RIVISTA MILITARE ITALIANA RACCOLTA MENSILE DI SCIENZA, ARTE E STORIA MILITAR!
,,
J.'
~: ~
,·-,/·' /''
ROMA, 1883 VOGHERA CARLO, T IPOGRAFO-EDITORE: Via Nazionale.
•
LE TRUPPE ALPINE DA CIVIDALE AL FALTERONA ::
li
~
I.
Nel marzo 1873 si gettavano le basi dell'alpinismo militare e su di esse si innalzò l'edificio che doveva loccare al recente ordinamento delle truppe alpine. Fu uno sviluppo progressivo ad intermittenze; si sovrapponeva un -piano dopo solo ohe il sottostante erasi ben rassodato, senza furia, senza entusiasmi, senza che il grido di Excelsior venisse a turbare i movimenti ritmici, compassati, rigidi coi quali dal pe1· due di fronte si passa al per quattro di fianco. Bisognava nel paese e nell'esercito gettare il seme di un corpo d'esercito alpino, senza che da esso se ne potesse argomentare l'albero maestoso che ne sarebbe germogliato. Le innovazioni organiche, le truppe scelte, i reclutamenti regionali, la guerra trattala peculiarmente sui monti, costituivano un complesso di novità che ad affrontarlo di colpo c'era pericolo di rimanerne schiacciati. Epoi conveniva per tutti fare esperimenti su esperimenti, allo scopo cli risolvere il problema di costituire una difesa mobi le intrinsecamente alpina che avesse a perennemente durare col migliore dei risultati. Nel paese spirava vento favorevolissimo all'alpinismo, questo convien nolare anzi tutto. A preferenza clelle altre parti d'Italia, le regioni settentrionali avevano conoscenza dell e guerre alpine passate, che eransi combattute sul loro suolo, avevano inluita l'importanza difensiva dei nostri 1
Pr·op,·ietà letlel'aria.
,,
6
OA ClVID.lLE AL FALTERONA
LE TRUPPE Al,PJ NE
confini continentali, preconizzavano i vantaggi incalcolabili che da essi se ne poteva trarre, quando una truppa montanara avesse potuto manovrarvi con conoscenza di terreno, con abitudine cli vitn. e di clima. I clubs alpjni inneggiavano alle nostre montagne, spargevano la bramosìa. di conoscerl e, di studiarle, ne illustravano l'esuberante ricchezza di poesia e di maestà, ne contavano i tesori nascosti, ne canta.vano le patrie glorie ogni qual volta scoprivano i ruderi di qualche trinceramento che reggendo per lunghissimi anni agli insulti del tempo, evocavano alla mente dei presenti le eroiche gesta dei nostri padri. Disseminate le prime quindici compagnie sulla cerchia delle nostre Alpi, pochissimi lo avvertirono all'estero, pochi lo seppero da noi, e fra quei pochi si contavano sulle dita coloro che se ne curarono . La pianticella melleva le barbe: forse il gelido soffio dei gh iacciai l'avrebbe assiderala ed uccisa sul nascere. - Che cosa si voleva? A che dovevano servire quei quattro soldati? Se ne dissero di tulli i colori da quei pochissimi che nella faccenda vi avevano messo, non le mani, il naso solamente. Non vi era esempio di ciò all'estero: sta a vedere che da noi si volevano fare delle novità! Allo sLringeredei nodi le nostre vette montane ricevevano qualche visi la, e per la prima volta, da alpinisti militari. Po,,eretti! Non avrebbero fallo ombra.a nessuno, non impaccio ad un passaggio qualsiasi, forse non avrebbero pur fatto rumore, sparando i loro fucili, così sepolti Lra i fianchi di quei colossi meravigliosi della nostra giogaia. - Furono anni di lavoro improbo, di dure fatiche, di sacrifici penosi; taciti, isolati, rassegnati, perseveranti, si aveva per solo conforto la certezza che l'opera nostra anebbe condotto a buon porto; di dentro pochi ci avevan veduti, di fuori qualche altro chiedeva di quest'araba feni ce - fra noi ci si sapeva in parecchi, ma non ci si conosceva all'alto. Frattanto le popolazioni alpino si sentivano militarizzare per la guerra di montagna, per la difesa della loro patria che per ciascuno si individualizza con tutto l'affetto nella propria casa, nel proprio campicello, nel proprio pascolo. Gli ufficiali , ottimi tutti, comprendevano, ogni giorno più che la gravità del fardello aportarerichiedeva tutto lo sfor1.o di una i ndomila volontà, di un fisico di ferro, -<li uno studio indefesso. In fin fine quei super~i giganti si potevano attaccare, girarli al piede, salirli su per le pi eghe dei pepli maestosi,
I•
1
,calcarli sulle formidabili spalle, e fare la scuola d'orientamento ai soldati sul loro capo coperto di nevi. Si adattò il fisico al cl ima, _i bisogni ai mezzi di soddisfarli , si cambiò abitudini'. ~si, costumi, cibo, spesso il linguaggio - si modificò la manovra, c1 si_plasmò ubbidienti ad un terreno che impera da. autocrate su tutti coloro che lo vo•rliono percorrere ed abitare,. e che non transige sull'uso di far o . . buon viso e buon giuoco se non a1 soli montanari. Ma se prima non si credeva, generalmente parlando, alla_ natm:a delle Alpi, conoscendole solo dalle fotografie, dopo, da quegli ste~s1, non si credeva agli alpini, nel loro militare impiego, vedendoli al più nello svernare in città. Noi passavamo ~er geo~e allegr~, _che non sudava sulle vaste brughiere, che non s1 depenva alle fatiche delle nonndi manovre - ouente che d'estate faceva la cura del latte, . che a.oda.va. a caccia di camosci, che non manovrava per mancanza di piazze d'armi, cho sparnazzrtva liberamente le ali per mancanza di superiori, che digeriva bene e per l'ossigeno che i~p~egnav_a l'atmosfera e per non aver disturbi noiosissimi di ronde, d1 p1cchett1, di ouardie e che so io d'altro; per soprappiù si portava sul cappello du: palmi di penna d'aquila. Una ver~ bazza, v; d!co. Tale.i l gi~.dizio dei superficiali; i meno avventati guardavanc1 con quel\ occhio del Li ;edo e non ti vedo, con quel sorriso di benigno accoglimento, .con quell'ammiccare del cenno che significa « se ne fanno tante in ltalia, digeriamo anche questa». In quanto a noi, non si parlava neppure: gente nuova, corpo nuovo - se corpo si poteva. preconiz1.are - ·missione nuova, terreno sconosciuto, impiego incognito, utilità da provare, un complesso insomma di argomenti impalpabili, da dover la.cere per forza. In noi però ci si sentiva qualche cosa che rappresentava un valore apprezzabilissimo come parte della fanteria italia~a. Che fortun_a se fossimo riuscili un oiorno a far penetrare in alln la fede che c1 sosteneva, J' en tusias1;0 che ci animava, le idee che si affollavano nella nostra mente, ma sì! Ci pareva che parlandone sarebbe stato come dire al muro. Questo sconforto era l'unico nemico da. cui guardarci per non perder la lena. Per fortuna anche allora _si ~vevano person~ di fede e di potere che ci studiava.no, e per noi s1 avev~ I~ bontà dell'idea, l'opportunità dell'impresa, un terreno caratt~n~t1~0 per eccellenza per rinvigorire e caratterizzare in modo spec1aliss1mo la truppa alpina. Tutto questo per noi doveva bastare e baslò.
.8
LE TRUPPE ALPINE
DA CIVIDALE AL FALTERON,.\.
Quantunque nei primi tempi si lavorasse molto alla chetichella,.. convien notare che qiiel lavoro piacesse, che le previsioni sull'istituzione si cominciassero subito ad affermare in modo deciso. fo · linea di pubblicaziorri caddero in acconcio le quistioni dibattute sulla difesa territoriale d'Italia, sui forti di sbarramento, sulle linee· ferroviar i~, fra uomini superiori e chiarissimi per la loro compro-vata comp'etenza. Vi furono scriLti di carattere puramente alpini-$lico-militare, ma di un ordine di idee troppo vastt:>· e complesso,. epperò immaturo allora e forse attuabile mai; si< tastava iii lerreno, si _getta•vano grandi pro:EJosizioni, si voleva ad ogni modo aprire la discussion'e. Ma fra n0i a:lpini d'a:Ilora pel pubblico si fece pochino, anzi niente e fo bene. Prima di discutere dovevasi lavorare e studiare in via a~solutarnente pratica. Non si poteva cruindi essere preparati alla pubblica discussione; nessuno avrebbe riconosciuto in· noi, neofiti dell'alpinismo militare, quell'autorità che dànno le teorie suffragate da una pratica lunga ed assidua: nel pubblico arringo, avrebbero potulo allora vietarci' di salire in bigoncia. Del resto, come· sempre avviene delle nuove islituzioni, fra noi stessi si andava, perr opinioni, malede!tamente male d'accordo: bastava dirne una persentirsene rimbeccai·e dieci altre tul.te fra loro differenti: qµali novizi si era intransigenti, quali intransigenti si aveva tutti una piccola. parte di ragione e moltissimo torto . Il nostro accorgimento fu quello di lavorare con una foga entusiastica, con una abnegazione che non, sarà superata mai. Nel 1873, nei primi tempi le compagni-e· erano autonome, ta'-· lune lo furono per moll.i mesi; ·in una serie di,articoli di un giornale· di provincia mi ero azzardato-a scrivere che quella autonomia non poteva durare, che quella specie di compagnie isolate puzzava di medio evo, che pel nostro esercito ci voleva ben altro di più forte, di meglio organato. Qualche compagno mi chiamò visi onario. Le· compagnie crebbero di poi e toccarono il numero di ventiquattro; con quelle cli nuova formazione si colmaron0 certe lacune: non era che ùn estensione al cordone tiralo colle prime. Questo si considerò come un atlo semplicemente complementare, richiesto da cento buone ragioni, ma non affermava nulla di rimarchevole, non si dava alle truppe alpine carattere più spiccato, mandato più definito, per.sonalità accentuala. Era c.res.ci:u..ta un po' la forza: la truppa da 1.800
uomm1 saliva a 2880: gli ufficiali inferiori da 67 a ,104, i coman- · danti cli battaglione da 7 ad 8. Ed in queste condizioni si durò un po' di tempo. Gli studi si accrebbero, si manifestarono - qualche scritto in materia di alpinismo militare comparve - ultimo fra tutti un mio libercolo che accennava ad un aumento di compagnie: da .2! a 36, i haHaglioni da 8 a '10. Le compagnie esistenti erano dislocate come segue, senza riferimento al loro numero d'ordine: Garessio - Pieve di Teco - Tenda - Borgo S. Dalmazzo Demonte - Venasca - Luserna - Fenestrelle - Giaveno - Susa - Oulx - Cuorgnè - Chatillon - Aosta- Domodossola - Chiavenna - Sondrio - Edolo - Rocca d' Anfo - Valdagno - Bassano - Belluno - Pieve di Cadore - Tolmezzo. In quello scritto prop'onevo disporne altre dodici come segue, (e ne dicevo il perr.hè). Carcare- Varallo - Clusone - Varese - Bormio - Breno -Rivoli - Cividale - Pontremoli - Fivizzano - S. Marcello - · Borgo S. Lorenzo. Le ultime quattro, come si vede, sul!' Apennino settentrionale. Queste proposte panero utopistiche . Che cosa diavolo si voleva! Che farne cli tanti alpini? Non pensavo che si depauperava il rimanente della fanteria, già troppo emaciala, da ottime reclute? Non erano già troppi quei soldati per far da guide sui sentieri delle Alpi? I battaglioni, con tale aumento, da otto di venivano dieci, e fin qui, ammesso l'aumento, la cosa procedeva coi suoi piedi, ma non poteva più andare neppur colle mani, quell'altra mi a proposta di raggruppare cioè quei dieci battaglioni in tre zone·(chiamatele pure reggimenti, che il nome non cambia la cosa). Come mail Si volevano reggimenti alpini ..... si levava l'autono- · mia ai battaglioni! Gente messa a bella posta per combattere tutt'al più una guerra da partigiani, per isbandarsi sulla fronte alpina come torme di camosci, la si voleva incastrare nel fronte di un reggimento! Si sognava forse di trasport:are la piazza d'armi di Torino sulla vetta del Monviso? L'affare cominciava ad ingrossare. Avremmo avuti 43.20 uomini di truppa· in tempo di pace - nove mila in guerra; gli ufficiali da 10t aumentavano a 164 e colla formazione di tre reggimenti a parecchi di più.
9·
I
LE TRt,Pl'E ALPI NE
DA CIVIDAC:E AL FALTERONA
Comparvero altri scritti - crebbero le domande sull'impiego, sullo scopo: si fecero quistioni sul dove e sul come impiegare tuHa quella gente su di un teatro di guerra non montano. Si dis.corse e si scrisse su tutto un po'; abbisognava che una $Uggia deterrnina.zione recisa aprisse gli occhi a chi sonnecchiava ed allungasse hi vista ai miopi. Giunse in buon punto un terzo organico: le compagnie da 24 furono portate a 36: i battaglioni aumentarono a 10; e quasi ciò fosse poco le compagnie vennero portate sul piede di guerra. Come rimanessero dalla meraviglia coloro che si volevano fussiliz.zare in 15 piccole compagnie non lo so, nè mi curni di saperlo. Mi . contentai di contemplare l'albero alzars i maestoso e robusto. La truppa alpina erasi costituita in unità di manovra della più evidente ,.importanza. Si contarono 9000 uomini sotto le armi e 200 ufficiali; . si pensò ottimamente alle batterie da montagna, la manovra cominciò ad essere combinata, le escursioni sulle vergini cime si abbassarono .un tantino, allargandosi in esercitazioni campali. Eàt in tutti una . gara di far bene e meglio, i capi battaglione ebbero mezzi e campo di ottenere plauso ovunque e sempre e da tulli. Si notò nell'istitu:. ·zione qualche neo, ma sta tanto bene un neù su di un bel viso! Poco tempo dopo ebbi occasione - qui sulla Rivista mi.litare - di ch iedere l'aumento di altre Hl compagnie, portandone ,il numero a 48 e sudcliviclenclole in 12 battaglioni; dopo le 12 aumentate in quell'ullimo organico, questa seconda domanda poteva sembrare indiscreta: a me sem brò la cosa più naturale« La boua che non chiese non ebbe la coda » dicono i Fiorentini. L' Apennino era stato dimenticato, bisognava rjparlarne moltissimo e lo feci in quel turno di tempo. Nell'organico su 36 compa-pagnie, come dislocazione di compagn ie, una fu messa a Brt3no, un altra a Caprino (che val Rivoli) , dovevo ripetere la riclriesla già ,falla per le altre località, difatti si abbandonò Cividale, Bormio, Varese, Clnsone, Varallo, Carcare, per disporrequell.ealtrern com.pagnie come segue: Triora, Ceva, Ch iusa di Pesio, Vinadio, Dronero, Costigliole, Tirano, Salò, Ch iesanuova, Feltre, Agordo. Qui veramente le locali tà sono 11, ma Costigliole era stata occnpata ai .•,danni di Venasca, da cui venne tol ta. Altre due località vecchie vennero sgombrate, quella di Bel! uno, e la cosa era chiara come il . so le, e quella di Rocca cl' Anfo rimasta per me inesplicabile per
l'abbandono. Quest'ultima disposizione era però avvenuta posteriormente all'organico su 36 compagnie. Ritenendo adunque per buono il già fatto, avevo disposto i ,1.2 battaglioni e le 48 compagnie come segue - le località in corsivo erano proposte o riproposte:
1
1° Battaglione -
2° 3° 4° 1S0 6° 7° 8° 9° 10°
- Tenda, Valdieri, Borgo· S. Dalrnazzo (2).
~
- Dernonte, Vinadio, Dronero, Venasca. - Luserna, Fenestrelle (2), Oulx . - Gia.veno, Susa (2), Lanzo . - Cuorgnè, Bard, Chatillon, Aosta. - Varallo, Domodòssola, èhiavenna, Morbegno. - Sondrio, Tirano, Sondalo, Bormio. - Edolo, Breno, Rocca d'Anfo, Clusone. - Caprino, .,Bosco Chiesanuova, Valdagno, Asiago . - Feltr-e, Agordo, Pieve di Cadore, Tolmezzo. - Pontremoli, Fii1i.zzano, S. Marcello, Borgo S. Lorenzo .
« «
«. « «
« «
~ 1°
«
12°
«
1
Garessio, Pieve, Triora, Chiu~a:
«
L'unica variante em di aver tolta la compagnia da Ceva per metterla unila a quella di S. Dal1nazzo: era una imitazione delle com~ · pagnie gemelle di Susa e Fenestrelle, sul vantaggio del quale accoppiamento mi so.no oggi completamente ricreduto. Speravo così in 12 mila uomini di truppa ed in 264 ufficiali, senza computare l'aumento derivante da formazioni superiori al battaglione. E, senza molestia, mi si lasciò spicca.re il volo nella re()'ione dei desideri, certi i più che non li avrei toc.caLi; macosì nond;veva essere, che per contrario il campo dava un raccolto sempre doppio del prevechlto. Chieste 36 si ebbero e raddoppìate di forza:domandatene 48 se ne ebbero 72. Sì, mi si risponderò, ridotte a metà forza. Questa è una risposta da miope. Io D"Uardo ai quadri or"a. e nici, e gli ufficiali da 200 raggiungono ora il numero di 358. Per la truppa torneremo a ch iedere, che l'appettito Yien mangiando, e finchè ci sia do-rizie di alpini in Italia, non temeremo indige-
LE TRUPPE ALPINE
stioni. Si erano chiesti 3 reggimenti e se ne ebbero 6: sfido io a: non essere invogliati a domitndare. .. . . Nella dislocazione delle truppe vedo coperte le locaht.a d1 Cairo Montenotte (che val per Carca.re) Rocca d'Anfo - che venne l'ivendicata, Cividale, Morbegno e Bard. Restarono escluse Bormio, Varese, Clusone, Varallo, Sondalo, Lanzo, Valdieri, ed escluso l'Appennino. · . . . Fatta questa rapida rassegna sul passato delle 3 pnme organiz:'azione di queste truppe, ci troviamo di fronte alla 4a - non dicol'ultima - che è e rimarr& la principale, quella che forma l'ossa-· tura di questo corpo d'esercito alpino; epperò ammaestrati dall'esperienza avuta, vediamo opportuno ora più che mai di analiz:'a.re minutamente questo argomento, cercare di penetrare nello spinto che lo anima, farne risaltare i profili più spiccati che lo tracciano, e vedere se, giunti a questo punto, non possiamo avanzare un ul timo - dico ultimo voto - che completi l'ordinamento delle truppe alpine in un assetto che sia veramente il defini_tivo_~ ~er qu~~to sia arrischiato in oggi in fatto di ordinamenti m1htan, stabilire· delle colonne d'Ercole. Apparentementesemb1:a.un'enormezza, dopo tanta abbondanza piovutaci da chi ci regge, il picchiare di nuovo: molti non avrebbero più fede nel pulsate et aperiet1w vobis, non io e ripicchio; e sono certissimo che si riaprirà, o per dir meglio che si farà unicamente girare la porta sui cardini , essendo solamente socchiusa, per dar tempo intanto al maturarsi delle cose, al rafforzarsi del già fatto, per preparare la mente di tutti, all'impor-· tante fatto che i nostri corpi d'esercito, fra due anni, abbiano ad essere 43. Diavolo! Siamo in pieno alpinismo: con quattro passi ben mossi tocchiamo la vetta e non si vorrà gridare excelsior dopo una dozzina · d'anni che avremo durato a rampicare<t Proviamoci ad assodare bene: che la cerchia Alpi-a:ppennina alloggia benissimo 96 compagnie, tanto in linea alpinistica, come in linea organica e strategica; che le popolazioni montane, debitamente adoperate nella retazione di servizio attivo, danno il voluto contingente annuo; che le esigen.ze della nostra difesa richiedono un permanente
DA CIVIDALE AL FALTERONA
1,
)
~ ,
.assetto capace di rispondere colla massima efficacia alle possibili nostre richieste politico-militari; che il Paese accoglierà a braccia aperte l'ultimo rampollo della nostra famiglia militare fattosi uomo. Del resto se saprò penetrar bene negli intimi intendimenti dell'ordinatore, vedrete che l'attuale organizzazione lascia appunto scoperti gli addentèllati che svelano le proporzioni dell' opera a completa.rsi; non è quindi, questo mio, un lavoro cli innovazione, .ili invenzione, nè di profezia a buon mercato; è l'esposizione semplice del come mi é parso di aver letto fra le linee dell'ordinamento che porta lii data del 5 ottobre prossimo passato. L' aumento delle compagnie alpine venne !fatto per guarnire maagiormente di soldatesche le alpi in talune n . località, o per aumentare le truppe, o per aver mezzo cli preparare i quadri per una forza armata doppia dell'attuale? . Le 72 compagnie occupano 45 differenti località: se ne- occupa. vano prima 34; furono dunque 1 ·1 soli i paesi scelti per residenza nuova a questo aumento di compagnie, ed essi sono: Cairo Montenotte, Pinerolo, Bardonnecchia, Bard, Morbegno, Rocca d' Anfo, Asiago, Schio, Velo cl' Astico, Gemona e Cividale. Con Cairo Montenotte si tocca alla separa1.ione fra le Alpi Marittime e l'Appennino e si occupa il punto di riunione delle tre strade per Savona, Ceva -ed Aqui; con Ba:·donnecchia si guarda lo sbocco della galleria del Moncenisio; Pinerolo domina lo sbocco delle valli del Pellice e del Chisone· Bard munisce la chiave della Val d'Aosla. ' . Gli ufficiali superiori aumentarono di 22 - i capitani di 48 i subalterni di 88 - la truppa di 1200 uomini circa - le bestie da soma di 36. Organicamente si ha l'aumento di 36 compagnie, di 10 battaglioni e la formazione di 6 reggimenti. Del poco aumento della truppa, diminuito ancora dall'assorbimento che vi fanno gli uffici di conLabilità, conviene tenerne conto .ad o-gni modo come di un prezioso effettivo in più combattente, e tener conto dei grandi vantaggi che reca alla truppa alpina ed alle altre l'essersi i 6 reggimenti svincolati dalla di-pendenza dei distretti militari. I 20 battaglioni nelle loro sedi invernali occupano ·H località: Mondovi-Ch iari-Bra-Verona'Fossano-Torino-Bassano-Susa-Milano-
•
u. ·
DA CIVIDALE AL FALTERONA
LE TRUPPE ALP INE
Ivrea-Conegliano; i dieci battaglioni di prima occupavano otto di queste più Chivasso ed Alessandria, che vennero escluse per Mondovì, Fossano e Bassano. - Esaminiamo attentamente queste varianti in fotto di ubicazione delle compagnie. L'ideale di una dislocazione di compagnie alpine sembrerebbe dover esser quello che permettesse di occupare località eminentemente alpestri (fra le popolate), site sui punti principali tattico-logistici della cerchia alpina, disposte fra loro da permeUere Io svolgimento di manovre fra reparti di truppe adiacenti, J' estendersi. deJI' esplorazione e studio del terreno, per modo che su alcuni tratti la densità e la ripetizione di studi militari ed esercitazioni di, manovra non andassero a detrimento dello studio che richiedono altri luoghi egualmente e·più importanti. L'individualità della compagnia alpina è sparita e si incarnò in quella più grande del battaglione; notai tale fatto nel passaggio d~lle 24 alle 36 compagnie, nel quale vennero cambiati i loro numeri d'ordine, e lo rinotai or ora. In questo non vi scorgo nessun inconveniente nè ve ne sarà sino a quando la truppa è in via d'organizzazione, .ma, questa completata, sarà pur bene por mento al fatto che per quanto piccola e ristretta possa essere l' azione in guerra di una compagnia, questa potrà nullameno in montaona compiere fatti di Lale rilievo pei quali possa andare lietameAte superba del numero che la distingue da tutte le altre, numero che, ricevuto il battesimo del fuoco, dovrebbe mantenersi costante per qualsivoglia mutamento di forme organiche di là da venire - La costituzione dei battaglioni, l'accentramento lunghissimo invernale, il continuo camb iamento della numerazione, il timore di qualche futuro e maggiore accentramento in grandi reparti, mentre mira a conglobare tutte queste truppe in un corpo omogeneo e malleabile nelle mani di pochi, concorre potentemente a sminuire l'importanza ·della compagnia, come ente a sè, a togliere cioè a tali reparti quel carattere nel quale i tempi addietro ce le descrissero e tramandarono con veste a volta favolosa, spesso troppo carica di ricami e di fiori ma pur sempre ammirevole per fattura e valore, Quello che rende il montanaro superiore sui monti a qualsivoglia altro soldato è specialmente l'abitudine all'isolamento; una buona compagnia alpina deve saper manovrare incastrata tra le fi le di un reggimento~ <')
•
ma deve scrupolosamente conservare l'abitudine ali' isolamento in montagna. In guerra si troverà spesso iE-olata: chi la comanda ha. bisogno di imparare a sbrigarsi da sè; il himpo degli sperimenti e della scuola. si è quello di pace: in guerra è tempo di sole applica- · zioni pratiche - nessuna novità tranne il piombo e la mitraglia, Altra volta ho considerata la distribuzione delle compagnie sullacerchia del nostro confine continentale, nè vi ritorno. Si avevano·fra il Colle cli Caclibona ed il Monrosa 21 compagnie - dal Rosa al colle dello Stelvio v.e n'era.no J.. - ed altre ,1,f dallo Stelvio ali'!- . sonzo. Ora in quei tre tratti ne abbiamo rispetliYamente 40, 9, 23. In estensione il corq.one guadagnò da una parte avanzandosi da Ga-,· ressio a Cairo i~fontenotte e dall'altra da Tolmezzo a Cividale. Jn, densità siamo alla pari: nel Chisone si assottigliò della metà, allungandosi verso la pianura (Pinerolo): in vaL di Susa si accrebbe ai danni di Giaveno - e Bardonnecchia a quelli di Oulx e Bard dtChatillon, L'estesissimo.tratto fra Chatillon e Chiavenna ci perse un tanto colla riduzione sul piede di pace della compagnia di Domodossola; Chiavenna perclè metà forza per Morbegno - decisamente il confine svizzero non preoccupa affatto. Rocca d'Anfo, Velo , Schio, Asiago, Pieve di Cadore guadagnarono sulle perdite di Salò, Chiesanuova, Valdagno, Bassano e Feltre. Le anguste valli piemontesi· determinarono tale s~ostamento di truppe nel senso della profondi là, cioè lungo i corsi d'acqua: nelle valli Lombardo-Venetè il movimento fu per contro laterale. Gli accentramenti invernali dei bat- , . taglioni ebbero un movimento in avanti, verso i confini: si abbandonò Chivasso ed Alessandria e fu bene; colà si era troppo fuori . della regione montana. Non credo che l'occupazione di Bardonnecchia sia devoluta allo sbocco del traforo; le preoccupazioni di una improvvisa eruzione di armi ed armati dalle viscere della montagna, per quanto in Inghilterra abbiano oggi - sulla galleria sottomarina della Manica - un valore apparentemente fortissimo, mi sembrano materia da sfruttare nei drammi da teatro diurno. Per le"· ailre possibili aggre_ssioni attraverso alle Alpi, non posso famigliariz~armi all'id~a di potermi svegliare, un brutto mattino e leggere ne1 telegrammi della Stefani « I Francesi sono padroni di Oulx o di ·. Bard)) << I Tedeschi sono giunti a Vezza d'Oglio» non altrimenti·,
I.E TRUPPE ALPINE
che se leggess i « Il piroscafo China, della Società RubatLino, è gi unto a Bombay ». Per buona regola non devesi far troppo a fidanza con alcuno, nè ·. dormire fra due guanciali, ma, che proprio proprio il nemico capiti in ca.sa nostra ancor prima che la diplomazia vi abbia trovato almeno il più fu tile dei pretesti, non lo si può ragionevolmente ammettere. Le ferrovie accelerano i movimenti di truppe, ma ne abbiamo tante anche al di qua delle Alpi - le tappe a piedi sono pur spedite, ma la nostra fanteria cammina pur tanto bene. Epperò, se il paese si presta a coll ocare in tempo di pace la truppa ove farebbe comodo averla subito in guerra, bene, ma nessun inconveniente mi· pare emerga dall'avere la truppa acquartierata ad un paio.di tappe . dal confine, se ciò è richiesto dalle molleplici esigenze imprescindibili pel soggiorno di molla gente riunita nell e povere vallate alpine. ·Quando si abbiano tre giorni di tempo potremo sempre far trovare ~ul Moncenisio accanto agli Alpini di Susa anche quelli di Gemona e Cividale: O si fa una quistione logistica, e allòra siamo perfettamente a . questi Lermini, o si considera la faccenda nell'interesse dello studio del terreno e della rnanovrn. di combattimento sui monti, e allora ci vuol la montagna, solo questa, e allora molte compagn ie dovreb~ bero portarsi molto più su di Dronero, Pinerolo, Giaveno, ecc, che sono troppo fuori di stradà, per quanto da quei paesi le Alpi si vedano beniss imo; peccato che non si possa ·camminare cogli occhi, se . no, vorrei accentrati tutti gli alpini a Milano in permanenza. Non occupiamoci dunque nel pensiero di doverci costantemente trovar in pace a seconda delle esigenze di una dislocaziòne all a vigilia della ostilità e non ci guidi che la preoccupazione di avere la . zona alpina esplorata, conosciuta, studiata in tulta la sua superficie - di aver~ tutte le truppe oLtimamente ammaestrate alla tanica di montagna, alla vita alpina, ·che comincia pernoi vecchi del mesti.ere, ,se non andiamo errati, dai due mila metri in su. È faticoso ~ominciare ai due mi la, lo so, ma ci vuol pazienza $8 -vogliamo prepararci ad. amareggiare un giorno le salite ai nostri possibili avversari, i quali, giova sperare, si ab_itueranno facilmente a sal ire cominciando dal piano, confondendo il t~rreno che è di
DA CIVIDALE AL FA!.T ERONA
··competenza cli ogni fanteria con quello che è dominio del solo solnato alpino. In materia di dislocazione fissa di truppe non affoghiamoci nella simmetria; questa è figlia dell'ordine, ma dove questo non è necessario, quella può esserci impedimento a toccare hen altri utili. Lel nostre Alpi non son tulle nostre, quindi·differenzanotevolissimanel ~arauere del nostro confine, differenza di altezze, di direzione, di / ,•alli, di tracciati come linee di difesa, ineguaglianza di densità nel- I l'abitato e nelle risorse locali - differenze di comunicazioni stra- ·'1 ,dali e ferroviarie, di[erenze di relazioni politiche causa la perma/ nente neutralità Svizzera. La simmetria va sacrificata per piegarci a tante svariate esigenze . A questo aggiungi lo scoglio maggiore, grossissimo, funesto per ~gni riguardo: la quistione delle caserme. Oh le caserme! Colla scorta dell'ub icazione di esse noi troviamo la chiave che ci.apre il segreto pensiero che ispirò fortemente le dislocazioni passate e la presente delle truppe alpine; e lo scoglio si ingigantisce -sempre col crescere dei reparti da acquartierare. Tirando all'economia, ci si ,tccomodò al migliore offerente . .Però se la spesa di nuove caserme non francava l' utile di occupare nelle guarnigioni estive le località costituenti chiavi tattiche o strategiche sugli scacchieri alpini, bisogna d'ora innanzi superare questi piccoli sacrifici in denaro , perchè le truppe possano studiare ifin l'ultimo angolo recondito del terreno di loro spettanza,, che nulla . ci può autorizzare a ritenere per certo escluso dalla possibil ità di poter divenire terreno da combattimento. Col recente ordinamento ,abbiamo 21 località che ospi tano ciascuna due compagnie sul piede di pace, mentre prima ne avevano una sola a 250 uomini; non è ,questa una pura quistione di caserme1 E Susa che ne ospitava 2, ·oggi ne contiene !S. Si dirà che la forza, su per giù, è la stessa: verissimo, ma abbiamo duplicati gli ufficial i; e se prima bastarnno 5 di essi per lo studio di quel terreno sul quale potevano irrad iarsi .dalla loro sede, che ci fanno, in materia di itinerari, monografie. schizzi topografici, progetti di fortificazione eventuale, gli altri cin-que? Dove gli uni partendo da Susa non potranno arrivare in una .escursione, non vi poLran giungere gli altri, mentre questi secondi ·,vi giungerebbero se fossero ad Exilles o ad Usseglio. Ma ad Exilles ANNO XXV!ll,
vor,.
I,
2
LE, TRUPPE ALPINE
DA CIVIDALE AL FAL'rEnoNA
e ad Usseglio non ci si può acquartierare ...... È appunto quello che , vado dicendo, mancano le caserme. Eppure, se guardate attentamente nel nuovo organico vedrete· che, pur obbedendo alla transi tori a necessità di fare economia d j locali, vi primeggia il pensiero chiarissimo di dislocare le truppe in armonia all'estensione del terreno da studiare. Le compagnie dF nuova sede, quali Cairo, Rocca d' Anfo, Schio, Velo d' Astico, Bar donnecchia, Morbegno, Bard, Gemona e Cividale, non sono ciascuna di per sè? Eppure potevano benissimo accoppiarsi con Ga.ressio, Oulx, Giaveno, Chàtillon, Domodossola, Chiavenna, Salò, Chiesanuova, Valdagno, Feltre che rimasero con metà delle caserme vuote. Ad Asiago, è vero, se ne posero due insieme di nuove, ma si può esser certi che se vi fosse stato un quartiere ad Arsiero od a Cismon, una delle due ve l'avrebbero messa. Nè si dica che se si fossero accoppiate con quelle del Piemonte non potevano essere· sul confine dell.' Isonzo. Questo sarebbe vero, ma tale argomento non varrebbe a confutare l'interpetrazione che dò io allo spirito della nuova dislocazione - che considero ottimo. Se così non fosse, come saprebbero spiegarmi la levata che si foce di metà della forza da Fenestrelle, che vi stava da tanto tempo, e lo aver sparse sulla zona . occidentale le compagnie di Cairo, Pinerolo, Bardonnecchia, Morbeano e Bard che stavano comodamente nei locali rimasti vuoti qui <'> . sopra enumerati? . Su questo punto adunque la nuova dislocazione ci dice palesamenle che, concordainente alle esigenze dell'economia ci si ispirò · al concetto di tenere le compagn ie separate, aumentando l'occupazione della cerchia Alpina tanto in senso della. lunghezza come in quello della profondità. · E tuttavia. come siamo rimasti? Con u.n accentramento di cinque compagnie a Susa, con altre 48 compagnie accoppiate e con sole 19 collocate nelle condizioni tli poter addestrare un capitano all'isolamento delle sue forze, a saper disciplinare, amministrare, condurre · e manovrare la·sua gente in pace, come sarà spesso chiamato a farlo· sotto il fischiar delle palle. Nel guernire i confini ci si attenne al criterio che informava la dislocazione passata; molta gente stipata sul confine francese - ca- · tèna ininterrotta e spiccatissima; - il confine austriaco munito nel1
.solo senso 'della lunghezza con linea a forma di una S le di cui estremità vengono segnate da Cividale e Chiavenna - tratto meno montuoso, frastagliatissimo, interrotto, ma pur sempre eminentemente alpino; la parte verso Svizzera assolutamente sguarnita. La 7a compagnia partita come un razzo dal suo battaglione di Val Tanaro, con comando a Ceva, descrivendo una immensa parabola che attraversa il Piemonte da Sud a Nord, cadde a Domodossola. Se si eccettui la 74 compagnia, nessun'altra è incastratafra compagnie di altri battaglioni. Tenendo conto della, distanza in linea retta per le compagnie più lontane, di uno stesso battaglione, fra loro, e dando un compenso approssimativo all'aumento di tali distanze in ragione della natura del terreno interposto fra esse, pos siamo mettere in nota i battaglioni con un ordine progressivo di accentramento, a partire dai più riuniti, ed ali' incirca si seguono cosi: Val Dora - Moncenisio - Val Stura - Val Pellice - Val Ma.ira - Alta Valtellina - Val Tanaro - Monti Lessini - Val d'Aosta - Val Schio - Val Orco - Cadore - Val Chisone Col Tenda - Val Brenta - Val Tellina~ Val Pesio - Val Camonica - Val Tagliamento - Val Tanaro. Possiamo affermare che, l'ultimo eccettuato, le compagnie del battaglione più disseminato possono in una giomaLa trovarsi riunite sotto al comando clel rispettivo capo. Lo stesso calcolo riferito alla distanza fra le compagnie di uno stesso reggimento, ci darebbe che il più accentrato è il 1° reggimento (Pieve-Breno) e man mano i seguenti: il 5° (Edolo-Susa), il 3° (Vinadio-Caprino), il 2° (Triora- Schio}, il 4° (Bardonnecchia-Feltre), il 6° (Cividale-Aosta). E qui pure, avuto riguardo alle linee ferroviarie interposte fra i battaglioni più lontani - senza entrare per ora nella quistione dei battaglioni distaccati - abbiamo un ottima disposizione per poter avere un concentramento simttllaneo di tutte le truppe alpine sia ~ull' una che sull'altra frontiera. Vèniamo alle sedi dei comandi di battaglione. Quindici di essi hanno sedi estive differenti dalle in.vernali: cinque banno sede permanente e sono i seguenti Monti Lessini - Val Brenta - Val Orco - Val Dora e Moncenisio. Questi ollre alla sede permanente si trovano permanentemente distaccali dal comando reggimentale. Fra 1
<
/'
DA C!VfDALE AL l?ALTERONA.
20
LE 1'I\UPPE AUINE
gli altri quindici con sede varia rimangono pure in perenne distaccamento i seguenti: Valcamonica - Val Schio - Val d'Aosta. I comandi di battaglione hanno anche una differenza fra loro circa al numero delle compagnie che hanno permanentemente sotto di sè, o per dir meglio che hanno costantemente di presenza, nel periodo estivo. Tre comandi non hanno alcuna compagnia e sono quelli dei battaglioni Monti Lesini, Val Brenta. Val Orco; due hanno una compagnia e sono: Val Tagliamento e Val Schio; quattordici hanno due compagnie e senza nominarli sono i rimanenti diminuiti del battaglione Val Dora l'unico che abbia tre compagnie riunite. lo non so e non mi curo sapere se si possa considerare, per un capo di battaglione, miglior trattamento l' esser permanentemente distaccato o meno dal comando di reggimento, l'aver direttamente truppa sotto mano o non averne, od averne poca o molta: accenno però al fatto che altra cosa si è p. e. la sede permanente di Bassano o Verona senza truppe d'estate con distaccamento continuo, e altra cos'a è il comando dei battaglioni , di Val Pellico e Chisone e Val Tanaro, ecc. con residenze estive ed invernali in piccoli paesi, con riunione di due o tre compagnie, con concentramenti sotto al comandante il reggimento . l\ti piace ammettere, ed è tanto naturale, che i più favoriti siano i comandanti di battaglione che sono più addentro fra i monti, i più a contatto colle truppe per far manovre, più sotl.O mano al colonnello, possibilitati a famigliarizzarsi col terreno di loro competenza, obbligati acl aver residenza estiva ed invernale - come fanno i ricchi alla moda Ciò essendo indubbio, si trovano in una condizione sfavorevolissima vari battaglioni e sono gli otto sempre distaccati: fra questi i cinque con sede permanente più sfortunati degli altri, e di questi cinque i più infelici di 'tutti quelli di Val Orco, Val Brenta e Monti Lessini privi delle loro truppe, e finalmente i due ultimi con residenza assolutamente lontana dalle Alpi, reclamano un trattamento incomparabilmente migliore. Queste discrepanze non avvengono pei reggimenti nelle loro sedi ·invernali, se non si vuol tener conto della differentissima importanza delle città rispettive di guarnigione, nel qual caso fra Mondovì e Mi lano, tra Fossano e Torino non vi :possono essere .curve di raccordame1ùo possibili, se non quelle delle strade ferrate.
Ogni comando cli reggimento ha sotto di sè due battaglioni nell'inverno, e complessivamente otto compagnie ciascuno, meno il 1° che ne ha sette; lo specchio qui unito comprende tali raggrnppamenti sotto i comandi di reggimento, ed i battaglioni staccati col numero delle compagnie: 1
Sedi reggimentali
Battaglioni riuniti
Battaglioni clistacc1ti
Alto Tanaro-Val Tanaro 7 comp. Chiari-Valcamonica Val Pesio-Col Tenda . S id . Verona-Val Schio . . Val Stura-Val Malra . 8 id . Verona-Monti Lessini Val Peltice-Va!Cbisone 8 icl. Bassano-Val Brenta . Susa-Val Dora-MonMilano. . Val Tellioa-Alta VaHellina . . . • . . 8 id. cenisio . • . . . .Con~glia.oo . Cadore-Val Tagliamento 8 id. Ivrea-Val Orco-Val d'Aosta . . . . .
lo Regg.!Mondovl .
4 comp·
2•
,.
30
,.
3 3
40
,.
50
,.
6'
,.
B1·a . . . Fossano . Torino. .
8
id. id. id.
6
id.
6
id.
Nell'inverno abbiamo dunque H concentramenti di compagnie, di cui cinque con 8 compagnie ciascuna, •1 con 7, 3 con 6, 1 (lOil ,i., ed 1 con 3. Altra misura provvidissima e benefica del nuovo ordinamento quella sì fu di aver sanzionato il principio che le tr uppe alpine debbono essere in mano di ufficiali del corpo alpino: che cioè tranne forza maggiore, non delibasi far passaggio di capitani ed ufficiali superiori alle truppe alpine se non siano provenienti da esse truppe come subalterni o come capitani. Quando si dovette cominciare, ufficiali e truppa erano nuovi alla montagna; man mano però che coll'allargarsi dei è1uadri si ebbe maggior numero di ufficiali, entro i limiti del possibile, furono più radi i comandi di ·compagnie alpine affidati a capitani che non sapevano che fosse montagna, militarmente studiata e pe·rcorsa militarmente a piedi. Assodatosi bene il principio che le truppe alpine costituiscono una specialità caratteristica spiccatissima dalla fanteria italiana, dovea pure assodare la derivante necessità di darla in mano a comandanti montanari . La facilità di ammissione à tali comandi concessa ai provenienti da altri corpi di fanteria, aveva forse scambiato il dover piegare alla necessità, coll'indiITerenza di affidare il comando di una compagnia o cli un· battaglione alpino ad un comandante qual si fosse purchè capitano o maggiore. Ma le ultime nomine nelle truppe alpine stabilirono recisamente l'anzidetto principio .
2.3
LE TRUl'PE J.LPINE
DA CIVIDALE AL FALTERONA
In dieci anni se ne videro dei capitani a ripartire dalle truppe alpine, ed in proporzione si videro assai più subalterni - che vanno a piedi - e, passati i primi entusiasmi, i primi bollori di gioventù, cessato l'eco delle prime strofe inneggiate alla montagna, si ebbe penuria notevolissima di subalterni stabili, e successe un andare e venire dai reggimenti alle compagnie e viceversa. La montagna è tanto differente da quanto ce la figuriamo vedendola sui lontani orizzonti azzurri, o sulle tele dei quadri I Oramai l'inconveniente di dar truppe alpine in mano a chi non sa maneggiarle in montagna sarà. scongiurato, e la parola « inconveniente» non è esagerata, me ne appelio agli ·ufficiali montanari. Con .26 ufficiali superiori per coprire le vacanze nei 6 posti· di colonnello - i quali mi auguro vorranno lungamente durare occupati come sono ora- con 84 capitani (e dico 84 sperando che si troverà ben modo perchè i comandanti di compagnie deposito e gli aiutanti maggiori in 1° abbiano tutti un giorno ad aver per qualche annò comandata una compagnia) non occorrerà cercar maggiori non alpini ad occupar le vacanze nei comandi di battaglione, è così dicasi dei tenenti rispetto ai comandi di compagnia. Nell'ordinamento attuale si notò subito subito l'ottima misura di prender quanti capitani e subalterni, ed ufficiali superiori si potè, che già avessero avuto comando di truppe alpine: si dispose una riserva di comandanti alpini provetti qQ.ali relatori ai reggimenti, per aumentare il numero disponibile di comandanti battaglioni alpini; si suddivisero in razionali proporzioni i subalterni delle 36 compagnie -vecchie fra le altre compagnie di nuova formazione; si mantenne al comando di compagnie dei tenenti anziani prossimi alla .promozione a capitano {ottimo precedente questo cl1e permetterà tenere per qualche mese, se aibbisogna, un capitano anziano al comando di un battaglione, anzichè anteporvi qualunque aÙro ottimo maggioue che non sia alpino). Furono queste t utte eccellenti applicazioni che sostengono iii principio « essere gli alpini un corpo di fanteria specialissimo per ect.;ellenza » principio che richiese 110 lunghi anni per rafìfermarsi saldamente. Passiamo ad accennare dei mandamenti di reclutamento alpino. Dalla apposita tabella ( Giornale M:ilt. Uffi,. Parte 1a N° 41. Atto 181) appare che si raccolse tutto l'elemento montanaro della
,cerchia alpina e coll'ammettere per mandamenti di reclutamento .alpino di complemento Bagnone - Camporgiano - Castelnuovo ·Garfaonana - Fivizzano - Gallicano - Piazza al Secchio - Pono .tremoli - Aulla-'- Borzonasca - Calice - Carrara - Chiavari -Cicagna - Fosdinovo - Massa- Mulazzo - Rapallo - Santo ·Stefano d'Avèto - Sesto Godano -Tresona - Varese Ligure Campo Freddo - Ponte Decimo - S. Pier d'Arena - Ronco ;Scrivia - Savignone - Torriglia - Voltri- Bedonia - Berceto - Borao Taro - Bardi - Ferriere -Ottone, si afferma un prin"' più alla importanza, come quello che assicura un avvecipio della nire prosperi5simo per l'alpinismo militare italiano. Riassumendo dunque i principali tratt.i di quest' ottimo ordinamento, eccone le conclusioni: le truppe alpine costituite in 72 Ct)mpagnie, 20 battaglioni, -6 reggimenti; . la cerchia alpina completamente militarizzata con truppe montanare; reclutamento regionale fin che si può, reclutamento misto · fin ,che abbisogna; i reggimenti amminisLrativamente autonomi con magazzini .propri di arredamento; . capitani ed ufficiali superiori reclutati ne quadri alpini; per gli uomini di truppa passaggio da compagnia a compagnia ·(nel limite dei distretti di reclutamento) e dalle compagnie agli stati ,maggiot'i e depositi, e viceversa.
II. L'Italia, lo si vide meglio ogni giorno, vuol esser forte per es:sere << non solo rispettala, ma anche temuta » e non chiede la forza per la forza, sibbene per la prosperità che da questa ne emana. .L'esercito, l'armata, e le fortificazioni, sono la materiale traduzione ,di questa sua volonu.'l.. II voto elettorale a larga base fu in tal ma,teria eloquentissimo: il Parlamento, generato da esso, non perderà
LE TRUPP.E ALPINE
occasione per dimostrarlo; i contribuenti pagarono sempre volen-· tieri per esser forti e lo arguisco dall'esperienza passala che ci in-· segnò come gli eletti dalla nazione, in fatto di armamenti, concessero sempre più di quanto i ministri della guerra e della marina andarono chiedendo - e dal fatto presente dell'avere gli elettori lasciati a terra quei deputati che facevano specialmente sentir alta, la loro voce per ridurre i soldati, i marinai, i cannoni. Se il paese· tendesse, per ora, al disarmo graduale a q1.lalillfl,qtie prezzo, quegli economisti li avremmo veduti portati sugli &cudi. Mai come ora. si sentì desiderio di esser forti, e perchè? Perchè nella debolezza. delle armi si esclude la prosperità italiana in tutte le sue svariatissime manifestazioni. Il nostro territorio di speciale strntlura, i nostri confini tutti• monti e mari, hanno parlato e parlano chiaramente « Esercito e· Marina. >> Ed a questa richiesta l'esercito rispose colle truppe alpine. Le proporzioni di queste, il loro impiego in guerra, la lorodislocazione in pace, ci forono pure indicali dalle montagne nostre; in proporzioni tali che tutto l'elemento veramente montanaro vi · concorresse (entro i limiti delle esigenze di mobilitazione); impiegale in massa perchè tale manovra è l'unica che si confaccia ad una grande Potenza,~che, al caso, aprirà una grande campagna, su di, un vasto teatro d'operazioni ; e perché i possibili eserciti aggressori,, saranno formidabili ; dislocate su tutta la zona del circuito continentale, come quella che interclude il terreno) contrastarsi colle bat'.taglie. Sulle Alpi cioè e sul\; Appennino settentrionale, per tutto ove· è terreno di montagna, ove si erge un picco, ove si avvalla un burrone, ove i ghiacci, le nevi, le frane, i dirupi costituiscono il terreno di combattimento; ove i geli. le nebbie, le valanghe, le tempeste, l'aquilone imperversano. Là, le truppe alpine, dove il verde dei prati , ove i dolci vigneti.i ·il mite ulivo, i villaggi dalle ville incantevoli, dai viali ombreggiati, cedono il posto al terreno brullo ed arsiccio, ai magri pascoli, al cupo abete, agli insidiosi sentieri, alle catapecchie nere, solitarie, squallide, inospitali. E poi? E poi, queste truppe, le porteremo ove non si corre, ove si manovra coll'orologio alla mano, ove è bandito il metro ed i suoi multipli - sulle balze scoscese - sulle mulattiere ripide e sconfortanti - tra i meandri di ciclopici massi am-.
DA CIVIDALE .U, FALTERO~A.
monticchiali da ciclopiche mani - tra il labirinto di inestricabili· semieri - tra il folto di secolari pinete - là, infine, dove si ac; campa da zingari, si mangia da poveri, si lavora da schiavi, si com-· batte da montanari. Ed è qui tutto? Tutto. L'alpino, in montagna, non teme confronti nè di polmoni, nè di andatura, nè di occhio o di polso o cli piede, nè di abitudine - dico · abitudine - all'incessante pericolo affrontato, superato, domato. Scherza fin da. bambino sull'orlo della tomba - e tombe ampie· e profonde da seppellirvi popoli iutieri - non teme riscontri, e non li piglia, vivendo scamiciato e paonazzo dal freddo; s'empie lo sto-· maco di neve, trafelante e sudato, in barba agli igienisti più in voga .Tutto questo sta bene, ma a Verona, a Stradella. o sul Bolognese,. come ci si troveranno? O bella! Ci si troveranno per reggimenti , battaglioni e compagnie, su due righe di fronte, alti, tarchiati, duri come sassi, sani come querce, forti corrie ..... come tutti gli altri. Pochi vizi, pochi anal Cabeti, pochi avvocati, pochi o nessun predicatore di diritti a rivendicare alle spese di doveri da non mantenere e per contro tiratori sceltissimi, poche giornate d'ospedale e poco rancio buttato via, in odio ai caporali di cucina. Abbiamo noi in dieci anni ottemperato a tutte le esigenze della nostra difesa alpina? No . Vi risponderemo in futuro? Si, è indubbio. Si facciano avanti gli incre,duli, gli sfiduciati, i San Tommasi. Le ·videro nel marzo 73 le prime minuscole compagnie, le successive 24, le altre 36 sul piede cli guerra, le attuali 72 sul piede di paqe? Ben per loro. Li videro i 7 battaglioni quando divennero '1 O, ed ora . che son 20? Li vedono in oggi quei 6 reggimenti alpini, già sogni di visionario? Innanzi di andarli a toccare con mano, li prego a soprassedere qualche pò di tempo nel loro viaggio' circolare; lo far1anno. più completo quando le compagnie saranno 96, e 24 i battaglioni,.. ed 8 i reggimenti. Chi profetizza tanto? Chi! 11 terreno, la recluta alpina, il bisogno.dell'esercito, la volontà del Paese. Era tanto presto capito! Questo ingrandimento nell'alpinismo militare fu svolto con processo omeo- · patico, se~za scosse, senza salti, inopinatamente pel paese stesso. Crea.re di botto un corpo d'esercito alpino nel 73 era uscire dai bilanci, era· ingorgo di sangue al cuore. In oggi ci troviamo colla cir--
26
LE TRUPPE ALPINE
., ceolazione libera, coi conti pari, con un corpo d'esercito di più, ri,spolìdente ai nostri confini, ai nostri teatri di combattimento, alle nostre tradizioni, alla storia nostra, al legittimo orgoglio del nostro Paese. Non si tratta più di di fendere Rocca d' Anfo dai conti Lodroni con .un pugno di bravi, nè delle squadre di Hofer che attaccano Innshrnk; non si tratta solo di Trentini a:Ile Chiuse d'Adige contro Ar"rigo, nè di soli Veneti che difendono Itivoli dagli attacchi del Brun~ . swick - si tratta ormai di un formidabile corpo di montanari di tutta Italia che si presenta all'aggressore, da qualunque parte si ·avanzi, e lo ferma sulle Alpi senza che questi abbia speranze di cavalleria e di cannoni, di campi da mietere1 di magazzini da vuotare: · e lo combatte senza tema di furiosi attacchi, senza [preoccupazioni di ribaldi che rendan forti, che cedan chiavi,certi che non vi sono, dalla parte della difesa, elementi deleteri su cui possa giuocare la perfidia, l'oro, la tema di rappresaglie crudeli e di inaudite ven. deu.e. « Quando si scende in campo con qualche cosa di nuovo, siano · « poi le armi da fuoco, i sistemi a retrocarica, la manovra per « linee interne, un avanscoperta di cavalleria con 100 chilometri , « di raggio, l'attac~are per difendersi, o che altro niai, i risultati i. « sono là ad attestarci che la vittoria sta da quella parte» ... « Seen. « dere in campo con 30 mila montanari uniti, poveri di cannoni, (\ di cavalleria, di carri, vuol dire scendervi con tutti gli elementi ·« della celei'ìlà; soggiogare un disastroso terreno alle libere linee -« della propria manovra, vuol dire di un terreno nem·ico farsene ·« un alleato, vuol dire scendere di fronte al nemico con qualche << cosa di nuovo .... _.)> (,1) A rigor di vocaboli è improprio, parlando di pura e sola fanteria, chiamarla col nome di Corpo d'Esercito, ma adopero questa denominazione perchè <lessa divenga_eufonica declinata con quella di « T1:uppe Alpine)> Queste costituiranno la fanteria, al rimanente -complemento delle altre armi tutte, e dei vari servizi amministrativi ci si penserà, sempre in via gradualmente progressiva, e se ne
f
(I)
<
l~ truppe Alpina nella difesa territoriale d'Italio,. Rivista Milit. Anno 187Sl
DA CIVIDALE .'.L FALTERONA
27
arricchirà di tanto la riserva generale, quanto ne richiede il costituirsi completo di detto corpo d'esercito, quando le truppe alpine, per gli eventi guerreschi, saranno tolte dal terreno Joro speciale. Così non è più da tornare sulla quistione delle batterie da montagna; -essa è pressocchè completamente e felicemente .risolta: è costituita arma per manovre combinate cogli alpini in montagna e- basta; il suo impiego tecnico ed il suo sviluppo sfuggono completamente alla c.ompetenza di queste povere pagine . A ,noi per contro spetta unicamente trattare del successivo svi1uppo delle truppe alpine, in relazione al terreno di montagna, alle zon~ di manovra, ai mezzi dì reclutamento; vederne la dislocazione in rapporto alla sicm:ezza dei punti più importanti, all o studio dei singoli tratti alpini come terreno da conoscersi palmo a palmo; a:noi spetta esporre quanto meglio ci sembra percbè dette compagnie si possano trovare do:ll'oggi al domani dalle go.le di Susa e J<'enestrelle ai campi fra Chambery e Grenoble, o dalle vette .dello Stelvio e del Tonale nella valle della Drava o sulla sinistra del Po fra Piacenza e .Casalmaggiore, a seconda degli eventi di una campagna, e ciò senza scompagine negli ordinamenti, senza attriti nel muoversi, . senza novità di comandi e di comandati, fattori tutti dissolventi ,quando tuona il cannone. . Vogliamo cioè dire che d'oggi innanzi si tenderà a preparare otto reggimenti di fanteria alpina, ciascuno cli 3 battaglioni ed una c0mpagnia deposito - ciascun battaglione di 4 compagnie, epperò 4 llrigate, 2 divisioni di fanteria: semplicemente questo, ma niente · ·meno di questo. Altra volta si ebbe1:o battaglioni di tre ed altri di cinque compa- . gnie. Come si spiegava tale anormalità all'organica della fanteria? Cercandone l'origine. Quando le compagnie erano poche e sparse sulla :vasta zona deHe Alpi, per avere un'unità superiore alla compagnia si crearono dei reparti o raggruppamenti di .più compagnie; ma per .la loro ubicazione si fu costretti di aggiungere alle quattro di un reparto, una quinta compagnia vicina, mentre questa sarebbe stata assai lontana da un altro comandante che si trovava con tre ,compagnie in tutt'altra vaUata; oltre di che pareva che un raggruppamento non simmetrico ad un altro rispondesse a certe esigenze
28
LE TRUPPE ALPINE
nell'ordine della maggior o minor forza presuntivamente richiesta dalla. difesa di tale o tal'altra vallata. Ma già nell'attuale ordinamento vediamo segnato un'avvicinamento all'ordine organico normale, non essendovi più bai.taglioni di 5 compagnie. Vedremo come col ~oltiplical'si delle compagnie questa irregolarità potrà sopprime1:s1 a tutt_o vun~aggio - non solo di una perequazione di lavoro pei capi bauaghone, Il che sarebbe poco - ma delle rerrole delle forme tauiche di battaglia, che non vanno alterate in o~aaaio alle misur~ ~i profondil~, d_i schieramento, di marcia, delle v~~ie esigenze I0g1st1~he, d~l cr1ter10 della forza che un comandante superiore si forma 1IDmed1atamente desumendola dal numero dei battaglioni che per avventura puo esser chiamato ad impiegare. Un maggioro alpino in pianura ed in tempo di guerra deve comandare quattro compagnie (l'ammaestramento tattico inseona ad ado~era~·lo in quel_la formazione regolamentare); sien dunq:e quattro m pianura ed m tempo di pace, e sian pur quattro in montaana, quando riesciremo a dimostrare che nessuna speciale consid~razione può militare a sostegno di tale notevolissima variante. Abborro dalla simmetria come disposizione nuda, fredda, compassata, ma applaudo ad essa quando sia misura di ordine rraranzia di disciplina, coefficiente di buona manovra nel senso ~l;menLare della parola. Mi risparmio di dire altrettanto pei rearrimenti · or ne abbiamo di lre e di qua!lro battaglioni: un diver;o::,riparlo' di un maagior numero di battaglioni porLerà benissimo ad 8 reo-cri menti a 3 balt~glioni ciascu~o. Si_ potre~be obbiettare qui purei:>ci1e la sprop_or:10ne fra regglill?nt1 è denvante da considerazioni militari supenor1. Ma a questo sistema induttivo, preferisco sempre quello di spiegare le cose semplici con cause semplici ed evidenti: il rencondito alimenta di più la fantasia, ma non serve a chiarire Je idee pratiche. Dunq~e si _sarebbe venuti a queste sproporzioni col semplicissimo conto antmet,co seguente: Gli attuali 10 bauaglioni sul piede di guerra ci dànno mezzo di dupplicarli sul piede di pace, cd ecco che i ·1Obattaglioni divengono 20 . Ora il 20, si sa, dividendolo per 3, dà 6 coll'avanzo di due e specificatamenLe 6 reggimenti ed uno avanzo di due baLtaglio~i. Come fare? Aggiungiamo questo avanzo ai due ultimi reggimenti: e)
29 ecco fallo . E ben si vede che tale si fu il processo organatore, poiche i primi quattro reggimenti (1°, 2°, 3° e 4°) sono su tre battaglioni, cioè hanno conservale le forme organiche dei nostri reggimenti di 1inoa, e potchè nessuno credo saprebbe trovar argomenti per dimostrare come il confine Yerso Austria richieda un organamenlo dif.ferente da quello verso Francia. Questi due battaglioni che crescono nell'ordinamento su 6 reggimenti, che cosa costituiscono? Sono un addentellato. E le 8 compagnie che mancano perché si abbia un ordinamento di 20 battaglioni a 4 compagnie? Costituiscono un altro addentellalo. Per farne che? Per addossare al fabb ricato del corpo alpino un altro muro e compiere l'edifizio; lutto ciò mi par chiaro come il sole. Veniamo alla denominazione dei battaglioni. Già altra volta occorse dire che, comunque grossa, una compagnia, poteva in oggi rassegnarsi - nell'ordine normale - ad abdicare a. quelle mire di gloria leggendaria tanto comuni nei lempi andati, per fondere l'opera sq.a con quella complessiva del batlaglione, aumentandone la forza e l'entità dell'azione. Riteniamo il hatlaglione quale unità tattica per eccellenza, quale quella che sui monti varrà quanto un reggimento e più nel piano, che in corpora gli abitan ti di una grossa parte di tenitorio alpino, che ne accentra tutti i suoi elementi di difesa, che ne individualizza idioma, usi, costumi, tradizioni locali, quella che rappresenta nei ranghi dell'esercito una frazione unita, compatta omogenea della difesa mobil~ alpina. Fu disposizione degna di plauso quella di dare ai battaglioni un titolo particolare, un nome di battaglia. Con esso si definisce un tratto di Alpi, un nucleo di alpigiani; ed in esso si concentra tutto quanto all'alpigiano è caro, prezioso, sacro: terra, casa, famiglia, interessi, tradizioni, gloria. È espressiva la locuzione di Catena Alpina: essa ci rammenta gli anelli che la formano: abbiamo l'idea della separazione nell'unità: la catena è una, molli gli anelli; se essi son tutti uniti, ciascuno però è completo da sè; e più che le storie passate, l'orografia concorse potentemente a far sì che ogni valligiano si senta valligiano prima, montanaro dopo, italiano in seguito: e se pure va predominando a grandi passi l'idea unitaria all'a[etto pei propri greppi, perle avite capanne, il montanaro rimarrà pur sempre per queste amantissimo éon tutta la fede, l'amore, la forza e la costanza. DA CIVIDALE AL FALTERO:U
•
30
LE TRUPPE ALPINE
Stabilito quest'ottimo principio, vediamo se forse non si poteva: dar battesimi che,. in alcune parti, rispondessero meglio sia allo scopo anzidetto, sia alle esigenze affini colle possibili operazioni di guerra .. II battaglione che ha per nume Col Tenda, comprende le compagnie di Tenda e Borgo S. Dalmazio, e lo ritengo un battesimo indovinato: gli abitanti delle valli della Vermenagna e della Roja vi sono entrambi nominati e compresi; ma il battaglione che si chiama Alto Tanaro, ha due compagnie a Pieve. di Teco che, i'n verità, è nell'alta Arosia, in altro versante di mare, in altra provincia. Gli abitanti del versa:c;ite del mediterraneo ci perdono un tanto, anzi tutto il vantaggio che ci si ripromette con un nome di battaglia; ciò non sembra giusto, con-corre a creare dei dualismi, senz'essere un inevitabile inconveniente. Se non badiamo a sfruttare i vantaggi di, un nome, leviamolo e si chiami semplicemente 1° battao-lione e al. b !ora la faccenda procede liscia. Così il battaglione Alta Valtellina. comprende le 2 compagnie di Edolo, vecchia sede di vecchia compagnia, paese che è Alta Valcamonica della più bell'acqua: mentre poi passano per Camuni- nel battaglione denominalo Valcamonicaquelli di Rocca d'Anfo e di Salò che non hanno assolutamente nulla: a che vedere colla valle irrigata dall'Oglio. Chiamando invece iÌ battaglionechecomprendeTirano ed Edolop.e. Colle d'Aprica, erasi compreso perfettamente quelle quattro compagnie. Per analogia la denominazione Valtellina ed Alta Valtellina generano confusione, specialmente poi perchè, nel paese, l'alta Valtellina è rappresentata dal territorio di Bormio, anzichè da.quello di Tirano che in Vrultellina occupa una posizione di mezzo. Per la valle della Dora Riparia, non si mise Val Dora e !lfoncenisio'? Non stava altrettanto bene in omaggio alla chiarezza Val d'Adda e Col Stekvio? . Ecco dunque che servendoci dei monti e dei colli principali sui displuvi, si possono comprendere in uno stesso battaglione, compagnie dei due versanti, pur mantenendo agli abitanti di una stessa valle il prestigio del proprio nome, dal momento che questo si volle fare espressamente a loro riguardo . Pei battaglioni sarebbe bene aggiungervi un numero d'ordine progressivo, invariabile come ili oro nome, non altrimenti di quanto, esiste pei reggimenti di cavalleria e per le briaate cli fanteria di linea; ciò s·ervirebbe a sceverarli e distinguerli ~rnggiormente e si
DA CIVIDALE AL FALTERO!'\A
3·1"
presterebbe meglio aUa manovra, quando questa si svolgesse fuorii dalle montagne e si esplicasse colle prescrizioni regolamentati co-· munì. Veniamo ai criteri che sembra.no dover determinare sulla zona Alpi-Apennino la dislocazione delle compagnie: essi press'a poco ·risultano i seguenti: Occupazione materiale di punti militarmente importanti - studio del terreno ripartito per zone - studio della manovra sul terreno di montagna - facili t.à di concentramento delle ·truppe - esigenze di acquartieramento. Già accennai al primo criterio: esso non può essere di importanza principale; le complicazioni politiche non nascono e maturano come funghi in una noLte sola e la guerra non succede alla pace come l'oscurità al baleno. A sminuire questa necessiltt di occupazione, concorreranno in gran parte i forti di sbarramento, che saranno ·permanentemente muniti a sufficienza di armi ed armati. Che poi l'occupazione materiale con truppe mobili alpine in tempo di pace di talune locali Là non sia effetto di una preoccupazione di tal natura,ce lo dimostra il fatto che quei luoghi sono completamente abban- · donati per sei, sette, otto mesi all'anno; e se i rigidissimi inverni e nevosi, possono in molte parti delle Alpi esserci garanti contro qualunque attacco, tale garanzia. cessa spesso negli inverni miti, e sempre poi nei mesi di ottobre e novembre, specialmente per estesis--simi tratti del circuito alpino. - Il 2° criterio - lo studio delle montagne per conoscerle palinò a pal1no, senti ero per sen tiero, posizione· . per posizione quelJo che ci offre me1.zo di avere sul nemico l'immenso vantaggio di conoscere perfettamente la scena su cui si svolge l'azione·- si erge assolutamente, indubbiamente come il principale nel mandato delle truppe alpine considerate compagnia per compagnia. Il soddisfacimento di tale principale bisogno, prescrive senz'altro una parte del lavoro a compiersi dalle compagnie. Quando esse erano 15, non si poteva assolutamente, coi pochi mesi all'anno di resi-denza in montagna, conoscere da esse sole in tre anni tutte le nostre.. Alpi. Le zone erano, per talune compagnie almeno, troppo estese, e la bontà della ricognizione perdeva un tanto in causa dell'estensione del terreno a studiare. Ora che di tanto sono cresciute in nu- · mero, ristrette le zone, il terreno si presta meglio ad una analisi. minutissima.
32
LE TRUPPE ALPIN E
Ma si noti bene che l'aumentare in numero delle compagnie non deve camminare in ragione inversa col diminuirsi della zona spoLtanle a ciascuna di e·sse; se ne verrebbe ad una disposizione. dannosissima, imperocchè ad ogni breve Lappa ci si sentirebbe dire <( ma lì non ci sono stato » « ma costi non toccava a noi » « ma colà comincia il terreno dell'altra compagnia». l\1i intendo che l'esplorazione e la ricognizione di duo compagnie contigue, debbano sul terreno accavallarsi per modo che la truppa abbia a conoscere almeno un traUo di terreno !anto vasto quando si può , lavorando sempre di santa ragione, durante il periodo di tempo stabi lito dalla ferma sotlo le armi. Con questo limite non si va molto in là, ma tuttavia si giunge abbastanza lontano dalla sede, per po ler aver la sicurezza di alirontare qualunque bisogno in guerra, e sapersi preparati a soddisfarvi. E qui apro una piccola parentesi che la richiede la chiarezza dell'espressione: studio del terreno palmo a palmo. In nove ann i di escur.sioni sulle alte Alpi lombarde e piemontesi, ebbi spessissimo occasione di vedere che quellalocuzione si traduce a fatti in varia maniera anche dai meglio intendenti di cose alpine: figurarsi poi da quolli meno addentro nell'alpini smo. Un tempo il palmo a palmo significava, per certuni, 2 passeggiate militari in setLimana, cioè8 per mese, osenzaommissioni: significava 40 giomi l'anno di grandi escursioni e maooYre, con un qualche giorno festivo frammezzo di riposo, raro come le oasi del deserto; il palm.o a palmo si misurava sulle mulattiero, sui sentieri, sui pascoli, sull e frane, sui ghiacci, sui picchi, ma su quelli alti, di molto alti! Esprimeva spesso far passare gli zaini - che si portavano sempre -uno ad uno a mano: e così i fucili e così spesso gli uomini a mezzo di funi e di bastoni; si camminava moltissimo colle mani, si vedevano spesso tanto vicini i camosci da poterli colpire a sassate; si passava ove non era mal passalo alcuno, non per la vuotissima vana gloria alpinist,ca di domare la natura, di sverginare le candide Yette, nè per la passione cli collozioni geologiche cacuminali, ma por l'innocente piacere cli veder schierata ~u due righe di fronte la propria compagnia, il proprio plotone a due e tre mila metri più su della residenza estiva. Innocenti cure quelle, di pace, sì, ma per avventura troppo profilte\'o li in guerra. Tanto p&r fare, ci si accampan non di rado , Terso i i ·lOOm, e poi si rimaneva colà a_Ltendati per due o tre giorni,
33
DA CIVIDALE AL FALTJ!lUONA
non già per dar di gomito alla giberna, ma per irradiarsi da quel cenbro altissimo su più elevate ed inospitali regioni e studiarvi i passi pei quali, in tutto l'anno, si passava noi soli, e ci si passava tutti, ed i timidi - l'uno per cento - si facevano passare legati come se si trattasse di cavalli da sbarcare. Ed era.no itinerari redaLLi, disegnati, annotati, rifatti, compulsati, archiviati: erano monografie nostre, cioè fatte da noi e quindi colla nostra firma, bollate, ed autenticate: erano i primi manoscritti della biblioteca militare alpina. Il turno dei servizi tutti si faceva per modo che, dopo un dato tempo, relativamente breve, il terreno era stato tutto percorso e da tutti, forse non a misura di palmi - che è misura rettorica e perciò nulla - ma a furi a di marce io tutti i sensi da coprire i monti con un fittissimo reticolato di ilinerari, buoni come oro in verga e preziosi ancor più. Tolga il cielo che io pensi siano stati sconfessati quegli ottimi sistemi di allora, ma mi parve qua e colà, così fra il chiaro e scuro, di aver nolalo delle applicazioni troppo di[erenti nella teorica del palmo a palmo. Io verità che non faccio qui allusione a chi, entralo da poco Lempo, e per la prima volta in sua vita fra i monti, ne parlava come se li avesse avuti tutti quanti per le tascho dei calzoni; fa tanto bene un po' di allegria, di poesia, di alpinismo teorico; le asr.ensioni verbali, le traversate seduti a tavola, il palmo ,a palmo in ferrovia, in vettura, a cavallo, sono, ripeto, cose tutte ottime per trattenersi. in lieti ragionari - come li chiamava Pandolfi ni - e per attestare chiaramente che si ba volontà di fare dal momento che si gabella in anticipazione per fatto tutto quanto si comprende far parte clel mandaLo per l'alpino. Io volevo piuttosto mirare ad un sistema, che vede le escursioni di una compagnia dalle alte regioni della strategia: le grandi rotabili - le grandi mulattiere - i grandi sentied - le traversale ad uso Bonaparte nell'ottocento; in una valle ~i vedono 3 passaggi: uno all a testata per andare a Parigi, due sui fianchi per tagliare la ritirata a qualche corpo d'esercito . Tale sistema, se ponesse radici, bisognerebbe estirparlo come si fa colla gramigna nei campi; con lale sistema si conosce una valle palmo a palmo in 7 giorni, si fanno grandi alt di mezze settimane ad ogni tappa, si trova ogni viottolo troppo angusto per occup~rsene, ogni decli-vio troppo erto per manovrarvi, ogni picco troppo allo e scosceso e difficile perchè ANl(O
xxvnt.
VOL.. I.
.$
34
LE TRUPPE Al, PINE
si possa razionalmente, logicamente, strategicamente conside~·arl~· come punto di possibile occupazio~~ in guerra._ A quesl~ aggmng, quella peste - nell'interesse m1htare la c~1amo c?s1 - d~Jle guide-libro, legate in marocc_liino rosso,. che_g1rano pe1 cl1,ibs'. ri~pinzate di salite da funarnbol1 ~ ?a pa_zz1, d1 ~asca.l.e pe1 p1tto1 1_, di acque ferruginose per clorot1c1, e eh alhergh1 pe1 huontempon: · Non credo di allontanarmi dal vero, pensando che la strategia di un piccolo reparto di truppa montanara consi_sta nel parlaryoco e nel camminar molto; non già. che si domandi un lavoro d1 sole gambe: larga parte abbia la mente e va~~o orizzon~e per spic?ar voli nelle regioni scientifiche dell'arte m1litare, ma 1:ammentarc,_ a buon punto che le lappe si fanno. colle gambe, clnud~r le ali e piombare come falco sulla superficie terrest'.·e, mettersi alla tesla dei soldati e camminare. Strada facendo poi, pensare ch e pur non icleando di bloccar Vienna, ci si può occupare a manovrare bene la propria compagnia in _monta?na, _co~la co~cienz~ di_ gu_adagnare col tempo - quel le cmqne lire d1 g1ornahera giubilazione. Faccio troppa difierenza fra lo studi J dell~ montagna per. conoscerla. topograficamenle,-e quello per sapen1 manovrare: mi se~brano rami di studio di differente ceppo; si può conoscere benissimo da una sola persona 400 chilometri quadrati di terreno e saper,·i manovrare malissimo con una compagn ia, ed inversam~nte _ occupando una data posizione - bal.lere com~letamenle I ~vversario nel tratto di terreno che si ha sot.t.'occh10, salvo P?I a cadere prigioniero due ore più tardi per ~vere_infila_lo ~n senL1er_o completam ente falso . Quindi oculati, met1c~los1, paz1e~t1, accurati, ri flessivi nelle escursioni; non è vero che il terreno rn mo~t~gna si indovina: la topografia induttiva è uno scherz~ - ch_e d1:1ene di cattivo genere quando lo si vuol sostener~ a viso seno. No_n ~ vero, parimenti, che un'escursione sola basti per rammcnlarc1 d, un dalo itinerario dopo sei mesi od un anno dall'averlo percorso: nn miracolo di mnemonica in fallo di topografia non fa regola, come non fa primavera una rondine. . Non è vero eh.e in montagna sia attendibile quello che ~1 s~n~e di re dagli abitanti dei luoghi in fallo di topografia, che anzi, d1m1nuenclo la pressione atmosferica, si aprono molte val~o!e ~al_l: quali escono le più ampollose figure rettori che, le descnz1oni pm.
DA CI VIDALE AL FAf,TERONA
35
pittoresche, i più immaginosi pericoli e le smargiassate più peregrine. E questo succede alle guide famose, provette, patentate. Ove l'uno passa caricando la pipa, l'altro è passato sospendendosi ad una fune - ove questo è disceso carponi, l'altro ha trasportaloquattro camosci sullo spalle - la strada che l'uno dice non potersi percorrere in meno di 6 ore, l'allro sostiene di averla fa tta in 3, camminando colla massima flemma - costui la fa più corta prendendo a sinistra, quell'altro giura che passando a destra è più corta ancora - e chi ne capi sce un acca, è bravo! Ma quello che si può capir subito si è che, per essere sicuri del fatlo nostro, bisogn:1 aver veduto coi propri occhi e camminato colle proprie gambe, e an notalo sul proprio taccuino; si capisce subito che in monlagna ci vuole una lingua so la, una nomenclatura sola, un metodo solo di misurare, cli esporre, di comprend ere, una scuola sola eminentemente, anzi unicamente militare. ~on si tratta di giungere~su di una vetta fra le otto e le dodici, di aver la scelta del tempo, clel modo, dell'itinerario e la responsabilitit di fai· co lazione due ore più tardi del fissato, ma bensì occorre di arrivarvi in tempo, modo e strada determinati da altri , si tratta della responsabili tà di operazioni guerresche che possono essere di massima importanza, e della vita cli coloro che ciecamente si affidano nella vostra conoscenza di terreno palmo a palmo. Ove per contro si parli cli manovra, allora, entro il campo del razionale - campo che, a parità cli reparti , in montagna è notevolmente più vasto che in pianura - è bene respirar lltrgamente, muovere lungh i passi, vedere molto più in là del primo cocuzzolo che fa copertura al terreno . Allora, giunti sul posto dell'azione vera o simulata poco importa - sicuri di sapere per dove passare onde toccare a suo tempo l'obbiettivo , non preoccupiamoci della conoscenza topografica di quel terreno, non altrimenti che se ci trovassimo per la prima volta a combattere sulle cordigliere. La sola manovra del combatli menlo ci dia pensiero: occupiamoci della disposizione delle truppe, clel dominio, dei fronte, dei fianchi, delle riserve, dei distaccamenti, dei fuoch i a pau se. Pensa te a vincere, e poi se siete del battaglione Col Tenda e combattete sul passo del Mortirolo, troverete al vostro fianco una. compagn ia del batt agli one Alta-Valtellina che vi insegnerà la strada per andare al Gavia, al
DA CIVrDALE AL FALTERONA
36
LE TRUPPE ALPINE
Tonale o dove vorrete, senza farvi inciampare in un o,stacolo, senza farvi tardare un minulo; pensate a vincere, cioè provate di conoscere bene la manovra in terreno di montagna, le indicaz ioni itinerarie che vi occ~rnreranoo fuori del limite di quanto aveLe sotlo occhio, vi saranno date col!a più scrupolosa esal,tezza e semplici là; ,e, vincitori, v'indicheranno il miglior posLo per attendare, la fonte più fresca per disse tani. In tal modo ho voluto esp rimere come le ·nostre montagne richiedono un'equea ripartizione di truppe alpine solo in omaggio allo studio topografico loro, mentre per apprendere la manovra in montagna, occorre un icamente la montagna nella sua generica espressione, ma non si richiede perciò affatto un agglomera.mento stabile di forze in ui:la vallata pei· disertarne un'altra, quando questa abbia gli stessi caratteri alpestri di quella prescella, che la rendono altretlanto adatta ad essere scuola di manovra alpina. Coll'odierna dislocazione delle 7.2 compagnie, e press'a pocc, con qualunque altra, stante la re~e ferroviaria dell'Alta Italia, il problema di un rapido concentramen to è ora feli cemente risollo, poichè solo qualche compagnia subirà ventiquattro o quarantotto ore di ritardo per giungere sul teatro cl' operazione, od al punto cli rannoclamento indicato , Questo dico per escludere la preoccupazione del concentramento, quale coefficente entrato ad influire snlI'attuale dislocazione alpina per quanto si riferisce all e compagnie. Mentre per contro la questione delle caserme fu la tiranna che slorpiò la distribuzione tlelle compagnie sulla cerchia delle Alpi. Vedo 2 compagnie a Dronero, a Cosligli ole, a Pinero lo, una a Giaveno, due a Cuorgnè, cioè in pianura - che quelìa si chiama pianura pei· chi non ammette sottigliezze di nomenclatura alpinae lontane dai veri monti, lontane dai confini; e d'altra parte vedo affatto sguern ite l'alta Maira, l'alta Vraita, tutta la Stura, l'alto Orw, e tutta la val Sesia e tuLla la teslata dell'Adda_.· Si potrebbe pensare che le compagnie si trovano meglio nei grossi centri popolosi, ma esse in quei pochi mesi d'estate non vanno sulle Alpi in cerca di consorzio umano, questo lo trovano altrove e meglio nell'inverno; si potrebbe pensare che non occorre veramente essere in capo alle valli per percorrerle e studiarle, ma allora. che ci fanno
37
le compagnie a Pie,,e, a Triora, a Tenda, a Vinadio, a Oulx? Forsechè esse si trO'Verebbero a disagio se fossero cinquecento metri più Lasse di livello, a contatto col le tramvie a vapore, in un capoluogo di circondario? Finchè io veda una compagnia a ·Giaveno e per contro Bormio - popolosa borgata, centro unico dell'alta Valiel1ina, in mezzo alle più stupende bellezze alpine, coronata da meravigliosi ghiacciai, da superbi co1ossi, obbieLLivo perenne delle operazioni sullo Stelvio e sul Gavia, punto 'i nfluentissimo .sull'at~ tacco e difesa del Tonale stesso, ricca di fatti guerreschi e di am- . maestramenti militari in ogni tempo - abbandonata completamente, mi sembrn poter dire che le caserme, a tutt'oggi ci tengono legate le mani e-viziata la disposizione delle nostre forze alp ine. Sino aèl ora n0n sono giunto a farmi un chiaro concetto della disposizione s-ulle Alpi delle nostre truppe montanare. Primierumente le truppe si chiamarcmo alpine perchè si misero sulle Alpi, o semplicemente perchè si misero in mont.agna? Poi, si misero sui monti perchè questi segnano il confine politico, o perchè i monti van pre-sidiati da alpini? Se le Alpi non fossero al confine, le truppe alpine non sarebbero nate? I'nostri appennini se~tentrionali e centrali.non entrano nella « generalità delle monlagne » non si possono considerare come « alpe » nel significato generico del rocabolo, e non. sono terreno da alpini? È più importante lo studio e !'.occupazione (per truppe alpine), del tratto semi-alpino dal Garda alle origini del Pia-ve, o quello· dell'Appennino ,dal1' origine della Scrivia al Falterona? 'Entrato ultimo nell'arringo in cui si combatté in fav.ore delltL difesa de-li' Appennino settentrionale, non vi entrai R rompere lanci e~ che non ne rnssi mai, ir.a solo per raccogliervi le aste infran te, enum:eral'le, e seri vervi sopra il nome clei combaLtenbi. NoR ripeto qttella esposiz ione, ma ,da essa appariva. troppo chiaro che nell'interesse della difesa d'Italia, sotto qualunque ipotesi la si volesse considerare, l'Appennino settentrionale pesava troppo più di tutto Htratto fra Riv:oit-i e Civi,dale, per non doverne pur fare il confronto a -spreco di tempo . Appariva là troppo neLLamenLe l'utilità somma dell'azione éli truppe alpine, l'ineluttabile necessità di avervele in pace, Come terreno d'esercitazioni tattiche, come terreno di vera
3S
LE Tl\UPPP) ALPINE
montagna, epper4 elevato, intricato, brullo, di difficilissimo per:eorso, povero di ogni bene, l'Appennino non teme i confronti col }fonte Baldo e colle Alpi Cadorine. . I monti italiani adunque, od Alpi che chiamar si vogliono, a mio vedere mi esprimono: Luogo di reclutamento alpino senza distinzione diprovincie; L'uogo di manovra alpina senza p1·eoccupazione dei probabili teatri di gue·rra;
Luogo di combattimento certo o probabile a seconda delle ipotesi di guerra, ed a seconda tanto degli a1nrnaestr-amenti storici passati, qua1ito degli studi recenti sulla difesa te1o.ritoriale . .E l'Appennino settentrionale è scarso di storia militare? Altra volta, facendo tesoro unicamente di un aureo libro dell'Aymonino, ne trassi circonstanziata risposta. È scarso forse di studi recenti? Nessuno in Italia ignora che quel tratto, di territorio ~ompendia una intera biblioteca di scritti militari, tendenti tulti ad illustrarne le sue qualità difensive, considerate. come le supreme in una lotta tenace e gagliarda. Alle allre domande che rivolsi innanzi, panni poter ora rispondere categoricamente così: Le truppe si chiamano alpine perchè sono reclutate in rnontagna, istruite in niontagna, impiegate preferì bilmente in montagna. Se le Alpi non fossero al confine, le truppe alpine sarebbero sorte ugualmente, semprequando le Alpi si fossero trovate nei probabili teatri delle nostre operazioni militari di difesa, il che val quanto dire che l'Appennino settentrionale ha tanto valore quanto ne avrebbe se fosse al confine, e che anzi ne ha di più poichè la probabilità della sua azione nella difesa sta tanto nella ipotesi che la. guerra scoppi verso levante quanto verso ponente. Per affermare poi meglio il mio concetto generale su quanto anelai espone!ldo in questa parte di lavol'o, concluderò così: Quando le truppe alpine siano tante quante ci permettono averne le ottime reclute delle nostre montagne, quando saranno disposte :;ui veri teatri di guerra alpina, probabili o certi, quando ogni {)Ompagnia sarà dislocata in luogo a sè, in mezzo a veri monti, sui vel'i terreni di manovra alpina, in possibilità di portarsi in una breve marcia ad una esercitazione veramente di guerra di mon-
39
DA. CIVIDALE AL fALTEllONA.
·tagna, come un'aquila si pol'ta con un colpo d'ala sull' eccelse vette -che si spinrrono al cielo, quando lo studio del terreno sarà sottil~ . mente analitico tanto .in rapporto alla sua struttura, quanto m quello delle sue ricchezze offensive e difensive, quando la manovra avrà mostrato di comprendere largamente l'azione in massa delle forze alpine come la sola possibile e fruttuosa, allora, solo allora sarà veramente risolto il grande problema della difesa mobile .alpina. (Continua)
G.
BERTEt,LI
L!, FOTOGllAF!A ECC.
LA F()TOGRAFIA NELLA RIPRODUZlONE DELLE CARTE TOPOGRAFICH:r
La fotografia, portentoso ritrovato dei tempi moderni, segreto, ingegnosamente rapito alle scienze chim iche dalle costanti e pazienti ricerche del Niepce, del Talbot e del Daguerre, è una delle arti che nel giro di pochi anni ha.avuto uno sviluppo rapidissimo e, giunta ad una incontrastata perfezione, ha fatto meravigliare il secolo xrx, colla eccellenza dei suo i prodotti, colla vastità ed utilità delle sue applicazioni. Irnpadroni tasi della potenza creatrice della luce e delle magiche pruprietà dei corpi s_parsi in natura, li rese suoi devoti vassalli, sostituitasi al gen io dell'uomo, seppe imitare e vincere i capolavori creati dall'arcano pennello della sua artistica mano; impavida, sicura, confidente e quasi superba di se stessa, non si peritò innanzi alle più ardite imprese e seppe con inenarrabile magia e con incommensurabile rapidità ritrarre le più ardite linee concepite dal~ l'uomo, le più difficili immagini offerte dalla natura. Quando dall'abilità del Daguerre fu presentala ali' Accademia delle Scienze di Parigi il primo tentativo di fotografia, esso tu ritenuto solamente come un curioso fenomeno, e pochi seppero intravedere e concepire i portenti che quell'arte appena nascente, anzi allo stato di completa gestazione, era destinai.a a partorire. A poch i ed eletti ingegni era solamente serbato di indovinare ed apprezzare tull i i . vantaggi che. la fotografia poteva offrire: Figeau,!Claudet, Talbot, Niepce, di St. VicLor, d(Molard, Conslant, Regnau lt, Legray, Ar-· cher, Brebisson, Crookes, Herschel~ecc., furono quelli~che, messisi,
arditamente e pazientemente agli esperimenti, ed alle ricerche, seppero portare l'arte della fotografia ad un punto tale da superare qualsiasi aspettazione; e ·finahnente nei Lempi attuali col mezzo del sistema il _più rapido e perfezionalo, quello cioè della gelatina bromurata, la fotografia può dirsi che abbia raggiunto il suo massimo incremento, la suaguasi tota:le perfezione, la sua merav igliosa ed insupera:bile rapidità. · Nè solamente alla rappresentazione pura e semplice delle imma-,gini si limitò la fotografia: essa invece si allargò sempre più, invase· il campo di mohi allni rami, si sostiluì achfferenLi sistemi e, p.0Le11te ausiliaria, si coJlegò bentosto a molte ed in~portantissime aiìli. L'arte degli smalli si giovò della foLografia e la fece concorrere alla rap-· _presentazione dell e J)iù fine e delicate pitture; il topografo con la fototop.ografia la fece servire al ri1li,ev0 dell;e più inaccessibil,i som.mitit; la scultura con la fotoscultura l'adoperò all'ispirazione del più informe masso, d'onde seppe ritrarre ·e vita e personaJità; le ani della stampa mediante gli inchiostri grassi fi nalmente ebbero nell'aiu to della fo tografia il loro più ampio sviluppo , raggiunsero la loro massima perfezione e coll a sorprendente rapidità che in grazia di essa poterono acquistare, giunsero nei tempi attuali a rappresentare una parte imporlantissima fra le industrie moderne . È di quest'ultima partila che io m'intratte'.Tò esclusivamente, dei sistemi cioè di riproduzione mediante gli inchiostri grassi e aveni.i il· loro fondamen to nella fotografia, sistemi che, oltre al fornire immagini fedelissime, te rendono eziandio inallerab ili e Lali da sfidare le ingiurie dei secoli. · L'applicazione della fotografia alla stampa mediani.e gli inchiostri grassi fu trovata quando Mungo Pon ton per mera casualità scoprr che l'acido cromico del bi cromalo di potassa. mescolalo colla gelatina animale era ridotto pronlainen te dallalucee che_pel fa tto di Laleriduzìone la gelatina diventava completamen te insolubile. Servendosi di tale proprielà. Talbot prima, iud i Paolo Pretsch, Poitevin e Alberto _di Monaco immaginarono differenti processi per ouene11e colla gelatina bicroma!ata stampe a inchiostri grassi. Anche la proprietà che ha il bitume giudaico di diventa1'e inso.Ju,b ile negli olii éssen.ziali dopo esposto alla luCB, diede origine ak l'applicazione di altri processi di stampa ad inchiostri girassi: Ni-
' 43
LA F'OTOGRAFIA
NELLA RIPRODUZIONE DELLE CARTE TOPOGRAFlCHE
..<.Ceforo Niepce, Davanne, Lemercier, Lerebours, Barreswil, Niepce, -di SL. Vietar, Lemailre, e .finalme1Ùe Negre furono i principali che, servendosi della su esposta proprietà del bitume, giunsero prima ad immaginare, indi a perfezionare l'arte della riproduzione ad in-ehiostri grass i avente per base la fotografia. Indagali così sommariamente le origini , i progressi ed i principali cultori dell'arte, passerò ad esaminare distintamente i diversi rami di riproduzi one ai quali la fotografia venne applicata, tralasciando tutLi i particolari tecnici, ecl indicando solamenle la traccia per la quale, dato un disegno, si possa dal negativo fotografico del medesimo passare ad ottenere rapidamente con differenti processi una riproduzione indelebile ad inchiostro grasso. Al giorno d'oggi per la pronta, fedele, economica e duratura ri. produzione dei disegni topografici e di altri generi si adoperano svariati procedimenti tntti fondati sulla fotografia e che possono ri....dursi ai seguenti principali: ·1 ° l?otoincisione; .2° Fololi tografia; 3° Fotozincografia; !° Fototipia; 5• Fotoglittia; 6° Fototipografia.
1° La gelatina animale mescolata con una soluzione di bicromato _di potassa e conservata nell'oscurità è solubile nell'acqua calda; 2° La gelatina suddettaespostaalla luce diventa insolubile nell'acqua calda. Vediamo sommariamente come si proceda nel sistema Avet per ottenere un rame inciso. Le operazioni di tale sistema si riducono alle seguenti: 1° Formazione del negativo fotografico rovesciato ('1) alla scala -che si desidera del disegno da riprodursi; 2° Ricoprimento dello strato di collodio con una soluzione di gelatina; 3° Sensibilizzazione di detta gelatina, dopo che si è rappresa, ,1n un bagno di bicromato di potassa: operazione da farsi in un gabinetto rischiarato coi vetri gialli; 4° Esposizione del negativo ai raggi solari. Con tale operazione avverrà che la luce, passando attraverso le parti trasparenti del :negativo, cioè attraverso tutto il disegno, toccherà le parti della ge.Jatina che vi si trovano a contatto, ne altererà la costituzione e le renderà insolubili nell'acqua calda; dove invece la luce, in causa dell'opacità del negativo, non avrà potuto arr.ivare alla gelatina ·stessa, quest'ultima rimarrà completamente solubile; 5° Immersione qel negativo fotografico gelaiinato ed esposto in un bagno di acqua calda. Con tale immersione, sufficientemente prolungata, il disegno si sviluppa, ossia l'acqua calda scioglie a. poco a poco tutta la gelatina solubile la quale abbandona il negativo, e s11 questo alla fine non rimarrà altro che la parte costituente il disegno formata dalla gelatina insolubile e che apparirà in rilievo sul piano del negativo stesso; 6° Indurimento del rilievo gelatinoso. Si raggiunge tale intento
-t 0
-
Fotoincisione.
La foto incisione consiste nell'arte di formare i rami incisi, di qual. sias i di segno a Lralti,che si voglia riprodurre, mediante l'azione . . della luce e dell'elettricità: la luce forma il disegno, l'elettricità J'in,.cisione, La foLoincisione si ou.iene con differenti sistemi più o meno celeri, più o meno costosi, più o meno complicati: qnello adoperalo in Italia nell'Istituto geografico militare per la' riproduzione delle carte -topografiche è il sistema Avet. Qualunque ne sia il procedimento ~per altro, la fotoincisione è generalmente fondata sul seguente prin-ceipio chimi~o :
">
'
(1) Dicesi negat ivo fotografico rovesciato quello che si ottiene collocando nell'interno della camera oscura il vetro seosibiie ii; modo che la faccia collodionata sia r ivolta verso la· parte pos teriore della macchina. Jn tale maniera la luce proveniente d~ll'obbiettivo ò costretta ad attraversare lo spossore del cristallo prima di arrivare a.Ilo strato di coll~dio. Ne risulta con ciò un negativo cbe presenta il disegno disposto nell'istesso modo in cui è disposto l'orig in ale, e per distinguere tale negativo da quello diretto, cb8 1i fa comunemente col mettere lo sti"ato di co llodio rivolto verso ~'obbietti'vo, si indica col nome di negativo fotografico rovesciato.
LA FOTOG,RU'lA
coll'immersio11e proilamgata del negaibi-vo, ,rii@,JDO che siasi bene svi1uppMo, i,n .vari 1hagni chimici i qua:li :banno la proprietà cli trasformare da gelaiiina in una sostanza impermea!b:iile e completamente insolubile; 7° Lavaggio e prosdugamento del rHiev:o gelaUno.so. ·Quando il prosciugamento sarà completo il disegno apparirà nettamente sul negativo, ben distinto edjn riliev,o. In tale stato Nnegativo si chiama wam-ice; 8° Metallizzazione della matrice. Si fa per rendere conduttore dell'elettricità lo strato di gelatina, e si ottiene tale scopo strofinando la matrice con buona grafite ch imicamente pura e sottilmente p.olverizzata; 9° Immersione d.el.Ja matrice in un bagno di galvanoplastica. Con tale operazione il rame ridotto dalla corrente elettrica si stenderà sulla matrice e vi si modellerà fedelmente: dapprima il d-eposiLometallico consisterà in una sottilissima pellicola, ma che col tempo ingrossa gradatamente fino a raggiungere lo spessore che in esso si ' desidera. Dopo 3 o 4 giorni si setacea la pellicola di rame dal v.etro, ·si esamina, e, se non presenta difetti, si rimette nel bagno di galvanoplastica ad ingrossare. Quando il rame avrà raggiunto uno • spessore tale da :poter resister.e al la stampa, si squadra, se ne lima i'l ro-vescio per spianarlo e si 1passa all'arLista incisore jl quale deveeseguire su di esso le tre seguenti operazioni: ~ 0 Raschiatura deUa superficie clel rame; 2° Brunitura della superficie stessa; 3° Ritocco del ,disegno col bulino o colla punta secca. Cempletate tali o.perazioni, il rame passa alla calco.grafia e viene stampato.
2° - Fotolitografia.
La fotolitografia si eseguisce o su pietre litografiche, o su las,tre dr zincoperfellamente levigate: la stampa in ambedue i modi si fa. con gli stesssi processi della litografia ordinaria. La differenza fra la litografia e la fotolitografia sta in ciò che men~re nella prima il disegno si eseguisce dalla mano dell'artista, nella seconda invee~ il
NELLA !\!PRODUZIONE DElLLJ:r GAU'UE TOPOGRAEICHE
,disegn0 si fa riprodurre fedelmente daLla luce mediante, la fotoo-rafia. ~. La fotolito<rrafia è fondata sulle medesime prop1·ietà chimiche che ha la aelaitin~ b'icromatizzata, accennate parlando della fotoincis1one, ~ ' come qtrest'ultima, si fa con diversi sistemi. Io accennerò qJ.li brevemente al sistema che·è attua:lmente in uso presso l'lstitu~o oeoarafico militare per la riproduzione delle carte. Tale procedi~ mento si riassume nelle seguenti' operaz1om; . 1° Formazione del negativo fotografico diretto e ben rinforzato, alla scala che si desidera, del d·isegno da riprodursi . 2° Stampa del disegno sotto il negativo fotografico fatta su carta gelatinata e sensibilizzata. Tale carta consiste in fogl i sottili ma f0rtem0nte incollati e di una qualibà speciale: si spalmano con· un leggerissimo strato di gelatina, facendoli nuota~·e alla superficie,di una solll.zione di gelatina, fatta con determmate proporzioni, riscaldata a bagno maria, indi i fogli preparati si sospend~no mediante pinzette ed una corda e si lasciano per~ettamente as~maare. A'.llorchè tali fogli debbono essere adoperati per la fotohto~t:afia, si sensibilizzano 12 ore prima in una soluzione di bicromato di potassa e si lasciano asciugare al riparo dalla luce._Quand~ il' foalio cli carta gelatinato e sensibilizzato sarà bene asciutto, si stam;erà,_ ossia si metterà bene a contatto col n~gativo fotografie~ e si esporrà. per un dato tempo alla luce, precisamente come s~ pratica dai fotografi per stampare i ritratti su carta preparata coi sali d'argento. Con tale ésposizione alla luce succederà.nello s~rat.o di aelatina lo stesso fenomeno spiegato nel parlare della fotornc1sio~e, ossia tutto il disegno rimarrà sul foglio di carta allo stato di aelatina insolubile, mentre il rimanente risulterà formato dalla l:) • • gelatina che, non essendo stata colpita dalla luce, non si sara per nulla alterata; . . 3° Annerimento delle prove . ..:.... Ciò si fa col collocare ben d1steso il foglio di carta, già stl!,mpato sotto il negativo, al disopra di una pietra litografica e col caricarlo, mediant: rullo,. d'inch~ostr.o grasso da trasporto fi.no a cl1e tutta la super~c1~ gelatmat~ sia d~ventata ben nera. Tale operazione va esegmta m un gabmetlo rischiarato dalla luce gialla; , 4° Sviluppo del disegno. Si ottiene col porre il foglio anneè)
p
45
•
•
•
NE LLA RIPRODUZIONE DELLE CARTE TOPOGRAFI CHE
LA FOTOGRAFtA
,,,,~·...
Ciò posto, ecco come si opera per riprodurre su di una lastra di · zinco un disegno da slamparsi per via della fotozincografia: 4° Si prepara una soluzione di bitume di Giudea nella benzina . rettificata e vi si aggiunge qualche goccia di essenza di limone per rendere la soluzione più impressionabile alla luce; 2° Si ricopre una ìaslra. di zinco, perfettamenle piana e levigata, colla suddella soluzione e quindi si mette ad asciugare nell 'o-scurilà, collocando la lastra verti calmente per far sgocciolare la so- · Iuzione in eccesso; . 3° Si forma del disegno da riprodursi ed alla scala che si de- · sidera il negativo fotografico diretto, e quando quest'ultimo è perfettamente asciul.to, si ricopre con 3 o 4 slrali di vernice di gomma elaslica sciolta nella benzina, a parecchie riprese. Rinfonzato in tal modo Io stralo di collodio, si stacca la pellicola dal vetro e si ottiene così un negativo pellicolare; , 4° Si fa bene aderire tale negalivo alla laslra di zinco prepa- · rata (la parte che era a contatto ,col vetro contro Io strato di bitume) e vi si distende in maniera che non formi alcuna piega ma vi sia perfettamenle aderente. Ciò posto si espone la lastra all'azione della luce per un tempo sufficienLe. La luce renderà insolubile lo slrato di bitume nelle parti in cui può toccarlo, cioè nel disegno, stante la trasparenza del negativo, non polrà modificare invece lo strato nelle parti in cui, per l'opacità del negativo; non può arrivare al · bitume. 5° Quando l'esposizione a.Ila luce è giudicata snfficienl.e, si porta .. la lastra di zinco nel gabi neLlo osCllro, si distacca dalla sua superficie il negativo pellicola e si sviluppa il disegno. Tale svi luppo · si ottiene versando rapidamente al la superficie dello strato di bi- · tume una cerlaqnant.ilà di benzina e quindi arrestando subito l'a·zi(ine troppo prolungata di questo dissolvente col porre la lastra sotto un,;· getto di acqua vigoroso . La benzina discioglierà le parti di bitume solubile e rispetterà quelle rese insolubili dalla lu~e, ossia tutlo i1 · disegno il quale spiccherà ch iàramente in colord' oro sul fondo bianco · della lastra di zinco. Quando la lastra. è bene sviluppata e lavata, si pone ad asciugare. 6° Preparata la lastra colle operazioni di sopra accennate, al- · lorchè se ne vuole eseguire la stampa, non si farà altro che ba- -
rito nell'interno di una baC'inella contenente acqua leggermente· riscaldata e lasciarvelo fino a che tutta la gelalina sulubile si disciolga. Si accelera l'operazione passando leggermente alla superficie del foglio una finissima spugna bene imbevuta di acqua:. calda. In tale operazione avviene che la gelatina solubile abbandona la superficia del foglio e trascina con sè anche lo strato d'inc~iostro grasso, ed il foglio annerito per conseguenza ritornerà, bianco a poco a poco. Le parti invece costituite dalla crelatina insolubile, cioè il disegno, non potendo essere disciolt: dall'acqua calda, resteranno aderenti al foglio e r iteranno l'inchioslro grasso. Quando il foglio sarà bene sviluppato si vedrà chiaramente il dis~gno cosLituito in nero dall'inchiostro grasso da trasporto sul fondo. bianco della carta. Eseguita tale operazione, il fo.0crlio si sospende e si lascia asciugare; 0° Decalco del disegno su pietra litografica o su lastra di zinco. - Ciò si eseguisce col mettere il foglio portante il disegno a contatto e be~ disteso sulla pietra o sullo zinco e col sottoporre il tutto· aU~ pressione di un torchiò litografico, pressione solto la quale l' inchiostro da lrasporto aderirà alla superficie della pietra o dello zinco ed il disegno vi rimàrrà decalcato . Eseguito tale decalco, la. stampa sia sulla pietra, sia sullo zinco, si fa precisamente come nel·· processo della litografia ordinaria.
3° - Fotozincografia. La fotozincografia consiste nel riprodurre su lastra di zinco il disegno che si vuole stampare, e ciò non per via di un decalco come si opra nella fotolitografia su zinco, ma direttamente e mediante, l'azione della luce. La folozincografia è fondata sul seguente principio: 1° Il bitume di Giudea è solubile negli olii essenziali, come l'olio di nafta, l'essenza di tremenlina, il cloroformio, la benzina retLificata, ecc., quando non viene esposto alla luce; 0 ~ Il biLume suddetto diventa insolubile negli oli'i essenziali allorché esso viene esposlo all'azione della luce.
(
.\8
. .49
LA FOTOGRAFIA
NELLA Rll'ROD UZIONE DELLE CARTE TOPOGRAFICHE
gnare la superficie leggermente con acqua lievemente acidulaua per inumidire le parti del metallo sulle quali l'inchiostro grasso non ,deve attaccare. Passando allora alla superficie della lastra, un rullo imbevuto d'inchiostro grasso da stampa, quest'ultimo si attaccherà al bitume, cioè al disegno, e non potrà aderire al1o zinco perchè ,respinto dall"umidità. Inchiostrata in tal modo la lastra, la stampa ,se ne esega.isce come nella li tog,rafia ordinaria. La differenza fra la fotolitografia su zinco e la fotozincografia sta in éiò che nella prima, siccome il disegno non si fa direttamente, • ma pe,, via di un decalco, le diverse linee non riesciranno così nèlte e finite come quelle che si ottengono nella seconda in cui il .disegno è ottenuto direttamente e senza &anti passaggi. Nella foto.zincografia per ~ltro si ba l'inconveniente che, a causa del lo sti,ramento che subisce in tutti i sensi la pellicola di collodjo per farla .aderire bene alla superficie dello zinco, il di.segno resta alle volte un tantino deformato, e per conseguenza nelle riproduzioni di carte .topografiche le varie dimensioni rimangono alterate .
4° Formazione del negativo fotografico 'rovesciato, alla scala ,oehe si desidera, del disegno da riprodursi ; 2° Preparazione della placca gelatinata. Si eseguisce col ricoprire un vetro leggermente smerigliato e di molto spessore con una soluzione di gelatina mescolata col bicron;iato di potassa o di ammoniaca in determinate proporzioni. Tanto la mescolanza della gelatina col bicromato, quanto il ricoprimento del vetro con essa soluzione deve farsi in un gabinetto illuminato dalla luce gialla; 3° Essiccamento della placca gelatinata. Deve essl;)re il più rapido che sia possibile e si ottiene col mettere orizzontalmente il vetro ricoperto di gelatina nell'interno di una stufa riscaldata alla temperatura di 40 gradi centigradi e che sia perfettam•~nte al riparo' -0ai raggi di luce bianca; · 4° Esposizione della placca gelalinata ed essiccata all'aiione della luce. Si fa col porre il negativo bene a contatlo collo strato di .gelatina e quindi · coll'esporre il tutto alla luce per un tempo sufficiente . 5° Lavamento della placca fototipica. Ha per iscopo di eliminare perfeuamen te dal:o strato di gelatina ogni traccia di bicromato, e si ottiene tale intento col rientrare il vetro·gelatinato nel gabinetto oscuro, nel separarlo dal negativo e nel lasciarlo per varie ore sotto un getto d'acqua la quale disciogliendo il bicromato lo scaccerà completamente dalla gelatina. Quando la plac,~a sarà ben lavata, si porrà ad asciugare naturalmente ed al riparo dalla poi vere. ~ 6° Collocamento della placca fototipica su pietra litografica. Si -eseguisce col ricoprire la superficie di una pietra litografica di una certa quanti tà di gesso finissimo e di conveniente consistenza e col sovrapporre quind i a quest't1ltimo la placca in modo che il gesso non solamente serva da mastice per unire il vetro alla pietra, ma che riempia ogni vuoto' che possa esistere fra questi due corpi in maniera da ottenere il loro · perfetto contatto in tutti i punti. Tale operazione ha per iscopo di aume,ntare la resistenza del vetro il quale colla sua fragili tà potrebbe, senza Lai e precauzione, sotto la pressione del torchio litografico facilmente spezzarsi; 7° Tnchiostramento della placca fototipica. Tale incbiostramento si eseguisce col passare prima alla superficie dello strato di gelatina ;una finissima spugna imbevgta d'acqua. Nè avviene con ciò che le
• .4. -
Fototipia.
La fototipia serve ad ottenere la stampa di un disegno, sia a ,tratti, sia a mezza tin ta, direttamente su gelatina. In altri termini una placca fototipica non è altro che un vetro ricoper to di uno strato -0.i gelatina portante un disegno qualunque, ottenuto fotograficamente, e che mediante ruUo si carica d'inchiostro grasso e se ne eseguisce quindi la stampa precisamente come di una pietra li to-, .grafica. La: fototipia è basata sulla seguente allra chimica proprietà che ·ha la gelatina bicromatizzata: 1« La gelatina animale mescolata col bicromato di potassa o di ammoniaca aLCrae gli inchios~ri grassi quando è stata esposta all'a.zioM della lnce; 2° La gelati•na suddetta respinge gli inchiostri grassi quando norr ,è stata e·sposta all'azione della luce. Stabilito raie principio, ecco come si procede per ottenere lari,produzione di un d'isegno mediante la fototipia: ·
4NNo
xxvtu, voL.
1.
4.
LA FOì'OGHA b'JA 50 parti dello strato gelatinoso che non s~~ìron~ ~'azio~~ della luce, avendo conservata tulta la loro igroscop1c1tà, s1 rnum1d1ranno sotto il passaggio della spugna bagnata e per c?nseguenza no~ pòlranno che rifiutare l'inchiostro grasso; le parli dello strato rnvece che vennero modificate dall a luce, ossia il disegno, avendo perduta la loro igroscopicità, non si inumidiranno ,,otto il passaggio della spugna e diventeranno quindi atte ad attirare l'inchiostro grasso, e tanto maggiormente quanto maf?giormente la luce avrà penetra.Lo _la pro- · fondità dello strato. Per conseguenza passando alla superficie della placca geli\linata ed inumidita un rull? imbevuto d'inc~1iostro grasso, quest'ultimo mentre si attaccherà al disegno, non po tra fa1'.e adere:rrza colle altre parti . Eseguito l'inchiostramento, la stampa s1 esegu1sce precisamente come nel sistema della fo10\itografia.
NELU. ll!PRODUZIONE DELLE C.o\RTJ,; 'fOPOGRAFICHE
5° - Fotoglìttia.
La foLogl iltia è fondata sul foti.o che uno sLra~o di gelatina colorata· presenla differenti effeLLi di chiari e di oscu_ri a seco~da_del suo maggioro O minore spc:;sore. E evidente infa.ltJ che se f '.1c~1amo una soluzione di gelatina, alla quale ihcorponamo qualsias i coloro, e la disLendiaruo in sLrali di differenti sp~sori, questi strati presenteranno maggiore vivacità di colori nelle parti più spesse; andranno invece impalliclendo e sfumando ùi colorito tl misura che il loro spessore diminuisce. Da tale semplicissima osservazione è nata la stampa fotoolirttica o la fotogli lli a la quale si esegui sce nel ~eguente modo: 0 1° Si forma del disegno da riprodursi cd alla scala che si desidera il ne"aLi vo fotografico rovesciato; D . . 2" ~lediaule il processo della [olografia a carbone si ,esegu1sce su di uua piastra di rame perl'ellamonle brunita la matrice in gel~tin,'. bicromatizzaLa e stampata sotto il suddeLLonegativo. Tale ma1n1:e s1 inélurirà mediante vari ba D11 ni di sostanze chim iche e quindi si• fa rti completamente essiccare. In tale stato l'immagine o ~isegno 1~_gela1.ina Pisall erit in rilievo ·sulltt superficie della l~sLra d1 rame, rii i evo che sad.t maggiore nelleiparti oscure, nullo nelle :parti éompletamente chiare, graduato nelle tinte varie intermedie;
..
5{
3° Si colloca la lastra matrice sotto una fortissima pressa idraulica, vi si sovrappone una piastra di metallo molle (piombo e anti,monio) ben levigata e si fa agire la pressione. Sotto la potente slretta della presse idraulica il rilievo in gelatina, anzichè schiacciarsi, penetrerà nel corpo clel metallo molle e vi Jascierà completamente e Jìoemenle tutta la sua impronta. Tale piastra cli metallo molle portante in incavo il disegno forma uno stampo sul quale si potranno lirare un numero gra nde di copie; 4° Per eseguire la tiratura non si fa altro che collocare sul piatto inferiore di una pressa fotogliLl.ica la piastra di piombo portante il disegno. leggermente unta, versare alla superficie di questa una certa quantiti1 di gelatina calda colorata, sovrapporvi il foglio di carta da stampa e far calare su quest'ultimo il piallo superiore della pressa. Solto il peso di questo piallo tutta la gelatina eccedente viene completamente scacciata. e sgorga dei margini della piastra di piombd: fra la piastra e la carta non rimarrà cl1e la sola gelatina riempiente le parti incavale della lamina, cioè il solo disegno. Dopo una mezz'ora, quando cioè la gelatina. si è sufficientemente rappresa, si solleva il piatto superiore del la pressa e si sLacca dallo stampo con accortezza il foglio di carla sul quale si Yedrà attaccata tutta la gelatina formante il disegno e che presenterà tu tti g'ti eITetti dei chiari , delle ombre e delle sfuma ture a seconda dello spessore che ha la gelatina. Tali fogli così stampati, si lasciano completam ente essiccare e quindi si ritagliano sui margini, s'incol· lano su cartoncino e si satinano allo scopo di schiacciare il rilievo formato dalla gelatina. Con questo processo, e servendosi di gelatina rosea, si possono ottenere delle stampe fotogl itti che o perfeuamente imitanti la Lini.a fotografica. Ho voluto qui indicare questo metodo di stampn, quantunque esso non facc ia in nessun modo parte delle riproduzioni ad inchiostri grassi.
-6' - Fototipografia. 'La fototipografia, deua anche pauiconografia, ha per i.scopo di' formare su lastra di zinco la riproduzione in rilieYo di qualsiasi disegno a tralli, in modo da ottenerne un tipo atto ad essere stampato.
NELT,A RIPl.\0DUZ10NE DELLE CARTE TOPOGHAF!CllE
5!
LA. FOTOGllAVIA
col torchio tipografico nell'istessa guisa che si pratica per i caratteri da stampa. Per avere una lastra di ziuco col disegno in rilievo si procede nel seguente modo: 1° Per mezzo del bitume di Giudea !'i forma su di una lastra di zinco piana e levigala la riproduzione del disegno, precisamente come si è spiegato trattando della fotozincograrìa; 2° Mediante un rullo si carica il disegno bituminoso di un inchiostro speciale capace di rcsiatere all'azione corrosiva degli acidi ; 3° Con acqua acidulata con acido nitrico si sottopone la lastra ili zinco a parecchie marsure successive eseguite con metodi particolari e dei quali non è qui necessario trattare. L'acqua acidulala corroderli lo zinco nelle parti nelle quali il bitume e l'inchiostro non formano riserve, cioè nei bianch i, e rispellerà invece le parli p-o. tette da queste due materie, cioè tutto il disegno, il quale, non potendo essere corroso, ri sulte1·à in rilievo rispello alle parti :iello zinco che avranno sub~ta l'azione corrosiva dell'acido; 4· Quando la morsura sarà giudicala sufiiciente, si laverà hl piastra di zinco con essenza di trementina per liberarla dall'inchiostro e dal bitume, si passera in parecchie acque per scacciare ogni traccia di acido, si farà asciugare, si ritoccherà il disegno in qualche punto difettoso, e la piastra di zinco sarà pronta per la stampa 1a quale si eseguirà nell'istesso modo che si pratica per i caralleri tipografici.
Tali sono i principali sistemi adoperati al giorno d'oggi per lariproduzione dei vari disegni. In essi si è cercato di soslituire al Junao e paziente lavoro della mano dell'artista la potenza della luce e d~gli agenti chimici, fall.ori che, mentre hanno immensamente aumentata la potenza produttiva, han no altresì portato I' inapprezzabile ·:vantaggio cli poter produrre celeremente e a buon mercato, caratteristica principalissima nelle industrie moderne, pur conservando .ai prodoLLi tutti i requisiti di bontà e di esallezza.
,.
53
Derivati dalla moderna ch imica, ma protetti dalle leggi sulle pri.,-ative, tali sistemi rimasero per lungo tempo allo stato di segreti, e formano anche al giomo d'oggi il monopolio esclusivo rli alcuni stabilimenti governativi e di poch i privati industrio.li. Specialmente in Italia, essi sono poco conosciuti e applicati. Spinto dalla brama che diventino popolar:i e siano applicati su , asta scala nelle induslrie, richiestone insist.antemenle da una gran parte dei miei compagni d'arme, io ho, senza pretesa di sorta, col presente scritlo enumerati e rischiarati i modern i processi di riproduzione aventi per base la folografia . Io ho scritto per la generalità dei lettori e non per quelli che, desiderando di addentrarsi nelle partite delle riproduzioni, hanno bisogno di riconoscerne tutti i più minuti particolari. Il presen te scritto non ha quindi · un carattere tecnico, ma semplicem ente didascalico, con es<;o non avendo avuta altra mira che q11ella di enunciare il principio chimico da cui derirano i vari sistemi e di far vedere rapidamente e per sommi capi come, dal.o un disegno qualsiasi, si possa dal negativo fotografico del medesimo passare ~d ollenere il rame inciso colla fotoincisione, la pietra litografica colla fotolitografia, il disegno su zinco colla fotozincografia, un modello in gelatina atto alla stampa colla fototipia, una forma conveniente colla fotogliUia, finalmente un tipo in zinco colla fototipografìa. Io ho per conseguenza ommesso di trattare delle sostanze chimiche che si adoperano, delle loro qualità, delle loro proporzioni , delle loro manipolazioni ; ho sorvolato rapidamente sui particolari da seguirsi nelle varie operazioni, limitandomi solo a tracciare la via generale; infine ho del tutto taciuto sulle precauzioni da usarsi per poter riescire sicuramente, cose tulle che bo giudicato superflue e sopratutto noiose per la maggioranza dei lettori. A quei pochi che sono desiderosi di addentrarsi in tutti i particolari dei vari sistemi per conoscer Ii intimamente e applicarli io ho specialmente in animo di dedicare un trattato, d'indole puram ente tecnica e soprattutto pratico , nel quale, a cominciare dal sistema Avel di fotoincisione e a terminare colla fototipografia, cercherò di mettere in evidenza e di sviluppare tutte le singole operazioni da seguire, parlerò sulla scelta e sulle proprietà rlei vari prodotti chimici da adoperarsi, mostrerò la composizione dei differenti bagni, esporrò la formazione dei vari depositi metal-
;i,i. U
FOTOGRAFIA NELLA Rll'RODUZIO:-E DF:tt'E CAR.'l'E TOPOGRAFICHE
(ici ottenuti per ~ia galvanica, in modo da condune anche il più mesperto a raggiungere lo scopo che si prefigge; infine registrerò, per indicare le proporzioni delle varie sostanze chimiche , tutte le formole indispensabili, specialmente quelle che si trovano conYalidate dalla pratica e che nei miei conlinui esperimenti sui dif.J'erenti processi di riproduzione io ebbi l'opportunilà di riscontrare esatte ed efficaci. Mi lusingo intanto che i pochi cenni generali da me dati saranno per ora benignamente accolti; e se il presente scritto avrà la fortuna di riescire in qualche modo utile ai miei lettori, e specialmente a i miei compagni d'arme, mi riterrò bastantemente soddisfatto erimunerato pe1: le fatiche incontrate.
LE
PUNIZIONI DISCIPLINARI PRESSO I ROMANI
MlCHE LE Tl!:STA
Capitano nel 49° Fante,·ia.
Sancti,sima romani ," mperii cusio,, sevtrCJ castrorum di8ciplina. VAL SI\. MAX. l.,iiJ. VI, C. l, § 12.
Lo studio delle istituzioni milita1·i dei Roman i, liO ILivato ai giorni nostri con assidue ed accurate ri cerche, e.i fa non solo apprendere ·la sapienza e il genio dei nostri padri, ma ci mostra ancora l'analogia cbe esiste fra gli antichi e i moderni ordinamenti. Imperocchè quel popolo, che avea innato l'islinto della guerra e che si sentiva spin to alla dominazione del mondo, fondò l'arte militare sopra principi immutabili, quali sono la natura dell'uomo e del terreno; clell'uomo checomhatte. dol terreno sul quai e si combatte. 11 coraggio e la fon.rt fisica, la geografia e la topogr:trht, ecco le basi dell'arte militare dei Romani. A questi elementi principali e immutabili, se ne deve aggiungere un terzo, le armi, le cruali essendo per loro natura variabili e suscettibi li di continuo perfezionamento, fanno sì che l'arte della "ll01Ta debba modificarsi secondo il progresso del~ 1· l'111nano ingegno; ma i principì su i quali si fonda ~ono sempre g 1 slessi . La storia e l'arte rnililare dei Bomani abbraccia un periodo dì l(Uasi dieci secoli, quanli ne corsero dalle prime conquiste di Roma, fino ai tempi di Costantino, il quale trasportando la sede dell'impero
56
LI: PUNIZIONI DISCIPLINARI
da Roma a Bisanzio, diede nuova forma al governo -e cambiò per · conseguenza anche gli ordinamenti militari, che erano strettamentecollegati con quei civili e poli ti ci. A quell'epoca l'arte,militare era già decaduta, e quasi spento lo spirito dell'antica disciplina, che avea rese le romane legioni invincibili. Roma fu grande in tutti i suoi ordinamenti, ma la sua forza maggiore l'ebbe dalla severa militare disciplina, ben a ragione proclamata da Valerio Massimo la più fedele custode del romano impero, San~tissima romani imperii ciisto,, severa castrorum disàplind. II più bel periodo della militare potenza di Roma fu quando,
conquistata l'Italia, potè rèspingere colle forze di Lutti i suoi popoli la invasione cartaginese, consolidando il proprio dominio in tulto il bacino del mediterraneo. Le conquiste ulteriol'i non furono che la conseguenza della vittoriosa lolla sostenuta colla sua potente rivale, Cartagine, che dall a cost.a africana della moderna Tunisi le contrastava l'impero dei mari. E la totale distruzione di questa, la delenda Cartago di Catone, segna il principio della decadenza di Roma, perchè non avendo più un potente nemico da combattere, i fortunati Yincitori rivolsero le loro armi contro se stessi, e perduta prima la libertà perderono quindi l'impero del mondo. . La disciplina è l'anima degli eserciti; è d'essa che ne strjnae ene . unisce i~sie~e le parti, che le pone in moto e le tiene in"riposo secondo 11bisogno, che assegna e distribuisce a ciascuna le sue fun zioni, e le mantiene tutte nel loro dovere. La base della disciplina, si sa bene, è riposta nell a pronta ed assoluta obbedienza e nell'i llimitato rispelto dell'inferiore verso il superiore. Per farsi un' idea della subordinazione gerarchica nelle romane . legioni , non abb iamo bisogno di richiamare qui alla memoria al i · antichi orrlinamenti, tan te volte ripetuti ed a tulli noti, perchè n~n era dissimile dalla nostra, e possiamo riassumerla in quelle paro le del dittatore Papirio riferite da T. Livio: « Rilasciala una volta la « militare disciplina, il milite non obbedirà più al centurione, non (< il centurione al tribuno, non il tribuno al legalo, non il legato al « console, non il capo dei cavalieri al dittatore » (iJ). ( I ) Saluta semel m ilitari disciplina, .,on miles cen1twio11is. non crnturio tribuni. non t-t:ibunus legati, non tegatus consulis, non magiste,· equilu~ dictato,·is pareat ; 711~ _ peri o. - l.ib. Vl Jf § 34.
PRESSO I ROMANl
Da questa graduazione gerarch ica avea o'rigi'.1e Ia.subordinazi.one,la cui violazione potea costituire un reato puntto d1 morte, o rimanere nei limiti di una semplice infrazione disciplinare, passibile · di lieve punizione. .. Ai tempi di l'olibio e di Scipione Africano, quando l'arte m1htareera nel suo più perfetto sviluppo, non la sola insubordinazione, ma, quasi tutti i reati militari erano puniti di morte, come la sentinella· che si lasciava sorprendere dal sonno, l'abbandono del posto, la fuaa in faccia al nemico , la diserzione, la vendita o dispersione delle · a~i il furto neali accampamenti, ecc. Era pure punito di morte-- · chi ~er la terza v~lla fosse r icadu to ne)lo stesso reato (11)_. Pi~ lardi'. mitigala la severità delle antiche pene, vennero adollat1 alln mezzi,, di repressione. · . . Varie erano poi le punizioni , la maggior pal'Le morali, che pe1: sempl ici mancanze disciplinari, o per negligenza '.n ~ervizio, O ·• per poco coraggio in faccia al nemico, po teano essere rnfl1tt.e, e delle · quali troviamo menzione negli antichi scritt~1:i. . : . Parlammo altrove dei reati e dellepenem1htar1, ricercando quali · fossero Je le""i che poterono per tanti secoli mantenere salda ed· inalterata la disciplina nelle romane milizit\ quali le azioni che le· leggi romane qualificarono come reati militari, .quali le pen~ con·, cui venivano represse, quali le formole con cui le pene vemvanoapplicate. E vedemmo che, sebbene la civiltà ~ei tempi .ed i ~r?gr~s:i · della legislazione penale abbiano bandite dai modem, cod1c1 m,J.1-tari la inaggior parte del le pene sancitedalle le~g~ romane, ~uell~ tuttora in vigore traggono da queste la loro or1gme,_e eh~ 1 reat'. ·· militari puniti dalle leggi romane sono press'a poco gll stessi che ar • giorni nostri; poichè come il diriLlo romano ~ an_cor oggi ,la base ~- ·il fondam ento delle lea"i civili di tulle le naz1on1,. non Io e •meno Qt <'.)<') • • • quelle penali militari (~) . Acè~nnammo anche talune pu~1z10n_1 1~ uso negli eserciti romani , colle quali veni vano represse le 111fraz1or11 alla disciplina e pun ite quelle leggiere mancanze o quelle ~rasgre~sioni meno gravi che sfuggivano alla sanzione delle leggi penali.
(I) P~un . Lib. V\, S 30, . . . . . (2) Dei reati, delle pene e rtei giudizi mil itari presso , Ro raam , ricerche ,torico• · le,al i di M CrncANJ. - Mi lano. ti pografia Agn~lh 18ì4.
58
PRESSO I UOM&Nl
LE PUNIZIONI DlSCJP.LlNARI
1nHìtàre che, essendo a cavallo, incontrasse il console, dovea discenderne in segno di rispetto. Q. Fabio Massimo, che era stato d,ittatore e quattro volte console, nominalo legato presso il suo "figlio, ·in quell'anno console, andava a raggiungere l'esercito a Suessula in Puglia. Il figlio essendosi port.a.to ad incontrarlo, i littori ..che gli andavano innanzi non osarono esigere che il vecchio scendesse da cavallo. Questi avea già oltrepassato l'undecimo littore, ·a.Uorchè il console ordina alFultimo littore, che gli era al fianco, ..di far discendere il' legato. Il pa,dre obbedì prontamente dicendo at 1fi.glio : 110 voluto vedere se Li ricordavi di esser console (1). Dalle punizioni che anc1remo esponendo potremo rilevare altre :regole di disciplina e di dovere· militare.
Di que,sté voglin,mo ora particolarmente occuparci, per vede1·e in • qt1~le ~aniera vemivà conservata la Jlilihlare disciplina, e.quale ana.: !.. logia esista fra le antiche e le moderne punizioni. Dire quali fossero le regole dell'antica disciplina, sarebbe opera vana e superflua; dappoichè le basi di essa sono state e saranno · sempre le stesse in tutti i temp i ed in tuwi gli eserciti del mondo. lJn esercito senza disciplina non sarebbe un esercito ma una· Pi unione di gen~e armata; onde la stessa pal'-Ola esercito o ~ilizia, suona <!l,~~edienza e rispettò deH'inferiore at superiore, autorità e giusLiz-ia d1 questo verso di quello, abiLudine all'ordine ed osservanza delle regole stabilite per tutti. Il dovere di un comandante di esercito, ..diceva il giureconsulto Macro, consiste non solo nell'esigere l'os~ -servanza della disciplina, ma nel!' osservarla egli per primo 1I ,1). La disciplina militare era anteposta dai Romani allo stesso amore paterno (2). È nota lainOessibile severità dal dittatore A. Postumio !uberto e. del console T. Manlio Torquato, i quali fecer~ decapitare 1 loro figli, ambedue tribuni, per aver combattuto contro i loro ordi_ni, benchè tornassero al campo vitt0riosi e carichi di spoglie nemrche (3). P0chi ann i appresso , il dittatore L. Papirio Cursore con·danna a m~rte il suo luogotenent.e Q. Fabio per aver combattuto, nonostante 11 suo divieto , benchè avesse riportata una insione vitt0ria, _e non gli fa grazia che per l'intericessione del senato~ per le ' Ji>regh1ere del popolo (4). E tale era la cieca obbedienzade'il'infedore agli ord ini del superiore, e tanta la pien::t fiducia che un coman~ dante ripouea ne'suoi subordinati, che Scipione, mostrando il SU0 ese1·cito pronto a sa~pare per l'Africa, ad un tale che lo inLerroO'ava rispose: di tuUi questi soldati che tu vedi non ve n'è uno il q<>uale ' ad un mio ordine non si gette1·ebbe dall'aito di quella ton:e a capofitto nel mare (5). Gl'iuferiori ~aiutavano i superiori abbassaJ'ldo le armi . Chiunqae
(l) Of{ìcit,m ,·egentis exercuun~ non ta11tu111 in damda sect elia111 In observanc/'i' · clisclplina con,i1tlt. - Dige st. Lib. XLIX. Tìt . XVI leg. 12.' (2) Di1ciplina ca,trorum anttquior (uit p,.,.er.tlbus 1·011,a,.i,, quam caritat libero., ru,n. - o ,gest d. Lib. Tit. xv. Jeg. 19 § 1. · (3) liv. lib . IV§ 29. VIII § 7. (,t) f,1v. Lih .. Vlll § 32. (5) Pluuaco, Apoftegmi di Roviani.
59
11 giureconsulto Mo destino, nel suo antico trattato De pamis, ohe :andò ,perduto per no·i e di cui ci restano pochi brani nel corpo di diiritt@ Giustinianeo,, enumera le seguenti punizioni militari: casti;gatio, pecuniaria rrlll.déa, ·m1.uneru1n indictio, militù:B ·m,iitatio, g·rad:us dejectio, ignominiosa m:Ìlssio,. Quest~ punizioni venivano :ir.1 a,ntico inllit.t:e per leggiere trasgressioni e infraz ioni disciplinari; ;ma in seguito, nella deca.denrz:a delle militari istituzioni, v~nn,ero applicate anche a t:aluni reati militari. L'imperatore Giustiniano le fece comprendere nella raccolta delle sue leggi, conosciute col no.me ,di Digesto o Pandette, ed allora divennero vere e proprie pene -militari, anche per reati gt·avissimi, al punto che qualcuna di esse si trova appl icata perfino a reati che venivano per lo addietro puniti di morte. Così questa pena comminata dalle antiche leggi al militare ·che in guerra aves.se perdute o vendute le armi, venne in seguito •commuta.La col passaggio ad altro ordiJJ.e inferiore di milizia (2). La stessa diminuzione di pena fu adottata pel furto e per altri reati . •Col rilasciarsi della disciplina aumentarono i reati, e col moltipli,carsi di quest.i diminuì la severità delle pene; gli eserciti a1lora andarono in dissoluzione, e l'in~pero cadde in frantumi.
'
(l) LiT. Lih. XXIV § «. PLUU RCO, Vita di Fabio Ma.sa imo. ,.(~) Digest. Lih. XLIX Tit. x:vr, leg. 3
S 13 8 14.
60
Lll PUNIZIONI DISCIPLlNARl
1 fasci di verghe colla scure piantata nel mezzo, portati dai li uori ~in~~zi al ~o~soleo_al dillalore, rappresentavano il supremo potere, 11 clmuo d1 vita e d1 morte, cli cui il comandante di un esercito era investito all'uscire dalle porle di Roma. La flagellazione colle verghe, per mano del littore, non era una pena per se stessa, ma una esasperazione della pena di morte, dalla quale andavano esenti i Romani, perchè la legge Porcia proibiva di ballere colle vero-be un cittadiuo romano, qualunque fosse il reato pel quate era slal~ condannalo a morte. Ma una delle principal i punizioni mi li tari erano· le balliLure (castigatio}, di cui il numero era limitato, e ben differente d_alla fustigazione {fustuarium} con cui si eseguivano le sentenze d1 morte contro i militari. I Romani erano osservatori fino allo scrupolo della legali lit, e rifuggivano da quelle eccezioni alla legge c?m~oe_cbe·avrebb:ro ?otuto 1:ecare onta alla loro libertà. Il priv1leg10 della legge I orcw non s1 sarebbe po(uto estendere ai militari, perchè le legioni si componevano di soli cittadini romani, onde fu trovato il mezzo di applicare ad essi le battitul'e senza violare quella legge e senza fare alla medesima una eccezione. In \'ece di essere battuti colle verghe dal littore, i militari roman i erano batluti dal centurione con un sarmento di vile, che era reputalo più onorevole; gli alleati e gli ausiliari colle verghe (:1). _Tacito ~i ha co~servaLa memoria del centlll'ione Lucillo sopranommalo da, soldati Qua l'altra (cedo alteram}, perché rolla sul dosso al sol_dato nna vite, gridava: « qua l'altra», e poi « qua !'al tra » (2) . La ~ile ~ra_ pe'.·ciò _il distintivo dei centurioni, e spesso troviamo negh anl1ch I scrittori adoperato questo vocabolo, vitis, per indicare quel grado della milizia. Il militare che avesse semplicemente Lraltenulo al centurione it sarmento cli vile con cui clovea batterlo, era punito col passaaoio in. altro ordi~e inferiore m_ilizia, di cui parleremo; se avess:~pezzata per disprezzo la vite, incorreva nella pena di morte come reo d'insubordinazione (3).
?i
(I) LI•. tpit. Lib. LVII. -
..,_ 241..
PLJN,
·Questa punizione si applicava ai soli gregari.
,
La multa {pecwniaria m1ilta) , delta anche semplicemente con•demnatio, s'infliggeva princip:ÙmenLe ai mili tari di grado elevato, ,cioè ai tribuni, ai prefeLLi, ed agli $lessi consoli, i quali erano condannali a pagare vistose somme di denaro a favore del pubblico .erario, e talvolta si estendeva fino alla confisca di tulli i beni (1) . Il -tribuno militare Marco Postumio, che nell'anno 331 di R. (4-23 a'f. l'e. v.) , avea a-vuto il comando dell'esercito con autorità. consolare, per aver male condotta la guerra contro i Vejenti fu multato di diecimila monete di rame di una libra, chiamate assi librali (Aes greve}, che equi valevano a 163 millesimi di nostra moneta (2). Ai gregari si applicaya mediani.e ritenuta della paga. Nei primi tre secoli di Roma i militari non ricevevano stipendio dal pubblico erario, ma ciascuno sopportava a proprie spese gli oneri òella mi·Jizia, per lo che dalla classe più ricca si sceglievano i cavalieri, ed i proletari erano esenti dal servizio. Nell'assedio di Yejo, che durò dieci anni, fu accordato uno stipendio annuo, prima alla fanteria '(anno 3iH di R.) , poi allacavall eria(a. 354), che veniva corrisposto a semestre. Quando per punizione un militare veniva privalo dello stipendio, per sei mesi o per un anno, dicevasi resignat11,m aes, ed il militare punito aere dirntiis (3). In un com~attimento contro i Liguri sulla Magra, l'anno :S78 cli R. (176 av. !'c. v.) , essendo rimasto ucciso il console Q. Petilio, il senato ordinò che lutti i militari 'della legione nelle cui fi la il console era.stato ucciso, fossero privati per un anno dello stipendio, e non fosse computato quell'anno nel foro servizi o, p~rchè coi loro pelli non avevano difeso il console dai -dardi nemici {4). . Si hanno anche esempi d'inLiere legioni private della loro parte
Hist. mundi Lib. XIV, C. J. - Jura, . .Satyr. VIII
Lib. I. S 23 • _(3) Qui ce,att.,.io,ai castigare se vo lenti restiterit, ve tet·e.t notave,·unt: ,1 'llitem tanuit m 1ltt'.am mu~at; si ea:, industria fregit, vel manum centurioni i11t11/tt, capite puniha:- l),ge,t, L1b: XLIX, Tit. XVI, leg. 18. § ~(2i TACIT, Ann.
64
PUSSO I llOIIANI
(I) Cocl. Theod. Lib. VII Tit. J, lcg. JS. -
D10~1c.
ALICAON.
Lib. VIII. -
D101 .
-Cus. Lib. V e V I, (2) L,v. Lib. IV'§ H . (8 J li' Bsrus ,Jc ver/,or. s:!}nt(. Lib. XVI in v. nestgnatum. - V URO frag. de t1ilCJ pop. rom. Lib. lii. (I ) Liv. Lib. XLI § 18. - Va. !t.x. Lib. li c. tr § 18. - FnONIIN. Stralag. Lìb.
- lV,
c.
I
§
4G.
PRESSO
LE PlJNIZJONI DJSCIPLINARI
di bottino per punizione, tanto nei tempi anteriori .all'assegnazionedello stipendio, quanto negli ultimi anni della repubblica. Fu il primo il dittatore L. Quinzio Cinc.innato che privò del bottino le legioni del console L. Minuzio che si erano lasciale circondare dal nemico, l'anno .298 di R. (456 av. l'e. v.) (11). Ed ai s·oldati della '10° legione chiedenti con poco rispetto il congedo, fu tolta da Giulio Cesare la terza parte della preda che era stata loro assegnata (~). Nei tempi dell'impero, e specialmente sotto gli ultimi imperatori, la multa si trova assai di frequente applicata, e se ne hanno nume~ rosi esempi nella raccolta di leggi dei codici .teodosiano e giusti· nianeo . Gl'infingardi e i poltroni venivano puniti con seJ"vizi di fatica straord inari, punizione chiamata mumer,um indiotio. Questi servizi consistevano nelle operazioni più umili dei campi, nello scavare larghe e profonde fosse, ed anche nel lavorare alle trincee ed alle · fo rtificazion.i campali insieme a.gli altri militari; ma in questi casi i mii.ilari puniti erano disarmati, colla sola tunica e senza cin tura. La cintura, oing1il1.im, era il distintivo proprio dei militari , i quali per· ciò si dicevano cincti. ed i pagani discincti,, e si trova spesso usato . cingulwrn per milizia. La tunica. era, una veste interna, alla quale i militari.sovrapponeva.no la corazza ed i pagani la toga. Era ~legra..dante comparire in pubblico colla tunica, cosicchè i poveri e la, plebe-· che ·vestivano In. sola tunica si ch iamavano per di spregio tunicat.i. Lucullo, il celebre lussurioso, nel.la terza guerra con tro MiVrida.te re del Pon to, l':mno 680 di Il. (74 acv . l'e. v. ), -ordfoò che quei soltlati i quali , in una scaramuccia impegnaitasi col nemico, aveano · presa la fuga, scavassero per punizione una. fossa .Gli rn piedi, colla sola tunica e senza eintura, alla presenza <lei 101·0 compagni (3) . Una punizione più grave, perchè permanente, era il . cambiamento di milizia (militiae m1itatio). Vari erano gli ordini di mifl) Liv Lib JJI § 29. in Julio § 71.
<~>' sveton .
(3) P,.uruco, l'ita
ai' L11cullo.
l' ROM •.\.'N1
Ezia, alcuni più.onorifici altri meno, e da quelli .si faceva a questi 'passaggio per ipunizione. I cavalieri, tolto loro il cavallo, che era , .proprietà dello Stato, venivano trasferi1/i nei fanti (1 ), e questi da un ordine di milizia più elevato ad · uno inferiore (vn lleto1·io1·em· .rnilitiam) (~), come per esempio dal la fanteria legionaria n'elle· ·truppe leggiere, 'Veliti, e da queste nelle milizie ausiliarie. C0sì venilero trattati tutti i prigion ieri roman-i rimiati senza riscatLo da . .Pirro re.di Epito, nella sua spedizione in Italia, l'anno 474 di R . . . (280 avanti l'e. v.) .(3). E nella guerra contro gli sch ia,vi sollevatisi in Sici lia,ranno 62·1 di R. (133 av. l'e. v.), ai · CU'\'alieri che aveano depositate le armi patteggiando col.nemico, il console 1. Calpurnio Pisonè to lse il cavallo obbligandoli a servire nei frombolieri, . che formavano l'ultimo ·ordine della milizia (4).
La r imozione del grado (grad1.is dejectio) si a.pplic:wa non so lo ai centurioni, che costiLuivano il primo grado gerarchico della legione, ma anche agli ufficiali di qualunque grado ed agli stessi consoli, i quali potevano essere retrocessi o ad un grado inferiore · o a semplici soldati (5). Il più antico e solenne esempio di ·questa -punizione è quell o del conso le L. Minuzio retrocesso a legato, che era il luogotenente del console e poteva avere il comando di una o più legioni . Era l'anno 2·98 di R. (J,56 av. l'e. v.). Gli Equi, popoli.confinanti del Lazio, rotta la. IDace c-onchiusa. Fanrio innanzi, a,,evano ,cdrso ,e · depredato il territorio di Lanuv-io .e di Tusculo, e·.càrichi ·d~ bottino. erarisi accampati sul monte Algidò presso YeUetri . .H èonso le Mri· nuzio condusse l'eserci to contro di essi, ma si lascio imprndente·~mente circondai·e dal nemico, il quale lo a;ssediò nelrpropr.io campo. ,L. :Quinzio 8incinnato élet.to dittatm1e acooi·se:im.rnéç,iatrimente,con · run nuovo eser.cito a salvare il cons.ole e le sue legiòni'. Gli Equi · J
(l) Digest. Lib XL IX Tit. XVl log. 5 § I. - SvETON. i n Caligu.la § 15. (2) Digest. Lib Xl.Vlll T it . Ili leg. 12. - d . leg . 5 § l. . i3) LIY. Lib . XXV § 6. - VAL& R. Mn:. Lib. Il C. U§.1 e 16. - FR.ON'f!N. Sh·atag_ Lib . IV C l ti 17 f4) VALER. MAX. Lib . II c. Il ~ 9. - FRONTI~. Stratag'. Lib. IV e·, I § 26. (5) Digest. Lib XLI X T it. XVI leg. 3 S 5.
65
tE PUNIZIONI DISCI P LINARI
PRESSO I HOMANI
, messi in mezzo fra i due eserciti romani, dovettero assoggettarsi a .. passare sotto il giogo, la maggiore ignomin ia che potesse imporsi .- ai vrnti. Impadronitosi del campo nemico, il dittatore divise la preda fra i suoi soldati, e parlò in questi accenti all 'esercito con: solare: « Soldati , voi non avrete parte della preda tolta al nemico, . « di cui foste per divenir preda voi stessi. E tu o L. Minuzio, finchè ,(( non mosll'erai di possedere le qualità degne di un console, ri« marrai come sempli ce legato al comando di queste legioni » (1). Cincinnato depose dopò sedici giorni la diuatura. un nuovo con. sole, Q. Fab io, fu destinato al comando dell'eserci to, e Minuzio ri. mase sotto i suoi ordini. Il console C. Aurelio C0tta, all'assedio di Lipari, l'anno 302 di Roma (252 av. l'e. v.), durante la prima guerra punica., fece re. 1:rocedere a semplice soldato nella fanteria il legato P. Aurel io,, suo congi unto, per aver'lascialo prendere al nemico le opere d'assedio ,·ed incendiare le macchine (2). E nella seconda guerra punica, in un combattimento contro i Cartaginesi . presso Canosa ( a. 51.5 ), avendo i Romani perdute sei insegne, M. Claudio Marcello, che comandava un esercito come proconsole, fece disarmare e degradare i centurioni di quei manipoli cui erano as:-egnate le insegne, e che non avevano saputo difenderle (3).
,espulso si toglieva la lancia, che veniva spezzata, ciò che chiamavasi censio hastaria . Questa punizione poteva infliggersi non solo ai soldati ecl ai centurioni, ma ai tr ibLmi, ai prefeLti, ai legati ed anche ai consoli o comandanti supremi ( 1). L'imperatore Tiberio li cenzrò ignominiosamente il legato di una legione per aver mandato a cacciare pochi solclat:i condoni cla un suo liberto ; e Ca ligola, alcuni legati per essere giunti al campo in ritardo (9). Ma l'esemp io più solenne lo diè Giulio Cesare nella spedizione d'Africa, scacciando pubblicamente dall'esercito cinque tribuni della 9a e ,1o• legione, per la loro cattiva condotta e per aver abusato a proprio vantaggio delle attribuzioni del loro grado. Convocati i trib uni cli tulle le legioni, cosi parlò dal suo seggio . « Avrei « sommamente a caro che certuni, ponendo fine una volta alla.pe« tulanza e soverch ia lib€H'Là loro·, avessero avuto alcun riguardo « ;alla mia umani Là, moderazione e sÒfferenza; mR poichè veggo che « nè modo nè termine alla sfrenatezza irnpongooo coslom, darò io, « giusta il mi litar costume, un esemp io, onde gli altri altrimenti « si comportino. Te, C. Avieno, po icbè in Itali~ i soldati del po« polo romano contro la repubb lica sommovesti, rapine ne' muni,, cipi commettesti , ed a me ed alla repubblica disutile fosti, perchè « invece di soldati, la tua falniglia e i tuoi som ieri imbarcasti, con « che la rep ubb lica nel maggior uopo de' suoi soldati privasti, te « per ci@ tutto con nota d'ignominia dal mio esercito cancell o, e-~< d'usc,ir oggi dall'Afric~t e quanto più lontano a,ndarne t'impongo. « Te pure, A. Fon.tejo, perchè sedizioso tribuno e malvagio cit:« Ladino fosti, dall'esercito licenzio . Voi , '.f. Salieno, M. Tirone, « C. Clusinate, die gradi nel mio ese11ci~o per grazia non per valore « ottenuti, nè in guerra fo rti, nè iI1 pace buoni o di alcun prò vi mo« straste, e più della riput,1zione e del deco ro aman.Li foste degli « ammutinamenti e della ribelli one de' soldati contro il vostro im« peratore, indegni giudico d'essere nel mio esercito graduati, vi < caccio e d'andarne quanto pi1ì lungi dall'Africa vi comando }> (3) .
La punizione più grave di tuLte quelle che abbiamo accennate, . -erail congedo ignominoso (1:gnom1:niosa missio). TI congedo, niissio, era di tre specie: onorevole (honesta), causale (causa1·ia); ignominioso (gniominiosa). Il congeclo onorevole era quello che si accordava al militare al termine del suo servizio; causale quello per ferite o infermità che rendessero inab ile a continuare più oltre nella milizia; ignominioso quando il mi litare era per punizione .sciolto dal giurament9 ed espulso dall'esercito (4) . Al militare
(1) ~;i
1
t·u L. Mi,wti, cloncc consularcm animum inci.pias habere, tegatus his leo.to-
. 11tibu, praeeri., . - Liv. Lib. I Il (2) VALBR . MAX. Lib. TI
§
29 .
c. II
§ ',1 . -
FRONTIN.
(3) Liv. Li b. XXV)!§ 13. (cl) Digest. Lib. XLIX Tit. XVI leg. 13 § 3.
Stratag. Vb.
IV
c.
J
§ 3 1.
(1) Di gest. Li b. JTJ Tit. Il Jeg. 2. (2 ) SVETON . in Tiberio § 19, in Oaligul a § 43. (8) Hi.T. De bello Af rlca1<0 § 54, t raduzione di C. Ugon i. A NNO XXVIII , VOL . I ,
5
66
1,P.: PIJ:-IIZlON'l DISCIPLINAll!
Se un a coorle o una legione avesse commessa la stessa mancanza, veniva sciolta e licenziata. (1). Radunata la legione, il console o l'imperatore pronunciava la formula. - Qiiirites discendile r1,tqiie arma cleponite, dopo di che, Lolle ai mi li tari le armi, s'intendevano sciolti dal ginramen Lo ed espulsi dall'eserci to. Questa punizione poteva essere anche una pena accessoria quando, per un gra,'e delitto militare, il colpevole era condannato ad una. pena comune, ed ali ora chiamavasi e:ca1.ictoratio.
Nelle leggi delle Pandette troviamo anche nominala la perdita. delle ricompcrn,e acco rdate ai vetemni, e1ne•r1:ta(2). Nei tempi della, repubbli ca erano concesse ai soldati le terre tolte al nemico, e numerose colonie militari andavano a popolare le cilliI e i territori conquistati. L'imperatore Augusto formò un corpo di veterani (vexiUnm veteranorurn) composto di mi litari che aveano servito venti anni nelle legion i; li esentò da tutti i servizi, non imponendo loro altr'obbligo che quello di combattere. In questa posizione i Yeterani aspettavano che piacesse all'imperatore accordar loro col congedo de(ìn itivo (p lenam,issio) la sovvenzione stabilita, pel' la quale aveva fondata un apposita cassa militare (aera·riiun m.ilitare) (3). Secondo Dione Cassio, Augusto area fissata questa sovvenzione in 5000 denari pei pretoriani dopo sedici anni di servizio, ed in 3000 pei legionari dopo venti anni (4). Ti,berio eluse queste benefiche disposizioni accordando raramente congedi assoluti, cosicchè la morte dei veterani Io liberava dall'obbligo di pagare cìò che loro ora dovuto. Calligola r idusse alla metà la somma fissata da Augusto; ma i successivi imperatori mostrarono maggiori riguardi pei veterani, cui accordarono numerosi privilegi, dei quali potevano essere privati per punizione.
67
PRESSO l l\OMA:'(I
Di altre più leggiere punizioni, introdotte dall'uso e dalla consuetudine, ci fu conservata memoria dagli antichi scrillori . Ecco le più comuni: Attendarsi fuori del campo, tentorimn extra vallwm.. Ciascuna legione, coorte o manipolo, avea il suo luogo assegnato nel campo, ed i militari che avessero dimostrato poco coraggio, ed anche intiero coorti, si faceano attendare fuori del campo e delle forti(ìcazioni (I}. Ai pl'igionieri restituiti da Pirro, oltre il cambiamento di milizia, come voclemmo, venne inginnt.o di attendarsi fuori del campo, finchè non avesse ciascuno riportato la spoglie di due nemici (2) . Nella prima guerra punica. il c(lnsole .\J . OcLacilìo Crasso ordinò che coloro i quali si erano dati prigionieri ai Cartaginesi e che si erano assoggettati a passare sotto il giogo, r imanessero accampati fuori delle trincee, esposti agli attacchi del nemico, perchè il pericolo li rendesse più coraggiosi (a . i-91 di R. , 26'.3 av. i' e. , .) (3). Domizio Corbulone luogotenente di ~erone in Armenia, fcceattendaro fuori del campo le coorti aus iliarie coi loro prefetti, che si erano ritiralo in faccia al nemico, e uon le liberò da quella. umil iante puniziou e se non per le preghierr di tulio l'esercito (a. 812 di Il. , 58 dcll'r. v.) (4) . Alcune volte si facevano bivaccare le coorti fuori ilel campo senza tende. ln colai guisa M. Emilio Paolo capo dc' cavalieri e luogotenente del ditLatore M. Valerio Massimo, punì le coorti che in un combattimento contro gli Etruschi, nel tenitorio di R.oselle, presso la modoma Gro~seto, avevano perdute le insegne, l'anno 453 di R., 301 av. l'e. v. (5).
Ext1·a oppida hybernare, svernare f110ri delle cilla. Ad in Liere legioni si faceva talvolta passare l'inverno in campo aperto, e sì (I) Digest. l,ib, XLIX Tit. XVJ Jeg, 3 § 2). Augu,to § 95. - ;,. Yitelho § IO. (~) Digest. Llb. XLIX T1t. XVI .leg. 3 ~ S.
SVBTON
ÌII
Jutio
§
70 e i). -
in
(3) SVJ'JTON. in ,lugi;rto § 40.
(4) Il donoro di argeuto, sott.o gl'imperatori, equ ivalel'a moneta.
&
circa una li r~ di nos tra
(I) POLIB, Lib. VI § S7. - Liv. Lib. XXV § G. (2) l.tv. xxv§ 6 - VALRR. MAX, l.lb li c. II§ 15. C, 1117. (3) FnoNTtff Slratag. Llb. IV C. l § 18, (4) TACIT• ..41111 Lib. X 111 S 36, (5) LIT, Llb. X, § 4.
FRON'l'IN Slratag.
Lib. IV
PRESSO I ROMANI
68
LE PllNrntONI DISCIPLINARI
proib iva di att.endarsi se non ad una certa distanza dai luoghi abitati, fino a diecimila)passi (chilomeLri •15 circa). L'esercito che, sollo il comando del console P. Valerio Levino, venne battuto da Pirro sul Siri, oggi Sinno , in Basilicata, l'anno 4.74 di R. (280 av. l'e. v.), il,senaLo ord·inò che fosse coud0Lto a Serino, ivi si accampasse.e passasse per punizione l' inv;erno soUo le tende (1). Ai supersl.ibi della sconfitta di Canne (a. 338) ed a quei del\' esercito di G-n. Fulvio che erano stati in Puglia battuti e fugaLi cl.ai Cartaginesi {543), venne proibito di prendere i quartieri d'inverno in luoghi abitati, e dicostruire le foro baracche ·invernali se non alla. distanza di diecimila passi ,da qualunque città. (2). Una punizione di questo genere non poteva essere in uso nei primi secoli ,di Roma, quando essendo le campagne di breve durarta, non si prendevano quartieri d'inverno, che si dovettero prendere la pf'ima volta al!lassedio di Veio, l'ainno 354.
« Mi farò riferire i nomi di coloro che .mostrarono poco corag~io « ,nel combauimenLÒ, e chiamatili ad uno ad uno li obbligherò con « giuramento, meno quelli che ne saranno impediti a causa di ma« laLtia, a non prendere cibo nè bevanda se non in piedi, per tutto « il tempo che rimarranno sollo le armi. Non potrei colpirli con « nola di vergogna più lieve (3) ». Così parlò alle legioni il ·proconsole T. Sempronio Gracco, dopo ]a vittoria 11iportata contro i Cartaginesi comandati da Annone, sulle rive del Calore presso Benevento, l'anno MO di R., 2'14- av. l'e. v. Prendere il cibo in piedi, cib11,m stantes capere, era una punizione meramente morale, una umiliazione dinanzi ·ai compagni cbe mangiavano seduti.
Oltre lo stipendio, si distribuiva ai militari una razione giornaliera di frumento in natura: la farina impastata coll'acqua e cotta
sotto la cenere era l'ordinario alimento, e per bevanda un po' d'aceto per mescere coli' acqua (pasca) . A coloro che avessero commessa qualche mancanza, si dava per puni~ione una razione di orzo (horde1im) imece di frumento ( 1}, quasi che fossero indegni di partecipare al vitto comune dei militari. .. . . Prima della bawiglia contro Ann ibale nelle vicmanze di Canossa, il proconsole Marcell0 ordinò che le coorti le quali nel giorno innanzi avevano perdLlte le insegne, si cibassero di orzo, e fosse:o schierate in prima fila perchè dessero miglior prnva di coraggio (a. 545 cli R., 209 av. l'e. v.) (2). Era alle volte una punizione accessoria di pena più grave per qualche reato militare. Così all'assedio di .Modena, nella guerra civile fra Marco Antonio e il semito, l'anno 714 di R. (43 .av. l'e. v.), avendo "'uli assediati in una sortita prese ed incendiate . le opere . e. macchine di assedio, )larco Antonio condannò a morte 1 centur1om delle due coorti che vi stavano a difesa, e decimò i soldati punendo i rimanenti coll'orzo (3) . Lo stesso fece pochi anni dopo nella guerra contro i Parti (4). Più tardi, sotto gl'imperalori, si distribuì ai soldati pane ordinario e pane biscotto (buccellatiim), ed anche vino e carne; ed allora questa punizione cessò di essere in uso. 1
Altra specie di punizione morale era quella di fare stare i militari anche rrraduati e g.li stessi ufficiali, a piedi nudi, colla tunica ' <' e senza cintura, nel luogo principale del campo (in princ1:pia}, al, l'ora del cambio delle guardie, anche per più giorni. Questa punizione venne infli Ua dal console Calpnrnio Pi:;;one a C. Tizio prefotto di cavalleria, il quale nella guerra contro gli schiavi sollevatisi in Sicilia, l'anno 624 di n.. (1133 av. l'e. v.), caduto co' suoi in una imboscata, avea patteggiato coi sollevati deponendo le armi. Nella prima guerra contro Mitridate, all'assedio di Atene, l'anno
, (I) POLID. l.ìb. VI § 37. (:l) L IV. L ib. XXVII § 13. -
PLUTARCO, (3) F.RC•TIN. Str atag. Lib. IV I § 3i. (4) P 1. urARCO. vita di "1. ,rntonio.
c.
(I) F.RONTII,
Stratag. Lib.
(2) LIV. Lìb. XXVI, § I. (3) Liv. Lib, XXIV § 16.
IV,
c. .
I § 24.
69
vita d( J!la?·cetlo.
70
LE PUNlZIONI DISCIPLINARI
667 di R. (87 av. !'e. v.) , avendo il nemico in una sortita prese ed incendiate le macchine dei Romani, Silla, che non fu certo dei più severi nel conserva.re la disciplina, punì in questa auisa i cen~ ~uri_oni della. coorte che vi era di guardia.; ed una egual: punizione mfl1sse Corbulone ad Emilio Rufo, comandante di un ala di ca.val. leria, pure per poc,) coraggio mostrato in un combattimento in Armenia (1). Chiamavasi nei campi. Principia Io spazio in cui s'innalzava la tenda del console o comandante (praeto1·i-u,m), il sacro recinto in cui si custodiva.no le aquile e le altre insegne delle legioni, il luogo ove si concionava, ove si rendeva. giustizia, ecc.
Finalmente una punizione antichissima era di aprire la vena al militare e levargli sangue, sangwinis rnissio, al cospetto de!Je legioni, nel luogo principale del campo. Aula Gellio che parla di questa punizione, dice non averne potuto trovare ra11ione nèali antichi scrittori; ma .egli opina che si usasse anticame;te non \anto come pena, quanto come mezzo di cura con quei militari che avessero deviato dalle comuni e naturali abitudini, e che poi per consuetudii1e si sarebbe adottata anche per talune mancanze, quasi che non fossero di sana mente coloro che le commettevano (2) . Questa opinione di Gellio è rigettata dalla maggior parte dei commentatori, dei quali però nessuno ha saputo addurre altra ragione più convincente (3). ~fontesquieu, volendo rendere una ragio~e di qnest.a pena, dice: «le vraie estque la fa rce étant la principale qua« lité du soldat, c'étoi Lle dégrader que de l'affloibir (4) » . Anoi sem- · brache fosse una punizione morale inventata per ferire profon damente la fierezza romana, assoggettando il militare a spargere ignobilm~nte il suo sangue senza combattere. Conviene ritenere anzi che fosse molto umiliante percbè, secondo Frontino, veniva applicata ai milita:i colpevoli di leggeri furti (5) . (l) VAUR, MAX. Lih . 11 C. Il § s. (2) OEJ.1., Noct. Act. Lib . X.C . VIII
-
F R ONTIN.
Stratag . Lib . I V
c.
I
§
26. ·21 e 215.
De poenis ml!it, rom. C. xl. Considera tions 3w,· les causes de la grandeur du Romain3 el de leur decadence Chap. Il ' (5) FRONl'IN, Stratag, Lib. IV c. I § 15 (3) V. R I C!iTERMAN,
PRESSO l ROMANI
7·1
L' imperatore Augusto, per rialzare la decadente militare disciplina, fece uso delle accennate specie di punizioni e di altre; perocchè così di lui scrive Svetonio (•l ). « Nella milizia molLe cose ~< cambiò, molte altre richiamò all'antico costume. Corresse seve'<< rissimo lu discip li na, nè accordò mai ad alcuno de' suoi luogote« nenti, se non malvolentieri e nell'inverno, il permes.so di rive<< dere la propria fam iglia. Avendo un cavaliere romano tagliato il ·« po llice a dtte suoi figli, giovaneLti per renderli inabili al militare -<< servizio, fece vendere all'asta lui è i suoi beni. Licenziò ignomi« niosamente tutta la decima legione per essersi mostrata indisci·« plinata.; · così od altre levò l'armi e i compensi dei prestali ser« vizi, per aver dimandato con poco rispeLlo il congedo; decimò le << coorti ogni qualvolta avessero ceduto al nemico e punì i rimanenti « coll'orzo; i centurioni che avessero abbandonato il posto, egual« men te come fossero soldati gregari , condannò a pena capitale. «~Stabilì poi vari generi di punizioni morali per ceite manèanze, i< come lo stare· Lnt.to il giorno in piedi innanzi al pretorio, talvolta « colla sola tunica e senza cintura, talvolui con una pertica di dieci « piedi (2) o con una zoll a di terra in mano ». Se si ponga mente che Je punizioni di cui abbi amo parlalo erano in vigore più di venti secoli indietro, non si può fnon rima.nere compresi d,i ammirazione pel grado cli civiltà cui si ispiravano e 'per la sapienza mi lita.re di chi le inventò. Imperocchè con esse, senza ledere la dignità dell'uomo, venivano efficacemente colpiti gl'indisciplinati, gl'infingardi, i pusillanimi, i negligenti, ecci tando il sentimento del dovere e dell'onor militare; ed esse ci dimostrano altresì quanto questi sentimenti fossero profondamente senti ti. I legislatori-romani sapeano toccare meglio di noi la fìbra del cuore umano, ed è per ciò che la sapienza delle loro leggi formerà sempre oggetto cli utili sLucli e di feconda imitazione. Se si eccettui la pena delle verghe e del bastone, che fi no a pochi anni·indietro era in vigore in tutti gli eserciti di Europa, tranne solo il francese, le altre punizioni potrebbero essere adottate
(4),
(1) J n Augusto l 2~. (2/ IJecempedis, misura equ ivalento a ci1:ca tre metri.
7~
L'E PUNIZIONI DISCIPLINARI ECC.
anch'oggi senza alcun onta alla civiltà dei nostri tempi, anzi quelle· che si leggono nei moderni codici e regolamenti miliLari traggono, quasi Lotte dalle antiche la loro origine. La prigione non era presso i Romani inflitla come punizwne, ma era un mezzo di sicurezza per gl'imputali che doveano essere giudicati , o pei condannati che doveano subire la pena: La multa o l'ammenda, pecwniaria miilta, che per essi era pena militare, è· una delle pene del noSLro codice penale comune; ma la ritenzione della paga si effettua in taluni casi per punizione anche da noi . L~ punizione munerwm indictio, cioè turni straordinari cli fatica, s1 }eaaeva an~ora nell'abroaal.o regolamento cli disciplina 30 ottobre 00 1859; ed a quelle militiae miitatio, gmd1is deject-io, ignominiosa missio, coreispondono il passaggio alle compagnie di disciplina, assegnamento alla classe cli punizione, trasferimento in altr'arma, retrocessione o sospensione dal grado, degradazione militare, e per gli ufficiali revocnzioo.e, rimozione e destituzione.. Il trattamento a pane ed acqua e le presentazioni con armi e bagaglio :1lle chiamate, trovano anche il loro riscontro nelle antiche punizioni romane; se non che presso di noi sono materialmente affliltive, men tre presso i Romani erano meramente morali. Il rimprovero semplice o solenne, unica punizione. morale del nostro regolamento di disciplina, era usalo anche dai Romani, come abbiamo veduto, Lanto quale punizione che come accessoria di altra p~na. La perdila· delle pensioni e del diritto alle medesime pei servizi antecedenti, emerita, è per noi la conseguenza della degradazione e della destilu1.ione. Ed'anche oggi la degradazione e la retrocessione dal grado si eseguiscono alla parala della guardia o al cospetto clei corpi militari, e nei campi sul fronte cli bandiera, che corrisponde al luogo principale dei campi romani, i1i principia. Tito Livio nel riferire il barbaro supplizio cui fu condannato il traditore Mezio Fufezio capitano degli àlbani, dopo la battaglia snl1'Aniene coi FidenaLi, nei primi anni clellf1 fondaz ione di Roma, dice che fo quello il primo e l'ultimo esempio di una morte inumana. inflitta dai Romani, dei quali, :-;oggiunge, non fuvvi gente più mite· nell'applicazione delle pene - in aliis gl01·ia1·i licet, ntblli gen-· 0
RASSEGNA TECNOLOGICA LE LOCOMOTIVE STRADALI
~
:tium ·1nitiores vtacuisse pamas .
M.
CAllCANI.
(Con due tavole)
I. Cenni sommari sul problema del traino a vapore presso il nost1·0 esercito.
Sono a momenti 10 anni che vennero incominciale presso di noi le esperienze con locomotive stradali. Queste macchine, sulle quali dapprima si fondavano grandi speranze, hanno perduto alquanto del !uro credito, e l'idea di adoperarle nel traino di porzione considerevole del nostro carreggio da campagna, pare quasi abbandonata. Infaai il tomo ·I O di mobilitazione (1) che accenna ad un largo impiego del treno borghese, non fa menzione di locomotive stradali, e solo si allude ad esse, alla sfuggita, nel regolamento sul servizio delle intendenze in guerra (2). Sembra perlanto che queste macchine, solo in via sussidiaria ed eventuale debbano essere impiegate nel servizio cli tappa fra gli stabilimenti centrali e gli stabilimenti avanzati di armala o particolarmente in quei casi speciali in cui, per la eccez ionale natura dei pesi da ltasportarsi, la trazione animale si mostri insufficiente. (1) Jstr'uzion i per la. mobilitazione o la rormazi0no d i guerra dell'oserc1to e della milizia mobile. Tom o l• (Roma 188 1) . (2) Regol amento di servizio in guerra. Parte 2", servizio dolio Intendenie. Roma• 1881.
/
T
1• riepilogativa del quadrupedi e carri occorrenti a.Ila completa mobilitazione dell'Esercito Italia.no colla formazione di guerra sotto indicata. (vedi Tomo I° di Mobilita:.ione);fJE: o o
...
Q)
Cavalli di truppa
-
RIPARTI .
sella
~
tiro
-
.,,
_, Cl)
.
-
o
"O
CIO
a> ..::i
totale
,_
.... o
~.o ~
Cl) Cl)-
~e
Carri mili tari ~
.,..<I)
oc E-1~
~
ruote
4
ruote
Carri del treno borghese
--------2
ruote
4
ruote
,.s Q
93 23,1 32i 46 :no ~o 48 Gran Quartiere generH le e InLendeoza generale 14561 4:2780 573~~ 678! 6H 28 420t 7680 -29~6 Quattro Armate a tre Corpi d'A;mata . . . . Divisione di cavalleria a 2 Brigate di cava lleria e una 86 ?H 5 3659 Brigata di 2 Batterie a cavallo. . . . . . 36591 59 Divisione di cavall eria a 3 Brigate di cavalleria e una 11 5 Brigata di 3 Batterie a cavallo. . . . . : . 4690 7~3 5.t03 51~031 960, 672 288 960 Sei Reggimenti Alpini . . . . 12 1or~o 1052 10521 Due Brigate artiglieria da montagna (1) . 3i52 180 4380 8601 998i 720 ~ 0704! Dodici Divisioni di Milizia Mobile . . . . 396 396 396' Trentesei Compagnie Alpine di Mili zia mobile Quarantnna Compagn ie Alpine di Milizia Terri to!51 451 451 riale (2). . . . . . . . 60 520 520 520 Quattro batteri e di l\!Jilizia mobile da montagna (1) .
Totalt .
24:?S55 55538 80093 751SO 8~64;3 ~475 ~ 138~ 3096
12
408
(l j I quadruped i sono da bosto. - (2) Tante sono le compagnie alpine della zona frontierĂ verso la Francia. Le rimanenti 81 sono nella zona frontiera verso Svizzera ed Au stria.
'
.,
-=l CJt
RASSEGNA 1'ECNOLOGICA
Eppure le ragioni, che in addietro consigliavano l'impiego di , questo nuovo mezzo di trazione, sussistono ancora, mentre d'altra parte notevolissimi miglioramenti sono stati introdotti dai costrutto ri nell e macchine stradali ; cosiccbè la regolari là e convenienza militare ed econom ica di un servizio di questo genere, con veloci tà di 5 chilometri all 'ora, convogli med i di ,15 tonnellate (macchina · esclusa) e tappa giornaliera di 50 km . è staia ampiamente dimostrata dalle esperienze. Quale scopo infatti ave1rano i sostenitori delle locomotive stradali? Essi miravano anzitutto a sostitu ire uno speciale treno militare a vapore al treno a cavalli bo rghese, che aveva fatta cosi mala prova nella campagna del 4866; speravano inoltre, mediante un largo .impiego di tali macchine per alcuni sen izi di armai.a e di corpo di armata, di diminuire il fa-bisogno di cavalli occorrenti al la completa mob ilitazione del nostro esercito. Vediamo colle cifre regolamentari e statistiche i punti essenziali di questa importante questione. La formazione di guena del nostro eserci to, debba l'Halia entrare in confli tto con l'uno, ovvero con l'altro dei suoi potenti vi· ·. dni dell'Est o dell'Ovest, dovrà nece.ssariamente comprendere tuLte le forze di prima linea non solo, ma anche tutta la milizia mob ile :per intero e quelle compagnie territoriali alpine il cui territorio si troverà compreso nella zona-frontie ra minacciata. Lamobilitazione poi dovrà essere compiuta colla massima sollecitudine, se pure vorremo in buone condizioni slrategiche e tattiche veni re all'urto . decis ivo col nemico, dovunque esso si presenti nella regione alp ina cioè o in quella costiera, o simultaneamente in ambedue. Ciò premesso, il nostro esercito, per completamente mobilizzare: Un grande quartiere generale, quaLtro armate a Ire corpi d'armata, due divisioni di cavalleria (uria a due b.rigate e due batterie a cavallo, l'altra · a tre brigate e tre batterie a cavallo), sei reggimenti alpini, due brigate artiglieria da montagna, dodici divisioni di milizia mobile, trentasei compagnie alpine di milizia mobile, quatt.ro batterie di M. ~L da mon tagna, le compagnie territoriali alpine della frontiera .minacciata; esige un totale di 8009B cavalli militari e 75f.SO cavalli , del treno borghese (Vedi Tab. 1").
TABELLA 2 -a - Piede di pace dell'Esercito Italiano (lvumero dei quadrupedi) (G. M. Parte 111 N. 30 del 1.8 Agosto 1882).
'Corpi di Trùppa
Cavalli
Artiglieria da campagna (~ 2. reggimenti)
.
Brigate di batterie a cavallo (2 brigate).
.
Artiglieria · da fortezza (5 reggimenti).
.
.
.
Bersaglieri (12 reggimenti) . Alpini (6 reggimenti) .
.
•
Cavalleria (22 reggimenti)
324
Carabinieri reali
87
. .
~
3169 1
t"1
.
o
Scuole norma] i . .
4,6,t
Battaglioni d'1struzione , .
~76
Batterie d'istruzione .
60 11
. .
3
.
. . .
o
~
......, o
-<
li':l U>
,,
450
,-.3
i>e,
> C"
288
. . . . .
36
.
.
72
.
494.iO
Totale
28783
.
. .
Distretti .
t"'
~5
. .
Fanteria (96 reggimenti)
Cavalli
O ·
Brigate :lrtiglieria da montagna (2 brigate). Genio (4 reggimenti).
7968
I
Distretti, Carabinieri ecc.
'""
.
.. -
I
Totale
,o,to
'
RASSEGNA 1'SCN0LO<HCA
Occorre poi aggiungP-re i cavall i necessari alla rimonta degli ufficiali, al servizio delle piazze forti, al traino dei parchi d'assedio. alla costituzione dei depositi di rifornimento, ai servizi delle unita superiori alle armate, ecc. Ora su quali risorse si può contare? Anzitutlo abbiamo il piede di pace, che dà col nuovo organico completo, carabinieri e stabilimenti esclusi, un totale di '.t8783 quadrupedi; se a questi togliamo il -12 ¼('I) com:e non mobilizzabili e da riformarsi, ne abbiamo mobilizzabili 25329 a cui se vuolsi, si possono aggiungere gli SU. cavalli dei carabinieri, destinati aprestare servizio nelle grandi unità (2); avremo cioè un totale mobilizzabile di 26473 quadrupedi (Vedi Tab. 2°).
(1) Ve'di Giornale Militare , Parte Il, 1882, Statistica delle perdite dei quadrupedi nei diversi corpi di trup pa. ('l) Plotoni guide.
LE LOCOMOTIVE !-THADALI
78
Rl.,SSRGNA 'J' RC:'sOLOGICA
Oltre a questi , i sono poi i cavalli di requisizione. Secondo il (;iornale i1filital'e del 1881, il contingente quadrupedi requisibili pel 1882, è di 68850: se vi si aggiungono i mohilizzabil i, avremo a requisizione compiuta 95023 quadrupedi di spon ibili. Parrebbe quindi, che vi fosse e:mberanza di quarlrnpedi, ma pur Lroppo l'eccesso è più apparente che reale. Notiamo dapprima che sni contingen ti delle isole poco calcolo deve farsi: i primi giorni di mobilitazione saranno impiegati nei trasporti di trUppe, e riservisli ; dopo, la sicurezza dei convogli marittimi dipenderti. dalle ci rcostanze. Onde è prudenza non tener conto per la mobilizzazione, dei quadrupedi requisiti nelle isole, vale a dire dobhiamo sottrarre dal contingente di requisizione completa la cifra di ·I 2777 quadrupedi, ci fra che rnppresenla il contingente della Sicilia diminuito dei ca,,alli occorrenti alla milizia mobile dell 'Isola. Ciò riduce i disponibili a 822.f.6. Occonendone 80093 si vede che la requisizione a lavoro fin ito darà ben poco più di quello che occorre. Ma !"operazione della requisizione si compirà sufficientemente in tempo? 8e prendiamo le provincie peninsulari più lontane dalia valle del Po, Reggio, Potenza, Lecce, Cosenza e Catanzaro, che distano dalla medesima quattro tappe fenovinrie; se consideriamo che questo provincie hauno divet'si comuni, distanti tre tappe ordinarie dal capoluogo del distretto; se infine calcoliamo a sei giorni il t,empo medio occorrenteaciascuna commissione di reqnisizioneper completare il suo lavoro, avremo che, aritmeticamente la requisizione e concentramento elci quadrupedi potranno dirsi compiuti al diciasettesim.o giorno di mobilitazione cominciando le più lontane commissioni cli requisizione ad agire fra il 6° e 7° giorno di mobi1itazionc al più presto ( 1). Il nostro regola,nento cli mobilitazione rnncorda nell o sue cifre con questo calcolo sommario; esso in fatt i prescrive che, i servizi d'armata si tengano pronti a partire pel 14° giorno (2) e se prendiamo quelli dati dal 10° Reggimento artiglieria, che sono i più 1
(l) Vedi nuoTo regolamento aulla requiaizione, anno 1881,
(2) Vedi Istruzione sulla mobi li tazione Tomo 3.
!).
2, a nno 1880.
79
lontani vedremo che, partendo a tale epoca, potranno giungere nella valle del Po fra il quindicesimo e il sedicesimo giorno circa. Se non che giova fare alcune importanti riservesull'andamento della requisizione; potrit i1wero compiersi essa nei brevi li miti, che noi abbiamo indicato e che deducemmo dal puro esame delle cifre del contingente? Non è a dissimularsi la grave di f'fì co ltà della cosà: il nostro paese è, dal lato della produzione equina, ancora iri condizion i sfavorernli malgrado le asgidue cure del Governo; i g;ornali :lOotecnici, i numerosi congressi e com izi agricoli non fanno che esporre lamenti sul poco prospero sLaLo dell'allevamento; le relazi on i delle doputazioni provinciali, unile nll'ultimo censimento del 1876, sono addirittura sconfortanti; nè mo llo migl iori no tizie ci forn isce inproposilo il Mi · nislero d' AgricolLnra nella sua recente pubblicazione (Anno 1881 ) sulle condizioni agricole del l'Italia, ove si legge a pagina 143: . .. è fuor di d1bbbio che l'allevamento cavallino ha mbìto un notevole risveglio. Giova però notare che questo risvegl·io èpiùrelat'ivo cilla qualità che alla quantità, perocchè dalle visite delle commissioni militari eseguite nel 1878-'79 ~is1ilta in confronto del censimento del 1876 una dim.i1i1uione d1' 10500 cavalli ed un aiimento di 55:23 m1ili.
Nè s' illudn il lotlore su qnesto risveglio del In qualità s11 ll a quantità: la visita del •1879, la quale si es tese ad un totale. cli 9•13963 quadrupedi, ne riconobbe alti al sorv izio militare 128578 cioè il u. /o f>Oltant.o . Il lavoro quin di dell e commissioni di requisizione non sarà. dei più facili e l'opernzione in complesso della raccolta dei quadrupedi necessari all'esercito di campagna c~igel'it certo maggior tempo di quello teorico da noi stab ilil o. Ed invero, se il leltorevuo l dare una occhiata alla tabella 3a ove abbiamo messo a confronto per ciascuna provincia i visitati, iriconosciuti idonei nella visita del •1879 e il r.onlingente di requis izion e assegnato, potrà scorgere fac ilmente che : Nell'alta Italia il conlingente stabililo è il 50 ¼ degli idonei » media » » 54-,6 % » » bassa »· » 57,5 ¼ » )) Italia. insulare ~ >) 58,6 •;o >> 0
Questi per cenlo mostrano che è ben scarso il margine offerto per supplire alle frod i, alle perdite di radunata ed ai ritardatari, e per lasciare infine sufficienti mezzi al traffico locale, che se in alcuni luoghi può senza danni (dal pun to cli vista militare) sospendersi, in altri invece come grandi centri di rifornimento e piazze forti, deve raddoppiare di attività. TABELLA 3' dei quadrupedi requislbill e del contingente di requisizione delle diverse regioni d'Italia..
(Rassegna clel 1819). AL-TA ITAL-IA
Ca v<1lli o muli visita t.i
PRO VINCIE
Alessandria Belluno. Bergamo Bologna Bre!:-cia Como Cremona Cuneo . Ferrara. Genova. Mantova Mi lano . Modena. Novara . Padova. · Parma . Pavia Piacenza .. R,,-venna Reggio Emilia Rovigo. . . Sondrio. Torino . Treviso. Udine Venezia. Verona. Vicenza.
'
Totali Il contingente stabilito è il 50
1/ ,
81
LE -LOCOMO'riVE STRA.DAL{
RASSEGNA TECNOLOGICA
80
I
I
Dichi~rali idonei al scrviiio militare
Contingente Shl IJili\O
12.8·18 ·1 9H 90·18 10783 ·11596 8177 164-·r n 123•13 10·166 9792 H651 3836,i 7083 12.'.273 ·18ti00 5423 13Mi1 58H 6257 5381 924-6. 1798 1960411899 9·145 8952. 13173 Hb90
254-9 49·1 1553 2000 25042Hi2. 3876 2.4-2.5 22.oO rn15 •1290 9H9 1137 37!-6 272.t 78t 3o•1 O 966 82i816 860 4-2!
H20 •102. 84A 1070 ·1216 852 160i 1276 1HO 885 788 4-28(. 56'.2 1670 Hi68 386 15&-8 475 &-75 /173 513
ti088 808
2667
1296
897 779
312620
5792{.
28784
592 824-
H21
degli idonei al sen-izio militare.
H7 &-95
338 4-16
·Segue Tabella 3· MED IA
ITA L-IA
I
Cavalli e mul i Dichiarati idonei f servizio 1111l it,n·e visitai i !al
PRO VINCIE
.i\uc;Olla.
2328 •16,t81 3!;)12 3088 . 6279 4039 15568 134-2•1 9 199 17•193 35720 34-26 · 9888 2306 4-72.6 3957 ·19·1fi. 15·152 16257 252411:MOi 2495 4-9821 7834 fi557 3930
A_qu ila . Are zzo. Ascoli Piceno. .. Avellino Benevento. ·Cam pobasso Caserta. Chieti Fire nze. Foggia. Forlì Grosseto Livorno Lucca Macerata Massa Carrara Nap oli . Per ugia . . . Pes aro e Urbino. Visil. Por to Maurizio Ron1a Salerno. Siena Teramo.
stabilito
505 920 399 323 63fi. 350 722. 1797 4·15 1980 604:3 fi.09 1079 203
1
2511 547 230 206 365 202 4- 18 1058 238 1'116 3506 2U 620 •120 300 265 1H •I tOO 784 . •103 872 150 1898 378 358 ·12.6
1
295 4-58 219 24-37 ,1239 179 '14-78 •129 537·1 653 6116 . 2H
1
Totali
Cootinirnnte
2681 ·19
29067
15872
1
'li contingente stabilito è il 54,6 •/. dei dichia,·ati idonei. BASSA
Cavalli e muli
PROVINCIE
Bari Cata nzaro . Cosenza Lecce Potenza flegg io Calabria . Il contingente
ITA L- I A
visilati
I
Dic hiarati idonei al servizio militare
l
I
3,i589 6639 74-~H 1025 7•187 •105/k 2l359 0350 223'17 244-0 6058 4-45 Totali 102004 16953 stabilito è il 57,5 °;. dei dic biaruti idonei.
>ANNO XXVIII, VOL. I.
1
I
I
Contingeute stabilito
3804: 590 608 3093 H-00 258 9753
82 Segue Tabella 3a
llASS).>GNA TECNOLOGICA
LE LOCOMOTIVE STRAD.\Ll ITALIA
INSULARE
Cavalli e muli visitati
PllOVINCJ ~
Cagliari Caltanissetta Catau ia. Girgenti
Messina Pa'lcrmo
Siracusa Trapani Totali li contingente stabilito è il 58,6
l
Dich iaro ti idonei al servizio militare
Couli ngonte stabilito
26,1.76 23250 25~{.0 2,i.\.66 1036,1 i3788 3·1067 22800 23039
6•17 304-3 t285 2795 4,308 952 3218 395,i.
1!51
3"' lH "763 264-5 •1623 832 2517 5i5 1856 ~306
23H87
2t623
144-41
1
Sassari.
I
¼ sui dichiarati idouéi.
Pertanto crediamo che la requisizione ordinaria, nei limiti di tr"opp'o concessi a:lla mobilitazione del nostro esercito, sarà a mala pena sufficiente al bisogno e converrà in larga ·misura ricorrerealla réqùisizione forzala ed alla incotta all'estè1·0, se pure non vorremo lasciarci sorprendere sul piede di guerra incompleter(1). Queste essendo le nostre condizioni èquine, qual fondam ento potrà farsi sul treno borghese? Se mancano i cavalli per poi.ere solleèitamente mob il izzare la truppa ed i servizi di prima linea, quali elementi potrà offrire il treno suddetto? Se essi saranno scadenti. comprometteremo importanlissimi servizi, se saranno buoni 'vuol dire che, la i'eqilisizWne ·verrtt frodata, e ·o !'·esercito tarderà a mo-biti taTSi o avremo i-n~· hnea ca vaHi m-igliori di quelli di 1" l'iJieà. Scartata questa seconda ipotesi tome improbabile, che assegna-
( I) Nol!o scd rcio Uirh•a nno l882 si hdtlivenno ad un ·11t10YO censimento d'ei cruadrupeUi. Sebbene non so 1le conoscano i risu lca ti ert ammettendo ~nche che progresso vi s ia di numero e qualità, le i:uove cifre difUcOìncnLe differiranno in modo molto sensibile ct\j_ 1111 c1Je dell'ultimo r.ònsi mento, nè érediamo potranno rar cangiar-e le •nostre cO'nèlusioni. li rìsultaLo della pi•ovfnèia di Roma, il solo a ·noi noto ·al presente, è anzi inferiore a quello <lei 11!70 perchil ci dà circa 4700 quadrupedi riconosciuti abili mentre iJ censimento anlerion, ne dava 5371.
83
mento potrà farsi su di un servizio organizzato militarmente lì per lì e quindi senza tradizioni di disciplina, senza affiatamento fra superiori ed inferiori; senza, ciò che è peggio, contatto immediato ed efficace con le truppe incaricate della polizia? Ora che tutti i tecni ci, i quali hanno qualche pratica delle locomotive slradali, affermano essere possibile l'organizzare un servizio di Lrnino con le medesime, si dovrà. solo perchè son macchjne, rinunziare ad esse ed ai vantaggi che portano con loro, come quelli di accorciare di 11J3 e più le colonne di cani, e di essere servite da personale: abitualo alla disciplina militare, dall' ultimo fochista ali' ufficiale capo colonna? La convenienza pertanto di adoperare locomotive stradali in sostituzione parziale o totale del treno borghese, ci sembra su fficientemente dimostrata: rimane soltanto a vedere dove e in quale misura potrà utilmente impiegarsi tale motore. Allo stato atLua le delle cose, non crediamo possa per ora pensarsi a tali macchine per i servizi di prima linea: per quanto si dica in contrario, abbiamo per esperienza toccato con mano che le nostre macchine stanno a disagio in mezzo ai grandi agglomemmenti di I.ruppe e sono di reale imha1·azzo per le a.rmi a cavallo, i cui annnali spesso si spaventano alla vista delle locomotive e più a~cora coll'udire il 1·11more del vapore di scappamento o di scanco, ecc. Inoltre la macchina a vapore ha bisogno, per servire non solo economicamente, ciò che potrebbe importar meno, ma anche sicuramente, di funzionare con una certa. regolaritii riguardo alla andatura. alle tappe, alle materie di consumo e simili , regc>larità che non è possibile ottenere nelle eolonne che seguono immedia!amente i corpi di truppa. Comunque sia, anche arrestato ai servizi d'armata, il traino a vapore potrà essere all'esercito di potente sussidio.
TABELLA 41. - Servizio del treno militare presso un'armata. di trè corpi d'armate. Uomini del t1·eno
RIPAnTI
___.___ ~ g_
- - - - - -- -
cc:: ..... o _,;,.__:. _
()
, -- - - --
. Stato maggiore d'arm ata Comando d'artiglieria d'armar.~ Comando del genio d'armata .
11
-~
.-
Slato maggiore d'intendenza d'armala Direzione d'artiglieria d'armata . . Direzione del gen io d' arrnnta . Direzione di sanità d'armata . . Direzione di commissariato d'armata. Direzione di veterinaria d'armala. . Direzione dei trasporti1 d'armata Parco d'artiglieria d'arm.lla Parca del gen io d'armat,a .
1
2 -
o
'iè ~
u
rnote ruote
:...
7
o9
I
(t.
121-·
1
78
2.
43 48 4 8 GJG I ·14
3
44 1
22
-
--
I
-28 -
2 1} 8 281 '1 3 228 2G6I ~4 2 98 881 3
-
-
Specificaiionc d~i diversi carn
4
_,__;,____:._ _ _ _ , _
!S8
.
Carri
..... .....
-
Ospedali da campo . . . . . . . Stabilimenti aYanzati di vettovagliamento Parco ve.stiario ed equipaggiamento . Infermerie cavalli. . . . . . . Totali
c.
.
I
-
-
_ _ _ _ _ _ __
Il
1111 Carretto da hattaglio11c: card da traspor to. carri per lo sta lo maggiore, fucina, carro per feriti, omnibus, vettura da pos ta 3 Cal'I'•) per lo sta r.o maggiore, cal'ri da trasporto. 46 Card per lo stato magg iore\ card eia trasporto card con mat~ri ali ciel g~nio, ca1Tett:1 da battagli ouc, ca/ri stazione car,·.1 da mater1,Je telegrafico, ca· ro co n materiale del genio: carro da t1·asporto. 7 Car_rctte da .battaglione, carro pc1· lo stato maggiore, ft1· c1na, carri da trasporto, OL:-!IHbus, ve ttura ùa posta. 2 Cano da traspol'to om nibus. 2 Carro da trasporto omnibus. 4 fì'ucina, ca1-ri da trasporto, carro per feriti gravi. 7 Carro per lo s•.aLo maggiore, ca rro per casse forti, fucina, carri da ti'a8porto, omni bus. . 11 ~a rro da Lraspol'to. 6 Carro da traspo1'to, omnibus, carri con matel'inle specialn !)11 MaLel'ialo d'artigHe1·ia e da tl'aspo)·to. ~ 6 Carri con matel'ialc del genio: cal'ri da polvere, ca1Ti cli materia le Lelegrafico, ca rri sta,.ionc, fucina del n. 1, c:1r Potte da battaglione.
72 Carri
- - - - 9 502 636
_ _ _ _ _ _ _ _ __
37 198
forni modello Ta<ldei. · · Sono t,·aina.ti da pariglie d, l treno borghese.
TABELLA 5
1
-
Servizio del treno borghese presso un'armata di tre corpi d'armata. d o
.s:-e;: u ~
..... :-'
. .-. 5!
R!PARTI
d· -
,...._,.-----.
t7tJ
> «s
2
e
. .
4
Stato maggiore d'intendenza d'armata. Direzione dei tra.sportj d'armata
.
Parco d'artiglier ia d'armat<1. Ospedali da cam po
.
. .
Stabilimenti avan zati di vettovagliamento Parco vestiario
1{d
Infermeria cava]1i.
equipaggiamento
. . .
11
SPECIFlCAZ!ONE DE I DI YEHSJ CAHUl
,1
ruote ruote
p
Stato maggiore d'armata
l
Carri
.,... ........
·2 -
20
4 Vettura postciJe. 5 Vetture postali.
-
60 120
60 -
60 ,120
60 -
190 ~80
72
Pçr il carro~gio di casse di m1m1z1one d' artiglioria e ea fanteria e di utensili da zappatori. 9
576 1152 /J:98 -30
60
30 -
18 9 - - - -- Totali 386J1672 729 15 9
.
Per trasporto attrezzi , iarma: quadrupedi pel traino dei forni Taddci, questi però sono carri militari e qui non fi gurano. _
.
TABELLA s• - ·Servizi ,d'armata oo1la fll)e.oificuionè -:del modo di traino ,ohe si pro).)efte. ·-
-
:I
Carri .a 2 ruote
.
-
.
--
~-----,-·mìlitari
ctS
et: Q)
o -s:1è;i ·l> ~ ctS s:... (.)
o..,. -~ o ·- c.. ~ -~
~>
E-<
.
. . .
Direzi one traspo1·ti Parco d'artiglieri a
-
Carri a 4- ruote -
~- ~.-
------.. CO
·-
~ <l)
o -
s:I~ '@ i> ~ ~
.E-<
• e.)
~
I
.
-militi1r-i
borghesi
.
~
e.i
p .... i:: o ·-ce o... ctS
- .... . E-<
-
-
,-
.bocghesi
CO
o :.:::
o <l:>
·~ - I> ctS s... et:
·~ o... ;... C'C E-< i>
s:1-
i>
·j
·E-<
Q
i::
-
.
8
.~ ' ~
.,... <)
=E-<
Q)
o .... :::i o
.,. . . o... ~
e,;
~ ,
.... ;>
E-<
.
60
c-:s
·o:=: ·s:I ,ç-;: .,..... i>
.
(l) Carri da trasporto .per munizi oni fa nter i_a artig l ieria o fucrno. (~) lstrnmen Li da zap-
30.(il)' 30 (2) -26 (1 ) 16
24 ('1 )
1
~
Parco Genio Ospeda Ii da i;am po
Parco vestiarto
3 (3)
.
1,
.
Stabilimenti di V') ttovagliamento
'
...
4
·1
~
. .
36 (6) ~
I
:
~
9 (5)
30
. 690
{a) Cal'ro a poi vere.• (4) Oal'l'ét ta dà b:\tta·
>
. i98
patori.
}
(i) 10 .
.. 72
;
.
.
,
67
ANNO'rAZIO NI
.
.
glione pel persona l e. (5) Om nibus. i;,. (6) Forni Taddei. Questi sono 72, ma solo metàr vengono trainati ; gli altri si la . sciano al cl tprs!to centra lo.
8.6
r
RASSEGNA TECNOLOGICA
Questi ser-v:i-zi i-Rfatti (come risulta dalle tab.elle N. 4.0 e 5°~ esigono: Uomini, materiali e quadrupedi
l
Militari Borghesi
Uomini
502
836
Cavalli
636
1&72
37
729
Carri a due ruote.
Carri a quattro ruote
198
Non tutto il traino certamente converrà sia fatto a vapore: i carri di munizioui, i carri e carrette pel servizio giornaliero del personale, gli omnibus delle direzioni e le vetture postali, sari!, meglio, per motivi di sicurezza e comodità, che vengano trainate a cavalli: un riparto sommario del traino potrebbe ad esempìo essere quello i1ld.icato dalla lal>ella N. 6. · ·
)
88
LE LOCOMOTIVE STRADALI
RASSEGNA TE CNOLOGICA:
Secondo tale riparto, sarebbero pertanto da trainarsi con locomotive 690 ca1Ti a due ruote e 67 a quattro ruote; sostituendo così: ~ 532 cavalli del treno borgbese e '1:24 cavalli militari. Circa il numero delle macchine occorrenti, valgano le seguenti considerazioni. I servizi d'armata sopraindicati, . costituiscono lo stabilimento· avanzato; questo bisogna che sia essenzialmente mobile per poter· seguire le truppe combatlenti, dalle quali. deve mantenersi a di-· stanza non maggiore di due giornate; esso deve qu indi avere.i mezzi· di trasporto a tal uopo necessari. Coll 'adozione delle macchine si'·può indubbiamente far assegnamento su. tappe doppie di quelle del carreggio a cavalli , inoltre, congegnando opportunamente l'attacco· dei carri' a due ruote (1) si può ridurre di· un terzo il numero dei, medesimi, mantenendone intatto il tonnellaggio totale. Per conseguenza le locomo tive dovranno calcolarsi, non in base al·' carreggio effettivamente da trainarsi, main rapporto allametà di essopei carri a 4 ruote e ad 113 per quelli due ruo te. Occorrerebbe in altri termini trainare 230 carri a 2 ruote e 34 a 4 ruote. Tenendo in media um macchina ogni otto carri, si avrebbe un fa bisogno di 33 macchine, cui aggiungendo una riserva cli 111· cioè 8 macchine, darebbe in! fin de conti e a cifra tonda, 45 locomotive a 24 cavalli per armata .. ·Queste 45 locomotive costerebbero, compreso il materiale di attacco ed il carro scorta, circa 900,000 mi la lire, ed esigerebbero per essere condotte 200 macchinisti e fochisti; cioè una compagnia pe1· armala. La spesa giornaliera che potrebbe richiedere un servizio siffatLo, attenendosi ai risultati ottenuti nelle grandi manovre, sarebbe tutto compreso 22o0 lire; mentre che l'equivalente servizio a cavalli· costerebbe al giorno 11,000 lire all'incirca. Se si t.ien conto dei giorni, di riposo, durante i quali le macchine non consumano ed i cava.lii sì, vedremo che, dopo 80 giorni di campagna, le economie realizzate·· saranno sufficienti a rimborsare il governo del la spesa fatta per la• compera delle macchine, l~ quali a guerra finita rimarranno cli sua, proprietà, men tre i cavalli del treno borghese dovranno essere. resti tu ili (2).
89
/
Con quanto sin qui abbiamo esposto, crediamo aver sufficiente'-· mente messo in chiaro i punti essenzial i del problema mi lit.are della trazione a v,ipore in rapporlo all'organizzazione e mobilitazione del nos.tro carreggio da campagna. Vediamo ora il problema t.ecnico che le locomotive stradali debbono risolvere.
II.
Considerazioni generali sulla locomotiva. stradale militare.
)
1
(I) Come verrà a~cennato in segu i!o. (2) .Per J•o,·oinamento più deUagliato d i un traino a vapot·e vegg~nsi i lavori de ~ GileLta pubblie,ati nella Ri·vista JJ1ili.t1we rtisnensa di. settembre· 187.6 o ottobre 1879.
;
In una locomotiva stradale mil itare sono da considerarsi special- · mente le seguenti quali tà: Il peso; la forza, la velocità, il meccanismo di trasmissione, le ruote motrici, il congegno di manovra, la solidità, la sempl icità, la sicurezza, l'attitudine a speciali impieghi, la quali tà del comb,ustibile da adoperarsi; il sistema di attacco pel traino, il carro scorta. Peso . - Sembrerebbe conveniente a prima vista, che le locomo- · tive fossero molto pesanti, sia.per la relazione, che esiste fra le di_. mensioni delle singole parti di una macchina e la forza della medesima, sia per l'influenza, che il peso esercita sulla adel'enza. delle-· ruote mol.rici, aderenza che, come è noto, deve avere ·un cerio valore, acciocchè le dette ruote assumano contemporaneamente at, moto rotatorio attorno alla sala, un movimento di traslazione. .Ma vi è un limite di peso, che non è lecito oltrepassare, e che · viene stabilito dalla natura deUe strade, che s'intende di far percor- · rere alla locomotiva, dalla resistenza dei ponti in muratura, in legname e dei ponti mi litari . Una locomotiva. milita.re infatti, per potere utilmente servire, deve essere in grado di trainare µn convoglio, di peso conveniente, sulle strade ordinarie, a.n,:,he quando queste non sono in' buono stato, sia per cattiva qualità del fondo, sia accidentalmente per ghiaia, neve o fango; e quando ancora presentino pendenze non superiori · all '8 ¼ e tratti non molto lunghi di terreno selciato ·o cedevole. In quei tronchi di strada, ove per eccezionali pendenze o per altrr .1
90
RASSEGNA TECNOLOGICA
LE LOCOMOTIVE STRADAl,I
ostacoli, gli ordinari c~rri del commercio debqono aumentare le bestje da tiro, anche la locomotiva dovrà ricorrere a speciali l'Ìpieghi. Facendo r1,strazione ~ai p9nti di qualche importanza, che costituendo guasi senwre opera d'arte s·ono di grande s9lidità, incontransi pure lungo le strade, dei piccoli ponti in muratura, e ponti in legno, dotati di una resistenzà più limitata, e sui quali non è generalmente prudenza avventurarsi con carichi mol to pesanti, senza essersi prima assicurati del valore di tale resistenr,a. 1 ponti più forti, che possono formarsi con materiale modello 1860, sono: il ponte di barconi, che si costruisce eccezionalmente e dà passaggio a carichi non eccedenti le 5 tonnellate, ecl il ponte di .p.orti,ere con 7 tr11cviçglle per impalcala, praticabile a carri di peso non maggiore di 5,200 tonnellate. Sui ponti di portiercl infine formati col mat~riale d'equipaggio del Po, possono passare carichi non superiori a 1O tonnellate. Ma il passaggio su ponti, a corpi di sostegno gall,eggiant.i, è da rit~nersi poco conveniente per locomo tive, sien0 esse in pressione, o vengano trainate con altri mezzi; giacchè per la spec.iale di stri buzione del carico sulle ruote, e per la forma dei cerchioni, non sar~ difficile imprimere al ponte dei pericolosi movimenti e danneigiare -.il tavolato. Indubbiamente p.iù sicuro e vantaggioso, s,;lrà in simili casi far p(\ssare la locomotiva da una sponda all'altra, meclic1nte un apposita portiera. Del resto pei servizi di 2• linea, sempre per breve ~empo viene impiezato il materiale d'equipaggio regolamentare, che imporla avere presf;o la truppe combattenti; e si costruiscono genera,lmente robusti ponLi di palafìtte, capaci di sopp.orts1,re il continuo passaggio dei pesanti carri dell'intendenza e dei -parchi d'assedio . Questi ponti vengono fatti a doppio tavolato , frequentemente ricoperto di una ma.ssicciata di terra o ghiaia: su di ess i il transi to delle locomotive non presenterà certo considerevoli difficoltà. Per le ora fatte consWerazioni si può ritenere, come limite superiore del peso di una locomotiva militare, le ,J O tonnella~e. Ciò non esclude che, possano provvedersi macchine di peso maggiore, qualora esse debbano essere destinate. anzichè al traino mi, -litare al seguito di un esercito, a speciali incarichi ~uali ad ~seiµpio il trasporto di grosse artiglierie o per l'anpamento .di piazze forti o pel servizio degli arsenali o per assedi.
Questo peso massimo ind.icato, deve essere quello della macchina pronta. al lavoro, e comprendere q1,1indi i pesi della locomotiva, dell'acqua in caldaia e della riserva di combustibiJe ed acqua, q;u,;iJora la macchina sia provvista di appositi serbatoi. Foi·za. - Limitato il peso della locomotiva, questa, malgrado una costruzione perfetta, largo impiego dell'acciaio, pressione di lavoro, di 7 ad 8 atmosfere ecc con un solo doppio colpo di stantuffo i;ion potrà produrre un lavoro sufficiente per vincere le grandi resistenze, che oppongono le strade ordinarie al traino di un :pesante convoglio. In altri termini chiamiamo: F lo sforzo necessario a far muovere l'intero convoglio. S la periferia delle ruote motrici; l, a, p, la corsa, la superficie della faccia anteriore dello stantuffo e la pressione media (1) in cilindro: Il lavoro necessario per fare avanzare il convoglio pel tratto S di -strada sarà F S. · Il lavoro invece disponibile ad ogni rotazione della manovella è 2 la p. )
'
Siccome, se il convoglio P, di un peso economicamente conveniente, 2 l ap sarà di molto inferiore acl F S, converrà ritardare il movimento dell'asse delle ruote per rispetto a q\iello dell'asse 1~0tore, vale a dire si dovrà fare in modo, che acl un giro delle ruote motrici corrispol).dano n giri dell'asse motore. · A tale scopo basterà introdurre fra i due assi ora detti un ingranr,1.ggio: chia"Q.iando poi con y il coefficente per le perdite di lavoro nella trasmissione dal cilindro alle ruote motrici, si poLrà stabilire l'equazione F S = 2 l n p a y (2) donde
FS
n= - - -
2l p a y
L'introduzione di un ingranaggio di trasmissione del movimento porta seco la necessità di mantenere i due assi dell'albero motore e -della sala motrice a distanza invariabile; la ordinaria. sospensione (1) Nd calcolo della pr 2ssion0 media si tiene pure come de lla differe11za di area delle due facce dello stan tuffo e si r iferisce tale pressione alla. facci a maggiore. (2) Da noi si ritiene tale çoeflìciente 16 cioè ¼ del cii indro al l'altro motore e •;. dell'altro motore alla sai;, motrice.
= •/
r
r ·; I
92
RASSEGNA TECNOLOGICA
su molle non è quindi applicabile alle locomotive che banno i'albern motore, ed il cilindro al disopra della caldaia, a meno che si intenda di l'ar uso di comp licaLi meccanismi o d'impiegare por la trasmissione una catena alla Galle (4 ). A quest'ultimo sistema di trasm issione s·i auennero infat1i quasi tuu i i costruttori di locomotive con sospensione elastica, qunli ad esempio l'Albal'et, il Michanx, il Lootz, il Bollée ed ult.irno l'Enrico. Tulli i dispositivi vennero immaginali. 11 )fichaux stabilì l'albero motore sopra il da.vnnti dell a ca ldaia, e impiegò la trasmissione a k cil indri e doppia catena colle motrici folli sulla sala. li Bollée nsò pure 1. cilindri 2 per J'U{,)ta mol~ice e ca tene di Galle. L' Al baret e l' Enrico collocarono l'i ntiero meci;anismo sollo la ca ldaia, coll'alburo motore sul dinanzi e la trasmissione a doppia cntena. Il Loolz co llocò l'albero motore sopra la pal'te posleriol'e della caldaia e impiegò la trasmi ssione con una so la catena laterale, tenendo una motrice calellala sulla sala, e l'altra folle o ca lettata mediante freno sulla sala stessa. Un dispositivo analogo, ebbero le prime Avel ing Porter, ma poi la trnsm issione a catena venne abolita e sortituita coll 'al.lual e semplice e robusto ingranaggio laterale (2) . La trasmissione a catena ha in sè grav i e numerosi inconveni enti. La catena infalli aumenta il peso morto della macchina ed è di difficil e lubriGcazione: tende a ravv icinare gli alberi che sono da essa collegati, determinando una pressione sulle parti interne dei cuscinell.i le qua li si consumano più rapidameme delle est.erne: si logora rapidam ente ed allenta . '8sige disposizioni compl i.cate se si vuole doLnre la macchina cli due distinte velocità, se si vuole poter disimpegnare le ruote motrici dall 'albero motore, per fa r agire il meccani smo ferma restando la locomotiva. Difficile e lunga poi è l'operazione della. Lensione della catena che si dove oltenere o col togli ere alcune maglio o co llo spostare p:ll'al(I) Nello locomo tive Ce rro viario i cilindri .s ono i nva rinbilmente connessi colla parte anteriore della caldaia, le osci llaz1oni di ques ta sul piano degli assi si 1·iporta no prnporzionatamente sulle articolazi oni del meccanismo senza danno della t~asmissione. (2) Ve di 0PPK1t!lo1NN, Portefeuttle économtque rtes machincs. - A11>1 eNo., No , P ublicattons J11d1utritllu.
LE LOCO)IOTI VE STRADALI
93
lelamenLe a se stesso uno dei due alberi coll egali moclia.nle viti di pressione od analoghi congegni . Colla rottura della catena. si ·sottrae di un colpo una ruoLa. od ambedue all 'azione del vapore con rischi o, se in pendenza, dello scivolamento o dello slerzamento del convoglio. Ciò eviden1omenle non può avvenire colla trasmissione ad ingranaggio, giacchè rompeodosi qualche dente delle ruote vi è tempo abbondante pel macch inista di fermarsi, prima che altri denti si rompano . Anche in alcune locomo tive fc1Toviarie di grande potenza si usarono trasmissioni a ca.tena, per collegare gruppi di ruote motrici e la locomotiva .Bavaria che aveva !alo disposizione fu premiata al concorso pel Semmering. Ma si riconobbe presto la fragilità di tale "COiiegamento e vi si rinunziò, sostitueoclolo con semplici ingranaggi. Ora del resto anche gli ingranaggi sono stati soppressi in tali specie di locomotive fenoviarie. Pertanto è l'orza l'in unciare alla ordina.ria sospensione su molle, se , per fare la. massima economia di spazio in lunghezzaeclaltezza della macchina, si colloca l'albero motore al disopra anzichè al disotto della ca ldaia, e questo è inconveniente non tanto lieve, giacchè le scosse e gli urli che lo rnot.e subiscono venendo a contano colle scabrosità del terreno, sono trasmessi al delicato meccanismo della locomoLi va. e lù dauneggiano inclubbiamento. Unico compenso forse alla sospensione rigida è la stabilità maggiore del peso adet·ente, il qua le nelle macchine sospese su molle è soggelto, appunto per le oscillazioni del centro di gra,·ità, a variazioni che diminuiscono l'nderenza e posso Ilo esser ca.usa dello slitta-mento delle ruote motrici . Quosli dann i peraltro possono rendeesi meno sensihil i, limitando la veloci là della locomit i,•a, a cu i del resto si è costretti 'dalla limitata forza della medesima, dando robustezza a tutLele parti della macchina e facendo elastiche le ruote. Su ciò del resto torneremo a suo tempo. La forza di una locomotiva viene poi nell 'indt1slria. espressa in cavalli-vapore nominali, ma è questo un sistema di misura 1roppo vago, essendo il cavallo-vapore nominale, unità ,,ariabilea seconda dei costruUori, i qual i non solo lo calcolano generajmenle assai più di 75 chilogrammetri, ma lo misurano in parti diverse della macchina e cioè talora su ll'albero motore, La.l'altra in cilindro, ecc.
94
LE LOCOMOTIVE STRADALI
RASSÉGNA TECNOLOGICA
Assai più esatto è l'attenersi ai cavai)i effettivi del'!' albero mo tore, corne oggidì si fa per le nostre macchine. Per la misura pratica. di tale forza si hanno apposite tavole (11), che indi cano la pressione media in cilindro corrispondente a quella in caldaia; mediante quest.è tavole si desume focilmente (conoscendo j dati della macchina), il lavoro prodoLl:o in ci lindro, e a questo si app li cano i coefficenti di 3/4 o di 9/'16 secondo che si vuole il lavoro dispo11 ibile sùll'albero motore o sull'asse llelle mote motrici. Occorre po i a meglio determinare · il valore di una macchina per· rispeLto alla. I.razione, d'indicare i massimi convogli traihabili, le rnassime velocità di traflslazione, sia in piano che in pendenza, la necessaria aderenza delle ruote motrici e il lavoro assorbi to dalla locomotiva. Perciò basterà applicare le semplicissime formule che dànno il. lavoro disponibile per la trazione del convoglio ad ogni giro di ruota motrice e che sono: (2) Pel traino in piano L=M - f'PS, H= ;'~ - P. Pel traino in salita
L = M- p S (/' cos oc
+ sen oc), II = S·(/' cos :
sen oc) - P
dove M è il iavoro x.otore ridotto alla sala, / il coerficente cli rotolamenLo, S la periferia delle ruote motrici, oc l'angolo della strada, H il peso del convoglio, P il peso della macchina. Ciò abbiamo · fatto nella annessa tabella 7• i cui dati principali possono così riassumersi:
(1) Per queste tavole vedi tutti i trattati di macchine a vapore, e fra g li al tri cito· il b el lavoro La .Loco motiva, degli in gegneri Olh·e tti e Fadda (Traduzione da ll'originale tedesco cli Drosius e Kocb). (2) Si fa astrazione per semplicità dai piccoli striscia me nti, che spesso avvengono colle ruote rigide, se il terrèno non è perfettamente sodo, come pure d1gli scorrimenti degli ingranaggi .
95 ·
TABELLA 7a indicante i massimi convogli trainabili da alcun~ locomotive stradali, in bnone condizioni di traino, colla massima pt·essione in caldaia, e colla massima ·velocità del meccanismo, t,avornndo senza es1rnn.sione.
96
RAS SEGNA TECNOLOGICA
Jl lavoro disponi bile pel t·raino per ogni giro dc~ r1.bota e rnacchina escl~isa (in sal1:ta) dove M è i l lcivoro motore ridotto alla sala m ot·rice,, 1 coefficente di rotolame11,to = / 80 , °' l'angolo della strada coll L · satita · . · ·ano ed-~ - L - - -- in -f-~ S in p1. · S (/' cos °' + sena)
L = ~I - f P S (in piano) L = M - P S (f cos °'+sena) p i l peso della macchina, S la periferia delle mote motrici, f il
,è dato dalle formule
orizzonte. Il 1nassi1no convoglio t1·ainabile è dato dalle formule
Colla attuale grande velocità
Colla attc ale picctl a vel ocità
A N N O T f'A Z I O N I
Per un g iro di ruota mo trice
Pe uu gir n ., i
r uota motrice
( I) Dati principali
oE
s
LOCOMOTIV~ (1) o
,,."'
LOCOMOTIVE
Q)
~
.;
"'e
·t
I I" cg
1- -- --
-
-
-1
ton . chil.
cbil. ciam.
'216911 1893
1r800 90
98,62
0,53 2, 811
10768 1891
8877
40
5,73
pendenza 3,5 / o
21691> ~8G3
!5436 39 4'i,G2
0,53 2,8'1
l076S 3863
6905
15
5,'i3
Aveli ng n. 1 i n piano
7812 1180
6632 42
49,42
0,278 4,4'1
1> ndenia 3/> ¼
7812 2407
.
2 l,42
Avellng n. 2 i n piauo
20528 2754
17774 80
92,54. 0,3 16 2,93 12067 2754
pendenza 3,5 ¼
20528 5643
14885 33
45,54
Reuss in piano
Enrico in piano .. pen,'enza 3,5 '/,
5J05 17
J0%7 !9i9
8978 52
63,5<:l
\0057 5 l70
5787
16
23,52
-
-
cgm. cgm. cgm. ton.
I
8,(0
15964
1891
4071
li..~I ~ 81lo:§ ~
s::I ~
i= .,., <"' o!
~
6,22 84,70 1180 122,90 14 34,70 2407 11063
12067
0,253 7,78
42 4,99 14
6521 1979
4'272
6$21 5170
\OSI
8620 6.59 7420 4,77 Avel ing 2 12540 6,59 Enrico. . . . 11528 5,15
:n.
cmq
"' ,g O,
'- ;:.. "'
:9
"" V
d
<I)
'o
R(1pporto 8 d' ingranag . ·;;; <)
o
.; >
"'"'"" -~·-... o8 o"'
8 lt!)
Q Q
o:
177 0,253 220 80.S5 320 0,25 220 14' 326 0,305 220 29,61 314 0,25 2~0(2) 8,75
ò o
.; >
<I)
"".,"' ~
"' "' E <I)
e
o
·;:;
"' ?
o-:;
15,10 8
-
7
17,41 7 5 8
5964 3$63 2101 5
- - 93 lS
19
Reuss • .. . Aveliug n. 1
c..
.,
~
i~
c~m . cgrn.
97
LE LOCOMOTIVE STRAD.UI
(2) La velocità dichia rata è di 280 giri ma si mette qui 220 pel confronto . D'altronde su tale ve locità facciamo delle riserve che spi egheremo trattando della velocità.
3
8,70 6029 ~754 32,75 15
I. Il
6029 5643
386
l-
25 13,59
l )
[
o\NNO X XT!ll VO!,. 1.
.,
98
RASSEG0J.. TECNOLOGIC.\
1° La locomotiva Reuss in ))Uone condizioni di traino e di· servizio può Lrainare al massimo un convoglio pesante circa il quintuplo del propri o peso in piano e il doppio del proprio. peso in salita del 3,5 ¼ colla velocità di Km 5,700 ali' ora; un convoglio pesante circa ,JO volte il proprio peso in piano e circa 4. volte e mezzo il proprio peso in salita del 3,5 °/0 colla velociià di 3 km all'ora . Potrebbe poi al mass imo trainare in piano un convoglio pesante due vol le e mezzo il proprio peso colla veloci là di 1O Km. all'ora, introducendo un apposito ingranaggio per tale velocità. 2-0 -La locomotiva Aveling N. A in buono condizioni cli t.raino e di senizio può trainare al massimo un convoglio pesante circa 6 volte il proprio peso in piano e 2 vo lto il propri o peso in salita del 3,5 °/ 0 colla velocità di Km . 4 ~/2 all'ora. Pot.rebbe trascinare in piano un convoglio pesante il doppi o del proprio peso, ed in ,salita del 3, 5 % pesante la metà del proprio peso colla velocità di 10 Km. all'ora introducendo un appos ito ingranaggio. 3e1t a locomoti va Aveling N. 2 ,in buone condizioni di,traino e di sen·izio può trainare al ma'is imo un convoglio pesante il quadruplo del proprio peso in pi ano e poco più del proprrio p13so in sali ta del 3,5 ~/o colla velocità di 5 Km. all'ora; e un convoglio pesante il s~stt~plo dol proprio peso in piano e poèo meno del triplo in salita del 3,5 % colla velocit.à di 3 Km. all'ora. Potrebbe poi trainare in piano un convoglio pesante circa una volta e mezzo il proprio peso ed in salita del 3,5 ¼ una metà del proprio peso colla velocità di rn Km. all'ora con un apposito ingranaggio per I.aie velocità. In sali la con tale velocità non potrebbe trainare che una tonnellata. 4° La locomotiva Enrico in buone condizioni di lrn.ino e di servizio ed in p iano, può lrainare al massimo un convoglio pesante il quadruplo del proprio peso colla velocità di Km. 7,78 all'ora: in salita del 3,5 ¼ colla slessa velocità non può trainare che un peso uguale ad una vol t.a e mezzo il proprio peso . Colla velocità di 13 Km. la Enrico può trainare, nelle condizioni sovraccennatc il doppio del proprio peso in piano e tre sole tonnellate in salila del 3,5 % {I). 1
1
(Il Secondo i dati d,i l cos tru ttore lo velo ci tà ~ovra men1.ionato snrebbero mng- giori cioè di 9,89 l{m . per l a piccola velocità o di J{m . 17.30, per /a gran de veloc itit
l,E L OCOMOTIYE STRADA LI
Siffatti pesi non potranno considerarsi, ripetiamo, ch e come massimi; per cui tenuto conto della variabilità delle pendenze, dello s~to del!a strada, del combustibile, delle accidentali cadute di press10n~, ~1sogn~~à ~or~a)mento attenersi a convogli assai meno pesanti d1 quelli md1ca.t1 . ranto più che, specialmente per la Reuss l'aderen.za r ichiesta alla pi ccola .elocità per trainare gli indicati convogli , sarebbe asso I utamente ecccr.ionnle. Convo~li normali pesanLi da 15 a 20 tonnellate corrispondenti ad 8 catT1 a4 ruote (per le macchine Reuss ed Aveling N. ,J), ci s~~brano pure convei~ientissimi per un traino mili tare; sia dal punto di vista dal tonnellaggio che da quello della flessibilità del convorrJio 0 e della costituzione degli scaglioni cli carreggio. ' Dalla annessa tabella può anche ricaval'si quanta latitudine dia la forza delle attua li macchine per aumentare la velocità delle medesi~ne ~on oppol'tuna riduzione dell'ingranaggio. D1 fatt1 tanto la Heuss che l'Aveling N. 1 do Laro di una Lerza velocità di IO Km. all'ora non potrebbero superare una pendenza del 3,!-; % che con uu co11voglio di ij o !1 tonnel late al mas,; imo. La Aveling N. 2 poi non polrebbc supe1·are una talo rampa se non ,con un convoglio di una 1onnella1a. La ~uistione della grande veloci li\ quindi , limitalo il peso della macchma, è soprat.ut.to <T?est ione di forza, ad anmenlaro la qua le, credo, sarebbe des1derab1Ie che le caldaie delle locomotive stradali f~ssoro cos~i,tui le pi ù r~busta monte, onde sopportare una pressione d1 lavoro p1u elevata dr quella attuale. Sulla possib ilità di t.ale cosa torneremo a suo tempo. l'elocitcì. - Dissi che, in causa della scarsa fo1·za della locomoLi:a, occorreva rilardare il movimento della sala motrice med iante l'mtroduzione di un ingrnnaggio fra questa e l'albero motore· tale diminuz_ione di velocità deve avere però un limite, giacchè ce~sa il v~utagg10 del trasporto di un grosso peso, c1uanclo il tempo impiegato per eseguil'lo sia troppo considerevole.
- -ID,a ci.ò dovrebbe ottenersi dando all'albero motore una rotaziono di 280 giri a l l ' cosa ~he 1•1t erna~ o a ssolutumento eccessiva corri spondendo ad una velocità lioeare dello tantuO'o,~1 m. 2.33 al l" mentre, como e noto. i cosi ruttori più riputali ritengono che per piccole co~.•e non s debbano oltrepassare i due metri per 1•. - (Vedi uaoto edetto al capitolo dell a velocit.b). q
,10'1
LE T.OCOMOT.!VE STRADALI
400
HASSEGNA TECNOLOGICA
La velocità delle locomotive sulle sLrade òrdinarie deve esser tale da superare, od almeno eguagliare quella dei carri del commercio, ma da permettere al macch ini sta di manovrare un convoglio con sicurezza, in modo cioè da potere facilmente schivare qualsiasi ostacolo, sia deviando, sia arrestandosi. Deve essere ancora proporzionata. alla produzione del vapore. · per impedire che la pressione in caldaia diminuisca fino al punto da essere insufficiente per la trazione del convoglio. Credo perciò che si possa stabi lire come limite massimo di velocità i 1O Km. all'ora, e dico mass;mo perchè anche sulle strade in ottimo stato non sarà certamente possibile andare così presto con un carico ·conveniente. · Per locomotive cli peso minore cli 1 O tonnellate, bisognerà conLentarsi di uua velocità non molto superiore ai 5 Km. se pure si vuol trainare un pesante convoglio e superare pendenze fino all' 8 °/ 0 • Stabilita cosi la velocità delle ruote motrici, e dovendosi utilizzare la massima forza di cui la locomotiva è capace, si potrà anche da questo punto di vista ottenere con una certa approssimazione l'espressione del rapporto dell' ingranaggio di trasmissione. Difatti indicando con v la massima velocità dello stantuffo comportata dal meccanismo ed espressa in metri ed al secondo, e con l la corsa dello stantuffo; il numero dei giri fatti dell'albero motore . 3600 v
.
m un'ora sara
2l .
Così pure la vel~cità del convoglio essendo 1000 X K ( 11) ed S la periferia del le ruote motrici; in un'ora i giri dell'asse delle ruote 1000 T{
sa.ranno -
- (2). 5 Il rapporto quindi 1i sarà dato dall'eguaglianza: 1,8 v S
n=lK
Qui potre~no notare come la formo la trovata n
1,8 v S = -nr-
ci
-dia anche modo, nelle diverse locomotive di determinare la velocità (l) Ridotta in metri all'ora K essendo il rrnmc,·o dei Chilometri. (2) Fatta astr azione deglì accidentali s littamenti per insufficiente aderenza, come pure dagli scorrim enti degli ingi·anaggi.
dello stantuffo, quella dell'albero motore, ecc. A mo' d'esempio se prendiamo i nostri tipi di macchine Aveling e Reuss le quali hanno rispettivamente questi dati: Aveling a una solo velocità n ( n'
=
i
=
Aveling a due velocità ( n' Reuss a due velocità ,
=
ti'=
n'
= 44; l =
0,250; S = 4,77;
'17,.U I
, \ l=0,305S, = 6,59 29 611
t
rn,'16 l=0,253 8 = 6,59 30 ,55 J
. e consideriamo una velocità oraria di Km 5 vedremo che la. velocità dello stantuffo oltrepassa i due metri al minuto secondo per le Aveling 1° e 2° tipo, mentre nella Reuss arriva ad ,1m,60 e forzando l'andatura fino a 6 Km la· velocità llello stantuffo per quest'ultima macchina non oltrepasserebbe i 2m. Se si riflette che in macchine a piccola corsa di stantuJTo, non è prudente dare a questo una velocità lineare maggiore di 2 metri, a motivo del soverchio tormento delle parti rotanti e dei cuscinetti, nonchè pel grande consumo del vapore pel giuoco precipitato del · vapore in ci lindro e pel violento tiraggio, si vedrà come la R.euss sia in migliori condizioni delle Aveling (4 ). NeI.Ja Enrico i dati sare~bero i seguenti: piccola velocità 1i = 8,75 grande velocità, n = 5, 00
) S
=
5, 15 l = 5,250 1
ti) T,e macchine a vaporo fisse di gran·di dimensioni o a grandissima velocità (qu elle specialmen tè destinato a mettere in azione macchine magneto-elettr iche) r ag. giungono veloci tà lineari di stantuffo di 01lre·.5m a l l". - Le locomotive ferrov1ar1e per grandi velocità eia 60 ad 80 chilometri a Il'ora, h~nno velocità d i stan~uffo di 3m a 41• al l"; l'O ppermann cita una loc,·motiva amer icana Ba ld1Vio, <'~pace d1 percorrere 1'27 chilometri all'ora e con una velocità di stantuffo di quasi 7m al l".! Con <i ueste velocità cli stantoffo, il giuoco del vapore in ci lindro si complica, aumenta notevolmente la contro pressione e se nelle loc<>moti ve ferro viarie si può attenuare tal~ in conYenfente con grandi luci di scarico e lavora udo con on alto grado d1 espansione, ciò non può farsi nelle locomoti ve stradali ove r espao~ione deve essere assa i limitata, se pure si vuole trainare convogli di peso conveniente. Circa la produiione del .vapore, che naturalm ente deve aumentare c?ll'aumen_tare della velocità di trasporto di un dato carico, noteremo che nelle locomotive ferrov1ar1e non si fa assegnamento su di un a produzione oraria maggiore di 40 ci;. di vapore per metro q uadrato cli superficie di riscaldamento totale ridotta tubolare. Or bene, la Enrico colla celerità indicata dal costruttore di 280 giri dell'albero. motore al l' cioè di 2m,33 al 111 per velocità di stautuffo e ch ilometri 17 all'ora per la marcia del convoglio, lavorando a 31. d i a mmissione e ad S atmosfere, esigerebbe la pr~duzione cli 49 cg. di vapore per metro quadrato di superficie di riscaldamento totale ndotta tu bulare. Dubitiamo fortemen te che la macchina sia suscettibile di sopportare un regimo siffatto.
~
02
·103
RASSEGNA TECNOLOGICA
Ll!l 11.0tlOMOTJVE S'fllAD~LI
Questa macchina per camminare colla vf\loci tà dichiara:ta dal costruttore cioè 9898m piccola velocità; 117304m grande velocilà; dovrebbe d~re allo stantuffo una velocità lineare di m. 2,33. Anche la Enl'ico per conseguenza è da questo punto di vista in condizioni peggiori della Reuss . Una velocità normale di 5. Km. all'ora, conveniente sotto ogni rapporto nelle condizioni ordinarie di traino, riesce tuttavia inadatta in due casi speciali che potranno con maggiore o minore frequenza presentarsi in guerra, dipendentemente dalla regione percorsa, dalla stagione in cui si lavora e dal genere di servizio richiesto. Questi casi sono: 1° Cattivo stato delle stradé per pi oggi e, pendenze· oltre 1'8 •/o, tratti nuovi o riparali duraute la guerra e non ancora consolidati. In simili circostanze le locomotive dovranno sviluppare maggi()r forza di trazione, e quindi, a meno di ridurre singolarmente il carico o di perdere tempo in frequenti ripieghi, la velocità di 5 Km. risulterà certamente eccessiva. 2° Strade piane, in ottimo stato, e convogli leggeri , o per servizi speciali, o per ritorni a vuoto. In questo sec·ondo caso accelerare l'andatura, tenendosi però nel li mite massimo di 4O chil., arrecherebbe grande utilità al servizio, ed economia di tempo sensibilissima .. Con queste premesse, si può teoricamente stabilire che una locomotiva militare dovrebbe avere 3 diversi ingranaggi, corrispondenti alle velocità 3, 5, 10 Km. all'ora relative alle condizioni di trai no cattive, ordinarie, ottime. i\la la semplicità, tanto necessaria in questa specie di macchine, impedisce assolutamente l'applicazione pratica d.i questo principio; e le più riputate locomotive stradali attualmente in uso, non hanno che una o al più due distinti velocità . In conclusione, adotlato il tipo migliore di locomotiva se si volesse completamente soddisfare alle varie esigenze di traino basterebbe provvedere alcune macchine con le velocità di 3 e di 5 chil. ed altre con le velocità di 5 e di 1O chil. , in una proporzione da determinarsi. ilfeccnnismo d,i trasmissione {Vedi fìg. 1, 2, 3, 4, 5, 6). - Il meccanismo di trasmissione è parte essenzialissima di una locomo-
:t iva, ed esso ·si· CO'Ihpone di t\itli qlle'i rotismi, che ·tolle'gatfo l'altiei·o •motore alla sola1motl'i~é. I divei·si tipi in u·so possono dividersi in ,due·gruppi: trasmissioni·fra assi a distanze· invariabili .e' trasni.is.sioni con catene alla (!.alte. (:)uesti· ingra1faggì costituendo p'èso niorLo, debbono ridursi al minimo indispensabile ed essere solidissimi . Occorre poi che' essi ripartiscano in niodb equabile il lavoi:b dell'albero m:otoi·e e lo tra,s'rilèttano alle•ruo Le motrici, il più che· si· può presso la periferia, ,ohdo èvilare, considerevoli sforzi di torsione sopra le raize. ]i)ere ancl1e il me·c·ca.'nismo potersi rènderè' folle oride sia possi'bile:a:lla macclilita di funzionare dà: ièrma. I rotisrhi più import'aìiti sono q'ue'lli del niovimento'dilforenzia1e, ·.jJ, quale permette alle 1'Uote niotrici ' di a:ssumere• contemporaneamente cluit diversè 1velocità!. Questo be11 noto congegno; clie è la pa1·te più de'licata delhngr:i,rrag,gio conviene però non sia collocato in cohtatto imm:edi1ato _c·olJa sWa motrice, nelle maccliine1 a n\bte rigide onde evitaré scosse' troppo brusche, che possono danneggiarlo. Nelle macchine Avelìng' nDtasi·appuntèi Lai di fett'osa disposizione, causa dellà frequente rot'tù·ra dei 1'occhetti ;· migl iore'assai, sotto questo 'rapporto è l'ihgra~ naggìù lleuss'. Il forte la\•oro, cui è'so·ggetì.o l'ingrana:ggio, esige olt1'echè'unç1. ro"' bùstezza'pròpo1•zionata agli ;fo1·zi, urla c·erta: faci lità di ricambio d~lle' parti più' soggette a·constimo, ed una disposizione tale da essere' lieti v;ìgilato dal'macd1ini~ta. Ue parti niol:ì ili debbono poi esseì·e· t'enute a: posto mediante leve-rol:lustlfanzichè con- colfari' elastici'. Riserbartdomi di desc'rivere le trasmissioni A'veling, Reuss ed :Enrico, quando descriverò tali locomotive, darò qui· cenno delle trasmissioni Albaret, Cail e Clayton. La trasmissione Albaret è simile all'Enrico (vedi fìg. 5), manca però del movimento differenziale, e l'albero motore ingrana mediante due rocchetti ( esterni al telaio della macchina), con due ruote dentate (fissate pure esternamente}'., sull'albero secondario, ruote solidali coi pignoni, che per mezzo-di due catene Galle, comunicano la rotazione alle motrici. La trasmissione Cail è simile alla Fowler, meno jperò la doppia -:velocità e il ·collocamento del meccanismo, che nella Cail è sotto la
1
,! 0~
RASSEGNA TECNOLOGICA -
LE LOCO){OTIVE STRADALI
caldaia, meni.re nella Fowler è disopra. L'albero secondario, comandato, mediante rocchetto dentato, dall'albero motore, porta il movimento di compensar.ione e con due rocchetti esterni ingrana. con due corone dentate, fissate internamente ai cerchioni delleruoLemotrici. Il movimento di compensazione ha tre rocchetti conici, invece di due. Finalmente la trasmissione Clayton (fig. 4) consta di due rocchetti· A e B posti sull'albero motore di una ruota intermediaria C, fissata sulla lamiera mediante perno mobile a vite, di una ruota folle, D, con moviment.o di compensazione di due rocchetti G sull' albero secondario e di due r uote H, fissate ai mozzi delle motrici. Il rocchetto A è calettato nell'albero motoi·e. Il rocchetto B può scorrere in fuori, alloggiando nel suo interno il -rocchetto A, la rnota C si può far ruotare in una scanalatura concentrica coll'albero secondario, e così fermarla a giusta distanza dall'albero motore per imboccare col rocchetto B. Nella prima posizione (quella della figura) si ha 1,a piccola velocità, nella seconda posizion~, cioè B, C, si ha la grande velocità. Di queste trasmissioni i difetti principali sono la catena Galle e la. mancanza del movimento differenziale per l' Albaret ; la ruota intermedia che facilmente si sposta e sconnette le lamiere, nella Clayton. Nell' Albaret poi e nella Cail, l'avere ambedue tanto i cilindri che il meccanismo sollo la caldaia, il che oltre all'incomodo del servizio,. produce pure l'inconveniente di dovere aumenta.re !"altezza, e la, lunghezza dell a locomotiva, per collocare cilindri e meccanismo,. non potendosi per tale scopo utilizzare lo spazio considerevole,, che .esiste fra la. generatrice superiore della caldaia e la sala dellel'uote, come si fa nelle locomotive inglesi.
. (Contimia}. p. MIRANDOLI Capitano del Genio ..
LE PENSIONI CIVILI E MILITARI APROPOSITO DEL NUOVO PROGETTO DI L~GGE <1>
Dimostrerò partitamente la giustezza e l'importanza. di ciascunO" · degli appunti fatti . Tutto ciò che dirò parlando delle ordinarie pen-· sioni di retribuzione, relativamente agli impiegati, si dovrà intenderé esteso anche agli ufficiali di terra e di mare, che, a scanso di troppo frequenti ripetiziof\i, non sempre nominerò. ~0
\
Dipenden.za quasi esclusiva della pensione dal pi·imo st·i- · penrlio dell'irnpiegato. Inconvenienti del troppo sollecito ed . irregolan conseguimento clell',intero stipendio finale come p&nsione.
-
La liqnidazione normale della pensione si fa, come fu già detto, . in base ad un contributo alla C~ssa. del 12 p. ¼ sul primo stipendio · edell'8 p. ¼ su ogni successivo aumento (art. 22 del progetto), e si . fa in modo distinto per ciascuno di essi; si calcola cioè, l'aliquota . di pensione che ha prodotto lo stipendio iniziale durante tutto il tempo di servizio, e con quella si sommano le a.liquote rispettiva- · mente prodotte dal primo, dal secondo, dal terzo aumen to, ecc ., durante tempi sempre più brevi (art. 2;J). La. somma di ques.te diverse parti costituisce la pensione vitalizia, la quale però è limitata , dalla condizione di non poter superare « l'ammontare effettivo del- · l'ultimo stipendio percetto dall'impiegato, dedolle le ritenute ob-· · bligatorie » (art. 27) . (l ) Con ti nuazione, v. Rivista ,ltilttare fase. òi dicembre 1882.
·106
Basta enunciare la base ed il modo di liquidazione per far subito comprendere quanto soverchianLe debba essere l'influenza sulla pensione del primo stipendi o percetto all'inizio della carriera: poichè esso dura quanto l'intero servizio, ossia per un tempo molto più lungo . che non qual unque ulteriore aumento, e ad esso è attribuila .una ragione di contribuLo molto più alta di quella stabilita per i successivi aumenGi . Per rendere più evidente la grandezza di tale influenza, riporterò . due esempi di computo della pensione secondo le norme ed i coefficienti del progetto di legge; il che servirà anche a chiarire il met odo di iiquidazione proposto. l due esempi seguenti si riferiscono tutti e due ad una durata di 30 anni di servizio, a cominciare dal~ fetrodi .20 anni compiuti: il primo risguarda una carrìeta rt1edia nor-11Htle, il sedondo una carriera'più celere. Lo stipendio iniziale è supL posto in entrambi i casi di 1800 li re.
Esempio 2'
r
Q)
;.;; A
~
Q)
Q) ...
A
Q)
°E•;: O ·-
o . .:ti
' U) e)
~
ti
~
d.)
~~ ~
e
~
O)
"' o b..O o .~8
_,::;
"O
o co- d"
+->
,::; Q)
lf)
<e=
bli);::
o..~ ·=!E' ·~ "C ~
.3t/i ·-
Q)
~ :_:, ~ c-;:.O._
:=o"CI
·-~
~:.::o ·s-
o
i:id~ CD
'é:, a)
O)
~ i:; 8
"" 1::1)
·..:o,-· - A -es rn ;...;: ..-
;:)
.,
<J)= ~ ;.s-.;::;~ o.."'; "';::$ ;::$ o o e e> ......_ ;.;; ~"' o..r-.·- ;:a·g~
o
o·-
e cu
88
a
J
lire
s
K
Aliquote di pensione
o
~~e
;;;j bo. '"O
o - ...o o
o
i1 g_ u "' o Cl..·;:;
C)
1
r
o
(/1
0.,:., ti> · -
d -
Q) o..8 ,g ·.;:; s
,·
Aliquote di pensioriè
·;;;
o ;.;;o
1
Esempio
~07
A PROPOSITO DEL NUOVO PROGETTO DI f,EGGE
LE PENSIONI CIVILI E MIL!'l'ARI
e
·-
"C
P - SX K X e
20 30 1800 1,80
99,.981
12
23 2.'7 22.00 O,fl.0
76,27
8
OJO X 76,27 X 8 = 2.U,06
29 21 3200 ·1 ,00
44,56
8
•I ,00 X H, 56 X 8 = 356,4-8
35 ·15 3520 0,32.
2i,77
8 ' 0,32 X 2~ ,77 X 8 =
0,88
19,82
8
63,4~ ;"o ..,.... 0,88 X ·i 9,82 X 8= •139,53 po
•3
7 5200 0,80
8,41
8
0,80 X 8,ti1 X 8 =
fi.7
3 7000 1,80
3,07
8
1,80 X 3,07 X 8
1
37 13
uoo
11,80 X 99,98 X 12
= 2159,5'7
53,82
= u,21 1
Pensione totale lire: 3061, 08 J
I
e
lire
a
S.
K
e
P
= S .X
K X
e
1,8 X 99,98 X 12 = 2159,57
2.0 30 ·1800 1,80
99,981
·l'.z
2.5 25 2200 0,,1,0
63,84-
8
31 '19 24-20 0,22'
36,98
8
0,22.' X 36,98 X 8 -
3, 16 3200 0,78
27,54
8
r0,78 X 27,5·1 X 8 = 11,1,66 ..,,
(1.01 '10 ,% 00 0,32
•13,153
8
0,32 X 13;53 X 8-
3i,64
4,26
8
0,32 X 4- ,26 x
23,68
1
O,fl. X 63,84 X 8, = 204,29
I
60,08 I
46 48
4 384-0 0,32
2 H.00 0,56
1,97
8 =
8 lo,56 X 1,97 X 8 =
.
g;g2
Pensione totale lire : 2667, 74"
,t
,r>
Come si scorge da questi due esempi , nel primo caso allo stipendio iniziale è dovuto 1'81 p. ¼ del valore della pensione, e nel secondo, ad onta dei considerevoli aumenti conseguiti ancora sul principio della carriera, lo· stipendio iniziale influisce pur sempre sul totale della pensione in ragione del 7·1 p. ¼ . L'influenza degli ultimi aumenti è trascurabile: come si rileva dal secondo esempio, lo stipendio di 70b0 lire durante 3 anni non produce che 44 lire di pensione annua in più di ciò che questa sarebbe, se lo stipendio fosse rinrnsto a 5200 lire. L'effetto di questo modo~di liquidazione è di cancellare, fino a ,che non intervenga la limitazione dello stipendio' finale, ogni diffe. renza di pensione dovuta a differenze di carriera: a parità di anni
408
LE PENSIONI Cl VIL I f~ )!!LlTARI
cli servizio un impiegato della più modesta categoria ed il più elevato funzionario, se hanno cominciata la carriera con uguale stipendio, conseguono pensioni quasi uguali. La sola diJTerenza reale che si ]ascia sussistere è quella dovuta al primo stipendio: e questa potrà produrre il fallo che, a parità di servizio, di due impiegati che abb iano stipendi clilTerenti, consegua. una pensione più grande quello che ha lo stipendio minore, solo perchè ebbe la sorte, molti anni addietro, di entrare in servizio con uno stipendio maggiore dell'altro. Per tal modo il merito, che è attestato dall'aver raggiunta una posizione più elevala ad onta di quella più modesta avuta in principio cli carriera, viene compleLamente trascurato e tnLta l'importanza si accorda ad un l'atto casuale e remoto, che si fa pesare fatalmente su tuua la vita dell'impiegato I È cleono di nota che un simile risu!tato non sarebbe interamenten imputabile acl un concetto con tabile puro, e deve in molta parte attribuirsi alle alterazioni che nel recente progetto sono state apportate al rigoroso metodo contabile. Su questo si fonda invece il sistema cli cui è stato relatore il Gonio al Senato francese (11); il quale sistema è lungi dall'essere immune dall'inconveniente accennato, ma, siccome la pensione 5,i liquida sulla base dei contributi nalmente versali alla Cassa e questi seguono una stessa ragione tanto per lo stipendio iniziale, che per i successivi aumenti,. la prevalenza del primo stipendio sulla pensione non è così schiacciante come nel sistema italiano . In questo, il fatto naturale della più lunga frnlLiOcazione del primo stipendio rispeLto ai success ivi aumenti (fallo che solo d~L prevalenza al primo stipendio nel metodo Gouin), è aggravato : (I) i::cco pe1· so mmi cap i CJnali sono l e basi del sis tema difeso dal senaLore Go ui n. Gli impiegati pagano una ri tenuta costante del Il ¼ sul loro sti pendio: il governo vi aggiunge il 6 o;. o l'S o;. dello sti pendio, secondochè gli impieghi sono sedentari o attivi. La Cassa di previdenza accredita il totale dei versamenti (cioè 1' 11, oppure il 13 °/ 0 dello stipendio) a ciascun impiegato, istituendo all'uopo tanti conti indivic!uoli; o ,·i ag-g\unge J'intel'cssc composto del d 1/2 per ceo to a ll'a nno. !.'impiegato che va In pensione, o che abba•idona il se,·vizio dopo al meno 5 ann i, liqu ida il suo couto coll a Cassa di previdenza, ed ha facoltà di scegliere fra una rendita vitalizia, calcohta in modo cbe dopo la sua morte la vedova ne abbia la m9là, ed una rendita perpetua da determinarsi in base al prezzo medio dell'ultim o trimestre, della quale egli o la vedova hannofin che vivono l' usufrutto, restando la proprietà ai figli.
.... PROPOSITO DEL
~uovo
PROGETTO DI LEGGE
109
1° Dall'assegnazione di un pi ugrande contribulo proporzionale sul primo stipendio slesso (il ,J 2 p. °/o, invece dell'8 p . %). 2° Dall'applicazione del metodo tonlinario. 3° Dall'adozione di contributi fittizi, invece dei versamenti reali alla Cassa. L' effeLto della prima causa è manifesto per se stesso, ed è facile comprendere l'effetto della seconda, percbè l'applicazione del metodo tontinari.o, corrispondendo ad un aumento del tasso d'interesse, fa maggiormente sentire la sua influenza sullo stipendio che per. più lungo tempo resta in fruttificazione. A proposito della terza causa devesi osservare che se, io vece di stabilire la liquidazione della pensione in base a dei contribui.i convenzionali, si fosse seguito il metodo cli computare i versamenti. reali, cioè la ritenuta sullo sti• pendio ecl il proporzionale concorso dello Stato, si sarebbe in parte corretta la naturale preponderanza dello stipendio iniziale. Ed invero, il fallo che in [talia le ritenute non sono coslanti per tutti gli stipendi , ma sono basse per gli stipendi piccoli (come sono in generale: primi stipendi degli impiegati), cd alte per quelli più grandi, avrebbe prodotto una specie di com,penso fra il tempo di f1··uttifì-
cazione dei versariienti corrispondenti alle singole pa1·ti dello stipendio totale, e la loro entità, cosicchè le diverse parti dello slipendio avrebbero avuto una meno disparata influenza sul valore della pensione. Afriochè si possa scorgere più completam~nle di quanto risulti dai due esempi riporla ti, la mancanza quasi assoluta di graduazione delle pensioni secondo la carica clel pensionando e si possano meglio valutare alcuni altri inconvenienti del sistema proposto, ho riassunto nello specchio seguente le pensioni, che, secondo il progello in questione, spellerebbero agli ufficiali dell' esercilo . Per calcolarle ho assunto a o-uida due carriere probabil i: una, la carriera comune alla più gran ~parte degli ufficiali; l'altra, la carriera più celere cl'1 alcuni pochi. - Ho supposto per la carriera comune le seguenti permanenze nei diversi gradi: sollotenente 5 anni, Lenente 9, capitano ·14, maggiore 6, tenente colonnello 4; secondo le quali, dopo ,i.O anni di servizio un ufficiale sarebbe da due anni colonnello. La carriera celere l'ho supposta come segue: sotLotenente 3 anni,
SPECCHIO deMe pensioni ·cho in ba.se a.Ile carriere n()'J:mali ·cohseguirebbero gli ulfJléla,11 dell'Eserèito e:ntrati in ·servizio collo stipendio di 1800 Ifre all'anno.
-
Pensione ( per °lo dello stipendio ed assoIuto) dopo un servizio di anui:
o
:.a
>
~ .~ 1--- ---------~;...._-- ______--.............---:-----....:......... U')
·20
25
30
.
ILire\ ILire ¼ I ,______ __ __ 0
¼
--
.
tenente generale . 12000 Maggior generale. 9000 Colonnello . . . 7000 Tenente colonnello 5200 Maggiore . . . . . ·. u.oo Capitano con 2 sessenni . 3840 Capi·Lano con 1 sessennio . 3520 Capitano . . . . . . 3200 Tenente con 2 sessenni. ~6'1-0 Tenente con 11 sessenmo 2420 Tenente . 2200 Sottotenente con ·1 se scun io ·1980 Sotto tenente . . . . .,1soo
__ ¼I Lire
/ 0
__;_:,
.:_
35
40
Lire
Lire
__,__
.;:__
e
1
I
2.3, 11 26, 1 28,/f 33,1 34,3 36,8 kO 4 44:1
33,9 1015 39,5 /2.2,6 92.0 {1,4 9i1O /i,6,7 875 53,2 830 55,8 8 101 60J 800166,li. 19a 12,9 1
. -
-
0,80 9600 59,2. 5330 96,7 8900 IJ,3, 7 3060 72., 1 5050 14 00 (2) 1765 5!~,82850 87,1 4530 1100 (2) 1 1700 60, 7 2670 98, 9 1350 100 (2) 4633 67, 7 2600 100 (2) 100 (2) 1550 68,5 241 O 100 (2) 100 (2) 1 1100 1100 (2) 1495 1 7,t , ·1 '~370 (~) 1 1 1405 86, 9 2290 •100 (2) 100 (2) 1350 9·1,3 22·1O 100 (~) 100 (2) •1330 90 ,~ ~ 180 '100 (2) tOO (2) ,134 3 •t 00 1980 (2 165) 1100 (2) 400 (2) 1 1 1 1 1J 12 100 4800 (2 159) ~ 00 (2)(3603) ·100 (2)(623·1) 1
1
1
1
1
1
1
1
1
1
(1) { valori indicati sono quelli che risultano odottando i coefficienti di ·pensione ed i contributi alla Cassa stabiliti dal progetto, i quali, ·come vedremo, non possono ritenersi esatti nè gli uni, nè gli altri. - (2) l;a pensiono è Iimitata dallo stipendio di attività.
-:.:a.
LE ,PENSJON! CJYILI ~} ~IILITARI HO tenente 6, capitano 8, maggiore 6, tenente colonnello 4, colonnello 7, maggiore generale 6; cosicchè, dopo 4-0 anni di servizio, un ufficiale starebbe per raggiungere il grado di tenente generale. Nella compilazione dello specchio mi sono attenuto alla carriera comune fin dove era possibile, e sono ricorso a quella celere, oYe quella comune non arrivava. I due esempi cli computo della pensione riportati più addietro, sono tolti dalla serie cli calcoli istituiti per la compilazione dello specchio. - I ca-,i di carriera eccezionali li ho apprezzati ad uno ad uno, secondo quanto era più probabile. Così, per es. : un tenente con 2 sessenni, ho supposto sia Lenente da 15 anni ed abbia perciò avuto gli aumenti di stipendio per promozione a tenente e per sessenni, 15, 9 e 3 anni prima di essere collocato a riposo. Per tal modo ho potuto dedurre l'aumento da darsi alla pensione prodotta dal primo stipendio, la q1w,le è sempre certa. I valori così dedolli non sono esalti che per i casi di carriera pei quali furono calcolati: ma si possono ritenere molto approssimati per qualunque altro caso, perchè anche considerevoli scarti di carriera non producono sulla pensione che delle differenze di poche decine cli lire. L'entrata in servizio l'ho supposta a 20 anni di età : quando invece fosse avvenula a '18 anni , oppure a 22, i coefficienti di pensione non varierebbero che di poco, epperciò i risul!ati finali non dilierirebbero sensibilmente da quelli ottenuti nell'ipotesi che il servizio sia stato cominr.iaLo a 20 ann i. Lo stipendio iniziale in base al quale sono state calcolate le pensioni dello specchio, è quello di "800 lire. È superfluo avvertire che i risultati ouenuti sono applicabili Lanto agli ufficiali, che agli impiegati civili di pari stipendio, purchè pet gli uni e per gli altri sia stato eguale lo stipendio iniziale; il che generalmente non è.
\
113
A PROPOSITO . DEL NUOVO PROGETTO DI LEGGE
LE PENSlONl CIVILI E MILTTARl
Senza dilungarci in molte considerazioni sui risultati forniti dallo specchio delle pensioni ora riportato, seguiamo l'andamento della pensione del maggiore e di quella del tenente, gli stipendi dei quali ·. sono precisamente uno doppio dell'altro. Dopo 20 anni di servizio noi r iscontriamo fra loro la differenza di 200 lire, dopo 25 guelfo. di · 370 lire, e dopo 30 la di IIerenza non ha ancora raggiunto le 500 lire: . nessuno vorrà sostenere che questa graduazione sia rispondente ai · servizi che lo Stato ha ricevuto dai due pensionandi, ed alle esigenze del diverso tenore di vita cl/essi dovranno mantenere anche dopo il servizio I Seguitando il confronto, noi troviamo che dopo 35 anni di s.ervizio la differenza fra le due pensioni ha raggiunto l'intera differenza fra gli stipendi, cioè 2.200 lire, e da quell'epoca in poi rimane costante, per effetto della limitazione della pensione allo stipendio finale. Nell'andamento relativo delle due pensioni avviene adunque tutto ad un tratto un gran salto: dopo d'aver camminalo per dieci anni una tanto accosto all'allra da potersi appena sensibilmente distinguere, in soli 5 anni si distaccano a distanza degli stipendi, e dopo rimangono stazionare. Sarebbe difficile concepire un più balzano andamento!
Intorno agli effetti che nel sistema proposto, derivano dalla limitazione della pensione allo stipendio finale del pensionando, giova trattenersi alcun poco. - Il conseguimento di una pensione vitalizia pari all'intero stipendio, dopo lunghi servizi e quando la vecchiaia impone il riposo ed ogni sorta di riguardi, è un giusto premio ' che lo Stato deve accordare a chi lo ha fede lmeute servito. E pertanto giusto, ed è conveniente per la pubblica amministrazione, che dopo 40 anni cli servizio, quando per conseguenza l'impiegato ha più di 60 anni di età, possa ritirarsi sei;iza vedere diminuite le suerenclite. Ma tale concessione non può in nessun modo giustif)ca1:si, se fatta prima .del limite estremo dopo il quale si ritiene cessi il servizio utile. L'aècorclare come pensione lo stipendio intero molto prima di tal limite, quando ancora perdura la facoltà di lavo1;are utilmente, è creare una parità di tràttarnento fra chi lavora e chi, · senza aver lungamente lavorato, non fa più niente; è incoraggiare l'ozio, dare scandalo agli operosi, provocare il giusto risentimento, di tanti disgraziati, cui il lavoro indefesso concede appena di che· continuare a stentare la vita. Queste considerazioni sono sfuggite agli autori del progetto: secondo questo infatti, la pensione pari all'ultimo stipendio può conseguirsi, da alcuni perfino dopo soli 28 anni di servizio, dalla più gran parte prima dei 35, e da quasi tutti prima dei 40.
.
..
Nella Tav. ,1a, posta in fine del fasci colo, è rappresentata graficamente la ,,ari azion e secondo gli anni di servizio delle pensioni, . che stando al nuovo progetto, conseguirebbero gli uffìciali dell'esercito, 0 quelli impiegati civili che r,ominciarono la carriera collo stipendio di 1800 lire. Le curve cli pensione dei diversi gradi formano uno stretto fascio fino ai 28 anni di servizio, dopo i quali comincia ad intervenire la limitazione dello stipendio finale, rappresentata da una.retta orizzontale contro la quale la curva si tronca. La ordinate della curva AB, punteggiata dopo l'incontro dell'orizzontale a di ,f 800 lire, dànno la misura dell'aliquota di pensione che è dovuta al solo stipendio iniziale. Tale curva permette di apprezzare a co lpo d'occhio la soverchiante influenza che questo ha sulla pensione e quella piccolissima che vi ha invece tutto lo sviluppo della carriera.
\
Il conseguimento dell'intero stipendio come pensione vitalizia si ottiene tanto più presto quanto più scarso è lo stipendio, cominciando , com' è stato detto, da 28 anni di servizio per chi fosse rimasto sempre col primo che ha percepito. Anche volendo fare· astrazione dallo scandalo di un sì precoce premio, si può doman. dare se si a equo che colui, la cui pensione si forma in parte coi versamenti tolti agli altri, possa raggiungere prima di questi il, massimo della pensione. Lo .stipendio di 1800 lire p. e., è soggetto, secondo le disposizioni proposte, ad una ritenuta del1' 1,94 °/o, alla quale aggiungendo jl doppio come concorso dello Stato, si ottiene un contributo , reale alla cassa pari al 5,83 °/o. Aggiungendovi ancora il 4 °/o, a cui gli autori del progetto supponp;ono equivalgano i versamenti straordinari del 1° anno di cani era, si ottiene 9,83 "/o e non mai. 1
l \
1
ANNO XXVlll, VOJ., !.
8
LE PENSIONI CIVILI E MILITARI
A PR0l'0SIT0 DEf, NUOVO PROGETTO DI LEGGE
il Hl ¼ in base a cui si liquida la pensione. Quel 2,17 che manca vien tolto ai versamenti fatti da chi o per chi percepisce uno stipendio superiore alle 3270 lire. Cosi, p. e. a chi ha 6000 lire dovrebbe computarsi"{escluso il 4 °/ 0 straordinario sullo stipendio iniziale) il contributo del 12°/o, perchè rilascia il 4 °lo e riceve 1'8 ¼ di concorso dello Stato; invece non gli si computa che 1'8 °lo, fogliendooli un terio di ciò che è suo per darlo a chi lascia di meno. Pe; coloro ;be non sostengono il sistema di computare individualmente le pensioni, quesla equiparazione potrebbe rientrare nel novero dei fatti interni della cassa, dei quali nessuno ha diritto di occuparsi finchè essa paga le pensioni secondo la tariffa prestabili ta; ma coloro che respingono il prestabi limento di una tariJia e vogliono invece i computi individuali, come possono legittimare la spogliazione di uno a favore di un altro~ E come trovare equo, che chi si avvantaggia dei Yersamenti r iguardanti altri impiegati sia relativamente più favorito di loro? può ammettersi pel sussidiato una condizione migliore che pel sussidiato're?
·« sioni sono liquidate in ordine alla media degli stipendi degli
Un'ultima considerazione sugli effetti che potranno derivare dalla quasi esclusiva prevalenza dello stipendio iniziale, combinata. col sollecito conseguimento dello intero stipendio finale come pensione vitalizia, varrà a dimostrare come il progetto in esame aggravi di molto quelli incomènienti, che dai suoi autori erano denunciati quali mostruosità della legge vigente . - L'appunto capi Lai e che vien fatto a.Ila legge 24 aprile 1864, risguarda la liquidazione delle pens ioni sulla base della media degli stipendi dei tre ultimi anni di servizio effettivo . L'on . Simonelli relatore della commissione parlamentare, che riferì sul disegno di legge per l'istituzione di una cassa-pensioni . cosi formulava un tale appunto nella relazione 129-A, presentata alla Camera il 27 gennaio ,1881. « A persuadersi che le disposiz ioni legislative ora vigenti in {< Italia per il servizio delle pensioni, non soddisfacciano alle con,< dizioni che abbiamo accennate, basLi il riflesso che la base del « sistema tenuto per determinare la misura delle pensioni, è il com·« puto della media degli stipendi goduti dall'impiegati negli ultimi « tre anni di servizio. Questo solo ci dispensa dall'indagare tutte le I{.< altre disposizioni della leo-islazione attuale. Ed invero, se le pen. o
« ultimi tre anni, viene a trascurarsi affatto il ben più importante « rapporto che deve intercedere fra la misura della pensione e quella « delle ritenute pagate e dei servizi prestati; perciocchè non tutti « gli anni di' servizio, ma gli ultimi tre soltanto influiscono a deter·<< minare la pensione. U1'i impiegato può essere colpùo da una im·« provvisa collocazione a riposo, quando appunto, dopo wn lungo ·« aspettare, sperava potere approdare ad ·un rnig l-io1·amento d,,i, sti« peticlio. Per conveno, tlllia rapida promozione accordata ad un ·« funzionario, r,he in t1itto il tempo della siia can·iera non si era « segnalato per j1itell-igenza è pe1· zelo, 'Vale acl as~icura.rgli ima « pensione più pi1ig·ue )> • E nella tornala del\''1 1 febbraio ,J 881 l!on. Simonelli ripeteva: « Scendiamo ora all'altra parte della questione, ·che è qiielta a « parer mio pi,ù importante; la rnis1~ra cioè dell'entità della pen<< sione sulla base degli ultimi tre anni di stipendio. Voi vedete, ·« signori, che è solamente per t,re anni che l'impiegato col suo sti·« pendio dà il10go alla preparazione (certamente voleva dire alla « determinazione) della pensione. È vero che il diritto ha·fra i suoi « coefftcienti la durata del servizio. ~fa voi comprenderete come « possono occorrere due fatt i, l'uno dinanzi all'altro, che possono « turbare il prestigio dell'amministrazione: 32 anni d'igna·via, due « anni di debolezza o di p1·otezione possono portare ad ima lauta -<< pe·nslone; ed ali' opposto 35 ai:ni passati modestamente, riserva« tamente, con dignità di uomo ai servigi dello Stato, potranno in. « vece condurre ad una rimunera1.ione minore». Queste osservazioni dell'on. Simonelli, che son pure ripetute nella relazione ché precede il disegno dj legge, hanno tanta maggiore importanza, in quanto che egli è l'inspirai.ore ed il principale .arte(ìce del la 1rnova legge, il cui concetto egli aveva già limpidamente enunciato fin da due anni or sono, nella stessa seduta della Camera dell'H febbraio 1881. Non istarò qui a ripetere come le ritenute progressive ed il cor.rispondente concoi·so dello Stato, che si propone di stabilire, facendo variare i contributi reali al la cassa da 4 1/i - 7 1/ 2 per cento sugli :Stipendi iniziali, fino a 30, a 33 e perfino a 36 per cento sugli ul,timi aumenti, compensino in gran parte colla sempre più grande 1
\
1
1
I
li,.
H6
.
LE PEN SION I OlYlLI E MILITARI
A Pll.O PO$IT0 1 Dl'lL NUOVO PROGETTO DI LEGGE
entilà dei versamenli, il minor tempo durante il quale ogn i aumento, ?oncotTe a f@rm~re il capitale di pensione; e, rendendo perciò meno , importante la differenza fra i coefficienti spettanti alle diverse parti ,dello stipendio, giuslifichino fino ad un certo punto anche dal Iato c?ntabile, la propo11zionalità della pensione allo stipendio ultimo, c10è alla somma di quello iniziale e delle successive parti, che ad , esso sono venute ad aggiungersi. Una simile os!-ervazione, dimostrerebbe non essere del tutto esalto che si t1·ascuri affatto il rapporto che. deve , intercedere {1·a la misura della pensione e quella delle ritenute, ma non avrebbe sostanziale importanza, come non la hanno tutte qnel!e che partono da un concello comabile, che fa perdere di vista lo scopo delle pensioni, cioè il solo e vero deLerminante del loro valore. Esaminerò invece se le disposizioni della nuova learie proposta d' ee . sono atte ad 1mpe tre che si ripetano quelli inconvenienti, che l'on. ·Simonelli ba giustamente indicati come perturbatori clel prestigio dell'amministrazione. Poniamoci sotl.'occhi la tav. 1•, nella, , quale è segnato per una categoria di impiegati l'andamento delle nuove pensioni secondo gli anni di servizio; e consideriamo p. e: un impiegato (escludo nel modo il più assoluto che i parauoni se' ,guent~ possano riferirsi agli ufficiali) con 2000 lire di stipendio. Esso mtanto dopo 32 anni di ignavia avrà diritto, già da più cli due anni, acl una pensione pari all'intero stipendio; vengano ora due anni dii debole.na o di protezione che lo elevino allo stipendio di 3200 lire ed egli potrà ritirarsi conseguendo immediatame,nte per effetto ciò, un aumento di pensione vitalizia pari a 1200 lire. All'opposto l'impiegato suo compagno, che ha servito lo Stato r-iservatame1ite con~dignità di ruomo, e che perciò ha sdegnato la protezione e non ba ~pprofillato della. debolezza de'suoi superiori, dopo 35 anni passqti modestamente otterrà una rimunerazione minore e precisa'tnente avrà 2000, invece cli 3200 •Jire. Allo stesso modo l'impiegato a 2000 lire, che dopo 35 anni di ig,na'Via fosse promosso in due anni a ·41500 lire, potrebbe ritirarsi: il gio1'no,dopo dell'ottenuta promozione con l'aumento di 2500 lire · di pensione; egli infaLti non avrebbe bisogno di aspettare che il nuov? stipendio, che si è aggiunto all'antico, formi la sua parte di pensione: lo stipendio iniziale, come.si scorge osservando la curva.
di
.AB, avrebbe già provveduto da solo alla formazione della, pen·sione di 4500 lire. Colla legge attuale (anche supponendo che permettesse di con' seguire l'inlern media triennale di stipendi, invece dei 4/ 5 soltanto) questo fatto non sarebbe possibilei sarebbero necessari a!Lri tre , anni di servizio per conseguire quella pensione, che il nuovo sistema accorda dopo·un so l giorno! Come si vede gli inconvenienti che apparivano Lanto mostruosi .nella vecchia legge, non sarebbero evitati, anzi sarebbero molto aggravati in quella che è stata pl'Oposta.
Variazione del valore della pensione da,~nosa alt' 01,gani~mo delle amministrazioni e lesi'Va della libertà del governo. 1lfancanza di razionali disposizioni regolanti il ,riti.ro pe1· inattitu; dine a continuare il servizio .
2° -
Il carattere più spiccato delle nuove pensioni è il lentissimo ere. scere del loro valore durante un lungo periodo, ed il precipitevole , aumento che a quello segue; di maniera che occorrono da 21 a 35 anni per conseguire una pensione pari alla metà dello stipendio di attività, e poco altro tempo, circa 7 anni, basLa poi per conseguire l'altra metà. Da ciò risulta: 11°,che per un lungo tempo la pensione è assolutamente insufficiente ai bisogni dell'impiegato che venisse posto a riposo, e questo iI!).pedirà le eliminazioni che si rendessero necessarie per inabilità fisica o intellettuale a continuare il servizio; 2° che i pochi anni che seguono l'epoca di raggiungimento di metà stipendio, acquistano tale preziosità per l' impiegato, eh' egli non potrà essere collocato a riposo durante quel breve tempo di duplicazione della- pensione, senza che abbia da considerare come iniquo l'alto che lo colpisce, e quindi come legittimo l'adoperare qualunque mezzo per impedirlo. Che il carattere suaccennato delle pensioni che si propongono sia vero, appare manifest•> a chiunque consideri alquanto lo specchio , che è stato riportato più addietro, o gclti lo sguardo sulle curve di ,pensioni della tav. 1a.
H8
LE PENSIONI Cl\'TLI E MILITARI
Si può rilevare dal citato specchio {che è relativo alle pensioni, per gl i ufrlciali dell'esercito o per gli impiegati entrati in servizio con ,J 800 lire1 ma le osservazioni che suggerisce sono d'indole generale e possono estendersi a qualunque categoria di impiegati), come, ad esempio, i primi 20 anni di servizio di un tenente non gli apportano che 8·10 lire, mentre nei·soli 5 anni fra i 25 ed i 30, di servizio egli acquist.a il diritto a 8150 lire di pensione in più. Gli ulLimi cinque anni di servizio (giacchè dopo gli si accorda il ritiro con in tero stipendio) sono a.dunque molto più preziosi di tutti i primi 201 Così al maggioro i primi 25 anni di servizio non frut- · tano che una pensione di 1700 lire; quanta, cioè, ne fruttano da soli i cinque anni fra i 30 ed i 35. Ed il colonnello dopo 30 anni di servizio non ha ancora una pensione corrispondente a metà stipendio; mentre consegue lo stipendio intero poco ·dopo i 38 anni . Gli ultimi 8 anni della sua carrier;i sono stimati valere più di Lutti insieme i primi 30. - Chi potrà sostenere che una simile variazione della pensione sia rispondente agli interessi dell'Amministrazione, ai bisogni del pensi.onando e al sentimento della giustizia? Dalle eurve,della tav. 11• si può rilevare per r-iascun grado il tempo· di servizio dopo il quale la pensione raggiunge metà stipendio, tre quarti del medesimo, o stipendio inLero. Quest'ultima epoca è data dall'incontro con le curve delle reue orizzontali già segnate; le altre du o sono date dall'incontro con le curve di reLLe orizzontali da tirarsi all'altezza che corrisponde al valore di metà e cli 3/ 4 dello stipendio che si considera. Così per esempio: per conoscere quandola pensione di un tenente colonnello, o di un impiegato con 5200 , lire di stipendio, raggiunge lfL metà di questo, si segue l'orizzontale corrispondente a .2600 lire finchè incontri la seconda curva (co- minciando dall'alto) della figura, e si legge, discendendo verticalmente, il numero d'anni di servizio a cui tale incontro con isponde; in questo caso, 29 anni. Analogamente, per conoscere dopo quanti·. anni la pensione r~giunge 3/4 di i'.>200, cioè 3900 lire, si segue l'orizzontale corrispondente a tal e altezza , e si trovano anni 33 1/ 4. Si possono in tal modo determinare le tre epoche importanti sopra enumerai.e, le quali, per coloro che snno entrati in servizio all'età,:
A PROPOSlTO DEL NUOVO PI\OGET'l'O DI LEGGE
di 20 anni ( 1) e che hannio ·percepito, come primo st·ipendio soggetto a ritenuta quello di lfre,t800, risultano dallo specchietto segue~te. Per chi ha iniziata la carriera con stipendio inferiore a 1800 hrer il tempo necessario a conseguire Llna pensione pari alla metà degli stipendi indicati nella prima colonna deve essere aument~to; per coloro che cominciarono con stipendio superiore a ! 800 lire, tale tempo deve invece diminuirsi. Non resta per al.tro sensibilment~ alterata in nessun caso la differenza in tempo per passare da meta ai trequarti, e dai tre quarti all'intero stipendio. 1
1
oo
;.ad
Anni cli servizio dopo .i quali la pensione rnggiunge:
s::1= <»·-
p.,Q/v ·- «0/J l
(/) i...
3/ ,1. stipendio
1/2. stipendio
l
intero stipendio 28 1 /4-
1800
2.,1 •1 / 4
2.5
2.2.00
22. 3/1~
27
30
32.00
25
/2.
30
33
uoo
2.8
32. 1/ 4
35 ,1; 1i:
52.00
2.9
33
1/ 4.
36' 11/ 4.
1000
3,i
35 1/2.
38 ·1/2
9000
33
37
4:0
12000
35
39
!~2
1
,j
1/ 4-
1
•I / i
\ (1 ) È necessal"io precisare l'età dell'entrata al servizio perchè con.essa nria il coef. · · · IO, Ia. CUI· ·nouenza come; f,; • det to ' soficiente di pensione relatlVO allo St1·pen d'10 mlZla I . ' . V . verchia completamente J'i ntluenia di t utto 11 successivo svilu ppo dt c_a rr.era. non de e però credersi cbe si otterrebbero risultati molto differenti, se l'età, d1 entt·ata al ser--· vi zio fosse anche molto diversa da quella su pposta. Infatti risolvendo r ispetto a K l'equazione.
s
1000 X
12 X K
= ~s
120
LE PENSIONI CIVILI E MILITARI
Come si vede la legge di accumulazione del capitale di pensione, e quella di' ammorta~ento di questo capitale secondo le probabilità di vita al momento del ritiro dal servizio, col,ll~in;mdosi fra loro, producono il fatto degno di nota, che, cioè, mentl'e la.pensione impiega da 21 · a 35 anni per raggiungere il valore di mezzo stipendto, non impi.ega poi che altri quattro anni per. passare dalla metà ai · tre qqarti, ed.altri tre per passare dai tre quarti all'intero stipendio. Dopo un lentissimo cammino per raggiungere il 50 0/ 0 dello stipendio, in soli sette anni circa la pensione si duplica: nei soli tre . ultimi anni essa cresce del 25 0/ 0 dello stipendio, ed i.I 1 O p. O/ O apparliéne al solo ultimo anno. , Ho già insistito nella prima parte di questo lavoro sull'.iinportanza che ha per le pubbliche amministrazioni l'eliminazione degii elementi poco produttivi, sia per inabilità, sia per istanchezza e vecch iaia; il permettere ed anzi lo aiutare tali eliminazioni è fra i principali fini, eh~ deve mirare a raggiungere l'ordinamento delie pensioni. Ma chi non vede che il precipitevole aumentare del valore della pensione in soli pochi anni impedirà il collocamento a riposo iii molti impiegati, comunque stanchi, comunque inabili, finchè non sia trascorso quel tempo si prezioso per loro? Qual ministro avrà cuore di gettare sul lastrico un vecchio impiegato, pel quale si sta approssimando il solo tempo per lui opportuno di raccogliere i frutti del lungo servizio passato? Come potrà resistere . alle raccomandazioni di lui ed alle rimostranze dei molti che, in una causa sì giusta, prenderann9 le sue parti? - E per contro, se il ministro non sarà di quelli che si lasciano smuovere facilmente, se nell'interesse dell'amniinistrazione e del_le istituzioni saprà far tacere la voce del cuore, qual tremendo pericolo non correranno gli impiegati.? Il ritiro la quale e.sprim<1 là condizione che la pensione, prodotta dallo stipendio iniziale s, sia eguale a metà di detto stipend io, si trova che i l coefficievte di pensione deve essere: K
= 41,67.
Questo valore, secondo la tavola A unita al progetto se r entrata al serviiio è avvenuta a 20 anni , corrisponde precisamente a 21, 1/4 anni di servizio rua corrisponderebbe ancora ad un servizio sui 21 anni, quando l'entrata fosse avvenuta dall'età di 17 a qu ella di 'Z7 anni: corrisponderebbe a 20 anni di servizio, quando l' entrata fosse avveu uia a 31 di età, ed a 19 se fosso avvenuta a 36 di età. Queste durate, ben inteso, vanno accettate con ris erva sull'esattezza dei coeffi• cic nti di pensione, che non potranno essere quelli che sono indicati dal progeUo.
.l PROPOSITO DEL NUOVO PROGETTO DI LEGGE
~21
·sionlficherà per lor~ perdità di'ogni agiatezzà, di' ogni prestigio, mis:i:ia per la loro fami'glia. Quando un impiegato dopo 21S ·o 30 atinì di servizio non ba ancoradi ritto ad una pensione che eguagli metà del suo stipendio, e ciò non pertanto è già da 5 o da fO a~ni esposto a~ essere collocato riposò ad arbitrio di chi governa, v1 è davvero d1 che temere per la sua indipendenza. A mèno di possederè una grande fierezza, cosa assai rara, egli sarà strumento cieco non solo di chi lo ·comanda; ma di chi prima o poi potrà: comandarlò, o potrà avere ,, com~nque sià influenza su ·chi governa; invece di adempiere coscenziosamente il suo ufficio nell'interesse·pubblico, egli si preoccuperà di servire in modo da cattivarsi la pròtezione di questo, da non disoustarè quell'altro: l'incertezza .della sua posizione, lo spavento dei°ritiro dal servizio, lo rendera1mo elemento di diso1;dine morale in qualunque pubblica amministrazione. - Una legge di pensioni che vincola così gravemente la libertà del governo da un lato, e dall'cÙtro minaccia siffattamente l'indipendenza degli impiegati non può chiamar$i buona; e non risponde allo scopo· pel ~uale son? principalmente istituite le pensioni, sebbene possa rispondere alle condizioni di nn metodo contabile qualunque. Quali siano le condizioni cui deve soddisfa.re una buona legge sulle pensioni, le condizioni che ad essa « pongono la scienza econo1~ica; foiianziaha ed amministrati-va» lo ha detto n~aestrevolmente l onore~ole Si monelli nella seduta.dell a Camera deJl',t ,t febbraio ,188,t ,e sarebbe impossibile dir meglio. Citerò pertanto, estraendole dal resoconto ufficiale (pag. 3707) le sue precise parole: . · « A me pare che le condizioni fondamentali siano principalmente « due. Primieramente una legge di pensioni per essere buona deve « assicivrare l'indipendenza agl·i impiegati: deve fare che l'im-. « piegato ,' mentre attende al servizio pubhli.co, non sia minacciato . « incessantemente da facoltà soverchiamente larghe concesse dalla « legge al potere esecutivo , e bisogna che non abbia l'incertezz_a « dell'avvenire; bisogna, dico, sia faLto .certo che da un fedele e d1« ligente servizio egli potrà raccogliere una modesta pensione ~ssi« curatasi ùei lunghi anni passati al servizio dello Sta~o. - Secon« dariamente una buona legge di pensioni deve ass.ic·urare 'e ga-" , < ra%tire la libertà deU' ammi11,istrazione. · << Perchè se da una parte vogliono essere gua.rentiti gli interessi
a
LE PENSIONJ CIV!J, I li: MILITARI
A PROPOSITO DEL NUOVO PROGETTO Dl LEGGE
« individua.li dell'impiegato, e l'assicurazione di questi interessi è « .guarentigia di buona amministrazione, dall'alLra conviene che
La legge sulle pensioni deve tendere ad agevolare, anzi a favorire in modo particolare queste eliminazioni, che tanto interessano il vigore delle istituzioni militari; e così appunto, come si è visto, essa fa nei paes i germanici, i quali, in tuttociò che riguarda la solida e razionale or()'anizzazione militare., sono incontestabilm ente alla Lesta o degli altri . In Francia ed in lLa.lia, disgrazi atamente. come riflesso della Francia, si provvede pure a questa specie di eliminazioni, che · sono indispensab ili negli eserciLi; ma vi si provvede male, e ciò è causa di un malessere in terno, che toglie vigore ali' organismo militare e ne perturba il regolare funz ionamento . Il bisogno cli disposizioni analoghe, in questa parre, a quelle del.le leggi austriaca e · tedesca è fra quelli che più vivamente sono sentiti, ed il soddisfo.rio · doveva essere uno dei ·principali scopi della nuova legge. Il disegno di questa però, com'è stato presentato alla Camera dei Deputati, non fa presentire neanche una lontana idea di introdurre da · noi qualche cosa cli si mile a quelle disposizioni, ed anzi si distacca decisamente da esse tanto in ciò che risguarda il diritto alla pensione, che nella misura di questa. In via di diriLLo il Governo si riserba la facoltà cli revocare dall'impiefo, rispettando le disposizioni di una legge da farsi sullo stato d~gli impiegati e di quella sullo stato degli ufficiali, a qua- · lunque ;poca del servizio « quelli impiega.ti che non adempiano ai loro obblighi, ovvero siano disadatti al set··vizio (11) ». Qui sono , e~identemente confusi dLie distinti motivi di eliminazione: si confonde ciò che nell'esercito dà origine alla 1·i1nozione clel grado ed' · alla revoca clall'imipiego, con ciò che è motivo di riforma; le prime .sono punizioni, l'ultima è collocamento a riposo per inaLtitudine a · continuare il servizio. Ma forse la succitata disposizione non mira che a punire, e le pa- · role della relazione devono riferirsi soltanto agli impiegati negligenti, indisciplinati, o in qualunque modo poco onesLi. L'art. 19 ·
« l'amministrazione abbia una vera e propria libertà, di guisa che « nel togliere d'wfficio iin impiegato che non rencle più 1itili seri1i,zi « al paese, l'am.mi?-1,istrazione possa essere sicivra cli non l!rovarsi « davanti a 11,na lotta nella q1iale l'ammi?i·istrazione soccomba. « Questa lotta si manifesta tra la condizione individuale dell'impie« gato ed i bisogni dell'amministrazione. In altri termini il Governo « cle'Ve poter licenziare l'impiegato senza gettarlo nella m,iseria, « senza recare col licenziarlo onere soverchio allo Stato n. · Non si può a meno di rimpiangere che il relatore della commissione che ha studiato il nuoYo disegno di legge sulle pensioni, non abbia posto mente a quanto disse l'eloquente relatore della commissione parlamentare del 1188 1 I 1
Ho detto che la legge di variazione della pensione in funzione degli anni di servizio, quale risulta dalle disposizioni del nuovo progetto, è in particolar modo disadatta a soddisfare gli speciali bisogni delle istituzioni militari. Che tale legge 'riesca più specialmente dannosa agli ufficiali dell'esercito, si comprende agevolmente, poichè essa torna in danno di chi meno resta in servizio, e gli ufficiali resistono meno al faticoso servizio loro, che non gli impiegati in più comodo ufficio . Ma non è ora di questo che intendo occuparmi: gli speciali. · bisogni cui alludevo, risguardano la necessità di più numerosi col... locamenti a riposo per inattitudine a continuare il servizio. L' esercito non consente, specialmente nei gradi inferiori (ep~ perciò quando l'ufficiale può essere non lontano dal principio del. suo servizio) non consente l'impiego di chi non ha il pieno possesso, di tutte le sue memhra, di tutta la sna forza, di chi viene' a mah care di energia, di vitalità. Nei pubblici impieghi si può ammettere, e si pnò tanto più mantenere, chi ha malferma salute, chi è· zoppo, chi ha perso la voce, chi ha un'infermità qualunque che non vincoli al letto; ma nell'esercito chi non è più sano in modo assoluto, chi sente affievolirsi la sua robustezza, chi è affeLLo da infermità, non può seguitare il servizio; è interesse suo, è sopratutto interesse dell'istituzione, cui egli non può più dedicare tutto se stesso, che si ritiri dal servizio.
123 ·
•
(I) Relazione ,:he precode il progetto, pag. XVI. L'art. 20 del pl'ogetto non accenn a ·· a nessun a causa speciale; esso dice : . . . . . . . « È in facoltà del Governo, salvo l'osservanza delle d1spos1z1on1 spc.c1all r1sguar" danU lo stato degli impiegati civi li e dei militari, di dispensal'e 10 qualunque- ' < tempo gli impiegati civili ed i militari dal servizio ».
LE 'PENSIONI CIVILI E MILITAR!
..
. del progetto· che accorda la facoltà al · Governo .« di coUocare a ri« poso gli impiegati civili ed i militari che, abbiano', compiuto al-. « meqo 15 anni di servizio, in seguito a loro .domanda» è il· solo vero accenno alla possibilità di riform,a, se per0 ·il Governo creder,à ·' di consentil'la. Come e ch i giudicherà se déve o no consentirla, non si dice, nè ' • si· stabilisce niente di preciso riguardo alle ragioni del ritiro . Nella relazione (pag. XV) si dice: « Evidentemente se vi·sono delle gravi « ragioni sia di salute, sia di fami glia ìJ ch iesto collocamentb a ri-« poso non verrà negato: solt_anto bisogna lasciare al potere es.ecu-, « tivo l'apprezzamento delle ragioni che potranno addursi dal fon-· -<< zionario )>. In questa indeterminatezza, come in ogni parola della relazione e del progetto, si sente la mancanza di un rappresentante ' militare nella ·Commissione che lo ha studiato: egli avrebbe detto ,, . chè l'esercì to è abi tuat.o a sentir parlare di diritti ,e di doveri ben, · pr:eoisati e non di gra?Jie: egli avrebbe chim;ito·gli'speciali e importanti· bisogni del1'e istitu?Jioni mili tari ·in questa parte, bisogni che la comm issione ha dimostrato di ignorare in, modo assoluto. E rche cosa stabilisce il progetto riguardo all'entità della pensione? - 'Chi è licenziato per punizione ri ceve, secondo la durata del servizio, o la restituzione delle ritenute, od una pensione da liquidarsi in base a contributi alla cassa più bassi dei normali . E a chi in causa di infermità non è più atto a seguitare il servizio, epperciò deve ritirarsi, prima dei ,15anninon vie1i dato.niente , e dopo , dai 15 ai 20, può essergli graziosamente accordato il ri Liro con pensione da liquidarsi in base ai contributi alla cassa del ,J O 0 Io sul primo ,stipendio e del 6 per 0 10 sugli ulteriori aumenti. Dunque ad un ufficiale che, entrato pieno di vita nell'esercito, dopo un considerevole servizio · che può gi ungere fino a 15 anni·, non potesse seguitare per infermi{à-conbratte in· modo che non possa precisarsi essere a cagion,e . dél servi.zio, ma per motivi che nessuno p0t,rebbe però dire in:di- · pendenti dal servizio, Io Stato non concederebbe alcuna pensione, e neanche alcuna indennità temporanea o fissa per una sola volta; ed a quello che nelle stesse condizioni avesse più di 45 anni di servizio, lo Stato si riserberebbe la facoltà di darne una in misura ridotta. - Gli autori del progetto, prescindendo da ogni considerazione cli giustizia, possono essersi illusi al punto ,da credere che
A PROPOSITO DEL NUOVO PROGETTO Ol LEGGE
11~5 '
,,le eliminazioni necessarie si farebbero con tali disposiz ioni? Io stimerei far torto alla loro esperienza supponendo di sì, ad amo meglio credere che non sapessero che esistesse la necessità di simili eliminazioni . Per meglio precisare l'entità della pensione nel caso in cui essa sarebbe concessa, consideriamo il caso di riforma dopo 15 e dopo ~ 9 anni di servizio, cioè ,dopo un servizio confinante o quasi con quello che dà libero diritto a pensione. Un ufficiale dopo tali durate di servizio, vo lendo considerare il caso normale, sarà:capitano, ed in base alle vicende della carriera comune, a lui spetterà nei due casi ·una pensione determinata dalle seguenti liquidazioni. Dopo 15 anni di servizio
Dopo 19 anni di servizio
Per lo stipendio di L. 1800 dall'età di llO anni · . . . 21,63 X 1,s X 10 Per l'aumento di L. 400 da ll'e tà di :?5 an i,i . . . 11,24 X o,, X 6 •P er l'a umen to di L. 2'JO dall'età di 81 arJOi . . . . 3,51 x o,22 6 P er l'aumen to d i L. 780 dall'olà di Sd anni . 0,1a ,X0,78 X 6
= 389,31 33,15 X 1,s X 10 = 596,70 , = 26,98 1s,01 X o,4 X 6 = 45,58 x = 4,63 8,4s xo.22 x 6 = 11,1s . = 3,65 4,71 X0,78 X o = ~
Totale L. 4.24,60
Totale L. 675,40
Un capitano che ha'. dedicato 15 anni della sua vita al servizio dello Stato e, che, colpito da infermità, è. costretto a lasciarlo avrà adunque una pens ione di lire 424, ossia poco più di 1/8 del suo stipendio; e dopo 19 anni avrà L. 675, ossia 35 lire all'anno più di 1/5' del suo stipendio. - Nelle stesse condizioni · in· Austria ha 0 - 3/8 dello stipen~io dopo 15 anni, e~ 9/40, ossia quasi metàclopo 19; in Germania ha ,1/3 delle c0mpetenze di servizio dopo 4 5, e 4/'1O · dopo 19 anni. Come valore assoluto della pensione il capitano ha in Austria '1125 lire dopo 15 anni, e 1.425 lire dopo 19 anni; ed in Germania il capitano in 2• ha 1496 lire dopo 15 anni, e 1795 dopo , •19 anni di servizio . Dopo queste cifre, credo sia inutile qualunque altra osservazione: i paesi che sanno ciò che occorre alla solida e vigorosa costituzione di un esercito, rispondono con esse al progetto della Commissione, la quale ha dimostrato di ignorarlo. 1
Chi ha studiato il disegno di legge ha creduto bastasse ad assicurare le eliminazioni per inabilità, il « non subordirrare la pensione ,
·126
•
T.E PENSIONI · C!VlLl E Mlf,ITAIU
« a periodi lunghi e difffoili a raggiungere, a fine di offrire nw,oior · « libertà all'amminisLrazione. ed accrescere il vigore e la forz;1:>dei « pubblici uffici, allontanando quelli impieoati che non sono più . « att, a prestare un servizio utile per lo Stato » (1 ). Da ciò la disposizione, che accorda ·il libero diritto cli chiedere il ritiro e di collocare d'autorità a riposo dopo sol i 20 anni di se1Tizio. Che conven isse assai prim::i di 20 anni di servizio allontanare quelli impiegati che non sono più alti a servire utilmente senza , perciò stabil ire anche per gli ab ili la concessione del diritto' di abbandon~re lo_ ~La~o d~po un servizio sì breve, cerLamente sapevasi; ma le d1spos1z1on1 a ciò necessarie non ernno conci liabili col metodo di liquidazione della pensione che si proponeva. · Co~e infatti lice~ziarn dal servizio un impiegato che non ha colpe morali, senza dargli erricace ajuto? La sopraggiunta inab ilità a continu~re il servizio lo ha già privalo della salute, gli tronca colla camer~ le ~peranze dell'avvenire e deve anche apportargli la complet.a m1sena? E deve essere proprio lo Stato ad amrravare la sven. d' Ol:l tura, invece I proteggerla? A lutti ripugna questo pensiero, ognuno comprende che assumendo in serviz io un imp iegalo, in corrispettivo dello zelo, della fedeltà, dell'abnegazione che a lui richiede, lo Stato ~eve· acc~rdargli assistenza nel caso che divenga incapace di ultenore servlZ!o. Non volendo ad~nque, rinunziare alla liquidazione della pensione col metodo contabile che conosciamo, nè potendo con questo onestamente stabilire il ritiro dal serYizio per inabilità a continuarlo I~ Co1?missi~ne che ha redaLLo il nuovo progetto si appigliò al par~ Lito ~1 so?pri.mere qualunqtie disposizione sul collocamento a riposo per mall1LUdme al servizio, e di abbassare a20 anni il limite di servizio p~I lib_ero ritiro :' pel libero collocamento a riposo. Nou potendo r1med1are ad un inconveni<mte, fu costretta a crearne un altro. È una delle tante consogueme del seguire un'idea preconcetta in materir, così positiva. Col non parlare di queste eliminazioni, non si impedisce però ~
( 1) R.ela~ione ol ustt/1,cattva del m·ogetto, png. VI.
A I'ROPOSJ'fO DEL NUOVO I'HOG ETTO 01 LEGGE
che avvengano o che per lo meno si presenti il caso di farle, ed allora? .. Allora non vi sarà altro mezzo che di essere o inumani coll'impiegato, o trascuranti del bene dello Stato.
.J0 Minaccia all'indipendenza degli impie,qati; pericolo politico di
soverchi mutamenti di personale ad ogni cambiame1ito di pa,·tito al Governo.
Fino ai 20 anni di sernz10 il Governo, salvo l'osservanza della legge sullo stato degli impiegati civili e dei militari, ha facoltà di dispensare dal servizio qualunque impiegato; dopo i 20 anni il diritLo di collocare a riposo è in lui assoluto, per contrapposto all'assoluto diritlo dell'impiegalo di chiedere il ritiro dal servizio. Sulla prima parte non vi è nulla cla osservare che risguardi le pensioni: il Governo si riserva un diritto che gli è indispensabile; sollanto pare che questo diritto debba trovare la sua enunciazione ·nella stessa legge sullo sLato dogli impiegai.i, non essendo corretto concedere con una legge una facolLà, che dovrà essere limilélla da ,m'altra, che ancor non esiste Nella legge sulle pensioni basta dire quale sarà rassegno viLalizio da darsi a chi, in base alla legge sullo -stato degli impiegati, sarà revocato dall'impiego. Sulla seconda invece, conviene fermarci per esaminare quali sa1·anno le conseguenze del limite di 20 anni per il libero ritiro ed il libero collocamenLo a riposo. -Q uesto limite, che non trova riscontro in nessuna legislazione, coslituirehbe con qualunque altro sistema cli pensioni, un'eccessiva larghezza a favore degli impiegati ed a danno dell'amministrazione, la quale sarebbe esposta a pagare l'uscila dei migliori elementi, che, relativamente ancor giovani (40,4.5 anni d'olà) procurerebbero di cumulare la pensione vitalizia dello Stato con i più larghi emolumenti che concedono le società private. Questo pericolo non è tolto anche col sistema alluale, ma perde valore dì fronte alla tenuità straordinaria dell e pensioni, che possono spettare dopo soli 20 anni di servizio. Ed anzi la considerazione di questa tenui là permette di riguardare ·la disposizione in questione come una insidia all'indipendenza degli
'
LE PENSIONI CIVILI E MILITARI
impiegati ed ai loro piu legittimi interessi, piuttostochè c?~e un• . inaiustificato favore a loro riguardo. -Infatti dopo 20 anni d1 servi;io essi si troverebbero completamente esposti all'arbitrio ministeriale, che col collocarli a riposo potrebbe troncare la loro carriera non solo, ma gettarli per soprappiù nella miseria. Nessun impiegato . dopo 20 anni ha diritto, .col sistema proposto., ad una pensi~ne che eauaali o a metà del suo stipendio, e non pare sia conveniente accorda.re · il diritto delicatissimo e pericolosissimo di collocare a. riposo d'au- · torità, se non quando la pensione, che spetterà all'impiegato, superi almeno la metà del suo stipendio d'attività. Una .pr~vvigione minore non basterebbe infatti ai primi bisogni della vita; nè si può far troppo c.onto sulla facoltà che il pensiom1.to acquista di procurarsi un altro impiego privato, perchè chi è li-. cenziato d'autorità non pnò accapararsi prima di lasciare il servizio· dello Stato un'altra occupazione, nè può aspettare l'occasione favo. revole di trovarla; e dopo, le difficoltà di trovare un impiego proficuo e mediocremente decoroso sono grandi per chi è disoccupato. Non può adunque riguardarsi che come insidiosa per i pi.ù vitali interessi dngli impiegati, insidiosa per la loro indipendenza, la facoltà che col nuovo disegno di legge domanda il governo. Adottando il proposto metodo di liquidazione della perisione, non si potrebbe acc.ordare al potere esecutivo la hbera facoltà di collo-· care a riposo, nè a 20, nè a 25, nè' a 30 anni di servizio: abbiamo. visto' infatti, che anche dopo 25, anche dopo -30 anni di servizio,. , molti impiegati non percepirebbero una pensione corrispondente ametà stipendio . .
A PUOPOSITO DEL NUOVO l'ROGETTO DI LEGGE
:·presentato alla Camera, noi donemo aspeltarci di vedere inaugurnto il sistema americano di rinnovazione di una gran parte di impiegati a.d ogni cambiamento di partito al Governo. - Al momento del trionfo in una lotla politica infatti, sono molti gli avversari da ,-colpire, molte le soddisfazioni da dare al malcontento contro gli impiegati che servivano sotto il partito di prima; e più ancora sono gli aderenti da contentare. Dare al Governo un mezzo tanto comodo di far posto ai propri partigiani, qual'è quello di far firmare dei· -decreti senza conseguenze per le finanze dello Stato, ·è invitarlo a servirsene, anzi è fare in modo ch 'ei sia costretto a servirsene. Non vale obbiettare che vi è sempre il freno dell'onestà e dell'im,parzialità dei ministri. Non si nega quello che si ha facollà di fare, e lo scudo più efficace per l'onestà dei ministri come di tutti gli .uomini, è l'impossibilità di far quello che li renderebbe disonesti. A primo aspeLLo la disposizione del nuovo progeLto, secondo cui allo Stato è imposto il carico di versare una somma corrispondente al terzo dello stipendio annuo d,i ogni nuovo impiegato assunto in servizio, pare non consenta la rinnovazione degfi impiegati senza arwravio dei bilanci,· ma se si pensa che col lasciare scoperte alcune cariche per pochi mesi (cosa che non esce dall'ordinario), il Governo può trovare i fon di necessari per tali versa.men ti, non si può ri tenere che una tale disposizione sia efficace impedimento ai numerosi colJocamenti a riposo. è!)('}
4° -
La soverchia larghezza del diritto da accordarsi al Governo, quando l'entità della pensione spettante agli impiegati è eccessivamente scarsa, costituisce per tutti questi un pericolo tanto maggiore, in quanto che colla nuova legge il Governo non_ ha più nessun efficace ritegno al loro collocamento a riposo negli assegni limitati dei bilanci annuali. La pensione non costituendo più un onere predi versamenti già fatti, il Governo, sente•' ma essendo conseauenza ~ se la cassa è individualmente garantita da ogni perdita, può Jqrgheggiare nei ' collocamenti a riposo. Esso può largheggiar~ tanto · liberamente, che, se fos$e adottato il disegno ,di legge com'è stato,
Br1tsca i·ottiira di continuità fra il passato e l'avvenfre:
È forse la prima vo lt.a che si propone una legge di pensione, p1·0,clamata migliore e più genefosa di q·uelle esistenti, e che da essa
si escludono gli impiegati che sono in servizio. Vi sono molti esempi di concessione d'effetto retroatt.i vo alle leggi di pensione, .non ve ne è alcuno di dichiarazione d'effetto negativo per i presenti; e ad un vero effetto negativo equivalgono le disposizioni transvtorie del progetto, le quali impongono limiti di tempo e s0;pracaric:hi tali, da rendere vana la concessione di optare per la nuova legge. Chi non ,sente quàn~a ingiustizia e quanta sconvenienza vi sia nel dire agli A~NO XXVlll, VOL, I.
9
J
~30
T,E PENSIONI CIVILI E MILITAR!
attuali impiegati: Quelli che verranno dopo di voi saranno trallatf' meglio; ,per voi è anche troppo ciò che vi diamo,_ e s~. pure volet~ · avere gl i stessi diritti degli altri, pagate un tanto m prn e fra molli anni potremo accordarveli ! ? Le disposizioni transitorie del progetto stabiliscono in sostanza) quanto segue: Per coloro che sono in servi'.lio all'attuazione della nuova leg~e· restano' pienamente in vigor·e tutte le disposizioni delle leggi es1- · stenti (art. ,U ). . . . ., . . Acquistano il diritto a Jiquida~e. la ~ens1?ne ~ms_t~ le '.hspos1~1~rn contenute nella nuova legge, gh impiegati e~ 1 m1htar1 che s1tro-· vano in servizio al momento della sua attuaz1~ne, qua.ndo e~~ro mi anno dichiarino di sottoporsi, in ragione degli anm d1 servJZto, alle · . . . . . ritenute ~ome appresso (art. 42): 11° Per quelli che hanno meno d1 1 O a~m d1 s~rv1z10, ed una· età inferiore a 30 anni, all e ritenute ordinane prescntte dalla legge · proposta (V . specchietto riporta~ i~ princip!o ~ qu~1:3-1II parte): 20 Per quelli che hanno p1u cl, 1 O anni d1 se~v1z1? e meno d1 20 ed un'età inferiore a 40 anni, alle ritenute ordmar,e p1:oposte, . ac~resciute di circa !' 1 0/ 0, sullo intero stipendio complessivo du1
rante •t O anni. . . . . .. . , 30 Per quelli che banno più di 20 anni d1 ser:1z10 e piu_ d1 40 anni di età alle ritenute ordinarie proposte, accresc1~te_ sullo mtero · stipendio, durante 10 anni , in una proporzione ~ar1ab1le da altrettanto del loro valore, fino ad una metà soltanto d1 esso, ~ec~~dochè lo stipendio è poco o molto elevato (da •1, 5 pe~ ce~t_o rn p1u sull~ stipendio cli ,1000 lire, fino a 3, 7 1 per cento m p1u su quello di 1
, . . . 12000). . . . . ( Art. t3) « Le pens1om di cui nell artico_!~ p1 ecedente 110n, t nno essere liquidate colle norme stabilite nella presente · ( po ra . . 1O . d l « lea(fe agli impiegati civili, se non siano tras?ors1 anm_ a « gi~;no dell'effettuata clichiarazio_ne,__o ~ ann'. qua~do abb1~no · · to ·1 6~u 0 anno di età· ed a1 m1htan del\ esercito e dell ar« comp1u I · ' . • , d' « mata se non siano trascorsi 5 annt dal giorno dell effettuata 1~ rhiarazione ed abbiano raggiunto l'età di 60 anni. « Per gli impiegati e per i militari che al momento della collo-
A PROPOSITO DEL NUOVO PROGETTO Dl LEGGE
« cazione a riposo abbiano prestato un servizio inferiore a 25 anni, « la pensione sarà nella misura dei due terzi di quella risultante « dall'applicazione della legge. (1) » 1
Queste disposizioni sono tutt'allro che chiare. Le ritenute straordinarie che si dicono stabilite « in 1·agione degli a;nni di ser'Vi.zio » sono poi enunciate anch e in ragione dell'età, e la classifi cazione delle categorie di impiegati è evidentemente incompleta. Il limite di tempo dopo il quale possono conseguirsi le nuove pensioni è precisato per gli impiegati, ma non lo è affatto per i militari. Ed infatti: o quell'ed dell'art. J,3 è un errore di stampa e deve leggersi invece od, ed allora vorrebbe dire che le nuove pensioni sarebbero estensibili subito a chi ha compiuti 60 anni, e lo sarebbero dopo 5 anni agli altri militari; oppure (come lo fa credere il non aver corretta la stampa alla seconda presentazione, e più ancora quanto è detto a pag. XXX della Relazione, che cioè nessuna pensione può essere liquidata prima di un quinquennio, scorso il quale la liquidazione sarà limi tata agli impiegati con più di 65 ed ai militari con più di 60 anni) oppure, clico, non vi è errore cli stampa ed allora, strettamente inteso, l'art. 43 escluderebbe per sempre dalle nuove pensioni tulli i mili lari, che non abbiano più di 60 anni. Comunque sia, non è il caso, dopo quanto è stato detto intorno al valore intrinseco della nuova legge, di star ora a discutere sui dettagli di queste disposizioni. Esaminiamo piuttosto in via generale· se sia giusto, cambiando legge di pensioni, l'imporre un onere sup.pletivo per un tempo qualunque agli impiegati in servizio, e porre· delle speciali limitazioni all'uso del loro diritto. L'unica giustificazione di simili misure, che dànno gli autori del progetto è la seguente_'(Relazione pag. XXX) : « Non sarebbe conforme ai prin<,'ipii di eqi"ità pareggiare gli (1) Dopo quanto abbiamo visto del valore delle nuove pensioni fra i 20 ed i 25, anni di servizio, non può che m~ravigliare il timore di riuscire troppo generosi concedendole al vecchi impiegati. Secondo la relaziono cbo precede il progetto, i militari dovrebbero essere in particolar modo sensibili a tanta graz.ia; infatti, ove parla della dlsposiziono espressa dall'ultimo allinea dell'art. 43, cosi si esprime: • La quale disposizione torna di ~tngolare oontaggio ;per t mtlitart, che, salvo casi eccezionali di riforma, al disotto dei 25 anni non banno attualmente diritto alcuno, n• a pensione,. nè ad indennità "·
A PROPOSITO DEL NUOVO PROGETTO DI LEGGE LE PENSION[ CIVILI E MI LI TARI
·132
<< impiegati attuali ai nuovi, senza Leuer conto della diversità del « contributo pagato allo Stato, sotto forma di ritenuta, durante le « rispettive carriere: d' onde la nBcessità delle d'isposizioni dell'ar« ti colo 42 ». Le ritenute che da sei anni sono in vigore sugli stipendi, sono alquanto più basse di quelle che la legge proposta imporrebbe; ma le ritenute che per più lungo tempo hanno pagalo gli impiegati, cui l'articolo 42 impone dei versamenti supplementari, sono quelle stabilite dalla legge ,J8 dicembre 1864, le quali, come si può rilevare dallo specchieLLo riportato più addietro, sono considereYolmenLe più .elevate, che non quello che si propongono colla nuova legge. I ,•ecchi impiegati adunquo banno pagato sotlo forma di riLenula un contri buto maggiore allo Stato di quello che pagherebbero i nuovi; nè ciò è Lutto, po ichè la leggo ·1864- imponeva, oltre alle più forti ritenute normali, anche la ritenzione dwrante sei mesi di wn terzo del primo stipendio e della metà di ogni successi1:10 wmento. La di,ersilà di contributi, tanto speciosamente posta innanzi, consiste adunque in versamenti straordinariamente più grandi, fai.Li dai vecchi impiegati allo Stato ed « i principii di equità » depongono con tro le disposizioni del nuovo disegno di legge, come contro qualunque allro che, facendo ai nuovi impiegati condizioni migliori, ne .esci udesse gli attuali. Quand'anche poi, contrariamente a ciò che è, le ,·occhie ritenute fosse1·0 state più basse delle nuove, la differenza del contributo versato dagli impiegati non avrebbe potuto essere invocata a sostegn o di una di/Terenza di trattamento. In primo luogo infatti, la pensione non dipende che in piccolissima parte delle ritenute; o d'altra parte la raaione delle ritenute essendo determinala dallo Stato, come potrebbe egli far carico agli impiegati di averle pagate secondo una, piuttosto che secondo un'altra? Essi hanno pagato quelle ritenute, che Io Stato ha imposte: ne pagheranno delle più forti se lo Stato lo vorrà, ma non potrebbe imputarsi a loro colpa, se i versamenti passati fossero sta.Li tali, piutiostochè tali altri. '
i')
L'aver voluto, contro tutte le ragioni della giustizia e dell'equità, .stabilire una ritenuta suppletoria ai vecchi impiegati, ha dalo ori,.gine ad un'altra prescrizione, per se stessa non giustificabile, quella
•\ 33
cioè, di imporre l'anticipala opzione per la vecchia o .per la nuova legge agli impiegati ora esistenti. Chi dopo un anno dalla sua promulgazione non avrà optato per la nuova legge, non potrà mai più chiedere che gli sia liquidata la pensione in base alla medesima. Non si dice se chi ha scelta la nuova possa poi domandare la liquidazione in base alla vecchia legge; ma è sperabile che non si avrà avuto in mento di approfittare dell'errore dell'impiegato , fino al punto da negargli dopo ch'egli avrà pagato di più, ciò che gli spettava se non avesse voluto pagarlo. Ad ogni modo però un profitto dall'erroneo apprezzamento anticipato che facesse l'impiegato (cosa assai fa ci le col sistema proposto) lo StaLo lo trarrebbe sempre (e ciò rende poco onesta la prescrizione in discorso); perchè, o si avvantaggerebbe delle màggiori ritenute fatte all'imp iega to, se questo dopo aver scelto la nuova, volesse la pensione secondo la vecchia legge, o negherebbe una pensione maggiore, solo perchè l'impiegalo molti anni addietro, si è sbagliato in suo danno. Affinchè la speculazione sull'errore dogli impiegati non esistesse, si sarebbe dovuto stabilire che lo Stato, nel primo caso rendosse le maggiori ritenute percepite, e nel secondo concedesse la maggior pensione, trattenendo l'ammontare dello ritenute suppletorie non fatte e dei loro interessi. Il che equivale a dire che non si sarebbe dovuta imporre nessuna dichiarazione anticipala all'impiegato, ma lasciarlo libero di apprezzare fino al momento in cui andrà, o sarà mandato a riposo, se gli convenga meglio accettare coi vantaggi anche gli oneri straordinari della nuova legge, oppure restar fedele all'antica. Da quanto ho esposto panni consegua incontestabilmente, che colla nuova legge sulle pensioni, qualunque sia per essere, non devono, e non possono equamente imporsi agli impiegati esistenti, nè ritenute straordinarie in più di quelle che pagheranno gli impiegati nuovi, nè l'immediata opzione per l'una o per l'altra legge. Se mantenendo l'aU.uale misura delle ritenute e mantenendo rispetto ad esse la proporzione di 2: 1 pel concorso dello Stato nei versamenti alla cassa, non fosse possibil e, come non lo è certamente, di stabilire delle pensioni razionalmente determinaLe in vista dei loro Sl~opi fondamentali , si aumentino le ritenute nella misura a ciò necessaria; ma si aumentino per tutti, vecchi e nuovi , e non si
LE PENSIONI CIVILI E llflL!'rARl ECC,
creino disparità illogiche fra una categoria di impiegati ed un'altra. Il mutare le ritenute sugli stipendi rientra nelle libere facoltà dello Stato: se ne è valso altre volte, se ne valga ancora, e sia certo che non sarà il versamento del mez;zo o dell'uno per cento in più sullo stipendio, che scontenterà gli impiegati: essi pagheranno molto volontieri di più, purchè si faccia una buona volta una legge di pensioni equa, ra_zionale e prottetrice della loro indipendenza. Un'altra obbiezione si fa all'estensione di una nuova e più buona legge ai vecchi impiegati. Le pensioni future, si dice, devono differire essenzialmente dalle presenti , perchè. per queste non vi è stato regolare formazione del capitale di pensione, come vi sarà invece per quelle dei nuovi impiegati dopo l'istituzione della cassa pensioni. - Più speciosa ragione non si potrebbe addurre. Che c'entrano infatti gli impiegati se lo Stata, invece di cumulare colle loro ritenute un concor,so proprio e farlo fruttare, ha consumato.l'uno e le altre? Così facendo egli hà creato un debito, che equivale precisamente al capitale che si sarebbe accumulato di anno in anno presso la cassa pensioni, se questa fosse esistita. Lo Stato paghi questo debito, e gli impiegati attuali si troveranno senz'altro nelle identiche condizioni in cui saranno gli impiegati futuri. Se la cassa pensioni fosse esistita e se lo Stato avesse regolarmente versato iri. essa le ritenute degli impiegati ed il proprio concorso, sarebbe forse diversa la situazione da ciò che è attualmente? La Cassa avrehbe dovuto porre a frutto i propri capitali e lo Stato, che fino agli ultimi anni ha sempre avuto bisogno di prendere a prestito, avrebbe egli stesso ripresi i fondi della Cassa. Questa avrebbe ora un credito manifesto e scritto verso lo Stato, ma nulla più: la s,ostanza sarebbe la stessa di quella d'adesso. -È la mancanza di un registro, che deve escludere gli impiegati attuali dai vantaggi che si concederanno ai nuovi 't (Continua) . L. CONTI VECCHI Capitmw di stato maqiore, lNG.
LE SCUOLE DI TIRO AL BERSAGLIO
Nell'anno 188•1 venne per la prima volta eseguito dai corpi di :"fanteria il tiro al bersaglio attenendosi alle norme stabilite dal!' Istruzione provviso'l'ia stil tiro, pubblicata nell'anno stesso. La cambiata istruzione, specialmente grazie al tiro a grandi distanze, permesso dal nuovo alzo graduato fino a 1600 m., rendeva di eccezionale importanza lo studio dei risultati ottenuti, come quello che avrebbe gettata molta luce attorno a parecchie questioni relative alla nuova istruzione, ed all'impiego dei fuochi a grandi ,-distanze. Nel riepilogo delle relazioni e degli specchi di tiro al berf;aglio, e dei. rapporti sullo stato delle armi trasmesse al Ministero dai corpi -e distretti militari, compilato dal capitano d'artiglieria Castellani Giovanni, vi sono due specchi e due quadri grafici nei quali veni nero raccolti tutti gli elementi necessari a tale studio. Il primo specchio diviso in 32 colonne raccoglie i risultati ottenuti nel tiro annuale daciascun reggimento di fanteriaebersaglieri, · da ciascun battaglione alpino e d'istruzione. La prima colonna contiene l'indicazione del corpo, le successive 22 i risultati ottenuti nel tiro ordinario e speciale è nella classificazione dei tiratori. Pel tiro · ordinario sono riportate le medie sia dei pnnti ottenuti sia dei 1 bersagli colpiti distintamente per le prime 13 lezioni, per l'ultima (tiro accelerato) e sul complesso delle '14; èosì pure pel tiro spe. ciale si hanno le medie per i tiri contro bersaglio scomparente, , contro bersaglio scorrevole, e pel complesso delle quattro lezioni; nella 13a colonna è riportala la forza media che ha eseguito i tiri e melle 14 • e ,15a la classificazione dei corpi in ordine ai punti otte-
,136
LE SCUOLE DI TIRO AL BERSAGLIO
nuti nelle 18 lezioni. Seguono poi 7 colonne conténenli il numero-• ,degli individui classificati, il numero di quelli nominali o confermati tiratori scelti, il per cento dei tiratori assegnati alle tre classi di tiro e la classificazione dei corpi basata sul per cento degli assegnati alle prime due classi, finalmente la colonna _23a contiene le· annotazioni. I risultali ottenuti nel tiro di combattimento sono riepilogati nelle, 5 successive colonne, indicanti: la distanza media alla quale venne eseguilo il tiro, il per cento dei bersagli colpiti nelle due lezioni di tiro individuale, 'nelle 6 di tiro in massa, nel complesso delle 3 lezioni e le annotazioni. Segue infine nelle colonne _29a e 30" la clas-, sifìcazione dei corpi secondo il per cento complessivamente ottenuto · nelle 20 lezioni di tiro individuale e nella colùnna 311• la classificazione fatta in base ai risultati delle 6 lezioni di tiro in massa. Lo specchio è chiuso colla colonna 32" nella quale viene ripetuta l'indicazione dei corpi. Mentre gli elementi relativi al tiro ordinario e speciale ecl alla• classificazione dei tiratori raccolti in questo specchio, sono sufficienti a dare un'idea abbastanza completa sull'andamento del tiro .. presso i vari corpi ed a giudicare i r isultati medi che si sono effettivamente ottenuti, gli elementi raccolli relativi al tiro di combattimento sono assolutamente insufficienti sia ad istituire confronti, sia a fornire un concetto chiaro intorno alJ' efficacia ottenuta in pratica col tiro del nostro fucile alle grandi distanze. E ciò viene ricoJ10sciuto anche dal capitano Castellani, il quale, avendo parecchi corpi trasmesso maggiore copia di dati, presenta nell'altro specchio , (N. 7) un saggio degli elementi cbe esso reputa necessari per dare· conveniente notizia del come · sia stato condotto il tiro di combattimento e dei risultati ottenuti. Questo specchio, olLre la indi cazione clei corpi, e le annotazioni, contiene 11 colonne che dovrebbero venire sostituite nell'altro alle 248, 25", 26a e 27"; in esse sono registrati il numero · degli indi·. ,•idui che eseguirono il tiro e le medie delle distanze adottale e dei bersagli colpiti per ogni 100 palle lanciate, rispeLLivamente nelle due lezioni di tiro individuale, nelle due di tiro a pause, nelle quattro di tiro a salve, nel complesso delle ultime sei (tiro in massa}! e di tutte oLto le lezi,mi di combatLimenLo. 1
LE SCUOLE DI
nno
AL BEUSAGLIO
,J37
I numeri contenuti in questi due specchi vennero riprodotti mediante superficie colorale e diagrammi in due quadri grafici. Il primo quadro rappresei;ita gli elementi raccolti nel primo specchio, ed è composto di tre disegn i, dei quali uno relativo a tiro ordiaario e speciale, l'altro alla classificazione dei tiratori ed, il terzo al tiTO di combattimento. In ciascuno di essi sono segnati i 1i>3 corpi di fan teria sopra la linea orizzontctle di base. Ne,l primo disegno lo spazio occupato in larghezza da ciascun · corpo rappresenta con mm. centinaia di individui che in media eseguirono le lezioni di tiro ordinari o e speciale, e la superficie colorata il numero dei bersagli colpiti nelle 18 lezioni (50· bersagli per ogni mm. quadrato di tinta). Il per cento dei bersagli colpiti nella lezione di tiro accelerato, nel tiro ordinario, nello speciale e nel complesso d'entrambi viene indicato rispettivamente dall'altezza della colonna azzurro, azzurra e rossa, gialla e di tutte tre; i punti ottenuti per cento palle lanciate negli stessi tiri vengono rappresentati dalle ordinale di quattro diagrammi. Nel secondo disegno lo spazib occupato in mm. di larghezza dai vari corpi dà in centinaia il numero degl' individui classificati, quello poj degli assegnati alh ,1 a, 2" e 3" classe di tiro Yiene for· nito dalla superficie colorata in azzurro, rosso e giallo, l'altezza di, ciascuna delle quali indica il relativo per cento; un diagramma rappresenta il numero degli individui nominati o confermati tiratori scelti per ogni cento classificati. . I.I terzo disegno riproclnce mediante tre diagrammi il per cento · dei bersagl~colpiti nelle due lezioni di tiro individuale, nelle 6 di tiro in massa e nel complesso delle 8 lezioni del tiro di c0mbatti-· mento. L'altro quadro grafico (N° 4--) rappresenta gli elementi più completi del tiro di.combattimento racco ILiperalcuni corpi nel secondo specchio sopra descritto; esso dovrebbe venire sostituito al terzo djsegno del primo quadro, quando da tutti i corpi venissero trasmessi gli elementi necessari (1). Il numero medio degli individui che eseguirono il
1
(1) Con circolare ministeriale N. 17316 del 22 novembre 1882 venne · appunto , prescritto l'invio di uno specchio riepilogativo per ciascun corpo e di quelle altre · indicazioni ehe occorrono· per Mm pilare l'allegato, lo spec,:hio ed il quadro grafico , rirerentisi al tiro di combattimento,
138
LE SCUOLE DI TIRO .\L BERSAGLIO
tiro viene in centinaia indicato dai mm. occupati orizzontalmente .-,da ciascun corpo ed il numero assoluto dei bersagli colpiti è rappresentato daJla superficie colorata ad es,,i relati va (H> bersagli per ,.ciascun mm. quadrato). Il per cento dei bersagli colpiti nelle due Jezioni di Liro individuale, nelle due pause e nelle quattro a salve viene rispettivamente indicato dall'altezza delle colonne gialla, azzurra e rossa, l'altezza di queste due ulti·me e di tutte tre rappresentano il per cento dei bersagli colpiti nelle lezioni di tiro in massa ,.e ne_ll'intero tiro di combattimento; le distanze medie alle quali fu,:rono eseguite le varie lezioni sono date dalle ordinate di quattro .,diagrammi. Mentre i due specchi possono fornire preziosi elementi per lo -·studio dei molti problemi non definitivamente ,risolti, relativi alla ,nuova istruzione nel tiro, edall'impiego edefficaci~t delle differenti ~specie di fuoco alle varie distanze, i due quadri grafici potrebbero riuscire in pratica di utilità molto maggiore. Se ìin fritto venissero riprodotti in iscala minore e portati a conoscenza dei comandanti fo divisioni, le brigate ed i singoli corpi (tanto più che negli anni venturi i due quadri saranno ridotti ad un solo) ci fornirebbero tali e tanti elementi di studio e di confronti da potersene aspettare immediati e grandissimi vantaggi. Gosì se p. e. si esamina lo spazio occupato orizzontalmente dai e.orpi nei tre disegni, spazio che come abbiamo detto superiormente rappresenta il numero medio degli individui che eseguirono il tiro . ordinario, speciale e di combattimento e quello dei classificati, si osservano differenze molto rilevanti. Queste provengono in generale dalle diverse condizioni dei poligoni e delle guarnigion'i, dal non aver tutti i corpi preso parte ai campi di brigata ed alle grandi ma; novre, dal essere stato eseguito il tiro di combattimento più o meno 1 lontano dal sito di guarnigione e da svariatissime altre cause che .avendo differente influenza, non permettono di stabilire confronti. Sarebbe però sempre possibile ai comandanti delle divisioni e bri. gate che conoscono le condizioni nelle quali durante l'anno si trov~rono i co1'Pi da essi dipendenti, stabilire confronti fra truppe e trùppe, quando loro venisse dal Ministero trasmessacopiadei quadri . grafici suddelli. Gli encomi e le osservazioni che i corpi ricevereb,bero direttamente, e l'esame comparativo che da loro medesimi po ... ·
LE SCUOLE DI TIRO AL BERSAGLIO
•139
trehbero fare sopra detti quadri produrrebbero certamente un not~vo!e _a~mento nel numero degli individui presenti alle varie le.z10m d1 tifo al bersaglio. Ma il principato vantaggio sarebbe quello di diminuire le enormi differenze Nella cassificazione p. ~- dei tiratori mentre alcuni d'essi arrivarono appen.a al 20 per 100 fra individui assea~ati alla 1a e 2• cla_sse, altri raggiunsero I'80; così pure sopra too classificati oalcum ebbero solo due o tre tiratori scelti, altri giunsero 'ad averne 42, 13 e più; se fornendo elementi di paragone è sperabile ottenere ·dagli uni un migliore risultato, dagli altri è attendibile maaaiore sorveglianza nel rilevare i punti ottenuti al bersaglio. eo . G_r~ndi_ssime diff~renze pure si osservano nei per 100 raggiunti a1 tm d, combattimento. Pei corpi contenuti nel quadro 2° la media n~ll'~nt?r~ tiro oscilla in_fatti fra il ,J 6, 9 ed il 37, 9 per mo, ·nel~e lez10n_1 d1 tiro a salve fra 117,3 ed il 30, in quelle di tiro a pause fra li 7 ed il 36,2 e finalmente in quelle di tiro individuale fra il 31 ed il 65. Tali differenze ven,gono poi in alcuni casi aggravate tenendo conto delle distanze medie adottate. · Concludendo facciamo voti che questa parte almeno del lavoro riepilogativo nelle scuole al tiro al bersaglio venaa con sollecitudine . o e.omumcato ai comandanti di truppe.
RIVISTA ESTER,"
RIVISTA ESTERA
L'ARTIGLIERIA Di\ MONTAGNA in Austria, Inghilterra, Russia, Spagna, Svizzera, Francia e Italia
L'organizzazione dell'artiglieria da montagna in quegli Stati che, por la conformazione orografica del loro territorio, o di quello sul quale erano tratti a combattere, sentirono la necessità di avere al seguito dell'esercito cannoni che potessero essere condotti per vie e sentieri ripidi, impraticabili all'artiglierin da cnmpo, venne man mano acquistando importanza e prendendo, a somiglianza delle altre armi, forme più complica1e e insieme più conformi allo scopo. Scorgiamo irr ratti in più luoghi, e da noi con maggiore impulso, mnnifesrnrsi il bisogno di creare unità indipendenti di artiglierin da montagna, e ciò per la natura del materiale di cui questa è costituita, e poi modo diverso e speciale del suo trasporto e servizio, che esige un personnle distinto da quello dell'artiglieria da c:impagna. A spiegnre meglio questa differenza basti l'osservare che uu peso non eccedente i ,100 Kg. ·circa è imposto per le bocche da fuoco da montagna dalla condizione della loro trasportabilità a dorso di mulo, condizione che fece limitare la loro potenza per non rimpicciolire troppo il calibro e fect: sorgere discussioni viv·issimc intorno al problema se si doveva mantenere alla bocca a fuoco il carattere di cannone o quello di obice. La condizione del someggio, trasse naturalmente seco una costruzione speciale per l'affusto, il quale doveva poter servire al doppio modo di trasporto, quello a basto e quello a /Jrnino, soddisfare contempornnemente alle condizioni di resistenza più difficili per la leg-
Hl
gerczza del pezzo. V'ha chi avrebbe volentieri limitato l'urficio dell'affusto a quollo cli ceppo esoludendo l'idea del traino ; ed npparentemente con buone ragioni, fra le quali principale quella che con un t:de sistema sopprirnevansi alcune parti, come la timonella e l'avantreno con un risparmio sensibile cli peso, e un aumento di resistenza. l\Ia in generale questa idea non fu accettata, benchè nelle campagne del]' Abissinia e della Bosn in nessuna delle batterie da montagna colà impiegate abbiano, a quilnto pare, mai avuto occasione di essere trainate. Poi trusporto delle munizioni si impiegano ordinariamente due cofani costrntli in modo da essere collocati sopra il basto di un sol mulo e posanti ognuno circa 50 Kg. nffìne di poterli solloYare con due soli serventi. Riguardo al peso totale di cui si può gravare il mulo nel somerr!!io bisogna distinguere quello della bardatura da quello del mat: riale; la somma di questi due pesi può variare secondo la forza ciel quaclrnpedo ma non deve ad ogni modo superare un limite massimo di 450 Kg. che è quello raggiunto ordinariameutc dal mulo portacannone, il limito minimo essendo ordinariamente di 1~5 Kg. o il peso della bard.llura di 30 a ,I.O Kg. Questi dati si rife riscono al materiale da montagna di servizio normale; mii quando si ha in vis1a uno scopo speciale e straordinario, come ad csempic l'ebbero l'Inghilterra in Abissinia o nelle Indie, la Spagna alle Filippine, l'Austria nella C(lmpagna di Dosnia, allora i pesi d<'i ca ricamenti possono subire variazioni notevoli, ma devono pure d'altra parte corrispondervi mezzi di trasporto eccezionali, e così vediamo l'Iughiltorra ricorrere agli elefanti cd altri eserciti ai buoi. _E~ ora passin1110 (Id eSQminare l'ordinamento delle principali artigher,e da montagna nei loro tratti caraucristici, compendiando in due quadri posti in ultimo alcuni dati generali.
AUSTJUA . Questa potenza, dal ·1880, possiede 13 batterie dn montagna addette, ognuna, nel un reggimento d'nrtiglieria da cam pagna e ben distinte quindi dall'artiglieria da fortezza. Le batterie che portano i numeri H, 12, 13, non possiedono però in tempo di pace che i soli quadri.
lllVISTA H2 La batteria di montagna sul piede di pace comprende: · 1 capitano, 1 tenente di prima, 2 tenenti di seco~da, 3 furieri; maggiori, ,. sergenti di sezione, 6 caporali, 16 vormeister,. 1 trombettiere 54 cannonieri, 4 attendenti, 1 maniscalco, 1 sellaio. Tota)~: 94 uomini con 4- cavalli da sella, 8 quadrupedi da basto ed 1 di riserva. La batteria ha 4 pezzi da 7 cm. a retrocarica, di bronzo compresso, con chiusura a cuneo i quali lanciano_ I~ gran_ata, lo shrapnel, e la scatola a mitraglia alle gittate estreme dt r1spett1va-mente 4000,2500. e 500 passi. Gli affusti sono di lamiera di ferro con sala di quercia ed hanno, la carreggiata di 70 cm. . . La batteria .di mano-ora comprende t muh porta cannone, 4 muh . . porta affusti, 8 muli per 16 cofani._ . In seconda linea si trovano 40 cofam portati da 20 muli, un af-. fusto di ricambio ed una fucina da campo trasportati da due animali da basto. Ad. ogni pezzo sono perciò adibiti 7 muli p~l tras~or~o. dell; munizioni e queste ascendono, per pezzo, a 112 colpi racchms1 m 1iJ.. cofani e ripartiti così: 72 granate, 24 shrapnel e 16 scatole a me. . traglia. Finalmente ogni batteria possiede due vetture del treno del tipo re~ 11olamentare trainate da due muli o cavalli e destinate al t.rasporto dei ~ . ' ' bagagli, vetture che nei paesi montuosi possono vemr_ sost1_tmte .CO? 19 animali da basto. Gli altri tre' muli portano i bagagli degh ufficiali .. I parchi divisionari i di monragna trasportano 100 colpi per pezzo. In tempo di guerra le batterie vengono sdoppiate. I basti sono differenti secondo che servono pel cannone, per l'af-. fusto O per i cofani . Il cannone è carica_to i_n direzio~e tra~versal~ ail'asse del basto; l'affusto in senso long1tudmale ed I cofam appesi. lateralmente. A una divisione di fanteria operante in paese montagnoso sono ad-· dette, una batteria da montagna per _ciascuna brigata, ed un pa.rco d,r munizioni di montagna da d·ivisione comandata da un tenente ect ordinata sulle basi seguenti : 25 muli per cofani da munizioni d'artiglieria, . ~er batteria; . 6 muli per. cofani da munizioni d'armi portat1It, per battaglione;~ ·1 mulo pel trasporto della dinamite, per brigata; . ~ mulo per i bagagli dell'ufficiale; ·1 mulo pei bagagli di ~O soldati; 1O O/o di muli di riserva di cuì la metà bardati.
ESTERA
L'esercito d'operazione della Bosnia e Erzegovina (1882) compren-· -deva 17. batterie da montagna, delle quali 5 erano probabilmente for-· nite, secondo l'antico ordinamento, dai battaglioni di fortezza 9, H e ·12.
JNGHILTERRA. L'ordinamento inglese dell'artiglieria da montagna è soggetto a variare secondo i bisogni dell'esercito e le campagne che questo intra~ prende frequentemente nelle vaste e numerose colonie. Così nella spe· dizione cl' Abissinia le dùe batterie che vi presero parte erano su 6; pezzi con un munizionamento di 100 colpi per pezzo che dovette po~· essere 11otevolmente aumentato; il cannone adoperato era d'acciaio; il suo tracciato, definito apposi tamente in via provvi<;oria; dopo quella . campagna fu modificato a due riprese, finchè si giunse a quello i i cui dati principali sono riferiti nello- specchio posto alla fine. Esistono non meno di 8 modelli di cannoni rigati da montagna, tredi bronzo e cinque · d'acciaio fra_-' i quali ultimi uno di costruzione originale, scomponibile in tre parti, inventato dal tenente colonnello Le Mesurier, e che fu impiegato nella campagna dell'Afganistan; di esso si· accennano pure alcuni particolari nello specchio citato. Nelle spedizioni contro le tribù in rivolta dell'Impero indiano fu, spesso adoperato, oltrechè il cannone da montagna anche quello di, cui sono armate le batterie a cavallo, detto da 9 libbre, pesante 305 Kg. del calibro di mm. 76 e lanciante una granata di 4 Kg. colla carica· di 795 g. A_ tale scopo si costituirono vere batterie da mont.ign& · valendosi degli elefanti invece che dei mljli; ogni batteria constava di 4 pezzi, ognuno dei· quali aveva 4 elefanti, uno portava il cannone, due travi e dei cordami; un secondo, l'affusto coi suoi armamenti e · gli attrezzi necessari alle manovre di forza; il terzo e il quarto portavano ciascuno 4 cofani da munizione. Nella campagna fatta nel 1817 contro i Jawakis nelle vallar,e di Peshawur e di Boeri, dil'ese da torri solidissime di muratura, alte dai, 9 ai 1.2 m., quelle batterie furono impiegate con gran successo ed assi- · ' curarono la vittoria delle truppe inglesi, talchè dichiarata la guerra agli Afgani" nel novembre ·1878, un'altra batteria analoga fu allestita: Le batterie destinate a fare il servizio di batterie da montagna e di assedio neJl'esercito dell'India, sono attualmente in numero di° di~ci; : 1
\
RlVISTA
6 sono leggere, e corrispondenti poi materiale a quelle delle altre potenze, e i sono pesanti. Il materiale delle batterie leggere si compone di : 6 pezzi da montagna da 7 libbre e 200 libbre; 7 affusti, di cui uno di ricambio; 84- cofani ùa munizioni. L'effettivo della balleria, non compresi gl'iodigeni, è di: 5 ufficiali, di cui 1 maggiore, comandante; ,t medico ; ,1 vete!'inario; 191 tra souufficiali e soldati; 24- cavall i da sella; rn muli porta- can11oni dei quali 6 di ricambio; 12 muli porta- affusti; 6 muli porta-ruote; 42 muli porta cofani; 2 muli porta-utensili da zappatori; 4 mu li port~'l- fuci na e attrezzi; ·I O muli pei materiali diversi cd i ricambi; 4 muli pei bagagli e le marmitte; 12 muli per gli oggetti d'accampamento; 6 muli di riserva; · rotale 410 muli. Le batterie pesanti sono attualmento composte di : 3 cannoni da ,1,0 libbre Armstrong a retrocarica ('I); 2 morta i da 8 pollici; 2 mortai da 5 1/2. pollici. l cannoni sono trainati da 2 elefanti ov,ero da ·1O paia di buoi. ogni mortaio ed ogni carr·o da munizioni è trainato da 3 paia di buoi.
ESTEHA
Allo scopo d1 daro alle batterie da montagna nelle Indie una solida costituzione e renderle atte al servizio speciale cui sono destinate, si è da poco stabilito che il loro organico rimanga invariabilmente fissato a qliello sopra indicato; gli ufficiali siano scelti con cura fra quelli che hanno migliori doti fisiche, attitudini speciali alla guerra di montagna e conoscenza delle lingue indigene; rimangano in quelle batterie fìuo all'epoca della loro promozione, ed allorchè una batteria della madre patria. venga a dare il cambio ad una corrispondente, tutto il persona le <li questa possa, se IÒ desideri, rlrn1nere a prestar servizio alle Indie; allo scopo poi di mantenere, queste batterie sempre in buono stato è, volta a volta, dato il cambio a quegli uomini cho perdono alcuna delle qualità fisiche richieste, dietro proposta del comandante .generale delle Colonie, scegliendo i ricambi con <;omma cura e diligenza.
RUSSIA
1
(I) Questo cannone è quello di cui si ser1•ono le bntterio da fortezza in servizio !lcll'impero delle Indie. Ecco alcuni parUrolari di questa bocca da fuoco: Calibr() . mm. 120,65 Peso del ca nnone . l{g. 1778 Peso dell'affusto . 1492 Poso totale del pe1.1.o con avantreno . » 4292 Peso del c:irro da munizioni carico 1803 Peso della ~ranata ordinaria. 18,4 ',. Peso della carica . 2,'r'f Veloci tà ini1.iale m. 360 L'a,•antreno contiene numero 8 colpi. li carro da munizioni ne trasporta 28
. .f4.5
I~ II
Le batterie da mo1Hagna formano parte dell'artiglieria da campagna e sono incorporate nelle sei brigate d'artiglieria addette all'esercito del Canc:iso ( ma 20° 21 a 384 39.. e 4-1 °) o nella 13• brigata dell'esercito d'Europa. Ogni brigata possiede 2 batterie da montagna e quelle addette alla 13• brigata Sl)UO destinate, in caso di guerra in Enropa, .a formare il nucleo di nuove butterie da montagna, indipendenti dalle brigate. L'esercito d'Asia che ~i divide in due parti distinte, quella del Tnrkestan e quella della Siberia Orientale (quest'ultima con un distaccamento uclla Siberia Occidentale), possiede essa pure dell'artiglieria da montagna incorporata nelle brigate d'artiglieria da. campagna; cioè una batteria d:i montagna in ciascuna delle due brigate che sono nel Tnrkestan, più una baueria da montagna a cavallo, ed una batteria da montagna nella brigata d'artiglieria della Siberia Orientale, più una batteria dn montagna a cavallo nel distaccamento della Siberia Occidentale. In totale quindi sarebbero ·18 le bauerie da mon · tagna delle truppe regolari, fra le quali due destinate ad uno speciale servizio e dette a ca'Vallo, state create dal generale Skobeleff durante la campagna contro i Tekkès. Queste batterie a cavallo da montagna sono costituite da cannoni da montagna incavalcati sopra un afTusto riunito ad un avantren9 di ANNO XXYUI, VOL. l.
10
H6
RIVISTA
}ami.era di feÌTO e da un cassone a due ruote che porta due ,cofani. La vettura pezzo è trainata da ,i. cavalli, il cassone da 3 soli, collocati di fronte; i cavalli possono, mediante basti speciali, trasportare il materiale sul dor:;o. Tutti i serventi sono a cavallo. Una di queste batterie, unita ad un distaccamento di cavalleria, potè seguirlo in tutte le sua marcie che durarono 8 giorni, in ognuno dei quali non fu rono percorsi meno di 53 km.; e prender parte a tutti i combat'imenti, compreso l'attacco di Scok-Teppè. Insieme ai molti vantaggi che questa specialità d'artiglieria hà dimostrato di possedere, f~rono notati eziandio alcuni difetti ed imperfez ioni del materiale. Cosi allorchè occorreva di farne someggiare le parti, i serventi essendo costretti di camminare a piedi conducendo a mano i ca valli, la cavalleria doveva ritardare la sua marcia; i cassoni, coi tre caval li di fronte, dovevano nel traino · arrestarsi sovente per la poca larghezza delle strade; ed il munizionamento, il quale era di soli ,~:2. colpi per pezzo, fu trovato sempre insufficiente. Sono state indicate, in seguito all'esperienza di quella campagna, alcune modificazioni da introdursi, le quali certamente miglioreranno le qualità di questa nuova artiglieria. Circa il materiale, la Russia ha intrapreso molte esperienze per ottener.e un cannone ed un affusto che fossero scomponibili in pii:t parti e così essere più facilmente trasportati. Non pare che le esperienze abbiano finora condotto ad un risultato definitjvo e per ora la bocca da ft1oco più adoperata è il cannone Baranowshi. Le batterie da montagna sono su 8 pezzi, eccettùate quelle a cavallo che ne h:mno solo 6. J basti sono assai differenti degli ordinari. In essi vi ha il solo fusto senza pagliariccio. Gli arcioni e le traverse di legno sono fissati a due bandelle di lamiera di ferro . Sul dorso del cavallo si dispone una coperta piegata e sopra di essa una specie di ampio tappeto di cuoio spesso. È su questo tappeto che appoggia il basto colle due bandelle. Due correggie-cinghie servono a mantenerlo in posizione, unitamente ad un pettorale e ad mia braca. Il cannone ed il corpo dell'affusto sono caricati sul basto in senso longitudinale. Si adoperano quasi esclusivamente cavalli . SPAGNA · Questa nazione, dove le quistioni dell'artiglieria sono sempre state trattate con molto studio e risolte con molta diligenza e sollecitudine,
\
ESTERA
H1
ha dato all'ordinamento della sua artiglieria d:i montagna . un assetto ben definito che sarebbe desiderabile potesse ottenersi anche da noi che possediamo, come quella, un terreno montagnoso, ove sono accomulati già tanti mezzi di difesa e sul quale dovremo strenuamente combattere. L'artiglieria da montagna spagnuola comprende tre reggimenti, ognuno dei quali è formato da 6 batterie a quattro pezzi in tempo di pace ed a 6 pezzi in tempo di guerra. Attualmente, solo 5 di queste batterie attaccano i 6 pezzi e sono al completo, la sesta possiede solo i quadri ed è destinata in caso di mobilitazione a formare due colonne da munizioni d'artiglieria ed una colonna da munizioni di fanteria. Oltre dei tre reggimenti suindicati, la Spagna ha ancora alle Filippine un battaglione di 6 compagnie da montagna ed a Cuba una compagnia da montagna, le quali jtutte sono armate col cannone rigato da 1 cm . di bronzo ad avancarica. . L'armamento delle batterie dei 3 reggimenti fu nel 187/~ costituito col cannone Plasencia, cosi chiamato dal nome del suo inventore, ufficiale superiore d'artiglieria. È d'acciaio a retrocarica, dello stesso calibro del cannone leggero da campo col quale ha di comune perciò le munizioni; è incavalcalo sopra un affusto di lamiera di ferro con sala d'acciaio ed, allo scopo di attutire gli urti, ha la testa della . vite di mira, la parte della sala su cui poggiano le staffe, e le orecchioniere avvolte di guttaperca. I cofani contengono ~ O colpi ciàscuno, e sono, come al solito por.iati due a due per mulo. Il pezzo forma il carico di tre muli, l'uno dei quali porta il cannone in senso longitudinale, un secondo il corpo d'affusto ed il terzo la sala e le due ruote.
SVIZZERA. La creazione dell'artiglieria da montagna in !svizzera rimonta all'anno ·18t,t in cui furono orrranizzate due batterie da montagna armate ognuna con quattro obici daç) 42 cm., analoghi a quelli francesi detti del modello 1828. Nel 1854 furono create due altre batterie da montagna e negli anni 1863- 6,i l'obice fu sostituito col cannone rigato da 4 libbre. Nel 1814' poi l'artiglieria da montagna svizzera venne nuova~ent~ ridotta. da ~ a 2 sole ba"tterie, alle quali però furono assegnati 6 mvece d1 soh
ES1'ERA
H-8
r
Rl\' ($TA
4- pezzi. Nei •1877 finalmente al ('annone di bronzò fu sostituito uu
canno11e d'acciaio, sistema Krupp, fabbricato ad Essen, incavalcato sop.ra un alfusto pure di lamiera d'acciaio, lungo m. 1,326 con ruote a si-:• sterna Thonnet, pesanti Kg. 54. · Attualmente l'artiglieria da montagna Svir.zera è costituita in un reggimento composto, come i reggimenti da campagna, di uuo stato maggiore e di due batterie. Le due batterie portano i numeri 6•1 e 62, e il loro personale di t.ruppa è tratl~, per la prima, dal Cantone dei Grigioni, per la seconda da quel lo del Yallese. L'orgauic-0 d'una batteria ò costituito nel modo seguente:
1· ?
1
Ca,·alll da sella
Ufficiali e truppa
Capitano Tenenti in pl'ima Tenen ti. Medico. Veterinario. Aiutante sottufficiale. Sergente-maggiore F1viere. l\Iaresciallo d'alloggio del treno Sergenti 11rigadicri del treno . Appuntàti . Infermieri . Po1'ta-barelle Maniscalco. Fabbro . Carpentiere Sellai Trombettieri Soldati . Towle
1.
2
2 2
2 2
·1
1
4
·I
1
,j
1 1 ,.,
•1 ·1
I
FRANCIA.
4-15 2 2
Le batterie da montagna non cost1tmscono in Francia una unità organica; esse sono formate al momen to del bisogno, assegnandovi il personale di al trettante batterie a piedi e fornendole di materiale, di bardatura e di muli occorrenti . Solo in Algeria alcune di queste batterie sono costituite effettivamente, ma il loro numero è soggetto a variare e dovrà solo essere definitivamente stabi lito quando si sarà decisa l'organizzazione dell'eserci to colonia,Je ora· allo swdio. La riforma, condotta a termine, del materiale d'art1glieria da campagna, trasse seco pure quella per l'artiglieria da montagna ed all'antico cannone da 4- di cui questa era armata, fn sostituito il nuovo da 80 mm. d'acciaio a retrocarica, il che hli portato ·per conseguenza un mutamento quasi radicale in tutto il resto del materiale, affusti, cofani, ecc. Non si conosctJ ancora in tutti i suoi particolari la formazione cli guerra delle nuove batterie da montagna e la loro dotazione in parti
·1
•I 2 .\.
·120 110
12
1
Bestie da sornn 71 6 pezzi.
2 Materiale 60 8 2 2
affusti cofani cofani cofani cofani
La batteria di manovra, divisa in 3 sezioni, si compone di 6 pezzi e -12 cofani (due per pezzo) . I sottufficiali a cavallo sono armati di rivoltella e cli sciabola; gli altri uomini di truppa nou hanno arma da fuoco e sono armati solo clf daga. Col sno stato maggiore,· il reggimento eia montagna conta all'effettivo: Ufficiali . ,f 6 326 Truppa . 28 Ca va Ili da sella H2 Bestie da soma . Cannoni . 12 :\'ell'autunno del ,1878. questo r~ggimento, riun.ito per il corso biennale di ripetizione, dopo la scuola cli tiro eseguita al campo di Thoune, intraprese una marcia in montagna che durò quattro giorni durante la quale il materiale si comportò egregiamente. L'itinerario segoì.to f.p il seguente: 1° giorno , da Thoune a Brienz; 2° giorno, da Brienza, Gaclmen; 3° giorno da Gadmen a Wasen; fi. 0 gi.orno, da Wasen ad Anderrriatt. Sciolto il reggimento, la batteria dei Grigioni raggiunse Coira pel colle dell'Oberalp, Dissentis e Ilanz; quella del Vallese per la Furka , Sion. L:1 natura delle strade, la neve caduta, e l' altitudine delle loc.alità present.arono un insieme di difficolt~ che superate senza inconvenienti, costituirono per quel materiale una bella prova di resistenza.
di ricambio. da munizioni . per oggetti di l'icambio e strumenti per medicinali e istrumenti chirurgici. da veterinario.
l
·150
RIVISTA
del ~movo materiale. Darem_o perciò solo alcune notizie che possono servire per formarsene un'idea imperfetta e ad essa faremo seguire un cenno sull'ordinamento del 13 rna~·zo 1875 che sarà probablimente preso per base nel nuovo, almeno nelle sue linee principali. Le batterie sono formate su 6 pezzi con un munizionamento di ,140 colpi per pezzo, in parte someggiati e in parte trasportati con tre carri da parco assegnati alla batteria. Questi carri da parco non possono evidentemente seguire la batteria dapertulto epperciò essa è provvista di alcuni muli di riserva i quali, sussidiati da quelli di requisizione, someggiano il munizionamento che non potrebbe altrimenti essere a portata deJJe batterie. Da una corrispondenza del comandante di una batteria da montagna assegnata alle truppe di spedizione in Tunisia, rilevasi appunto che questi carri dovettero essere lasciati in dietro non appena la batteria venne assegnata ad una colonna mobile, e il loro carico venne ripartito fra i muli del treno e quel li di requisizione condotti da arabi. La bocca da fuoco da ·montagna attuale fu adottata nel 1878. Essa viene incavalcata sopra un affusto di lamiera, adottato pure nello stesso anno, e pel trasporto delle munizioni si fa uso in parte di cofani di recente adozione e in part~ dei cofani antichi ridotti. Gli att.rezzi, le parli di ricambio, gli utensili ed in una parola i n1aterial i d'equipaggiamento vengono trasportati in cofan,i da trasporto da ·montagna M. 1862 il cui caricamento varia a seconda della specialità del servizio, e questi stessi cofani servono pel trasporto degli approvvigionamenti eventuali (viveri, bagaglio, ecc.) Ogni batteria ha inoltre una fucina da montagna M. 183,1 con un caricamento speciale per eseguire le piccole riparazioni del materiale e per la ferratura dei quadrupedi, ed è seguita da una colonna di munizioni da fanteria che someggia i cof'a.n i da montagna per cartucce, che nelle antiche batterie da il, formavano parte della riserva. Pel trasporto del materiale, havvi un mulo per ogni cannone, due per l'affusto, uno per due cofani ed uno per la fucina, ed il peso da • ciascuno portato è così suddiviso: Mulo porta cannone - Kg. 109 pel cannone 36 per la bards1tura Kg. 14-5. • porta corpo d'affusto - Kg. 12:2 pel l'affusto + Kg. 34 per la bardatura = Kg. ·l 56. » port.a ruote - Kg. 72 per le ruote+ Kg. 34 per la bardatura Kg. '116 : » porta confani Kg. ·1·16 pei confaui Kg. 29 per la bardatura Kg. ·145.
+
=
=
=
+
ESTERA
l
Il Decreto del 13 marzo ,1875 col quale veniva fissato I' or écranico delle ' b auerie da montagna, ripartiva questa in due parti: batter·i a d1;combattimento e riserva, la prima composta di 3 sezioni con un munizionamento di M colpi per pezzo; la seconda di tutto il materiale d'equipaggiamento con il complemento di munizioni d'artio-lieria 96 . " ' colpi per mezzo e tut.Lo il munizionamento pur fanteria. L~ natura speciale delle operazioni militari in Africa, richie1ilendo freque~temente l'impiego di sezioni d'artigl ierill da montagna dist~ccate, s1 era egualmente provveduto a queste occorrenze con una formar.ione regolamentare della sezione, tale da poter bastare a se stessa per alcuni giorni ; la sezione era ritenuta I '.unità norma le per le ~ruppe d'Algeria. Quando si prevedeva che alla sezione sarebbe occorso un · munizionamento maggiore, vi si provvedeva coll'assegnare alla sezione stessa un distaccamento della riserva della batteria ed aumentandovi il nu~nero dei cofani da munizione che si facevano someggiare cla _!In d1stacc.am ento di muli del treno, o da convogli di muli o cammelli requisiti agli indigeni. Ecco il quadro di dotazione in, mllteriale per le batterie e per la sezione distllcca ta .
I i::
o ;:l p
di manovra Batteria
f di
riserva
6
-
...
~ ,,,
6
o
<f)
u""
~
l
I
;:l
8 ~
-
;:l · -
u ci:, · - : : , ._. ;:l _, i::·-
o·.:::
o~
u""
""
'":j
6
6
3 .11)
6 (I ) 64-
Sezione staccata
- -O) D1 ricambio. (%) Di ricambio.
(SJ Vuoti.
42.
E
E
~
·a
,,, i::
·;:; ~Tu ~~ ~~ ~--.~ o '"O òQ
36
- - -- - Totale
,,,i::
,,,
·-,,,"" '.'
8
si::
,,,u
82 U,::- u "" & "O ,,, ·-o
-
9
2
3 (2/1 3 (2) 12
;,.
o
""
-
-
-
1
1
·16
·lo 2
p
/:Z;
8.. o..
52 ,10 12 -- -- - -
400 • 52.
6
·;::
-
--
12
(3)
,1
4-
(3)
4
1
·153
RIVISTA
. Il cannone ha lo stesso calibro di quello da campagna, cioè cm . 7; · è di bronzo compresso internamente per mezzo del passaggio attra-
ITALIA Col nuovo o,rdinarnento dell'esercito., andato in vigore il .18 luglio ~ 882, a partire dal 1° gennaio ,f 883 saranno formate, in due dei cinque reggimenti da fort.ezza, due brigate d'artiglieria da montagµa composte ognuna di 4- batterie su sei pezzi. La costituzione di un r~ggimento autonomo, che sarebbe stata tanto opportuna, ~tattandosi d'un artiglieria speciale sotto tutti , i riguardi, non si è potuta attuar~ c9me vedesi, e ciò per delle ragioni, che se sono di gran peso, è ~a sperarsi che in un tempo non lontano perderanno I~ loro importan~.a. La batteria da montagna su sei pezzi è divisa in due parti: batte- · ria di manovra e 'Colonna di mum:zioni, ed è seguita dalla Se-
1
!lione dli parco. La batteria di ·manovra in quanto a materiale comprende: 6 cannoni
da cm. 7 da montagna - 7 affusti di lamiera d'acciaio - 7 cofani per attrezzi - 4.i cofani con munizioni da cm . 7 - '.2. cofani da fucina - 1 cofano da veterinario - 1 da sellaio - ~ per viveri di riserva . - 1 per la contabilità - 1 per la cucina degli ufficiali; e~ è fornita dei seguenti quadrupedi: 6 muli porta- cannone - 7 porta-corpo d'affusto - 7 porta-ruote - 21 porta-munizioni - 1 porta-fucina ~ porta-cofani da veterinario e da sellaio - 1 porta' viveri di riserva - 1 porta-cucin.a per ufficiali e cofani per la contabilità - ·I portabagagli d'ufficiali - ~ porta-viveri freschi - 1 porta-marmitte e vino - i porta- biada · - 3 di risena con basto - 2 di riserva senza basto; totale N° 51>. La colonna di miini.z ioni è formata da N° 36 cofani per munì- · zioni da cm. 7 - i cofani per fabbro, Jeinaiuoli, e sellaio - 7 cofani per viveri di riserva - 2 per cassette da ufficiali, sornmeggiate da 3,1 muli. La sez,ione d'i pano cla montagna si compone di 20 cofani per cartucce per a!imi .M 0 ·I 870 - 8 carrett.e pure per cartucce da armi M0 ,1870 - ,i carrett.e per muniz,ion i da cm. 7 - 2 cofani da fucina - 3 carrette da battaglione, e di 12 muli da sommeggio e 32 quadrupedi pel traino e di riserva. Il personale della batteria di manovra sul piede di guerra è formato da 4 ufficiali e da ,150 uomini cli truppa~ quello della colonna di munizioni da ,1 ufficiale e 50 uomini di truppa; quello della sezione di parco da 1 ufficiale e 80 uomini di truppa.
I· I
u
verso all'anima di coni d'acciaio . di diam.etro crescente spinti col mezzo di uno strettoio; il suo sistema di chiusura è a cilindro prismatico. Esso lancia gli stessi proietti del cannone da campagna dello stesso calibro, cioè la granata pesante Kg. :i,,28-0, e composta di· 9 anelli di ghisa foggiati a ruote _dentate con 8 punte i quali producono nello scoppio circa ,t 30 schegge; lo shrapnel di Kg. i,200 contenente circa 400 pallottole di piombo e la iCattola a metraglia che ne contiene 12-0. L'affusto sul quale dovrà essere incavalcato il cannone, stato definito in tutte le sue parti e di prossima -adozione, sostituirà l'attuale · affusto di legno provvisorio. Le condizioni di resistenzil al tiro e qm~lle imposte dal sorneggi9, tanto difficili ad essere conciliate in un affusto da nwntag_na, furono felicemente risolte dalla nostra artiglieria, mercè la sostituzione dell'acciqio al legno e l'applicazione del sistema a cuscinetto elastico di cau·t ci!Ùc vulcanizzato , facendo la sala mobile, atta a scorrere entro due camere o finestre sottostanti alle cosce, siste1~a dovuto ad un ufficiale d'artiglieria russa, il generale Engelhardt, ed adottato per tutta l'artiglieria russa da campagna. Con questo sistema si potè infatti conci liare il limite massimo del peso fissato in Kg. 1 iiO e la resi&ten~a necessaria al tormento prodotto dal tiro dei proietti del can. none da campagna, come lo dimostrarono i risultati delle numerose esperienze e le prove di tiri ad oltranza fatte su questo affusto. Il nostro cannone da montagna e l'affusto relativo in confronto di · quello degli altri eserciti considerato sotto il doppio aspetto della potenza e della mobilità, si possono ritenere buonissimi. Non ci rimar~. rebbe per completarne e svolgerne la potenza, che utilizz11rli in un più ampio ordinamento organico a somiglianza di quanto fece per esempio . la Spagna, ed allora la ctifesa della nostra frontiera alpina, tanto migliorata dopo l'istituzione delle truppe speciali di fanteria che ne stanno a guardia, acquisterebbe col proporzionale aumento delle truppe d' arti- glieria da montagna l'indispensabile complemento. ·
Artlglieria da montagna delle principali potenze d'Èuropit Ital ia MATERIALE -
TIRO -
-
CARICO DEI MULI
1880
l8ì9
~g
i·~ :.=.·c3 .,..,
€t~
<- "-e
t-..a
~ ;:
~~
~gt
'0'0
l
t''""""'· l''"' . . . . = l
:mm . grad i .
numero . . H1ghe incl1naz1one io1zialo . inclinazione fin9le . della par te rigata . lunghezza del corpo de l Ca(>none della lrnea d1 mira , Peso totale. . , . . • Preponderante . . . .
g ;;
u
/ Gi;,a nata Shrapnel
?
o: Mitraglia
=>
1;::
.
.
g.
g.
!
kg g.
kg.
m.
, Altezza dell'asse degl i orecchioni .
,.
Carreggiata, . . ; . · · • • sopra 1 orizzonte. Campo di tiro sotto l'orizzonte. Pes.o totale colle ruote. • . ·. · •.
--·
Poso della carica
Angolo di
a•
Ang,Io di 5'
~
. grad.i
t
.
.
.
Velocità inizia le della granata
::
·'
. _.:..---:-- .
.
.
Gittata . . , . { Deriv:zione i~alt~~:1~e~za Gittata . . . . Derirnzione in lungheiza
f( Gittata,.
;
..
-
» kg .
'\
kg.
m. »
,. ,.
»
,.
~~~~.
,.
. . . . Ango lo di 10° 1 Derivazione in lu nghezza 1 ,, Iatel'ale. Gittata . . . • Angolo di 15' Der ivazione in lunghezza .. late ra le.
,.. ",.
f
. \' 0 arico, dei. , mul , ,
·a
perta-pezzo porta-all'usto por ta-ruote porta -cofani
gÌ Scatole. Cartocci
u·~
.
.
a. mi tl'aglia
.
reso totale .
. .
2
10 140
I
°'
0,300 28t
750
1125
8"'
ee
Russia
1867 .· e
; ; t-,1
~;:::
-o
;;;jo
fe ·;;
M,3
O ·c·g
-0'0
"'·-
J-0
66,0 18 5 59 605 1000 955 89 22,7
76,2 12 5,8 342,8 749 685,7 101
63,5 !IO
165 0,095
155 0,154 3,990 24 Prl 25
4,146
· 38A
29 D
C-
E
d ,..-c
8
f.~
Spagna Sviz'lera
-
1874 -~ .2
""' ~ ·<)
"' " ~;
-
1877
s-8 o .~
,-. g «s!"
'O'O
I
l
l
76,2 3
S,56 863 1011
-
91 2,3
t0,5
0,75~ 0,69 25 12, 30 198,40
HlOO
0,653 0,69 33, 45 70, 45 159
i '• o,,oo 957
59a
s,g
0,8 1200 9 ,1
0,8 9070 10,0
295 590
03,5 8 5, 59
144!1 1855
-
181 2,6
201 O,ll2 3,344 11,8 40+,18 14 D 3,62
31 ,8 3,171
2,882
13,1 P 65 37 D 3,192 46 Pd 48 3,US
142 (a) H7 (b) 158 (a) 170
n.
0,654 0,69
28 5
246
1
0,650 0,70 24 10 109,39
ai ,1
4,578 72 Pd 41 3,960
6
891 1209 430 98,3
-
225
-
83
--
78,5 12 4,42 610 9'10 930 1O 21
·105 28
g,:ig
185 0.100 4;200
11 ' P 90 IO C 4,670
75 24
5,8 615 97(,
-
-
--
S,340
--
0,675 0,84
--
170
145
44 Z
48
1320 2176
O, G5
0,80 15 7 148
-190,3
0,850 298
689
1890 12,1 0,65 2270 21,2 2,1
2775 12,5 5,0
2800
109 115 105
100 102 90
'
8 (3)
810 1,(0 750 i:t,4 1,9 1365
1330 1,1 2167 7,9 1,7 2800
6,9 6,5
29
102 90 93,5
102 90 80
58
40
44
~9
70 70
128
32 80
64 78,8
136
•I 5
8
8
8
n.
6 7
103 5
,.» »
200 5 86
6 6
G
120
7 84
4
5 (4)
225 26 12S
197 21 110
56 4
103 5
61
0,56 2500 1,5
3,0
kg.
,.,.
1400
!-) ,1
4,2
8
21,
4.,2
2852
105 114
0,400
0,54
7
76 60
IO
580
,.
2 1
16
0,400 !00
!112
2 4 2 8
,.,.
--
·~ 439
8,2 0,8
2,3
2500
»
Numero di { llaUeria di mano r ra colpi per pezzol, Riserva della balleria Cannoni Affusti Cofaoi Ufficiali Truppa . . Cavalli dn s ell a .nestie da soma
0,710 0,7!0
kg. ,.
Granate .
3,::: \ Shrapnel . ~
S,51 666 1000 500 07,50 12
80 24 2,80, 7 933 1200 500 105
È~~
0
--------------
I
l
_,.
75 12
1875
"'
171 (5) 187 248 0,198 0,240 0,140 3,317 4,280 5,005 25,3 Pd 16,5 Pd 20G 93 42 100 150 G l4D 13 c 3,830 4,200 5,700 23 Pd 28 Pd 4-1 Pd 70 126 85 :J,834 4,100 5,600
.m m. kg.
lunghezza totale. . . . peso de lla caric a lii scoppio . peso to t,ile . . . . . \ peso dclhJ pallottole ti ) . . numel'O delle pa llottole . . / peso ,1ella can ea di scoppio \2) peso del proietto carir.o . . peso delle pallelle (I) . . numero delle palle tte . . peso del proietto • . .
I
~
,.
~
kg.
l
~
.:::
. . mm.
"'
I
Ij
-
187R
8 .'.:=
COMPOSIZIONE DELLE BATTERIE
Austria
~
88
MUNIZIONAMENTO
.,
Ingbilterra
Fr ancia
4
1
I
7
6
10
10 10 51
100
13fl
136
6
100 66
7
6 8
tO
60
814
5 170
5
11
186
64
5
6
112
105 91
70
5 (4)
168 12 71
(I) Jfetallo: P piombo ordinario, Pd piombo indurito, G ghisa, Z zinco. (2) Posi:ioni della carica: C in un tubo centrale , D dietro (shrapnel a diaframma), A sul d inanzi. - (SJ Più 4 caricho pel t irn indireLto ct, g,·. 113. - r, (1) Più I medico e l voterinario . (5) Vi è anche una granata lunga 4 calibri e 1/2 e pesante kg. 5,4·13; i cofa11i spec iali al loro tn,s porto ne contengono cinque.
'P
456
RIVJS.TA
l:lS'fEf\A.
Si comprenderà di leggiel'i che l'uopo delle casematte è maggiore nelle batterie a mare che non in un fo1·te a terra, ove si rifletta che le navi ùOn hanno agio ad eseguire un puntamento gran fatto preciso, onde ne addiviene qnasi sempre una maniera di bombardamento; in quello che le batterie d'assedio hanno tutta la facoltà di imbroccare le cannoniere. D'altra parte, le assai rare volte avrà una batteria a ma re a ti rare sotto forti angoli, come quando disegnasse colpire la tolda dei bastimenti, stante la vicinanza del bersaglio, verrebbe usata non molta elev11zione; e di soprassello le batterio da costa sono, in generale, in luoghi bassi ed acconci al tirn direuo . Per tutte codeste ragioni riesce opportunissimo ordinare a casamatte esse batteriP.. · Che poi, a seconda della importanza della posizione e dello stato finanziari o del paese, vogliano essere o cupole gi)'anti, o batterie CO· razzate, o semplici casamatte in muratura a pro,ia. di bomba, è una quistiono che deve essere soluta caso per caso; solo tenevamo ad affen'nare apporci bene avere il bombardamento cli Alessandria . dimostra la necessità di non lasciare esposti uomini o bocche da fuo'co uelle batterie da cesia . Come che gli Egiziani llvessero in batteria un certo numero di cannoni Armstrong, e, addatisi che con le loro vecchie bocche da fuoco ad avancarica non cavavano molto fruito, procacciassero sovvenirsi con quelli, in costrutto ebbero poco prò anche di essi : ciò va spiegato perchè le navi, essendo mobil i, riescono un bersaglio a distanza incertissima; e le can noniere non co'razza·te Bittern, Cygnet e Decoy, tnttochè restassero por lungo lasso sott.o il fuoco dei forti di Ras el Tin , non ebbero nullo uomo morto; onde se ne deduce l'uopo che sulle batterie s'nhbiano t.elemetri o altra ragione di strnmento da appurare lo distanz:i vera della nave, e però rendere efficace il tiro. Il bombardamento di Alessandria ba affermalo una fiata di meglio che, a pari condizioni d1 artiglierie, a pari sicurezza di ricoveri, a eguale valore di· cornba'ttenti, il sopravvento spetta nllit difesa : impcrocchè i fot'li a mare uòu presentino quelle parti vive pericolose, caldaie, apparecchio di governo, torpedini; e vi si possa auuare un puntamento più preciso, e, con agio, un tiro indireno sulla tolda; e pcrchè, a pari potenza balistica, ricch ieggano meno volume, o quindi offri'no meno bersaglio. Ma , por conver6o, l1a puro addimostrato che, gua i a quella Potenza che non si àfforia, a tempo, d'i poderose l.ll'tiglie'r!e e di saldi ri coveri! In qu11nlo poi allo deduzioni che si possono trarre dal bombarda-mento per quello rinette le navi da guerra, ci torna in acconcio ri-
DKDOZIONI BELI.ICHK DAI.LA SPKOIZIONK lNGI.RSE IN KGITTO
' Bombardamento di Alessand1·-ici. A dì 1H luglio 4882 l'armata inalese, compost.'\ di otto grandi corazzate: l'Jn/lexible, il illonaroh, il Téméraire, 1'.4/exandra, il Supe,·b, il .Sultan, l'Invirwible e la Penelope ; di cinque cannoniere: il Decoy, il Cygnet, il Condor, il Bit-
tern o il Beacon; e dell'avviso Hel'icon; retta dall'ammiraglio Sir Beau· cbamp Seymur, bombardavano i forti ·d'Alessandria. È scritto nella Reinie d' A rtillerie : « So si paragona il potente armamento delle corazzato inglesi, pro« tetto da corazze aventi una grossezza minima di 5 pollici (127mm), « con quello della difesa, composto in buona parte di artiglierie lisce, « malamente riparate da spalleggiamenti ~i terra improvvisati o da « vecchie murature, e peggio servite, l'esito del combattimento non « poteva esser dubbio: i pochi cannoni Armstrong da :tO p~ll.. e 18 • tonn. erano i soli, fra le bocche da fuoco possedute dagh Eg,zrnnr, che « avessero una sufficiente potenza di perforazione da oltrepassare le « corazze delle navi inglesi, ad eccezione sempre di quelle dell'In« flexible. . . . . « In tali condizioni, comunque ottimo fosse il morale dei difensori, • il bombardamento non poteva riuscire, come riuscì infatti, a detta· « di tutti i giornali inglesi, che una vera esercitazione di tiro, nella · « quale la flotta procedette metodicamente alla demo~izi~ne_ delle si~« gole opere, potendosi render co~to ~a~ mano degh cnett1 p_ro~ot_ti, « nelle terre e nelle murature, dai pro1ett1 delle sue grosse artiglierie, « e specialmente da quelli dei cannoni da 80 topn. dell'lnflexible, · « che per la prima volta trovavano impiego in una azione di gu~rra. . Il bombardamento fu iniziato alle 7 ,t/ i del mattino e formto ,1J le 5 1/ 2 di sera; ed i forti ne andarono affatto guasti, con più cannoni smontati ed anche rovesciati: e ciò va accagionato all'avere gli Egiziani i pezzi scoperti, in barbetta o in cannoniera . Ci chiariamo contrari in massima ai pezzi scoperti, e specialmen te nelle batterie a mare; e non intendiamo perchè i difensori. e le bocche da fuoco, avendo abilità di starsene al sicuro in una casamatta , deL,bano permanere es posti.
__
•
[
ES'l'El\ ..\
,158
nlVJSTA
portare questo brano d'un articolo del vice-ammiraglio tedesco von Henk, pubblicato nel Vù.r teljhresberichte : , « Nel bombardamento di Alessandria dell'H luglio occorre mettere • in risalt.o tre lati che avranno certo influenza sulla guerra navale. Essi « consistono n1:,l · grande valore che hanno le corazze per la protezione « de11li uomini, delle macchine e delle parti vitali della nave; nella o . « necessità di adoperare i più potenti cannoni fin dal principio del com« battimento, e nella difficoltà di pun tare, di manovrare e di badare " ad un eventuale attacco delle torpediniere, prodoùa dal fumo della « polvere. Abbiamo già notato una volta il valore di una corazzatura, » anche non tanto grossa,!Essa è sufficiente pel maggior numero dei « cannoni che le si. possono opporre nel combattimento; le deboli CO· « razze della Penelope e dell'ln'Dincible paiono, nel caso che conside• riamo, essere state egualmente eff:\caci quanto quelle dell'Infler.oible. « Se le due prime navi non fossero state corazzate sarebbe stata inevi• Labile una gran perdita di vite umane e probabilmente parecchi dei « loro cannoni sarebbero stati posti fuori di combattimento. « L'avere ltl navi non corazzate così poco sofferto dipende dalla loro « piccolezza, ma principalmente dalla insufficiente istruzione dei can« non ieri egiziani. « La storia dello sviluppo della moderna marineria da guerra , unita « alla esperienza acquistata finora rispetto alle corazze, al le artiglierie « ed alle torpedini, parrebbe giustificare le conclusioni seguenti: « ,1° Le navi non corazzate non sono in grado di sostenere un « combattimento di qualche durata contro le grosse artiglierie da costa « e navali. « 2,0 L~ corazzatura, almeno delle parti vitali delle moderne navi • da battaglia, è necessaria; poichè essa, anche oggi, procura in gene« raie una certa prctAzione contro i proietti dell'artiglieria navale mo« derna. « 3° Rostro e torpedini sono invero armi formidabili, e pei combat« timenti navali da non tenersi in poco conto, tuttavia non sono nè l'uno « nè le altre in grado di sostituirsi all'artigliaria come arma principale. « È tuttavia da prevedersi che nelle battaglie navali dell'avvenire « troveranno il loro posto, a fianco dei colosbi di ferro e sotto la loro « protezione, anche navi piccole e veloci, ma anzitutto torpediniere, e , segnatamente quando si tratta di blocchi e di sbarchi, come pure « ammettendo che la loro applicazione al largo mare sia soltanto con« dizionata. E tanto più è da porre mente a ciò, trattandosi di una « marina, il cui scopo in guerra è essenzialmente difensivo, come è il « caso della marina tedesca ».
,:
I
Egli è vero che riuscì grave assai l'inconveniente lamentai.o dall'ammiraglio tedesco che le navi inglesi, per l'amore del fumo , non vedevano punto l'effetto dei loro tiri, a che pararono in parte facendo salire osservatori sulle coffe degli alberi, e ondtl furono stretti più volte di sospendere il fuoco; cd è buona ventura per l'attaccato, che può non pure aiutarsi di torpediniere, che s'avanzino non viste alle navi nemiche, ma contrapporre un fuooo efficacissimo e sicuro al tiro all'orba dell'avversano. E tornò provvida cosa al certo essere le navi inglesi corazzate, e di notevolissima protezione; ma è da ponderare che gli Egiziani non avevano in batteria di più potenti bocche da fuoco che alquanti cannoni Armstrong da •I O pollici (2M mm.) del peso di 18 tonnellate, onde il proietto Palliser, di :iOO libbre, traversa il fianco del Monarch alla distanza di 3500 yards, quelli cieli' Hercules e. del Sultan e la cintura corazzatn dell'In'Vinc·ible a 24-00 yards, ed eziandio, nlla distanza di 500 ya1·ds, i fianchi dell' Alexandra e dell' ffots-pur e la cintura delI' Jie1·cules: non si voleva quindi se non che quelle navi combattessero di là da tale distanza, la quale, se pel Monarch forse era troppa per la giustezza di tiro, non per le altre navi di più forte corazzatura . Ma se ossi avessero avute le batterie armate di cannoni da 46 poll ici (4-06 mm.) del peso di 80 tonnellate, di cui era fornito l'In~~ble, sarebbe stato un altro paio ~di maniche, e la protezione tornata molto minore. Noi non si vuole con ciò dedurre, come conchiudeva l' Armstrorig, che le corazze siano vane, che anzi è appunto il converso; e teniamo addirci bene il bombardamento di Alessandria avere dimostrato che, in luogo di smettere le corazze alle navi, se ne ricbieggano sempre meglio robuste, al dirimpetto alla aumentata potenza delle artiglierie, onde è uopo munire i forti: di che il duello fra il cannone b la corazza perdura ancora, e durerà per lunga pezza nel tempo a venire. Ka(r ed Dauar. Dal rn luglio al 49 agosto occorsero tutti i conati inglesi, menati a vuoto, con la validissima resistenza di Kafr ed Dauar, . dalla banda égiziana. Gl'Ingle:;i, per la prima volta, usarono le ferrovie, non solo per accozzare gente dietro le spalle, come per l'innanzi, ma veramente sul campo di battaglia: un treno corazzato, nel combattimento di Ramleh, del 6 agosto, che suonò malo successo ai soldati di Alison, addusse un grosso cannone dell'llecla alla estrema destra, appo il lago Mareotide, ed altro portò i marinai quasi oltre le vanguardie cl' Araby Pascià. Riparati dai vagoni, essi fecero fuoco contro gli Egiziani che progre-
l_ _
t
·159
HIVIS'l' A 460 divano, li arrestarouo, e coswinsero quelfo avangmirdie a dar di volta sulla seconda linea. A noi quindi è fotto scoi·gere un duplrc·e impiego di treni corazzati; quello di portare grosse artiglierie e qurillo di menar truppa. Stimiamo che nelle battcaglie dell'avvenire,, a volta , potrà tornare acconcio a·fforzare alcune posizìoni con grossi oannoni, lè quali s'addimostr1no imp-ortanti n'el corso del combat.rime1rio; ma saranno cotesti casi eccezionali . Le più volte le grosse artiglierie potranno occorrere in siti, già .all'innanzi stnd'ia ti, e tolti, e a·p.prestati a difesa; e certo il loro impiego andrà creS'oe'ncJlo col cresce're de'lla for-tifi1ca•z.ione campale, che trasfigura ' una casa in una ridotta, un vi!'Uaggfo in una linea di forti. fo quanto poi a] Condurre pugni d'armati, a ITlè ZZO dei treni COrazzati, come si procacciò dagli Inglesi, non ci pare neppure che aspe'tti grandi attuazioni pel lasso vienturo. fonanzi tratto un treno, se è _corazzato contro sola fucileria, è un bersaglio troppo comodo alle batterie del difensore; e poi sempre alquanti cavalie'ri di esso, forniti di strumenti da guastar terra·, avranno abilità di ridurre in breve ora non servibile la ferrovfa; e lo procurerà col suo tiro l'artiglieria. E per giunta è da notare che un treno sente troppo della colonna , perchè risponda di colta ai bisogni di linea deJila battaglia: onde ci pa're po. terne c01rchiudere che le fe1·rov-ie, utilissime in seconda linea, non vorranno che, in casi i:ari ed eccezionali, aITacciarsi altro in prima . Lo abbiamo detto nel nostro articolo: La spedi~'ionh inglese ìn Egitto, e lo ripetiamo adesso : quella posizione afforzata di Kafr ed Dauar fu tanto valida-, che <itrinse il generalissirno inglese Sir Garnet Wolseley alla grande aggirata e ad operare da Is<mailia; ma se Araby, à\resse , come era suo avvisato dovere d~ guerra, munito di torpedini il canale di Suez, e fì ancheggiatolo di batterie, e reso formidabile pr·opu"nacolo Porto Said, come avrebbero potuto .sovvenirsi gl'invasori? . i:!) Avrebbero essi perdurato nel là lo't'o linea d'operaiionè? E quanti sacrifici non sarebbe costata? La difesa di Kafr ed Dauar è affermazione schietta ed efficace della venturosa difensiva strategica e della tattica dife'nsivo...,otfonsiva; sì eflfo.ace che ha obbligato gli assalitori a cambiare linea d'operazione: -ora non sempre si avrà a· che fare co·n l'Inghilterra, che ha dovizia di navi, Tiè ·con un teatro dove il mare s'acconcia a tali spostarnen~i di masse e scambi di l'inea d'operazione. Se si pone il caso di qu~lla energica difensiva offensiva in una valle, serrata da monti aspri e difficili, la bisogna inglese sarebbe stata assai più seria: poichè altra cosa
.GS1'ERA
;è un h>el dì imbarcare otto o diecim ila uomini su di una ventina di navi e, fa.o:ni ol.el ti1uo delfa dii.fesa, andarsene a sbarcare in un altro
punto-; aitra, per le malagevoli strette e battute di una montagna, in lunghissime colonne, venire a capo della disegnata operazione. E l'avere a,iwto ~gio !'Inglesi, appena si,noeratisi della resistenza ehe ,era di petto ad Alessa111dria, di smettere la loro offesa: in quel verso, imbar.ca1:si, e andarsene a procacciare altra base d'operazi·one, mostra l' uopo che vi ha d111lla ba,nda del difensore di non iniziare la d1ifesa pvoprio lunghesso la spiag.gia, ma lascia11e internare lo sforzo avversario . .Se ·gli Lnglesi fossero di mollo procedi\,1ti sulla lin:ea Alessandria - Kilo di Rosetta - Cairo, anebbe110 essi potuto di tratto dar Y011a, sotto i cannoni nemici, per rimbaf'carsi? Qaa-rrto più· un popol@· è faoile a smagarsi, tanto meglio ha bis~gnò di -vincere alla bella prima, se non vuole andare in isbar>aglio; e a tal uopo è tornata efficacissima a gli Egizian~ q.uel subito appre~tamento di Kafil" ed Dauar. Il giorno 6 a,gosto lrnnno -vli~to a pFova· che erano ~ali da aver ragione dei veramente formidabili awersa:,111, il pePchè·ne Gawa,r.ono canto di .franchezza che, da quel dì, tennero come assediati gli Inglesi in Alessandeia ed· in Ramleh; e quamlo prima eg.Jino uurono nella novella posiiione di Teli al Kebi-r, in luogo di starsene mogi alla schietta diifensiv·a, passarono per ,due &ate alla più deoi~a offensiva a Kassasin. E non ci pare piccolo rantaggio queHo che in cotal gui$a tempra e trasforma un popolo intel'o. Quello che negli Orientali è un is~ì·uto vorrebbe essere in noi una scienza; assai meno atti a smagarci di essi, alla mel'cè di O.iò, -dovremmo avvaileroi d"el m<ldo tattitlo dHensivo-offensiivo, poichè anche .aei panni 'loro si costringe tl nemico a cambi!llre line'a d'ope-raziome, che se fu miglior partito e fu facile cosa per !'Inglesi, non riusci11Efube som,pre e certamente e l'uno e l'Mtra. E quì innanzi di forniro le considerazioni sui'la seconda parte della -spedizione inglese pel conquisto dell'"Egitto, ti sia dato disaminare un altr.0 suppo-sito, che avrebbe potuto age-volm~nte accade11e, e ponder-a:11ne le serie oonseguen11e per gli stranì. Se Porto Said e, Suez fossero stati alla bella meglio affonati, e lo fosse st.ato il cana:le, onde gli I:nglesi avessero dovuto durare più giorni per impossessarsene, tutto l'esercito egiziano si sarebbe tro-vat.o, per alquanti giorni, a fronteg~are, a po:ita sua, Alessandria, che non era propugnata altro che da ,ci'l!lJqtue mila 1Brvttainni. Veramente, quando ad Araby venne veduta la città scema di difensori, l'attaccò e sbaragliò la brigata Wood; ma .egli se lo sapeva che la dimane gl'Inglesi sarebbero sbarcati ad Ismai1
1NNO XXVIII, VOL. \.
11
Rl\'IST.~
lia, e qui ndi poteva fa re viste assai, tenta re un col po di mano alla, spiccia, ma non andare a fondo sul sodo; si, nella altra ipotesi posta : ed allora sarebbe stato un affare serio per gl'Inglesi, che perdevano tutto il frullo del bombardamento primo. Tell el Kebir . - Il generale Wolseley si chiarì spertissimo duce: intese, di primo acchito, che quella resistenza di petto ad Alessandria, non era dato spuntare a' pochi ch'egli aveva dopo, e rimbarcò le sue genti, e tolse, a nuova base di operazione, Ismailia; e con tale scambio, ottenne una nuova linea, ~oLlo ogni riguardo più acconcia, perchò più corta, percbè meglio fornita di fenovie, e sopra tutto perchè pigliava a rovescio quello apprest<imento di difesa contro l'attacco mediterraneo . Ma ciò gli fu ageyolato, e di molto·, dal non avere gli Egi~iani una armata; in vero, anche con tali condizioni, gl'Inglcsi fecero spalleggiare il ]oro convoglio dalla flotta di corazzate e di cannoniere; ma altra cosa è fare una inoiiensiva passeggiata da Alessandria ad Ismailia, altra avere a pa'rare, con quell'impiccio delle navi- trasporto, all'impeto, alla piena d'una armata nemica. E qui ci sia dato considerar,:i che i Francesi, se lorn ta lentasse scendere in I talia, invece cli riuscire partiti nell'a lta valle padana, potrebbero disegnare d'accozzarsi e sboccare dalle Alpi marittime e dall',\pennino ligure, il p~rcbè prenderebbero a rovescio tutto approntamento di difesa contro un supposto d'invasione dall'occidente; ed i11 tale ipotesi loro tornerebbero assai opportune le navi, onde sou ben provveduti; e toccherebbe all'armata nostra menare a vuoto, o rendere malagevole tale una.seria minaccia per noi. Tornando a bomba diremo che il generalissimo inglese va 1,;ure lodato, perchè accolse tutta b massa dell'esercito suo; lasciati 5000 uomini ad Alessandria, che ne valc\·a certo la guardia, gli venne fatto accomunare ad Ismailia ai Britt:mni provenienti dalle Indie, quelli dalla Gran Breuagna e dalle isole vicine. Dà molto a considerare la facoltà che ebbero gl'foglesi, clouni assoluti del mare, di cambiare base d'operazione e di accozzare intiera la possa in quella d'Ismailia. Tutto loro anelò a capello; il bombarda-· mento d'~·I.Jessandria riunì gli Egizian i di petto a quella città, equeglino potettero. in ventiquattro ore dare cominciamento al nuovo disegno. Ciò che avrebbe voluto salvare l'Egitto, scemo cli armata, in tali streuezze, erano le ferrovie; e difatti, indi a breve Araby, mercè ]oro, nvevn raccolto gran fol ta d'armati a Teli cl Kebir, e avrebbe dovuto maggiore. E però se ne deduce che il mare è un efficace mezzo d'azione per· colui che forma attaccare, ed è un graYe ed incerto pe.-·
ESTERA
463
ricolo per chi sta sulla difensiva, nl qunle può pure parare un acconcio ordinamento di rerrovie strategiche, che adducano gli armati ove occorrino. Non è l'Egitto, ch'è un ben Elrauo paese, quello che può pigliarsi ad esempio per l'ordinamento delle ferrovie; quel paese che ha di molte lagune lungo la sponda del Mediterraneo, onde le ferrovie sono costrett.e ad allontanarsene; quel paese che non dìi vita e moto altro che coi suoi canali; ma certo, che in tali casi di cambiamento di base di operazione, possono riuscire opportune ferrovie littoranee, come le più cor.te. Nè vi è da temere che siano battute d..ii legni nemici, poichè essi avranno assai bisogna a scort-are il convoglio, a difenderlo di fronte all'armala nemica, ed a procacciare il modo allo sbarco nelln base nuova, il che non succede sempre così facilmente come è avvenuto per gl'Inglesi ad Ismailia. , Nè s'intendn che noi si11mo partigiani delle ferrovie littoranee in generale, ch'è il contrario; ma teniamo che, se sono, in quei casi di scambi di base d'operazione, possano tornare acconce. Poi ch'eblle accolto tutto l'esercito, Wolseley trasse per l'unica strada che poteva torro, quella Ismailia. Ei\ Zaguzig, munita del canale d'lsmail e della fl'rrovia; però non tenne sempre raccolta l'oste sua, come avrebbe do"uto, e non ne va encomiato, o almanco non va imitato. Infatti si leggo nel suo telegramma al Ministro della guerra, in data del ~g. agosto sera: « Stamane all'alba mi sono a,anzato, con parte della cavalleria, due « cannoni, 30 uomini a cavallo, e circa 1000 uomini di fanteria di " York e Lancaster e marinai. Dopo una breve scaramuccia m'im« padronii della diga che il nemico aveva costruita attraverso il ca.: nale, fra i villaggi di Magfar e Mahuta. Durante l'operazione, due « squadroni di cavalleria caricarono la fanteria nemica con grande « valore. • Ben presto il nemico ebbe molti rinforzi da Teli e! Kebir; ho • potuto vedere arrivare i treni. Non creduto conforme alle tradizioni « dell'esercito della regina di ritirarci davanti al le truppe eg1Z1ane, « per quanto numeroso, per cui decisi di mantenermi sulla posizione « .sino alla sera, sapendo che dovevano giungermi rinforzi. « Tutta la giornata ebbi sul mio fronte e sul mio fianco destro una « forza egiziana di 10000 uomini ». Yaleva la pena di avere accolto tutto l'esercito ad Ismailia, per mettersi, di buon grado, a ta le risico? Ed il duce inglese continuò perti1
ESTERA
·Ili •\.
Rt\':l'S'l'A
nace nella $lla sco11~ide1•a ta inìpresa anche il giorno òopo, in che ot;cupò là slati'O ne di Ma'l1sameh, come che Cfualche cosa lo rimor.dcssc. « Sebbene io non avessi l'intenzione di avanzarmi al di là di Il'lahuta {< pct qualche giorno, mle fu il successo della C{lvalleria quest'oggi, « che intendo occupare la chiusa di Kassasin sul canale d'acqua dolce; « essa è propill'qua a due miglia e mezzo d-alln stazione di Mahsameb, « e la sua ~osiziolle ci assicurerà il passaggio atwaverso il deserto fra 1< Ismailia cd i terr'eni coltiYati del Delta . »· Ed e..,.li, se.uza itua paur-a al mondo, fece O'c-«upare., come era sua mente; todà un pugno d'In,glesi, forte di mezzo bauaglione di fanti,. di nu rcparro di cavalli, e di oinque cannoni, la chiusa d,i Kassas,ri'. n\a gliene incolse male; poi c\ e, indi a breve, e fu il 28 agosto, gli E<>iziani, in numero di -13000, assalirono la sua estr.ema va,tgttardìa ,e l a ntisel'!\ a mal partito, donde la campò l'eroisnrn e la abilit«l della cavalleria . Non andò vana la lc~iotte sortita; Wolseley s'alforzò egregiameme a KMsasin, fècolta di tutto l'esercito dopo qnelle linee, menò a vuoto gli :;forzi cl' Araby per sfondal'le,e usoudo Lauta ptttdenza q~1anto perJo innanzi .a\"l}Va usata imprevidenza, intendendo che alla luce piona del giorno non ue sarebbe venuto a Gapo della resistcn,za di Teli el Kebir, ferrnòaua·c~ ca ria di notte, avvalendosi cosi della mala guardia che s'aspettava dalla banda egiziana. Ed egli s'avvisò bene, et! operò meglio e vinse il •13 :;cuembr.:. Cbe ·và dedotto dalla vittoria di Teli el KeMr ? Che, chi vrcole assalil'e, non deve fal'e punte con poca gente; ma ::;i t'ac<:òri'e l'inLiero ~setcito, ilJl guisa che tuttte le unità che lo costituiscono irossanò sovvenirsi nel giotno di bnu.iglia e ~rovino effic11ce i1l'lt>iego, <! poscia ttarre al ~eroico. . ,. Dato quel poò:ero'So còlpo, 11 genei'ale rnglese non ebbe c;he un idea fissa nella mente: gi'ungere al Cairo il più presto possibile; ed il giorno 14,-, con sublime imprudenza, l'avtmguardia, menata in ferrovia, occu.pav-a la città dei Faraoni. E la guerra rimase. , Onde ne restò oonfern\•ata la felicissima sintesi d.el modo di guerra odierno, scl'itta dal èolo)mello 1VIarsel!i, e che insegna: andal'lle al nemico, batterlo è 4't1indi girne allà capitale. • Considerazioni generali. - Nòi si è d1most.1'1l. là facili tà che ebbero gli Ingje$i, come furono signori di Alessandria, essi che avevano d·ovizia di navi e dovevano provvedete contro nemico senza armata, òi .1ssembrate l'inliero esercito ad Ismailia. Ma ci ricordi clie il ge1
nerale Wolseley, nel suo telegramm11 sulla hattaglia di Teli el Kehir, fa sommare a 13000 soldati quelli co' quali ebbe ragione degli Egir ziani; eppure, nel telegramm11 , i coPpi oude l'esercito era formato, li nomina tutti, tanto quelli provenienti dalla Gran Brettagné\, ~u11nto qudli dalle Ii:1die. E però se ne deduce che, tenuto conto degli arm,a~i ri masti cli stanza ::td Alessandrin, cli quelli per assicurçire la nuova base Ismailia, dei non combattenti, dc' molti per quel duro tirocinj,o afri cano languivano negli sped.ali, non si andrà gtlari err:ati a stimare a 30,000 soldttti la forza dell'esercito di spedizione. Ora strana cosa è considerare che alla potenza più mM'inara del mondo, occorsero be.n 39 giorni, che tanti ne discorsero dal dì del bombardamento a quello della aggirata, per racoonare 30000 soldati. È vero che 110000 pro~ · venivano da lungo vi~ggio, cioè daHe Indie; ma se l'Iughi lterra fu stretta al partito di chiamare gente clalle lo·nt.ane co lonie, si è perché non poteva riunirla in Europa, che non le era dato in qu indici giorni assembrare tutto l'(~sercito, com·e ne hanno l'agio gli Stati continentali. Onde si allarma che quel pericolo offensivo, che è il mare, va calcolato in ragione della potenza navale e· delle potenzialitil di sbar:co .dello Stato nggressore. E si deduce che uno Stato' che contn molte navi ed ha difetto di soldati, ha faooltà di minacciare mezza la tena, ma, se la difesa è veramente energica , non quella d'i perdurare nella impresa. Es.e l'Inghilterra è venuta a capo, così facilmente, del conquisto dell'Egitto, lo deve alla abilità del duce Wolse]ey, al coraggio indomito dei suoi soldati, ·ma anc.0 alla ventura di avere au.accato di nott.e la validissima posizione egiziana , scarsamente occupata e malamente vigilata; lo deve allo sfacelo d'una gen te che si sentiva ribelle e che, dopo la rolla, gettò le armi a rifascio. M:a se il mare è un pericolo, non lo è poi, almeno ai giorni nostri, · tanto gravememe: gl'Inglesi ebbero 1-10po di ben ventidue navi-trasp0.rto grandi per menare al massimo 110, 000 soldati da Alessandria ad Ismailia; ora che sono diecimila soldati ? Un nonnulla, di petto ad un esercito si batta bene. E ce ne vol'ramro 22.0 per co~durne \I 00,000, e 660 300,000, che è il minimo di uri esercito odiernp. Ora accozzare 660 navi grosse non è bisogna da pigliarsi a ga bbo, e vogliono essere scorta te da una armata meglio numerosa, e fanno ]unga, impacciante colonna, di malagevole difesa e di risicoso sbarco . E se non è da lui raccorre le 660 navi, cùme procurerà lo Stato che si è deliberato di assalire? S'avviserà attuari:) successivi sbarchi, con minor numero di Jil.avi? Ma allora lascerebbe in balia dei difensori, che acconce ferro1
;
'166
RIVISTA .
vie possono ingrossare alla più spiccia, mano di gente in disperatissimi termin i condotta. E però, per ventura di noi, marinai sulla difensiva, se ne concbiude che, per questa grande ragione d'offesa, che è il mare, e che circonda da tre lati la nostra penisola, si può bene imaginare tentati ri limitati di sbarchi, ma non vera irruzione di popolo armato. E contro ai tentativi provvederanno la nostr11 flotta o le nostre ferrovie. Altro malanno del mare è l'incertezza degli attaccbi, è il dove andrà a parare la spedizione. Ma non ci tornando presentare di poco cervello il duce nemico, ò sem pro ai punti più vi tali, ai punti che menano più direuamente alla capitale, che s'ha II provvedere: gli Inglesi da Alessandria trassei'o ad lsmailia. E quindi : confermata la necessità {l'afforzare la capitale dagli assalti improvvisi, di farla scopo a più ferrovie; imperocchè all' incertezza dogli assalti risponda la certezz11 delle ferrovie. · Dutirrue, in co~tru tto, noi nbbiamo tra difesa ed offesa marittima un giuoco, nel quale l'una mette l'esercito raccolto, l'altra una parte; l'una manovra por lince intorne, l'a ltra per esterne; l'una si muove con la velocità d'un treno di ferrovia, l'altra con quella d'una nave a vapore alla mercè dclln fortuna elci mare; e di soprassello contro la flotta nemica ci è la flotta uost.ra, e torpedini ai punti di sbnrco e batteria da costa : e quindi conchi ucliamo, con tanto di giubilo, chti il mare indubitatamente è un serio mezzo d'offesa, ma chi sta avvisato sulla difesa può provvedere ai fatti suoi. E gl i Egir.iani, in fatti, lo potcuero, tutto che non si avessero armata, e contro la minaccia da Alessandria afTorzarono Kafr cd Dauar, e contro quella da lsmai lia, Teli cl Kebir. Porremo termine allo considerazioni l'iconoscendo che gli Inglesi hauuo vinto, essi così in pochi contro un esercito quasi cloppio, 11nche e molto pel loro coraggio indomito, por la fede di valere uno di essi da più che dieci Egiziani; ed a Kassasin 13,000 africani, armati di fucili Remington e di cannoni Krupp, non riu ·cirono a sopraffare mezzo battaglione di fonti inglesi ed un pugno di cavalieri. Porò è indubitato che l'Europa ba fatto le maraviglie, scorgendo e l'eroico e disuguale duello cl' Alessandria, e l'eflì cacissima clil'esa offensiva attorno a Kafr ed Dauar, e l'opportuno spostamento di base a Teli cl Kebir, e la mente offensiva che per ben due finte trasse gli Egiziani addosso agli Inglesi alla chiusa di Kas;;asin. Ciò dimostra che in Egitto, in quel ,contatto àssiduo con .fa civiltà europea, ~vevn aleggiato uno spirito nuovo che, come aveva pareggiato le armi, tentava a pareggiare gli 1
ESTERA
;
167 .·~D:~i: E se ~mn1triamo. gli eroici vincitori, dobbinmo anche stimare t 1 mt'., che s1 sono add1mostrati di tanto superiori al concetto che di loro s1 aveva dall'un iversalc.
E, a. sintesi, afferm~r~m~ che, cbi vuole salvare uu paese, non ure devle a!m~rlo delle m1glrnrt armi , ma e deve difenderlo cou cruel c:nre once s1 vmce· e però che · t d' , . .' · m empo I pace questo esercito pro u0 o~lacùolo ·lalt1ss1 mo e .supremo, vuol essere educato a quella ~cuoi; di -v1rt , c le dà sola i prest.auti soldati. ALFHEDO D URE!,[,(
Capitano d'Arti_9fieria.
--
LE M.rnnm o ,A G.U!ERH A
LE 1VIARINE D;\ GUERRA (Les Mw,'ines de guer>'e par Er1e,,1+1 Lrnv)
Nella dispensa dello scorso ottobre davamo conto di un primo articolo pubblicato sul la marineria da guerra dalla Re,vne des dwx Mondes del 15 settembre, come di cosa che ci pareva meritare seria attenzione per parte dei militari di terra P di mare e anche per parte degli uomini di governo. Conchiudevamo dicendo che, dopo chiarit~ i còmpiti che dovranno d'ora innanzi avere le navi da guerra, tra 1 quali in prima linea l'attacco del liuorale, era da nttendersi che l'autore esponesse in un secondo articolo le sue idee circa ai modi di predisporre Jn marineria militare ni: còmpiti medesimi; questa essendo la grande questioné, questo il problema capitale. Ed infatti il signor Lamy in un suo nuovo scritto stampato nella Revue del 45 otto.bre tratta di questo argomento e molto b,ene, e penetrando così a fondo nelle viscere della quistione e deducendone criteri così giusti, da dimostrare che anche senza essere tecnico di professione (1 ), egli è nondimeno per gli studi fatti nella materia competentissimo. In questo secondo articolo il signor Lamy comincia collo esaminare quali dovranno essere le armi nelle future lotte navali: sperone, torpedine o cannone? Lo sperone e la torpedine non hanno valore contro il littorale, ed banno valore eccessivo contro le navi del commercio che bisogna cat- · turare e non distruggere. Possono soltanto servire nel combattimento,
(I/ Se siamo beoe informati egli è deputalo al Parlamento francese, e fu relatore,, , del bilancio della Marina ,
l
'
tra nave e nave da guerra. Per usare le torpedini occorre clii.e gli a,V'V_ersari si attacchino da vidno, e per usare dello sperone è mestieri si tocchino. .« Sarà questo il genere di combattiment@ ,ohe d'ordina.~io , il più forte imporrà all'altro? Dopo l'invenzione delle corazzature e prima dell'impiego delle torpedini, lo sperone fo per un m~mento la sola arma e$ficace contro na,vi che il ca1mone non pote-va p1ù offendere. Finirla presto coll'urto era il miglior ,partito per chi non sperava vincere oon un duello prolunga,to a ca:nnomtte. A Lissa, Tegethof fece benissimo di precipitarsi sulle navi nemiche <lacchè il suo armamento non gli consenti va di sostenere la lotta a distanza. La flotta italiana fu im pruden;te ne11o accettare una mischia , nella quale scom~ parivano i suoi vantaggi di i1w·nnerabili tà e di ~iro; mantenendo a buona portata le sue corazza-te, essa avrebbe potuto, senza incorrere pericolo, mettere fuori di combattimento le navi di legno clell'av·v:ersario. Il combattimeato coll'urto ha perduto i suoi ultimi vantaggi nel ~iorno in cu,i le :navi han.no sapu~o sl~nciare le torpedini. Com rtuest'arme, la qual,~ ha effetti molto rncert1 (f!118uclo deve percorrere· luno-o tratto e per ,contro così formidabili quando il tragitto è breve, i, ' l' avver~ ,la d~ ffico ltà non consiste nel di~truggere ma nel raggmngere sario. Tra na:vi che mano1vrino per cozzarsi, la distanza diminuisce sino a sparire, ù negli ultimi istanti della loro corsa, le torpedini, gittate dal loro bordo soopi:eranno a brucciapelo e quindi a colp@ sicuro. Prima che si urtino, l'esplosione avrà sfondato l'una o l'altra, e, perchè non vi ha ragione a che la .loro pronwzza e la loro destrezza siano disuguali , si col,piranno contemporaneamente. Abbordare l'avversario non è più portare .Ja morte, è cercarla. Cir~ 1,ostanze specia li possono lasciare .quest'unico scampo, come tal'Volta hanno imposto a capitani di far saltare in' aria le loro navi . l\1a le disperazioni del coraggio non sono modi regolari di combattimento. » E la torpedine non solament.e si oppone alla lotta corpo a corpo, ma si ,oppoue eziandio a quella a breve distanza . Uscendo dal fianco delle navi all'altezza o al dissotto deJ loro galleggiamento, la torpedine può percorrere immersa circa •I 000 m. in qualunque dire:" zione, E siccome con tro a questi fulmini invisibili ,non c'è nè solidità cli cos~ruzione, nè r.obustezza di corazzatura che tenga, ,mentre qualunque i.mbarcazione si.a pur ma le costruita e punto armata è atta a slanciare la torpedine, è evidente la necessità per le navi da guerra di tenersi fuori dell'azione di queste mine sottomarine, per non compromettere inutilmen te tutta la loro potenza. Indi uJ1 solo mezzo offen sivo per esse il cannone, e sì per le !Jattaglie navali, come per agi,re
..
•170
LE. MARINE DA GUERRA
cont.ro le coste, contro le truppe o co·ntro le opere littorane~ e anche ··contro le navi del commercio; « perchè la sua violenza è graduabile; ,esso sa minacciare senza colpire, e colpire senza distruggere quando .distruggere non occorre. » Ciò posto, l'autore passa ad esaminare la doppia questione della corazzatura delle navi e del loro armamento. Egli accenna all'opinione di coloro i quali pronosticano l'abbandono della corazza come ,eh..: questa non possa altrimenti se . non che essere soverchiata nella . lotta che sostiene contro il cannone. Il Sig. Larny crede e con ragione, che l'aumento dei calibri non sia collegato a quello della corazzatura, e che quindi la soppressione della corazza non potrebbe avere per conseguenza la soppressione delle -grosse artiglierie. Queste sono necessarie per difendere tanto le forte1.ze entro terra quanto quelle a mare . E come potrebbero le navi da -guerra operare contro il littorale,, all orchè non fos&ero armate di can11oni abbastanza potenti '? Come potrebbero lottare contro opere fortificate, quando in difetto di ,ugual potenza difensiva non possedessero una superiorità offensiva'? E dunque chiaro che la soppressione della · corazza per le navi renderebbe anche più necessario per esse l' ingrandimento dei cal ibri . Per condannare la corazzatura è mestieri attribuire nelle battaglie navali un'irn portanza. preponderante allo sperone e alla torpe. dine; ma se !'arme principale è il cannone, come può ragionevolmente negarsi la convenienza di proteggersi contro gli 0tietti di questo'! Se la protezione si cerca oggidì con tanta cura nella guerra di terra, ove gli accident.i del terreno offrono non infrequenti schermi naturali, come puossi respingere per le navi che galleggiano sempre allo scoperto ..sul mare? « Fors'è impossibile ciò ch'è necessario » '? Per le atldottate costruzioni cellulari dello scafo ormai più non ab.bisogna di corazzare questa parte della nave. Le macchine e i depo. siti, parti vitali del la nave, le quali devono essere protette con la .mas.. simn cura, sono ormai disposte nei fondi del bastimento, ove si trevano difesi da una corazza d'acqua che ammortisce la forza dei proietti -e li svia; e cli più non essendo in contatto colle muraglie esterne, gli spazi intermedi, ove si collocano le provigioni nec~ssarie alla na-vigazione e particolarmente il carbone, sostanza resistente e compatta(~), ,,formano come una seconda èorazza. Lo scafo essendo protetto dalle
( \ ) È provato che il carbone con una spessezza 15 voHe maggioro, oppor.o ~Ila gra-
"na ta la resistenza d i una piastrn metall ic,i.
LE MAI\!NE DA GUERRA
·Celle ~ontro il mare, e le macchine dal carbone contro il cannone (sino al calibro da 24:), non resta dunque che a difendere le batterie· e la .corazzatura metallica ha ormai il campo ristretto. ' Ma le navi portano cannoni da 70, 80 e 100 · tonnellate. Per riparare contro di questi le macchine per mezzo del carbone bisognerebbe disporlo su di uno spessezza di almanco 1O m., co~a assai difficile. E q~iand'anch~ ciò si potesse, resterebbero pur sempre indifes.e !e. anni. Le navi esposte alle grosse artiglierie ne port11no delle .,con.s11ntl1; n~n so!o !a n~anovra di questi pe~zi, ma il trasporto delle ·cariche e de1 proietti esigono mezzi meccanici, e i meccanismi fanno sì _che il caunone sia un congegno altrettan to delicato quanto la macluua '.l vapore; la ~enoma scheggia di proietto può riescire a spegnere 11 fuoco del più grande cannone; e siccome una rrnve non porta che pochissimi di questi cannoni, basterà un caso probabile per renderla impotente. Indi la necessità assolu ta di ricorrere alla corazza metalli.ca, la quale sotto la minor grossezza oltre la maggior resistenz11. Il s1g. Lamy trova che non è ragionevolrnent.e sostenibi le che una ~ia:'e. non corazzatà 'possa lottare con una corazzata; fosse pur questa mler1ore per potenza offensiva, l'a,lt.ra non potrà uè far breccia nel s~o bordo, nè impadronirsene. E potrà dirsi perduta quella nave indifesa la quale venga a trovarsi sola a lottare contro parecchie altre, ·ciascuna delle quali armata com'essa . _« Si supponga questa nave, .col1'11rmamento il più formidabile, minacciata dalla debole arti(flieria di una flottiglia. Ciascuna delle imbarcazioni avrà la probabili tà di mettere fuori di combattimento un vascello di prim'ordine. Questo con ogni suo colpo non potrà distruggere che una forza mediocre. La sua potenza è eccessiva: non la irn piega, la compromette, e 111 partita è così ineguale che il più forte viene a trovarsi il più minacci;to . Qual altro mezzo di ristabilire l'equilibrio, se non quello di proteggere la macchina da guerra tanto preziosa contro i rischi d'una fine ju(floriosa e inutile? Finalmente, quando accada che questo bastimento sia in presenza, non di navi ma di un littolare esposto senza difesa sul la un ita superficie del mare, potrà esso lottare con vantaggio contro batterie da ~ampagna protette dagli accidenti del terreno? che potrà esso fare contro opere regolarmente costrutto? . . .' . Ora meno che mai è le·Cito di confidare sulla superiorit,ì, sia pur grandissima, dell'artiglieria, ,<lacchè questa, messa in moto da mezzi meccanici, cresce in fragilità assai più che iu potenza. Il bombardamento di Alessandria ha recentemente confermato queste verità. I cannoni più efficaci che ora si conoscano, quelli da 80 tonnellate dell'Infiex·ilble, tiravano contro
LE 11AR!NE DA llUEI\RA
mediocri fortificazioni e contro una artiglieria di debole caHbro: non-dimeno 1le navi inglesi furono col,pite in più. punti e in siti pericolosi, e se non fossero state corazzate, la maggior parte di esse, ridotte a,l silenzio, àvrebbero do,,uto ritirarsi a Malta per essere riparate; fortunate se loro macchine, rimaste in tatte, a:v.rebbero potuto colà ri~ ,condurle ! Consentire alle :navi di operane su un punto fi sso, di t:eu~r tes.ta a qualunque av,ve1.1sario, q.uesta è la grande utilità della corazzatura ; ma ~on è. l'unioa, e la nave che la corazzatura pwtegge vi Wova un vahdo amto contro un qua lunque avversario: contro i forti per compensare la propria deb0lezza, contro i deboli per custodire h, propria forza. . Ammc1ssa la necessità della corazzatura, è forza ra:,segnarsi all'aumento •della grossezza della corazza e a quello dei ealibri. Si fanno ogni ?iorno tent.ativi, progressi e perfezionamenti dalle due parti, e p~r sicuro questa gara non avrà termine se non quando si sarà rag..g~unto .tal peso d'arti~lieria e di corazza che non ,,i sia scafo capace d1 navigare port:mdoh . M:a come ben dice lo scrittore francese la vitt~ria ~ar~ 1~on tanto del cannone sulla oorazza, qua,nto delle forti~caz10m. d1 terra sulla mari<neria da guerra ; ciò per altro, egli :;oggrn~ge, non è prossimo ad avverarsi e per le flotte meglio armate s1 preparono grandi risultamenti contro terra e sul mare. ,Certamente na:•i bene corazzate e potentemente armate potranno ot~ tenere succèss1, non soltanto SLll mare, ma a"nchè contro il lictorale; là clo~e per altro cruesto sia difes0 da foI\b.i;ficnzioni adeguatamente costrmte e armate, a noi pare che i successi 110n potranno essere crran cosa; e siccqme le fortificazioni a terra non incorrono il pericoli di essere sommerse, e possono quindi blindarsi e armarsi illimitatamente,_ il vantaggio è fin d'ora e sarà sempre tutto dalla parte di esse. I l sig. Lamy osserva poi oome si diano casi nei quali per la na"'e una grande forza sia superflua e le grandi dimensioni nocive. Un.a grande for7:a è superl~ua nei c-0mbattimenti cli ,torpedini. « E così per accostare d1 sorpresa 11 nemico, lanciare la torpedine, arrestare le imbarcazioni che l'avversario dirige cont.ro le navi di combattimento cimentarsi in paraggi muniti di difese sottomarine e aprire il cam~ino alle forze navali , una grande potenza è supeflua, e nocive sarebbero le grandi dimensioni. Qui il còmpito principale appartiene alle navi cti debole forza; e qnes~e non sono meno necessarie delle grandi in guerra. E_ pe1: far la guardia _e per cosi dire gli avamposti alle · grandi navi, <li gmsa che queste non siano sempre costrette a stare coi fuoch i ac..cesi, e possano riparnr le avarie che per avventura incontrassero, e non
LE )!ARINE DA GUERR·A
!
03
impegna.rsi che con opportunità, occorrono bas~imenti di minori. dimeu·sioni. e di co1rsa veloce. Sono così in generale tl.'e tipi diversi per grossezza e per potem.a difensiva e offensiva che lo scrittore francese stima necessari. « Per portare l'aggressione là dove il nemico ha concetrato fo sua resisteni a, affrontare i grossi cannoni, attaccare e smantellare le fortezze o difendere e mantenere inosizioni importa-nti, si richiedono navi per potenza offensiva e difensiva ugua!li ai più potenti avversari; le corazzate sono ad un tempo artiglieria d'assedio e la for tifi-cazioirn di questa. Poi per correre in ogni tempo i mari e renderli si-curi durante la pace, per trovarsi ovnnque siano coòcittadini da proteggere durante la guerra, per dare la caccia al commercio nemico, per sostenere con onore la propria bandiera in c1ualnnque incontro, sono sufficienti bastimenti meno armati e difesi; gJi, incr0cia. tori so·no la for21a destinata a tenere guarnigione, e a far campao-na, Per compiere le piccole operazion·i deJla guerra , che non per q~~sto sono le meno importanti, far la gt1ardia alle forze navaii ed anche esporsi per er;se, abbisognano navi atte a far da senti.nelle e da posti <l'avviso ». Messa così in sodo la conveni~nza per la marineria da guena di avere tre specie di navi, l'autore si occupa della forma e delle qualità naut,iche che ciascuna specie deve avore in coerenza alla partiI colare rlestinazione. Considerando la forma di una nave in relaq;ione alla ,,elociLti. di marcia e alla celerità di girare o cambiare direzione è ovvio che tanto l' una quanto l'altra variano secondo la potenza dei n~otori, e a motore uguale, secondo la forma della carena. La magglOr hmghezia avvantaggia la velocità della marcia, ma nuoce alla celerità del giro : la maggior larghezza produce. gli effetti contrari; e 1~ maggior pescagione va pure a danno della facoltà giratoria Quale d_i queste due c1ua lità è la più essenziale per la nave da guerra? Per sicuro la velocità di marcia, perchè r.ssa consente l'offensiva quando e là dove conviene, dà modo di accettare o di rifiutare il combatti.mento secondo l'opportunità , procma la prepoderanza delle forze, e permette le sorprestl. Snl mare corne in terra la velocità di marcia . predomina qua_lunque strategia. Il soggettairla alle focilità di evolwzione non equivale a soggettare la strategia alla tatfrca, ma compromette l'una e l'attra. Per quanto le iravi siano atte alle manovre del ·?3-1:npo di .battaglia, il nemico più veloce è padrone cli prìni;ipiare il com~att1~nento e di fililirl0 ed ha assicu!'ata la ri~irata. Maggior ~empo 1~p1egheranno le navi a t1"asferirsi da nn punto in un al Lro , an magg10r numero occorn1uno per provvedere allo stesso sel'vizio e
,174
LE MARll\E DA HUEllHA
LE MARIN'E DA GUERRA
oltracciò andtanno a riscl1io di essere battute alla spicciolata da forze-in ·totale meno considerevoli, ma più facili ad essere concentrate; e· rneroè la rapidità dalla sua corsa, la marineria la meno numerosa può· vincere auche per il numero, quand'anche ciascuna delle sue unità fosse inferiore. Ciò stante, le navi da guerra devono appr_ossirnarsi quanto più possibile alle forme usate per il bastimento del commercio. . Qcrgi sembra generalmente ammesso che la lunghezza non debba, e:;;se~e maggiore di 12 volte la larghezza, Tali dimensioni però non sì confanno interamente alla marina da guerra, e in ispecie alle corazzate, le quali con fianchi così stretti, avrebbero il loro cent.ro di gravità troppo faci lmente spostato dai movimenti del mare. _ Uguale la forma, la velocità di marci" dipende dalla potenza ~el motore, la quale è proporzionale al peso di esso, e dal peso del cancocui è proporzionale la potenza dell'armamento. Nleno è pesante la macchina e maggior peso può darsi all'armamento; più l'armamento è leggero, maggior campo è lasciato alle macchine; ora, per l'impossibilitàdi accoppiare negli stessi bastimenti qualità ugualmente necessarie, fu gioco forza creare nell~ marineria da guerra due f1otte distinte, quella da corsa e quella da combattimer1to. Senza dubbio la flotta corazzata non devo trascurare la velocità , perocchè nelle operazioni cui è destinata potrà sempre ricavarne grandissimo vantaggio: ma in essa è mestieri limitare la velnoità al massimo compatibile con un forte armamento e una robusta difesa. Per quelle operazioni invece che incombono alle navi da corsa, la potenza dell'armamento è la qualità secondaria: la rapidità di movimento è la principale. Per i bastimenti di guardia infine la velocit~ di m_arcia è la qualità unica e essenzialissima, dacchè non è còmp1to loro 11 sostenere combattimento. Sarebbe un errore il voler fare delle navi ugualmente atte a diversi servizi: non si riescirebbe che ad averle mediocri e inefficaci. Il sig. Lamy conchiude che se oggi si hanno in oantiere corazzatedalle quali si aspetta una velocità di 17 nodi all'ora; occorre che la . velocità delle navi da corsa sia almeno di ,18 nodi, e maggiore ancora quella dei bastimenti da guardia. · . Egli esamina quindi la quistione della · gcossezza delle navi da combattimento. Egli accenna e discute le ragioni che mettono in campo, o-li avversari delle grosse navi: il prezzo enorme, che d'un colpo può · ~ndar sommerso, la minor facilità cli estender le operazioni derivanti dal minor numero di navi disponibili. la difficoltà e la eccessiva responsabilità di comnuclo. E non trascura punto alcuno della contro-
·f
1
I
175
versia che, dopo la comparsa del nostro Duilio, agita gli ingegneri navali o "li uffiziali di tutte le marinerie; ma egli fin isce col con- chiudere in favore delle navi di_ grandi dimensioni. Il prezzo di costruzione delle navi non è rigorosam,mte proporzionale alla loro gl'Os- · sezza: La spesa è relativamente maggiore per i bastimenti di minori dimensioni. « Consecruentemente, colla stessa somma, uno Stato produrrà un tonnellaggio ta:to ·più considerevole, quanto più lo applicherà a bastimenti più grandi. E quand'anche una marina conseguisse con · navi minori il tonnellaggio ottenuto da un'altra marina con navi maggiori , non arriverebbe ad uguale potenza. Più è piccolo_ il bastin~ento,. più il suo peso è grande relativamente al volume, ep pero meno c!1 peso utile gli resta da poter porta re. Quindi è che uu armamento dmso fr~ due navi riescirà inferiore all' armamento riunito sopra una nave d1 doppia grandezza : questa differenza fra la capacità utilizzabile delle ~ne e delle altre costituisce la superiorità intrinseca delle seconde. La impiegheranno a portan>, Cl\nnoni di magsior C.ai i?r~ , una, corazza più. grossa o macchine più potenti, e qutsta super1ontà sara altrettanto; maggiore, inquantochè lo stesso tonnellaggio si troverà qui ?oncentra~? in ·Un minor numero di scafi, e' là suddiviso frn una rnaggtor quantta di bastimenti. E se altri vantaggi s'aggiungono, se è evidente che l'artio-lieria delle grandi navi domina di più metri quella dei bastimenti Icinori, se è ricono~ciuto che le grandi navi camminano più regolarmente, faticano meno, resistono meglio ai colpi di mare, quale argomento resta in favore dei tipi ristretti? È vero che le grandi navi offrono alla tempesta o al nemico una ricca preda. Sarebbe per avventura più savio partito l'offrire all'una e alJ'altro stroment_i meno att! a resistere ad essi? Quello che qui bisogna calcolare, non è 11 valore d, quanto si può perdere, bensì le probabilità che si guadag~a:10 di conserva~lo. Quando gli armatori, presentel\do le nuove oond1Z1on1 della manna mercantile, abbandonarono i loro legni di debole tonnellaggw e costrussero piroscafi cap,aci di portare ciascuno il carico di tre o quattro · delle antiche navi, vi furono e molti cl1e non vollero esporre tanta ricohezza ai pericoli del mare e credettero . prudente, per. dividere i rischi loro di conservare le piccoli navi del passa to. I fatti provarono quali sian; stati i pi.ù savi : il mare ha so~rat~utt? di~tcut'.o i bastimenti ohe {)li offrivano minor resistenza, cioè 1 più p1ccoh. La cosa non muta ;er la marineria da guerra. Che importa a una nave di · essere assalita da parecchie ? Se la sua corazza è a prova, non c;arà, certo messa in pericolo dal la moltiplicit.à dei 1:olpi inoffensivi; se ha, un . artiglieria pi ù potente, il numero dei suoi avversari non farà ta-
176
LE MA IUNE DA GUl,lRUA
LE :lfARINE DA GUERR.\
cere il suo fuoco; se ò dota ta di m::waior velocità ootrà ra<miun(•cre ov I 1;)0 0 i suoi nemici o sfuggir loro, a suo talento; (inalmente, se riunisce il vantaggio del corazzamento, del cannone e della marcia, potendo tenersi a tale distanza dalla quale colpire l'avversario scnz.'\ esserne offesa, una nave sola è più forte che una squadra. Per lanto, allorcbè la marina deve acrirc da lontano e particolarmente coll'artir1lierio. v o ' coloro i quali decidono della composizione delle floue, devono portare attenzione alla grandezza deHe navi assai piL\ che al numero di esse: la forza, nella lotta corpo a corpo, sta nel numero dei combatten ti, nel combattimento a distanza essa consiste nel la superiorità delle armi ». Il sig. Lamy dopo avere così sa·pientemente !\Ostennta la causa delle grandi navi corazzate da combattimento, si affretta a raccomandare che non s'abbiano a disseminare in missioni lontane t} permauenti; perocchè la guerra può scoppiare così pròntamentc da non dar tempo a riunirle. Nelle sluzioni lontane si ml\ndino le conwmte di au~ico modello cho esistono, e che così potranno essere utilizzate. « In caso di ,rottu,ra si mandino sul teat110 delle ostililà corazzate di grande potenza e in tal numero che basti per rend~rc visibile a tutti l'insanifà d'ogni resistenza e la certezza del castigo. ~ei tempi ordinari l'essemiale è di disseminare nel mondo bastimenti atti a riso!vere i piccoli conflitti, e siano ovunque una protezione presente e la minaccia di una protezione più for.rn idabile, quando quelil:\ nou basti. E queste è l'ufiìcio degli introciatori. • Il posto di cruesti non è nè uei porti, nè in isrruadra nei mari territoriali; Le.usi melle lontauc stazioni; colà ,;i troveranno in autieipazione al loro posto di combattimento. Queste navi devono soddi,;fare alla loro missione più per il numero che per la potenza individuale. Bisogua averne mohe in guort'a ·a motivo del bre,·e tempo durante il quale può darsi la caccia al commercio del nemico; e malte auch e in paco, a motivo dei nrnme11C>Si punti ove i nazionali hanno interessi, ed auche per poter educare in sufficiente numero uffiziali cd equipaggi. .E per averno molte, 'IlOn è possibile farle grandi e troppo costose: bisogna contentarsi· di modeste dimensioni, ma fomirle della maggiore velocità possibile. Egli si occupa finalmente dei bastimenti della terza specie e delle minori dimensioni . « Non fa bisogno nè di molte braccia per gittare una tor,pedine, nè di'lrn gntude apparecchio per distruggere,difese sottomaciine, nè di molti occhi per vedere; l'imbarca1Jione destinata a sorprendere o a invigilare, non ha qunsi alLro da contenere ohe la sua macchina, e il maggior peso che questa deve trasportare è quello proprio ». Non occorrono r1uindi che piccoli legni; anzi così devono essere !
l
.f77
per 1:ur_fìz!o loro speciale. Giova che siano di piccole dimensioni, ma veloc1ss1m1 per poter operare di nascosto e pron tamente, presontarc po~ presa alle offese del nemico e sfuggirgli rapidamente; e se nericlue~ono anche m~lti . Se s! v?l~ssero creare con mezzi d'azione indipen~lenti, sarebbe mcstier~ forn_1rh d1 approvvigionamenti per la navigazione ,~ alto mare, proporz1onatL alla durata delle campagne e calcolati sulla -distanza eh~ d~vrebb_cr~ percorrere i bastimenti nlla scorta de'quali fo.ssero d.estmat1; e nch1ederebbero quindi macchine solide e pesanti. Bisogna rnveco collegare l'esistenza di questr. imbarcazioni da flo ltiglie con quella del bastimento che completano . « Esso le imbarca, le porta e ~on le mette in mare se 11011 quando la loro azione gl i pare ~ecessar1~ .. In quel momento le fornisce di uomini e di provvigioni m quant1ta adeguata al còmpito loro; loro serve di porto e di arsenal?; l'imbarcazione non si trova mai inutilmente in mare, n,m ha carico supefluo, o le sue macchine, per resistere a un lavoro intermittente e breve, rimangono abbastanza solide, malgrado la delicatezza della loro costruzione e la leggerezza del loro peso. Ecco come si è potu_to armare di torpedini e dotare cl i. una velocitit superiore a 2.0 nodi lanc1e montate da poco più di .J7 marinai, che pesano da 12 a 30 tonuellato e_ non costano in media più di 100,000 lire ('1). Lo flotte da combattimento devono portare le loro Jlottiglie dì guardia. Ma ~rni_ le debo~i navi sono destinate :i sostituire le navi potenti: è l esistenza d1 queste che rentlc quelle necessarie; le risorse di cruestc fanno quella possibile, e la piccolezza delle une vive della grandezza .tielle altre ». Quanto al numero delle navi di ciascuna specie che uno stato dovrebbe possedere, lo scrittore francese giustamente osserva , dipendere ~sso dalle particolari viste politiche; ma si può anche aggiungere che q~1es_to numero deve cli pendere dalle condizioni geografichtJ e politiche d1 ciascun popolo. Noi p. e. non abbiamo colonie da proteg5ere, ma una smisurata lunghezza di littorale da difendere: ci occorrono pertanto pochi incrocciatori, ma molte corazzato o potentissime. Fatalmente non possiamo spendere per questo le somme enormi che sarebbero necessarie e ci è forìa limitarci al possibile e studiarci soprat~utto di spendere il più utilmente possibile. In ultimo il sig. Lamy molto assennatamente indica .come un savio
-
--
(l) 11 si g. Lomy dichiara che l'doa di unire l'ozione delle piccole e delle grandi per
portare al suo massimo la potenza navale, di rondere le une e le altre in una stessa ,unità, venne dal Duilio. · ANNO XXVII I, VO L. 1.
)~
08
LE MARINE DA GUERRA
cd avveduto governo, con ben intesi provvedimenti consacrati alla marina mercantile, possa prepararsi grandi risorse per la guerra, realizzando in pace notevoli economie sui bilanci della marina e della. guerra. Sovvenzionando convenientemente compagnie marittime e armatori, il governo po\rebbe pretendere che le navi chfl si cosLruiscono por il commercio, fos::;ero così fatte da s,~rvire in caso di guerra o da trasporti o da incrociatori. Per le prime non v'è difficoltà ak.una: qualunque dei piroscafi impiegati dalla marina commerciale può servire per i trasporti militari di qualunque specie. E sarebbero proprio, sprec:Hi i danari dello Stato spesi per costrurrc navi esclusivamente destinate a ·rasporti militari. Così fu fatto.da noi in passato; ma certo non si rinnoverà l'errore. Il servizio sulle navi trasporto ripugna e a buon di riuo agli ufficiali di marina; il valersene in pace per · trasportare trupp~ o materiale da guerra torna più costoso che non il ricorrere ai trlsporti della m:irina merc.antilc; e così esse finiscono per deteriorarsi nelle darsene. Perchè un piroscafo postale, di quelli, s'intende, destinati ad una navigazione alquanto protraila, possa servire da incrociatore in caso di guerra, basta che sia stato costrutto a doppio scafo, abbia le parti vitali protette e il ponte abbastanza solido per portare cannoni. Il doppio scafo va a danno della capacità interna, ma tutela, maggiormente la nave contro i rischi del naufragio; le macchine e i depositi saranno protetti se in caso di guerra lo stive potranno contenere una certa quale spessezza di carbone, e questa non è che una questione di disposizione interna per così dire di disegno; la maggior robustezza del ponte, non farà danno per sicuro alla nave del commercio, ma no acroscerà la spesa di costruzione o il peso . Perchè quindi il premio c1gli armatori sia giustamente ragguagliato allo adempimento di questo tre condizioni, non pare debba. essere molt-0 grande: ma se anche esso dovesse montre al qu:irto od al terzo del prezzo di costruzione della nave, lo stato vi avrebbe sempre grande vantaggio, e perchè questi bastimenti saranno sempre pronti , e porchò anche con tali sovvenzioni si incoraggia lo svolgimento della marina mercantile . Per i basti menti di guardia il sig. Lamy vorrebbe si utilizzassnro le imbar('azioni che s' impiegano in pace nel servizio di dogana: naturalmente bisognerebbe che fossero costrutti in modo adatto al doppio · ufficio. E questa pure ci sembra un'idea ottimn e attuabile. « In tal guisa, egli conchiude, quante risorse e ~uante economie si possouo conseguire! Per il servizio di sicurezzn, una Oot-
LE MAnlNE DA GUE1'RA
179
1
tiglin di cui l'erario sostiene in ogni caso l'onero e cho ben costituita gli rispnrmierà cli costruire un ugualo numero di bastimenti per il servizio di crociera, una floua che nou gli costerebbe che il prezzo dcl)e installazioni militari; per il servizio dei trasporti una floua anche più numerosa che allo Stato costerà nnlln: tulta questa forza a sua disposizione in qualunque momento, senza che esso debba sottostare in tempo ordinario nò alle spese di m:rnutenzion,l, nè alle avarie, nè alle perdite, mentre il progresso incessante do! materiale eliminando ciò che è vecchio o mediocre, rinnova ccntìnuamente cruesto dono gratuito di una marina sempre giovane e perfetta! Per quanto costosi sieno gli stromenti di guerrn, là è il segreto di creare flotte abbastanza vaste per la popolazione marittima, segreto ugualmente prezioso tanto per le nazioni ricche quanto per le nazioni povere. A queste basterà di mantonere in tempo cli pace il numero di bastimenti necessari per l'istruzione degli equipaggi e per il servizio delle stazioni; quelle potranno consacrare la mnggior parte dei loro mezzi alla costrm1ione di questa flotta Ja più. costosa, la meno durevole, la soln che lo Stato dove creare tutta a sue ·spese: la flolta corazzat~. Questa d'altronde non è che l'applicazione di una legge generalo del secolo nostro . Por ln11ghi noni la forza militare bnsLò a so stessa, e ~irnile alle cittadel le che si ergevano isolate entro le loro ciote nel seno dello citt.à, invigilò sui popoli senzn confondersi con essi. Oggi lo guerro riconducono i giorni_ cbe l'invasione dei nostri pndri fece ronoscere 11lla stessa Roma; esse sono un tmnultus gallicus, in cui non basta dare acl alcuni il mandato cli combattero, in cui per difenrlere un popolo non è di troppo il popolo Lutto intero », il concorso di tutte le energie vive della na;,;ione.
li 3° articolo ed ultimo del sig. Lamy dispensa clelli 15 novcml>re è consncrato :ilio coste e a~li arsenali e principia col ri:issumere i vantaggi che t:mto per l'offensiva qu:mto per 1:i difensiva percuoterebbe una flott.'I organizzatn in conformità delle sue proposte. Egli insisto aucora sulla convenienza delle grandi navi cornzznte anche per quello potcn,.e, allo ffu;il i i limitati bilanci non consentono di avore una numerosa marin<'ria da guerrn, e che come noi. hanno un esteso littorale da difendere. Secondo lui i popoli marittimi rormano in fatto di potenzialità marittima tro gruppi principali: « l'Inghilterrn o la Francia, con un bilancio che supera i 200 milioni di lire, gli Stnti Uniti e la Russia, che ne spendono •I 00, l'Italia e Ja
LE MAIUNE DA GUERRA
180
U; MARIKE DA GUERRA
Germania che ne impiegano 50 o 60, sono le grandi potenze. L' Austria, la Spagna, l'Olanda, il Brasile e la Turchia consacrano annualmente 15 a ~5 milioni a mantenere forze medio. Li altri Stati che non possono disporre che di 9 milioni, come il Portogallo, 3 milioni come la Norvegia, z milioni e mezzo come la Grecia, costituiscono le piccole marino. » Ora è chiaro che con tale sproporzione di mezzi, tutli questi Stati non possono aver lo stessv obbiettivo, e che i più deboli debbono limitarsi a quello di proteggere il loro littorale. Por questa guerra strettamente offensiva, se le navi non dovono allontanarsi dalla costa, sono superflue le forme e le dimensioni necessarie per affrontare le tempeste e fare lunghe campagne: si tratta di far galleogiare presso lo costo un'artiglieria, della quale cotesto navi non sono ci1e gèi affusti; il problema si ristringe a far portare il più grosso canno;e dal più piccolo scafo. E bastano così le cannoniere quando il littorale è poco esteso, quando la veemenza delle correnti e l'altezza dei fondi ne impediscono e ne limitano l'accesso. Ma per poco lo coste siano estese e accessibili, tutto cambiasi. Si spenderà meno a produrre una flotta normale. che a collocare lo stesso armamento sopra bastimenti da flottiglia. Concentrato sopra squadre, l'armamento agisce tutto quanto ovunque esse lo portino e protegge tutti i punti dove possono precedere l'avversario; sparso sopra un grande spnzio, non può applicare in ogni punto che una piccola parte della sua potenza che non può mai riunire. E siccome non si può prevedere a quali attacchi sarà esposto, più è immobile, più dev'essere forte in 'ciascun punto . « E quando questa protezione locale avesse raggiunto il suo massimo, quando qualunque nemico penetrando nel mare territoriale fosso sotto il fuoco d'un cannone di grosso calibro, questo cannone basterà contro i cannoni più numerosi di una nave, di una divisione, di una squadra? Se occorre un aiuto, da dove potrà nversi 1 Mancando i mezzi di invigilare in alto mare, le imbarcazioni che copre l'ombra della spiaggia scorgon esse l'inimico? Sprovveduto di velocità, costreue, mentre l'assalitore corre iu linea retta dal largo a seguire un cammino ~he tutte le sinuosità del litorale allungano, arriveranno esse in tempo nelle acque le più vicine? Qual soccorso invero ap portebbero tali im barcazioni contro corazzate? Una sola di queste sarà sufficiente per mettere, l'un dopo l'altro fuori di combattimento i difensori isolati della ~sta. E dunque mestiere dotarle, oltre l'armamento, di velocità e di mvulnerabilità, ciò che equivale a renderle atte alla navigazione in alto ~are. E . allora non è forse il più savio partito quello di prevalersi delle loro qualità per diminuirne il numero, e di soddisfare a
i
tutti i bisogni, dotando le une di velocità r. le altre di una suprema protezione? E la logica non conduce essa a costituire per la difonsiva la stessa flotca che assicura la offensiva? Questo dispotismo della ragione ha una rimarchevole testimonianza nel programma navale che l'Italia accettò nel ·I 873 e che si considera troppo volentieri come un eccesso di orgoglio nazionale. Lo scopo era stato nettamente definit-0 così: « difendere la frontiera marittima del regno » I due mezzi furono studiati: « O difesa localizzata sopra i punti i più deboli, i « più accessibili e a titoli diversi i pi(t importanti delle nostre coste « per mezzo di una marina di costruzione speciale e di dimensioni « minori che quella clestinllta a navigare e a combattere in alto mare, « rinunziando così anticipatamente alla possibilità di portare la lotta al « largo e contentandosi di assicurare strettamente la difesa nel mare « territoriale, ovvero difesa mobile al largo e in alto mare con navi da « guerra propriameute dette e atte a formare squadre e armate ». La conclusione non era meno netta: la difesa locale ern dichiarata « assolutamente insufflceute tauto nel riguardo militare quanto in quello finanziario (progetto di legge SMnt-Bon). Gli è così che un paese deciso a trovare il migliore strumento per proteggere la sua frontiera ~ stato condotto a costrurre i più grandi bastimenti che oggi navighino m alto mare» - Abbiamo a disegno riprodotto questo lungo brano dello scrittore francese perchè formula un giudizio autorevole sopra di noi e intorno a una quistione, la quale benchè risoluta e felicemente, pur di tratto in tratto si risolleva. I 1 sig. ~amy conchiude poi _col dire che se una nazione non può sostenere ti sagrificio che richiede il ma11 tenimento di una flotta possente, meglio è vi rinunzi per non rovinarsi, con spese inutili; che . d'altra del suo ter. . parte il rinunciare a difendere per mare l'inteorità o ntor10 non equivale ad abdi~ire l'indipendenza; « contro gli attacchi navali la protezione del suolo può essere assicurata sul suolo stesso, e a ciò bastano somme le quali,. ripartite fra il mare e la terra avrebbero prepnrato sopra un doppio elemento un doppio teatro ai rovesci». Ma anche il for tificare le coste in tal maniera da assicurarle dalle offese da mnre è cosa assni dispendiosa e difficile, ed anche impossibile trattandosi di un littorale molto esteso e ovunque aperto agli sbarchi. Affinchò le batterio da costa possano sostenere la lotta contro le corazzate è mestieri che siano armate con cannoni uguali ai più potenti adopernti dalle flotte, e siano adeguatamente protetto. Dunque
f,E ~AJUNE DA GUERRA.
allo sta to presente delle cose, cannoni da '100 tonnellate e masse coprenti equivalenti in resistenza alla corazzatura metallica di O,m 75 di grossezza. I cannoni da 100 ton nellate o,ono costosissimi; e le necessario masse coprenti dovrebbero avere spessezze di terra da 12 a 15m oppure essere blindate di ferro, ciò che è più conveniente al punto di vista del tracciato e del profilo delle opere o fors'anche riguardo alle spose di costruzione e di manutenzione. E s'aggiunga che alle fortificazioni giova dare una superiorità di protezione per compensare lo svantaggio che ha sempre ;un'opera stabile, della quale la posizione può essere faci lmente determinata e l'estensione è sem pre considerevole, rimpetto a una nave protetta contemporaneamente dalla sua piccolezza relativa, dalla sua mobilità e dalle oscurità della notte. Ma sarebbe egli possibile, p. e. per noi, il munire in questo modo tutti i punti esposti della costa? Quale nazione può vantarsi o sperare di aver mai all'uopo i mezzi finanziari ? E poi a che gioverebbe un tale disseminamento di forze, quando l'avversario potrebbe sempre concentrare lo proprio in tale quantità da ottenere la superiorità del fuoco nel punto che esso vuole attaccare? Senza dubbio un forte attaccato da navi di gran potenza e in sufficente numero, fini rà per cadere sotto il soperchiante bombardamento, a meno che intervenga un contrattacco da mare eseguito da navi amiche. O la flotta della nazione attaccata è capace di tentare questo controattacco, ed ecco che in realtà proteggerà il littorale, o non n'è capace e il forte socc9mberà senza verun altro risultato all'infuori di quello di avere ritardato lo sbarco. Certamente il ritardare è sovente cosa di importanza capitalo in guerrn ed è l'oggetto essenziale dello fortificazioni . « Ma, osserva il sig. Lamy, a quale prò per la difesa lo aggiornare la sola aziono militare nella quale essa ha un incontestabile vantaggio? Tosto chè i soldati nemici lascian lo navi e si tigglomorano nello scialuppe per isbarcaro, essi formano una massa inerte, senza · forza e senza protezione . I l tiro <lolle navi, che sulle prime li sostiene, ha poca efficacia contro i tiragliatori avversari appostali sulla riva e contro l'artiglieria da campagna, che d'ordinario proteggono le ondulazioni del terreno; quando il corpo assalitore è presso terra, le navi cessano da far foco per non colpire i propri soldati, e le due truppe si scontrano ridotte entrambe ai mezzi propri, ma quale diITerenza fra l'una e l'altra! L'una, per quanto possa ·essere disciplinata, ò condannata a rinunziare a qualsiasi forma tattica nell'uscire dalle sue imbarcazioni e nello scaricarne il proprio materiale, a coJnbattere con lo svantaggio delle pendenze e del tiro, o fina lmente se non riesco, è costretta
LE MARINE DA GUERRA
483
,a tentare una fuga che è sempre un disastro; l'altra, manovrerà_ su un terreno noto, preparato con trincee, padrona de!I~ sue comumc~zioni e sicura in qualunque evenienza della sua nL1rata. Cl~o _a?lnsogna per dar la vittoria a ~ol~ro che po_sseggono tale s~p~r10~·1ta? Il numero e lo celeri concentraz1on1 ». Or po1chè non ò poss1b1le 1! mu,nire tutto il littoralc con una serie iutorminabile di forti, e poichè, se anche ciò si potesse, non se ne ricaverebbe l'adeguato vantaggio, naturale che il modo migliore ed anche l'unico per provvedere alla d1fes~ delle cosLe e allorchò qneste sono molto estese e prese~1~ano u1.1111ero~i punti allo sbarco, sia quello di ricorrere a_lle trup~e mob1!1. Senza dubbio bisogna fortificare, e robustamente, quei luogl11 ~el_ httorale, che ca,duti in possesso dell'av versario o por sorp,1·osa o ?i : iva forza, potre~bero costituire per essa una salda base d operazioni ..·- Un esempio per noi, .~fonte Argentaro - E tali pnn~i _non sono mai ~olto numerosi. M:a per tutti gli altri ov'è esoguibile uno ~barco d1~1ual_che con,siderazione conviene affidarci alla difesa mobile. Corpi di trupp~ sca11Jionati in punti centrali, dai quali possano rapidamente concentra_rs1 0 su quelli minacciati; e mezzi di trasporto preparati (ferrov ie? r~lat1vo materiale); o un ben inteso sistema di vigilanza e di s_egnalaz~o~1 sull~ spiaggia; e comandanti che perfettamente cono~cano 1 luoghi, 1_mezz~ disponibi li, e il còmpito loro: ciò_ baster_à ad assicurare pe~ gra ndi tratL1 il Jittoralo, purchè gli apparecchi ne s1a110 per tutto fatn opportunamente in tempo di pace . . I soli punti del littorale che la difesa mobile non è sufficient~ ? proteggere sono le città e gl i arsenali. Ma come preservar~ un~ c1tta dal pericolo del bombardamento per_ parlo di ~avi che sla~ciano 1 lor~ proietti a ~ 2 mila metri? Essa po tra essere distrutta da~) alto mar~. ~ può anche aversi la certezza che non tarderanno a vemr cannom di 11itt.ata superiore ai ·12000 metri. Qui dunque a nulla servono le fortificazioni : ci vuole una flotta in grado di lottare con la flott~ ne~ mica; od ò forza rassegnarsi affidandosi all'umanità del nemic~. Di fatti in questi ultimi tempi nessun porto aperto fu bombardato. Il s1_g. Lamy spera che ciò passerù nello regole del diritto internazionale; aug_uriamo_, ma non crediamo cbe questa sua speranza si realizzi. TutU\:ia pe~siamo con lui che il voler munire con simulacri di difesa le piazze _di commercio equivalga a comprometterle; senza. dar loro veruna s!curezz~ si fornirebbe all'avversario un pretesto d1 trattarle come piazze d1
è:
~~-
.
« Tutte Je risol'se di una · protezione permane~te. d_evono es~e~e ~1ser"\!ate por i porti militari •. I quali sono obb1ett1v1 strateg1c1 d1 pri-
LE MARINE DA GUERRA.
J.E M.\RINE DA Gt;ET\RA
missima importanza; nè occorre dimostrarlo. E qui pure lo scrittorefrancese dà prova di avere fatto un serio studio sull'argomento e di averne dedotto giusti criteri. Senza seguirlo nelle sue estese considerazioni intorno alle condizioni cui un porto militare deve soddisfare, nffìochè la flotta vi possa trovare una salda base di operazioni e un sicuro rifugio, ci limiteremo a indicarne le conclusioni, nelle qunli non è possibile non. concordare. Pochi porti militari m.a bon situati , ap parecchiati e protetti . Il numero degli arsenali marittimi, nei quali conviene di concentrare la flotta, è per ogni Stato determinato d:illa sua situazione geografica e dalla potenza dei suoi vicini « Un porto militare non ò atto alla difensiva , se le sue navi non possono prevenire le navi nemiche su tutti i punti del littorale di cui è a guardia: ne consegue che fra di esso e il più lontano di tali punti dev'esservi minor distanza cito fra questo punto e il più vicino arsenale nemico >. < L'Italia. dice il sig. Lamy, non è sicura se non è protetla da due centri di forza marittima, l'uno ad oriente e l'altro ad occidente, contro tentativi dirotti d1>: Pola e da Tolone ». Il che equivale a indicare indispensabile per l'Italia due grandi porti militari l'uno nel Tirren-0, ed esiste a Spezia, e l'altro nell'Adriatico, da farsi. Si fa rà. a Tarnnt.o nel mare Jonio; ma non potrà. soddisfare alle sovraccennate condizioni per rispetto alla costa Adriatiça e bisognerà pur sempre che Venezia e Ancona siano iu grado di provvedere da sè. È necessario che un porto militare sia largamente e permanentemente fornito di tutto quanto occorre per l'armamento e per l'allestimento in generale delle navi da guerra d'ogni specie, o per le riparazioni allo medesime. Ed è allresì necessario che queste operazioni, come pur quelle di caricamenLo e di scaricamento, possano effoLtuarsi con la massima celerità. Nel porto militare le navi da guerra devono potersi tenere al sicuro sia dall'artiglieria sia dalle opere sottomarine della flotta ncmi~a . È mestieri che le navi nemiche non possano pér sorpresa nè cu munque penetrare nel porto, o avvicinarvisi a t-ale distanzn da poterlo efficncemente bombardare; e che per contrn le nostre possano uscirne facilm ente o speditamente e prontamente rientrarvi. E tutto. questo non si può ottenere se non col concorso della natura e dell'arte: rada profonda o abbastanza ampia, e opere di sbarramento e di fortificnzion e bene disposte e robuste, eartlglieria del massimo calibro. Per ultimo lo scrittore della .Rerme esamina lungamente e molto,
bene un'importantissima questione di economia pubblica, quella cioè della parto che nelle costruzioni navali dt:ve riserbarsi lo Stato e di quella èhe gl i conviene invece di affidare all'industria. Per non dilungarci eccessivamcnLe, ci 11steniamo dal seguirlo noi particolari di questa grossa questione, e tanto più in quanto che le sue conclusioni si esplicnno e si giustificano di per se stesse, come quelle su di un soggetto ormai dapertutto discusso e ridiscusso. È ovvio invP.ro che all'industria devono affidarsi quelle produzioni la qualità delle quali può essere assicurata o da prove decisivo dopo il loro compimento o da un'attenta vigilanza durante la loro fabbricazione, porchè l'industria lavora più spedito e più economicamente che lo Stato. Le oHicine dello Stato devono limitarsi a quello produzioni nelle quali la perfeziono è condizione suprema e indispensabile, e ùon può essere altrimenti guarentita che da una fabbricazione di~interessata e delicatissima. È però dovere di previdenza che lo Stato abbia sempre modo di eseguire ogni cosa nelle sue manifatture; e per tener queste costantemente preparate col necessario macchinario e con abili lavoratori, gli è giocoforza attendere anche a fabbricazioni che per loro natura potrebbe lnsciarc all'industria. Giunti al termino di questo resoconto, ci sembra di essere aut.orizzati a ripetere anche una volta, che lo scritto del sig. Lamy merita seria 11ttenzione per parte degli uom ini di governo e per parte di tutti coloro che s'interessano allo svolgiment.o della nostra potenza marittima. Fors~ i tecnici vi leggeranno nulla di nuovo per essi: ma gli altri ci troveranno le principali questioni esposte e trattate con tnle chiarezza ed imparzialità, che il più sovente non si ottiene nelle discussioni dei primi.
LIBRI E PERIODICI
'
LIBRI E PERIODICI -
-----·-
· O#•tline, l,,v,n•o, 1•isp,11•1nio LENTANI. -
SLudi di V 1NCENZO BEL-
Milano 1882, tipografia Vallardi , prezzo L. 2. 1
Fino dalle prime pagine il lettore s'avvede, che non ha per le m~mi ·uno dei sol iti libri, ricchi di parole e poveri d'idee. I periodi si seguono rnpidi, serrati, incisivi, non privi d'eloquenza, benchè spogli di rettorica. ' Pare quasi di assistere al discorso di un oratore, che s'investe dell'argomento e tira giù senza prendere fiato. Questo carattere del libro è anche maggiormente accentuato dall'assenza di divisioni in capitoli; si è bensì _premesso un sommario, ma nel corso dell'opera non s'incont.rano alt.re indicazioni, fuorchè i numel'i inprincipio dei paragrafi e qualche pa-rola scritta in maiuscolo, a modo · di titolo, ma incastrata nel periodo. Diciamo francamente che questo metodo, se può mostrare la lena di chi scrive, stanca il lettore a cui le divisioni sono necessarie come i riposi nelle marcie. la quanto alla sostanza, ci si presenta un completo sistema di riforme ad alcune delle quali ci associeremmo volentieri; altre non vogliamo dirle utopie, ma ai tempi che corrono le crediamo inattuabili . L'autore comincia dalle finanze, e il punto di partenza delle nostre forze finanziarie lo cerca nell'ordinamento militare. Premmesso che gl'impiegati sono troppi , che le dislocazioni non necessarie sono nocive, che bisogna porre un argine a questo periodico gonfiamento di organici (che danneggia l'erario e il servizio, e genera l'idea esser , gl'impieghi un mezzo di sm,sistenza a disposizione del governo), \'au-
,s1
tore soggiunge, che le riduzioni da lui vagheggiate non riguardano i quadri delle nostre forze di terra e di mare, i quali anzi dovrebbero .essere aumentati, ma che se non sono possibili, nell'esercito, eco nomie per riduzione, se ne possono realizzare, con 'modificazioni negli ordinamenti e facendo concorrere l'esercito all'attuazionedi economie in altre amministrazioni. Ed ora vengono le proposte. Volete vuotare gli ospedali? Volete risparmiare le spese di vitto e vestiario ad individui che nelle marcie sforzate vi restano addietro, e che in campagna poco vi potranno servire? Scegliete meglio il contingente. Dividete gli abili in ottirni ,e liuoni. Assegnate quelli all'esercito di 1a linea, questi a quello di 2a; lasciate alla 3• linea coloro cui attualmente la legge concede questo favore. Con un esercito di 1a linea com posto di elemahti ottimi, potrete tentare quello che oggi non potete; al servizio della 2a linea bastano i buoni; la mescolanza di buoni ed ottimi, nello stesso reparto, fa più che abbassare la media; perchè è sulle forze dei forti che bisogna regolare le fatiche. Si dirà che nel sistema proposto il peso del servizio resta egualmente ripartito? E forsechè esso non lo è, e non lo sarà sempre per quanto si faccia?L'unico mezzo di compensare in qualche modo questa disparilà di pesi è la tassa militare. Così dice su pergiù l'autore, e bisogna convenire che dice egregiamente. Più arduo è ciò che viene appresso . Perchè non possiamo valerci dell'esercito per la pubblica sicurezza? La · difesa di questo è un ~lovere come la difesa della patria. Si lasci alla Questura il compito dell'investigazione e all'arma dei Carabinieri la parte esecutiva « in aiuto ai Carabinieri si comandino per turno tutti coloro che, appartenendo all'esercito, non si trovano sotto le armi » e si aboliscano le Guardie di Pubblica Sicurezza. Ecco una semplifica.ziorie, ecco un economia. Se queste non sono le precise parole dell'autore, questa è la sua proposta. Or bene, noi non lo crediamo attuabile, ed ove lo fosse, non la credereT[}mo economica. Anzitutto si può osse·rvare che il compito .dell'1;nvest'igazione ha anche la sua parte esecutiva, quindi l'uffizio di questµra dovrebbe sempre avere i suoi agenti speciali, si chiamino guardie, o èon altro nome. Ma crede poi l'autore che, anche prescindendo dall'investigHZione, si possa, in Italia, obbligare un uomo a fare il questurino come si obbliga a far il soldato? La Guardia Nazionale (sì dice) mantenne la pubblica sicurezza in tempi difficili. Ma forsechè a .questi tempi vi erano Guardie di Pubblica Sicurezza? Altro è prestare mano forte in una sommos$a, altro e stare piantati tutto
LIBRI
giorno sull'angolo di una via a contare i passant.i e studiarne i connotati. Altro è fore una ronda col rispettivo fana le o la parola d'ordine, altro è stare agguato tutta la notte per aspettare un Indro, saltargli adosso o immanettarlo. L'autore riconosce che al principio s'incontrerebbe una certa riluttanza, ma crede che la si debba vincc1·0 coi mozzi disciplinari. No. I mozzi disciplinari pèrderebbero della loro efficacia, se fossero impiegati a questo scopo; la dignità e la moralità dell'esercito nulla avrebbero da gnadagnare nell'esecuzione di tali servizi. Ci guadagnerebbe forse l'economia? Sieno pure soldati gli agenti di questura, non bisognerà vestirli, nutrirli , pagarli? Dato e non Còncesso che i reduci dall'esercito conservino il vestiario per tale occorrenza, forsechè la durata dei diversi capi di corredo non ha un limite, calcolato presso a poco sulla durata della ferma? Nè il vestiario è tutto; nè tutti CJ.Uelli, che dovrebbero essere comandati per turno, sono reduci dal l'esercito. Siccome poi dieci comanda11ti per turno, farebbero appena quanto uno fisso o pratico, cosi il risultato economico sarebbe di mantenerne dieci invece di uno. La questiono è vecchia, ma per quanto si rivolti sarà sempre la stessa; non si possono nbolire le Guardie di Pnbblicn Sicurezza se. non aumentando in modo corrispondeule i Carabinieri; resta poi a vedere se ciò sfr, conveniente ed economico. Che dire però quando, nel libro in esame, si legge che i Carabinieri stessi possono essere rimpiazzati da Milizia Territoriale ? E si vedono i progetti por costituire i Carabinieri in un-ità tattiche, da ndopernrsi in campagna, come riserva c/;i, combatMmento, mentre reparti cli Milizia Territoria le, guidati dn 'Oecchi Carabinieri congedati o giubilati, farebbero l'intiero· servizio di pubblica sicurezza? Più sul sodo è l'autore quando propone di affidare all'esercito il servizio delle dogane. « La forza dell'attuale corpo delle Guardie Doganali ascendo a circa quindicimila uomini. Otto reggimenti con quattro classi bastcrebherO' · al bisogno. Facciamo sedici reggimenti di frontiem che s'alternino, d'anno in anno, nell'istruzione militare e nel i;ervizio doganale » .. Questa proposta meriterebbe, secondo noi, d'essere studiata, non come· misura economicn, ma come mezzo per numen tare le forze dell'esercito. È innegabi le che colle classi in congedo dei detti reggimenti, coi depositi e gli ufficiali ausiliari, si potrebbero formare, in tempo cli guerra, reggimenti provvisori pel servizio doganale, lasciando disponibili pel servizio di campagna tutti i sedici 1·eggùnenti di frontiera.
E PERIODICI
t
~ 89
Non discuteremo, por mancanza di tempo o di spazio, le proposte ,d i minore importanza (minore relativamente ma sempre grande) , che riguardano la tassa militare, le rimonto, la durata della .ferma,. i.I reclutamento dei quadri, i mezzi per accelerare la carnera m1htare. ·Meno ancora entreremo · nel ginepraio dell 'ordinamento tattico, che l'autore vorrebbe modificare quasi di pianta, abolendo le brigate, fa~ condo i battaglioni di cinque compagnie, le divisioni di tre reggimenti, comandati da un maggior generale, ecc., ecc. Diremo solo che, n questo riguardo, si possono sostenere diverso opinioni e che l'autore sostiene bene la sua. Nel pararrrafo che traua delle alleanze, l'autore volendo mostrare quanto imp~rti all'Italia essere forte, fa un vivo quad ro della .situ~zione politica: « Tra Francia e Germania un nuovo cozzo è inevitabile; vincitrice la Francia, terrà come partita d'onore il chiederci conto di Roma; vincitrice la Germania, vorrà l'assoluto predominio della razza tedesca sulla latina ». E già prima l'autore avea detto molto bene, che l'indipendenza di una nazione, i cui cittadini, rispettando usi, leggi e diritti, non sono sicuri dai soprusi e da:lle prepotenze, ovunque intendano sfruttare la loro attivi~ commerciale o industriale, è come l'indipendenza del comandante d1 una fortezza ~ssediata. Quanto sopra è compreso sotto il titolo Ordine. Segue il titolo La'Ooro, in cui si tratta specialmente del sistema carcerario . Come si vedo, sarebbe difficile dai tit-0li indovinare il contenuto. Dimostrata In nobiltà del lavoro, enumerate le cause che fanno venir meno l'operosità, notalo il numero straordinario di oziosi, i quali dicono di non trovare lavoro e presto dall'ozio passano al delitto, l'autore all'erma che « per togliere le cause di questo squilibrio sociale bisogna cominciare dal riformare radicalmente il sistema carcerario, anzi in massima dall'abolirlo » . Però non volendo lasciare il delilto impunito nè i deli nquenti a spazzo, così aboJendo un sistema ne propone un altro. La questione è molto complicata è l'autore l'esamina da vari lati. Noi non possiamo seguirlo; ma dovendo dare un giudizio complessivo diremo, che svolge belle teorie, con belle parole e con accento di profonda convinzione. Accettiamo i suoi principi fondamen tali, facciamo plauso alle sue mnssime morali, ma venendo alla proposta di misure che im plicano l'azione del governo, noi ne riteniamo alcune degne d'essere studiate a scopo pratico, altre buone soltanto come ideali, ed altre finalm ente inattuabili o prive d'efficacia.
mo
194 .
E PERIODICI LIBRI
L'autore vorrebbe. affidare la custodia dei carcerati « .1d un corpoeminentemente militare, stimabile e stimato, composto di uomini di maschia virtù, ordinati in compagnie dipendenti dal ministero della guerra, redutati fra scelti militari, che contino non meno di qu.1ttro anni di servizio e non siano mai sta.ti puniti· ecc. ecc. ». D.1to e non concesso che tali reclute si trovino per il corpo delle guardie carcerarie, credasi pure che non si avrebbe con ciò un corpo eminente. mente militare, ma un corpo di ex militari, decaduti agli occhi propri ed altrui. Il carattere militare dipende dal servizio che si presta e del lo scopo per cui si presta. A nessuno si persuaderà mai, che custodire carcerati e combattere in campo, sieno servizi dello stesso genere. Ad ognuno il suo mestiere e il suo carattere. II soldato è per la guerra. Havvi oggidì la manìa di confondere caratteri e uffizi, gradi ed uniformi, ma ai custodi delle carceri, per quanto si faccia, non si riuscirà a dare di militare altro che il vestiario. Senza questo corpo di ediicatori , istruttor,i, e guardiani nello stessa tempo, cadono molti dei progetti dell'autore; così per esempio diventano impossibili quelle colonie o comunità penali, che viaggiano come battaglioni, e giunte sul luogo del bvoro, piamtano le tende, e se-condo le stagioni rico1·rono ai gourbys, come fece l'esercito sardo durante la gnerra di Grùnea, e dove le fughe sarebbero considerate diserzioni .
. Qui sembra quasi che si vogliano militarizzare anche i carcerati. Che dire del progetto di abbandonare i condannati a vita, in un isola deserta ma coltivabile, lasciando ad essi la cura di trarre dalla terra il loro sostentamento? Noi crediamo che quest'isola ( che prima di tutto bisognerebbe trovare) prenderebbe presto il nome di isola dei c.1nnib'ali; perchè questi abbandonati si divorerebbero l'uno coll'a ltro. Sotto l'ultimo litolo, Rùparmio, 1'autore tratta della parsimoui.1, porge ottime norme pel governo della famiglia e l'educazione dei figli, tocca acconciamente della missione della donna, stigmatizza il vizio dell'ubriachazza causa rli tanti delitti e t.1nti guai , detta precetti di economia e di morale, che se fossero osservati, farebbero davvero deU:Italia una nazione ricca e felice. Il primo scoglio lo troviamo al primo consiglio che dà al governo : « Il ragazzo vuol essere fami gliarizzato col linguaggio del cuore, l'adulto con quello dell'uomo onesto . Metodi e libri ali' uopo non mancherebbero, se il governo ne promo'Vesse la pubblicazione, con premi 1·ile'Vanti, non di cer1tinwia dli lire, ma d'i centina'ia cvi 1wiglicvia se occorre. • Che sieno
pro prio i libri è i metodi che mancano? Invece erediamo che l'autore abbia ragione, quando invoca l'interven~o deJlo Stato a ~~tela dell~ pubblica igiene, e quando si lamenta • d1vedere sempre p1~ allargate e libere Jc licenze, ed aumentate le ore di apertura delle osterie ».. Giustissi mo è quanto scrive l'autore intorno all'istruzione obbligatoria; è l'ideale che dobbiamo sforzarci di raggiungere; ma per ora cred iamo che non si possa andare più in là della legge attuale; facciamo voti che cresMno al governo i mezzi e al popolo il buon vole.re. Conchiuderemo coll'autore, che se la generazione che tramonta ha soddisfatto il suo compito, di dare alla patria l'unità e l'indip~ndeuza alla generazione che sorge resta quello d' iniz!are, per l'Italia'. ,un~ . nuoya era di prosperità e di grandezza, e aggmngeremo che c1 ~ d'. buon augurio il vedere, che anche in Italia cominciano a studiarst da molti e a discutersi per la stampa, con serietà e con amore, argomenti come quelli che costituiscono la materia del libro preso in esame.
.t
Bnrx, Oberstl. in K. preass Kriegsministerium,
GedaHlrnn iiber die 01•gani11at.oa, A ,u1bildung und T'er• '"'endu•ag dea•
JH..avallerie bei der •node11•ne11
(Prmsieri sopra l'ordinamento, l'ist1·u.zfone e l'impiego della ca,valleria) . - Berlino, 1882, Mittler.
B.riegfuhru•ag. -
Fra le nume~o5e pubblicazioni intorno alla c.walleria che vennero in luce in questi ultimi anni, va iudubbiarnente assegnato u~? de' principali posti a questo pregievole lavoro il _cui autore ha gia brillantement.e tradotto la storia della, ca:valle1··ia del colonnello Denison.
.
.
.
.
, , .
Qcrni questione ri<ruardante l'arma d1 cavallena, rispetto a!l 01d10 nam~nto, · all'istmzio ne r, al suo impiego, .è studiata in tutti i particolari . L'opera acquista speciale importanza per _il po~to che l'autor~ occupa presso il mio istero della guerra prussiano, mCJ~rnntochè v 1 s?no espresse, specialmente intorno ~ll'impi~go de:l'ar~a m guerra, ali ordinamento e alla formazione dei grossi corpr, alt armament.o, alle andature, ecc., idee che sensibilmente dilT~ris~ono da quelle sin'ora am· ·
192,
LIBRI
messe nella cavalleria tedesca, e che dovesi arguire sieuo favorevol. mente giudicate dalle alte autorità. . Dopo un'introduzione, nella quale brove~ente (anz1 tro~~o-breYo~ mento) si accenna alla necessità della (:avallena n~lla compo~1z1one degli eserciti o si creua uno s(fuardo storico retrospettivo allo sviluppo dell'arma dai te~p.i antichi\d oggidì, si sYolge in singoli capitoli quanto ha tratto: 1o Alle condizioni della cavalleria rispetto alle esigenze dell'odierno modo di guerreggiare, alle sue proprietà ed a' suoi ròmpiti; 2° All'ordinamento; · 30 Al reclutamento degli uomini ; to All'arredamento, equipaggiamento ed armamento; r, 0 All'istruzione; 60 All'impiego; 70 Al <·omando della cavalleria ed a'suoi capi. Ecco qualche cenno su di ciò che offre a noi uno speciale iu1eresse. . Riguardo alla forza di cavalleria in rapport? a quel~a della f~ntena, l'autore è di avviso che essa debba essere clt 1/ 1O smo ad ,1/ 6; epperò, precisando meglio il suo c-0ncetto, st.ima conven!enteme~te or~ -ganizzato quell'esercito nel quale, in genera!e, a~ ogm battaghon~ dL ,1000 uomini coni sponda uno squadrone auivo d1 ~ 2?-H>O c~v~ll1. La cavalleria poi, in corrispondenza alla sua m1ss1one d1 nconoscere osservare e combattere, dovrebbe essere leggiera, e pesante: ques;'ultima per altro in forza limitata. Qui. il Tirix_ es~mi~a 1~ qne~ stione dei corazzieri, che vorrebbe conservati quando s1 sia d1sposh a considerarli quale vera cavalleria di riserva, da imp!egare soltanto . contro cavalleria e sul campo di batl,(lg]ia. All'uopo egli vorrebbe che sino al momento dell'azione se ne risparmiassero uomini e cavalli, e giunge sino al punto di chiedere che la lo_ro marcia e i loro ~ccampamenti sil¼no guardati da altre truppe. Crediamo che ben pochi conver. ranllC' nelle idee espresse dall'egregio scrittore, tanto più ch'esse sono in -aperta contraddizione colle deduzioni tratte dalla guerra del rn7o- 7L do1Jer cessare assolutamente qualsias-i distinzione di seroizio pe~· i vari generi di cavaller1:a, e siano cavalleneri, ussari, . lan~ieri,_ dragoni o cora:uieri, dover tutti indiffe:enteme~te es~ere 1~npiegat1, nel set·mzio strategico sulla fronte e sw1, fianch1, de/L esercito e sul campo di battaglia. . .
Interessanti ci sembrano le idee sull' ord1nnmcmto tattico della cn·..-valleria. L'unità più piccola ne ò lo squadrone, la forza del quale
R l'E!UODI CI
,193
aev'essere tale da potervi costantemente mantenere la regola che i plotoni _abbiano sempre ,12 file complete. Richiedesi perciò una forza di '20 sottufficiali, 96 soldati e tre trombettieri con 119 cavalli, ai quali aggiungendo 12 a ,i:; giovani rimonte e altrettanti cavalli indisponibili, perchè ammalati, assenti dal serrizio, comandati, ecc., si arriva al numero di 14-3-150 cavalli. Preferibili poi sono i reggimenti composti di -~ squadroni attivi in confronto di quelli a 6, sebbene questi ultimi presentino il vantaggio che ogni singolo reggimento può essere esercitato nella tattica delle tre schiere, e corrispondano meglio ai riguardi finanziari; e ciò "perchè reggim1mti piccoli di 6- squadroni possono con maggioro facilità essere comandati da una sola persona, e percbè con eguale materiale si hanno i mezzi di ·formare un maggior numero di divisioni di cavalleria indipendenti, di quello co' reggimenti a 6 squadroni. Ogni reggimento però dovrebbe avere uno squadrone di deposito, particolarmente incombenzato dell'istruzione delle reclute e dei cavalli giovani. Rispetto alle brigate, il colonnello Ilrix le vuole composte ognuna di due reggimen'ti; e così pure propone sieno riuniti in brigata da destinarsi al corpo d'armata, i due reggimenti ora addeui alle due division'i di fanteri(I . Di divisioni di cavalleria poi si debbono form:.ire soltauto le cosidette indi pendenti, e la loro composizione vuol essere tale da porle in grado di bastare a se stes. e per l'azione isolata, ed in pari tempo di concentrare la riunione di parecchie divisioni sotto una sola direzione; e pertanto si propone che le divisioni di cavalleria constino di due sole brigate (4 reggimenti), e sieno creati corpi di cavalleria composti da parecchie divisioni. . Ci sembra inutile climostrnre la notevole importanza di queste proposte, le quali ove fossero attuate sconvolgerebbero il presente ordinamento della cavalleria tedesca . Xon sappiamo tuttavia quali proliabilità di successo esse possano avere; in ogni modo poichè non ·rallasi di idee nuove, ma di idee giuste, basato su di un esatto concetto dell'impiego dell'arma, e già manifestata parecchie volte in questi ultimi tempi da quanti scrittori pratici si occuparono dell'ordinamenlo della cavalleria, riteniamo nou andar lontano dal vero preconizzando che in una guerra avYenire la Germania entrerà in campo con grossi corpi di cavalleria formati da due o tre divisioni, e che toglierà i reggimenti a cavallo alle divisio_ni cli fanteria . E ciò sarebbe pienamente conforme alle deduzioni tattiche dell'ultima guerra contro la Francia, nella quale sino all'e,idenza venne dimostrata la neces:-ità 1
ANNO XXVIII. VOL., L
13
LIBRI
E PERIODICI
di sottoporre ad un'unica direzione le d)visio~i incaricate del serviz!o· strategico sui fianchi e sulla f~onte dell esercito, e c~me 1~ cav~lle~ia addetta alle divisio~i di fanteria non sia loro ne~essana, _ne t~ov.nnil_e· · · go s,a)vo qualche caso eccezionale. Il Bnx termma mfine 11 1mp1e , . · ·1· I capitolo sull'ordinamento dell(l cavallerra col porre m r_r 1evo . a necessità di un generale ispettore dell' a1·ma, il quale S4a 'Vero capo della meclesima. P r·menti meritevole di attenzione è il capitolo che concerne l'arma~e~t.o, nel quale si propone di dare ad _og~i specie di. cavalleri~ la lancia (una lancia ,però di soli due metn d1 lunghezza m luogo d1 tre e facilmente maneggiabile tanto nel momento dell'urto quanto nel co~battimento individuale), una sciabola leggiera e_la carabina, o la ~ivoltella pei sottufficiali e trombettieri . La cavalleria pesante avrebbe inoltre una leggera corazza. La sciabola dovrebbe essere appesa alla sella, 0 sempr~ o almeno quan~o ~i appie~a per comba~t~re c~lla carabina . Per la carabina poi è mutile la baionetta: eppero 11 Bnx ~ropone di dare al soldato uno speciale co_ltel~o con u~a lama 1u~ga circa ~5-30 centimetri, da potere nel caso d1 bisogno mnestare come la baionetta sul moschetto.. . . ,. . . Segue quindi il capitolo, ~i ben 4~O pagine, r~lativo all 1struz1o?e, ne.I quale minutamente è esammato ~ut~o. quanto ~1 ha tratto a ~omm.- . dall'equitazione sino alle evoluz1on1 ·m tre schiere. .Sono pagme· alc1are , , I· tamente istruttive; ma dobbiamo rinunciare a farne un riassunto, p_o~c 1~ · er renderlo intelligibile dovremmo anzitutto ricordare le prescr1z1om ~e' vari regolamenti prussiani; ciò che ci c~ndurrebbe troppo _lontano. Ricorderemo soltanto che l'autore lamenta 11 grande numero d1_reg_olamenti, talvolta contradicentisi l'un l'altro, e propone la compi laz1 oue di un unico regolamento il quale ~ia un completo mam~ale ~er la'.~ , ma di cavalleria così per il semplice soldato come per I ufficiale pm 1
elevato. 1 È put:e rimarchevole il capitolo sull'impiego della cavai eria .in ,guerra . Esso è diviso in sei parti, pelle quali si studia l'impiego della cavalleria : . . . . 1o Durante i preparativi per la guerra smo al prmc1p10 delle• operazioni ; . . 20 Da I principio delle operazioni sino al contatt~ col nemico ; 30 Durante il contatto delle due masse avversarie ; 4-0 Durante il periodo fra una batt!.\glia ed un'altra ; 5° Nella iuerra di posizi?ne ; 60 Nelle lont.an.e scorrerie, a simiglianza dei raids ·americani ..
In queste singole parti il Brix esamina in modo assai particolareggiato le differenti circostanze nelle quali può trovarsi la cavalleria in guerra, e ne studia l'impiego in ciascuna di esse. Come è naturale, il servizio. di avanscoperta, che è il principale ufficio dell'arma a cavallo in campagna, è.quello s.volto oon maggior cura e diffusione. Del resto le ,idee espresse dall'autore sono ·unanimemente accettate in questi ultimi tempi presso tutti gli eserciti. Contrari:imente ·però all'opinione dei tattici più stimati, il Brix ritiene possibile, -anche sui teatri di guerra europei, l'e[ettu~zione di lont.aue scorrerie, sul genere di quelle compiute dai cavalieri americani. Noicrediamo che egli sia nell'errore. Lontane scorrerie si potranno sempre eseguire, come se ne sono sempre fatte anche per il passato, sia che si combatta nel proprio ~aese, sfa in paese nemico; ma scorrerie che si prefiggano, come i raids americani, di attraversare o girare l'esercito nemico per portarsi alle sue spalle e durino parecchi giorni , non le crediamo attuabili · sui nostri principali teatri di guerra. D'altra parte fra le varie raccomandazioni ehe l'autore suggerisce per la buona riuscita di tali imprese havvi questa: « che i vari reparti distaccati si mantengano in comunicazione fra loro e col grosso, riunendosi e scambiando:;i le notizie in punti prefissati, o, durante il movimento, per mezzo di posti di corrispondenza ». E raccomanda inoltre di mantenersi collegati col proprio esercito. Ma una cavalleria che intraprende un vero raid non ha reparti staccati; essa marcia riunita, senza neppure l'avanguardia onde diminuire la profondità della colonna, preoccupandosi soltanto di marciare senza . ·, farsi vedere, di apparire per sorpresa, di operare in fretta e di scomparire subito senza lasciare alcuna traccia del cammino seguito. La celerità nei movimenti, la sorpresa del nemico, e l'impiego di ogni espediente atto ad occultare la propria marcia sono i soli fattori che possono assicurare il successo .
Die B.,•iegeriscl•en E,•eignissè in Aeggz>ten wah•·end des Sonan,e,•s 1SS~.- (Gli av'f!enimenti di guer1·a
in Egitto durante l'estate del 1882) -
per ERMANNO
YOGT.
Lipsia, 188.2 tipografia Grunow. Quest'opera ha il merito delle primizie. È, per quanto sappiamo, la prima relazione completa della spedizione inglese in Egitto. L'autore
E PERIODICI LIRLU
prende le mosse da 25 anni addietro, quando l'Egi1to n,·eya ,120 milioni d'entrata e !}2 milioni il i debito; poi ci mostra le dilapidazioni degli indigeni e le usure degl i europei portare rapidamente il debito pubblico a oltre due miliardi; il Go,,erno aumentare le t-asse, e ie popolazioni il malcontento, le potenze intervenire a tutela dei propri -creditori, ed imporre impiegati che percepivano lauti stipendi, ed economie che mettevano molta gente sul lastrico; Arabi pascià farsi popolare e potente, rendendosi interpotre della pubblica indignazione; questa crescere giornalmente e complicarsi col sentimento d'indipendenza e coll'odio religioso; quindi scoppiare la ri,·olta militare, quindi -i massacri e In guerrn . Nel capitolo intitolalo Bombardamento d1: Alessandria, abbiamo invano cercato le ragioni intime di quell'atto di ostilità che sorprese l'Europa; l'nutore n,on le conosce meglio di noi. Narr(I minutaml'mte il follo e le sue conseguenze, porge interessanti particolari sulla città e i suoi forti, sulla flotta inglese, i suoi pez1.i, i suoi proiettili . Il capiLo]o intitolato L'Egitto e gli Eg·i,ziani è pieno di utili nolizie sul paese o le popolazioni, l'amministrazione o l'esercito; quello intitolato Il Canale di Suez contiene uua breve storia dcli' impresa di dl\UO canale, nonchè i principali dati statistici sulle dimensioni, il costo dell'opera e il commercio che si fa per quella via . Segue un capitolo destinato all'esercito inglese e tre al racconto dogli avvenimenti che ebbero luogo in Egitto, dal primo sbarco degli Inglesi alla sconfitta definitiva di Arabi pascià. A dir vero non si trova in queste pagine alcun fatto che, a suo tempo, i giornali non abbiamo narrato; come nei cnpitoli, che trattano dello condizioni dell'Egitto e dol canale di Suez, non si trova notizia, che non sia già stampata in altri libri; ma non è di poco vantaggio per chi ,,oglia studiare (specialmente dal pu,, to di vista mi litare) la spedizione in.gleso in Egitto, l'avere sott'occhio la descrizione dei luoghi e il racconto ordinato dei foni scriuo da penna imparziale. Si aggiunga che l'au tore, tenente colonnello nell'esercito tedesco, fu in parte testimonio oculare di ciò che racconta, e scri ve quando è ancor viva la memoria, ma è sYanita l'impressiono del primo momento, e, terminata .l'impresa, si possono abbracciare con uno sguardo tutto le operazioni. Nell'ultimo capitolo Conolusione si narrano le conseguenze immediate della vittoria dogli Inglesi : le rughe, lo rese, le diserzioni dei vinti, la gioia dei pochi partigiani del Kedive, l'avvilimento goucrale. Si descrive finalm ente l'ingresso del Kedive nella sua capitale, fra una doppia fila di soldati inglesi, al suono delle trombo, dei tamburi
197
e al fragore dello artiglierie inglc.>si, accompagnnlo dal c;omandan te dell'esercito inglese e da due alti funzionari pure inglesi. Gli Arabi smarriti e curiosi, affollati dietro la siepe dei soldati inglesi, sporgevano la testa Ira i gomiti di quest.i e f'ra le gambe (lei cavall i, mentre da lle finestre le donne gestivano e strillavano por meraviglia, per gioia o per dolore. Scena caratteristica a cui l'autore ha assistito. e che ci rendo toi più vivi colori. Questa teatrale parata di forzo fece gr:mde impressione sugli Egiziani, che già avevano di esse speriment11to gli effetti, o l'autore è persuaso, che, qualunque piegi1 sia per prendere la questione egiziana, un elemento (la resistenza delle popolazioni) è affatto eliminalo.
.lnte 1•11atiouale Rev,~e 1ibe1• tlie ges,unH1ten Ar-
lfera1is9egeben von Ferd, v Witzleben-Wendelstei-n. Erster Jahrgang. lle/t I. und Il. October 1t,. November 1882. (Rivista internazionale degli ese,·cùi e fiotte, pt:bblicata da Ferdinando vo'fi Witzleben- Wendelstein). ·1" Annata, 1.. e 2• puntata, ottobre e novembre ·1882. - Berlino, Ouo Janke.
•11een un,l l.i'lollen.
1
Il signor Witzleben, assicuratasi la collaborazione di uffiziali di terra e di mare dei principali eserciti, ha testè intrapreso la pubblicazione dell'Internationale Revue, nella quale non solamente si comprenderanno studi di arte militare, ma saranno svolte in modo particolare lo quisti(•ni belliche più p:ilpitanti. È noto con cpia le cura si seguano oggidì i cambiamenti e le innovazioni che ogni potenza gradatamente introduce nel proprio stato militare, epperò ci sembra, che la nuova Rivista offra molto interesse. Noi pertanto ci rallegriamo col »ignor Witzleben, augurando in pari tempo prosperi til alla sua impresa. Ecco il contenuto delle prime due puntate, degli scorsi mesi di ottobre e novembre: St1ali filosofici militari, per EooARDO R BITZ, maggiore nello stato maggiore a\l$triaco . 1°, La legalità nella gite,r ra, Ammesso che la lotta fra i popoli sia inevitabile, gli eserciti costituiscono un beneficio per
LIB1U l'umanità, poichè è sostituita la loro azione alla lotta feroce individuale, e sono nello stesso tempo un baluardo e una scuola dell'ordine. La ;,uerra offre r)Ure de' vantaggi: essa e ' se ha gravi inconvenienti, . agisce nella vita dei popoli, dirigendo ad un solo scopo tutte le forze morali e materiali così dell'individuo come dell'intiero paese; da essa scaturisce una vit-a nuova potente che influisce tanto sul vinto quanto sul vincitore. Quest'ultimo ne ritrae vantaggi materiali che bene utilizzati, possono efficacemente aiutare il processo della sua coltura e del suo sviluppo interno; l'altro, il vinto, è costretto ad esaminare le cause della sua disfatta a CHrcare i rimedi, ad attingere nuove forze. Così accade non di rado clte il vinto guadagna più che il vincitore. La guerra infine strappa il velo delle apparenze e mette a nudo le buone e le cattive qualità del popolo e del governo. L'autore passa poi a dimostrare che la guerra ha le sue radici nella natura stessa, e ne accenna lo scopo finale che è sempre stato e sarà pur sempre quello di annientare tutte le forze nemiche. L'essenziale è che la lotta sia ordinata, che s'abbiano le dovute cure ai feriti ed ai prigionieri, ed a questo hanno provveduto leggi internazionali. Da ultimo accenna all'utopia di coloro che alla guerra vorrebbero sostituire il giudizio di corti speciali incaricate di regolare la vertenza fra i vari Stati, e giustamente osserva che se è impossibile abolire la guerra, sarà invece possibile limitare le cause che ad essa conducono, quando si abbia per norma il detto di Kant: elevare e promuovere le qualità, morali nel
e
popolo e neUq Stato mediante l'educazione di un. elevato carattere morale. Germania. - Le a1.ito1·ità supe,,riori marittime delle principali potenze; per V, IIENK. - Accurato rendiconto dell 1ordinamento dei
ministeri di marina e degli uffici di ammiragliato in Russia, Germania, Francia, Inghilterra, Austria , Italia, nell'America del Nord· e nell'Olanda. "!rfetodo razionale. pe.l Sl7rvizio in campagna della cavalleria, per il maggiore conte GELDERN. ·- Per istruire la cavalleria nel servizio di campagna occorre un metodo il più semplice possibile. In gene~ raie le prescrizioni vigenti nei vari eserciti sono pressochè identiche: in O"ni modo non conviene cambiare per seguire ciò che fanno gli "' . altri, ma fa mestieri introdurre modificazioni sòlta:nto nel caso chi:) ne sia ben provata la necessità. Il miglior mezzo di istruire la truppa è quello di ese1,citarla sul terreno; ma si profitti del periodo invernale per apprender.le minuta-
E
I>ERIODIC!
·199
wente la parte teorica. Per gli esercizi pratici si dovrebbero .aver presenti le norme seguenti: 1° Prendere a base del tema, per !'iutiero periodo annuale delle esercitazioni, una progressiva azione di guerra, con una g,iusta progressione di esercizi; . 20 Istruire bene· ufficiali, graduati e truppa nell'utilizzare il tempo ,e nel regolare la cadenza di andatura de' propri cavalli secondo il medesimo; 3° Addestrare giornalmente la truppa intorno alla situazione di guerra, tema speciale, ed acconcio alla zona di terreno sul quale devesi -operare; ,i 0 Lasciare che l'indi.viduo agisca da sè, rilevandone poscia gli errori; 5° Approfittare della marcia pel ritorno in quartiere; o del momento della radunata al termine dell'esercitazione per far interrogare ,ci soldati dagli istruttori alla presenza del direttore dell'esercitazione; 6° Sottoporre quanto si è fatto ad una critica assai moderata; 7° Prendere in esame i rapporti trasmessi, e nei giorni seguenti tt>nere una conferenza finale per l'esame delle relazioni · presentate · , sopra l'esercitazione: 8° Eseguire cavalcate cogli ufficiali e coi sottufficiali, conversando -del progresso nell'andamento delle istruzioni. Pensie1·i di un vecchio soldato sulla petizione presenta al Reichs.tag da Carlo Metzel e corripagni. . Una parola soprci i qiutd1·i di battaglia d"i, Wereschagin. Austria. - Le nazionalità nell'ese1·cito. - - Il presidente del con-
si"lio conte Taaffe disse, tempo fa, nella camera dei deputati: l'Au. ·st;ia non essere nè uno Stato tedesco nè slavo, ma l'Austria essere ìl'Austria. L'autore, prendendo le mosse da cotesto detto, rileva che ìn que$ti ultimi anni negli annuarì dell'esercito austriaco venne so~pressa la denom inazione di tecfosco che portavano_ tu tti 1. r~gg,menti di fanteria aventi pantaloni lunghi e larglu, 1 corazz1er1 ed i draaoni. Effetti va mente però vi sono •155 battaglioni (22. reggimentt di fanteria con 116 battaglioni e 35 battaglion i di cacciatori) 1•I re""imenti di clraO'OÌli e 9 di artiirlierìa composti da individui Bi;> <;) i quaii non parlano che il tedesco. L'esercito au~tr?- unganco comprende pertanto sul piede di guerra 2.00, 000 uom1m che parlano te· desco e 300 ,000 che non. lo parlano, e precisamente 200,000 ungaTesi e ·100,000 di origine slava . 11 conte Taaffe potè quindi aver :ragione; ma ·volendo accettare l'ultima parte della sua frase che l' Au1 1
V
200
LIBRI
stria è l'Austria, si ha il diritto d1 . chiedere di qual nazionalità sia 'l'Austria, qual lingua unisca l'esercito, e serva per i rapporti ne' vari, rami. Nel fatto sul trono austriaco regna un sovrano di pura origine tedesca, la metà circa dell'esercito si può dire è tedesca, e l'autore. fa voti perchè nell'esercito non abbia mai. a svilupparsi lo spirito falso cji nazi onaIità. I pa:vimenti delle case1·me; per il dottore Alberto Michaelis. - Lo, scrittore può concludere che molte malattie (fra le quali Io scorbuto)che si sviluppano nelle caserme, provengono da prodotti putrefatti, che ad onta della. massima occulatezza si formano sotto i.letti delle camerate. Egli prende in esame le varie misture usate per pulire i pavi-menti dei crnartieri ed accenna alle migliori . Il nuovo regolamento di evoluzioni per la cavalleria ed i partiti politici in Francia, per B. P. Le modificazioni più recenti introdotte nell'esercito francese. Corrispondenza russa sugli 1{ltimi progressi nell'esM·cito per L.. WonoNrn.- Vi si parla deJJe ultime riforme applicate all'esercito, dei campi dell'estate, dell'ultimo ordine del giorno del generale Skobelew, e delle condizioni pecuniarie degli ufficiali. L'ordine del generale Sko-beleff, da lui emanato dopo avere passato un' ispezione alla ,1• e 2• divisione di cavalleria, è particolarmente notevole dal punto di vista della condotta. Fra l'altro egli dice: « Se la fanteria, soffrendo grosse perdite, può attaccare il nemico e sostenere il suo fuoco micidiale, perchè la cavalleria non sarà in grado, colla sua celeritil e mobilità di fare lo stesso?Senza perdite non si raggiunge alcun risultato militare importante. . . . . È mestieri di farsi un chiaro concetto del combattimento; e perciò pensare che la cavalleria è l'arma del momento e deve agire sul. campo di battaglia in date occasioni. Il suo modo di combatt~re si distingue sempre per il risultato ottenuto dal reparto di testa, mentre per la fanteria. decide la coda. Per questa ragione presso la cavalleria dev'essere organizzato un accurato servizio di esplorazione onde evitare le sorprese. Il comandante deve costantemente trovarsi avanti per sorvegliare il nemico, e piombargli addosso inaspettato . . . . . . In genera le io ritengo, per assolutamente falsa la convinzione, che mano mano va trovando accoglienza nella nostra cavalleria sotto l'influenza degli scrittori tedeschi, e cioè che di fronte all'azione del fuoco della fanteria e dell'artiglieria, la cayalleria non sia più in grado di operare. Non pongo in discnssion.e che una buona fanteria debba trattenere non solo cavalieri isolati, ma anche intiere divisioni di cavalleria; ma la storia. ci mostra, specie a noi russi, molti esempi del contrario » .
E
PERIODICI
201.,
Le nuove scuole russe per gli 1.1,fficiali. La lotta per il passo di Schipka nella guerra del 1877-78; per Thilo von Trotha. Egitto. A bordo del Pelusio. - È una corrispondenza dall'Egitto in data ~3 luglio, nella quale si dànno notizie delle condizioni di quel paese. L'opera dello stato maggiore tedesco sulla guerra del 1870-7/-, e um, commentario f1·ancese della medesima. Studio militare di ZERNIN Il telefono in giuet--ra. Pel barone von DER GoLTZ. Delle ultime storie d&i reggiment1; tedeschi, per R. P. Si r ileva- · le enormi difficoltà a superarsi per scrivere bene la storia di un corpo che la maggior parte delle pubblicazioni venute alla luce in questi, ultimi tempi non soddisfanno al loro còmpito. Il principe Massimiliano Emanuele per O. Le g'randi manovre del 5° e 6° corpo d'armata presso Breslau. La c1·isi nell'esercito austro-iingarico . L'autore crede inutile nel- l'interesse stesso dello Stato, scoprire gli errori; epperciò fa i seguenti appunti: ·I O Si ha una legge sull'avanzamento basata sopra razionali principi; ma l'avanzamento non ha 1 sempre luogo secondo il merito . .Le · influenze personali hanno grande valore, e di esse furono vittime parecchi abili ufficiali; 2° Il talento non viene nè cercato nè appoggiato; 3° L'ufficiale non è sempre nè dappertutto trattato come un gentiluomo; 4• Il diritto è dominato della forza ; 5° I soldati sono istruiti puramente a fare da macchine; non si · insegna al soldato a pensare. Py-0gressi nell'impiego del bronzo-acciaio; per ff. L. W. {'Inghilterra e i volontari per V. J. Vi è minutamente esposto. l'ordinamento dei volontari. Istruzione e impiego della cavalleria per MARZIALE BIANCHI n'AnDA, capitano di cavalJeria. 1° Articolo. Lo scrittore non crede che l'istru-zione impartita oggidì nei principali eserciti europei sia . corrispondente all'impiego a farsi in campagna. In questo primo articolo brevemente riepiloga l'impiego della cavalleria sotto Federico II 0 , sotto Na....., poleoue I 0 , nella guerra di Seccessione americana e nella guerra 1870-71 ~-
LIBRI E l'El\IOD!CI
Nette ntilita,·asc e Blatte,•. -
3° irimestre 1882. 1
Le più import~nti carte militari d'E1wopa. - Le carte geografiche · ~ topografiche g10vano soprattutto al militare, la cui azione è così strettamente legata al terreno. Sarebbe utile che, come si è adottato in quasi tuua l'Europa l'unità di misura, così si adottasse per dette cario un'unità di scala . Se ciò non si è ancora potuto ottenere, è innegabile che però, le scale 1 :1_00,000 e 1 :50,000 si vedono ogni giorno più usate. I rapidi progressi della geodesia e della cartografia hanno per conseguenza che le ca1·te diventano presto antiquate, e crescorto ta(mente d!' numero, che riesce difficile orientarsi, a chi voglia scegliere lo più aùatte per un determinato scopo. Quindi un elenco delle migliori carte militari dei vari paesi d'Europa, C'olio indicazioni necessarie per farle conoscere, non è privo d'utiliti1. (Segue l'elenco). La guerra dell'Af'ganistan. ('1878- 81 ). - Questa gnerra ha un interesse specialmente politico ( per ora la p.olitica in Asia si fa colla spada), ma non manca pure d'interesse militare. Da una parte vediamo un piccolo esercir~ europeo, con mescolanza di elementi asiatici, • bene • istruito, bene provvisto, bene armato e ben condotLo, I)ouer... regg1are m un paese aspro, senza sLrade, in mezzo a popolazioni nemiche, astute per natura e battagliere, percbè i montanari sono battaglieri anche in Asia. Dall'altra parle vediamo corpi improvvisati, o per meglio dire agglomerazioni di popolo armato, senza ordine, uè disc!plina, _nè con_oscenza dcli~ nuoYe l'orm11zioni tattiche, nè capi abili e rispettati. Il piccolo esercito europeo si trova più volte a mal partito, ma finisce per vincere. È questo un trionfo dell'intolligcnza e dell'arte . europea . L'Inghilterra spese nella guerra dell'Afganistan molto sangue o più denari (diciasette milioni e mezzo di lire sterline); vinse e non ottenne nulla. Il ministero che comincÌò la guerra, non potò finirla; quello che gli successe dovette rinunziare, per necessità politiche, a ciò che la spada nvea C'onquistato, o contentarsi delle promesse di un capo tribù, che le m:interrà fìnchè potrà, se ci avrà il tornaconto. I famosi confini scientifici di lord Bcaconsfìeld sono uu desiderio, i confini reali dell'impero indiano restano ancora gli stessi e le condizioni dell' Afganistan si trovano presso a poco quali erano primn della guerra. Vi è una sola differenza: la Russia è più vicina. D_alle ore ~·ozio d'i un ufficiale. - L'utilità del gioco di guerra è xtooricamonte mcontestabile; ma all'atto pratico, nei reggimenti, se ne
,
203
ri_cava ~iù noia che utilità, e ciò specialmente per moncauza di bravi d1re1ton · A questo si può rimediare colla buona volontà e con buoni s~di. Quanto su detto gioco scrissero Verdy e i\Iekhel è ciò che di più opportuno od istruttivo si trovi in argomento. Il confine nordico della Francia e l'invas·ione tedesca. - Nel ,1873 °?minciò a dibattersi seriamente la questiono di un e,entuale violazione della neutralità del ],lelgio, in una futura guerra tra la Germania e la Francia. Thiers giunse perfino a dire, che ultimate le fortifìcazion! ~a un,a ~a~"le e dall'~lbra, la stra~a del Delgio sarebbe la sola pos$1b!le. L opinione pubblica nel Belgto so no commosse, e si chiesero fortificazioni ed armamenti; ma il governo fece il sordo. Reteutemente una pubblicazione del gtmcrale Brialmont risollevò la questione che fu pure _PO'.'Lat.a iu padamen tOi il goyerno diede buone parole, ma non modifico la sua condotta. Chi ha ragione? Considorando freddamontP. la cosa si comincia a vedere cho se le altre strade sono di~fkil(, non è _fa_cile neppure quella del Belgio. Comiuciano a pubbltcars1 opuscoli 111 questo senso. Iu uno, venuto ultimamente in luce, si afferma con ragio~~ che l'offensiva francese attraverso il Bolgio, con i\nversa sulla sm1stra e Metz sulla destra, non giungerebbe a Co_lonta con ~orze sulfìcienti per sforzare la linea del Reno e prosegwrc la marcia su Berlino. Similmente un oITonsiva tedesca che pnrta da Colonia diretta per il Belgio, dopo aver girato le forti linee della Mosa e del_la .l\Iose1 la , anderebl!o ad urtare contro quella ancora più forte, cost1tu1ta dalle opere d1 Laon, La Fcre, Reims, e Soissons. Oltreciò l'offensiva partendo da Colonia si appoggierebbe troppo obliquamente alla linea del Reno. Tutto considerato, la strada ùel Bolgio non presenta tali vantaggi da compensare gl 'inconvenienti di una violazione della neutralità. Diverse redu.te sull'uso dell'a1·tiglietia da campo negli atlaccM. La ferma ·4i t,n anni in Francia. - Davanti al parlamento frtln.·Cese sta un pJ'olgetto per modificazioni alla legge di reclutamento dal 27 luglio 187~; scopo di questo progetto ò l'introduzione della ferma di tre anni e l'abolizione dei volontari di uu anuo. Già fìno dal 187'2 si ern proposta tale riforma, ma il tentativo ruppe contro l'opposizione di Th iers. Egli fece valero il principio che la forza di uoa nazione sta nel suo esercito permanente. Oiò non è esatto. Nelle guerre moderno non basta la qualità dei soldati, è necessaria la quantità. La forza delle nazioni sta nell'esercito, nelle sue riserve, nel popolo stesso; l'esercito permanente è la scuola militare della nazione. Dopo aver decret:ito il servizio di 5 anni si vide che esso era impossibile, salvo
LIBRI
a diminuire di troppo il contingente; qnindi una folla di rimedi precari: congedi anticipati, ritardi alle chinmate, divisione del contigente in due specie, lunghe licenze, parzialità, ingiustizie. Il generale Farrè credette avere fatto una scoperta riducendo il servizio a qnaranta roosi, mediante licenze invernali. Questa mi ura fu accolta colla massima impopolarità, o fn perfino difficile trovar gente chr domandassero o accettassero volentieri qnoste licenze d'inverno. Nel 1,872 quasi tutti i generali e colon11elli erano con Thiers, pel servizio di 5 anni; la maggior parte sono ancora dello stesso parere e riesce proprio difficile a comprendere, come ogni anno dopo le manovre autunnali, dotti comandanti si perdano in elogi sperticati ai riservisti, e siano in pari tempi) oppositori così accaniti d'ogni riduzione della ferma. Oltre il citato progetto del governo, vi è davanti alle camere un progetto cli Gambetta. Nell'essenziale sono d'nccordo·' ambedue voaliono ri. e, dotta la ferma e aboliti i volontari d'un anno; ma il ministro manterrebbe per gli ascritti a certe professioni una ferma di due anni. Gambetta. vuole ·re anni por tutti; il progetto ministeriale permeue ai detti professionisti di scegliersi la guarnigione e cli continuare gli studi. Gambettn sostiene che tre nnni di ritnrclo in una carriera non sono la rovina d'un uomo, che quando s'impara a fare il soldato non si può studinr nitro e che il prestigio dell'esercito, lo spirito mi litare della nazione, o la buona nrmonia t.ra camernti, gundagnerebbero dalla mescolanza e dall'assoggettamento di tutte le clnssi all'identico servizio. I nfine Gambetta vuole nbolito ogni priviloaio per i ~in istri d~i culti; misura qnestn che snrehbe molto logica, .;n poco utile. Aspettiamo la discussione. L'inswnzione dell'Algeria nel 1881. - Studio storico La cm,allet·ia francese e tedesca da'Oanti a Metz dalla sera del 10 a quella del 18 agosto 1870, HoNtc. - Studio storico. I combatti1nenti di luglio presso Nicopoli e Plewna, TROT HA. Studio storico. Notti sul fi,wme Pat·aguai, AMERKAN . - Scene e aneddoti militari .
l!lt,•efflet1,N1 seh,•itrt.' -
oste1•reicAit1che
n1ilét,,1•i11clae
)
Zeit.
2° trimestre 1882.
le (m·ze mi,lita1·i degli Stati della penisola cle'i Balcani dopo il congresso di Bedino. - Allo scoppinre delln guerra del 1877 I:\
'.205 Rumania non fu in grado di spiegare tutte le sue forze; trattati mternazionali e i sospetti della Porta oc a,revano in<'eppato lo s,·iluppo. Questo forze sono meravigliosamente cresciute dopochè la Rumania è indipendente. La Serbia è fra gli St.ati dei Balcani quella che ha un esercito meglio ordinato ed is'rutto, benchè poggi essenzialmente sul sistema dello milizie. La Bulgaria ha il suo esercito in via di formazione. Esso manca ancora di truppe oose per potersi presentare in campagna o c-0mo esercito autonomo. Aiutato dal di fuori, avrebbe però un certo peso. L'ordinamento e l'armamento delle forzo della Romolia occidentale, è anche più deficente che quello dell'esercito della Bulgaria. La Grecin è lo Stato d'Europa in cui la febbre di espandersi è più viva, o in cui più attiva è la propnganda per nttrarre le popolazioni confinanti ; ma nello stesso tem po è il paese dove meno si pensa a un buon ordinamento militare. Quando pareva imminente una guerra fra la Grecia e la Turchia, l'amministrazione militare fece miracoli e la facilitb d'apprendere dimostrata dalle reclute e la loro instanca~ bilità sono incredibili; però, ben considerati, quei reparti di truppa erano masse di popolo armato, non corpi militari, où è lecito dubitare della loro capacit.'1 di far la guerra oltre i confini . Sull' appro·c1Jigionamento di un esercito in campagna. UnL . Ancora ai tempi di Federico II le operazioni militnri erano legate ai magazzini di sussi sLenze. Valeva per assioma che un esercito non deve allontanarsi più di cinque o sei marcio dalla sua base. Gli eserciti della rivoluziono francese vissero di requisizioni, che a quei tempi e con quella gente, era lo stesso che dire di preda e di rubamonti. Napoleone regolò le ricognizioni e no11 trascurò i magazzini . Questo sistema misto è in vigore anche oggidì; nè altro se ne potrebbe concepire atto o far vivere centinaia di mila uomini e quadrupedi in campagna. Ma quanto più grandi divengono gli eserciti , tanto minore assegnamento può farsi sullo risorse locali e tanto maggiori devono essere le provvi~Lo dell'amministrazione. Quando l'esercito d'operazione di una grande potenza può contore mezzo milione d'uomini e 200 mila cavalli, il problema di mantouerlo sia riunito sia separato, in pianura o in montagna, è dei più ardui e com plicati, e richiede secondo i casi provvedimenti disparatissimi. Sulle fasciature antisettiche pei feriti in guerra. Esperienze fatte presso la scuola d1· tiro riel Belgio, pet· facilitare la soluzione di almrvi problemi n~lal!i1Ji al combatt,i:mento della, I, PER IOOIC J
''
206
LIBRl
fnnteria . - Le esperienze vennero fatte col fucile Albini-Brandlin. I problemi di cui si cercava la soluzione erano i seguenti: ~ 0 raggruppamento dei colpi alle varie distanze; 2. 0 a quale distanza con'Viene che i . cacciatori dell'attaccante aprano il fuoco; 3° in quale ·istante può convenire l'attacco alla baionetta; t 0 durata e rapidità del fuoco accelerato; 5° tiro contro una batteria. (Seguono, all'enuncjazione d'ogni problema, i risultati del tiro eseguito ìn proposito). Osservazioni tattiche NEuWIR'l'H . Regolamenti ed ·istriizi oni pe11· /.' ammaestrame;n,to delle truppe e loro· condottieri. (Continuazione) , - Si tratta dei regolamenti, che furono in vigore nell'esercito austriaco, dal tempo delle guerre napoleoniche alla campagna del 1866. La'Vori e produ1rioni dell'istituto geografico militare di Vienna nel 1'881. VoLLKMER. - Vennero proseguiti e condotti a buon punto i lavori pel rilevamento ciel terreno nella Bosnia; si eseguirono lavori geodetici, livellamenti di precisione; si pubblicarono carte-manovre di varie localit<\ d'importanza militare, e si prosegui la pubblicazione di varie grandi carte dell'impero, che escono a fogli separati. I fiwili a magazzino e loro valore tattico. PERVULEsco. - I fucili a magazzino differiscono dagli ordinari fucili a re·rocarica in ciò, che portano un certo numero di cartuccie raccolte o immagazzinate in un recipiente; onde ne risultano secondo i casi diminuiti o soppressi i movimenti della carica. Possono anche servire come i fucili ordil}ari, restando il magazzino pieno, quàsi riserva, pei momenti decisivi. Il recipiente delle cartuccie essendo mobile, 'luasi tutti i fucili in uso presso gli eserciti europei possono trasformarsi in fucili a magazzino. (Segue l'esame di vari sistemi). Il valore tattico di_questi fucili è indiscutibile; le esperienze fatte non lasciano più dubbio; ma la grande difficoltà alla loro adozione è Jr, spesa. Gl i eserciti europei non hanno ancora ultimata la loro provvista di fucili a retrocarica, che già si tratterebbe di modificarli o acquistarne dei nuovi. I progressi della meccanica sono troppi rapidi, per trovar subito applicazione su vasta scala. Alcune indicazioni per lo s'Oolgimento dei temi, tattic'i . Sulle miitilazioni 'Volontarie nell'i. r . esercito. - È la risposta ad una pubblicazione di pare titolo, il cui autore avea inteso dimostrare che l'unico scopo delle mutilazioni volontarie, le quali avvengono nell' esercito austriaco in proporzioni abbastan:ia sensibili, è quello di evitare il pericolo di trovarsi in faccia al nemico, e chiama
E PERIODICI
207
queste mutilazioni effetto di 'IYiltà previdente. L'autore invece del presente studio dice essere effetto più che d'altro di nostalgia . Studi regol-amentari, THENERKAUF, tenente · colonnello. La guerra r-usso-turca in Armenia nel 1877-78, MoLNAR; capitano . . Studio storico.
BOLLETTINO BIBLIOGRAFICO ;
lllu•trirler liultrer dure/a 'l'rie•I uml lJmge6uNgen. (Guida illustrata di Trieste e dintorni). Vienaa 1882, tipografia Hartleben, prezzo L. 4. Tale guida si estende ad Aquileia Gorizia
Pola, Fiume e Venezia. C9ntiene 36 figure e
6 car t;.
'
KRIEBEL, Oberst. D,u detd•clte li'eldarllllerle-1tlalerlal und de••en tahll•ee 1/erweudung. (Il materiale dell'artiO"lieria ledesca e s uo impiego tattico ). Monaco 1882, tipografi; Lindauer, pre~zo L. 7. È un'opera scritta specialmente per far · conoscere 11 mater1s.le d'artiglieria agli ufficiali delle altre armi. •Die Ferlheidigung der ,veslllcleen §clewei~ . (La difesa della Svizzera occidentale). Zurigo 1882, tipografia Smidt, prezzo L. 2. 'È un breve opuscolo in cui si contiene un cenno sulla situazione politica, militare e topografica di Basilea, Ginevra, ·Berna? ed altr~ località della Svizzera occidentale, e si espongono 1 progetti fatti per fortificarle. ·
STRAu~z B0•_nie11, La,t 1d u11d Leute. (La Bosnia, paese e popolaz10ne) Vienna ~~82, . tipografia Gerold e figlio, prezzo L. 9,35. Sono due volumi 10 8'; contengono la descrizione geografica . etnografica e le memorie della Bosnia. ' ScHWARZ. ~,onlenegro. Lipsia 1883, ·tipografia Frohberg, prezzo, L. 16. E il racconto di un viaggio fatto recentemente nel Montenegro, colla descrizione geografica, topografica, e qllella delle · condizioni politiche e sociali del paese.
208
BOLLETTINO BIBLIOGRAFICO
lt.,udios de arte e lli11toria mililar. Barcellona 1881-82, presso la redazione della Rivista scientifico militare. L'opera contenuta in due voi. in 8°, si divide in due parti: la prima tratta specialmente della politica della guerra; la seconda tratta del r eclutamento e dell'ordinamen to degli eserciti. Ci torneremo sopra.
BANUS y CoMAS..
'The Fevv Plutarch . (Il nuovo Plutarco) Lond!'a 1882, libreria · Ward, prezzo L. 5,25 al volume. È una raccolta di biografie
di uomini illustri, che si pubblica a volumi staccati. Il volume che abbiamo sotL'occhio tratta delJa .biografia di Vittorio Emanuele. Si promettono di prossima pubblicazione le vite di Gustavo Adolfo, di Maria Antonietta, di Alessandro il Grande. ,g tour in Greece . (Un giro in Grecia). Edimburgo e Londra 1882, tipograf1a Blachwood. È un opera illustrata, edizione di lusso; narra un viaggio fatto in Grecia nel 1881, e descrive le principali località, :,:specie quelle più famose per memorie storiche.
: RIDLEY.
-.FoNTANe. lli•lorie univer•elle. Parigi 1882, tipografìaLemerre, prezzo L. 8 al volume. É un opera in _cor so di pubblicazione; deve constare di 16 volumi; vennero pubblicati i primi due, che trattano dei più antichi popoli dell'Asia, e il terzo che tratta degli Egizii . 1.,'avenirde la Turquie. Parigi 1882, Tipografia Leves, prezzo L. 3,50. ·L'opera si divide in due parti principali: i• la politica del Califfato e le sue conseguenze; 2° la poli tica personale. L'autore conchiude che la salute alla Turchia non può venire che dal di fuori, ma che diventa ogni giorno più im: probabile.
. CHARMES.
Il D i r ettore ORESTE BARATlERr Tenente Coionnello nei Bersaolie1·i. ' DEMARCHI. CARL O,
gerente.
Ta l,l /et::_ .Rapfll'e.s"Màa«WruY ,COT'3/'Ctrah'.v cv ,dellvl'ensiorw ,rteliawlv
S&.,
condo il nuovo diseg,w cl~Je_9ge,, ,a.flv iTn-ft1:egal:i,, e,nlrcw/ i1V servi4.i<)/J ,collo sf:Zpendio ,dv I, .f800, e,, dv c;,zielle,,, ra;jfUagl1.cdv ,a)l.o .;lif>Utdl().fi'.= rµ:Ùe/,che, si/p·opmw ;vv sian.o
sostitwr';w.
7 0 ~0
ttoo 2000 f800
.' . I
t
I
1
I
I
1
1
• ·:
!
:
I
' ' !
1'
·--r~ -:---;---r-!
\
...
3S
:
I
' I
•
1000
?
I
I
LE TRUPPE ALPINE DA CIVIDALE AL FALTERONA,<11
III.
>
Non Loccando nulla di notevole dell' ordinamento alpino attuale perchèèottimamente costrutto, vedjamo di trovar l'occorrente per le reclute di ~ltre 24 nuove compagnie - il luogo per collocarle sui monti, Io scompartimento dei 24. battaglioni che ne risulterebbero il raggruppamento loro in 8 reggimenti - l'isolamento delle 91) compagnie - il loro passaggio sul piede di guerra, e tutto questo non solamente non alterando il disegno dato alla difesamobile alpina, ma anzi seJ"rendoci dell'appoggio offertoci dall'ordinamento recente, col mezzo di quegli addentellati scoperti che fu mia cura accennare dapprima. « Far concorrere tutta l'Italia alpina al reclutamento di una vera truppa montanara, ecco un dono nasionale da sfruttare "&. E noi ci troviamo completamente su questa strada: l'ultima compagnia della cerchia finisce a Cairo Montenotte, e reclutiamo gli alpini nella valle del Sarchio, perché vogliamo montanari nei ranghi; quando arriveremo coll'ultima compagnia a Pratovecchio nel Casentino, recluteremo i nostri uomini sino alle origini dell'Ofanto, e se mai, spingeremo la chiamata complementare sino in fondo all'Apennino calabrese, sino a coloro che popolano le sorgenti del Salso, che sì (l) Continuazione, "· Rivista )lliltlare fase. di gennaio 188S. ANNO XXVIIJ, VOL. J.
210
D:.\ C(V!DALE AL FAL'l'ERON,1.
.LE TR CJP Pl~ ALPINE
arrampicano impavidi per le aspre gole del Limbara e del Genargento. Nè si potrà dire che si arrivi lontano, pensando che in 1O anni dal Monte Bianco si giunse aU'Apennino pistojese. Per tal modo avremo la cerchia A.lpi-Apennina munita di · truppe reclut ale sul posto, a cui sarà innestato un ramo che, quantunque di 1:eclutamento non reg ionale, avrà sub iI.o e saldamente altecchito, perchè dell a stessa famigli ét alpigiana. Assicuratoci il reclutan1ento montanaro per altre 24 compagnie, assegnate alle 96 compagnie, così risultanti, l'occupazione del circuito Alpi-A.pennino da Cividale al Monte Fallerona., vediamo per· qual i considerazioni si vorrebbe che esse fossero ciascuna da sè nelle sedi estive, anzichè esservi accoppiate. Nella dislocazione presente le località alpine occupatesomrnanofrn tutte a ,f.4 , isolando le compagnie, diverrebbero 96,. Circa al reclutamento, i soldati di una compagnia sarebbero tutti vicinìssimi alle ioro case, e pur vivendo rigorosamente sotto le armi, avrebbero l'inestimabile va.ntaggio di essere presso ai loro cari, favore qtiesto eh.e, a giudicarne dalla gtnerale e vecchia esperienza , è considerato come il più gra.n<.It, e come quello che mancandp, concorre ad amareoc,iare la vila,del solchlto. Tale considera* . · no Potenternenle zione sarebbe puerile, ma non la faccio per un malinteso ecc0sso di umanilà, la noto qui perchè mi offrirà in seguito il destro di · tranwun ut.ile partito per la nostra. difesa mobi le. Ma l'isolamento dell~t compagnia .alpina offre altri due capitali va.ntacrai all o studio del terreno, e l'altro allo s:vinn , l'uno riferentesi · luppo delle manovre fra compagn ia e compagn ia, che sono le piit pratiche e comuni nella guerra di montagna, e le più istruLtive sia per.la trnpp'a cnianto p,er gli uffièiali inferiori. Trattiamoli partitamente. Una ~i·e-ve prefazione all'argomento. Consideriamo i paesi alpini sedi cli co\llpagnie, come altrettanti.centri di circoli che andremo dete1:mina11df? . Chi.amiamo a h:1. lunghezza di un.a es~ursione ordinaria di un plotone o conip11gnia - enCl'.ambi reJ;>arti P;iccoli e sRigliati e legge1·i, epperò i migliori per camminare bene e lungamente; chiamiamo b la lunghezza di qna escursione che richieda di fare.aUa truppa uno od entrambi i ranci fuori dalla sede, e e quella cli una escursi0ne che richieda un pernottamento o due fuor i dalla stessa 1
i
,sede. Queste tre lunghezze a, b, e, ·consideriamole come tre raggi di circolo, e con essi descriviamo attorno a ciascuna sede tre periiferie ci rco lari, Avremo così altrettanti circoli di raggio a, ed altrettante corone circolari ad essi circoscriHe, una dell'altezza b·a. e l'altra dell'altezza c-b. I 44 circol i attornçi alle 44 sedi, sommati .as~ieme ci rapprese1,1 teranno la superficie della zona alpina la più n1mutaimente conoscmta, perchè coperta da un minutissimo reticolato di escursioni in ogni senso. La durata delle giornate, il metodo di fare strada, la potenziali tà di marcia dei soldati, sono coefficienti comuni .alle compagnie Lntte, quindi i.risul tati pratici saranno eguali per Lutti. Le corone circolari di altezza b-a, saranno coperte da un reticolato meno fitto di quello che C•lpre il circo lo, ed ancor più rarefatte le corone circolari di altezza c-b, per minori escursioni e p.asseg.giate e manovre esegui te. Ora se la sede di una compagnia la s1oons1dera come centro di emanazione di escursioni, succederà at:. torno ed esso il fenomeno che avviene attorno ad un centro di irra'" ,.diazione di luce, di calore, , di forza, di colorito: la densità di quesLo · mezzo , ponderabile ,o non, sarà in r~ione inversa della lunghezza dei raggi , cosicché la massima densità di questo mezzo sarà attorno .alle 4:4 residenze di compagnie, la menoma.alle periferie segnate dalle estremità delle escursioni più lunghe. Ora per le ubicazioni di queste sedi sulla zona alpina, che cosa -abbiamo? Le compagnie che fra di loro - ne considero due conti-· gue - ~anno interposta una distanza eguale a,2 e avranno le corone circolari più grandi tangenti fra loro; quelle la di cui distanza interposta ~ compresa fra 2 e e 2 b si soprapporranno fra di loro, col loro ret.ico lato di strade percorse, per una zona al massimo estesa quanto l'altezza· della corona circolare maggiore, e qtJel!e finale. mente separate fra loro da una distanza compresa fra 2 b e 2 e, si copriranno in parte colle loro corone circolari minori ; che se per ,avventura avessero una ,intermedia distanza minore anche di ~ a,, allora si coprirebbero ancorà con parte dei.loro circoli di raggio a, che-.s0no i ·più fitti . Chia,miamo D la·d0'Jil:si,tà massima del reticolato·sttiadale·perco1w , ,cc,noseit\tò e:&tudiato, cli;un ,tratbo,di terreno,, e dJ In, dffiil.sità1mìnim11~. -aJÌlfi1eaa, risponderute ai · p:iù• grossii·bislD'grii p'er· la conoscen3a toip•0 , ,grn.fìta dei lltog:hi: e chia,mia-rno '.L' il tempb che le trn'.PtH, raJpine; di 1
2. 12 1
J,E '!'RUPPE ALPINE
una classe cli leva, passano sollo le armi in tenen0 di mon.lagna::E deduciamo subito che una conoscenza più particolareggiata d11 quella espressa dalla densità D, sia assolula~ ente superflua, ~d u~ altra meno densa di quella espressa da d sia assolutamente msuf6ciente. . . . Avremo così tutli gli elementi per venirne alle volu_Le con.clus1on1. La disliocazione delle attuali H sedi è Lale, che, 1potet1camente· descritti i detti circoli e le delle periferie circolari circoscritt~, ab: biamo tutti i ca$i di Langenze e di sovrapposizioni già supposti; cos1 mentre una sede è tangente ad un'altra, laterale di desl.ra col. suo• circolo più ampio, copre tutto o gran parte del ~ircolo d1 r~s,m10 a, della sede laterale cli sinistra, o la sua corona circolare m'.nore, o la maggi ore. Se noi figuriamo colorati quei circoli. co~ u~~ Lmta che· dal centro della sede, vada sfumando verso la pen fena pm lontana, avremo chiaramente l'idea della densità dello studio topografico· del terreno atLorno ad essa sede. Questa tinta poi nelle soprapposizioni aumenta di forza, e ci dimostra che quel terreno comune_~due compagnie contigue è tanto più conosciuto non solo quan~o. pm \a tinta è densa - che val quan to dire: quanto più la sovrappos1Z1one è vicina ai due centri -ma sì ancora che è conosciuto da un numero· doppio di persone. . . Ora con 44. circoli di raggio e sulla zona alpma, _abbiamo m~l~ Lissima superfici e ad essi esclusa e che ha ad ogni modo u~a dens1La. minore di d, e quindi quello è terreno eminentemente alpmo, ~ontanaro, cli manovra, di pro babi le combattimento, o non conoscmto affatto, o percorso incompletissimamenl?· . . Assodato bene questo fatto imporlant1ss1mo, assocl1amone un secondo. Se è vero che un centro cli luce, di cah,re, di forza, au~en-· lando cli intensità, spinge proficuamente più lontana la sua macliazione, non è altrettanto ve1'o che la spinga più i_n là, nel ~enso itinerario, l'unione cli due o più compagnie invee~ dt una. Il circo_!?· circoscritto attorno a Susa- centro di 5 compagnie-non sarà P~~· ampio di quello attorno a Domodossola, n~ ~iù intenso: non pm_· ampio perchè una compagnia non può addiz1on_are la sua_forza d 1 irradiazione itineraria a quella di altra compagma, tal~ u~~on_e sa:· rebbe nulla anche per far percorrere un ~et~o sol? _di pm_ ai suoi soldati ed ufficiali oltre il limi te segnato dai r1spetl1v1 raggi a, b, e:-
I·
DA CIVIDALE Af, FALTEllONA
I •.
r a
:.
-non più intenso perché in fatto di intensità tutto quanto supera la ·quantità D giè fis"sata, è densità superflua, è fatica sprecata, studio ·sterile. Non imporla avere 250 soldati che conoscano perfett.amente il tracciato di uno stesso sentiero, quando questo sia conosciuto da ,f 00 soli, mi preme che gli altri 1 50 ne conoscano altri ; altrimenti non si arriverebbe ad un buon risultato pratico: non sarebbe più un logico studio del terreno palmo a palmo, ma di una parte lo si ·s tudiereh be po IIice per pollice, e dall'altra decametroper decametro, ·senza che la quanbità superiore a D potesse menomamente andare a vantaggio di quanto non si conosc_esse al di là delle più lontane escttrsioni. Nelle possibili esigenze della guerra, saranno più che decupli -in numero i soldati di una stessa compagnia richiesti per il servizio -di guida e di informazione; mentre sarebbe di danno grave il non conoscere sufficentemente bene un tratto di terreno circoscri tto attorno ad un agglomerazione di 2, 3, 4-, 5 compagnie, nelle quali non si potesse trovare un soldato solo che sapesse prestar l'opera sua altro che nei luoghi conosciuLi da altri mille. Con 96 compagnie o centri invece dei 44 attuali, noi avremo coperta la cerchia dei nostri monti per un'estensione assai più che doppia, con un reticolato minuto e rispondente a tutti i bisogni eventual i. Starebbe bene l'appormi che ad aumentare i raggi di esplorazione concorrono potentemente le grandi escursioni durante 'Ì quaranta giorni di camp0 , ma questo aumento , sta altrettanto e meglio colle compagnie separate, nè i campi impiegar de~'onsi a studi itinerari, se non in modo appena supplettiYo e complementare. II nemico non si batte cogli scartafacci delle monografie, coi ghirigori degli schizzi topografi ci, colle nenie degli itinerari: si batte colla manovra e colle fuciiate. So bene che quello che comprendono ,Je nenie ed i scartafacci è oro in verga per l'azione, ma oltre di squesto, la manoYra, per riuscir bene, ha bisogno cli cento altri. coefficenti che in pace non si preparano nè col consumar matite, nè col saper collocar bene delle truppe su di uno schizzo, illustra:o da una splendida monografia, ma si .imparano e si impiegano nella formola che dà la vittoria, quando si abbia occhio al terreno, voce al comando, potere sui comandanti, esercizio nel calcolare il tempo,
DA CIVID ALE AL FALTEHOXA
J, l~ '!'RUPPE AU'INE
calma di mente, prontezza di disposizioni, risorse cli mez;i;i, abitudine nell'emanar ordini, faci lità cli comprenderli, acume nel secondari i, celerità di intuizione, ricche;i;za cli esped ienti, fermezza di determinazioni, fin e criterio osservativo, malleabilità alle esigenze armoniche dell'azione generale, quando infine si abbia quel complesso' corredo di cognizioni militari che sfuggono ad una enumera,1ione analitica, per unirsi, ama lgamarsi ed estrinsecarsi compatle nel mollo « manovrare JJene ». Nell 'esplo razione il terreno si studia come mezzo; nelle grandi esercitazi~ni, e~so terreno non entra 11ei suoi minuLi cara tteri, che come accessorio alla_simulazione dei combattim<>nti. Ven iamo alle esercitazioni iauiche. Se si tratta di manovre cli plotoni o di mezze compagni e conlrappost-e, bastano all'uopo i quattro plotoni di una compagn ia isolala: se invece debbono agire repa rti contrapposti della forza di una compagnia-e sono le manone di maggior importanza per la pi ccola tallica sui monti - colle compagnie accoppiate, si hanno subito i due raparli alla mano, ma comunque disposta, la manovra risen te sempre e troppo del convenzionale. Le manovl'e occupano, per iniziarsi, sv;olgersi e concludersi, uno spazio clte sta in ufl.\ certo rapporto di estensione proporzionale eolla forza delle parli coml\a~tent i, e mentre per !'esercitazioni cli squadriglie non si richied e che un trallo di pochi melri di terreno, perchè esse possano svilupparsi nelle forme le più svariate, per due compagnie, che in moµt11gna fii.nno potentemente sentire la loro presenza, occo1TOllQ sp;:lziosi tratti di terreno, molto cammino per portarsi sulla zona del fuoco, libertà di movimenti, perchè le angusLie del terreno, fa lsando la verità delle situazio.oi di guerra, rendono le manovre risti;ettl;l, monche, rachitiàie e quindi meno profitlevo)i all'insegnamento. Con molle sedi, si potrà ottenere che due compagnie, cui sia stato ordinato di muovere Huna contro l'altra a giorno ed ora fissata, e con un dato tema da svolgere, potranno dar luogo alla manovra dopo un percorso di due o tre ore ciascuna. Si è durante queste brevi marce che la compagnia potrà ott1rnaJ)l!en-Le esercitarsi nl ser,vizio deJ.le truppe jn campagna; la distanza toglierà la possibilità di info11mazioni - non assunte per mezzo delle norme stabilite - sulle av\'ersarie forze, sulle direttrici di marcia..
sui di slactamenti fatti, sul luogo preciso dell'incontro; l' impreved_ut?, che q_uello che in guerra vera regna sovrano e getta spessissimo ali aria le mosse meglio combinate e prestab ilite, sorrrerà nelle esercitazioni di pace, e colle sue mille facce, renderà i cod;andan ti abiLuati a rivolgervi sempre il loro pensiero, a riparare prontamente ai suoi tranelli, ad assuefarsi a quell a continua ginnastica del pepsiero nell'applicazione delle truppe non ad un terreno conosciuto ~n negli ulLimi suoi cespugli, ma al luogo sul quale giungerà loro la '.nat.tesa eco delle prime schioppettate. Questa maggior lihertà di azwne pel comandan te la compagnia, si riflellerà sui comandanti di sotL'ordine, sino al caporale che, coi suoi pochi soldati, si sentirà ad esercitare il suo comandò con una apparenza di realtà tanto grande, da invitarlo a prestarvi il massimo zelo, a colloca,l'vi LuLta la sua intelligenza, a raccoglierne tutta l'utilità, per far sentire efficace la sua cooperazione 11 el risultalo finale. L'iniziativa, uno de.i pl)l'laLi maggiormente caratteristici dell'epoca nostra mìlitare, s}. manifesta e si sviluppa, ancbe ilei più perplessi, in ragione delI isolamento nel quale si trovano colle loro !ruppe e col loro comando; ove l'iniziativa è meno frulluosa si è dove la critica e la censura camminano di ·conserta a chi comanda e fanno sentire 'la loro voce mescolata a quella del comandante: le piccole inesattezze, i lievi falli vengono subito appuntati, la critica entra anche nello spirito di chi agisce e volendone indovinare il pensiero, spesso annota per false o meno corrette quelle disposizioni che il coman~1ante non ·pensò pure di far esegu ire: e co~i, affogando chi comanda 1 ~ un mare di ·osservazioni, inceppandolo èon 'mi lle pastoie, annebbiandogli il conceLLo primo, non si permette che l'azione - ad onta delle sue pecche cli svolgimento - arrivi a buon successo, come ~pessissimo avvi ene negli ep.isodi di nra guerra. Ove maggiore è ti numoro dei superiori presenti, l'iniziativa si restringe, si trince1•a c~n mille riserve, si rimpicciolisce per evitare il maggior numero di appun ti, e 1a manovra trovandosi in un mare irlo di scog1i, i"aCcoglie le veie, e si avanza a forza di remi, cautelala, lenta, pei'itosa, p'er non urlare nel paragrafo tale, per non incagliare nelle secche dei. capitolo tal altro, e pur mantenendosi a filo di t e.golamento l~ttt~o e di manovra, non darà da una parle appiglio ad osservaz1on1, ma perderà clall'altra tutto il frullo che solo può da\·le un
?
4
LE TRUPPE ALP!NE
movimento libero, un'andatura · franca, uno spazio ampio, un obbiettivo chiaro, un'azione senza tutele, rettamente indipendente, sensatamente condotta. Altra volta mi occupai a dimostrare come sui monti le truppe assumono una maniera speciale di camminare, di manovrare, di combattere e che, pur rimanendo fedeli osservatrici allo spirito degli ottimi nostri regolamenti di tattica, nella forma del loro esplicarsi, nel disporsi plasticamente sul terreno, non hanno e non potranno mai avere' troppa comunanza colle forme che si disegnano nelle marce, manovre e combattimenti in terreno piano o dolcemente ondulato. r-----La montagna fraziona la truppa che la percorre non altrimenti del modo col quale divide e fraziona in mille torrentelli l'acqua ' piovana, e come questa si raduna tutta unicamente nell'impluvio principale, così la truppa alpina non può sperare di manovrare materialmente unita, se non in fondo alla convalle. Quando un ca\ pitano alpino sappia condur bene, durante. la manovra, i suoi ·, quattro plotoni in montagna, in modo di averli sempre e tutti alla · mano, sempre e tutti a quel reciproco contatto che in montagna differisce tanto da quello di pianura, potrà ripromettersi in guerra i migliori risultati; ma per giungere a tanto, quando saprà manovrar bene la compa~nia in pianura, sarà appena ai prolegomeni del trattato che si intitola « tattica del combattimento in montagna». Si è per questo appunto che si richiede pel capitano tutta quella maggior libertà ed iniziativa perchè possa nelle manovre alpine toccare a quell'eccellenza senza la quale non si può giungere apratici ed utili risultamenti. La vita alpina, se è ricca di poesia, è pur tanto ricca di sassi e sulle Alpi si consuma più vitalità che nori strofe: facciamo quindi che questa vitalità che si consuma si impieghi col ml).ssimo profitto. Per impartire alle truppe alpine quella scuola che non può conci\iarsi colla vita isolata ed errante sui monti , vi sono gli appositi e troppo lunghi concentramenti invernali; si lasci almeno che nei pochi mesi d'estate si faccia sui monti la vita montanara, senza creare dei concentramenti estivi -che prolungano quanto è lungo l'anno il concentramento invernale, soffocando la libera iniziativa dei capitani, moltiplicando il numero degli uomini distolti dalla vera scuola della montagna militarmente fatta, occu-
DA CIVIDALE AL FALTERONA
pando quel preziosissimo tempo nel giuoco di guerra, nelle pallide discussioni accademiche e critiche sull'ultimo opuscolo in voga, riducendo quasi al piano quelle truppe scelte, nate sui monti, create per vivervi, per impararvi a battere l'avversario. ,Un capitano che si senta comandante di presidio, si sente valere di più, e questo sentimento lo rende di fatto pari alle sue legittime credenze. Colle compagnie accoppiate, la disparità di an zianità fra due capitani, ove non siavi il maggiore, non può non farsi disciplinarmente sentire: la superiorità che risente il più anziano non va per nulla a suo vantaggio, ma per molto a discapito del subordinato. Questo, in teoria non dovrebbe essere, ma il mondo vive e si muove con vita e moto pratici. Il buon senso mi tenga lontano dal pensare a possibiìi attriti e analismi: noi tuui abbiamo d,l lunghi anni fatto riverente omaggio del nostro io sull'altare della disciplina, ma ..... mi sembrerebbe tanto bello ed utile che il capitano alpino si sentisse capo assoluto delle forze armate nella sua sede, come appunto è uno solo il comandante di una nave. L'isolamento è il principale fattore della iniziativa; in guerra avremo l'isolamento ed il massimo bisogno d'iniziativa: si svincolino adunque le compagnie sui monti. L'isolamento richiede saldissima disciplina: lasciamo adunque che il .capitano si eserciti in pace ad amministrarla da solo con una mano ,di ferro coperta da un guanto di velluto. Non temo perciò di es,sere sospettato di idee spinte nell'autonomia: già fin dal 73, inneggiavo per mia parte alla formazione di una divisione alpina, ma nel periodo delle residenze estive, mi sembra più salubre, più pratico, più efficace un decentramento assoluto, aure pure, livelli altì. La vecchia massima di BuonaparLe: dividersi per vivere, unirsi per combattere, ridotta a quest'altra espressione « dvvidersi pe1· studiare i l te1Teno di montagna e la tattica che vi appartiene, unvrsi pe1· manovrare. » Ed allora ben vadano le compagnie ad incontrarsi, i battaglioni, i reggimenti alpini, anche tutti assieme in due corpi manovranti: invadano l'Appennino, le Cozie, il Cadore, simulino le grandi mosse, svolgano i grandi problemi di difesa ed offesa alpina, studino il raccordamento della loro azione con quella svolgentesi· nelle sottostanti pianure, e per tal modo innalzeranno lo studio della guerra di montagna all'eminente posto che le com-
LE TRUPPE Ar,PINE
pete, affermandosi· esso truppe emcacissimo elemento fra lo forze mil itari del paese, potenlissimo strumento di azione offensivo-difens iva su quella catena di monti tante e tante volte impunemente scorazzata e vilipesa. Fatte queste necessarie premesse - trovate lo reclute per le 96 compagnie su i monti di Lutla I talia, se occorre - stabilita la zona alpi-apennina. di Cividale al Falterona come terreno d'occupazione - ammesso il principio dell'isolamento clelle secli tli ciascuna compagnia, e quell'altro di a.cldentrarle per quanto si può fra i monti - tenuto in massimo conto lo studio topografico del terreno occupato - cercata un' equa distanza fra le compagnie - internali nella zona alpina i comandi cli battaglione - cerea.ti ai baltaglioni alcuni nomi più soddisfacenti alle legittime pretese di tutti eguagliata la forza dei ballaglioni e dei reggimenti - a.boli Li i distaccamenti in permanenza - concentrati i reggimenti sotto al lo1'o rispettivo capo, mi risulterebbe la segtionte tabella cli dislocazione comprendente la sede estiva delle 9(3 compagnie o clei 2.f. battaglioni, la denominazione di que~ti, e la sede e formazione degli 8 reggimenti.
di ordinamento e dislocazione delle Truppe Alpine.
4° Borzonasca . 2° S. St.cfano d'Avete 3° Ottone inferiore 4- 0 Torriglia o0 ·Ponte Dedmo. 6° Ronco 7° Campo .Freddo 8° Sassello. 9° Cairo"' ,10° Ceva-1< . ·11° Garessio"' 12° PieYe Trco• .
Battaglio'!}i e sed i CSIIYe
:I
I" Val Trebbia
(S. Stefano cl'Aveto)
:i
:l l
2° Col Bocchetta (Campo Freddo)
3° Mon te Seblepani
(Cera )
,10
Reggimento {ACQliIÌ
Battaglioni e sedi
estive
Reggimenti e sedi
- - -- - - - - - --- - - - -- --'------ - - 13° ·14° ·15° 16°
Triora"' Tenda"' Limone Chiusa,..
,t ·1° Vinadio"' .
:ll'
.~°
Col Tenda (Tenda)
• ': ·18° Demonte"'. 5° Val Stura -19° Yaldieri (Demonte) ~0° B0 S. Dalmazzo. ,21 ° Prazzo. ·. \I 22° Dronero,.. 6° S. M.aira e Vraita i3° Sampeyre :) (Drone1'o) 24- 0 Venasca . 25° 26° 27° 28° 29°
Luserna,.. . Perrero Fenestrelle,.. Oulx,.. .. Bardonnecchia Susa"' . Bussoleno Giaveno"'. Viù
32° 33° 3i° Ceres . 35° Locana . 36° Courgnè"' .
Reggimenti e sedi
,I
I
Compagnie e sedi estive
30° 3'1 °
SCHEMA DI TABELLA
Compagn.ie e sedi estive
'.z19
DA CIYIDALE AL FALTll llOl'iA
3i0 Morgex 38° Aosta•. 39° Chatillon,.. AO() Hard,.. i ·t O Andorno . 4-2° Crevacuore !-3° Scopa . H 0 Varollo i5° Ranio . -i6° Ornavasso . . i 7° Domodossola,.. . 4-8° S. Maria Maggiore
:l .}
:)
:l
l
..
7° 1\lpi · Cozie (Fenestrelle) 8° Val Dora (Siisa)
30 Reggimento (Tonrno)
9° Orco e Stura (Oowrgnè)
mo Val
d'Aosta
(A osta)
:l
·H O Val Sesia
. . . .
12° Sempione (Domodossola)
( Varallo)
40 Reggimento (B rnLLA)
• I
) ( \ )
20 Reggimento (Fo!-SA:'<<')
:220
DA CIVJDALE AL
LE TRUPPE ALPÌNE
Compagn.ie e sedi estive . 49° Chiavenna""". ~ 50° Morbegno"' 5,1 ° Premana . ,.52,o Introbbio 53° Piazza 54-0 Zogno 55° Bondione 56° Clnsone 57° Bormio 58° Sondalo .59° Tirano"' · 60° Sondrio"' . 61 ° Ponte di Legno. · 62° Edolo"' 63° Cedegolo . 64-0 Breno"' 65° Batolino · 66° Ano"' . 67° Bovegno 68° Salò"' .
69° Caprino' . . .
Battaglioni e sedi estive
,13° Monte Lagnone (~forbegno)
l l
,14° Serio e Brembo (Clitsone)
Gron Asiago"' . Primolano Feltre"' Afiordo"'. A leghe . . Pieve Cadore"' Auronzo . Ampezzo. Tolmezzo"' Gemona"' , 8,i.• Cividale"'
50 Reggimento (Mru.NO)
,15° Valtellina (1'vrano)
:Ì
85° 86° 87° 88° 89° 90° 91 ° 92,° 93° 94- 0 95° 96°
Borgo S. Lorenzo Marradi . . S. Quirico Castiglione S. Marcello . Pieve a Pelago . Minozzo . Fivizzano Pontremoli Berceto Borgotaro Varese .
Battaglio?i e sedi estive
22·1 Reggimenti e sedi
I
i
22° Monte Guerrino (Borgo S. Lorenzo)
• I
23° Col S. PeJlegrino ( Pieve a Pelago)
;l
8<> Reggimento (REGGIO EMILL... )>-
24° Monte Gottero (Borgotaro)
N. B. Le località segnate con asterisco sono quelle che attualmente formano le , sedi estive delle 72 compagnie, n cui vanno aggiunte Costigliole, Pinerolo, Velo, d'Astico, non comprese in questo schema di dislocazione.
16° Valcamonica
:)
(Edolo)
li
17° Mella e Chiese (Anfo)
·
Compagn!e e sedi estive
•
'l
70° Bosco Chiesanova"' . '1·1° Valdagno""" . . . 72° Schio"' . . . . 73° 7,i 0 75° 76° 77° 78° 79° . 80° s1° 82.0 ' 830
Reggimenti e sedi
FAL'rERONA
60 Reggimento (Bm;:scu)
·18° Monti Lessini (Valdagno)
I
:l l
19° Val Brenta (Asiago)
20° Cadore (Pieve d:i Cadore)
2·1° Val Tagliamento (Ge,mona)
70 Reggimento (CONEGLIA ~ () )
Da questa tabella appare che ogni comando di battaglione, nelle sedi estive, sarebbe unito ad una compagnia delle due centrali, rispetto allo spiegamento del •battaglione - fronte al confine, o· verso la Toscana o la via Emilia, in misura di essere più vigilatedal comandante e più celeramente radunate le forze sotto al suocomando. Parimenti le sedi reggimentali messe, per quanto possi- bile, in posizione centrale rispetto alla dislocazione dei battaglioni. La dislocazione supposta da me è monotona, paragonata all'at- · tuale : la simmetria delle disposizioni, fa chiaramente apparire che· per esse non influirono per nulla nè la situazione politica coi confinanti, nè la preoccupazione di possibili concentramenti verso un dato punto teatro di operazioni, nè tampoco la predilezione di talune linee di attacco o difesa a discapito di altre. Si tenne in nes- · sun conto il passato storico dei nostri confini e del nostro appennino, in nessun conto la differente natura delle nostre montagne .. Nè si creda, vedendo la catena formata dalle compagnie, interrotta fra la valle del Toce e la valle-Bregaglia, che quel vuoto lo si debba all'aver di fronte la pacifica e neutrale Elvezia; no, quella plaga~
LE TRUPPE ALP.!NE
occupata dai laghi Maggiore di Lugano e di Como , è terreno da pescatori, non da alpini, ecco tutto . E tanto meno: si pensi che le quattro compagnie coll ocate a Piazza, Zogno, Bondione e Clusone del 1.i-0 battaglione Serio e .Brembo, disposti in 2a linea, sia stato messo · colà per tmà maggior salvagturdia dei passi dello Spluga. del Maloja, clello Stelv io e del Tonale; no, sono quattrn compagnie alpine collocate in una zona alpina eccellente, con caratteri eminentemente montuosi, compresa nella valle del Po, zona che per quanto ebbi già altra. 'i·olta a dirne diffusa.mente, merita di essere militarmente occupata e studiata come tutto il rimanente della cerchia. Epperò se tale dislocazione è elementare per la. sua semplicità, sembra.mi non andare tuttavia disadorna dai pregi che nella semplicità si riscontrano. Il reticolato degli itinerari copre uniformeme.nte il contorno mon~ tuoso del nostro continente, le monografie vi sono egualmente possibi li e pratiche, perchè egualmente ripartite le sedi; i carichi dei vari comandanti perequati, lo sparzio di, manovra largo per tutl;i, le trnppe allorno ai domestici foco lari. In complesso, dato un terreno tutto speciale, tutto .importante, la dislocazione oosì intesa non ubbidisce se non a,l g,rande principio della divisibilità, del lavoro: prin · cipio che se a,ssolutan1en.te non pote,v·a s~guirsi nè çolle HS, nè colle 24 o 36 compag,nie e forse neppure colle 72 a.btuali, colle 96 proposte si presenta da sè spontaneamente come il pjù pro,ficuo, ~n·uto riguardo alle esigenze, del reclutamento, clel coJJJ,ando, dello studio top0grnfioo locale, ,delJa, manovra e del 1Ioncenbramento, sui proprì capi. · , La tabella varia, anco,i:a dall'a:ttuale dislocaz-i01ne in un punto n0tev,0lissimo, Ìt\ quello delladisp!isir.i0ne dei battagli0ni1di uino stesso reggi1nento . lkesentemente è caratteristicoal ,fatto ·che ciascunG clei 6 reggi.men:~i ha due .balla.glioo·i sul-confine verso Francia eclrj r imanenti fra,, Chia,,venna, e Ci,vidnJe-. Le « norme generali ·di servizi@ p.er i reggimenti algin i ».. non spieg~no lo scopo i dii ta,li· hattaigli'0n1 pei;-manentemente,,distactati ;su, altro tratto di -con1fine; ma:•pérò) a partìre.da d.etta disppsizoonre, M tvag.g;ono. al'gomento per ricavarne,il ·vantaggio espresso ,n.el, 3'1·al~nea., det n. 2 .«·.... .,. d:i.treeenfie essendo ·« l'indirizzo tecnico da dars~ ai battaglioni seconio,le zone montane ·« nelle quali hanno sede, i comandanti dei reggiment,i alpini avranno
I
DA CIVIDALE AL FALTEHOKA
223
·« agio di sempre più migliornre l'indirizzo dato alle proprie lruppe, traendo profitto degli utili ammaestramenti che verranno cosi a « ricevere da più au,torità s_uperiori . » - Fermiamoci a questo punto. Quest:ottima co!lclusione, che-ottima è, non aveva bisogno di poggiare, che su se stessa. li libero campo alla discussione spassiònata., le idee apertamente dibattute,, gli sl.udi e le opj,nioni riunite, in materia di guerra alpina, da.più autoriLà superiori, sono, nonchè utiJ.i ammaestramenti., ammaestramenti necessari, sono anzi i soli che debbono concreLizzare Lu.lt,1 la teoria sul!ai guerra. cli montag.n.a. Ma questa derivante tanto preziosa non abbisogna di uno premessa quale quell a che il Hn·iar delle zone montane fa differire l'indirizzo tecnico da dare ai battagl ioni, premessa che ci lascia dubitasi sul suo significa to. I~ troppo vero che l'indirizzo della grande tattica. varia dalle Alpi all'Appennino e dalle valli piemontesi alle venete: è troppo vero che una manovra fra Mincio e Adige differil'à nel suo indirizzo, nel suo svolgersi, nel suo sinLeLizzarsi -daWazione c.ombinaLa lungo le valli d'Aosta e di Susa. ma non arri\ro a· comprendere come se ne debbono risentire tatticamente i battaglioni nel senso tecnico . La truppct alpina, quanclo ria dei monti da abitare e da percorrere, dei monti per manovre, e per esercitars i a.I tiro a segno, quando sa piegarsi sui monti R tutte le e~igenze di ogni varia, natura, che i monti impongono a tutti e se1n,:gre ·ad uno stesso modo , la truppa, dico, non deve occuparsi più in,là: gli ufficiali ,.<̵ l oomanclanLe il battaglione in giù, quttndo sapranno mano vrare benissimo fra Triora e Borgo S. Dalma.zzo, manovreranno benissimo fra il Tagl iamento e la Sava; la piccola tatlioa di mon La.gna è, e sarà. sempre una.so la, tanto nelle sue principali caratter.istiche, , quanto n.ei suoi minuti particolari: Dicesi che la tattica varia ogni dieci anni, nei suoi parLicohlri: se cosi è, in montagna la tatLica del combattimento finirà per variare appena sens,i9ilme.n,te ogni secolo, e temo: che sia pretendere anche troppo. La traversala del ~asso della Cisa sull'Appe1mino· assomiglierà. sem-:pre, - .in tattica - a quella del Tonale, c,ome due goccie d'acqua; -vi nassino. p.oi i battaglioni val Dora.e col Tenda, o qµell.i di Cadore -e val Tagliamento, sarà sempre tutt'uno. Nè mi induco a pensare che i battaglioni staccati pensino ad age-
-<<
LE TRUPPE ALPINE
volare fa qualche modo l'azione del proprio reggimento, col conoscere-per proprio conto un certo tratto di alpi, che non sia quello aUtorno a cui ·studia e lavora il grosso del reggimento, imperocchè il fatto· che il battaglione p. e. Alta Valtellina possa trovarsi in misura di' mettersi a capo degli altri tre del 5° reggimento per sconfinare dallo Stelvio o dal Tonale, non sconfessa affatto l'alta verità che in una dislocazione a reggimenti senza distaccamenti, da qualunque parte· cominci l'azione, avremo sempre in quel dato punto un reggimento che avrà un suo battaglione ammaestrato sulla conoscenza topografica di quel dato terreno. E per contro poi, mi domando qual van-· taggio può portare al 6° reggimento di Conegliano l'avere i battaglioni val Orco e val d'Aosta pratici dei luoghi di quelle due valli ,. quando l'azione si svolgesse tutta fra il Moncenisio e Garessio. Ecco &dunque che, per eliminazione, essendo affatto escluso lo· scopo di conoscenza di località nei distaccamenti permanenti, non, rimane appunto che pensare che si tendesse semplicemente all'indirizzo tecnico, che non può essere indirizzo strategico o di gran tattica, poichè un battaglione non ha a che vederci in tal materia;· ed allora? Allora rimane di vero che un battaglione alpino per essere ottimo in guerra non ha punto bisogno di essere a 200 chilometri lontano dal grosso del reggimento. Il comandante il reggimento per contro, vicino ai suoi battaglioni tutti (e non dico vicino, nel senso chilometrico : a raccorciare i chilometri ci pensa la vaporiera) può dare ad essi l'indirizzo tecnico nel senso più lato e svariato, dall'insegnamento di squadriglia, alla difesa combinata di due · o più vallate laterali; può, e questo preme altrettanto, mantenersi"nell'esercizio di co~andare tutto il suo reggimento in pianura, come facilmente sarà poi costretto a comandare in guerra, che i monti non si trovano sempre dove si vorrebbero. Che se poi si' tratta dell'ottimo scopo di ricevere gli ammaestramenti di vari capi"eminenti, esso si raggiunge con pratiche e studi e conferenze e' pubblicazioni, e mentre oggi i capi dei reggimenti ed altri ufficiali· superiori relatori, fanno tesoro degli insegnamenti avuti a Verona, ·domani li possono addizionare con quelli che si avranno a Milano, e poi completarli con altri a Torino; e gli utili ammaestramenti discendere per l'albero gerarchico in quella misura ed in quella forma,:
225 per ciascun ram.o dovuta, unico mezzo perchè i rami di esso non abbiano ad intristire nè per anemia, nè per pletora di succh i vitali. Altre parole ottime ho riscontrato in quelle norme «La speciale < organizzazione dei reggimenti alpini richiede però che dai co« mandanti dei reggimenti sia lasciata ai comandanti di battaglione « e da questi ai comandanti di compagnia, una maggior libertà di « azione, senza però varcare i limiti di una regolare dipendenza « amministrativa e disciplinare ». Il che vuol dire che salva la disciplina e l'ammi_nistrazione, le compagnie vogliono tenersi libere come l'aria, spigliate come camosci, manovriere come si addice a quella vera unità tattica nel!' alta montagna. Ma non per questo verranno meno le JUanovre combinate fra le compagnie di uno stesso battaglione o fra quelle di due limi trofi, nè per questo non avranno luogo le esercitazioni di battaglio:1i e di reggimenti contrapposti. È ben vero che si legge come i comandanti di reggimento « debbono inoltre assistere per turno alle esercitazioni estive dei singoli battaglioni del proprio reggimento » e che nelle norme non si parla di esercitazioni estive di maggior forza di truppe, ma non vi è necessità che si prescriva che l'aria serve alla respirazione per dovercene servire. La respirazione è in natura; la manovra cli grossi reparti alpini è in natura. Vi saranno grandi manovre alpine, perchè a suo tempo verranno prescritte, perchè anche senza prescrizioni che le indichino come utili - anzi come necessarie' - succederebbero di per sè. Disponete venti gocce di mercurio vicine, su di un tavolo cui diate un leggero tremolìo: esse si accoppieranno, si uniranno in gruppi, si fo nderanno in una massa sola per affinità; i mille torrentelli delle Alpi Piemontesi passano tutti un iti dinnanzi a Piacenza. Sono leggi naturali , meccaniche e costanti. La montagna ha creato l'alpino, la compagnia, il battaglione, il reggimento alpino: creerà il corpo d'esercito alpino; ha insegnato a manovrare alla recluta, insegnerà la manovra a 30 mila alpini compatti; è quistione unicamente di tempo, e possiamo affermare che nel breve spazio di 10 anni, le truppe alpine non potevano giungere ad uno sviluppo maggiore. · .__J_ . Eccezione fat ta dei primi anni, nei quali influì molto la novità J dell'istituzione ed il risveglio dell'alpinismo per tutto il paese col desiderio di scorrere nuove tene (e le Alpi, per lagrossaparte degli DA C!VlDALE AL FAL1'EI\ONA
ANi)IO :x.xv111 , VOL , J.
15
.
\
226
DA CIVIDALE AL FEL1'ER NA
LE TRUPPE ALPINE
ufficiali, erano· terreni affatto vergini), non possiamo veramente dire che gli ufficiali abbiano fatto ressa per entrare nella porta dell'alpinismo militare. RafTreddato il primo bollore colle gelate brezze delle Alpi - rallentalo il passo di corsa dalle eterne salite - soffocato l'inno alla Dea Montagna dal sobbalzare impetuoso dei polmoni , si capì da alcuni, ed anzi si intese dai più avveduti che quaggiù non v'è rosa senza spine, e che nella flora alpina alla povertà delle rose faceva compenso l'esuberanza delle spine. Nessuno aveva certamente confusa la vita alpina militare con quella unicamente lieta, chiassosa, spensierata dei clubs alpini alla moda; ma pochissimi avevano preveduto il costo di poter portare per lungo tempo una penna d'aquila sul cappello. Oltre alla buona volontà, oltre all'esercizio del dovere, oltre alle forti spinte che si ricevono, per salire, dall'amor proprio, si richiedeva un'attitudine fisica ed una particolare disposizione d'animo non facili ad aversi e.quasi impossibile a presumersi. Un uomo sano, forte, robusto, non per questo è sicuro di ,durarla sui monti: una ferrea volontà, una abnegazione completa possono spesso venir soggiogate da influenze contrarie, molteplici, contro le quali è inutile insistere nel lottare. Questi, in alpinismo, sono vecchi aforismi, ma per gli alpini provetti; per gli altri, che -fanno alpinismo teorico, si ritengono come fiabe pretensiose. A costoro possiam ricordare che - anche tenendo stretto conto di tutte quelle svariate cause che determinano per gli ufficiali i passaggi di corpo o di servizio - in questi ultimi anni specialmente, compresi i giorni che corrono, notammo e notiamo una incessante processione di ufficiali dai reggimenti di linea alle compagnie alpine e da queste a quelli. A centinaia, in 1O anni, portarono volonterosi il loro tributo all'alpinismo mili tare, e volenterosi o non ·riportarono la loro opera utilissima ai reggimenti d' onde erano par.ti ti ben certi di aver fatto tutto il loro dovere e certissimi di non voler più calcare le vette superbe e nevose dei monti, anzi taluni •non ebbero pur tempo di porvi il piede una volta, accontentatisi durante le sedi invernali - di averle vedute ad una ragionevole distanza. E tutto questo, notiamo bene, senza che nessuno possa pensare che al bisogno non vi sarebbero andati. Al bisogno tutta la fanteria nostra passerebbe certamente lo Stelvio come la fanteria rdi Bonaparte passò il S. Bernardo: anche Robinson si fabbricò, al 1
227
bisogno. un ombrello senz'essere ombrellaio. Ma l'~fOciale alpino, · e questo va ~ota~o marcat~mente, . è montanaro di mestiere, epperò attraversa ghiacci, burrom, fran e, precipizi, come se fossero orti · campi e vigne: dura eterne sali te, vertiginose discese, come cam~ minerebbe su di una strada carrozzabile: non incide a caratteri di 1fuoco, sui bastoni, il nome delle cime superate, come in pianura nes~uno ~rende nota del numero dì volle che si va in piazza d'armi; le v10Ient1 bufere, le tempeste di neve in pieno agosto, che Jo colgono là ove non v'è riparo, ove è muta la ,'ita, ove è desolante Ja manc~nza di ogni conforto, le accetta per turno come se si trattasse del picchetto o del servizio dì ronda. Ecco la differenza. Non si vuole un ufficiai~ martire _d_el do:'ere in tempo di pace, che logori Ja s~ia salut~, che lll'annegg, 1 suo, desideri, che faccia continuamente g111ocare 11 suo amor proprio ad ogni passo, che abbia la continua preoccupazione di far buona figura in faccia ai soldati alla salita a alla discesa b al giacciaio e ed al precipizio d. Il buon andamento del servizio, dell'istruzione della truppa, dello studio del terreno e della manovra, vuole ufficiai i che abb iano ad occupar la mente solo a queste cose e che perciò, in quanto alla condotla di loro stessi sui mo_nti, non.abbiano a pensarci neppure. - Un cavalliere che pensi agli speroni, agli scarLi, ai colpi di groppa, alle cadute di quarto ed al proverbio « 1tomo a cavallo, sepoltiwa apet·ta » non coman~ ~erà mai bene il suo squadrone - sarà pur molto se si ricorderà che li comandante è lui. . ~'abito n,on_ fa l'alpino. Cento alpinisti si propongono di partir da . .Tor:no persahre l_a Ciamarella che disegna l'alta sua punta piramidale ' sul! azzuno del cielo. Se vi giungono in quattro è bazza. Ve ne sa. ranno stati dieci di impossibilitati ed 86 che alleoramenle avranno . n . portato incremento al consumo alimental'e lungo la valle. Se si fosse tratta~o di cento ufficiali, trenta non vi sarebbero giunti per forza ~agg'.or·e, ma gli altri avrebbero toccata la cima. Quei sessantasei giunti su_lla ~ontagna, in più di quelli della prima comitiva l'appresenta~o il rnultato ottenuto dalla militare di~ciplina, e dall'amor pro~r10 messo in prima linea. Ma sarebbe assurdo il ritenere che ·quei sessanta fossero tutti stoffa da alpinisti. Fra quelli non ne tro··:vereste dieci che di libera elezione fossero disposti a ritentare Ja.
22.8
LE 'l'UUPPE ALPINE
prova; le truppe alpine hanno imperioso bisogno di reclutare i proprii ufficiali fra quei pochi. In questo continuo scambiarsi di ufficiali ho notato che quelli: che si fermarono nelle compagnie alpine un paio d'anni, se non ne· vennero tolti per motivo di servizio, durarono quattro, sei, otto anni e più nella vita di montagna; il numero grosso di quelli che incessantemente si scambiarono è rappresentato da chi ebbe pochi mesi di permanenza in quelle truppe, o passò appena una estate nelle Alpi. Non credo di sbagliarmi asserendo che non una ventesima parte di questi ritornò in pianura per inetti tudine fis ica, tutti; gli altri lasciarono i monti perchè loro non piacque la vita militare· alpina. Non mi perderò a notare il danno gravissimo che nasctl da qliesta, instabilità di quadri, che colpisce in pieno petto l'istruzione delta truppa, e che dissoda le fondamenta del corpo alpino, che abbisoona di posare su ufficiali montanari, pratici, provetti, infaticabili. o . ' E non sarà tempo perduto se accenno al bisogno presente di cautelarci cla tale jattura. In dieci anni si è largamente pensato al comodo dell'ufficiale: l'esperienza ha fatte Je ·sue prove, i risultati ci sono per essere esaminati. Le ottime norme generali di servizio per i reggimenti alpini dicono che per gli ufficiali da passare in essi « si richiede un'attitudine presunta e l'annotazione se l'ufficiale. gradisca o meno la destinazione nelle truppe alpine ». Non si può domandare di più, non sono possibili maggiori cautele. Il peccato sta che pur troppo sono cautele di tenue valore. « La presunta attitudine » a meno che non si tratti di persone poco sane, non sap,ei veramente su quali dati possa basarsi. Sul torace? Neppure pensarlo. Ho veduto degli Ercoli restare in asso alla prima salita, ed altri secchi e mingherlini durar sulle alpi come bronzo ed esseredispostissimi a far altrettanto su tutto l'Appennino. Anche il gradi-· mento dell 'ufficiale è molto, ma pressochè tutti quelli che ritorna-· rono di muto prop1·io al piano, avevano alla lor volta gradito di salire ai monU. Mi sembra ormai temp0 di pensa,re all'utile dell'alpinismo militare. Sarebbe desiderabile in tanto che, pur lasciando spaziosa l'entrata nelle truppe, si facesse molto angusLa l'uscila. Salvate le esi-· genze del servizio, ed il passaggii> di corpo in seguito a promozioni
229 ,o per motivi di inettitudine fisica comprovata rigorosamente, nes,suno degli ufficiali ammessi nelle truppe alpine dovrebbe pel primo q uadriennio esser tolto da quello specialissimo servizio per nessun Lrasferimento. Non ammessi nei passaggi a scuole, istiLuti, nè alle cariche speciali, come addetti, comandati, applicati, ecc. presso nessuno ufficio o comando, nè a coprir vacanze di aiutanti di campo od altro. Se si volesse adoperare un tal rigore, nessuno potrebbe lagnarsene; gl i aspiranti ad entrar nelle ti'uppe alpine sarebbero in numero minore, m~t su di essi ci si potrebbe far fondato assegnamento, ed il passaggio, .così guarantito, escluderebbe la possibilità che si potesse diventar alpini per 2 o 3 mesi, od un anno come misura di opportunità perso1~ale, di interesse privato a svantaggio completo dell'interesse delle truppe alpine. Riterrei anche buonissima quella disposizione che non ammettesse nel le truppe alpine i sottotenenti. - Una volta, quando si ·stava sottoten~nti otto o dieci anni, se si passava nelle truppe alpine con cinque o sei anni di reggimento non v'era a temere alcun inconven iente; ma pei giovanetti d'ora che passano al grado di tenente, dopo pochi mesi di spalline, mi pare che un paio d'anni passati nell'ambiente di tutto un reggimento riunito, non dovrebbe che far loro del bene. Per comandare un plotone di alpini, quasi sempre isolato nelle marce, e spesso autonomo nelle esercitazioni di combattimento - per tenere in freno con polso fermo anche tutta una compagnia, sulla quale non ad ogni momento possono trovarsi concentrati gli sguardi degli altri pochi .ufficiali - per vivere ·Con una certa indipendenza in un paese di montagna, senza esperienza di mondo, senza abitudini di vita, s~nza un indirizzo del come navigare nei piccoli paesi senza urtare con usi, abitudini; ·costumi e credenze forze differentissime dallepro.prie -mi sembra che dovrebbe richiedersi un ufficiale le di cui membra avessero avuto campo di sgranchirsi dal continuo star poggiate sulle dure ,panche della scuola di Modena. Per librarsi in alto non bastan le piume, occorron le penne. ln talune circostanze· sari giovevole la disposizione emanata nelle •·Citate Norme, per la quale gli ufficial i di uno stess<• reggimento si ,possono cambiar di compagnia., di battaglione, di zona alpina« allo DA CIVIDALE AL FALTERONA
,
DA Cl\'IDALE AL FAL'r:EUONA
'230
LE TRUPPE ALPINE
scopo di rendere, nei limiti del possibile, loro famigliare la cono- · scenza delle varie zone di montagna, assegnate al reggimento ». Pur troppo, però i « limiti del possibile» in questo caso saranno , molto ristretti, e tanto più ristretti :quanto più numerosi saranno,, gli ufficiali riuniti in una stessa sede estiva. Ognuna delle 36 compagnie dell'ordinamento passato, aveva una , ricca collezione di scritLi intorno allo studio militare della propria zona, ma guai al previdente ed economo che, avendo accumulato- , con stenti e fatiche un patrimonio, lo chiude e seppelisce sotterra r diverrà avaro e morirà povero in mezzo all'uro. Guai se gli ufficiali, nuovi ammes.si in una compagia., credessero di r iposarsi sui lavori compi lati e sudati dai predecessori, o ritenessero notevolmente smi"" nuito il còmpilo loro trovandosi fra mano tanti preziosi documenti ~ No, l'opera passata non deve se n0n agevolare la loro presente: . deve essere letta, studiata, ponderata, compulsala a tempo debito, perché si possa arricchire, migliorare, perfezionare quella che i presenti lascieranno ai successori. Uno studio p. e. cli atlacco e difesa . cli una posizione, non rappresenta - bene o male - che ;una soluzione sola ad un problema di arte militare, problema che ammette sempre soluzi~ni diverse e procedimenti svariali. Epperò non, credo affauo che i documenli in archivio possano legittimare una notevole diminuzione di tempo da impiegarsi, per parte di un ufficiale, nel conos;erela zona di terreno di sua spellanza. Nella guerra di montagna, l'ufficiale inferiore specialmente, non può ritenere · che lo studio del terreno finisca per lui quando abbia percorsa la rete stradale - dico stradale, non trovando termine più adatto per esprimere il complesso di tutti quei passaggi tracciali o non sul ter~ reno, segnaLi o meno sulle carte - pei fili della quale possono camminare le truppe alpine; fra il percorrere un itinerario, e saperlo nuovamenté percorrere in un tempo posteriore anche di soli pochi , mesi, ci corre, ben di spesso, tanto divario quanto ne corre fra il saper fare una data cosa ed il non saperla fa re. Mettetevi una mano sul cuore, voi vecch i ufficiali alpini, che percorreste almeno per un sessenio una superficie circolare cli trenta chilometri attorno alla sede della vostra compagnia, e se il cuore -vi regge dite forte << la zona della mia compagnia la conosco tutta. ·benissimo » ma prima di uscire in questa grave affermazione, peu- -
z.3t
sate che tutti i vostri fratelli d'a'rme e più specialmente tutti gli altri alpini delle vostre imontagne si dovranno su di quella fidare ad occhi chiusi, in guelTa; pensate che:a1 rumore delle fucilate dovrete col fatto affermare la frase - pensate che il vostro piede non de-ve mettersi in fallo lungo qt1el dedalo inestricabile di viottoli , attraverso a quelle creste irte, rocciose a cui fanno corona mille ruine - pensate che da voi si pretenderà, ed a giusta ragione, che, di tutte le strade, voi indichiate ora la più corta, ora la più coperta, ora la più sicura, poi le meno rapide, le più convergenti ad un dato punto, le più favorevoli alle sorprese, all'inseguimento, alle ritir~te: ai- movimenti laterali. Rammentatevi in buon punto che a voi s1 richiederanno ove siano.le posizioni più adatte per impedir una traversala, le più favorevoli per dominar l'avversario, quali le più propizie per celarvi un'insidia, le più forLi per rallentare u~a ritir~ta, le più decise per un colpo di mano. Avoi il sapere dove megho[cogllere le colonne nemiche, il conoscere i luoghi di crisi per chi si trasporta da un punto ad un altro, il calcolare il tempo pel tale o tale altro movimento: a voi spetta l'orientarvi fra le dense nebbie, che peseranno fo lte ed ucro-iose su di voi per intere giornate, spetta il.camoo . minar drilli su sconfinati campi di neve che richiedono lungh1ss1me ore di traversata lenta, penosa, sconsolata, fra il freddo intenso, il vento impetuoso, e la continua insidia di mille trabocchetti dai quali non si risale vivi. Quando si vorrà sapere ove le strade sono minate, ove si possono precipitare ruine di pietre su di un convoglio, ove si possa abbruciar un ponte, come si possa scampare ad un accerchiamen Lo, ové vi sia una fonte per dissetarci, un dolce declivio da accamparvi, lo si domanderà a voi uflfoiali alpini della zona. Nella vostra mente clovrà registrarsi il nome cli ogni regione, o borgata, o gruppo di :case, o catapecchia isolala, annotarsi le risorse d'ogni varia natura che in essi luoghi vi si trovano. Il terreno della vostra regione deve esser fotografato innanzi alla yostra mente, scolpito a bassi rilievi nel vostro cervello. Leggere nella vostra memoria chiaramente ocrni o itinerario percorso e con essi tutto quanto .. fa loro corona, e boschi e campi e torrenti e colli, e rammenlarv11 campi di tiro , gli im~edimenti alla (vista, all'udilo, al fuoco, alla manovra. Ed ora che ho enumerate queste poche cose così alla rinfusa, dite
232
~33
LE TRUPPE ALPINE
DA CIVIDALE AL l?ALTERONA
pure « la zona della mia compagnia la conosco benissimo i> e ditelo senza impallidire, senzà balbettare dal dubbio, senza.lo spauracchio del rimorso. Nè io vi faccio premura che pronunciate tal frase: attendete un altro poco. St,1diatevi prima, interrogatevi ben bene strada .facendo sui vostri monti. Voi vecchi ed ottimi alpini, dai polmoni cli bronzo, che non soffrite nè asma, nè tosse, nè tremolio di gambe, nè vertigini agli occhi: voi provati marciatori che non liquefate in sudore, che non sentite l'irresistibile bisogno [di riposarvi un quarto d'ora ad ogni dieci minuti di strada pe1· contempla·re le bellezze dell'i11Y1,11ve1·so, rammentatevi in buon punto che, se ad uno svoltar di viottolo trovate una casa per voi ignota, se passate su cli un ponte in cotto credutolo di legno, sé scoprite un breve tratto di mulattiera incisa nella ·roccia solo dopo esservi passati le dieci volte senza esservene·accorti, se notate per la prima volta pochi metri di salita di strada col .25 per 0 / 0 là ove avreste giurato che la salita non poteva superare il 1O - finché insomma trovate cose nuove ed importanti nello studio del vostro terreno, abbiatevi per dimostrato· che il vostro studio non è finito « che-voi non conoscete benissimo la vostra zona ». Che se per avYentura vi semb1;asse di essere molto forti in arcione, altre piccole nubi possono sorgere sul sereno orizzonte delle vostre credenze, altre piccole lacune pofrete riscontrare nella vostra dottrina alpinistico-militare. Mi sembra che alcuno mi sussurri all'orecchio, come la zona alpina va conosciuta tutta fra tutti. Di ufficiali, in una compagnia, ve ne saranno sempre cinque in guerra, di sottufficiali assai di più, e oltre a ducento caporali e soldati. No, signori, veramente noi Fra ufficiali e truppa faccio la distinzione netta che si.fa fra gegnere ed i muratori. Negli alpini di truppa si potrà sfruttare molto più che fra altri soldaLi, per riguardo alla mente, alla sagacia, all'ingegno di ciascuno; ma l'opera loro non potrà mtti tener posto ad alcuna delle parti dell'opera complessa che spella all'u1Iìciale, opera a cui concortono un concetto alto, chiaro e preciso, una abitudine provatissima, una erudizione militare robusta, un tutto armonico, omogeneo, compal:to, caratteristico. Poichè, seno, quando vi occorrerà il soldato tale, il caporale tal'alu·o, l'uno sarà morto, l'altro si tro,,erà lontano, e se lo avrete presente e dipendete dalle sue informazioni, sarete costreLti in faccia ai terzi interessati, di
·firmare in garanzia una ·cambiale che può scadere improvvisa ad ogni momento e che non siete ben certi che il vostro soldato o ca-porale possa pagare per intero coll'esattezza delle sue notizie. Oc,correndovi un itinerario, nella febbre dell'urgenza, non lo troverete; abbisognandovi una memoria descritti va, sarà rimasta altrove nascosta fra le fodere di una cartella sdruscita. Le carte topografiche poi, per quanto buone, se le consulterete sui luoghi mentre ferve l'azione, '.non ne trarrete alcun frutto: per quanto forti> calmi, preparati e di sangue freddo, guardandole non le vedrete, vedendole non le leggerete, leggendole non le capirete: le curve orizzontali vi sembreranno matasse ingarbugliate cli refe, mancherà la vostra mulat-. tiera, si sposterà la tal casa, sfumerà quello che cerca.Le, e maledirete un mappatore innocente, una carta pre()isissima, un terreno ottimamente rappresentato. Un buon ufficiale alpino, durante l'azione (nella propria zona) le carte se le tiene in tasca o nella tromba degli stivali: non è più ·tempo di leggere, ma di far manovra- non son più mesi di studio, ma istanti che dimostrino di avere studiato - non tempo di seminare, ma cli raccogliere. Le Alpi rimbomberanno per mille ~uoni, ·1e notizie voleranno sull'ali dell'immaginazione, esagerate, svisate: le informazioni saranno lentissime di petto all'ansia con cui le atten{lerete, corte per quanto vi abbisognerebbe sapere, spesso sibilline per adattarvi le vostre risoluzioni. Il vitto sarà scarso, il riposo sconosciuto, improba la fatica, l'esistenza insidiala, la morte agli avamposti. Allora dovrete far la tela col vostro fìlo, sarete soli col vostro io, con quell'io « che conosce benissimo la zona della compagnia» . Allora il carico vi peserà tanto più sulle spalle, quanto meno avrete curato in pace ad afforzarvi i muscoli; non troverete nulla all'infuori di voi che vi porti sollievo, neppure il barometro aneroide che si sarà relegato nel fondo di una cassa per oggetti fuori d'uso, abbandonata nell'angolo più riposto del magazzino. A coloro cui sembrassero esagerate le mie esigenze sulle nozioni che sembrami debba avere un ufficiale sulla zona di terreno della propria compagnia, io potrò domandare in che cosa si voglia far consistere la specialità tecnica di un ufficiale alpino. (Nella tattica del èombattimento in montagmi? In questo siamo pienamente d'ac-cordo, ma tale ramo di sapere è proprio dell'ufficiale rispetto a tutto
l'tn-
it·.
LE TRUPl'i,; ALPINE
il terreno di montagna; ma in quanto si riferisce alla minuta conoscenza cli un tratto determinato di alpe, si vonà l'idurre di molto l'enumerazione anzi fatta delle notizie a sapersi? Se l'ufficiale alpinoconoscerà unicamente le linee principali di comunicazione, le più caratteristiche posizioni difensive, se avrà solo abbozzato nella mente uno schizzo complessivo e sintetico di quanto possa sulle generali interessare l'azione, in quelle date montagne, di un reparto di truppa, se, in una parola, si sarà fatto un patrimonio di quanto può riguardare la difesa alpina considerala dall'alto (e la tendenza a fare clella strategia - chiedo venia pel francesismo - minaccia da . vicino le umili imcumbenze della compagnia e del plotone), l'ufficiale inferiore uscirà. dal suo campo per invadere quello del comandante .il battaglione od il reggimento. Unicuiq1ie sti1mi. Noi vogliamo che l'ufficiale alpino sia una vera specialità del genere: fate che questa quali ti:t scompaia, e non avremo più comandanti di sotl'ordine all'altezza del loro mandato. Non è solo inutile farci delle illusioni, è dannoso. Le nostre Alpi sono cono~ciutissimo dai nostri vicini; all'estero vi sono delle intere biblioteche che parlano e trattano di operazioni militari o compiute o progettate sulle nostre Alpi: la storia mili lare dei nosLt·i monti di confi_ne specialme~1_te è diffusamente LraLtala, e fa parte del patrimomo com_une. Vr sono all'estero monografie, itinerarì, disegni,. fotografie d1 queste nostre vallate: vi sono guide alpine e relazioni di clubs minutissime, circostanziai-e, che in mezzo a. vari strafa lcioni recano notizie ed informazion i esatte e preziose; non esce un foglio topografico della nostra carta al oO, 000 - che è in pubblica venditache tosto non sia comperato all'estero, esaminalo, notato, commentato, riprodotto ad altre scale più praticamente militari. Stando alle contemporanee notizie dei giornali , pare che all'estero non si stia colle mani alla cintola, per conoscere, a scopo militare, i più minuti ragguagli sul nostro terreno di confine, sul nostro sistema di difesa mobile alpina, sull'impianto e forma e potenza delle nostre opere di sbarramento. La moda in voga dell'alpinismo lascia oani maggior libertà a chiunque di correre in tutti i sensi le Alpi, se;za neppur lontanamente giustificare la menoma apprensione ufficiale da parte nostra, senza permettere la più piccola cautela difensiva. Ora mettiam o tutto ciò assieme, facc iamo che alcuni ufficiali di un
DA ClYIDALE AL io'ALTERO~A
.235-
esercito Yicino si mettano in capo di dedicarsi unicamente allo studio delle nostre valli, che abbiano tempo da impiegare e denari da. spendere, che si mettano in relazione con cacciatori di camosci, con contrabbandieri di sale, con disertori da comparsa, che girino in casa nostra l'uno corno botanico appassionato, l'altro come professore di geologia, il terzo come pittore di paesaggio , il quarto come ingegnere in cerca di filoni, il quinto come commesso viaggiatore per assicurazioni- in caso di incendi (quelli contro la grandine, sulle Alpi , farebbero pochi affari): faLe che studino fra tutti insomma, e con amore, la guerra di montagna in certe date valli, che siano aiutali da una fine intelligenza, da un occhio pratico, da un sano criterio militare, e dopo ditemi qual differenza passerà fra ess i e gli· ufficiali di una nosLra compagnia alpina che abbiano fatto a confidenza coi nostri terreni e che abbiano visitati i luoghi sulle gene1·ali, passando un paio d'anni p. e. in Valstura, clne in Val Maira,. uno sui Lessini. Quando dico due anni, si sa che si tratta di clue anni nominativi. Dai 24 mesi leviampne 2 di licenza ordinaria, "2 di secli invernali, ·I di piccole licenze, piccole indisposizioni, piccole esenzioni: ne resteranno 9. Da questi togliamo i giorni festivi, i giorni di riposo, i giorni di pioggia e ne rimarranno circa 7. In sette mesi si cam:mina molto si, ma siamo ben lontani dal camminarli tutti: leviamo il tempo assorbilo per le altre istruzioni, pel tiro a segno, per le grandi manovre - nelle quali il lavoro va poco a profitto della ricognizione - tuttavia poniamo che si facciano sempre 2 escursioni in settimana, avremo un totale cli 56 passeggiale militari. Ho esagerato in meno? Giurerei di no, tuttavia mettiamone 70, . anzi mettiamone, a Litolo di favola, 90. Stringi, stringi a che ne siamo? Su di una zona circolare di 20 chilometri di raggio abbiamo una superficie di 1200 ch ilometri quadrati di terreno di montagna; ditemi voi praLici ufficiali alpini se 90 escursioni non bastano che appena per cominciare! A questo pensai e poi conci usi fra me e me che l'applicazione dei su citati trasferimenti cli valle e "di zona per gli ufficiali inferiori non potril che eccezionalmente essere praticala, mentre pei comandanti di ballaglione, che durino lunghi anni nelle truppe alpine,. potrà portare non di rado dei notevoli vantaggi.
236
l
LE TRUPP!i: ALP11\E
Di fronte al nemico noi dobbiamo sui monti nostri sentirci incomparabilmente più forti di sapere, specialmente in quel ramo in cui fa difeuo anche la più spiccata intelligenza, quando i disegni di questa non siano corroborati e sostenuti da quegli elementi materiali ed affatto pratici che si raccolgono a forza di gambe, di assiduità, e di pazienza. In quest'ordine di idee sarò retragrado ma ad una conoscenza profonda della campagna di Rohan in Valtellina preferisco un itinerario inappuntabile, a tutta la.guerra di montagna del Kuhn saputa a menadito, antepongo una chiara monografia che mi sia guida a dispor bene una compagnia e due pezzi da montagna; parlo sempre per gli ufficiali inferiori. Capisco anch'io che è un po' duro non doversi alzare una spanna più su dell'umile manovra di uno o di due o di quauro plotoni, quando si crede in buona fede di poter p·assare alla posterità al patto solo di aver nelle mani un reggimento alpino, ma che cosa faremmo noi, di grazia, di un tale'reggimento che non avesse tenenti e capitani quali appunto ritengo assolutamente necessari per inquadrare i nostri montanµri? Una specialità cessa di essere quando cessano ?,lcuni degli elementi -che la costituiscono: nell'ufficiale alpino, che ha piccolo comando di truppe, cerchiamo una complessiva specialità di ufficiale che sa -camminare, manovrare, vivere in montagna: se a questo (sulla propria zona) manca l'elemento di essere profondo conoscitore del -suo terreno , cessa la specialità vera del suo impiego e cessano tutti -i frutti che da essa ce ne eravamo ripromessi. J?er poco che si t rascuri dai piccoli le piccole cautele, per vagare nelle attribuzioni dei più gran~i, sogneremo manovre che non comanderemo mai, e ci sbaglieremo, sognando, di strada, -ci pòsteremo male - dJremo cattive infon_nazion i ~ saremo più lenti - perderemo tempo e ne sapremo meno di altri nostri confinanti più umilmente pratici, più accortai:nente memori che se le manov·re le ordinano i capi, quelli -che le eseguiscono sono i comandanti sottoposti, compresi i caporali, Riuscirà buonissima quell'altra disposizione di poter « in ar· monia col riparto dato dalla tabella di reclutamento » effettuare :passa.ggi di caporali da compagni:-\ a compagnia. Le truppe alpine per la loro vita isolata hanno bisogno più d'-ogni altra di riaorosa dìsciplina. I caporali sono i graduati che meglio concorro;o a man,t enerla, come quelli che sono più a conti nuo contatto coi soldati e
D A Cl VIDALE AL f ALTl':RONA
2.37
quindi più in misura di mantenerli nell'osservanza delle minute prescrizioni di sciplinari, vera base a quelle di maggior levatura; ma appunto per tale affiatamento coi soldati, bene spesso invece i ca- ' poraJ-i divengono stromento inefficace neHe mani dei sott'ufficiali e · degli ufficiali, i quali mentre pensano di servirsene in ragione del loro grado e della loro prest\nta autorità di comando, impartiscono i loro ordini a chi li altera o li svia, o li paralizza, per essere troppo· in intimità. coi soldati che sono loro vecchi amici, o terrazzani, o parenti, o creditori od altrimenti interessati in affari privati antecedenti al loro entrar nei ranghi, epperò si trovano o mancanti di energia, od incapàci di metterla in pratica equamente con tutti. Tali caporali conosciuti deficenti a sostenere il loro grado solo· in causa di tali intim,ità e relazioni,. una volta allontanati da quell'ambiente cli confidenza indisciplinata, faranno ottimamente il debito loro, e quello che da un lato si perder1t, perchè qualche caporale non avrà completamente conosciuta una certa zona, andrà guadagnato e da quanto imparerà su di un altra e nell'aver concorso a mantenere la di sciplina nelle sue rigide forme, portandola alle sue utilissime manifestazioni.
IV.
,
)
Non toccherò sull' istruzione del soldato che mi farebbe uscire dal . tema che mi sono prefisso, ma se ne tacessi completamente mi parrebbe di non aver portato il -mio tributo di grazie a chi volle con energia e costanza estenderne il principal ramo di essa su-lle masse popolari per preparare buoni soldati da mettere nei ranghi, e colmantenerli ottimi una volta che ne vengono congedati. Occorreva un simbolo di fede nel quale le nostre popolazioni potessero leo-aervi la forza ' l'indipendenza, la. floridezza della patria . Ob comune; che questo simbolo si propagasse, che si ergessero templi per celebrarne il rito, che si moltipl.icassero i credenti, e si desse toro mezzo di afforzarsi nella nuova dottrina che si manifesta, durante la pace, festante, sorridente, colle nobili gare, dispensatrice
·;ì38
LE TRUPPE ALPINE
,ai migliori di corone, di stendardi, di medagl ie, di anfore e calici ,el'oro, e si afferma, nella guerra, terribile col fuoco, col piombo, colla morle, ·col sacrificio di centinaia cli vi~time umane sull'ara della nostra nazionale grandezza e libertà. Il fuci le Welt.erly fu il ,simbolo: si innahano per altari i tiri a segno; per neofiti di questo culto gli Italiani tuui che possono reggere un arma. Un popolo in .arme è forte e temuto solo quando quell ' arme sa maneggiarla a dovere: fate che ogni fuci le divenga in mano ad uno di noi sicuro .strumento di offese - che il nemico si·trovi innanzi grosse e for.midabili schiere di valorosi che abbiano appreso che la patria sì difende assai meglio sparando bene il fucile. che non facendo ber·saglio del proprio petto al suo piombo, e vedrete non essere affatto vero che un eccellente fucile in eccellenti mani aumenterà le vittime ,e le stragi; esso diverrà per contro vigile custode dei nostri diriLLi , .-consigliere di pace per tutti, e, se mai, pronto, energico e polente _giudice che sa.prà troncare in breve ora le liti. L'esercito sarà il principale e potente mezzo per moltiplicare -questi credenti nel fuci le, per cambiare in apostoli ferventi i neofiti che entrano nelle sue fi le, per militarizzare nel senso serio e pratico tutto il popolo, per raccogliere l'unico frutto reale che ci si possa ripromettere dalla nazione armata. La parte· continentaled'Italiaavrà più bisogno delle alt~e lutte che questa fede si propaghi nell'animo delle popolazioni, come quella -su cui si deeideranno sempre, in guerra, le sorti nostre. E chi non vede che le truppe alpine, permanentemente dislocale nella parte settentrionale della penisola sono chiamate a <rnmpiere ,questa santa missione nelle forti e valorose popolaziorti alpine? Sarà ,sulle sedi estive che affluiranno i rispettivi distretti di reclutamento alpino, sarà in esse che si manterrà sempre acceso il fuoco sacro.di .-questo nuovo simbolo di unità e di salute. Le popolazioni montanare e per tradizione, e per abitudini e per costumi, formano il i:n,i • glior elemento per diffondervi il verbo di questa fecle, umanitaria .quanto allre mai, misurala alla stregua dei tempi presenti, allo scopo i'\l.nicamente difensivo cui tende. Con 96 sedi cli compagnie alpine ,si avrà più che duplicata ed accelerai.a la diffusione di questo culto, -e l'ese.rcizio pratico delle sue estrinsiche manifestazioni. Perciò, ·:nelle compagnie alpine specialmente la curo. del fucile dev.e essere
DA CIVWALE AL FAL'l'ERON..\.
239
·.aiutata da ogni maggior cautela, prescritta con ogni maggior esat..tezza, represse colla massima severità le mancanze e l_e incurie, non -tanto per riguardo ad un deterioramento al legno od all'acciaio, ma per un mancato rispet.to ad un oggetto sacro; deve essere accuratissima la scuola di tiro a segno, e nel limite di quello che si può ,pretendere, punire duramente i negligenti, gli svogliati, gli sveni.ali, i pigri , non già perchè facciano pochi punti al bersaglio, ma perchè -dimostrano di essere cattivi difensori clel paese, antiumanitari e barbari, come coloro che, così comportandosi, autorizzano le al trui insolenze, le altrui invasioni, l'al trui dominio e causano un inter·minab ile sequela cli mali e di miserie. Ma percbè il soldato si abitui acl amare il proprio fucile, deve sentire di essere veramente forte ed invincibile quando se lo trova fra mani colla giberna colma di cartucce: deve comprendere come per battere l'avversario valga assai più una palla che colpisca nel bersaglio che non il rumore di mille focili sparali a vuoto - deve divenire economo, avaro delle sue cartucce, contarle, e spenderle con frutto - . di una cartuccia sprecata ne deve sentire non stizza, ma dolore; così fanno e cosi sentono i veri tiralori, così. debbono fare e sentire i veri soldati. La bontà dei risultati nel tiro, solletica 'l'amor proprio, la propria dignità e fierezza se ne giovano assai da queste ne sorge la gara e l'emulazione, fattori sicurissimi di eccellente riuscita. l\'la per riuscire otLimi tiratori, trattandosi di masse, conviene un lungo esercizio e quindi ben altra dotazione di cartucce pel soldato , di quella che ora non sia. Tale necessità è più .sentita per le truppe alpine che in montagna ):lanno un ordine solo di combaltimenlo, quello sparso, edavrannosempreavversari pure ,sparsi, e coperti, epperò si tratterà sempre di piccoli bersagli che -richiedono la massima bravura. Io vorrei che per ogni compagnia una parte, la migliore, fra i tiratori scelti congedandi fossero regalati del loro fucile; che que..st'arme fedele e cara compagna nei ranghi rimanesse fedele e cara ·compagna in congedo. Appeso alle pareti domestiche, veritiero te. stimonio della valentia di chi lo possiede, sarebbe perenne ricordo ·chepel vero soldato non vi è mai congedo assoluto dal portarlo a pro della patria. I piccini vedendo H°fucile del babbo, appeso al posto ·.d'onore della casa, crescerebbero con quel sentimento di reverente
240
DA CIVIDALE AI, F.ld, TERONA
[,E TI\UP1'E ALPINE
affetto ed afi!-ore.per quell'arma che tutela e difende la vita, i beni, i fratelli; affettq ed amore che si acGresce cogli anni, che si rafforza col servjzio militare, e si mantiene gagliai:do e tradizionale nella fa~ migtia. Riferib1lmente alle esercitazioni di combattimento in montagn a converrà guardarci sempre dal cedere alle attrattive del terreno, manlenere cioè la manovra nelle proporzioni imposte dalla enti là dei reparti contrapposti. Le squadriglie non siano di impaccio ai plotoni, i plotoni si rammentino di non invadere il mandato delle compagnie, nè queste assorbano gli attributi dei minori, o si sviluppino nella loro azione con obbiettivi, e forme e procedimenti devolute solo ad unità maggiori. ~li parve notare che in fatto di quantità di truppe alpine con.trapposte si sia rimasti molto stazionari sui reparti piccoli, sui piccoli obbiettivi, sui risultati troppo individualizzati e·meschini. E così pure nelle manovre col concorso dell'artiglieria. Ormai l'aquila ha fort i remiganti da poter azzardare più alti giri e più ampi: epperò chi può, chi ha in mano buon nerbo d'uomini, imprenda manovre che · stiano in proporzione a quelle delle altre truppe· l'azione degli Alpini in massa è evidente, ina'ubbia, fatale. Altr~ volte trattai lungamente l'argomento, ed ora più di prima mi sento convintissimo che i battaglioni alpini frazionati alle teste di molte colonne di fanteria di linea lungo le valli di una intera zona di confine, sarebbero impiegati nel modo meno favorevole alla difesa complessiva, meno adatto ad un vigoroso movimento controffensivo. Iù1uanto all'istruzione teorica degli ufficiali nelle sJdi invernali non mi arrischio ad esporre delle idee su quello che mi sembrerebbe utile a praticarsi, non avendo nè autorità nè dcJttrina da tanto. Invece posso elementarmente dire in suacinto di quelle pratiche che fruttavano troppo poco per giustificare un prezioso impiego di tempo nel seguirle. Tali mi parvero quelle conferenze, tenute acl una ventina o più di ufficiali, che avevano lo scopo di discutere una monografia di un t:att? di terren? conosciuto solamente da tre o quattro fra i presen t1; l'mteresse rnnaneva vivo per quelli soli, poiché gli apprezzamenti in merito non potevano essere fondatamente concepiti ché
r.
da essi.; il riflesso di luce che doveva cadere sugli altri, era pallido e freddo. In' tal ordine di stucliAnon mancano molteplici argomenti di interesse comune e cli comune utilità. Nè mi intratterrò a parlai.e del gi·uoco di gne1·1·a, di questa pianta esotica, tenuta su nelle serre a furia di guano, di stufe. di impagliature; guardando ai risultati pratici a, trarne dagli ufficiali inferiori, considerai sempre quella occupazione come uno sprèco di tempo, o poco meno: 1\fanovre eterne, svoltesi in un ambiente ristretto e soffocante) assiepate da contestazioni di ogni natura, interrotte per mille cause diverse, iniziate da Ti1.io, continuate da Caio, finite da nessuno - ingolfaté nell'aritmetica - assordate dal picchiar dei dati e dei- bossoli :_ arrestate da dimenticanze - sbagliate per angoli morti che sembran vivi e viceversa - tormentate da compassi, da clivo· metri, da squadre - lasciavano sempre il tempo che avevano trovato: ciascun col proprio parere, e quindi nessuno convinto, nes:mno soddisfatto, ma _tutti imbronciati per non avere il' bernoccolo del vincitore, tutti certissimi di non avere i difetti del vinto, e tutti poi perfettamente d'accordo che quella pianta esotiéa, venutaci dal Nord, non vive che nei climi tfreddi e che da noi finirà essicata nelle vetrine cli qualche museo botanico. Quando dico tutti, mi inLendo tutti quelli che in guerra avranno a comandare un plotone, una compagnia alpina; per gli altri, se da esso ne troveranno giovamento, tanto meglio . Sulle residenze estive conviene scongiurare due influenze che ritengo negative: l'una quella che si sviluppa dal barometro aneroide, l'al~ra che deriva dalle leggi che regolano la caduta dei sràvi lungo i.piani inclinati. Mi spiego. - L'uso del barometro aneroide veniva addottato presso le compagnie alpine dopo l'apparire d1 un opuscolo che trattava dell'impiego di tale strumento« per l'apprezzamento del terreno nelle ricogniiioni >> . L'autore nella proluzione scriveva: « Gli ufficiali incaricati delle ricognizioni al« pine saranno sovente incaricati di fornire informazioni sui do« minii relativi delle posizioni, nonchè di fare la riduzione ad una « scala maggiore di alcuni tratti della carta alla scala di 1 a 50,000 « (piemontese) ché hanno alla mano» . E nella chiusa diceva:« Un « aneroide che si possa tenere in un taschino della giubba, come « un orologio, sarà utile all' ufficiale sia a piedi che a cavallo, ANNO X X VI!! , VOL. !.
16
~42
LE TRUPPE ALPINE
« anche per le semplici ricognizioni speditive. Ma per l'ufficiale « delle compagnie alpine, a cui può o.ccorrere r~a1ment; di ·~over « eseouire delle levate speditive. converrebbe moltre 1 uso di due « altri strumenti topografici tascabili, che sono il sestante gra« duato ad uno specchio, ed il cannocchiale telemetro n. . È chiaro il concetto dell'autore sull'impiego del barometro. Partendo da un punto di quota conosciuta od ipoteti~a, c~lcolare _c~1~ molta approssimazione la quota di vari punti fissi e nco~oscibtl'. sul terreno, e colla scorta di. essi tracciare delle c~rve _omzon~ah a· livello tenendo calcolo della loro distanza planimetrica pro1ett~ta sul ;iano del disegno, in relazione colle varie inclinazioni de! · ·tratLi di terreno. Qui siamo in piena topografia e per ora non m1 metto nel ginepraio delle levate speditive. Ma l'impiego ~i quel.lo :Strumento venne in molte compagnie completamente svisato, 111 vrat.ica, tanto nella sua estensione~ quant? nello sco~o e nel tempo . Non si trattò più di servirsene s~ d1 ~n tratto d1 ter:reno costituente una posizione importante a nlevare, per farne poi ap)licazioni di truppe, teatro di manovre., argomento di monografie, ~esi di conferenze; ma si imprese un pellegrinaggio continuo col barometro al fianco e colle tabelle delle formo le in tasca. Ogni escursione, ogni passeggiata, ogni manovra, ogni tappa p_er an~l~re ali~ sedi invernali o forvi ritorno, era accompagnata dai relatm studi barometrici. Si passava cento volte su di una strad~ ~ quindi :',ento successive osservazioni al ponte a, alla casa b, al b1v10 e, e c10 nel 1873 74 7'6 e seffuenti. Si ebbero centinaia e centinaia di chilometr/ qu;drati .spa:si di quote barometriche; nel fondo dell ~ valli , lunO'o le strade se ne ebbero tante da poter fare qualunqu·e livellazio;e stradale, qualunque tracciato cli irrigazione - salvo i ~si· nei quali l'acqua sarebbe discesa dal lato opposto a ~u~llo _stab1hto tlal barometro - ma all'infuori di quelle linee prrnc1pah, se ne notarono pochissime sui declivi dei mo~ti e meno. a~cora sulle dorsali e tutte insieme poi erano affatto msufficent1 di numero e di disp~sizioue·per poter tratteggiare con una c~r'.a evidente realt~ un tratto di terreno che concretizzasse una pos1zt0ne da occuparsi militarmente. Quindi errata l' applicazione nelì'estensione; non fu-: rono brevi tratti cli monte, furono pezzi di provincie - non quote compatte rispetto alla superficie, ma disposte processionalmente
DA CIVIDALE AL FAT,TEHOKA
,lungo gli itinerari stradali - Mn per trarne schizzi speditivi e _pratici, ma per precorrere di qualche anno , nel modo il più vago, la levata regolare delle Alpi. - cercando cosi di innalzare il barometro ad un impiego cui è lontano mille miglia dal poter , oc, cupare. Errata l'applicazione nel tempo, perchè non solo il barometro prestava i suoi discutibili respons i all'ufficiale che studiava una posizione, ma a quell'altro ancora che camminava colla truppa che, o andava innanzi da sola, o si fermava lungo tempo ad ogni piè sospinto onde permettere che le osservazioni barnmetriche, maturassero · la loro quo La coi conforti del termometro , delle tabelle, del taccuino e della matita, quota che riferita p. e. ad una casa risultav~uuaggiore di 6 m.eLri dall'ultima quota altra volta trovata, la quale poi erarisultç1 ta 1 1 metri minore di quella avuta alla 37"' osservazione, e così ·via. Il barometro assorbiva lemme lemme il tempo che unicamente va consacralo alla Lruppa, in ogni circostanza che collR truppa si muove. Edin o@lggio a Torricelli, a Pascal, aFortin, a Gay-Lussac, se non presi abbaglio, mi parve veder passeggiare nelle valli del Piemonte barometri a vaschetta, a sifone, a quadrante. È però confortante il pensiero che per le Alpi del confine francese e per l' Apennino settentrionale l'odierna carta topografica al 25 e 50,000, ha collocato, per sempre negli scaffali ad onorato ed eterno riposo le vecchie carte, di cui, se potrò, mi riprometto a suo tempo di tessere l'elogio funeb re. La zona Alpì-apennina con curve altimetriche di 5, 1O, 25 metri ·di equidistanza soddisfa ampiamente a tulle le esigenze tattiche possibili. In tali condizioni la riduzione cli un tratto di 50,000, anche ·al 5,000 per collocarvi squadriglie e plotoni, darà sempre tuUa l'espressione al rilievo del terreno, e servendoci appunto deJJa relazione che passa - nell e varie scale - fra le distanze grafiche di due curve successive di livello e l' inclinazione in gradi di un tratto di terreno, si potrà lì per lì quotare quanti altri punti intermedi si vorranno nella certezza che, per errori che si commettano, la loro differenza con una accuratissima quotazione intermedia fatta a ·mezzo del barometro, non compenserà la perdita del tempo, e non ,influirà menomamente sul criterio che altri si farà di quel terreno, 1 1
')
1
'ZH
LE 'l'fiUl'PE Al,Pl:-ìE
nè sul valore difensivo che si potrà attribuire ad una dala occupazione di truppe. Ho dotto della caduta dei gravi lungo i piani inclinati. Sì, a parilà di inclinazione di declivi i corpi più pesanti prendono maggi or velocità nella discesa, e sono assai più difficilmente dal basso trascinati in allo. Le compagnie alpine si appesantirono un po' quando siformarono in batlaglioni, e di più quando passal"ono sul piede di guerra. Queslo sarebbe matematicamente dimostrabile solo che si volesso vedere in quali condizioni ed in quali epoche le compagnie si siano mantenute nelle loro escursioni e manovre al dissopra od al dissotto di una certa quota cli livello presa per baso nelle zone più abbondantemente battute; ed anche sarebbe dimostrabile col calendario alla mano, poichè molti mesi di residenze estive andarono progressivamente sfumando a pro dei concentramenti invernali. Io non oso sperare che l'ottobre, il 1,ovembre ed il marzo siano rivendicati a favore dell'alpinismo mi litare, e solo mi resLa a temere che i concentramenti odierni facciano breccia nei mesi di settembre e di nprile, e che i concentramenLi futuri reggimenlali trovino espediente di impiegare a Torino od a Milano - in quei campi di. Marte piani e levigati - i mesi di agoslo e di maggio. Per le trappe alpine sarebbe la morte spiegab ile benissimo colle leggi della graviLiL. L'attuale organamento alpino differisce da quello cessato in un punto della più alta importanza, anz i accentua una disposizione che toglie tutta la caratteristica di cui andava adornato quell'altro, e cl1e lo distingueva da tulle le altre truppe dell'esercito; mi intendo dire che menlre da prima le truppe erano sul piede di guerra a 2f'SO uomini per compagnia, allualmente sono ridotte all'efTettivo di pac,e. Il fatto che le atluali compagnie costi Luiscono un totale di soldati eguale a quello di prima, non ha nessun punto di contatto col passaggio dall'organico di guerra a quello di pace, perchè non solo l'una disposizione compensa l'altra, ma ne possa in qualche modo menomare l'enorme di[erenza che fra essi Yi corre. - Nessuno altra volta lo disse, e nessuno potrebbe dirlo ora che l'aver messe le 36 compagnie sul piede di guerra, fosse una misura preparatoria per poterle poi dimezzare nell.a forza e quindi duplicare di nuri:iero .. L'aumMto dalle 36 alle 72 è voluto ad una lrasformazione che ha. la sua ragione di essere nelle proporzion i di lale truppa col rima-
DA ClVID,lLE AL FAL'fEI\O NA
>
245
nente dell'altra fanteria - nel bisogno di trar partito dall'abbondante elemento alpino in reclute montanare che abbiamo n, dovizia. - alle esigenze del nostro territorio montuoso che accerchia il nostro continente; questa liuea ascendenle, dell'aumento, sta di per sè - risponde ad un bisogno organico interno, senza alcunn preoccupazione ·polilico-militare. Tomi rifaccio ai criteri che dettavano il passaggio delle 36 compagnie alpine sul piede di guerra. Il principalissimo fra tutti si era certamente quello di aver sotto mano un corpo di trnppa mobilizzato e pronto ad entrare in campagna. al primo cenuo - o per dir più precisamente - a portarsi sul confine indicatoci dagli eventi politici come il più probabilmente minacciato. Por quanto siano celeri le mobilitazioni di truppe all'estero, la nostra alpina era senza confronti la celerissima., comochè giil fatta.. L'aver alla testata delle nostre yalli alpino una truppa in completo assetto di guerra e cli combattimento, mentre i noslri vicini avrebbero dovuto passar giorni f' sotlinrnno in ch iamnte di solda.ti, in complemento di quadri , in organameoto di lruppe. assicurava per noi tutti i vantaggi cli trovarsi i p rimi sul teatro delle operazioni dava a noi l'iniziativa dei movimenti, In libertà della manovra - la cel'tezza di sconfinare senzauncontraslo nolevolee l'operare di colpo su territorio straniero, certissimi in anticipazione di guaclagnar lanto tempo, quanto no occorre almeno fra il passare da llo sbocco delle altrui valli nlla linea del confine politico, in caso di ritirata. Quando po i le politi che e mi i. i tari c·omplicazioni non ci avessero permesso tanto progredire sul suolo nemico, era sempre indubbio che per noi rimnneva il possesso completo delle linee di displuvio anche là dove il confine polilico inclina sui nostri versanti, o l'occupazione dello spartiacque è, in gnerra di montagna, di tale evidente utilità che sarelJlJe qui prolisso e superfluo il tenerne discorso. Che se per avventura taluno rnle~se ancora - che pessimisti per progetto ve ne sono sempre - obbiettnrmi alla possibilità pratica di tale iniziativa, che è quanto dire volesse crederci appena capaci di st~ire app iccicati ai pilastri che sognano i confini politici, come ostriche allo scoglio, non vi può essere chi non veda come, di fronte all'aY\"ersario, avremmo sempre an1to il grosso
LE TRUPPE ALPINE
guadagno di trovarci sul posto in un assetto preparato da lunga , mano, cioè senza inconvenienti, senza mancanze di uomini o cli uf~ ficiali, senza il voluto corredo da guerra, senza danno cli superiori che non conoscono i sottoposti, e sottoposti che non possono lì per lì apprezzare le qualità militari di coloro cui debbono gerarchicamente sottostare ed ubbidire. La materialità di un atto di lal natura non va pesata, solamente per se stessa, ma va ragguagliata all'utile che porta nell'interno di' tutto il paese, il quale sapendo di aver provveduto, e bene, ai più ingenti bisogni, nelfa calma che ne deriva, trova il modo di predisporsi consultamente nelle disposizioni successive. E per riflesso il vantaggio aumenta dal fatto che àll'esterò il nostro mostrarci prontamente, se non alle offese, almeno alle difese le più strenue fin dal principiar della lotta, è potente elemento da preoccupare t~Lti·. col massimo interesse - e bene spesso tale preoccupazione grave · all'estero, nell'ordine militare è origine di disposizioni o precipitate, o sconnesse, o malintese, epperò causa generalmente a predisposi .:. zioni errate sul!' andamento delle prime mosse, che spesso si lrascinano dietro, su cli un falso terreno, quelle successive di maggio-rlevatura. Il funzionare in guerra di piccoli reparti abituati in pace a m,~novrare in completo ordinamento guerresco: l'abitudine dei coman, danti a :mettere in atto gli stessi strnmenti che in pace sanno mae... strevolmente adoprare, sono coefficenli di utilità troppo grande.·. In tal maniera, le mauovr~ del tempo di pace non cambiano fì:.:. sonornia in guerra, l'istruzione tattica ne è avvantaggiata di mollo - il soldato, dal fischio delle palle in fuori rion trova nulla di nuov:o- il graduato esercita le sue mansioni con quell' ordinatezza, con quella regolarità e semplicità e plasti cità che sono sì preziose durante l'azione, ed affatto impossib ile a possedersi dai corpi nuovamente organizzati, se non dopo un notevole tempo a partii·e dallo scoppiar della guerra. ) Tali immensi vantaggi, ed allri di minor conto sono assoluta~ mente é completamente perduti coll'organ ico sul piede di pace. Se le compagnie alpine, avvece di 72. fossero anche .200, non pe1' questo si potrebbe rivendicare uno solo degli utili che si potevano" .trarre dalle poche 36 di prima. mobilizzate sul piede di guerra: .,
·
l)A CI VlD ALE AL l~ALTEUONA
Ora sembrami dunque essere prossimo il giorno in cui le 72 compagnie portate a. 96, ritorner;mno sull'ordinamento di guerra, per . rientrare nella primitiva importanza. - ,Ho enunciato il mio pensiero, nè mi ritraggo . - Ora e poi avremo sempre bisogno di tale vantaggio sugli altri, ora e poi dovremo abilmente sfrutLare l'ottim o elementò delle nostre popolazioni alpine, l'ottimo clono che la natura ci impartì difendendoci colle nostre montagne. · Non si tratta di militar.izzare il paese come in· Grecia durante le glorie di Atene e di Sparta, non s1 tratta di vivere sotto alhi tenda in permanenza, nè di assorbire nelle caserme la vitalità della Nazione; ciò varrebbe non voler vivere coi tempi che corrono. Ma quando non vi sia sensibile spostamento delle forze organate a difesa, quando si compensi una spesa col frutto che cla essa ci si ripromette con fondamento, la difesa mobile dei nostri confini terrestri , e del nostro Appennino, deve pure essere soddisfatta nelle sue legittime, indeclinabili esigenze. I monti non ce li siamo creati noi pel gusto di creare le truppe alpine, nè queste le costituimmo per il piacere di rendere alpinisti militari alcune migliaia di Italiani, nè la colpa è nostra se in casa ci troviamo a dovizia montanari eccellenti, Si ubbidisce, alla natura del nostro terreno, alla qualità delle reclute, ai bisogni dell'esercito, che in fin fine non sono che i bisogni di Lutti) epperò a noi non può venirne che lode - se pure v'ha motivo cli locle - di es~ sere previdenti e di aver provveduto. L'aumento di un centinaio d'uomini per compagnia alle 72 esistenti, e la formazione di altre 24 compagnie portano - stando all'attuale nuovo organi co di guerra - ad un aumento di circa ,14 mila uomini; sono tanti, è vero, ma il problema che devesi risolvere e che si impone laconicamente, è di una importanza colossale al paragone. Si tratta, compresavi l'artiglieria di montagna di avere, tempo ,i 8 ore, 25 mila uomini alpini , in completo assetto d·i guerra, al confvne rninacciato, Presentemente se ne hanno appena un diecimila, impossibilitati ad entrare in campagna un giorno solo prima di quanto può fare l'Austria, o la !?rancia, e si finirebbe per averne appena ,16 mila mobilizzali per la guerra . - Avremo così otto mila ottimi alpini
· 249
),E 'l'RUPPE ALPINB
DA GIVIDALE AL FALTEI\ONA
di meno, e daremo di frego a luLLi i vantaggi su enumerati, di cui .ci è larga una permanente .mobilitazione sul piede di guerra. Sarebbe più che puerile il voler fare l'apologia e tessere la superiorità militare di una mobilitazione sul piede cli guerra confrontata con quella ridotta di pa,ce, ed io sono" Len lontano dal non comprendere in oggi le alte ecl imprescindibili ragioni che riducono di. tanto le forze armate di tutLi i paesi nelle condizioni normali. Ma il temperamento cui accenno non devesi considerare anormale di petto alle consuetudini degli altri esercitì: mi si deve provare che sia tale invece di fronte alle nostre anormali·condizioni di terreno confinante e combattente - che lo considero , quest'ultimo, luLto intercluso nella cerchia A.lpi-appenina. Si potrebbe dire che i nostri · confinanti avendo pure identici ,confini, non ci dànno esempio di mobilizzazione guerresca permanente - ma non sarebbe buon argomento questo. Se gli antichi Romani copiaron_o dall'estero il buono che trovavano, noi in verità non copieremo certamente il sistema di difesa mobile alpina dei nostri vicini; su questo ramo sono ormai rimasti da noi troppo indietro, e la loro stampa, militare comincia a far palese che se ne sono accorti. Oltre di ché noi avremo quasi indubbiamenLe, se la guerra non ci arridesse, a far entrare in giuoco l'Appennino settentrionale, e gli altri non hanno come noi un terreno interno, eminentemente montano, sul quale gettare nella prova della fortuna le ultime grandi risorse della difesa. Non mi preoccupo della spesa - non già perchè non la debba . fare io - ma perché è argomento affatto minuscolo di fronte all'importanza del problema. Già dissi che in fatto di reclute, purchè si vogliano prendere ove a bbondano i montanari; ne abbiamo ad esuberanza; e qui mi piace notare che se il reclutamento di aipini in Calabria, in Sicilia, in Sardegna può presentare degli incagli, causa la lontananza · per chiamarvi le classi in congedo della 4" categoria, tali incagli scomp_aiono nettamente coll'assetto permanente di guerra. Che se pqi s1 volesse stenderci meno lungo l' A.ppennin9 e non tener conto del contingente delle isole, pur non ammettendo reclute delle pianure, . un altro mezzo si presenta spontaneo, mezzo che se in ocr'o-i il solo 'f ao mani estarlo può suscitare un vespaio, l'attuarlo, dopo mature ri-
flessioni ritornerebbe la calma generale e finirebbe per trovarsi equo, · ··Jocrico ed acconcio in tutti i modi. · 0 II mezzo riguarda la ferma sotto le armi - e so benissimo quanto sia sp inoso il trattarlo in tempi nei quali la volont1t di star sotto alle armi, è pel soldato supplita quasi completamente dal puro sentimento del dovere, e dai mezz i coercitivi della legge. • Senza perifrasi mi arrischio ad accennarlo: p01·tiamo la /'erma ' per le trnppe al7Jine a q1iattro anni . Ed ora raccogliete i vostri dardi, che io proCL1rerò di difendermi come meglio mi riuscirà, cercando di calmare l' effervescenza dei rid11iionisti a qualunque costo. Primieramente il principio non avrebbe che una applicazione affatto parziale: si tratterebbe di circa 6 mila reclute di più; l'esempio non sarebbe senza precedenti tutt'ora in vigore, la cavalleria informi. Che se domani fosse provato che si può fare di una reclut:,t un buon cavaliere anche in due anni solo, ci(> non includerebbe che bastino tre anni per fare d'un montamu·o un buon alpino, inquantochè il SQ)dato di C~tvaJlerfa passerebbe a Cavallo i SUlli due anni interi, mentre per l'alpino il totale del tempo passalo sulla montagna (che è il suo cavallo) si riduce a molto meno di diciotto mesi nominai i, figurarsi poi gli eff'ettivi. Due gran cli argomenti, filantrop ico uno ed economico l'altro stanno .come due colossi per la riduzione della ferma: restituire il soldato in grembo all'amata famiglia: restituire l'uomo ai \avori del campo, al rinvicrorire del commercio, ali' incremento d.elle industrie e o ,delle arti. Cominciamo brevemente da questo secondo. Le popolazioni emigranti da noi, sono per eccellenza le monta·nare - parlo dell'Alta Italia. - Epperò non serve la frase trita e rit1:ita: si toglie le braccia aU' agricoltt11ra. L'agricoltura sappiamo sui monti a che giunga.. Le foreste non si toccano, i pascol i non si toccano parimenti tutti gli anni; tutto si riduce al taglio dei fieni, alla coltura dei magri campicelli che attorniano gli abituri, ebbene e campi e fieni sono in montagn~ coltivati dalle donne, e dagli uomini maturi: i vecchi si scaldano al sole o si divertono a far strnmenti rurali, o sedie. Ed i giovanotti, quelli che vengono a .casa da soldati, ove sono? Non crediate mica, voi che non foste mai
248
I
LE TR UPPE ALPINE
sulle Alpi, che essi siano .nelle Puglie, nella Basilicata, nell' Aow Romano a dissodare i tesori del siwlo italiano, neppur per sog~o:non ne trovereste uno a pagarlo un occhio. Il montanaro dell' Alla Italia legge le statistiche e sa benissimo che l'America ricetta annualmente innumeri emigrati nati su quell'ubertoso suolo, ed aspetta.che l'esempio di lavorar colla zappa e coll'aratro colà, venga da quei terrazzani . Egli intanto va in Francia, in Germania, in Turchia, facendo di lutto un po'; e qui non facciamo della poesia, concretizziamo le perdite alla floridezza del paese che ne ridondano dalla: ferma.prolungata di un anno. Togliamo i morti, gli ammalati, i fannulloni, quelli che partiti per l'estero i1on ne ritornano più, quelli' che stando fuori spillano a furia di lettere e di menzogne i pochi soldi della famiglia - e sono denari che vanno fuori di casa ~uelli che ri~ornano senza un centesimo, m&zzo nudi e affamati per mtero, quelli che portano un quattro o cinquecento lire - a mettereuno sproposito _; e che sen,ono a pagare un debito fatto prima di· partire, a ricomperare un campicello venduto per andare all'estero colla borsa piena, e ditemi quanti ne resteranno di coloro che rappresentano un vero utile diretto alla propria fam iglia, \rn bene indiretto al Paese I Si sappia che i montanari buoni lavoratori sono· molti ma che per radunare da uno di essi un peculio che sia ~azionalmente ponderabile sulla bilancia del benessere del Paese, occorrono venti, trenta campagne di lavoro all'estero, e che una sola · perduta nel servizio militare non rappresenta al più che la vente-, sima o trentesima parte di quell'utile reale. _. E l'industria? Quei pochi che d'inverno stanno rintanati nelle stalle natie, lavorano a far la calza e le giubbe di maglia, per non comperar ab iti in Italia quando partono e per vestirsi in )?rancia quando fanno rit0rno in famiglia. Bella risorsa invero! Ed il commercio: qualche venditore ambulante di pentole, di lumi a petrolio in meno sui mercati d'ILalia. Una perdita invero da far impensierire un economista profondo! '\ Si vorrà, pel secondo argomento, gridare all'ingiustizia, per questa ferma maggiore inflitta al soldato alpine,? Si dirà che l'esser nato sui monti non è una colpa da espiarsi con un anno di più sott:o ìe armi? Ma di grazia, mi si dica allora se è una colpa nascere colle·
DA CIVIDALE AL FALTERONA
gambe lunghe: eppure quel dono della natura lo si paga in cavalleria con un anno di più di servizio . Del resto in fin fine, rispetto alle altre reclute di fan teria vigerebbe · sempre una buona giustizia distributiva. Se J' amore dei patri lari , se i dolori nostalgici, sono tanto potenti per una recluta veneta che vive in Sicilia, o per un calabPese che scorre la sua ferma in Piemonte - non deve proprio contare per niente a favore della recluta alpina il fatto di essere soldato nel proprio distretto di reclutamento ; isolando le compagnie, di fare il servizio nel proprio comune - di dorm ire muro a muro con suo padre, con sua madre, coll'amante - di vedere ogni giorno, se è ammogliato, la sposa ed i bimbi'? È proprio zero e la consolazione che ne deriva alla famiglia ed il poter cli tanto in tanto dare una capatina alla propria casa, fare una:, visita al proprio orto, concludere, fra una passeggiata e l'altra un contratto di pascolo, una vendiLa di pecore; dare una mano - dLIrante una breve licenza, o lunga, al taglio d~l fieno - mangiare una zuppa, quando capita, al desco paterno? E proprio zero lo imparare a leggere e scrivere meglio dei congedati prima - di divenire ollime guide alpine borghesi, per sfruttare i niarenghi degli alpinisti buontemponi di HL cl,t venire - conoscere ottimamente il modo di difendere la propria vallata? È proprio ingiusto che il paese a compenso di tutto ciò trattenga qualche mtise di più queste poche reclute nell'interesse vitale co- · mune, ed in quello più immediatamente diretto di loro stesse? Siatene certi , non sarà una superlluità il rendere questi soldati altrettanto disciplinati in più, quanto perdono pel continuo contatto · che hanno colla fam iglia. Dobbiamo ricrederci che il soldato alp ino · compensi a misura cli carbone, in altrettanta buona volontà_ a ben · servire, i vantaggi che gli riclondano da un reclutamento regwnale . Le truppe alpine non sono affatto più disciplinate delle altre~ n_on dico che lo siano di meno. - I contin ui omei della mamma, 11 piagnucolio inebetito della nonna, le moine dell'amante, i bisogni della famiglia ricordati ogn i minuto, il dar del tu ai caporali - la vista di pochi superiori all'orizzonte - il desiderio di espatriare per far come fecero gli antenati, concorrono a rendergli la vita militare anche più incresciosa; credo di poter di re ciò sicuramente, e pen-=serei di far male tacendo lo. Se nelle pianure qualche volta echeggia,.
LE TRUPPE ALPINE
DA CI VIDALE .\L l' ..\LTERONA
il lugubre motto « sparati coscritto >> sui monti a cominciare dal Ch iese sino alle origini della Maira, ho sentito più di una volta il consiglio« Ohel Tizio .. . è tempo ! » direttoaqualche recluta mentre clnrante un'escursione, attraversava un precipizio - per esprimergli che poteva con un salto sottrarsi al servizio, e trovare il s1.10 congedo assoluto quattrocento metri più sotto. In alpinismo fui poeta quant'altri, ma sono realista quanto m'impone il dovere. In mezzo alle giulive e marziali canzoni, io non ci -ebbi colpa se l'orecchio mi venivaa tradimento ferito da una parola· -esecrabile; anche il sole ha le sue macchie! Dopo tL1tto, a meno che non si poni la durata del periodo estivo ad 8 mesi, l'aumento della ferma sarebbe reclamato dalla necessità di ottenere soldati alpini, ad un grado di eccellenza cui per ora sono ancora discosti. Ad ogni modo se a sostegno di que:>ta tesi i miei argomenti non v~lgono, ci si ricordi che le nostre estesissime niontagne sono un ~ercnne vivaio cli ottime reclute, e che sulla cerchia Alpi-apennin a 11 reclutamento misto avrebbe pure le sue J:iuone ragion i di essere. Circa al corpo d'esercito alpino, le montagne crearono le prime sue membra., le moltiplicarono, ed or-a accennano a completarle. La necessità cli alimentarlo stabilì il recìutamento, quella di farlo muovere prescrisse i suoi quadri, che ne sono i muscoli, quella cli farlo agìre stabilì l'ineluttabile necessità di concretizzare le sinaole vo- . lontà, le singole in telligenze in poche menti per azioni pat~iali, in una mente sola per un'azione sola. Ed il governo lemme lemme giunse in questo grande lavoro di creazione al felice punto in cui siamo. A me parve colla scorta del iavoro faUo, dedurre quel poco celle sì vuol fa.re in futuro; ebbi solo in mente cli preparare taluni all.1. grata sorpresa di poter presto annoverare un corpo d'esercito di più, che valga sulle Alpi, quello che non potrebbero valere un numero doppio di alLri soldati, gettati in u,n terreno sul quale ~n combattente si moltiplica in forza di un esercizio speciale, di un'altitudine innata, di una scuola apposita. La saggia politica militare c?e ~i regge, pur accontentandosi di non raggiungere nellepropor.zion '. colla popolazione d'Italia la misura degl i altri eserci ti·vici ni, · contmua tuttavia ad accrescere la nostra potenza in armi, atten-
{
253
dendo tempi migliori nei quali ci venga d'oltre alpe non _solo _i l c?n~ siglio a parol e di un progressivo disa~·mo, ma l'e:emp10 a latti d1 riforme che ci avvicinino alla pace umversale, universalmente sognata. . . . E come nella nostra potenza navale le ultime 1~ soppr1me1's1 sa ranno le corazzate, così pel nostro eserci to , le ultime truppe ad abolirsi saranno le alpine. Un paese si mantiene in armi_ in ra~ aione delle potenze militari vicine: si gw1rda e si munisce sui propri · ~011fini per tutelarsi dalle sorprese, dalle aggr~~sionì, come un~famialia si arma e si asserragli a in casa trovandosi m terreno mal sicuro, :vanno man mano lasciando irruginire i fuci li, e sconneLl.ere le serrnture coll'accertaTsi di m.1 vicinato inoffensivo, umaniLario e contento del proprio avere. . Le truppe alpine aclunque avranno vita lunga, e per v1ve1:e lungamente abbisognano cli un organis1~0 completo: di salute Jerrea, di mente retta. A tale scopo sono rivolte le assidue cure del Governo, le simpatie della nazione., l'affetto dell'eser~ito. Il nostro circuito Alpi-Apennino ci assicura al bisogno un~ beli~ difesa; le nostre Lruppe alpine ci promettono una b~lla pagma ~1 storia militare degno compendio cli lulte quelle gloriose che registrano le nostre guene di montagna. . . Per l'alpinismo militare abbiamo una.stupenda ~atena d1 ~no~t1, una falanae compatta di soldati che la ,percorre m tutta 1orrida maestà dei suoi ghiacciai, delle sue sterminate ruine, dei suoi profondi abissi - e la percorre colla forza dell'uomo abituato, col sussidio dell'aailità coll a fede della legittima difesa di sè e dei suoi. Perl!alpi~ism~ militare abbia.mo una eletta schiera.di ufficiai'. montanari per elezione i più, per orgoglio tutti, e tutti penetrati dell'alto mandato che il paese loro affida, tutti devoti 11011 solo al sentimento del dovere ed alla abnegazione completa di sè, ma ancora ad una esistenza eccezionalmente dura., piena di spine, che con-· suma ed invecch ia innanzi tempo, che allontana da quegli agi cùi potrebbero aspirare sì materia.li che morali ed intellettivi' - se non si fossero votati pei monti, se sui monti non_ vole~sero ~erdurare a mostrarsj con tutta l'energiR dì corpi saldi e d1 menu elevate, meritevoli delle cure dei capi e del plauso comune. I forti di sha.namento, la rete cle1le comunicazioni ampliale, la .
:il54
LE TRUPPE ALI'l ?:8 ECC .
nuova carta topografica prossima a completarsi, l'incremento <lolla flotta, concorreranno potentemente ad aumentare Yalorealla nostra difesa alp ina. I lavo l'i di mina, una triangolazione semaforica le linee telegrafiche - telefoniche - l'arcostazia, tutto quanto la scienza ha prodotto o produce per gli usi della guerra, si impieghi sui monti . La difesa mobile alpina, se sarà in Lesa in massa, non impedisce, anzi indica che tuu,o il complesso offensivo-difens ivo stabi le deve svilupparsi in cordone; non rimpiangeremo mai, nella villoria, . quello di supernuo che avremo rauo in pace, ma non troveremo bastanti parole per lamentare qtrnllo che rammenteremo di non aver ratto per scongiurare una sconolla. In fatto di ordinamento si è preso per base le nostre montagne comprese nei probabili teatri di guerra, i nostri montanari compres i nei monti d' Ital ia, i nost ri quadri dei reggimen ti di rantcria di linea; ci siamo serriti di compagnie isolate per to studio <lei Le1·reno, di reclutamento misto, o di reclutamento regionale con aumento di ferma, di truppe S'll piede di guerra per assicurarci Lutti i vantaggi che derivano cla una mobilitazione immediata e per sfrullnre durante la pace tutto l'utile di manovre che simulino perfettamente le operazioni guerresche. E non saprei terminare questo lavoro breve, senza augurarmi che la manovra muova sempre p,ù libera dal convenzionalismo, . dalle sottigliezze e dal barometro, semprn più indirizzala verso grandi obbiettivi che stiano in armon ia colla forza della truppa . alpina, colla maestà dei teatri d'operazione, coi bisogni della difesa misu rati sull'entità delle possibil i offese. Di qualche oUimo generale in più se ne trarrà sempre profillo, guai se qualcuno ne mancasse in guerra pel corpo d'esercito alpino. Esaurito il tema sull'argomento organico, un vasto campo si apre al.lavoro dell'nffìcialc-alpino il campo in cui si studia la guerra di montagna, vasto e poco esploralo; in esso mi auguro entrino a frolt\ j campioni a dissodare un terreno ubertoso, sul quale non cadranno tempeste a. devastare la messe.
G. BERTELLI.
LE PENSIONJ CIVILI E ~IILIT ARI APROPOSITO DEL NUOVO PROGETTO DI LEGGE
11 >
5° Erroneità dei calcoli su cui si basano le pensioni del nuovo disegno di legge .
La pensione, seconclo il progetto ora in esame, si liquida colla scorta di cleterminati coefficienti di pensione, i quali, com'ho gia detto, esprimono la somma vitalizia che spetta all'impiegato,_in re!azione alla sua età al momento elci ritiro dal servizio, per ogni 11Olire annue di contributo alla Cassa, sia sul primo stipendio, che su ciascuno dei successivi aumenti considerali inclipenclcntemente uno dall'altro. Il coefficiente di pensione dipende pertanto dal capita!e ac<!u~ mulato in serruito ai versamenti annui di lire 10, ai loro mteress1 composli ed ~ll'accrcscimcnto Lontinario prodotto dalle eliminazioni dal servizio senza diritto a pensione; e clipencle dal valore att11ale dell'annualità vitali.zia da pagarsi al pensionando. Cosi p. e: se il contributo ann uo di ~ O lire cogli interessi composti e coll'accrescimento tontinario durante 30 anni, a,·e~se prodotto il capitale di •1038,79 lire, e ~e l'impiegato, cui questo capitale ~ppartiene'. fosse entrato in servizio a 20 nnni, ossia avesse 50 ann i quando s1 ritira dal servizio, cd a quest'età il valore atLuale di una lira da pagarsi ogni anno finch'egl i vive, calcolato coll'aiuto d~ una determinata taYola di mortalità, fosse di lire rn ,39, è evidente che a lui potrebbe darsi una pensione di li re 1038,79: '10,39 = 99,98 ooni 10 lire versate sul suo primo stipendio. Il numerò 99,98 e:primercb be in tal caso il coefficiente di pensione corrispondente ad t"n servi,zio di 30 anni cominciato dall'età di 20 . (I) Continuazione, "· 11iv;,ia Militar e, fase. di dicembre 18S2 e gennaio 1883.
2i.i6
J,E PJ,:~S10NI CIVTU E MILITARI
J1. PROPOSITO DEL ?\UOVO PROGETTO DC LRGGE
Analogamente so il capitale formato dall'annualità di 1O lire relativa ad un aumento conseguito a 3o anni dal lo stesso impiegato, epperciò durato 15 anni, fosse di lire 257, 36, il coefficiente di pensione relativo ad un servizio di ·15 anni cominciato all'età di 35, sarebbe: 1
257,36: 10,39 =24,77.
1 coefficienti di pensione sono aclunque quantità frazionarie, il cui numeratore è il capitale di pensione accumulato in seguito al conti-ibuto annuo alla Cassa di lire rn, ed il cui denominatore è il valore dell'annualiL~t vitalizia di una lira corrispondente ali' età del pensionando. i>ert.anto, volendo indagare quale sia la validità dei coefficienti di pensione che il recente pl'ogetto di legge contiene, si devono prendere in esame gli elementi che determinano il valore del capitale di pensione, che sono: a) Le eliminazioni del servizio senza dil'illo a pensiono; b) Il saggio del!' interesse che la Cassa potrà realizzare, e si deve ricercare se sia esalta la tavola, in base alla quale furono calcolati i valori delle annualità vitalizie. Nell'accingermi a quest'esame, che costituisce la pari.e, non so se più importante, ma certo la più scabrosa cli questo mio modesto lavo1·0, conrido sull'indulgenza di chi lo leggerà per farmi perdonare la considerevole estensione che dovrò dare a cose, che molti riterranno astruse; e sento il dovel'e di di chiarare che, nel porre in ri. Jievo quelle che a me sembrano gravi mende del nuovo disegno di legge, io non sono mosso cla nessun sentimento men che rispettoso per i nomi illustri, che con lo studio e colla presentazione di esso si connettono. La relazione, che precede il progelto, dice a proposito dei coef\ ficienti di pensione (pag. xxvi) : « La tabella A dei coefficienti cli pensione ò dedotta dalla tavola « di mortalità, ouenuta dalla statistica di oltre600000 pensionali « dello Stato, nella quale, per altro, sono state introdotte anche le « modificazion i rese necessarie dalle altre cause che, indipenden<< temente dalla morte, contribuiscono a diminuirne il numero dei
pensionati. La tavola di sola mortalità., dedotta dalla statistica dei « pensionati, si discosta poco da quella della popola~ione ge?erale « del Regno; epoichè le cause di el iminazione indipendenti dall a ,< morte sono più numerose per gli impiegati in servizio che non « lo siano per i pensionati, così a.vendo adoperata Ja stessa. tavola (< di eliminazione anche per gli impiegati in servizio, è e,·idente « che si dovrà giungere a risultamenti favorevoli alla Cassa. » Ed a proposi to dei valori delle annualità vitalizie nell'allegato L bis al progetto ò eletto: « Questi ya]ori capitali delle annualità. vitalizie e temporanee it. vennero calcolali apposiLamente per questo lavoro sulle tavole di « eliminazione complessiva dei pensionati dello Stato, cioè per « morte e per cause estranee alla morte, quali sono: il 1·ichiamo « in servizio per i pensionati, il matrimonio per le vedove e per « le orfane, la concessione cli uno spaccio cli privative, per la quale « cessa la pensione. » « Quesle tavole si fondano sul movimento dei pensionati dello << Stato nell'undicennio 11868-•I878 e vennero formate coll'aiuto del ,< ricco materiale racco I to in occasione clella pubblicazione della ,< Statistica dei JJensionati clello Staio, fatta al Ministero delle (< finanze nel •I 879. » E nell'allegato L ter. è deuo: « Acl ecce-tione dei pensionati a vita (maschi) per i quali il nu« mero dei viventi, degli inscritti e degli eliminati tanto per morte « che per cause ad essa estranee, sono stati tralti dalla stati~tica < dei pensionati dello Stato nell'undicennio it 868-1878, comp1J~ta <<' dall'ing. Garbarino (Roma tipografia Elzeviriana ·1879) pagme ,< 96 e 97, tutti gl i altri dati identici ..... » Queste citazi oni io le ho fatte per porre bene in chiaro, che tutti i r,alcoli ct;e si riferiscono tanto alla formazione del capitale di pensione per effetto dell'accrescimento tontinario in seguito alle elimi,nazioni ·dal servizio, quanto ai valori delle annualità vitalizie, si basano sulle statistiche compi late dall'ing. Gal'barino; le quali ,\ lui servirono per il calcolo di una tavola'di sola mortalità, ed alla Commissione che ha studiato il disegno di legge hanno servito pe1· la compi lazione di una tavola di e!iminazione complessiva. Importa adunque, prima di emettere un giudizio qualsiasi, di analizzare
,<
'
ANNO XXVIII , 'VOL. I.
17
~58
LE PF.NSIO~l CIV!(.( E Mll,ITALU
succitata staflistica clei pensionati dello Stato; il che farò prima in relazione alla mortali tà, eppoi in relazione alle altre caiise di .elirwim,azione. ,la
1llortaz.ità. · - L'ing. Garbarino non ha falla nessuna distin·zione fra i pensionati; egli ha classificali tutti insieme i pensionn Lì miiitari ed i civili, i pensionati pel' invalidi là (tanto ordinaria, clie causaLa da ferite o da infermità contratte in guerra o comunque a ca.gione del servizio) e quelli per anzianità di serv:zio; quelli provenienti <la impiegati con stipendio soggetto a ritenuta, e quelli provenienti -dalla truppa dell'esercito e della marina, o dalle guardie doganali, d..ti corpi di pubblica sicurezza. ecc. Dalla fusione di tutti quelli elementi egli ha dedotta una tavola di mortalità, che può avere un ·waJore statistico, ma nulla più; e non potrebbe mai s_ervire, com'egli :suppone, « alle società di assicurazione sulla vila ed in generaleagli <i stituti di previdenza operanti in Italia » (1 ), perchè fol'mata con -dementi troppo eterogenei. f; infalti evidente che il classificare fra gli altri que,i pensionati, ,quali a causa di ferite ricevute potranno per pochi anni soltanto trascinare infennicc.i la vita, è perturbare i coefficienti della mortalitit comune: nè a diITerenti risultati può condurre il porre in un -sol fascio chi ha menata vita comoda e riguardata con chi l'ha trn· .seorsa fra i disagi egli strapazzi del servizio militare, o del servizio -doganale attivo. Una tavola di·mortalità non può reputarsi esatta, se non è e.om,pilata con dati della stessa natura ed assai numerosi; e nè ali' una, nè all'altra di queste due condizioni soddisfa la tavola dell'ingegnere Garbarino. Infatti, oltre al difetto di omogeneità degli elementi ,sui quali si basa, vi è anche quello del loro poco nume110, specialmente per alcune età; così Ja mortalilà a 21 anno è dedotta da soli 170 individui esposti a morire, e quella a 90 anni da soli 570. A conferma, delle gravi anormalità, cl1e il sistema. tenuto peI\ la .riunione degli elementi sui quali è stata calcolata la tavola di mor-
.". PROPOSITO DEL NUOVO PROGETTO DI LECC E
,talità, produce nei risultati di questa, valga l'osservazione che fino a 60 anni di età la mortalità dei pensionati 'risulta più grainde di quella ordinaria della popolazione maschile del Regno; il che non . potrebbe ammettersi in nessuna guisa, se si trattasse dei soli pensionati per anzianità di servizio, provenienti dagli impiegati constipedio soggetto a ritenuta, perchè questi, conducendo vita più agiata e più riguardata di quanto possa fare il comune degli uomini, sono esposti a minori cause di morte. Dopo i 60 anni di età invece, quando più non rimane che una piccola parte dei pensionati per ferite o per gravi infermità, e di quelli provenienti da corpi nei . quali il servi.zio è logoratore della vita, e quando per contro diviene ,più granéle il ·numero dei pensionati per anzianità di servizjo, la · loro mortalità risulta sempre di più in più piccola di quella della , popolazione. - Ciò appare manifesto dal seguente spe.cchietto nel .quale a fianco dei coe!Jì.cienti di morLalità della popolazione maschile del regno (che tolgo dagli Annali di stat(~tica del 1878, . SM'ie 2a, vol. 2°) riferiti a periodi quinquennali, ho riportati i coefficienti di mortalità, che nella tavola dei pensionati corrispondono , alla metà di ogni quinquennio (4). La tavola di moi·tal ilil dei pen{l) Effettivam ente il coefflcieot~ corrispondente alla metà del quinquennio non è il · coefficienle di ffiortali tà medio del quinquennio; però non se ne discosta molto, e, nel nostro caso. il coefficiente esatto spesso a.ggraverebbe hl differenze segnalate dallo , specch ietto .Cosi p. e: dai ~5· ai 80 anni, come coefficiente medio potrebbe ritenersi (in·-dicand o con L i l numero dei superstiti)
µ.
= (L,. - Lso) .
u.so .
f>
•
(L" +2 ·L
90)
·
Sostituendo i valori di Ln e di L 30 , quali sono dati dalla tavola di sopravvivenza , · · e riducendo, si ottiene
fJ. t!i _ Jo
= 14,39,.
valot·e che rende più sensibile la differenza colla mortalità della popolazione nello ,. stesso periodo, Analogamente-si ottiene
= 71,St>, '
µ 70 . 75
• pel quale può ripetersi la stessa osservazione. Invece
-p. (1) Pag. 47 dell'opera Statist,ica aei penJionati dello Stato nel decennio 1868 -1877 ., nell'anno 1878, co,mpilata dall'ingegnere GIUSBPPs GARDARlNo, Jspeuo re èentrale al Ministero delle Finanze . Roma tipogr afia Elzeviriana nel Mi nistero· -delle Finanze 187,!l..
259
• =. 22,32 H_U
contrari erebbe la deduzione fatta. In complesso la differenza dei coefficienti corri·.spondenti alla metà quinquennio con i coefficicuti medi , è cosi piccola, 'che ho credut<> • potermi risparmiare la pena di calcolare tutt i questi ultimi.
260
A. Pl\OPOSITO DEL NUOVO PROGETTO DI LEGGE
LE PENSIONI CIVILI E MlLTTARl
sionati, dell a quale mi giovo, non è quella compilata dal Garbarino ~ da lui pubbli cata senza aggiustamento nel volume della statistica:.· dei pensionati, nè quella aggiustatache è annessa al nuovo disegno di>legge sulle pensioni , pag. 1.xx1; ma è la tavola sensibilmente diversa che, in base agli stessi elementi riuniti clall'ing. Garbarino,. è stata r:i calcolata collo stesso metodo acloperat(l per dedurre la tavola d1: elirnvnazione com,plessiva dei pensionati (if ). Specchietto comparativo della mortalità dei pensionati dell~ Stato con la m ortalità ordi naria della popolazione maschile. italiana.
I-
Morti sopra 1000 esposti a mori r e, appanenenti
E
anni;
20 - 25
popolaz. ai pensionati alla maschi!., de ll o Stato d'Italia ( 1868 ·78)
-----Morti sopra 1000 espost i a morire. appartenenti
Età
an ni:
19,08
(JS6S-i8)
(1879-77)
10,44
60 - 65
39,57
42,81.
25 - 30
13,39
9,32
65- 70
50,62 •.
61,31.:
30 - 35
9,93
9,64
70 - 75
72,47
96,88
35- 40
11,'17
11,36
75 - 80
'10:3,03
40 - 45
15,00
'13,7 1
80 - 85
138,85
180,9T
45 - 50
18,5i
'17,26
80 -90
-178,00
224,66 ·
f>O- 55
22,55
22,75
90 - 95
190,18
226,05
55-60
28,99
27,99
95- '100
J 84,75
331,97
I
l
122,09 ,
(I ) Le due tavole, quelle di eliminazione con,plessiva dei pensiona ti maschi (pagina LXIV) e q uella d1 semplice mortali tà. (p,,g. LXXI) q uali sooo r i portate nell'allegalo•· , B ter. ~I nuovo progetto, essendo sta te ca lcolate con metodo ditrereme, presentan i>· l'i ncongru enza di segnala re per a lcune età e più precisa mente dai 65 anni in su uoa:mortalita, superiore all'eliminazione complessiva; il che non dovrebbe ma i e~sere, . poichè la morta li tà non è che una parte dell'eli minazi one co mplessiva . P. e. rica-v anòo dalle due tavole i cooflkienti di eliminazione e d i mortalità a 70 an ni, si Jia c 30461 Mortalità: 32611 O 06593 \ 32611 ' ossia 65,98 per mille
=
Elim. compl :
20001 :.. 18707
1
po~olaz ai p ensionati a Ila masc ile dello St ato d'Jr.alia
(1872-77)
= 0,0647
20001 ossia soltanto 64,70 per mille Per rimediare a ques ta svista (che non i nfirma la sos tanza delle concl usioni òeJI. 11u0Yo progetto, perchè tutti i calcoli di esso sono basati 1.ulla ta1•ola d i eliminazione,·
Fra i 20 ed i 25 anni di età la mortalità dei pensionali è adunquc ,doppia di quella della popolaz ione, e corrisponde alla mortalità che ,si riscontra in questa .dopo i 50 ann il - Ma quali possono essere i pensionali a vita fra i 20 ed i 25 anni, anzi anche in età superiore ,,fino ai 40 anni .all'incirca~ Essi non possono essere che mi li tari , .quasi esclusivamente di truppa, feri ti o colp iti per cagione ~el ser·vizio da gravi infermità; oppure guardie doganali, guardie di pubblica sicurezza, ecc., pensionate per uguali motivi. Sono adunque uomini in condizioni anormali di salute, che frui scono di pensio1ii -di risanimento e non cli pensio1ii di 1·etribuzione; e non vi può .essere nessuna relazione fra essi ed i pensionati ordinari che contempla il nuovo progeuo, e fra essi egli impiegati soggetti a ritenuta ..che sono in sen iz;o, perchè v'è assoluta disparifa nelle rispettive condizion i di salute e non v'è parità nelle condizioni ordinarie di vita. Ciò non pertailto gli autori del nuovo progetto di legge, basandosi per calcolare l'accrescimento tontinario del capitale di pensione, .sull'eliniinazione complessiva dei pensionati, che è la somma dell a ,loro mortalità con 1'elimi1iazione per alt1·e ccmse, estendono agli impiegati in seryizio i c~efficenli cli mortalità anormale trovati per una classe speciale di pensionati; e per tal modo computano che debba morire un numero di impiegati straordinariamente più gi·ancle .di quello che eiieUivamente si verifica. Di co straordinariamente più ,grande, poichè non si può a meno cli ammeuere che negli impiegati dello Stato, i quali conducono vita più agiata e più riguardata che non la generalitit della popolaz ione, a pari Là di età, la mortalità debba essere n@ già eguale, ma assai minore di ciò che è per questa.
)
Le migliori tavole di mortalità per capi scelt-i,, quelle rl cui ma.teriale di formazione è stato il più esteso, il più numeroso e il meglio -classificalo , sono le tavole compilate clall'[stitiito de,qli _attiiari di <:o mplessiva ) è s to ta ric alcolata la tavola d i mortalit.à. Nella nuo va, '.che è r iportat& .nell'a llegato A alla fine di q uesto fascicolo, la mor tali tà a 70 aoni risulta 59 ,64 per mi!le , 1·estando cosi 6 1,70 - 59.61 5,06 p 0 / 00 all'elimina7.ione por cause indipendenti .dalla morte. · Intorno ai metodi assai differenti tenu ti claJrU!ficio <li statistica e dall' ingegnere 'Garharino per il calco·lo della tavolo d(ruor tali tà, non è m io compito emettere alcun .-giud izi o.
=
262
Lii: l'ENSIO~I CIVlT.I E MJLl'rARI
Londra sui dati che gli furono forniti dalle 20 principali compa~gnie di assicurazione inglesi, e che si riferiscono ad Msicurnli. sulla vita di tutte le nazionalità, con naturale predominio dccrli inglesi. t> li numerosissimo matel'iale raccolto, fu anzitutto diviso in quattro gruppi, comprendenti: O il Gli uom ini in buone condizioni di salute al momento della. solloscrizione della polizza d'assicurazione; 2° Le donne, idem; 3° Gli uomini e le donne in poco buono condizioni di salute all'atto dell'assicurazione. (In Ingh ilterra non si escludono dall'assicurazione colol'o che l'esame medico fa riconoscere cagionevoli di salute: si fanno loro pagare dei premi più aHi e si considerano com@ 1·ischi eccezionali); 4° Gli assicurati esposti a risch i eccezionali non a causa della loro salute, ma a causa del clima in cui sono costrett i a vive..e, 0 della loro professione poi·icolosa. Ai compilatori inglesi 111111 è neanche Yenuto in mente di fondere tulli assieme tali elementi, tanto eterogenei fra 101·0: la tavolti dì mortalità che ne sarebbe risultata non avrebbe avuto alcun valorn pratico. - È rincrescevole che 1 Oanni dopo che le tavole inglesi erano state pubblicate, si sia invece creduto in Italia di far co!)a utile ed importante, confondendo :mel calcolo delle tavole di rnoi'taliLà dei pensionati categorie disparatissime di persone; ·e reca meraviglia che sopra un documento di sì poço valore pratico, si 'sia creduto di poter fonda1·e studi e calcoli (li Capital e import.auza per le pubbliche amministrazioni e per le finanze dello Stato! . Per ogni gruppo l'istituto degli attuari di Londra fece calcolare, 111 modo completamente indipenden te, la mortalità conispondeute ad ogni anno di età; anzi siccome a parità di età si riscontrò una mortalità differente fra quelli la cui assicurazione era di data recente e.quelli che da più lungo_tempo ~1:uno assicu_rati, così furono coq1: pilate, oltre all_a ~a vola dt mortali La complessiva per ciascun gruppo, anche tavole distinte per gli assicurati da più di 5 anni, da più di ·10, ecc. - Lo avertrovatalamortalitàtantopiùpiccola quanto minore era la distanza dall'entraLa in assicurazione, può spiegarsi co lte. seguenti considerazioni :
2(iJ'
DET. Xt.:0\'0 PfiOGETTO 01 I.ECCE
A PROPOSITO
1 ° Che gli individui di malferma salute vengono esclusi in se«uito alla visita medica, cui sono sottoposti tutti gli assicurandi; .:, epperciò nei primi anni vi sono minori cause di mortalità. L'ef· fet.to fa,vorevol e della scelta medica è però temporaneo e tende· a scomparire mano a mano che la durala dell'assicurazioneaumenta; 2" Che gli assicurati in buono condizioni di salute sono p iit disposti a rescindere i loro contratti, che non i poco sani, i quali il')vece li mantengono . Dopo alcuni anni avviene così una cont1·0scelta natitrale, che lascia. in corso i rischi più cattivi: i suoi eJTetti sfavore,1oli sono continui. epperciò dopo pochi anni bilanciano l'effetto temporaneo della scelta medica, eppoi lo superano. Ecco, àd esempio, come per l'età di 35-39 anni si vn a poco a poco perdendo il benefizio della scelta medica (1). 1
Mortalità per 1000 (uomini e donne) all'età. di 35-39 anni. Anni di assicurazione
-
Da
Da 10
I a 5
6
a 10
- - 4.3
8.3
10.6
I I
-
Da li
a
112
complessi" ' ' " ' vamente
o ' . piO
15 ~
U ,5
I.
li .O
,
ll,7
!l.7
Come si scorge, dopo il 5° anno di assicurazione la mortalità è superiore alla media complessiva, e prima è invece inferiore. L'effetto clella scelta medica si limita aclunque ai primi cinque anni di assicurazione, dopo i quali si fa ognor più sentire l'effetto della controscelta naturale. Questo può tanto da rendere il coefficiente medio cli mortalità pari a 9,7, mentre, p. e: la mortalità della popolazione francese nello stesso periodo d'età. è soltanto 9,24 per mille. Nei periodi successivi fin verso i 60 anni di età, la diJfo. renza colla mortalità della popolazione francese si accentua sempre più, nel senso che la mortalità complessiva degli assicurati (gli assicurati maschi, appartenenti al 1° dei quattro gruppi più addietro indicati, la cui tavola di mortal ilit complessiva viene indicata (l)
D~u10,, Théorlt mathématique dts au11ra11cts sur la vie, Voi, J. pag. SI.
265
LE PENSIONI CIVILI E MlLl'T'ARl
A PROPOSl'l'O DEL NU OVO PROGETTO D1 LEG GE
con HM,) risulta considerevolmente più grande di quella della popolazione francese (1 ). . Se adunque si basasse sull a tavola inglese HM il computo della mortalità degli impiegati dello Stato soggetti a ritenuta sullo stipendio, e dei pensionati che da essi prnvengonof si avrebbe la sicurezza di computarla maggiore di quella che effettivamente può essere; perchè tale tavola dà una mortalità superiore a quella riscontrata in un gruppo di popolazione, e non sembra che la mortalità in una classe agiata, qual'è quella degli imp iegali e dei pensioi1ati, possa mai eguagliare la mortalità ge.o.erale di un gruppo di popolazione. Ad onta cli ciò, come può rilevars i dalle curve del la Tav. II, posta in fine al fascico lo, nonchè dai coefficienti dell'Allegato A . (in cui sono riuniti tutti i dati che $i riferiscono alla eliminazion r. complessi n1. dei pensionali, alla loro mortalità ecl alla mortalitii degli assicurali ma.schi delle 20 compagnie inglesi) la mortalità dei pensionati dello Stato è stata ri tenuta grandemente superiore (tripla a .2 1 anno, più che cloppia a 27, un terzo in più. a 45I anni ' ecc. ) a quella data dalla tavola W 1; e ciò fino al 66° anno di età. Dopo questo la diJTerenza si inverte, perchè, divenendo preponderante il numero dei pensionati per retribuzione in confronto di quelli per risarcimento, la tavola dei pensionati corrisponde :meglio a quanto realmente accade per la classe di persone, cui si riferisce il nuovo disegno di legge. Siccome la mortalità è il principale elemento dell~1 elinwnazione complessil)(L, sulla quale sono basati i calcoli dell'accrescimento tontinario del capitale di pensione e de1 valori delle annualità vi 1.alizie, così questi calcòli, per quanto è stato esposto, non possono essere esatti . Il supporre la mortalità maggiore di quella che è negli impiegati in servizio, equivale a supporre al momento dell'andatn in pensione un capi Laie maggiore di quello che effettivamente potrii esservi: e d'altra parte il computo di una n1aggiore mortalità dei , pensionati, diminuisce il valore dell'annualità vitalizia i2). Si sup-
p one cosi ·nei coefficenti di pensione, che il numeratore sia più grande di ciò che può essere e che il denominatore sia invece più piccolo: il che è doppia causa di errore.
1
op. cit. voi. li°, pag. 145. Ae dell'annualità vitalizia sopra uua persona dell'età e, cioè il ,·~ lore attuale di una serie di somme di una lira, pagabile la prima <:topo ·un anno. la seconda dopo due, ecc, tlnchè tale persona rimane in vita, dipende dal (1) DORMOY,
(2) Il valore
Altre cause cli eli?ninaz·i:one. - Benchè già assai grande sia il coeftìciente di mortalità prima dei 65 annì cli età, il coefficiente di elimininazione complessiva dei pensionati (V. ,4llegato A), r isulta più che doppio da 2 11 a 34 a.uni, è una volta e mezzo più grande da 40 a 47 anni, lo supera ancora delì'8 °/oo a 65. I due e!Tetti più sopra accennati, del più forLe accrescimento tontinnrio sul capitale cli pensione e del minor valore clell'annualitit vitalizia, sono grandemente aumentati da.l computo della eliminazione per caiise est1·anee lilla morte, ed i coefficienti di pensione risentono grandemente ·la sua influenza. Giova pertanto renderci conto della natura di tali eliminazi oni, per dedurre il valore pratico che conviene loro accordare. Nella statistica dei pensionati dello Stato, pag. ·17, l' ispettore .jog. Garbarino seg~ala quali sono le caiise est-ranee alla morte, per saggio di interesse, al quale si suppone che i capi tali possono essere impiegati, e dalla lega e di mortalità alla quale è sottoposta la persona stessa. La l i ra, ;. e, da pagarsi dopo 10 aoui, se il pagamento non fosse soggetto a nessuna eventualità, avrebbe per valore attuale
(l
+1 r)'o ·; ma nel computo del
.,)·annuali tà vitalizia essa non può avere tutto questo valore, perchè il suo pagamento non è certo. Avrà invece quel valore moltiplicato per la fraiione che indica la probabilità, che la persona considerata sia ancora in vita. - ~'aie probabilità si rica va dalla tavola dei sopravviventi. Se la persona in questione ha 30 anoi e la tavola di. sopravvivenza che si scegli e i ndicasse che 72,000 su perstiti a ·so anni s i riducono, a 60000 a 40 anni, la probabilitis ch e essa viva . ancora dopo 10 a nni sarebbe data da ~00() = ~; ed il valore attuale d ella lira
72,000 6 ,,"a pagarsi a 11ora, sare bb e 5 X (l+ 1•·l '" . L'annu.alità vi talizia è la somma di 6
tanti termini frazionari analogh i a questo, e relativi a t utti gli auni _ compresi -fra l'età elle si considera e i l termine 1 lella vita, secondo la tavola d1 mortali~a adot.tata. n suo .,.alore è. tanto più piccolo guanto più è rapida la mortalna, perchè iu tal modo diminuisce i l valore delle probabilità. di vita; ed anche ·-guanto più è alto il saggio d·interesse, perchè, figurando esso solame?_te a l de· nomi nat ore del secondo te rmine frazionario, questo di •iene tanto p1u p1ccoro ,quanto più r è grande. . . . . . Come si vede nei calcoli d'assicurazione, fondati tutti sul valore d1 annu al1t 0, vitalizie, 0 di annualita temporanee calcolate a llo stesso modo, noo entra per , nulla la considerazione di quella durata. di tempo elle è detta v1ta probabile, !!8 -ài quella detta vita media.
266
LE PENSIONI , CIVTU E MILITARI
A PROPOSITO DEL NUOVO PROGETTO Dl LEGG:&
le quali il pensionato perde la pensione. Per i pensionati a vita. maschi, esse non possono essere che le seguenti: a) La riammissione in servizio; b) Le condann e penali; e) La. revocazione della concessione fatta; d) La prescrizione per mancata esazione oltre un biennio. La prima produce un'esclusione temporanea dai pensionati, ed è , la causa principale, anzi quasi esclusiva, di cessazione della pensione; la seconda è oltremodo rara e può senza sensibi le enore trascurarsi: la terza è il risultato cli uno sbaglio e non merita cons·iderazione; della quarta il Garbarino dice:« Le cancellazioni esecruite « in forza della prescrizione per la mancata biennale esazione, forse « dovranno in parte attribuirsi a casi di morte dei quali non si è « data partecipazione al ministero delle finanze; ma oltreché questi « decessi non constano ufficialmente, non possono salire che ad un « numero insignificante ed affatto trascurabile di pensionati.,,.. »., Si pnò adunque ritenere che la causa quasi unica delle eliminazioni indipendenti dalla morte, è la riammissione in servizio; ciò che, d'altra parte, è esplicitamente dichiarato a pag. 4,0 dell'opera più volte citata sulla statistica dei pensionati. · Si può dimostrare l'inesattezza di una tavola di eliminazione permanente, dedotta da una serie di elirninazioni tempomnee (i riammessi in servizio ricompaiono quasi tutti dopo qualche tempo fra . i pensionati): le alterazioni del coefficiente di eliminazione, in aumento grandissimo al momento dell'uscita dai pensionati, in dimi- . nuzione insensibile al momento della rientrala, non hanno infal.ti . fra loro alcuna necessaria relazione di compenso ('I). ~
· (I) A chiàrire il diver!o effetto che sui coefficientì di elim inazione prod ucono l'uscita e la rientrata di uno stesso numero di pensionati, valga il seguente esempio. Siano E i pensiona ti esistenti al prir.cipio dl un anr;o, M i mo rti di loro nell'anno stesso, I i nuovi inscritti nel corso dell'anno, Se le inscrizioni e le morti poasono rite-· nersi egualmente distribuit•e lungo l'anno, i: li esposti a morire saranno in media:
E
+ TI - 2M , ed 1'I coeffl c1ente . · sarà µ = d1. mortalità
M 1
M.
E +2- - 2 Qualora, come può spesso anenire, il numero degli inscritti eguagliasse quello dei , morti, cioe fosse I
= M, il coef/ìciente d i mortalità sarebbe ,ì.,, = 2!... E
In questa ipotesi, s.i e.a lcol~ ora il coefficiente di elimina..rione complessiva, suppo· · oe ndo che e pens1onat1 s1 aggiungan o, pfl' cause estranee alla morte, agli M eliminati.,
"
267
Mà su questo non ho bisogno di insistere, poichè un'altra considerazione, più semplice e più chiara, toglie valore alle eliminazioni che hanno servito per la compilazione della tavola, sulla quale si basr~no tuui i calcoli del nuovo disegno qi legge; ed è che la qua- · lità degli eliminati non è uguale nè per categoria di persone, nè per entità di pensione, alla qualità' dei pensionati che sono oggetto · del nuovo disegno cli legge. ·Pertanto anche quando, invece che· temporanee le elimìnazioni fossero state permanenLi, essf\ non avrebbero potuto razionalmente computarsi. . Vediamo infatti nello specchio seguente, estratto dalla pag. 40 della Statistica clei pensionati, quante e quali sono le eliminazioni in questione: per mor te. nel tempo stesso che un egual numero e di ex:-pensionati stati riamlnessi ·, in servizio, r ientra rra i pensionati. Si supponga cioè, che contro e pensionati che vengono eliminati, ' ,•e ne siano pure e cbe r ientrano; anzi, so si vuole, s-i imagini pure · che siano gli stessi usciti, i quali, dopo poco tempo di assenza, rientrino fra. i pensionati. li coefflcente di elimina.zione com(?lessiva, se l'uscita e la. rientl'ata si compensassero equamente, non dovrebbe risentirsi dei due fatti elle a vicenda. si elidono . M., esso invece di vieoe in tal caso
M+e . µ1 =E+ 1 + e M + e; ossia, essendo I 2
= M:
µ1
M+e =~ .
, - 2-
Come si vede l'uscita fa sentire completamente la sua ioOuenza, mentre rimane annullata l'inOuenza della rientra ta. Ciò basta per d imostrare che si commettono gravi errnri, computando le el,minazioni temporanee fra quelle elle ser vono per compilare la. ta.vola di eliminazi,ne · complessiva, Che se poi, come ·si è fatto per quella su cui si ronda tutro il proge tto di legge, la tavola di eliminazione compless iva vienecompilata quasi escl usi vamente in base ad eliminazioni temporanee, al lora i suoi risultati. non presentano alcuna·,. gara nzia di esa.ttezza, e ad essa non si può accordare alcun valore pra.tico .
268
.1' PROPOS ITO Dlsl, KUOVO l'flOG~~TTO DI LEGGJ!:
LE PE~SlONJ ClV!Ll E ~HLIT .'- Rl
Decennio 1868-1877. - Pensiona.ti a. vita eliminati per ca.use estranee alla. morte. Pensione
MINTSTERI
media
ca11cellata.
Pensioni orclùutrie. Finanze . . . . . Grazia e giustizia . Esteri 1slntzione pubblica. l nt.erno . . . . . Lavori pubblici Guerra . . . Marina . . . . . . Agricoltura, industria e comme1·cio .
702,47 54,0 37,722,75 17,074,19 l,255,46 14,0 1,825,:37 '.1,659,4:j 1,1 G,ù78,92 fl,9 962,53 37,G 30,624,56 814,-48 923 ·18 16,5 15,232,56 235,2 110,4-99,27 469)1 21,0 17,908,29 746,18
48,G 110,0 54,0 5.7 51,7 14,7 53,4 9,9 5·1,1 8,0 52,4 6,9, 40,9 8,4 47,3 7,5
3,5 2,749,82 391,1 230,3 15,74
53,'1 44,6
Tutti i ministeri
785,66 611,95
Pensioni straordinarie.
·I
Tulli i minisleri.
41,3 ' 17,157,081
415,431 35,8
6,8 8,4
l
12,:{
Pensioni ordinarie e straordina1·ie com plessioamente nel decennio . TuLLi i minisLeri.
.
.
· 14-32,4, 256,4-72,8-L
I
593,'14
I
44,21
8,5
Pensioni ordinarie e straordinarie complessivamente nel 1878. TuLLi i ministP.ri.
.
.
.
j 187,0
I
'101,371,761
5i2,09
I
42,0110,0
« La maggior pal'Le di queste eliminazioni si riferisce alla riam. rnessione in servi zio. ,,
La massima pari.e degli eliminati, ossia quasi 213 di tul.li loro, sono pensionati che in servizio dipendevano dal ministero della guerra e che abbandonarono il servizio prima di avere 4-0,9 anni di eLà. Ma siccom e a tale età nessuna pensione ordinaria di retribuzione può essere consegu ita, così clevr.si ammellere che qnc!-ti pensionati fruivano cli pensioni di risarcimento per gravi ·infermi tà . o per fer!te contralLe in servizio. Si LraLta aclunque qui di pensioni di natura di,,ersa da quella delle pensioni formanti oggetto
nuovo diseono cli leac,e. D'altra parte il valore medio della pend"l " O Oè::> • . sione, che è inferiore alle 470 lire all'anno, dimostra che I pensionati non provenivano dagli ufficiali, ma dalla tru_ppa. ~ per certo dalla truppa di dogana, di pubblica siwrezza e ~L .ma_1·1~a, ~roveniva la massima parte degli eliminati appartenenti a1Mm1$Leri delle finanze, dell'interno, e della marina, che per nnmero di capi se?uono immediatamente quello della guerra, come pure lo seguono ~n orcline all'età media di en trata fra i pensionati. Forse sol tanto I pensionati dei Ministeri cli grazia e giustiza, degli esteri e dell'isLrnzione pnbblica, provengono esclusivamente da !mpie?ati. s?gge~Li a. ritenuta: tutti qnesLi, ccl i pochi che per gli altri min1~Ler1 possono essere frammisti ai provenienti dalla truppa, non raggmngono forse il IO od il 115 °10 del numero totale degl i eliminati. Si può dunque asserire con sicurezza che, r ispetto alla categoria di persone cui ap· partengono, gli eliminati considerali dalla statistic_a sun:iferita, no_n sono elementi 01no,genei con i pensionati che considera il nuovo dtsegno di legge. . . . Che non lo siano neanche per l'entità dellapens1one, nesce facile il dimostrarlo: infatti la media pensione degli impiegati (bencM alterala dalla rusione con le basse pensioni di quelli aventi stipendio non soggeuo a ritenuta) risulta io base alle leggi anuali d_i lire ·1_678 (V . Allegati al <lisegno (l,i legge pag. 83), mentre la media pens'.onc cleoli eliminati è di sole 6"'1 ,90 lire; occorrono pertanto quasi tre delle elim inazioni considerate per fo rmare una sola pensione media ordinaria. Si può a.dunque concludere che le eliminazioni dai pensionati per ca use estran ee all a morte, quali la statistica ce le presenta, non dovevano in nessun modo computarsi in aumen to a 11uelle per morte nel formare la taYola di eliminazione complessiva e ciò perchè: ,10 Tali el iminazioni , causate quasi totalmente da.riammissioni. in servizio sono temporanee e non permanenti; 2° Es~e ri s"uardano elementi che, per categoria di persone e per entil n della ;ensione, non sono omogenei con q_uel!i più specialmente considerati nel progetto di legge sulle pensioni. Dalle considerazioni esposte intorno all.t morta.liti, ed all'elimi nazione assunte nel calcolare i coefficienli di pensione del progetto in esame, consegue che:
~70
J.. PROPOSITO DEL NUOVO PROGET'l'O DI LEGGE
LE PENSIONI CIVILL E Mlf..!TAR.I
1° Che il valore delle annualità vitalizie deve calcolarsi in base alla sola mortalità dei .pensionati, la quale prima dei 66 anni ,di·età è certamente minore a quella che è indicala dalla tavola HM; e dopo quell'età è inferiore a quella data dalla tavola M,P riportata nell'Allegato A al presente studio; 2° Che l'accrescimento ~ntinario del capitale di pensione è da . computarsi, rispetto alla mortalità, tutt'al più in base a quella data dalla tavola H M, e rispetto alla eliminazione del servizio, in base ai risultati effettivi di regolari statistiche degli impiegati e non di .. quelle dei pensi onati. Delle statistiche che registrano quanti impiegati abbandonano il servizio senza diritto a pensione, ignoro se ne esistano; ma mi pare , che dovrebbe essere faci le il compilarle. Bisognerebbe però prima , di impiegarle, valutare quanta possa essere stata sul complesso delle . eliminazioni registrate l'influenza dell'indennità fissa, che attualmente possono percepire Lutti gli impiegati che si ritirano con più -di 1 Oe meno di 25 anni di servizio. Probabilmente il numero cli impiegati, che volontariamente si ritirano dal senizio, è assai minore del numero di ufficiali dell'e= sercito, i quali volontariamente si dimettono (1 ); ciò non pertanto
OJ
Dalle s~rie degli Annuciri milita?·i dal 18ìi:i al IS8~ si l'ica•,a che la propor21one .Per m 1Ile dei di$pen sa ti dal servizio ,nell'eser cito quest·e~TJre:sione h a tutt'altro sì{Jni/lcato che per {Ili i mpiegati, pei quali vuol dli·e 1·evoca daU'imp ·iego) è s ta ta. la seguente:
Ufficiali superiori
In cavalleria
. .
13,2
I I
Nel corpo medico
; r n fan te ria . . .
0,6
:In artiglieria e genio .
-1
Capitani
Tenenti
Sottolen.
8,6
31,S
17,0
2,2
30. l
8717
1,6
5,8
10,8
4,0
4,5
IO.O
8,0
28,6
»
» contabile . .
1,0
,.
•
.: Ne i car a biniHi reali . .
farsi un'idea del capitale di pensi~n~ che si ~ccumula in seguilo al versamento del contributo annuo cli lll'e ·1O, s1 potranno adottare i (oeffidenti medi cli eliminazione stati già indicati nella prima parte di, questo lavoro (1 ). In ,quest'ipotes_i, rite~ut_o che il sa~gio . dell'interesse sia del 5 °lo alt anno, quali m,assimi coefficenti d1. ., pensione per coloro che sono entrati in · ~ervizio all'età di 20 anni, . risultano i seguenti (indico con C il capitale di pensione, con Ae il valore dell'annualità vital izia all'eL~t e, e con K il coefficiente di pen. sione, ossia-il quoziente C: Ae ). Dopo 20 anni di servizio: C = 4,03,03, A. 0 = 13,47 (Tav. Hm), K = 29,92. Dopo 25 anni di servizio: C = 60•1,03, A•• = 12,49 (Tav. Hm), K = 48, 12. Dopo 30 anni di servizio: C = 880,39, A00 = 11,38 Tav. Hm), K = 77,36 . Dopo 35 anni cli servizio: C = 1288,20, A5, = 10,'14 (Tav. Hm), K = 127,04. Dopo 4.0 anni di servizio: e= •192.2,37, AGO= 8,83 (Tav. MP), K = 2117,82. 1
1
Paragonando questi coefficenti cli pensione con quell.i che sono tlati dalla tabena A, annessa al nuovo progetto cli legge, si riscontrano fra loro i seguenti rapporti:
4,'.I 12,8
25 • « ({ 30 (( « 35 ({ (( 4.0 ((
({
« ((
«
48, 12: 77,36 : 127.04: 2'17,82: 1
o,
= 8"5 60,76 = O, 792 99,98 = o, 774 1166,83 = O, 76~ 288,46 = 755
Dopo 20 anni di servizio, 29,92: 36,73 «
. Nel corpo veterinario .
di commissariato .
i JJer
o,
I coefficienti di pensione ora esposLi sono quelli che servono a · valutare la aliquota. di pensione dovuta al primo stipend~o degli · impiegati entrati in servizio a 20 anni di età : dalla rettifica dei cakoli fatti dagli autori del progetto di legge, intorno alla mortalità ecl'à!Ie altre cause di eliminazione, consegue adunque una forte '· riduzione nel valore di quella parte della pensione, che deve attri-
.
(lJ Vedi a pag. 478 del!a Rivista M!litai·e di dicembre 1~82.
l !
I
!
272
buirsi allo slipendio iniziale e che, come è nolo, è la principale. Tale l'iduzione, che aumenta di valore coll'aumentare deoli anni di o servizio, come si rileva dai rapporli surrifer iti, è del 48,5 per cento dopo 20 ann i di ser\'izio (( (( 20,8 25 " « (( 22 ,6 (( « 30 « (( (,( 23 ' 9 « 35 « . 2.i-,5
«
«
.i-O
((
«
Tulli i coefficienti di pensione ri.sentono pei· lo stesso motivo una: i-iduzione, la quale però, per gli impiegali entrali in servizio molto dopo i 20 anni di età, sarà, a pari là di durata di senizio, qualche poco minore di quelle ora indicate, a causa della minore disparità fra i coeftìcienli di mortalità e di eliminazione reali e quelli risultanti dalla favola di eliminazione complessiva stata adoperata. Sia. per questa ragione, sia per la più co1fa durala di capitalizzazione che IJUHno i singoli aumenti cli stipendio, la parte cli pensione dovuta a questi ullimi non potrà essere ridolla in egual misura della parte dovuta al primo stipendio: invece di una riduzione media del 22 al 23 per cento, essa non ne risenLirà probabilmeute che una del 40 al 1!l p. °fo. · Riten iamo pure che sia sollanlo del 10 per cento, e vediamo, a mo' d'esempio, quale sia la riduzione complessi\'a che, ri spetto alte pl'omesse del progelto di legge, risentirebbero le pensioni dezl i impiegati entrati a 20 anni di età, ed aventi 30 anni di servizio. Per la più gran parle di essi la ca1t iera non può slimarsi più celere di quella che ho più addietro accennala come carriera comune deg!i ufficiali dell'esercito ; e siccome secondo questa ogni unità di pensione è dovuta per 0,8·1 al primo stipendio e per 0,49 ai successivi aumenli, cosi, rettificando i coefficienti, ogni uni tà della pensione stata calcolata 1,econdo i dati del disegno di legge, diverrà invece: 0,8·1 X 0,774
273
J.. Pl\OPOS1TO DEL NUOVO PROGETTO DI L:tGGB
LE PENS IONI CIV ILI E :\l lLJ'fAlìl
+ 0, 19 X 0,90 = 0,798 1
La pensione complessiva deve subire adunque una riduzione del 20,2 per cento I
Saggio di interesse - Gli erronei apprezzamenti della mortalità.. e dell'eliminazione negli impiegati in sen izio e nei pensionati, non
sono la sola causa di riduzione di quel valore delle pensioni, che risu lterebbe dai dati del nuovo progetto: a quelli mi pare si debba aggiungere anche l'avere valutalo al 5 per cento netto da ta.ssa di ricchezz a mobile e da spese d_i amministrazione, il saggio clell'inLeresse annuo, che la Cassa potrà realizzare sui capitali affidatile. Qui è tutta questione di appre.zzamento, epperciò può parere soverchiamente presuntuoso lo appuntare una disposizione che il Ministro delle finanze non poteva ignorare e che, ciò non pertanto, ha accettata e raccomandata. In sostegno di tale disposizione però, io non trovo allro argomenlo all'infuori l'autorLtil del Ministro, il quale potrebbe fors'anc he per speciali motivi, aver lasciato proporre l'interesse del 5 °/o, pure sapendo che non si poteYa real izzare. Esporrò pertanto liberamente le considerazioni, che mi pare militino con lro l'adoz ione di un sì forle interesse. La Cassa pensioni dovrà investire immediatamente in impieghi sicuri i capitali, mano a mano che li incassa: è questa una prescrizione che non è stata posta nel pl'ogetto italiano (è esplicita nel progetto francese del Gouin), ma che è la sola che possa frenare la tentazione di speClllare a profitto del la Cassa, e di correre i rischi che alla speculazione si connettono. Essa pertanto li impiegherà come meglio potrà, in acqu isto di rendita dello Stato, o in prestiti ai comuni, alle provincie, ec,:: ma vi sarà naturale soprav-. vento dell a rendila, appunto in causa della necessità cli immediato investimenLo. Quale potrà essere l'interesse medio, netto da ogni tassa, che la rendita dello Stato darà, non domani o da qui ad un anno, ma durante i 25 o 30 anni che seguiranno immediatamente l'adozione di una nuova legge sulle pensioni? - Lo spingere le previsioni tanto lontano non è concesso ad alcuno; ma se si ha fede nello sviluppo economico del nostro ·Paese, e nel suo afforzamento politico, bisogna ammettere che quest'interesse andrà diminuendo, precisamente in ragione della maggiore ricchezza del paese e della mag-. giore fiducia che inspirerà lo Slato. Negli ultimi anni la nostra rendita ha dato sempre meno di 5 p. 0(0 all'anno. Nel valulare la somma che la legge 7 aprile 188 1 ha assegnato alla Cassa pensioni pel pagamento delle pensioni già in corso, la rendita fu supposta al corso di 90, cioè fu supposto l'interesse 1
ANNO XXVIII , VOL , J,
1
18
2.75
LE PENSIONI CIVILI E MILlTAllf
A PROPOSITO DEL NUOVO l'ROGE'r'l'O DI LEGGE
annuo del t~,88 p. 010 ('1); il ministro Magliani aveva prop-0sto in quell'occasione che.la si computasse il corso di 93, cioè al 4,72 p. oro e nella discussione pubblica (17 febbraio 11881) dichiarò di aver « fede che l'abolizione ·del corso forzoso contribuirà pure al « rialzo della rendi t:a al disopra di quella somma ». Le probabilità rispetto a quanto accadrà in avvenire sono adunque più forti a favo re di un interesse sulla rendita considerevolmente inferiore al 5 per cento. Se invece di investir!( in rendita, gli incassi verranno impiegati in prestiti ai comuni o alle provincie, l'interesse che si realizzerà non potrà essere gran che diverso . Attualmente la Cassa depositi e prestiti esige su questi impresLiti l'interesse del 5 112 p. OtO, ossia del 4,774 netto di tassa di ricchezza mobile, il che corrisponde al ~orso di circa 92 per la renclita; nè sembra che per l'avvenire possa mai sperare di più. - Oltre alle considerazioni già state esposte, , devesi infatti anche riflettere che fra qualche anno, in più degli ordinari capitali della Cassa depositi e prestiti, in più dei sempre crescenti capitali delle casse postali di risparmio, chiederanno impiego sollecito anche molti milioni della Cassa pensioni, e d'altra parte la foga di far debiti è già molto diminuita nei comuni e più ancora diminuirà appena si restituiscano loro alcuni dei proventi assorbiti dallo Stato. Si avrà pertanto prossimamente minor domanda e maggiore offerta di capitali, e l'interesse dovrà risentirsene e si
:abbasserà. Anche per questa via si giunge dunque a dover sup:porre per l'avvenire un interesse più prossimo· al 4 11i p. 010, che non al 5 p. 0[0. D'altra parte devesi riflettere che volendo costituire un granqe istituto, cui saranno affidati ingenti capitali, bisogna crearlo vitale, bisogna salvaguardarlo dal pericolo di un grande defocit, epperciò .nello stimare l'interesse che esso potrà realizzare, è prudenza di tenersi piuttosto più bassi, che più alti di quanto ora sembrà prooabile. Cosi fanno tutti gli istituti di ass icurazione, i quali si premuniscono contro il pericolo di perdita sulla capitalizzazione prevista, computando l'interesse a non più del 4 p. 010 all'anno, e così sarebbe prudente si facesse nell'istituire la cassa pensioni, stabi'lendo al 4 '/2 p. Oro il saggio medio d'interesse da computarsi nei calcoli di pensioni. Se la Cassa realizzerà di più, questo andrà a benefizio del fondo di riserva, sul quale è necessità fare assegnamento in un gran numero di casi: la sola conseguenza di un errore di previsione in meno non è adunque dannosa, e quasi può dirsi benefica. Ma se invece l'errore si commettesse in senso inverso, le conseguenze sarebbero di tutt'altro genere; in capo a qualche anno la Cassa si troverebbe in deficit di molti milioni, si diffonderebbero apprensioni nei pen·sionati intorno ai loro crediti, e sarebbe necessità ricorrere al parlamento, chiedendo un prtmo sussidio, poi un secondo, un terzo, ecc. fino a che non fosse stabilito in modo permanente o un maggior concorso annuo dello Stato, od una diminuzione delle -pensioni promesse. Il fissare al t 1[2 p. OtO ali' anno la media dell'interesse netto da computarsi per la fruttificazione dei capita.li di pensione, sembra tanto più ragionevole, in quanto che la Cassa per poter dare il 41 l~, ,deve realizz~re di più, cioè almeno il4,60p. OJO . Essainfatli verrà ad essere un ente autonomo che dovrà. provvedere da se stesso, alla custodia ed all'amministrazione dei capitali che possiede : dagli utili complessivi, prima di calcolare l'interesse da liquidare bisogna adunque dedurre le spese di amministrazione, per le quali non sembra eccessivo, specialmente per i primi anni, il computare l'uno J)er mille del patrimonio da custodire e da amministrare.
1
(1) Sulla ·rendita. dello stato l'interesse viene pagato semestralmente, e le lire 2.50 nomina.li per ogni cartella semplice, s i riducono a 2.17 oette. Adunque, se p è il prezzo di una cartella, l' interesse s~mestrale per ogoi lira. che dà la .
rendita
è
.
pari a
1
2, 17 ~
Volendo trovare qual sìa. l'interesse annuo per ogni lira, interesse che viene indicato con r, bisogna. risolve.re l'equazione .
daJla quale si deduce: r
=2.~ + -p-• (2, 17)' .P - = Se. P » P
" P » P
= 90
=93 ·
= 87,87 = 97,52
, ,
r r r
,
t·
4, 34
-i,
+
4, 7089
-p-, -
= O,Q.188 cioè, 4,88 °I, = 0,0472 ossìa, 4,72 p. •/ .
= 0,05
= 0,045
ossia, 5 p. o;o ossia, 4 1/2 p. •/, .
276
L.8 PENSIONI CIVILI B 1\llL/TAH l
A conferma delle osservazioni fatte contro la soverchia eleva;,. tezza dell'interesse che è stato adottato nel calcolare i coefficienti, di pensione del recente progetto, noterò come in quello francese,. di cui fu relatore al senato il Gouin e del quale il progetto italiano non è che una cattiva modificazione, l'interesse da compnlarsi nella liquidaz ione delle pensioni fu stabi!ito al 4 1{2 p. 010, in modo immutabile. Ma siccome « il est a craindi'e que le plus souvent la difference d'intéret ne soil au detrimen t de la caisse )) ( così fu :pure stabil ita una sovvenzione di 600 mila franchi all'anno al fondo di riserva, cui erano già assegnati a!Lri proventi di grande impoi·tanza, e ciò principalmente per far fronte « aux pertes éprouvées par la bonificai ion d'intérets )) . ' La commissione senatoriale francese, come si vede, non ha ritenuto possib ile neanche la realizzazione del 4 4 J2 °10; nei suoi computi s_uppone che l'interesse possa discendere e rimanere al 4 °10 soltanto, e in base a tale ipotesi ha determinata la forte sovvenzione suioclicala. Si può ben suppo.rre adunque che da noi, l'interesse possa aggirarsi sul 4 112 "lo; e, siccome non si stabi lisce nessun sussidio permanente al fondo cli riserva, bisogna non andare al di là di esso nel prevedere l'aumento di capitale; che la fruttificazione produrrà. A proposjto della disposizione del progetto francese, devesi ancora notare che, ad onta dei molti e ril evanti proventi assegnati al fondo di riserva, il ministro delle finanze d'allora, il celebre Léon Say, non si mostrò completamente rass icurato intorno alle conseguenze dell'aver fissato stabilmente l'interesse al 4 1[2 °10; infatti nella seduta del 7 marzo 1879 quando si trattava di adottare il progetto in prima lettura, egli così si espresse: « Je ue ferai qn'une simple réserve . Il me parait difficile, sinon « irnpossible, d'atteindre à la fois deux buts que je crois contra« dictoires, et qui consistent à améliorer la siluaLion des retraités ~< en améliorant celle du ,Trésor. « Il y a peut-etre une certaine illusion dans !es profits que l'on « croit retirer du systéme dé capitali sation établi par la loi actuelle .. « L'ÉLat se trouve charge de capitaliser à forfait, moyennanl 4 112 °Io-1
n'
1
1
1
A P ROPOS ITO DEL NUOVO l>ROGE'l'TO DI LEGGE
'z77
« d'intérét, des somme pour !es quelles il ne Lrouvera peut'étre pas .« le placement à 4 . 1{2 °lo· Il peut donc y avoir pour le Trésor cer« tains risques de perte, dont il- est difficile de tenir un compte « exacte, mais qui peuvent se produire efrectivement un jour ou « J'autre. ». 1
L'effetto di un abbassamento del saggio di interesse nel calcolo -dei' coefficienti di pensione è doppio, poichè diminuisce, a parità di versamenti alla Cassa, il capi.tale di pensione, e aumenta il valore dell'annualità vitalizia: vale a dire che diminuisce il numeratore e aumenta il denominatore dei coefficienti stessì e da ciò doppia causa di minor loro valore. Nell'allegato A ho riportati i valori dell'annualità vitalizia al saggio del 4 112 ¼perla tavòla Hm delle compagnie di assicura,zione inglesi: dal confronto con le analoghe quantità al 5 °/o si può rilevare come sia considerevole l'aumento di valore per effetto del minor interesse._Così p. e., se·ad un uomo di 40 anni di età, computando l'interesse al 5 °/o, basta il capitale di L. ,13,47 per pagare fin che vive un'annualità di una lira, computando invece l'interesse al 4 1]2 °10 , gli occorreranno L. 44,26. 11 capitale di pensione formatosi in seguito al versamento annuo di lire 11O alla cassa; bisogna calcolarlo in modo analogo a quanto già fu fatto nella I• parte di questo lavoro, parlando della formazione del capitale di pensione ('1 ). Dagli stessi calcoli ripetuti computando 112 °10 di meno nella somma dell'interesse e del coefficiente di eliminazione, risultano i seguenti valori del capitale di pensione, appartenente a quelli impiegati od ufficiali che hanno intrapreso il servizio a 20 anni di età: Dopo 20 anni di servizio » 25 » » >) 30 » )) )) » 35 » )) » 40 ))
L. )) » »
370,34 !.>44,62
785,27 "129,22 )) \il 654,40
1
( !) Si veda l a relazione Gouiu çai&e, 8 mat·s 1879, pag. 1813.
oe l Journa.l otfl.ciel
ae la
.Republique rran-·
Seguitando ad indicare con C il capitale di pensione formato dalil'annualità di 1O lire a cominciare dall'età di 20 anni, con A il va(1) V. pag. 478 de lla RWlsta Militare di dicembr e 1882.
~78
LE PENSIONI CIVILI E MILl'rARl
A l>llO J>OSlTO DBL NUOVO PROGE'rTO DI LEGGE
lore dell'annualità vitalizia all'età e, e con K il coefficiente di pen~ione, si trova che in seguilo al computo dell' interesse al ,i. ,t ~ 0 10mvece che al 5 ° (o, i coefficienti di pensiono divengono :
minuzione dovuta all'abbassamento di interesse varia da 10,8 per cento (dopo 20 anni) , fino a '12, 9 per cento (dopo 40 anni). Volendo renderci conto della diminuzione complessiva di pensione che, rispetto alle promesse del recente progetto, risentirebbero dopo 30 anni di servizio gli impiegati entrati a 20 anni cli età, potremo procedere come già altra volla fu fatto. Supponendo che la diminuzione complessiva che rispetto alle promesse, risentirà quella parte di peusione che è dovuta agli aumenti cli stipendio, sia del 15 p. OJO soltanto, sapendo che ogni unità della pensione calcolata secondo i dati del progetto è composta da 811 centesimi dovuti all' influenza del lo stipendio iniziale e da 19 centesimi dovuti agli aumenti, possiamo subito dedurre che ogni unità cli pensiono promessa divel'rà:
Dopo 20 anni di servizio: C = 370,34; A40 = 114,26 (Tav. H'"), K = 25,97 Dopo 2o anni di servizio: C = 544,u2 ; A4. = 13,iJ6 (Tav,. H'"), K =H ,38 Dopo 30 anni di servizio: · C = 785,27; A50 = H ,94- (Tav. H'"), K = 65,77 Dopo 35 anni di servizio: C = ·I 129,22; A, 5 ='10,57('fav. Hm), K= 106,83 Dopo 40 anni di servizio: C = ~ 6154,40; A00 = 9,116 (Tav. M" ), K = "80,61
1
0,81 X 0,658,
~aragonando questi ~oefficienti di pensione con quelli che sono dal1 dalla tabe!Ja A annessa al nuovo progetto di legge, si riscontrano fra loro I seguenti rapporti:
+ O, 19 X
0,85
=
0,694
ossia, la pensione complessiva promessa dopo 30 anni di servizio deve subire la riduzione del 30,6 per cento I A.dunque gli erronei calcoli sulla mortai ità e sull'eliminazione, sia negli impiegati che nei pensionati, e l'esagerato apprezzaù}ento dell'interesse da computarsi nella liquidazione delle pensioni, se non fossero c<.irretti, produrrebbero ben presto nella cassa un deficit considerevole, ed il Parlamento dovrebbe essere chiamato a stabilire un sussidio straordinario, corrispondente quasi alla metà ( 1) del patrimonio che la Cnssa avrebbe fino allora accumulalo per la nuova categoria di pensioni, ed un sussidio
Dopo 20 anni di servizio 25, 97 : 36,73 = 0,707 » 25 » » 4·1.38 : 60,76 = 0,681 :& 30 » » 65,77 : g9,98 = 0,658 » 35 n » 106,83 : 166,83 = 0,640 » 40 » » ·180,6 1 : 288,46 = 0,626 1
~alla riduz!one dc! saggio di interesse dal o al 4 112 per conto,. u~1la alla rell1fica d.e1 computi falli dagli autori del nuovo progetto d1 legge sulla mortali Là e sulle altre cause di eliminazione conseoue adunque in quella par Le della pensiono che è attribui bi!; allo :tipendio iniziale, una riduzione complessi\'a che, come si rileva dai rapporti surriferiti, è
(!) Se coi conlributi a lla Cassa che il progetto determina, si arriva a lla conseguenza di non pote!' liquidare che delle pensioni pari a 0,601 soltanto di quelle promesse, volendo che queste non subiscano alteraiione, bisognerà aumentare i contributi. o m eglio gli incassi futuri od il patrimonio già formato della Cassa, di una quantità proporzionale tale da soddisfare a lla condizione
del 29,3 per cento dopo 20 anni di servizio 31,9 » 25 » » 34,2 )) 30 » » 36,0 » 35 » » 37,4 » 40 » » S_e si paragonano queste riduzioni con quelle che produce la sola rettifica dei calcoli di mortalita e di eliminazione, si trova che la di-
279
e : o,694
= c+x : 1
dalla quale si ricava : .x
)
= :: c = 0,44C
.
Bisognerebbe adunque, per poter dare le pensioni promesse, aumentare i contributi del 44 p ¼ all'incirca, se la riduzione trovata si mantenesse soltanto del 30 p. OJO. llfa siccome la riduzione finale che troveremo sarà del 40 p. ¼, così l'aumento proporzionale da darsi a i con tribu ti e al p11trimonio, che fosse già. stato accumulato dalla Cassa all'epoca della revisione, sarebbe effettivamente 4
a:= 6 C
= 0,670 . vale a dire il 67 per cento degli
.
uni e dell'altro.
280
A l'HOPOSITO DEL NUOVO PROGETTO DI LEGGE
LE PENSIONI CIVIU E MILITARI
ordinario permanente in uguale proporzione coll'introito annuo della Cassa risultante dalle ritenute sugli stipendi e dal concorso dello Stato, Tale sarebbe la conseguenza degli errori commessi nella compilazione del nuovo disegno di legge, se i coefficienti di pensione, indicati nella tabella A che vi è annessa, fossero mantenuti immutabilmente. Ma l'intenzione dei compilatori era di far sopportare le differenze fra la realtà e le previsioni allo Stato, oppure ai pensionandi '? Dal1' insieme del progetto non si comprende bene quale delle due vie volessero tenere; perchè mentre l'articolo 2 1 dice tassativamente che la pensione sm·à li qibidata secondo la tabella A, la quale pertanto verrebbe così a far parte integrante della legge e non potrebbe più essere mutata. l'articolo 39, dicendo che la Commissione di vigilanza della Cassa stabilirà a saggio dell'interesse, può lasc.iar credere che questo non sia immutabile nei calcoli di liquidazione delle pensioni. Probabilmente però si è voluto intendere soltanto che sarà stabilito il saggio dell'interesse per l'impiego dei capitali, e l'intenzione è stata di lasciare inalter-ata la tabella A. Che se invece (a somiglianza di quanto aveva proposto il Governo francese nel progetto primitivo, stato in seguito modificato dalla Commissione di cui fu relatore il Gouin) si fosse inteso effettivamente di liquidare le pensioni in base al saggio variabile d'interesse che la Cassa potrà realizzare, ne risulterebbe che, quando la ricchezza media aumenta, epperciò aumenta il capitale cli risparmi o e conseguentemente diminuisce il saggio dell'interesse, le pensioni degli impiegati diminuirebbero. Si arriverebbe per tal modo a questo curioso risu ltato che quanto minor valore ,wrebhe il danaro, ossia quanto piu ne occorrerebbè per provvedere ai bisogni della vita, e tanto meno se ne darebbe a.gl' impiegati come pensione!
La relazione annessa al nuovo progetto di legge contiene a pagina xrn il seguente specchietto, che dimostra, in base allo stato di prima previsione della spesa pel 1882, quale sarebbe la sommt~ che inLroilerebbe la Cassa pensioni, se agli stipendi ed aggi degli impiegati ci~il i e degli ufficiali cli lena e cli mare si applicassero le ri tenute che sono proposte d.al nuovo disegno di legge (,t ). 1
"'
~1 ...,_
1
Contributi m,edi alla Cassa. - La serie degli erronei apprezzamenti non è finiLa, o per dir meglio, non sono finite le conseguenze di quelli già stati indicati. Un'altra. di queste deve essere segnalata a proposito dei contributi medi (.del 12 p. 0 / 0 sul primo stipendio edell'8 p. ¼ sugli aumenti successivi} in base ai quali si liq~idano le pensioni normali .
AMMONTARE
e-
SOMMA
"'" ~.~
degli assegni
~(!$
.,,. "";::; ::,<.>
delle ritenute
degli assegn amen ti
.,'O
i
Fino a L. 1000
1.5
66,873,659 73
1,003,105 78
da 1001 a » 2000
2.5
47,724,164 43
1,193,103 16
" 2001 a» 3000
3.5
20,464,124 57
716,244: 34
3001 a » 4000
4.5
7,962/>70 69
358,315 65
5.[l
4,166,414 63
229,152 77
»
» 4001 »
5001
a
>>
5000
a ·" 7000
7001 in poi . Totale .
2,294,597 7.5 iI 6.5 l-128.- -- --3,350,209 - - - -- ))
2.61
164,980 52
))
.3"18,05:l 68
152,835,740 05
3,982,954 90
(1) se questo specchietto si rifacesse tenendo conto deglì aumenti a_p~ort~ti agli stipe ndi militari, a quelli del persona!~ del Genio ~ivile _e ~ 1 ~lcum m;pi~· gati delle amminisl.razioni cen trali in seguito a recen ti var1az1om dl organici, si troverebbe un considerev-ole a umento nel la somma delle ritenute, e per con. seguenza anche nella somma degli introiti annui totali della cassa. Questi introiti, qu ando Ja nuova legjle fosse es tesa a_ tutti gli impiegati: sono stati stimati essere i seg uen ti (esclusa la parte che r 1sguarda le pensioni alle vedove ec\ agli orfani1: Ritenute ordinarie sugli stipendi . . . . . L. 4 000 000 ,. straordinarie duran te il 1° anno » lOi 400 Concorso ordinario dello Stato . . . . . • 8 000 000 Concorso straordinario; ,. 208 800 a) doppio della ritenuta straordinari.i. » l 333 338 b) 1/3 de llo stipendio del I O an no . .
Totale Lire 13 6'16 533 Gli a umenti di stipendio sopraindicaLi porterebbero sicuramente a più cl, 14 1nilioni questo preventivo.
282
Questo specchietto, oltre che alla determinazione degli introiti totali della Cassa, ha servito di base anche alla determinazione dei contributi medi, secondo i quali la cassa dovrebbe liquidare le pensioni. Ecco come nella relazione (pag. xxvi - xxvu ) è spiegata la ragione del contributo generale dell'8 p. ¼ : « In conformi tà all'arlicolo ·1·1, il fondo per fornire agii impiegati « ed ai mi iilari le pensioni di cui ora abbiamo descritto il modo di « liquidazione, è costituito da un contributo, in ragione cli stipendio « che si commisura al triplo dell e ritenute che gravano l'insieme « degli stipendi. Ma le ritenute, secondo l'arlicolo 5, sono stabili te « in una ragione progressiva, che va dall'·I 1 [2 al 7 11t2 per cento << sugli stipendi inferiori a 7000 lire, e quindi i contributi alla cassa « variano dit ~. 1112 a 22 •1[2 pee cento. Applicando i contributi fis« sati in questa misura agl i stipendi degl'irnpiegati classificati per « stipendio, come appare dalla tabella riferita a pag. xx11, si « p'uò immediatamente ricavare quale sia il conlribnto medio. « Eseguiti quesli calcoli , risulla che il contributo medio è di « lire 7 35. Ma per gli stipendi al disopra di 7000 lire la li« quidazione si i·a snlla base della sola ritenuta, e quindi il cor« rispondente concorso dolio Stato, che si dà nella misura del doppio « della ritenuta per tutti gli stipendi indistinlamen te, non serve « per costituire le pensioni superiori a qu.ella somma e va conse« guonlemenLe a vantaggio della Cassa. Asseg nando il concorso sulle « somme superiori alle 7000 lire in favore dogli stipendi inferiori « a questa somma, si ottiene un'aliquola di lire 0,40 per cento, la « quale unita all'al tra già ottenuta di lire 7,35 dà un contribulo « medio alla Cassa di lire 7,7r, per cento, ossia di sol i 25 centesimi « inferiore a quello che serve di base alla liquidazione della pen« sione per gli impiegati che hanno più dì 20 anni di servizio 1>. La mancanza cli 0,25 sopra 8,00 rende i fondi, destinati al pagamento delle pensioni che si promettono, deficienti in pro1 . d.1 -0 •25 . è d'1 pm . ' del 3 p. 0 / 0 • Per colmare porz10ne = , c10 8 32 questa lacuna si conta su quei proventi eventuali della Cassa, i quali dovrebbero essere assegnali al fondo di riserva. Ciò non può stimarsi regolare: ammesso infatti che tali proventi bastino al pagamento di quel trentaduesimo di tutte le pensioni che si fa scientemente
283
A Pll.Ol'OSITO DEL NUOVO Pt\OGETTO DI LEGGE
LE PENS10Nf CIVILI E :\i!LJTARI
mancare, resta però evidente che si assorbono in ~~do permanente tutte le risorse del fondo di riserva, sul quale c10 non pertanlo si fa, ed è necessitit fare,.lanto assegnamento. . . . La relazione enumera in seguito quali sono i provenl1 coi quali si crede supplire all'accennala deficienza: s-i contano i1~e~attamen!e fra quelli anche tutti i lasciti degli elimin~ti d~l sennzio, .che gi~ sono comp1.1,tati nell' accrescimento tontvnano del oapitcile di pensi01~i . Ecco lo parole del la relazione: . « Ouesto contributo medio è suporiore di lire 1,75 per cento a « qu~ lo che determina la ~is~ra de.li~ pensioni per gli. i~.pieg:ti. « che hanno più di 15 anni d1 serv1z.10 e men~ ~i 20, d, l11 e ~· '~ << per gl'impiegati che sono dispensali dal serv17,1~ con ann.i d1 « carriera, e di lire 5,30 per quelli che lasciano I amm1nistraz1one « dopo l> anni di servizio. . . . . « Anche senza tener conto dell'utile che ncava la Cassa dalle di<< sposizioni per cui le pensioni non possono superare lo stip.endio « ullimo, e le ritenute ed i ri~pettivi concorsi dello Stato. dei fune< zionari che muoiono o lasciano il servizio prima ~el qnrnto anno << rimangono a beneficio della Cassa, si può con ragione affer~ar~ « che i fond i raccolti debbano largamente provredere alle pens1om << che sono liquidate sulla base di un contributo complessivo nella « ragiono dell'8 per cento degli slipondi ».
.1?
Passiamo ora ad esaminare come sia fondalo l'assegnamento del ~ p. OlO in più sLLI primo sLipendio. Dalla relazione al progetto di leaae esso è giustificato come segue: « ritenuta a cui sono sottoposti gli impiegati nel primo anno « di servizio, per l'articolo G più volte citato, dop~ia ~i quella « ordinaria, ed in pari tempo, lo Stato, a termm.i d.ell ar~1~olo ~ 1 ,. « versa uno speciale concorso che ò fissato, JJer g~1st1p~nd1 mfer.1on « à lire 7000, nella misura di un le1·zo clello stipendio del pnmo « anno di servizio. . . « Questo speciale contributo permette di aume~t.are 1. aliquota « che serve di base all a liquidazione della parte di pens10ne cho « procede dal primo stipendio. E il calcolo cli c(uesto aumento no~ « offre difficoltà. Cumulando il concorso speciale dello Stato, coi
L~
?.
:z85·
A PR0POS1'r0 DEL NUOVO PROGETTO DI LECG& LE PF.NSIO~I CIYILl E MlLl'J'AiU
·~ rispeLLir i ioLeressi, suddividendo tra i superstiti al momento della « liquidazione della pensione il fondo così formato e trasformandolo « in assegno vitalizio, si trova che quest'assegno è quello stesso che « risulterebbe secondo la tabella A, da un conlributo annuo che è « in media del 4 per cento dello stipendio iniziale. Ciò meLte in ·« chiara luce la disposizione della legge per la quale la pensione « sul primo stipendio è calcolala sulla base di un contributo del 12 « per cento, o in altri termini del 4 per cento superiore a quello « che deriverebbe dalla ritenuta e dal concorso ordinario dello ·'<< Stato». Esaminiamo se ciò sia esatto. La ritenuta straordinaria a cui &ono sottoposti gl i impiegati nel primo anno di servi,1,io viene computata, a pag. xxiv della relazione, al 2,64 per cento dello stipendio; il che evidentemente non può essere, poichè gli stipendi degli impiegati appena entrano in servizio sono molto più bassi di quelli degli impiegati che già vi sono, epperciò hl. i·itenuta mHdia del 2,6 1 per 010, stata trovata per gl i stipendi complessivi degli impiegati in servizio, non può essere loro applicata. Infatti essa co1'.risponde ad uno stipendio di 3170 lire, che non è certamente lo stipendio medio di quelli che entrano in servizi o. - Rite.nendo che lo stipendio medio per costoro sia di L. 1800 (ed è ancor a!Lo), la ritenuta straordinar;a risulta di 1, 94 p. 0[0, alla quale aggiungendo il doppio di concorso dello Stato, si ottiene 5,83 p. 010 c~me totale versamento straordinario proporzionale alla rilenuta; e questo va sommato col concorso straordinario governativo pari ad un terzo dello stipendio. Pertan to , dicendo S lo stipendio dei nuovi impiegati, la somma che viene versata a loro profitto durante il primo anno è 1
Abbiamo visto (il) che- indicando con t il coefficiente cli eliminazione dal servi1.io, r itenuto costan te, e con r il saggio dell'interesseper lira, l'effetto complessivo della fruttificazione e dell'accresci11:ento tontinario prodotto dall'eliminaz ione, corrisponde all'effetto dl una cap italizzazione ad interesse ugnale alla somma r t 1· t. Riportando ad un saggio unico di interesse i capitali cli pensione stati più addietro calcolati in base a coefficienti di eliminazione variabili, troviamo che, in media, la suindicata somma corrisponde a 0,0675 nei compLtti fa.tti coll'interesse del 5 per cento, e a 0,062(} in quelli fatti coll'interesse clel 4 112 per cento: vale a dire, che in entrambi i casi l'eliminazione media dai 20 ai 60 anni di età è valutata a ~ ,7 per cento all'incirca. Ritenendo il saggio complessivo cli 6,75 p. 010, come corrispondente al saggio cli interesse o OtO, si ottiene il capitale che si forma dopo n anni cli servizio per effetto del versamen to della somma 0,394 6 S, supposto fatto in principio del primo anm,o, dall'e- · spressione
+ +
1
1
0,39116 S (·1 ,0675)n
Se invece si versasse alla fine di ogni anmo un'annualità pari a 1
~O S, questa in capo ad n. anni produrrebbe il capitale
1
0,0583 S
X
100
(1,067/5)n S 0,0675
1
1
.
Il capitale formato dovendo essere in tutti e due i casi lostesso, si determinerà il contributo percentuale x coll'equaz ione: 0,3966 X (11,0675)n
+ 0,3333 S = 0,39 16 S.
X
=
'100 X
(1, 0675in 0,0675
,j
1
Questa somma, accresciut.a dei suoi frutti e dell'aliquota tontinaria dct calcolarsi in base alle elim inazioni complessive dal servizio, si vuole equiparare al cap itale che si formerebbe in seguito al versament.o, durante Lutti gli anni di servizio, di un'annualità raggua,gliataacl un tant.oper ceni.o, che indico con x, dolio stesso stipen,dio S. Si tratta di trovare il valore del contrib uto percetuale x.
ossia: 2,6433 X (1,0 1175)n x=
= x I (1,0675)n -- ,, 1
(
1 0675)n - -,- •I.
1
~'-,--.~.6!!·~ 33 -('1 ,0675)n :;,>,
.
{Il v. nota in calce alla pagina 471! de l fascicolo della Rivista di dicembre 1882. ,
286
~87
LE PENSI0Nl CIVILI E llfl LITAftl
A PROPOSITO DEL NUOVO PROGETTO DI LEGGE
Da quest'espressione si ricava che, quando si computi l' in te-resse al saggio del 5 p . 0[0, il contributo straordinario :e sul .prìmo stipendio potrà essere: ·
pensione dovuta allo stipendio iniziale dopo 30 anni di servizio sarebbe, secondo il nuovo disegrio di legge:
per n = 20 per n. = 30 per1i = 4,0
X= X=
X=
Il contributo percentuale straordinario sul primo stipendio non -corrisponde dunque maj al 4 p. O{O, com'è supposto nel diseO'no di legge; il suo valore decresce coll'aumenLare degli anni di se:vizio ed in media corrisponde all'incirca a 3 per cento. ' Se il saggio d'interesse si ritiene invece del 4 1I2 p. Oro allora il contributo x si determinerà coll'equazione: ' .
0,39"6 X (il ,062)n
=
x (1,062)n 100 0,062
·I
. dalla quale si ricava: X
=
2,4279
(1,062),n (1,062n - 4 .
Quest'espressione dà: per n = 20 per n = 30 per 11, = 40
X= X=
X =
3,4o 2,90 2,66
Pertanto se, com'abbiamo visto essere più razionale di fare si ·suppone il saggio dell'interesse al 4 1[2 per cento invece eh~ al 5, il versamento straordinario fatto alla Cassa nel 1° anno di servizio d'ogni impiegato, non può equivalere in media che ad un contributo annuo del 2, 9 per cento sul primo stipendio. Ricerchiamo ora ciò che risulta in definitiva la parte di pen~ione · dovuta al primo stipendio, quando si tenga conto della rettifica da farsi ai calcoli sulla mortalità e sull'eliminazione, della riduzione del . saggio d'interesse dal 5 al 4 112 p. OtO, e della riduzione del contri.buto straordinario sul primo stipendio. Per gli impiegati entrati in servizio a 20 anni di età l'aliquota di 1
s
,iOOO X 12 X 99,98.
3,62 3,08 2,81.S
Tenendo conto della rettifica del coefficiente di pensione e della riduzione da ,i. a 2,9 del contributo straordinario, ossia da 12 a 1 O, 9 del contributo totale sul primo stipendio, tale aliquota non potrebbe invece essere che: ~ X 10,9 X 65,77. 10 0 Il rapporto fra questo valore ed il primo è:
10,9 X 65,77 ~2 X 99,98
=
616,89 1199 79
'
=
O r.,14 ,D
Adunque, rispetto all'aliquota di pensione promessa, quella che in base a.gli intro iti della Cassa, come sono stabiliti dal nuovo disegno di legge, potrebbe essere data, subisce la riduzione del 48,6 per cento. In conseguenza di cruesto risultato, ogni unità di pensione complessiva promessa dopo 30 anni di servizio, ritenuta la proporzione più addietro indicata fra l'aliquota dovuta al primo stipendio e quella dovuta ai successivi aumenti, e ritenuto che su quest'ultima non debba farsi che la ridt1zione del 45 per cento, diviene : 0,811 X 0,514
+ 0,19 X 0,85 = 0,5778
vale a dire che la pensione totale promessa deve diminuirsi del 42,22 per cento I Confesso che avrei desiderato di trovare molto meno, perchè sarà diffipile che chi legge questo risultato senza aver lette le considerazioni che precedono e senza avere attentamente seguiti i calcoli ·che ad esso conducono, possa ammettere ch'io non ho nè esagerato, nè sbagliato. Eppure non ho certamente voluto fare la prima cosa, e credo (a meno di qualche errore materiale di calcolo, che non può infirmare il risultato finale ) di non aver fatto la seconda.
~88
LE PE:s1Sl01'l CIVILI E ~llLITARf
Devo dire che ·il confronto da me fatto, prendendo come termini di paragone le pensioni dovute a coloro che entrano in ~ervizio a 20 anni di età, segnala le difiérenze massime fra quanto consegue dai calccli del progettO'·e quanto in realtà potrebbe farsi; perchè a quell'età è massima la differenza fra l'eliminazione dal servizio stata supposta nei calcoli del progetto e quella che realmente avviene. Se invece dell'età di 20 anni, si prendesse quelI.a di 25 come epoca dell'entrata in servizio e si ripetessero i calcoli fatti, lariduzione da darsi alla pensione promessa sarebbe sensibilmente minore, senza però cessare di essere sempre altissima. Per una grande categoria di persone, quale è quella degli ufficiali dell'esercito e della marina, l'età supposta per l'entrata in servizio non può abbassarsi; epperciò i risultati trovati, in quanto si riferisce alle pensioni di militari, sono esatti . Per gl' impiegati, la cui età media cli entrata in servizio e cli 25 anni, la differenza fra la pensione promessa e quella possibile potrebbe forse ridursi al 35 od al 36 per cento soltanto, invece che al 42, se però la durata media del servizio rosse anche per loro quella di 30 anni, come è stata. supposta nei ,:alcoli faui . Per gli impiegati civili invece (i, quali, come vedremo, possono resistere al servizio assai più dei militari) conviene supporre, d'accordo co i risultati delle statistiche, una durai.a media di servizio di 35 anni all'incirca: la riduzione da farsi alla pensione promessa sarebbe pertanto proporzionalme1_1te più alta, perchè il rapporto fra i coefficienti di pensione reali e supposti e fra il contributo vero e quello del proget.to, è tant:o più basso, quanto maggiore è la durata del servizio. Tenendo conto di questo e dell'alta. riduzione da farsi sulle pensioni militari, si può fondatamente asserire che, in media, le pensioni che potrebbero realmente darsi, sarebbero minori di quelle promesse del 40 per cento all'incirca. Volendo conoscere in modo assoluto qual sia la deficienza degli introiti assegnali alla Cassa, rispetto a quelli che occorrerebbero per potere accordare le pensioni che conseguono dai dati del progetto presentato, conviene tradurre in equazjone la seguente domanda: Se coll'introito complessivo di 14 milioni all'anno, la Cassa potrebbe li quidare solamente delle pensioni equivalenti a 60 centesimi di quelle promesse, qual è la somma da versare alla Cassa, perchè queste non soffrano riduzione?
2.89
,.._ l'ROPOS!TO DEL NUOVO PROGETTO DI LEGGE
Indicando con x l'aumento in milioni da darsi risposta -,i avrà risolvendo l'equazione:
ai H
previsti, la,
14: 0,60=H+x: 4
dalla quale si ricava: x
40
2
,1
= 60 X 14 = 3 X '14 = 9 3 milioni.
Le somme che la nuova legge accorderebbe alla cassa-pensioni sarebbero a.dunque deficienti di circa 9 milioni di lire, rispetto a quelle che occorrerebbero per mantenere la misura delle pensioni risultante dal progello.
(Continua)
Ing. L. CONTI- VECCHI Capitano di Stato maggiore.
ANNO x xv111, VOL. 1.
12<
LE PENS!Oi'il CIVILI E MJ1Tl'Af\l
Allegato A.
A PROPOS ITO DEL l'iUOVO PROGETTO Dl LEGGE
Ef>
TAVOLA
TAVOLA
E liminazione complessiva dai pensionati dello Stato ~
:;; ::,
·a e o (.)
....."
"o
- "-... ,_ ., <Il
,«I
;:,:l
'..':l
"'
e 11)
14 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30
31
32 33 34 35 36 37 38 39 40
41
42 43
44
a,
:, V.,
-·
., .~ Q
<Il
·s:
a• c.~
·;; ~~
~~t
·; :
.....
0--Q)
·--- I1 -o
~-:g~
(l)~ cj
·~
-
o ()
.,
"o
oQ.)
~ -~ ~
C$
CJ' ::S
i>=~
'O
',:j
~~
c- 1 ~.s
·~~~ e ., c. o
o
~~
.,
I
'O
MP
TAVOLA
Mortalità nei pensionati dello stato ~ ::, ~ ~ ~fo· s
-~·~. " o!
..... o~
...<V "'
0
o
1- I-/ -
'Cl-
.,o
·a""~ ~~
p.
~;);
o~+ "'"' "'., ot ,.,..., :a.g·~ """' ~== Q~~ 8;::"
o! ~o!
O·~
~3·,;
o
Hm
TAVO LA MP
-
::,
-
~
:;;
~
'a. e o
·~
.".... a
1::3~ e:...+ "'"' e c3 ;. -., ".,..., ., c._,
()
e
~
:g
.,"'...p. ::I
l'/i
I
~~
~~~-(
;;~~
o~
<Il.,
~ ... ';; .,
::... o
;....:::"d(
-~~')
:.::: Cl)
::,
p.
(S ~ ..
-·~ .,. s:1::: .;g., .~fo- f(lj"" .,... >"'.,.,... o o s~o$ i'G::: ';;j Q ., p. ;> s o > o Q)
.;Q)
.... o:,
'O ·-< ~
-N
...
~
'100000 981~96 ~125892) 60,6 10,8~ ('110076) 2;09114,23 97624 (118267) 58,411,11 (107204) 24,39\'14,34 97245 (111358) ;13,811,39 (104589) 22,86,14,43 96779 ('105369) 50,9 tt,641 102198 21,5114,51 96223 ·100000 4·5,711,88 100000 20,32 ·14,57 95614 95430 45,5112,07 97968 19,19;'14,62 94971 91088 12,ì 96093 18 97j14 65 94321 ' ' 93683 87408 38,612,43 94380 18,21,14,66
4,90 '17,06 18,46 2,76 '16,72 18,05 3 88 Hl,36 '17,G3 4'79 16,25 17.50 ' '16 '14 17,37 5,74 6,33 16:05 17,26 6,72 H~,96 17,15 6 84 15,87 17,051 6)6 'l5,:78 '16,()1 6,64 [5,68 16,821
84034 35}12,58 81042 32,712,69 78392 30 512 78 76001 28' 9 / 373858 26,112,88 71930. 24,512,89 70168 22,912,87 68561 2'1 ,7 12,83 67073 20,5;12,77 f;5(-i98 19,4112,69
92662 91669 89585 88309 87202 86224 85341 81:492 83655 82823
17 ,19114,68 '16,3014,68 14,24 14,67 12,5414,63 11,22 H,56 10,2414,46 9,9514,33 9,9114,20 9,9414,,06 10'0213,92
93061 924,41: 91826 91'192 90538 89865 89171 88465 87748 87021
6 63 15,57 '16'69 6'.69 '1 5,46 16,56 6,90 1.5,34 7,17 15,22 7,43 10,10 16,14, 7,72 14,98 15,99 7 92 14,84 15,84 8;10 14,71 15,68 8,29 14 57 15,52 8,E>O14:43 t5,36
64424 63226 62075 60964 59867 58760 57614 5612'1 55180 53889
8'1993 81148 80294 79420 78510 77544 76533 70479 74379 73233
10,30 13,76 10,52 13,60 10,88 '13,43 11,46 13,26 12,30 13,08 13,04 12,91 13,77 '12,74 14,55 12,56 15,41 12,38 :[6,11 12,20
8628'1 85524 84745 83943 83122 82284 81436 80582 79717 78830
8,77 14,28 15,i9 911 15,01 9'46 14 83 · J 9,78 t3,80 ·14'65 10,08 13,64 t4'tt6 10,31 '13 ,47 14:26 10/i9 13,29 14 06 10,73 13,10 13)4 11,13 12,90 13,62 11,56 12,70 13,40
-
,o,,
,-11:., ,)
45 52563 46 51217 . 47 49875 . 48 48543 : 49, 47232 I
18,61'2,59 18,2,12,47 17,9 12,33, 18,012,19 18,5 12,03 19,511,87 20,711,71 22,011,56
23T'·"
24,611,27
25.6'11,13 72053 26,2110,99 70839 26,710,80 69598 27,0110,71 . 68332 27,4 :10,55 67046
ffrn
TAVOLA
Mortalità negli assicurati maschi di 20 compagnie inglesi.
16,85·'12,02 77919 17,521'1'!.,84 76969 18,19 H,65 75973 1t!,82 H ,461 74932 19,48lit,27 73850
{~;~~
iti~
12,19 12,49 13,16 12,9412,28 12,93 13, 70 '12,0612,69 14,44 11,84 12,44 15,22 l 1,6112, 19
e . 50 51 52 · 53 54
1 15,9:-i 11,3811,94 16,67111,1511,68 17,5510,9011,41 ·18,6010,6511,13 19,73ì10,40 '10,86
45938 44666 !18402 42'14·3 lt0883
27,710,:39 28,3 10,22 29,0 10,05 29,9 9,87 30,7 9,68
65740 644'11 63052 61663 60244
39628 38392 37 [33 35867 3lt587 33283 319ff8 30597 29236 27871
31,2 32,8 34,'1 35,7 37.7 40 'I 4Ù 44 5
9,48 9,28 9 07 8'86 8:65 8 4'~ 8;23 8,02 46> 7,82 48,5 7,61
58790 I 25,20 9,99 66513 21,03'-10,H 10,57 57306 I' 26,62 9,76 65U4 22/f5 9,87 ·J 0',29 G5781 t 28,10 9,53 6;-J652 23,991. 9,60 '10,00 54214 , 29,87 9,30 62125 25,6:3 9,33 9, 70 52595 31,7'1 9,07 60533 27,5/f 9,05 9 41 50927 I 34,0o 8,83 58866 29,681' 8,78 9;•11 49 193 36,20 8;60 57 119 32,04 8,50 8,81 47412 38,42 8,37 05289 34,64 8,22 8,51 45'191 lt0,71 8, 14 53374 37,49: 7,94 8,21 43735 42 75 7,91 51373 40,41 7,66 7,91 . '
65 26519 66 25t88 67 23876 68 22580 69 2:L291 70 20001 7'1 18707 ì2 17-i 09 ·. 73 16117 74 14839
50,2 52,1 54,3 57 ·1 60'.6 6!~,7 69,4, 74 ,2 79,3 84,8
7 40 7'-18 6:95 6,72 6,4·8 6,25 6,01 5,78 5,56 5;34
41865 44,65 7,68 49297 43,431 7,38 39991'> 46,79 7 4,4. 47'15f5 46 57 7 10 38124 48 '18 7)91 44960 49:891 6)2 36250 52;0:s 6,95 4271 7 5il,23 6,g4 34-363' 55,51 6,69 404/4.3 57,34, 6,:.5 32456 59,64 6 !flf 38·124 62,191 5,96 30520 · 64,37 6;rn 35753 68 05 5 68 28556 69,67 5,9:'>1 33320 74,)4! 5) 9 26567 75,26 5,71 30823 82,86 5,12 24568 81,24 o,47 28269 91,201 4,87
90;2 96,0 102,8 109,7 116,9 124,9 133,3 141,2 '1 49,5 158,3
5,13 4,92 4,71 4,52 4,33 4,14 3,97 3,81 3,66 3,52
22572 20603 18670 18813 15028 133J5 11735 10238 8857 7592
55 561 57 58 59 60 61 62 63 64
75 76 77 78 . 79 80 81 82 83 , 84
13581 12356 11170 10022 8923 7888 6896 5977 5133 4366
20,2'111,07 21,10 10,86 22,0810,67 23,0210,H 24;1410,22
72726 7-1500 70373 69138 67852
I
7,62 · 7,32 7 03 6'.73 6,43 fl ,12 5,82 5,53 5,25 4,98
I
87,251 5,22 93,-t l C>,05 99,86 4,85 106,19 4,66 112,68 4,48 1'19,97 4,30 127,58 4,14 '134 87 3 98 H2'.83 3'.83 ·151,40, 3,69
25691 98,36 4,62 2316/4 106,37 4,38 20700 iH 69 4 15 18326 123:21 3'.92 16068 133,06 3 70 ·13930 1.4-4,,65 3:48 11 915 158,04 3,27 '10032 171 ,35 3,07 8313 185,851 2,89 6768 198,88; 2,73
4,73 4,48 4;23 lf,00 3 77 3'54 3)2 3,12 2,94 2,77
u: TAVOLA
PENSTOKJ C!V JLl g )HLl1'AR! E CC.
EP
TA VOLA
MP
- TA VOLA Hm
RASSEGNA TECNOLOGICA •
l .E LOCOMOTIVE STRADALI
85 86 87 88 89 90 91 92
93 94
3675 3063 252s 2068 1680 1357 1029 828 665 531
95
166,6 174 7 1s2;1 187,6 192,2 195,4 1195,2 197,2 201,1 202,0
3,39 3,28 3,17 3,07 2,98 2,89 2,80 2 71 2'62 2,51 }
424 l202,3 2,41
6443 159 95 54:l 5 167'09 4497 175:'19 3709 '180,80 3038 185,43 2475 187,82 :2014 186,98 1637 188,66 1328 l 91,69 1073 i91,00
3,57 3,46 3,37 3,'i9 3,22 3,15 3,06 2,95 2,82 2,67
868 '190,05 2,46
5422 4284 3343 2570 1955 1460 1052 723 469 274
209,89 219,65 231,2:3 239,30 ')53 ')o
2,58 2,43 2,27 2,10 1,90 279;4:) 1,67 3'12,74 1 43 351 ,31 ·(J9 415,78 0,92 507,30 0,66
(Con due tavole/
2,62 2,46 2,30 2,13 1,92 1,69 1 45 l ;20 0,93 0,66
Jluote motrici (Vedi fig . 6, 7, 8) . Eccomi alla scabrosa ·questione delle ruote motrici, che può dirsi non ancora completa,ment.e risoluta. ~lentre taluni costruttori, a diminuire i danni prodotti dalle scosse al meccanismo, limitavano la velocità della locomotiva e conser;,avano le ruote semplici e rigide, altri tentavano di dare alla ruota una conveniente elasticità, permezzodi cerchioni cli gomma (Thom·son, Burrel), tacchi' di legno (Cail} o di altre sostanze. Senza qui preoccuparmi delle ruo te rigide a cerchione liscio, ··-Ormai condannate dalla esperienza, mi limiterò ad esaminare le rigide a cerchione con piastre sporgenti , le elastiche a cerchione , esterno di gomma Thomson-Burrel e le semi-elastiche Adams. Nelle ruote bisogna particolarmente esaminare, l'ade1·enza, l'e,Jasticità, la solidi tà ed il diametro. La traslazione della locomotiva -risulta dall'azione simultanea sulle ruote mo trici, dello sforzo mo·tore, che tende a farle girare attorno al proprio asse e dell' ade•renza col terreno, che a tale semplice movimento si oppone. Considerando il diametro della ruota normale alla strada, esso ·può riguardarsi come una leva, che avendo il fulcro all'estremità '. inferiore, ha la potenza alla estremità superiore, ed al centro la re·sistenza alla trazione di tutto il convoglio.
135 637,04 0,41 0,41
!
Nota . -
gine
LXIV
1 <)
La tavola EP è identica a quella pubblicata a pae. LXVI del Disegno di legge sulle pensioni degli im-
piegati civili P, militari e sulla costituzione della Cassa pensioni. Vol. 1°.
La tavola MP è invece sensibilmente dilferente da quella pubblicata a pagine LXXI e LXXII dello stesso volume. Si basa sugli stessi elementi, cioè sulle staListiche pubblicate dall'ingegnere ispettore Garbarino; ma è s tata ricalcolata dall'Ufficio statistica del Ministero di agricoltura e commercio, collo stesso metodo col quale fu calcolata la tavola EP . La tavola Hm è estratta dal libro: Tables deduced f rom the MortaWy Experience o/ Life Assurance Companies , - London~. Charles and Edwin Laiton - 1872.
I
(I)
I..
t
Contin uazioni,, v. Rt<>ista Militare, fa.se. di gennaio 1883.
RASSEGNA
TECNOLOGICA
L'appoggio che il ful cro riceve dal terreno, è limitato dall'ade-· renza. Se questa è minore dello sforzo motore, le ruote girano, senza che abbia luogo veruna traslazione, slittano, come suol dirsi, dai macchinisti: se invece tale sforzo, pur mantenendosi infer iore· · all'aderenza, non vince la resistenza del convoglio, l'immobilità di tntlo il sistema è completa. Nelle locomotive sti·adali, l'aumento di . aderenza è s·empre ottenuto a scapito della faci lità di trazione, bisogna quindi che, fra il masssimo sforzo motore e l'aderenza, di cui sono suscettibili le· rnote, non vi sia grande di versità, acciocchè non si abbia, nè una riserva inutilizzabile di forza motrice, nè un eccessivo assorbimento di lavoro per parte della locomotiva nella traslazione. Siccome poi l'aderenza è soggetta per varie cause a diminuire, essa dovrà ec.ceclere alquanto lo sforzo massimo trasmesso clal meccanismo all'eruo te. Qui si noti bene, come per lo sforzo massimo deve intendersiquello, che può oLlenersi lavorando con la leva tutta avanti, regolatore aperto e con la tensione massima di lavoro nella caldaia (1) .. L'unica causa di diminuzione dell'acleren,za che sia permesso, di calcolare esaLLamente, è guella dovuta all'inclinazione della strada; diminuzione di Lutte la meno importante, giacchè per una pepdenza del 12 °/0 il peso aderente diminuisce solo di 8 mill esimi, mentr'e lo sforzo di trazione deve aumentare di oltre 1/ 10 del peso di tutto,· il convoglio. Lo variazioni del coefficiente d' attri~o dipendono poi, dalla natura della strada e dalla struttura delle ruote: per tenerne'il debito, ( I) Nelle loco~otive ferroviarie l'iderenza vsene· stabilita in guisa, che in condizion,i medie dello rotaie, essa sia inferiore allo sforzo massimo di trazione; in tal modo si lavora sempre con espansiono e a grande volocità. Le locomotive s t.radali l imi tate di peso o costrette a camminato lenta mente, non possono così economicamente utilizzare l a potenza della loro caldaia, e procurano un& forte aderenza alle ruo te, per poter sv iluppare una grande forza di trazi one. · L'aderenza artificiale ò però, come dissi sopra, ottenuta a sca pito della facilità di trazioll e dell a macchina stossa , che maggior lavoro assorbe per trasportarsi: le ruotè e gli illgranaggi costitu iscono parte consi derevole del peso mor~o dollà locomotiva, o questa è, proporziona ta mente alla potenza, se mpre più pesante di una l ocomotiva ferroviaria . Cosi per esompio ad un mq. di superficie di riscaldamonto totale ridotta t~1 bulare in una Aveling N° I corrispondono 418 kg. di peso. in ·un Avo ling N. 2 corri'" spondono 593 kg. in una R cuss 465 in una Enri co 365 in una locomotive ferroviaria, {Deugniot) 209 chilogrammi. ·
LE LOCOMOTIVE STIHl)AU
295
con to bisogna basarsi sui risultati dell'esperienza. Come massimo può ritenersi l'aderenza di 0,5 pei cerchioni a sca,rpa e di 0·,3 pei cerchioni lisci (1). Nell'azione delle mote nel terreno, due cose devono distinguersi: là profondità di penetrazione e la superficie di contatto: mentre nelle ruote a cerchione esterno rigido, predomina la penetrazione ed esse funzionano essenzialmente come un ingranaggio, nelle ela;tiche 1fhomson-Burrel, in virtù della compressione del cerchione di gomma, la penetrazione è minima, ma la superficie di contatto è grande, e la notevole resistenza, ch'essa incontra allo scorrimento sul terreno, obbliga le ruote ad assumere il movimento progressivo. Perciò nelle strade a macadam in buono stato ed asci utte, le due ruote funzioneranno egualmente: nelle strade selciate, ove la penetrazione è nulla, andrà meglio l'elastica e nelle strade a macadam, ricoperte da un sottil strato di fango, la ·rigida, morderà ancora, mentre l'elastica slitterà facilmente. Speciale considerazione deve farsi per le salite che si trovano in cattivo st(1to . Non è raro inconcontrare lungo le strade ordinarie tratti inclinati, che per l'azione prolungata delle piogge, mostrano qua elà emergenti i grossi ciottoli della massicciat!t. Se l'inclinazione è considerevole (oltre il 7°/o) il superare questi tratti è oltremodo penoso per le ruote a cerchione esterno rigido, che vengono o mancare di aderenza e sl ittano, ogni volta che il cerchione viene a posarsi sopra quei ciottoli. Vi si rimedia è vero, ponendo sotto le ruote ghiaia, .terra, legna,. quello insomma, che si ha alla mano, ma non senza fatica e perdita di tempo notevole. In queste .condizioni la ruota elastica, presenta sulla rigida una certa superiorità. Per le strade inghiaiate, od imbrecciate non è più questione di aderenza; la resistenza alla trazione aumenta enormemente, l'insufficienza della fo1;za motrice obbligherà a diminuire la velocità, e a lavorare a piena pressione: è cer~o però, che le ruote rigide funzionando come rulli compressori, agevoleranno molto meglio delle elastiche il cammino ai carri successivi. {I) Per cerchioni elas tici i n un rapporto del signor cromoton sui servm fatti dalle Thomson n elle l odi e con vel :>cità di 7 a 15 chilomet ri all'or~. è detto che l'ader en za massi m;;i r ~:;rgiun s e i I Ya)or e d i 0,61.
2.96
LE LOCOMOTIVE STRADALI
RASSEGNA 'l'i;CNOLOG!CA
L'esperienza in conclusione ha provato, che le ruote a cerchione esterno rigido permettono alla macchina di svi luppare tutta la sua forza di trazione sulle strade a macadam in buono stato; ma sono soggette a slittare sulle strade selciate e nelle sai ile in cattive condizioni. Relativamente alle elastiche, un solo dato ci è fornito da un esperienza comparativa eseguita in Inghillerra, con una: AvelingPorter, munita prima di ruote rigide e poi di ruote elastiche. Secondo questa prova, su di una salita a macadam del 9 °/0 , le ruote rigide hanno incominciato a slittare quando il peso del con• ~o?lio _è diventato 2, 76 di quello della locomotiva: quèsto rapporto s1 e poi potuto elevare fino a 2, 79, prima che le elastir.he cominciassero ~ ~li_ttare. La. superiorità di aderenza delle elastiche, parrebbe qumd, non assolulamente trascurabile, qualora si ritenaano esatti i coefficienti trovati ( •I ). " Tuttavia, non risultando essi da una numerosa serie di esperienze su si.rade in piano e su salite di varie inclinaz ioni, non ci sembrano adatti a definire in modo decisivo la importante questione. ~·elastici là è pregio rimarchevole delle ruote a cerchione esterno di gomma. Con esse la locomotiva ha dolce andatura, non soffre scosse violenti ed è quindi meno soggetto a guastarsi. Le Adams hanno una elasticità certamente minore delle Thomson, ma nelle lunghe esperienze, fotte presso di noi, questa elasticità, risultò sempre abbastanza sufficiente, per garantire da guasti il meccanismo. Solo si notò, che accelerando l'andatura, la macchina sussultava in modo assai sensibile e qualche volta avvenne di vedere slillare le Adams, prima delle rigide Aveling, p1·ob_tLbilmente per la variabilità. del peso aderente dovuto alle vibrazioni elastiche. Le ruote rigide infine fanno molt9 senti re alla macch ina gli urti che ricevono dal terreno; quindi frequenti rotture dei tubi di livello, allentamento e perdita di dadi, consumo delle parti avvitate, ovalizzazi,me dei fori delle lamiere ecc. Però deve notarsi , che questi danni diminuiscono sensibilmente, ado11ando piccole velocità , (1) Vedi uola a pagi na antecedente. - Quesla diO'e reoza di aderenza ) così r1scon ti_-ata, _amm ettendo che il peso della locomo1iva resti costante, permette• rebbe d1 tramare 10 piano e cou ruot,e elastiche un convoglio pesante una tonnellata ci rca di più di quello trainabile con ruote rigide.
>
297
(non oltre 5 chilometri) e usando ruote di gran diametro e a razze incrociate, ruote che, per la minor curvatura, rendono il mo,imento meno brusco. Comunque sia per rispetto all'elasticità, non vi è veruna incertezza nel giudizio e il primo posto tocca alla Thomson-Burrel. Venendo alla solidità, i dati prec isi nelle elastiche tornano a farci difetto. · Non è quindi possibile apprezzare con esattezza la resistenza delle scarpe protettrici, la facil ità del loro ricambio in marcia, l'enti tà in genere dei guasti, che possono capitare alla ruota, la durevolezza dall'elasticità del cerchione, esposto in un servizio militare a mille cause di deterioramento . Quanto alle altre due ruote rigide Aveling e semi-elastiche Adams, applicate alle locomotive da noi sperimentale, risulta luminosamente che, l'Adams è molto solida, e che il suo caoutchouc, protetto dal cerchionerigiclo esterno, si conserva assai bene: le rigide invece sono soggette a frequenti rotture, specialmente nelle razze. Influisce pure sulla solidità delle ruote il modo di trasmissione dello ,sforzo motore, il quale quanto più si allontana dalla periferia, tanto maggiormente agisce sulle razze per strapparle. Il diametro delle ruote ha, come dicemmo, notevole influenza sul movimento della macchina, e qnanto più esso è grande, tanto più regolare è la traslazione della medesima e tanto minore è il tormento del meccanismo. Esso influisce pure sulla stabilità della macchina, tendendo a rialzare il centro di gravità. A eguale sviluppo poi di lavoro motore, l'aumento di diametro delle ruo~e diminuisce proporzionatamente lo sforzo di trazione utilizzabile, e se ciò ~. in piano, compensato in qualche modo dalla maggiore velocità, in salila, tale compenso diviene prcssocchè illusorio. Ed invero, aumentando il diamet1·0 delle ruote, il peso totale del convoglio, macchina inclusa, deve diminuire in proporzione, ma siccome il peso della. macchina aumenta invece, tale diminuzione dovrà farsi tutto sul peso trainato. Applicando le formu le già citate alle nostre locomotive Reuss ed Aveling, si può facilmente ricavare che, aumentando il diametro delle ruote fino ad ottenere una velocità di 1O chilometri
298
. LE LOCOMOTIVE STRADALI
RASSEGNA 'l'ECNOLOGICA
(vedi annessa tabella) la Reuss potrà al massimo trainare ,i. tonnellate sopra una rampa del 3,5 °/o, mentre le Aveling non potranno neppure salire da sole una rampa siffatta e ciò bene inteso in condi~ioni di traino ottime e lavorando senza espansione e colla massima pressione concessa in caldaia (4) . TABELLA indioa.nte il ma.ssimo convoglio tra.in:a.bile dalle locomotive strada.li, ReuBS ed Aveling, colla velocità. dl 10 km. a.ll'or& a.umanta.ndo l1 dia.metro delle ruote in proporzione. - Pe,· i dati necessari al calcolo·vedi Tabella 7·
Colla velocità di 1O chilometri aumentando il diametro delle ruote in proporzione 1
...
(!)
LOCOMOTIVE
o>
;:l
~
Q)
~
,:; et>
·;::: ..!::?
·e
Q)
o..
R euss in piano
pendeuz11 3,5 ¼ AVELJNG
n.
·1
in piano
II~
~
Per un giro di ruola motrice
C)
,:;
V,
~.:: ·;;;80e
.s~
(!)
o~ --
... <'<>
~ o
<f>
5; 8
Oc;
-s::-.;; o
... o
o., O
o..<.
i:
:=
:E~:.es s:= f :-9 ~o
(l'.l~
.8
(!)
o~
Z &.9 :.:::.S b,0.0
e
Où ~~a..~ e rn ""e~ :,.o s:: c; o ~
o o... , ...
e~ 8S > ... ;~..:::::: > - ... o c;,g
o
V,
Q)
C'C
...:i-e
o..
e; Q,)
~
I •107681 4'067 egro.
I
I ;
4
78 121 t659 3153
6
I
1
pendenza 3, 5 ¼ I
;::Jo~~
828,!. 2582'
I 0768.I
9i20
j;>
...:i "O o.. "'
egro.
cg.
I
1
.Q
e; i:s
.:::: ct>
4~~9 •10620
I H,8i
(!)
::::: ns
o
7842
9501ì ncgMivo I
AVELING
n. 2 in piano
penden,za 3,5 ¼
1 I13 ,19
I l
150i0 120671 6595 5n2l 12 1~067j 13i53 negativo
I
I I
I
(I) È bene av" ertire che questo nostro calcolo è puramente dimost ra ti vo.
Una caduta di press ione od un ·aumento repentino di coefficit}nte · di tra1,ione, basterebbero per far arrestare la locomotiva. Credo quindi si possa concludere che, i vantaggi delle grandi ruote sono con trob il anciati d:t inconvenienti seri i e meglio sia attenen~i ai diametri medi cercando compenso alle sèosse in una mo~ · derata elasticità delle ruote . Una osservazione importante deve farsi circa la velocità comportabile dalla locomotiva, di-pendentemente dalla elasticità delle ruote · di cliverso tipo. Ho già detto, in proposito, come, colle locomotive attuali, di peso non superiore a'10 tonnellate e a caldaia oriizontale · ordinaria. non sia possibile fare assegnamento su velocità maggiori- . di 10 chilometri all'ora , e ciò, ben inteso, in condizioni speciali di traino, con convogli leggeri cioè, buon combustibile, ed ottim e strade. Que.sla velocità rappresenta anche la massima comportabile dai veicoli, che la macchina do vrà trascinare; è già molto, difaui, am met.t.ern una velocità pari a quell a del piccolo trotto. per carri mililari e commerciali, che saranno ( pochissim e eccezioni fatte) , senza sospensione su molle e fortemente caricati. A questo limite, così stab ilito, ci si po trà tanto più avvicinare, qiuanto più elastiche saranno le ruote: da questo punto di vista le · Tbomson hanno sulle allre una notevole superiorità. In conclusione, lo stato della questione può così riassumersi: Le .ruote 1·igide Aveling sempl ici, economiche, ma dannose alla macchina, di facile rotturry., disadatte a velocità maggiori di quattro · chilometri ali' ora. Le ruote rigide cli gran diametro tipo Reuss e Aveling n. 2 adatte a veloci tà fino a 5 chilometri, ma forse troppo pesanti in rap- · p0r to al peso della macchina. Le elàstiche Thomson -Burrel: d.i gran prezzo, non tanto semplici, sviluppanti in dati casi aderenza maggiore delle rigide: di grande pro tezione pel meccanismo, adatte a considerevoli velocità, di solidità e durevolezza non sperimentate da noi . Lo semielastiche Adams cli prezzo non esagerato, di solidità e du revolezza comprovata, di sufficente protezione alla macchina, a- datte a velocità maggiore di quella comportata d,alle rigide Aveling. · Come si. vede il problema è tutt'altro che risoluto . In nessun , 1
(!)
oo
I
r.>
299
300
LF. LOCOMOTIVE STRADALI
fl.\SSECXA TEC~Ol.OCICA
paese la questione del traino a vapore si è presentata di tanta importanza,. come presso cli noi, ed è per questo che c;el'ie esperienze comparative fanno assolutamente difetto. Tali esp~ri~o;:e sarebbe assai conven iente che si intraprendessero~~ noi g1a~chè, sulla quistione della tmzione a vapore a grande veloc1ta, bene inteso noi limite di 10 Km. i pareri sono ancora mollo divisi nè si sa se la risoluzione del prob lema stia nelle locomotive sospese su molle a trasmissione a catena, ovvero come noi incliniamo a credere, nelle locomotive ad ingranaggio' o con ruote moderaLamonte elastiche. Congegrw di manovra. - Il congegno di manovra consta di due parti 8S$enziali: la prima serve a regolal'c l'azione del vapore. la seconda a dare la direzione alla Jocornor.iva. Rillettendo alla ,,ariabi lità della resislenzn del terreno alla difficoltà cli ben guidare un coll'roglio nelle svolte, e nelle di~cese. alla necessità infin e di dover a1Testarsi od obliquare per sch ivare cani od alt t·i ostacoli, sarà agevole comprendere, quanto importi che le due . parti, ora indicate, siono estremamente manegaevoli , e la foro aziono pronta e concorde. Si aggiunga che, pel hnon funzionamento della macchina ò op/Jo1·tuno che, chi regola l'azione del rnporn, tenga puro d'occhio il manometro, il livello, e le altre pat'li del meccanismo, per cui ve1·remo a concludere che, lo due pal'Li del congegno di manovra debbono essere affidale ad un sòlo individuo od al più a duo individui non solo vicini a porrata cli voce, ma anche in posiziono l'uno d~ correggere in tempo gli errori dell'altro. .L'azione del vapore vi0ne regolata dalla leva di comando e dal regolalote; l'essere questi due organi comuni a tulle le locomotive, mi dispensa da entrare in dettagli circa il loro collocamento. Noto soltanto, come in talune macchine stradali il regolatol'e non 5erve, che a tenere tuua rhiusa, o tulla aperta la luce di ammissione nel cassello; per cui , durante la marcia, la manovrn della macchina, è per quanto riguarda l'azione motrice, unicamente regolata dalla leva di comando. Una tale di sposizione affoticaspvcrchiamente il macchinista . e non . è esente da pericoli. \ In altre locomotive invece, avriene precisamente il contrario, 1
~
304
la leva ha unicamenLe tre posizioni cioè: avanti, indietro e centro, e la disLribuzione della. forza motrice è affidata al regolatore. Con questo secondo sistema si rinunzia all'impiego dell·espan~ :,ione con danno dell'economia; ed in discesa, l{Ualo ra debba usarsi , il controvapore, la manovra della leva, mancanL~ di tacche d'arresto intermedie, è clirficile e pericolosa. È pertanto opportuno che il regolu~ore possa m~novrarsi ~ seconda del bisogno e che la leva abbia. le necessane tacehe d1 espansione. La direzione della marcia viene ordinariamente data, o da una rnota direttri ce anteriore, cho può girare attorno ad un albero verticale, comandalo per mezzo d'ingranag~i; ovvero da un avantreno, unilo a masch io al davanti della locomotiva, e manovralo con catene od ingranaggi. In alcune locomotive stradali (Albarel. Cai 1, Fowler) il perno vertical e attorno cui gi ra l'avantreno è unito alla sala mediante un perno orizzontale, cosicc,hè q nesta può inclinarsi trasversalmente, senza ohbligare la caldaia a seguire tal movimento . Il primo sistema è specialmente applicalo a_l lc. loco~ot.iv~ francesi a grande velncit(t: il secondo alle locomotive inglesi d1 tipo derivato dalla locomobil e. . Un terzo conaeano finalmente encomialo dal Tresca, è quello applica to alla. a vapore Do ll ée. Le ruoto davant i di questa macchinn non hanno ~ala comnne, ma girano attorno acl un asse verticale, per mezzo di una cal_ena, che agisce su due rocchetti dentati, montati sui pern i verticali delle dette ruote. Questa catena è poi manovmta da un albero centrale e verticale, al quale è collegato il volante del conduttore. . Nel sistema, ad avantreno con maschio, le due parli del congegno possono collocarsi in moclq, da soddisfare ass~ i b?ne le co~clizioni stabi lite, senza ricorrere perciò a rnecca msm1 complessi. .Nelle locomotive, a ruota direttrice, e con avantreno a ruote indipendenti, le due parli del congegno cli manovra, o sono poste in guisa da esigere dne indi,,idui per maneggiarle ovver?, v~l~nd.o un conclullore·macchinista, bisogna usa re com pi icate d1spos1z1on1. Il primo sistema quindi è cli tuui cerl,lmente il più ndatto per una locomotiva militare.
v:u:ra
LE LOCOMOTIVE STRA.DA.LI
302
l\ASSEG)(A TJ,:C~OLOGICA
.M_edianle un ingranaggio a vite perpetua, può il macchinista accorciare una delle eatene fissate alle es11·em·1•:. Il l4 dell'a , van lreno ed a ungure co~l~mpora11_eamente l'altra: l'avantreno prende per 'tale f~tto u~a pos1z.1on~ obi i qua, e la macchina gira, avendo (in proiez1on~) il _centro d1 svolta nel punto d'intersezione dei prolunO'amenf1 degh assi delle due sale. I) In quanto alle facilità di simile manovra è bene n l d , o are, come ' · elle .l azione d .. ruote motrici . t,,asrnessa all'ava nl.reno, si. decompone m ue fo~ ze, delle quali una agisce secondo la sala e tende a far scorrere I avantreno dalla parte opposta alla rotazione l'ali I li I èd · . , , .ra norma e a a s~_a, ostinala a lare effettuare la svolta. . Per equilibrare la prima forza vi è la resistenza presentala d l terreno ~I lo scorrimento delle ruote d'avantreno· resistew h a, 1 li . ' za, c e e ropo, 1z10na e a. a pressione da tali mote, esercita ta sul suolo. P . )'• Questa presswne d'altronde non è consi ' derevole , doven dOSI. utlJZZa~e. gran pa~te del peso della locomotiva, per dare alle ruote motrici la maggior possib ile aderenza. ~d è pel'ciò che, _nelle strade selciai.e, dove il coeffìcente d'attrito è p1cco(o e nelle saht~ ~ fo1:1e inclinazione, dove la pressione sulle ruote d1mmu1sce, riesce spesso malarrevole eseuu1re . · cli avantreno I 'n st1etto svo te; prendendo facilmente il sopravvento la compo~ nt alla. sala parallela 1e . e . . e cnusanclo così lo ·spostamento del!a macc11na ne1 :,e~so pte~,s~men te opposto a quello che si vorrebbe. Ma il m_ag~1or ost~colo nei cambiamenti di direzione fu per lunO'o temp_o _la I ec1proca_dipendenza delle ruote motrici, per cui non e~a poss1bt Iea queste d, assumere conlemporaneamenle di verse vel . t-' Dap~rima venne usato il l'i~iego di render folle una delle ad ~gm svolta della strada; poi alcuni costruttori, come il Michaux, ed il Bol.leé vollero le ruote assolutamente indipendenti e f le ec~ro · macchine 1 a ,i.· cilindri . , due per ciascuna' ruota' ·. Il s1'orr · Larmanpt mvece col ~gò l mozzt delle ruote motrici alla sala mediante d e ' u robuste spirali d'acciaio (").
~·~o:~
(l) La locomotiva Larrnanjal che avev
. . I d. tratione su lle tramvi e, ma essa doveva poa t~ e \c posmone? er:1 destioata alla suolo ed esternamente a lle 2 rotaie desliaa~ge aesrel e_ mot1·1c1 dnettamente sul rota· I . c us1vamente al convoali _1a centra e serviva po i per la l'UOta direttri ce d 8 Il . ., "' o, una . a ~arc1a. Un a ltra locomotiva Larmaujat, di c ui fa cenno l'O dieti ote velocità. QueMa disposizione advrq:!1c1~1oete,omottdci per d1;l!! , n aoa analogia
::t:\~;i:•o
Ma l'impiego di quattro cilindri complicava singolarmente il meccanismo e rendeva difficile e pericolosa la manovra delle leve: il collegamonto a spirali poi non serviva che pe.r le svolte avanti ed era di resistenza assai limitata. La migliore soluzione d'ogni difficoltà si ebbe soltanto, quando venne applicalo il ben noto congegno detto: sistema differe'/1,xiale. Di questo semplice ecl ingegnosissimo meccanismo, che permette ·alle ruote di assumere Mtomaticamente e nel tempo stesso diverse velocità, sono ora provviste tutte le più riputate locomotive stradali . Ci riserbiamo di spiegarne il funz ionamento quando descriveremo le nostre macchine. Soliditd. - La solidità di una macchina è in relazione di quella .delle sue singole parli , e dipende dalla solidità del meccanismo, da\la bontà dei metalli e delle leghe, dalla precisione del lavoro, dalla. giusta proporzione fra le dimensioni e gli sforzi; proporzione che viene stabilita. in rapporto al Jnvoro, cui la macchina è destinata. Le locomotive stradali militari devono essere in grado di resistere a tutte le fatich e di una campagna; non basterà quindi costruirle in modo da sopportare soltanto quegli sforzi e quelle avarie, cui ordinariamente vanno soggette le macchine a vapore, ma bisognerà tenere il debito conto delle eccezionali circostanze, in cui esse -saranno chiamale a funzionare. · E cause speciali di guasti saranno gl i sforzi di pressione -per superare qualche tratto di strada erla o ca.Ltiva: gli sforzi ai velocitt\ per arrivare in tempo a.Ila tappa, la mediocre e talora cattiva qualità del combustibile e dell'acqua, le riparazioni eseguito s·empre in fretta e da operai poco a.bili e sforniti dei necessari strumenti: i piccoli guasti trascurati per non perder tempo. Si aggiunga che, non sempre potrà disporsi cli un personale tecnico , istruito e numeroso, o quindi alle macchine non si risparmieranno talora neppure quei danni, che un macchinista e:;perto ed infaticabil e saprebbe certo evitare.
-- -
con il recenle tipo di locomoliva per fer1·ovia economica id eato dall'illustre ingegner.:, COttrau locom otiv;c le c ui r uote motrici hanno doppio ce1,cbione di diverso dilun et,:o r ispondente a due di verse velocità, una pe,- le pendenze l'altra pei tratti pi ani (ve di per lo Larmauj at l'OPPERMANN g ià citato, per la Cottrau il Politecnico 1882).
304.
RASSEGNA l'ECNOLOGIC.\
Semplicità. -Tutte Je parti principali della locomotiva debbono esse1:e e.sl.remamen.Lc semplici, per_diminuire le probabilità di guasti e ~et c_he 11 ~~~e~g10 e la manutenzione dflllamacchintt presentino le mmon• poss1 bili difficoltà al •basso personale militare, il quale eaLL01.are • • • • , 1, eccez10111, non . e formto ne d1 una soda istruzione tocni·ca<, ne· d.1 , . , un~, l~nga prati_c~ d1 m~cchine a _vap~re. Sai·anno pertanto da pref~m s1 le. semph~1 caldaie tubulari onzzontali ai tipi l?ield, Bclleville, a nlorno d1 fiamma, miste verticali-orizzontali, ccc. E convei:rà. pure rinunciare ai condensatori, ai sistemi compo~.n~, ~~h scanpam~nti va~iab!li ed all'espansioni complicate ed alti 1.s,mil'. apparecch i, destinati a rendere piu economico e l'CO'Olare il reg1m~ della _macchina, ma che in pari tempo aumentan~ il numero da sol'vegliarsi so.cYO'etti a consumo e tl. !.0 tI d degli ' organi • • " N, cura e ez1and 10 Il peso della locomotiva. I meccanismi delicati e nascosti, le trasmissioni inO'ean • com r t n n o:.e ma p ica o, n.on sono ammessibili in una macchina destinata ad affrontare le dure prove d'una campagna. Sarà semplice quindi quella locomotiYa in cui aJj organ · · · ' • • • • • • ' ~ I pm 1~p0Ilant1 saranno access1btl1 all'occhio e alla mano del macchirnstn. che ,~~ con~uce; e per la quale pochi oggetti di ricambio basteranno: ~~r assicurarne in ogni circostanza il funzionamento. Ma la sem~ l1 clla non essendo l'unica dote indispensab ile non d cerca · ' facilità evee . , 1·s1 ad· ogni· cosi.o: rrnunzi are pe1· amore di essa alla sicurezza della manov~a,_sarebbe evidontemente un errore. Cosi ritengo d.ebba~o prefer1r~1 macchine a due cilindri, anzichè ad un solo, giacche la loro mmore sempliciLà è compensata dalla m acyi maneggevolezza. ag" or Con loco~otive a due cili ndri non vi ha pericolo, che, per un br~sco mo:1me~t~ del motor~, si possa clanncggiare il convoglio; nei terreni_c.allm e nelle salite non è più necessaria la pericolosa man_ovra_ d1 rrnculare per portare la manovella fuori del punto morto. S_, a_ggmnga an~ora per ultimo, come queste macchine si prestavo ben1ss1mo al. ~opp10 attacco, cosa che non può dirsi delle locomotive ad un solo ~d1ndro, le quali con difficoltà si mettono simullaneamenla sul t~ro, e se il terreno è molle o selciato slittano di frequente. E ne~pur.e ~ _da t~mere che le probaqilità dei guasti aumentino. I guasti ne, cdmdn e nei cassetti sono mollo rari e d'altronde quando. f
305
LE LOCOMOTIVE STRADALI
avvengono, se sono gravi è giuocoforza arrestarsi, se sono di poca. entità, il proseguire, è certo più facilecollemacchinea due cilindri che con quelle che ne hanno un solo. Sicure.z.za. - La sicurezza di una locomotiva stradale non dipende soltanto dalla sua solidità, ma anche dalla velocità di marcia e dalla disposizione e modo di funziona.re delle varie sue parti. I più grandi pericoli, cui essa può andare soggetta, sia rispetto a se stessa, che rispetto al convogl io sono: lo sviamento, il rovesciamento, l'esplosione della caldaia, l'improvviso svincolarsi delle ruote motrici dall'azione del vapore, la rottura dell'attacco del convoglio alla locomotiva. Lo sviamento può dipendere, o da una velocità troppo considevole o da un guasto nel congegno di manovra. Da qui si vede, come sia conveniente che, chi guida la macchina disponga eziandio della forza motrice, per moderare la corsa nej punti difficili e nelle svolte, e per arrestarsi con un istantaneo contro- vapore, se qualch e parte del congegno si rompe . Nelle macchine a gran velocità è necessario che il macchinista veda bene la strada dinanzi a sè, e quindi esso deve essere co Ilocalo sul davanti della locomotiva, restando l'alimentazione del fuoco e dell'acqua unicamente affidate al fochista. Nella locomotiva a velocità convenienti pel traino militare, il macchinista può molto più utilmente venir collocato presso il focolare, e così controllare l'azione del foch ista: è questo un vantaggio considerevole, anche perchè la responsabilità.della manovra, viene in tal modo affidala ad un solo individuo. Dirò ancora come, a proposito dello sviamento, sia stato espresso dal signor Oppermann il desiderio che i costruttori fornissero la locomotiva di un apparecchio automotore, !che pel 'solo fatto della inclinazione laterale della macchina, nel passare dal centro della strada al lembo più vicino al fosso, agisse sull'avantreno in modo da farla rientrare in carreggiata. Non credo vi siano congegni costruiti secondo questo principio. Il barone Seguier presentò all'Accademia di Francia la proposta fatta dal signor Stamm, di attaccare un cavallo al dinanzi del veicolo a vapore e mettere in comunicazione le stanghe col meccanismo di distribuzione. Per tal modo, diceva, il conduttore, agendo colle.t.1'11'10 XXTIU, YOL, I.
20
306
'
RASSEGNA 'l'IJCNOLO.GICA .
LE i.oco.àior1 VE STRlU>ALI
redini sul cavallo, potrebbe arrestare. la macchina od accresceme la velocità e in quelle circostanze in cui per disattenzione o falsa manovra del macchinista, la locomotiva cornesse qua>lcTue pericolo, l'istintiva tendenza dell'animale a scansare fossi od ostacoli., sa'1,verellbe il convoglio da un disastro. Non è facile immaginarsi' le condizioni. in cui si tno.ver.ebhe, un. cavallo attaccato ad, una locomotiva, certamente non, sarebbero buone, nè si può far molto assegnamento sulla calma di-un animale, che si·senti11à spesso spinto suo malgrado da una forza irresistibile. Comunque sia, è da:vvero fare singolarmente to11to all'intelligenza dell'uomo, il supporlo inferiore al cavallo per guidare una macchina. Per ev:itare il rovesciamento, bisognera dare alla locomotiva una sta,bilità: sufficiente in relazione delle posizioni più sfavonevoli, che . potrà prendePeinclinandosi, sialongi tudinalmente sia trasv:ersalment.e in causa della naturale pendenza della. strada., o di un accidentale affondamento delle ruote. Tale stab ilitàresulta dalla car,reggiata, dalla Jqnghezza della looomoti;ya, dalla posizione del centro di gravità, dalla ripa11tizione deh eavico sulle ruote; dalla larghezza dei cerchioni, dalla posizione del punto d'attacco del.convoglio. Il,complesso di questi dati costituisce l'equilibrio della locomotiva ed appa11tiene al costruttore di, dar loro dei valori, convenienti. Ad ogni modo però è ev-idente che, la locomotiva sarà tanto più st.ahile· quanto più basso .ne sarà tenuto il centro di grav.ità e· più ampia la base di appoggio sul terreno, questa bene inte.so, nei Ii. miti ammissibili per la carreggiata e pei raggi di s~olta, sulle strade -0rdinarie. Da tale punto di vista .sono assai più commendev,oli. le focomotive a caldaia orizzontale di quelle a cal.,dafa venticale e:Je. locomotive coll'albero motore superiore, anzichè quelle col meccar. nismo sotto la caldaia. L'esplosione di una caldaia c~mposta, di: solida lamiera, con.,un manometro di ottima qualità, e marcante 3/2 della pressione inas, sima di la;voro, con valvole .di sicurezza ben graduate, ed a molle robuste, non può accadere•se non .per colpa del. macchinista-. Ne ciò,accadrà· ce11tamente; se la caldaia v~rrà .di tanto.,in tanto so.tt9,posta alla, prtissione·. idraulica, se :si ·àvr.àJ cura di· mai oltr~passare1
'la: pression e massima: dli lavoro, se manometro e valvole subiran'j10 ,fre·1lie'trfi controlJÌi, se trifol'é non si fa<tà m~i mancare' l'a:cqu'a e sé ·si ten'à: netla· la caldaia da incrostaziotri. 'Futtd adu'n'<ftìé' si dcluce ad una scrupolòsa osseì·va:nza: delle regòle, dentate· dagli ingègnéri', sùl b~on impiego e conservazfon'e ,delle maccMn·e à vaporé', tenendo conto def!e maggiori cause di de:teri'oramèflto, derivate a:\il'e locomotive' stradal1, da1lé scosse e d~lla: variabilità del.Je resistenze da vincere. Pèr l'a:lirnentaz'i'on·e d'élfacqua della caldaia adoperano i costruttori le pompe o i giffard;. Più volte esperimén'tato l'iniettor;è lia ta• ilora mal funzionato in ni.a'1'éia, specialmente nelle macchine a' ruote' . rigide ini causa del tremolio della locomotiva. EsS"o è' a11che d'i' maneggi6 delicato'e bist>~rì.'a béhe1 impratic.hirvi ,il macchinista per èvitare arresti o cadute di ·pressione: sulle loco.:. mofiive' fèrfoviarie ei àe'i· tranrwày ov'è'"'e né son161iùstallhti due; rt1àlgrad'o sia prescrift'o dJ àclopèrarli alte·rnafamente, ve ne è sp"ésso uno che fonzionà nrale. Il giffurd ord'inario poi non agisc'e' cdii' ·acqoa- allal témpetatura di oltl·e 60°. . na, p-ompa invece in,sensibi'le all~1 s'coss'e'; cne· falvldrisòo'n'o arizi'· il ,giuoco delle valvole, alimenta' èOh Ii1ol1a re1s'6l!l'.rltà; è se'ììiplt~is:shha: e·dii· ftwi le maneggio e vierre·quiridi di preferenza adottata. 1'i1ttarvi·a è innegabile éhe, la pdmpa è' soggetta' essa pui·e a guas'tì: ,ed intenuiiooi, e il bisogno di un m·eziò d>'aiimentazione di ris'érva; è senti t:o generalmente dai·matchin,isti. Am1nettendo' dunque· H bisbgno di· quest'organo di riserva, sarà -Aia; pteferirsi unlt porrl'pa• od' un·ihiéttore? Per ri'spondMe· a! tale ddmanda bisogna\ esaminaré'come pro~'é'dé in' marcia1 l'alimentazione· ,della caldaia·. Per quaflto si 111accoriìaffl'di 1 di' te'iiér sènì.p·r-e aperta la' pompa:, è irr pratica: generalnffnté' impossibil'e di mti'ifltflnèrlf itf' èàt.:· ,daia il livello d'acqua più conveniente, e in massima, s1' òs~èrv-ar soltanto il pt:ìnc-ipio· di tenere sempre: éòpetto' d1acqiia' il ciéld del focotafo. Ne'seguWché;·mefi'tre ·rrelle st:1Ji1te bàstaJ ·poéa: a'.<fqu\3;', mò~ta' ,invete ·ne' oc"corte' nellé· dii s:ce'sB: ernei pa.ss~ggi repettt'fn1l d'cl.l quellé' :a queste, fa d'uopo il p,i'ù' délle•volte1 attestarsi' peì! pdtrlp9!r~c A queste fermate altre debbono aggiungersene in piano-, qilanélo •l'acgua viene a sparire dal ll'Vello, o per incuria del for,hista o per •-0s'trùz'iorrtNertiv'el'lo, ecc. Pef rif6rn'irsi in queste circosttfni1-'e, io 1
0
307
308
RASSEGNA TECNOLOGJCA
LE LOCOMOTIVE STRADi\,Ll
credo-che sarebbe molto più con veniente il giliarcl, perchè di azionepiù rapida, e perchè n9n obbl iga a svincolare le ruote motrici dall'ingranaggio: vantaggio questo considerevole, qualora la fermata,. avvenga su strada il) pendenza. Col giffard si lascierà in riposo il meccanismo, il cui rumore, uni Lo a quello dello scappamento puòv arrecare qualche disturbo quando ci si ferma entro l'abitato, ed in stràde frequentale: tanto più che spesso non è possibile ·arrestarsi su di un lato della strada, ed i cavalli dei veicoli sono costreLLi a passare molto vicini alla locomotiva. Si avrà infine in tale organo sussidiario, un potente mezzo per far abbassare la pression_e quando, potrà manifestarsene la immediata necessità. Sembra dunque conveniente che le locomotive abbiano una. pompa ordinaria di alimentazione (1 ), ed un giffard di riserva per agire durante le fermate. Lo sforzo di trazione, sviluppato dalla locomotiva, va totalmente· impiegato per fare avanzare il convoglio, soltanto . per le stradeorizzontali: nelle salite, parte di esso resta equilibrato dalla componente del peso del convoglio parallela alla strada, e nelle discese può tale sforzo ridursi zero, o dh:entare resistenza·(controvapore) per equi li brare la componente ora detta. Nelle strade in pendenza quindi, bisogna- che le ruote motrici sieno saldamente sottoposte all'azione del vapore, onde impedire che il convoglio abbandonato a se stesso, precipiti in basso sott.ol'impulso del proprio peso. Ad evitare tale disastro è neéessario, che l'ingranaggio di trasmissione sia costituito di pezzi robustissimi e non amovibili durante il movimento; e perciò è da prescriversi, che il congegno a leva per la manovra cli pignoni, collari, caviglie, ecc. sia riparato da. urti accidentali, abbia una salda posizione di sicurezza e ·sia collocato in guisa da non poter indurre in errore il macchinista. Un organo indispensabile per moderare l'andatura nelle discese . è il freno; mancando questo, il macchinista sarà obbligato ad usare con molta frequenza il controvapore. naturale, a meno che la macchina non abbia l'apposito freno a controvapore.
309
Il controva.pore naturale difatti, per gl'inconvenienti che può pro,durre (elevazione di press ione, rigatura del cilindro e degli spee~ chi, abbruciamento delle guarnizioni, ecc.), deve unicamente usarsi · 'll.ei casi cli arresti improvvisi, discese troppo rapide, discese sel•ciate. Nei primi due casi il.freno è insufficiente allo scopo, nell'ultimo può essere. dannoso, perch'è, se troppo serrato, arresta il movimento 1·otatorio delle ruote, rende inefficace l'azione del controva'POre e determina lo scivolamento della macchina e del convo~lio (1 ). Colle ruote motrici a cerchione rigido a piastre trasversah non è ·possibile applicare i freni ordinari a scarpa, ma si usano invece freni a nastro di acciaio, montato su di un tamburo o ruota se;condaria, che sono l'uho o l'altra resi solidali col mozzo di una ruota motrice. La rottura dell'attacco della macchina al convoglio, potrà certa·mente evitarsi, costituendo il sistema di parti robuste, aggiungendo -un attacco sussidiario di sicurezza, esigendo dal macchinista cli metter.e dolcemente in moto la locomotiva, evitando le scosse violenti . Attitiidine ad irnpieghi speciali. - Le locomotive stradali inglesi, derivate dalla locomobile, possono funzionare non solo come -macchine di Lrazione, ma anche come motrici. L' Aveling Porter per esempio, si presta benissimo per agire .-eome argano, o per mettere in moto paranco, mediante una corda, -che si avviluppa ad un grosso tamburo di ghisa, calettato sull'albero motore. Per mezzo del volante può trasmettere con un cingolo •il movimento ad una pompa, ad una trebbiatrice; ad una macchina -utensile qualsiasi. Può venir munì ta di grue della forza di due ton·nellatè, e si adatta al traino sulle ferrov ie pur di cambiarle le ruote e l'avantreno sopprimendo lo sterzo. L'utilità di queste diverse attitudini è incontestabile per il servizio deoli arsenali e delle piazze fo'rti , ma al seguito dell'esercito le macchine, destinate al trasporto dei carri, devono prima di tutto -essere delle sempl ici e robuste lo.comotive.
a
un
(1) Nella lunga pratica ratta sulle strade selciate che frradi.ano da-Ro~ a e che man: tengon o ta le carattere per percorsi di olTe 25 chilometri , varie volte mt occorso d1 -vedere sdrucciolare la macchina anche su pendenw relativamen te deboli (non oltre 1'81/ol ,.quando per inesperienza del fo~hista veniva st,·etto t roppo il rreno.
(1) Fra le pompe d'alimontazione di più · sicuro funzionament o deve annoverarsi quella detta a ritorno d'acqua , che agisce continuamen te ed inietta acqua o in caldaia.· o nel tender a seconda della volonta. dei macchinista. La locomotiva Clayton ha i.na,, pompa di questo t ipo .
i
I 340
R .~ SSEGNA T]l:CNOLQGIC.~ .
LE LOCOMOTl VE STRADALI
Sarebbeadunqu,eunfarsisingolarmente illusione il credene che la· µi.o}tiplicità degli impi;eghi p,otesse compensare quakbe difett9nell~ Cjlpacità di kazion~. Ora ètigl i possibile, ,c/1~ un~ buona locorootiva stradale, possa adat.tarsj senza inconvei;iienti,gi sor,ta a fun~ionare in alt.romqdo che, pon· -{,il} la tr?zioneJ fo credq che per ora si poss11- francamente rispon(Àere ~i 1ao, e I'i!-ttitudine a diversi impieghi sarà semp:r:e ottenuta,. :sacrifi~ando alcuni organi importanti, ad altri eh.e lo sono meno, . aumentll,ndo iJ peso morto dellç1.macchinaealterandone l'equilibrio. Si provveda.no dunque mac~hi.ne pesanti e complesse per i ser-· ;vizi specialLélegl-i arsenali, dei poligoni e delle fo rtificazioni, e pei ,parchi {l'assedio, ;ma si esiga solo dalJe locomotive stradali destinale· al carreggio d'armata chè tirino molto e camminino bene. Combustìbile. - Il :migliore dei combustibili è senza dubbio il c4rbqn fossile o litanLrnce: esso brucia con faci lità, m;;i.ntione alta e· costant,e la temperatura, senza affaticare soverchiamente il fuochist;:i.; h11 infin~ grande capaGit~ calorifera. Ma il carbon fossile non trovasi che nelle città industriali, nei porti e nelle stazioni depo$iti- forrovie, su q,ueste sorgenti non è certo possibile calcolare per iJ i,. rrifprni~ento delliJ. giornata. · In guerra bisogneràstabilii:e dei magazzini di combustibile lungo, la li~~ea percorsa dalle locomotive, ma è evidente che questi depositi · st~ssi, dipendentemente dalla loro posizione e dalle vicende della campagna, non potranno sempre essere alimentati con carbo1w, .~ $pessodovranno ricorrere alla legna. È dunque indispensabile che,. J~ locomotive militari a_bbiano un focolare sufficientemente ampio per potere abbruciare all'occorrenza legna di mediocre qualità, q,uesto essençlo l'unico combusLibile, che si trova in ogni stagione e dovunque . . Si'stem,a rJ,',attacco. - Le locomotive stradali ingles i vanno sempre provviste di carri o vagoni speciali capa.ci di resistere a forti carichi: uili yagoni razionalmente costruir.i, spno di gran lunga più va11taggiosi degli ordinari carri del c,ommercio, trainati da quadrupedi. Nulla4imeno, non si stima che essi convengano pel servizio militare sia perchè occorrerebbe. modificare i tipi di molti fra i nostri carri regolamentari, sia perchè si dovrebbe rinunziare ai carri di requisizione e andare così incontro a spese notevolissime
.
"·-.
31'1
per la provvista del numero dei carri neces,;ari ai servizi ora disimpegnati ,presso l'esercito mobile del treno borgbes_e. . lifnra locomotiva militare quindi, deve essere provvista d1 un sistema d'attacco tale, da permetterle il traino dei carri ordi~~ri s-enza alterarne la struttura, e fatto in modo da rendere spedtt1ve le OJE)erazioni occo11renti 'per la formiw.ione dei ~reni, la loro scomp0sizione ed il successivo attacco di pariglie. . . ,, Il carreggio, che dovrà essere tr asportato m tempo ~ l gu_e11 a, mediante l0corn0tive, si comporrà di carri a 4 ruote e dr carri a 2 ruote; mentre per i primi il problema dell'attacco può dirsi risolto, eoualmente non avviene pei secondi. i:, La formazione di convogli con carri a due ruote presenta note~olissime diffìcol tà. La soppressione del motore animale, toglie il 3° punto d.i aippoggio necessario all'equilibrio del carro, e questo punto dt appoggio conviene prenderlo, mediante un sistema d'attacco, sul carro antecedente. 'tale sistema, viene così a subire una serie di sforzi, prodotti clall~ oscillazioni proprie dei carri a due ruote, sforzi prima sopporlat1 dall'animale posto fra le stanghe. · . Di più per avere un equilibrio meno instabile, bi~ognerà che 11 terzo punto d'appoggio di ogni carro venga preso umcamente sulla sala del carro antecedente. Con convoctli formali in questo modo, il sistema di attacco e le . stan()'he suhis~ono nelle salite e nelle discese delle forti inflessioni': ' !lon ~i potranno poi eseguire curve di piccolo raggio: 1°per la c~nsiderevole distanza fra due sale successive; 2° per il grande diametro delle ruote, che non permette alla sala anteriore di ass~mere una forte obliquità, per rispetto alla posteriore, sen~a _che 11 cerchione della ruota interna venga ad appoggiar~i contro 11 timone del ca:rro susseguente. · .. L'ttnfre il timone alle stanghe mediante uno snodo, o accoppiare i carr( due a du·e collee1arrdo le stan()'he con due tondi ed un maschio, sono ripieghi, cl;e age;olano l'es·ec;zione delle svoltate, ma l'in~tabilitàdel sistema viene così aumentata singolarmente, non sopprimendosi più nemmeno le oscillazioni trasversali: inoltre aum~ntano i~ proporzione le probabilità di sconnessione e rouura del sistema d11 attacco.
J 312
RASSEGNA TECNOLOGICA
Nel progetto di traino a vapore presentato nel ·18'11 dal sig. Giletta capitano di Stato Maggiore, viene addirittura proposto di ridurre i carri a due ruote, a quattro ruote, mediante l'aggiunta di un avantreno. Questo metodo presenterebbe su quello dell'attacco diretto i vantaggi: 1 ° di sopprimere i movimenti anormali dei carri; .2° di utilizzare tutta la resistenza del carro potendosi aumentare il carico prolungando il tavolato verso l'estremità. delle stanghe; 3° facilitare grandemente le svollate; di permettere a parità di lunghezza. di convogli di trainare maggior preso. . Ma occorrebbe trovare un tipo di avantreno semplice e robusto e facilmente adattabile a carri di diversa forma. Un modello da noi presenlalo nello scorso marzo fu con· buoni risultati esperimentato presso la brigata Ferrovieri e presso il 2° reggimento Genio, ne daremo un cenno più tardi. · Per quanto finalmente sì riferisce. al servizio dei convoali e ' il sisterna d'attacco deve: · · . 1° Comporsi di pezzi semplici, leggeri e robusti, capaci di r~s1stere agi i sforzi di trazione della locomotiva, agli sforzi di press10ne del convoglio (in discesa) e agli sforzi acçidentali di flessione nelle strette svolte; · con. 2° Permettere svolte bastantemente strette· ad un lunao e vog110; · · 3° Presentare un altacco sussidiario di sicurezza· ' 4° Essere elastico; .. 5° R~n_dere agevole la vigilanza delle varie parti, la riparaz10ne degh mconvenienti, che nelle marcie si verificassero, il ricambio dei pezzi guasti, il distacco eventuale di uno o più "carri per superare un pezzo di strada difficile; Carro-scorta. - Le locomotive stradali stante il limitato loro p~so non possono avere che serbatoi molto ristretti per il combu. stibile e l'acqua da consumarsi in viaggio. La tendenza anzi di certi costnittori ad ingrandire tali capacità, deve assolutamente condannarsi, perchè va a detrimento del peso utile delle. ,locomotive, e il piccolo vantaggio che può ricavarsi dall'aumentata aderenza .è neutralizzato dall'aumento delle dimensioni della locomotiva e d~I meno razionale equilibrio della medesima.
LE LOCOMOTIVE STHADALI
Perlanto è necessario abbia la macchina un apposjto carroscorta destinato a contenere la riserva di combustibile e di acqua, le altre materie di consumo, attrezzi ed utensili da lavoro, i pezzi di ricambio il corredo dei macchinisti. Il peso d~l carro-scorta, come peso morto, d?vrà essere il minimo possibile, compatibilmente colle necessarie cautele per marciare con sicurezza e speditezza. Questo peso varierà secondo che si considererà. la macc~inain ~e~vizio eventuale su di una strada non prepara.la, ovvero m serv1z10 normale su di una via di· tappa, con determinati luoghi di rifornimento di combustibile e d'acqua. Nel primo caso, preso un convoglio normale cli 25 tonnel}ate, macchina inclusa ed un percorso cli 40 chilometri, basterà avere il combustibile per l'intiero viaggio e l'acqua per mezzo via~gio . Coi consumi medì di kg. 3,5 acqua 0,8 carbone 4 ,5, d1 legn~ forte per tonnellata e chilometro, ed ammettendo che_ nei serhatol dell a macchina stieno 5 a 700 kg. d'acqua 1100 kg. d1 carbone ovvero 50 kg. di legna occorrerà avere nel carro-scorta da '!000 a 1200 kg. d'acqua 700 kg, di carbone ovvero ,1500 l~g. d1 legna forte: aggiunti circa 1300 kg. per il resto del carro s1 ha un peso totale di 3 a 4 tonnellate I Nel secondo caso, cioè sulle vie di tappa il carro-s<:orta potrà certamente esser più leggero: i1 rifornimento d'acqua potre~b~ infatt~ ammettersi ooni ,1O o 115 chilometri .e quello di combust1b1le ogrn 20 a .25, ciò ~he permetterebbe di ridurre il peso della riserva di combustibile e di acqua almeno di 11/3. . Questa esperien1.a interessantissima, vorremmo fo~se fa~ta presso di noi e sono convinto che darebbe risultati ben altnment1 favorevoli alle locomotive di quelli ottenuti sin qui, mandando le no~tr_e macchine un po' dappertutto, affidandone il rifornimento alla 1mziat.iva dei c~pi convoglio~ . · .. Con ciò parmi cli avere diffusamente accennato le quahta, che nelle attuali condizioni di progresso, possono esigersi in una Joc~motiva stradale; queste qualità sono sufficienti per rendere possibile ed utile un traino militare a varore. Riepilogando si può stabilire che, le nosti:e macchine di trazione dovranno avere i requisiti segùenti; . 1
3H
LE LOCOMOTIVE STRADALI
RASSEGNA TECNOLOGICA
Un peso non maggiore.di ~ Otonnellate; Capaci,tà di tra,scinare normalme~te almen·o 15 tonnellate· l!Jna doppia velocità di 3 e di 5 chilometri all'ora· ' Due cilindri; ' Doppia alimentazione con pompa e iniettore· 0 • ~ ~ongeg~o di manovra con ieva ad espansion~, regolatore, sistema differenziale e avantreno a maschio· 7° Un materiale speciale per l'attacco dei carri a 2 e a4 ruote~ 8° Due tipi di c·arro scorta, uno pesar~te e l'altro leggero. ' . ~uante alle. ruote motrici e alla velocità maggior.e di 5 km.; mi hm1t~ ad esprnnere nuovamente il desiderio, che si facciano altre esperienze pi·esso di noi. Colla scorta dei suesposti principii, passiamo ora ad esaminare le locomotive Avenlig- Porter tipi N. 1 e il. Reuss ed Enrico il nostro materiale d'attacco e il carro scorta. ' 4° 2° 3° 4° 5°
9.
III. D~scrizione delle locomotive Aveling-Porter, Reuss, Fowler ed Enrico.
, Loc_omotive Av~ling-Porte·r . - La descrizione dettagliata del] Avehng-Porter . tipo N. 1, lo studio dei coefficienti di rendimento,. aderenza e trazione, formano argomento di interessanti articoli pubblicati sul Giornale d'A1·tiglùria e Genio, e sulla Rivista Mili_tare d~i ~ign?ri_ ~aggio1:i De-Benedectis del Genio, capitano Bian_ca~d~ d ~rti~lie1:ia, cap1té~no Stella d'Artiglieria {1). M1 l1m1tero qu1r1d1 ad esamrnare il solo funzionamento dei vari organi della locomotiva e del sistema d'attacco, per evitare delle inutili ripetizioni. (l) V. Giornale At"tiglt~ria e ~Genio P. II. 1875 e lU'V 'sta Militat"e 1876 v I I 187~ 1880 Voi. III. Vedi anche, pei servizi fatti dalle Aveling i o Jtali: .~li ~rticol.1 de_1 ~,g~. teot. Maccagoini, capit. Darbesio e cap. Borbonese Gsul nale a Artigliena e Genio parte 11 a nnate 1875-1878-1 879.
VoL IL
<li;,,._
3f5
Darò pure indicazioni sul tipo N. 2 che ditierisce dal N. '1 pel maggior peso, per la doppia velocità, per due iniettori, per le· ruote di grande diametro e per la disposizione della grue. Le parti più rimarchevoli della locomotiva sono certamente l'ingranaggio destinato a trasmettere il lavoro motore alle ruote motrioi , il congegno di manovra, che regola l'azione del vapore e dirige la marcia., le ruote motrjci le quali debbono, uti lizzando il lavoro motore e il peso della macchina, sviluppare lo sforzo di trazione necessa.l'ÌO al traino del convoglio. Ingramaggio. (V. Fig. P). - L'azione dell'albero motore nel ·tipo N. 1 è comunicata mediante un rocchetto A all'albero secondario il quale a sua volta con. un secondo rocchetto C 1a trasmette .coll'opportuna riduzione di velociti:t alla ruota folle D, portante il movimento differenziale. Questa per mezzo dei· rocchetti conici E meLte in moto le due ruote coniche laterali F in mezzo alle quali si trova, e mentre la destra fa direttamente girare · la ruota motrice destra, la sinistra fa girare la sala e questa la ruota motrice, :;inistra, cui è resa · solidale, mediante la caviglia cilindrica. I rocchetti conici quindi, trasmettono l'azione motrice alle due ruote coniche laterali , e ne ricevono l'azione resistente, e mentre · nella marcia rettilinea restano pressochè immobili sul loro asse, nella svolte ruotano attorno al medesimo, permettendo così alla motrice esterna uno velocità maggiore della interna. È da notarsi . frattanto che, il sistema differenziale esige, che le due ruote abbiano circa eguale aderenza col terreno; se ad una ruota motrice tale aderenza sensibilmente diminuisce, la ruota comincierà a slittare, assorbendo per uiez,zo dei rocchetti tutta l'azione motrice; questi ruoteranno rapidamente attorno al loro asse, e l'a!Lra ruot.a mo~ trice rimarrà immobile, anche se capace da sola a fare avanzare il convoglio. È questo l'unico inconveniente del sistema differenziale, anzi · dapprima lo si ritenne come una seria difficoltà alla sua applicazione. Porter vi rimediò rendendo solidale la ruota motrice destra colla folle, mediante una caviglia mobile. Tale caviglia, che per la sua forma è chiamata quadra, sopprime il giuoco dei rocchetti conici e rende le due ruote solidali fra foro; ne resta così maggiormente··
3·16
RASSEGNA TECNO(,OGICA
utilizzata l'aderenza, e nel caso che una non attacchi, se l'altra ade. risce sufficentemente al terreno, la locomoliva non sarà costretta ad arrestarsi. Inutile quasi accennare, che con la caviglia quadra non si potranno eseguire che le ampie svolte. La caviglia cilindrica rende solidale colla sala e col tamburo del freno la ruota sinistra, per cui togliendola, le due ruote coniche laterali alla ruota fo lle, non reagiranno sui rocchetti con eguale energia, l'una presentando semplicemente ia resistenza della sala, ,e l'altra la resistenza della ruola motrice destra; in conseguenza l'azione del vapore verrit tutta spesa nel far girare la sala ed i rocchetti conici, e le ruote motrici rimarranno immobili. Questo però in piano orizzontale; se supponiamo invece la locomotiva.. su di una strada inclinata , le ruote motrici anziché restar ferme gireranno in senso della pendenza, e Fazione del vapore, consumata nella rotazione della sala e dei rocchetti, non sarà disp.onibile per impedire al convoglio di precipitare seguendo l'impu lso del proprio peso. Così pure rimarrà inutilizzata l'azione del freno. .Per la sicurezza della marcia è quindi indispensabile, che la cav.iglia ci lindrica sia saldamente messa a posto, ed anzichè agganciata con catenella, devesi tenerla fi ssa mediante trecciuola di fil di ferro. Rompendosi accidentalme11Le alcuni denti dei rocchetti conici, _il me,:canismo diiierenziale potrà ancora servire, purchè non cessi l'azione simultanea dei rocchetti sulle çlue ruote coniche laterali. Questi però non Larderanno a perdere altri denti, per le brusche scosse causate dalla cessat.a continuità dell'ingranaggio e allora ·.sarà bene sopprimer1e la loro azione, adoperando la caviglia quadra. Con tale caviglia si può marciareanchesenzarocchetti; inqueslo ·caso però l'azione del vapore viene unicamente trasmessa alla ruota motrice destra, l'aderenza di questa mola soltanto viene utilizzata, e nelle discese non si può più. far uso del .freno, per evitare il pericolo, che la macchina si metLa di traverso. Il rocchetto ci lindri co posto all'estremità dell'albero motore non , è calettato sul medesimo, ma semplicemente trattenuto da un collare .di cuoio, tolto il quale, si può far sconere in fnori, rendendo indi_pendente l'ingranaggio dallo stantuffo.
LE LOCOMOTIVE STRAD.HI
Questa disposizione è uLilissima p~r P?ter servirsi della locomo- . tiva come macchina fissa: ma nel tramo importa sommamente, c~e la posizione del rocchetto sia bene stabile, se d~rante la mar~1a difatti esso abbandonasse bruscamente l'ingrana~g10, la locomo~1va si arresterebbe in piano, precipiterebbe senza ntegno se su st1 ada inclinata. ·. · d' Il collocamento della ruota folle sulla sala, porta 11 vantaggio r riparare in parte l'ingranaggio dalle scosse ~rasmes_se dal te~Teno alla macchina, a causa della libertà d'oscillazione dei_ roccl~ett1, ma questi debbono per conseguenza essere assai robusti, e d1 metallo di ottima qualità. . . . Si osservi però, che con simile disposizione il bra~c1~ d1 le-:a dello sforzo motore, trasmesso alle ruote, risulta ass~1 ~iccolo, in causa della breve dislanza diametrale dei due rocchetll d1 bronzo. Questa distanza non si può d'altra parLe aumentare senza .accre· scere in pari tempo il diametro, e quindi il peso d~lla ruota folle: Si aggiunga 1!-ncora, come la sala, dotata_di movn~ento rotatori~, esige due cuscineLLi, appunto nella unione delle l~~1ere del ~oco_laiecon quelle del tender; cosa questa non scevra d1 mconv~menti . Il freno per il sno collocamento, e per la sua conforrna~10ne, _non può funzionare con quella rapidità, che sar~bbe ~~e.essana n_egh ar- · resti improvvisi. Collegato alla rnota motnce sm1stra. m~di~nte la. cavi(Jlia cilindrica, cliventa un orgaM completamente mutile se ,questa sfugge. . · . . La trasmissione in complesso soddisfa sulficentemente alle condizioni di solidità e sicurezza sopra stabili te. . ... Tuttavia si noti, come il collare cli cuoio colla sua elasllc1ta_favorisce i moti longitudinali del rocchetto cilindrico con dann? del~ l'ingranaggio; questo poi,. essencl o cos t·t I m'to cli ruote · in tio-h1sa , s1 consuma rapidamente. , . . .. . . L' Aveling tipo N. 2 ha un ingranaggio cl acciaio con due distmte · velocità. (Vedi Fig. 2). Fra l'albero moto~·.e .e l'a~se del)e ru~t~-, motrici sono interposti due alberi secondam, 11 pri~o dei .quali e.· fisso e serve di asse all'apparecchio di cambiamen~o d1 ~e_locità, chegira folle e può scorrere sull'albero stesso. ~a d1spos1Z1o~e, :11-e~ diante Ja quale si ottengono in questa macchma le due ddierentJ, velocità è la seguente: e)
·
RASSEG~' A
LE LOCOMOTIVE STRADA·L l
TECNOLOGICA
~,all'albero mot0re sono calettati due roccheui eguali A ed A' 1 ~rimo albero seco~dario gira folle un manicouo m .che porta ·u:ua: d u:ota · I den tata . . C ed E della 1:>O'r&nde e del! a pie· ., B e I due rocchetti .co ,a ve1ocita; questo mamcotto· s, può far scorrere, median·te un~ leva ~ tre tacche sull'albero, in modo, che Ja ruota B imbocchi ot con l uno or con l'altro dei rocchetti dell'albero motore, ovV'el'O' rimanga fra mezzo,a quelli senza imboccare in nessuno dei òlée. Sul · sec0ndo al~ero, secondario sono ca:lettate le due ruote D ed F della: gran~e·e piccol_a veloc1tài, colle quaili si possono far imboccare rispetLwamen,te 1 due rocchetti del manico tto m, facendo scon:erequesto sul suo albero . 9uando la nròl:a B imbocca:col rocchetto, A a sinistra, il- rocchetto ·C 1m??cc~t colla ruota: D; e la macchina cammina allora a 11rande ·~eloc1ta c10è con ,1/ 17 di ~iro di ruota motrice, per ogni gi~o del,] albero mo~ore; quando mvece la ruota B imbocca, col rocchetto A a d'~stra, 11 rocchetto E imbocca con la ruota F, Ja macchina cam1~ma allora a piccola velocità, cioè con 1/29 di O'iro di r uota ,motrice per ogni giro dell'albero motore. L'apparecchiod ifferenziale pres~nta le _stesse disposizioni già conosciute dalle altre locomotive Avehng. L'rngranaggio di acciaio fuso è robusto e ben centrato manca pet•ò_di semplicità esigendo due. alberi intermedii che .accrescono il peso considerevolmente. . Congegno di ma,novra. - Nel tipo N. 1 tanto la leva di comando ·e il re~ol,atore, quanto fl volantino dello sterzo trovansi· nella parte P?Sùei 101 e della calclaia e a portata del macchinista situato sulla piattaforma. ©u~sLe ?ue par~i ?el congegno· sono dunque molte saviamente · col,Joca~e; 1_l macchm,sta ~nentre colla sinistra manovra, j.( regolatore o·la leva d1 c~m~n_do, agisce colla destra, sul volamtino, può nello stesso tempo _m~·1g1lare la strada ed esaminare di tratto in traHo , il manomet~·o, li hve!lo e gl i orga,ni· de1 mo.vi mento e· dare gli•ordini · op,p@rtum _al _fuocrt1st.a r~sto alla, su.a; sinistra. Questo c0rigegn0'.fun1.. · ~t0.na, bemss1m~ 1 pe:· dmg;ere' e~n , sicurezza,; un convoglio pe'Fcor::.· ,1ente sfiradie 011dmar1e,,con velocità non maoaiori di 10 K:="' N I . N ~~ =· . ,. ie _ tl'p:0 · 2til I volanbinO'l deHo, sterìo troiv-asi troppo etevat,r e" . ali md1eEro peu poter essere· ma,nov•rato dai! macehinista, ed oc'Corrè; ,·un uomo apposito per dare la direzione alla l'Ooomoti:va, 1
n;
349
Rn.wte mot,rici. - Dopo quanto dissi nella prima parte di questo 1ay,oro, poco debbo aggiungere a tale proposito. Nelle ruote delle nostre Aveling-Porter, tipo N. 1 la nobustezzru delle razze lascia piuttosto a desiderare: a caiusa poi della disposizione dell'ingranaggio, lo sforzo motore, appl icato a. brevedistanza. dalHasse e sul mozzo della ruota, determ1na urn forte momento· di, tousione, che· nelle ruote F-igide si riporta interamente sulle razze, 13 tende1a strapparle. , IJ.e frequenti ro¼ure, che. avv.engono appunto in queste panti, delle ruote, debbono pri ncipalmente,.ascniversi a tale viziosa.. clisp6.,. sizione. Anche sotto quest1 aspetto,le Adams, d-i cui, sono munite alcune, iw.eling N. 1, sono .superiori alle rigide. A,Vleling, giacchè, lo, sforzo di torsione si riporta in esse sulla briglia di unione, dei due, cerchioni; ed è per questo proliabilmente, ohe nessuna, raz,z;a delle nostre Asdams si è· ancora rotta. 1e mot11ici Alveling del tipo N. 2 sono di grande diametro (2m,1·3},, a razze totalmente· rigide. li tipo Aveling N. 2, si distingue, poi, dal N. 4, per il m~gioi; peso (oltPe H, tonnellate), pen l'alimentazione della caldaia, coni .doppio iniettore, per la potenza della G1,ue, per un argano, ecc, È insomma, una. potente e,solida locomotiva, che può con vantaggi notev0lissimi; v.enire adoperata in u~a pi~zza,forte od:in u~ grande arsenale pev. manovrnre,pes,i ecc~z1o~ah e per _trasportai:h. su buone strade ed anche in strade med1ocn, purchè 1l convoglio, si*. aceompagnato da una1apposita corvée di artiglieri od operai pr.ow ,isti· dei necessar:ii:attrezzi1per le,mauopere, . .. I1n quanto però . a,Uraino di carri · normati .militar! o ,dt req~ts~-: 'Zion~, quali Jsono app,unto quelli del nostro carreggJo ~' armata: , il, ,tipo, N. 2'i rr0n ,è' cer,tamente da preferirsi ah N~ t più semphce1, maneggevole e leggero. · . I:ocomotive.. Frowler, e Re;U,ss, - Le· loeom.ot1ve Fow:;ler e ·Reu~s · non,.differiseono che inel peso, ,ed<in qualche I dettaglio: ner faremo., per.oiò Iuna sola1des cr.izi one. Questo tipo di locomotiva è stato ideato e costrutto collo scopo ;principale della trazip,ne su strade ordinarie. Esso si compone di una .caldaia,cilindi:;ica odzzontale montata.su
' 32.0
RASSEGNA TECNOLOGICA.
quattro ruote di cui le posteriori sono motrici; il meccanismo posto al disopra della caldaia è a due cilindri e l'ingranaggio comporta due velocità. Ecco alcuni cenni sulle parti più notevoli di questa macchina. · lrngranaggi·o. (Vedi fig. 3) (i!). - All'estremità destra dell'albero motore sono collocati due rocchetti, quello della grande velocità B e quello della piccola .velocità, A il rocchetto della grande velocita è folle sull'albero ed è foggiato a manicotto con un vuoto interno, ove può penetrare il rocchetto della piccola, il quale è scorrevole, ma non girevole sull'albero motore. Al disotto dell'albero motore sta un albero secondario, che porta la ruota folle C del movimento differenziale; questa ruota ha la cotona con due diversi lembi dentati, i quali corrispondono alle due diverse velocità. · Lateralmente a detta ruota folle stanno, poi due ruote coniche E, la, sinistra calettata sull'albero secondario, la destra folle ed unita con manicollo ad un rocchetto cilindrico; un rocchetto cilindrico eguale a questo ultimo è poi calettato all'estremità sinistra dell'albero secondario. Questi due rocchetti imboccano con due corone dentate G fissate sulle razze delle ruote motrici e trasmettono per conseguenza a queste il movimento cli rotazione. Il funzionamento del meccanismo è il seguente: quando i due rocchetti dell'albero motore sono separati, quello della grande velocità ingrana colla ruota folle, ma essendo folle sull'albero motore non vi è tra~missione di movimento. Quando il rocchetto della piccola velocità, scorrendo sull'albero~ viene ad imboccare col lembo corrispondente della ruota folle, allora il meccanismo funziona colla piccola velocità, quando in~ fine il piccolo rocchetto è fatto entrare nel grande, questo non più folle, gira coll'albero motore e la macchina cammina colla grande velocità. . Questa manovra si fa mediante una leva a tre tacche. L'ingranaggio tutto d'acciaio fuso è in complesso semplice e ingegnoso, noteremo però che manca in esso il mezzo di sopprimere il giuoco· (I) Per errore di disegno, il supporto di lamiera fu indicato esternamenteai rocchetti ed alla ruota folle, mentre è interno.
LE LOC.OMOTIVE ·STRADALI
del mov-imento di compensazione, quando ~e ne manifesti la necessità per troppa diversa aderenza delle vu,ote m_otrici . Congegno di manovra. ~ Qqesto si compone di una levi_t di comando e di uu regolatore per l'azione del vapore;. e di un a,vantreno a maschio con catene di sterzo, manovrabili, come queUe Aveling, mediante· un volantino posto su,l di dietr-0 della caldaia. Jl maschio dell'av<J.ntreno è a forcheHa sulla sala per cui. qUiesta può . inflettersi trasversalmente, senza obbligare la parte anteriore della caldafo a seguire tale movimento. Per la manovra del volantino occorre un apposito individuo. Il meccanismo a due cili.ndri r:eode questa macchina sommamente maneggevole, a dolce mo:viment.o e adoJilerabile Mlla dQppia trazione, qualità questa importantissima pel traino militare. Ruote 'n'ltotrici . ..-- Le ruoLe motrici s.ono rigide ed a grande diametro (2m, 13) ed a razze incrociate, esse son.9 folli sulla sçi,la e ricevono il movimento presso la periferia, ove hanno, come si accennò, una corona cilindrica de,ntata. Alimentazione della caldaia e c0ndensato1·e. -,- Il tipo Fowlei· ha doppia alimentazione della caldaia cioè un iniettore a battente d'acqua, ed una pompa aspirante e p;remente. La macchina possiede poi un piccolo condensatore posto p1;esso 1~ base del capiino. Q1,1esto condensatore è uIJ,a spet1ie cU caldajeU{l. tu.b11lare, il cµi i.Q...,. terno è ripieno d'aequa, ed in comunicazione, mediante apposite valvole, colla pompa alimentatrice e colla caldaia della piacchina; · cosicché la pompa inietta in questç1 caldaietta, e l'acqua passa poi da questa nella caldaia. La tubulatura del condensatore, è attraversata dal Vq.pore di scappa.mento, il quale in parte sfugge sµperiorwente pel camino e in parte si condensa inferiovmente ed è scaricato mediante un tubo sulla via; oltre i gas de.li.a combustione quindi, anche il calqre proveniente dalla condimsazione parziale del vapore di scappinnento serYe a risc.aldare l'acqua, che va in caldaia, e co.sì l'alimentazione riesce più c,onvenieute ed .economica. !.':unica osservazione dg. farsi a questo appareecbjo è, che gua"'. standosi la pompa e non potendosi più per conseguenza iniett~r.e acqua, nel condensatore, questo rimarrà inevitabilmente dannegAlCftO XXVIII , VOL. I.
lll
R.i\SSEGNA TECNOLOG[CA.
LE LOCOMOT!VE STRADALI
giafo pel doppio risc~ldamento dei gas di combustione e del vapore di scappamento. . . . . . In tutte le esperienze nei lunghi e svariati servlZl prestati dalle nostre locomotive, la Fowler (Reuss) si è costantemente mostrata superiore alle Aveling, per forza e velocità. Meno se~n~lice dell:Avelin()' e più pesante di essa, · è tuttavia dà preferirS1 come t1~0 di m:cchina esclusivamente destinata alla trazione del carreg~10 d'armata. La Fowler (Reuss), in conclusione, è la macchina che attualmente più si avvicina al tipo militare di cui abbi~mo ind!:. cato i caratteri principali e risolve, a nostro parere, assai bene 11 problema della trazione a piccola e media velocità. .. Locomotfoa Enrico. - Per la trazione a grande veloc1ta non esistono oggidì locomotive stradali di molta riputazione. I sistemi Michaux Lootz, Albaret, Larmanjat, Thomson, Bollée ecc., mancan: dei requisiti indispensabili ad una macchina militar~, · quali sono, solidità, semplicità e f~rza di trazione. . Nell'autunno 188 1 v:enne esperimentata presso la bngata ferrovieri in Torino una nuova locomotiva stradale costrutta dall'ingegnere Enrico. · . · . Credo non inutile dare qualche cenno di questa nuova macchma, la quale ver'rà prossimamente sottoposta ad altre esperienze.. . La Enrico è una locomotiva rassomigliante a quelle ferroviarie. cioè con caldaia orizzontàle, sospensione Sll molle, cilindri interni e m~ccanismo di trasmissione al disotto deìla caldaia. Come locomotiva: stradale ha il tipo dell' Albaret. La Enrico si distinrrue per considerevole peso (11528 cg.) enon ~ .. meno considerevoli, altezza, larghezza e lunghezza: le ruote motr1ct ( diameiro 1m.64) appaiono piuttosto piccole in confronto del~a altezza della macchina; il centro di gravità molto elevato, assa1 _grande la làrrrhezza di strada necessaria per il dietro front (,13m.). La manov~a dell'avantreno è come nella Aveling N. 2. . Sopra 1a·parte anteriore della caldaia è collocato un ampio duo~o che rende assai scomoda la sorveglianza della strada al macchinista: lateralmente e sul dinnanzi della macchina trovasi la pompa, la quale è così interamen.te sottratta alla sorveglianza di chi conduce la locomotiva. 1
323
La macchina ha poi una grande superficie di vaporizzazione ( 1) -ed un tender della capacità di una tonnellata d'acqua. · L';:i.limentazione della caldaia può essere fatta anche con un iniet,tore e quella del tender con un aspiratore Korting. }Jfeccanismo di trasmissione. (Vedi Fig, 5) - Il meccanismo di trasmissione è la parte più notevole della macchina: esso consta di .due cilindri interni i cui stantuffi agiscono sopra un albero motore .mediante bielle e manovelle: sull'alberò motore è ca.tettato un robusto rocchetto A centrale, il qUale ingrana con una ruota B folle sopra un -.albero secondario. Questa ruota mediante due rocchetti conici di ,compensazione fa girare a destra una ruota conica calettata sull'albero secondario, a sinistra una rnota conica solidale con un mani.tolto m folle sull'albero stesso. All'estremità destra dell'albero _secondal'io poi e a quella sinistra .del manicotto, sono calettati, esternamente .ai longaroni, i rocchetti , EE~che trasmettono, mediante catena alla Gal!, il movimento a due ruote dentate inchiavardate internamente alle ruote motrici, che sono folli sul la sala. Per la tensione della catena occorre spostare indietro la sala mo,trice, ciò che si ottiene con apposite viti di pressione. Il meccanismo di trasmissione, fatta astrazione dagli inconvenienti inerenti al sistema a catena, è robusto e ben centrato, solo pare assai scomoda la sorveglia.nza e riparazione del medesimo. La locomotiva Enrico possiede un'unica velocità. e solo mediante . ·il cambio delle ruote dentale fissate alle motrici, si può ottenere una seconda e maggiore velocità: ma questa operazione deve ese_guirsi in un'officina. Le brevi esperienze fatte alla brigata ferrovieri, confermano con ·molta. precisione i dati teorici che esponemmo nel capo II, circa ila forza di trazione e la velocità della Enrico. Questa macchina infatti, non trainò in pianura ed in condizio~i. 1normali mai più di 3,.2 del proprio peso e non oltrepassò a caricola velocità di km. 6,6: solo a macchina sciolta raggiunse i 9 km. In' salita con tratti fino al 6 °lo non raggiunse che la velocità di 3 .km. e mezzo con un convoglio eguale al prowio peso. ,
1
(l ) La superficie di riscaldamento totale ridotta tubu lare è oell'Eorico mq. 31,5' <nell'Aveliog n. J mq. 17,95 nell'Aveling n. 2 mq. 21,14 nella Rèuss mq. 18,51.
..
l
tE J,OOO~~OTIVB STI\AP~U RA:SSEGNA TECNOLOGICA
In salita con pendertze fino al 9 °/ 0 non trainò che 9 tonnellate.. A grande vél6cità poi, nei viaggi in pianuta, con un carico di:: c'iroa 13 tonnellate, non 1'aggiuns-e che la v.elocità di km. 6,5. Sui viali di Torino ove le condizioni di traino sono ottime, do've · quindi la resistenza al rotolamento è sensibilmente. minore di •1/30 · si trairi':i.rono convogli di oltre 60 tonnellate e s1 ottenffeto con piccoli cai'ichi velòcità fino a 18 km. all'ora, ma non crediamo debba tenetsi conto di questi tisultati nell'apprezzamento della loèomotiva. Pertanto il peso· considerevole della macchina, ùnito alla insuf- · fìcente forza di trazione e alla difettosa trasmissione della forza motrice ci sembrano inconvenienti non sufficentemente controbiltmciati 'dai vantaggi della sospensione elastica e della maggior velooità ottenuta: in confronto della Reuss. Vedremo se le pt'ossime e-sperienze daranno risultati più fo:vore'VOli a questo nuovo tipo di locoi_notiva.
IV. i>esorizione del ma.teriaie d'attacco e di scorta.
Si"stema d'attacco pe1· cari-i a 4 ruote --:- L' atluale sistema.· d'attacco dei nostri carri si compone di una morsa con maschio, detta congegno d'attacco, di un timone di ferro e di una catena d1 sicuréiza. Il congegno si fissa generalmente al guscio di sala del retro- · treno ed il suo maschio 'riceve l'occhione del timone collocato fra • i éos~iali del carro pO'steriore: la catena, fissata anteriormente alla , locomotiva, passa sotto i carri del convoglio, e a:d essa si atta'ccaiio i timoni con appositi reggi-catena, in modo, ch'e nella · marcia rettilinea il traino si fac'cia con essa e non coi maschi dei ~ongegni: in altri termini, i carri devono restare fra loro indipen'1enti. Questo sistema d'attacco, solido e semplice, manca però ·di eia-·
-.sticità; gli sforr.i di trazione della locomotìva·trasmessi bruscamente · ai carri producono di frequente la rottura delle caviglie, dei timoni,· e q.ualche volta anche quella della bilancia. . Volendo pur mantenere l'attacco indipel).deJ1te dei carri, non sa.. rebbe possibile collegare la catena ai timoni per mezzo di 11n organo elastico? Mi pare che qualche esperienza in questo senso p.a.... treb.be riuscire utilissima, A.d o.gni modo, anohe l'abtuale attacco rigido sarebbe a ,mio parere più. razionabnen~e disposto, se il punto fisso della catelila a11zichè essere nel gomito dei timoni, il che spesso è causa .de11a .loro r(i)ttura, fosse nei congegni d'attacco, con che si alleggerireb'be e di molto Ìl tormento dei timoni stessi e delle bilance. Quanto alla formazione del convoglio si noti, come essa può, con . sufficiente prestezza operarsi per -mezzo di questo materiale, nullameno una certa difficoltà s'incontra a mebteré bene a. posto la catena, in causa dellegro~se mitglie di unione dei singoli pezzi, che . capitano frequentemente presso· i reggi-catena dei bimoni e non ,es, sendo possibile farveli entrare, si è costretti a lasciare la catena poco tesa. . Se poi I.a catena è ben tesa, riesce spesso assai malagev,ole la de,. ,composizione del convoglio, q1iando per supmire qualp,he r ipida ·salita si debba ricorrere a tale ripiego. ~1i mori inconvenienti tpresentereb>,be centamen.te u:na catena for, mata di perzzi uniiti con ~enditori: bis.o.gn,ereb be però in tale caso 1ri.·nunziare a servirsi della catena per agir-e cotl'-a:rgano della Jocomo. tiva; cos:a che no;1a sem.bra di grande entil:à, pot,endosi per tale manovra impiega,,e molto più uLi:IÌnente un cavo ( 1). Qualora occorresse formare convogli con carri, il cui carico molto si protende aU'infuori delle sale, è ,consigliato (2) di sostituire ai tim@ni lunghe abetelle di legno, munite di occhi@ni e tiranti. di ferro. Questo a.ttacco di ripiego è .suffi.cientemenLe sol ido, allorchè trat•,tasi di trainare convogli assai le~g,evi su s,Lrade ottim.e, e con ode1
(i ) D.irò anzi cl]e non consiglio l'impiego della cat~na . p:r l'argan_o! ess~ndo ,essa eccessivamente pesante e di dHllcile maneggio, Dopo 1 prnm tentat1v-1iO f.u 1 costretto a rinunciar"'i, e por.ta10 sem pre l)el carro-,Mort~ ..up ca~o eia p.rgano o ,<I~ p,a pra ,.r~çp,. ,·lamentare. · (2) Istruzione sul servizio delle locomoti-ve.
327 ,
RASSEGNA TECNOLOGICA
LE LOCOMOTI\':E S'l'RADA LI
boli angoli a pendenze; non credo per altro possa dare buoni ri-·· sriltati, quando le cond izioni di traino si fanno peggiori. Meglio certamente in tale caso, adoperare i timoni di -ferro attuali, prolungandone la parte anteriore mediante un ferro.a T ad esso unito con bandelle chiavarde; questo mezzo adottato nel tra-· sporto di parte di un equipaggio da ponte da Roma a Capua, durante le grandi manovre nel settembre 1875, fece ottima prova. Tali allungamenti si possono smontare e rimontare con facilità e prestezza, nè sarebbe male darne alcuni in caricamento a quelle lo-· comotive, che venissero destinate a traini speciali. · Sistema· d'attacco proposto per carri a d!ue ruote - Quanto ai carri a due ruote, i quali costituiscono appunto la maggior parte del carreggio d'armata, del carreggio cioè che può con utilità somma essere trainato a vapore, non si era finora trovato un conveniente sistema d'attacco. Tutti i tentativi con timoni rigidi o, con accoppiamenti a snodo delle carrette due a due, erano andati · falliti per fa grande instabilità dei carri e per la flessibilità anormale del convoglio. Noi ci proponemmo di togliere tali difetti, dando ai carri un terzo punto d'appoggio e·riducendo il sistema ad avantreno alla su.a più semplìce espressione. Il nostro sistema d'attacco (V. fig. 9•, 110a, ,fil•) oltre alla catena di sicurezza ed al congegno d'attacco usati per carri a 4 ruote comprende: un timone a ruota, un tarnlone a tondo, due trinelle· a gancio, un maglione ferma-catena. Il timone a ruota, è costituilo da una robusta stanga orizzontaledi legno, da un ritto verticale e da una saetta obliqua, ambedue-di legno. Il timone viene così a formare nella sua parte posteriore rin triangoto rettangolo coll'angolo retto in alto. Alla punta del timone vi è un occhione di ferro inchiavardato; nella parte posteriore, del timone e in corrispondenza del ritto vi è un tondo con maschio di ferro; alla estremità in_feriore del ritto è imperniata una robusta1 rotella di ghisa, che deve poggiare sul terreno: lateralmente al riLLo è fissato un occhione di ferro, per sorreggere la catena di sicurezza. Il. tavolone a·tondo è. un solido tavolone, che tiene nella sua , parte centrale ed inferiormente un tondo con foro e bronzina pet: passaggio del maschio de.I timone.
Le trinelle a gancio sono unite per una estremità ad un gancio di ferro, destinato ad attaccarsi ali' occhione della chiavarda,. che eollega la saetta del timone alla stanga, le altre due estremità si fissano alle stanghe del carro; i tratti obliqui possono arrandellarsi più 0 meno fortemente, a seconda delle sinuosità della strada a percorrersi. II maglione ferma-catena è di ferro e serve per fissare la catena di sicurezza ai congegni d'attacco d'ogni singolo carro, così la trazione è fatta sulla sala e non sul · timone come nei carri a .4. ruot.e. Il timone ed il tavolone non oltrepassano, tutto compreso, il peso complessivo di 1130 kg., il prezzo è minore di 80 lire. L'applicazione clel congegno è semplicissima, il tavolone si colloca sotto le stanghe della carretta e a queste è fissato con due piastre traversate da robuste chiavarde; il timone viene col suo maschio a collocarsi sotto al tavolone eva poi coll'occhione ad attaccarsi alla sala della carretta anteriore, ov:e è applicata al congegno d'attacco. La catena di sicurezza si tende nel modo solito: le trinelle a gancio si arrandellano a media tensione, ciò che permette le svolte usuali e limita molto le oscillazioni trasversali dei carri. Tutto il sistema è poi indipendente dal tipo della carretta e cioè dallo scostamento delle stanghe, dalla lunghezza di queste (anteriore e posteriore) e dal diametro delle ruote, ciò ben inteso nei limiti d_elle carrette commerciali trainate da due c,walli (da .1 a 2 tonne! . late di carico utile) che sono appunto le carrette r~quisibili a tenore del regolamento sul servizio delle intendenze in guerra. Difatti, tanto l'occhione del timone, che il piano d'appoggio~del1e stanghe, possono facilmente portarsi ad altezze diverse, a seconda c1el diametro delle ruote della carretta. Basterà perciò situare l'occhione o sopra o sotto la punta del timone, colla concavità in alto o colla concavità in basso e colla interposizione all'occorrenza di spessori di leo-no fra la pLmta del timone e l'occhione. Il tavolone a tondo, analo;amente, potrà mettersi sopra o sotto le stanghe ed in questo secondo caso, potrà maggiormente abbassarsi colla interposizione fra esso e le stanghe di spessori di legno. Secondo questo sistema v·ennero nella· scorsa primavera costruiti quattro timoni presso la brigata ferrovieri, due di q_uesti timoni si
e
I r
328
LB LOCOMOTIVE STRADALI
R.4.SSEGNA 'l'ECNOLOG!C.\
3~9
,sordine che sono la inevitabilmente caratteristica del personale e ,del materiale borghesi e raccogli ti cci. · · Gli entusiasmi suscitati dalle locomotive stradali al loro primo apparire fra noi, furono certamente immeritati, ma non meno im~ meritato sarebbe ora l'abbandono di questo importante mezzo d1 trazione, il quale, a noi mancanti di cavalli animali, può offrire il potente concorso di numerosi cavalli-vapore. Le locomotive stradali, giova ripeterlo, non devono essere get.tate in mezzo alle truppe, ma il loro posto è chiaramente indicato sulle vie di tappa (queste vit-alissime arterie dei moderni eserciti), .fra il treno militare a cava.Bi, che tocca colle sue teste di colonna le truppe combattenti e il treno 'ferrotiarie, che si dipar'te dai grandi centri interni di rifornimento. - La logica di tale orga~izzazione dei trasporti sulle vie di tappa. salta così evidentemente agli occhi, che è davvero superfluo l'insistervi. Adottate quando non si avevano in favore di esse che i risu~l~~i ottenuti in Ingbilterr.a in condì.zioni d'impie,go abbastanza spec1a.lt; quando le poche locomotive adoperate iai Tedesr,hi nella carn,pa_gna del ,t 870-74 avevano fatto cattiva prova; sarebbe davvero un errore il respinge1ile adesso, dopo i pochi ma brillantj ser,vi.zi resi da.1 tipi Aveling Fowler e Olayton nell'-ultima ca,mpagna turco-russa-, dopo aggiungiamo, i veri tours de forc~ _cui v~nn~ro_a~sog?ettate le nositre macchill'e stradali nel serv.JZJo del! m't1glrnria d1 gran polenza e ne1le 'grandi ·manovre. . . . D'a:1 lato tecnièo, i tipi attuali di macchine hanno certamente 1 loro difetti ·e ne a:hbiamo in questo studio segnalati i principali, ma questi difetti non devono far.ci dimeuticare le qualità, che ~ono real!, e pur cercando il meglio con continue esperienze, non s1 d~~e nunciare al bene indefinitamente. Si adotti pertanto uno o .pm t~pt dimacchima·e sopra:ttuno se ne provveda una conveniente qua.n.tità .
espèrimentà:rono a Torino e due a Casale. I risultati di tali e'Sperienz.e furono favorevoli, :sia p·e r ris:pe'ttb a:Ua sdlidità d·el.l'é vari'e parti del cnngegno, che rispetto al suo modo di funzionare, tanto in piano · che in pendenza (fino al 10 °/o): svolte ad angolo (fino dì .i5°). ~uanto alla convenienza noteremo c·ome, si potè agevolmente caricare le carrette regolamentari da battaglione di 1400 K,g. con un vantaggio quindi di 300 Kg. cioè di 1/3, sulle c-arrette' più 1resantemente caricate che sono quelle da viveri dei re<mimenti bersaglieti, il cui carico totale massimo è di H 06 Kg. è)i') Noi ci lusinghiamo pertanto che, avuto riguardo al minimo costo dei 'timone e ·al r'isultati delle prime esperienze, se ne intf'à:):>tendano altre su scala più vasta per .un apprezzamento defi-nitivo di ta:le si:.. stetna. CmTo scbr.ta. ~ Il nostro carto SC'èrta è. un ro:li>usto o8Jrro a + ruote, di l_egno e ferto con avantreno a bilancia a ntt>Ìla per l' attacco elastico àolla locomotiva. Esso ha serbatoi capati di '1'500 li.tti d'acq~a e ~000 é?. di carbone. Contiene pure una provvista di materie mmute d1 r.onsumo, oggetti di ricambio, utensi'li da lav-oto ed a:ttrezzi da manovra. Pesa vuoto 1300 cg. e carico 4300. . Il carro risponde perfena:mente alle esigenze di un serviiio even.tuale per strada rotabile non riconosciuta, nè preparata ad ht>ePer ·servizi sull'e linee di Cappa con traini d'armata, 1a sua dt>taziòne è ec~essiva ed il peso assolutamenté esagerato, c0rtisp'òndendo a quasi un .terzo del peso norrnàlmente trainabile da locomotive di '24 cavaUi.
:1~
·C onclusione.
. P. MmAND0LI Gapit;a'-no élel Genio.
Tt~attà'tà la qt'listione delia ttai4one a vapore suUe strade ordinarie, Vanto dal punto di vista tnilitare éhe da quello tecnico, a me ifl'@R ré'.sta éhe a far voti, petchè q11esta trazione venga defi.nitivamente adottata nel carreggio d'a'1'mata, ora affidato aÀ treno borghese. Si àlvt·à èosì il vantaggio di mobilizzare più prontamen:t~ il ne-stro ~s-ertìto e si toglieranno dal!~ çolonne d'arrtJ.,ata quegli elementi di di-
•
RIVI STA ESTER.\
RIVISTA ESTERA
LA CAVALLERIA RUSSA E LE RECENTI RIFORME
La cavalleria russa di campagna, polevaia, al princ1p10 del 1ssi contava in servizio: 10 reggimemi della Guardia (i di corazzieri, 2 di dragoni, 2 di ulani e 2 di ussari); ,i6 reggimenti di linea, ai·mieùkija, cioè non della Guardia (18 dragoni, 1,i ulani e 14 ussari), tutti a 4 squadroni; 20 reggimenti (a 6 sotnie) cosacchi del Don di ~ a categoria ( che in pace sono incorporati nello divisioui di cavalleria regolare) ; 1 reggimento combinato di cosacchi del Don (Svodno-Kasacidella Guardia, a i squadroni; totale 3i8 squadroni, cd aggiungen) dovi: la scorta dell'imperatore ( 4 squadroni), 1 squadrone dell'Ural della Guardia, 1 reggimento Baskiri (4 squadroni), ed 1 <livisiono Tartari di Crimea (2 squadroni), avevausi 359 squadroni, non compresa la gendarmeria. I 40 reggimenti della Guardia, i i6 di linea o i 18 dei reggimenti cosacchi del Don formavano le seguenti divisioni: 2 della Guardia (costituite dai 1 O reggimenti regolari della Guardia di cui sopra, ed inoltre dal reggimento combinato e dallo squadrone Ural); 1i di linea (cia~cuna di 3 reggimenti regolari od ,f cosacchi del Don); 3 del Caucaso (4 reggimenti dragoni ed alcuni reggimenti cosacchi del Kuban o Terek); e 4 divisione cosacchi del Don (4 reggimenti cosacchi del Don)~ - Insieme 20 divisioni, provvedute di batterie a cavallo. Ciascuna delle 1.i. divisioni di linea constava di 2 brigate: la prima costituita da un reggimento ussari e da uno dragoni; la seconda da. un reggimento ussari ed uno cosacchi del Don.
Tutti i sottufficiali e trombettieri di cavalleria erano armati di revolver; gli uomiui di truppa dei reggimenti ussari ed ulani (si trascurano quelli della Guardia non avendo subito cambiamenti) avevano sciabola (!), lancia e revolver la prima riga, cambina(Karabin) sistema Berclan la seconda . I dragoni erano armati di vinto vka (fucile) con baionetta, i cosacchi a cavallo della stessa arma senza baionetta. Le munizioni erano assegnate in ragione di iO cartuccie per cara-· bina da ulano od ussaro, portate i11 una giberna; di ,i-O cartuccie per· vintovka da dragone e cosacco, portato in due giberne (20 per giberna); e di '18 cartuccie per revolver. La costituzione e l'armamento della cavalleria (e delle truppe che fanno corpo con essa) vennero duranLe l'anno iu corso modificati grazie alle disposizioni che qui riepiloghiamo: ·1° Tutti i reggimenti ulani ed ussari di linea sono trnsformoti in altrettanti reggime11ti dragoni, adottando l'uniforme e l'armamento dei dragoni; 2° Due batterie a cavallo di complemento (sapas) sono chiamate· alle armi ed incorporate nelle divisioni cavalleria (N. 13 e H), in sostituzione di duo batterie cosacche (N. 6 e 7), messe a disposizione del reggimento cosacchi del Don; 3° Dei 20 reggimenti cosacchi del Don di 1° turno che prestano servizio in tempo qi pace (2), 5 sono inviati in disponibilità (!gota); ,i 0 Tre reggimenti cosacchi d'Oremburgo e d'Ural sono chiamati alle armi invece ·di altrettanti reggimenti cosacchi del Don inviati in disponibil it.ì; 5° Sono ridotti alquanto gli effettivi ùi pace ddle batterie a cavallo (I) Esistono in Russia tre modelli di sciabola, tutti del :ipo inglese, e più atti a servire come arma da punta che da colpo. Pala•c: ha lama d ir itto, piuttosto larga in punta; centro del colpo verso la punta dove Lerminano gli sgusci; impugnatura con larga gua rdia, simile a quella della sciabola usata dalla nostra cavalleria, ma di rame. SabUa.: della stessa lunghena della Palasc, un poco più curva e meno aguzza in pun ta, ba, come la sciabola dei nostri furieri, la semplice elsa se11za guardia. Scia1k<J dei CO· aaccbi si distingue dalla Sablla solo per la mancanza dell'elsa. (2) U addetti allo 14 divisioni di cavnlleria di line1.4 alla divisione del Don, l nellaJ!'inlandia, I a Novocerkask. Presso, i Cosacchi po i dei vari territori, il tempo totale di ser vizio {20 anni) viene ripartito In tre turni o categorie (rasriad ): preparatoria (8 anni); attiva (stroievata 12 anni) e di complemento (sapa,n<Jia - 5 anni). All'età di 18 il Cos3CCO è inscritto-llella cutegoria preparatoria ed esercitato nella propria stani.:za s nei siti di riu nionllj a 21 aono passa nella cat egoria aLtiva, ,·resta da 3 a 4 anni di servizio atti vo, ed è rhiamato in campi, della durata di tro settimane, il resto del tempo dslla categoria a\tiva lo trascorre in d isponibilità (lgota); a 33 anni vi ene Inscri tto nel sapas, cote -soria chiamata soltanto io tempo di guerra per completare le unità cosacche combatten ti o costituire l"opol~enie {m;lizia); a 98 anni esso è inviato in congedo.
:332
r RIVISTA
333
ESTER.\
ed aumentati invece quelli di guerra, come pure il numero dei carrimunizione (da 9 a 12.); 6° È soppresso il reggimento a cavallo dei Baskiri, e sostituito <da una milizia baskira da formarsi in tempo di guerra; 7° Gli effettivi di pace di alcuni reparti cosacchi per .ragioni d'economia sono ridotti alquanto, come pure fu prescritto che tre batterie .di cosncchi (N. 4, 5 e 7) mantengano in pace 6 pezzi e 2. carri-rnuniziolle, mentre le altre 4 (N. 1, 2, 3 e 6) non abbiano che i 6 pezzi senza . carri-munizione; 8' Jt inviata in disponibilità la batteria N. 2. dei cos11cchi di ,Ouemburgo; • · 9° A tutti i reparti cosacchi d'Astrakan, Oremburgo ed Ural in· .servizio nella Russia europeà sono applicate le stesse norme che regolano l'invio in· disponibilità e la chiamata in servizio dei cosacchi del Don; 10° Due dei 4 squadroni cosacchi della scorta dell'imperatore (1 del Kuban e 1 del Terek) restano in congedo per 3 anni mentre gli .altri dae prestano il servizio alla Corte. Altre disposizioni sono le seguenti: a) I 4.i plotoni delle sei batterie, appartenenti a ciascuna delle 6 brigate artiglieria a piedi di riserva, in tempo di pace sono trasfoç-' mati in plotoni d'artiglieria a cavallo ed in tempo di guerra forme/l'anno 8 batterie di complemento (sapas), ciascuna di 3 plotoni a ·piedi ed a ·1 cavallo. b) Vennero stanziati '170000 rubli per il censimento equino da farsi nell'Impero durant.e il •1882.. e) Vennero assegnati rub 1i 23, 6·1 O all'anno da1 distribuirsi come _premio nelle corse a cavallo. d) La durata in servizio dei cavall i governativi dati agli ufficiali ,e alla truppa di cavalleria e d'artiglieria è portata da 9 a 1O anni. e) È soppresso il grado di maggiore nella cavalleria di linea. f) Viene determinato l'uniforme dei reggimenti dragoni e dell'artiglieria a cavallo, consistente in pantaloni e tunica ve,rde scuro (poco ,dissimile d.alla precedente) e bllrretto nazionale (soiapka) di pelo di montone, in sostituzione del berretto a foggia prussiana. Con questa ultima modificazione è scomparsa dall'esercito russo ogni traccia delle uniformi tedesche. Dunque tutta la cavalleria di linea che può prender parte nelle guerre d'Europa, sarà composta di soldati capaci di combattere con armi a fuoco; e il rapporto di queste colle Iancie è ora -interamente ,cambiato, Mentre p.el passato i quattro reggimenti di ciascuna divi-.
~ione erano armati di lancia, ora soltanto 1/ i della .forz~ (il r~ggimento cosacchi) è provved·o_to di quell'arma; e colla riduz10ne dei reg~ gimenti ulani ed ussari in reggimenti drago~i, il numero d?lle armi a fuoco in ciascuna divisione è di 1/!f maggiore, e la dotazione cartucce duplicai~ in tre dei ,i. reggimenti che la compongono. I 46 ret gimenti della cavalleria regolare russa avendo dunq~e. perduto ~utt11 distintivi del lanciere, lancia e revolver, possono d1rs1 altrettanti reggimenti di fanteria a cavallo. . . I fucili dei dragoni (clragunsk<1ia 'Ointovka)'. dei co~acch i (Kasaciaia) e della fanteria (piehotnaia) sono tutti del s1s·tema Berdan N. 2, e differiscono solo un poco nella lunghezza e nel pe~o. Il fucile àa fanteria con baionetta, lungh. m. 1,83, peso clnlg, ,i-,"108 id. dadragoniid. id. id. 1,61 » » 3,779· i-d. dacos-acchi id. id. (+) id. 1,70 » " 3,373, L'alzo per le armi della fanteri~ è graduato fi~o a ·I 500 passi, ~ei d,rag~mi fino a rnoo, per le carabine eia cava11errn fino a 600 passi. La dotazione complessiva di cartuccie· per soldato è la seguente:
I o
·a
o 'E o o -"oa:>u cd
V1
s
;...e ~
~~ UO() ~ "6i) ~§ ..-
.
<00
'
e1~ ~ 1- ~ ; .
~ : .é)
·- z - •Z
o
Q
"'
~
·-
o "U)
1.'
&:.oO ~ g_ go r,...,
~ Z
_C...(l)
s ~--o
·-
E"'
Per fucili d~i dragoni.
t,;0
50
37
10
74-
2H
cosacchi .
iO
50
61
Hl
74
235
Per le carabine eia cavalleria
20
30
37
-10
2.8
'12~
Pei re;volver
·-t8 . 18
·48
-
-
5i
~
»
))
))
))
Il tir.o- a~ bersaglio v~ene eseguito con molta cura'. ·quello . pra1tico dividesi in tre parti: preparatorio, d'istruzione e di comba}timent~. li tiro preparatorio si eseguisce alla distanza da 4 00 a ~~O ?ass1. In questo e~..ciiio ij sold~ltb deve soch1fisfaTe a_ èerte . eondtZt<il.~l per passare alla seconda parte, cioè al tiro d'istruz10ne; oro es~~u1~ alle · distanze di 200-400 pa~si, senza Jbhl1·g-0 di -so~disf~re ~ c~n~mom particolari. Il tiro di combattimento ha luogo per riparli ed mdmd-uaJmente. (I)
"
n fucile da cosacco con bajonetta
è
soltanto per la fanteria cosacca.
33<1.
nrvtSTA
ESTERA
Oltre questi eserc1Z1 i migliori tiralori (uWciali, ~ottufficiali e 301_ dat!), alla p~esenza ~i tutto il personale del reparto eseguiscono il tiro, -cosi detto: d1mostrat1vo (pokasatelnaia st1·ielba), allo scopo di far ve.,dere praticamente la linea percorso dal proietto, le deviazioni, la rosa. di tiro, ec. Riepilogando. - I giovani soldati fanno 2 tiri di prova a 100 .passi (ti. colpi per volta) o quindi passano al: Tfro prepa.ratario.
4)
::i o
·.i
"'
~
"'= ="' «"" - a. a~ ~ ·;;;, ·<.:> __ o
o
'-' N
...
V)
·- d
0--
.
-so
Posizione
..."'"'
:3 ;.; a.
Condizioni
e,
i:q \
1•
rnoj
2•
200
4 A terra
))
))
No
3•
200
4 In piedi
))
))
N° 1 »
4- In piedi a braccio sciolJN° ·~ 3 colpi nella ·zona bianca. I ~
»
))
)I
»
"
proseguono poi al: Tiro d'istruzione.
·ao ·;:.
«· N v, e::
V)
"'="'
s~ ;:::::! -"'
"' .2 "' A ,-:i
I
·o g.N
Posizione
Bersaglio
<Il ::...
Q(!)
o.
1
200
i Iu piedi a braccio sciolto Figura sul bersaglio N. 1
2
300
4 A terra
.3
4-00
...
4 !2 ~ te~ra co1;1 appoggio J2 Figure a contatto m gmocch10
200
4 A terra con appoggio
1/2 figura
:5
300
4
~ /2 .· figura
))
))
))
~
»
"
JI
.
)
335
Per ultimo il tvro a sal'Oe ( eseguito per mezzi squadroni, dalle po:i;izioni di braccio sciolto, in ginocchio, a terra), e il tiro di combat1imento (per sezioni): due esercizi, cartuccie ~ 4-; ogni esercizio è fatto dallo squadrone appiedato. In complesso per l'esercitazione annuale del tiro a bersaglio vengono assegnate ad ogni uomo cli cavalleria 70 cartuccie a pallottola, 10 a salve e 100 pel tiro nelle camerate: al soldato di fanteria armato cli Berdan 130, 15 e 100 rispettivamente. Se le condizioni di tiro per la cavalleria poco si discostano da quelle prescritte per la fanteria, meno ancora differiscono le norme pel com'battimento in ordine sparso. Grazie ad antico uso, l'istruzione pel combattimento a piedi della cavalleria (compresi i cosacch i) ha grande importanza, cresciuta d'assai in seguito all'adozione del Berdan . Nei dragoni e cosacchi , por avere in catena un forte numero di cacciatori, appiedano i N. 1 e 3, cioè i 2/ 3 del totale (il N. 2 resta a cavallo e tiene i cavalli); mentre che negli ulani appieda soltanto la 2a riga, cioè la 1/'.2.. I soldati a piedi si schierano innanzi al fronte in modo da formare un plotone a piedi cogli uomini dello stesso plotone. La forza di questi plotoni è cli 10-12 file per dragoni, di 8-9 pei cosacchi e di 8 al più per gli ulani ed ussari. I cavalli smon·iati vanno a disporsi in un sito vicino e coperto (in media a mille passi), ed occorrendo sono avvicinati alla truppa che è sul fronte. Le regole per l'ordine sparso e pel combattimento a piedi della cavalleria, tanto nell'offensiva, quanto uella difesn, come pure pei lavori di trincera1ilento, corrispondono interamente a quelle fissate per la fanteria. I dragoni eseguiscono attacchi colla baionetta. I cosacchi, ulani ed ussari, lasciando l'arma a bandoliera dietro le spalle, si lanciano contro il nemico, occorrendo a piedi (il moschetto II bandoliera come a cavallo), colla sci-abola o sciaslca in pugno. È prescritto per la cavalleria di ma\ sparare da cavallo (meno che col revolver), e di valersi della carabina o moschetto solo per fare qualche colpo, d'all'arme, « giacchè il nemico deve essere affrontato sempre colla sciabola e colla maggiore energia possibile». Da cavallo non tirano che i cosacchi, e solo per gara·. Colla riduzione dunque della cavalleria ad un unico tipo si avrebbe: ~ 0 migliore armamento, e quindi attitudine maggiore al combattimento a fuoco; 2° possibilità di fa rvi concorrere un terzo più di individui ; 3° infine, possibilità di regolare l'attacco al la baionetta collo stesse norme ,che sono in uso presso la fanteria. - Tali sono i vantaggi tattici .
336 RIVISTA Ma le idee russe mirano ad allargarne d'assai il dominio strategico. Col perfezionarsi delle armi a fuoco avendo la cavalleria perduto la caraueristica dell' urto, essa non sarà più • la clava della battaglia, sarà bensì l'occhio e l'orecchio dell'esercito». Ma non mancano gli oppositori, e questi amano citare il seguente esempio: L'imperatore Nicola, tO alllli addietro, formava un corpo di dragoni di 8 reggimenti di 10 squadroni ciascuno, colle rispettive batterie d'artiglieria a cavallo. I due squadroni d'ala di ciascun reggimento, provveduti di lancia, erano destinati a manovrare esclusivamente a cavallo; mentre gli altri squadroni, armati di fucile, in certi casi dovevarro appiedare e formare battaglioni di 8 compagnie ciascuno. Tutti i soldati erano nondimeno addestrati nel servizio di cavalleria. Di maniera che il corpo doi dragoni composto delle tre armi, poteva agire in modo affatto indipendente. Ma riusciva assai malagevole mantener l'ordine fra una moltitudine di cavalli senz.a cavaliere o disporre quella massa in maniera da non esse!'e improvvisamente assalita dalla cavalleria nemica, e ·nello stesso tempo da poterla avvicinare con prontezza ai battaglioni dragoni. Per la ragione dunque di non allontanarsi troppo dai cavalli, i dragoni si valsero assai di rado della libertà dAi movimenti. Ed allorchè i battaglioni trovavansi impegnati in un combattimento serio dal quale non fosse stato loro possibile di uscirne a piacere, essi, ripiegando sui rispctfr,i cavalli, erano continuamente minacciati di portare un grande disordine nella formazione degli stessi cavalli a mano. Il valore t~ttico del corpo indipendente dei dragoni restò assai discusso: e la storia tiene un completo silenzio a riguardo di quella istituzione, benchè le campagne di Ungheria, e particolarmente quelle di Crimea, aprissero un vasto campo alla sua attività. Fu forse tale inoperosità che indusse Ales5andro I[ appena salito al trono, a sciogliere tale corpo. Senza arrestarci a confronti e· discussioni possiamo stabilire che ormai l'idea di servirsi di grossi corpi indipendenti di cavalleria per scopi strategici abbia preso il sopraVYento, massime dopo la morte del generale Skobelev, strenuo ed ultimo sostenitore dell'azione a massa della cavalleria sul campo di battaglia e ultimo uampione della lancia, l'arma nobile e tradizionale del cavaliere russo. E veniamo alla costituzione delle unità strategiche. La cavalleria regolare, dopo le recenti modificazioni, senza la scorta particolare dell'imperatore ( alternatamente 2 squadroni co:iacchi del
ESTERA
337
Kuban e Tcrek ed ~ dell'Ural), della gendarmeria e d'alcuni altri corpi, conta in Europa: i O reggimenti della guardia e i2 reggimenti di dragoni (meno i i del Caucaso) tutti a ,i squ_adron~. . A questi vanno aggiunti, in pace 20 (~) regg1ment1 cosacchi del Don e 3 dei cosacchi d'Oremburgo e d' Dral di i O turno tutti a 6 soti~ie, nonchè un reggimento misto (sl()odni ) cosacchi della guardia a i squadroni, il quale in guerra si trasforma in 2 reggimenti a 6 squadroni. La cavalleria della guardia in 1crnpo di pace comprende j divisioni:
. l
1• Bngata
. l
. U\ "' Briga
9• '
~. l
t• Brigata
1 • D1vrs10N:!.
Reggimento Cavalieri dell'Imper:itore. Regg1· mento deIl a "<Tuarc1·ia a cavaIl o. Corazzieri dell'Imperatore. Reggimento . Reoounento Corazzieri dell'Imperatrice. 00 2,• D1v1s10N11.
Reggimento gran.atieri a cavallo. . . Reggimento u1an1.
Reggimento dragoni. Reggimento ussari dell'Imperatore. 9 origata :.• . . Reggimento cosacc111 misto. Squadrone cosacchi clell'Ural. Reg"imento ulani dell'Imperatore. 0 3• Brigata Reggimento ussari· d1· Gro dno . n .
!
.. I
L'artiglieria a cavallo della cavalieri~ ~ella guar~ia (r> ba~te'.ie. regolari ed i dei cosacchi del Don) cost1tu1sce la brigata arugliena a ca;vallo della gnard ia. . Sul piede di guerra la cavalleria d_el!a guar~ia_ ~o~prende ~ .d,visioni, la 2a divisione trasformandosi m due d1v1s1on1 cavalleria, ed allora Ja 1• divisione incorpora lo squadrone cosllCchi Ural della· "uardia e assume il tilolo di !< di·oi~-ione coir·azzieri della gtwrdia »; le due divisioni nuove formate prendono il nome di 1• e 2• divisione cavalleria della guardia e sono cosi costituite: (I) Per l'invio io disponibilità dei s reggiment! cosacchi d.el Don, ctrettivamentO' ora in servizio risulto no 15 reggimenti, non compreso quello misto ~ella guard ia; mu i reggim enti inviati in disponibilità, per semplice c.agione d'econom1a, possono esser& In caso di mobilitazione immediatamente r1cb1amau. ANN O XXV l]l. V OJ,. I.
RIVLSTA
1a D1ns:o~E . Reggimento granatieri a cavallo. » ulani. » ussari. » cosacchi déll'Imperatore (formata dal reggimento cosacchi misto).
2a D1v1s 10NE.
Reggimento . dragoni. » ulani dell'Imperatore. • ussari di Grodno. » cosac.chi dell'Atamanno (formato dal re""imento co<>l'l sacchi misto). La brigata artiglieria a cavallo della Guardia viene sciolta, e ripartita in modo che ciascuna delle 3 divisioni cavalleria della Guardia risulta avere 2 batterie a cavallo. Le ,14- divisioni cavalleria di linea non subiscono alcuna variazione pel tempo di guerra, nè riguardo. al numero, nè alla costituzione, ,ciascuna divisione essendo sempre di 3 reggimenti dragoni ed 1 di cosacchi; .la 1 • brigata consta di due reggimenti dragoni, la 2• di un reggimento dragoni ed uno dei cosacchi, cioè di un reggimeri.to a ,i- _ squadroni e di uno a 6 sotnie, e perciò risulta alquanto più forte della 1a brigata. Dei ii.i reggimenti cosacchi del Don, H (1° - 8°, 1,1 °, 12°, e ~ 4- 0 ) sono addetti alle divisioni .cavalleria del numero corrispondente, ·cioè alle divisioni 1a - 8a, 11 a, 12a e Ha, e 4: ~9°, 10°, 13°, e 15°) .costit.uiscono la divisione cosacchi del Don. Ogni divisione c:ivalleria, comprese le 2 batterie a cavallo, è ad-. ,detta al corpo d'armala avente numero identico. Il 15° corpo d'armata non ha cava!leria. Inoltre l'esercito del C:aucaso conta in tempo di pace 3 divi,;ioni cavalleria, comprendenl.i in totale 4: reggimenti drago11i e 4O cosacchi. I comandanti di divisione hanno il grado di tenente generale. La brigata di cavalleria ha un'importanza affatto secondaria e vale. solo nelle esercitazioni; spesso il comandante · più anziano di reggimento ne assume pure il comando; in seguito alle recenti riduzioni vennero soppressi gli aiutanti cli campo e gli uffici dei comandanti di briga ta. I reggimenti regolari comprendono due divisioni, quelli dei cosacchi tre, cia;;cuna comandata da un ufficiale superiore e composta di due ~quadroni (e rispettivamente sotni e) . Lo squadrone o sotnia, è co1
,ESTERA
339
mandato da un rotmistr. ( ~) Ogni reggimento conta inoltre ,un drappello ( Komanda) di non combattenti: cioè operai, soldati del treno, ecc. Fa parte pure del reggimento, benchè aà esso distaccato (eccetto fa Guardia), uno squadrone di complemento (sapas ), che tiene guarnigione nelle vicinanze del distretto di rimonta e che, in tempo di pace: procura le rimonte, ne provvede ai reggimenti e istruisce le .reclute; ed in guerra, cogli uomini di riserva, coi congedati e colle reclute forma uno, ed occorrendo, due squadroni di marcia,· della forza di 2.0 fil e per plotone, destinati a risarcire le perdite che si vengono facendo ·in campagna. Gli squadroni di complemento delle due divisioni cavalleria della Guardià, (tranne quelli della 3a brigata della 2a divisione) in pace restano presso i reggimenti rispettivi, in guerra, soltanto formano la brigata di riserva della Guardia, eccetto quelli della 3a brigata ecc. i quali non sono riuniti in una brigata. Gli squadroni complemento di due divisioni cavalleria di linea costituiscon0 insieme una brigata ea?Jalleria di riser1,a; cioè, quelli della 4a e 2• divisi~ne formano la 1n brigata di riserva, quelli della 3a e -4 3 divisione la 24 brigata di riserva ecc.; gli squadroni di complemento dei reggimenti dragoni del Caucaso costituiscono la br'igata oa'Valleria di riser'Va del Caiwaso. In guerra sono dunque in totale 8 brigate cavalleria di riserva, dipendenti ciascuna da un maggior generalè. L'effettivo dei quadri di uno squadrone di complemento conta 7 ufficiali ( corri preso un colonnello o tenente colonnello comandante dello squadrone), 40 sottufficiali a piedi e 48 sottufficiali, i trombettieri, -100 soldati montati. L'effettivo di uno squadrone attivo e lo stesso in tempo di pace e di guerra, collìprende cioè 16 file di uomini montati per plotone (non contando i sottufficiali): esso dunque non abbisogna d'essere completato. L'effettivo di un reggimento (.i squad .) sul piede di . pace e su quello di guerra conta d,i 34 ufficiali, i8 sottufficiali, 47 trombettieri , 5 funzionari, 512 uomini montati, 420 combattenti a piedi, 87 non combattenti a piedi e 5·17 cavalli da sella; il carreggio del reggimento in pace è di 5 carri e 15 cavalli da tiro. Dei 20 carri mantenuti sul piede di guerra, 13 i;ono a 2 cavalli (6 per ufficiali, ,i. di sussistenza, 4 dello stato maggiore e 1 del lazzaretto e 1 piattaforma farmaceutica) 6 r. ,i cavalli (2. da cartucce e .i di sussistenza) ed -1 carro farmaceutico a 4 ruote. Ecco ora come sono forma te le -1 ,i. divisioni cavalleria di .linea stanziate in Europa : (1) Fino ad ora dei 4 comandanti di squadrone di un reggimento di linea .2 aTe- · •ano il grado di ..otniistr (capi tano) e 2 il grado di maggiore.
e
Reggi menti
Divisiimt
Stanza del
Batterie a .cavallo
ca ,~IJ eri a
Dragl)ni
Stato c9nfinante o
Comando della Divisione
,Cosacchi ·
prQSSJIDO -
-
2° e ?0 i\ . ts. 0 e 6°
1° Don 2.0 »
~n ~
2,a
J'ver .(presso N[osca)
Interno
3a e
4-11
.Su:.valki
19, 8° e .9°
3° »
58 e 6a
Ko.vno
Prussia .... Prussia
IV
10°, 11 ° e ,12°
4°
7a e ga
~Bielosiok (?ro.flno)
Prussia
V
1
13°, 14° e 15°
5° »
ga e ,t oa
Vlatzlavsk (.Varsavia)
VI
16°, 17° e 18°
6°
»
1~ n .e 12.a
!,omgin (Pq!onja)
frussia
VII
19° . , 20° e 2'1. 0
7_o
»
131 e 14,.
/elisavetgraù(occj~lente.PQ ltava) .
l\umenia
~ 0,
I II III
VtIII
IX X
XI XII
~
I ~2°, 23° e 24-
»
. ·Prussia
~
0
go
}>
\5n e ,t adei cus. ~el Dan· Ki~ci~ev (Bes~Jtrabia)
2i 0 , 26° e ')/']:.O 1° Ural 2.8°' 2.9° e 30° 1°·Oremburao . ·-· -~ 17ae 3° » 34 °, 32° e 33° H O _Don 181 e ! 0 » . , 34°, 35° e 36° ~
,f ~o
>>
))
Rumenia
Romni (presso Pqltava)
Interno ..
'~
Interno
»
-Ci~~uiev (~_arkov)
))
J)ubno (Volinia)
t\.t1stria
))
;J(iev
Austria
f.
X.III , 31°, 3go e 39· 2° Oremburgo 20a e 22• 0
. '
XIV
I
r
:çenstqJ101 (P.ol9ni1t mcr1dion~J.e
Tnterno ("
A_ustria
344
EST1!1'A
Osseruaaùme. - Le batterie regolari 3, 42, 18, 19, 24 e 23, come pure lo batterie cos~cche 4-a e 5" (stanziate nei territori di confine), hanno sul piede di pace due carri munizione; le altre batterie non ne banno nessuno. COSTITUZION:F. DHLLE
3
DIVIS ION I CA VAl, T,ERIA DEI. CAU CASO
s
I 4·
II
III
Batterie cosacche
llj)
·.:
~
l
Reggimenti
"'
Divisioni
Dragoni H0
a cava llo
Cosacchi
,t a e 5a del Kubau
O 45°
2"
-
2 del Kuban, 1 Kutais
1•
,1.30
·I del Kuban , ~ Terek 1• e 2a d~I Kuban
2•
-
1 del Kuban, ·1 T,erek
I 4a
,mo
I 2u
-
del Kuban
4• Terek
2 dol l{uban
i
Osservazione - .La compoi!Zlone di queste !re divisioni differisco totalmAn tc da quella delle ·14 di cavalleria so pra accennate, in quanto che qui il grosso della divisione non è formato dai dragoni, ma dai reggimenti del Kuban e Terek, e l'artiglieria a cavallo è anche presa dai voi./isko del Kuban e Terek. COSTIT UZIONE DEU,l DIVISIONE CO SACCHI DEL DON
Questa divisione consta dei reggimenti cosacchi del Don 45° e 9° (1• brigatn) , 10° e 13° (2• _brigata); ai quali sono addette lo batterie cosacche del Don 50. e 6" (già effettive alln 13a divisione cavalleria e attualmente comandate presso quella divisione). C ,WALLERIA e, ARTIGLIERIA Orti COSACCHI,
La disposizione recente di chiamare alle divisioni attive, oltre i co.sacchi del Don, anche quelli d'Oremburgo e d' Ural, dimostra. la tendenza di rendere quelle truppe ntte a .guerra europea. Onde pare opportuno di riepilogare le forze cosacche. d'Europa: .
-
-.
...-; . ·-cc
·-
di guerra (20 fll e). Squadrone cosacc hi dell a Guardia d'U1·al t p. p. di pace (lG fil e) . Reggim ento cosacchi del Don della go ardia dell' Imperatore » ) ,. • > dell'Atamano (in g.) Un o degli squ adron i cosa cchi (Kuban o Terek} di scorta dell'l mperaiore - piede di pace e di guer ra Reggimento misto della Guardia (ol sq uad ) p <li pace cli guerra Reggimento cosacchi del Don (6 sot.) { pp. di pace di guerra . . I » » d'Oremburgo 1 p. P· di oace . di guerra ., > d'Ural (6 sot di pace Rt>gg irregola re a cavallo del Kutais piede di pace e di guerra di_guerra > » » JCuban {6 80 t. J p. p. d1 pac:e. d! guerra )) Tcrek (il sot .) { p. > p. d1 pace . Divisione cosar.chi del Kuban ~tanziata a Varsavia p. d~ guerra Reggimento.cosacchi d"Astrakan (4 sot p. d1 pace .
I
.
.
.
)f ~:
l
•
.)l
.
.~ ..,
8::,
~
..
..., o r:n
()
8 ~ <
53
17 17 96
8
16
38
21
64 Sii
42 21
92
35
:56
21
56
92
34 56 23 30 23 86 23 17 34 11 15 30
Cosacchi Cavalli
,.
.... (.)
8 p
,.
56
58 38 18
G2 38
...
.!J
8 o
....... .,...., e .... 6 ... .,... ce (1$
Cl)
q)
o..,
N
.Cl
c,2
8
8
o
o
o
i:i:.
o
~
00
a)
. ... U)
= rJ)
<O
'O
~..o
-o
q)
4
-
160
26 191 202
,6 640 109 i80 19 3 686 65 • 3(i 13 3 756 47 808 19 2 784 78 HGl 13 2 845 66 774 19 2 784 78 963 19 2 843 71 925 .....! 1 600 8 G62 13 5 ( l.) 768 109 957 13 5 ( 1) 793 94 902 9 5 (1) 512
9 5( l) 7 13 a 13 s
-
532 <J66 508
532
S5 ti,19
9:? 16 72 78
622 293 654 624
... i..
<O
C)
100 27 )91> 18 l'l8 27 159 5 6 960 155 1176 60
-
Annotazioni
i.. ...
~~
-
4 4 25 ~~
e
i:; ...
:,
e:
... f-.
..,...
21
55 15 75
15 75
33 64 95 15
7:l 11
27
55
20
I reggimenti cosacchi del Don hanno lo stesso carreggio dei reggimenti dr,1gon1: solo un 15 carro in più. Gli al ·ri reggimenti cosJcchi hanno in gran 2 parto cavalli cJa basto. 6
6
7
2. (l) Nei 5 fu11zionari è com5 preso 1 cappellano il qua le pe1· 2 ,,ltro e soltanto addetto Ili reg-
• g1menti st,111ziati uei territoi·i
2 del Transcaspio e Transcaucaso. 2
?
,
2
2 2 2 il
2
2
N. B. Il riumero l!ei quadrupedi da tiro e da basto pel bagaglio dei Cosacch i Yeniva ridotto ultimamente (29 dicem bre. 1881) quasi ni 2/3> e prescritto che i Cllvalli da tiro pei carri bagaglio, per la cassa e carri dol comando, come pu re i cwalli <la b.isto per la formacia di campagna s·,icquistassero al momento del bisogno. Presso il comando d~ I reggimento o della sotnia attualmente è mantenuto sol tanto 1 c:irro cosacchi a 2 canili i. Inoltl'O come riscr,,a è conservato un carro da cosacchi e l cavallo da. soma, o pcl servizio di lazzeretto, 2 carri cosacchi. Questa riduidone, la quale si esten de anche ai cosacchi tlolla Guar(lja ed all e batterio in servizio, potrebbe all'atto nella mobilitar.ione n sultaro svan taggioso, in quanto che allom·a convonà acquistare non pochi quadrupedi pel trasposto <lei bag!\glio Osseniamo inoltre elle il bagaglio dei ~ cosacchi ò mobilissimo percho assai limitato e d'ordinario portato a soma. w
3{2
RIVISTA REPARTI TATTICI l'iedo di pace
e,
Cosacchi
r_O
= o
È
.;
o
~
"' Regg. Guardia dell'lmperat.
,. ,.
,.
,.
'i:,
.,.~
. .,,
.Q
=o
::,:
:,
(6 squad. )
misto della Guardia (4 squad.)
I
>
.
>
(a 5 st.
>
(a 4 st.
Sotnie della divisione a cavallo distaccata a Varsavia.
E
p
"' o 'i:,
.; -o
I~ " I~
o ...
U>i:,
-;; ~ L
"J
:::, <
;, =o
.2 ...... e e: ~o
I
=
"' -"'
.Q
e o
1
e
.Q ::,
::,:
"<$
-; g.. C: ·:t>
,.- f- o
6,
;
6'
4
'
I
l
l
l
2 (1 2(1 4
IO G
--
Totale sotnie o squadroni 124
180
3
4
12
-
30 16 4 64
6
75
9
3
2 I-
- - -
612
30>
20
2
- -
4
2·
60
45
I
2
2 2
..
llegg. cosacchi a cavallo di linea (a 6 st \10(2
.
Cosacchi
'1." ::,
l
Squad. di riserva dei cosac. della Guardia
>
f- o
f-
J
Squadroni della s corta dell'Imperatore
>
..,. -" <> '" '"cr .,e o"'
;g
0<
=:;,
o
.,.,,
Atamanno (6 squad.)
Squadrone della Guardia
,.
.~.: C
~o o ...
E -;_ E
f
Piede di gu er r a
12 60• 2
-
-- -
2·
18 ~fi6 374 102 46 1.2 184 50 7GB'
Batterie a . cava llo i
Batt. (a 6 p. l della Guardia dell'Atamanno I Batteri!\ (a o pezzi) •
7
Batteria (a 4 pezzi) .
2 2(3
Totale batter ie
- s 4 - -
To tale pezzi 48
20
,5
I
9
21
1· 8
5
2 36 I
9•
- - - - - --5 , 2 . 19 22 8 - - - - - - - - ·- · 20 8 •JS2
- -
5
Q6
~
-
2
;I
48
2 3i
-
30 12 222
i
( IJ Uno dei quali attualmente in disponibilità. - (2) 5 dei quali attua l me nte in disponibilità· (3) La batteria n . 2 dei cosacchi di Oremburg.o è attualmente in disponibilità.
N. · B. Il voissko del Kub::m in tempo di , pace dà ancora ·1O reggimenti-· quadro di 2° turno, ciascuno con un effettivo di 33 uf.ficiali, 42. sottufficiali, 2 trombettieri, cosacchi combattenti 68, non combattenti: ,1 funzi onario (contabile) e ,'1.7 uomini di truppa; cavalli da sella. di ufficiali 23, di truppa Si, cavalli da tiro 2. - I voissko ael Don e d'Oremburgo manlengono-. inoltre a ciò in tempo di guerra, 1 batt11ria di complemento ciascuno. Il voissko dell'Ural mantiene inoltre sul piede di pace e di guerra, ,t. sotnia d'istruzione.
3.44
RIVIS'l1A
Quanto al valore intrinseco dei cosacchi domina in Russia un-a irrande disparità d'opinioni. Mentre akuni nella natura, per così dire sel:aggia, del cosacco, nella sua destrezza, tolleranza alle fatiche, senso d'orienl~~onto ed intelligenza natu rale veggono le qualità essenziali del serv1z10 de!la cavalleria fuori del campo· di battaglia; gli ufficiali della ·cava Ilena regolare appongono ad essi ( cosacchi), con un senso forse di . ,e?cessivo pessimismo, indiscipli na, negligenza, infigardaggine, mancanza di fermezza e persino, in certo modo; timidezza al fuoco. E si a/)'giunge .eh~ senza un'istruzione, una disciplina, un. comando pari alh~cava lleria regolare, ~ssi non bastano se non a servizi minuti di guerra, ,com~ . scortare I convogl i, portare ordini, eseguire escursioni contro local_,ta ~o~ _gueruite di truppa p, di armi, e tutt'al più inseguire un ne_mico mv1hto. - Comunque sia, constatiamo qui alo.uni usi, che svilnppando le facoltà fisiche e intellettual i del Cosacco, tendono a renderlo un elemento non disprezzabile in guerra. I Cosacc~i fin dall'infanzia sono addestrati nella rispettiva stani zza a_l maneggio d~lle armi, nel l'equitazione, negli esercizi a piedi e nel t~ro al bersaglio: le quali istruzioni acquistano un pretto carattere militare nella . categoria preparatoria, specialmente mediante le !riunioni annuali (godni sbor), eh.e dltrano ordinariamente 55 o-iorni . · Onde fo preparazione militare è completa. Le norme del servizi~ e le istruzioni nelle varie armi sono quasi identiche Il quelle in vigore prl:)sso le altt:e truppe dell'esercito. Esiste invero a prima vista una cert~ differenza tra i ~'eg_gi~enti cosacchi e quell i della cavalleria regolare, difotta ndo i pnm1 di ordine esterno nelle for mazioni e nelle evoluzioni, di aaiJità nei m?vimenti e di grazia nel cavalcare: ma questi difetti, sono iompe~sat1 da,lla speciale attitudine dei Cosacchi nel combattere isolato, superare gli ostacoli, nell'esercizio a faz ioni ,di /)'uerra, nel servizio di sic11rezza e d'informàzione. Del resto l'avere :mmesso i reO'aimenti . • 0t;) cosacch.1 d1 ·1 ° turno nella costituzione delle divisioni di cavalleria regolare ha fatto s( che tale differenza sia anda ta sempre più scemande, e che la cavailena regolare stessa abbìa preso non poco dai Cosacchi . - Può_ ~irsi che l'appéllativo di truppe irregolari, dato ai reggimenti c~saccht di 1°turno non sia davvero più ap propriato1l.emmeno ai Cosacchi eh 2° e 3° turno, ,giacchè la maggior parte di questi hanno fatto il ·l~ro .tirocinio nei reggimenti cli 1° turno. - I Cosacchi sono poi esercitat, nel combattere a piedi e nel tiro a bersaglio identicamente ai dn,goni, e i~piegati in_questo genere di ~~rvizio vi ries'cono perf~ttamente. Il difetto maggwre sta nel numero degl i ufficiali. In ciascuna sotn ia, tl tempo di guerra, oltre il capitano (Essaul) vi sono soltanto
I
1
1
•
ì
345 -due ufficiali, d.ei quai\ non di rado uno è comandato. Q.uesta circostanza rendesi molto sensibile, atteso i freqttenti distaccamenti di piccoli drappelli ; ]o che, inoltre, a cagione degli effettivi minimi di ~ +linee per plotone, delle perdite che avvengono in cam pagna, ~ei distaccamenti, e~c., r!dt~ce ben presto la sotnia al suo win'Ìlrnwm. E perciò che vuol$t costitmre. il reggimento su 4- sotnie in veèe ·che su 6, potendosi così !or:111ar~ ·queste più forti, ed assegnar loro un maggior numero di ufficiali e d1 sottuffic1ali. Anche i medici ed il personale sa\)itario risultano molto limitati, come pure vi è scarsezza di operai per le riparazioni. , L'. armamento dei Cosacchi si compone,: della lancia (pika) senz.a bandernola ed alquanto più lunga di quella della cavalleria regolare; -della sciaska, sciabola senza elsa, portata a ban,doliera sulle spalle; -del fucile da cosacco (vinto'Dka) sistèma Berdan N. 2 senza baionett~ {i battaglioni cosacchi a piedi hanno lo stesso fucile con baionetta). I . cosacchi del Caucaso sono inoltre provveduti di pistola e del · Kinsg,ial (specie di stocco) .· I vachm.istre e i non combattenti p,ortano revolver. L'u.niformé (s·alvo quello che portano i cosacchi del Cauc('so, simile al -circasso) consiste in un comodo pas.tnino (Kaftan) turchino scurp, gra:gdi pantaloni (.~ci aro1Jari) con ba nde1rosse, stivali alti , berretto di pelo di. montone (papascia) , mantello e bascli k come la cavalleria regolare. La vita è cinta da una cartucciera di cuoio con . due saccoècie con-,. tenenti 20 cartuccie ciascuna. Agli speroni ( usati soltanto dai Cosaeyhi della Guardia e dagli ufficiali) sostituiscono lo scudiscio (Nagaika) . -Guidano il cavallo con solo fi letto, usano st.alTe cortissime, e quindi :Sono mo\ to sollevati dalla sella . Il cavallo tuttochè abbia le redini co.n solo ,fi~etto, è perfou.amente padroneggiato . La specie dei cavalli è molto varia, provenendo da cespiti diversi ( razze indigene, mandrie dei kalmucchi, ecc., · cavalli da sella, da corsa, da lavoro, ecc.) e va piuttosto decadendo, .attesa la tendenza attuale dei Cosacchi dì dedicarsi _all'agricoltura e industria anzichè all'allevamento dei cavalli . In seguito a questa varietà, ,di elementi eq~1ini avviene ch,r, alct\n i reggimenti, reclutati nelle regioni più ricche di cavalli sono montati molto bene, altri, almeno ii1 apparenza, assai mediocremente. Le buone qualità del cavallo delle steppe (resistenza alle fatiche, sicurezia e sobrietà) lo rendoo~ assai ricercato anche dalla cavalleria ed artiglieria regolare; donde <lillìcoltà di rimonta pei Cosacchi, i quali talvolta devono rimanere . a piedi; grave inconveniente, che diventa gravissimo in tempo di guerra, non avendo i Co·sacchi., come la cavalleria regolare,, depositi cli allevamento. Circa il valore numerico delle truppe cosacche osserviamo che, nel -caso di una gtterra europea, il solo territorio del Don, astrazion fa-
3i6
RIVISTA
ESTERA
cendo dei i2. reggimenti di ,1° turno, è in grado di mettere in pied r e d'inviare sul teatro di guerra, dentro 4 settimane al più, i 40 rerrgimenti di 2. 0 e 3° turno, provveduti delle rispettive batterie. Esistoio inoltre altri elementi per 2.0 reggimenti almeno; come può rilevrasi dai seguenti dati ufficiali. Il voissko del Don per mettere i.n piedi di guerra le sue truppe di fanteria (la quale provvede soltanto i distaccamenti nell'interno del territorio), di cavalleria ed artiglieria, abbisogna di ,154-7 ufficiali e di 6,1880 sottufficiali e soldati, mentre, sopra una popolazione masc4ile di oltre 400000, dispone di ·1843 ufficiali, e· 7_5380 sottufficiali e soldati (escluse le perdite presumibili). In queste cifre non sono calcolati i 2.34 2.7 Cosacchi utilizzabilr in guerra della categoria preparatoria, e gli altri individui dispensati in tempo di pace· dal servizio mediante versamento di danaro e per altri motivi. L'esercito del Don può dunque, senza ,punto toccare i rn6,l ufficiali e 94,,117 uomini che già hanno soddisfatto agli obblighi di -servizio, fare· assegnamen to su altri 400000 o quanto meno 90000 uomini atti per la guerra, col corrispondente numero di ufficiali. Non è dunque una strana esagerazione quella affermata da alcuni scriltori russi che il solo voissko del Don potrebbe in caso di bisogno opporre al nemico della Russia ,100 e più reggimenti. Nel ,t878 la mobilitazione dei rea. . e g1ment.1 cosacchi si fece abba,tanza speditamente e senza mo! te diffi-: coltà; quelli di 2° turno furono convocati alle armi e messi in marciain _2.8 giorni, quelli del 3° turno in 14- giorni . Ora il lavoro della mo-· bilitazione è molto perfeziònato; le liste di chiamata sono già esattamente compi late; sono designati tutti i luoghi di chiamata in viciJHtnza del le linee ferroviarie; tutte le amministrazioni funzionanti comeorgani di chiamata; i 5 distretti del voissko sono colle(fati mediante e linee telegrafiche al comando ceiitrale in Novocerkask; le armi necessarie ~i trovano pronte negli arsenali; e le difficoltà pel trasposto infe~rovia so~o i:1 gran parte tolte di mezzo. Malgrado che una certa parte· dei cosacchi del Kuban, Terek, Oremburgo ed Ural siano costretti a restare al proprio paese o portarsi in Asia, stando a]l'affermazione dii persona competentissima (M. Horo$chin) si può ritenere che la metà delle truppE' sopra menzionate, cioè 2.00 sotnie con 4-0 o 50 pezzi, possono e,sere versate su qualsiasi teatro d'operazione; per modo, che unendovi i 372 squadroni o sotnie del Don (non vi comprendiamoi 2. squadrl)ni di riserva) ed i 132 cannoni (V. appresso), le sotnie dei popoli stranieri, Tartari di Crimea, d'Ussuri, Kutais, ecc., la forr,a di guerra dei Cosacchi può ritenersi pressapoco eguale a 600 sotniee 170-180 pezzi. Che se poi si suppone il caso di una chiamata ge-
nerale estesa a tutte le truppe del Don dell'Astrakan, Orembv.rgo, Ural, Kuban e Terek, per le operazioni di guerra risulterebbero disponibili·: 768 sotnie (più 30 sotnie a piedi), 222 pezzi, ed un totale combattente di 2996 ulliciali e ·134-894- uomini di truppa.
Artiglieria a cavallo. L'a-rtiglieria a cavallo come apparisce dal già detto comprende: 6 batterie a cavallo della Guardia; 23 batterie a cavallo regolari; 7 batterie a cavai io dei . cosacchi del Don; Totale 36 batterie a cavallo. . Tutte queste batterie sono così in pace come in guerra a 6 pezzi. Le 6 , della Guardia (5 regolari e 1 dei cosacchi del Don) costituiscono la brigat_a artiglieria a cavallo della Guardia: la quale in tempo di guerra somnunistra 2 batterie a ciascuna delle tre divisioni cavalleria che allora forma la Guardia. Le 2.3 batterie regolari e o batterie dei Cosacchi del Don · sono ripartite fra le divisioni cavalleria di linea nel modo che indicato , dallo specchio a pag. 34-0. Le due batterie restanti dei_c?~acchi d_el Don,~ norma delle recenti disposizioni, sono assegnate alla chv1st0nc dei cosacchi del Don. Le tre divisioni c;,.valleria del Caucaso ricevono l'artiglieria dalle 7 batterie coc;acche del Caucaso (v. specchio alle pagine 3i~ e 342). Oltre a 2,batterie a cavallo di montagna, lrovansi poi nel territorio del Don ·1 ,i. batterie cosacche di 2° e 3°. turno, ciascuna a 6 pezzi (in pace · a 4 pezzi con ,!,. carri da munizione), ripartite fra le 4O divisioni, da costituirsi in tempo di guerra coi 4-0 reggimenti cosacchi di 2° e 3° tu_rno. Quindi in Europa e nel Caucaso esistono in totale 51 batte:1e ~ cavallo con 3.t2 pezzi. Se poi vuolsi tener conto delle 8 batterie dei cosacchi d'Oremburgo, si ottiene un totale generale di 65 batterie a · cavallo e 390 pezzi. . , . Esistono inoltre in guerra, per l'artiglieria a cavallo d'Europa (a · norma del 1Jrikas 41 marzo 188'2 innanzi citato) ,i-8 sezioni di cannoni mod. '1871, da formarsi allora colle 4- sezioni delle i8 batterie ,a piedi di complemento, in sostituzione delle batterie a c~vallo di complemento e d'istruzione, state soppresse collo stesso pnkas. . Chiudiamo questi cenni osservando che la divisione cavallena russa , di 18 squadroni, disponendo di 1'.2 pezzi a cavallo, è p~ù riccamente · provveduta di artiglieria della stessa divisione cavallena tedesca, la, quale su 24- squadroni conta 18 pezzi. E ricordiamo pure il motto dell'artiglieria russa in genere: Gcl·ie: haciù tam budu! Dove voglio, là sarò. Ecco ora gli effettivi delle varie batterie a ca vallo.
-
-
~
I•
~
-
,,
Cavalli dello Stato
Uomini
;:
·-...s
'I I•
I}
"I•
,.
-·~
-
·-<
e-::
1,
·o E
lr 1,
~
. guerra . Batleri[I a cava llo regolare, p di d" .. p. 1 pace . . . . d D p. di guerra Batteria a cava llo Cqsacchi . e1 on, p. di pace. Batteria a cavallo Cosacch Kuban o Terek, p. di guer. p. di pace. . p. di guer. Batteria a cavallo Cosacch i d'Oremburgo, p. di pace. · Sezione a cavallo dello batterie di p. di guern,. complemento, personole dei quadri, p. di pace Id. personale variabile, p. di guerra . . .
o 5 6 8 5 vI' 5
o
H: p
...o
~
C/)
•18 ,t 4
20 14. 22 9
10
20 14,
~
7
2
ft.
9 ..,
e> .,....
·-...
Q.)
~
i:...
.... _.
~
.... ~
~
so
...
..o
..o
~
~
(.)
..o
8
158 i 4-9
23(&. 160
1
,1-
i::!
o
o
229 2 1"21 3 192 3 158 2
o
~
L..
3 3 3 3 3-
8
4.6 ,o
200
-
;c.
·;;; d
·-·-
o
~E
C1:S i:... Q,>
O..p i::!
·-i:... ~
"'O
c.)
(I)
è .O
~ "'O
-Cl);:::::
·-
·-
N
~
cn a.>
Q.)
<"::'::t
~
"'O t:;<
-
1:
16 103 6 ·102
u·i=
·-
E
(.)
wt..i
~
1-,
L.. C1:S
11
6
2
15 Ht-8
6
18 53 6 106 33 156 20 160 20 4.0 6 76 29 24-7 ('1) •1'1 ? 22 1tl5 ('1) 6 ?
9
6
2
2 H 2
6 4 6
9 2
8 2
))
11
1
1
5 it
~o
43
))
54:
l !2
))
26
2 ,.
h
(1) Da sella o da artiglierta.
b() ~
..o
12
I•
'
(ti
6
1
'
I•
......_
·..... i::! o
o
(1) 1-,
Q) "O
C':l
O
~
-"
l:F)
Ei :.::
o
~
28 42:1 18 53 3,1 1133·
Materiale
.
1
))
2
))
))
))
))
ESTERA
3~9
La ~ batteria rcgolnre a cavallo della Guardin han trombettieri , le altre quattro batterie rn trombeuieri ciascuna. - Gli ufficiali della Guardia e gli uffì cinli superiori si vestono a loro spese - Nella sezione · n cavallo di ciascuna batteria di complemento, 2 cavall i da sella di ufficiali e 26 di truppa sono ascritti al personale variabile. Le batterie regolari a cavnllo N. 4, 2. 13, H, rn, 16, 47, 20 e 22, e le batterie del Don N. ·t, 2, 3, 6 non hanno in tempo di pace che &.O cavalli da tiro e non trainano che soli pezzi: le altre trainano in più 2 cassoni . - Le batterie regolnri a cavallo X. ~. 3, 5, 7, 9, H, ·13, 15, e 15-23 hanno inoltre in tempo di p11cc e di guerra 2 impiegati (1 medico di 2• classe e 1 veterinario), 1 im1e1· bereitor e 3 non combattenti, e di più 2 cnvalli da selln sul piede di pace e 6 sul piede di guerra. Dietro l'nvantreno d'ogni pezzo viene legata una fascina da impiegarsi per traver~are terreni. paludosi, costruire ripari ponticelli ccc. Ogni bntteria ha ~ n[usto di riserva sP.nza person:i le addeuo: 6 cassoni munizione senza inservienti io ciascuna batteria regolare, e 3 in ogni batterin cosncchi del Don, vengono in tempo di guerra nddetti al cnrreggio della batteria, sotto la direzione cli un {euerverk. Il carreggio di un:i batteria regolare in tempo di pace comprende 3 carri di artiglieria e ,t affusto di risen·a; gli altri carri sono 2 carri eia ufficiali, 2 (a 2 cavalli) dolla sm,sistenza, ~ lri:ne-i lcc~ da lnzzaretto, ·1 piattaforma farmaceutica (a 2 ruote) e ~ carro (a •l ruoLe) della sussistenza, il carreggio della batteria cosacca del Don è identico a quello di una batteria regolare. Tanto lo bntterio regolari quanto qnelle dei cosacchi clol Don so.no · provvedute cli cannoni da 8,69 cm., di acciaio a 'retrocarica con chiu:;ura a cuneo, parte della fobbrica Krupp, parte della fabbrica Obukov, aventi un gittata massima di 3dOO sagene (circa 600 metri) ed una velocità in iziale di 13!SO piedi (i'12 met. ). Il peso del pezzo col cuneo è di Kg. 365 (fabbrica Obukov) o 360 (fabbrica Krupp). 4
.
.
-
-
.
-~
·- --
--·
- ..
·-
~
-
I
Uomini
.....
..... -
...... ò $
d
Stato maggiore della Divisione
2 Comandi di brigata di c'ava llerj a . . 3 reggimenti dragoni
. .
.
.
.
.
8
A :::i
o
~
(./)
E-<
-
-
2 -
-
/i.
§ ...... N
..Q
o
\
.
d
~
-..... .....
s::J
~
·..::. ....,
:::i
·0
......
~
<l)
CO
.,...
...... .... s
i-..
, 1-
93 4 i4 51
A
o
'"d ........ <l)
0..A
·-so p
<:..)
·8 8 o 00
o
-
·-2
·-·-
....
..o
E o
~ (F)
·--
s... .,....
c.;
e-:
CO
~
ò
~
o
z
....
CO
Cl
A
t..
153
1
14
1
!l-1
(.)
5
-
316
56 206 24,6
32
22 2t
,t 30
--
,t 8
169
7 2.ii-
10
36
6
6
2
9
4
1
- - -- - - - - -- -- - - - -
4
-
-
-
21
2 batterie a cavallo.
..
-
60
55
686
l p... -
65 836 -
3
<l)
2 -
-
86 19
N
N
f.-
u
,, 5 1536 360 26 1 1815 1
S-.
d
4
-
e ..... ·-
·-M
.O
I
:::i
...."-i
o
2 -
21
132 2i5 77
CO
..... S-.
I
·.....AN
cn
O@
......
A
o..
~
6
-
-
o
o
M
ctS
4 -
-
..
-
Materiale o ..... ~
e,:)
18
1
J
..
A
·...,;:> -
.
11
Cavalli
.....
e et. .......... ·. ·aj A
1 reggimento Cosacchi del Don.
1 sez10ne parco volante d'artiglieria
.,....
..
.
.
-
12
-
- - - - -- - - - -
2.6 2668 361 ·424 2864: 246 427 117 t8
12
350
RIVIST,\
ì\IUNIZIO".n!E);TO
Di una batteria regolare a cavallo
Di una batteria regolare a cavallfl
I Trainato lo In ognuno .. dej 12 cof. ·= Cl
I~·-
o
·-e·-
,g
"'::i
·;;
Cl~ ~ c.
e:
= C ~
<J:>
Ql)
Q)
o-O
e
di di avan retr.
o
Trainato .o
=
Q) _ _
!:- ~ e J> ~ c..
dei 12 cof.
c-;:::.o
e·bO
o
o -o
e
--<
In ognuno
di di avo.n retr.
Granate
576 12
12
30
150 12
12
30
Shrapnels
630
rn
•15
30
! 95 15
15
30
54
3
3
-
3
3
-
- - - - .- -
--
Cartocci a mitraglia
- -
-- - -
Tota'le colpi 1260 30
30
60
4:5
990 30
30
60
T..a recente disposizione che assegna ad ogni battéria regolare a cavallo 12 carri muui7.ione invece di 9, come vedesi, ha arricchito ciascuna batteria di poco meno che cl i 1/3 di colpi. Esistono poi 21 sezioni di parco volante cli cavalleria le quali sono assegnate una per divisione di cavalleria. Ogni sezione di parco volante comprende 24 carri muniziono a 4 ruote e 4 ciwalli e trasporta 116 colpi per pezzo, 37 cartuccia per fucil e da dragone, 6·1 por fu. cilo da cosacco. e 18 per revolver. Coi dati fino ad ora esposti, e tenendo conto dell'effettivo di guerra dello stato maggioro dh,isiona le, possiamo calcolare la forza di una delle H divisioni di cavalleria regolare sul piede di guerra.
1
352
ESTERA
RIVISTA
Risulta quindi che una divisione cavalleria russa al suo completodi guerra può presentarsi sul teatro d'operazione con 3513 uomini (ufficiali, sottufficiali e soldati combattenti), due terzi circa dei quali da impiegarsi pel combattimento a fuoco, ·12 pezzi e 24. carri-munizione, seguiti a poca distanza da al tri 2.;i. cHri del parco d'artiglieria che no duplicano il munizionamento d'artiglieria e triplicano forse quello delle armi portatili. E quand'anche la subitaneità delle operazioni richiedesse di non attendere che gli altri carreggi e i cavalli dei cosacchi siano portati al completo di guerra ( unica lacuna importante da colmarsi per passHc dal piede di pace a quello di guerra), cioscuna divisione di confine, anche non mobilitata, (le batterie di quelle divisioni si è veduto dispongono fin dal tempo di pac.e di 2 carri munizione) può ad ogni istante mettersi in marcia con 2996 cavalieri (1392 dei quali impiegabi li nel combattimento a piedi), ~ 2 cannoni e 4- carri-munizione: ed agire anche isolatamente con iO cartucce per dragone e cosacco, o 75 colpi per pezzo. Il numero di questo divisioni, come apparisce dal prospetto a pagina 3;1.0 è di ~ O: 5 ai confini della Germania, 3 a quelli dell'Austria e 2 a quelli della numenia. Le •I i divisioni dragoni rappresentano una forza di ii1, 9H cavavalieri e 168 pezzi. La cavalleria russa, come lo provano le grandi manovre seguite nel 1881 e ·' 1882 presso Versa vin e Kragnoe Seio, si occupa con raro ardore o risultato positivo delle istruzioni di sicurezza e d'informazione. Presso i corpi di cavalleria vengono fatte manovre sulla carta e sul terreno, giuoco di guerra, passeggiate, lunghe escursioni, esercizi di lena su vasta scala ecc., e quest'anno ebbero luogo manovre d'intere divisioni contrapposte( I ) . La cavalleria, rispetto alle altre armi, non può dirsi molto numerosa, giacchè su ,i 8 divisioni (comprendendovi le trup pe del Caucaso, la guardia e i granatieri) dell'esercito di campagna , ciascuna abbastanza forte (12- 16,000 uomini), esistono 21 divisioni di cavalleria soltanto (inclusevi le divisioni cavallerie del Caucaso e la divisione cosacchi del Don). I io reggimenti cosacchi del Don, da chiamarsi in caso di mobilitazione ( cioè 1O divisioni) sono assorbiti dallo 2t divisioni di riserva, egualmente da costituirsi in tempo di guerra. Calcolando quindi ogni corpo di armata di 2 divisioni, 5 corpi di armata risultano completamenle sprovvisti di cavallerin, uno con una divisione di 24, sotnie, e gli altri con una divisione di 18 squadroni e sotnie. 1
1
(l J A Krosnoe Scio ques t'anno uno dei partiti contava 19 squadroni e l-1 pezzi a cavallo, l'altro IS squadroni e 16 pezzi.
353
In qualunque modo ora si sta studiando la maniera di aumentare fa t'orza della cavalleria, pur non oltrapassando certi limiti del bilancio. f.a Commissione, a tal fine destinata, esaminò i due casi: aumentare il numero dei reggimenti nella attuale loro costituzione, ovvero accrescere il numero degli squadroni di ciascun reggimento portandoli" lla i- a 6. Quest'ultima soluziono parve la più adatra: dal lato amtni1tistrativo, richiedendo in confronto dell'altra 113 meno di stati maggiori; da quello militare (particolarmente). percbè, ammesso l'appiedamento per la cavalleria, nelle guerre future. di uso molto frequente, il numero dei disponibili pel combattimento a piedi in un reggimento di i squadroni viene ritenuto, nella pluralità dei casi, insufficiente a raggiungere qualsiasi scopo tattico. Coll'adozione dei reggimento a 6 squadroni la cavalleria russa otterrebbe tlll . aumento di 96 squadroni; aumento che può in un tempo non lontano essere anche duplicato, ove s~uuitasse a prevalere l'idea, altrove accennata, di incorporare alla cavalleria regolare anche i Cosacchi dei voissko dell'Europa. La Russia dunque è fino da ora in grado, all'atto stesso della dichiarazione di guerra, di lanciare in una campagna europeà le 9 o 1O divisioni cavalleria stanziate ai confini, facendole, occorrendo, sostenere da altre masse di cavalleria. La situazione politica e militare ùel momento e ed altre condizioni locali di difesa, viabilità ecc. , potranno decidere se, ammessa anche l'alleam:a offensiva dei due Stati confìnanti verso l'occidente della Russia, convenga questa gravitare su un sol punto o su parecchi ad un tempo; in qualunque modo es$a può ad ogni istante portare 5 o 6 divi'Sioni dragoni, vale a dire rn-201,000 fantaccini montati e 60 cannoni nella Prussia· orientale o nella Galizia ad un tempo. Conchiudendo, pare che la unificazion~ della cavalleria in un sol corpo di dragoni ( va qui ricordata la proposta di togliere la lancia anche ai Cosacchi) e tutte le modificazioni e disposizioni recenti, quali: la tendenza di migliorare e ordinare l'elemento equino mediante un censimento generale presso tutto l'impero (primo nella Russia), le pubblicazioni dei più accreditati scritlori di cose di cavalleria (generale Gnrko, colonnello Baikof, ecc.), le istruzioni di grossi corpi di cavalleria contrapposti, le gare di allenamento eseguite da molti ufficiali (percorrendo distanze superiori a ~ 60 chil. in meno di ~ 5 ore), le esercitazioni di passaggi a nuoto di fiumi ragguardevoli (Imann, Neva, ecc,) le grandi manovre riferite all'impiego della cavalleria per imprese speciali (ritardare , o impedire al nemico mobilitazione· o concentramento, mediante il guasto di strade ferrate, ponti, ecc.), la dispo1
"'""o XXTIII, T OL. I.
3M-
, .iSTERA
RIV.ISTA
siiione di montare gli ufficiali di cavalleria e d'artiglieri~ di cavali~ deilo Stato (vale a dire di aprire l'accesso a quelle a;~l a~che a1 giovani di modesta fortuna e sollev:ire forse il Jive_llo d istruz~o~e), I corsi d'istruzione aperti per addestrare la cavall~na. nel s~rv1zLO dei telegrafi. ed eliografi, e sino il ~od? fino ad _or~ mm,1_tato ~1 far sfilar~ a piedi (e di corsa) i reggimenti d1 cavallcr_ia mna~z1 all Imperatore pare non siano che il_ co~olla~io di un pensier_o emmenteroentc nazionale, concepito colla vigoria d1 un popolo vergme. , Un giorno fu ]'inospitalità del cli.ma e. la pove~ta del suolo_, ~cl arte accresciuta, che fece barriera all'invasione; oggt che le provmc1_~ da traversare per giungere nel cuore <lello Stato han~o perduto. J. primitivo carattere di steril ità, che i me_zzi di comuni_caz1one (for_rov1e, strade ordinarie, telegrafi , ecc.) e quel h per la su~s1sten,;~ degh e,~erciti sono di molto perfezionati, e, può anche soggmngersi, che l i~vasore non s'accingerebbe più a traversare levaste plaghe d~lla Russia, avanzaudo, come fece Napoleone, con una linea d'.operaz10ne eccessivamente ristretta in confronto del fronte d'ope.raz1one,. e n?n mai~~ cherebbe di premunirsi sucessivamente di basi seco~dar1e: di depos1t._1 da vettovaofo1mento, d'ospedali e di tappe ecc., oggi conviene opporsi agli eserci~i invadenti facendo tesoro di due ric~hezze d~lla na_t~ra: M·ibù, di popoli, agguerri ti, mzze numerose d:b caMlli ; cespi~ di ricchezza che convenientemente utilizzati , in Russia coutrab1lanc1an~ doviziosamente i difetti presentati dalla natura stessa nella Y~stità ~egh spazi, nella deficienza, relativa, delle comunicazioni tendenti a ritardare la mobilitazione(i). In Russ.ia dunque oggi un nucleo sempre pronto di _i0,000 uomm1 a cavallo e 200 cannoni racchiudente tutti gli elementi per combattere indipendentemente dal resto dell'esercito, a guisa di vigile scol~. spia tra le ombre degli avvenimenti, pr~nto a togliere _all'a vversario il vantaggio dì una piLt sollecita mobilitaz10ne col gettarsi sul suo territorio ai primi sentori della guerra. Te,nente OTTAVIO CERnorr. (l i .Alcuni sostennero recentemente occorrere alla Russia per qu~sta operazione_nou meao d i tre mesi ; a ltri invece vogliono ch e per riapotto .\u1tr1a la mobH1tc8.iton_~ rusea abbia un guadagno di 15 gi?rni. Quest'ultima atrermaz,one c1 pare assai discuti bile, do po chs i recentissimi studi fatti dallo stat~ maggiore a ustri~co hanno' prova to come le 3 armate (li corpi d'armata, 550,000 uomini m CJfra tonda) 1mp1egab1l1 rn_ una guerra contro la Russia (I a armata. corpi dell a Galhia e ~us~ri": - _2'', Ungb_ena. ~ Transilvania - 3a Boemia e Moravia) possono mob1htars1 rn 1~ g1or111 ed avete co m p i uto il concentra:nento strategico ai confini russi il 31 giorno dop:o _la ~ichiarazion~ di guerra, e che le 5 divisio ni autonome di cavalleria (25,000 uomrn1 circa), prOVf8 d ute di d uo hatterie a cavallo c iascuna, possano i niziare il concentramento stt·ategico. il 2• giorno stesso della mobilitazione.
aH'
°
CENNI SULL'ORDINAMENTO DELL'ESERCITO INGLESE.°' I. RECLUTAMENTO. - Età delle recliite. - Il reclutamento della truppa continua sempre ad essere basato sull'arruolamento volontario. L'età degli arruolandi dev'essere compresa fra i 19 ed i 25 anni. Sono da eccettuarsi i ragazzi (boys) da 14- a 16 anni, che si arruolano come tamburini, trombettieri ed operai; gli ex-militari, i quali possono esser>:\ riammessi in servizio fl no al 28° anno di età , purchè soddisfino ad alcune condizioni. Per giudicare se la recluta ha compiuti 19 anni, gli ufficiali sani-'tari non si contenteranno delle sue asserzioni, ma saranno guidati nel loro giudizio dalle di lei condizioni fisiche generali: apparenza, peso ec. Nessun soldato che ha meno di 20 anni, o meno di un anno di servizio, può essere mandato in l ndia, ocf' in un presidio tropicale; solt<luto dopo un anno di servizio nelle suddette regioni potrà essere ·mandato in campagna. Ferme. - Sono di due specie: 1° Ferma lunga, o permanente (lony ser vice) di 12 anni sotto le armi. La contraggono coloro che si arruolano nella cavalleria della. guardia , i ragazzi, gli operai e coloro che si arruolano ne' corpi coloniali. 2° Ferma brev e, o temporanea ( short se·n 1ice ) che è ripartita . ,in due periodi: il primo di 7 anni di servizio sotto le armi; il se·coudo di 5 anni nella riserva dell'esercito. Gli individui, di ferma breve, ai quali scade il termine mentre prestano servizio all'estero, rim angono -8 anni sotto le armi e ,i. nella riserva. Il ministro della guerra, d'accordo col governo indiano, può sempre autorizzare i soldati che stanno in India a prolungare fino ad un periodo mas-;imo di 12 anni la durata del servizio sotto le armi. (L) Dopo la pubblic azione d elle tabelle relative alla costituzione delle (orze millBr'!tan•itoo sono avvenuti dei notevoli cambiamenti nell'ordinamento dell'.esercito ingle~e: si additano qui agli studiosi i principali fra quesLi ca mbiamenti. Per la compilazione di ques ti brevi ce no i si sono consultali i Gener:al Orders e 'le , Armv Ciroulars d el 1881 e ISSt l ' Armv estimàtes tor 1882-83, il Revised Memorandu m showing the prinotpal chuiges in organ1.z-atio n .
-tari dell'Impero
;rmv
RIVISTA 356 II ministro della guerra può anche annualmente autorizzare ed in-
coraggiare il passaggio alla rise~va dell'esercito di un ~erto ~umero di soldati, dopo solo tre anni di ferma. Questo Yantagg10 è riservato agli individui che prestano servizio nel Regno-Unito, quando i corpi ai quali essi appartengono non istiano per essere mandati all'estero. Una tale misura è presa per tenere la riserva dell'esercito a numero, e vi si ricorre solo in quanto le operazioni di reclutamento funzionino in modo soddisfacente, takhè vi sia un' equa proporzione fra il numero di coloro che entrano nell'esercilo, e quello Mgli uomini che pass;no nella riserva dell'esercito. Cambi di fe·rma. - I sotLurfìciali e caporali di qualunque arma, dopo un anno che son tali, hanno il diritto di contrarre la ferma lunga. Ai soldal.i di qualunque arma, che siano giunti all'ultimo ann,) del periodo che devono passare sotto le armi, oppure che siano· ch iamati a prestar servizio alJ'estero, può essere concesso di rimanere souo le armi per ~ O anni consecutivi, previa autorizzazione del comandante di corpo. Rafferme. - Ai gregari (tranne gli operai, i musicanti, ed un certo numero di tamburini e trombettieri, i quali possono rimanere sotto le armi per 21 anni, acquistando diritto ad un;i pensione), è interdetto di prendere una nuova ferma, salvo nel caso di una speciale autorizzazione do! comando dell'esercito. I caporali, i quali hanno trascorsi 12 anni sotto le a~mi, possono, previa autorizzazione del loro comandante di corpo, contrarre una nuova ferma di 9 anni, trascorsa la quale acquistaM il diritto alla pensione. I sottufficiali hanno il diritto di rimanere sotto le armi per 21 anni; questo diritto è subordinato soltanto al :Veto del mini~tro clel la guerra; la permanenza di 21 anni sotto le arm i dà diritt~ al sottu ffìciale ad una pensione di ritiro. I sotturfìciali (ed in alcuni casi eccezionali a)?che i soldati) che desiderano di prolungare la loro permanenza sotto le armi al di là di· 21· anni, possono ottenerlo, ed acquistano il diritto àd una pensione, più elevata. I sottufficiali che hanno 15 anni di servizio, possono for passaggio al quadro pe;manente di uno dei battaglioni di milizia del loro reggimento, od a quello di uno dei corpi volontari del distretto al quale appartengono. II. FANTEnIA. - Formazione dei reggimenti te-irritorali (vedi ·specchio ..4.) . - La fanteria di linea e quella della milizia sono ordinate insieme in 69 reggimenti territoriali, composti ciascuno di un deposito
ESTERA
3t'>1
,-e di 4 battaglioni p~r l'Inghilterra, la Scozia cd il paese di Galles; di 5 battaglioni per l'Irlanda. . . . .. I battaglioni 1o e 2° sono di linea, gli altn sono d1 m1!1z1a.
La formazione dei reggimenti territoriali data dal 1° luglio 1884. Ogni reggimento territoriale non ha uume~o ~rogressivo, ma po~ta il nome della contea o del distretto ( 4) da cu i dipende: per esempio, il reggimento territorial~, pe_r con~ del q_ual~ il distretto reggimen:iale N. 6 (Warwilc) è mcar1cato d1 eseguire 1l reclutamento, porta 1! nome di The royal Warwikshire regiment. (2) . Oppure il nome di una delle grandi sudd_ivi_si~ni del Reg~o-Umto; per esempio: TheRoyal Jrish regvment, che pt_gha 11 nome dall I~landa. Od anche un nome semplicemente onorifico : per esempio _T~e Queen's own Cameron Highlanders, reggimento scozzese che p1gha nome dalla regina. A queste designazioni dei reggimenti territor_iali s_i ~g~iungo_n~ anche, quando ne è il caso, dei soprannomi oramai not1ss1m'.: cosi 11 Royal m:ghlanders porta l'aggìunta di ~lac~ ~a~o~ (~uard1~ ner~)- , Nella formazion e dei reggimenti territor1al1, 1 2o regg1meut1 eh erano a due battaglioni sono diventati un reggimento territo~iale, ~oll'ag?iunt3: òei baw,glioni di milizia. Per la formazione d~gh alt~t re_gg1~ent1 territoriali si sono riuniti, in generale, nello stesso reggnnent~ 1_ battaglioni ch'erano già accoppiati (lìnked), tranne alcune eccez1om: In quei distretti reggimentali nei qu_ali~ n~ll'a~t~. dell~ formazione, esisteva un maggior numero di battaghon1 d1 m1hz1a d1 quello prescritto dal nuovo ordinamento, i battaglioni che sopravanzavano sono stati fu si negli altri, oppure trasformati in reggimenti di artiglieria o del genio della milizia. Per quei distretti inYece nei quali non esisteva che u~ solo . battaglione cli milizia, si procedette gradatamente alla formaz1o~e di u~ secondo battaglione: rruesti battaglioni non sono ancora tutt1 format1. I distretti reggimentali portano il nome del luogo dove hanno sede, ed anche un numero . . I depositi soua indicati col nome del reggimento al quale appartengono. . . L'ordinamento della fanteria della guardia non è cambiato. S1 compone di 7 battaglioni, ai quali sono addetti in tempo di pace ! bat(1) La denominazione di distretto reggimentale (regimental àt1trlct1 ha sostituito quella di sotto- distretto (1ub-dt:trtctl . :(2 j 3hfr, vuol dire con Lea o pro·1incia.
358
359
RIVISH.
ES'l'ERA
taglioni di fanteria di milizia ; in caso di mobilitazione &]i uomin' ct· . ct· · b o I I riserva 1 quest.1 4- auaglioni -dovranno ra•rniuno-ere la Ri11e B•·•:gad ·1 K . ' oe "' ,, ' ' e ed I i ng s Royal Rifle Cot·ps. , Vi sono 4 reggimenti di ·nfl.e~ (cacciatori). Prima ve n'erano ~i-l ~O~ Riff.es e la Riff.e Brigade; questi due reggimenti , entrambi inglesi, co~ sntn1scono ora due reggimenti terri toriali, denominati The King's Ro al ~i/Te ?01·ps e The Ri,f e Br·igade (The Prince Consort's own); ciasct~no . d'. essi ~ c~~~osto d1 4 b~ ttaglioni di fa nteria regolare, senza l'aggmnta d1 m1hz1a. I due reggimenti ri,(Jes di nuova formnzione sono: :he Camerontcins (Scot~ish R·ifies) e The Royal Irish Rifles; il primo e scozzese e composto d1 due battaglioni di linea e di due di milizia· il secondo è irlandese, e composto di due battaglion i di linea e di di milizia. Sembra che si vogliano formare i corpi volontari in battaolioni 'ld inquadrarli nei reggimenti territoriali, analogamente alla mili:ia. Uniforme e se~ni _d islintivideireggùnentì territoriali(vedi specchio A). - I bauagl10n1 che compongono i reggimenti territoriali continua~o in _massima _ad avere la uniforme che portavano prima dei camlnament1 avven uti col 1° luglio 1881 . I battaglioni dello stesso reggimento territoriale hanno la medesima tenuta : il 1iome del reggimento è indicato sulla controspallina; i b'attaglioni di milizia si distinguono mediante la lettera M situata anch'essa sulla controspallina al disopra del nome del reggiménto. Tut!) i segni distintivi, simboli , iTISegne e motti ch'erano prima portati dalla bandiera di uno dei due battaglioni di linea che compongono gli attua li reggimenti territoriali, o che figuravano sull'annuario ( a1·my list), sono ora patrimonio comune dei due battaglioni . Pei battaglioni che non avevano già un segno distintivo particolare . sono stati adottati i simboli rispettivi dell'Inghilterra, della Scozia, dell'Irlanda e del paese ili Galles. Così: pei reggimenti inglesi ; la rosa ( rose) . q scozzesi; il cardo (thistle). « irlandesi; il trifoglio (shamrock). « del paese di Galles; il drago (dragon). I l colol'e delle mostre della uniforme ed il disegno del ricamo, po1;tato sopra di e:.isa dagli ufficia li , sono eguali per Lutti i reggimenti del Ia stessa nazionalit.à. Così :
Reggimenti inglesi e gallesi bianche - una rosa » scozzesi gialle - un cardo » irlandes i verdi - un trifoglio I reggimenti reali (cioè che pol'tano la designazione Royal) hanno le mostre turchine, ed il disegno del ricamo corrispondente alla loro nazionalitù. Il ricamo è intrecci:ito cli filo nero in qnei reggimenti [territoriali nei quali vi sono battaglioni che già avevano questo segno particolare. È .mantenuto il costume nazionale scozzese pei 9 reggimenti di highlanders. Di questi 9 reggimenti, cinque portano il tradizionale gonnellino (Kilt), e sono: The Black Watch (Royal I-1.ig hlanders) ; Seaf'orth Highlanders (Ross- shi1·e Buffs); The Gordon Highlanders ; The QiLeen's own Oameron Nighlanders; Princess Lo•uise's (;irgyll and Siitherland Highlwnde.rs. Gli altri ,~ reggimenti portano i pantaloni (t1·ews) e sono: The Royal Scots (Lothian R egiment), The Royal Scots Pla,iliers, The Cameron•ians (Scottish R1;fles), The Jfighlctnd Li_qht .Tnfantry. I battaglioni di milizia, che appartengono ai reggimenti territoriali nei quali i battaglioni cli linea portano il Kilt, portano invece i wews dello stesso disegno del Ki lt del reggimento. I due battaglioni di milizia, che portavano il Kilt prima della promulgazione del General 01·de1·, contin uano a po rtarlo; soi10 il Royal A.bendeenshire e l'IIighland Jnfantry •militia. Per tutti i reggimenti scozzesi, il colore distin tivo è dato non solo dalle mostre della uni forme, ma anche da Ila coinbinnione nei colori rlel tartan ( mantello scozzese). I due nuovi reggimenti cli. cacciatori hanno· anch'essi la uniforme Yerde: i cacciatori scozzesi portano il tat·tan e le mostre verde-scuro; gli irlandesi hanno le mostre cli color verde-chiaro. Organico e dislocazione. - La fanteria di linea (fatta eccezione della ~uardia) è composta di ,14-·1 battaglioni, dei quali in tempi normali : 50 battaglioni sono in India, ,J9 » nelle colonie o nelle localit1t meditenanee (Malta, Gibiltefra, Cipro ; non si è tenuto conto dell'Egitto perchè le cose llon sono ivi ancora defini tivamente assestate),
tr;
mostre disegno del ricamo
360
RIVISTA
ESLERA
7.2 battaglioni nel Regno-Unito. I 50 battaglioni delle Indie hanno un organico· di 820 uomini. I 19 battaglioni delle colonie e delle località mediterranee hanno un organico di 800 uomini. Di questi 19 battaglioni ve ne sono 6 (vedi lffobilitazione) destinati a far parte, eventualmente, del I corpo d'.armata. I 72 battaglioni che sono nel Regno-Unito non hanno il medesimo @ :ma.nico: 37 battaglioni a 450 uomini 7 » 500 ·»
4
)>
4
))
4 ,i.
l '>,..
» » ~
MO · 650 750 850 950
)t
>
·" i
))
72 · I 12 hatt1,1glioni, di 95'0 uomini, sono destinati a far parte, eventualmente, del I corpo d'armata J{vedi Jfobilitazione) e .potrebbero partire subito per una spedizione. Gli altri batta·glioni formano varì gruppi di un organico man mano minore; essi non potrebbero partire che successivamente, dopo essersi rinforzati. . Vi ~ono due liste o registri (roster) sui quali ogni reggimento deve figur.are a suo turne.: il' registro pel servizio in India e qu~Jlo pel s~rvizio °'elle colonie. · Ogni al)no un reggimen;to deve passare dalla lista di quelli .che fornisco.no battaglioni all'India a quello dei reggimenti che forniscono battaglioni alle colonie, e viceversa. '.I'utti gjj anni un certo numero di ufficiali e gregari del battaglione distaccato all'estero riceve il cambio dal battaglione col quale forma reggimento, e che è dislocato nel Regno-Unito, regolando le cose in modo che nessun jndividuo debba rimanere all'estero più di 8 anni Cl')l;lSe!)utivi, Annualmente i\. dei 6.9 battaglioni che prestano servizio ali' estero ricevop.o _il çambio, in modo ch'essi sono tutti totalmente cambiati nel pç.riodo di 16 anni. III. CAVALLERIA. - Sopra i 28 reggimenti di cavalleria (senza contare i 3 reggiruenti di cavalleria della guardia, che hanno ciascuno un organico di 34:3 uomini e 275 cavalli) ve ne sono 9 (a 3 :,qua-
droni) che prestano servizio nelle Indie e Hl (a 4- squadroni) nel Regno-Unito. I g reggimenti che prestano :servizio nelle Indie banno un org;i.uico di 4-08 uomini e .i36 cavalli ed un deposito, che rimane in patria, di 87 uomini e 20 cavalli. Dei 19 reggimenti, che prestano servizio nel Regno-Unito, ve ne sono 6 destinati a far parte, eveu tualmente, del I° corpo di armata., i quali hanno un organico di 542 uomini e i\.00 cavalli. (Vedi Mobilital1ione). Gli altri 1.3 reggimenti hanno un organico di 41 O uomi.ni e 300 cavalli. Il quadro di ufficiali di un reggimento cavalleria è ora composto di: 2 teneÙti-colonnelli (uno comanda il reggimento); 3 maggiori; 5 capitani; 1 aiutante (tenente o capitano); 12 tenenti. Il Tinies del 23 dicembr.e 1882 contiene un articolo, che sembi:a inspirato dal mini-stro della guerra, sulla necessità di riordinare 'la cavalleria. Questa. necessità, secondo l'articolo. suddetto, emerge dall'ultima spedizione d'Egitto, !nella quale, per mettere sul piede di guerra i ,i reggimenti di cavalleria che vi presero parte, fu nee'essario di scompaginare molti dei reggimenti rimasti in patri_a. 11 rimedio proposto è di applicare alla cavalleria il sistema di accoppiare i reggimenti, già adottato per la fanteria, sistema che ha dato buoni risultamenti. Dei 2.8 reggimenti di cavalleria di linea si formerebbero accoppian- . doli, ~ 4: corps di due ali (wing), le quali avrebbero la stessa tenuta e fra le quali potrebbero farsi in qualunque momento dei passaggi di ufficiali e gregari. In caso di guerra all'estero, un'ala si completerebbe a spese dell'altra, in modo che l'Inghilterra potrebbe sempre fare assegnamento sopra 1,\. reggimenti di cavalleria, senza contare la cavalleria della guardia. IV. AnTIGLIERIA, (1) - Dal 1° aprile 1882 l'artiglieria, _ordinata -come prima in un solo reggimento, rsi compone come segue: 2 bri,gate di artiglieria a ca·vallo .i, » ,. » da campagna -i 1 divisioni territorial,i di artiglieria da fortezza. (l) Non si parla qui dell'ài'tiglieria da costa (coast-brtgaàe) perché nulla è cambib.to.
36~
RIVIS'l'A
Ogni brigata di artiglieria a cavallo consta di ,t 3 batterie attive ecf una di deposito: i due depositi hanno sede a Woolwich e sono incaricati della istruzione delle reclute. Delle 4 3 batterie a cavallo di ogni brigata, ve ne sono 8 che prestano f(ervil.io nel Regno- Unito e 5 che prestano servizio in India: que~te ultime hanno un organico di H-6 uomini e ,t 62 c:i.valli. Del]~ ~rime ve ne sono fi. che fanno parte evenlualmente del I corpo di armata (vedi Mobilitazione) con un organiv0 di 151 uomini e 10/f cavalli; le altre hanno un org:i.nico di 109 uomini e 72 cavalli. Le brigate di artiglieri:i. da campagna sono così costituite: 12 batterie in India
4a Brigat_a (24 batterie)
l
12
,,
( 1O 2"' Brigat_a ~ (49 batterie) I 9 \ { 9 3a .Brigat_a J (18 hattene) / 9
"
/
9
4a Brigata ~ (18 batterie) 9
l
,, »
» ))
))
f
4 - I corpo d'armata nel Regno-Unito 4 - II » delle quali 4 - con organico ridotto in India 3 - I corpo d'armata nel Regno-U~ito 3 - II • delle quali 3 - con organico ridotto in India . ~-3 - I corpo d'armata ne! Regno-Umto 3-II » delle quali 3 - con organico ridotto in India 3 - I corpo d'ar~1ata nel Regno-Umto 3 - II ,, delle quali 3 - con organico ridotto
i
.
3&3
ESTERA
.t
Le batterie da campagna che fan parte eventualmente del I corpo d'armata (vedi Mobilitazione) hanno un organico di H5 uomini e 86 <.;avall i; quelle assegnate al II corpo d'armata hanno un org,,nico minore, e le al tre nìinore ancora . · Le batterie dislocate in India hanno un organico di ,146 uomini e 109 cavalli. La forgi.azione delle 1·1 divisioni territoriali di artiglieria da fortezza appare dallo specchio B. Ogni divisione territoriale si compone di una brigata regolare, e dt nn numero variabile di reggimenti d'artiglieria di milizia: questi sono diventati parte integrante dell'artiglieria regolare, e formano le altre brigate della divisione che occupa la circoscrizione del distretto militare al quale essi appartegono. Ogni divisione ha un deposito per la istrmione delle reclute; gli
antichi depositi dell'artiglieria da campagna e 4a fortezza sono diventatit depositi delle divisioni territoriali. . . . Per le operazioui di reclutamento ad ognt deposito e assegnato un certo· numero di distretti reggimentali di fanteria . Delle 96 batterie che com pongono l'artiglieria da fortezza ve ne sono 27 in India, ~9 nelle colonie e iO nel Regno-Unito. le sincrole batterie sono destinate a loro turno pel In Ooaoi brirrata e> e serv izio aJl'estero, come si pra·ica per la font.eria. Le batterie. tanto a cavallo, che da campagna o da fortezza, le quali prestano servizio all'estero, sono tenute a numero dal deposito e dallo · batterie dislocate nel Regno-Unito, le quali appartengono alla loro briaata o divisione, e non sono destinate a far parte eventualmen te del",10 corpo d'armata; quest'ultime batterie istruiscono le sole reclute· ad esse destinate. Tutte le truppe di artiglieria disloca~e nella circoscriz_ione. d( l~n distretto militare sono sotto gli ordini di un colonnello eh artiglieria regolare, il qnale, coadiuva to da uno stato maggiore, aimr~inistra_ tutto il personale ed il materiale d'artigl ieria disloca to neJla c1rcoscnzt0ne· del distretto militare. I tenenti colonnelli cli arti1rlieria regolare, i quali avt}vano il comando e l'ispezione del l'artig~eria ausiliaria e di riserva in ogni ~i:stretto, O sotto distretto, hanno il comando del deposito d1 una dlVl-· sione territoriale. Essi sono coadinvati dall'aiutante e dal quadro permanente delle brigale di milizia, e dal loro proprio swto maggiore: sopraintendono anche sotto la dipendenza dell'ispettore generale del reclutamen_to ~lle operazioni di reclutamento per l'artiglieria della divisione territoriale alla quale appartengono. V. RISERVA DELL'ESER CITO. - Già si è visto, parlando del reclutamento, che, dopo 3 anni di servizio attivo, un c~rto_numero gre~ari è ammesso a far passaggio alla prima classe di riserva dell es_e~c1to'. Per mcorar.«riare maMiormente questo passaggio è stato stabilito d1 pagar loro 1at1def'erred "1~ay nel momento ch'_essi lascia_no_il se_rvizioattivo. Prima, la de/erred pay ( che consta d1 20 centes1m1 al g10rno, i quali si lasciano accumulare) non era pagata se non quando ii · grecrario lasciava definitivamente l'esercito . ' La forza della prima classe di riserva bilanciata per l_'a~no finanziario ~882-83 (vedi a1·my estfrnales) è cli 26,000 uorr,nn. La · riserva dei pensionati è abolita e quelli che già vi c1ppartenevano"
d!
365
RrVIS1'A
BSTBRA
sono gradatamente eliminati dai ruoli. Cionondimeno i soldati pensionati, in caso di bisogno, possono essere richiamati sotto lo armi, a tenore del decreto del 1° maggio 1878. Sul bilancio 188Sl-83 la forza della i>,• classe di riserva è di 91)00 uomini.
dagli• altri battaguerra 11 ,'000 uomini , medianto rinforzi ricevuti • r I glioni. È noto che la guardi11 risiede sempre, m tempi norm11 i, ne Regno-Unilo. · sono scelti fra le unilà I 6 reggimenti di cavalleria e le ·17 b_attene . organiche che presidiano il Regno-Umto.
Questa classe è ora costituita da quegli indi,•idui appartenenti alla 1 a classe di riserva, i qual i acconsentono a prolungare di quattro anni j] loro obbligo di servizio nella riserva. Il numero di costoro è limitato a 10,000 uomini; hanno ·una paga giornaliera di iO centesimi, non ricevono def'erred pay e non possono esscro chiamati sotto le
· · il numero VII. UJFJCIALI 1!: sOTTUFFtC1A1,r. - E' s~to d"m~mu1to delle varie posizioni nelle quali p~ò tronrs1 _l'ufficiale. Il numero degli ufficiali generali è stato ridotto a HO, senza contare 6 feld-marescialli. , È abolito il grado di sottotenente, e per ac~lerare. I ?vanza~e~to è aumentata la proporzione fra il numero degl'. uffic1_ah super1or~ e quello degli ufficiali inferiori, così in un battaghone (d1 8 compagme) v1 sono: 2 tenenti-colonnelli; .. 4 maggiori (i pei battaglioni_ ~hc p~~stano s~rvmo all'estero, e 3 pei battaglioni che prestano servmo ali mterno), ~ 6 tenenti; ~ aiutante (tenente o capitano). . . . . , . . . clie sono stati promossi magg1on rn seguito ali ·adozione I capitani, fi · 1· · · .· fhnr dei· nuovi· organio1, " 1o il servizio come uf 1c1a I . superiori, . d ma· · Questi maggiori coman ant1. contmuano a cc.mandare Ja compaonia. o . vanno a cavallo· di. compagma , , ma nelle rivisito e parate . . sono .montat1 · ·, ed i due ufficrn 1J super1or1 piu soltant-0 ·1i comandan te <lei battaglione •
armi che in caso di grave pericolo nazionale, e dopo la incorporazione di tutta la ~ • classe. VI. Moa1L1T.ur0Ns. :-- Per avere truppe prontamente mobilitabili, ,e specialmente per far fronte alle eventualità di quelle piccole guerre che così di frequente devo sostenere l'Inghilterra per conservare le sue colonie, sono designati preventivamente quei riparti che dovrebbero essere spediti all'estero. Questi riparti costituirebbero il 1° corpo .d'armata, il quale, oltre a tre bauaglioni della guardia, sarebbe composto come segue: 12 battaglioni di linea, della forza ciascuno di 950 uomini; 6 battaglioni di linea, della forza ciascuno di 800 uomini; 6 reggimenti di cava lleria, della forza ciascuno di 54-2 uomii1i e 4-00 cavalli; 4 batterie a cavallo, ciascuna di 151 uomini e 104, cavalli; batterie da campagna, ciascuna di H5 uomini e 86 cavalli , cioè un totale di: 21 battaglioni di fanteria; 6 reggimenti di cavalleria; 17 batterie.
anziani · fi · Sem~re nello scopo di accel~rare . l'avan~amen~o _sono stati ssat1 d . 1. .1• d. età pel ritiro obbhgator10 degh uffic1ah. · ( m1TlZla, e1In1m1 1 1 agli ufficiali delle forze :msi 1iarie · yeomanry o quanto . volontari) sono state adottate alcune misure c~e tendono a rial~~~-ne il prestigio; anche per essi è ~bolit~ il grado d1 sottotenente e sta , ito il limite di età pel ritiro obbhgatono. . . . . • 1·1 difficoltà di reclutare dei buoni sottufficiali, spe13 Per ovv re a e t te adottate .l te ·n se!!Uito alla diminuzione ddla ferma, sono sa ' . eta ~en . i choe hanno tutte per iscopo di migliorare la loro pos1var1e misure . · tempo poszione, ed allettarli a rimanere sotto le armi i 1 maggior sibile.
rn
I 12 battaglioni, forti di 950 uomini, sono quelli inscritti in capo alla list:i (roster) pel servizio all'estero (vedi Fanteria-Organico e .disloca,zione). La loro forza potrebbe, occorrendo, essere elevat/l a 1000 uomini, mediante i loro depositi. I 6 l,attaglioni della forza di 800 uomini sono presi fra quelli che presidiano le locali tà mediterraneo, e sarebbero anch'essi portati a 4 000 uomini, mediante rinforzi ricevuti dal battaglione col quale formano reggimento, e che risiede in patria. Anche i 3 battaglioni della fanteria della guardia (la quale, come .si è detto, conta 7 bauaglioni) potrebbero portare il loro etfettiTo di
{Continua).
r
F. C1u.'ll1 Oapitano di fante ria.
unnr
LIBRI E PERIODICI
-c.
~} nt)o u r .
Lettere edite ed inedite raccolte ed 1'lltistrate da Voi. 1• Torino 1883. floux e Fa vale
LurGI CmALA.
prezzo L. 8.
. Sono ~00 e più let~~rc fin ora inedite <lei conte di Cavour, coll'aggm~t.a d_1 ~ltr~ ~00 g1a stampate negli anni addietto, in una moltitu<l 1ne d, 1,b.n .cd ofTemeridi ita liane e straniere, e così ol tre 800 lettere eh~ c1 s1 prcse~ta~o ordinate in più volumi, accompagnato.da -documcnt1 e note esp licat·1ve e precedute da un celino sitlla ·t · t · d · e ·1 · vi a e i en~p'. . 1 ami lo Ca~ottt', scritt_o con quella chiarezr.a d'esposizione, quel ~01 drn~ nella materia e cruel1'1mparzialità nei giudizi clic sono doti precipue d, Mie le opere di Luigi Chiala. Le feti.ere con tenute nel pri1110 volume sono ci·i·ca o·,o · · r · . "<·J , s1 n 1er1scono al .lasso d,. tempo per Ord'mc crono. . dal 1829 al 1852 e· si seationo ., . logico .. " Le più _(dic~ !I. Cbiltla nella prnncssa Avvertenza.) discorrono d1 ar~omenti pol1 t1ci ed hanno perciò una singolare importanza , per h1 stona ~on tem poranca e per la biografia dell 'ili ustre uomo di Stato. Altre riguardano materia di nmministrazione O d' fi 1 1nanza e danno segno della straordinaria dottrina Jucidit.~, ,cli mente penct .· d ·· d . ' , ra1.1one e operosna elio__scrrttorc di esse. Alcun e sono d'indole a/Tatto intima e sono forse le pm auraenti, ~erchè aprono uno spiraglio alla vira interior~ dcli u?~o,. e facendoci sedere, per così rlirc, vicino al focolare privato, ci mvitaoo meglio ad apprezzare i stioi att' · · d. . I e I SUOI procc 1me~t1. Compie la raccolta un piccolo nu mero di lettere che tra ttano d1 economia domestica, d'imprese agricole industriali e com1
E PEnIODICI
361
merciali, condotte dal conte di Cavour prima che fosse ministro, o di coso di minor conto ,, . Noi ab~iamo letto questo lettere di Cavou~ collo stesso ~nimo, collo stes,.o interesse con cui poc'anzi leggemmo la ,•ila di Garibaldi scritla dal Guerzoni. In esse ci si prcsonta un nitro lnto dcll'e<lifhio nnzionale, intorno a cui si vedono muoversi, affannarsi altri operai, che al principio non sospettano neppure di quell i che_ l~vorano dal!a _part~ opposta; ma a poco a poco il lavoro fatto com111c1a a veder~1, 1 capi si riconoscono, si riuni:\cono i pezzi, si raccolgono le fila e s1 proc~cle ·d'accordo al compimento dell'opera. La prima lettera che ci si offre è del 18:29, in essa Cavour (~lio aveva allora ~ 9 anni) si lamenta che « mentre tutta l'Europa camm1nè'\ sulla via del progresso questa miscr11 Italia è sempre oppressa sotto .il medesimo sistema di civile e religioso dispotismo. » Il pensiero della patria iufelicc e il vivo desiderio cli lavor11re per essa aaitarono di buon ora l'anima del coute rii Cavour, come quell~ di tutti i grandi che ebbero parte precipua nel risorgimento it:i linno. Se questi nppnrc su Ha scena in età più matura . si è per l'i udofo stessa della parte a lui destinata. Dici:imo così, pcrchè questi uomini, ora che se ne conosce la storia e che la pubblicazione <lei carteggio ne mette in luce i più reconditi pensieri, ci nppariscouo quasi prcdestinat.i. Ed infa tti non è senza mcraviglin che ved iamo Cnvour, a 22 auoi (nel ~832) confidare in amicizia d'aver lungo tempo accarezzala la speranza cli svegliarsi un giorno ministro dfrigente del regno d'Italia. Egli è vero che ride poi di questo sogno, ma r. pur vero che uon ebbe requie fi nchè noi vide reali zzato . Qualufl(rue onorn, qu11lunque missione che non fosse quella di guidare i suoi compatrioti nelle 'Vie novelle pareva dappoco al giovane Cavour . Nel 1835, alla Contessa di Circourt che lo invitava a stabilirsi in Francia, dove (i\vrebbe trovato campo adatto alla sua atti vità e al suo ingegno, Ca' vour risponde: • Ciò che il mio paese conteneva di più distint~ è 1 fu ori patria. La maggior parte di questi nobil i esilinLi sono venuti a Parigi.{Tutti quelli che ho conosciuto mi hanno r~ttristato per Io spettacolo delle grandi facoltà rimaste sterili cd impotenti . Un solo Italiano, s'è fa tto un nome a Parigi e vi ha acqu istato una posi1.ione; è il criminalista Rossi. Ma qual nome, qunl posizione ? L'uomo più intelligente d'Italia, il genio più fl essibile dell'epocn, lo spirito forse il più pratico dell'universo, pervenne ad ottenere un cattedra alla 'Sorbona o un seggio ali'Accademia! ,, E concludeva: « Sciagura a colui che abbandona con disprezzo la terra che l'ha veduto nascere, che
368
LIRRl
rinega i suoi fratelli come indegni di lui. Quanto a me sono decis . no~ separe~ò · mai_ la mia sorte da quella dei Piemontesi; felice O i;~ felice la mia patria avrà. tutta la mia vita, e io non le sarò mai infe~e_le, quantunque fossi certo che m'aspettano altrove brillanti destm1. •. . · ~isg~aziatamente sotto il regno di Carlo Alberto e prima della cocost1tuz1one, la strada degl! a~ti uffizi e~a preclusa a Cavour. Egli se ne accuora e ~uesto suo dispiacere esprnne in varie lettere; in una poi al marchese d1_Beau~ega~d racconta la causa di quest'antipatia di Carlo Alberto pe~ lm: « Nommato paggio in età giovanissima, io fui l'oggetto del più marcato favore del principe di Carignano. Risposi molto mal~ a qu~sta p~edile7:ione.. Trasportato dall'ardore della giovinezza e ~all esal.taz10ne d1 sent1ment1, che in fondo neppure oggi disconfesso, 10 r~~p1 c~n la ?orte, per paroli imprudenti .. .... » (Chiamò livrea · la dm~a _d1 pa_gg10, e quando la depose, disse d'essersi tolto il basto). pr'.nc1~e ~1 tr~ttò con eccessivo rigore ... appena montò sul trono, uno de suoi pr1m1 atti fu un atto di severità a mio rio-uardo. » Cavour tenent~ del genio, era· allora di stanzà a Genova,"' Carlo Alberto 1~ trasfen. al forte di Bard, dove, per non morire di noia, giuocava a tarocchi e donde non riusci a cavarsi se non chiedendo le dimissioni : Abbandonato il servizio militare, non potendo fare il mvnistro del Regno d'.lt~li_a, Cav~ur faceva il sindaco d'un villaggio, scriveva articoli per una Ri'Dista, s1 occupava d'agricoltura e di imprese ferroviarie. A questo ~roposito giova notare COD!_~/ Cavour avesse presagito tutta la futura_ importanza delle ferrovie, in un tempo in cui Thiers ne metteva lil dubbio l'utilità e Guizot le chiamava una manìa. « L'influenz_a de!le ferrovie (scrive Cavour) si stenderà su tutto il mondo. Esse imprimeranno all'industria una spinta immensa. I loro risultati economi~i ~aranno_ magnifici e accelereranno il movimento proo-ressivo deJJa ~ocieta;_ma 1 l~r? effetti morali (maggiori ancora ai nos~i occhi che_ gl~ effetti materiali) saranno rimarchevoli soprattutto presso le naz10m . che sono rimaste addietro nel moto ascendente dei popoli moderm ».
•!I
-Però l'inclinazion~ di C~v?ur lo portava decisamente alla politica. trovandosi a Parigi per affari commerciali, scriveva.:. « se fossi hbero, ~ndrei in Inghilterra, per assfatere alla batta.glia elett~rale »; ~osi per esempio. un militare avrebbe detto; per assistere alle gr~nd1 ~anovr_e., E ve~amente n~ll: lettere di Cavour, quando parla d1 politica, v1 e quell accento d1 sICurezza, quella fiduèia in se stesso, e.be è nelle lettere di Napoleone I quando parla di piani di
INel.~ ~37
,
369'
E PERIODICI
campa~ (Pochi gi~rni dopo il disastro di Novara, in una lettera a una-;rgn ora, Cavour scrive:f« j' ai l'intime con'Diction que si ja'Vai:s manié le poii'Voir, jaurai:s sa.ns efforts de genie sau'Dè le pays, et, à l'heure qu'·il est, fait flotter l'étendard italien sur les Alpes Styriennes. » Ai posteri questo Yanto non può sembrare una millanteria. ) Gli avvenimenti del 18t\.7 porsero a Cavour l'occasione e il mezzo. di farsi conoscere, all'infuori della ristretta cerchia d'amici con cui sino allora aveva tenuto carteggio; la sua voce cominciò ad essere· ascoltata nelle riunioni politiche e più di tutto lo fecero conoscere i. suoi articoli sul Risorgimento, giornale in cui, assierpe a Cavour, collaboravano: Giuseppe Torelli, Michelangelo Castelli, Francesco Ferrarn, Pier Carlo Boggio, ecc. Molte delle lettere scritte da Cavourin quest'epoca, riguardano la redazione di detto giornale. Proclamato la statuto in marzo ·18,t8, si fecero il '.z6 aprile le prime elezioni. Cavour si presenta candidato e non riesce, · onde scrive mestamente a un suo elettore: « Mi trovo escluso dalla Camera e ridotto a lavorare soltanto colla penna alla grand'opera del risorgimento italiano. » Ma nelle elezioni suppletive (~6 giugn·o) quattro collegi lo mand.ano in Parlamento e nelle successive ne resta escluso una sol volta e per J)reve tempo; in agosto 1850 è nominato ministro d'agricoltura e commercio, quindi delle finanze; si dimette in maggio 1852 per dissensi col presidente Massimo D'Azeglio, che non volea saperne di conniibio col centro sinistro; in novembre detto anno è chiamato. -dal Re a comporre un nuovo Gabinetto, e forma / CÒn Lamarmora, Bonc~rnpagni, Paleocapa e San Martino, quel Ministero che ( come dice il Chiala), rimarrà nella storia col nome di Gran Ministero, siccome quello che, nel successivo sattennio, dovea compiere la spedizione di Crimea, la guerra del 1859 e preparare l'unilà d'Italia. ~ · La storia di Cavour, dopo il suo ingresso in Parlamento, apparisce· specialmente dai suoi atti e da' suoi discorsi; ma non per questo riescono meno interessanti. le lettere, che spesso servono a quelli di complemento e di spiegazione. E n~tevoli, per la prova che ci offrono. del sapere e dell'abilità di Cavour, in materia finanziaria, sono que)lescritte, nel 1851, al conte di Revel, incaricato di negoziare un prestito. a Londra ed altrettanto lo sono, per la sagacia e in pari tempo per la prova che ci forniscono del carattere vivo ed impressionabile dell'autore, quelle scritte a Larnarmora nell'internllo tra le dimissioni del maggio 1852, e la ripresa (lei portafoglio in novembre dello stesso. anno. Leggendo queste lettere torna a mente l'avvertenza · posta in principio dal Chiala, che, se i giudizi di Cavour « portano sempre ANNO XXVIII , VQl,. I .
24
370·
1, lBRl
E PERl0DlCI
l'impronta clella schiettezza, e giova averne noLizia per spiegare il suo procedere in questa o in quella circostanza, sarebbe ingiusto a<r coglierli in forma assoluta, afiì11c di esaltare 'O deprimere i lodati o i censurati. » Fra questi giudizi da accogl iersi con benefizio d'inventario, ve ne sono alcuni su Massimo D'Azeglio. Egli è vero che anche D'Azeglio, parl:mdo degli cx colleghi, in lettere confidenziali. non faceva complimenti : Ils (Cavour e Farini) me souffiettaient en fasia.nt nommer Rata.z;1i (presidente della Camera) et je les ai mis à la porte •. Ci si promette nel secondo volume, in corso di pubblicazione, una parte del carteggio di Cavour dal 181.i~ al 1858, nonchè la continuazione dei cenni biografici per il detLo periodo. A rendere intiera l'immagine del conte di Cavour, troppe più lettere si richìederebbero che non quelle contenute nella presente raccolta. Questa scarsezza sarà presto diminuita se, come ii Chiala annunzia, verrà pubblicata, a cura di Xicomede Bianchi, la lunga e viva corrispondenza che l'insigne statista tenne col Castelli e quella col marchese Emanuele D'Azeglio. Dal canto nostro, couch iuderemo col Chial11, sapremo sempre grado a coloro che ci porgeranno modo di appagare lii nostra curio~ità intorno ai pensieri di quest'uomo, la cui grandezza cogli anni aumenta. 1
Consiqle1·11~ion• stdln t11ttica .it1vale. Stitdi sui combattimenti in mal'e di LUIGI FINCATT contr' amrnvraglio.
Roma, ,J 882. - Forzanì e C. tipografi del Senato. Se le modllrne scoperte hanno grandemente modificat-0 la tatti~ degli eserciti, maggiori d'assai sono i cambiamenti resi_ necessari nella tattica delle flotte. Ivi da mezzo seco lo tutto è cambiato. I l vapore, le grandi artiglierie, le corazze e lo sprone, onde le na,i oggidì sono armate, avevano già portato un completo rivolgimento nel modo di eostruirle, maneggiarle, e condurle al combattimento, quando un'arme nuova, il cui valore non è ancora pieuameute misurato, ma che si riconosce grandissimo e capace di aumento, la torpedine, è venuta a· complicare il problema, aggiungendovi un altro elemento essenziale. E se per la tattica terrestre abbiamo grandi esperienze ( lo campagne del 11866, ,1870-71 e 4877- 78) su cui fondare le nostre de-
314
,duzioni, altretta11to non può dirsi per la tattica navale, avvegnachè non porgano base sufficente nè i combattimenti isolati della guerra ,di secessione america na, nè l'infausta nostra bauaglia di Lissa. In questo stato di cose l'opinione d'uomini che per grado, studi e prove fatte, devono ritenersi competenti, ba un'import.'lnza tutta speciale, epperciò crediamo utile di dare ai nostri lettori un'idea abbastanza estesa del succitnto libro del contr'ammiraglio Fincati. L'autore comincia con una breve storia della tattica navale, segue le flotte nelle loro successive trasformazioni, nota le analogie .e le differenze fra la taLtica delle diverse epoche, prova, colla pubblica·zione di un documento inedito del ·secolo xvi che << parecchie norme, da taluno credur.e di moderna e straniera ill\·enzione, erano chiaramente ed autorevolmente prese.ritte nella marina da' Veneziani » e conchiude che per quanto abbiano variato i modi · di combattimeuto « le leggi naturali che reggono la lotta non mutarono mai e che la -vittoria fu sempre il premio delle menti superiori, dei cuori audaci ed imperterriti, degli uomini disposti a grandi sacrifici, o giammai dei titubanti o dei calcolatori che, nell'ora del pericolo, scelgono riserbarsi a migliori occasioni ». Passando a trattare della tattica navale moderna si premettono alcune opinioni dell'ammiraglio Jurion de la Gravière, nelle quali il nostro autore quasi interamente conviene. « Il giorno iu cui la na,·e intervenne nella lotta con tutta h1 potenza della sua massa, l'importanza rlell'artiglieria cominciò a decadere. È bensì vero che l'artiglieria aumentò prodigiosamente la sua potenza balistica, e cho potrà aumentarla ancora ma nella condizione relativa in cui trovansi la nave ed il canno~e, nesslin capitano oserà più presentare il fianco ~1 nemico nella speranza di arrestarlo o farlo deviare col fuoeo dei cannoni ... . I coloi fatali sono riservati all'urto delle prore. I vantaggi che possono spera~si da un tiro reso incerto, per la rapidità colla .quale variano le distanze, non possono controbilanciare gli inconvenienti della nube di fumo da- cui si resterebbe avviluppati, iu quell'istante supremo nel quale la salvezza dipende dalla precisione della propria manovra .... • Tosto che l'ammira"lio ha detto avanti e per il p·l'imo diresse sul nemico, si procede in buon ordine, contenendosi ancora per colpire in modo più decisivo arrivando in massa, ma non dimenticando che non si potrà più retrocedere. Rotte le file si può chiudere il libro dei segnali; la responsabilità dei capitani comincia. » Qui l'autore fa notare che opinioni non dissimili vennero, anche prima di queste, espresse da un nostro ufficiale di marina, il comandante Bucchia il quale, al-
372
I
373
LIBRI
E PERIODICI
l'indomani della battaglia di Lissa, scriveva, che se il combattimento col/e navi a vela poteva essere pa ragonato a quello. di due fronti di battaglioni che mantenessero un vivo fuoco di fi la, il combattimento colle navi corazzate può trovare paragone più esatto nelle ripetute cariche di squadroni di cavalleria . Ciò premesso, si prendono di rettamente in esame le condizioni del . combattimento navale. Fino ad ieri il 'Vascello di linea era la vera nave di ])attaglia, e l'ordine parallelo di fianco il vero ordine di battaglia. Tutte le altre navi da guerra, fregate, corvette, brigantini, erano utili, necessarie, ma non e1J.travano nella linea , perchè il piccolo calibro dei loro cannoni, solo mezzo offensivo d'allora, non valeva a danneggiare sensibilmente i robusti fianchi d'un vascello. Oggidì le condizioni sono affatto di verse. Invece d'un arma offensiva ne abbiamo tre : il cannone, il rostro ed il siluro. Un col po solo di ognuna delle tre può essere fatale alla più grande del le navi e tutte· e tre possono essere port~te, riunite o separate, da navi relativamente piccole; le quali perciò sono abilitate ad assalire e distruggere · navi molto maggiori. Queste, dice l'autore, sono condizioni di fatto, su cui qua:,ì tutti cadono d'accordo. Parrebbn che l'accordo nel.le premesse dovesse farsi sentite nelle deduzioni, ma così non è. Regna grande incertezza e disparità di pareri, tra gl i uomini più. competenti delle diverse marine. Elogi scambievoli molti, imi tazioni poche; tentativi e ricerche dappertutto. Noi ci troviamo nella condizione dello sfidato che ha la scelta delle armi, ma colla riserva 'nuova e caratteristica che anche l'avversario ha la scelta delle sue. A quale dobbiamo dare la preferenza? Qni l'autore passa in ra$$egna lt} opinioni dei più distinti uffi ciali di tutte le marine e ne deduce che quasi tuni considerano il rostro come l' m·-ma del g'iorno ; anzi i Francesi ne fauno la base assoluta della moderna tattica navale. Ma da brevissimo tempo il siluro ha fatto tal i progressi, che può ormai considerarsi equivalent~ al rostro. Tanto l'u~o quanto _l'altro_può c!istru?gere c?n t~n colpo s?lo qualunque avversano. I doppi fond i e gli altri mezzi d1 gal leggiamento varranno a ri tardare, forse anche ad impedire la sommersione d'una nave, ma non potr1rnno mantenerla in istato di combattimento, quando abbia avuto un colpo di rostro nel fianco o lo scoppio d'un siluro sotto la carena. Ove non riesca a fu ggire, rimarrà bersaglio inerte in mezzo alla bat.taglia e sarà inevitabilmente perduta. Ogni nave di !.re o quaHro mila tonnellate, purchè robustamente rostratn e munita di siluri, può misurarsi con qualunque altra cli pari velocità e di maggior grandezza, con eguale speranza di vittoria; anzi avrà su
questa il vantaggio della maggiore maneggiabilità . Che più? Una sola pic~ola t.orpecliniera, con un sol colpo ben riuscito, può distruggere, in un sol.o istante, 111 più immane corazzata , che abbia costato da 20 a 30 milioni di lire e porti 600 o 700 uomini d'equipaggio . Partendo eia queste idee è naturale che l'autore si dichiari decisamente contr11rio alle grandissimi navi . C'è coTIYenienza a spendere, in una sola corazzata, quànto basterebbe a costrurre un' intera sq uadra di torpediniere? E rincalzando l'argomento, l'autore esamina la lotta di una na ve contro due, e la dichiara già molto difficil~ per la nave sola; in quanto alla lotta di una ~ontro tre, afferma che non può risolversi a vilntaggio della nave sola, salvo che questa batta in ritirata e le altre tre ripetano . a suo riguardo la tattica dei Curiazi contro l'ultimo degli Orazi; ed anche in questo caso le probabilità non sono per la nave maggiore, perchè essa non è meno vulnerabile delle minori, quando sia lotta non di cttnnoni, ma di rostro e di siluri. Essa potrà distruggere una nemica, diflìcilmente due, ma sarà vittima della terza. Qui (osserva a propo~ito l'autore) s'intende sempre parlare dì navi i cui comandanti abbiano il cuore cd il polso pari alla situazione,· perchè altrimenti ogn i tattica è inutile. A terr.i, un colonnello può tenersi tre passi indietro senza che i battaglion i si arrestino; ma in mare, se trepida il comandante, resta addietro la nave, lo stato maggiore e gli equ ipaggi, per quanto coraggiosi é ben disposti. E se la valeutìa dei comandanti fu sempre il fattore principale delle vittorie navali, lo è molto più in questi tempi di rostri, di torpedini, di rapidità vertiginose. Dopo la valentìa dei capitani viene in prima linea l'abil'ità rlei timonieri . « È indubitato che, in un assalto, l'affondare o l'essere affondato dipende da un solo movimento del iimone. » Ma i buoni timonieri diventano sempre più rari, è ormai necessario iostituire un'apposita scuola. A Lissa, « <'On un miglior timoniere, il :Re d1: Portogallo avrebbe affondato l'J,mperato·re, e sotto altri aùspici, l'A flondatoi·e avrebbe mandato alire-due navi a tenor compagnia aI Re d'Italia in fondo al mare ». Quindi l'autore passa a trattare delle varie formazioni ed ordini di battaglia, riporta e discute le opinioni di molti eminenti uomini di mare e si accosta a quella dell'ammiraglio Jurien de la Gravière, che cioè le flotte corazzate non riconoscono ordine fondarnentale ,di _battagl ia e che a questo riguardo bisogna· lasciare piena libertà agli ammiragli. Importante ad · essere notato ci sembra quanto vien detto circa l'uso -0ei segnali, durante il combattimento. Questi nna volte erano limi-
,.
3i4-
LIDP.I
latissimi; poi crebbero in modo da prestarsi ad una svarinta conversazione. Se ciò prestlnta qualche vantaggio nei tempi ordinari può essere ~ausa d'!nconve~1ie.nti graviss_i~i noJ furore d'una battagl,ia. IL lusso d1 _so~nal~ non v1st1, non cap1u o non voluti capire, fu una dolio cause prmcrpnli della sconfina di Lissa . I più grandi ammiraoli fur?n~ somma1:1onte parchi nel fare segnali, a cui sopperivano con° istruz1on1 preventive. Nelson talvolta diede il solo segnale di cominciare. Ma se n~olt~ so~ri ~ quest.o riguardo devono essere gli ammiragli molto più 1 caprtam, spocralmcnte nel sorrnalare avarie biso(•ni impedimenti . .a costoro l'antore propone r :sompio di qu,cl p1~oillatore grec~ che inghiott_ì i ~enti, rottigli in bocca dall'avversario, pe; celare a lui ed al pubhl1co I avaria che aveva sofferto. . ~ è meno _giusto e in.toressnnte sembraci quanto, in fino dell'opera, v1ene dotto mtorno agh sbarchi, a cui in Italia sì di, un'importanza per lo meno esagerata. Onde uno sbarco riesca, è assolutamente necessario che il convoglio non venga :1ssalito nè durante il viaooio nò0 dnrante l'operazione della discesa :1 terra. Il corpo cl i sbarc~ cl~vrà poi essere abbastanza numeroso e ben forni to, quauclo si tratti di sbarcare in un paese che abbia esercito e milizie bene orrrauizzate altri~e~ ti sarà subito riggeuato in mare. Il convoglio neces:ario pc; un s1mtle corpo non può raccogliersi, partire e viaggiare segretamente. Questo oggidì è impossibile. T:1li cond izioni impongono all 'assalitoredi rendersi anzi~utlo paclr?oe del mare. Una scorta anche poderosa non salverebbe rl convoglio, perchò l'armata del difensore potrebbe attaccare ad ogni costo e, mentre le fl otto comballono, due o tre sole pic?ole rostrat1:, irrompendo sul convoglio, lo distruggerebbero inevit.~b1lmente. Lo s.tesso eff~tto pt~ò aspetk'\rsi da un :issalto di torpediniere convergenti da van puntr, anche senza avvont1trare ad ogni costo l'armata. Dunque è giocoforza, :1 eh ì vuol mettere in mare un grosso convoglio di truppe da sbarco , <listrnggere prima O bloccare completamente tiitte le forze navali clcll'avversario. C~ncludoremo ri petendo, .a proposito ciel libro preso in esame, quello che 11 suo autore dice a proposito di nno scri tto dell'ammiraolio Jnrion de la Gravi8re; « si potranno avere opinioni più o me;o diverse, ma sembr:1ci impossibile e!-primerle pi ù chiaramente, impron tarle Ji maggior ardore ». I.
375
E PER IOD ICI
Appunti per Lumi 1882, Lipografìa Tarizzo, prezzo L. 2, 50.
1renti niesi i.a Sm•ifl . -
GORETTI.
Torino,
In quest'ardore di viaggi, di esplorazioni geografiche e di studi etnologici, un libro che traili, anche superficialmente, di paesi o di popoli africani od asiatici. ha molta probabilità cli esser letto, e questa sol'!f, auguriamo al libro del signor Go retti. L'autore stette venti mesi in Soria, coll'uffizio d'insegnante e direttore dell.i scuola italiana a Beirut; tornato in patria racconta ciò che a visto e sentito, durante il suo soggiorno in OrienLe. Il libro comincia con una specie di prologo, intitolato Un po' di sfogo, in cui si raccontano le miserie dell'autore e i torti che egli crede aver ricevuto dal governo. Diciamo schieLtomente che l'oper.a starebbe meglio senza questa introduzione. Entrati in materia, si trova, nel primo cnpitolo, un cenno storico della Sorìa; nel secondo, l'arrivo dell'autore a Beirut, e successivamente la de:;crizione della città e del suo mercato. Si riportano dialoghi tenuti con quei negozianti, si discutono le cause della poca affluenza dei prodotti italiani su quel mercaLo, e si danno in proposito consigli che possono riuscire utili. Poi si passa a trattare di varie cose, dello quali non comprendiamo l'ordine in cui sono poste: ilfaroniti, teatro arabo, 'inflnenza italtiana, scitole italiane, Samaritani, Curdi, ecc. Di tutie le popolazioni e sette che vivono in Soria, l'autore dà un cenno, ne indica l'origine, gli usi, lo creden1.e, l'importanza attuale. Più a lungo si ferma sui musulmani che formano il grosso della popolazione. In generale non dice cose nuove, e forse nei cenni storici si potrebbe desiderare maggiore profondità di giudizio, nèlle osson·azioni più acutezza, nelle descrizioni più brio. Alcuni di quei fatt i, che si raccontano come caratteristici, potevano succedere tanto iu Occiden te quanto in Oriente. L'autore volle imitare il De Amicis (che cita talvolta, chiamandolo sempl icemente Edmondo, coma chiama l'Ariosto messer Ludovico) ma il De Amicis si sarebbe guardato dall'inserire, ne'suoi libri, lunghi brani di discussioni avvenute nel nostro Parlamento, che se possono essere una novità in Soria, noi sono certamente in Italia e lunghi brani del Corano o di altri libri sacri, tradotti così alla louora, che si stenta a capirne il senso. Un ultima osseryazio111.:: quel vezzo di usare costantemente lui per egli, suo
376
E PERIODICI
LIBRI
~er. loro. ~ ~imi!! sgrammaticature, non può piacere a chi ama leggere libri scntt1 m lmgua e non in dialetLo. Ad ogni m.o~o. l'opera. del. Goretti è commendevole, perchè tratta un genere ut1liss1mo e. d1 cm la uost.ra odierna letteratura è povera :fU~nt~ le altre sono ricche. Per ogni libro di tal genere che si stampi 1~ italiano, se ne stampano almeno dieci in inglese e in tedesco. Aggmngeremmo quasi che, ai tempi che corrono, i libri che tri,ttano delle c?ste ~editerranee, sia dell'Asia che dell'Africa (spec ie se scritti da t.est1mom oculari), meritano tutti d'essere letti in Italia .
AMANDO ScHWEIRGER-LERCHENFELo. - Vienna, 1882, tipografia Hartleben, prezw L. 0,90 al fascicolo.
nie A<l••ic,, per
È. u~a ~re?evole publ~licazi.one, che esce di dieci in dieci giorni, a fa~c1c.o!J d.1 circ~ 30 pag,ne ciascuno . L'opera intiera sarà di 25 fascicoli, de, quah finora dodici soli vennero pubblicati. L'autore aià noto per consimili lavori, si è proposto di descrivere ed illustr; r~'.Je coste dell ' Adriat.ico, nelle loro memorie storiche, artistiche e letterarie, nelle loro bellezze naturali, nella vita, nei costumi e nelle condizioni sociali d~i loro abitanti. L'argomento per se stesso attraente è trattato con grazia .e ~n maestria. Numerose e nitide incisioni di monumenti, di paes~ggr, d1 panorami e di tipi fermano gradevolmente l'occhio ~ co~p1scono l'opera dello sLile vivo e pittoresco. Il primo fascicolo e d.ed~cato a !ri:ste, ultima nata ed oggidì la più grande fra le città a?n~oche; SI . passa ~d .Aquile;), ricca di memorie, quanto 'I'rieste d., '~ta e d a~ven,.re; quwch sfila~o dava~lti agli occhi le piccole città l1ttornnee dell Istria, e sopratutle mteressante Pola, col suo anfiteatro antiGo ed il moderno arsenale. Seguono le coste dalmatine dove an-. cora si trovano vestigia dègli antichi Romani, e tanto di' veneziano resta impre_sso .nei .dialetti e nei costumi, nell'aspetto delle città e in quello degli ab1tant1. Zara, Sebenico, Spalato, Ragusa, Lissa, sono bozzetti co~pleti. Ogni particolarità degna di nota, venue illustrata in parola e rn figura (i-n Wort 'UJnd Bild) . . ~el corso ulteriore dell'opera, l'autore si propone di tocèarc le isole I.ome fermandosi alquanto a Corfù, e quindi risalire la costiera ìtahana , narrando, descrivendo e disegnando di Brindisi Ba~i Ancona Rimini, Ravenna e finalmente di Venezia, culla e fo~o lare 'della ci~ viltà moderna sulle coste adriatiche.
poi
377
E.,.•ulios tle c.n•te y liislo••ia •nil-ita•• per D. CARLOS
Capitan de l ngenieros y professor de la A.cademia del c ~erpo. - Barcellona 1882, tipografia della Rivista Cien,ti fico-mi lita?·.
BANUS Y CoMAS,
Quest'opera è un trattato d'arte militare nella parte che riguarda fa preparazione alla guerra; quindi non si fa parola nè di strategia,
nè di tattica, nè di altro che riguardi l'impiego degli r.serciti in campagna. Dei due volu~i ìn cui si divide l'opera, il primo è dedicato alla pol itica della guerra; il secondo, all'ordinamento degli eserciti. L'autore ha intitolato il suo libro: Studi di arte e storia militare per i frequenti .esempi storici che porta in appoggio delle sue tesi. Premesse le definizioni genP-rali, distinte le varie specie di guerra, designandone i caratteri, analizzandone le cause e gli effetti, si accenna .all'utopia di chi spera abolire la guerra e nou s'accorge che la lotta è legge di natura. Si tratta qu indi in distinti capitoli del diritto dell a guerra, delle alleanze, della neutralità, degli interventi, degli arm istizi, delle capitolazioni, dei trattati di pace, ecc. ecc. Gli ultimi capitoli della prima part~ hanno per oggetto le doti necessarie al comandante in capo e quel le che devono informare il c.arattere di ogni buon militare. Nel secondo volume, si distinguono le varie specie di eserciti e di milizie; si sostiene la necessità degli eserciti permanenti, la convenienza e la giustizia del servizio obbligatorio; si discutono le questioni relati,,e alla durata della ferma, all'ordinamento delle riserve, ai quadri dei sot.tufficiali, alla rimonta della cavalleria, ecc. ecc. Un capitolo è dedica to alla· legge per l'avanzamento, un altro alle nonne per le ricompense, cd alt.ri successivamente alla disciplina, alla giustizia militare, all'amministrazione cd alla educazione mliitare, ai collegi, alle acca.'(\emie. L'opera si chiude col motto: Laboremus. Ogni éa?itolo, come si vede, potrebbe dar materia ad un libro, quindi lo svolgimento è necessariamente ristretto. ~ei paesi dove la lettera-· ,1urn milital'e è molto progredita, difficilmente si stampano ancora di questi sommari, perchè ne esistono in gran copia, e l'attività d<\gl scrittori militari si rivolge di preferenza ad un ramo dell'arte, o ad un periodo della storia militare, e pi ù ancora alla trattazione di questioni ,quasi giornal iere, che nascono da situazioni speciali, da recenti scoperte
378'
E PERIODICI
LIBRI
da nuovi provvedimenti, da invocate riforme. Ma nei paesi dove in· m11teria militare, si va un poco a rimorchio degli al tri, questi libri' sono utili anzi necessari, quali rassegne o esposizioni dello slat-0 attuale· dell'arte, da servire come punto cli partenza per sfodì ulteriori. . Il libro che abbiamo sott'occhio risponde pienamente a qu,esto scopo. ~a materia è ben ripartitatn, e trattata con la scioltezza cl i chi possiede· 11_ suo ar?omento e l'arte di scrivere. Le definizioni hanno l'impronta eh una' smgolare precisione, le distinzioni sono bene accentuate, oJi, . . 6 esempi storie, sono sempre appropriati . Le frequenti citazioni e sentenze riportate, non solo di moderni scrittori militari, ma anche di classici· antichi (non escluso Ovidio: militat omn·is aman.s et hahet sua castra Cupido) mentre dimostrano l'erudizione dello scrittore, servono a rendere più attraente la lettura del libro. Le dottrine che l'autore propugna sono informate ai più recenti progressi della politica della <ruerra e dell'arte militare. Valga ad esempio questa sentenza che co;liamo· di volo fra mille: « Le guerre assumono sempre più un carattere ~cien~ifico, qt'.indi abbisognano sempre più di elementi cbe non si possono improvvisare •. Forse l'autore, che è profe~sore all'Accademia del Ge~io i~ ~pagna, ebbe in animo di scrìvere un libro di testo per ~ suoi al lrev,, e in questo caso dobbiamo dire che non poteva scriverlo meglio.
Jotn •ttwtl ~les Scaences ulilitai,•es . -
tobre, novembre e dicembre. -
Fascicoli di ot-
Parigi, Dumaine, 1882. 1
.I Tattica delle informazioni (Fine). Generale LEWAL. - Dimostrasi,. che gruppi di fan teria scelta e senza carichi possono eseouire bene 0 una quantità d'imprese audaci e dannose per l'avversario, come l'im-· padronirsi dei posti, insinuarsi nella rete nemica, distruggere ferrovie, t~l~gr~fì, attaccare convogli, intercettare corrispondenze, bruciare provv1s1om, ecc.; compiere infine delle vere scorrerie, ma di un'estensione Jim itata . I mezzi d'esecuzione sono gli stessi che adopera la cavalieria, tranne la velocità, e le distanze. Tali operazi(lni di fanteria sono ordina riamen te.ofl'ensive, ma possono essere esplorative, o anche preservative, nel qual caso hanno carattere offensivo-d ifensivo, il che ben di rado· àvviene per la cavalleria. Sorprendere con rapidità e silenzio è il secreto det
successo. Le scorrerie di fanteria debbono effettuarsi con io o 80 uomini per riunire una giusta forza alla celerità. Essi non avranno carico, nè provvisioni, nè riserve di munizioni. Studiasi il miglior mezzo per trasportare la fanteria, respingendo però l'idea di averne parte permanentemente montata, e sostenendo che debba valersi aU'occorenza di cavalli o muli di requisizione. Si esaminano quind i le forme delle trasmissioni, essendo più difficile il far pervenire che l'assumere le informazioni. L'autore prescrive come assoluta necessità la trasmissione per iscritto anche brevissimo, non bast.aÙdo l'aflìdarsi al rapporto verbale. Propone di dare agli ufficiàli e sottufficia li delle matite incancellabi li con carta inalterabile alla pioggia, affiuchè siano sempre in-grado di scri vere, anche ml campo d'azione. Così l:i responsabilità è salvaguardat11. Vuole pure uno schizzo grafico, non essendo sempre-· possibile la levat:i a visk'I. Il servizio regolare di t.rasmissione déve · effettuarsi, a suo avviso, come segue. In stazione: il mattino prima della partenza, la sera prima della notte, ad ogni due ore da parte · della gran gunrdia. In marcia: il mattino prima delle partenza, la sera avant.i la nott1:1 da parte del comandante la colonna, ed ogni due · ore da parte dei capi delle punte. Durante ìl combattimento: tutte le ore almeno e per quanto possibile ogni mezz'ora . Invio straordinario ad ogni avvenimento grave, ad ogni cambiamento di posizione, ad ogni modificazione di situazione. Per il servizio irregolare i partiti irrmissioue, le scorrerie, i gruppi franchi, le punte d'ufficiali si sforzeranno di fornire una comunicazione ogni 24- ore, avvertendo ogni volta che avranno preso il conta tto dell'avversario. Tratta infine del modo di dare una direzione alle trasmissioni, e singolarmente di quelle telegrafi che, per segnali improvvisati, per mezzo di ufficiali , sottu r- ficiali, gruppi di cavalieri, per ricambio e delle linee di ricambio . I q1tadri e l'a'Oanzamento. (Fine) . G. L. M. - Vi si svolge la quistioue dell'avvaozamento, indicando anzitutto lo scopo di C$$O , che· è di non fare arrivare ai differenti gradi ed impi~ghi della gerarchia se non quegli individui capaci di adempiere le funzioni corrispondenti; di farvi prevenire a preferenza coloro i qu.il i soddisfano meglio . a questa condizione; infine d'impedire rigorosamente che restiuo nei loro posti i titolari, i quali hanuo cessato fisicamente o in tellettual,mente di essere all'nltezza della loro posizione. Riguardasi l'avanzamento non come una ricompensa accordata in considerazione di servizi prestati, ma come una esten;;ione del potere dato in previsione dei servizi futuri che l'interessato sembra suscettibile di rendere. Ond'è . che egli non ottiene il grado per merito dimostrato, e quindi deve coi ,
E PERIODICI
380
LIBRI
suoi atti mostrarsene degno. De~ucesi dai principì esposti, che nel formulare una legge d'avanzamento non bisogna preoccuparsi del diritto acquisito al grado, e che i'eguaglianza o l'ineguaglianza dei diritti per l'avanzamento tra gl i ufficiali dei vari corpi od armi, e fra quelli che fecero o non fecero campagne di guerra, non può servire di base che per le ricompense. Che malgrado la necessità di far concorrenza alle professioni civili la carriera deve essere limitata alla capaci tà degli individui . Rendere la situazione degli ufficiali invidiabile in ogni grado; ed assicurare con una minuziosa scelta l'eccellenza degli elementi che debbono forni rli , sono i due termini del dirlìcile problema da risolvere. Proponesi il sistema di fare passare un anno al reggimento tutti i giovani che aspirano al grado di ufficiale, uni6cando quindi gli esami in modo, che non siavi differenza d'origine. Discutonsi i vari metodi di avanzamento a scelta, e visto che il miglioro, •fondato sugli esami , non è veramente pratico, lo si respinge, lasciando il ricorrervi in talune circost11nze. Per stabilire il principio dell'anziani tà è necessario adottare l'unilà di reclutamento per gli ufficiali, . e rendere la loro vita attivissima e tale da escludere i poco adalti alla professione delle armi. A tal proposito si fanno confronti col sistema in vigore nell'esercito prussiano, al quale sistema s'informa sovente il concetto dell'autore che vorrebbe riprodurre in Francia i buon i risultati, che a questo riguardo si riconoscono nella potente rivale di oltre Reno. Dimostrasi che lo condizioni per l'avvaozamento debbono essere le stesse tanto in tempo di pace quanto in guerra . Il privi legio della scoltn dev'essere riserva lo a pochi ufficiali i qua li abbiano dato prova di particolari attitudini e subite prove speciali. Ma tale privilegio vuolsi sia revocabile, so colui clrn ne gode, sè ne ronda im meritevole. Dei mezzi per aumentàre la potenza dei fuochi della fanteria su.l campo di battaglia. Maggiore RoLr,rN. - Vi sono dimostrati i se-. gueoti principii: Che per sviluppare nei soldati, senza eccezione, l:i
più grande fiducia nella loro nrma, per otteuere sotto il fuoco nemico il più gran numero possibile di abil i tiratori, bisogna sostituire ai monotoni tiri a segno regolamentari i tiri di concorso combinato col sistema di ricompense, atte a sviluppare e mantenere al più alto grado il gusto del tiro nell'egercito atti,·o, nelle Lruppe cli riserrn, ed anche nella nazione intera: che per nssicuraro, nel momento decisivò ciel combattimento la superiorità del fuoco sul nemico è necessario: abituare i soldati a tiri rapidi di una certa durata; esercitandoli spesso a fuochi preceduti da marce rapiJe, ai tiri di concorso individuali e per gruppi
38~
con un zaino così pesante come quello che si deve po~tar~ snl rnm~o di battaglia; esercitare spesso gli ufficiali e i sottuffìc1ah ed 1 caporali~ diriaere i fuochi in terreno vario e a distanze ignote. Infine vuols1 ado~t.nto un metodo di combattimento proposto per potere nel momen to· ~iù importante, dell'azione meuore in linea un ~aggi~r numero di va!ori. personali, allo scopo di potere, contro una s~ria resistenza del_ nemico,. impiegare giudiziosamente la riser\'a ed assicurare al battaglione me- · diante sforzi vieppiù energici, la mnssi ma sua potenza. La fanteria montala in Algeria. DE B EAUVAL . - Dall'esperienza relativa ai movimenti dello truppe in Africa si desume, che la fanteria francese · del Sud, portnnte il sacco, o non avente alctm mulo come mezzo ausiliario di marcia, non può sostenere la velocità di 50 chilometri per giornata e non più di tre giorni; se~za sacco può sostenere pc~ cinque giorni la Yelocità di ~5 chilomem,_ e co~ un n~ulo per ogn~ quattro uomini può resistere all'andatura d1 lSO ch1lometr1 per pareccln giorni. . Dimostrasi che l'i mpiego delle com pagme montate con un mulo per due uomini raddoppi(l In potenza della mnrcin rleJJa fanturia, e_ la mett~ in rapporto con qucJla della c.wallcria, che nel_lc mar~e. t..:tt1~he pu~ sostenere per molli giorn i la velocità di 80 clulometr1. D1stmguons1 in due periodi le operazioni di una colonna ~artente ~In un pos~o de.I Sud contro le tribù dis$identi . In quello prnna dell attacco s1 puo moderare la marcia, per economizzare lo forze deJJe truppe e !~sciare incerto l' avver,ario :mli' obbiettivo del lo mosse; nel ~econdo mvece occorre la massima celerità per l'inseguimento ad oltranza . Giova quind i secondo tali osservn1.ioni l'impiego tattico di un gruppo Jeggioro come nvanguarclia delle col~nno. S~tl!'o1:dine di marcia della fanteria .montata si danno le seguenti prescr1Z1001: In marcia di fianco, su due righe, una sarà formata da uomini a piedi, l'altra di muli; su quattro righe, le dne interne sa~anno .forma.te dai muli· in baltaalia oli uomini a piedi formano la pnma lmoa; m quadrato' ogui Jal~ st forma con gli uomini a piedi al!'estern~. I_n ogni circoslanza è necei.<sario che una sezione montata d1 fanteria_sia sostenuta da un'altra sezione a piedi, la quale dev'essere la prima acl entrare in azione, per dar tempo agli uomin! dcll'al~ra di mettere piede a terra e rinforz:ire le squadre combntteot1. Lo p1~col~ colonn~ del Sud sono in oenerale com posto di due o tre baw,ghom, uno ~01 quali è necessario;:, che sin montato . Considerali i m~l i Cl)rne_ se~p_!tc~ mezzo cli trasporto, giudicasi conveniente che fra 1 battagl10n1 s1av1 un turno per servirsene.
LIB RI
Una piana di g1te1Ta può esse1· presa di vi'V tL forza? S. K. _ ·Con questo articolo si richiama l'attenzione sopra il trattato di fortificazione del maggiore prussiano Scheibert, in cui questo esprime il parere, che i forti ed i campi trincerati della nuova frontiera francese non meritano assedi, ma, possono essere pre$i di vi va forza; ed eguale attenzione s'invoca sui commenti che intorno a questo libro fece il capitano austriaco von Briinner. I laagers nella guerra dei Z1ilù. J AME S PLÈ. - Si descrivono --sommariamente quei posti fo rtificati fl ssi o mobili difesi da· fabbr icati ridotti o linee di vettui:e formanti bastioni. ' I laagers permanenti per la difes:i delle frontiere sono generalmente allungati e fl 11ncheggiati da torri . Le mura sono di fa bbrica, alte 3 metri, ri ve$tite di fascine, e circondate da fosso. Gli altri posti si costruiscono con materiale d'occ11sio11e. Quelli che servono alla difesa di considerevoli provvisioni , dispost~ sur una zona quadrata, consistono in du6 forti costruiti sull'estremità della diagonale e fianchecrl'r ianti ,d~ tutte le parti il magazzino. Altri laagers si adoperano per la i,difesa d1 truppe ed hanno for ma quadrata, con piccoli forti bastion.ati agli angoli , e sufficiente spazio per rinchiudere il bestiame ed i cavalli. La stessa form a si usa pure per i Jaagers di vet.ture, con o;;ui rea. . . I . o o g1mento avanti e proprie. Combattùnen to di, partigiani . (Continuazione). DEsnoz1ERS . Contiene la storia delle compagaie franche sotto Luiai XIV e cli altre fi no al fatto di De1rnin, della importaDza di grande guerra , preparata dalla piccola guerra . Modifì,caziorvi, recate alla tattica della fante1-ia francese dal 1·egolamento del 12 giv.gno 1875. DE PoNcHALON. - È uno studio che si propone di dimostra re la necessilà cli ritornare alle basi essenziali . dell'antica tattica della fanteria francese, cioè alla vera offensiva. Ammettesi che occorre servirsi deJla massima potenza del fuoco, ma solo come mezzo' ~er preparare e facilitare l'auacco . Sostiensi che non debbasi :;agrifica re l'ordine serrato all'ordine sparso, e che le colonne e la linea spiegata sono vantaggiose. Si dimostrano vari inconvenienti dell'ordine sparso, cioè la difficoltà di regolare l'iniziativa individuale, l'indebolimento dei legami tattici, la divergenza degli sforzi, la soverchia dispersione degli elementi, la quale può fa r perdere cli vista le compagnie anche ai capitani più esperti. Reclamasi la restrizione del fronte di spiegamento e la riduzione dell'~ff~ttivo della compagnia. Affermasi che le modific.izioni proposte, al Mmistero per il regolamento cli manovre, consistono unanimemente
E PERIOD ICI
383
nel diminuire le profondità della formazione di combattimento, nel sopprimere i riuforz i, nel lo spiegamento fi n dal principio di due sezioni per ognuna delle due compagnie di prima linea, e la sop pressione della mescolanza delle sotto unità . Si ammette che rinnuziando all'ordine sparso sarà giuoco forz a adottare l'ordino misto o fa linea spiegata. Si dimo~tra, c?n analisi dei risùltati di tiro al campo di Chalons, che la lrnea spiegata è assai meno vulnerabile dell'altuale formazione di combattimento, e quindi vantaggiosa e preferibile. Si combatte la esagerazione dei fuochi a grandi distanze, e sebbene si riconosca , che quelli a salve dan.nQ risultati minori rispetto ai fuochi a volontà, si propende per l'uso dei fuochi a salve, perchè hanno più effetto morale, son r,}golati in modo da potere economi zzare le munm~ni._ I~fine, rimpia~gendo le marcio dei granatt.ieri a Fontenoy col fucile m 1spalla sotto ti fuoco nemico, si biasim a l'andatura deaJi 0 au,uali soldati intenti a coprirsi con gli ostacoli del terreno. Una colonna di spedi sione nel .Sttd algerino. F . D. HrncouRr . Ecco quanto osservasi sulla tattica degli Arabi. Fare il vuoto avanti alle colo1:ne frnncesi, trascinarle il più lontano possibile dai punti di ,•etto,·aghe, stancare le truppe nemiche in inseguimenti nelle regioni senz'acqua, senza legna, sotto un clima ardente in estate, e alaciale nell'inverno, a fine di assottigliare le forze dell'avversario . v Gl i Arabi operano per gruppi non maggiori di una ventina di uomini, tendendo sempre a far . disperdere in varie direzioni le truppe -contro le quali combattono, si mulanclo un attacco sur un punto per effe~tuarlo in_ un altro . Sì lanciano alla carica gettando grida fi n presso le linee nemiche, e con la stessa andatura si riti_rano per caricare le armi . I fantaccini sono dispersi , nascondendosi dietro ocrni -rilievo di terreno, e dietro la vegetazione, e si avanzano fino a ;oter trarre a colpo sicuro, lanciandosi nei vuoti del le colonne appena lf vedono, ed assaliscono furiosamente , con ogni mezzo percuotendo e rovesciando. Trattasi quindi della mobilitazioll.C della colonna, della sua 00mposizione e formazione, degl'impedimenti, dell a marcia, dei bivacchi, <ielle disposizioni in caso cli al.tacco, delle operazioni offensive. 11ttacco e di fesa dei trince-r·ament,i e de lle p osizioni fortifìcate. Ch. B. - Vi si accennano i vari mezzi •per procurar:;i informazioni -e come bisogna riconoscere un opera fortitìcatoria. Circa la scelta del punto d'attacco sono raccomandate le solite norme e designati i salienti più esposti. La preparazione deve farsi eia lunO' i con fuochi ., o avvi uppanti e artiglieria mascherata, l'attacco mediante forti linee di cacciatori seguite da colonne, da una riserva e da un distaccamento
LIBRI
,dartiglieria. Sono svolti i particolari per procedere all'assalto dellevarie opere, linee e difese accessorie, e quindi accennate le v~rie regole da osservarsi dalla difesa di tali opere nei diversi momenti dell'azione. Le milizie prOTlin1>iali. LÈON HENNE'r. - È un breve cenno storico relativo alle medesime ed all'antica estrazione a sortr.. Ca/gattwa nazionale del fantaccino. - Dimostriisi non buona la calzatura nttualmente in uso nell'esercito fran cese e preferibile a quahmque altra fatta finora lo stivaletto Berm.is, che si allaccia e permette d'introdurvi il pantalone. Ordinamento delle trnppe ,;oloniali. - Si propone per la fanteria la creazione di un ,i-0 reggimento di cacciatori e di un .2. 0 rcg- . gimento straniero, la trasformazione della fanteria dì marina in fanteria colonia le, passando sotto il ministero della guerra ed in permanenza in Africa; la formazione, per mezzo dei battaglioni di cacci.itori, di altri quattro reggimenti di fanteria coloniale residenti in Africa. Per l'artiglieria, la trasformazione di quella di marina in 2 reggimenti d'artiglieria coloniale, la. creazione di .2. nuovi reggimenti facenti parte dell'artiglieria coloniale, tulli e quattro residenti in Africa . Per la cavalleria,, creazione di 2.2. squadroni, dei quali 6 di spahis, per formarne un nuovo reggimento e 4 reggimenti di cacciatori d'Africa . Per compensare le maggiori spese si propone la soppressione. di 10 battaglioni di cacciatori, della 2a compagnia di deposito di tutti i reggimenti di fanteria, e della 19a brigata d'artiglieria. Per le circostanze imprevidibili vuolsi l'ordinamento sur un piede speciale dei quarti battaglioni dei reggimenti di Francia, pronti sia a rinforza re le trnppe coloniali, sia a formare l'avanguardia dell'esercito nazionale . caso d'1 guerra. / m A.ncora ima parola sull'artigliecria d'i fortezza. - Si combatte la separazione dell'artiglieria da campagna da quella di assedio. Giudicasi non necessario fìn dal tempo di pace l'aumento delle batterie 11 piedi per la difesa delle piazze rorti, ritenendo che l'armamento di alcune di esse, specie di quel1e interne, p·ossa compiersi durante la guerra. Conservando i reggimenti misti credesi, che i quadri ed i soldati delle batterie montate s'istruiscano nel servizio dei pezzi d'assedio, ciò che all'occorrenza non impedirebbe di utilizzare quelle truppe per l'aumento delle batterie a piedi. · La ferrat1wa a ghiaccio negli eserciti europei. - Si analizzano i vari sistemi di tali ferrature, concludendo con alcune proposte atte a risolvere, mediante l'esperienza, il problema della scelta del più conveni·>nte di essi per l'uso in guerra.
385
i PEJ\!QDlCJ
Le S11e.,f,iteu1· nt.ilitt:ii,·e.
vembre, dicembre . -
Fascicoli di ottobre, no-
Parigi 11882.
(;1.1.erra, turco-russa 1877-1878,Suleyman Pasc·ià. FAUST LumoN. · Si propone cli far la luce sui veri motivi, che coonestarono la condanna dell'ex capo dell'esercito turco. Affermasi cbe un falso armist.izio cagione, la dedizione del corpo di Scipka e1 il ritardo della ritira ta di Snleyman, che fu obbligato a ripiegare sul monte Rhodope. Alle lagnanze, che questi fece per l'inerzia in cui si tenevano a Costantinopoli numerose truppe e la floua, il governo rispose intimandogli l'arresto, e sciogliendo il Parlam~nto, che si preparava a sostenere tali lagnanze contro il ministro della guerr_a Reouf pascià. Ciò posto si esaminano i fotti che condussero il generale ottomano davanti un consiglio di guerra. Si fa la storia delle operazioni sui Balcani, analizzando la condotta di Reouf luogotenente di Sulerman. Deducesi che quegli ricevenrlo avviso dal governatore di Slivno dell'attacco progettato sopra Yeni-Zagra dal generale Gourko, avrebbe dovuto abbandonare ciuest:J. piazza e raggi ungere Suleyman, ovvero rimanere fermo nelle sue posizioni ed avvertire di abbaildonare il piano d'attacco sopra Eski-Zagra combinato insieme. Non dando importanza alle istruzioni del governatore cli Slivno, conoscendo però l'attacco di Gourko, avrebbe dovuto ripiegar subito per recar soccorso ai tre battaglioni lasciati per difendere Yeni-Zagra, o almeno dare avviso della presa di -questa località. Disponendo della cava lleria circassa, ed avendo libera la strada di Tehoranli poteva dare tutte le in formazioni necessarie al comandante il corpo principale. Vero è che le truppe avevano poche munizioni d'artiglieria, ma tale in con veniente è attribuito a Reouf, che le fece dirigere per ferrovia verso Adrianopoli. Inoltre ritiensi che egli avrebbe dovuto combattere il generale Gourko ritirandosi sulla colonna centrale tanto più che conosceva le posizioni occupate dalla medesima. Una volta disfatto er.i suo dovere di riordinare le sue truppe a poche ore di marcia indietro, e così ravvicinarsi molto al comandante in capo; ciò che nori sarebbe stato difficile, poichè 1 Russi, conoscendo l'attacco di Eski-Zagra, preferirono di marciare coniro Suleyman, invece d'inseguire Reouf, che volle abbandonar tutto, e non dare avviso al suo generale della disfatta subita. A queste critiche fanno seguito la memoria di Reouf-pascià, con la quale egli cerca di scagiotiarsi delle colpe attribuit,egli, versandole sul suo comandante, e la risposta di /C{VllJ,
voi..
1.
25
386
LIBRI
Suleyman pascià, in cui questi analizza dal punto di vista della propria . difesa gli avvenimenti di Eski-Zagra e di Yeni-Zagra. Le mano·vi·e di ailtunno del 1883, A. G. - Si entra sub ito ad esaminare il combattimento, scopo finale delle operazioni preparatorie. È biasimata la presenza di ufficiali superiori sulla linea di fuoco. Per ovviare a ciò vuolsi che ogni capitano abbia seco il suo furiere, un trombettiere ed un soldato intelligente per la trasmissione degli ordini, e che i comandanti cli battaglione possano disporre, per mandare le loro istruzioni, dell'aiutante maggiore dell'aiutante e di due soldati intelligenti. Notasi che spesso si obbliga il caporale a marciare a fianco della fila di direzione della squadra distesa, ciò che gl'i mpedisce di vigilare i suoi soldati, e ritiensi necessario che le differenti unità restringano ii loro fronte sia nel combattimento, sia nel servizio di sicurezza, Si raccomanda, che siano osservate le norme regolamentari circa le istruzioni che i capitani debbono impartire prima di cominciare l'azione, e la ricognizione del terreno per preparare l'attacco, non che la dire . zione da darsi con dtiarezza. Rilevasi soverchia impetuosità nell'ordine di combattimento, la quale non lascia ai capi squadra nè tem po nè iniziativa per adempiere ai precetti regi:lamentari di nascondere al fuoco ed alla vista del nemico i cacciatori. Si stigmat1z-za l'uso dei . fuochi nutriti e continui in catena, quale spreco inutile cli munizioni 1 richiamando lo scopo dei medesimi nelle manovre, che è quello di indicare le posizioni successive occupate dalle varie frazioni cli truppa. Nè si approva la soppre:;sione totale dei rinforzi, che secondo il regolamento debbono adoperarsi con criterio ed opportunità, meravigliando che le nuove teorie sull'impiego dei fuochi non siano applicate e d1e la odierna tattica abbia ancora nelle file degli avversari. Per ciò che concer:ne il servizio di sicurezza in stazione si osserva, che le linee di avamposti coprono spazi sproporzionatamente estesi. Nelle marcie si conferman" molti progressi, essendo divenute rapide senza esagerazione e disciplinate con la misura ed il metodo. Si vorrebbero più lavori di campagna nelle manovre per addestrare gli ufficiali e provare la solidità degli utensili . Si rileva che l'amministrazione cd il mantènimeuto delle truppe funzionano bene, dopochè vennero creati gli ufficiali per il vettovagliamento. Spedizione francese in Tunisia. (Continuazione). - Al racconto dello sbarco delle truppe francesi a Tabarka e delle sì.1ccessive operazioni della brigata di rinforzo cooperante all'attacco contro i Krumiri, seguono le convenziom imposte dal generale Brrart al bey e la descrizione del combattimento di .l\iateur, che fu decisivo e disastroso
E PERIODICI
381
per quelli. Notizie particolari si leggono sul teatro d'azione e ~u~le tribù nel quadro che si fa dell'insurrezione del sud della Tumsia, provocata dall'animosità degli indigeni contro il prote~torato francese, e che diede motivo al bombardamento ed alla presa di Sfax. Si narra quindi l'occupazione di Gabcs e di Djerbak. . . . .Mernoi·ie ·del generale Jfardy. (Continuazione). Contiene lo studio dei ponti da get~arsi sul Reno dalla riva destra alla riva sinistra, da Waldshut sino a Coblentz. Catechismo militare ad uso degli stabilimenti d'i.stru¾'ione pubblica Derigny. (Fine). - Si spiega la missione dell'esercito, come esso assicura l'ordine all'interno, quale la condotta dell'esercito nelle pubbliche calamità, quale J'importJ.nza della preparazione della guerra, quali sono i doveri che tale preparazione impo~e ai soldati, c~me l'esercito adempie alla sua missione in guerra. S1 svolgono massime morali sulle qual ità dei soldati, sul sentimento dell'onor militare, sul patriottismo, facendo base di tante virtù lo spirito religioso. Sernpvici note sulla Spagna e wll'ese1·cito spagmwlo_ nel ~88/. f· De Seri11 ncin. (Fine). - Sull'arprnmento spagnuolo rtlev~s1 la differenza fra le due specie del fucile Remington, l'una fabbricata nella penisola a Oviedo, l'altra in America. Sotto l'angolo massimo_di circa 30 gradi la portata del fucile suddetto è di 2.8.00 a 3?00 1:lletn, quella efficace è di 4500 a ·1600 metri. In Ispagna 1 fuoclu a distanze maggiori ai 600 metri sono sconosciuti. Ogni soldato riceve annualmente -100 cartucce per 1·esercitaziouc del tiro. Intorno alle manovre osservasi che l'ordine sparso, qual'è in uso in Germania ed in Francia, è ignoto ali' esercito spagnuolo. Il battaglione è tuttora a 6 cornpa. gnie, e quantunque a Madrid si facciano delle esperien'.'e sulla compagnia di 250 uomini, niente fu adottato finora prattcament~. Le diverse scuole del soldato, della sezione, del plotone sono sempre quelle dell'antico regolamento di trent'anni fa . _Nelle ma~ov:e. a righe serrate il fantaccino spagnuolo mette un'energia, una prec1s10ne particolare, mista a grande agilità. L'istruzione delle reclute fatta per compagnia come nell'esercito tedesco non diede buoni risultati. Oggi le reclute riunite in classi da 25 a 30 sono istruite da ufficiali sotto la vigilanza di un capitano. .. . .. Uno dei punti dell'ordinamento mtl1tare accennato come 11 p1u controverso è l'istituzione delle Direzioni generali, i cui capi sono tanti piccoli 111inistri, avendo ciascuno per la propria arma una specia~e onnipotenza, la quale secondo gli oppositori, ostacola l'azione del m1-
388
LIBRI
nistero. Un'altra carott.eristica notata sull'esercito spagnuolo è la molteplicità di ufficiali, avvenuta in seguito alle guerre civili, difficile a modificarsi ora, e causa del sistema che permetto ad un ufficiale di possedere uno ed anche due gradi onorari superiori, stante la lentezza dell'avanzamento. Il grado ù considerato come impiego . Si ncccnuano pure l'istituzione dei casinos militari, sviluppatasi man mano, le con · ferenze di di~tretto fatte in corso pubblico da ufficiali professori, e le varie pubblicazioni militari spagnuole. L'autore conclude accertando i progressi oguora crescenti dell'esercito ricostituito con le nuove leggi votate dalle cortes, e riconoscendo che quest'ultimo possiede il vero soldato, sobrio, robusto, atto alle lunghe marce, alle lunghe fatiche, bravo, entusiasta, amante del proprio paese. _Le agitazioni in Algeria. (Continuazione). KIVA. - Contiene le origini degli Oulcd-Sidi-Cheikh, seconda nobiltà non discendente in modo diretto dal profeta come i Chemfa, il quadro delle tribù principali che a quell i obbediscono, le leggende dei vari nomi di alcuni capi . · Hiconosconsi le disposizioni avverse per la Francia negli OuledSidi-Cheikh, ed il pericolo che per essa racchiudono, mantenendo minacciosi il sud e l'ovest di quella regione. Si reclama ùna spedizione su Fignig, considerato come focola re d'insurrezione, che può-accendere l'Algeria, cd una inesorabile energia nel sottomettere gli Arabi. Per colpire i marabutti alleati e le tribù ribelle, si consiglia di valersi delle tribù nomadi rimaste fedeli, di lanciare avanti i goums, · lasciando loro, m un certo limite libertà d'azione. Si cita I' esempio della tribù marrocchina dei Dou1-Meuia, che dopo aver battuti i marabutti Si-k'ad<lour Si-Sliman, decise di respingerli ccl / inseguirli sempre che apparissero, e protegge molto emcacemente il sud-ovest algerino più delle colonne o dei posti isolati. Vi si aggiungano notizie sui Trafà pastori e nomadi appartenenti al circolo di Geryvillc. Il ,m,atr·vmonio clegli 1if[iciali. A. G. - P.osta la incompleta applicazione delle leggi esistenti, e vista la irregola1:ità cni dà luogo l:i male intesa indulgenza o la debolezza, si ammette la r,onveuienza di modificare il i·egolamento per il matrimonio degli ufficiali . Non però si sostiene l'aumento della dote, proposto da taluni come mezzo di allontanare il milital'e dalla facilità di formarsi una famiglia; :inzi, dchiam:rndo l'esempio degli ufficiali Tedeschi, in gran pnrte ammogliati giudic::isi conveniente nou avversare i matrimoni. Si s1abilisco a soluziono dal problema la vnriabi lità della dote da HiOO per il sotlote11onte, a ,t '.200 per l'ufficiale superiore. .
\·
E PERlOD!Cl
389
P.rogetto d·i crea,z,ione d'i, un corpo d·i, esplorator·i. LEDENTI,. Questo· corpo dovrebb(~ tissicuraro :il campo il tempo, la sicur~zza, la ··omma delle sue forze; riferire ad ogni momento al generale m capo :ulla posizione cd i movimcnt.i del nemico; alleviare i c:ipi di corpo della <•rave preoccupazione degli avamposti, cd evitare i pcrtnrbament1 ~he q~esto turno di sen izio fa nascere fra i reggimenti; aiu tare nelle loro funzioni p:li ufficiali di stato maggiore, forn ire una colonna mobile che perm~~ta al generale in capo di fare tutte le sue· ricognizioni, .senza rompere la sua linea generale d'operazione, nè intaccare il grosso delle sue forze. Gli esploratori, secondo il progetto, farebbero parte dell'esercito rc<rolarc e verrebbero forir,ati in legioni . I l loro reclutamento avrebbe luogo mediante ferma -volontaria riunovahil_e e J~·a i gi?v~ni. soldati più istruiti. La loro fo1:za normale sarebbe Il .dc~un? ~ell e~ct1.1vo del_l'esercito . La legione avrebbe qu2-ttro battagl1011t cli lantom, con 11 battaglione a oLto compagnie, la compagnia cli cento venti uomini; e i capitani montati: quattro squadroni di cavalleria di cento uomini; quattro batterie a cavallo; una compagnia del genio di sessantaquattro uomini; treno o muli . , ,L'arma degli esploratori dovrebbe essere il fucile di ultimo modello; sarebbero proneduti ·di alcuni fucili a ripetizione e di mitragliatrici in racrione cli ·10 dei. primi e· 4, del le seconde per legione, non che di c·e;ti utensili per tagliar legna, aprirsi passaggi, gettare un piccolo ponte, colinare un fosso, faro una trincea , ecc. Segnono le proposte relati ve al vestiario, alla durata del servizio che vuolsi di t> anni, all'avanzamento ehe dovrebbe essere in parte a scelta. / Wco1·d;i, mil'it(l1'i del genarale bcirone J:lulot. E una prefazione, nella quale si rendo conto della vita e del libro del generale. Le leggi 1nilitari, eil Pa.-rla,rn.ento._ - S' invoca l,o stu~io de)la commissione parlamentare SLtlle seguenti proposte. L esercito nttivo _cl_ev~ essere cornposLo di undici classi e nou di nòve. Donde~la necessllù di c!.iminuire la durata del servizio e di costituire, sul model lo della landwecr tedesca un::i riserva mobilitahile. Bisogna t~nor conto dell'istruzione acquistata dai giovani prima di essere ch i:imati .alle a~·mi, e ridune per ogni e.lasse o grup_po la perr~anenza .so~to l_c b~nd1er:. . Occorre, ordinare il reclutamont.o regwnale, d11nmul!'e l effettivo det quadri permanenti· e aumentare_p'.·oporz~onalme1~te quel.lo d.ei qu~dr( cli riserva; prescrivere frequentt nuruom della riserva 111 cap1luoghi d1 distretto· il reclutamento delle unità tattiche: dare ngli ufficiali dell'csercit~ attivo una vera autorità nel la circoscrizione di reclutamento
390
• LIBRI E PERIODI CI
sulle r (~nioni di esercizio, sul comando e sulla direzione di tutte le c.o~e. rn1htan'. da p~t~re avere in ciò su bordinati tutti gli agenti poht1c1 e ammm1stra1,1v1 del paese. Per !'esercito coloniale si consiali:i di copiare nella misura possibile l'ordinamento dell'esercito ioale~e delle Indie; di costituire un cor po disponibile di sessarHamila uomiiJ reclutat! con ~ss~ldarn.enti volontari premiati, avente i suoi depositi in Algen, Mars1glta, L10ne, Belforte, nel campo di Chalous. Si reclama la ri~orma delle circoscrizioni attuali in modo da collocare i corpi di ese~?to lungo la. loro !inca di concentramento: la fissazione degli el'fett1v1 permanon11 mediante l'1stmzione di uua riserva di reclutamento mossa a disposizione dei capi cli corpo; il raddoppiamento della estensione dei circoli di reclutamento vicini alle frontiere, e J'aYer Junao le medesime u11ità strategiche, destinate a proteggere la mobilit:1zion~. sempre su l piede di guerra. Circa l'avanzamento degl i ufficiali vuolsi: unità d'origino per essi, la quale dev'essere il roggirneuto, in cui iJ n?cesss~rio che di~no proYa della loro vocazione; la nomina al grado d1 ufficiale subordrnata al successo di uua prova sull' istruzione generale, su quella militare teorica e pratica, l'educazione, il valore fisico, intellettuale e morale, e sanzionata dall'accettazione deuli uffi0 cia li del reggimento proposto al candidato. L'avanznmento dev'essere per tutti i gradi ad anzianità; rna a questa sono da aggiungersi vari coefficienti, come il risultato di un esame di attitudine, le note dei capi militari, il merito dei lavori di studio i ser vigi eccezionali debi tamente provati, inline e soprattutto le cam~ pagne e le spedizioni. Dal numero dei punti otten uti, si dilialcherebbe una somma presa per equivalente dei rimproveri e del le punizioni , nelle quali s'incorre in servizio e nella vita privata. La classificazione risulterebbe da questo calcolo.
BOLLETTINO BIBLIOGRAFICO C1ale11dtirfo militare 11er l',iimo l~S:I. Per cura dell' EdiLor o
dell'Esercito Italiano, il 20 del COJ'rente mese vedra la luce in Romo. il Calenda,.io m ilitare per il 1883, conlenente il R uolo di anzianità degli ujfic.ali dell'Esercito permanente, della Milizia mobile e della Milizia territoriale e la loro posi~ione al 31. dicembre 1882, non cho il testo della nuova leaO'e ne sull'Or~l mamento dell'.Hsercito e.la Circoscriztone militare territoriale del Rer;no, recentemente approvata dal Par-lamenLo.
ll0 1, LE1'T INO ll lllLIOGnAFCCO
391
Die Tre1u1 uu9 der r•eile 11deu llrlillerie von dei• Feld11 ll r tille,•ie. (La separazione dell'ar tiglieria a cavallo dall'orLiglieria da campagna) Paùerborn, 1882, tipogr afia Schoningh, prezzo L. 'l. Si discute la questione a ccen nata nel liLolo, e si viene alla conclusione che la separazione, tra le dett.e due specie d'arLi glieria , è necessa r ia.
OC HWA DT, Oberslarzt Ge11u,adl,eils - 1i.,itec/1ismu11 fnr ,len ,te11ltlc l1e11 Sol,la t e n . (Catechismo sanitario pel soldato tedesco) Berlino, 1882, tipografia Mililaria. È un opuscolo scritto specialmenLe, per gli ufficia li di trup pa, nel quale sono indicale le norme igieniche da prescriversi ai soldati nelle marcie, nei cam pi, nelle caserme, ecc. ecc. Ar2l. l.,eilfadc 11 ~,.,,. Selbs1tmte1•richl in der 1,fe rcle ,•ke11tnit~ (Guida per imparar e da se stessi a conoscere
BRA NO,
i cavalli) Francoforte, 1882, lipografìa vValdmano. Si tratta del modo di conoscere praticamen Le le qualità e i difeLli idei cavalli, che si comprano o requisiscono p,;r servizio militare. HaupLmann. 1.,ilitiir P,•iva1,•ecl1t. ,ter 011ter1•ei(Dirilto m ilitare privalo nell'eserci to austriaco) Insb1·uck 1882, lipografìa Wagner. L'argomento è tratta.Lo median te confronti del diritto militare austr iaco col romano e col Ledesco.
DANGEL~fAIRE,
(•lticlum. ll•·mee.
'l',•ac/11 ,.,.,, llewng11u11g (1les t•iimituJe,a llee1·e 11 ,oii/1reml der li.ai11e rzeit. (Vestiario ed armamento
L rnnENSCllMIT.
dell'esercito r omano al tempo degl'imperaLoriJ Brannschweig, 1882, lipografìa Viwcg. L'aulore illustra gli avanzi d'armi ed a llri oggetti rinvenuti nei monumen ti s epolcr ali r omani, che r.sistono nelle provincie del Reno e ne deduce il .vestiario e l'ormamento dei legionarii. .JssEH. llol,en f/erzeic/111is11 vo,a Tirol m,d f/oralberg. (lndicazioue delle altezze del Tirolo e del Voral berg). Insbr uk, :1 883, tipografia Wagner, prezzo L. 5,85. È un opera in corso di pubblicazione. li 1• volume, testè pu bblicato, r iguarda le monuigne elle cingono le volli del Sech, del Vipp e dell'Adige. Major. Le tir ,le l'"rlille rie ,te campaf1ne, Bruge11, 1883, tipografia Larviere, prezzo L. 10,80. È una traduzione dol ledesco. L'opera s i divido in quattro parli: 'l' balis tica del l'artiglieria da campagua; 2° sviluppo dei principii per r egolare il tiro; 3' pratica del tiro; 4' esercizi cli tiro.
HOHNE,
392
ROLLE1TIXO
lllRLIOGI\.\FICO
colon e!. Questio11s uailitfli,.e., " l'o,•d,.e ,lu Jom·. Parigi, ·1882, lipog!'afia Haudoin e Dumaine preno L. :\:io. Si lralla della leggo di reclulamenl') in Francia, delle proposte per la l'ormaziono di un esc1·cito coloniale, della queslionc dei sottufriciali, ùella scuola superiore di guerea, ecc. ecc.
GHA N ncLEMEN'I',
Ooo.-, colone!. ,,,. lfl tique éléme11tni,.e ,te la (t111te1•ic f,•anç11ise tle1m is uu siècle . - L'opero si dividein due parli: nella prima si espone la lallica adoperala dalla fanteria francese, eia! 1791 ai nos tri giorni; nella seconda, si svolgo q uella che (seC'Ondo raulore) conviene ora seguire. T ounnET. l,es /01•tiflctrtio,u ,la u ti leu,•., t-n111101•t11 ave" la 1>ro11riét é. Parig-i, 1882, tipografia Daudoin e Oumaine, prezzo L. 6,60. L'opera si divide i11 clue parli: ·1• esame critico della
le~isluzionc vigeule in Francia sulle servitù militt1ri; 2• Oi>pos iziono o discus$ione cli un nuovo pt'ogelto di legge su tale rnaleria. chefd'escadron 17iS.<t(>mbmU'y,l<'roescluviller, .-e1,•11ite .,..,. f.'/udon. P arig i, 1883, libreria Baudoi n e Dumniné,
DE C11AL:s1S,
prezzo L. 8. È uno sludio slorico su parte della campagna del 1870-71. Varie carle sono un ite el Lesto. Il i,t,•-.llf'1uoi1•e 710,•tnli/ ,te "nm11tr9ue " 1•"sage tles o(fì-.
,f;,.,.11 ,1•a,•lille,•ie . Pnrigi, 1883, librer ill Bauùoin e Dumaine, prezzo I.. G,60. i~ un piccolo volume in 8° di :J66 pagine, legnto in leln. Contiene utili dali sui pezzi, i p 1·oiellili, gli affusti, la polver e, l'ordinamento e le manovre delle trupped'arliglieria, In costruzione delle baLt13rie, cc. ecc. Ile l'a11lit,ule fl11•(1Hf!. t>I ,te •e• mo,liflcatious 11,ms l 'in/lmmc ,1 ,le11 exert!icl'11 militaire 11 . Parigi ·J882, tipo-
R1GAL .
gr afia 13erger-l.eVl'aull. Opuscolo di poche pagine eslratlo d.ìlla
Reoae militaire de meclicine et dc chirurgie.
Il Dj r ettore ORESTE BAHATIEHI
7'emmte ColOmieUo net Bersaulied. D t:::VIARCHI CARLO,
gerente.
Tav:U. _ lie,m"dàu:cll!/ delle,,,c,1u·ve, dù.cendenlf,, .indict:U-1,()__ qua,n,'{i, .,·o/'rauuivorio ino<;nv ekt,cli- 100 aùtentv ,a; :2.t,mmo; W.<'/rdinal<v del1e,,,car ve, àv 111,w.•una,,
j,,arw a..s·cende.n,,tv,indù:ano tb.2la, s:Zesscv el,a,.
(J-ll<lT/,,'fi, , sono :i, .'i$
morri/o _9lv .elirm'.nc,li,, SU,· /000
60
($$
o
"",)
8.~
9i)fl80
/lrn, + f f,
+,BI'
+ + )(P
f
+ .............. {.....
7
E
tJ;:-'""'-+-...,;,,.-...,;,...___..,;.,....._.......;. .......~ - -...... ~~-.;,,... .....6$ ~...........,.........~-+.i--....l.,..........,J () % .'}O JS 4<1 4 SO $5 60 70
-----r.81'Elù;1cinaaio1u,.,-,corrq:;ù:.,·sÙJtV,,dev?_e,u;i.una:li/. _ _ __ _a[!;' Jlforlalitd,deirpertsuma:lùdell<J Stow. + ++++•+R':"',lfor'l:ali;ùvner7li,, a,<s0o·aw dv :20 .compagn.wi,nglesv. . ___________ Sòprauoive.T1ttll/Tlelh,JJ<>f0luxim,emu:,,;cl,i?e,,-,:wlia,,a.dcc<mdo il,_Jla;,nerV
+
DEL SERVIZIO D' INTENDENZ! IN GUERRA
T.
li progresso della ciYillà non ci ha recalo ancora la pace eterna e per conseguenza il disarmo generale, ma collo avere t'eso possibile la cosLituzione e la conservazione dei grandi Stati ci ha dato le g1·andi potenze militari, gli eserciti gros:>issimi , gli apparecchi titanici da guerra d'ogni maniera, e quindi un'immensa congerie di bisogni guerreschi sin dal tempo di pace, e tanto pi tì poi in tempo di guerra. ,\ questi bisogni, raggruppati come la esperienza ba insegnalo che meglio fosse, debhono soddisfare in uno stato militare bene ordinato altrellanli rami di mili tare provvidenza: e sono quelli che chiamiamo con vocabolo di convenzione « servi.z ii», i 1Jtrnli in tempo di pace si accentrano nella suprema autorità mili Lare, cioè nel Mi11istero della guerra, e quando le forze militari si mobilitano, restando ferma una parLe dello stato militare e divenendo mobile l'altra, si scindono anch'essi in due partile, di cui una rimane sotto la dipendenza dil'eLla di quella suprema autorità e l'altra va coll'esercito I' dipende dal comando in capo di questo. Quest'ultima provvede da presso e di subito ai bisogni doll'eserciLo assembralo e guerreg);iante con quei mezzi ch'ella hn sotto la mano o a porlata, sul teatro (lelle operazioni; quella prima vi provvede da lungi, in più larga misura, col raccogliero dal paese e da ruori quei mezzi, prepararli, po1·gerli all'altra. Da ciò uno scambio necessario di rapporti tra ambedue: richieste da un lato, somministrazioni dall'altro e un moto diverso ma incessante d'affiusso e deflusso Lra la fronte e la ANNO
x1v111 , ..-oL.
1.
394,
DEL SERVIZIO D' IN'.l'ENDENZA
base dello scacchi ere, a misura dei bisogni e del logorìo dell'esercito. La base è la linea di stacco trn l'azione dei servizi i mobili e quella dei servizii stabili. I bisogni di guerra d' un esercito odierno si possono distinguere per titoli di materie come segue: 1. alimenti per gli uomini e i quadrupedi; 2. cura e sgombro degli ammalati e feriti; 3. armi e munizioni; 4. vestimenta, arredi, bardature; 15. materiali da campo; 6 . .istrumenli da lavoro; 7. materiali da ponti ; 8. materiali da assedio; 9. corrispondenza telegrafica; ~ O. corrispondenza postale; 1,f. materiali da trasporto per le strade, per le ferrovie , per -acqua, secondo i casi; ,f 2 . mantenimento e racconcia mento delle strade e ferrovie· · 13. soccorsi d'uomini e quadrupedi (complementi e rinfo;,zi , se caso); 1 14. ordine e sicurezza nel paese a tergo (custodia e polizia); 15. denaro per gli stipendii e le compre. allorchè si raduna è provvisto di tutto il bisoanevole L'esercito . . . D pet pr1m1 momenti, ed anzi d'alcune cose che non si potrebbero improvvisare è fornito largamente; pel resto e pe! segui to devesi provvedere a raccolla finita e durante la guerra. Secondo l'ordin amento militare nostro, ai sopra notati bisoani fanno riscontro i seguenti senJizi: Il servizio di commissariato pel 1 °, pel 4 °, pel 3°, per l' H 0 ; (treno borghese) e pel il/5°; Il servizio sa11,ùa1·io pel 2° (nomini) ; Il servizio veterinario pel 2° (quadrupedi); Il ser-vizio d'lirtiglieria pel 3°, pel 4° (per quanto conc~nJe le bardatul'e pei traini mili tari), per 1'8°e per 1'11° (veicoli militari); Il servizio det genio pel 6°, pel 7°, per 1'8° (materiali da trinciera), pel 9°(telegrafia campale e accordi colla telegrafi a dello Stato), per I' 11 ° in parte, e pel f2°; e)
IN GU ERRA
395
Il se1··vizio dei trasporti per tutto quanto si riferisce a trasporti di qualunque specie per ferrovia o per acqua, compreso il servizi o ferroviario su quelle linee o traui di linea di cui l'autorità militare assuma il racconciamento e l'esercizio coi suoi propri i mezzi sul teatro delle operazioni; [l, se1·vi,z io di tappa e quello di polizia militare pel 14°; Tl se1·vizio telegrafico pel 9° (per quanto s'appartiene al con-corso della telegrafia clello Stato nella zona telegmfìcamilitare della -,rete permanente, cioè sul teatro delle operazioni); Il servizio postale pel 10°; Al 13° provvede il Ministero . Non v'è militare mediocremente còlto che non sappia come vivessero gli eserciti in antico, divorando i paesi ove guerreggiavano, affamandosi da ìoro medesimi, estendendo le tòlte sempre ·più lontano e affidando la loro vii.a a trasporli che richiedevano grosse scorte, e dei quali non era sicuro lo arrivo . Le armi, le macchine e gli altri materia.li che non potevano trovare fatti o togliere al nemico, se li facevano da loro o li commettevano ad opera.i del paese quando ne sentivano il bisogno, perchè non conducevano riserve. Poi, col procedere dei tempi e della civillà, ragione ed esperienza suggerirono le sal merie, i traini, le offi cine d·i seguito, i parchi insomma, i magazzin i, i convogli regolari , le tòlte ordinate (1·equisizioni, foraggiamenti) , l'uso dei buoni, le compre, leimprese, gli spedi enti a dir breve d'una buona economia bell ica; e così nacquero e si svolsero le provvidenze di guerra, da prima a casaccio, quindì sotto capi che vi s'impinguavano. quando non vi lasciavano la Lesta, poscia sotto la dipendenza, più o meno stretta, dei condottieri dell'esercito, del duce supremo , quando invece sotto quella dell'amministrazion e militare centrale, lontana - maestm la Francia - e quando stiracchiate tra questa e quello. In conclusione, ai dì nostri, anche negli eserciti meglio ordinati, tutte quelle provvidenze, più o meno raggruppate, per ragione di aJfini tà, vanno a far capo al gran quartier generale dell'esercito, e la mente che regola gli atti della guerra n'è clisloita ogni tanto, anche di sovente, da cure, talvolta persino minute, di alimentazione, di rifornimento, cli trasporlo, di postergo, che la costringono a volgersi indietro mentre ella avrebbe gran bi- .' sogno di mantenersi ferma allo innanzi dove avviene la scherma-
~.
IN GUERRA
396
DEL SERVIZIO D'INTENDENZA
delle grandi masse e dei loro sprazzi, dove f-erve la gu.e1T,t guerreggiaba in quelle giga11tesche proporzioni ch'eJl.a è venuta assumendo. Fu un' ofitima idea, a mio avviso, quella ehe Rei presente ordinarnentò militare ital iano fu posta a base del serv.izio di ,r;tie·rrn: accentrare cioè tutto qnant.o il servizio 1110bile di provvidenza in .· una intendm•.za gene1·ale dipendente dal comando in capo dell'esercito, e similmente per ciascuna armata, esonerando così i capi delle grandi masse dai pensieri del quando, del dove, del come soddisfare ai bisogni di questo e di quello e di tutti. Preordinate in tal guisa le cose, è segnato riciso lo stacco tra l'azione strategica e tattica del Comando e quella amministrativa e logistica della P1·ovvide1iza, ma nel tempo stesso questa è so ttoposta a quello, perchè la, più stretta unità sia assicurata col predominio assoluto e costante dell'interesse supremo cui intende la condotta degli atti guerreschi. Lo stratego è là sul suo campo, a fronte deU'avversario, cor!i'occhio fisso in lui, attento al terreno, alle forze, alle mosse, pronto a colpire o parare, e per tutto eiò che gli abbisogni, vitto, armi, soc'..: corsi ecc., non ha quasi da proferir parola, o basta appena ch'ei tenda la mano, senza togliere lapupilladaquelladel nemico, pe1:èhè dietro a lui sta a'suoi servigii il provveditore che ha tutto preparato sul suo gran campo alle spalle di lui, e sa ch'è obMigo suo prevedere e provvedere acciocchè nulla manchi, e secon.do i casi accenna qua . o là, fa inol:trare (JiUello, ritrar questo, chiede, ri'ceve, por,ge. Là veramente si guerreggia, sulla fronte; qui, sul postergo, sino alla base, si provvede da momento a momento; dietro la base v'è chi sovviene d'pgni bisognevole in copia. È un concetto altrettanto, fecondo q11anto semplice, un'applicazione molto felice, a parer mio, d'ella divisione del lavoro alla guerra nel più largo senso. I vantaggi , a paragone di qualunque altro sistema, appariscono evidenti e grandissimi se per poco si pensa a certi fu.omenti più critici di grossa guerra, come quell i in cui i grandi fatti d'arme si succedono rapidi, o l'esercito incalza a gran passi il nemico battuto, osconflLLo e sconquassato si ritira, muta: fronte, base, scacch ièra. Chi apprezza gli ainti grafici per ch iarir le idee prenda una carta d'un teatro di guerra storico o ipotetico qualunque, di paese bensì ove sia una buona rete stradale, ferroviar ia, telegrafica., vi delimiti un teatro d'operazione e su questo segni l' intero assetto strategico
397
, d'un esercito (supponiamo) di ti-e armate in un dato momento - nel , momento ini1.iale del la gllerra per esempio - come segue. Segni la fronte, sopra una. linea frontiera, o fluviale, o montana, od altra qualsivoglia; segni la base alcune centinaia di chilometri indietro, valendosi , se possibil e, di una o più linee geog,ra.fiche dove si t110vino luoghi adatti a grandi riposte, toccati da grandi linee ferroviarie indipendenti l'una dall'altra, e meglio se nodi di ferrovie e strade, e meglio ancora se luoghi forti per natura ed arte. Divida pel lungo quello scacchière in tre parti, una per ciascuna delle tre armate, in guisa che ogni parte abbia alla base uno di quei Iuoghi eh~ ora ho detto ed alle spalle una di quelle linee maestrali fenoviarie, cui fanno corredo altre ferrovie, strade, canali, ecc. 'forni alla fronte, distingua con quel colore che più gli piace la .zona ove -campeggiano , manovrano o combattono le truppe avanzate e le masse, segni i quartieri genera li e il limite di tergo di quella zona. È la 1.ona mil itare per eccellenza, il campo delle opera.zioni guerresche e dell'azione immediata P. costante del comando. Quivi le truppe provvedono da loro. stesse ai lqro bisogni con quei mezzi che il loro ordinamento di guerra mette a loro disposizione, vale a dire cogli organi minori dei diversi servizii che sono addetti ai reggimenti, alle divisioni, ai corpi d'armata e ne sono parti organiche integranti. Dal margine posteriore di quella zona in dietro sino alla base è il vasto campo dell'Intendenza. Segnate sulla base i gra:ndi magazzini (depositi cent1·etli) delle annate, uno per ciascuna, in quei luo·ghi che dianzi accennai . Quivi con fluiscono dane più interne e più lontane parti del paese le cose tulle che l'amministrazione centrale militare somministra alla Intendenza per l' esercito. Segnate quivi dunque una stazione principale di tra1isito o,,e l'azione dell'Intendenza si lega a quella del Ministero e delle autorità militari territori ali rimaste sotto la dipendenza diretta di lui, ed altre seoondnrie, se caso, sulla base medesima, ove linee di ·movimento l'attrarnrsano o vi fanno capo. Date risalto con un tocco di colore 111linetrovicdellearmate, chevi rappresentano il moto dell'afflusso e deflu-,so e il lavorìo ferroviario, telegrafico, postale, segnatevi le stazioni militari (tappe), ·avrete le linee di tappa . Su quest.e po!lete a porLata dei quartieri generali dell'esercito e delle armate l'Inten,denza generale e le Intendenze d'armata, agli ordini dei Comandi;
...,
398
DEL SERVIZIO o'rn'fENDE~ZA
alquanto più indietro i magazzini mobili {se1·vizi-i e parchi) delle armate,. che sono alimentat i dai depositi e, se bisogno, anche dal paese d'attorno, ed ali mentano a loro volta i pa1·chi dei corpi d'al'mata; e se la distanza sia molto grande tra quegli stabilimenti avanzati e i depositi centrali , ponetevi tramezzo stnbili menti ù i tel'medt per agevolare il rifornimento. Da fianco alle retrovie segnale le stazioni sanitarie e gli speclali per gli ammalati e feriti che non possano essere trasportati nello interno del paese. Segnate pure i presidii di milizia di terza linea e le stazioni della polizia militare per l'ordine e la sicurezza alle spalle dell'esercito. Avrete così un quadro compiuto dello asselto di guerra dell'esercito impiantalo regolarm en te su l Leatro delle operazioni e un'immagine mollo nella e precisa del servizio di Intendenza, che a prima giunta o dopo la semplice !et.tura d'un regolamento può sembrare intri cato e scuro.
u. In tempo di pace ai bisogni delle truppe sparse per tutto il paese provvedono in parte le truppe medesime da loro si.esse, in parte i comandi territoriali di di visione e cli corpo cl'armata e le direzion i terriLoriali di comm issariato, di san ità, d'arLiglieria e del gen i'ò, e · in parte il ministero della guerra colle sue direzioni generali e colla cooperazione del comando del corpo di stato maggiore (direzione dei trasporti) pel' quanto concerne i mov.imenti per ferrovia e ~er mare. Il servizio delle bntendenze (Parte II del regolamento · di servizio in gLierra, H. gennaio ·188·1) si costituisce all'atto della mobilitazione e comincia. l'opera sua clurante la radunala. Al vettovagliamento ·nella zona di radunata, sino a tanto che il sel'1)izio no1·mcile non possa essere attualo, si provvede con un servizio speciale a cuicconcorrono le direzioni territoriali di commissariato che si trovano· in quella zona. Gli elementi che debbono costituire il serv izio delle intendenze sono in tempo di pace sparsi qua e là, alcuni negli ufficii del mini stero della guena, altri nei comitati, altri nei comandi
I
31)9
IN GUBRRA
nelle direzioni territoriali, nei comandi delle truppe, nelle truppe 0 stesse nelle scuole militari, o in aTtri utlicii speciali,:non contand~ quen/ che debbono essere somminist~'ati dai ministeri dei lavon pubblici, pei servizìi delle poste e dei .tel~grafi, dell~ . finanze, ~el servizio di cassa, e dalle società ferroviarie pel serv!Zlo delle ferrovie. La.maggior parte delle persone che saranno chiamate a comporre le intendenze e le direzioni che ne dipendo.no hanno è ver.o in pace occupazioni affini ed analoghe, se non perfettamente u~uah, a cruelle che aver dovranno in guerra, ma pure ta~u?e, dest1~at~ precisamente agli officii di maggior pondo, come gh rnten~e~t1 e~ capi di stato maaaiore delle intendenze, possono trovarsi m tah ffi .. situazioni che nessnn rapporto abbiano con quegli o 1cn, e per conseguenz~t non offrano loro il modo di prepararvisi_praticamente. Per Lntti però (e questa è ragione di buon ~es?, a m10_ crecl~r~) preparazione di non poca efficacia, benchè rnd1retta, s1 ha gia m quel)e abitudini di preveggenza, d'ordine, di prontezza, in qu_ell~ _cog_n~zioni amministrative, in quello s:tudio dei regolamentt m1lltar1 m rrenere in quella pratica del comandare e dell'obbedire che deriv_a~o dal se~timenlo del do;;ere, dall'abito élelladisciplina, dal!~ es_erc1z1_0 continuato clegli offici i militari, specialmente nei gradi più alti, clalla viLa, mililare, ~t dir breve, _prolratta dalla adolescenza alla maturità. . . Ma preparazione stretta.meni.e obbietLiva si Lrov-a nel Il_r1part? del comando del corpo di stato maggiore, una. parte c~el _qnale {~f ficio A) è propriamente lo embrione degli s~at1 magg1or1 delle rntendenze in cui ali oraani dei diversi servizi sono appena accennati, tan~o che b:sti p~r lo studio e svolgimento dei quesi:i eh~ hanno tratto al servizio d'intendenza, e un'altra parte (ufficio B) e il quadro permanente delle direzioni dei Lr~sporti, attivo au?he in pace. In qnel riparlo, sotto la dipendenza diretta_ del. capo d1 stato maggiore dell'esercito, è dunque rappresenta\a m p1ccol.e proporzioni, ma pure compiutamente, l'Intende~za m tempo dt . pace: . S'intende che coloro i qual i sappiano d1 poter esser ch1amaL1 m guerra ad officio diverso cla quello che esercitano in p~~e ~ebbano e vogliano procurarsi con ogni miglior mezzo le cogmz10111 necessarie, od anche solLanto utili per quell'uopo, come nel caso nostro sarebbero quelle che riguardano paesi di qna e di là dai confini <')<")
•
1~ ra; 1m11A
,i-00
DEL SER\'lllO
o' 11\TE~l)E!i! U,
dello Stato, loro risorse d'ogni genere, ferrovie, strade, accordo delle operazioni logistich~e amministrative cogli attistrategici, etulli quei problemi prevedibili cui la guerra può presentare a chi deve provvedere ai bi sogni dell'esercito. Tale studio si può faro anche a tavolino, meglio però viaggiando. f:ome debbano essere costituite le intendenze e tutte 'le dipendenze loro è dimostrato per minuto dai relativi specchi di formazione . delle istruzioni per la mobilitaziòne e la formazione di guerra dell'esercito e della milizia mobile. Il :Ministero tiene sempre in ordine le liste di nominazione. Ad un cenno di lui, in brevissimo tempo tutto il personale sarà al suo .posto. I materiali che possono essere apparecchiati anticipatamente pei diversi servizii sono conservati in tempo di pace nei depositi centrali d'esercito e d'armata. Vi manca soltanto ciò di cui dovranno esser costituiti i magazzini di vi-veri ord·inarii e i pwl'chi dei bovi (Commissariato), che sarà provvisto al momento del bisogno, il materiale ferroviario sani Lario, ch'è in mano alle società fer1:oviarie, i materiali pei servizii postale e telegrafico (cleil0 Stato) cho debbono esser forniti dal ministero dei lavori pubblici. Vi sono le vetture militari pel trasporlo ser,ondo il numero stab ilito dai quadri organici, alle quali i quadrupedi e i conduttori dovranno essere somministrati dal treno dell'artiglieria o del genio. Gli altri veicoli occorrenti pel traino ordinario sulle strade saranno provvisti all'atto della mobilitazione dal treno borghese, di cui è prevista e preordinala con norme precise la pronta formazione. Di guisa che in pochi giorni tolti i traini delle intendenze e direzioni dei trasporti e i parchi d'armata (p1·ùno $cagtione) possono muoversi per aHicinarsi alle armale, dopo di che si provvede a render mobili. se ne sia il caso, anche i depositi centrali delle armate divenuti secondo scaglione nel sistema dei magazzini dell'intendenza. Questa mobilitazione parziale e progressiva, e per conseguenza la ·coslìt nzione degli stabilim,enti avanzati dei vari i servi zii, ha per lrco!Jo di facilitare il rifornimento dei corrispondenti parchi di s66u1to delle truppe, i quali provvedono direttamente ai bisogni quotidian i di esse. Se taluna armala si trovasse a distanza relativamente breve dal suo deposito centrale, non vi sarebbe bisogno di formare uno slabilimenlo avanzato, mentre che poi se quella distanza fosse mollo
.-
1~01
rrrande potrebbe essei' conveniente CO'sliluirc anche uno stabili~iento intennedio tra lo scaglione avanza.Lo e quello t·imaslo fermo alla base. A_d ogni modo lo stabilimento avanzato è quella parte dei servizii d'armata che reca le provviste ai corpi d'annata, e per ciò ha composi1.ione ed organamen lo prefissi (V . specchi cli formazione nel tomo I. delle istru1.ioni gi!t citate) ed GCilJTeggiata per poLere scostarsi dalle ferrovie, mentre il cleposito centrale, qual~ ~-imane dopo cho quello scaglione se n'_è sp_ic~ato, può essere pm o meno cospicuo, secondo che disponga 11 mm1s~er~ della guena ali~ atto della mobilitazione, è soggetto a fl uttuaz1om por effetto degli sbilanci possibili tra le spedizioni e le 1~icezioni, e ~on ha bisogno di traino a quadrupedi dove non manchino le ferrovie pel trasporlo cla esso a"li stabilimenti avanzati . 0 • Un altro elemento, estraneo allo esercito, concorre con persone e materiali suoi proprii al servizio d'intendenza, e più precisamente al servizio sanitario, ed è la benemerita Società della Croce rossa, che in tempo cli guerra si meLLe a disposizione del min~sLero della guerra per Je cure ai militari ammalati e feriti.. Essa s1 o~ten.de su tullo lo Stato, ha un centro direttivo nella capitai~.' com1~al1 provinciali o locali, aflìl iazioni diverse, depositi in vam luoghi. Opera non come parle integrante del servizio sanitario di guerra, ma come su:.sidio. Ne tratterò a suo tempo. . . . Da.Lo il cenno della mobilitazione, le intendenze e le d1rez1on1. dei varii servizii si costituiscono nei luoghi indicati dall'or~ine. d~ radunata, che sa.ranno quegli stessi ove debbono raccoglter:s1 d1 pri mo momento i parchi e magaz1.ini destinati a forma1:e gli st~~ bili menti avanzati a tergo dell'esercito, cioè tra questo. e 1 de~os 1t1 centrali, uno per ciascuna armata - per regola. Tait luog.ht. do~ vreb bel'O essere, per quanto possibile, città situa Le sG.lle. pr'. nc,pal1 linee di tappa delle armate, che abbiano stazi oni ferro,,iane nell e migliori condizioni possibili per gli usi militari su ~rande ~cala, ove non sia da temere inrrombro di truppe e convogli, ove s1 trovino luoghi adatti pei pa1~chi e risorse per poter rim~dia~·e ~ronlamente a qualche difetto che si manifestasse n~l pruno 1mp1anto. dei servizii, specialmente in quelli del veltovagha~eoto. Sono tal., generalmente i grandi nodi ferrov iari i e s.tr~dalt, e. talvolta ~ara appunto condizione prevalente lo es5er nodi cli ferrovie. :Ma pr1m,L
IK GUlo:RRA .
.S.0:2
4-03
0
01'.I, SERV!llO D IKTE~OENl.A
di recarsi lit g'li intendenti coi lol'O capi di sLato maggioro e i diret:ori dei servizii vorranno dare un'occhiata ai depositi centrali per prenderne esalta cogn izione, accertar:;i che tutto sia all'ordine, dare quelle disposizioni che siano opportune arrìne di sollecitare e regolare la mossa dei parchi ecc, conformandosi, bene inteso, agli ordini clati dal ministero della guerra; e partendone, vi lascieranno loro rappresentanti che assistano al moYimenlo e Ii tengano informati. Siccome poi parecchi giorni tras~orreraono prima che i parchi giungano nei luoghi di radunata, gli intendenti app rofitteranno di quel tempo per correre a vedere come procedano il vettovagliamento delle truppe e i primi alti del serYi:r.io sanitario nella zona di radunata. Anche i servizii ferroviario, 1.olegra.fico e postale sarnnno oggetto di cura per gli intendenti in quel momento iniziale. Intanto nei luoghi di radunata delle intendenze dei vari i servizi i prenderanno, d'accordo colle autooali inCJricati . rità locali, le di sposizioni per lo scaricamento e lo al logamen to dei parchi, di cui saranno già conosciuti con pre1isione i momenti · · delle par Lenze e degli arri vi . In questo mentre ai depositi centrali arrivano a mano a. mano le squadre del treno bo1·ghese assegnate a·i diversi servizi i; par Le viene dai dintorn i dei luoghi stessi ove sono quei depositi, il resto, oper istrada o per ferrovia, cla pae.5i a grado a grado pitì lontani. I carri mi litari hanno già il loro carico; gli altri lo l'icevono senza indugio a misura che giungono . Si fo rmano i parchi d'armata in buono ordine in luogh i a ciò aclalli; l'autorità mi litare locale somministra le guardie e le scorte necessarie. Ora il movimento può essere eseguito o per ferrovia, o per istrada, o nei due modi ad un tempo. Se per fet'rovia, sarà poi compiuto più presto ma comincierà pili. tardi, e avrà il doppio e non lieve imbarazzo del caricamento e scaricamento nelle stazioni , maggiore pel treno borghese che .Pel treno militare. Tutto considerato, siccome alcuni parchi almeno potranno essere allesti ti alcuni giorni prima che possa cominciarne il movimento per ferrovia - dovendo aver la precedenza tutto quanto appartiene alla truppe e ai loro traini - se la distanza tra i deposi ti centra Ii e i luoghi cli primo impianto degli stabilimenti avanzati sarà tale <:he, incamminando per tappe i parchi a mano a man·o che siano
pronti, gli ultimi a muovere possa no arrivare .senza .di~erenza. sensibile di tempo a confronto del trasporto per ferrovia, 11 movimento per istrada sarà preferibile. In ca~o .divers~, ~i ~?tranno combi~are i due modi, mandando per ferrovia I parchi cl, pm tarda formazione 0 di più rac·ile carieamento . L'intero trasporto per fenovia sarà inevitabile quando la sopraclcleLLa distanza sia considerevole. P~r ooni caso fa d'uopo non dimenticare che il trasporlo per ferrovia. richiede buona quantità. di braccia espertè nelle stazioni cli caricamento e scaricamento, onde evitare ritardi, ingombri e confusione. Dovrebbel'o Ì')oiun ,.,ore prima le materie cli cui l'esercito può avere ili. P strinoente bisorrno, le viltovaglie, le munizioni, gli istrumenti·1 da lavoro, e poi di seguito le altre di più remoto uso; ma non e 1 caso di dare eccessiva .imporLam:a. a qualehe di/Ieren za non grande· cli tempo nello aver pronte o queste o quelle, poiche l'e~ercito ha. seco tutto ciò che può ahbisognal'gli nei primi momenti, e trova nella zona cli radunala. di che vivere senza disagio di alcuno por parecchi giorni, e nessuno dei suo i servizii .può Lrovars_i in angustie, se proVYeclimenti preventivi sia~o ~tat1~r~veggent1. . _ Frattanto l'intendente generale, presi gli ordm1 del capo d1 :stato maoO'iore dell'esercito e intesosi co l ministero della guon·a - segnata;:nLo circa Ja cosLiLnzione e il rifornimento dei deposi Li eentrali , circa il concorso d'imprese già esistenti, o in trattative, o in progetto, per somministrazioni ùi viveri o foraggi o mezzi cli trasport~ od altro sull:L base o sul teatro delle operazioni , circa la coope~·azion~ delle società. di soccorso, circa i fond i pel servizio di cassa, eirca gli accordi colle alLre amministrazioni deìlo Stato pei servizi i telegrafico e postale e pei complementi ed aumenti che abbiso?nar ~oss~no nei personali ferro viario e sanitario - si reca sulla lmea -~l ?n.m~ impianLo cleoli stabilimenti avanzati, s' informa delle con~l~z,on, di questi, prov;eclo per quau to potesse occorrere o~de m_ell~rl ''.1 .grado di soddisfare bene al còmpilo loro, dà le sue 1struz10111 agh 1~tenclenti d'armata, prende cognizione degli ordi1~i dati loro . dai comandi dell e armate, del qL1ando e del come 11 vettovogha~nento normale polrà sottentrnre al vettovagliamento speciale nelle stngole zone. · .. Potrà avvenire che mentre va effettuandosi il ~ovim~~to de'. , parchi d'armata dai depositi centrali per costituire gli stab1hment1 i'}
i'}
Ì')
•
•
404-
•
DEL Sl,;l\\'IZIO o'unEKD ENZ.\
avanzati, o prima che cominci o finisca, o appena terminato , il comanclo supre[llo o talurn comando di armata ordini che quegli sLanilirnenti sian.o posti più innanzi per avvicinarli aHe truppe e così aJfoettare ed agevolare l'opera dei servi zii di comiuis;sariaLo, d'artiglieria, d1 sanità, forse ancl'l e del genio . Allora. sarà il caso di vedere, d'accordo colle direzioni dei trasporti, se convenga o no valersi delle ferrovie e in quale misura, e se non fosse per avventura opportuno lasciare indietro quei servizii dei quali sia meno neces·saria la vicinanza alle truppe. Ad og11i modo, tostoché sia assicurato il primo impianto degli st;Jt.bilimenti avanzati e il loro successivo rifornimento dai depositi centrali o altrimenti, segnati dall'intendente generale i limiti dellé zone d'approvvigionamento delle singole armate, e dato ordine nl funzionamento generale, gli intendenti co i loro stati inaggiori e le direzioni dei trasporti andranno a porsi a contatto coi comandi da cui dipendono. Colà pure potrà stabilirs i eventualmente, per meglio provvedere all'andamento del servizio affidatole, taluna delle direzioni che abbia· maggior bisogno di esser vicina alle truppe· in quel primo momento, come la direzione di commissariato pel vettovagliamento, la direzione di sanità per sopravvedere allo ini·ziamento dello sgombro degl i. infermi, la direzione d'artigl ieria pel riforniJ11enl.o delle munizioni in previsione di un rapido e grande consumo. A ciò provvederanno gli i0 tenclenti d'armata, secondo gli ordini dei loro comandanLi, o. di propria in iziativa. Incomincia l'opera dei servizii d'armata. Vi si distinguono cinque modi di provvidenza, cioè: 1° Rifornimento (vittovaglie, vestimenLa ed arredi personali, materiali da campo, armi, munizioni, istrumenti da lavoro, mate.riali da ponti, materiali da trinciera, materiali sanitarii, mezzi da trasporto, nomini, qlrndrupedi), cui intendono i servizii di commissariato, d'cu;tiglieria, del genio, di sanità, di veterinaria, il ministero della. guerra per le spedizioni d'uomini e quadrupedi, e· il servizi o dei tra.sporti pel movimento per ferrovi a o per mare; 2° Sgombro (uomini e quadrupedi ammalati o feriti, prigionieri , m·mi, munizioni, provvigioni tot.te al nemico, materiali ferroviari i o Lelegrafici, vi i.tovaglie, denaro ed altro da non lasciarsi nl '\ 1wmico in caso di riLirata, sgombro e rinsanim.ento dei campi di 1
IN GOEl\R A
battaglia), che s'appartiene principalmente al servizio di sani Là, a cui però prendono parte, secondo i casi e secondo la specialità loro, anche i servizii di artiglieria, del genio, di commissariato, di poiizia militare e di tappa, e quello dei trasporti come sopra è detto; 3° Assistenza (ricovero e cure agli uomini e quadrupedi amma- · lati e feriti sul teatro delle operazioni sino alla base): servizi i di sanità e veterinaria; 4° Comunicazione (telegrafi,. poste, mantenimento e ·racconcia- · mento delle strnde e ferrovie e màteriali relativi): servizii Lelegi:afico, postale, del genio e dei trasporti per quanto concerne leferrovi e·' . 5° Ordine: servizii cli tappa e di polizia mi litare. , Il rifornimento procede, per regola, dallo indietro allo innanzi , sino ai magazzini d'armata, cioè dal paese interno ai depositi centrali, da questi agli stabilimenti avanzali - oppure dai depositi cenwali a stabilimenti intermedii, e da questi agli stabil imenti avanzati. - Qui vengono ad attingere i servizii dei corpi d'armata. Questo modo non è perfettamen te conforme allo spirito del nostro sistema, secondo il quale tutto il moto di rifomimento dovrebbe farsi alle, innanzi da scaglione a scaglione, cioè con uno scambio di convogli pieni av::i,nzanti e convogli vuoti l'etrocedenti, mediante cui si avrebbe ri sparmio di caricamenti e scaricamenti. Ma di ciò in seguito. Il trasporto dai. depositi centrali agli stabilimenti avanzati si fa, seinpre che possibi le, per ferrovia, (eccezionalmente per acqua) per una o più linee, o contemporaneament~ per ferrovia e per istrada, secondo i casi; quello tra le trnppe e gli stabilimenti avanzati , secondo le distanze, la ubicazione dei parchi dei corpi d'armata, la giacitura e le condizioni delle ferrovie e delle stazioni l'oro, si fa per istrada o per ferrovia. Il movimento è generalmente parzrale e s.uccessivo , a scaglioni;(per.sezione). Dagli stabilimenti avanzati le spedizioni eventtualisi fanno, anch e per ferrovia, con vetture cariche, le quali poi tornano vuote; il che rende mollo più agevòle il caricamento e lo scaricamento ferroviario e assicura la conse1·vazione in quanti Là. esatta e buono stato delle materie da trasportarsi sin:o al momento elelfa consegna e il loro trasporto a destinazione senza indugio. È pernltro àmnrnsso, come ragion vuole, pel vittovagliamento il conco1'so eventuale del rifornimento dal paese, mediante ·
+06
DEI. SEllVlZIO
I)' lNTENDJ<:NzA
contratti, convenzioni, compre o requisizioni, tanto per gli stabilimenti intermedi i e a vn.nznLi, quanto per le truppe stesse i o certi casi nei quali l'altro modo di per sè solo apparisse tardivo o insufficiente'. Della convenienza di ciò Care il nostro reaofamento lascia il ciudir.io al comandante in capo, ma si capisc~ che debbono avervj ~on poca parte le rimostranze, i suggerimenti, le proposte dei direLLori del servizio di commissariato e degli intendenti. Lo sgombro si fa dallo innanzi allo indietro, dalla fronte dello scacchiere sino alla base e più oltre. Può diventare periodico, ed anche quotidiano, per gli ammalati e feriti: pel rimanente non può essere che eventuale. Si fa n partite, a convogli, i cui clementi primi muoYono dalla zona delle truppe più avanzate e vengono ad agglomerarsi sulla liuea di stacco tra i servizi i dei corpi d'armala e quelli d'armala. Le intendenze delle armale ne determinano il movimento, approfiuando, quanto possibile, delle linee ferroviarie -e fl'.1vi~~i (~he pos~o,~o essere adoperà.te con vantaggio pei trasporti .. san,tam), t luoghi d, fermala, d'at'l'ivo, di sbarco, d'intesa colle direzi_o~i dei trasporti, secondo le pt'oposte dei capi di servizio, gli ordm1 del comando in capo e dei comandi d'armata, le islruzioni dell'i ~tenden~a generale e quelle del ministero della guerra (segnatarne_nte per _c,ò che d~ve_esser mandalo oltre la base), e disp_ongono pel v1ttovagl1amen10, il ricovero, ecc. Conforme a ciò, sono clesionate e assettale le stazioni di ristoro e medicamento, le infermeti:, ali speclali e i centri di sparpa.gl io per gli ammalati e feriti, le inf:i·~erie pei quadrupedi, i depositi dei prigionieri e delle prede belliche, ecc. ~ei casi urgenti, semprcchè si lratli di grossi convogli, è necessario eh e eh i fa le spedizioni (comandi cli divi sione o di corpo d'armala) ne avvisi prontamente - per telegrafo - l'intendenza. della propria armala. Al!ora le disposizioni che testè accennai saranno date; mentre il convoglio è in cammino, per mezzo dei comandi di stazione o di lappa o cli uliìciali mandati sulla via che -quello seglte. Gli stabilimenti avanzali non ricevono oggetti di sgom-~ro, tranne le provvigioni Lolle al nemico o ritira.Le da paese ceduto, m quella quanti là che sarà determinala dalla intendenza col con·S~~so del comando dell 'armala, o per ordine superiore: tutto il resto .s1 rnlerna . Per l'assistenza agli ammalati e feriti, le direzioni di sanità d'ar-
IN GUERRA
~07
mala hanno molla liberlà d'azione, sotto la dipendenza, bene inte:;o, dell'intendenza respettiva e conformandosi alle istruzioni della direzione generale di san ità. S0pn1vveclono a ciò che siano uti l izzate nel miglior modo le risorse locali per la cura degli ammalali e feriti che non possano essere trasportati fuori del teaLro delle operazioni, adoperando a tale u0po Lutti quei mezzi che la carità pubblica e privata mette a disposizione delle autorità militari, ricorrendo al bisogno alle reqn isizioni, regolnno d'accordo colle direzioni dei tra.sporti il movimento e il servizio dei treni sanitari sulle ferrovie e quello dei convogli san itari sulle strade e sui fiumi. Le . direzioni cli veterinaria provvedono in simil guisa, benché in limiti molto più rislretli, pei quadrupedi _infermi. Per ciò che tocca alle comuni cazioni le i ntenclenze debbono procurare con preveggenLe solerzia elle le fenovie, le strade, le linee tefe<rrafiche dietro l'esercito siano mantenute in buono stato e rac"' senza indugio l.ostochè avvenga alcun guasto, che la rete conciale telegrafica nella zona mili Lare sia ampliata dalla telegrafia dello Stato ~econdo i bisogni dell'esercito, che i servizi telegrafico e postale procedano regolarmente ed abbiano sempre unaconvenienLe scorta di personale e materiale di riserva per le necessità repentine. Finalmente anche il mantenimento dell'ordino nel paese; specialmente sulle linee di tappa e in vicinanza dell'esercito, è cura di somma importanza per le intendenze, che richiede una bene intesa distribuzione di presidi e stazioni di polizia e un attivo servizio di vigilanza e perlustrazione . Ma il comando. in capo può alleggeril'e tale carico alle intendenze, isLituendo comandi territoriali nelle parti del teatro d'operazione più lontane dalla fronte, come fece nel 1870 il supremo comando germanico, in Alsazia, Lorena, Sciampagna e persino d'attorno a Parigi, a misura che l'esercito procedeva verso ponente. Le ispezioni general i di tappa cedevano il terreno ai governi generali, e le trnppe di questi sollentravano alle truppe di quelle nella custodia del paese. In paese proprio i comandi !erritori ali esistono già. ed. hanno milizie a.i loro orclini . L'esercito si avanza. Se il rifornimento può farsi per ferrovia sino ai corpi d'armata, gli stab ilimenti avanzati possono rimaner fermi per qualche tempo, mentre quello va allontanandosi da loro a passi frequenti ma necessariamente brevi, e poi riavvicinarglisi con un gran
·i
'
r
JN GUERRA
,~08
DEL SEll\' I ZIU o'lNTF.Nl)JlliZA
passo solo, ri meli.endosi fermi in buon sito. Il muovere spesso disLurbereb be i loro alti di ricezione, raccolta, Lrasformazione, riparazione delle materie che debbono apprestare, somministrare o racconciare. Nè lutti troverebbero stazioni convenienti ad ogni piè mosso. Se poi il movimento lra i corpi d'armata e quegli stabilimenti debba farsi tutlo per ,istt'ada, poLranno pure gli stabi limenLi medesimi trattenersi qualche giorno mentre le truppe marciano, ma una parLe almeno, specialmen Le qnell i di villovagliamento, dovrnnno avanzarsi pl'ima che la dislanza dai parchi dei corpi d'armata oltrepassi quel limite che permeue il rifornimento ecgolare e sicuro . Tale distanza per gli stabilimenLi annzali di vittorngliamento, sarebbe, come dimostrerò in segu ito, di due marcie da traino, una cinquantina di ch ilometri o non molto più. Ma non è affatto necessario che gli stabilimenti avanzati d'un armala, per non dire di 1.uuo un esercito, si muovano ad nn tempo, nè che si pongano Lulli iu uno stesso luogo o vicinissimi l'uno all'alLro . Le mosse e posizioni loro dipenderanno dalle condizioni dei luoghi e dei ca~ì, dalle necess ità e con- ·· venienze dei varì servizì, che possono essere molto diverse secondo i momenti, e dell e qual i devesi ragionevolmente lasciare l'apprezzamento agli intendenti e comandanti d'armala, secondo le osservazionì e proposte che potranno esser fatte loro dai capi di servizio. L'intendenza generale e il comando supremo non intervenanno in ciò se non quando il movimento o il collocamento dei magazzini dell'intero esercito o di una parte di esso debba corrispondere a qualche intendimento d'ordine generale, o quando il loro intervento sia necessario per evitare o correggere qualche sconcerto, for:)e qualche errore. Diverso potrà pure essere il modo di rifornimento nello avanzare. Talvolta basterà che le divisioni e i corpi d'armala lascino fermi nel luogo donde muovono i Lraini vuoti, che dai magazzini di corpo d'armala o d'armata sopraggiungenti saranno riempiti o sostituiti con carriaggi carichi; tale altra volta traini cli due scaglioni succedentisi verranno ad incontrarsi per via, gli uni venendo indietro e gli altri avanzandosi, e così avverrà il trasbordo o lo scambio; tale allra converr.\ che le divisioni e i corpi d'armata si riforniscano, in parte o interamente, dal paese, sia facendosi nutrire dagli abitanti (modo comodissimo nei paesi ricchi), sia mediante contraui improvvisati}
rompre, tòlle. Perocchè _le difficol~ del v_ittovaglia~1e~to. n~1:mal~ dai magazzini retrostanti possono m certi mo~ent1 e su_~er Ll ter reni divenire grandissime e temporaneament~ msuperabih. . Un esempio. Un armala attraversa una1:eg1one mo_~tuosa. I suoi mao-azzini di vittovagliamento la seguono quanlo_ pm ~ossono ~a pre~so; gli altri servizì, di cui le _t'.·up1_1e ~en_tono m'.nor,? isogno, l''.: mango no scaglionati indietro. Le d1rez1om d'. comm1ssa1 iato del.le di visioni, dei corpi d'armata, dell e armaLe_ e la inten~enza, adope1 ~n~~ ora traini, ora salmerie, ora squadre d1 portatori , e fa~endo P~ 0'_ viste in una od in altra maniera lungo la strada e SUI fianchi sm dove possono, riescono, a grande stenlo, a nutrir le truppe~ non~st.anLe gli intoppi d'ogni sorta opposti dal suolo e dal_ nemico. Fi~ nalmente la gran barriern è superata'. v_assi_ aprendo 1~ paese, :a. 1 parch i sono indietro, lontani, incagliali. _S1 è co~trettt a sm~no~re il paese; quand'ecco si offre un provveditore, d1 buon polso.' die promette viveri e foraggi' o questa o quella cosa, clo, u_nq_ue le t1 up~e si poseranuo o in certi dati sili, e siuo ad 1111 daw l1rn1to. Non 11 fiuterassi cer tamente quella offerta. . . . . Qualunq~1e sinno i provvedimenti eccezionali cui deb_bas1 ri~or1·ere, quando ne cessino le cause e si possa far ?a~sagg1~ a'.lo. sl~to nol'male, le intendenze penseranno al modo m1?ltore di t'. m ~ 1~fitto dello materie O degli effelli 1;he ne consegu1ron~: Cosi pe 1 vi·, . ., CO']. veri e fora,rn ., cos..1. per Ie munmon1 :-. . per LUI.LO CIO. che ha rap. . i:)t) ' · porto col servizio sanitario. Le proYn• sto racco_lte . 1n • marrazzm1 . , n , dis1•·1bu1Le in luogo di pe.1 1·eo-ola "' , ·, •• • • provviwd od eventual1. :;aianno, quelle dei ma.<1azzini mobili uormali , o adoperate a r1lom1re _q~est1. fo ·taluni casi ~uei primi si potranno conservare come magazzini succursali sino a che non siano esauriti. .. I ntanto i depositi centrali restano fermi. Se_.ven_gano a trov&.rs'. l,inlo lontani dagli stabilimenti avanzati che il r1lornnnenl? ~L que~t~ possa soITrime, gli intendenti d'ar~ata, c?I con~~nso ~e_, r1~~ell1;1 comandanti, ordineranno h l'ormur.1one cli sta~ilimenti ·1,n~e1 me~~' 0 i quali potranno poi. essere fatti· avanzai.e, a mi. :-.·ura che. o lt s1ab1h. .t . t· , 0 ne ~llontan ino. Questo sped1ente sara oppo1tuno men I avanza 1 ::" · d Il · . . I d e manch·1 . 1·1 oo-ran. sussidio delle ferrov1ee e.. en-_ lll part1co are ov . . . . . b·1· n acconci mezzi da traspo1 to a vapo1e. I traslo Y1e1·e nav1 °a 1 1 co , ca.menti d:i depositi centrali saranno ordinati dal comando supremo, 2:l ANNO XXVIII, VOI.. I.
DEL SRT\VIZfO o 'r N:TENl)Eè'{ZA
/
udito il parere della intendenza generale, perocchè il muoverli, semprechè altri noti ne siano costit11iti nei luoghi medesimi, pr?d~ce uno. spostRmenLo della base, deUa cui opportunità può es~er giudice soltanto, e.hit soprnvveda allo andamenlo della guerra. ,· ,Nelle r itirate, mentre i trai ni deJie truppe precedono queste, il mo;vimento degli stabil imenti avanzati è regolato in modo da agevo'lare il r iforn imento, senza ingombrare di soverchio le strade. L'.uso delle ferrovie può essere meno opportuno che nello avanzare, quando sia·necessario lasciare scaglioni di rifornimento cli tratto in tratto, seconqo le disposizioni del comando dell'armata, e mantenersi a portata di, questa, cioè a distanzR non mag~iore d'una cinquantina di chilometri, e la ri.tirata debba o possa durare parecchi giorni o cessare ad un tratto . Ma potrà darsi che il comando in capo accenni le linee o i punti ove successivamente debbano porsi gli stabilimenti avanzati, ed anche i depositi centrali quando sia il caso di spostar la base. Allora le intendenze provvederanno perchè il rifornìmento. avvenaa nel modo più sicuro, senza movimenti superflui e senza rè· . care i~1paccio ad altei atti logistici che debbano compiersi in quel tempo. Del resto la più difficile di tutte le provvidenze di guena, il vittovagliamento, è più facile in seconda linea 1nel r itirarsi che nello ava,nzare, purchè la 1·itirata non generi i l disordine . La dispet'sione o distruzione delle provviste che verrebbet'o a restare in potere del nemico, mancando a noi i mezzi per trasportarle, _sono eseguite dalle truppe, anzi dalle retroguarclie sel'avversario non incalzi vivamente. Se poi traLlisi di cose superflue ai bisogni dell'esercito in ritirata, e che non si possano ridurre in salvo, le intendenze non esiterannoaèl ordinare che siano disperse o distrutte anche prima dello arrivo delle truppe. .ld un corpo d'at·mata dis taccato si può assegnare la parte corri:;pon- . . denLedeali stabi limenti avanzati d'annata, che si rifornirebbe dal de0 posito centrale o da un magazzino eventuale o direttamente dal paese. In similguisa si può costituire una base regolare di rifornimento per: ..una divisione ed finche per una brigata distaccata, in proporzione dei bi,soani. Ciò dovrebbe farsi in paese poverissimo od esausto . Ma qua:do il rifornimento dal paese stesso sia possibile, si preferir~ · ·, forse costituire pei grossi distaccamenti magazzini particolari.e parchi ,di carri requisiti . Ad ogni modo si dovrà dar loro una buona riserva
IN GUERUA
l •
I
di munizioni e assicurai'ne il servizio sanitario. A tutto ciò debbono provvedere i comandi delle armate o dei corpi d'armata che spediscono il distaccamento , di l'oro ini'ziativa se non rjcevano ,ordini in· . proposito dal comando superiore. . Non so figurarmi caso di rhaggiori difficollà pel servizio ' d'ihtendenza di quello cui pocanzi accennai, della traversata d'.una gran rèoione montana ove siano rotte le strade. Dopo quello pongo i grandi o . ' spostamenti strategici, che hanno per elietto càm biamentel di fronte, 1 di base, cli lineà d'opei·azione, di LeaLl·o d'operazione.Supponiamo, 'per esempio, che durante una guena difensiva un'armata debba trasferirsi 'rapidamente da uno scacchiere ad un altro, diverso e lontano, per opporsi ad al tre minaccie nemiche, con due dei suoi c'orpi e u'na data quantità di cavalleria, lasciando il rimanente delle sue forze dov'è ·ora; un caso insonìrna non 'uguale, ma shliile a quello che si vide nella guerra ,J870-711 quando· la 1 a ·armata francese della Loira (Bonrbaki) si trasferì dalla Francia centrale alla orientale. Qui divengono singolarm ente sensibili i vantaggi di quei quattro potenti sussidii dell"bcrierna a}te 1'l)ellica., il telegrafo, 'le ferrovie l'oraànismo antiveggente, là 'buona preparazione ,'di11 ttitti gli sLrn~ent/'da guerra, peroccf1è una tale opèrazione·scom{é~lfon sistema di provvidenza già organato e costringe ad i1~pia'r\tarne un altro ouerra dllrante, ev itando pur tuttaviil cli recare disturbo"'ad · allre ;arti dello esercito le cui retrovie si protendono molto· in?dièt.ro per entro al paese. · Le ,disposizioni general i pel i:novimento sino ad una data Iin,ea o iiosizi0ne, ove quell'armata debba attestarsi o donde debba iniziare · le sue operazioni, sono date dal comando in capo; il trasporto per • ferrovia è combinato e prépahho dalla 'clirezione genera:le dei L1'as1porti; l' esegui ménLO · e la sopiavveglianza ne sono affidati alla direzione dei trasporti dell'armala.' L'intertdenza generale cl~ le istruzioni necessarie alla intendenza dell'armata, provvede subito per lo impianto cli un vittovagliamento speciale nella zona ove· si reca l'armata, telegrafando alle autorità locali, mandandovi suoi ufficiali, stipulando contratLi, se d'liopo, d'accordo col min istero . della guerra, se pure questi non si assuma il carico cli curare· egli stesso clìrettamenLe lo apparecchio di tiitto il bisognevole. Ma dal canto suo l'inJendenza dell'armata manda innanzi ufficiali di stato
/
/
11' GUElU\A J>EL SEJWIZI O 1/JNTE!\DENZA
maggiore, cl'artigl ieria, del genio, commissar.ii, medici a prendere . co(fn izione di ciò che interessa i varii servizi i e dare opera allo· o studio del terreno, alla preparazione dei luogh i di scaricamento pe.i train i, al racconci amento delle strade o ad altri lavori d'ingegneria, allo impianto dei magazzini provvisoriì, alle prime disposizioni ' pel seryi1.io sanitario, ecc. Si riforn iscono le truppe di viveri ordìnarii, viveri di riserva e foraggi prima che muovano o nell'atto della mossa, per ogni evento, come per la prima radunata; si dividono gli stabilimenti avanzati in due parti: due terzi e wn terzo ; si completa la prima pari.e che deve seguire il grnsso dell'armata, . mentrel,iseconda rimarrà a servizio del corpo staccato; si procede, se caso, alla costi tuzione di un nuovo deposito centrale, per ordine· del comando in capo e d'accordo col ministero della guerra. Intanto il comanclo in capo, prevedendo pronti e grossi fatti d' arme su quel nuovo teatro, considerato lo indugio inevita.bil e nel trasp?rto · ilei parchi d'artiglieria, s'intende col ministero per la 1mmedrnta., formazione di un parco provv isorio di munizioni nel paese ove si reca l'armata, da comporsi con materiali e vetture raccoltevi di subito da altre parti per vie sgombre in quel momento. Tutto ciò si compie, supponiat.:.o, in una diecina di giorni. - . . . . Mentre le truppe combattono, alle intendenze e alle d1rez10111 dei varii servizii incombono le cure seguenti a tergo dell 'esercito, cui debbono dare opera con tutti quei mezzi che la disciplina militare loro son1ministra: a) Procurare che sia mantenuto l'ordine più perfetto nei loro allocrviamenti e parchi, nei luoghi ove questi si trovano e sulle strade Ov e ferrovie a portata, prevenendo o reprimendo pronLamente qualunque principio di ingombro o confusione; che tutte le persone da· loro dipendenti siano ai loro posti; che i convogli e parchi siano · P.ronti a muovere al primo eenno; · . . . . b) Assicurarsi contro ogni sorpresa o appam:.ione nnprovv1s~ di partitio scorridori nemici, prendendo tutte quelle precauzioni che; secondo i luoghi e i casi, stimeranno più atte a prevenire su: bitanei terrori, adoperandovi le loro truppe dì scorta od alLre che si· trovino nei siti dei loro alloggiamenti, con posti avanzati e interni , '\ pattuglie, ecc.; , . e) Che il servizio del viLtovagliamento non sia interrotto on- · tardato, e proceda con calma ed ordine;
d) Che il servizio sanitario adempia i suoi officii di seconda linea colla massima solerzia ma pure col massimo ordine; e} Che le clirez ioni dei trasporti prowedano acciocchè lo sgombro dei feriti non soffra ritardi e proceqa regolarmente, il servizio nelle stazion i e sulle linee ferrovial'Ìe non patisca il minimo disturbo, si aboia a portata il materiale per ogni bisogno prevedibile, si eseguiscano a momento opportuno, e non troppo presto, gli sgombri e i guasti che per lo sfavorevole tmdamento della oattaglia divenissero necessari i; /) Che le comunicazioni Lelegraflche siano mantenute, e ne sia preparato il pronto avanzamenLo pel caso che l'esercito "proceda dopo la battagli a; g) Che il servizio postale, momenlaneamente mcagliato negli ufficii più avanzali , continui a funz ionare regolarmente sulle retrovie, sino a quella linea od a quei punti ove la direzione superiore postale o le direzioni postali d'armata, d'accordo colle intendenze, credessero opportuno di arrestarlo finchè non sia noto l'esito del cvmbattimento; h) Che il servizio di poliiia sia esei·citato a tergo dell'esercito, · su tutte le vie, colla massima attività ed energia, facendovi concor,:ere al bisogno le milizie locali.
TII.
Pel viltovagliamento no.rmale si hanno i seguenti elementi: a) Viveri orélinarii (compreso il pane) e foraggi: ·I O una razione distribuita alle lruppe dalle sezioni sussi. stenze (una per ciascuna divisione ed una per le truppe siippletive) alle quali fn recata da una delle tre sezioni della colonna ·vive1··i . del corpo d'ci1·mata, che dopo avere scaricato va a riforqirsi al . maga:rzino avanzato vive1·i ordinari'i dell'armata; 2° una razione alle tre sezioni snssisten.:;e, recata da una · altra del le tre sezioni della colonna viveri del corpo d'armata, che scaricherà e tornerà indietro a. sua volta a rifornirsi;
1
DEL SETlVIZIO D 1N1'ENDENZA
. 3° u_na .r~zione alla cqlonna viv~ri del corpo d' (1//'lnata, che grnnla nforn1la dal magazzino avan.:rato ·viveri ordinal'ii dell'a,r~iat~ as~etta il momento di ,ria:vanzarsi a.Ila sua volla per reca:rs1, :np~r.t,1,k~, a_lle tre se:rio'.ti sussistenze del corpo d'armata; 4, sei I az1on1 al rnagazzino a'IJanzato viveri orcl·ina1·ii dell' ~i·mat~ ove alti~grno le s~zioni de!le colonp,_e viveri dei corpi d ar~t~t {t1e ogm giorno), :I cbe dà una uscita criornaliera di un se~to,del /o,tale, da rifor?ir,;i dal .d~posito cent1·al; di vettovàglia~ento dell armata mediante spedizion i quotidiane. Rammento che discorro ora del ve_tt~vag_liam,ento norm,ale, cioè dai magazzini, che.suppone_ no~ .v1sia b1s9gno di ricorrere a spedi enti sussidia rii. b) V1ven di risern: 1~ due raziçrni portate dalle truppe; 2~ due ra~i9ni cli biscollo, quattro di sa\e, caffè. e zucchero una cl'étvena a) pa1·co. viveri di riserva del corpo d'armata,· · · ' 3~ tr~ r~zioni. di biscotto, una di carne in conse1:v;, tre di salei dµ~. d1 Cflffe e zucchero, tre di tabacco ed una di a vena al parco viveri di riserva delt' armata· · · sei t'azioni cli biscotto, quat(ro di carnej n conserva, cinque d1:caffe e zµc.c\l~ro, noye d'avena al dep,o,sito centra~e di 'IJettovagliamento dell'armata. çioè viveri orclinal'ii e foraggi ass icurali per nove criorn i almeno senza conla'.·e ciò che si trova ai deposi~i centrali, /viveri di ri~ serva per c,_nque a tredici giorni - vale a dire cinque razi oni com· plete e otto rncomplete, ma sempre con biscotto. Dala la faci le e rapida comunicazione tra i diversi scaal ioni s~pposto che il -magaz:ino avanzato viveri ordinarii dell' a:·mat~ si_ m~nte~ga cosi vicinq alle tn~ppe che le sezioni delle colonne . VlV~l't _de, c~rpi a:armata possano in tre giorni al più recarsi dalie ,,ez1~n1 su~s1~t~11z~ a quellq ·~ tornare al loro posto, 0 che dal magazzrno medesimo le derrate per la giornata possano essere sped ite P~r m~z2~ celer~.a Lai i siti · ove all e sezioni prima dette sia dato giunge,i:~ 111 un giorn?, il villoyagliamen to proc~derà regolarmente nel modo sopra. d!3SCnL! o. Ln caso diverso, perchè l'andamento norinale._fosseass'icurato, conYerTehbe avere almeno una qwwta sezione p~r ciascu_na colonn,a viveri di corpo d'armata o /~re avanzare. con vicenda g1ornaliera, sino ad un dato punto, quell;1 pnrte (nn ;eslo)
IN GUERRA
. 4:
"I
del magazzino a;vanzato viveri ordinarii dell'armata da cui debbon~i rifornire le sezioni delle colonne viveri dei corpi d'armata. Questo secondo ripiego, proseguito per qualche tempo, a:ffati'clierebb·e molto i quadrupedi, generalmente non molto Yigorosi, del treno borghese; il primo renderebbe oltremodo grosse le colonne vive!'i· e per conseguenza le eompagnie del treno che le costituiscono. Destinarvi due_compagfiie? Il nostro organamento non- lo consente. Rimane il ricorso al paese, ch'è in soslanzà' il ritorno al sistema antico, po trei dire primitivo; più semplice e naturale , hensì rovinoso pel paese e d'incerto fruttato per ·l'esercito, quantunque éure e rispelli vi si pongano. Ne usarono ed· abusarono· i Tedeschi nel ,1870- 7,1 per molli e divarsi motivi, tra i quali non ultimo certo il manchéole organismo clei loro servizii di provvi- · denza, le tradizioni e il guerreggiare in paese nemico e generalmente ricco . l'Ila necessità non ha legge, e poichè la 1·eq-uisizione sarà anche per l'avvenire, e non di rado, un espediente inevita,L bile, è giusto e ragionevole che sia ben regolata, come lo è di fatto per noi, mercè della yigente istruzione sulle reqiiisizioni e contribnzi'oni e delle norme poste per quell'oggetto nel regolarnen·to di servi:zio in gnerra: Parte TI, Seniz-io di cornmissariato. 1n sostanza il nostro sistema. di viuovagliamento, inteso a procurare i I bisognevole all'esercito col minor danno possibile al paese, presenta tl'e gradi: ,1° Approvvigionamento normale dalla l>ase (depositi centrali) mediante forni ture, co mpre, tmsfonnazioni di generi alimen tari ·e spedizioni di rifornimento ai magazzini di disLribuzione per mezzo degli s_tabilimenti avanzati; 2° Approvvigionamenlo misto, cioè in parte dç1,lla base e in parte dalla zona d'operazione mediante contratti, acquisti, requisizioni, trasformazioni di generi alimentari per opera dei servizii di commissai'iato delle armate, dei corpi' d'àrmhlà, delle divisioni;i ' 3° Approvvigionamento eccezionale dalla zona d'operat.iòne esclusivaìnènte mediante requisizioni · operate dalle armate; idai co·rpi d'ai·mata, dalle divisioni, da corpi minori o frazioni di,corpi. Tra·i due gradi estremi v'è quèsta differenza capitale, che>:col primo si provvede con calma, ordine e pienezza cli mezzi traendo il bisognevole a grandi partite dai luoghi ,:pìù convenienti, aWòhe-
4-16
DEL SE1WJ7,JO D'JN'l'El'iDENZA
lontani, e nei modi più legÌttimi, benchè forse con grave dispendio, mentre coll'ultimo tutto il carico del nutrimento delle truppe viene ad essere accumulato su quel tratto relativamente breve di pae$e ove esse operano, in modo violento e precipitoso, forse anche tumultu1;1,rio in qualche momento. Quello é preveggenza e provvidenza, questo è spremil ~ra. Ma, come ho già detto, il ricorrere al peggio, benchè contro voglia, può divenire ne,cessità. In paese ricco, e specialmente in paese amico, la 1:ompra a danari contanti senza badare a prezzo, è il modo migliore per fare affl uire le derrate eh e la requisizione farebbe scarseggiare e sparire. . Tra i modi di requisizione quello a pronto pagamento, in base alle mercuriali da stabilii·si in modo equo dalle autorità politiche o n1i li tari, è preferibile all'uso dei bnoni, e tanto più al / orzato; specie se sia aiutato colla minaccia di quest'ultimo, convalìdata da qualche esempio , sicéhè appari:;ca chiaro non esserv i altra via che o dare subito e subito ricevere compenso o soffrire la confisca. Quanto alla prima formazion e degli stabilimenti avanzati di · vittovagliamento sono qui da farsi alcune osservazioni. B'enchè i materiali di cui debbono essere costituiti gli stabilimenti avanzati dell'armata debbano muovere per regola dai depositi centrali, ' pure la raccolta delle derrate pei magazzini avanzati di viveri ordinari i e del bestiame da macello si potrà fare con vantarrO'io cm ·evidente nei luogh i di primo impianto (di radunata) di quei ma()'azzini, e quivi mandar vuoti i carri del u·eno borghese assegn:ti a quel servizio, destinando a tale uopo squadre formate in quelle vicina1ne, o almeno nei paesi innanzi alla base, ottenendo così. anche un risparmio qi movimento non necessario e forse ancora di trasporto ferroviaeio. Similmente i ,viveri di riserva· e 0o-li oo-cretti di 00 vestiario ed equipaggiamento ,rotranno essere trasportati per ferrovia ai luoghi di primo impianto degli stabilimenti avanzati e caricati quivi sui carri loro assegnati fattivi convenire per le vie più brevi, evitando forse un lungo ed inutile giro pei depositi centrali. Così nel tempo stesso si risparmierà ai carri a due ruole del treno b~rghese un tragitto, probabilmente lungo, per ferrovia con un c~trico voiominoso, disposto pel traino e non già per quello ~ scuotimento continuato stan_do essi colle stanghe in posizione anorma,le, cioè in condizioni sfavorevoli per la loro solidità. E da ciò
!IX Gl!RHH A
411
'Pure un allro risparmio di carico e movimento ferroviario. ~~a l'operare in tal modo dip,enderà, s'intend~ , dal. mom~~lo 11: cui potrà cominciare il trasporto per ferrov ia degli stab1ll~enn avanzati, dalli1 clirezione e clistan~a d'_ond~ v,er~·~nno le d'.v~r:,~ squadre di Lreno borghese, dall assegnaz'.one d_i que~te ai -rnw set'vizii, ed anche dal momento della. loro formaz10:1e r_1spelt~. ~!l'altro momento testè accennato . Finalmente se abb1ans1 d'.1bbn 1~torno alla panificazione nella zomi di ..radunat~ . coi mezzi locali , potrà darsi il caso di spedi~~ i ~anificu campali m quella z~n~ a~ch e prima che cominci h mob1lilaz1one. In tal caso le squadre d1 tren~ borghese per ql1elli stabilimenti pot~anno ess:re fo.rmate nella stess,i _zona di radunata, o vi sarnnno mandate d1 fuon a momento op.. . ., portuno. . La aran questione del vittovagliamento d1 guerra, d1eono tutL01 <t i pratici, è per lo appunto quel!~ del pane. R~mm~nL~no_l'~spe~ rienza delle guerre passate, paesi ove scarseg~1ano I gram, .1 m.0 lini, i forni, giorni senza pane in mezzo a .ogni altro ben di Dio, col grano in piedi nei campi stessi calpestali dalle truppe, la na~sea della carne, la insufficienza del biscotto e delle con~erve ~i_ste, l'imbarazzo e il iuaslo troppo facile dei molini è forni portat1l1,. le ingenti quantifa dì pane mandat~ all'esercito da :ergo eh.e_a mot1vo d'inirombri o disuuidi o rotture d1 straLle e ferrovie marmano nelle stazioni o nei fos~i e impestavano la campagna alle spalle d~lle trupre · · d:1 polen ta O pecro-10 O torrher ·. mentre queste erano ndotte a nutrn·s1 00 • " · di bocca il cibo agli abitanti dei luoghi ove passavano o s1 trat· teneva.no. E tutto ciò è verità; ma bisogna pure tener conto de~. tempo trascorso, della civiltà progr~dita. Mentre da un l~to 1~ m~~'. aesi ove l'uso del pane era molto nslretlo or sono poc~1 anm., 0 c,o 1 P . . o mo l t1· almeno mangiano -, pane , einaltn dove o LtttLi o molti.ss1m1 ' ' . · prima il pane era pessimo lo si trova ora buono ed oLti~o, .0 , :"e non altro mio-liore assai d'allora, d'altro canto le comumcazwm 501: 0 dive~ut/molto più facili e rapide, le macchine mobili p~r la pam. · 1·101a .. te, e I· se1-v1·zii di provv1clenza ficaz10nefuronopure molto m1g .. . . per , · · · · 1· · , · 1·at·i ne1· loro pm mmuh. part ,"h eserc1t1 sono o0o-g1 ore maLi e p1epa · "' · colari con cura di gran lunga-maggt0re ch e ·rn passato · Tah ' . nuove . condizioni dànno argomento a sperare che nelle gu.Mre fu_ture il servizio del pane non clebba presentare difficoltà cosi grandi come ,quelle nelle quali incagliò altre volte.
- !~4 8
TN GUERRA
DE L SERVIZIO D' INTENDENZA
S! òsservi che, secondo il nostro presente ordinamento di guerra, o~rn armata è_ provvista di una quantità di forni da campo suffic1~nte pel' _Io rnt~ro suo bisogno quotidiano (tante sezioni di pani. fic1? qua'.1t1 corp1 d'armata, capaci ciascuna d'una produzione gio rnaliera d1 33,600 razioni (for,ni Rossi) o 34,600 razioni (forn i Tàddei) . Normalmente però una metà soltanto ne è carreaaiataaseauito delle . t>l':> t> truppe, cioè agli stàbilimenl.i avanzati; l'altra metà rimane, come panificio centrale, al deposito dell'armata: ma in caso di· ll'ecessità può esser fatta avanzare anche questa . Calcolando a: numeri tondf a 100,000 razioni il bisogno giornalieÌ·o di un'armata di tre ·corpi compresi:> t.utlo il suo seguito, basterebbe· dunque che il paèse ov; ella opera le somminisll'asse t>0,000 razioni cil'ca di pane al o-forno alloi·c~ è il suo panificio av::inzato lavora regolarmente, semp;e ch e non s1dovesse fare assegnamento alcuno su spedizioni dal pan ificio centrale, e hrnto meno poi quanto più, col crescere deHe perdi te scemi la quantità degli uomini · da nutrire. Vero è bensì che ·nei giorni d( traslazione dei panificii mobili la produzione di questi di--· . minuisc'è di molto (sfoo alle 2-3 fornàte pel forno Rossi, sino a quasi' · me~à. dell d produzione giomaliera'p~f·forno Taddéi). E ovvio che per assicurare nel miglior modo il servizio di cui parlo il ripiego più#efficace sia quello di far pane che duri al~un i . giorni, possa sopportare i lunghi trasporti e non siguasti facilmente per effetto di sole o' di pioggia o se tenuto alcun tempo ammu~chiato sui _carri o in luoghi unridi o male aerati . Tale dovrebbe essere il. pane bisr;ottato (semi-biscottato), ma la esperienza ha mostrato a noi stessi che il procedimento pel quale lo si ottiene non basta a guarentirne la conservazione per varii giorni. Parrebb·e preferibile il pane di pasta dura, impastato cioè con un minimo di acqua, come qnell'o che usano i montanari e i contadini in molte parti de'nostri paesi, che si mantiene mangiab ile e abbastanza austoso sin oltre i quindici giorni. Generalmente vi si adopeta misra colla farina di gràno, ed an6he sola, la farina cli segale.· Addestrati i panattieri militari a tale modo di panificazione, che non differisce dalla ordinaria :"e non per la durata della coltura, ch'è un poco maggiore, a~su~fatt~ 'le truppe- a quel ciho mediante qualche distribuzione penod1ca cli y_ane_ cosi fai.Lo, in tempo di guerra, e sino dal ptincipi o della mohd1faz1one, speci almente nei paesi' poveri di risorse e ,di
strade, si po trebbe farne preparare un quantità molto maggiore del . bisogno giornaliero, farne depositi qua, -e là in luoghi centrali, e quindi spedirlo o distribuirlo alle truppe. Cesserebbe allora la impacciosa necessità di commisurare ogni giorno la produzione alla consumazione, con tutte quelle incertezr.e che derivano dalla mancanza di pronte e precise notizie circa Io effettivo e la posizione dei singoli corpi . Alla autorità dei comandanti delle armate, dei corpi d'armata, delle divisioni distaccate, guidata dal criterio degli intendenti e direltori di commissariato, spetterebbe determinare · quando e in quale misura lo spediente di cui parl? dovesse concorrere colla. panificazione ordinaria od esserle per intero sostituito. Certo si è che nessun danno potrebbe venire alla salute delle truppe dall'uso continuato del p<1;ne duro - che così può chiamarsi per concisione. Vi sono poi diversi modi e gradi di concorso del paese al servizio del pan e. In casi urgenti, in luoghi doviziosi , dove l'uso d~l pane sia comnne, per truppe poco numerose, la compra o la tòlla del pane nelle botteghe dei fornai e nelle citse; più spesso forse le ordinazi_oni fatte direttamente ai forni oppure ai comuni; talvolta compra o tòlta di fariµe o grani, od occupazione di forni coi pan,attieri militari; talealtr~ un ac6.ordo con' un fornitore per una quantità determinata di grano, farina,_forse anche pane, o per un dato tempo, o per tempo indeterminato, come, per esempio, potrebbe essere il caso per un piccolo corpo di presidio o d'osservazione privo di mezzi proprii di panificazione, in paese povero, lontano dai magazzini dell'esercito, : ·sJnza faci li e sicure comunicazioni con centri di provvidenza mi! li tare. UILima,risorsa rimane sempre il biscotto'. Siccome però non si può, fabbricarlo dovunque, nè Io si tron in ogni pa~se, :nè puossi tl'asportarne oltre una certa quantità a seguito dell'esercito per non aumentar di troppo gli impedimenti, così giova averne una buona . scorta ai depositi centrali e serbare ai momenti di vera urgenza quello che sì ha .nei parchi vi veri di riserva delle armate e dei corpi, d'armata e negli zaini dei soldati. Quanto alla carn'if~t:~ca, facilmente la si trova sul posto. Le incette del bestiame da macello si fanno per regola, mediante forniture~ . compre dirette o tòlLe, dalle direzioni di commissariato d'armata: !
'
'
1 ',
IN nu.EHR,'.
DEr. $ 1.;n l'lZ!O 11' IN TE)< l)f~NlA
agli slabilimenti avanzati , ~onde si riforniscono i parchi dei corpi d'armata: ma quando il bisogno lo chieda, si fanno pure dalle direiioni di commissarialo dei corpi d'armata e delle divisioni. Così pure si possono fare spedizioni dai depositi centrali; se non che è da osservare elle gl i nnimali scapitano cli carne nella marcia · o nel _trasporto, consideraiione da tener.s i in conto semprecbè -allo a1T1vo debba .succeder presto la macellazione. Due contrarieLit so no da prevedersi, un:1 cu.i non è difficile prevenire o rimediare, c!ou .la spa'.·izione de_l be,,tiame da macello dalla zona delle operaz,0 111, specialmente 1n paese ostil e, l'altra piu. grave molto, di cui s'ebbe recente esempio anche nella ultima guerra di Francia, l'epiwoiia . .llla prima si può pron•edere con misure di polizia,con iscorrer,e di cavalleria, e più c1ncora col pagare grosso e pronto. I buoni forni tori in lal caso poss:ino far miracoli. Alla seconda malesi riparn 1·01 far venire bestiame da lontano,. per la ragion6 testè accennata e perchè troppo faci lmente la mala.Ltia può appigliarsi auche aali animali venuti da lungi . Ci vogliono grandi cure d'isolamenlo e gilanza pei parchi de' buoi, se tuflora se ne hanno; o non basterà. Pa d'uopo allora vedere ~se il paese o le Lerre vicine non offrano altra specie d'animali da came in quantità sufficienle, da sostituire alle bestie bovine. furono per ciò acloperati gli agnelli , i castniti , i capreLLi e persino i volaLili domestici. Ma un sussidio più sicuro e sano ci è dato oggi dalle conserYe di carne sola o mista a sostanze farinacee o leguminose. Di queste gioverebbe aver grandi riserYe, e favorirne per ogni modo sin dal tempo di pace la produzione e il perfezionamento. Le nostre dotazioni non sono certamente cosi abbondanti c?me può desiderarle umt provvidenza bene preveggente. Dovrnbbes1 averne una cerla quantità a seguito dei corpi d'armata, o almeno una quantità maggiore a seguito delle armale. L'uso in · g,·ancle delle conserve cli carne in special modo , se da un lato a11men1erebbe le impedimenta, inconveniente cui rimediano le lluone di scip line e l'aittlo delle ferrovi e quando i servizii sono bene preordinati , da.ll'11ltro assicurerebbe l'esercito nall:t mancanza del bestiame da macello e dalla epizoozia e gli r~J .:.ierebbe gli oneri o gl i imbm·azzi della provvista, del trasporlo, cfel nutrimento di urm quan tità di animali vivi, la macel lazione, la distribuzione di carne i patita o troppo fresca. Xelle conserve d'ogn i sorta sta il segreto del
;i-·
buono approvvigionamcnlo degli eserciti per le guerre fu ture, e i progressi continui delle scienze intese alle lrasformazioni della maleria ci pcrmell.ono SLl Inie proposito le piu grandi speranze. 11 ,·iso, caduto in discredito in questi ultimi tempi, non cesserà pur tuttav ia di primeggiare tra gl i elementi dello appron-igionamenlo cli guerra, a cagione dell e facili tà d'inceua e trasporto . Poi nutri mento è preferibile senza dubbio la pasta, ma questa che ora si usa dà., a confronto del riso, soverchio volnme, piu faci le deLerioi-;1menlo, minor durata. Bensì dal commercio puossene avere in Italia quantità. di gran lunga ,;nperiore ai nos11·i hisogni. Guerreggiando inpaesiove il riso scarseggi e lapas1a invece abbondi, converrebbe, ~'intende, preferir quesla. che ;;i troYerehbe dovunque a mano. f nostri meridionali, che , i hanno ,~osi bene assuefallo il palato e lo stomaco, non se ne dor1·ebbero certamente, ess i che gillano via il riso quando il reggimento tenta di alternarlo colla pasta e la zuppa. Lardo, sale, pope, caffè, zucchero, acqua, ile sono somm ini slrali anch'essi da fornitori o dal paese o dai depositi cen trali agli ~t.ahilimenti a,anzati. li Yino si prende sul posto, se il paese ne dà per nosLn1. fortuna, se buono - so nò, vi si suppl isce col caffè e l'acquavite. ] on lo si porla più a seguilo, perchè di ll'oppo in gombro e perchè troppo facilmente si guasta. 'folto co11sidemLo, il rnodo miglio1·e por lo ap p1·ovvigionamen10, semprechè non si possa far conto sicuro sul rifornimento regolare dai depositi centrali, sarebbe di arnre un huon fornitore per ciascuna armata che somminislrasse agli stab ilimenti avanzali tutte le villoYagliedicuipossono a,·er hi:,-;ognopergli uomini. tranne il pane, ed even1unl01ente potesse fare lesomm inisl razioni medesime anche ai Col'pi d'al'maLa ed alle di visioni disLaccnlc. ;\'la la ilislr-ibuzione al le Lrnppe clonà sempre esser fatta dagli agenti del commissarialo, per guarentigia. ù'ordine ed esallezza. TI fo rni to re peraltro, q1rnntunque poderoso, abile, volonteroso, esperto, attivo, quantunque estenda le sue operazioni su vastissimo campo, quantunque sia -çincolato da condizion i precise e severe, può vedersi momentaneamente, e di subito, nella im1Jossibilitù di manlenere i suoi impegni per cagione di forza maggioro; quindi un'amministrazione preveggente non s'ahbandon erit a lui con cieca Jìducia, ma si prcmun irà'.per ogni possibile ercnto con riserve copiose a porlala dei luoghi ove possa manife-
IN GUERRA.
DEL SEllVlZ lO D' INTENDENZA
starsi una urgema repentina e starà pronta a sostìLuire la requisizione alla fornitura. Il Labacco da fumo, oggetto graditissimo di disLribuzioni str'aor.dinarie, vero regalo più pregiato dell'acquavite, figura 'per 'tre sole razioni a seguito delle armate . Ma lo si trova facilmente nel paese o lo si può far venire dalla base, quando il Comando 'creda che sia :opportuno largheggiare, per motivi igienici o morali. . Il vittovagliamento pei quadrupedi ci presenta maggiori clif(ìcoltà. 'di q11ello per gli uomini. L'avena, che n'è il principale elemenLo, non abbonda nei nostri paesi; convien ricorrere a mercati lontani per soddisfare allo ingente bisogno dell'eserèito in punto di guérra. .A ciò provvede il ministero clellaguerra col mezzo di forniture o di commissioni. Agli stabilimenti ava'nzati l'avena giunge dai deplisili cenLral i, ove debbonsene avere, come già dissi, nove razioni, menLre se ne hanno alLre undici razioni - comprese due di risena - 'Jne truppe e agli stab ilimenti annzati : venti razioni in tutto, quanLiLà . · sufficiente qualora sia assicuralo il rifornimento all a base. OaLe tali condizioni, non è da escludere il caso che non sì· possa rifiutare avena di qualità scadente, p·er non rimanerne privi affatto. Il fieno, cosi voluminoso com'egli è, fa grande ingombro; per condurne a seguito anche poche raiioni occorre buon numero dì carri . Ma finchè il paese ne dia, lo si prende sul posto, in un modo o in un altro. U~ile anche qui la fornitura, se pronta ed elastica tanto da somministrare il bisognevole là dove è bisogno; ma spesso sarà necessaria la requisizione. E do·ve il fieno manchi, bisognerà pure farlo venire da lungi e portarlo a seguito. lri Lai caso gioverà la c,JJnpressione, e lo aver macch ine per tale uopo anche nella zona delle operazioni. Si faranno balle di ·I 00 ch ilogrammi, e p·er le Lruppe che operino in ·paese montuoso ballotti di 40 chilogrammi, cla 'potersi someggiare. È tutLora aperta agli stltdi ed agli esperimenti la. questione del concorso o della sostituzione a quelle due sosLanze al imentari dì altre, naturali o man ipolate, di più facile provvista, di maggior virtù nuLriLiva, di minor volume. Le esperienze faLte;;ino .ad ora, segnatamente per la sostituzione del gran Lurco all'avena, - non si può dire che abbiano dato risultali concludenti, e pel modo ,con cui furono divisate ed eseguite e per le contrarie prevenzioni -della massima parte degli esecutori e dei giudi,i medesimi. :Lo stesso
può dirsi anche delle gallette e di altri sucèedanei dellà av~n~, com~ fa.ve, fagiuoli, orzo, segala, che pure sono adatt_i all~ nutr1z1~ne de'. quadrupedi ed ai quali potremmo esser costretti a r_1correre_ 111 casi non difficili a prevedersi. Ad ogni modo, per quanLo ri guarda 11 fieno, nei paesi ove questo sia scarso o manchi affatLo, sarà giuocoforza aumentare nella. razione giornaliera la biada, od altro che ne tenga le veci, -sino a.'sostituirla per intero al fieno . Aliora una conserva che riuni sse le volute quali tà igieniche col poco peso e il piccolo v,olume, senza pi:etendere u.n grado estremo di perfezione, appari·rebbe un prezioso trovato. Tanto basta per raccomandarne lo studio. Ma tutte le cure del vittovagliamento di guerra debbono intendere .-a questo scopo supremo: che l'esercito sia bene nutrito e le ?pera.zio.ni militari non abbiano a soffrire incaglio da ciò. Se lo s1 potrà oltenere coi mezzi più regolari, nel modo normale, senza spre~o, senza soverch io gravarne al paese,senza eccessi va spesa per lo erano, Lanto meglio; semprechè però taii riguardi potessero essere d'impaccio a c~nseguir quello intento, non si esiti a franger re~ole_~ calpestar rispetti. Ofociali abili ed onesti sapranno t1:ovarla via p1~ retta anche in mezzo alle circostanze più eccezionali e tornare poi ..alla regola tostochè possibile.
IV.
l
Un rapido sauardo agli altri servizii di commissariato . Riforniment~ di vestiario ed ·equipaggiame·nto. - Il bispgno maggiore sarà sempre qu~llo della cal~atura, cl~e comincia dopo pochi gi.orni dì campagna, cresce rapidamente Jll bre~e temp~ e dii ra continuo sino al termine della guerra. V~ngono poi q~ell?- ,delle vestimenta e quello degli altri diversi oggetti di corredo indispensabili. , . . . . , A tali bisogni p1;ovvedono le direzioni di commissanato d'armat;i coi parchi di .vestiario ed eqtlip~ggi~·rr_wn_to che ~a~no par_t~ · ,dei loro stabilìmenLi avanzati e sono nf~rmLi cla1 respettrv1 depositi c~ntr<\li ove ali oo-aetti affluiscono dalle fonti accennate dal ministero d~lla ~u:rra <'>(tn,aaazzini centrali militari ed opifici i d'arredi militari sLabili, distretti militari, forniture sLraordinarie, commis-
DEL $ERVIZIO o'c:'ITEXDEX7.A
sion i, acqu1s_t1, la, orazioni nei ehversi centri di produzione o di commercio). Sono diven uti oggimai casi eccezionali lo acqµisto, la tòlta e la confezione di oggetti di calzatura, di biancheria, di lana, di panni, coperte ed altro sul posto, che furono in passato i modi più comuni di soddisfare t-i. quei bisogni: pure non possono escludersi affatto. Un corpo di armata, una divisione, un corpo minore distaccato può avere estremo bisogno di scarpe, per esempio, di oggetti di lana, di coperte, e trovarsi in tal luogo ove gli sia dato provvedere a tale necessità, mentre non possa sperare pronte spedizioni da un commissariato d'armata. Un armata può avere·esau.. rito o perduto taluni oggetti del suo parco di cui sia necessario, per imperiose ragioni igieniche, il rifornimento alle truppe, in paese montuoso, supponiamo, in istagione gel id,t o piovosa, ed aver le 0omunicazioni interrotte col suo deposito centrale e con gli altri stabilimenti militari cui ricorrere per quell'uopo . T.n tali casi d rimedio più spedito sarà certamente il migliore. Aggiungasi ancora che i parchi di vestiario ed equipaggiamento d'armata, quali son.o stabi liti dagli specchi di formaz ione delle vigenti istruzioni per la mobilitazione e la formazione di. guerra del nostro esercjto, con soli trenta carri a due ruote, per economia di vetture, non costituiscono una scorta copiosa, anzi possono dirsiristretti al minimo del bisognevole ch'è leci to prevedere: Questo, che non è un inconveniente mentre e finchè siavi facile e rapida comunicazione col deposùo centrale, può divenirlo se quella favorevole condizione o non èsista o venga a cessare per qualche tempo. Possono persino le scorrerie nemiche costringerci a vuotare le botteghe dei calzolai cl i qnalche· citlà. Si raccomanda poi al commissaria.Lo, e più specialmente a chi sopravvede ai depositi centrali di vestiario ed equipaggiamento, eh.e tengasi conto delle lez ioni della esperienza nell o esaminare gli oggetti,. specie le calzamenta,, che vengono somministrai.i da.i provveditori, qualunque siano, perchè la fretta non ci riduca, senza sprone di ferrea necessità (che neppur questo è impossibile, checchè poi dicasene ad animo tranqui llo) a dare al soldato roba di malo uso o di dura.La effimera. Pur troppo in quelle strette v'è chi abusa e della urgenza e della fiducia. ])oì vengono i severi giudicii, e prende aspetto di colpevole chi forse fu soltanto vittima della pre-
42.5
!l'ì GUERHA
1
IJ
tr
cipitazione dei momenti, della propria slanchezza, della disonestà altrui. Giova dunque tener bene aperti gli occhi e premunirsi. Accenno di volo un caso che dobb iamo sperare non si ripetn. Dopo fatti d'arme sfavorevoli, si videro truppe sbaragliate gittar via nel ritirarsi zaini, cappelli , e quanL'altro al soldato parea disagioso. Al rifornimento degli oggetli indispensabili dovette allora pensare il ministero dellà guerra con prnvvedimenti eccezionali. )Ia questo è caso che riguarda la disciplina più assai che l'ammi nistrazione. Non è impossibile prevenirlo; qualora accada, è dovere degli ufficiali opporvisi colla massima severità sin dal primo momento. J}[e.z.zi da traspo1·to. - Le squadre del treno borghese sono formate dalle direzioni territoriali d·i commissariato; e ·dipendono dai capi dei servizii cui sono assegnate. Bensì le direzioni mobil i di commissarìato potranno trovarsi nel caso di formar nuove sc1uadre dopo la mobilitazione e durante la gnerra, o completare o aumentare quell e già esistenti sul teatro medesimo delle operazioni. Il procedimento dovrebbe esser lo stesso che per la prima formazione, e l'incarico esserne dato a preferenza alle direzioni d'armata. i\fa tutti i capi dei diversi servizii hanno facoHàdi requisire vetture e quadrupedi pei bisogni urgenti dei loro parchi. Possono. derivarne· inconvenienti ; una gara nello accapal'l'are vetture e c1uadrupedi, una ripartizione ineguale e non corrispondente alla importanza: relativa dei varii servizii, un esagerato alzar cli mercedi e compensi. Tutto ciò potrebbe senza dubbio procedere più regolarmente e con maggior equità e con maggior convenienza per lo erario, ed anche con più sicuro discernimento, se tutto qurrnt.o concerne i mezzi da trasporto fosse riserbato ad una sola autorità competente in 1ale partita, che fosse gerarchicamenle rappresentata in tu LI.i i quart ieri generali,come potrebbero essere ufficiali ò i 1rario grado di un vero corpo del treno (che noi non abb iamo) addetti come cap i del traino a.i comandi delle truppe e alle intendenze. Vuolsi però considerare che, potendo i parchi dei cli versi servizi i dipendenti da uno stesso comando essere alquanto, ed anche non poco, distanti tra loro, il bisogno cli mezzi da trasporto può manifestarsi repentino ed urgente a taluno di ess.i che in quel momento si trovi lontano dal quartier generale tanto da.non potere invocare e aspettare l' intervento cli un autorità che· ANNO XXVlll , YOL. I.
2ì
!~26
IN GUEl\RA
DEL SKRVIZ lO o'rnrENDENZA
..v.' è una cassa. a parte per le requisizioni, alle quaii deve sueceder s llbito il pagamento, da fa rsi clirettamente ai comuni o ai particolari cui spetta. Queste casse sono tenute 'da ufficiali conlabili. La. loro istituzione, che data dalla campagna del 1866, ebbe per ìscopo di mantenere il credito all'esercito, render meno gravose e odiose le requisi1..ion i al paese e risparmiare all'amministrazione mìlitare le immense difficoltà e lungaggini d'una liquidazione dei lmoni di requisizione a guerra terminata, di cui s'erano prima . avuti sp iacevoli esempi . .
da quello emani. Si avrà peraltro una guarentigia nella regola che chiunque opera requisizioni per motiv,i d'urgenza debba tosto ri ferirne all'autorità da cui· dipende, la quale a sua volta ne riferisca per la via gerarchica al corna,ndo o alla intendenza cui s'appartiene. Così potrassi tener calcolo dei veri bisogni e prevenire o reprimere possibili a,busi. Il treno borghese figurava nelle nostre passale guerre, insieme con quello della impresa dei viveri, sin presso le divi~ioni, propri-o in prima linea, essendo alla impresa affidata non solo la provvista ma anche la distribuzione dell e vittovaglie. Abbiamo tuttora presenti alla memoria, e quasi direi agli occhi, certi gravissimi disturbi e scompigli. che ne nacquero. Per evitare i quali, nel nostro presente ordinamento di guerrà fu stabi lilo che la distribuzione. delle ci barie tutte alle truppe clebba esser fatta dagli agenti mili· tari del commissariato, che il trasporto di quelle dagli stabilimenti avanzati ai luoghi cli distrib uzione sia interamente assegnato al treno militare (colonne viveri), che il treno borghese s'adoperi soltanto peT gli stabilimenti di seconda linea (stab ili m(}nti arnnzàti ed eventualmente anche depositi centrali, se mobiliLati nel corso della guerra) , quindi, lungi dal teatro delle operazioni tattiche, e che le vetture dei fo rnitori non oltrepassino la linea ora eletta,. Potranno darsi eccezioni a. tali regole, ma non saranno di gr~n momento e in ogni caso non porteranno di necessità, come in passati:,, masse male ordinate di carri condotti da carrettieri non soggetti alla disciplina militare sul terreno dove le truppe manovrano e comhtittono. I capi dei servizii debbono mantenere la più stretta disciplina nelle squadre del treno borghese e repri mere prontamente e severamente ogni principio di disordine che vi apparisse, specialmentè al giungere di notizie di fatti cl'arme infelici e nell e ritirate. Dovranno esigere che i parchi siano sempre formati regolarmente, coi loro qua·drnpedi vicini, e che i conduttori e capisquadra non se ne allontanino ·oltre un limi te prefisso. Il servizio di Cassa, esercitato da impiegati dell'amministeazione ·delle finanze, ha i suoi organi presso la intendenza generale e le , direzioni di commissariato di armata e di corpo d'annata. PressoÌ ogni direzione di. r,o'(rlmissariato di corpo d'armata e di divisione
1
V.
Di tuùi i rami della: provvidenza militare il sanitario è quello · ~he più s'addentra nelle truppe e nel tempo stesso più' si dilionde allo indietro. L'azione sua co111incia sulla fronte, dove i suoi organi s'jncontrano accanto al giaciglio del soldato e sul campo stesso ·delli3 · opere sanguinose della sciabola e della baionetta: si allunga sulle revotrie, si dilata da iato ad esse per t utto il paese cheattraversariò, si estende oltre la base un buon tratto e sino agli opposti confini dello Stato. E pure nessun altro servizio di guerra ha maggior bisogno d'accordo, e quindi.d'unità di direzione. Questa s'accentra nei clirHtori di sanità d'armala, e tutto il servizio risulta di fa tto diviso in tanti grandi partite o zone quante sono le armate. Immenso e continuo è il da fa.re, perciò i mezzi non saranno mai ·troppi. Ogni giorno, nei campi, negli alloggiamenti, sulle strade, malati da visita.re, da raccogliere, da curare, da ricoverare, da man. dare indietro·. Aumentano colla èatLiva stagione, col crescere delle privazioni e degli strapazz i, f gran forLuna se non sopravvenga la-. luna di quelle ep idemie che troppo volentieri s'accompagnano alle grandi rado.nate . Poi cli tratto in tratto le centinaia. e le migliaia dei feriti, il posare e togliere le infermerie mobil.i, . l' impiantare ospedali , lo assettare e condurre treni e convogli sanilarii, lo sparpagliare infermi e convalescen_ti. Non v'è largo ordinamento d'esercito bene costi,tu ito che da sè solo possa bastare a tanto in guerra ,1unga e · grossa, quanLo cari lit richiede in temp i come questi
r
DF.I, i:EllVl%JO n'IN'J'EN D:EN%A
I!\ GU IrnH.\
tra gen1i ciYili. Dal chè il bisogno d'ogni sorLa d'aiuti dal paese, dn lla ca i-il à puhblica, il conco1·so della qual e dev'essere non sol<t accettalo con riconoscenza, ma eccitalo per o~ni modo. E la publi lica ca 1·i1it, ravvivata dalla civiltà odierna., e più partico l:'ll'111en1 e dall'obbligo generale alla milizia, s'è infatti accinta volonterosa a q11 ella santa opera, h::i. iT!lparalo la miglior m::iniera d'esercitarla, e v'l1a già f'allo splendide prove nelle guerre più recenti. La direzione cli sanità d'una divisione h:1 una sezione di sanitd (U ufficiali , di cu i 6 medici, 1 ecclesias1,ico, 2GO uomini , di cui H fi. porla-feriti e 22 tra aiutanti d'ospedale e infermieri, e 10 cnrri, di c_ni_8 ~ quattro ruote, di cui 6 per trasporto di maiali e feriti) òivis1hde 111 dne mezze sezioni uguali, ed una pure ne ha la direzione . di sa.nità d'L~n corpo d'armata. Quella cli una ::irmatii hn 24· ospedali da campo (ciascuno con 6 ufficial i, di cui 5 medici, 1 sacerdote, 60 uomini, di cn i 38 tra aiutanti d'ospedale, infermieri e assistenti, 9 carri, di cu i ,J a quatlro rno~e, e luLlo l'occorrente per l'impianto di un ospedale di 200 lelli); ma da principio ne conduce se~o soli S per ciascun corpo di armnta di cui l'armata consiste- 9 per un al'mala di tre corpi. In l.ulto 4-800 letti , di cui 11800 al più avanzali, vale a dire meno assai del numero dei ferili che può dare u~ solo fal lo d'arme in cni sia forLemeute impegnala una huonfl parte delle 1rup~e di un'armata di 80- 100,000 uomini, non conlnndo gli infermi per altre cause . Ne risulta evidente la necessitù d'altri, ecopi,lsi, aiuti. V'è un deposito di mnLeriale sanitario nllo slab ilimonlo avanzato ed uno al deposi lo centrale, ed ambedue dipendono dalla direzione di sanità d'armala. Anche quesLi avranno bisogno di un assiduo l'iforn imento. 1l nostro Regolamento pel servi;io di guer1·a nella sua parte seconda descrive con molla chiarezza l'opera del servizio di san ità. È di regola che i cap i d'ogni ordine di quel servizio si attengano alle prescrizioni delle autorità dalle quali direllamente dipendono. a. <Juesle ricorrano per ogni loro bisogno, ne invochino gli ordini e le tengano informale di lutto, ma in casi urgenti non esitino ~ pr_enclere di propria iniziativa e su lla prnpria responsab ilità quell e misure che credano opportune, riferendone però subilo. Ciò preJnesso, ecco, in brevi pal'ole, come procedono le cose. 1
'
1
,~i9
Gli ufficiali sanitarii dei corpi ,·isitano gli ammalati nei campi o negli alloggiamenti o clurante la. ma.1·cia., lasciano nell e case o l'anno 1·icoverare nelle vicinanze i grarissimi che non possano essere trasportali, affidandoli alle cure clegli abitanti o dei comuni, e mandano gli altri alla sezione cli sanitit del la prop ria divisione - a quella clel corpo d'al'mata, se del cprnrtiel' generale o delle truppe su-pplelive cli questo - oppure alt un prossimo ospedale che lol'o sia slalo accennato dalla direzione di sanità divisionale (o di corpo d'armata) . Dill le sezioni cli silniLà, sop ravvegliate direllamente dalle ·direzioni cui sono addette, gl i ammulati, dopo una visita di riscontro, sono incamminati o lrasportati agli ospedali indicati dal comando del corpo di armata o dalla direzione di sanità d'armata; i più gravi ai più vicini , i meno gravi ai piit lonlaui. Il trasporto si fa pel' ist1·acla o per ferrovia; nel JJrimo _caso c0n vetture somministrate dal comando del corpo d'armala o della divisione (for:;e quelle della sezione della colonna viveri che vanno indietro a l'ifornirsi dopo a.yer de~osto il loro carico) o requisite sul posto; nel secondo coi treni ordinarii o con treni speciali sanila.rii. Il movimento di questi è con,ccrtaLo chtlla direzione di san ità d'al'mala coll,t -direzione dei trasporti, e l'orario n'è comunicato alle direzioni di sa.11ilà di Co l'po cl'annata o cli divisione. Gli ospedali di cui sopra sono o ospedali da campo folli impiantare dalla direzione di sari'it:t d'armata a misura del bisogno in luoghi diversi, o spedali locali od altri stabilimenti itnpl'OvvisnLi dai comandi di tappa o dalla cariLà pubblica o privata lungo le linee di lappa o a non molla distanza da queste. Talvolta taluni speclal i da campo sono dalle dil'ezioni cli sa nifa d'armata messi a disposizione di qttelle dei corpi d'armala, al.le qual i rimangono aclcleLLi sino a nuovo ordine. Il comando di un co l'po d'annata o di un,L divisione che si tl'ovi mollo lonLano <léigli ospedali d'armata darit ordine o facollit alla sua direzione di saniltl di impi rtnlarne per prop rio conto coi mezzi locali. Ma. le direzioni cli sauilà d'armala, e rispeltivamenle anche quelle dei corpi d'armrtla, procu reranno per quanto possibile, cli serbar disponibi li gli ospedali da campo per la CLW.t elci feriLi, giovandosi d'ogni altro mezzo a loro portata pei malati gravi, internando tutti gli a!Lri che ·possono sopportare il trasporlo , sgomb ranclo presto gli ospedal i da ·campo che dovessero adoperare aqueWuso, sostituendo a questi in-
:~ao
1
DEL SERVIZIO D 1NTF.i'iDENZA
11'1 GUERRA
fermerie di carattere più stabile. Cosi pure i direttori degli ospedaÌi · da campo approfitteranno di tuLle le risorse locali adatLe al caso . per conservare disponibile quanto più possano del loro personale e materiale. . Per la cura e lo sgombro dei ferii.i. Sin dal principig del combat- . llr:ne~to ili _uffìci~l i sani lari i dei reggimenLi o battaglioni staccali cosl1L_u1~cono1 pos~t ~i medica:ione a b1·ere distanz,1 dalle Joro Iruppe_ QuJVJ sono avv1at1 o portati a braccia dai porla-feriti dei re•rrrimenti 0 (o _ba_ua?lioni) i ferì ti, e vi ricevono le prime cure, dop~ quelle . prim1ss1me che potranno esser loro usate dai porta-feriti stessi là dove li raccol!-ero. Intanto le sezioni di sanità di divisione prendono posto, ~ome ~entri di raccolta, cura e sgombro tra le truppe e gli o~pe~ah, al_ rip_a'.·o dal '.uoco ma non troppo lungi dai posti di med1caz1one, 111 _s~ ll ove sia loro possibile trattene1·si qualche tempo senza trovarsi 1nYolte nel co_mbaLtimenlo o costrette a soomhra ·e . . . o l a prec1pmo, ove sjaw.> fabbricati ed acqua, lasciando sempre sg~mb re le strade. ,Costituiscono i loro tre rilpa1·ti (ri cevimen to, fas~1atur~, o~erazio~i), si mellono in comunicazione diretta coi posli d1 .n:1ed1caz1one,. m~ndano vetture e porta-feriti a prendere i fer1l1. trasp_orlab'.h e _guidare quelli che possono l:amminare, ~eparan? 1 moribondi e lt ~ssislono.' rivisitano, medicano, operano gli · altri, secondo la maggwre o mmore gravità del loro stato, li allogano al. coperto là presso, o li spediscono a drappelli, a convor,li durante il combattimento, o dopo, se piu o meno numerosi, ;ali · ospedali da campo o altri luogh i cli cura che loro siano stati inélicati dal comando della divisione o del corpo d'armata o dalla direzione di sanità del corpo d'armala, o della armata, n;edianle carri del treno militare o del treno borgh ese od altri veicoli somministrati loro o requisiti. Seguono le !ruppe quando queste s'avanzano, le precedono quando si ritirano, evitando bensì le traslocazioni troppo frequenti e le fermate troppo brevi: in ambo i cas i lasciano coi feriti che non possono trasportare secoloro.o mandare indietro iJ personale strettamente necessario per assisterli. In nessun caso d~bbono perdere il loro carattere di mobilità. In questo mentre i direttori di san ità di corpo d'armala sopravvedono allo insieme e. adoperano la s_ozione di san ità che han no a loro disposizione, sia a soccorrere cli personale o materiale questa o quella delle sezioni .
divisionali da loro dipendenti, sia ad impiantare un altro, o altri due centri (a meize-sezioni) di raccolta, cura e sgombro. Nel modo stesso possono valersi del personale di qualche ospedale da campo che sia addetto al loro corpo d'armata e si trovi inoperoso. Questo frazio namento del servizio (a mezze sezioni) può essere vantaggioso, ed anchfl necessario, sopra un campo di battagli a molto e$teso, fra, staglialo, impedito. Agevola lo sgombro delle sezioni di sanìtà la vicinanza di una ferrovia in esercizio o di un'acqua navigabile. Terminalo ii" combatti mento, se le truppe si trattengono la dove combatterono; o non molto lungi, gli ufficiali sanitarii dei corpi e i direttori di sani là di divisione e di corpo d'armata provvedono senza indugio per la ricerca, la raccolta, il trasporto dei feriti rimasti sul campo e pel seppellimento dei morti, impiegandovi i loro porta-feriti, quelli delle truppe, altri soldati richiesti per quell'uopo, ed anche paesani requisiti o somministrali dai comuni. Purchè, bene inteso, non debba derivarne incaglio alcuno alle operazioni militari. Nel caso poi che le truppe combattendo o subito dopo aver cessalo di combattere si avanzassero di lungo tratto, le cure testè accennate potranno esser commesse a qualche fraziirne del personale sanitario del corpo d'armala, anche delle divisioni, lasciatamomentaneame_nte indietro, o assunte dalla direzione di san ità d'armai.a che potrà impiegarvi personale degli ospedali da campo od al_L1:o . In ~aso di ritirata, ne rimarril il carico al nemico e alle autor1ta locali . Il direttore di sanità d'armata, presi gli ordini dell' intendente, il quale a sua volta ha. ricevuto quelli del comandante dell'armata, dispone per lo impianto degli ospedali da campo, in siti a ciò bene adatti, ove siano, se possibile, molli o grandi fabbricati, vicino a stazioni di ferrovie in esercizio, a scali marittimi, lacustri , fluviali, più o meno lungi dalle truppe secondo le condizioni topografiche e stradali della zona delle operazioni, la quantità e qualità dei mezzi da trasporto e il momento della guerra, in modo cioè che i pi(t vicini vengano a trovarsi a poche ore di distanza dalle sezioni_di sanità dalle quali dovranno ricevere i ferì ti. L'impianto può farsi anche a me.z.zi-spedali ( I00 lelli). Siccome poi, tranne il caso che la guerra cominci subi to co n qualche gran fatto d'arme, gli ospeclali da campo verranno ad essere impiantati non già. tutti ad un tratto, ma successivamente, ne risulterà di leggieri, muovendosi le Lrnppe, che quttli
:1
r
432
1
DEL SERVIZIO D LNTENDENZA
l!:\ GUEl\11.1.
vengano a trovarsi scalc1,ti lungo le retl'ov ie, e se lo sgomb ro e la sostituzione di altri stabilimenti di caratlere più stabile non siano solleci lati, rimangano sovraccarich i d'informi e feriti gravi e quindi immobilitati. A prevenire tale in convenien te, che produrrebbe gra"e disturbo al buono andamento del servizio sani Lario, con,siderata la scarsità dei mezzi che ha per quell'uopo l'esercito, debbono inten dere colla massima cura i direttori di sanilà d'armata, ed anche gli intendenti. Non basta avere un btrnn servizio ferrovi ario, treni sanitarii .ed altri mezzi da trasporto e tutto quanto giova allo sgombro; ciò che rende immobili gli ospedali è la permanenza degli infermi non trasportabili che hanno bisogno di una lunga cura. Fa di mestieri dunque sollecitare, come ho detto, le sostituzioni, approfi ttando d'ogni aiuto locale, di cui vuolsi aver cognizione preventiva, accettando ed eccitando il concorso della carità pubblica e privala, sotto qualsivoglia forma, e tanto megiio se già la si abbia in pugno organata e disciplinata da tempo, consciadi sèmedesima, ben nota a noi e predisposta a somministrarci quei maggiori aiuti ch'ella può dare con unità d'indirizzo e d'azione. E qui ci vediamo dinanzi la santa opera della Croce Rossa. Souo questo simbolo di carità e neutralità, sorto da pochi ann i, ma già tanto ricco di meriti e benedizioni, abbiamo anche in Italia l'associazione pei soccorsi ai malati e ferì ti in guerra, in se~o alla quale la henefice!}za individuale e collettiva si accomunano e assumono la potenza delle forze unite. Qui, come in Austria e Ungheria, in Germania, in Russia, in Francia, ecc. ella raccoglie in un solo fascio le offerte e le opere dei parti colari e delle società o -corpi morali> qualunque siano, senza riguardo a diversità di credenze religiose od opinioni politiche, e prepara in tempo di pace quei mezzi che dovrebbe adoperare in guerra sotto la direzione dell'autorità militare. Ha, c0me già dissi, comitati- e sotto-comital i nelle provincie, comitato centrale e consiglio dirigente i,n Roma. Questo consiglio è in rapporto col ministero dell a guerra per mezzo dell'ufficio A del II riparto del comando del corpo di stato m<1ggiore, che rappresenta in tempo di pace l'intendenza generale di guen;i, dell'esercito. ì\fa, nata in pace perfetta, e non cimentata sino ad ora da prova alcuna di guerra, l'associazione ital iana della Croce Rossa è tuttora nel primo stadio d'uno sviluppo necessariamente ( Jenlo e laborioso.
4-33
Considerimdo che la carità pubblica, come l'e$perienza ampia-mente ha dimostrato, volentieri sonnecchia sintantochè vuolsi in~ dirizzarla ad uno scopo, ben definito, sia pure, ma lontano e problematico, poi se questo apparisce a un tratto imminente, divampa di subito ed erompe, o spontanea o seguendo gli esempi d'altrui, può sorgere ii dubbio, ed è sorto di fatto qui tra. noi come in altri paesi, se veramente sia il caso di dare assetto permanente ad una opera di beneficenza ch'è di natura sua eventuale, anzi repentina. I soccorsi della carità privata e pubblica, si dice, non mancheranno certo nel momento del bisogno, poichè la mossa è data, e v'è impegnato J'anior proprio nazionale, se non bastassero i senti men Li di patria e d'umanità, e allora penseremo ad aggrupparli e ripartirli. -La risposta è facile ora ch'è divenuta comune la persuasione. circa la convenienza. del prevedere e preparare, almeno per quanto s'appartiene alle cose di gt1erra. Ammettendo anche la peggiore i.potesi, cioè che la istituzione destinata a raccogliere dal paese e impartire all'esercito in guerra i, soccorsi di cui parlo rimanesse quasi oziosa in tempo di pace, per povertà di mezzi e inerzia d' animi, pur non di meno ella offrirebbe sempre l'inestimabi le vantaggio cli somm inistrare al momento del bisogno alla carità ansiosa, fobbrile, disordinata, un quadro ove comporsi, ed all'autoritit militare il modo di ricavarne subito il maggior profitto possibile. Nelle sue mani, in quegli istanti. di commozione genera.le, i beneficii affollati, tumul tuosi , diversissimi, di dern1ro, di robe, d'opera, offerti dai mill e e mille si ordinerebbero presto, si adatterebbero ai bisogni veri dell'esercito in quel modo che per gli studii prima fat_ti :fosse ravvisato migliore per un'utile applicazione, per un equo npartimento . Ella .indicherebbe alle volontà incerte, ai confusi desideri i uno scopo netto, una via sicura, segnerebbe alla carità le forme più acconcie a dar buoni fr utti anziché divagare in soverch io e inutile frondeggio, offrirebbe un organamento stabile, già assodato. ,u.n personale iniziato, conscio del da fars i, affiatato colle autoritit mi li ta.ri, mentre risparmierebbe a queste, in quei momenti, ripeto, di eccessiva auività, il sopraccarico di cure estranee agli atti puramente mil itari, disordinate per necessità, perturbatrici in una l)arola. Tutto ciò parmi d'una evidenza palpabile, e così credo panà .a tutti i mili tari . Tanto più poi dove il servizio san ìtaeio dell' eser-
r
DEL SERVlZIO
o' rwrENDENZA
IN GUEHR .....
cito pel tempo di guerra sia ristretto, per ragioni d'economia od altre, in limi ti angusti rispetto al bisogno prevedibile. Quiv:i la Croce Rossa è istituto non solamente utile , ma necessario, ma indispensabile, che merita per conseguenza di essere favorito per ogni modo da tutti coloro cui rtan no a cuore i suprèmi interessi dell'esercito, della patria e della umanità. Chiunque sappia che 00sa è la guerra, sa pure qual valore abbia pel soldato la certezza che non gli mancheranno 'i più validi aiuti quando egli cada ammalM.o o ferito. Ma, si potrebbe anche dire} si contenti .l'associazione di raccogliere danaro e lo rimetta al Governo che lo spenderà come credameglio per compiere l'assetto del materiale sani 1,ario, egli che conosce i bisogni e può dar quindi l'indirizzo migliore alle opere che intendono a quello scopo. ~ Chi così ragionasse mostrerellbe di non conoscere gli uomini, specialmente noi. Dia, sì, il Governo l'indirizzo che stima più conveniente all'opera delrassociazione, la quale in sostanza è nelle sue mani, e nulla più desidera che conformarsi strettamente alle norme che da lui le siano date, ma lasci quei volonterosi studiare, lavorare e far lavorare, perocchè non può darsi miglior guarentigia dell'uso conforme alle intenzioni loro del denaro che loro riesce raccogliere, e migliore eccitamenlo all'azione e alla perseveranza a loro, ed al concorso agli altri, di quel fare da loro stessi e vederne i risultati materiali e mostrarli altrui. A!Lrimenti operando, quella fonte di carità che in tempo di pace dà poco pur troppo, presto si ridurrebbe a, nulla. La benefica istituzione, se darà lavoro e farà vedere cose fatte diverrà popolare, farl-t prosélili, avrà in poter suo l'argomento più valido per affermare h sua esistenza e attestare la sua vi1alità. Vi si connettono potentissime ragioni di sentimento, d'amor proprio, cli decoro pers ino, c1i cui non può non tener grandissimo coni.o chi conosce l'umana na· tura. Il meglio è dunque che l'associazione, guidata Llall' autorità militare, premunita, se vuolsi, contro il pericolo troppo faci le di esser tratta a fare spese inutili , spenda da sè stessa il suo, comedel resto fa in Russia, in Germania, in Austria e persino in Francia. dove pure l'amministrazione militare ha laegh issimo forn iment.o di materiale sanitario. D Il punto più importante però è questo: determinare con precisfoo/
. i35
gli obbi.eLLivi cui deve mirare l'associazione, o in altri termini prefissare i compiti che le sarebbero assegnati in guerra, affincbè ella vi si apparecchi come potrà meglio coi suoi conLrihuli di persone, di cose e d'opere. Anzi tutto, per le più ovvie e più plausibili ragion i mili tari, è da escludere, tranne casi eccezionali, lo imp iego di elementi non mi·litari , non soggetti a militare disciplina, in prima linea, da presse>• alle truppe combattenti, dove si adoprano le armi. Quivi sono gli ufficiali sanitarii dei corpi e i loro aiuti e le sezioni di sanità delle· divisioni e dei corpi d'armata, tutte persone appartenenti all'esercito: e ciò può e deve bastare, Se facc ia mestieri di soccorsi, gli ospedali da campo più vicini li daranno . Dietro alle sezioni di sanità, in seconda linea vengono g_li ospedali ora del.lo, i quali pur debbono. bastare a costituire, per dir così , il terzo scagliol/1,e dell'assistenza agli ammalati e fer iti, o un prirno scaglione di cura, in una zona forse non immune da scorrerie nemiche, ad ogni modo ancora assai esposta ai turbamenti e terrori repentini, agli scompigli in certi casi,· per le mutabili vicende della guerra. Ma dietro a quelli , in· ambiente più tranquillo, gli elementi non militari possono essere· adoperati con perfetta siwrezza e con immenso vantaggio, sia per dar lo scambio ai più arretrati di quelli e renderli nuovamente mobili, sia per formare nuove sedi di cura, di carattere più o meno.. stabile, e dare opera allo sgombro e allo sparpaglio degli infermi sin nelle p iù remote parti dello Stato . A. dir breve, i còmpiti da assegnarsi alla Croce Rossa sarebbero i seguenti: a.) Impiantare coù personale e materi:1le proprio, preparato, prima o raccolto sul posto nel momento del bisogno, ospedali da sostituire agli ospedali da campo, affinchè questi possano muover:;i; b) Impiantare, con personale e mµ teriale come sopra, ospedali (piccoli a preferenza - 20 leLti o non molli più) lungo le retrovi e o a non molta distanza da queste, dinanzi e dietro alla base, con dipendenza dall'autorità militare e soprav~·eglianza dei medici mi-litari, incaricandosi pure del trasporto degli infermi dalle stazioni. ferroviarie o dai luoghi di tappa a quei loro stabilimenti ; e) Apprestare e ser vire Case di convalescenza nell'interno clcl:.paese;
!
.
/
IN GUBHHA
d) D'accordo colla direz ione dei trasporli, allestìt'e e set'vire t reni ferrov iari ed anche comogli di carri o di barche per lo sgombro , dei malati e fer iti, destinandovi la parte più disciplinata del suo personale, come sarebbero !e persone somministrale da società -costituite con regole proprie, dagli ordini cavallereschi e religiosi, per esempio; e) Isti tuire nei cap iluogb i delle provincie uffic1i d'indicazione per dar notizie alle fam iglie dei militari ammalati o fer iti; /) Somministrare ai deposi ti centrali san il.ari i, ecleventualmentè . anche agli speda.li da r;ampo e ai depositi avanzati sanitarii , oggett i ,da infermeria, come biancheria da leUo e da dosso, coperte. m,iterassi, fascie, filacc ie, pezze, ecc.; g) Raccogliere in paese i doni d'ogni sorta destinati ali' esercito, ripartirli, spedirli; /i) E da ultimo, al bisogno , sommin istrare medici, infermieri, ··ecclesiastici all 'esercito, cioè agli ospedali da campo, alle sezioni di sanità, ed anche a qualche corpo di truppe. È una speranza mo lto ardita elle l'associazione della Croce Rossa vossa soddisfare a tutti quei carichi; oltrepassarli è impossibile. In tempo di pace i comitati locali dell'associazione dovrebbero . avere loro delegati presso le autorità militari territoriali, ma :::.oltanto per/prender cognizione dell'ordinamento, del materiale e del serviz io sani tario militare, senza faco ltà, bene inteso, di prendere impegno alcuno per la. guerra, essendo ciò sel'baLo esclusivamente al ,cons iglio dir,igente, a nome del comitato centrale, verso la sup rema autorità militare, secondo le indicazioni di questa. In tempo di guerra, rimanendo il presidente dell'associazione a lla capitale in rapporto d'officio col Ministero, un suo delegato lo rappresenterebbe ali' intendenza generale, ed altri, sottoposti a. . quello, alle intendenze d'armata,, a ciascuna delle quali sarebbe assegnata tma parte da determinarsi del personale e materiale dell'àssociazione adoperab ile da principio, e poscia quel tanto di più che, secondo i casi, verrebbe a trovare impiego nella zona rispettiva. All'intendente generale spetterebbe la ripartizione e lo impiego dei mezzi recati dall'assor,iazione stessa sulla base òcl avanzati oltPe ...questa; aJ minist:ero della gt~erra tu_tt? il r~~to .. /. Sul le lrnee d1 sgombro ti serv1z10 san1 lano comprende
df
437
r icarnenLo dei tren i e convogli, il mov imento di questi, le fermate alle stazioni cli rinfresco e di medicazione, lo scaricame11lo o il trapasso da un mezzo da trasporto acl un al tro, il ricovero degli infer{ni neo-li ospedali di tappa, lo sparpaglio a drappelli tra i varii luoghi di c~ra. In tuuo ciò hanno gran parte le direzio.ni dei !ni.~ sporti, colle quali !e direzioni di sanità debbono prendere 1 necessa 1·11, accordi. Le inlendcnze dìnrno le direttive opportune e sopravvedono allo insieme colla piu gran cura, perchè lo sgombro degl i infermi , e specialmente quello dei feriti dopo grandi fatti cl'arme, è una delle più ardue e impacciose bisogne della provvidenza di guerra . II procedirnenlo del servizio veterinario ha, come ragion vuole, molta analogia con quello del servizio sanitario. Ciascuna,.armala h_a in seconda linea, cioè tra i suoistabiliment.iavanzati, trein/ermerie quadribpedi (per ~50 r:avalli l'una), divisibili per metà (per ·I00- 150caval li l' una) e un deposito centrale di veterinaria pel riforn imento cli quelle infermerie e per poter costituirne altre al bisogno. Tutti questi stabi limenti dipendono dal direltore di veterinaria dell'an~at~, . ìl quale, secondo gl i ordini che riceve dall'intendenza d? · ~u1 dtreltamenle dipende, e ch'egli stesso promuove quando ne sia 11 caso, . determina lo impianto successiYo del le infermerie lungo la linea di tappe dell'arma ta e sopravvede all'opera loro, 1giova~dosi comecrede meal io delle risorse del suo deposito centrale, e tenendo sempre infor~rnta l'intendenza del personale e materiale che gli rimane . disponibi le, affinchè questa possa rieh iedere per te1~po alI'ii: tendenza. · aenerale e cruesta a sua volta al Ministero, quei soccorsi che ap o ' l .. parissero necessari i. AItri rnenti potrebbe accadere_eh~, esse_nc o gm. scalate, piene, jmmobili late le infermerie dispomb1l1, venissero a mancar~ i mezzi per la cura dei quadrupedi infermi che le truppe alJon tanandosiognorpiù lascerebbero indietro . Che. se ciò accadesse, . converrebbe di necessi Là. ricorrere al paese, sia per disimpegnare \e infermerie, sia per impiantare altri luoghi di cura, rivolgendosi• ai comuni, approfittando dell'opera dei veterinari i l?cali, affid~ndone, la sopravveglianza ai comandi di lappa . Tale sped~enle ?otra e:sser necessità per qua lche corpo di cavalleria cheoper, lungi dalle Jrn ee · di tappe delle armale. . . .. Pel rinvio ai corpi o ai parchi dei qu.1d ruped1 guar1t1 , o per h . desl inazione loro ad altro servizio, provvede l'intendenza in base ai 1
.~
·138
D~L SBl\ \'JZJO
o' l '.'<'rE~DENZA
rapporti settimanal i delle infermerie, che riceve dal direttore di Yeterinaria. A. misura che vanno scemando i quadrupedi. infermi in una infermeria, il direttore ora detto potrà far muovere una metà di questa, o tutta, lasciando la cura dei pochi rimasti ad un piccolo -distaccamento o ad un veterinario o maniscalco del paese sotto la, '!Vigilanza del più vicino comando locale.
Vl.
II sen>izio d' a1·tiglier,ia dipendente dalle intendenze dell'esercito provvede al_ rif~rnimento delle munizioni, armi, istrumenti da zappatore, cuoiami per le truppe (bi~ffetterie), vetture militari (tranne {1uelle appartenenti al genio), quadrupedi e bardature per le batterie e le compagnie treno d'ar~iglieria, ed alle riparazioni alle armi ed alle vetture. Può eventualmente essere esteso al trasporto di mater iali e munizioni d'assedio. Il direttore d'artiglieria d'armata ha perciò sotto i suoi ordini il parco d'artiglieria d'armata e il deposito centrale d'artialieria d'ar0 mata. Egli riceve le ordinazioni dalcomando d'artiglieria dell'armata -ed anche direttamente le richieste dai comandi d'arti(rlieria dei b . l -corpi e 'armata. Di questi rifornisce i parchi dal suo, che mantiene --completo. coi rifornimenti che trae dal deposito centrale, e che a questo poi sono somministrati a misura del bisogno, e secundo le richieste dell'intendenza generale, dal ministero dellàguerra. Gli ordini e- le istruzioni relative al da farsi per poter serbarsi in arado di soddisfare ai bisogni dell'esercito e co:-rispondere alle ricl~ieste cle'i coma~di d'artiglieria, e quelli o quelle pei movimen ti, le posate; i fraz ionamenti, le raccolte, ecc. del parco d'armata, ed eventualmente .anche del deposito centrale. gli sono dati dalla intendenza d'armata, alla quale egli deve rivolgersi per le occorrenze del suo servizio cui non possa da sè medesimo provvedere. 11:lle~zi pel rifornimento delle munizioni, copiosi nei parchi dei ,corpi d armata, non lo sono ugualmente nei parchi d'armata,Uma ,tornano ad esserlo nei depositi centrali, l'alimentazione dei qua(
IN
/i39
a-um:mA.
dagli stabil imenti di riserva è pure agevole al Ministero. Non può <11irsi lo stesso delle anni e delle vetture, di cui peralLro è molto minore il bisogno. Ad ogni modo anche a queste dovrà pensare l'amministrazione centrale nei suoi apparecchii di terza linea. Pel rifornimento dei quadrupedi, che in cel'ti momenti può assumere ampie proporzioni , concorreranno la spedizione dalla base e la requisizione sul posto. Non sarà grande quello delle bardature. Le riparazioni alle armi e vetture che non si possano fare ai parchi d'armata, per qualsi\'oglia moti\'o, si faranno ai depositi -centrali, oppure in officine impiantate per tale uopo in qualche sito lungo le lin eedi tappe per c11radelle direzioni d'artiglieria d'armata. La dote complet~i delle munizion i per le truppe mobili sarebbe all o incirca di 600 cariche per ogui pezzo d'artiglieria, 280 -eartuccie per ogni fucile, o moschetto da cavalleria, e 70 per ogn i pistola a rotazione. Le prime cosi distribuite: 1/ 3 (200 per pezzo) l.ra le batterie e .i parchi cli divisione, \ 16 all'ingrosso ai parchì di corpo d'armata, i/ 18 ai parchi d'armata, il resto ai depositi centrali ; le altre così: Cal'tuccie per fuc ile: 88 alle truppe, oO ai parchi divisionali, 50 ai parchi dei corpi d'armata, .f 6 ai parchi d'.arma.ta, il reslo ai depositi centrali; G,lrtuccie per moschetto, del calibro stesso del fucile: .40 alle trnppe; Cartuccie per pistola: 118 alle truppe, 6 ai parchi divisionali, 1O ·ai parchi di corpo d'armata, 12 ai parchi d'armata, il resto ai depo. si ti centrali . Tenuto con to della esperienza delle ultime guerre quanto al conSttmo delle munizioni in una giornata di battaglia (45 colpi per pezzo e 34 per fu cile in media) è evidente cbe mercè di quella distribuzione le divisioni sono così ben provviste _che il rifornimento dai parch i dej corpi d'arm.ata potrà avven_ire generalmente a battar glia finjta e che quello dai parchi d'armata e dai depositi centrali potrà esser fatto con calma. Il rifornimento dei parc.hi di corpo d'armata da quelli d'armata si· fa mediante colonne di vetture che da questi ultimi recano le munizioni a quei prim i e tornano vuote o recando ammalati o feriti -od altro, o viceversa dai primi vengono ai secondi a prender le mu~ nizioni, od anche muovendo contemporaneamente daali uni e da ali o
"
440
IN GUERRA
DJ;;L SEl\VfZJO o'INTENDRNZA
d'armata. Qualora poi le sia commesso di provvedere allo apprestamento e .al trasp.orto di qiateriali cl' assedjo (da trinciera) o allo assetto a difQs,a é).i qualcl)e posizione a tergo dell'esercitQ,, coma .Potrebbe avvenire in caso di ritirata, se non sia,no mes$i asua disposizione truppe e jstrumenti dai coma.µd,i so.pra~etti o dal :qiinistero della glierra, dovrà ricorrere al paese, al genio civile, a~ comu~i, agli ingpgneri privali, e reguisire, occorrend_o, lavorantt 1 a,rnes,, vet:ure, <1uadrupedi e quf\nto altro potesse abbls~gnarle. Cos~p.ure fara pe~ l'altro suo còmpito più ovvio del racconc1amento e 1;m~horam.ento d1 tal,UJ,1,e strade 9 ponti od j:\ltri lav:ori locali richiesti d~ esigenze d'ordine strateoico o logistico, quali la costruzione di baracche o l'ad~tt~mento"spedito di f~bbricati per ospedali o magazzini, dove _no~ siano presenti altri organi deJ ge.nio militare. Che se a t?~to ciò s1 aggiungano le cure pel collegamento della telegrafia I;!Hl1tare con quell1,1, -dello St\\to, o la sostituzione ~i questa a quella alle spa!le delle truppe e quan.to altro potrà occorrere per quel r~mo di serviz~o, in quanto concerne lo acco1'.do tr11 quei due ~lem~nt~ con~orr_e?t1 .e l'çi,_<fattamento ielle varje ,parti della rete stabile a1 b1sqgp1 m1htar1, si vedrà che il ser-vizio ~el genio nella sfera dell'intendenza non è così poca cosa c.ome a pripia giunta _potrebbe parere1 . benchè le_ s_l_le opere di guerra Viidano immuni · dalla lunga e Iabonosa gesta~1on~ ch'è imposta a qQelle del tempo di pace. ilfa p_er fortuna e~h è d~ natura sua ,tale che -facil!llente può trovare .quasi dovunque 1 mezzi onde l.;iJi i:r;riag.gior bi~ogn,o ed ha gran dovizifl, di espedienti e ripieghi.
altri s'incontrano per via e si trasm~tlono il carico. L~ scelLa tra questi di versi modi dipenderà dai luoghi, d~lle dista_nze, cl~gl! orclin! dei comandanti d'artiglieria d'armata, dagli accordi che J cl1rettor1 d'artiglieria prenderanno coi comandanti d'artiglieria dei corpi d'armata. I parchi d'armata si riforniscono dai depositi central i pe1· ferrovia o per convogli di vetture muoventi da questi ultimi. Del resto per accorciare le di stanze gioverà talvolta scaglionare i parchi o dividerli, forse anche per rnaggiùr sicurezza e facilità di traslocazione e minore incomodità e ingombro nella marcia, specialmente per istrade malagevoli e in paese montuoso. Le difficoltà che a primo aspetto si mostrano nel servizio di seconda linea dell'artiglieria, per cagione deìla doppia dipendenza delle clirezion i d'artiglieria cl' armata dalle intendenze e dai com.aneli d'artiglieria, si risolvono di Jeggieri se si consideri che i rapporLi con quest'ul tima autorità sono di carattere per cosi dire esterno, come quelli che riguardano l'azione verso le truppe, mentre quelli colla prima sono dicarauereintemo, cioè relativi ad assetto, apparecchio, . mosse, lavoro , scambii tra gli elementi oncl'è costituito quel ser11izio, afflusso e dellusso di materiali di sua pertinenza sul SllO terreno. Un altro còmpito può essere assegnato alle direzioni d'artiglieria, quello· cioè di raccogliere, ricevere, ordinare, ricoverare, spedire indietro materiali da guerra mobili tolti al nemico. In la! caso esse riceveranno istruzioni ~ia dal comando, sia dall'intendenza. Così pure prenderanno parLe allo sgombro dei campi di battaglia, dell e [ot-tezze e delle opere ossidionali per quanto può riguardarle. Servizio del genio. - Copiosi mezzi d'azione ha questo servizio in prima linea (parchi del genio di corpo d'armala ed equipaggi da ponte di corpo d'armata); non cosi in seconda linea (parchi d'armata e deposi ti centrali del genio) cioè so tto la, mano dell'intendenza. .8on potrebbe quindi soddisfare, se non che in ri$lretti limiti, al ri~ [ornimento di utensili da lnoro, materiali telegrafici, da ponte, da mine, vetture, quadrupedi, bardature senza un sicuro e valido aiuto, dai suoi stabilimenti di l'iserva (terza linea) o in sostanza dal ministero della guerra. La direzioné del genio d'armata ha dunque un piccolo parco e un deposito non molto ricco alla base, p.er corrispondere alle étdinazioni e ri chieste dei comandi del genio dbll'armata eclercorpi.
VI.I. Il -servi.zio dei t1:asporti sul teatro dell.e operazioni comprende : · g,) ;priqcipalmente i trMporti,111ilitari d'ogni specie per ferrovia, ani i lo intero servizio fetTòvi(\rio dentro i li[l\iti SEl_gµn,~i dal co:r;nando sup1iewo, d\ccprdo· cçii :p.1inisteri ~ella guerra e dei lavori pubblici; ,b) J traspouti medj:\siqii per acqua; .. . e) Li ste$~li eventualmente, p~r le sti:ade rot{lbih. o WtJla~t~.e1;~ alle.~.p.alle 1delle ,tru:_ppe, ,q\ialora aS$Uip~no. così .gr~n~1 p~'.Oi~or~~Qm da JI:ender,neces.sario lp;aQçen.trqrn_e la direzione per rl!g1orv çl Ol!dll~f>. ANNO xxv111, VOJ., J.
r
28
DEL SERVIZIO D'INTENDEKZA.
Vi si distinguono i seguenti organi: ,1° le Direzioni dei trasport·i ( direzione generale dipendente dalla intendenza generale dell'esercito, e direzioni d'm·mata dipendenti dalle inlendenze d'armata); 2° le Compagnie ferrovieri coi respettivi parchi; una per armata, per regola; 3° le Compagnie d'esercizio ferro-viari o, somministrale dalle amministrazioni delle ferrovie; una per armata, per regola; 4° i Comandi di stazione; 0° eventualmente, flottiglie da trasporto, composte di navi o barche militari o requisite; 6° eventualmente pure, convogli di vetture o salmerie, composti di elementi militari, assoldati, requisiti. Primeaaia il servizio ferroviario. 00 , L'ufficio Direzione trasporti militari che, come dissi, esiste in istato embrionale anche in tempo di pace (ufficio B del II riparto del comando del corpo di stato maggiore), dopo avere sopraneduto alla esecuzione dei moYimenti ferroviarii e marittimi per la mobilitazione e la radunala soito la immediata dipendenza del ministero della guerra, colla cooperazione delle commissioni di linea e dei comandi di stazione, o gia esistenti.o appositamente costituiti al momento del bisogno, lascia presso il ministero ora detto una parte del suo personale a continuare-a soprintendere ai movime·nti militari nell'interno dél paese, e costiLuisce le Direzioni d'esercito e d'armata, le quali vanno tosto a mettersi agli ordini delle intendenze. Da quel momento in poi alle direzioni medesime è affidato tutto il servizi o ferroviario sul teatro delle operazioni, nel chè esse sono aiutate da -commissarii d~lle ferrovie a loro addetti, designati dal ministero dei lavori pubblici. . . . Ad oani armala è assP .rrnata, per massima, come linea ~ ~ . di tappe, una linea ferroviaria, se possibile; se no, una stessa lmea può servire per due o più armate. Queste linee si allungano poi o si raccorciano, secondo che le armate si avanzano o si ritirano, e fino a che non sia avanzata o ritratta (d'accordo coi due ministeri di sopra nominati), per notificazione dell'Intendenza generale, in seguito ad ordine del comando in capo, la base della zona ferroviaria m~ re, -cioè la linea delle stazioni di transito militare, ove }!.azione della
lN GUERHA
U3
-·:direzione generale dei trasponi cessa e comincia quelta del Governo · ,e dell e società fe rroviarie. Col moltiplicarsi delle ferrovie, o in caso -di assello ~trategico molto esteso, un'annata potrebbe avere anche più d'una di quelle linee. Sulla linea o sulle linee assegnatele la ·--direzione trasporti d'armala esercita autol'ilà di comando, per qu1,tnto ,riguarda tutli e singoli i rami del servizio ferroviario. Quelle su_periori autorità che hanno facollà di darle ordini, vale a dire il comando e la intendenza dell'armata, il comando in capo, l'intendenza , generale e la direzione generale dei trasporti, si astengono dalio ,.interveni re direUamente nel movi mento ' e a lei si rivolaono per b . ) .non produrre sconcerti. Qualora una linea sola serva a più d'una ar1nala, la direz ione generale dei trasporti ne rerrola il senizio . S'in <'> . • le11de che le direzioni trasporti d'armata debbono tener sempre in'· formate le respeuive intendenze e lfi direzione generale di quanto · può interessarle. A quest'ultima rivolgeranno le loro richieste di 1 personale e materiale e le proposte per i cambiamenti d'orario, le .coincidenze e tullo quanto riguarda i rapporti tra le diverse linee. Ciascuna direzione trasporti d'armata ha un ispelLore fe rroviario m ilitare (ufficiale superiore), il quale sopravvede di continuo allo .andamento del servizio su tutla la linea, mentre la direzione traua . :cogli altri serviz ii e colle autori Là superi ori, provvede pei complementi, gli aumen ti, gli scamb ii del personale e materiale, combina .gli orarii e gli ordini di movimento, dà le disposizioni per allungare, .,accorciare o mutare le linee, prende gli accordi colle amministra. zioni retrostanti ecc. · È necessario che le direzioni dei trasporti si trovino sempre a ·portata e dell e intendenze e dei comandi, affine di poter dare in.dicazion i, schiarimen ti , consigli intorno a movimenti feÌ'roviarii che fo~sero _richiesti o suggeriti, forse repentinamente, dallo s,·olgersi ,dei casi del.la guerra, e p rovvedere subito secondo le in tenzioni dei capi; il chè però non vuol dire che i singoli membri di esse non ...possano o non debbano recarsi qua o là dove l'interesse del servizio ,r ichieda la loro presenza, specialmente alla base, alle stazioni di ,.t ransito . Ciò è conforme a quello che già dissi circa il posto delle intendenze durante la guerra. Le compagnie ferrovieri, tosloGhè siano mobilitate se non debt bano essere subito impiegate in lavori di loro appart:nenza, si re-
1.'i Gt:ERHA DEL, SERVIZIO O' ! l\TENDENZA
cano ai luoghi di radunala delle d!rezioni trasporL! cui sono respetti- · vamenleassegnale. Esso sono part1colannentcdestmate e addestrate: IO A impiantare, racconciare, migliomre, guastare alla spedita tratti di ferrovia, stazioni, opere d'arte ferroviarie d'ogni genere; 2° A guernire prontamente un tratto di ferrovia rimesso in esercizio, per farvi temporaneamente il servizio di via e di stazione sino a che non giunga il personalo ferroviario (delle compagnie di esercizi o) a rilevarle. Di più possono. somministrare al bisogno un certo numero di uomini pratici del maneggio delle locomotive (macch inisti e fuochisti) pel' potere adoperare materiale abbandonato o tolto al nemico, e supplire, se caso, alla scarsezza di quello elemento importantissimo · nelle compagnie d'esercizio. In generale durante le operazioni il posto dei ferroYieri è alla testa delle linee, e quincli vicino alle direzioni dei trasporli; pure qualche frazione può essere distaccala indietro in siti dove sia necessaria l'opera loro. Quando però non si tralli di opera momentanea, converrà cambiare quei distaccamenti , tosto che sia possibile, con drappelli di manuali delle ferrovie o lavoratori del paese, od altri. E qui è caso di aggiungere che i ferrovi eri non debbono assolutamente essere disLolti dal loro speciale serv izio per adoperarl i ad altro uso, a meno che· la guerra si allontani alTatto dalle ferrovie. Troppo imporla averli disponibili per quei lavori ferroviari i, generalmente urgenti, che sono indisp,ensabili onde poter valersi dello immenso aiuto dello ferrovie o impedirlo al nemico. Lé compaanie d'esercizio - ve1·i batLaglioni, a. numero d' uoo mini ~ hanno per iscopo di fornire alle direzioni dei trasporti 1·1 personale bisognevole per esercitare interamente il servizio f~rro~ viario su tratti di linea di I00 e piu chilomet ri. Sono composte d1 uomini al servizio delle società delle ferrovie appartenenti alle classi in coorredo iHimltalo dell'esercito, che dovrebbe1·0 per consecruenza in ~aso di mobilit:azione essere richiamati alle armi nei co;l)i cui furono ascritti. Gli impiegati di maggior grado, che non s~ 'nO trebbero avere dacrli obbliaati al servizio militare nelle trnppe dr l' e, prima linea, a motivo della giova.nile ·età d! qu_es~i, sono_volon.~ ·11. Ciascuna compagnia si divide m lre se.:rwni disuguali (trnzwne, movimento, manutenzione), ognuna delle quali comprende impie- · 1')
••
_gali e operni delle diverse categorie di c1uel ramo di serrizio cui ella corri sponde, in proporzione giusta per lo esercizio dei traUi di linea sopradetLi. A capo di ciascuna compagnia v' è un ispeuore, ch'è ad un tempo capo della sezione del movimento . Dobbiamo credere che in tempo di guerra avranno divisa uniforme, con distintivi militari e coi segni del loro grado ferroviario, e che saranno armate in guisa da poter farsi rispettare e difendersi benchè spicciolate lungo le ferrovi e. Così dunque il comando dell'es.ercilo ha a sua disposizione i mezzi non s~lo per riattivare prontamente linee abbahdonate, guaste o conquistate in paese nemico, ma ancora per assumere con personale da h1i strettamente dipendente e soggetto alla disciplina mi· Jitare lo esercizio delle ferrovi e sul teatro delle operazioni nel proprio paese, su d'una profondità cli 100 a 1o0 chilometri dietro le truppe, dove più facili, più repentini, più graYi, più dannosi possono sorgere turbamenti e terrori in certi fortunosi momenti di guerra a scompigliar quel delicato congegno tra le man i di persone . non vincolate al l'esercito. · L'assello regolare e completo del servizio ferroviario militare si . disegna cosi : Alla testa, sulla linea dei graudi quartieri generali, da pre~so a.Ile intendenze, le direzioni dei trasporti; a capo delle linee le compagnie ferrovieri occupate del loro doppio, e magari anche .triplo, ufficio; dietro ad esse subilo le compagnie d'esercizio , distese lungo le linee e sui treni che vanno e vengono, collegate dall'altro estremo colle società ferroviarie dello Stato; e le une e, . le altre, compagnie ferrovieri e compagnie d'esercizio, sotto la dipendenza d'un ispettore militare che fa eseguire gli ordini della direzione trasporti e regola e sorveglia. lo accordo di quei chle organi, per modo che l'azione del secondo succeda senza indugio a quell a . del primo nello avonzare e viceyersa nel ritirai'si , non meno che quello delle compagnie d'esercizio colle società retrostanti. Si ca. pisce che quando la compagnia d'esercizio è tutta distesa, se la compagnia ferrovieri continua ad avanzarsi rassettando la via, il movimento può seguirla per così dire a passo a passo, almeno da $lazione a stazione, ma il servizio fermo di stazione e di via non · può secondare l'avanzata se dalla società. colla. qu11-Je si collega non ;.-Sia data la mula avanzando alle sue squadre ad una ad una affinchè
,H6
lN Gli:ERRA.
7
DEL SERVIZ IO 0 D!TE'NDENZA
partenze e gli arrivi saranno fissati dalle direzioni dei trasporti d'accordo coi capi-servizio, come pei movimenti ferroviarii; le fermate, i vitLovagliamenti, le pernottazioni saranno determina.te da quelle prime. Dovranno essere sottoposte all'approvazione delle intendenze le basi dell'ordinativo. , Al servizio clei trasporti si connette quello di tappa ecl a questo il servizio cli polizia. Questi ultimi due. dipendono direttamente dalle intendenze ll'armata. Il servizio cli tappa d'una armata è in sostanza l'organo per mezzo del quale si estende colla massima efficacia locale l'azione complessiva della intendenza per tulta la striscia di paese attraversala dalle retrovie dell'armata stessa sino alla base del teatro delle operazioni, e quindi coniprènde ogni sorta di provvidenze inerenti al rifornimento, al!J sgombro ecc. per ogni singolo ramo del servizio d'intendenza. Da ciò, da un lato la necessità di rapporti diretti tra il servizio di tappa e le direzioni di tutti gli altri servizi i, e dall'altro la convenienza delli diretta dipendenza di quello dalla su peri ore autori t.à dell'intendenza. · Si distinguono linee d:i tappe ferrnviarie e linee di t0;ppe ordinarie (stradali). Le tappe sono le stazioni o i presidii degli antichi Romani, scalati lunao e le linee d'operazione degli. eserciti per ragione d'ordine, di sicurnzza e di provvidenza. Ad una estremità. si ha la tappa di base, all'altra la tappa di testa; tra questa e quella un numero maggiore o minore di tappe intermedie ( liwghi di tappa), minimo sulle ferrovie, a distanza di una giornata di cammino l'una dall'altra · sulle strade. Ogni tre o quattro t~ppè se ne pone una di maggiore rilevanza (foogo principale di tappa). come un capoluogo; ma le più importanti sono di gran lunga le due prime accennate. Del resto ogni tappa è centro di un territorio su cùi s'estende l'azione del rispettivo comando; e i territorii confinano l'uno coll'altro. I comandi di tappci han~10 trnppe proprie (drappelli o distaccamenti più o meno grossi di milizia mobile o territoriale, od anche di corpi di prima linea) o ne chiedono secondo il bisogno ai più vicini comandi di presidio o cli riparti mobili. Quelli che debbono provvedere a bisogne spettanti ai servizii di commissarialo o di sanità hanno ufficiali commissarii, contabili, medici . Taluni avrannn
vadano a riprender posto successivamente alla tesla. Chiam.o qui> srnadra quel tanto di personale misto che guernisce una stazione , e il tratto di ferrovia sino alla stazione successiva. Negli sgombri invece la compagnia d'esercizio ritira le sue squadre ad una ad una e si ripiega sulla sua coda o dà lo scambio successivamente a frazioni corrispondenti del personale non militare sino al limite sta-. bilito dalle autorità superiori, Nelle stazioni di qualche importanza logistica e ferroviaria, per , cagione d'incrnciarnento o smi:;tamento di convogli , ferm:;lte, carico e scarico, vittovagliamento degli uomini e quadrupedi di transito , pernottar.ione, si istituiscono comandi. cl-i stazione con ufficiali di riserva, di complemento, di milir,ia mobile o tèrritoriale;o eccezionalmente somministrati dalle truppe di prima linea, e qualche sottufficiale o caporale. Se ne distinguono di tre classi. Ne fann o parte i capi-slazione, i quali possono anche essere co1nanclanti cli stazione essi medesimi, se ufficiali di riserva, complemento o milizia e di grado superiore agli altri che siano comandati alla loro. stazione. A tali comandi incombe sopravvedere alla pronta e precisa esecuzione di tutte le operazioni d'interesse militare che si fanno nelle stazioni, secondo le prescrizioni dell' ispettore mi litare" e della direzione trasporti dell'armata rispettiva. Hanno perciò a loro disposizione una guardia somministra La, a loro richiesta, clnll'autorit.it militaee locale (comando di tappa o di presidio) . Qualora siavi interruzione in una linea di tappe ferroviaria, come un ponte rotto o una 'galleria rovinata, o la ferrovia praticabile non , conduca sino al pun to ove debbano far capo i trasporti, la direzione-· prnvvederà pei mezzi di trapasso o di seguito, se pure di questi ulti mi non sarà dato carico ai diversi servizii cui apparl eng0no j·, materiali trasportati. I treni sanitari i hanno la precedenza sugli altri, t ranne il caso di ·. truppe, munizioni e vittovaglie di cui lo arrivo si(L dich iarato nr:.. gentrssimo dai comandi d'armata, o daJ comando supremo , o dalle · intendenze. Dei grandi trasporti pet· acqua e per istrada non is-~rò a dir · molto. È l'a cile figurars i lo andirivien i dei convogli regolati da una direzione unica, invece che lasciati in balia dei capi dei CY."" -versi ser\"izii. I luoghi di radunata, caricamento e scaricamento,~ ·
,, I
U8
DEL SERVIZIO D'H(l'ENDENZA.
IN GUERRA
nella giurisdizione· loro magazzini, depositi di vittovaglie o màteriali di questo o· quel servizio, panificii, spe.dali, infermerie pei quadmpedi, officine dì riparazione od altri stabilimenti eventuali affidati, temporaneamente, alla custodia e vigifanza loro. Può sembrare a primo aspetto che siavi eccesso e sovrapposi zione superflua di autorità con questi Comandi di stazione e cH tappa e di presidio, che possono trovarsi riuniti in un luogò medesimo. Ma 1'uolsi ricordare che i comandi di stazione sono solamente organi della direzione dei trasporti, l'azione dei quali si ristringe ad una determinala porzione del servizio ferroviario, e i coni.audi di presidio sono veri e proprii comandi milital'i lòcali, mentre i còmandi di tappa rappresentano, per così dire, altrettante intendenze d'armata in piccolo. Del rimanente il comandante di tappa è di pieno suo diritto comandante di presidio senìprechè sia superiore di gradoo d;anzianità all'ufficiale che èomanda le truppe sul suo tei'ritdrio. Il 9omanda.nte di stazione è soggetto alla sopravveglianza dei comandante di tappa, così come in tempo di pace lo sarebbe al comandante militare locale. Forse una q1ialche confusione derivò da questo, che sin da quando si incominciò a parlare tra noi di comandi di tappa, e per la novità della cosa e per l'idea che àvevasi del servizio di tappa germanico che ci si proponeva a modello, fummo tratti ad un esai15erato concetto dell'ingerimento del comando di tappa nel servizio ferroviario, quasi che egli fosse e dovesse essere una emanazione diretta della direzione dei tri.n;porti. Se ne risentì persino il nostro regolamento di servizio in guerra, nel Libro VIII della Partè JI• che tratta del servizio di tappa, cosicchè quanto è detto dei comandi di stazione nel Libro VII (se11vizio dei trasporti} sembrò una aggiùnta, alla qualè avrebbe dovuto corrispondere una. correzione là dove il Libro VIiI parla dei coli1andi di tappa. Sarebbe invero un gravissimo .sconcio che sopra un medesimo breve tratto di ferrovia, anzi sopra una medesima stazione, venissero ad accumularsi o fors e a contrastarsi, queste tre autorità: un <rapo-stazione, un comandante. di staz!Ohe, un comandan:e di tappa. A ciascuna .laPttel HI· Al capo-stazione là parte tecmca, al comandante d1 staz10Il'e la parte militare; il comandante di tappa non può avere ingerì· mento nel servizio ferroviario se non coi:ne rappresentante degli in-
,teressi dei diversi servizii della propria intendenza d'àrmata, munito bensì della facoltà di sopravvegliarne lo andamento come comandante locale, pel supremo interesse dell'ordine e della buona e~ecuzione delle operazioni, in quanto non possa intralciare l' azione delle autorità ferrov iarie. In paese ostile o esposto alle scorrerie nemiche i comandi di tappa o di presidio provvedono alla sicurezza delle stazioni ferroviarie, dei magazzini, delle opere d'arte lungo le ferrovie e le strade con lavori difensivi, guardie, pattuglie. In ogni caso la cÒnservazione, il racconciamento, il miglioramento delle linee di comu~ nicazione ferroviarie, stradali , telegrafiche, acquee che possano avere importanza militare sono affidati alle cure dei comandi di tappa nel rispettivo territorio. Può un' armata, come già dissi, avere più d'una linea di tappe; ,e così pure una sola linea ]JUÒ sei-vire a più d'una ann&ta. fo questo caso il servizio di tappa potrà esser.e affidato ad una sola armata, o ripartito e combinato tra le due o tre cui serve la linea sotto la -direzione dell'intendenza generale. La guerra 1870-71 ne offri. esempii. ' Le linee di tappe si allungano o si accorciano secondo che le armate si avanzano o si ritirano. Ad un considerevole spostamento d'una armata corrisponde di necessità un cambiamento, almeno .parziale, delle sue linee di tappe. I comandi di tappa che debbono muoversi si trasferiscono allora per la via più breve alle nuove sedi loro assegnate e procedono subito al nuovo impianto dei loro servizii. Quanto ai comandi di presidio che non si.ano nel tempo stess() -comandi di tappa, essi dipendono interan10nte dai comandi territoriali e non hanno altro legame col servizio d'intendenza se non che )'obbligo di concorrere colle loro truppe ad assicurare le linee di tappe e gli stabilimenti di seconda linea scalati !lungo di esse. La polizia a tergo dell' esercito è affidata ai comandi di tappa. Dessi raccolgono i soldati isolati, sparsi , vaganti, fanno arrestare i renitenti e i disert.ori, formano i drappelli e li fanno accompagnare ai corpi, provve'dono di vitto ed alloggio i drappelli di passaggio, li ,riforniscono di munizioni, ne inspettano la tenuta, prevengono e .reprimono i 'tentativi di disordine e gli atti di prepotenza @. di ri-
' /
IN G UEÌll\A.
OEL SEnVIZIO o'l'NTENDENZA
bellione alle leggi mlii tari, da chiunquefossern per esser commessi, mantengono insomma la tranquillità e l'ordine n~lla loro sfera d'azione, e sopra tutto procurano che nulla avvenga onde possa risultare disturbo alle operazioni militari e danno all'esercito, e·q,ualortt accadesse vi sia posto sub ito riparo. Hanno per tale scopo sotto gli ordini loro stazioni di carabinieri. Quando sia necessario un più larào assetto altre stazioni sono poste qua e là_pel paese sotto la 0 ' . dipendenza di ufficiali dei carabinieri, i quali si mettono rapporto coi comandi di tappa. La milizia territoriale può c?ncorrere·. a quell'uopo ..In paese nemico vi si ad~pe1:ano pt~re, se b1so_g~o, )~ truppe di tappa e di presidio. Per la .direz1one di tale serv1z10 v e all' intendenza generale un colonnello dei carabinieri, e un ufficiale superiore del corpo medesimo a ciascuna intenclenza d'armata. Al sermzio telegrafico dì gnerra concorrono il genio militare col suo ,personale e materiale di telegrafia da campo nella zona ove· campeggiano o manovrano le truppe e l'amministrazione dei telegrafi dello Stato sn tutto il teatro d'operazione pe~· quant? con~erne le linee telegrafiche stabili già esistenti o da impiantarsi a misura. del bisocrno. Questo territorio su cui il servizio telegrafico di Stato è socro-erto all'azione diretta delle autorità militari che dirigono le oper:;ioni della guerra, i limiti del quale sono determinati e cambiati, se caso, dal comando in capo dell'esercito, udito ,il parere dello intendente generale e del rappresentante della direzione· dei telegrafi dello Stato, prende nome di zona telegrafica militare della rete permanente. È divisa tra le annate. La Direzione generale dei Telegrafi dello Stato è rappresentata, presso la intendenza generale e le intendenze d'armata e presso il ~ornando generale del genio e i comandi del genio di armata da suoi deleo-ati con titolo di conimissarii telegrafici . Ca.po di questi, direttore ~di tutto il servizio nella zona sopra detta, ed organo d"1 comunicaoione tra il comando dell'esercito e la direzione generale dei telegrafi dello Stato, è il commissario ge,ne-rale telegrnfico presso l'intendenza generale. Egli dipende direttamente dall'intendente generale. Ciascuno dei commissarii telegrafici addetti a!le intend~~~ !1a, a sua disposizione immediaUt un ispettor.e teleg1:_9J~, al~urn 1mp~e~ aati ed una .riserva di personale e materiale pe1 b1sogm repenlmtdel se1·vizio. Tutto il personale telegrafico civile addetto all'esercito, port:1 segni distintivi ed è consiclerato come belligerante
m
I l
1
,j.
I commissarii telegrafici presso le intendenze d'armata dirigono· .il servizio della telegrafia di Stato nella parte di zona loro assegnai.a, provvedono pel mantenimento, il prolungamento, lo sgombro delle· linee, per lo impianto di tronchi o linee nuove, pel racconciamento · e lo esercizio di linee abbandonate o guaste dal nemico, per lo allacciamento delle linee dei telegrafi da campo·con que!le dello Stato, per la sostituiione di queste a quelle a misura del bisogno (per ren- · der disponibi li il personale e il materiale del genio che deve essere impiegato da presso alle truppe) e per lo accordo col servizio telegrafico ordinario retrostante; tutto ciò secondo le richieste della ri- · spettiva intendenza o gli ordini del commissario generale, o di propria iniziativa nei casi urgenti. I è?mmissarii telegrafici pre::;so i comandi del genio sono principalmente incaricati dell'accordo tra la telegrafia da campo e la te- · Jegrafia di Stato, segnatamente nei punti cli contatto. Lo scambio degli arvisi delle novità che avvengono da un lato nella rete campale e dall'altro in quella permanente, si fa mediant.e · comunicazioni tra il commissario addetto al comando generale de genio e il commissario generale e notificazioni di questi due agli altri commissarii, dai quali n'è data notizia ai comandi del ,genio da una parte e alle intendenze dall'altra. Questa è cosa della massima importanza. Un altra è questa che l'autorità militare ha faco ltà, come, ragione vuole, di sostituire uffici i telegrafici campali ad uffici i di Stato, o formare uffici i misti sotto la dirézione d'un ufficiale. 11 servi.zio postale, somministrato dalla Direzione generale delle· Poste dello Stato, s'infiltra nell'esercito, accompagnandosi a tutte leintendenze e a Lutti i. comandi dei grandi riparti sin compresa la divisione. V'è una clire.zione supel'iore postale all'intendenza generale con un u/f,,cio postale centmle, mm dire.zione postale d'armata a ciascuna intendenza cl'ar-· mata, un ufficio postale del ,gran qtiartier generale, 1t{fici postalr · di quart'ier generale d'annata., di.n zioni postçili di co1·po d'armata, u/ficii postali di clivisione. Tali direzioni ecl uffici fanno parte dei respeLLivi qua1tieri gene~-
1
DEL SERVIZI O D CKTEJ:\DisNZA
mli . Il personale si compone di impiegati e serventi dell'amministrazione delle poste, scrivani mili Lari somministrati dai capi di stato maggiore, carabinieri (vice-brigadieri o comuni) a piedi pel servizio -di corrieri, soldati del treno d'artiglieria per la condotta delle vetture postali militari, attendenti (domestici) militari per gli impiegati, . e conducenti del treno borghese per le vetture non mili lari. Il personale civile è soggetto alla giurisdizione militare, porla segni distintivi ed è considerato come belligerante. Le vetlure(militari a due ruote, non militari a quattro ruote) e gli oggetti da cancelleria, di .,equipaggiamento e da cucina sono forniti dalla autorità militare, i maLeriali speciali d'ufficio dall'amministrazione delle poste . .Tutto il ·s'ervizio postale militare è direuo dal direltoresuperiore, · il quale dipende dall'intendente generale dell'esercito e dal direttore generale delle poste; per quanto però s'appartiene a tras\oca.zioni, impianti, orari delle spedizioni e distribuzioni, rapporti colle -trnppe e cogli altri servizi,disciplina e cose tutte estranee alla spe. cialità del servizio, le singole direzioni e gli uffici i dipendono direttamente dai capi di stato maggiore delle intendenze o dei comandi cui sono addetti. La posta militare spedisce e distribuisce carteepacchi di prove·nienza o destinazione ufficiale o privala, emette e paga vaglia, vende francoboll i e cartoline. Il movimento di corrispondenza si fa per ferrovia, per quanto possibile, o per vettura. Le corse debbono essere almeno una per giorno, tanto in senso laterale, cioè tra i vari uffici militari nella zona dell'esercito , quanto nel senso della profon dità, vale a dire dall'esercito all'interno del paese e viceversa. Normalmente le spedizioni si fanno nel modo seguente: Nel senso laterale (parallelo alla fronte): dall'ufficio del gran quar·tier genei·ale alla direzione superiore; dall'ufficio del gran quartier generale alle singole direzioni postali d'armata; dalla direzione superiore alle singole direzioni postali d'armata; dalle direzioni postali d'armata tra di loro; da queste alle direzioni postali dei corpi d'armata dipendenti; da queste agli uffici posk'tli delle divisioni dipen-denti; e viceversa. · // Nel senso della profondità. (perpendicolare alla fronte): dagli uf(i cì postali delle divisioni alle direzioni postali dei cor-pla'armata; da .queste a quQlle d'armata; da queste, dalla direzione superiore e dal.l'ufficio del gran quartier generale all'ufficio centrale, ch'èstabi li toi11
IN GUE,HUA
Juocro opportµno dietro l'esercito per servir di organo di trasmissione tra <?questo e il paese e all'opposto; dall'ufficio cent11ale agli uffici stabili postali retrostanti indicati dalla direzione generale delle poste; e viceversa. Tutto il movimento postale perpendicolare passa ·dunqueper l'ufficio centrale, ove si raccoglie e si scinde. La sede di questo · ufficio è determinala da principio d'accordo tra la intendenza gene_rale dell'esercito e la direzione generale delle poste; in seguilo l'inten-· dente generale può cambiarla, di chè il direttore superiore postale dovrà informar sub ito la direzione generale. Per le armate distaccate si potranno costituire appos iti uffici i centrali. Similmente pei corpl d'armata e i minori riparti distaccali il servizio postale sarà organato secondo che parrà meglio pel suo sollecito e sicuro andamento. VIII .
Viste così Ie·forme e le opere dei vari servizi di · provvidenza di guerra, vengo ora alle funzioni proprie dell'intendenza generale edelle intendenze d'armata. L'intendente crenerale dipende direttamente dal capo di stato magoiore dell'eserciro. Secondo gli ordini e le istruzioni che da lni ri- · ~eve, egli dfrige 'tutto il servizio d'intendenza, di guisa che corrisponda nel miglior modo al concetto direuivo della guerra e alle·vicende di q110sta. L'intendenza aenerale ba rapporti d'ufficio col ministero della auerra per qua;o r.oncerne i depositi centrali, colle intendenze d'armala, coi comancli gen·eralidell'artiglieria e del g,mio, colle au·torità militari territoriali, colle autorità civili del teatro d'operazione con comandi di truppe o servizi distaccati. vi~ono rappresentati separatamente tutti i diversi ser~izi_i eh~ ne · dipendono. Il nostro regolamento la divide in due uffici.,, 11 prm~o dei quali comprende tutti i servizi tranne uno, quello de, tr~sporL1, che èla sè solo costituisce il secondo. Atale .organamento corrisponde perfettamente in tempo di pace, come già.accen~ai, q.uello ~'.el II riparto del comando del corpo d~stttto 1~agg1ore, ~01 suoi ufficu A. e B. L'i~(fic io del capo di stato maggiol'e .dell intendenza generale tratta le ·cose di · carattere riservato o d'rnteresse generate o co1nune a più d'un servizìo, compila gli ordini di movimento, le si--
DEL SEUYIZTO D 1N'fE'.'IDENZA.
IN GUERRA
-!uazioni generali, rapporti rias~untiv i, le dire.Uive per le inten.<lenze di armata. Gli altri organi dellostato maggiore dell' intendenza generale, cioè: la sezione di artiglieria, la sezione del genio, la sezione di sanità, la sezione di com1nissariato , la sezione di vetervna1.,ia, il comando superiore ciei carabinieri (sezione di pol izia), .il com,mìssariato generale telegrafico (sezione dei telegrafi), la direzione superiore postale (sezione delle poste), .trallano le pratiche di loro speciale appartenenza che muovono dall'intendenza generale o vengono a farv i capo. L'intendente generale può pure valersi di ufficiali di quel suo numeroso stato maggiore per mandare istruzioni verbali o schiarimenti ·.:agli intençlenti d'armala, per mantenersi in continuo rapporto col .capo di stato maggiore dell'esercito e coi comandi general i dell'artiglieria e del genio o per estepdere la sua vigilanza su qualche parte ..lontana del teatro delle operazioni o SLl qualche ramo di servizio. Autonomia molto maggiore degli organi sopra detti ha la dire·zione generale dei trasporti , e di ragior1e, poichè ella ha influenza ,più driua e più attiva sull'andamento del servizio di cui sta a capo. Infatti, non solo ella provvede all'insieme di quel servizio, ma . J)UÒ intervenirvi direttamente qua e là e addentrarvisi per preve.nire qualche sconcerto o coordinare gli atti delle direz ioni trasporti d'armata. È quindi una savia disposizione organica ch'ella debba -costituire ufficio a parte, benchè dipendaanch'essa dall'intendente generale, tanto più che, appunto per la speciali tà sua, il direttore ,generale dei trasporti può esser eh iamato a trattare dii·ellamente col capo di stato maggiore dell'esercito per movimenti ferroviarii con iscopo strategico . Le intendenze d'armata dipendono dall'intendenza generale, e -dal respettivo comando d'armata. Da qLtella ricevono istruzi(\;~i di'Tettive circa le condizioni e le moda.lità del loro !'.ervizio, da q\lesto ricevono ordini che governano i loro alti con prescrizioni di tempo, '1uogo, quantità e qualità.Questa autorità del comando d'armata sopra J a propria intendenza, affinché non s'intralci con quellacìe!t'inten-
<lenza Cfenerale, deve intendersi nel senso di azione imperativa ~on 'l'iauardo ai bisogni delle truppe e alle operazioni della guerra, piut · to~tochè di vera e propria azione ordinativa che miri a dar regola ,e forma al servizio di provvidenza. Molto diversa da quella dell'intendenza gener,1.le è la costituzione · delle intendenze d'armata. Queste, avendo ai loro ordini immediati le direzioni dei varii servizi i mi litari, non hanno bisogno di sezioni ·speciali conispondenti a quelli . I loro stati maggiori comprendono soltanto questi pochi organi: . L'ufficio · del capo di stato maggiore d'intendenza di armata per gl i affari di segreteri a, le disposizioni generali.' s~eci.aln!ente foaistiche e discipl inari, la corrispondenza colle d1rez10m d1pen.d;1Li, e pel servjzio di tappa in particolare, che, come dissi, di_pende direttamente dagli intendenti d'armata, il comando dei carabinieri, iI cù1nmissariato telegrafico, la di:nzione postale. Le intendenze d'armata hanno rapporti normali d'ufficio colla intendenza Cfenerale, col comando dell'armata respettiva e colle dire·zioni dei ~ervizii che da loro dipendono, eventuali coi comandi dell'artialieria e del genio della loro armata, coi comandi dei corpi d'arma~ e delle divisioni distaccate, colle autorità militari territoriali, colle autorità. civili del teatro di operazione, coi comandi di .piccol~ corpi o frazioni di servizii .distaccate: ~ ,. La preparazione degli elementi pel servlZ!O d mtendenza può ;farsi in tempo di pace con sufficiente efficacia, benchè lentamente, -per la ragione che tale servizio non prende vita operativa se_non ,.che nel momento della mobilitazione. Gli ufficiali di stato maggiore, di artiglieria, del genio, cli sanità, di commissariato, i veterinarii, 1 contabili che passano per Fufficio A del Il riparto del comando del corpo di stato maggiore vi si addestrano collo studio dei regolamenti, ,colla soluzione dei problemi che quel servizio presenta, colla ap-plicazione a casi ipotetici di gue~·ra. ,Utile è la lett~ra.del.le opere di ·amministrazione militare, specie d1 quelle che si nfenscono alle guerre più recenti. E vuole essere singolarmente raccomandata 'l'ultima parte della storia della guerra germano-franca del rn70-71 ,compilata dallo stato maggiore germanico, in cui sono esposte le
1
lr
456
DEL SERVIZIO D'INTENDENZA
IN GUERRA
provvidenze di ogni specie che prepararono e sostennero le opera-· zioni dell'esercito tedesco incontro alle grandi difficoltà .di una gigantesca invasione. Utilissimo lo studio minuto e loca.le delle risorse·· di ogni genere di paesi diversi e della applicazione loco ai bisogni della guerra, .e più ancora le campagne logistico-amministra.tive, se atccompagnate a simulacri di campagne strategico-tattiche, comequelle che sotto nome di manovre coi quadri od altro si fanno per istruzione degli ufficiali di stato maggiore, rappresentando insieip.e alle operazioni delle truppe ançhe gli atti di provvidenza corrispon-· denti a quelle.
457
« delle truppe malgrado delle vicende bell iche. » Soddisfare a così gran compito, se non è gloria, sarà pur sempre merito non inllegno di stima. Del resto, nelle persone desti nate a quegli offìcii di seconda linea necessità di buon servizio vorrebbe tali qualitit che sono for;;e più rare di quell e che più rifulgono sul campo di battaglia. Sono virtù fredde, tra cni primeggia nna preveggenza instancabile, sempre intesa al poi, a fìne di avere una riserva, uno spediente, un ripiego all a meglio pe1· ogni even to. Ad una ca.Ima operosa, tanto lontana dalla faccenderia arrurfona quanto dalla infingarda apatia, von·emnrn nnite nn' au.enz ione assidua~ scrupolosa gni<latii. da una perfetta: cognizione delle cose, un ponderare lucido e tranquillo, un risolvere pronto e fermo, un fare sbrigativo, quella preziost perseve.ranza che aiuta a superare le difficoltà ed è valido usbergo contro lo. invilimento, quella energia cli comando e di esecuzione che si trasfonde dall'uno nei mille. A questa energia, sublimata sino al valore marziale, la ìSuerra può offrire non rare occasioni anche dietrn all E} truppe, in paese ostile, in luoghi esposti alle molestie clegli scorridori nem ici, negli accidenti ferrovia.rii, nelle ritirate, nei troppo facili scompigl i di quella caterva di gente indiscipl inata e di cani che fa segui to agli eserciti . La subitanea rovina di un ponte, di una galleria sopra una linea ove siano in moto. convogli di vittovaglie o munizioni aspettate con ansia, l'apparizione di ·un partito nemico nelle vicinanze di una stazione o dt una strada sopraccarica di movimento, nn tenore panico in un parco o in una colonna di carriaggi, una sommossa per cagione di tòlte e simili, sono casi che vogliono animo e viso di ferro. E possono darsi al capitano e ,ill'ufficiale subalterno di nno qualunque dei servizi i d'intendenza, a tale che difficilmente potrebbe trovarsi in condizione ugualmente diffici le e pericolosa se, invececheallespalle dell'esercito,· fosse sulla fronte: M'a l'esercito nostro ha già veduto uomini cui la fortuna sorrideva dal campo delle bn ttaglie piegarsi rassegnati al carico di provvedere ai bisogni dei compagni loro che andavano a combattere. E. ,così deve essere sino a che vi sia disciplina militare, sino a che siavi esercito.
Il servizio d'intendenza richiede l'opera, oltre ché di molti uffi-
ciali de~ corpi non combattenti, .anche di un certo nl,l,mero di veri Llffìci~ili di spada. A questi non offre certamente quelle attrattive· che H comando delle truppe e le fiere prove d~lle armi offrono acl un animo marziale. Le sue glorie sono modeste, silenziose; la storia o non le segna sulle s:ue pagine o non riesce a dar .loro un risalto· visibile tra quelle eh-e si conquistano coll'.arme in pugno e coJ nemico a fronte. le sue battaglie sono giornate faticose e nolli inson.ni strascicate -sopra una strada, sopra una ferrovia, in una stazione, in mezzo ad lln tumulto di convogli intricati, colla wa.no al telegrafo, lo spirito sospeso, s~retto, tor-turato da esigenze molteplici cui non rispondono forse !!3 posse, combattendo lunghe ore contro stanchezze1 cJ.patie, -ignoranze, malevoglie, disQrclini e contrarietà e malignitit di fortuna, mentre ·il cannone tuona loot.a,no. J?ure p1,1ò tro,varvi una ricompensa, e fo.rse un'attraHiva persino, chi :sa contentarsi della coscienza d'a:v.er .fatto il .prop.rio dovere con ver o spirito di abnegazione. Nella relazione dello stato maggio ne tedesco pocanzi ci ta-ta si legge. « Le opere guerresch~ delle :i;nasse c~mb(lttenti d'un esercito «,dipendono moltissimo dal modo ·con cui spno ~ivisati e condoni i « rapporti -tra le varie parti di .quello, i fornimenti e rifornimen~i H. delle vittovaglie e munizioni, le care agli ammalati .e fer~~' i « rincalzi d'uomini, cavalli e materia.li. Solo una ,pr,ovvid,a di~e« zione ,di t;,di importanti rami di se11vizio ·e la piena devozione di « tulli coloro che vi hanno ,mano.possono assicurare la co:i;n~ità
1
ANNO
1
:OCV JIJ, UB, J.
·r.,,: l\L\NO\'HE nr CO !\Pl n',\RMATA COXTUAPPOSTI DEf, ·I 882, ECC . . .j.i)\}
2a DIVCSTONE. LE
MANOVRE DI CORPI D'ARMATA CONTRAPPO~TI DEL '1882 NELL ' U:MCBR.IA
<tComa.ndante . - Ten. generale C:\NERA DI SA.LASCO conte Carlo. B1·iga la Casale (1-1° e Hl0 regg. fanteria). - Colonnello SERAFINL cav. Bernardino. Brigata Pisa (29° e 30° regg. fanter ia). - Maggior generale GrnOLA cav. Luigi. Una brigllt.D di 3 batterie del 9° regg. artiglieria (2.1- pezzi) . TR UPl'E SUPPLETIVE.
Nello scorso autunno, ullìnu1to il 1° periodo delle gra.ndi manovre, (!Ltello delle mano\Te di corpi d'annata contrappo~ti, al le quali S. M. il Re, accompagnato dl1. S. A. R . il Duca d'Aosta, e da S. E. il ministro dell ct guerra, si degnò assistere, ebbe pr\ncipio il giorno 7 settembre, sotto la direzione superiore del Tenenle generale cav. Cosenz. ,I. · . . Le truppe accampaeono fin dalla sera del 6 nelle zone nspett1tivamente assegnateJ cioè: quelle del 1 corpo tra il Chia.ggio e i! fronte Assisi - Madonna. degl:i Angeli -1'01-re d'Andrea, e qnelh del II corpo tra il 'l'op'ino e i1 fronte Spello - S. Giovanni Lim,i/Ji. La loro fo rmazione era la seguente: 1
l CORPO D',\Rl1U.TA..
Comandante. - 'fen. generale BER.TOLÈ VIALE cav. Ettore,
7° Reggimento bersaglieri ('3 baltaglioni). Reggimento caval leria Piacenza {118°). Una. brigala di 4 bRtterie del 7° regg. aniglieria (24 pe7.zi). Una brigata (z compagnie zappatori) del .2° regg. genio, cot rispettivi parchi e sezione telegrafica . Una compa,gnia. pontieri con equipaggio da ponte di 3 sezioni M Birago. , 0
H (:ORPO D' ui11uT,l.
:Comandante. - Ten. generale BR.UZZO cav. Giovanni. ,J" DIVISIONE
Comandante. - Ten. generale Couc 01 FELIZZANO marchese Carlo. Brigata Livorno (33u e ;14° regg. fanteria). - Maggior generale GrusrANA nohile Ernesto. Brigala. Lombardia (73° e 74° regg. fanteria) . - Maggior generale Cu&IA 01 S. ORSOLA car. Cado. linri brigata di 3 bau.erie del 4° regg. arLiglieria (24 pezzi).
1a DIVISIONE.
. 2a DIVISIONE.
Comandante. - Ten. genel'ale GER'llAIX DE SoNNAZ cav. Giuseppe. Brigata Re (1° e 2° regg. !anteria) . ..:_ Maggiorn gene1s~e DEYECCH I PELLATI c:a,·. F,·ances<;o . . . . 'Brigata Calabl'ia ( Ml 0 e 60° regg. fanteria). - Colonnello CmTEJ,Ll cav . Carlo. ,,,.,--,-Una brigata di 3 batterie del 2° regg. artigli eria (2.i pezzi).
,{:omandante. - Ten. g~nerale MARALDI cav . Giacomo. Brigata Ravenna (37° e 38° regg. fanteria). Maggior generale CSUDAFY W UNDER nobi ie Michele. .Brigata Reggio (45° e .i,6° regg. fanteria). - Maggior generale ~IA.Yo cav . Enrico. Una brigata di 3 ballerie del 1° regg. artigl ieria (24-pezzi).
1
C,
MiO
LE l!A~OVRE DI (:O.R l'I o 'AJUIAT.-\ CO:STHAl'P05TI
TRUPPE SlJPPL.ETIVR.
1° Reggimento bersaglieri (3 ballagli oni). rteggimenlo cavalleria Piemonte Reale (2°). Una brigala di 4. batterie del 3° regg. artiglieria (,24- pezzi). Una brigata (2 compagnie zappatori ) del 2° regg. genio, con ri-·· spettivi parchi e sezione telegrafica. Una compagnia pontieri con equ ipaggio da ponte di 3 sezioni ~1° Birago. ~ella giornata del 7 il DircLtore superiore comunicava ai t:oman-· danti dei due corpi d'annata il seguente ·'l'ema generale : « Un'armata proveniente dal Nord ò in marcia per rao-aiunaere· Oè> O « il. fronte Todi-Orvieto, che è occupato da un'armata del Snd. ,< Giunta all'altezza di Perugia essa distacca un ·corpo d'armata sul « Chiaggio co l mandato di coprire il proprio fian co sinistro contrn « forze del Sud, che si stanno concent rando per ferrovia a Fo- · « ligno ». . · Alcune osservazioni di carattere generale gioveranno a chiarire le condizioni 1·ispetlive dei corpi d'armata contrapposti di front e· .,llla situazione risultante d,1 questo tema. Ad un'armata, che provenendo da:l Nord sia giunta a Perugia· ~voglia proseguire su Roma, si olfro110 due strade tendenti ent1·amlie a Terni e Narni in valle della Nera. La più breve scende la vali&· . tiberina fino a Todi e quindi scav:ilca ìo alture che sorgono tra la ]era e il Tevere; l'altra 6sale la valle del Topino fin o a Foligno e rg1indi per Spoleto metle a Temi, ed è costeggiala tra Perugia e: S,J.)oleto dalla ferrovia, dalla quale è poi raggiunLa nuovamente a Terni . Se di lronle a lJLlcsta armala le l'orze avversari e occùp_ ano Todi·0· Foligno, essa non potrebbe inoltrarsi per una delle i.ndicate stradn· ,:;enza preoccuparsi anche dell'altra, dalla quale !;avversario, avan- -· zando senza incontrare ostacolo, minaccerebhe la sua Jinea di ri ti;·,lla. Se là-disposizione delle strade di Polia1 w e di Todi obbli nO'a le· . o . !orze provenienti dal Nord a. divider$i di fronte alle forze-'fuvi se clell'avversario, essa offre però a quelle in compenso un O'rande vantaggio di manovra , permeuendo il pronto :;po:;tamento" dell e loro·
Df.:l.
188z
NE I.I.' V.\IBnlA
Tiserve dall a valle del Tevere alla valle del Topino e da quest.a a' ,quella . Nel Tema genel'ale venivn ammessa l'ipotesi che il grosso della :al'mala del Nord prosegui sse verso la ralle della Kera per Todi e -distaccasse soltanto un corpo d'armata nella va lle del Topino allo scopo di coprire le propri e comunicazioni contro le forze avrnrsarie riunite in Foligno. Dalla situazione di qu esto corpo d'arma ta, rappresentato dal ! corpo d'at'mata di manovra, e da quella delle forze riun ite dell'aVYel'sario in Foligno, rnppresenlale da l II co rpo d'armata di ,manovra, si ricnvarono i temi speciali pello sviluppo successive, ,delle manovre. Ad ambidne i corpi contrapposti la situazione imponeva l'o bbli ao ,di guadagnare terreno. È evidente in fatti, che quanto più il cor;o ,del Nol'd si spingeva verso il sud , tanto meglio guarentiva la linea di operazioni delle forze del proprio partilo procedenti rerso Todi . ·le quali non avrebbero acqnistato piena libertà cli manovra se non -quando fossero slate messe fuor di questione le forze avversarie che da Foligno minacciavano Perug ia. D'nllra parie il corpo del S11d. ,piu si sarebbe spinto p resso Perugia, più da vicino avrebbe mi·nacciato le comunicazioni del nemico, e quando fosse riuscilo a far -imbire un rovescio alle forze che aveva di fronte, avrebbe con ciò ;;olo raggiunto lo scopo di arreslal'e la marcia dell'armata. del Xord, .e l'avrebbe messa in una situazione molto pericolosa. Essendo interesse dei due parti ti di ,,enire ad una pronta solu-zione, el'a. natnrale cbe n~ ri sultasse un combat1imenlo d'incontro. La zona cli terreno comprese. Ira Perugia e l?otigno, in cui questo incontro doYern necessariamenle accadere, è piana, ha forma quadl'i latern con largl1ezza dai G agli 8 chilometl'ielunghezzada i 24,oi 80, ed è limi tata lateralmente da d_ue regioni montuose di cui una si -,1ccentua al monte Subasio (,I _I 00'") e l'altra è specialmente cost.it.uila dalla, cresta che d,t monte Deruta si dirige verso sud-est nonchù dalle alture di ~lontefalco . Una fr lla rete di canali e di foss i, fian.-cheggiati bene spesso da argini, che sÒ lcano in varie direzioni In pianura, rende piultoslo difficili le comunicazioni, specialmente Tiella st.1·iscia adiacente ai mo11Li di Dernta. Ln pianm·a è coperta in gran pn1'Le da filla alheriltnra, che la rende oscura alla , ista Ne
LG .U \'srt\"RE DI C:Ulll'l
1/.\ll.ll.\T.\
COXl'IUll'tlSTI
derin elle i movimenti delle truppe vi sono lenti e diffic ili, e mal.1!:{eYOlc vi è l'azione del comando . ()nesto, se sotto taluni aspetti l'.Ostituiva un inconveniente trnttantlosi di es ereitazìoni, si !follo inconven ientc era pel'ò compen:;ato da incontestab il i van laggi . ( terreni simili a questi e:;sendo frequenti nel no~Lro paese, ò bene che lf1 truppe si avvm~zino a manonare anche in essi . aflinchè impn rino a snperare le cli ffico ltà che presenta no. È i noilre c11ies!o un esercizio pet' l'intelligenza, la quale è posta così nella necessi1i1 <li trovare sul mom ento e:;pedienti e soluzioni tutt'altro che facili. I fianc hi dell e alture ell e costeggiano i due lati della zona di pinnura e quel le che sorgono sulle due sponde del Tevere pre~so il limite-'· O. di essa, o[rono buone posizioni per l'artiglieria, la 1r~ale Yi lrova spaz io per eseguire co nsiderevo li spiegamenti. Due buone strn rle parallele fra loro t1·avcr~ano longitndinalmenl.c la zona rli manona. Una di esse, partendo da Foligno, costeggia il piede dPI. )Jonte Suhasio e <fnindi, vo lgendo ad occidente. passa il Tevere a Ponte Snn Giovann i e sale a Perug ia. Nel LratLo compreso trn Foligllo e Poni e San Giovanni si svolge a poca dislanzn da essa la ferro,ia.ch r la interseca più volle. L'altra strada si stacca da q11ella della val tih1'rina nel punto in cui questa t l'avel'sa il Teve1·c al Ponte nuovo pre~:;o Torgiano e girando intorno nl piècle del monlc Dcruta va per Cantal upo a Bevagna, donde trova prosegu imento verso Todi in un,1 buona rolab ile di reccnle coslroz iono. Queste due principali comunic,tzioni sono separale, in tulio il percorso che si prende in esanw, dal cor:;o del ~l'op ino e da· quello del Chi aggio, i quali, se non ,-em- · prc pel vo lume delle ncqL1e, pell e alte al'gina lur-c che li nc;compa- · ~nano costituiscono no elemento divi~orio di una certa imporlanZil .. .\Itri cors i d'acqua, pnre arginali ed in alcuni tmtti non guadaliili, 11lmli. il Timia sull a sinistra del Topino 'e l'Ose Slill,i de?Ll'it, aecl'escono que8La. separazione. T>a ciò ed nnche da lln distamm considerevole che corre fra di esse, deriva che per la marcia di 1111 corp~ d'armata in presenza del. nem ico cosi ila. FoliO'rto verso Pe1·uuin . r, ù come da Perngia vel'so Fo ligno sarebbe poco opjJortnno cli riparlir1' le forze su ambedue le strade . Quella pi_ù orienfale è 1a direttrirt> natnrnle di marcia cosi. nell'uno com<.' nell'altro senso ;· ·sia ~f.'cliù ossa. è la pl'incipalc e la più diPelÙ-1. comunirnz ione !rn Perngia r Foligno; ~ia pel'cllè la pianura ha ma/!::riore ei-lensione i;nlla ri P
DF.I.
188.2
)!El.I,' UllBRI.\
destra clel Topino e del Chiaggio che non sull a riva sin istra, in cui la liberLiL di movimenlO di un corpo d'armata si t1:ovcrebbe grandemente incaglinta, specialmente pl'esso .Bellona e prr,sso Bevagna, e sia. perchè sulla riva. clostrn del Top ino o del Chìaggio le truppe, oltre alla grande strada Ol'dinaria, potrebbero percorrere la ferroYia e altre strade secondarie, che svolgendosi così in pianura c,)me ,1 melit costa del Subasio più o meno parallelamente a.cl essa, mettono tulle dal tratto del 'fopi no compreso Ira Foligno e il poni.e di Berngna al tl'alto del Tevere compreso fra il ponte di Yalle Ceppi e il co11Guente del Chiaggìo. Mentre, per questo comples.;,> di condizi011 i, è nattm,le che le operazioni dei due corpi c;o nlrapposli si "rni!-(ano sulla destra del Topino, la situazione strategica impone al corpo clel Sud <li manovrare in modo da separare possib ilmente il co rpo del Norcl dalle fo1·ze del suo partito che operano nella vn l!P tihel'ina ed impone parimenti al corpo del ~Ol'd di cercnre di respingere quello del Sud verso il vel'sanle Adriatico e cli impedirne la ritirala verso Spo leto e verso Uevagna, pel quale ultimo puol<~ p,1~:;ano le sue più bre,• i comunicazioni colle forze del proprio partito ,-fabilite a Todi. S·ll'ehbr, pe1· con:;egnenza naLul'alc dalle due parti la tendenza n teqe1·:;i per quanto possibile stretti alla spom~a destra del Topino fd a prepondel'al'e da qurlla. pal'te. T)'allro canto le con:;iclemzion i tattiche r icl1 iedono di non slacca1·;;i dal fianco del Snbasio, per avere in esso un appoggio e con sen nre il dominio sulla pianura. ~e deri,a nn cuntrn,to fra le esioaenzo tattichè e le esigenze . strategiche, ch e Cl'ea delle difficollit ad nna opportunn soluziono del pl'oblema. Il seguire piuttosl(, l'un criterio che l'altro dipende da molli fattori di natura varia e comple:-sa, la maggior parte dei quali non può esercitare la.sua azionP nello esel'cita.,,i.9,ni di pace. Contro il· corpo che da S. E. ma1·cia ve1·so ~. O. offre posizione cl'arresto abbnstanza_buona la line,a clel l'Ose da Ponte Vecchio e Ponle Nuovo n. H.ana1·0 e Capo d'Acqua, nel quale tratto l'Ose non è guadabile pella natura limacciosa del suo letto . .Allra. successiva posizione pel corpo del ~ord è cost itu ila dalla linea del Chiaggio sulla qtiale i punti di Costano , 13astia, Pcll'ignano offrono, se conve11ien~. temente occ!1pali. altrellnute Leste di ponte perunmo,imento con-
1
L~ MA.NO \'Hj,; DI COl\P I D ARMAT,\ C:.: O~TBA PPOSt(
DML ~ 882 NE[.L UllBlUA 1
troffensivo. Ancora abbastanza lontana dal Tevere, questa posizione ha il vantaggio di avere dietro di sé, come posizione di ripiegamento .e di sostegno} quella delle alture di Brufa e di S. Egidio di cui si parlerà in appresso, ma presenta l'inconveniente di essere assa i estesa e di _avere sul fronte un terreno molto oscuro. Inoltre fa linea del Chiaggio perde della sua efficacia quando questo corso fluviale si presenta povero d·acqua. A questi inconvenienti si rimedierebbe forse in parte, se invece di prolungare l'ala sinistra lungo il Chiaggio da Bastia verso Petrignano, questa si disponesse in direzione di Palazzo, appoggiandosi alle alture di Mora. A poca distanza indietro della linea del Chiaggio si presenta la posizione formata dalle alture di Brufa a Sud della strada ordinari a e della ferrov ia e da quelle di S. Egidio a Nord . L'occupazione di tfUesta posizione, essa pure assai estesa per un corpo d'armala, può ,mche essere limitata alle alture di Hrufa od a quelle di S. Egidio.. Essa presenta sul fronte eccellenti condizioni difensive, appoggia il. fianco destro alla stretta formata dal corso del Chiaggio e dall'a::;pr<> versante settentrionale del Monte Derula, stretta sulla quale si può esercitare una azione efficace stando sulla desLra del Chiagi io, specialmente mercè l'occupazione dell'altura isolata. di To1:giano. L'aggiramento del suo fianco sinistro verso Nord obbliga l'attaccante ad un movimento, che di fronte ad un ritorno offensivo {lell:1, difesa pella propria destra, può compromettere lè comimicazioni di esso, quando non disponga di una grande superiorilà nt1-. merica. Lungo il rovescio della _posizione eone il Tevere; circo:.. · stanza questa che scema il val!Jre di ess;a, od almeno l'ic\1iede in chi l'occupa molte precauzioni pel caso in cui si debba effettua\·e la ritirata. Finalmente sulla destra del Tevere si presenta la posizione stessa di Perugia, che si presta essa pure ad una fo1·te ocènpazione. Questa posizione soddisfarebbe però meno delle altre alla condizione di assicurare le comunicazioni delle forze operanti nella . valle del Tevere verso Todi. ç,,,;> , Al corpo del Sud, quando fosse costretto a retroc.ederc e non fosse Sta.Lo rigettat~ verso il versante adriatico per effetto delle ID?llOVl'e dell'avversario, si offrir·ebbero due linee di ritira:la: quella di Spoleto per· Foligno e quella cli Todi per Bevagna. Di queste dt\e linee di ritirata la piu opportuna sarebbe la seconda, giacché se
1
,.
guendola, il corpo del Sud continuerebbe a coprire il fianco destro ,delle forze del proprio partito operanti nel!,. valle tiberina e sarebbe a portata di essere prontamente da esse rinforzato. Nello effettuare la ,Propria ritirata su Bevagna, il detto corpo potrebbe valersi della Iinea ,dell'Ose e di quella del Topino pertraltenere .l'inseguimento dell'av,versario. La sua vera posi.zione di rip iegamento sarebbe però quella <li Bevagna. Stabilito in questa posizione il corpo del Sud potrebbe uiinacciare di fian co le forze avversarie clte volessero proseguire la 'loro marcia.su Spoleto per raggiungere la valle della Nera, e quando .gli arrivassero rinforzi , riprendere l'offensiva verso la pianura. L'occupazione della posizione di Bevagna si può fare in due mòdi: ,o stabilendosi sui punti di monte Arone, Convento dell'Annunziata e Madonna della Ro~a, o coronando le alture retrostanti che si distendono a semicerchio intorno a Bevagna da Torre del Colle per Ma,donna delle Grazie e l'ex Convento fino ad Arquata. La prima di queste occupazioni offre migliori condizioni per la controlTensiva, ·in senso però piuttosto limitalo stante l'ostacolo frapposto sul davanti dal ,corso del Topino; la seconda presenta migliori condizioni difensive. I corsi d'acqua che solcano il terreno sul davanti della posizione obbligherebbero l'avversario ad attacchi separati con riserve ancll'esse separate, giacchè essi renderebbero difficili i Inc)vimenti di ,spostamento. L'attaccante sarebbe per ciò naturalmente condotto a pronunciare il suo attacco principale pei monti, cercando di giungere sul i·ovescio della posizione, mentre con una parte delle 'me forze ·terrebbe occttpata la difesa sul fronte, nel che fare sarebbe favori lo dall e condiz ioni del terreno, che q·ui si present<} molto oscuro. Ne deriva che una occupaz ione della posizione di Bevagna rende indi·spensab ile che la difesa si f\Ssicuri con forze competenti iI possesso ·delle :il ture di Castelbuono . rtlanovra. dcli' 8 settcmbrt~.
In base al tema generale veni vano nel la giornata stessa del 7 \ settembre trasmessi rispettivamente dalla Direzione superiore ai ,~omandant.i dei corp i d'armata i seguenti temi speciali pella manovra del giorno successivo, coll'avvertenza che nel giorno stesso la marcia avanti, oltre i limi ti a ciascun corpo d'armata assegnati, non po lesse cominciare per nessuna un iLirdi trnrra prima delle 7 antim . l
, LI> ~rANO\'UE DI CllRP! o' Altll:\T,\
CllllTn ..\.Pl.'O!;TI
DEL
Il COllPO (Partito Sud). (( 1l giorno 8 seHembre. le forze· « clel Sud,che sono a Todi, pren<< élernnno la controffensiva. ri« montan do la Val Tiberina. Im« porta che il lI corpo d'armala << cooperi aqnestrt con L roffensi~a « attaccando le forze avvei·sarie << che si sono spinte sul Ch iaggio « ecl hanno trnppe avanza.le n « Madonna degli Angeli. »
J Co11Po (Partito Nord). « Imporla, per cfare !iherLit « di nrnnovrn all e forze che mar« ciano in Va l Tiberina, che .il ,, I corpo d'armata cerch i di re<< sp ingere il corp<! avv~rsario, << la cu i avangutu'drn. è gnrntfl. n. « Spello. >) •
NEU,' ml Il 1\f.\
Segue I CORPO. Segue II CORPO. Colon nei di destra - Sol Lo Colonna cent-rale - Sotto gli gli ordin i del comandante la 2• · ordin i del comandante la 1" di1
divisione f sLl'ada provinciale BasLia-i'\fadonna degli AngeiiSpello). · TesLa clell'avanguard ia - 3 plotoni di cavalleria; · ,1 bai.taglione del -12° fan L. Avanguardia - ,J battaglione de.I 12° fante ria; '3 batterie; I bauagliorie del ,12° fanL.; ·I compagnia del genio. {;rosso -- ·I i 0 regg. fan teria; 30° reggimento fanteria; I batteria dtt 7; 2 battagli on i del '.27° fan l.
· "Per raggiungere lo scopo a ciascnno di essi assegna~o i due corpi d'armat~t si posero in marcia alle 7 anLirneridiane dell'8 settembre, il I dal fron te Assisi-Madonna degli Angeli-Torre cl' Andrea ecl il II <lai fron te Rpello -S. Giovanni-Limiti. La disposizione delle truppe pel la marcia dei chte corpi cl'arma.t~ fola. seguente: I CORPO. II Coiwo. Colonnndi destrn- Sotto gli Colonna cli sinistrci - Sotto ,rii ordini del comandante la 11• ordini del comandante la 2" dividivisione (strada. Assisi- S. Vi- sione (:,tra.da provinciale Spellota.le-Spello}. . :Madon na clegl i Angeli- Bastia). Tesla élel l'avanguarclia - I Avang[1ardia - ·I plotone di squadrone; cava.lleri i\; -1 ha.ttaglione del-31" faut. I battaglione del 7° bers. ·I sezione da cent. 7. Grosso - 2 battaglioni del A.vano·uarclia - I -baLtaalio1w o (/ 7° be1·saglieri; · del 37° fanteri,t; -I O reggimen to fanter ia; 3 <;ezioni da ce1ft 7. -i- baLterie; , Grosso - I battaglione del ·l /2 co mpagn ia del genio. . . Trnppe di co llegamento sulla. 37° fan teria; ·I éornpagni,L del genio; .:;tracla. OspeclaleW>· S. Gio_vanni:-l batterie; · . . _Santa Tr.inilil - ::!0 reggnnento 88° reo-gimenlo tanter1 a . . fanteria; Truppe t1ancheggianti sulla ! batteria; stra.da Spell o-Capo cl' Acq1rn- ~sI '} compagnia genio. sisi. Totale 9 battagl ioni . -I O rer,"·imento bel"saal ieri. 33 pezzi. Totale 9 battaglioni . i compagn ia gen io. 30 pezzi. 1 plotone .cli cavalleri a. I comJJngnia del geni'~· I squadrone. · · } ~~
·! 882
To tale 11 ba ttaglion i fan teria ; 24- pezzi; 3/ 4- squadrone; I compagnia del genio.
T1·tbppe ficmcheggianti-- Sul la strada Costano-Torre d'AndreaCast.elnuovo : ·I battagli one del 29° regg-imenlo fanteria. · Sul.la strada Caste!nuovo-Cnnnarn è lun go il tra.t.Lo del!' Ose compreso rr.:L la ferrovia e la detta stra.da : !-5- :::quadrnni . Tota le I haltagli on e. 0 squadroni.
(I
visione (strada di campagna che da S. G·ìovanni per Pietravil la va al Castell accio e quindi af Passo di Pietra) . Avanguardia - ,1 squadrnne~ ·I battaglione del 34- reggimen to fan teria ; ·1/ 2 compagnia del genio. Grosso - 2 battaglioni dct ::14° reggimento fanter ia; 2 batterie; :33° reggimento fanteria. 0
---
Totale (i ballaglioni. 16 pezzi. ·I squad rone . 1/2 compagnia del genio. 0
Colonnn cli sinistm - (8trad:t Limiti-Passo di S. Angelo·Cannara-Castelnuovo) sotto gli ordin i del wmandante la brigala Lombard ia. Avanguardia - 4,. squad 1'oni; ·I battaglione del 78° reg.gimento fa nteria; i ·1/2 compagnia del genio. I Grosso -:-- 11 battagl ione clet 1 73° reggimen to fanter ia; 1 -I batteria; I -I battagl ione del 73' regi gimento fante ria; i · 7-i-0 reggimento fanterin; ' Sez ioue da. ponle. Total e 6 bat.taglioni. 8 pezzi. /4 squadl'Onì . -I /2 compagnia del genio .
l
J
. .·..
\
\
LE M.U,0\'RE DC CORPI
o' ARMATA
CONTR.ll'P0ST1
Segiu, I CORPO Riserva
Segue 1I CORPO Riserva
( in ordine ristretto alla Madonna Jegli Angeli) . Brigata Calabria; 2 baueri e.
(in marcia sulla strada proYinciale Spello-Bastia a ,f chilometro dietro la coda della colonna centrale). ·3 batterie; Brigata Reggio.
Totale 6 battaglioni. 16 pezzi. 1
Totale 6 batt:.:igli oni. 118 pezzi .
Il comandan te del I éorpo prescriveYa alla cavalleria di cercare . . e quan do questo verusse · segna Ialo suli a r1contatto (lell'avversarro; .- d'armata. de1iluecorp ; stra da SpeIlo-Cannara, ~ . . . su Ila destra de11'0se f acen done np1egars1 saltare i ponti. Qualora l'avven,ario venisse incontrato a nord di Spello, una volta impegnalo il combattimento dalla avanguardia, la cavalleria doveva sgombrare il fronte del corpo d'armata, appoggiare a destra sull'Ose e mantenervisi. Al bauaglione fiancheggiante sulla strada Costano-Torre d'Andrea-Castelnuovo era prescri tto cli appoggiare la prima difesa dei ponti Nuovo e Vecchio , qualora l'avversario tentasse ivi il passaggio. li -comandante del II corpo prescriveva alla colonna c:en\.a1e di teneiesi collegata colla colonna di destra e marcj\lre alla stessa al; tezza cli,essa. . AHa -colonna di si·nistra ha assegnato il mandato di proteggei;e il ··uanco -sinistro del corpo d'arm.a ta e di minacciare il fianco destro del·.rav-versario. Questa colonna cloveva esplorare colla cavalliria avanti ,Bel a sinistra e cercare il co llegamento a destra, tenendo il riina~,nente delle truppe per quanto possibi le celate, per spingerle ·avanti . . ben compatte al momento opportuno. 'Le disposizioni adollate dal I corpo d'armata si info1ctnavano al ..concetto cli operare colle forze riunite su lla più diretta linea di marcia verso il nemico, tenendosi fortemente 'appoggiati ai fianch i ,praticabili del Snbasio per vantaggiarsi delle favorevo li condizioni ·I.tattiche che essi offrono. Per conseguenza non si credelle \ conve.niente distaccare verso iI Topino .forze ragguardevol i, che ài;vreb~'bero scemata l'effìcaciadell 'azioue del corpo d'armata a cavallo della, Istruzioni
.. ,emanate dai .
co!11andanti_
DEL ~ 882 NELL' UMBRIA
+6!f-,,
strada Bastia-Madonna degli Angeli-Spello. Nell'intento poi di pre-· munir:;i sulla destra contro i movimenti avvolgenti che l'avversario,, nell 'ipotesi in cui prendesse es~o pure l'offen siva, avrebbe potuto tentare da .quella parte, si divisò di valersi delle condizioni difel!sive della linea dell'Ose, che non si può passare inferiormente a, Castelnuovo se non sui ponti, i quali eventualmente si sarebbero , distrntti dalla cavalleria. Del resto non parve conveniente preoccu · parsi eccessivamente di un simile movimento avvolgente, ritenendc che qualora fosse stato intrapr,:so con poche forze si sarebbe limitato ad una semplice dimostrazione e non avrebbe · potùto avere·· effetti decisivi; e qualora si fosse intrapreso con forze ragguarde--· vol i, avrebbe avuto per effetto di scemare le forze dell'avversario, sulla direttrice principale d'operazioni ed avrebbe per conseguenza reso più agevole al I corpo di ottenere pronti vantaggi da quella , parte e di paralizzare così l'azione delle trnppe avvolgenti; azione, . che per il lungo movimento che queste truppe avrebbero dovuto, eseguire e per gli ostacoli che con poche forze era poss ibile opporre-' ad esse sulla linea dell'Ose, il comandante del I corpo riteneva non avrebbe potuto farsi sentire se non assai tardi. Inoltre egli riteneva, che respingendo la destra dell'avversario su Spello e Foligno lo si sarebbe messo in una posizione molLo critica, creandogli una situazione difficilissima sulle sue retrovie. In complesso, nelle disposizioni del I corpo prevalse il concetto tattico sul concetto strategico, il che è giustificato dalla considera-·· zione, che prima di pensare al modo di stravincere convien far quanto si può per assicurarsi la vitt9r'ia. Quanto alla formazione di marcia. delle truppe del I corpo, essib fu ispirata dalla considerazione, che stante la breve distanza iniziale dei due partiti avversari, sia che le forze del Sud rimanessero , nelle loro posizioni presso Spello, sia che esse pure prendessero-· . l'offensiva, le teste di colonna si sarebbero necessariamente iil1pe· gnate prima che le colonne stesse avessero potuto svilupparsi inte- · ramente. ·Parve per conseguenza opportuno disporle in modo che il 1oro schieramento si operasse prontamente, per acquistare il più presto possibile prevalenza sull 'avversario, e specialmente per assicurarsi il possesso del contrafforte di S. Vitale, come quello che · dà a chi lo occupa un notevole vanlaggio tattico. In ultimo si pre-:-·
J
no
LE MANOYl\B DI CORPI
o' AHMA TA
CO~THAPPO STI
ferì una disposizione di marcia che accorciasse l),er quanto possihile la. profo udit.à delle colonne, anche pel la considerazioue, che •fJuando il nemico fosse mosso incontro, era vantaggioso che l'azione s'impegnasse il più avanti che fosse possibile per non correre il pericolo di essere addossati al Chiaggio. · , Le disposizioni del Il corpo eb bero principalmente in mira di minacciare il fianco destro dell'avversa rio e di compromettere In. sua linea di ritirala verso il Tevere. La separazione delh\ colonna di sinistrn dal rimanente del corpo .d'armata, per quanto considerevole in modo assol uto, veni va resa meno perico losa dal fal lo stesso dell'ostaco lo opposto dal co 1·io delI . l'Ose, rnercè·il quale non era da temersi che l'aHersaifo potesse gettarsi pron tamente e con rilevanti forze nell'intervallo . La disl~ca·.zione iniziale dell.e Lruppe della colonna di sinis tra presso il Passo d i S. Angelo e la fo rza considerevole di ·caval leria assegnata a .ques ta colonna le rendeva possibile di far sentire la sua azione non appena si fosse pronunciata quella del rimanente d~I corpo d'armata e la metteva in grado · di impedire all'avversario una sol ida -occupazione della linea dell'Ose prima.che essa raggiungesse questa linea. Ad ogni modo, mentre si avevii probabilità di minacciare la -ritirala dell'avversario verso il Tevere, non si compromette itrno le prop ri e comunicazioni con Bevagna. · ·,l nct.imentò All e ore 7 11/ 2 circa. la cavalleria dei due pani ti ·Yenne a con, della mano, . vra . tallo sull Ose .J ungo la Imea Pon te Vecchio., l!onte Nuovo , Castel1. Momen to . . R S ll' : -' . . . (da lle ore 7 1acc10, .. anaro . , u a stra(la provmc1ale lo squadrone d, avan. alle oreoand' . 3 l . nmerirt.). guar ia c1e la colon na d, destra del parti lo Sud respingeya la cavalleria avversaria e quindi si avanzava sino a S. Trin il à, ove es:sen<lo stato acco llo da.I fuoco della compagnia di estrema ano.guardia della colonna di destra del partito Nord , era costretto a ripie -· garsi . Sulla strada Cannara- Castelnuovo. dopo alcune·avvisao-J ie la . " ' cavalleria del parti lo Nord si stabiliva al Ponle Vecchio ed\1 Ponte· Nuovo , che octupava con due .squadroni appiedati, e di cui prepara.va la distruzione. Questa operazione veniva disturbata dalla cavall~ria appiedata del partito Sud, la quale non riesciva però'n~m-· pedire che alle ore 8 1/ 4 fosse dich iara to distrutto il Ponbe Nuovo . L'arrivo clel battagl ione di avanguardia della colonna di sinistra del part.ito Sud impedi_va. invece il. compimento della di struzione del
Dl,L
1882
NJ,;U~' L')!BJ.U.\.
{)onte Vecchio . Questo ballaglione obbligava l'avvei·sario a ritirarsi .,fal la linea dell'Ose, passava il Ponte Vecchio e sì spiegav}L al di lit d i queslo corso d'acqua tra il Ponte Vecchio ed il Ponte Nuovo. Un plotone del genio veniva imp iegato a ristabilire il passaggio del .Ponte Nuovo, ehe fu poi dichiamto praticabile pella sola fanteria alle ore 8 3/,L Nel frattempo la testa del grosso della colonna comincjava a. passare sull a destra dell'Ose pel Ponte Vecchio. li battaglione fiancheggiante del partito Nord in marcia da Costano pel' Tone d'Andrea su Castelnuovo, avendo ricevuto avviso della presenza di forze a,•ver;;arie verso })onte Vecchio e Ponte Nuovo, si dirigeva da qLrnlla parte e gi ungeva in tempo per proteggere il ripiegam,enl.o della propria cavalleria. Intanto l'~wangnardia. della colonna dì sinistra del partito Nord ,arrivavà alle ore 8 a S. Vitale, ed essemlo segnalato J'a,•versario 11ell a direzione di Capo d'Acqua; si sch ierava sull 'altura di Vìlla .Bensì (S . Savino) a destra della strada., · Gli itltri due battagl ioni del 7° bersagl ieri, giun ti succe,;s iva· mente, si sch ierarono a sinistra della strada. Poco di poi arri·vava sulla. linea di spiegamento il 1° reggi mento fanter ia che si ,disponeva con due bat.Laglioni sulla destra della strada sul ter1·eno occupato da prima dal battaglione d'avanguru·dia, mentre ·questo battaglione si ripiegava in seconda li nea dietro il pl'opri o reggimento . Successivamente le quaLLro batt.erie che seguivano la strada Ass isi-Capo d'Acqua prendevano posizione a cavallo della strada e alle ore 8 1/2 aprivano il fuoco contro le forze avversarie che stavano spiegandosi sulle altm·e di Capo d'Acqua ed a cavallo ,della. strada provinciale presso llanaro. Erano queste l'avangna rdia della co lonna di destra del partito ·sud e il ,t O reggimento bersagli eri, che seguendo ht strada Spello,Capo d'..\cqua-S. Vitale fiancheggiava sulle alture questa colonna. Il bauaglione· di testa del 1° reggimento bersaglieri, che si era ·spinto mollo innanzi, si spiegava a sud-ovest di S. Onofrio ed era noo'iunto da un secondo battaglione dello stesso reggimento. ~V \ L'al lrn battaglioùe del reggimento si schierava in seconda linea. L'avanguardia delle truppe procedenti sull a strada provinciale si spiegava a tS'OOlYI circa a nord dell 'altezza. ili R.anaro sotto il fuoco
nEL
4-72.
LE .lfAJ\IOVl\l':
or
CO ll PI
o' AHMA TA
CONTRAP1'0$Tl
lento dell'artigliel'ia del partito Nord in posizione pres:;o S. Savi no, con un battaglione a destra ed uno a sinistra della strada . La batteria (6 pezzi) prendeva posizione snlla destra della strada. Contemporaneamente l'avanguardia della colonna cen trale del partito Sud, anivata al Passo della Pietra (ad ovest dell a ferrovia), si 1rovava sottoposta al fuoco dell'artiglieria avversal'ia in posizione a S. Savino . Essa prendeva pet'ciò formazione cli combattimento, e veniva ràggiunla dagli altl'i due battaglioni del 34°. Led ue batterie di questa colonna, scortate da due compagnie del :33° e da un mezzo squadrone prendevano posizione pl'esso l'Ose vicino al Castellaccio ed . aprivano il fuoco conlro l'artiglieria avversaria in posizione sull e basse fald e di S. Savino e press0, S. Trinità . Di fronte alle avanguardie del partito Sud si spiegavtL poco dopo le 8 1/ '.2 all'altezza di S. Trinità e sul terreno compreso tra la strada provinciale e la ferrovia la tesla della colonna di destra del partito Nord. La brigata Casale schierava quattro battaglioni in ,t " linea e 2 bauaglioni in 2•, coll'ala destra alquanto ripiegata. Due batterie prendevano posizione presso la provine.iaie ed nprivano il fuoco verso le ore 9. Una compagnia del 12° fanteria si appostava ad est della fel'rovia sulla strada di campagna che da. Madonn,1 di Rivolorto mette sull'Ose. Le informazioni pervenute al comandante clel pnrtilo :'{ord accennando a movimenti di forze avversarie verso il basso Ose molt o più ragguardevoli di ciò.. cbe dapprima non avesse ~upposto, egli ordinava al rimanente della colonna, di destra (5 ha.tt.aglioni della brigata 'Pisa ed una batteria) di svoltare per S. }!aria )'fadcbl~na verso Cast.clnnovo per rinforzare l'oc~npazion e di qu esta. località. Situazione Alle ore 9 antimeridiane :;i avevano pertanto ,t cavallo della pro~;1~e~f3tat~: vinciale e ad est della ferrovia ·IO battaglioni e 4-8 pezzi del parti lo · Nord impegnati contro 4- battaglioni e 6 pezzi del partito Sud, dne dei quali ultimi venivano ben tosto dichi.nrati fum' i di combattimento. Ad ovest della ferrov ia la colonna centrale dél partilo Sud .~n. Lré battaglioni spiegali, i quali però· non potevano far sentire la loro azione contro l'aYVersario. Le sole batterie di questà colonna in 1
i 882
NELL' U:IIBRI.!
i 73
posizione al Castellaccio avevano azione contro l'artigli eria dell'avversario, però a distanza ragguardevole. La prevalenza delle forze del partito Nord ~ra gr~nde sovratu tt? sulle alture, ove l'nzione s'era impegnala a mmor distanza ed ove 11 1° bel'sao-lieri non poteva essere prontamente sostenuto . · Sul b~sso Ose la colonna di sinistra clel partito Sud aveYa ottenuto un rilev.lnt.e vantaggio essendo riuscita ad impedire la di::,truzione del Ponte Vecchio, ed essendosi così procnrata la faco ltà di shoccare oltre l'Ose cont1·0 il fianco dell'avversario . Fin da questo momen to la sua az ione riusciva utile al parli lo Sucl avendo essa attirato sopra di sè una intera brigata di ranterin, una batteria e :i squadroni, cioè una forza pari alla sua. Sulle alture le forze del partito Nord prendevano verso le 9 ant. 11. ~fomenta ' ' . . d · (dalle ore !l' ·ll'ica offensivac. • U 7° rea-'imento bersaglter1 sposlan osi nutim.J. alle 10 •;. llna enel ti nn , verso le alte pendici del Subasio, spuntava l'ala destra_ d_ell avversario, il quale era. costretto a ritirarsi sul versante me1·'.dionale del vallone di O.tpo d'Acqua Wt Ranaro e Gollicello. ll_partito Nord o~~ cupa.a allora le alture di Capo d' ~cq~a colla br,~ata_Re~ col ' )'etrcrimenlo bersaoli eri, e due batterie ricevevano l ordine d1 avanza;: dalle alture di S. Savino a quelle di Capo d'Acqua. Anche nel piano la brigala Casale prendeva. _l'o~ensiva second~ndo l'ava~zare della sinist,ra del partito Nord, e s1spingeva success,vnmente fino n :soo10 dalla posizione occupata dall'avanguardia <~ella colonna di de:;tra del partito Sud. Due compagnie cli questa ~mgat~ e m~zzo squadrone di cavalleria passavano a ovest de\la ferrovia e v1 fronteg"iavano le forze del partito Sud. " Intanto il partito Snd faceva en lrare in azione le truppe della sua colonna di destra a mano a mano che arriYavano sul terreno. Il ba_t.tno-lione del 37°, che mn.rciava in testa del grosso, era mandato ,_n ri~calzo del .f • reggimento bersagl ieri sulle alture. Le tre batterie del grosso (2-i- pezzi) prenòevano posizione sulla _destra della st.1~ada provinciale all'altezza della batteria d'a_van~nard1a. Due battn~honi del 38° 1:eggimento fanteria venivano d1rett1 ve_rso le ahure ~ I ?ltro ballaglione dello stesso reggimento rinforzava I due battag!10~1 del 370 impegnati fin dal principio a cava_llo della strad~ prov111c1ale. Snccessivamente;I'artiglieria, della r1:;erv(l d~I_partito S?cl ~ro_ln~gava sulla sini slra della provinciale la pos1z1one clell artiglieria e;
·
t.
Al<NO
xxvn,,
·
VOL, ).
~o
LE l!AXOYRE DI CORPl
o' .\Rll ATA
CO:iTR.\PPOSTI
della colonna di deslra, e verso le 9 •I 12 era ordinalo alla bri(riserva) di avanzare e di avviare il 45° sulle alture •>ala Re<l'"io e l:l!'l .a rinforzo delle lruppe ivi impegnate, disponendo il 46° al coperlo presso la provinciale a portata di parare a qualunque ernnienza sul fronte. ln questo momenlo il partilo Sud aveva a cavallo della provincia le ,1.6 pezzi riuniti in batteria, i quali aprivano un fuo co :v ivissimo contro le forze avversarie. Oltre a queste disposizioni, altre ne venivano emanate dal comandanle del partito Sud per traltenere l'avanzare dell'avversari o nella zona ad est dfllla ferrovia. La colonna centrale, che muorendo da S. Gi ovann i si era porJO'iando ad occidenle lt1. ferrovia, fino al Passo della Pietra ta la, coste< 00 ed ivi, accolta dal l'uoco de\l'nrliglieria avversaria i?- posizione sull'allura di S. Savino, aveva fatto prendere formazion e di combatlimento al reggimento di tesla e messo in balleria al Castellaccio la propria artiglieria, non s'era poi trovato di front.e che forze insignifi canti. La posizione di queste truppe, protraendosi oltre l'ala destra delle forze a·vversarie procedenti ad est della ferrovia dn S. Trinità in direzione di Ranaro, le metteva in grado di caderè s ul fianco dell'avversario e di arreslare cosi In. sua offensiva in modo assai più efficace ch e non con contraLLacchi direlli . E per ciò venne fo ro prescriLlo di eseguire un caml,iamenlo di fronte a destra, di passare ad est della. ferroYia e di attaccare il fianco destro dell'ayversario.Questo movimento fu ritardato dal passaggio della ferrovi a, che, trnllandosi di mar1ovre di pace, non si potè eseguire nelle stesso condizioni in cui si sà.rebbe operato in guerra, e si effettuò sfilando . pel Passo della Pietra . Ciò nullameno verso le ore 9 314- il 34° era in grado di far senti re la sua azione sulla destra della brigata Casale, e prendeva l'offensiva col concorso delle truppe della brigata Ravenna schieraté a · ovest della provinciale. Di fronte a questo attacco avvolgente i due battaglioni di destra della brigala Casal e si ved1wano 'costretti ad iniziare un movimento di ritirata. Sul basso Ose il ballaglione del :39°e la caYalleria del partito l\ord · erano costretti a ripiegare verso Castelnuovo e. torre d'An~·ea di fronte alla cavalleria del partilo Sud ed alla brigala Lombardia, la quale, compiuto il passaggio ~ell'Ose, si aYanzava spiegata verso
IJl::L
'1 88'2
XF.LL' UllBRIA
Castelnuo·vo col 711, a destra e il 73° a sini slra. Quivi il ballaglione ,del 29° era raggiunl•>da una batteria e dagli altri d~ie ballaglioni rlello stesso reggimento che prendevano posizione davanti all'abiit.ato. Successivamente arrivava il 30° reggi mento, che si schierava :a sinistra del 29° protraend0 il fronte verso est. Contro queste forze la brigala Lombardia muoveva ali' attacco -alle 9 3t4. Questo aLlacco però, non surfìcientemenle preparalo ,co l foo co e non condotto a fondo, fa dai gil1dici di campo dichiarato ·non riuscito. Intanto le preoceupazioni destate dnl movimento della colonna ,li sinistra dei partito Sud sul basso Osediventandosempre maggiori, il comandante del pai,tito Nord ordinav.aal comandante la brigala Calabria, rimasta 4n riserva a Modonna degli Angeli , di staccare alcuni battaglioni verso Torre d'Andrea ove dovevano collegarsi a sinisLrn eoll:t brigata Pisa a Castelnuovo. Due battaglioni del 59° reggimento si mettevano per eonsegueaza in marcia alle 9, 50 ver:;o ':forre cl' Andrea. Alle ore •IO, mentre fa -sinistra del partilo Nord stabilitasi nella po-sizione cli Capo d'Acqua, aveva preso una decisa prevalenza sulle ;alture, il fooco, che si era fatto per un momento assai vivo sul basso Ose, cessava affatto da quella parte. · Da Castelnuovo, ove S. M. stava seguendo le varie fasi dell' a-:zione, non si avverti'va, per effetto della copertura del terreno, l'n.zione della colonna centrale del parlito Sud, per cu i pareva che {'esito della manovra fosse riuscito interamente favorevole al partito Nord, e sembrava oramai inutile prolungarne maggiormente la durata. Eperciò il Bire~tore superiore, presi gli ordini di S. M., faceva dare il segnale della cessazione della manovra. Questo segnale però, -stante la distanza, non fu udito dalle forze operanti presso CastelillUovo e più ad occidente; di guisachè la manovra si prolungò da ,quella parte fino alle ore ,1O 31:i- col segltente andam_ento . . Dopo l'at.tacco non riuscito della brigata Lomb;;;rdrn (parli Lo St1ù) ·contro la brigata Pisa (par(ilo Nord) essa ::;i dispose a tentarne un se-·~ondo meglio preparato e a quest'uopo la batteria assegmuaa.questa. brigala si portava a prendere posizione sulla destra a sud del!~ Con~menda. 9al -canto suo la bt:igata Pisa adottava essa. pure le d1spos1.:zioni che le parvero più opportune per passare ali' ofTensiva, e desti0
DEl,
i76
nava duebattagti·oni ad eseguire un niovimento avvolgente contro ill fianco sinistro della brigata Lombardia; la quale però avendo all e· ore rn, 40 attaccato con tutte le sue forze riunite i .i, battaglion i della ·bri gala Pisa 1·imasti in posizione a Castelnuovo, mentre il movimento contro la sua ala sinistra non si era ancora pronunciato .. i, gi·udici di campo dichiararono riuscito questo secondo attacco ed ordinarono al partito N·ord di ripiegare. Precisa.mente in questo · punto giunse a Castelnuovo l'avviso della cessazione della manovra. Mentre a cavallo della strada Cannhra-Ca.stelnuovo l'az ione si 1 svolgeva nel modo sopra indicato, più ad occidente avevano luogo · parecchi scontri di cavalleria con esito per lo più favo1~evole alla cavalleria del parrito Sud. A·questa lotta prese parte poco dopo le ore· ·IO ant. una compa?,nia del 159° fanteria che marciava in tésta: ai dti e, hauaglioni suaccaLi verso Torre d'Andrea , la quale col suo foocorespinse tre pl9toni del reggimento Piemonte Heale che tenta.vano cli' spingersi verso Madonna degli Angeli . Un quarto plotone dello · ste.sso reggimento riusciva però·a raggiung~re ·alle ore ,f O ,114 l:t pro,•inciale fra. Bastìa e Madonna degli Angeli. Esso cadde sulla coda delle due batterie della riserva che sta vano sulla strada. dietro i 4 hauaglioni della Brigata Ca labria rimasti a Ma.donna degli Angeli. Una compagn ia. del 59° venne staccata contro il detto plotone, il. quale fu costret.1.0,a ripiegarsi nell a direzione di· Bastìa. siurnzione Al termine della manovra l'azione erasi raggruppata in due di-al · · ·f'az1 ·0m· a ca.vaIl o·deli a provmcia · · Ie S · ecl a cavaIlo. <1e1Jatermine mano - stinte ~ peIl o-Bastm. wa . della strada Cannara.-Castelnuovo-S. Maria Maddalena. A cavallo della provinciale la disposizione delle trhppe dei due· pa11titi all e ore 10 run t. era la seguente:
:{; ,11'2 baLLaglioni della brigata
Casale e H~ squadrone di cavalleria tra la provinciale e la ferrovia sul prolungamento della sinistra. ·2 batterie in posizione a destr&dell aprovincialepoco ollre il bivio rlel la rotabi le cli Assisi. ;11'2 battaglione\ della brigata A oyestd~lla , l e1Tov1,t. e,asaIe. ·~12 squadrone. . ':Tota.le. - 11o battaglioni. 48, pezzi· 1,squadrone . 1
70 ,bersagl ieri
Bnga.ta ~e;
·I baLte1:ia.
;I
•
Sulle alture di Capo d'Acqùa.
batteria., in marcia da San Savino a Capo d'Acqua. , 3 batterie, in posizione a San Savino.
·1
\ Sul versante ,I reggi. bersa- ( meri.cl. del glieri; vallone cfr ~ battaglione) Capb,-,(1' Ade! 38° fan- . equa tr:Ì'-Rate1'ia. n aro e Col-, · ' licello.
Sey11e Partito Sud, 45° reO'O', fu.nteria in marcia
p:~ raggiungere, il poggio Hana.ro. fant.;)
37°regg. 2 batl. del 38°; , 7 batterie(me- A ca val! o no una se- della Pro zione vincialea eh i a r a. t a 500m a nord fuori di com- di B.,rnaro. battimen to); 1 squadro~e . . , \6° recw. no fanteria, 111, nserva l sulla strada nrovincia e. v 34.0 re•rn. fant., tra la ferrov:ia tin. steada provinciale colla destra collegata al 370 reO'o- . fant e la sinic>" . stra aIquanto avanzata . ~;3°,reg~. fan!. A ovest, della _, b,ttte1 1e. fen·ovia. 1! squadrone. Totale. - 2 11 battaglioni. 62 pezzi. . 2 squadroni.
di-j
l
Sulla strada Cannara-Castelnuo vo-S. Maria ~fadda.tena e verso 'To rre d'Andrea ]a.disposizione clella forza dei due partiti alle ore :-H>3t4 era la seguente : Partito Nord. Par.tito Sud. .lt battag. della In ritiratét lki~fi~\ A. sud di Cabai di~i, stelnuovo. · brioata 'Pisa. presso Ca~ battena :-1 battet·ia. · stelnuovo. 3 314 squadroni a sud di Torre ·z battac,[ioni della brigata d'Andrea. Pisa. - in movnnento a 1 plotone di cavalleria in rioccidente di Castelnuovo . lirnt.a sn Bastìa. 2 battaglioni del 5.9° regg . fant.-aTorre cl' AndPea. Tota:le. - 6 hauaglioni. 8 pezzi. 5 squadroni tra Castelnuovo e 4 squadroni. Torre d'And1·ea. ·;J\1tale. - 8 battaglion i. 8 pezzi. o sc111adr0ni.
I
I)
Partito Sud.
4 1'7
NELr,' UMB1\b\
$egiie Partito NDrd,
LE )f,ISOl'J\E DL Cùl\Pl D'AMI.HA GONTRAPPOS'J'J
Pal·tìto Nord.
·1882
'
~om-i
•
1
4-RS
LE MA'.'s0' 'RE DI CORPT
o'.,m.lA'f.'.
eONTRAPPOS'I'l
D'EL
A cavallo della provinciale Spello-Bastia il partito Sud aveva nell . . ·. ' tuazione ri'. momento m cui la manovra fu interrotl.a, superiorità di forze vanspettn 'a dei . . . , . ' due partiti tagg10 che era però m parte parahzzato dal!. essers-1 il suo spie11a.co.nsidera_sulla so-
1.1001
a1 t erm ,n o vr~.
.
..
.
..
NELL' UMBRI.\
1
4-7\J:
sarebbero state assicurate e le· forze del partito Sud impegnate sul fronte Ranaro-Passo della Pietra, sarebbero state minacciate ·sul fianco sinistro. L'esito finale dipendeva quindi dall'o-pportuno im. piego che il partito Nord avrebbe fatto delle sue riserve. · . Le operazioni sul basso Ose all'inizio della. m~nov'.'a o!Tr1ron~ un'interessante applicazione qell'impiego della cavalleria armata dt moschetto nei nostri terreni. · Opportunissima poi fu la:scorreria delhcavalleriadel partito Sud: verso ]a provi'nciale tra Bastia e Madonna degli Angel i. Essa fu eseguita con forze troppo limitate. Ad ogni modo anche in queste esi?ue proporzioni avrebbe senza dubbio c,ttenuto qualche effetto pa1?a~e iacendo nascer~ nella. riserva del partito Nord delle apprenswrn, poichè è difficile, in un terreno coperto com'è quello, rendersi conto della entità di un atta.eco im1irovviso, che produce sempre un certo effetto morale, specialmente se operalo itlle spal le. del l corpo Acc:, mpaUlti111a.ta la< manovra e dopo breve• riposo, le truppe • • menti occn .. 'ecei·o ritorno aoli accampamenti lasciati il malti no presso il Chiagpati c1 a 11.. l 'o · . . . truppe dopt>• gio, e quelle del II corpo accamparono . m massima sul posto. La 1a man o,-r:i. brigata Lombardia ed il reggimento Piemonte Reale passarono sulla sinistra dell'Ose e si accamparono presso Cannara.
Il partito Nord aveva inoltre 4 batlaglion.i della brigala Calabria e,f 6 pezzi in riserva aila Madonna ftegli Angeli.
dell a man o - mento
~ 88~
o
eseguito prn lentamente e quindi m cond izioni poco favorevoli, ed all'avere il partito Nord il vantaggio delle posizioni sull e alture. Per effetto della soverchianza delle forze del Nord sulle· alture e· della soverchianza delle forze del Sud nel piano è probabile che eia• scuno dei due partiti avrebbe sempre più avanzato l'a propria sinistra e sarebbe stato costretto a ritirare sempre più, )a. propria destra , dimodochè il pai-tito Sud si sareb be fm·se trovato per intero nel piano·, di fronte alle altme occupate dal partito avversar.io. Se in-una simile.. situazione il partito Nord avrebbe avuto i-I vantaggio tatlico, la sua posizione rispetto alla propria linea cli ritirata sarebbe stata poco favorevole. È bensì vero che esso disponeva ancora cli .f. battagEoni e ·16 pezzi in riserva alla Madonna. degli Angeli . Ma queste forze si trovavano assai più vicine a Castelnuovo che non a Capo d'Acqua, e l'esito dell'attacco della brigata; Lombardia contro labri- · · gala Pisa fa supporre che la riserva della Madonna degli Angeli sa- · rehbe stata per un certo tempo almeno nella impossibilità.di accorrere verso la sinisLra. In complesso si può asserire, che la situazione strategica del partito Sud, il quale, avendo la possibilità di ritirarsi in direzione. vantaggiosa su Bevagna, minacciaval'a rilfrata del partito Nord verso il Tevere, era più favo revolP. di quella di questo partito. Non è men vero però che per cogli ere· i frull.i di una simi'le situazione era indispensabile che il parlilo Sud riuscisse anche nel campo tattico a, conseguire sull'avversario clei van t:a-ggi, che, quand·o la manovra. venne interrotta, erano· assai problematici. Ed. infalli l'esito fortunato dell'attacco della brigata Lomba,rd.ia contro_Castel nuovo avreb be potuto essere neutra! izzato sia. dall'azione dei due battaglioni della1 brigata Pisa, che stavano manovrando suilasua·sinistra, sia dafl' accorrere dei due baltaglionr della- bri·gataCal.abriagiunti a'f.orre d'Andrea. e si.a infine dall 'azione della riserva ancora dispon_ib.ile a Madonna degl i Angeli. Qualora la brigat,a; Lombardia, fosse si.al.a costrett~~ · queste forze a ripiegare si1,l basso. Ose, le·1:e!lrovie del partito Nord,
(.
l
i1la110'11•a del I O Settemb1•e.
Pella manovra del gi'orno ,t O settembre furono dalla Direzione superiore trasmessi rispettivamente ai comandanti dei corpi d'armata i seguenti temi speciali. II CORPO (Partito Sud). I CORPO (Partito Nord). « Nel!' incontro avvenuto l' 8 « Nell' incontro avvenuto I' 8 « settembre la sinistra del par<< settembre la sinistra del par« tito Nord ha respinto la destra « tìto Nord ha respinto la destra « del partito Sud mentre la co- « del partilo Sud mentr.e la co« Jonna. del pat'tito Sud inçarì- « lonna del partito Snd incari« cala d'e~eg~ire movimento « cata di eseguire un movimento « oirante sul fianco destro del « girante sul fianco destro_ ~el « partito Nord ha fatto ripiegare (( partilo Nord ha fatto rip1e« gare su CastelnMvo le truppe << su Castelnuovo le truppe op« opposte. · . , « poste;, « Verso il termine clell' azione << Verso il termine del!' azione « il comandante del 1 corpo è ·« il comandan te del II corpo con<< informato che il corpo che ha « stata r,he le forze avversarie,
un
.)
4-80
DEL
LE M.\NO\'!\E DI GORPI 0 1 t\lHlA.l'.\ C:ON'TRAPPOSTl
Segue I f.oneo (Partito Nord) . Segite .fI Cont>o (Par.tito Sud). « di fronte continua, a ricevere « che gli stanno di fronte, accen« r inforzi di truppe lrasp@rlale (< nano a rip,iegarsi. Poco dopo « per ferrovia a Foligno. Nello « egli riceve aVYiso che le forze « stesso Lempo egli riceve avvi&o « del Sud hanno ollenuto dei << dal comanda,nle le forze del « ,,antaggi nella vall e Tiberina. « Nord operanti in Yal Tiberina « e che un rinforzo di un reggi« che queste forze hanno subito « mento fanteria ed una balleria « uno scacco parziale, egli viene « gli sono spedili per fen·oyia a « richiesto dj dislaçcare nella « Foligno . » • « detta valle p,er Torgiano il rcg« gimenlo bersaglieri ed una bi;it« teria, nonchò di raccogliere le « proprie forze, in modo da es« sere in grado, a seconda delle « circostaiwe, cosi di anesLare << i tenlalivi del nemico per sboc« care dalla valle del Topino in « quella del Tevere, come di ope« rare prontamente in quesl'ul- , « tima valle. » SposuIn seguilo alla comunicazione di que.:;Li temi, il comandante del n1e n toe~e- I corpo, 1 ·::;p1rat1 · dos,· a l concetlo che eg 11· ,weya mtenz1one · · d'I atr;u1to dalle t r upp e H d 1 . ll settembre. Luare pella manovra el O, lrasfenva le sue lruppe nelle ore antimeridiane del 9 settembre dalla riva sin istra del Ch iaggio presso la riva sinislt'a del Terere, ove la 11• di,,isione, la caYalleria e l'ar· Ligl ieria delle trnppe supp letive accampavano a cavall o della provinciale Bastia-Perugia tra Colle della Strada e Ponte S. Giovanni e la 2• divisione parte sulle alture presso Brnfa e parle nel piano pre.,.:;o Torgiano. Un batlaglione ed una •I (ì batteria della 2' fo+ siont' accamvarano sulla sinistra del Chiagiio presso Bcttona. li reggimento bersaglieri ed una balteri,i delle lruppesuppleti, e passa.vano a disposizione del comandante del H corpo. Il II corpo si trasl'eriva pl'csso la riva sinistra del Chiaggio ed a.ccamp::wa colla 1a divisione intorno a Costano, colla 2• diYi~ione, col reggimento bersagliel'i e colla baLL~ria datagli in rinforzo intorno a Bastia e colle truppe suppletive fra Madonna degli. Angeli ed Ospedaletto. o.ispositivi Venivano intanto emanati dai due partili i dispositiri pella ' mac1e1 due par· . wi. novra deIl''mdomani,. cI1e qm. sotto si. riassumono.
4882
l Cotll'O Oc.cupazioqc .d~lla posizione ·di Brnfa coll a s1n1stra tt caval~o della provinciale e della ferro,·1a a Colle della Strada, e.la destra ,l Torgiano; ed occupazione stac<;ala di Bellona, e Montagnola sulla sinistra del {',hiaggio .
Bspl01•a.zione sul fronte. H 3/ 4 squadro1,1i ;. . 1J sezione d'art1gltena. Totn le - 5 3/ k squadroni. 2 pezzi.
1
!\ELL UMBRl.l
Il CORI 0 Marcia oiiensi,·a dal Chiaggio verso il Tevere. 1
Esplora.zio'.ie sul frnnte. 5 squad!·on1; 1 ballena; passano il Chiaggio. alle 7 ant. sui due ponl1 sta· bili a Nord e a Sud della ferrovi a e irradiano sul fronte spostandosi sulla destra. 3 plotoni di cavalleria; passano il Chiaggio alle 7 ant. al guado di Costano ed esplorano Yerso Br~fa. TÒtale - 5 3/4 squadroni 6 pezzi.
(sollo gli ol'din.i .del Sinis.tra - (sollo gli ordini .d~l \ Destm -comandante la 2a dm:i .) comandante la 1a dl\'tBrigata Reggio; sione) ,1 balleria; Brigala Re; . iniziano alle ore 'i '1 / 13 batteri~ (meuo uuasez1one); il. passaar,io .,., del Chiag·. sulle alture di Colle della «io sona un ponte m1 · Strada, la sinistra a ca- \ ~ ht:1re geualo a. soom,• vallo della fQ1Tovia e la. monte del ponte stabile destra verso la Ma(lonna a Nord della ferro,•ia. di Cnmpagna. Brigata n.avenn,a; 2 batterie; . Totale-:- 6 bnttaglioni iniiiano nlle 7 •1/'1· il pas22 pei1.i. sar,aio del Chiaggio sul pò~'°te :)labile a Nord della fenovia.
..
Totale - ,1:2 battaglioni 24 peY.ii
LÈ lIANOVRE Dl CORPJ D' AUfAT!, CONTR.\PPOS'l'l
Seg1i,e I CORPO Destra - (sotto gli ordini del comandante la 2a divis. ) ·12° regg. fant; Ì sul versante 29° regg. fant; ~ meridionale ·I batteria; 1 delle alture di Brufa collegandosi a sinistra colla occupazione della Madonna di Cam. pagna · e a destra con quella di Torgiano. -I' battaglione del 30° fant; 1 batteria; a. Toro'iano ,1·1° failterig, in riserva a Cerquel ino, dietro e nell'interval lo fra il 12° e il 29°. 1
Totale -
·IO battaglioni ·16 pezzi
Rise1;va . Brigata Calabria; :3 batterie delle truppe suppl.; in ordine ristretto presso pç1Iazzo Meniconi. Totale -
6 batl.aglioni 18 pezzi
Distaccamento sulla sinistra del Chiagqio. 1 battaglione del 30° fant; 1/ 2 batteria; 1 plotone di cavalleria; · a Bettona. ,J battagl ione del 30° fant; 1/2 batteria; . a Montagnola. 1 1
1
------
Totale - 2 battaglioni 8 pezzi 11 plotone di cavalleria.
Segue II ConPO Sinist1·a - (sotto gli ordini del1 comandante la ,1• divisione) Brigata Livorno; 73° reggimento fanteria; ,2 batterie; iniziano il passaggio del. Chiaggio alle 7 1/4 ant. sul ponte stabile a Sud. .della ferrovia 7,i.0 reggimento fanteria; passa ilChiaggio a Costano die-· tro la cavalleria e fa dimostrazioni verso Brufo .. 'l'otale - 42 battaglioni ,16 pezzi :J squadrone
.frtiglieri'.a delle tri1,ppe suppletive. 4 batterie; si tengono pr0nt.e, a passar il Chiaggio in, coda alle divisioni. Totale - 24 pezzi. Distaccamenlo si1,llct; sin,ist1·a del Chiaggio - (sotto, gli ordini del comandante il 4° reo·cr. bersaO'lieri) .. Vt> 0 •I O reggimento bersaO'lieri; 7° r eggimento bet;sa\lieri; I batteria: I plotone ,~i c.avalleria; passa alle 7 ant. il Topino, presso tafoGe del Chiaggi(} alla Madonna. del Pontee si clirige·su Bettona. Totale - 6 battaglioni "-. 8 pezzi '\ !J plotone,di·cavallèrin...
DEL
•t88~
NE [,!; UMBRH
i83
· Ad accrescere la forza di resistenza .delle posizioni occupate, il co- rstruziolli;, · . . emanate dai , mandante del I corpo d'armala (partito Nord) prescnveva che a Colle c<>manctant~ , . .. . . li f . de, due corp, · della Strada ed a Torgiano s1lacessero trmceramenti pe a anter,a e d'arm ata. spalleggiamenti pell'art.iglieria, al quale uopo veniva messa a disposizione di ciascuno dei comandanli di divisione ùna compagnia del genio. Egli prescriveva pure che venisse preparata la distruzione dei pÒ'nti sulla Cagnola davanti al fronte della posizione e di qLtelli di Felcino e di Valle Ceppi sul Tevere a monte del Ponte S. Giovanni. Inoltre fin dalla sera del giorno 9 egli ordinava che veni sse effettuata la dislrnzione del ponte sul Topino alla Madonna del Ponte. Per assicurare la eventuale ritirala del corpo d'armala aitraverso il Jevere eg li faceva poi gettare d.ue ponti uno di fronte a Mirandola e l'altro al porto di Torgi'ano. Nel mattino per tempo tutlo• il caneggio non combaLLente fu fatto passare sulla destra del Tevere· e disposto in colonna sulla strada Ponte S. Giovanni -Madonna del Piano . Alla cavalleria fu prescrit.t.o di spingere le sue esplorazioni• il. più avanti passi bile tra il Chiaggio d Sud e la strada S. EgidioPetrignano a Nord, raccogliendosi in quest'ulti ma direzione in caso, di ripi egamento, in guisa da fiancheggiare l'estrema sinistra det fronte del corpo d'armata. Per ultimo, in considerazione del còmpit.o affatto difensivo che-· per il momento incombeva.al corpo d'armala, veniva raccomandato . a.i comandanti delle divisioni di non svelarè all 'avversario la disposizione delle loro forze prima che non fosse chiaramente dimosLrat(). il modo col q,iale esso intendeva procedere all'attacco; epperciò si· prescriveva che non venissero spiegati i massimi mezzi di difesa in, tutta la loro intensità se non quando l'avversario fosse giunto ru buona portata e l'azione abbastanza sviluppata. Il comandante del II corpo (pari.ilo Sud) ordinava alla cavalleria-... di irradiare rapidamente le sue esplorazioni sulla destra del Chiaggio avanzando la destra verso S. Egidio in colle. Allo squadrone destinato a passare il Chiaggio al passo di Costano era prescritto di prendere un largo fronte e cl i non oltrepassare il corso della Cagnola. A.Ila destra (2" divisione) fu ordinato di spiegarsi a Nord della strada provinciale all'altezza del palazzo Danzetti colla sinistra ali.ai. della strada e la destra avanzata e qrtindi marciare avanti verso il-' , fronte Colle della Strada S. Egidio in colle.
48<i,
LE MA.NOl'RE D( CORPI
o' A,l\M,\'l'a CONTR.Ul'OSTI
Alla sinistra {:la divisione} fu prescriuo di spiegarsi a SL1d della proYineiale· collà dest.ra collegaux alla 2.a divisione e Ja sinistra in. diebro . Il 74° reggimento, dopo aver passato il Chi aggio a Costano, ·· dovet'a p~·e.11·clere un largo fronte e fare dimostrazioni verso Brufa . senza i111:p~gnai~s.i a fondo. Finalmente al dislaccamento sulla sin i·stra del Chiaggio era ordinato di stabiJ.irsi a BeLtona. e sulle fa.[de del monte Deruta verso Torgiano . QuanLunque la missione di questo . distaccamento fosse e~sen21ialrnente difern,iva, gli era nondimeno prescriLto di cerca!'e di attirare a sè l'auenzione deH'anrersario ev,i.tan,do però di compromeuersi. NeUo s.tab i!il'e le disposizioni pell a occupa1iiooe della posizione «di Brufa, il comandante del I corpo partì dal concetto, che secondo ogni probabilità l'attacco del partito op.post.o avreµbe avuto per direttrice principale la strada pro.vinciale Bastia-Ponte S. Giovanni, anz ichè la strada cli sponda sinistra del Cb iaggio che da Bettona per Montagnola mette a Torgiano ed al Ponte nuovo sul 'feYere. La quale ultima strada, come già si aécennò, eone da. Bellona al ponte di Torgiano in una stretta che non avrebbe permesso lo spi ega, men Lo di numerose forz e,mentre alla strada provinciale Bastia-Ponte S. Giovann i corrisponde per lo appunlo il tratto più debole della . pos izione di Brufo-S. Egidio, sia perchè in esso le a!Lnre si deprimono grandemente e si a soprattutto perchè il ris.volto mollo accen·tuato che fa il Tevere Yerso oriente tra il PonLe di_ ~alle Ceppi ed il Ponte S. Giovanni restringe ivi in modo mollo s~•antaggioso la profondi tà della posizione. D'altra parte pePò la direziorre della strada cli sponda.sin istra del Chiaggio , tenuto conto della situazione strategica del co rpo d'armata, non permeLLeva di Lrascnrarne I' oc. cupazione; giacchè l'avversario, quando per la della strada a,,esse potuto procedere senza incontrare·ostacolo e spingersi Ono"al Ponte sul Chiàggio presso Torgiano ed al Pon te nuovo sul T•evere, avrebbe ad un tempo raggiunto lo scopo di stab ilirsi sulle retrov,ie delle fo rze del Nord operanti in val Tiberina verso 'J1ocli e lo scbpo di interceHare le comunicazion i cli queste forz e col I.corpo d'armata. · N.e derivava la comr, enienza di occupare fortemente da una parte le . a\ture cli Colle della Strada a ca~·allo della strada prov inciale BaslìaS,. Giovanni e da ll'altra la strada di Bellona. Porse per i~ di re ·,.l'avanzare dell'avversario pei· questa stracl(I sarebbe bastala l'occu-
t DEL
I
·1882
NELL' UJUlRI A
pazione dell'a.llura cli Torgiano e si sa.rebbe pot.ul.o fare a meno di staccare sulla sinistra del Chiaggio due baltaglioni ed una ballerin. a Bellona e Montagnola. Non è men vero però che con questa occupaz.ione sul davanti del Ponte cli Torgiano si proteggevano in modo più completo le comunicazioni del corpo d'armata colla valle tiberina a valle del confluente del Ch iaggio. Il concetto di limitare a.Ile alture cli Colle della Strada l'occupazione della posizi one Ye1;so Nord venne suggeri lo dal fatto che le forze disponibili non erano · abbastanza numerose per occupare tntLa la posizioM costituita dalle, alture di Brufa e da quelle cli S. Egidio. Dovendo per conseguenza limitare l'occapazione alle une od all e altre era naturale che si tra- · scurassero quelle cli S. Egidio, sia perchè occupando queste sole · si sarebbe lasciata all'avversario la facoltà cli stabilirsì al confluente del Ch iaggio col Tevere e di raggiungere cosl gli scopi dianzi accennati, si:i. perché con una opportuna occupazione delle alture di Brnfa, mentre si era in grado di respìng<,re un attacco diretto con11·0 di esse, si era pure in favorevoli condizioni per contrastare · inclirellamente le manovre dell'avversar;o tendenti ad aggirare la ,;inistra del corpo d'armala pelle alture di S. Egidio, mediante una offensiYa che avrehbe avuto per effetto di minacciare le sue comu- · ·nicazion i coi passì del Chiaggio. Le forze tenute in riserva presso Brufa cioè 9 battaglioni (bri gata Calabria e ,1 1° reggimento fanteria) e "8 pezzi, coni spondenti a pressochè i 2/o della fo rza dispohihi le sulla· destra del Chiaggio, erano sufrìcienti per mettere il co. mando del I corpo in grado tl i prendere all'occon enza siffatta offensiva. D'altra parte il risvolto del Tevere. cli cui si è già fatto parola, e il pronunciatissimo avvallamento delle alture presso il C(llle del la Strada, avvallamento pel quale la fen·oyia pa:;sa in profonda trincea con direzione da E. ad O, costituiscono una protezione effi cacissima del fianco settentrionale dell e alture cli Brufo, imperocchè l'avversario, che sia riusci to a stabilirsi sulle alture di S. Egidio, (1uando voglia procedere oltre per cogliere i frnt.ti della sua manovra :;i trova in presenza di una posizione altrettanto difficile a superare · quanto quella costituita dal versante orientale delle dette alture. Si fu appunto in previsione che l' avversario manovrasse per aggirare la. sinistra della posizione, che il comandante del I corpo d'armata prescriveva che venisse prepara la la clistrnzione dei ponli di Felcino e· 1
) LE MAXOYIIE Dl C:ORPJ
o' Al\MATA
DEL
CONTE\Al'POS1'!
·d! Valle C~ppi. Forse
a 1;endere più efficace ancora quest~ prnvve.d1mento .s1 sarebbe potuto occupare con una baUeria da 9 l'altura di ·:S. Angelo, che sorge presso il Tevere a Nord del Ponte S. Giornnni. In ultimo mercè le disposizioni date relativamente al carre<l'Crio e ··per _Ja gettata di poni i militari sul TeYert'l a tergo della posi;i~ne, vemva attenuato il difetto che questa presenlava, di essere cìoè ad·dossala al detto fiume. Riassumendo, colle disposizioni emanale dal comando del I · -~orpo d'armata si raggiungevano i seguenli scopi : . O • . . ,J Invece di disperdere le forze su tutto lo sviluppo di una pos1z10ne troppo estes,t si limitava l'occupazione di·essa a quella sola ;parte che s1 potern.guernire colle forse disponibili ; . . 2° ~~entre la detta p~rle della posizione si occupava con forze ~,m,~ate, forze rag~uardevoli erano tenute disponibili per essere m1p1egate nel seguito a seconda dell'andamento dell'azione; . 3° In qLtesto modo si aveva la possibilità di fare una difesa non -passiva ma controffensiva, che è Ja modalità più efficace di difesa· 4° Non erano trascul'ale le precauzioni indispensabili alÌor-~uando si è dalle circostanze indotti a dare o ad accettare combat•t1mento con un corso d'acqua alle spalle. . Le disposizioni del II corpo d'armata per l'offensiva verso il Te: :ere erano basate _sul conc~uo di preponderare sulla propria destra 1-lacendo soltanto d1mostraz10ni contro il fronte delle alture di Brufa. Forse, affinchè queste dimostrazioni avessero maggiore effello, sa. .rebbe stato opporLuno farvi concorrere dell'artiolieria. Nella situazione in cui si trovava il partito S~d era naturale che ·l~~nt~e si portava sul~a destra del Chiaggio, esso osservasse ia'sini. s~ra d, questo corso d acqua verso Bettona. Era per conseguenza ra_zwnale che qualche truppa ven isse lasciata sulla sinistra del Chiartaio ,per .oppor~i ai possibili tentativi del nemico da quella parte. ,pero ~he forze meno numerose avrebber9 forse pot.uto bastare a · · quest uopo. Ad ogni mo~o le disposizioni adottate dal II corpo per l'impiego ,,delle forze sulla destra del Chiaggio rispondevano nel loro com,, ple~s~ ai requisiti di un efficace impiego delle truppe nell'.ofTèÌiswa; · .. e c10e: ,f In vece di rivolgere l'attacco su tutta la posizione avversaria,
~Pc'ìr;
O
· t.
I
1882
NEl,L' UMBRIA
i n modo da. assalirla debolmente dappertutto, si aveva in mira dì •fare dimostrazioni sul fronte e di preponderare colla ma.ggior parte -delle forze Sll di un'ala, operando in modo da cadere anche · sul corrispondente fianco per avvolgerlo se possibile; 2° La scelta del punto su cui rivolgere l'attacco decisivo era ,opportuna soLto ogni riguardo . . Pelle ore 7 ant. le truppe del I corpo d'armala .occupavano le toAndamen· . della mat)OS izio ni rispettivamente assegnate. La brigata Re s1 scluerava sul- novra. J: • • • I 1. Momento a cavallo della provincia e e (dalle 7 alle i 'eslr'ema ~inistra col 11° r-ecro-imento ò<> . 10 an tlm.). ,della ferrov ia ove erigeva t.rinceramenti e col 2° sulle ultime pendici orientali delle alture di Palazzetlo e di Madonna di Campagna. Un battaglione di quest'ultimo reggimento era mandato in avam·posti sulla linea della Gagnola. L'artigli~ria deHa 1" divisione pren- . -deva posizione a Sud della Ch!esa di Colle della Strada. A Sud-EsL -di Brufa si schieravano, sul contrafforte che partendo da Brufa va verso S. Caterina, il 12° reggimento a sinistra ed il 29° ·a destra, ciascuno con 2 l1attagl ioni in 1• .linea ed uno in 2a. Una batt eria. della 2a divisione prendeva posizione presso S. Cat.erina (S . E. di Brufa) ove era raggiunta nel seguito dalla '1,/2 baueria as·segnata dapprima a Montagnola, la quale venne richiamata sulla destra del Chi aggio dopochè fu constatf tO che a Montagno!a essa non ·.avrebbe trovato posizione adatta a mettersi in balleria. Presso il Chiaaofo l'altura di Torgiano era occupata, secondo il prescritto, da ,un b;rtacrlione del 30° fanteria e da una batteria della 2· divisione, <> •pella qua.le si pose mano a costruire uno spalleggiamento ch_e v~nne ·ultimato alle ore 9 ant. Dietro la linea delle truppe sopra md1cate l~ brigata Calabria e 3 batterie delle trnppe suppletive si di spone·vano in ordine ristretto presso il palazzo Meniconi. Dietro il ·12° ed O iii 29° reggimento si disponeva presso Cerquelino l'H fanteria, di ·cui un battaglione veniva però portato innanzi nell'intervallo frn il 12° e il -29° che al comandante la 2• di visione parve troppo grande. ~Sulla sinistra del Chiaggio infine, un battaglione del 30° occupò Montagnola ed un altro battaglione dello stesso reggimento con 1/2 batteria ed un plotone di cavalleria occupò Bettona, secondo il pre·scritto. La cavalleria del partito Nord alla stessa ora passava la Ca~nola. Quattro squadroni perlustravano ìa zona di terreno. compresa fra la strada S. Egi<lio-Petrignano e quella Brufa-Ba.stìa; •
v
1
1
488
LE l!ANO\'RE DI CORPI
o' ARJL.\T..\
CO:'(TJUPPOSTJ
due squadroni (meno il plotone distaccato a Bellona} pel'lustrava~o la z.0·11~ c?m?resa Ll'a quest'ultima stl'ada ed il Chinggio. La s~z1~ne d arl rgher,a a_ssegnata nlla cavalleria avanzava pella. provmc,ale verso Spedalicchio. 11:tn_nto _le truppe cl~I II corpo (partito S.) iniziavano il passaggio del Chrngg,o e del Top,no. Com'era naturale, pclla rnaggionicinanza delle truppe dei partiti contrapposti, l'azione si impegnò da prima sulla sinistra del Topin o. I giudici di campo non avendo ammesso la c!istruzione del ponte sul Topin o alla Madonn a del ponte, stata pl'escrr Lta dal comando del [ corpo d'umatafin dalla sera antecedente, il plotone di cavalleria del partito Sud passava alle 7, IO nnt. il dello Ponte e si dirigeva Ye1·s0Bettollil.; ma dopo percorse poche continai;1. di metri era accolto dalla rucileria dell'avversario e costreLl.o a ripiegarsi. Esso era ben tosto seguìto dal 7° reggimento bersagl iel'i, che schierava un battaglione sulla sinistra del Topino ad E. della strada di Bettona. Siffatto movimento si operava :-;otto il fuoco delle 2 sezio11i del partito Nord in posizione a Bellona. A conlrobaLLere questo fuoco lil hatteria del partito Sud, dopo eseguilo il passaggio del Topino, prendeva posizione a E. della Madonna del Ponte. Sotto la. p1·0Lezionr <lei fuoco di questa balleria. il 7° reggrmento bersagli eri avamava. quindi verso Bettona e si impegnava contro il battaglione del partito Nord stabilito in questa posizione. Tntanto iI ·I reggimento bersaglieri operava /Jsso pure il pa.ssacraio 0 del Topino al ponte della. Madonr1a e avanza.va nel piano lung~ 1a. sponda del Chiaggio, non senza subire grav i perdite per effcllo del fuoco dell'artiglieria aV\'ersaria; per il che uno de' suoi hnlla«l ioni veniva dai giudici di campo dich inrnto l'nori di combattimer~t~ alle · ore 8 •I [/4, cd agli altri dite venivn ordinato di sospendern per 1 j'.il ora il movimento, allo scopo di 1·iol'dinarsi. Trascorsa questa mezz'ol'a il 11° reggimento bersaglieri l'iprendeva la marcia avanti sfilando lungo il Chiaggio, col lo scopo di accerchiare Bettona, menll·e· il 7° continuava ad avanzare di fronte. Questo alta.eco combinato oh bligò la difesa di Bellona. a ripiegarsi, senza però che le riuscisse di sfuggire per intero all'accerchiamento; per cui alle ore 9 ,114 l~ 1:2 batteria, 1112 compagnia cli fanteria ed 11 plotone di cavall eria furono, rlichian1ti fuori di comhattimenlo. Tl rimanen lc del hai.taglione si,
DEL
O
,f 882
489
~EI.L' UMBRl.l
ritirò su ~1ontagnola, la cui occupazione veniva intanto rinforzata, anche da 5a compagnie del battaglione in posizione a Torgiano. Alle ore IO ant. le truppe del parli lo Sud prendevano posizione a Bellona, donde l'artiglieria, coll ocatn. a S. O. del paese, apriva il fuoco contro Montagnola. Nel frattempo l'azione si era pure impegnata sulla destra del Chiaggio. Alle ore 7 ant. il 1·e~gimento Piemonte Reale (5 squadroni} sboccava dai ponti di Bastia, staccava un plotone su lla strada provinciale verso Spedalicchio, e quindi si dirigeva, colla batteria ad esso assegnala, verso S. Egidio in colle su due colonne, delle quali una segui lasLrada Menicon i-S. Egidio di pin.nurae l'al~ra(allaquale fu assegnata la batteria) si portòprima su Petrignano e quindi da Petrignano fl S. Egidio incolle. Il plotone direuo a Spedalicchio venne alle 7 -IJ4 a conlallo con tre squadroni ed una sezione d'artiglieria del parLito No t·d che avanzavano pella. strada. prov inciale in direzione di BasLÌiL Di fronte a queste forze il detto plotone si ripiegava. sopra la fanteria del proprio partilo, che intanto aveva cominciato il passaggio del Chiaggio. T,a ma1·cia del reggimento Piemonte Reale verso S. Egidio in colle fu ritardata dalla necessità di perlustrare il terreno di l'ronte alln cavalleria avversaria. Verso le 8,20 un plotone della colonna pl'Ocedente per la strada.di S. Egidio di pianura giungern presso S. Egidio rn coll e, il quale nel f'ratt.ern po era stato occupalo da. ~ plotone del reggimento di cava lleria Piacenza e da 11 plotone del ,1° reggimenlo fanteria. Essendosi mosso per caricare la cava lleria ayversaria, quel plotone, accolto dal fuoco della fanteria e, caricato a sua Yolta, veniva dichiarato completamente ùattuto. Al 1·umore del la fucil eria uno ,;quadrone del reggimento Piacenza accorreva a rinfo1'7.are l'occupazione di S. Egidio. IntanLo la colonna del reggimento Piemonte Reale che eras i avanzata pella strada di Petrignano trovava questo villaggio occupato da uno squadrone appiedalo del reggimento Piacenza, di frontea l quale lasciava uno squadrone. Gl i alLri due squadroni e la balleria procedevano verso S. Egidio in colle presso cui arrivavano alle 9 1I~·. Trovàtolo esso pure occupalo, la batteria pren deva posizione ed apriYa il fuoco. 1
,,I
.A NNO
:xxvm,
VOJ,
I.
:n
4\)Q
LE MA!\OVRE Dl COHl'l
o' AHMATA CONTRA PPOSTI
In segui lo a questo fuow e ad una carica ·del reggimen to Piemonte Reale, che coglieva lo squadr0ne ,del reggimento Piacenza nel momento appunto rn cui stava appiedando parte de'suoi uomini, ·i giudici di campo or<l'inavano al partito Nord·di sgombrare S. Egidio, che veniva immediaLamenLe occupato dal reggimento Piemonte Reale con uomini appiedati . La ·baueria prendeva · posizione sul piazzale della chiesa di dove apriva il fuoco contro il fianco dell'aitiglieria· . .del pa:rti-to Nord in -posizione a Colle della St1:adt1. Mentre la cavalleria del partito Sud compieva sulla deslrale accenMte operazioni, i tre plotoni del Teggimento Piemonte Reale, che . ,dove, ano in un col 74° reggiinenLo fa.ntei·iafare dimostrazioni Yersò Bmfa, varcavano il Ch iaggio .al passo di· Costano alle·ore 7 ant._. si -dirigevano verso C. Palomha e · si imbattevano a ,prossimità di questa in cavalleria avversari,1 superiore di.numero, per cui erano ·costretti a ripiegare lentamente su Costano. La cavalleria del partito Nord seguì questo movimenlo fino a tanto che, sorpresa dal.fuoco di · una squadra del 74°, fu costratta. a ripiegare a sua volta. I tre plotoni -di Piemonte Reale ripresero allora la loro marcia avanti, so. stenuti dal 74° reggimento. Ciò ,per altro non avvenne se:non verso 'le 8, ;giacchè il passqggio del fiume per parte di questo r:egg.imento .avea richiesto -molto tempo, per essersi: esso operato sopra i.ma pas-serell a. Alla del.La ora il 74° trovassi riuni to sulla sponda·destra e iniziò il suo movimento ,nella direzione di ·Brufa con due batta. glioni.spiegati ed uno -in ri~erva. Successivamente due trompagnie di questo battaglione prolLmgavano sulla .ffinistra il fronte dei due battaglioni spiegati. In questa formazione il 7 4° reggimento avan·zava vei·so le allure di,Brufa su di un terreno scoperto e sotto il fuoco ,di 'L2 pezzi in batteria a S: Cate11ina(S. E. drnru.Ja) che alle ore8 ·114 . apri;t,:mo il fuoco contro di esso. Giunto sulla Cagnola, un battaglione la oltrepassò e·si spinse fino sulle Ultime pendici delle alture, ove iu}p~gnò un wmbattimento di fucileria contro due baLt~glioni del ,J 2° reggimento ,fanteria. Dopo 20 mfouti i ii udici di campo . ordilHll'ono a questo battaglione di ritirarsi oltre la Cagn.ola·e·di sQspen. ilere l'azione per nn. ora allo scopo di ,riordinarsi. ··:---......, . Jntarrto le 4ue ·divisioni del II ·corpo eseguivano il passaggi.o del Chiaggio presso Bastia. Contro· di esse apriva il fuoco poco dopo le .S da Spedalicchio la sezione addett.aalla cavalleriadetparlito Nord 1
1
'DRL
1.882
NML' UMI11UA
49,t
"Questa seziqne nonchè la cavalleria del partito Nord spinta avanli sulla strada provincia.le, erano però ben presto costrette a ripiegare su colle della Sr.rada, o:ve la sezione si riuniva all'artiglieria ivi in posizione. In ·condizioni molto favorevoli si eseguì lo spiegamento e la marcia avanti dal -partilo Sud a cavallo della strada provinciale, grazie alie ·numerose strade di campagna che ClltTono parallelamente a quella. Sulla destra la 2a divisione avanzava col 46° reggimento ed una battetia su Petrignano e quindi su S. Egidio in colle; · col·45° per C. Meniconisu S. E~idio in.piano; col 38° per palazzo· Danzetti Lra S . Egidio in piano e Spedalicch.io e finalmente col 35° e due batterie ,pella strada provincia!~ su Spedalicchio. La marcia avanti di questa ,divisione fu però ritardata da:l fatto, che mentre Ja destra do.veva, seco1;1do l'ordine del comandante del corpo d'armala, pro,cedere avanzata rispetto alla sinistra, il) ungo giro che il 46° doveva fare per Petrignano richiedeva un certo tempo. Il comandante la 2" divisione tlovette per conseguenza trattenere sulla sua sinistra 'l'avanzare della brigata Ravenna,. la quale, giunta alle ore 8 314 -sul fronteSpedal icchio-S. Egidio, s'impegnava contro l'avversario sLabilito sulla linea delltt Gagnola. Le du'e batterie divisionali in ·marcia sulla provinciale prendevano posizione all'altezza di Spe,dalicchio tra .Ja strada provinciale e la ferrovia ed aprivano il fuoco ,con.tro l'artiglieria avversaria. Esse venivano di poi raggiunte dal'J'artiglieria delle truppe suppletive, che prolungava il loro fronte a :Sud della. strada provinciale. · Come già si è precedentemente indicato, a qnesta lotta d'artiglieria '!)rendeva parte, poco dopo le !.H [2 an t., la batteria assegnata alla ,-caval.leria"del part:ito Sud la quale dal piazzale della chiesa di S .Egidio .in colle apriva il fuoco sul fianco,dell'ai:tiglieria del .partito Nord in posizione al Co'lle di Strç1da. Intanto sulla destra ,il 46° accelerava fa .marcia verso S. Egidio in colle, menlrc il 45° si dirigeva su Fonte. Verso le ore tJO ant. qnesti due reggimenti, raggiunte le alture, si :schierÌ,l.vano fronte a Sud, il 46° sulle fo.Jde occidentali ed il 45° sulle :falde. orjentali: delle ·alture stesse. La. ba,tteria addetta al 45° reggi-, mento fanteria prendeva posfa:ione presso C. Fonte, oye .era ben !tosto ràggiunta dalla batteria. addetta alla cavalleria, che vi si recava
DEI,
,rn;2
LE MANOVRE DI CORPI D' ARMATA CONTRAPPOSTI
da S. Egidio. Sollo la protezione del potente fuoco dell'artiglieria, del partilo Sud la brigata Ravenna spingeva avanti la propria destra, che si collegava colla sin istra del 45° reggimento fanteria. A sud della strada provinciale lo spiegamento della ,t • divisionesi operava, secondo gli ordini emanati dal comando del corpo d'armata., all'altezza della Madonna di Campagna (S. O. di Spedalicch io). Il 33° appoggiava la destra alla strada provinciale, il 34° appoggiav~ la sinistra alla :\fadonna di Campagna, il 73° si disponeva in riserva dietro il froute e le 2 batterie divisionali prendevano posizione presso la ~Iadonna di Campagna, donde alle ore 8 ,J 12 aprivano il fuo co contro le al~uredi Bru fa. Sotto la prntezione del fuoco di questebatterie la brigata Livorno, seguita dal 73° fanter ia, avanzava con· successivi sbalzi allraverso un terreno rotto da fossi e da strade incassate fin sulla Cagnola di fronte alle alture del Palazzo P.oggi e della Madon na di Campagna (Sud del palazzo Poggi). Le batterie· dirisionali accompagnavano que~to movimento prendendo una seconda posizione a 400"' circa dalla Cagnola sul terreno frapposto tra. il Palazzo Poggi e la C. Palomba. • Al comandante del I corpo d'armata {parti Lo Nord) 11n dall e primeore dol mattino giungeva avviso di considerevoli movimenti di cavalleria e di fantel'ia avversaria nella direzione delle alLure di S. Egidio, e d'altra pat'Le egli era informato che le truppe distaccate a Beltona si trovavano impegnate contro l'orze prevalenti. Dal suo punto d'osservazione presso Brufa era però facile argornentaredai nembi di polvére e dal hmtano luccicare delle armi che grosse masse di fanteria andavano addensandosi nel settore compreso fra le due rotabi li che muovono da Baslìa. Ciò lo confermava nel convincimento che il nemico avrebbe diretto il suo attacco principale controil Coll e della Strada. Inoltre avendogli il Direttore superiore dell e manovre comunicato che pelle 1O 112 an t. egli avrebbe potulo fare assegnamento su di un rinforzo di una briga ta di fanteria e 2 batLerit, d'artiglieria che in detta ora sarebbero 'arrivate a Torgiano, pt\Jvenienti da Doruta, qualsiasi preoccupazione per la StJ~eslra non sarebbe più $lata giusti11cata. E per ciò fin dalle 8 ant. egli disponeva che le 3 ballerie delle truppe suppletive tenule in ri · serva sulla strada da Ponle S. Giovanni a Brufa p-rendessero po~i-· ziooe sull'ampia propagine antistante a S. Caterina (N . E. di Brufa.)r 1
1
1882
1
1
~ELL U}IDnt\
donde verso le 8 ·I 12 aprirano il fuoco . Conlemporaneamenle la brigata Calabria coronava le alture sovrastanti a Palazzo P9ggi e a Madonna di Campagna. Verso le 9 1112 poi essendo stato ri feri to dal comandante della 2' divisione (sud cli Brufa) cb.e di fronte non aveva se non un sottil issimo velo di fanteria e d'altronde manifestandosi sempre piu chiart1mente l'azione dell'anersario sulla sinistra, il comandante del I co rpo ordinava che tutte le truppe disponibi li della 2° divisione appoggiasse1 o verso quella parte, e l'artiglieria in posizione a Santa Cateri na (S. E. di Brufa) andasse a raggi110gere l'artiglieri a delle truppe suppletive a S. Ca lerina (N . E. di Brufa). Intanto sulla sinistra "la ,ia divisione, in conseguenza del mo vimento av volgente della brigttla Reggio, ripiegava le truppe che erano schierate a Nord della l'errovia e le disponeva parall elamente alla ferrovia stessa fronte a nord. Queste truppe nel rilirarsi simulavano la distruz ione del cavalcavia, distruzione che era stata preparata fin dalla notte precedente . Una batteria della 1• divisione rivolgeva intanto il suo fuoco contro l'artigl ieria avversaria in posizione a S. Egidio in colle. Verso le 11Ola situazione dei due partili era quindi la seguente. 11 Situazione · ~ore · l su Ila s101stra · · del Ch ·iagg10 · era stato respmto · ela BeLtona alle ore 10 partito antimerid. a Montagnola; ma stante il prossimo arrivo a Torgiano di considerevoli rinforzi, il I corpo poteva ritenersi da quella parte interamente sicuro. Sulla destra del Chiaggio le dimostrazioni fatte dal 7/i.-° reggimento a sud di Brufa non erano riuscite a trarlo in inganno sulla vera di rezione dell'allacco , e per ciò le forze disponibili stavano spostandosi verso Nord ove il comandante del corpo d'armata .aveva l' intenz ione di valersene per prendere la controffensiva. Il 11 corpo intanto, ultimato il suo spiegamento e compiuto il progettalo movimento avYolgente colla propria ala destra pelle alture di S. Egidio, stava avanzando sempre più contro la sinistra della posizione dell'avversario. In quesLo momento 70 bocche. a fuoco ,del partito Sud, cioè 14, sulle alture di S. Egidio, 40 a cavallo della provinciale all'altezza di Spedalicchio e ,16 tra C. Palomba ed il Palazzo Poggi, controbattevano l'artiglieria della difesa, che aveva 24 bocche a fuoco in batteria a Colle della Strada o 118 bocche a fuoco a S. Cate~ina (N. E. cli Brufa). Oltre alla superiorilà numerica, l'artiglieria clel partito Sud aveva anche il vantaggio di occupare posizioni
1
li94
l.E :UANO'\'f\E DI COR PI D .\RMATA. CON1'RAPP0STI DE L
avviluppanti di fronle all'arLìglieria del partito opposto in baLteriJJ al Col le della Strada. Si oLtcnne quindi in que5la circostanza il concentramento dell'a:zione di un numero ragguardevole di bocche a. fooco, conconenti a raggiungere un unico scopo decisivo,. . 11. Momento In seguito all'ordine mandato alla '.2· divisione dal comandante dei ~1~ 1f/qi,11 \· I corpo (partito Nord) , il •12° reggimento fanteria e due battaglioni dell'~ •I si spostavano dalle alture a Sud di Brnfa verso quelle a Nord, mentre il 29° ed un battaglione dell' 1,1° rimanevano nelle primitive· po$izione di fronte.al 71~0 • Non appena i 5 sopraccennati battaglioni della bri11ata Casale si trovarono a porlata di dare appoggio a:lla b brigala Calabria, la quale intanto aveva schierato 5 baLl.agl ioni in. prima linea ed aperto contro l'avversario un vivo fuoco, Yenne ordinato un contrattacco generale. La brigata Calabria scese le pendici delle alture sovrastanti al Palazzo Poggi ed alla. J\fadonmt di Campagna, sostenuta indietro a destra dal ~ 2° sulle pendici delle al_ture· · di Brufa ed a sinisLra dal 11° reggimento fanter ia sulle pendici delle alture di Palazzetto, mentre il 2° reggimento face,,a fronte lungo la. ferrovia alle forze avversarie spiegate sulle alt.a re di S. Egidio. La brigata Livorno (partito Sud) allaccatadi fronte dalla brigata Calabria e minacciata di essere spuntata sul fianco sinistro dal •I2° .lanteria fu costretla a cedere terreno r ipiegando la propria sinistra. Questo movimenlo trascinò con sè anche la ritirala del 7 4° e quella delle <i batterie divisionali, che andarono a prendere nuovamente posizione dietro la Madonna. di campagna (S. E. cli Spedaliccbio). La ritirata della brigata Livorno non .fu arrestata che sul fronte Speclalicch io-.. 'M adonna cli Campagna. (a S. E. di Speclalicchio) dall'intervento del 73° , fin allora tenuto in risern, e dai progressi della brigata Reggio, e della brigata Ravenna verso il Colle della Stradà, che obbliga vano il 11° reggimento fanteria, spintosi al di Jà del palazzo Poggi, a ripiegare nuovamente sulle ul time pendici di Pala1.zetto e di CollEi della Strada. A rinforzare la. brigata Re, impegnata. contro forze molto superiori, erano allora avviati verso Colle della Strada due battaglioni dell'H O fan teria, mentre i •12 pezzi che dapprima avevano preso posizione a S. E. cli Brufa raggi ungevano l'a1,tiglieria delle Lruppe-s.~-· pletive e prendevano posizione vicino ad essa presso S. Caterina l~- E. di Brnfa), ed il 29°, cheorma.inoiiavevapiùdifrontetruppe-
1(
882· NELL' UMBRIA
avversarie. si raccoglieva in riserva al palazzo Menico.ni. Sulle altureaSud di Brufa non rimaneva in posizione che •1 battagli one del1'11•IO fanteria. lnlanto, l'arrivo degli annunciati rinforzi a Torgiano metteva il I corpo in g1'aclp di r ichiamare a Nord cli Brufa il 30° reggimento e la ,batteria lasciati a Torgiano stesso e sulla sin istra del Chiaggio. Due sezioni della batLeria raggiunsero la · posizione dell.'arti glieria delle troppe suppletive prima del termine della manovra. Sulla sinistra del Chiaggio le truppe del partilo Sud prendevano l'offensiva contro Jfon tagno la col 1° reggimento bersaglieri, mentre col 7° reggimento bersaglieri e colla batteria occupavano la posizione di Bettona. Il movimento offensivo del 11° bersaglieri veniva però sospeso all'annuncio dato dai giu dici di campo cbe Torgiano era occupai.o da numerosi rinforzi arrivati all' avYersario da DerULa. di S. ;,\'I., il Direttore delle Si tunione Verso le ore •1 •I '/., ,presi gli ordini . . al termrne manovre faceva dare 11 segna.le di cessazione dell a manovra. Tn della manoquesto momento la situazione rispettiva dei due partiti era la vra. seguente:
0
1
Partito Sud.
Partito Nord.
Destra . Sinistra. Brigata Reggio; Brigata Re; .2 batterie; 2 batLaglion i del 4° fanteria ; sulle alture di S. Egidio, 3 batterie; fronte a Sud, sulle alture di Colle della Brigata Ravenna; Strada e di Palazzetto 6 batterie; con dopp io fronte a N. a cavallo della provine ad E. ciale, e della ferrov ia, 4 squadroni; fronte a Ovest. presso villa Borgia tra 5 squadroni; Ponte Giovanni. e Colle presso il Tevere . di Strada . Totale - 8 battattaglioni. 24 pe,,,zi. 4 squadron i.
1
Totale -
•Iz battaglioni. 54 pezzi. 5 squadroni.
LE MANOVRE DI CORPI
o' ARMAJ!:A
Segue Partito Sud.
Seg'tte Partito Nord. I
Centro.
Centro . B.rigaLa Calabria; · ad E. del palazzo Poggi e dalla Madonna di Campagna; 12° fanteria; sulla destra della brigata Calabria; l battaglione dell'H O fanteria sulle alture a S. di Brnfa; ~9 9 fanteria; in riserva al palazzo Meniconi; 30° fanteria (meno 1 1/ , compagnia stata messa fuori di combattimento}; f /2 batteria; in marcia da Torgiano verso Br-ufa· 5 batterie; ' · in posizione a S. Caterina (N. E. di Brufa}. Totale -
CONTRAPPOS1'1
Brigata Livorno; 73° reggimento fanteria; 2 batterie; sulla linea SpedalicchioMadonna di Campagm (a S.E. di Spedalicchio). 74..0 reggimento fanteria; 3 plotoni di cavalleria; a sinistra e sul prolun- . gamento del fronte delle truppe precedenti. Totale - 12 battaglioni. ·16 pezzi. 3 plotoni di cav;alleria.
·16 baLtaglioni (meno 1 't compagnie) . 38 pezzi.
Destra. 1 brigata.(supposta); 2 batterie (supposte); 2 squadroni (meno 1 plotone messo fuori combattimento); a Torgiano. 1
Totale - 6 battaglioni; 16 pezzi; 2 squadroni (meno un plotone).
8in:is t•ra. 1 reggimento bersaglieri (me-
no 11 battaglione messo fuori .di combattimento); presso Mohtagnola. 7° reggimento bersaglieri; 1batteria; · 1plotone di cavalleria; a Bel.tona. 1
1,otale -
'battag . 1·10m; ~ 8 pezzi; 1 plotone di cavalleria.
I,(
v
DEL
·1882
NE r, L' UMBRIA
Il supposto arriYo di rinforzi al partito Nord mettendo questo in .co_nsictera on1 sullt .gra do dl. portare tutte le sue forze su11e a1ture a nord d'I Bru f'a, ren- z1 si~uaiione . bi . I . . d Il' d l . S d s· cte, ctue par.d eva assai pro ematica a rrnsc1ta e attacco e parti to u . 1 titi al tei·miavevano infatti sulle alture di B1;ufa al termine della manovra 7 ~i~~.lamareggimenti di fanteria del partito Nord (non compreso il 30° fanteria ancora in marcia) di fronte a 7 reggimenti del partito S. (non -compreso il 74°, che per le perdite subite e pel largo fronte sul quale si trovava disposto non sare.bbe stato in grado di concorrere efficacemente all'esito finale). La notevole superiorità di bocche a fuoco in azione, di cui disponeva l'attaccante verso le ore 1 O, era .andata scemando pell'arrivo successivo delle batterie che erano .state disposte da prima dalla difesa a santa Caterina (S. E. di Brnfa) ed a Torgiano. Del resto l'inferiorità di artiglieria del partito Nord era compensata dal vantaggio delle posizioni. Opportuno fu il ritorno offensivo della difesa, che anebbe anche potuto operarsi direttamente dalle truppe della 2a divisione in direzione Ma.-donna dei Piaceri-Bastia, in modo da cadere sul fianco della Lrigata Livorno e del 73° reggimento fanteria. In complesso fu razionale in questa manovra il concetto deli'at.tacco , e regolare lo svolgimento di esso; mentre la difesa non si r idusse ad opporsi soltanto ai tentativi dell'avversario ed a mantenere le proprie 1)0sizioni, macontromanov1·ò a momento opportuno, .i l che fu reso possib ile dall\1ver ristretto l'occupazione ad una parte soltanto della posizione. · Dopo un breve riposo, le truppe del II corpo si ripiegarono sull a Ac?ampa. · a del Ch'1agg10 · ove an darono ad occupare g1.I accampamenti. menti occuSll1JSL1' pati ne lla lasciati al mattino. Le truppe del I corpo si mossero successiva- sera. mente ed andarono per la maggior parte ad accampare lungo la sponda destra del Chiaggio; la ,1a divisione e le truppe suppletiv.e tra Bastia e Costano ed una ,brigata della 2" a S. Anna. L'altra brigata della 2· divisione del I corpo accampò presso Bettona sulla. sinistra del Topino. Un fortis simo temporale scatenatosi dopo le 3 pom. rese piuttosto malagevole la marcia delle truppe del I corpo verso gli accampamenti . Parte di esse, avendo seguito strade di campagna che bentosto divennero impraticabili al carreggio, dovettero in quella sera e nel mallino seguente consumare viveri di r iserva.
l. ,l98
DEL LE ,rAxovRE or CORPI o' ÀR~t ATA coNTRAPPOs-rr
n
Spos t a. Come movimento preparatorio alla manovra del giorno 12 il mMto delle · d' armata 1s1• spostava neli a gwrnata · deIl' 1I ' I e1at· suoi· accampatruppe ne11 a corpo
~~1f.rt ~;t~ menti sulla sinistra del Chiaggio a Bevagna ternare.
ed il I corpo dai suoi accampamenLi sulla destra del Chiaggio e sulla sinistra del I.opinoa Cannara. Veniv.a ordinato, che nell'effettuarequesto-spostamento il 7° reg-, gimento bersaglieri e la batteria distaccati pella manovra del' 1I o, presso il II corpo facessef'O ritorno al I corpo, al quale dovevano eziandio essere provvisoriamente a,ddetti pell a manovra del giorno 42 il ,1° reggimento bersaglieri ed 11 batteria del II corpo .. Per agevolare .la marcia. del II corpo veniva nella sera del '10 gettato· un ponte sul Top ino a monte di Cannara al passo di S. Angelo. Nel pomeriggio del giorno 1111 il II corpo d'aqnataaccampava con. la il" divisione a cavallo della Timia a sud del Ponte clell'Isola, colla 2~ divisione sulla destra della Timia presso Bevagna e colla cavalleria e l'artiglieria delle truppe suppletive sulla sinistra di questo corso d'acqua a sud di Bevagna . Il 1 corpo accampava colla P divisione e la cavalleria sulla destra del Topino a N. E. di Cannar:1., colla 2a divisione, i. due reggimenti bersaglieri e l'artiglieria del!e truppe supplettive sulla sinisLra del Topino a N. O. di Cannara. Nd pomeriggio una pioggia torrenziale sorpt'endeva le ultime truppe ancora in movimento ed allagavD i campi, nei quali gli uomini ed i cavalli affondavano nel l\ngo, mentre le strade, all'infuori di quelle ingh iaiate, diventavano quasi impraLieabil i.
Pella manovra del 12 settembre veniva.no comùnicati rispettivamente dalla Direzione '-Uperiore ai Comandanti dei due corpi d'armata i seguenti temi special i:
I GonPo (Partito Nord) « Nello scontro del ,1Osettem« bre il partito Nord venne re-
II
CORPO
(Partito Sud)
« Nello scontro del 11 Osettem- · « bre il partito Sud ottenne dei
spinto da BeLtonae la suasini- · « vr-tntaggi sulla propria des.tza, · « e la sua estrema sinistra riuscì, « movimento eseguito dal.la de- « a sloggiare da Bettona l'eslre« stra avversaria su S. Egidio . «madestradelpartito Nord. Però, <<
« stra fortemente minacciata dal
,I 882
0
t99
NELL' UJ\IBRIA
Segue I CoRPo (Partito Nord)
· Segue I Colwo (Partito Sud)
« Però l'energica controffen ,, silra operata dal suo centro « paralizzò i risultaLi ottenutidal « partito Sud, tanto più che nella « giornritadel 9 essendosi miglio « rata la situazione delle tr~ppe .: delNordoperanti in val Tiberi « na, iI I corpo riceveva il giorno << 1O un rinforzo di una brigata e « 2 batterie, che arrivarono a « Torgiano alle 1O 1/2 an Lime « Tidiane. « Nella sera il comandante del « T. corpo riceve l'avv iso che l'av« versario si ritira ripassando il « Chiaggio e ripiegandosi su Be« vngna ».
\( sul suo centro laenergica.con· <<'Lrofiensiva presa dal '·1 corpo << paralizzò qLrnst.i risultati, L an« to più che nella giornata del 9 «lasituazionedell e forze del Nord « operanti in val Tiberina essen« dosi migliorata, il I corpod'ar« mala riceveva il giorno 11O un « rinforzo di 1; battaglioni e2bat<, terie, ch e arrivDrono a Tor« giano all e ore 11O 1/2 antime« ridia.ne. « In tao to il comandante del « II corpo riceveya invito dì man« dare prontamente dei rinforzi « verso Todi per Bevagna e di « assicurarsi il possesso di qu e« st'ul t.ima località, così per im« pedire indirettamente l'avan · ~ zare del I corpo verso Spoleto, « come per pro teggere il fianco « delle forze del Sud operanti in, « val Tiberina »,
1
1
I dispositivi adotlati dai due partiti in seguito alla comunicazione Disg,os.i zio-di questi tem i special i contenevano le seguenti prescrizioni: ~!rtitt <1ue·
I
CORPO
Marcia offensiva verso BeNagna. Colonna di destra. 1 1° reggimento bersagl ieri; 7° reggimento bersaglieri; ,1. .batterie delle truppe sup pleUive; per Limignano e Caslelbuono. Totale - 6 battaglioni; 2.f. pezzi Colonna centra.le. 2a divisione ; strada Cannara -Canta.lupo- Bevagna. -T-ot-fJ-le-·-- 12 battaglion i; 24 pezzi .
II CORPO Occupazione delle alture a · Nord di Bevagna. S?'.11,istra. Brigata Lombardia; 3. batterie; 1 squadrone; fronte Ponte dell 'Isola-i\'lonte Arone, con 1 battaglione sulle alture di Castelbuono; 34° reggimento; quale riserva parziale della sinistra presso Torre del Colle. Totale - 9 battaglioni; 24 pezzi; ,J squadl'one. 1
;j00
1
LE lil.\.NOVRE 01 CORPI D ,l.lntATA CONTRAl'l'O!IT!
Segue I Co11Po
Segue II ConPo
Colonna di sinistra. 1a divisione (meno I reggimento di fanteria); strada Cannara--Passodi S. Angelo e quindi verso il convenlo dell'Annunziata. Totale - 9 battaglioni; 24 pezzi.
Destra. Brigata Reggio ; 3 batterie; 11squadrone; fronte Ponte dell'Isola Madonna della Rosa. 2 battaglioni del 37° reggimenlo; come riserva parziale a E. di Be,•agna. Totale - 8 battaglioni; 24 pezzi; ·I squadrone. Riserva. 33° reggimento fanteria; 38° reggimento fante.ria; 3 balleria; a cavallo del Ti mia presso il ponte della strada Bevagna-Torre del Colle. Totale - 6 battaglioni; ·18 pezzi. Truppe esplorant'isidla clestra de! Topino. ~. squadroni; •I bauaglione del 37° reggimento fanteria; sulla destra del Topino. Totale - 11 battaglione; 4 squadroni
1'ru ppe fìancheg gi a1iti. ·I reggimento fanteria ed 1 batteria, strada Cannara Passo di S. Angelo, quindi risalendo la riva destra del Topino ve1:so Buuino. Reggimento cavatle1·ia Pia cenza, esplorazione del terreno su lla destra del Topino. Totale- 3 hauaglioni; 6 pezzi; 6 squadroni .
. .
Il comandante del II corpo (partito Sud) prescriveva, che ad accrescere la forza di resistenza delle posizioni occupaLe, vi si costruis-due corpi . . Il f . Il . . Il' . 1· . · d'armata. sero trmcerament1 pe a antena e spa egg1ament.1 pe art1g.1ena, al quale uopo venivano specialmente destinai.e le truppe, del genio del corpo d'armata. Oovova plu·e prepararsi da queste truppe la distruzione eventuale del Ponte Nuovo sul Topino (strada FolignoBevagna). 1strnz1on1 ,emanate dai
DEL
•I 882
NELJ}UM nnu
50.f
Pelle ore 7 anL. le truppe del corpo d'armala dovevano guernire le posizioni rispellirnmenteassegnate e stabilire sul davanti i propri avamposti. Sulla sinistra del Timia questi avamposti dovevano spingersi fino all'a,ltezza di C. Pucci e di Cantalupo; e protrarsi sulla destra fino al passo della Paglia e quindi, lungo il Topino, al passo di Buttino. Davanti alla li nea degli avamposti dovevano spingersi in esplorazione Lra le alture ed il Timia e tra il Timia ed ti Topino i due squadron i assegnali alla sinistra ed alla destra della posiziono. Ai 4 squadroni incaricati della esplorazione sulla destra del Topino era prescrillo di scoprire se da quella parte avanzassero considerevoli forze dell'avversario. Per appoggiare la loro azione, il battaglione del 37°, a ciò destinato, doveva trovarsi allo 7 ant. al Ponte Nuovo sul Topino (strada Bevagna-Foligno) e porsi a disposizione del comandan Le del reggimento Piemonte Reale. Yen iva prescritto che il c:uTeggio si tenesse pronto ad incolonnarsi secondo gli ordini che sarebbero stati posteriormente emanati. Il comandante del I corpo (partito Nord), supponendo che avrebbe trovato l'avversario in posizione sulle alture a Nord di Bevagna, prescriveva che la colonna di destra attaccasse Torre del Colle spiegando immediatamente tutta l'azione di cui era capace. La colonna. centrale e quella di sinistra dovevano impegn are dapprima combattimento temporeggiante. Il comandante del corpo cl' armata si riservava di indicare quando fosse giunto il momento di procedere risolutamente e di consenra all'allacco, puntando la colonna centrale su Monte Arone e la colonna di sini stra sul Convento dell'Annunziata. Il reggimento e la balleria destinati a fian cheggiare il corpo d'armata sulla destra del Topino, dovevano concorrere colla colonna di sinisLt·a all'attacco del passo di S. Angelo, qualora esso fosse occupato dall'avversario; e quindi procedere su BuLLino simulando un attacco sut fronte oriental e di Bevagna. La cavalleria doveva e5plorare il terreno sulla destra del Topino, spingendosi anche a Sud della strada Bevagna-Foligno ed appoggiare all'occorrenza l'azione do! reggi-mento fanteria e della batteria diretti su Buttin o.
1. 50z
LE MANOVRE DI COI\P l D' AlnfA'J'A GON'J'RAPl'OSTI DEL
·188~
t}CC.
Intanto. nella sera delL'•I 1 e nella notte successi va continuava a . , piovere d1rouamente e senza interruzione; per cui alle 3 ant. del · c o ncent ra. . . . m ento in- •12 11 Dll'ettore supenore d~lle manovre ocdmava telerrraficamente t orno a Fo- . . . . . . I".> igno. ai s1gnor1 comandanti dei due corpi d'armata di sospendere l'altuaz,ione delle esercitazioni , e più lardi presi gli ordini di S. M., li informava che la.esercitazione stessa non avrebbe avuto luogo·. Le condizioni del terreno ne anebbero infatti resa assol utamente impossibile l'effelluazione. Nel pomeriagiodel giorno •1.2 il II corposi trasferiva daBevaQ:na i'eaR1eivis.ta e scio" ., -giim~ntdo dei a Sud di Foliano , e nel aiorno successivo il .I corpo si trasferiva -.corpi '.irv · v . mata di m 1 - esso pure da Cannara a Foligno ove accampava a Nord del Topino. , :.,iovra. Il ,giorno 14 settembre le truppe dei due corpi d'armata ebbero l'onore di essere passate in rivista da S. M. il Re sulla piazza d'armi di Eoligno. Ultimata la rivista le truppe sfilarono davanti a S. M., che aveva al suo seguito S. A. R. il Principe ereditario e S. A. R. iLduca d'Aosta. Alla rivista ed allo sfilam ento assisteva pure S..M. la; Regina. Con ciò ebbe termine il secondo periodo delle grandi manovre, .durante le quali S. M. il Re essendo stato continuamente a contatto delle Lrnppe, avendone diviso le fatiche nelle esercitazioni e nelle marcie ed avendone frequentemente visitato gli accampamenti , ,,ebbe.occasione di apprezzare il buono spirito e la disciplina di esse. . contr' or-
d ine
1
pella
manovra, e
L'APPLILAlIONE DELLA FORTmlLAllONE PERM.ANENn: AL ·TE ·RRENO • Chi .pone una regola ferma non la può «
pontir vera nè giusta a l mio cervell o.
« E t questa regola è verissima che buona « regola è non servar sempre la stessa
« regola. " f ll At'-C~~iCO M.41\IA DELLA.
no ...rr.:e> Duca d'Ul'bino -
Discorsi ..Militari.
· In tutti i trattati di for tificazione è svolto con maggior o minor ,a mpiezza l'argomento che forma oggetto del presente studio. Se noi ,imprendiamo a trattarlo alla nostra voltanon è perfarevanapompa ,d'un sapere raccogliticcio che non può asp irare nemmeno al plauso ,dP,l più ingenuo leUore, qua11do gli si pre-senti sotto forma di un lavoro di compilazione,, ma perch è un ~·ecente articolo del 1l!emo1·-ial ·de Ingen,erios ci porge l'occasione di maggioi:mente chiarire alcune . idee sull'argomento, le quali nei trattati di fortifi cazione sono appena accennate, forse onde serbar le debite proporzioni fra le varie .parti di. un'opera di grande mole. Il Jlfemorial de Ingmierios, esàminando la recensione di un art icolo del tenente generale Cel'J'otti sulle fortificazioni di Roma, pubblicata nella Rivista jJfilitare (aprile 1882), giudica poco felice la risposta che si fa ad .una cri Li ca, del ,generale Cerrotti, circa l'applicazione della fortificiazione al terreno, quale fu praticata nei forti <li Roma. Ecco le parole ~el,gen.erale Cerrotti: ·« Ritornando alle semplici osservazioni di pura arte ingegne« resca, il cui pregio sta nel sapere tracciare un'opera in armonia -<< colla configurazione del terreno, qui vediamo invece la sistematica 1
504,
T,' APPLICAZIONE DELL-lc FORTI FTCAZIONE PECl~lANENTE
« adozione uniforme di Lipi simmetrici, come si trovano designali pei forti di pianura su qualunque atlante annesso ai trattati mo« derni di fortificazione, ed applicati indistintamente ovunque sul « nostro suolo, anche ov'esso è il più accidentato, violentando le « pieghe del Lerreno, per volerlo spianare med iante ingenti lavori « di sterri e di rinterri. » A queste critiche l'estensore dell'articolo bibliografico rispondeva: « La questione di applicare la fortificazione étl terreno è una di « quelle sulle quali si mostra maggiore l'accordo nelle idee generali, ,< e meno nella loro auuazione. « Gli è che essa ha parecchie soluzioni, secondo che si pl'escinda « o no da alcuni attributi e qualità che il forti lizio deve avere. Non « può queslo soggetto essere trattalo in una breve recensione; basti « accennare che si deve prima cd essenzialmemte applicare la for« tificazione al terreno lontano; si deve cioè dare alle diYerse facce « dell'opera la più opportuna clil'ezione perchè i tiri delle arti,< glierie, di cui saranno armalo, battono efficacemente il terreno « che sarà presumibilmente occupalo dal nemico; e poichè la mag<< gior copia dei fuochi dovrà venir diretta sul fronte del campo « trincerato, ne sorgo che la faccia principale, quella che suol chia« marsi fronte, avrà un andamento predestinato, quando sia deter« minato il poligono del campo; e sarà continua o spezzala sotto un 1< angolo più o meno sentito, secondo che lo consiglia la necessilit « di preservare queste facce dall'in(ilata, senza invalidarne le qua« lilà offensive. « Ecco il tipo cli forte che l'autore reputa scolastico. Quando « questo sia di limitate dimensioni, stante il piccolo numero di boe« che a fuoco di cui pol.rtt armarsi, si dovrà quasi sempre conside<< rare il terreno come orizzontale, sempre quando, nella breve « estensione che dovrà occupare, i dislivelli non siano molto sentili: « voler faro l'opposto è cacciarsi senza scopo in un mal'e\ di diflì« coltà le quali non potrebbero essere vinte che con grandi spesr << e non sempre felicemente, e con nessun altro compenso che la « puerile soddisfazione di aver fallo un'opera, la quale, per. la sua « forma bizzarra, faccia testimonianza della so ttomissione del co« strultore nlla tirannia del teneno. )> Questa risposta non è parsa felice al .llemorial de lngenerios, ,<
50t,
Al. TBnREXO
J)erchè; « se il terreno ora facile, non doveva esservi il mare di « difficoltà cui si nllude, e se era irregolare (quebrado} non vi è « altro rimedio che acconciar l'opera alla sua forma e cedere alla « til'rania del terreno che non vi è modo di evitare. » Ora noi accettiamo pienamente le idee incriminate e siamo sicuri cf1e, quando esse sicno svolte con quell'ampiezza che 0a]i anousti confini d'una recensione non hanno consentito, saranno anch: accettate dall'egregio ufficiale del gen io ~pagnuolo, il cui nome, nolo ai cultori di scienze mili tari, non è abbastanza dissimulato dalla modestia delle iniziali, con le quali egli ha firmato l'articolo critico del illemorial de Ingene1'·ios.
I. È. antica accu_sa a~li ingegneri militari questa, che non si sappia applicare la fort1ficaz1one al terreno. Ci piace in prova citare letteralmente alcune parole sull'argomento tralLe dai djscorsi militari di ~ranc~sc~ Mari_a della Rove~·c, duca cli Urbino, uno dei più valenti cap1tam che 1llustrarono I Italia in quello splendido cinquecento, quando un soffio di vita, pieno di balda giovanezza, aleggia.va sulla patria nostra, fecondando tutti gli ingegni ad ogni n;i.aniera di opere meravigliose. «..... ~a fabbrica della fortezza è diversa da quelle delli palazzi, « perche questa attende solo ad una.giustezza, etegualità, et altezza, « et proporzione, cl però bisogna che sia sempre corrispondente et << bella. Quella della fortezza non è così, et questo è per la cliver« sità delli siti, et delli alti et bassi et simili luoghi, li quali vogliono « più spessi e più gaglìardi li fianchi in un luogo che nell'altro. << Però non possono essere nè ad una misura, nè ad un moclo. Et li « belloardi vogliono essere più grandi, et talvolta minori: essendo « che secondo il sito et li fianchi lo ricercano, et chi intend~ bene « questa cosa ~elli siti di dentro, et di(uori; cioè delli alli .et delli « bassi, et delle girate intorno, et delli cavalieri che ti sono nemici, « et che ti sono amici, è sforzato, volendo far bene la fortezza sua, 32
006
• L' APl'UCAZ ION~; DELLA F01\Tll' ICAZ!O~E PERMANENli:
« ad un modo, cioè, che tirarla più fuori tu falli et più dentro tu « erri, perchè et a questo et a quell'allro modo, li fianchi et il bat« tere non ti serve. Questa cosa delli siti è intesa da pochi capitani, « da nissuno ingeniero , salvo che da due ora vivi (1) et uno già , morto, che era Pier Francesco da Urbino. » È dunque vecchia l'accusa: e si noti che il primo libro di fortificazione pubblicato dopo il rinascimento data solò dal 15'21 (2}" . il secondo dal 11528 (3) e questo del Della Rovere è del ,1538 (4ì. E come è vecchi a l'accusa è anche indeterminata: la detta non la convinzione, ma il dubb io; non l'analisi cli difetti rinvenuti e non . giustificali, ma una sintesi nebulosa, che sogna, più che vedere, una perfezione ideale. Noi non voglian:10 stancare il lettore con citazioni; ma. non possiamo defraudarli di due squarci d'una medesima opera del De Zastrow (5), i quali, nella loro contraclizione.fanno testimonianza di . questa poca sicurezza di giudizio, e che sono tant,o più eloquenti, inguanto che l'autore è certamente competentissimo nella materia che tratta: A pag. 96 del V. ,1° egli di ce: « Gli Ilali ani riconob bero di buon'ora che bisognava applicare la «fortificazione al terreno, secondo le condizioni locaii se non si voleva « nella sna esecuzione andar incontro ad ostacoli insormonl.abili . « Siccome nella più gran pal'te dei casi il terreno ern irregolare e 1< nrio, le fortezze italiane furono costruLte irregolarmente, cioè « che le facce, i fianchi e le cortine delle loro fortificazioni fu« rono, nei vari fronti , di lunghezza ineguali e formanti angoli « diversi. » (l) Forse Antonio da Sangallo e Michele Sammi ohe/i . (2) DBLLA VALLE BATTISTA VBNAFRANO - Libro ddlarte m tlitare, Napoli, 1521. (Sl A. DURBR - De Urbtbus, arcibus, castelltsque m unienats r ationes aliquot .e.:tl ltnc,ua germanica ili lattnam tran.slatae. (•I) Esistono in vero opere scritte in epoca ancora più remota, ma o inedite o
edite molto più tardi e che confutano il presunto primato d i A. Durer ,e sono: MARI ANUS J AcoD1s(cognomento Taccolae) De M acchtnis llbrt ctecem. Alla Marciana di Venezia cod. miss. Jat., scritto verso il 1458. PAULUS SANTINI, De Macchfnts, m,ri decem. Alla naiionale di Parigi tra i latyii, n• 7239 scritto verso il 1460. FRAN· OEsoo DI G. MARTIN! Trattato di ai·gp<tettu1"a ctvllc e milit are, scritto ve1·so il 1500 pubblicato dal PROMIS nel 1841. (5) DB ZAITROW Histotre de la Fortt/lcatton Permanente.
;\L TF.lH\l,NO
a07
E a pag. 248. « Menlre gli Italiani, con una stupida e pedantesca ostinazione, -<< impiegavano senza riflessione le loro costruzioni regolari su ter-« reno irregolare, mentre che essi riempivano le vall i, e demoli·« vano le montagne, pel' elevare i lol'o rampari sul vuoLo, e apt'ire « i loro fossi nel le alture, ecc., ecc. » . Ora da che mai nascono e la persistenza e la indeterminatezza ,dell'accusa? A noslro pare1·e da ciò: che un'opera fortificatoria dovendo soddisfare a molte condizioni le quali ne determinano il suo valore strategico, tattico e tecnico, la si dove giudicare sotto questo triplice a.spello: ed avrebbe1·0 egualmente torto gli ingegnet·i che si lasciassel'o guidare nel loro giudizio esclusi vamente da critel'i tecnir,i; ed i militari che avessero a norma solamente le esigenze della tattica. TJisogna sapere sacrificare qualche cosa alla necessità princivale: ci piace ripetere q11esto vecchio ed ovvio pensiero con le stesse parole dell'egregio ufficiale spagnuolo ('I ) che ha con le sue ,critiche dato l'occasione al presente studi'O : Quando si perde la coscienza della necessità di taluni compro mes:;i, quando il gi1tdizio si ntetico non è il fruuo di un'analisi effettiva e completa, quando insomma non si ha quella qualità della mente che i Francesi ·dicono di voir grand, allo!'a si fa una Cl'itica -che è cocciuta e vuol parere convinta, che è indecisa e vuol parere comprensi\'a . E questa pecca dell'indeterminatezza nell 'accusa è, a parer nostro, aumentata, dopo che, per le mutate armi , sono mula.ti gli ordinamenti difensi,,i. Nel voi. IV (anno "884 ) dei P,·o/essional Papero{ the Corps O/ R. Enginet!rs leggesi un articolo (2) che noi non acceL~iaino in tutte le sue deduz ioni, le quali anzi reputiamo troppo azzardate, ma che però contiene talune definizioni comparative molto precise ed assiomi messi sotto forma così evidente, che noi, stimandoli con:facenti al nostro assunto, amiamo qui riport-are :
{I) DE LA LtEVA v GARCIA - La uuen·a <li montaima nell'ultima tnsurretione ,carlisra tn Catalogna. - lS72. (2) On f0t·lit1ea camps a na fort,.esus W Mato1· A. P ARNEL1, R E.
• Al.• Tf.R.RE'.'10
508
509
L' ,\ PPLICAZ IONB OELL.\ rORTJFJCAZIONE PERMANE~ TE
'bono ballere posizioni che, ,per la gran distanza, non hanno nul la
Un campo trincerato } è una piazza o posizione J'ortilìcata .. Una fortezza ~ forti staccati ì con ( linee continue. ~ 2° Il traccialo è basato su tattiche. . . . . . . 'd . . tecniche (engineering or s1estemat1c COIOSl eraztOlll . ) . siege . . \ da truppe mobili. 3° La difesa è falla I dalle fortificazioni servite da un pre, siclio. ( di dare vantaggio nel combaLLere una .t 0 Ha per obbielliYo ' bauaglia. ( di res is~ere atl un assedio. , . . . 1' campo di batta<rlia. 5° E quindi un predisposto ( pun to d' asse a·10;:., per aiuto di G° Le opere sono costruite f d. d. un esercito per ar I meno 1 ì è ilmezzoessen- ( i forti ì mezzi sus70 çL'esercito ~ La for tificazione I ziale cli difesa ( le truppe j sidiarii.
,di comune col teneno doYe l'opera sorge: se non si può non è
f
.
!
.i
j
O noi ci inganniamo o queste definiz ioni ed assiomi danno tosto
ragione dell a diversa maniera di applicare la fo rtilìcazione al terreno secondo i moderni modi di fortificare rispetto agli antich i; secondo che cioè si tratta d' un campo trincerato o d' una fo rtezza isolata. In questa le esigenze tecniche si potevano più facilmente · conciliare con quelle taLLiche: la difesa passiva, cui essa doveva provvedere, ligava la fo rtificazione al terreno: bastava che la sua azione offensiva si eslendesse poco più della distanza alla quale si apriva ia tl'incea, e accompagnasse il nemi co nel suo lento avanzar$i verso la possibile breccia: può quasi dirsi che il sito dell'opera e· quello occupato dal nemico partecipassero delle medesime accidentalità del suolo, e che quindi si.potessero acl esso adattare le opere fortificalorie, come· l'arte del costrnire meglio consigliava, senza perciò venir meno al più opportuno traccialo, perchè quelle opere conservassero tutla la loro efficac ia. ~ei campi trincerati invece l'azione offensiva deve estendersi di, quanto è la portata del cannone, n.umenlala a dismisura; si deb- ·
indispensribile ordinal'e l'opera per molestare sempre e do vunque il nemico nel suo progredire vel'SO il forte: e questo, quasi fosse orgoglioso del còmpito affidatogli, di fermare non un corpo di assedio ma un esercito, sdegna la minuta difosa, di cui l'affida la trnppa di manona. Questi criteri stessi nascono con lampante evidenza dal concettoso assioma da noi riportato più sopra al N. 2, e dalle parole, che, ad illustrarlo, aggiunge l'autore a pag. H .i. « li valore dei forti « staccali è per avventura esclnsivamente tattico: ciascuno cli essi « può esser considerai.o come una fo rtezza da battaglia: la lol'o ~< influenza in una bauaglia è cerlamenle grande, ma la loro resi« stenza ad un assedio è senza dubbio debole, se si prescinde clal(( l'aiuto (apa1·t) che possono ricevere dall'esercito, che manovra ·« nel campo trincerato. Vi è dunque un limite nell a applicazione tecnica dell a forLifìcazione al terreno, ora maggiore che pel passalo non fosse; e questo fa credere a chi giudica con criterii grettamente tecnici che si trnscuri questo preceLto. E la indeterminatezza dell'accusa trova il suo riscontro in quella dei prccelLi didattici, ma,ggiòre nei traLLisli modem.i, rispetto agli antichi. I limiti che dobbiamo per necessità imporci in questo studio non ci permettono cli fare dell e lunghe citazioni : ma noi inviliamo a lemrere il libro I V della archilettma. mili tare 1·1 lettora ditiaente o oi, del Papacino cl' Antoni, dove nel capo 1° della sessione (sic ) seconda e nel capo 1° della sessione terza sono, con abbastanza precisione, svolte le massime da p1·aticarsi nell'ideal'e la fortezza che si deve costrnire i% un dato sito irregolare, e gli i1idiriz::i e massime da praticarsi ,nelL'idea·r e i forti niontani.. Ma più che principii sonoripieghi; i quali, perchè suggeriti in maniera generale, e non applica.ti ad un caso determinalo , hanno qualche cosa di vago e non compensano col numero questo loro difetto, anzi aggiungono con.fusione. Danno però una guida abbastanza sicura a chi, fomito di ,buoni studii e di mol ta pratica, voglia applicar I i. E come relativamente facile era la teoria, tale era anche la pra-
5 10
tica. Ci pia:ce ricordare a questo propos ito il fronte settentrionale della piazza di Civitavecchia con tanta dottrina illustralo dal Guglielmotti (-1). Fu progettato da An tonio da Sangallo nel ,J5 15: i disegni originali si possono vedere nella gall eria degli uffizii a Firenze: essi fanno testimonianza dei tentennamenti del grande architetto per applicare la fortificazione al terreno: da essi ci è daLol.rovar ragione di certi ingegnosi parliti, che, presi in quella occasione per neces:;ità del sito, divennero poscia principale carattere dello stile del Snngallo. li lato esterno deJpoligono era di metri 4~ I , distanza di due alture sulle quali il Sangallo doveva e voleva stahilire i bastioni estremi: la portata dello schioppo era di soli meLr~ 300. Il Sangallo tenta parecchi partiti, per fermarsi al ripiego linale di segare in cluepunti la cortina troppo lunga, aggiungendo un· secondo fianco a ciascun bastione: ecco così inventalo fin dal 1(>'I ij, l'ordine rinforzalo, ecco l'origine dei fianchi doppi (2) . Nei moderni autori di fortificazione la questione è trallala in modo ancora più vago. Il 13runner (3), mro dei più recenti autori, parlando dell e forLificazioni _in paese di montagna di ce: « t e fortifi cazioni in paese di montagne elevate (e di altezza me« ~lia) non dilTeriscono da quelle costruite in piano che pei punii « seguenti . « 3° per le forme completamente irregolari che si deducono.. « dalla configurazione per lo impianto dell'opera. · Chi non sente neHa indeterminatezza dalle espressioni quanto sia vago il precetto ? Ma è poi un precetto? A noi pare piuttosto la: constatazione di un fatto;. che i forti in montagna riescono di formr.u irrego lare. Ma la sua genesi, cioè i dettami da , osservare perchècruesta forma sia conseguita., manca . Si dice solo che essa origina, dall'impianto dell'opera: non si capisce bene cosa con ciò voglia. dirsi, mn. se s'intende dire: dalle, condizioni del sito cl' impianlo, no~. 1
1
(l) Stoi·la delle r ortif[ca z'lon i della spiao(Jla romana. - Roma 1880. ('.!) Quanto pri ma, per determinazione del ministero della guerra, si donà de-
molire queU-opera di tanto valore stor.ico. Noi facciamo voti che almeno una lapide conservi ai posteri una test imonianza del primato italiano nell'arch ite~tura militare; e corregga gli• errori del Maffei, 11 quale vede nel bas tionij di• Verona il primo saggio della nuova arte, facendone quiodi . on ore al. Samm i-0heli.
13)
Guida allo $/Uàio della rortllica2ione pe1'man e;1te.
511
AL TEnRE;çO
L' Al'l'UC.\ZIO:>;E DELLA FOJ\TIFICAZIO);E l'ERM.\:-ìE:ìTE
abbiamo aià accennato, e lo dimostreremo megli? più tardi, ~he il sito non 1:a che limitata influenza, poichè il tracciato~ d~termmato non da esso , ma dal terreno da battersi, il quale s1 distende dal forte di ire chilometri o più. Altrove il Brunner dice: « Il rilievo del parapetto al disopra del ten:eno _na_tm:ate d~ve e~« sere determinato di maniera che i fuochi dL art1gliena e di fuc1« leria tirati dal ramparo, possano colpire il nemico sullo s~alto e <' nella campagna, e nella strada cope~ta, quando quesln: ~s1ste. Ora in t.erreni irreoolari può avvenire che questa cond1z10ne non possa assolulamente s~ddisfarsi: ogniqualvolta l'inclinazione del terreno è maoaiore di quella massima che una bocca a fuoco può assumere suir:rrusto sul quale è incavalcato, o do:11 mass!mo pen~lìo che per ragioni di stabilità, o ragioni tec1~iche, ~~ò darsi alpen~w della massa coprente della fanteria. non sara possibile bat~e~ dal umparo nè la strada coperta, nè lo spalto, nè la campagna v1cma. Ma a taluno potrà parere che l'autorità del Brunner, anche aumentata da quello del suo maestro, l'illustre Tunkler, ~o:s.a non essère accettata con cieca fede. Citeremo perciò un'autonta mcontenstabile: il Brialmot. . , L'illustre aenerale Belga (,1) a pagina ~ 14 del suo trattato d1 1•ortificazione ~ fossi asciiitti, parlando del tracciato, annovera, fra le raaioni che lo determinano: . ,. « La fo rma del terreno nel sito dove l'opera dev'essere costruita.» 1fa quando poi, facendone l'applicazione, vuol g'.ustificre il ~1:acciaLo di alcune opere, che egli propone ad ese~pto, ~er la difesa di Liegi, non dà. alcuna dimostrazione dell'~ll~azwne. di questo ~re~ cetto, limitandosi agli altri. Solamente sotto 11 ~1tolo d1 Osserva~io11,1, ,generali dice: « Bisogna che il poli gono trac~1~Lo ~opra un~ c1m,a o « sopra una collina segni, per quanto è_ possibi~e, 1 contorni d_ell al"- tipiano, o, ina!Lri termini, che esso sia quasi dello stesso livello. Preghi amo i I lettore di ricordare qu~sta frase,. perché ~o~remo più tardi rich iamarvi sopra la. sua aLL011zt0~e: ma mt~nt? ci st c~nsenla cli osservare che questo precetto, se risponde all ab,Luale c?1a~ rezza d'idee dell'illustre scrittore, non può generalizzarsi, e qmnd1 1
à rossés secs. - Bruxell es _1882. Tra1té de rortlflcalion polvvonale. - Bruxelles 1869.
(1) I,a rortiflcation
L' APl'LlCAZIONE DELLA FOR1'IflCAZl0NE PElU(ANENn;
non è una regola, ma il consiglio di un ripiego, che, per esset·e ~rttuato, richiede: che vi sia un altopiano, che questo sia abbastanza ampio per stabilirvi un'opera della voluta importanza, e c.he il suo con_torno ~orrisponda, presso a poco, al tracciato, che, per ragion i tattiche, bisogna. dare alle batterie. Qu:esto difetto di una generalizzazione non giustificata del precetto salta tosto agli_occhi dallo stessd libro del Brialmont, quando, volendo l'autore fare l'applicazione della regola ad un esempio, non trova altro modo di conciliare le esigen'l..e tecniche con le tattiche, che ~pos~ando alquanto alcuni fort i dai siti d'impianto prima (le- . t~rmma_tr,~er trovar l~r~ un luogo dove questa irreconciliab ilità sparisca. C1? e stato poss1b1le nel caso dell'autore esaminato; e quando non lo sia'? ed ammesso, ciò che è assurdo, che possa sempre avvenire, ciò riguarda la scelta delle posizioni. l<'inalmente a pa.g. 122 il Br.i almont dice: « Quando la. faccia di · « un'opera lambisce un versante, troppo ripido per essel'e bal,Luto \( dall'artiglieria del ramparo, si farà in maniera che la cresta su« periore del versante corrisponda al ciglio della strada coperta. << In questo caso il versante formerà uno spalto naturale che la fo« cileria delta strada coperta dovrà battere direttamente. » Noi accettiamo pienamente questo dettame, il quale, piuttosto che un precetto, è il consiglio d'un ripiego . Ma crediamo che vi sieno altri modi per conseguire, e in determinati casi molto meglio, Jo stesso scopo. ~ìu~l consiglio però contiene in germe un fecondo précetto, che 1101 svilupperemo a suo luogo: l' indip'endenza della difesa vicimi dalla lontana. Noi potremmo continuare a spigolare nei trattati di fortificazione per rendere sempre più convincente quest~1 parte critica del nostro studio; ma speriamo che le citazioni fatte sieno sufficienti a farci conchiudere che è antica e vaga l'accusa fatta agli ingegneri militari di non saper applicare la fortilì.cazione al terreno, e non aiustificata, e che i relativi precetti, quali si ricavano dai trattati, ~on sono nè generali, nè troppo precisi, nè possono essere tali. ·
AL
TERRENO
H.
« Nelle cose della guerra non vi può ess·ere cosa alcuna fe.rma, ·« ma considerar bene il tutto ... ed accomodare il LuLto a proposito ~{ e servirti della necessità in ch/l ti al.trovi e della elettione Ghe « tu hai . » Questo aforismo di Francesco Maria della Rovere ci sarà. di nor· ma· in questa parte didaLtica del nostro studio, nè potremmo scegliere guida migliore di questo illustre capitano, che l'arte del fo1~tificare, da esclusivamente tecnic~1 qual era sotto il patrocinio di , Lorenzo il Magnifico, e principalmente mi litare quale poscia divenne per l' impulso di Federico da Montefeltro portò a rnaturi fa. temperando l'una qualità con l'altra ed ispirando una ple-iade d'illustri ingegner.i, a cui ca,pofilo stava Basilio della Scola (1 ) . Già più innanzi abbiamo avvertito che un'opera di fo rtificazione deve considerar5i pel suo scopo strategico e per quello tatLico, ollre il modo esclusivamente tecnico, mercè cui questi scopi possono essere raggiunti. Non è qui il caso di discorrere del valore strategico delle fortificazioni: non vi è mai - o almeno è ben difficile che vi sia - cozzo tra le qualità strategiche di un'opera e i mezzi che l'ingegneria adopera., poichè quelle quali tà non riguardano l'opera, ma il sito, e non quello ristretto dove l'opera si stabilisce, ma la regione eh' essa munisce. Epperciò questapartegenerale dellf1question e non riguarda tanto l'ingegneria quanto l'arte della guerra nella sua man ifosLaz ione più alta e comprensiva ed è svolta nel modo più ampio e dotto dal Brialmont (.2) . Il problema che si pone all'ingegnere militare è generalmente {!nesto: scelta la zona di terreno che deve munirsi per la difesa di (1) A. GUOLIELMOTTI - S toria della F or·t ffl,catione (2) Dé(ense des Ètats.
ecc. R oma , ISSO.
.. L'APPLICAZIONE DELLA FORTIFICA ZIONE PERMANENTE
AI, TERRENO
una regione, determinare il modo di fortificarla, assegnando a ciascuna opera il suo scopo e cercare i mezzi per conseguirlo. Lo scopo tattico è fermare l'avanzare di un esercito nella propria sfera d'azione, dando appoggio a quello di minor numero che dovrà combatterlo. L' opeÌ'a deve perciò battere le posizioni dove il nemico potrebbe stabilirsi, per costringerla a tacere, ed aprirsi così un varco, donde superare la cinta che gli contende l'entrata nella regione fortificata. L'applicazione tattica del fortilizio ai terreno provvede ad ottenere questo scopo. L'applicazione tecnica deve farlo conseguire con la minor spes,1 possibile e provvedendo al miglior ordinamento difensiYo passivo, alla facilità delle comunicazioni 1 alla comodità degli alloggiamenti, alla buona distribuzione interna dell'opera, tenendo in primo luogo· conto delle ragioni di stabilità. . . Come aLtuare questi mezzi pel conseguimento del fine proposto, vien suggerito in parte da talune regole generali , ma più specialmente da lla pratica e dal talento dell'ingegnere. Nelle cose di guerra non vi sono norme fisse: perchè questo pen · siero non paresse ardito, mentre non è che ovvio, abbiamo voluto· confortarlo della massima del Duca di Urbino Ma non v'ha talento, non dottrina, non pratica che possano , in taluni casi, vincere le difficoltà. del sito . · Epperò la scelta delle posizioni deve formare il primo oggetlo· dello studio dell'ingegnere. Essa dev'essere determinata in maniera. che, pur rimanendo il primato alle condizioni tattiche, alcune di queste, le minori, siaEo sacrificate, quando non vi sia altro modo di ottener l'applicazione tecnica della fortificazione al terreno, lél! spe:,a non raggiunga limiti Clli non conviene arrivare, e siano assicurate in ogni caso la slabilità prima, e gli altri requisiti tecnici poi, nel miglior modo possibile. . Ma anche nella scelta delle posizioni vi è un limite e disgraziatamente molto ristretto. · La scelta delle posizioni dipende in primo luogo da condizioni bea diverse da quelle clrn fanno ottenere un buon adattamento tecnico della fortificazione al terreno. Quando si voglia preservare dal bombardamento una ciLtà o un grnppo di stabilimenti militari (polve-
riere, arsenali, magazzini, ecc., ecc.) è determinata la distanza di quesLi dall'opera: e la distanza fra le diverse opere, in relazione al terreno sul loro fronte (valli, monti , burroni, fiumi, strade, ecc., ecc., dipende dalle armi. In queste condizioni un'opera non può essere di molto spostata in dietro.od avanti senza ingenerare nel poligono angoli rientranU e· salienti, i quali, mentre possono esporre talune opere a cadere pi(i facilmente in mano al nemico, fanno perdere ad altre in parte la loro efficacia contro gli effetti di un bombardamento. E del pari se si spostano laternlmente di molto, mentre risultano a troppa di- . stanza dalle opere prossime, non hanno più una egllale azione sul terreno frontegg ianLe. Può dunque avvenire che, per quanta cura si ponga nella scelta .. delle posizioni, il problema della applicazione della fortificazione al. terreno si presenti all'ingegnere irto di difficoltà, talune insormon-tabili, talune che il talento e la scienza e la pratica possano vincere .. Saperle distinguere, sceverarle e aver ragione cli quelle sormon-· tabili, costiLuisce il merito dell'ingegnere militare. In ogni caso però non è da credere che la fortificazione applicata al te·rreno dall'ingegnere meglio forn ito di studi, di talento e di , pratica, possa portare a questa conseguenza: che un fo rte in ter- . reno irregolare abbia sempre le stesse qualità e lo stesso valore of- . fenso e difensivo di un forte in pianura e nemmeno che si possa · sempre battere dal ramparo alto qualche tratto dello spalto; salvo . che non sia minimo, poichè sarà sempre possibile tenere un tratto,. dello spalto sul prolungamento del pendìodel parapetto, racc~rdan clolo mercè una scarpa molto rapida col piano della campagna. Vi · sono difficoltà avanti alle quali bisogna cedere. Esaurita così la parte generale della questione, esaminiamo ciascuna delle facce sotto cui si presenta il problema ed in primo luogo, il tracciato. Esso principalmente dipende: « 1° Dalla configurazione del terreno esterno, nel limite della « portata delle armi; « .2° Dalla situazione dei punti da battersi (ope,·e collaterali, << strade, ponti, strette, ecc., ecc.): « 3° Dalla necessità·di sottral're, per quante è possibile, le facc&·
5H
t
1
5 16
L' APPLICAZlOl'rn DELL1\ FOI\'l' f l'fCAZ IONE l'E lU1ANEN1'E
517
« imporlanti ai fuoch i di infìlata, face ndo cadere i loro prolunga-
.\L TJmR llXO
« menti sulle opere collaterali o su terreni inaccessibìli (paludi, « inondazioni, rocce, ecc., ecc.) ». Ci siamo serviti delle stesse pal'ole clel Brialmont ('I) pel' quei precetti che acceLLiamo; abbiamo invece soppresso quello riguardante « la forma del Lorreno nel sii.o dove l'opern deve essere co.1. « struila » e no abbiamo deuo piit innami le ragioni - ora chiariamo meglio il nostro pensiero. Noi stimiamo che l'influenza del !-ÌlO d'impianto su l tracciato sia molto limitata, tale in ogni caso che se ne può dar la mi sura, ed ecco come: Determinata la direz ione di una faccia. perchè essa abbia tulla la sua efficacia oITensiva, ossia perch è balla con tit-i nor·mali le posizioni che il nemico può occupare, può m·Larsi co nlro una insormontabile difficoltà tecnica, come avviene per esempio quando essa tagli molte curve orizzontali assai ravvicinale, o, più chiaramente, quando cada in lerreno declive . Allora si potrà far sub ire alla direzione prestabilita uno spostamento eguale all'angolo complementare cho fa la direllrice della prima direzione col Liro più inclinato nel piano orizzontale, cho possono fare le bocche a fooco di cui donanno · armar$Ì , tenuto conto della loro nalura, degli affusti su cui s' incavalcano, e delle loro piattaforme o paiuoli . No i non pretendiamo elevare questo suggerimento alla dignità:' di precetto. Non è che. un ripiego il quale, in taluni casi, potrà anche essere surrogato da altri più accon ci. AYendo avuto noi occasione di progellare ecl esegu ire molli lavori di f'ortificazioni, ci sia.mo scontrati spesse volte con questa diffì.coltà e in un caso l'abbiamo diYer,samente superata. Il ciglio dell'altipiano su cui doveva stabilirsi un forte, pro Iungato, faceva un angolo di ci rca 50° co l prolungamento della linea che poteva supporsi rappresentasse le posizioni occupabi li dal nemico. Non era dunque possibile adagiare su quel ciglio la magistrale del fbrte. .Nella posizione opportuna il terreno fuggiva precipitosamente, non era poss ibile seguirlo: nè la piccola deviazione che avrebbe potulo darsi al tracciato, quale la consen ti,,a il settore di Liro, arrebbe
fallo superare le difficoltà. Allora si ruppe la linea di fuo co facendo la
(I ) La (o ,·tlf!catton à rossé" secs.
a. tratti succ_essivamente ritirati sull'altopiano a guisa di denti di sega, perchè con questo ripiego non si incorresse nell'inconveniente del e l'inefficace fiancheggiamento della scarpa esterna, ripetendo in essa le :spezzature fatte nella magistrale, la si lenne in un'unica superlì cie continua. Il pendio del parapetto risu ltò così una superficie :;ghemba con qualche diffico ltà di costruzione, ma nessLm danno. Un danno invece si ebbe perchè quel pendio risultava in talun i punti così poco incl inalo da non poters i ulilizzare la massima depressione del tiro sotto l'orizzonle. Si stimò però che questo dann o lallico fosse ad usura compensato dai vantaggi tecnici che si ottenevano. Del rimanente un simile ripiego · è consigliato anche dal Brialmon t in un caso analogo nella sua Fortifica.zio ne dei campi di battaglia. Altri ripieghi potranno certamente essere rinvenuti ed auual'i , ma noi non sapremmo indi carli. La soluzione di simili dimcolu\ può dettarla la pratica, ma l'ispirano lo studio del sito e la piena couos'cenza delle condizioni da soddisfarsi, eccitati d,11° seni imento della responsabilità. È inteso che nell'attuazione di questi ripieghi si deve badare che almeno le facce principali sieno sottratte per quanto è possibile, all' infilala. Ma lo scopo ltllico che un'opera fortificatoria deve raggiungere non è solamente quello di battere le posizioni lontane dove il nemioo può stabilire le proprie batterie a suo danno . Esso deve altresì premunirs i contro un co lpo di mano, e in,taluni casi, forse rari, ma non impossibili, contro un assedio regolare. In altre parole un forte deve esercitare una doppia azione offensiva e difensiva. Pel' l'offensint. il tracciato deve essere ordinato per un'azione sul terreno lontano; per la difensiva su quello vicino; ed è per conciliare questo doppio ordine di esigenze che il più delle volte si dà di cozzo nelle difficoltà tecniche. Quando, violentando il tracciato nel modo detto più sopra, si giunge a dare al ramparo alto un'azione concomitante offensiva e difensiva, si è data la miglic11·e soluzione al problema, e questo deve avere essenzialmente in mira l'ingegnere. 1
J, ,5•18
L' APPUCA,7.[0~E DELLA FORTlFICAZIONE PERi\lANEXTE
Ora nei terreni poco ondulati, piutlosti che seguirlo con la fortificazione, conviene considerarli come orizzontali . Questo ripiego ·-che, adattato in molli dei forti di Roma, è parso al 1lfémorial deTn· gener·ios poco feli ce è dettalo invece dal Brialmont laddove dice che il poligono tracciato dev'1:ssere quasi dello stesso livello. È .inutile dilungarsi per dimostrare come in simili c;si questo modo di esecuzione sia il più opportuno: inutile dire a quanti sconci si an·drebbe incontro se il tracciato dovesse seg11ire nel piano verticale anche solamente alcune delle principali inflessioni nei terreni poco ondulati. Le difficoltà di costruzione aLLmenLerebbero a dismisura, . I_e rampe ~ I~ scarpe di raccordo e le scale per guadagnare le dif- . .ferenze cli livello farebbero crescere .Je spese e l'ampiezza del1' opera, senza un corrispondente aumento del suo valore tatti co; la distribuzione interna riuscirebbe più complicata; più incomodi gli . alloggiamenti, più difficili le comunicazioni e l'in()'eanere dovrebbe . . o o gettarsi m questo baratro di difficoltà, solamente per procurarsi la p1ie·rile socldisfazione di subire la tirannia del terreno~ Ripetianio -e facciamo nostre le parole dell'articolo bibliografico pl'eso in esapie dal Mémorial de fogenerios. Quando questo modo di esecuzione non sia aLluabile e il silo as .~olutamenle non consenta che dal ramparo alto, si batta il terreno -vicino, convel'!'à ricorrere ad altri ripiegh i. Uno è quello suggerito dal Brialmonl e ·da noi più innanzi ripor.;lato, di battei'~ cioè il terreno prossrnio dalla strada coperta. Ma vi sono altri ripieghi : a questi non può assegnarsi un confine, po ichè possano essere cli versi come diversissime sono le condizioni dei luoghi. In un forte da noi progettato, non potendo battere il terreno fronteggiante dal ramparo allo, non volendo fare la strada·coperta ·suggerita dal Brialmònt, perché riputata Lroppo arrischiata stante ~la difficollà di comunicazione coll'interno del forte, si provvide a battere il terreno i:on fuochi di fianco. Il sito lo consentiva: le wrve orizzontali pr~sentavano una inflessione con la concavità alla campagna nel punto da battere, mentre poi, ripiegandosi dopo breve tratto, si rendevano convesse: si trac, ciò il fosso tangente alla concavità e convergente colla linea di fuoco: · e sulla co~troscarpa, a piedi della scarpa esterna del parapetto, dove J e curve s1 volgevano con fo rma convessa, si stabilì una massa co-
\
AL TERRENO
5'19
prente per cannoni da campagna e fucileria, donde si batteva il terreno nella concavità delle curve nascosta ai tiri fronteggianti. In questo stesso forte abbiamo altrove usalo un simile ripiego, ma attuato in modo più generale. Sarebbe troppo lungo farne la descrizione, la quale d'altronde non riuscirebbe chiara, sem:a il sussidio di un disegno, che ragioni di convenienza non ci permettono di pubblicare. Quel ripiego non fu ideato da noi, ma ci venne suggerito da un egregio ufficiale superiore del genio, il colonnello marchese De la Pemre, sotto gli ordini del quale avevamo l'onore di lavorare. Ci sembra che da esso sorga un principio che può enunciarsi così: « Ove non possa affidarsi al ramparo alto la difesa vicina con« viene costruire una speciale opera, per questo scopo, intima« mente connessa con l'opera principale. » 'È il principio della indipendenza della difesa vicina dalla lon tana e, come corollario, di quella del fosso dalla linea di fuoco. Non abbiamo la pretesa di enunciare un principio affatto nuovo. ma se se ne trova traccia in qualche lraLlaLo didattico, non vi si rinviene quel ade~uato svolgimento che l'importanza del principio richiederebbe. Ne troviamo qualche cenno più esteso m~I citato articolo del P.rofessional Papers (p. 122), che crediamo sia pregio dell'opera di qui riportare: « La distanza fra il ramparo (batteries) e la scarpa dipende dalle <1: seguenti circostanze: · « a) La natura 1del sito, in maniera da dare la miglior posi« zione offensiva al ramparo ed il miglior tracciato difensivo alla « scarpa. » « b) La distanza più vantaggiosa dal ciglio superiore perché « le artiglierie possano battere il terreno sul fronte. » « c) La distanza fra i 'ricoveri e i' parapetti perché non sia « troppo grande da impedire: che siano rapidamente presidiate;». « d) Lo spazio necessario per la minima grossezza della massa. « coprente. » . Abbiamo tradotto letteralmente, per.quanto la diversa indole delle due lingue ce l'ha consentito, ma non abbiamo ripugnanza di confessare che, forse per non aver bene inteso il testo, non sappiamo interamente v~lutare la portata di tutti questi dettami.
I 520
L' Al'PLICAZIONE DELLA FORTIFICAZlONE PERMANENTF,
(1) H. OJ-RA.RD. -
52,1
AL ·rERl'.EKO
Laddove alla lettera b è fatto cenno del terreno d{ battere, bisognerebbe sapere se s'intende il vicino o quello ·1ontano. Nel primo caso il precetto avrebbe un significato molto problematico, nel s~cond? sarebbe inutile, perchè non si sa vedere quale legame ci sia fra 1) terreno lontano e la distanza fra la scarpa ed jl ramparo. Comunque sia dal primo precetto, se noi ben l'intendiamo, sorge il concetto già da noi enunciato della indipendenza della difesa vicina dalla lontana. Il capitano Girard (,1) ha studiato con sottilissima analisi le proprietà tattiche dei terreni ondulati. Il suo studio mira alle applicazioni della fortificazione passeggera, ma le sue deduzioni possono, in una certa misura, trovar luogo anche nel caso nostro. Egli esamina tre casi, secondo cioè che la posizione sia parallela o normale alle curve orizzontali, o le taglia obbliquamente; e, per tutte e tre, giunge alla conclusione di determinare con matematica esattezza la giacitura ecl il tracciato della linea difensiva, indipendentemente dalla offensiva. Noi invitiamo il lettore a prenderne conoscenz,i,_poichè inserirenel presente studio un estratto di quelle teorie, anche ristretto, ci porterebbe fuori dai limiti che ci siamo assegnati. Le conclusioni del capjtano Girard non sono invero integralmente applicabili ai casi che ci presenta la fortificazione permanente, m,a se ne potrà trarre una guida la quale potrà aiutare a stabilire il tracciato e la giacitura della linea difensiva. Però nella maggior parte dei casi avverrebbe che il fosso cfovrebbe scavarsi ad una distanza piuttosto rilevante dal ramparo, incorrendo nel pericolo di una viaifanza ' o poco sicura dei fossi stessi e d'una spesa rilevantissima per accedere :id essi ed alle caponiere od altre opere fiancheggianti'. Inoltre t pi-ecetti del Girard si propongono essenzialmente uno scopo.tattico, il quale dev:e giustamente prevalere in un'opera campale: ma in un'opera pemianente se è necessario co,nservare questo primato al tracciato offensivo, non vi è uguale ne.cessità per quello difensivo, essendo molto limitata la sua azione sulla campagna, ver~o il fr0nte. J>iir .qu13sto dunque debbono p,revaler-e le esigenze tecniche ed ·e ssenzialmente quella di non incorrere in spese esagerate. La (01·ti/tcatlon àe campa.g ne, appltqiufe - Bruxelles. 1876.
Quando adunque i preceni del G-irard non siano conciliabili con u'.ia giusta spesa e con altl'i requisiti tecnici, converrà stabilire con diversi criterii il traccia to della linea difensiva e per ess,t del fosso da cui è dipendenLe. Il modo più ovvio è che quel tracciato corrisponda alle corde o alle tangenti cli una_ delle curve orizzontali del terreno, opportunam~nte scelta. La chstanza cli una tal linea dal ramparo è detel'mmala: a) Dallo spazio occupato dal parapetto e dalla scarpata esterna compresa fra iI ciglio esterno del parapetto e il suo incontro col terreno naturale; , b) Da una herma di sufficiente ampiezza percliè vi si possa : ta ~rd1re la mas~a coprente della linea difensiva, quando noi1 si prelerisca, o non s1 possa, porre questa sulla con Lroscarpa del fosso; . . e) Dalla scarpata di detta massa coprente compresa fra il suo t:1gho esterno e quello del muro di scarpa; d) l?inalrnente dall,t larghezm del fosso, comprendendovi anche la scarpata interna dello spalto. · Determinata in tal modo la posizione della linea difensiva bis~g~erà ridurfa al minor numero di lati possibili, perchè, compatibilmente con la sua applicazi0ne al terreno, non si abbia un nuì:nero troppo grande di lati e quindi di opere fiancheggianti, e la direzione n_e sia _tale da premun irn, il più possibile, il muro di scarpa dal pencolo delle brcccie. Per- ottenere una buona applicazione tecnica ·il fosso dovrebbe seguire tutLe le intlessioni del terreno . l\fa in tal modo, oltre alla grnnd~ (rregolarità. di costruzione cui si andrebbe incontro, potrebbe avverure che qnalche tratto del Cosso fosse nascosto all'azione delle opere fiancheggianti . Nulla vieta però che il fosso segua il terreno nelle sue principali e caratteristiche accidentalità, e quindi sia scavato secondo piani anche fortemente inclinali, purché il suo fondo non sia sottratto alla vista delle opere fiancheggianti, e queste alla lor volta, risultino defilate. · Gioverà ora dire del modo come costruire la massa coprente della linea difensiva. li 1~0~0 più ov:7io è di affidare la difesa vicina. alla slrada coperta, secondo il suggerimento del Brialmont: e così facendo pare che si ANNO XXVIII, VOL. J.
33
" 022
L' Al?PLJCAZlONE DELLA 'J."ORTIFICAZIONE PERMANENTE AL TERRENO
rjsponda meglio all'indo le d'un campo trincerato poichè la difesa vicina si affiderebbe alle truppe di manovra piuttosto che al presidio dei fo rti. Si potrebbero però fare molte obbiezioni, quali: la necess ità clel defilamento della scarpa impedita dall'es istenza della · strada coperta; la difficoltà di comunicazione fra la strada coperta e l'interno del forte e quincli la maggior facili ta delle sorprese; il minor comando della linea di fuoco onde battere la strada coperLél , ed altre obbiezioni che potranno sorgere per la speciule natura dei luogh i. La mente r icorre perciò ad alLri modi di attuazione ed uno è quello escogitato dal colonnello De la Penne e di cui più sopra abbiamo fatto cenno . Esso Gonsiste nel formare la massa coprente a ridosso del muro di scarpa, cioè a piedi della scarpa esterna del parapetto. Se s'immagina che tale opera sia tutta interrata, si comprende come possa sempre battersi il terreno esterno, tàl quale avviene dalla strada coperta sul ciglio di controscarpa. In pratica questo 11011 sarà sempre possibile, poichè la massa coprente difensiva dovrebbe seguire il fosso in tutto il suo andamento planimc1.rico ed àltimetrico, ecl abbiamo dimostrato che il fosso non può integralmente adatlarsi al terreno. Però si comprende che, come relativa è J'applica?.ione del fosso al terreno, tale altresì può esser,~ quella clell a massa coprente e tflle la sua azione sul terreno vicino. Possono però farsi molte obbiezioni a questo sistema e sono: un eccesso di sterro rispeuo al rinterro, il considerev-ole aumento di spesa; la possi bilità che la massa coprente possa essere distrutta da lontano prima di entrare in a:r.ione, stante la poca grossezza ~be in .talun~ casi bisognerà darle per non aurnenLar troppo la profonditù dell'opera; il fatto che i proiettili, scoppiando nel terrapieno del. l'opera difensiva, in uno spazio piuttosto r istretto, possono renderlo inabitabile. Tuue queste obbiezioni, senza perdere nulla del loì·o valore assoluto, possono, in determinati casi, venir compensati da vantaggi di altra natura, che l'ingegnere militare deve saper valutare. Fin ora abbiamo discorso del tracciato considerato sotto l'aspetto planimetrico, ma egli è essenzialmente nel riguardo altimetrico che può ottener.;i un buon adattamento deJl,i fortificazione al terreno. Gia più sopra, parlando dei terreni poco ondulati, abbiamo faLLo cenno delle difrico!Là cui si va incontro qualora non voglia darsi al
523
t1·acc!ato
lutto. uno stesso livello, ma po.ssono esservi condizioni JocaJi, le quali rendono assolulnmente necessario cli affrontarle. ,11 ?1odo è in generale molto ovvio. BRsta far dei salLi di livel lo nel 'Lraccmto mecles,rno, La[i che il comando della linea di fuoco non ~c!'.1da, al disotto di ~uel minimo, nè superi quel massimo, che per 1 at.i1on1.LalL1che conviene acfotlare. Dove fare questi salti, come rac, cordarl.1, qual i. varianti introdurre nell'ordin:amento del ramparo. nella cl~str1.bu7:1o~e degli alloggiamenti, nella organizzazione delle {:O,mtmrcaz10:111, formano quel complesso di dettagli Lécn ici che non p~ò nè conviene soLLoporre a prescrizioni Lroppo tassati<re, facendo pmltost? cont~ sulla prclLica e talento del!' ingegnere. E qt11 conviene rannodare le sparse fi le e riassumere in pochi aforismi quanto fino ad ora siamo venuti esponendo: O
,J L'arte di applicare la foriifìcazione al terreno riguarda l'adattamento strategico, il tattico e il tecnico; tre cose ben distinte. 0
L'.adat1amentostrategico è regolato da principii determ inati; quelli tattico e tecnico meno da princi1)ii che da rir)ieahi spa,)' , ·t · 0 00 01 11 da talento innato e dalla vratica. · ' 3° L'adattamento tattico è mutabi le col mutar ctelle armi. Esso riguarda il tracciato nella sua azione offensiva e difens iva. 0 ,. ~ 11 tracciato offensivo è .in massima indipendente dal sito d tmp,anto; quello difensivo gli è ligato. . . . 5° Dev~ aversi in mira che dal la stessa linea di' fuoco si eser·M'. la doppia azione offensiva e difensiva. Ciò è sempre poss ibile ,nei terrem poco ondulati . 6° Nei Lerreni molto accidentati sarà necessa rio rendere indi- . ·penden'. e l'offens iva dalla difensiva . 7° Sotto l'aspetto altimeLrico dovrà ave rsi in mira di tenere il 'tracciato qu:1si dell'istesso livello.salvo una imprescind ibi le nece$SiLù. 8° L'arte di applicare la fonifìcaz ione al terreno non è tale da potere, in determinati cas i, dar-e un'opera in sito mon tano che abbia lo ste$SO valore tattico e le s'esse qualità tecn iche di una simile opera in pianura. :
Applicando le cose sopra. esposte ai forti cli Roma si sco rire che' se . V ,,quesl! non rnggiungono l' ideale .per-,la scelta delle po:-izioni, fo rse,
AL TERRE1'0
!>'.2.l:
525
dei fatti egli potrà tranedalla sua serena coscienza o dal sentimento ,del dovere compiuto la virtù cli non curare l'accusa e passar oltre. )fa quando rallrui fiducia nell'opera propria è uno dei principali fa.!lo ri del suo successo , quando questo non arrecherà all'autore vantaggio alcuno, ma gio,•erà invece alla patria, che non è certamente meno a cuore degli accusa.Lori che degli accusati, non basta ch e questi deplorino la poco cautela colla quale si dànno giudizii tanto più. gravi quanto meno possano giustiri carsi . Chiunque abb ia, anche in mimina parie, contrih11il0 a creare quell'opera ha il dovere di giL1stin carla. Tale è il caso delle fortincazioni di Roma: la nazione e l'esercito ~ bhiano in essa. fidur.ia, chè non J'avrnnno mal messa.
r,' Al'J'J,l l:AZ JONB DE LL ,\ l'OflTIFIG.\Z\OXE FB!1MANl!i~'fE
tl'oppo prossime alla cinta , lasciano poco o nulla a desiderare sollo l'aspeLLo Lattico e Lecn ico . Bisogna però ricordare che si volle preservar Roma semplicemente da un colpo di mano; ed in origine con la, condizione d'un.i spesa, limitatissima. Il traccialo dei l'orli in generale è quello cli una lunetta, nè potrebbe essere diverso . Quei dei forti (come quelli di pianurn) non hanno oubiettivo speciale; debbono battere il fronte del Cltmpo trincerato, il quule non }Jresenttt in massima obb ieLtivi speciali, conservando sempre lo stesso carallere Lopogralico cli do lpi ondula:1.ioni, e fiancheggiare le opere laterali: essi dunque devono per necessità compors i di u11 fronte principale e cli dne fiunoh i, oltre il Lri noornmeuto cli gola. Solo la necessità di preserrarsi dalla infi lata ha potuto indurre ,t spez1.are il fro nte in due lati in qualcuno di quei forti. Che signi(i·cato può avei· dunque l'accusa di non aver in essi applicala la fortiJicazion e al terreno t E basta il giustificai-lo il solu fatto c:he in qualche forte, una piccola parte del fosso sia stata fatta, non completamente in ri porto, come si dice, ma solo per piccolo tnll.to iu iscavo? Si è eletto che l'aver ,,o[uto adattare a terreno irregolare un forte di pian11ra ::;ia stato causa di grandi spese: in vece la somma spesa per ogni bocca da fuoco messtt in baLtel'ia è stata cli L. 50 ,000 circa: è forse troppo? Risponda per noi chi, al'endo mollo lavorato, sa misurare_ alla stregua della pratica la giustezza cli certi preconcelli.
Roma, marzo 1883. E. On1r.rA, capitano .
Varrnnuo 11ueste nostro parole a ritornare incolume alle fortificazioni di Roma quella estimazione che non a \'l'ebbe mai dovuta essere scossa per ragioni di giustizia e di patriottismo? Lo speriamo poco. L'uomo è più propenso a credel'e il male che il ucne: in chi accusa vede l'ardimentoso apostolo del vero; in clii si difende ::;uppone la scusa intere::;sala e la giustifica mendace. Così avviene che a danno di cose certamente non biasimevoli , e forse anche meritevc>li di encomio, si forma il discredito. Se l'opera poco rellamente giudicata è tale per sua. natura che tosto i fatti possono prova.me la bonti1, l'autore può sorridere dell'accusa. Se solo il tempo può dare la prova.
L
llASSEGNA TECNOLOGICA -
RASSEGNA TECNOLOGICA L'ACCIAI O
Conrenienz.a e possibilità di fabbricarlo in Itali~. -Acciaio d~II' epoca romana. - ca1·0Lteri. - Influenza di alu·i meLalli. ;_ Acciaio do cannone. - Vor, metodi J>Cr ottenerlo. - Alto .forno. - Acciaio Bessemcr. - Defosforazione della gh isa. _ Acciaio Martin. - Gazogen i e l'igeneralori. :llctodo .:lirello di Siemens. _ Acciaio Krupp. - Acciaio compresso allo stato liquido. - )lezzi chimici detti di Terro.-Noiro per ottenere l'acefalo compatto - Fahbricazlone dei cerch i do canno1o: senz.a fucinatura. - Istitu ti dei sasg,. - Classificazione. - Fabbricazione dei cannoni con /ìlo d' ~cciaio.
Tl bisogno di un metallo a.bbasLanza Lenacc e duro che servisse di mezzo pc1· dirigere lo forze immani della natul'a ad un fine determinalo, stimolò fin dai primi tempi l'ingegno dell'uomo. Ne nacque così a poco a poco la melallnrgia del feno che da rozza arte è giunta oggi a foJ"mare una dell e scienze più difficili e più sLudiate. Le gigantesche costl'uzioni mc,deme, i ponti, learmature, le navi colossali, le torri o cupole girevoli coi cannon i e gli infìniLi congegni annessi avendo bisogno, per soddisfare alle condizio11i lorn imposte, di un metallo eccezionalo dolalo di molleplici qualità, di ffic ili a Lrovarsi insieme r iunite, forono di sprone, colle crescenti esigenze, al secolare lavorio che seppe ai nostri giorni riuscire a quella perfezione di m.eta llo che è l'acciaio. E ben si può dire che questo ~ia. una creazione tnll.a moderna, poichè, quantunque conosciuw 2000 anni avanti Cristo, come ne fanno fede le trad izioni lasciate da )Josè che ne indicano l'esisLenza pl'esso gli anLichi Egizi, pure la fiducia in esso riposta e l'impiego ge11erale cu i ora sembra. di1:euo, non. risa le cb.e a poch.e decine di ann i.
L'ACCIAIO
527
Egli è che questo ProLeo, il quale muta carattere ed aspeLlo per cause tanto difficili ad apprezzan;i, sfuggi sempre alle più minute ricerche, e fu solo da poco che si riuscì a scoprire il segreto della sua impressionabile costiLnzione, merce le analisi chimiche diligentemente istituì te, le osservazioni dirette ed i perfezionamenti degli apparecchi, con che si misero in chiaro molti fatti dapprima ignorati, e furono spiegato in parto le relazioni fra il suo dosamento in carbonio ele sue proprietà meccaniche, r iconosciuta la vera influenza esercitata su di esse da altri metalloidi, come, fosforo, silicio, ecc., e fi nalmente accertati i perniciosi effetti dei gaz in esso rinchiusi durante la fusione. Ne nacquero quindi ·nuovi processi i quali, lUttodi perfezionando:;i, richiedono uno studio perseverante che a noi, bambini in cruesto ramo d'industria, deve stare a. cuol'e, tanto più perchè possedendone molti elementi, non abLiamo saputo ancora svincolarsi dalla dipendenza stl'aniera. A tale studio gl'iogegner-i militari in ispecial modo dovrebbero ri vo lgere l,1 loro attenzione , essendo esso il fondamento di una industria che tanto interessa le loro costrnzioni e senza la quale no11 havvi oggidì vera potenza milital'e. Tutti, a dir vero, sono convinti del vani.aggio di una fabb ricazioue nazionale del feno e dell'acciaio, tutti non !o sono egualmente pel'ò della. poss ibilità economica di attuarla, porche fo rse i miglioramenti coi quali si giunse a l'ealizzare una economia considerevole di combustibi le ed una semplicità negli apparecchi non sono a Lutti egualmente noti . Ai titubanti o sfid llciati dovrebbe però servii:e l'esempio dell'Ungheria e della Spagna; della pri ma che, pur Lrovandosi come noi in penuria di combustibile sa tuttavia. dar , ila a. 68 alti forni ed a 48 forni di fusione utilizzando le qualità infe riori di cornbuslibile che possiede; della seconda che, avendo cominciato :;olo da pochi annì a studiare l'acciaio da cannone ed il modo di ottenerlo nei suoi stabilimenti miliLari, ha ora completamente e!lettualo il suo disegno ed è sul la via di emanciparsi dall'estel'o per la fabbl'icazione delle sue artigli erie (1). 1
(I) L'ingegnere Luigi Orla ndo in un suo opuscolo pubblicat.o nel lSSl dimostra collo seguenti cifro la convenienzJ economica de lla fobbl'icaziono dell'acciai o in Italia Partendo dal costo delle ghise del Cle,•elaud ( f.. 51.70 per tonnellata) che son le piil
528
529
UASSEGNA T·ECNOLOG!CA
r.' ACC IAIO
Allo scopo soltanto di tener dieLro ai rapidi progressi dellametallurgi1:1, dell'acciaio, i quali invecchiano dall'oggi al domani, rica.pitol eremo brevemente la storia di quelli compiutisi negli u!Limi anni, cercando nel tempo stesso di vedere qoale sarà peì: essere il probabile suo indirizzo n.ell'avvenire, in quant.o rjguarda specialmente il materiale di guerra. Che se potranno sorgere, come ne esistono oiit degli indizi, nuovi fattori che vengano a mutare in seguito radi c!tmente questo ind.irizzo, l'esperienza degli studi fatti servirà sempre a farc i ritrov:are più facilmente il metodo più economico da seguirn per 01,tenere in grandi masse l'acciaio adatto ai bisogni delle costrnzioni militari .
focin atura per liberarli dalle impurità quesli masselli, ora riescivano poco duri e davano origine al fe1-ro, ora invece a,vevano durezza adamantina e davan luogo alt' acciaio . I romani affrancatisi dagli Etruschi , perfezionarono il modo di ottenere il metallo che dava la ·vittoria e che Porsenna, pei· fine politico av:eva voluto relega.re a.gli strumenti agricoli. In breve tempo l'uso del ferro e dell'acciaio si estese, mercè il metodo conosciuto sotto il nome cli catalano, perchè diJinso dappoi in Ispagna, e differen te da qll.ello degli antichi per il modo con cui si faceva arrivare la corrent e d'aria nel forno , la. quale nel metodo italiano era spinta dalla parte ~uperiore.Dall'isola d'Elba e di Corsica, dove era in fi ore, questo metodo passò poscia in Ispagna nei Pirenei e ve lo troviamo ancora ai giorni nostri, benchè minacciato di morte, sparso in moltissime valli (1). L'acciaio degli antichi, ben dissimile da quello che si ottiene coi moderni processi, dotato di una durezza grandissima e di con siderevole elastici là. fu impiegato esclusivamente alla. fabbricazione degli isti:u.menti da lavoro e delle armi da taglio, talchè ancor oggi sono famose le lame di Damasco e cli Toledo e non fu che in princ1p10 iii questo secolo in cni le applicazioni sue si estesero ad altre industrie. · ' Sebbene fin dal'! 722 il Réaumur avesse proposta la fa!Jbricazione dell'acciaio irì crogiuolo, mescolando in sieme un a certa proporzione cli ghisa in fusione con ritagli cli ferro lavorato, questo metodo ri ~ mase per lunghi anni inattuato perchè non si ave-va una sorgente di calore abbastànza elento, e soltanto un secolo dopo fu vittoriosa-
L'acciaio ed il ferro erano ottenuti dagli antichi con un metodo poco dissimile da quello che impiegano ancora oggidì i popoli meno c.ivili. Una cavitit molto profonda, praticata sul .fianco d'una collina, veni va a metà riempila di carbon di legna in combustione, sul quale si versavano in seguito dei minerali ricchissimi di ferro, che, cimentati da un fuoeo attivo e continuo per un giorno intero, cadevano poscia nella parte inferiore <lel rozzo forno sotto forma di masselli. metallici, · pieni di scorie e di carbone. Sottoposti in seguito alla a buon me r cato ~ cagion e _d elle i rnporità e del fosforo che contengono, egli, aru roesso c he co i combusWi ilì c he .. bbia mo, con"enga nell'alto forno mescolarli con il 40 •r. di coke per avere una proporzione d i J<g. 1050 di co mbustibile per ogni tonnellata di ghisa fusa, stabilisce il seguente calcolo : Minorale a l 5S p. 0 r, Kg. 1725 a L. 7,50 Coke Kg. 420 a L, 50 Lign ite 840 a » 11 . . , . . • Fonden te » 430 a • 5 Mano d'opera . . Mantenimento, direzione, ecc. In teressì del ca pitale Totale prezzo di un a t on nella ta di ghisa
L. l2,9J. »
12,60 9,24 2, 15
6,90 5,10
.,,
2,52
I... 51,45
Dal che r isulterebbe che l a ghisa di buona qualità fabbricata in Italia costerebbe L. 3,25 di meno dell a ghisa ordinaria del Cleveland, per c ui essa potrebbe a fortior i far c oncorre nza c olle buone ghise i nglesi. Risoltn favore vol me nte la q uisti one d ell e ghise, rim a.ne ri so lta pure que lla por fa fabbr ic azione d el ferro ch e, come si vedrà in seguito può farsi col puòcll"ggio adoperando i rige neratori S iern ens,ed a più forte ragione qu ella per la fabbricazio ne delhcciaro per l'eccellente quali tà dello nostre ghise c u i non occorro aggiungere , come s i fa altrove. mescolanze di spieg'lleisen, e per i va ntagg i che o ffrono i forni Mani n-S iemen s a li me11tati da com bust ibili gasosi che possono ricavarsi da qualunque specie, anche grossolana, di combustibile .
(I) JI Fremy fu l'u~ico c he abbia tenta to recen te mon te dì rar rivive re q uésto 3ntico me todo per ottenel'e l'acciaio, metodo sopraffatto ora da quelli moderni. Gli studi e gli sperimenti suoi per proc urre l'a cci aio da cannon,i, cui, dopo la guerra del 1$70 tanto si in.ti,ressarono gli a rtiglieri francesi , lo in du ssero nrlla persuasione c he solo il ferro ottenuto col metodo catalano possedesse le qualità n ecessarie per fabbricare quel metallo speciale. Secondo il Fremy, l'acciaio per cannone non doveva essere ch e una lega di fe rro e di accfoio uniti fra loro sinteticamente in un forno a gaz a so migli a nza del bronzo, nel qual metallo le r ropricità meccaniche sono appun to soggette a clebolisslme variazioni . I ris ulta ti delle sue espcrieor.e lo persua sero che il ferro otte nuto nei forni pud le1· c oll'a ffiname nto d elle g hise, sarebbe s ta to inada tto a lla fabbricazion e del meta llo da cannone percltè c on tenen te sempre m e talli o metalloidi estrane i e dannosi alla sua costituzione. J,a sua voce non venne tu ttavi~ ascoltata o s i con tinuò a fabbric~ Pe l'acci a io da c a nt10ne coi. me todi impiegati per gli a ltri acciai.
030
mente impiegato dall'inglese Huntsrnann di Scheffield mediante un: forno speciale a forte .tirante d'aria., da questi inventato . Quanto più venivano conosciute ed apprezzate le buone proprietà di questo metallo, di altrettanto crescevano gli sforz i per averlo i.n gran copia e fra gl'irmumerevoli tentativi, rimarranno 1:ella stona rimarchevoli gli studi ed i risultati ottenuti da tre celebn metallurgisti, Krupp , Bessemer e Siemens, i quali per vie diverse giunserotutti a meuere in commercio grandi masse d'acciaio di nna composizione e di una strullura mollecolare quasi identica e fin issima , epperciò utile ai medesimi scopi. L'acciaio non è un metallo a proporzion i ancora ben derini!e, ch esi possa riprodurre esaLLamente con delle proprietà costanti ; che se gli sforzi defoi moderna 1netallurgia tendono insistentemente a que~to scopo, i tentativi finora fatti 11011 possono dirsi completamen te nesciti, altrimenti uno solo sarebbe il metodo adottalo per ottenerlo. Esistono infinite quali tà d'acciaio i cui cara tteri variano col variare· del minerale, del combustibile, dei met0di impiegati per ottenerlo . e financo colla natura degli a.Itri metal!i che, in proporzioni piccolissime,entrano nella sua composizione,e fra. l'acciaio fragi lissimo,d'una durezza adamantina degli utensili, e l'acciaio soLtilissimo col quale· il celebre metallurgista Schneider riesc:i a formare una coppa d'un
& di millimetro, una
quindi dipendenti solo dalle variabili proporzioni del carbonio, ma altres i da quelle di corpi quali per .esempio il silicio, il manganese, il cromo, il fosforo, ecc., che richiamano le iden tiche modificaz ioni. Nello studio quindi dell'acciaio e specialmente trattandosi di clas- · sificarne le numerose variet.à, biso:~nerà in avvenire fondarsi sulla sua composizione chimica la quale può solo darci la misura con cui le variabili proporzioni infinitesimali di certi corpi in/1uiscono sulla resistenza al lo schiacciamento, su lla tenacità, sull!l elasticità e così via; ma non essendosi potuto finora slabilit-e a questo riguardo regole fisse, la classifìèazione degl i acciai si fa generalmen te, come vedremo, o sul loro tenore in carbonio o meglio ancora sulla misura diretta delle loro qua lità meccaniche principali, che sono la resistenza alla trazione, la fragilità, la durezza e l'altitudi ne a prendere la tempra. Il seguente specchio può dare un'i dea sensibile dell'i nJluenza esercitata sulle propri età dell 'acciaio dall'aggiunta di ·I / 2 per °lo di alcu ni corpi, e lo presentiamo perciò al lettore allo scopo. di esimerci di entrare piùdiffnsamente in nna quistione troppo ardua e troppo lunga a tra ttarsi :
.
10-
Fosforo
finita serie di var ietà ne costituisce la vasta famiglia. .Fino a qllesti ultimi tempi si era ammesso che l'acciaio fosse nn carburo di ferro in cui il carbonio entrasse nella proporzione di·
Carbone
sol pezzo con pareti della grossezza di
53-t
L' ACCIAIO
RASSEGNA TECNOLOGICA
3 1 - '- e che nella "bisa invece questa proporzione salisse a . . Ora 100 ° '100 invece fu constatato che, se il carbonio è incontestabilmente l'elemento essenziale d'un buon acciaio, non è però il solo corpo che dia
al ferro le qualità proprie di quel metallo e che i corpi che vi si trovano mescolati, oltre il ferro ed il carbonio, invece di eterogenei, devono esse!'e considernt.i come costitutivi di quelle qualità speciali, per cui lei loro influenza può essere buona o calliva e spiega anch ~t.utte le varietà dei composti ferruginosi esistenti. Le divel'se pto prieLà dei ferri, degli acciai e deJ.le ghise che banno costituito finora la quasi insuperabile difficoltà della loro classificazione, non sono
I a llR~sistenza a traziono
~o.,
I-
r. i+ + ~, o~
:VI!1nganese Silicio
+
e:.-
..
~ oi ;::,:,
"'
1+
Durezza
· Fragi li tit
AUi vad ine
a prendere la te mpra
o +++ + + + -, + + + + + o T + _j_ I
I
T
+I
J
o
o
o
J?ra 11e moltissime varietà in cui si divid.e la vasta famiglia degli acciai, havvene una che inLeressa specialmente il coslrullore militare, cui si diede il nome di acciaio da ca·nnone perchè atto specialmente alla costr uzione delle bocche da fuo co e ad ottener la. quale furono diretti studi ed esperienze accurate e singolar issime, le quali , se fossero conosciute nei loro particolari, costituirebbero cel'tamènte un prezioso ed utile documento pella. storia di questo . mela.li o.
532
RASSF.GNA TECNOLOGICA
L'ac:'iaio da ::am~one contiene una piccolissima proporzione di cn~b.on1? ed ap.paroene pe~'ciò ·agl i acciai dolci, ma per dargli la :'o~L1tuz1o~e fis ica, necessan::t a renderlo appropriato al suo impieaa. il _1?o_do d1 o.t~e.nerlo fu lìnora i1is'.e1~1e diffici le e dispendioso. Le p7.o~ P1ieta che d1::,Linguono questo dagh altri acciai sono la tenacità la d'.irezz~ , la dnttilitcì e l'elastiéitci insit}me ri uni te, nonchè l'au./tu· d111~ a .nce.vere per mezzo dell ét tem,pra e dell a rit;ottura un o-rado vanab1l1ss1mo di densità d·:t< rendere le s·in oo·ole P" J't·I (I~·I CUI_r,, sono · • • . . fau1 1 modem i cannoni capaci di resistere agli sforzi che essi acGhono sost.enere. Qnesto acciaio deve perciò esser tratto dai più puri e migliori minerali e no~ d~ve conlenere nel suo interno veruna boll a o c:werna che. possa .cl 1mrnuire in alcun punto la sua resistenza ed offrire il per1~olo d, .u~a repentina rottura o scoppio. Vedremo in seguito con qual~ . speciali procedimenti siasi ottenuta quest' ul tima prezi.osa quali la. ,. I n~etalli che prim a del l'acciaio s'impie;avano, ed ancora tuLLodì s nnp1e~an,o, nella fabb ricazione delle . bocche da fuoco, sono i[ hr.onzo, 1_[ ie'.To e la gh isa . Essi, in un'epoca. ancora recente e quando gl '. sf~1r~1 cn, dovevano assoggeLLarsi erano già r.roppo grand i p~r la ]01 .o 1_es1st~nza,, vennero adoperati su larga scala , pochissimi industn.al1: a.nz1 il solo Krnpp essendo in grado di fornire, a prezzi elevat1ss1m1_, le grandi massed'acciaio dolce, oinogeneo, tenace, elastieo necessarie a quella fabbr icazione. Ma le esigenze balistiche creb~ be'.·~, e crebbe .a1~che di pirr la richiesta di bOcche da fuoco : per cn1 r m_etallur~1st1aguzzarono l'ingegno e nuovi metodi, si inventarono, SI perfezion arono, sicchè il celebre industriale cli Essen vicle in breve !a sua a~·le propagarsi e crescere dovunque. ~rari sono I metodi impiegali per la fabbricazione dell'acciaio, po1chè essendo questa una combinazione speciale di carbon io e di ferro, come lo è la ghisa, potrà ottenersi o acrniunaendo del carbo111·0 [f • M <? a er.ro o togliendonealla ghisa. Nomineremo i principali e fra questi descriveremo alquanto più minuta.mente quelli che servono altresì alla produzione dell'acciaio da cannone; la sola indicazione del met~do potendo essere di guida al lettore per comprendere nell a marr. gior parle dei casi, il modo .col quale esso si effettua: " ' <l
J.' ACCIAIO
533-
,1° }linern.Je di ferro e carbone (acciaio natnn,le).
3° Ghisa in gelli cimentata nell'ossido di ferro; 3° Ghisa ·fosti GOll ossido di _fe rro; ,i,0 Gh isa fusa con ferro; 5° Ghisa. pudellala col èarbon fossi le; 6° Ghisa aHì.nata col carbon di legna; 7° Gl1is,1 affìnaLa nell'appa,recchio Bessemer; 8° Ghisa affinata nel forno Martin-Siemens; 9° Minerale di ferro ridotto nel forno Siemem; 10° Ferro cimentalo nel carbon di legno; 1,1° Ferro Gimentato nella ghisa; ·12° Ferro cimentalo nel gaz azoto ca rburato; I 3° Ferro fuso con carbone e ossido di manganese; H° Ferro fuso con spiegeleisen . Chi ha percorso le valli bresciane, bergarnascbe e d'Aosta aYrit certamente osserva Le quelle costruzioni speciali dette altiforni dove si fa la riduz ione del minerale. Esse quasi sempre si presentano sotto forma di alta torre, a pareti so lide, erette secondo un profi lo dt terminato dall'esperienza e dal raziocinio, in modo cioè che le ca riche di minerale e di combuslib ile, introdotte dall'alto, sieno soggelte, nelle diverse zone cheau.raversano discendendo, all a reazione necessaria alla loro trasformazione. La forma classica è quella composta: 1° d'un tronco cli cono colla base minore rivolta in alto, che cosLiluisce la golci del forno; 2° d'un secondo u·onco di cono colh. .base maggiore che si raccorda con quella infer iore del precedente per formare il ventre, menLre la sua base minore, rivolta in basso · termina nel c'rogiuolo dove si raccoglie il metallo fuso e d'onde scolano , per un batt.en Le, le scorie galleggianLi sul bagno metallico. Le pareti sono fatte a tre strati, uno esterno di laterizi i, cli ghisa oppure q,i lamier:t di ferro, e dne interni cli mattoni refrattari separati fra loro da un interstizio ripieno di malerie cattive conduttrici del calorico. Tutto \'edificio riposa sopea un solido massiccio in muralura dove sono collocati i tubi pel' l'aria, spinta al disotto del fo rno da una macchina soffiante ad ,alta pressione e riscaldata preventivamente. La capacità clegli alti forni varia mollissimo; essa andò sempre·
1,' ACCIAIO
534-
llASSF.GNA 'l'ECNO LOG!CA
aumentando, e da I 00 m. c. qual e era in passato, oggidì raggiunge perfino i ·1200 m. c. con. un'altezza di 30 metri , per cui la prodnzione giornaliero di ghisa, limitata un tempo dai 2ai 5 mila Kg., oggi sale agli 80,000 con un consnrno di combustibile di soli 500 Kg. per ogni tonnellata di ghisa , mentre prima era di 6 ton-, nell oto. L'alto forno nella sua semplici tà è un gigantesco apparecchio, diffi cile ad e:-sere condotto in modo che la trasformazione del minerale aYvenga sempre secondo un calcolo preven tivo. Due co1Tenti dirette in senso opposto , una gaz.zosci ascendente colla velocità di 50 cm. al :;econdo, l'altra solida discendente colla. veloci tit di 50 cm. all'ora, quclln. di temperatura crescente, questa raffreddantesi gradatamente , agiscono vicendevolmente fra di loro in modo diverso a seconda del punto del loro percorso. Questo due correnti al loro punto di parLenza sono composto, la gazzosa di aria atmosferica iniettata dalla macchi na so ffi ante, In. solida di 1m miscuglio cli carbono, cl i mrne,·ali- e di fondente; la prima al contallo della seconda si converte in O$S ido di carboni o e più innanzi, per l'azione del minerale in acido carbonico, la seconda si converLe in fol' ro e snccessivamcnte a::--orbendo nuovo carbonio, in ghisa fusibile. Queste trasformazioni che nei primi tempi della metallurgia del feno , e per molti secoli di poi, erano s1al.e avvolte di mistero, furo no complelamenle sp iegale dalla chimica. la quale fu il vero filo di .\rianna che condusse i metallurgisti attraYerso a quel laherinto, l'esperienza poi.ente ai11lat.rice. .I l più grande perfezionn.mento introdotto nell'operazione dell'alto forno. per l'economia grandissima che fece realizzare nel consumo del combustib ile, fo. il così c1eLto 1·i.generatol'e Siemens, mediante il quale si util izzò la combustibilittt elci gaz ::;volti dall' allo forno, ricchi di ossido di carbonio, che dapprima si disperdevano, altraverso la gola nell'atmosfera; nell'averli ricondotti in parte nell'al t.o · forno, e in parte adopcm ti per riscalda re a ,W0° l'aria delle macchino soffianti; riducendo così il consumo del cornbusLih iledel 20 ¼Q11eslo apparncchio consta di un doppio edificio composto di tonte celle fra 101'0 comunicanti e fatle di materiali refrell:al'i i, entro le quali si diriiono alternamente per mezz,) di tubi di ghisa muniti di Yalvole, i gaz uscent i dalla gola dell'alto forno che vi
530
depongono il loro calorico, e l'aria spinta dall a macch ina soffiante . . . . che se lo appropria . Trafasci::rndo di parlare di tutte le infìniLc mod1ficaz1on1 . rntro~ dotte nella forma degli alli forni, come abbiamo tralasciato di seguire minutamente le reazioni cbimiche che in esso hanno luo~o, diremo solo, a. proposito del prodotto che se ne trae, che la glma uscitane .in getli forma e~sa pure una fam iglia di_ varietit ~Hreltanto numerosa quanto quella dell'acciaio. Come il ferro si trasforma. in acciaio passando per infì ni_Le graduazion i, così p'.1re 1:ac~ eia.io, quando si trasfor ma iu ghisa, passn per mo_cbfì~az1on1 ininterroLLe dello quali la ghisa cosi eletta temprante, cl'. cui ~ono fatte lo corazze delle cupole girevoli Griison, è l'anello d1 congiun zione fra i due metalli, siccome l'acciaio dolce , cli cui è fa ti.a la coppa di Sclmeider e le corazze da navi, segna il punto di sepa.. razione fra il ferro e l'acc iido. L'innuenza clei corpi cosi detti estriJnei è nella gh isa, anche pm che ne(l'li accia.i, marcatissima. come lo dimo5tra il fallo della sua fusibiliÌ..,à resa maggiore dalla presenza del silicio, del.fosf_oro, dello solfo e del mangnnese, per cui essa non può essere 1mp1eg_ak: _n~I 0 convci'lit ore Besserner se non contiene almeno il ,5 p. 10 eh sil 1c10 ~ il cosi detto spiegeleisen non è stimato se non contiene almeno il rn e il '12 per •r,, di manganese.
I
Metodo Bessemer .. - Vi sono delle inYenzioni che possono paraaonarsi a quei vigorosi rampolli sorti da un grosso ~ep~o che'. ·vi~ta la prima lolla per tracciarsi un' nsc:i ta fra mezzo a1 m1 lle .alL1_·1 rhe l'ingombrano, ,·enuti l'nori dall' ombra in cui giaccvan_~· si :mlnppano giganli o, mentre gli altri, subita l~ legge del ptu fort e,_ avvizziscono e muoiono, essi invece abbarb1ca~o 1~ l~ro ~osseny radici sulle spogli~ dei compagni e crescono ngoglios1 e f1~renl1._ Tali furono le sorti del proces50 Bessemer in paragone d,_quelli precedenti, processo col quale il suo inventore _si ~refisse. d1 olletenere l'acciaio dalla ghisa. in fusione senza l' nnp1 ego d1 nessun combustibile, abbruciando l'eccesso di c~rbonio contenuto nella . . ghisa mediante un semplice getto di aria. A primo aspello questa. idea ebbe c1ell'asf;urclo . In(att1 una ~orrentc d'aria lanciata sopra un liquido ha generalmente per eflello
536
RA:SSEGNA TECNOLOGICA
di abbassal'ne Ja temperatura, a riieno che quel liquido non sia un comb ustibile. Bessemer considerava appunto lale la gh isa liquida e l'esperienztL gli diede ragione, per cui il risultato oltre di essere stato meraviglioso per l'arclitezza dell 'idea concepita, lo fu anche pel' ~ l'economia grande raggiùnta nel combustibile. Ecco in qual modo· fu condotta la pdma operaz,ione. Versati quttttrocento Kg. di gh isa in fusione iu un vaso cilind1·ico, specie d'imlilenso crogi uolo guernito internamente d'ai·r,illa t') ) si fece attraversare tutta là massa liquida da sei getti d'aria spin ta dei urm macch ina so ffiaìlle, attraverso a sei piccoli tubi. Nei primi istanti, ad eccezione di uÌ1 sordo mormorio prndotto da.I lavoro della ghisa e di qualche scoria lanciat,t al di fuoù del crogiuolo, uessun fàtto :,aliente si manifeslò; ma dopo poco una fiamma vivissima apparve, qnindi una violenta proiezione di scorie e di ferro in fusione pel' ogni verso e, arrestata l'immissione del vento, visitato !'.interno del recipiente si trovò in fondo una piccola quantità di feno dolce. Il successo era evidente; una massa di ghisa alla temperatma di, appena ·I 000°, senz'altro combustibile che il carbonio e il silicio in essa contenuti, oltre di una piccola quantità di ferro, avevano· bas tato ad operare la trasformazione facendo salire la temperaturo. del metallo da 1000 a 2000 gradi. L'invenzione, che aveva costato la fortuna intera del Bessemer, cominciò da allora a reudere i suoi beneficì che lo fecero in seguito più volte milionario e, quel che è più, uno degli uomini più alt.arnenLe stimati ed onorati dell'Inghi lten a. . Oggidì gli apparecchi :Bessemer hanno raggiunto proporzioni colossali. Essi.constano principalmente di una grande storta. cli lamiera cli ferro, rivestila internamente da un intonaco di materie refrattarie, e mobile sopra due orecchioni orizzontali di sposti a circa meLà della sua altezza . Uno :;compartimento collocato nell a parte inferiore di questa storta, comunica, medbnte piccoli tnbi (per dove passa l'aria spinLa da una macchina soffiante) colla parte superiore della storta. Il tubo di condotta clell'aria, penetrando per uno degli orecchioni cli sospensione in uno spazio anulare che avvolge la storta stessa, scende po i nella parte inferiore cli cfuesta. Per esegnire la trasformazione della gh isa, si riscalda dapprima l'interno dell'apparecchio allo scopo di prepararne conveniente.,,,.
V
537 ~1ente l'int~1rn.co a ricevere.il mela.Ilo in_fusione, indi lo si dispone lll tale posizione inclinata da potervi versare, a seconda della sua capacità, dai 3 ai 11·0 mila Kg. cli ghisa, proveniente o in modo diretto dall'alto forno, o da nn forno a puddler, ovvero da un cubilotto di af'fìnamento; si ra agire quindi la macch ina soffiante e si raddrizza tosto l'apparecchio in modo che il vento diviso e suddiviso in mille modi, attraversando impetuosamente il baano ab0 b'ruci il silicio di cui è ricca la ghisa producendo un aetto scintille lumino$issime ed elevandone ·talmente la te~)eratura, da produrre ez iandio la combustione del carbonio segnalata da una ampia fiamma bianchissima. Allorchè questa va scemando e sta quasi per spegnersi, segno che il silicio e quasi tuLlo il carbonio sono combtlsti e sta per incominciare la combusti,one del férro , si r?vescia la storta nella posizione primitiva, si sospende la immiss10ne del vento e niigliaia di ch ilogrammi d'acciaio liquido vengono versati dalla sto rta. nelle ·forme preparate per riceverli e 1 consoli darli. Questa operazione dura ordinariamepte da 15 a 20 minuti, a seconda della compos izione della ghisa; l'arreslarla pochi secondi prima o dopo può dar luogo a quali Lit diversissime di acciaio pel grado maggiore o minore di loro carburazione, d'onde nasce una. causa fac ilissima cli errore. Per cletermitiare esattamente l'istante in cui deve sospendersi la decarb urazione si fa uso dello spettroscopio per osservare le variazioni che fanno le strisce brune · prodottevi dalla fiamma. del carbonio, le quali scemano collo .scemare della' combustione di questo. Per dosare poi con maaaiore . . esattezza l accuuo, arrestata l'immissione del vento, s'aggiunge al bagno una lega appositamente preparata di manganese e di ferro carburalo , con che si completa l'operazione. 11 metodo Bessemer, come si vede, rir:hiede molt.a esauezzanella misura del tempo durante il quale si compiono i movimenti impressi all'apparecchio convertitore; esso ·e i congegni relativi devono perciò ubb idire quasi istantaneamente alla volontà di chi dirige l'operazione, e siccome pel loro peso, che può salire a ,J 5 o 20 tonnellate, occorrono forze poderose per smuoverli, così fo immaginalo di servirsi a tale scopo di un. accmn·ulato1·e. Questo · eongegno consisté di un robustissimo cilindro pieno d'acqua su cui r:AcérA I O
d/
<')<')
ANNO :XXVIII, VOL. J.
84
• 538
RASSl':GN'.A 'l'lséN:OLOG ICA
L'ACCIAIO
preme uno stantuffo caricato di grossissimi pesi e messo in comunicazione, per mezzo di tubi forniti di valvole, coi diversi apparecchi che fauno inclinare o raddrizzare la storta, avvicinare od allontanare la grossa pentola dove si versa l'acciaio, ecc. ed ai quali riesce per tal mòdo facile comunicare il movimento colla pressione generala dall'accumulatore. Un solo uomo, da una piattaforma, d'oncle con un colpo d'occhio àbbraccia le diverse par~i dell'officina, premendo sopra le le,·e di una tastiera colle quali si aprono e ch iudono le valvole dei tubi, può così dirigere oot1·a massima facilità lutti ·gli organi dei diversi apparecchi . Il metodo ,,Bessemer, malgrado i suoi vantaggi economici, pros·entd.va però un lato debole, quello cli esigere della ghisa di otLima qualità, esente soprattutto da solfo e da fosforo i quali non potendo venirè eliminati, toglievano all'acciaio al~une delle sue pregevol i proprietà. Un ìmmonso stock, di minei·ali fosforosi di bassissiu'lo prezzo, rim,in eva perciò quasi senza impiego , quando venne in buon punto una recentissima scoperta a risolvere il problema tante volte teatato della de/osfora:ione della ghisa impiegando lo stesso 'processo Bessemcr. Ciò eh~ impedira in questo l'eliminazione del fosforo ora la presenza dell'acidb si li cico nelle scorie; si trattava perciò. di ren dere tanto l'intonaco del convertitore, quanto il bagno stesso, di natura basica e j·ncapace di produrre della silice. Ad un tal risultalo perYenncro due metallurgisti inglesi or son due ann i, previe lunghe esperienze, ed il metodo da essi inventato prese subito un largo sviluppo , sopràtutlo in quei paesi dove i negletti giacimenti di minerali fosforosi erano abbondanti. Fatto l'intonaco interno del convertii.ore di calce dolomitica inYece che di argilla si licea e versala la carica di ghisa li quida sopra un JetLo di calce viva, l'immission e successiva del vento inizia la décarburazione producendo una fiamma giallastra. Quando appare il fumo del manganese che a.bbrucia e scompaiono le striscie brune dello spel.Lroscopio, segno che la decai'b urazione sta per fìni re, non rimangono più nel bagno che tracce di carbonio, di solfo e di manganese ·insieme al fosforo che conteneva la ghisa o che i in porla. eliminare, Questo si ottiene con una nuova immissionedi-vortlo (sursoufl,a,qe, -after-blow), il quale converte il fosforo ·in fosfati, tanto
per opera dell'ossido di ferro formatosi per l'azione dell'ossiaeno dell'aria immessa, qLutnto pce quell a della calce, fosfat i che ~'en.,. gono elimirtàti colle scorie li berandone cosi il metallo liqui do . · Questo nuovo metodo può fornire, mediante opportune avver1.erne, acciai di tutte le specie e se egli uscirà, come sperasi, dalle incertezze nello quali ancora si tro,·a, non mancherà. di produrre '.llla l'Ì'~'o luzi~n~ nell 'industria siderurgica che verrà. ad imp iantarsi rn quei paesi donde finora ern esclusa, perchè ricchi di minerali fosfo rosi, offrendo cosi eccellenti prodotti a prezzi inferiori il quelli finora pratica Li.
539
Processi 1lf artin e Siemens. -Alla.lo ai metodi fonda ti sull'affìnamenlo della ghisa, havvene due che nacquero e prosperarono ,quasi pnri passo col metodo Bessemer che pel gran costo dell'in:Sta!lazione presentava difncoltà non piccole di attuazione. Essi si fondavano, il primo sull'intima unione del ferro colla ghisa, secondo Ja. proposta di Iléaumur, il secon(jo su lla trasform;izione diretta del minerale in acciaio . Si è giil. accennato eom~ al metodo Réaumur per fab bricare l'.;ic.ciaio in grandi masse si opponesse la deficienza del calore necessario p1;1r ottenere la fusione perfetta. e l'intima mescolanza del ferro .colla ghisa. Negli ultimi tempi questo metodo acquistò un'importanza imprevista mercè i poi.enti mezzi di ri scaldamento dovuti à Siemens, consistenti nel trasformare i combustibili solidi in ossido di carbonio , nel portarlo ad un'alta temperatura insieme coll'aria desti· nata ad ab bruciarlo e ad operarne quindi la co~busLion~. Gli organi principali degli apparecchi Siemens, sono : 1° Il gasogene, che, come lo indica il nome, ò il luo 0ao doyo si converte il combustibile solido in gaz. È un edificio in muratura dove il combusti bile viene accumulato in un grosso strato sopra una gratella dove abbrucia, convertendosi dapprima in acido carbonico e poscia obbligato ad atLravers;tre tutto lo strato di cal"bone sovrastante, in ossido ·ai carbonio; · 2° Il rigeneratore, edificio costrullo con materiali refratla;·ii specie di filtro a innumerevoli cell e, dov.e viene a condensarsi ii il calore perduto dei forni e serve ad elevare ad una forte tempe-
llA SSJ..:GNA TECNO LOGICA MO ratura l'ossido di carbonio che lo attraversa prima di giungere nel forno di fusione. li principio dei forni Siemens consiste nel disporre quello in cui: si opera la fusione fra due focolari a gas, che lo riscaldano alternatamente, e dove l'ossido di carbonio arriva insi eme all'aria, dopo di avere al.traversato i rigenerai.ori che ne elevano la temperatura fi noa. '1800 gradi. Quando funziona il . focolare di destra, la fiamma sfugge al.traverso al rigeneraLoi·e di sin isLrn riscaldandone le celle e qna'ndo la corrente del gaz e ·dell'aria è invert.ita, il calore accu..:. mulato nel rigeneratore di sinistra è ripreso dai gaz che v·anno così ad alin+enLare il foco lare di . sinistra per sfuggire per quello di destra. È.chiaro come, potendo disporre di una sorgente di calore cosi poderosa, così regolare e insieme così economica, scevra degli incònvenienti del fu mo e dell e fo1purìtù delle ceneri, l'idea di Réaumur fosse tosto resa cli pratica applicazione creando un nuovo metodo per. ottener l'acàaio fuso in grandi masse, senza la costosa: istallazione Bessemer e col vantaggio dì poter uti lizzare \'immenso. stock dei residui di ferro e di acciaio, che coll'estendersi dello applicazioni di quesli metalli, andava formandosi negli stabi limenli . .I fratelli MartiÌ1, due mefallurgisti francesi, fecero pei primi l'applicazione a questo metodo dei forni Siemeils. Riscaldato preven 1.i vamente il fonio di fusi9ne a volta uassa. acl altissìm à temperalurn , vi versàYano dapprima ;; 000 ehì logrammi di ghisa, ch e, entrata. tosto in fusione veniva mescoìata gradatamente con 200 chilogrammi di residt~i cli ferro. Assoi·bita nell o spazio di circa 20 minuLi questa prima carica di ferro, ve ne versavano successivamente dell e altre eguali, finchè estratti dal forno saggi di metallo, non si constatasse la sua perfetta quali tà con prove di fucinatura eseguite al momento . Correggendo così volta a volta la s11a composizione chimica: -coll'aggiun la successiva. di ferro o di carburi di ferro si poteva ottenere, henchè in un tempo più lungo del metodo Bessemer, urt metallo 'dì primissima qmtlità ri spondente alle condizioni prestabilite. Questo, metodo 1:icevette tosto uti li perfezionamenti, fra i quaìi indubbiamente il maggiore di tutti fu quello introdot.to dal PernoL che sosti-tuì al forno di fusione a fondo fisso , un forriq a fond<) mo-
L' ACCIAIO
i)i le·e ruotante intorno a:d un asse inclinato, mercè il quale all'azione chimica del ferro sulla ghisRvenne aggiunta quella meccanica che il movimento produce nella mass<t liquida, rinnova.ndo continuamente le· superficie e il contatto delle mollecole. C.ol forno Pernot il tempo occorrente alla Lrasformazione della gl1isa e ridotto a metà <li quello impiegato col forno Martin, ottenendo anche un prodotto mollo maggiore con un risparmio considerevole ài ·combustibile e .di spesa. · William Siemens, l'inventore dei forn i a. gaz, con un processo -che si distingne in Inghilterra col nome di ore process, da quello MarLin, chiamato scrnp process, sostitnisce alle cariche di residui .di ferro, quelle di minerale mollo rìcc:o e raggiunge il rnedesimo risulta.Lo con economia maggiore. . Nelle officine di Landore, dove il processo Siemens cominciò. acl èssere applicato, si versavano dapprima nel forno 6 tonnellate di o-ii isa mescola.La con 2 tonnellate di residui di ferro, con che si otteneva un metallo fuso di nna costituzione intermedia fra la ghisa e l'acciaio. Qui ndi, ad intervalli di mezz'ora vi si aggiungevano delle cariche di i:> quintali di min erale il quale producendo m~a reazione fra l'ossido di ferro e il carbonio, faceva svolgere dal bal:l" no l'ossido di cadJOnio e lo arri cchiva di ferro. Allorquando si era.no ver-sati nel forno cirr;li 25 quintali di ininerale se ne estraevano dei sat!'o-i per assicurarsi che la car.bnraz ione non ·oltrepassa.va il 0,'1 r,V , pe1' cento e vi si gel.lavano da 3 a. /i quintali di calcare che l'iducencl:'o gli ossidi ecl i silicati dì ferro facilitava l'epurazione dell'acciaio. l\fo una modificazione radicale fu introdotta. dal Siemens stesso al suo processo; coll a quaie.egli otLiene ora direttamente l'acciaio , riducendo il minerale senza passare per .la. ghisa. e questo è certo il maggior progresso finora realizzato nella metallurgia. · Spezzato dapprima il minerale di ferro in piccoli framm enti, lo mescola con uM certa pro.porzione di calcare od altro .riducente per . av~re una scoria leggera, scevra di ossidi di ferro, e dopo di aven' i aggiunto una piccola. pi·oporzione di residui di ferro, e 112 cimt del suo peso di c.arbone dolce riscalda il miscuglio e lo versa nel forno. Sotto l'azione comhiirnta del calore intensissimo prodotto dai rigeneratori e cli quella meccanica del fondo ruòlante con velocità .è)
•
llASSEGNA TECNOLOGICA
sempre cre~cente, do~o poche ore si ottengono nella parte inl'eriore -de~ f~rno cm.que o .sei masselli di .metallo purissimo che sottoposto ~Il azione dei magli e a quella dei laminatoi viene tosto converti tom barre. · Con .ta(e_metodo il Siemens, se non ha raggiunto ancora il risul~ato cm~.I è pi:opOSLO di arrivare, éhe è quelJo di Ottenere una ton-· nell.at~ d acfc1a10 col consumo di so li 40 quintali di combustibi le, Jfa pero 1atto are per tal .via .un oaran proaresso alla metalJu·rgia, · d'1 cur· . • : , . . .. . ~ ce1 to 11t1 ari anllo vantaga1 arand1ss1m1 cJueì paesi· e ·1 'h h . :c 0 n . · · , ome I nostro; c. e . anno de.fic1e~za cli h~om combustibili, ed ha lasciato indietro, d1 gian lunga quei rnetoch, che non v'ha ancora molti anni, esigev.~1~0 dalle 7 alle 8 tonnellate di catbone pel' oani tonnéllata di ac0 ciaio! . Pa1·agoneJra l'acciaio. ~essème1· e l'acciaio Dfa1·tin-SiemMis. I. due sono giunti mediante alctii11· part·!CO I·,li.·I' . I' metodi .or oradescr1tt1 , . 1 n 1g .1oramenll a Jo~·~Jl·e q.u-aht~q'.ie ~peci e dì acciaio, compreso quel!<> ~~ cannone che pi~ deg!1 altn r1ch1ede tma composizione purissima. st1ettamente dehmtà, d1 struttura omo11enea e molto a· () Ice, CIO(:)' · , .., . . I poc 11ss1mo carburato. Ne fanno fede pel Béssemei· le · ffi · 1· S Il .. , O 1cme ( ! el'~rng.m elgro, nelle quali la fabbricazione dei cannoni fu r,• avviata m questi ultimi due anni in modo da, .sodcl'isfai,e· ad una .., ,<.1. .. commessa russo di cannoni da· · r ' d' data loro . . dal. Governo . . cam ( pagna ~ e asse 10 c.°? 1 nspeLl.iVL affusti pure d'acciaio, e pel Mat'Lin-Sie!11~ns lo stab~J1111e~to de! Creuzot, quello di Saint-Clrnmond, di Fi rmmy, ecc., .1• quah forniscono tubi d'acci·:1.io p·er l'ai·t·,g1·ierta · r· rnne ~ese .~ cerc}u e ~or~zze 'per molte nazioni . Finora però il favore .maggwre, . . . traltandos, delle cosLruzi'oni 'milita1· , 1· ·e spec·ia Imen te de1· .canno~1\ fu accorda Lo all'accìa!o ~Ia~·tin-Siemens ;;iccome a quello 1 10re dt bu·ò·na , · u·sc,· L·' · eh. •e pt e::,en• ,La una ce,1.tezza maa, e d · ,. . oèl · 11 "' un· osamentopm. costante dei suo, componenti. fofa.ùi benché l'ope . .· Be:s, . .. . . . . iaz1one :em;r. ~'.a. am~1'.n:ev0le, dal,.foto m,e'Eallurgico, pel breve tempo col quale viene compmla, .a motivo appun to di questa brevissìmà durata e..~al?rado I.e. ~.fecaliz1oni èhè si prendono, non è suscettibile dellit .i\'J costante colla quàle si può conduri·e invee-e il ·p··1--cJ·ee::,S(} t' , preets1one }' . 1 ar '.~· e. agg_ 1unr:a stessa cìello spiegeleisen per far arrilrare la ca rburazioné al punto volùto è p·er se sl~ssa un~ 'causa d'f · · · · mpunta e re 1a ·1 ét ll i e i m a o poco omogeneo,'difetto che qualche Yolla si ·osservti... 'I
\\
•
t' ACCIAIO
ne•rli acwu provenienti dal convertitore, e incompabibile con un . ò acciaio da cannone. L'operazione che si svolge nel forno ì\fartinSiemen!;, oJLre dì essere allreLtanto econornita di quella del con vertitore Bessemer; e più economica di questa se il processo ·Siemens pr.enderà voga, presenta ancora minori probabilità d'insuccesso , a motivo del tempo maggiore durante il quale avviene la reazione degli elementi ossidanti ed epuratori del minerale, e dei saggi che si fanno durante la conversione, coi quali può essere corretta e graduata esattamente la composizione del metallo.
ilfetodo Krupp. -,- Un terzo metodo per otte\)ere l'acciaio puris· silllo in grandi masse, atto specialmente alla fabbricaz ione dei can· noni è quello del crogiuolo usato da Krupp . Questo acciaio ebb.e finora sui precedenti, bencbè d'un pr~zzo più elevato, il favore degli artigliel'i poichè fu il solo che fino agli ultimi I.empi abbia soddisfatto a tulle le conclizioui richieste, appnµto perchè la sua fabb ricazione, fondata sopra .metodi scien\.ifici .e studiata in tutLi i suoi particolari, sia. mediante analisi chjmiche,sia con razionali classificazioni e potenti mezzi di fucinatura, ha raggiunto il più alto graclo di perfezione. L'acciaio Krupp si ottiene mediante l'affinamento in crogiuoli dell'acciaio ptbd~Uc.to. A tale effetto si procede dapprima ad un.1. scelta rigorosa delle diverse qualità di acciaio che ridoLLe in verghe e tagliate in piccoli pezzi vengono combinate opportunamente fra di loro e introdotte in crogiuoli capaci di contenerne un peso di 30 a 40 chilogrammi, aggiungendo poi ad 0gnuno m1.a certa ql?-antitit d'un ferro speciale destinato a togliere a.ll'acciàio pudellato una parte del suo c.ar.boni0. I crogiuoli sono qu indi disposti sopra !e gratelle di este$i forni a gaz costrutti a livello del suolo, dove rimangon.o fi!lchè i metalli in essi contenuti entrano in fo$ione, f3 d'onde vengono estratti con lunghe t1na.gli~ a ,tempo opportuno per ve1·sqrne il conteputo nella forma. La natura dell'acciaio così ottenuto, se chimjcam,ente può considerarsi dosato e;;attamente degli elementi che lo rer,idono appropria.Lo alla fabbricazio11e dei cannoni,. .mollecol.arro.ent.e non può· dirsi p,ei'fe.lt~, ~on.tenendo neJ suo interno unn quanti tà grandissima di bollicine di gaz, difetto proprio a tt1tti gli ~çcj~i fusi, sµ l\a naturl\ d.ei quali di.scordi s,ono aµcqra i ch.im,i,ci e di
RASSEGXA l'ECXOLOGIC.~
L'ACCIAIO
metallurgisti, e che rendono meno compatta o meno resistente la mos:;a . A rimediare in parlo a questo inconveni o11Le i gelti sono soltoposLi, dopo un lento raffrecldamonto, all'azione cli giganteschi magli pesanti 100 tonnellate, i quali con ripetuti colpi dànno loro le quali tà fisiche mancanti . L'acciaio fuso al crogiuolo è di un prezzo mollo piLt ele\'alo pel marr"ior laYoro o la ma"oo0 ior quantità di· combustibile che esige. 'oo Esso è st.alo fin qui incontestabilmente il pili. pregialo por la fabbricazione dei cannoni, ma le migliorie introclolte negli altri sistemi, i progressi falli nelle analisi chimi che, i processi sempli ci e poco costosi di cui parleremo fra breve per eliminore dalle masse i gaz che vi si tro1rano in sospensione, fanno sperare di potei• otte-. nere in aHenire un acciaio da cannone altrimenti che co i dispendiosi metodi di Krupp ocl egualmente pregir,to.
le quali sotto r azio9e dei magli a v,tpore potentissimi vengono costipale e r idotte a dimensioni infinilesime. Il melodo del martellamento, seguito in quasi tutte le officine e specialmente in quelle dove si fabb ricano i cannoni, se raggiun ge in parte lo S<)opo di n-mderc l'acciaio più compatto ha però dei gravi inconvenienti; nei grossi getti, a:d esempio, l'azione del maglio non può essere sentita che acl una ce1:t.1. profondità ed è llltlla nella porte centrale; essa produce inolLre uno squil i lJrio nelle rnollecole obbligate a,scoslarsi e~l-a scorrere le une sulle nltre sotto i colpi brntali del mancrlio , per cui dopo é necessaria la ricotlura, che ha per effetto di ricondurre le mollecole in equilibrio. Aggiungasi che, tanto sollo l'azione del maglio, quanto fra le stretta del laminatoio, le cellulelle pl'ossime alla superfi cie estenm del geLlo si rompono lasciando bensì sfuggire .il gaz che contengono ma dando luogo ad una quantità di piccole caverne, chiuse poi imperfettamente dalle scaglie ossidale dell e loro pareti . Sarebbe troppo lnngo il descri vere tutti i congegni meccanici in,·enlati per laYorare gli acciai e renderli appropriali ai loro numerosi impiegh i; e quantunque le loro forme gigantesche, la ,ariefa (lei modi con cui ngìscono, la loro potenza. siano ampio ed ulile fioggeuo da trattare, ci ìimiteremo ad indicare quelli clte accennano in avveni re a sostituirl i. La costrnzione dei magli a vapore della potenza di 100 tonnellate non poteva essere attuata che con enormi capitali e superandq diflìcolttl tecniche grandissime. :f: facile lo immaginarsi infatti quanto laroro e quanta spe.sa esigesse il iar muovere fra due monlanti una massa di 50 tonnellate cli ghisa, il dirigerne a volonlà la caclutn, il sottopo rvi un'incudine tani.o solida e pesa nte da non smuoversi ni snoi colpi e frustrare cosi l'dl'euo clell'urLo, leprecauzioni da prendere per evitare disgrazi e, i congegni necessarii per muovere e di rigere a volontà getti incandescenti del peso di pi(1 cli 40,000 chilogrammi. Al ma"l o io si Lenta. ora cli sostituire un allro metodo, pure meccanico, ma più razionale ecl efficace, quello cli comprimere l'acciaio allo slato liquido, e che avendo per effeLLo di aumentare la coesione del metallo e quindi renderla superiore alla tensione dei gaz in esso disciolti, dere favorire l'uscita cli questi dalla massa liquida.
Lavora.:ione degli acciai. - Esaminati così hrnvementc i principal i procedimenti in uso al di d'oggi per ottenere l'acciaio, l'ar"Omenlo ci trae ora a parlare dei mezzi adoperati per lavorarlo, ~ . renderlo omogeneo e compatto, clotado della durezza necessaria per resistere all'azione corrodenLe dei gaz svolti dalla pohrere. QuesLi mezzi sono di varia natura. e possono dividersi in due gran classi i meccanici o i chimici. Alla prima appartengono i magli, i laminatoi, le trafile, gli strettoi idraulici, ecc.; alla seconda, le reazioni proclolte dall 'aggiunta ol meLallo liquido di alcuni corpi speciali che hanno la proprie!à cli rendere solubili i gaz contenuti nel bagno metallico e la tempra. Fu pro,,ato claìl'.espcrienza che nell'acciaio liquido si trova disciolta una grande qt1antità di gaz diversi, i quali man mano che l'acciaio Ya solidificandosi si sviluppano e si sudd ividono in infinite bollicine trattenute dalle circostanti mollecole metalli che. Tale fenomeno devesi al grado cli tensione dei gaz stessi, che, se è eguale alla pressione esercitala dal bagno metallico, permette ai gaz di sciogliersi com1)letamente nclltt massa o si oppone per conseguenza al formarsi dolio bollicine, se invece è superiore a quella pressione, lo favorisce e rende la massa dell'acciaio sp11gnosa e poco omogenea. In tutti i getli di acciaio esistono moltissime di queste lJollicine,
546
RASSEGNA , TECNOLOGICA
Primi acl immaginare l'idea di comprimere l'acciaio allo sLaLo liquido fu il Be~semer nel '1806, ed il primo ad aLtuarht fu l' Wh:twort.h nel suo stabilimento di Manchester per la fabbr icazione specialissima dei suoi cannon i. Versato il metallo liquido in una forma tubulare di acciaio di grande resistenza egli vi fa appoggiar sopra la testa anulare cli uno stantuffo posto in comunicazione coll'embolo di uno streHoio idraulico comunicando cosi al bagnò la pressione voluta durante il tempo impiegato a sol idi ficarsi. I geli i hanno la forma ora di cilindri pieni, ·ora di cilindri cavi, e questi ultimi sono specialmente impiegati per la fabbricazione delle boe.che da fuoco, perchè oltre di fornire un metallo più omogeneo in virtù della maggior superfìce di compressione, esigono un lavoro molto minore: Il Bessemer cercò invece pe,· altra,via. il modo di rendere prntica la sua idea e volle ollenere la compressione dell'acciaio liqu.ido, non per mezzo di congegni idraulici di costosa installaz ione e f.:tcili i: deteriorarsi, ma c·ol semplice sviluppo di una grande quantità di acido carbonico in un vaso chiuso posto in comunicazione coll a. forma. A tal fine egli costruisce un gran recipiente di acciaio fatto a guisa di grosso cannone perfettamente atto a resistere ad un a pressione di 40 ton. peÌ· pollice quadrato, di capacit~ tale da contenere una pretella.ordinaria cli ghisa per· il getto; lo riveste internamente con una materia cattiva conduttrice del calorico lasciando uno spazio ruoto fra questo inviluppo e la pretella. In questo intervallo egli pone delle materie solide che con una reazione chi· ri1ica prodotta ad un dato momento, sviluppano in grande quantità acido carbonico il quale avvolge in tutti i sensi con gPande pressione la pretella rammollita dall'intenso calore e comprime il metallo in essa contenuto. :Fu ultirnamente osservato che fa compressione dell'acciaio, oltre di dare .alla sua eos-tituziòne U$ÌCa una maggiore omogeneità, ha inoltre il vantaaaio di forniral i una specie di tempra che ne aL1menLa 00 O la durezza. Da una comunicazione letta dal sig. D,imas in una delle ultime sedute dell'Accademia cleile Scienze ('I) ·si rileva come la compresIl) Com7Hes ,·e,1dt<S heb(fom.aJ)aire de.s sia1ice.s cle .l'.lcq(f:e)n.ie #es Science,s. T-omo XCIV pag. 952,
M7
L' ACCIAIO
sione dell'acciaio allo stato liquido messa in opera sLl larga scala da oltre cinque mesi nelle fucine di Montluçon, dove l'acciaio in quello stato è sottoposto a 11500 Kg. cli pressione per cent. q. per mezzo di uno stret.toio idraulico, gli forniva una durezza maggiore di quella posseduta dall'acciaio non compresso e tanto magaiore quanto manaiore era la proporzione di carbonio che esso con0 b~ , , . teneva. Analizzando poi gli acciai aventi lo stesso tenore cl, carbonio, gli uni compressi e gli altri non compressi, si rilevò drn nei primj era maggiore la proporzione del carbonio realmente co1nbihato, come si scorge dal seguente specchietto che riepiloga alcuni r isultali di anafoi fatti sopra proietti d'acciaio della ma:rina francese, alcuni ottenuti ·coìla compressione ed altri coll a fusione sem- plice: Pr0ietìo co mpresso
0 ,70 Carbonio totale (per cento) » combinato (media di ·4 analisi fatte sopra ogni proietto) . 0,585 )) libero od amorfo (per diffe0,1'15 renza) .
Proi etto non com presso
0,70 0,490
O,24 O
L'acciaio comprèsso, pos~edenclo una proporzione maggiore di carbonio combùiato ed una minore di carbonio libero, ed idenlici risultati ottenendosi, come è nolo, · nella g!1isa indurita, fusa entro forme metalliche che la rìtITreddino rapidamente, si può ammettere che la compressione pl'O'duce, tanto sulla. gh isa che sugli acciai, gl-i stessi e//'etti fisici e chimici prodotti dal brusco raf{redclamen'to. , Per mezzo della compressione allo stato liquido, l'acciaio acquista clunqtie tulle quelle proprietà che attualmente gli ve_ngo~o solo da lunghe operazioni di fucinatura e di tempra,...le quali esigono con~ sumo r,rande di combusti bile, di lavoro e eh tempo e sono quas1 sempr; imperfette, massime quando traLtasi di ·mas1>e consic~erevol i di metallo . Le difficoltà però ·che accompagnano tale operazione, se non sono insuperabili, come lo prova l'introduzione che se ne va 'facendo in molte officine, sono però sempre gravi per le pressioni ·e1;1wmi da sviluppare nel caso di gelli molto gran~i, a. ~u.i male possono resistere i recipienti che devono contenerli e per 11 costo
M8
J.' ACCIAIO
RA SSEGKA TECNOLOGICA
degli apparecchi occorrenti. Ad ogni modo, come argomento che rn ilita grandemente in favore dell 'acciaio comp resso possiamo ci lare l'esperimento favorevo le che se ne· fece nel Brasile per la costruzione dei cannoni . Il comitato d'artiglieria deJJ'esercito di quell'Impero, dopo due anni di prove rivolte all'esam~ dei diversi metodi di fabbricazione delle artiglierie, si pronunziò favorevolmente per il sistemç1. Whitwqrth come quello in cui , tanto il materiale impiegato , quanto il modo di costruzione si avvicinano più degli altri alla perfez ione e condannò in modo assoluto ·come il meno raz ionale ed efficace quello che rico rre all'imp iègo della ghisa e dei cerchi, e come · poco sicuro quello Krupp , ad onta della buona qualità di nietallo, come lo. dimostrerebbero gli scoppi che di tanto in tanto avvengono di c~nnoni di quèslo sistema; mentre nessun cannone Wliitworth ebbe fìnorn a subire qualche accidente. Ed infatti se si può in med ia considerare un cannone Krupp capace di resistere a 800 colpi, ·per contro l'esperienza delh~ guerra del Brasile contro il Paragvay ci dice che i cannoni vVhlt\\'orth impi e,.,a o tivi resistettero a 3500 e 4000 colpi senza accennare a nessun guasto. llfetocli chimici. - Di fronte-al metodo meccanico di comprimere l'acciàio allo stato liquido per ottenerlo più omogeneo e com-: · patto, ve ne sta un altro fondato sulle reazioni chimiche, e messo . in pratica per la. prima vo i-La nelle officine di Terre-Noire in Francia, metodo che non .richiedendo !'.impianto di apparecchi costosi, va ogni di ·estendendosi anche iidnghilterra, in lsvezia e in America. Esso si fonda specialmente sull'impiego del si licio e del manganese come reagenti ani.a privare, sia meccanicameule come op inano alcuni , sia·cbimicarnente come sostengono altri, la. massa liquida dell'acciaio dalle bollicine, rendendolo dopo la fusione quasi perfettamente scevro di cavità, epperciò adau.o a qualunque genere d'impiego . _Le officine di Terre-Noire sono giqnle per via di prnve successive e quas i per pura combinazione a. riconoscere che ÌI silicio e il manganese rendevano più solubili i gaz sospesi nel metallo liquiqo, })roprietà di cu i seppero largamente valersi, · producendo fin dall'epo_ca dell'esposizione di Parigi masse considereYoli d'acciaio. pérfettamertte omogeno.
Fatta una t:i le scoperta, gli studi a questo ri·guardo presero sempre maggiore importanza, e furoi10, non ha guari, completali col le ncitevoli osservazion_isugli effetti della.tempra e del l(l. ·ricottura, co II e qua li operazioni si modifica. dapprima convenientemente la strutturà mollecolare e la si rimette quindi nel suo equili brio, con éli'e si cfa all'acciaio omogeneo, fuso in grandi masse, proprietà meccaniche coÌTispondenti alla sua composizione chimica, e se ne rende più geneéale l'impiego ,L rnòtivo del minor costo di fabbricaz ione. Per. da.re· un'idea della bontà dell' acciaio fabbricato co l meLodo eletto di Terre-No1re basterà ·accennare ad olcuni dei prodolli nsciti ulLimamente da quell'officina, . veramente degn·i di _amm irazione. Con questo acciaio fuso e omogeneo si riescì a costrurre per conto d'n na casa industriale alcuni ci lindri da : sLrelLoi idranl.ici tlel·di,tmetro di m. 2,04, alLi .più di 2 m., con una grossezza uni forme di pareli di ,50 mm. 'Dovendo questi ci lindri .resistere ad unapressi_one interna di 'i:5 atmosfere, il metallo che servi alla loro costruzione ebbe a. sopportare uno sforzo massimò di resistenza di 50 Kg . pei· mm. q. 2 con un allungamento minimo dell'8_0 !o·. L ti fabbricazione di piccoli cerchi per cannoni, pei quali sono · tanto severe le condizioni d'accettazione, iniziata da poco tempo a Terre-Noi re senza l' impiego del maglio, è un'altra. prova della bontf~ dell'acciaio cosi ottenuto. Questi cerchi si formano sezionando getti c;l indrici del diametro di circ-a. 40 cm ., forando li poscia e provan~ clone contemporaneamente le qriali fa meccaniche, dopo di .che si sottopongono a successive tempre finchè si roggiunge un dato li mite di rottura. e di allungamento . . l)er ottenere ·questa tempra si riscaldano i -cerchi fino al_color giallo ossidante ·e s'immergono quindi, in direzione del loro asse, in 1,ma data quantil.ù. cli olio dove si lasciano fino a raffreddamento completo; dopo vengono un 'altra volta riscaldati, ma ·solo al color rosso cigliegia e immersi nuovamente nell'olio. La prima tempra trasforma la. grana cristall ina del metallo in una grana più, fin a e più omogenea; la seconda. ne determina l'equilibrio mollecolare che ~negli o corrisponde alla sua composizione chimica, ecl è piùomeno intensa.secondo cne l'acciai o 0 contiene più o meno del 0,3 p. 0 /o di carbonio e di Q,5 p. /o di manganese. La composizione chimica che deve avere ilmetalfo. per qu.esta 1
550
r,' AC:8 tAlO
RASSEG-NA TECNOLOGICA
fabbricazione è compresa fra limiti ristrettiss imi . Il carbonio varia da 0,28 a 0,32 p. <>/o, il manganese da 0,60 a 0.45 ed il silicio oscilla fra 0,45 a 0,20 p. °/o. L'effetto che produce la tempra non è qui limitato a quello che ordinariamente gli attribuiamo, cli ren dere cioè più duro il metallo; esso ne ren.de, si può dire, più spiccate tutte le pregievoli proprietà, come si può scorgere dai seguenti 4 esempi di saggi eseguiti a Torre-Noire sopra cerchi che hanno subite 3 tempre (·1). NUMERÒ
Limiti di
dei saggi
elast icità
Limiti di rottura
Lbili di allungaqieuto
Rapporto fra la sezione originale e quella di rOCtura
saetta
.Nume.ro dei colp i
per
dopo il 15°
la rottura
colpo
p rodurre
1
38,5
60,2
17,3
0,64-
40
66,7
17,6
0,55
35 42
32,00
2 3
38,9
65,1
18;1
0,54
41
31,7
39,3
65,9
17,3
0,54
36
4
,
31,00 '
31,6
È da sperare che la fabbricazione dei cerchi di piccolo diametro fotta senz-a l'impiego del maglio possa estendersi anche ai cerchi dei cannoni di grosso calibro, aumentando convenientemente il numero dell e tempre e delle ricotture secondo lei grossezza delle lo:ro pareti, giacchè in tal caso essa, riescenclo mollo meno costosa e più semplice di quella seguìla col metodo della fucinatura, segnerebbe probabilmente la decadenza del maglio a vapore, costoso e complicato ordigno meccanico inceppante l'indu,strùt ,metallurgica. Per av-ere anche un'idea più sensibile della somiglianza degli effe!Li prodotti dalla fucinatura e del u~etodo chimico co lla tempra riportiamo dal La-Cr,)i x. (Etudes sur l'éxposition,de 1878) i l seguente paragone fra due saggi ottenuti con,metodi· diversi:
Limite d'elastici.tà ·timite di rottura Allungamento ( •) Iron, io settem bre J,882,
,Metodo Torre-J\'o ire
Metodo meccanico
33,6 '75,8 19,2
26,06 73,40 !.24,00
Classificazione e frnpiego degli acciai . - T'.·attand~si :d~ un metallo sul quale tante questioni sòno anco1-;:1. da nso\vers,, e naturale che sia difficilissimo il poterne classificare esattamente tutte le v~rietà · ed i metod i fin qui proposti, in pttrte fondati sulla éompos1zion; chimica, in parte su alcune pi'oprietà meccaniche lasciano qualche cosa da desiderare. . _ . . . . , Ad ovviare in qualcl'ie ·modo a1 gravi H\convernentt eh~ o~ tal fatto può generare, ora che l'acciaio ha pr~so cosi va: to_ 1~piego nelle costruzioni civili, come sarebbero: tw~1dent1 gra:v1ss1m1, contestazioni fra produuori e c.ostruttori, ecc., sorse l'idea di ist(tuire decrli .Jstitu(i così detti d,i saggio, nei ql1àli, sotto la sorveglianza del Governo, tre cornmissioni appositamente nominate pro?èdono in appositi laboratori a saggi di materi_ali _ed ~t stu~i ed ·espenen~e _atte a far maggiormente rilevare le i'ela,z1òm es1stent1 fr~ la c.o1:1poswon~ chimica e le proprietà meccaniche dei fen;i e degll acciat adop~rat1 per le costruzion i. Uno di ·qùesti istituti fo già fondato a Bedmo, ed i benefici efieLti che esso darà, sia nel!' evitare catastrofi, come scoppi di caldaie, rovine di ponti, di tettoie, d, ar1:1alure, ecc. _che traggono sempre dietro ·sacrifizii di vile umane, sia nello studiare le cagioni di ·quelle che ancora potrebbero ~tccadere e nel versa~e quindi nuova luce sui.problemi çhe ancora inceppailo la metallurgia ·· dell'acciaio, saranno certo grandissimi. Intanto, fra Je numerose classificazioni di acciai, ne accenneremo una., che si può dire .tutte le riassuma, fondata unicamente ~tilla re~ sistenza -alla rottura, d'onde ·più o meno direttamente deriva ogni altra proprietà. Partend<t dal -principio che il metallo abbi~ sop~ortato un ecrual lavoro di .laminazione e di trafila, tutte le vanetà. d ,ac0 ciaio si possouo comprendere in queste sei dàssi.: I. Acciai dolci:;s1mi eccèzional i o fetri fusi nei . quali It (resistenza alla rottura) . 40 .Kg. per mmq. I I. Accia.i mollo'dolci, nei quali R > 40 ~g:ma < 50 K,g. per mmq. 'III. Acciai dolci nei quali . R 50Kg. ma< 60 Kg. permmq. JV. Acciai duri nei quali . R >60Kg. ma < ·70Kg.p'èrnHnq. V. l\.'cciai 'tnòlto duri nei quali 'R 70 Kg. ma <-80 Kg. petmmq. VI. ì\cciai dùrissimi, eccezionali nei qual i. R > 80 Kg . per·mmq. t(,t) .
<
> >
(I) Classement et emv1oì des acters, V. Deshayes.
552
RASSEGNA 'nECNOLOGlCA
Ognuna di queste classi viene poi suddivisa in, altre varietà, secondo la pro.porzione di carbonio in esse con tenuta, secondo ch e qùesto è sostituito dal rnangenese, dal fosforo,_dal cromo, :cc. oppure secondo il lavoro cui fu assoggettato 11 getto, fucma~m:a, tempra, ricottura, ecc; varietà che possono essere tutte ben defrn 1te per adattarle all'impiego çhe megli o loro si aLl.aglia. . Senza addentrarci in tali classificazioni, di secondo ordine ci limiteremo a vedere quali sono le quali tà di ncciai.o che convengono agli usi mil itari ed in quali delle sei classi accennate essi possono collocarsi. . Per fo 8barre da fucili, benchè in Francia ed· anche altroYe si impie.ghino gli acciai che hanno una resistenza alla rottura prossima a 50 kg . ricorrendo anche alla tempra all'olio, purn soddisfano perfettamente gli acciai della I classe anche senza tempra; e tanto in Isvezia quanto in Westfalia le forn iture di sbarre da fuc ili sono fatte con acciaio dolcissimo , d'una proporzione di carbonio compresa fra o,rno e 0,300 corrispondente ad una resistenza alla rottura di .i.O kg. per mm 2 • Anche pet· i ce·rchi da ca11,noni, l'acciaio della I classe viene ora impiegato in Isvezia, in Inghi lterra · ed a Saint-Et.ienne in Francia in sostituzione dell'acciaio più duro. Es·so viene ·laminato in isbarre, avvolto a spire intorno ad un'anima e saldato sot.to il ·maglio. Gli sforzi fatti fino al dì d'oggi per oLtenere un metallo fuso omogeneo e mollo dolce, di una malleabilità prossima a quella del ferro e che, grazie alla sua compatezza ed omogeneità, avesse su questo ultimo il vantaggio di non poter essere penetrato cosi facilmente dai proietti, hanno anche condotto ad appl icare per la co struzione elette corazze il metallo della Tclasse, il quale laminato, più volte temprato e successivamente ricolto per migliorarne Jequ.alilà sotto il punto di vista della penetrazione, sembra, come lo_ <limo-. strano le ·ultime esperienze della Spezia~ decisamente superiore a qualunque allro . · ·· Il metallo di questa ciasse viene impiegato finalmente per la fab- · bricazione delle sale · e delle parti d'armi di piccole dimensioni qual i sono i foderi delle sciabole e delle ba:ionette le fascette e in generale tutte quelle parti che devono essere lavorate a freddo per . mezzo dello stampo. · ·
553 Nelle officine del bacino della Loire, gli adciai per la fabbricazione delle sbarre da fucili appartengono invece alla c)asse II. L'acciaio, liquido viene a tal fine versato in lingottiere dai ,J5 ai .20 cm. di lato e trafilato quindi fino ad acquistar.i) un diametro un poco superiore a quello della canna _finita. Le sbarr; ?o~ì ottenute si tao-liano alla luno-hezza voluta e s1 temprano nel! olio. . L';cciaio di ques~ classe, me1:cè i progressi dell'ultimo decennio, viene impiegato su larga scala dalla marina francese e italiana che ne diedero alle officine del Creuzot, di Saint-Chamond, di TerreNoire commissioni ragguardevoli per larnie1·e, per1i.i, angoli, ecc., destinati alia costruzione delle navi e per quella pure molto gene. 1,alizzata degli an1Mti. I nuovi c®Hioni cla campagna e d'asgedio francesi sono pure costrutti, da qualche tempo, con questi acciai ottenuti negli stabilimenti del Creuzot, di Saint-Ctrnmoncl, di Firminy, con uno qualunque dei metodi Bessemer, Martin, al crogiolo, ma specialmente col 1J O e col 3°, esclusi però gli acciai contenenti manganese. I aetti di un peso molto più considerevole di quello che debba aver: il blocco del cannone, si sottopongono al maglio, e sucfessivamente alla tempra, e vengono quindi consegnati agli _stabilimenti militari che procedono al loro saggio, alla lavorazione ed alle prove di tiro. , .. . Le condizioni che si esigono per saggi presi m volata od rn culatta di questi gelli, sono le seguenti: L'ACCIAIO
Limite d'elasticità . . . 32 Carico di rottura . . .• 6.2 Culatta Allungamento p. ¼ misurato su 1100 mm. . . . . 114 ' Limite d'elasticità . 35 Carico di rottura 65 Volata. Allungamento p. ¼ misurato 114 su 50 mm. . .
l
kg. kg,.
+
+
5 kg. 8 kg.
¼ minimo kg. + 7 kg. kg. + 4O kg.
¼ minimo
A queste si aggiunge la. prova del~'urto !att~ sopra_ sba1:·e di 30 X 30 mm. al maglio d1 18 kg., 1 punti d appogg10 essendo discosti di ,J6 cm. l'uno dall'altro. Le sbarre non debbonò romANNO XXVIII, VOL, l,
554-
RAS SEGNA TECXO LOGTC.\.
persi per una caduta del maglio di m, 2,!·>0 se sono Lolle dalla c ulatt.a, e di m. 2,80 se tolle dalla volala-. Le officine di Seraing adoperano pure l'acciaio di questa classe per la costruzione delle cosce degli afl11Jsti, di un tenore di carbonio teJILlissimo (O, I per 0 / 0 ) e Ja loro fucin'atura forma una delle difficoltà maggiori per la confezione di questo materiale. . All [I, 1If classe appartengono. specia.lmonte gli a~ciai omogenei ottenuti col metodo di Terrc-Nòi re, temprali più ,·olte e ricolli . Nelle officine di Serning in Belgio si fa. uso del l'acciaio cl i questa classe, non so lo per le forniture del piccolo materiale da guerra come sbal're da canne, pa1'ti di fucili. sciabole, baionette, ccc., ma anche per quella dei cannoni che pel' la prima volta furono presenlati nel •1880 all'espo'sizione di Bruxelles. · Ques!i cannoni el'auo. composti d'un tubo d'accia io ollenuto al forno Martin, cli una composizione in carbonio tale che poteva resistere ad un minimo cli 5o kg., rinforzato da cerchi d'acciaio pu.dellato. li getto P.~ava due volte e mezzo il tubo che se no doYe,'a olteQci·e, il quale dopo assoggettato all'opernione della. trapanatura, fu templ'ato facendolo riscaldare in un forno a gaz fino alla temperatura voluta e cleLermina.La previamente ripetendo l'operazione sopra piccole sbarre ricavale dal getto, ed immergendolo quindi venicalmente in un recipiente cilindri co contenente 8 a 1O volte il suo yolo1lle cli olio nel quale fu lasciato raffreddare. Questa. operazione, simile a quell-.i. che abbiamo ,·eduto praticarsi a TerreNoire, non è a vero dire che una semplice ricottura del tubo, col mezzo della qualo si produce un equilibrio mollecolare che assicura. alla orana dell'acciaio una regolarità perfeLLa. U~o dei tipi più meritevoli cli essere citati fra gli acciai cluri della IY classe è quello che WhitworLh impiega per accessori d'artiglieria e specialmente per tiibi da cannone, e cli cui abbiamo p iù sopraJlarlato. . · Gli acciai di questa classe hanno però ancora altri imp ieghi come sarebbero sale, caldaie, ,bielle, cilindri per strettoi, albel'i per eliche, lanie di sciabole e di baionette, ecc., ecc. La classe V, che ;comprende glir acciai. durissimi, oltre alle applicazioni ferl'oviarie offre plfre quella speciale qualità d'acciaio che si ottiene a Terre-Noire, col nome di acciaio sq,ns so'l!tlllure, ri1
1.' ACCIAIO
551>
<eonosciu~a morto utile per la confezione dei proietti perforanti, eome anche per le parti di maochine che altra volta si face\'ano di gh isa, ingranaggi, ciiscinetti, eliche, ecc., le quali richiedono una grande tenacità unila a una grande durezza. La classe Y I per l'e5Lrema durezza del metallo è riservala alla fal,bricazione degli strumenti da la voro,e per coltelleria; in essa possono comprendersi quegli acciai duri eletti al manganese, al cromo, iii t1mgstene, nei quali il carbonio è sostituito da questi metalli e la rni applicazione rn estendendosi ad usi speciali, destinati forse ad ,nn grande avvenire grazie all'elevato limite di elasticitlt, alla, resi·s!enza alla rottura ed all'urlo, in essi \'era.monte considereyoJi. Accennata così sommariamente la lu11ga ,,ia percorsa dàlla metallurgia ,dell'acciaio cd i recenti perfezionamenli in essa introdoui, ci rimane a dare un rapido sguardo ai melodi che si seouono attnala quelli che :me1110 nella fabbricazione delle artiglierie d'acciaio -si affacciano per l'anrenire, poichè l'opportunità di aHiare in ' 1rnese questa utilissima industria, stante il numero piuttosto considererole di bocche a fuoco necessarie alle nuove fortezze, è uno sprone a studiare attenùtmente una tale questionè · onde risolvedtt nel modo più economico e sicuro. J metodi oggidì seguiti nella costruzione delle bocche da fuoco possono ridursi a quattro: , · 1° Cannoni composti di un Lubo grossissimo d'acciaio l'inforzato da cerchi pu re 'd'acciaio, tipo Krupp; 2° Cannoni composti di tubi d'acciaio forzati gli uni surrli altri 0 tipo Whit.worth; ' 3° Cannoni composti di un tubo d'acciaio rinforzalo da coils di ferro e di acciaio, tipo Armstrong; 4,° Cannoni composti di un tubo d'acciaio rinforzato da un filo o nastro d'acciaio di grandissima resistenza anollo a freddo sopra il tubo. · È un fatto notissimo che un ci lindro omogeneo solloposto ad ~ma P:essione interna qnasi istantanea, si spezza perchè gli slràti inter01 del metallo presentano una resistenza inferiore a quella· press!one,_ menlr~_gli esterni app~na . né risentono la spinta.'Da' questi fatti sol'se l idea della cerch ,atura 11.t qùale è ora sulla via· cliraggiungere la massima perfezione.
cd
1
'!S57
L' ACCI~IO
MSSÉG~A 'l'ECNO!.OG!CA. ' 556 Un cannone teoricamente perfetto sollo l'aspetto della resistenz~ allo scoppio, dovrebbe essere formato da un numero infinito dispire o di tubi sottili, sottomessi ognuno ad una tensione tale che, quando una pressione qualunque si manifesta nell'anima, tutto l'insieme sopporti esattamente il medesimo· sforzo in tulle le sue parti, allo scop9 di utilizzare tutta la resistenzà della materia . In pratica. ciò è difficile ad ottenersi coi metodi attuali di fabbricazione, essendo impossibile determinare in modo graduale lo sforzo dei cerchi o dei tubi sul lo strato sottoposto; ma qualora si riescisse acl! attuare il qua1'LO dei metodi accennati , già d'altronde sperimentato· dall' Armstrong nelle sue officine di Elswick per la costruzione di, un cannone da ~5 cm., l'effetto della cerchi'atura raO'oiunC1erebbc ii, Ol:> O suo limite maggiore. . . L'acciaio ridotto in fil.o o in. nastro, di una resistenza alla rottura, di ben tonnellate '15,5 .per cm. q. sarà in avvenire un potente rivale dell'acciaio ottenuto in grandi masse, impostosi in questi ultimi tempi al ferro eèl alla ahisa nella fabbrica;:ione delle artirrlierie ~ o ' giar,chè esso può sopportare in senso tangenziale uno sforzo doppio di quell o che siasi mai prodotto, nelle parti interne di un cannone, nelle condizioni ordinarie d'impiego; e la fabbricazione dell'acciaiodelle bocche da fuoco può in tal modo rendersi molto più semplice, meno costosa, ed anche più garantit:_i, da~li scoppi. Si cornp'i·ende infatti .come avvolgendo il nastro a freddo sopra, il tubo interno d'un cannone e regolando per Ulezzo d'un apparecchio la tensione di ogni strato in moclo da metterla in relazione colla resistenza che esso deve opporre a seco~da clella sua posizione, ogni strato assumerà la parte di lavoro che gli conviene, e così· non vi saranno più grandi· masse da muovere, da fucinare, da. tornire, da forare e gli inconvenienti prodotti da una imperfetta cerchiatura, quali le fenditure. interne inaYVertite, saranno inter::i.- · mente evitati. Per giungere a realizzare questi vant:1ggi si hanno però ancora molte difficoltà da superare e, fra tutle la principale, quella di vincere lo sforzo longi tudina\e. prodotto .dalla pressione dei gaz, ché è cagione clel rinculo e diede luogo a seri accidenti, come quello rm enuto al cannone da 100 a bordo del Dwilio e quello sull' Angamosnell'ultima guerra peruviana, doYe un cannone, nello sparo, sfuggv 1
4Ì~l, cerchio
porta-orecchioni e cadde in mare attraversando, come .g1g.intesco proietto, patte della coperta della nave, uccidendo e fe•renc,o parecchi cannonieri. li sistema di fabbricaz ione che abbiamo ora accennato tanto ·vantaggioso sotto_molti punti di vista, è incapace di per sè solo a ·r~s,stere a questo sfo'.·zo longitudinale; con verrà perciò che questo sia fatto sopportare mteramente da un tubo d'acciaio di dimensioni · sufficienti, oppure che si studi un'altra disposizione, come sarebbe ,quella di rinforzare le spire d'acciaio con manicotti a fibre disposte · pararellemente all'asse della bocca, da fuoco. Intanto è bene avT.ertire che gli' studi a tale scopo sono seguiti con alacrità in Amer ica, dove la questione- dei cannoni di gran potenza, forma attuai-mente, come da noi, oggetto di svariate esperienze d'onde senza dubbio sorgerà una soluz\one vantaggiosa così daÌ lato tecnico-come da quello economico . . f:omu~que_ sia, c'imporla di constatar~ . che al grado di perfe:wme ~u1 è g1~nta.la '\)1etalìurgia dell'acciai.o noi possiamo essere in , grado , senza ricorrere alle costose is~aJlazioni cli Krupp e seauendo quell e più ecqnomiche che abbiamo accennato in questa Ra;se.O'na , -<'li fabbricare in casa nostra, coi nostri acciai e coi nostrì inc,ea~eri ci cannoni che ci occorrono. A noi non mancano per conseg;ir: un <tale scopo le conoscenze teoriche, e neanche in ce1:ta misura ]e -pratiche, acquistate già con molti anni di lavoro e co~di ·studi ·di molti nostri uf,ficiali, nè' ignoriamo i tentativi fatti 'all'~stero i successi e le prove ,fallite che possono essete utile inse()'namedto -a nòi per l'avvenire, motivo per cui nessuna scusa ci p~ò tratte·nere dall'intraprendere senza dilazione la fabbricazione delle -arti.gl ier!e d'acciaio _che ci renderà anche per qnesto verso jndipen-0ent1 ,dallo straniero ed eleverà giustamente il sentimento della dignità e dell'onore nazionale. ' 1
ì· 559
LIBRI -E PERIODI Cl
- -"E-
J.,•te :mil.i ta":e. - Trattato di organica, strategia, logistica e.tattica, comp ilato dal colonnello PIETRO VALL,E. - Firenze, Ti-· p~grafia .Le !Vlònnier, prezzo L. .3,50. . Alla_g'. oven tù del nostro esercito mancava un trattatù di arte mi-· l1ta~·e facile, breve e tuttavia completo abbastanza da corrispondere ai van programmi d'esame, per gli ufficiali.delle Armi di liuea. E beu, ,lo sa~n~ q~elli che a qualche esame verbale dovettero preparars'i, in quaiHt libn ebbero a spigolare on·de riassumere quelle CO"nizioni che· forse _c~nasi tutti a:evano in mente, ma che sono cosi diffi~ili ad e~pri~1ers1 m modo chrnro e preciso, senza a vede viste. classifìcate, analizzate e forl,llulatc in un libro. A costoro ·viene in aiuto il · colounello Na)le ·con_ nn Tra~tato d'arte 1nihtare breve, completo, e so prattutto fa~1le ~d m_tender~l, compi l<1to appunto secondo i d~tti programmi e in a1 moma coi nostri r~golamenti . · ~·~per~ si. divide in quattrn parti, corrispondenti ai r1trntt1:o ramt _p rmc1pah dell'arte militare: organicci, s·t1'ategi'a, loqistfra e tattiw •. Precede un'Introduzione colle generalità e le definiz,ioni di base . . L~ p~ima parte tratta dell'orga~'ica con speciale ap.pl icazione àll'eserc1to_ 1talwno. ~'orga?ica ha per oggetto : ,1° il pers011a le (reclutamento,. ord~namento, 1st:uzwn~)_; 2.0 il materiale (cavalli, armi, munizioni) ; 3° il terreno (cH'cosc~1z1one rerritoriale, -fortificazioni, monografie) .. Qu_anto le nostre JeggL hanno di essenziale su crnesti argomenti vient} q_m cspos~o, per sommi capi; sia che riguardi l'esercito di prima linea, sia c!1e rdletta le due milizie mobile e territoriale. Si vede il nostro eserc1t~ qual è a~tualmentc O quale sarà dopo una rotazione complcia e la. ~1e1~a attuai1one delle ultime leggi. Non manca un cenno suIla mobil1k1 z10nc ,e la radnnata, nè l'indicazione delle principali differenze·
tra j,J nostro sistema e quelli in 'Vigore presso altri Stati. Chiu ~e questa '{)rima parte, un'appendice in cni si cfà una succinta idea dell'ordinamento dei principali eserciti d'Europa. Nella seconda parte si discorre della strategili che • addita le mas- · sime generali per condnrre bene la gnerra >) . Si c~·mincia con precisare l'oggetto di questo ramo dell 'arte mil itare e definire ciò che si intende ,per pi.ano d:i gue,,rra, d!i campagna, bcise <l'o1Jernz-ione, pnnvi o linee strat1Jg'iche ed altre simili parole e frasi tecniche, che hanno relazione col la strntegia; quindi vengono spiegati con nppropriati esempi storioi, i principii fondam entali a cni la ·stnit.egia si appoggia, osservando acconcia mente che i principi i s'insegnano, ma come e é1uando })isogna appl icarli è cosa che non s' impara . L'nltimo ca:pitolo di questa parte traccia i caratteri della guerra difensiva e dell'offensiva . Segue, nella parte terza, la loçfist-ion « che ha per oggetto di regolare ed a,sicurarc le marcie ed i trnsponi delle truppe, del materiale e degli approvvigionamenti, di scegliere gli MCautonamenti e gl i accampamenti e cnrarne fo sicurezza e fina lmente di organizznre e dirigere il servizio delle informazioni e del le esplorazioni >). Perciò l'autote tratta in distinti capitoli delle marcie, delle misnre cli sicurezza e del 1'ancio per le truppe in nrnrc.ia; espone graficamente, colle relative annotazioni, gli ordini normali di marcia per le varie unità tattiche, insegna il mòdo di fare g'li orari grafici per le marcie, dà regole per il pa,,saggio cli pontì e strette, e dati utili per calcolaTe la lunghezza delle colonne. Quindi piissa -a discorrere dei trasporti per acqua e ,pr~r ferrovia, facendo notare la grande importanza acquistata cl:i '-TUesti ultimi, speci:1lrr1ente nelle operazioni di mobilitazione e della radunata. Vengono appresso gl i accampamenti, gli accantonan1en ti, il sen izio cli avan1 posti. Tntte queste·specialità sono trattate, seguendo passo passo i regolamenti e le istmzioni in vigore, citando es<~mpi storici, e fa cendo applicazioni ai nost1'i terre1i i. Non rri.mcano i dati· per talcolw:e quanti treni sieno necessarii al trnsporto di una divisione e di un corpo d'armat:i , quanto spazio aboisogn i per l'accampamento di un batta-· gl ionc, un reggiment.o, una brigata, ccc. La quaTla ed nilima parte (la più estesa del libro) è dediGata alla tatfliw, e si suddivide in 'tre capi : · 4° tatt-ica piwa, formale o regolamentate : '2.0 -tatt'icci applicata ; 3° g1'atide tattiw. L,.a prima si occupa più. specialmente della costituzione materia le dell e varie armi, delle unità di cui si compongono., delle proprietà tattiche che esse pos. seggono, delle manovre necessariè per maneggiarle, de( foo'chi da imiJre:garsi e delle norme per 'eseguirli; quindi nello svolgim·ento delJa I
.'
560
LIBRI
relativa materia, l'autore espone l'ordinamento tattico, le fo rmazioni e le _cv.oluzioni delle tre Armi , facendone rimarcare le proprietà caratter1st1che. Trattando della fautei·ia si ferma su l nuovo armamento, sulla sua efficacia , sulla necessità della disciplina del fuoco. Parlando della cavalleria non dimentica quel servizio di avanscoperta che, se non è u~a ~ovità, eb~~ però, nella_ classica campa?na del 1870-7·1, 11n'apphc11ZJ_on_e ~ un importanza imprevedute. Discorrendo dell'artiglièria, non s, hm1ta a quella da ca mpagna, ma dà pure un breve cenno di quella da muro, d'assedio e da costa . Nel capo seguente ( tattica a11pli-cata) si applica, al terreno e alle opera:,ioni seconda rie. del~a ~uerra, ciò che nel precedente si è spiegato 111 astratto. Perciò s1 discorre con sufficiente diffnsioue della tattica di combauimen to delle tre Armi sole e combinate, dell'attacco e della difesa <li alture, c.iseggiati, boschi, strette, ecc., ecc., del modo di eseguire nna ricognizione, cli fare un' irnboscut.i, di scortare o sorprendere un convoglio. Chiude l'opera il ca po della grande tattica << che ha per og.,.etto ]a scelta delle posizioni, il designare i punti da attaccarsi e difeud!rsi; il d_e~erminare. l'obbiettivo principale della battagl ia e la chiave della pos1z10ne nemica . » Premesse le definiz ioni, si tratta della battaglia in genere, dell a battaglia offensiva, della difensiva, e di quella offousivadifcnsiva'. indicando di ciascuna i tratti caratteristici e i principii fouclamental 1, _da cui non è lecito allontanarsi senza grave pericolo. 'raie è ti. nuovo libro che il colonnello Valle offre agli ufficiali del nostro esercito. Per semplici1à e chiarezza non lascia null.i a desiderare ; taluno potrebbe dir forse che è troppo elomentMc e che vi si trovano frequenti ripetizioni; ma la prima di queste cose fn voluta dall'autore, che ebbe in animo di giovare al maggior numero; la seconda era inevitabile volendo esser molto chiari e non rimandare spesso iI lettore a cose già dette.
S t ,·ade Ro111a ne Btel te1•1•ito1•io di Boves ( c ,u,.e o ) e 10 1•0 1·acco1•dnnte 11to colle Ro-,,iane 1110-,•iclae,
per Gro. BATTCSTA BoaELLI, senatore del regno. - Roma, 1883, Tipografia Eredi Bolta. Gli studiosi di archeologia stradale saranno grati di questo libro al senatore Borelli che, avendo rivolti i suoi studi sulle strade romane
E P ERIODl CI
56~
delle Alpi mar,tt,me, nei loro versanti nordici, e sul raccordameuto I delle stesse con quelli degli altri versanti, illustra una parte del no· stro territorio, sotto quest'aspetto, poco conosciuta. La scoperta fatta dall'autore di vestigia cli strade romane, 110 11 rammentate fin qui dagl i scritlori, sul territorio di Boves, gli porse occ-asioue di studiare quale tracciato avessero presumibilmente queste strade, ,e come si raccordassero colle grandi strade romane· a tutti note. Per riuscire a ciò passo. in rassegna , esamina e discute monumenti, iscri2io11i, testi di autori antichi o opinioni di scrittori moderni .. Fra. IP, cose più notevoli di questi studi sono : 0 ~ Le congetture sull'identità o quasi del11 due celebri strade, 1'A 1welùi e l' Emil'ia Sca1t1·0 colla lttlia 11ttg·usta ; 2° Le investigazioni sulle strade romane di Val cli Roja cd il loro rnccordamcuto coll'1l ttrelia ciel littorale e coll'Emilia Scau1·0 del Piemonte; 3° I l raccordamento delle strade roman e delle vall i del la VermeIl agna, del Gesso o della S1ura, con quelle dei versanti meridionali ,delle Al pi marittime, nel contado di Nizza e con quelle dirette verso fa Provenza; 4- 0 Alcuni schiarimenti rela1ivi a strade romane secondarie, proJJabili od ipotetiche. Le strade romane scoperte sul territorio di Boves le quali dettero <>~casione al libro del Borel li, sono: •1° una via Emilia suhalpiua, dirntta per uno. parte alla Risalta, e per l'altra alla valle cli Sturn e più tardi a q nella di Vcrmenagna ; l'autore crede che un · suo tronco ri. montasse lo. valle del Gesso, e si portasse in quella della Yèsubia, per i co lli delle Finestre e di Frema-i\forta; 2. 0 una strada da Beinette, ,,1 territorio di Boves, direlta a val ùi ,Stura; strada che sn detto ter-· ,·i torio conserva ancora il nome di ro1nana; essa abbrevia,•a il passaggio per valle cli Stura, Cl'itando la deviazio~1e a Chiusa-Pesio. In principio del libro si trova un.i tavolo. schematica delle strade . r omane in esso descritte od accennate, spogl ia di tutte le accidentalità «:lei terreni , onde meglio r.isaltino le strade stesse e i loro raccordamenti; in lìne poi vi sono alcune pagine di annotazioni storiche relative a popolazioni e luoghi citati nell'opera.
562
c,ttalog o ,lelle c,u•te e tlei lib1•i ventlU, ili ·d,dl'.TsUt·uto geog1·,1,fi,co •11-sl-iÌ,u•e.-
Firenze 11883, t.ipograGa ·
Barbera, prezzo L. 0.50. .Dobbiamo saper grado alla direzione dell'Istituto geografico militare di qàesta utilissima pubblicazione, che facendo conoscere Je numerose carte, p1astièi ed opere diverse, venaibili presso il det_to Istituto e le~ relative co1Ùlizioni d'acquisto, rend~ ai librai, e più ancora ai privati, 1m verq s11rvizio. Tale catalogo si divide in due parti: nella ·.prima contiene i titol~ ed altee indicazioni delle .carte, plastici ed operi~; nella seconda i relativi q1,1adri d'unione. Precèdono le condizioni di 'Oendita, dalle r1ual i cr~diamo utile riportare i seguenti brani: . . « I prezzi delle carte e dei lihri editi dall'Istituto geografico mi!itare sono, per qualsiasi acquirente, quelli segnati in questo cntalogo a fianco 'di ciascuna carta e di ciascun libro. Detti prezzi sono inoltre r ipetutr in calce di ciascun fogl io delle carte e sopra la copertina di ogni libro, onde gli acquirenti possano facilme11te verificare ed accertarsi del costo delle singole pubblicàzion i richieste. ' « Ai librai che richiedono dirett-Rmente all'Istituto carte e'libri pe1· essere venduti ai privati a prezzo di ca talogo, sarà "accordato lo sconto del · 25 6/ 0 a ti tolo di provvisione. tale sconto potrà essere negato a quei librai pei quali risul tasse alllistitut.o, clrn a,hhiano venduto qualch e carta o libro aa nn prezzo sn,periore di quello assegnato nel catalogo. « Ì privati che desiderino provvedersi direttamente di carte e .libri dall'Istituto potranno di rigere le loi·o richieste in 'iscritto alla Direzione deTl'lstituto geogi·alìco mil itare in Firenze, via della Sapienza, N. 8. " Le richieste fat1e dai librai e dai 'privati, dovranno contenere il pag~mento anti,c.ipato, secondo il prezzo del catalogo (collo scon to del 25, ,':; 0 pei Jibrni), piL't le spese d' impaccatura e post.:ili, · come è qu E ap.prcsso indicato: · 'Pee nn foglio o tavole!ta, sia sciolta che incollata su tela L. O,~O. , T1ér due f'ogl i » » · » O,.zfj . Per tre fogli » » » 0,30, e così cli seguito aggiungendo cinque ce11tes1on per foglio o tavoleun. « Qualora neJia richiesta fosse indicato di fare la spedizione pce mezzo della ferrovia in porto assegnato, basterà aggiungere all'importo' della riciliest1t centesimi 30, qualunque sia la quantità delle carte e dei libri domandati » .
...
563
E l'fln lODICl
LIBRI
Allo sh,,U,, ,st<11•·i co-,n·clii.t'ettt>Hico sul C11s tell& di B1·•ogli@ tlel ge,ie1•tde n,,,g,,ele C!t1tlo1•,u, . _:.
Note cli
ANGELO ANGELUCCI . - -
Torino, tip. l?odratti, "883, 11 op.
di pag. ,(,:; . Con queste Note l'egregio Angelucci fa due cose : si difende dall'asserzione che nega l'esistenza di bastioni nel castel lo Luce~·11 , enm_1ciata dal generale Cadorna nella mooogvafìa sul Castel lo d1 Br?gho e· si scagl ia contro cli noi, perchè, sull'autorità de~ g~nera:le, abbrnn~o ripetuto Ja se.essa cosa in una modesta rassegna biblwgrafìca pubblicatasi in ciucsta Ri'oist.a nèllo scorso l ugl io. . . . Diciamo suhito che 11011 intendiamo di aprire una polemica : CL -restringiamo a rispondere ad un uomo, il quaìe, dopo.d'aver d~to tanto e · éosì hel!e pr-ove di vasta dou.riua, pare che oggL corra mcontro ad un singolare pedantismo. E siccome ricord iamo il proverbio che -: a pedan te, pedante o mezzo - così ci ascolti l'egregio Angelncci . Nella Nota,(" di queste Note è riportatoun passo della nostra ra~segna con molti punti interrogativi e::l ammirativi, con postille, a:vvert1rnent.i e tante altre cose. Ci si rimprovera un sognato invece di sognal<b, un de6•ignato iuvece di dis~gniito. Abb.iamo, troppo rispetto pei ~1~stri let~or~ ~er credere che ci possano scambiare gl i errori tipografici w errol'.l cli_lmgua. l'Anrrehìcci trova che dove è detto Taccola l'A.rchmnecle Sl deve to_gliere i':rticolo, che non è al suo posto. O perchè, di gra~ia? In ~ueslo caso av:remroo peccato con tutto il mondo che da secoh usa chre -: Scipione l'Africano ·e Catone l'Uticense; avremmo peccatf con clu cluarna il Rossaroll l'Argante cli Venezia e simili. ' · . Altri punti amm irativi ed interrogativi troviamo lit dove . è ,~cnçto « nella '.\'Iarciana di Venezia » coll'osservazione tra parentesi - e che c'è qualche altra Marciana '? • • · 1 . No certo, signor Angelucci, ma oltre che v.1 è un libro stampato a Venezia nel ·1813 col titolo La R. Biblriotera Marci ana di Venezia, e che un'autorità lingui;tica, il padre Guglielrno tLi, scrive a pag. 22. del suo libro Storia deUe f'ort·ifica.ziorvi, ecc. ~il a Ma!'Giana cl i Venezia e· 11 ellc note a p:.ig. 38 cita la Nazionale d•i Parigi_ ~ la Sa lluzzian~·(sic) in '.l'orino, Je possiamo assicurare che non tutu 1 letton possiedono la dottrina sua e che mm sono obbligati a sapere che la Marcia na è
ùi
LIBRI
la biblioteca di S. Marco in Venezia. D'altronde è comunissimo il dire
la Quiriuiana di Brescia, la Saltizziana di Torino, la Casanatense di Rorria, la Fardell iana di Trapani . Ed è forse male che si specifichi tl Juogn do-ve si trova una biblioteca? E veniamo all'altro ·puuto ammirativo apposto al tiionasse,ro delle 1 -artiglierie. Quando il signor Angelucci trova perfino il modo di criticare il tuonare delle artiglierie, noi lasciamo che se la sbrighi coi suoi colleghi in filologia. L' Augelucci ci attacca anche sulla citazione del Demt)trio Vivaldi, dicendola falsamente interpretata. La è, ma l'accertiamo che, · sull'autorità del padre Guglielmotti, noi abbian:o ritenuto che nel H,53 « per « la terribilità delle nuove artiglierie e la prevalenza delle offese >> il Vivaldi chiedesse « uomini esperti nell 'arte militare, specialmente nella « difesa delle piazze e nel rimettere a nuovo le fortificazioni » cioè r imett.erle non a sistema , murale, ma a parapetti terrapienati come pareva allora convenire, appunto a tutto vant&.ggio della dife,sa. Giacchè egli, l'Angelucci, ebbe la bontà di riportare l'intero documento, lo ringraziamo del favore, che, tra parentesi, avr,ebbe potuto fare con un po' più di buona grazia. Che l'Angelucci tenga molto ai suoi bastioni di Luccra, llOn v'è che dire: <\ una gran bella scop·erta e de.gna di elogio. Però capirà che quando un Guglielrnotti non ne tenne parola, che quando un Cadorna ne pose in dubbio l'esistenza era per noi ardua impresa il sostenerla. Ed era ardua l'impresa, perchè non avevamo i mezzi eh verificare de visu come ebbe il signor Angelt1cci a proposito dei disegni d·el Taccola .. Insomma, noi ci trovammo di fronte alla confutazione « di « un uomo 'di tanto conto e iu sì alto grado nella milizia » ed alle asserzioni di altro uomo che lo stesso Angelucci « ama e stima• quanto « nessun . altro mai » da non meùvigliare alcuno se propendemmo a credere; sulla fede di tante autorità, che fossero i bastioni di Lucera una semplice allucinazione. Ma _se non sono, noi . ne godiamo, sia per lo scopritore, sia pe~· · l'arte, sia per la patria, perchè è dimostrato una volta di più, quanto l'Italia abbia sempre p~eceduto le altre nazion.i nelle scoperte e nelle invenzioni. E se noi abbiamo osannato (a proposito: Osannare è vocabolo proprio da tirarsi in campo quando si parla cli fortificazioni?) alle pagine d,el · Gnglielmotti, pagine meravigliose, non è a stupirsi: il Guglielmo tti persuade e convince, l'Augelucci impone e -vuole: tra il volere e la persuasione, noi stiamo con chi ci persuade.
565
E PERIODI.CI
Del resto si sa quanto in queste discussioni, basate sopra scar.si docume11 ti ; sopra individuali induzioni, le opinioni poss~no e~sere discordi: · appunto per questo non si deve fare com~ il Christ11s irnperat. Possiamo infine assicurare l'illustre Angelucc1, che col nost.ro_ mo-:desto scritt.o non· avem)nO in mira di dare lezioni sulla. storia dei bastioni e di far mostra di erudizione a buon mercato. Scopo n?stro fn quello di dissuadere il generale Cadorn_a dalla sua p'.·oposta di ~pporl'e una lapide sul bast.ione di Pisa col ncordo: « p•rimo baltiaHlo eretto d''ital'iana inr,enzione. » . . Lo scopo l'abbiamo pienamente raggiunto, e di ciò ne siamo in :7er~ soddisf;1tti. Nulla ci importa di vederci tartassati per due erron (li stampa . Oh! non v'è da prendersela per questo. Avev:;mo consegnato questo articolo, quando la DJ,1·ezi one del.la Ri'Oista ci fece 'avvertiti di esigere la nostra firma. Senza cambiare una parola, ecco il nome: CESARE QuARENG.HI.
St1•etfle,u·,s oeste·1·1•ei,eliisclie 1nilita1•is<•lie Zeitselu-ift, 3° trimestre 188'.2.
St ll'a1iwcl-idattica 1wil:itare. PIEns fL.\.UPTMA,' IN . -:- P_er autod'i,dcitt;ca l'autore intende l'arte d'istruirsi ~a se, stessi. V1 ~~no due . c:pecie. di autod:idattioi: ciuelli , che senza arnto d alcuno acqmstano un :rado d'istruzione sorprendente, e quelli . che avendo avut~, nel.I~ 0 le i primi rudimenti se ne servono d1 base, per fare da se stess~ scuo ,, d· t cce ·onah ulteriori progressi, La prima categoria si compone 1 ~a ure e . zi r,' regola· l''mtore parla• per •la seconda e inset>nn cI1e sfuggonO ,ad O"ni t> · '· ·, · ' · •• • • •• • il metodo che ritiene migliore pe~' . p_ro~egu1re, d1 prop1 ia lll1z1<1t1va e colle proprie forze, gli studi commc1atl nelle scuole. , t ··a "'ella ..gue1·1·a moderna. GOTTESHEIM HAUPTMAN . N. Lei 1an Mi , •• · · Il · · · ale di un esercito deve naturalmente consistere ne a I1·,a tfo'.·:a 1p1ri-~uco1p,1irimato si fonda sulla capacità che essa ha di coman en u. :, ' . . sola contro qualsiasi delle altre armi e contro battere, accompagna ta' O '' . . , · l 1· . · · ·n montaC)'na e m pianura, nel! offesa e ne la e 1le loro com bmaz1om, 1 0 . . . . • ,. · · e da lontano e m ordme sparso, cor fesa da v1c1Do ·' , in. ordme chmso . · ' e· colia ba1·on·etta, · Oltrecciò la fantena è l'arma che costa meno, fuoco
Ì '
'566
E PERIODfCl.
T.I8Ul
çhe_ più faci lmente si leva, s'istruisce, si provvede di tntto I' , ,e s.t porta in campagna. . occo1 reut.e della fanteria sì de•re .,,;ei·e . . r Nel "moderno · pienamente . combattimento , d: .'" , m m,ra {,,._ i• usu1rn1re l'eflìcacin del fuoco . cio ' . , , · 1· . . · , " 11 veio nont pno i~ 1s1. meg io che med1an10 una buona difensivn: si:iecialrn·f, nte . ..1och . d· · · . . . .. , , , se con \). t : spo rt1 1?ov1ment1 d1 terr(l si fo r~ i(icano le posizioni occn :iate. il\;a t~le vanta~g'? n?n co~1p&nsa la perdita della libertà di movin~ento 1 e s1 ha nell oflens,va. Nella ·~uerra del 4870-·~,, · F. t, · r I o , . / l ' HlllCCSI, appunto nel lo ' C ' " opo e i ol.Lcnere eal loro fuoco i maoQ'iori oITotti ·rlossihil'1 , , si tenn·e. ro spcc·Ial. men le all a el" 1lens1.va in quasio.,tutte le batuwl·e . 1 . '>oco ehe f , ·1 ·1 · 0 e, per 1 , O::,Se poss1 i 1 e, ricorsero sempre ai lavori a· · st. · · · · ' ' t zappa per co1u_1:s1 r1par1; ma con ci~ restarono quasi lega ti al le posizioni, e ri1mn_ziarono a quello s_lanc1?. traqiziona le, a cui devono le iù. hdle pagrne della loro storia rn ti I tare. p Però sia néll'offensiva corno nella difeusiva la ina·s·1mo f <'.' : , ·· ,d l f · · • " e ucacrn e uoco si ottiene combattendo in ordine s1Jarso· c1uest ·t rlev'e · d . , o pe1 anto . SSere r 1~uar ~to come_]'ordine fondam entale di combattimento )Cl' la moderna lanteria . Da c,ù ne risulta che O•Yoidì l'ler il i. _l !e<l'O de]J f . . . . O<> ' . JJUOll ln1·n a auteria, si nclnede che (oltre le qu·,l it~ mo, 1 · . P · , . ., . . ' " rn 1, s~nza cm· ~on v1 e istr uz1one ch_e tenga; oltre la resistenza delle marcie la c~~l~scenza propria arma e l'abilità di servirsene, seconcÌo le t"'t~nze ed. il ter~·éno) essa possegga una piena intelligenza:·del èom/"t~imento in. o1:d1~e sparso e sia famigliarizzata con tutte quelle· evouzw1~1. c_l\e Vi SI r1fer~s~on_ o. Colla brevità delle fer me attuali, colla :nolt1p!:1c1t~ . délle cogn1z1on1 e delle attitudini ehe si richiedono er il Jmo~. imp1ego della fant~ria in campagna, bisogna assolutari1enie ri1rnnz1 are . a tutte le .esercitazioni di hno· e d.1 paia , t.a e, come non s1. 1 • " f,eve mat perdere dt vista che l'esercito » t·· tt · ·d" .· · · · . . '-' ,I O pet. Ia guerra, così 1100_ s1 ,ment1cln mai che gli esercizi si fanno per adde'strarsì ·aJ çomJJatttmento. . . ' ' A~ti' contro i:l dvritlo in tempo di guerra. Gli ant'cl . d. -che m rrnerra t · . J 1 11 1cevano . . ,,· . , "' . . ~cc1ono e 1egg1. Il nemico non ave.va diritti, il ribtornern_ d1 . gue1 ra era venduto schiavo. Il diritto di preda c·10pe· 1· -fl ppropnars1 · · ,,aleva pei soldati e pci non, soldati. e1 , ' . ·le. cose d_ei·· ~ennci,_ 1,.8 d~~o~lie_opime amcclnvaoo 1 generali di Roma, ornavano la città -s'. i~t11bmvano aUa plebe. Questi principì del diritto romano ebber; ~gore· anch.e nel. medio evo, anz.i per alcuni secoli dell'età moderna .1- ucora · n.el sepolò ·scorso erà un· assioma che lti guerra de've nt1t1·1 ·1'-~ v " Ja guerra . ·-:-La civilL:t moderua . hà mu,t""to· g.11· an 1.n11. e 1. costumi. L'obbiettivo'
~ella
I
56'7··
delle, nostre guerre non è più di distruggere il nemico, ma dj ren- , clerlo impotente a· contrastare ciò che si vuole. da lui .. Appena qne~t'idea si fece strada nell'Europa civile, i fondamenti del diritto cli s uerra dovettero subire una modificazione, specialmente in rappo,rto alle persone non combattenti e alla proprieti1, ed, i moderni codici, a ,differenza degli antichi, riconoscono che anch-c in. tempo di guerra si possolio commettere atti criminosi contro i nemici. (Segue l'euumerazionè . e l'esame di questi atti). Osserva:zioni criti che siblla sped:iz•i,one de'i R1issi coMro ·i; Te/cè. . Per t.ut.to ciò che riguarda i preparativi, i trasRor.ti, il servizio di t"3.ppa e simili, avevano i Russi troppa esperienza, troppi esem pi di spedizione in Asia riuscite o fallite, per potersi ancora sbagliare. Ma in eiò chr. dguarda le operazioni militari e specialmente la presa di G,eoktepe,, non si può dii; çerto che abbiano a servire di modello. Contro mm misera fortezza, non difesa da cannoni, si fece un assedio formai~; con trincee, approcci , e parallele; si considerò la presa di questa -città come a.ITare soltanto della fante ria. e del genio e si . tenne l'nrtiglieria in riserva. Sembra quasi che il generale SkolÌeleO:, :vedendo -che il Mniico non nveva cannoni, non abbia voluto adoperare i s.uoi . L'artiglierin no~ concorse neppure (o, non concorse- come avrebbe dovuto) alla protezione dei lavori ; quindi i Tekè, male armati e peggio ordinati , ma natural~11ente valorosi, poterono fare numerose sortite, e penetrare. talvolta p.erf1uo .nelle trincee. Il genentle Skobeleff non. trovò miglior modo di difenderle, che rnetten~ovi a. guardia tutta la eavaHeria appiedata. Giustizia, yuole però che si dica, che se il pja~o dell'operazione fu difettoso, l'energia con cui l'operazione venne ~on<lotta fu la causa principale della riuscita. Gli al.;;i de-i, nÙovi fuc'i,li di fanteria. , . Gli ai;veniment·i, in niare d1.i1·antc la ri,'iJoluzione del· 1848 im, .Italia; - RECHK~o,v.,, Oberst, Lieutenant. gram,d·i esperienze cH vitl·o (a.tte dalla 'fanteria francesé. Il r11,isuratore P1ùi.SKEll per le le'Vafe topogra{ìche. Il dir-itto e il dovere di adop,erare le a1·m.i. - L'uso delle armt in guerra è la. regola, in pace . l'ec,cezione. Ma quest'eccezione, ai tempi che corrono, può no.n essere rarissima . Oltre la difesa deL:- . paese, contro · i nemici esterni, incom:b(;) :ill'efiercito I~ difesa dell'ordine p~1bblico contro i p..9rturbatori di qualsiasi specie.. Uno dei casi, in ~ui · più di fre.quent(;), può verifrC1\,J~i il la necessità 7di adoperare le armi ò nei serviz,i di gl,lardia e di sentinella . Il soldato io. . sentinella rllP,p,resenta la legge. Le offose fattegli in tale, posizione ,noq ~ono ·
Le
..
568
•
offese personali e importa che vengano rintuzzate immediatamente da colui stesso che le riceve. Le leggi militari di tutti i paesi sono d'ac·] cordo a questò proposito. I n Austria le sentinelle hanno diritto e do. vere di us:ire le armi, non solo contro chi le offenda con atti, nia \ anche contro chi le ingiuria, le minaccia a parole. Egli è vero che , è prescritto (pel tempo di pace) di non far fuoco, quando si può rag. ,giungerà l'intento colJa · baionetta ; ma si consideri che il giudice dell'arma da usare è il soldato offeso, e che un colpo è presto partito e ben partito. Perciò chi ha ruzzoli- per il capo passi alla larga dalle sent.inelle, o almeno ubbidisca subito alle loro intimaiioni. Gasi d"invei·s·ione. il!Òdi d·i calcola·re ·i riMiltati del tiro. · Lei ca'Valleria nelle guei·re moderne. - I progressi delle armi da fuoco, che resero tanto terribili l'artiglieria e la fanteria, generarono il sospetto che l'importanza della cavalleria fosse diminuita, quanto era aumentata quella delle altre due armi. La campagna del, "866 in Boemia parve avvalorare tale sospetto, che a poco a poco; per molti, ,divenne cprnsi certezza. ·:rrra la campagna deL4870-71 giunse in temp() a far giustizia di tutte le esagerazioni e provò a chiunque ha fior di senno che, se l'impiegp della cavalleria ha suhìto variazioni, l'importanza di quest'arma non è punto scemata. Quantuncrue l'azione della cavalleria sia dipendente dal terreno e subordinata a quella delle altre armi, specialmente della fanteria, nondimeno sono molte ed essenziali le operazioni, anche di natura tattica, che spett.ano naturalmente alla cavalleria , che anzi la cavalleria sola può compiere. Spetta alla cavalleria scoprire e coprire, osservare e assicurarn, fare scorrerie, dimos~razioni, minaccie, requisizioni, servizio d'ordinanza, inquietare i fianch i del nemico, sorprenderne i com•ogli, tagliargli le comunicazioni, rinforzare le linee di battaglia, sacrificarsi a!I'occortema per la fanteria 'cioè per la massa in pericolo, cogliere il momento opportuno per ·dar dentro nel -furore della battaglia ed eventualmente deciderla, finalmente. ,compiere ~ vittoria. Di tutte. queste azioni della cavalleria ,la campagna del ·1 870-7'! offre splendidi esempi, e non si capi$Ce proprio come, anche dopo questa campagna·, sì sia potuto scrivere, che la cavalleria ha cessato d'essere un'arma. L'ultil1no 01·dine del gene·rale Skobeleff - (È il sunto di un'istruzione data da ·questo generQ.le nel giugno 188'.a in occastone di nua rassegua passata· alla i" divisione di cavalleria}. « Fino da 130 anni fa, il nrnresc1allo di Sassonia diceva, che una cavalleria, la quale non
569
E PERIODlCf
sia in grado di caricare da 900 passi di distanza, è una cavalleria inutile sul campo cli bauaglia . Se cosi era allora che dovrà dirsi adesso che è aumentata di tanto la port.ata delle armi da fuoco? » L'attacco da grandi distanze è uno llegli esercizi più necessari[ alla moderna cavalleria. Alcuni, ingrossando le esagerazioùi che hanno letto nei. libri tedeschi, sostengono che l'attacco della cavalleria contro la fanteria è diventato impossibile. ìVIa se quest'attacco può riuscire ;;Ila fanteria, Ghe percorre gli spazi battuti così lentamente, perchè sarà impossibile aIla cavalleria che divora le distanze ? Si parla delle gravi perdite a cui in tal modo la cavalleria si espone; ma senza perdite no11 vi è successo. Ad ogn i modo spetta al comandante mettere in bilancia queste ... perdite 001 vantaggio che si vuole ottenere, ed è deJJa massima importanza che nelle trnppe di cavalleria si mantenga salda l'antica credenza, che un buon cavallo, in mano ad un bravo cavaliere, lanci:ito alla carica, è un proiettile che niente può arrestare.
JVeue iPlilitifriscl,e Blatte,·. -
( 4° trimestre ,f 88.2).
L'insivrrezione algerùia nel 1881. - (Continuazione). - Governo dei Francesi ·in Africa. - I l modo con cui la Francia governa le sue co'lonie, è un giuoco d'altalenc\ come quello con cui governa sè stessa . IÌ1 certi periodi soldati, ufficiali ed impiegati in Algeria. sono umani, 11ffahili, e gli indigeni l'ascrivono loro a debolezza; in certi, altri sono spietati e crudeli e suscitano il fanatismo. Da qualche tempo i soldati . e una parte degli ufficiali sentono una maledetta smania di dist.ruggere. Senza una necessità, per poco che gli indigeni guardino di traverso, . si saccheggiano case, si bruciano capanne, si · tagliano alberi e vigne, Non fii rn1·0 'vedere ne·i carnpi, la wuppa. e gli '1t(ficiali stess·i dornandare l'ucc·isione de'i pr·ig·ionie1·i. In omaggio alla civiltà francese venne ripristinato in Africa il sistema di soffocare i nemici col fumo . Simili atrociti;, narrate crudamente (esagerarle è impossibile) nelle ca. panne e sotto le tende degli Arabi, suscitarono un odio inestinguibile. Il Francese non ha alcuna virtù colonizzatrice; non entra mai nel lo spirito del paese dove abita; si porta sempre Parigi in tasca (tr·{igt Paris stets in de1· !fasche mit sich heriim) perciò fu sempre odiato doANNO XXVIII, VOL. J.
36
\
.
5'70
LIBRI
E ).'E.RIO.DICI
vunque ha messo piede e non fondò mai _n_ul~a di stabil~ in n~s_sun paese del mondo. ~'Algeria è_una prova v1s1~ile e ~alp~bil~ clell _impotenza della Francia a colontzzare. _Dopo. crnq_uant an~1 d1 d_o~1.nazione vi sono appena iM,800 francesi; e s1 noti che d1 questi FI ances-ii la massima parte sono nati nell'Alsazia o nell:i Lorena. La cavalleria tedesca e francese fatorno a Metz dalla sera del 16 a queÌla del 18 agosto 1870. - (Continti_aiion~) . - HoN'.G, capitan~. 'i I com,batt,i,menti dli · tiiglio prtsso Nuopoli e Plewna. - (Continua. 1 .zione). - TnorH.'\, capitano . . . .· Notti sul fhirne Paraguai . - AMEllKAN . - S1 descrivono carattei 1 e scene mi litari riferent.esi ad avvenimeùti che ebbero luogo nel 18,iO . S'IJ·iltippo della stenogmfìa e sua; impo_rtanza nii~ita·1~e ~ell'~v~enire. __ (Continuazione) . - Gm,DEllN, magg1or_e. - S1de~c11ve l! s1.stem~ . usato nelle scuole militari tedesche per rnsegnare la sten~grafia_; s, . parla del numero de.gli allievi e dei· pro~r~ssi che ~anno; s1 fa 1:1saltare l'importanza .che dove ayere e avra 111 a~ven~re la stonog1afi~, nel servizio militare, specialmente per l'oconomia eh tempo nello sci 1vere e quindi nel diramare gli ordini in campagna . . La guerm d'indipendenza dei Boeri contro gfa l~gles·.~el l 8~0-81. _ ScnEINITZ, maggiore. - Si narrano le cause e gh avvenimenti del(a o-uerra e si viene alla seguente conclusione: Bencb.è la guerra ahb1a durato poco e sia stata una guerra in miniatu~·a, ~nre bastò pe~' ·1~1?strare una volta di più la debolezza del\'eserc1to mglese. Uffìciah e Mldati pagarono la ,pena dell'avversione, che il ~op?lo ed il govern_o inglese hanno per gli eserciti per~anenti . sacnfi:1, an~he _generosi, fotti all' ultirn' ora e sotto la pressione degli avveu1roont1, nmau%01~0 senza frutto . È s.toria antica destinata :i ripetersi ancora. _Nelle ~oiorne hanno· gli Inglesi tanta forza quanto basta appena per I tempi tra1!qui lli; in caso d'insunezione, .i ri nforzi giun~on? sem~re _t:~ppo tardi,_ .Se malgrado ciò mantengono immense colome, e per I ab1ht.1, non pe~ la forza . L'Inghilterra può ottenere, in questa o in quella part~ d~ nrondo, successi militari più o meno i111portanti, contro popolaz10m più O meno barbare, ma nessun<i, c(ie consider~ a~tentalllente le condizioni del suo esercito. può sottrarsi alla convJnz1one _che esso non può stare a confrÒnt,o qegli altri grandi eserciti ~urope!. . 'Vi è un' osservazieme · da fare riguardo ai Boen: essi usarono cp~ successo una formazione di combattimep.to affatto nuova: quella d1 linee di cacciatori a cavàllo . Non v'è dubbio che su quel terreno, con . soldati trattt ,da un popolo che 'Ira abitualment~ a cavallo e contro_un . .av:v.ersario che non brillava np per sveltezza, nè per abilità nel tiro,
I:
"-1tiesta formaz ione può avere i suoi .vantaggi . Ma andrebbe errato chi volesse iJ1durne che sia possibile anche negli eserciti europei. La gran·dezza di questi eserciti, la necessità d'istruire le recluto in poi;o tempo, de condizioni topografi che dei terreni, le abitudini della grandissi ina maggioranza della popolazione e cento :iltre circostan~e impediranno ..sempre di formare corpi di fanteria montata. · / Storia delta fortezza d'Ingolstadt. - Le grandi opere di fortificazione costrutto in torno a fogolstadt, in questi ultimi tempi, hanno / ,sollevato molte discussioni nei circoli mili tari tedeschi . A prim:i vista 110n si capisce come si sia scelto questo villaggio di poco momento, per far•ue una piazza d'armi di pr·ima categoria, m:cntre assai più :~datta n in po:;izione sotto ogni aspetto migliore, si presentava per q uesto scopo la città di R.egensburg. Le ragio,ni della preferenza hi:sogna più cbe :iltro cercarle nella storia (segue Ja stori a della fortezza) -0 nel fatto_ che mentre i ciUad ini d' Ingolstadt fe,cero ripetuti ricorsi per avere le fo rtificazioni e una grossa guarnigione (senza di cui la foro città sarebbe morta) i cittadini di RegensLurg, ricchi per indu.strie e commerci, fecero ricorsi iu sen.so contrario. viovanni Waldmiann e i( suo tempo . - (Continuazione). - Sceo.e ·della guerra di Borgogna . fose,gnamcnt·i, da trarsi dalla spediz'ione d:i Tiinisi. - È il sunto ,di uno studio pubbl icato nel Joimial des scùmces militaires, nel quale :si conchiude essere necessario, per la Francia, organizzare un 'armata ,eoloniale. Novità nel campo de lle arrni da fuoco . - lIE NTSOH , capitano. Si discorre del fucil e a r ipetizione Dreyse, della spoletta a percussione Ballaschan.o, della nuova rnàteria esplosiva Reid e Johson, d/\lla :Spoletta ,Forster, del misuratore della velocìtà Siemens e H.alske, dell'apparecchio a ch iusura F-reyre , del magazzino da· cartucce Werndl, .dei bossoli da cartucce Gruson e della polvere HiLmy .
·61•g,,n ,ler 11lalitii~·- Wisse••schaftlichen -,re-.•eine.
Voi. XXV, fascicoli 11° 2° e 3°. le esercitaa-ioni con arnii combimate. - Tali e$ercitazioui, quali oggidì, si lasciano addietro per molte ragioni quelle d' :iltri tempi . Anzitutto è da riguardarsi come un grande progresso il
,si f~nno
E PBRIODICI
LIDRI
fotto che la direzione del combattimento'; col]~ tre armi riunite-,, viene spesso fasciata ad ufficiali cli grado non molto elevato, i cp:ialr per tal modo si rendono fam igliare l'esercizio . di un comando, elle· ~pesso tocca loro in tempo di gnr.rra. Essi acquistano l'abitudine di . distingnere l'1~lem&nto · tattico. di ogni arma da ll'e.lemento tecm/ico e mentre per questo si rimettono ai comandanti dell'arma, dispongono•, dall'altro seuza limiti e senza r.iserva. Si liberano così da quella dipendenza assolutamente infondata che parn\izza le forze e rende im-· possibile l'un ità di direzione. ,\ I n questo· maneggio effcuivo delle diverse armi, gli uff:iciali cli tutte learmi imparano la giusta misura onde ciascuna concorre al combattimento e· smettono a poco a poco le .idee esagerate sull'im portanza della propri~ Hrma, le predilezioni troppo &P,inte, portate cl:11 collegio o clall' acca·demia. In ciascuno di questi esercizi , gli uflì ciali di tulle le armi sono. obbligati a vedere e toccar con mano di qu:ile valore sia, per il buon esito, il servizio di esplorazione fatto dal la cav:illeria, di quanto aintosia, negli attacchi e nelle difese, il fuoco dell'a1~tiglieria , e quanto il il . peso del combattimento ricada specialmente .sulla fanteria, che ov<~ palle fioc?assero, p:igherebbe col g1:osso delle vittime (conrn fa sempre· m tempo dl guerra) l'onore di decidere le battaglie. Il se1·,vù:i.o di auamposf:i nell'esercito 1·itsso. - È un esame dei · regohnne1iti pel servizio di sicurezza in campagna che hanno ,;igore nell'esercito russo. Durante l'ultima gnerra n1sso - turca , avvenne . talvolta che riparti di truppe russ~ fossero assalite nei loro accampamenti, senza c:he le .guardie ne elessero a tempo l'avviso, o per ·10, meno senza chi: le trnppe comandate in avamposti fossero in "rado di opporre la prima necessaria resistenza. La cosa levò rumor~ nei, circoli militari . .Se ne scrissero ai'licoli sui giornali . Chi disse che ii servizio di sicurezza era mal fatto, ch i volle dame colpa 11i re"ola-· . menti, chi risalì fino ai principii, su cni i regolamenti si basa~o e· disse doversi cambiare. Un attento esame dei fatti e uno studio delle, prescrizioni dimost.ra che i principii, su cui poggiano i regolamenti pel servizio di sicurezza .in campagna., sono gli stessi in tutti 3li eserciti· europei; che qualche prescrizione regolamentlll'e può essere bensì difetto:,a, ma che gli inconveni.enti lamentati, più che dalle prescTizìoni, dipendono dal modo con cui vennero esègnite. · La sped·izione dà Francesi in 1'1inisia nel .J 881. , Le.ar11i1: da fuoco e loro uso nella giterra ru.~so-tui'CCi (1877-1878 ). L ultnna guerra russo-tuTca offrì largo campo alla esperienze s]ella tecnira mi lit.are. La tattica e la strategia d'ambo le parti non offrirono invero mili~
!e
513
' <di nuovo, anzi non si mostrarono neppure all'a ltezza cl!}: tempi',ma ftt 1wovo affatto e inaspettato l'i rn piegf) di alcuni mezzi vecchi e nuovi . .r r,1 questi emerge la fortilìçazione campatè . . Semplici · opere in terra 'presentarono una resistenza di cni fino allora s'ernno credute ca paci .1c sole fortificazioni permanenti . Ma soprattutto è degno di studio l'impieg0 che s'i fece delle mwve arm i da,fooco, per àttaccare e difendere '.le detlè opere. Dallo stud io accurato deìla ci tala c::nnpaarrn e dell'ar~. m:rnìento dei due eserciti si pos~o1i.o trarre le segnentj conclnsioni: · L'armamento delle truppe russe rispondeva solo iP- piccola parte .a lle ,esigenze della guerra moderna, perchò: ,1° non v'era unità d'ar-;·· 1.namento, tro va11dosi in distribuzione, presso le trupèe in campagna n on meno tli tre modelli di fucili; ;2° ·questa· varietit di armi s.i aveva' -tnlvolta in uuo :,tesso reggiment.o; 3° i fuc ili, che formavano .il grosso dell'al'f}Uttnento, 11011 :ippartenevano ad uno dei ,migliori sistem i; 4o il .muuizionamenlo .era affatto insuflìciente. Thu·an !.r~ la c:.nnpogna si cercò cli rimediare a questi inconvenienti ma non vi si ril1scì completamente. Si distribuirono i flicili in modo d c, sollo stesso teu trn di guerra non si avessero di tutti tre i modelli mr, solo cli dne; si cercò di 111iglioraTe i focili stessi, cambiandovi alzi ,e rn ir·ini e aggiungendovi un (tccclemtore del fiwco : si distribuirono k ann i tolte al nemico, si caricarono i soldati· di cartucce. Egua lmente di fe ttosa si mostrò presso i Russi la tattica. del fuoco. :Si 0ont.i1H1ù a rignanlare la haioneua rorne l'arma principale; non si foce fuoco se uon a piçcola distanza, sia per·difett.o dell'arma, sia per mancanza di analoga istrniione. L'u nica cosa ammirabile nella tattica n 1s:;a cm · lei d,'isci1J liha del fuoco . I Turcht mancavano anch'essi di unità di armamento; ma le ìoro ~ r:ni acrruistatc di recente in A1nerica, appartenc1'ano ai migliori sistemi, . il scn izio del munizionamento non lasciav,1 a desiderare. Uniéo svant,1ggio dei Tnrchi eÌ"a la mancanza assolutn della di$Ciplina de/fuoco, ma . h superioritù _tecnica delle arm i e l'abili.ti1 nell'acloperllrle lo compensavano. All a vista degli effetti del fuoco turco, gli urficiuli russi perdevaì10 la testa . Il genern le Skobeleff scrivevo da sotto P lewna: «.Le batterie sono una rnriss:i d'uomini e di cav11lli morti·' l'arti"Jieria non· ~ conta più nulla, l'attacco con la fonle1·i a è l' uni co rnezzo di s.uccesso. » :llifono impre:;sionabile è qnimli pi'ù esatto nei suoi giudizi è il genera le 1,'odlchen che scrive " L'a1tiglieria recherìi il più grande van1aggio facendo il fuoco più viYo quando l'attacco della Cauteria sta rer pronui~ciar:si e ce;:;sanclolo affatto durante l'attacco . » '
.
I
"I
514-
57t>
.LIBRI
E P.ERJOJllCI
Studio mlla conse.1'1iazio·'n.e. delle_proi:'Oisfowi d'i, riserva nei ?naga'C Z'in·i in tempo d'i pace. ~GGBH. - E la storia dell'impianto e delle successive modificazioni del servizio pi'esso i magazzini di sussistenza, iu, Austria, e l'esame del!e relative di sposizioni dal 1766 aì nostri, tempi., Lettere sulla gue1·1·a d'o1·iente 1.877-78 (contùiu.az,ione) Ca.p'i,tolo IX. Plewna. - L'importanza stl'ategica di Plewna, prima che i Russi ·pas- sassero il Danubio, non era maggiore di queHa che hanno tutti i grandi nodi di comunicazione. Ma non appena si vide la probabilità e molto~ .più dopo il fatto del passàggio del Danubio presso Si5tov, alcuni punti e fra questi Plewna, acquistarono un valore stratégico, che nessunorveva mai loro riconosciuto. I Russi si schierarono nello spazio tfa. 1,l Vid é l'Iantra, quindi cercarono di ste11dersi verso sud sino ai Bal~<Jani. t nodi di sll;ade alla perifor!a di questo spazio divennero perci&.punti· di grande importanza. A Biela e a Plewna si trov~vano pass:icroi . ee sta·hili sul Vid e snll'fontra, due ostacoli, se non insormontabili. <:erto assai grandi. Questo valor11 elle Plewna acquistava dalla situni~ne, lo· videro i Turchi , che subito o~cuparono forr.ernenie tale città, e non Jo videro i Russi che, malgrado la loro numerosa cavalleria, s'accorseronssai tardi de1Ie forze che vi a'1evano radunato i Turchi e non ne conobbèro le fortifi cazioni se non dopo che vi urtarono contro. Questo· non erano fatte secondo alcun sist.ema, ma erano ammirabili per so- liditit, per col locamento e risponde,:ano alle esigenze di nna buona difesa. Un generale turco richiesto da chi avevano le sue truppe impar:ito, l'a~te di fortificare; ri$pose: dal buon sens9 e clall'esperieiiza. Sopra wna nuova fàsciatuni delle ferite in campagna. Fn"-NK. Fuoco e bai onetta. K uDELKA. - L'autore sostiene la prevalenza, che deve avere anche oggidì l'uso della- ba ionetta, su quello del fuoco, e appoggia specialmente la sun opinione, su alcun i f',Hli avvenuti nelia. guerra tra gl'Inglesi e i Boeri nd suù dell'Africa. Le esercùazioni d'i cam,pcigna secondo i 1n·o!r1·an·1;m·i. R1m7,. Le ri:for-me rnil'itari ùi Russ'ia,. - t e riforme nell'e8erciw russo, si succedono con grande rnpiditù. Alcu11e cfi esse sono semplici ritocchi e miglioramenti; altro $0110 vere innovazionj, richieste daJio,. spirito dei ternri, ma che daranno più tardi i loro effetti; altre sono. riforme introdotte per semplice spirito di economia e queste (come· ordinariamente avviene di tali misttre) saranno più nocive che utili ; altre infine sono una condiscendenza alle id0e nazionali. Frattanto meritano la più grande attenzion!) le nuove istruzioni e· regolamenti pubblicate nel ,f 88,1 e ,f 882 per la fanteria , per la canl-
Jeria sul servizio di campagna, per 'l'istruzione della truppa, p~r l'ixnpieg~ dell'artìglieria, per l'impiego delle tre armi riunite, per 11 servizio degli ufficiali , ecc. ecc. Ne.91·0/ogia del generale ba,rone V. Ma1·0,icic.
~
Jtr..lu•biicl•ei· fii1• tlie ,ie,dscl•e A1•111ée 11;,ntl 11.ltn·ine .
-
(4- 0 trimestre -1882).
'
/
Alberto d'i lv'allenstein. Schizzo biografico. - CnousAz, magJ aiore. - (Continuazione). . . "' Richnwnd e vVaschington. - Studio strategico sulla gnerra civile a1:1ericaria . _ M.rndor,n, maggiore. - La strategia insegna che l'oblnetti vo di , un esercito in guerra non deve essere questo o quel punto territoriale, ma l'esercito nemico . Le più gro:";se guerre mod~rne scmbrnno, a prima vista, cnntradire questo priMipio. Allo scoppiare _della guerra del ,f 870-711, i Frances'. gridavnno: a _Ber_l'i~i~, e :e.non_ ~,1_andarono non è per mancanza d1 buona volonta; 1 f ulesclu mna1ono direttamente a Parigi, lo presero n così finì la guerra. In ci;ue,lla_ r~sso~ turca del 1(877-78, Costantinopoli era l'obbiettivo ultimo dello/lesa_ dei Russi e della difesa . dei Turchi. Se la guc~rra no_n finl a ?st~~itmo~ poli, si fn. peréhè qualclie spettatore interessato s_t pres~ I mcar:co clt dividere i combattenti. Ma mirare alla capitale nemica e m11·~r~ al_l esercito nemico viene ad essere quasi la stessa cosa, perch~ og_gidt_ gl'. eserciti s'incontrano sempre su lla linea q_he unisce le capitali. Ne 1a n~eraviglia che ciò avvenga in Europa con c~pitali _effettive, per~hè_ st è · ·verificato anche in America , nella guerra d1 secessione, con capital_1 ch e potrebbero_ dirsi convenzionali . (Segue il racconto dei fa~ti e _la di~ostrazione che tutti gli sforzi degli eserciti del nord eran chre~LL ~d im~ paclronirsi di Rilrmond; capit~le s~elta _dai separatisti, e tutti glt sforzi decrli eserciti del sud erano diretti a difenderla). . cLiscvplùia degli ese1'c'it'i 1:omani ,ott~ g_l,j, _~mpe-1·:1t~'r'b.. -:-_(Con,--:tinuazione). - HoNlG, c~pitano. - La d1sc1phna dei ~oldat1 :omau'. al tempo della Repubblica si può desumere dalle leg,g1, ma a1 tempi dell'impero queste non ~r~v~_ncf più abhastan~a, perche n_on ,er,ano os~ servate. J castighi severiss1m1 resta~·ono, anzi_ sl\ ne aggmn~~rn ~egl1 alLri, ma si applicarono a capriccio . La corruzione del popolo fece "en-
La
576
LIBRI ..
tire i suoi effetti ;nelle legioni. Le gue.ffe civili, nelle qual i ufficiali e soldati pas~a~auo 1da un ~artito . all'a~ti·o'. portarono alla disciplina un colpo gravissimo, e mngg,ore d1 tutti glielo portò la morte di Cesare. I ~oldati videro questo loro ·imperatore assassinato da militari che, o avev/\no serviso sotto lui, o a cui egli aveva riconosciuto e mantenuto i gradi . D'allora in poi niente iarve loro enorme. Il soldato romano fu sempre rozzo, cinico e beffardo ; anche uei migliori tempi della Repubblica, quei soldati che facevano ala al passaggio dei trionfatori , tornati al campo, mettevano in ridicolo i capitani e la. cerimonia. Ma a· quei tempi il soJdato romano avev11 il sE!ntitùent0 dc~l dovere e uello della giustizia ; severo cogli altrj lo era· anche con sè, e al disopra degli uomini che non stimava e degli dei cui non credeva, met· yiva la patria, nei destini della qua le credeva ferma mente. Svanito il sentimento della patria, non vi fu più nnlla di sacro. La severità delle leggi, J1on fu argine bastante; gli ufficiali ed anche gli imperatori che vollero restaurare la dis_cipl ina restarono viu.ime del foro zelo. Le legioni finirono per essere un elemento di disordine. E così doveva essere. I popoli hanno l'esercito che si meritano. ·Come potevàuo qnei soldati sentire al tamente cri sè stessi cd operare con giustizia e decoro, quando nella società si ~timava più onorifico il mestiere di ~ladiatore clrn cruello di soldato '? (Seguono particolari sul le paghe, alloggi, avanzamenti dei legionari, e su l loro modo di condursi in guerra, cosi rispetto ai nern,c, coli!1e rispetto alle popolazioni). Dagli sm·itt'i postumi.eh Kneseber.;l~. _.:. Si pubblicano lettere e rapporti del nominato generale. prussiano, 'morto nel ·I 8{~8. Tali scritti si riferiscono alla S'uerra del "8,1;3. Le (ortifìcazion·i dell'At1,St1·ia. - Si dice che iu materia di fortificazioni l'Austria si trova addietro delle altre grand i potenie, perchè le vecchie fortezze non rispondono più alle esigenze delle guerre moderne, e le nuove ( clrn in buona parte fìnora esistono solo in progetto) si fanno con molta econom ia. Non vi è p11ragone colle costruzion i colossali fatte in questi ultimi tempi dalla Francia e dalla Germania. Ma fortunatamente le condizioni naturali delle frontiere austriache sorH) tal i che si prestano da u1tte le pani a una buona difesa. Segue l'enumerazione delle fortezze austro-ungariche riparti te secondo i vari i scacchieri. A proposito di quellç verso l'Italia si dice: « Dopo la perdita del quadrilatero l'Austria dovette naturalmente rivolgere la sua at.ten-· 1.ioue ai passi delle Alpi. Vennero riattati gli antichi forti cli sbarra;mento, ne vennero costrutti dei nuovi, e specialmente negli ultimi -anni, si spiegò a cruesto riguardo una grande operosità. Nel ,1889 devono
E PERIODICI
t rovarsi ultimati ~ 6 nuovi forti di sbarramento nel Tirolo mei·idionale, con ciò non resta ancora eseguito l'intero progeuo ; sicchè anche negli anni seguenti dovranno essere destinate somme a ta le scopo, fin-chè ogni passo abbia il suo forte di sbarramento >L Il m,antcnvrnento delle trv.ppe in campagna. - · Si comiµ~ia con un sunto storico dello sviluppo del servizio delle sussistenze, dalla guerra dei. trent'anni in poi ; si enumerano i mezzi, che stanno oggidi a disposizione dellr. -Intendenze militari per provvede!'e al man.tenimento degli eserciti in campagna; si esamina il modo onde venne provvisto a tale bisogna durante le ùltime gueri'e e si conchiude che il problema è diffici le e (~.omplicatissimo. Quando si tratta di mante- / 110re 500 mila uomini iu campagna, su piccolo spazio, tutti i mezzi {;he offre la civiltà moderna sono appena sufficienti e non bisogna tra- { $Curarne alcuno; solo può contare sopra un seguito di successi quell'esercito, il cui organismo permette al comando supremo di non preoccu15arsi delle sussistenze e ordinare i suoi movimenti colla piena sicurezza che il mantenimento è sempre assicuratò. · Stud'io sopra, la tattìcci dell' a1·t·igl·ieria da cain-pagna. - (Continuazione e fine) . Sulla wnvenienza di 1·estringere 'il calibro dei f-u.cili, d·i fnnteria. La con-nenzi one di Ginevra, sita 01·ig,i;n,e, scopo e d!ifetti. - Si narrano i moLivi e le circ.ostanze per cui gn~si tutt.i gli Sta ti cl' Europa acs;ettarono la cosidetta convenzione di Ginevra del 1863, riguardante il person11le e il materiale sanitario e il trattamento dei feriti in g uerra, e la si pubblica cogli articoli addizionali del ,f 868, poco cono sciuti specie dai .Francesi nella guerra del ·I 870 e 118711. Si osserva in ultimo che in certi punti non è ben chiara, e che in altri,_dopo l'espe~ rienza fouane, dovrebbe essere ritoccata, per esempio : ·dove dice che ~ feriti risanati devono essere rimandati in patria, sempre che risul:ti"no inabili al servizio o diano la parola d'onore cli' non s.ervire per la durata dell a guerra. In quanto ali' inabilità permanente, è diffìcile f iudicarne, massime quaudo si tratti di conva lescenti a migli aia e migl iaia; in quanto alla parola d'onore, -data in queste circostanze, gli uffìciali francesi hanno dimostrato che . cosa valga; e quand'.a11che se ·11e tenessero legati gli individui, non se ne terrebbero · legati i governi. {)ual è il è)o-overno che èontin uanclo a lnnzo la guerra non Jich ia1rni" (~ Tehbe sott.o le armi i suoi soldati, rimandati. in patria dal nemico'? Un'altra disposizione sbagliata è quella con cui si dichiarano osemi -0alle requisizioni e dagli alloggi militari quelle famiglie clw avranno . ospitato _un ferito. Si è inteso incoraggiare e premiare un atto di uma-0
1
V
LlDRI E PERl0D!Cl
BÒf, LET'flNO BIB'LIOGI\AF rùO
nità, e invece si è aperto il campo a una speculazione. Nella guerra ·1870-7 1, in tutL1 i paesi per cui dovevano passar truppe, ogni famiglia iiveva i.I suo ferito ohe fa proteggeva, e la truppa doveva stare al bivacco . Non sarebbe meglio che i feriti fossero taccolti in ospedali e ~he la truppa fosse libera di accantoTiarsi nelle città e nei villaggi ? 'Lei missione della c1·it-il;a nella Ìetteratura rwibita1·e. :..... Tno;rHA, capitano. ~ Si dice che la critica non deve servire nè agli int.eressr del critico, nè a quelli dell'autore ; m:i comiderare le opere da un: punto di vista obbiettivo e giudicarle secondo il loro merito intrinseco. Il regola;mento sul serl)'i,zio cli ca.mpagnci nell' eset·c-i,to rns.~o (V. Rivista Mili.tare, dispensa dì ottobre).
1&,·,·egsge.,el,ie/41licl,e Eiuzeln•chrifte11 . (Pubblicazioni s toriche speciali) ·1· fascicol~, Berlino, 1883, tipografia Mittler e
578 1
51()
fig!Jo, prezzo L ..2,50. - E un opera in corso cli pubblicazione, r edatta dalla sezione storica dello stato ma <rO' i ore tedesco. Nel 0 primo. fascicolo, t.estè pubblicalo si trattan°o i seauenti ar<ro1' , n o men t1: Preparazione dell'esercito prussiano alla O'uerra e d:11~ linee . d'operazione nella campagna del 1805. 2'; Operazwni del distaccamento Bo1tenstern nella valle .della Loira il 26 e 27 dicembre 1870, Eta~s fiir .di f?e,;v11lttmg des Reichs,Hee,•es anf ,las Et,llsJah,• :IS~:J-s .1 (Bilanci per l'ai:nministradone dell'esercito
dell'impero germanico, per l'anno amministrati\'O 1883-84) Berlino, 1883, tipografia dello Stato. ·'
I
lla11dbuch i,l er Organisatfou des li . li. Eeres (Ma- { nuale d~l'.'organiz:t.azione dell'i . r. esercito). - Vienna, 1883, t ipo· grafia Se~clel e figlio. L'opera completa si divide in due parti : nella 1' s1 tratta del reclutam en to e delle rimonte· nella 2• dell'ordinamento territoriale e tattico, dell'armam:nto dell'~sercito e. delle milizie.
REJCH
BOLLETTINO BIBLIOGRAFICO CENNI'
V. Orion, ìVI3jor. Gem~i11ftruUcl,e A11leilu11g zumi Cr1>quiren de.<J 'l',wr,ins (ammaestramento per schizzare il terr~no) . Vienna, 1883, tipografia Gerold e figlio. - È una guida
ZAFFAUK
Qu1wro. La campa.g11a di gue,.t•a ,Iel :18o9 iu ltali,i,
p,•eee,Juta ,la tin ra,w<>nlo 11tm•ieo di quella tli Crime11 . Album st<>ric_o milì111re ill11s1,•alo. _:_ È nn opera dr
pratica del topografo in qualunque s ituazione possa trovarsi, con e senza strumenti. Ci torneremo sopra .·
prossima pubblicazione in quattro dispense separate: 1° I corpi italiani di spedizione in Crimea e di òperazione in Italia. Loro, storìt1, forza è composizione; quadri e vignette rappresentanti i comadanti generali, le uniformi, ecc. 2• Posizioni e movimenti dell'esercito piemontese nel 1859. Quadri litografici ra ppresentanti panorami; carte topografiche, vignette, ecc.. 3° Sunto, storico della spedizione piemontese in Crimea e racconto della g uerra del 1859. 4° Documenti relativi alle due guerre. Prczzc.> dell'album L. 20, pagabili anche in rate anticipate ·d!;t L. 5. Di· rigersi all'autore, in Milano, via Solf'erino N. 7. A ,uuurrioufficiale tiella regi,,, ma,•i11a per l'anno 1883, Roma e Virenze, tipografia Bencini .. ScHWJCHf R.Gese/aic/, te der os(erreichiclum lllililiir-G1•e11ze
(Storia dei confini milHari austriaci). V ienna, 1883, tipografia Prochaska, prezzo L. :10,80. - Il contenuto dì questa storia fu tratto specialmente da documenti originali, esistenti negH archivi; si estende dall' origine dei confini militari fino alla loro abolizione, avvenuta nel 1881, e l'oi:ma un volume in-8° di olL~e 400 pagine.
AMORES
R . Estudios sobre mlmi11istracio11 mililttr. (SLuùi
sopra l'ammin!strazione militare). Madrid, 1882, tipografia Cao. e De Val. - E un breve traUatù cli amministrazione militare applicata all'esercito spa,gn~lo. Ci torneremo sopra.
lj '.4 loe,·ie e/. les q11estfo11s al11eriemaes. Parigi,1883, tipografia Challamel. ~ Si premette un s unto s torico della conquista del!' Al?eri~, si passano in rassegnale condizioni di questa s otto la dominaz10ne francese, dal punto cli vis ta staListico ed economico, si discutono infin'e le questioni che si commettono al ,buon governo dell'Algeria, cioè: la politica da seguirsi rispetto all'indigeni, l'insti tuzione di un armata coloniale ecc.
MER~IER.
1
CHABo·r. Aide memoires ,te l'officier ,Le cavallerie en cam,p11g11e . - È un piccolo volume in-'16° di 206 pagine legato in tela. Contiene un estratto dei regolamenti e delle istruzioni francesi, relative al s0'rvizio degli_ufficiali di cavalleria in campagna.
580
BOLLETTlKO BlULfOGHAfICO
BoGE:AUD, marechal. ()euvres J11ililt1i1·e.<; reunie11 et 1uises en ordre V"r VE1L ct1,1it11in. Un volume in-8° con 7 tavole. Parigi, 1883, l ibreria Baudoin e Dumaine, prezzo L. 8. - In queste opera si tratta di arte militar·e; si discorre d_elle ope~ razioni dei Francesi nella conquis ta déli' A tgeria e dell'ordinamento di delt~. colonia; s i narrano e commentano a lcuni fa tti militari, che ebbero 1uogo in Spagna e in Africa nella prima metà cli questo secolo . ~Ì<!tlau. Soeweuirs d'un officler superieur. Parigi, 1883, tipografia Hinrichsen, prezzo L. 2,50. - È un racconto cli episodi ed aneddoti che si r if~ris cono alla detta battaglia.
so~rnARIO DELLE MATERIE
contenute nelle dispense di g~nnaio,-febbrnio, marzo 1883.
Du MAZET. Etmlet1 ,ilgerie,me.<;. Parigi 1882, libreria ·Guillamin, prezzo L. 6. È una descrizione dell'Algeriò. dal punto di v ista
politico cd economico, con larghi cenni s ull'insurrczione del 1881. . . ' ll.ODIER, capitaine. Tableaux 11umé1·ìques i1mu· lta t•és,,lution ,les ,,uest-io1111 ,•elatit>e,,; t1ux vifesses res1tu1tes tles projeclile.,; 09iva11x tle la t11arì11e, et ,le la 11e1•fo1•fltitu1e ,/es mu,•aìlles c11irt1ssées. Peris 1882, libreria Dumaine. Le sopradette tavole. s i rifer iscono ai proiettili e alle corazz<~
della marina francese, e si bas ano sui risultati delle esperienze. FoucArn, capitaine. Cm111urg11e de l•<>lo!l"e (1806-1807). Parigi 1882, libr eria Ber ger-Levraut, prezzo L. 12. S.ono due volumi con tavole e carte. La storia della detta campap;na è scritta su documenti ut'fìciali, tratti dagli archivi ,francesi. In fine dell'opera si trova uno studio s ull'impiego clella cavaller il;! e il combattimento della fanteria . · SALQUIN, chef de bataillon . La (.'Jaaussure milill,ire. Berna 1882 tipografia Ient, prezzo L. 3 . È un voli,1me in 8° di 126 pagine, con 20 incisioni. Si trova in principio una prefazione del colonnello svizzero LEcOMTE, che fa risaltare ·n merito del libro. lO RIEN DE LA GRA~IÙRE, vice am iral. La 'J8lt1ri11e ,l'tniti•e/ois. ·2$ edizione r iveduta e aumenta.la. Parig i, 1882, tipografia P lon, prezzo L. 3,75. È una memoria s ull'antica marina da g uerra a vela. L'opera si divide in tre par ti: 1' ·la Sar degna nel 1842; 2° il pro'tettora to francese a TaiLi; · 3' le grandi flottig lie.
LE TRUPPE ALPINE DA CI VIDALE AL FALTERONA , - .G . Uertelli : . Pag. 5-209 -
LA FOTOGRAFIA NELLA RIPRODUZIONE nELl.E CARTE TOPOGRAFICHE, - lllchele 'fulo, capitano di fanteria >> 4-0 LE PUNIZJONÌ OÌSCJPLINAR[ PRESSO I ROMANI. - lii. Ca,rcaol. » 55 RASSEGNA TECNOLOGICA. · - Le locomotive stradali. - P. llNiraudoli, capitano del genio . . . 73-~ J!,JJLE PENSIONI CIVILI E MILITARI A PROPOSITO DEL NUQVO PRO· GETTO m LEGGE. - I,. Couli "ecc lai, capitano di stato maggiore . . . . . » 105-255 LE SCUOLE DI TIRO Al.. l}ERSAGLIO . . » 135 L'AR't JOLIERIA DA. MONTAGNA JN AUSTRIA·, INGHILTERRA, RùSSIA, SP.<\GNA, SVIZZERA, FRANCIA E ITALIA . . · ' . 11 '140 DEOU'ZIONI BE:LLICHF. DALLA SPEDIZIONE INGLESE l N EGITTO. , ,tlfredo Durelli, capitano d'artiglieria . >> ·156 Jl LE :MARINE DA· GUERRA » 168 LA CAVALLERIA. RuSSA E LE RECEN1J RIFORME. - o. Cerroli, .. ·tenente nei bersaglieri . . . . . . . . . . . . » 330 ;Z f: _ CENNI SULL'ORDINAMENTO DELL'ESERCITO INGLESE. - P ._Cllati, capitano cli fanteria >1 3:)i, . . ,, 39l D~L SI':RVIZJO D'INTENDENZA IN GUERRA: .
Ji:';:_
0
J? -
0
Il Dire ttor e
OREST E BAR ATIERI
Tenente Colonnello n ei B ersagliet·i.
DEMARCi1i CARLO, gerente.
LE MANOVRE DI CORPl D'ARMATA CONTRAPPOSTI DEL 1882 L'UMBRIA . . . , . . .' . . . . . , . . . L'·APPLfCAZlONE DELLA FORTIFICAZIONE PERMANENTE AL RENO. - E. Orilia, capitano . . RASSEGNA TEGNOLOGICA. - L'acciaio.
NEL. », 458 TER» 503 . ,; 526_
Libri e periodici.
Italiani.
\
I
Ordine, lavoro, risparmio. - ·v,NcENZO BELLENTANr. '> Pag. 186 · C. CAVOUR. - Lellere edite ed inedite raccolte ed illustrate da Lu1G1 CHIALA . . . . . . . . . . . . » a66 Considerazioni sulla tattica navale. - Luror F1NcATL . . » 370 Vénu mesi in Soria. - LUIGI GoRETTI. • 375 Arte Ìnilitare. - TraUalo di organica, strategia, logi'stica e tattica . ...:..... PIETRO VALLE . . . . . . . . . . . ,, 558 Strade Romane sul territorio di Boves (Cuneo) e loro raccordamento colle Romane storich·e. - G 10. BATTJSTA BORELLI . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . » 560 Catalogo delle carte e dei libri vendibili dal!'. Istituto geografico militare . . . . . . . . . . . . . . . . ~ 562 Allo studio storico-architettonico sul Castello di Broglio 'del generale Raffae~e Cadorna. - ANGELO ANGELucc1 . . » 56a
Tedeschi. Gedanken ùber die Organisation, Ausbildung und Verwendung · f"u1rung. [ òer Cavallerie bei der modernen Kriegs - BRIX·. l> 191 . D ie Krieo-eriscben E r eignisse in Aegypten wahrend des So,ma » ~5 mers 1882. - E RMANNO VOGT. · · · · · · · · · Jnternationale Revue ii.ber die gesammten Armeen und Flotten . · · · · · · · · · Neue militarische Blatter. . . Stref.fleurs beslerreichische milìUirische Zeilschrifft D ie Adria. _ ScMveirger-Lerchen feld . der Mililar-\Vissenscbaftlichen Vereine O ro-an o . Jahrbucher fi.ir d ie deutsche Armée und Marine
0
Fmncesi. . .J ournal des sèience~ wilitail'es. I _Le Spectateur mili~ire.
• 378 385
~
.\
Spagnuoli. · Studios · de arte y historia militar. COMAS
D. CARLOS BANO$
y
. ,, 377
,, 197
202-569 205-565/ »
376
»
571
»
575