce il fondo e l'essenza del ciassici$mo, consuona.va pienamente coll' indole e coHe innate tendenze non del giovinetto c6eso. La storia contribuiva u.svolaere ed ali mentare rrli stessi sentimenti, dacchè il suo in~egnamen7.o faceasi consisteret>nella esposizione dei fatti più notevoli degli; eroi di Plutarco e dei re di Francia. E' la storia che concreta, determirrn, individualizza quel sentimento della fon:a che predomina: generalmente negli scrittori di Grecia e di Roma: ~ssa è .un prodotto delta. energia individuale: le grandi epoche storiche $I ac.cen-· tra.no e qtJasi s' impersonano nelly individual iLà più spiccate. C~1:to, un insegnamento di questa l'atta poteva ab ituar le menti g1ovanil 1.a;, vaneggiare nel mondo dei sogni e dell e astrazion i, ma a ~e~erle m freno giovava l'insegnamento delle maLerna t,che, n~erc~ il qualeesse menti si a.vvezzavano ad applicare al la cleLermmaz,one delle, cause e deali lo stesso rigore n effetti nel campo della storia , . . di de.. duzioni che adopravano nella sfera dei numeri e dello spazio astra~L1. · Nella scnola mili tare di Parigi, oltre la storia. e la matematica insegnavasì geografia, fo rtifi cazione, lingue viventi, disegno ,
XVI. « Dal ,JO gennaio 11792 al 20 gennaio ,J79iS, scrive lo Iung, iJ:I O generali di divisiorie, 263 generali di briga la, ·I38 aiulant.i generali furono destituiti, sospesi, o licenzia.Li per vo lontaria dimissione. Solenne lezione di buona amministrazione mil itare I È dovere dei popoli cercare ufficiaii che li conclucano alla vittoria, perchè ne va della vita e dell'onore» . La. Fraricia li areva cerca.Li e li aveva trovati: dopo lungo e travagliato· cammino, in cui la speranza· si avv icendò co l disinganno, la forza col l'astuzia, la fe~·mezza colla volubilità, l'eroismo colla debolezza, Napoleone conseguì il supremo grado dell a gerarch ia militare. Che i iova gridare e scandalizzarsi di fronte alle irregolarità della sua carriera, all'acrobatismo del suo avanzamento? Ciò che nei tempi normali è eccezione od assurdi là, diventa regola nei periodi di rivoluzione. In quella, universale dissoluzione di ogni organismo poli tico-sociale, in qnel caotico rime~ scolarsi e cozzare di elementi emergono e grnndeggiano quelle sole individualità che per in Lrinseca energia propria sanno meglio delle altre assimilarsi le condizioni essenziali dell'amb iente. È inutile che ci a1Iatichiamo a determinare se e fino a qual punLo fu regolare la carriera di Napoleone in quel pel'petuo avvicendarsi di irregolarità; è anche inutile domandare se la sua condotta fu sempre mornle in tempi in cui i· principì della morale servivano per lo più a coprire interessi o passioni di.indjvidui e di partiti: gridisi pure al macchiavellismo, ma si fraintende e si snatura l'indole delle rivoluzioni quando si vogliono giudicare coi criteri della vita comune. Ciò che nella storia ha maggiore impol'tanza è la logica, 'è l'intimo e necessario legame·fra le cause e gli e/Ietti. Ora nella carriera
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A l'HOPOSITO Di UNA n ECEKTE l'U Dl3LICAZTO ~E FRANCESE l , A GIOVINEZZA Dl NA PO T ,EONE l
scherma, danza, equi lazione. Non era un corso di studi mofto vasto, se si con fronta con quan to si insegna oggidì agli alunn i d.elle accademie e delle scuole mil itari, e l'insegnamento professionale era piuttoslo scarso a petto di qnello delle materie toccanti la co ltura generale. L' istruzione pratica e specia le dell'arma non incominciava che dopo l' uscita dalla scuola: appena giunto al reggimento, Napoleone dovè app rendere il mestiere di so ldato d'aniglieria; e solo dopo qualche mese fu ammesso a montare il primo picchetto, ed esercitare le fu nz ioni tuLLe del proprio grado . .Non poteva esse1·e fin da quel tempo un'arca di scienza corne scrissero biografi compiacenti: era,i di mostrato giovane di ingegno non comune, e aveva r iv.elalo una incl inazione pronunciata allo studio delle matematiche, della storia, e della geografia, e una avversione, fo rse non meno viva, allo studio della letteratura.
xvn . . . Non fo del novero di quelli ufficial i che, appena ugciti dalla -scuola, presi da un sacro orrore pei lihri, vogliono godersela, e si degnano lutto al più di leggicch iare qualr:he pagina di romanzo la sera prima di prendei· sonno. Continuò a studiare; visse quasi sempre fra i libri . Non is f'uggiva la socie 1à, ma a quella degli ufficial i del reggimento preferiva la società di parecchie famig lie della borghesia. Libero dall e pastoie della scuola si lasciò in materia di studi guidare dalla propria inclinazione: se non può dirsi ch'egli rifugg isse ,.in modo assoluto dall'occupars i di scienze mi lilari, è però certo che a queste pr'eferiva la storia e la geografia e i romanzi. Ma Napo1eo)le frequentava la societit più colfa di Valenza, e con quell e persone che al pari di. lui erano vittima delle disuguaglianze social i nveva frequente occasione di discutere delle do ttrine politiche piìi in voga. in que'tempi. Il nemico più assol uto e più potente della ideologia fu in gioventù ammirnlo re e seguace del principe degli jdeologi: gli seri tli di G-ian Giacomo Rous,;eau fu rono pascolo gradito e quotidiano -a ll a mente di Napoleone. Nè ciò dee recar meravigl ia
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a cbi consideri l'indolee le dottrine del D.losofo gincvrin0,e le peculiari condizioni del giovane ufficiale c6rso. Ro usseau aveva traversato una rriovinezza burrascosa e travagliai.a dalla miseria e dai disinganni: ~e diede tulla la co lpa alla società, che con le sne isti lnzioni e ìe sue leggi fa tte da pochi a vantaggio esclusivo di pochi , creava la miseria e la infelicità per la maggior parte degli uomin i. Proclamò Ja necessità di ri tornare allo stato di natura instaurando l' uguaal ianza un iversale sullé rovine di tutti i privilegi. Napoleone era ~el periodo più triste della sua giovinezza: solitario, povero, annoialo, stanco di vivere, coll'anima sempre tormentala da desideri insaz iati, sdegnato con quella società eh\:) al suo !'orte ingegno non sapeva offrire altro compenso che il grado di capitano dopo quindici anni di serv izio, trovò nell e dottrine di Rousseau il rimedio ai suoi mali. Erano due spostati ugualmente lormenlàli dalla Gamma clivor-aLriéo delle passion i, dalla perenneconLraddizione fra, l'ambizione e l' impotenza: autore e JeLtore eran fatti per intendersi; Je opere di Ro usseau esercitarono una influenza profonda e durevolesull,i mente di Napo leone. . Ne fanno fede le pdme scritture. Erasi dato a studiare queslioni religiose, economiche. politiche e sociali; leggeva, prendeva appunti, e po i mettevasi a comporre, e una sua dissertazione sulia a-iitorità n,qia dovevR contenere, a mo' di conclusione, la sentenza seguente: « quasi tulti i re meritano di essere cacciati dal trono >>. Primo frutto della sua partecipazione agli avvenimenti poli tici della Corsica fu un indil'izzo all'assemblea nciz'iona,le scritto nel!' ouollre . deJ,i 789. I principì po li1.i ci più radicali sono in questo seri Uo esposi.i con r,·asi altisonanl.i, con istile enfatico e declamatorio: è lavoro de,rno di un retore piuttosto che d'un uomo poli tico . Si proclama n Jìn cht principio il diritto d'insorgere: « quando i magistrali usurpano un'aulorilà contraria alla legge, quando deputati senza mandalo s'atteggiano a mandatari del popo l. o per parlarn contrariamente a' suoi vo ti, è lecito a' cittadini unirsi, protestare, res istere alla oppres~ione >l. L'uomo ha diritti imperscrittibili dinanzi. alla cu! violazione è co lpa il silenzio: i Corsi chiedono di esserP. re111tegrat1 ne' di l'i tti che ncitnra hci dato cid ogni uomo ne.l proprio paese. L'inclvriz-zo alt'assemblen nazionale è lavoro impri rvisato di giovane a.ncorn inesperto nell 'arte dello scrr\'ere: la lettera al ge-
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! Pl\OP.0SlTO Dl UNA RECENTE PUllll LICAZtONE FRANCESE
LA. GIOVINEZZA. DI NAPOLEONE I
·ilernle Buttafuoco rivela maggiore artificio di stile e possesso pie: nissimo della maLeria. DepuLa to all'assemblea ed ascritto alla parte monarchica e autoritaria, invocava quel generale provv~diruenti ,.atti a frenrire gli sp iriti riottosi e le voglie separatiste della Corsica,. E Nrtpoleone dimentica tutto, il rispetto a suo padre eome i suoi -<lo\'eri d'ufficiale dell'esercito: ritiratosi nel soli tario c.astello di Mi-lelli nel mese di gennaio 11790, egli ba sempre dinanzi alla mente ,l'immagine di BuUafooco, di quell'uomo che inviato do l Paoli a pa-trocinare presso il duca di Clwiseul la causa della indipendenza, ·vende la patria allo straniero, e pagato con ricch ezze ed onori, faceasi ,poscia wumento delle voglie libel"ticideclei conquistatori : gli par.di · udire ie maledizi0n i che da Bonifac io al Capo-Corso, da, Ajaccio a Ba,stia. si levano contro il rinnegato. La sua lettera è quasi l'-eco di tali maled izioni-; non discussioni teorieheo invocazioni de'solili principi -e de'solili diritti imperscri I tibi li, ma fatti e null'altro, esposti in modo .net·voso concitalo e accompagnati .da frequenti scoppi di dolore, di ,rabbia e di ironitt feroce. Sono in _questo scritto ripro_ftou.i ed esacreral.i i difett.i dell o stile di Rousseau; ma tra le fnis i reboanti, lra i .,t) • vieti artifici della rettorica c'è pur dato di discernere cerLa sincerità e ,naturalezza cli sentimenLi. Esso inoltre rivela un aspello nuovo ,dell'ingegno napoleonico, un'attiLudine non comune o raccogliere, ,rimaneggiare, modificare; ri costrnrre i fall i giusta un dato pre.(;oncello, e presentarli in gn isa che valgano a destare nel lettore -0.elerminate sensazion i. Tale facollù, quanto utile al\'oralore, alLreLtanlo è nocevole allo -storico . .F rutto degli studi fati.i da Napoleone intorno alla stori~t .del la Corsica furono Lre let.tere dedicale al celebre abate Raynal. E una stor ia a tes i, che si compendiit in una Iunga serie di lotte combattnte ·dai fier i isolani per la li bertù: invano vi si cerca l'analisi 1)rofonda dei fatli, la ponderatezza e la serenitit dei gilHlizi; trasci;itato da un concetto aereo, ri gido, inflessib ile, Napoleone dimentica. Je condizioni reali cli tempo e di luogo e invece della storia propriamenl~ della, ci dà. la filosofia della. storia della Corsica.. « La smi storia, scrive, è una lolla continua. fra un piccolo popolo che vuol ,.ivere libero, e i suoi. vicini che vogliono opprimerlo: qLtesto si difende colla enerr,ia che infondono negli an imi la.giustizia e \'amore V .Jella. indipendenza ; quell i lo assalgono con quella perfezione di V
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tattica che è- frutto del sapere e della esperienza: il primo ha le montagne quale ullimo rifugio, i secondi hanno le navi. Padroni del mare, impediscono le comunicazioni, si ritirano, tornano, e cambiano a. loro posta modi d'attacco . Cosi il mal'I~che ad altri popoli fo sorgerfte di ricchezze e di potenza, fu alla mia palria causa di miseria e di infelicil.it ». Il concelto di nazionalità non si stende per Napoleone oltre le spiagge e le r upi della sua isola natale: egli non sa o non vuole indngare le leggi secondo le quali i popoli sono spe;;so condannali a muoversi nell'orbita d'altri popoli diversi di stirpe. di lingua, di tradizioni ; ma dinanzi allo spellacolo di quella Francia che alla Cor;;ica oppressa e insanguinata r idona la libertà, si domanda pieno di maravigl ia: « che è questo ma i~ Chi presiede ai destini delle nazioni·~ Forse la provvidenza. di un altissimo intelletto. ò il cieco caso?... » La provvidenza era giù di moda in quell 'epoca; la sloria aveva l'aspeuo di un'imm ensa arena in cui i lottatori gareggiano di astuzia, cli forza per ahbauersi a vicenda e premunirsi confro gli inOussi di una p_otenza occulta e capricciosa che col nome di azzardo o di caso si piaceva spesso di sbugiardare le loro prevision i e mandar a, vuoto i loro sforzi. li caso pertanto era considerato come la legge suprema della storia, il che equi valeva :11 non ammettere rilcuna legge. ,l'\apoleone volle altre&ì mell.ere il piede nel campo della lìlosofìa mora le. Concorse nel 11790 al premio stabilito dall'accademia, di tione alla, migl iore di::,serlazione intorno alle ·ve1·i,tcì. e ai, sentùnenl'i .che conviene specialmente inw,lcare agh iwmini. pe1· la loro felicùà. ln questo scril~o egli ha seminalo a. piene mani le massime e le frasi di moda: « non c'è verilà dove regna il pregiudizio, non esiste uomo là dove i re ~ovemano; non c'è che lo schiavo oppressore che · superi in viltà lo ;;ehiavo oppresso.}.' Le parole di giustizia, moralità, amor del proprio, simile ricoàono ogni momento: aleggia per entro .a quelle pagine un'aura che ricrea e consola lo ,spirito. La fel iciLà è un diritto natura le: essa cons iste nel vivere io una maniera conforme alla propria organizzazione; gli atti con cui l' uomo consegue 4a felici là devono essere governati dalla ragione e dal sentimento, norme supreme della vi[a . ,~: in ulti1!).:t ana lisi la, dol.lrina della nainra norma a sè si.essa: la mente di Na.poleo~e cosi terribi lmente fogica e pratica non si cura per ora di svi luppare siffaWt dottrina.
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LA GIOV INEZZA DI NA POLlWNE ' I.
fino agli ultimi coròllari, l'acceLla come verità inconlèstal.a, e la diluisce in una dozzina di pagine in cui lo stile contorto, vago, saltellante, declamatorio risponde perfettamente alla povertà e alla confusione clelle idee. Ben s'apponeva per ciò il relatore per il con-. co1'so bandito dall'accademia di Lione nel giudicare la dissertazione opera d'un uom~ sensibile, ma non meritevole di attenzi(•ne perchè male ordinata e male scritta. Napoleone però non vol le darsi vinto; continuò a scrivere di filosofia e non volle resta1:e addietro al suo maestro nel la trattazione dei paradossi. Scrisse, forse travagliato da qualche fiero disinganno, un Dialogo sull'a-more, nel quale studiavasi di provare che vero amore non esiste in natura, e la passione a cui si dà cotal nome è nocevole alla società e contra ria alla fe licità frtdivid uale degli nomini. In tal guisa alle sterili agitazioni nel campo. della politica rispondevano i vaneggiamenti nel mondo delle astrazioni e dei sogni.
XVIII.
Questa condizione non poteva durare. La vita fervea tempestosa intorno a lui, il suo animo s'era ingagliardii.o e affinato alla dura cote della esperienza; bisognava pLlr scendere dalle regioni sconsolale della ideoloo'ia o e affrontare risolutamente la realtà . Già nel furore delle divagazioni filosofiche aveva levato il .primo grido di ribellione alla lìlosofia, allorchè nel clialogo snll'amore confessava non volere più sapere di defì,nù:ion·i metafisiche perchè no·n fa:rmo · cilt1·0 ·mai che ingarbugliare le cose. Ma il nuovo indirizzo del suo spi rito apparisce chiaro e riciso solo nella Cena cli Beaucair'e, il primo in ordine di tempo fra gli scritLi in cn i Napoleone rivela la maturità del suo ingegno. Accennammo già in quale occasione egli deltasse questo lavoro, il qnale non è che uno studio pol itico-militare sulla situazione del mezzodì cli Francia d.i fronte alla Convenzione Nazionale: Trattasi della lotta fra la reazione e la rivoluzione: da qual parte sono le mao-o-iori probabilità di vitt.oria'l Na.poleone non tratta la questione on .
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PROPOSITO 01 USA m ;èENTE PUBBLICAZIONE PI\ANCJ.SE
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in modo diretto e persomle; invece di una dissertaz ione sCI"ive un dialogo che suppone avvenuto in una locanda di :Beaucaire fra un mili tare e tre negozianti; pessone tutte aliene dalle esorhi tanze della demagogia e della reazione. Uno dei negozianti è marsigliese, ecl ha la testa esaltata da tuttociò che ha vi.sto e udito nella sua citl.à; la. reazione rappresenta a' sno i occhi la libertà, l'ordine, il rispetto alla proprietà; egli od ia i carnefici di Parigi, quelli uomini che empiÒno la Francia di rovine e di stragi. È stato testimone del-· l'en tusiasmo con cui gl'ìnsorti accorrevano alle armi, e non dubita del loro trionfo sulle orde sanguinarie di Carteaux. L'ufficiale non ha, com'è naturale, lestesse opinioni; è partigiano ardente e convinto della rivoluzione, e si studia di dimostrare come tntte le probabili t1t cli villoria siano dal lato delle truppe fedeli alla Conveni.ione. L'armatadi Carteauxs' ingrossa ogni dì più, qtrnlla. degli insorLi diminuisce, e sebbene forni La di artiglieria più numerosa e più potente essa è stata costretta a sgombrar Avignone e ripassare la Durance: truppe ragunaticce non possono difenclere una piazza: solo le vecchie,triippe possono so71portan le peripezie cl'nn assedio . Gli insorti ·non hanno generali, e quando pure ne avessero, essi non avrebbero tempo sufficiente per ordinare e disciplinare le milizie: hanno, b vero, cannoni in buon nmnerd e di grosso calibro; ma ·i buoni cannoni da. quattro e cla. otto sono ugualmente efficaci nella guerra campale. Che vogliono essi dunque? Rifugiarsi in una città., ad Aix per esempio, e difendersi '! Jf.a chi si rimane dietro i trincerarrienti, è battibto: l'esperienza e la teor·ia sono su qtbesto · punto concordi. Marciare risolutamente ~ul nemico? Non hanno cavalleria, e la loro artiglieria è troppo pesante. Portare la guerra sulle montagne'? La cavalleria non sarà a noi di grande utilità, ma Ja nostra artialieria bene addestrata e con materiale più leggero, ci vantao·o-i perchè ne-i paesi 1·otli lii siipe1·iorità V O?')' -, Procurerà :rossi spetta al buon artigl'iere in gnizùi clella vivacità . delle rnos~~, dell'esaUeua del servizi,o e cleltagiiista stima delle distanze. Chiarita la situazione militare delle clu.e parti, l'ufficiale dimostra come 01' insorti del mezzodì siano cieco strumento cli un partito, che sotto manto della libertà e dell'ordine nasconde i propri illtenti di restaurazione monarchica, laddove Ja Convenzione rappresenta la na, zione e la legge. l\'l arsiglia pertanto s'è rriessa fuori della legge, non
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ANNO XX.V I II , VOL , Il
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LA GlOYHiEZZA DI . \APOL,EOtrn l
può sperare cli vincere con le sue for1.e; ~ soccorsi di Spagna e d'lnah ilten a sono illusion i; che resla a fare'I Ed' uopo che la ci Ltà, scosso il giogo cli pochi scelleraLi clrn la. trnscina,10 alla reazione, si souometta·' il e)o·overno sarà aeneroso e' perdonerà ai traviati. - Tale è il n concetto generale dello scriLLo: 11011 più cleclamazion i, non più frasi rimbombanti, e invocazioni dei soliti principi e dei soliti diritti; la realtà s'è finalmente imposta allo spiri lo di Napoleone, ed egli si muove li bero e quasi balclantoso in mezzo ad essa, ne coglie tutti gli aspetti , ne afferra tutti gli elementi, e, lasciati da parte tutti gli artifizi di una rettorica sfatata, presenta le cose in una forma semplice, precisa e trasparente. 1')
XIX.
La cena di Beaùca·ire° è lavoro d'un uomo che, estrane_o o quas i agli avvenimenti, Ii studia e li giudica col solo intento di chia rire e auidare i. criudizi delle mo lLitudi11 i. Ma chtrantc l'assedio di To" .:, Jone, Napoleone non è più soltanto uu modesto osservatore; è uomo d'azione con una responsabilità tanto più grave in quei tempi, in cui breve e spesso inevitab ile era il passo dall'insuccesso alla morte. E ,qui accade un fatto che sareb'be straordinario e inespli cabile quando ,si ammeLtesse cotile vero·ciò· dm parécchi biografi, non escluso lo ,IL111g·, sc1'issero intorno alla scarsa,vo'loolà spiegata da Napoleone nello stud.io delle cose mililari. Cap itano nell'età di ventil:inque anni, clopo una.breve ricognizione, egli indiea i modi e·i procedi1ne11ti dell'assedio, le posizion i da occuparsi, il sito in cui stabilire le batterie, i paiticolari di cosLnizione e d'armamento. Alla aggiu_statezza e prer.isione del disegno corrisponde· !;energia della esecuzione. Non c'è nulla di pronto , e quel giovane che è sempre staio ,col cervello nelle nuvole, ·ed ba sciupato per parecchi anni la propria energia :in isterili loLte politiche, organizza e quasi crea dal · nulla tutto il servizio dell'artiglieria e del genio sotto una piazza assediala con una abilità e una conoséenza de' particolari che sarebbe maravigliosa. anche in un provetto e sperimentato ufficiale. Il
A J'H0P05ITO DI UNA l\ECE:"i'l'E l?UBBL!CM(IONE FllAKCESE
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senUmento della responsabilità, la coscienza del proprio valore sono in gi usta proporzione colla importanza del suo mandato : ha lo sguatdo fisso allo s'èopo e passa sopra a tutti i riguardi e a tutte le formalità che potrebbero attraversargli o ritardare in qualsiasi .modo il cammino. Approfitta dello sta.Lo di disorganizzazione di tutti i servizi e dell'allentamento dei vincoli della, disciplina per corrispondere direttamente, egli semplice comandante dell'artiglieria presso l'armala assediata, ora col Comitato cli salute pubblica e col Ministero, ora coi Tappresentanti del popolo in missione presso l'armata, cogli ufficiali d'artiglieria addetti agli arsenali, -co i commissari di oauerra: corrisponde con tutti, anche cogli impie' gati subaltern i del Ministerc,, fuorché col suo superiore diretto, il ,comandante dell'armata: Nelle leuere al Comitato di salute pubblica. assume il tono sentenzioso e sicuro del maestrn: non contento <li esporre hi propria opinione intorno al modo cli espugnare la piazza, .esce a quando a quando in qualche aforisma. « E l'artiglieria che fa cadere le piazze, la fanteria non è che un'ausiliaria.... . non c'è nell'artiglieria operazione più difficile della formazione di un parco d'assedio..... con grave mio dolore veggo la scarsa sollecitudine che adoprasi a vantaggio dell'arti glieria: la maggior parte {leali uomin i non s'occupa delle cose necessarie se non quando ~ . è stretta dal bisogno; ma allora è troppo tardi». Non è meno reciso, sebbene meno cattedratico, il suo linguaggio col ~1ini stero: «cittadino ministro, il piano ll'attacco della ci ttà di To lone, da me presentato ..ai O'enerali e ai rappresentanti del popolo, è a mio giudizio il solo eff:ttnabi le; se fosse stato adottalo fin da princip io, noi saremmo -0rmi assai probab ilmente padroni di Tolone ». Nel rapporto da lui j;;iato al Ministero intorno alla organizzazione del servizio d'ar1iglieria risalta vivissimo il sentiriienlo della propria individualit~: nella lunga enumerazione dei provvedimenti presi, il pronome io ricorre per ben quattordici volle in meno d'una pagina; la conclusione del rapporto è una ultim;i glorificazione dell 'io espressa col.le parole seguenti« tali opèrazìoni vi parrannovieppi_ù_merit~rie quando i::api:·ete, o cittadino ministro , che sono solo a dmgere !I parco, le -Operazioni militari e l'arsenale, che non ho neppure un :sottnf:.. fìciale operaio:e debbo contentarmi d'utia: cinquantina cli cannonieri ,da posizione, fra i qùali ù1olte reclute». Ma i rapporti ufficiali pos-
A P ROPOS ITO O{ UNA IlECEKTE l' UDDL!CAZIONE FHANCESE
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LA GlOVfNEZZA DI N..\.POLEO:NE 1
sono essere faci lmente, dopo letti dal ministro, méssi a, dormire negl i scafi'ali dell'arch iviò; vuole che il suo operato sia conosciuto d~ quella falange d'impiegati che coi loro discorsi negli uffici e foorr hanno tanta parte nello stab ilire la riputazione degli urrìcialì. Scrive perciò al cittadino Dopin addeuo al }1inisLero, e gli dà: ragguagli o del fatto suo, e specialmen te della parte nvnta nel fal t(), d'armi del 30 novembre; e qui , lasciata da pane la severità dello stile mili tare, r icorre alle frasi cl'e[ etLo_e scrive che i l generale Du·gommie1· ha combattnto con un coraqgio ve?'amente 1·epnbMicano: il so lito fo non poteva però manca re; ·esso scatta fuor i proprio nella conclusione della leltera in mezzo o1le lodi prodigate al valoreclel!e trnppe: « nulla agguaglia il coraggio spiegato dai nostri soldati; è un lieto presagiq per la eseeuzione del piano che io ho formulato >>. L'organizzazione deila difesa delle coste, affidatagli dopo l'assedi() di Tolone, apre nuovo campo alla sua operosità. Anche qui fa d' uopo, creare : non c'è nè materiale, nè uomini; le poche batterie costrnttein fretta o rassettate da ingègneri civili non rispondono alle esi-· -genze cli una cli fesa effi cace. Napoleone, non che perdersi d'animo, pare esulti nel mezzo dell e diffìcolLà; e colla stessa sic!1rezza imperturbab ile con cui poco prima sosteneva l'attuabi l; tà del suo pianod'attacco, ora annunzi a che fra una quind icina di giorni ~uuo il Jittol'ale da Marsiglia al Varo sartt messo in buono assetto di difesa. Egl i ha unà nozione chiara e precisa dell o scopo che deve conse-guire; fa d' uopo impedire alle !lotte nemiche il bombarda.men to e il possesso delle città di Tolone e i\farsiglia, difendere le rade che devono serv ire cli eventuale r ifugio alle flotte frances i, difendere quei punti intermedi sotto cui le navi del commercio jnseguile dagli: incrociatori ingiesi possono trovare riparo. Ed eccolo tosto all'opera: indica i pun ti da fort ificarsi, formula progetti di costrnzione o riaLLamenti di batterie, stabilisce tntli i particolari dell'armamento, e del mun izionamento , e median te un regolamento provvisorio organizza. il personale occorrente per il servizio delle opere cli difesa ~ È continuamente in mo to: osserva, dispone, ordina, corregge, rimprovera, punisce, ed egli, esempio di stupenda attitudine al co mando in età giovanissima, è ubbidi to da tutti. Anche ora, come dnr:rnte l'assedi li cli Tolone, è in rapporti frequentissimi col Comitato di sa-
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fote pubblica, e più che al Ministero , ricorre a quei rappresentanti del popolo che più tardi, comandante dell'armata d'Itali a, allontànerà da sè come strumenti inutili o dannos i. Dalle lettere scritte ,in qoesLo periodo trasp ira lo spirilo d'ordine, il vivo desiderio della regolarità nel funz ionamento de( servizi amministrativi . « Urge ·mettere un po' d'ordine nelle spese che toccano il serv izio del gen io e dell'artigli eria, chè s' impiegano somme considerevoli per far lavori pessimi ., .. . la rep ublJ lica è cos tretta a pagare layori che è <l'uopo r ifare da capo. , ... si paga troppa gente in misura soperiore ~i lavoro che fa e all'utile che se ne Lrae >>. Allo sp iri lo d'ordine va compagna una cura gelosa delle sue nUrihuzion i: « è d'uopo che ,i generali di fan teria s'astengano dall'ordinare qualunque restauro, . imperocchè sono essi tratti sempre in inganno ; oon s' intendono .alfaLLo de' nosLri lavor i, e prestano faci le orecch io ai faccendieri )> . Co' suoi egna li in grado alfe lla già una cert'c:iria cli superiorità d1e ,rasenta qualche volta lo spreu o: dopo orclinate alcune operazioni .a Berlie1· suggi onge: « spero che il generale Saj1HHilai re non vorrà, corn.'ù suo costume, sollevare ostacoli; nella sua qnali lil cli generale ,clovrebbe conoscere l'orgmrnmenlo dell'armata, e ad esso confor·mare la sui1 condoua >> . Davanti a questioni che toccano.il servizio climentica tuui i riguardi clovuli all'amicizia e la misura nelle espres·sioni: a Berlier, all'amico llrrlier che tratta sempre col tu , non risparmia le sue sferzate; non solo lo rimprovera perchè dice ai -cittadini qnantn polvere ha nei magazzini, ma gli dà addirittura dell'impostore percbè la quantità di polvere da lui indicata nelle si. t mtzioni è minore di quella che esiste effeuivrunente nei magazzini ( 1). 1
xx. i; sta.lo finora un generale d'arLiglieria: sa.prù egli uscire dalla sfera della propria arma, elevarsi a orizzon ti più vasli, ideare e dirigere un'operazione concertata fra parecchie colonne, o un si:,tema di operazioni in cui IR stntegia, la logistica e la tauica abbiano (I) V. co,-respolldancè cle !ìapoléon I. - Tom , J. pag, 25-33.
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LA GJ0VlNE7.ZA DI :'I..\POLEO:NE: I
ciascuna la loro parte? Presentossi tosto l'occasione. ComandanLe, d'artiglieria presso l'armata d'Italia, trovò un generale che non sapeva fare e lasciava fare; trovò nei tre rappresentanti del popolo, Robespierre, Ricord e Lapòrt, uomini disposti ad ascullarlo e secondario ne' suoi disegni . La ingerenza su-a nelle operazion i che· valsero ai Francesi il possesso di Saorgio e del Colle di Tenda fu it primo passo. Voleva il Comitato di salute pnùblica che dalle armate d'Italia e delle Alpi si procedesse ad una offensiva· combinata contro , il Piemonte; e i rappresentanti del popo lo presso le due .i'rmate convennero nella seconda metà di maggio a Colmars per concertare il modo con cui ell'ettnare l'impresa. Napoleone era fra essi, e fece· accettare il partito di sviluppare l'attacco principale pei colli di Tend.1 e della Finewe. Tale concetLo fu 1:oncretat-0 e svolto in u11.o speciale documento col titolo di piano per la seconclci opernzione p1·eparcitoria all'aperi·u,rn della ca1npagna di Pie.monte (,1 ) . Non si Lratla qu i cli un sistema complesso, di opeeazioni: si vuol solo indicare il modo con cui un'armata di cirr~i 55000 uomini, spiegata su un fronte che dal colle J-,onget si stende sino al colle di Tencht, deve effettuare la traversata delle Alpi' e sboccare nelle pianure del Piemonte. Ed ecco i concetti direttivi della operazione quali emergono dal documento sovracitato, concetti che verrano po i applicati nella tra-· versala delle Alpi del 11800: ,JO molteplici là delle colonne dipendente dai vari C(Jlli, tale da al.trarre su tutti i punti l'aLLenzione del difensore e distrarre la maggiore quantità poss ibi le delle sue truppe ,dal punto SLt cui l'invasore farà lo sforzo principale; 2° Accordo e mnlLlO sostegno delle co lonne per quanto è consen tito dalle condizioni locali; 3° Di1'isione decrescente delle forze man mano che e.s;;e procedono verso lo shocco. Codesti concetti sono l:racloLLi e sviluppati in una lunga serie di dispusizioniparticolareggiate, nelle quali la lucidità delle idee è agguagliata dall a precisione della forma , la cohoscenza del terreno va congiunta colla profonda intuizione delle sue proprietà tattiche. Una cosa ci par degrni di osservazione in questo documento, come quella che per la prima volta ci rivela il modo di vedere di Napoleone circa la ingerenza. del comando supremo nella. '1) Loc cit . 2 maggio 1791. - La pl'ima opei·nione è quella compita da Mass en ~. fra il 5 apl'ile I 'li maggio per impossessarsi di Saorgio ·e d el Colle di Tenda.
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.\ PI\OP OSIT0 JH UN.\ P.F;CE:'\'I'E P UHBLCCAZIONE FI\ANCESE
esecuzione delle operazioni. L'operazione è sminuzzata in una lunga serie di disposi;::ioni e di mosse: non solo è iocli cata a.i comandanti di divisione la forza e la composizione delle singole colonne; ma, non contento cli fissare ad esse Io scopo da conseguire, il comando SLtpremo prescrive altres.i il modo con ·cui dovranno procedere: µreoccupat0 della necessità clell'acco[clo fra le varie colonn_e, vuol cons~guirlo a. scapi to della. ragionevole iniziativa dei sin_gol1 comanclant1; il comando snpremo vuol essere dappertutto, e rn tutte le ore, in tutti i momeùti. Ciò che potreb be far l'avversario non gli dà pensiero: ha una fede incrollabile nella bontà e nella eseguibilità delle :me disposizioni, nè semhrn accogliere nell'animo il più leggero sospetto che i comandanti sotto ordine, di l'ron~e _a qualcl~e. 1~0:sa inaspettata del nemico, sia.no costretti a valers i cl, quella rn 1ziat.1~a che il comando supremo non ha voluto loro concedere. Manca 111 questo documento, se male non ci apponiamo, la giast~ estimazione della influenza che sngli avveniment i miI ilari può esercita.re ed esercita il più delle volte l'i mp1·evisto, il caso o l'azzardo che voglia dirsi, estimazione che Napoleone stesso considerò come una delle . doti più eininenti e più rare dell'uomo di guerrn ('I). Il 'pittno d'operazioni concertato a Colmars non [u eseguito, perchè, a della dello .Cnng, la crescente tensione dei. rapporti ~ol (a Repubblica di Geoov:i consigliava altro indirizzo ~elle operaziom. :Napoleone [u incaricato cli compilare un nuo vo piano , e pre~enLò << un diseo-no pit'L esLeso del precedente, nel quale erano detennrnate . colonne cli cui du.~ forma te da l! ' arma.t,a deIle le mosse "di cinque Alpi e tre cla quella d'I tali a: questo nuovo piano pol'la la data del 31 « (I) La scjeuza mi li tal'e, <l ice va Napoleone, co nsis te prima di tut to n_e l calc~l a r~ • bene tu tte le o,·e11toali tà; po i nel va lutal'O esattame nte, quas i tna tema t1came n.c, '·'. « parte che può spe ttar e all'azzar do. Fa <'l 'u opo non prender e errore .su questo pu nto, • u n decim~lo di pilt o di meno può cambiar tutto. Ora coclesta . attttu<J ,ne n .cogl t':l"e 4 la pane delln s cienza o de ll 'azzardo non può trova,·s i che in un t.ervello g~nlo, « poi eh è essa occorro ovunque fa d'nopo c rea re , o la pil't grande 1 mprov1"Jsa1.1o~e d~l'.o « spidto umaoo è àpponlO quella che fa esistei·e ci ò che pnrna non esis teva .. L az« zanlo r esta dunq ue -un mi stel'O pe,· gli ir,gegni nicctioci·i, e divenuta ta~a rea lta pc,· e i sommi. Turonna non ci pensiìva , e non aveva cho metodo: credo, ttgg1ungeva sor.. < ridendo che l'a vrei abbHtnto ; Co ndè s la\'3 in guardi a, ma poi_ trn.scinato da l suo « carattc,:., im petuoso, si abbandonava a,1 esso; il principe Eugenio e uno degh uo< mini cho J';, bbiano appre zzato megl io. P (,1/é moi,·cs de madame Remusat. Tom. 1. Chap. v . Pari s 1$80.) - l\accornan d iamo codesw brano a i. c ultori deUa stori a mi li tate : esso è tale d a offri r occasione e mate ri a :-ì co ns idera 1.1on1 nuo\'e e 1mporla nt1.
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' A PROPOSJ'l'O DI UKA RECENTE l'@BL!CAZIONJ; FRAJ:>iCESE
T.A GIOl' iXE ZZ.\ Dl KAPOLEOXE T
maggio 1794 ». Ci sia conces,;o di esporre qualche dubbio su codeste indicazioni dell'egregio u{'(ìciale. lt for$e codesto piano identico a quello. che nella Correspondance porta la data del 20 criu(Tno ~ . ] S e J)ac.iamo al titolo e al numero delle colonne, noi saremmo inclinRti a considerarli perfel.Lamen lè identici. In tal caso però non poLremmo accettare la versione clello Iung, e dov1·emrno accoslarci a quella dello Jomini. li piano di Colmars rimase senza esecuzione perchè, essendo stati do po i rovesci paliLi dai Francesi sul Reno staccati rnooo uomini dall 'annata delle Alpi , il generale Durnas non si credette più in graclo di concorrere alla esecuzione del piano. E allora Napoleone ne compi lò un altro, nel quale il concorso dell'armata delle Alpi ern ridollo da25,000 a'16 ,000 uom ini; quest.opiano è appunto quello r ipo rrato nella Co1Tesponcla,nce colla data. dél '.?O g_i~1gno e concordape1fo t1amen te collaana.l isi clte ne fa lo J omini ('I ). Ciò, è vern, non basta ad infirmare l'esisten za. del documento accennato dallo lung colla dat,i del 3,1 maggio: ma. -.;e è diverso, pel'chè nou pubbli carlo? ~e ha Jmbblicato parecchi alLri assai meno ìmporLanti ! - Nè so no ancòra finiti i nostri dubb i e i nostri desideri. _ n piano di Napoleone sollevò numerose obb iezioni. presso il qmutier generale dell 'Hrmala delle Alpi: d'altra parte uofTiunoe lo lnng, sapevasi che gli alleati accennavano a una offensiv:i concorde per !'allo Tanaro e pel co ll e di Cadi bona; si gi ndicò quindi necessario da parte cle' Francesi di operare col la destra piuttosto che col ce1'.tro dell'a'.'mata d'lLalia, e si compilò un terzo piano d'operazioni. Ch i lo cornp tlò? fo1·se Napoleone che sperava, a életra dello lun fT, ~i essere incal'icaLo dell'esecuzione del piano'? Quando lo compilò? E un. al tro doc.u'.nenLo la:- cu'. l)LtlJb]icazione potrebbe acqnel,Rre i dubbi e I des,den nostri. )Ja mLan lo non ci pare Lo talmen Le esatto quanto a[erma l'o lung circa la non esecuzione del piano del 20 giugno: esso ebbe, giusla quanto scrivono lo .Tomin i ed altri storici. un pri'.1C,ipio cli es~~uziono nella seconda metà di luglio, e le ope~ razion t l11rono poscia sospese dal Com italo di salute pubbli ca sorto dopo la morLe di Ro besp ierre, coll 'o1·dine spedito all'arma.lad'llali a cli mantenersi nei siti conqui slnLi, e conLèntarsi di difendere il littorale (z) . ?)
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il) JoMJNt. llistolre Jes .111er,·es de la rdvolntion. Voi. V. Lib. V L Cha p, XXXlll. (~) JoMr NJ. I.oc. c i t. - KocH: Jfemoi,·es de Massena.. T om. I. Cbap.
Crediamo superflu9 analizzare questo piano, il qL1.ale è informato agli stessi concetti, e presenta gli stessi caratteri di quello del 20 marrnio. Nar)oleone non fu nè attore nè spettatore clel le operazioni , perchè inviato in missione poliLico-militare a G·enova. il dì ,11 Juglio,non fo di ritorno a Nizza che il giorno 28 . Di questa missione, il cui scopo ·principale · era la ricognizione lopografìco-militare dell a piazza e dei dintorni di Genova, 11011 ab biamo alcun clocumento importante: apparti e11e invece a questo periodo della viLa cli Napoleone un suo scriLLo intorno alla sitiiazione JJolitica e militare clelle a1'1nate cli Piemonte e di Spagna.. , Compilato probabilmente nella primavera. del 1179(t., codesto scrilto fo recato a Parigi da Robespierre il giovane, e consegnato al fratello , che v'appose in margine alcune annotazioni. Non è stato in- , seei to nella Corresponclance, nè sapp iamo perchè non l'abbia pubblicalo lo lung, che pure Ila tratLo fuori dagli archivi le lettere spropositate in cui tratta vasi del vivaio di. gelsi o dell a eredi fa Oddone. Certo, esso dev'essere importante per clii studia il gradua,le s\Tol ,Yimento èlell' inae,rno napoleonico, se è lecito giudicarne dai o pochi;;simi brani riportati dallo Iung. Valga ad esempio il seguente, che è tutto 1tÒ.,l rivelazione: « è applicabile ai sistemi cli guerra ciò che accade nell'assedio delle piazze. Fa d'uopo concentrare i fuoch i contro un punto solo: aperta la breccia, è rotto' l'equilibrio, tutto il rimanente diviene inuti le, e la piazza è presa ... . . ~on comiene sparpagliare agli alla.echi, ma riconcentrar! i..... » Il germe della strategia e della grande tattica di Napoleone, è, se non c'inganniamo, conLenulo in queslo aforisrQ.a; in esso è enunciato il principio fonda.menta.le clella unitil della massa : non resta che svi luppare e applicare codesto pL'incipio nel campo strategico e nel campo tattico, concretandolo in alcune forme tipiche e costanti di manovra. ~fa v'ha di più: il brano sovra r iferito c' indica con molta probabilità la. genesi del sistema di guerra napoleonico: generale d'artiglieria, Napoleone applica alla guer ra campale il principio élei fuochi a massa segui to nella espugnazione defle piazze; ciò ,wviene nella epocèt in cui il comandante dell\u·tiglieria è da un complesso di ci l'cosLanze speciali cosl.f'ello a usci re dalla sfera della propria arma, e muoversi in quella pi ù vasta, prop ritt del comando supremo delle armate. li principio della unità della massa nel campo del!~ strategia 1'>è)
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A JJROl'OSlTO DI UN.\ RECE'.'<'J'B PUBBLICAZIONE' FRANCESE
LA GlOV!JìEZZA 01 )IAPOLEOXE l
e della grande tallica è pertanto il risultato della generalizzazione di quello par~icolare d~i fuo chi a massa nel!' assedio delle piazze. Ch t volesse pot cerc~re 11 co~cetto primigenio di alcune campagne non avrebbe che a ncordare L seguen ti brani. « Fa d'uopo unire le armate d'!talia e delle Alpi, dar loro un cent,·o e un'anima istessa ... ·, . . ~ laGerman ia che bisogna schiacciare: dopo ciò la Spagna e 1 Italia cado no da ..sè >>. La morte dei Robespierre troncò il volo al suo alacre inO'eono : ~ rrestat? e tenuto. prigione in Anti bo per tredici giorni, tornò;r~s::;o 1~ quartier ?ener:ale dell'armala d'I talia, ma non ebbè più impiego. C~me uffic_1ale w . sopra.numero, assistè all e operaz ioni eseguite nel mese dt settembre dalla chistr:i dell'armata su Carcare e Deno: lo Iung- dice che fu sempl ice s.pellatore di un dramma da .lui p~·ep~i:.·c~to , Jo eh~ co1~c?1·de1:ebbe con la narrazione di Koch il quale s~1 ne che la :,ped1z1one iu concertata fra Albitte, Salicetti; Dumerb1on e BonaparLe ( 1). Di documenti relalativi a. questo 'ratto 1.1 Corresponclctnce non contiene che tma lettera di Napo leone a Multedo 1·_apprcsen tante del pop?lo, nena quale gli dà ragguaglio dei comhat1 1.1 mento . Non poteva scrivere nè al l\'linistero, nè al Comitato cii salute pubblica dacché non aveva alcun impiego presso l'armata: ma egìi aveva lavorato, le disposizioni per la marcia e il combat:imen\(} em?o sue: perchè non far sapere questo fatto 1 Serive a lVIol tedo am1co_s~w ,_ma s~guarda bene dal dar' trop110 risalto all'opera stw: ~nal~viso ~ 1 nuovi governanti, uscito da poco dagli arrest.i, senza 1~1piego, mcerto della propria sorte, ha quasi pau ra di farsi aYanti. s, nasco_nde quasi; ma vuo l far sapere che c'era anche lu i, e quas i, pe,r farsi perdonare qu~I po' di gloria vuol aver dei complici, e lasciato da parte il soli to io, mette nelle sue veci il noi. La lettera ha la_data del .23 settembre, giorno susseguente al combattimento: la chiarezza della espos izione, l'ordine delle idee, la conoscenza de_lle dis_posizion i date dal comando non possono rnenomamente sp.tegars1 quando non si ammetta che Napoleone abbia avuto una parte importante nel preparare e dirigere l'operazione. 1
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(I) Kocn. o p. ci t. To rn . !. Chap. IV .
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XXI.
Oì quan Lo operò come comandante l'artiglieria del corpo di spedizione in Corsica non restano che scarsi document i: non era certoun còmpito diffic ile per ch i aYeva comandato l'artigl ieria nell'assedio di Tolone e organizzata la difesa delle cosle meridional i dell a. Fran,cia. Ma la spedizione non fu più effettuata e Napoleone venne allon-· tanato dal l'annata d'Ititlia. Parlammo dell e sue l'icende durante la dimora a Parigi: in quei mesi di speranze, di delusioni, di Lerrore, di tentativi, di bugie, di debolezze meditava e scriveva non più su argomerHi vagh i, aerei, inconcludenti , ma di r1uestion i toccanLi le condizioni poli li che e militari del irn,mento; e fra cotali scritti, quello· che gli stava più a cuore era una memoria snll'annata cl'J[.alia, .mlle ca/Use clella sua inope1·osità, e stilla pos8ibilitcì di iina ma,1·cia offensfoa: Gl i studi però non gli impedivano di freq uentare i geniali riLrov i: ebbe allora occasione cli avvicinare parecchi degli uomini politici p iù autorevoli, e questi s'avvidero che quel generale checompariva nel mezzo alle eleganti signore con abiti sdruci li e non sempre puli ti, aveva, come dicevasi all ora, delle idee. Ora in quelli sconvolgimen ti che faceva110 venir a galla LaJ1te mediocrità, in quel co_nLimLO mutar d'uomini che a guisa cli fanLasrni apparivano e· . scomparivano rapidamente dalla scena , faceva proprio d' uopo di · uomini che avessero concetti chiari e precisi, attinti 11011 già alle torb ide fon ti cl i una ideologia sconclusiona ta, mn alla. ve1~ilà effettuale delle cose. Boissy d'Anglas rappresentante del popolo raccomandò Napoleone al signor di Pontécoulant presiden te del comitatodr guerra: questi lo fece ch iamare, lo interrogò, lo udì, gli fecemeltere in carta le SLl8 idee, se le fece leggere, ne fu content.o, einvitò il giovane generale a lavorare nel suo ufficio ('I) . Trascorsi. (l) V. DE Su;1,DUAL Vie rle ,Yapoleon, chap . Jll seguil'ono fr• Napoleone e Pontécou laot , \'a lga no importanti ,do~u menti sull'a rmata d' Italia i nseri ti ad tlll pet"iodo anterio1·c alla desti11a::tone tt{ficiale di salute p<1bblica.
Qucslo fatto e i rar,porli che ne· a spiegare come alcun i fra i piì1 nella cori·espondance appar tenga no di N,1poleone pres~o il Com itat<>
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LA GIO\'f/\r.ZZ.\
Ol i'iAPOL!m XE I
par~cchi giorn i, con decrelo del Comilalo di salute pubblica Jo fece destinare presso l'ufficio dei piani di campagna incaricato della sorveglianza sulle operazioni delle armalo. Non è mollo grande il numero dei 1documenti pubblicnli intorno a ques to periodo della vjta di Napoleone: manca nei più importanti la d_ala della c.ompi.lazione, nè sono indicale nella Correspondan ce le c1rc0stanze rn cui fu rono scrilli. Essi possono ridursi all e seauon Li categol'ie: memorie particolari indirjzzaleda ~apoleone al Co~1ilalo ~lt salute pubblica; istruzion i redalle a nome del Comitato stesso per il .co'.nundanlo l'armata d'I ta lia e pei rappresen tanti del popolo in missione presso l'armata. Due sono le memorie, identico ~ l'at·"o1~ento: a chi le legge pel'ò con qualcheaLLenzione non possono sf:1ag,re alcune gravi differenze nella forma e nel contenulo. Proli:-s:i. poco ordinata, r icca di ripetizioni, la prima risente oli effetti delle condizion i non liete in cui fu scriLla : è lavorò di un ; r:ogeuista che mole a ogni costo persuadere e conrincere allri della Lontà e attuabili tà delle proprio idee. Premesso un cenn o ~u ll a si ttl:17.ione ri,;peUiYa delle parli guel'reggianLi, l'aulore si eleva a considerazioni d'indole econom ico-amminisLi·atira e geografico-strategica per con cludere che conviene appigliarsi ad una. energica offensiva. KQn contento ancora, torna a insistere sulla stessa cosa ricol'dando che è la guerra clic deve nudri re la guerra; quindi ricorl'endo nuovnmentc a considerazioni geografiche si studia di pro,are come sia conveniente operare nltravel'so l'Appennino pi ullostochè attraverso alle Alpi, e con ragion i nLtinte alla situazione militare djruoslrn come gio,i prima di Lutto separare gli Austriaci dai Piemonlc~i e accorrer qu indi su Cera e assedial'la. E qui ha paura di r iuscir troppo prolisso (paura del l'Oslo mollo giustificata), e si risel'ba di concreLarn in npposila istruzione per il comando dell'arm ala i modi con_~ui _rendere ~iù pronta tale sepamzione. Accennata poi l'opportu111La dr una dimostraz ione su Demonte per opera cli una dirision e dell'armala delle Alpi alto scopo di agevolare l'espugnazione cli Ce, a, t1.·att~ggia in modo larghissimo lo sriluppo ulteriore dolio opera2 10111, e conclude la, memoria colla enumerazione dei prMvedimeoti che si richiederebbero per mandare ad elictto il diseono · e proposto. La seconda memoria è lavoro d'uomo ornai sicuro del fallo suo:
A l'nOP0$1TO DI UNA HECF."1T8 PUIJ RLIC.\ ZIONE FRA:-!CE;,E
3'.z,t
non più discussioni, non più argomentazioni tratte dalla geografia o dalla situazione poli tico militare: la geografia e la situazione son o presuppo,;ti che è inutile rammentare; ciò cbe importa $0110 le conclusioni. rt pensiero procede nello, riciso, senza inciamp i, senza ripetizioni, senzn csi lanzc. La marcin dalla r iviera ligure occidentale a \'ienna è descritta ne':'-uoi periodi principalissimi; cosliLuzione di una b,Lse d'opern zioni moèliante il conquisto di Loano , Vado e Sarnna; in-.asione e conquisla del Piemonte mediante una operazione preìiminarc atl a a, separare gli Au slri aci dai Piemontesi; , conquisla della Lombardia, e fina lmente marciti convergonle su Vienna delle armale d'Ital ia e del Reno. Non è più il generale perseguitato, che per iscongiurare la sorte che deve sbalestrai-lo nella Yandea a comandare una brigata cli fanteria, reca in giro a guisadi mcrciàio ambulan le i suoi concetti strategici, offrendo]i nell e società e negli uffici ai po!enti della giornata.: è un generale che siede o sta per sedere negli uffici del Comitato, ed espone con piena fiducia di essere ascoltalo le p!'oprie opinion i intorno allo scopo e allo svolgimento delle operazion i. Ciò che nella precedente memoria ommetteva per paura di prolossillt, ora lo dice con breYiLà. non is,compagnata da chiarezza maravigliosa. « Deesi preferibihnenLe, con movimento successivo, e senza interrompere quello che ci l'Cnderi1 padrnnì cli Vado, attaccare il nemico, e obbligarlo, con una finLa sovra Sassello, a sgombrare Lulle le posizion i fi no a Montenolle Infe l'iore, e riLirarsi quindisu Acqui, od anco su Alessandri a: co nverrà allora, procedonclo per Cairo e )Iillesimo, impadronirsi delle alture di )Iontezemolo , nello stesso tempo che la divisione lasciala a difesa del Tanaro si avanzerà olLre Balli ITolo, investirà Ceva dal lato cli Garessio, e darà la mano alla divisione che lrovanclosi a ì\Jontezcmolo sarà la più vicina a Ceva ». La sicurezza dell'ani mo suo traluce quasi da ogn i riga, ma trabocca acld irillura nelle parole che a guisa di peroraz ione chiudono qneslo scritto. « Pochi progetti cli operazioni presentano risultali più vanlaggiosì e nello stesso tempo PÌLL deoni del co1·aa"iO cle' nosLri solèbti e deali alti desti ni della repubbli ca». [I piano d'operazioni approvatù dal Comitato di salute pubblica è comunicato a mo' cl'istrnzione ai rappresenlanli in missione e ai comandanti l'armata d'I talia e delle Alpi . E allora tol'nano in ca\npo i."')
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A PROPOSITO 01 UXA RECEXTE PGR BUCAZTONE rRA"'.'l'C l,~E
L.\ G!Ol'Ji'iEZZ.\. DL .NAPOLEONE I
le considerazioni d'indole politica, economica e geografico-sLrategica contenute nella prima memoria ci1:ca la convenienza. di umt offensiva a fondo . Chi deve esegui re il piano di operazioni fa d' uopo sia. informato degli intenti del governo: fra il capo dello Stato e il comandante dell'esercito deve sussistere perfena consonanza di pensieri e di intenti in torno alla. condotta generale dellct guerra. 11 Comitato di salute pubblica indica gli obb iettivi principali delle -operazioni, prende i provvedimenti di sua escl usiva competenza, come il rafforzamento dell'annata d'I talia. tolle truppe staccate da. -(1nella de' Pirenei, e lascia facoltà ai generali di prendere dal canto loro ·i provved:ìinenti, e conibinan le 01Jemzio·n-i con q-nella preci.sione, qnella 1·isol1itez~a e qHel seg1·eto che sono arra sicnra divoit.twia . n(a i supremi concetti direttivi di tali operazioni spella. sempre a.I Co mi tato detenn inarli . Trattasi infau i di due armate che deYono effettuare l'invasione del Piemonte, l'una come parte principale, l'altra come ausiliaria: è d'uopo perciò clie un'autorità ad esse sovrastante le meli a d'accordo e assegni a ciascuna il còmpito proprio . La faco ltà la.sciata ai due generali vuol essere pert<lnto contenuta entro ceri.i limiti: è il Comitato ch e indica a grand i tratti lo ·sviluppo dell e operazioni, det~rmina i momenti che !'.invasione del Piemonte dovrà necessariamente attraversare. Macodeslo interven lo del Comi lalo nell a sfera d'aiione dei comandanti delle armate apparisce più energico e più invadente nella istruzione speci_ale ad essi -comimica ta (11) . Sono indicate in 1nodo più particolareggiato le noi·me con cui dovrà procedere l'operazione specialmente da par te dell'arma.I.a · d'Itali a; è determinato il numero delle' colonne, la loro .(lirezione, la loro marcia; è stabilito il numero delle giornate e le operazion i da fars i in ciascuna giornata . L'osservazione da noi fatt,t intorno al progetto d'invasione del 20 aprile e del 20 giugno ri-corre con maggior ragione a propòs ito di,codesta istruzione. Certo -essa rivela. una conoscenza perfe tta del teatro d'operazione, e un .ingegno vasto e penetrante, atto ad abbracciare le operitzioni cosi
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uel Joro complesso come nei particolari più minuti, e a trascorrere rapidamente dalla regione de i principii a.Ila n~oltipli cità indefinit~ del le loro. applicaz.ion i: ma si affaccia sempre I I problema: come si potrà da I>arigi far fron te a. tùlti i casi i!np'.·evisti che ,~ccadono durante l'esecuzione d'un piano cl'operaz1orn ·r Non sara. forse causa di pericoii e di danni gravissimi questo intervento esercì:ato.c?sì da. lontano nella sfera cl"ctzione del comanda.nle dell'armata'? D1crnmolo fin d'ora; sarà lo stesso Napoleone, che, comandante l'armata, d'Italia, respingerà cosi. fatto in terven to. Il piano cl'operazioni formu lato da Napoleone ed approvato dal Comitato di salute puhb lica non piacque a Kell ermann che ~ov_ev~ .appunto eseguirlo. Egli, cosa natural issima, in materia_di p1al1l preferiva il suo, e quando gli ru.comuni_cat_o q'.rnl_lo de~Con;1tato _n_on seppe astenersi dal rno,,ere alcune obb1ez10'.n circa_ I opportun1ta e l'eseguibi lità .di talune prescrizioni ('I). Gli lu Lo Ilo il ~o mando del~ l'armala d'Italia e venne in sua ver,e Scherer. Ma pn a che questi potesse avere un concelto chiaro e_compl~to dell a situ~zi_on~, Napoleone lasciò l' ufficio suo presso. Il Com1LaLo, ~ d~po I f~t.t, de~ 4. -0Ltobre (13 vendemminio) al ComilaLo suci:esse il Diret.lor10, e Na~ poleone ebbe il comando dell'armata dell'interno. Sche_rer non s1 repu Lò più vincolato al piano di l\apoleone,_e _ne _fo rm_ulo uno yroprio che fu approvato dal DireLlorio (2). I iatL1~ tl1ta~·1 ~cca~lutt dal 23 al 29 novembre e conosciuti so tto il nome clt bat1.ag!1a di ~oan? si svolsero in modo conforme a questo pi.ano, nel c1uale spicca 11 1:oncetlo napoleonico della massa centrale opera.nte ~er Melo~n~ · ì\1. Settepani a minaccia della strada Savona-Car:care. (;lt Austnac~ furono costret.ti a ri Lirarsi su Acqui, i Piemontesi su Ceva: padrom ·delle testate del le valli cli Tanaro, Bormida e Orb,t i Francesi erano in grado di effeLluare la separazione delle due arma~e alleate;_ma Scherer sospese le operazioni. Fu questo folto che diede occas10ne e materia alla, noia N. 75 della Correspondance. La data p1·es11nt~ del 112 ottobre apposta all,t 110 La stessa, crediamo sia erra la. Infatti ( I,) re obhiQzioni d i 1çelle l' mann a l piano d i Napo leone trovansi negli Allegati al voi. T(, delle Memo·)·te di arassena ,·edaite dal gene rale Giova pcr_ò oss~rvare_che il pia no censurato dal com andante l'armata d'tt.ali~ d lfferisce 1n alr:um part1colan da q uello inserito nella Cortespon<lance, ed è soltoscn\to da Doulcet.
(1) Lo due i s truzio ni inserite nella CO?T espondance no n han no data precisa. Pare a -noi che debba essere invertito i l loro ordi ne cli inserzione, perchè l'is truzione ai coman dati le arm ate (doc. N. 52) non è che l o svolgimento d i alcuni conce_tti contenuti nella ist.-uzione ai rappresentanti del popolo e al coma.ndante dell"armata d'Ita lia ,{cloc. N. 53): questa Jl 9rt.an to d o 1•rebbe precedere queUa. ·
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(~) Kocu. Op. ci t.,' tom. Il, pag. 228.
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L.\ r; IOYl:Sl'IZZ.\
DI :-..\l'OL l~O:'<"E I
nello spazio di tempo checorse dalln. ritirala di Kellennnnn sul la I inea di Borghetto-Snntospi rito (24- 28 giugno), lino alla bntlaglia di Loano {23-.z9 novemb re), non accaclde alcun fallo d'armi a cni possano in modo alcuno applicarsi le considerazioni sv iluppate in qtÌesta no1a~ laddo,·e esse si alligliano perfettamente al la situazione creala dalla ballagli a di Loano . « Si é commesso un errore gravissimo, scrive Napo leone, non assaltando il campo trincerato di Ceva mentre gli Austriaci sconftLti erano ricacciati oltre Acqui. L'esito non poleY,t essei· dubbio, dacchè con 30,000 uomini auemmo assalito •I :j o 20000 Piemontesi >). No tisi che i Francesi erano appunto 30000, come rilevasi dalla tabell a di Jomini, e gli Austriaci furono effettivamente ricacciati su Acqui. « Perchè rnni, prosegue, la divisione Serrnrie( che si è trovata il giorno 3 a Garessio e S. Gi ovann i, cioò a meno di quattr'ore da Cev'a, e la divisione i\lnssena cli.e & stata fino a Cairo, cioè quasi alla stessa distanza, non hanno proftt.tato de!Ja villoria ? )> Serrurier aveva clurflnle l'estate occupato il colle ùelle Finestre e l'alta valle del Gesso formando la sinistra dell'armala d·Ilalia: solo nella seconda. melà tl'otlobre, dopo la cadu ta delle nevi ai colli, si trasferì colla propria divisione in valle di Tanaro e stah ilì il quartier generale a Orrnea: il 23 novembre (3 frimaio) Lrovavasi presso Garessio. Ora ciò basta a dimostrare come sia erronea la supposizione dei raccoglitori del carteggio napoleonico circa la data cli questtt nota. La quale è una ripeLizione dei concetti svolti nelle memorie precedenti, e contiene il consiglio di riparar all'errore marciando tosto su CeYa p.er l\lillesimo, Montezemolo e S. Giovanni. Impadronitasi di Cern, l'armala d'Italia, dovrebbè nel mese di febbraio marciare su Torino, presso la qual città sarebbe raggiunta da una divisione che scenderebbe pel 1'Ionginevra, non potendo le nevi che sbarrano i colli impedire il passaggio d'nn~ colonna che sia. certa di trovare amici e soccorsi nell'opposto versante. A ~h i poi desiderasse sapere come mai ~ apoleone che non aveva più. alcuna ingerenza ufrrciale nelle operazioni militari scrivesse note· di questa fatta, risponderemmo, col genet·alc Koch, che il comandante dell'armata dell'interno non cessò mai di mandare appunti e memorie sull'armata d'Italia al generale Charke direttore dell'officio topografico, e di conferire sullo stesso soggeLLo con Barras e Carnot. In prova di ciò basta ricordare un'altra noia clel ·I 8 gcn-
.\ PROPOSITO DI USA llCCEè\TE J>UllllLIC.\ZIOXF. FR,\'.'(CESF.
naio •179G nella quale Napoleone lameutcva l'inoperosilìt dell'armata d'Italia, e insisteva nuovJlmenLe sul suo prngetto di éiltacco clel campo trincerato di Ce\'U per marciare quindi sL1 Torino. C'è in codesta nota un 1,rano che non dee passare inosservato. « Poicli è in ILalia.la guerra é~ipende assolul.amente dalla stagione, ne segue che ogn, mese faccia d'uopo un piano cl'operazioni di verso. È mestieri che il governo abbia piena fiduc ia nel suo generale, gli lasci largo campo d'azione, e gli indichi solLanto lo scopo che dee cons~uire . Ci Yllole un mese pet· aYer risposta ad una lettera proren,ente da. Savona, e nel corso d'un mese tutto può cangiare )>, ()nello stesso ~apoleone che poche seLtimane prima pretendeva regolare da Parigi tutti i parti colari delle operazioni, ha ora mutato pensiero e s'è fallo partigiano della più larga iniziativa a fa, ore clel comandanLe dell'armata. È ravvedim ent.o1È intere~se'? Noi crediamo sia l'uno e l'altro. Forse cm già corsa qualche parola e qualche mezza prnmessa fra lui e Barras: Napoleone scnliYa l'odor clella preda e voleva aver li bere le mani.
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XXII. Tra le frasi che hanno fallo maggior fortuna crediamo debba annoverarsi la seguente: Giuseppina Beauharnais recò in <lole a · apoleone il comanclo dell'armala d'Italia. Ma questa, a quanto pare, non basta più oggicli: ce ne vuole una più rimbombante, e lo Iung scrive che il comando dell'armata d'Italia fu il frutto d'un mercato ignominioso. Non vogliamo discutere sull'ignominia di un matrimonio che fu il suggello cli 111t amore profondo e sincero, se si dee credere alla. signora di Rémnsat giudice autorevole e non sempre benevolo verso Napoleone. Ciò che non possiamo approvare si è il vezzo di lnsciar cla parte le cause generali, essenziali e necessarie clegli avvenimenti storici, e mettere in loro Yece cause puramente accidentali, disconoscendo in tal guisa l'indole e il procedimento della evoluzione storica e la giusta proporzione fra gli effetti e le caurn. Cosi è: si dimentica la situazione dell'armata d'Italia, che ANSO X'1Vltl, \'OL. I l,
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L.\ GIOYIXEZ7.\ DI X.\POLEO'.'/E I
da òllre tre an ni ch~edeva u_n genorale capace di condurln nelle pia1ture del Piemonte; ~i di menti.ca che c'era a P,p)gi un giovane di 21 ann i, che a Tolone, a Saorgio e a Cairo aveva' daLo prove splendidissime d'ingegno e di energiai che nresso il Comitato di salute pubbl ica ;ivevt1. climostrato ~~ conoscere n;iegli9 di 1qv~lsiç1,sj altro le condizioni' del teatro di 'g_uerra in J;w.ija,' e di po~sedqre concetti chiari, giusti e fecondi intorno all'indiri~o delle opera1.ioni; si dimentica o si tace che Talleyrand e Carnol avevan già di\'inato in quel giovaue l'uomo cli 1-i,el}ioJ e si vuol ~\lro a cr.~dGre che fnrono gli occbi langu icli e incantatori della creol1-1 Giuseppina, che indussero i governanti a pensare a Napoleone, e che questi piegò rassegnato il dorso alla. croce del matrimonio per ricevere dalla moglie la sp~da di comandante l'?'rmat~,d'ILalic"),. ITo, 11pp è un :volgare in\Tigo , di società, o un turpe mi stèro èli alcova chkschiude la via a Napoleone: il matrimonio è un incidente e nulla pii; l'origine Yera e sola 'del!a sua fortun a ,,uol cercarsi nel corso fatale dogli avvenimenti, nell e esigenze della si tuazione poli!.icr' ''f é militare, nel suo genio che 'già ha sprigionalo i primi lampi. Abbiamo accennato in <1uali circoc;tanze, con quali caratteri e inclinazioni si rivelasse codesto gen io: dalle operazioni n'assedio d'µn a piazza esso si è gradatàmente elevato allo più 1alte comlii1u\1.ionj deJJa. st11aL'tgi:J. I.l comando dell'armata él' ltalia l'IÙ1 tÒlto ornai alla quiete dello studio: è giunlo il momento dell'azione e il fabbricatore di piani di g.uerra, come lo chiamavano i snoi av,·er:;ari, è messo alla prova: è lui stesso che deve esegui1l i; oltre l'iogegrio rjchiedesi il caratlere per lottare villoriosamente contro quell'azzcirdo it cui l'fapoleone attribuisce tanta parte negli anenimenli militari. E il caral.lere fLL pari se non sup~riore all'ingegno. GiQvane di '27 anni ooveva farsi nbbicl irei da general i più anziani e sperimentali , e non gli riuscì dirficile. Racconta egli stesso· che, appena. assunto il comando, camb iò contegno co' propl'i subordinali: non fu più il buon camerata dell'anno 179/4-, allegro, cspansivo,'cliiacchierone, facile a tagli ar i ·panni addosso ai propri superiori: freddo, accigli alo, taciturno, pieno di sussiego, teneva gli amici d'ieri a giusta distanza. L'ammiraglio Décres che in occasione del passaggio del vecchio amico per Tolone si slancia per abbrù.Cliicirl(.), è arl'estato repen tinamente dall'atleggiamenlo, clallo sguardo, dall'inV
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flessi on o di ,,oc·e del generale. 'Sovero e -di poche pa-role co'suoi ge- ' nerali , egli fa ce~sare ben presto quella corrente di fami gliarità che tra superiori ed inferiori erasi ingenerala nell'arm,ata d'Italia durante i primi bollori dell'entusiasmo repubblicano. Ma non basta il contégh'o per còstitu~re l'ariforevolezza: essa dipende principalmente dalla aggiusf.atezza, dalla opportunità, dalla precisione degli ordini, e dalla energia con cui il superiore ne pretende la piena ed esatla osservanza. Ora null'a può dimostrare meglio dei .~ocument! contenuti nella Corresponélance come Napoleone adempisse a tal, condizioni. Egli è solo, basta a. se stesso, nè loli era che altri gli dia consigli o suggerimenti. Dumerbion non potevo, far nulla senza ,chiedere il }Ìarere cli 'Napoleone; K~lfermann e Scperer interpella1 vano ad ogni mo111er\ to i generali dipendenti, e specialmente Massena:-- egli non vuol consiglieri o suggeritori , odia quasi le ninfe ,eaerie che non mancano mai nei quartieri generali. « Ho . fatto la è> I ' campagna, scriv'éva il 11tmaggip4796, senza consultare anima viva: non avrei l'atto' nt1llb. cli 'buono se avessi dovuto conciliare con <JUello d'altri il mio modo di vedere »·. Ciòch'egli vuole, lo esprime con -eh iarezza e 'precisione insuperate: abborre per lo più dai preamholi, da.ne perifrasi, cla 'lutto quel convenzionalismo burocratico che a furìa di prego, di si compiaccia , clima, di se, di forse, inventat i proba.bilmente da ch i voleva scaricare su altri parte della propria responsabil i(à, non fanno ~ltro che d~st.ar clubi, oscillazioni, ptiure e ritardi in' c)1i deve eseguire gli ordini. In tntti i do-cumenti, anche in quelli ove si concede qualche cosa al sentimento delf'amicizia, spicca un tono di comando riciso, si sente l'uomo che prima d'ogni cosa vuole l'ubbidienza. Dovremo noi marayigliarci se davanti a codesti modi cli comando le cervici si piegano, l'operosità rinasce, e ciascuno sta al proprio posto e fa ciò che deve? 1
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xxm. Il periodo che corre dall'assedio cli Tolone alla primavera del 1796 corri.sponde ai primi albori clel gen io di Napoleone: la campagna del 4796-97 può paragonarsi allo splendido mattino. Lo
A l' R0POS1TO DI L 'i.\ RECENTI, l'UDD UCAZIONE FRANCl!:SE
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LA GIOVl'NEZZA DI :NAPOLEONE I
Iung ommette la narrazione di coc1esla campagna, e si con lenta di ricordarne i momenti principalissimi, rimandando il lellorn alla CoiurnSPONDANCE e ad ciltre opere rngguardevoh cli n,utorità ·incontestcita. Lo imite1:emo anche no i; nùj ]>oich,è I~ leUnra della Corresponclanc6 e di parecch i~ altr_e opere ci_ ha cçndotLi a_ c~uclnsioni -~ oindizi in buona parte chvers1da quelli à.1)1\0 hrng, c1s1 conceda d1 ; pendervi qualche parola. Le critiche c_he_i'egr~gio ~fficiale m_uove a Napoleone implicano ques~ioni grav1::;s1me d1 ston_~ e d1_sc1en~a mil itare, e noi vogliamo esamrnarle brevemente non g1a per '!Sman ia puerile lli polemizzare, o per giustificare in facc ia al pubblico opinioni e .viudizi profondamente rad.icati nell'ai1imo nostro, ma per protesta1.; in qualche modo contro la )nania delle demolizioni.' che finirà coll'u0cièlere negli inteHewi il :;enso della reallà e della misura. Quali sono i fattori essenziali delie vittorie Rapoleoniche? « Per intraprendere una guerra, e fa.ria felieeme~t~, scrive lo Iung_, fan d'uopo due cose: uno strumenlo adaLLo, cwe un buon eserr.1to, e uno scacchiere favorevole su cui si possa far manovrare l'esercito ,t proprio pia(l,imento . Ora quale strnmenLo più meraviglioso c~i· quel!? messo a disposizione del generai Bonaparte, quale scacchiere pm perfetto cli quello formato dall'alta I talia , ove monti e valli si piegano a tutte le comb ina1.i<rni stralegi'che e tattiche . d'un so_ldato di genio!. .......... » E che Napo leone avesse del gen,10, e che questo abbia l.lllre qualche parte nei risultame~ti della guerr~, l'a~tore I~ clìce dopo una ventina cli pagine e lo dice con e_nfas1, lasc1andos1 andare fino a proclamare Napoleone, non sappiamo con qua!Ha verità, il genio ·più marn:viglìoso e piiì 001npleto che si possa'IJedere. J\'la questo genio, così maraviglioso e oosì completo, a,neva bisognr> di uno scacchiere come quello dell'alta ltali a e d'un esercilo buono come quello che gli fu affidalo nel marzo del ;I 796, par condurre i'el icemente la guerra: i risultamenli olLenuti dipendono perciò, come cla condizioni necessarie, daìla natura del teatro cli guerra. e dalle qualità. deJl'esercito: a Lali condizioni spelta pertanto gran parte del merito che si suole attribuire a Napoleone. Tale è la conseguenza che deriva a fi l di logi ca dalle premesse dello Iung: ma codeste premesse sono forse acceLtabili? Basti rammentare come Napoleone conseguisse risultamenLi ugualmen te splendidi in altri Lealri cli guerra cli naLura affalto diversa da quello
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della valle del Po . Non tuui i teatri di guerra sono ugualmente .adatti aliti attuazione di un medesimo concetto strategico e tattico; ma o~ni terreno esioe un concetto speciale appropriato alle pecu" o • liari sue condizioni, ed è merito tutto dell'uomo di guerra trovare quel concetto, o qu~ll' insieme di concetLi che meglio si addicano a11a strul:liira geografica e Lopografica del teatro di guerra. Napoleone trovò questi cq11cetti e vinse: i suo i avversari non li trovarono -0 non seppero attuarli, e furono séonfitti. Il terreno è, rispetto all'uomo di guerra, ci'ò'che il blocco di marmo è per· lo scultore: Canova ne farà uscire le (?rrazie, un ar'Lista mediocre ne trà.tTt'.t qualche inisera sconciatura. Ciò èhe impo rta è il retto apprezzamento · del lerrenò; è, useremo le stesse parole dello fong, il co lpo d'occhio rapido e preciso, 'quella specie 'di ubiquità dello spirito, mercè cni il generale vea·e cJon1rique, ·di fronle, sui. fianch i; a tergo, e scopre gli-intenti e' le mosse de' :rnoi a vvcrsari. · Quanto all'armata, e alle sue qualità noi ammelLiamo volontieri che essa abbia, una parle impor'L'anti.ssim,t nell'esito deJila guetra. l\fa percl) è, clomat\diamo noi, quel l'al'lnat·a che so tto il comai:do di Dumerbion, Kellermann e Scheret\ non riesce per tre anni a sboécàre'neÙ~valle del Po, comandata invece daNapoleone, marcia di vittoria i.n vi ttoria da Montenotte a Leolien? Ma neanco il gitl-:dizio ,portato · dall o Iung intorno ali' an:1ata cl' l lali~ pare_a noi pienam'ènle confo rme alla veritit storica. E d'L10po pmna cli tut~o clistinauere clne· periodi nella esistenza del!' armala; determ11nat'e, ~ ioè le sue condiiioni nel momento in cui passò · sotto il comando di Napoleone, e l'azione che questi esercì tò nel seo-uitò sulle condizioni' stesse. Napoleone trovò un'armata aggu1rhta; solida, fidente ne' s11oi capi e anche mobile fino a un cerLo pùhto; era buona ih cornvlésso, specialmente se si paragoni a .quel!~ degli o.lleati. Ma i provveàimenti presi dal nuovo genera le fm dm p1·im i giorni in c'L1i assunse il comando; dimostrano che queste lrno1~e 'qualità erar1ò 'iti.1'pnùi bi l!tnci~te cla clifetLi P?Chi J~è tanlo leggen : Non sappiamo qual"va lore possa a.vere la testlll10111amm acld~l.t~ _dt c[n emigra:Lo francese~'l'ti.bate Dé Pons, il quale nel niese cli teDbraio del ,J 797 levava a cielo l'ordine e la disciplina delle tr uppe éhe "Bèrnado tte cònduc'eva a rinforzare l'armala d'Italia: cert:o è ~he -essa non infirma in alcun mod(l quanto , scriveva Napoleone sulle
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L,l GIOVINEZZA DI NAPOLEONE I
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condizioni 'cli essa annata. « La sitti1fzione amministrativa 'dell'armata è deplorevole, ma non disp~rata: sono costrebto, a, · minacciare gli agenti, i ~uali, hanno - rubato di molto .r.." >~ x< Ho ancora grandi . ostacoli dà sq.perare: l'arma-La. è 11in ,uno sta,to di miseria che fa spavento: ~a mtse~ia.ha.1.~ . utorizza~o l' indisciplina·. e senza disciplina non si ,:ince ,(6 aprile. A.796) ». Soggiunge chetra poco metterà . riparo iJ; tuuo, e-spe1;a che il peossimo .h.a:ttesimo di sang·ue laverà tutt~ le macchi@; ,ma il giorno dopo lè·vittorie. ' di· Montenotte e ·d.i Dego .è costretto si,, deploral"e çhe ufficiali e soldati-abbiano preso pet; s~ i cava.Ili e i 1n,uJ~pp;dati al nemico . L'orga-· nizzaz_ione di tutti i servizi del gen,io, gi sauit~, dei t1:asp0Tti, dei viv_éri è dovuta a ~apoleol).e: qp,ella mobilità che lo Iung aui·ibuisce· all'armata è o~er~.in g1;andissima,.pa~te 9-el, ~1t1ovo g~nerale. Ma: comul)que sia, !a bont~ iut1:inseca 1 delf'annatl} e, la·sua direzione· sono_ d~e cose essei1zialmente di~linLe: _l\n'annata~cc~llente può, se· maJ gmdata, essere sconfitta: Nap9leone ,trovò 1m',:wmata buona in molte.parti, la i;riigliorp in9ltre,- e ! (I. diresse:co1ne lui ,.~olo sapeva. Egli conosceva appieno lo slrumeuto che ayeva a m.aneggiare: non gli richiese di più di ci.ò clie poteva dqtgli, lo , adopt·ò bene, e neott~nne tutti gl i effetti che ne speraya: qtti sta. la potenza del genio .. Napoleone possedeva ciò che non avevano i Dumerbion, i Kell ermann e i Scherer: le circosl~nze in mezzo a cui xisse e opel"ò giovano sì, ma solo in parte, ,a sp iegare i suoi -successi : « è d'uop.o ricoràare che la circostànz~. più 'pl'Ossi_!na ,a lui è.lui, ed egli non b effetto ma causa anche nella misura . della sua mente e del su<> animo » (11). .
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coma:nùo,, ìJ..'senso morale,tefì·procedinienti po\itici . ·Allorà là niir-:, razione assume fi caratteri p'iu decisi tlella ì:equisi_tdria:_ Napoleone 1 è un grande cmlpevole; non può ''c'èrc\ire l'e àtteì:\hanti''nèlla s'ituazi?~e, n0n1ha :n~ssun coirtpViée u:òmin,i ~l{è J"e~P.ev~'.n? !, dt stm.1 della FraI)Ma: se. tiell1eserc1z10 dè'l com'ando olt~·e~à ~s·o 1 !1m1L1 à lui asseg,nati';1se neJ}iar-mata ·'eJhò tÙiStema· fa' Cdl'tuzione_,· e St-l nel campo delfa :politica· s•i mise sotto 'i pi'M~ ogni senso di oirnstit, la colpa è sua,, t:uUta· sua; ·ed è il fruttò 1élell'amoitibn1e smodat~i', e della ,mancanza, -a:ssdluta di sensd·morale. - Esami'niaiho part_itamente i tre cri.pi cl'·accu-sru e cbminciamo da~quello che Locca t: i'apporti foa Nwpoleone ·e1l Dire'ttòrib. È'i1oto che li E> ir·ettcii:io trovò ar-. 1 rischiatei e poco attua1bili Jle it1eerespresse' da 'Napol~orie dop o l'armistizio. di Chetasco s'ulla hlre\11ore c6l1cfolth della'. guena', e I eh~àl disegno da lui• proposl.0}1 d·ì p roségnire ··l'b.lÌensiviL' éonlro gli Austriaci, 'e mareiare poscia SU 'iVienntl '<li coh1>e1·va coll'armata d~f Reno; contrappose ì11p'rogetl'o di dividere in du.è' l'armata. cl' it.Mia, lascimme una,parté' sotto Kel11erm~ùn firi Lombardia a fronieggiare• gl1 Austria:ci, mà,,ndare·il resto coi1' -'Napb1eone' ·a rivdluziÒna/·e e sottometteI·e il cènlro e il mezzodì. dell'fo:/Jia. Nlìp()leone, èom'èra . j· diritto e dover suo, mosse al'cuné obbieziohi -gravissime al progelt() del Diretto1;io, 'progetto clre··cambi'ava Hi.ctic(llinente· quello· da lui esposto, svi luppato, e ch:e, i1òtisi bene, era stato.' approvato prima della sua parrenzwda Pa1'ig'r': il Direàorio si arrese alle ragioni addotte da Napoleone, le_quali acquistavllno màggior peso dopo _la vittoria di Lodi e l'ingl'esso dei Fl'ancesi a Milano. Fu pusillanhn ità, sentenzia lo fong, e il Direttorio ne st1bì la pena. Dopo questo fatto le pretese e le accondiscendenze si segu irono senza posa;·l'audacia · dell'uno crebbe colla pusillanimità dell'altro, e Napoleone sostituì ovnnc1ue e in modo as,;;oluLo la proprja volontà. a quella del Direttorio. E in ciò v' ha qua lche cosa di vero; , ma conviene ricordare che l'assurda pretesa del Direttorio di regolare tutto da Parigi non poteva non provocare una risoluta reazione da parte del comandante l'armata cl'Italia. <e Non era poss ibile a que't.empi, ripeteremo col maggiore Chiala, senzà ferrovie e senza telegrafi fat; sentire suffìc1entemente l'azione governativa in un teatro cosi lontano senza che ne sorgessero contrattempi, contrasti, ritardi. Il generale si trovava ad ogni momen to innanzi a problemi d'indole mil itare, politica e
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XXIV. · Questa verità, quasi dimenticata nel giudicare la parte tecn ica, ossia le operazion_i militari della campagna del 1'196-97, è dallo Iung invocata tacitamente allorchè gli accade di toccare' la parte ch'ei· ch iama filosofica, e che concerne le attribuzioni e l'esercizio det (1 ) BONGHI. - Nuo va Antologia -
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15 otLobre -1882.
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,\ PROPOSITO DI UNA RECEI\TE l'UBIJLICAZIO.XE FRA1\CESE
332
LA GIOY l :iEZZA DI l\"APOLEO:'.liE l
diplomatica, i qual i bene spesso richiedevano una pronta s0luzione ed era quindi necessario ch'egli ne assumesse l' iniziativa: i mezzi di trasmissione del pensiero erano allora troppo lenti perchè le istruzioni del governo centrale giungessero in tempo; e il-trovarsi questo lontano dai luogh i, non gli lasciava discernere netLamente la siLuazione, epperciò anche le sue istruzioni non dovevano riuscire nè troppo chiare, nè troppo a_datte alla situazione del momento » ('I). Le condisçendenze del Direttorio e le pretese di Napoleone sono il portato necessario della situazione: p'iuttoslo che uomini pusillanimi noi scorgiamo nel Direuorio, nomini costreui dalla for'za irresistibile degli avvenimenti a cedere dinanzi al genio di Napoleone. Sarebbero stati pusillan imi nel solo caso in cui, vedendo Napoleorie vol"ere a danno della Francia l'ini"iaLiva concessagl i, non lo avessero ;rontameme e risolutamente fermato nella sua via. ì\fa non fu il caso: l'iniziativa impos(a dalle circostanze non fu forse mai adoperata jn modo più splendido per conseguire lo scopo ultimo della guerra. Passiamo al secondo capo d'accusa. « L'armata d'Italia diveniva a poco a poco un'armata di pretoriani. EraNapoleonechedi proposito deliberato ,voleva qiiesta aberrazione dello spirito m;ilitare .•.. Egli pcvrti1Ja da questo vunto di vùila così falso e dannoso per gli uomini gùi1~ti al poiere, che capi co1·1·ott-i son 1Jiù lig,i clegli onesti e cl~gl~ indipendenti» . E a prova di tutto ciò lo Iung cita i 1.1rnclarni dt Napoleone e le clep1'ecla.zion,i clegH ufficiali, e per deslare più viva impressione nell'animo del lettore, Mntrappone al primo prodam~ di Napoleone ali' armata i proclami di Roche e d'i Kléber. Anche no'. ci sentiamo confortati e nobilitati dalle parole spiranti alti sensi dt moralità, di pa.lriottjsmo, e di dovere mil itare; e all'ud ir invece Napoleone che si appella al bas~o interesse e all'amore delle ricchezze, ci par quasi 'di ripiombare nel mezzo delle compagnie di ventura. i' fa dobbiamo anche domandarci quale effetto avrebbero prodotto Je nobili parole che infiorano i proclami di Hoche e di Kléber sui soldati dell'armata cl'Ital ia, ell e laceri , scalzi, mal nudriti combattevano da più anni sulle ci ine delle Alpi e dell'Appennino_Nessuno eonosceva meglio di Napo leone queste condizioni, e il suo proclama ne è l'eco fedele . È, non v' ha dubbio, un proclama (l)
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CHI AL A -
sunto ùi lezio71i siilla c,impa.9na del l79ò- 97 fa Ilalia. /
333
,cbe p(l.re rivollo ad un'orcla di predon i piultoslocbè ad un esercito di naiione civile; ma la responsabilit,\ risale più in allo; appa1·tiene in grandissima parte all a nazione che no~ dava ai,propri soldati il necessario per vivern , e adottava come principio fomlamentale della sna amministrazione militare l'aforisma cbe proclama la necessità. di nudrir la guerra colla guerra (11) . Nella Memoria presentala al Comitato di salute pubbliea nell'e·state del 1795, Napoleone aveva addilal.o come una clelle ragioni più gravi per procederé ad una ardita offensiva, la convenienza di sgravare la Francia dal l)eso della sussistenza del l'armata, e il Comitato prima, poscia il Direttorio avevano acceuato le proposte di Napoleone. Ma. ness1mo, meglio del coma11clanle l'armala d'Italia, comprese la neèessità. di regolare l'applicazione di codesto principio: dal complesso dei documenti emerge chiaro il concetto seguente: è il paese invaso che deve provvedere, mediante requisizioni, ai bisogni dell'armata; ma la determinazione e l'amministraz ione dei provenli delle requisizioni spetta escl us.iYamentc al comando supremo e ai suoi ugenti delegati. Le cond izioni anormali dell'armata, che si vogliono spacciare com.e creale e aggrnvate di proposito deli~eralo da Napole~me, preesistev;rno all'epoca in cui egli assunse d comando : il fatto è, se non si vogliono considerare bugiardi o inventati di sana l)ia.nta tulli i documenti ul'fìciali, che egli adoperò lutti i mezzi per far argine alle tristi abitudini di indisciplinatezza e di rapìna che trovò profondamente radicate in lutti i gracli della gennchia. Fra le numerose testimon ianze che sn lal proposi lo ci fornisce la conispondenza. ci basti addurre le seguen ti. II 22 a.pril e, appena posto il piede in PiemonLe, impal'tisce ordini severissimi a Massena e a Laharpe, affìncl1è faccian cessare le rapine cla parte delle loro truppe, le richiamino alla disciplina e al rispetlo delle pt'opriel.à., e stab iliscano il massimo ordine nelle requisizioni. Ma jn seguito a nuove informazioni il male dovette parere ben grave, se Napoleone s' indusse a dare il seg1rnnte ordine del giorno all'armala: « Il generale in capo partecipa all'armata la propria soddi-
(I J J1 sig. Iung ommelte cli ricordare che il pl'Oclama riel 26 marzo n_ou è autentico che le par ole • ricche 1wovincie e grandi ciltù. sa,·an_110 1_n vost,·a bah.a » fui·ouo In · teqiolatc posteriormente. {V. Jotmtal des Sciences "11l1tmres tom . XtX-1878).
33,i
A PROPOSITO DI t;NA 1\ECENTE P(JDDLICAZIONE FRANC~~Sls /,A GlOVINEZZA Dl 1'APOLEONE l
sfazione per il suo ,;alore e per le vi ltorie che riporta .orrni rriomo· egl i . è_ inorridi_to della'. 1:api,~a. sp~venl.osa a' pui ._s'~?llan4pnan~ uomm1_ perversi, eh~ non raggrnngono i -propri,corpj che dopo la battaglia per commettere·gJi ·eccessi più di sonoreyòli per l'armata e per la Francia. ' <' I ' · I l J . Ore1ina p1\rtanto: 1 IO Al generale, capo di stato.,maQ'oiore di {aro li 'entro G>4 ore· vl:> I"' • > I -"! ' , ' un rapporto sulla condotta ·1noi'ale cle~li àiutanti o-ènerali , e' deo-li 0 . 1·I addeLti • allo stato. maooiore-' i:, ' e al tr1. uffi eia •,ro I • •J f vo i \ t J ,:.. generai! dt d1V1s1one trasmetteranno, entro 24· ore, a~ generale in capo, una mem.orìa. sulla mol'alità deo'li .nfficiali supe. '. I . J ·1 I I ' o r,: ) r101'1 e 1e sono sotto t loro ordini dal ~rincipio della campagna; 3° _Il com1~i ss~rio. 0réiinatore farà IQ ~t~~sqJn.pjpp,;'t~ $ll Ila con dotta dei comm1ssar1 d.1 guerra· . • !1: 0 I. capi ·a'. brig,at.a e _i capi di oattdgÌi'one's i 1:i~~l'.ra~uo pi:essc; 1t. r1~pett.1vo generale .d1 bn~at~., e faranno ,una 1 ,101.a ÌEcgli ufficiai i di ciascuna mezza brigata, mchcando la condotta morale da essi tenuta dopo incom inciala la ca~pagna: il gèQen1Je cl\ brigatf r.im,el.lerà codesta nota al generale di divisione coll'aggiunta delle proprie osservazion i. Ai generali di divisione è falla facoltà di destit;ire e anche i~1viare in arresto al forte d'Antibo gli u(ficiali èl~e · avessero col 1 loro esempio au'lorizzota l'orribile rapina consumata da pare~chi 1 ~ ' • • giorni. ' È fatla facoltà ai' generali di divisione cli .far rr;cilare i~mediaLamente, a seconda delle ci rcostanze, gli uf(ìciali o i soldati eh~ coll'.es~m~lio eccitassero gli,altri alla rapina, distruggessero con ci~ la cl1:;c1plma, provocassero il disordine nell'armata e ne compromettessero la sicurezza e la gloria ...... '>. ' )fa la situazione non diventa guarì migliore, e Napoleone cforante Lui.lo il mese cli maggio è costrellp a rivolgersi or all'uno 01, all'.altro dei comandanti, per eccitarli a por riparo ai continui disor~i~i ; '."i.nnova l'ordine.del giorno del 22 aprile, e « non più riguardi ne indulgenza, egh esdama, a favore di gen te data al delilto ». L,8 giugno, dopo rico!'date le prescrizioni dell'ordine del 22 apri.le all'armata, soggiunge: (< È vietato ad OO'ni militare am- · . . \ i? ' m,mstratore o agente qualsiasi, di levare alcuno tributo, di qua?:)
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Iunque genere esso sia, sugli ahi tanti e sui comuni, salvochè n'abbia avuta legale autorizzazione dal comanclante in capo o da altea autorità competente. Chi,mque.si ,arbitrerà cli .esige1~e cont;·ibuzioni, in , danaro o d~tTate, sà_rà arrestato 'e p,trnito da un consiglio digt1erra 1t tenore di légge »_. te requisizioni [trbiwn·ie e le estorsioni continuano però sempre: il 30 agosto è costt'ello a,creare una Commissione coll'incarico di rivedere ed esaminare tutti i buoni di requisizione '(f l'impiego dei generi requisiti. « Abbiamo. conquistato l'Italia, aggiungeva Napoleone, per miglioral'e ]~ condizioni dei suoi popoli;_ abbiamo_stabilite con[ribuzioni per garantire la nostra conquista e offrire un equo compenso alla patria e un premioal valore dei soldati; ma giammai ebbe il Governo l'intenzione di . ' ' 't ' '.-tUtO_mza!'e gh 'abU~J e le SCf nclalos~ estorS\OI1i commesse da parecchi 1mp1egat1 a.I seguito déll'al'mata Y- . «So_no attoriiliato da ladri, scriveva il s~gU.~nte. a! Direttor~o »; e poco iqpo ei:(l. costretto a depl0rare ,nuovi cl1sorct1m e _nuove rap ine corn,mes?i ne: Tit'olo dalle divisioni · VauBòis Massena '. , ' . ' . ' Non ,,ogliamd lholtiplicare più ohre le~cit4zioni ,per no;1 abusar:~ della pazienza del lettore. Ma ci sia lecito di chiedere se cosift'altoJinguaggio possa concil iarsi col propos'ito deHbemto di corrompere e demoralizzare l'armata per averla docile strumento a colpevoli etenebrosi disegni. Lo sappiaJno iì:ncbe noi che . ad onta dei severi; provvedimenti pres i da Napoleone 1si seguitò a rubare in basso come in alto, ·e parecchi generali aécurnularono grandi ricchezze; , ma questo fatto dimostra una cosa sola, che il male era ribelle a, qLrnlunque cura. Nè poteva accadere altrimenti; l'esempio veniva: dall' alto; Napoleone raccoglieva milioni e spogliava ~hiese e musei• delle migliori ope're d'arte per mandarle al Direttorio che le accettava di bopn grado; i suoi dipendenti ammassavano ricchezze e· le tenevano per _sè; la demoralizzazione dell'annata ern il prodotto, inevitabile della massim,J. seguita dalla Francia re1mbb licana; la· . guerra nudriva la guerra, e nella guerra fermentava il lievito della immoralit1t. Nèl giudicare la politica di Napoleone durante la campagna d'Italia, noi vogliamo mostrarci vel'so lo Jung arrendevoli fino all'ingiusbzia. Ammettiamo pure che l'assoluta indifferenza dei mezzi, le ambagi, le t.ergi,,ersazioni, le menzogne e gli inganni' costituìe
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336
l,A GIOV IKBZ ZA DI NAPOLEONE l A PROPOSITO Dr ljNA RECENTE PU8B LlCAZI0NE FRANCESE
.scono il carattere fondamentale della condoua politica di Napoleone; ammettiamo pure per poco che la poliLica napoleonica sia una pol,iLica a partita dçippia, e che rnenLre ,i suoi aui palesi rassomigliano a carezze, il pensiero occulto maturi invece una minaccia o nna spogliazione: eh.e cosa dimos.trnrebbe tuLl0oiò? Una cosa sola, a parer nostro, ed è che .i procedi men Li. poli Lici di Nappleone non erano in nulla diversi da quelli in voga ai suoi tempi, e ch(f l'uomo che seppe cliscthindere nuo:vi orizzonti all'arLe della guerra, non potè o non voll e in materia di arte politica uscire dalle consuetudini, dalle Lendenze e dai mezzi della diplomazif.l dei siw i tempi. Ma non è a qu~sta stregna·che si dee gindicare la sua condotta poli tica ; fa cl'twpo invece l)Orte la questione in questi termini: ebbe o non Napoleone un concetto giusto e preciso dello scopo ~ll~imo da conseguirsi ? Deyiò forse da codesto scopo, avverò si sLndiò. di conseguido con. tutti i mezzi che gli erano consentiti di)lla situazione? Lo consegui Lotalmen te o solta,n to in par-Le 1 Per risolvere sjffaua. -questione sarebbe mestieri riandare tnUa 1~ parte politica della campa,gna., fa tica non litwe di ceno, e che no i vogliamo r isparmiare al lettore. L'esame minuto e paziente dei fatti ci condurrebbe arispondere affermaLirnmeule ai , quesiti sovraenunci ati, e anche intorno a.i mezzi adoperali da Napoleone i nos tri giudizi sarebbero meno recisi e meno se, eri di quelli dello Iqng,
_337
fra con~rusli d'ogni specie; è oosLeetto ad ubb idire a impulsi spessissimo diversi, a subire gli intlussi di elemen Li il più delle volle contrari alle ingenite sue tendenze; ma esce wmpre vittorioso dalla lotta, e in mezzo al furioso cozzare degli elementi più d(sparali la sua individual ità emerge sempre netta, e spiccata,. GoncloLto ancor fanciullo in pa,ese straniero, costretto a viveretra compagni che lo deridono, egli si sprofonda nei sogni , cerca nello studio un sollievo alle sue torture moral i. Ma la dura, la inesorabile realtà picchia sempre con Lena.ce insistenza alla porta della sua anima solitaria, nè gli giova in modo alcuno perdersi nel mondo clell.e asLrazioni, e pascersi del vacno sentimentalismo di moda. La rivoluzione gli dischiude l'arringo della vila, ed egli col fardello del suo patr10Llismo angusto e feroce si lancia in. ~1e-tzo ~d éss_a pieno d'ardire e di speranze. Non ne raccoglie elle d1smga11ni, m_a, 11 suo· animo si è trasforn1alo; ha rinunziato agli ideal i del feroce isolano })er correr dietro ad altri ben più vasti che la rivolurz;iofl'e gli fa balena.re dinanzi alla mente. E allora trapassa dal c~impo della politica a quello della guerra; t:agitalore pop~lare ~ive~La s~lda~o'. e lo sfortunato mestatore poli tico ritorna ufhc1ale d1 art1gl1ena. (:rlt studi svariati e la dura esperieHza non ~ono sta.Li per lui infrulluosi, aiaochè hanno dilatato l' oriz·w nte delle sue idee, infranti i cancelli del tecnicismo aoausto ed esclusi vo, e abitualo l'animo suo a na~ viaare nel mare i~fido delle passioni umane. Spuntano i primi alb~~·i del aenio : Napoleone pensa col proprio cervello, risolve colla propria :olontà, ma in quel cer"Yello e in quella Yolontà si 1:acc~gli_e e si concentra r energia inlellelli va e morale della Francia n voh1zionar-ia. Comandante dell'artiglieria all'assedio di Tolone, organizzMore della difesa delle coste meridionali, e quindi coman~lante dell'artiglieria presso l'armala d'Italia, passa dal!~ guena d'assedio alla guerra campale, esce dalla sfer~ della propr~a arma, e nei pi ani d'operazione per l'n.Uacco di Saorg10 e per_ la d1_scesa su Cuneo invade il campo della logislica e della gran tattica. On a\Lro pa::;so, e spazia sicuro e ardimentoso nel_le reg'.oni della .stra~egia ~ delhi politica della guerra; nelle memon e sull a~mata d Il~lia egl~ disegna un intero si.sterna di operazioni,. ~ add1~a la soluzione dei problemi più complessi riguardanti 1~1 poh~1ca e l arte della_ guerra. Ma le stupende auitudini del suo animo SL sono finora rivelate a
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xxv. E qui ci formiamo . .Nella .campagna d'ltalia N~1poleone \1a acquistato la piena co~cienza del proprio valorA, e il vago presentiment.o dei suo i destinj ; l' istinto deJla grandezza lo trascina per poco nell'Oriente; ma i suoi sogni dil eguano daYan~~ all a in.domabile realtà.. dell a situazione; ed egli ri torna in Francia, afferra la diLt.at.ur·a, si fa legislatore e.guerriero ad un tempo, generale e capo dello Stato. L'abbiamo accompagnalo dalla infanzia tribolé1ta .alla . giovinezza riboccante di .vigore e di speranze: q1rnle immenso e tenac'e .lavO L'ò in quell'ani111a per giungere a tan ta altezza ! 11 suo ge~1io ,si svolge
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:338
f, A G!O\'l~EZZA 01 NAl'OLEONR T, A PROPOSITO Df UN,\ HECEN'l'E ECC.
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-sbalzi, disgregate, senza coerenza. È'.[a campagna del 11796-97 che -ce le mostra riunite in un complesso armonico, non mai turbalo in modo sensibile dal soffio delle passioni: il.generale, l'amministra4ore, lo sl.atista a;rmonizzàno é si fondono lin una sola persona. A ,qual pro ricordare gli intoppi, le miserie grandi e piccine, le fnr ·berie, i raggiri, le debolezze ond\Heminato il lungo cammino per-corso~ Tultociò giova a dimostrare che Napoleone è uomo come noi, -che ba come noi i suoi vizi e le sue passioni . Ma se vogliamo dei -casi di pa tologia.1norale . non fa . bisogno di tornare indietro fino a. Napoleone: ne ab'biamò~tanti e-tanto' gi'avi in n{eiiò a noi'! Conviene .assai meglio studiare in lui ciò che non abbiamo no i, il genio possente e le svariai.e sue manifestazioni. Uno dei caratteri principali .dell'uomo di genio si è la facoltà di trascorrere rapidamente dai principì alle applicazioni loro più lontane, e di cogliere a traverso fa. infinita varietà degli accidenti il'.nesso tra gli erfetti e le cause. Il _gen io compie quasi istantaneamente ciò che in un ingegno comune richiede lungo lavoro di analisij è~ è co~13~ta rapidità e sicurezza -di intuizion( che,solo può ind,icaret le ragioni di quella ricca e svariata eredità di concetti ohe il genio_ trasmette dopo il suo tramonto. alla posterit~t. Il tempo ha g:ià travolto inesorabi lmente nell'oblio · .parecchi fra i conceui _di Napoleone: qualcl1e parte del suo sistema -di guerra,non è .più in a1•ruonh1, con le•-mntate condizion'f politiche, ,socialj eJnilirLari: ma quanto resta ancont'di vivo e di attuoso, quale -r icca messe di idee sane e.positive nelle memorie sue e de' suoi tempi I Sarebbe folliR p1·eténdere di imitarlo ne' suoi voli rapidissimi: nia , chiunque può col la pazienza della riflession e dell'analisi ripetere il lavoro che egli ha compiuto le molte volte per via di s·emplice intu_izione. Necessari.o fondamento a quest'opera altamente educativa parve a noi lo studio c1ella vita di Napoleone; tàle è la ragione che -ci indusse a ricordare, colla scorta dello Iung, il periodo di, essa ·:vita meno conosciulo, ma non perciò meno jmportante.
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I seauent.i . Specchi ~ e' .B , ai quali era stato rimandato il lettore, ,dànxw :\1 ,1° là, con1posizioné dei nuovi teggimenti territoriali di fanteria, col numero degli ,lntichi reggimenti di 'Jineà· e ctei battaglioni di milizia che. li compongono, più a.Jcune iudicnzioni su lJa uniforme, le quali giova110 ~ far ·distinguere a prinl'a vista la nazionalità del reggi;,,·en to; il ~0 )a cpmposizioue delle nuove divi~ioui ten!to~·iàli ~i nrtiglicria ,da fortezza, poll;:I cl_islocazione delle brigate, ed 1 d1stre~tt ~'eg~ · ,gimentali di fanteria, assego,ati aèL ogni divisione per le operaz1ont di nit;lutameuto. ' ) (1) Vedi puntata di febbraìo;
SEVERI.NO ZANELL I
Maggiore nel 81° reggimento fanteria.
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SPECCHIO A. Reggimenti terl'itoria.li di fanteria . REGGIMENTI TERRITOHIALI (in ordine di precedenza)
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NU~!E.RO
CO)[POSIUONE
Nome
col numero degli antichi reggiment.i di linea e dei battagl ioni di milizia che li compongono
che portano
UNIFORME
E SEDE
del distretto reggimenlale
Colore Disegno Colore delle mostre del ricamo per c\~lla dell'uniforme gl i ufficial i n111lormc
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)) ). (Ediuburg Light Infantry Ì)lilitia). - (non ancora formato).
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1°battaglione- (2° reggimento). The 2.0 )) - (20 )) ). Queen's » (2° Royal Surrey Mi(Royal West Surrey 3° . litia). · regiment) 4° » - (non ancora formato).
Scarlatto
Turchino
Il cardo
Scarlatto
Turchino
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Scarlatto
Bianco
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Glencorse
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1°battaglione - (3.0 reggimento). The Buffs 2,0 » _ (3· » , ). (East Kent 3° • -(EastKentl\+lilitia). ,i, 0 » - (East Kent Militia). regimcnt) \ 1-.- ,- - -- - - ' - - -
The . King's owu ( Royal Lancaster regiment)
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·1°bau.aglioue- (~ reggimeuto ). 20 )) - (60 )) ). 30 ,, - ('1° Wanvi()k Militia). >) (2° Warwi.ck MiliLia).
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Royal Fusiliers (City or London rr-giment)
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•1°battt1glione- (7° reggimento). • - (7'? )) ). • - (Royal Wflstmiuster iWil itia). ,j,o )) - ( R.oyal London Mi. litia ). - (Royal Souih Middlesex Mi1itia). ))
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col numero degli antichi reoo-imen ti di~tretto di linea è' dei battaglig~i rr"oinwn tnlc di_milizia che li compongo:_ _] ___ r-" ___ 1 ·1° battaf( lione -(8°reggiment.o). - 2(· 3°
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The ·1° lrnttagl ionc- (50° reggimento) . Queeu's Own 20 » -- (97o )) I ) . (Royal West·Kent 3° » - (West I<cnt l\:lilitin) . ·regiment)
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(5·1° reggimento). 0 " (•J.Oti ) . (.JO WestYorkMilitia). I (Non ancora formato) .\ (58° reggi n,ento). (85° " ). (Sh1:ops'.1i rf' _Mi_litia). (He1clo1cl Mrl 1t1a).
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1°bauaglionc- (63° reggimento). 2° >I -(96° » ). :Jt) » - ((1° Royal Lancas hire J\Iilitia). ,~· » - (6° Royal Lancashire Militfa) .
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1 1°buttaglione- (M 0 reggimento). The 2° »· - (H8° » ). Pri11<:e of Wales's :3° ,, - (2.° Kiug's Owu Staf(\\orth Staffordshire ford Militia). rcgimcnt) ,'i.11 » - (3° King's Own Sta ffonl )Ii litia) .
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(72° reggim ento). (780 )) ). (llighl and (R.i lle) ~tiJitill) . (Non. ancorn formato) .
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Seaforth 1°bu uaglionc :;20 • Bighlanders (Ross-shire Dull':-: 3° » the Duke of A.lbany' s) /1.'' » -
La rosa
Il
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The llighlancl Ligh t I nfaut.ry
Rinnco
Ponrofract
( i\on ancora fo rmato) .
·1°hatt11glioue - (u8°reggi rnento). 20 » _ C,I06o » ). 30 » - (1o Durham Militill) . 40 >> _ (2o » » ).
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Ginllo
Jl cardo !
- (Non 11 nc:ora form:ito). ·-·
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Colore Colore delle mostre del· ricamo dell'nniformel d~Jla per I umlorme gJ; um,;,i;
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Co.11Pos1z10NR IIcol numero degli antichi rerr"irnenti di linea e dei. I.Jattagligrii I
I
SPECCHIO
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1 Tbe Qneen's Own 1°lJa1tagli<•nc -(79° reggimeuto). Cameron 2,o » - LHighland (Ligt InHighfanders fantry) Militìa].
1
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s~wl"to ' 'l'urch;uo
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(83° reggimento). (86° )} ). - (Rovai North Down ~f ili tia) . - (Royal Antrim ~iilitia). - ( Royal South Down M.i litia). - (Louth Militia) .
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(Armagh i\filitia). · - ( Cavan Mili tia). \ (Monaghan Militia). ,
2° 3°
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The Cormtmght Rangers
4°bauaglione- (SS 0 reggi'men&o). 2° l> (9i 0 Il ). 3° » -(South Mayo Militia). fi. 0 (Galway Militia). " 50 >) .:.... (Roscommon Mi li tia). 6° )> - (North Mayo Mil itia).
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Turchino
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,1°battaglione- (9 1° reggimento). }) - (930 » ). . Princess Louise's 20 3° ,, - ( Highland Borderers (A'rgyll Militia). and Sutherlaud 40 » -- ( Royal Renfrew MiHighlanders) litia). . 1
91
Giallo
Il cardo
Stirling
- ---·- -- - - -- - --- - -- - -- - -+ - - -- --+-- - - - f-·-- --;-- - -- - 11 ,t 0 Jmttaglione- (Rifk Brigade).
The Rifle Brigade (Tlre Prince consort's own)
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(Queen's Own Royal Tower Harnlets Militia). ( Hoyal Longford Militia). (King' s Owu Roya ll Tower Ham lets Militia). (Leitrim Militia) . (Westmeath Mititia).
Deposito Winchest.er
Verde
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(Segue) rnwcmo A.
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R.EGGTMENTr TERRITORIALL (in ordine ri i precedemn) _/
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CoMPOs 11.1 0~.r.:
col 11unwro degl i ~ntichi reggimenti dt ltnc11 e dei battaglioni di rn iIizia che Ii compongono
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The 2ò Prince or "W:lies's 8° Leinstcr regim ent. 4° (Royal Canadians) 5°
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(South Cork Mi liti11). _ ( Kerry ì\'.lili tia). (IloyalLimeri kCountv Mil itia) . .. i
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The Royal Dubli11 Fu,;1\ier:;
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1°1H1U.ng-lio11c- ('102P reggimento). · 2.• " - < J 03" » ). I :J<> » - (.Kildare Militia) . 1~'' )) -- ~ Royn l Duhlin City
Turchino
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·1oi l'faag
1\Iilitia). (D111.Jliu County i\li-
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11 ttifoglio
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lilin).
SPECCHIO :-1:1. Divisioni territoriali di artiglieria da fortezza. I
DISTRETT[
mi litari
COMPOSIZIONE
DIYISIONl tenitoriali
HIUGA.TE
I 1
a1v1s1one
per le operazioni
delle divisioni
di
Il
reclutamento
5 Newcastle. H York. 1 ,15 Bevedey. O Leicc.·ster . . 1c nel Regno Unito . · ·19 Richmond. I 3 nelle Indie . · % Berwick. I 2 nelle colonie . . . . . Durhnm Artillery Militia . • . : \ 33 Halifox . r:arlislP. Nort.humberlnnd Artillery i\'lil itia · ,% 1 ,5 Derby. Yorkshire Artillery Mil itia . . · r~s Nortliampton. 5,1' . Pontefract. 65 / \ 68 Sunder]all(l. 1
1
j
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1 i
p . . Distretto divisione del. Nord \ (· t" bblt' . . ) 9. a itg~_ta) e11e t ort hern ()1v1s1on (N cl el Nord \ 2." brigata (Northeru Di~t.rict.) Deposito f 3" · " Ncwcnstle \ 4,• "
I
Distretti reggimentali di fanteria asseg_na_ti. a,l ogni
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Il
DISTRETTI
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militari
territorial i
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::;pi;;cc1110
DislrelU reggi meoéali di fanteria assegna ti ad Oi:DÌ div ision e per le o pcra<zioni
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BRIGATE
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delle divisioni _
,, _ __ _ __ _ _ __ __
di
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recl utame nto --;..1-------
1
I
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11• divisione , Distreuo del Nord ( Northern dislrict)
Lan~'.,s!1ir:c_ (Lal_l ~a.s l1JJ e dmst0n) -
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,1 brigala a
(S bauerie)
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( 2a briga ta
4 Jwarringtou.
\ 3 nel Regno Unilo · l 2 nelle Ind,e . . t ,J nelle colon ie · Lancashire Artillery Militia
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ifIli;;;;;:,:,y-
Doposio, foe,poo l :
Deisl·tl!'e.Et•tso1, d (Eastern district)
divisione \, de[l' Es t (Eastern division) . Dep~sito Yar moutl1
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1
(9 bau%rie)
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. 2• b1:igata , 3a ,,
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IP divisione , di Cinque Ports \ ( Cinque Ports ,
Dìwetto di s·ttd- Est (South Easterù district)
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rrra
r ti Yarmonlh. \ 'IO L.mco 1n. I . ·12 Rury Sl E1lni uuds. ·I 6 Bcdfonl. J 44 Warley. /'
i nel H.eirno Unito ~ 3 nelJe Indie . 2 nelle colonie Norfolk Artillerv Militia Suffolk >> • >>
_,__ __ __ _ _ __
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:I· brigata (9 batterie)
division) J0 b · 1 ( ~;: · ri! a a Deposito Dover ,
,Bmy. Chester. Wrexhau1. Burn ley.
. ft. nel Regno Un ito 1 3 nelle Indie . . 1 2 nelle colon ie 1
Kent Artillery l\T il iti:1 Sussex >> >>
I\ : J :3 Canterllury. · \ ~5 Chic;hester. . ,)0 i)fo idstOUP.
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I
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:divisione di Londral . Distreu~ (London di, ision) ) di Woolw1cli _ (Woolwich district) Deposito 1
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1 1• briga1a) (8 baiter1e
:3 nel !:legno Un i10. nelle Indie . . 3 nelle colonir,
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ctld \ ·1a brigata . · ·ùne del .., Dislretlo el1v1s1 dr, 1 S 11 d (S?uthern division), (9 batterie) ( .;>a · ) - • bri!!Mfl (s ou tI1ern el 1str1ct. Deposito >> 3 Portsmouth v
v
I
1,i1 · 3
I
nel Regno Unito . nelle Indie . . . 2 nelle colonie . . Hants Artillery Militia . . hle or Wight. Artillery Mi li tia ,
5~JHounslow. 3,1 Kingston.
4,:1 Oxforcl. Ileacling. Dif-tretto di reclutamento di Londra.
td)
Woò lwi ch I _ ____,___
:ì Guilcl ford.
I I
Winchester.
(' 39 37 Dorchester.
62 Devi11.ef-.
--_----- ~!_ __ , ;
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DISTRETTI
DlV!SIONI
· militari
territoriali
(Segiw)
S PE CCHIO
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BRIGATE
delle divisioni
reclutamento
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Distretto Jella Brettagna ciel Nord (North British district)
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VII1" d1 v1s1.one r della Scozia ( (Scottish division) )
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hri0 ata
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( 9 hat~rie) ;3-1
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nel Regno Unito nelle Indie . . / 3 nelle co lonie Cor°:"?11 and Devon J\'I iners Artillery Mi htia . . . . . . . . . Devon Artillery Militia
j
fi. nel Regno Uni to . 3 .nelle Indie ~ 2 nelle colonie
»
divisiouc dèll'Irland,) del Nord (North Irish div ision)
Distretti di DÙblino e Belfast (Dublin and Belfast districts)
) 3 nel Regno unito . 2 nelJe Indie .
C,H'clig:m
-
---~-----Distreuo cli Cork (Cork distriet)
Deposito Carriekforgu::; .
-
<z• bl'igata .. J• »
11 I~ nelle colonie
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\I '-1,7 Omagh.
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83 Helfost. 87 Armagh. ·I O~ Naas. ·
Distretto di reelutameuto di Du1 bl ino. J
i - -- - - - -11i
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I
>)
-
nel Regno Unito
2 nelle Indie .
Regno U ui tu \ 2,1. nel nelle Indie . ) 3 nelle colonie
8" \ 9"
d, visione (9,i.batterie) xru brigata dell'Irlanda d~I Su<l 2• brivta . (South Imh 1 3., I' 4.. >) division) Deposito Cork
~
4,1 Cardiff.
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24 Hrecon.
) 28 Bristol.
Glarnorgan Artillery ,\ lili tia » Carmarthen >) )> » Pembroke
Antrim Artiller y Militia ·» » Donegal DubJiu >) >> I Galway » ,, i\iid-Ulster » » Wicklow )) » Sligo » » Lonclonderry » »
(
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, 3 nelle colonie . .
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(9 ha uerie)
,J Glencorse. 2.·1 Ayr.
1
(
,1,, brigata
I
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~~ }namilton. Haclclington Artillery lYlil itia Edinburgh » » ) ,i-2. Pert.h. Fife » » Forfar and Kincarclinc Arti! lerv Mi- ~~ JFortSt Goorge. • litia . , , , . , , . v , , 75 Aberdeen. Argyll and Bute Artillcry Mil itia . 91 Stirling.
IXa \ 1•brio-ata divisione di Galles (8 bau~rie) Distretto (Welsh division) GJ• clell' Ovest brig11tt1 )) (W ostorn distriet) • Deposito 3" » Pembrokc Dock '.~· ::>~"
x,,
1·1 Exeter. Taunton. 2.9 Worcester. 3~ Bodmin.
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1 /1 1 2
,Ja brigata Distretto dì visione d1:;ll'Ovest (Westemdivision) , (9 batterie) dell'Ovest (Westi,rn district) . 2• brigata Deposito . 3a >> P ly mouth
I
Distretti reggimentali di fanteria assegnati ad ogni divisione pe1• le ogfrazioni
COMPOSIZIONE
._:
·west Cork Anillcry Mi li tia )) Cork City >> )) Limerick » Tipperary • Waterforcl » )) Clare »
·:.
·18 Clo1·1rr1el.
88 Galway.
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l'mnw CnAI1'1
C(ipitano eh /cinte,1·ici.
Lllllll F. l'BIIIODICI
LIBRI E PERIODICI
Giutat,stica 1'.li.Ut,n•e per S .
maggiore d'artigl ieria. - Ferrara 1883 . Tipografht sociale. Prezzo L. ·1,25. ... È un opuscolo alLrcuaulo breve quanto interessante . « Le ostilità scoppiano ora come il J'ulrniuc e poche scLLima ne appresso vengono le bauagl ic decisive. La vittoria è di ch i rnett.e più celerementc in campo il maggiore numero cli soldati aggnerriti. Oggidì la brevitit della ferma e il sistema di tre categorie di soldati non permeuouo di istruirli ed educarli completamente, ment.re stanno sotto le armi; dnnque è neces$ario cominciare (ruesto lavoro prima che vi ~iano chiamati l>.• Così dice l'autore nel primo capi t'} [o. Nel secondo p11:;sa in rassegna quant.o si foce in proposito, per disposizione governativa o per iuir,iativa privata, in Germania, in Au:;tria, iu Francia e negli altri. principali staLi.d'Eurnpa. Nel terzo esamina quanto si fece iu Ital ia, a cominciare c!a lla prirM socìetà di ginnastica costituitasi iu Tori no ·ncl ·181~4, fi no alle numerose società di o-innastica e di tiro che ~ . esistono attualmente, e dalle prime disposizioni governative che introdussero la gi11nastica nelle scuoio, fino a quelle aunalmente in vigore. · Nell'ultimo capitolo dice dw sia mo ancora be11 lontani dallo scopo che si cleve raggiungere. La legge del 7 luglio 1878 stenta a vincere la rit.rosia, che nou pochi tra i vec1~hi presi.di e professori hannn contro gl i esercizi corpornl i. All a ginnastica nelle scuole no1i si 11111 mette importanza ; · non conta per nulla nel.la clai;sifi.cazione dell'al unno; le esenzioni si acco rdano cou tanta raei lità che in rcrte. scnole gl1 esenti superano il 50 per cento.
For~e v1 e un solo rimed io: mettere in ogni provincia un ispettore ginnastico per le scuole, dipcude-nte da l l\Iiuistcro della guerra, e scc· glierlo tra gli uffi.ciali in at.ti1rità di servizio, o almeno fra quelli in posizioue ausiliaria. Le società cli ginnastica sono per gli adulti e ;:;ono Jrno 11i~simc: rna giova occu'parsi sopra tutto delle scuole, dorn si preparano i buoni clemeu ti per l'esercito. Sarebbe utile istituire una ~cuoia uorrnule di gi 1rnast.ic,1, ordi nala mi li tarmente, e capace d1 fornire maestri di ginnnstica non solo per le scuole secondarie e complementa ri e per le varie societù, rna anche per l'esercito . Cosi si avrebbe nniformitii cl' insegnamento e gli allievi, passando ,falle scuole .iil la caserma, uon ,wrebbero ~e non a perfezionare l' istrnzione e l'cdlt017.ione giù ricernl(1.
STELLA,
1
1re111,'111u1,i cli vit11 di u:n 1•eggiuie11to, per ltONCAlU EN1\lCO , ufficiale nell'esercito. -
Milcrno, 1883. Tipografìa Pon-
ce!leui.
Più che una ~toria rem,imcntalc, ·so110 scc11c e racconti militari, riferen tesi al ,~~ 0 fa nicria.n~Noi crediamo all 'utililit di questi libri, ::;ia che trattino la materia come Yera storia, :;ia che abbiano la form_" più spigliata dell'aneddoto, perchè sp11rsi nei reggimcnt'. servono mi rabilmente a mantenere lo :;pirito di corpo . ln Germarna se ne stampano moltissimi, e non vi è forse regg_irnento tedesco, che non nbbia la sua storia ::criua da du e o tre a11tor1. Vi sono dei ratti che nella stOl'ia generale uon trovano rnr,nr.ione, eppure merit11110 1li essere ricordati cd J1anno il loro posto uaturalc ncll.1 storia del rcrrgi,ncnto. Per esempio, un C(l por:ilc cll'I 4-4" ( Fautuzzi) che in pcrlu;t,razioue con sol i tre uomini, ve:lc_ le fi~mn~ c in un vill<1ggio, vi ~en te lr fucilate, argorn~nta che v1 siano I br,~ gauti e vi si porta al p(lsso di cors11, ncc,de q_11el ~1 che w'.uo d, ~,)ntinell a all'entrata e tanto fa e tanto strepila, da farsi credere l avano-nardia di un :i;rosso drappello(?, 1tetenni nare la fnga della banda, 11herando co;ì il vclistaccamento di :-oldali cbe <'hiuso iu caserma, col tetto acceso si clifendcvn dalle finestre ccl era agl i estremi; questo_ fotto,_ è eroico se ve ne furono mai e meritava rli essere rnccoho da; fogl, clell'epoc:i e dai rapporti rnan_oscriHi e stampato in un libro, clrn dern corrern per Il' mani della trupp,).
E l'ERlOU JCI
LfBHI
e dato il bando (flLa~i assolnto alle forme geomdrichc e ai n111ncri , alt.rettauto iu~ttili quanto indigesti 11gli uflì ciali uou tecnici, riducesse l'insegnamento di quest'arte ad esempi, a tem i, come da molto tempo si usn per la tattica. Con tal sistema si eccita l'intelligeuza 1' le facoltà inventive dell'a llievo, si evi ta la noin che generalmente accompagna lo studio del-l'arte l'ortilìcatoria, anzi lo si rende quasi attraente, e qu el obe è pi ù,. si avvezza chi studia acl applicare ciò che impara, onde uon si ripeta· troppo spesso il c1tso di umciali , che sanno benissimo quanto la teol'ia insegna sull a forti Gcazione campale, ed hanno perfino una tintura di fortificazione pcrornncute, ma all'occorenza non snuno dove far dare un colpo di zappa . Perché.\ la difesa di Plévna hn meravigliato i militari di tutta l'Euro pa, e aperto quasi una nuova era alla fortificazione campale? Chi· poteva supporre d':Wél' da impara re, in argomento, qualcosa dai Tul'chi ~ Eppure fu così: la ·tr3dizione, la conosccnzn quasi i:;tiutiva dei principì fondamentali dell'al'le, e l'uso di appli1;a rl i al terreno , reser() possibile ai Turchi I~ costruzione di opere, che, so non rispondevnno a tutt11 le regole dell'arte, rispoQdev:rno egregiamente alle esigenze· della situazione. L'autore premette alcune norme sull'impiego delle tl'llppe nei lavori ili fortificazione campale, dll un cenno ,;ul modo cli stabilire i tem i, quindi espone (~ svolge vari · rli questi, che si seguono grarlatamilnte dai più :;emplici, ai pi(t complicati, ma la cu i strutturn i:seinpre la seguente : dlìta questa situazione cli lgnerra , questa fo1·za rlispouibile, questo tempo e questi mezzi , fo rtificare questa località. Ogni tema generale cosi stabilito ne contiene molti speciali, per esempio : ricognizione della località, di:;posizioni a prendersi dal comandante del reparto, incarico dell'ufficiale del genio o elci comand::mtc· i zappatori, ccc, , ccc. Le località, a cui vengono applicati i tem i, sono vi llaggi, strette colli ne, ecc., ecc. Ad ogn i tema corrisponde una picc:ola carta rappre~cntantc il teneno. È chiaro però che una simile i:;t1'1izione può for:-.i bene soltanto all'apcno pr11ticamentù sul t,•1'1·e110 _
Questo di cui pal'lian-10 ha la prima qua lità per farsi Jegg0re: è scritlt, c:on un certo brio, senza lungaggini, seuza diaressioni noiose · m à C"[u,mtunqne la forma adottata uon esi/:fa l'ordine l")r i·~oroso· di nn 'lil'Jm rii storia , bisognit convenire che un po' più d'ord ine non ,guastrr:b~e. Quella d~scrizioue dell'itinerario e.la Pesearn alle spo~de dt> I h1cmo e del L1r1, quei ricorrli di Tagliacozzo , di Celano, dei suo cns,tello e della notte, c~:e vi p:,ssò l'autore, uon li diremo estranei ali argor\tcnt.~, perchè_questa regione fu il teatro delle gesta del ,i.f~o fan teria contro d hriaautaaa1 ,1 e, mess1· 1·1, prnna · irncora d'1aver ac:o , 0 00, 111 ,a ,·v ·1. .1·1,ar·e c1 cei~n~to alla lormazionc cli detto reggi mento, e fatti se"nire dalla dr,-. 0 sw~ione dell'ingresso di Vittorio Emanuele in Mi lano, nel ·185\l, ~i tro~mo per lo meno fuori di pùsto. . '.~osi. pure sa~ebbe desiderabile, in qualche punto, 1rrnggiore esa1.t~zza di espresswne: parlando dcll'avvennto cambio delle bandiere, I autore, dopo ~ver detto che gli anLicbi teggirnenti si staccarono con dol~r1~ eia q~1egl1 emblemi, che ricordavano loro la Cernaia, Palestro e San i\1art1no · tale passa to p1u · · non apparteneva . · , soc,a· i,~1 . t1n"'". 0'· " " -i\·l·a . un ~I nuovo regno d'. ltah~, e le vecchie bandiere dovettcto cedei·e il poslo alle nuove, la cui stona doveva incominciare dall'unità e dall'indipendenza cle'.~a pe~isoJ~ ». Quel passato . apparteneva ed appartiene al nUOVO re..,llO d Jtaha, almeno COrne I londarnentt 8 ppartt\JlC<Of\0 alJ;i c:isr•; e si ebbe co.sì poca intemione di ri.nnncia1·vi, ~he to~ti i fott i d'nrn~e, a cui quelle bandiere si er,111 0 trovate, furono inscritti sni ga'.n b1 delle_. nuo ve freccie. Qni l'inesattezza dell'esprossiout\ f:i dirt' all au tore cw che probabilmente non :iveva nrll'idea . V
Beis11i~!le /";~,. tlie .-1. ,uve,utuog ~ efe~tiflt#Hfl ~ uoni,
,le,• /l~~clttigen
St,111,tlpu.uct
,le,•
:1•,•11,ppe.
(~sernp1 per l' impiego della. fo rLificazione campai~, del punto ~ 1 vista della Lrnppa) per v. BRUNNEH, mayg·iore. Vienna ,1883, ttpografìa dell' Oesterreichis1;hf, 11IilùcÙ'ische Zeitschl'ifi . Col perfezionamento delle ,nmi da fuoco è crescint·, l'i111porl·'l, a d Il f .fi . ' < . " l Z, e a ort, 1cazione campale, e sono per conseguenza cresciuti i libri c~ie ne_tratt~no. Però non cc n'era ancGra capitato uno che, considerando la fortificazione campa le da nn punto di vista essenzialmente pratico
::::
368
LIBl\l
E PERIODICI
Ge11,einfussl-icl,.e Anleit,uag ~'U'ln c•,•ouu;,,e .• T . ~. n~~ e1·1·,nns, naif u:n,l o Iute lnst,•1.unente (A ·tra t I. . . . mmae~ •';en_o .p~r se uzza~·e il terreno, con e senza isLrumenti) ZAFIAUf, ,,oN ÙRfON. Vienna ,1883, tipografia Gerold e fio n lio •
Jt
la tel'za edizio)le di uu opern giù couoscinta e che fù [H'Cm ial't ·' c1., .1 Venezia nel 188,1. Essa viene ·01 a. al pubMico no'.eY<•lmente aumentatri, coll' indicazione di nuovi me~d, pe~· schizzare 11 terreno, colla descrizione cli nuoYi strumenl i e I istruzione (0·le , , sul modb . di . servir~e1 . .. 1e . 1·~ '•11to1·e " 1 e, pro fessore l·i·I topogia fì.a ali .accadcrnrn militare di Vienna) eYitò nel suo trat.talo IULI" 1,a . teor · ·smo non assolutamente necessari; egli. fo 'conto · · di'" . i.a, e i I tecmc1 esse1e i::ampa~ia_, con questo o con quello istrum<mto topogra fi co -Od anclit ~enza istwmento alcuno ' ed in!';e"na IJ1·a1· 1 c"n1ente e·· 1· . ,. ~ · · . . "'::, ' ' " , 11 , I (.1 l'ers1 \\;, 1_1. metodo, m1glt~re per ril~v~re i I terreno, tenendo sempre conto -feli. o._~(O[)O pel cui s1 lavora. E un lihrn ntilis~i1 - 110 mm ~olo per .:i JPV1, m:i per topogrnfì di rrua lunf]nR $pecin. .aJ, concrres . o ,·o tcreo<rraf' , e, , 1co ·m1ernaz1·ona 1e
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volessero cono,,cere i !'atti narrali iu detta cronaca, li leggerebbero meglio nella traduzione chr} nell'originale. L'antore, Du Gucscl in, militò negli eserciti francesi, poi fu capo dr uua compagnia di ventnra ,ì servizio della Francia, e venne fatto contestabile e du~a. Prese parte ad alcune campagne della .Francia contro· l'Inghilterrn , e ad una delle Lante guerre civili di Spagna. Enrico dr Trastamara, bastardo di Alfonzo XI, contrastava il trono a Pietro I re di Castiglia; Francia aiutava una pane ed Inghilterra l'altra. Du· Guesclin narra ciò che vide e che operù egli stesso nelle accennateguerre e lo narra coli' ing~nuità, la rozzezza, l'indifferenza, le superstizioni di un soldato del secolo xiv. Il t.rnclut.tore dice che i fatti narrali, relativi alla guerra civile di Spagna, hanno molta importanza per la storia cli quel paese, percllè rischiarano un periodo mplto oscuro(dal 4366 al -1:HO) e non si trovnno in altri libri.
Journal ,ies sciences 1nititt1.i,1•es. -
Fascicol i di gen -
naio e febbraio 1883.
.llist,u•iti ,le 1tis gu,e1·1·tts, bllt,dl,,s '!; couq1eist,,s . ltectu,s ù los i,•g l eses, es11,1.11oles y ot,·,>s, ,tu· ·
1·,uate los _, ·ei,uult)S ,te los •·e.ves Tu,ua Y Ca1·~~s 1: '-1~ p,.,,.,,,~it1.. - (Storia rlelle gurn·re, battaglie e
.c01bq'.nst~ /auc sugl ln,gtesi, gti Spag1ioti ed attri clnrnnte 1: ·n1g11,1, dei 1·e Gwvanni e Ccil"to V di Frnncia) per D G ,·.. , N T l . 1· U (JJ+: S.L,1 . :rac uz,~n~ ( I P!ETÌlO .Bi;:n~NGUEH . - Madrid 1883 l1 pogrnfia della b,bliotecn, milila rn. , ' di utH croii•ic·· . ·ti ·l ll f• Questo libro è la traduzione S[)à"·nola C' · ' ' ,<l SU' I l\ · tancese, nel secolo xiv. li traduttore dice e ()'li crec111·o 11, 0 J' ·1
I ·• . , . • .. • "' ae1 mente. " , -~ i~_11 s.uo lavoLO gli e.osto immensa fatica, per la difficolt~ di tralui i_e d,1 un frauc;ese barbaro e oramai indeeifrab ile, senza uno studio .speciale; tanto che non solo '"li · q1u1n do "" Spa · v"noli , nH, i J, 1,« nce~· . ~, s tessi, 0
· [,a, criUografìa, milritw1·e. J{i:;ncMoi,·i;-s. - Cou nozioni storiche la si dimostra arte del la più lontana antichità, insegnata uelle scnole tattiche della Grecia e stimnta ,lagl'illust.ri condottieri romani: uti lissima oggi per le corrispondenze in.cifre, tanto che i tedeschi nei programmi dei loro studi militari la prescrivono per impiegarlii su larga scala. Ii sistema che vuolsi studiare, perchè manca secondo l'autore, deve soddisfare alle -seguenti cond izioni: Essere materialmente, se non mate~ maticarnente, indecifrabile; non esigere iI segrP.to, sicché possa cadere in mano del Mmico seHza inconveniente; avere una chiave da comu11icarsi e ritenersi senza il soccorso di. note scritte, e cambiarsi o modificarsi a piacere dei corrispondenti; potersi applicare alla corrispondenza telegrafica; essere portati le, adoperabile senza concorso di pil'L persone, di facile uso, che non richieda nè tensione cli spirito nè una Jungà serie cli regole da osservare. Segue un particolare esame del rnel.Oclo che si limita ad una sem -· plice trasposizione del le lettere di testo, e di quello per interversione sia a semplice c:hiave, sia a chiave doppi:i. Accennasi quindi al si-
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::;~emu di Porta, di Vigenère e di Saint-Cyr, e tratta.si dèlla maniera di decifrare il sistema a doppia chiave, dei dizionari cifrati e dei èr ittografi . St:tdio .S'u l reeliilarnento. - l{ichiamat.i i priocipì generalmente ainmess1 . p~r l'ordinamen to militare e divise le forze guerresche dPl la Francia m tre parti: una destinata alla difesa del tenitorio n11ziooale · una per la pr?tezio1~e dei . posserlimeot.i all'estero, e la flotta, si pro~ -t;ed? alle cons1deraz10111. L:i cavall,~ria per proteggere Ja mobilitazione deves~ere pronta ed al completo. I riservisti dell'arma non possono cost1tu1rc che l~ _scol'lc ilei generali e gli. squadroni di deposito. La rlur~ta del serv1z~o pc~· la cavalleria dovrebbe essere di 4 anni, per le trnppe d1 ,1,, lmea ,1 anni, eccetto per quelle che costitniscono i {lepositi, le . quali ~el'Virebbero uu anno: pe1' il treuo e le trnppe di for tezza 3 an111 , salvo la metà o il terzo dell'effettivo di esso che servirebbe ~tn :rnn?. servizi :rnsiliari dovrebbero essere reclutati fra gli uom ini 11'. Capac'. d1 porta re le Hmi, alcnni dei qual i potrebbero serv ire per pwnlon,,.' ~egret~ri, i.m P(eg:i ti al vestiario in ogni reggimento. Si pro .pone d IOJJtare I tCdCSCh l nella COLllposizione di una riserva di recintamen to con gli uom ini non incorporati, la quale gioverebbe per colmnre, fl uo_alla chiamata t!ella d asse scgnentè, i vuoti che avvengono nei ,c~rp1. Tal~ n?o~1n I riceverebbero un ' istrnzione di due o tre mesi pri nw cl'. .essete 11m at1 a ca~a. a cl isposizione. Per una certa equità si stabili rebbe uua tassa mtl1 tarn per gli uomi ni favoriti dalla sorte. Ciò pcr'.nct_tc1:ebbe allo Stato di diminuire alcun i aggravi, di socconr•t'i'. le f:urugli~ bisognose appartenenti agli nomini io scr·vi zio, di nou .H' {;ordai:e d,spe~se. a titol"O cli sostegno di fa miglia se nou in casi eccez10nah, _e cos.1 ridurre cli molto la numerosa catcgorifl cli giovani scuza alcuna 1slruz10ne mili1are. L'estrazione a ,orte è il solo mezzo oiudicato eq~LO per det:rminare il ri paTtO Ùegl' inSCl'itti in una piuteosti che in. un altra po1·z10ne del contingcmte . .Per favorire gli stud i superiori si propone _a vece del volontariato cli un anoo, che fa cattiva prova, d'iii-scnvcre I g1o vart1 Che ad. essi Si dedicano ne!Ja SeCOJJda parte del COll ~IUg?ute, salvo atl incorpo rare per tre anni coloro che non ottenessero di~l?ma desiderato. Qur.sto mezzo offri1·ebhe al l'esercito il vautacwio d1 utilizzare gl' ingegneri, i medici eJ i vcterinnri. Por la difesa d°elln ..co:~~1e ~~1olsi un escrci~.o specinle composto di uomini capaci di resistei e al cnma deHe medesime, e non soggetto ad essere ridotto per l'iuvio · d_L ~mn cl_asse. La durata del servizio per queste truppe dovrebbe essere ·<:I b anni U!l~C\JIO C per Compenso gli UOmiui ascritti ad esse passe·I CbbCl'O add 1r11tn 1·a ncll'e,ercito territori::d<' . Farebbero partr. dell'eser-
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t:;itq coloniale coloro che avessero tentato di sottrarsi al se rvizio militare, i condannati a pene correzionali senza perd ila di diritti e.i vili, i soldati che per la loro condotta avessero dato motivo a rlcstinarli in 1al i corpi speciali. Ma la principale font.o di reclutamento per l'esercito coloniale devo e,sere l'::issoldamen to volontario, che bisogna incor11ggia1·e con vantaggi ma teriali a c.oloro i quali lo contraggono. Le trup pe di guarnigione per la difesa i1Herna delle co.lonie sarebbero a reclutarsi J'rr, i colon i cittadini fra ncesi, trattenendoli per un arn10 in servizio e 011bligandoli . per otto anni nella riserva dell'esercito attivo. Infine un esercito territoriale rlovreblJe essere composto di tutti i cittad~ni capaei di portare lP arrn i o pronto a reprimere ogni insurrezione. I corpi i11 digeni o stranieri sarebbero redut11 t.i come gl i s pahis, i tira lol'i nigerini e cli Senbgambia. Gli equipaggi di marina, reclutati per dnLl terzi rnediant.c l'iscrizione maritLima, e per un terzo con l'cstrazio1w ;:, sorte, dovendo servire oltre no periodo di tl'e anni , bisognerebbe offrir loro dei vantaggi come 1wlla cavalleria . Ammesso il $iste111 a régionale, vuolsi che il consiglio di rnvisione prima dell'est.rnzion!' a :-orte esamini le attitudi ni fisiche di ogni uomo e i diri tti che possono avere ad csse1'c dispcnsr,ti da l ::;ervi1,io, classandoli in una di fpir.stc cntegorie: uorni ni atti 111 servizio armato; uom ini per i servizi ausiliari; esentati e rinviali . Tutti i giovani riconosciuti capaci per il servizio :innato passr.rebbero davanti Ml una comrnissiont' com posta di ufficiali delle di[erenti armi e ~arebbero dPst.inati sia al seevir.io. a piedi, sia a quello a cavallo. Analoga cornmis;,ione esaminerebbe come utilizzare le diverse attiLudini degli nom ini assegnati ai servizi au$iliari. Dopo interverrebbe l'estrazione n sorte per detel'minare la classazionc nelle divcl'se pani Jel contingento. Infine i giovani sarebbero ripartiti secondo l'ordine dei loro numeri nell'esercito coloniale, nell., rnari1rn, nella •I a pane ckl contiu~ente, . nel"la 2• parte, nella ri$erva di reclulamcuto . l/. melo do rl'is/Jriizùme nella cavci/.le1'ia . Umez. - Si propone cl i esaminare qnali s,ircbhero le modificazioni a reca rsi non giil ai pl'iucipi, ma ai procedimenti dell'istntzione, quindi di esporre un programma particolareggiato, giorno per giol'nO, dell'educazione di una _classe di rec·,lute. Vista l'irn ponam:a del la c:w11 llcria :i l priuci pio cl 'nua campagna, d,~clucc•si l,1 11ecessit.i1 tli fo l'lnarr abili cavalieri in un tempo più ristretto di prima . .D imo~tra,;i t·.he ogni nffìciale i1Jcari,..a to dell'i struzione dellè recluto deve ram nno stncl io preliminare Hon solo clc,1l' impirgo del· tempo di m i puù di:;ponc, ma al trcsì dell'impiego min.u . ziòSo cli orsni lnzionC' . Ciù postn ~,i pa,:;a :1 11·a1rnlisi dell' istruzione equestre
LTB!ll
~roprian_iente detta, llt!ll'istrnziouc ,ml servizio iu <.:a mpagua, infine dcli educazione mora le e inteìlettualc. Gli argomenti svolti tendono a queste <:onclnsiou i: Necessità di nou sacrifì care I' i6tl'mione equestre propriamentPclett.a ad un'educazione di esteriorità troppo e;;clusiva, ma di combinal'e l'equitazione di maneggio coli quella di fuori, in nrnniern da poter for n_Hlre un ~avali~rc atto a montare un <.:avallo bene equilibrato. - Div i~1oue dell' 1struzwne equestre in cinque periodi: di lavoro preparatorio per dare elasticitil cd equ ilibrio alle reclute; d'iniziamento alla conos1:enza degli aiuti per condurre iI cavai lo, ossia lavoro a bridone; esercizio <l'insieme a brigl ia e bridone; esercizi per regolare le andature a dare u11a spe<.:ie di allungamento al ,;avallo; infine l'esercitazione in campagna pe1' vincere i difetti faci li a contrarsi in guarnigione e fare delle reclute auc a mobilitarsi in pri111avera, cioè dopo sei mesi. In qnanto concerne il combattimento a piedi dimostt'asi la necessith di adouar<, 1rer la _te:Htta. d_ci _cavall i di mano un modo più comodo e pitì rapido. Per il serv1z10 111 c.:i mpagna :;i l'espinge ogni forma lismo. Vi donebbe es~ere un periodo di studio pe" gli esercizi a corte distanzl:' $Lll terreno cli manovre, le passc{ggiate in terreno vario, gli esercizii per piccoli grup1~i di spettatori; ed u11 periodo di applicazione per eserc1z11 a p1ccol1 gruppi, o di appi ieazione teorica, ed esercizii · di insieme o di applicazione pratica. Tutto dovreb]Je essere insegna to senza sopracaricare la memoria del cavaliere di particolari precisi , incul·candoli. uua linea di condotta generale essenz[almeute fondata sul rnet?do e su! l'aud~cia.' L'educazione intellettuale avrebbe lo scopo di attivar-e 1 r1snl1at1 dt que!ln G.sica mediante conferenze. L'educazione morale dovrebbe esser r,itta militarmente e non filosoficamente svilup pando in modo esclusivo lo spirito n1ilit-are. Taio sareblle secondo l'autore il programma da svolgersi in sei mesi, periodo in cui 1-i compie la prirna fasfl dell'educazione completa del cavaliere. . llnportanza m'il:itare d•i. Vienna . - E la traduzione del l11voro di Rechberger estratto dai 1llittheilunr1en des K. K. Ka·ise1·s-A1·ch:ius. Sgucwrlo storico s1.llle scorreri,e. 1L Q. - Cou esso tendesi a dimostrare che tali operazioni di. guerra, la cui origine si at.tribuiscC\ agli eserciti federali e confederati d'A rnerica, sono antiche quanto l'art.e militare. I cosacchi le praticavano prima della cavalle.ria america aa. I marabutti Bu-Hamema, Si-Sliman , Si-Kadclour, senza nozioni dr.i fo u.i della gt:terra di secessione, al la testa delle loro tribù compiono vere scorrerie; come le facevano i parti, gli sciti, i nnmidi nell'antìchità . Altri esempi tratti dalla storia del medio evo e dal la moderna confermano l'argomento.
373 il so/rlato . G. L. M. Poste le condizioni dcll:odierno ordinamento militare di formare il maggior numero possibile di soldati, col 11~i1~or tempo e costo, e della migliore qnaìitil , si stab ilisco il princ1p10 che essendo fissi i qnadri, il numr.ro dei sold11ti inquadrati do:'rehbe essere costante per non avere sproporzion i tra quelli e questi. .ln Francia al contrario tale numero varia da un a nuo all'altro, se_ t;Omlo le cifre annuali delle nascite, prescriYendo le leggi militari che siano incorporati tut.ti gli nomini validi. Questo :;isterna è giudicato difettoso 11011 solo per la mobilitar.ione, ma anche per la qual itit · delle reclute. Per oyvian·i si propone di fare intervenire ufficiali dei vari corpi a'lln :;celta delle reclute, 11rgomcnto questo per (·ouformare la necessiti! del sistema rr.gionale. Si raccomaucla l'epun1zione morale delle medesime, la convenienza li i evitare al loro arriYo tulle le corvè di fatica clie rivelano una certa imprevidenza ai loro occhi, tanto per ciò che riguarda la fornitura dei letti, quanto per il vitto. Dimostrasi l'utilità che pno ricav11rsi dalle cantine reggimentali amm inistrat.e pe1' conto di cia~cu n co rpo, tlllo scopo di migliorare con gli utili il vitto della truppa . Si propouo cli organizzare con ordine cd nna certa dcceuza i pasti dei soldat.i, formando una tavola comune per quelli di uua stessa camerata, come si prntica nell'esercito tedesco. \'uoJsi pure la distribuzione successiva degli oggetti di vestiario e di nrmamento a misurn che abbisognano alle reclute, affìnclsè l'uniforme sia loro aggiu:strita convenientemente, ed esse non :;i:rno cat'ica te a prima giunta da un · grosso fordello cou grande con fusione. La re'li'isione del Ilcgolamento del 12 g·ùnuno ./875. - Domanaa:si se esso dal punto cli vista degli effetti da produrre dia alla truppa cli comùattimento la massima forza con l'impiego del fuoc-.o. Se dal punto di vista degli effetti da evitare, 10 fo rmazioni lattiche prescritte siano le migliori . Se si possa meglio assicurare la coesione e la direzioue del combattimento. Dalle considerazion i su tali quesiti dcduéousi le sogLlellti propo~te: In pciucipio auribuire alla fanteria una parte più larga nel In preparazione del combattimento; cominciare questa preparazione a ,t 500 metri, pol'tata efll cace del l'nci lc; sopprimere i rinfo rzi, e ridurre a due :;chiel'e il frazionamen lo delle co mpagnie nella linea di combatti..: mento, catena e sostegno; ridurre a 250 metri la di:stauw massima dalla catena al sostegno, e a 500 meLri la profoncliLù ma:;sirna dal lrnua~ glione di prima linea; dividere questo in due gruppi ineguali , tre compagnie in linea di combattimen to, una in riserva; sostituire la colonna di plotone alla colonna di cornpà~vlia nelle formazioni tattiche dellQcompagnie di riserva., e in generale, nelle formazioni in ordino preparatorio E PFmlO ll lCI
A~ NO X.XVJll , VOL. 11.
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375
E PERIODICI
LIBRI
di combattimento; adott~re il prmc1p10 del le formazioni linean pei sostsgni, e in generale, per le frazioJli mantenute a righe serrate uelJ~ zona dei fuochi di fanter ia; iigirn por squadre aggruppate e con fuochi co11ett.ivi da 1500 · metri a 800-700 metri, r1 non cominciare che a cpics~a distanza i fno·chi ind ividuali, essendo l_e sq~aclre in cacciato:'i; sostituire al modo attuale di spiegamento e eh rmforzo per addoppiamento, il principio degli spiegamenti lineari metodici e di rinforzo·.pcr prohrngamento. Notisi in-fine che i movimenti rngolamentari si prc- . stano poco alla ritmione regolare e corretta di nnmèt'OSC truppe sopr:i uno spazio ristretto, specialmente truanrlo ò accessibile per viti rist.rct.te. Vi sooo molti casi in cui nn reggimento, una brigata deve passare dall'ordine. di marcia ad una formazione in liuea, e la manovra che segue ;i tale scopo è fa ua senza insieme, e nella maggior parte dei corpi con istruzioni complementari. . . A p1·opos•ito dell'ordti1iamento dell'a,rtiglù~1·ù1, cla wrnpagnci . M . .11.
- In vista della prossima trasform2zione di quest'a rma per la separa7.ione delle batterie a piedi, destinate a formare le trnppe dt fortezza, si accennano v11ric riforme desiderate, come il togliere ai rego-irnenti d'artiglieria le batterie a cavallo, l'assegnare ad ogni div.i.: ione di fan teria un reggimento d'artiglieria a 4- batterie e 2 sezioni di munizioni, comandato da un colonnello o tenente colonnel lo; il formare le batterie per gmppi costituenti una truppa intermedia fra il re•r•,irnento ed il battao-lione; l'abolire il grado . di capitano in. se-. ~ e . condo, creando per quanto possibile, in tempo di pace, le unitit dt mobilitazione. Per dare una certa consistenza alle uniti1 durante questo periodo si propone di sopprimere il treno cl' artiglieria ed il treno d'equipaggi, che sarebbero creati al momento dJ>,lla mohi Iitazione per sdoppiamento. Sugli e.(fett'~ ul!ih del/.'art1:glierici da campagna. F . S11vES'l'RE. -:Ecco quamo dcduccsi dai calcoli e dalle considerazioni faue sull'argomento : rviolti principi cli tattica sono mutati in questi ultimi anni. La formazione profonda, lungi clal sottrarre, alle piccole distanze, le truppe all'azione dell'artiglieria, espone tutta la schiera al fuo co diretto . Il Emite del tiro efficace dell'artiglieria, fissa to nel •1875 a 2000 o a 2500 mentri in .Francia ed all'estero, è portato a 5000 metri, Gli effetti dei proiettili della nuova artiglieria saranno trenta volte uiaggiori di quelli che si sarebbero ottenuti nelle stesse circostanze coi proiettili dei pezzi da 112. e più sette volte superiori a quelli che si otterrebbero coi proiet.tili dei pezzi da '7. Lo shrapnel della nuova artiglieria è nna scatola a mitraglia contenente un numero di pal~e t>
o 6 Yolte più profonde che la scatola a mitraglia delle gnerre dell' impero, e può essere lanciata a 5000 metri . Durante queste guerre l'artiglieria non temeva di mettersi in. batteria a portata cli. fuci le: delle truppe in ordine serrato e le distrugge,,a con la sua mitraglia. Con le shrapnel la nuova arLiglieria produce a ·1500 metri, e al di là, 1.\n effetto che è ti o 6 volte più grande di quello della mitraglia; cd ha un effetto decisivo nnclie sopra una liuca di cacciatori. - La nuova arliglicria è dunque assai potente per difendersi contro qualunque aLtacco cli fronts, isolata e priva di sostegno, non sarù mai presa lìnchè le rimarrà un proiettile. Essa in molte circostanze può precedere senza pericolo le colonne cd applicare la tattica, cui deve l'esercito prussiano una parte dei suoi successi. In una nota con calcoli cotoparat.i vi si conclude che si pnò raddoppiare la potenza della font.eria diminuendo il calibro del la sun arma e adottando per la palla una l'orma più vantaggiosa. Com.battirmenti d'i pa1'tigiani. (Cont,i,nuazione). DEsROzrnns Svolgo1~si i fatti del le compagnie franch e del re nel 035, cli vari. condottict'i, e della legione valdese abbracciando il tratto di storia fino al ~ 800 riguardante i partigiani .
Le S1.1ect11teua:.. ,.,.,,ilittii,•e. Fascicoli di gennaio e feb-
hraio 1883, 1
Ord,inarnento clell'esercito coloniale. - Posta la nP,Cessi tà di un esèrcito coloniale indipendente dall'esercito nazionale, non si ritiene giustificata la distinzione fra trnppP, d'Africa e truppe per le altre colonie, risu ltante dnl progetto della commissione parlamentare, la cui base è . l'assoldamento volontario con premio. Dimostro.si quanto sia difficile in pratica ed oneroso, e quali vantaggi si potrebbe trarre invece recin tando là fanteria marina esclusivamente fra gli arabi, che· sono sobri , vigorosi, :iggnerri ti, acclimatati nelle zone torride, rotti alle dure fatiche. Espatriati nelle altre colonie, ignari della lingua, non dareb])ero a temere uua rivolta. Si biasima ln soppressione dell'attuale ord i·mento della fanteria marina in reggimenti per disseminarla in compagnie nei 1 fk ,!,. reggimenti cli linea. Invece delle riserve cli diYisione, AN~O XXVIII,
v6L. Il.
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2r
37fi
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dt. còrpo d'arm;1ta che si pretende creare nei momenti· del per, ,·ICO Io, . d" f . . si gm a;a pre. eribt!e. avere riserve di divisioni formate in rn ameta · . ~erm~.n~ute co, reggtm~nti di fa nteria m2rina e con le altre truppe ~ol_oni~l,. ~on app_r;vas1, p.erchè es~b?r~nt~, ~a creazione di 288 compa0llle_colou1al1._Poi tando a 300 uomm, I cfiett,vo di tJuclle della fanter ia manna Crndes1 che llOn Si avrebbero più di 40 compagnie distaccate nelle colonie. Resterehbero 'ifi.O cornpa,,nie, ossia 30 battao-lion· I · · 1· ~) r, .. · ·, bi . . . . . .0 <> 1, e er qua t ..,,,. cost,tune l81'0 2 d1v1s10111 d1 quattro reo·o-imenti ossia . " d' · ol!l , un .,orpo -~serc: t~. Au_ment'.lU~O di 2 ba.ttaglioni, ossia di 8 compagnie I~. fante11~ rn.'1r11:a si_co_stitwrebbero glt 8 depositi di questi reggimenti, cw che gmd1cas1 sufficiente per il servizio fuori paese. L' avnnzan~ento,ne)l'.esernito coloniale dovrebbe essere esclusivo per esso. L' eser~'.t~} A(n ca,. se~onr!o I~ _i;om,~issione'. consterebbe di 3 bauaglicrii cacciat?n. a ~1ed1 , dt cui uno d1 deposito, 4 reggimen ti di zuavi a 4batt~glton1. dt 6 coi~pagnie, 4 reggimenti tiratori, ordinati come ,1uelli degli_zuavi, 2 regg1111enti di legione straniera a 4 battaglioni di 4 com. p~gn1~1. ed un_a compagnia di deposito e 8 , compagnie rli disciplina. S1 cr1t1ca la formazwne tattica a 6 compao-nie [)erdiè non unifo d'ffi ·1 . . S <> ' rme e ~ tCt e, a __manegg1_ars1. i pr1>pone un 4- 0 battagl ioM cli fanteria l~gg'.<ira d Afn ca, ed tnviare nelle località più iusalubri nella Co~mcma e nel Senega l le compagnie di disciplina (nelle quali sarehlicro 1.nco~·porat_1 1_ fautori d'insurrezi~n,~ in Alqeria) di formar invece 4 1egg'.menu d, r.t\av1. co, qu~drt d1 ,16 battaglioni di cacciatori a piedi, ed ar ,1_4- battaglrnu1 restanti aggmngerue ~ltri 4 per darne uno ad ocrni corpo d'esercito , I reggimenti zuavi e stranieri · dovrebbero avere\:i ~1eti1 dei l~ro effettivi di arabi . Il sistema della commissione aumen,; I ~-serc,to .,d, 251 compagnie, c1uello clic si oppone non ne reclama in pm ~h_e ~,f . ed o_ffrn la. costituzione di un esercito coloniale di /i.o, 000 uom1111 · F · cl, ·fanteria .mmna, di cui 15 •000 nelle colonie O ,30 , 000 111 •ran_c1~ e I ~ Algena, 24,000 arabi ripartiti nei, zuavi, nella legione e nei tiratori e 30 o ,\.0,000 europei. ln totale un esercito di p· • cl ,100,_000. no~ti~! cli fanteria. Un t~ 0 reggimento di spahis ed un ,~:: d; c~cc1aton ~ Africa potrebbero essere form,ati, se-uza aumen tare un ufc~ale, res:r111gendo a~e:olmente i quadri del la cavalleria troppo rrn, ndi rispetto a1 loro effett!VI . La coscrizione regolare applicata ao-Ji ~'l.rabi la durata del senizio militare in Algeria limitato a 6 anni . i·ordina~ me~to delle forz~ guerresche afri~ane in riserva, i11 vista di t~na guerra emopea, le quali potrebbero forn ire 200,000 uomini, chiudono questo controprogetto. ll com.andante in secondo . - A. G·. -Si analizza la pa·rte che ha
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E l'ERlOOfCI
il comandante di battaglione in principio dell'azione in caso di successo o di ritirata per dimostrare quanto sia difficile che egli solo possa dirigere le l.re linee dell'ordine di combattiment,o, e quanto sia necessario risolvere un tal problema creando Llll grado intermedio tra il -capo del battnglione ed il ca pitano, cioè il comandante in secondo. Questo dovrebbe essere nominato a scelta, cioè escludendo gl'incapaci e preferendo gli ufficiali , che per anzianità avessero diritto al nuovo grndo e presentassero certe guarantie d'istru1.ione e di vigore fisico. ·Con questo mezzo si potrebbe giudicare praticamente del reale Yalore rii colo/o i quali sono ch iamati a divenire capi di battaglione meglio che non si faccia col sistema degli esami . La maggiore spesi, , che ri1,ulterebbe da un più vantaggioso trattamento per i comandanti in secondo, potrebbe essere compensata confidando la, carica di aiutante maggiore a dei tenenti anzichè ;ii capitani che in pratica generalmente non la esercitano, come è provato, occupandosi di ;i'ltro e facendosi sostituire da tenenti. Guerra turco-rnssa 1877-4878. - $11,leyman-pasc'Ìà ed il siw pro.cesso. (Continµazion e). FA US'l' LunwN. - Segue la difesa di Suleyman, in cui egli stesso espone altre particolarità per dimostrare la colpa di Reouf- pasciit, che non si attenne agli ordini del comandante in capo, e non operò la congiunzione delle sue truppe con quelle del corpo principale. Respinge fieramente le accuse di tradimento e di perfidia, che questi gli lanciò contro, e sr. ne scagiona analizzando le proprie operazioni di fronte all'arte della guerrn ed enumerando i servizi da lui prestati . L'autore narra quindi le operazioni dei Balkani e l'attacco di Chipka, giudicandolo diversamenle dalla maggior parte degli scrittori militari, che lo ritennero una fol li~. Crede clH} il successo della · campagna non fosse in mano di Suleyman, ma nell.'.I concorrente azione offensiva degli eserciti del Danubio . Se durante i combattimenti dal . 2,,1 agosto al 2, settembre sui .Balkani, iVIehemet-Ali avesse marciato su Tirnova davanti Ka'in-Boghas, invece di abbandonare il progetto che aveva formato, se Osman-pascià avesse occupato il nemico a Servi, facendÒvi scendere delle forze cla Plevna e da .Loftcha, e se infine gli eserciti del Danubio, anzichè tenersi in una inutile difensiva, avessero recato s~ccorsi a Suleyman, gli avvenimenti potevano cambiare. Dimostra che Sul~yman non avrebbe potuto passare il Ka11L-Boght1s senza o-rave rischio e che d'accordo con Mehemet-Alì ed Osnian potevasi avvi0 ' Juppare il nemico a Chipka. Infine prova con un brano estratto da una memoria scritta dal Sultano e per sua volontii pubblicata nel Ztlbdel-IIakaik, che Su,leyman attaccò quella posizione per ordine del Sul\
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F. PERIODIC I
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LIBRI
tano in seguito ad unanime deliberazione del consiglio clei ministri e ciel consiglio superiore di guerra. L' impresa di Chipka, dice l'autore,. non era una follia, poid1è 50 baw1glioni turchi, · assa lirono 1O battaglioni russi. L'iu.crzia degli alt.ri capi fu la vera causa dell'insuccesso . Limita poi l'esagerazione sulle perdite di quei com battimenti, le quali non di 20,000 uomini, ma furono appena di 1602 morti e 1.>H2 feriti, i11 proporzione assai inferiori alle perdite russè. La 11pedizione francese in Tunisia. (Continuaziorn~). - Si descrive l'estensione del movimen to in:;ur.rezionale in luglio e scttcmbr<~ del ·l 88·1, i saccheggi spinti sino nel le proprietà del bey, l'impotenza a reprimere del governatore di Kaiman, la partènza e il concentra mento al campo di Car tagine del la i'\" brigata di rinforzo sotto il comnnclo dol generale Sabattier. Notas i che le trup pe francesi opernvano separate da alte montagne, in paese insorto, con effettivi insu fri cienti, a molte giornate di marcia le une dalle altre. I combattimenti d'ElArbaiu e di G11mbcli11, sebbene riuscissero a respingere le bande rihelli, non impedirono la perdita di convogli di munizioni, e sono giudicati sfavorevoli, perchè dopo tutte le comunicazioni a traverso le montagne del Btl-Hadjeba furono interrot~e dag'li arabi tunisini, e i predoni giunsero alle porte .del la capit.nle. Segue il racconto delle operazioni intorno a Zaghuan, della presa di Susa, la più popolata città della regenzn dopo Tunisi, circondata da un bastione cli poc:i importanza e J+On adatta per la difesa . Le forze francesi in Tnnisia nel settembre 118811 erano di ,1000 ufficial i e 33000 soldati con 3200 cavalli e muli. Le spese fmo alla metà c\el mese ascesero a 97 milioni cli lire. Una settima brigata si aggi unse a quelle trnppe per mar·ciarc contro Kairuan in tre colonne. Quella dell 'a la destra, partiva da Tabessa, aveva il tragiuo più lungo, e l'incarico di pacificare il · paese impedenrlo l'entrata degli insorti tunisini in Algeria . La colonna del centro, doveva percorrere 100 chilometri : ogni cavaliere porta va 25 o 50 litri d'acqua in otri riempito sul Djebel Djougar. La colonna ilel!'ala sini:;tra doveva muovere da Susa verso occidente e costruire unil strada sopra un terreno piano e sabbioso della estensioue di 6Ò chilometri, p~r farvi passare l'artiglieria. Prima di cominciare il movimento si cr1::clette necessario di crearsi un solido punto d'appoggio indietro , e uc avveHnc l'occupaziouc cli Tunisi. Il giorno !22 ottobre mossero le colonne ed il 28 il g11nerale Sabattier attraversava Kairu nn « una delle quattro portr. del paradiso » come dire l'Ara.bo, O>i,sia la Mecca dell'Africa. I 6000 o 7000 Djelas che accampavano nella città e l'ave va no messa a contribuz_ionc, fuggi rono all'avvicinarsi delle truppe fn111cesi, la cui forza concen tratasi giunse a 22000 uomini. 1
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CM amata delta ccvocille1·ia clell' esercito te1·r.ito1·iale. - Ogni corpo d'armata ba un reggimento Lerritoriale ini.sto, composto di quattro sciuadroni dragoni e quattro squadroni u S$C1'i . Vonebbesi che nell'esperienza della riunione il reggimento territoriale rosse completnmcnte isolato, abbaudollilt,o n se stesso per la contabilità cd il vitto. I quadri souo giudicnti fovore, olmente· per 1'istruziot1e e la t.euuta .. Il tempo della permanenza sotto le armi (•I 3 giorni) credesi breve. Per aver l)l1oni ufficiali proponcsi di limit;'I J'C a 25 o 27 anni di servizio il collocamento a riposo . Le agitrdoni in ;t lgeria. (Continuazione). KrvA . - Segne un'escursione nei T{sonrs elci sud, dcscrit111 con particolari notizie sugli 011ledSidi-el Hndj-ben- Ameur, gli Mbaouat cd altre tribù abbracciando nn tratto cli ·120 chilometri da Geryvillc. · La nom·inci cle·i maggiori . - A. G. - Deplorasi il sistema con cu i vengono Homiuat.i tali \lfficiali contabili 11ci corpi cli truppa , senw che abbiano l'esperienza ' e le conoscenze necessarie per la loro carica. Regole [lene-mli, del 1neccanismo delle anela.ture del cai;allo. C. R AA Jm . - Vi ~i dimo$Lra la necessi ti1 di st.udi,n·e i vnri moYirnenti d~lle membrn del ca\'allo in rapporto alla progressione del corpo, l'attitucli11c cl i esse nd ogn i istante del moto, l'utilità della conoscenza della velocità relativa delln massa e cli uu piede in movimento. Trattasi quindi del metodo grafteo applicato alla macchina animale dal dottore ilforcy. Il MlontC1;riato dli 1m ,inno. - A. G. - È giudicata istituzione prossima a c:idere sotto il. peso degl i cn ori ed nlmsi, rilevando i buoni risultati che offre invece in Germania nel preparare uon riserv:i di urGciali convenientemente istruiti,' cd elementi prezios( per rinforzare ,o ricostituire i quadri in tempo di grLer ra . Dimostrasi come fo male intesil, trasformandola in una specie cl i privilegio, sii'nile alquanto alla surrogazione, mediante l'iudnlgenza e la rallentata disciplina; e deplornsi l'in sufficiente istr,uzione degli nfnciali in genere provenienti dai volontari cli un anno. Notasi per altro nn progresso oggi cd una conseguente dim inuzione di ,,olontari. Ma si binsima il sistema di profond ersi nell 'istruzione primaria del soldato, come si nvcsse a fare con contadini, tn1scurando le formazioni di combattimento ccl il sen·izio di c.am pagna . ~eguouo altre critiche. Gli istruttori sono insnffìcio11ti, i programmi troppo rist1·etti, vi sono molti assimilnti, sicchè tra questi -ed i \·olontari di un a11110 si hanuo ·100 e più reclnte, per' l' istruzione dol io quali si 11ss'egnano sollanto due ufficiali. L'ist.ruzione degli .allievi ca [lOrnli è più\ estes.1 cli quella dei Yolontari di un anno . ~Jal~rndo '
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LillHl•
tutto ciò non vuolsi l'abolizio11e del volontariato, ma si reclamano serie riforme. Fissare il numero dei volontari a 2000 o 3000 per anno da incorporarsi in tutte .le armL Esigere dai candidati conoscenze più reali, accett.andoli per oi·dine di merito . Abolire il pagamento di lire •I500, e reclamare soltanto la somma corrispon_dente al mantenimento di un soldato per un anno come costa al iesoro. Stabilire sopra basi più pratiche l'istruzione, incorporando i volontari nelle loro rispettive unità, compagnie, squadroni, batterie, subito dopo il primo trimestre. Distribuirl i in numero di 20 o :30 per reggimen to. Essere più severi negli esami a fine d'anno. Lasciare i volontari liberi per un anno, ma alla fine del 3° anno chiamarli alle armi per farli' partecipare ad utl periodo di manovre d'autunno. Non ammettere al grado di sottotenente di riserva se non quelli scientell}ente creduti degni di tale ri-compensa . La commnione cl'orig'i.tie. - A. G. - Intendesi ·trattare della omogeneità nel corpo degli ufficiali e dei .vantaggi c.;he presenta Ja identic,t loro provenienza . Il problema stesso della legge suH'avanzamento ha la soluzione principale nelle regole del loro reclutamento. In Francia vi ,si oppone finora la dualità d'origine. La scuola di fanteria di SaintMaixeat è considerata come un progresso, ma si è ancora lontani dall'unificazione cui vi aspira secondo le ,vigenti leggi la metà dei sottotenenti cioè quelli che escono dalla trupp:i, entrano nella carriera con la prospettiva di giungere al grado di capitano, ma non più iu .là. Le rnut-ate condizioni della guerra accrescono oggi l'importanza di un comandante di compagnia, per non poter permettere che il comando di questa sia concesso a <;hi non riunisce tutti i requisiti :voluti. Fatte r1 ueste osservazioni si procede alle proposte. Il candidato ufficia le deve passare il periodo di un anno in un corpo. Superato gli esami all'attotleli'ammissione :.illa scùola mi litare viene promosso sergen te. Il corso durerebbe dieci mesi. Visto la media annuale delle nomine di sottotenenti, ci vorrebbero tre scuole 'identiche per regime, progra:nmi, ccc. Dopo due mesi di congedo gli allievi· sarebbero diretti a scnole speciali, secondo là loro attitudine. Compiuto 1111 altro corso di dieci mesr verrebbero nominati sottotenenti. Ricorcf;i, militari del generale Hur.or. (Continuazione).
'.E PElUO OlCr
' st,•elfle11,,•'s scln•iUt. -
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Oste1•1•ecliisclie tnilit~1•isclu~ ·1° trimCilre 1883.
Zeit-
~ùt:~
Esemp·~ sull'ùnpiego clella /01·/·ifi.caz'ione_cam.pa!e ~a/. ?~~nto d!~della l1'l(1Jpa. R iTTErt V. BRu.x:s;m, rnaggt0re. (\iech R•1v1 sta nn./,i tan di questo mese pag. 36~). . . . , . ., 0 Cal.zatit,rn Opanck:e. E usata ù:i nlcune popolaz101_11 dcli Unnhe~ 1::t ed in generale dagli :1 bi tanti della Bosnia, dell'Erzegovroa, della Serb_1n, del M~ntencoro e dell'A lbania. Si credette che sarebbe stal~ i1daw,;sinrn anche ~)er la truppa , dislocat:1 nei di:;tr::tti d'~ccupaz1011~, ma l'esperienza ha dimostrato il contrario; non eh fende il piede ne dall'urnid ith, nè dal freddo e non è portata senza m1p:1cc10 se non da quelli che vi sono assuefatti. Tl tenente- /ìildmar1:sc'iallo ba-ronc V. Herzogenburg. - L EO:'.'<HARD 1 - Sch izzo biografico. L'esposfaione d'i, Trieste dal, 1nmto d!i, 1J-ista 11:il:ita_re . HrmTE~, capitano. _ Ove si eccettuino i campioni per l'equ, paggia.mento .C, il vestiario della landwer ungherese, poeo si. (1 esposto che m~cressi I ~sercito; molt.o invece che inleressa la marina; speci.alm~nte m ~1~tena di carte ed is.trnmcn ti d'ogni specie. Il carattere cli Trieste, c1tt.ù essenzialmente marittima, è b causa di questa differenza. . r.o stato cl'agseclio. DANGEUrA1El\ , capitano uditore. - Ve ne sono ti, dt;; specie, il civile e il mili tare . Lo stato d'ass_cc~io civile è m~~ so_,_·0 16 dell'esercizio di alcuni diritti ai cittadini, m.::i le nntor1ta. c 1spe1u 1 • . . l , vili restano al loro posto e mantengono la loro competenz~: ? "1.a10· d'a$sedio mi litare importa la supremazia del le autori_ti1 Jl:1l1~rt e 111 sottomissione dei cittadini ni tribnnali di gnerra. Gl_i anttch t non conosc;evano sta Lo d'assedio e vi supplivano co.lla..d1_ttatura, che, era l':irbitro assoluto del comando.., So lo 'dopo che t dm1.t1 del popolo ' en"C.rn· 1·t, .s·t pensò uno straor· nero mea11.0 ricouo:, . . ,a stabilire , . swto . legnle , . ilinario, ~)cr quei tempi e per que~ l_uoghi, '.n cm lo, stato_ .l eg:~c ordinario deve essere sospeso. I pmm, che diedero n.or mc di le':.,e allo stato d'assedio cosi civile c.;ome militare e che n_e lc~ero uso, lnrouo i Francesi della prima repubhlica. I n Gcrnrnma s1 conobbe lo stato ~l'assedio per la prima voltn nel •18~8. . . . .. , Occasioni a proclamare lo stato d'assecho sono la gu~r ra _e '. d1sot <lini . Per questi basta ordinariamente lo stato d'assedio ClVlle, ma
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E l'ERIOOICI
LJllRI
quando sono mollo gravi cd hanno la rarlice in cause politiche, puù essere uecessar10 lo stato d'assedio militare. Il diritto <li proclamare lo stato d'assedio è attribuito a divcr~e autorità, secondo i diversi paesi. In Inghilterra l'ha il parlarneDto, in Germauia l'impera tore ; iu Austria può lo stato d'assedio proclam.al'si per decisiouc del ministero riunito, col consenso dell' imperatore. QuesLo diritto l'ha :;empre il cornandaull! di una fortezza as.sediata o minacciata dal nemico, e il comandante generale di un esercito sul tc.nitorio occupato. Non è .imme~so che si possa proclamare lo stato d'assedio sul territorio nemico n~n ancora occupato. i\falgrado ciù i Francesi, nella loro spedizione di Roma del 184-9, giudicarouo, dopo la presa della citt~1, secondo le loro leggi sullo stato d',1ssedio, i delitti pofoici commessi prima clelia loro entr:i; . Lo stato d'assedio· viene tolto ~uando cessano le cause per cui cl'a stato proc!Dmato; alle volte si toglie gradatamente, passando <tallo stato d'assedio militHre a quello civile, prima di tornare <.li lc Jeo-n-i ordinari.e. Le autorità a cui spetta il diritto di togliere lo stato d'a:;edio, sono 111 gonerale quelle che hanno il diritlo di proclam arlo. La d:irezione deg~i esercit·i e la condotta della giwrrn nelle foro trasfo~"maz,ioni.. - E la continuazione di un luugo lavoro. La parte ora . pubblica!~ consiste in uno studio delle operazioni degl i eserciti alleati, m Moravia, dal 25 novembre al 3 dicembre 1805 . ·· T lavo·r i dell'lst:ituto mil,i,tare geogra~·co in Yiennadu.rante l'anno 1882. . VOLI<E~rnR, maggiore. I regolcunenh, per l'istruzione delle truvpe 1·usse . - Si esaminano dapprima i 1regolamenti che riguardano il modo di çondursi della compa.gnia e del battaglione in combattimento, poi quelli che riguardano il cambattnnento con le tre armi combinate. Le ma,-rcie della 44~ d:ivisione fanteria, e suo co1ico·rso all'occupaPJione della Cri'liosoia nel l882. HIM01EL, capi tano . 1
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Jt1.lu•buclte•· f'i,i,11• iUe ,te·u tsciee 1-1,•niée unti JJ:I,u•i,~e. -
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° Lrimestre
1883. I
Federico il grande e Ft:lice 1,. /Jo1'lce. Federico IT come uomo di guerra si guadagnò fama universale eù immortale; as$a i menu conosciuto è il sno carattere, come amico e come tedesco. Nulla vaìe meglio a fa r conoscere Federico sotto quest'aspetto, cbe il narrare
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Je sceue occorse tra lui e il suo aiutante V. Borke, col quale man-
teono fino ali' ultimo le più strette relazioni (segue il racconto). DciUe .carte d;i Kncsebeck (continuazione) . Si pubbl icano lenerc scritte e ricevute eia dello gcner;tle, o riguardanti lo campagne del 11SU e del 18'15. Lei fanlerict rnssa nella, campngna del l877-78. Dtwnz. - So è ,·ero che la fanteria obhe sempre in guerra la porle principale, è piucchè vero uell 'ultimn guerra d'Oriente. La lattica della fanter ia, ·sia russa 0hc turca, il suo contegno 1rnll'attn0co e nella difesa, diurno. hlO/!O a considerazioni interessantissime, sulla potenza delle nnoYe armi da fuoco e sull'importanza delle forLific:;i;,,ion i; onde noH si comprende come abbia potuto dirsi che tale campagna offre poco o llnli,1 allo studioso d'arte militare . (Seguono notizie sul l'ord inamento ccl .irmamcuto della fanteria russa, descrizioni cli loca lità del tratro di guerra, rncconto di fa tti rl'arrno e considerazioni sul k1 conrlotln della fante ria russa, i1t rllpporto alla situazione di guerra e ai r<'golamenti in Yigorc) . Su.Un deri'Dazfone dei profrllili, puntnt:i . -- Studio tecn ico-lntÌistic;o. Guerra ecl wnanità. B1,,\ci-:::n:n. capitano. -- Fino a questi ultimi tempi, l'nmanitil si pre~entava come uua mendica al banchetto della guc.rra, pi:r avere le bricciolc; poco a poco fu accolta in cas:i, nrn <·omo ~erva; la convenzione di Ginevra com inciò a darle diritti; pare. che quesl.i ancora non le has1.ino e ne pretenda rlci nuovi. Noi iibbiamo plaudito ali.i convenzione di Ginevra, bcnchè non priva di difetti; ma l'andare più oltre, 1in questo senso, potrebbe dar luogo a gravi inconvenienti. I troppi riguafd i finirebbero per togliere alle guerre moderno il loro carattere principale, por cui specialmente riescono meno crudeli delle antiche: la brevilù. Si è molto scritto $ulla passat.1 e si scrivr· giit sulla prossima guerra . Noi angariamo che gli storici futuri possano dare, della prossima gue1Ta, questo giudizio sommario: / i Tcdes0hi vinsero, grazie alla loro condotta senza riguardi » Non sdegneremmo però che ,-i potesse aggiungere ciò che il mare~c.ia!Jo Moltkc disse ddla campagna del ,J870- 7·1: « malgrado l'eor,rgia, qncsta guerra fu conclo1ta con più moderazione Ghc qualunque altra preéocleute ». S-1bl 1nantenimento del soldato. Merito di Gu.stnvo Adolfo nell'ordinwmento delle tre anwi e 6reve esposizione della .~i,a tattica. Lei di.~ci,plina clei soldat·i, roniani sotto gl' impern,tori. Ho~il~G (con-
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tinuazione e. .fine) · d'I d'iscip · 1·iua che avevano lasciato . · .-. Quel po c.;o I~ gue~Te c,v'.lt. e gli assassinii degli imperatori, lo distrusse la lìlosofia d, .\fa1co Aut el10; e se nocora ne restò un bricciolo svanì affi tt
iwfle lotte fra pagani e cristiani. Con .\larco .\ul'elio' ~ali snl tr:n~
1:u yrofess~re'. ~he nel mondo non vedeva esseri viventi, nrn dotte tco, io. Egli sc,weva: « Alessandro l'esare e Po111pe · I' r . . • ' ' · o, come sono
~·~~o ,'e • fronte a ~wgene, Eraclito o Socr;ite ! Questi conobbero la
','1,,,o~e d~lle ~~~' I esse1.1z~ della materia, e tali conoscenze guidn1000 l . , . ' 1010 spmt,. . '. quelli invece ' 'a r1uaute eur.e non covettero sotto,,,ld ie, a crnaote piccolezze servire·?· » Fi'ocl1e· queste cose s1· tl,couo · 1Ia Ila cattedra, possono essere belle ed auclP ·n l . • e I nocue, ma eeue clnl 11·0110 hanno un',nOuenzn deleterea Che cosa dove . d . .• ' val , dli d' . 1• ,ano pensare e1 • 010, . e n 1sc1p ma, ti, tuue vmù militari, trii ufficiali e i sold t' (.p,anclo il capo tlell'esercito scriveva: « tra Ale~·andro , ·i . a,.', rO • ,. •, • , :, u , sno si.i i ~e non _v o p1u. ogg,d,. alcun.i differenza; sono ambctlne nn'iufinitesuna .pa1 te degli atom, Yagauti, dni <piali, come dice Epicuro ·i forma 11 tutto ". Con questo pt;ofessore H.oma respirò ma I' . .' ·:, u cl· · d. I · V , , csm Cito : 1 o 1n isso uz1oue. en nero poi le rersecuziou i reii<riose a fa . 1 ·i O • resto J ron · r e : · . 1an , nrono uu popolo tollerantissimo in materia ,1relig,os:i; essi accolsero, nella lista de,,.l · · . • e i Dni , tutti fJUel l,· cle·, popo1·I vmt,, "~ 11e ~ontavan~ 6000. Ma per Cristo e i cristiani la cosa andò a11r1moot1: ~uest'. erano esclusivi, perciò erano esclusi. Dnl'ante 1,, pursecuz1om n·1t11 1·alme,ite ue,11·eserc,touns,· ·, ., . . _rel, t:rriose, .s'int,.odus~e . . ~t<. ma dt. sp,ouagg,o . e d1 denuo1.1e e cru·11Ho · c ··st· ~ · rr · 1 1 • , • 1. , .. n, so11r1rono sotto ~,oclezrnno ed altn, . lo resero ml usura sotto Costantino. Qucst'ult1mo, fra le wntc misure politiche e militnri una pegrrior~ dell'alt1. 0 prc~c anche quoll n di alloggiare i. soldati in citt·'t 1i,·e,,50 1111· : , .'1 a'. .· .. ,è .· · · •, "· 0 ,1.Ha11t1 , ~i,,c 1. q,ucst, d.es,dcrav~uo la gue'.·ra pe1· ,•ssere liberati dai loro ospiti le 'osi, :mda1 ono tnnl oltre che , Romani mi aravano ~ ·, b~i·I .· 1 ,. ( r·•1u qu,. s,. pnn essere d'accordo coll'a utore;" ·111 ·a i, ..lecito.. latrornr ' troppo severa 1 :i conclusione, •ruanclo dalle leo-ion i J ·'ssauclo " )" · I · .i; . n . . . .. . . .. o . "· , " J .. , aie 1I 1 n.oma mt1c1a dice. « La. sorte d, Nu111•ar,zi·' 1· e ·t · . 1· , , , "• ( ' , ai agme, u1 Ge1 · ·Ronl" 1n:;alcmme, stra111Jn le la"l'lllle la c~•lu1° I 1 . " • '" " u " 110n eesla nr111meno la compassione. Il dcsLino è rriusto. Non meritò di me"r ) //, . . d' o o IO " • .. ',.se1··1nzio ,'L ~wnp,1!9na .del~a. f~nteria francese e della tedesr·a. S~ud1~ coinpa~ ~tt'lio .. I alc :;erv1z10 rn Germania ù regolato dalJp 0 ,._ 1 dinan~e per .l 1stru;wne delLP truppe intorno al se,·vizio da campc e .a~le gr~mdi ma~ovre, in data n giug110 '!870, clw sostituirono le p1 eccdent1 del 118(>'1, ed ehbern viOo-ore durante la e J° F · N Il' l ·anrpagnn con tro · ' ". 1·•rnncia. e u Limo decr1111io subirono c1na• lcl1e· 111ocli'fì,.' · · ma · · 1..::iz,one d, ieve importanza. ' V
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11~:nroo1c1
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In :Francia, dur,,nte la guena, , igeva l'Ordonn<inr.e dii 3 ma'i l 832, sttr le servicc en campagne, la quale non fu ancorn del tutto abolita. Questa dava i principi genernli pel servizio di campagnn, ma non le disposizioni specinli e cli forma, che sono necessorie per mantenere l'unilit nell'istruzione delle truppe. Durante la guerra del ,1870-7·1 il servizio di campagna presso i francesi lasciò (come tutti sanno) ·molto a desiderare, e si riconobbe che il difetto stava p:i rte nel regolamento e parte nell'esecuzione. Per rimediare ai difetti del regolamento si uominù una comn1issione, la quale compilò nu'Instmt tione prctt'if]_tte .mr le service de l'in fant fr-ie en campagne, che anclù, in vigore nel 1875. Oltreciò vc11ne sottoposto l' ord-inansa dei 1832 ad un layoro di ricompilazione, che però non venne ancora approvato .. Quindi si lw oggi in Francia la della ordinanza, pel servizio di cnmi11 generale e l'istr.uzione pratica pel s~rv·i.z'io della fanteri a .. parrna ~ d . Siccome poi qnesti tlue regolamenti non vanno sem pre d' accor o, s, è stabi lito che, nei casi cli di,ve,·geuza, il posteriore debba servire di l norma. Le diffel'enze, tra le or<liiianse tedesche e l',istn~zione l'l'ancesc, dipendono essenzialmente dal punto di vista secondo il quale furono compilate; meni.re le prime riguardano tutte le armi, la secouda rignnrcla solo la fanteria; mentre le prime souo dirette agli ufficiali, ai q1rnli dnnno le norme general i, secondo cui debbono istruire le truppe e contengono soltanto quelle disposizioni formali, che sono assolutameute 11<:lcessarir, per ottenel'e un' istruzione uniforme, la seconda invece ù un manuale che traccia al soldato e al sottufficiale, come al/.'ii/flciale, la linea cli condotta <J.<t tenersi nelle d:ioerse circostanze, che ,;i p·r e~entano . (Segue il confronto particoìareggiato fra le ordinanze tedesche e l' istruzione francese). La chiusw·<i della discussione rnl combattimento con la baionella. nLACKN lsll, capitano. S1ill'i!mp·iego degl'inf'fìciali che hanno lasc'iato il serviz;io . La spedizione degli Jngl-esi in Egitto nel 1882. Studio storico. Ossertazioni sult' opera intitolata « Cina il comb<ittimento delu.i ca·valleria » ùi E. V. CoL0~11J, tenente generale . - È una bibliografia in cui, pur lodando il complesso del libro, si combauono, molte delle opinioni iu esso contenute. L'ol'clinamento degli eserciti e 'il seruizio della fante1·i<t cento a1uti fa. - Il nucleo dell'esercito, che Federico II ebbe da suo padre, consisteva in un cor po d'ufficiali cresciuti a un:i discipl ina rerrea e irn-
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LIBRI
hevnti elci priucipì del dovere e <loll'ouorè. La truppa si reclutava parto <lal la leva in patria o parte dagli a1-ruol,1menti all\istero. Durante la guerra dei sette anni, gli slrtmicri costituivano In metà ùell'eserci10; più tardi rurouo i due terzi. Gli arruolamenti si facovano iu German ia, iu A nstria, iu Ji'rm1cia, iu Italia. Francoforte Pra nua delle grand i piazze di arrnolnmeoto. I migliori arruolatori erano giudei . Gli uomini costanmo più o meno cari secondo le epoche e le stagiolli od anclH' secondo Ja loro statura. Questu ciurmaglia d'ogni risma e d'ogni conio cm tenuta a dovere dall'energin e dal!o spirito milirnre degli ufficiali. Co:.toro proveni,ano in massima parte ùalln scuola dei cn<letti, nrn erano anche nccettati nffì ci:-tli provenienti cln eserciti stranieri , purchè a vossero ~iit l'atto lwona prova. Federico IL si riguardava come no uflicialc e, malgrado la sua :;cvcritit, trallò sempre gli urfìciali come rolleghi. P<•r tal moùo riuscì n forma1·c un co rpo d'ufficiali che 11ess u110 al rnonùo, prin1a di lui, aveva mui a ruto.
Jou1•1utl of'tl,e Roy11l 17ntlet1 S1e1·1·ice lnstitHtiot1.
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Londra, 188?, ] . 118 del volume 26°.
l'esei·cito india110. Generale si?' Or(eur CArr:~~GH . r nnovi confini della, Grecia. Tenentè colonnello r. G. C. .\nDAGII. - L'antore ha fouo parte della commis:;ione incaricata di tracciare i nuoYi c011 fi ni stabiliti per la Grocia nell' ultimo congresso <li Berl ino. Lo studio com iucia con uua rapidn corsa altra verso i secoli pel' tessere i Il breve la storia clelln 1rnzio11!J greca e <l<'I terri torio successivamentr occupnto da essa, qui ndi vi si discorre ampiamcmlo delle fasi por le quali è passata lii clclimitazio110. i.a ~uperfìcie del territorio annesrn .illa Greci:1 è di circa 3200 miglia quadrate, o presso n poco i duo terzi del la ostensione (1883 migli:1) stabilita pt'imi tivamentè dnl ; congresso di Borl i110. Ln Orncia è aumenrnta di un 1crzo di quanto le fu a~seguato nel ·1832; essn ha ad un bel circa acquist:.to quanto ha porùu10 la Francia 1u:l 1870- 7·1, rcdondo alla Gerrnauia l'Alsazia-Lorena. 11 nuovo conlinc è tracciato tlal fiu me Arta, l'an tico AracthtH', dal la
t; PF.RIODICt
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sua foctl fino ad un punto 0h'è quasi o sud-est di Gianioa; quindi se"ue un allluente fino alla sommità più elevala del Pindo, il monte D~karela o Peristori. Qui continua per lo ~partiacqua principah• riel Pindo, lasciando i bacini dell'Art.i e della Yoiussa ad ovest, e qu<'lli doli' Aspropotamos e del Salamvria ad est. Nell' abhaudonaro il Pindo segue pet· la cresln che separa dapprima i bacini ciel Salamvria o dell' Ali:ikmon, quindi quell i del Salamvria e del suo tributario lo Xcragh i, il quale ultimo la linea di confìue auraversa presso il suo punto cli confluenza col lìume principale. Poscia sale per Ja cr<'sta della catena elci BaS$0-0limpo, e la segue fino alla costa Egea, che i111orsèca tra la foce del Salamvria, ed il forte di Plillamona. Lo sgombro del tenitorio ceduto dai turchi e la sua oc<'upaziono per parte dei greci i• staia osoguitn souo la sor\'eglianzu cli una commissione speciale: il territorio da cedersi fu di,•iso in 6 ~ctLori, dei quali il primo da ocuiparsi tre settimane dopo la ratifica della conrenzione, nitri quattro dopo tt'C mesi, e l'ultimo dopo 5 me~i. Jl primo settore ru oc.cupat.o il 7 luglio 1881; la occupazione del secondo seuoro fu compiuta il 30 agosto, e quel la dei terzo il 5 settembre. li qu.irto etl il quinto ~eltoro furono ccun li il •13 scucrn bre, ad ecce1.iono di alcuni punti di confino rhe i turchi contiuuano ad occupare, malgrado le cleci,,ioni contrarie della commissione nominala dalle potenze mediatrici. L'ulti 1no scuo1·0 fll cocl nto il H novembre, nel qual giorno l'intero territorio <la nnuettersi ali~ Gre~ia era da questa occupato, tranne le località di Gonoìtzn, l(r1t.zovali, e T<araAlì Derlicncl , alle qual i la Porta· protendo ancorn. I pareri della cornmissiorn1 circa i punti contestati furono contrari alla Turchia, come pure la dcci~ione in nppollo dei rappresentanti le potenze a Costantinopoli. .. Cii1·ca tcilune condi:;•ioni li'i /.uce che influiscono su llci prec;unone del puntamento. Litton lìonet-:s. Hela;;ione esistente tra le dimensioni delle macchine lt wpore marine e /et -i;elocità e la polen:.a che srliluppano . Richa1'd S&~NET, Della clife.ça subacqne<t dei porti di 11ia1·e. Tenente Carlo Sr.EE~!A~. - .Fra le difese subacquee si anuovernno : 11° i siluri, che s1 distinguono in dirigibili come il Lay, cd in non dirigibili come il Whitohoad; 2° i bauolli som mergibili , i quali nou hanno dato finora che mediocri ri:mltamcoti: in L:\"ezia se no sta attualmente espcrimentaudo nno che, a quanto paro, fa buon.i prova; 3° gli sbarramenti passivi; .~,, i sistemi di mi1lo fisse, sullo quali l'autore si diffonde e che crede
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E PERIODICI
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1,llllU
erncacissime: egli da questo nomo a qualunque sistema di difesa subacquea che trae seco l'impiego di mine fi sse ocl ormeggiate, e le divide in mine fisse antomatiche ed in mine fisse elettriche dipendenti. Le mine risse automatiche comprenJouo le elett.rico-automatichr .e le meccanico-automatiche; esse, a . qualunque si,;tema appartengano, hanno in genere l' inconveniente che la zoua da loro protetta riesce pericolQsa cosi agl i amici come ai nemici. 11ra i sistemi di mine fisse ,eleurico-automatiche non si credono degni di menzione che quelli Herz e Mac Evoy, dei cruali il primo fu impiegalo cou buon successo .dai russi nel Danubio nel 1877, ed il secondo, recentemente perfezionato, è stato sottoposto ad csperiment-0 in America, dove lo si -considera come il migl iore di rruesto genere. Si rimprovera a queste mine 1;1 faci liti, colla quale possono esplodere prematurnmente. Di mine fi sse meccanico-automatiche v'ha una gran varietà di sistemi, fra i quali quello Singer, migliorato dal cnpitano Mac Evoy, che non presenta nessun rischio per ch i l'impiega . 11rn le mine fìsse eletlri('lte dipendenti vi sono le galleggianti e quelle collocate in fondo al mare: si condannnno assolutarnonte queste ultime. Come npplicnzioue delle jdec esposte si dà un completo piano di difesa subacquea, così di un porto aperto, come di un porto chiuso. Secondo l'autore non è giusto il ,dil'c che le torp.edini sinno 1111 mezzo troppo barbaro di guerra: Si crede generalmente che l'effetto dello scoppio dì esse sia quello di mandarr in fran tumi In nave e sterminar tutto l'equipaggio; ma og_g idì le nnvi sono costrnite in modo che la esplosione non può cagionare che la graduale immersione della nave, dando tempo all'I'· ,quipaggio di snlvarsi nei battell i ; gli effetti del bombnrdnmento sono -ben più esizial i, e questo ii di a~sai più difficile impiego dopo l'adozione delle difese esplodenti subacquee. Il miglior mezzo che può .adoperare una potenza marittima per sottrarre le coste alle ingiut'ie nemicho, qnantl'anche essa abbia unn poderosa llotta, è quello (li i mpiegare su vnsta scala le difese subacquee, che costano relativamente poco : cosi la notta ha più liberti, d'azione, le si dii tempo ,li accorrere dov'è il pericolo, e s'impediscono le sorprese. Con una sprsa di 11,B00,000 sterline, ed impiegando il sistema Mac Evoy di mine fis~e elettriche dipendenti, l'autore si ripromette di porre in istato cli difesa suha0que11 i '.280 punti vulncrnhili della costa inglese. L'autore esprime da ultimo il desiderio che la difesa subacquea non sia ,Più affidata in foghilterra al genio, ma bensì alla marina colla larga .cooperazione cli corpi volontari rii torpedi nieri ordinati ad hoc, i quali
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.,;,,rebbero per la marina ciò the i corpi Yolootari gii, esistenti ,;ouo per l'esercito. . . ,. Le brigate na,vah, capitano CA~ll'O EC, L. - Vt si. pnrla dell nnpiego dei marinai insieme ai so(dati; s'. dii il nome d1 brigate nav:ili alle ciurme riunite di due o ptù nan che ~barcano per compiere sperlizioni entro terra.
BOLLETTINO BIBLIOGRAFICO
D'AZEGLIO Letlere inedite a l march~se ~manu~le d'Az~(Tlio documentale a cura di Nicomede B1anch1, Torino, 1883, Lipo~rafia Roux e Favale prezzo L. 6. Ci torneremo sopra .
MASSIMO
Lenente. Geschiclite ,Le11 8 rr1~s lfali11c l1en) lnfanterie Begimeuts. (Storia dell' 8° r egg1men~o ra11ter1a di v eslfa lia). Berlino 1883, tipografia Mittler o figlio. ti: una storia sc1·illa s u documenti, da un ufficiale del reggimento, per incarico del comando del reggimento stesso.
ScotMMELMAN)I ,
colonne llo. Der n,11terie-Dienst. (Il _servizio di batteria). Berlino ·J883, tipografia Mitllet' e figlio, prezzo L. 4. .È un manuale pei com~ndanl~ ~i ~atteria, nel, qual?~ se~~ato LuUociò che riguarda 11 serv1z10 interno e I ammm1straz10ne della batleria, nonche l'isLruzione <lolla truppa .
AR NOL D,
\Il
TetEL, maggiore. IJas lnfante,•ie _G eevelw fuciledi l'anl~l'ia) . Bonn '1 883, tipografia Coken. E uno stu_d10 ~ec~1~0 baltsl1~0 sui fucili ordinari a retrocarica e su quelh a r1pet1z10ne. Vaue tavole e figure s ono intercala te al tosto. Auszuge aus den Schiess-ln11t,.11clion K ROMAn... 1 C"'p.ilano a • . I · · \ Ir emdliiudi11cl1e,• ..4,.m~en. (~st~aLto_ delle s~ru~1om, su tiro, in vigore negli eserciti stra~uer1). Vien?a 188'!, t!p~grafi~ Seidel e figlio, prezzo L. 2, 50. E un~ stu_d10 ~ompaiat1vo dei vari regolamenti ed istruzioni sul tiro, m vigor e presso le principali potenze.
llOLLET'J'INO
BIBLIOG RAFICO
Di(? Or,Len, IVappeu und Tì'lagf1e11 lllter Regeuten und Staat~11. (Gli ordini, gli stemmi e le band iere di tulti i sovrani e di tutti gli Stati). Lipsia '1883, tipografia Kuhl, '12 fascicoli, prezzo L. 1, 90 al fascicolo. L'opera contiene 36 tavole con' 450 figure cromolitografate.
Feltl-'l'a,sclumbuclt fiir Ge11ie-mul Piounier Offfoie,•. (Manuale tascabile da campagna per gli u fficiali dell'arma del g eni0 e reggimen ti pionier i) Vienna 1883, librer ia Waldheirn, p r ezzo L. '12, 50. Venne redatto da u:1a commissione di ufficiali; forma un elegante , ,oJume legato in tela e corredato cli molte figu ee.
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ftem•r1m1isati<>n tler iiste1•i•eichit1c/1en Feldm•tillet•ie ( R iorganizzazione dell'artiglieria da campo austriaco.). Buda pest, 1883, tipog rafia Grill. È uno studio comparativo tra ordinamento dell'artig lieria au;,triaca, e quello degli altri !:: lati, con proposte di riordinamento.
OTTO v. GrnsE, colonello. IJer Gebirgs- li.rieg. (La guerra dì montagna). Berlino, 1883, tipog rafia Luckhardt. Si r icerca. se la Germania abbia o no truppe organizzate per la guerra di monl~gna, si discute sul modo cli attacca re, difendere e fortificare le posizioni in montagna. Ci torneremo sopra. colonnello Tal,tisclie .§tudien uber- !Plass.11a/11nen tutti l/m•l1ereit1ua9 tle,• llaupll,iimpfe in de,• §cli lac/11, (Studi tattici sulle disposiz~oni per l'avvicinamento e la pr e.parazione dei combattimenti principali nella battaglia). Berlino, i883; tipografia Luckhardt. Sono considerazioni sullo svolgimento del!' azione nelle battaglie di Koniggratz, Orleans , 'North, Gravelotte, S . Privat , Se<lan, Beaumont, Vionville, lVIa rs-la-Tour e Noiseville. Ci torner emo sopra.
ARN,rM,
COLMAR, maggiore. Rossbacl• uml .lena. (Rossbach ed .Tena) Berlino 1882, tipografia Miltler e figlio. ì-: uno studio comparativo delle due sovra indicate battaglie, considerate in se stesse, nelle loro cause e nei Joro effetti. LuFFT. Vie Scl•lacliten bei l?:reibm•g in A.119ust 'IG.il<I. (Le battaglie presso Freiburg, in agosto 1644) Freiburg 1882, libreria Mohr, prezzo L. 6, 50. È la storia di una delle campagne di Turenna. Die!K.1•iegerundLa11tlwelu• 1/e,•eine io P1•e1tSNe11.(Le.società m ilitari e di landwer in Prussia) Berlino _188.2 tipografia Rie- ' sel, prezzo L. 1. Si dànno notizje sul numero, l'importanza iL . carattere e gli statuti di detti circoli.
capitano. 1/a,·mée eapllguole. Parig i, 1883, lipografia Be.rger-Levr ault. Sono memorie e impr es sioni di viaggio, con note riguarda nti specialmente l'esercito. ~ e riparler emo.
S1m1 G:-IAN,
Bo1ss1ERE. !L 'Al l!J$>rie Romaine. P arig i,'1883, tipografia Hachette, prezzo L. 7, 50. Descritto il s uolo e g li abita.oli dell'Algeria., soLlo il do minio dei Romani, s i tratla del modo con cui questi g overnar ono detta p rovincia . Bors;NAFOr--T Do,cze a11s en Il lge,•ie . Parigi, 1883, tipografi a Den.tù, prezzo L. 3, 80. Si n arrano episodi delle sp edizioni francesi in Algeria, dal 1830 al i84-2, alle quali l'auLor e prese parte c0me medico militare. DE
capitaine. lusm•rections dtr.us la 1n•,wince de Cost,mtimi ,I.e 1 8 10 à 1 880. P ar igi, tipografia Berger-Levrault, p1ezzo L. 2, 75. È un racconto storico, appoggia to su documenti. ·
MAl"\G OT,
POIROT, colonnello. Com•s ,le législ<dlon et <itluiitlistratio,, militaires .· P a l'igi, 1883. Si espongono le disposi;ZiOni di legge vigenti in Francia sul reclutamento delle truppe , l'amm inis trazione e contabilità dei corp i e il funziona mento dei vari ser,1 izi. 'TOLL!N. H. MajOR IJes ,noyeus ,I'augmeute,• la 11uissauce des feux de l'i11fa11_tei·ie .~ur les ,.!luunps de lu11<1ille. i fascicolo in 8° Parigi 1883, libreria Baudoin e Dumaine, prezzo L. 1, 25. Tra tta delle varie specie di tiro, dèl modo d'is truire teoricamente e praticamente il soldato, e propone alcune modificazioni all'Istruzione sul 'li'ro, vigente in Francia. De BEAUVAL. E. Capitaine. L'infanle1•ie montée en lllgérie, i fascicolo in So. Pari gi 1883 libreria Baudoin e Duma.ine prezzo L. O, 50. Dimostra l'utilità di creaee, per l'Algeria, corpi di fanteria montata e r agiona sul modo di ordinarli e d'impiegarli.
BOLLETTINO llll!LIOGRAl' ICO
C. 11.itle-lDllémoire admittisb•ali/ z)tmr l'a1>plicali<n1. den ùut,•uclio,a s ,•eltiave.y ,n,x con·v oca lions de l'a i •mé,~ lein•itm•iale. 'l voi. ·in 18•. Parigi 1883, libreria Baudoin e Durnaine, prezzo L. '1, 50. Indica le norme gene-
PETITJEAN.
IMPORTANZA DELLA GEOLOGIA
rali, e le operazioni r elative alla detta convocazione; tratta dei doveri dei comanùanti i repar ti J ell'arma la ter ritoriale, e deg li ufficiali e tr\1ppa che vi appartengono. PLÈ
NELLO
STUDIO MILITARE DEL TERRENO
James, sous-lieulenan t. Lies IAur.yers ,laHs la guei•,•e des t fascicolo in s• con figure . Pal'igi '1883, libreria Baudoin e Dumaine, prezzo L. 1. Si descrivono le fortifi cazion i permanenti per la difesa dei confini del terr itorio inglese con quello df-lgli Zulu e le pr ovvisorie per la difesa dei campi e magazzini degli Inglesi, nella guerra sovra indicata. ~,mtous.
Règlemeul su1• l'insb•uction tlu lii• a11p1•otnJè 1,1ar le Jllinish'e tle ltr guen•e le Il 1tovem(we 'll S S~. 1 voi. in 8°
Ii.
con numerose fig ure in nero e colorite; Parigi libreria Baudoin e Duwaine prezzo L. 2, 75.
Sguardo ai principali fatti geologici che interessano lo studio militare del terreno.
1IJ1,11,n.uel du sot,l,il or,louuai.ce ,le t'officie1•, 1 voi. in 18· le- .
gato in tela. Parigi libreria Baudoin e Duinaine, prez.zo L. t, 25. Tratta della pulizia delle armi e del cavallo; enumera le varie circostanze in cui l'ufficiale può avet· bisogno dell'attendente e indica a questi il modo di regola rsi in ciascuna.
§ 1. ]?orme pritnilive clelle montagne e loro emise. - Abbiamo veduto come la condizione di praticab ilità considerata nelle varie fasi di una operazione militare interessi non solo le forme esterne del terreno, ma eziandio la fisi ca e chimica composizione delle . roccie che lo costituiscono e che in parte concorrono a modificarne fa fol'lna primitiva, in parte gl'irnprimono quegli altri caraw~ri e quelle proprietà che inleressano le nostre ricet\·,he . L'ir,onografia generale di una estesa zona di paese, vale a dire l'insieme. di quelle,grandi linee che valgono a farcene apprezzare sinteticamente le forme ed i ctiratteri, fondamento e guida di ogni. studio strategico, ha la sua prima origine nel modo cli formazione della regione. Se noi consideriamo una grande estensione di paese, come è semp re il caso. in uno studio strategico nello stretto senso della parola, sempre potremo div ideda in due porzioni , l'una iana o pianeao·iante l'altra montuosa. La prima, salvo rare ecceP - 00 ' zioni, di cui un semplice sguardo alla carta baslerà per illuminarci,
F AR RE, Général. Obsertmlion sm• les 1•éfo,•mes uaililt«ires ,. l'étmle, 1 vol. in 8°. Paris libreria Baudoin e Dumaine, p~czzo L. 1, 25..
Il Direttore OitESTE BAR A TJERI Tenente Colonnello n ei Bersa{llilwi.
DEMARCIII CARLO,
gerente.
ANNO XXVI )[, VOL. Il ,
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25
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nll?ORTAXZ A DELLA GEOLOGIA
rappresenLerà la parte più praticabile; la seconda, generalmente l'ostacolo da superarsi marciando, e spesso anche combattendo, con masse più o meno grandi di uomini e materiali. Comincieremo quindi a portare la nostra attenzione sulla pa.rte monLuosa. Ogni riliMo del suolo è il prodotto di un sollevamento. È questo uno clegli assiomi più elementari della geologia, di cui è ovvia la dimostrazione. Questo sollevamento è il prodotto cli forze endogene, cioè aventi la loro origine e la loro causa nel seno della terra. Le eruzioni vulcaniche, i terremoti, le lente e conLinue oscillazioni della crosta della terra, qualunque sia la causa che le produce, sono le manifestazioni più o meno sensibili, ma comprovate da centinaia di fatti bene accertati, di queste forze endogene. Quanto al moclo della loro applicazione che è quello che ha più, diretta influenza sugli eJieLti di cui andiamo in cerca, esso può essere breve, repentino e violento, come nei terremo ti e nelle eruzioni vulcaniche; lento, intermittente e continuo, o quasi insensibile nelle oscillazioni che si compiono in più larghi confini di tempo e di spazio. Qui occorre far notare come le eruzioni vulcaniche in se stesse non siano cauc;a, ma efietto di fratture e di spostamenti di porzione della crosta terrestre. Le eruzioni quindi non solievanu; ed i monti che si videro formarsi in poco tempo in seguito alle eruzioni (Monte Nuovo presso Pozzuoli), non sono che cumuli di materie eruttate, in genere fanghi e detriti (Vedasi il voi. III, Ge,olorria, del prof. Stoppani). Quanto albt direzione di queste forze esse possono essere applicale dal basso all'alto, od agire per pressione laterale. E qui notisi, che spesso l'uno e l'altro modo di applicazione delle forze si combinano per produrre un dato sollevamento; e che sempre. il movimento dal basso all'alto produce uno spostamento laterale delle parti adiacenti, che dà origine acl accidenti simili a quelli cagionati dalla seconda forma di sollevamento, ma che, essendo affatto locali, non mo(lificano i caratteri generali, di cui ora uniçamente ci occupiamo. Gli effetti di questi sollevamenti corrispondono, come è naturale, alle cause che li hanno prodotti e, nel caso nostro, al modo di applicazione delle forze sollevanti.·
NELLO STUDIO MILl'l'AI\E DEL TEI\RRNO
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Se trattasi di forza che agisce dal sotto in su, essa deve ese1:citare uno stiramento sulle parti solide che costituiscono la crosta .terrestre, dai cui limiti di tenaci tà dipenderà la più o meno pronta ,rottnra, e dai cni limiti di durezza la maggiore o minore l-Cabrezza .dei piani di questa rottura. Ciò comincia ad interessare la natura ,dei componenti di questa crosta, ossia le roccie che la costituiscono, che faremo entrare in calcolo più tardi. Per ora intanto notiamo, .ohe un sollevamento causato da forza applicata dal basso all'alto ,deve prodcrrre rotture nel senso verticale e quindi dei salti (failles) e delle balze, spostando ezianclio lateralmente le parti di crosta ,adiacenti al luogo di emersione. Anzi, quest'elielto deve precedere il primo; inquant;;shè alla nuova materi,1, proveniente da strati più profondi, debba, per la Jeaae della impenetrabilità, cedere il posto, sollevandosi e spostandi fianco, quella occupante gli strati più superficiali. Le direzioni e forme di queste rolture, la contemporaneità o ~uccessività della lor•> effettuazione, la natura delle roccie, ecc. ,<letermin.eranno una quantità di resistenze, dall e cui condizioni di .equilibrio colla forza innalzante diponder~t la posizione _d~finitiva ll'ispetto aJForizzonte assunta dalle masse innalzale, posizione che può variare tra i limiti della perfetta orizzontali Là fi_no. al comple~o .r ovesciamento. Quando le masse innalzate sono cost1to1te da rocc1e :stratificate, la loro posizione ha grancle infit1enza sulle successi~e modificazioni, a cui le prime forme clei rilievi vanno soggette 1ll .causa degli agenti estero i. . · Ma oltre ai salti ed alle rotture, cui può dar luogo la spmta latterale sui terreni adiacenti, vi sono altre fratture cagionate dall'.ineguale distribuzione della forza elevante e dall'irteguale spes,sore e durezza delle roccie elevate. Tutte queste rotture, dalle semplici fessure all~ spaccature più enormi, l~a~~o grande influenz~ ,sulle ulteriori modi!ìcazioni della forma pr1m1t1va, preparando agl1 ;.a.genti atmosferici, e segnatamente alle acque, le vie per esercitare Ja loro azione erosiva. Dunque, forti dislivelli, balze, strette frequenti, e spesso anche delle vere oaole ' sono i caratteri che si collegano al fatto del sol,levamento per forza agente dal sotto in su, quando questo sollevamento abbia raaoiunto una certa altezza. 00
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KF.LLO S1't.: DIO '.\l lLITARffi
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BlPORTANZA DELLA GEO LO GIA
Vedremo i u seguito come questi caratteri si modifichino più omeno, secondo la natura e disposizione delle roccie; intanto giova fin d'ora notare, che la maggiore o minore efficacia degli agenti demolitori dipende ancora dalla posizione geografica e dalla altitudine delle terre sollevale, studiate specialmente nei rapporti colle ·vicissitudini acni andarono queste terre soggette nell e varie epoche geologiche trascorse dopo la loro ~mers ione. L'attuale assetto dei continenti ha per la maggior parte i suoi principii nel periodo terziario, colla ·fine del qtiale ebbe, si può, dire, il suo cornpimen Lo. Lo studio cleUe forze modificatrici che hanno agito sulle forme primi ti ve dell e terre sollevate, può essere· quasi tutto compreso in quello dei periodi più recenti, che cominciano, cioè, colla compar5a dell'11omo sopra la terra, o che immediatamente la precedono. Esso ha il massimo iJJ teresse per noi che cerchiamo esiienzialmente i caraueri e le condizion i della superficie. Che se anche alla superrìcie c'imbatteremo nei monumenti delle· più antiche rivoluzioni della terra, ci basterà poter leggere in. quei, monwnen,ti qucdi I fone li abbiano pattati, di m,1,ovo alla li1,ce, e quale inflitenza possono avere si1,lle conchzioni s1.1,perficiali; e non i1wade1·enio il campo di quella scienza che chiede a qiiei monumenti la storia clel globo e qutlla delle generazioni cli animali e di 1.iiamte ohe l'hanno popolato per rnigliaia cli secoli. Ma riLorniamo agli effetti immediati dell'innalzamen lo. Abbiamo, ' detto, che ad un innalzamento verticale corrisponde uno spostamento laterale del terreno adiacente ai punli o all e linee di frattura. Queslo ; postamento produce, come è facile immaginare, un ripiegamento a guisa di onde che si propagano più o meno lontano~ e· sono più o meno accentuate, secondo la forza e la du rala deUa spinta, laterale, e secondo gli ostacoli opposti dalle materie spostate, · dalle resistenze di altri monti e · dalle spinte contemp0ranee in, senso opposto verifica tesi nello spostamento. Gli effetti, quali sì rivelano nel territorio adiacente alle masse sollevate, consistono in ondul azioni miste a brusche ripi egature, spesso accompagnate da fratture, talora con rovesciamento e soHapposiz ione di strati, che svelano fa natura, la potenza e la ,•icinanza della forza agente. « Le Prealpi e le Alpi presentano dei piani inclinati limi Lati da « spezzature verticali e profonde, delle agugl ie, delle creste, degli
l)E[,
TECIRENO
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·« allipian i ugualmen~e limitati da spezzature. Il ripiegamento ~egl! « strati alpini è anch'esso del resto una conseguenza ne~essana cl'. ·« ciò che è ammesso nel nostro sistema. L,1 catena alpma che si
« solleva acrisce contro la crosta del globo; ma questa reagisce con « pari forz;, Succede naturalmente un pigiapigia in cui chi sch iaccia « rimane schiacciato. » (•I) Dobbiamo ora notare che quelli del tel'l'itorio adiacente alle masse sollevate non sono i so li ripiegamenti e sollevamenti del suolo prodoLLi èla quella caL1sa; anzi spesso , e forse sempre, accade per le grandi catene, che la reazione prodoLta dal loro so llevamento si manifesli co ll o innalzamento di un'altra catena parallela alla prima, avente le forme suaccennate caraHeristiche de~ sollevamenti per spinta laterale. Quest.ì sollevamenti per spmta late~ ,raie però possono anche avere origine da uno sprofondam~nto d1 un tratto di crosta adiacente. No i senza essere troppo assoluti, cNne coloro che unicamente a questa caL1sa vorrebbero atlribuire l'emer.sione dei continenti e la formazione delle montagne, possiamo ritenere che una. parte di questi ~lebba la sua origine allo sprofondamento di altre terre occupanti un. tempo i mari atLuali . La natura cli alcune roccie sedimentarie. formate là dove ora più non esistono m1Jnti capaci di fornirne gli elementi, sembra atte-si.are l'esistenza. cli antiche terre che abbass~tesi scomparvero, e furono coperte dalle acque o da nuove terre (2). . .. Qualunqlte delle due accennate sia la ca.usa. che ha dato o'.·1g1?e alla spinta. laterale, e quindi al sollevamento cli un dato terntono, la forma che prenderanno le terre sollevate sa1·à pur sen~1~re c1ue~Ja .di onde. Vale a dire che il terreno, premuto da clne parti 111 seguito a. sprofondamenti od innaìzam.en ti , oppure_fra una potenza ecl una resistenza, rappresentata questa. dalla reazione c~ella _cr?sta_ ste~sa alla spinta laterale, si ripiegherà in una serie dt ant1cl111alt e sut , ,clinali (3), formando . tante catene parallele, separate da larghe
(I\ S TOPPANI - Parallelo (ra i du.e sistemi delle Alpi e del Libano. (2) v. Memoria del lo S•:ARAUKr,u - Descrizione detta ca,·ta geoloqtca del versante .settent,·ionale dell" Appennino fra JJontone e FO!Jlla. . (3) Per anticlinale s'intende una gro n piega longitud.iuale che abbia la s~a convessità rivolta verso il cielo, men tre sinclinale è la cond1z1one mversa delle pieghe. (C•·PP.r.um - Com.pendio di geolo!Jia) .
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BIPORTANZA DELLA GEOLOGIA.
NELLO STUD_IO MILITARE DEL TERREKO
-valli. Questa la forma teorica, supposta la spin ta continua o intermittente, lenta, progressiva, il mezzo omogeneo, la roccia plastica. Ma seboene le prime condizioni si verifichino spesso in gran parte, e che ·una certa plasticità 1ion si possa negare a nessuna ,roccia,. specialmenLe alle sedimentarie, entro i limiti delle grandi estensioni qui considerate; tuttavia, nel fatto, ht forma teorica viene acl essere modificata anzitutto dulia imperfezione cli elette condizioni,. poi dalle successive azioni degli agenti esterni, come già vedemmo, succedere per l'altra forma cli sollevamento. Infatti l'azione da una parte, la reazione dall'altra strozzano talora la base delle anticlinali, in guisa da prOvocarne la spezrntura, al vertice nel senso dell'asse. 11 mezzo inomogeneo e la cliversitw delle resistenze fanno sì che la spinta si propaghi talora inegualmente, in modo che in luogo cli onde alli neate, parallele e di uniforme altezza, si peoducano onde convergenti, più numerose in una parte che in un'altra; qua più sporgenti, là appena o quasi per nulla accennate. L'ineguale obbedienza prestata dai terreni a queste spinte può ancora produrre in quelle parti che più si sollevano uno, stiramenlo delle roccie oltre i limiti di tenacità loro; d'onde rotture in senso trasversale all'asse delle ondulazioni, o la frattura delle sinclinali , e fìnanco la emersione attraverso di quella dì roccie piÙ'. antiche. sottostanti alla· prima corleccia. Quanto alle sinclinali essepossono assecondare colle accidentalità del fondo le maggiori o mi~ nori emersioni delle creste, e possono presentare, per le cause già; delte, linee di frattura, che si determinano quasi sempre luÒgo la, lin.ea di raccordamento fra l'anticlinale e la sinc;liuale al pìede di· qudla. Da queste fratture hanno origine le caverne (emposieux det, Giura), dentro alle quali si ingolfano le acque, per dar principio, ad un sistema di idrografia sotterranèa caratteristico di certe regioni. Tut.ti questi accidenti e fratture offrono quindi a.gli elementi atmosferici dei punti più attaccabili, nei quali le forme originarie· vengono nel giro dei secoli ad essere modificate; ma ciò non ostante non si cancellano i grandi tratti della forma primitiva; anzi questa vi si mantiene predominante. Ond'è, che in generale si p:,tò riferire.a queste formazioni una maggiore praticabilità. delle schiene, coronale eccezionalmen le da balze e creste rocciose nei monti più alti.
Avremo dunque in complesso una successio~e di. valli lo~~itudinali e cli creste parallele, appoggi di successive difese fac1 htat~ dalla molteplicitit dei collegamen ti trasversali, spac_catu~·e norm~h alle ondulazioni, costituenti vere strette, con pareti a picco, enunentemen te difendibi li; insomma un complesso cli condizi?ni, ~he se facilita da una parte la difesa, rende difficile la controffesa. Ma di ciò vedremo meglio a sL10 tempo. Basti int.anto qni fare un'applicazione di questi due sistemi di sollevamento. . . Al primo già !l,bbia.mo rifa'.·ito il sistema del!~ ~)~1.' al s~condo, sempre seguendo lo Stoppani, deve rapportar.si 11 (r1ura, 11 quale sarebbe stat.o sollevato dall'emergere delle Alp1 (11). « Le Alpi hanno sollevato il Giura, sviluppando un'enorme ~~rza « lalerale, cli ce lo Stoppani. Fu pL'imo il Desor ad emettere I idea « che il Giura si fosse sollevato per la controsp inta laterale, cleter~ ·« minata clal sollevamento delle Alpi. )folte, forse tutte le grandi « catene clel globo hanno il loro Giura» . . A questo esempio vorrei aggi.ungere quello clell' A.pennrno centrale le cui forme attestano l'at.ione di una. forza laterale che ne clete1'.minò il soll evamento Ma di esso diremo pi ù tardi. § 2° ilfoclificazioni dellci forma primitiva . - Se le parti della. crosta del globo, una volta emer?e, avesse1:o µotuto mantenere le forme acquistate in seguito ai dislocamenti che le portarono alla superficie del suolo, tutLi i rili evi si p.01.rebbero, ~rnanto a~lo~o aspetto, classificare in d11e o tre categorie, secondo 1lmodo d1 101 o sol levamento e secondo l'estensione in larghezza ed altezza delle pai·ti sollevate; imperocchè la maggiore o minor resistem~ opposta dal le varie roccie alle forze interne che le hanno sospm~e, no.n potrebbe creare diITe,·enze così notevoli, da caratterizzare. queste diverse roccie con forme speciali od almeno abbastanza sp1~cate. Se dunque la. diversa natura (isic;t e chimica delle terre sollevate
)
· bu1to · (1) Le Alpi hann o contr1 anc b o · n sollevare l'A' penn ino. · -
Vedi D•. Srne.,Nt ,
Geologia del Monte Pisano inserta nelle 1lfemm·ie <lei comitato geolog,co. \ ol. lll.
anno 1816. t d Al ' ) te, de Il SuKss nel suo lavoro: Dte Jfnstellu>1g de?· ,llpen (11 soll~va_men_o e11_e P 1 . ' a dimostrare come tutte le ca tene montane, oltre che le Alpl , s,ansi solle,ate pe~ sp,~ta la tera le dovuta ad un moYimen to generale di contrazione della crosta. te, resti e, che in Europa ed in America tende verso il No rd, ed in Asia si pronunc1a in senso inverso. § 1,
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NELLO STùDIO MILITAUE DEL TERUENO
!MPORTANZA DELLA GEOLOGIA
mostra di eserciLare la massima innLrnnza sull'aspetto e sui caratteri attuali di queste, lo si deve appunto al fatto contrario alla ipotesi enunciata; al fatto, cioè, che queste terre, dopo emerse, andarono soggette ad azioni or lente e continue, or brevi e violente, che qui ne limarono i contorn i troppo sal ienti, là alcuni appena accennati più profondamente scolpirono. In generale però le maggiori moclificazio ni sono l'effetto delle fo rze lente e continue dovute agli agenti esterni. L'atmosfera ed i mari colla temperatura, colla circolazione delle r,orrenri aeree ed acquee, e con tutti gli altri fenomeni che si compiono nei mari e nell'atmosfera, concorrono di prima o di seconda mano nell 'azione .modificatrice. ì\1a noi r.imandando per lo studio di questi fenomeni agli apposil.i trattati, non risaliremo alle cause P(ime, ma ci accontenteremo di seguire gli effett i degli agenti più. immediati messi in moto da quelle cause prime. Si può dire che l'acqua tutti li riassuma. Essa infatti è il principale fattore di ogni trasformazione della cro, ta terrestre . L'acqua in forma di vapore che r iempie l'atmosfera, ì'i assorbe un po' d'acido carbonico, del.l'ossigeno e dell'az.olo , acquistando così una grande potenza di soluzione e cli decomposizione. Essa cade sotto forma di rngiada. di pioggia, o di neve, ed allora si trasfo ì' ma in agente meccanico o io agenle chim ico, secondo che fo rma gh iacci e torrenli che spezzano, demoliscono , lrllvolgono le rupi, o che passando altraveri>o detri ti vegetali, si appropria semp repiù la facoltà cli modificare o demolire le roccie che penetra ed im.heve. L'acqua solto le varie forme è aclunque il principale dem(\litore dei rilievi del suolo; essa svel le'alle monLagne materiali greggi che elabora e distribuisce nella pianura 1 o confonYle nel mare con quelli strappati alle coste dalla violermt delle onde, § 3° i11oclo di com,porta1·si delle varie roccie cigli agenti atmosferfoi nelle alte montcigne. - Quesla azione demolitrice si esercita più o meno efficacemente, secondochè lq mtura chimica dei componenti delle roccie, la loro strutlura e le altre loro prop rietà fìsidie, la formaz ione e disposizione dello loro masse, offrono maggiore o minor presa all'atlività chimi ca e meccanica delle acque. È chiaro che, secondo le condizioni in cui quest'attività si esercita, potranno variare gli effetti di essa su di una stessa i'occia; cosicchè per indovinare gli effetti, converrà tener conto di queste condizioni.
Infatti suppon iamo una roccia durissima, sparsa di fessure ed a -struttura. cristallina granulosa, che, oltre all'acqua contenni.a nelle fessure od assorbi ta dai meati interposti fra i cristalli , contenga -anche quella di crislall iz~iazione. Essa potrà considerarsi come un ao-areoato di piccole mine ' di cui ta,l une capillari, microscopiche, Où O il cui effetto complessivo non mancherà di essere form idabile, quando iI gelo le farà brillare. È questo previsamente ciò che .accade delle roccie gra,niche e simi lari, qnando si trovano alle più elevate altitudini, dove le condensaz ioni di vapori ed i geli nouurni non inlermettono neppure cluran te l'estate ( 1), Ouesta atti vii.il demoli trice sarà mollo minore nelle altitudini me.aie~ dove gli accennati fenomen i non potranno verificarsi che nella 1 i·ioida staoione mentre più I)Otranno nelle altre i forti calori, le n o ' · rugiade, le pioggi e ari alterare e disgregare la .superficie della roccia., :a trasformarla in terriccio capace di al imentare quella vegelazione che è comportata dal clima, dalla altitudine e dai prodotti della decomposizione. Si supponga ora che in condizioni simi li alle suesposte si trovi una roccia calcal'e di pasta-omogenea. Essa potrà essere· cli costitu,zione cristallina, come i marmi saccaroidi o le dolomiti, cli natura ' e.ompatta come i ca,lcari compatti, o meno consistente, cioè marnosa o schistosa. Generalmente queste ultime forme si allernano in .stra.ti di diversa potenza nella stess~ montagna. I calcari cristallini e le dolomie presentano, in causa delle di.slocazioni Sllb ite e delle contrazioni avvenute durante la cristallizzazione, delle fratture palesi o latenti, a cibi fo1·se si devono i JJiani .di cl;ivaygio da cui sono ciffette qiiesle 1·occie (2). . Non sarà quindi l'azione del!e piccole, ma quella del le granch mine, che determinerà la demolizione di queste roccie; la quale avverrà mediante lo sfacelo della massa ed il franare dell e rupi, anzichè per lo sgrelolarsi della superfic,~ rocciosa. . . . . Non allrimenti si compo rtllno i calcari compallL subcnstallu11, (1) Quando l'acqua si solidifica, fa scop piare le roccie nel cui felspato è racchiusa. Traite de géologie - Actton dcs eaux).
,(Cnao•el\. -
(2, Vedi St'OPPANI Voi. 3• .
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IMPORTANZA DELLA GEOLOGIA
qu~ndo trovinsi elevati a gran1i altezze e quindi· cogli strati fraunral1 e $COt1Volti, o talmente raddrizzati, da presentare le leste all'lizione delle meteore ed alla infiltrazione delle acque destinate a minarli. La f~rma a denti, ad agnglie, a seghe è adunque quella cbe affettano in genere le roccie cris1alline e le calcari metamorfiche o compa~te, eh~ si assomigliano a quelle per alcune fisiche proprietà. Tuttavia le mie personali osservazioni mi permettono di fare in proposi~o alc'.rne <l!stinzioni, che, se non si possono sempre applicare nei part1colar1, sono caralterisliche per masse ed estensioni alquanto larghe. O ,J Le masse granitiche o di gneis presentano le creste elevate a denti ed aguglie, . però di forma conica, conseguenza la prima forma dello sfacelo della massa, la seconda dello sgretolamento della superficie (V. fìg. ,1• 2"). 2° Le roccie calcari cristalline hanno vette ,t denti alternati con cresle taglienti o a tavole, dovute alle spaccature di sollevamento ed ali~ demo lizioni parz iali per mezzo del gelo (V. fig. 5). Le do lomie hanno ad un dipresso queste forme; ma le creste sono_ come UJ~ ngg~egalo di guglie prismatich e, . som iglianti a crislall,, talora 1solaLJ, talora amalgamati per formare una parete. Queste creste per la loro forma, per l'altezza · e la ripidezza delle pareti che le determinano, e spesso ancl1e per la bianca. e tersa superficie che imporpora e scinti lla ai raggi del sole caden.te, sono veramente cai:atterisliche; sicchè anche da lc,ntano ad occhio appena esperto, annunciano la roccia che le costi tuisce. (V. fig. sa). 3° I calcari compatti sono i più resistenti all'acqua ed al gelo. Abbastanza duri per doversi fratturare sotto lo sforzo che li ha sollevali, co~1servano generalmente i contorni loro impressi da quel fatto geo logico, quando speciali circostanze non li mett~rno ndle condi,zio_ni di essere minati dal gelò o smossi dalla loro posizione. Iniatl1 la pronta rottura che ha dovuto cletenuinarsinel sollevamenloih questa roccia dura, ma sempre più o meno fragile, sembra avere t~lora facili~ato il sollevamento cli porzione di questi strati in posizione poco mclinala all'orizzonte, staccandola dal rimanente in tutto il suo contorno. Tal altra questa frattura avvenne dapprima da una rart_e soltanto, ed allora gli strati calcarei formarono un piano più rnclurnto che si raccorda a quelli cli altre ondulazioni.
NELLO STUDIO MILITARE DEL TERRENO
'1-03
Nel primo caso la sommità della montagna divenne un altipiano-terminante con mHt parete a picco tutt'all'ingiro , collegala mediante·· i detriti coi fianchi e col fondo della vall e; la demolizione per mezzo del gelo non avrà presa sulla superficie del piano, ma ne avrà qualche poco sulla superficie perimetrale scabra e solcata. Nel secondo caso 'si verificherà. la stessa cosa; ina la parte del contorno di fr~ttura sarà esposta all'azione meteo rica più della precedente per lu sua inclinazione. La montagna presenterà da una parte un piano inclina.Lo più o meno a~ciden tato, secondo le cause di modificazioni parziali subi le nel sollevamento o più tarcli; dall'altrn avrit la cresta unita costitui ta da una parete a picco raccordantesi alla va lle mediante un talus detritico ricoperto di verdura (V. fig. 4). Queste forme possono presentare come varietà due o più pareti· sovrapposte separate tra loro da talus e ripiani, o terminanti a picco · sulla valle . \ la di ciò diremo in seguito: qui dobbiamo arrestarci alla.cresta, soggetta all'azione del gelo. 4° Quando però i calcari compatti abbiano tale inclinazione da presentare la testa degli strati al l' nzione delle meteore, o siano sconvolti e fratturati così da lasciare ad ito alle acque, allora all e.creste unite vediamo sostituirsi denti e guglie che talora raggiungono considerevole allezza, ma che tuttavia per chi ben le considera, hanno qualche cosa che le distingue da quelle prodott?, dalle altre roccie. Infatti esse sono meno prismatiche di quelle dolomitiche, meno co-nicbe di quelle di gneis, e più fras tagliate di q~elle dei calcari cri . stallini. E non può essere altrimenti; perchè sono più attaccabili di queste dalle pi?ggie, ma meno sgreto la.bili delle prime .. Quando poi, come ~pesso accade, ai calcari compatti si alternano · strati di calcari marnosi o di marne, lo sfacelo si opera più prontamenle colla asportazione degli strati più teneri per mezzo delle acqué. Ne possono derivare agugl ie di grande altezza ed anche scoscendimen Li e frane per lo scivolamento degli strati duri e compattisu quelli rammolliti dalle acque. Quanto abbiamo detto per le roccie granitiche e pei gneis può . :valere per le altre roccie cristalline, quarzi Li , mica-e talco-scisti, dioriti, ,tnfiboliti e per tutte le varietà delle roccie cbmpQste di . strutlura cristallina e granulare (fig.V. 3a).
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IM)?ORTA:IZA b ELLA GEOLOGIA
NELLO STLlDIO MILITARE DEL TERRENO
§ 4 . Eff'eth degli agenti aimos(e1·ici, dei ghiacciai e delle correnti siii rilietJi di qualwiqne naiiira ecl altezza. - L'azione demolitrice delle meleore è tanto.più violenta, quanto piùaltesono le monLagne, imperocchè quivi più frequ enti si avvicencbno i venti, gli uragani, l'umidititedil gelo e quindi più grande è la loro influenza. Tuttavia essa n.on in tennet.te in ·nessuna parte delle terre anche le · meno elevale; ma la forza de.i vari agenti si dispiega in YDtfa misura, secondo le latitudini, le altezze e le altre special i condizioni delle region i considerate. La storitt del globo, desunta dal la distribuzione della vita nelle varie epoche della su.a formazione, dimostra come queste condizioni Yari,n·ono in dipendenza degli sladì che il gl obo attraversò per arrivare all'assetto aJtuale; cos icchè chi dal modo d'agire delle a U.noli forze superficiali volesse giudi care I' opera della natura nei precedenti periodi geologici, dovrebbe prima cercare di delinearsi nella mente il quadro della distribuzione dei mari e delle terre, dei lo ro r ili evi , del le loro condizioni termometriche ed udometriche nelle epoche considerate. L'acqua ed il gelo, principali artefici della de.gradazione diuLurna · delle alle monLagne, compiono la loro opera cnn maggiore o minore effi cacia anche nelle regioni inferiori, dove le condizioni clinialologiche permet.t:ono il loro concorso. Dunque nei nostri climi per molli mesi dell'anno, dall'autunno all a primavera, il gelo può snrnovere .le roccie in qualu nque delle nostre medie e basse montngne, eccel.to forse una parte delle regioni più meridionali. Le radici degli arbusti e delle j)ianle ficcandosi fra le 0repature dell e roccie e ingrossandosi. aiutano quest'opera di demolizione. I muschi, i licheni , le crittogame-esercitano un'azione consimile piùsuperuciale, fra gli elemen ti delle roccie, e sono coadim•ati dal sole e dalle pioggie, che cariche di elementi sottratti all'atmosfera, preparano mec -. canicamente e chimicamente il mat eriale destinalo ad essere tra. sportato alla pianura ed al mare, dall'acc1m1 uscente sotto forma di ghiacciai o di torrenti . A tutti è noto qnale sia l'azione dei gh iacciai, e quali orme essi · abbiano impresso nella nostra orografia, quando acquistarono un immenso sviluppo .nell'epoca quaLeroiana . li modo con cui ciò tn' venne. noi lo possiamo facilmente desumere dai ghiacciai attuali, sebbene non siano che meschini avanzi di quelli più antichi.
Il gh iaccia.io dotalo di una certa plasticità p1:ocede come densa ftumana ' ser,uendo le sinnosilà delle sponde e i dislivelli del ò fondo, modificando)i però coll'atLr iLo della sua massa. Esso agisce · come una D"l'an lima che liscia ed arrolonda, e come nmt gran macina che stritola ed impasta Lutto ciò che incontra su l fondo . Ma sopraautto prosegue l'opera iniziata dagli agenti demolitori, traspor- · tanrlone cd elaborandoi1e .i prodotti, che poi deposita lungo il suo percorso ed accumula all'estremiL.à del suo cammino. Le morene insinuate, le morene d'ostacolo, le lisciature e striature lungo le pareti delle vaJli segnano ancora oggigiorno la sLrada percorsa dagli anlid1i ghiacciai, che impressero così ai monti lungo di essa, forme caratteristiche indipendenti dalle roccie che li costituiscono (colli arro tondali, terrazzi, sbarre) . Con morene frontali e term inal i segnarono eziandio e più grandiosamen te le loro stazion i, e forni rono i materiali, d'onde ebbero fondamento e consistenza molle delle aLLuali pian ure. Ma poichè a formar queste ultime concorse l'opera non meno poderosa delle acque correnti o marine, vediamo quali furono i principii di questa azione e come gli effetti se ne moltipl icarono. Se si snppone un .piano inclinatu di materia dura ed omogenea, sul qaale si faccia scorrere dell'acqua, questa si stenderà come un velo di eguale spessore su tulla la superficie; e se avviene erosione, questa si veri(ìcherà in modo uniforme. Ma i piani inclinati costituiti dal so ll evamento cli porzion i delta crosta terrestre furono ben lontani dallo assomigliare a questo piano teorico, e tanto nei sollevamenti per spinta clal sotto in su, quanto in quell i per pressione laterale abbiamo vis lo quante spaccature, salti, rollure, ripiegature si dovettero aprire o formare in seguilo alle fìs iche proprietà dei materiali sollevati. Una quantità quindi di canali fu così già preparata per le prime pioggie, le quali inf~tli vi si avviaron~ e ne~ corso dei secoli ingrandirono, allargandoli ed approfonda~do h, quei canali, che in parte poi modificarono, o colmarono coi loro depositi. . . . . . .. Si ebbero così le valli di sollevamento, le cui ongm1 non e d1f:ucile rintracciare, osservando la disposizione e la natnra del!e pareLi. La loro posizione è generalmente parallela alla cresta, ma ciò non toolie che tronchi cli valle dovuti a spaccature nel sollevamento o
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Df POR1'Ali ZA DELLA. GEOLOGIA.
. si riscontrino anche 'fra quelle perpendicolari alla cresta, delle valli trasversali. Tuttavia le acque piovane non ne ebbero a sufficienza dei canali preparali dalla natura, perchè non tutte potevano confluire in essi; inoltre anche quelle che vi confluivano, noi:i potevano non lasciar traccie del loro pass:=tggio là dove la superficie offriva qualche lieve increspamento o qualche maggiore intaccabilitil. Come ciò posstt verificarsi anche in una superficie. apparentemente omogenèa, ognuno può da se stesso riconoscere, esaminando come le pior>(Yie intacchino i depositi sabbiosi delle alluvioni dei fiumi recenlern;~te · formati . o le terre delle scarpe delle opere di fortificazione, e non tardino a scavarvi un sistema cli valli di erosione che può ~en'.ir cl_i m~dello_{·! ). Cosi anche i versanti sollevati a gui sa di piani inclinali unifornu vennero a poco a poco scavati e trasformati in una , serie di catene edi valli, le CLti forme, per quanto non dipendano dal modo cli sollevamento, sono intimamente legate al\'a1.ione erosiva esercitata più o meno energicamente dalle acque sulle roccie cocosti tuen Li. Più la roccia è dura e.più dolcemente inclinato il versante, e meno profondi saranno questi solchi. Più la roccia è tenera e più è rile-vato il versante, e maggiore sarà l'erosione prodotta; èosicchè il letto del fiume accennerà ad accostarsi più rapidamente alla verti...cale calata dalla linea di cresta. Ma sic,:-ome la forza di erosione è il prodotto clella massa dell 'ac-qua per la velocità da essa acquistata, si capisce che i suoi effeui sarannno massimi dapprincipio al piede ctel versante, e che di mano in mano che lo scavo operato dalle acque si approfondisce e . si accosta alla verticale, la massa d'acqua che lo produu• sarà diminuita di quella parte, che continuerà a colare dalle pendici più · a valle, nelle quali a sua volta inciderà nuovi solchi, che a poco. . a poco si tramuteranno in valli secondarie. L'alternare di strati di roccie dure e tenere sarà causa di irreO' n olare erosione man ifestantesi con salti e gradini sul fondo della valle. Effetto consimile produrrà il successivo innalzamento delle ·monla.. gne; per cui le ·acque, acquistando nuovo impulso dalla maggiore ,.( I), Vedi depositi del Tevere a Ripetta.
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NELLO STUDIO MILITARE DEL TERRENO
incl inazione dei versanti, vi incideranno canal i più profondi, a'bbandonando sui fianchi della valle i resti degli antichi Jett.i , che a guisa di terrazzi rimarranno a Lestimoniare la quanti Là e la successione di quest_i innalzamenti . In pari tempo continuerà a corrodere .ed a trascinare i proclotLi della demolizione causala dal gelo, dalle radici delle piante, dall'azione clissolvenl.e e denudante dell'atmosfera e delle pioggie, da quella triturn.nLe dei ghiacciai, o derivn.nte dagli altri ti d'ogni specie e graclazioue che la corrente ed i materiali travolti esercitano sul fondo e contro le sponde. Perdendo mano mano di velocità, essrt distribuirà gradatamente i suoi deposi ti, riempirà. il f(,ndo delle valli, formeriti con i di deiezione, colmerà i la(Yhi ~ ' le paludi, respingerà il mai·e colla formazione dei del la, degli estuari, delle lagune; ma finalmente arrestata dalla massa delle acque di questo, gli abbandonerà i più fini delriti che cadranno a costituire dei sedimenti. Questi, che il mare a sua voi 1.a conco rre ad aumentare colla e·rnsione delle coste, collasecrezione dei calcari per me1.1.o dei pesci , dei coralli, delle conchiglie, d~lle alghe, saranno sollevati più tardi a costituire nuove terre, sulle quali l'atmosfera e le acque ~he 1~ hanno formate eserciteranno inesorabilmente la loro rapina. Cosi .con eterna vicenda a terre che scompaiono si sostituiscono nuove terre, alle antiche forme nuovi aspetti, accanto ai prodotti della distruzione nuove creazioni, con una nuova distribuzione della materia, ed un nuovo modo di comportarsi di essa alI'azione delle forze trasformatrici. L'acqua che il calore evapora ed innalza nell'atmosfera e che la terra di nuovo concentra e risosp in(Ye al mare compie non interrotto circuito, nel quale queste forze nascono, si condensano, si manifestano·, si spengono per rinascere a nuova po tenza perpetuatrice degli stessi fenomeni . t con questo processo progressivo che le roccie primitive cristalline (granito, prologi no) diedero le prime roccie sedimentarie ('I) {gneis, quarziti, schisti}, pure cristalline e che da queste per una serie di trasformazioni e di inclusioni ne derivarono le arenarie, i -calcàri, le argille con tutte le loro varietà, dalle più compatte alle meno coerenti, dai calcari cristallini alle marne ed alle sabbie. La è)
,
(I) Secondo il pror. St.or,pani, i goeis al pari dei graniti sarebbero di origine eruttiva, sarebbero, cioè, lave sottomarine dei vulcani pii! untichi.
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loro genesi dalla più antica alla più recente ci appare spesso schierala in un solo o:·izzonte: sicchè tutta possiamo abbracciarne collo sguardo la mu ltiforme compagine. Gin abbiamo vislo come il gelo mini più o meno profondamente queste roccie e quali forme ne risultino alle creste. Vediamo orn. in qual modo si comportino le diYerse roccie rispetto alle erosioni di cui abbiamo cercato clare un rapido cenno . Le roccie cristalline in genm·e sono assai dure e resistenti all'azione delle acque . Se il gelo le dilania alle altitudini elevate, l'acqna di pioggia e l'atmosfera 11011 arrivano facilmente a fon dere e ,demolire i fian ch i e le groppe alle altitudini minol'i . .Ma ciò che non posson o le pioggie, lo può la violenza e la massa delle correnti col lavorio àei secoli. Anzi dirò che gli effetli della erosione delle correnti rino acl un certo punto si presentano tanto più sensibi li all'occl1io, quanto maggiore è la durezza e la inattaccab ilità delle roccie (I) . La ragione di questa apparente contraddizione sta in ciò: che, mentre nell e ròccie meno coerenti le pioggie e le piccole corren ti, distruggono rapidamente i rilìevi, tendono a r iempire i vuoti n volta a volta lasciali dalle maggiori conenti; nelle roccie dure, massiccie, coeren ti, non r iescono, a strappare e distruggere che quelle correnti che hanno tanta massa d'acqua e violenza. da superare col proprio urlo e coll'attrito dei materiali che travolgono la grande resistenza della roccia; quindi le acque pluviali e le correnti debol i sono quasi senza azione sugli spigol i di quegli squarci, nè valgono a cancellare le linee caratteristiche impresse dai precedenti cataclismi (2) . :Non si deye però conchindere all'asso luta impotenza degli agenti· meteorici; imperoccbè anche nelle roccie le più dure si compie una (l) Il KRBONER nel suo trattato di geologia, pe,· dimostraro la potenia di erosi ono <!ell e correnti, ciw i l ratto del nume S i me to in Sicil ia, che nel 1603 in una eruzione dell'Etaa fu sbarrato da una corrente di lava: oggi, dopo duo secoli o m ezzo, si ò· già scavato un canalo di 20 d 85 metri dì profondità e di 12 a IS metri di larghezza attra•erso il duro basalto L'autore no prende argomento per negaro per molte nlli l'or igi ne attribuita a spacca ture del suolo. (2) Valgano ad esempio i burroni scavali nello roccie cristalline delle valli ùi Champorche r, b'enis, d'Aosta, della Stura di Lanzo, ecc., o quelli delle montagne calcari ; delle quali ques lo gore, dotte chi nse, fo1·mano uno dei cara t teri più saglienti. Tali sono la valle aella llomanche, il cono! di Brenta ecc., nelle Alpi, le s lreue di Cagli, di Fra Sassi, del Furio (Ved i tlg. 7/, ecc. negli Apoonioi.
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Dll'ORTANZA DELLA GEOLOGIA
degradazione superficiale, clovut.a, essem ialmente alla disgregazione e decomposizione dei minerali costituenti, per opera dell'acqua associata agli elementi clell 'atm osrera, o co l con corso dei raggi solari. Sollo il la\'Oro len10 e persistente di questi agenti, i felspali si decompongono, si sfaldano, si triturano; le miche, i quarzi si slegano, e ne origina un primo straterello di terriccio, che ann idato nelle rugosità della superficie, alimenta le criuogame, i muschi, poi gli arbnsti e le piante, e fa si che ai nudi fianchi , lavati continuamente dalle pioggie, si alternino i ripiani verdeggianti e i dorsi coperti da pascol i. A questa azione essendo maggiorment e esposte le parti su cui l'acqua può più a. lungo solTermarsi, ed il detrito accumularsi, ne consegue, che le forme coniche e piramitlali originarie conservano i loro fi.rnchi scoscesi e a spigoli Yivi, mentre le punte a poco a poco si smussano, e le creste diventano meno dentate (parlo sempre delle parti al disolfo della regione doYe dominano i geli). Nel complesso però le fo rme si mantegono sempre pill aspre in questa che nelle altre roccie, persistendo in esse più appariscenti i rapporti colle fraltL1re d'origine. Con espressione sintetica, si possono riferire alla ri un ione di pl'ismi e piramidi in val'ia gu isa comb inati e disposti, come appunto deve risultue dal solleYamenlo e dall"equilibrio conseguente di pian i in varin guisa fra tturati. A maggiormente ·distinguere da lon lano i monti di granito e di gnei:;, di cui qui specialmente abbiamo dato i caralleri, vale anche il co lor bl'uno dovuto alla decomposi:r.ione superfic iale ed allo sviJuppo delle crittogame. A. spaccatura fresca, come nelle carn, a/Tettano una tinta bianchissima ('I). La stessa tinta bruna ma alquanto più scura e rossastra sYela all'osservatore le roccie $Crpcntinosc, le quali però nella regione dei geli, nella forma si assomigliano alle roccie precedenti (V. fi g. 3") e conservano meno alteralo il color verde che loro è proprio . Le roccie cri::;talloidi (quarziti, schisti micacei, talcos i, ed i gneis pili schistosi) essendo compo5te degli elementi che costituiscono le roccie precedenti, oppongono esse pure molt.a resistenza agli agenLi meteorici, quindi la loro massa è compalla ed ha fian chi rilevati e (I} vaf Ji Susa. ANNO XXVIII, VOL, Il.
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DlPOR'l'AKZA DELLA. GEOLO GIA
ricolmi. Tuttavia. per la loro costituzione schistosa più·sfaldabile, e per la distribuzione più grossolana dei loro componenti, presen1ano una superficie più allaccabile. Le parli di questa superficie dove l'acqua. agisce più direttamente e dove si sofferma maggi-ormente essendo le creste e i dossi, ne deriva che questi a poco a poco si limano, si arrotondano, si ripianano: ond'è che anche qui abbiamo spesso schiene tondeggianti e ripiani a metà costa, praticabili, coperti di 'un verde mantello di alberi e di colture, che si alternano con fianchi scoscesi ed a nudi diru.pi. Tale è per esempio il contrafforte del!' Assielta, praticabile e pianeggiante in cresta, coi fianchi dirupati, ma che offre bei ripiani fra l' Arguel e la Madoirna dellaLosa, in val di Susa, ed al Pian dell'Alpe, in val Chisone. In modo consimile alle roccie cristalline si comportano le roccie porfiriche, le trachitiche, le lavtche, le cui forme sono in stretto rapporto colla loro origine eruttiva. Il dicco, la colata, il cumulo sono le forme originarie comuni a tutte le roccie eruttive. In ragione colla loro durezza rispettiva, col modo e coll'epoca di loro fo rmazione, esse presentano generalmente i seguenti caratleri (1). << Le roccie porfiriche formano raramente delle masse culmi nanli . \( Sonklar dice: che sono dei plateaiix lar'ghi ed ineguali, che pre« sentano frequenti rampe o larghi terrazzi, il lutto sormontato da « monti e da colline poco unile. « In conseguenza della loro costituzione si disgregano facilmente, 4' i péndii sono friabili, coperti da diroccamenti e scavati da bur« roni profondi·ed a margini vivi. « Fra le roccie vulcaniche, le trach iti presentansi a forma di « cupole o di lunghe e spesse colate . . , Il monte Amiata si può ascrivere alla prima forma ma alquanto conica. Le lave hanno forme caratteristiche e si presentano in dicchi, in colate, in nappe di prismi o colonne, dovuti al restringimento della massa nella solidificazione. Esse tuttavia tranne nella regione Etnea, non occupano, in confronto alle altre, che una piccola parte 1
(I) Questi caratteri sono presi dalla memoria del CtB~c..... già citata.
NELLO STUDIO MILITARE DEL TERRENO
.delhi superfici.e del suolo, e sarebbero quindi di poco interesse pei nostri studi , se non costituissero insieme co lle sabb ie, coi tufi vulcanici, colle ceneri, colle scorie e cogli apparati vulcanici un tutto .insieme, che può topograficamente considerarsi abbastanza estoso e · caratteristico da fermare la nostra attenzione. Troppo lungo riuscirebbe l'esaminare ad una ad una per le diverse roccie le modificazioni impresse alla loro configurazione dagli ~ · .agenti esterni. Quanto si è detto per le roccie cristalline, bastando a dare un'idea del processo di tali modificazioni, mi limiterò ariferirne sommariamente i risultati. Dirò dunque, che, considerate nelle loro linee principali, le forme dei monti si possono ridurre a pochi tipi, dipendenti dal grado di erodibilità delle roccie alla suJ)erficie o nella, massa, o nell'una e Hell'altra. Le roccie erodibili alla superficie, ma nòn nella massa, conservano forme robuste e compatte, dovute all'origine loro, dalle co.~iche e piramidali delle roccie cristalline, a quelle a volta (Vedi fig. 6a) tabulari e prismatiche (V. fig. 4", ts•, 8°) delle calcari e .delle dolomi t.iche. Le roccie erodibili nella massa e alla superficie si sciolgono e si .sfasciano in ogni senso, ed assumono una forma che più o meno si .approssima a quella delle roccie più slegate, cioè alla forma a cupola ed a mucchio delle sabbie sciolte. Fra quesli due estremi sta un'infinità di gradazioni, secondochè la roccia più all'uno o all'altro .tipo si accosta; e quindi la forma a cumulo od a mucchio delle sabbie acquista linee più sentite ne!le argille e nelle marne, che pure. lasciandosi penetrare e smuovere dalle acque, si impastano, ed oppongono qualche maggior resistenza allo slavamento, d'onde Jle deri vano fianchi più ripidi, che l'acqua solca in una infinità di burroncelli a spigoli vivi, ma a fianchi tuttora mobili, 0stacolo .c,rande alla loro praticabili L~. Le argille e le sabbie cementa~e da .:nate ria calcarea passano per gradi alle marne, ai calcari argillosi, -0 alle arenarie di media compattezza (v. fig. 9) dai dossi più uniformi e dai fianchi più coerenti, i primi sempre tondeggianti ed a cocuzzoli, sempre alquanto scoscesi e solcali i secondi, finchè si ,giunge poco a poco alle arenarie più consistenti, ed ai calcari i più éompalti, nei quali la penetrabilità alle acque, essendo pressochè .ridotta alla superficie ed ai piani di frattura, le forme dovute alle
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IMPOnTA:nA DELLA GEOLO CU
prim itive dislocazioni ancora si rivelano sollo le Iievi successì,·emodilìcazion i, e già mo llo si avv icinano a quelle dell e roccic c\'istallìne. Per una più parLico lareggiata cogn izione dì questi fenomeni rimando ai libri che trallano cli questa materia ex professo. ' . § Tm ~ortan~n m?°litnre di alcuni principali fatti topografici dovuti agli aqent1 esterni. - Col rapido sguardo dato alle vicende d~l suolo ed ai f~Lti. topografici clte ne deriv:ino , abuiarno percorso~ d, volo quel vasi1ss1mo campo dei rapporti fra la aeoloG'ia e le condizioni del suolo, del cui ìnt.ercsse generale per ~li i applica anli studi geogra fici e per chi fa il terreno oggello di più minute ;icerche.' abbiamo l'atto la prima les i del pr.esente lavoro. Lo scopo essenzialmente applicativo all'arLe milit.are, che non òobbìnmo mai perdere di vista nello stud io del terreno, ci induce a ril ornare su alcuni fatti d'interesse speciale, ai quali abbiamo appena accennato nell'esame geoJogico, e la cui importanza militare occone mettel'e in luce . Fra quelli intimamente dipendenti dal modo di innalzamento delle mo~lagne e dol gra(!o di erodib ili tà delle roccie, si possono collocare m prima linea i colli, i quali nelle alte montagne, da mite a.v.a~ le, cla versant e a versante, segnano i limiti cli quella praticabil1tu che forma la base dello studio militare del. terreno . colli possono inleressnrci prima di Lutto per la loro giacitura, poi per I~ .loro fo'.·ma . La prim~ ci è data dalle carte, ma la geologia cc ne fac1 l1 La la n ccrca, spesso rn quelle penosa, in Callsa del tratLeg?i~, specialmente a _luce zenitale; e ci guida alla sintesi, sempre cosi rmpot'l.an te, per d rapido concepimento cli operazioni complesse in regioni montuose. La seconda può essere definita dalla costituzione geologica e litolc,gica dei monti. Il Clerc all1·ìbuisce l'origine dei colli a diversi fai.l i geolor,ici. S~concl~ me qu~sti fatti possono ridursi a due; cioè: il ripiegarn:nlo o 1 sall1 causal i dal ~o llevamenlo, e In. co rrosione che le acque h:u~no prodotto maggiore lit, dove in una serie di strati inclinati di vana durezza, hanno inconlralo i più teneri. Ond'è che in generale si riscontrano i colli lungo Ja. linea dove . ad una roc~ia. dura ne succede una men dura, e nelle nos1t·c Alpi P· e. al punto di contatto di un massiccio cristallino coi terl'eni secondarì.
o:
e
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.t.
Si riscontrano ancora do,·e si auestan<1' due corsi d'acqua opposLi , o clove maggiormente si accostano due CO l'si d'acq ua conenli in eguale direiione, o dove comincia la diYergenza loro { I); fatti tuLLi dovuti appunto all a maggiore erodibilitàdclla roccia nei punti COl'rispondenLi. Jl che è quanto dire: che i col li si trovano lù dove lo imposero il modo d'innalzamen to delle montagne e la natura della roccia, o sono fo cili a rintracciarsi combinaodo l'osservazione ~:!ella carta geologica coll'esame della idrografia. Come eccezione a queste regole, not iamo il caso di colli che altraversano le gioga ie delle n1lli longitudinali, che sembrano domi i .ali' escavazione prodotta vi in epoche geologiche anteriori all'aLLuale, ,dal definire delle acque dellu nlle stesso . Sarebbero, cioè, secondo il Tarameli-i , che le osservò nella cresta calca1·eo dolom·il'iw <lei cni è delimifrtfo a mez.::odì il bacino carnico, incisioni corrispondenti a snccessivi, enumtori delle acqnt pioventi in clcLLo bacino , i qnali 71oi andarono gradatamentespos1andosi a valle, man mano eh,·, pa ln (}rosionc cli'. ·mèno tenaci fonna z·ioni, le acq ue si aprivano uno sfogo più i11 basso. Quanto alla l'o rma dei coll i, che è ciò che interessa special men le Ja pra1icahili li1 dal Iato latti co, essa è in intima relazione con quella cbe vedemmo ri sultare pei rispettivi monti dal modo cli innalzaacren ti atmo~fcrici. mento e dal modo cli co m1)orlarsi delle rocce acrfi r, Qllindi hanno i colli la forma di profonde aperture nelle alle montagne minale dai geli, coslilu ile da roccie crislalline, dolorniLiche, ·O da. rocce calcari , i cui strati siano molto raddrizzali; hanno in genere forme più miti, o sono ma l'cati soltanto da leggere clepres.sioni nella cresla nei monti schistosi (V. fig . 9•), Jlei monli calcari (V. Colfioril.o), specialmenle cretacei, e nei monti di arena1·ie dei nostri Apennini. Tal rolla infìne non appaiono tracciali da solco al·Cuno o da specia le impronla Lopografì ca, nei monti cnlcnrei terminanti a ripiano. Colle fo rme dei primi si associn tosto nella nostrn mente l'idea .della difesa 'rislrella al yalico, fatta con pochi uomini, ben appoggiala. agli impraticab il r laterali dirnpi, con vista e tiro a lunga por1ata sul nemico coslrello a fatièosa salita, colla diflìcoltà degl i aggi1')
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(I) Vedi CLsnc. - ~[emorie già accennate altrove.
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IMPOl\TANZA DELLA GF.OL)GU
NELLO S'l'UDIO MIL11'ARE DEL TERRE~O
ramenti e coll'effetto dti;isivo di questi. Alle forme di mano in, mano più miti ,degli altri, si associa l'idea di una sempre maggiore praticabi li tà tattica, e qui ndi di una difesa, che più che nelle difficoltà del suolo, deve cercare nelle. disposizioni sLraW•iche delle· forze e nella elasticitit delle combinazioni· di mosse offensive e di ben preparate resistenze, quei vantaggi che il terreno più non cr offre da solo, e che il nemico, nuovo e non. preparato, non puòd'un tratto equili brare. .La P.ercorribilità di lunghi tratti di cresta e delle dorsali secondarie, che si accompagna a queste forme più mit.i, rende meno pericolosi che nel primo caso gli aggiramenti, offrendo sempre più vie alla ritirata, e frequenti spazi adatti all'accampamento delletruppe deputate alla difesa, Ma neppure per 1~ difesa dei colli della prima specie fanno difetto questi spazi . Negli alti monti di rocce· ~rjstalline o dolomitiche spesso appai,mo assai ristretti o mancano, affollo in prossimità dei col] i; ma questa mancanza è sempre compensata dagli ampi ripiani che coprono il fondo dei circhi nelle cui: parAti i colli sono intagliati. Il modo di sollevamento ed il lavorio degli agenti atmosferici, sono anche qui le cause della formazione di questi circhi e di tutte· le altre forme t.opozratìche, che dalle origini delle valli fino al loro· sbocco, offrono svariati elementi in cui la tattica difensiva trova. appigli frequenti e di diverso valore. L'alternanza di roccie di diversa durezza edi varia resistenzDr alla rapacità delle correnti, genera quelle tortuosi là della valle e quegli sproni, che costituiscono sovente efficacissime posizioni pe1· sbarrare il passaggio lungo di essa. Queste sporgenze ·Spesso abrupte ed impraticabili, sono rese adatte ali 'ufficio Lattico loro riservato, dall'addossarsi di quei cumuli di detrito, che i ghiacciai e le aUuvioni vi hannodepositato sotto forma di morene, di terrazzi morenici od alluvionali. Spesso anzi questi depositi costituiscono pe1· sè soli i punti praticabili per difendere dati tratti di valli arocciosi e ripidi fianchi, sorgendo a guisa di promontori sul fondo, o appiccicate e sospese a varia altezza sui yersanti, e nelle insenature cost.ituite dai valloni laterali. Dove queste formazioni assumono una importanza spesso strateiica, è quando si presentano nella pianura, dove la scarsità degli ~
appioli toolierebbe al più debole la probabilità di tener testa al preo o . ponderante avversario. Tutti oli sbocchi delle principali nostre valli alpine sonQ preceduti da :nfLteatri morenici, che qual più qual meno perm.èttono di prendervi posizioni assai forti, per difendere, sia verso monte sia· verso. valle, lo sbocco'. Se tutti non ponno avere egual.e importanza, molti però hanno rappresentato una parte capitale nelle guene combauutesi nelle valli del Po, e sopra ogni altro l'ha avuta e l'avrà ancora l'anfiteatro morenico del lago di Garda, che per la sua estensione ve1;so sud, si può dire, che con Mantova ed il lago suddetto , saldi il Po alle Alpi, sb~rrando la pianura sulla sinistra del Po, e dividendola in due scacchieri, cli ciascun~ dei quali costituisce il campo di battaglia decisivo. ' L'alternarsi di più o meno lunghi e numerosi periodi di regresso e di sosta e allre speciali circostanze, creano a,. ciascuno di questi anfiteatri condizioni topografiche proprie, che variamente si prestano al loro impiego tattico. La forma a monticoli praticabili e disposti a semicerchi concentrici, imprime però sempre un carattere comune a tutti qnesti anfiteatri , e formerebbe la disperazione di chi attra,,erso di quelli, e delle abrasion i di tratti .considerevoli di essi, andasse in traccia. delle linee di displuvio e dei contrafforti per coordinarne la descrizione. Non meno importante è la parte rappresentata da taluni· terrazzi .alluvionali. Basterebbe ricordare i ciglioni che accompagnano il Ticino in quasi tutto il suo percorso di pianura, e che rappresentarono il principale appiglio nei cornbattiment( sanguinosi a 0 oio di questo fiume nelle passate guerre. cui diede luooo il passac>O O , , I terrazzi della Stura a Cuneo, dell'Adige a Vernna, del Po ira J.>avia ed il Lambro, dell'Adda . a Pizzighettone, a Cremona, dell'Oolio a Pontevico, hanno grande influenza snlleproprietàtatticbe cli ~uelle località, come ne hanno pure una significante quelli che accompagnano il Tevere per lunga parte del suo percorso; sebbene quivi concorrano alt.ri fatti geologici a dare ali~ su~ valle proprietà tattiche speciali. Oltré a. ciò che riflette la costituzione .or~~rafica, la forma, l'aspetto del suolo, vi sono ancora altre quest1om impor.tanti per le quali· dobbiamo ri~orrere alla geologia.
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I.\ll'OnT,\NU DELLA GEOLOGJ .\
§ G: Delle ar,qiie. - L'abbondanza e la bon lit delle acque e la produttività dol suolo, banno grande influenza sullo svil uppo delle operazioni di guerra; le difficollà inconlrale dall'esercito francese nelle operazioni offensive nella Tuni sia, possono dare un'idea della portala di qnesla asserzione . Il cono~cere preventivamente le condizioni del teatro di guerra so tto qnesto aspetto è quindi cosa per la quale le ricerche le più coscienziose e le più minute non dernno essere in guisa alcuna pretermesse. Pur troppo però l' una o l'altra qu estione si co mpl icano con moltealtro con diz ioni estra·nee, e quindi si sotlraggono in ·parte alle deduzioni della geologia; tuLLav ia anche un primo criterio per incamminare alla loro ricerca, quale ce lo offre ques ta scienza, ci sarà sempre di un aiuto prezioso , di cui dobbiam,1 tenere il massimo conto. Noi sappiamo che l'acqua penetra nelle roccie secondo il grado di loro permeabilità, che s'infi ltra nei meati, che scorre più faci mente negli interstizi fra strato e strato, che si getta nelle spaccature; onde è che pur conoscendo il di,,erso grado di permeabilità delle roccie e l'inclinazione degli strati, non abbiamo ancora sicuri ct·itorì per rintracciare l'andamento delle acque e il punto o Ja linea verso la quale verranno a sgorgare. Tuttavia con quei primi dali, se non all.ro, non ahderemo di preferenza a cercare le sorgenti dove gli strali sono di roccia pcrmeabilissima (p . e. sabbie, arenarie), o do\'e sporgono le loro testate rilevale verso l'as:;c della vall e; ma, le èercì1eremo, lit dove qu esti si mostrano incli nati verso il fondo della valle e dove ad una roccia porosa (p . e. sabbia, arenaria) ne succede una più compalta (argiIla, calcare, micascisti ecc.,)( I). Sappiamo inoltre che nei calcari le acque scavano imbuti negli altipiani, e percorrono lunghi traLt.i in caveme o spaccature entro terra, e che dove ricompaiono esse sono copioso e potabi lissime. Nei monti calcari sollernli ad onde o pieghe, a modo del Giura (come è il caso nell'apennino centrale). lo ac<Jue scaturiscono, in genere al. pi ode dei (1) Il capiLano Vsaa1 noto por i suoi impol'lan(i studi sulla geologia di 11110 parte dell'Italia centrale, mi comun icò aver egli o~servato che noll'Apeonino Ct'nlrale, al contatto ·~el calcare rosso ammonitico che è di slruuurn schis•osa, le sorgenti e rano frequen ti. l',·equeo t i r,olle G sorge nti a ppaiono négli sc histi a fucoidi della c resta · medio nel· l'Appennino centrale. (Vedi 8scursione alptnisttca al monte Vettore. - 00Uetth10 Cluò Alpino, 18ì1, pag. 529).
NE(.1.0 STCDIO )llLITARE DEL TERREXO
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rilievi, lungo una linea cli !h ttLura dove aHiene il rnccordamenlo .d ella parLo anlicli nale colla sinclinale del la ondulazione. Queste cogn izioni elementari ci gioveranno a. megli o dirigere le nostro ricerche snl terreno, cosa di somma importanza dove le sorgenti scarseggiano, come nei nostri Ap.enn ini, e nei piani coperti da potenti stra.ti alluv ionali. Conosciuta In pro fondi tà a cui si trova l'argilla, che generalmente sottostà alle alluvioni, e saputa la disposizione del deposito , non sarà dirncile rintracciare l'acqua e renclore possibili accampamonLi anche cli numerose truppe, in piani dove l'acqua gencra.lmenLe scarseggia. Valga ad esempio l'alti piano di Arezzo, do.e ~olio a ,(Q metri di sabbiè e ghiaie, sta un lello di argill e ci lestrine che fa dtt serbatoio a.Ile acque infiltrale attraverso all e prime, o giù scol"J'enli da i lianchi delle circostanti colline . Questa delle ac..gue è questione grave, o, per quanto mi sappia, non ancoraabhastanzast.udiata dal punto di ,ista da me accennato (I). Le acque sono nno degli elemcnli indi spensab il i allo sviluppo della coltni-a del suo lo, della viLa e della civilln. Dove lo acque scarseggiano sono scarsi gli abitanti o quesLi si raggruppano auorno a pochi cenlri . Le acque solo però no11 hastano a cletennin::ire l'applicazione dell'attivi tà umana ad un dato terri lori o, perché bi sògna ancora calcolare come il suolo potrà rimunerare questa auivilà . § 7 . regetazio1Ìe e coltura del slWÙ.> . - La coltura nria in rapporto al clima, all e alLiLuclini, alla_giacitura topograrica, alle proprietà ri siche e chim iche delle roccie, a quell e fisiche e chim iche delle terre che ne derivano . Ogn nno conosce, come le flore al pari delle fauno siano distri'bLtitc sul la superòcie terrestre ~econdo le cc,n dizioni climatologiche; ed. è anzi qLtesto fnLt·o che servì di guida al geologo per ri con oscere dai fossili le variazioni di clima subile dalle varie region i del globo nelle di verse fasi della sua cosli Luzionc, e rintracciare le cause di qu,estc variazioni dovute in gran parte a.Ila diversa configurazione e disposizione dalle terre. · (I) Menlre il presento lavoro ero già c9nsegoato per la stamps, mi pervenne in dono · d al pror. T ARBlBLLI una sua in teressantissima nota intitola ta: Sorgenti e corsi d'acq11a · ·.ttelle r,i·eaip/, che la strott~iza d ol tompo mi vieta d i qui riassume re. - I lottori la trovera nno nei rendicon ti del R. Istituto lombardo (oprile 1888). Sc,·iie li , vol. xvi fascicolo a•.
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NELLO STUDIO MILITARE DEL TERRENO
JMPOllTAl\ZA DELLA GEOLOGIA
Quanto alle altitudini ed alla giaci tura topogr~fica, occorre appena ricordare, come per una data latitudine le specie vegetali corrispondenti diminuiscano coll'aumentare dell'altitudine, sicchè lespecie arboree possono considerarsi astrattamente costituire una piramide che ha la sua base al livello del mare, col massimo numero di specie, ed il suo vertice ad una altezza, che perla nostra zona èquella di rnoom, dove cessano gli alberi resinosi e com incia la regione dei pascoli. Questa regola è modifica ta dalla giacittìra topografica; imperocchè l'espo3izione del versante e la distribuzione delle· masse montagnose, la maggiore o minor vicinanza del mare, ecc., hanno grande influenza sui venti dominanti, sull'abbondanza delle· pioggie e sulla temperatura cli una data regione. Le roccie poi influiscono sulla vegetazione e sulla coltura per mezzo dell9 loro propri et~ fisiche, cioè specialmente per la maggioreo minor facilità a sgretolarsi sotto l'azione degli agenti atmosferici, ed a fornire il terriccio necessario all'impianto della vegetazione •. Influiscono poi colle loi·o proprietà. chimiche, per la maggiore ominor attitudine ·dei loro costituenti a decomporsi e trasformarsi, sotto i'azione degl i agenti esterni, in elementi favorevoli alla nutrizione delle piante. In luogo cli unasolç,t specie di roccia, possonoper la giacitura o l'alternanza loro, roccie di natura cli versa concorrere col mescolare i loro detriti alla formazione di una stessa: terra vegeyile. In ogni caso il co lore, consistenza, la permeabilitb, la faco ltà di trattener l'accrua, sono le proprietà fisiche che· in.fluiscono sulla vegetazione; e cioè la. pl'ima col determinare l'assorbimento del calorico dei raggi solari, la seconda col presentare· maggiore o minor penetrabilità alle radici delle piante, ed una base, più o meno solida agli scuotimenti di queste; le altre per mantenere alle radici la umidità necessaria al loro processo di alimentazione. Quanto alle proprietit chimiche esse consistono nel contenere· 1 quegli elementi, che per successive trasformazioni sono destinati1 a passare nei te,,suti dei vegetali, da questi in quelli degli animali, o nell'atmosfera, o cli nuovo alla terra. Ond'è, che un dato terreno è propizio allo sviluppo cli quei vegetali pel cui tessuto può fornire gli elementi adatti, e che la ro-· tazione agraria, gli ingrassi, gli ammendamenti per mezzo cli altre:
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terre, sono i mezzi ·con cui l'agricoltura tenta supplire alle deficenze--· della natura ( 1), L'alliimina, la s·ilice, la calce, e la niagnesia sono i principali· elementi minerali delle terre vegetali , a costituir le quali concor- · rono altresì i pr<)dotti della decomposizione dei vegetali stessi, for- manti 1'/u;,mus, ed in -pìceola proporzione ancl1e altri ossidi metal- · lici specialmente cli fono. Dal precloriJ.inio dell'uno o dell'altro cli questi elementi, si possono i terreni distinguere in quattro specie: •IO alluminasi o forti;20 sil icei; 3° calcarei; 4° umiferi. 1° I primi sono durissimi, assorbono acqua e la r itengono, . sono plastici, e si prestano sol? a piante cli radici poc0 profonde, . quali il frumento, la segale;, · ·2~ I secondi presentano in massima i caraUeri contrari ai precedenti e quindi sono favorevoli alla vegetazione cli alto fusto-·, , ed ali'e tuberose; 3° I terzi tengono quasi la via in termedia essend~ più tenaci degli ulti1pi e molto permeabili; qufodo irrigati sono fert ilissimi ' e favorevoli specialmente alle legumi·nose; ' 4° Gli ultimi sono fertii issimi quando contengono tanto alcali-, da saturare gli acidi che di mano in mano si formano nella decomposizione organica. Basta questo breve cenno dei principi generali , per dar un'idea dei rapporti fra ìa natura delle roccie ed i proclolli del suolo. Dal poco che si è eletto, sarà intanto facile dedurre a qual classe di ·terreni possono dare origine le varle roccie colla loro clecomposizione. I graniti, i gneis, le qiiar;riti, i m,icascisti, i porfìd'i si risolvon0' in terre sil-icee, contenenti proporzio'ni più o meno grandi di allumina, dovuta alle miche, ai felspati, ecc ., terre quindi che corri-sponclono alte due prime classi, e ne possedono le propriet.il secondole proporzioni della miscelrr. Gli schisti argillosi, le argille, le marne dànno terre clella prima . 1
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(1) N. B. Qua nto ò qui detto circa ai ,·apporti fra ·10 te,.re e la coltura è ricavato i I gran pa,- te dai: Principi elementari di chimica agraria di AstONIO Suiu. - Torino- Poroba 1851.
~ELLO STU))!O ";\flLl1'.1RE DE L TERRRNO
IMPOR'J1AKZA DELLA GEOLOGIA
-categoria, cioè,allwninose, ma che tengono anche proprietà delle altre, secondo le proporz1oni di silice e di calce che sempre contengono. Le marne anzi, contenendo i due elementi, argilla e calce, in eguale misura, fanno passaggio all'una od all'a.ltya classe, per aumen Lo di un~ degli elementi stessi . Le cloloniie e i calcari di tutLe le specie e varietà clanno· terreni della 3° ccitego1'ia, ma i calcari contengono quasi sempre argi:tla o .silice che ne modifi ca le propri età. Le arenarie, le sabbie, quantunque in esse la silice non vada mai scompagnata da parte più o meno grande di argilla e di carbonato calcar-e, pure pel preponderarvi di queÌ la, so110 da clàssifi. -car5ì fra le roccie che forniscono ter,:eni silice·i. Tnue le suaccennate roccie possono dunque coi loro detri ti alimen tare una. vegetazione, la cui determinazion e ed il cui sviluppo in rapporto colle propri età (ìsichc e chimiche cli cfues ti detrili, sarà ma$simo là. do\'e questo detrito avrà potuto accumularsi in proporzioni e condizi on i fa\'oi-evol i alla vita dei vegetali. E qui tol'oa in iscena la di versa resisLenza dell e v~rie roccie all'aiione dell'atmosfera e delle acque, di tal che potrebbes i a tutta ragione asserire: che wi 1·apporto vm· esiste cli seconda m,an.o fra la forma dei ,nonti la loro veste vegetale e·la coltiira delle piannre costitwi.teclai loro defriti. Ci basti cli rilevare questo legame; e ritornando agli effeLLi della resiste11t,a suaccenoaLa, no i possiamo facilmerite immaginare 11ude in generale di alberi, e solo coperle da poca erba o da muschi le parti più sporgenti dei monti di roccie cristalline; dall e quali gli agenti esterni sgretolano superficìal men te la roccia ed il cui detri t.o è trasportato dal vento o dall<L pioggia più in basso; quivi h~ erose panicelle ed j· massi sta"ccati si accumulano sul fondo delle valli e.dei burroni, o s'arrestano sulle sporgenze, dove più al coperto dai venti e dalla foga. delle acque dilavatrici, si _raffermano, si accrescono, e clànno poi origine ::t.lla rigoglio3a vegetazione, a CLlÌ queste roccie co mposte forniscono il terriccio più propizio. · Nude son'o pure le montagne calcar.i sulle loro vette, perché le ..acque hRnno poca presa sulla roccia, e. questa non è tanto assor.bente e porosa da ricettare l'ac·qua e il 'terriccio e renderselo ade-
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rente. So lo negli imb uti scavati dalle acque: caratteristici degli altipiani calcari, si r ifugi a qualche po' di lel'ra al coperto dai venti e-dalle acque dilavatrici; nel re~to la caratteristica calvi;1,iedei terren i calcari è appena velata da rade chiazze di magro pascolo, attravel'sO all e quali biancheggia o rosseggia hi roccia. Dove po i le acque e i detri Li possono soffermarsi, come nelle· conche, nelle vall i, su i bassi versa.nti, fiori sce !ti vegetazione arborea, specialmente quando ha\'V i concorso cli altri de~riti a,~gill?si e sabbiosi; come spesso accade nel fondo delle grandi valli, CJrcondate da monti cli roccie diver;;e. In rpiesli terreni :i base calcare, prospernno eziand io i foraggi, il grano, l'illivo e la vite. Tale,llternanza. di sterilità e di vegetazione, si mostra appunto nelle montagne calcari e clolom iLiche dell'alto Piave, in quelle della val Brenta, e negli alt.ipiani, del Ca1·so e della Provenza. Le arenarie e gli sch isti marnosi, per la loro più debo le coe· sio ne, e per la intaccabili t.à dei lori componenti, si r icoprono presto, cli terriccio sulle parli piane che sono le schiene, la parte più al la dei fianchi, ed il fo ndo delle valli. Quivi la v~getazione arborea si fa rigogliosa, ma al contrario di quanto si è notato pelle roccie precedenti, nell a parte più bassa dei versanti, le lavine e le frane rendono quDsi ovunque irnpossibilelo stabilir,;i cli qualunque vegetazione durat11ra. ' Tale è appunto in generale la distribuiione della veste vegetale nei nostri Apennini central i. § 8. Na.i'nra delle roccie .in rapporto cogli abitati, . le opM·e d·i cli/esci iinproDvisatci, la 'l)iabilità, ecc. - Per ultimare l'esame delle questioni che interessano la praticabil ità in rappo rto c~lla struttura e natura geologica del suolo, ci rin1ane a dare un rnprclo sguardo alla influenza che queste esercitano sulla struttura delle ab itrtzioni, sulla possibili Là di eriger-e rapidamente le opere necessarie all a difesa delle localilà importanti; su lla viab ilit/1 iri genere,. e sullo sviluppo dell'umana atti vi là . . . . . La facilità relativa dì procurarsi una od altrn, specie d1 matena!i, si pt1ò considerare come l' un ico criterio che ~e re_g~la 1~ s~elt.~ nell a costruzione delle abitazioni. Fanno eccezione 1 lablmcat1 d1 lusso o monumental i, per i quali prevalgono altri ceitert A.cl onla cli qnesta eccezione però, anche nelle città si può, dall'impiego
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!Ml'ORTANZA D~LLA GEOLOGIA
NELJ,O STUDIO MlLITA'.Jm DEL TERRENO
.predominante di taluni materiali da costruzione, peesumere la na:,tura delle roccie prevalenti nei dintorni. Infatti a Roma vediamo -.impiegato il travertino, il tufo, il peperino, i mattoni nelle 1~urature, la pozzolana e la sabbia. nei cementi, la lava nei selciati; roccie tutte dei terreni. rulcanici o dei sedi ìnenli terziari o posLer_zia.ri dei dintorni. Le colonne di granito, di porfido che ,,edianio >..negli antichi e recenti monumenti, attestano appunto quei criteri · eccezionali che presiedono alla costruzione di opere eccezionali . A Firenze dominano invece la pietra forte e l'arenaria., sia nel la.. strico, sia nella. costruzione dei palazzi, e l'abbondanzadell'argilla dà ragione dell'abituale impiego dei laterizi. Credo che l'abbondanza delle argille subapenniniche sia causa non ultima per cui fiorirono ~anticamehto e tendono ora a rifiÒrire in Italia i vari rami dell'industria. ceramica, che 1·ica \',mo da essa l'elemento principale. A Milano le puddinghe della Brianza ed i ciottoli dell'Adda., coi graniti --e coi gnei,;s delle Alpi, imprimono ai fabbricali ed alle vie un carattere ben diverso da quello delle citLà. prec,edentemente citate. A Carrara, se non fosse abbastanza ·parlante l'aspeLLo del le Alpi Apuane, basterebbero gli stipiti delle po:·Le ~ delle finestre, per , svl:}lare la vicinanza di abbondanti cave di-marmo. E per spingere .la cosa ancora più avanti, dirò· cfie l'abbondanza di questi marmi e delle serpentine di Toscana, non può , secondo me, essere consi_,derata senza influenza sulla creazione di quella architettura leo-giadra e variopinta, di cui Giotto ci lasciò nella sua torre il più in. signe monumento. · Queste deduzioni però non sono di grande utilità per il militare, ..al quale, anzichè indovinare dai materiali impieo-ati la natura dei . e) _terreni circostanti, importa dedune dalla conoscenza di questi i · caratteri che potranno app··ossimativamente avere le abi Lazioni di .una gata regione, in quanto possono servire a ricoverarvi le truppe · -~ ad appoggiare la difesa, della quale sono talora i principali od anche gli unici capi saldi. In rapporto alla capacità, pur rimanendo il criterio che la ab. bondanza del materiale e la facilità del suo impiego può influire sul,:l'ampiezza delle abitaziòni, dobbiamo però in massima attribuire .una molto maggiore inf1uenza al genere d'industria e di coltura del - suolò a cui si dedicano gli abitanti: Nei monti, dove si esercita la
,sola pastorizia, e scarsi sono gli altri raccolti, le case sono piccolissime e sparse; vanno facendosi più capaci di mano in mano che ,i terreni si fanno più produttivi , e che aumenta il volume del pro.dotto rispetto al valore. La solidità invece dipende in massima parte ,dai materiali impiegati, ed è quindi in più stretto rapporto colla ,geologia delle varie regioni. In massima, dove predominano le ·roccie cristalline durissime, o quelle altre dure o compatte che non si lasciano facilmente clivare in lastre, le case sono totalmente od ,in gran parte di legno. Altrove, dove i gneiss od altre roccie sfal,clabili abbondano, o dove i fiumi forniscono ciottoli o massi adatLi, Je case sono di pietra con tetti-di legno o di paglia, o sono coperte ,di ardesie, di lastre di · gneiss, di micascisto ed anche di schisti ,calcari, secondochè l'uno o l'allro materiale è più sollo ~ano od a buon mercato. Nella pianura predominano in genere le abitazioni ,di laterizi, perchè ordinariamente vi è più facile trovar l'argilla . .che la pietra. In altre località dove l'argilla abbònda, e scarsa è 1Ja legna da ardere, si adoperano impasti di argil la cruda e di paglia per la costruzi'one di qnegli abituri, che sono in aperta con- · ::traddizione col tanto vantato pr-ogresso della nostrn civiltà.. In talune \'egioni della Francia si fanno pure delle case di pisée, ,c,ioè cli una terra che viene consolidata, battendola entro apposite -cassette. Ignoro quali elementi valgano a dare la voluta solidità. a .questo materiale (forse l'argilla). Se ne costruiscono anche case ,civili, alternando generalmente questo materiale con parti di muro, <li mattoni, o di pietra, o legandolo con traverse di legno, c~me si · ,suol fare pei chalets . Occorre appena .far osservare la nessuna resistenzà che possono opporre a.i colpi di cannone fabbricati cli questo genere, e qual van,taggio sia per chi procede ali' offensiva, il poter introdurre questo .,dato nei calcoli delle proprie operazioni. Oltre alle precedenti però, vi sono altre utili considerazioni da farsi sulle roccie prevalenti in date località. Dalla conoscenza loro, fofatti, possiamo presumere con qualche approssimazione, se troveremo facilmente la pietra o la terra per costruire Mi stessi i ri .coveri ed i trinceramenti che ci occorrono . Molte yolte, parlandosi di località alpine, per la cui difesa è .ammessa la necessità. di erigere tali ricoveri e trincerameryti, venne
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UlPORT,\NZA DELLA GEOLOGIA
colle mani. Sono adunque assai meno adatti dei precedenti alle costruzioni a secco, in special modo dei trinceramenti. Dopo queste pietre, che si trovano già preparate dalla natura in tavole o prismi, vi sono le arenarie; ma di queste, sebbene si trovino grossi e piccoli blocchi nei letti dei torrenti, e sui fianchi dei monti , non è però così comune il caso della disposizione in strali dello spessore conveniente per un immediato impiego. Tutt:avia si trovano clelle arenarie schistose, che alternano la disposizione fogliacea con quella di strati grossi alcuni centimetri; ma questa disposizione è meno frequente in confronto di quella di strati potenti e corn'patti; per quanto almeno mi fo. dato vedere nei paesi da me visitati . .[n compenso l'arenaria è in molti casi più tenera, e offre più spesso superficie terrosa adatta allo scavo, e spesso anche una vegetazione arborea rigogliosa e quindi abbondanza di legname per le difese accessorie. Dopo le arenarie vengono le sabbie più o meno cementat-0, e i depositi di ceneri e cli lapilli, roccie tutte nelle quali riesce facile scavare ricoveri solidissimi. Riscontransi abitazioni ricavate in queste roccie; a Livergnano (nell'Appennino Bolognese) ed in molte altre località che qui riuscirebbe prolisso il ricordare. Grotte e rolombari vitli pure scctvati nelle ceneri e sabbie vulcan iche del lago cli Bolsena, alle due estremità dell'antico cratere; presso Montefiascone e S. Lorenzo Vecchio. La creta bianca, le marne, i tufi vulcanici sono anch'esse .rocéie di facile escavazione; specialmente gli ultimi, quando hanno sufficiente consistenza, offrono un materiale leggerissimo e assai adatto per le costruzioni. Tale p. e. è il tufo che si adopera generalmente per le costrnzioni di Roma. Tutta.via per lavori improvvisati, non si può far calcolo su questi materiali, che richiedono un certo tempo per la loro escavazione e preparazione. Altro dei dati per noi interessanti, e che sta pure in immediato rapporto colla natura clelle rocèie, è la maggiore o minore loro attitucline ad essere impiegati come materiale per la formaz ione e manutenzione delle strade; ·imperocchè, sebbene per le grandi vie si provveda sempre il materia.le migliore, tuttavia la scarsezza o la lontananza di questo inflt1iscono sempre alcun poco sulla loro manutenzione .. Per le strade minori . poi, e per quelle che non hanno
emessa l' idea che simili opere si clovessero erige,1·e al momento cld bisogno . ~fo ora questa frase è fortunatamente passata di moda, e nello studio della noslra difesa preva le in massimri un concetto che ci toglie dal pericolo cli siffatle illusioni. Chiunque ha visitalo le Alpi occidentali e vi ha trovtito gli avanzi delle strade e dei trinceramen~i con cui i duchi cli ~avoia munirono le più importanti posizioni, hanno potuto calcolare quali maggiori difficoltà si dovrebbero ora superare per rafforzarle in modo cons imile, ma in propor1.ione più conforme ai nuovi mezzi di attacco. Tuttavia, subordinatamente a queste esigenze, si può dire: che . la costruzione di semplici trinceramenti e r icoveri in.muri. a secco è singolarmente· favorita in molte localit'à delle nostre Alpi occidentali dalla esi stenza di pietre che si trovano spesso già disposte a strati cli poco spe;,sorc o spaccate in tavole o prism i, e perciò facili a sovrapporsi ecl assestarsi con una certa so lida regolarità. Tali sono i gneiss, micascisti ed altri schisti serpentinosi ed anfiboli ci; colle quali roccie sono costrutti gli attuali forti del Cenisio, gli antich i triuceramenti e ricoveri clell' Assietta, del vicino colle delle Finestre e cli altre·storiche locali tà. Le roccie calcaree presentano più o meno, ecl anche per nulla: affatto, questi caratteri, secondo la varietà e la struttura loro . Così sono eminentemente aclaui alla costruz ione i calcari cretacei dell'Appennino centrale, eguali a quelli del bell unese, conosciuti col nome cli scaglia, bianchi e rossi . Essi si sfaldano facilmente in ìastre, o g;à si trovano separati in strati cli piccolo spessore e spezzati a gu isa di matlonel le, in causa fo rse dello stiramento subito or:iginariamente dagli strati, o fors'ctnche dal restringimento avveratosi nello indurirsi della roccia (•1). Sono pure disposti in i,trati ma di maggiore spessore i calcari giuresi e lias ici ·delle Alpi occidentali , versante francese, che ri-.. scontransi a Digne, a Serre, ecc. e che alternano con sottili straterelli cli marne (2); ma questi calcai·i sebbene clnl'i, sono di una fragilità. così grande, che spessissimo si riesce a staccarne dei pezzi
(I) Vedi Geologia SrQ PPA~t. -
Voi. 3. 0, cap . xxiv ... .. Del Cii·vaggto polied1·ico e ~(e-
1·oidale. (2) Vedi ·statistiqiie minéralogtque du département de la Drome par Sc1P,0N Gus.
ANNO XXVIII VOL tl.
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IMPORTANZA DELLA ÒEOLOGIA
manutenzione regolare, o che souo a fondo naturale, quesla influenza può raggiungere il limite massimo . Ed infatti noi troviamo di queste strade talune mantenute con sabbia, nell a bassa pianura padana, altre non mantenute affatto; per le q<Uali bisogna tener conto in caso di pioggie di tutte le conseguenze della natura argillosa del loro fondo. Ali' estremo opposto della scala di solidità e resistenza, di cui l'argilla segna l'ultimo gradino; troviamo le strade a fondo e manutenzione ,di roccia calcarea, legge1;mente argi llosa. Il calcare puro e saccaroide dà un pulviscolo bianco leggerissimo che, poco si lega e si consolida. La silice dà andl'essa strade polverose, quando non si trovi mista ad altri elementi, calcare e argilla, come nei graniti e nelle roccie micacee, talcose, serpenLinose; nei quali casi si ottiene una crosta abbastanza solida. Gl i schisti talcosi e serpentinosi, rendono i sentieri, le vie di montagna e le pendici in genere più facilmenle e comodamente praticabili; perchè queste roccie formano un terriccio·untuoso ed elasLico,.in cui il piede trova appoggio ed aderenza. Questa condizione può essere cli una certa importanza nei rapporti tattici delle località designate come opporLune · alla difesa. Infatti mi avvenne di notare in un punto importantissimo della regione alpina, che un poggio che costituiva il principale a.pp iglio tattico della difesa, essendo formato da schisti balcosi, presentava forme più larghe e pratir,abi.li dei monti circostanLi, ed un suolo omogeneo a sup€rficie morbida .ed-elastica, cheine faci literebbe la salita all'attaccante . ,Le arenarie,o1Irono dal più al meno, secondo gli elementi costitulivi, brecciame di qtr.alità scadente. Alquan to migliori sono le lave, ,come possiamo c0nstatare per le strade dei clint<:>rni di Roma; ma la breccia più comunemente usata e, migliore cli tutte, semb1:a essere, come già si disse, la roccia calcare leggermente argillosa. A pari.Là di altre condizioni, ossia subordinatamente alla neoessità e convenienza di aprire comunicazioni rotabili per i commerci e per le relazioni fra gli abitanti di varie regioni, le strade saranno più abbondanti là dove la costituzione geologica più ne favorisce l'imp ianto e ne .facilita e rende meno costosa la manutenzione. Paragoniamo ad esempio l'Appennino Emiliano e l'Aprennino Umbro-martd1.igiano. !La prima di queste regioni è costitui La da -are-
NELLO STUDIO MILITARE DEL TERREKO
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narie, sabbie ed argille con poco alberese e serpentine, roccie perla massima parte poco consistenti, alcune anzi mobi li ·e lavinose; le strade rotabili vi sono in genere scarse, corrono per lo più sulle cr~ste, di cui sono obbl igate a seguire le ondulazioni, talora assai marcate, o se si tengono a. melà costa, o verso il fondo delle valli, richiedono continui lavori di riparazione e manutenzione, oltre alle coslose opere d'arte, per difenderle dalle frane e dall'impeto dei torrenti. Nell'Appennino Umbro-marchigiano invece, predominano le roccie calcari, i cui detriti correggono già da migliaia d'anni e consolidano il fondo delle valli , costituite dalle roccie arenacee ed argillose. Queste condizioni favoriscono lo stabilimento e \a manutenzione delle strade rotabili; le quali, sebbene costrette ogni tanto a salire sui contrafforti, per collegare le città e le borgate situate generalmente sulle alt1tre, corrono per lo più sul fondo delle valli, e costituiscono una rete assai più ricca cli quella della regione precedente, e che tende sempreppiù , a raffittirsi. Inoltre nella parte super iore dei versanti , costituita da mon:ti calcari, anche le mulattiere sono numerose; le marne ed i detriti che vi cadono dai fianchi del monte le forniscono naturalmenle di una buona manutenzione. In gel).erale queste mulattiere sono praticab ili ai piccoli carri ed all'artigl ieria leggera, la quale per questo fatto può essere portata a coronare i punti -più elenti delle posizion i. Certamente, come si disse, altre cause concorrono a dare questo maggior sviluppo alla rete stradale; quali la esistenza di centri-popolosi e cospicui, e le migliori condizioni agricole complessive della. regione coltivab ile; ma anche cli questi fatti gran parte deve ascriversi alla costituzione del suolo, a cui l'abbondanza delle strade si riattaéca così per una doppia serie di cause. Dovrei fare ora un'altra applicazione, che è quasi la sintesi di quelle di cui abbiamo toccalo, parlando delle acque, della abitabilità, della produttività e della viabi lità dei vari terreni; dovrei cioè parlare della clistribuzio1ie degli abitanti e della forma degli abtati in rapporto colle deduzioni precedenti . Ma qui entrano in campo coll'umana atti vità altri fattori, il calcolo delle cui influenze non è facile e ci porterebbe fuor i del nostro assunto . Ci accontenteremo· quindi cli dire: che fra i dati precedenti, la· distribuzione e formà
4;2,8 IMPORTANZA DELLA GEOLOGIA NEL LO STUDIO MILITARE DEL TERRENO
degli abitali e il numero della popolazione esiste una certa relazione, che altri dati possono modificare; relazione che vuol quindi essere, come si suol dire, ammessa col beneficio dell'inventario. Infatti è vero che nei paesi calcari o assolutamente argillosi mancano in generale gli abitati sparsi nelle campagne; e le popolazionisi agglomerano attorno ai pochi luoghi dove l'acqua non manca, e la coll q~a può attecchire e prosperare; è veto che i monti granitici favoriscono la coltura a pascoli e lo sviluppo della vegetazione arborea; ma da questa verità alle deduzioni che se ne possono ricavare, circa all'ab.bondànza del bestiame, allo sviluppo delle industrie e dei commerci, a cui possono dar luogo i fatt i suddetti, c'è di mezzo tutta una serie di condizioni economiche e sociali, che possono infirmare o grandemente modificare la portata di quelle deduzioni . Ond'è, che rimandando per qualche maggior cenno sull'argomento all e men1orie a.ltrove citate, ci arresteremo per ora a queste osservazioni, senza disconoscere l'utili tà grande che all'atto pratico si potrebbe ricavare da simili raffronti.
LA FORTIFICAZIONE DI BATTAGLIA I
E L'ARTIGLIERIA DA CAMPAGNA
Indagare la ragione della fort ificazione cli battaglia, determinarne i caraLleri di costruzione, precisare i rapporti che passano tra essa e l'artiglieria da campagna sotto il punto cli vista tattico nell'offesa e nella difesa, e definire finalmente le conseguenti innovazioni nella con<loLtadelle truppe e nel loro armamento, costituiscono altrettanti temi nuovi ed importanti, intorno ai quali vi sono da fare mo lte · indagini e molte scoperte. Essi rappresentano un campo ancora incollo, nel dissodamento del quale potrebbero esercitarsi utilmente le forze dei giovani ufficiali, animati'.dal desiderio di aprire nuovi orizzonti alla propria attività e di poter accrescere il prestigio clelle nostre armi. Di argomento così vasto ardisco appena accingermi a trattare una parte, accennando alla ragione della nuova fortificazione di battaglia, discutendo l'util ità sua per l'artiglieria e lo.fanteria, enumerando alcune delle condizioni cui dovrebbe soddisfare in relazione colla lattica e col terreno, e dimostrando da ultimo la necessità di taluni miglioramenti per l'anne della fanteria e per il materiale dell'artiglieria.
(eontinua). Il Tenente Colonnello di Stato 1lfag,qiore. G. RtYA-P•.\.I, AZZI.
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La gara tra i mezzi offensivi e quelli difensivi degli eserciti cam- Ragion e · quan do l' mtro · duzione · deIl e anrn· cla fuoco i'ece de- della fortipaI·.1, assoptta ficazione di ]"1, st· e· ne 'lest~ ta da qua IcI1e tempo e fatta ba.tta•lia . porre le armature med10eva " ·
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LA FORTIFICAZIONE Dl BATTAGLIA
E L ARTTGLIERIA DA CAMPAGNA
vivace in ragione dell'enorme efficacia assunta dal fuoco delle armi portatili a ti1:o rapido e delle artigl ierie a proiettili scoppianti. La guerra, per tendere alla perfezione non deve risolversi esclusivamente coll'urlo cieco deIJe masse, o col semplice conL,wslo delle risorse puramente màteriali, ma deve invece diventare sempre più la palestra delle energie fisiche e morali. A tale scopo è indispensabile che esista un certo equili brio tra i mezzi d'offesa e difesa onde l'arte militare possa manifestarsi, non che svolgere e mettere in azione sul campo cli battaglia quel maggior cumolo di forze e di v irtù cui megl io compete la vittoria. Mancando tale equili brio, e prevalendo invece i mezzi brutali di offesa, la lotta si fa instabile, perchè le masse oscill ano continuamente tra la baldanza e la trepidazione, secondo che riescono a sorprendere, o sono alla lor volta assalite inaspettatamente; e in tale stato sfuggono facilmente all'influenza moderatrice ed alla direzione sagace dei capi. Quando prevale invece l'uso dei mezzi puramente difensivi, ,gli animi si . prostrano ben presto e le operazioni assumono un carattere affatto passivo . Se non che, è più facile conseguire tale equili brio nel campo strategico, dove prevalgono le combinazioni scienlifiche, che non nel campo della tat.t.ica, la quale trae le sue ispirazioni più dalle contingenze del campo di battagìia che non dalle continenze dei hanchi sco lastici . Dei nuovi rapporti d'equi librio che tendono a stabil irsi tra i mezzi offensivi e difensivi si riscontrano i prodromi più sa lienti nell'uso dei triceramenli di battaglia, introdoui durante la guena di secessione d'America; guerra che brilla nella storia per il grande spil'ito <l'intraprendenza, e per le splendide applicazioni cli tutte le risorse più svariate. d·elle arti e delle industrie. Di là, s'arriva sino all'ultima grande guerra orientale per rimarcarvi l'impiego sisteniatico della fort ificaz ione campale, ·c1a parte dell'esercito turco . Non disdegniamo di accogli ere e fecondare gli insegnamenti · di entrambe quelle scuole, perchè questa volta non sono stati gli eserciti meglio ord inali, a scoprire l'importanza della fortificaz ione di battaglia ed .a.darci l'esempio di un'opportuna app licazione. La fortificazione di battaglia trova la sua massima ragione nel , fatto che, dando essa maggiore eilievo alla difesa, ne favorisce l'equilibrio coll'offesa; e contribuendo a scemare la superiorità mo-
raie dell'attacco, impedisce Io scioglimento repentino degli ordini difensivi . La fortificazione poi, col consolidare la linea di battaglia, permette di distribuire variabilmente le forze secondo lo scopo difens ivo od oITensi\'O assegnato a ciascun punto; e col rinvigorire la difesa e protrarre quindi la decisione del combattimento, pennelle di far accorrere il maS$imo di forza sui punti assaliti. Per· legittimare l'uso della foni ficazione di battaglia sarebbe però erroneo d'ammettere l'impiego esclt,1sivo di una tanica puramente difensiva, stantechè la meta dell'azione tattica non può essere altro che la conquista delle posizioni dalle quali gettare il disordine e la distruzione nelle file nemiche. Anche in tali condizioni però !'.uso della fortificazione di battagli a ti·ova la sua ragione tanto pe·r garantire quei punti imporlan ti della propria. fronte che non si possono guarnire cli molte truppe, quanto per stab ilire, prima di muovere all'attacco, una solida base di manovra sulla quale riunire e predisporre le masse che devono entrare in azione, e raccoglierv i in seguito e riordinare quel te che ritornassero scompigli ate da un assalto male riuscito. L'impiego della fo rtificazione di battaglia è d'altronde ampiamente giustificato anche ammel.Lendo soltanto che serva al più debole per guadagnar tempo nei frangenti pericolosi, e in massima a chiunque per tenere le proprie forze riunite e per sistemare il combattimento temporeggiante, che deve essere l'iniziali va di tutti mentre s'atten. dono le risoluzioni del comandante generale per passare ali' offen siva la più conc:orde e decisiva. . Infine per convali dare la ragione d'efficacia della fortificazione di battaglia basti il seguente giudizio emesso· dal generale Lewal: trecento iwrnini che assaltino una posizione non sparano più colpi cl?: cento iwrnini che lei difendano, e il ti1·0 di chi s'avanza ha la rnetà effi,cacia di, qiiello del cl1:fensore cippostato in una trincea . Qiiesti ha piire i,l beneficio di esporre appenci il terzo di superfi,cie ·vulne1rabile, rispetto a qiiella dell'assalitore. Si ritiene poi dagli autori che una trincea di battaglia paralizzi la metà. almeno dei colpi dell'artiglieri~L (il) e tolga comp letamente il pericolo di attacchi frontali da parte della cavalleria. I~
(1) Ouran.te il booobardameato delle tr_incee cli Plewna_ le perdite fonitte giornal-· mente dall'artiglieria r~ssa alle truppe turche, sono state 1n ragione d1 un uomo per bocca da fuoco impegnata nel bombardamento. · ·
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LA FORTIFICAZIONE DI B.'-TTAGLIA
. Nec~ssità La fortifi cazione di. baltagl iapotrcbbo esercitare sulle truJ)pe ttn' ind, ab1ttrnre : 1costruz,ooe 01rupp~a11a fluonza morale. nociva, qualora non fosse erelta cd usufrui la razio, delle1riocee. nalmente; o s1 può ovviare a tale pericolo soltanto col renderne l'uso abituale,. ancl~e laddove apparisca meno indispensabile, per modo che tutL1abbiano a prendei•vi confidenza. senza però attaccarvisi irremissibilmente come ad unico mezzo di salvezza. Giova ricordare in proposito il seguente inseguamenlo dell'illustre generàle E. Cosenz: taramente si 1·iesce a piegare le mosse dell'avve1·sal'io e le vicende del combattimento att',im,portan.za delle prorwie posi.::ioni. La truppa deve pertanto essere abituata, specialmente quella raccolta in grossi nuclei, ad uscire in tempo dalle trincee per mano\'l'are ed attaccare energicamente, senzaatLribuire alle opere difensive nulla più di un'importanza transitoria. Coll·applicarn frequentemente, anz i ogni giorno il soldato alla costruzione speditiva dei trinceramenti campali, si otterrà di rendergli meno faticoso tal e lavoro in qualunque emergenza e di abituare gli uflìziali alla scelta rap ida dell e locali tà favorevol i, ed al conveniente tracciamento delle opere. Allora soltanto si potrà far calcolo sicuro di riuscire a fortificare celeremente una posizione per sostenere una ritirala, oppure per tener Lesta a vigorosi ritorni ofiensivi. Soldati i meno agguerrili, si possono ridurre sempre colla pertinacia ad acquistare sufficiente attitudine pei lavori di tal genere; e coll'attitudine, quella confidenza nelle proprie risorse che costituisce l'elemento fondamentale per riuscire a grandi cose. · Trattandosi infine di presentare sul campo masse considernvoli di soldati cui occorra i-in francare l'an imo coli' abituarli gradatamente allo spettacolo ed ai rischi del comlrn.u.imen to, è una riso rsa l'impiego di buoni mez'l.i difensivi, come i soli che p1·esentino, sin dal principio, la probabilità ;di un successo, sia pure parziale. l\la per ottenere ciò è necessario che il lavoro non riesca pesante alla trupra, ed abbia quasi un carattere di spontaneità.
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La fo rtifi cazione di bauaglia si basa sui medesimi princ1p11 ge· l a f or t'fì . · ette 1eggono 11caz1one passeggera per quanto r ifl la scelta della località dal punto di vista tatLico e l'adattamento
normo d'ìtp- nel< ·al·1 che ptìcazione.
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delle opere alla configurazione del terreno. Essahaìnvece caratteri affatto speciali per ciò che riguarda lo sviluppo e la robustezza dello opere, non che i mezzi di costruzione e la durata del lavoro. Secondo gli an:i.idetti principi i generali, la fortificazione di battaglia deve impiegarsi: per rendere sicura la posizione sulla quale sì accampa, in vicinanza del nemico; per sLabilire collegamenti tra vari corpi impegnati nel combattimento, o per rafforzare le loro ali; per assicurarsi il possesso clelle località del campo di battaglia che possono favor ire il propri o atLacco, e dì quelle che servono a meglio contrastare l'attacco dell'avversario; non che finalmente per mantenere le 'posizioni conquistale audacemente al nemico, e che questi può essere ten lato di riprendere a costo anche cli grandi sacrifici . La fortificazione è poi sempre utile per completare con trinceramenti l'organizzazione della difesa dì cas,ìli, boschi e strette, sebbene qttesli osLacoli abbiano già un valore difensivo proprio. Per non inceppare le mosse ùelle truppe nel passaggio ali' offensiva, la fortificazione dì battaglia conviene sia organizzala secondo il tracciato delle linee ad intervalli ed aòattata convenientemente alla configurazione del suolo, in modo d'ottenere la massima efficacia e la concentrazione dei fuochi sui pun Li decisivi . I villaggi, i boschi e gli altri ostacoìi facilmente difendibili, costituiranno i salienti cli tale lin ell ; le pos izioni dominanti saranno preferib ilmente l,tsciate libere per l'artiglieria; e sn ll e strade di operazione, come sulle ali della posizione, si disporranno sempre almeno due orclini di difesa, il più ritirato dei cruali converrà sia formato d'opere chiuse, con masse coprenti di ma.ggiore rilievo . Conviene parimenti che spctrsi sulla fro nte si trovino ostacoli atti ad incagliare la marcia dell'altaccanle, e che dietro le prime linee sianvi opportuni ridotti per l'ultima difesa ad oltranza. Finalmente quando lo svilLLppo delle lin ee t; assai considerevole, giova dividerle io zone distintamente difendibili, onde evitare che la caduta di un tratto tragga dietro quella dell'intiera linea. L'andamento generale di una linea di for tificazione dovrà presentare la convessiHL al nemico, con pochi e solidi punti salienti , le cui faccie non possano essere 1allute d'infilata. Nella configura-
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. r nconve 01ent1 per 1a artiglieria.
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zio ne poi delle opere, dovrà essere bandita ogni idea 'preconcetta di simmetri a, e si procurerà di ottenere il fiancbe,rniamento per 00 mezzo dell'artiglieria, e coll' inlerv-ento di colonne mob ili piuttosto che colla fucileria trincerata, la qLrnle potrebbe, il più delle volte, colpi re anche il difensore, e paraiizzare così la vigoria della difesa. corpo a corpo e dei contro allacchi . Gioverà da ultimo, nell'occupazione degli al!ipiani, stab ilire una prima linea a tratti lungo il ciglio, e tenere più indietro quell a principale per sottrarla al fuoco più efficace ed agli assalti più impetuosi deU'attaccante. Dati pochi e sani princip ii gen~rali , la fortifi cazione di battaglia s'apprende col melodo di c1·e.az'ione, come lasciò scritto sa,rniamente il De-Cristoforis; e hi mi gliore scuola per applicare 1:for-tiftcazione al terreno è la pratica indefessa. È poi condizione indispensabile che essa venga eretta con fidente risolutezza, dalle truppe medesime che devono occuparla, onde si formino un beninteso concetto della situazione e delle sue risorse.
le perdité si costruiscono i ripari con merloni rialzati e cannon iere profondé, si ricade nell'inconveniente di limi lare ancor più il campo di tiro, si presentano al nemico punti di mira marcatissimi, e si va incontro ad una fatica troppo ingente per le sole forze dell'artiglieria e ad un lavoro troppo lungo compatib ilmente col carattere tran· si torio dell'opera. l?inalmenle, se per accelerare il lavoro si facesse il parapello ~ottile, si darebbe f,Ìcile presa al Liro a granata, e l'arLigli eria verrebbe smontala contemporaneamente d'uomini e di materiale mollo più presto che non rimanendo all'aperto. Ogni pezzo d'artiglieria raccoglie in sè una somma d'efficacia potentissima pei suoi caratteri speciali, che giova svolgere ed utilizzare al massimo grado durante il corso intiero del combattimento. Invece, col mettere un pezzo a riparo dietro un parapetto, secondo quanto abbiamo visto, si lede subilo la sua efficacia e si compromette maggiormente la durata del suo fuoco. la rovina del pezzo diventa tanto più probabile perchè ogni massa coprente forn isce una linea ben distinta per il puntamento e costituisce un indicatore perfetlo del rjs ultato dei colpi . Infalli di venla facile distinguere se lo sooppio degli shrapnels avviene avanti, od oltre la massa copren te, nel che sta d'ordinario lo scogl io per l' impiego di tali proiètli li; e così pure pel .ti ro a granala sparisce ogni incerLezza sulla determinazione esatta della distanza, perchè i colpi che ballono nel . parapetto si disLinguono evidentemente dagli altri che rimbalzano sul suolo, e lra questi ultimi riesce facilissimo riconoscere quelli corti, dei quali si scorge la vampa dello scoppio, da. quelli lunghi, di cui lo scoppio aYl'iene oltre la massa coprente . Anche la fanteria può giovarsi di ta~e circostanza per ret.Li(ìcare speditamente il suo tiro, stantechè un gruppo d{ pallottole urtante un rilievo di terra asciutta ed appariscente, come è quasi sempre quella dei-parapetti sul campo di battaglia, solleva un polverio che ad occhio nudo si distingue ancora bene alla distanza di 800 metri. J?inalmente l'artiglieria avendo un personale scarso e dovendo aver cura dei cavalli e del materiale, non è conveniente impegnarla sistemaLicamente nella costruzione di opere in terra; le quali inoltre dovrebbero afere, per essa, profili di rilievo e di robustezza molto maggiore che non quelli sufficienti per la fanteria. Nè sarebbe miglior consiglio affidare permanent.emente ad altre trnppe
Le opere della forlilìcazione di battao-lia devono avere caratteri . o · differenti secondo che sono destinate a ricevere artialieria n , o fanteria isolala, oppure le due armi riunite. ~ii sembra però assolutamente superfl uo preoccuparsi della fortificazione a riparo dell'artigli eria da campagna, per molte ragioni. Innanzi tulto, l'artiglieria. in generale è restia al rinserrarsi entro opere di fortificaz ione; e quel!R da campagna pa.rticolarmente ha una decisa ripugnanza a ricoverarsi el}tro ridotti, o dietro trinceramenti, dove è sacrificata la sua mob ilità e li mitato il suo campo di Liro . · Facendo uso degli appositi ripari, costruiti a barbetta appunto per :iscemare i suddetti inconvenienti, gli artiglieri continuano a rimanere esposti a buona parte delle pall uttole degli shrapnels (1), e più ancora a quelle del la fucileria, giacchè questa si studia di colpirli, nel momento in cui devono espo rsi in gruppo auorno al pezzo per riportarlo in batteria e per eseguire la carica. Se per scemare
{I ) Dai risultati di re('eoti esperienze co mpara tive, pubblicati Dèlla puntata di gennaio 1883 (pag 83) del Giornale d'Artiglieria e Genio, risulta che nel tiro a shrapnel la vuloe.r abilità dell'artiglieria postata dietro ripari da ca mpagna scema di ' /, soltanto relatil'amente a quella dell'artiglieria scope rta. ·
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l'incarico di erigere i ripari per l'artiglieria, perchè il più delle volte avverrebbe che essi sarebbero trovati inservib ili, tanto sono numerose ed indefinibili le condizioni cui vuol si soddisfi uno schieramento d'artiglieria. A maggior ragione devesi evitare di rinch iudere l'artiglieria nei ridoui in unione alla fanteria, perchè ollre al disagio pei cavalli ed alla preocupazione per le munizioni, essa non po trebbe esercitare un'azione continuata, nè sostenere altamen te il proprio pre stigio. Stando infatti alle previsioni del generale Brialmont, l'artigli eria in tale posizione non sfuggirebbe alla sconfortante eventuali Là di dover rilirare i pezzi dal parapetto durante il fuoco più intenso dell 'attaccante; colla presunzione, la quale a me sembra evidcntemen.t.e infondata, di potere poi rimetterli in baUeria ed utilizzarli meglio durante la mischia finale. · Lasciando invece)'artiglieria libera fuori di qualsiasi trinceramento, se ne può ottenere, con pari abnegaziohe, un concorso più efficace durante tutti gli stadii del combattimento, e si evita in pari tempo il pericolo che la difesa assuma un carattere d'assoluta immobilità; carauere che se può valere qualche volta per di!Ierire una sconfìtla, non conduce però mai a rintuzzare l'avversario.
tiro celere ed il puntamento da una posizione comoda, a tiratori riposati e resi calmi dalla sicurezza in cui relativamente si trovano. Inoltre nelle trincee riesce più spedito il rifornimento delle munizioni e più facile impedire lo sbandamento e ritirare i feriti. Dalle trincee infine è pur sempre possibile l'uscire in massa, con slancio, per far impeto snl nemico e rovesciarlo.
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Se non è di vantaggio considerevole per i pezzi d'arLiglieria · avere davanti. a se., un deboIe parapetto, qua1e s1· puo· er,gere su I campo di battaglia, non può dirsi lo stesso per la fanteria, le cui linee trincerate hanno na turahnente un lungo sviluppo e ritraggono la loro forza più dalla coo rdinazione dell'insieme, che non dalla tenacità dei singoli punti; a guisa precisamente di una tela, che può essere cri vel!ata di fori senza perdere mollo della propria resistenza. I trinceramenti sono, in definitiva, eminentemente utili alla fanteria, perchè: 1) mantengono le truppe raccolte su delerminate posizioni; ~) scemano· le perdite d'uomin i, col diminuire la parte esposta .del corpo e col rendere compatibile una densilà minore nella prima linea; 3) assicurano la massima efficacia del fuoco, coll'agevolare il
utimà ~cr 1a fantena.
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Le condizioni cui deve soddisfare il profilo delle trincee di bat- condizioni . pe1 trmcerataoa lia ' d'uso esclusivo per la fanteria, sono essenzialmente: m en t.i cti, . ~ n~nL ,1) permettere I&. massima efficacia di fuoco; :z) Jasc;iare libera l'uscita verso il nemico; 3) ridurre al minimo le perdite d'uomini. La prima condizione venne soddisfatta maestrevohuente dai Turch i, nelle opere a difesa di Plewna, sovrapponendo due, e persino tre linee di fuoco; ma tali adattamenti non sono sempre possibili snl campo di battaglia. Nelle trincee ha,sterà offrire al soldato il mezzo di spani.re da una posizione comoda, onde a,bbia a continuare il fuoco incessantemente, con precisione e con celerità che vadano crescendo mano a mano s'avvicina l'avversario e si diradano le file dei difensori . Per facilitare poi l' uscita dalle trincee, si lascia una banchina, o t>aradino tra il ci 0 1io dello scavo ed il piede della scarpa. interna della massa copren te. Infine, per coprire convenientemente i difensori giova allenersi alle opere cli ginocchiello più alto, lasciare una banchina minima, e tenere la scarpa interna )R più ripida possibi le, onde i tiratori possano accostarsi con tnUo il corpo alla ma<;sa coprente. Conviene inoltre traforare il ciglio con piccole feri toie ad imbuto, rivestite di zolle, rami d'alberi, tegole, od altro . Da quanto s' è detto risulta pertanto : che al profilo cli trincea per tiratori sdraiati, è preferibi le quello per la po~izione a gi~oc~ chio, di costruzione non meno spedita; e che, ogni qualvolta s1av1 agio, conviene proseguire nei lavori per arrivare gr.ad~tamente al tipo di trincea ordinaria, col ciglio coronar,o da fento1e opportunamente intervallale. Giova però ricordare che snl campo di battaglia la forlificaz ione ha solamente uno scopo transitorio, e che non è prudente esaurire ad un tratto le forze del soldato, mentre 0
1')
Appiicabi-
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egli può da un istante all'altro venir chiamalo a.lasciare una trincea per tener dietro alle mosse del nemico, o per recarsi ad ·erigerne altre su nuove posizioni.
quattro soldati; Lutte però erano in stato di offrire un riparo dopo soli 20'. Nella notte seguente, sebbene fosse molto buia, il bauaglionè fece una marcia di 11 chilometri, quindi diede mano a scavare delle trincee per tiratori in ginocchio, che compì in 30 minuti . Il 5° giorno fu dedicato a rafforzare alcuni dei trinceramenti costrutti nei giorni precedenti, e fu constatato che una trincea per tiratori coricati può essere ridotta in 12 minuti al profi lo cli quella per Liratori a ginocch io; e che una trincea di quest'ultimo tipo può in 25 minuti essere Lrasformata in trincea ordinaria. Finalmente il rafforzarnento cl' una trincea ordinaria, mediante l' allargamento del fo"so, richiese 2 1 minuti . Si ripelè da ultimo la costrnzione delle buche da bersaglieri, e se ne ottenne la costruzione completa in 35 minuti. In tali costruzioni le squadre dei lavoratori veni vano ricamùiate dopo ,1Oo 115 minuti, per cui metà dei soldati lavorava e l'altra metà rimaneva sotLo le armi . L'intervallo poi da lavoratore a lavoratore si teneva di metri 1,40. Si ebbe infine campo d' osservare che il lavoro compiuto mediante la vanghetta slava a quello fatto coll' ordinario badile da zappatori, come 2 a 3. Colla pratica nel maneggio delli strumenti e coll'abitudine del lavoro, come pure per il naturale sentimento della propria conservazione, v'è d'aspettarsi dal soldaLo, sul campo di bauaglia, risultati indubitabilmente superiori a quelli retro accennali e che sono da considerarsi come molto soddisfacenti per una prima prova. Quanto alla possibili tà di usufruire sistematicamente l'arte della fortifìcazione di battaglia anche per le nostre regioni, non è che una semplice qi1estione di comparazione. È bensì vero che le lande ed i ·terreni poco alberati comportano un impiego più .generale dei trinceramenti, che non i tel'reni nostri solcati da canal i, ingombri di colture, ed intersecali da siepi e fi lari d'alberi; ma ciò non basta per giustificare l'esclusione assoluta della fortificazione di battaglia. Sta il falto,poi che l'eserciLo austro-ungarico ha saputo ritnwre servizi rilevantiss·imi dalle opere campali cosLruLte colla vanghetta Linnemann, nella ·guerra per l'occupazione della Bosnia ed Erzegovina, su terreni non più,propizii certamente dei nostri. ~A nessun esercito inoltre· è dato ·sapere ·dove possano portarlo le vicende della guena; e spero non sarà senza frutto se apprenderemo
Dimostrata la somma uti li lit delle trincee di battaglia per raf-
ti~i~~1fJ~r; forzare le posizioni, per sistemare il combattimento e per a.cere~ t!~t~~i\! scere l'efficacia del fuoco della fanteria, rimane da riconoscere se wallghetta.
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la fortificaz ione di battaglia riesca att@bile nella pratica, dipendentemente dal tempo e dalla foLica che richiede; se è adatta per la configurazione più comune dei nostri terreni; e se non risulta eccessivamente gravosa per la quantità degli strumenti da lavoro che esige di portare in campagna. Per quanto riguarda la durata e la fatica del lavoro, riporterò alcuni dati esperimentali sufficienti a risolvere la questione, e ottenuti dal 3° bauaglione del 5° reggimento fanteria nei :primi giorni in cui ricevette la vanghetta Linnemann , nella stagione estiva 1 ( 1880) e su terreno di media compattezza. I l primo giorno fu cledicato all'istruzione sull'uso delJa vanghetta ed alla costruzione di una trincea per tiratori ·coricati, compiuta in 3,i. minuti, e di una trincea per tiratori a ginocchio compiuta in 29 minuti. Nel secondo giorno: marcia di -18 kilometri, portando anche la nnghetta o!Lre all'arredamento completo di guerra, susseguita dalla costruzione di una trincea per Liratori a .ginocchio in '19 minuti, e poscia da esercizi ,a fuoco, senza dare alcun segno di stanchezza. Nel 3° giorno marcia di 27 chilometri colla vanghetta, e poscia costruzione simultanea di una trincea per tiratori coricati in 20.minuti, e di tre altre per tiratori a ginocchio in 18 minuti. In seguito le quattro compagnie occuparono le rispettive trincee, simularono da esse un fuoco che andò grndatamente accelerandosi; ed eseguirono quindi un atto o1Tensivo. Uscendo dalla trincea, i soldati correvano come se inçominciassero ·allora la manovra, e giunti a 200 metri si arreslar.ono, per poi .retrocedere alla corsa e riappostarsi nella trincea, dove ripresero un vivo fuoco. Il 4° giorno fu dedicato alla costruzione di trincee col ,profilo ordinario, e di buche da bèrsaglieri. Le trincee ordinarie furono fatte in 38'; e delle buche da bersaglieri, furono compiute in 41 1 quella da un soldato isolato, e · in 37' quelle più .grandi cui lavorarono tre, o
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LA FORTI FICAZTO.i'\E DI BATTAGLIA HO a fare, col lavoro e coll'arte, tutto quanto dipende da noi per supplire possibilmente, nei grandi cimenti'. all' in~eriorità ~-elle forze. L'impiego sistematico della fortificaz ione dt battagli a da parte della fanteria, -porla necessariamente di munire d'una vanghella la metà almeno dei soldati, e fors'anche tutti. fa vangheua Linnemann, adottale'\ già dai grandi esercì ti, e ,~he ha tutta la probabilità d'essere adottata anche in Italia, pesa grammi 800, oltre a ,160 clella sua guaina; ed anelerebbe ad aggiungersi a quello di chil. 19,~00 clell ' arredamento attuale del nostro soldato, comprendenclov1 lo zaino, i viveri, l'armamento e le munizioni, ma esclusi gli abiti indossati. Il carico complessivo di cb il. 2 1 circa, non è superio1;e a quello dei soldati d'altri eserciti; e d'altro ud~ le prov~ f~tte presso vari corpi hanno già dimostrato che esso e compatibile ancora colla vio-oria del nostro soldato (1). Non ~i può a meno adunque di concludere _in favore dell' ~dozione sistematica dei 1rinceramenti di battaglia per la fantena, e del!' aggiunta della vanghetta ali' arredamento di campagna del soldato. 1
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Compiemeoti dellafortifìcazìo ne di batta glta.
•'omplementi usuali della fortificazione ~ono il fosso, la chiusura u d'1 go la, ed l· I··co ert' ' I V . Il· fosso per riuscire utile alla sicurer.za di un'opera deve pre•. . , , eluderne l'accesso sulla fronte, e qumd1 essere largo e ptofondo almeno due metri, con scarpe ripide e ove se ne abbia il destro.anche con altri ostacoli sul fron te; ma non è possibile cl' ottenere Lutto ciò nella fortificaz ione di battaglia. Non potendosi ,were aclunque un fosso alto a servire quale ,ostacolo efficace, giova non farne alcuno, specialmente per tnnc~ramenti di poco rilievo come ciL1elli per tiratori coricati ecl a ginocchio onde non presentare all'attaccante un appostamento favorevole, 'che potrebbe diventare la mèta dei suoi assalt~ e la b_as_e del suo trionfo. Converrà in quella vece prolungare m a\rant1 11 pendio della massa coprente, sino ad incontrare il terreno con (!) Volendo ad ogni costo alleggerire l'arredamento di campagna con:'errebbe adottare un semplice stocco leggerissimo da sostitu ire all'attuale sciabola baione tta; la qu~Je oltre al pesare molto, riesce anche incomoda al soldato nella corsa. a nel mettersi a terra,
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dolce declivio, a guisa di spalto, collo scopo di rimuovere iJ pericolo che la massa coprente abbia da essere usufruita dall'assalitore per sostenersi nelle opere che ries~isse ad invadere. La chiusura di gola sarebbe pericolosa per le opere di prima linea, perchè soggette a sub ire di rovescio la massa principale dei fuochi d'artiglieria che l'avversario usa spiegare prima cl' 'intraprendere l'assalto; e in vista anche del vantaggio che non man cherebbe di trarne l'attaccante, dopo l'occupaz ione clell'opera, per tenei· testa ai ritorni offensivi. La chiusura tornerà utile invece per le opere più rade dell'ultima linea, le quali trovandosi relativamente isolale potrebbero con facilità essere circuite e prese da rovescio. Tali opere convenà pertanto siano foggiate come rido'tti, con profilo robusto ed opportune traverse e paradossi, onde scemare gli effetti dei tiri d'infilata e di rovescio. Nelle opere chiuse specialmente è poi conveniente di stabilire ricoveri, per ritirarvi durante il combattimento i feriti, e toglierli alla vista di chi cleve continuare animosamente la difesa. Uua precauzione utile inoltre per scemare all' artigl ieria avversaria la facili tà di rettificare i l proprio tiro, è quella di render-e li,t massa·c0prenLe delle trincee il meno appariscente possibi le, addossandola a tale scopo a siepi. o filari, coprendo le terre smosse con fogliami, oppure usando qualche altro artificio . Infine, per celare al nem ico non ancora molto vicino l'esistenza e la posizione delle proprie trincee, converrìi, nell'aprire il fuoco, appostare i tiratori in avanti dell'opera, alla d.istanza usuale tra il sostegno e la catena; ritirandoli poi in seconda linea quando dovranno sgombrare la !'ronte per lasciar libero il fuoco dei difensori appostati nelle trincee . La tattica della fan teria ha per regola generale, di combattere Due moda. ord.me spa.rso tenen do sempre a nume1 · ·o e u··nfo1"zanelo ancl1e ~ella Ji t il tattiche m <lifes~ E" · t " · t !Cl p0S1Zl0lll ' b a tempo opportuno la lmea com attente . ' ora cosa rn ere:,san e trincerate, di analizzare le speciali modalità tattiche che convengono per la difesa di posizioni fortificate, e ricavarne i criteri applicab ili alla . condotta dell'artiglieria ed al perfezionamento del suo materiale. Le modalità più cara1 teristiche venute fin qui a mia cognizione, e che prenderò ad esaminare, sono due, la prima delle quali è A~NO XXVJ!l, VOL. Il ,
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L.\_ fOllTIFIC.\7.IOKE DI IJATT,\G r, J.\
E L .\l1TIGLIERIA DA C.\ ~IPAGN ..\
svolta uell'op11scolo: cousidera::ioni sul comballiinento di locali1,à; d'ignoto aLttOl'e tedesco . Qnesti nella difesa di una località manti ene la tripa1t izion e dell e Lrnppe nell e lince della ca/.ena dei 1·infol':ri e della riserva, lo sLe5so come nello spiegamento normale in te,·reno aperto; e rli tali linee, la.seco nda clon-ebbcconginngcl'si alla prima al momento d'aprire il fuoco accelerato (dist,una cli 200 metri circa dall'avversario). L'altra modalità è d'autore francese, parirnenti igno to, e fondasi sull'apprezzamento circostanziato degli effeLLi del tiro cli fucileria, concludendo in senso opposto alla precedente, vale a dire per il ripiegamento della prima linea sulla riserva a t.ompo opportuno . L'autore tedesco s'attiene al concetto che l'occupazione e la difesa di una località si possa sostenere colla densifa di un uomo per passo, (equivalente a 4 uomini ogni 3 metri, vale a dire dal terzo al quarto del normale) ripartendo la forza come nell'ordine normale di spiH... gamcnto , cioè: 1 1/ 6 soltanto della forza distesa in catena I ungo la trincea, od jl margine della località, coll'intervallo di due passi ( I m. 50) da. tira.torea tiratore por evitare che si imbara.1.zino reciprocamente nell'esegu ire il tiro accelerato, e sparsi in gruppi di plotoni, o mezzi plotoni, sui punti principal i, lasciando liberi gli intervalli corrispondenti ai grupp i cli l'i nforzo ell e devono sopraggiungere; 1/ 3 della truppa in 1·infol'zo, ri parti ta parimenti pergrnppi in ordine chi uso, postati in local ità vicine, pronti ad accorrere sulla prima linea al momento del fnoco accelen11:o per occupare i tratti di li neà preventivamente loro assegnati; la rimanente metà infine della forza. in 1·iserva, come seconda schiera, nell'interno della pos izione e tenuta in ordine chiuso, pron ta a gettarsi :,;ul nemico che riusci sse a penetrare in. qualche punto del margine. La riserva è destinata anche a co lmare le perdi te delle truppe della prima schiera, ed a dar loro il cambio se decimale, o deficienti cli munizion i. Respinto l'assalto, i rinforzi dovl'ebbero essere richiamali indietro al più presto e raccolti , per a.vere sollecitamente alla mano quante più truppe è possibile in ordine chiuso . Il sis tema di tenere la mass ima parte delle truppe raccolte in ordine ch iuso ha innegab il mente dei vantaggi notevoli , come quello di poter far fronte con prontezza ad assalti laterali, accerchiamenti,
(Id altre sorprese; ma poi, per otLenere che i movimenti d'avanzare. e in_seguito di raccogl iere i rin forzi, si facciano con ordine eda pro: pos1~0 secondo l'andam ento della lotta, voglionsi truppe molto di sciplrnnte, e grande liLerlà di comunicazioni, allrimenLi buona parte cl i quei grnppi Yerrebbe paralizzata per lo sbandamento, per le perdite, e per lo sco mp iglio conseguenI.e dal la corsa e dall'appostamen to tumultnoso nelle trincee. Intrarndenc1o certamenLe tali difficol_Là, l'autore tedesco termina consigliando di non comprendere nelle linee di difesa local ità clisadotle; consiglio che elude ma non risolre la què·tione. poichè parmi quasi impossibile incontrare mai una localitù adaLta, per semplice disposi1.ione cli nalurn, a tale s istema di difesa. Inoltre seguendo tale sistema la somma dell e p~r~itc del ~i fcnsore non diminuirà col tenere in serbo i gruppi d1 rrnforzo sino a che non sia venuto il momenLo opportuno pol fuoco accelerato, percilè le perdi te riusciranno tanto più aravi 0 fors'anche decisire pei grnppi della catena, che dovranno so~ostare al fuoco convergente di forze triple. Nel tempo poi in cu i avanze-· ranno i rinforzi, l'assalitore, poco di3lurbato da·lla calena già sopraffalla, dirigerà sui gruppi in movimento il suo fuoco, con mol la ellicacia; e potril l.rntterein I.al rnudo sepa.ralamenLc, una dopo l'altrn , le due linee di gruppi. Egl i avrà. di piu il vantaggio di avanzare più speditamen te e di so/Tri m minori perdite, stan le la discontinuilà della difesa e lo scarso numero dei difensori che si troverà di fronte durante i primi periodi della sua marcia . Finalmente la proporzione di 1/6 soltanto per la forza della catena, sembra realmente troppo esigua por poter mai esercitare un'influ enza effi -cace sulla marcia dell'auaccante. Lo Scherff nei suoi studii cli tattica ha scritLo che per la resistenza si deve adopemre in prima linea un tiratore per ogni passo di fronte della pvsizione; vale a dire il terzo di tutta la forza che egli stima com·eniente per la difesa cli una località e sei volte più che non dia la modalità retro con.siderala. È bensì vero che gli studi dello ScherlT sono di da.la più antica; ma anche il nuovo autore ha pur mostrato di ammettere in qualche parte le idee dello Sch erff, come laddove parlando dell'attacco ~· ~na local ità (a il seguente apprezzamento : wi 11ia?·,qine ben ubil-iz.zato ed occnpcito da ab'ili tfrator·i miiniti cl·i buone arn1'1: i quali conservino la calma, 1nirino bene, e risparmino numizio,/i
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LA FOI\'rIFICAZIONB DI BAT'l'AGLIA
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per l' itltùno istante, non è assalta.bile; il che ragionevolmente
l'urto coll'arma bianca. È bensì vero che la difesa potrebbe in seguito venir ripresa. .in conclizioni materiali più favorevo li, basandosi sulle -0pere della. seconda linea; ma devesi anche qui osservare che nel .trambusto della ritirata e avendo a fare con un assal itore imJ,al.danzilo,. avvi la probabi li tà che la second~i linea venga sorpresa e .trascinata. nell a caduta insieme colla prima. Nè l' una nè l'altra modalità. adunque offre una soluzione del prob lema corrisponcleot_e, come sistema, alle esigenze d'.una tenace .difesa; e il difetto d'entrambe panni risieda nell'incompleta utiliz.zazio_ne clell 'artiglier-ia ~urante tulli i periodi della difesa, ma più .specialmenle nell'ultimo, quando il fuoco dell'artiglieria potrebbe .avere unastenninato sopravvento S Ll quello della fanter itt attaccante. Questo infatti è soggetto a risentire naturalmente gli effetti dissolventi della stanchezza degli assalitori, non me1~0 che del loro turbamento quando si trovano allo scoperto ed esposti ai colpi di batterie ,,icine; mentre che nelle medesime condi1.ioni i pezzi d'artiglieria conservano sempre la loro inwerturbab ili rà caratteristica, e tirano .a colpo sicuro e con tanta maggiore efficacia quanto minore è la .distanza. Entrambi gli autori stab iliscono infatti che, ad un dato punto del .combattimento risolutivo, il difensore debba ripiegare le proprie batterie, per sourarle alla distruzione e tenerle a riparo; sa lvo poi a spiegarle nuovamente nel m,)mento in cui l'artiglieria. dell'attacco dovril cessare il fuoco, onde evitare di colpire la propria fanteria mentre sta per irrompere .s ulla posizione presa di mira. Per me ritengo che sia un enore il ritirare le batterie dal combattimento risolutivo, una volta impegnatevi, sino a tanto almeno che non si rinunci al proposito di sostenere la difesa. di una locali tà; e penso che in tali condizioni sarebbe poi materialmente e moralmente impossibile di ricondurle al fuoco a tempo opportuno per ·sostenere l'estrema difes.a, a meno d' essere disposti a sacrificare ,l'artiglieria per disimpegnare la fanter ia e agevolarle la r itirata. Purtroppo però le condizioni tecniche ed organiche attuali del,l'aniglieria giustificano l'opinione concorde dei due autori stranieri; .op inione condi1'isa pienamentl3 anche dali'Hoffbauer. Lo Schell alla sua volta, r iconoscendo opportunamente che se le .,batterie si ritirassero dal cornbat\i.m~nLQ in momenti cosi perigliosi
sembra ammeLLere lo spiegamenLo immediato di una catena continua e proporzionatamente più forte del sesto delle forze della difesa. L'autore francese, dopo studiata la questione della forma dei fasci delle traiettorie e del modo con cui essi colpiscono relativamente alla distanza ed alla configurazione del teneno, formula ben diversamente le modali ta colle quali la difensiva dovrà disporre le sue truppe e farle agire. Egli suppone, come esempio generico, che il terreno sia rappresenLato da una pianura estesa dalla quale emerga un altipiano, rilevato di ~O metri, e sta~ilisce che la difesa occupi il ciglio colla catena ed i rinforzi riun iti , allo scopo di avere maggiori for;::e <t>oLlo la mano, e che le 1·iserve si trovino più indietro in posizione fortemente trincerata, giacche è su quell a che dovranno concenLra1:si tnUi gli sforzi della difesa. Durante il fuoco più vivo dell'att~tccante, l'altipiano sarebbe battuto dai fasci delle traieLtorie e la riserva non potrebbe venire in aiuto alla catena, nè questa ritirarsi su quella, senza esporsi ad essera distrutta. Con tinuando però l'avvicinarsi dell' assalitore ai pied i del rilievo del terreno, esso perverrebbe ad un punto da dove i suoi fasci cli traiettorie diventer~bhero divergenti relativamente all'altipiano, e questo cesserebbe di essere battuto. Da quel momento la difesa dovrebbe abbandonare il ciglio e raccogliersi sulla posizione della riserva, d'onde, potrebbe ricominciare il combattimenlo in condizioni immensamente superiori e spingers i al contrattacco. Si osservi che questa seconda modal ità ba bensì il pregio di tenere giu'slo calcolo del fa Ltore fuoco, ma ha pure il torto cli subordinare un atto importantissimo della dil'esa, come è !'.abbandono della prima li nea, all'apprezzamento di una circostanza fuggevole del combattimenLo; apprezzamento tanto più difficile a farsi correttamente in quanto che l'efficacia del fuoco dell'attaccante varierà da punto a pun~o, secondo gli ostacoli e le ondulaz ioni del suolo, secondo la distribuzione delle schiere e degli scaglioni che seguitano l'attacco, e più ancora secondo la parte che in esso prende l' art igl ieria. f\.ltro torlo è d' instillare l' idea della ritirata obbligala. dei difensori del margine d'una pos izione, quasi pe.r sfuggire al-
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LA F'ORT l!o'JCAZ!ONE DI BATTAGLIA
nascerebbe tosto l'idea di nn insuccesso, causa certa di sb iaolti. o mento della fanteria, procura di palliare il ma le cons igliando di lasciare esposta e sacrificare solamente una parte dell'artiglieria, e di Lencrn la rimanente cela la, per poi trarla fuo ri al momento propizio per battere la fanteria che assalta la posizione. Il palli ativo èlello Schell conduce evidentemente a dividere l'artiglieria sin dati' ioizio del comhatt.imento in due parti, ognuna delle quali sarà impotente pe1· sostenern il du ello co ll'artigli eria avversaria. In lai modo questa, durante i primi periodi del!' attacco, avrà agio di accostarsi quasi imp unemenLe all a. posizione nemica e aprin i una via sicura alla propria fanteria; e nel periodo finale potrà convergere il suo fuo co , di gran lunga superiore, sulle batterie tenute in serbo dal difensore, cogliendole opportunamente ncll'istt1.n lc in cui cominceJ'anno atl apparire sulla posizione, e togliendo così loro ogni probabilità d'in fl uire sn ll' andamento della Jotta tra le due fanterie, e fo rs'anche la poss ibi lilà cli levare ali . avantreni . Una Yolta ricono:;1:iula la direzione dell'attacco decisivo eù intrapresa la difesa d'una. posizione, il com bauimenlo deve, a. mio credere, essere impegnato ad oltranza sin dal principio, onde rallen·tarc quanto più è possibil e lti marcia dell'attaccante. ln Lai modo soltanto sarà probabile di guadagnare il lernpo necessario per lo arrfro dei soccors i. Se q.uesti non po Lessero giungere, alIora il combatlimenlo non avrebbe più il caratlere assoluto cli difesa d'un.i posiziono, ma ben~ì quello di retl'oguarcl ia. a difese successive, o sarebbe pertanto pernicioso arrischiare inutilmente la. propria artigli eria per tentare di respingere con ossa l'assa.lto ad arma bianca ed impedi re la mischia delle fanterie . )foglio varrebbe in tal caso inviare anticipalcimenLe le batteri e in posizion e più a1Tetrata dove potessero opporsi ai successi vi assai Li, relrocedendo per scaglioni a guisa app unto di una retroguardia in mov iment o. Tulle queste discrepanze dimoslrnno pu r troppo che per quanto riguarchi l' importante problema della difesa cli una località, non è ancora. esp licato il pl'incipio fon damentale per la. cogn izione del quale tutti siano mess i in gq1clo di formarsi un concetto ch iaro sulla ef'lìcacia dell'artiglieria, e sull'impi ego delle Yarie armi durante le successive fa:;i del combatti mento . Le soluzioni artificiose di tale
problema finora escogitale, compromettono il prcsligio dell'artiglieria, e meriLerebbero pi uttosto d'essere qua.lificaLo fra gli stratagemmi di gnerra, d"uso affatto occasionale, che una, olla enunciali perdono anche il merito elci.la sorpresa e sono qu;ncli da cancellarsi dai ruoli clell'arle militare. Con cluderò adunque che pet· ovviare agli inconven ienti dell'attuale stato d' inccr'lezza occorre per l'artiglieria da. campagna., come già av,1 iene per la fanteria, cli ristab ilire un equil ibrio tollerabile tra le co ndizioni clel l'ofTesa e quelle della. difesa; senza cli che dovrebbe l'artiglieria rinunciare all'antica rinomanza d'arma regolatrice delle baLLaglie.
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Per concretare quali siano le migliorie che può convenire d'in - dlfi!1!il! trodnrre nell'armamento della fanteria, dobb iamo prima considerare ~~f.0 t\zir~~i~ ciò chear,iencper qnest'arma nelle fasi estreme del combatlimento teria . in torn o ad nna località. Durante l'allacco la. tattica del fuoco passa per du e fas i dislinle: quella co rrispondente alla preparazione, e quell a che accompagna l'irruzione sulla localiLà presa cl i mira. La prcparazi one viene fatta generaimen te col fuoco del!',1rligl ieri a e di non. parte della fanteria aLLaccan Lc, menLre l'altra parte di qllest'u llima cerca d' in sin uarsi, per ep isodi, sin nelle vicinanze della posizione, e prefcrib:lmente sulle ali , por quindi soperchiare il difensore contemporaneamente cui fnoco celerissimo e coll'urlo. Alla sua voi la il difensore d'una posizione, sia ch e s'attenga al partito di respingere l'attacco semplicemente col fuoco, sia che risolvasi per l' altro partito, generalmente prefe1·ibile, di uscire dalle trincee colla propria fanteria per gettarsi sull'assalilore quando esso sia giunto lanl.o vicino alla posizione cla non poter, più essere sostenulo dal tiro della propria artiglieria, in entrambi i casi il difon sore avrà bisogno cli sparare, nel momento che precede l'urto , una serie rapidissima cli colpi. Parimenti la fu cileria incari cata. di
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E L'ARtIGLIERJA. DA CAMPAGNA
contrastare la marcia dell'artiglieria dell'assalitore, si troverà per istanti a dover eseguire un tiro celerissimo, onde sopraffare lé batterie nei loro momenti più critici . . Nelle fasi estreme adunque di un combattirne11Lo attorno ad una posizione, cioè ogni qualvolta le fan terie siano tulmenLe ravvicinate da escludet·e per necessità il cnpcorso del tuoco delle proprie arliglierie, è certo che prima dell'urto definitivo una parte e l'altra, pur trovandosi in movimento, esegui'rà un ultimo periodo cli fuoco i cui. effetti riusciranno Lauto più decisi vi quanto maggiore sarà il numero dei colpi, e quanto meno stanchi e Lurbal.i saranno i rispettivi combattenti. Quest'ultima condizione di superioriti:L apparterrà certamente al difensore che usciràall orain massa dai trinceramenti, nienLre la prima spetLerà evidentemente al par'lito che potrà.scaricare in quel!' istante decisivo una serie rap ida di colpi, pari a quella clie dà un fucile a ripetir.ione. ~ Il giorno pertanto in cui un esercito potesse entrare in campo con un'anne sotto tale aspello migliore, sarebbe indispensab ile che anche gli altri eserciti se ne munissero immantinenti, per non tro~ vars i in gravi condizioni d' inferiorità tanto dal punto di vista dell'efficacia del fuoco cli fuciler ia, quanto e forse i.:iù da quello morale. Il lasciarsi _precedere dagli altri in materia di perfezionamenti tecnici porta a dovere poi, allorquando s'approssima lo spettro della guerra, quello speltro che fa cadere tante bende, adottare precipitosamente una risoluzione ·che con Lutta probabilità non è la più saggia, nè la più economica. L'atlozioned'un arme a ripetizione es ige bensì d'aumentare la dotazione di mun izioni delle fanterie; Ìna clal momento che migliorando l' islruzione dei quadri e della truppa non è impo$sìbile ottenere che il maggior quanLiLativo delle munizion i venga consumato profic uamente nel combattimento, non è più giustificabi le veruna esitanza in proposito. La co!-a essenziale dal punto di vista tecnico non è di stabilire fin d'ora come meglio si debbano usare le armi a r ipetizione nelle guene future, ma piulloslo di concretarne il Lipo migliore e di far procedere immed iatamente alla loro costruzione; salvo poi a lasciare vuoto il serbatoio delle munizioni sino a quando non vengano accettate e diffuse le dottrine favorevo li ali' uso delle armi a
ripetiiione, e sino a che _non siasi provveduto adeguatamente per il rifornimento delle munizio1Ù sul campo di battaglia. Dal punto di vista tattico ci basti sia ammesso che la celerità del fuoco è necessario cresr:a col reciproco avvii:,inarsi dei combattenti, e che alle mi no ri distanze la truppa clebbfi per istanti aver mezzo di esegnire un fuoco intenso ed efficace anche essendo in movimento . Tanto meglio poi se l'educazione del nostro soldato sarà elevata al punto di soddisfare tali condizion i servendosi soltanto del tiro a carica.mento successivo, sì da poter sfida!'e. anche il prestigio di un nemico che si valga del tiro a ripetizione. Dim(lstrata in linea tecnica la necess ità di adottare sollecitamente c ondizioni un buon tipo cli fucile a ripetizione, procuriamo di de{ìnirele con-~'~~n;~~~!; ~ dizion i più essenziali per un'arma di simil genere, onde possa cor- ripeti zion e. r ispondere alle esigenze della guerra moderna. Tralascerò di pal'!are delle condiz ioni cui dovreb be soddisfare in massima un'arme nuol'a, la quale dovesse riunire Lutti i caratteri che più si addicono alla ripetizione, per occuparmi soltanto delle principali condizion i cbe si possono soddisfare colla semplice trasforma:i ione clel fucile esistente, modello 'I 870 . Tale fucile si presta inclubb iamente ad un'util e trasformaiione in fuci le a r ipetizione mediante congegni abbastanza semplici, senza incagliare menomamente il tiro ordinario a caricamento success ivo . Nell' esame dei modelli di fucili trasformati, gio l'a anz i tutto escludere quelli aventi un elevatore che alzi le cartuccie dal piano del serbatoio a quello dell a canna, perchè compli,cati, perchè esigono troppa precisione e concordanza di congegni, e perchè la pratica ha già dimostrato essere l'evatore un organo st1perftuo, sia che le cartucce provengano da un serbatoio posteriore coJlocato nel calcio, come da uno anteriore sottoposto alla canna. Se non che i fucili col serbatoio sottoposto alla canna presentano l'io.conveniente di avere il centro di grn vitò. collocato troppo innanzi e quindi di faticare maggiormente il soldato, il quale nel combattimento sarà perciò tcnLato di vuotare il serbato io sin dai primi colpi. Col serbatoio situato invece nel calcio si ottiene naturalmente di
LA FOUTIFTCA.ZIONE iH BATTAGLIA 450 ·spostare ali' incliet.ro il centro di gravità del!' arme, e quindi di renderne più comodo il maneggio all'alto del fuoco . Però il calcio delle armi portatili essendo piuttosto corto, non vi si possono riporre più cli 6 cartucce; douv.ione che se è sufficienLe per i mo· schetti; non la si ri tiene forse tale per i fuc ili. Questa difficoltà si potrebbe superare solamente coìlocando nel calcio due o più serbato i paral leli, che una volta aperti scal'icassero automaticamente le loro cartuccie, una dopo l'altra, nell a canna, come avviene col serbatoio sempl ice . Nessun'arma di tal fatta però venne Onora messa in esperimento in Italia. L'uno e l'altro tipo di riduzione presentano un grave inconvenieute che merita d'esserè preso in considerazione quando trattasi del fucil e per la fanteria. Egli è che tenendo il serbatoio pennanentemente carico, aumenta la fat ica del soldato nel maneggio dell'arme e lo si 11113tle pertan to nel la tentazione èli allegerir-la consumando sin dal principio del combaLtimento le munizion i che dovrebbe conservare per l'atto risolutivo; tanto più che non è facile ai comandanti accorll'ersi dello s1)reco commesso dai tiratori . .Per o conseauire la massima el'ficacia dal fuoco di fucileria è necessario o invece che il Liro sia governai.o, anzi padroneggiato assolutamente dai comandanti, come aniene coll'artiglieria, sopprimendo ogni libertà d'azione nei singol i tiratori, pet' ottenere anche di cautelare in tal modo il consumo ed il rifornimento delle munizioni.
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Ovvierebbes i bene all' inconveniente clell'eccessivopesoclell'arme .. . . . quindi anche al pericolo del consumo precoce clelle mun1z10111 immagazzinate, col separare il serbatoio dell e cartucce dal fucile; e d1 quesLo problema furono escogitate parecchi e solUi1ioni. Ta.luni hanno proposto paccl'ietti cli varia foggia contenenti da 6 ad 8 cartucce e dti attaccarsi cli fianco alla cuh1t.ta, dove si troverebbero immediatamente sotto la mano del tiratore pel caricamento successivo . Altl'i hanno ridotto i l serbatoio ad un Lubo metallico amovihile, da applicarsi sotLo la canna, oppme a scatola. parallelepipeda da inserirsi da sotto la culatta al momento soltanto in cui risolvasi cli prepara.re le armi per eseguire il fuoco a ripetizione. Altri finaF mente ha foggiato il serbatoio amovibile a gu_isa di ferro da cavallo, per imestirlo sull'arme in modo da abbracciare strettamente la
serbato io sepa..ato . e
E r,' ALWIGLIERIA DA CAMPAGìSA.
cassa all'alt.ezza dell'otturatore e far sì che le carLuccc si versino da un lato entro la culatta tosto sia aperta. Fra questi ultim i primeggia il modello studia to dal capitano Vi tali della nostra aniglieria, per alcune prerogative che lo rendono eminentemente pregevole e pra.tico. 11 serbatoio' contiene dodic i cartucce, lo si r icarica speditamenLe, e con tutta facil ità lo si applica e toglie dall'arma. È di éost.rnzione •economica, so lida e leggiera ('I), lo si trasporla carico appeso allii cinLura a guisa di piccola giberna, e può esse:·c applicato a qualunque fuc ile. Il passaggio delle c~rtucce dal serbato io alla canna non avvi ene automaticamente, ma per un ali.o espresso di volontà. del tiratore, il quale a.cl ogni colpo deve premere SLl una leYa, situala alla porLata del pollice della mano sin istra, per otLenere che avvenga il deLto passaggio. Final mente il lavoro d'adaLtamenLo da farsi ai fucili mocl. ,1870 per potervi applkai·e il detLo serbatoio è minimo, spedito e di poca. spesa; condizioni da tenersi in g1:an coni.o quando per app licare il sistema a ripetizione devonsi trasformare circa seicenLomila armi esistenti. .Presso noi furono messi in esperimento moschetti a ripcLizione aventi il sel'batoio nel calcio, al Lri col serbaLoio sollo la canna, e · fuci li analoghi tal.Li col sei·batoio soLl.o la canna. Per completare gli esperimenti sarebbe adm1qu(~ conveniente di mettere in prova altri fucili col serbatoio nel calcio, e co l serbatoio amovibi le del modello_ Vitali. · In ogni modo è necessario che sia sollecitamente stabilito il ;mo.. dello d'arme a ripetizione da adottarsi, e che almeno si costruiscano le armi nuove secondo Lale modello, onde evitare le ulteriori .ed ~i mio avviso anche ineviLabi li spese dì trasformazione.
III. Contro la fanteria appostata dietro trinceramenti campal i riesce mi- . Effi_cacia · le ' (fotto '• del Liro · dt · · lanct0 · a granata deIl' artlg · 11er1a, · · po1c11e · i , t olt·one 1·deia rtiglieria t 1n delmmo ·quelle poche granale c1e l nescono · l · cl' t t I per battere a co pire 1ret amen .e a massa ti·i o_cera . Ie a 11.re siano . me nti camd:i. terra coprente ed a trapassar Ia co Il e seJ1egg1e, pali. (\) li se,·batoio moto pesa 300 grammi.
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LA FOUTIFICAZfONE DI BATTAGLIA
E L'ARTIGLIERIA DJ.. CAlfPAGNA
.corte, o lunghe, non arrecano danno nè al parapetto nè ai difensori. Qualora però l'artiglieria da campù fosse conven ientemente protetta per potersi accostare impunemente ai trinceramenti e batLerli in breccia a r,olpo sicuro, essa ou.errebbe certamen te un immenso risultalo sull a difesa trincerala. Il tiro in arcata a granala, già applicato sui primordi dei cannoni 1-igati per battere truppe al coperto, fu poscia abbandonato per la .sua complil'.azione, ed anche perch è le granate, per poco s' interrino, non produco,10 più, al loro scoppio, vernn effelto sullQl.ruppa .circostante. All'epoca dei cannoni lisci erano stati usali bensì dei .mortai leggi eri da campagna, più per sparare qualche granata .scoppiante che non propriamente per esegui re tiri curvi, ma ciò malgrado essi non resero mai servigi adeguali ali' imbarazzo che producevano e furnno ben presto· abbandonati. Attualmente però se ne vuole risuscita re l'uso, considerando da una parte che me.diante l'applicazione della rigatura i morlai hanno acqu istato molto maggiore giustezza di tiro, e dall'a ltra parte che il tiro radente dei cannoni non basta per sloggiare il difensore ~a un trinceramento. Gli elietLi però d'un tiro curvo a granata contro i difensori d'un 'irinceramenlò campale, per sua natura pochissimo profondo e molto esteso, non potranno mai riuscire considerevoli; e non sarà decisiva .nemmeno l'impressione che tale Liro potrà produrre sull'animo dei .cli Censori. Il tiro col quale è pi ù probab ile di bersagl iare la truppa trince,rata, è quello dello shrapnel, che scopp\a nell'aria a Lempo oppor.luno per proiettare le sue pallottole in basso con una direzione -conveniente per colpire i difensori coperti dal parapetto. L'efficacia -cfel t iro a shrapnel cresce considerevolmente quando si possono 'infilare i trinceramenti coll'i ntiero fascio delle pall ottole, od almeno batterli obliquamente: ma su tali agevolezze non si può fare stabile ·assegnamen to, po icbè l'artiglieria è generalmente costrelta ad att accare le posizioni di fronte, lasciando alle fanterie cli operare sui ,fianch i. In tali condizioni il tiro a shrapnel alluale non riesce, per la sua radenza, a battere intensamente i difensori addossati,al parapelto, e non permette quindi di calcolare sul conseguimen to cli .un risultato sicuro, in tempo determinato. Per melt~re adunque l'artiglieria da campagna in stato di soper-
chiare con sicurezza e speditezza le fanterie appostate a di fesa ·dr una località.; si presentano due soluzioni. La prima sarebbe di migliorare le cond izion i difensive dell'artiglieria in modo tale da poterne accostare i pezzi alla posizione contrastala sino a buona portata di Liro in breccia, ciò che si otterrebbe soltanto proteggendo i cannonieri mediante la corawt1.ura dell'affusto; e la seconda soluzione sarebbe di modificare le condizioni del ,Liro a shrapnel, q.uanto occorre per giungere a battere più efGcacemente le truppe che stanno addossate alle rnasse coprenti dai trinceramenti. Una: di tali solu:::ìoni non esclude ev identemente l'adozione anche dell'altra . Lo shrapnel è per l'artiglieria da campagna il proiet.lile di mag- Migliorac,iore importanza 1)erchè oltre presl'lrsi per battere l'arti oJieria. e shr3pnel. mento dello • , .t ' o le truppe in gener13 allo scoperto anche in ordine rado , possiede pme quelle .proprietà intrinseche che mercè qualche opportuno perfezionamento permetterebbero cli conseguire un'efficacia considerevole anche nel tiro contro i difens ori d'una posizione fortificata. Per mettere in evidenza però quali siano i miglioramenti cli costruzione occorrenti per aumentare l'efficacia dello shrapnel, giova considerare le sue condizioni alluali, e riconoscere se corrispondono alle esigenze balistiche ed ai bisogni della tattica. Il peso degli shrapnels nostri da cm. 7 e da cm. 9 (reL) è quasi uguale a quello delle· rispelLive granale (1)i ed è quindi prossima per entrambi i proiettili di ciascun calibro anche la velocità. iniziale; mentre invece il modo ben di verso secondo cui devono agire i due proiettili· consiglierebbe una differenza di veloc.ità piuttosto .considerevole. In fatt i l'efficacia della granata dipende essenzialmente dalla radenza della traiettoria, la qua le influisce direu.amente tanto sulla probabilità di colpire i bersagli scoperti, quanto sulla sicurezza def. ri mbalzo e sull'opportuna proiezione delle scheggie dopo lo scoppio della granala. l)er la maggior efficacia invece dello shrapnel si esige una traiettoria la più regolare possibile, ed un angolo di cal">
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{l) Peso delle grar,a lc ~ Da centim. 7, c hil. 4,280 - Da centim. O, chi!. 6,'760. > degl i s hra pn ols id. id. 4,200 id . id . 6,70~.
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F. L'ARTIGLIERIA D.-\ °CH(P.\G~A
LA f'ORTIFICAZIO'.\F. DI B.UT.-\.GLI \
dula abbastanza pronunciato per ballere le truppe appostalo dietro r ipari nal11rali ecl arLifìciali. In tali condizioni, una minore velocità, l11ngi dal nuocere all'efficacia del Liro a shrapnel la migliorerebbe, stanlcchè la traiettoria sat'.ebbe resa no.Luralmenle più regolare e nel tempo stesso anche più incun•ala. fooll re Slll'ebbero diminuite le cause di perturbazioni meccaniche nella spolella all'allo dell o sparo. e le Yariazioni di durata della miccia avrebbero minore influenza per alterare il risultato dei colpi . Finalmente Ìl tiro sn rebbe più fo.cilmento reLLificab ile perchè le deviazioni longi t.ud ioali dei proietLi sarebbero minori, e perchè, in forza della maggior curYatnra de.Ila traiettoria, vi sarebbe da preoccuparsi molto mono dell 'influenza che sul risultalo potrebbe esercit;lre una variazion e ancbo considerevo le nell'alLezza del pun Lo di scoppio n ·altra parte il peso delle pallottole, costituente la por1.ione rnramente utile del pro iettile, è in tutti gli shrapnels da campagna 'prossimo ai due quinti ap pena del peso t.ot.ale (11). Inoltre il numero complessivo delle pallottole e scheggie in cui dividesi lo shrapnel è ben piccola cosa ragiuagliata all'estensione del terreno ~ulla quale esse devono spandersi, talchè anche dai colpi meglio diretti contro truppe allo scoperto , non è possibile ripromette1·si quello eITello rnpido e decisivo che l'artigl ieria deYe saper conseguire anche dalle distanze superiori alla portata del tiro di fucileria. Il colonnello Sclare\'ic dell'artigli eria russa si ~ preoccupato di qu esto stato di cose, e nel sno dollo lavoro intorno allo proprietà dello shrapnel ('.2) ha scritto quanto segue: rispelfo all'impiego dello shrapnel nei cannoni dei campagna, e specialmente in qiielli clotati di grande velocità, bisogna ·istituire esperienze per vedere: se sia possibile limitarsi all'-,iso di una sola carica, o se occorra impiegarne dne, ww per il tiro contro trnppe allo scoperto e l'altrn per ·il tiro contro trnppe coperte . Il bisogno acl11nque di incurl'a1·0 maggiormente la traiettoria dello shrapnel per ballere le truppe protetto da ripari fu ricono-
( l) Lo shrapnel da coutim . 7 co nt iene n° 100 pallottole , pesanti cbilog. I ,025. Id . id. O id . 177 id. id . 2,8i6. (2) Vedi il Giornale d'frtiglitria e Gtnio del 1876.
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scinto gin cla.l profato autore, ma la soluzione che egl i adombra non è la più soddisfacente, perchè l' uso di due cariche cli verse esigerebbe anche l'adozione di clne tavolo di tiro colle co1Tispondenti graduazioni per la spolella; complicazion i tutte incompatibili coll'artiglieria da campagna. li problema può, a mio avviso, essere sempli ficato seguendo un'altra via, quella cioè di accrescere considerevolmente il peso dello shrapnel. S'oLLerrebbe in lal modo una conveniente diminuzione di velocità e si guadagnerebbe anche nella giustezza del tiro, stantechè è noto che la combusti one della polvere ed il moto del proiel.Lo r iescono maggiormente regolari quando si diminuisce, entro certi limiti, il peso della carica rispetto a quello clel proietto stesso. J~ impossibil e assegnare astrattamente i[Jimite di un tale aumento di peso , e converrebbe iniziare all'uopo special i espÒrienze con shrapnels allungati pesanti una volta e mezza gli attuali, e una volta e tre q1iarti. Se ciò non basterà a dare alla traiettoria la curvatura che si stima conl'eniente per baLLere i trinceramenti , occorrerà esperimentare contemporaneamente cogli shrnpnels al1.ungati anche l'uso di un cartoccio speciale per essi, meno pesante cioè di quell o della granata, e possibilmente di metà peso . Con tali espedienti si po trebbe giungere sino a dim ezzare la velocità attuale degli shrapnels, cd a raddoppiare e persino triplicare quasi l'angolo di caduta alle distanze di combattimento le più efficac i; risultato più che sufficiente per assicurare il co nseguimento dello scopo. Aumentando il peso dello shrapnel cresco naturalmente in rapporto più rapido il peso utile delle pallollole, che non quello del bossolo e delle alLri parti. Se poi si ha la cura di costruire il bossolo di melall o p iù i·osistento che flon sia la ghitia, il numero dello palloUole può essere raddopp iato anche in uoo shrapnel cbe pesi soltanto una yoJta e mezza quello ordinario di ghisa. Cosi lo shrapnel attuale cla cm: 9 pesante chil. 6,700, conl iene numero 177 palloLto\e, il cui peso è 0,43 del totale; mentre in un progetto di shrapnel del medesimo calibro avente il bossolo di acciaio, col peso complessivo cli chilog. ,1O, (,J 11/ 2 dell'attuale) si auebbero numero 354 pallottole, rappresentanti 0, 57 del peso totale. Uno
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LA FORTIFICAZIONE O( BATTAGl.lA
shrapnel poi di tal falla che pesasse chil. I ·l ,8 (,I 3/ 4 dell'aLtuale) conterrebbe numero 4.23 pallouole, corrispondenLi a 0,58 del peso complessivo, ccl a due volte e un terzo il peso uti le delle pallottole po rtate dallo shrapnel altualc. L'artiglieria da campagna adottando shrapnels di efficacia tanto maggiore e di traiettoria molto regol,,re, si meLLerebbe nella condizione di otten ere con pochi co lpi r isultali decisivi anche da considerevole distanza, sia pure contro tl'Uppe prolelle dalle accidenLalità del suolo e da ripari artificiali; e mi sembra che ciò implichi la soddisfazione di tutti quanLi i desideri che l'ur'liglieria può formulare circa l'aumento della sua potenza offons iva, di fronte all'impiego della forLiucazione di ballaglia cla parte della fanteria, e di fronte all'aumento di pori.al.a utile del Liro cli fucileria.
IV.
<1/s°f:i)~~~! In ba.llaglia vince sempre il parLito che primo ~!Jt'~;t\! mantenere all'incontro dell e fo rze il carauere di glieri.
riesce a dare e un'azione sistemalica, vale a dire che sappia risparmiare le forze dei combattenti ed assegnare loro un còmpito adegualo, tanLo per sosten ere, laddove convenga, un'ostinaLa difesa, come per decidere altrove l'azione con un'offensiva ordinala ed energica. L'artiglieria è l'arma che per la grande portata e potenza dei suoi Liri, per la gradm,bil iLit e la stab ili tà della sua aziono, e per il complesso dei suo i carattel'i, meglio può contribuire a sistemare efficacemente il combattimento sia nei suoi primordi e sia nelle crisi più gravi; ed è per questa ragione che l'artig lieria fu e sarà sempre un fallorc essenzi ale delJa villoria. È la bene in Lesa interprclazione, anzi il rispetto di lale principio che ba indotti i saggi ordinatori ò'esercito acl accrescere la propotzione dell'arLiglieria, a darle caratteri disLinti di mobili tà, ed a snddividerla in unità di ·facile e .
E L'.\RTIGLJERIA DA c.rnPAGNA
proficuo imgi ego; come pure è per r ispeuo di tal e principio che essa viene accostala, nelle marcio, alla testa delle colonne, e che nell'azione deve agire di conserva colle truppe le quali muovono all'assalLo, avvicinandosi alle posiz ioni nemiche a distanze cosi piccole da sembrare acldiriLtura irrazionali a chi le adegua sollanLo alla grande portata utile dei pezzi moderni. Tullo ciò adunque che contribnil'à ad accrescere la potenza e la durala d'azione dell'artigl ieria gioverà eminen remente alla sii>temazione del combatLimenlo, e di riflesso sarà un fattore utile per la vittoria. · Oltre ai lavori fatti fin ora per migliorare le condizioni balisLiche dell'artiglieria e per accrescere l'efficacia dei suoi proiettili, il tutto concilialo colle esigenze di mobilità, ne rima.ne ancora uno consi derevole da comp iere per garantire la dura.La dell'azione dei pezzi, intesa più che per la parte maleriaìo dipendente dalla semplicità e solidità della cosi rnzione, per la parte morale, la quale è vincolata alla protezione degli artiglieri e particolarmente di quelli inca.ricali delle operazioni più delicato attorno al pezzo, per compiere le quali occorre una perfetta istruzione ed una calma assoluta di spirito. Gli usuali ripari in terra da campagna, come già ho detto, non costituiscono nn mezzo di protezione sul quale l'artiolieria possa I') contare, perchè non sono appl icabil i nelle fas i più criti che del combattimento, perchè coprono soltanto i serventi accovacciali ed inattivi, e percbè l'artiglieria non può calcolare di costruirseli da sè e quindi d'averli al momen to opporLnno e nella località più conveniente. · Eppure mai come adesso è diventalo necessario provvedere alla protezione degli artigli eri. Da una parLe il servizio dei pezzi s'è comp licato enormemente per l'uso della retrocarica e per le regole di Liro che variano notevolmente secondo il ~enere di proiettile, mentl'e essendo scemate le risorse per l'istruzione degli artiglieri, se ne hanno poch issimi in grado di condurre il fuoco dei pezzi. Dall'alrra parte. il tiro delle armi portatili è miglioralo d'assai, e la caccia agli artiglieri è diventata la cosa più appettitiva pei tiratori scelli . Riflettendo inolLre all e perdite giit considerevoli cui l'artiANSO XXVII!, VOL. 11,
'
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LA FOHTfflCAZIO~E Dl BATTA.GLTA
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E ' L' AR'l'IGLIEIUA DA CA)!PAl,NA
glieria tedesca è 3:ndata incentro nella. guerra del 11870-711 ('1), e calcola.odo quelle future in ragione dei più recenti perfezionamenti nelle armi, non si può a meno di preoccupars i seriamente delle difficoltà nell e quali t.rovèrassi l'artiglieria per supplire a tante perdite, per sorreggere l'animo dei combauent i, e per far procedere il servizio dei I)ezzi, mentre i primi cannonieri e graduati che verranno a manc,tre saranno appunto qnelli più esperti nel servizio ed i più abili nella condotta del fuoco. Utilità delle coram per
L' nrnca · so I uzione · · avviso, · p l aus1· b'J1 e del pro 11 J ema sla, a mui nel-
~t'~~~~l~ l'impiego clelle corazze metalliche per proteggere i serventi dei pezzi da campagna. Non è a.ltro che un' idea trita, un ritorno agli a/fosti che disegnava l' i~signe Leonardo da Vinci, un passo die tutte le artigliere possono compiere in breve tempo. P11re ch ierlo venia se vagheggiando cla li.1slri la real izzazione di tale idea, insisto per fade strada, avendo avuto lei for t11nala coincidenza, quale cannoniere, di poter valutare tutto il beneficio che un lembo di corazza ci avreb_be arrecato nella loUa davvicino, col proteggere la vita cli valorosi artigli eri i qual i non ambivano altro che di poter ' continuare a com ba li.ere per arrestare l·assaito del nemico e fargli scontare caramente·l'ardire d'essersi accostato ai nostri pezzi. Da Cfltalche anno però tale idea va raccogliendo fautori nei vari eserciti, e più specialmente Lra gli officiali inglesi. parecchi dei quali seguitarono, come osservatori diligenti e spregindir,ati, gli eserciti combattenti nelle ultime guerre franco-teclesca e turcorussa. E fra essi merita ch'io menzion i il colonnello Brackenbury, il quale pubblicò nel 1878 uno scritLo tutto dedicato a tale argo-
gna.
1
(I) Le perdi te subite dall'artiglieria prussiana nelle tre giornate intorno a Me-tz,
ru-
rono Je seguenti:
MATBllJALE Uo mini
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Cavalli
Affusti
Nella battaglia di Borny
...
138
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5
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di Vionvi\le .
727
1009
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di Gravelot te
988
1563
2
4o9
menLo, e propose di proteggere i cannonieri 1~ecliarite manlellelLi ~ortal_i li, di sottile lamiera, cla drizzarsi in girn ai pezzi per parare 1 co lpi della fuci leria . RiDssumerò ora le ragioni cli val'io ordine che convali dano la pro~ost.a i_nu:oduzione cle1Ie corazze per proteggere il personale ,dell a.rt1gl1ena da campagna: ,J O L'artiglieria soffre enormi perdite I per i I fuoco della fuci 1I~ria spar~a ed appiauata; menlre d'altrà parte i pezzi non possono nvolge,·e 1 loro colpi contro tiratori disseminati e isolati: 0 ~ Le perdite in materiale che l'art,iglieria subisce dL1rante il combattimento sono minime, e interessa cli ridurre nella mede:-ima proporzione anche le perdite del pe1':;onale, onde ottenere che il ,servizio dei pezzi riesca il p iù durai.uro po~sib ile. · 3° Proteggendo i cannonieri dai fuoco della fanteria il servizio dell 'artiglieria deve cli conseguenza procedere con 'ma.o-oior ·calma e precis ione; e si po trà quindi far calcolo so1)ra il cons::ui.me_nto. di ~ffett_i s_icuri, _in un determinalo las::;o di tempo, in co;1"elaz1one co i dati ncaYé'll1 dalle scuole di Liro. 4.o I ripari in terra utili bensì per coprire parzialmente il mat:riale,. s~no i~adeguati allo scopo di proteggere il perso.nale ,~ell _ar~1gl_ieria,_es1go?o ten1p? e lavoro ~uperiori a quanto può dare ·l art1ghena, e rncagliano la l1berlà di movimenli dell.e batterie. 5° Munendo l'artiglieria di corazze e paralizzando conserrnen t~1~ente i colpi cl~lla_ fa1_1_teria, si costringe quesl' ultima a proiedere ~1u dispersa e q~111d1p~u len ta negli assalti, nonchè a coprirsi di fre~ nenLe con. tnncee d1 battaglia. Si ottiene adunque di esaurire rapidamente 10 tal modo la forza offensiva che la fanteria trae dalla prop ria mobilitò. e di ristabilire l'antica pr·evalenza dell'artirrli eri a anc?~ nei com balli menti a breve distanza, laddove la lotta è s:mpre decisiva, e do_ve il fno,co ~ei pezzi riesce tanto efficace da poter p.ressochè assicu rare I ann ientamento della fanteria. . 6° Qua.lora, le corazze dei pezzi fossero abbastanza robuste per Tes1sLer~ ~ll'nrto dell e sche.,ggie di granata o shrapnel, il doello tra due artiglierie assumerebbe il carattere d'un tiro di demo lizione nel qusle riescono effi~aci soltanto i proielli che colpisconoin pien~ qualche organo essenziale del materiale. Ciò protrarrebbe natural- . mente il combattimento a favore soprattutto della difesa, poichè im-
E L'ARTIGLIER IA DA CAMPAGNA LA FOH'.l'JFICAZ lONE DI JH.TTAGLIA 460 pedirebbe quelle soluzioni rovinose che possono sca turire da una eyentuale· sorpresa . 7° Nell'offensiva, gli arLiglieri riparati dalle corazze e non più preoccupati quindi dal pericolo proprio , potranno libera:mente assecondare l'azione deile altre t.rnppe, senza tema di avvicinarsi al nem ico nè cli allon tanarsi dalla propria scorta. P rotetti dalle co razze potranno anche accostarsi ai trinceramenti campali della. fanteria, e scacciarne i difensori col tiro in breccia a colpo sicuro . .. 8° Nei terreni frastaglia ti e coperti, dove l'artigl ieria non saprebbe come aprire il fuoco da grandi distanze, e dove essa sarebbe tanto più faci lmente cirq 1i ta cla. una moltitudine di caccia.lori, l'impiego dell e co razze parrebbe addiri ttura. indispensabile. · 9" La coraz,za sarebbe pure mollo utile per i pezzi dell'avanguardia che devono accorrere per i primi e tener testa, con poca. scorta, al nemico onde proteggere lo spiegamento delle altre truppe; come pure converrebbe per i pezzi che s'impe.gnano all e ali d' una linea di battaglia, e per qùelli che trovansi insieme alla cavalleria J1egli scontri con truppe appiedate. ,10° Soltanto un'artigl ieria munita di corazze po trebbe azzardarsi di prendere pos izione a buona por tala e so tto il fuoco cli batteri e nemiche. e col tiro a shrapnel avere la probabili t~t di paralizzare la loro azione, mettendo rapidamen te fuori combattimento i · serventi dei pezz,i non pro letti dit corazze. ·l ·I L'uso delle corazze rendendo più duratura e polente l'azione dell'artiglieria e scemando la probab ili tà cli repentini cambiamenti cli posizione, permette di collocare gli avantreni maggiormente lontano e quindi di mettere meglio al coperto i caval li. 12° Mercé le corazze scemando l'efficacia del fuoco nemi co., sia cli fucileria. che d'artigl ieria, diventa possibile restringere gl'intervalli tra i pezzi, con sensibili vantaggi nell'occupazione delle posizioni e nella. èonclotta clel fuoco. E final mente, dim inuendo le perdite del personale, diventa anche mi nore il bisogno delle_riser~'e, l_e quali nella pratica arrivano raramente ~ ?òtel' su~phre_gli art,rr\ieri caclnti ed a continuare efficacemente Il fuoco cle1pezzi. • t> O
sistemi di coraziatura.
Dimostrata. la somma. utilità di proteggere gli artiglieri median te · • corazze metalliche, rimane cla studiarne 1· l mo do e1·I app 11•caz1one te-
464
nenclo conto delle.esigenze di semplicità, solidità. e leggerezza clel mal.eri aie da campagna. I sistemi d'applicazione che si presentano sono due: quello dei ma.ntelletti portatili, e separa.ti dai peizi, come sono accennati dal ·COionnello Brackenbury e che furono provati in Inghilterra nel 1878 ; e quello della corazzaturn applicata stabi lmente al!'affus to, -come proposP. anche il generale Cavallì per il suo maEeriale leggiero .a due r uoLe. ' Quantunque possa ammettersi che l'artigliel'ia per sua natura sia in grado 'cli portare suI campo rruella scorta cli materiale che le può ~onvenire, tanto trattandosi dell'offesa quanto dell a difesa, pure il sistema dei mantelletti da [;rasporlarsi su carri appositi e da driz·zars i in presenza del nemico, non mi sembra conveniente, perchè aumenta gli imbarazzi del carreggio, ritarda l'avviamento delrazione e incagli a. i camb iamen ti di posizione . Tu ttav ia sono I.a li e .tanti i vani.agg i derivanti dall'impiego dl;lll e corazze, che si (ìnirit per abbracciare probab ilmente tale so luzione, se non è p,lss ibile · veruna altra migliore . L'altro sistema invece della corazza attaccata clirel.tamenle alla testala. clell'affu&to, è più semp lice e s'addice eminentemente per i pezzi a retrocari ca. Questa soluzione po trebbe per altro lasciar temere un anmento eccessivo nel peso dell'affusto; ma da quanto -dirò in appresso si vedrà come sia poss ibile costruire un a1Iusto corazzato, pur rimanendo entro i voluti limiti di peso, e quindi come c<;areb be infonda to simile t.ìmore. 1
La costruzione di un affusto munito di corazza e e.be ·non oli.re- costruziopass i il limite cli peso stab ilito per il materi ale da campagna., cli- ~fenct~n;:~ -venta possibile quando si componga i I corpo dell'affusto totalmente :a~~; ;}, cocon lamiere cli acciaio oppo l'tuna.mente distribuite, escludendo pertanto in massima le par'l.i fucinate, e servendosi delle si.esse corazze per co nsolidare l'affusto . Il sistemct preferibile di distribuire le lamiere per comporre materiali solidi e leggiori è a foggia cli cassa , perchè questa offre il mìnimo cli peso unitamenLe alla massima rigidezza. di costruzione, senza bisogno cli collega.menti secondari._ ,una coda cl' affust11costruita con tale sìstema .presenta inoltre il
46z
LA FORT!F·ICAZTON E DI BATTAG LlA
vanr.a,wio di avere d.ime'nsioni min ime nel senso della larghezza .. e di r~~dere facile quindi lo svoll_are della veuura. Un corpo d'af.:. fusto poi formato a guisa di cassa, può essere foggiato in modo da, utilizzarlo per riporv i strumenti e m1miz.ioni al pari di un_ co f~no La corazza fronta le infine e quelle dei fianch i, collegate rnferiormente co lla cassa formante il corpo d'a ffuslo e superiormente lra loro, possono costi tuire un complemento utiliss imo per garantirela ricriclezza e la resistenza della sala e dell'affusto, nel tempo stesso" che offrono un ampio ripar@ agli artigl ieri. . La grossezza dell e lamiere dell'affusto deve essere determ inata dipend~ntemente dalle condizioni di resistenza al tormento . dello sparo; e le corazze devono invece bastare per W1llenere le pal lo~tole di focile ria, e possibilmente anche bnona parte delle schegg1e di grana.te e cli shrapnels. . . . . Su questo proposito risulta dalle esperienze cl, tiro eseg?1 te inlngll:I tena contro mante! letti, cbe lamiere cl' acciaio g_rosse rr11_ll. 3, 8, sono impenetrabili al le pesanti pall oU.ole Henry Mart.1111 lanciai.~ da una mel.ragliera nat.ling alla distanza di 'IOO metri, e cl1e a mca: 700 metri esse non furo no trapassa te nemmeno da ll e pallottole dea!i shrapnels e dalle piccole scheggie delle granate . "Le scl·1e,,.crie ,.,n v p·1, ù v"rosse e le var-anate intiere t.rapas::;a rono liberamente. In tali esperienze si rimarcò inc identalmen te che le_ co-· razze dipinte in grigio si distinguevano po:hissin:o a _meno ~1 1~n chilometro di distanza; ed in ,tlLre esperienze latte m Ital m s è constatato che una granai.a mun ita di spoletta a percussione la qual~.co lpisca una corazza. sottil e, scopp itt soltanto tra ,J m,50 e 2 rnel.rt dopo trapassata. ia corazza, e questa rin~ane fora.t~ ne~t~men Le, senza cl(!.é·e scheggie nè fessurarsi, se per poco è di acwuo malleabil e. Quan to alla resistenza ddl'affnsto _a.l tormen to dell? spar.o, o_l t~·e· alla teoria concorre la pratica per dimostrare che la.m1ere d acciaio da 4 mi li. so no grosse a sufncienza per dare ·la necessaria _ri"idezza. e solidità all'affusto da. cannone da cm. 9 a ret.rocanca. Nell'anno if 871 essendo io stato autorizzato cla Sua Eccellenza il· generale L. Mezzaca.po, mini stro della guerra , a far_ cost:ui re presso, l'arsenale di Torino un affusto da campagna munito d, corazza ed'un ·co.ngegno a. rotazioneper sopprimere il rinculo , conforme ad_
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E r,'..\HTIGLIElìIA DA C,\:\IPAONA
un niodello in legno all estito già dal 1875, ho seguìto il sistema.di costruz.ione retro indi cato, disponendo cioè le lamiere it casse, e mi sono serYilo-per l'affusto e per le corazze laterali di lamiere d'acciaio ·grosse soltanto ,~ mili., imp iegando invece una lamiera di 6 n'l.ill. per la coéazza. fron tale. Or bene, quell'affusto ha subito un corso intiero cli esperienze, sparando cirea 400 colpi, e nessuna alterazione fu riscontrata nel corpo e nella cocla, sebbene il rinculo fosse qirns i sempre to talmente sorpresso con modi diversi, e p iù o meno violenti. La corazza fronta le riuscì impenetrabile, anche a pallottole ·speciali d'acciaio lanciate dalla distanza di 60 metri col nostro fucile modello 11870 . Mi semb ra c9sa assodata pertanto che basterebbero le lamiere d'acciaio da 4 mili. per comporrn tulle le parti clell'affnsto, compresavi la corazza, per la quale l'esperi enza avreb be dimostrata esuberante la grossezza di 6 mi li. La lamiera d'acciaio da 4 mili. pesa in ragiorie cli ch il. 32 per metro quadrato; e per oJirire ìm sufficiente r ipai:o ai serventi del pezzo si può ritenere. che occorrano 3 metri quadrali di cQra.zza, vale a dire all'incirca. il peso di 100 chi!. Un tal peso non si potrebbe acrcriun oo oaere semplicemente ad un affusto ordinario, senza .oltrepassarc il li mi Le imposto dalla condizione di mob ilità; ma se 111vece esso venisse uti lizzato per comporre il corpo stesso dell'affusto, in tal caso il peso complessivo dell'aO'uslo corazzato r iescirebbe non superiore a quello dell'affusto modello 'I 8U, e dei nuovo affusto di lam iera da cm. !-I {Ilet.) ora in esperimento. 1
1
Il nuovo progetto d'affusto da me studiato secondo i principi sue- nescriziosposti,. ha la con1~1guraz1.one cl' una croce formata cl a una ca~sa lon-snetodell'affu. coraz· · la coca, 1 e c1·I un ' alt ra. ca::.sa " t1·asve1·-ale g1. tu d.ma1e ehe cost1tu1sce "'' zato (Tav.l•J più ari.1pia che forma la parte principale del corpo. Da questo si ergono, sino all'altezza di ,1m ,60 dal suolo, le due corazze laterali e quella fronta le, e davanti a quest'ultima sono attaccati gli aloni ; , a guisa di grossa mensola. In corrispondenza del centro della corazza. frontale è aperta la cannoni era, i cui lembi sono rinforzati posteriormente da saettoni triangolari cli lamiera. Dalla cassa trasversale sporgono i fusi di sala, e quest'ultima. può, a piacimento , essere d'un sol pezzo, oppure divisa in due mezze sale per la faO
)
sopprcssrinculo. i ono cte1
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l,A FOn'rlFICA7.IONE DI llA'f'l'AG T,IA
E r,' AR'l'IGT,TIU\ lA ]).\ CA)lPAGNA
cilita dei ricamb:. La cassa stessa può ricellarP- strumenti e munizioni in gnm cop ia, e serve anche da sedi le per due rnrventi. Le pedane a cerniera inoltre, che servono pei serventi seduti, lasciate abbattere verticnlmente possono complet:tre la protezione clei cannonieri che stanno attorno al pezzo. t.:na vite doppia di mira imposlala &ntro la roda, l'usuale piastra ad occhione, due maniglie di coda e d11 e ruote comp letano qnest'affuslo, nel quale trovasi il minimo possibile di pezzi fucinati, e le chiavarde vi sono ri do tte :id un numero molto e:; iguo , stantechri tulle le parli di lam iera sono riunite fra loro mediante chi odature. Nè per questo è dirncile scompo rre e riparare l'affnslo, $tantechè le chiodature che riuniscono una. parte all'al tra non sono molto estese, e sono indipendenti tra loro, per modo che si può togliere una parte senza sconnettere le altre. La sala special men te, trovandosi applicata sul dinanzi della corazza frontale, può essere Lolla e camb iata con pochissimo lavoro. Le ruole possono essere comunque, ma. poichòil sistema di freno che meglio s'addice a questo tipo d'affuslo è quello avvolgente, formnto da una so Ltil ehtmina d'acciaio che si stringe intorno al mozzo, cosi è preferibile che qnest'ultimo sia metallico ed abbia dalla parte rivo lta all 'affusto un co ll o sul quale in vesLire la lam ina avvolgen te che, sLrella po i mediante una leva, od nna vite, serve a frenare ed anche a sopprimere tota lmen te il rotolamento. L'affusto foggiato in tnl modo e composto di lamiera da J. mili ., con mole pesanti ch il. 86 ciascuna e con poche parti di fucina, risu lta del l)eso di chil. 570 .
remi i ali orno ad un asse orizzonta le collocato in traverso alla coda, all'altezza del reggi-eh iocciola ordinario; alon i che rotando nello sparo servivano a. sollevare il cannone ed a. trasportare il peso sulla coda, aumentandone così l'aderenza col suolo. Duraote tale rotazione la velocità degli aloni ven iva estinta gradatamenLe median te u.n freno idraulico atta·ccato alla testata dell'alTusto; e il freno stesso senhra pure a rnodern1·e la discesa elci cannone, la quale avvenira spontaneamente subilo dopo compiuta la roLazione. TI cannone alzandasi proclucern però nnche il soll eYamenlo della testata dell'affusto, per una quantità variabi le cla 30 a 50 cenL., secondo le circ6stanze; ma ciò malgrado non si produssero guasti nel materiale, stantechè nel momento che le ruote ricadevano a terra la maggiol' pari.e del peso del cannone gmYilava ancora sulla coda . Con tale sistema ottenni la comp lcla soppressione del rinculo nncbe sul terreno molto comparto . Ho però doYuto dare alla piastra di coda, in luogo dell'ant ica forma cenlinala, una forma a squadra, onde potesse intagliare anche il terreno più eforo. Pro,·ai in segni Lo a ,i neo lare mediante legature gli aloni al corpo dell 'affosto, in modo d'impedire I.1 loro rotazione, e rilevai che pote\'Mi ancora contenere sufficientemente il rinculo una Yolla rolla la crosta. dura clel terreno, ed a condizione quindi cli non cambiare posto al la coda dopo aperto il primo !'.oleo. Tale risul tato mi ha indollo ad abbandonare nel progetto clefloitivo del!'atruslo corazzalo, anche por il desiderio cli. semplificare la costruzione dell 'nfTusLo , l'nso del congegno ad aloni girevoli , calcolando unicamente sulla. penetrazione del la coda nel snclo per sopprimere il rinculo.
Applicando la coì·azza all'affusto, diventa. necessario di soppri. lo del pezzo ne li o sparo, o quan Lo meno d.I n'd ur1o a mere 1. 1 rmcu pochi decimeLri, onde permettere ai cannonieri di usufruire incessanlf@ente della compiei.a. protezione offerta dalla corazza.. Il rinculo del pezzo presenta inoltre l'inconveniente di aggravare enormemente la fatica del servizio, al punto di esam'ire ben presto le forze dei serventi e da obbligadi ad i1wocare il sussidio di altro trnppe quando occorre di avanzare il pezzo a braccia su terren i cedevoli. Desiderando rime.di are all'inconven iente del l'ii1e11lo, appl icai al mio primo affusto corazzalo coslrntto nel•I877 un sistema di aloni gi-
Una volta che la coda trovasi, dopo lo sparo, conficcata profon- Punia· ' poss1"b'J1 e operare g1·I spostamenti· l a- 1·ezione. mentoindi'l.l!llllenle nel suo Io, non è p1u terali che sono necessari per dare la direzione al pezzo, e diventa indispensabi le l'uso di un congegno cl i puntamento in direzione applicalo all'all'usto. Tale congegno dovreb be però permettere di battere un settore orizzontale che la pratica mi avrehbe consigliato non minore di 6°, vale a dire che dovrebbe dare uno spostamento laterale della linea di mira corrispondente al I Op. °lo almeno della .distanzadi tiro. Un settore minore sarebbe totalmente insufficiente, perchè oltre alla necessità di muovere lateralmente il cannone di ,:i
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E L' .\ RT IGLIERI.\ 0.-\ C.-Ul PAGN.A
f.A FOI\TIFICAZIONE Dt D.ATTAGLIA
quanlo occorre per seguire gli sposlamenli eventual i del bersaglio~ devesi pure supplire col medesimo congegno alle deviazion i prodottedagli spostamenti dell'affos!.o nello 'sparo, ogni qualvolta si ammella la cc,nvenienza di diminuire quanto è fattibile il rinculo col me7.zo di lasciare uel punlamento la coda cotificcala nel solco da essa scavalo nello sparo antececlenlc . Il congegno da me ideato a tale scopo, e che feci applìcare a clueaffusti, uno per cannone da cm . 9 e l'altro da cm . ,12, ha fatto buona prova con eulrambi i deili ca libri, e per di più è della· massima leggerez7.a e semplicità. Esso si compone d'nna robusta vite conficcala orizzon talmente nell'alone destro dell'affusto, in dire:t.iono dell'orecchioni era, e serve a far cammina re l'orecchione deslro, mentrequell o di sinistra fa. da perno. Per camm inare, l'orecchione destro è montato su di una orecchion iera scorrevol e collegata colla punt~ dell'anzideua Yite. Questa poi è mossa facilmente dal puntatore,. e stanle il grande rapporto tra i raggi di rolnzione, si ottengono, rapidamente grandi spostam1~n ti laterali della linea cli mira mediante piccoli scorrimenti dell'orecchione deslro . _Altre p_arL'affuslo corazza Lo per cannone da cm . 9 (n et.) che fui aulorizt1co1aruà . der p~o11etto zato ad esperimentare nel 1877-78 aveva la particolarità di duepr1mn1 vo. l I . . . mezze sa e egg1er1ss11ne, tenute a poslo da un a chiavCLta e fac ilmente ricamb iabi li. Esse non subirono guasti, e il corpo dell'affusto suppli va bene alla mancanza del corpo di sala. come il guscio di legno supplisce analoganll'-n!.e nell'affusto Cavalli. Le ruote por avevano ·I 8 razze, in vece delle H- usuali, col mozw ed il cerchione d'acciaio anzichè di fe rro. Nel progetto era pul'e compreso un avantreno con due cofanetti laterali ad armadio, nei quali i proiettili ed i cartocci erano disposti ,•erLi calrnente e co llegati strettamente fra loro tre per tre,. in modo da poterli facilmente assicurare ent1·c, i relativi scompa1timenti, nonchè toglierneli e trasportarli così riuniti dall'avantreno al pezzo . I due treni della vellura erano comb inati in modo d'avere sempre l' unione completamente li beni, pnr tenendo abbastanza stabile il ti1none nella posizione conveniente per il traino; e l'angolo di volta era considerevolmente accresciuto, rispetto alle Qrdi-
narie volture da campagna, perchè il mascb io era collocalo relatiYamentc più indietro, e perchè la coda era moito sottile. L'allacco infi ne rlci cavn lli veni rn fatto acl una bihtncia di ferro o~c.illante sollo il telaio dell'avant reno, la quale era po i combinata talmente da rendere l'attacco molto clastico . Dalla prorn fallane percorrendo con Yeloce andatul'a un terreno ondn lato, mi ~ono l'ormato il concello cho un lale si'Lcma d'allacco sarebbe utilissimo per l'artigl ieria da campagna, e più anco ra per l'o 1t iglieria a cavallo, che· dovendo muoYersi velocemente si troverit a tormentare grave. men le il pollo e le spalle dei ca ralli coi sobbalzi delle velture. Ho tralnsciato d' in trodn rre tulle queste parlicolarità nel nuovo progello d'aITusto che ho dcscrillo più indi etro, slantechè il mio proposito alluale è essenzialmen te di dimostrare che si può costruire l'affusto coraznto pur stando entro i li miti di peso stabil ili per il nuovo carreggio di lamiern in corso d'adozione. A chi si interessa però per il progresso del materialo d'artiglieria spero non sa rà disp iaciuto l'avere io enumerai.o le altre innovazioni che rirenrro di applicaiione possibile e profìcua.
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Il
Dimostrati quali miglioramenti conrenga ancora introdurre nel conclusione fucile della fanteria, nello shrapnel e nell'aliusto dell'artiulieria da o cam pagna, giova ch'io r iaccenn i al quesito ll:tt.tico prnso in esamo nella chiusa della parte pl'ima di questo lavoro, onde considerare se il compilo dell'artiglieria ne.Ila difesa di una posizione non sareblie reso più chiaro e più facil e mediante l'in troduzione della coraz7.a . Abbiamo visto che gl i autori i quali si sono preoccupati non solo clei doveri del l'_artigli eria nella difesa, ma itnche dell'imperfezione dei mezzi che sono a sua disposizione per adempiere Lali doveri consiglia.no di ritirare dal fu oco , ad un cerlo pu nto, Lutln, o buona parte dell'ortiglieria, per poi spiegarla di sorpresa nel momento in cu i le ballerie dell'attacco dornrnno sospendere il loro fuoco onde lasciar luogo alla mischia dell e l'an terie. Ho dimostrato già che ta le soluzione del problema riesce di ap pl icaiione ardua, pericolosa e poco efficace, lalchè ho concluso col ritenere indi spensabile di provvedere a ristabili re per l'artigli eria, come già avviene per la fanteria, un equil ibrio tollerabile tra le
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LA FORTT FICAZ!OxE .OI llA.TTAGLI.\ E L'ARTIGUE,Rf..\ ù'A. OA:\U>AGNA
condizioni dell' offesa e quelle della difesa. Ora abbiamo visLo che fa semplice aggiunta della corazza agli alTusti migliorerebbe d'assai
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le condizioni dell 'arliglieri a, accrescendo di molto la sua potenza ,difen-s iva e rendendo il suo _p.ersonale ancor più soli dale coi pezzi ,e durevole quanto quesli al fuoco . La corazza adunque paralizzando totalmente i colpi delle fuc il eria restituirebbe all'artiglieria Lut.lo il ·predom inio che ave.a anticamente, e più. anc9ra stantechè anche alle minori distanze nc•n avrebbe null a a soffrire dal Liro del fucile. Come in antico , l'arLiglieria per desistere dal fuoco dovrebbe essere ,smontata pezzo per pezzo, di pieno colpo; e ben si comprende che , ,un lavoro simile esigerebbe tanto tempo da bastare per màndare a vuotò qua lunque attacco, sia pure condo tto col massimo di forze e ,di energia. L'artiglieria corazzala possiederebbe inoltre il vantaggio di poter accoJTere al combatliment.o anche sollo il fuoco delle ba LLerie ·e della fuc ileri a, trincerala, e di mantenervisi ad oltranza, poichè se alla fine . rimanessero anche soltanto poch i pezzi corazzati, basterebbero pur -sempre per annientare le fanterie_col Liro da breve distanza. Auguro pertanlo alla nostra artiglieria di v·ecler ben prnsto migli orale in tal modo le sue condizioni difen$ive, sicuro che l' introduzione delle co razze non ,;cemerit il suo spiri to ardimentoso quando -s i trallerà di accompagnare davvicino le altre truppe all'attacco. La fanteri a alla sua voita, coll'uso razionale della fo rtificazione ,di ballaglia. e col comp lemento del fucile a ripetizione, accrescerebbe considerevolrnenlr. la propria. alti tudine per la difesa, e nel com·baLLimento non senti rebbe più tanto come ora il bbogno d'essere appoggiata da batterie disseminate su ogni punto del la Jineo. di bat.taglia. ·
G·.
BuNC ARnr.
LA FAZIONE DI IIONTE CHETO NEL 18-00
Nei mesi di agosto e di settembre 1882 apparve nella ·lhv.ista:. 1
1lfilitare un lavoro mo[Co pregevole del maggiore Zanelli, sull'as-· sedio di Genova clel 1800. In seg1li lo mi cadcle sott'occhio irnl volume '.2° dell'a.nno 184.0 del I' Oesterreichische 1rfilitiù·ische Zeùschri/t una descrizione del combattimento di Mon te Creto, avvenulo il 13 maggio, lra.tta, come ivi si dice, da sor(J' " enti autentiche e dal racconto di testimoni di vista e di udito, la quale mi parve non pri va d'int.ern%e per tutti <~oloro e son molti, che si occupano della difesa di Genova. Tale descrizione offre qualche schiarimento e qualche particolare non noto SLl quella giornata e su quella posizione, e modifica io parte quanto è staLo narralo nello studio già pubblicaLo dalla Rivista . L'essere il Jauo rnodificaLore uno dei più. caratteristici tra quelli che avvengono in guerra, e specialmente nella guerra di mon lagna, rni ha indotto a renderlo noto . Alcune considerazioni, diverse forse da. quelle esposte da altri Je· quali pi·esen tano sotto un nuovo aspetto la figura e l'operat; di Massena, prima e duranle l'assedio, ch iuderanno questo brevissimo, studio. 1
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)
I. L'esito infelice del comba!.Limento del 30 aprile contro le alture di Albaro e Madonna del Monte, tolse al Feld Maresciallo Olt o< 0rni speranza di impadronirsi a viva forza della cit.là.
NEL 1800
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Li\ l'AZ IO)ìl; J)l MONTI,; CHETO
J) cll'enercria tremenda che ancora rimaneYa ai Francesi 1:e~cr~ a! O maresciallo sicura fede '.308 morti, 774: feriti.' ·1io.o pn~1on1e1.'1 perduli in quel giorno, e di qui venn e la sua .1:1soluz1one d1 ob~ltoare alla resa l'arrers,trio cingendo sempre p1u streuamenle. I as~ ~odio . Egli calcolal'a senza dubbio sopra la fame e lo slraz10 dei cittadini rinchi usi in Geno va, e sulla pres:-;ione . che le l~ro. so lTe~ renzc O la tema di una ri,•olta do,-e,•ano esercitare sull animo di i\'lasscna . 1\Ia questa specie d'armistizio non conveni\'a al ?ener~le francese il quale non aveYa ancora perduta la speranza d1 coslrmgerc, con qualche colpo audace, gli Au,;Lriaci a to?lie1:e l'assed io, o.d al1~,~n~ acl allargarlo, sicchè gli fosse concesso d1 atl1rare alquan,L1 mezzi d'. ·.L.PnZ" .suss1~ - .- cd ,allenclere il soccorso tanto aspcLLalo . . dal! . armala . d1 risen·a. Oncl'è che il giorno •11l sia per quesli molm, sia ~er nspon~ dere alia provocazione del Feld-)faresciallo Massena.s'1mpad1:?~ dell a posizione di Monte Fasce attaccandola, con ar~'.la olTen:,n·a .. l e ·1,, tei·cro per meri lo principale del suo p1 11 Yalen le ufo , , · a· d a II on e L « ficiale in solL'ordine, il generale SoulL, che era stato l an1~a 1 .ogni più brillante e vitLori osa azione, c.ompi u~a fi no. a ~~el g~or~o. li ,i 3 venne lascialo alle trnppe un r1po:;o tol'se 1nd1::,pen~a?1le,. ma certo falale, percl1è il nemico occupò con ~orze suflìc1ent1 l\'IonLe Crelo, che fìuo allora era staLo quasi sguernito . . . Questa posizione appunto il }Jassena si era propost~ dt conqu 1slare il aiorno ,13 mediante un cloppio al.lacco eseguito dal la colonnrt .dt'cinc(°ue mezze brigale che, sollo gli orclini clel .general e Soull, do,·e,•a rimontare il Bisagoo, e clalle tre mezze bri~ale del ,rcneralc Gazan il quale doveva sboccare llallo Sperone (,t) e per 1 ~Jonte Bastia yolgcr.;i contro le posizion i trincera~e della Torrazza. 11 principe Hohenz?Jlc;·n er~ in ~aricalo ~e.Ila _difesa ~el .t,~auo tr~ la Secca ed il Bi sagno, va le a d1l'e dell e pos1z10111 d~lla fot az,,a _e di Monte Creto, le quali potevano considerars'. _la cl~1ave clel.l~ l111ea di assedio come quelle che concedono la p1u f~cile e la. p1u breYe comunica:ione lra. la Polcevera e il .Bi,;agno . S1a_ch' egli ne_avesse ricevuto l'ordine clal suo superiore iI Feldmaresciallo OLL, siccome .asserisce il capitano l\Jra:-. , sia invece ch'egli stesso avesse retta(I) Il forte Sperone chiave d ~lla ciata fortillcat.a di GeoO\'a.
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men te giudicato del pericolo che lo minacciava, come asserisce il cilato lavoro dell'Oesterl'eichische Zeitschrift, sia infine che avesse .avuto seni.ore delle intenzioni nemiche, fece occupare il giorno 12 dalla brigala Rousseau, il '.\fonte CreLo, riatlare i trinceramenti esistenti e costrurne altri di occasionali; si port.ò sulla posizione e vi pernottò; e spedì infine l'o rdine al colonnello Frimont di accorrere al piLt presto dalla ScoIT6ra. Il generale Soull uscì da porta. Romana nel mattino del ·13, alle 8 :111 1.i meridiane, con cinqne debol i mezze brigate e il generale Gazan usci dallo Sperone quando si accorse che erano incominciale le operazioni di Soult; nello :-Lesso tempo il generale Miollis esegu iva dimostrazioni verso So ri e Rl3cco. Alle 11 il combaLLimenlo cominciò tanto fayore,·olmenle per i Francesi che essi poterono, malgrado il not(I vio lento acqnazzono, impadronirsi di Monte Creto, dell e baracche e delle proYV i$ioni . Fin qui lutlo concorda con quello che scrive il maggiore Zanelli il quale cosi prosegue: « La villoria pare omiii sicura, quando tre ballaglioni di 1.rnppe -<< fresche muovono alla riscossa, invano Soult tenia tener testa « con l'osi.rema ri serva composta cli poclie compagnie; egli cade « ferito e prigion iero e le sue truppe scendono a r ifascio nella valle « del Bi sagno » . Ecco invece come racconta il testimone oculare nella citala re,lazione clell'Oestel'1'eichische della qurtle traduco : « Ad onta della più disperata difr.sa degli Austriaci, i Francesi si -<< rendono padroni della trincea principale. Gl'Imperiali ceclono e « vengono inseguùi alle calcagna, la vittoria è loro sfuggita clel « tutto . .. )la in queslo critico momento, dalla valle del Bisagno, « sbocca d'improvviso il ca.pi lano di stato maggi(lrO Czori ch con « 1111 debole battaglione del reggimento Kray e piomha alle spalle « del nemico . « I F1·ancesi a qnosta innspellala e peri colosa apparizione sono « presi da terror panico e tentano far fronte alla nuo,,a minaccia; ·« ma invano perch è i valorosi ungheresi di Kray, gridando Erre, ·« Erre. si lanciano loro addosso, li coslringono a sbandarsi e ne -« cominciano la disfatta, la quale è compita clall·accorrere dei resti ·« della Lriga ta Ronsseau che, r ipreso animo per l'inopinato soc·« corso, ri torna alla pugna e comballe con nuoYo ardore , . 1
NEL 1800
I.A F.\ZIO)(B DI M0:-{TB CUETO
Da questo passo deduco le seguenti consiclerazioni: 1° Che i Francesi essendosi resi padroni della trincea principale, anzi dell'intera posizione di )IonLe CreLo, non potevano esserv i immediatamente colà tre battaglioni austriaci di truppe fresche. 2° Che i Francesi, già padroni di Monte Creto e sue trincee e baracche, insegu ivano idle calcagna la rotta brigata Rousseau, eseguendo così la seconda parte della loro missione, cioè quella di attaccare da Lergo le trincee della Torrazza. 3° Che nell'ardor della pugna si allontanarono troppo dalla riserva cli poche compagn ie rimaste con il generai Sou lt forse a ristorarsi nelle baracche dei primi trinceramenti e che il detto generale non pr01•vide a.I la sicurezza dei fianchi, nell'avanzare delle sue prime sch iere vittoriose, e non si guardò abbastanza dalle sorprese della val di Bisagno cbe pur sapeva percorsa da truppe austriache. 4" 'E infine che il fatto determinante la catastrofe della l:>aior..:. nata fu J'appari7.ione del ballaglione di Kray, guidai.o dallo Czorich con intelligente e forLuna k'l iniziativa. - Che questo fatto sia una verità (e non una di quell e brillanti ma esagerale Lradizioni di cui ·ci danno LanLi esempi le narrazioni mil itari ) lo prova la circostanza che il cap itano Czorich oU.enne, per la sua sagace e valorosa condotta, non so lo la ero.ce di )iaria Teresa, ma anche 'il titol0 di barone col predicato di Monte Creta, il quale certo non gli sarebbe sta.Lo conferito se a Vi0nna non si fosse riconosc iuto in lui il più efficace faLLore della villoria ( I). 1
(1) Ma vi ha di più: Soult accorrente alla r'iscossa, è ferito in una gamba e cade a t erra, i suoi ruggono e gli resta vici no il solo fratello colounello. A chi si arrende egli prigioniero? Precisamente al capitano Czoricb , il quale ò !"ufficiale più elevato in grado che si trovi colà. - Se vi fossero stati i tre ba uaglion i di truppe fresche si sarebb6 trovato present.o qualche ufficiale di maggior grado per ricevere la dedizione del valente generalo francese. Lo Czorich, poi, era ta nto accalora10 a proseguire l'opera cosi ben comiociata, che lasci ato un suo suhaltel'llO a protezione del prigioniero, non si indugiò, mandò ad avvertire il principe Hohenzollcrn e segu ito la caccia dei fuggenti. Soltanto a notte fatta, alla Torrazza, in un letto improvvisato, lo Soult ebbe ass istenze e fasc iature. Non mosse lamento durante t'operazi~ne dolorosa dello specillo; alla dimane chiese al principe gli permettesse di andare a Genova, Ol'e in ca11sa della ferita grave alla gamba non avrebbe più potuto combattere. Vuolsi che il pri nciJ?e nflutando cortesemente gli rispondesse: « Mon général, je ne crnins pas 110s p!eds, mats 11otre tèlc "·
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Questa variante del combattimento di Monte Creta non è inutile per noi che· saremo forse ch iamati a combattere in quelle posizioni, od in altre simili, le quali abbondano nella nostra montuosa penisola, ed afforza l'importan te massima: « Che nella guerra di mon Lagna non lfasta occupare le creste per << essere sicuri, essendovi facilissime e fatali le sorprese, se nari si << sorvegliano i versanti clelle val Ii. Lun ,.o que::;te soaliono· arrivare v v « inopinatamente ai lali ed ~i tergo i distaccamenti fran.chi che vo.:. « gliono attaccarci, se non si ha un accurato, continuo e numero~9 « servizio di esplorazione e cli fiancheggiamen to fatto con pattuglie « anche di forza minima ».
II. '
Il maggiore Zanelli, nelle due ultime pagine della sua bella nar,razione, con splendida elevatezza di stile, ci dipinge la figura del Ma.ssena con colori , a me sembra troppo favorevoli, sebbene non gli siano sfuggite le gravi censure cui ha dato appiglio. - Dopo che ebbi esaminali i ,documenti dell'assedio gloriosamente respinto del 1174,7, dopo che, essendovi di guarnigione, ebbi studiate le formidabili facoltà. difensive naLurali ed artificiali di Genova; dopochè mi resi conto della fiacchezza e degli errori dei generali austriaci, · erni sia concesso di dirlo, degli errori dello stesso .l\fassena, la mia ammirazione per lui si è singolarmente diminu ita. Non rifarò la storia dell'assedio : esporrò semplicemente le considerazioni principali le quali mi muovono a desiderare che egli non venga presentato come modello ai futL1ri difensori della città. di Genova, e sovratutto a sceverare il falso dal vero nelle gonfiate tradizioni e negli scriui dei panegeristi della natura del Thiebaul t, il quale nel suo fap1oso Jonrnal accumulò inesattezze,errori e con traddizioni senza. numero: 11_0 Le cond.-izioni deU' eserci-to francese al p1·incvpio della ca1npagna era·no migliori cli quanto si 'Volle fwr credere per 1·,i alzan la fa ma dei clife,nsori d,i Genova. ANNO XX:VIII, VOL. Il.
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LA FAZIOXE Dt )IO!'iTE GRETO
Queste condizioni furono veramente miserevoli negli ullimi mesi del 11799 e nel gennaio 1800, ma andarono sempre niigl iorando nel febbraio, nel marzo e nell'aprile. Arrivarono rinforzi di truppe, non quali erano stati promessi da ~apoleone, ma considerevoli e sufficienti a riparare lo più gra.vi perdite; arrivarono a centinaia le bestie bovine; furono provvedute scarpe ed effetti di corredo; 10,000 quintali di grano furono sequestrati sui bastimenti liguri nel porto di Marsiglia, allt'i •I5,000 ne fornirono i negozianti marsigliesi (11). . L'infelice e smunta repubblica ligure, non cessò mai dal provvedere di pane l'ala destra dell'armata d'Italia (2) ed i generali e colonnelli francesi non si astennero dall'ordinare requisi;,;ioni d'ogni fatla nel territorio occupato, mentre i soldati si davano ad ogni sorta di rapine, riducendo gli abitanti alla disperazione, e spingendo queili di FonLanabuoua (3) all'aperta rivolta. Vi è da prestar poca fede alla descriz ione che fa il Thiebault dell o stato dell'esercito, e non molta allo stesso 1\iassena. - È difficile infalli, credere a quest'ultimo quando scrive a.I ,JO console in data del ;; Ventoso (36 febbraio) anno YIIT « Aujourcl'hui la « clistribution de la domi ration de pain ne peut avoir lieu; << on ne do11ne que quelques légumes; les habitants de Genes « ne reç.oivent plus que deu{ onces de pain par jour » mentre appunto nel .llonitore Ligwre clel z(3 febbraio si legge: « L'arrivo clel. grano in questo porto di Genova è continuo ; « molti legni si vedono ancora. lungo la fivi ern di ponente che « sono diretti a qua,La volta perchè la debolezza del vento, non « ha potuto dar loro la voluta velocità ». (I) Vedasi Kor.n, pag. 21, ,ol. ,1•. • (2J Nell'Arc!in•io di Stato di Genova vi sono numerose lettere dell'aiutante generalo F elice Henin, del commissario di guerra Wast, dell'ordonnate11r en chef Auberooo, nello quali si ric hiede il govern o di continuar n fornire il pano. - I:! una del 7 ven , toso del commissario Wast ò dato anche il nu mero preciso degli apparlenonti all'ala destl'a, esclusi t ricoverati ag li ospedali con queste pa ro le« Laconsommatton de l'aile d,·oite est de 27000 ratiolis par jour " e 0911 si domanda la m1zza; ma bensl l'intera razione. (3) J capi insorgenti di Fonlanabuona scrivono a Massena: " non aver prese le armi « nè cor,tro i Francesi, nè contro i Liguri, ma unicamente contro coloro che proteo« <levano saccheggiar le toro case e spogli11rli di tutte l e loro sostanze »; e ad onor del vero, man tennero la rama di coraggio , goduto fin dall'anlicbità dal(li abitatori di queste belligere valli, e inOi ssero molto volte non lievi perdit.e ai Fra11cesi.
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1800
E nella Gazzetta cli Genova in daLn 1o marzo:
11 stato sempre conLinuo l'arrivo di grani nel nostro porlo lalchè ne abbiamo ricevuto la parli La non indifTcrenle di 7000 ·« mine (1) oltre una gran qu,rntilà di altt·i commestibili >> . I vivol'i poi conLinuarono acl aftl ni re ed eccone le prove: « Genova è sufficieotcmenle provveduta cli gran i e di fo.1·,ine, « ollredicbè in ogni angolo della comuue si trovano Yenclito1·i « cli pane e di farine e di qualunque altro genere di prima ne« cessilit » - 1lfonitore Li.giire in data ~2 rnar,.o . « Dal I• al 1o aprile gi unsero in pol'to 8000 mine cli grnno, « 9JO mine di granone, .2:;o n1ine cli farina e 1630 sacchi di « legumi » - idem in cfala o aprile. - « Tra il 7 ed il 9 « essendosi porLaLti a sconore nelle acque di ponente la flotta « anglo-napoliLana, alcuni haslimeuti sono passali da Capraia. a « Genova che hanno portali degli approvrigionamenti » - idem in chtta rn aprile. - Anche durante l'assedio giunsero cereali ; tra gli altri è notevole l'arrivo dal levante di un bastimento che portò il 23 aprile, 800 mine di grano. 2° La mortalitcì delle tnippe francesi {n pul'e esagerata f1w1· cli misw·a. Ecco quella di una deca.de da\1'8 al 118 febbraio nei :quauro ospedal i di Genova e ·s. Pier d'Arena: «
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Ospedale militare l\' 0 ·I morti 16 )) » No ....9 )) o )) I)ier d'Arena di s. 8 )) di Pammalone t> Totale 31., cifra moclesl1ss1ma per 'IO giorni e per un eITeLLivo di 46 a ·18,000 uomini ~he erano io Genova e nelle Yicinan;,;e. Per renderci conto dell e affermazioni del Thiebault, prese da. tanti per buona valuta, basti il seguente esempio: In una lettera del 28 piovoso (·18 febbr1: io) Massena narra al generai Bonaparte che le siluazioni dell'armala d'Italia portano un effettivo cli 4-·I ,328 uomini; in un'altra con la data del 2,i- ventoso, (I) La mina equivaleva a 96 chilogrammi.
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LA. F,\ZlONE DI MONTE GRETO
cioè 26 giorni dopo, gli scrive che la fo rza dell'armala non si eleva a più cli 32,000 combattenti . Ed ecco subito il Thiebault dedurne: che vi fwrono in 26 gionvi 9000 mort'i, ciot3 346 al giorno [ dimenticando che quando gli convenne diminuire le forze francesi. egli ci ha insegnato: Chi> 'i combattenti non sono nwi più di qnattr() qninli dell'effettivo . \ Da ciò risulta che, se non tutti , la massima parte dei 9000 mii~ morti, sono .dovuti alla forv ìcla fantasia dell'appassionato scrittore. 3° !lfassena avrebbe avnto tempo di rifornire di vi·veri e di grano la città di Genova, se avesse impiegata nel per·iodo della preparazione l'energia la quale certo non gli mancava, e che spiegò di poi. - Non previde l'eventualità di 'restan)i 1·inchi1iso, non 1itilizzò i pieni poteri stategli confe?"iti. Non seppe sfruttare lo spirito, d'intrnprenden.w e l'abihtà del conimercio genovese e dei negozianti ebrei. Non impedì a tempo le dilapidazioni e gli abiisi dei siwi 1.vf fici al-i . Non mi dil ungo su questo punto perché credo non abb ia con traddittori, basterà dire che Genova dovette a se stessa se potè fornirsi, quasi completamente, di pane e di vettovacrli v e. Chi leatre :On i diarì della Comm issione di Governo, i cruali si trovano nell'archivio, è sorpreso d.i vedere che la più geande preoccupazione cli Ma ssena è quella di esigere ed incassare il prestito forzato di 500 ,000 lire, e che i suoi funz ionari non esplicano la loro attività se non rivo!~ genèlo continue richieste alla Co mmissione, la quale lottava contro 1nille diffì co ltà, di cui le maggiori erano proven ienti dagli stessi l<'rnncesi ( 1). 4° ilfossena s~ lasciò sorprendere dal gene1·alissimo :lfelas ùi 1
(1) In pl'ova del lo zelo dei funzion al'i liguri e degli incon tl'a ti os tacoli c iterò un brDn() di le ttera dil'etta il 26 marzo dal commissa rio s traordi nario Angelo Morro a l generale Saint-Rila ire a Marsiglia . Questa le ttera è nel,Ja Olia 37, a nno 1800. Arch i vio di Stato. « La neoessità imperiosa che esige viveri per la Ciguria e per l ' a rmata f,·ancese, là ac« cantonata vuole ch e in nome, della n1ia re pubbli ca ,•'i nviti uffic ia lme nte a sostenere « 11011 in terl'o lta la partita dell<J s u~siste oze ... .. onde proseguil'e a meritare il glorios o « n ome d i ~ve r salYata la vos tra fed ele allea ta e la brava ar mata cl' Ita li~. « Quando conccrte,·e te gli approvvigiouamenti co n degli ord ini che es igono d el temp() « Ii perd erete ambe<iuo o tbrdi p iangerete ne l veder ri ncula..e l'una ed anniontirsi < l'a l tra, c onservando intatti i magazzeni Ool'idi d i Marsiglia per attendere a forma« lità cb e s ono ne mic he dei prodi generali che n on vedono i bisogni e perigli c hò « 1:el' r imp ia zzarli s ul ca mpo » . '
una ln,1'.ghis.si~ia dislocazione,. sebbene non, ignorasse le grandi .forze di cni disponeva l'avversario e dotiesse qiiindi aspettarsi .qu,alche mossa offens·iva. Lt penuria di vil'eri non è sufficiente giustificazione: Ornai è provato che alla fine di rnal'zo ed ai pl'imi di apl'ile 8 o ,10 ,000 uomini di più avrebbero potuLo vil'ere vicino a Genova. Eppure non era~o mancate le istruz ioni di Napoleone il quale dopo il 15 marzo SCl'lveva al generale in capo: « N'ayez po int de ligne; maintenez ··« toutes vos t.ro upes réunies eLgro uppées·autour èle Gènes en tenant << ,,os clepòts dans Sa,•one: vo ilit Jes vrais pri ncipes mili taires.· En « agissanl ai nsi vous battrez 50, 000 hommes avec 30,000 et vous « Yous couvrirez d'une gioire immo rtelle » ( 1) . Non mi fu possi bile srnprire · quale concetto, qua le piano della futura campagna si fosse [ormaLo Massenn : Il Koch . racconta che il 5 a.p,·ile, il generale in capo ri teneva, ht cam pagna non si sarebbe aperta prima di H> gio rni , q1iantimqiie 'i rnonùnent'i clel nemico facessero J.?l'eveclere im prossùno attacco, ma non ci dice da che ~raesse tale convinzione . - Il Thiebault so!'vola su quest_o punto importante ed accenna soltan to all'ordine impO$Sibi1 e, dato il ,1O germinale ( 1° apri le) al generale Soult, di riunire in massa, in8 ore tre divisioni dislocate su un'estensione di 22 leghe (2). Il vel'O è che non vi era un concetLo forn1ato, che nulla crasi preveduto, che non era stato faao nessun serio tentativo per procurarsi sicure no,tizie, e che anche dopo ebbe tuonato il cann oné sull'Apennino, .il generale in ca po non capì la si Luazione e la capì soltanto iI giol'rio 7 a sern, allorchè l'ala destra era com pleLamente tairliata dal centro 0 ,dell'armata. d'Italia. . 5° Il te;ntativo che fece iJfassena per 1·icong-iunge1'si a S1ichet, .-0lirepassa gli estremi limiti, clella rnilitare prudenza e difficilmente può giifsiificarsi. ~ Anch e se si ammelle che il vincitor cl i Zurigo abb ia formato ed alTerrato il concetto semplice e chiaro di difendersi oITendendo, non ,va scevro di censura grave il modo con cui fu posto in esecuzione. 1
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( l) Kocu, pag. 72, voL 40, ( 2) TutElJAULT. - VoL 1°, pag. 35$, le ttera di Sou lt.
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LA FA ZIONE DI MONTE CRETO
È difficile trovare un altro esempio di impresa più arrischiata del' ten taLivo di Massena . Non·si può supporre che la sera del 7 egli ignorasse le forze del marescial lo Melas, e non avesse indovinaloche questi, dopo aver sfondala la. linea francese, si sarebbe rivolto a rinser1•ar in Genova la parte più importante di essa . cioè l'ala destra, cogliendo così il natural frutto della ben effeuuata. so rpresa. Come poteva riuscir bene una impresa non preparata , nelle montagne ,1l'ide e brulle della Liguria., con poch i viveri, con poche muni zioni, con 10,000 uomini e élivisi in due co lonne completamente· separale dallo spessore del la catena apennin ica conLro un nemico che si sapeva più forte? I l Thiebault vuol attribuire, a torto, l'insuccesso al generale Soult per un ritardo di 24 ore. Questo generale che comandava la co lonna principale, e fece prodigi di v:.lore, non poteva sp ingersi SLl Sassell o senza preoccuparsi delle minaccie di finnco provenienti dalle capanne di Marcarolo e dall' Acqua-Santa e dirette su Voltr i. Anche la innegab ile forza .d'animo che Massena dimost rò in tante· circoslanze gli fece difet to in ques ta. Lo stesso Thieban lt lo presenta, il 'IO aprile, senza no tizie di due dell e sue colonne, mentre s aggira tra i monti, ed abbaLtulo in modo da esclamare: «Ah! « Tbiebault la mort n'a pas voulu de nous I » e alcune ore dopo amora: « Commentpas une balle pour rnoi? ». Difendere Genova, salvare l'armala d'Italia, da.r tempo all'esercito di riserv,~ cli calare dalle Alpi ; ecco ciò a cui avrebbe dovuto pensare il generale in capo piuttosto che desiderare la ·morte in un momento cli scon forto , effetto di un piano mal concepiLo e peggio eseguito. Dalle parole di .Tomini, quando narra questi combattimenti dal1'8 al 118 aprile, non traluce l'ammirazione, ed il generale del génio Tholozé, nello serivere a Thiebault, non sa celare il suo sLupore ed il suo biasimo per quel modo cli far la. guerra tanto con trario alle norme dell a mil itare prudenza, etanl.o atto a richia.1ùarne all a mente i sa,•i det tami . Nei fata li dieci giorn i Massena perdè molti buoni ufficiali e da 4 .a 5000 dei più valorosi soldati; molte provvigioni andarono disperse· sui monti prima che arrivassero alle truppe; non si poteronotraspor tare in Genova quelle che in gran copia erano ammassate a 1
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Voltri ( 1) e, quel che è peggio, non f'u possibi le di tener più oltre la c:.mpagnri. Il giorno 20 aprile egli si trovò strettamente bloccato dalla parte cli ponente, debitore solo al suo personale valore, a. quello di Soult e dei soldati francesi ed alla fenomena le inettezza dei suo i avversari, se le toccate scon fitte non si çonvertirono in un irreparabile disastro. Dal 20 in poi l'attuazione del concetto di Massena si esplica in vani, sanguinosi conati. La Coronai.a ch'egli ha lasciato senza colpo feri re, al nemico, rende infruttuose le vittorie del levante. Al problematico successo dell 'impresa Sassello- 1\'Iontenotte egl i ha sagrificato il possesso delle tre chiavi di Genova che poi invano gli costarono tanto sangue . Sembra non dubbio che s'egli avesse adoperato l'immenso va.lore delle truppe, e i talenti veramente guerrieri dei generali Soult, Gardanne, Gazan, Poinsot. a mantenersi in possesso di ~lonte Fasce, di Monte Creto, e della linea Madonna della Guardia e Coronata, Monte Croce, avrebbe avuto tempo di sgombrare i magazzin i di Vollri, non avrebbe perdute le risorse alimentari clell!a Valle della 'Pol'cevern (2), gli Austriaci avrebbero dovuto allargare immens,~mente la linea dell'investimento, Melas non avrebbe avuto ,lgio di batter Suchet, e a lui stesso si sarebbe presentata l'occasione di esercitare con maggiori forze e con più prospero successo i suoi rari talen ti per l'o[ensiva. 6° Massena non si curò clella fortezza e non Là visitò se non quando fu proprio in essa rinchinso, cioè il 20 aprile (3). 1
(l) Nell ;i fi lza 41 dell' Arc hi vio di Stato, anno 1800. - Pratiche de!. gove,·no coi ge ,ierali ed im.piegati (,·ancesi, es iste una lettera rJel gene ra le Oudinòt in dn ta de l 31 germinale (16 aprile) il quale domanda 10000 raz1on'i di pane e 4000 lire a l giorn o per comperare 111 c arne per gli ospe dali militari. - L'Oudi not scrive che è obb ligato ad esp1·iroer0. questa nuova e,igenza in causa dc ll'evacuazillne di Voltt·i « 1>a1· tà, 110s inoyens en rnl>sistances et fabrication s'en tt·ouvant beaucoup red11its. » (2) l)i gra nde ai11to a i Genovesi fur<! no i terreni colti vi, ti del Hisagno. - Ecco come si esprime Ia Gazzetta di Oe1lO'va: « Fortu na tamente i fertili orti del nisagno e le campagr)e dell'ad iacente Cl)lliOa di » Albaro che il valor francese ha g ara ntito tl nor,1 da ll'in vasio ne de l nemico han co n" tribu ìt,) non poco coi legumi e con l'orbe a ll 'ap provigionamento della centrale » . ($) n Koch solo voi·rebbe far credere ad un a ,ioiwelle visite, ma l a prima quando era stata? Qual i provvedi menti in essa e ra.o stati presi? Perchè non ne avrebbe p arlato il m inuto 'l'Jtiebau lt pron to a metter in l uce ogni passo che torni ad ooore del s_uo Hr oé ~
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tamente accresciute quelle dei loro nemici. Il Koch, il Thiers ed il Tbiebault più di tutti scrivono jn modo da lascia!' l'impressione che le forze austriache fossero quattro, cinque volte quelle francesi. Non è vero I Una volta sola, cioè drtrante l'infelice tentativo cli Montenotte , cil'ca 11,000 Francesi si batterono cont1·0 22,000 Austriaci ( 1), e già. sappiamo con qmtl esito . Durante il vero assedio, cioè dal 20 apri le al 4 giugno l'effettivo austriaco attomo a Genova non superò mai il numero cli .24,000 uomini, et cui si devono aggiungere i 2000 insor ti del!' Assaretto, ed i combattenti non pot.eron esser più cli 20 a 22,000perchè ègiusto fare andie per gli Austriaci la distinzione tra l'effettivo ed , combattenti che :;i fa sempre per i Francesi (2). Quanto ai clifeosor i, pur ammettendo col Thiebault che il 20 apr ile vi fossero soltanto ·10,000 Francesi capaci di combattere, ad essi è duopo aggiungere pe,rcbè servirono effì.cacemenle nella difesa di Genova: 'I 000 soldati liguri che guernivano il fronte da mare ed alcuni forti.
Le fo rtifica~ioni erano in condizioni migliori di quello che vogliono far credere gli storici francesi, certo erano Lali da impedire · il successo di un tentativo di viva forza. Il 30 april e gli Austriaci attaccarono vigorosamente lçt cinta, non vi poterono penetrare, ·ed i cannoni dei forti presero viva ed efficace parlo al combattimento. Le saggie istruzioni sul valor della piazza, le prescrizioni sul modo migliore di difenderla, sono opera del bravo generale del gen io Marés e da lui sottoscri lle; :Massena non fece che approvarle nel mentre slctva per partiee alla volta di Cogoleuo. 7° Al qenercile Soiilt pa1·e spetti la mar;g-io,,· glo1·ia nei c01nbattiment-i offensivi. Il generale Soult impedì che la 3° divisione fosse schiacciata nel levante il 6 ecl il 7 aprile; fu il vero eroe delle giornate di Sassello, Verreria e Monte Erm_etla, ove lottò da leone contro forze molto superiori; impedì che gli Auslriaci serbassero la conquista dell'importantissimo contrafforte dei Due Fratell i, sull e cui pendici fu ferito il nostro Ugo Foscolo; e a lu i è dovuto il britl ante successo di Monte Fasce l'•I·I maggio . Le relazioni austriache hanno ripetutamente questo passo: « Die Seele alter Be,ver;nnngen .. ... gegen che Bloka« deMrv,ppen,, wcw cle1· general Sc•uli » ('I). Il Petracch i, scrittore candido, veritiero, troppo poco conosciuto. e testimonio del blocco, non esita a dire: « Si è veduto ch iaramente quanta. parte egli abbia « avuto in tulte le azion i e di quan to ~fassena sia debitore a questo « illustre mili tare per il buon esito delle sue imprese » (2) e lo stess.) Koch_scrive: « Massena ava.il perclu en lui son bras droit, le « lieutemrnt sur l'énérgie et sur l'habiliLé du quel il compLait en « toutes circonst.ances }} . .Il valoroso ;\fassena non fo fortuna.to nel la maggior part~ dei combattimen ti cui assistè duranle l'assedio cli Genova., e dovette più volte esperimentare « qii'il y ci de m,aiwais joun a la giie?'1'e » (3). 8° Non sono esatte le cifre dell.e forze delle d,ne parti combattenti qiia.li c·i sono date clai pane,qi'l"isti di Jl{assena. Le forze france si sono ridotte ai minimi termini, sono esa(1era-
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(l) Cioè co ntro la colon na princi pale sotto gli ordini di Melas, rinforzata dalla brigala llellegarde, in tutto 37 battaglioni a 600 uomini l'uno, in med ia, dunque 22200 uo-
mini. - Vedasi Mnu, opera citata. \2) In maggio sbarcarono a Voltri i d ue reggime nti Tellachic e su·assoldo provenienti da Li vorno. - Il Mrax la$cia in dubbio se rimanessero al corpo d i blocco o fossero avviati verso Venti miglia. Certo è che un battag lione di Tellachic prese parte a l co mbatt imento di Monte Fasce il 28 maggio . - Io propendo a credere che q uesti dne r eggime nti sieno rimasti attorno a Genova e si eno Slati appen1 sufficient i a risarcire le perdite prodotte dai combattimenti del 30 aprile, 2, li, 13 e 28 maggio di ,cui ecco le cifre ufficiali:
I
DATA
Il 2 maggio
L' ll
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L li 13
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Jl 2S
\I) Il generale Soult fu l'a nima di tutt i i movime nti contro il corpo di blocco. (2) Pe rn,r.cm. - Blocco di Genova, pag. I Il e seguenti. (3) A Varazze il JO a prile, alla Coronata i l·2 maggio, sotto l'Apparizione 1'1 1 maggio e a Mo nte Fasce i l 28 .
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208
Il 30 aprile
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MORTI
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Tota le
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734
I
P 11tGIONIERI
1'349
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40
60
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a,1s
1362
330
2Q5
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48
100
-
763
1537
27)1
.ed in totale 5011 uo min i post i fuori di combattimen to.
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FERITI
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LA FAZIONE D1 MONTE CRETO
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nel ,1n articolo: « L'ala diritta incaricata della difesa di Genova sortirà. innwnero di 8100 uomini e prenderà la stnada di I.erra peranelare per la parte cli Nizza in Francia, il rimanente sarà trasportato per mare ad Antibo )> . E nel 4° a1'Licù lo si stab il isce che i soldaLi frances i rimasti all'ospedale vi sara.nno traltflti come gli austriaci . 2° Il Mrnx narrn: « appena il principe Hohenzollern ehbe: folto accertare il numero dei Francesi r imasti con Miol!is, provò · ia disaggraclevole sorpresa di sapere che oltre al detto generale· ne erano rimasti in Genova altri due non fer iLi, 100 tb{ficiali e 8000 soldati scirii ed atti a cornkittere forniti di 22 cannoni, cioè· una fo rza magg iore di quell a della guarnigione austriaca ...... fu obbligato quindi a far accampare tu tta questa gente in un sitocle1.erm inato, e munirne con artiglieria tutli gl i a(;cessi >) . Qual differenza da tutto ciò, e i 18.000 rnoriboncli di, Thiebrrnlt? ! Si è menato gran vani.o dagli storici fran cesi, dei pl\t.ti straordinariamente favore\'Oli ottenuti.dal ~lassena nel cedere la piazza;. eppure gli irrefragahili dòcum1~nli che possediamo non ci lasciano dubb io che il genera le Ott aven ricevuto cla Melas il ripetuto or- · dine di lasciar l'assedio e nel caso di resa, di far ponte d'o 1·0· al difensore di Genova. Il povero Ot.t. era sulle spine e soppor· tava, rodendo il freno, le sfuriate e l'altero pe1· no n dire in~o-· lente contegno del s110 avversario; era disposto a cedergli più che non domandasse, purchè gli lasciasse l'accesso in quelle mura; · dinanzi alle qual i l'armata imperiale nel "747 aveva doYL1to retrocedere. . A ciascheduno ciò che. gli spetta! Il tempo il quale fa ragionecli molte cose, farà ragione anche della parte vera di gloria la quale va attribuita a Massena nella difesa di Genova. Nè Jomini, nè Napoi. eone gli si mostrarono caldi amm iratori, anzi quesL'ultirno non ha mai esitato a biasimare direl.lamente od indirellamente Lutla 111 campa.gna dell 'armata d'Italia, ed a testimoniare il suo malcon· tento al generale in capo. Se l'oscuro fato serba a Genova un nuovo assedio, m'augurt>· che il generale italiano incaricato di difenderla, non prenda ad esemp io il Massena nei suoi diparti menti troppo negl i~enti o troppo-
650 rifog;.af.i italiani e polacchi che si baLl.erono valoro-
samente. ,f 50 cannonieri liguri che sostennero il bombardamento degli
fnglesi e respin sero le loro cannon iere e le napoleLane dal porto. 6000 guardie nazionali, ripartite in legioni , che prestarnno continuo servizio di ronda esterna sui fort i e cli ronda inLerna nell a cittit. per il manten imento dell'ord ine ('I) . Ne risulta che '18,000 uomini validi a prestar servizio erano dentro la for tissima cinta cli Genova, contro 20 o 22 ,000 assedianti al di foori, proporz ione davvero modestissima, laqu.alefacomprendere che la linen d'investimento austriaca, doveva essere molto debole relativamente all'enorme sviluppo di ben 26 ch ilometri dall'altura della Coronata al Monte Moro. Se si aggiunge che quella linea era interrnl.ta da oslacoli che impedivano ai vari riparti di: prestarsi scambievole ed effic,~ce appoggio, noi saremo indotti a giudicare con più miteua il generale Ott se non osò agire con maggior vigore wntro Genova. Difatti egli doveva lottar senza cannoni contro le pesanti artiglierie della piazza, e tentare la scalata di ripidissimi ed inespugnati bastioni; dov0va ragionevo lmente presumere che nel sito dell'assaltc) Massena avrebbe sempre avuto tempo di radunare maggiori forze delle sue, e nòo po teva trascurare di tener con Lo dei sentimenti della maggior parte della popolazione, la quale odiava gli Austriaci ed era memore ed orgogliosa della stupenda. difesa del 11747. ~on è nemmeno diffici le dimostrare che le forze dei Francesi, sul finir dell'assedio erano maggiori di quell o che si vuol far credere. Bastino per ora le due seguenti considerazioni: , ,JO Il testo della convenzione di evacuazione dice testualmente \
(!) T Li,;ul'i occupnvano anche i posti di S. Bernal'd ino, Montaldo, Zel'bino, Mo nte. sano, Pol'ta Romana, S. Spi rito. · Numerosi documenti dell' Arct,ivio pro vano i lea li ed importanti servigi prestati da urùcfol i l igul'i . - Citerò tra i tanti il comanda nte dell'artiglieria Menici che riattò· i forti e fece fobbri care pi ù di 100,000 carlù.cce; lo Staglie no, comandante .del forte Tenaglia che il 30 aprile fece vivo fuoco sugli Austriaci; il Serra, commissario militarede l Bisagno. - Quale esempio del pesa ntB ed utile servizio della guardia nazionale, nella fil,a 1170 de ll'Arch i vio, abbiamo un doctime nto dal qua le si rileva che la notte del 14 m aggio, furono di guardi a, su ll e mura lungo il Zerbino, 250 uomini, e 685 pattugliarono dentro in ci ttà .
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ardi men tosi, si tenga nei limiti d'una energica ma ragionata difesa attiva e sovrattutlo, con la sua previdenza, risparmi infinite ed atroci soJierenze ai so ldati ed ai ci ttad ini . Ad Arcole, a Lodi, a Elssnitz, in molli a!Lri campi di battaglia Massena fu un eroe; vinciLore di Snwaras nella hallaglià di Zurigo, fu un valen te generale; durante la difesa di Genova, non fu nè eroe, nè va.lente generale; fu uomo. Anz i le passioni di uomo, amor di donna e di danaro furo no forse la causa per cui la villoria non fu fedele al SllO en/cmt cherì. L'imprevidenza nella preparazione, quegli abballimenti corw ari alla sua nàtura, quel frequen te lasciar la truppa nei momenti importatHi per correre a Genova, manifestano l'elerno femm inino ; e questo v'era, e vagh issimo ..... Ma 11oi non entre1'e.mo nei penetrali del la vita privata e del carattere personale di Uassena, non scevri di gravissime e troppo note censure e ci arresteremo qui , lieti se anemo porta to il nostro granel lino di .sabb ia alla costruzione tanto lenta e difuc ile di quell 'edificio, che una cri Lica leale e laboriosa va innalzando da qualche tempo e che si ch iama la verità storica.
once di carne ccl una. pinta di vino. Il correttivo mi sembra abbastanza generoso perchè se ne tenga, conto. Circa ai 9000 mori i e po i ai 118000 mori bondi valga quanto ho già scriuo . I 30, 000 periti per faune in Genova sono una menzogna. Ho do cumenti irrefragabil i che dal 5 aprile al 4 di giugno, cioè in 60 rriorn i morirono nelle parrocchie e negli ospedali soltanto 2 187 è> ' • individui . Si no ti che la mortali tà. ordinaria sarebbe stata d1 800 individui; che la. magg ior- p,n te soccombette a febbr i epidemiche, e soltanto alcuni pochi dell'infima plebe, caddero cli miseria per le strade negli ultimissimi giorni . Si pensò sempre pri ma di tullo a provvedere i so\daLi francesi. Soffersero molt? d_i _Pi~ 1~ part~ m!serabile della popolazione, i soldati liguri ed 1 png1olller1 austrrnct. Non mancarono mai i viv&ri, anche ricercatiss imi, ai ricchi . Mille quintali cli grano di più (meno forse di quanto non si y ot~ trasp_ortare da Voltri) avrebbero bastato a prolungare 8 g1orn1 la difesa della piazza di Genova. e conservarle il vanto dì non aver subilo il domin io del!' AusLria, in gran parte per propria. virtù.
ZEVC F I1.J PPO
Cap·itano 47° fanteria .
NO T A .
Fra le stra.ne esagerazioni più notevoli e più accel.Late sono le .seg uenti: ci) Le due once di pane di cacao e· di. amido che fo rmavano 'la ;,azione del soldato francese; · b) I 9000 morti di 'fhiebault, di cui si è parlalo, e i '18000 mori bondi difensori di Genova; e) I 30,000 morti di fame in Genova. Anche secondo l'ordonnatetH' en chef Aubernon, due sole once di 'Pane non fu rono mai distri buite, m~ bensì dodici, otto, e l'ultimo ,giorno tre; ma è d'uopo notare che si clistr\buivano anche dodici
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llAS:SEGNA
TEC1\0LOGIC.\ -
FORT1f1CA7.I0l\B MODEl\:,(A
d i guol'ra in campi Ll'incerati capaci di 100,000 combattenti Gancheggiandoli coi1 qnattro fo rti distanti 2 km . e 112 dall a cinta, e di adallare così il terreno per quallro distinti campi di ballaglia. All'epoca poi delle fo rtificazioni di Parigi ( 1840), la corrente in in favo l'e di queste nuove idee, prese l'indirizzo verso una soluzione prom iscua; e fu deciso che quel lo fort ifi cnzioni dovessero essel'e costituite da·una cinta. continua e da una cerchia di forti, innan:1.i alla medesima. Se gli scopi pei qnali è stata creata la fo rtifi ca1.ione permanente sono sempre egnn li , come immutabili sono i principi i clte regolano la. Lattica, e se d'altro lato i particolari di costruzion e hanno dovuto mutare assai per l'introduz ione dalle armi riga te a reLl'OCarica e per l'aumen tare degli eserciti , ,il seguire le trasformazion i di nno do principali rami dell'arte guerresca nelle sue linee principali e il definirne con maggiore precisione le forme esplicali H', sarà utilissimo, per comprendere spiccatamente l'importanza él ei nuovi mezzi , di attacco . • 1860-18 7 0. La rigatura, iutrodolla nei cannoni, estesa poi agli obici ed in ultimo ai morlai, fece dapprima aumentare la giustezza cli tiro, ed accrebbe di 2 volte e mezzo il peso dei proietti di calib ro corr ispondente (:I ). Perfezionala qu indi an coni la fabbricazione delle bocche da fuoco, le gilLaLe furono duplicale, la forza cli penetrazione dei proietti di mollo accresciuta e l'effetto dei loro scopp io nella terr,t e nella muratura reso for midab il e. Esperienze di Liro fa tte in Inghi lterra, Francia, Pruss ia, Austria, Ilal ia dimostrarono che il Liro d'infilata era praticabile dai grossi calibr: fino da 3000m, quello di smonto, da 4.200m; e che si poteva, contro bersagli invisibiti , eseguire nn ti l'o io.diretto di breccia. con angolo di caduta di 7°. L'assedio di Diippel nel •I 864- offrendo alla Prussia l'opportunilà. di sperimentare l'artiglieri a rigata. e di confermarne la grand issima effica~.ia, dimostrava che i blockaus, i ricoveri, i magazzini, le casematte, ecc., quali erano costruLLi, non potevano resistere al tiro areato . Da quell'epoca si cominciò a convertire i ridotti in casematte, 1
RASS ~GNA TECNOLOGICA FORTIFICAZIONE MODERNA
Cause cho ne prepa rnrono le ror me. - Periodo dal 1860 a l 1870. - Assedii d i Gaeta, ù i Di'tppe l e d i Bo rgoforte - Conseguenze - Osse r vazioni del generale Abolt. - Periodo da l !S70 al 1880 - Nuov i criteri s ulla l'or tiflcazione permanente dopo la guerra franco ·prussiana - For tiflcazione poligonale, suo scopo e suoi caraue ri. - Particolari di un forte. - Fortificazioni francesi, tedesche e belghe. - Campo tri ncerato di Roma. - Armamemo dei forti Affusti ad eclissa - Battarie ioter mecl ie. ·
La fortificaziooe è un ramo della tattica, essa al pari di qùesta è soggetta a mutamen ti, grazie al perfezionarsi delle armi, poichà ,dovendo prepara re il 'LOl'reno allo scopo di l'endere più. efficace la loro azione, òeve pure adallars i ai cambia.menti che esse subiscono. Nei primi tempi in fatti, quando le gittate delle armi da fuoco erano limi LaLissime e scarsa la IOl'O giustez'l.a di tiro, co i bastioni, i r ivellini , le ~pHe a corno, le luneue , gli spa lti e le strndecoperte, il terreno era suflìcientemente prepa rato perclte l'azione delle armi allora in uso potesse fors i sentire sopra tu tta l'estensione dell'attacco ; basti di re che le linee di difesa erano determi nale dal la gittala effi cace del fu cile ad anima li scia. Anche le guene napoleoniche, che segnarono il ritorn o degli eserciti colossali, non meno del perfezionamento delle armi, determinarono un movim ento progressivo nei princi pii dell'arte fo 1tifi caloria col climostrare la scarsa potenza difensiva dei picco Ii forti ; e Rogniat fin dal ·1816 propone\'a di convertire le maggiori piazze
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(I) MiiLLcR. -
La ouerra dt forter.::a dall'introdu:tone dellt rmi rigate.
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FORTlFICAZlON.E MODERNA
R:1 SSEGNA TECNOLOGICA
furono abolili i fianchi, fu rnulato il posto all e caponiere per sottrarle all'infi lala e sull e tracce dell'Ingh il terra, che aveva già dal 185U mutati in questo senso i precetti dell'al'te forlificato ria, fu stabilito: 1° Che i salienti delle caponie1;e dovevano essere coperti così. da prnteggere il cordone del muro di rivestimen lo dai colpi cadenti ad angolo di 7° coll'orizzontale ed a 90° colla direzione del muro, giacchè in lai modo il punto più basso dellazonadimuro èla colpire sarebbe stato defilato sollo un ango lo variabile fra 1111° e ,t 5° secondo l'altezza di quell a zona; 2° Che i ridotti dovevano clefi lars! in guisa èla riparare il cordone del loro muro dai colpi cadenti con 9° d'inclinazione; il che condusse a collocarli molto vicino al parapetto principale scemando per ciò la loro importanza circa il còmpito di battere il terrapieno e l'interno dell'opera e di concorrere alla difesa da lontano, motivo pel quale furono in seguito aboliti; 3° Che i rampari dovevano essere abbondantemente provvisti di traverse cave, che la strada coperta nei for ti staccati era dannos:i, .anzichè uti le per cui conveniva abolirla ed effetluare le sortite per la goia; e finalmenle ~he il tiro di, foci leria alle grandi distanze era cli aiuto potentissimo alla difesa; 4° Che la distanza fra la. linea dei fort i e la cinta doveva considerevolmente essere accresciuta. In Francia, più resLii ad accogliere queste nuove regole; gl'ingegneri militari si conservarono fedeli al tracciato liastionato: soltanto la guerra del 1870-7,t , aprì gli occhi. Prévost de Vernois criticava Cl,rmontaigne, ma per ricalcare le orme di Vauban; Noizet pubblicava nel 4859 un trattato di fortifi cazione che, come disse Brialmont, poteva, benissimo essere si.alo scritto nel 117401 Tutt~wia nel 1186 11 si riuniva in Franc-ia una Commi~sione per studiare i cambiamenti da introdursi nella fort iftcazione, in segu ito ai cannoni rigati che anda11ano sostituendosi ai lisci. Questa Commissione raccomandava in fatti, per difendersi dal tiro d'infi lata, la costruzione sul rampar0 di numerose traverse blindate; ma la spesa elevandosi ad una somma considerevole, fo pensato di non farne nulla, r.olla speciosa ragione che in pratica, per la sua poca aggiustatezza, il tiro indiretLo d'infilata non avrebbe recato che
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danni leggeri e furo no solo progc!.Lati, per le piazze di maggiore estensione, alcuni forti staccai.i che al rompersi della guerra del 70 non erano ancora ultimati. Le prime operazioni guerresche nelle qua li .emerse la grande effi cacia delle armi rigate furono gli assedi di Gaeta, di Duppel e di Borgoforte. Nel bombardamento di quest'.ultimo furon'o per la prima volta impiegatele artigl ieri e rigate contemporaneamente dal,l'atlacco e dalla difosae dopo un combal.timento chenon durò meno di ,f 2 ore, Lre dei quat tro fort.i che componevano lulla l'opera furono non so lo ridotti al sil enzio ma quasi ·interomente rovinati, una gran parte dei cannoni scavalcaLi ed i ri vesti menti di muratura clislrutti, per cui il difensore dovette arrendersi, Il generale PritLwitz ed il colonnello Brialrn.ont forono i principali scrittori che, duran te il periodo che consideriamo, Lrauarono delle nuove condizioni fatte alla guerra di for tezza e trassero l'attenzione degli ingegneri sul concorso de l fuoco di fucileria per sostenere l'aLLacco da una parte ed arrestarlo dall'altra; sulla convenienza di aumentare le distanze dçtlla piazza clelle batterie d'assedio (37o0 per quelle d'infilala, 4,500 per quelle di bombardamento) . Allora nacque la prima dispula~ull a conYenienza o no per l'assediato di rispondere alle primebat!.erie dell'assediante; sostenendo Brialmont. l'opinione non essere opportuno al difensore di consumare i suoi tiri contro le prime opere dell'attaccante ed essere migliore avviso il riserbarli tulli contro le operazion i susseguenti, mentrePri ttwit.z , sull'esempio del generale Von Breese, raccomandava al difensore di opporsi con tutti i mezzi allo stab ili mento delle prime batterie d'assed io. Fu pme in questo periodo che .Brialmont pel primo consigli ò di sos tenere il duello d'artigl ieria piuuosto colle batterie intermedie che dai for ti staccali e che in unione con altri scrittori propugnò l'idea: le fonezie dovessero attaccarsi megl io cogli assalti improYvisi anzichè con regolari e ,;ìstematici lavori cl' approccio, In German ia, maggiore cbe in Francia era la concordia. di idee. Cologna, Co blenza, Magonia furono ben presto convertite in camp.i trincerati al pari di Verona, di Ulma, di Olmutz, di Cracovia e delle fortezze prnssiane sulla fro ntiera orientale, li carauere di questi campi tedeschi sono esposti in una memoria ANNO XXVIII, YOL. II .
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RASSEG!\A 'l'RCNOLOGfCA
del generale Yon Breese, lo stesso che disegnò le fortificazioni di Posen . « Allorchè si ha da fort ifi care una posizione, devonsi scegliere i punti principali e su questi erigere torri rotonde ed angolari formanti dµe o tre pian i di casematte con una batteria in barbeLta sull a parte superiore; queste torri sono poi coperte all'intorno da rampari di terra e formano così dei r ido tti interni il cui piano inferiore serve aJ fuoco di moscheueria per baLt.ere la snperflcie rineh iusa del fo ri.e e quella superiore, pel tiro del.Jeartiglierie disposte al disopra del parapetto a guisa di cava.liere. I l fosso è fianchegg iato da caponiere o da. bau.erie di contro scarpa, la gola, chinsa da un semplice n1m·o aJ'finchè i for ti circostanti possano aver azione dentro di esso in caso veni,;se preso dal nem ico ». Il gene1'ale von Breese opinava. che una catena di tali for ti era · non solo di costruzione più economica, di più faci le armamento ed esigeva una mi.nor guarnigione di quell o lo esigesse un eguale sviluppo di fron ti bastionai.i, ma che essa poteva opporre una resisterna tre o qL1atLro volte superiore, dovendo ogni forle essere preso separatamente e soprattutto perchè taJe sistema offriva mezzi ed agio alla gnarnigiooe di prendere l'offensirn quando e meglio le piacesse. Introdotta 1'ar1 igl ieria rigata, la necessità. dei forti staccati si fece ognor più sentire: epperciò essi furono cosi rutti sopra. una nuova e più ampia scala. Dopo la pace di Vtll afranca, Verona fu munita da ovest con una catena esterna di forti, circa 3 km. ,112 dalla cinta e distanti fra loro di circa ,J 700"' . Le nuove fortificazioni cli Anversa furono costituite da ui1a ca tena di forti disposti in modo analogo, ma cli molto maggiori dimensioni ed aventi quasi 800 01 di sviluppo di li nea di fuoco sul fronte e sui fianch i, con un armamento di 1120 cannorn . In Inghilterra, come dapprima in Francia, le nuove teo ri e non incontrarono l'approvazione unanime, ed alcuni autorevoli ingegneri si sforzaVRno di oppugnarle sostenendo che le linee continue, ]e quali per ta.nl.i anni avevano sopportalo ogni sorta di prova, erano altrettanto economiche delle linee di for ti staccati; che quelle potevano essere difese da un numero minore di uomini, anche non sufficientemente istrutti, e la loro difesa presentare meno difficollà
FORTI FICAZIONE MODERNA
-ed essere quindi meglio compresa dai generali, dagl i ufficiali e dalla . .truppa; e final mente che esse aflìdavano maggiormente il coraggio ed il patriottico valore dei cittadini. )falgrado queste ragioni vinse il parlito opposto che riteneva oc,correre minor truppe per tenere una linea estesa di fonifìcazion i, ,occupandonè solo i pun ti di maggio re momento, anzichè una linea lunghissima non interrotta la quale era inaclaLLa così per una pas. siva difesa con truppe poco agguenite, come per una difesa attiva .fo.tla clfl un eserciti). ben disciplinato . Rispell.o all a spesa, fu citalo l'esemp io della cintR di Parigi, la quale benchè dell a pi'ù semplice forma, senza opere avarn:ate e co lle con lroscal'pe non ri,•estile, .aveva costalo 25 p. °lo di più dei fort i staccati. La guel'l'a civile cl' America non mancò di geuare, come su Lanle -questioni, anche su questa, molLaluce ed il generale del genio Abott nelle sue osservazion i sulle operazioni d'assedio contro Richmond insistette specialmente sul vantaggio di conce,1t.rare in alcuni punti special i i mezzi di difesa . « Il 1)ost.ro sistema di trinceramento aPe.teesbu rg, egli dice, consistette' in una ser·i e di opere di fortificazioni carnpali, ognuna delle quali rinchiudeva una baLLeriaecl un gagliardo presidio: erano chiuse alla gola, protette da aha lLotee da palizzate, . ·provviste qua lche voli.a di magaz7.ini alla prova di bomba e dispos te acl intervalli di 55 0"' così da hallere coll'artigli eri:c tutto il terreno .antistante ed erano coJl ;;gale da una trincea, per la fan teria, con ostacoli sul fronte . Un mattino, 3 divisioni di confederali circondarono uno dei più deboli di tali forti e l'espugnarono senza potere impadron irsi degli altri vicin i, i quali in vece concentra Fono su ,quello il fuoco della loro artigli eria, intercellarono le comunicaz ioni -e diedero agio all e proprie r iserve di riunirsi, preparare unaltacco .e riprendere il forte pùrduLo facendo inoltre '1800 prigionieri » (11 ). Quello che si applica all a fortificazione campale. può applicarsi pure alla permanente egli ingegneri mi litari tedeschi non cessaro~o di attenersi a questi principì, e ben a ragione, come lo dimostra•rono altri fotti posteriori . Tut.tavia clurante questo periodo può dirsi che l'opinione gene1'ale credeva avere le fortificaz ioni perduto il loro va.Iure, e, di(ll AuoTT, Siege artille,·11 in Virginia.
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FORTI FICAZIO::SE MODERNA
RASSEGNA TECNOLOGICA
menticate lo lezioni di Sebastopoli , l'allenzione dei militai\ piÙ, , che alla gnerra d'assedio, si volgeva n.lla guerra di campagna, al che avevano contribui lo possenLernent.e i prodigiosi risultati ottenutisi nella campagna del ,1859 ed in ispecie in quella del ,J866 . Le difficoltà finanz iarie che si opponevano alla ricostruz ione ge · nerale delle opere <l i fortiGcaz ion i es istenti; i dubbi e incert,me che regna,,ano negli an imi circa il valore delle modificazioni suageri te, fecero sì che la, taltica della guena d'asse1lio fu poco studiala e i lavori di poco conto, mentre quasi tu~la l'attenzione fu rivo!ta al,la costituzione ed all a talli ca degli eserciti. 1s10-1s~o . La guerra del 1870 si risenti di questa trascuranza e l'incertezza dei principi che regnava in argo~11ento condusse acl azion i irregolari ed incomplete durante gli assedi . fa critica degli ingegneri pruss iani ai mezzi difensivi delle fortezze frances i, le notizie circa l'insufficienza delle loro guarnigioni e del loro armamento unitamente all'esagerata idea intorno agli eITeLti dell'artiglieria rigata, avevano persoaso bastare per decidere alla resa un sem piice cannoneggiam ento con pezzi da campagna. Ma l' esperienza dei prim i fau i indusse tosto a ricorrere al bombardamento con artigl ierie d'a,ssedio. Parecch i degli assedi avvenuti in questa campagna non mancarono_ però di essere in tutto od in parte condo tti con azione regolare prestabili ta; tome quelli di Metz, di Parigi, di Strasburgo e di Belfort; quello di Parigi anzi offri l'un ico esempio che si abb ia avuto del moclo di sviluppare il primo periodo d'un assedio rego lare cou trn una grande fortezza moderna . Esso insegnò ancora, che l' impiegodell e batteri e negli intervalli dei fo rti, è di grande im.porlanza, non, essendo esse state mai ridotLe al silenzio dall'artiglieria dell'aLtaccante. I l:J.vori di zappa esegui ti sotto Strasburgo non servirono invece a dar regole per l'avven ire a meno che trattisi di difesa puramente passiva; mentre le opere di difesa r~omplementari, l'armamento delle batterie e l'impiego del Liro indiretto fatti a llelfort r imarranno splendidi esempi da im itarsi, massimamente pel giudizioso impiego del!'artigl iel'ia che contribuì in larga misura alla prolungata resistenza della fortezza compensando la scarsa e debole azione offensiva delle truppe di gQarnigione. Circa agli effetti dell e ar1ti glierie nelle ter re e nella muratura la
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.campagna del 70 servì pure ad a1Ierma re che i cannoni d1t ,J2 e da ,t 5 cm. d'allora non potevano considerarsi atti a produrre effetti sensibili , a meno di impiegarvi un gran numero di tiri, ed un tempo troppo lungo; che le gittate ne erano assai scarse e ali ob ici lisci assolutamente insuffic ien ti. Fo riconosciuta pEH'Ciò la n~cessità di aumentare la po tenza dei cannoni da 12 e' da ,J5, di all estire un -obice r igato da cm 2 11 e il mortaio dell o stesso cali bro allo scopo di effettuare il tirn d'infilata a 4000 e 5000m; quello di smonto a 1500m, il tiro cli breccia diretto oél indi retto con ango lo di caduta di '.215°; e fina lmente il tiro cli bombardamento a distanze superiori ai 5000m. Rispetto alle opere di f9rtificnzione, l'esperienza aveva pure dimostrato: che il migl ior materiale da impiegare per la loro costrustruzione era la tena, che le muratu,·o dovevano assolutamente essere nascoste alla vista ed ai colpi cadenti con angolo di -15° e che per conseguenza la sicurezza contro gli assalti era. da oLteners i median te alle contrnscarpe; che disposizioni opportnnedovcrnno proteggere il servizio dei pezzi e ric'overare le munizion i; che era necessari0 di sporre le casemalle per i'ab iLazione degli uom ini sul rove·scio del ramparo; che il traccialo dei forti dovent presentare un longo fronte ad angolo olluso, con brev i fianch i, essere 'aboli te le opere esterne onde diminuire la profondità del bersagl io, adottate le caponiere per la difesa dei fossi; le focce mun ite cli paradossi e di traverse . Fratlanlo b potenza delle arliglierie d'assedio andava ancora · aumentando e i ti,·i curvi acquista vano nuoya e maggiore importanza, come fo dimostrato in una rassegna precedente ('!), e curn maggiore fo perciò impiegata nell'inventare disposizion i difensive più solide e quindi più durature. In quanto a.ll'amp iezza che dovevano avere le fortiucazioni, nuovi motivi si aggi ungevano per imporre un maggiore allargamenlo nella cerchia, così nelle piccole come nelle grand i piazze; -e le nuove for tificazion i into rno a Parigi ,•cnivano spinte a ,16 km. oltre la 1~iota per occupare i tre gruppi di alture che a Nord-Est ed a Sud-Ovest comandano tutto il Lerreno circoslante, fo rmando 1
(I) Obic i o mortai ri gati.
R.\SSEG)IA TEt::'IOLOGJCA
FORTI FlC.\Zl01'E llOOERK.\
cosi Lre cen1 ri-tat.tici cli difesa, e le vecchie piazze di piccola estensione venivano pure convertile in veri campi trincerali di un diametro dieci volle maggioro. Brialmonl spiogera ancora più avanti le sue teorie ed ammeueva come regola che nel fortificare una ca · pilale dovevasi segu ire il piano dolio for tifi caz ioni di Parigi, formare cioè Lro grupp i di !'orti a ilO km. ci1·ca éla.1 contro ed a 15 fra cli loro; ogni gruppo cosLiLuirlo di IO foci i, cinque dei qnali sul fronte, Ire alla gola e clne alle ali. Un Lai sis:ema arrebbe arnto il vantaggio di fa re a meno della cinta co ntinua e cl i meglio adaLlarsi alla Lauica odierna che mira, non ad arrestare il nemico cli fl'Onle ma a minacciarlo sui fian chi. Anche per le piazzecli minoremomonLo tanto il Brialmonlqnanto il Brnnner consigliarono che i forLi cloYessero dista1:e da esso 7 km. circa per preservare dal bombardamen to le abi taz ioni, e siccome segnendo qliesli principii si anebbe dovuto aumentarne il numero e qu indi il costo delle forl ifìcazioni, frazionare soYerchiamenle letruppe ed ingrossare il presidio, cosi fu ammesso pure che l'interval lo fra due fori i at.ligui potesse estendersi fino a 4 km. e mezzo, restringendo la loro azione a battere il terreno frappo:-.to, senza· darsi mulua difesa . Lirnitaw in lai modo il numero dei f'orti, ne sorse la necessità di, farli più resislenl.i e quindi più ampi onde bastare da soli alla propria difesa. A vero dire non tutti gl' ingegneri militari furono di questo aYvi so; e v'ha chi sostiene essere·prndenLe il tenere minori gli intervalli e più piccoli i forti é clii invece, come il Brialmont, l'opposto, per la ragione che un forle cun una guarn igione cli 1000 a ·1200 uomini comandata da un colonnello deve presentare maggior resi sLenzn. ed essere più allo nel una difesa alliva anz iché un, pi cculo forte con 300 a /4.00 nomini comandalo da un maggiore. 1 Francesi propendono per le grosse opere: i loro forti principali dei camp i trincerati sono costrutti per un presidio di 1000 uomin i, vengono armali con 36 bocche da f'uoco (alcuui forti di Pari gi nehanno 60 e quelli più iso lati perfino 80 e ·I00}; i Tedesch i non· ammettono che la difesa indipendente dei forLi ri chieda di dare a questi una grande estensione e li fanno perciò ca.pace lutto al più di 500nomi11 i, armandoli , secondo ill.ipo loro, di20, 3zo54cannonir e nelle posizioni di maggiore importanza aumenta.ncloneil po tere of-
fensi,,o med iante batterie di ala collocale al di fuori e in prossimità dei medesimi. A Strasburgo ed a ~l etz, lroppo vicini allo frontiere e qui ndi esposti alle sorprese, i forti furono collocati ad in terralli di ~oli 2 a 4 km; menlre nelle piazze dcli' interno qne.,Li intervalli furono portali fìn o a 5 ecl a 6 km. ,
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Lo scopo della fortificazione essendo cli riparare un determinalo spazio di Lerreno cln i proietti e di impedire al nemico di occuparlo, sarlt mestieri : I° Che quello spazio sia. circondato da un ostacolo; 2° Che una zona di esso sia al coperto dai tiri arcali, e auraversala cl,i ostaco li che arresti no i tiri d'infil ata; 3° Che lo spazio sia di tale estensione pe1· cu i, volla a voila, sottrilendo alla visla ed alle offese, e opportunamente impiegando i maleriali e gli uomini , il nemico debba forzatamente consumare per di struggerli nna tale q~antiLii di muni1/,ioni da renderne il risult,llo incerto; Che la clife1-a esterna abbia azione talmente lontana da impedire il bombanlilmento. L\itlncco di una (orLezza potendosi, salvo il tempo, parngonare all'attacco di una posizione nella guetTa campale, l'azione o le disposizioni ri;;peLLi \ e da prendersi dalla difesa potranno oei due casi considerarsi analoghe. Concen trnre le Lrnppe nei punti d.'ondo meglio svi luppi/10 il fuoco o conLro i quali piu agevole sia l'allacco, fortificare con opere io terra la cbiaYe della posizione; stabilire l'artiglieria dietro ripari in quei punti d'oncle possa agire con effìcacia; elevare ostacoli che non impediscano alle truppe di manovrare e al disopra. dei qual i si possa. far fuoco, sono al l'incirca le medesime operazion i che occorre di esegui re anche nella guerra cli assedio. Infatti in questo caso l' ingegnere militare, per for tificare una estensione determinala di terreno, dovdt col medesimo co lpo d'occhio del generale esaminare qual sia la ch iave della posizione che gli conYerrà di tenere il più lungamente per sottrarla al dominio del nemico, e quincli collocare l'opera cli maggiore importanza là d'onde coi cannoni di maggior potenza arrivi a colpire le batlerie
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ll A$SEGNA TECNOLOGICA
FORl'IFICAZIOXE MO DER::;fA
del nemico e la maggior poss ibi le zo na di terreno; dovrà inolLre saper di:;ti nguere quali spazi non converrà di occupare con opere permanenti percllè già efficacemente baLluti da altre opere circostanti che potranno dar agio d1 cosLrurvi opere provvisorie durante l'assedio stesso, od anche perchè la loro occupazione non ancantaggerebbe in alcun modo il nemico . Per raggiungere qu~sti scopi le di verse parli delle opere devono avere caratteri speciali, secondo il loro obb iettivo, cioè secondo che esse devono servire ad un Li ro frontale, al fiancheaa iamento ' r"V oppure semplicemen te per ostruire un t.raLto di terreno; e secondo che la loro azione deve esercitarsi da lontano o da vicino . ll nume1·0 delle opere per una. data località dipende dalla configurazione del terreno e dalla condiz ione che esse sieno sufficienti, senza l'aiuto di opere temporarie intermedie e co lla sola cooperazione delle truppe, ad impedire al nem ico di penetrare nella piazza prima di averne ridotto al silenz io alcune mediante regolare assedio. Oltre i fo rti I.e batterie hanno acquistato grandissimo valore perchè obbligano l'assedian te a combatterle e quindi a consumare un numero ragguardevole di munizioni che egli altrimenti impiegherebbe nei soli tiri in breccia. contro le facce e le caponiere dei fo rti, e formano perçiò una parte importantissima nella fortificazio ne permanente. Veniamo ora ad esaminare i particolari cl i un forte facen te parte d'un sistema. il quale possegga tutte le migliori disposizioni per resistere ad un attacco di qualunque specie; possa far uso cioè con efficacia dei suo i can noni, così all e grandi come alle hrevi distanze, sul fronte e sui fia nchi; si presi.i per ' opporre una vivissima resistenza. fino all 'ultimo periodo di un assedio; sia provveduto di sicuri copert i pei Stloi mngau ini, per le caserme, pei ri0overi, ecc. L'esempio che offriamo al lettore è quello di un grosso for te inglese proposto come tipo del genere ull'accaclemia mil itare di Woolwhich, nel quale·si è cerca lo di raccogliere insieme tutte le opposte condizion i che si lenta di conci liare nella fo rtiGcazione, quali sono : la faco ltà al difensore di vedere senza essere visto; una considerevole massa di parapetti con pezzi per far fooco .i n tutte le direzioni, senza che veruna pa rte cli essi sia esposta alle offese; casematte ben areate ed ill uminate, in luogo sicuro dagli effetti delle granate;
largo spazio sui rampari e numerose traverse-ricoveri; sicurezza contro gli a:;salti improvvisi, spnza I"ivestimenti cli muraiura per le scarpe ecc. , ecc. Rammentia.mo che fra gl i scritto ri cli fortiucazione permanente non esiste ancora un perfetto acco rdo sul moJo di ri solvere questi prob lem i e che perciò l'esperienza sola poLrà essere una guida sicura, a. seconda dei ca~ i, sulla preferenrn da darsi piullosto ad una che all'al tra delle condizioni suespresse, la fo rtificaz ione essendo una specie di compromesso co l quale, mediante una certa somma <li danaro e una speciale si tuazione cli terreno bisogna coslrurre il forte in modo che abbia. da resistere il più lungamente possibile. Supposto clie la posizione srtlla qna.le rleve erigersi il forte sia una. co l! ina a leggero penclìo, supposizione che può applicarsi ai casi più comuni, siccome qL1ella che più facil men te è pl'escella, e che esso fo rmi parte cli una catena cli forti per cui non abb ia da temere cli un immecliat,J attacco sui fianch i, Ja. sua amp iezza è determinata per una guarnigione cli '750 uomini e la sua forma è quella di una lunetta esa.gonale1schia.cciata, col lato esterno spezzato sulla ca.pilale in ntodo di sp ingere innanzi un saliente mollo ottuso e il lato interno, che costituisce la gola, l'ormato in tenaglia o in fronte bastionalo; i due lati attigui alla gol:i costit.uenti due fianchi per battet'e il terreno retrostante e rendere il for te più indipen dente nel caso che il nemico riuscisse a prendere posizione fra. le opere. Il lato spezzato che rappresenta il fr-onte è formato da un parapetto massiccio con pochissi,rne casamatta ed avent~ 1-a s~~rpa esterna inclinala solo a 2/ 3. E sempre stato ammesso 111 fortifica zione che le scarpe esposte al Liro debbano avere l'inclinazione cli /1,5° cl1e è cpella naturale delle terre ; giova però avvertire che non si dovrebbe considerare lù stato delle terre in riposo, ma invece quando sono soggette all'az ione dei proietti, epperciò disponenLesi con una incli nazione molt.o mi nore, quella per esempio cli 4,/5, o roecrlio di 2/3, o più dolci anco rti se possibi le. La solida costruzione del parapello del fronte con pochi ssime murature nell' interno presenta il v-a.ntaggio di nna maggiore resistenza non solo, nrn di essere più facilmente r iattabile e di poter . inoltre assumere qualunque allra forma che le circos tanze esigano.
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FOHTlflCAZIO.NE ~JÒDERNA
l\.-1.SSEGKA TECKOLOGTC:\
Allo scopo di potere eseguire fin da.l principio dell'assedio un tiro frontale d'artiglieria molto efficace, si costrniscono al sali ente ed ai due angoli di spal la 3 piazzuole entro po1.zi, per disporvi cannoni di grosso cali bro, incavalcati sopra affusti ad eclisse da di f'esa, e lateralmen l:e al sali ente, sui vertici del po ligono, due piazzuo le interrate, per due cannoni incavalcati sopra aITusL.i d'assedio pure ad eclisse, non che uno spazio conveniente di rampa ro per i cannoni di minor calibro. ll numero totale dei pezzi da porre sul ramparo s:i.rebbe di 116. l cannoni d'assedio incavalcati su affusti ad eclisse e quelli leggeri da campagna sono disposl i sul rnmparo entro ricoveri alla prova, pronti per essere impiegc1Li all'occorrenza. La loro az ion e è per quc1nto possibile riserbata al momento in co i, ridotti al silenzio quel li da difesa, convenga prolungare il duello d'artiglieria co ll'attaccan te. Affìnchè i fianc hi abb iano un'azione efficace e che per la lorn speciale direzione no n siano dannegi iati dai tiri d'infilata, i quattro pezzi,_di cui ciascuno è armato, vengono collocati entro casemaLLe ricoperte da piastre di corazzatura affinchè non isporgano col le voli.e troppo all'infuori e presentino quindi facile bersagli o al nemic:o. I fianch i t.erminano alle estrem ità in un breve pc1ropeLto per fuc ileria allo scopo di ottenere un più ampio compo di liro delle cannoniere in casamatta, e trar così parLiLo dall'efficacia delle armi cli piccolo cal ibro, grandemente accresciuta in questi ulti mi anni per l'adozione dell e mitragli ere che . possono perciò esservi convenientemente dispos i.e o su sostegni fìssi ovvero su a.lfosli. Le bocche da fuoco per il Liro arealo, tanto vantaggio,q in tutti i periodi della. guerra d'assedio, invece di essere disposte, come suggeriscono alClln i, o net cen tro del terra.pieno o subito dietro al ramparo d'onde disturberebbero col loro Liro i difensori, sono, in questo forte collocate sop ra un grosso parapett,) che attraversa tutta la parte centrale del forte, il cui ciglio è più basso di quello del parapetto principale, e la.scia perciò il nemico incerto sulla vera pos izione delle bocche da fuoco che stanno dietro di esso .,La. particolariLit di q nesto parapetto è di avere la sca1·pa esterna; col.l'incl inazione di ,J/ 7 formante una specie cli spalto il quale rende
così meno pericolose al difenso re le granate che vi verranno a scoppiar contro favorendone al tempo si.esso il.r imbalz~ . . Ques to spallo sopprime quasi interamente il terrap ieno, 11 che non può essere considerato come uno svanlaggio, se. si ossern che· ~copo del terrapieno è di f'acililare le comunicazioni : cl;e ~-idu cenclooe l'esLensione si lim ila anche la parte vulnerabile del forte . Le caserme casamatta.Le sono clispost.e sollo la balleria degli obici . e dei morlai, dove certamente si trovano più al sicuro che se fossero collocat.e sotto il parnpetto principale, e m.eglio defil ate, grazie al parapeLl.o cli gola che ne prolegge l'in~resso dai tiri di rovescio. Alcune, come abb iamo detto, sono anche praticale nel ramparo del fron te, ma queste:,eevono al!o scopo speciale e limitalo di collocarvi gl i uomini necessari alla. guardia ed al la sorveglianza del fronte stesso. I magm:zin i per la co nservazione delle ca·r iche ~ dei pro i: Ui sonodispos li soLto allo spalto del la batleria cleglt ob1c1 e morta,;_ hann_o. 1l'incrresso ver;;o le casematte e qu indi ben difeso e le vo lte 1n. pos 0 . • zione tale da essere fac il mente r,iaLlate. ll servizio delle 11rnn1z1on1 si fa attraverso gallerie a volta, coperte esse pure dal lo spal to e che partendu dal centro irradiano in tuLte le direzioni, perfoLLamente al sicuro dRi tiri nemic i. I macrazz ini cli clisteibuzioue sono collocati sollo il terrapien.odel fronte e le mun izioni giungono ai pezzi per mezzo di elevatori che sboccano entro traverse cave a prova di homba e cli qui sono, in casselle metalliche, trasportate en!,ro ripostigli p raticati nel pa. rapetto dinnanzi alle singole piazz.aol~, oppure nelle t.r~v:rs~ au.igue. I pezzi delle facce laterali prendono le loro mun1z1on1 o da questi magazzin i, pa.,sanclo dietro al ramparo, oppure p_er ~nez~~delle comunicazioni praticate sollo lo spai Lo della baltena clLob1c1 e mortai, dai maga.zzini collocati entro cli questa . Di tre specie sono dunque i magazzini entro cui vengono couservate le munizioni; il principale, co llocato ent.ro lo spal to della balleria degli obici, contiene tutta la dotazione del forte; cruelli cli distribMzione , di sposti nel parapeLlo del fronte, raccolgono entro ' di loro il numero di munizion i occorrenti almeno per un giorno cli fuoco, e finalmente i ripostigli, i quali debbono almeno essere·, capaci di ,1O a 20 colpi secondo i calLbri. I proietti sono o accumuc)
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RASSEGNA TECè\OLOGJCA
FOU'l'IFICAZIONE MODERNA
lati in piccole qtiantità nelle traverse cave del terrapieno ed anche nei r ipostigli, oppure disposti , come le cariche, in magazzini co ·s t.rntti sotto lo spallo della bau.eria deglì obici, d'onde vengono trnspoetati nei magazzini so tto al ramparo e cli CJni, durante il fuoco sul rampRro stesso per mezzo degli stessi elevatori delle cariche . Le traverse cave a proYtL di bo mba sono in t.utlo ,JO, delle quali 6 dietro il p.arapetlo del fronte e 4 sull a b:itteria degli otrici, parte di e.3se contengono le scale di comunica1.ione co l terrapieno e gl i elevatori , e alcune di quell e del fronte sono costru tte in modo da ·po terl'i collocare al coperto alcuni pe1,zi pel' ·1·armamento mobil e -e servono eziandio di ri covero pei serventi qua.odo il tiro del r.iemico diventasse troppo micidiale e non ¼onvenisse r ispondervi. Le comunicazion i, che cos tituiscono le pa rti più difficili ad essere bene ad::illate, sono in qrteslo forLe disposte cosi: un picco lo piazzale S[L[ davanti delle caserme casa.mattate senre di SbOCCO all'entrala pri ncipale del for te, allo scopo cli dnr acc:esso a: cal'ri , offrir loro il modo di. muoversi e girare non che di deporre il loro carico; da esso irradiano tulle le comun icazio!1i che vanno tanto 1Jelle caponiere quanto sui rampari e nei magaz1,ini. Quelle che conducono al parapeuo dei fro nLe passano al disotto della l,aueria degli obici, e sono cosli tuile d,i tre gal lerie, due parten ti delle estrem ità ed una dal cent,·o della caserma casamaltaLa; i loro sbocchi sul terrapieno sono clelì lati da Lraverse di terra. e da ess i partono le rampe d'ac·Cesso per trainare i pezzi sul ramparo e le sca lo entro il terrap ieno che sboccano nelle traveri>e cave. Al ramparo della balleria di obici si accede o per mezzo di rampe o da scale interne ecl una comuni-cazione è stab il ita pure fra questa batteria e le casematte dei lìanchi e fra queste e i pozzi dove sono collocati i cannoni su affusto ad ecl isse da difesa . Da qttesli pozzi non si può comun icare invece col fron te direttamenle e ciò per non indebol ire soverchiamenLe il parapetto . Le ,estremità delle batterie casamallal.e dei fianch i sono, attraverso al parapetto della gola, collegate fra ]oro da un passaggio a volta. Alle caponiere, collocate nel fosso agl i angol i di spalla esui vertici attigui al sai iente, si co munica dal pi:nzale con molta sicmezza per mezzo di gall eri e. ì\'fediante tal i comunica~ioni i difensori delle ,caponiere potranno con più _confìclenrn prnlungare la difesa del
fosso; e quell i della caponiera di saliente avranno pure uno scampo sicurn attraverso la galleria ~be, rassarido pei magazzini prìncipali collocati sorto allo spalt.o della lrn.tLeria degli obici, riesce pure nell'inLerno della caserma. Dal le gall erie che conducono all e capo - . niere laterali fi.uncheggiantì le batterie casemauate, si aprono sul fondo del fosso due poterne per giungere alle gall erie di mi na che · partono dalla contrascarpa. Alla gola si è dato un forte profilo e ciò per costringere il nem ico ad attaccarlo con artiglieria onde la caserma casamaltata che ordinariamente è collocata !tingo di esso prosp iciente il fosso, è, nell'esempio che riporLiai;no, coslt'Ul.ta sotto il ramparo e verso l' interno dell'opera per r ipararla dal tirn del cannone. Quando però i fo rti siano titlmente vicini da proteggersi mutuamente e quindi non tem ibile il caso di un attacco contemporaneo del nemico di fronte e di rovescio, il parapetto della gola si fa con un profi lo molto più. debole e la caserma viene disposta sotto e lungo il medesimo. La principale novità che distingue i forti modern i è il modo con cui viene praticata. la difesa del fosso . Lt ragione principale che ha condotto fu ·l'imposs ibilità di so l.trarre al tiro delle moderne artiglierie ed all a loro azione distru'ltiva qualunque muro di sca rpa prosp iciente l'esterno, e la necessità quindi di trovare un'altra disposizione alla ad eli mirnu'e la facilità della scalata, essendo impor tantissimo di mantenere per la fo rti ficazione permanente l'essenziale caralleristica che 1.an lo la distingue da quella consistente nella sicurezza dell'opera da un colpo di nn Passe"aern mano . Nei forl i moderni questa sicurezza. è mantenuta mercè una ragc,uardevole lar,rhezza del fosso, con una· con troscarpa alta circa 8 e n . metri rivestila in muratura, e pri ncipalmente per mezzo di sol ide capodiere, che attraversano quasi tutto il fosso e sono provviste di ò"aali ardi coperti per resistere ai tiri indi retti. Nel forte di cui b espon iamo i particolari, a metà del fosso e lon go il medesimo è ancora. ereLto un muro alla Ca rnot, ovvero una pal izznla di ferro, la cui demolizione per essere disposta molto vicino alla controscarpa, richi ederebbe un tiro talmente aggiustato che non sempre racrai un Oaedi il suo e{Ietto e che anche raggi nngenchllo non trarrà 00 seco la distruzi one di qualche altra parte della fortifi cazione.
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RASSEGXA TECNO LOGICA
FOl\TlFICAZIONE MODERNA
Le caponiere sono larghe 3 metri circa, permettono di potervi collocare in batteria dei pezz i di piccolo calibro sopra affusti a rinculo soppresso; nei muri laLerali, a 1, 30 al disopra. del suolo ,,i sono pratical e ferito ie pei fucilieri ed a 80 cm. fer itoie per mitragli ere, il che ne rende il fu oco su tutta la larghezza e profondità -del fosso moli.o efficace, mentre assicura all'interno uno spazio sufficiente per muoversi .
venientemenle fortiricato, servirà di punto d'appoggio alla cinta la {Juale cosi potrà essere ereua in terra al momento del bi sofno; · Se le collLru zi oni esterne dell a ciLtà presentano poi alcune delle -ton dizioni volute per essere disposte a difesa, ed il teneno pure fosse fayorevolc, la cinta anche in questo caso po trebbe essere eretta in terra solo al momento del bisogno; Una seconda linea di fo rti più raVYicinati gl i uni agli altri tiene · qualche volLa luogo di cin ta, purchè essi sieno convenientemente collegati da una trincea. In quanto all a disposizione dei for ti estern i, due solnzioni si presentano : o quella seguita dagli ingegneri mi li tari allorquando si affermarnno i nuovi principii della fortificazione a campi trincerati, la quale consis.te nell'erigere numerosi forti per g1Lerni re e battere ,tulle le acciden talità del terreno; o quella che tende ora a prevalere, capo scuola il Brialrnont, lcL quale raggruppa solo sui )rnnti più tatticamente importanti pochi e gross i forLi, e affida alle -opere di fortificazione passegge1;a l'ufficio di difendere il terreno ·in lerposto . Qnesto ultimo metodo svincolando l'ingegnere clall1L tirann ia del terreno, ri duce il numero dei punLi vitali della difesa e dà una più ampia faco ltà cli concen trare su di essi gli sfo rzi della guarnigione che si troverà per tal moc!o sempre iò forza per piombare con prevalente energia sui fianch i del nemico troppo intraprendente . La distanza che separa i forti esterni dal la cin(a deve essere stabilita o dalla cond izione che essi possano baLlere tu tlo il terreno · frappos to e dominare le posizion i fronteggianti, ed allora il suo limi te massimo sarebbe di Km . 1,, 5; opp ure dall 'obbligo di tenere fa. ciLlà. fuo ri del Liro di bombardamenLo e di occupare imporlanLi posizioni tatti che che comand ino le linee di operazione del nemico; -ed all ora si dovrà spingere i ·foni anche al di là di quesLo lim ite, come appunto sosterrebbero Brialmont ~ Brunner. Similmente, .circa agli inLervalli fra i fo rti nulla è stabilito di fisso, ed i limiti fra i qual i possono variare sono molto ampii, andando da Km. 1,4 a 4, f'.> secondochè vogliasi dom inare il terreno circostante co I fuoco di fuc ileria o si vogli ano tenere i for ti a distanza tale da potersi m utuamente fiancheggiare e pro teggere. Definite così le forme generali delle moderne fortezze, vediamo
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Generalmente la forma tipica delle fortificaz ioni di una, grande -città, è rappre;;entala da una cinta contin ua sul lembo esterno di essa, e da una cerchia di forti ad urni cert_a distanza, in modo che . tutto il LetTeno fra.pposlo sia baLt1JLo dall'una e dall'n lt ra. Da que;;Lo tipo alcune fo rtezze si discostano più o meno , secondo la loro impo rtanza, l'epoca in cui furnno erette e lo scopo loro spe· -ciale. Cominciando dall a cinta, questa può essere costi1;uiLa più o meno so lidamente, opp 1ire anche . non esiste1·e. In questo ultimo cas(> ,però essa deve sorgere durante l'assedio colla forma d'un trincentmento di terra, al lo scopo di po ter imp iega re più u1.il rne11te all'esterno la forza co mponente la guarn igione senza compromettere la sicureu;a della ciLLà contro un colpo di mano, ed aflìne di po Ler coll ocare 1forti esterni ad una maggiore distanza fra cli loro . La fo ,·ma quincli e la solidità dell a cin ta può essere indicata dalle seguen Li circostanze : Quando la città è di tare impo rtanzà cla doYer resistere lungamente ad un assedio, allora sarà eretta in modo come se in essa si dovesse concentrare tuLLa la difesa; egualmente dicasi quando la guarnigione è debole di numero o di qualità; Se per la fo rma del terreno, o per le costruzioni che si elevano lungo la perife ria, dirficof Là grandissime si offrissero alla erez ione ·dell a cinta, si po trà allora determinare ed anche costrurre le parti di essa più importanti per collegarle poi durante l'assedio con: opere di campagna , avendo l'avvertenza nel co llocare i forti es~erni di farlo in gu isa che alcuni di essi battano le parti lasciate incom-plete e qu indi più deboli ; Se un punto dominan te esiste in vicinanza della città , esso,con-
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FOR'l'IF fCt\ZlONE MODBRNA
RASSEGNA TECNOLOG ICA I
i caratteri speciali che esse assunsero presso alcune potenze per venire in segui lo a parlare del loro armamento . Fritncici. - Dopo gl'insegnameo Li del la guerra del 70 era di sommo interesse che questa nazione rial.tasse non s.olo i vecch i forti ma facesse sorgere alle sue fronLiere e intorno a Parigi nuov i e grandiosi campi LrinceraLi. Le discussioni sul Lipo da scegli ere non furono mo lte nè lunghe, po ichè urgeva di dar mano sollecitamente ai lavori e fu scelto perc;ò un profilo che si prestasse ad una soll ecila costruzione salvo a completarla in seguito. Caraiuiri qenernli. - Un largo fosso con muro di rivestimento alla Carn-)t, un parapetto anteriore alquan Lo basso per la f'nci leria ed un caval iere interno contenente tutte le murature per i ricoveri, le caserme, le comunicazioni, ecc., da. potersi costrurre anche quando l'opera avesse assunto già. la form a di una solida for ti fo;azione passeggera. L'aver però assoggettali alla condizione di tempo i progetti dei forti nuovi, fece emergere in essi alcuni gravi difetli; e cosi, il cavaliere che s' innalzti nel centro dell'opera esposto al tiro diretto del nemico non presenta ai st1oi cannoni una valida e prolungata difesa; il suo parapetto, arrestando i co lpi corti, sarà causa di sommo danno ai difensori colloca ti su quell o inferiore sui quali andranno a cadere le schegge prodotte dallo scopp io delle granate; non permettendo il terrapieno una speciale posizione d'onde eseguire il tiro areato, converrà scegliere questa al di fuo ri del fo rte; la soverch ia larghezza del fosso e l'inclinazione della controscarpa favoriranno l'efficacia del tiro indiretto in breccia contro il 1mn·o di rivcstim"lnto e contro le caponiere. Altre caratteristiche dei for ti francesi sono il Gancheggiamento del fosso affidato all'azione della mitraglia lanciata dal cannone revolver Hotchkiss fisso invariab ilmen le sopra un affusto munito cli un congegno special e onde ottenere una dispers ione sufficiente per battere tutta la larghezza del fosso; nonchè il largo impiego fat to del ferro e dell'accia.io per corazzare con scudi le imboccature dei pezzi sul ramparo, che altrimenti sarebbero stati troppo esposti al tiro nemico. Gerin(1;nia. - Il tipo del forte germanico si scosta alquanto da queìlo francese e dall' inglese . Presentn. la forma di una lunetta
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molto schiacciata, con brevi rianchi, senza batteria. interna a cavalieee; è inteso a costi tuire più. una posizione d'artiglieria per battere ed arrestare il nemico, anzichè un'opera cost.ruLLa alio scopo di occupare lungamente una data posizione. Attribuendosi in Germania maggior nlore alle trnppe per impedire al nemico di penetrare fra i forti, si è dell'avviso che questi debbano essenzialmente servire di rtcoveri e di magazzini a prova di bomba per raccogliere , ogni sorta di materiali e di mezzo per disporre in balleria artiglierin di grosso calibro allo scopo di creare alLreltan ti pern i fi ssi intorno ai quali le Lruppe debbono manovrare e combattere. Questi fori.i hanno la scarpa ri vesLita da un muro alla Carnot, defd ato soLLo un angolo cli 28°; i fossi sono GancheggiaLi da caponiere ed a Metz alcuni cli ,essi sono provvisLi cli torri girevoli Grùson . In generale essi sono costru tti per un presidio di 500 uomini con 20 cannoni sul rnmparo; ma, quando le posizioni esigono una forza maggiore d'artiglieria, allora si costruiscono in prossimità al forte e conrnnicanli con esso, due batterie cZ.i ala. Il comando del ramparo è di 8 a 9 metri, la grossezza del parapetto sul fron te e sui rìanchi di 7 metri, alla gola di soli 4 . .La guarnigione è ricoverata d'ordinario, 1/ 4· in ca.samatte .co$trutte lungo it parapetto di gola, dove è pure collocato l'ospedale e nell e parti più. basse la cucina, i magazzini, ecc.; e lfl par Le desti nata al servizio ccl alla guardia, nelle casamatl.e del for te, potendo il rimanente essere disposto nei corridoi, nelle poterne ed anche nei magazzini. Bel.rio . - Sono note le fortificazioni di Anversa che furono si può dire le prime ad essere costrutto sui principii sostenuti ed appli cati da Brialmont . Esse cons istono in una cinta con una cittadella ed una cerchia cli forti la cui caratteristica principale è di avere un largo fosso, un ramparo mo lto alto e di conside1;evole grossezza e di essere provvisti di fianch i mo lto potenti. Le caponierA, sulle quali riposa gran parte della clifesa, consistono in una Innga fila cli casematte, co_perte da un grosso strato cli terra, con cannoniere munite di scudi e attraversate internamente per tutta la loro lunghezza da un paradosso cli terra che impedisce ai colpi che entrano, per 1· imboccaturn di una cannoniera di andare a colpire i pezzi collpcati sulla faccia opposta. Ciascun forte contiene pure, a differenza dei forti descritti, un ridotto centrale in muratura con 'bat1
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RASSEG-NA TECNOLOGICA
terie sovrastanti, l'uti li tà del quale, ora che il Liro arwto ha acquistato tanta giustezza, è mo lto discutibi le, quantunque il Brialmont ne sia stren uo sostenitore. Egli vorrebbe però che ai ridoui per i nuovi fo rti, si aggiungesse una torre girevole, e che si spingesse il loro tracciato al di là della gola per dominare il terreno laterale e retros tau le. I vantaggi che il r idotto può offrire fu .in parte dimostrato durante la guena Turco-Russa nell'assedio di Kars . Quando i Russi s'in.1.padronirono <iel fo rte cli Kanly, dopo di averlo bombardato per una settimana intera con bocche da fuoco d'assedio; i Turch i, trincerati nel ridotto, poterono non solo mantenervis i, ma scacciare a più riprese i Russi dal forte stesso, anche quando erano caduti i for ti altigu.i al medesimo . Le batterie basse collocate all a gola, nei forti d'Anversa, battono i l terreno interposto ai forti col tirn indi retto e ne impediscono perciò l'occupazione al nemico indipendentemente dai fianchi; le casemalle ed i magazzini sono disposti sopra il livello del terrapieno . La di stànza dei fo rti es terni dalla cinta è di soli km. 4,15 , havvi tuttavia i l progetto di erigere una second::i. cerchia di forL i sull e rive del Nethe e del R.upel a 4- km. dai forti ::i.ttuali, allo scopo di mettere quel vasto emporio commerciale, cen tro deìla difesa di t11lto il paese, al sicuro dal bombardamento. Ji'ortift.cazìoni di lloma. - Fra l'idea di creare attorno a Roma un vasto campo trincerato secondo le norme d,lte da, Brialrn.ont pe1· fortificare le capi tali, e l'idea di proteggere questa. città da un semplice colpo di mano fa tto da un nemico intraprendente sbarcato in un punto del littorale Mediterraneo, sorse un progetto che, pure essendo uoa specie di compromesso fra le due estreme proposizioni, quando sarà comp letato, offrirà mezzo di opporre una vigorosa e prolungata resistenza. anche con tro artiglierie d'assedio di med io calibro , Questo progetto consiste nel ri costituire in parte ed in parte nel rinforzare l'antica cinta Aurelian;:i, che 1-.inserra fra le sue mura tutta la cillit e di erigere ad una distanza da questa, variab ile fra 2 e 4 km. ed a circa 2 km . fra di !oro, una cerchia di forti con un comando sufficiente per battere l'aperta e rotta campagna romana.
l'O l\Tll'ICAZ!ONE MOOEl\ì'{A.
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:Questi forti, in numero cli ,17, sono costrntLi snl tipo cU q1ielli di Strasburgo e ne posseggono, salvo poche modificazioni, di cui la principale è la costrnzione delle casematte nel ramparo del fron ~e, le ide11liche di sposizioni interne. Cominci ando da :Monte 1\'lano, sulla riva destra del Tevere a soli 2 km. dall a cinta, ma in posi.zione dominante tutta l,1 valle fino oltre l'i m hoccatura dell' Aniene, i sei forti aià costrntti sulla destra del fiume seguonsi ad intervalli · · tali da, proteggersi eeciprocamente descrivendo un arco quasi concentrico aliti cinta. La loro az ione è rivoli.a verso il fascio di strade -direue a Nord-Est ed a Est dell a città, nella quale entrano per le ,porte Angelica, Cavalleggeri, S . Pancrazio e Portuense. Il terren_o innanzi ai medesimi , solcalo da profond i foss i o niarmne con direzione verso la. cin ta e sboccanti in due valli più lontane e a quelle perpendico lari, rende il còmpil.o di questi foni singolarmente difficile, per cni la loro azione è coadiuvata all'es trem ità ~lel gran~e .arco, da altri for li permanen ti, uno co llocato SLll monte del Trngho in prossimità del Tevere, un, altro innanzi a )fonte ~!~rio sulle ,alture di S. Onofrio ed un terzo sLille alture della Farnesina. Gli otto forti della riva sinistra, a eominciare da quello a Sud ·della città che batte la via Ostiense in prossimiLà del fiume, fino a ,quello che a Nord sul monte An tenne, difende gli shocch i della valle, sono alquanto pi L ì discosti e in Lercettano le numerose strade ,i.:he si dirigono da Sud-Ovest, da Ovest e da Nord verso la me<lesi ma. Akuoe bcttlerie permanenti collocate negli intervalli dove, o per la naLura del terreno troppo profondamen te intersecato da fossi , 0 per l'importanza delle posizioni, si r ichiede una più int:ènsa e ~iù lontana azione di fuochi, completeranno questo vasto campo lrm·Cerato, le cui opere, potentemente armate d'artiglierie a retr9carica sono destinate ad impedire il bon1barclamento della città non solo, ma colle bocche da fuoco pel Liro in areato renderan no impossibile .od almeno molto difficile all'assediante di stabilire entro le pieghe. .del tormeo Lato terreno della campagna romana le sue batterie d'as·seclio. Gli appunti tecnici mossi ai forti di noma, in parte e:agerati da irrequieto desiderio del meglio, in parle da pregiudizi di ·scuola o da smania di critica, non hanno maggior valore di quelli .che si possono far-e ai forti francesi e tedeschi. La disposizione delle ?)
l'O RT [l<JCAUONE MODEHNA
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RASSEGNA TJ,:C~O LOGICA
loro parli e la disLribuzione dei locali in~ern i si possono dire anzr molto commendevoli. E se l'ubicazione di alcun i di essi può essere· discussa e ritenuta non perfeltamente opportuna, è mestieri osserva.re ciò dipendere essenzialmente dal concetto primitivo che restringeva colla spesa il campo dell'azione, la quale del resto si può allargare e rendere più efficace e sicura coll'erezione di opere com- . plementari , come appunto si sta facendo, col vantaggio implicito, di accrescere anche il valor difensivo di tulto intero il sistema. Ci ri mane a vedere finalmen te quali sieno e come disposte leopere di for tificazione provvisoria, da costruirsi durante l' assedio, per completare le difese permanenti. L'utilità di queste opere è grandemente accresciuta oggidì, giacchè su di esse r iposa gran patt e della resistenza, dovendo servirea collegare fra loro ed a proteggere i fo rti isolati che, disposti sopra una circonferenza di un diametro variabile fra i ·l 4 e i 2·1 km. offr irebbero troppo facile preda al nemico se venissero abbandona(~. all e loro sole risorse. Le opere di for tificazione provvisoria. àa elevarsi intorno ad una, piazza, quando si presenti la, probabilità d'un assed io, possono essere cosliLuite da ridotte, o da semplici batterie d'assedio riunite -fra loro ed ai for ti mediante trincee. Sì le une che le altre saranno delerminate in Lul.Li i loro parti-· colari di tempo, uomini, mater iali necessari alla loro costruzione,. come determinati saranno pure i punti sui quali esse devon o essere erette,· affinchè dopo poche ore dall 'ordine ricevuto di mettere la, piazza in istato di difesa, il lavoro po5sa essere incom inciato. La. natura del terreno c1ùalche vol ta impone che queste ridotte e· queste ballerie assuma no la forma e le dimensioni di una vera opera, permanente aflln e cli provvederle di magazzini proprii e di r icoveri alla prova. neces~ari i per una Iunga. resistenza . In tal caso esse debbono coslr ursi in tempo di pace, 'riserbando le opere in terra. accessori e durante l'assedio. Circa al posto dove-col locare quesl,e balterie o queste r idol.le, di, carattere permanen te, se cioè convenga eri gerle sull a linea dei fo t·t i,, avanti , oppure in posizione retros lan le ai rned.esimi, devesi considerare che loro prec ipuo scopo è quello di di strarre il fu oco dai
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{orti, enteo i qual.i sono accumulate le maggiori l'isorse della difesa che conviene conservare il più lungamente possibile, epperciò rn gione vuote che alCllne di esse occupino pos izioni avmnate. CircR , alla, distanza dai forLi, ò da considerare che, non avendo magazzini proprii, dovrnnno dipenderepel' le mun izioni da quelli dei forti sLessi, e che !'artigliel'ie di grosso calibro non essendo susceLtibili di molla mobilità, non potranno essere trainate per distanze supe,riori a 230 o 300 metri, per cui tale sarà l' i1uervallo che separerà -0rcli nariamente quesle batterie dai forti; intervallo che permetterà inoltre di far fuoco al disopra di esse e cli poterle fiancheggiare col .tiro di fucileria. Col procedere poi dell'aWtcco, essentlo necessario di sgomb rare o disarmare queste baLterie avanzate, le quali, avr:rnno adempiuto allo scopo di ritardare i lavori del nemico, altre batterie saranno ..dal difensore erette in posizioni retrostanti. Circa l'arnrnmento dei forti è difficile lo stabilirè soluzioni deter,minate che possono dipenMre da condizioni varie e mutabili quali .sono [a natura del!' opera, la configurazione del suolo e la fo rza. della crulu'11iofoneJ)erò alcune osservaz ion i in proposilo ·sen•iranno a t, V ' . ••uiclare i criteri che le defin iscono. In primo luogo l'armamento cli ciascun forte deve essere adattato al carat!.ere che ne informa le va.rie parti, secondo cioè esse -hanno per iscopo cluranto l'ultimo periodo dell'assedio, o finalmente di battere gl'i nterva.lli dei forti. In secondo l t1ogo dernsi distinguere l'armamento deslinat.o acl agire col tiro diretto, il quale verrà collocato secondo la mitura del terreno antistante; quindi devesi deLerminare il numero dei pezzi di piccolo cal ibro da. adoperarsi nelle sortite, in relaz ione coìla forza della guarnigione destinata a tale ,scopo; e finalmente il numero dei pezzi occorrenti ad armare le batterie provvisorie, allo scopo cli avere una de1·.isa superiorilà di .,artigliel'ia. Qt1esta sarà ottenibile ogn i. qualvolta sia molto limitato il terreno occupato dall' al.laccante; e in via orclinaria, facendo il .calcolo clei peni occorrenti ad armare tutte le baLterie da costrnrsi sulle posizion i fa.vorevo li, tenendo conto anche cli quell i che possono essere tralLi dai for ti non minacciati , per cui in molti ca.si ba..slet'à, quando sia st~t'o calcolato con una certa larghezza il numero ?)
510
51 f
R.-\SSF.GX..\ TECXOLOC:ICA
FORTIFIC.IZIO~E :UODERXA
dei cannoni di medio e piccolo calibro, quello stato fissato giit pe1l'nrmamen to completo dei soli fort i. In quanto ai metodi di incavalcare lo artiglierie e di disporlo in batteria, essi variano secondo la specie di affusti che s'impiega110, quando occorra di disporli piul.tosto in barbetta che in casamatta, dietro parapetli mollo alti e di 01·dinaria altezza. Lo o:;igenze odierne richiedono di mettere uomini e materiale il più possibile al riparo dei tiri di smonto, epperciò quanto è maggiore l'allezza dei ginocchielli degli affusti, d'altrcllanLo sarà meglio e più lungamente assicurata l'az ione dell'artiglicl'ia della difesa. Gli affusti d'attacco e difesa ad aloni rialzati e quelli da difesa permettono un'altezza di parnpello un po' minore di '.2 metri, la: quale è ancora insuffìcientc per lo scopo che si vuo l ragginngerc. Gl' inglesi adottarono due affusti, uno da difesa in cui il rinculo è utilizzalo, mediante un congegno a contrappeso, per ricollocare il pezzo nella posizione di sparo dopo che si è abbassato per la carica, e questo permette un altezza di parapello di circa 8 metr i, ed un secondo, stato recentemente adottato, il quale mediante un congegno idropneumatico, si abbassa come il precedente per la carica, e s'incnlza per lo sparo ed è collocato permanentemente sui rampari clei fo t·ti, siccome abb iamo già accennato . L'elevato costo cli questi a(fosli per i numerosi e piutto:;to complicati meccanismi di cui sono dotali, nonchè le difficoltà e gl' inconvenienti che si nrnnifestano nel loro servizio, hanno pet· altro indoli.o l'artigl ieria inglese ,l studiare un altro affusto che, fondandosi snllo stesso pl'incipio del secondo serva all'identico scopo per inca,,alcan'i i cannoni da 15 e da 16 cm. ad a, ancarica, e l'obice-mortaio da 20 cm. Questo nuovo affosto, cl1e vo1Tù, proba.b iImente adotL;Llo percl ,è presen ta sull'antecedente notevo li vantaggi, fra cu i qnell0 di esscrp trasportabile durante l'assedio da un punto 11cl nn altro, rassomi gl ia nelle sue linee generali ad un ordinario a!Tusto d'assedio benchè più solidnmente costituito. Il pozzo é sostenuto sollo gli orecch ion i da drte spranghe che molano intorno al la sala, e so no per l'altra estremità collegate all'albero cli uno stantuffo che entra in un cilindro collocato fra le,cosce verso la coda dell'affusto, mobile su due perni in modo da po ter prendere diYerse inclinazion i a seconda della posizione del pezzo. Il cil indro è costituito da c1ue
parti concentriche, quella centrale dove agisr,e la Lesta dello stantuffo o ripiena. di acqua e glicel'ina, l'esterna, di aria compressa. Quando parte il colpo, i bracci che sostengono il cannone, ruotando all'indietro intomo alla sala, spingono lo stantuffo nel cilindro e per mezzo del I iqnido comprimono l'aria co ll ocata nella parte es torna, che colla forza es pan si va acqu istata noi l'inculo e nell'abbassamento del pezzo, dà agio a rialzare questo nella posizione di sparo, tosto eseguita la carica. Questo affusto pesa, senza il cannonn, 50 qui ntali cil'ca; è clisposlo entro ripari alla prova di bomba, uei punti pl'incipali di un forte dietro ad tm parapetto allo metri 2,'20, ed il pezzo può raggiungere in queste condizioni ttn angolo di depressione di 1. Pel' ovviare agli incovenienti che offrono questa specie di affu sti troppo costosi e troppo C'Jlllplicati, il conte Geldern del genio mililitare austriaco propone di far uso invece di una specie di piallaforma sollevantesi mediante un movimento ad eli ca entro pozzi circolari. Egli ha determinalo il progetto di un forte a T en tro il quale saTebbero collocali 6 cannoni cli grosso calibro sul front e e 6 di medio calibr~ sui fiaucf\ i, disposti noi modo anzidetto, e da Llil paragone fallo co n una lunetta ordinaria armata con •I 7 cannoni di gl'an calibro e 4 cannoni da campagna, dimostra con alcuno considerazioni e calcol i che il primo presenterebbe una resistenza più grande uni la ad una economia del 4,0 per cento nella spesa. Siccome le idee circa le norme da segu ire nell'attaco e nella difesa delle opere permanenti sono tullora incerte perchè manca un esempio di vera guerra sul quale poter fondare i crit erì, prima di chiudere questi cenni sull'armamenlo dei forti attua li, dnhbiamo accennare ad una disposiz ione che alcuni ingegneri mil itari suggeriscono di dare all'artiglieria della difesa perchè essa abbia ad offrire il maggioro olTet.Lo possibile, disposizione che avrebbe per principio cli non collocare nei forti che i pezzi clestincit,: al combcit,timenlo da vicino e di porre invecli •nelle batterie inte1·medie qiMlli destinali a sostenere il di,ello d'artiglierin coll'assediante che !ta. l1wgo nel primo e secondo pel'iodo dell'attacco. In un suo studio sull'atlacco di una fo rtezza clell'avvenire, il capitano Fraser consiglia infalli di co llocare nei forti alcuni cannoni 0
•
5 12
51 :3
RASSIW.'i.\ TEC.'iOLOGIC.-1.
FOIITI f!C.\ZIOXE ~IOOER.'iA
di piccolo calibro perfettamente riparati dai Lil'i, menLrc quelli dei fronLi non allaccaLi e un cerLo numel'o di quelli destinati all'armamento di difesa, di porli invece nelle batterie el'eltc in vicinanza dei forL i, eparimenLi il colonnell o Y. Saùer dell'arLigl ieria german ica, in una conferenza lelta agli ufliciali della fortezia. di Gel'mersheim, propugna le medesime idee. I vantaggi evidenLi di questa disposizione del l'artigli eria èli cui parliamo sarebbero i seguen Li: ·1° L'allaccante conoscendo i parLicolari delle opel'c permanenti do1ro sono aLLualmenLe l'iunite quasi tutte le r isorse della difesa, ha i termini per regolare su di esso un 1i1·0 concentralo efficacissimo, Yisla la giustezza e la potenza delle moderne artiglierie, per cui l'aumentare le cause d'errore nel punlmnento dello bocche da fuoco nemiche coll'armare batterie in posizioni che non possano essere da questo conosciute in precedenza, gioverà grandemen Le a p!'olungare il liro clel difensore; 2° Col togliere ai rampari una gran pal'LO del!'al'tiglierìa di grosso calibro, si utilizzano meglio i parapelti per la difesa da vicino; 3° Col disLoglicrc dai fot'l i quasi i11LeramenLc il Liro dell 'attaccante nel primo periodo dell'assedio si polrà più a lungo conserrnrne le difese ed opporsi efficacemente al nemico nei successivi periodi; il riparo elci guasli snl'à più faci le e costerà meno perdite. A quosLi vantaggi si contrappongono invece alcuni gravi inconYenienti quali sono: La difficol là del munizionamento, non essendo qucsLe batlerie fornite di magazr.ini mo lto amp i, nè ben riparali; Quella di do, er eseguire il puntamento indirello per la posizione brtssa che Laii batterie devono avere; I l:wori necessari per ri tirare i pezz i nelle posizioni retroslanti quando il fuoco nemico rie5ca a essere preponderante; La faci lità con cu i queslc baLLerie possono essere prese d'assalLo per le scarse loro difeso di sicurnzza. A questi appunli i sostenilori rispondono: Ch e co lle risorse che in una i;:rande fortezza sono a disposizione del difenso re si può benissimo noi perioclo precedente l'assedio rendere le haLLerie ed i magazzini allretlanto e più sicuri di
·quelli dell'assediante per riguardo all'efToLto delle artiglierie, giacchè esse possono essern disposLe in guisa da valersi delle ondulazioni del terreno e queste farnrire poi le comunicazioni onde iwviarvi, nottelemro, le munizioni mentre che il nemico è obb ligato a sosLare nella prima posiz;one; Che le batterie di ala, proLetle a loro ,olla dai fianchi clei forLi, possono essere coslruLle in modo dtt esercitare un certo comando fra gli intervalli, epperciò proLeggern co i loro tiri diretti gli approcci dello altre baLLerie intermedie più distanLi dai forti, il cui parapeLLo con un comando minore farebbe realizzare un risparmio che andrebbe a vanLaggio del profilo delle balLcrie cli ala; Che. il puntamento ed il Liro indiretto delle batterie intermedie invisibili al nemico, annaLe con cannoni di gran calibro, quando convenientemente esegui to, sarà di un e[etLo gl'anclissimo perchè 1:onLinuato anche contro la. seconda posizione del nemico, dalla quale si fa il tiro di demolizione; il poLerepoi mutare all'occorrenza In posizione di queste batter.ie, renderiL sempre pi ù incc1·Lo e difficile il fuoco dell'al'\'ersario, sul quale invece cp1ello del difensore acquisterà sempre maggiore esattezza per la maggioro conoscenza che egli ha del LOl'l'Cno sul quale il nemico clrYe stab ilirsi quasi sempre in visLa del difensore e per l'azione concorrenle che ver.. ranno a questo pun~o ad esercitare le halterie elci forte; Che la diffi co!Lit clel Lrnsporto dei cannoni da una batteria a.cl un'allra, sarà climinuila cosLruendo affusti p iù mobili degli attuali da difesa, e più leggeri cli quelli nltuali d'as::;edio . Un affusto ad cclisse che presenLassc anche il nntaggio di uu peso non troppo grande semplificherebbe moll.issimo la, questione dell'armamento delle baltorie inlermedie e non è for:;e molto lontana la soluz.ione di qnesLo problema se si gual'dano i progressi falli iu quc:;ti anni uell"arLo tlel cosLruLto re; Che l'affidal'e ai forti il còmpito (lella difesa da vicino, quando cioè il nemico si a,·,rnza dalla seconda posizione, ha il grandissimo Yantaggio cli polervi impiegare al'Liglieria di medio calibro che sarà slata tenuta in riserva nei ricoveri a prova di bomba durante i primi due periodi dell'assedio e sarà posta in balleria o in Lorri 0 in baLLOl'ie col'azzate- o in quelle casamaLtaLe clei fianchi . Col tiro di queste potenti artiglierie smascherato in tempo opportuno,
____/ ~ __
514,
RASSEGNA 'l'ECNOLOGJCA -
FOR'l'!FTCAZIO:'<E 1\J ODBH.NA
e ~o~ quello ~i 1?-itragliere provviste di scudi, quantunque le batt.ene intermedie tossero state evacuate, l'assediante si troverà d'un tratto arrestato, e gli riescirit impossibile di penetrare tra i forti. per cui sarà costretto o di proeedere all'assai Lo o d'intraprender~ nuove operazioni per far tacere le batteri e dei fort i. · A queste nuo,,e idee, sostenute anche da Brialmont, opportune qu?~d?. il _pericolo di tenere ammassati nei forti tuLti i mezzi pit't sohd1 d1 difesa apparisse troppo grande, sembrn che già vogliansi accostare anche gl'ingegneri tedeschi i quali affidano alle batterie d'ah il còmpito di battere il nemico nella prima posizione ed a quelle intermed ie d'.impedirgli di occupare la seconda co l concorso dei !ia~chi d~i forti. Ad ogni modo abbiamo crednto op · portuno d1 citarle giacchè nulla deve essere ignorato circa il modo col quale potrà svolgersi in avven ire la difesa cli uua piazza, e perchè riesca più completo l'esame dei mezzi che ha attualmente l'assediante per vincere la resistenza d' umt posizione fortifica ta, il che formerà argomento di un'altra. Rassegna.
DELLA
LEVA SUI GIOVANI NATI NELL'ANNO 1861 E
DELLE VICENDE DEL R. ESERCIT O dal 1° otlo~re i88 l al 30 seUemb:e i88~
Re lazione del tenente general e F&DER!CO TORRE a S. E. il Ministro della g uerr:i..
Con la consueta puntual ità e diligenza il generale Torre ha pu bblicato questo ·19° volume della ·sua ornai celebre statistica, preziosa per lo studio delle condizioni sociaI i, mili tari e sanitarie dell'Italia nostra . Compilata con uniformità cli, vedu te, con armonia di mezzi , con chiarezza di scopo, essa si presta mirabilmente a darci un esatt.o concetto dello sviluppo dei nostri ordini e delle nostre forze dal giorno della fondazione del regno d'Italia sino agli ultimi mesi. E d'altro cauto gli studiosi clelle scienze social i trovano in essa largo campo al le loro ricerche intorno alle condizioni della co ltura letteraria, della salute pubblica, delle arti e delle infostrie eserci tate nelle varie regioni, nelle varie pro·vincie ed anche JU ciascun circondario, avendo il modo d.' istituirn opportuni confronti fra le diverse parti di cui il regno si compone . · Ci sia ora concesso di addurre alcune cifre riepilogative e di stabilire c1ualche paralcllo coi dati dell'anno precedente.
I.
Il 30 settemb1'e 1882 gli uomini descritti nei ruol i militari dell'esere,it.o permanente e della mil izia mobile erano: 1
1,0(~6,760
1
cioè 7·14-,958 dcll'c:;ercito permanente e 33·1,802 della mi lizia molJile.
,5,fG
186'1
DELLA LEYA SUI GlOVAè'\\ NATI NELL'ANXO
E DEU,E VICENDE DRL H. ESERCITO
Esercito 1)ennanente .
L'esercito perm anente presentiwa clnnrrue al 30 settembre 4882 m111 diminuzione di 18,754 uomini di fronte alla forza a ruolo alla stessa data dcll':nmo precedente. - Invece la mi lizia mobile aveva 36,72·1 nomini in pi ù, e la mi li zia territoriale offriva nei suoi ruoli 1m aumento di 1108,255 uomini, dovuto all'incremento natura le che ogni anno l'una e l'altra milizia acqL1ista grazie alla rotazione delle classi colpite dalle nuove leggi . J~a lieve diminuzione nell'esercito permanente deve essere già a quest'ora in gran parte scomparsa, grazie sll'arruolarnento della leva successiva (classe 1862) il cui contingente è superiore d'assai a quello del le classi anteriori ; e si convertirb. po i in aumento sensibile e progressivo per l'aumento di ferma della 2.n categoria e dei ritardati passaggi cli clas:'-i alla milizia mobile, stabiliti dalla recente legge 29 giugno ,188'.2. Di t1itta la ingente massa cl i uomini ascritti : 1 1 R. esercito, soli 162,341:i si trovavano alla data suddetta sotto ·le armi, compresi 19,830 carabinieri. - Ii rimanente in congedo illimitato. Quell i ascritti all'esercito perrnanent.e erano così divisi per gradi (4). 1
Rt~ggimenti di fan teria Distretti milita ri Battaglioni alpini Bersaglieri Cavalleria Artiglieria Genio . Carnbinieri reali . Scnole e reparti d'istruzione Compagnie di sanità . Corpo in validi e veteran i . Depositi dei cavalli stallM1i . Compagn.ie di discipl ina . , ~1)·1· t' ( Uomini di aoverno . St« 1 ,men I ~carcera ti ·i· t · Com J )a 0'llJC 0 Ili! I ari ' d· Compagnie reclusi . 1 pena Nei reclusori Uffìciali in servizio attivo, disponibili Lit cd aspettDtiva . r rnciali di cornplemenlo .
I
2tl6,300 'z4 1J,956 47,ll69 4-2,4'.29 36, 7'12 67,2·1'.2. '15,887 119,830
1
2 ,70i'i
5,320 7:26
7H.,958
2~.o 1,257
1
34-·1 328 :36474-9
.
1
1
1:2,g.oi
2,7:1 1
I
ilfilizia mobile.
Fanteria di linea e ber;;;aglieri . Battagliotli alpini Artiglieria Genio . Ufficiali Uffici:-,li di complemento .
G R AD O 30 11,ii05 3, 118·1
j
2·1,808 ( 33 1,802 3,6H 1,225
Esercito
Milizia
Numero
permanente
mob i I e
totale
Sounfficiali
"9,.l:62
4,519
'.2,i., 04-·1
Caporal i
7o,459
2!~,947
400,!l06
604,90ft,
300,6·12
905,lH6
699,8'.25
380,·138
1,029,968
1
1
439
)
Soldati
1,0/i.6, 760
Totale A qnesti ·1,O!t,6, 760 aggiunti i 11,208 nffìcia li nella posizione cli servizio ausiliario, i 3,936 uffìciali tiella milizia territoriale, i 3,6tl9 uflìcial i della riserva ed i 930,066 uomiui di bassa forza della milizia territoriale, si avevano in quel giorno 1,985,6 19
1
·uomini.
• (1) Non sadi intttile avverti re che in q11esta classificazione per graài i carabinieri setnpib sooo por tati fra i soldati, ·e i vice -brigaùie ri fra i caporali, aJ. on ta. della diversa assimilazione ùi gra·.lo p~r essi stabilila dalla iegge sull'ordinam ento del , R. esercito.
. tH8
DELLA. LEVA SU I CJOVAN! NATI NELL'ANNO
La specie di arrnolameuto di tutti questi mil itari era la seguente:
.-
perm a n en l.c A
Numero
____,,__
--
Quota
percentuale
6654..10
93,08
326887
99,00
\ ' olontari ordinari
15689
'.2,24
13-1
0,22.
,f348
0,'19
di un anno
'olontari che Sii~ fecero l'anno di servmo
Volontari che ottennero cli ritardare il servizio
370~
0,53
I
-
-
'.z,f 05
~l,1 117
0,38
-
7·27
0, 110
-
tennero di ri tardare il servizio
s urrognti ordinari .
311
I
5·1
0,20
348
,) ·114
1
0, 16
-
720·1
1,03
-
servizio sedentario
790
0, 1111
Estranei ~]]'esercito
276
-
'R.affermati con premio per tre anni
scambi
di numero
I I
1i\.:20
-
0,04
-
mobile
Classi di 2." categoria in congedo illimitato .
1130772 3211850
,160221
2.H.i62.9
164947
Uomini con ferma perman ente di 8 anni, sotto le armi . . . . . . . . . . Uomini con ferma sospesa (Stn bilimenti militari di pena) . %0
-
I
-
Raffermati senza premio per
un anno
0,G4
r Sotto le arrni .
CJnssi cli ,1" categoria con 1 ferm a t emporanea. ~ In 1~ongedo illimitato.
Uom ini senza limite di ferma (Veterani)
s!udenti universitari che ot
urrogati cli fra teIlo
permanente
Milizia
Quota
Numet·o
pel'cer. tuale
Inscritti di leva .
~ olontari
Esercito ·
mobile
'
' '
La forza com plessi va dell'esercito permanente e della milizia moJ:Jile era rappresentata dai seguenti elemcuti :
MILIZIA
ESERCITO
tH9
B DELLE Y!CENDE DEL R. ElSERCI'l'O
18611
0,02 0,11•1
I I I I
I 1J6
I
La proporzione per cento delle età dei singol i militari risultava la .seguente:
-
-
La proporzione delle diverse specie di armolamento è quasi iclentiea a quella dell'anno avanti.
Minori di anni ,1s
..
?lfag3iori di i18 :rnni e minori di 211
..
Ese r cito
Milizia
perma nente
m obi le
0,05 1,73
anni
68,27
11,6·1
Dai 2.5 ai 30 anai
28,29
65,89
1,46
32,50
Dai 2·1 ai
•) ,.,<)
Dai 30 ai 40 ann i -OJtt'e i 40 aoni
1
0,20
E DELLE VICENDE DE L R . F.S El\ ClTO DEL LA LEVA SUl GlOVANI NA'tl
NELT,'n~-n,o ·l 86·1
L' istmzione doll'esercito, che si paò dedurre dal tempo passato dai mi litari sotto le armi, segna un leggiero miglioramento cli fronte all'aono decorso, grazie ali' iniziato sistema dei richiam i annuali delle classi cli 1" e 2n ca tegoria. 1
Comp!emcn10 Mili zia Esercito dell' eserciLo mobile permanente permauenie ,2~ categoria)
.,,,,o
Punto
' Non oltre 2 mesi per sern-
59,87
-
Complemento della miliiia roob1!0 ( 2~
ca tegoria}
57,29
-
-
-
-
4:0,03
-
0,88
-
n,96
4-1,38
-
12,7 1
0,10
0,07
·1,33
H-,87
-
0,35
-
))
60 ,03
-
8 1,,,;3
a /~
))
2,00
-
-
))
.i, 3 5
))
.\, ,5·1
-
0,09
))
5 a G
))
0, 68
-
-
})
6
7
))
O,ii8
-
))
1 a 8
})
0,59
))
8 a 9
))
0,33
))
O,A-2
-
-
-
))
0, 3'.2
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0,"9
Da 6 mesi ad 4 anno
.,
.,, 3
1
a 2 anni .
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>>
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0,08
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0,07
-
Hi a 20
))
0,26
-
0, '13
-
1
>>
• 20 a 2r,
))
Più di 25 •
1
1
1
plice istruzione 2 m_esi per la sem pl ice istruz1one Da ,, giorno a 6 mesi Da
Lo scor::;o anno la trup pe cli complemento dell'esercito permanente davano il 7·1,56 per cento di privi di ogni ist1·u7,ione militare. È da temersi conto che la milizia mobile (escluso il complemento) annovera quattro quinti degli uomin i che la compongono con un servizio militare di circa 3 anni. Un eguale studio non è possibile pet· la milizia territoriale, compo&ta cli sottufficial i ,13,7ti3, caporali f. ,1,850 , soldati 874,463. Essi provenivano : , Dnll'esercito perm:rnente diret1amente dopo compiuta 'la ferma tempot'anea di anni ,1·2 (uomini 11ppartenenti alle compagnie operai e da costa d'.ntiglieria, alle compagnie del treno ed alle compagnie cli sanità) nonchè qnelli cli cavnlleria dalle classi 1846, ,1847, ·18i\.8, ,18t9, 1850, -185 1 e 1802 . . . . . 26 ,949 Dall'esercito permanente dopo compiuta la ferma permanente (sottuffi ciali, carabinieri, 11ssolcbti, rias:;oldati, raffermali). "6,085 Dalla milizia mobile al termine della ferma temporanea (uomini delle classi 1843 , ·18,i..i,, ,1841,, ,1846, "84:7, 1848 e 1849) . . . . . . . . . . . . ·18:z,'.z79 Dalla mi lizia mobile (uomini di ;2,a categoria delle classi •18,i-6, "8,1.-7, H; t~8, ,18ft.9, 1850, ·185 1 e ·1852) . . 289,861> Dalla leva · sulle classi 1855, ·l 8ti6, "857, 1858, ·1859, 1860 e ,1861 (nomini assegnati alln 3a categoria in virtù. degli articoli 86, 87 e 88 della legge) . . . . . . . 398,975 Dall'esercito permanente e dalla milizia mobile (nomini delle 1e e ;28 categorie passati alla 3a in virtù degl i articoli 95 e % della legge) . . . . . . . . . . . . . "5,913 930 ,066
1
0,•1-1:
-
1
-
-
-
-
- · - -
-
1
1
1
1
1
1
1
1
II.
La classe del 186 1 si presenta con :2n ,7 16 inscritti nelle liste di estrazione, cioè 10, 086 più che la precedente. Ecco l'esito della cerna fra questi inscritti : Cancellati dalle liste . . 3,80·2. cioè ·1,28 per cento Riform ati . 8~,77 1 » 27,80 » 16,55 )) Rimandat.i alla leva successiva . 49,259 3, •H Dichiarati renitenti . . . . . 9,253 » )) 2,1 ,53 Computati nel contingente di 1a categoria 64: ,,112 ·" )) H, 13 Assegnali alla 2• categoria . 33,,129 » » alla 3· » • 55,:-390 » ,18,60 1
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52.z
DELLA LEVA SO! GIOVANI NATI NELL'ANNO
1861 E DELLE VlCENDE DEL R. ESERC ITO
La proporzione dei ' riformati è maggiore dell' 1, 70 per cento rispetto alla leva anteriore. Conseguentemente è diminuita quella degli arruolati in .2• ca tegoria del 2,22 per cento, e ciò non ostante l'esercito permanente ha avuto un incremento di ben 97,24'1 uomini di 1n e 2a categoria, e la miJiiia territoriale di 55,390 di 3a categoria. Di tutti questi uomini di P, 2" e 3a categoria, sapevano leggere e scrivere 76, HS3 cioè 49,89 per cerito sapevano sol tauto leggere . 3,617 • 2,37 ,, non sapevano nè leggere nè scrivere . 72, 861 » ,i.7,7fi. » Nella precedente leva co loro che sapevano leggere e scrivere erano nel la proporzione del 48,84; sicchè cruest'anno si verifi ca il lieve miglioramento deJl',1,55 per cento. Circa un terzo dei riformati dal servizio militare lo fu per mancanza di statLlra; per conseguenza è da ritenere che il ·1 O per cento dei giovani all' N/1 della Jeva non raggiunge J' infìma misura di metri 1,56 ! Le altre cause princ.ipali di riforma furono: la debolezza di costituziorrn che rnppre~enta circa il 33 per cento su tutti i riformati; le ernie 11 iscerali , i gozzi, le oligoernie ed altre cachessie congeneri, i vizi di conformazione del casso toracico, ecc. Le pro irincie che diedero un maggior numero di riforme furono, secondo il consneto, quelle di Sondrio, Reggio Calabria, Bergamo, Catanzaro, Cosenza, UdinP-, Cagliari, Messiu:i, Sassari, e Girgenti. Quelle che ne diedero meno furnno Vicenza, Ravenna, Pisa, Treviso, Modena, Forlì, Lucca , Verorrn, P:irma e Ferr:1ra. Il numero dei renitenti, che si mantenne nelle stesse proporzioni dell'anno avanti, fu in gran parte com µosto d'inscritti delle provincie di Genova, Napoli, Pa lermo, Messina , Potenza, Salerno, Cosenza, ecc. - ed il minor numero di renitenze si verificò nelle provincie di Firenze, Forlì. Ravenna, Bologna, Ferrara, Padova, Perugia, Pesaro, Rovigo e Arezzo. Non vi fu neppure un renitente nei circondari di Altamura, Montepulciano, Lugo, Forlì, Cento e Siena . Detraendo dai M·H2. inscritti arruolati in 1• ca tegoria, tutti quelli che già si trovavano sotto le armi perchè volontari di un anno, od ordinari, quelli in carcere, i morti dopo l'arruolamento, i disertori, gli allie\•i negl'istituti, gli ufficiali, ecc. si ebbe che soli 57072. vennero assegnati e diretti ai vari corpi del R. esercito . Di essi 3z558 vennero assegnati ai reggimenti di fanteria, 62.0 ai granatieri, 2836 agl i alpini, 5422 ai bersaglieri, 4705 alla cavalleria,
523
.4239 all'artiglieria da campagna, 2146 a quella da fortezza, 1808 al genio, 15,1,i ai carabinieri reali, 77 soltanto ai reparti d' istruzione, il rimanente alle compagnie di sanità, alle sezioni panattieri e ad altri $ervizi diversi.
III.
La parte seconda contiene le notizie relative 111 movimento numeTico di nomini veri fica tosi nel R 0 esercito dal 1° ottobre 188·1 al 30 -seLtembre 1882, ed è quella che si presta meglio di ogni altra ad un .accurato !,tudio delle nostre condizioni militari. Ne spigol iamo quelle notizie statistiche che ci sembrano più interessanti . Il numero degli arruolamenti volontari ordinari i e dei passaggi per Jibera elezione dalla 2a e 3a alla ,1a ca tegoria fu assai inferiore a.. quello dell'anno precedente, rirlucendosi a 2256, rispetto a 2766. Tutta la diminuzione si è veri fì cata esclusivamente nell'arma dei -carabinieri reali, · nella quale si ebbero soli 333 arruolamenti, di fronte .a 963, senza che se ne possa ben spiegare la ragione. - I reparti d'istrnzione ebbero in\'ece un sensibile aumento arruolando 112:1 giovani, cioè 329 in più del l'anno avanti. L'arruolamento dei volontari di un anno fu più scarso di quello <lei ,J88·1, ascendendo in tutto a 678 (compreso quell i ammessi aritnrdare il servizio al 26° anno), mentre nel ·188,f era stato di 9·1O giovani. Però aggiungendo a ('(nella cifra nitri 78·1 che si premunirono, ossia dichiararono di conservarsi il diritto pel c.aso di idonei tà r iconosciuta dai consigli di leva, si ebbero in com plesso 1459 arruofati per un anno, dei quali il maggior numero fn dato dalle provincie ,di Torino, Gènova, Na poli, Roma, Milano, Palermo, insomma da ,quellll che racch iudono i più grossi centri di popolazione. Vei;i.iamo ai reparti di istruzione. Già nel 188·1 esamin:rndo la 17a relazione Torre, ne riportammo i risultati complessivi (1) . - Ora crediamo utile soggiungere , che nell'anno 1882, i giovani i. qua li portarono a termine la loro istru(I) Serie JH, anno XXVI, tomo l i. - Dispensa IV. -
1
Aprile JSBÌ, pag. !53 e seg.
n.
E DELLB \'ICR:-iDE DEL
524
DELLA LEVA SUI GIOVANI NATl ì'iELL'AX-XO
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Nel precedente anno 1884 avevano superato l'e~ame a sergente 779, dei quali
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·1 . catugoria, classi 1854-!S5
p:irte - per
sicchè, faue le debite proporzioni, si risco11tra un Jeggiero miglioramento, Le rafferme con premio concesse poi 1882 furono "6t.3, cioè 317 meno dell 'unno prececleuto, e così il numero delle rafferme accorciate dalla loro istituzione al 30 settemb re 1882 ascosH a 1490ti . Le condizioni sempre più penose ùella cnssn militare sono state senza dubbio causa dello scemato numero di concessioni, che naturnlmente ricade a danno della buona costituzione dei quadri dei sottnfficiali. I risullnti della chi:imata all'istruzione delle v;irie classi e categorie· non potevano essere più brillanti. Difatti, il numero dei mancan ti senza giustificato motivo fu tenuissimo; e saril poi scemato ancora in seguito, poichè mentre i dati contenuti nella relazione rimontano al settembre ·188~, cioè a poco dopo la chiamata, vi è ria ossen•are che fu dato tempo a giustificare ]e a~senze sino al 3 1 marzo ·1883, io maniera che durante questi 6, mesi mollissimi si saro nuo potu ti mettere in regola.
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zione fu ro110 699, dei quali 6/i.tS superarono l'e,ame a sergente, e 5 \ dovettero passare ai corpi col gr:ido di caporale. I 6!15 furono così qualificati: Ottimi . Buon i . ì\Icdiocri
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Sarebbe ozioso l'istituire un confron to fra le diverse classi poichè la proporzione dei mancanti 11011 differis1:e gran fa tto dall'uua al l'altra. -- Se degli uomini di 3a calegoria ne mancarono in maggior numero di quelli delle altre, deYcsi certamente attribuire alla minor conoscenzn dei loro doveri e dei lorn dritti di dis pensa . Le prnrnozioni noi vari grad i di truppa ascesero a 27657; le ::;o-spensioni a 3B; le retrocessioni a 1 129, cifre non molto dissimi li da quelle degli anni antecedenti. .Le mancanze principali che motivarono le retrocessioni furono: la cauiva coudotta abi1.u11le, quelle discipl innri in genere, quelle in servizio, la pre\'aricazioue ecl appropriazione indebi ta, i debiti con inferiori . Nel ('O rso del l'anno passarono alle compagnie di cl isci pliua ·I000 mili tari, dei qnal i 1~66 dopo aver espiata nna condanna per furto. All:i reclusione, :il lc compagnie reclnsi e carcerati furono mandati I :•36 uomini, di cui ben i28 per diserzione, 331 per furto, 185 per jnsuborclinazioue. E ' Iui siamo rimasti stazionri ri.
526
DELLA LEVA SUI GIOVANI NATI NELL'AN!\O
186'1
Ma è da notarsi bensì che i disertati nel corso dell'anno dalle filedell'esercito furono 88:i-, cioè 100 di meno dell'anno avanti. Molto interessan ti sono i dati statistici contenuti in questa relazione sui militari congedati per riforma in rassegna cli rimando,. e sullecau'se della mortalità. Gli studiosi d'igiene militare vi troveranno larghissimo campo alleloro ricerche; noi dobbiamo limitarci ad un breve cenno riassuntivo. I militari congedati per riforma furono 4·145, cioè suppergiù quanto l'anno precedente, e cli essi soltaoto 3 1 per malattie incontrate in servizio. Ecco le cause principali di rifo rma: debolezza di costituzione, deperimeHto costituzionale, cachessia, tubercolosi polmonare ed altre al-· lerazioni organiche dell'apparato respiratorio, . ernie viscerali, vizii organ ici del cuore, miopia, ccc. I militari morti sotto le armi ascesero a ,1897, cioè a ,137 di meuodello scorso anno, in cui furono '.2.034 . Di essi ne morirono per cause· di servizio '.2.9, fra i quali ,1s appartenenti all'arma dei carabinieri reali, 86 per suicidio, dei quali 22. dell'arma stessa. Ambo questecifre sono quasi identiche a quelle dell'armo precedente. Tulle le armi hanno d:1to il loro triste contingente al suicidio J1Clla seguente proporzione per mille sulla forza media degli nomini, sotto le armi: 1
Carabinieri reali Comp . di discip. e stab . di pena Distretti milita ri Reggimen ti di fanteria Scuole militari Artiglieria Bersagl ieri Gen io. Alpini. Cavalleria
1, 11 O, 92 1
OJ9 0,4-7 0,34
o.~·1 0,20 0,20 0,44 O, ·1t
ln complesso il numero dei morti sta alla media della forza sotto· le armi come 9, 60 : 1000, mentre l'anno avanti si ebbe il '10• per 1000. La proporzione della mortalità nelle varie armi non si scosta molto dal la media. - A presdndere dal corpo dei veteran i ed invalidi in cui la mortalità è sali ta sino al in, 95 su mi lle, per ragioni faci li a .comprendersi, i più colpiti furono i bersaglieri c,1,1,6,1 per mille), ii
E DELLE VlCENDE DEL R. ESERCITO
527
meno gli alpini (5,5 1 per mille). - La faottwia e· l'artiglieria superarono la media dell'uno o poco più per mille. . L'arma dei carabinieri reali e le compagnie di disciplina, non ostante i numerosi suicidii, hanno raggiun to appena il 6, 73 per mil le! Le malattie che furono causa principale di morte sono quell e d'infezione, quelle degli organi respiratori e quelle del sistema nervoso . L'esimio generale chiude la sua relazione col far voto che i dati eia lui raccolti con tanta fatica, con tanto studio, e più. di tutto con tanta scrupolosa veri tà possano suggerire agli studiosi proposte cli miglioramenti morali ed igieni ci per il bene dell'esercito . r.he il suo voto si compia, questo è l'augurio nostrù. 1
., l\ll'!STA ESTERA
-« d'1fendere: ern quindi ad aspettarsi d'essere rotti in qualclie punto, « e lasciare il nemico padrone dd la situazione . Pensai perciò ad un
nuovo schieramento, mercè cui potevo arrivare s1ì t'utt.i i puntL COU t'lLUO l'esercito, O CfU.DTitO meno con forze S1imcienti per arre« stare l'offensiva nemica . « Pensai :id una linea della quale il centro fosse s.pinto innanzi, e << Fossero ritirate la destra e la sinistra ; co;;ì io percorrevo sempre « la corda e i I ne01 ico percorreva necessariamente l'arco . « Presi B,riançon 2)M' punto fisso di quest'arco, il punto in cui « doveva esse1;e il gr-o.sso delle rnie t.ruppe, e dal quale dovevo lan« ciarle a destra e sinistl'a, secondo i movimenti del nemico. La linea « passava a destra per la valle di BarcelounCLte e cadeva cli l.\, per ·« il colle di Caillè\ le, nella valle d'Entraume, do-ve il Varo ha sor« gente, e proseguiva lnnghesso fino allo sbocco del · Medit~na~1eo, « fra Sant-Laureut ed Antibo . Per atsicurare la mia comun1caz1one « da quel lato, feci. fare a Tournoux, nella valle di Barnelonnette, ~111 « campo t.rincert\t.o elle doveva servirmi quale magazzmo e dcp~s1to « per le tmppc, nel cnso che il nemico movesse nella dtr:'z1_o~e « Cunco-Tendn . - L'entrata nella valle di Barcelonnette era lacil1s« sima, e da essa si poteva anelare a Seyne ecl alla Durnncc, e così « d'un tratto il nemico poteva trovarsi nel mezzo del nostro paese. « Ero ben sicuro di sbarrare questa via con Tournonx. « La linea a sinistra passava per il coile del Galibier, fadeva a · ·« Valoir, di là il Saint-Jean-ùe-Manrienue, e quindi, coperta clall' Are, « fino alla confluenza coli' Isère, che seguivo fino a Mautmeillan e « Barraux, dove avevo pensato cli e~·igere un campo trincerato. Non -<< pensavo conservarmi padrone della THantasia nè c~el _rimanente « della Savoia, a roMivo che la "mia linea sarebbe r1us<;1ta troppo « dritta e che i nemiei avrebbero potuto, con contrornarcie, rom·« pcrmi in alcuni punti; retrocerlenclo la mia _linea, ero _sem<c pre sicnro di prevenirli. Per nssicnrare gli spostament.L (na« ~eltes) necessari, pone,,o grande cma a Yalo(r~, ~un~o eccel« lente, che copre il Galibier ed impedisce ai nem1c1 d1 discendere « per la Morieuua al diso tto di S. :Niichele, e per conseguenza r1get·« tanclol i nella Tarantasia se essi volenno marciare ìn Savoia, dan« domi così tempo di giungervi prima di loro, e dispormi a difesa. .. Ero ben sicuro che fino a quando. non lasciavo al nemico altra co" municazione, di qnella del Piccolo S. Bernardo, esso non avrebbe .« potuto svernare in Savoia, aueso che le sue sussistenze sarebbero ., tratte di lontano, e che quando la neve avesse tolto ad esso anche
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RIVISTA ESTERA
LA PIAZZA DI BRIANçON NELLA. DIFESA DELLA FRONTIERA SUD- EST DELLA !?RANCI A_
I. Durante la gnena cli successione di Spagna, nel 1709, gli 'alleati austro-snrdi concepirono i I pensiero strategico di assalire la Francia con temporaneamente dalle Alpi e dal Reno . Per codesto piano d'operazione J'esercito agli ordini di Viuorio Amedeo II doveva entrare in Savoia, e per la Bresse marniare sulla Franca Contea, luogo di convegno coll'eserci to imperiale che doveva passare il Reno ('1). Al la difesa della fronti era delle Alpi presiedeva i I maresciallo di Berwich, al quale Luigi XIV aveva comunicato il progetto uemieo. Il maresciallo francese si propose di arrestare nelle Alpi l'offensiva sarda. - Percorse il terreno della difesa in ogni senso, ue stud iò i carat.teri difensivi e controffensivi, e formulò il rno piano di gt1erra . Eccolo : (2). ' « Le .ricognizioni fa tte mi decisdo sul modo con cui dovevo schie« rarmi per la difesa di questa frontiera ; da Ant.ibo, cioè, al l<1go di « G·inevra. Cotesta (ronte ha più di sessan ta leghe attraverso alle Alpi . « La difensiva era cosa difficile, perchè il nemico dalla pianura « del Piemonte, con iscopo ben determinato, poteva d'un trat.to, por« tarsi con ti1tte le sue fol'ze sul punto che voleva; mentre noi, in« certi sul suo disegno, saremmo sta ti costretti a frazion arci per tutc.o 1
( 1) SHucrls. - Histoire militaii'e di. Pi<fmont Voi. 5. Tul'in, 1818. (2) Due OB B&RWICIC. - Mémoi,·es. Paris, 1872.
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RIVISTA
quella comuoìcazione, ero in grado cli assal irlo con tanta gen te quarHo sarebbe piaciuto al Re (di Francia) di comandarvi dalle altre frontiere. « Siccome dalla conserca::;ione del punto centrale della inia linea, dipendeva tutto il sistema difensivo, credetti che abbisognasse assicurarsene: così Br-iançon essendo ww cattivissima 7Jùizza, clom·,;nalei da tutte le pa·l'ti, e sulla quale sapevo che il re di Sardegna tenera sempre riwlti gli occhi, r;i /'cci custrnire nn campo trincerato • ('I ) . Questa la genesi strategica o storica della piazz1.1 cli Briançon.
II. ~ella seconda metà del 1700, il generalo Bonrcet (2), profondo conoscitore delle Alpi , o certamente iuspirato alle operazioni del Borwick, formulava un piano difensivo, nel cruale la funz ione strategica della piazza di Briançon, vi era chiaramente indicata. La difesa dello Alpi doveva appoggiarsi essenzialmen te a BrianronGuillcstre- Tournoux, vera e principale base dello operazioni. - Per coprirsi da attacchi provenienti da lla Savoia era necessario prolunga re codesta linea al nord, per ii Galibior, rìno a 1'1011tmcll ian e narraux. P unto capitale dello schieramento : Briaçon. L' idea fondamentale del Bourcet è pur sempre quella del mnresciallo di Berwick. Briaçou deve essere piazza eminentemente offensiva : pi:m:a offensiva per la Fra11ci:i che vogli11 invadere i I P icmon te, come per il Piemonte che nssnlga la Fi·nncia, e se no imposses;;i . Infotti da Hriaçon si minaccia Grcnoble, sul la strada più clireua verso il centro del la Francia per la linen del Galibier-)lontmcllian, per quella Bourg d'Oisans e per quella di )Io11tdauphio-CJ10rges-Gap . Ln pia;:w di Driaçon è tale pu nto militare pei: il Piemonte, che rp1amlo esso se ne fosso reso
(Il Si cominciò a fortincaro Briançon nel 1600. Prima non aveva che un semplice mul'O ,li cinta, casa casa, dell o quali alc une di esse ravevano parte della cinto. (2) llouncKr. - ,llémofres militatru sttr /es fro11ttèl'e s de la F rance, du Plèmont et ae /11 Savote. Paris, an X,
ESTEIIA
53·f
padrone, unitamente al passo del Galibier, a )lonetier ed a PertuisUosLang ('I), avrebbe a sua disposizione una larga testa di pont,} dinnanzi al Monginevra, capace di grandi masse di Lruppo, minacciante ad un tempo Grenoble e ?llouldauphin. L'offousi va dal Piemonte, iniiiata colla prosa di Briançon, spezzerebbe la linC'a di resisLouza frnncese, la qua le sa rebbe naturalmente costretta a raggrupparsi in due putHi: a Bourg tl'Oisan ccl a Montdanphin, separali dal masso del Pell'oux. Secondo il Bourcet, gl i attacchi partenti dal Piemonte possono avere due direzioni generali: quolln del la Savoia-Delfiu.1 to e quel la dnlla Provenza. La prima è la direziono più probabile. Nella secondn, sboccando dalle Alpi marittime, l'attacco deve essere spa lleggialo da una flotta porchè abbia probabilità di riuscita. Si può perciò raccogliere ' il grosso della difesa tra Briauçou e :Montdanphin, e preparare una difesa stabil(), lissa al Va ro, nei pun ti di passaggio, di fesa che potrà, essere sussidiata da auacchi controffonsi,·i partenti da Tournno'\.. Por operare offensivamente in Savoia e nel Delfi nato, si presentano, alcune combinazioni slrulogiche: ,t O Raccogliere forzo nella val le d'Aosta ed in quella dulla Dora, -minacciando da un lato Barraux, por il Piccolo S. Bernardo e la Tarantasia; dall'altra Briançon per il Mouccnisio o il Monginevra . Contro qnoslo attacco iI migliore scii irea mento difensivo è rruello che ha il gr,>sso a Valoire, la siuisLra a Barraux, la destra a Briançon; 2° Raccogliere masse di truppe nella valle della Dora, por attaccare Ilrinnçon, nrnrci:mdo sulla piazza per la valle delln Clairée (Névachc) per i colli <li Thures, tloll'Ecbollc, della iYiulotière , dellai Grande Hache e del l\:Ionginevra. La difesa clel'o allora occu parn for-· temente il contraffor10 fra Guisanno e Clairéo appoggiando la sinistra nl colle di Chardornnet e la destra alla Croix di Toulou se (Briançon~ o trincerarvisi. L'occupar.ione difensiva ad ovest di Briançon s:ircbbe necessario però spingerla fino al colle di G-irnon t e del Gondran, per arrc>stare gli attacchi provenienti da Cesana e da Bousson; 3° Penetra re dallo valli di S. )fortino, di Luserna e di Casteldelfi no, iu quella del Gnil, per prot'odere da questa valle su Beiançon o su t>'lontcluuph in. In quesLa evcutuali tit la difesa deve raccogliersi al campo di Cloux, appoggiando la destra al casLollo di Queyras, la si(I) Al pun to di connuenzo del la Gi ronda nella Duranco, sulla st1·ada Bl'iançonMontclauph in.
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RI VISTA
nistra alla montagna di Soulier, il centro al vil laggio dello stesso nom(.'. Contro gli auacchi provenienti dalla valle di Stura fn barriera il forte di Tournoux . Le idee str11tcgichc del 13urcet, clic abbiamo ricordate, sono suflìcient i per detcrmiuare il carattere della difesa fnrncese nelle Alpi, il funzi on::imcnto strategico rii firian eou, t>d il campo dì hattaglia che 1 circonda codesta piazzn. L'esempio dello operazion i del m:m·~eiallo Ilcrwick e il piano difensivo del Bourcet hanno fatto scuola in Francia : nè poteYa essere altrimenti. Anche oggidi nell'o11inionc dei molti cultori tleo-!i stur!i . D geogrnfieo·mìli1ari in Francia rimane co111c pcu!;icro fond ameotale del la difc~a delle Alpi questo: • Creare wiu la1·gu base difensiva- controf/'ensfra nell'Alta Du·rance-Ubaye, dando et Brirmçon, pnnto cap·i,tale di codesta base, ima attitudine cmincu tem,mte of/ènsii;a; Allargare, in co11sc9ue11za, /'a:;ione fallica del campo trincel'<cto d·i, B1,iançon rli tanto qnrmto si ·l'ichiede da l suo còmpito st rategico e dalle condfa·ion•i, lopog1·0,fico-m,1)itan della sua positfone.
III. ( 1) .
Si pnù dire eho i limiti dell'azione strategico- tattica di una grande pìazz11 di gLterra souo determinali dalla sna posizione geogra{ica e dalla na tura del terrouo che la circonda. Quella di Brin11ron è posizione cnrn ueristicn nelle Alpi. A nord dì css:l, fra l'Are e la n o,nanche-Guisanne, si stende nn:l serio di tTe:;tc lo qual i hanno Yerso Csl il loro punto rnlminante nel monte Tabor (:H82m), al centro il pnsso del (}n libier (3.2ll2'~) , cd all'ovest i picehi dei Trois-Ellions (3609 111 ) dl)i 'l'rois-Evèchcs (3.J2.0m), del m:isso delle Grandes Rousses (3 I50-3HOm) la montngnn dei Sept•.,. Lacs (292·1m) e la dorsnle della Bellcdonnc (298 Im). Géographie militat,,e F r a11ct. Paris, JS79. llo•so~. - B1ttde sur la (ronllère du S11tl-Est. Paris, 1Si0. T s,or. - 1\'ouvelles de de(ense, cle la France. - La (rontière. Parìs. 1882. Carte des .4 tpes - 111 3.20 mila. · Carte de la (ronitère des ..t lpes - all'SO mila.
(I) Nrox. -
ESTRRA
Al l'ovest della piazzn il grande in~sso ·impervio dell'Oisans, il quale coi suoi ghiacciai s'inlerpooe fra la Romanche, la Guisanue- Durance od il Drac. Al centro il grancl Pelvoux, dominato dalla cima della .Bam' des Ecrin s (,i- 110 3111 ) . All'est la liuea di displuvio del le Alpi, la quale dl'!I Tabor va deprimendosi fino al colle dcll'Eehcllc ( 1792m), poi risolleYasi, fra il colle clclln Croix e quello dell'Agnello, noi masso del Viso (081~5"'). 11 ra la linea di displuvio atl il masso dcll'Oisans, cioè fra 1:1 Guisanne e la, Clairée, una dorsale elevata da 2J00-3000m, dominante la stessa linea displu viale e terminante a Briançon nell11 cima dell' Oratoire ( I 9i3) . E fl'a la Durnncc e Cervoyrcue, l.:t cima del Gondran (z,j,6,\ 01 ) che si salda alla linea di displuvio al Graud Chawa . .\I rnd l'augusta nllc delfa Durance, lo stretto di Pcrtuìs-Roustaog (vi llagi::io tlella Roche) cd i monti che dal picco di Rochebrnnne (832/~"') scendo110 fra Guil, Gerveyrette e Dnrnnce. Codesta disposizione e natura dei grandi ostacoli orografici danno a Briançon il carattere di vasto campo chiuso, la cui cin ta si innalz11 a lJ00-2000"' sul piano della Dnrance. Gli sbocchi elci campo sono segnati dalla maggiore depressione fra Guisaune e Il omanchc (colle del Lnutaret) dalla Durance (fino a Putuis,floustang), dai colli cll'lla ìi noa di di spiuvio (Ecl1ollc-Moogin0Ha) e da quelli f1·a Ccrvoyrette e Gn il (lzouard ed Ayos). Tutto il terreno compreso fra la ci ll:\ e gli sbocchi co:;tituisce il campo di battaglia <lifcn:;ivo della posizione di Briauçon; il tcrrcuo c~tcrno ad essi, il campo di battagl ia offensivo, il quale si protende così vc1·so l' Arc-Bnrdonneche, la Dorn, cd il Gui l. Questi limi:i naturali della posizione dì Brinnçon. Le fortificaz ion i destinate a conservare codesto punto sono andate continuamente crescendo . Nè poteva essere ailrimenti di fronte alla lungn gittata, alla potenza distruttiva delle nuove artigli erie ed all'impiego in guerl'a cl i grandi masse. Bria11çon, coine tutte le piazze di montagna, ha subi ta la legge del dominio tattico. Posta nel fondo della val le, mìuaceiatn dagl i alti monti clrn le fa•ino corona, fu costreu da domiuio a dominio, n sal ire continuamente versò la linea di spi nvio eia un lato, ed a estendcr$i dall'altro sulle eimo che s~ rano la Claìrtie dalla Guisanue, - e il moto di ampliamento non po à tirrestarsi che allorquando avrà in tutte le direzioni raggiunto il n~rgine della cinta topografica-m ilitare cito le ha im posta la natura . Solo al-·
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ESTEllA
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RIVISTA
lora il campo triuccrato avrà rnggiunta la sua massima attittldinc difcnsive-controffensiva. Il campo trincerato di Briaoçon comprende: u~ gruppo di fortifi cazioni che si può çhiamarc il corpo del la piazza, cd opere avanza te. Formano il corpo della pinzza la ciuù, munita di robusta ciu la bastionata, e le auliche fortificn ioni. Queste si dispongono su 1111 nrco che dal terrazzo di Salleue, sulla destra della Durancc, va, lungo le ultime falde del contrafforte del Goudran, a termirarc sulla CerveyretLc, e com prende i forti della Salettes, Dauph-in, Trois-Tètes, ridotta Po'int du Jour, forte Rendowll let e Anjou. Questo gruppo di fortilìcazion i sbarra in modo molto efficace la vie del )longinevra, di Grenoble e di Gap . Sono opere avanzate: ,1° La l inea del Goncvran - grnppo di fortifi car.ioni form :ito da tre ridotte per fanteria e da otto batterie. Le batterie estreme coprono di fuochi da un lato il villaggio di )Ionginevra, cl..1ll 'allro quello di Cerviilrcs. La linea sarit rinforza ta da un'o pera :il M. Janus. Collega qucsla linea col corpo di piazza )'.opera rrrttn all'lnfernet. 2° Lineci della Croix de Bretagne - suIla dorsa le che staccandosi dal Pie d'Aycs, per la Pointe Pcygu ('2800 111) , forma il finnco snd della val le Cerveyrctte. È formata da un forte, detto Croix de Brd;igne, che corona il promon torio tC'rrninale c..,rla nna linea cli batterio che si protende ver;:.o sud di tre chilometri, con opere complementari per bnuere la slra~n prorcnicnte dal colle dell'Ayes. 3° Difesa della cresta, del Peyrol - fra Gui sannc e Clairéc la quale consi~tc io un'opc~ra alla C1'0ix de Tau,lov.se - completala, qunnto prima, da una seconda eretta sulla cima degli Olivi. Le fortificazioni così distribuite si propongono evidentemente: ,1° Di mettere nl sicuro quel la zon:i pian,1 nel l:i quale connuiscono la Gnis:mne-D11 1·nnce-Cervcyrctte, e sulla quale convergono le comunicazioni proveniooti cfall' Art;, dall,1 Homa nche, daIla va I Dora-13ardonccchia e dalla hassa Durance; 2.° Coll'occupazione della cresta del Peyralc e della cimn degli -Olivi, di dominare il terreno di val Clairéo ( Név:ichc) nel quale sboc<.:ano le comuni caziòni che superano le Alpi della i\iorianna fra il colle di Thures ed il pnsso delln Mulatière - arrestando cosi l'olTcnsiva nemica sia lungo la Clniréc stessa, sia sui passi della cresta del Pcyrole. 3° Coll 'occupaziane del Gourlran, .c ~_passo cl~ Mouginevra e sbarrare le vie del colle del Gimont e di nusson - arre-
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stando l'offensiva da un lato alfa LCstat.a della Durance, e clal l'allra in val Cerveyretle; ft.° Coll'occupazione della linea della Croix dc la Graod Brctagne, di completare la difesa della linea della Cerveyrcue, coprire più vast-0 spazio dell:i conca di Briançon verso sud e dominare gli sbocchi da i colli d'Aycs e di Izouurd; 5° Di dare infine al cn rnpo trincerato un carattere o!Tensi,·o, minacciando, a hreve distnnza, le lince d'operazioui delln Dora-Ch isone, .della Savoin o del basso Delfinato.
IV.
I monti dcll'Oisans (Pclvoux) frapponnendosi colla loro massa im-pcrvia fra la Gnisanne, la Durancc cri il Drac, fanno sì che le comunicazioni che collcgaao il campo trincerato di Briançon col la grande llasc dd Rodano, segnano due clireziou i bene distinte: L'una e"ira al nord l'ostacolo per le vnlli della Rom:ioche-ArcJsère - e ('O mprr.nde In rotabile Briançoo-Lnutcrot-Bourg-cl'Ois:rnGrcuohlc e la ca negginbile elle dal Gali bier scende a S. l\'Iichol e di lit all'Isèrc. L'altra lo gira a sud, per le Yalli della Durance-Drac, e comprende: In rotabile che nccompngna la Durance, la ferrovin (in co-stn1zione) e le mulauicro e sentieri che per il colle du Sellnr, per l'Al pe dc )fanin e per il colle dcs Prclles, scendono in val Drac, fra S. Bonnet e S. Firmin. Dietro al Pclvoux queste c-0municnzioni :-ono ('O llegate dalle rntabili che corrono rrn l'Isère, la Dròmc cd il Drac e dalla fr~rrovia GrenobloAspres. Subi Lo all'ovest di Brianron, c altraver:;o allo stesso Pelvoux, sono collegate dalla mulauiera che da )Ionesticr per il colle delJ'Eychouda conduce a V11llouise. Siffatta disposizione della rete strada le che lega Briançon alla bnsc del Rodano, determina la modalità e l'ampiezza del suo accerchia.mento qualora fosse lenlato , Driançon, infatti, potrebbe dirsi sopnrata dalla base del Rodano e
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completamente i,n·cst;ta, quando l'inrnsioue manlcncudosi ferma sulla linea ~longincvra-Colle del Bousson, fosse :irrivata colle al i da uu lato a :\Icuasticr e dall'altra alla Roche (Perluis-Ronslang). Il generale Rourcet aveva già scritto fino dal secolo passato. « Yi « è uu modo per invest.irc la piazza di Bri:u1çon: il re cli Saedegna « può tentarlo, ma dev'essere fondato specialmente sulla rapidità delle • mosse e nella sorpresci. Ava11zarc r,ipidamente e contemporaueamentc « dalla _\foriauna e rlalla valle di Stura. Nella prima direzione marciare « su Yaloir, impossessarsene, pas$arc il Galibicr e discendere su :\Io• na~tier; nella seconda, entrare nell:i valle dell'Ubaye, impadrouirsi « del colle di Vars e del poule di San Clement (1), ed occupare il « Langct per coprire le spalk Le cqmunicazioui fra il Drac e la Dn• rance sarebbero ri<lotte a dne soli coll i, la piazza soparatn da l Hodano, • e la posizione scelta dall'attacco difendibile con poche truppe » . L'impresa temuta dal Bourcet sembra presentare molte dirGcoltà oggidi sia per preparare l'attacco del Gondran, sia per di scendere in valle Clairée ed attaccare la linea del Pe}l'ole, sia nel discendere in val G-uil per imp:irlrouirsi di Monttlanpl1in, impossessarsi di QL1eyras, d'onde per i colli d'Ayes e d'Izourd, scendere sulla liue.1 della Croix Brctagnc. E qui ci ,urestcrcmo, nostro còmpito 11 0 1L essendo quello di stucliH<' la modalità d'auacco del campo di Briançon.
V.
Riassumendo le considerazioni che siamo venuti a m:ine> a mano facendo o ri producenclo possiamo dedurne alcune consegttcnY-e strategiche sulla piazza di Briançon, le quali ci daranno mezzo di valutarne il fuuzionamouto nella eventualità di operazioni offensive partenti dalla valle del Po. 1° Le condizioni orografiche della regione iuterposta fra la linea. di displuvio delle Alpi cd iI Rodano (massi separatori del PelvouxDròne-Ventoux) fonno sì che le operazioni partenti dalla pi:rnura del (!)
Ad un'ora di marcia a snd-ovos t di Montdauphiu.
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ESTERA
HIVIS'l'A
Piemonte debbano o seguire contemporaneamente due grandi direttrici - queJia della Snvoia e quella del Delfinato-Provenza - o dare ad una di esse la preferenza. 2° Queste due grandi direttrici, le quali vanno sempre più, separandosi t(lianto più si avvicinano alla base Rodano, trovano nella Guisanne - tE'stal.'.I della Durance, una linea di raccordamento, posta a, brcyc distanza <!alla linea di displuYio, che ha base t:ittica nei monti che sorgono fra la Cla1rée, G-uisanne e fra la Durance e Guil. Punto centrale di questo raccordamento Briançon, punti estremi i passi del Lanteret-Galibier e Montdauphin-Tournoux. 3° La !llltura orografica del terreno che corona la conca di Briançon è tale, che esso presenta maggiori elevazioni, nei suoi punti principali, e più difficoltà topografiche della stessa linea di displuvio, l(quale ne· è dominata dal colle deil'EcheJie a quello di Bousson. /~° Codesto terreno che segna la vem c·resta militare delle Alpi da quel lato, diven ta per la sua posizione geografica e per i suoi le- / garni logistici cogli altri punti dello scacchiere alpino, uno dei centri strategici di maggiore valore per la difesa francese: Copre in parte la linea d'operazione più diretta su Lione cd iu in parte la difende indireuamente come minaccia costante sul fianco ed alle spalle di chi si inoltra in Savoia; È anche minaccia per il fiauco e per le sp:illc di chi opera per il basso Delfinato e la Provenza; CoJicgaudo le due grnudi direttrici dell'offensiva partente dal Piemonte, partecipa alle operazioni dei due scacchieri difensivi del nord e del sud e dà continuità alla intera difesa della frontiera alpina. Per ( questo fatto la sua perdila spezzerebbe la difesa in due partì la quale non potrebbe più ricollegarsi che dietro la linea dei grandi massi oro- / grafici. 50 Strategicamente quindi si può chiamare piazza posizione di Briançon quella che ha i suoi limiti al Laulcret, al Gulibier, al Gondran, ai colli dì Izonard e di Ayes ed n Montdauphin. Tatticamente la posizione di Briançon è determinata dal suo campo trincerato - il quale avrll raggiunto il suo massimo sviluppo quando la difesa si sarà resa padrona assoluta della cintura segnata dalla cresta del Peyrole - del Gondran - dei passi d'Izouard - d'Ayes - del Neal e dell'Eychauda, - preparando una faci le controITensiva in val Bardonnéche, val Dora e val del Guil. 6,0 Il campo trincer:ito di Briançon si presenta oggidì quale linea ANNO XXVIII, VOL, II.
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RI VISTA eSTERA
s~eizata_ a fro~ti ri~nt~·anti, ri,,olta all'est, e del complessivo sviluppo d1 20 ch1l~metr1~ r1?l_11_edent.e una guarnigione di circa 14:000 uomini(,!). 7q L accerchiab1ltta del campo di Rriançon si può dire compiuta quando l'offensiva, padrona della linea di displuvio fra il Tahor ed il Viso è scesa c-0lle sue ali da un lato a Monastier, e dall'.altra in valle del GuiÌ ~d ha ·occu~ia_to :M.ontdauphin in val Durance. Ma questa cerchiahilità e solo poss1b11'e quando l'offensiva sia entrata vittoriosamente nella Savoia e nel Delfinato arrestando tutte le imprese controffensive partenti da Briançon stessa. 8° L'investimento, l'attacco e la difesa di Briaoçon, potranno forse <;ostituire nell'avvenire uno dei fatti più grandi della guerra alpina.
LIBRI E PERIODICI
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G. ZA YATTARI, Lette,•e iHetlite di 1'.lassinao tl'1l~eglio al marchese
documentale a cura di NrcOMEDE B1A.NCH1. - Torino, 1883, tipografia Roux e.Fa.vale, prezzo L. 6.
EMANUELED'A2EGLI0, (1) Capitano MIRANDOLI. Rivista Afflitare, 1882/.
P iazze forti e ferrovie fra il Ra (t.ano e le Alpi. - (Vedi
Queste lettere sono, di loro natura, intime, siccome quelle che cor:Sero da zio a nipote; ma per chi le scrisse e per la persona a cui van.nero dirette (il marchese Emanuele d'Azeglio fu ministro del Re di ·Sardegna a Londra ed ehhe altre missioni diplomatiche) per gli ar:gomenti che trattane. e per i giudizi che contengono su uomini e su rfatti di grande portata, hanno il valore di documenti nella storia del ·nostro risorgi mento. Il signor Nicomede Bianchi assicura che esse vennero pubblicate neJla .loro integrità, sopprimendo s,)lo qualche riga, cioè quel tanto che era ,necessario per nQn smentire la massima, che l'Azeglio stesso aveva scritto nei suoi Rico·rdi: « se a un uomo è lecito aprire il suo cuore ,e palesare i suoi sentimenti senza riserve, non deve rendere di cri.stallo per altri le pareti domestiche )), Queste lettere sono in numero di 159; cominciano dall'aprile del 18.i:1 e giungono fino al novembre 1865. Parte sono scritte in ita•liano e parte in francese; intramezzate le prime da parole francesi, le ·seconde da parole italiano, e le une e le altre da parole piemontesi ; perchè quando scrivendo in una lingua, l'autore non trovava subito la frase più incisiva, la cercava nell'altra lingua che pure gli era fami.;gliare e, per le più energiche, ficorreva al nativo diale.tto.
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È superfluo il dire che le lettere di Massimo D'Azeglio sono mo-· delli di stile famigliare, arguto e spigliato, e che souo forma Je"'"iera celano pensieri profondi e rispecchiano fedelmente l'uomo, chef~ all~mano come un'artista, nello rr.lazioni ordinarie della vita, e ri.,.ido I:> r come un cava liere antico, dove credeLtc impegnato l'onore o la coscienza. Dal '18-15 al 18:\.9 abbiamo solo cinque lettere, che trattano di af- fari famigliari ; dopo il 48i9 il carteggio diventa più vivo e interessante. Il 6 maggio ·18!i-9 Massimo D'Azeglio' assunse la presidenza del con siglio dei ministri . Tutti sanno qual periodo di tempo agitato sia st;ito· quello in cui egli tenne il Governo. Da una parte l':\ ustria, vincitrice· a l'ì"ovara, faceva pressione porchè si accettassero le condizion i di pace, che voleva imporre: dall'altra parte, vi era in paese un partito, che· non voleva accollare nessuna condizione. Radetzki et les rouges cela fait les deux, esclamava Massi mo D'Azegl io, e, preoccupandosi anzitulto del primo, si raw>mandava a Francia e ad Inghilterra per: trovare 11ppoggio, ma con poco frutto, specialmente in Francia. Qnei repubblicani che « non passnva settimana senza che chiedessero uua decorazione » trovaviinu che era 1ine idée drole pretendere dall'Austria un'nmnistin pei compromessi lombardo-veneti e non intendevano come si facesse una questione d'onore di non abbandonare des gens qui (diceva d'Azeglio) se .~ont /Jattu.ç avec nous. Per fortuna lo comprese l'Austria; onde l'Azeglio potè scrivere: "so la Francin ci ha rifiutato il suo aiuto nella questione cl.ell'amnistia, ce ne siamo cavnti da soli • . Stnbilito l'accordo su tale questione, non fu difficile sul resLo. Ma quando, con tanta fatica, il Governo era riuscito a convenire col nemico un tratt.nto di pace onorevole, non si trovavn se non alla metà dell'opera; gli restava n forlo accettare dnl paese. La Camera lo respinse . L'opposizione gridavn altamente doversi pagnre l'Austria col· ferro, non coll'oro. Si finì, com'è noto, collo sciogli mento della CAmera o col proclama di Moncal icri. La Camera nuova approvò il t~attato. È interessante leggere, in lettere confidenziali, quali pensierisi volgessero allora nella mento dell'Azeglio, e quali principi no abbinno in formato la condotta, iu quel momento critico delln nostra· storia: « Se io vedo che indiwaturn est cor Pharaonis, non esiterò a prendere le misure che possono salvare il paese; ma in tal caso arrirò c?n gi~~tizia e piena sicurezza di coscicnzn .. .. Sarebbe anche troppo fa~i le· n stabil1re que.i Go'Verno, che è buono pe1· l'estate e per l'in'Verno .... ma non bisogna che si possa gettare in faccia al nostro giovane Re,,
E PERIODICI
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;l'epiteto di spergiuro, che lo metterebbe a livel lo di qualcuno dei suoi colleghi .... non bisogna che il Piemonte sia spogliato del prestigio, .che fa convergere su lui gli sguardi e le speranze del resto d'Italia ». Quest'epocn è la più importante della vita politicn di d'Azeglio. Egli .era persuaso d'aver tra tto In dinastia e il paese da un grave pericdlo; oncle poco appresso diceva: « orn posso cantare il nuno dimitte ». lnfaui cominciò subito, pel Piemonte, quel periodo di tran.quilla operosità, che condusse alla riscossa del 1859. E quello stesso d'Azeglio clic, uno o dne nnni prima, acl ogni stormire di fronda prevedeva ca t,1strofi, o si consolava dicendo: d'tt reste f aime miw x me battrc que d'é11·e toujours devant ati bureau, già nel 4851 scrivevn: << siamo piccoli, ma cc ne f.... come se fossimo grossi ». Frattanto era entrato nel Ministero il conte di Cav-our, che poco ap1)resso si dimise e poi, nel novembre ,(852, rimpiazzò, nclln presidenza, l'Azeglio stesso. Qnesti conosceva da grlln tempo il vnloro Gtraordinario di Cnvour e se no convinse maggiormente dopo che ·l'ebbe collega, ma, anche lnsciando a parte la divergenzn cl'opinioni, che, lieve in principio, si andò sempre pil'L acceutuando, essi, pure stimandosi a vicendn, non poteva1ì0 stare assieme per incompatibilit1t di carattere: « Cavour è fatto npposta per meonrc nffari e Parlamenti, ma è despoLa come un dinvolo oJ io non nmo i tiranni ». Il giorno in cui cl' Ar.eglio lasciò il :Ministero, fu uno dei più beJ:i della sua vita. A differenza di Cnvour, che, fino dal 1835, accarezznva l'idea di essere un giorrw ministrn diriyente del 1·e9no d'Italia, ,l'Azeglio tenne il potere come un peso, una croce, unn catcnn; l'idea .di dover tornare al 1·e1no gli nmarcggiava anche le poche ore di svago, di cui la sua nntura d'artista nveva assolutamente bisogno . Una :volta che manifestò il desiderio di nndnrsenc e sentì rispondersi avanti, dice che gli parve cli ricevere nnn di quelle frustate che, in uua certa bolgia dantesca, fauno levar le gambe ni dannati . E se per conoscere d' Ar.eglio come nomo pol itico bisogna studiarne con attenzione gli nLLi e gli scritti, per conoscerlo semplicemente come uomo, basta leggere cruestù brano di lettera. con cui annunzia al nipote la proprin dimis~ione: « Io mi rimeno II far quadri, perchè da una parto non voglio nè impieghi; nè pension i: dall'a ltra, colla doto dil ta a Rino, mi trovo .alla testa di circn 3500 frnnchi di entrata, colln quale si vive mnle a Torino. « È inutile che ti dica che nuoto in un oceano di delizie, trovando .anch'io che viviamo sotto libere istituzioni. « C'ò qu i al Carignano la prima ballerina Boschetti milanese, bel-
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Jina, giovane e che mi pare balli discretamente. Mi si raccomanda. onde ~ro·vi mod~ di farla ballare a Parigi e Londra. Lord M. potrà· forse interessarsi, e for quMto piacere a un povero presidente de~ad~to >>, Si direblrn che il presidente decaduto s'è tolto quaraut'anni, d1 snl. groppo~e l:ld è tornato ai tempi in cui dipingeva paesaggi pei castelli romam, o sulle colline di Napoli . Per chi fa.c~sse 1~ mera:~gli~ che un ex-presidente del Consiglio potesse 1.rovars1 m tali coud1z1on1 finanziarie, aggitingeremo, che anehe· durante la presidenza, l.rattandosi del .progetto di un viaggio in Inghil1erra, d'Azeglio trovava un ostacolo quasi insormont~bile nella spesa e scriveva al nipote: « tu mi parli di due o trè mila franchi come se fosse un quattrino. Ed il viaggio e il soggiorno a Parigi?·· Ce n'aneleremo sulle seimila, bisogna far debiti.... >>. Ma v'è di più: Cavour aveva fatto un discorso importante; d'Azeglio desiderava che· !os~e conosciuto in Inghiltena; sì trattava pertanto di farlo tradurre m mglose e starn pare a Londra. Scrivendo per tale faccenda al nipote mm1stro éolà, il presidente del Consiglio aggiungeva: « siccome Cavour ha soldi e lo Stato non ne ha, gli ho proposto di pagar lui lo spese· ed ha acconsentito >>. E cl'Azeglio si rimise realmente a far quadri e il 20 gennaio scri-1,eva: ,, Lavoro come un bo1·ich onde terminare un quadro che t!eve pagarmi le spese di qui a Lòndra ». Dopo che non è più ministro, vi è nelle sue lettere Hn tono più aliegro. Invece di raccomandare, al nipote affari diplomatici, gli raccomandava artisti, cantanti ed attrici, fra cui la Galletti e la Ristori. Una volta gli raccomandò un· -galantuomo di Cuneo, il quale andando a Londra si presentò a una, fest.à, in una toa,letta in~possibile. « Hélas que veux tu? (scriveva d'Azeglio al nipote, che forse ne aveva fallo lagnanza) i\'I. Calcagno s'est montré le digne representat de Coni ». Di quando in quando. torna a parlare di affari politici, ma ,come fi losofo che guarda le cose · dall'alto. Sono caratteristiche alcune espressioni: 1, L'Inghilterra ha iJ. hr,ìccio troppo lungo per il suo corpo » . Nel 485n d'Azeglio doveva andare, plenipotenziario sardo, al congresso di Parigi, ma ci andava malvolentieri; diceva tratt'<lrsi di una commissione rognosa; esserci poco da sperare; poi finì col rinunziaTvi . specialmente per dispareri col conte di Cavour. " Credo che -v-ogliamo la stessa cosa, come fine; ma quanto al modo e alla forma, proprio,, non ce la possiamo intendere ». V,i andò, com'è noto, Cavour in perSfna e d'Azeglio ne fu contentissimo: « è meglio .che sia andato lui. _E più giovane, più forte, più frugolo di me; s'è dato moto più di;
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-quello che poteva farlo io. Ha quella petulanza, cb.e, a Parigi sopratmtto, è proprio quel che ci vuole ». In principio del 1859, d'Azeglio tornò un'altra voltra in l~ghilterra, per missione avuta dal conte cli Cavour. In principio del '1860, accettò di andare governatore a Milano . " Servire Cavour'. La Marmora e simili, va bene; altri no ,,.. Ma presto s'accorse di non poter più servire neanche Cavour. I tem pi correvano rapid_i e_stua~rdi~ari. Ciò che avveniva sorpassava le speranze e, per molti, 1 desideri. Il vecchio d'Azeglio ne fu spaventato; gli parve che si pr~cipitas~e a rovina e si ritirò. « Ho veduto che mi toccava d'essere 1t servitore degli agenti mazziniani e ho detto: basta "· Altrov_e 11ggiunge di _e ssersi dimesso per non servire di strumento alle per~die contro ~apoli: . Leggendo le lettere di d'Azeglio scritte in quest'e~oca'. cosi piene d1 trepidazione, uon si può a meno di ammirare il gemo d1 Cavour, che in quel turbinio di avvenimenti ebbe l'occhio sicuro e la mano ferma. D' Azecrlio era nel vero quando diceva: « da, quarant'anni non fo altro che gi~a,rP, l'Italia, studiarla e conoscerne uomini~ cose». Aveva ragione qu11ndo diceva: « un'opinione chiara, deJìmta, pon~erata non ]a posso cambiare davanti a un'opinione opposta, buttata la_ con 1ina fregata cvi 111,ani ( alludeva a un movimento abitualfl del conte d1 Ca_vour ~ e che m'ha l'aria di non essere maturat11 ". Eppure l'uomo, 11 ou1 spirito correva coi tempi, ebbe ragiolle dai fatti di fronte all'uo~o d'esperienza, e si t.rovò a,· ere indovinato anche quando volle agire « su di un paese, senza averlo neppure veduto » . . . . . ..• l\fa d'Azeglio era troppo vecchio per ricredersi . Non s, r1conc1ho più colla situaiione. Nelle sue ultime lett~re vi è nn acce_nto di sco,nforto e di mestizia singolare. « Non son .10 che ho cambiato per 1Italia è l'Italia che ha cambiato per me » E altrove: « Salvo il dovere'. tutto il resto, il potere, i gradi, la fama, la· gloria, è sempre p11gato cento volte più caro che non vale. A guardarsi in~li~tro'. ~i pens~ che, con molto minor fatica, si poteva essere molto più felici ». D1 lauto in tanto la nota gaia si fa ancora sentire, ma solo come un'eco del passato. . . . L'ultimo auo politico di d'Azeglio fu 11 voto dato m Senato alJ;1. convenzione pel trasporto della capitale a Firenze. Egli non l'app~ovava: • perchè si sloggia? Per gariinzia del trattato. ~o, per ~aranz1~, era avvezzo a dare Ja firma del Re e di sotto la mia ". C1onond1meno votò in favo 1;e, nella gperanza che, tolta la capitale da Torino, si sarebbe finito di gridare contro il Piemonte. :Ma non voleva sentir
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LIBRI
parlare di compensi. « Al sacrifizio mi sento disposto, a presentare il conto, no "· Negli ultimi anni di sua vita, lasciato il pennello, · l'autore delJ'~ttorc Fieramosca, ripigìia la penna, e scrive i suoi Jhcordi che disgraziatamente non può finire. A colmare in parte questa lacuna vengono ora le sue lettere. E queste, di cui abbiamo dato un cenno, oltre il loro valore storico e letterario, sono quasi un ultimo tocco, che uon muta in nulla, ma dà maggiore risalto alla figura di Massimo D'Azeglio, oramai scolpita nella mente degli Italiani, come uno dei tipi più nobi li e simpatici dell'epoca del nostro risorgimento.
In un solo caso ci siamo sentiti assolutamente ribelli, a questo fascino che esercita la dialettica dell'autore, ed è leggendo il saggio ,sulla battaglia di Legnago ; iu cui egli si sforza di scemare l'importanza storica di detta battaglia, anzi di tutta la lotta dei comuni lom·•bardi, eontro l'impero; la quale (a suo dire) non avrebbe acquistl.to valore, se non pel fatto che a quella contesa prese parte la Curia ;romana. Tale saggio fu pubblicato per la prima volta nel ;J875 e diede ,Juo"O a vivaei .polemiche. Ora viene ristampato eon qualehe emendan~endo, e fatt-0 precedere cla una risposta acl Ercole Ricotti che an..cll'er.rli si era occupato cli tale questione. Ma come quasi sempre avv ien~ dopo una polemica, l'autore ribatte con pi~ fo~za i! ch~odo_ e, ·secondo noi t 1rnssa il ' se;:,11no. Valga quest'esempio: 11 R1cott1 dice : « non è il numero dei combattenti, ma la qualità loro, la natura dello scopo, le condizioni dei luoghi e dei tempi , che contribuisco_no a dare .a un combattimento import~mza straordinaria » . E facendosì a comprovare questo giudizio con esempi storici, cit~ la _famosa difesa delle ·rermopoli . A noi sembra che le parole clel R1cott1 eoutengano n~a verità palmare e che l'esempio adotto calzi a cappello. Che cosa ~1sponcle invece il Bartolini? « Ciò che c~stit~isee l'impo~t~nza stor1~ della difesa delle Termopoli è il sacrifiz10 di 2000 uonum, ehe costo .ai Persiani l'occuparle » . Oh se tutta l'importanza storica cli tal fatto stesse lì, a quest'ora gli uomini se ne sarebbero scordati. Un ~ior~o di peste o di tolera poteva infliggere ai Persian_i le stesse perdite, r~- · ·sparmiando anche i 300 di Leonida, ma non c1 persuaderemo mai, che avrebbe avuto lo stesso effetto sull'esito della guerra e, qnel ch!:1 ·è più sull'avvenire della Grecia . Giudicando a. questa st\~gua anche Ja batta•rl ia di Legnago è naturale che se ne d1seonosca 1 nnportanza. L'aut~re si dichiara nemico delle leggende e chiama infelice il popolo, che ha bisogno di attingervi l'inspirazi~ne del su~ ideale poli·iiico e civile. Ad un eritico si pilò passare l'idea; ma il fatr,o stesso della leggenda avrebbe dovuto avverti rlo dell'importanza storica d~lla battaglia, a cui la IE>ggend11 si riferisce. Non si creano leggende_mtorno a fatti di poca eonseguenza. E appunto la grandezza · ~eg~1 ef·fetti, che crea la leggenda, portando ad esagerare le proporz10u1 materiali della causa. E l'importanza storica di un fatto sta tutta nella .~ raudezza delle sue conseguenze. V
Saggi c,•itici di sl(!1·i<~ itnlituaa, scritti da FRANCESCO BARTOLINI. -
Milano 1883, tipografia Hoepli, prezzo L. t .
Di questi saggi, alcuni riguardano l'antica, altri la medioevole e la moderna storia d'Italia. La maggior parte videro già la luce in diversi periodici: Nuo·va A.ntologia, Atti del R. Instituto Lombardo di scienze, Arch'Ì!vio Storico Italfano, ecc. ece. ; ora riveduti e corretti dall'autore e · accompagnati con altri, vengono raccolti in un volume. I punti di storia, che formano l'oggetto di questi saggi, sono fra i più im• portanti e controversi: Lo stabilùnento del potere consolare in Roma, Il t1rih1mato della plebe, La legge agraria, gnoria di Odoacre, Le spedizioni di .4.rrigo glia di Legnago, La conquista del Milanese Sforza, ece. ecc. L'ultimo saggio intitolato:
Il decemvill·ato, La SiII in Italia, La Battape-r· opera di Franceséo Rorna nel medio evo è
u!l estesa e aeeuratissima bibliografia della nota opera del G1maonovws. In ciascuno di questi saggi l'autore espone il suo modo di vedere, intorno al significato e all'importanza di un fatto storico e, compulsandone tutti i particolari, confron·tando e vagliando, con molto·acume, tutte le opinion i degli scrittori che ne hanno parlato, a poco a poco, per forza di dialettica, aiutata da grande erudizione, tira il lettore nella cerchia delle sue idee, talchè se non lo persuade, almeno lo convinee, anche quando Yuol provare, che l'imp,~ro romano uon fini colla signoria d'Odoacre, ma si prot1:.asse fino alla di~cesa dei Longobardi.
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Museo •11-ilittu•e. Hisi01·ia, ùid,wne1itaria, armas, sistemas,· de combate, vnstituc·iones, 01·9anizacion, ecc. delejercito espanol .. Obra redactada por di-stinguidos escritores e illust·rada por los . màs notables arti".stas espanoles. Barcellona, ,, 883, tipografia Augusti e compagnia, prezzo L. '1 la puntala. È un opera in e.orso di pubblicazione; il titolo promette molto, e dopo avere sfogliato le prime puniate, llisogna pur dire che que:-ta, voli.a il titolo non mente. Già da qnalche tempo ~i osserva m~ risveglio negli studi militari in Ispagna. Numerose riviste settimanali e mensili contengo110 pregevoli studi su tutte cruestioni mi litari del giorno, e di tanto in tanto vengono fuori a Madrid e a Barcellona opere di tat~ica, di strategia, di storia militare, ecc. ecc. egua lmente rimarchevoli per l'erudizione delle cose antiche e per l'adesione completa ai principi dell'arto milit.are moderna. L'opera che abbiamo sott'occhio, per l'ampiezza del disegno e il lusso dell'f'dizione, lascia supporre tal numero di abbnonati, da pronre e~sa sola, che nel pnese ove è stampata, gli stndi mi litari non sono negletti. I redaHori del Museo rnilita1·e si sono proposti di· offrire in grandi, quadri sintetici, le epoche principali della storia militare della Spagna, illustrandole colla riproduzione litografica delle armi, macchine, nni-. formi e monumenti d'ogni specie, che a dette epoche si riferiscono. Piucchè un'opera tecnica, è un'opera letteraria ed artistica . L'argomento non manca di varietà e di grandezza; perché la nazione spagnola, dalle sue lotte contro i Romani a quelle contro gli Arabi, dalle su~ gnerre di conquista in Europa e in America, a quella di liberazione dagl'invasori francesi (anche senza contare le molte guerrE! civili) ha una storia militare ricca di episodi e quasi romanzesca, chemfrabilmentc s'adatta a qnesto genere di trattamento. I redattori nulla trascurarono per rendere il libro attraente. Lo stile è vivo e pittoresco com,,, si conviene ad opere illustrate. La carta, la stampa, le incisioni nulla Jascianù a desid~rare. Le prime puntate trattano dell'epoca romana e le relative incisi.oni ripi·odncono, in gran parte, monumenti che abbiamo visto qui in Roma: i ])assorilievi della coloima traiana, i busti di Scipione, di Cesare, di Pompeo, ecc. ecc..
Questa circ.ostanza ci d~ agio di riconoscere e constatare l' esattezz~ delle riproduzioni. L'opera o:;cc a pnntate mensili di 16 pagine ciascuna. A pubblicazione completa, formerà tre bei volumi in foglio, adorni di rn.oO · · incisioni.
ne,•
montagna) per Orro · Berlino, ,1883, tipografia Luckardt.
Ge'bi,•gs-.B..l'ien. (La guerra. da
v. GrnsE colonnello. -
L'antore comincia meravigliandosi che una letteratura militare, cosi ricca come la ted1:1sca, abbia poche opere che trattino della guerra da montagna, ed esprime il suo rammarico, perchè le trnppe tedesche vengano così poco esercitate in questa specie di guerra. " Come avviene c;iò? Non vogliamo difendere all'occorrenza le nostre montagne,.. o crediamo che non ne avran.Q.o mai bisogno? Tutte le grandi potenze, salvo la Germania, hanno truppe speciali per la gnerra da monta,gna; scopo. di esso è essenzialmente la difesa; ma nou possono essere adoperate all'attacco? Che cosa abbiamo noi da oppo!vi.? »: Ciò premesso, e fatta nna breve rassegna delle pnnc1pah opere che trauano dell'argomento, l'autorn passa a dimostrare, che la guerra d'a montaana ayrà nelle campagne futnre, una grande importanza, e che per 1a\ua natura, esige truppe speciali, le quali. ricevano, .in ~empo di pace, una speciale istruzione. Egli crede che 1~ Germama ~1 potrebbe, senza troppa spesa, soddisfare a quest'esigenza, dest111ando · alla anerra da montagna gli attual i battaglioni ùi cacciatori, facendo li soste~e1·o da batterie da montagna e compagnie di pionieri di nuova formazione e dalla Jandstnrrn rlei paesi niontaguosi. Segue poi iu vari capitoli lo sviluppo dei seguenti principì fondarnenwli della guerra da montagna: ·1o L'attacco di una montagna deve farsi in ,l)Ìù colonne, collegate fra loro, p·er mezzo di pattuglie, e col quartier generale, per mez~o,. del telegrafo . La conquisi.a del la linea di displuvio è il momento critico per l'attac.co. Avuta questa linea non conviene lasciarsi traspor- ··
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.tare dall'ardore dell'inseguimento. Le colonne d'attacco devono comporsi di fanteria; i pionieri troveranno spesso da fare; l'artiglieria più raramente, la cavalleria mai. 2° La difesa deve essere semplice, possibilmente offensiva, ecominciare dalle falde. Ogni strada che possa servire al nemico deve · essere munita di fortificazioni pronisorie, nei punti più ndatti. La baionetta, nella guerra da montagna, e specialmente nel combattimento · -1'.lifonsivo, conserva tutta l'antica importanza. I zig-zag delle strade che salgono alla linea di displuvio offrono grandi vantaggi alla difesa; quando l'attaccante abbia rnggiunto questa linea, tutti i vantnggi sono per lui. 3° Le /'ort'ifica:zioni in montagna devono essere semplici, àdaue :al terreno e provvisorie; perchè se si fortifica permanentemente in un punto, il nemico passa da un altro. ' Tuttociò è esposto· con molta lH·evi tà e chiarezza . Noi avremmo una ·.- sola osservazione da fare : l'autore esclude in tesi generale, e iu modo q:uasi assoluto, la fortifìc:-.izione permanente dai terreni di montagna, perche (dice egl i) se si chiude da una parte, il nemico pas::;a dall'altra . Questo può e.;;sere vero per le montagne della Germania, ma in altre montagne, per esempio nelle nostre Alpi, vi sono dei punti pei quali chi vuol entrare deve assol utamente passare. A questi punti ,;pertanto non è applicabile il suddetto principio .
BOLLETTINO Il!DLIOGRAFICO
lieber die li'iilu•m,g der A1•tillerie im illauover mad Gel echt. (Sulla condotta del!' artiglieria nelle manovre ed in combattimento). Hannover, 1883, tipografia Helwing, prezzo L. '2,80. È uno studio sulla questione del miglior impiego dell'arti no-Jieria ' tenuto conto delle modificazioni avvenute nella tattica generale. BERMANN.
Osterreic/1-ll11gai•n in 11eunzeltlen Ja/1r/11u1- -
dert. (L'Austria-Ungheria nel secolo decimonono). Vienm,, 188_3, tipografia Engel. Prezzo L. 0,75 al fascicolo. E un'opera ~n · corso di pubblicazione; esce a fascicoli e contiene la storia dell'Austria nel pr~sente secolo. Secondo il programma dev6!· · constare cli 20 fascicoli . Numerose figure illustrano il testo. Die m•ieutaliscl,e Politi/. Oesterreicl,s . (La poli- tica orientale dell'Austria). Praga, 1883, tipografia Tempsky, prezzo L. 32. È la storia docu,nentata della politica orientale ~ dell'Austria, del 1744 ai nostri giorni.
BEER.
GoLTZ maggiore. Dtrs f/olh in ll'tr/fen. (La nazione armata) . . B;rlino '1883 Lipografia Decker. È un libro sull'ordinamento deali e~ercit/ e la condotta della guerra ai nostri tempi. Si divide in 4 parti: 1· gli eserciti odierni; 2' condotta degli eserciti odier ni · 3' condizioni del successo; 40 marce e cornbat. t imenti; 5' 'sussist~nze; 60 scopo della guerra; 7' eoneIus1one. Da11 elel,tt•isce Lic/1t uml die hie::11 ,u1 getven,.lete11 Lampe11, Hol,len untl Bele11cl1l1u1gsl.or11er.
URBANITZKY.
(La luce elettrica e i relativi oggetli per l'illuminazione, lampade, carbone). Vienna, 1883, tipografia Hartleben, prezzo, .. L. 3,50. È un'opera essenzialmente tecnica, che -ha impor- tanza militare solo per le applicazioni, a cui la materia trattata si presta.
BOLLETTINO BIBLIOGRAFICO Du ·::,, HELFEO. Tem•eliscl,e und JJra/.ti.tcl,e llnleilm19 fii,• cUe
Ausbild11ng clet• iiltei•en llla1111S<!l1 a/ ten als Patruller.fiil1rer. (Guida teorica e pratica per l'istruzione dei soldati anziani come capi paLluglia). Berlino, 1883, tip. Luckhardt, prezzo lire 1,25. Quest'opuscolo non presenta nulla di nuovo
nella sostanza dell'istruzione; tratta solo dal metodo per impartirla.
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Les t'<>is /reres ,Le 1'1'apoléo11 -ter. Parigi, ·1883, libreria Germer-Ballière, prezzo L. 10,50. È la pubblicazione di memorie, lettere ed altri documenti inedit~ relativi al primo impero.
CASSE.
B1ae:sco. llistoi,•e d't111e frontiere. Parigi, 1883, tipografia Plon, prezzo L. 7,50. È la storia delle trattative che ebbero · Juo"'O oer stabilire l'attuale frontiera della Romania. Termina con° u~o sguardo sulla situazione d~lla Romania sul Danubio • . Varie carte sono unite al tes to.
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BOLLETTINO BIBLIOGRAFICO
DE V ANIANY. Le Caire el ses_ envirous . Parigi, 1883, tipo grafia J?km, prezzo L. 4,50. E una descrizione quasi generale dell'Egitto, e più specialmente delle ratze, del caraltere e costumi dei suoi abitanti. ' .BAZAINE, ex-maréchal. Epi•0tles de la gue,.re de '1870 et le bloctcs de lllelz. Madrid, 1883, tipografia Gaspar, prezzo L. 11. Il libro è abbastanza caralterizzato dal titolo e dal nome dell'autore; pubblica molti documenti finora inediti; ha per· epigrafe : Yeritas vincit. -'iROSSIGNOL. Trailé élémen(ait•e d'l,ygiime mililai,•e. Parigi, i883, tipografia Baudoin e Dumaine, prezzo L. 8. È una opera piuttosto estesa; tratta, n ella prima parte del soggetto dell'igiene; nella seconda, della materia dell'igiene; nella terza, dell'igiene applicata. . !Eludes sur q11elq11et1 points de ,aotre organisa.lfon Htilitah•e. Parigi, 1883, tipografia Baudoin e Dumaine, prezzo L. 8. Si tratta del reclutamenlo, della fer-ma e dell'avanza: mento; si espongono alcuni inconvenienti a cui l'ordinamento a ttuale diede luogo 11ella spedizione della Tunisia, e si propongono riforme.
1) E MARGOT. La /ortification et la d :é/ense de la /••outière allernande-/rauçaise. Parigi, 1883, tipog rafia. Baudoin et .Dumaine, prezzo L. 1,50. È una traduzione dal tedesco. Il libro è scriLto dal punto di vis ta tedesco e prende in esa.me le linee di difesa e le fortificazioni della Francia. ,M!LElS. La .résur,.eclima d'un pe~111te. i fascicolo in 12• Parigi libreria Baudo!n e Dumaine, prezzo L . '1, 25. Si descrive l'attuale situazione militare della F_rancia, si dànno consigli alle popolazioni e s i fanno proposte al. governo p er migliorarla.
Il D i r e tto r e
ORESTE BARATIERI Tenente ColonneUo nei Bersagliert.
.. .;
\
DEMARCHI CARLO, gerente.
SOftDIARIO DELLE ftU TERIE '<Conlemlte nelle dispense di aprile, maggio, giugno 188l
'LA GIOVINEZZA Dl NAPOLEONE I A PROPOSITO DI UNA RECENTE PUBBI. ICAZIONE FRANCESE. - Severino Zanelli, maggiore nel 3'1° fante.ria . . . Pag. 5-2'l7 :JMPORTANZA DELLA GEOLOGIA NELLO STUDIO MlLlTARE DEL TERRENO. - Riva-Palazzi, ten. colon. di s lato maggiore .. 45-393JL FUCILE A RIPETIZIONE. - G. Vitali, capit. d'artig. . . > 68 'JL REGOLAMENTO DI SERVIZIO IN GUERRA RlSPETTO AL DIRITTO INTERNAZIONALE. - Achille Coen, capitano . . . . ,> 91 '[)rFESA DELLE ALPI OCCIDENTALI SECONDO GLI STUDI DEL CONTE ANNIBALE m SALuzzo quartier mastro generale dell'esercito sardo. - G. Zav~tta.ri, capitano di stato maggiore. • 10i .LE PENSIONI CIVILI E 1\ULI'tARI A PROPOSITO DEL NUOVO PROGETTO m LE.'GGE. - L. Conti-Vecchi, capitano di stato maggiore . . . . . . . . . » 117 L'ORD1N;4.MENT<? MIUT~RE DELLA SVIZZERA. - Pietro Citati, ,z/ ,,.,, capitano d1 fanteria . . . . . . . . . . . . . . » 174 / I , J. RIFORME AMMINISTRATIVE NELL'ESERCITO ED ECONOMIE.-· S. " 213 lL MARCHESE PALMIERI E LE SUE fUFLESSIONl CRITICHE SULL'ARTE DELLA GUERRA: - G. Fe,rra.relli . . . . » 244-· JL BATTAGLIONE PER FIANCO IN LINEA. - Airaghi Cesare, maggiore nel 28° reggimento fanteria . . . . : > 267 CENNI SULLA BRIGATA IN COMBATTIMENTO. - m:. m:., maggiore generale . . . . . . . ' " 289 ..CENNI SULL'ORDINAMENTO DELL'ESERCITO INGLESE. - Pietro 17 ,f Citati capitano di fanteria. . . . . . . . . » 331) /7· · LA FORTIFICAZIONE DI BATTAGLIA E L'ARTIGLIERIA DA CAM• PAGNA. - G. Bia.nca.rdi . . . . . . . . . . . i. 429 LA FAZIONE DI MONTE CRETO NEL 1800. - Filippo Zevi, capitano nel 47• fanteria . . . . . . . . . . . . » 469 RASSEGNA TECNOLOGICA. - Fortificazione moderna . . . » 486 .DELLA LEVA SUI GIOVAN( NATI NELL'ANNO '1861 E DELLE VICENDE DEL R. ESERCITO DAL t• OTTOBRE 1881 AL 30 SBTTEMB. 1882. (Relazione. dél tenente generale Federico Torre a S. E. il Ministro della. guerra) . . . . . . . . . . . • 515 LA PIAZZA DI BRIANçON NELLA DIFESA DELLA FRONTIERA SUDEST DELLA FRANCIA. - G. Za.vattari, capii.ano di stato e l{l maggiore . . » 528 /te / , -
Libri e periodici.
Italiani.
Saggio di eser~itaziçni di combattimento per· una divisione d1 cavalleria. - F. CA v ALLI . . . . . . . . . Pag.198'.; Esercito permanente o nazione ar.mata - G. RoaEccm . » 201 Proposta cli igiene militare per diminuire la mortalità neli'eserci to italiano. - G. SORMANl . . . . . . . . » 203, Paolo Déroulede. I canti del soldato. - MATTEO CAMPORl » 207 Ginnastica militare. - S. STELLA . . . . . . . . . » 364 Vent'anni di vita di un reggimento. - RoNCARl ENRICHI . ,, 365 L ettere inedite di Massimo d'Azeglio al marchese Emanuele d'Azeglio, documenLate a cura di NrcoMEDE BIANCHI . . f>39- · Saggi critici di storia italiana. -- F RANCESCO BARTOLIN( . . 544- .
Francesi. Journal des sciences militaire$. Le Spectateur militaire.
. Pag. 369' . • » 375 ,
Tedeschi. Streffleur's Oesterreischische Militarische Zeitschrift Pag. 209-381· Beispiede fiir die Anwendung der fli.ichtigen Befestigung, vom Stanclpunct der Truppe. - BRUNNER . . . . . » 366 . Gemeinfasslid1e Anleitung zum Croquiren des Terrains, mit und ohne Instrumente. - ZAFFAUK voN ORJON . . . ,, 368 J ahrbi.icher fur die deutsche Armée und Marine . . . . » 382 Der Gebirgs-Krieg. - OTTO ·v . G1ESE . . . . . . . . » 547 ·
Spagnuoli. Estudios sobre administracion militar, aplicaclos al ejercito espanol. - N. AMOROS . . . . . . . . . . . Pag. Historia de las guerras, batallas y conquistas hechas à los ingleses, espanoles y otros, durante Jos reinados de los reyes Iuan y Carlos V de Francia. - Du GUESCLIN . • Mu.seò militare. - H isto ria, inclumentaria, armas, s istemas de combate, instituciones, organisacion, ecc. del ejercito espanol. Obra redactada par dis tinguidos escritore~ e illustrada por los màs notables artista espanoles . . . »
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Inglesi:. Journal of the Royal United Service Instilution . . Pag. 386-;