RIVISTA MILITARE ITALIANA RACCOLTA MENSILE DI SCIENZ.f>,., ARTE E STORIA MILITARI
Serie III. -- Anno XXV
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ROMA , 1880 VOGHERA CARLO, TIPOGRAF"O-EDI'fORE Via Nazio11ale.
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TRINCEE DI BATTAGLIA
Proprietà letter aria.
l vantaggi cbe si poss!>no ollenere nelle operazioni di guerra, quando le truppe di fanteria che debbono sostare pe1· qualche tempo in una posizione siano rornite di mezzi per rinforzarla senza ricorrere alle truppe ed ai parchi di genio, già consigliavano l' istituzione dei zappatori nelle compago ie e l'addestramento della fanteria nei lavori di trincee di bauaglia colle norme dettate dal Regolamento delle istruzioni pratiche speciali per gli zappatori di fanteria e di cavalleria. Le trincee di battaglia, .che le truppe di fanteria vengono addestrate a costruirsi per loro ripari, sono conformate in guisa di rispÒndere all o scopo di coprir la fanteria dimintiendo gli effeui 1ilicidiali del fuoco su cli essa., pèrmettendo le ad un tempo di sortirne facilmente per riprendere l'o[ ensiva a rnofuento opportuno. A tali condizioni risponde di[atti il profilo della trincea ordinaria: però ove la posizione debba essere temila qualche tempo, e la sua di fesa rivesta un carattere di importanza duratura, il profilo della trincea stessa può facilmente modificarsi nelle dimensioni di elevazione e di scavo , fino ad essere reso atto a resistere .alle arti glierie, prendendo in tal caso la trincea il nome · di trincea raffol'Zata.
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T RINCEE
Le Istruzioni pratiche speciali per gli iappa tori contemplano pur anco al tri profili ed altre costruzioni che più spesso occorron_o ai ca.mpj ed in guerra: ma hanno un carattere diverso dai lavori nei quali si tratta d'addestrare le truppe di fan teria. Esse mirano allo scopo di soddisfa re ad esigenze d' importanza non così passeggiera., e per conseguenza ad opere che rich iedono tempo più considerevole. Ho voluto porre in rilievp appunto ·10 {'.Ì peci~e carattere delle trincee diballaglia perchù un'alta Idea della loro dtilità regna attualmente nei ,,ari eserciti , ispirata dal!' impressione lasciata dalle recenti guerre: il loro impiego è r i.tennto oltrer,hè vantaggioso, necessario per modo da consiglinre che la massima pa1'le della fanteria ,.. sia munita di istrumeoti atti a smuovere terra. Adottato un tale sistema, egli è ovvio vedere quale inlluenzagrnndissima eserciteranno negli atti futuri di guerra questi ripari. Non vi sarà gua,r i combattimento in terreno un po'scoperto in cui non sai·anno utiI izza ti. E d'altronde di .fronte alla micicliali tà' del l'Ltoco d'oggidì, è nna neces$1tà imprescindibi le di dar mez1.o al so ldato di ripararsi prontamente dai tiri in combattimento, come, quasi direi, una. volta lo si muniva di scudo contro·le frecce, Conside1·ata la cosa sotto qLtesto aspetto, ne comegue ehe Ja costruzione cl i tali ripal'i sarà piuttosto 'rma parte integrante della tattica e delle manone che non un'appendice alle fo rtificazion i di campagna od al raffo rzamehto cl i posizioni : tanto , p iù• che il modo di attaccarli dovril e'ssere famigliare alle truppe come un'operazione ordinaria cli combatLimen lo. am:ichè _un'operazione speciale di attacco di una. fortificazione. E si osservi che codesto sistema genernli1.zato inlhtiràcertamente sufl e fo rmazioni tattiche dell e•truppe in combatlimeo to, e l'ordine ~ompn-1:to rivendicherà in pa.rte il suo anti co pres tigio, po ichè bccon erà spesso di sloggiare nemrci trincerati e coperti ·da tali ripari contro cui si darà spesso cli cozzo. L'applicazi one cli queste trincee sarà per.tanto di pertinenza della · tatli ca di combatpmenL0 più cli e ·non lo ·sia della !:altica · di posi1,zione: esse saranno semp l'e ancora un valido sussidio al rafforzamento dì una loca li tà o di nna fortificazione: nut nel senso che la fanter ia destinata alla, diiesa. 'attiva manovrerà co11 vanlav(Tio '"' traendo profitto e dalla fo rtificazione e da,lla località. Il nemico 1
DI BATTAGLIA
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attaccan te dovrà dividere le sue forze contro questi ripari del mo. mento che sono altrettanto piccole opere di difes,t improvvisate. Tali considerazion i avranno già fatto sorgere l'idea della necessità ' di massime che servano di guida alle trnppe di fa nteria nell ' impiego delle trincee, onde le usufruiscano in modo opporttmo, co l massimo vantaggio, e senza incaglio, ,;oprntutto, della !oro mobili là. Che se questa pre1.iosa dote della mobi lità dovesse soffrirne danno, non è il caso che io mi facc ia a dimostrare che _il sistema sarebbe assolutamente da resp ingersi e da condannarsi come quello che priverebbe la fanter ia della sua ragione d'essere. Certo non è facile dare istruzion i, nè po tranno w ncretarsi forse con La:-e solida che col sussidio dell'esperienza di ulteriori fotti in cui abbiano avuto impiego in scala un po' vasLa, qual è quella che l'attuale tendenza cli idee, e le disposizioni che si prendono in quasi tutti gli eserciti, loro appresta. Nè ho io menoma.mente la pretesa cli acci.ngermi ora ad affrontare il problema. Tuttavia sonvi alcune consiclernzion i circa all'appl icazione di tali ripari , le quali si presenLano alla mente e possono On d'adesso dare origine a. studi molti importanti per l'argomento . Cito a(} esempio: Dopo quanto ho giù esposto, la definiz ione dello scopo della trincea. di battaglia può ancor essere limitata a ql1ello che le è assegnato nelle istruzioni fi nora vigenti? cioè ,J O Di afforzare una posizione? 2u Di coprire il s ildato che deve sostare per qualche tempo in terreno scoperto, e di difendere una pos izione contro forze supel'iori? Non mi pare. Il concetto dell 'applicazione delle Lrincee, quando IR massima parte della fan teri a sia munita di mezzi per fa rle ad ogni piè sosp into, élebb'essere allargato olLre ben pi ù vasti limiti ed- il loro scopo va definito sotto gl i altri punti di vista cui possono soddisfare, onde chi ne deve fare l'appli cazione ne abb ia. un'idea giusta, e con giusto criterio le applichi. Poichè dobbiamo pul' dire che: ,t O La loro applicazione serve anche all'ofrensiva . 2° Che non solo va lgono a coprire l'individuo che sosta ma anche l'i ndividuo che combattendo marcia.
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TRI NCEF.:
Ed infatti: 1° Il coprire il soldato che in prima linea fa fuoco, i I copri re i sostegni, le riserve, equivale al rendere un riparto molto più forte in effettivo che se agisse allo scoperto, la micidialit:ì del fuoco nemico venendo assai diminuita, e fino anco di 16 o 118 volt.e come qualcbe autore calcola. Se pertanto un comandante di reparto, cui sia affidata nel combattimento la difesa di una posizione, trova conveniente di sconcertare il nemico prendendo l'?ffensiva ed attaccandolo, quantunque questo gli sia superiore in forze, potrà ricavare gran vantaggio della trincea, perché, trincerando parte della sua truppa ne aumenterà. il valore numerico, e renderà disponibile per l'offesa una forza ben superiore a quella che vi potrebbe destinare se non riparasse con movimenti di terra la riserva. Ed impi egando ad tm tempo tali trincee in questa offensiva come s'impiegano in combattimento, quale ralforzmnento non pori.ano da altro lato alla posizione proteggendone la di fesa attiva1 Nè è i] caso ch'io imprenda a dimostrare quan to riesc.1 avvalorata la resistenza da una difesa attiva, la quale inqu ieta l'avversario, attaccante mediante inaspettate offese, che lo stancano, lo demoralizzano, rie ritardano la marcia e fan si che il difensore guadagni tempo ; e se il tempo nei casi ordinarii, di ce il proverbio, è moneta, in combauimento certamente è gemina. preziosa. La posizione pel tal modo riceve un aumento di forza, come una fortificazione lo riceve da. opere rli fianc heggiamento e da opere avanza.te. Il. sistema. concorre quindi Rll'olJensiva percbè la agevola permettendo di mobilitar truppa che altrimenti non si potrebbe prudentemente toglier dalla dif'ensiva, e di imp iegarla in offesa medinnte opportuna iniziativa . 2° ~ è solo copre iJ soldato che deve sos tare per qualche tempo, ma. anche il so ldato che m1wve ill' comhn1;1.imen10 avanzando o retrocedendo. Avendo la fanteria mun ita di strumenl.i acconci, ogniqualvolta all'atto del combattimenl.o il terreno non offra ripnri esso si.esso, sara possibi le alla truppa di prncurnrseli col costruire lì per lì delle trincee. c.o:-truzio,w che non es ige più di 15 minuti di tempo.
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Esse servono ben spesso soltanto per una certa fase del combattimento; la sosta della trnppa nelle medesime non ha carati.ere di permanenzn : il r iparo che le offrono è quello che può offrire una siep_e, un fosso, un muricciuolo, un ostacolo qualunque quale si utilizza da una catena o da un reparto e si a.bbandona al primo istante avanzando o retrocedendo secondo l'esito di quell~ fase clel combattimento. Che è più ? Il sistema non solo serve a coprir truppa che sosta breve tempo in combattimento, ma, applicato nel modo che vado ad esporre, potrà pure servire al soidato per marciare avanti coperto. Egli è chiaro che generalizzandosene l'adozione saranno frequenti i casi in cui si dovranno da un partito attaccare truppe trincerate. E questi ostacoli di difesa si incontremnno 1.alora in forti posizioni, con lugo sviluppo, guernite di grossi reparti di truppa, e tali insomma che non potranno affrontarsi sempre con un assalto subitaneo cli YÌYa forza senza andar incontro a sanguinose perdite se non . ' pure ad uno scacco. Per r iuscire nell'assalto sarà giocoforta ricorrere ad espedi enti della natura di quelli che l'arte militare suggerisl~e per gli attacchi di fortilizi; conviene veder modo di giungere a brev·e distanza dal · pun to d'assalto riparali dai tiri del trinceramento. Non sarà il caso di aprire le parallele ed i zig-zag come nell'attacco della fo rtificazione; ma un camminamento defilato dai tiri dell'opera e che petmella l'approssimarsi al punto d'attacco, sarà ~erta.mente un va lido mezzo di risparmiar sangue e di raggiungere lo scopo. E per dare un'idea più concreta dell'applicazione delle trincee in questo caso, credo opportuno di svolgere un po' più ampiamente la maniera con cni si pol.rebbe procedere. Suppongasi che si debba pronunziare l'attacco contro il saliente A di un'opera (Vedi Fig. ,1•). Alla distanza di 800 metri circa la truppa che attacca si coprirà con una parallela che dapprima avra il profilo di trincea ordina ria, e poi riceverà rafforzamento più o men grande, secondo i~ tempo che dovrà durare l'operazione di attacco, se sollo il fuoco d'artiglieria o rnBno. .
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TR!è'-ICEE
Dalla parallela, partendo dal punto b a giungere a poca distanza dal saliente, al punto d, sarà apel'to un comunicamento b cl, tracciato in modo che l'i nLerno del camminamen to, ovverossia di quesLa trincea d'al.lacco, sia difi lato dai tiri del parapetto A O dell'opera, e specialmente del punto pericoloso salien te A. Questa è l'idea, che s,1 iluppata suggerisce lo spediente di giungel'e al coperto presso al punto di attacco di opera di non grande entità, con Lrincea di celere cosLrui ione ed impiegando la sola fan Leria ed i suoi mezzi. EvidentemenLe in q11esti casi si tratta di fare in breve Lempo, e perciò non pos$ono adottarsi i tracciati e i profili dei lavori d'approccio che si us[mo negli assedi. Lo sboccare dalle paral lele, ed il camminare col sistema di teste di zappe, il camminamento a 7. ig-zag nei settori dei salienti di attacco, sono riservati ad altri ca~i più gra.vi: qui bisogna r iuscire più sp iccia.mente. Vediamo con quale sistema. E cominciamo dapprima ad esaminare quale sarà il traccia.Lo della trincea la quale come camminamen to coperto deve procurare l'Mvicinamento al· saliente. Questo tracciato debb'essere tale che il. suo tiro che pa rte dal punto pericoloso (saliente A) al punto b, donde si vuole sboccare, e così per tuUa la trincea di b in drasenLi (considerando la traiettoria come relta.) il ciglio 'della trincea d'approccio cop rendo l'jntemo per una 7.ona che può limitar;:;i dapprima al passaggio per un uomo ed in seguito anche per due. La direz ione della trincea dovrà dunqu e essere inclinata :,;ulla faccia O A in modo che il pro l. ungamento riesca fuori dalla faccia OA cl~filato dai tiri cli detta faccia e del saiiente A. Al saliente del camm irrnmeuto, punto cl, è impoi'tanLe di po ter riunire molt.e forze al coperto che slH!cch ino pel' l'assa,lto . Per tale considera.7.ione e per guadagno di tempo nel portar le truppe a quel punto conve1·rà far altro camminamento consimile a quello ·bel dalla parte opposta della bisettrice del salienLe; e quindi si farà un camminamento che da e raggiunga in cl il primo. Ino!Lre fra le parallele be ed il saliente d sarà conveniente avere una o due altre lrincee parallele orn si possano tenere truppe al riparo per rincalzo di quelle più avttnzaLe e per formare riserve nel mo-
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men!.o clell'assallo. Quindi la costrnzione di altri due I.rati.i di parallela. e l, ,n, g. R per fac ili tare le comunicazion i a quesl;i tratLi di parallela, altri camminamenti defilati può tornar utile di aprire g h, i, k, 1· s, t ·n . Al salienle cl poi, dove, come si è detto, deve r iunirsi molta tnippa per l'assal to, si possono fare altri Lratt.i cli parallela d t, d 1n, e di là si potranno pure ap ri re tratti di trincea, che sbocchino nel fos"o dell'opera. se essa ne è munita. Questo quanto al tra:c'.· iato . Quanto al rilievo , stab ilito lo spa7.io che si rnol riparato dal tiro nemico dentro e dietro la trincea, come si è accennato. lo scavo ioterno dovrà andar crescendo in profondità dai punti di partenza be fino in d, dove è più ficcltnte il Liro del saliente A (supposto il terreno p iano ed Ol'izwutale) . Oppure si andrà aumentando la quota del eiglio della trincea. O si adotterà l' una e l'altra misura ad nn tempo, di approfondire lo sca.vo ed aumentare il rilievo del ciglio. Sarà pure il caso di amnenlare in seguito il ril ievo dell a prima · parallela in modo che ahbi,~·dominio sull a seconda e si possa. da essa fnr fuo co contemporaneamente evit,~ndo di recar danno alle truppe che occupano Lluestft: e così per la seconda rispetto alta terza; e così per le com.unir.a?.ion i le quali sono pure utili zzabili pel fuoco. Per fare un caso concreto il pi1'.L semplice e preciso, ,mpponiamo di voler coprire col rilievo· del camminamento il trall.o cli terrnno b cl e, per guisa. che qua lunque trincea si costrnisca. nel detto $pa.zio sia per comun icazione. sia per parallela non sarebbe necessaria. se non fosse per la considerazione dei tiri curvi che consigliano ~1d adouare il tracciato già indicato . Le quote si determinano i'acil mente ·data quella del saliente A, e quella che si sta bi lisce per cigli o della prima. parallela ( 1). 1
(I) Se fa tto cent1·0 nel punto pericoloso A si suppone cli desr.rivere un cono le cui generatrici siano costituite dai tiri cho <fa l pun to A passano pel ciglio della prima pa l'allela (consider~ndo la t,·aiettoria come retta) e si suppone di cendtine un piar,o secante b Ad, rintersezione del piano col cono de term ina un'iperbole (una Jelle tre sezioni co nichè) pel'chè l'angolo c,ou cu i il pi,,no in tercetta l'asse de l cono e minore dell'angolo de ll'asse colla generatt·ice ctel cono (vedi Fig. 2"). Il tracciato del ·camminamento è quindi la proiez'one di quell' iperbole sul piano orizzon tale, e !e quote del ciglio del· camminamento sono le ordina te verticali dell'iperbole. l tiri che passano dal punto A pel ciglio del camminamento p~ssa no egualmente pel ciglio della prima parallela. Le quote delle altre parall ele, e delle cornunir.azivni saranno gli incontri delle ordina to vertica li colle generatt·ici del cono, e quindi facili a trovars i. Più generalmente si presenta però il caso che l'opera da attaccare sia so1Jra un'eleva-
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TRINCEE
E sebbene certo non sia il caso di esigere in tali circostanze
matematica precisione, è bene di avere idea della natura di quel tracciato, onde gli ufficiali che debbono indirizza.re le truppe possano fargli dare quell'andamento approssimativo con risparmio di lavoro. A semplificare però ancora la questione si potrà considerare il problema sotto il punto di vista di sacrifìcarM la rigorosa soluzione ad una approssi rnati ,,a : ed adottando iI sistema di defi Iarsi con piani dal fuoco dell'opera, si può stabilire il tracciato dai rami di carnrnì-: namento in due rette b d, ed _la cui direz ione cada fuori dal prolungamento O A per la fascia b d e fuori di A P per e d: e le quote si troveranno deducendole dai piani di defì lamenlo delle due faccie come dalla Fig. 3a_ Le due rene si uniscono poi con un tratto reltiline,, o curvil ineo al punto d peesso il sidiente. Que$lO sarebbe il tracciato ed il rilievo delle trincee di battaglia d'approccio per l'assalto d'un'opera di campagna secondo le considerazioni che ho svolte. Ora ,·ediamo il modo di eseguimenLo, poichè, se negli approcci d'assedio si progredisce al coperto con teste di zappa, nel nostro caso sì fallirebbe ad una condizione caratteristi ca. del sistema qual si è quella della celeri tà di costruzione e del breve tempo che deve durare l'operazione . I primi I.ratti del camminamento a partir dalla parallela sara:nno fatti nel modo ordinario per le trincee di baltaglifl a zappa volante fino alla seconda parallela ef e così i rami g h. Id . La seconda parallela potrà essere costrutla a zappa volrmte; ma se il fuoco nemico fosse lrnppo nutrito e mi6diale, si potrebbe sboccare dalle teste
zioue di terreno, cd in tal caso il sistema cii .Jefila mento ora accennato condurrebbe a q uo te . del'a trincea. delle comunicazion i, e della seconda e terza parallela t ,·op 1io a lte. Converril a ll ora adottare il sistema che si ved e ne lla l'ig . •1• , cioè stabil ire con due ,·ette b d, be il tr~cciato d8l ca mm ina mento, e le ,1uotc media o te due piani d i defi lamento MM, N N che passane., pQr Ab e Ad relat ivamente a l ramo bd, e A e, relativamente ~I ramo b c. 11 issata la larghezza de l cam minamE>nto la qua le de vo essere di filata, si trovano le quote g (; e poscin nel tel'ren•1 inclinato il c amminamento proce dei·à come s i 1rova inclica to per i casi delle Fig . 5" e 6". Con altri speciali pia ni di delìlarnento in moto consimile si pratichet·à per tro ,are le quote de lla seconda e te rza (JUt·allr'a e delle comunicazioni. Contro opel'e .o posizioni di min ore importanza che si posson,, .-,·vo lgere s e nza grande estensione òi linea s i può tdoUare il traccia to ellittic o p 'Jr a perto op' q' ,., cbiuso . (Vedi Fig. 4a bis).
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e, h, i , fa m,ldo di testa di zappa, sboccando un lavoratore da e andando verso h coprendosi a sinistra nello scavare, altro da h andrebbe verso e: così uno da h marcerebbe verso i ed altro da i verso f'. Nè occorre che m'addentri in maggiori spiegazioni. Si sarà per tal guisa costrutta già una rete considerevole di trincee la.quale si puòallargare e guernire con difensori al coperto, che con tiri a salve tormenteranno il nemico dell'opera e faciliteranno la bisogna ai soldati che debbono continuare i lavori d'approccio: bisogna, che na 7 turalmente diventi più difficile e pericolosa, a misura che il lavoro si va avvicinando aJl'opera. Sotto la protezione dei fuochi di questa truppa raccolta nelle trincee, il tratto cli camminamento dei rami d b, dc, dalla seconda alla Lerza parallela, potrà pure farsi a zappa volante: altrimenti quindi innanzi si procederà con teste di zappa o a zappa volante, secondo la vivacitit del fuoco nemico ed il morale del! 'attaccante. Gli ultimi tratti presso al saliente saranno fatti con test.e di zappa, o riparandosi anche con gabbioni, e con, qualche lavoro che può essere fatto dai zappatori, e così i tratti dm: d_l che debbono essere quasi piazze d'armi di approccio per la sortita decisiva e pei lavori che voglionsi fare per sboccare nel fosso . . Questi tratti dm,, d l, dovranno essere allargati in modo da tener· al coperto molti uomini, ed il rilievo .sarà a gradini nell'interno della t1)ncea pet' poterne sboccare simultaneamente e con slancio . . Tale sarebbe il proced'imenLo per avvicinarsi all'opera mediante approcci a farsi da sola fanteria. Nè occorre che io soa-c,iunaa t>è> .o come converrebbe fare simili approcci anche per altri salienti dell'opera ed altre sue parti ad un tempo · per favor ire l' esjlo dell'assalto; ma convenit sempre nsuf'ruire gli spazi dei seltoù dei salienti per ragion i ben rtote. · Occorre anche spesso in combattimen to di raggiungere dal basso una posizione, salire un conlra[or'le su cui sta il nemico, per sottrarsi al suo dominio, portandosi su quell'allura a suo livello, e quivi fronteggiai·lo ed attaccarlo . È bensì il caso che al giorno d'oggi mediante i tiri a salve a g'.'ande distanza, ed i tiri di mitraglia e shrapnel, dai quali è tenibilmente bersagliato il difensore, queste operazion i non presentano più la difficoltà di altra volta, per guisa che l'importanza delle al-
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ture praticabil i nei combaLlimenti è di mo lto infirmata, e per poco che la forza dell'attaccante sia alcunchè superiore sarebbe per lui quasi u~1 pregiudi zio il preoccuparsi del dominio del difensore. Tuttavia pre:;entandosi il caso che ho accennato, se per lasolidiLà della posizione contro i tiri del l'assalto, o per Ja scarsa forza dell'attaccante non è scosso abbastanza ìl morale del difensore, tornerà opportuno il valersi di trincee di battaglia le quali dal basso salgano l'altura defilando la truppa dal tiro némico, non altrimenti che il ramo di camminamento db degli approcci testè descritti. Le Figure o" e 5a dimostrano chte traccia ti .g.i trin cea di battaglia da applicarsi in tal caso. Mediante il tracciato él~l)a Fig. l:i" si affronta più audacemenLe il nemico, e lo si raggiunge più presto e più davvicino: col tracciato della Fig. 5" si adoperano maggior.i cautele, e si impi ega per con seguenza maggior tempo . E questa facili tazione mediante l'approccio contribuis1)e ad infirmare ancor più l'importanza. delle posizioni dominanti . L'eseguimento potrebbe farsi a zappa volante in principio, e nei tratti più pericolosi sboccando in maggior prossimità del nemico, con tesLe di ·zappa, e col sussidio di zappatori (11). Toccato cosi dei crit.eri coi qual i possono essere impiegale le trincee di battaglia, 'altre questioni si affacciano ancora, ci rca ai particolari del loro eseguimento. Tali sono le question i relative ai profili, all'andamento del t.raccialo, al suo sviluppo. 1 profili furono già oggetto cli diligenti stuclì, e le vigenti istru1.ioni già li hanno definiti in modo da soddisfare alle varie esigenze. li tracciato, dipendente dalle accidentaliLà del terreno, lo è non meno dalle condiz.ioni di defilamenw : è quindi ovvio che dovrà (l} 1l trntto di trincea a b si può costruire n~l pia no di detì laroen to M.M. Pel tratto pi ù d iflìcoltoso be, dominato dal pun to pericoloso<(. converrà ado tta,·e il piano di defilame nto N K c he 1Mssa pe,· i cigli be d . Secondo le due figure i l'Ìalzi dì terra della trincea riescircbbero in ·certi punti alquanto considerevoli : ma s i comprende elle qui si i cnµi ega il d isegno matematico sol ta nto per dar idea del problema c ho s i presenta a risolvere in pratica , nella qu.i le si devono poi \lsufruire ì ripieghi che il t eri·rno ' o ffre pet· evitar lavoro di troppo r ilievo, modificando il tracciato, defiia11dosi con va ri piani, a vece che con \lii solo: cose tutte appunto alle quali in combattim ento l'uffiziale ed anche i n p.irte il soldato debbono avere l'or.chio fottò e la mente p,·e parata.
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'andare allontanandosi dal punto dominante pericoloso, dovrà ragginngere le alture, percorrere i ciglioni, avendo presente pur a.neo, nei Lerren i accidentati (se non è troppo richiedere), di procurare il tia.ncheggiarnento, e lo spazzar gli angoli morti mediante un tracciato a denti cli sega continuo e spezzato. È ovvio altresì che se nelle posi7.ioni si presentano ostaco li coprenti naturali, come siepi, foss i, muricciuoli, questi dovranno irnmancabi Imente esser·e usurrniti , la trincea di bai taglia non essendo appunto che sussidiaria e creata dalla loro deficenza. Quando si può presentire che il combattimento in date localiti1 avrà qualche élurata, ,che la trincea quivi sarà occupata per qualche tempo, converrà trar partito degli ostacoli che si offrono propizii per appoggiar i fianchi ed evitare gli aggiramen ti. Se la trincea serve a truppe impiegate alla difesa atLiva, avanzata, di una posizione, d'una fort ificaz ione, dovrà collocarsi in modo da goderne la protezione. In ogn i ca:;o poi converrà. sempre che.sia il meno possibile vista dal nemico; onde si trarrà partito delle leggere ondulazioni del terreifo colle quali si farà in modo che il parapetto coprente vadi fondendos i. Nè si dovrà ommeLtere di aver presente la circostanza che in caso di ritirata i rialzi servono tal volta al nemico, e quindi se poss ibile saran fatti in sito che sia battuto da retrostante posizione. Nè dimenticare la circostanza che nell'azione le ,trincee es~endo spesso vuotate, ed il movimento_di tena po tendo incagliare le opera:~ioni o le mosse di altre truppe, come artigli eria o cavalleria, non si faranno in passaggi, prey_edibihnente occorrenti .a quelle Lruppe. Da siITatle considerazioni, e da altre d1e rich iederebbero studio più accurato, sarà guidato il tracciamento delle trincee di battaglia; e di talune norme, di quelle più semplici, converrà che ogni soldato sia edotto per coprirsi il più presto e meglio soLto il fuoco. Ma essenzialmen_!.e si è riguardo allo sviluppo che io presento ancora una riflessione. Lo sviluppo dipende dal tratto di trinceramento che occorre ad ogni individuo nella Lrii;i.cea lungo !a linea di fuoco e dal numero dei combattenti di cui si vuole gnernire quella linea, Riguardo al tratto per ogni cornbattente, le regole della fortifict;t.zione assegnano un metro , e può ritenersi questa misura come base
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TRJNCElò
DI BA1'TAGLIA
approssimati va: riguardo al numero ài combattenti, cui deve ragguagliarsi lo sviluppo, si possono presentare due casi : O si 'vogliono riparare nella trincea sollanto gli uomini del reparto che la costrnisce; ed allora lo sviluppo è fissato dal loeo effettivo . O vi saril convenienza che la trincea serva a riparare anche altra truppa che al momento della costruzione è impegnata nel combattimento e non è disponibile per circostanza qualsiasi; ed allora bisogna tener conto di quell'effettivo per stabilire lo sviluppo . Faccio quest'osservazione perchè all'atto pratico chi ha il comando generale nell'azione dovrà procurare di dar disposizioni a questo riguardo, e sarà un particolare di aver presente nel combattimento. Evidentemente se la trincea si cosLrnirà sotto il fuoco, la truppa va ripartita m due drappelli di cui l'uno risponda al fuoco nemico e l'altro lavori. - f: poi cosa essenzialissima il veder modo di ottenere che il soldato sia educato a sortir dalla trincea e ad abbandonal'!a senza esitanza, e con slancio, po ichè è punto capitale che il vantaggio del riparo non sia a scapito soverchio della mobilità. Come è essenziale altre.,si che nelle esercitazioni cli combattimento sia comp t1tato con g\nsto criterio l'aumento di efficacia nella difesa che una trincea conferisce al reparto che se ne vale; e non trascurino mai cli tenerne il deb ito conto i giudici cli campo allo scopo di ab ituare e ufficiali e bassa forza ad apprezzarne l'impiego. Dicendo dell'impiego delle trin cee di battaglia per ripara.re la fanteria, è ben chiaro che io .ho inteso sempre di parlare di riparo contro i tir i di fanteria: chè contro i tiri d'artiglieria non avrebbero valore, :t meno di impiegare le trinoee rafforzate, ed anco di maggiori dimensioni, il che costituisce un'operazione che non è della natura di qnelle a cui si limita l'uso delle trincee di battaglia, o quanto meno ne sarebbe una spiccata eccezione. D'altronde oggidì regna il princip io di impiegare le artiglierie specialmente a grandi masse, a grandi distanze dalle linee di fanteria, perchè colle lunghe e precise loro gittate hanno effetto egualmente cla lontano che da vicino, mentre per altra parte non si espongono ai tiri della fanteria, I~ quale armata con fucil i di pre-
c1stone ne avrebbe facihnenle ragione. Epperciò le trincee di battaglia adoprandosi contro la fanteria non avranno da fare coll'artiglieria. E qui mi si permetta una breve digressi one sul principio di cui or ora ho fat to cenno : non mi pare giunto il tempo in · cui l'artiglieria debba trascurare la. sua efficacia sul nemico da vicino. Difatti il tiro da lontano si impiega specialmente per smontare l'artie:lieria nèmica ed attirarne su di sè il fuoco: ed offre certo 0crrandi vantaggi ; qualche volta potrà usarsi anche contro fanteria nemica; ma tutta vol la che vicino a questa vi sarà I.a fanteria amica in terreno un po' coperto, l'artiglieria non potrà fare il suo fuoco da lontano pel rischio di danneggiar l'amico anzichè il nemico; sicchè ben più spesso contro la fanteria dovrà tacere. Specialmente io faccio questa considerazione guardando ai nostri terreni, in genere poco spacciati, dove l'azione delle fan terie avversarie ravvicinata succede ben p iù sovente che non in alLri paesi dei quali noi vogliamo troppo cop iare il metodismo militare, dimenticanclo talvolta che nelle nosfre condizioni è ben spesso eccezione ciò che ivi è regola : ai nostri terreni nei qua.l i bene spesso sarà forza rinunziare al principio cli adoprare in grandi masse l'artiglieria, ,e si dovrà frazionare le batter ie per valersi dell'effetto di quell'arma, poìchè non credo, si voglia ammettere di avere l'artiglieria per non trarne tutto il profitto. _Il sistema di fornire cli strumenti per smuoverè terra le truppe di fantèria ha. un'alta importanza non solo nel senso di procurar loro un riparo al fuoco durante il combattimento, ma ancora nel dar loro mezzo di fare altri lavori, ed essenzialmente lavori stradali. Il forte numero di lavoratori che si provvede per tal guisa ad un corpo di truppe, pone questo in grado di aprirsi considerevol i tratti di strada, o cli fare importanti miglioramen ti a strade poco praticabili in modo da renderle atte a dar passo alle artiglierie ed ai carreggi. Ora chi è che non vede quanta. influenza possa avere questa circostanza, specialmente nelle montagne? E pel caso nostro in Italia non è a dire quale largo campo offra la catena Appenninica particolarmente, la quale è meno scoscesa e roéciosa delle Alpi, all a formazione di passaggi che vi possono aprire truppe allo scopo di aggiramento di posizioni e di fo rtiri cazion i. V
ANNO XX V . VOL. I V
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TRINCEE DI BA TT AGLlA
Si sa che non è J00Ssibi le _coi mezzi di cui si dispone i!l gue1Ta f@rma.rsi un varco, un passaiggio d0ve iI terreno aspvo e drnnto per erti massi non presenta mezzo di aprire una _strada._i 1?a _d1ove non esis~e qtUesto ostacolo, no~ è questi'One che d1 l~vo~·1. d1 ~pial~a~ menti di poca difiicoltà per pratica.re stra:de carttegg1'.tb1l1 da_1 trami mili tari, e nolll vi è difetto SJ.Desso che nel nUJD1ero d1 braccia a f~r ci@ irn breve tempo, perchè lo sv:luppo è lungo•: ora quelle br_acc1~ vi si potrebbero hnpiega~·e, ed in forte numero purchè murnte d~ strumenti. ·1 E Vapertura di un nuovo varco può variare con~pletamente 1 sis~erna cli dif>esa di una. località, di una. zona, cambiarn: aff~tt? l~ condizioni milita:ri ed avere rnflruenza grandissima su1lle' disposmom di difesa fatte o progettate. Per questa concliflione 'di cose non potreb'be forse portwre ad i·nt,wessanti concl'usioai uno studio militare delle nostre montagne fatto n.ell'o~·dine di, idee· ehe vengo di bFevemenle esporre? Uno sUtrdio per conoscere quale possibil1ità abbia ~n cor~o di tr:rnppa così airricch ito di istrumenti cli prepararsi nuovi Jl>é'.ss1 , e~ lil q?ant@ tempo, c1urnnte ope1:azioni• di guerra, ohre quei passi che finora flwono perno ai nostri sbucli? . . . . L'importanzai d•i qqesto argomento non ~m pare lteve. -Annibale non sarebLrn sceso in Italia se egli non s1 fosse aperta la stra~a ~ttraverso ]e Alpi. - Carlo Magno non avrebb~ sconfitto Desiderio alle Chiuse cli Susa se un sentiero ignoto a hu ed al re longobardo non gli· fosse stato insegnato, pe~ CfU~le scendendo potè sorprendere il nemico alle spalle e metterlo m piena rotta. 8 agosto '1880.
E. ÙLIVERO 1lfaggio1· genemle.
LÈ TORPEDINI'
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.Mentre si possedevano torpedini ad asta, si studiavano nuovi sistemi senza gli inconvenienti /menzionati, cioè torpedini per l'impiego delle quali non fosse necessario che il naviglio attaccante si portasse a contatto di quello nemico rimanendo per conseguenza esposto ai danni dell'urto e dell'esplosione, t"orpedini da lanciare contro un bersaglio piuttosto lontano. La soluzione cli questo problema dipend·eva specialmente daU'a- . dempimento di due condizioni . In primo luogo la torpedine doveva essere animata. da una po- _ tenza di moto progressivo : in secondo luogo doveva conservare, durante il suo corso attraverso l'acqua, direzione e profondità prestabilite, oppure doveva essere dirigibile durante la sua corsa. Quantunque vi sia l'esempio di qualche tentativo di riconere a proiettili che lanciati sott'acqua riuscissero a danneggiare le navi nemiche sia per la loro forza di proiezione sia per lo scoppio, pure l'insuccesso delle esperienze consigliò a rinunziare alla forza di penetrazione per portare l'attenzione esclusivamente sopra l'effetto esplosivo. A prova della necessità di abbandonare all'effetto· di penetrazione rammenteremo anzi tutto che i tentativi fatti per approfittare della. {I)
V. Rivista Militare, dispensa di settembre.
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forza impulsiva dei razzi anelarono falliti. Si ri corse ad artigl ierie sottomarine; mn. oltre che la carica. ue era diffì cile, i proiettili ben presto perdevano la loro velocità e direzione in r.ausa della resistenza dell'acqna. 8i rinunciò quindi a questo genere d'artiglieria da tntte le marine. Si nota solo un'eccezione per la Russia, la qua le, giusta le notizie date da peri~,dici, nel 11877 stava cos lruenclo un nuovo bastimento porta-torpedini , armato di nn cannone su bacqueo destinato a lancinre a '2 metri cli proronditiL una torpedine, la quaJe 'potrà percorrere un miglio sott'acqua in linea rotta . .\'la sino ad ora non si conosce che l'esperienza rtbbia confermata l'esaLtezza di questa notizia. Lasciando dunque da parte l' idea di proiettiIi sottomarini a penetrazione, le invenzioni più recenti per la soluzione del problema 'sopracitato possono distinguersi in tre categorie : io tol'pedini a riniorchio, elette anche sil1iri cli·vergenti : in siliiri del sistema Whitehcad-Lupis, denominate anche a pesce: ccl infi ne siluri llirigibi li dalla slazione cli partenza. La torpedine a ri morchio, inventata dn l capi tano inglese Ifarvey, (Fig. 4a) , è formata da una cassa di ram e chiusa entro un'nllra cli legno rinforzata da armature in ferro e resa perfettamente impenetrabile. La sezione' orizzontale della cassu. ha la forma di losanga, quella verticale e longitudinale di un trapezio. Nella parlo inferiore si aggiungono lastre cli ferro di peso ta le cla mantenerla immersa secondo le velocità del bast imento . Ordinariamente ha la capacità di chilog. 30 cli clinmuite, cd in Lnl caso ha la lunghezza di 1m ,40, l'altezza di om,so e larghezza di om, li:> . Il congegno cl'accensiono si compone di un percuolitorc d\teciaio che agisce soprn. una spolella composta di un miscuglio in timo di :wcchcro e clorato cli po1.nssa situato in giro ad una rtala di cristallo con tenente acido solforico . Nella sua parte superi ore il percuoLilore ha un foro noi quale' inlroduccsi una chiavetta di sicurezza, onde impedire l'clTetto di urti for tuiti. Questa chiavell:a si loglie solo pochi mo~1enti prima dell'urto. Un sistema di leve al momento di un urto, sia cli fronte o di rt anco, agisce sul pcrcnoLi loio e determina lo scoppio. Alla, faccia interna della torpedi ne (cioè a quella che gua1·da il foinco del bastimento) s'ono auaccate lo fnni per rimorch iar!a, le (Jmtl i sono disposte in modo che, allorquando è trascinata dal bastimento, la 1
predella faccia si disponga obliquamente alla rotta del medesimo, per cui la pressione dell 'acqua tenderà a spingerla ed allontanarla dal bordo. Lii torpedine resta cosi scostata dalla rolla del bastimento sotto un angolo di ,1.5 a 60 gradi e ne dista di tanto, che gli effetti dello scoppi o non possono dann eggiare il rimorchia tore. éer evitare il so verchio affondamento essa è muni ta di due gavitelli di sughero disposti un o di seguilo nll'altro sull o stesso cavo che è poi fermato alla torpedi ne. Naturalmente vi sono torpedini di destra e di sinistra, lo qmili occupano posizioni simmetriche relativamcnLe alla rotta elci baslimento. · Questa torpedine rjmorchiata da una nave si mantiene alla superficie del mare. So da bordo si lascia scorrere il cavo di rimorchio, essa si immerge, e rilor11a a galla se lo si tende. Manovrando quindi opportunamente si può costringerla ad urtare il fianco o la carena del bastimento nemico, e quindi a scoppiare quando colln apposita fun e si sia leva la la chiaretta di sicurezza del percuotitoio. Varie sono le manovre che occorrono per ri escire in ciò , secondo che i bastimenti si trovano ancora li od in mo,•imento, ed in quest'ultimo caso, secondo che r attacco si dirige a poppa, a prora ocl al fian co. In generale però la maggior probabilità di riescita si avrà quanto più forte sarit la ,,clocitit del bastimento in confronto a quello che si vuole attaccare e quanto pi ù facile nè sarà la manovra. Le prime esperienze ufficiali SLl queste torpedini ebbero luogo in Inghil terra nel 11868, con buon risultato contro bastimenti sia ancorati sia in rno\' imento . Anche in Tlalia nel 1187 1si fecero esperimenti alla Spezia dai quali risultò ch e : 1 1° Per mettere in mare la torpedine è necessal'io fermare la macchina coi bastimenti ad elica. 2° Quando la torpedine è in mare, se per caso il ca,,o di rimorchio è troppo lungo, per accorciarlo è necessario formare la macchina . 3° Colla torpedine pronta per l'aLLacco, cioè senza la chiavetta di sicurezza, la nal'e che la porla non può rovesciare il movimento della macchin(l senza conere il 1·ischio cli essere offesa. 0 -'· Per queste ragioni la torpedine a rimorchio nel combattimento navale è pericolosa, e qnindi sembra con,,enga limitarne l' uso solo per la difesa dei porli. 1
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Ad onta cli questi difetti, forse per mancanza di meglio, ven~e adottata da molte marino: la Germania nella guerra contro la Francia nel 4870-7 1 ne aveva armato l'avviso Falhe. Nuovi studi furono fatti per perfezionare quest'arma. Ad evitare i dann i possibili da urli accidentali, la torpedine in seguito venne costrutta soltanto di lamiera di ferro ottenendo anche il vantaggio che sotto un egual peso poteva contenere una carica tripla della torpedine di primitiva costruzione. On~e ren~erla i'.mo~ua a .v?lontà alle navi_ amiche, per la sua accensione s1 appli cò l eleLtnc1 Là col sistema a doppia interruzione che abbiamo già descritto parlando delle torpedini galler:rofanti ma Gsse. In questo modo l'urto di..un o.:, bastimento non ne determina lo scoppio se non quando sia stabilita dall'attaccante la comunicazione colla pila. Un difetto che pur ri mase sempre a questo sistema di torpedini si è che il bastimento rimorch iatore si deve avvicinare molto alla nave nemica, la quale coi suoi tiri tenterà di danneggiarlo. Ciò non pertanto ha il vantaggio sulle torpedini acl asta, che è eliminato il pericolo di rimanere involti negli effetti dello scoppio. Neo-li anni ,J 867 e ,1868 a Fiume si fecero esperienze sopra una torpedine costrutta dall'inglese Wh iLehead, di cui .la prima idea ~ dovnta al capitano austriaco Lupis. Questa torpedine, che cla quasi tutti è chiamala lupis-Whitehead, in Germania porta la denominazione ufficiale di torpedine a pesce \l"ig. o°') . La forma esterna è di un sigaro o meglio di un delfi no; cioè si approssima alla forma cli due coni riuniti per le loro basi .. Queste torpedini si fanno lunghe da metri 4 a metri 5, 70 e col diametro cla metri 0,36 a metri 0,4:2, ecl il peso, compresa la carica, da 250 a 31:>0 chilogrammi. Il peso specifico è alquanto minore cli quello dell'acqua, per cui la torpedine galleggia. I particolari della costruzione sono mantenuti segreti ; ciò nullarneno si può garantire l'esattezza dei seguenti. Il corpo del siluro è costituito da lamiera d'acciaio battuto. L'interno si divide in cinque parli. La prima, a partire dal capo anteriore, è destinata a contenere h carica che varia secondo la dimensione clel siluro e secondo le viste delle potenze che le costruisco~, avendone con grave spesa acquistato il segreto. Questa carica può essere di circa 30 chilogrammi di polvere : in 1
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Germania si fa di I o a 35 chilogrammi di cotone fulminante compresso: da noi usano 33 chilogrammi di dinamite. All'estremità del capo si trova l'apparecchio d'accensione che agisce per l'urto tanto normal e quanto laterale. .Por evitare un'esplosione prematur~ l'apparecchio di accensione è dapprima trattenuto per mezzo ~l1 u.na leva d'arresto e viene liberato soltanto dopo che la macchina in · terna, avendo agito per qualche tempo, me.Lte in libertà una molla spirale, la quale tende un fìlo di ferro mecli,~nte cui viene ritirata la. calzatoia cli sicure1.za. Da noi ciò è regolalo in modo d1e l'apparecchio d'accens ione sia li bero quando il siluro si è all ontanato di ,i.O metri da l punto di partenza. La seconda parte è quella contenente il meccanismo che è tenuto segl'eto, il quale agisce sul timone posteriore in maniera elle il siluro conservi nella sua corsa la profondità sott'acqu.a, per la quala e stato regolalo opportunamente prima di lanciarlo. ft tel'ZO scompartimento conti ene l'aria compressa sino da 50 a 70 atmosfere; pel'ò il serbato io stesso è capace òi resistere sino ad una pressione di 1100 atmosfere. Nel quarto scompartimento vi è una piccola macchina a cluc stantuffi, la quale è messa in moto dall'aria compressa e serve a produrre il movimento della torpedine mediante l'elica che si trova alla sua coda. Per mezzo cli un apparnio a distruzione l'aria agisco sugli stantuflì !:>olta'nto con una pressione da 18 a 40 atmosfere, e così si oLLiene il vantaggio di u~ moto il più che è possibi le unifo rme e si approfitLa della provvisione cli aria per maggior tempo. Il quinto scompartimento comprende solo aria per ottenere il galleggiamento. Dopo qL1esto scompartimento viene l'elica, come abbiamo cletlo, e poscia il timone orizzontale che è governato dal meccanismo segreto. Esternamente il siluro è munito sui fianchi di clue pinne oriz1.onlali e porta nella dire1.ione del propl'io asse una pinna vertica le che si estende quasi per tL1tta la lunghezza, e che concorre a mantenere al siluro la direzione che ha preso al principio del movimento. Se il siluro deve per.correre una distanza minore cli 200 metri, la sua velocità può essere di 300 metri al minuto, cioè dieci miglia all'ora : se invece lo spazio è maggiore, la velocità è ridotta a 200 metri al minuto, cioè 1 miglia all'ora. A misura che il siluro si allontana, la velocità va necessariamente diminuendo e la velocità. sarà pressoché nulla a metri 1500 circa. Quando la macchina ha
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fatto quel numero di giri seconclo cui è stata regolata per la distanza che si vuol raggiungere, il siluro si ferma e sale a fior d'acqua col suo congegno di scauo messo sulla tacca di sicurezza: però, se si vuole, una disposizione speciale permette di farlo affondare. Il principio sul quale si fonda il meccanismo del timone, in forza del quale il siluro mantiene la profondità sott'acqua che si vuole, è tenuto gelosamente segi;eto. L'americano William King ne ha data la seguente spiegazione, che non si può assicurare sia la vera. « In un cilindro vi è un sacco elastico pieno di aria compres5a: i « cambiamenti, che avvengono nella dilatazione del sacco, operano << il movimento di uno stantuffo in questo cilindro, movimento che « per mezzo di una leva. vien comunicato al timone. Ad una certa « posizione delle stantuffo il timonf\ sta ori1.zontale. Se il siluro va « froppo profondo, la colonna d'acqua superiore, facendo pressione << st1I sacco, fa voltare ·all'insù l'ala del timone, la coda perciò « viene spinta al di sotto, ed il siluro s'innalza, :finchè il sacco non. « ritorni alla pressione normale. St1ccecle l'inverso se il siluro va « troppo alla superficie dell'acqua» . Diversi sono i modi cli lancia.mento di questi siluri. Il primo modo, il più complicato ed originariamente il solo impiegato, è quello·con apparato cli lanciamenl.o subacqueo. Il siluro viene · lanciato da un tubo di metallo che deve dargli la direzione come là canna delle artiglierie al proiettile. Questo tubo è stabilito orizzontalmente ad uno o due metri sotto la linea cli galleggiamento nella prua della nave e talvolta anche alla poppa in direzione del suo assé longi tudinale. Porta nel suo interno due guide di bronzo poste una "rimpetto all'altra longitudinalmente nel piano verticale, ed è chiuso alla estremità anteriore da una valvola o lappo im_perrneab ile. La torpedine caric:J. è posta nel tubo clalla parte superiore, la quale ·viene chiusa ermeticamente mediante coperchio; poscia per mezzo di una valvolu si introduce l'acqua nel tubo e si leva. il tappo antedore. Così il siluro è pronto per essere lanciato, essendo trattenuto solo da un perno d'arresto. Questo poi è tolto dando il m.ovimento ad una leva che mette contemporaneamente in azione un irnpidsore, il. quale, spinto dall'aria compressa dell'acctkmulatore, scaglia fuori dal tubo il siluro. La sua macchina motrice entra allora in movimento, onde esso seguita la cor.sa in a.vanti disponendosi alla profondità stabi lita.
Dopo che il siluro è sortito dal tubo si chiude il tappo anteriore, · l'acqlta viene spinta fuori per mezzo dell'aria compressa ed il tubo è nuovamente pronto per ricevere un F-econdo siluro. Appena le esperienze ebbero confermato il buon r isultato cli questi siluri, vennero adottati generalmente. In Ingh il terra ed in Italia vennero introdotti i tubi cli lanciamento in alcune navi allora in {:Ostruzione. Così in Italia il Duilio ed il Dandolo, ·il .Rapido e la Staffetta hanno il tubo di Ja.nciarnento it prua sotto la linea di galleggiamento. Il 1hpoli è stato pure così ridotto. Questo sistema di lanciamento però presentarn a.leoni gravi inconvenienti. Primi eramente al momento della proiezione la nave deve avere una velocità inferiore al siluro, per cui converrà moderare di molto la velocità e si sarà costretti così. a rimanere per maggior tempo soggetti a più faeili offese del nemico . In secondo luogo col tubo di lanciamenlo si indebolisce alquanto, la prua e si perde molto spazio interno. Un terzo inconveniente non sostanziale è la difficoltà e spesa di introdurlo nelle navi già costrntte. Questi difetti fecero studiare il modo di a:umentare la velocità del siluro, e se sono esatte le notizie date dai giornali , il Whitehead sarebbe pervenuto ·ad ottenere una velocità iniziale di 20 miglia all'ora. (600 metri al minuto), ed un esauo cammino in line~t retta per 2 chilometri. Un altro studio iniziatosi in Inghiltena è stato quello cli fare il lancia.mento sopra. a.equa, cosa che l'esperienza ha dimostrato di ottima riuscita adowmdo il segLtente meccanismo costrutto dallo stesso Whiteheacl e che puossi chiamare affiisto pçr lanciamento di to1·peclini (vedi Fig. 6") . Un telaio in ferro sostiene il silllro in posizione orizzontale e nellà' direzione voluta·: la sbarra inferiore e centrale di questo telaio è munita di rote ile di bronzo, nella gola delle quali entra la chiglia inferiore del siluro per dirigerne il movimento e per diminuirne l'attrito. Parallelamente sotto questa sbarra vi è un tubo entro il quale scorre uno stantuffo che viene posto in movimento dall 'aria compressa al!orchè si apre la valvola di comunicazione col serbatoio dove è contenuta. Lo stantu!Io ha un'asta orizzontale la quale alla sua estremità porta l'impulsore che viene a corrispondere colla coda del siluro. È evidente che il movimento in avanti dello stantu{Io trascina seco l'impulsore, mediante il quale il silnro sélrà violentemente
LE TORPEDINI LE T OHPEDl~l 26 spinto in mnre secondo la direzione del suo asse. Il serbatoio dell'aria compressa è un altro Luho p0sto inferiormente e parallelamente al predeuo , il quale ad una estremità può comunicare, mediante valvola , col tubo superiore, ed all'a ltra estremità coll'nccumulntore dell'a ria compressa. Il serb:ttoio contiene l'aria necessaria almeno per qualtro lancinmenti . Tullo questo meccan ismo è posto su di un carreuo, al quale si puo dare qualunque direzione, e quindi il siluro può puntare come un cannone. Con questo affusto qual.unque J_1astt~ mento ' senza bisoo ·no di lavori di ri cluzione, ·può lanciare dai suoi v portelli laleral_i , ed in qualunque direzione, siluri Whi tehead-Lupis senza essere costretto a rallentare la sua velocità. Cosi pure si potranno stabilire si.azioni di lanciamenlo da terra senza incontrare le mo lte spese e diffiç0!1.à che si avevano usando il lanciamenlo sollo acqua. Alla Spezia si sta costruendo una di queste stazioni che si 'ha ragione di credere riescirà bene. ;\fa. qui non si è fermato l'ingegnoso e persevemnle Wh itehead; eo-li ha stuclinLo un terzo modo cli lanciamento dei suoi siluri, detto a'o mano, che è semplicissimo e che promette cli superare i due precedenti sotto ogni rapporto. Consiste essenzial mente in un tubo che viene immerso nell'acqua e dal quale poi esce fuori la torpedine tosto che la sua macchina è messa in moto senza affatto imp iegare la pressione, ma esclusivamente per effetto del suo motor_c. I pa~ticolari sono segreti . I grandi pregi consistono nella maggior atti tudine a colp ire, poichè qu i vengono ad essere eliminale mo lt~ c_aus.e cli errore e nella sua sLraodinaria semplicità, che rende possibile 11 pronto impiego dell'apparato quasi do~unquc. senza g1:andi spese: Esso sarà va ntaggioso nella difesa degh stretti passaggi, potendosi fac ilmente armare la piazza di tubi di lancianiento a 1ncino. Per semplificare il secondo moclo cli lanciamenlo cli questi sili.iri, cioè con affusto avente l'aria compressa per forza impulsiva, il comandante Ericson della marina degli Stati Uniti ha studiato il modo cli sostituire a quella potenza. la polvere da cannone. Negli esperimenti ecrli si è servito cli un cannone liscio colla canna prolungata conveni~olemenLe con una appendice. La forza d' impulsione dei gas delle cari che veniva. comunica.la alla torpedine coll'intermediario di un pistone avente contro la faceia nnleriore un cuscino elastico di dischi cli cartone sovrapposti. La poppa smussata del siluro appog-
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gia.va. contro questo cuscino, ed il pistone mediante un~ baccheLLa di ferro era mantenuto distante dalla carica, la quale vemva tratlenula contro il fon do dell'an ima da i.mo stoppaccio conico di legno. Gli esperimenti fatti hanno dimostrato attuabile una Lale idea, ma resta a studiarsi quale è la traiettoria che percorre la torpedine nell"aria. e quale sia l'angolo più vantaggioso di cadnla nell'acqua. Di fronte ai grand i vantaggi che presentano, vale a dire di poter essere lanciate ad una certa distanza ed in qualunque direzione rispello al l.)astimento che le porta e di mantenersi sempre alla voluta profondità sott'acqua, le torpedini Whitehcad-Lupis hanno anche i difetti seguenti . Pri ma cli lutto sono di una costruzione molto complicata e delicata e quindi non sarà. possibile servirsene so non saranno state da. poco tempo scomposte e riparate : il loro costo è ' piuttosto forte ed in fine per il loro lanciamento la nave porta-torpedine è obblirrata ad avvicinarsi di tanto al bastimento nemico da essere sotto l'azione della sua artiglieria. La terza categori a dei siluri d' invenzi one recente comprende i seguenti: . Primo per ordine cli data è il si luro inrenlalo nel ·I 870 dall'ingegnere ameri cano Ericson, il quale consiste in una cassa di lamina di ferro col diametro di circa 20 centi metri e la. lunghezza di 3 metri. L'interno è diviso in due scompartimenti , cli r.ui l'anteriore contiene la carica che può arriva re sino a 500 chilog. cli fulm icotone compresso o cli clinami l.c, il posteriore la macchina motrice e l'apparecchi o di direzione. Esternamen te nella parte inferiore ha delle appendici pesanti, e sui fianchi delle pinne pel gaJleggiamento . La macchina motrice e l'apparecch io di direzione sono mossi dall'aria compressa, la quale si comunica al silriro mediante un cavo tubolare anollo sopra un verricello che si trova o sulla torpediniera od alla stazione di lanciamento . Questo cordone cavo consta di un tessuto cli canape ricoperto cli caoutchouc vulcanizzato avente il diamelro interno di ·15 mi llimetri. Il verricello. su cui è avvolto, ha il diametro di 2"',00 ed il suo asse cavo comunica col cordone e col serbaLoio dell'aria compressa, in guisa che questa comunicazione si conserva anche quando il cavo si svolge, e cosi l'ari a compressa pone in movimento la macchina del siluro. Una chiavetta messa all 'estremità traforala dell'asse del verricello permette cli moderare conveniente~
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mente l'afflusso dell'aria. Il cordone ha una lunghezza di 500m, che dall'inventore è. giudicata b.astante per ogni caso, e quin di fa circa 75 giri sul verricello. La macch ina motrice esistente nell'interno clel siluro muove due eliche, le quali si trovano disposte l'una·dietro l'altea allo scopo cli distruggere la tendenza che avrebbe il siluro a muoversi attorno al proprio asse, quando vi fosse applicala l'azione di un'elica sola. Il siluro si muove dai 4 ai 6m so tto l'acqua, e per riconoscere ad ogni istante la sua posizione., è mun ito di° una vergheLta d'acciaio disposta verticalmente lunga 6m, alla cui estremità superiore porta .una sferetta di legno che rimane sopra l'acqua. JI parLicolare più caratteristico del siluro Ericson si è che si può tegolarne la direzione o dalla nave o dalla stazione a terra da cui vierie lanciato. All'uopo il timone trovasi in comunicazione con un sacco elastico per il quale passa l'aria compressa prima di arri·vare all a macchina motrice. Varfando la pressione dell'aria nell'interno, il sacco elastico prende una diffe rente grossezza, che agisce 'sul timone in modo da fargli as::rnmere diver$a incl inazione a destra od a sin istra fino a 20 gradi da ciascun lato clel siluro . Si vede dunque che con questo me..:zo si può farg li prendere la direzione voluta . Quando per una causa qualunque il siluro non ha raggiunlo il suo scopo, si chi ude l'acc~esso dell'aria compressa, e si può r icuperarlo ravvol ?>o-en'do sul verricello il suo cavo tubolare. L'impiego di questo siluro è rreccssariamen(;e limitalo dalla lunghezza del cavo che lrasmetl.e la forza motrice, la qtiale lunghezza, come abbiamo eletto, non supera i 500m . P.er la manovra è poi indispensabile che il battello lancia-torpedine o sia ancorato od abbia tutto al più un lento movimento ' il che restrinae l'irrrniego di queslo siluro alla difesa e ' . delle navi ancorate, le quali inoltre resteranno per il tempo del lancia.mento sotto il fuoco de]['artiglieria della nave nemica. Pare quindi che il suo raggio d'azione troppo limitato ne renda poco utile l'impiego per la difesa dei porti. . Lo stesso Ericson propose pure una granata-torpedine da lanciar:;i per mezzo di un cannone da 36 cenL, la quale a'Vrebbe una forma speciale (che l'inventore dich iara di non voler descrivere), sarel>be tirata con un angolo da poter penetrare nell'acqua, e rne·diante la sua conformazione .continuernb ~ie a muoversi secondo la direzione dell'anrrolo cli caduta . L'immersione nell'acqua doYrebbe a .
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aver luo.ooo ad una tale clis1anza dal bastimento da ottenere lo scoppio contro il medesimo ad una profondità prestabilita. Questa granata.torpedine si caricherebbe di 100 eh ilog. di dinamite e potrebbe esser lanciatri, con una velocità iniziale di 1120m per secondo, alla distanza cli 200 111 •• L'inventore asserisce però che potrebbe essere lanciata anche sino alla distanza di 2000m quando il mare sia calmo. Oltre all'indicare le precauzioni da prendersi circa la polvere ed i cartocci, ao"iun(re oo {') cli avere trovat.i allri mezzi efficaci ad impedire i pericoli · di scoppio entro il pezzo di granate con enormi cariche di dinamite. Nella descr-izione mancando vari elementi importanti, e non cono scendosi che si siano fat te esperienze in proposito, è lecito di considerare ancora il problema non risolto sino a che le asserzioni vengano convalidate da fatti. Anche U generale Rosset propose al nostro governo una grnnatatorpedvne carica di dinamite e da lanciarsi col cannone. Questa sarebbe tirata di pien colpo con grande velocit~ iniziale e dovrebbe servire piuttosto c:he ad affondare bastimenti a mettere fuori d'azione le loro artiglierie. La difficoltà da vinGere in questo problema si è di evita.re lo scopp io dell a granata, difficoltà che sembra so ltanto superata' colla piccola velocità iniziale del Liro in arcata a piccola distanza.. L'esperie1iza ed ulteriori studi forse potranno suggerire nuovi mezzi per vincere qu.esto, difficoltò. anche per maggiori velocità. Dopo il si luro Ericson, nel ·1870 il colonnello inglese Ballarcl inventò un battel lo a vapore armato di una torpedine diretta per mezzo dell'elettricità. Egli propose al suo governo di adoperare, per la difesa delle coste, delle piccole navi corazzate della maggior velocità possib il e e della massima faci lità d'evoluzione, munite di piccoli battelli -torpedini. ossia. siluri mossi dal vapore o da altra forza. La direzione di questi sil uri si otterrebbe mediante nn cavo sottomarino pel quale si trasmetterebbero correnti elettriche, che produrrebbero delle elettro-cala.mi le, per mezzo delle quali si aprirebbero o chiuderebbero le tre valvole dell'apparecchio a vapore ocl idraulico destinato a governare il timone. Il cavo sarebbe svolto da un rocchetto stab ilito nel siluro, e questo si farebbe scoppiàre mediante l'elettricità. Si avrebbero quindi quatlro az ioni elettriche sepnrate e perciò altrettanti fili, i quali dal Balh rcl verrebbero unil.i con i3olamen to, per formare un un ico cavo. 1
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~ on risulta che la proposta del Ballal'd sia slak1. alluat.a ed esperi men tata nè in Inghiltena, nè altl'ove prima del 18 giugno ·1872, epoca· nella quale l'ìngégnere Coda-Canati Antonio, colonnello di fanteria nel nostro eserciLo, senza conoscere la proposta sopradetta, come egli dice in un opuscolo stampato nel giugno •I 876, comunicava al ministro della guerra generale Ricotti « il suo progetto « cli un battello porta-torpedine a grande velocità, sottomarino, « semovente, mosso dal gas acido r.arbonico, riprodotto automati« camente a mi sllra del consumo per mezzo della reazione chimica « dell'acido solforico sul bicarbonato di soda, manovralo completa« mente da terra per mezzo dell'elettricità con un solo condllttore « e ~P,lla portata anche superiore a 11O chilometri , per impedi re il « bombardamento ed inseguire il nemico. )) Questo progetto essendo slalo accolto favorevolment~, il colo~nello Coda-Canali al 5 settem bro 1872 potè faro a Venezia, e precisamente al lido davanti alla loca lità detta delle Tre fontnne, le esperienze relative alla direzione elettrica, le quali furono coronale da un successo completo. La barca fu spinta alln. distanza di circa un ch ilometro, e fu provato che da terra si poteva dirigere contro un piccolo bersaglio e che si poteva. farla ritornare al luogo di partenza.. Simili esperienze in America furono fatte soltanto l'•I 11 ottobre e 2 1 novembre dello stesso anno, per cui al colonnello Coda-Ca.nati spetta l' onore di essere stato il primo a fare le esperi enze di dirigere bauelli da Lel'ra per mezzo di correnti elettriche. Dopo queste prime esperienze e dopo av~r ottmrnt~ un attestato di privati,,a industriale in data H. febbraio 1873, il colonn_ello Coda-Canali si dedicava alla costruzione del detto porta-torpedme. Sebbene coi principi i sui quali si basa quest'invenzione sia possibile anche costruire porta-torpedini con equipaggio per il loro lanciamento, pure l'inventore ha giudicato preferibile di escluderlo, giacchè in ogni caso sarà. facile il lanciamento di qua~cuno_ dei più perfezionati sistemi cli torpedini anche senza un equ1pag?10. Il porta-torpedine predetto è destinalo dall'autore alla difesa delle coste e per proteggere i porti dal bombardamento: a questo scopo -eo-li riti ene necessario che abbia una veloci tà. massima di ·s metri p~r secondo e che possa percorrere 4Ochilometri, cioè 4 chilometri
per raggiungere la nave nemica, 11 chilometro per inseguirla e 5 chilometri pel ri torno alla stazione di partenza. Il chilometro diinseguimento dovrà essere percorso colla velocitll massima di 8m per secondo, mentre il restante della corsa potrà farsi con velocità minore sino a metri 4 per secondo .Affìnchè il porta-torpedini possa percorrere la predetta distanza. converrà che il cavo elettrico abbia una lunghezzn. cli circa 12 eh ilnmelri; assegnatogl i quindi un diametro cli 8 millimetri, volendolo avvolgere su di un rocchetto formerebbe un cilindro di un metro di diamelro e di a]Jezza. p porta-torpedini è un cilindro di lamiera di ferro del diametro di 11m ,il 3 e lnngo .22'n, ecl ha due appendici cilindriche egualmente lunghe e parallele al corpo anzidetto; una. superiore del diametro om,40 , che, servendo da gall.eggiante, lo tiene sospeso ad una data profondità, e l'altra inferiore formata di un cilindro di ferro del diametro di 28 centimetri, di cui 6 metri sono destinati alla zavorra, e gli altri metri 46 di lunghezza sono costituiti da un tubo, entro il quale si trovano i 12 ch ilometri di cavo elel.trico avv9lto in istrati concentrici inclinati all'nsse del tubo . L'appendice superiore è pure formala di lamiera dì ferro, ed è divisa in più scompartimenti stagni della lunghezza ognuno di circa 3 metri, affinchè, se viene colpila nella parte che rimane sopra acqua, possa continuare a galleggiare, quand'anche sinno stati danneggiati dne o tre scompartimenti. Nella posizione normale l'asse dell'appendice superiore si trova a cinque centimetri sopra il li vell o dell'acqua, quello del porta- torpedine a 11"',%e quello dell"appendice inferiore a 2111 ,067 sotto il predetLo livello. Lospaziocompreso tra l'appendice superiore ed il porta-torpedine è ch iuso da una intelaiatura di pioppo, riempita con pezzi di sughero, aventi unagrosseozacli 5 centimetri. Il porta-torpedine propriamente detto è diviso in (ò scompar~imenti; il 11° scomparLimento, incominciando da poppa, è destinato a èontenere tutti i meccanismi pel movimento; il .2° e 5° formano due recip ienti comunicanti per mantenere at1tomaticamente il porta-lorpedine col suo asse orizzontale; il 3° contiene i meccanismi per la presa del gas che si fa lateralmente al generatore ; il 4° è il generatore ecl il serbatoio del gas; il 6°, od a prua, è lo scompartimento destinalo agli apparecchi per la produzione dell'elettricità e per contenere la torpedine, che potrà avere una carica persino di 11000 chilogrammi di dinamite, carica certa1
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menle bastante a distruggere qualunque bastimento del tipo de1l'lnflessibile, dotato cioè di compartimenti stagni. La forza motrice viene somministrata dal gas acido carbonico, che si ottiene colle reazioni ch imiche sopradette. Un apposilo regolatore serve a determinarne la distribuzione in perfetta armonia col bisogno della macch ina . Per compensare il peso poi di oltre ,1000 chilogrammi di gas nece.ssario alla percorrenza di 11O chilomeLri, una tromba idraulica, mossa dallo stesso apparecchio motore, inietta nel generatore a ciascun giro un peso medio di acqua pari a quello del gas consumato. L'apparecchio motore è una macchina a due cilind~·i oscillanti ad alla pressione, ridoll.a ad occupare il minimo spaz10 possibile e disposta in moclo che nel cilindro che la contiene non rimangono inutili vuoti . Il propulsore è ,un'elica a 2 metri cli passo; il suo rinculo è di 0~',20 , cli m1;clo che per ciascun giro dell'albero motore il porta-torpedine si avanza di 1m,so. Per mezzo di correnti elettriche si ottengono elettro-calamite, le quali servono a regola.re i rubinetti di immissione del gas nell'apparecchio motore, a manovrare il regolatore, il timone e l'asta d'indicazione del luogo ove si troì'a il porta.- torpedine. QuesL'asta è stata riconosciuta necessaria, perchè a distanze forti non si riusciva con un buon cannocchiale a scoprire ove si trovasse il porLa-torpecline : quest'asta per raO'O'Ìtul rrere lo scopo deve essere disposta verticalmente; ma • pe1~ 00 <'> evitare che sia veduta dal nemico, si può far adagiare a volonta. sul porta-torpedine. · · · I movimenti da prodursi nel porta-torpedine per mezzo dell'elettricità, ali' oggelto di dirigerlo da terra, si possono limitare ad olto, e se per ciascuno s'avesse un conduu.ore speciale ~arebb~ n~cessario un cavo grosso, pesante ed assai costoso . Per evitare ciò 11 colonnello Coda-Canati si set·ve di un apparecchio, che ha chiamato disc1·irnùwnte, col quale basta un solo condottore sottomarino. I diversi concloltori degl i apparecchi interni del porta-torpedine fanno capo alla circonferenza di un commutatore circolare posto nello stesso porta-torpedini, e di cui la parte centrale gira attorno al centro dell a circonferenza predetta ed è in comunicazione col cavo sottomarino. Alla staziot1e di partenza vi ha un commutatore identico, alla circonferenza del quale sono congiunti altrettanti condµttori disposti nello stesso ordine ed alle stesse distanze. Se questi due commuta-
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tori si mettono nella stessa posizione, e poscia si fanno girare con egual velocità le due parti centrali, è manifesto chè quando uno dei condnr.tqri alla siazione di partenza si troverà in comunicazione col cavo sottomarino, vi si troverà anche qaello corrispondente nel porta-torpedine, e quindi quel circuito sarà chiuso. È dunque necessario che i movimenti dei due commutatori siano perfettamente sincroni , e che si a.l.Jbia mezzo di rettificarli all'occorrenza in caso di errore. È poi da avvertirsi che per ottenere alcuni movimenti si richieggono for ti correnti, per il che nel porta-torpedine si ba una potente batteria elettl'ica., della quale si chiude o si interrompe . il circuito mediante le correnti che pRssano pei predetti commutatori . Il colonnello Coda-Canali àsserisce che le prime esperienze gli sono riuscite perfettamente. Ciò non pertanto trattandosi di apparecchi di costruzione così del icala e compli cata, la· manovra dei quali esige molta intelligenza e somma attenzione, e dei quali infine la manutenzione deve esserè difficile, è desiderabi le che si facciano I esperienze in ampia scala., dalle quali. si possa conchi ude re con sicurezza se questo porLa-torpedin i combinato eosì ingegnosamente sia anche veramente pratico. L'autore sta slucliando modiucazioni all'elica ed al timone per raggiungere la velocjtà che egli crede necessario di oLtenere. Anche in Inghilterra nell'anno scorso fnrono fa.I.te esperienze per dirigere barche mediante l'elettricità, nel le quali si ebbero risultati che destarono la meravì.~lia degli astanti . Nel 4872 l'americano Lay inventava un siluro pure dirigibile da terra mediante l'elettricità, che venne acquistato dal Governo egiziano. Questo siluro ha la forma di tmsigaro col diametro di un metro nella maggior grossezzct e col la lunghezza di metri 8. È costrutto di lamiera di ferro resistente e quando è allestì to pesa. 200 chilogrammi, si muove galleggiando sull'acqur.,. La forza motrice gli viene trasmessa dall'acido carbonico liquefatto, il quale a 0° C ha una forza d'espansione cli 36 atmosfere, ed a 30° C cli 73 atmosfere. Ogni siluro ha eh ilog. 2,20 a 2,50 di acidr> carbonico liquefatto contenuto in un recipiente di ferro cbe r€\!'.iste a ,125 atmosfere: questa provvista bastaperunacorsadi circa quattro chilometri e mezzo colla velocità A1'NO XXV, VOL . IV,
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da 6 ad 8 nodi all'ora . Come è nolo la rap ida evaporizzazione dell"acido earbonico asso1·be tanto calorico che lo sLesso gas liquefai.I.o congelerebbe (a 75° C}; per queste ragioni un sistema di tubi circondati dall'acqua serve a conservare all'acido carbonico costantemente la stessa temperatura. Quasi.i stessi tubi unitamente ad altri di espansion_e servono a ridurre la fo rza clel gas in modo che agisca sulla. macchina soltaµ Lo co ll a pressione di 6 atmosfere. L'interno del siluro è diviso in quattro scompartimenti. Nelranteriore s.ta rinch iusa. la carica, la quale esplode per urto: nel 2° vi è l'acido carbonico liquefatto conservalo in due distinti recipienti, perchè l'imo ,en·e per la macchina impellente e l'altro per l'apparecch io di direzione: il 3° scompartimento coJHi ene chilom. r~,oodi 11n cordone, formalo di due conduttori isolati, anolto sopra un tamburo, dal ~uale si svolge per l'allontanamento del siluro; in questo scompartimento al luogo del cordone entra l'acqua per compensare la perdita di peso per il cordone s1'olto e per l'acido carbonico coosnnrn.to: nel 4· 0 scompa1·timento :-i trovano gli apparecchi elettrici e quelli pel gommo del timone, nonché la macch ina che mette in movimento l'apparecchio di propulsione. Nella stazione di parl.enza sulltt ri.va vi è una pila, la quale serve unicamente per slab ilire oppure in Lerron1pere il circuito nelle altre due batterie che si tro½ano, come si è detto , con Lutti i lorn accessori, compresi 2 .soccorritori , nel 4° scompartimento. La maniera di mellere in azione le diver:;e parti della macchina è la seguente. La batteria che è sulla spiaggia è in comunicazione coi due soccorritori, e mediante un commu tatore si può mandare ·1a corrente od all'uno od all'altro a volontà. Quando si trasmette la corrente ad uno dei due soccorriLori, l'ago del galvanometro viene devin.to e si porta a eh iudere il circuil.o di una delle haUerie voltaiche e di 1rna delle elettrico-calamite che si trovano entro al siluro . L'àncora annessa a quesLn eletll·o-calam ita viene attratta ed apre una ehiavetLa la qua le fi no a quel momento intercettava il passa<mio dell'acido carbonico. Allora la macchina mette in moviment~r iJ propulsore e qujndi anche il siluro. Invertendo la corrente che parte dalla spiaggia, l'ago del galvanometro del soccorritore devia in senso opposto e stahi lisce il circuito dell'nlLra batteria, cli cui ancora auraua chiude il rubinetto che regola l'alllusso dell'acido car-
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boni co. Per conseguenza si arresta il movimento del propulsore. In modo analogo si agisce per dare il mov imen to a due stantum destinati a governnre il Limone f'acendolo deviare a. destra od a sinisti·a. Questo siluro di fronte ai vantaggi elle evidentemente ha, presenta lo svantaggio di e5sere di costruzione complicata e di manutenzione · difficile e di costo piuttosto ri levante. Quesl'11ltimo inconveniente è reso anche maggiore riflettendo che nell 'u rto si perde LnlLo il suo complica to meccani smo; perdita alla qual e si può andare incon tro anche so lo chrnrnle il suo tragitto, giacchè essendo galleggiante può servire di bersa.glio all 'arti gli eri a nemica. Jn fine ftt t1ota to lo svantaggio di non colpire le navi nemiche ad una p1·ofondiLà basLanLemente grande; ma l'inventore è riu scito ad unirvi 1111 congegno mediante il quale il siluro al momen to dello scoppio si affonda alla profondità. voluta . Nell o si.esso anno ,1872 l'ingegnere meccani co Smil di Bos ton ideò un siluro in cui la forza motrice è il gas ammoniaco liquefatto e la direzion e si ouiene col mezzo dell'elet.Lr icità. Non rl ifferisce sosl~nzialmente da quello Lay, solo present.a il vantaggio che al momento dell'urto il si luro si separa dal galleggiante che lo tiene a galla eche qu indi l'esp losione accade quandosi trova. som merso ad una certa profonditit. Oltre alla for te spesa, anche questo silurn presenta lo svan taggio che va perduto al momento dell'esplosione. Perciò lo Smil ha idea to una lancia porta-torpedine la qua.le alle due pa.rti della prua porterebbe due lorpedini , che nell' urto contro la nave nemica si staccherebbero ed esploderebbero quando si fossero sommerse sino ad una voluta prol'ond itit. Questo sisteo1a pare.che presenterebbe l'inconvenien te che la lancia polrebbe essere disLrutla facilmente dal nemico. Esposti i di, ersi sislemi di torpedini passiamo a parlare della difesa contro quest'arma. Poco si è fatto sino ad ora in tale argomento e si può dire che il problema non è ri:;olLo. Nell a guerra cl' America di secessione per difenders i dalle torpE>dini fisse si è prncnrato cli farle scoppiare per mezzo di galleggianti che dov evano urtarle. Le navi prima di recarsi in località clove si sospeLLava esistessero questi mezzi cli difesa, si facevano precedere da piccole barche coll'incari co di procurare di pescarle con aste o 1
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di tagliare i fili eleLl:rici che dovevano servi rn per la loro accensione. Dai Tedeschi, nella guerra contro la Danimarca, si è procurato di pescarle facendo rimorchiare grosse catene. In ogni caso fueono improvvisati quei mezzi che le circostanze racenrno ritenere di più probabile riuscita, ma sempre con quasi sicura perdita di coloro ai quali era affìdaLo quell'incarico. La maggior importanza assun ta in seguito dall e to rpedin i ha consigliato di fare maggiori studi ed esperienze per ritrovare mezzi migliol'i di combal.Lerle. Per la difesa contro le torpedini ri sse galleggianti e contro i ginnoti sono statefatle recentemente in Inghilterra esperienze colla nave-scuola torpedini era allo scopo di stabilire quale assegnamento si poteva fare sulle controniine, le quali consistono in torpedini conven ientemente disposte dall'assali tore. Riassumeremo brevemente le egperienze fatte ecl i risn I Lati ottenuti. · Nella prima esperienza fu affondata una contromina servendosi di una piccola. barca. priva di equipaggio e diretta col l'elettricità. La barca, dopo aver percorsa una distanza da /4.00 a 1)00 metri , compi l'opera sua senza aver dato segno palese della sua destinazione, e ritornò ,·el ocemente al pn.nLo di parlenza. Si udì nllora una forte detonaz ione, e si vide soll evar:; i una colonna d'acqua a considerevolf\ altezza.. Queste contromine so no munite di una miccia lenta e, qmrndo la ca rica sia proporzionala alla profoncl iLà. d'acqua esistente, possonoprndurre l'esplosione di qnalunquo torpedine che si trovi entro un raggio di 140 metri . La seconda esperienza consistev;t nel mettere una contromi na tra clue bariI i destinati a tenerla a galla finchè, mediante una piccola esplosione, ne ven iva staccata e si nffondava, dopo cli che avveni va su bito il suo scoppio . l due barili furono messi in moto lentamente: si udi nnn leggera detonazione e pochi secondi dopo una più forte fece, sollevare fino al l'altezza di 50"' nna notevo le co lonna d'acqua, La carica era soltanto di ·136 chilogrammi ùi polvere da cannone, e si ritiene che, se fosse stilla cli oltre 200 ch ilogrammi di cotone fulminante, l'effetto sarebbe stato di cl istrnggere qualunque torpedine cue si fosse trovata entro il raggio di rnom. Tn un'ultima esperienza furnrioaffondate ,12 controm ine alln, distanza di :Jm,70 l'una dall'altra contro uno sbarramenLo di Lorpetli11 i.
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L'esplosione contemporanea di queste contromine produsse anche quella delle torpedini, per cui un lungo tratto dello sbarramento ·sarebbe slalo distrutto. Giova sperare che, ulteriori esperienze verranno fatte per avere dati più sicu ri sul modo di distruggere uno sbarramento di torpedini .. Per la difesa contro le torpedini semoventi l'ammiraglio Porter è di avviso che in generale sia necessario l'uso dell'arma medesima, e che una flotta debba sempre abbondare di sorveglianza a considerevole distanza attorno a se stessa. In generale la difesa contro la torpedine Harvey si può raggi ungere coll'abilitfl nell a manovra, evitando la col cambiare rolla e prendere direzionenormale alla rolla della nave auaccante. Se il bastimento assali to sarà un'ariele, procurerà di urlare co l rostro la prora clell'avvorsari o. Contro qnalunque genere di navi torped iniere gioverà usare molta ;;orveglianza a considerevole distanza, contraLLaccare con altre torped in iern e procura1·e di distruggere il materi ale nem ico colla propria artiglieria. Ma quando l'attacco sia oottnl'no, e quando Yenga fallo cla parecchi porUHorpedin i contemporaneamente co ntro la stessa nave, qn esLa cli fesa riesce assai di fficile. Si è qu indi pensalo a difese passive. Si è già deu.o del modo usato da. Hobart Pascià. per proteggere la sua squadrnnel porto di Sulina; ma non·sempre una notta avrà mezzo ed agio di formarsi una cinLura di barconi, edi più ciò sarà impossibile durante la navigazione. È sl,Ho proposto cli usare gornenett.e di accirtio o canapa assicurate alle estremità cli huttafoori posti contro al bordo : ma queste non proteggendo abbastanza, si sono cinLe le navi con reti tenute distanti 5 o 6 metri dal loro bordo medi ante aste. ln Ingh ilterra si sono eseguile diverse esperienze sulle predeue reti, in :5egnito alle quali si è concluso che le migliori sono quelle forma te con cordoni di (ilo di fcl"l'O del diametro di mili. 12,5, uniti a maglie larghe, fasciati accuratamente ed incatramati. Questo sistema ha il vantaggio cli molta ll essibili til., per cui la torped ine non è arrestata bruscamente, ma lrnnsì gradatamente posciarespinla dall'elaslicità della rete. Va'ri si luri Whitehead lanciati conll'o simili reti sono stai.i arrestali senz,t che la rei.e abbia sofferto alcuna avaria. Questa rete, che fo rma come una veste attorno alla nave, è Ossa.La allaestremità di aste di fer ro, il cui est.remi)
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opposLo è unito a cerniera conl.l'o il bordo del bastimento alla linea di galleggiamenLo : dei manti gli in cavo reggono l'estremità sporgente delle as·le. In navigazi one. per non impedire la marcia, la rete viene alzala Lirando i mantigli e poscia arroto lala e tenuta fer ma contro il bordo anche per lasciar libera l'(,l.rtiglieri~1. Bastano 11O rn inuti per immergere o sospendere la rete, per cui è facile alla nave il rimanere o li bera o proteLta da questa cintura; può qui ndi questo sistema di difesa nsnrsi da crualunque nave senza incagliamela mobil iti1. Una squadra ancorata in un golfo o porto, oltre a questo sistema di difesè~, potrà imp iegarne al1 ri, come :;i è visto usa re la squarlra turca ancorata a Suda (isohì. rii Canditl) . Ogni nave era cinta da una rete resistente alle Lorpedin i semoventi ed irnmersa sino a 4m so tto 1a superficie dell'ac11ua. A circa Ii.>OOm iI golfo era ehiuso d:-t una linea di pennoni galleggianti strellarnen te legali gli uni agli altri. Conseguentemente qualunque harca toi·pediniera prima di giungero ad una nave della rtoua doveva rompere il predetLo sbarramento. Ma all'urto della barca o nave con tro le travi oo-allecrqianti una speciale disposizione cli apparecchi elettrici rendeva immedia lamente avvertiti i bastimenti ancorali del punto che era stato urlalo . Le navi ancorai.e eran o disposte in modo che le loro artiglierie fossero dirette e concentrale sui principali punti dello sbarramento; per cui, flfJp ena rice':uto l'avviso cleltrico, l'ufn ciale poteva lanciare sul punto mi nacciato una forte C{Llantità di proiettili. Esternamente nllc travi galleggianti di chiusa vi era una linea di Lor1Jedini Daallea<rianLi = ad orto ed internamente al predetto sbarramento una 5quadra di barche pol'La- torpedini ad asta stava pronta per attaccare il nemico che oltrepassasse le due linee di clifes:-t. rn fine le navi ancorale avevano fana li a luce eleltrica per rischiarare, duran te la not!e, le località nell e qual i più. si Lemen, l'apparire del nemico . Egli è certo che i baLlelli porta-torpedini procureranno di giovarsi dell'oscurità del la notte per riuscire ad avvicinarsi inosservati al nemico il più che è possi bi le ed essere cosi sicuri di co lpire a segno colle torpedini. Per lluesla ragione le navi ancorate dovranno essere rorniledei mezzi necessari pel' illuminare i dintorni con una luce cli tale potenza ch e permetta di scoprire qualu nque ga lleggiante in una certa zona, rimanendo la nave nell'oscurità . Le all uali lampade elctè)è)
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triche a riflettore hanno all' uopo sufficiente potenza; ma oltre all'esse'.·e mo_llo costose richieggono una maccli ina a vapore per mettere m azione l'apparecchio elet.Lrico . Sono quindi stati studiati altri sis_tem i P!ù fac il i, o più economi ci. 811sandosi sulla proprietà che ha il gas idrogeno fosforato cli infiammarsi spontan eamente al c.~nLatto dell 'aria, sono s_Lati inventati proiettili luminosi i quali s mfiammano o nel descrivere la loro Lraieltoria, oppure. essendo galleggianti, si infiammano quando toccano il mare. Ad onta di tutto ciò si può dire che la di fesa cli una nave contro I~ lorpedin! è ancora nell'infanzia. Tl campo è vasLo, ed è probab1l~ che ass1st~r~rno ad una lolla impegna ta tra i pesci elettrici e le reti colle qual, si Len terit di pescarli, a somiglianza di quella trn il cannone e la corazza.
A. TRIANl i1.1a,qgiore del _qenfo.
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RIMONTA CAVALLI PER GLI UFFICIALI . --
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I. Le disposizioni che reggevano la rimonta de' cavalli per gli ufficiali dell'esercito piemontese sono su per giù le medesime ancora . attualmente in vigore; di sposizioni che si compendiano nell' obbligo· dell'ufficiale cli fornirsi a proprie spese del numero di cavalli prescritto dai regolamenti, salvo a poter avere dal governo un cavallo di truppa, chiamato, secondo i tempi, di favore o di agevolezza, il cui prezzo deve scontarsi a rate mensili. EITettivamenle queste disposizioni sono assai. differenti da quelle che regolano lo stesso oggetto negli aHri grandi eserciti europei; e le difficoltà che gli ufficiali provano oggidì per provvedersi di cavalli · adatti al servizio vanno sempre aumentando e sono ormai ta li da fo rmare della rimonta per gli .ufficiali una vera questione di attualità, che importa di sciogliere prontamente, non so lo nell'interesse degli ufficiali, ma principalmente per il bene del servizio . I tempi sono aITatl.o cambiati da quello che erano venti. o trent'anni fa: i piccoli eserciti furono sostitniti dagli esercili colossali, i prezzi dei cavalli sono in continuo aumento, la gioventù fornita di larghi mezzi non rifugge dal mestiere delle armi, ma non imprende il servizio militare per fare carriera e dopo alcuni anni di servizio rientra alle proprie case. Si aggiunga che il carattere stesso degli eserciti odierni, divenuti compiutamente nazionali e quindi democratici, do-
vette forzatamente modificarsi; ed in conseguenza il servizio nelle armi a cavallo, che era, per così dire, il monopoli o delFaristocrazia e della ricca borghesia, ora. vuol essere aperto a tutti . Si capisce che nell'eserci to piemontese le disposizioni sopra.accennate potessero bastare, poichè per l'eminente spirito militare che regnava nel Piemonte, l'eletta. della gioven tù nobile e ricca dedicavasi tutta alla carriera mil itare, agognava servire specia.lmente nelle anni a cavallo , e faceva a gara per avere in scuderia pregiali anima.li da sella. Ma oggidì, anche facendo astrazione dal faLto che anni sono con 4000 fr.ancbi potevas i acquistare un bell o e buon cavallo militare , mentre ora i prezzi ne sono duplicati o triplicati, oggidì, ripetiamo, è assolutamente impossibi le di fare assegnamento Sll un grande ·numero di ufficiali ricch i quale sarebbe necessario. D'altra parte non ci sembra ammessi bil e che il governo possa pretendere che chi dedica al servizio del proprio paese tutte le proprie forze, del corpo, della mente e del cnore, abbia a sottostare ad ingenti spese per disimpegnarlo. Allorchè si costituì l'esercito italiano, e si formarono in conseguenza parecchi reggimenti di caval leria e di artiglieria, la rimonta cavalli degli ufficiali non presentò la minima difficoltà, imperocchè i numerosi volontari appartenent{ alle più cospicue e ricche famig lie dell'Italia, accorsi ad anuolarsi in Piemonte per la campagna del '1859, furono per la maggior parte promoss i ufficiali, occupando così i nuovi posti creati. Inoltre per alcuni anni, e precisamente dal ,1860 al 11865, sia per la speranza di prender parte alla gu~rra preveduta inevit,F bile coll'Austria, sia percb è la. carriera mili tare, solleticava di molto l'amor proprio della gioventù, un grande numero di giovani ricchi affluiva alle scuole di Modena e di Pinerolo; nè quasi mai ci venne dato di udire lagnanze percbè lo stato non classe cavalli di servizio o perch è non offrisse faci liLazioni per l'acquisto dei medesimi. Queste condizioni, del resto affatto anormali, durarono per un discreto lasso di tempo, sebbene basti consultare l'Ann.i~m·io milita1·e per rilevare che la massa dei giovani promossi ufficia li dopo la campagna del 1839 e dal 1860 al ,J864 aveva già prima del 1870 abbandonato le fi le dell'esercito. E una prova di quanto abb iamo detto sopra, che éioè la r imonta degli ufficiali non incontrava dif(icoltà., la si riscontra. chiaramente nel numero di caval li cosidetti di favo1·e 1
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che ogni -~nno t:rano disL1·ibuiti 11ei reggimenLi di cavall eria , numero che fin verso il 1187 1 e 11872 0 011 era mai superi ore a quello di du e o tre canil i per reggimento . Insomma non si arrivarn a distrib uire 4,0 o 50 cavnlli di fa,,ore all 'anno fra tutti i l'eggimenLi dell 'arma, mentre al presente se ne ri chiedono da 25 a 30 per ogni reggimento. Questo cam biamento era inevitabile, ma che cosa si e J'atLo per far fronte a questa nuo, a situazione, che ora è di venuta norma le? Tralasciando per il momento cli parlare delle vigenti prescrizi oni drca ai cavalli di agevolezza, delle quali ci occuperemo più avanti, ci preme l'raltanto di m.ettere in r ilievo i danni pur troppo note,;oli cli e der ivano ai reggimenti di ca rnlleria clall 'alluale :;islema. A nostro avviso non :i i gi nnge nel ottenere c,l,e qu esto meschin o risLLllato: di montare mal e l'ufficiale, e di togliere dai reggimenti l'e'lemento migliore dei carnll i. .Basta avere presenti le difficili condizioni nelle quali si compiono annualmente le inceue puledri, condizion ì dipendenti dalla meno d ,c t1oricla si tnazioue in c:u i Lrovasi tuttora l'ri llevamento equino iu Italia, pér pers1rnder:;i di leggieri che i reggimenti nou sono in grado di dare un cosi grande numel'o di cavalli senza scapilnrne nella loro propria forza , nè dì dare lutti ottimi ca.Yalli senza restar pri vi del miglìo1·e elemento. Ricorderemo soltanto, senza a.ppl'ofoudire la quesLione, che al presente dal generale all'ultimo so ttotenente delle armi a cavallo, gli uffi cial i superiori di fanteria, del comm issarialo, del corpo sanitario, ccc., banno il di ri tto cli avere un cavallo dai reggimenti dì ,cavalleria, i qual.i poi so!LanLo con grande stento sono mantenuti al completo dell 'eJTettivo-cavalli prescritto dalle tabelle organiche di formazione. ~oi non insisteremo :;u questo argomento; ma anche <la i pochissimo ell e ne <J.bb iamo cl eLto, ci pnre ernergn nel modo più evidente che ci troviamo di fronte ad crn o sta.Lo cli cose cl1e è mestieri di modificare, am,i cli cambia l'e adottando radica li misure. È nostra intenzione pertanto di fo rmulare alcune proposte, le quali servìrehbero, secondo iI nostro parere, ad agevolare la rimontacavalli degli ufficiali, avvantaggiando nello stesso tempo le condizioni dei corpi a ca ,1 allo ; epperò ci sia permesso cli volgere prima un rapido sguardo a.Ile prescrizioni , relati ve a questo importante argomento, in vigore negli altri eserciti europei.
PER GLI UFFICI ALI
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H.
Comi nciamo dalla Francia. l o qLtesto ricchissimo paese l'ufli ciale inferiore del.le trup~e a cavallo non ha il minimo pensiero nè per l'acquisto elci cavall i, nè per tulle le altre spese inerenti al 111anteni11~ e~Lo clei 1~e~e:,;ìmi, quali ferratura, paglia, scude1!ia, ecc. Gli uHìcrnli supen or1 per contro debbono fornirsi cli cavalli a spese propri e; ma mentre hanno la facoltà dì acquista.rii in com mercio. li po:s~ono anche scegliere n~i rispelli vi rerrr,imenLi pa.rrandonc il relativo prezzo in due .rrtle eguali , l')c) o . l la prima all'atto dell a consegna dell'animale: la seconda sei 111es1e opo . Gl i ufnciali subalterni r icefono gratuitamente un cava.Il o dal proprio reggimento, e si_a. in pace che in ~uerra '.1 0 11 . ."ono tenuti ad avere alt1·0 cavallo : o,·e que::;tc, si ammali , non sia p,u allo a pre·~ tare serrizio O muoia esso è immediatamente sostitui to da altro cavallo. Lcapitani al le stesse condizioni ricerono invece due cavalli. Gli uf'ficiali generali, :gli uffi ciali apparl.e1~en~i ai ~a ri s~at'. .rnagai ori di fanteria, cl el genio e della genclarmar1a, 1 funz1onar1 d 1nten~ denza, gli uf{ìciali cli sani tà ed in massima tulli gli ul'li~ìal i monta.li fuori truppa, sono rorniti cli cavnll i, sia gratni tan~en_i e ~,a .a pr.oprie. spese, dalle brigale dì cavalloria e da quell a cl'art,gl,em del r ,spet.tivo corpo d'armala. . Gli ufficiali fuori truppa che ,;i pron-eclono di carnlli a proprie spese hanno facoltà dì sceglierl i negli stabilin~enti cli .r!m?n!.a. della zona nella quale prestano servizio ocl in altri depos1l.1 d1 rimont,t, all e spose di trasporlo . Gli ufricial i invece P urchè si assorrrrettino o<> . fuori truppa, montali a titolo gratuito, debbono pren der1·I esc I11s1vament.e nei cor pi di truppa a cavallo della circoscrizione cl i cui fanno parte. Questi cavalli poi da destinar,-i ai di versi uffi ciali flto ri truppa sono scelti annualmente dai generali ispellor i, nella. proporzione determinata dal min istero della guerra, nelle briga le cli cavalleria cd artiglieria dei co rpi d'armala, e nei reggimenti di cavalleria delle divisioni e brigate inclipendcnLi. i
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PER GLI UFFICIALI LA RIMO NTA CA V AL L I
La distribuzione dei cavalli a tilolo gratuito è fatta alla condizione che i cavalli ·abbiano 5 anni, che siano stati ammessi alla scuola di s11uadrone o trovinsi in condizioni di potervi andare. Gli ufficiali dei corpi cli truppa a cavall o hanno facoltà di conoscere e giudicare la bontà dei cavalli che possono scegliere, per ltn periodo massimo di tre mesi. Gli ufficinli da montarsi par tecipano alla ripartizione generale dei cavalli l'indomani del!' ispezione geu ernle; quesla operazione ha luogo pei· grado ed anzianitÌI., e dopo che tutli hanno ricevuto un caval lo di loro convenienza, i capilan i aventi diritto ad un secondo cavallo gratn ito sono ammessi ad un'altra scelta (,!). Come si scorge di leggeri agli ufficia li francesi sono fatte da l governo condizioni assai vmHaggiose per la rimonta dei cavalli che sono tenuti ad avere. VLlolsi però osservare che il numero dei ca.,,alli che gli uf'ficiali devono avere si in paco che in guerra. semlmt troppo limitato; ciò che non ci pare ~cevro di i11convenienLi . Così a mo' d'e$ernp io, gli ufficia li cli cavalleria so no obbligati ad avere : Cavalli ___,.,,,,__._
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Piede cli pace
Colonnello Tenente colonnello . .\l aggiore. Cap iLano . Tenente e soLtotenente .
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Piede di guerra
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A nostro avviso due cavalli sono insufTicienti, specie in guerra, tanto peril' maggiore quanloper il capitano, e tanto più insuffi cente ci sembra un cavallo solo per il subalLerno. Egli è evidente che queste disposizion i furono prese, inspirandosi a sentimenti di e·con01nia, sia per non aggravare di troppo le spese del gc,verno pei cavalli che deve forn ire gratuitamente, sia per facil itare l'acquisto dei CiWtdli a coloro che devono provvedersene a proprie spese. Ma l'ufficiale subalterno che ha un cavallo solo, ed anche questo datogli dal governo, può egli acquistare la vera passione pel cavallo _e per (1) Vedi '.'I. IO, 16 no,·embro 1876, della Cronaca 111ilitare e,tera, supplemento alla
nivista militai·e italiana.
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la equitazione? D'a ltra pmte quante volte questo cavallo sarà. ammalato o per qualsiasi ragione indisponibile, dovrà. naturalmente montare un cavallo di truppa; ciò che ci pare contrari o ad uno dei primi principi i cavalleri:;tici che non si deoe niai smontare il soldato nè in pace nè in gtber1·a, se non nel caso di assoluta e comprovata urgenza e necessità. Comunque siasi, è fuori du bb io, che in Francia i vantaggi e le facilitazioni per la rimonta sono tali e tante da nrm potersene desi· derare cli maggiori. Passiamo alla Germania. Nell 'esercito tedesco ricevono il cavallo cli servizio(cosi dello Chargenpferd) tutti i so tlotenen!.i e 1" Lenenti della cavalleria e del!'al'tiglieria a cavall o, come pure i capitani di cavall eria· ed i cap itani dell'artiglieria a cavallo, i quali non hanno ancora lo stipendio del loro grndo . Fanno soltanto eccezione gli ufficiali dei gradi sopra indicati, rì la stbite cli un reggim ento se non prestano serv izio e non ricevono stipendio, e gli aiutanti personali dei principi reali o gli ufficiai i comandati presso questi ulli mi. Il prezzo normale di quesli cavalli di carica è cli marchi 660. All'uopo presso ogni reggimento di carnll eria e di artiglieria da campo h~vvi una apposiLa comm[ssione incaricata della scelLa e della distribuzione dei cavalli di cari ca. La scelta ha luogo, di massima, presso la cavalleria sopra tutte le rimonte del reggimento ricevule nell 'anno precedente; le decisioni però della commissione debbono essere approni te dal comandante del reggimento. Presso l'arti ..,alieria invece la scelta non si-effettua sopra i cavalli del reggimen to, ma bensì sopra i cava lli espressamenl e inviati come ca11alJ i da ufficial i. La distribuzione ha lnogo dopo il termine delle grandi manovre o, quando non v: siano , nel mese cli settembre; e Ja durala del cavallo dev'essere cli cinque an ni, termin:Hi i quali esso diviene proprietà del!' urnciale. Meri ta di e;;sere notata. la segu ente parli colarit/1, e cio0 che il cavallo cli carica costituisce, per così dire, una parte dello stipendio. Così se un uf(iciale n,,n volle ri cevere il cavallo cli carica dal reggimento, ma Io sostil11ì con altro cli sua proprietà, accettato come 1
LA flfMONTA CAVA L LI
PER GL I UFF ICI ALI
tale dalla commissione, egli riceve dopo i:> anni i 660 marchi, prezzo del cavallo di carica cn i aveva diritto . · Mim1te disposizioni, concernenti questi cavalli di carica, sono contenuLe·nel re.,olamenLo sul servizio delie rimonte. Esse tendono v a salvaguardare l'interesse del governo, pur cercando cli favor ire l'ufficiale: così ove nel primo anno sia .ritonoscinto l~he il cavallo distribuito non è adatto al servizio da ufficiale, può essere cambiato in seguite! al parere favorevo le della comm issione; così ove il cavallo di car ica muoia e la commissione affermi non potersene auribui re col1~a alcuna all'ufficiale, esso è subito sost.ituito. Oltre ai cavalli di carica sonv,i purtl cavall i chiamati di :;;occorso (A.11,shiilf'e-Pfenle), i quali sono giovani rimonte che, avendo qua lch e picco lo difetto, non si credette opportu.no di destinare al servizio decrli scruadroni ' eJ)Ossono essere ceduti gratuitamente agli uffi ciali · che hanno sofferto disgraz ie nel cavall i di loro proprietà. Que$te s·ono le so le disposizioni rinettenti i cavalli cla. uffi ciali che abbiamo riscontrato nel lle,qolam,ento per la 'rimont,a llell'esercito (11), dispo:sizioni assa i vantaggiose per gli ufficiai i suballern i. ma che non riguardano menomamente i cavalli che ogni ufficiale deve acquistore a proprie spese ('2). [gnori.amo se in proposito sianv i altre prescrizioni uf(iciali; ;;àppiamo per altro di certo chP, nell'esercito tedesco esistono casse spec.icil-i, drstinate appunto a fornire all'ufficiale che ne ha bisogno, e sotto date cond izioni . una certa somma per comprare cavalli , e sappiamo pure che vi s.ono alcune razze1we gli ufficiali possono montarsi a prezzi assai convenien ti. Per vero dire siamo forse un po' lontani dai vantaggi falli agli ufficial i francesi, tanto più che quelli tedesch i sono obbligati ad avere un numero maggiore di cavalli, corrispondente press'a poco a qnelloprescritto peri nostri uffrciali . e che in caso di mobilitazione debbono ancora aumentarlo di uno . È mestieri però tener calcolo degli elevati stipendi assegnali agli ufficia ii tedeschi, dai capitan i in sn, e della r icche;,;za del paese in cavall i: onde, tutto som-
malo, si può àffermare che anche l' ufficiale tedesco si trova, per qul).nto ha lrauo alla r imonta cavalli , in buone condizioni.
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{I ) Vedi neg!ement f;ber die nemontit-ung d~·1• .4rmee, conten uto r.el N. 26, anno lS76 del1' .4rmee Verordrumgs-B!att. (2) Anche l'ufficiale subalterno deve acquistare un cavallo a proprie spese, poichè, come presso noi, esso è ob hligato ad avere due cavalli . l" uno di carica , l'alt1·0 proprio.
Passando all 'Austria, anche qui troviamo che l'ufficiate, a qualsiasi arma appartenga, gode di innumerevoli facili tazioni per provvedersi clei cavalli che gli S(ino necessari . Anzitutto l'ufficiale subalterno ed il cap itano di 2• classe banno diritto al cavallo di carica, che scelgono, in qualsiasi momento alJorchè ne abb iano bisogno, nel proprio 1:eg-gimento. Circa poi ai cavalli da acquistars i a pagamento, l'ufficiale li sceglie pure sopra Llltli quelli dei reggimenti di cavalleria e di aniglieria, al limitalo prezzo stabil ilo per l'acquisto delle rimonte per l'esercito, cioè di 250 fiorini, pagabile in Hl , 24, 36 o 4-8 rate mensi li uguali, secondo il grado dell'ufficiale. Parimenti ove l'ufficiale desideri un animale più distinto e conseguentemente di prezzo più elevato, lo di<:hiara nell a sua domanda; e le comm issioni di r imonta veùgono incaricate dell'a cquisto cli un cavall o che conisponcla al desiderio manirestato. E qui è d,t osservare che, in Austria, giustamente apprezzandosi i vantaggi che ridondano all' ufficiale dal carn biare cavalli - che è l'unico mezzo per acquistare pratica nelt'equitnzione - l'ufficiale h,t la facoltà di vendere i cavalli di sua proprietà tutta.volta lo stimi conveniente, al solo patto di saldare immediatamente il debito che . per l'animale vend1llo pos·sa avere verso lo Stato. Inoltre le spese cli m·asporto dei c~walli destinati agli ufficiali sono sopportate dall' erario. S'aggiunga poi che presso il comando del corpo di stato maggiore, presso ogni singolo reggimento di cavalleria e di artiglieria e pei generali, havvi una m,assa-cavall-i-1.if!ìciali , che viene alimentata coll'importo dell'indennifa cavalli slabilita per gli ufficiali delle armi a c:wallo (se non eniamo 15 fwrini) che mensilmente viene versata alla stessa massa. Queste masse in generale sono assai fiorenti e anticipano all'ufficiale che n.e fa richiesta una somma, variabile secondo i grndi, per l'acquisto di cavalli, somma che viene restituita con ritenzioni mensi li di pochissimo r ilievo. Per terminare vogliamo render conto di una. istituzione affauo singolare, e meritevole di essere riferita. L'isti tuto cenfrale di equitazione funge da negoziante di cavalli da sella, non solo per gli uf-
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ficiali dell'esercito, ma per qualsiasi cittadino che a lui si rivolga. In origine il ministero della guerra gli imprestò i fondi necessari alla compra di 20 cavalli: oggidì, restituita la somma avuta in impresti to, l'islituto è padrone di circa 300 cavalli d'ogni razza e d'ogni altitudine, che vengono addestrati presso il medegimo, servono per l'istruzione degli ufficiali ivi comandati e sono a disposizione di eh i desidera farne l'acquisto . Riassummendo pertanto, ci pare che, dal poco che qui sopra ne abbiamo detto, appaia nel modo il più chiaro che l'ufficiale austriaco , abhia diritto o no al cavallò di carica, non può mai trovarsi imbarazzato, nè gli còsta gravi sacrifici la provvista della sua arma principale, il cavallo. È in Austria, a nostro avviso, che si sarebbe data la migliore e nello stesso tempo più sempl ice soluzione al quesito della rimonta degli ufficiali. Vediamo finalmente la Russia. ln via normale l'ufficiale russo avente l'obbligo di tenere cavalli, deve provvedersene a p roprie spese; tuttavia gli ufficiali di cavalleria e di artiglieria, ove abbiano perduto qualche cavallo per circostanze di cui.siano irresponsabili, hanno il diritto di comperare, una voli.a ogni 5 ano i, a11imali da sella appartenenti ai corpi. Per corrispondere~a que:;1.0 diritto ogni reggimento di cavalleria può cedere annualmente qua uro cavalli, ed uno ogni squadrone di deposito e ciascuna batteria. . GI i ufficiali cli ca,,alleria hanno la facoltà di scegliere i cavalli fra tutti quelli del corpo, ecr:ettuato quello del furiere di squadrone, e pagano una somma u·guale al prezzo di rimonta, ed in più le spese di trasporto, dal luogo di acquisto al deposito di rimonta, ed una somma fissa di .20 rubli (80 lire). Questa somma, detratta la fissa di 20 rubli , è rimess,1 dal corpo ai propri uffìciali di rimonta per lo acquisto di altrettanti cavalli quanti ne furono .ceduti; Ja. somma fissa per contro è versata alla massa rimonta degli ufficiali, della quale parleremo più sotto. Il ca.vallo così acquistafo diviene cli assoluta proprietà dell'ufficiale; ma se lo vende o lo camb ia, deve procurarsi, nello spazio di due mesi che seguono la vendita od il cambio, altro cavallo riconosciuto atto a prestare buon servizio.
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Gli ufficiali superiori e inferiori dell'artiglieri~ non banno il diritto di scegliere cavalli nelle batterie; invece è loro permesso di prendere a. prestito dalla massa-rimonta-ufficiali la.somma occorrente per l'acquisto di un crwa.Jlo. jlres:so tuui i reggimenti della cavalleria regolare e presso tutte le batterie di artiglieria esiste la rnassa-1·irno,nta-1.i(ficicili che ab- _ biamo già menLovata, istituita per facilitare agli ufficiali, sprovvisti di mezzi di fortuna, la compra dei cavalli loro neçessari. Queste masse furono formate con · un primo versamento di 1200 rubli (4-800 lire), fotto dallo St<1to a ciascun reggimento di cavalleria, e cli 300 rubli (11200 lire), fatto ~d ogni . squadrone di deposito ed a ciascuna batteria. Questo fondo si alimenta: 1° .Col versamento dei 20 rubli accennati più sopra, fatto da ogni. ufficiale che compera un cavallo ; 2° Col versamento dell'importo delle.razioni foraggio dovute agli u.fficiai'i presenti ·al corpo: e non aventi cavalli; 3° Col pagamento degli interessi al 4. per fo sulle somme prese a prestito dagli ufficiali ; prestiti che sono falli per tre anni al più, e rimborsabili sullo stipendio sia mensi lmente sia per trimestre. Codesta mass,i è considérata al completo allorchè raggiunge 1500 rubli per un reggimento e 450 rubli per uno squadrone di deposito o batteria. Quando poi il capitale ammonti ad una maggior somma, è permesso di cedere agli ufficiali senza beni di fortuna ca-· valli a titolo gratuito, purchè trattisi di ufficiali che servono in modo distinto od abbiano sofferte disgrazie di cavalli senza loro colpa. Invece di dare un cavallo si può anche regalar loro nna somma che non oltrepassi i 300 ,rubli . Queste agevolezze degli ufficiali russi non possono forse paragonarsi con quelle di cui godono gli ufficiali in Francia, in Germania ed in Austria; purtuttavia se si tien calcolo dell'immenso numero d1 cavalli che possiede la Russia, ciò che forzatamente deve renderne fa- • cile l'acq11isto , si può affermare che tali disposizioni rispondono allo scopo prefissosi in modo se non l,1rghissimo , però abbastanza sod· disfacente. 1
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ANNO XXV, VOL. IV.
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III. Veniamo a noi. e per non dilungarci cli troppo, tanto più che Lrattasi di cose troppo nole a quanti vi hanno interesse, riassµmiam~ brevemente le vigenti diposiiioni. · · L'ufficiale italiano ha l'ob~ligo di provvedersi deJ numero sta,.bj Jito di cavalli a proprie spese ; non esistono masse cli rimonta· n?n gli è faua alcupa facolLà di prendere ad imprestito quafsiasi piccola somma. Havvi in vero la cosideu.ta indev,1iità-c.r.walli, che si percepisce unitamente allo stipendio, e che nel primiti vo concetto della sua istituzione era appunto destinata a fornire aJl'ufficiale i mezzi per l'acquisto di quad11npedi. Non tesseremo qui ·1a stori,t . delle va1;ie fasi pe.r le quali passò codesta indennità; tuttavia considerando le cose allo ~tato auuale, non ci peritiamo di dire che essa · non può altrin1enti essere considerata che come una limitata inden1vitçì,-sc·uderia, onde ,far fronte alle ;;pese di ferra tura, di paglia, ecc., spese che non c;onre neppure compiuLrimente e che soltanto ifl Italia sono ii c.arico dell'uffi ciale. _Invero l'indennità cavall i risponde allo scopo pel quale fn istituita pel solo u(ficiale d'o,rdinat\za dell'arma di fanteria, al qµale sono assegnate lire 50 mensili d'indennità; ed eliettivamente res~ando egli in . tale carica 2 anni se s11balterno e 4 se capi;,mo, vieµe a percepll'~ una somma sufficiente a coprire la, spesa d'acquisto del ~avallo, e s~ capitano, a coprire anche tutte le altre s.pese inerenti al mantemmeuto dello stesso. ~~a è evide;nte che le cose sono ben differenti per gli ufficiali delle ar1ni a cavallo, i quali ricevono soltanto 25 o 2.0 ljre mensili secondochè appartengono alla caval ~er:ia od (ll1'a1;tiglieria, e sono obbligati di tenere due, tre e persino qua~tro cavalli. Nçm qi pare adtn1que di avere ;punto esagernto dic~n.(~o rhe l'i))de,pnità cavalli è una senwlice indennità per le spese .di scnder:ia; nè riteniamo ,di essere fuori del vero asserendo che di e~sa n~~l si deve tener calcolo nel prendere in esame la questio1,1~ della rnnonta. A.l posLLltto, l'unico e reale vantaggio fatto a.i nostri uffic.iali , si riassume nel cavallo prima detto di fa1Jo1·e ed ora di agevolezza, e qui ci si permettano alcune osservazioni. •
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Sino al ,1874 1'11.aìciale della armi a cavallo sceglieva il cavallo {li favore tra tutti i quadrupedi del proprio corpo, ec(;ettuati quelli <lei sottufficiali; il prezzo era poco su poco giù quello medi·o stab ilito per l'acquisto delle r imonte, et era paga.Lo con la ritenzione mensile di lire ,12. li cavallo non poteva, essere alienato se non dopo 5 anni e quando ne fosse elietl.uato l'intiero pagamento; ma se moriva cessava immediatamente qualsiasi ritenzione, restando in fa'.coltà dell'ufficiale di doma ndare al Li:o cavallo . Il cavallo di favore insomma lo si poteva considerare. come il cavallo di carica degli Austriaci e dei Tedeschi, ·colla sola differenza che invece di averlo .a. titolo gratuito, ,i pagava per il medesimo la tenue somma di lire ,J 2 ,al mese . Oggidì. per contro la concessione dei cavalli d'agevolezza è sottoxnessa a ben altre condizioni; lo stesso ufficiale di cavallecia -non può scegliere il ca:vailo nel proprio corpo; all'atto dell'estrazione non pnò rifiutare di prendere il cavall o, ed ove gli tocc~i in sorte un animale non adatto per lui, deve pur sempré tenerlo per ,15 oaiorni '· ii1fine se di viene inse1;vi bi le e quindi se lo vende a bas. sissimo -prezzo, o se muore, continua a pagarne l'irnporto, e non può far domanda di altro cavallo se non dopo aver estinto l'intero debito. S'aggiunga, che il prezzo sale persino a 11300 lire, alle quali devonsi aggiungere le spf-\se dell'ufficiale per trasferir:si al luogo della distribuzione e pel di · 1ui ritorno, e quelle pel trasporto del cavallo alla stanza di guarnigione dell'ufficiale. La ritenzione mel}sile infine è dell'imporlo totale dell'indennità cavalli. È foori dubbio che queste recenti disposizion i, le quali in luogg di aumentare hanno sensibilmente diminuito i va.ntaggi di cui godevasi precedentemente, queste disposizioni, ripetiamo, debbono essere state prese nell'intento di rimediare a taluni inconvenienti ve1·ificatisi e allo scopo di equiparare le condizioni di tutti gli ufficiali che)resentansi presso uno stesso corpo per ricevervi un cavallo di agevolezza. Ed invero non si può negare che molti furono in questi ultimi anni i malcontenti sollevatisi· pei cavalli ricevuti; ma in luogo di farn e addebito ai reggimenti di. cavalleria devesi trova.re la ragione di ciò nel. semplice fati.o che i nostri reggimenti a cavallo non sono assollttamente in grado cli fornire un numero rilevan.te di cavall i adatti per ufficia.li, quale annualmente viene loro richiesto. ·
LA RIMONTA CAVALLI
Il fatto è che i lamentati inconvenienti non sono scomparsi ~ non potranno scompa.rire, perchè in gran parte indipendenLi dalle cause supposte, e che di anno in anno si rende sempre più difficile la rimonta degli ufficiali delle trup,ie a cavallo. Questo, in complesso, è il risu lLato della vigente Istruzione sui cavall i di agevo lezza, istruzione che venne induhbiamente compi. lata per proteggere nel miglior modo possibile l'inLeresse dei singoli individui, ma che so_rtì un effetto opposto perchè rniravasi con e.c;sa n. porre argine ad inconvenienti cli genere dispa.rnLo, diguisa· chè avvenne che rimecliando ad un inconveniente se ne fecero nascere altri e forse più gravi. Ammesso pertanto, come del resto è unanimemente ammesso , che è non solo necessario ma urge1ìte di adottare nuove di;;posiz ioni, affìnchè gli ufficiali non sieno più sottoposti ai più duri sacrifici (sacrifici che talvolta ne compromeuono pers ino la carl'iera) per fornirsi di cavalli , p~ssiamo ora alla parte più ardua del còmp ito che ci siamo assunti, a quella cioè delle proposte.
rv. Anzitutto ·domandiamo: non potremmo noi pure adottare le slesse disposizioni , gli stessi espedienti che furono ado ttai.i presso o-Ji altri eserciti ? Il miglior sistema, fuori dubbio, sarebbe quell o a/'dareil cavallo di carica o di servizio; ma è pure evidente che si verrebbe ad adossare ali? ~~ato un'i~geute spesa. Questa disposizione adunque, che è, per cosi drre, la p1etn1. angolare su cui si basa la rimonta degli ufficiali negli allri eserciti, la si deve forzatamente riaettare 1 • V ' a meno rn questo mo~nento , aspettando che gìom i migliori arridano alle nostre finanze, e ci permettano tale spesa ril evante. D'_alt'.·onde confessia'.no aperlamente che non siamo neppure propensi dr molto all'adozrone del cavallo cli carica , perchè l'avere ca~ valli propri rileva lo sp irito e il morale dell'ufficial ità delle armi a cavallo, e le forn isce il solo meuo, col cambiare di cavalli, d'impratichi1;si nell'equitazione, e nella conoscenza del cavallo. Ciò che
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riteniamo essenziale è che l'uHi ciale abb ia grandi facilitazioni per acquistare i cavalli di cui abbisogna, e che per quante disgrazie gli sopmvvengano, non :;;ia costretto, come avviene oggidì, o di rinuncia.re alla carriera miIitare, o di rimettervi grosse somme del proprio. Ma non ammettiamo che divenga lo stesso il servire nella fanteria o nelle armi a cava llo, e <~he l' un ica difi'erenza .cons ista in ciò, che l'uftìciale di fanteria ma.rei a P.iedi, e cruello di cavall eria e di arLiglieria sia montato sopra. un cavallo eh~ trova pronto tuttevolte monta a cavallo il suo scrnadrone o la sua batteria; e questo avverrebbe indub biamen~e allorchè si avesse il cavallo di carica. I concetti fondaÌJ1ental i a.dunque che, a nostro ~vviso dovrebbero servire di base alle prescrizioni e disposizioni per la rimonta-cav11lli degli ufficiali, dovrebbero essere i seguenti: a) Non si devono depauperare i reggimenti di cavalleriD del materiale cava lli migliore, eccetLochè a van taggio degli ufficia li del corpo, ed anche questo in ristrettissima misura ; b) È meslieri che l'ufficiale delle armi a cavallo abbia un cavallo d'.t consideran:i come cavallo di, servizi o, ed altro (od altri) di maggior sangue e di forme più distinte; e) Ammesso che -per il momenLo lo Stato nnn possa fornire alcun cavallo a ti tolo gratuito, è però suo dovere di offrire all'u ffi ciale le maggiori facilitazioni ·possibili affincbè abbia agio di rin10n . tarsi ; d) In queste facilitazioni devesi anzi tutto àvere in consicierazione l'interesse dell'uf'ficiale, e non quello del!,) Stato. Basandosi pertanto su quest: c;-iteri, noi vorremmo che per gli u'.ficial i di cavalleria e di arti glieria si rich iamassero in vigore le disposizioni, abo lite nel ,1874· , circa il ca'l)(tllo di /r.wo1·e; e cioè che i del.ti uflìc inli ~.vessero diritto a. sciegliere nel proprio corpo un cavallo di seel'izio all e seguenti condizioni: . ,Jo Che il prezzo fosse quello pagato dal governo · pel suo acqmsto e da pagarsi dall' ufficiale mediante ritenzione mensil e di · lire 19. · .... ' 2° Che ove per malattia od al tre cause. non fosse · più atto al servizio dell'ufficiale, lo si potesse retrocedere al corpo, cessando contemporaneamente qualsia.si ritenzione per il medesimo. Tale Slato del cavall o dovrebbe naturalmente essere accertato da. speciale commissione da nominarsi nel corpo stesso ;
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PER GLI UFFICIALI
LA RIMON TA CAVA LLI 0
~~he in.caso di morte dell'anima.le, avvenuta senza colpa del! ufficiale, nmanesse esliuto il debilo contratto, e J'uf(iciale potesse subilo sciegliersi altro cavallo; Che l'ufficiale avesse il diritto di chiedere un ca.vallo dr f~ vore in qua!s_iasi_?1omenLo dell'anno., allorchè ne avesse bisogno, sia per la morte d1 uno de' suoi cavalli , sia. quando uno di essi fosse divenuto inservibile; . · .0° Cl~e il ~avallo infine servisge cinque armi , durante i quali non fosse latta faco ltà all'ufficia.le nè di camb iarlo nè di alien arlo e soltanto do~10 tale lasso di tempo diven isse sua in~iera proprietà.' Invero ci sem~ra inutile di mettere in rilievo ì vantaggi di questa proposta, 1mperocchè essi sono lroppo e,,idenli . Lo_s~opo cui si mira di liberare l'ufficial e completamente da qualsiasi preoccupazione pel cavallo da lui montato a.llorchè trovasi in servizio, sare~1be raggiunlo , po iché il cavallo di favore rappresenterebb_e ~roprianfente un caYallo di carica che si acquisterebbe a lenu1ss111!0 prezzo, e si potrebbe sempre sostiluire con altro, quando qualsiasi disgraz ia incogliesse a coleslo an inrnle . . Per no i non v' ha dubbio che il quesilo del cavallo di servizio sare?be ~çsì inti_erc~1:ne1~t~ r i_sollo; rimane ora .1 risolYere quello degl'. altri caval li p_iu d1slrnt1'. che deve possedere l'ufficiale, e pei qnalr,_ a '.10stro avviso, non si p'uò nè si deve fare assegnamento sui ca.val('. di t.ruppa. N~n.si _può, perchè i reggiment.i non possedono cavalli -vernmenle d1stmL1 quali si richiedereLbern; non si dwoe perchè togliendo ai corp.i i migliori cavalli si ra loro Lln danno in~ calcolabile, ciò che è conlrari o all'inleresse stesso dell'esercito. · . . Propo_n11~mo quindi che ogni anno ed in ogni singolo corpo, tanlo dt_ art1gl1 er1a qwu1~0 _cl, ca valleria, gli ufficiali che ne fanno parle no1~in 1no ~nacomm1s<;1one la quale sarebbe incaricala della cofopera C~l co~est.1 ~avalli _colla somma che all'uopo sareb be anticipnta dal1er_a.n o. J:1ss_ato il prezzo medio degli animali, prezzo che potrebbe oscill_are IT_a 1 il/SOO e i 2000 rr-anchi , la commissione n:vi'ebbe la massima Jtbertà di azione per compiere il suo mandalo. Cli e essa comperi nell'interno del paese o all'estero, o che condri uda invece cont~·alti co_n n~gozia~t.i, nulla monta.; l'essenziale è ch'essa pres:ntJ cavali, coi voluti requisili e al prezzo prestab ili to. E di ciò, s1 può essere più che certi quando lrattisi di comm ission'i recrCYi nù ,
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mentali, tanto più che avrebbero a comperare _un limi tato numero di cavalli (non più di 5 o 6 all'anno) . Del resto non abbiamo inventato alcun che di nuovo; era questo il sislema. già. in uso nella cavalleri a pi emontese, che fu esperimentato anche durante alcuni anni dopo iH 859 e che di ede :'.empre ottimi risultati . In allora era generalmente if noto · negoziante di Torino, Pollone, che assumevasi l' incarico di fornire direttamente ai reggimenti il numero di Mvalli stabil.i Lo; era una connnissio~e recrcrimenlale che fissava i patti del contratLo, e la stessa comm1son . . . sione che riceveva i cavalli ; e gli ufficiali ebbero cosi quasi sempre belli .e b·uoni cavall i, gebern.lmente delle razze tedesche. Non sappiamo per quali ragioni siasi rinunciato a. tale sistema di rimonta; ma non vediamo .molivo per dubitare cl1'esso possa ora dare un risultato differente da quello che dava negli anni scor~i, diguisach~ esprimiamo la fiducia che con questo mezzo si riuscirebbe m pocb1 anni ad avere la maggior parte degli ufficiali assai bene montata . Tuttavia, se la memoria nop ci tradisce, usavllsi in allora di sottop·orre ali ufficiali }L forti ritenzioni m.ens.ili che vari avano secondo ·1 i (Yradi: ed ora invece sarebbe necessar io che nèl fissare 1 tasso d; lla ritenzi one si tenesse maggior calcolo della tenuità degli stipendi, tanto più che non dovrebbe, di massim a, essere esclus~ . da l concorrern alla concessione di un ca.vallo distin to anche chi avesse già alt.ro debito per nn cava llo di favore. Le ritenzioni men.,sili pertanto non dovrebbero oltr·epassare le 25 o 30 lire per l'ufficiale subalterno , le 30 o 40 per il capitano e le 50 o 60 per l'uff~ eia.le superiore. La concessione di codesti caya lli d.isli!lti dovrebbe poi esser-e vincolat,1 dalle stesse condizioni sopea enunciale pei éavall i cli favore, eccettochè le disgrazie che po lessero sopraggiungere all'animale sarebbero naturnlrnenle a carico dell'uflìcia.le. Ci rcsla ora a parlare di qualche particolac-e, indispensabile per chiarire il nostro concetto, rispetto a.Ila concessione sia clei cavall i di favo re si,1 di quelli distinti. È inammissibile, a nostro avviso, che tutti gli uffi ciali pMsano, qLrnnclo vogliano, fare domanda o di un cavallo di fa.vore o di un cavallo distinto {eccetto iI caso di disgrazieì, po.ichè in allora si ripeterebbe l' inèonveni enle di togliere ai corpi nn rileyante numero di cavalli; e ,,i avrebbe bisogno di a,rere sempre a disposizione nn grosso fondo per t'acquisto di cavalli distinti . l')
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LA RIMONTA CAVALLI
È quindi mestieri che per regolamento sia determinai.o il numero di ambedue le categorie di cavalli da distribuirsi ogni anno, numero che dev'essel'e fissato in modo che tuUi gl i uilìèia li del corpo abbiano a. godere di tale beneficio ogni 4 o 5 :inni. Così a mo' d'esempio, ammesso che in un reggimento di caval1eri1t siano 30 gli ufficiali aventi la facoltà di chiedere un cavallo di favore, se ne dovrebbero distribuire 6 ogni anno. Lo stesso di casi, e per le medesime ragioni, pei cavali i distinti . . Nessuna difficollà. può incontrare l'al!.uar.ione pi:atica delle nostre proposte dopo qualche anno della loro adozione; per contro non sarebbero forse lievi quelle clel primo anno, perchè infinite sare_hbero le domande per cavalli di ambedue le categorie sport.e dagli ufficiali. È evi dente che nei prim i auni bisognerebbe largheggiare nella concessione di questi cavalli; ma con opportune disposizioni tra;1sitot·ie (e fra queste notiamo quella di trasferi re nella categoria cava lli di favore quelli di ag,evolezza ora posseduti dagli ulTiciali\ non donebbe essere impossibile di otten ere in hrevc tempo ima situazione norma le. Altro particolare a regolar,-i sarebbe il seguen te: debbono aver diritto al cavallo di favore tutLi gli uflfo iali dal sottotenente ai colonnello? Abbiamo veduto che negli aitri eserciti il cavallo di carica è di massima concesso so ltanto agli ufficiali subalterni, al rnaxini1im, a quelli inf'er iori ; ma no i crediamo che qui sarebhç il caso di largheggia1:e e cli estendere tale facoltà. anche agli ufficiali superior.i , tanto più ch e non trattas i cli un cavallo dato dall o Stato gratuitamente, ma che è pagn to dnll.'ufficiale. Ci r imane ora a dire qualche parora intorno alla rimonta per gli ufficiali delle altre armi. Riguardo agli ufficiali cli stato maggiore, ammetLiamo assolutamente che il ministero della guerra debba seriamenle preoccuparsi della rimonta de' cavalli clt e loro abbisognano, imperocchè, al pari degli ufficiali di cavalleria, è necessario ch'essi siano montati sopra eccellenti animali. Gli ufficiali cli sta to maggiore dovrebbero quindi avere diritto al cavallo di favore , da scegliere nei reggimenti di cavalleria; pei cavalli disl.in li invece dovrebbero proHedere apposite commissioni nom inale dagli ufficiali stessi. T cavalli. cosi comperati potrebbero
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PER GLI UF FICI ALI
·:té:rarerrati per qualche tempo ad un reggimento cli cavalleria, ed essere <o~ . ivi potrebbero anche ricevere qual_ch.e pnnc1p10 clt ad~estrame~to._ Riguardo ai ca.vall i per gl i ullìcial1 delle a~~r~ ~rm1 ~ co'.pi, cl'. fanteria, de[ genio, di commissariato, ecc . (u[hcia l1 tutti pe1 qual'. il cavallo vuol essere consideralo semplicemente come un mezzo d'. trasporto), per la loro rimonta il miglior sistema sarebbe quello .~1 autorizzar]i a riscuotere dai propri reggimenti la somma necessari~ per l'acc1uisto cli un cavallo, somma che non oltr~~as~erebbe 1 7-800 franch i e che verrebbe restituita a rate mens1h d, ,15 o 20 ]ire; inoltre si potrebbe anche adotl.are che presso ogni _regg!~ento di ca,valleria Yi fossern ogni anno 4 o 5 cavalli a loro d1spos1zwn~, scelti .fra qu.elli non pi1ì adatti al servizio dell'arma, ma anco ra 111 grado di prestare buono servizio ad andature moderate . <')
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A queste nostre proposte si obb ietterà, e co.n ragio~e, che ci siam~ soltanto occupati delle armi a cavall o, ed rn partico lar modo d1 sollevare i regaimenti di cav;vlleria dai pesi attuali; ma, l'abbiamo detto sin da p11ncipio che questo era. il noslr~ pri~cipale intento, , . essendo piynamente convinti che cotesti regg11nent1 nelle l?ro aftuali condizioni, non possono soddisfare a tali e tante es1gen'.'e, senza soffrirne di troppo .. L'ufficiale delle armi a cavallo_ infine attrasse specialmente la nostra attenzione, perchè è obb ligato ad avere Lrn maggior numero cli cavalli,. i qu~ li per sop~assel(o ~ assolutamente indispensabile sia.no buoni, costituendo essi la cli lu~ arma principale. . . Del resto non ;ibbiamo la. pretesa che queste nostre proposte possano essere acceu.ate cprnli vennero da no.i ~1:esentate; a n_osLro avviso esse risolvono in modo abbastanza. sodcl,slacente e prati co la questione della r imonta per gli uffic iali di cavalleria e di stato m~g~ giore, che è la più urgente e la più necessaria, e saremn~o be~1 l1~t1 che di esse si tenesse qualche calcolo: Alla rii11onta clegh al tr1 u_f_ficiali abbi amo soltanto accennato; riyonosciarno per altro, senza difficoltà, che a.nch' essa. é questione meritevole di $ludi o e che è mestieri risolvere. Insistiamo però nel nostro concetto che cotesta ri monta debba farsi. per p1:incipio, all' infuori dei reggimenti cli cavalleria. Noi frattanto abbiamo sollevato la questione; ad altri più competenti di formulare migliori proposte .
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LA RIMO NTA CA VALl..l
59 Nel 1866 si segni ·in massima questo sistema e ad esso sarà mesi.ieri 1:iconere. In ogni modo ci sembm necess~ ri o che la questione sia studiata in tempo e a tu tti sia già nota preventivamente la solnzione che si intende darle, onde non si aspeu.i a prendcl'e una cleciilione nell'ultimo momento, imperocchè dessa non potrebbe forzatamente essern presa che a danno dei reggimenti di caval leria. Il sapere a priori che gli ulTi ciali non potranno pel caso di mobilitazione fare alcun assegnamento sopra cavalli di favore o di age\'olezza, gioverebbe di molto a sempliJìca l'e la questione. Questa dovrebb'essere la massima generale, sa.Ivo a farvi qual cli e ecce,.ionc in favo re ,di quel numero ristrelto di ufficiali che asso lu lamente non fossero in grado di montarsi a proprie spese. Ma, come abbiamo detto sopra, sarebbe necessari o Jo si sapesse prima, onde all'evenienza tutti possano pl'emuuirsi in tempo e non accampino poscia pretese non soddisfabili. Questo però Ya1Tcbbe per gli ufliciali che Lrovansi già in servizio altivo; ma non sarebbe in alcun modo applicabile agli nffrciali di cornplemcnl.o dell e armi a cavall o. 8e ben si considera, la posizione di questi ufficia li è la più difficile che si possa im maginal'e. In poche ore, per cosi dire, abbandonata la vii.a di pacifici cittadini, essi dovranno raggiun gere i propri reggimenti e pre;;entanisi in pieno asseuo di guerra, con cavalli, bardatura, ecc. ,:: giusto !li pretendere ciò? A noi pare iproprio di no , tanto più e!-sendo persuasi che, ad onta della m gliore buona rnlontà e dei più gra\ i sacrifi ci, la maggior parte di essi non rinscil'ebbo nell e 2&- ore a comperare neppure un cava llo, adatto al servizio di guerra., e ciò clie più monta; ada lLo per essi. A sciogl iere per'Lanto la questione crediamo necessarie radicali modificazioni alle rlisposizioni che ri guarcbno Ùl.tualment.e gli ufficiali di complemento provenienti da i volontari cli un anno, e st-abilire una compiuta distinzione fra questi ultimi e gli ufficiali cli complemento dimis~iona ri e prove11i enti dai soLt.ufnciali. Gli ufficiali dimissionari cd i provenienti dai solluffici11li rappresentano per noi un elemenLo prezioso, poichè la maggior p;1rte di essi conosco a. fondo la pratica del sel'vizio e sarà qnindi in grado di prestarl o eccell ente. I provenienti per contro dai rolonLari di PEl'l GLI UFFIC IALI
V.
Prima cli por termine a questo lavoro vogliamo puranco dire dueparole intoruo alla rimonta degli ufficiali pel caso cli-mohilitazione. Sappiamo che è argomento molto delicato e di soluzione assai dirficile; ma d'altra parte ci sembra un soggetto troppo grave perchè non lo si prenda già in consideraziono nel tempo di pace. Egli è S[!i quesiti più irti di diffìco ll/i che hisogna portare la propria attenzione; \'Ol'rebbesi forse aspeuare a faI'lo nel momento del bi·sogno e sotto la pressione dell'urgenza? Qui abbiamo tre clasf; i di uffi ciali che avranno bisogno dei cavalli: a) Ufficiali (cli stato maggiore, di artiglieria e del genio, del commissarialo, del corpo sanitario e veterinario) che non hanno in p~ce il numoro dei ca, alli pre:-critto e intenderanno rimontarsi chiedendo cavalli di truppa; b) Uill ciali d'ordinanza dell 'arma di fanteria. nominati a talecarica per la guerra; e) Ufliciali di complemento delle anni a .cavallo . Se si volesse forn ire a tutle queste tre classi di ufficiali il numero dei cavalli dei quali potranno abbisognare, in verità che non sa. prern.mo ove si dovrebbero p.rcndcre. Dai reggimenti di cavalleria , no; percli è supernndo sollanLo oravi dillìcoll.it, saranno i11 grado cli entrare in campagna coll 'effe~Livo ca.va lli prescri llo; e ritc11iamo fe r·mamentè che perciò non si vor'l'it toglier loro nemmP-no ttn cavallo. Dai cavalli di requisizione, neppure ; perchè non si potranno avere che dopo qua lche tempo , mentre sarà. necessario che questi uffici~li siano montati immediatamente. Dove adunque si potranno prendere'? Una sola. soluzione del quesito è possibile, sel.Jbene presenti pur essa parecchie e grav i difficoHil; ma sta di fatt o che l'unico mezzo è quell o che ciascun 11 /Tìciale deve pensnl'e a presentarsi col numcl'o di cavalli che gl i sono necessa ri.
(;1 PER GLI UFF ICIAI.I
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LA RIMONTA CA VAl, LI
un anno, salvo qualche eccezione, non potranno, anche arrecando una buonissima vo lontà, che essere di pochi~sima ·utililit. Come è supponibile che nno il quale non ha montalo a cavallo da parecchi ann i, che ali' atto del licem.iamènlo comi nciava appena allora a formarsi qualche concetto del serv.izio militare e ad iniziarsi alla pratica della equitaz ione, com'è supponibile. diciamo,faccia buona prova1 Astra iamo pure compiutamente che il servizio di carrrpàgna è loro qua,.;i affallo ignoto, astraiamo ancora che manca loro intieramente la pratica del servizio di squadrone, e ammelliamo che tutto ciò possano apprend el'lo in breve tempo; ma il loro primo nemico sarà il cav31lo che dovrebbe per contro esserne l'nl'ma principale. Epperciò noi crediamo esservi bisogno di modificare da cima a fondo questa isti ruzione. Ritenendo in dispensab il e che l'ufli ciale di comp lernenlo, provenien te dai ,•olonLari di un anno , conservi sempre l'abitudine di montare a cavallo, e che sia in grado, nel caso cli guerra, cli presentarsi al prop,·io corpo co l n11mero di cava lli presc l'itto, ci pare che l'uniéo mezzo che co nsenlit di rnggiungere questo intento, sia quello di non promuovere ad ufficiali se non co loro i qnali co mprovino cli avere mezzi sufficienli per rnonLarsi a proprie spese. Tutli gli allri volontari non poLl'ebbero conco rrere che alla nom ina cli sergenle. ALtualmenLe l'allievo di Modena che asp ira nlla promoz ior1e in cavalleria deve fare un deposito cli 4000 lire per· l'acquisto dei cavalli; nulla adunqueè più 1·azionale che::i adotlino press'a poco analoghe misure per i volon tari che desiderano la pro111ozione a so ttotenente nell'arma di cavalleria Con questo espediente non solo si otterrebbe la cerlezza di avere al momento del bisogno ufficiali conve-. nienLemenle monLali , ma si avrebbe pu r quella ch'essi ,:.appiano montare a cavall o, impcrocchè è chiaro che la maggior pa,·Le di coloro che si sotloporrebbero a queste condizioni ~arebhero individui che hanno ca ralli al le proprie case . . AdolLato questo principio. non havvi dubbio che ~i ovvierebbe in tieramente agli in convenienti che do vrann0 immancabilmente verili~arsì coll'all~rale :;l.a.to cli cose; ma sarebbe necessario d.argli un elletto relroall1~·0, e cwè passare nell'arma di f1nteria tutti i sottotenenti che non inLendessel'O o nou poll'"-sero s.it lostare a queste nuove condizioni.
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Per o<rli ufficial i di complemento, poi, provenienti dai. dimis~ionari .. . . e dai sottufficiali, che per quanto già abbiamo dello e'. p~1.ono meri~ tevoli di speciale ri guardo, il governo tlov.rebbe lacd1Lar lor o 1 mezzi di rimontarsi; co:;l dovrebbe accordare il diritto acl nn cav~llo di favore da scegliersi nel corpo, obbiigandol i $Oltanto all'acquisto d'un solo cavallo a proprie spe.~e. Tulle queste proposte non rappresentano cert~merr te il m~x~m.um a desiderare; ma ci siamo contenta.ti del poco, per metterci 1n no campo pratico che possa dare pronti ed efficaci risultali. Migliorando le condizioni finanzi arie del pae.;;e, si potrebbe naturalmente fare di più: concedere il cava.Ilo di servizio, creare masse di rimonta, ecc.; ma per il momento siamo convi nti che le nostre proposte arrecherebbero già all'ufficiale notevoli vantaggi.
M ARZIALE B IANCHI
o' Aoo,A
Capitano di cavallerià,.
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LA DIFESA DELLE COSTE
LA DIFESA DELLE COSTE I L L I TO.RA LE E LA M A RINA
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L'attacco insegna la difesa •. MONTHCUCCOU.
Prendo per.epigrafe uno degli aforismi di arte militare dettati dal gran Capitano modenese. - Nè saprei scegliere una formu la più semplice e più adatta per 1neglio esprimere il concetto fondamentale che mi servirà di norma nell'esaminare questa pal'te della difesa di uno Stato. · Essendo mia intenzione trattare la questione attenendomi a quei principi i genèrnli che hanno s.empre servito per determinai·e la difesa delle coste, non avrò bisogno di appc,ggiarmi a teorie nuove, non peranco accelt:ate come norma, per stabilire sulle medesime un nuovo sistema difensivo . · Nè panni siavi nemmeno bisogno di scostarsi dalle regole usate finora. Dacchè esistono navi che solcano i mari, vi furono sempre aLti ostili contro i paesi- che stanno sul mare, e viceversa vi furono sempre sistemi di difesa in analogia a questi attacchi. Le escursioni di pirateria sulle spiaggie si sono oggidì mutate in operazioni regolar·i di guerra; la difesa ha subito analoghe e naturali ·trasformazioni. Ma in ogni·epoéa, io ogni periodo della storia dei popoli marittimi si trovano esrunpi di offese contro le coste, e di difese
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.delle medesime. Ora qtiesti fatti. di ogni tempo, e appartenenti a ti1ue,le nazioni nrnritLime, deyq~o <;onservare myi importanza nello studio di questo quesito. Nessun dubbio che l'odierna difesa delle coste non possa più essi?re quale veniva concepita all'epoca grecp. 0 1:omana, o a quella meno remota delle scorrerie dei barbareschi. Ma .per tale fatto non credo si possano ripudiare gli ammaestramenti clel!'eiìperienza, gli insegnamenti che la storia ci tramanda, i principi i generali che ne furono la naturale e logica consegnen.za. I nuovi r~ezzi di attacco, gi.ova ripeterlo, devono suggerire nuovi mezzi di difesa; \e nuove esigenze di una operazione di guerra devono a,,ere modifi.cato i metodi per compierla e qui:iidi q_ue.lli per· ,oppo1:si .alla medesima: nm fa sostanza dei principii rimane la stessa; epperciò nel rnlermi di questi non lo faccio per amore del passat9, bensì per portare l'argomento sul terreno prntico e allontanarlo. così_. dal campo ideale. . Non ba~ta infatti la so~a volo11là di chi compie imo studio, per mutare i faLLi ~ le circostanzy geueralmenle ammesse riguardo alla questione che si studia; n,on bastR stabilire una nuova teoria perchè questa .debba obbligare il proble~na a presentarsi anch'esso sotto un aspetto 1rnovo. In argornei;tti pratici e concreti, i fatti e te circostanze rimangono qual i sono, non qual i si vorrebbe che fossero; epperciò la soluzione dal ques\to deve farsi in ultima analisi senza tenere co11to delle teorie nuove che si fossero ero.esse, e presentarla come la hanno ,pt:esentata, dal più al i;neno, tutti coloro che studiarono lo stesso problema senza volere rovesciare i criteri del passato. Imprendendo a trattare l'argo,mento ~ella difesa delle coste, .io ,perciò c.on;idero la question e dell'attacco contro le medesime, delle operazioni di guerra che vi si possono compiere: quindi la necessità di mettere la. nostra front iera marittima in condizione per sostenere questi attacchi. Esamino così il problema nella forma sua la più concreta, quale esso è, quale presumibilmente può presentarsi. Tale metodo potrà permettermi di usare un I inguaggio sempl ic.e sperando per tal modo cli riuscire più chiaro. . Egli è ben yero eh~ seri vendo sopra un periodico dedicato più particolarmente alle questioni militari, potrei di certo adopel'are anche il linguaggio tecnico e speciale. !\'la/argomento parmi debba essere svolto per guisa da venire comprescrpur anco da chi non ba
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D ELLE c os:r E
LA DlFESA
grande famigliarilà con le definizioni dell'arte militare; epperciò la forma semplice, e direi quasi popolare dello scritto, può con minore difficollà richiamare l'attenzione pubblica sopra un tema importante non abbastanza generalizzato nel nostro paese. Uno Stato che possiede una fronli era marittima deve provvedere a_lla difesa della medesima? - Per riuscire a questo intento , quàle s1ste1:na de"'.e seguirsi? - Qu esti due concetti si trovano applicati nel nos.tro paese? Questi, a: parer mio, sono i punti cardinali che mi dispensano dal trattare talune queslioni che non hanno relazione direua con l'argomento e che, per discuterle, dovrei complicare inutil mente il problema, divagando dal soggetto principale e allontanandomi così dallo scopo che mi sono prefisso. . .A seco_nd~ ~elle Lre domande che ho testé enunciate, il presente mio stud10 nmane di sua natura diviso in tre par-ti: Nella P.rima Parte esaminerò la necessità di difendere il litorale indipendentemente dall'azione escl usiva della marina. N·elJa Seconda .Parte esporrò i mezzi che possono premunire le cosle_dalle offese nemiche e i principi i generali che, in base a queste offese, vengono adottati per difendere le frontiere marittime deo-li Stati. "' _Ne!l~_Terza Parte, _infine , farò conoscere l'applicazione di questi prmc1p11 fonclamental1 presso le principali nazioni marittime, indicando ciò che in proposito si é fatto da noi, e quanto ancora ci rimane da fare. En tro subito in argomento proponendomi il seguente quesito: Sotto qu,afo pwnt_o di 'Vista fa d'uopo esaminm·e la difesa dellecoste onde ridurre il problema alla su,q, più sernplice e più concreta espressione ? ·
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PARTE PRIJ\1A
I. < . . • gli errori che si commettono in fatto • di sistemi di difesa non si correggono per , parecchie generazioni . . .. . . " · R1 cc1 .
I•I
Gli Stati che hanno fronti e1;e terrestri e fron tiere marittime, determinando il loro sistema generale di difesa, devono non soltanto considerare separatamente questa duplice condizione geografica nella quale si trova.no, ma benanco prendere in esame le eventualittt di offese eseguite sulle due differenti frontiere, e così opporvi adatti mezzi cli difesa. Questo scopo si raggiunge abbracciando in un solo concetto generale tanto la difesa te1·restre, quanto quella rnari,t-tima, Nella guisa stessa che la difesa di terra comprende le piazze forti. interne, i forti di sbarramento, il concorso dell'esercito attivo; cosìla difesa rna.rittima di uno Stato abbraccia non soltanto l'azione attiva delle flotte, ma benanco le difese del litorale. Avviene però non di rado che parlando di difesa marittima di uno Stato, il pensiero ricorra esciusiva,mente alla marina, come del pari discorrendo di difesa delle coste, si confonda questa con le operazioni navali delle flotte. Marina e difesa delle coste sono invece due cose ben· distinte che vogliono rimanere separate tra loro nel risolvere il sistema di difesa generale da adottarsi per uno Stato . Nè il concorso che in dàte occasioni le flotte possono dare alla difesa litoranea permette di confondere tra loro questi due fattori della difesa marittima. Diversamente i criteri sui quali si fonda il sistema di difesa non essendo né completi né esatti , il sistema stesso riesce erroneo. Questi ANNO XXV . VOL. IV.
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LA DIF ESA
errori non si mutano così facilmente e prontamente; perciò i danni che ne derivano hçinno una grande importanza. che pesa per lunga serie di anni sopra i destini e le sorti di una nazione. E errore il confondere la difesa delle coste con la difesa·rnarittima; quella è una parte soltanto di questa; mentre nella difesa mariuima di un paese, oltre vari altri elementi che qui non è il luor,o di esaminare, entrano come dati essenziali di calcolo tanto le flou:, quanto le opere perJnanenti o evemuali che servono a:protezione del litoral e. Si è appunto da queste opere e da questi altri mezzi eventuali destinati nd accrescere l'ell'ìcacia delle opere stesse, che rimane costituita la vera difesa delle coste. Considernl:o a.dunque il quesito sotto questo punto di vista, è evidente clrnstudiando un sistema generale per difendere uno Stai.o ch e abbia frontiere marittime, la difesa del le coste dovrà avere in tale studio una parte importante e non secondaria. Questa parte del problema può rimanere trascurata nel solo caso in cui per difendere le coste si creda poter fare a~segnamento, quasi esclusivo, sopra altri mezzi che non sieno quelli i quali Jocahnente e direttamente le di.fendono . Un mio egregio amico, Giovanni .!\foro, già ufficiale della nostra marina, due anni or sono scrivendo sulla difesa militare marittima della nostra penisola poneva, a questo proposito, nettamente i dati del ~uesito, poichè stabiliva come principio fondamentale che gli Stati provvedono alla loro difesa marittima con le navi da (ruerra che cos~ituis_cono per così dire la prima linea di difesa, e eor~ quel!~ opere d1 fort1ficaz10ne o con quegli altri ostacoli naturali o arti licia li sulle coste, che formano per tal modo la seconda linea della difesa marittima. . Si é appunto di questa seconda parte della difesa mariuima deoJi Stati; che qui in.tendo trattare, non già di. tutta la difesa mal"itti~a che per essere discussa esige che si entri in questioni e in arO'omenti di genere diverso da, quelli che riguardano il quesito speciale e defin ito della difesa delle coste. Certo che anche nel considerare Ja parte cbe spetta propriameùle alla difesa del litorale, è necessario parlare del concorso delle flotte; ma ciò di1Ierisce di molto ·da quanto avviene se si confonde questa parte del problema con il problema intero e complesso . Questa confusione obbligherebbe a:d
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, entrare in argomenti troppo tecnici sugli ordinamenti na:al_i, sull_e questioni cli tattica navale o d_i s~rat~gia marittima'. sul 1~uglio1:e sistema di costituzione de) nav1gl10 cl, guerra, e p_edìno s1 dov1e~be discutere il tipo migli t)re da adottarsi per le navi: P.er qu~,nto importanti ed essenziali sieno tutti questi arg?ment1 nel_la difesa _marittima di uno Stato, r iesce facil e l'accorgersi come essi non abbi_a_no veramente una diretta relazione con l'oggetto principale che qui mtendo trattare, quello cioè della difesa delle coste. .. . Inoltre, comprendendo nell'argomento spec_ia_le della d1(esa litoranea, anche quello ge,,ne1'ale della difesa mar1LL1:na, potrei ~orrere incontro ad uno dei seguenti inconvenienti : o d1 esager:ire 11 còmpito riservato alle flotte nella difesa ~elio S~ato, op~ure_au,ribu:'ndo la debita importanza alle difese locali del litorale, Jorn1re motivo _a sospeLtn re che voglia togliere la giusta importan~a a_lle forze navali . Questi inconvenienti si evitnno allorchè le qu~st10111 ~·engono separate . J)erò con la distinzione tra.i due element.t, non rntendo che le coste provvedano esclusivamente con le proprie forti1:ica1.ioni o con altri mezzi ausiliari alla loro' difesa, senza che si debba fare calcol_o al cuno sul concorso della flolla; come del pari non è nel mio pensiero che Ja flotta debba sr)ltanto attendere ad operazitlllÌ navali in alto mare rimanendo tranquilla in un porto, mentre le navi ne. miche att;ccanO' una città -a poc.he ore di distanza dal sito ove trovasi ancorata. I mezzi locali di difesa litoranea e quell i che cos_tituisc.ono la flotta, trovano anzi non poche occasioni per una comune azione. -· La necessità di clistinauere la difesa marittima dalla difesa delle coste si manifesta inolt1~e quale conseguenza cli altre cons)derazioni. o,;cricli per effetto delle nuove costruzioni navali, i combattiee , · d menti di squad,,a, le battaglie nava li si pres~ntano_, a m10 ere ere, sotto un a~petto cli verso assai da quello che si pol~v~ pr~vede,.'e con navi le quali dal · più al meno rappresentavano l1p1 e s1slern1 ~na- . loghi, Quale sartL il còmpito riservalo in una guerra ~Ile navi armatf.J di poche ma potenti artiglierie, provvec~ute d1_ u~. r~stro, munite cli forti corazze? Conviene forse en trare 111 cons1m1l 1discussioni trattando della difesa delle coste? U~o studio sul I& difesa delle coste che confonda questa con ta difesa marittina, scamb ia senz'altro i dati veri del problema. Uno
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sludio sulla difesa delle coste che tragga le sue conseguenze da teorie nuove, da assiomi non ancora comprovati con la esperienza pratica, potrebbe condurre a criteri erronei e quindi ad applicazioni sbagliate, epperciò dannose. Aon si cambia da un giorno all'altro il sistema (,li fensivo di un paese. <( Gli errori che si commettono in fatto di sistem i di difesa « non si correggono per parecch ie generazioni » scrivev,. il nostro generale Ri cci, e questo concetto così saggio non verri1 da me dimentica to nel trattare una questione cli difesa nazionale per non . permettere mai che si facciano strada concetti ancora problematici in argomenti di così vitale importanza, e dalla cui soluzione può i·imanere compromessa una operazione di guerra o danneggiata una parte elci terriLorio nazionale. Posando aclunque la questione della difesa delle coste nel campo li mitato dell e opere di fortiricazioni da erigersi sul litorale e dell'impiego cli quei mezzi speciali che l'arte odierna suggerisce per accrescere l'efficacia delle opere di difesa, io credo di mettere il problema nelle sue vere basi. Le conseguenze perciò che potranno dednr$i da quei principii che determinarono sempre la soluzione di questo quesito, l:enendo conto bene inteso delle trasformazioni avvenute 110i sistemi di offesa e di difesa, non possono essere erronee, poichè fondate sopra principii accettal i cla tutti. La formula più semplice che comprende questi principii si è che per la di fesa marittima è necessario avere non solo una marina, ma aYere benanco le proprie coste protette, indipendentemente dall'azione delle Oott e, con quei sistemi consigliati dalle condizioni geografiche e topografi che del paese e dalle eventuali tà del le offese. Nè il principio di appoggiare la difesa marittima al concorso delle fl oLte su l mare e delle difese sul li torale, è una copia tradizi onale cli quanto veniva ammesso nllorchè le navi nrn.ncavnno cli macchine a vapore, allorche i loro (ianchi non erano difesi da!la corazza. T. progressi nell'arte delle costruz ioni navali non lrn,nno per nulla alteralo la base su lla quale si fonda la difesa marittima cli uno Stato; an:d a parer mio la hanno rafforzala, poichè nessun chtbbio che alle navi avrersarie, di qualunque specie sieno, occorra intanto contrapporre altre navi ; poi chè nessun dubbio che, con le navi a vapore e con le odierne corazzate riuscendo più facili
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quindi più temibili le oITese contro il litorale, divenga maggiore il biso"no di premunirlo con opportune difese. Cet'LO che queste opere difesa saranno stabil.ite con criteri diversi da :Jue.lli che s'. ammellevano all'epoca delle navi a vela; certo che 11 sistema d, costruzione çli queste opere diversificherll da quello che era ad~ttalo allorchè le na"i non erano ancorn munite cli corazza; certo infine che i'cl'ileri per determinare i punli da dil'endersi sopra una costa saran no in oggi regolali a seconda della trasforn~azio~e .a,:venulH nelle vari e operazioni mi litari cli guerra; ma il principio della difesa marittima, fon dato sulle flotte e sulle difese del li tora le. non rimane per ciò menomamcn te alterato. .. . . Qualora, sulla ba~e di questi concetti, venga stabil1t.o il sistema generale di difesa cli uno Stato, non si co'.Te il risc~io cli averlo de: terminato sopra criteri erronei, in seguito a falsi apprezzam ~nt~ sulla az ione delle varie forze mili tari del pae~e. Non può qu111cl1 manifestarsi la necessilil di mLttarlo, non già qua le conseguenza dei succe$sivi progressi nell'arte della guerra, ma per correggel'e errori comme:;si nel considerare gl i elementi che determinan o il problema, avendolo di~cusso sotto un punto di vista non esatto, non completo. Senonchè, riesce p1'opri~ necessario comp1'endere nel sistema generale di cli fesa <li ·t11no Stato anche quei mezzi che servono aprem1111iire le frontiere mcwittime?
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. .. le fortificazioni delle frontiere sì di terra che do m~re sono indi-
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Può forse :t primo aspetto semb rare superrtuo l'accinger:;i a ri·sponclere alla domanda con la quale terminai il paragrafo precedente, se cioè sifl proprio necess,trio premunire le cos.te dalle or~ fese nemiche con mezzi speciali di difesa . Senonchè riflellendo at vari modi con i quali si considera la questi one clella difesa dell e
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coste da taluni scrittori di cose milittu·i , non è foor di luogo la suddetta domanda, e qu indi di vent.:i opportuno esaminare brevemente la necessità di difendere il litorale dello Stato. considerando questo argomento per se stesso , isolatamente, senza riunil'!o con altre questioni le quali poss·ono alterare i termini del problema. Ed invero quando per trattare l'al'gomento della difesa litoranea si entr.:i, a discorrere della completa difesa marittima e quindi delle varie questioni che si ri feriscono alle forze navali del paese, è facile che il concetto della importanza cli una marina per i paesi mari ttimi prevalga sopra ogni altra considerazione, e che per maggiormente di.mostrare questa importanza. nonchè il bisogno di dare sviluppo all e forze navali , venga negata la necessità. di difendere jl litorale, assegnando così alle flotte il còmpito cli tutla la difesa marittima. E questo fallo .succede pitì fac ilmente in qnei paesi, ove le preoccup,1zioni finanziar ie assorbono gra n parte dell' aUenzione degli uomini politi ci, cpperciò predomina il timore che Lutto il denaro speso nel premunire il litorale dalle offese sia detratto da quello eh~ si dovrebbe assegna.re allo sviluppo della mal'ina. L'i nutilità delle clife:.e litoranee trova un'altra serie di fautor i in , quelli che considerano la di fesa generale di uno Stato peninsulare sollo il solo punto di vista della difesa terrestre. In queslo caso non si tiene alcun conto dell e offese che possono provenire dal la pane delle fronti ere mariLtime, o se pure non si nega la loro possibi lità, se ne diminuisce talmen te l'importanza per guisa che resterebbe giustifìca t.o il concetto di non occuparsi nè di difese litoranee, nè di sviluppo della marina. Consimile concetto viene sostenuto con un dil emma che se fosse esatto condurrebhe alla strana. conseguenza che non vi sarebbe al mondo se non un solo esercito e una sola floLLa. Infatti per dimostrare l' inutili tà delle difese sulle coste, . si osserva come disponendo cli una flotta superio re a quella del nemico, sarà sempre possi bile prendere per mare l'offensiva, portando il teatro delle operazioni navali lontano dalle proprie fron- · tiere mariLLime. In questa ipotesi non vi può essere alcun vantaggio nelle spese che si fossero fatte per difendere le proprie coste. Che se invece la noua. è inferiore a qllella dell'avversario, non rimane altro da fare alle navi se non assumere lln co nte"no . o d1 prudente inazione, e rinchiudersi in qualche porto che, indi-
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pendentemente dalla questione della difesa litoranea, si ~,..ovas:;e giii munito di qualche mezzo difensivo, eretto fo rse a difendere qualche stabilimento marittimo. Così. la flolLa concorrere~be ad accrescern queste difese e prenrnn ire maggiormente quegli arsenali e quei cantieri sui quali furono costrutt~ le navi che la. compongono . Se qltesto ragionamento potesse reggere, tanto varrebbe a non possedere nè (lotte, nè arsenali, se al primo sintomo cli guerra la marina, per il solo· fau.o di trovarsi inferiore in forza a quella dell'avvei·sario, dovesse avere lo scopo esclusivo di accrescere le difese ereLte a tutela dei propri stabiliment( La necessità. degli arsenali rimane suggerita dal bisogno di formarsi una marina per la difesa nazionale, non già per costrurre navi che abb iano poi lo scopo di difendere gli stessi arsenali. Tanto vale, lo ripeto, non possedere nè flotte, nè stabilimenti marittimi: e quindi con tale criterio non vi sarebbe al mondo se non una sola nazione che potrebbe ragionevolmente avere una marina. Applic.Lllclo per ana logia !o stesso concetto all'impiego d~lle forze cli terra , non sarebbe ptù possibile sostenere la necessi tit degli eserciti per il fa tto che un'alt1•a po lenza può averne uno supel'iore al proprio. M~ise questo modo cli ra<rionare sull'azione delle forze di terra non è ammesso da alcuno o trattando della difesa terrestre, perchè dovrà ammettersi riguardo alle forze navali nel discorrere della difesa marittima 1 Quando le forze di terra al pari cli quelle navali sono costituite in base agli" elementi che devono stabilirne la loro importanza, riesce sempre fattibi le impiegarle nella difesa. del proprio paese, anzichè rinchiudere le une in nna fo rtezza, le altre fa rle ancorare in un porto fortificato, conservand,) inoperose e in efficaci ambedue nel momento in cui la nazione ne ha maggiore bisogno. ~è questo modo di argomentazioni suli'impiego delle forze navali è il solo che si pone innanzi per dimostrare la inutilitit cli occL lparsi della difesa delle coste. Siccome il litorale presenta evidentemente llll gran numero di posizioni le,quali si prestano alle offese del nemi co, così l'inutilità cli premunire il litorale la si deduce dalla impossi.bil ità di difendere tutte queste posizi oni. Per quanto io·mi sappia nessnno che sostenga la necessità ài difendere le coste ha mai inteso, nell'appoggiare questa tesi, cli voler mettere in istato di difesa tutto il litorale nell'intiero sno sviluppo li-
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neare, di voler erigere un'opera di fort ificazione in o..,ni rada in - ogm seno, m ogn i apertura ove si possa temere un'offesa di volere infine difendere Lutti i porti contro ai quali si possa 'prevedere un attacco da parte delle flotte avversarie. Quand'anche i mezzi finanziarir permette;,sero di farlo, sarebbe grave errore mi litare e strategico moltiplicare Je piazze forti marittime, disseminare oltl'e misura le opere di fortifica;;:ione lungo il li torale. Questo metodo condurrebb~ a una dan~osa dispersione di forze, a una ingiustificata detrazione dalla difesa attiva terrestre di elementi necessari alla medesima. Nello stesso rnoclo che i forti di sbanamento vengono ereui soltanto nei passaggi i più importanti della frontiera terrestre: nella guisa stessa che non tutte le città interne $i riducono a foitezze, così neppure ch i sostiene la necessità di difendere le coste intende con ciò che si debbano fortificarne tuui i punti. Ad ogni modo non pal'lni sano concetto militare quello, che viene alla conseguenza così assoluta che non potendo difendere tutto, si faccia a meno dal difendere almeno qualche cosa. Tra questi due estremi, ambedue erro.nei po~chè. portati appunto al grado di esagerazioni 01~poste, havv1 una v,a di mezzo, giusta, ragionevole, consentanea ai bisogni na1.ionali, conforme ai progress i della scienza militare ìn analogia con la importanza del le operazioni mariLLime dell'ini~ mico, in relaz_ione con i danni che da queste possono presumibilmente provemre allo Stato. Si è appunto questa via di mezzo che permette di esaminare e discutere un sistema militare di clifesa dell e proprie frontiere marittime, come si discute quello relativo alla dif~sa delle frontiere terrestri, come si esamina il sistema del la difesa interna. Ma ~er opporsi a un ragionevole sistema di difesa delle proprie coste s1 osserva henanco come oggidì le opere di fortificaz ione non possano ·più resistere all 'attacco di unanavecorazzata munita di potenti artiglierie, e si accen na inoltre alla divel'genzn. di opinioni negli ingegneri militari circa il sistema migliore da adottarsi per la çostruzione dei fol'ti . È antica invel'o la questione sull a prevalenza tra l'attacco e la difesa dei forti a mare: però la discussione sopra la superiorità delle navi ,;ontro i forti di terra, o di questi sulle na.vi, non ha mai impedito alle nazioni le più accorte, la costruzione di opere di •
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fo)tificazione sulle coste: come parimenti non ha impedito più Yolte, anche senza una vera necessità, a qùa1che ammiraglio di mandare . navi e squadre ad attaccare i forti di mare. Però l'attacco di una nave contro deboli baLLerie di costa costrutte per resistere alleartigl ierie di altra epoca, è ben diverso da quello che si può dirigere contro una piazzaforte marittima o wntro forti che fanno tra loro un vero sistema di difesa. lt cosa ben diversa l'attacco iso lato di una nave o di una squadra contro le opere erette à. terra, da quello che avviene dalla azione combinata di una Gotta con le forze militari· terrestri. Nell'esame della prevalenza dell'attacco sulla difesa o vicevers.a, fa d'uopo r.ènere a ca lc:do t.ut.te queste circostanze, oltre a molte altre speciali che si riferiscono :dia precisione di tiro, al concentramento dei fuochi, alla robust.ezza reciproca delle pareti contro le quali si può colpire. Sono tutte question: importanti, ma. che non possono .svilupparsi in questo luogo senza fare una digressione troppo dannosa nllo scopo del lavoro stesso. Ne fec i cenno così di volo, tanfo per ossenare come cruesta antica questione sulla efficacia reciproca degli auacchi e dell a difesa dei forti di costa, che si è sernpre riprodotta e si riprodurrà sempre anche in avvenire, non abbia mai impedito la costruzione di opere di fortificazione a terra per difesa del litorale. E quando parlo di att.icco delle navi contro i fort i, non intendo certamente fare allusi1me ai bdmbardarnenti navali che rappresentano un altro genere di operazioni marittime contro le coste. Se la questione cli preva.lenza or ora accennala non è un motivo per astenersi dal fortifìcare alcuni punti del Ii torale, meno ancora può farvi ostacolo la divergenza di opinioni sul metodo di costruzioni da adottarsi per le opere stesse. Sono argomenti troppo tecnici perchè non offrano oggetto di ,discussioni scient.ifìche tra gli ingegneri militari, ma non motivo ragione,,ole perchè in mezzo a due diversi pareri si prenda ià peggiore risol11zione, quella cioè cli non adottarne alcuno . Tutte queste obbiezioni di natura diversa, e_ suggerite da cause differenti, conducono però allo stesso risultato, quello cioè di far vedere la inutilità di difendere le coste: epperc.iò a.Ila conclusione che l'unica risorsa per la difesa litoranea. consista negli ostacoli naturali proveni-enti da speciali condizioni idrografiche o da particolari configurazioni del litorale, sostenendo così che la difesa delle
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coste sia in oggi divenuta esclusivamente una questione di idrografia. Certo ehe i bassi fondi, i rompenti, le coste tagliate a picco, i canali molto internal i che si abbiano a percol'rere prima di gillngere alle posizioni che si vogliono auaccare, la ristrettezza delle loro imboccature e di quelle dei porti, sono i migliori elementi per· un sistema di difesa delle coste. Ma questi elementi non dispensano però dall 'adottare anche altri mezzi di diCesa, e· combinare qt1esti con quelli onde pro vvedere opportunamente alla difesa litoranea . Vediamo infatti che anche le nazioni marittime le più privi legiate dal la natura ;3o tto questo aspetto, come la Svezia, la Germania, non riposano sicure sulle sole loro condizion i idrografiche, e premuniscono le loro coste con altri mezzi, co.ordinando questi alla speciale idrografia del loro litoral e. Con più ragione adunque devono pensare alla difesa delle loro coste t1uegli Stati che dalla natura non furono favoriti nel senso idrografico, poiché la .mancanza di ostacoli naturali non parmi possa permettere di respingere quei rnezz-i che l'arte può suggerire per venire in aiuto della natura, in soccorso a chi è deboJe. 'l'utLi questi argomenti che vengono esposti per obbiettare la necessità di difendere le coste mi suggerirono a posare la domanda con la quale terminai il precedente paragrafo, se cioè riesca veramente necessario provvedere alla difesa del litorale. Gli Stati esclusivamente insulari o quelli che sono intieramente continentali studiano il loro sisLema difensivo sotto un solo punto di vista, mariHirno, cioè, i primi, terrestre i secondi . Ma i paesi pen insulari che hanno quindi una front.iern terrestre e una marittima, devono, per provvedere convenientemente alla loro difesa. generale, risolvere il problema difensivo sotto ambedue gli aspetti che ,•engono loro determinati dalla natura dei conlìn i suddetti . E questo esame deve rivolgersi non solo separatamente per le due frontiere di terra e di mare, ma benanco, come già osservai , deve contemplare le ipotesi della combinazione di offese sì dall'una che dall'altra parte. Infatti le front iere miste presen tano pericoli maggiori che non se i c,Jnfini fossero tutti continental i o tutti insulari, appunto perchè le operazioni del nemico possono essere combinate tra l'esercito e la lloua. Le coste rappresentano il confine marittimo di uno Stato bagnai.o dal mare: le coste adunque, al pari
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dei confini terrestri, sono le vie aperte alle invasioni. La difesa perciò della front iera marittima ·si rende necessaria come queJla delle frontiere continenta li . Ma questa difesa non può naturalmente regolarsi con gli stessi criteri, nè fonchtrsi sugli stessi principii, sui quali si fonda e si regola la difesa delle frontiere di terra. . La necessilà di difendere le coste, considerandole come una fron tiera, si manifesta .ancora più chiaramente se vuolsi r iflettere che il litorale rappresenllt un confine affatto aperto, e più dei confini teneslri scoperti si presta a. un genere di offese pronle, immediate, forseanco improvvise da parte dell'inimico, ciò che non può cerlamente avvenire dal lato cli tena . Prima dell'applicaòone del vapore alle navi, alcune batterie erette sni punti più irnportanli del li torale potevano bastare pe1~ una difesa delle coste: prima dell'introd1rzione delle cora~ze e delle odierne potenti artigl ierie, potevano bastare pochi cannoni a terra per premunirsi contro la maggio'1; parte delle offese di una flotLa nemica,. Qrrcridì il vapore, le navi corazzate e le (}grosse arti_,alierie, ò~ trasformarono il problema della difesa delle coste: oggidì i potenti mezzi di trasporto che posseggono le nnzioni marittime obbligano a considerare il quesito sotto un punlo di vista più ampio che Mn per il passato: oggidì le ferrovie, il telegrafo, i semafori, le torpedini, le navi a vapore di esplorazione e di avviso, sono elementi nuovi da tenersi a calcolo. Ma la trasformazione subìta clal problema per causa dell'introduzione cli tutli questi fattori cli offesa edi difesa, non può avere per conseguenza il fa.Lto di r ipudiare gl1 insegnamenti pratici che ci vengono dalle guerre antiche e moderne. Si tenga conto cli questa radicale trasformazione, ma si difendano le coste come si è ceroato sempre di difenderle, come si cerca di farlo anche oggidì da tutte le nazioni marittime indipendentemente dalle forze navali che costituiscono la marina dello Stato. Per giustificare questa ultima mia proposizione mi trovo obbligato a disCLltere la teoria che si r iassume nel seguente concetto: Per la difesa clelle coste i.on sono farse sii(ficienti le flotte? ~l
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Nelle considerazioni da me esposte in principio di questo sludio ho già osservato come da taluno si vegga mal vo lentieri discuter; sulla necessità di difendere le coste con altri mezzi che non sieno quel!i de.Il e navi . A !)r~cisare ~ veri iermini del problema, mi parve perciò opportuno, d1stmg1.1ere la difesa delle coste dalla difesa rnar itt.ima, avvertendo r,ome qnella rimanga in questa compenetrata , ma resli però distinta dall;i slessa, costituendo uno degli elemenli ·che la compongono Presentato in questo modo il problema, come appunto Io si deve presentare, risulta evidente che le sole navi non sono bastanti a difendere il litorale dalle o[ese e dalle operazioni nemiche. Irifaui è facile comprendere come una delle qualità essenziali delle flotte sia quella del la loro mobilità. Per quanto numerose si eno Je navi che le compongono, per quanto la velocità della quale possono essere fornite riesca a giusLifieare e a. permettere di tenerle disseminate lungo le coste, è impossibi le che des8e ad 01ùa della loro mobilità, possano trovarsi sempre, in forze bastanti, in ozni pnnt.o principale del litorale ch e venisse preso di mira dalle ofl'e~e. Qualunque sia il modo di condnrre in oggi la guena. sul mare eali 1 è certo ch e può fac ilmente presenlatsi l'eventualità. di ave;·e nerbo delle proprie forze navali impegnato in una azione difensiva o offensiva o.opra un punto qualunque del litorale. Il .nemi co intanto, approftttando di questa circoslanza, può tentare 1~ allro punto lontano da questo una qualehe ·importante offesa d1 guerra, e prodtnTe danni rileva.,ui ssimi con le odierne art.i?li~rie .. Il telegrafo s.egnal.erà questa operazion~; una nave pot~·à mviars, sul luogo mrna.cc,ato: ma essa non giungerà mai abba.-
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stanza in tempo per iinpedire l'offesa, e non le resterà se non constatare il danno sofferto, poichè è molto probab ile che la nave· nemica non la. si ritrovi più sul luogo ove èseguil.o l'attacco. Nell'addurre questo esempio, devo completarlo con due avverlenze, e ciò · a scanso di erronea interpretazione. Lungi da me il·coneetto, come già ctissi , di voler proteggere le coste con mezzi speciali in tulta la. loro ést.ensione. Nel caso che accennai ho parlato di punti p1·incipali del lilorale, e con èiò il mio pensiero rimane abbast.anza chia.-, rii.o. Se in passato le numerose l)atterie di costa sparse lungo le frontiere marittime il più sovente non raggiungevnno lo scopo che ne aveva determinata la costruzione, e si prestavano;piuttosto ad esercitare il nemico in piccole opernz ioni di attacco che non avevano poi alcuna inlluenzadecisiva sull'esito della auerra. oaaj il si,;_, ' è)?) st.ema suddetto non potrebbe più reggere a una critica anche superficiale. Non è quindi mai entrato nei miei intendimenti l'idea di sparpagliare i mezzi di difesa sul litorale. La seconda avvertenza mi pare necessaria per evitare l'acctisa di togliere ogni importanza all'azione delle navi, oppure perchè, generalizzando il caso esposi.o come esempio, si ahbia a dedurPe la. conseguenza che, nella ipotesi'.indicata, una o più navi che ac:corressero a difesa. del punto minacciato non abbiano mai a aiunoere . o abbastanza in tempo per impedire l'o[esa. Qualora si riAeua che. parlai di punti princi pali del litorale, si vedrà che nessuna di queste due obbiezioni mi si può fare. Se opportunamente siasi provveduto a proteggere questi punti principali del litorale con mezzi indipendenti da ll 'az ione di1·etta delle flotte, si . . avrà dato allora il tempo alle navi di accorrere sul Juo nao mmacciat.o e si avrà in sè i mezzi per opporsi immediatamente all'attacco del nemico, evitando i danni che sarebbero la conseRuenza di avere lasciato indifesa una importante posizione. In questa guisa devesi concepire la difesa ma:1·ittima del paese, poichè da un lato si avrà pensai.o a premunire la posizione litoranea con quei mezzi speciali che costituiscono appunto la difesa delle coste, e dall'altro si avrà permesso alla nuu·ir~a di contribuire, occorrendo, alla difesa della posizioi1e attaccata. Nè il concetto che il nucleo prineipale delle proprie forze navali si Lrovi o lontano dalle coste o in punti distanti dalla località minac~
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·ciata, è un concetto che apparti ene solo alle epoche passale all orché si trattava di squadre e di navi a vela. Questa ipotesi sussiste anche con le navi a vapore, e forse più con queste anzichè con quelle, attesa appunto la grande mobilità delle odierne navi, che.in certi casi possono spingersi, relativamente, più lon tano dal punto minacciato che non avvenisse con le navi a vela. Perché la mia ipot esi potesse vitloriosa:mente essere combattuta, farebbe d'uopo supporre che mentre l'uno dispone di navi a vapore, l'avversario avesse nna 11olta composta di navi a vela. Siccome ciò non ha luogo, così non bisoona dimenticare che la. stessa facilità di movi menti , la stessa solo lecitudine nelle operazioni sono proprietà comuni a chi difende e a chi attacca, e quindi ciò che in tale argomento succedeva nei tempi antichi, può avvenire bena.nco in oggi. Non tenendo conto di questi !'alti equivarrebbe a volermi creare d'intorno un'atmosfera fantasti ca, artificiale, non conforme alla severità degli studi militari, e ciò solo per lo scopo di far credere che -le navi possano bastare all a difesa del paese. · L'imponanza delle flolle per gli Stati rnariuimi, la necessità del .loro sviluppo a. seconda dei vari bisogni del paese, non si dimostra.no assegnando alle medesime una, parte nella difesa che non sono in caso di q.demp iere da sole. Nè coloro che attribuigcono alle marine la vera parte che devono compiere per difen dere il proprio paese sen'tono per ciò minore affetto a ques~a istituzione, minore interesse per il suo sviluppo, minore Gducia nella sua importanza. Chi infatti può mettere in dubbio l'importanza e la popolarità di -cui gode in Ingh il terra. la flotta? In Inghilterra la questione della mariria. è da tutli considerata come argomento di orgoglio nazionale. Lo sviluppo delle fo rze navali inglesi sia. in modo assoluto, sia relati'Vamente .a. quelle delle altre nazioni marittime del mondo è tale, che se la teoria che la marina potesse basta re da sè sola alla difesa delle coste fosse esa.tta , permetterebbe cli applicarla nel modo il piLL nmpio e pi ù sicuro alla difesa. cli quello Stato . Eppure la cosa è ben diversa. L'Ino·b n il terra ad onta clella sua marina . così potente, così ordin::ita, così agguerrita; ad oiita delle sue tradizioni maritLim e così gloriose, non rimane tranquilla all'ombra. della teoria che alla marina debba spettare tuUa la difesa. marittima, e si preoccupa invece di ,quella. parte che costituisce la difesa delle coste con mezzi indi-
pendenti dall'azione del le flotte. Quale sme.ntita migliore alla teoria che attribuisce alle navi il còmpito generale clèlJa di fesa mari ttima di uno Stato I E si dirà per ciò che in Inghiltena sia venuta meno la fiducia nelle sue flotte? Si dira forse che in quel privilegiato paese si trascura lo svil uppo delle forze navali o se ne diminuisce l'importanza? Nulla ~i tutto questo. PreS$0 un popolo pratico, come è l'inglese, all orchè una. istituz ione è giunta a di venire così popolare da costituirne il primo elemento della sua grandezza e del suo orgoglio, non vi ha più alcun dubbio che il concetto di assegnare a questa. istituz ione la vera parte che le spetta, possa essere indizio che la fede nell'efficacia delle navi comincia a vacillare. Accennai all'Inghilterra, poiché è il pnese eminentemente marittimo, dove l'importanza della marina è un cu lto; epperciò l'esempio di quell a nazione calza meglio di qualsiasi altro alla. mia tesi. Però anche noi abbiamo egregi scrittori di cose militari marittime i quali non ammettono la teoria di assegnare alla marina un ob bligo che non le spetta in modo cosi asso lut9 e generale; abbiamo anche in Italia. chi non è persuaso che la ma rina debba. da sola provvedere alla difesa delle coste, debba da. sè conLnistare qualunque offesa nnvale . Eppure nessuno di questi scrittori di cose marittime ha messo ma.i menomamente in dubbio l'importanza della mari na . <( Le flotte non possono bastare a garantire efiir.acemente la fron(( tiera marittima,, scriveva il comandante Lover::i dieci anni ot' sono nel suo lavoro sulla. difèsa del le coste che se1·viva cli corso dettato alla scuola superiore cli guerra in Torino. E questa sentenza mr parve opportuno mettere ad epigrafe di questo paragrafo, siccome quella che riassume esattamente il concet to che deve predominare trattando l'argomento della difesa delle coste, soddisfatto di trovarmi in questo concetto generale e fondamentale perfettamente cli accordo con l'egregio mio amico e antico compagno d'arm i. Per una strana combinazione di circostanze non ebbi conoscenza del dotlo lavoro del comandante Lo vera se non dopo che per debito di ufficio dovetti scrivere nel ,1873 una relazione parlamentare sulla difesa delle coste. Egli é ben vern che le relazioni alle assemblee politiche non possono né devono rassom igliare a uo corso cli lezioni dettate i~ un istituto superiore o agli articoli di periodici speciali : pur nondimeno il lavoro del Lovera., se conosciuto in tempo, avrebbe ser-
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vi to di maggiore apP.oggio ai concetti che erano sostenuti in quella relazione. La Commissione permanente di difesa generale deilo SLato nostroconsiderò la difesa mari.ttima del regno sotto il duplice aspetto, della necessità cioè di proteggere le coste con mezzi indipendenti d1Llleflotte, dell'importanza per il nostro paese di possedere una conveniente marina da guernt alla quale fosse affidata la missione di con-· correre alla difesa delle coste . La giunta parlamentare. incaricata di riferire sul progetto di legge presentato nel ·187 1 dal ministro della guerra per spese straordinar ie di lavori necessari alla difesa del regno, ebbe due occasioni pel' pronunciarsi sulla parte che spetta alle flotte nella difesa del paese. La prima si fu allorchè venne discussa la proposta relativa alle opere di fortificaz ione per il golfo della Spezia; l'altra occasione si presentò in modo più ampio nel discutere quella parte del progelLo generale che si riferiva alla difesa delle coste. Or bene, in ambedue queste circostanze ammettendo nel modo più esteso la grande importanza della marina per un paese come è il nostro, la giunta unanime riconobbe nelle anzidette occasioni come le sole forze navali non possano bastare per difendere il litorale e come le coste si debbano premunire c0n altri mezzi. Nella mia qualità. di relatore sia. per la difesa del golfo della. Spezia, sia per la part.e che rifleueva la difesa delle coste, procurai il meglio che mi riuscisse possibile di trasfondere nelle due relazioni questo concetto fondamentale che aveva guidato la giunta nel prendere le sue risoluzioni e nel formulare le varie sue proposte. Tre anni or sono, riel ·I877, il ministro della marina presentava alla ca.mera il progeLto di legge per l'organico del nostro naviglio di guerra. La giunta parlam entare elelta. ad esaminarlo, mi affidò l'incarico di riferirne alla. camera. Nella guisa stessa. che come relatore per la difesa delle coste sostenn i la necessità di una con veniente fo rza navale nell'interesse della reale e pratica difesa marittima, così parimenti come relatore cli un progetto inteso a sviluppare la nostra marina, accennai al fatto che le coste devono per se stesse essere difese. E come nel 1187'3 riferendo sulla. difesa dello Stato, ho emesso l'opinione che le flotte non basta.no per la difesa marittima, così riferendo sull'organico del naviglio mi parve necessario dimostra.re
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come. le sole difese locali delle coste non sieno_sufficienti a proteggere un paese dalle offese marittime. Dalle varie considerazioni che esposi fin qui deve risultare abbastanza preciso il mio concetto sulla difesa marittima di uno Stato; quello cioè che occorra.no mezzi locali di difesa sul litorale, e una proporzionata forza navale capace di impedire all'occorrenza le grandi operazioni nemiche sulle coste, come atta puranco a portare le offese al largo, in alto mare. Nè con ciò intendo far distinzione tra navi difensive e navi offensive, poichè parmi che una nave (e qtuJ:ndo dico nave, non alludo al naviglio speciale che può essere costrutto esclusivamente per appoggiare la. difesa locale di una data posizione), parmi dico che una nave comprenda in sè le due qualità, difensiva e offensiva nel tempo stesso, e la separazione di queste provenga soltanto dal genere é!i operazione navale che essa compie in un dato momento; ma, a mio giudicio, le due qualità sono compenetrate tra loro in qualunque nave che porti il nome di nave da battagl ia. Nè l'importrrnza che ho sempre 11iconosciu1.o per noi nel possedere una :floua proporzionata ai nostri bisogni po trà mai consigliai-mi d'alterare i termini veri del quesito esagerando l'uffic io riservato alla marina nella difesa nazionale, con lo scopo di suggerire così un maggiore sviluppo della medesima . IJ miglioramento delle istituzioni nei paesi liberi avviene allorché la necessità di fa1fo si trasfonde nelle convinzioni delle maggioranze; la verità delle discus:. sioni si fon da sull<t esattezza degli argomenti; e soltanto in questa guisa si può giungere a persuadere chi non è convinto o chi si trova ancora perplesso nelle sue decisioni . se·guenclo un diverso sistema, volendo dimostrare troppo, si termina col non persuaderè alcuno . Quando si fa, per esempio, un lavorq sulla difesa delle coste con il solo obbiettivo di vo ler dimostrare la necessità e l'urgenza di accrescere il ria.viglio di guerra, in allora. fa d'uopo scambiare o quanto meno alterare l'importanza degli elementi che costituiscono i da:ti del quesito. E in tale caso per meglio dimostrare il proprio assunto si viene alla conclusione che ho cercato di combattere, quella cioè che le floue debbano bastare a tutta la difesa delle coste; in tale caso si viene pure alla conclusione di far credere una teoria dei tempi andati quella, che in date evenienze considera l'ipotesi di un'offesa nemica contro il litorale in un momento nel quale la flotta ANNO XXV, VOI•. IV.
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possa trovarsi in alto mare o lontana dal punto minacciato. Si lascia così supporre che le navi abbiano sempre a tenersi in prossimità delle coste, o rinchiuse nei porti in attesa dell'annuncio che le faccia muovere per recarsi a proteggere uua qualche posizione del litorale. Questo non parmi sia l'ufficio delle marine di guerra nella difesa nazionale. Eppure a questo risultato si giunge, poichè il problema marittimo venendo esaminato sotto un punto di vista ristretto e esclusivo, concluce inevitabilmente a una conclusione del pari esclusiva e ristretta. Come conseguenza delle precedenti considerazioni , e per meglio comprovare la mia tes i, si presenta logica la domanda: quale è il còmpito della marùia ù i una g-itM'ra?
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" Bisogna guardarsi sopratutto dal creare rispetto alla forza militat·c delle ,•arie armi , una Msa opinione pubblìca, pcrocchè questa , non manca durante una campagna di creare .. assurde esigenze, amari disinganni e perfidi <
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giudizi
>. PAULO f'AIIBhl,
Nell 'imprendere a parlare della parte che spetta in una guerra alle flotte, non è mio inte~ndimento espone ciò che debbasi intendere per tattica o per strategia marittima, nè quale operazione navale di guerra rivesta il cara.ttere tattico e quale il carattere strategico. Per vero dire mi sembrerehbe affatto ozioso discutere questa dislinzion~ in un lavoro speciale sulla difesa delle coste. La strategia a mio credere deve trovarsi sempre nell'insieme del piano di guefra marittima; la tattica rimane quasi eliminnta per causa della importanza che oggidì ha acquistala ciascnna nave per se stessa, la quale, come dissi poc'anzi, contiene in sè.il carauere tanto difensivo, quanto offensivo. Nessun dubbio infatti che una nave a vapore, difesa da forti corazze, munita di grosse artigli erie, dotata di grande velocità, fornita di opportune provviste in combustibile sia un ele-
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meni.o offensivo pet· sua natura, per indole propria, per conseguenza logica del metodo usato nella sua costruzione e nel suo armamento. E qneste stesse qualità offensive che possiede una nave, la rendono in pari tempo atta. alla dife:;1. Il carattere principalmente offen!iivo che attribuisco alle flotte, mi porla naturalmente a stabilire il loro còmpito enunciando idee e operazioni che potranno forse sembrare un residuo di idee dell'epoca antica per chi le esamina superficialmente, ma che invece appartengono meglio all'epoca odierna, poichè oggi le navi dispongono di un motore meccanico indipendente dai capricci dell'atmosfera. Le operazioni navali oggidì sono della stessa natura di quelle che si facevano in passato: havvi la sola difTerenza che attualmente una. operazione ma.rittimfi di guerra presenta maggiori probabilità di riuscita di quanto potevasi sperare una volta, allorchè bisogna,;a tenere in conto, per primo elemento di esito, la direzione e la forza del vento . Ma le operazioni non hanno mutato nella loro natura generale: la trasformazione subìLa nelle costruzioni navali porta seco il mutamento nell'e~eguire una data operazione di guerra marittima e nul l'al tro: perciò l'ufficio delle flotte in oggi rimane, in tesi generale, quale era in addietro . In questa guisa e sotto questo aspetto il problema viene oggidì considerato presso le più illuminate nazioni marittime del mondo. Negli Stati peninsulari, una parte delle operazioni delle rispeltive flotte deve essere combinata di accordo con le operazioni del- · l'èsercito. Questa azione comune tra le chte forze militari di un paese verificavasi anche nei tempi andati quando il naviglio era a vela . Senza riconere a epoche molto remote, si possono trovare numerosi esempi di qlrnsta azione comune tra le forze ·di terra e quelle di mare, nelle guerre combattute in sugli ultimi anni dello scorso secolo tra la Russia e la Svezia, e in quella tra la Russia e la Turchia nella prima metà. clel seco lo attuale. Oggidì per mezzo del vapore questa combinazione cli mezzi terrestri e marittimi riesce così manifesta, assume una tale importanza da non potersi tras~urare nell'esame delle operazioni di guerra riservate alle flotte. Uno Stato che si accinge alla guerra può prendere con il suo esercito l'offensiva verso il nemico o tenersi sulla difensiva. In ambedue queste ipotesi la flotta ha un ufficio speciRle che abbraccia
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sempre un ins ieme di operazioni oITensive quand'anco l'esercito si tenesse s~ltanto sulla difesa. La difensiva per la marina non la comprendo se non nel senso di una assoluta in(!.zione: non Jç1, giustifico se non nel c:iso di una inferi 0rità di forze, combjnata ad un concorso di circoslanz.e così sfavorevoli, da rendere manifestamente .impossibile qualunque movimento del naviglio senza av~re per sè alcu_na probabilità di qualche risultato favorevole. Ma allora queste navi non rappresentano più quel complesso di forza marittima che costituisce la flotta di un paese: ma allora questo fatto è indizio che lo sviluppo dato alle proprie forze navali non è in proporzione con la propria importa;nza mariUima. Una fo rza militare perchè riesca proficua, fa d'uopo sia sviluppata a teno re degli elementi che deve difendere e proteggere: se· un paese ha Lrascurato di sviluppare la. propria marina, in giusta proporzione con i suoi elementi rnaril.l.itni, quello Stato non ha provveduto conven ientemente alla propria difesa: esso non può contare sulle operazioni di poche navi, insufficienti per numero o per ,qualità a costituire la propria rnnrina. Le mie considerazioni si fond ano adunque sulla ipotesi che uno Stato abbia nelle deb ite proporzioni tanto un esercito, quanto una flotta. In una gu.erra, qualunque ne sia il carattere, la flotta tanto se per concorso di circostame e di occasioni debba assumel'e la parte principale dell'azione militare o agisca come nusi liaria dell'esercito nelle sue operaz ioni, ha semp re per obbiettivo di offendere o·l i ele~~nr.i_ mariLtimi d~ll.'avversa.rio: di difendere 'i })l'Oprii. Còmpito infatti delle flotl.e s1 e da un lato 1'all.a'cco dell e coste nemiche, dall'altro l'opporsi a quelle offese che si volessero tentare contro il proprio litorale: in trapl'endere la rovina degl i stabili.men ti navali . ~el nem_i co, correre a difesa dei pl'oprii, se minacci:1.Li: proteggere 11 proprio commel'cio rnariltimo, offendere c1uell o della.nazione con la quale si è in JotLa: sostenere le invasioni sul lit.ora le nemico impedi:·e co1~simi Ii opera;1,ioni sulle proprie coste: combinare i p;·opri movnnent1 con quelli dell'esercito qua lora que;;to intendesse in vadere il suolo 1_1e~ic0 seguendo le vie litoranee, e viceversa impedire quell.e operazwm che l'esercito nemico volesse esec•uire luno-o le frontiere marittime del proprio paese: coprire i fian chi dell'es;,·i}iLo se questo si appoggiasse al mare, attaccai·e quell i del nemico che
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terca.:;se sulla cosla un punto di appoggi.o: conoscere per mezzo di un adatto servizio cli esplorazioni tutti i mov imenti della flotta nemica, impedire che il nemico con gli stessi mezzi venga a cono,scere quelli che si riferiscono alle forze navali e terrestri del proprio paese: co,ubattero le squadre e le navi nemiche, impedire il blocco dei propri punti fortificati del litorale. Queste sommariameotesono le principali operazioni di guerra riservate all a marina: e, come già accennai, queste stesse operazioni rappresentavano anche in passato le operazioni dell e flolle, come le rappresentano tuuora. Il modo di compie1:le è certo oggidi mutato: ma tale cambiamento, di spettanza esclltsirn al sistema migliore di adoperare le attuali navi corazzate, non altera la natura delle operazioni stesse. Da q1iesta esposizione delle diverse funzioni riservate alla marina si scorge innanzi tutto come possono presentarsi freq uenti occasioni nelle qunli la flotta. si trovi lonta.na cla.lle proprie coste, le quali per conseguenza resterebbero affatto scoperte se nel sistema generale di difesa avesse prevalso il concetto che la /lolla fosse bastante alla difesa delle coste. Questo concetto si vede ora più chiaramente quantù sia el'roneo,. come dal pari è erroneo quello che lascia supporre essere ufficio quasi esci usivo della marina hi difesft dei porti e delle più importanti posizioni del li torale. Ma se questo dovesse es;;ere l'ufficio dell e lloue, quale fol'za navale resterebbe poi per compiere tutte le altre operazioni di guerra marittima che ho indicate poc'anzi e che non possono eseguirsi se non dalle navi~ Non si farebbe forse con ciò perdere alla marina, il più essenziale clei SLto i requ isiti, la mobilità.? - Colol'o che sostengono dovere la marina bastare alla difesa delle coste, non si accorgono che questa difesa, oltre ad essere necessaria per se stessa. lo è l~enanco per lasciare alle llotle la loro piena: e ampja libertà cli compiere i vari uffici che nlle medesime sono riservati. Nella guisa stessa che pel' quante opere di f'ortificazione o per quanti. 'mezzi ausiliari si fossero irnpiegati per la dil'esa del litorale, non si avrebbe mai convenientemente provveduto alla difesa marittima del paese senza avere in pari tempo una proporzionala. fo rza navale, così il possedere soltanto una marina, senza a.vere provveduto alla difesa di taluni punti del litorale, senza avere premun.ito i po·rLi che contengono gli stabilimenti navali del paese, senza avere preparato
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alle proprie navi gli opportuni porti di rifugio, non significa di avere pensato seriamente alla difesa dello Stato . La llotLa e la difesa litoranea sono due fai.lori della difesa marittima di una nazione: l'uno non regge opportunamente senza il concorso dell'a ltro. Lo ripeto, poichè è di somma imporLanztinon perdere mai di vista questo obbiettivo: i mezzi di difesa locale delle coste non servono soltanto a premunire un dato punto dalle offese nemiche: servono benanco ad oJfore una posizione sicura alle !l otte. Le nav i non avendo il solo scopo di dar ballaglia a quelle nemiche o di portare le loro offese su l lii.orale dell'avversario, ma quello puranco di impedire gl i attacch i del nemico sulle proprie coste e di difendere in date eventualità i punti minacciati del litorale, hanno biirngno di poter contare sopra punti fortifi cati, qun le base delle loro operazioni . Tttltociò cli mostra il nesso che passa tra la llotta e la difesa delle coste e viceversa: ciò dimostra come sostenendo la necegsità della difesa delle coste non si venga con ciò a menomare in alcun modo l'importnnza clelln. marina: ciò dimostra come nel dire che la marina non basta nlla difesa litoranea non si mette i11 dubb io la necessità delle fl otte. E invero è egli possibile concepiire la difesa d1: imo Staio che ha frontiere marittime senza che esso possegga ivna con·veniente ma·1·ina di gner·ra?
V. • Pour ex isler, la pr emiere condition de celte monarchie (si allude a.Il' 1< talia) sera d'étre puissance moritime, • 1). On de malnten ir la supremntie sur • ses lles et cle defendre ses cO tos •. e
NAPOLÉON.
Non i1avvi alcuno, io ritengo, chH possa meLtere in dubbio la necessità di una marina militare per gli Stati che toccano al mare con una parte del loro confine. Senonchè lo svi luppo da darsi alle forze navali di uno Stato, non può essere stab ilito in forma generale ma fa d'uopo concretarlo a seconda delle condizioni speciali di ciascu n paese. ·
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Se ora si considerano queste condizioni rispetto ai varj Stati di Europa, si può di leggieri accorgersi come ognuno presenti circostanze tali eia non potere servire cli esempio o di confronto per gli altri. I confronti cli questa specie, per e5sere seri, bisogna sieno presentatì tra nazion i che, se non hanno una esatta co incidenza di dal.i, abbinno almeno una analogia relativa negli elementi della questione che si vuole meuere a confronto. E se questa mia considerazione non pecca cli inesaltezza per i vari i servizii pubblici dei singoli Stati. non può certo meLtersi in dubbio per quanto riilette l' importanza della marina e lo sviluppo da darsi alla medesima nei vari paesi cli Europa. Pel' dimostrare megli o la verità cli quanto espongo, non è superOuo, con un rapido cenno, esaminare sotto questo punLo cli vista le condizioni degli Stati europei. Il regno unito della Gran J3rettagna e Irlanèia è uno Stato insulare: l'unico che esiste in Europa. È il paese che ha le maorriori .. . . . 00 e p1u importanti colonie, spar:;e in ogni parte del mondo : che impera sopra i vasti possedimenti dell e l'ndie: che ha un commercio mond iale di straordinaria importanza marittima: una marina mer. cantile che corrisponde a più del terzo cli tutte le marine mercantili del mondo prese insieme: interessi politici e marittim i in ogni angolo del globo. La estensione complessiva delle sue coste in Europa è rappresentata da 60(30 chilometri. La Francia ha un litorale delln lunghezza di zi:>70 chilometri, poco più dei 2/ 5 di quello in glese. Gli elementi marittim i perciò che hi Francirt poss iede, dal Cai:to di questa estensione di cosi.e, non sono in proporzione con quello svilnppo i;he essa per altre ragioni dev~ dare al la sua ll otta. Il li tomie francese trovasi situato parte sull Oceano, parte sul Medi terraneo: è diviso dalla penisola iberica: è.ta?li.ato dalla formi dabile rocca di Gibi'lterra. La Fran,;ia, a scopo dt c,vtltà, fece la co nquisttt poco inv idiabile del!' Alger ia: possiede molte altre colonie e propugna sempre uoa poi itica di iofl1tenza e e anch~ cli espansione territoriale nei vari mari ·del mondo, più forse d1 qualunque nitro St.ato d'Europa.. La Spagna ha pure, come la Francia, una parte delle sue coste su~l'Oceano e una sul i\Iecliterraneo: hanno la lunghezza cli 2806 chilome.tri: il Portogallo vi è inquad l'nto, e Gib il terra rappresenta lo scoglio che le divide materialmente e militarmente. Ha isole in
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Mediterraneo: l'occupazione militare cli Ceuta e le tradizioni storiche obbligano la Spagna à una continua ingerew.a negli affari del iVfaro cco. Possiede inoltre colonie lontane che l'orgoglio nazionale induce a conservare. li Portogallo non ha che 986 ch il·ometri di costa e colonie. im. portanti tanto in Asia quanto nell'Africa. La sua marina militare è piuttosto costituita allo scopo del servizio coloniale, anzichè nell'intento cli provvedere alla difesa marittima di quello Stato che conserva gloriose tradizioni di navigazione e iiliportanti elementi marittimi. L'Ol anda possiede territorii estesi in Asia e anche in America; le sue coste sono della lunghezza di 606 eh ilometri protette da speciali condizioni idrografiche: ha un commerci·o marittimo estesissimo, tanto in via assoluta quanto in relazione alla estensione del suo litorale. La Danimarca, la Svezia e la Norvegia per la, loro posizione geografica, per l'importanza della loro pol itica nelle questioni europee e per la condizione idrografi ca dell e loro coste, non sono Stati che presentino la possibilità di un util e confronto per l'argomento che sto ora· esaminando . La lunghezza delle ìoro coste è di 8200 chilometri parte sul )lare del Nord, pari.e sul Baltico. Le loro marine hanno essem: ialmen te lo scopo della difesa ravvicinata dei rispetLivi li torali . La Russia ha le sue coste sul Baltico e sul Mar Nero, di una lunghezza di 51166 chil'omeLri, non compreso il liLorale del Casp io e dell'Oceano glaciale. Le coste,della R11ssia non solo trovansi separate dall'intiero continente europeo, ma la stessa marina russa può dirsi divisft in due forze· separate per causa appunto della grande distanza che esiste tra le due parti del suo liì:orale: l'unione di qu ell e due flotte non può avvenire se non passando il Balti co e i mari del Nord, l'Oceano, lo stretto di Gibilterra, i Dardanelli e il Mar Nero, o viceversa. È un completo giro di tutti i mari che bagnano l'Europa. Gli elementi maritti mi della Russia non possono evidentemente essere in relazione con lo sviluppo delle forze navali che quel!' impero deve mantenere per causa appunto della condizione eccezionale in cui trovansi tra loro le due parti della sua frontiera mariuima.
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La Germania ha anch'essa le sue coste sopra due mari, nel Baltico cioè e nel Mare del Nord, separate dalla Danimarca. Sebbene le coste germaniche, con una lunghezza di 11638 chilometri, presentino elementi marittimi imporlanti, pure gl i armamenti navali della Gerinania sono superiori a quelli che risulterebbero dalla importanza stess~1 di questi fattor i dello sv iluppo da darsi alle flotte. Le condizioni idrografiche delle coste germaniche sono invidiabili · per ciò che rifleue la questione della loro difo;;a. L' ALtstria ha 11820 chilomelri di coste tutte continuate, ricche cli· porti. Ha marina.i eccellent i, ma non iri proporzione a quella forza nava:le che deve mantenere per caus,l della sua posizione tra le potenze d'Europa. La Turchia con 2900 d1ilornetri di costa in Europa, non càlcoIando le isole dell' Arcipelago, ha molte navi da guerra, ma non parmi si possa dire che abb iR una marina militare, almeno per l'oggetto che mi obbliga qui a farne cenno annoverandolo tra gli S1ati europei. ' La Gr·ecia, che ha 2666 chilometri di costa, possiede tutti.gli elementi per essere potenza nava le. Essa però non annovera se non poche navi da guerra, non certo in relazione nè con quegli elementi marittimi, nè con l'estensione e importanza delle sue coste, nè con quella politica nazionale che a.vrebbe dovuto essere sempre il faro verso cni il regno di Grecia, costituito dalla garanzia delle potenze principa.li di Enropa , doveva far rivolgere gli sguardi del suo popolo libero. Il Belgio ba una marina militare di piroscafi-avvisi e posta li che non ha perciò alcuna importanza come fo rza navale di guerra. Da questo succinto esame sulle condizioni mari ttime dei vari Stati d'Europa, chiaro rlsulta come le speciali loro .circostanze sieno così diverse da non potere offrire argomento a considerazioni generali da applicarsi ai vari paesi di Europa, nè confrontarne taluno con le condizioni marittime del nostro regno . È quindi necessuio che per dimostrare tutta l'importanza che ha la marina per il nostro paese, venga esaminata la questione in modo concreto all 'Italia nostra, ·e non in Lesi astratta e generale, o mediante confronti con altre po tenze marittime. Ques to esame riesce necessario sia per la relo.zione intima che
LA DIFESA 90 passa tra. la marina e la difesa delle coste, sia perchè fautore del principio che la flotla non basti alla difesa litoranea, è indispensabile che da questo concetto non sorga in alcuno il pensiero che per la nostra difesa marittima non occorra avere una conveniente forza marittima. Per quanto riguarda. la necessità. di una marina da guerra e l'avvenire che le è serbato , l' Ital ia, a differenza di qualsiasi altro Stato d'Europa, si trova in una. condizione veramente ecce:donale e privilegiata. Paese peninsulare in mezzo itl Mediterraneo, l'I talia ha un litorale continuato senza interruzione di sorta. per la lunghezza di 54- 116 chi lometri, ' pressoché quanto l'Inghilterra: questo litorale ba lo svil uppo lineare di '1 ·I mila chilometri. La penisola si protende sul mare per ben 500 miglia marine quale ppnte tra il continente europeo e le grandi correnti del commercio marittimo al di là. di Suez: possiede due grandi isole , l'una delle· quali così cl'appresso alla parte pen insulare, da doversi considerare sotto ogni aspetto Ja con tinuc;1zione di questa: l'a!Lra invece staccata,. ma non troppo, lontana, ricca di porti e di posizioni strategiche mari ttime da 1:appresentare il naLUrale avamposto per la difesa marittima del Tirreno: popolose città stanno sui mari che ci rcondano ht pen isola, piene di gloriose tradi1.ioni marittime sieno di guerra, sieno commerciali: una popolazione mal'ittima cli ben 200mila individ ui dediti alla navigazione o alle industrie navali, esperti marinai , intelligenti operai, in numero superiore a qualsiasi sviluppo, anche esagerato, che si volesse da.re olle-forze navali militari del regno " L'Italia, nazione un ita e compatta, che parla lo stesso linguaggio da un capo all'altro della penisola, non ha fo rtunatamente coloni e da difendere ~ da conservare come possedimenti teni tori ali : può quindi rivolgere esclusivamente ia propria attenzione e· i propri mezzi alla vera e naturale difesa del proprio paese. Le colonie italiane sono invece rappi-esenta.te da cittadini sparsi in ogni parte del globo, i, quali creano così una corrente di. scàrnbievoli relazioni tra la madre patria e i paesi situati nei mari i p·iù lontani. Tutte queste condizioni stabiliscono gli elementi marittimi del nostro regno e determinano in modo assoluto la necessiLà., per noi di possedere una marina di guerra, dac(~hè questi elementi hanno bisogno in pace d~ essere protetti, e in guerra di essere difesi ; e tale protezione e
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difesa non si possono ottenere se non per mezzo di ' nna marina: militare. Diversamente questi stessi elementi che costituiscono una forza positiva, diventano fonte di debolezza in caso di guen a qualora'lo Stato non abbia opportuni mezz i per sostenerli. Purch~ si voglia un istante ri tleuere ai gravi danni che avrebbero questi vari elementi marittimi, se ai medesimi, in caso di guerra, facesse difetto la difesa navale e costiera, .si vedrà facilmente quanto importRnte riesca per noi iI possedere una forza navale eh~ in accor~io con la difesa delle coste sia capace di provvedere alla difesa manttirna dello SLato. Senza difesa opportuna verrebbe, in Llna guerra, intercetlal.o tutto il nostro commercio marittimo, distruUa la nostra marina mercantile, danneggiati i nostri interessi all'estero , bombardate le nostre città mariuime, sottoposti ad ingenti contribuz ioni cli guerra i pi·incipal i centri di popolazione che si.anno sul litor~le, occupata forse qualcuna delle nost_re maggiori is?le, '.ninacciat~ pe-· rennemente una ·qualche pane dalle coste, parallzzat.1 perfino 1 mo~ vimenli dell'esercito, e forse lo Stato diviso in due per effetto di una occupnione nemica nella parte peninsulare del no,;tro regno .. Nè questa de1,crizionedei danni che possono derivare all 'Italia, senza una conveniente marina e senza la necessaria difesJ litoranea, è menomamente esagerata: essa rappresenta nel mod o più semplice e più pratico le operazi,rni della flotta nemica contro il nostro pae~e'.. qualora in tempo n~n siasi provveduto ai fattori i più importan~1 della sua difesa marittima, alla tlott.a da un lato, dall'altro alla~-fesa litoranea. E bisogna pensat'vi finchè le condizioni della pace l~ permettono, poichè non appena dichiarata la guerra.., qual_unque de~ danni che ho enunciati si potrebbe immediatamente vcmfieare. S1 · può forse classificare in ordine successivo le varie offese che il ne-· mico intraprenderà dal mare o ,ml ma1:e~ Io non lo cre~o . L mo:i~ menti di un esercito invasore possono essere preveduti e descntt1 con sufficiente esattezza; quelli della flotta nemica non si possono prevedere, tanto più se si considera la condizione idrografica del nostro litorale che ~rovasi dovunque, eccetto l'estuario di Venezia, affatto ind ifeso da lla natura. Tutti coloro che si sòno occupati della difesa generale del nostro p_ae;;e dimostrarono conie senza una marina, questa difesa non possa· mai dirsi assicurata. La commissione permanente di difesa generale·
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dello Stat.o dichiarava come il sistema adottato si appoggiasse, per l'Ital ia peninsulare, essenzicilmente sii,ll'azione.della marina m,ilitare, e suggeriva perciò al governo di provvedere allo sviluppo della nostra flotta, sotto il dup li ce aspetto di farla corrispondere al grande sviluppo dell;1 ·nostra frontiera marittima e di metterla in caso di potere agire in ima _gne,,Ta i1i cni una potenza mari.tti ma di p,1·irno orcline si t1·ovasse net campo avverso all'ltalia . E dopochè per motivi finanziari la predetta commissione ebbe il mandato di ridurre le primi tive sue proposte, nel presentare il suo piano ridotto di difesa, osservava come per questo, più ancora che per quello generale, si rendesse necessaria l'azione della marina. La giuntn parlamenta.re che riferì sul progetto cli difesa dell o Stato, presenta to dall'onorevo le Ricotti, in allora ministro dell a guerra, ha procurato di dimostrare il meglio che per ledosse possibile tutta la necessità. per l'llalia di una marina militare. ~ella stessa conclusione è venuta la comm issione ministeriale presieduta da.I generale }fenabrea, alla qurile nel ,f 873 fu dato incarico tanto di risolvere la, questione conl:roversa su lla migliore giacitura. della, ,diga. attraverso il golfo della Spezia, quanto quella di esa.minare le principal i queslion i che si attengono al la, difesa marittima del regno . Ogniqmtlvo lta il nostro consiglio superiore di marina ebbe occasione di esporre i suo i concetti sulla i mporlanza. e snlltt entità delle nostre forze navali , mai la:;ciò sfuggirsi Foccasione per propugnare la ne,cessità di avere una flotta in relazione alle esigenze dell a nostra difesa mariuima. E questa concordia di proposi.e, questa uniformità.di intendimenti non p uò sorprendere aliorchè si esaminino attentamente le condiz.ioni geografiche, Lopo~raJicbe e idrografiche della nostra penis,ola. · Se riesce necessaria la difesa localizzata delle. coste, egli è pur manifesto che un paese nHtrittimo come l'Italia non può difendersi efficacemente senza l'appoggio del la marina. La configurazione stessa della nostra parte peninsulare, così lunga e ristretta, lo esige più di quanto possa.no richiederlo altri pae;;i marittimi . Questa singolare configurazione del nostro paese presenta infatti linee strategiche e basi di operazi-0ne della massima importanza, nel tempo stesso in cui rende difficili i movimenti -della difesa, qualor,1. non si abbia il .sostegno di una flotta nei punti ove queste li nee si appoggiano al
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mar~. Non credo di trovarmi in errore quando emeLto l'asserzione· che nessuno degli Stati d'Europa, come l'Italia, presenta 1a necessità_ di stabilire la sua difesa sopra i movimenti combinati dell'eser-~it~ _e della marina, la quale adunque si rende necessa ria nnche per fac,htare e sostenere le operazioni dell e nostre forze terrestri. La difesa poi delle nostre maggiori due isole, Sardegna e Sicilia, non è possibile concepirla se non basandola quasi esclusivamente suil'appoggio e sul concorso delle flotte. Le isole non possono avere le l~ro coste difese ana logamente alla difesa litoranea della parte peninsulare del lo Stai.o, poichè quand'anche sulle loro roste si erigesse un sistema di fortificazioni conform e a quello stabilito per il litorale della penisola, queste rimanebbero affidDte soltanto alle rispet.t ive loro guarnigioni, non essendo possibile rnantene;·e nelle isole un nuc_leo_ di forze, staccato dal teatro principale della guerra, con lo scopo dr accorrere sui punti minacciati dell'iso la in condizioni tali da resp ingere una iqvasione, come può farsi trauandosi di punti .minacciati sul continente del regno. E lo stesso aumento· di presidio nelle isole, i. soccorsi che possono darsi alle medesime richi edono evidentemente il concorso e l'appoggio della marina. ' N_ap?leone I preconizzando un regno d'Italia, non quale lo aveva cost1tu1to allorchè vittoriosa splendeva la sua stella, ma quale avrebbe · forse voluto che fosse, mentre trova vasi su llo scogl io di Sant'Elena,_ emetteva_appunto la sentenza, che prima condizione per questa monarchia, fosse quella di possedere una marina in relazione ai snoi elementi mari !:Limi. . Come 1? d~tto più sopra, le forze militari perch è ri escan~ uLili, . e necessari o s1eno sufficienti ai hisogni . Quindi non basta possedere un certo numero di navi perchè possa dirsi di avei:~ con queste protetto le frontiere marillime. Fa d'uopo che la. marina. sia. proporzionata_agli elementi marittimi da difendersi, e come giustamente suggenva la commissione permanente di difesa generale del!'.> Stato, occorre che l'azione della nostra· marina possn, esercitars_, anche in caso di guerra con una potenza marittima <l i primo ordi~e. Non sem.bri esagerata o ardila questa sentenza . Rtfletr.as i al~fLU:J.illo sull e nostre condii ioni, e si vedrà che questo c~,ncet_to, I.ungi dall'essere ardilo, è puramente una conseguenza logica d1 uno studio attento sulla posizione che·noi abbiamo ri~petto
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LA DIFESA
OGLLE COSTE
-alle altre potenze di Europa. È inuLil e illudersi; fin chè non avremo una marina, forte, in relazione ai nostri elementi marittimi, non saremo mai liberi nella nostra politica esterf}, Da soli non siamo in caso di lottare se non con quelle potenze che hanno una marina di -secondo ordine; prima di entra re come alleati di qualche Stato di Europa, dovremo sempre vedere se avremo o no contro di noi le grandi nazioni marittime e quali fra queste. Posso forse errarn, ma pormi che l'avveni re politico d'Europa, tra non molto, starà in mano delle potenze orientali, non di quelle élell' occidente. Affinità di razza, analogia di istituzioni, dovrebbero forse farci propendere per l'alleanza con le nazioni occidentali; istinto di conservazione, aspirazioni legittime per completare i.I nostro Stato, uniformità di sentimenti nazionali, interessi mariLLimi e di commercio, dovrebbero l'accordo con quelle potenze che in vari modi coninvece suaaerirci ò~ , tribuendo alla emancipazione di popoli sch i_avi, tendono a risolvere la questione d'Oriente. Ma le potenze orientali d'Europa non banno forze navali per controbilanciare quelle delle nazioni marittime di occidente. Noi stiamo in mezzo tra le une e le altre: non siamo però ..ancora in condizione per sentirei sicuri della nostra difesa marittima, meno poi per dare appoggio ad altri che fossero in circostanze forse peggiori di noi. In questo stato di cose possiamo considerarci liberi nelle nostre alleanze? Queste mie considerazioni possono forse sembrare alquanto dure; :ma le verità, sebbene amare, è sempre lecito enunciarle in un paese libero, a un popolo libero, a una nazione _che si è costituita con la l ibertà e per la propria indipenden1.a, allorch è accennano a un pericolo per la libera azione della propria politica, rispetto all'estero. Non è in questo studio sulla, difesa delle coste che io possa esa.minare se le nostre forze navali sieno bastanti per la nostra difesa, -sieno in rapportò alla importanza marittima che dovremo avere. Quando il piano organico del naviglio, quale fu votato dal parlamento , avrà il suo completo svi luppo, io credo che in fallo di difesa -navale potremo essere ab ba.stanza tranquilli. Ma occorre che l'aumento della marina, prestabilito da quell'organico, si compia per r epoca fissata dalla legge e nei modi indicati dalla· tègge stessa, senza lasciare scorrere un tempo prezioso in discussioni che rallentano i favori e ritardano perciò quello sviluppo delle nostre forze navali .stabilito da una legge organica.
E qui mi sia lecito di osservare come la forza navale non dipenda soltanto dal numero delle navi che compongono le flotte. Senza riferirmi agli ordinamenti che concernono il personale, senza alludere alla efficacia delle varie istituzioni navali, ma limitandomi soltanto alle questioni che si attengono al naviglio, non può dirsi di avere provveduto opportunamente alla difesa n!J-zionale quando uno Stato non abbia in sè tutti i mezzi che sono necessari per compiere ed armare una nave da guerra dopo averla costrutta. Ora in paese non troviamo ancora il modo di avere nè le corazze, nè le artiglierie; ricorriamo sempre ali' estero e per que:;te e per quelle, e così pure per la maggior parte delle macchine. Qliesti sono gravissimi inconvenienti, in ispecie in caso di una guerra o anche nel caso di semplici complicazioni politiche afle quali l'Italia si mantenesse estranea. Più volte, e ormai da venti anni, si fecero in proposito interpellanze nel parlamento, si nominarono commissioni apposite, si avanzarono proposte di vario genere, si preset1tarono progetti di legge; ma fino ad oggi non si è ancdra nulla concretato a questo riguardo . Eppure bisogna pensarvi seriamente e pensarvi anche sollecitamente. La istituzione di uno stabilimento 1netallurgico è questione della più ~itale importanza per la nostra difesa marittima, e non dovrebbe più oltre essere ritaPdata o trascurata.
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(La. seconda parte nel p1·ossirno f'a~f.7iwlo). . MALDINl
Deputato al Parlarrwnto .
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LA MANIERA 01 C0}11BATTERE DJ OGNI TEMPO
LA MANIERA DI COMBATTERE DI OGNI TEMPO
(Die :Fecl,twelse aller Zeiten d i A. voN Docusuwsxc, tenente colonn ell o nel 6° regg. granatieri. - De rli no, Luckardt, 1880).
L'autore 05serva essere l'istruzione il miglior mezzo per conservare quella preponderanza militare che l'eBercito tedesco seppe acquistarsi con le ultime guerre. Gli ufficiali sotto le armi attendono con cura indefessa all'istruzione propria e dei loro dipendenti; lo stesso però non avviene di coloro che dello stato militare non fecero lo scopo nella loro vita ;· questi attendono in pace ad altri affari, in gnerra poi occupano i gradi in l'eriori della gerarchia. Anche iI comando di- un ploto'ne tuttavia oggidì non è aJiarè di piccolo momento, specialmente se si consideri la celerità dei movimenti, il frazionam ento e l'estensione della fronte; cose tntte che accrescendo le difficoltà del comando diretto , accrescono in pari tempo la responsabilità dei graduati dipendenti. Non è dunque fuori cli proposito il dubbio che a questi ufficiali al momento opportuno faccia difetto il sa per0 e l'e:;perienza pratica; perciò l'autore cerca di soddisfare a questo bisogno offrendo loro un libro d1C, scritto con quella forma attraente che tutti gli riconoscono, contiene il · fondamento storico indispensabile per uno studio della tattica che non voglia essere troppo imperfetto. Quanto agli ùfficiali che soJJo in servizio permanente, il libro tornerebbe pure di grande utilità; ma non può certo rappresentare la somma del loro sapere in fotto di tatt.ica , perchè se vogliono conservare il necessario ascendente sui loro dipenclenti, e nello stesso tempo
aspirar.e ai gradi più elevati della milizia, essi devono necessariamente . acquistare cognizioni più estese. Argomento del libro non è la r~arrazione di campagn_e e-di bauaglH~, ma. lo. :;;tato della tattica l~he si affermò con le medesime, e, soggetto a modificazioni continue, o per effet.to delle ami o per il genio dei c;1pitani, impresse particol,u:e carattere a cias~un periodo della st.ori~ mi1litare . .[ !'atti storici pertauto non sono toccati. eccettuato alcuno dei più salienti delle ultime guerre. AUo .svolgimento cronologico sono premesse le idee rondarneuta li che si riferiscono all'arte militare e part.icolarmente alla tattica. Per quanto breve, l'autore non si restringe alle sMnplici definizioni, le quali potrebbero · ~ervire come punto di partenza per un tr-aHaLo, non per un compendio storico come egli si propone, il quale abbisogna di più larga base. Per coloro ai quali il libro è destinato, una definizi?ne asciutta della t~1ttica o _della strategia sarebbe più dannosa che utile, t~nto piLL che è ormai riconosciu ta l'impossibilità di darne n~a esatta èd intiera. Con molta ragione aduuque avverte,. che la teoria sci1-mtifica non è un mct.odo positivo che 11bbia per risultato la vih toria, ma si presenta piuttosto ,come una serie di considerazioni, che possono aintare la mente del generale nella soluzione delle questioni, che nella pratica continuamente si rinnovano e mai non si rassomigliano. Il semplwe studio della s_trategia e della tattica non basta neppure a formare un generale, perchè per l'esercizio delle alte cariche militari, oltre alle cognizioni scientifiche e all'esperienza pratica, si richiede il possesso di certe doti, senza le quali il sapere a nulla . varrebbe. La concisione cou la qua le vengono esposte queste nozio.ni preliminari nulla toglie alla loro chiarezza. I concetti"di offesa e difesa, _ la dfatinzione delle armi e dei relativi modi di combattere, la classificazione e l'im1lie.o-o delle forme, tutto è indicato con tale precisione O , che sarebbe desiderabile in più cli un trattato. La tattica vien.e divisa, secondo il solito, in grande e piccola; la prima comprende la combinnione delle armi, l'altra le regole di combattimento cli ciascun'arma isolat.a . Si capisce che a dare nn' idea alquanto chiara della gran tattica, il meglio a rare si è di mostrare come s'im pegna e combatte nn corpo d'armata; perciò tale divisione è stata forse adottata per la sua semplicità. Ma cruantunque espressa in modo assoluto non è da credere che garbi allo stesso autore; perohè nel seguito pi(t non ne tiene conto .. Se fos~e que-:stione di armi combinate mal si spiegherebbe l'ordme obliquo cli .Federico, l'urto centrale di Napo.leone e l'avvolgimento alle ali dei ANNO XXV, VOL . IV.
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L A MANrnRA or COMBATT ERE
DI OGNI TEM PO
Tedesch i nelle· ultime guerre; e inoltre il principio non po1,rebbe essere ind ipendente dalle armi stesse. Ora quale sia codesto principio, l'a11tore ce lo cs1>one con molta. chiarezza. « Badando all'efficacia del fuoco l':iggrossore procurerà di tener impegnato l'avversario su tutta la fronte per portare il massimo sforzo sopra un punto, ordinariamente sul fianco. li difensore, che non ignora simile procedimento, do\Tà sopratutto cercare di conoscere prontamente il vero punto d'attacco, per dare a tempo lo disposizioni nec<:s;,aric, ed opporsi efiìcacemente al tentato aggiramcuto "· È superfluo l'osservare che l'applicazio:i.e di que;;to principio è affatto indipendente dalla qualità e quantità dello forze impiegate 1101 combattimento. Che lo studio del la storia sia non solo utile ma necessario fondamento dogli studi tattici, è tal verità che nou ha hisogno di dimostrazione. Fra il pas:;ato r. il prese111.o il legame è continuo: il progresso il ell'oggi non è che u11 'aggiunta a quanto ieri si praticava , Q una corT01.ione di ciò che noi fatto si è mostrato di fettoso. Ne avviene che non tutte le parti della storia hanno per noi la medesima importanw. Osservando quanto si è fatto in ternpi da noi lon tani, noi troveremo sc~mpre 11ria lcbe uti le ,unm,wstramento o qua lche esempio da imitare. se non uella forma certo nello spirito; ma l'esame dello guerre più recenLi, e sopratutto dello contemporanee, è di vantaggio immen$nmente pi ù gran.de, porcl1è noile mede&irtie si souo applicate le ultime innovazioui, e noi stessi ne ,,ediamo i primi risn ltllti. A qne1'to concello si è pienamento att-enuto l'autore nello svolgimento dell 'o pera: hrnvissimo per ciò che. riguarda l'antichità , si va man mano estendendo qunnto più ~i uvvicina (li presente, o quivi scende a quei pot:ticolari più minuti, la conoscenza dei quali si dove ritenere indispensa bile. Si og)!iunga che mentre scrive lo storia delle -forme e degli ordi no menti pns,:iti, egli i; ben lontano dal voler luro esclusivamente attribuire il successo. ma ricerc.i e mosm le ragioni morali e intellettuali clie diedero loro vil.3 e vittoria. L11 legione possedeva snIla fal:rn g1! i,l v._111 taggio di 111aggiore rnobi Iilà cd elastic.ilù; essa conteneva gii1 in sè il principio del lo schicrnmento; tnttavia non sono queste nè le prime. nè le principali cagioni delle villorie romane, ma sì lo virtù militari e civili di quel popolo, che ne)la sua calda alllmiroziono l'autore così dC$Crive: « C:a rattere fonrlamentale della natura romana era la devozione illimitata allo Stato. Al sentimento della legali tii e dell'ordine, al vivere austero e al nobile orgoglio nazionale si univa lo spiri to militare che faceva preva lere gl'iuteressi della guerra su tutti gl i altri, fì nchè il nemico non fosse sc.hiacciato. Qualunque
debolezza che tornasse di danno alla cosa pubblica era dai Romani aborrita. Una disciplina ferrea, mantenuta da severe leggi militari, che essi conciliavano benissimo col concetto di libertà civile, dom inava ncll'osercito e colpiv'<l senza riguardo grandi e piccoli . r.on indom ita costanza eransi abituati a rimcttcr,;i prontamente dopo un rovescio patito, e in tal guisa essi erano giu nti a incatenare la vittoria alle loro bandiere 1>. L'arte del combattere era slllitn presso i Romani al grado di perfe1,ione consentito dal rimanente progresso sociale; essa tuttavia cominciò a decadere qua11do all'amore per la virtù subentrò qu ello per gli agi e le ricche1.ze; scomparvù con la loro grandtma, e il lungo p~riodo che successe non può essere gran fatto interessante per lo studio dell'arte militare. Quando la socict,à ricostituitJi su altro basi s'incammina ver:;o nna nuova ò1·a di civiltà, gli eserciti degli antichi Romani sono presi a modello, e per lungo tempo il pro~resso nell~ tattic~ consiste nella tendenza a roggiungere quella perfez1orH) che già quelh po$sedevano. Mn troppo lungo sarebbe il seg,uiro l'autore in questa corsa a traverso ai secoli: contentiamoci di dire clte nulla vi è trascurato di quanto appartiene alla tattica ove ha relazione. Le armi, le , forme, gli_esercizi e il servizio in guerra, i metodi di reclutamento e di vettovagh~mcnt~, l'im piego della fortificazione, iu breve, quanto servo a determruar~ 1\ carattere e lo stato dell'nrte in ogni periodo storico, tutto è succm1nmen te ma ehiaramentc tratteggiato. Se i tempi ·a noi più vicini sono argomento cH più profondo esame, il metodo tuttavia rimane sempre eguale; la forma non è che l' incarnazione dello spirito che animava gli· eserciti descritti; al medesimo è sempre attribuita larga parte di rnorito nellH vittorie, come il difetto di virtù militari è sempre ritenuto come cnnsa prima dell e sconfitte. La disciplina e il sentimento del dovere furono il segreto delle vittorie di, Federico, quando l'Europa intiera studiandosi di imi ta1·ne le forme lusingavasi di averlo scoperto; nel la disciplina e nel sentimento del dovere, diciamolo pure, sta ancora il segreto delle ultime vittorie t.odesche; gli altri eserciti dovranno pur tener con to delle cause morali ed intellettuali che le produssero, se non vogliono illudersi un'altro volt.i. Gli si.essi eserciti che guidati da Federico si erano resi glorio~i p~r tante vittorie, e che anche nei rovesci avevano mostrata stroordmaria fermezza , fecero poscia cattiva prova nelle guerre_ d~lì~ ri.vol~zioue contro i volontari del n n male armati e poco d1sc1plmat1. Vero è
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, ' •DI ,OG NI fl'EM PQ 1
LA M ANIER A 01 COM BAT TERE
,j, r,ovQscihclel. l 8otHsl 4,1;esentanoitcomei·,una: · oonsegu.enza .lògielr:·"Nes"
Che ini.arnoaivd J3•,! mente·Jde] i,gi11an <re, il•q•Uale ~011 celeFi ed aFdite,rri°osSe mihiv.à 1ta111J'é.,grand·i , decisioni i•• ment.11e ,al 1'iopposto·,presso 1·suoi suèces..!. , sorimc Fante ·011a ·div~nu'tci à~ti1fi'èio·,11oe, si • prete1idèva•ivi·nèi3rei~eriza· darbari tag,1i:w ~os't:rirrgem:lq il nemico o. ·1r,i1tit'llll'S'Ì ~medianle'nn1arci~ e po'si-1 zii-Oinii di , fianco 'icwmbinote1»\!!• 11µttociò · però ,nòh •sarebbè.:snffici'en te a , s·pfegar.e ,. Jo ,scaeco·, subitopseai@n, si t011esse conto;·-'chrlJo,:st.a'to ·•moti.i:e , assai differente dei Prussiani e dei Francesi. 1· , ,.il , , ,I 1Ii)()grro d~.• nota. ~er.Hla ; sua •esat1~ezza è .il ·giudiziò sullo, spihto· 1cleoli eserciti .nap@leonici. Dei ivolontari ·~ekla -rivoluzianei,.;spinti so Ho· Je ar~i i dal o terrore, 0 ·1daUlentusi&smd, .le ,conti-nue lgue11re,apevmro, formn to isol"- , da'lli espe11til e·,disci·pft,inatii , ccbé ,s'crvirono diresempio alleo·1 nuove i love! Amor di' patria, ,1punto1d'ronore e,devozfoue •immensa verso ·il "Ta'n so·l- 1 dato che si trovava all-0 ,·lbrortesta-,, e1iano i selntimenti . che li ,aui~a,,a·n:o·.' Gli uffibiali· proivehi-v,antn 1~er la: ma1ggior parte dall'e11 fiJe;1dei •soMati; e,:molti di ·questi ·poteyanò vedere (f] ,, Galnco 1~eIJ'imperatore gen·euali e . nidrescialli elle già•1fwan01sfati 11lorn ·camerati . . i\fa. 1qùesto ·spiiìito ' ini- · litare non reagi punto sulla nazione; perciò mancarono effetti gi,andi1 e• dlwe,,oli,. JJ i,m peratqrc1•stesso·, lo sòtfocò iinwoduccn<lo ulu.,co~c1~iziòne e la• suvrogazibne ,:inf';luogoi delf,' obbligo 1gerferale ··a!rcse~..,,iii0•rehe1•t11·-ri..:,, voliuz.ione ll:lVeva I stabilito ,i11e·,.perdite \SVraordlm1rie :dfitìb1hin~ i;av·evà'no11 ali1:n.1a1to' 1•gl'i anim> di ·tnt!!Ji1·,da 'qm~sto !stntol·cwntin'llo di gtier,ra; e nel- , I'~se-11nit011 aI· s~n tini ent@· d1lmore er:r · subentra tad lavidi ~à deHe '[iroÌJno..i ·I zioni\ ·degli · dnori e·1delle •rie<ihezzet "w I1'idea1 ,'diella ,, patrioa si ri,trasse ·, dinanzi al soldato-coronato della ri.vohìzione,·1 è illsuo esei-cito già manca·v,a11 di1 di'Soi-plina qurd1do 11:n,rv;iandusi verso fa, Russia·•audàvu incontro ad··u·na ea tastr01ìe inaudita!. Ne'sSll.mo a,veva :rifit1t.a,to obbedienza ,a[ ,,re di _,Prnssi{I cacàia•to ifirr01·31gJ.i ,-estremi1 oonfini11~·el 1siiio •regno; 1ma1quando • lii I J'<'l'.rt1.rna, a·bbandonò 1l'im1oe11atl1lh~, anche· i·lsuoi111/naresci111li J'abban..i dobaforrdt~> .11 t · ; ~J' 'Il> i1111 '! ': 1,11 ' ' r· i . , 1·11 .' L ' (. 1 •[)a'.utore1sente"ii bisogrio, l·rlonordi 1giustifieare, 1 mà• di clar,le raoii'Gni . . . 9 del' gran d1:1aistro Pd,i Jen'll \ e11qu<este 1 sono per la 1nfassim1a pa rte d'in~ h do'i'e _·nJ'O'r,tle, ·Bset•cito e na:zìorre ·vi,•ev:ano estranei l'unir aJl"a,ltra; questa· i1\ìi sè11 racc0_lta ,' quello 'li.011em'{lnte del 1pa:esel 1pel qn'ale-·11on le1ia ·'[)iù1abi- 1 tl!ilW ·a b~ttet~i;' ma:sisa 1 di' 1soltlt1ti• 1 gìà '- tt0pp·o1Nl:Jcchi :e 1in0Hi ,ammò- , •1jecuniar1·1·' gliafti; '~ffidai(l ·dhe ·go'd'evan·0 in pace lvitfll co111i.Jdti e;vantaÒ'oi \'.)(:) e perciò alieni dalla guerra che ne li privava; generali assai avanzaVi•in " et\),,1J cb'e'''st1J modo ' d,i1fair, h1)1gu'er,1a :rlufri:vain-o· a11cbr1{ le'•idee:clilmei,io sé~olo1'in'cHefro .' Se ·si uag.giurtgà.. l'lin1piego di uriaitattida> ohe·.ifve-ira: fa 600, e~'sit 11 p1J~è _i'I s~rj· te.rnpo,1 :è so\mtu~to 11si •tciiga:•coi1to1,della ·,sùperiovità ,: str~\'égìéa · dégl1i1• avversarn 1deriivante:dalla•vast:::. inenlte , deW•iinperato11ep •
·iess~rne ~Ji.:iamato'i pa1rtiGJ>la-rmente,1 ras·ponsalJileç,1«, era tutto smto,,pu@
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un. >recchi0 s~stema,;che ,crollàYa\ dinanzi:· ad,-,altcò :mwvo· 1e migli!ìmei;
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çps~1 che !i-j, r,ipete,,sempre , nella·,stCDria1ogr1 ir·.qualv;olta1,si i uesisW ,all'im.. ;p11ls~1cbe coQ1anda. di ) pr0grediine1))~ ; · ..,; r;11> idi• I, 1 ,1 1,,l; , , · .i , D01 po ,la , ca-tastrofe, la nazione ;si raco@lse ·e si preparò alla riscossa\ 1 gP.tlJO.,ndo la base di. un , ,s,istema d'islituzion5,1 mi lit.ani che' aocog,irendo ,il, p,rincipi.o dell 'obbligo generale al servizio, J'ece ..clella ,,Prussia 'una ,nazjpne ,\'J.1ilitar~Iper e,c;cellcnza.,;Queste· istìtue.i0n.i dhrarrio ancofa, e1 salvo leggiere differen:zo, sono le stesse ·che. le principali, nazioni,diJDul,.. ropa -udotta1rono, do,po le:,rec;enti viVtorie,1 tedesohe. Of, : , ,., · 1·,, \11 ·:: il Anohe la1 prelle!lte forma ,dii 11~ombattimenlll11c.he.'()onslstè nella oomJ. ,binai,io.ner di: oolonne1di1, com1iagnia ,con ,iineelrdi,1 tiratò.ri, 1risale a quel ;tempo·. .P.i1iirnò,: a servirsene f ud !e.sercitd ,sol'tol dagli. ,wahzii ,, ,d!i, <iJUeHò distrutto a Jena, che .ammarstrat,o daH'esem.ipi<:l1:e ,irufiamrnat0 dal sa1it~ alino!'e1della,, patria e dall'odio contuo ·l!op.ptess0rel' corhbattèl!ne'lle ul1time1 <ìcOJrrlpagne ,m1poleonfohe .. •\ ,.. 1, ·1 1. 1i · , ·, o,:, I I 1, ,,,, ·,, . ·1, 1,, .Prima dj passa!'e ,alle recenq ,guerne,11,lfa,'utor'e es-ami1na b11evement() tle is~ituzioni militai·i quali rimasero inl Eu,r,opa I dopo,, Fèra napoleonica; n<:lta, con compiacenza, come.Ja ·Pr.ussia fosse , la sola ·potenza oll'e mimase •fedele al princi,pi0 della ferma h're\i'e e dell'obbligo generale a,[ servii io,,.,~ chiude molto ·opportunamente quèsto periodo· eon un cenno critico biografico sn Jomini, Wi llisen e Clausewitz,,che consiàera com·e i fon.dat0l'i · dena. ;inòderna, letteratura, miliitare. E~l1i1nòn 1èsit~·1i<,dichialf&re èruest' ultimo!come uno dei :migliori prosaitori •·teclesohi,1e,gli duab~ che non· sìa,.. conosciuto che 1dai11s01i milit.ariL· "' ; 1; I ·1 ,., ii1n · : Modifi.cazi~ni, di •g1·ande r.ilie~o nella ttattina, non avvenn!ero fino 1aL •1866i ,nel qual tempo cominciarono , aornanifostarsii,I 0 1poterono esse11e esattamente apprezzate, le grandi innovazioni introdotte ,nelle armi•clit ·fuoeo. L'inv.enzione del1fucile a,retrocarica risale al ·1840;, è1uesto però fu 1introdotto, nell'esercito puussian<> solo· cl@po ·ili 1•8,i 8,. e,']e' 1ahiglil;lrie1i lretuocaricn dopo, il1'1860, quancfò appunto presso gli altri i'.dserciti 1s'in:J. troducevano ·quelle rigate ad avancàrica. Tali innovaz.ioni Itrov-aronti ovunque oppositori,, e!malg,,ado l'esperienza della guena danese,•it'Eclropa non se, ne corrimbsse se non, dopo le vittorie-•t iportate1in1 Hoenlia1, e.·allòra . presso·, quasi tutti: ,gli , eserciti si operarono radicali mu,tazioùi e nella ovganizzazione e..nell'armamento. e 1nel' modo cli 'eombattere•. , · Le istituzioni , 111Hi1tari1. tedesche ,furono prese almodello e quasi uni.,_ versaimente- adottatei Qua,nto ' •al modo ,di oombattere, 'Vista1la grande effi cacia del fuoco, si ,ric1mobbe la•necessità di dare maggiore svilnp!)O
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L>I OGNI TEMPO
LA MANIERA 01 COMBATTEfl l::
al combattimento in cacciatori, e di restringere l' impiego della linea serrata, sino allora considerata come la forma principale di combattimen to. Era tuttavia necessario in pari tempo attendere con maggior cura all'istruzione della fan teria, pP-rchè questa fosso in grado di valersi utilmente della maggiore iniziativa cbe era lasciata agli individui e ai pkcoli riparti uel combattimento, e sapesse trarre tutto il vantaggio possibile dalla nuova arme perfeziona ta che veniva a possedere. Il ,;uccesso di questa cnmpagua :;i ,•olle in parte attribui re al grado di coltura più elevato nell'esercito prnssiano che negli altri , per effetto dell'obbligo generale al :;crvizio. Si disse che la battaglia di Koniggriitz era stata vint:i sui banchi della scuola; e questa frn se fece fortuna. Tale in fluenza però è :;tata alquanto csn!{erata. « I maestri di scuola rurono gli ufficiali che seppero 110n solo istruire perfettamente i loro dipendenti, ma li condussero pul'e al fuoco con uhi liti, e valore; ad essi vuolsi allribuire il merito princi pale ». L'eccellema dell'organizzazione prnssinna si coufernHì pienamente nella campagna del 4870-7•1, e la supremazia militare rimase <l'allora in poi senza contrasto alla Germania, la qua le sul campo stesso vidHcompiersi il secolare desiderio della sua un ità . L'entusiasmo di quel tempo non ò del Lutto spento, e oggi ancora nel suo trasporto l'autore esclama: « dalla guerra l'esercito ritornò german ico non solo cli nome ma cli sensi; il sangue sparso in comune aveva creato ad nn tempo l' imperatore e l'esercito tedesco ». L'impiego tattico delle varie truppe per part-0 dei Tedeschi in questa campagna dmarrà per lungo tempo qtw le nonna ed ammaestramento utile per le future guerre, ciò almeno finchè qualche radicale innovazione nelle armi non richieda nna corrispondente modificazione nelle forme ù negli ordinamenti tattici: e tale ipotesi non e probabile che presto si avveri. La caval leria, che dopo le guerre napoleoniche, aveva visto sce111are la sua infl uenza sul campo di butu1glia in ragione dcll'ellicncia ognora crescen te del fuoco, l'acquistò grandissi ma sul teatro d'oporazioni col servizio d'avanscoperta; éd ora si è resa più indipondeutc col mezzo dell'armo da fuoco. L'a rtiglieria, diversamente eia quanto si soleva fare nelle campagne prccede11ti, situata alla LC$tn delle co lonne di marcia, si trovò sempre pronta ad iniziare il combattimento con forze imponenti, e a rendere così più fa cile il cr)mpito della fanteria. Le gloriose tradizioni napoleoniche di queste dttc armi, dimentic:i te dnll'csercito fruncese, furono continuate nell 'esercito tedesco. Per la fanteria, la linea dei tiratori si affermò come forma prin-
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ci pale di combattimento, poiché non solo si co1n~a~tò ti.a enira m.be _le parti iu tale fo rma, ma in generale non fu possibile rntr~ch'.r~1 ri parti chiusi per impiegarli nei fu ochi a. salve, c.ome v~le.nt1en :;1_pratica nelle manovre del tempo di pace. Lu fanterw cosLd1$posta e atto a svilu ppare il fuoco nella sua m:issima potenza, respinge facilmente lu cavalleria :;c11za bisogno cl i ricorrere a form e cccczional i, e vu all'assalto con grandi' rapiclitit; e si noti che malgrado la polen~a cleci:,iva acquistata dal fuoco a tli,ta nza considerevole, questo rnnane tuttavia l':itto preparatorio, mentrr l'atto fina le della lotta , l' ultima ra.,.ione ciel fante, ò sempre l'ass.. lto allu baionetta . porò da nvverti,·o èhe l:i violenza dol fuoco e le perdite s~raol'dinarie che ne deri vano, men tre richiedono 1111 rinforzo contmnato della li nea, cost1·ingo110 nello ste~so tempo le truppe che si :.wanzano serrate a scioglicr;:;i pron111111entc e n fon dcr:;i ncll:i line:i sies~n . Questo for.to prodnce nna moscolaozn iuevitabile di ri p(l l'li grand i e piccoli, che aggrava som ornmcn le lo fl ifficoltù della direzione, etl i.nduce a cer-: care tutti i mezzi morali r matcri:ili atti n cou,crvaro ai cnmandanll il 'necessario a,;ccndentc sulle truppe, anche nei momenti più dilTicili. L'istruzione e la disciplina ria uua parte, lo sch icr:imen to p<'r . ala dall'altra , :;ono 1nczzi· che vi possono contribuire. La campagn~1 russo-ture.'\ nou ha portato nes:-uoa nuo:a n~an!f~stazioM nella tattica della ran teria. I Turch i esagerarono 11 princ1p10 del fuoco a grandi distanze, ma si mostrarono in pari tempo mollo abil i nel rifornimento dùlle munizioni. Se però invece di combattere in difensiva avessero dovuto pre11dern l'offensiva, tnle metodo sarebbe stato assolutamente inammissibile. [I principio che regge la tattica fo rmale, come ,i deduce dall'esam~ degli ordinamenti o dei modi di comba ttere usati in o~ni tempo, s1 potrebbe co:-ì esprimere: la fo rma tattica deve cnnsentirc l':itti vità collettiva del rna.,.oior numero llossihile di combattenti nel mo111cnto dece cisivo. [n tale caso il progresso 11olla lattica 11011 ~olo deve n,irarc nd accrescere il numero di quelli che conl'orrono all'atLO decisivo, tna ezianclio a fa r sì che il loro concorso ,-i manifesti t:into col mezzo delle fot'ze fisiche quanto con fJ.U ell_e dt•ll'intel letto. La te11clo111.a costante che :;i verilìcn nel combattimcnlo ad estendere la fronte prolungautlo le ali, che è effetr.o della fluicli~ù della forma stessa, ris ponde al bi,;o,mo di accrescere col numet'O lo sforzo materiale; la curu poi che pr~~so ogni esercito si pone nello sviluppare il sontimeuto d'iniziati va individuale risponde al l'al tro bisogno del coo corso delle forze intellettuali .
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Il LA MANIERA DI COMBA 'fTERE DI OGNI TEMPO
Il seguente brano, ohé serve di chiusa al libro, merita di essérè riferi to: « Uno sguardo alla storia delle lotte ci mostra i mèzzi è le fohne diverse che si snccedettero nell'impiego; i Romani con la mobile legione vincono i G'reci che cornbattono in massa profonda ; nei tempi feudali si combarte a e.avallo, i lanzichenecchi ritornano alle colonne profonde di fanteria. « I battaglioni di Federico sviluppano la potenza del loro fuoco co1i1battendo in linea serrata; la ri voluzione francese porta ancora in auge !'arme bianca e l'attività individuale; i veterani di Napoleone si gèt~ 1ano ·sul nemico in colonne profonde, e il presente cerca nell'itnpiego di masse sciolte il modo di utilizzare l'efficacia grandissima dell'al'me da guerra perfezionata e l'intell igente cooperazione dei singoli soldavi. « Mentre le forme della lotta così si avvicendano per l'effetto delle molteplici influènze intrinseche ed estrinseche da cui sono dipendenti, la sola virtù guerresca deve invece rimanere costante. Essa ha ora le sue radici nel sentimento particolare della nazione, pènetra nel popolo per mezzo dell'esercito, e si manifesta tanto nelle istituzioni niilitari della nazione quanto nel modo di combattere. « Le istituzioni militari più perfette sararino semp:re. quelle che sapranno fìOrtare tutte le forze popolari allo stato di me'zzi di guerra e tattièamente impiegabili. Gli interessi civili e militari devono fonders'i nel sentimento lrnzionale, non mai separarsi. L'esercito che provenga da nazione così costituit.a non mancherà mai di trovarè la maniera dì ·combattere a lui conveniente, e quèsta non resterà mai in ess·o allo stato di form a inerte •.
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.1,,a ' tlispe,•sione dei •nalatf. e . reriti f.n g,eerra ed i treni-ospetlalt, del dott. RAFFAELLO DI FEDE, capi-
taino medico. di peria, 187·9.
Roma, tipografia degli stabilimenti milit~ni
'1a Rwisia, hb citalo ' (1) con oµore questo notevole lavoro 1n'eòirè andava pubblicandosi su l Giornale di med:i,ciha ·niilitare, ed ora che, 1 raccolti in un volume i vari articoli, si presenta come uno siud io compleLo'. crediamo far cosa gratti ai nostri lettol'i off1:endope trna t·as'segna. ' Il libro cousli di tre parti . La 1.. Cenni std1·ioi e genera:ti,tà. /:lei l(rasporti. Non fu certamente nè lungo nè rapido il cammino percor$o dall'idea' umanik~ria di mi"liorare la soTte dei malati e foriti in guerd . 0 Sino que,;ti ' ultimi ahni 1e nazioni , arlche più civili , fui'ono quasi inditforenti ad apprestare adeguati soccorsi a coloro che affrontavano la morte. Sotto Federico il Grande si diè principio ad di'dinare 'trasporti regolari, Iila con mezzi, oltre ogni dire, scarsi ecl imperfetti,. Nè <rrandi JH'O"ressi si feqero nel · 1uogo periodo di gigantesche bat'. tagli~, elle pas:ò su!l'intìera Europa durante la repubblica ed il primo \impero napoleon ico, ma lgrado gli assidui sfor~i del J~ar'.·ey. ?iù tar?i, efnzi dopo la prima mot11 del nostro secolo, 1 trasporti dei malati e !triti nella guerra d~ Cri~ea furo'IlO ~a~ti così_ tris~_i co~clizioni che "t.ll"O . no i brividi a leo<rerne lo descrn1om negli. scnuor.1 dol t.eropo~ O V~ ( ·chter, Baudens). Devesi al· genio inventivo ed all'operoso senti-
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G. V. M.
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mento di carità degli Americani, durante la guerra <li seùe:;siouc dal 486~ al rn6B, l'aver dato all' idea dei soccorsi ai feriti uno sviluppo cosi esteso e mezzi tanto ingegnosi e grandi che prima di quel LOm po sarnbbesi creduta follià il proporli solta nto. Co11tiuuaziotie e perfezionamento di quanto fu iniziato da loro · può dil'si ciò che ò stato fatto negli ultimi cruindici anni in Europa, nelle guerre austro- italoprussiana, franco-germanica e nella recente turco-russa; che è quanto è riferito dal!' autore nel primo capitolo. Nel secondo sono esposti i danni del l'agglomerazione dei malati e feriti o i vantaggi della loro dispersione, con la qpa le si provvede all'igiene e al buon esito delle cure, scongiurando pericoli più gravi delle feri tè stesse. Al giorno d'oggi, dice l'autore, non vi ha chirul'go che disconvenga essere d'importanza nwggiore sull'andamento e guarigione delle ferite le condizioni degli ospednli che gli atti operativi . Quando poi si considera lo sterm inato numero delle perdi te avute in alcune battaglie (quella di A.ustel'li t.z diede il ,.36 °/ 0 dei combattenti agli alleati; quella di Chickamanga il :H ¾ ai confederati; qnell.1 di· Vionville oltre il 20 °/ 0 ai tedeschi vincitori) ; quando aO' immenso nunrnro dei feri t.i rimasti in cura dopo le battaglio, rapidameute succedentesi, si aggiungono quantitil ancora maggiori di malati per tifo od t1 ltri morbi epidem ici, appare chiaro pure ai meuo veggeut.i come sia impossibile curare nei luoghi stessi, o nelle ·immediate vicinanze · una massa ·urnto. smisuratti di sofferen ti . I~ non t1d essi so ltanto, ma agli eserciti éd al. paese produce la loro dispersione benefici effetti; rimovendo i fomiti d'i nfe1.ione cbe presto o to3rdi attaccherebbero le truppe valide ; tenendo libero il terreno delle oporazioui guerresche da tutti i non valori che incepperebbero le mosse dell'esercito e imprimerebbero anclw un'azione sconfortante $111 sentimento morale di esso; usufruendo, in fine, i mezzi di soccorso e la caritil del paesu intiero· e conservando con ciò il pct'sonale e il materiale sauit,1rio dell 'cserc;ito sempre prnnto per le prime cure sul campo e negli ospedali di gucrr-a. t e ferrovie sono oggi il mezzo più pot.entc e celere per disseminare, ovunque possano essere curati, i malati e feriti degli. eserciti c:ornbattenti; ond'è che quasi tutti gli Stati d'Eurnpa hanno provveduto con regolamenti ad ordin.1re in tempo di pace quanto è mestieri allinchè esse ~ei,vauo a compiere in caso di guerra la gt~we bisogna. /' La seconda parte dell'opera tratta delle ferrovie e dei t1'eni-ospeddli in f t<tlia, e nel primo capitolo si t1ccenna alle ragioni per I,! q1/ati l' instituzione dei tren i- ospedali è rim:,ista presso di noi allo statd di sem plice progetto. Princigalissinrn difficnltù sono state le no:;tr i an-
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gustie finanziarie. Ma se non a questo, agli .altri ostac?li d'ordine .tee-· nico o amministrativo l'autore si propone d1 andar~ rncontro e liberare la strada. Comincia perciò nel seguente capitolo con una sommaria descrizione delle nostre reti ferroviarie, continentale ed insulare, e ne dice le varie linee, i tronchi, i valid1i alpini ed appenninici. Segue facendo l'enumerazione del materiale mobiie che le nostre societìJ ferroviarie possedevano al ,f O gennaio 1878; ne specifica lc.locom~tive e i veicoli ; descrive rninntamente fra questi ultimi le vane parll onde si compongono i carri costrniti per merci o hestia1'.1e, me~lio ac~c'.nci ad adattamenti speciali per servire al trasporto _de.1 malati e .f~nti. Nella preparazione dei treni-o:;peclali due sistemi s1 trovano eh lronte: l'uno, cosn:uin~ a nuovo, espressamente , tutti i veicoli del treno al solo LlSO di trasporto d'inferrni, come banno fatto i cavalieri di Malta in Austria<~ non poche società di soccorw nelle ultime guerre; l'altro , allestire il treno- ospedale con carri da merci dèl traffico ordinario, aprendovi delle porte nelle testate per istabi lire 1:intercomunic'.1zione del treno e aggiuugeudovi altri minori adattamenti. Questo l'argomento rlel terz? capitolo, e l'autore accetta ti secondo sistema , del resto ora prevaleiite negli Stati che hanno provveduto all'umanitario servizio. Dopo ciò, descrive con molte particolantà, rappresentandole anche in cinque Lavole figurative: le modi~cazioni. fatte ad alcuni fa rri delle-ferrovi e romane dal maggiore medico Tosi, che . p·er ordine del ministero della gnerra ne fu incari~ato . cl.al. ca.mando del corpo di stato maggiore. In una sesta tavola ti dot~or D1. Fed~ pre~enta un proprio progetto ,cli modificazioni ad nn tipo di cart~ delle ferrovie meridionali per ridurli a vagoni-ospedal i. Ci duole d1 non poLer seguire l'antore nelle particolarità della descrizione del mo_: dello di treno-ospedale eseguito presso cli noi, che, giunt~ al!o stat~ di larva, rimase sven tur·atameote tale. Esponendo quanto .lu fatto nei treni-ospedali esteri , specialmente della .Prnssia, del Wi.irtemberg e ,della Baviera, dimostra che il sistema di fÌ$sazione delle barelle, me~iante mensole triangolari di ferro, in v.entato dal d?tt. T~si, è. migliori; ~Ile i si stemi a lunga o corta sospensione adottati dagli altn . Segue dÌscofrendo dei mezzi in passato adoperati per dare ai carri merci la eia ticit.à conveniente a veicoli d'informi , e descrive quello proposto dal\J3rokmann , di St)]tLgart, consisumte nel disporre in tal guisa le lastr\ delle molle d;l lasciar funzionare solt~nto quelle eh~ b~st~no a dare. ,elasticità prop'.>rzion~le ~I novello .car'.co ;lel carr~. 1;' espediente del B1Ì.O kmaun, che 11 prol. B1llroth chiamo I uovo d1 Colombo pel tra.sport dei feriti nei cani merci, è oggi quasi generalmente adot-.
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tato, ,negolàndolo colit l'esp{\lrienza -inelle Yarie specie dei veicòli. ;Sono poscia, es~osti ~li ,esperimen~i· fatti per detern'linaie la disposizione che ,fu .data a1 · carri delle, ferrovie romane e meridionali, usati nel m'odello 1Le oonse di prova, compimento 1pratico deofi'studi, di. treno-ospédale, . . b ' musc1rono · egregiamente (1) , e, ,il i risultato sanzionò anche ,presso di noi la felicè .. scope-rta del Brokman.n. , ,, , . . 9uist(one•. importante è qu_eJla. ·se debba ul:ro, Sta,to adottare un •tipo umco d1 bar.ella atto ad ,og,m , trrasporto ,e ,nei campi di batta~lia ~ nei ,oarri d'ambulanza e nel veicoli ferroviari. ,..L'illustre Billroth ~-che era faut?re del tipo_ m~·i,~o, si è ,ultimamente schiei·aito fra i più.~aldi sostemtore del prmc1p10, 0pposto., Con, lui . consente il D·i Fede,, e minu:iamente d~sc11ive il lettuccio-harella studiato e , pro~osto ,dal Tosi •nèl -~opta~~n~1o~ato 1~odello ,di ·tteno-ospedale . .iEsa,mina poscia quali fra 1 va,~·1 tJpl _d, ca,r~_i delle ,nostne ferrovie potrebber0 più1faci.lmente rid,u m: ·med:1ant~ l_ mtercomun!cazion_e, . a ..serv!rè ,pei treni'-ospedali; · e ·combatte I, obb1ez1011e ,messa rnnanz1 dalla sùcietù dell'alta ·Italia che i vagoni merci nel traffico oi'dinario ,si sconnetterehhero sotto i '.,rossi pesi, se · per predestin~rli1al servizio sanitario fossero provvisti di ::,porte alle testate. La socrntà stessa -proporrebbe invece di adattare,per carriam~ulan~a le :ettu,re ,di 3a classe, costruite in modo che sì.potessero toghem 1 sedih e avessèro delle porte alle testate ·per ista,hilire alla occorrenza l'intercomunicazione. Nessun ·dubbio ehe l'idea è b'uona . anzi, migliore della . studia1ta r,iduzione dei carri merci; peccato tutta vi.; che •non si possa o voglia applicare alle vettuve esistenti, :ma a cruelle da costruirsi . . ' ~oll'~nèmi11, onde . soffrono le nostre società ferroviarie, non è sproposito 11, crede11e che nemmeno fra 50 anni ne avremmo un numero .sutlìcie?te a! bisogni. Pur iiroppo in questo caso,. come quasi sempre, ,ba nag10ne 11 proverbio , che il meglio è. nem'ico del bene. Per la ve, ri_tài_se, v.ogliamo trov.arci. pronti ad eventi che non è in' poter nostno d1. ,r1ta11dare e· possono incoglòerci quasi da un ooiouno. all'altro , è me. s&,en ,.ap-pog:giare ,con .calore la proposta dli rid11zione pr,opuonatar dal ,Di, Pede1 1dal Tosi e da non pochi altri. I ;~u~.st~ è. la via !enuta }1 _a.f.tri St.ati: il go~e1ino a~1st1:o-ungarieo } a ·?re:;011tta ~na. cons1mde.' .1'.duz,onè_ p~r oltre 500 vagom, da esegtVrsi m proporfton, dalle soc1et..:'I• fer.roìV1arie e a loro spese ; pmpa fi aosi I')
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Oispensa..v., Stdta_composi.:ione dei convogli-oape(fali, e Dispensa Xl Oaserva.nom at cenno \:r1tié'o, ecc., 'fra gli .' arlicoli biblib'gra'fio'i dellà Rivista del pas/4tò anno.
(lQU ci@ . un , immenso materiale col quale ,pu@ al, bisogno costituire più: 1 dji,20 treni,0&pedali . È ,questo il, caso ,che volere .è po~e~1e. . _'
Nellot•stesso. ,éapitol.o terzo sono esposte le .panucolan ta, ngua,rda~t1 : la ventilazione e il risca ldamento d0i veiroli, . l'1impianto ,delle Ja,tnne e quanto ocGorre per . le vettune dei med,ici·, e pei .vagon i da , bagagli, la cucina e il magaziino. ,, Oltre ai 'trerii-ospedali i .. ch'e servono , ,esclusivàment~, a tra&p?rtareferiti é malati a, grand,i ·distanze, si possono·. •Ìffi\)l'Ov;v~sare _altri t11a~· sporti. per distanze. relati'Ìamente brevi , col materiai~ .eh car~1, da. ~1~r?1 e 1cla bestiame impiegato a, 1\ifornire l'esercito. Per 1, malati ,o fenb11, ; iil.i gnado di viaggiare .seduti, bastano p~nclie m_obili:; pe: 1~J:iufe.rm!· gna;vi da traspor.tarsi ,sdraiai.i è necessano escogitare speciali modi d1, adattamento dei carri, ma tali però che possano ,estemporaneamente, prepararsi. Il migl,io11e dei provv;edi,~enti, fino.i:a, è senza parag0ne quello del genenale 11nsso ·Za.vadowsk1, secondo 1,I quale uu. qualu~crue carro . merei si puù, afattare ,a tener sospese otto barelle , meqiante quattro grossi canapi tesi fra otto ganci fissati a distanzà opportuna alla pante , superiore delle ,par.eti• laterali. , , · · . tiJn bueve capitolo. Sltlle stazioni e le .Jit:rne in rapporto aJ movimento dei treni-ospedali, termina la seconda parte dell'o_pera . E ·noto ch~1 il 1 numel'o dei veicoli · ,d'un trèno d1ipende dalla specie· 'della 11locomot1~a e d,alle eoncJ.izioni altimetriche del,la linea.· Dopo ,matnre considera1.ioni l'autore fis,;a a 2.4- iveicoli la composizione di un weno- ospedale 1ant0 a percorrere ,invariato tutte le nostre linee ,. eCGezion fatta , di_ a!cun1 valiohi con , pendenze superiori. a:I 20 per ~1 11~, ·~· sono quellJ d.1Sai~ ' Giuseppe in Cairo · (frn. Torino e Savona), dei 1G,_ov1, della Fon1etta, ?e1, Baldiuini (fra Spoleto e ·Terni), della Star.z~ (IT~ Mo'.ltecal v~ e Pia_-nerot.tolo). La hrnghezza di ,queste rampe va111a ,da1 ·101a1 el11 lomet111'. e ·sol.taut0 ·pel, ,tempo necessario a percorrere quel -tra~1.1 11: treno-ospe- • 1 ' dale ·dovrebbe ,esser d.,mezza to. ·· · ' " · . ' ' ,,,· · ,. li.a,.par,tè terza che rig,~1ard~ i tren,i,- ospedal'i, ·in ·mov~nl~hto, _·, è fa i pitì importante, come· q,rteUa che contiene le c011s1der:az1oni 1_e ''.' pre-:· cetti deUa scien21a ·medico-chirurgica applieata,, alle <mr·e 1e ,m b1sogn1 specia,li derivanti da questo ·strnord inario,.m.odo di rico,':'e_rare _infe,,rni . e ferit1. Nel. primo capitolo, esposta qual ·sia ,]a com~o~1z10ne 1h Ger-: mania ed ~ustria, di ,un , trsno~ospedaJ'e,, . l'auitore fa nlevare qua·nto deve necessariamente differirne iii ,nostro 1ip I1umero di , assi a di freni per l.e ,condizioni proprie della 1:ete ferroviaria itali'ana . Ap])oggiato al reGiso , r.aroce dei medic;i , che, nella g~er~à . fr~nco-?er"?a,~1::a ebbero agio di sperimentare. in11 grani1i ·proporz1@m J b1sogm e I es10~nze tutte 1
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,di tale servizio, il dott. Di Fede proclama che il comandante del treno deve ~sser: un uffi~iale medico, il qnale, a tutte le cognizioni della propna scienza, unisca la conoscenza del serviiio ferroviario nelle varie sue partir.olarità e nell'insieme . . Oltre al persona le ferroviario, il treno- ospedale deve avere medici e '.rn numero di assistenti e d'inJermieri proporzionato al numero dei veicol! P:r '.nalati. Tr_e _medici e 27 individui di per~onale inferiore sono mcltcat1 come 1mnim,wrn indispensa bile pel nostro treno. · Le manovre di carico e scarico dei malati e feriti, le considerazioni -chirurgiche_ ~nl t1:eno in movimento, l'a limentazione nei treni-ospedali e la_ l?ro dismfe~wne, ~ono l'argomento dei quattro ultimi capitoli. Il tecn1c1smo p:opno , d~gl1 oggetti trattati. non permettono di darne qui un ~u.nto. C1 contentiamo perciò di dire ai nostri lettori, specialmente rned1c1,_ che non troveranno in alcun libro, pubblicato presso di noi, svolto il tema con maggiore ampiezza e conoscenza pratica . La trasportabilit.à dei feriti è verainente di competenza affatto medica; ma l'averne qualche cognizione è utilissimo a qualsiasi militare che per ragiot'.i di uftì~io poss_a trovarsi in obblig•> di ordinare lo sgombro dei luog~u ove. g_h evenll della battaglia o della campagna hanno fatto affiu1re le v1tt1me della guerra . Concludendo, diciamo che del volume datoci dal dott. Di Fede era ,,eramente sentito il bisogno in Italia, ove l'instituzione dei treniospedale, SB /~ ancora quasi allo stato di pio clesi<forio nell'amministrazione militare, è poco meno che un mito per l'universale dei cittadini. Questo libro gioverà a p1~rfe.zionare le coanizioni che ne hanno gi~. i colleghi milit~ri. dell'autore, e $1lrà utilissimo poi a chiunque, militare ~ no, voglia avere una esatta cono1,cenza di questi ospedali a?1bulant1, h_anno avuta una sì gran parte a risvegliare e ad escrc1tare la ca'.1ta c1tta~rna nelle ultime guerre. Auguriamoci che l'opera del dott. D1 Fede dia la spinta decisiva per fare che la formazione dei treni-ospedal_i passi dal carn po, completamente percorso, dello 5tudio, .a qneHo desideratissimo della pratica esecuzione. L'egregio autore ci permetta, mettendo termine, di fare un'osser~azione,_~ voglia tenerne conto in una seconda e, auguriamogli, pross'.ma e~1~10ne del suo v?lume. L'opera si ri5ente alquanto della speciale or1~me~ ?h~ ebbe, _di articoli messi in separati fascicoli di giornale; d~nde r1_pet1z1on1 non rnfrequenti, ordine non rigoroso di esposizione, sti le e lingua ttilvolta trascurati . Sono piccole mende che non invalidan? _il pregio intrinseco dell'opera; ma se anche di queste potesse farsi immune, non diventerebbe, oltre che buona, anche bella 7
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L'indice più approssitnativo per la scelta del soltlato e la tli,unet,•a,i to,•acica in soslih•~•one dell,, n1.isu1•a periferfo~, del dott. R.. MONTI, capi tano
medico . - Roma, tipografia degli stabilimenti militari di pena, 1880.
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L'indice, per dirlo con le parole dell'autore, sta nel ra,pporto costantemente. yrad1wle tra il JJeso del corpo e la perirnetri,a toracica, che egli vorrebbe sostituire C<!q la d:iametria. Criterio della ·Validità alle armi è per alcuni il rapporto delta statura col peso; per altri, e sono i più, il rapporto del la statura col perimetro toracico. Il dott. Monti , riconoscendo poco attendibile il primo, migliore, ma insufficiente il secondo, ne presenta un terzo, tutto sno, non mai espresso da alcuno degli autori italiani o stranieri, ed è il rapporto delta cnbatura dell'area polmonare col peso del corpo. Egli vi pone a fondamento questd, poco felicemente formulato, assioma: « che il perimetro toracico non smentisce mai alla bilancia il lavorìo fisiologico dell'organo ossigenatore del qna le ne descrive i confini e rivela il frutto delle siwrnr.ta.morfosi in sald i e vigorosi te~suti ». Le metamorfosi di chi? Esaminata brevemente, con dati rropri e di altri, la qnistionr,, del peso risprmo all'attitudin e per le armi 5celte, ne deduce i dne corollari-_ seguenti : a maggior am piezzn toracicn maggior pe:,o, e, ;J maggior peso, che p1·esuppone, un'esubera nza della cubatura toracica, rn3ggior refrattarietà 2llc cause morbigene; i quali, per avere qualche valorenei confrouti, pare ,l noi dovrebbero essere preceduti ~a un altro termine, cioè, nel egnaglianza di statura e cli condizioui fisiòlogiche, etniche, ecc. Post.i in modo assoiuto, come fa l'autore, deriverebbe (dal secondo) che i reggimenti di granatieri dovrebbero aver perdite per morialità e riforme sempre minori che gl i a!Lri corpi , meno di essi pref-tan li per le qualità ponderabili degl"individui; ciò che non è stato dimostrato d3ll11 statistica, non ostante che la cerna dl:li granatieri sia ora, in causa del loro numero ridotto, curata molto più che non quando erano quattro volte tanti . Il ragguagl io del pew alle varie misure del perimetro toracico, come fu trovato dall'autore su 4750 inscritti del le classi 1854-, u5, 56 presso il 6° reggimento bersaglieri, è esposto nel prospetto N. ~. Dai. risul-
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r 112 tamenti di questo e dal tracciato di una tabella grafica rappresentar~te il p~so medio comparativo fra le reclute di un distretto, di un reggimento di bersaglieri e di un altro di fan teria cli linea in rapporto ai 'vari petimetri del torace ·, l'autore è invogliato ad azzm·dare la proposta di stabilire il peso minimo di 5,i, chilogrammi alla perimetria toracica di 80 centimetri; sembrandogli di. non iscostarsi dal vero assifrendo ohe ad ogni, 5 1centimetri si riscontra un aumento di 5 chilogrammi; ciò che equivale ad un chilogramma di peso ad ogni centimetro di periferia toracica . Aggiunge che : dovrebbero dichiarnrsi sospetti cploro che con oltre 85 centimetri prr.sentassero un peso minore della minima sopradetta, qualunque sia la statura superiore alla minima regolamentare per l'idoneità. Tranne che in questo caso, l)Olla proposta non si tien conto della sfatura, rtuasichè il più o il lllono di questo elemento non po:;;sa modificare il giudizio sull'attitndinc al servizio 1,11ilitare dell'iu::;critto, che si trovi di avere il poso d::tll'autoro riconosciuto proporzionato alla cu batura toracic:1. Ma è poi veramente dimostrato dal prospeuo sopracitato che fra pe~o e peri 1;netria toracica vi ò rapporto costa,1~tt1m,ente g-rcidnale 'l L'outore confessa che la progressione delle medie uei singoli perirnetr,i · non è matematicmnente :;calare in cour,·onto cli quelle elci peso, e che di véuLa poi ca,pricciosa,. e da non intorroga.r si dalla perimetria c!i 89 centimetri in :;u. A qu este esplicite dichiarazioni , che vulnerano già co:;ì gravemente la proposta, si può aggiungere che l'esame delle cifre, da lui tenute per concludenti nel prospetto , fo scorgere differenze grandissime nella progressione tlclle mod ie; tali talvo lt(I clrn i tèrmini della soric rostnno invertiti. ~ccone degli esempi: ~ella classe 185i al perimetro toracico di s ,1 cent. cnrrisponde un pe:;o medio di clii log. f.> 6,MO; al peri metro toraciro di 82 ccnt. corrispondo un poso medio di chilqg. 56,890: al perimetro toracico rli 83 cont. corrispondo un peso medio di cbilog. 58,200 . , Donde uri aumento di grammi'250 fra i rluc primi e, di chilog. ·1,:H O fra il secondo ed il terzo. \:ella classe ·'1856 iI poso medio di quelli che aveano il p. t. di 83 ccnt. fn di chilog. 60,720, e il peso medio degli aventi 8ft. cent. di p. t. si trovò essere di chilogrammi o9, 770; questi ultimi quindi aveano un chilogramma circa di peso di meno, · benchè avessero un centimetro di più di perimetria toracica degli altri. Altro elle aumento costantemente gradualB! In conclusione, da qnel prospetto ci pare di mostrata una cosa gii1
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nota, essere, c1oe, il peso un elemento per tante cause così variabil e, che non si possa farlo entrare nel calcolo della determinazione dBll'atti t,udiue mi li tare se non in casi ecceziona li , o, tut.to al più, associato iu giusta propòrzione con ; li altri due più imporLanti elementi: la st~tura e la misura toracica. Non i~ poi secondo le buone regole de1lu stati. tica e déll 'an,tropologia il volere stabilire il peso medio che corrispondo ad una data perimetria toracica, specialmente la minima richiesta dai nostri regolameuti, dedu!'endolo dai pesi parziali cl i so l.dati di.diversa et:\, razza , ecc., i)Ome altri , uon il dott. ì.Vlonti , ha fatto. Più degna di considerazione ci sembra l'altra proposta; sostituire, cioè, alla perimetria toracica, presa nel modo regolamentare col nastrino metrico, la d:iamet-ria, ossia la somma dei due diametri, l'-antero posteriore e il bilaterale, del torace, rilevata con un particolare strumento (il compassn di spessezza modificato opportuna men te). I vantaggi della diametria sono, secondo l'autore: l'essere presa su punti di ritrovo meno oscillanti che non quelli sui quali cade la perimetria , don de maggior esattezza n<~lla va lutar.inuo del la capacità respirntoria, escludendo da lla misura dell'arca toracica le quantità Yariabili e negative rapprr.;;entate dallo ,;pessore del pannicoln adiposo e di alcuni mnscoli; il f'nr couoscere le anomalie di forma del tornea, le qna li ;;fuggono al la misura perimetrica. Su 133 inscritti aventi la misura rcgolamentarn minima di 80 ccnt. di cin·,onfenin.za del pcuo, l'autore stabilì le cifre medio di 18 cont. pel diamelro antero-posteriore o sterno-spinale, e di 26 CQnt. pel dia-metro bilaterale o birostale; rlonde la misura perimetrica di 80 cent. essere equi va lonte alln diamotrica cl i ,\.~.. qua1~t11 è la somma dei rlnediamctri. Nel prospetto \. 2 i' ripol'laLo il cu11fronto dei vari perimetri (pre,-i col nastrino regolamentare) con le cifre diametriche. L'autorl! rnp µrc!senta in ta vole gr11fiche le suo ricerche, sciogliendo le questioni: in.qual propor1.ione percentesiruale si presentano i diametri sterno-spinale e bicostalc? ComB dalla somma dei due diametri si possono ricavare gli equivalenti al la misura ddla circon ferenza toracica? Quale analogia si ha tra il peso del corp,> considerato in rapporto alla diametria toracica ccl il peso in relazione alla misura periferica? Fa poi giusta mente osservare che il difetto di uno dei due diametri pnò solo fino ad un certo punto rimnner com pensato dall' aumento dell 'altro . Il difetto acl nn grado maggiore indica un'aooma lifl del casso toracico è da tenersi perciò per motivo di non idoneità, non ostante
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che la somma dei due diametri corrisponda a\ la misura perimetrica regolamentare. Così, un inscritto il cui diam\tro antero- posteriore non raggi unge i ,J6 cent., dovrebbe essere riforfr\ato, benchè la somma dei due diametri, per la prevalenza del bilaterale\ sia di H-, eq uivnlente perciò al la perimetria di 80. Alle obbiezioni tecniche, che potrnnno farsi alla proposta, prevediamo che se ne aggiungerii una pratica, ed è che l'uso del compasso richiederà maggior tempo che quello del nastrino . Rispondiamo a questa che l'obbiezione poteva· aver valore quando i·medici mili tari non aveano obbli!e!'.o di misurare con uno strumento identico, o simile, i diametri del c;po, come fanno ora per soddisfare }'esigenze del fogl io sanitario, adottato nel pas:,ato anno . E se l'adozion e cli quel foglio fu inspirata dal desiderio, anzi dal bisogno di cercare i criteri migliori per la scelta del soldato, ci sembra che la proposta del dot.t. Monti meriti non solo di esser lodata. ma sper,imentata su più vasta scala per mano di s'perimentatori che n'abbiano ufficialmente l'incarico. Essa ha l'a pparenza di un metodo più scientifico che non quello usato da noi; i pregi, se sono. reali, e così i difetti e le difficoltà, verranno allora meglio 111 luce, e si potrà con piena cognizione approvarla o rigettarla.
I codici 1,enali nailittu•i pe,• l 'esercito e ,.,e,• l'a,·•nata ,lei -,•egno tl'lttditi, comparati ed il lustrati dal1' avv . ISIDORO iVIEL. - Napoli, tipografia Gargiulo, 1880. - Un grosso -vol~me di 791 pag. - Prezzo lire 15.
Ecco un nuo vo libro dell'avv. Mel sul codice penale militare. Nel breve giro di pochi anni, al commento al codice penale per l'esercito, a quello al codice di procedura penale comune, di · cui venne già pubblicata la terza edizione, ne ha fatto seguire uno nuovo ad ambedue i codici. pena li militari per l'esercito e per la marina. Chi conosce le precedenti pubbl icazioni dell'infatic&bile compilatore non ha bisogno delle nostre parole per comprendere la pratica utilità di questo suo nuovo lavoro; ma siccome in questo viene più ampiamente svolta e commentat"3 la dottrina e la giurisprudenza della nostra legislazione penale mi li tare, stimiamo .opportuno presentarne un breve riassunto ai nostri lettori. · Apprendiamo dallo stesso autore che l'incarico di apprestare un
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commento pratico al <i:odice penale militare marittimo approvato colla legge 28 novembre 1869, gli venne aflìdato da ll'a ttuale ministro della marina, contrammiraglio Acton. Percbè il li bro avesse davvero a rispondere a tutte le esigenze della pratica quotidiana , così nei tribunali terrestri e marit.timi, come nei consigli di guerra a bordo, parve al compilatore presceglierc a tipo dell'opern il codice di marina, e con. frontarlo al codice per l'esercito col quale ebbe contemporaneo il coordinamento, onde così rnetteq1e in rilievo le differnnzc e le dispogizioni ad entrambi coimmi, per quindi illustrare l'un testo e !'.altro colla scorta principa lmente dei giudicati del tribunale supremo di guerra e marina, emanati dall'epoca della sua istituzione, cioè dall'anno ·1860 sino al presflntr,. Ma non si è qui limitata l'opera sua . Al confronto dei due codici ed alle decisioni della suprema magistrat.ura militare, egli ha aggiunte le massime delle corti di cassazione e cli appello del regno, i riscontri ai codici penale comune e di procetlura pena le ed a tutte le altre leggi e regolamenti militari, nouchè I!~ istnizioni diramate con circolari dei ministeri cli guen:a e marina e dell'avvocato generale militare, in modo eia racchiudere in un grosso volume tntto il corpo èlel nowo diritto penale militare. · Abbiamo per prim11 la relazione a S. M. dei ministri della guerra, della marina e di grazia e giustizia, che precede i regi decreti 28 novembre 4869 con cui si approvarono i codici per l'esercito e per l'armata. Seguono le disposizioni che regolano la . pubblicazione, interpretazione ed applicazione delle leggi in generale, secondo lo sta.oc tuto fondamental e, i corlici civi le e penale, e la gitÌrisprudenza dei tribunali. Incomincia quindi il commento a'i singoli articol i dei due codici . In questi commenti sono riprodotti : Tutti i regi decreti cli amnistia e di altre indulgenze sovrane elargite per reati militari, dal 4- maggio •1860 al "9 gennaio 1878. Una tabella dimostrativa della progrnssione gerarchica nel regio esercito e nella règia marina. Altra simile dei corpi non facenti parte dell'esercito e soggetti, per alcuni reati, al codice ' penale mi litare, cioè guardie di pubblica sicurezza , guardie carcerarie, guardie doganali e daziarie. Gli elenchi di tutti gli oggetti di vestiario, di equipaggio, di armamento e munizioni dà guerra , coi relativi prezzi di tariffa , sia nell'esercito che della marina, la cui vendita o alienazione qualnnc1ue costituisce reato militare. La circoscrizione giudiziaria militare dei tribunali territoriali e marittimi .
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Un estratto della tariffa giudiziaria penale, 23 dicembre ·1865, irrvigore anche pei tribunali militari, per le indennità dovute ai testi moni e periti : Una nota di tu lli i trattati di estradizione conchiusi dall'Italia colle· varie potenze e governi, cfol primo col governo locale di Malta in data 3 maggio 1'863, al l'ultimo co·J principato di Serbia ·18/ 21 marzo.
1).n espediente per supplire ad un~ l11cuna del codjce. Da l che ne segv.e la necessità che àuche il duello sia contemplato nel eodicc mi litare, .,conle lo era nel codice per l'esercito sardo del 2.8 luglio 'I 840 abrogato ,con quello del 1° ottobre 4859, e corrte lo è nel nnovo codice ponale .militare dell' impero germanico . La patria girlrisprudenza non ha p0tuto sinora es\endersi a tut~i i <reati contemplati dai no,t.ri codici penali militari , perch/~ alcuni di -essi , ad onore del nostro giovane esercito, non ,ono mai accaduti. Uno è quello prev isto da ll'art.. 86 del codice per.l'eserc ito, coq·ispon.,dente all'art. 83 del codice per la marina, col quale è punito di morte qualunque genera le od ufficiale comandan.te che in aperta. campagna .avrà con grave danno del l'esercito, o parte di esso, ceduto al nemico, senza aver prima l'atto quanto eragli prescritto dal dovere e dall'onore. Le questioni che si riferiscono a qne~to reato vennero c\i!Tu.samente trattate nella requisi toria del pubbl ico ministero militare fran.cese nel processo del generale Hazaiue, da lla qua le il M.el, in. difetto ,di ginrisprudeoza it,.iliana, toglie opportunamente un bi·ano importante, riproducendo anche la .,sentenza pronuncia ta dal coniliglio di ·guerra della 1" divisione militare, e la rappresentanza avanzata dal -éousiglio stesso al ministro per la grazia del condannato. Complet.aµ o il libro un accurato formu lario di tutti gli attj giudiziali per l'amm inistrazione della giustizia penale nei consigli di guerra ,~ bordo, ed un copioso indjce alfabetico. Quanto abb iamo esposto basterà a dimostrare la importanza di que:;t~ pubblicazione. Non diremo già che essa sia in tutto pel'fetta , e che· non vi siano appunti da rilevare; ma i difetti sonò cos.ì pochi ·e lll ·inesattezze tanto leggi ere, che non v:ilgono ad oscurarne i pregi. Si sa che i responsi della magistratura, specialmente quando , come ·in Italia, non v'ha una su prema magistratura unica per tutto lo Stato, sono dettati da casi specia li verificatisi in circostanze, una dall'altra diverse, cli modo che non possono sempre elevarsi a massima gene..:rale; cosi accade che alcune decisioni del nostro tribunale supremo non solo si trovino i11 opposizione a quelle delle corti di cassazione ò di appello (come 'Jllestè fra loro), ma neppure con !oro stesse sian.o .sempre concordi . Nel caso del sergente di settimana che si asseni-a. ser)za permesso dal quartiere in ore di vietata uscita, il tribunale :;upremo dopo di aver deciso che questo fotto -costitui~ce i I reato di abbandono di posto, perchè la legge non fa distinzione tra servizio it~. '"tenno od esteroo e tl'a servizio armato o non armato (sentp.nza 27 marzo 1876), con altra gentenza posteriore Ol marzo ,)379) decis.e in sen5p
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Uno dei commenti più importanti è quello all'art. 168 codice penale per l'esercito ( 129 della marina), che tratta dell'abuso cli autorità. Il nostro codice punisce colla n•clusione mi litare da due a cinque anni il militare che, fuori dei casi di legittima difesa di se stesso e di altrui, di ricondurre nelle file fuggiaschi , ovvero della necessità di frenare l'ammutinamento, la rivolta, il saccheggio o la devastazione, u,erà per qualsia~.i motivo vie di l'atto contro il suo inferiore od un prigioniero di guerra . « Qua lora le vie di fatto (prosegue l'ar-· « ticolo) importino i reati conteroplati negl i articoli 258, 259, 260 " e 26,J, saranno rispettivamente applicate al colpe:vole le pene coi « detti artico li -stabilite ». In questi articoli non è compreso l'om icidio, ma sibbene le ferite e pel'cosse per cui segua la morte entro, i quaranta giorni rnccessivi al reato , le quali ( dice l'articolo 2.58) son.o agg'Uagliate aU'omioiclio e p1tn'ite colle pene corrisponden(;i. Ora se un superiore uccide un suo inferiore, dovrà essere giudicato per omicidio dai tribunali ordinari, o per abuso ·di autorità dai tribunali: militari~ Iu un recente caso di un ullìcia le superiore del uostro esercito imputalo di ..were 11cciso il soldato addetto al suo servizio persona le, la corte di cassazione di Roma decise per la competenza del tribunale ordinario ; ma le ragioni addotte a sostegno di questa tesi vennero· dottamente confutate da un eminente magistrato militare. La sentenza, della corte di cassazione e la sua confutazion e, colle quali viene .magistralmente svolta tutta la teoria del l'abuso di autorità , si leggono nel libro del Mel. Altro dotto commento è quello che riguard.a il duel lo i.J'a militari, di diverso grado. Il duel lo è un·reato comune, non previsto dal nostro codice penale militare, ma represso dal regolamento di disciplina. L'inferiore che sfida a duello il suo superiore, commette un reato di· insubordinazione? E il superiore che accetta, o che sfida l'inferiore, incorre anch'esso in un rnato militare? Queste cd altre questioni sono, state risolute dal tribunale supremo di guerra e marina con varie decisioni, nelle quali più che una massima di diritto deve ravvisarsii 1
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opposto, invocando il regolamento di disciplina 30 ottobre 4859 non più in vigore.I. .... E per tacere di altri casi, non ci sembrano tutte concordi le decisioni riguardanti le attribuzioni del la commissione di inchiesta . Di queste ed altre divergenze non si può fare appunto al commentatore; ma in questi casi il commento non potril offrire una guida certa e sicura nell'amministrazione della giustizia. . Quello che più ragionevolmente potrebbe osservarsi sarebbe che qualche massima o decisione non si trovi al s110 posto, che qualcuna sia oziosa od. inu tile, ecc. Cosi all'art. 10 (9 del codice mari ttimo) il quale dice che, per gli ufficiali; quando la pena della reclusione militare sia in ni ua per tempo non eccedente gli anni tre, vi sarà annessa la sospensione , ed eccedendo gli ann i r.re vi sarà ::urnù!<sa la dimissione, r.roviamo applicata questa decisione ciel tribunale ,mprÒJllo. « Viola aperta111ente la legge quella sentenza che , condannando un « ufficia le per prevaricazione alla rèclusionc 111i lil/l re per ,inni tre , " pronuncia sol tanto la sospensione e non la destiluziouc » . Riforira come co mmento al citato articolo, questa decisioue parrebbe in a perla opposizione alle chiare disposizioni dello legge; ma non lo è, perchè la d!)cisione deve invece riferirsi al successivo art. M, il qua le stabilisce che incorrerà nella destituzione l'ullìcialc condannato ad una pena di qualunque genere per alcuni reati in esso artiéolo indica li fra i quali la prcrnricazione. ' Inutili ci sc111brano le decision i riportate a proposito dc·lla formola del giuramento, per gli ecclesinstici, gH atei o razic,nalisti, dopo che colla legge 30 giugno 1876 ,·enne tolta al giuramento ogni apparenza religiosa, riducendolo ad una fo rma meramente civile, obblicratoria per tuui, senza di~tinziono tlì cullo. ,:, 'Parlando del regio decreto I I luglio ·I877, clw accordi> una assimilazione di rango a grado militare al personale ciyile della O'Ìustizia milit:we, il nostro autore inciampa nel regio decroLo 19 aprile ,1868, col qnalc è stabilito l'ordine per le precedenze tra le vario cariche e dignitil a corte e nelle funzi oni pubbliche; ed e!l.prime la sna opinione che gli avvoc,·1ti fisca li mi litari (compresi nella caleO'oria XI ove se. b guono i presidenti dei tribunali civi li e correzionali e precedono j procuratori del re) siano passati, rruelli dì 1• classe alla categoria VIII coi colonnell i e cnpitani cli vascello , e quelli di 2• e 3a classe alla categoria IX coi tenenti rnlonnolli e capitani di fregata . A noi sem bra invece che il regio decreto H luglio •1877 non abbia fatto altro che ,;t.abi lirr, l'ordine interno di precedenza dei funzionàri civili della rriu- · stizia mi litare, allorqu.anclo si trovano riuniti cogli ufficiali clel l'c:or1
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cito o dell'armata, e non quaudo concorrono con tutti i dignitari dello Stato; e che per ciò non abbia derogato al regio decreto 19 aprile 1868, come in fatto non venne derogato . Supponendo il contral'io verrebbero a collocarsi gli avvocati fisca li militari (che corrispou<lono ai procuratori ciel re) nella stessa categoria dei consiglieri d'appello e dni sostituti procuratori generali delle corti d'appello; e~ i :;ostituti avvocati fiscali nella stessa categoria dei procuratori del rè> E poichò l'avvocato Mel ha espressi alcuni desidemti-, che dividiamo pienamente con lui, cd ha riconosciuta la necessi tà di rivedere e riformare il nostro cod ice pe11ale militare, trascrivendo ' t'ordino del giorno votato in proposito dalla Camera dei dep utati nella tornata del 22 nprile corrente anno e confermato in quella del ,18 giugno stesso, avrem mo veduto con piacere clrc avesse anche accennato a qualcuna delle riforme più urgentemente reclamate. Noi crediamo che le principali siano: una più rnzionale costituzione dP.i tribunali militari, in cui introducasi un elerneùto legale a garauzia della rctla amministrazione della giustizia, ma non a solo vantaggio dell'accusa, come è presentcmcute; l'applicazione della procedura per citazione diretta e dinntissima, come inna nzi i tribunali curreziooali, e che dovrebbe essere onzi la procedura normalo nei tribunali militari; e l'estensione anche a l tempo di pace della disposizion e dell'art. 5o2 codice penale per l'esercito, riguardo all'autorilil iurnricata cli promuovere l'azione peua le, e conscguenlo modificazione dell'art. :_150 (397 codice marittimo). L'azione poualc poi reati mil itari rleve essere pubb lica cd esercitata d'n!Ticio, come stabi lisce l'art. 3o2 (360 codice marittimo); ma' cb i_ deve promuoverla dovrebbe essere l'autorità mil itare responsabile della disciplina dcll'es~rcito o dell'arn1:1ta, come i comandanti <li corpo·, comandanti di divisione e corpi d'armata, ed in taluni tnsi il solo mi -nistro della guerra o della m,irina , conforme statuisce il codice di giui;tizia mi li tare l'r:trrco:;e, da c:.ui venne copiato il nostro, e t.:oinc si osserva in tntli gli altri eserci i.i europei.
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P1•i1di, l'Z91'-IS6 6 .
moria <l i ERNESTO D'AGOSTINO. -
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UdìnP, tip. Seitz, 1880.
La storia del Friuli sin dalle guerro puniche comincia ad esser circondata da ta le irnportanr.a nella vit.a delb genti ital iche, che poche regioni della penisola vantano l'eguale. Colà splendide colonie romane,
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colà sanguìrJOs1ss1rne lotte qec;olari contro le irruzioni delle razze nordiche, colà dominazioni potenLi cli conti e di marchesi, grandezza addirittura di regno de' patriarchi sino al secolo xvr; colà popoli, misti di sangue specialmente latino e longobardo, al più alto grado gagliardi , animosi e,,,,oattaglieri; quella la via più ampia, ,più cono- · sciuta e piLL ritenpata dalle invasioni straniere. Gli annali de( Friul-i , accuratissimo e dotto lavoro del De Marzano, ci nar1;,lo in sei gross.i volumi le gesta dì qnesto popolo sino all'epoca de}la propria dedizione alla repubblica veneta in cui la sua storia tii fonde con quella della gloriosa reg~na dell'Adriatico e ne divide lo spl'endore; ma il De òfarzauo e gli altri scri ttori cli cose friulane non c!msiderano, nè, corno storici generali, potevano considerare, ~li ~VV<'l}i.m~ntì da l. punto di vista princìpa!e della guerra, ed i loro hbr1 non mmrno direttamente ad esclusiva utilità degli <:1.udiosi militari. "' Qu;:rnto poi agli avvenimenti con temporanei, che pur furono cotanto strepitosi ed offrono materia abbondante d'insegnamenti, vennero illustrati da storici insigni; rna niuno pensò di considerar I i essenzialmente nel teatro ov'essi iniziaronsi, o svolsero la loro parte prioci- · pa le. Cosiffatta idea trovò lodevole attuazione nel libro del sig. Ernesto D'Agostiui, il quale ci narra le campagne di guerra di cui il Friuli fu tentro dal "797 al 1866. · L:1 Memoria no11 è ricca di critica, ·ni~ 'di considerazio.ni o deduzioni intorno all'arte di guerreggiare ; ma i dati di fauo sono raccolti con esattezza e con discernimento. Niuno degli elementi principa li che si ricliiedonò per lo studio particolareggiato di una campagna vieJJe trascurato : i concetti ~trategici cui si informano le operazioni dei belligenrnti, la formazione cli guerra delle truppe, la 11ua li tà, quantità, nomi di essi~ e ·dei comandanti, le adunate, gli schieramenti, le località, i risultati delle singole azioni tattiche sono post.i in luce e nettamente designati. Tutto ciò fa cilita grandemente il còmpito degli studiosi, i quali si s.:i come spesso siano costretti di arrestarsi, di sLillarsi il cervello per la mancanza di una di cosiffaue indicazioni. Le storie più o meno generali vi tracciernnno le linee principali di un'epoca, vi additeranno i caratteri più spiccati che ha in quel dato tempo assunto il fenomeno cleHa guerra; ma chi vuol conoscere le singole manifestazioni dì quel · fenomeno per dednne com pieti ammaestramenti gt1erreschi, è mestieri che ricorra alle monografie, alle ana lisi minute delle campagne. Oggidì che la diffusione del sapere ha preso così grande sviluppo, che la neces-
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sità di specializzare la scienza è tanto manifesta e che là guerra, seguendo il moto della coltura, si è tanto ingrandita, il bisogno delle monografie è più che mai sentito; quella aduncrue del signor D'Anella . nostra Jete(Yostini non durerà fatica r>er trovare utile post.o . teratura militare. All'egregio autore non saprà male un \ieYe ·appunto che noi per debito di critica imparziale dobbiamo muovere qui e colà alla forma del sno lavoro: la forma non è sempre <;urata riome Ja sostanza, ecco l'appunto sul qua le spesse volte rincara il t.ipògrafo. Pur nondimeno il libro è scritto con un certo piglio guerresco da farci ritenere l'autore per nn nostro compagno d'armi e da recarci non poca rneravigìia quando, dopo averlo inutilmente ricercato oelìe pagine d.ell' ..tnnua1'io }Hlita1·e, ricevemmo da lui stesso la notizia che è avvocato. Descritte le campagne del 1797, 1805, •1809 , ,1 813-H , •1.8/i.8-49, 4859, •1864 e 1186(), il libro offre interessanti documenti e memorie, tra le quali sono assai notevoli la Relazione sulla cost.'ruzione di Palmanova e le offerte fatte dalle città venete per l'auzidetta costruzione ; il lavoro si chi ude con nua r;apsodi.a o raccolta di principii e di sentenze tolte dalle Storie mili'tari di Bianco di San Jorioz. 1
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Clieniins, t•oules et t1·1.nniv,1,ys d,uis les niotaftignes r,•ottfiè,•es, par M. PARANDIER. - Paris, Dumaine édi:teur, 1880.
L'opuscolo pubblicato da M. Paranclier, ispettore g~nera le dei ponti o strade, ha uno scopo molto pratico: quello di rammentare che se è ottima cosa portare la maggiore attenzione su[]a rete ferrov iaria prossima alla fronti era , è all.rettanto utile, quasi, sistemarvi la rote delle strade ordinarie. · È necessario anzi Lutto - dice lo scrittore - che l'autorità mil itare ahb.ia .il diritto cli sistemare quando meglio crede .le st.rnde tntte, ma specialmente quelle di frontiera , in modo cbe sia possibile rinforzarle per mezzo di opere difensive e, in previsione di un disastro, sia facile clistru1gel'le o renderle i mpraticabi li al nemico. L'impero si spogliò di tale diritto per t.ogliere cli mezzo ogni servitù militare: onde il nemico potè nel 1870-71 invadere la Francia valendosi di larghe strade dove nulla er~ disposto per la loro distruzione e il 1
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cui tracciato non sottoposto a nessun controllo militare era assolu- · tamente contrario agli interessi della difesa nazionale. Un decreto dell'8 settembre 11878 ha reso al lo Stato la pienezza de' suoi poteri. La diminuzione subita da l territorio francese dopo l'u ltima gnerra ha tagliato le grandi linee trasversali al la frontiera, specialmente le due strade nazionali che costeggiano l'una il corso del Rr~no, l'altra il corso dell 'Ill e del canale del Rodano al Reno. Non maucò il governo di riparare al dauno facendo costruire una sti'ada nazionale paraìella · alla: frontiera del Belgio, del Lussemburgo e clel la Meurthe-et-Mosel le fino alla strada che con~uce da :Resançon a i'lletz, t11gliata dalla fronti era un po' al di là di Pont-à:_i'llous:;011. Da Pont-à-Mons-son questa ;;trada trasversale, che ha origine a Lmgwy, prosegue fino a Nancy mediante il tronco rimasto alla Francia del la strada da Besançon a Metz ; poi eia Nancy a Lunéville per un tronco del la :,trad:i Parigi-Strasburgo, e finalmente si estende da Lunévil!e a Saint-Dié mediante la strada nazionale. Qui si arresta la grande linea tras~'ersa le; al di là non vi $000 che strade dipartimen ta li dove l'azione e il controllo dello Stato non hanno influenza. Sarqbbe dunque indispensabile - dimostra il Parandier - ottenere una strada naziona le al di qiui .lungo le radici del monte Fan1Jilles valendosi della strada nazionale Parigi-Basilea e riparando alcune delle buone strade dipartimentali dell'Alta Saona ristabilendo cosi su l territorio francese, nei limiti del possibile, ciò che esist.eva in · Alsazia snlla frontiera del Reno . . Non bisogna perdere di vista che la German ia possiede dalla sua parte paral lelamente alla linea dei Vosgi : la· ferrovia Strasburgo-Basilea e la strada nazionale che serve in certo modo a raddoppiarla· il canale del Rodano al Reno e la riviern dell'IJI: il Reno: tutte le strade e ferrovie della Foresta Nera para Ilele alla frontiera . E e.ome questa immensa rete non bastasse, il governo tedesco costruisce~ in Alsazia larghe strade su tutta la superficie della fronti era verso il territorio di · Helfort, verso il colle di Saales, sulla vetta che separa la Brnche cogli affluenti del la Meurthe al nord di Saint- Dié. M. Parandier, penetrandosi anzit1itto degli interessi militari, propone di pro ìungare lungo la rrontiera del Jura, la linea eh~, partendo da Longwy, andrebbe per P.ont-à- Mousson, Nancy, Lunéville e Saint- Dié a' raggiungere la fortezza di. n elfort.. È questo insieme colla costruzione di altre linee secondarie l'unico modo, secondo l'autore, per trasformare l'insieme stradale franc<~se dell'est in una rete razionalmente ordinata per la difesa del paese. Jt inutile il dire ch'egli
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tratta la qn.estione colla competenza chè gli viene dalla sua posi-· zione e da forti studi fatt i intorno alle probabilità cli una nuova invasione tedesca ed ai mezzi più atti a respingerla.
Beihert ~,un H.lilitii1• Woc.henblatt. Qual'to f,,scicolo. - Berlino, 1880.
I L<1;nzichenetti (.Die frommen L<1;nd.sknechte). - Tenente Dr AnAlla . fine del ,I 5° secolo le condizioni poli tiche e sociali · àvevano fatto decadere lo spirito militare. Principi e Stati scioglievansi dall'obbl iào del servizio mediante una tassa, e gli imperatori menavano trist:mente le loro gnerr,~ con soldati com prati, più avidi di bottino che di gloria. La nobi ltà sdegnava combattere a piedi. Quando· Massimiliano nelle sue lotte con le città dei Paer,i Bassi, si vide se- · guìto da pochi gentiluomini, ricordossi del vecchio spirito guerriero delle popolazioni e bandì ne' stwi Stati ereditari n~a levata gen~rale: Accor:;ero centinaia e rnigliaia, e poco dopo le prime compagme eh questi arditi compagnoni fecero, le loro prove co? tro i horgl'.esi del nrabame. 10,000 fanti tedeschi c0mbattono Carlo,,Hl cli Francia nella· · suIT' escur:;ione contro Napoli. Venezia impara a conoscere il va lore cli queste nuove milizie e le mura di Stuhh~•eissembu rg sono scalate da esse. La Francia, l'{nghil ti rra, la Danimarca e l'Italia le assoldano. Jovius, Gu iccia.l'Clini , Brautome, Macchinvelli ed altri parlano della loro brnvllra . Sebbene dc~diti ad ogni vizio e barbarie pure tenevano al nome di devoti. La supersti zione la più grossolana er.i il fondo delle loro credenze. La rnagìa, ço' suoi detti arcani, i filtri, le· pomate, i giuramenti e patti col diavolo tenevasi in alto onore. Rendersi invulnerabile era il colmo di questo goffo ciarlatanismo, perlìno per-· sone di distinzione credevano l'imperatqre Carlo invnlnerahile, perchèall'as8edio d'lngolstadt stelle fermo e sortì incolume dalla grandine di· pall e. a fiwco della f'anteria ·net combattimento. - Studio· tattico dei tenenti VoLKERSEN e L@RBisCH. - Siamo sempre all'eterna qnistione del fuoco da lontano e da. vicino. Secondo gli autori il fuoco individuale non deve anelare di là di ,~oo metri .. Oltre quegta distanza è il comandante che fa fuoco e si serve dei tiratori come mezzo. Egli solo ha cognizioni e mezzi cli stimare le distanze ed è in grado· di,
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tener calcolo delle condizioni atmosferiche, della posizione e grandezza ,del bersaglio. L'avversione di molti emeril.i Lattici ai fuoch i da Ioni.ano è vecchia . Winterfeld temeva che dovessero produrre lentezza, pesantezza e soste nell'assalto. Ma dopo la battaglia di Praga convenne che non si poteva sperare di condnrre le truppe all'assalto senza colpo fenre. L'imperatore Nicolò J. si oppose all'introduzione delle armi rigate, temendoch'esse sminuissero il proverbiale impeto de' suoi Russi; ma la guerra di Crimea venne a punì rio. Nel 1870 gli stessi Prnssiaui usarono del fuoco alle massime distanze concesse dall'a lzo, nè per questo ebbe a soffrire il loro spirito offensi vo. Nella difesa lo stesso Boguslawsky ammette lo si possa t>cceziona lmente impiegare. « Còmpito del fno co della difesa " è impedire al nemico lo spiegament.o a piccole distanze di forti linee di fuo co. Q1tindi inl.ensità graude fin da l principio. L'avanteneno va diviso in tre zoo e: quel la delle traiettori() radenti ( fi.00 metri); quel la del fuoco da lontano ,senza riguardo alle formazioni del nemico (700 metri.) e qneJl,1 del fuoc,o da lontano contro grandi bersagli. Gli autori credono app licabile alla zona esterna dei fuochi eia Ioni.ano, la prescrizione francese di indicare marcatamente i punti sui quali v'è probabilità di tirare, come posizioni d'artiglieria, sbocchi ·ecc. ma non vogliono sim ile procedere per la zona interna, tali punti moltiplicandosi fino a prodnrre .con fu; ione. Nel fuoco da vicino è natura le che il Lirator'3 risponda al fuoco che più lo minaccia, onde è diffi cile indurlo a mirare altrove. Nei tiri da lontano invece si crede possibile ottenf}re iI concentramen to dei proiettili verso .il punto tattico più. imporl.ante. l\ia è sempre d'uopo tirare contro grandi masse. Se già a 2000m il .nemico ~i è di,•iso in piccole masse avanzantesi con eguale energia, ìl fuoco concentrico non lo si otterrà più . In questo caso conviene che le truppe stiano per co,;i dire al l'agguato. Ai comandanti a cavallo ed anche agli ufficiali dritti in piedi, sarà facile volgere l'at,.. tenzione dei loro .reparti verso un punto scoperto, dove una del le p1c(:ole masse nemiche sarà obbligata a pa.;sare. Contro questi punti con l'alzo già rego lato, si poirà spùrare uua o du e sa lve. Si dividerebbe il terreno avanti la fronte in altrettanti spezzati verticali, assegnati ciascuno ad un reggimento od anche ad un ba ttaglione, Reparti retrostanti servirebbero a rimediare alle deficienze di fucili de.s tinati ad ogni spezzato, ed a eqni librare l'efficacia su quei punti, che non permettono il fuoc~ da lontano, mediante un fnoco da vicino tanto più intenso. Boguslawsky, per il fuo co di masse da impiegarsi da lontano, intende il fuoco di una massa di caccia\Ori.·Gli autori sono con
lui. Per l'interruzion·e di questi fuochi, si affidano ai bersagli che appariranno e spariranno, al numero delle cartuccie che verrà . ordinato di sparare ed alle interruzioni del ruoco (Feue·rpa,iistn) ordinate col fischietto. Il fuoco da vicino a 400 metri è decisivo pnrchè accelerato . A diminuire le perdite dell'attaccante contribuisce grandemente il contemporaneo attacco di fianco, il quale in fin chii conti si risolve in att~cco di fronte . Certo esso forma uno dei còmpiti più diffici li della fanteria. Ma appunl.o per questo bisogna prepararvisi. Scopo dell'attaccante è di scacciare il difensore dalla sua posizione. I coprenti, la conoscenza delle distanze, il munizionamento favorendo il difensore, egli ha lo svantaggio in ogni lotta a fuoco da lontano. Se riesce s'a-vanzi fino a 4-00 metri e di lit svi luppi un fortissimo fuoco . L'avversario getterà nella bilancia le riserve e questo ,;arà ìl momento op-· portuno per guadagnar 150 o 200 metri in avtfnti . Aiutata. da sostegni , tutta la catel).a sarà gettat;i innanzi ..A 200 metri è il momento decisivo; poco fuoco acceleratissimo che. ra tacere l'avversario e c1uindi al grido di li-tt1·rah ava nti tntti . uniti; inutile, anzi impossibile innasl.are le baionette; S<J l'avvers,dio resiste si userà il calcio del fucile, oppure converrà ritirarsi: Frattanto le compagnie del grosso, prima in linea, ora possibilmente in colom1,1, si sono avvicinate ,11le linee dei .cacciatori per sostenerle se l'avversario sta sa ldo, per raccoglierle :;e re:=,pintt,, oppure per continuare l'assal to senza di esse.
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L o S1:1ect ,ite,.,.,. •nUit,d,1•e . Fascicoli di l uglio e agosto .. - Parigi, 1880,
Band:ie,re e ste;ndci1·d:i, A. D. B1·e;ve gioniale sulla d:iscesa eri, ,i,t soyg,iorno degli Inglesi a BeUelsle ,i,n m,cwe, contenente ciò elle avvenne di notevole da l 7 apri le
176 1 sino alla loro pnrtenzn l'·H rnaggio ,1763.-E. P. DELAurTOLLB. ll p,ritci;nè,o. - NoEL DESMAYSO)! S. - - Riconosce che tale istituto ha reso gr·andi servizi, ma che abbisogna 01\t per lo meno di essere modificato, essendo in molte parti divenuto difettoso. Crede non sì sia diminuito abhastanz11 il numero esuberante di persone preposte alla direziono, all'insegnamento, all'am mini$traziorie ecc.: ma non solo da questo pnnto muo,·e l'autore le sne criticlrn, n/.> le fonda sul minor1
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numero d'allievi cbe si presentano ogni anno. Non gli sembra neppure ,ehe lo St-ato debba pretendere in ricompensa della gratuità dell'insegnamento ai figli dei militari, cbe questi giovanetti s'impegnino a serYire nel la carriera delle armi, la quale per chi aspira al la clivisa .cli ufficiale dev'essere di vera e nobile elezione . Con gli 80,000 franchi che annualmente costa La Flèche, invece d'istruire !100 giovani, se .ue possono istruire a suo avviso H,00 o 11500 disseminati in tutti i licei della Francia, nei quali non s'impartisce un'istrnzioue molto .di versa eia quella del detto istituto, non essendo necessario di aurnen.tare il . numero dei pro fessori esistenti . Propone quindi che, invecB ·di continuare le ricerche per l'impianto costoso e difficile a quanto pare di una scuola pei sot.tu!ficiali, non corrispondendo alle bnone ·-Condizioni igieniche e ad altro quella di Avor, si trasferisca questa .ultima nel P,r itanèo, che avi·à così un impiego in rapporto con le sue vaste proporzioni, le sue interne comodità, e per di più emi. .nentemente utile al paese. Stud!io 8Ull'esercito prances~. (Continunzione) - O. H. - Vi si dimostra la necessità di stabi lire in una maniera ben chiàra e netta i principii di un ordinarnr.nto amm inistrativo. Ecco come si procede: Lo scopo dell'amministrazione mi litare è di provvedere l'esercito di ,tutto ciò che è necessario per vivere, marèiare e combattere.- I veri amministratori debbono ~s:;ere quei che comandano le truppe a. cominciare può dirsi dalla più piccola unità, la compagnia, e tc,nninando alla divisione o il corpo di armata, nel qual caso vist.a l'importanza del servizio ci vogliono funzionari speciali, ·c!1e fa cciano parte dello stato maggiore dei generali comandanti e posti ai loro ordini, come i cnpi dei diversi servizi dell'artiglierja, del geni,\ della cavalleria ecc. Il controllo è indispensabile, e vi debbono essere addetti delegati scelti eia-I mini:;tero fuori dal corpo ammini::-;trativo. Si passa al l'analisi dell'ammini~trazionc interna dei corpi, cominciando dai più piccoli, cioè dalla compagnia. Si vuole che ognuno di essi -sia libero di far contratti ~ provvedere alla sussistenza dei propri uomini : che il :>.oldo sia unico per ~u tte le anni, tranne una piccola differenza per quel le a cavallo. Circa il vestiario si pone il principio ,che ogni oggetto preso mediante firrn::: del capitano diventa proprietà della compagnin sotto la responsabil ità del suo capo. Alla .scadenza di un dato tempo fisso sarebbero rinnovati gli effetti; mentre i vecchi verrebbero usati per seconda o terza divisa di corvè, -di e::;ercizio ecc. Col nuovo sistema sparirebbe la massa, e per le ,piccole spese si potrebbe aumentare di alcuni_centesimi il soldo degli
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uomini; la contabilità di compagnia verrebbe centra lizzata per battaglione; dovendo q nesto avere un pagatore ed un magazzino di vestiario, curare insòrnrna· la contabilità in vivei-i e danrtro. Il reggi-;mento accentrerebbe quella del vestiario, dell'armamento e di tutto il materiale. la fa,lcinge. (Continuazione). - A. DE Lo1n -Skn1GNAN . L'esercito francese nel 1,535. - I-LrnoY. S101·,ia dell'ex corpo citi stato magyiore. - A. D. Le Pallate Valdesi . (Continuazione). - A. DE RocHAS. Fortifiwz,ione e d:i,{esa della /'r·ontie,m tedesca. - SAMION. È l'estratto di un opuscolo portante questo titolo scritto da un ufficiale dell 'esercito tedesco (1) . L'esercito g·reco alla fine del 18i9. - È tolto eia un documento tedesco il Jahresberichte iiber die Verdnderu,ngen iind Fo,rtschritte im 1l{ilitdr1vesen. La fotografia in pallone. - W. DE FoNVIELLE. - Si ricordano alcune esperienze fotte in questi ultimi tempi, le l[Uali valgono a far vedere la grande utilità cbe si , può ricavare applicirndofa alla guerra . Il i:afl'è del soldato. - V. ·E. L Accennando a Ila necessità della buona 'preparazione di questa· bevanda vi si segnala i vantaggi del la caffettiera a circolazione Fournier adouau1 in alcuni eserciti.
Jo1H·nal des scienees ,nilitail-es.
e agosto. -
Fascicoli di luglio
Parigi, Duinaine, 1880.
Il tiro 'Ùn terreno va1·io. - · Suoi effetti materiali. -Site conseguenze tattiche.(Fine). - Colonnel lo P. - Confuta la massimn ciel regolamento francese che la difensiva sia il miglior modo di combattere per uti-. lizzare tutta la potenza dei fuochi ed i ripari del terreno; poichè a suo avviso ciò dipende invece dalla ma11iera di occnpnrlo. Nè crede che il di fensore debba cercare cli prendere l'offensirn per uscire da una pos1z1one incerta e penosa qual è supposta, ma soltanto perchè il corso natura le degli avvenimenti ve lo spinge; nè che i rinforzi
(1) Die JJefestigung und Yertheidigung der àeutsch.-franiosischen Gren:te. Mittler, 1879.
Berlino.
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ed i sosteoni debbano essere avvicinati nlla linea di fuoco più che nell'offensiva, riuscendo tale norma di impossibi le esecuzione per _le grandi perdite che essi subirebbero. Similmente secondo_ln prescnzione regolamentare il momenlo pi,ì favo revole yer ogni contr~-attacc-0 è in rrencre quello in cui l'assalitore arri vato a breve g1Llata dalla difesa, <>mascheru la propria artiglieria; mentre a parc'.' e dell'~utore, con questo insp licitameote si ammette che le truppe si aspe_ttmo fi no ad essere , icine per venire al cozzo, la qual cos~ non realizzabile oggi con arrni portabili che spingono la l_oro effic~cwlìno a ·I 0~0 e più m1)tri. Circa all'ul'tO egli crede che la ba1onettn sia r1?01·data p_1u ttosto per abitudine, significando attualmente vi?orc, ~nerg1a, offens1_va, e consiolia nondimeno cli uon l"orne abuso e d1 scevn·seoc a proposito. Allorchb l'as:;a litorc ma rcia avanti e prepara l'attacco, se la d!fesa ti_eu fermo non le rimane che di aumentare i suoi ruochi . Quando 1_1 n_e1~11<:° .:riuw1e a tale distanza dalla crestn della posiziono che i suoi tiri d1~ent: no radenti , la difesa non pnò più fa re assegnamento snll'at·tirrlieria, e deve quindi abbandonare la slla fanteria alle. µroprie for? · È appnnto iu questo momento che bisognerebbe lanciare_ sostegru e riserva contro l'offensore, il quale avendo guadagnato spazio ha tutta l'energia e la viva ecci tnione per compiere i SLtOi successi. ) la in tal guisa si potr.\ attaccarn nn'ala del nemico, non certo u11 fi anco come pretende l' istrnzion.'l citata . Er;co a parere dell'nutore i:iual<' dovrebbe essC're la condotta della difensiva: . . La di lesa occupa l:i cresta d' una posizione con la catena cd 1_r111forzi riuniti o dell'artiglieria incaric.ata di ~ann~ggiare le teste d_, colonrw nemiche al loro npparirc e mentre s, spiegano . .L sostegni o la r iservi\ sono indietro, molto lontnno, e debbo~o l'o r mae_c i_tnt~ ~ec~n~l~ linea appoggiat.1 a lavori di fortificazione . La d1fosa comincia 1 suoi. t1~1 1i.oo metri, 11 ppcna la fontoria avvc,:saria si avanzo ~ .'16?~, Hi?O, ,1_ c.nrnuclo cli non rarl i degenerare iu fuoC"h 1 rnd1V1dnal1 e m1r~n~o snll~ truppe mobili. Se l'attacco ha molto p1·ogredito, I~ ca~ena cle_1 difensori abbandona la cresta ritirando5i n tempo per scoprire I fnoch1 della $1jconda linea, su lla qu(llC deve follclarsi la vera resistenza. Quando i l nemico a\'l'à fallito il suo attacco contro i punti fortificat,i, allora la difesa prendol'ù l'offensiva servendosi delle snc_ riser:c. I~1fi11 e. si parngona \'or"nnizzazionc della difesa ad un tracciato cli fo rt1 fi caz1one ben con~s~into, ad una linea ad in1crvalli, in cui si preparano mezzi per baltcre le opere delle prime linee in prevision_c del_ peri~olo che ~lcune di e$SC cadauo in mano dell'assalitore . Conchnule m ulttmo che 11 sor-
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vizio obbligatorio e-;igc la sempl ificazione dei regolamen ti, perchè la istruzione deve pro~edere a vapore, il Lempo manca ed urge far apprr.ndere l'arte cl.i combattere. Di:oisione militare del ter,-it,orio della Francia, dal 71unto di vista della. mobibitazione e de-i, movimenti d'i, concentrazi one, - i\'I. ~- D. - La circoscrizi9ne torri toriale francese uon sembra adaua al l'autore per nt.ilizzarc ,;cnza disordini le ferrovir esistenti. Not.n clw alle sczi-0ni m1ino minacciate della rronticr,\ sono opposti due corpi d'armato, a qu"llc che non lo sono punto tre cor pi, mcmrr alla sezione più minacciata è opposto un solò corpo d'armata . Vuole che le truppe spari-e per vivere su 1.111,to il ,molo .dcqa Frnncin siano disposto nello str.sso ordi ne chl' nel combattimento, seguite dalle loro riserve con uu si~tema 1westabilito inval'iabilc. Quan to ai nodi di concentramento, ai perni di mobil itazione rit.iene che debbano cs~ere determinati 111J11 . solo da consider:izioni relati\'e al trasporto rapido delle tru ppe, mo :incoro dall'esa 111e delle relazioni natural i del w olo, giovandosi della geologia e della storia, le qnal'i segna lli no all'a ttenzione dell'orianizzator,• mili tare le grandi vie .1pertc ;111'attiYitù dell'uomo e percorse iu ogni tr.mpu dagli e:;erciti invasori. A1rnlizw iurìne la circoscrizione territoriale rlNcrminata in bo:-;e alle at.tuali rPti ferrovinrie. L<i Twrcomenia e i T'nrcomanni. t fi' ine). - Capitano W&11 •. Vi na rra la .;pcdizionc rus:;a del 1879 contro i Tekke, fa llita innanzi alle 1nura di Oenguil-Tepi:. Esn mina le cause 1loll ' insuccc:;so, attcn~ato da vittoriosi combauirnenti e a1trib~1ito alla inaspettata resis~nza non che ot:f' cl iffi coltù proclott.e dal clima n dalla lllancanza di risorse. Cerca di prevedere quale :;a rii l'attit11dine della Persia nei prossimi avveni.:.rnenti che si svolgeran110 i11 A,:ia, dei quali si può riconoscere il preludio nell'occupazione di Merw. È di opinion<' che lo schah si guarderà' bene da l contrnriare i progetti dnl sno forn1idabil c vicino del 11ord, e facendo mostra di non ac<"nr~ersene, lascicril attrarnrsare il suo territorio dalle colonne russe. Infine termina con l'analisi della , itu:izione · attuale delL'Inghi lterra e tlella Russia , dimostrando come In rn tlnra del trattato di Gandamak e la 111:rnifesta intenzione degl'Inglesi di stabi lirsi ilr.finitivn rncnte 111lll' Afga ni ~tan, obbligano i Rn,:si a finirla coi Turcomanni. L'artiglieria, nelt'wntichità e nel. me,tio-eoo. (Fine). - GusTAVO Il uE. Le bandiere frnncesi,. - Loro git,a,rdia e leggenda. (Fine) . L. N. NEr. l m,pie{jo dell<i jal'tifìcazi-0ne nell'ultima guerra d'Oriente . - Capiiano BonxECQUE. --· Riepiloga gli avvenimenti dell'insurrezione della ,\NNo x~v. VOL. IV .
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Bosnia ed Erzegovina contro la Turchia, durante la quale se le piazze o posti forti fi cati hanno impedito agl' insorti di riuscire nel lo·ro piano e-ferma to i loro tentativi localizzandoli, non è men vero che obbl igarono i Turchi a limitarsi a conservare le loro posizioni. Questi però seppero meglio dei montanari trar profitto. della guerra difensiva ecostruire validi trinceramenti per combattere riparati dietro ad essi. Sulla prima campagna del Montenegro osserva che i succe,-si riportati dal piccolo esercito del principe Nicola debbonsi attribuire_rd valore dei soldati ed all'abilità dei capi, i qua li sep pero scegliere sempre ottime posizioni difensive, quantunque nul la vi abbia influito la rortifi cazione. Nella seconda cam pagna, la più attiva e più critica pei Montenegrini, si ebbe la guerra cli montagna o di posizioni più o meno fortificate, in Joc,1l ità assai diffici li, dove nessuno dei due avversari faceva un passo senza trincerarsi. Però, se essi furono battuti avanti a Nicksich, ciq avveirne per non avere osservato il gran principio che, per trarre tu tto il partito dai pnnti fortificati, bisogna che le loro parti siano collegate fra lorn in modo da sostenersi reciprocamente. Nota infine che dopo la guerra montana seguì quel la degli assedi, nei quali i difensori resistetlero fino agli estremi, e gli assalitori fecero prova di ta lento mi li tare, ricorrendo del resto a mezzi più ingegnosi che pratici, quali furono nel esempio i ri pari in fascine per fa cil itare l'assalto del forte Hassandjidin e le cartucce cli dinam ite lanciate, non per ottenere uu eITetto materiale, ma pura men te mora le. Infine dimostra che nel terzo periodo cli qnesta seconda c:irnpagna , sebbe.ne la lotta sia stata meno accanita per la diversione delle truppe turche verso i Balcani, nond imeno le piazze serie come An ti vari, Spuz e Podgoritza resistettero e non furono che invesl.ite, mentre i pi ccoli fo rti o karaulas, assai numerosi , benchè bene ar.mati e provvisti, si arresero senza fare alcuna resistenza. La chsciplina ùi teoipo d·i pace. - Comandante B. - Vi si comincia a lodare lo spi rito cli deferenza e di sommissione del so ldato tedesco ver:;o i suoi superiori, rilevando a ta l riguardo una certa inferiorità nell'eseréito fra ncese, e sopratutto nella fanter ia. Per riparnre ad un tale inconveniente si consiglia pri ma di tutto cli .osservare il principio che una buona posizione sociale è una guarentia cli disciplina, perchè assicura all' ufficia le il rispetto e l'attenzione dei suoi in' . feriori , e che l'educazione è un elemento importante della superiori Là mora le. Laonde occorre mi_g lior.:ire il reclutamento degli ufficiali. Si passa all'analisi delle cause che influirono a rendere men vivo il semimento del dovefo e dell'obbedienza, e si riconosce che pM rag-
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giungere quel grado cli solidità, che oggi si richiede in un esercito di un milione, occorrono mezzi energici ed efficaci di repressione, sopratutto in guerra. Si propone r-1u indi di ado ttarr il sistema delle corti marziali del ,1870 come arma punitiva da us.:irsi all'occorn~nza sin dai primi giorni del la mobili tazione . Savoi.a, e Delfinato: - Se/vizzo orografico . - Carlo CLFrnc. L'esercito francese cl<i Ccirlo VU S'ino cilla r·i,'uol,~iz'ione ( 1439- -1789) . (Fine). - Cap itano Qu.\ RRB DE Vr,RNE.UJL. Lib1·,i m'i.li,t ari.
NeHe ,nilitii,•ische BliiUe1·. -
Agosto e settembre .
i ,ieten (Continnazione e fin e). P/Jfrallelo t:ra la conqwista delle Gallie fcitta da Cesare e /.e 'l>itto,rie tedesche del i 870-7 I. · Il disegno nell'esercito . - Si dimostra la n<>Ce=<sitf1 che ufficiali e sottufficiali sappiano un poco il disegno per fare alcuni schizii topografi.ci corrispondenti alla sitnazipne nella qua le possono tro\'arsi in gtferra. Studi.o sopra l'ist-ruz'ione ùiclioidiai/,e :in una hattei~ia d,i cmnpagna. - ·.1° La guerra con tutte le sue esigenze deve egsere l'unica base di un sistema d' istruzione. 2° L'uomo deve essere trasformato iu una macch ina, ma una macchina pensante (?). -3° L'istruzione inrlivicluale iJ ·1a base per ottenere l'insieme e nrno il tem po impiegato tn essa ~i riguadagna lo negl i esercizi· colleltivi. · i 0 Non è il numero delle ore 1lesti na te alla istruzione quelio che dit i risultati, ma bensì il bu on impiego del tempo; ed è più difficile i l conse1'vare che lo sprecare le forze così in guerra come m pace. · 5° L'istruzione è la base d'ogni esercizio, il qua le perciò deve essere prececlùto clal!a chiara csposi~ione cli ciò che si vuo l fare . Guide du caporcil en ca.-mpagne, e Memento du solclat d'infanterie. - Ij:same di due libriccini francesi per l'istruzione dei gradullti e dei' soldati. Cassa p,restiM., pe1· l'I. R. n/ficia,/iità dell'esercito a:ust-riaco . - Nel
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riportare i risultati dell'amministrazione del decennio scorso , il primo in cui ha vit:i questa utile istituzione, si desidera che una istituzione simile sorga anche nell'esercito tedesco. l e forze com,battent~ della Russia e della China nell'Asia. - Qualunque sia la . piega che prenderà · 1a vertenza russo-chinese pel territorio di Knldscha , riuscirà interessante il conoscere quali forze possono mettere di fron te le due potenze. La distanza ecce;siva pone fuori di dubbio che la Russia possa far concorrere ad una guerra neÌI' Asia orientale truppe. provenienti dall'Europa. Nel maggio :3corso l'esercito atti vo ruwi ~parso nel le provincie asiatiche ammontava a !J,7 battaglioni di cacciatori, 8,\. sotnie di co.,. sacch i, ,(6 batterie da campagna, 1 battaglione d'artiglieria di. fortezza e 2 compagnie di zappatori, oltre ad alcuni reparti destinati ai comandi loca li ed al servizio di sicurezza per l'interno . Preparavasi pure la formazione di 4- ])attaglioni di cacciatori nella Siberia orientalé collo scopo evidente di una guerra èontro la China. Queste for_ze possono essere aumentate richiamando dal congedo i cosacchi sparsi· sul territorio asia tico, i quali formerebbero altri 6 battaglioni, ·164 sotni-e e 7 ùatterie. In tutto, queste trnppe ammonterebbero a i'>-1 ,ioo · fanti , 38,440 ca.valli, ·148 pezzi . . Trattandosi di truppe la maggior parte aro;iate ed istruite alla europea, queste forze sono r:onsiderevol i. Ma il govemo russo non può contare nemmeno sulla metil di esse per un'operazione contro la Chi na. Sott.ra_tte le truppe iì1dispensabili a presidiare te provincie conquistate nell'u ltimo. decennio, rimangono su per giù :&4, 000, fanti, ,10,000 cavalli , ,t ·1O pe1.Zi (di cui 54 appart.ehenti a batterie montate) e 750 uomini del genio. Volendo poi aggiungervi le troppe clislocato nèll'Ural e nell'Oremhurgo, le crfre surri ferite donebbero illllUHltta rsi cli ·u,ooo fa nti, di 11,400 cavalli , 46 cannoni e 500 zappatol'i del genio. Però tntti questi numeri debbono_ ritenersi esagerati, perchè i reparti non possono trovarsi sul teatro cl'operi1zione se non dopo lunghe e c\i!Ticili traversate, della durata di qualche mr..se, lasc ia11rlo addietro una parte dei loro effetti vi. L'esercito cbirìese conta in t.em1!0 di pace 900,000 uomini, e può essere :).umentato 0011siderevolnrnnte in caso di guerra colla ch iamata qei contingenti degli Stati vassalli. Ma effettivamente. non ha che · ·180,000 uomini armati ed istruiti all 'europea . Lasciando da parte quelle truppe che per la loro distanza o per i bisogni del paese non possono essere impiegate ~ul teatro di guerra, rimangono atl' im-
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pero celeste pfll· operazioni contro il torritorio di Kuldscha e contro le provincie rnsse dell'Amur, nel caso più favorevo le, ·1:il!J,,000 uomini. Fra questi per l' invasione del territorio di Kuldscha sono dispouibil i ,\.0,000 nomini. armati iu gran parte all'europea, e muniti di qualche c.:annone Krup jJ. A questo esercito la Russia uo.n può opporre immediat.amcute che ·I.\.,000 uomini di fanteria, ,(1,400 di cavalleria e 4't cannoni. Questa sproporzione numerica è largamente compensata dalla bon tà delle ;irmi e della istruzione notevolment-0 superiore a quella dell'avversario. Non si può provcdern se la cavall eria cosacca sia migliore della mandschuritl' e della mongola; ma ossa ha il ,•antaggio di contare so pra artiglieria a cava llo,. la rruale mànca totalrneute agli avversari. ! Chincsi invece avranno a tener ca lcolo della disLanza dei Russi dai loro depositi di rifornimento. Perciò, tanto se la campag11a tende ad allungarsi, quaHto se le azio11 i saranno sanguinose e le perdite considerevol i, i Russi si tro\·eranno facilmente in condizioni sfavorevoli , cd. i genera li chinesi regqlcranno cert.amente su questo criterio il loro ·pinno di campag11a- e le lorn opcrnzioui. Siccome poi le comu11icazioni nella valle dell'Ili sono più agevoli che quelle della ·Mongolia, si può anche prevedere che i Chinesi approfittino della suporioritlt numericn, pc1· estendere il teatro delle operazioni e per portare uua parte delle rorze- contro il territorio cli Fcrgana. Nell'(lttacco dei possedimenti rnssi sull'Amur, il governo chine-se può impiegare 8it-,OOU nomini; all' infuori di t~0,000 a1'. si~_iari ma.1)schiu'. i qua li per il loro ·armame11 to servono appena_ a disturbare. ' . Russ\ coll qualche scorreria di poca importanza . Gli 80,000 uomrn 1. sono costituii.i (la ·20,000 del corpo Schen- t::chi-jing appartenenti per lo . più alla fan teria od alla art.igl icria da campagna, muniti il'anni cu-: ropce e pnsLi sotto gli ordini elci principe mon~olo Po~11a'.~g, e dt ufficiali europei; di 37,000 uomi ni del corpo H1a11-tsch1 n- J111g formato da arditi cava lieri, di · 19,000 uomini degli Hu-tschin o vecchia guardia e 3,000 uomini delle armi speciali. A queste forze la Russia ·può mettere di fronte snll'A.mur ·10,000 fonti, ,1,800 cavall i e '.28 cannon i. Malgrado l'ordinamento e la natura ·delle armi di queste truppe, la sproporzione numerica è troppo grande per sperarne una vigorosa resistenza; tan to più che i depositi di reclutamento sono str:lorclinariamente lontani, e rendono difficiiissimo il sostituire le perdite. L'impero celeste ha pure u ltimamente radunato un corpo di 8,000 uomini a cavallo nella Mongolia, collo scopo evidente in caso di una guerra con Lt'O la Russia, di farl o sboc-
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E PERIODICI·
care uelÌa provincia Sabaikalia per porta1·e ·1a distruzione nei possedimenti russi . I pochi fofl.i non bastano acl impedirlo, e le truppe di presidio non possono ricevere rinforzi da Irkutsh nè dalle provincie del!' Amur. Nemmeno nel teatro di guerra della Siberia orienta le i Russi sono in caso d'impedire ai Chinesi di prendervi l'iniziativa delle operazioni, poichè .sono assai inferiori di forze, nè possono rinvigorirsi attinge1ido ai lontanissimi depositi . Sul mare i Chinesi sono in condizioni migliori , che non fossero ai tempi della guerra contro gli alleati anglo-francesi. Essi hanno cost.ruito pre:;so Taku alcuni forvi importanti, armali con pezzi d'artiglieria. cli gran potenza; ed hanno acquist.ato un certo numero di navi da guerra europee, e di porta-torpedini. Tuttavia la flotta russa potriJ recare gravi danni al commercio chinese, specialmente dopo i rinforzi ricevuti dalla squ.Jdra del Ba ltico. L'ocwpazfone deUci Bosnia e dell'.E1°zego·i;ina f'atta dall'esM·C'ito aiistriaco. Notiz,ie sidle armi portat-ibi. -- Ca pitano HENTSCH. - Descrive il fucile Francotte cli Liegi, il Sauer, il fucile a magazzino Trabue, e parla di alcuni brevetti d'invenzione. riguardanti l'armamento. Corrispondenze dcilla Francia e do..ll'Ingh·ilterra.
raggiunse lo scopo con maggior $Ìcnrezza e p111 com piutamente solo col mantenere intatta la .disciplina . E forse Napoleone se ne rammentò a Sant'Elena, quando disse: la constance et la discipl-ine sont les prern,i&re.s · qticdités du solda.t. La valeu.11· 'l"I' est que la secondi'. I principiti del 1·egolwrnento d: esercizio 1n·ussiano del ,J812 ri,gua,rdo all''isti·uzione pel combatt-i;mento . - Capitano Kr.Rrsr. .Pens·ieri sulla. formazione e sullo schieramento della camalle1·'ici pe1· l'attacco. - Può forma rsi la eavalleria in una sola riga? Ovvero saril meglio il continuare a tenerla in due righe? La qnistione eccita molto interesse nei circoli mi litari Lede$chi , e 'guadagna ogni giorno terreno la soluzione secondo la quale gli squadroni dovrebbero essere. formati in una sola riga. Tale formazione ha innegabilmente parecchi vantaggi. Le evoluzion i acquistano in rnobilith e scioltezza , la raccolta diviene più facile, e perfino l'attacco riesce pitt deciso , evitandosi l'inconve- · niente <~he i cavalli pigri, od i cavalieri poco anim<JSi della pri ma riga ral lentino l'ardore cli quelli della seconda riga. Tntti poi sentendosi più liberi saranno clispos~i a spiegare maggiore inizia tiva tanto nel muovere quanto nell'agire.· Anche l'attacco guadagnerà nei risultati; i snoi effetti dipendono mèglio dall'3Zìoue morale, che da quella materiale. Diminuendo i I numero delle righe, la /·ronte dell'att.acco potrà essere aumentata , od a fronte eguale, l'attacco sarà succes$ivamente replicato a brevi intervà lli . Un at1.acco avvolgente, od il vedersi piombare addosso 11na seconda linea quando ancora non è paralizza ta l'azione che aveva esercitato la prima, avrit certamente una granclein!luenza. ,:\.Ila cavalleria formata su una riga sola riescirà anche più faci le il earicare su qualunque terreno, di quello che se fosse in dnerighe, perchè i cavalieri di prima riga non saranno posti nella impossibilit.à di evi tare ad un tempo gli ostacoli che loro si presenta!10 innanzi e l'nrto del cavallo, che l' incalza all e spalle, ovvero questo non sarà più coinvo lto nella cadnt:i di quello di prima riga . A questi vantaggi però stanno a fronte grandi inconvenienti, d'ordine mora le se vuolsi, ma pure imporiantissimi, perchè urtano direttamente lc1 élisciplina, ch 'è la base dell'esercito . L'avere dietro alle spalle una seconda riga, che sorveglia, e ch e spinge la prima riga, costituisce nn gran sostegno moralmente e fi sicamente, ed nn acuto sprone per spingere ad una a7,i0ne risoluta. L'iniziativa lasciata agli uomini di un plotone schierato in una sola riga può riu·,cire utile all'azione individuale, ma pnò eziandio sdrucciolare ·nella indisciplina. Infìne dei conti un plotone di 12 uomini posti in una riga rappresenta un nueleo di cavalieri isolati, anzichè un rùparto tattico; ed
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ru,• tlie deutscl•e .t.l ; ,,nee " "" 1'.Iarin e, Dispensa di settembre.
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f.a spedizfone francese ùi Eg-ilto . - G0Pc1w1c11. le emise dellci ca.lastrn(e rlcll'eseniito frnncese nel ·18·12. (Continuazione e fine). - È la mancanza di disciplina che, secondo l'autore, ha condotto alla ca tastrofe inaudita ; coloro i quali ne cercano le cause nel freddo, nella fame, negli strapazzi, nei bivacchi, nell'immensi tà dello spazio, nel carattere di Napolf:one e crAlessandro, od anche iu tntti questi fattor i assième riuniti, esaminai10 le cose superficialmente. La causa essenziale della ca tastrofe (e, notisi , che non è det.to del cattivo risultatr, della guerra, nè del non ottenere la pace) :;ta propriamente nel sistr~ma cli far la guerra, e nell'educazione dell'esercito fr() ncese, che condussero necessari::i mente al la rl istruzione della di sci pi ina. Se l'eseri:,ito rnsso non vinse il francese su l campo cli ba ttaglia, come l' imperatore Alessandro l'avrebbe voluto nel suo piano di guerra ,
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un plotone di 12. fi le avrù maggior solidità che due plotoni di ·I2 uomini ognuno. Jt pure da tener conto del còm pito che ha la seconda. riga di colmare i vuoti che nnno facendosi nel la prima durante il · combattimento. Queste ragioni sembrano all'autore sufficienti per dare la preferenza alla formazione in due righe, senza C!-Cludere che le prescrizioni regolamentari debbano dart:l il mezzo di passare da due righe in una sola, tutte le volte· che ciò occorrn per anment:ire 1:a mobili 1à e la scioltezza delle evoluzioni . · · r e rnanovre ledesche g-i.iidicate da ·wn cmtore 1·u.sso . - A. v. DnYGALSKt. lt rias:mnto e tradotto uu libro . del rnsso Terechow, il quale coglie l'ocC::asione delle manovre teclcsclH1 per giudicare dal duplice punto di vista, quello essenzialmente militare, e quello delle relazioni cogli abitanti e col paese, l'esercito tedesco. La parte militmre dell'esposi,zi.one i ndustriale di, Dùsseldorf' nel 1880. - Era specialmente rap1lresentata dagli oggetti esposti dalla fabbri ca di 111·m i e d'acciaio fuso del Herger di Witten snl Rnhr, e del Krupp ad Essen . A questo proposito si danno alcune cifre riguardanti lo sviluppo delle due fa bbriche suddette. Ritrova,t-i, d',interesse nvilitare. - H.RwrscH. f?i,'IJigto rlella /.ette;1·at11,m estera. 1
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STUDI SULL'A RTIGLIERIA CAMPALE -~
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I. Propdetà caratteristiche dell'arma.
L'al'tigl ieria esercita la sua azione soltanto da lontano e col fuoco. Per agire col fuoco essa deve star forma e per far fuoco ,efficacemente deve rimanere in posizione per un certo tempo, altrimenti non po trebbe regolare il suo tiro . Quando però il suo ti ro è regolato, è tanta l'efficacia dei proietti sc,opp ianli e la precisi one di tiro delle bocche da fuoco moderne che nessuna truppa allo scoperto potrebbe resisterle lungamente. Se in grazia del suo fuoco l' artiglieria è form idabile qua.ndo è fernia, essa invece diven ta affatto impotente quando è in rnovimento . Perduta la faco ltà di far fuoco essa infatti è priva dell'unico suo mezzo di oJYesa e di difesa. Ne deriva che l'artiglieria, per quanto l'e11ìcacia del suo fuoco sia A aumentala in questi ultimi anni nel modo il più straordinario, non · può e non potrà mai , anche perfezionando maggiormente il suo tiro, condurre a une da sola un combauimento. B-efatti necessario a tal uopo, non solo di impedire al nemico di [,, antenersi nella posizione che occupa, ossia di scacciamelo indirettamente, ma ancora cli sostituirsi a lui nel possesso del luogo occupato per proseguire di là lo scopo finale della lotta, l'annientamento del nemico. Ùl'a J'artiglÌeria può bensì produrre da lontano tali effetti distruttori e deANNO XXV. VO L. I V,
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STUDI
SULL'ARTIGLIERIA CAMPALE
moralizza Lori che basti la minaccia dell'urto ossia della lotta ad arma bianca per indurre il nemico ad abbandonare la posizione; essa può perfino spingere a tal punto la sua efficacia da rendere intenibile una posizione ed obbligare il nemico a sgombrarla di propria iniziat.iva senza che intervenga la minaccia di un urlo diretto; ma in ambo i casi, se, per affermare la sua vittoria e per sfruttarla, muove direttamente ad occupare la posizione abban. clonata senza l'appoggio delle a.Itre armi, essa viene a trovarsi, per tutto il tempo che dura il suo movimento, in uno stato lale d'impotenza da esporsi senza fallo ad un rovescio cli fronte ad un nemico intraprendente. L'artiglieria dunque, per quanto sia grande, di fronte alle al tre armi, l'efficacia del suo fuoco lontano, non è alla, per l'intima sua natura, a combattere da sola. Ma se il concorso delle ·a!Lre armi è indispensabile ali' artiglieria per trar partito dall'efficacia del suo fuoco, non è men vero che la fanteria e la cavalleria si troverebbero in ben difficili condizioni se doveB$ero combattere da sole contro un nemico provvisto cl' artiglier.ia. Esse infatti, salvo il caso di terreni eccezionalmente coperti (il che basterebbe ad escluderne la cavalleria) , sarebbero esposte a gravissime perdite prima di poter far sentire la loro azione sopra il nemico. Per conseguenza nell' o1Iensiva, anzichè poter preparare convenientemenle la decisione, o non giungerebbero neanche al punto di poter pi·onunciare l'assalto , o vi giungerebbero così scosse fisicamente e moralmente da aver ben poca probabiliLà di riuscita. Nella difensiva po i (e qui in @t5Sima parliamo della fanteria, perchè la cà,,alleria, fìnchè è a cavallo, non può difendersi che attaccando) le truppe della difesa sarebbero così logorate nel combattimento da lontano da non poter più presentare sufficiente resistenza nel momento della crisi. Ciò avvei"rebbe ad onta della protezione che la difesa pl1ò cercare nel terreno perchè l'artiglieria moderna sa, coi suo i proietti scoppianti, colpire con sicurezza anche i bersagli al coperto. Si aggiunga finalmente che lant.o l'attaccante come il difensore hanno bisogno assoluto del cannone di fronte a quegli ostacoli materiali, come fabb ricati, muri di cinta, parapetti, palizzate, ecc., contro cui sarebbe affatto impolenLe la palloUola del fucile.
Per queste ragioni forza è conchindere che, ammessa l'esistenza dell'artiglieria presso un partilo, è necessario che anche l'altro se ne munisca, se non vuol rinunziare per ciò solo ad ogni probabili tà <li vittoria. Ond'è che, appena si tratta di combattimenti in grandi proporzioni, è giusto il dire non esser menò indispensabile alle altre armi la cooperazione dell'arliglieria di quello che sia necessario all'arliglieria il concorso e l'appoggio delle altre armi . Ma non è solo a causa dell'efficacia materiale del suo fuoco, per quanto, in grazia degli ullimi progressi comp iuti nel campo tecnico, tale efficacia si,t aumentata di fronte al passato, che l'artiglieria ha diritto di avere nella composizione degli eserciti un posto altrettanto importante che le altre armi . La sua influenza sull'andamento della balta.glia è infatti ben superiore a quella che a. prima visla potrebbe sembrarle dovuta considerando sempl icemente le perdite materiali che essa pLLò produrre sul nemico. Ed eccone le ràgioni. Sia che le due armate nemiche si muovano incontro o che l'una aspetti l'altra in posizione d,ifensiva, l'artiglieria ha per effetto di aumentare la profondità della zona pericolosa che separa le due armate giunte a prendere fra loro il contatto tattico. Al limita re di quella zona l'attaccante deve in massima aver compiuto il riparto delle sue truppe sulla fronte, in relazione cogli scopi che il comandante supr-emo assegna ad ognuno dei nuclei od unità cli vario ordine di cui dispone: in altri termini insomma egli deve avei' compiuto lo schieramento. Nel pet'conere quella zona l'attaccante è poi obbligalo ad assumere formazioni e direzioni di nrnrcia che gli permettano di trarre il maggior partito possibile dctl terreno. Ciò lo costringe naturalmente ad eseguire evoluzioni (per quanlo semplici) e movimenti diagonali che ri tardano il suo a,,imzarsi. Quell'anticipato schieramento e questo ri ~ardo nella marcia imposti al nemico dall'artiglieria della difesa mettono quest'ultima in grado di parare i colpi dell' attacco assai megl io che se disponesse di un nerbo maggiore di fanteria. Ciò infatti equivale per lei ad un guadagno di tempo di cui essa può approriuare per attirare le sue riserve sui punti minarciati. La concentrazione del fuoco dell'artiglierift avversaria fornirà poi ancora alla dife::;a un indizio sul punto che il nemico avrà scelto per
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l'attacco decisivo . Ed anche quesLo anticipato avvertimento si risolve-in un ocruadaono di tempo che bene utilizzato può dar lnogo a van-o tartr1iose combinazi oni per la difesa. 0 1~inalmen te nelle lunghe giLLate della moderna artiglieria il difensore trova il mezzo di far concorrere una grande estensione del suo fronte a difendere il punto minacciato, rendendone formidabile· l'accesso quand'anch e gli manchi il tempo cli far accorrere sul lnogo su llìcienti riserve di fante ria. Questo è il motivo per cui nelle battacrlie moderne sono diventati così difficili e quindi così rari gli o nt.Lacch i centrali. Anche l'attacco ritrae dal canto suo van taggi grandissimi dalla cooperazione dell'artiglieria. Chi sta sulla difensiva lo fa. infatt i per tentare cl i equi li brare IR superiorità di forze dell'avversario utilizwndo il terreno in gui sa cla so LLrarsì in parte agli effetti del fooconemico, pur conservando la facoltà cli sviluppare tutta l'efficacia del proprio. Ora l'attacco ha appunto nell 'nrtìglie'.·ìn modern_a il solo mezzo ell e valga ad attenuare e tnlvolta perfino ad annullare il valore· dell'arma difensiva che l'avversario trnva nel terreno {·I). E cli~iamo moderna ad arte, perchè all'epoca delle artiglierie liscie soltanto gli obici erano in 0crrado cli rendere questo servizio al l'attacco, mentre i cannoni poco ,,alevano contro bersagli sottratti al loro Liro diretto. La moderna artiglieria rigata invece può, come gi/t si è dello, far sentire efficacemente la sua azione anche su bersagli al coperto. i\Ja non è solo in q11esL'ordine d'idee che bisogna 1·icercare i vantarroi che l'attacco ritrae dalla cooperazione dell'artiglieria. Il vantn:;io pri ncipai'e che essa gl i arreca risiede infal.Li nel ~rofìtLo che· in grazia sua può ricavare l'aLLaccanle dalla sorp1·esa e d&.Jla forma an;olgenle . A dar raoione di 'rruesto fatto occorrono spiegnzioni. o .l La fanteria e la cavalleria possono col favor clella notte sorprendere un corpo di truppa mal guardato, e profittando della confusione derivante dalla sorpresa. possono anche, almeno nei primi momenti, l'idurlo a m,tl partito. Questo però non è che un caso speciale che si veriOca assai di rado e mai, si può dire, in grandi (I) Anche II fucile può eseguire llfl tiro indireuo o (ì~cantc (_cosi. lo chiama la_ nos tra Jstr•~•ione sulle anni e su l tiro p er la fante ria) . ma rn pl'attcn 11 suo valo1·c e molto,
limitato.
SULL'ART JGLIEIUA CAMPALE
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.proporzioni. Le battaglie decisive hanno luogo di giorno, ed allora la fanteria e la cavalleria possono bensì sorprendere qualche posto isolato, mn. in maSBima, risvegli ala l'attenzione del difensore, devono .aspettarsi ad inconl.rare tutta In resistenza che l'elTicacia del fuoco ed il favore del terreno prernntivamente studiato concedono alla difesa. La fanteria si Lrove1·tt allora inìplicala in una lotta che, in ragione della successi'oità dell' impiego di quesL'arma inerente alla natura ·sua, si risolverà in una vece alterna di fuoco e d'urto, di fermate e di sbalzi, dì piccoli successi e di rovesci pa rziali che ne logoreranno le forze prima di condurre alla decisione. Intanlo il difensore avrà tempo di far accorrere le sue l'iserve e sopratutto la propria arti_glieria per ributtare l'attacco. La canlleria poi non può ripromettersi cli trar partito dalla sorpresa se non agendo ìn grandi masse, il che è già sufficiente per rendere difficili I.e so l'prese; mn nnèhe in simili condizioni essa troverebbe ben presto arrestati i suoi progressi sia dal fuoco nemico .sia dal terreno . L'arti glieria invece offre all'attaccanLe un mezzo ben più efficace per sorprendere il nemico durante la. battaglia. Se non che la sorpresa di cui parliamo non consiste nell' arrivare inaspettatamente addosso al nemico , poichè a tal uopo, qmrndo le circostanze lo permettono, giova assai meglio la cavall erin, ma nel concentrare subitamente il fuoco di un gran numero di pezzi su un dato punto del fronte di battnglia. Da questa improvvisa concentrazione cli fuochi, che l'attaccante può fare nel luogo e nel tempo che giudica più opporluni per preparare l'urto decisivo tlelle proprie masse di fanteria, il difensore è posto nella più critica condizione. Egli infatti non può ripararvi che riuscendo ud opporre al nemico una proporzionata massa d'artiglieria. l\Ia anche ciuesto non è rimedio sufficiente se la formazione della massa non lia luogo in brevissimo tempo e qual)i contemporaneamente a quella del nemico. La ragione di quesLo fatto risiede in una proprietà affatto caratteristica del combattimento d'artiglieria; per cui, a pa.rit~ delle altre ·Condizioni (numero dei pezzi disponibili, calibro , precisione di Liro, buona direzione del fuoco, ecc.), ha la massima probabilità di ,it.toria chi pel primo è riuscito a fo rmare la propria. massa.
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SU LL' ART!GLIEFIJA CAMPALE
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S'intende che parliamo di combattinienti fronta li perchè le cose potrebbero passarsi altrimenti se al difensore ri uscisse di postarsi in m9do da prendere d'infilata con una parte dei suoi pezzi la posizione nemica.. Onesto però non è che un caso singo lari ssimo, che l'attaccante può rendere impossibile con una buona scelta del punto che assegna al concentramento della propria artiglieria. D'altronde al collocamento di pezzi che prendano di sbieco quelli clell' atlaccopuò essere con trapposto un movimento consimile da parte di quest'nltimo. Onde è a conchindersi che per stare nel caso generale bisogna limitarsi a parlare di combattimenti frontali . In simi li combattimenti, chi pel primo ha saputo formare la. propria massa, concentra il fooco dei molti suoi pezzi sni pochi che l'avversario può contrapporgli in quel momento, e ben presto li riduce a mal partito ed in parte incapaci cli perclnrare nella lotta. Le batterie che di mano in mano arrivano in loro soccorso si trovano esposte anch'esse ad un fuoco violento appena appaiono all'orizzonte e forse prima anco ra che tolgano gli avantreni , In ogni caso il nemico, già in posizione, può aggiustare il suo tiro contro le batterie che sopraggiungono prima che a loro riesca di fare altrettanto; e questa circostanza, congiunta alla preesistente superiorità nel numero dei pezz i che l'avversario può concentrare contro le sopraggiungenti batterie, basta per togliere alla massa cl'artiglier.i a che andrebbe così formandosi poco a poco ogni probabi lità cli ottenere il sopravvento. · Nè vale- d'ordinario a far traboccarè la bilancia dalla parte di chi soccombe nel combaLLimento d'artiglieria, il far accorrere sul luogo truppe ·delle altre a.i'rni. Imperocchè il fuoco clell' opposta massa d'artiglieria, ormai libera cli concen Lrare i suoi colpi sopra cli esse, le scuoterebbe dopo un certo tempo cosi profondamente da preparare con tutta probabilità alle proprie masse cli fanteria una focile vi ttoria. Ch i dunque riesce pel primo a riunire su un dato p.i.nLo un gran numero cli pezzi mette dalla sua parte un gran fauore cli niccesso. Ma chi potrà rinscirvi pel primo (a patto, ben in teso, cli nna intelligente direzione) se non l'attacco, il quale, oltre alla superiorità delle forze che naturalmente bisogna ammettergli, poss1ede anche l'iniziativa? Dunque è vero che la sorpresa mediante l'ar'liglieria,
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·ossia l'inaspettato concentramento del fuoco di un gran numero cli pezzi su un punto clato, è una delle maggiori risorse clell 'attac~o . Ecl agginngiamo anzi che tale risorsa, nelle condizioni attuali clell' armamento e della tattica, è cli tale importanza che non potrebbe essere sostituitct fuorch è da una grande superiorità cli forze, accom. pagnata da enormi sacrifizi cli sangue. All'obbiezione che la difesa, conscia clell' importanza che ha nel combattimento d'artiglieria la contemporaneità clell' impiego, potrebbe aspettare a mettere in vista le sue batterie solo quando ne avesse riunito un numero sufficiente a controbilanciare la massa nemica, rispondiamo che la difesa impiegherebbe a far questo un tempo tale (salvo il caso che le maggiori sue risorse d' artiglieria si trovassero proprio a portata del punto d'attacco scelto clall' avver,., sario, il che proverebbe da parte cli quest'ultimo la più grande inettitudi ne) che la decisione sarebbe preparata dall'artiglieria nemica, e comp itlta dalle truppe .che l'avversario non mancherébbe di ammassare a sua portata per appoggiarla, prima. che la difesa riesca a, mettere in azione la propria artiglieria. Dunque, ammessa la formazione inaspeU.ata cli una gran massa d'artiglieria nemica davanti a un punto del fronte, e ammesso che la difesa voglia pro lungare la res istenza tanto cla dar tempo all e proprie riserve cli arrivare, nella speranza di poter respingere l'assalto, bisogna fo rzatamente che essa si rassegni a contrapporre siic;. cessivammite al nemico un'altra rnass,t d'artiglieria. Volendo evitare qnesl.o fo.tto che la teoria condanna, ma che la necessità impone quando si tratla cli guadagnar tempo, non rimane altro parti to alla difesa che darsi subito per vinta e ri tirarsi, impiegando le riserve per proteggere la ritirata anzichè per disputare la vittoria al nemico . Napoleone lasciò scritto : « Celiii qi1;i sait /'aire a1··r i'I.Jer siibitem.e1it età l'insu de l'emienii, sur -un de ses poùits, 1me masse d'arti lle1·ie est sù1· de l'em,po1·ter n. E la ragione cli questa massima è riposta nel càrattere di conteniporaneità inerente all'artiglieria, che si è cercato di mettere in evidenza.. Riguardo alla forma avvolgente è noto quanta importania essa abbict nella tntLica di bauaglia, sia come mezzo di minacciare le comunicazioni del nemico, sia per far valere la. superiorità del numero tanto nell' urto qmwto nel combattimento a fu oco. Egli è da
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SULL'ARTIGLIERIA CAMPA LE
quest'ultimo 1mnto di vista che noi vogliamo esaminare ln quistione. · facendo vedere come i vantaggi di quella forma siano ben più grandi per l'artiglieria che per ln fanteria. Date due linee di cacciatori che combattano disposte secondo due archi concentrici, è chiaro che, a pari densità dellfl catena, potrà disporre di un maggior numero di fuo chi la linea esterna. · Se per equ iparare la differenza la linea interna volesse rendere più fitta la catena, ciò non potreb be avvenire che aumentando in proporzione le perdite e il disagio dei tiratori. lnolLre i sostegni e le riserrn della linea interna. rimangono ammassati in pi ù stretto s'pazio che quelli della linea esterna, ed anche questo è causa di perdite maggio ri . . / Si aggiunga ancora che, se l'arco esterno è sufficientemente svi, luppato, pane delle !.ruppe disposte sull'arco interno e nel settore che gli sta dietro sono prese di sbieco o d'infilala. Questi vantaggi della forrna avvolgente, e particolarmente quello del contemporaneo mag~ior svil uppo di fuo chi sulla fronte, crescono evidentemente a misura che aumen ta la clii,Lanza a cui ha luogo il com.battimento a fuoco. Tale distanza, la quale naturalmente ha un · limi te nella portata efficace delle armi impiegate, è massima per l'artiglieria, qllindi massimi per quesL'arma sono anche i vantaggi della forma avvolgente. Si è appunto in questa forma e nell'alll'o elemento della sorpresa che l'attacco trova i mezzi più efficaci per far valere la ·superiori là delle sue fo rze nel combattimento a fuoco . Per giovarsi di questi mezzi bisogna però che l'attacco faccia appello ad un altro fattore importantissimo, ossia all a forz a inLellettuale e morale della direzione. Questa forza dunque, in cui si C(llllprende, oltre ali' intelligenza che vede, anche il criterio che giudica, sorretto dall'istru.: zione e dall'esperienza, nonchè la volontà che decide cop. prontezza e vuole con energia, questa forza diciamo , la. quale · ha tanta influenza sull' esiu, delle battaglie, trova nel l' artiglieria il suo più efficace strumento. Ma l'artigli eria ha ancora altre proprietà caratteristiche che la rendono meglio atta delle altre armi a far valere l'influenza del comando nella condotta del combau.imen to. Esse sono la tenacità. con cui può perdurare nella loLta a fuoco, pii1·niantenenclosi sempre
.sensibile all'a.zfone di ch'i, la gnida, e !:estesa gradazione di cui è capace nello svolgere la sua emcacia, secondo le circostanze in cui è chiamata a combattere. Queste propriefa sono possedu te dall'.artiglieria in modo così spiccato rispeLLo alle altre armi, ed hanno tanta influenza nel determinare le sue funzioni nel combaltimenLo, che meritano di essere .anal izza.te con speciale attenzione. Vediamo anzitutlo per qual i ragioni l'artiglieria eccella sulle altre armi sotto gli aspetli dianzi accennati . Dal lato della perdurnnza e della comandabi lità. nella lolla trala·sciamo il confronto con la cavalleria perchè la superiorità dell' artiglieria a questo riguardo è tan to evidente da non aver bisogno di essere dimostrata. Ben inLeso che tale superiorità non cli pende affatto .da.preminenza di valore o di disciplina (poichè noi prescindiamo qui da sim ili considerazioni), ma dall'intima natura delle due armi. Ciò sia eletto per trnnquillare rin dal suo nascere qualsiasi suscett ività. · La cosa per altro merita di essere esaminata minutamente rispetto :alla fanteria. Benchè l'artiglieria e la fanter ia combattano ambedue co l fuoco, -esse vanno soggette R due opposte tendenze nel combattimento. In qu esta, di fronte alla. terrib il e efficacia del fucile a retrocarica, Lutto tende alla disgregazione; in quella, tutto porta all 'aggregazione della mossa, alla concentrazione. Ed eccone le ragioni. Il fantacc ino, che combatte in fo rmazione compatta, si sente pili imbarazzalo nell'eseguire il puntamento che il cacciatore isolato, e meno in grado di ricavare dalla propria arma tutto quel profitto che istintivamente comprende poter derivare da un impiego d'i essa più indipendente. Oltre di ciò egli si sente, rispetto a quello, in maggior pericolo, perchè si trova esposto al fuoco, senza potere personalmente utilizzare come gli sembra megl io i ripari che•gli olire il terreno per coprirsi. Quanto ai riparti che sono tenuti più indietro, sia per alimentare di mano in mano e rin forzare il combattimento a fuoco, che· per agire più tardi coll'urto, essi vedonsi esposti a perdite bene spesso .considerevoli, senza potere col] ' arma in pugno vendicare ed attenuare il dam10 proprio col dormo inflitto al nemico.
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Tutto ciò porta la fanter ia a proieuarsi poco a poco sul ·fronte stemperandosi in frot!.e più o meno disordinate, più o meno rade ili cacciatori, che fanno ognuno del loro meglio per offendere col fuoco e per difendesi col .teneno. Su quella linea serpeggiante, in cui ad ogni tratto si manifestano ondulazioni, strappi e variazioni di densità , l'iniziativa individuale tende a prendere sempre piu il predominio sull'azione colleuiva. E a poco a poco, frammiste insieme le varie unità e sciolli quegli ordinj tattici che valgono a mantenere obbediente e maneggevo.le la truppa sotto l'azione del com,~ndo, la di rezione sfugge ai capi più elevati e i soli che possano ancora. esercitare qualche infl uenza sulle frazioni di quella massa disgregata e sempre più disgregantesi sono gli ufficiali .di minor grado. Perduta così dall'alto l'unità cli direzione, la lotta dei singoli nuclei, che ancora obbediscono all 'impulsione dei capi minori, degenera fac ilmen te in un caos di episodi senza legame, cli piccoli vantaggi che voglionsi i>frultare, di piccoli rovesci che cercasi di riparare, producendo un graduale scioglimento delle masse rimaste intatte nelle mani dei ca.pi più elevati, simile allò squagliarsi delle nevi sotto l'azione del sole. Da questo quadro del combattimento di fanteria, di cui' chi co nosce a fondo la storia milita.re e la lattica cli quell'arma non troverà per nulla carica te le tinte, da questa tendenza alla dissolutione, ... da questo sosti tuirsi dell'iniziativa dei singoli all'azione direltiva di una volontà unica, che possono bensì a.llen ua.rsi con una. severa ed accurata educazione dell e truppe al combattimento, ma non eli minarsi del tutto perchè inen~nti all'intima. natura dell'arma, derivano tre conseguenze che importa di mettere in evidenza.. La prima si è che, una. volta impegnata. nel combattimento, una truppa di fanteria non può più esseme ritirata che con grandissima difficoltà; come pure è difficilissimo di farle camb iare direzione una volta lanciata in un dato senso. L'altrn è che, una vo!La incominciato il combattimento, è di11icile di i1ùenomperlo o di moderarlo in guisa. da impedirgli che precipiti ad una crisi, la cui soluzione è piuttosto lasciata al contrasto fortuito dell a forza bruta cozzante in luogo e tempo nou predi$posti dal comando, che regolata, dall'influenza della forza inlellettua.le di questo .
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La terza fina lmente è che la decisione non può aver Iuogo nel · combattimento di sola fanteria se non a costo di un grande logoramento cli forze, ed è ottenuta il più delle volte in condiz ioni tali di luogo, cli tempo e di truppe disponibili da non poter ricavare dall.a. vittoria. \JJl utile proporzionato a.i sacrifizi compiuti . Di fronte a quèsti caratleri del combattimen to di fanter ia, il combattimento d'artiglieria si presenta con tratti caraLteristici affatto opposti. ~Ientre il fantaccino, coperto da qualsia.si ostacolo del terreno, con la giberna piena di cartucce e il suo fucile sempre pronto a fai·· fuoco , si sente più sicuro e meglio in grado cli nuocere al nemico che quando, espoi>to con tutta. la persona alle palle che gli fischiano ·intorno, è costretto a sta,re inattivo, o ad agire in linea, od in colonna sotto la pL'essura delle forme regolamentari, l'artigliere, separato dal suo pezzo, ha invece il sentimento della. propria impotenza, della propria. assoluta incapa.pità sia a di fendersi che ad offendere. Egli è quindi legato alla macchina inanimata ed insensibile da cui solo ri trae la sua forza.; egli sente cli appartenere al suo cannone· come il cannone appartiene a lui. Questo sentimento, diviso da lutti i serventi del pezzo, sta bi lisce fra loro un legame di solidarietà, che li tiene uniti nei momenti difficili e li rende più calm i nell'affrontarli . L'attenzione stessa che l'arti gliere deve impiegare in qt1ella manovra combinata., che è ·il servizio del pezzo, rende meno vivo in lui il sentimento del pericolo, poichè lo distoglie dal pensarvi continuamente. E ciò. gicn;:,;, non meno della. convinzione che non sarà abbandonato da.i compagni, a conservargli !\mimo più tranqui llo e a. mantenerlo fermo al suo posto nei momenti scabrosi. Lo stesso ~entimento d'impotenza. che hanno i serventi separati dal loro pezzo si estende, pur diminu.endo via via d'intensità, ancheai capi-pezzo isolati ed ai comandanti di nuclei maggiori. Ogni capo-pezzo sa infa tti che per agire con qualche eflicacia egli ha bisogno di essere secondato almeno da un altro pezzo, ed ogn i ufficiale d'artiglieria ha l'intima convinzione che la. sua. arma non raggiunge un certo grado d'indipendenza. relativa nel combattimento, se non riunita in nuclei cli una certa importanza. Se a ciò si aggiunge che l'art.iglieria non ha atti.tudine a combat-
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tere che da ferma, e si tien conto del forte inquadramento che essa ha sulla linea di fnoco , come pure della rnaggi,Jre faci lità di sorvegli anza ch'es<;a presenta in confronlo della fanteria in ordine di combattimento, si comprenderà agevolmente com.e l'artiglieria debba avere molto minor tendenza. ·della fan teria a sfuggire di mano a ch i la guida e possa qt1indi conservars i più a lungo rfonita e più faci l. menle disponibile nelle mani dei capi, quando anche impegnata da molt? tempo ~ell'azione. L'espe:·ienzamost.ra infatli che a.nc~he dopo perdite relativamente considerevoli l'artiglieria in pos izione non è moralmente molto scossa e può continnDre a combattere senza che l'efficacia del suo fuoco resti sensibilmente diminuita. Imperocchè, se qualche pezzo soffre dei danni, gli altri accelerano il loro tiro finchè i guasti siano riparati; se cadono gerventi, gli alu·i non fuggon~, ma ass~rnono le loro funzion i; se cadono cavalli, il fuoco può contrnuare, e mtanto arrivano sulla linea dei pezzi, rinforzi d'uomini e di quadrupedi per sostituire i caduti. Le difficoltà veramente gravi cominciano soltanto quando si tratta di cambiare di posizione. Allora le perdite di cavalli si rendono , p,~rl.i~olarmente sensibili, e, giunte ad un certo limite,. possono dimrnuire notevolmente e perfino annullare del tutto la mobilità dell'artiglieria. Se però questa è ancora capace di muoversi e non è pel momento impegnata in un se,'io combattimento, può, quando occorra, venire ritirata dalla pngna in quel punto della fronte per essere impiegata in altro luogo dove il comando reputi più opportuna la sua azione. · Tutto ciò basta a giustificare quanto si è detto poc'anzi, cioè che prescindendo dal valore e dalla disciplina delle trnppe l'artialieria . ' o eccelle suUe altre armi nella perduranza al fuoco e nella èomandabilità durante il combattimento: Passiamo ora discorrere dell'estesa gradazione d'intensità e di duràta che può dare l'artiglieria al suo combattimento a fuoco . In qnesLo genere di combattimento, ammesso il tiro ben regola Lo, l'intensità degli effetti dipende dalla distanza, dal genere di proielto e dalla celerità del tiro. È ovvio che tali fattori possono variare per l'art iglieria in limiti molto più estesi che per la fanteria. Il cannone rii::10 a retrocarica tira infatti a. distanze mo!t.o più considerevo:i che il fucile, spara tre
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spe~ie di proietti invece di un solo, e quando è riunito in nuclei cli una certa importanza (batterie) è suscettibile di mnggiore gradnzione nella celerità di tiro che ·il fucile stesso, sia perché può tirare con mo lta rapidità senza trovarsi così presto privo di munizioni, sia perchè consenra una notevole efficaoia . anche con un fuoco molto lento. Quanto alla cavalleria, allorchè agisce come tale, cioè a cavallo, essa non è gnari suscetti bi[e di gradazione nel suo modo d'ogire. Essa infatti o carica a fondo o non carica. Sta dunque che l'artiglieria è capace di una grada7,ione molt~ più . estesa delle altre armi nel regolare l'intensi tà del SLfO combattimento; o, in altri termini, ch'essa può dare al combattimento'più facilmente delle altre armi quel caraltere che le circostanze consigliano . · Qhesta proprietà del\' artiglieria è forse la più importnnt.e fra quelle da lei possedute. Per essa infatti il comando ha nelle mani una specie di ·regolcitol'e, del,quale può servirs i a piacimento, sia per impedire che gli avvenimenti precipi tino ad una crisi, sia pe1· accelerarne il corso quando ciò gli conviene. In tal guisa, ed in .!al guisa. soltanto, il comando è posto in grado di scegliere con maturo· e ponde1·nto giudizio il luogo e il tempo della decisione, senza che gli vengano imposti dagl i avven imenti in condizioni meno favorevoli al conseguimento della vittoria. · :Vla non è soltanto nel I' intensitit degli effetti che l'artiglieria èsnscetti bile di una gradazione molto più estesa delle altre armi. Anche rispNto alla durata del suo combnttimento, essa gode della stessa propri età. Infatti la durata di un combattimento dipende, a parità dell e altre circostanze, dalla distanza a cui si inizia la loua e dal l'intensità con cui essa si svolge. Ora l'nrtiglieria è l'arma per eccellenza dell'azione lontnna ed è capace di graduare l'intensità della propria. azione entro limiti più estesi delle altre armi . Perciò megli o di qneste essa è in grado di modificare a piacimento del comandante (auesa la comandabi lità sua) la durata del combat.Limento a cui prende parte. Questa facoltit, posseduta in grndo così eminente da.Ila moderna artìglieria, cli ritardare o di a.ccelel'are, secondo il suo modo di procedere, la crisi nel c0mbattimento, è quella che, meglio ancora della sua potenza maleriale, la rende tanto preziosa per il comando.
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Ai tempi in cui la regina delle battaglie era l'arma bianca non -era possibile che due partiti, giunti a contatto, iniziassero la lotta, senza trovarsi immediatamente impegnati a fondo. Il combattimento, qualunque fossero le sue proporzioni, doveva infatti risolversi ne.cessariamente in una lotta corpo a corpo (contemporanea o no) su tutti i punti del fronte. Ora una lotta corpo a corpo ha sempre per natura sua un carattere decisivo e la sua durata non può che essere molto breve. In simili condizioni la forza intellettuale della direzione poteva bensì influire sul modo cli impegnare la hat.taglia', ma, a battaglia impegnata, l'azione che essa poteva esercitare sull'andamento della mischia si ridtfceva a ben poca cosa. La sorpresa.e lo stratRgemma, intesi allo scopo cli iniziare la lotta nel modo più favorevole, erano infatti Je maggiori risorse del comando. Nè poteva essere altrimenti perchè, in grazia dell~L ra.piclità con cui precipitavano gli anenirnenti in quelle lotte brevi e sanguinose, J' esito cli uno scontro dipendeva essenzialmente dalle condizioni talvolta fortuite in cui momentaneamente si trovavano i due partiti. Più tardi !'introduzione delle armi da fuoco, e particolarmente .dell'artiglieria, fornì il modo di far precedere all'azione Yicina una .efficace azione lontana. D'allora in poi la lotta armata cessò di essere necessariamente breve e decisiva come ai tempi dell'arma bianca, e diventò susceLtibile di assumere gradazioni di iuLensità e di durata via via più estese a misura che crebbe la perfezione di dette armi. Fu però solo l'apparizione di un'artiglieria così mobile ed efficace -come la mo~erna che permise di accentuare di tanto quelle grada.zioni da poter dare alla lotta un carattere essenzialmente diverso secondo le circostanze e gli scopi. In altri termini, per servirci di espressioni oggidì molto usaLe, si è alle armi da fuoco e sopratutto .all'artiglieria che è dovuta la possibilità di agire decisivarnente o dirnostmtivamente nei vari punti di un campo cli battagl ia, senza ,tradire troppo prnsto, in quesL'ullimo caso, il proprio giuoco all'avversario (11). (1) Dices i azione decisiva quella che intencle ad ottenere con tutti i suoi mezzi 8 il più pron tamente possibile la decisione della lotta; azione dimostrativa o temporeggi·a11te , quella che cerca di evitare la crisi risoluth•a, limit,mdosi allo scopo di trattenere il ne.mica e di guadagnar tempo.
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SU LL'ARTJGLIBR!A CAMPALE: ·
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Nella possibilità di combinare un'efficace azione dimostrati.va o temporeggiante con l'azione decisiva consiste un enorme progresso della tattica di battaglia, in quanto che per tal modo è lasciata alla forza intellettuale della direzione una più larga parte che pel passato nel regolare gli avvenimenti. Vecliamo . come ciò sia e quanto sia necessario a tal uopo l'intervento dell'artiglieria. È bensi vero che lo scopo dell'azione mil itare è sempre Ja vittoria, ma per vincere in un combattimento in grande non è necessario · nè ucile di ce,·car subito la decisfone appéna s' incontra il nemico. È an7.i indispensabile, prima d'impegnai·si a fondo in un'az ione decisiva, di orientarsi sulla posizione, sulla forza e sulle intenz ioni del nemico pee giudicare se in quelle condizioni convenga o no di accettare il combattimen to. E questo è un primo periodo di azione dimostrativa. Quando poi le ci rcostanze consiglino di accetLare il combattimento, è necessario che il comando guadagni il tempo di fai· arrivare le sue truppe e di ri parti,rle nello spa7.io in relazione con gli scopi che si propone. Ed anche questo periodo appartiene ali 'az ione dimostrativa o temporegginnte. Neppure a schieramento compiuto non è necessario nè utile di impegnarsi su tutto il fronte in un'azione dec.isiva. Anzi lo schieramento dev'essere così rego1ato, che mentre su alcuni punti si dispone solamente di tanta forza quanta è sufficiente per trattenere i I nemico, su altri invece se ne abbia in copia tale da poter pronunciare un attacco a fondo. A meno di possedere una grandissima superiorità di forze, tale da permettere di avere il sopi·avvento in ogni caso , gli è solo in • questa ineguale riparti7.ione di trnppe sul fronte che sta la possibilità 'di riuscire più forti sul punto decisivo. Ma per raggiungere questo 9copo, a cui deve intendere una ragionevole ·direzione del combattimento, è necessario che i! nemico non possa accorgersi in tempo della debolezza relativa delle truppe che gli stanno di fronte nei punti dove l'avversario vuol limitarsi ad un'a7,ione élimostrativa. Altrimenti, o egli passerebbe dal canto suo ad un'azione decisin su quei punti e vi schiaccierebbe l'avversario prima che egli abbia potuto compiere i suoi disegni sul pnnto scelto, acquistando forse la l'acollà di far poi agi re efficacemente in
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SlJLL'ARTIGLIRRI A CAMPALE
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quella direzione le Lruppe vittoriose, ovvero sguernirebbe anch'egli quella parte del fronte per portare tutte le sue truppe disponibili sul vero punto d'attacco. Per impedire queste riso luzioni del nemico, le quali comprometterebbero seriamente le sorti del combattimento, è indispensabile che l'azione dimostrativa assuma. e mantenga il più lungamente · possib ile tutte le apparenze dell'azione decisiva, affinchè l'inganno possa durare tanto che basti da assicurare l'esi to della crisi sul punto prestabilito . Ora ad assumere quelle apparenze senza troppo compromettersi, ed a conservarle ablnistanza a lungo senza svelare prematuramente la propria clebol~zza, è eviden temente inclispens,tbile l'azione lontana e la, facoltà di graduare l'intensità e la durata di questa azione entro limiLi molto èstesi. È dunque manifesto che l'artiglieria è l'arma per eccellenza dell'az ione dimostrativa o temporeggiante. La fanteria a.rmatà dei modern i fuc ili a retrocaric~t può anch'essa prestarsi a tal uopo, ma in modo ·assai meno perfetto del!' mt igJieria. Quanto alla cavalleria, essa può benissimo cooperarvi con le altre armi, neJ senso che anche la cal'ica più spinta a fondo può , in un combattimento in grande, essere soltanto un episodio dell'azione dimostrativa che in complesso va svolgendosi su un dato punto del fronte (esempio la brigata Breclow a Mars-la-Tour), ma da sola può dirsi che non ha alcuna attitudi ne all'azione dimostrativa. Tutt'al più, se è suo scopo di trattenere il nemico e di guadagnar tempo, essa può, trattandosi di gro~si. corpi, cercare di raggiungere l'intento impiegando alla spicciolata (ma sempre a fondo e perciò decisivamente) i vari riparti di cui si compone. Uno splendido esempio cl'un tal modo di procedei·e, per cui la canlleria tenta di rimediare con una opporturn~ combinazione di atti clecisi:vi. dei siilgoli suoi nuclei (cariéhe a fondo di squadroni. divisioni o reggimenti) a.Jla propria mancanza di attitllCline a lottare in massa cl'imostrnti·uamen,te, ci fu dato a Custoza dalla brigata Pulz . AItra conseguenza risultante da lle precedenti considerazioni si è la necessità di combinare l'azione dimostrativa con l'azione decisiva pel' condurre razionalmente un combattimento. Senza. tale combinazione, la quale in ul~ima analisi si riassume nel regolare l'intensità e la durata della lotta nei vari punti del campo di
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battaglia in nwdo da ottenere la decisione nel tempo e nel luogo più opportuni a rendere massimi gli effetti della vittoria e minimi i sacri fizi necessari per conseguirla, il combattimento non sarebbe che una lotta br u.tale, dove la superiorità assoluta di forza fisica basterebbe ad assicurare il sopravvento. E infatti mancherebbe in tal caso l.l.lla parte più debole la possibi lità cli compensare la differenza di forza materiale, pror,urando con !'aiuto della fo rza intellettuale di riuscire ad essere preponderante sul punto decis ivo, senza tradire intempestivamente lq. sua debolezza sugli. altri punti. Ecco confermato ciò d1e noi dicevamo poc'anzi, vale a dire che la possibili Là cli combinare un'e/fìccice azione dimostrativa o temporeggiante con l'azione decisiva costituisce un enorme progresso della tattica cli battaglia; imperocchè sia sempre un progresso il trionfo dell'intelligenza sulla forza bruta. Or bene tale progresso è dovuto pl'incipalmenLe all'artiglieria siccome l'arma che eccelle nella faco ltà di graduare a piacimento del comando l'intensità e la durata del combattimento . ' ' Ma non è solo per la sua speci.ale attitudine ali' azione dimostrativa che l'artigl ieria è un'arma. prezio~a per il comando. Sebbene in teoria si debba ammettere che da sola essa ha minore atti tucline delle altre armi all'azione deci'siva, perchè la fanteria, e fino a un certo punto anche la cavalleria. hanno in sè i mezzi di condurre a . fine un combattimento, mentre l'artiglieria non li poss iede, sta· sempre il fatto d1e, in pratica, quelle due armi hanno oggidì. poca o nessuna probabilità. di riuscita, se la decisione non è preparata.da un intenso fuoco d'artiglieria. Anzi tale preparazione può dall'al'tiglieria essere spinta al punto da bastare essa sola a produne la decisione, senza che le altri armi ahbiano da ram gran fatica per ottenerla. Esempio Sedan, la 2" giornata di Noisseville e il 2° attacco di Sa.int-Privat. Perciò l'àrtiglieria, benché non abbia come le altre armi la facoltà di ofiendere col movimento e coll'urto, può e deve avere unR parte importante anche nellRdecisione. Così infatti essa fn impiegata dai più grandi capitani dell 'epoca moderna. E questo fatto si presenta così accenLuato nella storia militare che in massima può affermarsi che là dove il combattimento Jn rego lato da una forte intelligenza e da una sola·ed energica volontà, l'impiego dell'artiglieria·ha Rvuto ANNO X X V, VO(. . JV.
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una parte importantissima nel preparare la decisione, mentre predomina la lotta della fanteria, non solo nel compiere (come è naturale), ma nel preparare la rrisi risolutiva, là dove l' intelligenza è mediocre e la rolontà debole o dipendente. A questo punto l'anali si dell e proprietà caratterisli che dell'artiglieria, che ha preceduto, ci autorizza a riguardare quest'arma come lo strumento più efficace del comando, nel senso che essrt sola lo melle in grado di gravitare con tutto il peso della sua forza intellel.tualè su lla mobile bilancia della vittoria. Sta infatti che la fo rza intellettuale della direzione esercita essenzialmente la sua infl uenza nel combattimento col regolare opportunamente una combinazione (quella dell 'azione dim ostrativa con l'azione decisiva), la quale è résa non diremo possibile, ma efficace soltanto dalì'artiglieria. Si é sotto questo aspetto, pi ù ancora che sotto qnello della sua efficacia materiale, che la cooperazione dell'artiglieria è assolutamente indispensabile nel combattimento moderno, e che la sua assenza non può essere compensata da un supplemento cli fo rza fisica forn ito dalle altre armi (•l). Ad onta di queste eminenli proprietà, riconosciamo però con lo SclierfI che l'artigli eria deve evi tare di formarsi uri' idea esagerata della propria importanza, riflettendo che le grandi cose che essa può compiere le sono rese possibil i soltanlo, dall'appoggio delle allre armi . Le propri età dell'artiglieria testè discusse, quantunque per sè stesse siano inerenti alla natura dell'arma, presentano un carattere più. ò meno accentuato, e possono farsi valere nel com battim ento in modo più o meno efficace, secondo il maggiore o minor grado di perfezione dell'arma1;1ento e secondo la più o meno perfetta educazione delle truppe al combattimen to. Rispetto all'armamento, non essendo qui il caso di trattare la (I) Ciò dimostra come le esperienze comparative fotte in Italia ed altro,·e per misurare la potenza fìsica (probabilità di colpire un bersaglio animato) del fucile e del cannone non possono co11durre a conclusioni ~ttendibili sul valore relati vo di rteterminati nuclei- di fanteria e d'artiglieria. Tali esperienze in fa tti, anche prescindendo dalla circostanza cbe per lo più non ranno entrare nel computo l'azione lontana dell'artiglieria, non riOettono che un lato solo della questione, ìl lato materiale. Quello morale, per cui l'a rtiglieria, facendo valere la fòrzo intellettuale della direzione , diventa un fattore che moltiplica la forza delle altre armi, viene compl~tamente trascurato nel paragone. Eppure nessuno può disconoscerne l'importanza.
SULL' A RTCGL IERIA CAMPA LE
,quistione dal lato tecnico, ci contenteremo di r icorca.re come deve ,regolarsi la combinazione dell'efficacia con la. mobilità per soddisfare alÌe esigenze tattiche dell'arma. All'esame di questo imporlante ar. . _gomento dedicheremo un prossimo a,rtic?l~. . Anche l'educazione delle truppe cl arL1glter1a al comhatt1mento e questione tr~ppo vasta ed impor tante ~er essere qui trattata '.nci.dentalmente. Se il tempo ce lo consentirà ce ne occuperemo forse più tardi , dopo avere esaminato le condizioni in cui si.svolge e le ,esiaenze a cui deve soddisfare il combattimento dell'artigli eria. però il caso di mettere fin d'ora in riliero c~e ~e l'educazio~e ,delle truppe d'artiglieria al combattimento non Sl dlstaw ~, ~er. ciò che riguarda la preparazione morale (il sentimento della d1sc1plina, ,l'amor del dovere, il disprezzo del pericolo, ecc.), da quella delle altre armi , essa assume invece, considerandola dal lato dell'i stmzione, un carattere assai diverso. Mentre nell a fanteria e nella r,a.valleria l'individuo , consideralo ·come l'espressione più elementare della forza nei vari nuclei, ha una personalità ben sp iccata, nell'artiglieria invece l'uomo cli t~·u~pa .è sempre costretto di fa re all' ins ieme il sacri ficio della propria individualità. Difatti in quest'arma l'individuo, ossia l'unità cli forza, non è l'uo1no ma il pezzo. Ne segue che la preparazione morale -dell'uomo al combaltimento, che è l'opera più diffici le del tempo di pace, rimane più agevolata all 'a.rtigli eria. che alle altre armi. I mperocchè questa preparazione si riassume appunto nell'abituare l'individuo a sacrificare la propria personali tà a benefizio dell 'in sieme, ,come succede cootinuamenle, per la natura dell'arma che adopera, .nel servizio dell'artigliere. Dal lato dell'istruzione, e precisamente p·erchè nell 'artiglieria .l'individuo cessa di avere una personalità così spiccata come nelle altre armi e minor ca.mpo è lasciéltO Rlla sua ini1.iativa, parrebbe a prima vista che le esigenze dovrebbero essere minori per l'artigliere che pel cavaliere o pel fantacci no. )la se nell'artiglieria l'iniziativa individuale dell'uomo di truppa è cii·coscritta in limiti più ristretti, 'è pur vero che l'azione del l'individuo, ossia la cooperazione che .esso presta all 'azione collettiva, è più determinata e al tempo stesso più strettamente necessaria al buon andamento dell'insieme che ,nelle altre armi, e pat·ticolarmente nella fanteria. Perciò l'istruzione
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SUI.I,' ARTIGL IERIA CAMPALE
STUDI
indi viduale esige nell'arma d'artigl ieria maggior prncisione ed accuratezza che nelle altre. Si nggiunga che la sfera d'azione dell'artigliere, quantunque le sue funzioni siano in ogn i caso determinate con molta precisione, è assai più ,,asta che pel soldato delle altre armi, massime quando v(ha, come da noi, promiscuitit di servizio fra i conducenti e i serventi . Ne segue che l'istruzione individuale dell'artigliere, oltre ad esigere maggior precisione ed nccuratezza cli quelln del cttvaliere o del fantaccino, deve anche essere più rnria e molteplice. Ciò rende estremamente difficili lo condizioni dell'artio-Jieria campale costretta a soddisfare a queste esigenze con le alluali ferme ridot.le. È però degno di nota che mentre l'istruzione individuale è nell'arLiglieria da campo lunga e difficile, perchè si complica e si confonde nelle sue parti essenzia li con l'istruzione colleLLiva, questa. invece, superate le difficoltà ài quella, si pu_ò dire ultimata per l'uomo di truppa. SLa infatti che per quest.'ultimo. quantunque i nostri regolamenti prescriva.no clte il soldato sempl ice conosca an che la scuola di sezione, l'istruzione colletLivn comincia e finisce in realtà col servizio del pe;:;:o (a piedi ed a cavallo); come è vero d'altronde che il complesso cl'istruzioni che si collega col servizio del peiw (bocca da fuoco e vettura) comprencle, se non tutta, almeno la parte più essenziale dell 'islruzione ind ividua le. Al di fa del pezzo cessa l'istruzione dell'uomo di truppa e comincia quella dei quadri. Ma qui le difrìcQltà crescono a mi ll e doppi in confronto delle altre armi, massime per ciò che 1·iguarda gli ufficiali. L'istruzione degli ufficiali d'artiglieria consta infatLi di clue pal'ti distinte: l'una che diremo tecnica o speciale. l'altra che può dirsi . tattica o generale. La prima è certamen te difficile ad ott.enersi in quell'alto grado che è richiesto dai moderni p1·ogressi della scienza, ma contenuta. nei li tniti strettam ente nssegnnti all'artigli o1·ia campale, può rag-giungersi in misura su fficiente senza troppa fatica . La seconùn invece trova ostacoli mollo seri ad essere consegnita. da11Ji ulTìciali d'artiglieria in tempo di pace, e ciò per le ragioni seguen~i . JVJ~n_tre nei gradi minori l'ufficiale cli fanteria, e forse con leggera restrmone anche quello di cavalleria, può dirsi sufficientemente istruito quando conosce bene la taltica della sua arma (senza igno<')
rare, ben inteso, i principii fon damentali che regolano l'azione delle altre due), l'ufficiale d' artiglieria non è all'altezrn del suo còmpito, se non conosce veramenLe a fondo anche la tattica della fanteri,t e della caval leria. Ne segue che mentre l'ufficiale di fanteria o di cavalleria può acquistare tutta l'istn)zione che gli è strcuamente necessaria ne i grad i minori col prender parte alle sole esercitazioni della sua arma , l'ufficiale d'artigliet"ia non può in tal guisa che compiere un lato solo della propria istrnzio11e. Per compiere l'allrn parte egli ha bisogno asso lu~o di t.rovarsi a coolatto con le altre armi e di partecipare a manovTe in cui le medosi me siano rappresentate. Magl i è in ciò appunto che consiste la diffico ltà . Poichè se fa.ciii e frequenLi, come è naturale, sono le occasion i di manovrnre isolatamente per arma, molto più rn re im'oce so no quelle in cui si trntta della combinazione clelle I.re armi od anche di sole due. L'artiglieria campale si trova quindi in condi;:ioni più difficili delle altre armi non solo per comp iere l'istruzione individuale dell'uomo di truppa, ma anche per compiere tatticamente l'istruzione dei quadri. "Eppure gli è solto nLo con una buorHL istruzione ta.LLica estesa a tutti i gradi della gerarchia, che la moderna artiglieria campale può far va lere i grand i progressi compiuti nel suo armamento e rendere sempre più spiccate e proficue all'insieme le proprietà. caratteristicl1e che la distingnono.
A.
J\L.\ZZA
Haggiore nel 9° 1·egy. art.
IL MONTENEGRO PRnlA E DOPO IL TRATTATO DI BERLINO
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· Nella l'alai giornata di Kossovo ( 1389) codesta potenza crollava sotto il giog·o dei Turchi chiamali in Europa ("377) dagli oppressi Greci . La bandiera slava, come le idee, i costumi e la na:tionali tà di questa. razza che parla la lingua serba e professa il rito greco, lrovava rifugio e veniva inalberala sulla rocca di Zabliak, antica sede dei Balsa, signori del paese della Zeta'.(,I) . Nè valsero a domare ed a snidare di là quei valoro$i montanari, non i pericoli cerLi e conti nu i dell'invasione turca che d'ogni intorno allaga, non le insidie . dei nemici e dei malfidi ami ci, non lo alternarsi frequente di fugaci fortune e cli duraturi rovesci. Essi hanno la divisa fran,qar non /lectar; vinti e sterminati risorgono più forti che mai, sempre implacabili con tro gli Osmanliti; sempre alleati natumli dei nemici di questi, fra i quali giova ricordare la repubb lica di Venezia, legata alle terre della Zeta anche da vincoli cli famiglia. 1
IL MONTE NEGRO P RIMA E DOPO IL TRATTATO DI BERLJNO
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Fra il monte Di nn.ra (il 811,1"') e il gruppo dello Scardo (22.70m),
sullo. spartiacque dei bacini dei Danu!)io e dell'Adriatico, ma più precisamente fra le alte e nevose cime del Dormi tor e del Kom, si stacca a mezzodì l'alpestre regione slava del ilfontenegro, serrato a nord dalla Ilosnia (sangiacato di Novi Bazar), ad oriente dall'alta Albania, ad occidente dall'Erzegovina ed a mezzodì dalle alte ed impervie montagne Dalmate che cadono a picco su ll' Adria tic(I fra le· bocche di Cattaro e Spitza.
I Fu verso il vu secolo che la razza slava, muovendo dai versan ti meridional i dei Carpazi, si rovesciò nel territorio dell'antica Illiria stendendo man mano i suoi dominii fino a costituire ~otto il forte Dusc'. ano (Cza1· dei, Se-rbi, dei G1·ec'i e dei Biilgari) il Reame di Se1:b1a, che abbracciava lutto il paese frn la Bulgaria e la Croazia,. e s1 stendeva daJJ' Adriatico all'Egeo .
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Vedi annesso schizzo al
aoo,ooo.
Ai Balsa succede nel xv secolo la fa miglia collaterale degli Cernoievicj, il cui dominio versq orien te e mez7.oclì si stende uno al torrente Sem, al lago cli Seul.ari ed all'A driatico, comprendendo anche la Primoria ossia la costa fra laBojana e le bocche di Cattaro. Di quella nobile famiglia giganteggia il celebre lvan, il quale dopo una lotta leggendaria, soverchiato ma non domo, ricl11ce Zabliack in un mucchio di rovine per ripiegare nelle aspre gole cli Ccuigne (•l,q,84-) . Del prode Ivan son piene le tradiz ioni ed i canti popolari che trapassano di generazione in generazione, ed ancòr oggi viene additata alla venerazione del passeggiero la fonte cui egli abbeverò il suo cavallo. Nel H99 Giorgio, ultimo clei Cernoievir.j , cedendo alle istanze della mogl ie veneziana, si spoglia d'ogni potere e parte per Venezia. In allora viene inaugura to il governo teocratico dei Vladika di Cettigne, i qL1ali personificano in se stessi la trilogia autori taria della religione e della podestà civile e milit.al'e. Desso continua sino al 181>2, senza mai ven ir meno alla missione tradizionale del piccolo paese appi è delle Dinari che. 1
(I) Oggi sotto la denominazione di Zeta si comprende soltanto la bella pianura bagnata dal fiu me omonimo e limitata dalla ~loratca e da l logo cli Seul.ari. In all ora invece comprendeva tutto l'attuale Montenegro oltre le costo dalma te dallo bocche di C,ittaro a Dulcigno.
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IL M ONTEi'>EORO
ln codesto periodo storico giorn segnalare alcuni fatti caratteristici. Tali sono: La prima invasione e distruzione di Cettigne, avvenuta per opera di Soliman pascià di Sculari nel •I623 . L'atto Yiolento dell'eccidio dei Montenegrini rinnegati e di tuLLi i musulmani che rifiutarono il bauesimo. Ciò nella notte di Natale del ,1702 per ordine del Vladika Danilo, il quale Yolle. in tnl guisa raffermare nel paese l'unità di fede e il sentimento di indipendenza. I rapporti di reciproca simpatia dichiarati fra il .\lontenegro e la Russia in occasione della gu erra fra Pietro il Grande e la Porta ('17'!0). Da quell'epoca non mancarono p1·omesse, aiuti e protezioni. L'occupazione del T>rincipal.o e lo smantellamento di Celtigne anenuto nel •I 714, senza che per ciò il fiero Danilo piegasse alla dura sorte, e nel suo valoroso popo lo verÌi sse rneuo la fede nei propri destini. I Montenegrini ne uscirono decimati , immiseri ti e più mnlconci che mai; ma sempre fieri, liberi ed indipenden ti. Le furiose lolle sostenute dal Vladika Pietro Petrovich di Niegosc di fronte al feroce Mahmo11d pasciit di Sculari, che ave,,_a seminato di rovine Cettigne (11735) ed il suo territori o, profittando delle dissensioni interne scoppiate, assente il Vladi ka . Il valore di quel popolo non poteva però trarre più ampia vendeua nè ave,:e mi ooliore ricompensa della ncrran vittoria rir)ortat.a sull' implacab il e Mahmoud, la cui tesla inalberala sull a famosa torre di Cettigne, fu insperato Lrionfo dei vincito ri. Dopo di ciò la effettiva indipendenza del \VJcmtenegro acquistò p iù salde fondam enta. Le lolle dei Montenegrini, alleati ai Russi, contt·o i Francesi cui contrnstarono l'occupazione del litorale dalle bocche di Cattaro al la Bojana (la Primoria) che il i.\fontenegro sperava potere finalmente rioccupare. }In fu sogno fugace, duramente troncato dal trattato di Vienna che ricacciò il Principato nei suoi stretti e alpestri confini, per consegnare all'Austria il territorio veneto di Callaro e quello della caduta repubblica·di Ragusa. La condol.La abile di Pietro II, il vescovo poeta e legislatore, che marciò sulle tracce dello zio, il famoso p'ietro I. Onde spiccò sempre pitt nel concetto dell'Europa il. prestigio del piccolo Princi11ato di tribù dalle eroiche leggende rette da altretacrcrre pato ' o-ià è> 00 O
PR IMA E DOPO IL TR A TTATO 01 BERLLNO
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tanti capi ereditari; di poi, per suo merito, trasformato in governo retto da un potere centrale e da istituzioni permanenti e regolari, quali anche att1rnlmenle in buona parte esistono. Allo stesso Pietro II si deve l'isti~uzione di una stamperia e la creazione delle prime scuole, in seguito, sotto gli altri principi, 1f}an mano cregciute di numero ed importanza fino al punto che oggi pochi sono i villaggi dell'antico Principato privi dei mezzi di istruzione ( 1) . 1
Nel ,rn5~ il principe Dan ilo della stessa fa.m iglia,· succeduto allo zio Pietro II, si spoglia della podestà ecclesiastica per stabi li te il governo secolare che tuttora regge il paese. Sotl:o il. di l11i regno (cominciato con un colpo di mano sulla fortezza di Zabliak, alto che in allora rjcbiamò l'attenzione di tnl.La Europa), le guerre sono meno frequ enti., Anz i, potrebbe recare stupore come dopo la non fe lice campagna del 4852-33 di fronte ad Om_er pasciit, non siasi. profiLLato della guerrn d'Ori ente per colpire nel momento debole l'eterno nemico, se non si sapesse ciò essere clovut.o all'influenza del governo au3triaco che il principe Dani lo subiYa, mentre il suo popolo ne era insofferente. Da ciò anzi originò un fatto ecceziona.le nella storia del Principato, ossia l'insurrezione dei distretti dei Piperi, dei Bielopavici e dei Kutci, tutti nel territorio dei Berda fra la . sinistra del torrente Zeta ed il monle Kom. L'insurrezione fu poi dòmata; ma contro i Kut.ci, trincera.ti presso le roYine di Dioclea, dovette combattere il famoso Vo ivoda Mirko, padre al principe Nicola-:II regno del principe Danilo brillò di splendida luce per la celebre vittoria G-rahovo (4 maggio 1858) riportata dallo stesso 'M irko contro Husseirn Dahim pascià. t da notarsi che sotto il regno di lui avvenne il primo riconoscimento esplicito e la prima delimitazione del Principato; che sotto di lui lo Stato ebbe un primo ordinamento regolare nel ramo civile e mili ta.re, i pubblici servizi vennero organizzati e leggi severe tentarono di por freno a riprovevoli tradizionali 1
• ,.'
(l) Tra t utte la istituzioni merita di essere segnalata quella che ,,o,·ta per titoto IsUtuto delle fanciulle monteneg·rine (Jens/c! Tsernogei·ski htslil'ute) creato a Cettigne nel 1870 sottC\ il patronato ect a spese dell'i mperotrice di Russia . Qu esto istitu to, già
molto favorevolmente conosciuto, conta anche allieve di al tri paesi e sopratutto di Dalmazia.
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IL MONTENEGRO
consuetudini che facevano ciascuno giudice ed esecutore in causa propria. L'attuale p1;incipe Nicola., succeduto nel 1860 allo zio morto senza eredi maschi, non ebbe molto lieti auspici di governo . Nel ·18tH assist.è colle armi al braccio, e senza darle aiuto palese, all' insurrezione dell'Erzegovina, e nel 1862 subì le ben dolorose conseguenze cli una spietata guerra di in vasi one condotta da Omer p:-iscià,. che trasse il Principato all'estremo della miseria e della desolazione. Ma, come sempre, il Montenegro cadde colle armi in pugno, proiHo a rialzarsi, seguendo il suo principe nel cammino degli atti arditi e della prudente aspettazione che dovevano condurlo a cattivarsi la si°mpatia dei governi regolari . . Frattanto si curò vieppiù il prog1·esso intellettuale del paese; si migl iorarono i pubblici servizi, fra cui quelli della posta e del telegrafo che non esistevano affaLto; si allestirono armi, si riorganizzai·ono e si istruirono milizie, si impiantarono officine, infine si perfezionarono con leggi relativamente liberali gli ordinamenti polìtico-ciYili. 1
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P RIMA E DOPO IL TRATTATO DI BERLINO
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Pur nell'ammirare la incrollabile energia di quel piccolo paese,. può sembrare straordinario che la Turch ia. potente fin dal suo apparire nella penisola balcanica, resasi sgoment~ d'Europa nei secoli xn e xvn, di poi sempre di mollo superiore nei mezzi di guerra, non sia riuscita a domare e far scomparire il molesto vicino . Di ciò, dà tuttavia ragione il coraggio e l'abnegazione comune a tutti; la virtù e la grande' influenza dei capi; il sentimento di indipendenza unito alla fede religiosa la più spic,:ata, cui fa riscontro l'odio più accanito e feroce contro il nemico della razza e della fede: odio rinfocolato dagli eccidi, da.Ile devasl(lzioni e dalle rapine; la natura dei luoghi e la somma abilità nel guerrigliare fra le asprezze di un terreno singolarmente fa:rnrevole; gli aiuti diretti ed indiretti .della scomparsa repubblica Veneta che aveva co l Montenegro comune il nemico; gli aiuti indiretti o quanto meno il favore della Russia e di altre potenze; tutto ciò, ma sopnHuUo il valore proprio, contribuì alla salvezza di quel paese.
III. TI.
Dal x1v secolo, la storia del Montenegro, custode dell'indipendenza sei'ba, si riassume pertanto sotto il punto di vista militare in: una serie ripetuta. di atti la cui caratteristica è emi nentemente difensiva, e le cui conseguenze non mutano, volgano prnpizie o contra1·ie le sorti della guerra. Perciò i confini non si allargano gran fatto, ma neppure si perde terreno; unafelicemomentanea offensiva urta contl'O la potenza straordina r.iamente superiore dell' eterno nemico; al la sorte avversa si fa fronte . e non di rado si riacquista .superiorità riparando nelle gole e nelle roccie aspre e se!Yaggie, ove il fiero montanaro, sfinito 111a non domo, :- i rintana per acquistare nuove forze e di nuovo e sempre combattere tenendo salda in pugno la sacra bandiera.
Le aspirazioni come la tendenza alle espansioni del Monlenegro dovevano grav ilare necessariamente da una parte verso il mare, dall'altra verso le vicine provincie slave. Verso il mare per trovareil sempre invocato e mai concesso ma pur tanto necessario sbocco che emancipasse quel paese da.Ila soggez ione doganale e dalle angherie del governo ottomano, nelle cui mani si trovav,1 Ja via della Bojana e del lago di Scuta.ri, principale ba.se di rifornimento del Montenegl'O. Verso le vicine provinè.ie slave, sia. per ragione di reciproca attrazione, sia per la necessità di trovare in nuove terre la fertilità corrispondente ai reali bisogni. . Avanti di esaminare come ed in qual misura codeste aspirazion i vennero appagate, giova incti'care le condizioni topografico-militari , del paese precedentemente al trattato di Berlino.
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PRIMA E DOPO lL TRATTATO DI BERLINO
· lL MONTEN EGRO
IV. Un gran quadrilat.ern irregola1·e, tre laLi del quale si piegano nel ·mezzo, entrando a foggia di cuneo nell' interno del paese, per modo da strozzarlo con ali.reitanti salienti verso il centro di figura: ecco il suo Lracciato generale. li saliente nord è comandato dal la po:,i·zione for tificnta di Kolacin; l'est dal forte di Spntz; l'ovest dal fo rte di Niksic; queste due ultime, site sulla stessa linea (va.Jlat.a di fi ielopavica) alla dista nza reciproca di circa 35 chi lometri, ·aprono una faciliss ima, breve, e la più importante linea di invasione segnata dal torrente Zela, il quale divide il paese in due ben ·distinte regioni. Quella a nord detta dei Rercla ai piedi delle Dinariche: pàese pittoresco, coperto di ampi pascoli e r icco di foreste secolari, specialmente nei distretti di Vaso ievi ka e cli Mora ca ; quell a a sud deua del 1lfonteneg1·0, il cui nome risponde all'aspetto delle sue cupe roccie, sopratuu:o nell'interno degl i aridi, pqveri e deserti distretti di Katunska e Liesanska. Questo paese visto dal mare ha l'nspetto di un vnslo anfiteatro a pian i successivi ecl a pareti rocciose cadenti a picco verso l' Adriat ico . Osservato da una pos izione elenla, apparisce a prima vistR irto cli una massa informe di alture dirupate, sparse per ogni dove · ·e disordinatamente alternan Lisi: tutte ripidissime, scoscese, ed in taluni punti sospese a profondi precipizi. Desse fo rmano perlanto una serie di bacini , chiusi Lutti intorno da alte pareLi rocciose di diilicilissimo accesso, dai quali sarebbe perfino impedito il deflnvio delle acque se queste non si aprissero il varco attraverso un terreno molto poroso. Per e/folto di codesta r ipidezza, nel Montenegro propriamen te detto (spoglio quasi a/Iauo di foreste e di boschi , e non di rado povero di rprnhiasi vegetaz ione) le frequenti e torrenziali pioggie mettono allo scoperto lo scheletro roccio,:.o delle pareti alpestri denudandole della scarsa terra. vegetale che va a.cl annidarsi nelle anfrattuosità e nelle conche di impluvio (11), ove avvengono (I) Una di codeste conche forma il bacino di CcttiguP, che misura 4800 metri òi !un.ghezza e da 250 a 900 metri di larghena. La quota nel 1>1ano è di circa 700 nJP tl'i, mentre,!a muraglia rocciosa che lo circonda si eleva su di esso dai 300 ai 400 metri.
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frequenti innondaz.ion i, cui tien dietro la più grande siccità. La_deficienza di acqua è così sentita che la distribuzione della medesnna viene reaolata in talune località con molla cura. Così ad esempio. l'unico ;oz.1.0 èhe esiste a Cett.igne .nel cenLro clell'ab itato, viene chiuso a ch iave ed aperto sotto speciale sorveglianza due volte al giorno . I l Delarue dice che la Montagna Nera, a ,•ederla~alla vetta del Dormitor, sembra un mare in tempesta d'un suhìto pietrificato. Le canzoni nazionali narrano che a Dio menLre andava qua. e là seminando le montagne sulla terrn, si ruppe il sacco in quella che passava sul Montenegro: perciò tutto il contenuto ne uscì a copri re disordinatamente il paese. • In mezzo a codesto confuso intrecciarsi di acciclenti topografici scaturiscono tntta:via pochi corsi d'acqua tributari tutti del lago di ScuLari, o direttamente come la Crmnica e la Rieka, o indirettamente come la Zeta affluente della Moraca . Tutti codesti torrenti sono n'avigabili da grossi barconi {lontre) ed anche da piccoli vapori ("). Per- mezzo di esse l<JJ1tre ed a.ttraverso il lago viene a.Llivato, come, già si disse, quasi tutto il commercio del Principato, il quale conta come secondo centro di movimento la piazza di CaLtaro. Quelle vallaLe sono fertili ecl alt.e a buona coltura; il cl ima'vi è tanto dofoe d.a permettere anche la coltivazione del tabacco apprezzatissimo che si confeziona a Rielrn . Qui cade in acconcio il rnenz.io_nare che la povertà del prtese, se da un lato vuolsi attribuire alla natura del suolo, non poco devesi accagion:ne allo scarso amore deJ.. Montenegrini pei la~ori manua li ed agricoli in gran parte addossati alle clonn~, che incurvano ed invecchiano precocemente sotto il peso cli penosissimi tro.vagli; mentre l'uomo se ne sta sdraiato col le gambe incrociate, o viaggia comodamente a c;avall o fumando l'inseparabile cibuk, a fianco della madre, della moglie o della sorella che mal reggono sotto il peso di gravosissimo car,ico. Fatto analogo si manifesta anche nelle clas<;i benestanti . Qni ncli è che fino a (Jtlesti ultimi tempi si contarono ra.rissimi gli uomini atti ad esercita.re arti, industri e o professioni ; ed ancora oggi si è cost.relli a ricorrere all'e(1/ La Turchia possiede sul lago di Scutar i piccole cannonioi·e. E sse posso~o . ri,alire la Bieka fino al paese omonimo; ma ciò solta n~o nelle epoche non infrequenti dt gra ndi. piene .
PRIMA E DOPO I L TRATTATO DI 13ERLI NO
IL MONTENEGRO
stero per avere i pochi medici necessari al paese ed al servizio personale del principe. Ora nell e migliori famiglie si contano però giovani educali in istituti militari di Francia o di Austria. Il paese nel suo complesso è ad ogni modo povero di risorse; ~ome difetta di buone strade, il cui tracciamento e la cui costruzione ri~sc~ oltremodo difficile, lunga e costosa. Onde all'infuori delle poclw,s1me senza ,ondo e manutenzione che perquakhe lratlo corrono nel senso di una vallata, in generale le strade si riducono a scale di roccia od a sentieri alpestri a grandissime pendenze scavati ad alti gradini sui fianchi od attraverso le aspre pareti che d'ogni intorno serran_o i bacini chiusi. Lungo quei sentieri l'acqua piovana corre a torrenli, rendendo talvolta malagevole il salire e lo scendere. Quanto ri esca difficile per J'in vaso re il marciare, iI manovrare, il combattere e lo assicurare la condotta dei traini e dei convogli in Lerreni di tal falta, apparisce troppo eh iaramente; quanta superiori Là debba avere (n regioni _cotanto atte alle sorprese, alle imboscateed agli agguati , 11 ~ori e, ~gde, ç1.rdiLo e coraggiosis;;irno montenegrino (·I), pronto d' occhio e d1 ma?o: r~tlo al maneggio delle anni di cui va sempre carico, non fa mestten dimostrare! . AÙe difficolLà che si riscontrano nell'inte1~no del paese, non corrispondevano pari difficoltà di accesso da tutti i lati dell'antica frontiera, il cui sviluppo misurava circa 120 chilometri; mentre si contava.no corné di stanza trasversale minima. qnella. di 35 chilometri nella valle di Bielopavici (Zeta); la massima di 112 da monte Orien -al fiume Lim; e la media.% da monte Suturman al monte Voinik. Il lato sud-ovesl., dal punto Lriregionaledi monte Suturma11, corre quasi in linea reLta fin sopra il fiume Drcigaly; poi volge a su4 per
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raggiungere a monte Orien il punto triregiona.le opposto, chiudendo quivi a semicircolo il teI'l'itorio dalmata di Krivosije che si addentra nella montagna; infine si sp inge fino acl .lllb·rodo sopra la fortezza di Klopuk. Il Principato tocca dapprima la Dalmazia nel tratto serrato dai territori· già turchi di Spitza e della Slltorina presso le bocche di Cattaro: territorio _che esso domina col toneggiante Lovchen la cui bianca cappella custodisce le ceneri di Pietro II; po i confina col territorio dì Trebigne (Erzegovina) . Nell'uno e nell'altro prevale ugualmen.te l'elemento slavo di rito greco e si contano abitan~i per razza e per lingua fratelli al Montenegro . Questa linea tuLla poverissima di strade, è di ben malagevole ac,cesso. Giova. segnalare relativamente alla medesima : la posizione di Ktob1bk (ove mette capo la linea di Trebigne) -che ancora fa parte dell'Erzegovina e comanda l'accesso alla linea Grahovo-Grakovac; · la posizione triregionale di S'ìrt1i1·1na1i, da cui si può scendere nella fer tile valle della Crmnica, e di là dar mano alle operazioni basale sul lago di Scutari. Da essa però anche il Montenegro pnò operare in senso opposto sui due versa.n ti della Rurnìa (verso Antivari e la Kraina sul la.go) . Attualmente quella posizione è in assoluto dominio del principato. Le strade da Cattaro a Cettigne sono due: l' una la mulattiera antica che si distacca a. nord ( 1); l'altra la rotabile in costruzione che si distacca. a sud di Cattaro (2) . · 1
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\Il La force corporelle des Monténégr ins est considérable et quelquefois m~me se dégu1se sous de frèles apparences Ce n'est point pourtant dans les ressour~es de· son aliment.ation q_u· i1 faut en chercher le secre t, mais dans sa sobrieté, dans sa capacité ro·Sp1ra to1re tres-grande, dans l 'exerciM incessant de son système musculaire tout entler e t enfin da ns l'hérédité. Son agilité est merveilleuse; franchissant de rocher en roche; ·les versants les plus périlleux c'est à pelne si son pied effleure la pierre: i( rebondi t co_mme le chamo,s s~ns qua l_e poid de, ses lourdes armes nuise à son équilib•e oit dimmue son adresse; ti _peut à Jeun marcher une journ ée entière ne s· arrétant que pour -s'abr.euver largement a toutes les fontaines qu'il rencontre, et reprendro ensuite sa course mfat1cab!e; et co mme oompensation à cette énorme dépense de forces il suffira ct· ,frogal répas d'oignons , de pain do mais et do pommes de terre. ' un (Le Montenegro par FRILLU Bt WU OOYITJ !S76).
(!) Si inerpica dapprima faticosa mente nel territorio dalma to, scavata sulla parete roc-ciosa del versante meridionale di mon te Cresi.ac, ove si sviluppa per G chil. in 73 l'isvolti -ravvicinati ssimi o superanùc, 800 metr i di differenza di livel lo in 300 metri soli di di-stanza orizzontale: ciò costituisce la così detta scala formata da un'ampia e magni fica mulattiera. Nel territorio del P.-i11cipato, fa tta eccezio ne di pochi tratti nella conca di Niegosc ed in quella di Cettigne, la via si riduce ad aspro sentiero a pendenze ri pidis,sime che si perco rre fra detriti rocc iosi, fra ba lze e burl'Oni. La Cortezza di Ca t tai-o, che sembra legata alla parete su cui è scavata la scala , ne è invece del tutto separata, ergendosi dessa su cli un cono roccioso isolato che a nord e ad est scendo a pareti vertica li su di un enorme prec ipizio. Dessa ò pertanto domin ata ·dalla montagna mon tenegri na; ma trovasi al sicuro da qualsi asi sorpresa ed ha per di · più il te rrapieno de filato dalle altissime mura che circondano la fortezza e legano questa alla sottostante città. (2) La strada rotabile per 5 chilometri si con fonde con quella i:;e1· Budua fino all a sella del forte Trinità; poi si svi!.Jppa con tracc iato difettoso (vo luto per tenerla so tto l'azione dei forti che sorgono su l fron teggiante monte Vermac), ma a dolci pendenze mai superiori al 5,60 °;. e pel tratto di metri 1310f,50 nel territorio austriaco, orn a Pricevo (punto
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Il lato, nord-ovest toecava l'Erzegovina. Da lllbroclo esso traversava !~1 regione dei Bagnami, 'toccando sotto il itlala-Kita la testata della Zeta che seguiva fino presso la fortezza di Niksic , rimonta.udo a nord ad angolo acuto fino al tonente Piva sotto monte l'oywik. Per tal modo, qui si addentrava nel Principato il gran saliente di Niksic, seguendo il cui asse all'indietro si trova la.famosa strett11 della Duga (Dv,ga-pass), lungo corridoio, continuazione della linea di opern ione )Vlostar-Ne,,isinjè-Metokia (Gasco) . Il Duga-pass è una vera termopoli costiti1itacla stretta lunga 9 ore di marcia (circa 4.-0 chilometri) che corre per roccie aspre ed altissime. L'accesso vi è chiuso dal forte Krestac. Molti altri forti (KuÌa) esistono nel suo perc9rso. Poc:o oltre il mezzo della stretta trovasi il largo spianato ove sorge il villaggio di Proseca. Poi le aspre pareti si riavvicinano di nuovo formando spaventevoli gole, superate le quali si sbocca nella ridente e larga pianura di Niksic, smagliante di verdeggiante vegetazione, sparsa di piccoli laghetti e bagnata dalla Zeta. In questa frontiera non si aprono che sentieri aspri e disastrosi, eccezione fatta della strada che, in contirmazione della linea i\fost,tr- · Duga, eon e lungo la valle di Bielopavici (Zeta), nella stagione delle pioggie resa impr11ticabile. Si notj che mancano buone vie laterali per addentrarsi dalla valle dei Bielopavici nel Berda da una parte e nel Montenegro prop riamente detto dall' altra.
Infine il fronte est-est-sud rimontava il fiume Lùn e poi l'affluente Ziorjecioa; toccava il dominante Kom; seguiva la cresta fino al monte Ziva da cui raggiungeva il fiume iJfornoa (11); scendeva con essa Moraca fino alle rovine della già celebre Dioclea al111 confluenza della Zeta. Da qui girava intorno alla fortezza di Spiitz che .formava cuneo; poi Lraversava la collina Gla'Vioa e seguiva la destra del torrente Sit1iioa fino a Formaki alla foce della Moraca; tagliava a meta il Gomie Blato (piccolo lago); seguiva un canale formato dalla Moraca stessa lasciando in fuori il forte Zabliak (l'antica sede più volte dist1·utta dei Vladika della Zeta) ; traversava là testata del lago di Scutari, lasciando a parte le fortificate isole di Vrnnfoa, Lesendra, (}romaju·r; infine dalla sponda occidentale del lago rimontava al Sutiwrrwn. Il tracciato indicato corre tutto lungo un territorio abitato da Slavi; ma poco lungi stanno popoli albanesi, per la maggior parte o di rito latino o di religione musulmana, insofferenti di qualsiasi soggezione: in mezzo ai due e~ementi, terreni contestati e popolazioni frammiste. Onde frequenti reciproche irruzioni, lotte accanite, zuffe feroci, vendette sanguinose. Questa frontiera era pertanto completamente e minacciosamente. , .. aperta per le linee: della Zeta (Sputz spalleggiato dal vasto campo trincerato di Podgoritza); di Rieka-Cettigne (Lago di Scutàt'i col le isole fortificate e Zabliak); della Crmnica (Sutnrman): linee tutte che corrono in paesi ricchi e non del tutlo sprovveduti di comunicazioni . . La rete stradale, relativamente più ricca da tal parte, è però essa pure ben misera. La linea elle corre nella valle della Zeta (attraversata da tre ponti, fra Clli quello magnifico di 200m di lunghezza a Danilograd), è carreggiabile piccola e senza fondo; per locché riesce
Il Cronte nord-nord-est, dominato dal nevoso Dormitor, confirmva pure con popolazioni slave. Dall a testata della Piva traver·sava esso quell a della Biicovica n.l ponte (most) degli Uskoki; segui~a l'altipiano Si,n,jav ica; discendeva verso sud sotto il forte f(o lacin; rimontava a nord verso Sisto le.zero; jufine toccava il confluente della Graclasnioa nel fiu me Di'lli al di sopnt di Berame. Anch e su di questo bto mancano buone linee di comunicazioni; locché, senza renderlo nullo, neutralizzava in parte il pericolo che poteva sovra<;tare dal salien te di Kolacin e dall'alto Lim verso la N(oraca e indiretLamente anche verso di Zeta. 1
<l i co nfine) ha la quota rii roetri $85.19. lfotra di poi ne l ten·itorio princ ipesco (cui appartiene la cresta) e, superato u no sviluppo di altri .28 t hilometri circa, a rriva a Cettigne, passMHlo pe,· Niegosc.
(l) La prima ùelimitazione del lÌ!ontenegro venne inizia ta nel 1859 da una commissione internazionale, la qua le doveva tracc iare la rron tiera in bas e allo occu pazioni effettive all'atto del congresso di Parigi (1856) . Perciò il Montenegro perdette il terri torio dei non domàtì Kuci. Essa delimitazione fu molto sommaria ed incompleta, e più tard i ha dato origine a frequenti co ntestazioni. ANNO XXV, VOL. lV.
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poco praticabile nella stagione delle pioggie. Quella da Rieka a Celtigne conta fra le più aspre e disastrose scale rocciose del Principato. Quell e interne e trasversali che corrono nella vallata della Crmnica e dalla linea di Bielopa.vici si dirigono a Ceuigne ea Bieka, sono sentieri sempre aspri e non sempre praticabil i. Data. questa frontiera, dato il carattere bellicoso ed irrequieto, date le legittime aspiraz ioni del Montenegro, quali conseguenze dovevano emergere? Al fronte dalmato, cui corrisponde il terri torio della_Primoria, per ragione topografica e etnografica. sempre ma invano agognato, era follia il pensare ( 1). Onde da tal parte i soli tentativi cli e:-pansione dovevano avere luogo dalla posizione di Suturman verso i due · versanti della Rumìa, sia per guadagnar terreno sul lago di Scutari , sia per acquistare sbocchi sul mare da Spitza alla Bojana colla rada di Spi tza ed i piccoli porti di Antivari, di V. Noce e diDulcigno. Di tutti gli altri tre fronti, la Turchia aveva in mano le chiavi, e specialmente di quello ovest dalle .basi Duga-Niksic e Trebigne-Klobuc, e cli quello est per le basi Podgoritza..:.Sputz e Zabliak-lago di Scutari . A suo piacimento poteva pertanto invadere il territori o vicino convergendo verso il centro del paese; e del pari essa poteva sbarrare qualsiasi tentativo di uscita. Ciò è dimostrato dalla storia, la quale ne insegna pure che quelle correnti di invasione urtarono sempre contro gravi difficoltà topografiche ed economiche, abilmente usufruite dal valoroso popolo della Montagna Nera che non indietreggiò mai di fronte a qualsiasi minaccia o sagrificio. 1
V.
Nel 1794 e '1796 Malunoud pascià muove dalla i\foraca e si appoggia ai perni di Sputz,. Zabliak, lago di Scutari per invadere le
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1inee della Zeta, della B.ie)rn, e della Cnnnica. La grande vittoria di Pietro I salva il Montenegro, che può contempla.re la testa di ì\fahmoud inalberata sulla famosa torre ·cli Cettigne. Nel ,J 852-i:>3 il celebreOmer pascià., domate le sempre rinascenti insurrezion i dell'Erzegovina, blocca il Montenegro; rip rende Zabliak, poco prima tolto di sorpresa da arditi montanari, e marcia ,dalla base di Zabliak stessa coll'obbiettivo di penetrare nella valle di Rieka e della Crmnica. Fallito questo primo te1ita.tivo, l'attacco princip~de venne mosso da Niksic-Sputz (Zeta), mentre altri seco1~~ ,dari, ma con tutti mirando al cuore del paese, percorrevano le g1a accennate linee della Rieka e della Cnnnica oltre a quella KlobukGrahovo. Il principe Danilo si oppone alla congiunzione del grosso ih V. Zeta facendo battere da partigiani il terreno fra Sputz, Podgoritza e Scutari , mentre egli attacca e rompe lleich pascià ad Ostrog. A fronte di ciò Omer pascià muta piano e penetra col grosso dalla bassa Zeta. Trascorsi tre mesi di vicende varie, i Turchi sono costretti allo s()"ombro della vallata, la cui occupazione era resa impossibile dalle p1oggie, dalle malattie e dalla deficienza di viveri. . Dopo la segnalata vittoria riportata a Grahovo da Mirko nel ,1838 ( 1), la Turchia spiava un'occasione propizia per cadere sull'implacabile nemico. Traendo argomento dall'accusa mossa ai Montene()"rini di aiutare l'insurrezione erzegovese guidata da Luka Wonkalo~itz, Omer pascià con gran seguito di baschi-boznk d'Asia-allettati ed agognanti al saccheggio del paese e sopratutto di CetLigne, si propone di attuare.nel 11862. il ~iano fallito nel 11853. , Tre sono le colonne principali. Derw,ch passa dalla Duga; A.bd1 ,da Sputz e Hnssein dall'alto_Lim per tenere in rispetto il paese dei Bercla e provo~are dispersione cli forze . Al gran }iirko (la spada del Montenegro) , padre del principe Nicola, è a.llicfata. la difesa, sostenuta dapprima con vantaggio nel1
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(I) Nel 1838 vi furono dissidi e lotte coll"Austria a cagione di taluni terroni acquistati e coltivati dai Montenegl"ini nel fertile territorio .di Past.rovitch.
(I) Merita di venire segnalata questa splendida ,•itto!·ia. L:1 I magg_io i Monten_egrini -falliseono nell"attacco di Grahovac , ove l Turchi, penetrau nel d1stt·etto d, Grahovo, si sono trincerati. Ma il 13 essi sorprendono un c<mvoglio proveniente dal forte Klo bek, occupano le alture che dominano la strada Klohuk-Grahovo, e per tal modo dom inando ed ..attaccando d'ogni parte, fanno ·eccidio spaventevole dei nemici.
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l'interno delJa linea della Zeta. Ma Derwich con una mossa abilissima arriva a sorprendere Peter Stefanov nella posizione di Ostrog e. poi a sopraffarlo a Orialuka: per tal modo la cono'iunzione dei o ·due corpi non può più impeà irsi, e Mirko , preso fra due fuochi, si ripiega sulle montagne di Garac per coprire Cettigne. Le orde di Omer pascià si abbandonano al saccheggio, agli incendi, e ad oani sorta di disordini. Ma il generalissimo, lasciatosi sfuggire il n~omento propizio per cogliere risultati più decisivi, trovossi di poi impotente a superare le preparate difese: onde muta piano di attacco . Dalla base di Zabliack per la linea principale deHa Rieka e per la secondaria della Crmnica, mira per altra via alla capitale. Ridotto orinai a mal partito, fallita la gloriosa ma infelice difesa; di · Rieka, separato dal campo turco dalle sole posizioni di Dobroselo e Granica, vedendo Omer pascià ad un passo da Cettigne; il principe Nicola è ridotto a subire patti. Guerra più d'ogni altra nefasta fu questa, cui tenne dietro carestia e miseria senza esempio prima d'allora. Un'altra. voi ta nel 11875 l'insurrezione dell'Erzegovina doveva essere origine di lotta fra Turchia e Montenerrro ed un'altra volt..,"' ' è) ' le consuete linee dovevano dar passo all'invasione. Se non che ali insorti avendo guadagnato terreno, e più tardi la Turchia avendo dovuto portare le sue masse contro la Russia., il Principato ebbe qnesta volta le mosse più libere, e potè alla fin.e espandersi verso l'Erzegovina., la Bosnia. e l'Albania. · Le usate angherie e spogliazioni, le solite bugiarde e non tenute pro.messe obbliga.ron~ i soggetti abitanti del distretto di Nevesignje ad impugnare le arn11. Da questa favilla il grande incendio che col successo si accese per tutta la provincia, ma specia,lmente nei dis~retti di Nevesignje, di Gasko, cli Niksic e di Treb igne . Le cose g~unser? a :c;egn~ ~be gli insorti si impadronirono del Duga-pa.ss e d1 molti dei forlmt (Kulé) cli cui tutto il tenitorio turco è seminato bloccandone taluni, oltre ai forti di Trebigne e Niksic. Ond'è eh~ quando nel luglio ·I876 il Montenegro (come la Serb ia) indice la gue~Ta _al T~rco, già 40,000 uomini stanno sotto Muktarpasciàcon oblnett1vo d1 forzare la Duga, liberare Niksic ed entrare nel Bielopavici; mentre in Albania\ Der·wich pascià con forza mall'cri ore fa perno on
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.a Podaoritza-Sputz, mirando a dar mano a. Muktar nella consueta
linea della Zeta. La solita manovra che ora fallisce però . l\foktar non può nè avanzare oltre Prosieka nè riapprovvigionare Niksic; poi viene battuto dai Montenegrini che spalleggiano gli insorti fra Nevesignje e Gasko. Derwich è trattenuto a monte di Sput.z dalle schiere vittoriose cli Boso Petrovic. Frattanto l'insurrezione dei Kutci-Kraina, che, insofferenti di giogo, cli nuovo si uniscono ai propri fratelli, e I~ 1}bellio~e degli Slavi ortodossi della Crmnica, minacciano i fianchi d1 Derwrsch e ne rendono ben malagevoli le operazioni. Infatti a nord di Poclgoritza, il forte cli Medun, cittadella. dei Kutci, è preso e smantellato dal voivoda Milanovic e la posizione forti(icat.a di Dinosc è bloccata: con ciò viene aperto l'adito a continue scaramuccie e mina.cci e contro Podaorit.za stessa alle spalle di Sput.z che il Turco teRta .invano. b di vettovagliare. A sud gli insorti della Crmnica. vanno m pan tempo guadagnando terreno sui due versanti della Rumìa verso il lago di Scutari e l'Adriatico. . . . Non pertanto sovrastava al 1VIon t.enegro una gran rnmaccia'. quando l'avversario poderosa.mente rinforzato stava preparandosi ad un'aiione decisiva. Se non che per effetto di un ultimatum della Russia vennero sospese le ostilità, cui tenne dietro un armistizio prodromo di trattative che dovevano fallire. Nell'aprile 11877 si riprendono le armi . Sono quattro le colonne turche: Alì Saib pascià, da PodgoritzaSputz; ·sulei man pascià dalla Duga; Mehemed Alì da Kolacin; Alì bey di Goussignè dal Lim per coadiuvare gli a~tacchi ~on~ro .i Kutci : Gli ultimi due falliscono; non così. le colonne prmc1pah. ·Suleyman con abili manovre s'impadronisce dell a Duga, vettovaglia Niksic, s'impadronisce delle gole cli Ostrog e finalmente dopo combattimenti nmnerosi ed accaniti, riesce a. dar mano ad Alì-Saib. In questo momento !esorti del Principato trova van si compromesse e già si era allestita la difesa cli Cettigne stesso, quando in luglio il grosso dell'esercito turco venne chiamato verso i Balkani. Il principe Nicola può allora ripigliare l'offensiva., riguadagnare il perduto, estendersi su nuove terre e cogliere nuovi trofei·. Cosi, in settembre, tutto il territorio fino alla linea Bilek-Gaskò è m sua
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ma.no; poi cadono Dinosc e Niksic; in novembre qua.si tutta la zona fra il l~go c~i Scutari ed il mare fin pressa la Bojana è occupa.La con mmaccia dell@ stesso Scutari ( 1); infìne nel 11878 si conquistano Antivari e Dulcigno e tutte le isole fortificate che comandano la testata del lago cli Scutari. Zabl iak rimane però ancora in mano dei Turchi . Della tenacità della difesa, della potenza degli attacchi, della violenza e dell'animosità dei combattenti, fanno fede e rendono testimonianza le traccie cli incendii, di devastazioni e di ruine che dolorosamente colpiscono lo sguardo attonito del viaggiatore che· percorre quelle contrade.
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Se la Turchia prima clell'ulti!na guerra aveva in proprie mani le chiavi di invasione del Montenegro ed esercitava dominio in molte r~gioni nelle ~uali prec~omina la razza slava ed il rito greco; per rag10ne opposta li Principato era condotto ad allarg~~rsi nell'in-· tento ardentemente desiderato e lungamente sospiratp di annettersi terren! fert ili, di u~irsi altre popolazioni affini, e di acquislare ve1,so 11 mare sbocchi al commercio. A codesto scopo mirarono appunto le operazioni del 77-78 .. .M:a si no ti, che ad onta delle condizioni sin aolarmente favorevoli la fiumana cli invasione si trovò arrestata allorché voleva adden~ tra~si nel territorio albanese, specialmente verso le montagne. Non cosi accadde nella zona fra il lago di Scutari ed il mare, e meno anco~·a i_n Erzegovi?a ed in Bosnia abitata da fratelli per razza, co~~um1, lingua e rehgi_one. Le loro freq uenti insurrezioni provano d altroncle quanto essi fossero insofferenti del giogo ottomano subìto all'epoca_ de!le g~·andi invasioni e reso più gravoso dopo che i discendent~ cl~1 capt convertiti (Begs) si fecero feroci ed implacabili strumenti d1 governo , opprimendo i raias rimasti fedeli alla religione degli avi (2). (I) I Turchi fecero salta_i:e il solo ponte che esisteva su questo fiume presso e sotto la fortezza di Scutan, nè pm venne ricostru tto. r 11 . sistema feudale per effetto del quale gli J.gà (proprietari avenii alto dominio prntendevano de1· 1·accolt,··, la sem pre cresceo t e graenfiteutico) . . . , una . parte. esorbitante . vezza delle _dec_1me . pe1cep1te. da rngo1·d1 appaltatori con inganni e violenze; la serl'itù dogh alloggi m1ht~r1 ac_compaguata da scr·occo e da vessazioni; la corruzione, gli arbitrii e le malversaz,0111 dei pubblici agen ti; i disordin i commessi dai baschi-bozuk e da i
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VI. Le conseguenze della guerra dovevano essere regolate dal trattato di S. Stefano, il quale, per quanto riguarda il Montenegro, . promeLteva. a questo di triplicare Ja SLLa estensione portata da chilometri q. 4405 a ·15,355. Desso avrebbe acquistato in Erzegovina, in Bosnia e nel sangiacato di No,,i Bazar, Lanto territorio da toccar quasi la Serbia; e verso oriente avrebbe intaccata la regione albanese da Goussignè fino alla foce della .Bojana. Oltre a ciò una lunga distesa di mare coi porti di Oulcigno, di v;al Noce, di Antivari e di Spitza. i\'la il trattato di Berlino tarpò le aU e troncò lemaggiori speranze del valoroso Principato. Le concessioni a lui faUt} vennero sensibilmente diminuì te, specialmente in Bosnia ed in Erzegovina, dopo che . il governo auslro-ung;11'ico qui doveva sostitu.irsi alla Turchia, e sul mare, restituito Dulcigno al Turco, l'Austria stessa volle per sè Spilza, d'onde, disse, dovea vegliare sul porto di Antivari ed il suo litorale; ossia sulla meschina parte attribuita. al Montenegro il quale dopo tutto ciò si trovò qnasi Lutto intorno ancor più serrato fra le strettoie dell'Austria; mentre ad oriente era a contatto degli Albanesi, gli implacabili avversari del nome serbo. Il nuovo territorio così limitato portò ad un aumento in superficie di circa chilometri q. 5000, ed in popolazione i>4 ,000 in zaptié (g~ndarmi); l'in.olleranza religiòsa; la pl'Oibizione del porto d'armi ai non musulmani; infine le violenze d'ogni fatta, eeco le principal i· cagioni di tutti i malcontenti e delle frequenti insu1·rezioni. Nel 1$57 in una protesta indirizzata ai consoli, essi dicevano: • I poveri cristiani hanno impugnate le armi trascinati dalle oppressioni e dalle rapine c. dei maledcUi tui·chi che, qual.i ma lfattori, tutto banno preso e rubato, profanarono lo c. nostre chiese, calpestarono la nostra religione, violarono le nostre donne: per guisa « che ora noi siamo obbligati a fa.re hattezzare dei ba$tal'Cli "· Là storia di olu·c quattro secoli ci ammaestra che sotto il dominio del C01·ano ogni fusione e trasformazione, co me ogni progresso sociale e civile, fu impossibile; non vi sono che vinti e vinci tori ; oppi-essi eù oppressori. li Coràno divido il mondo in duo pa1·ti : popolo e.letto che comanda, popo lo soggetto che obbedisce, ed in questa categoria stanno tutti gli infedeli. Il Turco è sempre occampato in Europa come ai tempi gloriosi delle sue prime invasioni.
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Erzegovina-Bosnia e 62,000 sulla frontiera albanese ossia, in totale a H 6,000 abitanti da aggiungersi ai 200,000 circa (1135,000 pel . Montenegro e 65,000 pel Berda) dell'antico Principato. Ecco i termini del trattato, « Art. xxy. Les provinces de Dosnie et d'Herzégovine seronL « occupées et administrées par l'Autriche-Hongrie. Le Gouver<( nement d'Autriche-Hongrie ne désirant passe charaer de l'admi« nistration du Sancljak de Novibazar, qui s'entend e~tre la Servie <( et le Monténégro dans la direction du sud-est jusqu'au de là de << Mitrovitza, l'administration ottomane continuera d'y fonctionner. « ~éa~1moins, ~ fin d'assurer le maintien du nouvel éta·t politique « ams.1 que la l1berté et la sécurité de voies de comnrnnications << l'Autriche-Hongrie se réserve le droit de tenir garnison et d'avoi;· « des ro~tes militaires et commerciales sur toute l'él.endue de cette « partie de l'ancien vilayet de Bosnie. « Art. XXVIII. Les nouvelles frontir.res du Monténéo-ro sont 0 « fixées ainsi qu'il suit. « Le tracé partant de l'Illinobrdo au nord de Klobuk, des·cend « sur la Trebirijcica vers Grancarevo, qui reste à. l'Herzéo-ovine· . . 0 ' « purnremonte le cours de cette rivière jusqu'à un point situé à un « kil~mètre en a.val du conHuent de la Cepelica et de là rejoient par « _la lrgn_e _la plus ~ourte les · hauteurs qui bordent la Trebinjcica. « Il se dmge. ensmte sur Pilatova, laissanL ce villao-e au MonLénéaro· . e e , « pms continue par les hauteurs dans la direction nord en se 1 < maintenant, autant que possible, à . une distance de I~ route « Bilek-Korito-Gacko, jusqu'au col situé entre la Somina-Planina « et le mont Curi/o, cl'où il se dirige à l'est par Vratkovici, laissant « ce _village a l'I~erzégovine, jusqu'au mont Orline. A partir de ce « pomt, la front1ère, laissant Ravno au Monténégro, s'avance direc« temenL par le nord-nord-est , . en tra versant !es sommets de « Lebersn!k et du Volujak, puis descend par la ligne Ja plus courte « sur la Piva, qu'elle traverse, et r~joint la Tara en passant entre « Crl~vica et Nedvina. De ce point elle remonte Ja Tara jusqu'à· « ~foJkovac, d'où elle suit la crete du contrefortjusqu'à Siskojezero. « A partir de cette locali té, elle se confond avec l'ancienne frontière « jusqu'au village de Sekulare. De là, la nouvelle frontière se di« rige par !es crètes de la i\iokra Planina, le village de i\iokra re-
PRIMA E DOPO IL TRATTATO DI BERLIN O
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« stant au Monténégro; puis elle gagne le point 2 166 de la carte « da l'état-major autrichien en suivant la chaìne principale _ de_ la « Jigne du portage des eaux entre le Lim d'un cdté et le Drm, « ainsi que la Cievna (Zem) de l'autre. . « Elle se coufoncl ensuite avec les Jimites actuelles entre la tnbu ·« des Kuci-Drekalovici d"un c<'ìté,. et la Kucka-Kràina ainsi que 1
<( !es tribus des Klementi et Grudi de l'autre, jusqu'à la plaine de « Podgorica, d' où elle se dirige sur Plavnica, laissant à l' Albanie << les tribus des Klementi, Grudi et Hoti . · « là, la nouvelle frontière traverse le lac près de l'ìlot de 1< Gorica-Topal, et~ partir de Gorica-Topal, elle atteint clirectement << Jes sommets de la crète, d'où elle suit la ligne du partage des « eaux entre Megured et Kalimed, laissant Mrkovic au Monténégro << et rejoignant la mer Adriatic1ne i.I V. Krnci. . « Au nord-ovest, le tracé sera formé par une l1gne passant de la « cdte entre !es villages Susana: et Zubci et aboutissant à la pointe << extr~me sud-est de la frontière actuelle du Monténégro sur la « Vrsnta-Planina. « Art. XXIX. Antivari et son litoral sontannexés au Monténégro, « sous !es conditions :mivantes: « Les contrées situées an sud de ·ce territoire, d'après la deli« mitation ci-dessus déterminée jusqu'à la· Bojana, y compris Dul« cinjo, seront restituées à la Turquie. . . . « La commune de Spica jusqu'à la !mute septentr1onale du « territoire indiqué dans la clescription détaillée des fronti ères, sertr « incorporée ¾t la Dalmatie. << Il y a.ura pleine et entière liberté de nav!gation s~r la (( Bojana pour le Monténégro. Il ne sera pas con~tru1t de fortifica~ << tions sur le parcours de ce fleuve, à l'exceptl?n de celles qt~1 « seraient nécessaires à la. défense loca.le de la piace de Scutar1, « les-quelles ne s'etendronL pas au de-là d'une dist.ance de six Idio« mètres de cette ,·ille. · « Le Monténégro ne pottrra avoir ni bàtiments ni pavillon de (< guerre. . (< Le port d' Anti vari et tout les eaux du ì\fonté~1égro resteront « fermées aux bàtiments de guerre de toutes les nat10ns. · << Les fortifications situées entre le lac et le littoral sur le ter-
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IL MONTJ::NEGRO
PRIMA E DOPO IL TRATTATO Dl BERL INO
« ritoire monténégrin seront rasées, et il ne pourra en etre élevé
cost11, col mediocre porto di Antivari; ma non Spit.za annesso alla Dalmazia. Verso l'Erzegovina, col cuneo di Niksic, le forti posizioni della Duga. Verso la :Bosnia, col forte di Kolacin, la linea di frontiera segnala in gran parte dalla Tara. Infine dalla parte dell'Albania, tuua la linea della Moraca e metà del lago cli Scutari: con ciò le importanti posizioni di Podgo ritza-Spntz, di Zabliak e delle isole fortifica te, oltre a pétrte cli territorio albanese. Qui però si affaccia il perico lo di m lare contro la fi.erezza montanara degli abitanti.
de nonvell es dans cette zone. cc La police maritime eL sanilaire, tant .à Antivari que le long cc de la cote cln iVIonténégro, sera exercée par l'Autriche-Hongrie, « au moyen de brtLiments légers garde-còtes. <( Le Mortténégro adoptera la legislaLion maritime en vigueur « en DalrnaLie. De son coté l'Autriche-Hongrie s'engage à. accorder <( sa protection consulaire au pavillon ma,rchand monténégrin. « Le Monténégro devra s'enlendee avec l' Autriche-Hon.arie o « sur le droit de construire et d'entretenir à. travers le nouve,1.11 Lerce ritoire monténégrin une route et un chemin de fee. << Une entière liberté de commun ication sera assurée sur ces « voies n. Da ciò emerge che: 1° La, Bosnia e l'Erzegovina, i più accesi foco lari dell'insurrezione, vennero attribuiti all'Austria la, quale mirn ben · più in là verso Salonicco ed il mar Egeo. Se l'Austria, non ha il pieno posses~o del .sangiacato di Novi Bazar (la Rascia), vi tieu però un piede, valendosi dell'accordato diritto di avere guarni crioni e strade mil itari. <'> J?er tal guisa ogni maggior speranza di espansione sul fronte o,,est e nord viene troncata pel Montenegt·o, il quale, almeno nelle attuali condi..:ioni, deve rinunciare a maggiormente estendersi ( 1). 2° Il Montenegro appaga, ma molto incompletamente, la sua vivissima e ben fondata amb izione. Il trattato di Berli no pertanto non ha favo ri to nella misura che si sarebbe potnto credere le aspirazioni del Montenegro, il quale nè sull'Adriatico nè nell'interno, vede soddisfatte le sue ben legittime speranze di espansione verso la regione bosniaca abita ta da fratelli di razza, èUcostumi, di rito e di lingua, e coi quali ebbe comuni le insurrezioni e le lotte comro l'oppressore del nome slavo . Sul mare una ben limitata distesa di circa 30 ch ilometri di <<
VII .
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. (lJ_ fo occasione della discussione sul credito straordinario per la Dosnia e 1·Erzegovina 11 mrn1stro Haymede lla detto: « Nessuna notcnza ha .il diritto di denunciare l'occupa"'. ~ione della Bosnia e dell'El'zegovina » soggiungc1.do per Novi Bazar che quello cl:te prn_ 101pol'ta no n è < tanto l'occupazione, quanto l'essere sicuri di poter ciò fare a pia"' cimento ».
La regione bosn iaca, che etnograficamenle è uno dei paesi slavi più omogenei, abbraccia l'Er%govina, la Bosnia e la Croazia turca (Kraina). Essa è életta la Svizzera dell'Oriente europeo a ragione del dedalo di alte e mul tiformi montagne che racchiudono ba.cini di varia natura, i quali fra di loro non com un icano se non per mezzo di colli elevatissimi, di strette selle e cl i spaccature anguste. Onde l'osservatore difficilmente si rende conto dell'andamento e del carattere idrografico cli un paese cotanto tormentato, ove là improvvisamente scaturisce una sorgente, qua.scomparisce un corso d'acqua con::: siclerevole che si sprofonda nel terreno per ricomparire più lontano, e frequenti sono le piene e le innondaz ioni nel basso delle conche. Ad onta di ciò la contrada nel suo insieme è ricca di estes i pascoli, di abbondanti fo reste e non scarso di terreno coltivabile che si raccoglie negli ampi bacini, nei (![tali abbondanti scorrono le acque. Ora. quelle provincie, ad eccezione del saugìacato di Novi-Bazar, sono rette da governo militare il quale con mezzi, se non violenti, per certo molto energici , si adopera a fare penetrare fra le tenebre accunrnlate d~tll'indolente e disonesto regime ottomano, la luce della civillà che vuole il territorio solcato da buone strade, l'igiene promossa nelle ~ittà e nei villaggi, l'agricoltura attivata ed il commercio favorito. Il censimento tesLè comp iuto per o-pera clel governo austriaco da-
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IL ~·(ONTENEGRO
,rebbe nel territorio occupato, su di una superficie di circo 55,000 .chilometri quadra.ti (Novi-Bazar ne misura da 6 a 7000): 44 ciLlà; 311 borgate; 5,055 villaggi; 189,662 case; -con una popolazione di: 448,6 13 maomettani (in origine rinnegati); 496,7 16 di rilo greco; 209,3911 di rito latino; 3,675 di altri riti. · 1
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Nell'ampliamento avuto sulla frontiera orientale con parte di paese occupato dai neri Albanesi (detti anche Schipetari o figli di aquila), il Montenegro troverà la sorgente di continue irrequietezze· e la necessità .di violenti repressioni; se J)tu·e oali indiaeni non emio greranno, come già fecero molte famiglie musulmane che abbandonarono case e .beni in alcuni dei distretti staccati dalla Turchia (11) . Così accadde, ad esempio a Podgoritza d'onde partirono non poche famiglie ed alcuni negozianti, taluni dei quali si trasferirono poco lungi nel piccolo villaggio di 'fusi che il governo di Scutari vorrebbe sostituire a Podgori tza come cen tro di commercio e di scambi colla montagna . L'Albanese del nord, purn da ogni contatto come da ogni incrociamento col vicino Slavo contro cui nutre odio implacabile, è per razza, lingua e religione, distinto da carattere proprio; netto e spiccalo. Ma codesto carattere è molto più accentrato fra i fieri Malissori i quali quasi del tutto autonomi, fu rono sempre o-overnati da leggi speciali ed affraJ)(;,ati dalla leva o dall'obbl igo del s~rvizio militare in tempo di pace. Soltanto in tempo di guerra. essi debbono un contingente (2) ai·mato ed equipaggiato a proprie spese e gL1i{I) Si ricordi l'esempio degli abitanti dell'eroica Parga che nel 18Hl preferirono emi.grare in massa a Corfù, anzichè sub ire il domimo straniero sotto Alì di Tebelen. (2) Nel 1861 la Turchia ten tò di fare accettare dall'Alban ia le leggi comuni alle altre pro vincie. Dopo lunga lotta gli Albanesi della città e della pianura •:-•nnero assog.,ettati. Non cosi i man. delle montagne elle rifi utarono e la leva ecl il paga i:,~nto delle i~posté ; .come non permisero mai che nel loro territorio si costruiss~ro strade, e si erigessero fotti.
PRIMA E DOPO IL TRATTATO DI BERLINO
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dato per ciascuna tribù dal rispettivo B.ayraktar, che esercita il primato in gqerra ed in pace, assistito dal consiglio degli A1'1,zùini di cui se ne ha tanti quante sono le fratellanze o bandiere. Così la tribù dei Klementi ha tre bandiere ossia quella di Selci, :Vukl i e · Nikci; quella di Hoti le bandiere di Rapsia e Trabo ina; quella dei Grudi una sola bandiera (11) . Il potere sovrano appartiene al popolo che lo esercita nelle· assemblee generali. Anche dal lato ecclesiastico quelle tribù godono assoluta indipendenza: le loro chiese sono rette da missionari france scani (italiani) che li accompagnano pure in guerra ed esercitano su di essi non poca influenza, a condizione però cli seconclare le loro idee di nazionalità e di indipendenza. È egli possibile che codesti arden ti montanari che non permisero, mai l'accesso nelle. loro montagne alle truppe turche; che essi, nemici·per sentimento di razza e di religione agli slavi ortodossi, vedano di buon occhio ed accettino l'autorità del Montenegro? ... L'ultima guerra d'Oriente ha dato origine ad un gran risveglio· nella nazionalità albanese (2) . Incoraggiata dalla Turchia, la quale poteva giovarsene per mettere un argine ai pericoli che la minacciano nel territorio di Nov1-,Bazar e sullét linea Mitrovitr.a-Saloniccomare Egeo, anelò formando:-i in seno a quei fieri popoli la famos~t Lega Albanese cli Prizrend. Questa, prima esclusivamente musulmana, assunse, or non è molto, carattere più nazionale; tanto chff trasse a sè anche i Miricliti per correre iri aiuto delle minacciate tribù degli I-loti e dei Grucli. Quella lega agisce col tacito consenso della Turohia, o questa & impotente a frenarla"? Il territorio delle tribù alba nesi è formato . dall e montagne che si stendono dal lago di Scutari alla fertile pianura ciel Drin Bianco. Perla nto desso tocca a nord le Dinariche nella linea di displuvio generale, ove spicca la separazio ne fra la ra.zza slav" ed albanese; al sud trovasi a contatto della famosa tribù dei Miriditi. Gli Albanesi della pianura, so musu lmani, sono soggetti alla lova; i noo musulmani ne sono affrancati pagando una tassa militare. (l) l .Miriditi nel 1877 rifiutarono alla Turchia il loro contingente. perché impediva al 101•0 capo il gioYine principe P•·enk Doda, che si trovava a Costantinopoli sotto vigilanza, di raggiungere e mettersi alla tes t<1 cle1 suoi fedeli s8guaci. · (2) Dopo il x 1,, secolo la stor,a ricorda due tentativi di r1stab11imento della nazional,ta albanese: l'uno momornhile per opera del celebre Skanderherg nel x1• secolo; l'alt,·o nel xvm, quando Mahmoucl, pascià di Scutal'i , voleva affrancarsi da ogn i soggezione della Turchia e tra ttò coll'Austria per mettere l'Albania sotto il suo protetlorato .
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IL MONTENEGRO
VIII. Sono note le gravi difficoltà cui diede luogo l'applicazione del Lrattato di Berlino in quanto riguarda la delimitazione della fronti era del Montenegro ( 1). Ciò ebbe origine da molte cause: 1° Il congresso poco conosceva le condizioni topografico-etnografiche del paese e mancava di una carta esatta sia nelle denominazioni delle locali tà, sia nelle rappresentazioni de~li accidenti e delle forme plastiche del terreno. Quell'alto conses:o inoltre non ebbe sufficienti e precise indicazioni dai delegati tecnici a. disposizione di ta luni ambasciatori (quell i di Turchia, Austria, Russia, Inghilterra) e dal rappresentan te del Montenegro che si trovava a Berlino quando il congresso sedeva. Codeste cause combinate condussero alla conseguenza che il testo ·del trattato non armonizzava col tracciato condotto sulla carta austriaca al 300,000 che serviva di guida al congresso; mentre le deno1ninazioni e·rrate della carta o del testo ed il tracciato inesatto, .generarono non poche contestazioni . 2° La linea dell a nuova. fronti er:1 nob segue accidenti topogra- · fici ben marcali; ed il testo del trattato, eccettuata la disposizione tassativa di non toccare le tribù albanesi di montagna, non offriva quale criterio direttivo principi i di nazionalil:ò., o di razza, o di lingua o di religione. Anzi dalla parte dell'Albania vi sarebbero paesi slavi e di rito greco lasciati ancora alla Tm;chia, e per contro dati al Montenegro regioni albanesi con prevalenza di elementi per religione cattolici o turchi. 3° La difficoltà di stabi lire un accordo fra le parti interessate per quanto riguarda la Turchia ed il .Montenegro. 1
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Sulla frontiera a mare vi fu pieno accordo di limitare il possedimento del Montenegro fra la punta corrispondente allo scoglio (1) Vedi il Libro Verde pubblicatosi in settembre 18/JO.
PRIMA F. DOPO IL TRATTATO OJ BERLINO
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Cruci (V. Cruci) e la rada di Spitza. 1\'.fa da questo punto in fuori, nella nuova frontiera, fra il Principato(:} l'Albania, tutto fu oggetto di contestazione e nulla venne fissato definiti va.mente. Gli articoli XXVHI e XXIX dicono -~he fra il l,igo di Scutari ed il mare \( la 1wwvelte fmntière tm'Verse le lac près cle l'ilot Gor,icaTopal; et à pairtir de Oor-ica-Topal elle atteint cli?'ectement les sommets de la crete, d'où elle swit la ligne dib par·tage des eaux envre :lfogured et Kalimed, laissa1it Jlfrkovic atb 1lf.onté!néqro et rejoi,gnant la 1ner à V. Criwi. A1i'tivari et son littoral r1mt annexés CJ;tb 1Jfonténég1·0. Pel tratlo sul versante del lago giova notare: ,1° La Turchia pretendeva che l'isola di Gorica-1'opal esistesse • Jà, dove sulla carta. austriaca è scritto Gorica-Plak. Ciò contraria.mente alla pai·ola del testo applicRta alla parola della ca1·ta ed al t1·acciato su di questa condotta a.Berlino. · 2° La frase « elle attei,nt di1'ectenient, les so1mnets de la créte, d'où elle s'l.bit la tigne d1.1; partcige des emix ent1'e 1lfeg11;recl el. J(alùneél >) dava adito a due inteqfreta.zioni . Secondo l'una la parola clirectem,ent doYrebbe sp iegarsi nel senso di arrivare da Gorica-Topal al punlo pi-ù elevato della cresta. (Manred), percorrendo la più, breiJe linea (retta) per qua.nto topograficamente possibile: secondo l'altra dovrebbesi anz itutto 1·~1ggiungere direttamente il punto della cresta (Pjat-Uba.l) più vicina· a Gorica-Topal; poi seguire la linea di spàrtiacque fino a raggiungere il punto indicato fra Megured e Kalimecl. Da ciò deri,,avano due distinti tra~ciati, il secondo dei quali favorirebbe ìl Montenegro, sopratutto dal lato militare. La posizione del Pjat-Ubal domina quella del 1'a1·abosch, che a sua volta copre il fronte ovest di Scutari. 'Per cli più di là si spiano le operazioni -che da Scutari, per lo stretto di Katerkol e la valle del Megured venissero dirette verso Dobrovoda e Antivari. Tutti e due i tracciati · però in taccano il principio di nazionalità e di religione, perché tutto il territorio della 1Kraina (versante del lago di Scutari) è albanesemusulmano. Quando secondo il primo tracciato si volesse limitare al Maurecl la frontiera clel Montenegro, questa rimarrebbe allo scoperto perché troppo facilmente girabile: nel versante a mare per la valle del Megured, e nel versante del lago pei contrafforti della Kraina.
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IL MONTENEGRO ..
Nel versante a mare la frontiera toccherebbe il territorio di Mrkovic, che non è un paese, ma un comune {bay1·ak) . Ora i.l tfattato dicendo dì lascia~· Jlfrkovic al ilfontenegro, a questo s1 dovreb~e lasciar tutto il comune il cui capoluogo è Veli Selo, che trovasi appunto là ove sulla carta trnstriaca è scri tto· Mrkovic. Alla quale interpretazione si sarebbe condotti anche da ciò che il comune di Mrkovic ha sempre fatto parte del disLretto di Antivari e per razza e per lingua è tutto slavo, ad onta che vi preponderi elemento per religione musulmano . .Senonché .il tracciato condotto ~ulla carta austriaca al 300 000 tagl!a pe.r metà quel comi.me. Ma si può affermare che ii cong,'.esso abbia scienternente voluto frazionarlo? O non si potrebbe presumere che, data la perfetta conoséenza della questione, desso non avrebh~ mai permesso il dimezzamento di un sol t1htto per razza e per hngua. affine al MontenegroJ Le conseguenze di codesta concessione sarebbero non indifferen ti, perché il Principato acquisterebbe: a) a sud, coll e alture di Mazura-Planina, una buona linea di difesa, alquan.to minacciosa ?er la posizione di Dnlcigno (if), sebbene questa sia coperta parzialmente ma a poca distanza dalle meno elevate creste del ~fali Kruc e Mali Bar; le quali a loro volta comandano le verdeggianti ubertose colline attraversate nel mezzo da una g1?nd'ape'.tura (colle) a cavallo della quale sorge Dulcigno . Questa città ha ,. suoi fabbrieati molto sparsi sui due versanti delle eolline stesse: la parte antica eolla fortezza si specchia. nel mare; la nuova guarda all'interno; in mezzo sta il bazar. . b) ad est, nelle a!Lure d.i Kokot-Rasadae, un buon appiglio di difesa, che é ad un tempo perno di manovra offensiva verso la bassa valle di Megmed e verso la stretta di Katerkol; stretta che ·costituisce la vera. linea di sbarramento ad ovest di Scutari . Dal complesso del traeciato fra il mare ed il lago emerge: '1 ° li Montenegro anebbe una buona frontiera colla linea . (_I}
Dulr,igno come in_ tutto il territorio che fu teatro delle lotte turr,he-montenegrine si e dolorosamente colp1t1 dal numero st1·aordina1·io di case bruciate e distru t te . Anche (a fortezza dt Dulc1gno che fa corpo colla città, è pressoché sman tella ta; ad ogni modo e dominata dai pogg, c11·costanti ad ovest ed a nord a breviss ima distanza. A
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Muzura-Rasadac-Pjat-Ubal con fac ile azione offensiva contrò Scutari per le due linee del Tarabost:h in cresta e di Katerkol sul versante a mare. .Però il possesso di parte della Kraina accreseerebbe pericolosi contatti colla nazional ità albanese. 2° Il caso opposto accadrebbe invece, con danno anche della nazionalità slava, quando il comune di Mrkovic venisse frazionato. Sulla sponda orientale del lago cli Scutari si doveva applicare la. seguente prescrizione del citato art. XXVIII. Tille (la frontière) se confond ensiiite wvec les lùnites actuelles entre la tribu de [Cuci Drekalovic d'un coté et la Kncha-Krai?ia ainsi q'lie les tribu,s des Klementi et Griuli de l'aiitre, jusqu'à la plaine de .Podgoritza, d'où elle se dirige s·u r .Pla·iniica, letisslmt à l' Albanie les trilms de Kleme1iti , Griicli et Hot'i J). In conseguenza di ciò il campo di Sputz-Podgoritza passa al Montenegro, come nelle sue mani cadono il forte di Za.bliak e meta del lago di Scutari colle isole fortificate di Vranina, Lesendra. e G-romajur (11) . .Ma per quanto riguarda la pianura, il testo del trattato non indica un sol punto presso cui debba passare la frontiera; nè qursta lacuna può venire colmata dal tracciato a ragione delle inesattezze della carta austriaca. nella quale: a) i casolari di Pla,vnica sono segnati a 6 chilometri più ad est; cosicr.hè se si dovesse muovere da Plavnica del terreno, e non _ dal punto corrispondente a. quello segnato sulla carta, il Montenegro si troverebbe defraudato di quasi tutta la pianura. Si aggiunga che _ mentre il test~ dice che la. frontiera si dirige sùr Plamnica, il tracciato p~rta due linee: l'una a tratti che arriva a Plavnica; l'altra continua disegnata a chilometri 3 ¼ più ad oriente, quale fu tracciata dal colonnello Tornei, delegato militare dell'Austrià-Ungheria al cong1:esso, e venne accettata da tiitti i delegati rnilitari eccettuato l'inglese, il cui governo era in allora favorevole alla Turchia. b) Non sono segnati sulla ea.rta fra il lago ed il torrente Sem, !l) Soltanto nel febbraio 1879 dopo molte trattative avvenne da parte della Turchia la consegna di Sputz, Podgoritza e Zabliak, e da parte del Montenegro lo sgombro del territorio e città di Dulc igno e della posizione di Dinosc, conquistate durante la guerra. La Tm·chia in allora ba dovuto piegare di fronte alle minaccie dell'esercito russo anco1·a ad Adrianopoli. ANNO XXV, VOL , !V.
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IL MONTENEGRO
tre colline denominate Vrania, Schipsanik e, Rogami, le quali hanno gran valore mi litare e la cui esistenza non poteva essere nota al congresso. La loro importanza del'i va dal fatto che hanno· comando sulla pianura e sulla stessa posizione cli Podgoritza per le colline Rogani e Schipsanik che sono a portata di cannone (a chil. 6 e 8). Motivo questo che indusse la Turchia a fortificarle frettolosamente ed a tracciare, suJ versante coperto, onime strade rotabili che possano dare passo anche ad artiglierie di grosso calibro. I vi dopo la guerra venne tenuto se1npre forte presidio (una brigata) facendo centro a Scipsanik ed al sottostante villaggio di 'fusi, luogo di ricovero per tutti i ·musulmani fuggiti dal vicino territorio passato al Montenegro. Poiché su tale argomento la questione di nazionalità ha singolare importanza, giova accennare che nella collina di Vrania predomina l'elemento slavo; in quelle di Schipsanik e Rogami, addossate alle montagne dei Grudi, l'elemento di quest'ultima tribù. La Turchia, giovandosi dell'errore materiale segnalato, vorrebhe attribuire a sè quasi tutta la pianura di Podgoritza. Per con'tro'il Mon tenegro vorrebbe occupare non solo le colline della pianura, ma altresì parte delle sovrastanti alture. Comunque sia, è chiaro che per non lasciare in balìa della Turchia la. pianura di Podgoritza assegnata.al Montenegro, e per impedirle il dominio militare di Podgoritza, sembrerebbe doversi o lasciare al Principalo le colline, o neutra!izzarle con assoluto divieto di erigervi fortilizi e mantenere strade rotabili. Ad onta di ciò la posizione di Podgoritza non sarebbe sicura, perchè a buona portata di cannone trovasi dominata più a nord dal territorio sulla deslra del torrente Sem, che comprende i Kuci Kraina e parte delle tribù albanesi, dal trattato di Berlino lasciate in dominio della Turchia. I Kuci della Kraina coi vicini Drekalovic costituiscono di-fatto ima sola tribù abitata quasi interamente da Slavi ortodossi . Quel! i della Kraina, separati dal Montenegro dopo l'insurrezione del 11852 e per eITetto della delimitazione del 1859, nell'ultima guerra fecero causa comune coi fratelli di. razza, coi quali tulto banno in comune : le proprietà, le foreste ed ·i pascoli. Kravna è parola serba che significa fascùi o lista, e viene in genere applicata al terri torio cli fro ntiera : perciò tale denominazione non prova che quella parte dei Kuci che <lessa abbraccia formino un ente sepa1
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rato e distinto. Anzi il contrario · viene provato e dimostrato, imperocchè anche nella Kraina come nei Krekalo"."ic predomiu·a l'elemento slavo-greco. Dei quattro bayrach (Fimdma, Orahovo, Triepc·i e Ko,Yia) in cui essa Kraina si fraziona, questi due solamente conta.no qualche elemento albanese-cattolico; locchè è spiegato dal contatto colle tribù albanesi dei Grndi e dei Klementi . Si aggiunga ancora che tutta la regione venne ed è occupàta pacificamente dal Montenegro, e là funziona il governo nazionale con elementi del paese. Tuttavia la Kucha-Kraina secondo il testo preciso del trattato dovrebbe appartenere alla Turchia. Neppure il tracciato condotto a Berlino sulla carla austriaca potrebbe aiutare a risolvere la difficoltà; perchè desso tracciato si sviluppa sulla carta per guisa da tagliare in mezzo i distretti della Kraina. Ma non vi è la fondata presunzione che non fu mai nelle idee delle gra.ndi. potenze di spogliare il Montenegro di _quella porzione di Kuci 1 Adiacenti eçl a sucl delle altur~ dei Kuci sorge parte della regione albanese (tribù di Gruda) che ivi forma cuneo nella pianura di Podgoritza stando a cavallo del torrente Sem colle alture di Sere e . di Dinosc sulla destra. (1) e di Planinick sulla sinistra, con comando sulla collina di Roga.mi, sull'unico ponte in pietra che poco a valle di questa collina esiste sul torrente S,ern, e quello che più importa, sulla stessa città di Podgoritza a distanza cli 3-6 chilom. Eppure il trattato vuole esplicitamente che non si tocchi alle tribù degli Hoti, dei Grndi e dei Klementi ! Cosicchè in ossequio al trattato, la linea fronti era, traversato il piano di Podgorilza, lasciando ad oriente il territorio e le montagne degli Hoti, arriverebbe al ponte sul Sem pet salire di là all'altura di Sere (Dinosc) ; poi, supposto si voglia las'ciare la Kucia Kraina al Montenegro, il tracciato separerebbe sulla destra del Sem i Kuci dai Gurdi; indi per poco correrebbe nel letto per risalire sulla destra del Sem per separare i Klementi dai confinanti luci e Vassoievic e dalla tribù di Goussignè-Plava assegnata al Montenegro. Si noti qu i che anche per quanto riguarda la tribù dei Klementi , il tracciato della carta austriaca è errato. 1
(I) A queste località si dà la denominazione generica di Dinosc.
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IL MO N>I'ENEGRO
La conseguenza che verrebbe dall'attuazione del trattato che vuole lasciate all'Albania integralmente le tribù della montagna, sarebbe questa: ·1° Che il ?tfoutenegro avrebbe la sua pianura fra il lago di Scutari e Podgoritza dominata dalle alture degli Hoti e dei Gurdi. 2° Che sulh posizione di Podgoritza le alture di Disosc , avrebbero comando di cannone a 3-6 chilometri di distanza. Ciò non era ignorato anche dal congresso cli Berlino poichè nella seduta del 4 lugl io 11878, venne detto qi1,e lei proximité de la frontière p1·ès . de Dinos poiwrait co1np1'0mett1·e la secwrité lie Poclgoritza et qi1.,'il serciit nécessai1-e cl'éloi:gne1· la fronti&l'e à ime clist(J;nce de 8 à 1O kilomèt1·es . Onde si ammetteva la possib ili tà di scambi verso i\'.Iokra Pla,n_ina, soggiungendo però che si u-n accorcl ne s'établit pas eì, ce s1ijet .. . le tracé clib tm ité 1·este intact. Locchè prova che si aveva , come .criterio direttivo e prevalente l'integrità. delle tribù albanesi. 3° La frontiera non seguirebbe una linea topografica ben marcata, e lascerebbe aperto l'adito a frequen ti contestazioni fra i due sospettosi e turbolenti vicini. Intima.mente legata alla precedente sorge la questione provocata. dalla concessione fatta al Montenegro del distretto (Kaza) di Goussignè-Plava, in gran parte abitato da Albanesi. Invero è difficile rendersi ragione cli codesta concessione dopo che nella reofone dei Gurdi il rispetto all'integrità delle tribù albanesi venne,~pinto al segno da lasciare sotto il cannone turco la pianura e la stessa città cli Poclgoritza. Perchè in un caso calpestare e nell'altro riconoscere le fone$Le conseguenze che potrebbero scaturire dalla ripugnanza la più sentita e dalla opposizione la più accanita de~li Albanesi verso i vicini Slavi che parlano altra lingua e professano altro rito? Forse che non si sapeva in quale altra direzione appagar le legittime esigenze cli espansione del Montenegro, dopo ché nell'interesse dell'Austria fu ad esso precluso ogni maggior ampliamento in Bosnia ed iu Erzegovina? Comunque sia, la posizione attuale è ora questa, che gli abitanti, maomettani di quel distretto, postisi :Gn dal 11878 in aperta ribellione sotLo la direzione di Ali bej di Goussianè e SJ)alle"aiati dai o . connazionali dell'alLa Albania e sopratutto da quelli di Ipek, di è)è:)
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Djakova e di Prisrend, si rifiutano a qualsiasi compromesso ~ resistono a mano armata contro ogn.i tentativo di annessione. E nota la disgraziata fine del generale Mehemecl-Ali che pel primo ebbe incarico di domare la fiera tribù; sono noti i tentativi fall iti di l\iuktar pascià, ed è risaputo che - sia in buona, sia in malafede, come taluni credono di potere ritenere - la Turchia si palesò impotente di dare esecuzione a questa parte del trattato che Jllll' dichiarava di voler rispettare. Lo stesso Principato che sta in armi fra MokraPlanina ed il Visitor (ove già accaddero sanguinosi confli tti, il più memorabile dei quali nel novembre ·1879, fra Pepice e Velika) non potè che prendere possesso fino a Velika della parte slava di quel distretto. Ma non gli fu dato cli penetrare nell'ubertoso bacino cli Goussignè fecondato dalle sorgenti del Lim e bagnato dalle acque dell'ameno lago di Plava. Pel rimanente della. nuova frontiera nessuna difficoltà si presentò, il Montenegro avendo consernto il possesso del territorio che corre
da Mokra-Planina fino a settentrione del Dorrnitor, e pui arriva ad Illibrodo presso Klobuk a ricongiungersi all'antico confine.
IX. Come risolvere con soddisfazione comune la serie di difficoltà accumulatesi verso l'Albania in cosi ristretto spazio di terreno? La miglior soluzione potern sembrar quella di far correre la fronti era dal lago a'piecli delle montagne degli Hoti e dei Gurdi fin sotto l'altuéa di Planinik, poi seguire il letto del torrente Sem (ramo di Selci) per raggiungere a monte Lipovica e Visitor le alture fra le due principali sorgenti del Lim; infine per Velika riprendere a MokraPlanina il tr'acciato di Berlino. Con ciò si toccherebbe per poco. il territorio delle tribù albanesi, · ma soltanto laddove quasi nulla è la popolazione, ed il confinante Montenegro potrebbe con minor difficoltà esercitare il SlLO dominio. E con ciò la. frontiera correrebbe secondo una linea topografica
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IL MOt'lTENEGRO
ben definita; il possesso di Podgoritza e della pianura sarebbe assicurato; infine verrebbe eliminata la grossa quistione di GoussignèPlava. In considerazione poi di qualche danno che, nel senso cli superficie di terreno, ne avrebbe il Montenegro, _si sarebbe potuto con maggior equità risolvere in suo favore le differenze esistenti circa il tracciato fra l'Adriatico e 'il lago cli Scntari . Una diversa soluzione venne tentata e concretata col Afemorandmn firmato a Costantinopoli il ,J2 aprile 1880 dai delegati delle due potenze interessale. · Per effetto dello scambio di territorio concertato dietro iniziativa della Turchia, la frontiera da V. Cruci sull'Adriatico arri verebbe al lago cli Scutari presso l' isola di Gor.ica Topal passando per l'altura di Maured, e lasciando alla Turchia la importante posizione cli Muzura. Planina sopra Dulcigno e cli Pjat Ubal verso Scutari : Traversato il lago e passato a mezzo del golfo di. Kaslrati e di Hoti, clessa salirebbe sul sommo dei monti Kusi, Iloti e Planinik per scendere al torrente Sem presso Serci (I), poi rimonterebbe il Sem al ramo settentrionale di Serci, d'onde, scalando una serie di alture, arriverebbe alla cima del Visitor per scendere a Velika a nord di Plava, e di là raggiungere a Mokra-Planina il tracciato di Berlino. In conseguenza il Montenegro, fra l'Adriatico ed il lago avrebbe una frontiera poco favorevole e perderebbe metà di Mrkovic. A nord del lago colle alture degli Hoti e dei Gurcli gli verrebbe assicurato il pieno possesso del pian~ e della posizione di Podgoritza. Più in su incorporerebbe di diritto la Kucia Krania. La separazione dei due paesi si troverebbe tracciata da linee topografiche ben marcale quali sarebbero: il letto del torrente Sem e le alture spartiacque fra questo e le sorgenti del fiume Lim. Infine del Goussignè-Plava ad esso rimarrebbero le popolazioni coi territori slavi. Quella convenzione rimase però leuera morta, perchè il governo di Albania, anziché consegnare i nuovi territori al Montenegro, lasciò tempo ai Malissori, già pronti e spalleggiati dai Mi riditi, di impossessarsene e di rinforzarvi si. Nè era a credersi chè dessi si sarebbero lasciati persuadere .dall e apparenti insistenze fatte a nom e del Stillano, di fronte al danno palese di perdere le alture che hanno (1/ D9ve s11 lla carta austriaca si legge Serci esiste invece l>lnosc.
PRIMA E DOPO IL TRATTATO DI BERLINO
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comando sulle tribù ed il golfo di Castrati e Hoti, che è il loro porto · naturale sul lago di Scutari. Se l'offerta della concessione di quel territorio siasi concepita col proposito di trar in inganno il Montenegro e le grandi poten_z~ pur conoscendo le clifficoltà di esecuzione; se l'abbandono prec1p1toso sia stato fatto in mala fede allo scopo di render nulli gli effetti del palesemente o taci1tfoniorandmn; se in ciò fosse consenziente tamente - il governo dellà Sublime Porta ... è impossibile dire. Fallita quella speranza, si presentò l'idea di un secondo scambio colla cessione del distretto di Dulcigno ( 1), nutrendo lìducia clie 1
(l) Trascriviamo i seguenti cenni sulla città di Dulc igno: . , Oulcigno, vista dalla parte del mare presenta u n gradevo le spettaco lo; le case s1 e lec vano l'una die tro l'altra come gradini di a nfiteatro, dalla calata del porto su gel na:ico_ e della collina. L~ c iU.il si divide in due, la nuova e la vecchia; ma anche ali infuori d'. « questo vi _sono molti edifizi. sparsi, !)Ile .~orgono q_ ua e là in m_ezzo al foglia~e degh • alberi, e fann o apparire Oulc1gno assa\ pm vasta d1 quello che 1ea1meote lo sia •. « Attivissima era la marina dei Dulcignotti al tempo della repubblica veneziana, e _nel" primo quarto d i questo secolo; ancora 11el 1860 essì avevano in mar~ ~on .m~no d1 190 • legni; ma la concorrenza dei legni bocchesi e greci po_nò un colpo grav issimo alla manna « di Oulcigno; l'assalto poi e l'invasione dei Montenegrm,, sconvolge~do le condmom della • città fece sohtire i s uoi effetti anche sul co mmercio e sulla manna . Dulc1gno attuai« mente ha in mare da 70 ad 80 bastime11ti da costa, il suo commercio si estende da Trieste « a Corfù toccando Malta e la Sicilia e le coste greche >. e o\. nord -ovest di Du le,igno havvi un s,mo di ma re detto Val di Noco che è per _Dul< cigno un secondo porto, migliore del primo, piil accessibile a i sros~i legni, ma non sicuro • dai venti sicché i vapori del Lyod invece di dar fondo in val d , Noco preferiscono lll « questi u ltim i tempi ancorare davanti a S. Giovanni di Medua. Fra Dulc igno e Val d1 . , Noce vi una crepa tura di rupi, in Clii si interna il mare ; m questo crepaccio s_ta vano _. • altre volte in agguato i pirati per piombare impro vvisi sui bastimenti mercantili , che • inavvertentemente o spinti dal vento passavano vicini, poicpè Dulcigno, prima che sor' gesse nell'Adriatir,o la marina austriaca, era un famoso nido dì corsa1·i. Allora a:eva no , i Dulcignotti da 350 a 400 legni, tenevano crociere in tutto il Med1te1Taneo, e ,wa leg< glavano per piratel'Ìa con gli Stati barbareschi. Nè_ si conte?ta,·.~n_o_d i predare sul ~~re ; « più d'una volta sbarcarono sulle coste delle Pugile e det.a S 1c1 l1a, e saccheggia, 11 ~ , borghi e città portando via gli abitanti c he, o si riscattavano, od e rano venduti schiavi « in Turchia ~. < Nel xrn e xnu secolo il nome di Dulcignotto era molto stimato in Turchia; più di è un ammiraglio della Porta nacque in questo nido di corsari; i Dukignotti erano molto • ricercati come marinai sulla Ootta turca "· « Come d icemmo, Dulcigno si divide in ciltà vecchia e città nu ova; la città vecchia , conta oggidl appe na 800 case, piuttosto piccole e quasi tutte a d ue pian i; solo la me tà • di esse è abitata. Le migliori di queste case, quelle più ben postate e rivolte ,,erso , il mare, appartenevano una volta a lle più 1·agguardevoli famiglie del paese, q uasi tutte • d'origine venezia na; i loro stemm i anco,·a ·si vedono sopra le porte .. ~e strade _sono • ripide, strette e lastricate a ciottoli puntuti ; onde il passeggiare per la c1tLa, 111 D11 lc1gno, .. non è certam ente uno spasso. Una volta nel mezzo della città vi era un campanil e che « serviva anche di sr,ecola, non per osservare le stelle, ma per spiar e i bastimenti che
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IL MONTENE GRO P RI MA E DOPO IL TRATTATO DI BER LI NO
quegli Albanesi, più soggeui al diretto dominio della Porla, si 'Sarebbero meno a malincuore assoggettati prima e poi fusi col Montenegro. Con ciò il Principato acquisterebbe un territorio in gran parte abbastanza fe rtile, due altri piccoli porti, uno a Dulcigno stesso e l'altro un po' più a nord a Val di Noce. Però trattasi anche qui di popolazione quasi esclusivamente albanese musulmana o cattolica; trattasi di toccare troppo dn, presso la linea della Bojana e di minacciare eventualmente Scalari stesso; trattasi infine di un territorio occupato bensì per circa un anno dai Montenegrini nel 1878-79, ma semi nato dai Montenegri ni stessi di incendi e di ruine di cui fan testimonianza le centinaia di case distrutte. Data la possibilità di attuare il nuovo progetLo, rimarrebbe intatto il territorio delle tribù dei Gurdi a cavallo del Seme con ciò apertamente minacciata la pianura e la posizione di Podgoritza? Qttale tracciato si avrebbe verso la Bojana? Tutto rimane dubbio ed incerto: onde riesce impossibile il formarsi un concetLo esatto delle condizioni topografico-militari fatte al Principato sul suo fronte orientale . Risolte le attuali difficoltà e sistemata la nuova frontiera, quali saranno in defini ti va le condizioni topografico-militari del Montenegro f G. O avvicinavano; nel 1845 quesLO campanile, già vecchio e cadente, ebbe In fortuna e di essere attarrato da un fulmine ~• La cit tadell a, opera veneziana, è solidamente costru tto, ma non ha oggidl importanza « alcuna, perchè col tiro dell'odierna artiglieria ò dominata da alture citcostantì •. e La nuova ciuà sorge di contro all'antica ed è straordinariamente pittoresca. lla poco e più di 400 case e circa 3000 abitonti quasi tutti turchi. Le ca5e sono i111ramezzate da « orti e da glal'dini, onde sono stese su grande spazio, o sembrano formare una discreta « ci ttà. Nel mezzo di c1uesti gruppi di case sorge il bazar; all'estremità della città nuova « dal lato del mare ,·i ò una grande rontana che provvede l'acqua ai bastimenti del' porto, • e vicino ad essa sorge un platano gigantesco alla cui ombra vi è sempre un capannello « di ge nte. Fuori della città sulla s trada di Scu tari, sorgo un bru tto villa ggio di zingari~. « Il clima di Dulcigno è sano e rinf~escato in estate dalla brezza marina. Gli abitanti, « maomettani di religione e albanesi di stampo, sono di buona statura e robustissi mi, e lo donne sono nominato in Albania per bellezza e por forme ri gogliose ,. < si
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LA DIFESA DELLECOSTE(
L A DIFESA E L 'OFF ESA SULLE COSTE
PART E SECONDA
VI. « Ceux qui pt·oscrivent Ics secours que !" art de l" ingénieur peut donner, se rri\'ent gratu:tement d'une forco et d'u n moyon auxil iairo qui ne sont jamais nuisihlos, presque touj ou1·s utiles « et souYent indispensablcs :.. Kuotfo~.
« « « «
La scienza e l'arte militare non sono impolenti a risolvere il problema della dife.sa litoranea di uno Stato. Le cosle si sono difese in ogni epoca con mezz i locali - si possono difendere- si di!endono anche oggicli. ~ è con ciò si è mai inteso negare l'efficacia della marina nella difesa navale di uno Stato: anzi, premunendo talune posizioni lungo le coste, si offre così. il mezzo di lasciare alle flotte la piena loro liberLà di azione e il modo più sicuro per comp iere la vera missione che è loro riservata. Non è infatti possibile comprendere l'esistenza di una flotta - per quanto la si voglia numerosa e agguerrita, anzi più numerosa che essa sia, più. regge l'argomento - senza in pari tempo possedere (I) Veggasi Rivista militare di spensa J i ottobre.
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LA DIFESA
DELLE COSTE
sul litorale alcuni punti fortificati, nei quali le flotte, le squadre, le singo.le navi possano trovare rifugio in caso di rovesci - ricovero in circostanze cli accidentate inferiorità - mezzi di approvvigiona.menti - opportunità cli riparazioni. Tuttociò non può ottenersi se non mediante la difesa delle proprie fron tiere marittime . I punti principali del litorale di uno Stato si difendono oggidi: ,1° per mezzo dell e fortifi cazioni; 2° con torperdini ; 3° con ostruzioni e sbarramenti; 4- 0 con navi di costruzioni speciali; 5° con l'ordinamento cli taluni servizi che riescono direttamente o inclireLta.mente alla difesa del litorale.
dell'attacco di una nave contro iforLi eretti sul litorale: gli artiglieri e gli ingegneri terrestri sostengono im•ece la tesi opposta. Non intendo trattare a fondo questo argomento : devo solo parlarne per quel tanto che si attiene all'oggetto che ora sto esaminando: la difesa cioè del litorale con opere permanenti di fortificazione. Or bene, affinché si possa opportunamente di:;cutere la questione è necessario prendere per base di di scussione, termini omogenei. · Se adunque da un lato si mett.ono in campo le navi corazzate, fa d'uopo dall'altro contrapporvi opere di fortificazioni erette allo scopo appunto di resistere agli attacchi delle navi munite di corazza e· armate di potenti artiglierie. Messa in questi semplici termini la quistione, non consiglierei a una nave, se non in circostanze estreme, di accingersi a un attacco nel quale una nave potrebbe perder Lutto , senza sperare, nella migliore ipotesi, cli guadàgnare molto o almeno quanto possa riuscire analogo al rischio suo. Che se mi si adducono esempii cli attacchi di navi contro forti di terra costrutti per resistere alle flotte a vela o alle aetiglieriedi altra epoca, allora i termini del problema non sono più analoghi. Perciò, nel parlare di opere permanenti di .difesa delle coste intendo che queste siano eretLe allo scopo di poter sostenere gli odierni attacchi dal mare, e quindi di importanza tale, e per se stesse e per il loro reciproco collegamentoe fianch eggiamento, e per la loro costruzione e armamento, da resistere all'attacco di una squadra corazzata munita delle più fottÌ artiglierie in uso sulle navi. Le questioni che si riferiscono al modo migliore di costruzionedei fronti a mare delle piazze marittime e delle opere staccate, come· p11re il migliore sistema di armamento di questi forti, sono..,estranee all'indole di questo mio studio. Dacché si considerano da un lato le· navi di costruzione la pi LL recente, le artiglierie di modello e effetto più utile. devesi per analogia di confronto considerare dall'al tro lato anche i forti a mare del sistema più recente, le artiglierie della costa a. effetto il più utile, onde così le condizioni dell'attacco e della difesa sieno pari. Ammessa questa parità di dati non riesce più tanto faci le· dimostrare l'inefficacia delle opere permanenti di difesa. sulle coste. « Le fort de mer est un navire garde-r6te échoué ou embossé » scriveva fino dal 1867 un ufficiale della marina francese che volleconservare l'anonimo . Questa. imagine dei forti a mare, perchè sia-
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1° Fortificazfoni.
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Fino a pochi anni addietro le opere permanenti di fortificazione sulle coste erano di due specie: la prima co nsisteva in talune piazze marittime, la cui importanza veniva determinata dalla relazione loro con il sistema genera.le cli difesa dello Stato; la seconda in alcune batterie, erette sui punti più sporgenti del litornle e in quelle altre località dipendenti dal genere di guerra marittima che eseguivasi con le navi a vela. Non può dirsi al certo inefficace l'opera di questi fortini, nè del tutto ingloriosa la loro storia nei tempi passali. Però a nessuno verrebbe in mente oggidì soste·nerne l'opportunità., sia tenendo conto delle attuali navi cora_zzate, sia considerando le nuove operazioni di guerra che possono compiersi dalle navi a vapore. Questi fortiliz ii, isolati e sparsi lungo le coste, sarebbero ora piuttosto di danno anzichè di vantaggio alla difesa. Richiedonsi adesso opere capaci a resistere agli attacchi del naviglio corazza.to, agli urli dei proietti lanciati dalle potenti artiglierie delle quali sono munite le navi . E qui si presenta la quistione, alla quale feci precedentemente allusione, della preferenza da darsi all'auacco sulla difesa, o a questa sopra quello, nei combattimenti tra navi e batterie di terra. Questa controversia sussiste tultodi, come esisteva in passato, come sussisterà anche in avvenire. Gli uomini di mare sostengono i ,vantaggi
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DELLE COSTE
esatta, richiede appunto che le opere di terra posseggano tutti quei requisiti che siano in analogia con le qualità militari delle navi, ·alle quali per conseguenza non rimarrebbe di vantaggioso sui forti se non una sola ~ondizione, essenziale se vuolsi, quella cioè di essere arbitre nello scegliere la distanza per l'attacco. Le riflessioni che devono sorgere da un esame attento e spassionato degli attacchi tra navi e opere a terra, vennero riassunte nel 1872, con quella forma brillante che non è certo il solo pregio che -si riscontra negli scritti del mio amico Fambri, in un suo lavoro sulla di fesa della Spezia nel modo seguente: « L'attacco dei fronti amare di una piazza marittima, a tutela della ·<< quale s'è provveduto colle norme dell'arte moderna, è una partita, ·<< in cui l'attaccante può perdere intera la po&ta e l'attaccato una « parte, un duello in cui il primo è addirittura ammazzabile, l'altro ··<< soltanto vulnerabile >) .
ed era composta dal professore Gardella dell'università di Genova e da me. Oltre a studiare la questione delle mine subacque, anco1:a . nell'infanzia a quell'epoca e poco nota in Italia per deficienza diopporlune informazioni, noi ci siamo per così dire cosLituiti in comitato inventore, esperimentando vari generi di polvere con leqnali sarebbe stato più opportm10 caricare la t9rpedine per ottenerne maggiore effetto: provando il sistema più adatto per la sua . pronta accensione, le forme più convenienti per la sua costruzione, e studiando perfino il modo per dare alla torpedine un movimento automatico . Le nostre ricerche, i nostri tentativi, la massima parte dei quali sono dovuti al professore Gardella, sebbene coronati da soddisfacenti risulta.menti, pure rappresentano i primi passi fatti sopra un '.teiTeno sconosciuto da, noi, poco noto in Europa, esperi-mentato in America, tenuto secreto dovunque. Or bene, dopo quindici anni, · fatta astrnzione clei progressi ottenuti nel caricamento, nella forma, nei modi di accensione delle torpedini fisse: fatta astrazione dai molti sistemi ideati per avere )e torpedini semoventi: la questione che alle medesime si riferisce, per quanto ba riguardo al loro impie o e al servizio che si può avere da.Ile stesse, trovasi oggi allo stato medesimo nel quale si trovava nel 11865. Utilità cioè delle torpedini fisse come ausiliario _nella difesa di determinati punti del . litorale: effetto sicuro, purchè la nave le incontri o si ritrovi nel raggio clella loro esplosione: difficoltà però eh e la torpedine sommersa conservi a. lungo le sue proprietà esplodenti: incerta la direzione· delle torpedini semoventi: poca probabilitàche queste possano quindiraggiungere una nave se non a distanze brevi. La questione trovavasi a questo punto quindici anni or sono senza che venisse in mente · ad alcuno che l'uso di questa nuova arma subacquea potesse alterare i principi i della difesa mariLtima, ma solo venirle in soccorso. La questione oggidì, perfezionata al certo, ma non però mutata nelle. sue basi fondamentali, è rimasta quale era in sul principio, con i veri effetti che devonsi attribuire ad uha mina sottomarina, ad un'arma di guerra, non a un sistema nuovo di difesa . Che se la questione delle torpedini non ha progredito in guisa da cambiare la sua qualità cli arma in quellp. di sistema generale di difesa, ciò non toglie che essa venga utilizzata con vantaggio nella, difesa delle coste.
2° Torpedini. Allo scopo di tenere le navi qemiche più discoste dai forti di terra, · O per impedire alle flotte avversarie la possibilità di sforzare l'entrata dei porti o penetrare nei porti canali, si adoperano le torpedini come mezzo locale di difesa. La torpedine, questa recente arma di guerra, produce tanto un ..effetto materiale da doversi tenere a calcolo, quanto una impressione morale che non può essere disprezzata. Certo che si esagerò l'importanza delle torpedini, e che invece di considerarle come un •completamento della difesa, come un mezzo opportuno di offesa in date eventualità., si è voluto farne addirittura la base del sistema -cli difesa li toranea. Si è anche fatto credere che la torpedine avrebbe potuto sconvolgere tutti i principii generali che servono a stabilire ·la difesa delle coste, portare una: completa rivoluzione nel le norme · che regolano la difesa marittima clegli Stati e perfino negli ordina. menti che determinano la composizione del naviglio di guerra. Nel 11865 fui chiamato a far parte della pri ma Commissione che in llalia avesse l'incarico di prendere in esame la questione delle · torpedini. La Commissione era presieduta dal comandante Delsanto
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LA DIFESA
Parlerò in appresso delle torpedini semoventi e quindi delle navi ,torpediniere: ora mi fermo a considerare soltanto le torpedini fisse. Queste furono molto adoperate durante la guerra di seccessione degli Sta.ti Uniti di America per difendere l'accesso dei fium i. Possono quindi impiegarsi alla difesa delle entrate dei porti, dei canali o nei passaggi ristretti. Senonché essendovi il mezzo per andare in -cerca del sito ove le torpedini sono collocate, allo scopo di tagliare la comunicazione che serve ad accenderle da terra, e per levarle -così dal luogo ove trovansi ancorate, é evidente che una linea di torpedini non può:diveni re utile e efficace, se non é protetta da terra, -ossia se non si trovi sotto il raggio d'azione delle opere di fortificazione erette sulle coste. A questa. condizione le torpedini fisse di ventano un impertante elemento di difesa: diversamente la loro utilità è incerta e problematica.. Anche da questo fatto risulta evidente come l'adozione di quest'arma di guerrn non possa per nulla alterare il sistema ordinario di difesa delle coste con opere permanenti .a terra, poiché senza di queste le torpedini, ·come sistema di difesa, non hanno valore sicuro ..Un fronte a mare invece, che abbia dinanzi a sé e sotto il suo tiro una linea di torpedini, può essere certo che non verrà avvicinato tanto facilmente da una corazzata. Un passo, un canale, l'entrata di un porto, nei quali si sieno affondate torpe.dini, purchè 5ostenute da batterie di terra, rappresenteranno sempre una posizione opportunamente difesa.
3° Ost-1·1hzioni e sba·rrnmenti. Per impedire al nem_ico di sforzare l'entrala dei porti o il passaggio degli stretti e dei canali , oltre alle torpedini, si adoperano ,ancheallri mezz i provvisori i o fissi, in tes i a chiudere intieramente il passo alle navi o restringere le entrate per le quali devono passare. Questi mezzi consistono nelle gittate, negli argini, nelle barricate, in tra.vate e palautte, e in altri consimili espedienti . Le dighe &tabili , come è appunto quella attraverso al Golfo della Spezia, rappresentan0 sistemi di sbarramenti fissi, eseguiti allo scopo di diminuire-l"ampiezza delle entrate nei porti e quindi facilitarne la difesa . Esempi cli ostruzioni provvisorie o di occasione, si riscon-
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trano fino dai tempi più antichi, e forse anzi più in passato che non al giorno d'oggi, e consistono in stecconate, in catene, in navi affondate, in reti allo scopo di recare impedimento all'avanzarsi delle navi nemiche. Ma anche questi sistemi di difesa, per soddisfare allo scopo, devono essere protetti da terra per mezzo di opere · di fortificazione, sia perchè di versamente il nemico potrebbe toglierli senza esserne disturbato, sia perché mentre la .flotta av!ersaria Lenta di superarli, essa debba rimanere esposta al fuoco delle batterie di terra. 4- 0 1Ya1Jiglio speC'iale.
La. difficoltà che ebbero sempre le grosse navi di avvicinarsi alle batterie erette sulle coste, ha ·suggerito l'idea di adoperare un naviglio speciale che fosse atto agli attacchi più approssimati dei fronti a mare. Per quel principio esat.tissimo che l'attacco insegna la difesa, a questo naviglio speciale destinato agli atta.echi del tito_rale se ne contrapponeva un altro analogo sia per opporsi a quello attaccante, sia per accrescere con il medesimo i mezzi della. difesa litoranea, disponendo così di una difesa mobile da portarsi all'occasione nei punti più minacciati. Questo naviglio rappresenta la difesa navale· ravvicinata. delle coste: nessun altro servizio si può esigere dal medesimo, poichè la sua costruzione deve essere a[atto speciale. Sarebbe quindi svisarne lo scopo qualora si voles:5e con questo navi~glio provvedere alla completa difesa marittima, anzichè a quella particolare delle coste: per ottenere questo duplice scopo si arriverebbe a non raggiungerne alcuno. Bisognerebbe infatti accrescere in tale caso le dimensioni di queste navi, e allora si avrebbero navi troppo grandi per corrispondere alla difesa ravvicinata. del litorale, e troppo piccole ancora per cimentarsi in alto mare con quelle della floua nemica. Occorre che le na.vi, per soddisfare D questo servizio speciale, sieno costrutte dietro concetti di versi, abbi-ano un tipo ben di fferente tra loro, adatto all'o[esa o alla difesa delle coste. Nè questo naviglio esclusivo per il litorale , rappresenta un'idea nuova e moderna. Anche nei secoli scorsi, presso quasi tutte le nazioni ma-
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rillime, si hanno esempi di navi cosLrntleesclu sivamente pe1· offendere le coste o per difenderle. Petit-Renan e Duquesne, nel ·1682 e nel ·1683, impiegarono le bonibm·cle per attaccare Algeri: un secolo più tardi la flotta francospagnola intraprendeva l'attacco d! Gi bilten~a pe1:mezzo delleprnn~e, specie di baUerie; nel 11792 l' ultimo amnmagl.1~ della Jl~pu b.bl1ca Veneta, Angelo Erno, faceva costurre apposit1 galleggianti per bombardare Tunisi : le batterie cora.u ate spedite contro Kinburn nella guerra di Crimea: le cannoniel'e che nel 11859 accompagnavano la squadra. francese per aLLaccare Venezia: le batterie e cannonie1·e che nel ,1864 noi avevamo costrutto perchè un giorno potessero servire allo stesso scopo al quale erano nel 1180!) destinate le cannoniere francesi, sono esempi di navi speciali per l'attacco ravvicinato delle coste. Come del pari , sono esempi cli na,ri adatte alla difesa dei punti speciali del litorale, e l'armamento della lauuna di Venezia stabilito dall'antica repubblica, conservato dagli o Austriaci, riprodotto dai Veneziani con buon successo nel 4848 e ·18.Hl - e la difesa delle coste svedesi riordinata nel 1865 - e l'organizzazione dei guarda-coste inglesi - e i monitors americani durante la rruerra cli seccessione - e le cannoniere a vapore che nel 1866 ab biamo tro,Talo in Venezia, cosl.rntte dagli Austriaci per difesa di quella laguna; - e i monito1'8 inglesi destinati alla difesa di Bombay - e le navi guarda-coste frances i - e le battel'Ì e [lottanti della Russia , Questo navigl.i o speciale di difesa si compone di batterie coraz· zate che possono venire impiegate all'entrata dei porti, dei canali e dei passaggi ristretti, quali ausiliarie delle opere di fortificazione - cli cannonie1·e e di arieti chn possono uscire dai porti e auaccare il nemico, approfìttando della loro piccola immersione, sotto la protezione delle artigliel'ie dei fo rti a terra . Oggidi a queste tre specie cli navi fa d'uopo aggiungere benanco le torpedinie1·e, deslinate a portare le torpedini in vicinanza delle navi nemiche e lanciarle contro alle meclesime: alcm1chè di analogo ai bnilotti di altra epoca, con effetti però ben diversi da allora. Le to~·pediniere ado~ perate dapprima nel 11864 durante la guerra d'Amen ca vennero poi esperimentate nel 1877 dai Russi contro le navi turche, .non sempre però con esito favorevo le. )la dal ·I877, sebbene non siano <')
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passati che tre anni, la costruzione delle torpediniere .fece .ra~idi prpgressi, ed oggi rappresenla un mezzo opportuno e valido d1 oflesa e di difesa contro le navi nemiche e contro le coste. Gli Stati che hanno una industria metallurgica e meccanica sviluppata, posseggono il modo per costrurre rapidamente ques_Le vari~ specie di navi che costituiscono il navigl io adatto per la difesa d1 talune particolari località del litorale. Non così deve avven ire per quelle naz ioni , le quali ab ituate a ricorrere sempre all'estero. avessero trascurato di dare alle loro industrie marittime e militari quell'incoraaO'iamento che, senza urtare con i sani principii di pubblica Ol:> , • • • economia, tendono a uno scopo supremo, a prepararst c10è 1 n1ezz1 necessarii per la propria difesa nei momenti\ più importanti, quali sono le epoche cli guerra. · i:, 0
Seruizi accessori.
Le opere permanenti cli difesa a terra - gli sbarramenti fissi le ostruzioni prov vi sori e - le torpedini -· - il navi glio speciale, sono i principali mezzi che servono direttamente a premunire le coste dalle offese nemiche. Ma per assicurare nel modo più conveniente la difesa di un litorale, fa. d'uopo avere anche provveduto all'ordinamento di Laluni altri servigi, che in modo diretto o indiretto riescono a compleLal'la. ~on parlo delle flotte: ne dimostrai l' importanza al paragrafo V di questo mio scritto. Però in quella circostanza, e ogniqualvolta dovetti parlare cli flotLe, mi sono sempre riferito a quelle navi da baLtagiia che rappresentano il nerbo della foi-ta marittima cli uno Stato. Qui conviene invece fu cenno cli altre navi le quali devono, per i bisoo-ni della difesa mari ttima, entrare nella composizione del naviglio éli un pae·e, e che per motivo dell'odierna rapidi!..\ nei movimenti delle flotte, si rendono di assoluta necessità por la migliore difesa litoranea. Dalle attuali corazzate non si può pretendere quel servizio cli croci era che esegui vano in passato le navi anche a vapore, ma non peranco munite di corazza. Il servizio cli crociera è indispensab ile in una guerea. marittima: si compie da apposite navi form anti parte ANNO XXV, VQI., IV,
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delle. flotte, e denominate morociatori e avvisi. Queste navi mvi.,ailano i movimenti delle flotte avversarie, percorrono i mari che bagnano le coste, a distanza dalle stesse, in tutti i sensi e in LuUe le direzioni: fanno in una parola il servizio di esploratori, tenendosi in continua relazione con il litorale e con i siti nei quali trovansi le proprie flotte. Questo servizio cli esplorazione deve essere. esegllito in tempo di guerra sopra larga scala: .è della più assoluta necessità. conoscere_ sempre i movimenti delle .tlotte e delle navi nemiche: darne avviso alle proprie squadre: conservare così una contin~a relazione tra le coste e le navi della propria flotta. Gli incrociatori hanno benanco un altro ufficio che indirettamenle si collega con la difesa del litorale: quello cioè di protegge1;e il commercio maritlimo e le navi della marina mercanti le quello cli recare in pari tempo danno e rovina al commercio e 'alla navigazione dell'inimico. Se per l'ufficio cli esplorazione possono venire utilizzali alcuni piroscafi veloci delle società private di naYigazi@ne, non può dirsi altrettanto per quello che rifleue lo scopo degli incrociatori, poichè lali na·vi devono possedere laluni requisiti speciali che le rendano atte a op~rare efficacemente tanto J10lla difesa quanto nella offesa. È adùnque un genere cli navi che bisogna avere costrutto a lempo. . 11 servizio degli esploratori e quello degli incrociatori trova sulle coste il suo completamento mediante i semafo1·i che collegati con la rete telegrafica dello Stato sono in condizioni da .fornire esatte e sollecite informazioni sopra tutfociò che avviene lungo le qosLe, 1e più disabitate, e sopra quello che succede in mare a dislanzeabbastanza rilevanti. L'ufficio dei .posti semaforici facilita oggidì i movimenti e l'azione benanco cli quelle n.avi accessorie che formano il materiale speciale per la· difesa ravvicinata delle coste. I semafori ricevendo tutte le notizie dagli espl<.mttori le p.ossono immediatamente telegrafare senza che le navi perdano tempo· per approdare nei porti. Es:;i benanco sono intesi allo scopo di trnsineuere, dalla terra al mare, le istruzioni e gli ordini alle flotte e alle navi che le compongono. Tutti gli Stati marittimi organizzarono un consimile servizio che ba importanza militare e commerciale sì in tempo di pace come in
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caso di guerra. Nel 1866 per cura del Ministero della marina fu istituito anche da noi il servizio semaforico. Senonchè, due anni dopo, l'amministrazione della I)larina lo affidò a quella dei lavori pubblici immedesimandolo nella direzione generale dei telegrafi, la quale naturalmente lo considera, non per lo scopo vero della sua istituzione, bensì.quali stazioni lelegrafiche. Eppure quel servizio rappresenta uno scopo di pulizia qelle coste nell'interesse· militare e commerciale dello Stato; perciò dovrebbe essere di esclusiva attribuzione della marina, non dei lavori pubblici. Nè vale a giustificare questa anomalia la disposizione che in caso di · guerra il Minislero della marina potrà assumerne la direzione e l'amministrazione. Oltrechè è concetto errolleo queUo di stabilire consimili passaggi nei momenti di preoccupazioni così importanti come sono que.lle di un Ministero della marina in caso di guerra per un paese marittimo come è il nostro : il vero indirizzo da darsi al servizio semaforico, perchè raggiunga. il suo vero scppo, bisogna sia preparato di lunga. mano, con calma, e non già nel · momento di guerra. I posti semaforici rappresentano una rete di vedette avanzate sulle coste .per il servizio esclusiYo della marina militare e di quella mercan1 tile. Il Ministero della marina adunque farebbe opera veramente saggia e utile richiamando nuovamente a sè questo ramo speciale di servizio marittimo, attesa la sua importanza veramente ecce.: zionale nella difesa delle coste. La parte che hanno le ferrovie nella difesa generale degli Stati si riflette naturalmente in quello particolare che concerne la difesa -· litoranea. · È ben vero che le truppe, da terra, non hanno quasi mai impedito gli sbarchi: ma se un corpo d'esercito non può opporsi acl una invasione nemica, può però contrast.are lo sbarco, renderlo più difficile e respingere il nemico non appena sbarcato, quando esso non si trovaa.ncorain completo assetto, come si richiede per un esercito ·invasore. ·A raggiungere questo scopo si presentaùo indispensabili le reti ferroviarie, combinate per guisa da riunire e trasportare in tempo, s.ui punti del litorale ove maggiori sono le condizioni favorevoli per un tentativo di sbarco; quel numero di forze teri·estri, sufficiente a respingere il nemico clopochè avesse messo piede a terra. 1
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Se in tesi generale non può trovarsi ardito il concetto che attribuisce a qualunque nuova via di comunicazione una importanza militare, o almeno un vantaggio per le operazioni dell'esercì to, è certo però che vi sono taluni caratteri e taluni requisiti così spiccati da rendere, relativamente, una fenovia più o meno importante, sotto l'aspetto strategico, a seconda del suo tracciato o dei punti 'estremi che è destinata a congiungere: come del pari vi possono essere certe circostanze speciali che rendano una ferrovia dannosa alla difesa . Egli è perciò che, panni, sarebbe necessario, innanzi di concedere o propol't'e la wstrnzione d.i nuove ferrov ie, venisse sempre asco!toto il parere del ministro della guerra che tiene a sua disposizione quei corpi speciali che più degli altri si occupano giornalmente di tutte le questioni le quali hanno ottinenza con la difesa degli Stati . E scrissi apposiLamente, ciscoltcito e non sentito, dacchè il mio concetto sarebbe quello che il Ministel'o della guerra, e in taluni casi, . anche quello della marina, avessero in ciò az ione deliberativa, 1~on già semplicemente consultiva. Nè abbia ad alcuno a parere eccessiva una taleattribuzione: leferroviefatl.e nonfsi.'clisfanno: le ferro vie compiute non simodifìcano: nella question·e dell'ordinamento migliore della rete ferroviaria di uno Stato può riposare la migliore difesa naz ionale. Dinnanzi a questa suprema necessità non credo che alcun'altra possa venire accennala perchè le si debba dare la preferem~a. Gli errori in questioni di consimile genere si possono scontare a ben caro prezzo: vale adunqne la spesa di prevederli e evitarl ì. . La Commissione permanente di difesa. del regno esponeva nel modo il piLt esplicito la necessità che una speciale commissione costituita da tutte le parti interessa.te; dovesse esam inare i progetti di quelle nnove opere pubbliche - come a.ppnnto sarebbero le ferrovie e i porti - le quali interessano la difesa dello Stato, onde cosi' regolarne la costruzione e coordina,rla con la migliore sisL~mazione del la difesa generale, terrestre e marittima· del regno. . Affinchè i front i a. mare delle opere che servono a difendere .il litorale possano con efficacia opporsi agli attacchi delle odierne navi corazza.te, uopo é che l'armamento dei fo rti sulle coste, p~r ciò che riflette l'artiglieria, trovisi in relazione a.Ilo spessore delle corazze che servono a premunire le navi . In caso diverso, come già dissi, non havvi più analogia. tra l'attacco e Ja djfesa.
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I forti a mare devono. adunque essere armati con grosse arti:alierie o, per meglio dire, oncle evitare discussioni tecniche estranee : 11'argomento, devono armarsi con artiglierie di gran potenza. La adozione di questo genere di cannoni, indispensabile alla difesa delle coste, esige un personale apposito, istruito in modo speciale per il maneggio delle medesime, anche in 'caus~t della complicazione di quei meccanismi che sono adoperati per la loro punteria e per il caricamento loro . Da vari anni le principali potenze marittime rivo_lsero la loro attenzione sopra questa parte importante del migliore ordinamento della difesa delle coste, assegnando per tale scopo quella parte del personale marittimo che in tempo di guerra non si trovasse, per obblighi cli leva, de:;tinato al servizio dello Stato nei ruoli della marina militare. L'foO'hilterra non avendo arruolamenti fissi e obbligatori, fino dal 1857 sulla b:=tse volontaria organ izzò questo personale di difesa delle coste c·on il titolo cli 1·tservci na·vale, chiamando a comporlo i marinai che costit.uiscono il personale delle guardi e doganali maritti me, e i volontari presi dai marinai addetti alla navigazione di cabotaggio o dai pescatori della costa. Fino da an.tichi tempi la Francia ha posseduto 11n personale destinato alla guardia e alla. difesa del litorale . Il comandante della marina francese, G11ivel, nel suo libro la· Giiene des cotes, pubbli-. calo nel 11861:, consacra un apposito capitolo per descrivere le sue- . cessive fasi alle quali andò .soggetta questa istituzione. li personale cli difesa delle coste in Svezia trovasi organizzato stabilmente con un corpo di ufficiali e cli sottufficiali. ' Noi non abbiamo peranco un ordinamento speciale per questo servizio. La nostra legge snlla leva di mare ha sempre ammesso l'obbliO'atorietà del sen rizio mil itare per tutti i cittadini che esercio . . tano arti e professioni marittime, e questo obbli go era sancito quando ancora non si pensava neppure a sollevare la.questionè dell'obbligo al servizio di terra per la generalità dei cittadini.del regno . Senonché nella marina l'obbligo di servizio si riduce alle esigenze esclusive della marina militare, cioè armamento del naviglio, servizio nelle sedi dei dipartimenti marittimi, senrizio negl i arsenali . Per fortuna d' ILalia, la nostra iscrizione marittima è ricca cli per1
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sonale, per guisa che il richiamo delle sole classi di leva sotto le armi produce già una esuberanza di personale per i predetti bisogni della màrina. Senonchè la legge sulla leva di terra trovasi oggidì cambiata da quanto era alcuni anni addietro: l'obbligo al servizio dello Stato oltrechè Assere comune a tuttì i cittadini del regno determina puranco la classificazione di questi in varie categorie e in differenti specie di milizie. Egli è perciò che là marina ha riconoscitita la necessità di modi ficare anch'essa la sua legge di leva analogamente a quanto si è fatto per l'esercito, tenendo però conto della div,ersità e specialità di servizio. Una apposita commissione sta ora esaminando le Yarianti che possono portarsi nella legge di leva marittima. E quesle modificaz ioni, venendo attuate, potranno permettere di organizzare un personale più specialmente incaricato della difesa litoranea sulla base la meglio adatta per questo scopo, quella cioè degli inscri tti marittimi che in tempo di guerra, non fossero uti lizzabili nè per gli armamenti navali, nè per i lavori !)egli arsenal i. Parlando del naviglio speciàle per la difesa ravvjci nata dell e coste, feci anche cenno delle to'rpedim,ie1·e. Questo genere di navi, capaci a produrre ·ell'etti terribili, può non solo adoperarsi dalla difesa ma benanco dall'offesa. Ora è natui'ale èhe, esclusi i mezzi insidiosi , contro i quali non vi possono essere se non le attente precauzioni e le Yigili pre:veggenze, l'impiego delle torpediniere sarà fatto di nottetempo. Uno dei modi per gararitil'si contro questi tentativi si è quello della luce {elettrica che, per mezzo di appareochi adatti e combinati opportunamente, possa proiettare il cono luminoso in tutte le direzioni durante brevissimo tempo. Si è questo un modo di difesa ch'enon deve essere trascurato per i porti ove trovansi gli stabilimenti marittimi dello Stato, o dove possono ancorare le navi della flotta. Anche pe1; i grandi porti di commercio, nei quali trovansi all'ancoraggio numerose .navi mer~anti li, la.l uce elettrica può impedire che avvenga nei medesimi qualche grave disastro per causa delle torpedini mobili che vi fosse ro slanciate. I vari mezzi fìn qui accennati provvedono e concorrono insieme a rendere più garantita la difesa delle coste. La loro app licazione · dipende naturalmente dalle condizioni speciali dei vari litorali. Esistono alcune coste che per la loro parlicolare natura possono mettere in opera alcuni soltanto di quegli espedienti i quali sono
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intesi a provvedere alla difesa: per altre invece può manifestarsi la .neéessità d'i impiegarli tutti. Ma sieno applicati per int'iero·,o in parte, havvi però in ogni caso una questione importantissima ancora da risoh•ersi: quella cioè che concerne l'autorità superiore alla quale debbano spettare la direzione, l'impiego e-il comando di tutti questi mezzi ùifensivi. È questo un argomento della massima importanza, che vuole essere esaminato sotto il pnnto cli vista della· trasformazione subìLa oggidì nella qualità dei mezzi adoper~li per la di fesa, nel modo di impiegarli , nella importanza delle disposizioni e nella necessità clii combinare l'azione difensiva tra forze militari le quali dipendono da due differenti Ministeri . La questione -deve essere risolta n'el solo e vero interesse della difesa, all'infuori di qualsiasi suscettibilitit. Pr<3sso alcune potenze marittime, come l'Inghilterra, la sol uzione cli questo argomento venne decisa in modo chiaro e assoluto, affidando alla marina l'intiera difesa delle coste tanto in tempo di pace quanto in circostanze.di guerta. In altri paesi, come in Francia, il comando di questa difesa trovasi regolato diversamente secondochè lo Stato è in pace o in guerra, secondochè si tratti di porti militari o di porti e rade che non abbiano stabilimenti marittimi, secondochè le batterie abbiano dominio sul mare o nell'interno dei porti. Presso di noi la sicurezza e la difesa clei porti e del le coste, per ciò che ri guarda là pcwte marittùna clella clife~a è affida,ta ai coman~ danti in capo dei dipartimenti marittimi nella cui giurisdizione si trovano i porti e le coc;te. Queste norme stanno scritte nei regolamenti nosti·i marittimi, ma non panni che vengano applicate non µarmi che potrebbero essere osservate. E inv~ro la difesa di Geno'va · dovrebbe dipendere dal comando della Spezia, giacchè Genova è inclLtsa nella circoscrizione assegnata al 11° di partiinento marittimo: la difesa di Ancona spetterebbe al comando del 3° dipartimento : quella di Messina al comando maritti mo cli Napoli. • Ora io non credo che i comandanti cli Spezia, di Venezia, di Napoli si. occupino mai cli ciò che concerne la difesa, neppure . marittima, nè di Genova, nè di Ancona, riè cli Messina. Né sembrami buon sistema quello di cambiare nel momento del bisogno il comando, affidandolo proprio in circost:anze cli guerra a ch i non se ne sia mai occupato fino allora.
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Non mi nascondo che la questione non è molto facile n riso!versi, non per motivi di rivalilà, ma perchè es~a è assai compli cala per se stessa. ì\fa appunto per quesJ,e difficoltà occorre venga defin ita innanzi che si presenti l'occasione di aLtuarn le esistenti disposizi oni che a mio giudicio non sono però le migl iori nell'interesse dell'uni Là. di comando. Se è sempre necessario evitareconfiitti e confusione di attribuzioni tra autorità che devono impiegare, a uno scopo comun e, le forze differenti clelle4ua li dispongono , questa necessità di venta imperiosa allorchè si tratla di una eventualit.à di guerra, poichè in tale caso una disposizione non bene definita, un mal inteso, un conflitto nelle autorità, posspno essere sorgenti di gravissirn·e conseguenze. La Giunta parlamentare che nel 11873 riferi va sul progetto di legge per i lavori di difesa generale del nostt·o paese raccomandava alla flltenzione dei )l inistri della guerra e della marina questo argomento che riguarda il comando supremo dell a difesa delle costo. Da quell'epoca venne infatti eseguito qualche studi o in proposito, ma senza che po i venisse concretala alcuna decisione. Lo ripeto: la queslione è ardua, complicala, e se vuolsi anche d.elicata: ma appunto per queste ragioni bisogna studiarla con calma. e risolverla duranLe il tempo nel qualesi ha la coQiod ità di ponderarla senza essere sospinti dal bisogno urgente di provvedere dinnanzi a una èornplicazione, dinnanzi a una .evenienza di guerra. l?ino a qui ho indicali i mezzi di difesa per le coste: bisogna ora vedere sesia cosa necessaria l'adottarli. Epperciò reputo indispensabil e esaminare quali sieno le oflèse che i l neniico piiò compiere siil litorale e contro le coste.
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VII . • Avec la marin e à vapeur, la guerre • d'agrossìon la plus au,Jacìenso es t per• mise sur mer. Nous sommes st\rs de < nos actions. Le lemps, le venl, les ma" rées, ne nous inquièterons plus. Nous « calculons à jour o~ heure fìxes. - En • cas do guerre continentale, les div1.1r" sions les plus ino ttendues sont possi.. bles. On transponerà eo quclques heu« res dcs armées . .. . ». L" P nrNCE DF. Jo1Mv11.Le.
Duran ~e l'epoca nella quale i movimenti delle navi dipendevano dalla forza muscolare degli uomini , o piu tardi dall'azione incerta e capricciosa del vento, le offese marillime contro le coste erario circoscritle in li miti ristretti; erano di importanza piuttosto seconda ria. Brevi atlaochi contro le batteri e che servivano a difesa del liLorale: qualche sbarco effettuato con le sole forze che costituivano l'equipaggio dell e navi: il blocco alle ci ltà maritLime fo rti ficale: i bombardamenti o la minaccia cli questi alle città aperte e indifese per averne il contributo di guerra, el'ano, in tesi generale, le ordi~arie offese contro le costenemiche. Ciò non pertanto, anch.e nelle epoche precedenti alla introduzione della forza rnoLl'i ce del vapore, si hanno esempi di operazioni mari ttime di molla importanza effettuate tal une, altre ideate, con naY i a remi o con navi mosse escl~sivamente dal veni.o. Senonché il vapore applicalo alla locomozione del le n.avi cambiò inlieràmente il sistema e l'importanza delleofTese marittime contro le coste. In oggi è possi bile alle squa~lre tentare quelle . operazioni che un tempo nemn1eno si sospçillava potessero concepirsi. Le grandi velocità delle quali oggi dispongono le navi, possono nasconderne i movimenti e lo scopo anche alle più atl.enti e vigili esplorazioni. Mercè le Mv i a vapore il mat·e è dive1rnto una sicura base di operazione, locchè non succedeva con quelle a vela: mercè le odierne
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corazzate, capaci di grandi velocità, munite di difese contro l'urto dei proiettili e contro gli effetti delle torpedini , armate di potenti artiglierie, divengono più facil i, più pronte, più inattese, più frequenti le offese del nemico contro il litorale, di quanto poteva temersi in passato, allorchè queste offese erano diffic ilmente eseguite o minacciate da singole navi, le quali ad ogni modo non rappresentavano, prese isolatamente, quella forza, e quindi quella ~.fficacia di offesa, che in oggi può da sola rappresentare una nave distaccata dal nerbo delle forze principali della floUa nemica. Màle si appongono a.dunque coloro i quali limitando le offese nemiche contro il litorale al solo caso delle invasioni, credono, per le diaìcoltà inerenti sempre a consimili operazioni, di non avere troppo da temere per le frontiere marittime dello Stato. Ess i non riflettono quale forza e quale potenza stieno oggidì concentrate in una sola nave nemica: non pensano alla completa libertà. cli azione delle moderne navi corazzate, alla moltiplicità delle offese, · alla simultaneità loro in diversi punti del litorale. Nel ·breve voigere di un decennio abbiamo avuto in Europa due grandi guerre, quella franco germanica del 1870 e .'I87 1: quella turco-russa del 11877. A.rnbedue queste guerre, sebbene combattute tra potenze che avevano frontiere marittime e forze navali, non presentano operazioni mili tari che possono prendersi a esempio nel trattare la difesa delle coste. Anzi quelle due gi1erre ve1igono ·piuttosto citate come argomento per dimostrare, da un lato la poca entità. delle offese contro )e coste, e dall'altro, quale conseguenza de!Ja prima dedL1zione, la poca importanza che banno attualmente le flotte. La questione presenta abbastanza interesse è gravità per non fermarvisi sopra brevemente. Ormai tL1tti possono sapere, come all'aprirsi delle ostili t~ tra la Francia e la, Prus$ia, si preparasse una operazione di sbarco sulle coste della Germania, con lo scopo appunto di una importante di versione nell'obbiettivo principale dell'esercito tedesco. A prevenire questa op~razione, la Prussia aveva distaccato un forte corpo di osservazione sulle:coste del Mare del Nord e del Baltico. f progetti della Francia non vennero messi ad effetto per due motivi. Le vittorie Prussiane cioè, che si succedevano per CO$Ì dire con vertiginosa rapidiHt, e la importanza. loro che non lasciarono cer-
tamenle alla Francia il tempo per accingersi a una operazione d'in-· vasione del territori? germanico dalla parte di mare. Gli eserciti Tedeschi avevano invece penetrato prontamente nel territorio della Francia; e quando si ha il propri o paese invaso dal nemico è ben difficile che si possa d_etrarre dalla propria difesa un nerbo sufficiente di forze attive per invadere il territorio altrui . Nè ciò basta: i documenti ufficiali pubblicati sulla guerra. del 1870 dimostrano come la marina francese non si trovasse preparata· abbastanza per compiere operazi·oni così ardite e compl icate, come sono quelle che · hanno per iscopo le grandi invasioni dal litorale. Andata a vuoto l'operazione di sbarco sulle coste germaniche, la marina francese così potente e per se stessa e relativamente a quella dell'avversario: la marina francese così valorosa., cosi a.o-auerrita Ov ' così saldamente organizzata, cotiie lo dimostrò nel suo concorso all'assedio di Parigi : la marina. francese, si di ce, nulla ha fatt o, conti·o _le . coste del nemico. Essa si è limitata a un'operazione in grata di blocco. Parimenti la fi,'otta germanica nulla fece per impe-dire questo blocco. Si .giunge quasi ~11la conseguenza. di trovare superflua per quei due Stati la istituzione delle loro marine, <lacchè al momento' del bisogno quelle flotte non riuscirono di alcuna utit.iLa. lnqanzi però di venire a. una conseguenza cosi radical'e, bisognerebbeesaminarela ipotesi cli ciò che sarebbe avvenuto o che avrebbe·. potuto avvenire se l'tma o l'allra delle due potenze belligeranti fosse stata senza marina. Senonchè i pochi risultati sul rnare, raggiunti da ambedue le forze navali 'degli Stati che erano in guerra l,ril loro; devonsi essenzialmente ricercare dietro un altro ordine di considerazioni pratiche, effettive, real i: nella composizione cioè, cfoll e lor·o . rispeuive flotte e nell e condizioni idrografiche delle coste Germaniche. Tutte due quelle J1Hlrine infatti manca:vano cli navi apposite, l'una per operare sulle coste germaniche : l'altra per impedire la sola operazione che ha eseguito il nemico, il blocco. La guerra del 1877 tra la Russia e la Turchia fu eseguita è vero tra due potenze marittin1e: però una di queste, la Russia, si trovava senza !lotta ne1 mar Nero, 11è le era permesso farvi penetrare la ffotta del Baltico, senza venire a nna complicazione con altre potenze europee, complicazione che la Russia desiderava e aveva
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tutto l'interesse di evitare. Qualche operazione di guerra navale nullameno ebbe pur luogo, e non senza effetto e non senza merito, da parte dei Russj. Non è questo il luogo di descri,,erle: ho dovuto solo fa r cenno dèlle circostanze eccezionali di quella guen a, perchè ri sulti quanto erroneo sarebbe il concetto che, dalla mancanza di operazioni marittime in quella occasione, si ,,olosse trarre per far credere come in oggi manchino le circostanze per adoperare le Jlolte, e quindi le occasioni per temerne le offese sul proprio ·litorale. La guerra accanita che si combatto .attualmeJ1te nell'America me~· ridionale potrebbe del resto invocarsi per dedurre invece conseguenze del lutto opposte. D'altra parte quando il quesito si concreta e se ne propone la soluzione per il nostro paese, non havvi più luogo a dubbii sulla possibilità e sulla efficacia delle offese nemiche contro il nostro litora_le. È superfluo, a mio credere, per lo ·scopo di questo studio, esaminare in deLtaglio e particolareggiare il genere delle offese nen1iche in base al grado di forza navale dell o quali possono disporre le varie potenze: come del pari mi sembrerebbe ozioso entrare in una minuta descrizione del modo, dei mezzi e dei sistemi che potranno essere adoperati dal nemico contro le nostre fronti ere cli mare. Reputo invece metodo migliore quello di accennare al genere dell e varie offese nemiche, prescindendo dal farne una classificazione per vedere quali si eseguiranno prima, quali dopo, quali sirnultaneamente. Le offese contro le coste, per essere specifi ca te a seconda del vario loro grado di importanza e dei loro efl'etti, dovrebbero venire concretate e esaminate parzialmente nelle varie ipotesi che può presentare una guerra tra due Stati. Ora un tale esame è certamente estraneo al soggetto che sto qui trattando e allo scopo ch e mi sono proposto scrivendo queste considerazioni sull 'argomento troppo importante per noi : la difesa delle coste. · Le varie operazioni che si possono tentare con tro una frontiera marittima sono : 1° gli sbarchi; 2° i bombardamenti delle cillà marillinie· ' 3° gli attacchi contro gli stabili menti navali o contro le piazze forti e le opere di difesa ; ·
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4° gli assedii marittimi e il blocco; 5° le entrate di viva forza conlrò i passaggi fortificati. Esaminerò partitamente ciascuna di queste operazioni di guerra, maritti ma . • IO Degli sbarchi.
La trasforrnazione · nel materiale navale : le necessi tit e i bisogni di un ese1·cito invadente: le facili comunicazioni per mezzo di ferrovie: la natura stessa delle guerre moderne - hanno tolto oggicli qualsiasi importanza a quegli sbarchi che si eseguivano in passato per mezzo di truppe leggiere, intesi a azioni parziali cli secondaria importanza, di nessuna efficacia sull'esito decisivo della campagna mili tare. Ma le nuove esigenze della guerra, i nuovi mezzi marittimi, Je nuove vie di comuniçazioni rapide, se tolsero ogni enti tà all e antiche operazion i di sbarco, resero invece possibili quegli , sbarchi che sono rivolti a uno scopo di invasione e che perciò acquistan_o grande importanza e possono produrre eJTeui decisivi. Oggidì con uno sbarco· non si ha pi ù in pensiero cli impadronirsi di qua lcuna cli quelle nu1herose batterie di costa che stavano in addietro clissemin~te sul litonile, o che dopo essere state ridotte al silenzio o distrutte, permettevano alle navi atl11.ccanti di riprendere · le truppe sbarcate e allontanarsi senz'altro dal litorale. Oo-o-idì gli 1'0 sbarchi hanno invece per iscopo di mettere a terra sul territorio nemico in ti ori corpi di esercito, alti a sostenersi e operare nel paese ove sbarcarono . Questo genere di operazione sebbene esiga molti mezzi e la combinozione di vari o circostan ze, ciò non pertanto è eseguibile e quindi bisogD:a temerne e valutarne le conseguenze. Questa operazione di guerra, questa offesa che può essere minac. ciatct a uno Stato dal lato delle sue coste è argomento di rifl essioni e di studio presso Lutti i paesi che hrwno una fro.11Liera marittima. Dalla guerra cli Troja, nella quale si ha la prima operazione di sbarco, fino alla guerra di Crimea, nella quale si fece la più grandiosa e strnorclinaria opemzione di questo geneL'e, si' hanno esempi i i quali di mostrano che in ogni epoca, perfi no quando l'arte del na,igare trova vasi ancora nella sua prima infanzia, si esegui.ano per •
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mare trasporti di truppe in numeto rilevante e si -facevano sbarchi sul territorio nemico. Talunè conquiste dei Romani , le invasioni dei Sassoni e de} D;tnesi in InglÌil terra, le imprese dei Crociati, la spedizione di Eduardo III d'Inghilterra con 3.2,000 uomini sulle coste di Normandia, la discesa dei Francesi in Inghilterra nel ,1437 l'impresa di Carlo Quinto contro Tunisi nel Hi35 con 30,000 uo~ mini imbarcati sopra 500 navi da trasporto, le varie spedizioni marittime dei Ven eiiani nelle continue loro guerre, la presa di Rodi per ·parte di Soli man I nel 1552 alla testa fli 1120,000 uomini, e quella di Canea nel ,J6tl,5 con 55,0.00 combattenti e 350 galere; lo sbarco ,di Gustavo Adolfo in Pomèrania nel 11630 con 1L8,000 uomini: · quello di ts0,000 Turc~hi nell'isola di Candia (11667); il progetto d'invasione dell'Inghilterra concepito da Luigi XIV con 30,000 uomini disposti sopra 500 navi da trasporto, andato a vuoLo per la battaglia navale del 29 mag~io 1692 ' che la storia reaistra con w,, "il nome di disastro de la F.Tog-iM; l'i nvasione della Danimarca per opera di Ca.rio XII nel '1700 impiegando a tale uopo .200 navi .e 20,000 soldati ; le varie operazioni della Francia e dell' Inghilterra contro le col@nie; l'altro progetto di invadere l'Inghillena nel '1779 dalle coste ,~1ella Bretagna e della Normandia con 40,000 uomini e 300 na:vi da trasporro, che anch e allora inu-tilmente stavano .attendendo i risultati della grande flotta di D'Orvilliers: sono altrettanti esempi di operazioni da sbarco effettuate o combinate dai tempi antichi fino all'epoca della Rivoluzione fra ncese dello scorso · secolo, allorchè i mezzi dei trasporti @wittimi erano così imperfetti, allorché il tragitto per mare presentava tanti inconvenienti per un corpo di spedizione e rich iedeva tanto tempo per essere effettuato. Vari esempi di operazioni di sbarçhi si trovano durante le guerre dell'epoca napoleonica : tra questi meritario speciale attenzione, per la loro imporLanza, la spedizione di napoleone in Egitto nel 098 çon 32,300 uomini e 680 cavalli, eseguita da 232 navi da trasporto sostenute dalla squadra di ,13 vascélli, 9 fregate e 1 1 navi minot·i; lo sbarco di 118,000 Inglesi nel "180 11 a Aboukir sotto il comando del generale Abercromby; il progetto grandioso di -Napoleone per invadere, prima nel 1797 poi nel 18011, l'Inghilterra con 1150,000 uomini che dal ca1bpo di Boulogne dovevano passare • la Manica sopra 2,300 scialuppe; la spedizione, infine, ·dell'Inghilterra contro il Portogallo nel '1808 con 3;f ,000 soldati. 1
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Nella guerra turco-russa del ,1829, nella quale la Russia aveva una marina sul mar Nero, trovansi molte e varie operazioni di sbarco. Nel 11830 fu compiuta la spedizione di Algeri da parte della Francia per mezzo di un corpo d'esercito, forte di ·35,000 uomini, 4,000 cavall i e 100 pezzi cli artiglieria. Il convoglio di sbarco -componeva.si di 377 navi-trasporto e 230 batLelli: era scortato dalla flo tta dell'ammiraglio Duperré, di 11O vascelli, 24 fregate e 70 navi minori. Per causa di un errore materiale nell'ordine trasmesso a Toulon, Ancona si vide, in luogo di Civitavecchia, sbarcare nel suo porto, il 23 febb raio 1832, la divisione francese destinala a portare aiuto al.papato contro i ri·vol1.1,ziona1r·ii delle Romagne. Ma se in quella circostanza Civilavecchia non fn visitata dalle armi francesi, lo fu qualche anno dopo, tanto nel ,J 849, quanto nel 1867. E nel ,t 849 non furono solamente i so ldati della repubblica frantese che sbarcarono nella nostra penisola, benanco quelli della Spagna, per cui rimane storico il nome cli I<'iumicino. Sebbene sia ormai passato hn quarto di secolo dacchè compievasi io sbarco degli alleati in Crimea, pure questo avvenimento, per le importanti. sùe conseguenze nella nostra storia patria, è così noto a noi Italia~i, o per ricordo, o per ttaclizione, che sarebbe forse super.fluo rammentarlo. Senonché volendo climostrai;e come in tutte le epoche si sieno eseguite operazioni cli sbarco, occorre ne faccia tenno, in vista cleila sua straordinaria importanza come operazione militare-marittima di guerra. Con ,J06 navi da Varna in Crimea furono trasportati contemporaneamente 57,500 uomini, 6,000 cavalli, 2.,1 batterie di campagna, un parco d'assedio , munizioni e viveri per più di un mese. Mercè le navi a ·vapore il convoglio ha potuto rimanere riunito per una intera settimana di navigazione. Tutte le spedizioni pei· le guerre del Paranà, di Corea, della Cocincina, per la campag·na del :Messico, per l'Abissinia ; tutti i continui invii di truppe inglesi alle Indie, al Capo, so110 esempi della possibilità cli trasporlare un numero considerevole di truppe anche per lunghe traversate in mari lontani , in spiaggie inospitali e·senza risorse. Ravvi in Europa una nazione for te e agguerrita per mare, la prima potenzfl marittima del mondo - paese esclusivn.mente insulare - che quindi nuila deve temere dal lato di terra, ma soltanto
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da parte delle sue frontiere marittime. Questo paese pl'ivileg.iato, l'Inghiltel'ra, in· virtù della sua poten~e forza marittima potrebbe sentir:;i sicura d<]. qualunque ofi'esa esterna: eppuee non vi .è fol'se Stato in Europà che più dell'Inghi lterra si · preoccupi di tutte le eventualità di queste offese marittime e continuamente abbia allo studio la questione di una invasione nemica sulle sue coste. Egli è che quel paese eminentemente marittimo se comprende Qhe una grande operazione di sbarco non è una cosa facile e semplice, è pure una offesa cl1e approfi Ltando di ierte eventhal iLà può compiersi più presto che forse non si supponga, in ispecie quando è breve In. distanza che deve attraversare il convoglio che conduce le truppe da sbarco . Con le navi a vapore si può eseguire uno sbarco tanto entrando in un porlo, quanto sopra una spiaggia aperta. Facilitati sono attualmente i mezzi per pol'lare le truppe dalla nave a terra, mediante le zattere da sbarco e le scialuppe a vapore. I progressi della idrografia hanno fornito le migliori e più esatte indicazioni sull e coste di qualsiasi paese._Tuttociò permette che lo sbarco si effettui in breve periodo di tempo . l Francesi sbarcarono tutte le loro truppe per la spedizione di Algeri, in poche ore durante la notte dal ·I3 al 114_giugno 11830. Alcune ore so ltanto bastarono agl i all eati in Crimea per mettere a terra tre divi6ioni francesi, due inglesi e Ml bocche a fuoco montate. Riflettendo sopra questo fat.lo il Brialmont dice: « Cette opération, sa.ns précédent dans l'histoire, a « proLlVé que, par un bon temps, il est possible de débarquer sui« une plage ,J 5,000 hommes par heure ». E la possibilità cli approdo a qualunque spiaggia, in qualunque seno o rada, rende più temibile lo sbarco, poiché rimane incerto il sito ove lo si intenda effettuare; nè la località dello sbarco può così facilmente desumersi dalla direzione che prende il convoglio a vapore, potendo far rotta per un punto qualu_nque, eppoi nel la notte deviare d~lla pt·imitiva direzione e mettere a terra le truppe da sbarco ove meno si poteva sospettare. · L'appli cazione della forza motrice del vapore alle navi come ha mnta,to il materiale navale· di guerra, così ha operato una completa rivoluzione irr quello della marina mercantile. Per quanto a ritento siasi in quqlche paese proceduto a, questa trasformazione, ciò non perlanto tutti gli Stati marittimi posseggono oggidì un certo numero
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di piroscafi commerciali da potere utilmente impiegare in guerra per uso di trasporti. Questo materiale composto di ampii e comodi pi1:oscafi, offre un mezzo potente per compiere le operazioni di sbarco, rappresentando così una forza. ausiliaria al naviglio di guerra. Quantunque l'azione delle flotte si manifesti evidente e principale per mandare a vuoto i tentativi di invasione dal litorale, non bisogna però credere che questo fatto rappresenti ima operazione facile: non bisogna però accettare come esatta la esagerazione che una nave corazzata possabastareper impedire uno sbarco. Sele truppe che si vogliono mettere a terra venissero attraverso li mare con le sole navi da trasporto, egli è certo che basterebbe una corazzata per mandare a vuoto consimile impresa. Ma ciò non succede : il convoglio di trasporto trovasi sempre scortato da una forte squadra, epperciò una sola corazzata, per quanto la si voglia -potente, correrà invece il rischio di essere affondata, anziché affondare gli altri . È quindi evidente che ad attaccare la sq~adra di scorta del convoglio andrà un'altra intiera squadra: e questa sarà forse una delle poche occasioni nelle quali potrà impegnarsi un combattimento tra due flotte coraz-. zate. Vi sarii adunque una battaglia navale, dalle cui sorti dipenderà l'esito dello sbarco: ciò è naturale, ciò è evidente, ben inteso considerando l'ipotesi nel n1odo che la ho posta. Senonchè potrà dirsi da qualcuno che indipendentemente dall'esito della lotta tra le due_ squadre, una, corazzata potrà sempre trovare modo per cacciarsi in mezzo al convogl io e portarvi la distruzione o almeno lo scompiglio.Non nego che un ardito comandante possa compiere quest'atto lasciare cioè in disparte le navi corazzate nemiche e risolutamente gittarsi sul con~oglio dell e truppe - potrà colare a picco uno o due trasporti, ma è certo che non arriverà à compiere il terzo urto, senza trovarsi, impegnato con almeno una delle corazzate nemiche. Questa ipotesi si fonda naturalmente sulla. circostama che le due squadre non si trovino con una disparità di forza talmente grande da impedire alla squadra di scorta qualsiasi possibilità di distaccare una nave per correre sopra di quella che intendesse scomporre il convoglio. Se tali fossero le condizioni relative delle due flotte, non havvi dubbio che lo sbarco non potrà più eITettua.rsi. Ma non è sopra combinazioni così anormali e improbabili che si ,1,bbia a ANNO XXV, VOI,. lV.
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fondare un ragionamento . Egli è invece più ammissibile che la squadra di sco·rta sia più numerosa dell'alt.ra, appunto perchè essa ba due scopi da raggiungere - combaLtere la flotta nemica, condurre ad eJTet.to la operazione di sbarco. Parimenti è certo che all'avvicinarsi del nemico, le navi del convogli o si separeranno correndo in direzioni diverse. La perdita di uno o due trasporti che fossero colaLi a picco duranLe la battaglia, non è bastante per mandare a vuoto Lulla l'operazione, purchè nel comporre il convoglio di lraspor'Lo sieno slale osservale le norme le più elementari, richieste per consim ili operazioni. Qualora non si abbia comm11sso l'errore di mettere sopra una so la nave tuttoeiò che costituisce una specia li tà nella composizion e del corpo spedizionario, sia in 1Mmini, sia nelle armi, sia nei materiali o negli approvvigionamenti, le suddette perdile, per quanto sicno gravi, non hanno l'importanza di obbligare la spedizione a Lornare iudietro . Questa invece potrà rimanere compromessa se u11:1 dell e navi affo1iclaLe contenesse una in ti era spec ialità elci corpo d' esercito, o se per la. sua straordinnria ampiezza portasse da sè una par'l.e 0onsidercvole degli uom ini o del material e che si deve sbarcare. Senonchè è sempre possibi le che la propria flotta incontri quella avversaria che conduce le !,ruppe da sbarco, e qui nd i sia nel caso di contrastare l'invasione nemica? Quando si esaminano le ipotc,;i di certe eventualità in questioni m.ililari, non è pruden te basare le proprie considerazion i sugl i errori che potrebbero commetters i dall'avversario . Fa d'uopo, per l'opposto, ritenere che il nemico segua qu.ei dcLl.ami dell 'arte del la guerra, sia terrestre, sia marittima, i quali rappresentano i veri principi i per condurre a buon termine qualunque operazione mi li1,are. N0n ò ammissibile infatti che il nem ico imprenda una spedizione di sbarco, senza primit essere sicuro della Houa avversaria, sia avendo ri chiamf.lto la sua az ione sopra un punto lon tano da quell o che si è prescelto per lo sbarco, sia a\'endola bloccala. Ciò era ne. ce.ssario con le marine a vela: ciò è divenuto assolutamente indispensabile con le marine a vapore. La spedizione di Egitto nel 1798 fu compiuta per verità, senza seguire queste norme: ma a que,l l'cpocanon vi era il telegrafo: non vi erano i semafori - si navigarn a ,eia - le navi non erano padrone dei proprii movimenti - il venLo signoreggiava sul mare, avvicinando o all onLa-
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nanclo le Ootte nvversarie a suo capriccio. Però Napoleone, a bordo dell 'Orient, riflettendo sulla eventun.1ità di un incontro con la squadra di Nelson, e alle inevitabili sue conseguenze, pronunciava quel ie fatidich e parolo: « O fortime 111,'a~CJ;n~onr".er~'is-t1il » - E la fortuna non abbandonò in quel Lrag1LL0 11 vmc1tore delle campagne d' flalia I Tutto gli riuscì a favore: i.l ve.nto, che p~rmis~ alla squadra francese cli discendere sicura per il Tll'reno-l'1mpaz1enza di Nelson che giunto a Alessandria tre giorni prima della squadra francese, tronla quella spiaggia deserta cli navi , la abbandonava per correre altrove in traccia della flotta francese- la nebbia, che coprì il Mecli.l.crraneo per più ore in quel punto preciso ove le due squadre avrebbero pure clornlo incontrarsi . Ma non è sulla propria stella e su lla propria for tuna, che si debba contare nell'intraprendere una operazione importante cli guerra, quale si è uno sbarco . Egli è quindi certo che prima di in traprenderlo, il nemico si assicurerà. dell a squadrn avversaria. Ora disponendo di una fo rte marina si ha un primo mezzo efficace per mandare a vuoto una invasione; ma ciò non ha.sta. Anche qui si presenta la necessità di combinare le operazioni delle flotte con la difesa litoranea onde così completa.re la Yera difesa marittima del paese. Le fortifìcazioni cli taluni punLi della costa, in vista delle eventualità cli uno sbarco, si presentano necessarie: alcune cli questo opere difensive devono essere erette in quei punti del li to rale ove maggiori si presentano queste probabilità, <,ode così Lratlenere il corpo di spedizione finchè giungono i soccorsi o da t.erra o da ma.re: altre opere di difesa devono servi re a protezione sicura dei porti che trovansi in vicinanza delle località più adatte per es~guirvi uno sbarco, allo scopo di offrire rifngio al naviglio speciale che rappresenta la difesa ravvicinata dell e coslc, e che è il più atto e il più utile per sorprendere il nemico e auaccarlo nel momento appunto in cui si accingesse a sbarca.re il corpo cli spedizione .
2 ° Dei bom,banlcwienti. Le grandi città che sono in riva al mar:e - i centri principali del movimento commerciale dello Stato - le località. ove si trovano gli stabilimenti industriali - le piaz7.e forti marittime, - i porti che contengono gli arsenali e i fabbr icati marittimi dello Stato - sono
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tulte posizioni le quali vanno soggette a essere bombardate da una squadra nemica. Le convenzioni e i trattati internazionali rispettano veramente le città marittime indifese, mancanti così di qualunque pretesto per ~rna offesa. nemica: ma non sempre le conYenzioni si rispettano. Le necessità stesse della guerra ben di sovente ~on lo permettono, e i principii umanitari che così di frequente si mvocano allorchè si discute teoricamente, all'atto pratico veno- 0110 dimenticati e manomessi . . Se in passalo, con le navi a vela, con aniglierie di po~a. portata, 1 bombardamenti in ultima analisi riuscivano più ad e[elto mora.le che non a daimo effettivo, oggi la questione è radicalmente mutata. Cannoni di grandi portate che lanciano proieltili di peso straordinario, ~olloca.t! sopra nav,i. corazzate a vapore, le quali possono mettersi alla distanza la pm favorevole, e rimanervi ferme, se ciò con_viene loro, o muoversi se così riesce più opportuno per ·1e medesime - rendono gli effetti di un bombardamento disastrosi , terribili, perchè efftcaci. Per mezzo di tiri ricurvi una nave può sempre ra.o-o·iun o·ere il fa bbri.catodi una città odi uno stab ilimento navale, ~;nendosi a distanza tale dai forti di terra da essere sicura di non venire danneggiata dai colpi che potessero anche arrivare ai suoi fhnch i. . _Per evitare ~drmqt~e i danni di un bombarda.mento, le opere di chfesa devono trovarsi molto staccate dai punti che si vogliono presen•are: diversamente riescono inefficaci. L'ampio bersaglio che presenta una città può sempre essere colpito da una nave: i forti da. terra non hùnno che beq poca probabilità, in questo caso , di colpire un bersaglio così limitato. e così mobile come è quell o di una nave. E le probabilità di un Lomb,trclamcnto diventano 00-0-idì . . 1 . c>e ma.ggwr, e 1e m p~ssato, atteso quel ~a viglio speciale che serve appt~~~o ~llo sco~o d1 bombardare le piazze forti ;marittime, o i porti mil~ta.r,, o le c1Uà che trovans i difese da qualche opera di fortificaz10ne. ' T. bombardamenti di Algeri nel 11682 - di Genova nel ,1684 di Tripoli nel ,1728 - di. Copenbagen nel 1807 - di Danz ica nel ,J 84 3 - di San Giovanni d'Acri nel 11840 - di Tanaeri cli Mogador, di Vera Cruz - quello cli Venezia nel 1849 ~ di Sebastopoli nella guerra. di Crimea - di Gaeta nel ,1860: e)
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sono altrettanti esempi di bombardamenti contro piazze forti marittime o contro città difese da opere di fortificazione. Anche recentemente, durante la guerra tra il Perù e il Chilì, venne bombardata per una intera settimana, nell'ottobre dello scorso anno, la città fortificala di Arica, da due rnwi chilene a una distanza considerevole che variava tra i 5 e i 7 chi lometri. Afilnchè un porto possa oggidì chiamarsi una vera fortezza. marittima, è necessario che olll'e a trovarsi convenienlemenLe munito con opere di fortificazione, abbia benanco tutti quei mezzi di difesa che lo rendono atto a resistere alle va.rie offese che provengono dal mare. È adunque da supporsi che queste fortezze marittime trovino nelle proprie ri sorse il modo per rendere meno efficaci gli effetti di un bomba.rdamento, e anche per impedirli o farli cesiìa.re se fossero cominciati. Ma questo genere di offesa marittima non può essere evi tata contro le città mari ltime indifese, contro quei porti che si chiama.po aperti , qualora il nemico lo tentasse, sia per esercì tare una rappresaglia, sia per imporvi nna tassa di guerra. Le città di commercio, quando non abbiano una. vera i·mportanza nel sist?ma generale d\ difesa dello Stato, è meglio sieno lasciate senza alcuna fortificazi dne, poichè queste mutano subito il carattere del porto . commerciale aperto, in quello di un porto difeso. In allora se le fortifìcazioni sono di qualche entifa si moltipliclrnrebbero oltre misura. le fortezze sulle coste con sperpero delle forze attive dello Stato; o se le difese sono poco valide non si raggiungerebbe più lo scopo, anzi si richiamerebbe sopra quei punti l'attenzione della flotta nemica, giustificando così. quegli attacchi o quel bombardamento che si aveva il proposito di evitare. Consimili operazioni di offesa contro le città aperte non si possono adunque impedire se non provvedendo convenientemente alla difesa del litorale e medianLe una. marina, proporzionata alle esigenze di questa difesa. 3° Attacchi contro i forti di mar~.
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Parlando della necessità di fortificare le coste per mezzo di opere permanenti a terra, ho dovuto toccare l'argomento che si riferisce all a preferenza da darsi all'attacco sulla difesa o viceversa. Non ripeterò ora le cose già dette, nè mi accingerò nemmeno adesso a
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discutere più a fondo una questione cosi difficile, e così tenacemente sostenuta da ambe le parti . Dirò solo come io sia di parcrn che le navi dovrebbero il meno possibile tentare questo genere di offese, nelle quali il più delle volte si va inco·ntro a. maggiori probabilità di danno che non a reali vantaggi. Pnre taluni comandanti di flotte, per dimostrare che le loro navi non rimangono inoperose si credono in dovere di studiare attacchi e 0peraziooi contro le opere di terra, e farn~ ~ema quasi esclusivo dei;loro studi e dei loro concelti di gnerra mal'ltt1111a. Vi sono pe1·ò talune circostanze le quali non solo giustificano 11n attacco da mare contro i forti di terra, rna obbl igano anzi le flotte a ae{;ingersi a questo gene1·e di operazioni. Quando l'altacco contro una pia zza fone maritti ma ha per iscopo di impo:;ses:;arsi di una importante posizione nemica - quando questo attacco presenta qnalche probabilità di riuscita - qunndo è specialmente comb inato con l'azione delle truppe di terra, sia allo scopo di un duplice e contemporaneo attacco terrestre e marillimo, sia nell'intento cli distrarre da altro punto l'alleuziooe del nemico o di impedirrrli così di ntilizznre le truppe di presidio, in blli casi una fl otta de~e eseguire rauacco dei punti fortificati della costa.. L'Iu,,hillerra trovasi t.uttoclì in possesso delle clne impor-Lan tissime posizioni cli Gibilterra e clel_Capo di Buona Speranr.a per avere opportunamente aLLa.ccato quei due punti fortificati, il primo nel 1704, ii secondo nel 1796. L'attacco di Sebastopoli, quanto quello di Ancona. nel 18(30, erano una necessilà, e lo scopo che li suao-erira arrebbe ?iusti~ca.to anche la perdita di qualche nave per r~;ginngerlo . JUa rn tesi g~nerale,_ le navi che compongono le floue - non parlo del _m~teriale speciale ma1·itti1110 costrutto appunto per attaccare j forti d1 terra - devono lene,·si piutLosto all'infuori di consimili operazion i, in ispecie oggidì. È ben vero che le navi sono attualmente protette da coi-azze, che hanno fort i e potenti artiglie1·ie, che posseggono la facoltà di mettersi e mantenersi a quelle distanze dalle batterie di terra che possa loro s~rnbra'.·e più convenienr.o: è vero tuttociò, ma è pur vero che se I forti a mare saranno costrutti nella. considerazione di re;;istere agli attacchi delle odierno navi, essi presenterann c• sempre una maggiore forza. di resistenza di quella che pilò presen1
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tare urnt corazzala. È pur vero ugualmen te che se i forti a mare saranno armati di quelle potenti a1-tiglierie che co rrispondano ai ca nnoni usati dall a marina, la vulnerabil ità sa rà maggiore per le navi anzichè per le opere a terra. Non bisogna dimenticare che oggi il prob lema trovasi S{JOStato dai termini nei qrrnli lo ::;i presentava in passato . Le navi- a parità di forzn nelle artiglierie a1;evano un tempo so1•r:1 i forti a terra, il vanh1ggio del maggiorn numero di cannoni e della maggiore facilità nel loro maneggio. Oggi le moderne corazznle hanno un numero nssa i Ji milltto di cannoni: oggi il maneggio delle grosse artiglierie riesce più faci le e più pronto a terra che non sulle na,,i. Oggi non vi possono più essern quei fort i isolati , impotenti a resistere agli attncchi di unasq11adn1. Le opere di fo rtificazione dell e attual i fo rtezze mari1 tirne devono essere di,;po:)le in modo eia non perniettei·e che una intera floLla. le poss1 auaccare separatarnenl e, senza che dessa si Lrol' i nel tempo medesimo sol.lo il tiro di altre opere di terra. Seqnestacircostanza non dovesse Yerificarsi, sarebbe indizio che _la difesa non hn provveduto a prernu11in;i nel modo migliore; non hn seguito qnei principii della fo rtifi cazione che sono suggeriti oggidì per mettere la. difesa in t elnziono con l'offesft, unico mer.zo per rendere omogenei e paragonabili tra loro gli effetti degli allacchi tra navi e forti cli terra. /4, 0
Dei blocchi.
Le grandi città che trovansi in riva .al mare, sieno esse aperte o premunite di difese, vanno ugualmente soggette o una speciale operazinne di guerra maritfima. che prende il nome di blocco, e che per lo scopo suo e per le sue conseguenze divel'sifica da quella operazione di guerra. terrestre che è l'assedio regolare, l'investimenlo co mp leto cli una for tezza Len estre. Il blocco in terra. è unn conseguenza. dell'assedio: il hlocco marittimo pnò effettuarsi senza che la piazza o la ci tLà. lrovisi in.vestita rnil itnrrn.ente. Lo scopo del blocco in questo caso si è quello di impedire l'approdo alle navi di commercio: le sue conseguenze sono per la massirria parie d' indole economica - il danno cioè che si produce intercettando il commercio marittimo.
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Egli è vero che non riesce sempre faci le eseguire il blocco in modo completo, e che si hanno esempi di navi che riescono a entrare nel porto bloccato: ma questi sono casi eccezionali che hanno limitata influenza, dacchè non si è con l'entrata di una nave isolata, che una piazza bloccata possa,avere'.dal mare quei soccorsi che le permettano di resistere ad un assedio regolare o di evitare i danni reçati al suo commercio. Le questioni che si riferiscono al blocco marittimo trovano la loro base nella Convenzione di Parigi del 11856. Quell'atto internaz'.o~ale, non .ac~eltato però integralmente da tutte le potenze mar1 U1me, cerco d1 rendere meno sensibili i danni che il co1nmercio risentiva da! blocd~i di mare. Il principio ammesso che il blocco, per essere nconoscrnto, debba riuscire effettivo , torna certamente a vantaggio dei commercianti per la parte che c,oncerne il diritto di preda; ma poca utilità possono però risentirne le città contro le quali viene effettuata questa operazione di guerra. Non è soltanto nell e guerre marittime combattute con navi a vela che si risconLrnno esemp i di blocco: ma benanco nelle guerre moderne e in quelle recentissime, come sareb be nella auerra turco-russa del 1 1877, e in quella attuale nel Sud-Americ:. Con Je odierne navi a vapore, con le torpedini che possono impiegarsi dal nem ico come mezzo ~er _impedire acl un porto l'approdo di qnelle navi che fossero sfugg1r,e alla sua sorveglianza, i blocchi rie~cono @ffgidì più faci li che non in passato: • "' squ~d~a nemica può in!.raprendere questo genere di operazione manttlma di guerra non soltanto per iscopo commerciale ma per .un inten~o di rile.vante importanza militare, quale si qu~llo d1 tenere rmchiusa e bloccata in un porto la flotta avver~ar_1a o parle c~ella_rnedesimu. Questo è il mezzo più auo per essere ml.ieramente hben nelle proprie offese sul mare, mentre così rimane inutilizzala la forza navale del nemico. Tale perico lo deve essere oggetto di grande aUenzione per j paesi marittimi, dacché una squadra, anche inferiore in forze, può Lenere rinchiusa una superiore, per causa delle condizioni di tut.ti quei porti che sono destin~ti_ a ~are ric•)Yero in guerra alle navi della propria squadra. Ed _,nfatL1, perchè queste navi ri mangano meglio protette, è necesSét1'10 che l'enLrata a questi porti venga resa il .più difficile che si possa, e quindi la loro bocca sia ristretta a1-tificialmenle, 0 per
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mezzo di ,1stacoli fissi. L'uscita quindi alle navi rimane parimenti impedita o quanto meno resa difficile a eseguirsi con quello sviluppo di forza, da potersi accingere immedia;tamente ad affro ntare con successo tutte le forze nemiche della squadra che blocca. . Finalmente il fatto di una squadra che circ.uisce un porto d1 guerra. o una piazza forte marit~i rna può avere p,er eff_etto l'~sseélio della medesima dal lato eh mare, mentre I eserc_ito :la investe dalla parte di terra. In questo caso le_ operaz ,om _della flo tta acquistano il carattere duplice di attacchi alle opere eh fortificazione e cli blocco, come è avvenuto ad Ancona nel 11860 , a Gaeta nel 118611. Considerando tutti questi generi di offesa che ho qui esposto con il titolo di blocco, può parere a primo aspetto che la sola difesa possibile consista escl usivamente nell'impiego dellét propria flotta. Egli è certo che quando si possiede, come l'Inghilterra, ~n_,~ 1~arina così esuberante per forza e pei:' numero, le offese che s1 ntenscono ai blocch i non si hanno più cla temere. Ma all'infuori di quello Stato insulare, nessun altro paese ma.rittimo ha uno sviluppo cli forze navali sufficie~lte per opporsi al blocco con le sole navi della SUél flott,t. Che se questo era in passato l'unico mezzo di difesa in tal~ evenienza, oggi però ve ne SOTlO altri, che e~tn~nO appun;? ~el ~JSt'.31~~ della difesa ravvici'nata delle coste e qumch sono ali rnluon cli c10 che costituisce veramente la flotta. Intendo parlare del navigli o accessorio e delle torpedini semoventi. Questi clue mezzi di offesa op-portunamente disposti e utilizzali possono rende,_'e molto d!ffìcile la eontinuazione dei blocchi; essi riescono in ogni caso a disturbare la squadra agsediante, rappresentano c~rt~ un ~datto sis_tema di -contro-offesa ci questo genere di operaz10111 nemiche - 1I modo migliore per aprire il varco all e navi del la propria flott~ che si t.rov-assero rinchiuse in un porlo bloccato dall a tlotta nemica. 5° Entrnte di viva forza.
Fra le operaz ioni offensive di una flotta contro il litoral~ nemico occorre benanco annoverare quelle che hanno lo scopo d1sforzare 'entrata di un porto o di un passaggio fortificato. Considero perii momento la sol~t difesa in artiglierie a terra. In tale ipotesi io credo
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LA DIFESA
che non una o due navi, ma una squadra possa sempre tentare qu~sta operazio~e con esito favorevole. Però bisogna essere preparati a due evenienze: l'una. che consisle nel probabile sacrificio di q~alche na.ve; l'altra, nell'essere forse obbligali a uscire per la stessa via per la q11ale si è entrati. Consimi le Lenta.tivo adunque può essere int.rapreso allorché si LraLLa di raggi ungere uno scopo cosi importante da giustiricare sia la perdila di qualche nave, sia di trovarsi ~on tulta la sq11adra in una condizione assai difficile. La r iuscita di questi attacch i di viva forza dipende essenzialmente dalla speciale configura.zione della località - dal si,;Lema di difesa che fu adotta.Lo dalle c·ondizioni idrografiche del porto o dell a rada nella quale si entra dopo forrnto il passaggio. Per impedire consimili operazioni non parmi pos,mno bastare i f ;rti a terra. Ed infatti, ammesso che l'effelto utile del le artigliel'ie contro navi cornzate possa cominciare a i1500 melri, le navi si troveranno per 3000 metri souo· l':iz ione dei cannon i di un forte. Ora prendendo per base di calcolo, non le velocità eccezionali di "5 miglia all'ora, bensì quelle di so le 112 miglia che sono le velocità ordinarie, una nave, percorrendo in ta le caso 370 metri al minuto, rima rrà pel' 8 miuuti soltan to sotto Ja portata utile dei cannoni del l'oete. Quanto più po tenti sono le artiglierie, tanto più iungo e comp licato riesce il loro rnanéaofo, e l'esperienza ha dimostrato che occorrono almeno cinque n:~rnti d'intervallo tra _un co lpo e l'altro trattandosi di cannoni a grande portata, non d1 quelle portate e di quel peso che esioono l'intervallo di .. h o pm e e un _quarto d'ora tra due tiri successivi.' La nave perciò nel percorrere 1 3000 metri sotto il tirn em(',ace dei cannoni del forte potrà tutto al più ricevere due colpi dai medesimi. Ma non havvi sol_la.1!~0 1~n cannone che faccia fuoco da terra, ve ne saranno parecchi. Ciò e vero : ma non sarà neppure una. sola la nave che sforzerò. il passaggio,. bensì parecchie. Ora se si considera. come i co lpi utili contro le navi corazzate sieno qu elli che le urtano in senso normale: se si r in eue che queslo bersaglio è mobile, dotai.o di una velocil.it di ·12 miglié~ all'ora, che in un minuto cambia la sua posizione di ben 370 met_n: che le navi a vapore, munite di grosse artiglierie hanno un duplice mezzo per coprirsi di forno e così nascondere nel loro ri~pido pas~aggio, I~ _vera loro posizione; si vedrà come I' o~erazione cli fo rzare l entrata di un porlo, che in addietro faceva epoeanegli an-
DELLE COST.E
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nali delle guerre marittime, oggidì possa riuscire meno difficile e quindi meno rara. Dinnanzi al le sole batterie cli tena una squadra, 0 passa oltre e si avanza nel porlo nemico, o le tiene occupate con una parte delle sue navi e vi passa con il resto; quindi nell'un caso come nell'altro raggiunge il suo intento. Con c;iò non voglio dimostrare che questa sia una opera.zione facifo da comp iersi: crego anzi che non lasi debba tentare se non quando vi sia un corrispettivo da potersi con trnpporre a.I danno che indubbiamente dovrà risentire più di una nave della squadra che sforza un passaggio fortificalo. )fa quanclo questo correspettivo vi sia, e vi può essere q11alora, per esempio, l'entrataavivafon:aavesse·lo scopo di distruggere un arsenale nemico con tutte le navi che vi si tl'Ovassero o in costruzione o in ripa.razione o in disarmo, in allora questo fauo può essere tentalo dal nemico e può ri\lscire, se il passaggio non trovasi difeso se non da batterie di terra. Non pan.ni perciò esatt.o il credere che in questa ipotesi la squadra nemica giuoca ·il tutto per il tutto : creclo invece più esatto il dire che e?sa giuoca. una piccola parte del suo· tutto, per raggiungere uno scopo che rappresenta una gran parte delle risorse marittime dell'avversri,rio. Ma quesle varie ipotesi cambiano intieramente di aspetto , se oltre alle batterie di terra,, l'entrata del pori.o viene difesa con qu.egli altri mezzi accessori ..:.._ torpedini e sbarrari1enti - che in questo caso assumono un·a grande importanza nel sistema difensivo del litorale, in ispecie se le condizioni idrografiche del le località si prestano i11 aiuto della difesa. Vi sono lalune frasi che essendo energicamente espressive vengono accennate come assiomi, come aforismi di guerra marittima, senza riflettere troppo sulla loro esaltezza. e sulla. loro applicazione a tutte le circostanze e condizion i locali . Fra queste frasi che si ripetono facilmente vi è anche la seguenLe: - Una nave che, passando, fece scopp iare una torpedine, h~ reso sgombro il passo a tutte qtrnlle che le tengono dietro. - E esatta questa massima di guerra navale'? Io non lo credo . Parlo soltanto degli ostacoli che possono present.are le lorpedini . Non sempre dopo scoppia.I.a una mina subacq11ea si può essere tranqu.ill i di non t.rova.rne ali.re. Oggidì le torpedini si :dispongono in più ordini; epperciò anche passando per il sito ove una t.orpedine è scoppiata, e quin.di più non esist.e, non si può essere certi che, inoltrandosi ,.
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LA DIFES A
non si incontri la seconda o la terza fila delle medesime. Non sempre ove una nave fece scoppiare la torpedine, rimane sgombro il passaggio. Pe1:chè ciò ayvenga è necessaria una grande profondità di .acqua: altrimen ti la nave saltata in aria ingombrerà il fondo, ri manendo così preclusa la via a quelle che la seguono per avanzarsi, e a quelle che la precedono)ler potersi ritirare. La squadra che forza il passaggio si troverebbe in questo caso divisa in due, e in condizioni certo molto critiche. Esempi di entrate a viva forza ve ne sono: Nelson sforzò l'entrata -di Copenhagen nel 180,1 - Duckworth quella dei Dardanelli' nel ·1807 - lloussin del Tago nel ;f 83 1 - ed erano navi a vela. Con più ragione si possono adunque temere queste o.liese con navi a vapore. Fanagut nel 11864 entrava nella rada di Mobile, quantunque difesa da torpedini. Ma questi esempi non formano una regola per l'epoca attuale: e senza certamente togliere nulla dei merito che spetta ai valorosi . condottieri di consimili imprese, non si ·deve dimenticare come un concorso di circostanze abbia sempre facil itato queste operazioni. Oggi la difesa delle coste dispone di forti a terra, di 1.inee di torpedini, .di sbarramenti artificiali, di un naviglio speciale: tutti questi mezzi difensivi possono com.binarsi opportunamente tra loro e rendere vano un tentativo di viva forza. E questa combinazione diviene anzi indispensabile, dacchè ciascuno di questi espedienti per sè solo non sarebbe sufficiente allo scopo. Ho esaminato dapprima il caso di una squadra che volesse forzare un passaggio di feso soltanto da batterie a terra, e n0n mi riuscì difficile far vedere come le so le fort ificazioni non sieno bastanti. Così non bastano nè le torpedini nè gli ostacoli at'tificiali, po ichè se non sono protetti da terra, possono facilmente togliersi: non basta il naviglio speciale se contemporaneamente non viene di.feso e garantito dalle batterie che proteggono il passaggio. Ma l'azione combinata di questi vari mezzi difensi vi sarà sempre ef1ìcace contro consimili intraprese.
[)ELLE COSTE
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Due altre specie di operazioni, oltre quelle fin qui indicate, pos,sono eseguirsi dalle flotte, come oITesa contro le costé. · L'una consiste nella azi one combinata t;·a le forze di terra e quelle »di mare. lungo il li torale di uno Stato. - L'altra riflette diretta-
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mente le città marittime, e consiste neile crociere al largo dalle coste, con lo scopo di predare le navi della marina mercantile dello Stato con il quale si è in guerra. . . . Questa qualità di offe.mentra nel cam?o dell~ operaz_,on, esclusivamente mari.ttjme contro le qua\i n9n s, può d1fen\l~rs1 se non per mezzo delle navi della propria marina; quindi estranea alf'~rgomento della difesa $peciale delle coste. - L'azio?e inve~e com~m~ta tra Je navi e l'esercito cli terra che abbia già rnvas~ il . terr~to1:10, i frontiera terrestre e percorrenc~o qu111cl1 le vie ht~0 entrando dafl~ rane, o-avendo già eseguilo uno sba~·co,.si accin~a y er le st.~ss.e vie a avanzarsi e operare, questa combmaz10n~ d~ll a~1_on~ m~, 1tllma e terrestre rappresenta u\l insieme cli operaz1ont m1litarr d1 grande importanza, in ispecie per ~li Sta~i peui?:ula~'i. ~ontr~. al!e m_edesime occorre resistere con gl , stessi mezzi 1mp1egat1 dal! inv a.so1 e . esercito cioè, e marina. - Occorre benanco avere provvecl~to ali~ . difesa d~lle coste con opere di fortificazione in qu_ei pnnt1 che s1 presentano i più ada.tti nelle vie_del_ Ii~orale, per chm~ere .il p_asso· all 'esercito nemico e per impecbrgli cl, penetrare nell mte1 n_o dell_o Stato. L'impiego del naviglio speciale di cli fesa delle ~oste ~, mai11 fes ta utile i'n questa evenienza sia per offesa alle navi ~em'.c~e che· proteggono i movimenti dell'esercito, sia per attaccare, rn vicinanza. delle coste, le colonne di invasione. _ Esposte le varie offe;,e che si possono compi:re contro le c~ste ei mez"i per opporsi alle medesime, è n~cessan? ~desso esamrn~i:e come si abbiano a applicare questi mezz i d1fens1v1 oncle prnm~n,_re il litorale dalle offese che lo può minaccia.re. Non essendo possibile difendere tutti i punti cli una costa contro i quali si_ p_nò temere qualche offesa; non essendo nen:meno opportL'.no molt1pl!care sen7:a moti vo queste opere di élifesa fttora.nea, convi.ene adunque vedere qtuili sieno le norme generali che servono a ~o~creta,1·e 1iel 1~odo più semplice e più aclatto i l sistenw da seg·uir.n per prem,1inire le coste clalle offese provenienti dal nuire. (Conti1i1.ia) . MALDINI
Deputato al Parlam,ento.
RELAZION E E PROGETTO 01 LEGGE PER i\IOOIF ICAZIONI, ECC,
RELAZIONE E PROGETTO DI LEGGE PB8.
.MO DIFI~Al IONI ALLA LEGGE Dl REU UT HlENTO D EL REGIO ESERCITO
PRESENTATO DAL MINISTRO DELLA GUERRA ALLA CAMERA DEI DEPUTATI ?>ELLA TORNATA DEL 24 NOVE:MBRE 18$0
. Signori
Dezmtati I
Nel mese di aprile 1880 la Camera cloi deputali, discutendo il bilancio di prima previsione della guerra, votava alcuni ordin i del giorno accettati dal mio predecessore, i qmdi vennero poi riconfermati nel successivo mese di giugno. Fra questi ordini del giorno ,i erano i due seguenti: 1° « La Camera , ritenuto che il .\Iinistro della guerra presen« Lerà, non più tardi del I O prossimo novembre, un progetto di « legge per risolvere la quMtioue della forza del con Lingen lc annuo << e della durala sotto le armi delle rnrie classi cli leva, passa al« l'ordine del giorno». 2° « La Camera in vita il Ministero a presentare d'11rgenz,t un « progetto di legge nello scopo di li,nitare la chiamataall'islrn?.ione « degli uomini di 2a categoria ad nn nnmero sufficiente per assi« curare un giustp complemento all'ese,·cito di prima linea ed alla « milizia mob il e ». Ossequente ai voti del Parlamento. mi sono fallo un premuroso
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dovere di ottemperarvi nel più breve Lempo che mi è stato possibile. li primo di questi ordini del giorno portava per iDl inistero l'obbligo di studiare la qnesLione della fo rza del contingente o della ferma, e di risolverla; d' onde la necessità di modificazioni alla nostm legge cli recl utamento, poichè: se dagli studi che avrebbe fatto, il ~linistero veniva alla conclusione di variare la durata cli senrizio sotto le anni e la forza del contingente annuo, occorreva di variare la legge; se per contro si voleva conservflre la ferm a. ed il contingento aLLuale, occorreva di affermare mogiio lo stato pre~en Le. a rendone la esperienza.degli ultimi anni dimostrata la necess~tà. TI secondo ordine del giorno richiedeva pur esso una mod ificazione alle disposi1.ioni legali aLtualmcnte in vigore. Senonchè, giunti al pu nto di toccare acl una legge così fondamentale qual'è quella che regola il grandissimo tributo della leva che Lutti i ciW1.clini devono pagare all o SLato , ho dovuto esam inare se non fosse il caso, per evitare altri possibili non lontani ritocchi, d'int1·oclurvi in pari tempo quelle altre varianti che l'esperienza ha potuto consigliare per renderla in taluni punti più esplicita, in taluni altri più benigna, ed anche più efficace per l'istruzione dell'esercito , pur cnranclo cli renderla, ove fattibil e, il più conforme possibile al sen1imenlo cli equità CLLi mira anzitutto il gran principio clel servizio ohbligatorio. Così. pure ho dovuto inLrodurvi le varianti rose necessarie dall' ullirua legge vo tata sul :·eclutarnento dei Carabinieri Rea li. Le ,arie modificazioni che ho l'onore di propon·i tendono agli scopi sovra indicali, e mi reco a dovere di analizzare qui appresso le considerazioni d' indo le diversa ch e mi hanno determinato tt presen Larvele. Anzi tull o mi occorre cl i far conoscere il risu ltato degli studi cla me fatti, secondo l' invito avutone, circa la grave questione che forma ·l'oggetto del primo ordine del giorno, cioè la l'orza clel contingente e la ferma. Questi studi hanno pienamente confermato in me un'antica convinz ione che condivido co lla grandi ssima maggiornnza dell e auto· rità militari, la convinzione cioè elle non si possa, per ora. pensare
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RELAZIONE E PROGETT O DI LEGGE
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ancora a diminuire la durata di 3 anni di servizio sotto le arm · . . I f; t . l' . . 1· . . , per a an er_1 a, a_r11g 1emt ed ' d genio, nell'intesa pel'ò che i 3 anni debbans, considerare come nominali e corrispondere a 34 0 33 mesi· rr . . e11ett1v1.
della nostra logge di recluta.mento, e desiderandone solo la completa attuazione. Nel 1879 il Mi nisLro della guerl'a, preoccupato di quella proposLa, che di tanto in tanto si portava nella Camera, di diminuire la durata di servizio sotto le armi, convinto che una questi one simile non si poteva considerare solo dal lato finanziario; ma era più di tutLo una questione essenzialmente tecnica, la quale risolvere non si poteva senza conoscere come pensa.vano al riguardo le più alte autorità mi Iitari, come specialmente com potenti nella materia, volle interpellarle. E non solo inLerpellò i nostri generali più elevati in grado, in atLività di servizio, ma volle anche rivolgersi a quelli , attualmente nella riserva, che avevano occupate le più alle cal'iche milila1·i dell'esercito . La grande maggioranza dei generali . interpellati opina che la ferma di -3 anni è appena suffici ente per aver soldati convenientemente istrutti ed educati militarmente, e taluni arrivano al punto di espri mere il parere che sarebbe preferibile una f~rmacli 4 anni per tutte le armi. Fra coloro poi cbe arriverebbero ad acconsentire ad una diminuzione della durata di servizio ad una porz ione del contingente, tal uni la ammetterebbero alla condizi_onc · di un ampiiamento clel nostro stato militare, però con tutte le sue conseguenze sugli ordinamenti, mentre la respingono recisamente se applicata al contingente attuale, ed i pochi che la subirebbero la subirebbero come uno spediente finanziario da deplorarsi. Di più è generale il parel'e che la soluzione più naturale e veramente corrispondente alle esigenze militari sarebbe quella di con-servare la fel'ma di tre anni come la. prescrive la legge, e di portare le cifre del bilancio alla somma necessaria per costituire il nostro esercito in quelle condiz ioni di numero, di robustezza e di solidità che erano nel concetto di tulli, quando nella Camera si fecero nel "87 1, nel "873 e nel 187Li quelle profonde ed elevatissime discussioni che condussero agli ordinamenti ora in vigore. Se non che giova a questo proposito di far seguire una circostanza importantis.sima, ed è che il Parlamento ha, nelle sue ultime discussioni, confermato in certo modo il parere espresso dalla maggior parte delle autorità militari, mostrandosi disposto ad ammettere l'aumento gradua le del bi lancio della guerra' sino alla somma. che d'a tulli è
In questo punto parnii di essere concorde coll'opinione più rrene'.'ale, an?he nella Camera, almeno per quanto è pel'messo di ~u1re dft ciò che venne a risultare nell 'ultima discussione fatta nell.a Camera i> L~sa. A!lora parecchi degli onorevoli deputati che presero parte · . . alla . d1scuss1one . . del bilancio di prima previsione pel 11880 , 111 cui st mLrodusse rnc1dentalmentc la qnestione della ferma, respingevano la proposl~ di una diminuzione della durata di sen,izio, anche. sol o ~cl una par_te del contingente, od in modo assoluto, 0 perche la ritenevano niopport1ma, mentre coloro stessi che sostenevano la conven ienza cli tale dim:inuzione insistevano per dimostrare l'assoluta ne~essil:à: di diminuire i servizi di guardia che pres~an_o le ll'Uppe; d1 esonerarle dei sel'viz_i di pubblica sfourezza · d_i s1ste~a1:e le ~uamigioni in modo più adauo ad otlenere buoni ~1sultat1 d'1stru~10ne; di dimimùe i distaccamenti~ di educare milttarm~nte_ .la gioventù nei collegi e nelle scuole, per p1'epararla. a poter 1_n pm breve · tempo compiere con profiLLo il tirocinio sollo le anrn ; d'istituire i tiri a segno in tutto il regno, e via dicendo. Ora L~tlte. queste condizioni richieste da colo1·0 che propu.:rnano una. nd~i1one del tempo da passar,;i sotto le armi per una i,pa rte del contmgonte, sono per me la prova più evidente che essi ammettono c.he la n?stra_gioventù non è ancora istrutta O preparata a.J p1:tnto cli potere, arrischiare a dimin11il'e la durata. dell a fo l'ma; cl:e d _nostro _a.cca~ermamento, che i nostri ::;en izi generali di guar~1e, cli pubbl1~a _sicurezza, ecc . non sono ancora sistemati in modo da ?crmet_L~rc1 di. ottenere sufficienti risulla.ti d·istruzione e di oducaz,one mtl,tare m un tirocinio più breve di quello che la Jerro-e 00 atl.ualti stab ilisce . . Se d'altra. parie io m_i fer~o all'impressione cagionata nell'opirnone pubblica dalla d1scu:;s1one elle si l'ecc ultimanente circa lo stesso argo1.nento, devo veuirne alla conclusione che la diminuzione anche, parz1.alo del se.rvizio di tre anni è considerata con ''el'o timore e nel! esercito_ e fool'J, ove sembra che non si discuta nemmeno una tale questione, essendo tuLti persuasi della bontà delle basi
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ANl'<O XXV , V(TI,. IV,
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RELAZIONE E PROGETTO DI LECGE
riconosciuta necessiulia per fa piena aLLuazione dèlle vigenti leggi di ordinamento e di reclutamento. Sembrerebbe pertanto che, di accordo comune e della Camera e delle persone essenzialmente tecniche, cioè delle autorità rn ilita1'i, le quali per il continuo contatto colle truppe sono maggio1mente in grado di apprèzzare tutte le circostanze di servizio e tutti i progressi cl1e, tenuto conto dell e circosLnnze metlesime, si possono ragionevolmente· sperare nella educazione dei nostri soldati, sernbrerebhe che la questione dovrebbe senza più considei·arsi come naturalmente risoluta in quel senso, il più conforme ai veri interessi dell'esercito e del paese.
Io non intendo· cer tamente di a.vere, colle poche parole che precedono, ·ahem'piulo all'i\npégr:io assunto dal mio predecessore; nii preme anzi cli esporre qui appresso·alcune altre considerazioni. L'ordine del ·g iorno della Camera riguarda da un lato .laforza del contingen te e dall'nltro la ferma, intendendo per contingente, quello di 1° categoria, ed avvertendo che colla parola fel'ma vuolsi fo questo caso esp1·imere la durata del servizio sotto le armi in tem'p'o di pace; po·ichè, a scanso di ogni equivoco, 6ccorrem i di dire che, secondo la legge di reclutamento, la parola ferma dovrebbe significare il tempo durante il qual~ gli inscritti di ·I a e2• caLegoria, o di cl'asse permanente, sono obbligati al servizio nell'esercito di 4n linea o nella milizia mob ile. La forza del contingente e la durala del servizio hanno certamente' fra loro una relazioile che non si può disconoscer.e, ccl hanno altresi una relazione grandi ss ima con altro fattore importante, cne è il bilancio . La durata del servizio però, piuttosto che esaminala in relazione colla forza del contingente e col i bilancio , vuole anzitutlo e:;seì-e gnarilak'l in modo assoluto e non relativo pèrchè, entro certi limiti, essa rappresenta il coefficiente più essenziale della salda costituzione cli 1un esercito. 1-\ lctini ritMgono che, rièoMsci-hta i1ecessal'-ia 1ma data clurata di seniiio sotto 'le armi, la forza del contingente ed il bilancio debbano esserne due faLLori conseguent.i , in ùna parola ritengono che, una volta fissala la ferma, essa debba essere invariabile, considerando piuttosto cdme mutabili la forza del contin1
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gente ed il bilancio. Altri invece credono che, una volta sta~iliti i tre termini nessuno si debba più variare, e tale è appunto 11 concetto pred~minante presso le potenze, . ov~, dop~ grav! .di~col~à biso"na dirlo, si è venuto nella determmazione di slab1!Jre rl b1- . lancio normale della guerra per un dato numero di anni; alLri pochi infine credono che la duraLa della ferma possa farsi .dipen-. dere dalla forza del coni.ingente che si chiama sotlo le anm, o dal bilancio annualme~te disponibile, o da tutLi due i fattori. Analogo ragionamento può farsi circa la forz~ del con~ingente, la quale puossi considerare come fi ssa, oppure si yuò f~r .d1pe~dere da.I bilancio o dalla durata del servizio, o da tutti clue I fattori. L'ordine del giorno della Camera, tenuto conto .anche delle ~ircostanze in cui fu votato, è stato evidentemente dettalo dalla r iconosciuta necessità di stabi lire eta ferma ed il contingente in modo da assicurare alle nostre forze militari un assetto definitivamente stabile, e non più soggelto ad apparire scosso sino nelle sue fondamenta ad ogni disc1:1.ssione che sì fa sul bilancio della guerra. Io convengo, per conto mio, pienamente in un tale concetto; cred_o sommamente desid~rnbile che così avvenga, e spero che, dalla discussione che potrà aver luogo sul progetto di legge che ho in questo momento l'onore di presentare alla Camera, sia per uscire consolidato in modo definitivo quell'ordinamento di cui furono votate le basi nel ~87 11, e continuato lo svil uppo nel 1873, nel 11875 e nel i877. • Sulla questione: forza del contingente e durata del__servizio,. ~l parer mio si è che i do.e termi ni ,clovreb~ero ma~teners1nnmu~ab1,h; ma se mai dovesse essere che I uno dei due dipendesse dall altro, credo indispensabile che rimanga inalterata la durata del servizi~, siccome quella che una volta variata, anche per poc?: a~re la via ad un completo sconvolgimento degli orclinmnent1 m1htan. Una simile questione fu altre volte ampiamente discussa; es_sa fu. uno dei punti di partema dai quali si presero le mosse per arrivare all'attuale ordinamento ed alla vigente legge di reclutamento . La foria del contin oente annuo di 11a categoria da chiamare sotto · le armi, dipende (se si considera poi in se stessa ed indipendentemente dalla ferma e dal bilancio), dipende dalla fo rza di guerra
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PER MODIF ICAZIONI ALLA LEGGE DI RECLUTAJ\IENTO, ECC.
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RELAZIONE E PROGETTO DI LE GGE
che si vuol ottenere, e dal numero delle classi che sono a disposizione del governo per la formaziono di guerra dell'eserciLo permanente e della milizia mobi le; come dipende altresì in una certa misura dal conYenienLe riparlo del coni.ingente stesso fra le varie al'mi, secondo che le medesime entrano totalmente o parzialmente a far parte dell'esercito i_n campagna. Vi è però un altro fatto re del quale è pur necegsario tener molto conto, ed è ln forza che si deve avere sul piede di pace por poter convenientemente da questa passare a quella che si vuol stabilire per il piede di guerra. Quantunque io desideri di dovere ricordare il meno possibile quanto fu detto e scritto in pass~to presso di noi, e quanto si scrive e si fa al presente presso altre nazioni, poichè la quistione di cui si tratta fu ormai abbastanza studiata da tulli coloro che se ne sono occupati, e deve.pertanto ritenersi come abbastanza conosciuta, perchè tutl.i possano farsene un'idea sufficientemente esatta coi criteri propri i, pur nondimeno non è possibile cli lasciare in oblio taluni principii enunziati e posti come punti cli base delle nostre istituzioni militari, anzi ammessi come indiscutibili., quando furono presentati al l'arlamento i primi provvedimenti che ci condussero all'ordinamenLo attuale. Fra questi principii, uno ve n'l1a che devo specialmente segnalare alla vostra attenzione, poichè, una volta ch e lo si ammcLla, la discussione sulla forza clel contingente, ed anch e sulla durn.La del servizio sotto le armi in tempo di pace, perderà considerevolmente nel la.sua. importanza; direi quasi che si potrà considerare come pressochè esauriLa. Credo oppor-Luno intanto cli premeuere ·come natnralmente io debba partire dal conceLLo che a nessuno possa venire in mente di proporre una riduzione qualsiasi del nostro stato militare, essendo d'altronde ch iarissimo~chc dalle ultime discussioni militari avvenute in Parlamento, non sarebbe giustificato in alcun modo chi volesse dedurre una conseguenza simile. Il 6 dicembre 1870, unode' miei predecessori presentava al Senato un progetto cli legge per J'appro, azione delle basi generai i dell'ordinamento doll'esercito. Tale progetto era. precech\to da una relazione nella quale si dichiarava che vi erano quattro punti sui quali 1
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non pareva ammissibile la discussione. Uno di ~u~sti q_uattro pu~lti, il primo, era il seguente: che La forza delle unita tattiche de_l p-ied~ di pace non deoe essere minore della metà di quella del piede di guer1·a. ' · . . . . Questo conceuo, per mc, e per la grnnd1ss1ma magg1oranz~ dei militari è concetto Yeramente indiscutibile come ben a ragione fu allor~ quali ficato, perchè per poco che u ~Q se n_e allontana di• venta impossibile la conveniente istruzi oi:e de, qu~~~·1.e del)e tru~pe e cli più diviene pure gravemente minacciata la solid1ta ~ell esc_rc1to: Pertanto, a dieci anni d'intervallo di tempo clal giorno m cui quelle parole erano rivolle al Senato del regno, io non ~aprei far_e. meglio che ripeterle negli stessi termini alla _Ca~era dei _De~utat1, non solo perchè esse corrispondono ad un rnt1mo c:onvmc1mento dell'animo mio ma ben anche percbè niun fatto militare cli qualche importanza è ~vvenuto da quell'epoca che si possa invoc,;.ire oggi per modifi care la portata cli quell'a~sioma milita1:e. Partenélo da tale concetto: dato d nostro orclmamento, data la forza di I00 uomini pt,r la compagnia cli fanteria sul piede di pace, ne se()'ue che la forza di guerra dev'essere di 200 uomini, sompre prese~ti in campo e mantenuti a numero mediante suffi cienti trnppe ·cli complemento convenientemente preparate. In t~l. modo ,la f~rza to tale clell'esorcito di •I • linea ascende a quella stabilita dal! orclmamento del 1873, cioè, all'incirca a 330,000 uomini . . Se poi la compagnia cli guerra si volesse, contrari~~ente all'op1_nione dei più, portare a ;ìi:>O uomini sempre present, m campo, b1S011nerebbe per rimanore coerenti al p1·incipio che la forza della t> ' unità cli pace non dev'essere minoredellametàd~lla forza.d'1 gue1:ra, portare Jn. compagnia a 125 uomini sul piede cli pac~, _cioè, J)ISOanerebbe aumentare la forza bilanciata annualmente d1 circa 28,000 ~omini, ciò che eqnivarebbe ad un aumento cli bilancio di _oltre 1 o m,ilioni, cosa questa del tutto inamissibile e che non oserei certamente proporvi. . Se per contro si volesse portare la compagnia a 2o0 uomini presenti in campo, ed a •l25 in tempo di pace, senza ~ume~ta~·o la fo~za bilanciata, bisognerebbe ridurre a. G4 i nostri regg1menlt d1 fan tena, ,e acl 8 i nostr-i reggimenti di bersaglieri; ciò che sarebbe una vera riduzione di quadri, alla quale nessuno cerlamonte di Voi Y01Tebbe sottoscrivere. 1
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pr,;R MOOIFICAZIONt ALLA LE;GG8 D I RECLUTAMENTO, ECC.
RELAZIONE E PROGETTO DI LEGGE
Finalmente la forza di 125 uom ini sul piede di pace non si potrebbe nemmeno ottenere colla ridl1zione parziale cli ferma ad una parte clel contingente aumentato di numero, poi.chè non volendosi cambiare per un tal fatto la forza bilanciata, si ricadrebbe ancora in una vera riduzione .di quadri. AmmeUiamo però per un momento che si voglia abbandonare questo principio. che la forza delle unità. di pace non debba essere minore della m_età del!a loro fo rza sul piede di guerra, e vediamo quali conseguenze si avrebbero qualora si volesse aumentare la forza del contingente, senza variare la forza bilanciata, mediante la riduzione di servizio. Otterremmo, è vero, un esercito sul piede di guerra numericamente maggiore; ma, siccome è già stato ammesso e dimostrato che l'ordinamento attuale ci portertL ad un bilancio Of'dinari o di 190 milioni, quando si sarà fatto fronte ai vari bisogni che ancora sussistoµo per il medesimo, così l'esercito numericamente maggiore costerebb e evidentemente assai più , non già per la maggior forza in nomini, la quale ammetto che sarebbe sino ad un cérto punto compensa tn dalla diminuzione parziale della fe rma, ma bensì per tanti nuovi bisogni, che l'accresciuto numel'o porterebbe come conseguenza inevitabile per il giusto ed armonico ordinamento di questa maggiore forza. Si arriverebbe indubitata.inente a questo risultato che, mentre l'ordinamento attuale costerà 190 milioni circa, l'ordinamento nuovo che si s1Jerasse di ottenere con ,J90 milioni, ci porterebbe, a conti fotti dietl'o esperimento pratico dt qualche anno, ad un bilancio di ·almeno 2 1O, poichè l'aumento della forza numerica della compagnia di fanteria in guerra porterebbe evi dentemente con sè la necessari a immediata ampliazfone di tulLi quanti i nostri quadri, l'aumento dell'artiglieria, della cavalleria e dei vari servizi accessorii; senza dire delle ingenti spese straordinarie che sarebbc1·0 pur necessarie per provvedere i materiali occorrenti di ogni specie, e tacendo di quellemaggic,ri spese ordinarie pur sempre inevitabili per effetto di un contingente maggiore a vestire, a trasportare, ecc. ecc. Non voglio tra lasciare di dichiarare che non vi ha alcuno che non sottoscriverebbe ben volentieri all·aumento dell'esercito , se ad ottenerlo bastasse l'aumento di numero . lo per il primo sarei ben 1
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lieto cli poterlo proporre; ma ammesso l'a.umenl.o, bisogna p~1· forza ~i lo.gica ac.ceuarne tutte le conseguenze se s1 vuol fa1:e o,pe1 a proficua ; e qiieste conseguenze altro non possono essere cl~ e. un s.ensibi li ssimo aumento di bilancio, poi eh è non è che alla. co~cl1z1one cli un ampliamento e cli uo miglioramento gener~le . e~l indispensr~bile cli tutti quanti i nostri servizi che sarebbe amro1ss1brl e loaumento del continaenLe accompagnato da una riduzione anche parziale della ferma. l)e; contro lo riterrei ihammissil,ile qualora si volesse, co l.l'aumento di contingente, mantenere l'attuale formazion e dell'eser- . cito, poichè in tal caso non mi sentirei di dare ali~ Cnmera ed al pal:)se l'afGda1nento ell e qnesto esercito sorebbe ordrnato a dovere, essendo persuaso clel contrario. · . In tali ,~onclizioni, per la responsabililità granclissima che. m'incombe, èlebbo dunque ripetere che, put' desiderand~ che sr ~ossa un O'iorno addivenire ad una riduzione della ferma di tre anni ~er la f~nteria, 1'a1·tiglieria ed il genio, io vi sono per ora contrano~ nè vale a smuovermi dalla profonda convinzione la speranza ~1 ottenere mecliànte un tale sistema, maggiori forze numeriche cl1sponibili, po ichè condivido pienamente l'.op_in_ione P.i ù g~n_e,rale ~l riauarclo, quella cioè che queste rnagg10n (orze s1 olte11 eh.bei o m~ttendo a repentaglio la solidità dell'esercit~, ~ ~eno ~h~ c.1 decidessimo in pari tempo ad nrrìvare acl ultenon mgont1ss1m1 aumenti sul bilancio ordinario della guerra . La quistione della ferma, fil, l'ho giit clet~o, .ampiam.ent.estudiat~e svolta allorchè si discussero le nostro leggi cli reclutamento.1Vlolt1 argomenti furono svolti pro e contro le fer~o l~nghe e brevi; ma il fatto si è che Ja ferma alla quale noi siamo arrivati è una ferma breve, come quella che è (1 portalo degli ordinamenti mi litari ~cliern i, che noi abbiamo necessariamente dovuto adottare, ma al di solto cle~la quale non possiamo ancora scendere per un'inf~nità di ragioni noi.Issime. E quando dichiaro di non poter proporre alla Camera u~a diminuzione qualsiasi del servizio di tre anni, si è perchè. u.na ~· 1~ dm.ione ancl1e parziale, estesa ad una parte per poco sens1b.d~ del contin"enle oltre a presentare, secondo me, cliffìcoltil qnas1 1osu~ ' . . perabili per una convenienLe, equa e prati.ca applica~ione, ci condurrebbe fatalmenLo alla riduzione totale, nèluz1one disastrosa nelle nostre conclizioni presenti, ma che sarebbe in breve ecl inevitab.ilmenLe la conseguenza clel primo passo che si facesse ora su quella via.
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Ciò appunto dimostra come non si intendesse di scendere ad una diminuzione qnalsiasi del servizio sotto le armi, poichè in caso contrario l'aumento cli forza sarebbe stato in una certa misura compensato da una miuo1:e permanenza so tto le anni . . Le circostanze nostre non sono pel' nulla cambiate; e, se così stabilivasi nel 1187 11, nel 11873 e nel 11875, confermandolo nel 11877 , le stesse ragioni ,;algono ancora oggi, poichè, se allora e1:ano necessari 3 anni cli tirocinio, questa necessità non si può in alcun modo considerare come diminuita, ora che appunto nello svolgersi di questi ultimi anni, aumentarono sempre le difficoltà d'istruzione delle truppe, per i continui perfezionamenti nei materi~li di guerra, e per le conseguenti varianti nell'impiego delle truppem campagna; mentre d'altra parte i micidialissimi combattimenti che avvengono colle nuove armi , richiedono nel soldato un cuore temprato, che senta altissimamente il sentimento del dovere, e doti che non posso!1o ottenersi senza una salda di sciplina ed una forte edue,1zione militare. Se si dovesse ammettere ohe a formare un esercito basta l'istruzione; che un abile tiratore è per il fatto stesso un buon soldato; io non sapr~i comprendere la necessità degli eserciti permanen~i odierni, nè l'opportunità delle ingenti spese che si fanno per ess1. Si può, in favore di una r;.dnzione invocare i risultali che possono dare l'entusiasmò ed il coraggio indivìduale. Queste sono qualità pregevolissime di cui in mille occasioni, gli Italiani diedero· splendide ìprove di essere spi ccatamen te dotati; ma , per trarre frutto proficuo di tali essenzialissimi fattori in una li~g~ campag1i~ di g·uerra combattuta colle grandi masse che cost1tu1scono oggi ali eserciti, questi fattori ,~anno disciplinati in modo che corrisponda.no pienamente all'uso che si deve farne, all'utile che si deve ritra1'ne. · Poiché per quanto entusiasmo, per quanto valore vi possano essere, è impossib ile la vittoria se non vi sono altre qualità, che sono la strenua resistenza eia devota abuegazione di tutti, qualità che sono il frutto solo della disciplina. L'esercito non devesi considerare solo come un'accolta d'uomini add~strati al maneggio delle armi, al tiro, od alla manovra in piazza d' armi ed in ordine sparso. Tale addestramento si ottiene in poco tempo, lo ammetto, tanto più se l'istruzione è ben diretta, ed è in-
L'eserciLo.nostro formato, secondo gli ordinamenti vigenti, sù ,1O corpi d'armata, 20 divisioni, e colle compagnie di fanteria della forza di 2 00 uomini costantemente mantenuti a numero, cosLituisce una prima linea di 330,000 uomini, ed una seconda linea di milizia_~obile di 1150,000, cioè in totale 480,000 uomini sempre presenti rn campo, con 3 anni d'istruzione per le classi anziane. Questi 480,000 uomini, a rotazione completa, ammonteranno a più di 5_00,0_00, ~oichè al momento attuale la forza disponibile per l'eser. cito d1 1 a lmea è già tale da assicurarci 360,000 uomi ni, invece di soli 330,000, come avrò occasione di dimostrarvi in appresso . ~e 500 ,000 uomini in campagna non sono totalmente proporzionati pernumero ane forze delle a!Lre potenze continentali in relazione alla popolazione, éssi corrispondono però sufficientemente alla nostra situazione politica ed economica, ed a.Ilo scopo cui è desLinato il nostro esercito, che, come è stato le ripetute volte dichiarato, dev'essero essenzialmente la salvaguardia della di 0O'nÌtà. dell'onore e della indipendenza della nazione. • Pertanto piuttosto che pensrtre ad aumentare le nos;re forze, dover nostro è anzi tutto di consolidare quelle che abbiamo . Piuttosto che modificare, ampl iare, in una parola cambiare i nostri ordinamenti, ed aspettare per molti anni i risultati di questi , nuovi cambiamenti, parmi miglior partilo di completare Io stato attuale, e di dargli un definitivo assetto, provvedendo e di sponendo quanto è ancora necessario, organ izzando sopra tutto solidamente la milizia mobile in modo da po teda effettivamente portare in campagna coll'esercito ~i 1"1inea; poiché, in caso contrario, Ia costituzione di quella milizia finirebbe. per essere stata una sottrazione di forza da quella che si aveva prima dell'ordinamento presente. Il motivo per il qu_ale ci siamo limitati a costi tuire un esercito di P linea della forza organica di 330,000 uomini fu precisamente perchè la ferma di tre anni Y€\nne ri tenuta indispensabile per dargli 1~ ro~rn~tezza e I.a solidità necessarie. Si riconobbe allora, e questa gms~,s~1ma considerazione è registrata negli atti del Parlamento , che ti lormare un esercito cli prima linea di .i-00,000 uomini come taluni proponevano allora, avrebbe necessitato un aumento di contingente che avrebbe cagionato una maggiore spesa di il3 milioni.
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dubitato che in un anno da una recluLa si .potrebbe ottenere un discreto soldato di fan terin, se quella parola si dovesse intendere solo in quel senso ristretto. Se non.che alla parola soldato ben altro si.O'nifi~ cato si ha da annettere. Anche coll'istruzione migli~re non vi h~ soldato se non vi ha discipl ina, sentimento del dovere, resistenza, abitudine e rassegnazione nelle fatiche e nei disagi d'ogni maniera, condotta nel combattimento, devozione alla bandiera e per ultimo il ·volonteroso sacrifìzio della vita. . Affinché la gmndi:'isima maggioranza. delle reclute, ia quale pro~ viene dalle classi meno colte ahhia. l'animo compreso a dovere di co.tali sentimenti, occorre un tirocinio che non si può certa.mente · misurare alla stregua del tempo necessario perinsegnar il maneggio dell'arma. . S~ po i vorremo esaminare la questione sotto un ·altro punto d, v,st,~ dedot:o da considerazion i filosofiche, ·è pur et uopo ammettere, come ultrniamente l'onornvole relatore che riferì al Senato deli Regno sul bilancio della guerra per il 11880, che, colla tendenza allo. scetticismo che predomina nelle società moderne, e colla prevalenza · c(1e v~ sempre più accentuandosi degli interessi materiali al cli sopra.. d1 o?ni. altro, potrà forse nn giorno divenir rar:-i, la spontaneità del, sacnfìc,o personale per il bene comune. . Usentimento di abnegazione, senza il quale vano è lo sperare . d1 mantenere compatti gli eserciti, si dovrà in anenire più che mai ott~nere mediante la disciplina, la quale è frutto solamente dell'e. ducazione. Se no~, che apparteniamo alla nazione la meno s,perimentata fra le grandi potenze, trascureremo questo lato essenzialissimo della. questione della durata del servizio, facilmente r.i troveremo UI). giorno in sensib ili condizioni d'inferiorità rispetto alle altre nazioni da molto tempo stabilmente ordinate in fatto di assetto militare. . , Parlando Sl'.l bilancio di del1nitiva previsio]jle delJa guerra per l ~'.mo. 1188?, 11 V~stro relatore ebbe a dirvi che la formola degh ?dierm or~mame_ntl militari era: molti soldati e_buoni qi~adri. ~ç\ 10 pure m1 associo a quelle parole ed accetto quel concètto come· principio fondamentale di ogni buon sistema, osservandovi solo, che ben a ragion~ fu detto, molti soldati e non molti 1iornini, perchè in quelle due drverse parole sta appunto l'immensa differenza tra O"Ji eserc1t1 orga111zzat1 e gh eserciti improvvisati al momento del pericolo. • •
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Ed a questo proposito se lo credessi necessario, locchè non è, perchè parmi non opportuno riferirsi ai paesi esteri per stuc~iare questioni che siamo noi stessi in grado di risolvere, e che dobbiamo risolvere secondo le nostre particolari condizioni, assai mi gioverebbe ricordare le dichiarazioni fatte anche ultimamente dai mini.st.ri della guerra delle principali potenze europee, ed il parere di molti uomini competentissimi nelle questioni militari, i quali tutti, tenendo conto delle nuove condizioni create dai progressi clell'arte militare, ritengono ·che da questi progressi una sola conclusi,one si potrebbe dedurre a proposito della durata del servizio, cioè quella della necessità più manifesta che mai di una conveniente preparazione, la quale non si può ottenere che mediante un sufficiente tirocinio. Potrei anche soggiungere che, se così si crede presso le altre nazioni, noi non potremmo, senza disconoscere i nostri interessi militari più evide~ti , allontanarci da un simile concetto, percbè, fra tutte le potenze d'Europa, nessun'altra ve n'ha in cui le condizioni di servizio, di dislocazione, di acquarlieramento siano così poco favorevol i alla conveniente istruzione ed educazione delle truppe. Se però. io sono per ora contrario alla diminuzione della durata della fernfct non è a dirsi perciò che io non·desideri vivamente che venga. presLo il giorno in çm s1 possa arrivare ad una la.le rìsolu~ zione; ma ci vorranno ancora parecchi anni, e sopratutto in questi anni bisogna spendere assai per preparare il terreno; bisognerà pensare seriamente a liberare l'esercito da una infinità di serviz~. che non lo riguardano, Iocchè costerà certamente non poco per le amministrazioni cui spetterà di provvedere; bisognerà che la educazioi1e militare della gioventù si cominci daVYero sih dalle scuole, ciò che renderà necessario di dare a queste gli istruttori e le armi necessarie; bisognerà che s'instituiscano, e si generalizzino i tiri a segno per modo che tutti i cittadini, soggetti alle leva, possano presentarsi all'arruolamento conoscendo già il mane.ggio dell'arma ed il puntamento, e siano anche, se non abili, almeno discreti tiratori; bisognerà infine spendere somme considerevoli per sistemare a dovere le riostre case1;me. È certo che allora, ma al lora solo, saranno di gran lunga diminuite le difficoltà che ora si oppongono ad unariduzione di ferma, ed alla vera e completa applicazione del principio del servizio obb ligatorio, la quale presentemente non è completa
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~d è affatto ineg~ale,.e diventerebbe del tutto Ùlusoria qualora si i~ Lroducesse la r1duz10ne di servizio ad una parte per poco sensi bile del contingenLe di unaslessa arma. .lo desidero vivamen te che venga presto qu el giorno, e per parle ~1a, ferm,amen.te. sono. disposto a portare per prepararlo, tutto lo arnLo dell amm1111straz1one che ho l'onore di diri crere; ma non pol' · tt h '. . <> . I 81 amme ere c e ~ intr?du.cessero ora nelle nostre leggi di reclula~ ento de~~e ~od1ficaz1?n1 le.quali non devono essere che il portato di una seuech provved1menll ancora da farsi . La. dimi~uzione di se~·vizio s'invoca da taluni per potere aumenta~e '. l ~o~~inge~te, ed. '.n tal modo accrescere il numero di coloro cui s 1 da l 1slruz1one m1litare, vedendosi in ciò un vantao-a1·0 soc·· l J' d · · oo 1<1. e per o ucazione cieli~ gioventù. Il concetto è seducente, lo ammetto; ma a~ch~ ~ qu~sto riguardo sono. da farsi molle considerazioni di o?po1 tu~1'. ta. L aumento del contmgente generalizzereb be l'istrnz1.one m,ltt.are e~ ~vrebbe evidentemente pet· conseguenza l'aumento d1 forza d1spo11'. ~ile in ~so di guerra; non è però a dimenticarsi che,.se la quantita mag?1ore di combattenti è di van taggio incontes~al_11I~, .qu~sto vantaggio non è in ti ero che se si verificano altre cond1Z1oni md1spensabili. La misura della potenza cli un esercito s· p · · I I · · 1 uo -ca co a:·e m ragione del num.ero .degli. uomini che lo compongono, m~ .a p,ttto ~olo c.he ognuno d, ess i ab bra la conveniente preparazione mtlilare, fis ica, mLellelluale e morale, e che questi· uom·tn ·t siano · . leg~tt ~ra loro da un cemento morale e disciplinare, in quadri hen ord111at1 e ben proporzionati . Ncssu~o ha mai. mcss? in dub?io che sarebbe megl io di avere un esercito maggiore d1 quello che abbiamo costituito nel J 873· ma per ot.~enet'lo omogeneo, comp:Hto, soli do , istrutLo ed educato ; · dovere, b1sogn~ spendere assai più di quanto possiamo, ed io preoccupato al m~ss1mo grado delle condizioni economiche e finanzia rie del paese, l'!peto che non oserei assumermi ora la responsabilità d.1 propo rvelo. · < Il gran pri'.1.cipio del servizio obbli gatorio, ove fosse applicato in tutta. la Sua P111 la ta espressione, ci porte1·ebbe a eh·1amare sotto 1e .,J,I arm, annualmenle Lutto i I contin 0o-ente incor11orab.;le . , ., o OOO . . , c1oe cu ca • , uomini, numero che potrebbe essere alquanto diminuiLo
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portando un maggior rigore nelle norme che regolano l'accertamento delle condizioni fisiche degli inscritti, e rendendo la legge in alcuni punti più mite per le famiglie. Di più esso porterebbe per conseguenza cli dare una maggiore istruzione a quella parte cli contingente che forma la nostra attuale 3a categoria. In una parola si dovrebbe istruire ,t 60,000 uomini per ogni classe di leva. Ora, siccome lo scopo supremo per il quale le truppe si istruiscono, sarà pur sempre essenzialmente per averle preparale alla guerra, ed all'evenienza per servirsene, bisognerebbe preparare tutti i quadri ed i maleriali necessari por 1isiifr11/ire in caso cli guerra l'i struzione impal'Lita, e trar così profitto dell e spese che sarebl,ero state a ciò dedicate, poichè, in caso contrario, queste spese si dovrebbero con · siclcrare come poco meno che inutili , almeno sotto l'aspetlo militare. 1 Questo invero era il concetto dell' ordine del giorno 49 giugno 1187 1 relativo alla categoria un ica. Ma, abbiamo noi i mezzi di costituirla questa categoria uni ca? Ed abbia,mo, in ogni caso, speranza cli aver p resto qu esti mezzi? Evidentemente no. Anche questa questione venne ampiamente svolta nelle discussioni che si fecero in Parlamento negli anni passali . Fu allora riconosciuto e climostralo che, per l'applicazione letterale dell'ordine del giorno "9 giugno 487'1, si sarebbe dovuto trattenere sotto le armi per tre anni un numero ingentissimo di uomini , d'oncle ne sa,rebbe ·venuto uno strabocchevole bilancio; ·e fu allora di comune consenso da tutti ammesso che il principio del servizio generale obbligatorio dovesse intenderF-i consistere nell'abolizione delle affrancazioni e dei privilegi di carriera che esistevano prima della legge attuale, e.nella equiparazione per quanto era possibile degli obblighi di servizio in caso di guerra: mentre fu riconosciuto che per mqlti anni non sarebbe possibile di arrivare alla categoria unica. Le discussioni avvenute anteriormente e posteriormente a quella epoca concordavano, per la fo rza delle circostanze, nel medesimo concetto. Infatti sin dal 1868, discutendosi alla Camera il progetto di legge per la leva sui nati nel 118.l7, i1ministero della guerra, partendo dal concetto che si dovesse ritenere come termine fisso la prescrizione della legge cbe stabiliva la ferma per il tempo cli pace, 1
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.su questa e sul bilancio disponibile appoggiava Ie sue :Proposte circa il numero d'uomini da chiamare sotto le armi. Più tardi, nel 118711, si decise che il contingente di 1a cateo:roria da arruolnrsi annualmente doveva essere · slabilito in quel nu~ero d'uomini necessario per portare l'esercito di ,fa linea e la milizia ,mobile a quella di forza di guerra che si voleva rao:raiuno:rere· e., se 00 O , nel 1874, 1872 e 1873 si preparò l'ordinamento per un esercito di soli_ 330,000 uomini, ciò fu appu.nto rperchè si ri teneva indispeilsabde una durata di serviiio di tre anni per la fanteria l'arti·. gli eria ed il genio; la qµale dmata non permetteva di cl;iamai·e .sotto• le• armi un contingente annuale nominale maaaiore di 65 ' 000 .• . Ol:'> .uomm1 dL 11° categoria. . Ho detto un contingente nominale, perchè le perdite che esso veniva a subire .per le affrancazioni del servizio di if•cateo:oria ora abolite; per il numero degli uomini da asseo:rnare alla f~ter/a di . marma, ora soppressa; per le riforme cagionate durante la forma d~ _tro~p_e l~rghe condizioni d'idoneità fisica, ora modificate; e per ,gh 111cl1v'.d1,11 a detrarsi perchè ufficia.li od altrimenti già in servizio -volonta_namente nel!e scuole o nei corpi, diminuivano il prodotto netto dt questo contingente a meno di 60,000 uomini effeLtivi incorporati nell' e_ser~ito, es·uscettibili di altre diminuzioni per.riforme e .per aifrancaz1on1 durante il servizio. · È da notarsi inoltre, che i :Primi contingenti di 65 000 uomini ;Si risentivano dei ritardi alla ch iamata sino al 26° ann~ di età ammessi daUa,nuova legge di reclutamento, .me.otre ora vi sono bensì ancora questi ritardi, ma•in compenso si presentano annualmente i ritard~t~ri delle classi precedenti. Un esempio solo basterà per mettervi m grado di giudicar meglio ,queste differenze. Nella .chiamata della classe '18i53, avvenuta nel 1874,, al momento del discarico finale erano sotto le nrm i nei vari corpi dell'esercito, esclusi i carabinieri, 54:1128 uomini di truppa . • Questa forza del contingente è da allora in poi venuta continuamente aumentando, e nella chiamata della classe ,, 8i:>9, avvenuta ·nel 1880, al momeBto del discarico finale, erano sotto le armi nei v:~ri corpi del_l'esercito, _esclusi i carabinieri, più di 58,500 uomini; ,tl onde una differenza d, circa 4500 uomini in favore del maggior .,prodouo che dà presentemente il contingente annuo; locchè ripor1
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rtato·su'.ile 8 'èlassi :che cò\:npdngcmo l'esercito di ,,r• linea in · cas·o di guèrra, ·1;apprèsénta circa 36,000 uomini nominali di maggior forza; mentre ne ra:ppreseuta >18,000 per le 4 classi che compong0no la milizia mobile. E·'cjui mi ca'de in ~aécon'efo di accennare bi'évemente ~l'Ila fo rza risultàrite·per le nostre 'tompagnie sul piede di guerra. AI momento della mobilitazione, colle classi disponibili, tale forza risulterit indubitàtam:erite maggiore cli 200 uomìni , potendosi calcolare èll'e, dopo il passaggio sul piede di guel'ra, essa sarà di circa 230 uomi·ni per effetto solo del contingente che dal ;1873 abbiamo prelevaro ogni 'a:nno, contingente ìl quale sin da principio era sufficiente per assicurare abbonda.ntemenLe una forza di 200 uomini. Queste éifre si possono discutere; ma mi sento in grado di assicurare la Camera che esse sòno quali le' ho indicate, è, se sarà neces· 'Sai'io, lo dimostrerò cen tutti gli schiarimenti e con tutti i documenti che si potrann•o deside1iare. Per ora accennerò solo di° 9assaggio che al 1° luglio 1880, i nostri reggimenti di ·ra:ntel'ia avevano 1300 uomini in media effetti·vamente presenti sotto le armi e ,1950 in congedo illimitato, cioè in totale 3250 uomfoi. · Se si considera che, all'atto della mobilitazione, le 3 classi presenti sono· suscettibili'.di pochissime diminuzioni, tanto più per essere gli elementi meno robusti' passati ai distretti fin dal tempo di pace. e che le 5 classi in congedo Mn sono nominali, ma · bensì evìden:temente già depuràle di tutte le perdite subite durante , la perma:nenza sotto le ·armi non·solo, ma ben· ànche di quelle veri- -ficatesi durrrnte il congedo, e venute a conoscenza· dei comandanti ' di reggimento in segu~to alle rassegne periodiche che si eseguiscono, chiaro apparisce che, se si calcola àll'atto della mobilitazione una 'perdita media delH 01l aJl,12 ¼ sul tola.le complessivo delle 3 classi ·pre"senti e ddHe 5 in congéélo, possiamo essere sicuri di ottenere una forza la'qLrnle sarà forse al disotto, certamente non al disopra del vero. Così calcolando, la forza cli guerra rimane ancora cli .circa 230 uomini per compagnia all'a:tto ' della mohilitaziorte, il che ci assicura ampiamerHe una forza idi 200 ·e più uomini a mbbilitazionecompiuta ' per il principio d~He ·op'er a.zioni di ·gue1ta. Urndegge cli 'reclutamento deve ·essènzialmente' avére per sc0po -di rerldere di'Spònìbili 'per' l"esercito uùa' quarrtità ,di ' uomini valMi 1
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RELAZIONE E PROGETT.0
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LEGGE
corrispondente allo sviluppo che si vuol dare alle forze militari in caso di ouorra, e per contro l'ordinamento militare deve essere tale che per~etta-di inquadrare ed utilizzare questa quantità di uomini, nel miglior modo possibile. . A dir vero, parmi che le nostre attuali leggi di reclutamento e di ordinamento siano nel loro complesso abbastanza corrispondenti a quel fine, e ciò sono tanto più disposto a riconoscere, se mi riporto all'epoca in cui quelle leggi furono proposte, al favore con ·cui furono accolte, ed alla grande maggioranza che ottennero allorchè furono votate dai due rami del Parlamento . Il nostro sistema militare, come venne stabilito,. è, P.er sommi capi, il seglien te: · 11° Esercito di 11• linea di circa 330,000 uomini, con 80 reggi- . menti di fanteria a 3 battaglioni; 11 O reggimenti cli bersaglieri a 4 battaglioni; 110 battaglioni alpini; 20 reggimenti di cavalleria a: 6 squadron i; servizi di artiglieria, del genio ed amministrativi corrispondenti. Le compagnie di fanteria e di bersaglieri a 200 uomini presenti in campo; l'esercito formato sul piede di guerra con 8 classi di _,fa cateooria aventi tre anni di servizio (meno le classi giovani, ben inteso), e mantenuto a numero meclia.nte 5 classi di tmppa di 2n categoria, istruite per alcuni mesi; 2° Milizia. mobile, formata, astrazione fatta della milizia di Sardeona, su 40 reggimenti ·c1i fanteria., 20 battaglioni di bersaglieri, e ;orrisponclenti servizi d'artiglieria, del genio ecl amministrativi . Ouesta milizia mobile, formata con 4 classi èli 1• categoria, aventÌ' tut~ 3 anni di servizio, e mantenuta a numero mediante 4 classi di 2a categoria istruita per alcun i mesi; 3° Milizia. territoriale, composta di 7 classi di 1" categoria con 3 anni di servizi o; 1O classi di 2" .categoria, con alcuni mesi, e 49 classi di 3a categoria, le quali non banno istruzione per ora, e· l'avranno, i~ avvenire, di pochi giorni . D' onde emerge chiaro l'impiego cli questi tre grandi reparti: I' esercito permanente destinato ~l~a. g~erra di cam~ag~a; la milizi.a ~obi le'. destinata pur essa a[ Sel'VJZ\Odi campagnam rincalzo, e clll'et quasi. come una. seconda parte dell'esercito cli P linea; finalmente la milizia territoriale, destinak1. a. presidiare le città e le fortezze ed, oc~
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correndo, anche in sussidio alla difesa territoriale dello Stato . Perciò, se si esamina quali cure debbonsi dare a questi tre reparti, quali sagrifizi il paese deve fare per essi, in p1·oporzione dell'azione che sono destinati a spiegare, evidente apparisce la convenienza.cli dare all'esercito permanente ed alla milizia mobi le, la.massima suscettività di resistenza possibile; siccome quelli che sono destina.ti ad essere gli attori del dramma più decisivo e più ele,,ato che si possa svol· gere nella vita. della nazione. A quali condizioni potrà ciò ottenersi? La risposta è facile; assicurandoci truppe solide e ben preparate, convenientemente inquadrate, fornite sen1.a risparmio dei materiali più perfetti, in tali quantità. cla assicurarne i rifornimenti per ogni evenienza cli guerra, coperte alle frontie re ed appoggiate nell'interno del regno· da un bene inteso sistema di fortificazioni. · A qual punto ci troviamo rispetto a tali necessità.? e le condizioni della nostra situazione presente sono esse tali da permetterci cli anteporre un ampliamento del nostro stato militare al perfeziona.mento di quello che abbiamo da. pochi anni adottato? Mi tocca a questo punto di accennùe brevemente a talune circostanze le quali non hanno tolte relazione diretta colla. legge di reclutamento, ma di cui bisogna pur tener calcolo per poter misurare le conseguenze che le varianti, che si facessero alla durata del servizio, avrel1bero fatalmente sull'ordinamento militare. Allorchè fu discusso il nostro atluale sistema, furono sollevati dei dubbi e furono anche fai.te delleohiezioni all'ordinamento proposto; mentre d'altra parte, dal Governo e dalle Commissioni parlamentari incaricale di esaminare i relativi progetti di legge, ammettendosi sino ad un certo punto fondati quei dubbi e quelle obiezioni, ma dovendo pure sottostare ad esigen1.e .finanziarie momentanee che non concedevano di più, fm ono fa.Ue importanti dichiarazioni, e date tahme promesse delle quali è ormai giunta la scadenza: Allora si riconobbe che la ferma cli tre anni era breve; e si ammise, per ciò appunto, come correttivo indispensabile di questa brevità, i richiami cli classi cli 1° categoria in cong~clo illimitato per rinfrescarne l'istruzione; la qual cosa non fu finora possibi le di fare per deficienza di fondi; 1
ANNO XXV, VOL . JV.
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Allora si ammìs-e che la 2"' categoria, la quale deve, per qu,rnto possibile, poter subito accorrere per riempire i vu~ti_ c~gio~1a_ti nell'esercito di ia linea e nella mii izia mobile dalle v1c1ss1tudin1 della gu~rra, abbisogna.va di una prepatazione corrispond~1?e a quel s'.1~ iinrnediato impiego; e m~ntre 1~iconoh~e l~ necess,_ta per ~:sa _d~~ mesi d'istruzione, non si pote sinora istruirla mai per pm _d1 lo giorni ; . . .. Allora si slabilì di doversi dare un'1stntz1one m1htare, almeno elementare, alle terze categorie, le quali, numericamente parlando, costi l'uìscono una parte importante della milizia territoriale; e sinora quell'istruzione non potè aver luogo ; Al'lòra si accennò che quando il bilancio del'lo Stato lo avrebbe permesso, sarebbe indispensaHile di aumenta.redi 36DO cavalli ilpiec~e di pace della cavalleria portando gli squadroni da '120 1à H>O cav~l11, e ciò non aià per aumentarne la forza in ca111pagna, ma semphcemen:e per :~sicurare il limitato piede di g~err:i stabili to si~ dal 11873 pei: il solo esercilb di prima linea, calcolato alla forza di 3~~,?00 uomini; e qnest'aumento indispensabile che ho prori·osto d'mmare nel ,188 1, ed il qual'e 11.rscerà pur se1upre la mil!zia mobil~ s_enza cava:llèria, non si p'otrà ottenere iutiero èhe mediante ulter1on annienti sul bilancio della guerra; . Allora la Comniissi'one i'ncaricata dell'esame del progetto dì legg·e per l'ordiname'nto dell'esercito p\'opos~ a!l'tma~imità, ed il ministero accetlò, un ordine del giorno che mv,tava 11 governo a portare a ~ 25, Je nostre bat(et·ie da campagna, e da 800 che ·son'o pre~enten:ieillè a 100'0 il 'numero dei peizi; ma a tale aumento nori è sinora stato possib'ile di pensare per la maggiore spesa che ne verrà al bilancio, il giorno in cui si riconoscei·à inferiore al b·isogno la propor).. iione della nosti·a a:rtiglieria. Allora fo proposto di rico~tituire l'arti'g1ieria a covallo, la cui soppressione era stata motivata essenzi_al~ente dà consi_d;'razio,ne frrianziaria; ed ora che tuttl sono conv1bt1 della necessita della medesi'ffia, bisorriierà pénsaì·e a formarne alcune batterie . Allora esp't1esso il timore ch'é l' orcUnanie1l'to in due' soii reggimenti dei servizi dél ge11io: di pontieri, cli zappatori, di telegrafisti, di ferrovieri e di treno, e che la fusione del treno coll'artiglieria potessero forse soverchiamente complicare le operazioni di mobilita-
zione dei reggimenti del genio e dell'artiglieria. da campagna, ed ora nessuno più dubita che quel timore non fosse fondato, poichè l'opinione pubblica militare si è pronunziata unanime al riguardo. Se non che, oltre ai miglioramenti previsti come necessari o promessi come opportuni, sin da quando si discutevano le leggi ora in vigore, da coloro stessi che le proponevano e le sostenevano, i quali miglioramenti non si poterono ancora attuare per strettezze dì bilancio, altri b>isogni si sono successivamente venuti manifestando da una parte per lo sviluppo naturalissimo e necessario dell'ordinamento accettato, dall'altra per condizi.oni che chiamerei di forza maggiore. Così è, che per restar fedeli all'indiscutibil e principio, ben a ragione pur ammesso come tale nella Relazione 6 dicembre 11810 sulle basi del!' ordinamento del!' esercì to che: i quad1·i dei grandi 1·epa1·ti di triippa devono esse·re in ternpo di pace s&n'l!p1·e egiiali a quelli di giierra, si è modificata la circoscrizione militare territoriale del regno, ottenendo così di non dovere inr caso di guerra creare di sana pianta nuovi comandi di corpo d'armata e di divisione, e nuove direzioni di servizi amministrativi divisionali; Così è che, corrispondentemente alla natura alpestre delle nostre frontiere continentali, abbiamo dovuto pensare a provvederci di :artiglieria da montagna. permanentemente costituita, e come completamento necessario della istituzione delle truppe alpine; Così è che, volendo (lare alla milizia moh ile un assetto veramente -solido, come conviene di fare per una parte dell'esercito la quale si còmponn di classi anziane d'uomini di 11a categoria che facevano quasi tuue una volta parte dell'esercito permanente in campagna, converrà di richiamarle in servizio per qualche tempo, e successivamente nelle varie divisioni, per esperimentare la praticabilità della formazione dei singoli reparti in ogni evenienza di guerra, e per rinfrescarne l'istruzione; Così è che, per assicura.re il possibile impiego in guerra di tutta, -0 di massima parte della milizia mobile converrà, pensare alla organiz,zazione, all'armamento ed all'equipaggiamento dei riparti di milizia territoriale destinati a presidiare le città e le fortezze; Così è che, bisognerà pur pensare alla creazione di compa.gnie di s1>1ssistenze, come abbia.mo quelle di sanità, per assicurare meglio,
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in caso di guerra, la formazione dei vari reparti da assegnarsi alle varie colonne di vettovagliamento al seguito dell'esercito in campagna; Così è che, essendo venuti i nostri quadri poco per volta invecchiando. ed un certo numero di ufficiali non essendo più atti alle fatiche del servizio attivo, si è dovuto pensare a ripararvi mediante · una posizione nuova di servizio sussidiario od eventuale sècondo che si vorrà chiamarla' assicurandoci anche in tal modo ufficiali a disposizione per taluni servizi i quali, in caso di guerra rimarrebbero difficilmente sistemati a dovere coi quadri di riserva esistenti presentemente; ma questa nuova posizione costerà una nuova spesa per la quale sinora non sì hanno fondi disponibili . Il vitto della truppa ha dovuto essere, per il rincaro dei generi di alimentazione, ridotto in molLì corpi a 180 grammi di carne, la qual cosa era in passato ammessa come una rara eccezione, e bisognerà pur pensare a rimediarvi; Finalmente taccio della convenienza di rivedere le leggi degli stipendi e delle pensioni per l'esercito; della necessità già accennata di migliorare le nostre caserme; della opportunità di taluni provvedimenti ancora necessari per assicurar sempre meglio la mobilitazione dell'esercito, e specialmente 'la requisizione dei cavalli, e di alcune altre modificazioni degli ordinamenti •I 873 che si sono rese necessarie per ragioni di natura diversa:. Parmi che quanto io son venuto enumerando sin qui basti a convincere ognuno che tutto ci consiglia a non cambiare i nostri ordinamenti, ed a persuaderci della necessità in cui ci troviamo di pensar per ora a perfezionare l'esercito che abbiamo costituito su basi che tutto ci porta ~1 conservare. Scartata la convenienza di un aumento di contingente da ottenersi mediante una riduzione di servizio perchè ci porterebbe a spese considerevolissime, non occorre che io mi fermi a parlare della riduzione stessa senza aumento di contingente, ossia dei congedamenti anticipati della classe media, il che non sarebbe altro che il ritorno ad un ripiego finanziario che fu abbandonato anche perchè, per la diminuzione che ne viene nella forza delle c,Jmpagnie sotto le armi, sono sconvolti e resi impossibili i regolari periodi d'istruzione, per poco che il numero degli rromini cui si applicherebbe fosse sensibile.
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Non mi fermerò neppure a parlarvi delle difficoltà. senza fine, che creerebbe l'applicazione di questo sistema; delle ingiustificate differenze di trattamento cui darebbe luogo; dell'influenza dannosissima che avrebbe sui quadri de' graduati, e persino sul reclutamento della cavalleria, dei carabinieri e dei sottufficiali, poieh è sono cose ormai note a tutti . Se però io non accetto rid uzione di fe rma per il contingente eh~ deve formare il nostro esercito di guerra, credo tuttavia, che si possano con v-antaggio introdurre nella nostra legge e nel relativo Regolamento disposizioni le quali, senza per nulla compromettere la nostra forza, rendano la legge stessa meno dura per le famiglie, cosa · necessarissima dopo l'adozione del servizio generale obbligatorio, ed in pari tempo liberino l'esercito da taluni veri non valori. L'attuazione di tali disposizioni realizzerà una economia non trascurabile, tanto più se si considera come ogni giorno si ha occasione di riconoscere che la forza prodotta dai contingenti di leva si faccia superiore a quella che è prevista e che il bilancio permette di tenere sotto le armi . Riassumendo, io credo indi.spensa.bile di mantenere il principio stabilito che il nostro esercito possa essere formalo sul piede di guerra ~on uomini .che abbiano ricevuto tr~ periodi d'istruzione; epperciò nell'annesso progetto di legge, mantengo inalterata la durata cli servizio per 1e armi cli fanteria, artiglieria e genio: di più, ammettendo di 33 o 31: mesi effettivi questa. durata nominale di 3 anni, propongo che per l'artiglieria da campagna essa debba essere portata a tre anni interi. Occorre pertanto che la leva non sia chiamata sotto le armi piL\ tardi del principio di gennaio e che il congedaniento della classe anziana non avvenga prima della. fine di settembre. Con un tal sistema, si otterrà una sufficiente regolarità nei periodi d'istruzione delle reclute, le quali alla primavera saranno abbastanza digrossate per poterle, senza preoccupazione, inviare in campagna cogli altl"i anziani, appunto perchè si troveranno in piccolo numero inquadr(tte in buoni elementi quali sono i nostri soldati di tre anni. Anche l'istruzione delle classi anziane che si trovano sotto le arm i si avvantaggierà assai della chiamata della nuova leva al principio del mese di gennaio e c1el congedamento alla fine di settembre. Po-
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tendosi in tal modo ritardare i campi e le grandi manovre, i periodi d'istruzione si svilupperanno con tutta la voluta regolarità anche per gli anziani, vantaggi questi che, sensibili per tutte le armi, lo saranno anche maggiormente per la cavalleria e l'artiglieria. L'anticipazione di chiamata della leva annua darebbe certamente risultati ancora migliori per l'istruzione, e per l'i giene dei sÒldati, quando la chiamata si potesse stabilire in novembre od in principio di diceinbre; tuttavia, malgr-a~o questa mia persuasione, ho dovuto con rincrescimento rinunziare a proporvela, da una parte, perchà ciò porterebbe in definitiva .un aumento di spesa di 3 milioni e mezzo, che sarebbe anche considerevolmente maggiore nel primo anno per gli assegni di 1° corredo da anticipare; dall'altra, perchè ciò renderebbe necessario di sconvolgere del tutto la procedura ora in vigore per le operazioni di leva. Nello stesso modo che vi ho esposto i moti1"i per i quali sono convinto della necessità di non variare la durata di servizio per le armi di fanteria, di artiglieria e del genio devo soggim1gere che ho pure studiato se non si potrebbe modificare la ferma aUuale per la cavalleria e per il treno. Circa l'arma di cavalleria, h<;> creduto conveniente d'interpellare al ri guardo i comandanti di corpo d'armata, di divisione e di brigala di ·cavalleria. Dalle risposte che mi sono pervenute, hq ricavato quanto in appresso. Me,1tre appare abbastanza generale la persuasione che, mediapte opportuni allungamenti dei periodi d'istruzione, e convenienti modificazioni alle norme che regolano attualmente le esercitazioni varie per la cavalleria, si potrebbe richlrre a 4 anni, od almeno a 47 mesi effettivi, la durata di servizio per quell'arma in tempo di pace, parecchi dei generali interpellaLi sono però rimasti dubbiosi sulla risoluzione del quesito ad essi sottoposto, od hanno risposto negativamente per il timore di vedersi verificato quanto appresso: 11° Che la questione della diminuzione di durata di servizio in cavallei'ia avesse a portare in discussione la questione della durata di servizio anche per le altre a,rmi ; 2° Che una volta dimuita a 4 anni nominali la durata di servizio in cavalleria, si fosse poi trascinati, per necessità di bilancio
od &!tre, .a dit11ip.uire i periodi d'istrqzione, come pur troripo lo dimçistra possib ile l'esperienza élegli anni passati; 3° Che i quadri dei graduati avessero a soffrirne, e CQSÌ pure il reclutamento dei reali carabinieri. Confesso che pel primo timore, il quale viene a confermarmi su quanto si pensa generalmente nell'esercito dell'assoluta necessità di mantener la ferma di tre anni, e sulla trepidazione che cagiona il solo pensiero che si possa cliIT).inuirla, non mi preoccuperei gran fatto, persuaso che non si possono confondere le q.ue questioni della ferma della ca valle ri a e cli quella della fanteria, a meno che lo si voglia fare all' infuori di tutte le consiclerazioni tecniche che rifle~tono i due problemi. Più fondato ammetto il secondo timore, quèllo cioè che da f. anni nominali si possa poi passare a 43 o ,1-/J. mesi, locchè renderebbe vano ecl illusorio il vantaggio che si avrebbe da una più conveniente sistemaz ion~ dei periodi d'istruzione per tutte le armi. Se non che veniva a rassicurarmi il preciso intendimento manifestato dalla Camera, cli clefinire, una volta per sempre, .in modo stabile e duraturo la questione della durata clel servizio in tempo di pace, e pertanto speravo sulla stabilità clelle decisioni che sarebbero state prese. Circa la terza preoccupazione, quella élei quadri, essa fu generai~, e convengo che se ne debba tenere un grandissimo conto. Lo ammetto tanto più volontieri inquantochè clessa è pure una delle tante difficoltà che sconsigliano la diminuzione cli servizio per le altre armi in generale, le quali ne sentirebbero·evidentemente gli effetLi molto più della c:1valleria. Pava.nti alla opinione delle più competenti persone tecniche, ho credLlto dover auenermi a conservare le cose come sono n.ttualmente per lét ferma della cavalleria., Circa alla riduzione clel s·ervizio per il treno, il problema si presentava in certa ma.nieraanalogo a quello per la ferma della cavalleria, sebbene assai meno importante; e, dopo attento esame, avvalorato anche dal par3re della generalità delle persone più competenti, credo che si p.ossa addivenire ad una ferma di due anni o meglio di 24 mesi. Ciò necessiterà un li eve aumento nel numero degli uomini da assegnarsi alle compagnie treno; ma, af-
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finchè ciò possa farsi senza danneggiare il reclutamento delle altre armi basterebbe un lievissimo ed insignificante aumento nel contingente di P categor·ia, quantunque il contingente ordinario sia sufficiente anche per sopportare la perdita dei pochi uomini da assegnare in più al treno, senza che la forza di guerra delle nostre compagnie di fanteria abbia menomamente a risentirsene. Credo che questa mia proposta non possa incontrare opposizione, tutti desiderando che la ferma non sia superiore ai veri bisogni militari, i quali si possono considerare come assicura.ti per il treno anche se per esso corpo si riduce la ferma a 2 anni . Si può obbiettare che s'introduce in tal modo nella legge di reclutamento una, nuova ferma In quale non era sinora contemplata; ma il miglior sistema mi par essere quello di non oltrepassare quei limiti che gli interessi militari richiedono, mentre al di là non si fa altro che aggravare una legge già per sè stessa durissima, e per la quale è primo dovere del Governo di studiare ed applicare tutte le auenuan ti pos· sibil i. D'a!Lra parte il maggior numero di uomini da assegnare al treno sarà convenientissimo per somministrare tutti i serviz i occorrenti all'esercito .in guerra e più specialmente :per far fronte a quello di vettovagliamento come lo stabilisce il Regofamento relativo che sarà quanto prima pubblicato. Questo Regolamento per l'intendenza in guerra, frullo di luoghi ed elaborati studi, ricevette la sanzione del le autorità. militari più competenti nella materia, a cui il Ministero ha creduto di rivolgersi per sentirne l'autorevole parere, allo scopo di dare maggior forza alle disposizioni preparale. Ad ogni m·odo, siccome in altro progetto di legge che spero aver l'onore di presentarvi saranno proposte alcune modificazioni alla sistemazione dei reggimenti d'artiglieria, per cui il treno propriamente dettoneverrebbestaccato, così l'articolo di leggechevipropongo circa la r iduzione di ferma a due anni per il treno, non dovrà andare in vigore che gradata.mente ed a misura che la forza del contingente ass.egnato a quel corpo lo permetterà. Così pure credo di corrispondere ad un bisogno reale, e nello stesso tempo ad un desiderio quasi unanime, proponendovi, come g(à fu detto più sopra, che per l'artiglieria da campagna la durata d1 servizio sia di Lre anni completi, e ciò per evita.re quel periodo
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difficilissimo che presentemente le truppe di quell'arma attraversano tra il congedamento d'311a. classe anziana., e la chiama.La sotto le armi della nuova. leva , periodo in cui si potrebbe eseguire esercitazioni importanti, e che ho qualificato clifffecilissirno perché i pochi uomini rimasti presenti sotto le armi sono occupati nei vari ser vizi, e specialmente nelle cure dei cavalli, ciò che Ii distoglie dalle numerose e complica.te istruzioni speciali della propria arma. Giunto a questo pLrnto, parmi di aver risposto al quesito posto dal primo ordine del giorno della Camera, e per meglio precisa.re lo stato della ·questione, credo bene di riassumere brevemente, e per sommi capi, quali sarebbero gli intendimenli del Ministero: ,1. La durata del servizio di 3 anni per gli uomini delle armi di fanteria, d'artiglieria e del gen io, che devono servire per la prima formazione di guerra dell'ese1:cito al momento della mobilitazione, non sia per ora variata, siccome quella che, nelle nostre condizioni presenti, può bastare per darci truppe sufficientemente istrutte ed educate militarmente; 2. I periodi d'istmzione sia.no stabiliti in modo invariabile, e la chiamata. della leva si faccia regolarmente al principio cli gennaio, congedando la classe anziana alla fine di settembre; 3. Amme,si come sopra la chirunata della nuova leva ed il congedamento della classe anziana, le grandi manovre abbiano luogo nella seconda. metà. cli settembre, ciò che permetlerà. di ritardare l'epoca dei campi d'istruzione, rendendo così più regolare lo svolgimento delle istrnzioni ordinarie nelle guarnigioni durante i periodi invernali ed estivi; .L La durata di servizio sotto le armi per le truppe del treno siaridottada trea due anni effettivi; , 5. Il congeda.mento della classe anziana per l'artiglieria da campagna. 'e per il treno si effettui in dicembre; 6. La forza del contingente di 1a categoria da chiamarsi annualmente sotto le armi sia in massima. di 65,000 uomini, contingente che ci dà un piede di pace superiore ~dl'organico st~bilito ·nel •1873, ed assicm·a esuberantemente la formazione sul piede cli guerra dell'esercito con soldati arenti 5 periodi d'istruzione per la cavalleria e tre per le armi di fanteria, artiglieria e · genio; arnmettendo per contro, e per sentimento di giuslizia, e per economia, eperchè non 1
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contrario in alcun modo ai principii che sono venuto fin qui esponendo , alcune facilitazioni ed alcune licenze da concedersi per cause di circostanze special i di famiglia, o per motivi di salute, nei limiti ristretti e precisi che sono indicati nei relativi articoli di legge, o che saranno fissali dal Regolnmento sul reclutamento; 7. AI!o scopo cli evitare annualmente perdite cli tempo e discussioni non ne·cessarie, il contingente di 1• cate"oria sia stabilito . o in modo fisso. Questa proposta è tanto più ammessib ile che da 9 anni si discute in ogn i sessione della Camera sempre un medesimo progetto, ed una medesima cifra; e cl'allronde, esistendo per legge la forza organica di pace, ed essendo fin dal ·1873 fissata la forza. organi ca di guerra, non vi è ragione di non fissare in modo più sta.bile il contingente che deve somministrare quella forza. 1
Toccami ora di rispondere al secondo degl i ordini del giorno enunzinti in principio di qu csl.a relazione, quello cioè col quale s'invita il Ministero a presentare d'nt'genta un progetto di legge nello scopo di limitare la chiamata clell'istrtllione degli uomini di 2a categoria ad un numero s11mcienle per assicurare un giusto completamento all'esercito di 1• linea ed alla mi lir.iamobile. Questo ordine del giorno, prima di essere proposto alla Camera, fu approvato alla unanimi Lit dalla ~-ostra commissione cli bilancio. Si può clunqne ritenere che il concetto nel medesimo espresso corrisponda ad una convinzione gene~ale, eppertanLo non occo rrerà clic io mi dilunghi molto ad esporvi le ragioni delle modificazioni ch13 mi sono indotto a proporre alla legge cli reclutamento per ottemperare all'invito avuto. Si può, da quanto è permesso di prcsurnere dai calcoli cli probabilità ordinaria, ammetterere che le truppe di complemento che occorre di tener preparate per manda.rie al l'1t0po ariforniredi uomini l'esercito in guerra siano all'incirca il terzo della forza mobil itata. II qua.clro organico del nostro eserci Lo di, campagna essendo dj circa 330 mila uomini, occorre di avere per il medes imo un complemento cli if.10 a 420 mila uomini . La milizia mobile potendosi, a rotazione completa, calcolare a circa 150 rnila uomini, basteranno per essa 50 o 60 mi la cli complemento, in totale da 1160 a 1180 mi la uomini tra esercito permanente e milizia mobile.
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Chiamando all'istruzione tutta la 2° categoria che è cli circa 50 mila uomini, conservandole gli attuali obblighi di servizio, cioè 5 anni all'esercito permanente e 4 nella milizia mobile, si avre~bero ~er_~ classi 450,000 uomini nominali ,, ossia più di 360 mila eflettm Msponibili per complemento calcolando la'.·gamente ,tutte le pe'.·~~ite possibili prima della chiamata e nella _chiam~ta. Tale qua?L1La. è di mollo superiore al bisogno, mentre nesce d1 grave peso ali erano il dare una conveniente istruzione a. 50,000. Per un al.Lro verso non sembra equo ,che la 2° caLegoria abb ia solo 9 anni cli obbligo di $ervizio (con pochi mesi d'istruzi one una volla. soltanto) me.nlre la l " categoria ne ha 12, dei qual i ne passa 3 anm sott~ le ~rm1. Per avvi cinarci, là dove possiamo, alla vera appltcazt0ne del 1 principio del servizio generale ?b~ligato.rio'. è ovvio che. la 1" e 2acalegoria clebbano avere uguali gli obbhgh,, almeno per 11 tempo in cui devono rimanere a disposizione dell'esercito permanente e della milizia mobile, poichè a rigo1·e la 2a categoria non dovrebbe essere considerata che come una por1.ione della 1•. Eppertanto non esito a proponi un~ moc~ifì~azion~ alla. legge_~i reclutamento per portare da 9 a 12 gh anni d1 obbligo di serv1z10 della 2a categoria, cioè a qLrnnto sono gli obbligh.i per la ,1• categoria. Con tale modificazione però arvenebbe che le 12 classi di 2a categoria darebbero 600 mila uomini nominali , os~ia ?iù cli 480 mila effettivi dispon ibili per complemento, mentre 11 bisogno che ne abbiamo è da 1160 a 480 mila. Se non yi fosse di mezzo la difficoltà finanziaria io vi confesso che allo scopo di rreneralizzarc l'istrur.ione militare nel paese, vor;·ei che si chia.mas;ero annualmente t.utti i 50 mila uo,nini di 2" catecroria sotto le armi. Ma le stesse ragioni che hanno impedito sinoraò, e che impediranno ancora per molto tempo la rea lizzazione della categoria tunica, e le qual i ci obbligano ?.chia~are ~ell.a '14 categoria nna ·sola parte del contingente clispon1b1le, c1 cons1ghano a fare lo stesso per la 2a categoria. L'ordine clel "iorno votato dalla Camera col quale s'inYita il Ministero a liniita;e l'isll'Uzione a un dato numero d'uomini di 2• categoria, è la vera consacrazione del principio che, i nostt·i mezzi finanzi ari non permellendo di chiamare tutlo il contingente sollo le 1
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,ar~i, dobbiamo attenerci al concetto più positivo, e più pratico m1htannente parlando, di chiamare sia della 11a sia della 2a cate~ goria quel numero di uomini che sono sufficienti per formare l'ese_rci~o sul piede ~i g~èrra, e per mantenerlo a numero dopo commciate le operaz1om. · E evidente che volendo istruire 50,000 uomini di 2." cateooria non si può, senza gravi difficoltà di servizio, e senza anda;e in~ contro a spese che il nostro bilancio non può sopportare, tenerli ·sotto le armi per il tempo necessario a dar loro una conveniente istru·zione, mentre ciò riesce assai più faci le e meno costoso per una parte sola di essi . . Per assf curarci la forza di complemento di cui possiamo calcolare ·d1 avere bisogno, basta ampiamente istruire 2.0 mila uomini all'anno poichè con '1.2 classi disponibili avremo 240 mila 1t0mini nomi~ nali, ossia più di 190 mila effettivi; epperciò, ottemperando all 'invito della Camera, ho 1:onor~ ~i yroporvi di dare l'istruzione appunto a questo numero eh uommt d1 2.' categoria, la cui chiamata sarebbe regolata nel modo indicato nell'annesso progetto di feO"o-e. . Stabilito ~1 mod_o nor~11ale_ il contingente di 1° cate;~·ia e la porz10ne della 2. che si dovra chiamare annualmente all'istruzione ,soprava~z_ed~ una part_e di questa 2• categoria la. quale per ora saTe~b_e d, c'.rca 30 mi!~ uomini, ma che diminuirà se si userà, com'è mia 111tenz1one, magg10re rigore nell'accertamento nelle condizioni -di idoneità fisica degl'inscritti, e se si renderà la leO"r,e alquanto più . I . è>O mite per e circostanze di fam iglia. che danno agl'inscritti il diritto -di passaggio alla 3• categoria. Alla parte di 2• categoria non chiamataall'istruzionesi conserver~bber?~li stessi ,obhli?"hi di servizio che all'altra, per averla sempre d1sponib1le per I esercito permanente o per la milizia mobile in caso ·di bisogno, e le si darebbe in tempo di pace quella stessa istruzione che si darà in avvenire a.Ila 3• categoria. Si osserva d'altronde che questa parte di 2n categoria non istruita, potrà sempre, in caso di guerra, veniresotto le anni dopo u!Limata la mobilitazione, e dovendo essere mandata all'esercito solo dopo esauriti i complementi che sono stati preparati in tempo di pace, non può in . alcun mode, temersi di non avere il tempo necessario per istruirla a dovere. 1
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Esaurita l'esposizione di quanto ho credL1to di fare per ottem-· prare ai due ordini del giorno votati dalla Camera, ed esposte le ragioni che hanno consigliate le mie proposte, devo ora svolgere qtielle che m'inducono a presentarvi alcune altre varianti a.Ila legge di reclutamento. A parer mio, la legge non stabilisce in modo abbastanza esplicito11 dovere del Governo di richiamare di tanto in tanto sotto le armi· le classi in conga.do illimitato . .Io ritengo che questi richiami sono assolutamente indispensabi li, non solo allo scopo d'istruzione della trnppa, ma ben anche per un altro importantissimo motivo che ora accennerò , non dilungandomi suHa necessità di rinfrescare l'istruzione ai· soldati, evidente da per sè e riconosciuta da tutte le potenze. . (L'Austria richiama og1ii 2 a;nni le classi sotto le armi, la German.ia due volte durante il tenìpo che appartengono alla riserva dell'eser. . cito). La forza di 100 uomini, sta.biUta per la nostra compagnia m tempo di pace, è nominale. Dappri ma gli uomini assenti per malattie, . per licenza, per punizioni, per servizi d'_ogn_i spe_cie, ri~ucono il numero dei soldati disponibili per le eserc1taz1om 111 media a non più di 65, e ciò, ben s'intende, sol? n~i presidii , ov_e l'a~c~s~rma-. mento, il servizio territoriale e la nunione delle varie unita dt uno, stesso corpo lo permettono , perchè, ove ciò non sia, le condizion~ sono ancora peggiori. Conviene poi osservare che dal mese di settembre sino a aennaio la compagnia manca della classe anziana congedata, cosicchè la sua fo rza nominale scende a meno di 70 uomini· e l'effettivo di soldati disponibili per l'istruzione scende a circa 30;. si soggiunga che da gennaio ad aprile la classe venuta ultima sotto le armi non può prender parte alle istruzioni cogli anziani; ne segue che la compagnia non può manovrare con 65 o 70 uomini che circa 5 mesi. Chiaro pertanto apparisce che gli ufficiali ed i graduati non hanno mai occasione cli comandare reparti che siano maggiori del terzo di quelli che avrebbero cla comandare in caso di guerra, 5upponendo le nostre compagnie di 200 uomini prese~ti; cioè in poche· parole, il tenente ed il sottotenente si troveranno m campagna tutto , ad un tratto a dover comandare una forza quasi eguale a quella or-· 1
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dinaria di una compagnia sul pi ede di pace ed il capitano una forza eguale a quella d'un battaglione. Perciò , anche se i richiami di classe non fossero necessari per la istruzione deali uomini che si trovano in cono-edo illimitato) essi n richiami sarebbero indispensabili per ingrossare, almeno durante alcune settimane, le unità che prendono parte ai campi ed alle manovre, poichè se ciò no11 si facesse si può esser certi che in caso di _guerra, si entrerebbe in campagna con quadri, i quali si troverebbero impacciati per non essere menomamente abituati a comandare riparli di compagnie rinforza te di numero. La legge di reclutamento ora in vig<Jt·e, ammette, è vero, questi richiami di classi, ma a parer mio non è sufficiente, temendo che, se non ne è portato tassativamente l'obbligo con una disposiziohe speciale, non si eseguiranno ogni anno; epperciò ho p1·0-. , posto nell'annesso progetto cli legge la relativa modificazione. Così pure ho creduto di dover indicare nella legge l'istruzione che devesi impartire alla 3a caLegoria e stabilire anche quella da darsi alla .2" parte della 211 categoria. V
Altra questione che mi si è presentata allo studio è stata quella del servizio dei sott'ufficiali , che, secondo la legge attuale, passano direttamente alla milizia territoriale dopo compiuta la loro ferma petmanente. Ne avviene che un sottuffi ciale proveniente da un battaglione d'istruzi r.ne nel quale si è arruolato a 17 o 118 anni, passa di pien diritto a 25 o 26 ann'i nella milizia territoriale. Questa disposizione di legge mi pare soverchiamente mite mentre ih caso di guoh·a essa priva l'esercito e la milizia mobile cli una forza che non è certamente da trascurarsi nè per numero, nè per qualità. Comprendo che simile prescrizione ha avuto origine da l desideri o -di faci litare il reclutamento clei quadri; ma d'altra parte osservo ,:be è lecito cli ammeUere, nei giovani che vengono ad arruolarsi un sentimento diverso cla quell o che la legge a.Uuale semhra supporré. Io non credo che un sottufficiale congedato a 25 o 26 anni possa desiderare, in caso cli guerra, di servi-re nella milizia territoriale piuLLoslochè nell'esercito perma.nente e nella mili aia mobile; non so adatLarmi a quel pensiero, e mi pare che con una tale supposizione si giudichi meno favorevolmente la più eletta 1
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part'é della noslra truppa. Che se veramente clominas,;e in alcuni sottufficiali, il concetto di desiderare questo passaggio immediato alla milizia territoriale confesso che non saprei vedere un danno per l' eserciLo nel fatto che questi non venissero ad arruolarsi. La deficenza dei sottufficiali in tempo di pace è stala un momento assai considerevole; ma presentemente è di molto ridotta, poichè ne mancano in media pochi nei reggimenti. Non sembra dunque il caso cli preoccuparsene; e d'altra parte non sarebbe mai la deficienza in tempo di pace che potrebbe compromettere la istruzione e l'educazione delle truppe, avendo l'esperienza dimostralo che i caporali maggiori corrisp_ondono perfettamente allo scopo_ che ~i voleva ottenere quando furono creati come un intermedio tra 11 sotLuffìciale ccl i I caporale. In quanto alla questione di' giustizia e del calcoio che si potrebbe fare sul valore degli 8 anni di ferma. permanente in confronto clei 42 della fe rma temporanea dei caporal i e soldati, parmi che non sia nemmeno da sollevarsi. L'arruolamen to per 8 anni, assunto in un balla•rlione cl'islruzione è un contrallo bilaterale tra il governo e o l' arruolato , e non si possono quindi far raffronti colla ferma temporanea che è obbli gatoria. Che se si volesse i1wocare la ragione dell'ayer percorso la ferma permanente come sufficiente ad esimere il soLLufficiale dal servizio dell'esercito pel'manente e dell a milizia mobi le, in caso di guerra non vedrei il motivo per il quale non si farebbe alLreltanLo per l'ufficiale dimissionalo dopo 8 anni di serv izio, mentre questo è 1Jer legge astretto a rimanere ufficiale di còmplemento sino all'ellt di &-O anni, eppcrtanto in caso di guerra, destinato al servizio dell'esercito di ,1• linea o di mi lizia mobile. Per tutte le ragioni che precedono, io credo di dovervi presentare una modificazione agli obblighi cli servizio dei sottufficiali, e la ho compresa anche nell'annesso progetto cli legge. Allo scopo cli garantire i sottufficiali raffermati contro le indegne speculazioni cui il sistema attuale di pagamento delle rafferme dà luogo, ho anche creduto d'introdurre nella legge qualche variante a tal rigm1rdo; il che avrà anche per '.effetto di traltenere sotto le armi un maggior numero cli sottufficiali . Così puro per molte considerazioni suggerite clall'esperie1iza degli ultimi anni, ho creduto conveniente cli ritardare sino a 18 anni l'età necessnria per contrarre l'arruolamento volontar~o.
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RELA ZIONE E PROGETTO DI LEGGE
PER MO D!fo'ICAZ!ONI. ALLA LEGGE
Altre varianti che ho ritenute necessarie sono quelle che riguardano le facilitazioni da accordarsi a coloro che frequenLeranno i tiri a segno da stahilirsi nel regno, seconclo il progetto che ho fiducia di potervi presentare fra breve, d'accordo col mio onorevole collega il Ministro dell'interno, e la restrizione da farsi di certe concessioni della legge stessa per coloro che non li frequenteranno. Le fac il itazioni sono essenzialmente le esenzioni da tutta o parte dell'istruzione per gli [LOmini di 2a categode e l'esenzione totale per quelli di 3" categoria. . Le restriiioni sono che il volontariato di un anno ed il ritarclo del sen•i7.io sino al.26° anno di età. non potranno essere accordati a coloro che non avranno frequentato i tiri a segno nazionali. Un'altraquestione meritevole di essere meglio ch iarita, ci si presenta nell 'obbligo cli servizio degli ufficiali i qual.i si dimettono volontariamente. l 'art. ·12 ! dell'at~uale legge di reclutamento stab ilisce invero che gli arruolamenti volontari e coloro che servono in v'.rtù ~i R . .de~ creto debbano compie·re i,,n, ogni caso la fmna e gli altri obbl1gh1 di servizio prescritti dalle leggi. Questa disposizione ricavata dalla legge sul reclutamento clel 20 marzo •I 8i>4-, tro,,ava allora nel § 85 1 del corrispondente regolamento le modalità della sua applicar.ione. Ma venne la legge sull'ordinamento dell'esercito 30 settembre 1873, la quale, colle prescrizioni degli art. 65 e 66, completate poscia con quelle del successivo Regio decreto 7 agosto :1874, stabilisce che l'ufficiale volontariamente dimesso debba far parte fino al 39° anno compiuto, clell'ufficialità di complemento. Questa nuova qualit1t, di cui venivano a tru \"arsi rivestiti gli .ufficiali dimissionari doveva necessariamente rendere loro inapplicabile l'art. 112 1 della Jemre sul reclutamento, in quanto che sembrasse meno compatibile°iol nuovo grado di oui essi erano riv~stiti, la condizione di dover compiere la propria ferma come soldati. Conseguenza di un tale stato cli cose si è che non pochi giovani, i quali colla prospettiva di non poter sfuggire al servizio milit.are, preferiscono entrare nell'esercito come ufficiali, non appen~ ha.nno guadagnato un tale grado se ne dimettono, rimanendo liberi _eta qnalsiasi ulteriore obbligo di servizio, tranne quello di essere chiamati in caso _di guerra come ufficiali di complemento.
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A rimediare siITatto inconveniente io vi proporrei di introdurre all'art. ·I2·1 surriferiLo un'aggiunta la quale, mettendone meglio in chiaro l'applicazione agli Ltfficiali dime,si vo lontariamente, determini in pari tempo i loro obblighi di servizio . Come già vi ho accennato ho poi creduto mio stretto dovere di cogliere l'opportunità di questa revisione della legge sul reclutamento per proporvi di in.trodurvi talune disposizioni intese a mitigarne la durezza in riguardo agli interessi delle famiglie. Non mi dilungherò nell'accennare i particolari di ciascuna proposta., basLc:1-ndo, a mio avviso, il semplice confronto degli articoli vigenti coi nuovi corrispondenti, a chiarire la natura e la giustezza di ognuna di esse. Non mi fermerò del pari a discutervi la convenienza di acloLLare disposizioni le quali, mentre non offendono in alcuna maniera il principio fonda.mentale dell'obbligo personale di tutti i cittadini, nè altre prescrizioni di massima delle leggi di reclutamento, tutelano maggiormente nella applicazione pratica gli interessi e diri tti particolari degli individui e delle famiglie, in teressi e·dit·itti che poi sono cl'indole e di importanza sociale. ·Inspirate agli stessi principi sono pure alcune altre disposizioni che io propongo in favore di coloro che sono in corso di studì universitari o pareggiati, disposizioni la cui importanza sarà non ne dubito da voi riconosciuta. Infine un'altra mi riservo d'introdurre nel Regolamento, ta quale è pure ricbiest:a dall'interesse sLesso dell'esercito, tendente a tenerlo maggiormente libero da quegli individui che, per malattia o .per .poca robustezza, si sono resi non atti a sostenere le fatiche della vi La militare, e che finiscono per popolare gli ospedali, senza far servizio e nella impossibi·lità d'istruirsi. ~è è a temersi che queste proposte, ispirate a scopo umanitario che vi ho accennate, possano far scemare la forza sotto le armi in un modo che possa menoma.mente preoccuparvi. Del resto, costretti come siamo dalle esigenze finanziarie, e dai limiti dei nostri quadri, a contenere il progressivo aumento di eletta forza, i passagii dalla 1a e dalla 2° alla 3• categoria ecl i congoclamenti che seguiranno dalle proposte modificazioni, o le licenze che si acco rderanno p,er effetto dei motivi che vi ho più sopra accennnti, saranno un giusto e conveniente modo di eliminazione cli elementi
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so:vrabbondanti, i quali, nelle ciJ;costanze speciali in cui si · trovano 0 di fam igli a o di salute, nor). possono certamente essere considerati come elementi di forza per l'esercito. . Il progelto di modificazioni che ho l'onore di proporr~ al Vostr~ esame non ha bisog,no di essere commentato da me sotto 11 punto d1 vista finan ziario, per la ragione che le varianti. proposte rappresen,teranno una di~inuzione alla spesa ordina.ria che porterebbe di conseguenz1J, lp. legg_e att~alµiente in vigore se tutte le disposizioni in essa con.tenutefossero piena.mente applica.te. . E~poste così, nel modo il. più succinto che mi è stato possibile, le c~nsi~en1zion'i chè mi hanno guidato nella compila,zione di questo progetto di. legge, non mi resta che a raccomandarlo caldamente a.Ila Vostrn approvazione. .. Io nutro· la con,vinzipne che le disposizioni nel medesimo stabilite seg1~~ra.nno un notevole m~gliorg,mento sotto il duplice aspetto ipi litare e sociale; poi~hè nel mentre assicureranno all'esercito .che abbiamo cosLit~1ito, dieLlìO i grandi insegnamenti delle ultime guerre, tutte .le necessarie condizioni di st~tbililà e di solidità per c.orrispondere i1i ogni eveniértza,alle legitti me speraùze che in esso ripone la l}f\Zjone, esse mettera,nno in pari tempo la legge maggiormente in armonia con q,uei princiP,ii di equitlt e di umanità, che non si possono scompagnare dalla. adozione del priqcipio del servizio personale ob~liga,torio .
P ROGETTO DI LEGGE
A1•ticolo p1•imo.
Agli articoli 8, 9 . 110, 1111, 118, 28 . 43, 08, 60, 78, 80, 82, 86,
87, 89, 96, rn,1, 1103, 1lH , '!'16, ,120, 112,1, 112,L mo, 1126, ,128, 129, 1130, ,13,1, ,133, 1136, ,137,"38, ·139, u.o, ,1H, ui, H6, 1147, '160, 1170, 'I73, e n,1, del testo unico dell e Leggi sul recluLamento dell'esercito approvato con Regio decreto del 26 luglio ,1876 N. 3260
(serie _2a) sono rispettivamente sostituiti i seguenti : • Art. 8. Il contingente di p1·irna ccitegoria che ciasci1,na leva deve somrn111bist·1'a1·e cill'ese1·cito ù di 6ff,OOO uomini. Gli inscritti itlonei a.Ile armi che sopravvanzino al contingente di 1• categoria e che non abbiano diritto all'assegnazione alla 3° costiLuiscono la .2• categoria la quale è divisa in clne parLi. Il contirngem,te della prinia pat·te di .2a categoria di og·n i classe è f1,Ssato a 20,000 uoniin-i. Art. 9. Il ripartimenlo fra i circondari del contingente di ,1a categoria è fatto per decreto reale in proporzione del numero degli inscritti sulle liste di estrazione dell a classe chiamata. Il 1·ipartim.ento del contùng,ente della 1a pa1·te della _2& categoria è fatto dal ilf inistrn della giierrn fra i dist·retti m,it1:tari in propo·rzione degli uomini definitivamente asc1·itti alla stessa 2• categoria . Art. 1O. Il contingente di ,1a categoria assegnato a ciascun circondario è dal prefeLto o sottoprefetto ripar.tito fra i manda.menti cli 1
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cui esso si compone, in proporzione del numero degli inscritti sulle liste di estrazione di ogni mandamento. Salvo la città di Napoli, tutte le altre che comprendono più mandamenti nel loro territorio sono considerate per la leva come costituenti un solo mandamento. .ll conti1ngente della 1a par·te della 2a categoria, assegnato a ciascwn, dist1·etto militar·e, è 1:,ipa1·t·ito dal 1·ispettivo comandan,te fra i 1Ja1·i m,andamen-ti 'in proporzione del n1.mie1·0 degl·i a1·ruolati nella 2" categoria dei mandamenti stessi. Art. ,1,f. L'estrazione a sorte determina l'ordine numerico da _seguirsi nella destinazione degli individui alla ,ia categoria ovvero alla ,ia od alla 2a parte della 2a categoria . . Art. 18. Cont1·0 le decisioni dei consigli di leva è am,1)iesso il 1·icorso cil 1lfinistro della gii(';rra, osservate le presm·izioni del 1·egolamento di cui all'articolo 175. Il Ministro, sentito il parere di una co{llmissione composta di un ufficiale generale, di due consiglieri cli Stato e di due ufficiali superiori, potrà annullare le dette decisioni. I ricorsi preaccennati non sospendono gli effetti delle decisioni dei consigli di leva. · Art. 28. Sulla lista di leva della prima classe a chiamarsi sono da aggiungere: 1J. Gli ommessi inquisiti di essersi sottraui alla inscrizione, ed assolti dai tribunali ordinari; 2 . Gli ommessi in leva anteriori, di cui all'articolo 35 e quegli altri che si ansi pr_!3sentati ::;pontanei per essere inscritti prima o dopo che siasi scoperta la loro ommissione. Art. /~3. Nel caso che i l num,e1·0 delle schede 1·inchiuse nell'urna 1·isiilti minor·e di q11.ello degli insc,ritti, i giova:ni ecceclenti sono am,messi ad i1,,na estrazione siippletiva la q-iiale s'i eseguisce 1·imettendo nel('urna altrettante schede q1iante e1·a,no · q1ielle clellci prima est1·azione. E per cont1·0 se il 1iiimero delle sèhecle ·ris,11,lti eccedente, le 1·imane1iti nell'w·1ici si ha1ino per 1i1.ille . Terminata l'estrazione, non può questa, per qualunque motivo, essere ripetuta, e ciascun inscritto riterrà il numero assegna.Logli dalla sorte. Art . 58. All'esame personaie degli inscritti, sarà proceduto dal
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consiglio di leva in presenza del sindaco per mezzo dei medici i:hiamati alla seduta. I casi di esenzione dal servizio di ;Ja e di _2.a categoria sono giudicati sulla produzione cli documenti autentici, ed in mancanza di documen~i, sopra l'esibizione cli certificato rilasciato dal sindaco sull'attestazione di tre padri di famiglia sottoscritti all'atto, domiciliati nello stesso comune e p:tdri di figli che sieno soggetti alla leva nel còmune medesimo. ÌVel caso che im iscritto non, giiistifichi il di1·itto invocat~ alla esmizione cli cui soprn, i l consiglio pr'O'V'l)ede pe1·chè sia i1nmediatam.ente, se idoneo, arr-nolato i% 1" o 'in 2• categor·ia, _gi1ista il nmmiero est1·atto e [!li concede dilazioni anche si?io a.lla chius·u.ra dellci sessione comqJletiva per p1·ovare i snoi titoli ad esse·re asseg1iato alta 3". , Art. 60. Il consiglio di' leva, tenute presènti le disposizioni dei precedenti articoli 8 e 1111, assegnerà al contingente di 1a categoria nell'ordine seguente : 1. I capilista di cui al N. 2 ed all'ulti mo capoverso dell'articolo .29, gli inscritti che si trovassero nei casi contemplati negli articoli 155 e 1156, i volontari di un anno già ammessi sotto le armi o·che abbiano ottenuto cli rita,rclare J'annn di servizio; e gli inscritti di cui all'articolo 1~M; · 2. I capilista di cui ai Ni 1, 3 e 4, del citato articolo 29 e i renitenti assolti.o condannatisemprechè'tanto gli uni quanto gli altri pel numero loro toccato in sorte nella estrazione della leva alla quale presero parte dovessero es_sere ascritti alla 11a categoria; 3. Gli inscritti della leva in corso nell'ordine in cui risultano nella lista di estrazione e fino al compirilento del determinato contigente cli 11• categoria. Tutti i rimanenti capilista ed inscritti non compresi nella 1a categoria saranno assegnati alla .2• nell'ordine medesimo della lista di estrazione. I surrogati di fratello saranno assegnali a quella categoria cui per ragione del loro numero di estrazione donebbero appartenere i surroganti. Art. 78. Gli inscritti che risultino cli debole costituzione od affetti ,da infermità presunte sanabili col tempo sono rimandati alla ses-
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sione completiva. della loro leva, e se in questa. si riconoscano persistenti gli stessi motivi sono rimanda.ti alla prima ventura le.va, e da qiiesta, occo1·1·endo, alla leva siiccessiva, al qual tempo risultando tuttavia inabili sono riformati . Art. 80. Gli inscritti che abbùino o che snpe1·iltio la statura di un ~etro e cinquantaquattro centimetri, ma non 1·aggiungano quella. cli cli un metro e centimetri cinquantasei, sono rimandati alla prima ventura leva, e da qiiesta, occo,rrendo , alla leva successiva, e non avendola neppure in quel tempo raggiunta, debbono essere riformati dal consiglio . . Art. 82. Gl i inscritti di cui all'articolo precedente. qualora siano idonei devono presentarsi al consiglio cli leva prima che proceda alla chiusura delle sue operazioni. Quando siano dichiarati inab ili, sono rimanda.Li alla prima ventura. leva con obbligo cli presentarsi all'esame del consiglio, a meno che non siano affetti da talwnci delle de{O'rm,ità di cni all'articolo 47,%el qiial caso il consiqlio potrà pronimzia:rne la 1·if'orma· c01i le ?iorme stabilite dal regolam,ento . Art. 86. Va esente dal set;vizio cli ,fa e di 2a categoria ed è assegnato alla 3a l'inscritto che nel giorno stabilito pel suo arruolamento si trovi in una delle seguenti condizioni : 4° Unico figlio maschio cli pach'e vivente; 2° Figlio primogenito di paclre che non abbia cilt1·0 figl-io maschio 1naggiore di 1.2 a1ini, o cli paclre entrato nel 70° anno · di età. 3° Unico figlio o figlio primogenito di madre tuttora. vedova; 4° Nipote unico o primogenito eh avolo entrato nel settantesimo anno di età e che non ba figli maschi; 5° Nipote unico o primogenito di av.ola tuttora. vedova e che non ha. figli maschi; 6° Primogeni to di orfani di padre e madre; 7° Il maggiore nato di orfani di padre e madt'e se il primogenito suo fratello consangnineo si trovi in alc1ina delle condizioni preve-. dute dai nmneri ,f, 2 e 3 dell'articolo 93; 8° L'ultimo nato di orfani di padre e madre quando i fratelli e le sorelle maggiori si trovino in alcuna delle condizioni di cui a.I numero antecedente;
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9° Inscritto in Lllla stessa lista di leva con un fratello nato . nello stesso anno quaudo il fratello abbia estratto un numero minore e sia in condizione di prendere il senrizio militare, salvo che all'llno fra costoro competa l'esenzione per alLro titolo . Le esenzioni di cui ai numeri ,1, .2, 3, 4·, o, 6, 7 e 8 devono essere richieste con atto autentico clei me1nbri della famiglia, a favore dei quali è accordata l'esenzione. I diritti pe,;1· l'assegnazione alla 3a categoria stabilita clal p·rese1ite cirticolo e dai siiccess'ivi e che non sia1io stcai esposti dagli inscritti ·nel giorno del loro (J;r'rtt,olamento potranno tiitta:via esse?· validamente i?ivocati e comJJrbvati ava11,ti al consiglio · di leva sino alla chiiisnm della sessione conipletivci della leva alla qiiale essi concorrono. . Art. 87. È parimente esente dal servizio di 11• e di .2a categoria ed è assegnato alla 3a l'inscritto che abbia. un fratel,lo consanguineo al ser,,izio militare dello Stato, purchè questo ultimo: ·IO Non siR ascritto alla 2a oà alla 3" calegoria; .2° Non risulti servire nella qualità di volontari o nel caso previsto dall'articolo 11115; 3° Non sia arruolato nel corpo reale equipaggi per leva straordinaria in tempo di pace . . Art. 89. Le esenzioni dal servizio di 1a e di 2a categoria di cui nei precedenti articoli 87 e 88, possono essere applicate nella stessa famiglia ad al-trettanti inscritti quanti sono i fratelli loro che si trovino nei casi ivi specificati sotto deduzioni delle esenzioni accor. da.te, benchè per altro titolo, a frate lli viventi, la cibi classe ~i leva è tiittora obbligata al se1·vizio militcwe. Sono però considerate come esenzioni ottenute anche quelle che sarebbero spettate acl inscritti aventi diritto a profittarne, quançlo anche riformali, purché siano tuttora vi vi e la lo·1·Ò classe cli lev<i . sia t·uttavia obbligata al se1'vizio 11iilùa1·e. La disposizione contenuta nel capoverso precedente non è applicabile quando trattisi di esenzione che competesse a primoger1 iti inscritti di precedenti leve nei casi contemplati dai numeri 2, 3, 4, 5, 6, 7 e 8 dell'articolo 86. Art. 96. Il sottufficiale, caporale o soldato ascritto all'esercito ha diritto in tempo di pace al passaggio alla 3a categoria, quando per 1
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RELAZlONE E PROGETTO DI LEGGE
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eventi sopraggiunti in famiglia posteriormente all'arruolamento, sia ,venuto a t1·ovarsi i?i uno di quei casi pei qibali al momento della fova am·ebbe a,vuto di1·itto all' assegnaz,ione aUa 3a catego1·ia, ptwchè pe1·ò non abbia proc1irato od a;vesse potiito procm·are l'esenzione clal SeJl"vizio di 1a e di ,2• catego1·ia ad ivn fratello tu,ttorci ,vivente. In tal caso ,i,l passaggio alla 3' categoria .da hLi otteniito eqiiivale ad essegnazione alla categoria stessa per l'applicazione . dell'art. 87. Si r"i.ter'i/·à conie avve,niito dopo l'arniolmnento l'e1Jento che si verificasse nella farnigl,ia del m,ilitare tra il giorno fissato pel di,. l1bi a,,r,rtwlaniento dinanzi al consigli,o di, leva e qiiello in mii è stato effett,ivamente cwriwlato, qiianclo ve1· ci1·costanze non ad essò impiitabili non sia sicito arruolato nel gforno stabilito per l'esanie defi11,i,tivo del suo ma11,damento e 1Jenga poi a1TiLolato durante le operazioni della leva stessa. Gli iifficiali. di cor1tplem,e1·ito che pe1· eve11iti sopraggi1i1iti in famiglia dopo la lor·o 1iomina ad tbflìciale siano vemiti ci t1·ovarsi in, uno · dei casi cli ciii sopra possono ottenere di far zJassaggio col loro grado alla milizia te r1·ito1·iale. · Art. 1011. Il surrogato di fratello deve: 1 1° Essere ci uadi no dello Stato; 2° Aver compiuto il 118° anno d'età e non aver ancora concorso alla leva; 3° Provare di essere inscritto sulle liste di leva e quando per età non lo sia stato ancora, produrre l'atto autentico di nascita; 4° Non essere ammogliato nè vedovo con prole; · 0° Presentare l'attestazione di buona condotta; 6° Non avere incorso in condanna a pena criminale o correzionale pro11,ivnzi-ata dai t1·ibwnali m·dvnari per furto, per ,t.ruffa, pe,r abuso di confidenza, pet· attentato al biion costwme, pe1· associazione di nuilfattori o per ,vagabondaggio; 7" Essere idoneo al senizio militare. · · L'attestazione di buona condotta deve essere spedita dal sindaco del comune in cui il surrogato ha domicilio, ovvero da quelli dei vari comuni in cui abbia dimorato durante gli ultimi dodici . mesi che hanno preceduta la surrogazione e vidimata dal prefetto odal sottoprefetto del circo,ndario. ·
Art. '1()3. Le sUJ1·1·ogazi01ii cli fo·at,ello poste1·iori all'a1·Nolamento seguono ncwmalmenie presso il cor·po in cm trovasi arriwlato il sw·1·09mite. Qiwlo1·a i l fratello su1·rogato non abbia l'attitiidine speciale per quel corpo, il 1lfi11,ist1·0 cìella gnerrn può per·metttYre la sw·1·ogazione in attiro corpo, ocl anche in, altra a,,1·ma. Art. 11,1,1 . I cittadini dello Stato possono essere ammessi a contrarre volontario arruolamento in un corpo di truppa prima che abbia lnogo l'estrazione a sorte della leva della propria classe e quando soddisfacciano alle seguenti condizioni: •1 ° Abbiano contpiiiio il diciottesimo anno di età; 2° Non siano ammogliati nè vedovi con prole; 3° Abbiano attitudine fisica a percorrere la ferma in servizio · effettivo nel corpo, in cui chiedono di essere anuolati; 4" Non abbiano incorso in condanrJa a pena criminale o correzionale pronunziata dai tribunali ordinari per forto, per truffa, perabuso di confidenza; per attentato al buon costume, per associazione di malfattori o per vagabondaggio . 5° Producano l'attestazione cli buonacondotta di cui all'articolo ,10,1. 6° Facciano risultare del consenso avnto dal padre, od in mancanza di esso dalla, madre, ovvero in mancanza cli entrambi dal tutore autorizzato dal consiglio di famiglia; 7° Sappiam,o legye1·e e sc1·vvere. I mibitwri che dimandino di essere ammessi 1iell'm·1nci dei carabinierinali non elevano (J;Vere olflrepassata l'età di 2(i. anni, se appa1·tenenti alla 2• o alla 3a categoria, e l'età cli a1wii 35 se p1·ovenienti dalla ,t • categoria. I giovani ,rifornuiti alla leva possori,o essere am,messi all'arnwlwniento volontll1'ÌO ptWChè SÌCL Cessata la causa che cliede luo,qo alla ·,ri f'or1na e qiicilora non olt1·epassino i l 26° anno di . età, o il 3;2,0 · se chieclono cli a·n·nolarsi nel personale di Gove1·1io .degli stabilimenti milita1·i cli pena, o sivvero come musicanti, maniscalchi o vfocindieri. Art. 11116. Oltre l'arruolamento volontario, di cui nei precedenti articoli, è ammesso uno speciale arruolamento per la ferma temporanea coli' obbligo di un sol anno cli permanenza sotto le armi.
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Siffatto arruolamento può essere contratto nei vari corpi delle · armi di fan.teria, di cavalleria, cli artiglieria, del genio e nelle compagnie di sanilà. 'Per essere ammesso a questo arrno lamento speciale il giovane deve soddisfa.1:e alle condizioni espresse nei numeri ,J, 3, 4, o e 6 dell'articolo 111111 ed inoltre: · 11° Com,provare di avere freqiientato . i ti-ri a segno nazionali, se i l giovane 1··isiede in im man_clanum,to ove siano ap&l'ti 'i iir,i, suddetti; · 2° Dimostrare con appositi esami, disposti dal· Ministro della guerra, di avere fatto con successo gli studi completi del!e scuole elementari superiori; 3° Pagare alla. cassa militare la somma che sarà ogni anno determinala con decreto reale. Tale somma non potrà sorpassare le lire 2000 per i volontari che prenderanno servizio nell'arma di cava.lleria, elire 11500 per gli altri . Art. HlO. Gli stiidenti delle 1111ii·v&1·sità o clegli istit1di assirnrilati, i qiiali peÌ numer·o estremo a so1·te siano a1·ruolaii nella 1.. categO?·ia, possono ottene·re dal }Bnist1·0 della ,qiberm che fri tempo d'i pace sia 1·itm·datci la loro chiwmata sotto le m·mi fino al .26° an1w cii età. Ce;sa pe1· essi l'ottenuto beneficio compiiita che abbia1i0 q1iesta età ocl anche primci se cibbiano consegwita la laivreci ov· ve1·0 non. contin1.dno gli st1idi intmpresi; eppe1·ò ·scmo obbligati ad ùnprendàè il se1·vizio m,ilital'e con gli uomini d:i 1a cate~ gofia clella prùma classe che sci1·à chiamata sotto le armi . · Gli insc1·itti residenti in mi 1nandamento ove siC4no wp&l'ti i ti1·i a segno na.zi01iati, perchè posscuno otten&1·e il 1·ita1·clo cli e1ii sopra, devono prova1·e d:i ave1·e fl'eq1.be1ttcito i dett.i tir'i. Art. 1124 . Gli inseri tti i quali precedentemente alla leva della loro classe siansi arruolati volontarìamentenell'esercito o·.nell'armata di mare o vi servano in virtù· di Regio decreto, sono considerati aver · soddisfatto a!Fobbligo cl~ leva e calcolati numericamente in deduzione del contingente di 11• categoria del rispettivo mandamento. Spetta ai medesimi in ogni caso di compiere la ferma e gli altri obblighi di servizio prescritti dalle leggi; e q1.ialo1·a gli ufficiali clell' ese1·cito pennanente, clispensciti clalla effettività cli se1·vi.zio per
dirnissione vol01itaria non abbiano sel'viio almeno cl1.1,e arvni colla qiialità di 1.ifficiale o conie milita1·e d~ ~1·ii~pa,_ dovranno pres~a1·e wn altro cinno di se1·t1izio, conie militcwi cli tnippa, compiibto il qtiale sar-anno inscritti nel rnolo degli ufficiali cli compleme1ito. Art. 424 . Contraggono la fe1··ma pernianente i capi a1·rnaùwli, i misica%ti , gli 1.wrni1ii d·i Governo . degli stabilimenti m,ilitari di 1 pena ed i cambinieri 1·eali ·che siano p1·orn,ossi al grado di vicebrigadiere . . . . . . .... . . .. Contraggono la ferrna ·temporanea di 9 anni gli uom,ini di 1• categorùi assegnali cilla cavalleria e coloro che si a1·r·uolano nell' a1 dei carabinieri reciti; quella di 112 anni gli uomini di 1• categoria destinati agli al ti'i corpi dell'esercì to . A.rt. ,1215 . In tempo di pace gli uomini di ·1a categoria assegnati afta. cavalleria ocl arnwlatisi nei carabinieri 1·eali passano sotto le armi cinque anni , qLtell i ascritti ftgli altri corpi tre anni, i rimanenti della ferma in congedo illimitftlo . La chiamata sotto le a;l'rni degli uomini cli .fa catego1·ia deve aver l·uogo nei prim,i giorni cli ge,nncifo . È in facoltà del jJ{i1iis/Jro della giw1·ra cli anticipare l'i·nvio i?i congedo illim,itato : . . . . · nel mese di settembre del qui?·ito cinno cli ser·vizio degli uomini ascritti alla cavalleria; nel rnese cli settemb1·e del t&l'zo anno di servizio degli iio1ni11,i ascritti allei fanter'Ìa, all'artigl,ieria da fortezza ed al genio; . . . . nel niese di dicembre del secondo anno di serm. zio degli uom,i?ii assegnati cil treno . Art. 126. Gli inscrittj annovemti alla .2" cotego1·ici sono obbligati al seroizio niilitare 11,ell'esercito p&rma1iente e nella milizia mobUe pe1· 1.2 an1ii decorrenti dal 1° gen,naio dell'anno · in c·u i gli 1.w1nini della classe di leva alla g1iale appar·tengono compio-no il ,2,1° anno di età. fo te1npo d·i pace 1ionnalniente 1·imangono i1i congedo i llimùato . Art. 428. l carabinie1·i real'i provenienti dei 1.m'altra arnia, qi"alom wvessero già pl'estato ivno o pitì cinni cli servi.zio effettivo · dovmnrno passarne altri qiiatt?'O nel corpo dei cal'abi1iieri ·reali.
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Gli armaiuoli nell'essere ascritti ad un reggi~ento o corpo in qualità di capi armaiuoli, dovranno contrarre la ferma permanente la quale comincerà dal giorno dell'ammessione in tale qualità, cessando però l'obbligo di terminare quellain corso. Art. 129. I m,ilitari di 1• categotici dopo otto anni della to1·0 {etnia temporanea fanno passaggio alla milizia. mobile ad eccez,ione di quelli appartenenti ai carabinieri 1·eal-i, alla cavalleria, alle compagnie operai e da costa, al treno e alle-com,pagnie di sussistenza e di sanità, i q1.1ali 1·-i?nanqono ascritt'Ì ai co1·pi clell'esenito pe1·mane11,te fino al termi1ie della loro ferma. · Fanno parimente passaggio alla milizia rnobile gli 1wmini di 2• catego1·ia dopo otto awni del loro obbhgo al se1·vi.zi o, di cu'i nell'articolo 126. Art. 130. Non è conip1btato nel tenipo di se1·'lJi.zio sotto le a1·1ni q1.ielto perco1·so dal militare in istato di dise1·zione o scontando la pena inflittcig li da tribwnali militari o da magistrati ordima1·i, nè q,uello passato ùi aspettazione di giudizio, se qiiesto fu seguìto da condanna, nè i l tempo scorso a titolo di punizione in nn co1·po disciplina1·e. Nei casi cl?: interruzione 4el sel'vizio di ciii, sopr-a i milita1·i con ferma pennanen{e dovranno prestan sotto le arrni tanto tempo di se1·vizio quanto occo1're pe1· compiere la ferma i1itrap1:esa, ed i militari con fel'ma tempomnea saranno tr·asfe1·iti di classe, compiitando come iin amno 1;nte1·0 le frazioni di anno super·i01·i ai. 5 11iesi. Art. 13 1. I militari dell'esercito permanente e della milizia mobile. in congedo iIIimitato, sì di ,1a che di 2a categoria, possono con decreto r~a.Ie essere chiamati sotto le armi in totalità ov'Vero in pa1·te, per classi, per categoria, per arma o per corpo o per distretto militare, tanto per l'istruzione loro, quanto per rassegne o per eventualità nelle quali il Governo lo giudichi opportuno. Do v,1·~1vno però ogni mino esse1·e chiamati sotto le a1·mi, per un pe,;riodo non maggio1'e d'iin mese, i mititar,i asr;,ritti alla 1• categoria di 11tna classe che si frova in con.c;eclo illimitato od almeno quelli di essa ohe sono asc·ritti all'arm,ci di {ante1·ia ed all'artiglie,ria da campagna. . . Dov1·anno anche ogni anno esse1·e chimnati sotto ·le anni 1
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pe1· 1·ice.ve1·e l'ist?·uzion,e i milita1·i della 1" pa1·te di ,2• categoria di ·11,na classe p&r un periodo cli tempo che nori dowà esser mai minore di t1·e mesi, nè ,maggiore di sei, ed i m,f.l,ita1·,i della 2• par·te della stessa ,2a cr1,tegoria, per la. d'lirata dell'ist,rn:rione che sarcì data a'i 1wibitari cli 3" categoria. Sono dispensati da.Ile chiamate di cui sopra i militari di 1a e di 2" categoria che trovans i in attività di servizio nelle guardie di pubblica sicurezza o nelle guardie carcerarie. I ·1nil-ita1·i cli ,2• categoria che avesse1·0 frequentato i tvn a segno nàzio1iali, potranno essere dispensati da wna parte detla istnizione, se appartenenti alla f'' pa:,-te delta ·,2a categor·ia e dalla istruzione totale se appartenenti alla 2• pc~rte. , Art. 133. Termiriata la ferma, i sottufficiali, caporali e soldati saranno passati alla milizia territoriale a meno che non siano ammessi a contrarre la rafferma., ove si trovino nel caso previsto dal l'articolo 'I37. I sottufficiali per·ò nincoiati con fe1·ma permanente, prùna di fci1· pa~saggio da questa alla milizia te1·1·itor·icile ,resteranno in congedo illim,itato per diie a1wii asc1·itti all'esercito penna1ie1'ite e per· riltri cliie alla milizia ·moln:le. Qualora i sottu.fficiidi, caporali e soldati abbiano già fatto passaggio alla milizi'l territoriale non potranno più essere riammessi nell'esercì to permanente se oltrepassano il trentesimoquinto anno cli età, se l'intervallo di tempo in cui fecero il suddetto passaggio è maggiore di un anno e se non contraggono un intera ferma per l'arma a cui si destinano. l~aranno parimenti passaggio alla milizia. territoriale gl i uomm1 di ,2a categoria dopo ayer percorso nell'esercito peri:nanente e neila milizia mobi le il tempo de.terminato dall'articolo 126 . Art. 1136. Lei raff'er·1na è della d,iirata cli un anno o di t1·e anni: la prima ~enzri premio; la seconda con premio; l'iina e l'altra sono concesse dal iJfìn·,:stro della giie1Ta. Art. 1137. A.lla 1·aft&nna, senza premio possono essere arnmessi i militari che har1,no compiiita la fer·ma per·manente. Alla 1:affer1na con premio possono aspi1·a1·e, piwchè soddisfacciano alle condizioni di idoneità fisica , di buona condotta e di i.~t;,·iizione~ deter1ninate da Re_gio dec1·eto: 1
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1° I soitufficial1:, caporal~ e soldati che abbian,o campiiita la ferma permanente e non abbiano oltr:epassrda l'età cli 36 a'IVni; 2° l ca1·abim.ieri reali, sia1io o noii ,qracluati e qiialunqiie sia la loro provenienza, . DM abbiano compiiiti cinq1ie anni di se1·vizio sotto le armi e non abbiano olt1·epassata l'età di 40 anm,i. Art. 1138. Semprechè !·iuniscano i requisiti di cui nell'articolo precedente possono essere ammessi: 1 1° A tre siiccessùve rafl'e1·me con prem,io i ccirabinieri, 1·eabi siano o no graduati, ed i sotfJiifficiali di tiitte le altre anni, eccettuati i veternni e gli invalicl-i; 2° A due 1·afferine con -prem,io i caporali ed apptmtati delle compagnie di disc-~plina e degli stabilirnenti militari cli pena e i rnan:iscalch:i; 3° Ad wna sola raffenna con pre1nio tutti gli altn: capo.rali indist·intame1ite e i solclati miisica1iti, t1·01nbettier·i e sellai. Co1npi1.ita iina o più rafferme con premio i cambinieri reali possono otter:i,e1·e di con,tiniiare nel servizio· sotto le a1·mi ,niedia1ite succefsive rafferm,e cli 1Mi anno senza prem:io . · Art. 1139. E fatta facoltà al ilfinistiro della giierra di antic·ipar·ei l godilnento del ,pr-emio di rn/fenna ai m,ilitciri di ciii al IV. 1 dell'rirticolo 137, fì).cendo lo incominciare dopo soli 6 anni passati so tto le armi quando i mezzi della cassa mi litare lo consentano e semprechè fin da quel momento il militare si obblighi ad una rafferma di tre anni da percorrers\ sotto le armi una volta ultimata la sua ferma d'obbligo. Art. ,140. Il premio di o:gni rafferma è di L. 150 annue: Finché· rimane soLto le.armi, sempre però appartenendo alla truppa, il militare raffermalo godrà di allrettanti di questi premi quante sono le rafferme contratte. I premi di rafferma sono pagali dalla cassa mii itare.. · Finchè il militwre rnflènr1,ato rimane vincolato al serv·izio sotto le armi il pre1nio an1iiw di raff'emia ed il capitale di c"U,i all'ar.fJico lo se_giiente non possono cede1·si nè seq·nes(?ra1·si; eccetto ,i,l caso di debito verso lo Stato che sia dipmulente drill' esercizio delle /unzioni del ·militare o pe1· Clitisa di alirrienti dov·nti per le_g_ge. Art. U.1. Il militare raffermato con premio che cessi dal ser1
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v,izio sotto le o,rnvi, ·venga promosso iif~ciale o passato nel corpo invali.di e 1Jete,rwni dopo aver con:i,pill.to una o più ra;ITerme con premio, r1cevei·à dalla cassa militare un· capilale in cartelle del debito pubblico 5 per ~ento la cui rendita sarà. uguale ai quattro quinti dei premi di rafferma che percepiva. . È pe1·ò data faco'ltà al_ ilfoni.stro della g1.ie1-ra di conceder·e . pe1· _gravi nwtivi al rnffe-r·mato con premio che continiii a 1·imane1·e sotto le armi la metà o t',intie,1·0 capitale della raflèrma o delle raffenne .compiivte. ln qiMsti casi cessa i l di1·itto alla nietà od alla ·totalità.del pre1nio annuale di cui cilz>articolo precedente. Art. 144 . Perdo110 i benefizi inerenti alla rafferma in corso i militari che siano retrocessi di grado , assegnati alla classe · di punizione,- passa ti alle compagnie di discipl ina, che si rendano disertorj , che contraggano matrimonio senza autorizzazione, o che incorrano in condanne a pene criminali dai tribunali ordinari od . in q~1alunque con~anna dai ~ribun~li mil itari: La reLrocessione, da.I grado, J'f;l,ssegnazione alla classe di punizione_e il passa.ggro alle compagnie di disciplina devono essere preceduti dal parere ·di una commissione cli disciplina. Perdono egualmente questi benefizi in seguito a deliberazione di uua. c.ornmissione di c,l.isciplina, i militari che abbiano cattiva condoLta o .commettano gra,•e mancanza, o abbiano .perduta la spe-. ciale qualità per la quale ot~ennero la rafferma. In ciascuno dei casi preaccennati il mili lare rimane sciolto dal solo obbligo di servizio sotto le rirmi contratto colla raJierma, rimanendogli però illesi i diritti, ove ne abbia, alla capitalizzazione dei premi delle rafferme con premio aintecedenti. · Questi diritti gli vengono sospesi qualora egli si renda disertore, sia condannato a pena criminale, al carcere o alla reclusjone militare e non ne rientra in possesso che dopo scontata la pena che gl~ fu in Ili tta.. Pei ca-1·dbi-nieri 1·ea.li la pe,rclita del gr·ado 1iQn t1·ae seco come necess'c11ria conseguenza la per~ila clellarnfferma co_n premio, a meno che 1io1i 'ven_qa pro-nimcùita dalla comm,issione cli di- . scip li11.,a. . Art. 1146 . Un capo soldo o premio speciale di annue lire 1150
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sarà corrisposto dalla cassa militare ai sotLufficiali dell'esercito permanente con ferma di anni otto, eccettuati i sottufuciali musicanti ed armaiuoli e quelli del corpo invalidi e veterani . ArL. "47. Questo caposoldo decorrerà dal giorno dÀlla promozione a sottib(ficiale e durerà sino a che il sottufflciale presti come tale, servizio sotto le armi o non faccia passaggio in una delle posizioni od in uno dei corpi menzionati nell'articolo precedente. Art. 1160. I renitenti assolti e quelli che scontarono la pena a cui furono condannati sono esaminati dal c)nsiglio cli leva, e qua.lora siano riconosciuti idonei a.I servizio sono arruolati ·nella categor·ia che sarebbe loro spettata al tempo della leva e se nella 1" categoria sono avviati subito sotto le a1·nii. QrudÒra siano riconosciuti inabili al servizio sono riformati. · Art. "70. Le disposizioni contenute negli articolH, 2, 95, 96, 98 e ,125 della presente legge saranno applicati a tutti coloro che alla data. clelli 7 giugno 11875 si trovavano ascritti alt' eserci Lo . sotto le armi od in _congedo illimitato. · Sono applicate ai m'iNtC1;ri di t·ruppa clei ca1·ab11nieri reali che si trova·vano sotto le armi,; al 19 luglio 1880 le disposizion,i co1itenute negli articoli 138, 144, 146; nulla per·ò è innovato ci?'ca gli . obblighi di serviz·io che essi a-vevano assnnti antecedenteniente a qiMlla clata. Po'f,ranno ottenere il beneficio della raffe1·ma dopo ci,nque a;n11;i di servizio i m,ili twri am,m,essi. nell'arma siiddetta clal 1° gennaio 1880 in poi. Art. '173. I militari riassoldati con ·premio che terminata la ferma contratta cessino dal servizio sotto le armi o vengano promos,si ufficiali, o passino nel corpo in-validi o 11ete1·ani, rinunziando alla pensione vitalizia cui banno diritto, riceveranno dalla cassa militare un capitale in·· cartelle del debito pubblieo 5 per cento, la cui rendita sia eguale ai due terzi della pensione stessa. La cassa militare continuerà a provvedere al pagamento dei . premi dei riassoldati secondo le leggi del 7 luglio 1866 N. 3062 e del 6 febbraio lf872 N. 66.1, alle pensioni vitalizie ovvero alla loro capitalizzazione. · La disposizione contenlu,ta -nell'ultimo CC1;pove1·so dell'artièolo 140 ci1·ca 'Ìl di-vieto d-i cessione o di sequestro clel premio clei rciffe1·mati è estesa ai 1"iassoldat1:.
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È pure esteso ai milita1·i, che compiuta la ferrna di riassoldato con pr·em,io ri1'nase1·0 sotto le armi, il dispo$tO dell'iilti·mo alùiea dell'articolo 141. Art. 174. Il capo soldo di ·cui all'articolo '146 non può essere concesso a coloro che già godono <lel soprassoldo o .della pensione · cli riassoldato con premio o di interesse di cartella di credito come assoldato, eccezione fatta per i sott·ufficiali carabinieri reali. 1
,ll•ticolo secondo.
Gli articoli 50 e ,1if 2 del testo unico delte leggi sul reclutamento dell'esercito approvato con Regio Decreto del 26 ~uglio 1876 N. .3260 (serie 2") sono abrogati".
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ANNO XXV , VOL lV.
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•,IJ3Rl E PERIOD ICI
LIBR I E PERIODICI
Abb·i ,nno ,,~1·geH,tebisogno t.li ••avi per PAOLO CoTTRAU.
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Roma, Barbera, 1880.
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È gran tempo ormai dacchè autorevoli voci si levarono per richiamàre l'a ttenzione_del p_aese sopni quanto llavvi di più vitale per esso : il problema della sua di fesa . Yero è C',he molti passi si son fatti; ma allorchè so1:n01i interessi nazionali, come quelli che la n.ostra marina da guerra è chiamata a proteggere, fluttuano nou ancora ben sicuri del loro avvenire, si comprende cl1e un patriottico grido possa pro.ro,mpere per segnalare le necessità incalzanti; special mente se dot. trilla ed esperienza danno diritto di credere che non passi inascoltato. Con vivo interes!le abbiamo rruindi percorse le pagine . di questo nuovo opuscolo: la maniera franca, spigliata e precisa con cui si traltano le più gravi questioni riguardanti il nostro navi<rlio è una . o con.,•mcente prova, che per venire a IJUalche cosa di concreto è d' uopo uscire dal clcdal.o delle sistematiche disèussioni. L'autore muo1re nel suo sLudio da principii pratici, non si perde in vagheggiamenti d'ideali troppo lontani, ed anzitutto riconosce i limiti in cui 'debbono epossono sviluppar;;i le forze militari ma ri ttime della nazione, accettando ciò che, riguardo al numero cd alle classi delle navi, fu stabili ti) dal ministro Brin e da l Parlamento . L' inferiorità in cui si trova la nostra fl oLta_ di fronte a quelle degli altri Stati, gli fa pronunziare giudiz s~ven, ma schietti.' Egli_ mira a scioglieru il nodo della questione ci dimostra quanto sia urgen te il far lo. Le sue idee tendono a far vedere quanto bisogno vi sia di colmare i vuoti esistenti nel numero del navilio da battaglia.
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Non· vuole perciò che si moltiplichino i ti pi costosissimi ed a brga sfora d'azione come I' f tabia, e quindi vi rinunzia per ora , raccomandando invece la costruzione di navi che sotto piccola mole sviluppino maggiore intensità offensiva, crual_i _sarebbero gli ~ri eti potentemente armati d'artit1lieria . e cli torped1n1 e le. torpedrn1ere velo\'> ' cissime. Sono molte Te ragioni con le quali il comandante Cottrau sl'stione le sue proposte, e notevoli poi quelle che dimostrano l'op portunità della diminuzione di calibro e di · peso dei cannoni attuali, fondate sopra studi, di cui la speciale cli lui cc,~petenza è incontestabile. Col suo progetto nel 188i potremmo avere il D1~ilio, il Dandolo, l' Jtalia, il Lepanto, forse tre altre navi da battaglia, quau_ro an eti e 30 torpcclinier~, e nell'anno successivo raggiungere eliewvamente la metà della forza voluta dal piano organico, assic~rando così la difesa delle nostre coste, cioè i cinquè sesti della fronti era . I più import.unti argomenti della, marineria da gu~rra, l'artigli_eria navale, le costruzioni, i problemi t(lttici sono trottati con la piena conoscenza dogli ultimi progressi !<Cientific.i, e ci piace segnalare che nel vasto campo dei perfezionamenti m:iteriali ·l'autore ha creduto opportuno il ricliiamare. l'atlenzione sul principale fatto re della potenza militare, il m·orale degli uomini. · ·. . La sua analisi è stringente, persuasi,•a , è può a nostro av,'1s~ ap par~r tale anche a coloro, i quali amm,irando una delle più splcucl1de arditezze del genio scientifico odierno, che onora il nostro pae~e e, I~ ha dotato delle più formidabili navi del mondo, troveranno g,ust? ~ a!-: rrettarsi . :1 compiere quegli altri mezzi di difesa che di fronte n1 hm1ll del t.empo e della finanza dello Stato possono giudicarsi migliori .
A castiglion ,le' P e poli 11e1• v a l d i Setta e val ,li B1•11si,none . - Ricordi al pini di DOMENICO GIANNITRAPA.NI,
capitano del genio. -
Bologna, Zanichelli 1880.
È un elegante volumetto uscito di recente al)a luce con quella nitidezza cli ti pi che a ragione pretendono oggi le cose artistiche, in eompagnia ùel quale si' può passare non solo un'ora gradita, ma si farebbe assai volentieri la pittoresca escursione.
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LI BRI
Non seguiremo. l'autore non n:eno per ritrosia ad im piccolirne il c!uadrb che per _nspeuo a!la cnriositò dei lettori, ai quali non garba I esser prevenuti; ma lasciando loro il dilell-0 che offrono le vive pitture pànor:im iche e le notizie etnog~afiche erl economiche, noteremo .s olamente che._e,so è intèressaute altresì dal punto ~li vista mi litare, ciò che gli fa posto di diritto nella rasseona bibJioorafi ca pella 0 0 nostra Riir,ista. . ,. (nfatti il principale. studio dello scrittore consi~te nel di mostra re I 1mporta~za. cieli~. nuova strada fra Bo logna ·e Prato per va l di Setta e va lle d1. D1senz10, tanto p~r -lo sviluppo ciel. commercio tra qLiestì due centri, quanto per glr ml.eressi uazionali . Egli non solo fo un accurato esar~e del pr~ge~to c?e nel prossimo anno potrà conseguire la sua . attm.1z1Qnc, e_grndrca favore volmente i lavori intrapresi,· ma a fo rne_ ~,saltare viepp1ù l'utilità istituisce un confronto fra le tre vie rotab,lr che aura~ersan? l'Appennino e mettono. a Firenze, cioè quella della Porre~ta, ~'. Loia_no-:\f?nghidoro, e di Castiglione de' Popoli . Stan~o _ai da ti I quali abbia mo tutta la ragione di credere esatti·, fa ~rovmc,ale po'.·r:ettana deve considerarsi come la più lunga; quella naz~onale delle Filigare come la più breve. ·Ma tenuto conto delle mino'.'' p_endenzo che offre fil strada di Castiglione por val ·di Setta e qu1~d1 del tempo ncces~ario a percorrerla , . si può ritenere pi(t vantagg1~sa delle altre due. Ed il suo va lore strategico aumenterà senza dulib10,_ se, come è fin d'ora deriso, la sua larghezza sarà portata a 7 .melr1, , essendo altnalmente limitata a metri 5,50, )ungo l'intero sv'.luppo.. La qual ~osa . sarebbe tanto più facile a conseguirsi ~rualot a le c1fr~ del bi lancio della guerra, secondo l'autore, permettessero un valido concorso di mezzi. · Chiu~iamo questo cenno ricordando le due ultime parti del libro le qual, ,trattnno delle condizioni boschive ed agricole delle due val~ lato ciel Setta e del Brasimone descritte con vera conoscenza cli causa e racco~andate con . quel calore che ispira il nobile desiderio di veder progrecl_1ta _la prospen tà del paese e migliorata la sorte di aicune nostre .r opolaz1on1 montane.
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E PERIODIC I ·
ra-
Bof>e1•to di D au·u~~o tlei 1•e,eli tli N a poli e lte . ,n·i gli,e ,li .,,,,,0110 t.li s,,vo·i a, p1•iucij1e tli .4.c,,Ja .
- Diss.irtazione storico-critica di Torino, 1880 . .
GAUDENZIO 0 LARE1'TA,
Il. Claretta è veramente un iustaucabile ricercatore di archiYi . Dopo aver pubblica to la grand'opero su Carlo EmanuHle II e il vofuminoso documento che porta per titolo: Memor,iale autogrn.fo di Cado Emanuele II (Genova , 1879) : dopo aver posta in chiaro la valentia-del poco conoscinto e meno apprezzato.iagegncrc militare l1crrante Vitelli ('I), proclam~hdone, sulla base di buoni docvmenti inediti, i suoi grandi servigi prestati· alla Casa Savoia ed i suoi .ammirabili lavori fortificalorii a Corfù in-servizio della serenissima ijepubblica Veneta , scende oggi in campo con uu nuovo lavoro storico-critico sopra Ro?crto di Durazzo.. • .. . , ., E una lunga cd intricata storia quella di Roberto di Durazzo dei reali di Napoli, ed è confuso oltre ogni dire, il punto :-torico che riguarda le relazioni di questo valoroso Angioioo coi conti di Savoia cd i1.1 pani colare colla fa miglia del principe .Jncopo d'Acaja. Pietro Dau.a, nella s1,oria dei Principi di Sovoi:.i, ramo d'Acaja, pµ_bblicata nell'anno •I832, non fa alcun ricordo di questo relazioni ed il Gnicheron, . il Cibrario ed altri che tòccarono l'argomento, o accennarono senza approfon.dire o rraintesero. · I documenti che pubblica il Claretta sono due, cioè: 4° Quello che riguarda la liberazione cli Roberto di Durazzo dal c~stello cli Pinerolo ov'era detenuto dal principe di Acaja, in data di Pinerolo 18 marzo •I 355 (Are. cli. Stato <li Toi·ino, Protoc. del Not. Nassapore, 122). · 2° Il cartello di sfida da Antelmo di Miolans sire ·d'Uhieres, mandato a Roberto di Durazzo, colla risposta di questo, Castiglione, 23 maggio rn55 ed Avignone ,22 luglio (Archi vio ccc. Sez. 1_a) . . .Rimandiamo i letlori al breve scritto del ch iarissimo autore su quanto riguarda le argomentazioni che deri vano dalla scoperta di questi due documenti importa~tissin:ii, e fa cciamo una pr~posta. Non sarebbe cosa conveoie~tis,irua cd uti le per la storia il raccogliere 1
(l ) Memoria storica con t!ocumcoti inediti, Torino 1$79.
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LIBR I
in _un_a· publ.ilicàzione speciale l'indic-0zione1 di tutti que.i docurnenti che ~~ vanno m~~ .mano. scoprendo- e che servono a ,sch iariré i punti chtbbn ed oscuri, o_d a cambiare di pianta certi fatti consacrati dalla storia'? . ~na .. pubb_licaziÒ~e· siffat(a, nori s.ul · genere dègli annali delle so_c1eta_ di st?r_1à: patria, ma_ che ~omprendesse ·tutto .· quanto si scopre negh arch1v1. del regno, 1 cruah çla pochi .anni in ·qua sono am.Òro:ame.nt'.3. compuls~ti, riuscirebbe di grande utilità agli studiosi. È 1mposs1bile che un uomo, sia pure eruditissimo, possa avere sotto. ma~o-_quanto è stato scoperto , i.n questi ultrmi ·anni , e può accadere ben1ss11no che anche uno scienziato sosteno·a pucor ocwi che Pietro Navarro fu l'inventore. delle !lfi;ne a p obv:1'.e basand:si , sull'aut~ritù . del ves.~ovo cl~ _Nocera Pa?lo Giovio, . perchè r;on gli so110 càpit1iti sotto gl\ occhi 1 documenti pubblicat.i dall' Angelucci, documenti · che provano il contrario. . · · E così dicasi di molti . altri casi. . . ~!tornan'.lo al · breve .scritto del Claretta, lodiamo l'instancabile attm~a de! ricercatore nell'arricchire di preziosi documen~i il patrimonio· storico r.1sg1iardante la-. casa cli Savoia e nel n'tentre Io eccitiamo a proseguiré nella sua nobile e non invidiat-a impresa, . se~_za tema eh~ Col rozzo stil d uro e mal atto
defràudi la·. storfa, chiudiamo colle suè siess'e par,ilé : · . « Qui ha termine riues!~ .breve inia ~1einori.a, fa quale, ·se ci lascia poco . buon concetto dell'indole della famiglia d'Acaja, c'informa pe.r co1!1pe~so della c.ortesia abituale di Amedeo VI, di cui si verificò . .affatto 11 gmsto suo vaticini5>, allorquando, nal ,,1373 aveva del-to a ~alea7:zo . Yiscoùte « il seirci phts p adè de moy que· ne fut m,ais . (Jamais) de nid de n otre l-ignage >). E comè nell't~; orclire accennai ~ua. li?eralità ver~o _uno c~ei me1~1bri della famigl ia . degli ·Ané10}n_i , cosi nella con~lus_1one_ r1cordew pure l'impresa .ancor più generosa. dello stesso_ pr1nc1pe, il Cftia le volon trwoso era accorso nel 4382 ' con mille lance. a servire Ludovico .d(Angiò; fatto re di Napoli da Cleme1~1e VI. .Se .mm che, come è not9, informatosi egli di Ì'epente a s_. Ste'.1mo nel con'.~do di Moli~e in_ 1'.nglia, ivi morivasi il primo . d1 ma1:-o, con rne1 1tata fama eh pnnCJpe di .gran cuore e di ·vasti concetti ».
:!r~
E PERIODICI
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Sto1•i<t.. tlocumentatt.i ,lei c·o,.,_,.i milittn•i veneti e Ìli itlCf.f,Hi tilleati (ntil'i,~itr.' di fe,•1•t1) negl•i ll'l'IHi 1 B~ B-:l B4 9
di
EDOARDO
~-~ GER, ; ufficiale
,nell' archi V!O di
Stato.
È questa una notevole pubblicazione; la cjuale\,_ie.n~ a gettare _nuova · j_uce sui memorarili avvenimenti eh~ prepararono 1) n_sc.atto n~z1onale, e non può, qnindi çhe essere accolta con favore ed rncoragg1ameuto. Essa fa v_cc!~re quanto sia nobile il- còmpito dell'erudi to che va, ro..:: ' vistando . nelle memorie del pass.ato per dissepe.lJire dall'oblio d.ocnmenti di patrio interesse, ·poichè solo in tempi' liberi è dato accertar.e la veridicità di certi fatti 1 mal noti o alterati per man~anza di fonti autentiche. Però '11nche con la piena .facoltà cli percorrere un .vasto campo · di notizie e indagar tutto e scegliere quant_a materia si vuole, JHlÒ corrersi il rischio di non fare ~pera _b~wna; c(ò che ~imostra la DOll poca difficoltà di Javoro e d1 _analisi che. Jm;ogna Vlllcere nella. compilazione di storie, i cui argome~ti son. tuttora vivi e caldi nei ricor:di ,di gran parte di quelli che fnrono agenti .nelle cose narrate. ) · .· . . .· .·. , L'autore acce:nna egli stesso le fatiche occorsegli per-ev1tar1! .d1 cadere negli errori provenienti . c}a congetture, ed ha ,fo ndato i_l suo _stndiosull'esame esclusivo dei documenti .più esatti, non ·tralasciando eh compara:rli, quando si trattava di chiarire fatti dnbb.iosi'. Cosicèhè al l_ib1:o si può. accordare qu'ella fede d'imparzia lità e di precisione che s1 l'lchiecle nel su'o gene're .. Ma s~ da una parte ii metodo che vi è se: ; guito gli- dù ta li pregi, dall'altra, .diciamolo pt~re, lo rende un po' . ·troppo stringato e tal'volta arido . Non è · ima storia ·co!?catenata dalla quale' si pùssa ,:edere l'insieme degli avvenimenti_co~1 P,!ut~ dai corpi volontari veneti ed :illeati, non ha la' forma eh d1ar10; non poteva ·certo av13rla per scarsezza di notizie accertate e documentate; ma .·è una fedele 1;accolta di, racconti separati, interessanti isolatamente, l'i~ti tuzionè, l'àrrivo nel veneto, _i fatti d'arrri/.l, lo scioglimento di ciascuno di essi corpi. Nondimeno per conservare una certa etnologia i vari capitoli sqno aggruppati i? due periodi , poi~hè, secondo l'àutore,
•
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E P ERI OD IC I
LIBRI
il movimento nazionale ve,ieto si divide in due fasi, cioè dallo scoppio della rivoluzione alla rioccupazione del Venet.Q, ecccltuata Venezia; da questo punto al ritorno del. governo anstriaco in detta città. L'opera non è completa, perchè la necessitli di ulleriori ricerche reclama ancora per qualche tempo altre faticne; ma ad arguire dnl primo volume , che è quello di ciii facciamo cenno, e che è scritto con sobrietà, chiarP.zza e ordine storico, si ha ragione di credere 'che essa riuscirà degna dell'alto scopo con cui. fu sì bene ini1.iata e condotta molto avonti. ,
Dai competenti consigli furono pronunziate 252 decisioni di riforma, più ne vennero accordate _altr~ 36 d'inscritti avviati nl corpo, cioè ~88 in tutlo; cifra che rappresenta la proporzione del 5, 02. 0 /(1 gul totale dei coricorrenti alla leva . Le esenzioni ascesero al numero ~i ,I 338, vale q dire in ragione dèl 23,33 ~/0 , e si vcr'ificarono 94- renitenti, ossia 1' 1.~4.. °lo su tutti gl'-inscriui . . I giovani che ottennero di passare al. 2. 0 contingente, mediante il pagamento di lire 2.000·, furono 70. ' · F urono· inoltre computati in .i sconto del 1° contingente 29·2 inscritti trovando,,i essi già ufficiali di marina, all ievi d~lla scuola di marina, militari nel corpo rèa li equipaggi, e mil itari di altri corpi. I rimandati ad altra leva ascc~ero a 1lt.8. · Alla formazione del 1° contingente concorsero 20'1.0 inscritti, a quella del 2. 0 contribuirono 118'20 giovani arruolati dai° capitani di ,porto. · Durante il tempo delle operazioni· di leva si pres_entarono 36 renitenti, de.i qual.i ..10 furo no assolti, 9 amnistiati, 1O condannati e 3 rimasnro_ so tto processo . . · . Una statistica. dolorosa è quella che si .riferisce al grado d'istruziom1 degli inscritti, poichè sopra 573(1., ~umero to.tale cui . ammontarono, soli 2.003 · a-vc,,:rno un principio d',istruzione_ elementare, cioè il 3!•,93 °lo, e questi fùrono così disti nti: 1
1
1
Belt1~i"o•1e a S. E . il 1'.lini11t1•0 della •n,u•itan 11ulle 011era~ioni e11eg1-1ite nell't1n110 18'19 11e1• ,,_, lev,,,
o 18li8,
111.&i nat·i nell',~n..
-
Roma, Bencini, 1880.
Iu base alla .legge fonda men tale del 18 agosto 187-1 ed a quella del 23 dicembre 11878 il primo .contingente di le.va sui nati nel 11.858 fu fissato a 2000 giovani.
Sa pevano lèggere e scrivere Sapevano leggere soltanto
Gl i inscritti· erano così distinti per arti e mestieri: \1arinai . Macchinisti, fuochisti ed altri addetti al servhio delle macchine a vapore . Pescatpri Barcaiuoli e battellanti Opera\ .carp~ntieri .: . Operai calafati . · Addetti al le costruzioni navali in ferro
1
36'\5 13 42 92 1
237 266 81
59
Tot~le 5593 A. questi 5593 giovani esercenti un'arte marinaresca se ·ue ·debbono aggiungere altri ,t r.1 sorteggiati in leve anteriori e si avranno 573,1. inscritti. Dnlle liste ne furono cancellati, dopo l'estrazione a sorte, 36, dei quali 28 morti e 8 per concorso ad altra leva.
1939 64,
Totale 2003 Chiudiamo questo breve resoconto cou urra soddisfacente osservazione sul confronto <lelle operazioni di leva sulle classi del 1850 fino :ill\1ltima del ·1858, essendosi ottenuto in complesso risultati sempre migliori sia nel t1umero degli inscritti sia nella diminuzione cli riform e, esenzioni e rimandì allo venture leve.
'290
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E PERIODICI
L IBRI
3° Ser"vizio territoriale o di presidio, o di 3• linea. Ricorclali oli orùani direllivi del servizio di pri ma linea e le loro ù attribuzioni, prende .a dire come vada djsi mpegnot~ nei posti eh_ medicatura e neoli ospédali da campo. li posto di medicatura reggimentale deve es~:.. si tuato il più che sia possibile v1cmo allo 1inea di combattimento, per modo ch e vi si possono -trasportare mediante i porta feriti del corpo, gli_uomini che cadono fra le fil e ; a,•viando prontamente al posto di _meclicatura divisionale ~uelli che 1!011 l~anno msorrno di urcren le medicèiLura, e socconcndo, invece, gli alln elfo 0 " 1· correrebbero ·rischio della. vit~ sema l'immediata cura . - Il posto e.1 medicatura di visionale, formato dalla sezione di saniL/1, è 'il vero centro del lavoro sani tario sul campo; è situato più indietro e possibilmente ad egua le distanza dai posti reggimenta li ; al co perto rlallc offese in un cascinale o sollo tendo, cliscosto dalla li nea principale di ri;1;·atn de.Ile truppe, e :lovratutlo in cornunic:,itione per mozzo di vie rotabi li coi predetti posli di medicatura, in avanli, o gli ospedali da cnrnpo, indi etro . Si suddivide in tre gruppi cou còmpit.i speciali; accettazione dei reriLi , operazioni, oppTicazioni di appa recchi e fasciature. Un altro sno ·inca rico, non meno importante, è lo sgombro dei· feriLi , dei qu~i1 invia i più gravi (orizzontali , pcrchè traspor... tati coricati) all'ospedale da campo, i leggieri (1ierticali) .alla testa di toppa per es~c,·e 1110ncl1Hi p_iCL lonLano._I fnriti 1n_ortal~ente. sono trat~ tenuti in uno scomparti mento isolato., procurando d1 lcmr loro gli estremi dolori. Agli ospedali da campo l'a ut.oro assegna questo triplice compito : v,1 0 Sussidiare durante il combnll.imCTJLO le ambulanze· divisional i e rilev:i rle dopo, ondo metterle in grado di seguire le mosse dell'esercito. . 20 Ospitare i feriti in genere·, . rnas.sirne i trasportabil i im- · mecliatamenle a distanza, elieLLuaudone qn indi lo 1>gombcro immediato, o successivo, olla :;tazione di sgombero ; 30 Costituir:;i all'occofroqza io ambulanza di sgombero. Tra le avvertenze da aversi nell'impian to d' un ospeclole, importantissima è it 110 n erigerlo iu lnoghi clie· possauo diventare centri di resistenza; è meglio, nel cago, impiantarlo in rasa campagna con baracche tende-baracche o tcnrlc. È sàvià disposizione di non metter mano ~I materiale di dotazione dell'ospeda le se non dopo fatta ricerca di tntti i mezzi che trova11si nel luogo. ' L'ospeda le da campo non de.ve restare in fu nzione che il tempo strett.amcnte nece,ssario a fare che i feriti ricoverati diventino trasportabili senza danno; sgombrato, si rimette al seguito dell'esercito. è)
. .Es11osieione so,n,ntu•i,,, ,lel se,•vieio sauit,u•io in ,1·ieeil·1·<• 'secan,lo i ·p;,.,_,, ,·ecent·i 01•,li1u11nenti, corqpilazione con considerazioni e note del maggiore medico BoN ALUl\ff GIOVANNI. Milano, fratelli Rechiedei, editori
1880. Il Regoiamento sul sennzi-0 sanita1io-pel' l'esercbto in campagna del 1859, non. corrispondendo più al prcscnt1..:-c>rdinameuLo mili tore è da consideh1rsi abrogato di f;/.tto, se non .di diri tto. L'Tstnizfone speciafo sul ser·oizio di ~anità in f!Uerra,, che dovrà st1rrogar quello, sebbene pi 1\ vo he nominata nelle lstruzioni sulla mobi litazione non ò ancora pubblicata. In tale st_ato di cose il corpo sanitario militare, composto nella massim;1 pane di persone nnove alla guerra, manca cli un manuale il quale specifichi gl i obblighi di ufficiali medici nelle v~ric contingenze in cui possano tro vars} in campagna, indicando i mezzi che l'amministrazione militare dà ·o consente che si procurino nel paese . per soddisfare alle mol~eplici esigenze della loro. missione: I l libf'o, che prendiamo ad c:;ami uare, è fa uo con la proYvida intenzione di riem pire la lacu na : e vi riesce in buona parte. Raccolte le di$pòsizioni generali direuive sparse nei lrc volumi deTle I,;truzioni per la mobilitazione e formazione di guerra, racimolate nel Giornale. Jfili tare e nelle Circo lnr( del rµi nistero le peculiari disposizioni, attinenLi a qualche parte del servizio o al la dotazione del materiale, il maggiore medico Bonalnmi le pone a fondamento del la.voro e vi edifica sopra un progello cli regolamento, completandolo, dove gl i fa n~o dife tto le no'fmc ufficiali, con regole o giu.di. ziosamento ?edotte dalle preme~sc, o suggerite dalla propria esperienza, o prese a prestito dai più nùti e recenti regolamenti esteri , specie il german ico o l'Q.ustro-ungarico. · Discorl'C.in una brore introduzione della importanza e dello ragioni del servizio sanitario in can'l pagns1 negli eserciti moderni, fa cendoue nòLare le differenze cou quello di altri tempi, cd e:;pone quindi lo schema generale dell'ordinami:mto tlel servizio, .diviso-in guerra in tre grandi se1.ioni ! 1° Servizio presso le truppe combattenti, o di -13 linea; • ~ 0 Servizio alle tappe (ordinarie, ferroviarie, acrrnec) o -di !it linea; ·
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110n
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(
• I
LIBRI .
Il servii io sanitario -alla· tappa . ( o di 2a linea)' ha · per fin~: _lo sgombro di' tutti i feriti e ·malati traspc\rtabilì subito o suc1cessivameute ,dal terreno delle operazioni militari, e la dispèrsione di . essi nell'interno del paése; · . · ., . , la_ cura di 'tutti i fef'iti e malati, i quali o 'sono così gravi che non possonò tras~o~t~r~i a maggiori distanz.:3, o, per Io · contrario, si presumono guar1b1h in tempo tanto breve che non convenga allontanarli g~·~n fatto . dalle truppe combattenti, fra le quali ' devono, appena guariti, far ritorno. ·· · · ~e_ssuna disposizione_ regolanien tare è stata finora p·ubblicat.a presgo noi circa l'esecuzione del servizio sanit.ario alla tappa . L'autore dÒvendo ~~rciò !'orma.rio ·di sana pianta e non , tro·vando di .megÌio, èopia J'ordma111ento d,reuivo ed esecutivo dell'esercito germanico. 'Lo costituisce così: !spezi.01~i di ~anità di .tappa (organi di direzione) e ospedali di t~ppa m,c~_1 si ~ac~ol~ono .gl'infàm i, di passaggio bisognevoli. di pronto soccorso; 1spew~n1 eh samtà de~li ospeda li di guerr~ e ospedali di guerra, che, sono gli ospedali da campo rimasti . fuori delle· lince di t~ppa e :dovuti. ~rasfonnare in per1i1ancnti; édm1~ ission'e di trasporto d, malati e fent1, della quale il nome dice chiaramente ·!;ufficio; 1ilàgazzini di riserva d'ospeda le e personale di .riserva d'ospedale. « Un ordine di. evacuazione dato a .sproposito può costare .la vita · ~ migl!aia c(i operati » ha detto_i~ ~irogoff, medico capo tlell'esercito russo m. ?rw~e'.1, e bastano qu~lle parole a far intendere J'irn portanza del. sel'v:1~ro cl, sgombero. L'autor0 s~ diffonde perciò a ragiona ce dei van modi. come può· farsi H. trasporto a distanza dei malati' e feriti. E so~o; traspo:rto· pèr ferrovia,, effettuato cin treni- trasporti per quelh che possono viaggiare seduti, utilizzando alla meo-lio i veicoli ferr~v.iiu:i. di og~i sp~cie, e con treni-ospedali, veri ospedali viaggianti, per'. fer1t1 . gravi (orizzonta li), composti di vetture appositamente costruite o ndotte per tale uso; - traspo·rto sulle strade ordin();rie fotto con. carri requisiti' nel paese adattati,alla men peggio; molti carri r'iuniti costituiscono. il convoglio-feriti, che, 'provvisto .di ·quanto possa occorrergli: raggiunge di tappa in tappa la propria destinazione; ..'..... traiSP?rto pe1· acqw1 o ambulanze fluviali e maì-ittime, fatto con barche, navi, piroscafi comuni o con vascelli-ospedali 'ad esempio deoii Arne-· ricani e degli Spagnuoli . e) • · _Al se_rvi~io s~ni tario cli presidio ,(o di 3• linea) si provvede con gh ospedali . temtoria !i (pel'manenti od eveu.tuali), militari e civili, e ,con i depositi di convalescenza , Si raggiunge in es'si ·il punto estremo "cui tende l'irradiazione centri fuga dei malati e feriti dal campo· di
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PER.IODICI
293·
battaglia ai più remoti. confini dello Stato ; facendo che il paese come . h&, preso parte alla lotta con tutti i suoi _figli, concorra pure con ogni suo mezzo ad alleviarne-i dolori . E qui l'autore ricorda il provvedimen.to .:rnstro-ungaricò di avviare per quanto è possibile i malati e fer iti verso la loro patria . Se ciò potesse effettuar::;i anche negli eserciti ·non reclutati regional~ente, quanti dolori si vedrebbero rispar.miati ,. · quantf> :vittim~\ che ora senza speranza soccombono nelle affollate sale d'un ospe~ale, sarebbero stràppate alla morte dall'affetto mai~rnO · edalla caritit dei congiunti! Dturno termine a questa parte un breve . cenno sui chjrurghi consulenti, institnzione germanica che ·si vorrebbe veder trapiantata in Italia, e, un articoìeùo, sul soccorso voloiitario (Croce rossa) , efficacissimo se nel .nostro paese sarit regolato come in Germania, ossia noi1 come fattore indi pendente, ma come · parte del grande organismo militare. Com'pletano il libro · una tavola . schematica sull'ordinamento del serv:izio nelle t.re linee, supposta impegnata in- bat,taglia pn'armata, -e Qna ricca appendice cli annotazioni, che . formap.o un terzo circa del volume. Queste contengono, oltre a dati statistici ed a specchi e quadri· dimostrativi della forrna zique .in guena del petsonale e del materiale sanitario, le opinioni degli autol'Ì .o le disposizioni dei regolamenti esteri. · Se troviamo cqrn mendevolissima la maggior parte dellè idee d<tll'autore ·non possiamo accettal'le tutte . senza benilìzio d' inventario. Non siamo con lui quando c-r·ede fer·inwrnente necessario che . una paÌ'te dei medici del reggimento marci con questo l,'\I fuoco . L'i,ncontrastabile effetto . rne>rale, . prodotto nei corrib~!tenti dalla presenza delmedico fra le file, poteva aver valore negli antichi ordìnamenti tattici ; oggi è rimasto un effetto rettorico da mettersi in fascio col prestigio cbe ne deriva al corpo sanitario. L'altra ragione, che secondo l'autore rende indispensabile la pres~iiza.di. qualche megico. sulla .linea del fuoco-. garantirn il l!rasporto chirurgi.ca dei feriti gra·vi ecl un e{fi,cace servizio dei p-orta- fcriti, - prova· troppo e passa il segno. Se il trasporio legrl arti.s non è bastantemente assicurato dalristruzione tecnica·, che i porta- fori ti hanno avuto in tempo di pace, e· se ii- servizio loro sul campo non è a sufficienza reso efficace dalla speciale sorveglianza dei propri graduati e dalla presenzà· dei supèriori delle truppe combatten.ti, sarebbe mestieri.. che ogni squadriglia ,di portaferiti avesse a guida. un ufficiale mcd'ico; cosa irnpossibi le. Ma l'autore va lontano· finchè può, e, st~bi lita la massima che i medici dè-
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·vono marciare al fuoco per garentire il servizio dei porta-feriti , arriva ·-,àl precetto che se v'ha bisogno non la metà ma anche tiitli vadano ,al fuoco. Non pigliamolo in parola sul tutti ~rn soltanto sulla metà e. diciamo: con questa disposizione non si toglie la· cura medica, la tecnica, ad una cruantità cli feriti che sarebbero st.a.ti soccorsi efficac~nJente se cruei medici fossero rimasti al luogo cli medicatura? È noto a· tu,tti · e confessato dagli stessi sostenitori della refl'òfa cli far m~rciare il medic9 al fuoco, che esso non può ivi pre:tare opera utile ed efficace. Se poi un medico vi re,;ta morto o ferito, il. daririo non ra~presenta Ja perdita cli un uomo solo, ma si moltiplica pel numero d1 coloro che snl campo, o negli ospedali poi, pe1:iranno per e~ser mancato !'_immediato soccor:;o che la loro fer:ita esigeva , Renchè · d1 tanto accresc1.uto rispetto a quelle, d'un tempo il personale medico negli eserci~i moderni, le armi a tiro rapido lo fondo no tuttavia insufficiente ~i bisogni; e le. corrispondenz~ dal campo nelle due ~i ltime guerre c1 fecero sapere non di rado di feriti rimasti due o tre fl'iorni :.senza che fossero medicati ('I). ·· e) Comprendiamo che i medici mili tari, i quali da ufficiali assimilati hanno condiviso con gli afrri tutte le conseguenze della battaolia ofl'cri ?ive~uti _uf'lì ciali effettivi, vogliano mostrarsi anche più corrivta sfid!;e 1 pericolt del campo. Noblesse obl'i,qe: . esclama il dutt. Bona lumi · senti_mento generoso senza dubbio, ma ,· a nostro parere , non da lo-~ ·dar.si .e tanto meno da incoraggiarsi. l?inchè non vi sarà ·necr]i eser-·· citi guerreggianti tale abbondanza di ,personale medico (e lio~iamo di volo . che presso 1101 non è completo nemmeno .l'organico di pace e d1e quello ovunque riconosciuto necessario in guerra è piu ttosto un sogno che una speranz~ finchè, ripetiamo, noµ sieno · tanti i medici · che si_pos~a ragionevolmente in ferirne che .la . perdita sul campo di uno d1 ess'. non accrescf\rà di nn'a ltra vittima per mancato soccorso le ecatombi d_ella battaglia, -noi stimiamo che gli ufficiali medici non -~ehbano for~ i t:ascinar_e da (on~iderazioni personali di prestigio riliI1tare a des1den. poco m armonia con la loro umanitaria mis.sione. · ·Compenetrati noi. dal sentimento elle ha rac_colti tutti i popoli civili e (1) s:ipponendo_ un ~·o::gimeuto isolato in un combattimento, e calcolando il numero dei feriti da_ mechcars1_ lotto per cento della forza, ·cifra molte volte superata di assai nelle recenti gu~n·e, s, avrehbero in poche ore circa 200 feriti. Se dei ì medici (mettiamo ,anche l'aHra i potesi ~he , i sia l'organico completo e presente) t.re fossel'o andat i al fuoco col r1srrnu1vo b_attaghone, rhna,·i·ebb~ ad ognuno dei 4 ri masti al posto di medicatura la ' ru'.I~ bisog~a di med1càre circa 5P' fel'iti, dei quali non poch i necessitosi di lunghe O dif. fic1h cul'e. ·
295 gli stessi Turchi nella convenzione di Ginevra, facciamo eco agli scrittori ( 1) cbe qualificano di barb(l.ra ed improvvida la disposizione 'di mandare al fuoco. i medici, cd esprimiamo il voto che il nostro ·m{ovo regolamento sul servizio di sanità in -guerra imiti la prescrizione del regolamento austro-.ungarico e (se mal non ricordiamo) dell'inglese, di far restare gli ufficiali sanitari tuUi durante il com. battimento -al luogo o,,e la loro opera è efficacemente vantaggiosa. Non siamo rieouneno del parere dell'àutore quando propone di ridurre nella formazione di guerra iI numero dei medici dei corpi, aumenta ndo, invece, l'organico della sezione . di sanità . Egli afferma che . la disposizione dei regolamenti germanico ed · austro- ungarico di rinforzare con i mecli~i dei corpi il posto di medicaturà della sezione di sanità, sia un. ripiego sed·ucente in teoi·,ia, ma dubita assai ohe in pratica abb,ia a dare efficàei risidtati. Ne accenna, anzi, gl'in·convenienti, tra i. quali non ultimo quello di trovàrsi i medici dei corpi isolati dal rispettivo reggimento in caso di esit-0 sfortunato della battaglia . Notiamo anzitutto che, di regola, una parte soltanto dei medici del corpo devono rinforzare la sezione di sanit.à, e perciò, anche in una rott-a in cui sia impossibile che questi ultimi raggiui1gano il proprio reggimento, restano gli a·Jtri . .M:a non comprendia1:r.o come si possa mettere in dubbio l'efficacia di q'uella pre.scrizione. La pratica, invocata dal nostro autore, è faua , e che pra•tìca h \gl'innumerevoli e terribili insegnamenti cli essa, dati nelle . molte battaglie delle. guerre austro- prussiana e franco-gern11111ica, -de~ronsi le n01·me stabil ite nei regolamenti pubblicati negli anni ,f·878 e 1879 dall<~ due nazioni. Contro la proposta di Tidurre _il numero dei medici presso i corpi crediamo bastino le seguenti osservazioni, ,che togliamo testualmente da un recente opuscolo ciel colonnello medico : Baroflìo (2): · « Degno di attenzione è il fatto che mentre il Regolamento (p1"'l.issiano · ,del ,1869 già assegna va alle unità tattiche ( corpi) un personale ed un materiale ben superiore a quello che in ogni altro esercito loro si :assegnò poi , nel nuovo regolamento (del 10 gemnaio 1878) fu esso E PERIODICI
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(I) Riportiamo le parole del dottor H. Fischer, medico che onora la sc ie nza non meno ,che il corpo sanitario mili tare · germanico, nel.quale occupa uno dei maggiori gradi. « E una barbarie senza scusa, è un inutile co nsumo di forza med ica, ta nto necessaria e che non si puo in nessun modò rimpiazzare sul campo, i'l costu me seguilo dalla maggior parte degli eserciti, che anche i modici debbano in mezzo alla battagli a seg uire .i combattenti. S( dovrebbero, invece, riunire tutti i medici nei posti di medicatura. » Fel'ite per .armi da g1terra. Cap. VI.I. §. 222. , · /2)' No,:toni sul urvt:io sanitario militare. - Tori no, Tipografia Celanza e C. 1880.
.' E PERIODICI LIBRI 296 personale ancora aumentato ed accresciuto il materiale. L'esperienza avrebbe quindi dimostrato alla prnssia: ,t 0 come, assegnando ni corpi uno scarso personale sanitario si rende impossibile un effi cace servizio e si paralizzi così perfino l'attività più volenterosa ed abile; 2° come sia assolutamente necessario provvedere pel caso, che pure in guerra frequente occone, che un corpo debba bastare a se si.esso e debba r1uindi essere dota to di tutte le essenziali risorse a ciù necessarie; 3° come nd ogni modo facile sia rimandare in addietro a rafforzare i distaccamenti sanitari (le sezioni di sanità) il personale assegnato Dì corpi se i bisogni in prima linea il comportano ; men tre ben più difficile, sempre dannoso è sottrarre allo sezioni di sani t.à le troppo necessarie loro risorse, e sia quasi sempre impossibi le al postutto farl e giungere in tempo tra le fila combattenti » Ma se non in queste, concordiamo però pienamente nt'lll'altra proposta del dottor Bonalumi, che ai medici dei corpi sia .aggiunto un ,ufficiente numero di aiutanti di sanità, ai quali in guerra, nel servizio dei campi d'istruzione e delle infermerie reggimentali rimangono affidati gl'incarichi speciali che l'aùtore ha bellamente esposti. Abbiamo di sopra fatto notare come riuscirà ben difficile a noi di avere nella formazione di guerra il prese-ritto numero di ufficiali medici ; ed è perciò evidente la necessità di dar loro un qualche aiulo, allargando molto più che non sia l'institur.ione dogli aiutanti d'ospedale. Noi non conosciamo (non essendo tali disposizioni cli pubblica ra-~ gione) come sarà provveduto in guerra ad alcuni servizi sanitari non considerati nell'organico cli pace. Ma pur senza tener conto cli .essi, ci pare che per oYere un còrnputo esatto dei medici necessari ai bisogni di nna campagna non basti numerare soltanto quelli addetti alle truppe combattenti ed agli ospedali da campo, essendo che ~anto gli uni quanto gli altri, obbligati come sono di seguire la marcia dell'esercito, non servono che per apprestare le pri me cure agl'infermi cd ai feriti. È forza aggiungere ol bilancio esposto dall'egregio autore i medici da assegnarsi agli ospedali temporanei e permanenti territoriali, dove va a fermarsi definitivame.nte fo gran massa dei colpiti ,dal rerro e dalle infermiià. Lo sterminato numero di questi, la gravità del loro stato, le conseguenti minuziose e lunghe medicazioni non permettono di assegnare ad un medico un numero dì ta li infermi' pari quello che gli è affidato negli ospedali di pace. Non crediamo quindi di andare molto lontano dal vero computando che occorra circa un ·migliaio di medici negli stabilimenti militari ~li 3• l_inea per la cura degl'infermi e dei foriti di un esercito di 350 a .\.00,000
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uomini, dopo qualche mese di campagna e diverse battaglie, massime se fortunate, che diano al. vinci tore il corico cli buona parte dei feriti del vinto.
Sulla vtic«1't ntie·i one e
to•·•", discorso di P. E .
1•tv11cci1a11eione obbl'i gti-
al IX congresso generale r~edico in Genova. - Roma, tipografia deg li stabilimenti militari di pena 1880. MANAYR.A
In un articolo pubblicato iu questa Ritista (1), il maggior generale medico ~lanayra acc<>nnò alla ·guerra recentement-e bandita alla vaccinazione obbliga toria dai signori Boens, Labbée cd altri antì-ienneristi, non solo nelle pagine del Révéil médical, ma iu seno all'accademia di medicina di Brmselles. Nel presento dit-corl'.o l'au tore prende a sostenere una tosi affatto oppo!\ta. « Se nello stato attuale della scienza circa la profilassi del vaiuolo non sia più prudente e più opportuno di rendere obbligatoria la r·i 'Vaccinazione che di esonerare le popolazioni che vi sono soggette dall'obbligo della vaccinazione 1> . Gli studi del Boens sulla natura e gli effetti della vaccina si compendiano nelle due proposizioni: .·I · La vaccina produce nell'economia . animale un'infezione purulenta; 2a Questa infezione ha più analogia con la sifilide che con qualsivoglia altra ma lattia trasmissibi le artificialmente. Come conseguenza, il Bocns propone ai membri della futura inchiesta vaccinica , fra altre quistioni questa: La voccina non è esc;a rorse la caus:l della prAsenza e della moltiplicità del le epidemie di vaiuolo? Come si vede, non si tratta qui di discussioni puramente scientifiche. L'açcusa gravissima, interessa in sommo grado tutta la società civile, perchè tale pratica è obbligatoria in molti Stati; facoltativa negli altri. La rivaccinazione è obbligatorio pei mil itari in Baviera, Svezia, Wttrtemberg, Danimarca, Baden- Baden, Svizzera, Prussia, Belgio, Francia, Italia. Nella Germania poi e in alcuni cantoni della Svizzera l'obbligo della rivaccinazione fn esteso alla popolazione civile. Il dott. Manayra nel suo discorso e3ami11a e combatte con ragioni (I} IL ualtwlo nell"utrcito, ecc Dispensa VIII, agosto l&lO. ANNO XXV, VOL. IV.
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tecniche le dne propos1Z1oni del Boens, e forte della propria lunga esperienza, esce in questa dichiarazione: « Per conto mio sono in grado « di assicurare in tutta coscienza che su circa 125,000 vaccinazioni « di milit"'1ri in cui ebbi parte diretta od indiretta, non si verificò " mai un caso di sifilide vaccinica ..... e quanto a fenomen i d'infe« zione purnlenta, neppure il menomo vestigio . ». In ordine alla quistione. se la vaccina sia, u non, la causa del la frequenza e della moltiplicità dell'epidemia di vaiuolo, l'autore afferma che nel periodo di 2.2 anni, cioè dall'epoca (11858) in cui la rivaccinar.ione obbligat~ria fu introdotta nell'esercito piemontese, sino ad o<mi non idi avvenne mai di vedere ell e le vaccinazioni e ri vacci. è)ù ' nazioni ordinarie, cui talora se ne aggiunsero delle slaordinarie, fatte ogni anno su larga scala , determinassero epidemie di vainolo dove non ne preesisteva, o ne rinfocolassèro le già•esistenti. N0tò, anzi, costantemente qhe, mercè l'innesto o la rivaccinazione, le truppe rimasero incolumi anche ·quando nella popolazione dominava l'epidemia. Riconosciuto, per infiniti esempi, il fatto che il vaiuolo fa strage fra i non vaccinati, attacca raramente i:, con le forme meno maligne i vaccinati e n1rissimamente \ rivaccinati, come si vede, specie . nel]' esercìLo; Riconosciuto ancora che la vaccinazioue o rivaccinazione praticata con le volute cautele preserva dal vaiuolo e non dà luogo ad infezione di qualsiasi specie; Dimostrato che tal pra tica non può essere sostituita qllal profilauita del vaiuolo, da nessun'altra; e poichè è gi:t prescritto presso noi che i ragazzi per essere ammessi alle scuole pubbliche e i giovani per potei' aspirare ad nn impiego governati vo devono esibire l'attestato di subìta vaccinazione, il Manayra domanda « perchè la vaccinazione . non verrebbe imposta a tutti pel' legge? " Egl i mette termine al suo discorso chiedendo al congresso medico di dare il suo suffragio al parere « che sarebbe molto più conveniente l'imporre per legge ezianclio la rivaccinazione che cli esonerare dalla vaccinazione obbligatoria le popolaz1oni che vi sono soggette >). A complemento di questa rassegna agginngiamo che la tesi pr(ldetta, sostenuta con erudizione e 1J&rve singolari dal generale medico Mauayra, diede luogo ad ampia e vivace discussione, nella sezione d'igiene del congresso di Genova, e riuscì a conclusione quasi conforme al voto manifestato dal chiarissimo autore. ç,
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B<H1ttpti1•te et son te111.11s (1'169-1'196) 1l'tt11,·és les
tlac,unents in,etf,i ts, par TH . JuNG. pentier, 1880.
Par is, Char-
Dopo che Arturo Biihtliuk nel suo <e Napoléon 1Jonapa1·te, sefae Iugend umd sein Emporkomrn,en, bis zum './3 venrlemfoire » ebbe riunite le pi ù minuziose notizie sulla giove>ntù .del "rande Corso dopo che, prima èli lui, il Coston, il Nasica, il Libri ~1) avevan~ raccolto quanto più si poteva intorno alla sua vita; era comune credenza che nessuno più potesse spigolare nel campo mietuto. 11 signor Jung ha smentito, in parte, il pronostico e ci ha dato un libro in cui, a dir ver:o, non havvi mo lto che il Biihtlink non abbia det.to, ma quel poco_ eh nuovo è detto con arte, desta l'interesse, ch iarisce momenti important.i, e, lumeggiando con nuove tinte il futuro vincitor~ di_ l\i~re11go, ce lo fa conoscere a fondo in quell'età in cui meglio s1 rivela l'uomo. ' . . Un punto principale illustrato dall'Jung ~ cruesto : Dov'è na to veramen te Napoleone e in qua l giorno? La storia c'indica la data del ·15 agosto ,1769 ; le fed i di battesimo trovate neo-li archivi della scuola mi litare lo confermano; ma un documento n~anoscrit.to conserv~to presso il Ministero della guerra lo contraddice dando alla nascita la ch1ta del 7 gennaio ,J 768 e dicendola avvenuta a Corte. La scrittura è chiara e non si presta ad equivoci: « Anno millesimo .. ... s~1;agesimo octavo natwn die septùn rnensis januarii.... cui impo- -8'1,tuni noinen Nabtil'ione. >) Come si può spiegare la contradizione ? Lo Jung non osa affermarlo recisamente, ma c'on una supposizione che, se non altro, è ingegno.sa; dice esser probabile una sostituzione ~l'atto di nas.cita fra , Napoleone e Giuseppe - il fratello maggiore _ 11 quale, sebbene racconti nelle sue Memorie d'esser nato nel '1768 · n~ll'atto di matrimonio apparisce nato nel 1769. Lo scopo di questi; piccola frode non mancherebbe. Napoleone, in fatti, entrò a Brienne (1) CosroN . Dlographie des prémiéres années de N. Donavart. - Pa l"is, 1840. NAs1c•. llemoires stw Navoléon ;usqu··à l'àge de 23 ans. - Paris. 1865. LtoRr ; Revtte des deux hlondes 184!, Si possono ezi~ndio consul tare : Gnsooaovius. Corsice. - Stuttgard . 1851. V. llsu1,1 0,r, Beit·rage zur italienische Geschiche, Voi. IV . MonnMRR TsRNAUX . Histoire de la Ter·r eur, Voi. V. - Paris, 1866.
LIBRI 300 nel ;1778, uè vi sa rebbe stato ammesso con un atto di nascita del •1768 giacchè non bisognava aver compiuti i 40 anni . L'atto di nas.citr d.el frate~q. av;,r:ebb~· rinrnd.i.ato aU'inçonveniente. Napoleone va acl A.l!tµ,q ed a, Brienne. È noto , il, sqo. .1UQ.lc0,P,tcnto contro i condisce poli che lo canzonavano per la sua p(i)yert.à , ~ono noti pure tutti i particolari relativi al di lui soggiorno nella scuola dove si condusse assai mediocremente. Ma entra poi nella scuola militare di Parigi, si dà alle matematiche, sdegna la letteratura, si àp profonrlisce nella storia e nella geografia, rivela il carattere fiero ed irascibile, tanto che uu esaminatore lo giudica cc dominatore, imperioso, 08tinato » . Esce luogotenente in 2° nel reggimento La Feré. La classificazjone non è splendida (il 1~2° sopra 58), ma le nqte caratteristiche sono buone: Eccone un saggio interessantissimo e inedito: cc Ri« servato e studioso; preferisce lo studio ad ogni specie di diverticc men.to; si diletta ma non si approfondisce nella lettura de' buoni « autori; molto portato alle scienze astratte; poco curioso delle altre; cc gran conoscitore delle matematiche e della geografia; silenzioso , « amante della solit.udine, capriccioso, altiero, estremamente indi" nato all'egoismo, di poche parole, en~rgico nelJe risposte, p.ronto e cc severo nel ribattere , pieno d'amor proprio, ambizioso e portato a « tutto; questo giovane è degno cl' esser protetto » . Andato di guarnigione a Valenza, si dà a leggere febbrilmente il Rousseau e gli si sviluppa il gusto della letteratura . Perchè quell'ammirazione pel Rousseau? Il propugnatore dell'isolamento umano, colui che affermava essere questo isolamento lo stato naturale clell' uomo, come poteva affascinare il giovane ullìciale fino al punto da renderlo cupo, inasprito, inclinato al suicidio? Forse, mente fervida, si sentiva im porre da idee fervi de , e più che fervide, strane. La sua fam iglia era povera, lui povero, il servizio faticoso e moiJntono ; la sua ambizione insoddisfatta; era il suo periodo di scoraggia. mento. cc Gli uomini - diceva - sono così lontani dalla Natura ! sono codardi, abietti, strisci,anti ! » E sognava l'uomo del Roussea u. Rimpetto ai fatti di Corsica atteggiavasi a Bruto, si entusiasmava al ricordo delle gesta del Paoli e fulrnina1ra la ignavia dei suoi tempi. « Dove sono i miei Còrsi del passato? esclamava - io non li vedo ! » Ottenuto un congedo va acl Ajaccio, m.igLiona le condizioni· deJia famiglia e · diventa autore drammatico scrivendo il Gunte di Essex; romanziere, colla ìlfa.schern Profeta .; stoi:,co,, colla Storia della Cors'ica. :Ma la sua ambizione lo portava in cer,ca d'altri destini. Si sentiva
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301 ancor tropp? piccolo per la Ftancia, ma 1'i'putavasi abbastanza grande per la Corsica, ed li là ch'egli cere-ava il teatro d1elle sue ()'est.a. Si aprono gli Stati Generali e Napoleone scrive a Paoli racci1nanclan?ogli la sua Storia di Go.rsii;a; Paoli lo esorta ad aspetJllre; égli rifit 11 lavoro trasformandolo rn racconti leggendari , i qui.ìli, seco11do l'lli, debbono ecci~are il patriottismo dei Còrsi e spingerli a grandi cose. Allo scoppiare della ri voluzione richiede un congedo di sei nl'esi 'e v.a ad Ajacc~o. L.a sua posizione d'uffièiale che doveva imporgli il riserbo serviva , mvece, ad aprirgli la via. Si cacciò in mezzo al movimento politico dell'isola e quando la Corsica venne annessa .-i l!a Francia, si dichiarò per Paoli. Meditava d'impadronirsi della cittadella d'Ajaccio con un colpo cli mano, ma il tentativo fallì. Che fare? Per quanto si affannasse ad innalzarsi fa condo la parte del lihera~ore pure _ca~iva di, rimanere come schi~1cciato sollo la gloria del Paoli , del Sahcet1, déll Arena . Era troppo giovane ancora (22 anni) per prendere la mano ad uomini come quell i e risolvette tornare al reggimento dove avrebbe dovuto trovarsi già da t mesi. Tornò e gli fu perdonato. . l\ia non poteva star fermo . N~l luglio del "79 1 sep pi~ che l' Assemblea aveva decisa Ja formazione di 4. battaglioni di ,;olontari Còrsi. D?ma~d~ un . m~ov.o congedo e partì. Fl'(~quentò in Ajaccio i club dei Giacobm1 e s1 nm1se a capofitto nella politica. li congedo spirava, ma non se ne dette per in teso ; maucò alla rivista generale delle truppe e venne destituito e cancellato dai ruoli. Non \e 11'8 alllisse e, a {'ttria di brighe, si fece nominare tenen te-colonnello dei volontari. La elezione dipendeva da tre commissari e siccome uno cli loro gli era avverso, i1Hesosi co' suoi lìdi, lo fece prendere e rinchiudere ·!n: casa: ~ s.uoi. so!dat! lo adoravano ed -egli cercò preYalersene per 1mpadron1rs1 d1 A1acc10. Colla scusa di obbedire a un ordibe dell'~ssemble.a. occupò il convento dei Cappuccini, e il giorno di Pasqua, g10vandos1 del trambusto di una processione, s'impadroniva della città: ma il municipio negoziò e il col po fallì. · Napoleone lasciò la Corsica .· A chi ricorrere? Si pi·esentò audace-. mente al Ministero della . guerra e domandò il suo antico grado. Glie ~ _acco1~darono . per~hè. d!fettavano di ufficiali, nominandolo per di p1u capitano cli art1gheria . Non è contento e chiede il grado di tenénte-colonnello nell'artiglieria di marina .. La domanda è sfacciata e non gli si risponde. Se ne adonta, e nel ·1792, tornato ad Ajaccio, si fà rende1·e il suo grado di teilente-colonnello dei volontari. Gli aHenimenti che trascinarono alla deca pitazione di Luigi XVI 1
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conducono alla dichiarazione di guerra all'Inghilterra e alla soppressione dei volontari Corsi. Napoleone non raggiunge il suo corpo ed attende . La confusione regna nell'isola, quando, ad un tratto egli si stacca dai patriotti, si dichiara partigiano della :Francia, di'venta .l'istrumento .,del Salicet.i e si fa nominare ispettore generale dell'artiglieria in Corsica. Per cinque volte tenta impadronirsi della cittadella di Ajaccio, ma inutilmente. Era Napoleone in sostanza che voleva rendere inevibile il conflitto e vi riuscì, d'accorcio coll'Arena; gettando il Paoli nell 'alleanza inglese. La Consulta di Corte bandì allora i Bonaparte dichiarandoli info n:Ìi . Ed ecco Napoleone che tortia in Nizza alla sua compagnia ; ma Saliceti lo rivhiama ben presto in Corsica, dove scrive la Cena di Beai,caire, lavoro pensato e profondo che doveva . metterlo in buona vista di Robespierre il giovane. Egl i faceva così la sua strada sotto la protezione ciel Saliceti che era il suo amico più fido . Veniva quindi nominato capo di banaglione al 2° reggimento d'artiglieria e davanti a Tolone in rivolta, dirigeva le batterie della brigata Laborde. Lo Jung afferma che la parte avuta da Bonaparte nell'assedio di Tolon e fn assai meno grande di quanto si crede. Ma conviene notare che l'autore è avversario acerrimo dei Bonaparte e i suoi giudizi non sono tutti eia accettarsi come buona moneta . Sembra certo però che Napoleone dovette all 'amici1.ia di alcuni membri della Convenzione, Banas, Fréron, Ricord e, soprattutto, a R<Jbespierre il giovaru~ la sua nomina a generale di brigata presso l'esercito d'Italia . Caduto Robespierre, Bonaparte, chiuso in Antibo, si sottomise dicendosi dolente clella catastrofe, aggiungendo queste fieri ssime parole: « Lo amavo perchè lo cred<wo puro, ma fosse egli stato anche mio padre lo avrei pugnalato io stesso se aspirava alla tirannide ·,,. Era vero? Sotto queste parole che lo atteggiano a Bruto era~i già nascosta l'aspirazione all'onnipossenza'! oppure ei si manteneva ancora incrollabilmente repubblicano? Al momento della sua nom ina all'esercito d'Italia, Napoleone era .il 135° per ordine di anzianità nel quadro degli ufficiali generali, ma per quanto il generale Scherer, pur riconoscendogli qualità reali, lo dicesse ambizioso e intrigante, riuscì nell'intento . Il IV anno della Repubblica vide i primi trionfi del Bonaparte. . L'autore non si limita, ciel resto, a raccontare quale fosse la gioventù cÌi Napoleone, ma parla distesamente della organizzazione dell'esercito francese verso la fine del secolo xvm, delle trasformazioni subì te negli ultimi anni del secolo, nonchè delle sa vie riforme di Dubois-Crancé e cli
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Carnot. Non si può disconoscere, per altro, che i! libro è scritto con s1~iri to eviclentement.e partigiano. L'odio verso i Napoleonidi traspira quasi in ogn i linea e non è in tale disposizione d'animo che si scrive la . storia . Un accanito Volterriano quale egli mostra cli essere col clisserni nare qnasi in ogni pagina del suo libro i versi del grande scettico, - citazioni poetiche che molto tolgono alla serietà e alla scorrevolezza ciel libro - non avrebbe dovuto spingere la partigianeria fino a negar~ il genio e ia grandezza clell'nomo. Voltaire era democratico, a suo modo, s'intende, ma ::;' inchinava osser1uioso innanzi al genio di Federigo H ( ·I).
Lt.i ct.n•,ile,·ie 1>end1.1n,t lti c1.nnpt1g11e ,le P,•,,sse . (1 octobre, 7 novemb1·e 1806) à'après les archi'ves de la
guerre. Par P. FoucART, capitaine d'infanterie hors cadres, employé à l'état-major ~e la 2• division de cavalerie. Paris, 1880, Berger-Levrault. Prezzo L. 4.
La campagna ciel ,J806 contro la Prussia è quella in cui la cavalleria francese ciel primo impero raccolse la maggior messe di allori . . Oltre alla parte bri llantissima avuta all'iniziarsi della guerra nel servizio di esplorazione e sul campo di battaglia di lena , nell'ulteriore inseguimento deli'esercito prussiano, la maggior parte di essa venne distrutta o fatta prigionera dai cava lieri francesi. Si comprende quindi di leggieri come l'attenzione degli ufficiali francesi si porti di prefe- renza su questn campagna, la quale se sol letica in singolar modo il loro amor proprio, offre in pari tempo utili insegnamenti, specie per ciò che riguarda l'impiego della cavalleria. Il capitano FoL1cart pertanto, ne ha fatto tino studio speciale nel quale segue l'azione della cavalleria, {Jiorno per giorno ed ora pe·r ora, giusta le indicazioni fomitegli dai rappòrti scritti esistenti presso. il deposito della guerra. È una raccolta di dùcumenti autentici di grande valore, di let(Ii Ba,.n i e Lanfrey cel'carono di recente di demolire in ogni varte la glo1·ia del J Napoleo~e con pubbhcazioni c.he molti hanno chian,ate deplorevoli. l e Jfemoires de Ma dame 11émusat hanno fatto il resto. Lo sco,.so mese il signor Dehidou,. nella nevue l'olitique et Littéraire ch ia:i;ava Napoleor,c I uomo sp,·egevote, volgarissimo, tiranno della F',·anc ia. È ciò ben fatto? e prima d'ogni altl'a cosa, è ciò vero?
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tere di Napoleone, di M.urat, cli Belliard (capo cli stato maggiore cli M.urat), dei marescialli Lannes, Soult, Bernadotte, Nev, e dei rapporti dei generali La:salle, Milhaud, Espagne, ecc. che con~andavano le brigate e le divisioni di cavalleria lanciate innanzi, talvolta a grande distanza, dalla fronte dell'esercito. fovero molti di qutlsti documenti erano già noti, perchè compresi nella Cor,respondance de Napoléon 1er e nelle numerose pubblicazioni francesi sulle gnerre del primo impero; ma essi acquistano una particolare importanza, perchè riuniti e ordinati in un solo volume ci rivelano il pensiero che ·presiedette giorno ·per giorno all'andamento delle operazioni della cavalleria, e ci dimostrano spiccatamente che le idee ora prevalenti sull'ordinamento, armamento ed impiego di eletta arma sono le stesse che erano universalmente accettate al principio di questo secolo, e alla cui diffusione e adozione contribuì in sommo grado l'imperatore Napo'leone pel modo efficace con cui impiegò la cavalleria in 'tutte le campagne. Nel primo capitolo troviamo pregev0J.i raggnagli intorno alla forza e alla formazione dei singoli reggimenti. Essi constavano di .tre soii squadroni di due compagn ie, ed avevano in generale 1:H1a forza rilevante in cavalli e superiore a quella degli uom ini , Cosi per la brigata Lasalle:
offre altri particolari sulla composizione dei reggimenti e degli squadroni : probabilmente qualche notizia intorno ai cavalli degli ufficiali, o quelli di tiro, ecc. avrebbe spiegato questa anomalia che deve essere soltanto apparente perchè una maggior forza di cavalli rispetto a quella degli uom ini indebolisce lo squadrone pei soldati che se ne devono trarre per condurli sotto mano. Dall'esame poi della forza della cavalleria al principio delle osti iitit e nella prima quindicina di novembre si deduce che quasi t.utt.i i reggimenti ne avevano perdu to in un mese di campagna un terzo od un quarto, perdite abbastanza rilevanti , ma non eccessive, ove :,i. paragonino con quelle che si soffrono oggidì in un solo attacco contro fanteria, tanto più che la maggior parte di quei reggimenti fu, per tutta la durata di quella campagna, a cavallo, per così dire, giorno e notte, marciando continuamente e combattendo quasi quotidianamente. Ci spiace che i limiti di un semplice rendiconto non ci consentono di percorrere i numerosi' documenti relativi alla giornata cli operazione: epperò ci restringeremo a qua lche parola intorno alle concbu-S'iowi, e alle considernz,i,oni generali. In quest'ultimo capitolo il Foucart studia le princitlali questioni· relat.ive all'orclinarirnnto delle masse di cavalleria, al loro armamento ed impiego, e lo fo, non traendo deduzioni dalla campagna da lui analizzata, ma bensì colla scorta di molte lettere dello imperatore Napoleone. Certamente egli non poteva citare autorit!l pil'i competente; ma a nostro avviso, anche non rinunci:rndo a riprodune cotesti importanti docnmont.i, l'autore avrebbe avute, fa cilità cli fare un quadrb delle operazioni della cavalleria e cli notare i principali insegnamenti per la condotta nelle .guerre future, ciò che avrebbe completato il suo lavoro, e ne avrebbe accresciuto il pregio. Prima di terminare osserveremo che l'impiego della c-avallerra nelle campagne del 1805, 6 e 7, ha già formato oggetto di altro pregevole lavoro francese , pubblicato anni sono sul Biilletiin de la Réunion der ·of(icfors, e del qnale se ne fecE:J un estratto. Per quanto riguarda la campagna del 1807 ·il lavoro del capitano Foucart è indubbliamente piLL completo, tuttavia qnello del Biilletvn riesce più utile per lo stLldio delle operazioni della cavalleria. Non .Yi si trovano. è vero, mo'lte lettere di Napoleone, nè delle autorità militari più elevate, ma per contro sono in esso riprodotti numerosi rapporti di ufficiali_ che eseguirono le ricognizioni, di generali di brigata, di comandanti di reggimento, di squadrone, ecc., rapporti intr-ressantissimi che non -comprendiamo perchè furono ommessi dal Foucart.
Ufficiali
Uomini
5° ussari ,1° squadrone 20
'11
203
2,18
))
9
196
30
))
9
160
193 189
Totali 3o
559
600
7° ussari 1° sc1uadrone 20 flo 1
))
))
·16 8 8
204 200 198
Totali 32
602
Cavalli
-
236 204202 64-2,
Parimenti della brigata ~i cacciatori del generale Milhaud il 13° cacciatori aveva 27 ufficiali, 576 uomin i e 6,1,6 cavalli, e il 1° ussari 25 ufficiali, 4-34- uomi ni e 524- cavalli . E la stessa proporzione fra gli uomini e cava lli esisteva pure, pei reggimenti delle divisioni Nansouty, D'Hautpoul, Klein, Grouchy, ecc. Ci pare che qur.sta parti colarità meriti di essere notata, imperocchè è in completa opposizione al principio in oggi da tutti accettato ch':' lo squadrone debba avere alcuni uomini in più del numero dei cavalli. Il Foucart non ci
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LIBRI
De , ,,, tli s cipl·b •e e t ,les e x e ,·c ices u iilittii,•es scolt1i1•es, par M. L AL LEMENT . P ar is, 1880, Soussens
éditeur. È ormai divenuto vecchio quel modo di dire che attribuisce al maestro di.scuola le vittorie dell'esercito prussiano; vecchio, ma sempre vero, purchè si abbia bene in mente che la scuola non deve lim itarsi a istrui'r11 ma deve anche edncare ed educa re virilmente. Questo vuole per la Francia il $ignor di Lal iement, antico direttore della scuola libera di Vitt·y- le-Françojs; questo egli propugna in un opuscolo molto interessante nel quale, rivolgendosi al Ministro della pubbl ica istn1zione, gli raccomanda la- educazione milit.are nelle scuole come il mezzo più sicuro di avere, col tempo, soldati forti e <lisciplinati . L'autore chiede anzitutto chP. in tuue le scuole siano resi obbligaLOri gli esercizi ginnastici .. Non basta . Una disciplina mantenuta · con vigilanza paterna ma esatta fa contrane - egli dice - l'abitudine alla sommes$ioue, al rispetto, all'obbedienza, ai lavori seri e proficui. E gl i esercizi militari propriamente detti, la c.ouoscenza e il maneggio del fucile, come pure gli esercizi del tiro, prudentemente diretti , devono sviluppare moltissimo la sveltezza, il coraggio civile, la prudenzr, e sopratutto la devozione pa triottica, in quello che havvi cli più generoso e più nobile. Non si t.ratta già cli trasformare le scuole h1 caserme - osserva l'autore - sarebbe un'utopia e, forse , un dan~10; ma si chiede soltanto che i picco li scolari vengano abituati alla discipli na e alla pratica dogli esercizi militari . Infatti la leggerezza e la regolarità delle marcie, la disinvoltura nei movimenti e la conoscenza dei pezzi che costituiscono il fucile e dell'uso dell 'arma , sono un serio avviamenLO alla vita mili tare. Il signor di La-llement, il quale ha per lunghi anni esperimentato il proprio sistema nella sua scuola, afferma (e .noi lo crediamo), d'averne sempre tratto risul tati preziosi. I miei ragazzi - egli dice - istrui ti gradatamente negli esJrcizi del soldato , abituati da grandicel!i a maneggiare ·un fticile di peso adatto alla loro età, eccitati col racconto di valorose azioni guerresche, videro sempre approssimarsi con gioia il giorno delln leva ed alcuni che, per ragioni fisiche o famil iari, fnrono esclusi dal recl ntnmento, ne provarono un dolore vivissimo. Intanto i giovani accolti e incor porati nei reggimenti, as-
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soggettati alle durezze della vila militare, mai se ne dolsero, giacchè i maestri avevano saputo insegna re che l'esistenza del soldato è tutta faua di sacrifizi e di abnegazione. Leggendo l'op ttscolo del signor di Lnllement abbiamo pensato che un tempo, nellç scuole elementari ita liane, era ·venuta in gran voga questa istrnzione soldatesca data ai piccoli allie,'.i. Er~ l'epoca d~i grandi entusiasmi e le. scolaresche venivano organizzate m _compagnie e battaglioni che il popolo aveva battezzato col nome di « battaglioni della speranza >>. Ma la voga durò poco e nelle nostre scuo(e non si sarebbe peusato più agli esercizi virili se il ministro De Sanct1s non vi ave~se richiamato in onore la ginnastica rendendola obbligatoria. I vantaggi ne saranno senza dubbio grandissimi, tanto più che la istruzione dei 1.iri a seguo renderà anche più salda la educazione soldatesca dei nostri giovani; è chiaro che ben altri risulta ti si otterrebbero ove in tutte le scuole del regno venisse reso obbligator io il genere d'istruzione raccomandato dal signor di Lallement per le scuole francesi. Il qnale aut.ore, per dimostrare vieppiù la uti li tà delle s.ue_ pro~ . poste, afferma che, avendo seguito con grande interessamento J g1ova111 usciti dalla sua scuola nello svolgersi del la loro carriera mi li tare, ebbe sempre la sodrfafazione di sapere che, dopo pochi mesi , di permanenza · al r<~ggimento, erano cli venuti eccellenti sottufficiali, contenti della lo'.·o posizione e modelli di disciplina per i solda ti. Dio solo sa se in Italia ne avremmo bisogno e se sarebbe necessario in conMguenza che le nòst.re scuole preparasse1·0 di questa stoffa l'ordito .
L e pr1,ys et l',u•u iée, Bruxelles, Muquard t.
pùr
le général
baron GoETHALS. -
Da qualche anno la discussione sugli ordinamenti militari ha preso nel Belgio un largo sviluppo, e vi concorrono tuuavia con le loro forze d'i ngegno e di esperienza le più competenti individualità, il cui accordo sulla convenienza cli accresce·re i 111ezzi difensivi per assicurare l' indipendenza di qqel paese r, l'adempimento d_ei doveri inerenti alla sua neutralità, noH è contrastato che dalle sole opposizioni politiche.L'egregio' autore, tenendo conto dei progressi avveratisi negli eser-
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?iti_ di tutte le potenze europee, vorrebbe spingere la sua nazione ad 1m1t,arle, !)ersuadendola dei pericoli ai quali potrà trovarsi esposta nell avvemre, stante la debolezza delle sue istituzioni militari. I suoi argomenti, ispirati a vero patriottismo, sono svolti con piena conoscenza d_elle questioni interne s?ciali così st~ettamente collegate con quelle che r1~uardano la preparaz10ne delle /orze per la guerra. Perciò il suo primo, ass1~nto è la di1:1~strazione eloquente dei vantaggi che port~ sec? 1ado~10ne del serv1Z10 personale obbligatorio, tanto più nece$sano a! rmnovame~to morale dell'esercito belga, quanto più è a deplorare: secon_do_ lui, che esso consti per la quarta parte circa di surrogand1 d'ogm risma. Egli propone una radicale riforma nel reclutamento e nella ?ompos_izione del corpo di stato maggiore, facendo vedere quanto 1mport1 che questo sia accessibile a tutti o-Ji ufficiali ~be vi ~bbi,~no a~titndin~, e come si debba pretendere da :ssi speciali 0 uarentie d 1struz1one, d1 carattere f. di crualità fisiche non lasciandoli immobili negli uffici, ma dedicandoli a svariati servizi. Passa Cfuindi ad analizzare i gravi inconvenienti delJ'acc,entramento . arnmi~1istrati\'o,_ ~essendone la storia dalla sua origine fino all'attuale suo pieno domm10 nel sistema in vi0 ore nell'esercito beloa e conI. d o o ' . c11u e, concordemente ad altri scrittori, che l'amministrazione militare der'es_sere alla dipendenza dei comandanti generali, responsabili e sottopo,;t1 al controllo del potere· centrale. Riguardo p~i al completo riordinamento mil itare, su. calcoli' fatti cre~e che ogni anno pos_s~ incorporarsi un contingente di 15,000 giov~n1. La durata _del sen'1z10 dovrebbe essere di otto anni, dei quali ~1~que. ~ell'eserc1to e tre nel la riserva. Una ri,érva, composta di tutti 1 lavor1t1 da Ila sone a non entrare in servizio, dovrebbe colmare i vuoti che si effettuerebbero nei contingenti, · e formare una milizia territoria le, con ufficiali tratti dai sottotenenti che avessero fatto il volontariato di un anno e dai pensionati . Vuole che ogni arma sia sotto la direzione di un ispettore o-enera le, che l'esercito sia diviso in truppe mobili e riserva. Le prime"donebbero constare di cinque di visioni, la seconda ne formerebbe due. Un concreto studio delle condizioni morali e materiali tanto del soldato quanto dei graduati e de-lI'ufficialità, chiude l'i nteressante lavoro, il quale se pone al nudo dei mali, addita i rimedi, e contiene verità che possono esse!'e invocate pel miglioramento delle istituzioni mi li tari di qualsiasi paese.
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,Veues ,,us de,· Geo,11•,e:,:1/iie, Rtu•tog,·111:1/i.e 1n1,d Si,~itist·i k Etn•otH•'s unti seine,• Rolonie,a. ( Notizie
geografiche, cartografiche e statistiche intorno all'Europa e alle sue colonie, compilate dalla sezione geografico-statistz"ca del g1·ande stato maggiore. Decimo anno\. - Berlino, MittlM e figlio, '1881). Prezzo L. 18. , È un grosso volume di 596 pagine, al quale è aggiunta una carta dimostrante lo st~to dei lavori. topografici nell'Europa centrale nel ,t 879, a maggiore ,-chiarin~ento delle notizie contenute nei bollettini delle carte geografiche. Analogamente alle pubblicaiioni degli anni scor:;i, anche la presente consta di due parti: nella prima si accenna in modo generale alle scienze geografiche, alla topografia e cartografi a, all'antropologia e etnologia, alla statistica, al commercio e finalmente alle ferrovie e agli ordinamenti militari. Nella seconda par.te si prendono in esame i vari stati di Europ~, coi loro possedimenti e colle loro colonie nell'Africa., nell'Asi11, nell'America, ecc., e sono registrati numerosi libri, opuscoli, articoli, ecc., cui si possono attingere nutizie in propo:;ito. Per il militare è particolarmente pregevole la rivista concernente le forze di terra e di mare delle varie potenze, ed i progressi nelle scienze, arti ' opere pubbliche, ecc., ehe servono alla guerra, quali la topografia, la geodesia, le costruzioni ferrovia rie, ecc., anzi il rendiconto delle cosn militari è il solo ch e contenga molte e particolareggiate notizie intorno a c·iò che è accaduto nei va ri eserciti nell'anno precedente, mentre per tutte le altre rubriche il lavoro dello stato maggiore tedesco si limita, in generale, a fornire l'indicazione delle fonti. Come è naturale, l'impero germanico vi ha il posto d'onore, e la pa11te riguardante l'esercito ha uua speciale importanza imperocchè ,)!tre all'essere assai diffusa, è una sorgente di .informazione sicura, nelh quale sono annotate tutte le innovazioni e modificazioni introdot.te nel ·1879 nell'ordinamento mili tare. Così vi si trova nn esteso rendiconto della legge relativa all'aumento della forza sul piede di pace, e vi sono raccolte copiose notizie intorno alle for.za dell'esercito, a quella delle varie armi , agli istituti e alle scuole militari, all'avanzamento, e così v.ia. Anche la marina tedesca è fatta segno-
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E PERlùD!Cl
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di particolare menzione, e molti ragguagli intorno alla medesima sono tratti dall'1~~inuari o per. la -ma1~ina relativamente alle varie navi possed~te dal! 11npero, al riparto degli ufficiali ed impiegati dell'ammiragliato, al la navigazione all'estero, ecc. Pa1:imenti assai svariate e copiose sono le notizie in torno alla monarch ia austro-ungarica, alla Francia, all'Inghilterra e alla Russia; e~. a~che per crnes10 slato la parte concernente le cose militnri è la pm interessante e quella che ·ha maggiore sviluppo. Per l'Austria-Ungh~ria si accenna dapp;·ima ai progetti di legge ~he .duran~e 11 "879 lurono presen tati al parlamento per mantenere 11 piede rh guerra dell'esercito a 800,000 uomini a!Lri 1O anni e ~ulla tassa militare; poi si fa menzione della cornmi,sione d'in~ C!1Jesta .che venne nominai.a per stabilire, in seguito alla pratica esperienza latta nella campagna della Bosnia, crtrnli cambiamenti e modi fica: ioni sia utile di introdurre nei regolamenti, nelle is1ruzion1 e nell or,ln:unento. Seguono molti dati intorno al reclutamento, alla rimo~ta dei cavalli, al materiale di guerra , alle fortifi cazioni, allo slato · m~gg1ore generale, alle varie (lrmi, al serv izio sani tario, alla giustizia n~1htare, e?c. La landwehr, gli bonved e la landersturm formano oggetto d1 un capitolo specia le. Circ~ la. rna1:ina austro-ungarica il ll.eg,istrande si limita 3 riprodurre il bilancio approvalo pel rnn e quello di prima previsione pel 1880, tanto per la spesa ordinaria quauto per la straordiu::i'ria. Per la Francia haVYi un minuto rendiconto dei vari tronchi ferrovi~ri ~li ~uova costruzione, in costruzione e prog~ttati, e delle comumcaz10111 stradali da aprirsi. giusta il noto fJl'O"etlo di le""e pre0 · · i:>n ' ~enta'.o ela1 m1.n1s.tro Freycinel-. Per la parte mi litare sono riepilogati 1 van pro~ett1 d1 legge stati presen tati nel ·1879 sul riordinamento del corro ~l, sta~o maggiore, la legge del n agosto sugli stipendi e le pens1om degh ufficiali in riforma, la legge su l personale dipen~lente da l,· mi.nist~ro cieli.a. n.1arurn, e. la legge infine del 48 agosto sulle pen!;1ont dei sottnff1,;iah, caporali e soldati dell'esercito. Il re{)!.utamento, la rimonta- cavalli ; il materiale di guerra, lo stato mag~10r~ ~en.eral.e, il corpo di stato maggiore, la fanteria, la cavalleria, I artiglwn a,..Il ~enio, i servizi amm inistrativi e sanit.ari, gli istituti e scuole. md 1tan, ~ da nltimr. l'c,,ercito territoriale formano l'argomento d1 altreuant1 capitoli. . AIIT~alia pure .è . fatto un notevole posto. Sono dapprima ricordati ' lavori astrononuc1, geodetici, topografici ed idroorafici dell'istituto topografico militare, e del ministero della marin!: seguono molti
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,dati sulla popolazione e ,ml movimeut.o dello stato civile, e sono indicate molte opere che trattano di questo argomento . Vengono iu seguito molteplici . e particolareggiate notizie intorno alle costruzioni ferroviarie e all'esercito. Dopo questa rassi>gna generale sono prese in esame le singole provincie ed isole del regno e per ciascuna di esse sono notati i titoli di vari libri, opuscoli od articoli riguardanti specialmente la geografia, la topografia, la popolazione, le fortificazioni. Merita di essere rilevat6 che fra le colonie ddl'Itaiia è annovera ta la baia di Assab. Le notizie forni te intorno agli' altri Stati non :,ono meno prive di interesse, ed anche per essi la rassegna delle cose militari è svolta .con speciale riguardo . In complesso il li bro cbc abbiamo sott'ocd1io è un centone ntilis.simo per studi e confronti geografici, statistici e mi litari . Non v'è molto ordine ne' logica distribuzione di parti; le fonti indicate non -sono tutte egua lment& autorevoli e sicure; si vede chiaramente che il caso ha presieduto al.la compilazione dell'opera fotta su l traccia·Ciamento da parecchi autori nel corso di un anno. Cionondimeno costituisce esso coi volumi antece'denti una guida preziosa nell' intricato laberinto d1 tanti studi ed jnformazioni, quando però la si consulti .con acume di critica e con sano criterio.
Das IH/'(HO-te1J•i_e re,ee,• tiur g,•ossen Dist,ni~en, 1e11tl .sein, .Ei1n/l,uss ,u,,r die Ttektik (Il fuocO' di fanter·ia __
alle grandi distanze, e la · sua infiuenza sulla tatti'ca) per I. van D AM van lssELT capitano di fan terìa - J?erlino, Luckhardt. Il nome del Weygand, che tradusse t1uest'opuscolo dall'olandese in tedesco va le certamente una raccomandazione perchè esso si collega ai più importanti studi sulle armi portatili. L'opuscolo infatti affronta coraggiosamente tutti i problemi che si collegano coll' impiego dei fuochi alle grandi distanze e li discu te fino alle ultime conseguenze. Ormai :,u tale argomento fu scritto moltissimo; l'aclozione di questo nuovo mezzo di guerra per le fanterie è un fatto compiuto presso tutti gl i eserciti: tuttavia nello scendere all'esame del modo di valersene e delle sue conseguenze sul campo di
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battaglia, si hanno notevoli di vergenze, e sovratutto una grande incertezza. ~ ell'anno scorso il Vermesch ha raccolto quanti esempi e quantepropos1z10ni potevansi su tale argomen to ('1 ). Il capitano van Dam ne profitta, ne segue le tracce, ne raccoglie i fatti principali, ne rileva alcuM questioni, discute quelle colle quali non è d'accordo, ed avanza alcune proposte nuove del tutto. Xon occorre dire ch'egli è partigiano convinto dei fuochi alle grandi distanze, non per una specie di compromesso con uno stato di cose, che peggiorerebbe col volerlo impedire, ma per l'efficacia dei fuochi stessi . Quando l'autore incomra nell'opuscolo del Vermesch l'opinione che il tiro alle graadi di~tanze sia la conseguenza di una concessione fatta ai soldati, si rivolta vivacemente. Non è la mancanza d'energia nei capi, egli dice, nè di disciplina nelle truppe che facciano ritenere più saggio il regolare che il proscrivere quanto nou si potrebbe evitare. Sono i risultati ottenuti e studiati con calma, quelli che hanno rivelato i vantaggi dell'impiego rniouale del t.iro di fucileria alle grandi distanze, ed hanuo indl)tto a considerarlo come un potente mezzo cli combattimento. Ma la convinzione cosi profonda sull'util ità di questo tiro non dura nell'autore, quando esamina il modo di usarno sul campo cli battaglia . Si sn che per la natura del til'o, per l'uso promiscuo di più alzi, per l'offetto rapido che si vuole ottenere, e per mantenerne la direzione in mano agli ufficiali, il fuoco alle grandi distanze si eseguisce comunemente a salve. L'autore invece dubita che· si clebbtlno assolutamente ed esclusiva1pente adoperare le salve a tale scopo. Non sconosce i vantnggi del fuoco a salve; ma, senza dirlo apertam en te, sembra preferisca il fuoco indi viduale. Indaga quali limiti possa avere la voce del comando per determinare l'esecuzione della salva in mezzo alle emozioni ed al frastuono del combattimento: e trova molto angusti questi limiti, i qnali non oltrepassano la fronte del plotone. Ma se rie5ce impossibile al comandante di plotone di regolarne il fuoco col suo comando, e devesi impiegare la sa lva di squadriglie, giova domandare se convenga ancora il posporre i vantaggi inerenti al fuoco individuale, ai piw>li IH'Ofitti di un fnoco lasciai.o al cri terio di un graduato posto all'i nfimo della scala gerarch ica . (1) J,e tir de l'in(anterie aua: grandes distanoes et son· in{luenoe sui· !a taottque pal'" le cap. Vsa1o1sscu. - IJl'uxelles, Muguardt, 1$79. La Rivista militare ne ha res o C•llllo nel!a dispensa di novembre 1879.
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Lo scrittore porò sembra voler spingersi più avan ti quand? adun~ rogioni por dare la pl'eforenza al tiro indi viduai~ _nell'esecuzione dei fuochi 'alle grand i distanze. Nou lo accenna esphc1t.amente; ma dalle sue righe truspore un grave dubbio . Sar;'1 possibile l'uso delle salv e sul campo di battaglia? Sari1 possibile che a for1À1 d' istruzione ~ ~l i onergin si arri vi ad impedi re che il fuoco n comando degcoer, llL una sregolata tiralle1'ie? Gli esempi del passato JIOII ci con fortano . L' invenzi~ne dei l\1.oc~1i a pauso è una espressione dei dubbi presenti. Tuttav1? se la d1sc'.plina del fuoco non si spinge fino al punto che tutto· 11 plotone divenga una specie di macchi na in mano all ' ufficiale, il co~cen t~ament~ dei tiri, e l'effetto rapido, che formano la base delle teorie dei fuochi a mas~o . ricevono un gravo colpo. ' Dispiace che l'autore non abbia trattato a fondo tale quistione. 'Egli l'avrebbe fatt.o con quella competenza che si rivela in ogni parte del suo libro . Invece rifugge dal parlarne e si limita a studiare le condizioni nelle qual i il fuoco individuale è da preferirsi alle salve. Secondo noi il fu<lCO a salve è sempre da usarsi sul campo cli battaglia, fin chè le circostanze del combattimento.non rendano impossibile al l' uliicialo dicigedo. Pùrciò ù inutile cli ricercare, come fa l'autore, se il terreno, le circostanzo dell'atmosfera, la difficoltà di distinguere i punti ove cadono i proiettili _consentano l'uso del tiro indi vidual e. Alle ·grandi distanze, r cmozioue che produce il nemico, non è auco1· tale da impedire in modo llssoluto l'azione del co mando sulle truppe. Sarebbe quiodi una ve1·a imprudenza quando vi ò ancora la possibilità di scclt.a, il preferire ch'csse eseguiscano un fuoco poco conciliabile colla teoria :;u cui sono basati l'uso e gli effetti dei tiri alle grondi distanze,tn dannoso pel fumo che addensa innanzi alla fronte dei tiratori . ì\Ja anche se ràgioni d'ordine tauico non portassero a tale conclusione, vo ne sarebbero gravissime d'ordi ne morale per distogliere dal lasciare all'arbitrio del soldato l' uso del fuoco fin dal principio del comballimento, col dubbio se sarà possibile in seguito il riprendergli la facoltà in1,cmpesl iù1mente accordatagli . Se l'estonsioue della fronte o circostanze spcci.i li tolgono che l'u ffici alo possa far senti!'e la sua voco alÌora dovrà necessariamente sostituire alle s,1lve il fuoco iudividnale. l precetti di guerra non sono così rigidi da dover essere npplicati letteralmen te in ogni caso, e tocra agli ufficiali il conoscere quando l'eccezione diviene regola; ma in questi casi egli deve porre ogni studio per rimuoYcre i danni provenienti dall'aver deviato dalla regola. ANNO XXV, VOL. IV .
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Dopo ciò è quasi inutile il rilc1rare l'osservazione cleÙ'autore, che le salve diano agio all'avversario di sournrsi all'effetto ciel tiro per la regolaritil del loro succedersi . Troppo frequentemente in questi . studi si perdono di vista le vere condizioni ·della guerra, e quando da una fronte di più chilometri, bocche ,\ f'uoco d'ogni genere lanciano i loro proiettili , e traiettorie di tutte le nature s'incrociano nell'aria, non sarù tanto facile osserrnre pochi rucili, che dalla distauz::i di un ch ilometro circa, ci l"nnuo ber»agl io dei loro colpi per evitarne i danni gettando½i n terra nell'i ntervallo cli pochi° secondi che sco rrono tra la vista del fuoco e l'anivo dei proiettili. Lo scrittore non poteva passar sollo silenzio i vantaggi sperati dal tiro iuclirello della fucil eria. Alle grandi distanze le: traiettorie divengono sempre più curve e gli angoli di caduta sempre maggiori. App1·01l ttarc di questo fatto por àndarc a ricercal'e le truppe dell'avversario, che tranquillamente coperte dal terreno attendono il momento di concorrere all'azione, e snidarlo per conoscerne l'enti tit e le intenzioni, o distruggerle per recidere i nervi all'attacco ad alla difesa sarebbe certamente un raggiungl1rc il desùle·i·citwrn. Ma troppe sono le di fficolt/1 pratiche. L'efficacia del tiro conteo bersagli nascosti da un ostacolo dipende ckdla conoscenza di troppi clementi per divenil'e un problema solubile sul campo di battaglio. È possibile, che nel corso cli un assedio alcune trnppe cli fanteria riescano coi loro fuochi a fae tacere quelli di una batteria interrata, percbè durante l'assedio ò stnto possibile di conoscere l'esistenza della bat.teeia prima di . tutto, poi la sna distanza , l'a ltezza del l'ostacolo, <i ('i s,m\ stato tutto il tempo per ri levare dalle ltvole la distanza alla <rtiale dovra portarsi In tru ppa cli fanteria per tirare con un angolo di caduta adatto all'effetto desiderato. )la in un combattimen to cl' incontro, ed in campagna aperta mancano alle trnppe di. fonto ria gli clementi per fare tutti questi calcoli; e quand'anche non mancassero s:11·i1 difficile che la· fanteria si trovi collocata in un punto così propizio, che la sua traiettoria vi perda tanta tensione quanta occorre per sorpassal'o l'ostacolo coprente, e riuscire nel colpo . I l c::rnuoniero, come osserva l'autore, ha un mezzo a sua di~posizione, che m[)nca totalmente al fuci liere. Quello cioè di potere alterare la curva rlella traieLLoria diminuendo la quantit.ù di polvere nella carica. La cartuccia del fu cilo è inta11gi hi lo, e sul campo di battaglia non si possono attendere ri:;nltati dal fuoco di fucileria contro bcr:;agli coperti da ostacoli senza il concorso di quelle fortunatissime e rortnite combinazioni alle quali pocanzi accennavamo .
315 L'autore propone un ripiego il quale consiste nel far prendere alle truppe tanla distanza dr,l bersaglio, quan ta, secondo le ta-volo cli tiro, è basta_nte per colpirlo malgrado l'ostacolo aumentando l'angolo di caduta. E inutile l'aggiungere parola per dimostrare come lo spediente sia poco pratico . · A ciascuno la sua parto. È inutile cbe la fanteria s'arroYelli per usu rparn la- parte dell'artiglieria su l rampo di battaglia . Anche senza ricorrere a mezzi arti6c.iosi, consentiti per la sua ntitnrn nll'arma sorella, la r:rn teria ha missioni altl'i menti importanti nel coml.Jatlimento. Oggi che coll'adozione dei tiri :i massa fu elevo ta a sistema l'idea cli concentrare il fuoco della fu~il eria sopra ~n medesimo punto per ottenere un effetto in brevissimo .tempo, l'azione della fanteria è onmentata. Ma ad ottenere quc~ta azione concorrono ad un tempo tanto il soldato, il quale cerca cli tHilizzare Lnlla la potenza da l suo $Lrumento di guerra, quanto i graduati, che clorono dirigerne e regolarne i til'i, ed i comandanti superiori, che nei mov imenti doli.e truppe, terranno conto del conc:ontram euto del fuoco delle fanterie come di un potente elemento di ri11oria. E PERIODICI
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1Volheve11,ligkeit
(I/artiglieria da campo, e la necessità di
maggiore <l'artiglieria bava:Berl ino, Luckhardt (fascicolo V della raccolta: STADE:LM\NN,
Neue iv.lilitcirische Zeit-und Stnitfragen) . Malgrndo i servigi resi 'cla ll 'artiglicria teèlesca nella guerra del 1870-'7'1, sembra all'autore che quesl'arme non sia oggclto di tutte le cure dovutele. Perciò, passati in rassegna il materiale, l'educazione, il concetto suìl'impiego dell'artiglieria da campo, esterna alcune com;iderazioni st1lla posizio1tc di essa rispetto alle armi sorelle. Per clir(1 1:t verità vi sono certi appunti, i qua li non meriterebbero c·onsiderazionc se non per dimostrare che certi confronti sono non solo noiosi ma talvolta anello inutili . · A ell e pro, per esempio, bilancia r·ri il servii.io dell'artiglieria con quel lo della fanteria, por trovare che se l'uno è materialmente più · faticoso l'altro è più difficile intelleuualmente per la varietà dei suoi 1
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LIBRI
obJllighi ? Ovvero il· discutere se l'artiglieria eut.ri nel ramrio del tiro 0 dei fuci · . li solarne . · nte per eccezione, mentre la fanteria vi " enlrn p~r repa_rt? del personale militare l,a una serie di doveri r~go,la? da co~p~ern la cui importanza non dipende dallo fa tiche e dai pericoli che v1 s, connettouo, ma dal concorso che apportano a raoofonot'r; O ' lo scopo fi nale della guerra. · l!o . . ~erciò anche J'!nvestiga r~ se J'artigli~ria soffra minori J)erdite, e ne ~~fhgg.~ me~o ?Il.avversa no eh~ la fanteria, sarà un problema che 0 1overa alla :,tat1st1ça, ed un pochmo se si vuole alla tat1·,"~ . _ · ' , , .... , ma punto alia va Iutaz10ne dei servizi reciproci. .~e si può convenire. coll 'autore, che misurato le perdite delle Jm ~euc'. . te~cndo conto <l, <J nella sola patte d'esse che ,a e sta al fuoco : :3cr.1fi~1 sono ~n~rm~, non pare che si P?Ssano confron tare assicm~ ?h efleu,_ della fu cdcna e C[11elti del cannone pcrchè sono. disparuti • bcrsagl, , la potenza disr.ruttiva e la natura dei .proietti li. La parte veramnue imeressante dcll'o1mscolo e' a11ell~ · · · l I , 1· , l " rn CUI SI e ice c 10 •I orc momento dell'urtil!lieria da campo ,. · o .· 11011 0 rn ,ermania • • • "' ' ' ., . 0 :i del, uato_a1 b1sog11,, perchò la formazione cli pace è assa i diversa da cp1ella d1 guerra. Iu caso di mobilitazione i legami dei remrimenti cl_ovrebbero essere totalmente strappati, specie per l'artiglier~; di vis10nale,. con cnor~1e danno dell'amministrazione e con oTan sciuiJo d'1 tempo , CO n granefI ritar ' d.I ecJ incroccinmcnti di ordinL 0Perciò l'a utore pro~llando della legge ultimamen~ rotata a favoré dell'esercito oermnn,co , pr? po.nc_ a.l cuni ~umcnti e riforme per uguagliare l'ordi: amento. dell art1glie:·rn .d~ campo nei corp i d'armata tedeschi, portando a rn m ognuno dessi 11 numero delle batterie a piedi .
?gn,
S t ••e r flcin ·'s òste1•1•eicltisclte •11ilit,'i,•i sfJl,.e Z eitsclu•ift . Fascicol o del luglio. - Vie.nna, W 11ldheim, 1880.
.Modo d·i condur,·e le t1·uppe ~on esempi ti·atti dalle operazioni delle a'. mate cilleate, dal .22 febbrn'l.o al .2.2 marzo 181/i. •in Francia. _ S~ trae argomento c)i studio dalle operazion i salienti di quel periodo c~t guerra, che cont1?ue : la ?'itirata dell'armata da Troye:; fino dietro I 1\ub~, dal 24- al ~6 febbraio; - la ripre,~a offensiva con tro "li inse0 guit~~·i OL1d.inot e ìV~acdona!d il 'z.7, dopo il combattimento t1i Bar ; - l insegw1,ment-0 d1 questi corpi fino sulla Senna, il 6 · marzo; la
È r Elì lOL)ICJ
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minaccia contro ,a fianco destro de::il i alleati da parte tli Napoleone, che segnita l'armata- di>lla Slesia fino a Laon; - il wncentrame1ito dello armate :i llcato per parare la min.lccia, donòe la bauaglia d'Al'cis snr l'Auhe. L'autonomiti dei comandanti di comvaynia. - .Maggiore )!AT111A . - Spesl;O i su pcl'iori, trascinati dalla . stessa loro autori ti,, si consitlerano non solo come fonn clirettira, ma cziandio c-0mc forza creativa, nè tollerano alcune atti,·ità autonoma. Il r<'golamento ::tesso chiama ciò cc una meschina tutcl.1 dell'infe1·iore che semina il malcontento e danneggia il sr11·vizio » . La sma-nia d'evocare a sè ogni decisione, riduce l'esercito a u11 morto meccanismo scuza spiri10 , che agisce in pace, ma che s'arrc,-ta appena gli si presenti il minimo impiccio. Di.feuo co1ù1·ario ò « gettare ogoi rosponst1bili1;'1 o lavoro sul suborcl i11a to, ossia lasciar andare "· Questo rialza momcntaneamon tc I' auivitii , ma presto il movimento ritarda por po:;cia ferma rsi. ,Dall' llltO e dal basso rrnossi peccare; si ù qui fra Scilla o Cariddi . E una spada a doppio taglio, la <"[Uale po1·ò solo nella mano ilei debole ù pericolosa. Il forte non la~cia t.ogliersi le redini. Si deve.essere ammaestrati gradatamente .all'indipendenza, é solo con questa puossi preparare nei periodi di paco i caraucri robusti necessari alla guerra. L'esercito tede,co pretendo Lutl.o da' suoi capilani; ma è loro largo di libertà che altri paventerebbe. L'indipendenza dei comandanli cli compagnia dcYe basarsi sulla loro conoscenza del senizio, sn l loro sapere o potere e sull' intell igente impiego dei mezzi. Qu:-t ndo il superiore ha acqnislnto la certezza che il capitano è un uomo, lo lasci fare; quando non lo è, lo corregga, lo gnidi fin che anche il più debole sia giunto nel giusto fil one. Il comandante di compagnia è responsabile del\' istruzione ecl educazione do' snoi dipendenti ; non devono essere i comandant.i di reggimento o cli battaglione che gli dividono le ore o gli argomenti di istruzione. I superiori, vigilino porr hè la troppa libertà non riesca dannosa . L'imm ischiarsi anzi tempo nei lavori della compognia, ad ogni piè so,;pinto comandare questa, i ploto11i e qualche volta anche le squadre, è un peccato contro il sano criterio e còntro il regolamento, e pro,luce spen.siel'atezza, stanchezza e catti va volonti1. A(o1·is1ni sull'imf}iego dei. i·eparti di, ca-oal!el'ia assr,gn<tti alle t1·u1,pe a pie<li.. - Generale principe di WL1101scHcn:\n. Consideraz·ioni snl combattilmento clella fanteria. - Colonnollo Ifo'rrn .
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I
LIBRI
Jtih1•biicl,e1• fii,• ,lie tle,dscl,e ,.,,,,,.eeun,l ,11,n•i111.e.
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Ottobre 1880.
La s-pedizione francese in Egitto. - GorcEv1c. - Lo scriuore coutimia a vagliaro fatti e cifre dimo;:trando una certa compiacenza quando può diminuire i moriti del generàle 8uo11apé11te, o trovare i suoi topponi esagerati. La narrazione comprondn la battaglia d'Abukir od il ritorno del Buonaparte in Europa . Poco importa che il Kleber .incontrando il generalo vincitore nel la sera di quella bauaglia pieno cl'nrnmirazione sia uscito nella celebre fra5C : voi sieLe grando come il mondo. Le assurde disposizioni del comandante turco anebbero ~·esn possibile a qualunque la viltoria , secondo la narrazione, nella quale spunta sempre il movente di raschiare il piedistallo della Rtatu:.i del grande capitano. Appunti su,.L modo di combattere degli J mericani nella guerra di secessione. - Un picco}o 11ucleo di soldati impegnato sulle frontiere, le milizie cittadine non mai esercitate, cd alcuni ufficiali uscit,i da .West-point erano tuttociò cho costituiva la forza armata dc"li Stati uniti americani, quando scoppiò il dissenso tra il setteutrio~e ed il mezzogìorno. Furono aperti ~li arruolamenti volontarii, e come spes~o succede con i pochi buoni, vennero i molti cattivi. Inutile l'esaminare fatti che possono immaginarsi facilmente nel loro com plesso . Avvocati, mcrcauti e perfino commessi di negozio divonnti genera li; e la loro inettitudine tanto pale$e che i giornali di parte avrcr$a raccoroandavauo ai ·soldati di non prender di mira coi loro fu cili gl i ufficiali ~emici, ed anzi <li risparmiarli C'o me i migliori alleati. l:leggimenLi che si scioglievano alla .vigilia del la battaglia porchè erano finiti i loro im pegni. I ger,eraii distratti dalle piccole curo del comando, perchè un capo di <.111 to maggiore sarebbe su1 to nn disturbo per loro, come disse lo stesso Shorman, ovvero ancbbe figurato come tina reminiscenza delle pompe feudali agli occhi elci liberi American i. In r1nosLe condizio~i ambe le parti sentirono il bisogno cli sospendere lo ostilitiJ dopo la battaglia di Bull-rnn, e di pensare seriamente a riorcliuaro le loro forze mi litari. Studio strategico sopra i confini nord-<>rienta/·i, della, Frarn;ia. Tolta dal Joiirnal des Sciences inilitaires ( 4). ( I) V. li campo trincci·ato di Parlgt. -
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E PERIODICI
Rivista 11ste.-a, ogosto 1880.
Il pre.~ente conflitto trn la Russicl e la CMna. ~ Lo relazioni tra la China e la Russia risalgono diplomaticamen te al .f 689. D'allora in poi rruesti due sta ti strinsero e ri nnovarouo spesse volte t~attati per regolare le loro rola1.ioni di commercio e di ·conffno. In orinuno cli ossi la Russia con molla sagacia cercò di guadagnare uno :bocco nell'Oceano Pnci fi co. Col trauato cli Pechino del 1860 il governo russo ebbe ,le coste asiatiche lino a Corea, ed aprì l'intero tet:ritorio doll'A m.nr alle prop·ric fl otte. Ln posizione dei Rusi;i cliYen no perciò miuacc1osa . I Chinesi, distratti eia g'nerre all 'estero e da rivolte all' interuo fu. rono obblignti ad accordare, nel ,t 87·1, ai flussi l'occupazione provvi~oria del territorio di Kuldscha. Qne:;La occupazione sarebbe d·urata finc hè l'esercito chinoso riordinato e rinvigorito fo sse in caso cli orotc•rnere ·1 . Il r ::,::, 1 commemo ne e ·,mc provincie occidenta li. Era ancorn nu servizio che I~ Russia 1:endeva. o fi gurava cli rendere ai ChirÌcsi : ma quando qncst1 vollero riavere il loro to.rritorio dovettero sottostare a Jun "he ncgor.inzioni. Il loro arnhasciatore co11cl11se I Pietroburg,J un tra lt; to, che fo sconfc:s,ato a Pechino. Il testo ufficiale non è conosciuto· ma I~ slarnp~ ne ha ?ubblic.'llO i punti principali, i quali si com,pendiano ne, &egnentr: la Russia non dovea restituire alla Ch ina l'intero territorio doll'III, ma u11a gran parto d'esso com presa la .citta di Kuldscha, e oc rice,,eva in canbio ti milioni cli rubl i oltre ai· Litoli di possesso della minor parte doll'lll e del territorio di Irtysch . Ora la questione di Knldscha ò divcuuta .&emtfrc più importauto, e la Ch ina ha interesse a risolverla mentre la Russia e impegnatn contro i Turcomani. Rassegna clellci letterat1ira militare. Il'io•ista, de'i più coMiclerevoh /1·a gli articol:i dei pe1··iorhci mititnri e.steri. 1
Il Direttore ORESTE BARATIERI
Maqgio.-e nei Bersaglieri.
- - ----DEMARCHI CAR LO,
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gerente.
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CONSIDERAZIONI MILITARI IN'TORNO AL
PIANO DI · DIFESA ADOTTATO DAL GALV! ·IN ~ADORE NE L
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•• t singolare la rapidità dell'intuito e del retto giudizio mi lit.are ;palesato dal Ca~vi nel rendersi conto dell'intricatissima zona montana, nella quale gli era stato af(ìda to l'arduo còmpito cli di sporre e di guidare la1difesa di un pugno di valligiani male armati, ma animosissimi e caldi di patriottismo, contro il ritorno degli eserciti austriaci. G.iunse egli per la prima volta in Cadore il 20 april e, il 25 venne dalla Comunità. decretata la resistenza ad oltranza. il 29 fuvvi un alll:l,rme, ed il 2 maggio ebbe luogo il primo combattimento; la difesa quindi, più che studiarsi ed a.l!estirsi, si dovè improvvisare, o meglio ancora indovinare. Beneèvero che il paese era ricco di preziosi ed intelligenti elementi. espertissimi dei luoghi, che facilitarono l'opera; soccorl'eva: altresì alcun poco anche la storia, ma il pronto orientamento del Calvi forse devesi più 1.l cuore che all' intelligenza, più all'istinto che alle cognizioni militari : Egli con assai retto criterio giudicò subito: ,,° Che la regione cadorica è un labirinto di valli anguste, le (1) Per la nan·azione d elle forze, mezzi difensivi, l'isorse e fatti d'arm i dei Cadori ni nel
1848, vedasi Il Cadore, Episodio .della prima gue,-ra per l'i·n4tpe11dent a italiano di
TRmsrocr.s M,niorn, capitano nel 48° reggimento fa11te1·ia. - Roma, tipografia Voghera, 1880. ANNO XXV, VOL. IV.
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CONSIDERAZIONI MILITARI I NTORNO AL PIANO DI DIFESA
quali militarmente le une girano le altre, ed una fitta selva di monti irti e seivaggi ; 2° Che qui è inutile pensare all'azione di grossi corpi di truppe e ad un impiego piuttosto ampio dell'artiglieria. e della cavalleria: L'artiglieria da campa..gna potrebbe agire, e non sempre, sulle principali vie cli comunicazione e nel fondo dèlle valli; quella da montagna non in tutte' !'evenienze potrà esser someggiata.: all'una ed all'altra poi non sarebbe riservato che un ristretto campo di tiro da potersi il più delle volte, e forse anche più vantaggiosamente, surrogare dai fuochi di fucileria e dal rovinio de' sassi e de' macigni che opportunamente qui e colà le fo rze difensive hanno il modo di scaricare sul passaggio del nemico. La cavalleria trova utile impiego soltanto nel servizio di guide per recar ordini ed avvisi con forza lim itata, poco su poco giù, allo squadrone, come. là forza dell'artiglieria non potrà. di molto eccedere una, o al più due batterie da montagna; 3° Che la difesa vuol esser fotta da corpi di f~nteria agili, gagliardi , coraggiosi e praLici dei ·luoghi, difesa mobile, a ,piccole masse, le quali impt'(,vvise si presentino e scompaiano per riapparire dove meno si aspettano, molestando senza tregua l'avversario, sbarrandogli il passo ad ogni piè sospinto o recandogli puntate nelle direzioni le più pericolose; 4° Che il carattere della regione, tutta a valli, come si disse, fra di loro girabili, non rende evidente l'utilità della fortificazione: l'invasore può essere arrestato all~i testa delle valli, ai nodi principali ove parecchie di queste confluiscono, ed a tal uopo meglio cli . ogni altro soddisfa un sistema difensivo di guerra spicciota, mobilissimo e ardito; 5° Che d'àltronde per la scarsezza della viabi li Là e delle risorse ali'rnentarie, la Valle de'l Piave con tutta probabilitit non sarebbe stata invasa che da piccole colonne fiancheggianti affine di assicura.re lateralmente la marcia dei grandi reparti di' truppe, che da Tarvis e dalle Alpf Giulie sarebbero scesi nella pjanura friulana, e guarentire eziandio la marcia degli altri che dal Tirolo potevano sboccare in Val d'Adige e in Val 8ugana; 6° Che il Cadore è come un cuneo che si caccia in mezzo a queste due grandi linee d'invasione dell'Austria., ma un cuneo che
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non si può invadere, nè si deve difendere con truppe numerose: un paio di brigate di. fanteria forse sarebbero eccessive per l'invasione, come due o tremila montanari, o due o tre battaglioni cli tnippe reclutate nel luogo non riuscirebbero insufficienti ad impedire per molti giorni l'ing_resso alla testata delle valli, e a dar tempo ai soccorsi di giungere per agire, occorrendo, anche controffensiva.mente a.I di là della frontiera. Nell'opera in due volumi, attribuita al maresciallo Hess, che nel 11848, fu capo di stato maggiore del maresciallo Radezski, intitolata; Ricordi d'un veterano anstriaco della guerra d' Ttalia 1848-49 (Terza edizione, Stoccarda e Tubinga 18152), si $Corge chiar:Rmente che l'Austria in gran parle si conformava a quest'ul. tima considerazione del Calvi . Irnperocchè a pagina 8, tomo II, -si legge : « Nugent arrivò il 7 maggio a Belluno (da Conegli ano, Serravalle, FadalLo, ecc.); Culoz colla sua avanguardia si spinse avanti Feltre ed il principe Felice di Schwarzemberg rimase a Capo di Ponte per cuopri re il tergo ciell'armata dall'insurrezione de' Montanari; e spinse un ripari.o sino a Longarone, che disperse alcuni dnippell i d}nsorti .... ('I). · . Intorno ·a cosiffatti risultal.i, la veri Lii storica è sostanzialmente altera.La, poichè quella colonna austriaca fu battuta dai Cadorini a Termine e a Rucorvo, non potè procedere per il .canale di Longarone e fu costretta a ritirarsi . A parte ciò, è un fatto '.:he l'Austria considerava il Cadore nulla più che come una zona di collegamento delle sue principali linee d'invasione, Friuli e Tirolo. Le prime disposizioni del Calvi furono l'occupazione di due importantissime località, Treponti e la Chiusa di Venag. · La posizione di Treponti posta alla confluenza del!' Ansie i col Piave, a 13 chilometri da Pieve, sulla bella strada carreggiabi le Pieve-Auronzo, non v'ha dubbio, fu e sarà sempre opportunamente (1) Non so se esista alcuna traduzione ik1lia na cli questo lavoro del ge nerale fless, il quale non si può fare a meno cli cons\lltare , sia pei· la competenza d ello scri ttore. sia, quantunque questi si sfo,·ii di essere o cli parere imparziale, per istudiare gli avvenime nti del :818 anche dal punto di vista austl'iaco . - Sarebbe d' uopo a ltresì consultare il lavoro, edito a Berli no nel IS,19 , che s'intitola : La ca·mvagi,a italiana nel ·1848 narrata ed esaminata da W. o• W 11. 1.!SBN, generai maggit,re prussiano, c he segui il quartier generale austriaco in q uella campagna e che non sempre si trova a ll'u nisono cc n gli storici austriaci. Questi, por esempio, <llfende la ritirata di Durando s u Bassano. mentre Ress la cri tica se,•erameute.
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CONSIOE:f\AZ!ONI MILITARI I NTO RNO AL P IANO DI DIFESA
scelta per impedire lo sbocco dalle due valli , la prima delle quali rimontando il corso del torrente scende comodamente da Toblach senza contare le altre comunicazion ì' minori che vi mettono capo; la seconda per Sappada proviene dalla Carnia, e per Candidè, Comelico superiore , Monte Croce , valle di Sesto ì?O'i tmO'e dalla Drava. Siffatta posizione è costituita dal colle Cornon, dal colle di Lozzo, daHe ultime pendici del Tudajo e dal colle di Vigo . Il Piave scorre rasente il Tudajo e il colle di Vigo, Ì'Ansiei è incassato ai piedi del coll e di Lozzo dopo avere ricevuto il rio Sondoles. La. strada di Auronzo corre in un delta (bosco cl' Agonia) formato dal P iave e dall'Ansiei. A.i t1·e ponti, in muratura riuniti, l'A.nsiei si scarica nel Piave; la strada verso Auronzo comincia ad ascendere con una pendenza non troppo sensibile. Dall'ullima falda del colle di Vigo· al confluente Piave Ansiei, sino al crocivio Comelico-Auronzo (Agonia), la strada è dominata per un trallo di circa 800 metri ; la vista però .della strada è presentemente impedita dal bosco di abeti nel delta, ,il quale è traversato da una scorciatoia carreggiabile cbe alla Casa Gaja rnelte in comunicazione la via d' Auronw con queUa del Comelico. · L'altipiano di Vigo che nel pùnto descritto presso gli abitanti del luogo prende nome di Viere, o ponte d,i Vi&l'e , è ottimamente fiancheggiato a destra dal vill aggio Piniè e dal colle Pigno lè, entmmbi sulla sinistra del Piave all'estreme falde del Tudajo . Piniè sorge precisa.mente sotto la. chiesa S. Daniele un poco a sinistra cli valle Sovandre, detta nel luogo valle di Chiariè. Dai Treponli, destra dell ' Ansiei, per una mulattiera. carreggiabile si accede al pianoro del Carnon e. di seguilo, per sentiero facile al colle di lozzo, posizion i del pari ottime che fiancheggiano Treponti a sinistra, battono lo stradale di Auronzo, alcun poco quello del Comelico e il delta. Nell'altipiano di Vigo il Calvi fè costruire un fortino in terra e legnami collocancloYi da principio due cannoni, omise però di fa.r prolungare ad intervalli i ripari per Piniè sino· a)l'estremo fianco destro di P ignolè, donde si batte una gran distesa del la strada di S. Stefano di Comelico_, nè fiancheggiò il fortino di Vigo con qualche trincea a Comon e a .Lozzo (destra dell 'Ansiei}, ciò eh e avrebbe è)
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:arrestato indubbiamente iÌ nemico se si fosse annzato, come non accadde, dalle due valli. Alla posizione difensiva descri.tta si va per una mulattiera carreggiabile, che staccasi da Treponti, ascende ad una casa colonica con fienile e si volge al Piavé attraverso il bosco di abeti da ponte Viere a Pieniè : il bosco è percorso da un ruscello che si scarica nel Piave. Sul dinanzi del Ponte sorgono due case sufficientemente solide per un'occupaiion.e difensiva avanzata, come la casa colonica ed il fienile si presterebbero a cuoprire truppe di riserva. L'avversario in vall e di Piave trova ottima posizione neH'alli.piano formalo dalle pendici del colle di Cortà, altipiano snl quale si scende per un sentiero da pedoni in parte fuori della vista delle nosizioni della difesa, ed al quale per la strada principale del Comelico si accede anche con l'al'tiglieria. Nel 11866 si trincerarono nella posizione da noi descritta e resistettero le bande armate, capitanate dal Galeazzi di Valle, ed i popolani . Poichè il fatto non è 1ei più noti, così stimiamo prezzo dell'opera il raccontarlo anche per gl'insegnamenti che si possono trarre circa l'attacco e la difesa della località. Le truppe austriache stanziate ill' Ampezzo e Monte Croce, nonchè i volontari (Alpen Jèger) concentrati a Mauthen avevano l'ordine, spirando l'ar;nistizio, di muover tutti il ,J O agosw verso Pieve di Cadore e Belluno. Una staffetta partita da Trento la sera stessa del '10 arrivò in tempo per trattenere il movimento, a cagione del prolungalo armistizio , dei corpi di Ampezzo e Monte Croce. A Mauthen giunse però il maUino del 112 quando i volontari n'erano giit partiti, nè intorno alla via da essi tenuta potè raccogliere altra informazione che quella di una colonrnt veduta in lontananza con i fànali accesi traversare verso le 3 antimeridiane la montagna di Mon Le Croce in direzione di · Collina e Colli nett~L Il messo continuò a percorrere lo stradale di Monte Croce sino a Paluzza, ove ebbe questa notizia, ma non potè più rintracciare la colonna, la quale da Forni Avoltri si affacciava ormai allo stradale del Comelico . Fu allora che il signor Giovan Battista Snloro, sindaco di Sappada, mandò in tutta fretta ad annunziare in Pieve di Cadore la marcia di cosiffatta colonna austriaca da Santo Stefano di Comelico.
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CONSIDERAZIONI MILITARt INTORNO AL PIANO DI DIFESA
A tale annunzio Luigi Galeazzi di Valle a capo di 2,1O o-iovani : con assise garibaldine, ed il Vittorelli, Trevigiano, con alt;i 1105 popolani corsero ad appostarsi nella posizione di Treponti col centro della difesa nell'altipiano di Vigo, l'ala sinistra sulla destra dell'Ansiei sotto gli ordini del ViLtorelli, l'ala destra sulla sinistra del Piave prolungandosi sino alle rupe di Piniè, dove si utilizzarono gli avanzi delle fortificazioni imptovvisate nel 11848, e quivi le truppe erano affidate al comando del tenente Cellini. Gli Austriaci, nella massima parte Stiriani e Carintiani, da Santo Stefano di Comelico per le alture di Danta comparvero, la ni.attina del ·14·, in Auronzo e ddpo breve sosta ripresero il cammino verso Pieve di Cadore. Da Belluno giungeva intanto verso le ore 7 antimeridiane il sergente Bonaldi latore dell'ordine. del prolunaato armistizio. Il Viuorelli s'inoltrò tosto in carrozza sullo stradal: di Auronzo onde quale parlamentario, comunicare tale avviso alle truppe avversarie. Vista l'avanguardia di qu·este si arrestò, discese dalla vettura e si fece ad agitare la bandiera bianca; ma il difetto cli uniforme militare e delle formalità consuete gli procurò l'accoglienza di una scarica di mosc.hetteria a dugento metri di distanza. Fu gran ventura che il Galeazzi mandasse per proteggerlo un drappello dei più animosi, i quali con vivissimo fuoco in ritirata trattennero l'inseguiment6 dell'avanguardia n~.ggiunla ormai dal grosso della colonna. Alle 9· 1/ 2 l'attacco deità posizione di Treponti era pronuncia~o su tutta la linea : la tenace resistenza, opposta da quel pugno dt gente male armata ed ignara comp\etamente della guerra, rese vano ogni sforzl'I dell'assalitore: alle ,f.2 il fuoco venne sospeso da ambe le parti . U_n for~e nu~leo_di Austriaci era disceso nel Piave per guadarlo; ma 1 sasst scarrcat1 dall'alto e le fucilate l'obblic,arono a retrocedere ed a riunirsi all'altra parte ch'erasi raccolta n~ prati sopra Gogna aspettando da Auronzo il rinforzo di ,MO uomini che avrebbe condotti il colonnello Mensdorff. . Ver~o l'una po1~eridiana il Galeazzi si fece innanzi a provocare li nemico con soli 25 de' suo i: era proprio il. momento in cui quegli raffonato si disponeva con tutti i suoi mille uomini all'assalto risoluti vo ; il Galeazzi quindi fu costretto a retrocedere e la difesa ad opporre il massimo sforzo di resistenza. La boscaglia del
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delta fu tosto occupata dal nemico, del quaJe una parte per il pon-· ticello cli Campo si spinse sillla destra dell 'Ansiei; al centro, mentre si avanzava con impeto all'assalto de' ponti, il capitano Coronini (Kromberg) resta.va gravemente ferito. Alle ore 2 pomeridiane il crepitare della moschetteria continuava col massimo grado d'intensità senza.che l'avversario ri uscisse in alcun punto a forzare la posizione. Ostinandosi nell'attacco·frontale, il tentati,,o, nonostante la straordinaria superiorit) numerica (950 contro 387) s'infrangeva ad un ostacol0 verr.mente. insuperabile. I caratteri della localitii sono tali che quasi in via assoluta escludono l'espugnazione di fronte; con ogni probabilitò. di successo però si possono e,,eguire aggiramenti dall' una e dall'altra ala. Se il colonnello Mersdorff avesse pensato cli, puntare vigorosamentesnl Piano de' Biwi mentre con una parte delle truppe manteneva vivo 'il combattimento dinanzi ai ponti, e ciò gli era molto agevole per la preponderanza delle forze di cui disponeva, non v'ha dubbio che avrebbe avuto ragione di un pugno di uomini privi di ogni materiale e morale consistenza militare (11). La difesa era stata ra[orzata dall'arrivo di una settantina di popolani corydotti dal capitano Guernieri, i quali probabilmente venivano da Borea ov'eran9 sta.ti lasciat.i a guardi a della va.Ile del Boite. A.Ile ore 2 pomeridiane si presentò sul luogo del combattimento il cav. Antonio Pagani-Cesa inviato da Belluno con i dispacci relativi all'armistizio ricevuti da La Marmora e da Medici e coll'ordine di far cessare il fuoco e d'innalzar bandiera bianca. Sollecitamente il nemico rispose a qnest'olti mo segnale : allora il Pagan i-Cesa, accompagnato dai signori Angelo Tremonti fu Felice e Marco Ciani, si recò a parlamentare. Lo stesso colonne[lo Arturo Mensclorff, presente il maggiore conte di Lambert, ricevette la. commissione: letta la stip~lazione dell'armistizio, porse la mano ai tre -parlamentari dicendo: dainim·ici ch'eravanio orci siamo dive1itcitì a1nici. Qiia1~ti gar-ibaldi1ii avete qiii ? soggiunse subito. Il Tramonti rispose esserne in cammino da ogni parte, ma che. qui non se ne conta(1) I difensorì dei Treponti erano armati di pessimi fucili, de'quali parecchi da caccia, mentre gli Austriaci erano muniti ùi ca rabine di precisione ed anche di 165 fucili ai! ago
predati in noemia ad un convoglio prussiano.
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CONS!DERAZIONI MILITARI I NTORNO AL P IANO DI DIFESA
vano che 387; al che il Mensdorff fece atto di meraviglia e di sdegno contro se ste~so, ma poi si espresse con gentili e cordiali parole accettando l'invito di venire con l'ufficialità al di qua dei Treponti, ove, nella piccola osteria, i recenti avversari bevvero fraternizzando, il bicchiere della concordia. ·' Le perdite subite nella descritta fazione furono : da parte italiana, 4 morti ed oltre 30 feriti: ·da parte austriaca, 4 morti per ferite in Aurònzo, .211 feriti piuttosto gr:avemente trasportati dai carri d'ambulanza ed altri parecchi feriti leggermente. t fama nel paese che nel combattimento, o in seguito ad esso, morisse anche .un principe di cui il cadavere fosse stato trasportato in Austria : il _Coronini da principio fu curato in Auronzo, quindi rimpatriò per Lorenzago e Tolmezzo. · · La colonna del Mersdorff la sera del 14 si ritirò in Auronzo chiamandovi altri 600 uomini da S. Stefano di Comelico per la strada della valle : di lìadue giorni_, per ordine.recato dal capitano de Petro, da Forni AYoltri discese ·a Tolmezzo, donde poi una parte andò a Paluzza ed un'altra a Mauthen soggiornandovi sino al 116 o 117 ottobre (11). · La Comunità cadorina per ricordare la memoria di cosiffatto avvenimento h~ innalzato sul luogo una pietra di forma piramidale sorretta da piccolo z9ccolo in cui si leggono queste parole: 1
1866
1
14
1
AGOSTO
LE DANDE AIIMATEE POPOLANI
NEMICO INVADENTE ARHESTAIIONO.
La posizione dei Treponti tanto dal Calvi nel 1848, quanto dai difensori del. 11866 fu ottimamente scelta, ma non afforzandola ai fianchi, come pur troppo essi fecero, perde la massima parte del suo gran valore. Il Piano de' Biwi, per esempio, è di una neces1
(I) .Alla squ isita gentilezza del cav. Angelo Tremonti, ch'ebbe pal'le impor tante nella difesa del Cadore nel 1848 e nel 186G, de bbo la conoscenza degli esatti particolari del fatt~ d'arrni di Trepontr, e qui al valentuomo rendo le dovute attestazioni di ringrazia· mento .
A DOTTA TO DA L CALVI IN CADORE NEL
1848
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sità imprenscindibi le che formi parte integrante di quella posizione, poichè venendo sulle pendici sud-est del monte Chiadin si piglia in fianco e si domina la posizione dei Treponti rendendola insostenibile. Da S. Vito di Cadore per il ponte della Veclesana, facendo pure una strada da pedoni, due compagnie da montagna possono giungere in sette ore al Piano de' Buoi. Dal ponte poi della Vedesana per Forcella bassa e valle Langerin, si sbocca a Lozzo, tergo dei Treponti, in 3 ore. Al Piano de' BiiÒi si arriva altresicla Cortina d'Ampezzo per Tre Croci, Acquarossa (Val Bona), Valle dell'Ansiei, Pian di Serra e Passo Baggion . -Nella Vall e dell'Ans iei si viene da Carbonin per Mesurina. A Laggio, sul fianco destro della posizione dei Treponti, si può riuscire da S. Stefano di Comelico per la Valle del Frisone, Pian di Sire, Losco e Valle Piova: vi si può anche sboccare per il canale di Prato, torrente Pesarina, Ongara, Passo Lavardet e Piano di Sire; da Ampeizo per il torrente Lumiei, Sau ris, Casera Razzo e Losco. · Da Ampezzo, Forni di Sotto e di Sopra, per il Mauria si scende a Lorenzai'o, quasi alle spalle dei Treponti. Ognun vede pertanto come questa posizione, per rispondere almeno ai criteri di un ·valido sbarramento e proteggere il cuore del Cadore, ha d'uopo di far sistema non solo col Piano de' Buoi, ma che tenga altresì guardate le valli .l aterali. Il Calvi à ciò provvi'de con tutti i mezzi di cui potè disporre e gli Austriaci tentarono tutti i passi, Valle del Frisone, Valle Piova, Sauris, Casera Razzo (Rindimera), Manria per il Passo della Mo rte, e furono costantemente- respinti tìnchè 11011 mancò la parata in quest'ultimo passo. Tentarono tulte le valli meno l'attacco frontale dei Treponti ; si vede che avevano della posizione un concetto molto più esatto degli Austriaci del ,f 866, come i difensori di quest'anno, per l'apprezzamento militare della località, stavano molto al disotto di quelli del 1848. Dalle brevi considerazioni che precedono e. dalle molte altre che si potrebbero aggiungere intorno alla poca, o niuna attitudine controffensiva della posizione, sarebbe molto discutibile l'opportun ità di costruir quivi un fortilizio, mentre si è sicuri che la difesa mo·bile, sussidiata dai lavori in tena improvvisati e del sistema di 1
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CONSIDERAZIONI MILITARI INT ORNO AL P IANO D! DIFESA
ADOT'T ATO DAL CA LVI IN CADORE NEL
scaricar sassi dall'alto, tanto vantaggiosamente adottato nel 1f848,. farà in avvenire come fece per lo passato ottima prova. · La Chiusa di Ven,as. - Per la strada di Alemagna rimontando sempre la Valle del Boite, s'incontra il picco lo viHaggio di Venas, dopo il quale, sino al confine Ampezzano, il territorio assume il nome di Oltrechiusa . L' Antelao ed il Pelmo giganteggiano a destra ed a sinistra . Gli abitanti di Vodo, Borea, S. Vito, Selva, Zoppè, ' che ascendono poco più che ad ottomila, costituiscono la popolazione di questa contrada. Terra sacra è detta cantando dal .Tala-· mini, della quale, soggiunge il Ronzon, a buon diritto stanno a guardia i due giganti Pelmo ed Ant.elao . Oltrepassata Vena.s appena di un chi lometro eccoci al punto ove il monte Rite dalla destra del Boite ed i colli di Sant'Anna e di Sadorno, dejezioni del!' Antelao, dalla sinistra rinserrano e strangolanoper un tratto considerevole la valle, lasciando alla ~ia d'Alemarrna . ò ed alle acque del torrente brevissimo spazio. È questa la Ch iusa di Venas, posizione formidab ile, che sbarra fieramente il passo a chi dal confine di Ampezzo voglia penetrare in C~dore, e qui corsero sempre i Cadorini ad arrestare le invasioni straniere. Memorabile è la difesa del 11500, ~lori osa la resistenza del 9 ' ,fO e 28 marrofo u .'1848, che un monumentino identico a quello di Treponti innalzato sul luogo raccomanda alla memoria de' posteri con quesl.a iscriziÒne: 1
c)c)
1848 9, 10 E 28 1
1
MAGGIO
IN QUESTE ROCCIE VALrDAMENTE DlFESE
LA BA!, DA NZA NEMI CA S'INFRANSE
Anticamente il formidabile passaggio era munito di torri. delle quali ora non si scorge più alcun avanzo; nel 4-8 vi s'impr~vvisarono forti_Gcazioni e vi si slab·ilirono artiglierie. Occupato il Colle Sant' Anna, il piano e le alture di Sadorno , in modo ch'era guardata tutta la Valle del Ruvinian sino alle sue sorgenti, collocati due pezzi al Piano di Landro, che ha un grandissimo dominio su tutto il fronte della posizione; appostato un buon numero di fuci!ieti sulle pendici boscose del Rite per impedire i passaggi per la destra
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del Boite; rafforzato tutto questo sistema con lavori in terra speditivi il Calvi non solo rBse allora inespugnabile la Chiusa, ma insea;1ò come deve.essere interpretata e difesa quella località. Nè gli. stidi più accurati fatt ivi,. nè i progressi delle scienze .~ili tari l~anno· punto modificato il di lui concetto . Se non che oggi .1 fauto~·1 del~ l'opinione che fa consistere là guarantigia e la di~esa ~egli Sta~1 essenzialmente in un sistema tutto irto di baluardi e dt cannoni,. proporrebbero colà la costruzione cli un'opera. fo~tiGcatoria, men~r~· altr i sostengono che la, posizione sia inespugnabile senza necessita cli fortificazioni. Difatti queste per riuscire veramente efiìcaci dovrebbero seguire la linea che si è testè assegnata alle truppe. mo-· bili, dal colle Sant' Anna, cioè, all'estrema destra delle alture di Sadorno ed in tal caso non v'ha chi non veda quale sviluppo ' . assumerebbero, quali spese di costruzione e di tnanutenz1one, quanti inconvenienti per presidiarle ne conseguirebbero . . Oltre di ciò è poi vero che un fortilizio alla Chiusa impedirebbe· assolutamente l'invasione del ~adore 1 Lasciando da parte l'avven imento del 2 marzo ,f 508, della battaglia, cioè, offerta dall'imperatore Massimi liano ai Cadorini e ali' Alviano fra Tai e Valle dopo aver superato la Chiusa, fatto che· difficilmente potrà ripetersi per le mutate condizioni della guerra, il terreno si presta ad altre importantissime considerazioni . Sulla linea presso a poco di S. Vito , le falde dell'Antelao e del Monte Otten determinano un passo (Forcella piccola), che per il torrente Otten, il quale dopo avere ricevuto l'altro torrentello An~ telao ed il rio Paje diventa torrente Molinà, sbocca a Calalzo alle spalle di Pieve di Cadore e quindi della Chiusa. Due compagni_e ~l- . meno di truppe scelte da montagna potrebbero per questa via rn poco più di sette ore prender posizione nel centro del Cadore sul ro~escio della Chiusa lasciando questa perfettamente inoffensiva. E cosifallo tentativo non mancò nel 11848. Un ardito uffìcinl e austriaco , certo Stefanelli del Tirolo italiano, ricevuto avviso da un pecoraio che dal paese cli Calalzo si erano allontanati tuttì gli uomini per ç1,ccorrere alla difesa della Chiu,sa e del Canale di Longarone si mise con buon nerbo cli Jager per la_valle d'Ottene sboccò· sulle prime case di Calalzo donde una moltitudine di vecchi e cli donnearmati di falce e di spiedi ed il suono a stormo delle campane 10.
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ADOTTATO DAL CALVI IN CADORE NEL
CONS1DERAZl01'1 MILITAR! INTORNO AL PIA1'0 DI DIFESA
costrinsero a ritrarsi. Quei di Calalzo, cap itanati da Giuseppe Giacomelli ( 1), eressero poi un fortino entro la Valle, precisam.ente al confluente del Rio Diaffa (Valle Saline) e sin là la valle Otten-Molinà A praticabile anche dall'artiglieria. Volendo poi fare con truppe da montagna un giro mollo lungo e malagevole, da S. Vito per Forcella (2) l?orada, Forcella di Staolanza, Ri o Pallafavera, Forno di Zoldo e Forcell a Cibiana si riesce ancora più immediatamente alle spalle della Chiusa, si riesce innanz i Venas con azione diretta su Valle, Tai e Pi eve. Tullo ciò quanto agli aggiramenti, ma se la difesa non si attacca saldamente col suo fian co destro all 'Antelao risica di vedersi forzata anche di fronte. Conciosiacchè da Voclo per Lav.izza di Voclo si giunge sulle alture di Greanes e Chiarinelle, che dominano Sant' Anna e il colle di Vinigo, si traversa il Ruvinian alle sorgenti rasentando l'Antelao, si riesce al Crepo di ?erra, e salendo sulle Crode di S. Pietro (colle de'Lazzi) si scende a Sadorno. Tale giro fu tentato dagli Austriaci nel 184-8. Cosiffatte considerazioni, le quali in regioni.come queste si possono adattare alla massima parte de'casi, confermano chi scri1 e sempre più nell'opinione che nell a guerra montana non conviene immobilizzarsi colle for tezze, e che le truppe mobili, scelte, bl3ne esercitate ed esperte de' luoghi, accorrenti in tutti i punti a sbarrare il passo ed a rincacciar ollre l'invasore, sono quelle che meglio e più completamente si .prestano all'uopo. E questa opinione tanto meglio dovrebbero prevalere, quanto più armigeri, e patriotti si hanno gli abitanti, cqme appunto si r iscontra nel Cadore, i quali verrebbero validamente in sussidio delle truppe, ed insegnerebbero meglio di ogni allro dove e come si può o si de,,e difendere il loro territorio. I Cadorini del 48 tenevano una piccola guardia in tu Lti i p,H:si, avevano adoW1Lo oLtimo sistema di vigilanza, di esplorazioni e d'informazioni, conoscevano in tempo l'appressarsi del nemico e quando questi si aITacciava al passo, la guardia era già rafforzata ed egli non riusciva più a vincere la resistenza. Nei punti più importanti 1
(1) Giuseppa Giacomelli decorato della medaglia al valo, ,nilitare Ml fauo d'armi de i Trc ponti del 1866. (2l Ai poss' a lpini in Cadore si dà il nome di Forcella.
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alzavano prbvvisoriamente qualche ripar~ in terra e legnami , cui davano il pomposo nome di fortino e che m fo ndo no~ era che u_na trincea una barricata qualsiasi; la difesa però essenz1a.le ed umca erano i' petti dei cittadini che correvano in tutti i punti ad arrestare i passi del nem ico. . . . . .Difatti nel 48 non se ne steLtero già alla Chmsa, ma s1 spinsero- · oltre s. Vito, precisamente ov'è segnalo il presente nostro con fin ee cofa la solita piramidetta ci dice : ,1848 2 )L\GGIO CADORE I NV ASOR I
nrnur-rò. Fu là che il Calvi colla sciabola alla mano in,?minciò ad offrire· splendidissime prove del suo eroismo_e ad ent.usiasm~re ~e po~ola.zioni del Cndore. Fu in questa occasione. che A?ton10 ~olett_1 col oonfalone di Venas del -1608 ( I) a capo d, una crnquanLma cl, uo~ini oltrepassò il confine spingendosi sino soli.o ad _Acquabo~a. TI sistema difensivo adollato dal Calvi non si lim1_tò ad ~fl~rznre· ed a presidiare le posizioni di T~·epon_ti e della Chi usa d1 -~'~n~~, ma diè opera a sharrnre tuLti CJ:Ue1 passi eh~ ~resent:w:1~0 p1u minaccia . [>ri ma tra questi era senza dubbi ~ 11 canale d1 L~~ga1one e cli là per Ire volle Lent.-1.rono <li _penetrare 111 Cndo'.·~ l_e p1~ pod~~ ro:;e co lonne clell'inva:;ione austrwca. La strada con ~ mca:s~aL~ h ~ il Piave e roccie altissime che sovrasLano a perpend1colo: il Calvi
:;:ua
- - · -- - l ori •ini ·ino nl 1,9i ern is tituito 1101· Centenari, <l ivisioni tert'i (l) Il Cn rlorC 'n 11_e SUO . , o . li~ i$C in Regole le quali a,·evano un n!tl'O parliCO toriali nmminos~.-nt,,·te eL m1l;otnro 1 :;,i ~cnten,rio era ;etto da :1 ufficiali: Pieve. capoluogo, c h•ama o aut• . ~ I t I 31·o s1at·1to . ' lv con Pescnl (oltre mon te) ne avevano 2 so tan o. ne uve va 1. A u,·onzo e Se 'r". Domcg"'e 0111'0 r•iave .111,·onzo, Comelico In feriore, no1· 0 : ,eve, "' ' ' t I e1o tenari , rono . v Vito e Oltremont i c ho sostitul Ampezzo pnssa 0 Comelico S11re1·1ore. Valle, c na, , . . .
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ali' ., ustria in sci:uito alla llcg_a camnhrgao1c:falone emblema del patron o clella Chiesa; quello t° r· entcnnrt posse, evano u • . S·rr • at t , . . . . -t· I s te mma di S. Mnrco. - Le milizie si chrnmavano Cerne, cli Ven~s. c111 sopi;: ~,·a obbligalorio per tutti gli ntti alle ar mi: l'obbligo miliil scrvmo ~~ te m:,~ev~ ·s oltanto alla cliresa del proprio territorio. In tempo di pace si fa tare però • 1 c 31.e . . e ro•seune mililnt·i in località determrnate, cho conceva no ogni qual tratto eser~'.-i1 i, di Most,·a.
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se1·vot1anco;·a ,\:1~!~':,\:~i't;'::un il à del Cade re di recare a Ve nezia questo ~on[a- ~ lo~~ :~as~ono d~lle feste per l'inaugurazione del monumento a Daniele ~lamn.
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CONSIDERAZIONI :'.HLITARi INTORNO AL P IANO DI DIFESA '
-sepp_e ~~il izzai'e .con senno i caratteri difensiv i di quelle gole, di quei prec1piz1, organizzando nell e località più opportune delle cosi dette batterie di sassi da scaricarsi ad un dato segnale per mezzo di leve sulla strada. Una .colonna cli .2000 Austriaci con arlicrlieria prove. d o rnenLe a Longarone giunta il 7 maggio alla Tovanella venne ac-colt~ ?on ques_to strano saluto, essa retrocedette a rifascio riparandosi m Termme : il fatto pure qui è cosi ricordato dalla solita pietra: ·1848
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MAGGIO
IL FORTE LUOGO FU SCAMPO AL~!NVASORE FUGATO ALLA TOVANELLA.
A destra del Piave da Rivalgo a Rucorrn, corre un orrido tratto ·di ~irca un quarto di miglio, lutto irto di picchi, di roccie sospese -.e di frane che sovrastano minacciose a chi cammini su lla strada cli Alemagna. Anche qui si allestirono batterie di sassi e si eresse un fortino in terra o legnami : il nemico ingrossato tentò due volte di forzare il passo, ma vi s'infransero sano-uinosamente i suoi sforzi ·O~linati. Il c.ombattimenlo cli nivalgo è 7ma delle pagine più splen,dide dalla difesa del Cadore: sotto quelle roccie oggidì si legge : 184,8
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E
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MAGGIO
QUI STETTERO BALUARDO DfSUPERATO I l'ETTI CADOH!Nf.
Poco discosto da qui sorge Castel Lavazzo; ove sin dal ,187'1 la Camera dei Deputati stabilì l'erezione di un fortilizio . La dife~a fatta. in qu~l~a lo~alità dai Cadoriui nel '1848 rende parecchi avversi a ~os,ffatto lavoro di fortificaz ione. Essi così argomentono: ~m nem ico ~he superalo la testa della Vall e del Piave si avanzi per ti canale, gmnlo a quel pauroso strangolement.o di Castello viene ,arrestato colle pietre scaricate a destra e a sinistra della valle: un'opera fortifìr:atoria sarebbe proprio superflua: cli lì non si passa ed il nemico per la Valle del Ylaè e per quella dell'Erto ha
ADOTTA T O DAL CALVI IN CADORE N E L
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tutta la facoltà di schivare il mal passo e sboccare alle spalle di Longarone. Ad oriente di Lorenzago, il monte Tiersine è una località della ,Più alta importanza militare per il dominio che esercita sopra parecchie valli che, scendendo dal confine sia dal Comeli co, sia dalla Carnia ivi si rannodano. È questo l'altipiano cli Razzo. che la carta topografica ed i naturali del luogo designano colla denominazione di Casera Razzo. Il Ca.lvi non propriamente in Razzo, ma li presso, .a lle,ndimern, stabilì una guardia, e mal non si appose poichè gli Austriaci scendendo dalla Valle del Frisone e dalla Val Piova Lentarono in ·numero .assai preponderante di forzare il passo e sbocc~re su Lozzo alle spalle di Treponli. Qui un pugno di uomini compì il più gloi·ioso ep isodio della resistenza Cadorina, nè è punto esagerata l'epigrafe : 184,8
1
;23 ~!AGGIO POCHI DEI NOSTRI I N iROICA PUGNA FUGARONO mLl.,E AUSTRIACI
Caduta Udine e gran parte del Ft'iuli, il Cadore doveva seriamente preoccuparsi delle offese che gli sarebbero venule indubbiamente dalla Carnia ed il Calvi chiuse in questa provincia la porta principale che dit accesso in Cadore. A due chilometri circa da Forni di sotto la sLrada di Ampezzo si strangola a risYolta su lla quale son asta fuori di perpendicolo Ùn alto monte, che nel lnogo chiamano Clap di La'Vres, tutto ad enormi macigni sconnessi. . Sotto la strada, dall,i quale $i dirupano precipizi spaventevoli, scorre il Tagliamento, ed alla riva destra sorgono le pendici pradi Presis, derivazioni del monte Ch iavalut, le tive e cespucrliate O, C(llali si rimontano con faci lità dal letto del fiume e formano con surficiente regolarità una specie cli parapetto. Venendo da Ampezzo, appena dal letto del fiume ascese queste pendici , s'incontrano due sentieri che permettono di marciare verso Forni al coperto della Chiusa girando dietro il Chiavalni. Oltre il Clap di Laores scende il Rio Verde che Lraversa la strada e si
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CONSIDERA7.1,0 NI MILITARI INTORNO AL , PIANO 01 DIFES.A
scarica nel Tagliamentò ·all'usdta della str~Lta verso Ampezzo. Il Clap è perfettamente inaccessibile alle ~ruppe: dall'interno della Chiusa vi si può arrampi~are qualche agile ed esperto· tiratore. Su per gli scaglioni del monte si possono apparecchiare cumuli cl~ sassi da scaricarsi sulla strada per la quale sarebbe· assolulamente impossjbile il passaggio. Bene u ragione quesla stretta fu denominata Passo della ilforte, denominazione giustificata dagli orrori dal luogo tutto a precipizi,. in alto su nel monte ed in basso giù nel .fiume. Lungo la Chiusa ad ogni brevissimo tratto s'incontra una croce che ricorda la morte di qualche viandante. · 'Nel ·I 848 vennero stabi liti alcuni pochi tiratori sul. Clap ove si prepararono enormi mucchi di pietre da precipitarsi sulla strada. Qtiesta nel punto della maggiore curva, ·ov'è il centro della Chiusa, venne tagliata ( 1). Le_pendici di .Presis erano occupate da un fotte nucleo. di tiratori armati di stutzen. La strada domina queste pendici e dell'una alle altre il fuoco della fuci leria odierna può riuscire efficace. La località non poteva essere meglio scelta uer chi udere la grande strada ·che da lla Camìa passando il illuuria mette nel cuore del Cadore. Gli Austriaci la tentarono il 24. maggio, ma furono ribuita!i: la riLent.arono il 2 giugno, non trovarono resisLenza e schiacciarono addirit.tura tutta. intera la difesu. Di due località di g'randissima importanza il Calvi non ha tenuto conto nel sno sistema di difesa : di Pieve di Cadore e di MonteZucco·. Pie1'e di Cadore ad 886m sul livello del mare giace ai piedi di Monte Trunego in una str~tta determinata.. verso sud sud-est dal colle Ricco ed il Castello col suo sperone, che prendono nome di colle della Campana e di S. Alipio; verso nord dai colli Contrùs, Pecol, Cogonìe e S. Antonio . Il colle Bieco ed il Castello, quest'ultimo a 9.20m sul livello del mare ove si accede per una co1noda strada carreggiabile. sovrnstano quasi a perpendicolo il Piave, che · qui scorre incassato, profondo e stret1.issi?10 in direzione norcl-est 1
(1) p,.a i mei1.i difensivi il Calvi non tra~curava mai il tagli o delle strade cd occorrendo la distruzione de'ponti : a Venas tagliò la strada i nnanzi la Chiusa e fecesaltare il ponte di Cibiana; a Rivalgo pul'e distrusse la via.
ADOTT AT O DAL CALVI J;,.1 CAOÒRE NEL
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su.cl-ovest ricevendo parecchi torrentelli che in esso si precipitano a destra e a sini stra. A breve distanza in i.lir-ezione nord-ovest in una vaHe più augusta 'e selvaggia scorre il Boite, che, percorsi altri quattro o cinque chi lometri, va a scaricarsi nel Piave a Perarolo. Fra il Piave ed il .Boite sorge gigante a 3.255 metri sul livello del mare il mas~iccio del!' Antelao, il quale con i numerosi contrafforti che gi lta sui versanti no rd-orientale e nord-occidentale costituisce la formidabile ossatura di punte, di picchi, di aguglie, di denti, di burroni, di frane che serrano la sponda destra del Piave e quella sinistra del Boite. · Le dejezioni del Pelmo, non meno numerose, nè meno variamente orride, limitano in gran parte Ja. sponda destra di quest'ultimo torrente; come le Marmarol e fanno altrettan to per la. destra del Piave da Domegge inavunti. Le Marmarole, l'Antelao, il Pelmo possiedono il melanconico privilegio del ghiaccio perpetuo. Un muraglione di monti cli varietit infin ita di forme, di altezze, di vegetazioni, di roccie, or più innanzi, or più ri tirai.i senano la sponda sinistra del Piave. Da Pieve' di Cadore tanto rimontando la. testu di questa valle, quanw i·isalendo quella del Boile si seguono due importantissime e prin c.ipali vie di comunicazione, una delle quali, la. strada di Aiemagna per il Bo ite sbocca a Toblac; l'altra rimontando .il Piave per diverse valli secondarie comunica colla prima e per la Valle del Comeli co sbocca parimenti in valle di Drava. Lungo le due valli principali , ed 11 breve distanza gli uni dagli altri, s'incontrano nuni.erosi paeselli. alcuni de'quali hanno una popolazione superiore a quella di Pieve, ma questa cit.til per la sua posizione, per la sua importanza intellettuale ed economica criusta. ;:, mente viene considerata la capitale del Cadore. Contro un nemico proveniente dalla vulle del Piave, il Castello col suo .sp·erone ed i colli Pecol, Cogonie e S. Antonio offrirebbero a Pi eve nn valido sbarramento . L'invasione invece che procedesse dal Boite si vedrebbe arrestata dall'azione dei colli Ricco e Coutràs ed obbl igata per passa.re nella valle del Piave a coprirsi con immensa difi)coltà dietro Monte Zucco onde schivare il dominio che hf.1 il colle lliéco su più di un chilometro della strada di Alernagna. ANNO XXV, \'OL . IV.
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CONSIDEHAZ!ONI MILITI\ IU INTORNO AL PIANO DI DI.FESA
ADOTTATO DAL CALVI IN CADORE NEL
U/}fonte Zucca però è il
più Mturale e più forte sbarramento delle due valli, del Boite e del Piave: esso sta proprio alla con.fluel17.a dei due rìumi, sorge con elevazione di HH 5m a sud-ovest di Pieve donde in un'ora e mezza di cammino si guadagna la <:ima . Ha forina presso a poco triangolare co l, vertice rivolto appro~si~uativamente a Pieve, la base a Valle e per conseguenza alla Chmsa di Venas a cavaliere del Boite e dell a Pi,we scende a picco su Perarolo; ~n b~sco di pini lo riveste in tutta la, sua estensione. La JocaVità in cui è posto glt conferi'sce un'evidente azione di sbarramento tanto contro chi conquistato Pieve, quanto contro ch i superata la stretta di Venas intende dalla testata del la valle del Piave, e del Boite discendere per la strada di Alemagna nel canale di Longarone. t :principalin.ente accessibile da Tai: può esservi someggiata l'artiali~ria da montao·na : con rinUamenti. di qualche importanza, al0 . J~~·aando la strada e rendendo più dolci le pendenze; taluni opinano nono sia difficile il trainarvi anche i pezzi da cent. 7 . Egli. è perct'ò che vi vedrebbero volentieri eretto un fortilizio. L'opinione cli chi scrive si è che con fanteria e qualche pezzo d,1 montagna a mezza costa verso Valle, con qualche pezzo da cent. 7 alla so.mmitit, se è vero che si possa r iuscire a trainarvel i, si rende impossibile l'avanzata di un nemico che abbia oltrepassata la Chiusa, al quale non gioverebbe, perchè sottoposta all'azione di Mon.te_ Zucco . l'a~Lica strada che staccandosi da Vall e si svolge sulla sinistra del Bo1te e riesce a Perarolo. Facendo fronie ad ovest, a sinistra dello Zucco , si eleva notevolmente il MonteDubieja, a dest,;asovras.tano gli speroni del Monte San Dionisio: il Boite scorre fra il Dubieja e lo Zncco, fra questo e la base del S. Dionisio si svolge la strada di Alemagna. Il Du bieja con un suo sperone, dal quale si può tirare a distanza di rnoo a 1300 metri, domi nerebhe lo Zucco se non fosse assolutamente inaccessibile all'artiglieria da campagna e se non fo:sse molto discutibile la possibilità di someggiarvi qualche pezzo da montaana. - Sulla destra poi, per Vinigo e valle Ruvinian ; coprencl:si col colle Sant'Anna, data anche la. possibilità, che chi scrive escluderebbe, di arrivare a someggiare pezzi da monta.gna sullo sperone di S. Dionigi che sovrasta Vall e, il tiro ·da quella po-
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:5izione, causa la distanza, non riuscirebbe di tutta l'efficacia desiderabile contro lo Zucco, il quale facilmente potrebbe ripararsi con .balteri e improvvisate. · Se le considerazioni che pl'ecedono sono esatte, lo sbarramento dello Zucco eseguito da truppe mobili non solo raggiungerebbe cidenticamente lo scopo di un fortilizio, ma non costerebbe la spesa cli questo, non richiederebbe come questo una guardia permanente :anche in tempo di pace e non resterebbe come questo, una volta girata la posizione; in potere del nemico. E la posizione, come il solito. è girabilissima : a) Dalla par te del Piave giunti al Ponte Nuovo per Pelos , Lo-renzago, la Mauria, Forni di Sopra, Rio Livinale! o Rio Suola, il lago di Meluzzo quindi per la Cimoliana a Cimolais, Erto e Longa.rone. Il giro è lungo . la viabilità difficile, ma le truppe alpine vi passano; ovvero da Lorenr.ago -.Domegge, per un sentiero ell e corre ·1ungo la sinistra del Piave, truppe bene addestrate e non in gran forza evitano iI ìVTonte Zucco ; · b) Dalla parte del Boite muovendo da S. Vito per Forcella Fo,rada, (•'orcella Staolanza, Rio Palafavern e Forno di Zoldo si riesce .a Longarone; ovvero da Vodo per Chion~olada, Forr!esighe a Longa-rone; ovvero da Venas per Ci biana, Forcella Cib iana.; Fornesighe, Longarone. Jhl punto di vista arti stico ecco come il Trinker descri~-e il nostro ·monte : ('I)« Zucr,o, al sud-ovest di Pieve di Cadore. la cima occi-<< dentale del Monte ;t2·15"1. Situato in vicinanza al puntod'unione -~ del Boite e del Piave , questa cima o[re un'incantevole veduta ·« delle principali vallate, nonchè deUe montagne cadorine, le sce~ nerìe delle quali sono ma.gni11 che in ispecie sotto l'effetto di una -~ luce favorevole. Merita perciò essere visitato questo monte, tanto -<< più perchè dal·villaggio di J'ai, trovantesi sulla strada postale e
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(1) ,lfis-urazioni deUe a lte.ue nella 1>,·ovincia di 1Jeliu110 e nel ter,·ito,·io confinante ,la medesima, collezione ipsomet,·ica destinata i:>er maggio,· conoscenza delle Alpi ·venete da G,usBPP& T1uNKtn J. R. Comm issario superio,·e montanistico e ripuhbl ica t11 per -cura di ANG•tO GusnN1sn1 con molte aggion te. - Belluno, tipogl'a!ìa di Angelo Gucrni e_ri.
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CONSIDERAZION I MILITARI I NTORNO AL PIANO DI DIFESA
ADOTTATO DAL -CA LVI c·N CADORE NEL
rnn'niLr) di un albergo lodevolissimo, in tre quarti d'ora senza faLica si può gi,rngere alla cima » ( 1 ). Pieve 'di Caclore e Mònt.e Zucco avrebiJero potuto, cosLitufre l'ultin~o ridotto delta di fes a, ma la lot.ta, una volta circoscritlà a quel - breve spazio , tt1tt.o il resto della l'egione ei·a · cad111a in mano dei nemico e tLtlte le risorse di uomini, di vi veri e di danaro sarebbero venute meno. Non è quindi da riprendersi il Calvi se in quelle condizioni cli guerra ins1,1rrezionaria .non tenne cont.o delle località menzionate, te quali in una campagna regolare rid1iameranno senza dubbio la m~ssima atténzione. Del reslo i criteri ond'egli apprez;1,ò il valore de.I terreno dal punto di vista difensivo furono i più esatti e la prova se n'ebbe nei l'isultali ch'e si ottennero. Un esercito agguenito, largamente pronisLo d'ogni mezzo cli guerra, ir~vadente da ogni par(e lottò sanguinosamente per due mesi prima di aver ragione di poch i montanari senza pratica militare, sforniti di armi, di munizion i, di vi,,eri, coll'unica risorsa del patriottico entusiasmo e del suono a stormo delle campane. A quei criteri dovrà ispirarsi ch iunque dia opera a stu.cliare la difendi bi ti là. di quei monti ove esiste una popolazione gaglia.rdissiina, animata d'amor patrio e da sp ir ito battagliero, ma pornra d'ogni altra risors,l. I raccolti del suolo dànno da vivere al Cadore appena. per tre mesi . Nel "848 sin dal maggio s'incominciò a, so(frire i)enuria di grani e le preoccupa;1,ioni e le Fatiche 'ctel sig. Osvaldo Tabacchi, memb ro del Comitato, che funz ionava, si direbbe oggi, da inLendenle generale, per :provvedervi, non furono poche nè lievi. Per ischivare le truppe austriache, 8 carri di grà n.o turco (50 sacchi) si fecero arrivare (20 maggio) d:1 Tolmezzo per Forn i Avo ltri eComelico, e 40 sacchi e mezzo (2 giugno) si fecero. portare r.i Pieve da Agordo per" Cibiana da 4,0 donne di Cibiana.. Così i tabacchi ed il sale èhe prima dell 'occupazione nemica giungevaniJ da Longarone, po i con gran stento dovevano essflr trasporta.ti da Veclorchia e dall a valle Cimoliana. In Cadore più che all e fo rtificazioni cleesi pensare ai magazz ini di cui il CatYi non ebbe tempo, nè modo di occuparni; più che alle forlifir,azioni dees i pensare a trarre profitto delle qualità militari che
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· possiede rn grado eminente quella popolazione. Se non si' avra timore d'i:;Lituire lassù in larga scala il Liro a segno, di recarvi armi, dr addestrarvi . i cittadini, cli sv iluppare ta passione di Lati ,esercizi con premi .. con dislintivi di onore, l'esercito in quella popolazione potrà contare su di un validissimo ausiliario.
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Pieve di Cadore, luglio 11880.
TmuSTOC LE M,uuorr 1
Cap,itano nel,'48° regg. fanteria.
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(I) I tre qua1·ti d'ora ed il sen .-a fati.ca so110 un pochi ~o al clisotto del vero . lo da· Tai ho im piega to, nell'ascensione, due minuti più d i un'ora senzJ essermi mai fermato, nè ho !rnvalo t roppo comoda l'Jscesa.
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STUDI SULL 'ARTI GLIER I A CAMPALE
STUDI SULL' A~TIGUERIA CAMPALE:
Il. Mobilità ed efficacia.
. Affinché l'artiglieria campale possa dare alla sua azione lontana· quella grada~ione d'intensità e di durata, che si è ,,isto essere una delle principali proprietà caratteristiche di quesCarma, è necessario che le sue bocche da fuoco posseggano qualità balistiche eminenti congiunte alla facoltà di passare faci lmente e rapidamente dall'un~ all_'al~ra distanza di tiro. In altri terrnini è necessario che l'arl.ighena campale abb ia in sé combinate nella r1iusta nfriura la mobilità e l'efficacia. " !~!a la ri~nione di queste due quali ti:t è anche indispensabile sotto·· altri aspetti. _Senza la prima l'artiglieria non potrebbe · prestare fa sua cooper1~z1one-al~e altre. armi in luogo e ,tempo opportuno; senza la seconda r1 suo aiuto riuscirebbe di poca utilità: in ambo i casi _per conseguenza essa fall irebbe al suo scopo. Ammessa la. necessità che l'artiglieria campale debba essere ad un tempo mobile ed e_f~icttc~, è interessante Jo esaminare in qmil n:~do q~ieste due quah t~t ev1dentement.e contradittorie, possano conc1liar;3 t Ira lbro, sem:a c.he l'eccesso dell'una o la deficienza delì'altra ren~ano meno proficua la cooperazione dell'artigl ieria nel combatumento. · ~on è necessario di· spendere molte parole per stabilire che fra:
le due opposte qualità quella che deve p'ri]Jleggiàre è l'efficacia. Poichè è troppo evidente che l'efficacia è lo scopo , m_entre la. r10biliti:t non è che il mezzo per farla valere a luogo e tempo opportuno ., Dìrnque nel determinare l'armameii.to dell'artigli~r!a da ca.1~pagna. deve· a rigor di logica prèvalere il seguente princ1p10: rnassnna efficacia con s1.tfficiente rnobilit:ì. . . . . . . , . ...· . Ma sè questa massima è vera rn test genera.le, s1~ch~ ~uo du ,,1 · che in ogni tempo non avrebbe ma.i dovuto percle1:s1 cli vista, ess~ ha acquistato a.i dì nostri maggior va lore i~ grazta ?egli enormi p~rfezionamen ti compiuti nell'aemamento del!~ f~nteria . . . . t chiaro infatti che di fronte a questi perìez10nament1, 1 qu.al'. ebbero per conseguenza di accrescere smisurata.mente la massa d1 fuoch i che la stessa t.r uppa può d:ire nell'unità, di tempo, pur este~dendone l'effetto utile a distanze a cui prima gitrngeva appena 11 c; nnone, quest'ultimo deve dal canto suo, per-non ~erdere l'antica. importanza, comparire sul campo di b_aLLaglia co1~ .gttt.atae~otenza distruttiva no tevo lmente aumentate. Ciò è tan to pmnecessa.r10 nelle odìerne condizioni ·del combattimento, in quanto che la cresciu ta efficacia delle armi portat.ìli rende assolutamen te iqdispens~bile ~na intensa coopernzione dell'artigli eÌ'ia. anche in quei casi, net quah le altre armi poteva.no per l'aclcl'ietro bastare a se stesse senza perder~ inev itabilmente ogni probabilità cli successo. Il che vuol dire che 1 progi·essi delle anni porta.Liii, lungi_dal diminu ire l'importa-nza delI'a1·ti,rJieri a l' hanno in:vece accresclllta. È dunque logico il conchiudere che, s~ ht moderna artrnl1er1a vuol ·man tenersi all'altezza delle nuove esigenze, @n può contentcu·si-dell'aunien to di giLl.~lLa e di potenza distl'Uttiva che basterebbe uni~amente a non fatele pe)'dere terreno cli fronte al fuc ii e,, ma deve aumentare cosi l'una come l'altra in proporzione maggiore. · Sotto il rapporto della gittata è certo che la riga tura offre il mezzo di soddisfal'e largµmente a tutte le esigenze. Da questo lato non può quindi esservi diftìco ltà. Ma la questione si complica quando si tratta della potenza distruttiva . . .. A questo r iguardo ancora, poch_i anni fa, regnava la pm_st1:arn~ confusione cli idee e di giudizi. Ciò proveniva dal fatt'o che I m ten • accettati 'in passalo per le artigliel'ie lisce, volevano. da._molti ap~ plicarsi anche alle aetigl!er ie rigate, senza tener conto dei progressi (,
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STUDI
comp iuti nelle costruzion i .(in ispecie l'1guardo ai proietti) e dei . mutamenti avvenuti nella tatti ca di combattimento. - Sonò i so liti inconvenienti dei periodi di transizione. Ormai piwò la 'confusione del vecchio col nuovo va via sparendo dal le menti insieme con le ulti me traccie del passato, e ne abbinrno la prova nel fatto che le più recenti co:;truzioni sono in mass ima informate agi i slessi principii. Ad onta di questo le idee non sono ancora tanto net.te e prec ise, che In. questione non ,•alga la pena di essere .esaminata. e ·discussa . Vediamo dunque contro quali bersagli debba osel'citarsi l'azione dell'ar1 iglieria nella gµerra di campagna . Essi sono, come hen è noLo, truppe delle tre armi ed ostacoli matèriali di non molta , esistem:a, eome para.peni in Lerl'a di modesto profi lo, muri di cin ta, case di campagna, palizzate ecc. Non v'ha dubbio che -i hersatli animali hanno di ,,ra.n lun Qaa la prevalenza sugli alLri,· e fra essi hanno il disopra e per numero e per impol'tanza i borsa.gli di. fan teria. Incominciamo dunque da questi. Co li.a tanica odierna di combattimento la fanter ia, giun ta a portata del cannone, si fraiiona. in piccole masse, le quali non presentano che poca profondità e quindi offrono ber:;agli poco densi. In terreno scoperto la co lonna di compngnia (per ploton i o per mezze com. pagnie) può considerai·si come il Lipo di Lai i masse. poiche in terl'eno sifTatto non è guarì ammissibile che nel raggio d'azione della moderna. artiglieria possano stare o rnuoversi, seqza patire diw n i gravissi.mi, masse compatte di maggior mo le. Gi unta alla distanza in cui il tiro del c;annone è efficacissimo e quello del fucile comincia. a diventare pericoloso, la fan teria deve disporsi in ordine da. combattimento. Avretno quind i una linea più o meno fit ta di cacciatori, dei piccoli nuclei in r inforzo od in sostegno sempre inferiori alla compagnia, e più indietro delle compagme spiegate od in colonna, che in terreno scoperto conserveranno fra l'una e l'altra degl i iutervalli abbastanza larghi. La fanteria non offririi d·unque all'artiglieria che bersagli iso lati di pi ccola densità, nei quali il proietto pieno non produrrebbe effeui proporziona.Li alla. sua forza. d'urlo. ln compenso questi bersagli saranno riparti Li. nello spazio con suffic iente frequenza . Ne segue che; nelle odierne condizioni dell a tattica, l'artiglieria ~
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SULL'AtlT!GLll,;RIA èAMPAL E
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1ion può manifeslare la sua. poten1.a distrutti ~a conlro la. fii.nteria fuorchè impiegando proietti dotati cli un estrernn div isibili tà. Perciò, oltre il limite (assai breve per verità) in cui cessa di essere efficace il Liro a mitragl ia, l'artiglieria dovrit servirsi contro la fanteria di proietti scopp ianti capaci dì frazio~arsi in numerose schegge o pallottole aventi un'amp iit sfera d'azione. . Contro ia cavalleria, quantunque in generale essa presenli nel combaltimento bersagli pi ù compatti della fanteria, è naturale che valgano a 1·ender mas$imi gli effel.Li del ruoco di nrtigli.erin gli stessi proieLLi scopp ianti cho giii~i riconobbero i pilì adatti ad agire con1ro la fanteria. E ciò non solo perchè si tratta anche qni di hersagli an imati , ma percbè q11.esti bersagli sono cosi mobili che l'al'tiglieria si trova in certo quc1.I modo rispeLLo ad essi in condizioni analoghe a qnell e del cacciatore che tira contro l'uccello lanciato a vo lo. Anche essa come il cacciatore ha quindi bisogno di proieLLi che si frazionino molto . · .La conven ienza cli hasare lR potenza distruttiva dell 'nl'tiglieri a sull'azioue delle schoggie o pallottole sprigionate dallo scoppio , anzichè sull'urlo dell' in tero proietto ,contro il bersaglio, può a prima visttl sembral'e meno evidente all orehè :-ìÌ tratta tli combattere artigl ieria. Non sono lontan i i I.emp i in cu i non si riconosceva altro scopo a silTaLLo combattimento che quello di smontare i pezzi dell'avversario. E in real tà con le palle p[ene delle artiglierie liscie non solo, m.a. anche i.;on le an tiche granate dei cannoni rigati, le quali a causa dell' imporl'ozione dell a spoleua. agivano il più dell& volle come proielli pieni, era quello lo scopo piu ragio,no\'ole che poteva aversi nel conLl'oballere artiglieria. Ma uno scopo siffatto era. così clifHc ile a raggiuugersi chcr i com baUimenti d'artiglieria tiravano d'ordinario nwllo ·in lungo senza condurre n. risultati decisivi. E questo è il motivo principale per cui nell'antica lilltica era mnssimageneralmenteadotta.t.a quella di non con1.roln1tlereartirrlieria se no n in casi affatto speciali . b . . . La tatLi ca moderna, di fronte agi i immens i progressi compmtt recentemente nella· costruzione delle artiglierie e dei loro ·proietti , ed al l'enorme aum ento di efficacia che ne è conseguito, è costretta ad ammettere in cas.i molto più f'requenli la necessità cl.i controbattere l'artigli~ria nemica_. Oue?Lo è infatti• l'unico mezzo per 1
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attenuare la grande efficacia ·del suo fuoco prima di esporvi le al tre · truppe, o per tentare dv distogliere da ess~ il suo tiro nell e fasi ulteriori del c~ombattimento: · 1\fa ~li è appunto l'a.cci'esciuta precisione di tiro delle moderne bocche da fuoco a.1:etrocarica che, ad onta.della grande divisibilità raggiunta dai proietti .auuali .e delia sicurezza di effetto delle loro spolette, può far .credere conveniente nei combattim·enti di arLiglieria contro artiglieria di agire piuttosto con l'urto contro il materiale che con· lo scoppio contro gli uomini ed i cavalli . E infatti appena si affaccia la possibilità di raggilingere quello scopo, un simile procedimenfo non può a meno di presentarsi sotto l'aspetto il più seducen te, poicliè vi ha certo maggior sicurezza di fa,; tacere il fuoco del nemico se si riesce a smontare i suoi pezzi che se gli si infliggonò perdìte assai gravi d'uomini o di cavalli. Però, se coi da.i.i delle-tavole di efficacia si calcola la probabilità di colpire un bersaglio cosi esiguo come un pezzo, alle distanze a. cui. hanno luogo d'ordina,1•io ·i combattimenti d'arti,rlieria, . o . , si vede che anche le moderne bocche da fuo co non possono ripi9mettersi risultati molto brill:rnti da tin tiro diretto a smontare i pezzi nemici. Si aggiunga: cbe questi 11isul1.ati , i. quali la teoria già dimosLra non poter essere considerevoli neanche con un tiro eseguito rìellè· mi~. gl'iori condizioni poss ibtli , diventano incomparabil men te m'inori nel reale combattimento so tto. l'influenza dèlle canse pet:turbaLrici che si oppongono· ad una perfetta esecuzione del tiro . Ciò è' confermalo dall'esperienza della gùerra franco-germanica, nella quale, per quanLo siano stati rrequenti i combaltimenl i di artiglieria conlro arLi glierìa, i pezzi smontati dal fuoco nemico furono dà una parte e dall'altra ben pochi . Eppure d~ pa rte germa.nica si·avevàno aitiglierie a retrocarica dotate di notevo le esatl.ezza di tiro . Ma se i guasti . recai.i al materiale furono relativamente [er,crieri , , Oc> ' le perdile di uom'ini e di cavalli dovute al fuoco dell'artiglieria furono invece assai gravi, ·massime da pa.rte francese; il che proviene da:I fatto che i proietti ,dell'arli_glieria germanica, oltre ad essere muniti di bnone spolette a percussione erano meglio studiati dal punto di vista dello scoppio. . In conclusione così 1(1, teoria come la pratica dimostrano, che per quanto sia aumCl) lata la precisione di tiro delle moderne bocche· 1
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SULL'ARTIGLIERIA , CAM,PALE
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da fuoèo, la loro potenia distruttiva çontro i pezzi nem1c1 ·risulta ' più intensa .e proficua per le perdite d'uomini e di cavàlli dovute· alla divisibilità dei proietti, che. non pei guasti recati al materiale · dai colpi in pieno. Perciò i proietti dell'artiglieria. devono, anc~e per questo ·scopo , essere studiati in guisa da fornire dopo lo scoppio . molte scheggie o pallol.Lole. 1 Na:turilimente non si rinuncia con ciò, tmttandosi di granale, al· l'effetto dei co lpi che urtassero per avventura- con.tro i pezzi nemici, prima. dello scoppio . )fa .questi co lpi saranno· se1]1pre così pochi che; anche nEei combàuirnenti di artiglieria coh Lro arti glieria, la potenza distrntt.iva cli quest'arma si misura nello stesso modo . che contro fe allre truppe; essa si giudica, cioè, dar numero·dellescheggie o pallottole proiettate sul bel'saglio, a.nzid1èdal numero dei proietti interi che lo possono. colpire. · · · . Se poi si tralla di ostacoli ·resistenti, t ome muri o parapetti, è ch iaro che nell a gue1;ra di campagna (ed in massima' ciò può dirsi anche della gueri'a d'as~edi0) l'artiglieria non tira contro di essi se non perchè le i111pediscoi10 di colpire le truppe che vi stan dietro. L'abbatterli insomma non è lo sc6po ma il . mezzo . Percìò, se lo scopo ,può raggiungersi in altro modo, cessa la necessi.tà di distruggere t'ostaco lo. E qLiesto è appunto il caso dei parapetti in terra. ' Per demolit:e questi parapetti si richiedono pìLt che altro dei proietti dotati di una potente carica di scoppio. Ciò esige · u.na ca vii.il interna considerevole 'ed un limitalo :;pesso re delle . pareti; il che, non variando l'a ltezza del proietto, diminuirebbe il numero od il peso delle scheggie derivanti dallo scoppto. Ne :;egue che un proietto studialo al lo scopo di demo lire parapetti, 1ion sarebbe il più adatto ad agire contro truppe e viceversa. D'nltronde ilou converrebbe compl icare il munizionamento introducen~lo tante specie d, 'proietti quanti sono gli scopi particolari a cui può essere diretta l'azione dell'artiglieria. Perr,iò conviene di optare; e m1.turalmeote · lo si fa dando la prcJ'erenza ad una granata più atta ad agire contro truppe c;he con lro parapelti. · · Ciò metterebbe l'artigl. ieria in cattive condizioni contro questi · . ullimi, se non vi fosse lo shrapnel, il quale, fatto scopp iare opportltnnn~ent.e, permette cli colp irn le trnppe riparate dietro .un ostaco lo senza bisogno di demol irlo. In grnzia di questo proietto l'ar'liglieria
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campaie può d.unq ué ·nelle sue-granate sacri ffcare la carica. di scoppio al np~1~ro de_lle scheggie, senza r·endersi impo tente di frorile ai para~elt1 1~ L_erra. Onde ridotta aneli~ in questo caso la questione ad agire con tro trup_pe; l'effetto del colpo dipende dalla divisibi lità del proietto. Per. demolire i muri più soli di che s'incon trano nei. fabbri cati di campagna, nor'I è ,necessaria una granala che presenti una eccezion_ale resistenza alla rotlura. Ma se si tra tta, come al sol ito, di colpi i;e le truppe che vi stan dietro, si richiede piutt,oslo un ~alibro assai forte ed una grossa velocità restante al momen to dell ;urto affinché ii p1'oietto perfori -il muro così rapidamente e con tant~ -facilità da scop~(,)l'e solta~to dopo avt!rlo oltrepassalo, ossia nell'int~rno. del _fabbncato~ L'esperienza dimosth1 'che questo s·copo si ott1~ne peylettamente coQ proieLLi stud iati dal punto di vista della divisibili tà, anzichè da crùello della J'e3istenìa delle pa1:eti, come soflo le moderne grant1Le ad nnelli. , · Tn conclusi~ne l'artiglieria può soddisfare a tulli · i suoi còmpiti della guerra d1 campagna con proietti scoppianti, susceLLib ili di frazionarsi in molte scheggi e o pallottole;· e Ja sua potenza distl'IJ ui rn contro truppe di q'ualsiasi arrrrn è rapp1'e3entala non dal numero· d:i proi~tti it!_teri, ma da quello delle scheggie o pallottole cbe ,colp,sconò il bersaglio: Questo numero po i, quand'anche · varii entro certi limiti il cal ibro delle bo.cche da !'uoco, purchè restino eguali t11tte le alt.re condiz ioni (specie e confo rmazior1e del bersao li o. divisibilità dei prnieUi; qualità bali stiche delle hoccheda fuoc~~ lH~ona direzione del Liro , distanza, ecc.), .no'n può che essere proporzionale al peso dei proietti lanciati. Dunque un la.I peso, amnMssa. la pet'{etta equagNan.za delle condi.z·ioni ·ora dette; può considerarsi come la misura della potenza di.3trulliva di <lue masse d'al'ti alieria di diverso cali bro·, identicamente im piègate . , 1' Nel combauimenlo ha però un'importanut grandissima il fattore _teinpo, siccbè l'azione dell'artigli eria si dirnostni 1.an Lo più erncàce q~n.nto minore è il tempo che le abhis_ogna per produrre un dato ellett(?, Ne segue che l'efficacia di una massa d'U"rtiglierìa non è r~ppres.entata dal numero dell e bocche cht fn oco, ma dalla potenza d1s~rutt1 va che .queste possono m11n ifestai·(: nell'unità d,i tempo, ossia, stando a è1ò che precede, dal p::)~@dei proi etti che-in detto
sud.'A HT!GLJEHl1\ _ C AM P ALE
tempo esse ;ono in .grado di 'lanciare. Pi,rciò; ammessa wna egii~le ·rwpìdità cli f-1ioco 111i d·ue masse d'artiglieria Jderitiwmente .impiegate, le q1iaii siann composte di bocche ~a Ptfoco di diver,~o c~~i.bro ma dotate cli proprietà.balistich::; poco d1/Te1·enl1 ,; rl1 p1·0Mtti Cl'l'C '.t eqHalmimte ·.di.visibili 1·ispetto al peso, si p11ò avere 1m'idea moHo . appro::;simatà della eflicùcia relativa. delle ~lue ma~se,_ paragonando il pe,;o dei prn ietti che e5se sono capact dt lun~1are 1n 1.ma. salva. QL1esta spec:ie di post1blato ci servirà più tardi (in nn prossimo studio sull'ordina1nento · dell'ar'liglieria c.ampale), per confron_La1·e la. poten~a delI'artigli,e1·iii po::;seduta cla i vari ,e;;erciti enropei. ln Urn~o esso vrile a mettere in ·eviden:t.a che la necessità impost a a.l l'art1-alieria odiern,t di · aumentare notevolmente la. pcopt'i:t efiìcacia · ;uò e·~s,erc egualmentesoddisfa~ta. in du~ mo.di : o con pochi pr_oielli, dei qna.li ognL100 dia. mo lte scheggie. o pallottole, o ~ -0'.1 m~ll1 .pro~ ietti ebe ne di,tno poche; in :1ltri termini , _o .con pochi µ ro1ett1 pesanti o c,in molti leggieri. Ciò clte im porla si è che il totale delle scheuc ,ie lanciate snl be1·sa.glin in un dato tempo sia eguale in amno , · bedne i ,cas i. Que~to è rprnnto si deve ammeLtel'e se si bacla unica.mente all'effetto lisicò che :;i vnol pPodurre sulle tru:ppe. dell'avver;;ario. Considerando la qi1esLionc da, questo solo punto di vist::i, è chiaro che, fìssa.ta la. somma co mples;;ìva di eWcacia ché si vuol da1:e alla propri a. al'tiglieria, il problema di riparlire questa ernca.cia in si.ngole bocche dri fn òco assegnando a q11este il calibro più conveniente, . si presenta. sotto un -a;;petl.o molto inrleternlinato . La -scelta riel ca~ lihro potrebbe infatti varia1·c enteo limiti molto estesi, stando nei · quali, t11tLe le ,;olur.ioi1i dovrebbero considera.r,;i cgn:dmente ~ilrme. Di qnesti limiti il. minore viene imposto dalla cond1wme che il P'.'<1, ieLLo ab bia ,u1cora al sno nù·i vo una forza. Sllffìciente pet' non :r1u.sci re ineflìc:t l:e conl.ro gli -o:-La.rn i i resisten ti del'trt gaerra di campa.gnn.; , il maggiore rebtn fìssato dall'altra cond izione non meno importante, · che il materialo ottenuto sia n.nco r·a un vel'o-e proprio mitteriale d'ar1,igli eria da c:unpn.gnn, ciòè dotato di s11ffi ciente mobili là . "1VIa. vi ;;ono special i cnnsiclcr:17;ioni, l.; quali. data. la somma. cl'effici1cia che si vuole ottenere dalla propria arliglieria (in relaz ione con le esige1n e della tattica., co.n ht n,ttnra dei probabili.teatri di g1ierrà'. con la c,,stitu:t.ione e l'a.rmameoto_degli e:;ercj ti nemici, col g'.·ado d1
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STUDI
SULL'ARTIGL IERIA C AM PALE
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!o_li~it~ e~l _i,I :alot'e in-trinse~o dell'~sercito proprio) guidano !'arti_: 1') l1 e1e o l o~d1nat()re ilei doci_dere se convenga meglio raggiungor:a bocche da fuoco d1 ca.l ibro piccolo , O con p.,oZZI· meno nu-con molte . . _ _ lllèl'OSI e d1 calrbro più orande ma (;0Tll00Uli 1·n J"m· t· a· L d · .. è> • ' I I 1 I pe$O C110 ·so__d:sfino alla cond1z1one d1nnzi accenn:1ta di uiHt sufficiente lUO"' b1!1l,l. ' Ognuno dei due si_stemi ha i suoi vantaggi ed i suoi inconvenienti dal lato tall1co. I calibri piccoli esicrono una lunal1e· d Il . . . . .n n zza maggiore e _e_ colonne d art1gl1er1a e ri chiedono 11110 spazio più arando per lo sp,egam~mto_ dell e numerose brttterie che nesono l'inev~abile cons~guenz_a. E ~h1aro che, per gro·si rip:uti' simili inco,n•enienti souo d, non lieve 1mpot'tanza, impel'Occhè Ja lun rrhezza delle ol · . la a à 1- . o , c onne r,: r .or· g i sp1e~amenti , e l'amp iezza dello spazio che dovranno occ~1p~re le batterie su l fron te di battaglia sa rà d'incaglio alfa libertà dazione dell~ _alt1~e trnppe. Si aggiunga, che siccome generalmente 1~ab_uone ~?s_1_z,on1_ pe1: l'artigli eria non abbondaiio sui campi di batt,tri_l1a'. c_o~1, :e dcssa e molLo numerosa, conie deve snccedere coi ca_lrbr1 p1ccol1, sarà più difficile impiegarla bene e collocarla tutta utilmente. Anche una buona direzione d'insieme e , . . . . . . un opportuno concentiamento dei fuochi su i ·puntt des1 rri1·tt· clal con d · · '' . . . . . ' ' () ' 1 r an o l"I USCIranno ·f lU.:iifucil1 acl Otten~1.·si Con una /u11ga linea di batterie, che con un al~ta ~nenc, estesa: Fmalmente i cal iltl'i maggiori sono egualOj!Ut sorta di ber,;aalio clie s·,·nco , · · mente efflcact contro • v _ o , 11.r1 m campag~a, rH~nt'.·e i calibri piccoli nou servono che conL1·0 uomini cnvall1 ' · .. o materiale . . , e sono qua.5 1· ,1:aott·, ,L• 11 •.impotenza contro ostncoli p1u l'es_1stent1, come sarebbero i muri di una certa solidità. Se c'.ò ~ vero ?a t~n lato, è pure innegab ile che i calibrf piccoli ha~no d v,1?ta?g10 cli_ penneu,ere una maggiore leggerezza del maLer ia_le e qu1ndr u1i:1.p_w gra,~d e mobi lità. Ma questo 17antaggio perde manifeslamenl~ quasi tutto il suo valore relativo, quando è soddisfatta la cond1Z1onechc i calibri ma acriori non divent· ·1 d l[ .. 'no . 100, per r peso e e ~e~ture e per la_ d1fficoltà del munizionamento, Loccb e a f~oco da pos11.1oue, ma restino, come è necessario, vere e proprie .bocche da da.campagna (1). Gli è chiaro invece , che gl·, svan taggi . · _fuoco ___ . (I)_ Dicesi ortigli~rio dn posii 1onc quolla che, pel considc revol . e_ 0so dc li~ s ue ve ttu re, ' e privo de lla mobilità necesso ria all'orliglioria da cam" n quindi è costre tta a mutar raramente di posiiione duJ/n~e\ pce~m:~~L~~::•t;~cllmeote, e
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,derivanti ai cal ibri piccoli dal gran numero di bocche _da fuoco che si richiede per fornire una data som·ma di potenza distrutli va, si accentuano ooaigiorno molto più che pel passa.L~ in grazia del notevole aum~~tù di efficacia che impongono all'arLiglieria le mutate concliz ioni della talLica odierna. Perciò oggi piu che mai il tattico deve far prevalere nell'armamento dell'artiglieria cam'pal e il principio.già proclamato della massima efficacia congiunta a sufficiente mobjlità . Resta ora. ad esaminarsi quaiid'ò che rl materiale dell'arti'glieria da campagna. può ritenersi mo bi lo a sufficienza. Prescindendo dalla bontà del sistema di costrnzione, che può essere egualmente favorevole al tra.ino tanto nei cali bri picco li che nei maggio l'i, la mob il i.lit di un carro dipend.e <hd suo peso e .chilla forza dì trazione che vi è appl icata. Quesl'ulti m,L, essendo forrntada q~aclrupecli, può eviclentemen~e essere aumentata crescendo il numero di lr11csti. L'ao mentçi di l"orza che cosi ,-i, ottiene non è però in rao-ionc dirci.la del numero dei quadrupocli; chè· anzi, oltre un certo"limite, non ,,i htt più convenienza cli aumentare il loro numero per te cliflicoltà che s'incontrano nell'utilizzare concordemente gli sforzi di tutti. Ma vi so no ragion i d'alLrn. naLnm che impongono di mantenersi molto al di sollo di un tal limite. I ca rri dell'artiglieriacampale, massime i pezzi e possibi lmenteanche i carri da munizioni. devono essere in grado di, m1,over~i l'aci [mente :111cl1enelle l'Oltate assai .:;Lrelte Sll terreno inclinato, e p0Lc1· semprn, senza tropp:t cliJficolLil., superare un fosso, una rampa od altro simile accidente elci Lerreno. In questi passaggi, acni 1';1rtigliere suol dare l'epiteto di difficili, avv iene per lo più che quas i tÌ.1LLo lo sforzo cli Lra1.ione e t.utto il tormento che cleri va.dagli urti e clal le scosso inevitabili, massime alle l'orli andature, in codesti frangenti. ·esopportato per un tempo più o llleno lun110 dai cavalli di Limone . Ne segue che il pe,;o della vettura, sebbene le dif'ficoll11clcl traino in linea retta o nelle voltale assai larghe possano essere faci lmente superate su qualsiasi strada ed anche attraverso a campi lavorati coll'aumentare il numero dei quadrupedi, non può senza grave danno .essere ·eccessivo . Un limii.e ~J peso del materiale è anche imposto dalla condizione
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d1e iI p'ezzo separai.o dal suo a van treno poss;i venir spostato a.braccia sia a rari ti che indiet1·0 senw troppa diHicollà, ancltcsu ten eno poco favo revole . Tt,ltÒ ciò 1•011,;iglia. di non oltrepassare per i pezr.i dell'arti glieria . ca mpale u11 peso proporzionato alla fo rza di 6 cavalli. Vi ha bensì qualche e;;o111pio (i n [ngh iltcrra) di un tntinoad 8 cavall i, m_a n_o~ lo crediamo da im i tn rsi perchè. vòlendo utilizzare In forza d I l;tnt1 quadruped i, bisogna fare naturalme1llè un materiale molto pesnnle. E allora si va incon tro allE> rlif(ìcollit giit accennate nell e volk'lte strette, nei passaggi diflicili e nella mano vr:t del pezr.o . Cott meno di Gèava lli !.i cade invece negli inconveni enti dei calibri pi ccoli. J>ol'ciò la i[ueslioneclte ci proponiamo cli risolvere resta limitala al caso di un 111aterialc d'a.rtigli erin, per bat.terie montate, trainato da 6 cavalli (11). -l questo riguard I non ltavvi che l'esperienza la tfo ale possa indicare una :;oluzione. Pel pas:;ato, qu·anrlo il meno perfe,.ionato a1·m,wte1J-LO <lolla fanteria e le co1'ri::;ponclenti condizioni della lallica di combattimento permetteva no all'artigli eria di dare al lo sue hoccho da fu ol'O tnlk'l la clesidemhi le effica.r:ia senza rrire alcnn noteyole sac1:i(hio di mobili tit, ritenevasi che con ti11 trai no a 6 (';" alli non convenisse ol trepassare la quota cli :lOOch ilogra mmi per quadrupede. Ma l'n ltimn .guen a frnnco-gcrmnnica lta dimostrnto ampiamente che un peso di 306 chilogram mi per c.avn llo, quale oppunto spetLava all'antico 1·annone prussiano da cc~t. !) senza serventi, lascia ancora nl pe,.zo Lilli.a In desiderabile mobil ilà. Anzi la lnng;t esperienza di quella ca!npogna raua 1n gran pnrte,pe1' l'inclemenza della stagione, in condizioni ta li di trnino che mai le pe.~giori, ha convi nto gli artiglieri t~dcschi potcr,-;i impunemente oltrepassare di' parei.:chi chilogrammi la quoln sovrn indi cau1. E iul'au.i nel cannone do cenl. !) Mod. -1 873 si hanno 323 ch ilogrammi per cavallo. (1) Ofconsi hotLel'ie monl.nlo (in alcuni eserciti botlcrio a 11iodl) quello i cui ser vent i sono a piedi ma nello man:ie o nello manovre possono montare sui card. Dicousi invcee batleric " cavallo qnell.i che marciano o manovrino coi serventi 3 ca•allo. Queste ha ttcri~ hanno ,rordinario anche uu materiale più leggero delle batterie monta te , pr.rchò rt,, esse si l'ichicJe tanta mobilità ùa potel' m:1novrnr~ c_on_ la cava l_tc rrn Esso però non costiluiscouo cho una s pecialità numel'icamento ossa1 limitata dell arti glieria da ca mpagna.
SULL'. ART!GL!ER! A CAM PALE
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Anché tu ·r.rart~ia ri p~rlò dalla cztmpag~a dèt 1187017·1 la é:onvinzionc che il pcso 'di 300 chilogrammi possa. venire · sens_ibilm~nte . ullrepàssato. Anzi a questo r~guardo; nel suo nuov? ~ nte~1ale_cli a1:tigli eria.· du campagna, essa·e amla_La alqnan1.o al clt la dei Teclescl~1. . Essa ha infatti 335 chilogrammi per cavallo nel cannone da 90 mii~ limetri, e 38 1 chilograrnmii11 quell o da 93 millimetri. 1 . , r: Aust1fa invèce si è mantenuta di qualche chilogrunrn~a aJ llisotto della German ia, poichè nel ~uo nuovo cannone da ccnt. 9 e,;sa non ha che tina qnot.a di 320 chilogrn.mmi per cavallo. Però la differonza (3 chilog.) è, co me .si vode, qLrnsi insensibile. ' , · 1;1iAuSlriaci hanno avnto occasione di spceirnenLarc la mobilità del · loro nuovo materiale d'artigl ieria nèlla spedizione della Bosnia ed · Erzegovina e, nonostan ~è le cat tive condizioni del terreno monluos? e·senzà stntde, ne sono rimasti soddisfatti. · I Russi poi, mentre nel 1867 avevano aclouato .un materiale a~sai leggiero (poi'chè al cal.i bro maggiore non spettaya~o che .290 c.h Il.o."Tammi per cavallo , e il calibro minore era trama:to a 2 pal'lglie) , hanno ora, circa la mobil ifa clellevetture cl'artiglieria, esigenze anche più mocle::;tc degli ,altri. Ilasti il dire che il loro nµovo c~nn_one dà cent. 8. 7 che chiamano leggiero, è trainalo da ù cavaiIL od ha un peso di 306 ch ilogrnmmi per quadrupede, pat'i a quello che spet- · fava al çalibro pesante ,delle balleric prussiane nella campagna del · ,1870 . Ou;i.nt:o ':i.I cannone da cent. 10,67, detto da batter ia, il c1uale è l) rese;1temente il caon'onepesantedell'ar-tiglieria russa, è anch'esso trainato a trè pariglio cd ha un peso di ch ilogrammi 31,0 per cavallo. Si nOli che il nuovo 111;ttéiale 1·nsso, il quale segna una così completa rivoluzione nelle idee chr avevano prevalso ncH 867, l'u adottato nel rnaggio11878, ossia dopo l'esperienza dell'u lLi1na guerra d'OrieJHc, noi là qùale i Russi, aLtrnverso i ~alcani ~ sui camp i fan.,o~i e senza strade della Jfulgnria e della Rumelia, a ~:e vano avuto ~crasione di app1:ezzarc tutti i vantaggi dellamohilità. Ciò dimostra ·qttanto doloro.samén to essi a,bhiano dovuto senlire in quella campropria ,,,,·na- o·li inconvenienti di una insu!licion lc-. efficacia della .p oo e ~ . . artiglieria, ancbe contro una fanteria medwcrcroente 1stru1la nel ti ro come In Lurca. · Volgendo lo sguardo ali' flalia Lro-viamo che, fra i grandi Stati cl' Europa, essa è quella che presentemente las·cia nell'armamento della 1
AN NO XXV, VOL. lV
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. propria arti glie ria campal~·mag.gio1; predòi~inio ~I !a ,l~~ bilità,.o più esatLamenLe aHalegger.~zza det .materiale, silll'éfficaçia. E qui,· prima d~ parln:re del grado. di .mobilità che in ..pratica si è _rit~nuta ~1Vficiente nelle vetture qella nostra artiglieria cli maggior calibro, . occorrono d:ue.righe di storia, nelle quali si, troverà la spiEi'ga.zioT;e del fo.uo summenz ionato. , · . 1 l'antico Pi'en1çnté, qua1Hunc1ueil slio te.rritorio ~on1prerida zonè . collinose e montuose di considerevole estensione, aveva sempre ere~ . dutu con \(eniente di manl.enerài', . nell'efficacia· della pi·orfria at~tiglieria. da campagna, per lo meno a livello delle allre poter\ze. Anzi, mentre all'época dei cannoni lisci l'Austria e la. Russia avevano in grirnde preponderanza, un calibro leggero.trainato ·a i , cavalli; 1'.:;1'tiglierj,i piemontese, merilamenti salita ad. alta fa;1ia in Eù.rgpa, aveva credùto 'Inigli~r partito di attenet:si in tutto il suo rnatedale cl.a cap1p~gi1a .ad un. traino a 6 çava.Jli. Nè ebbe a dolersene, perchè nelle . guerre ~eH 8f.8, ,1849 e 11859 le an'.Lich e batterie da rn, pr~sso le · quali sj).ettav~no al ,pezzo '338.r,h ilògrammi ·per cavai Iò, 'IJ'ltO/ntivnqv,è semJire int?·odotte i-n grande p1·07Jorzione q·J'.spetto a quelle di: minor · éatibro, non solo ·nori, [uro1io mai tacciate di insii{ficiente-mobili tà m,~ (~ied~ro sempre 1·isu,liat,i triti da 1·e-1iderle òggqtto , cli spècùile vredilez1,one anche presso le alt?·e armi (11). . Qna11do però .spuntarono_SLlll'orizzonte i cannoni · 1;iga.ti pàrve, sull'esem~io fra~cese.; che po}enclqsi con' 1a rigatura olfrepas,mre n.otevolm~nte quel grado · di effi'cacia, che p'rinia repulavasi, :;uffi..:. ciente con le a,rtigli-erie liscia., senzaaup1entar.e il PElso delle veuure·; conveni~se approfittare dei progressi çosì realizzati · nel campo tec~lico per costruire lìn materiale. molto leggiero e trainabile a 4 .cavalli (.2). Se non. che 'l'ese1:1pio francese; vagheggiato da , noi e· seguito dall'Austria nel .il 863. e dalla Russia c1ua.lche anno dono non ·1jotè, per varie èiréostanze, 1\enire appl icato in 11.alia;èh'e tardi . ~f~ ha~Laglia. di' Custoza p~rduta contl'o l'~ustria, già :irmata . del suo m~tertal~ n,i.odello 1.863, mentre erano ancor v·ivè ed i1isoddisfatt~ presso di,noi1le·. aspirazioni vel·so un matèriale leggléro, fu, l'ocoa::;1p,ne determinante che indirizzò . . oo·Ji studi in 'tal senso.
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(1) Vedi Gfomçtl~ d'Q;rtiglie1:i 11 l8.6?:. parte 2a. _pag. 29$, da cu i ripor,tiamo testualmente la pane scntta m corsn•o. · . (2) li tra.in o.'a ,r cavalli utilizza m.eglio di quello a 6 la fol':lia di trazione.dei quadrupedi.
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Ma iii ·tempo·\ tesso che sotto :.l'impressfone di qneni;l. battaglja,· .' combattuta daambo le parti ccii fucile .ad a.vancaric~; si . 'tendeva . ' · in Italia acl una ·Soluzione in cu·i, la mobil itit dòve-v.r, prevalere sul- · ·1 · r effi'cacià-, l;appàrizione..dél fuci le ad ago sui. ca.iupi di Boemia cominciava a far nascere nel resto d' Europa una correnLe di opiniòili · in senso contrario.· Gli avvenimenti del 1870 e la generale· intr6dn'zione clei fuci li petfèzionati fL LÌl'O rapido matLll'Ì:1.l'OnO in seguito la.convinzione; ·già .èspi'essa e commen tn,ta ih princiJ?iO . cli: questo sci·i tLo, chq 1·arLiglieria_da campagna non possa basLare ai suoi còmpiti nell'odierno ·comb~.tt.imentò senza apportarv i un contributo di pÒtenza distruttiva assài maggiore che pe1': l'acldiet1;0. E tale con- · vinziÒne andò vieppiù rafforzandosi col · tempo , inìperocchè , ' a misùra che· p(wfeiion~vasi !'istruzioni:\ -s ul tiro d~lla fanter ia, -ap- · · parve sempre più manifesto l'enorme amnènto di. efficacia she il . tiro dei mj.oyi fucjLi presentà. a fronte degli antichi. Ond'è che parve sen1pre più.gra:nde anche l'auniento di potenza che la nuorn · · arti alieria. doveva im1Jorsi p.er conservare·-rispeLLo a.ll':antica (la. 0 . ·~ui efficac:ia, dÒp6,,l'introclu~ione deHa -rigittura, ave.va pur fati.o , .; grandi progre~si) lo st~s,;o posto· che iI f\tcile rigato a retrocarica . . h,{, a:ssurùd vJrso ·quello·acl,avàricarica pure. rigat~, Perciò, n;ientr,e in .principio· p,otè sembri1:~, ·suffici~nte ..ad alcune· pòtenze di aumentare, ·come fecero, rla. proporziorle fra. l'antico calibrQ pesante ed il lèggiero, chiarite 1peglio lé idee, quasi tutti gli Stati .d'Em:opa si deci$ero beri presto à sact'ifìcare l'intero materiale esi$tent~ per so;tituirve1;e, a costo d'ingenti spese, 'un ·altro di gran lunga più ef- ' fica ce. ) L'Italia, che aveva recenfemente adohato, il suo nuO'VO materiale · . da cent: 7, 'pensò: allora cli prOci'lccia.ré- un au111ento di potenza al.la ·propria art.igl-ieria.; relativa.mente as~ai ~lebole cosi pel calibro .con1e , pel numero delle· bocohe da fuoco, mettendo a lato del cannone . da. 7 l'a.Ltuale cannone da cent. 9. P.iù tardi si provvide· ezianclio ad acérescere · l'effil:ac.ia del cannone·. da. 7 cambiandone il muni- ' zionamento e mÒclificaùclo opportunamente la bocca clà:, fuoco . Ma ad ontà di queste concessioni fatte à.Ua neçessi,tà. di ·aumentarè la . , potenza della propria artiglierra, l'Italia si .lrova ancora. sot~o .. questo aspettq (tenuto èonto della forza del suo esèrcito) in condizioni ii1feriori-,agli altri Stati.,Qui ,pe1;ò non è il caso di insistere mag-, 1
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, gioÌ'Jnèute Sll (fUèsto piinto; tanto più ~be a-n èmo occasi on.e cli ritorn arvi quarìdp parleremo dell'ot;di1)amento·: 'Perc.iò chi'udiamo .la : digressione e riprendiamo s·enz'artro ·Ì'I fil~ delle · nostre ·deduzio'n i su'. !a 'mob ili Lilà del!è '.vettµre d'a1.'tiglièria. ' · · · Il cannone italiano .da cent. ...9 ha per ogni cavallo un peso ·di _32·1 cl1i log . ossia lll} qilota intermedia fra ·il pezzo d~ _9 tedesco · {323 chil .) e guell o ' a,1.striac9· di pari . calibl'O (320 .cl,iJ .·)·Si vede qu indi che tanto in Italia come in Aus.tria '?d in Germania si è concordi .nell'a1m~ettere che il peso a cui l)ttò giungere . un pezzo '. di artiglieria da cam]Jagna, senr.à . rinunziare all'indispensabile ·elemento di U)là suflìt iente mo~·ilità., p nò oltrepassare sen_sibilmente i ·I 900 chilogrammi. Là Francirve la Russia · credono invece snfficiei1~emente' mobi le rer h~ guena di ca_mpagna un pezzo che superi i 2000 clrilog. · , · ·, .. , Dal canto J1ostro, senza v9lfl1· fissare dei lim iti assoluti, pòichè . (a parte,Jir b.on'tà del siste,~a .di costruzione _che al di d'oggi si.p uò considei'are coine un fauor comune) una certi~ latitudine n,el peso delle 'l'etture è conces~a per lo meno dall,a niaggiore o minor bontà {lei cavalli di cui si dispo1~e, ·crediall,lo .che nei pezzi dell'àrt.iglieria campale ~on sia. prudente J' oltrepassare.i 2000 èh Ìlograrnm~. Anzi ·. opiniamo c'be i co.struHori ,dovrebbero f.ai:e ogni sforz<1 per non su. perare neanche i 1'900 ch ilogrammi . . Diciamo ·soltanto n.on supe1•w:e (ben.ché ~erti nientc s:ii'eblfè desidet;il bile di 'poter rimaner alquanto ·~1· d_isottòY pe1;chè, ad onta . ~egl i enormi.progressi compiut.i da afcu? i anni nel -campo Leènico , n~n è. goari p_ossibile finora 'cli avere un pezzo più lèggiero e dot;1.t.Ò al tempò stesso di una potenza corrispondente alle attuùl i esi.,enzè clelfa tatt( ica, senza rinunziare a portare . .. . . 1ie!J:avantreno un ~~ufficiente mu mzt0namento . Con nn peso disponibile di circa. IJ900 ch_ilogramm.i, il qnale, · ~,,nie si è detto, co110ede anco_ra: bas~antc mohilitft ai-pezzi deHe battet·ie mo1Hate., si può avel'e oggidi'rina bocca da fuoco capace di · 1a11cinre· con grànde velocità proietti pes,uiti all'incirca 7 chilogrq.mmi, poi:tando nell'avantreno non ineno di 30 a 32 colpi . Questa è la so l11zione che,. nello stato attualedell 'ai'te del coslrnttore, pare · soddisfi meglio a!J~dorrnola: 11iass ima effi cacia con.sufficiente mobil ità,_.senzà ch e.la prima.cli ques1.e· due condizioni, prevalga troppo ì sulla seconda. . (
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· Raorriunì-:o dai éann~ni· d1{·c~fopagn~ - ii ·gr~do di ]:>Qtenza .sovra ac~èn~:to, gli !llUirio1:i. progr~s~i ne\1% cost1:tiiio~1e. finch~ ~hneno l'armamentò' de'lla fanteria non venga magg10rme"nle p:-rtez1ù1:a._l.o ; , · dovrebbero di preferenza èssere rivol_ti ad accrescer~. li mu~1 z10nanien.Lo O la mobili.tà del-p,ezzo ,. am:ichèl a potenza dell e s1!1gole bocche da fuoco . {>erò, anche stando le cose come sono, sembra foori.di clùhbio ·che il grado di mohi litit èoncesso cl~ un peso d1 ,1900 chilof>'rarnmi o·poco più, sia ancora. Eale (salvo forse il caso cli teatri ·dtguel'!'a eccez ionaJmenLe difficili), da . .es_cf.nclè're per .I.e batterie ;1101ua:t.e conven ienza cli introdurre in serv1z10 un ~econdo . cali bro l)iù. n;iobile e meno po~ente. . . · Pèl carro éht munizioni_ è ,ammesso generafo10nte che pos~a l~a-: stare un.grado di mob ili tù minore di CLuel.lo del pe.zzo . c, ~_~.g,.u~ stificato,' en.Lrocerti limiti', ·dal fatto che il carr~ ~.~ mun 1z1on 1_~ ordinai·iaib.ente destinato, a porta.re sui cofani ~m mmor 1~umero cli . serventi che il pezzo. . . . . . · Siccome· la differenza è tutt'al più di tre_ uomm1, çalco lanclo a · ., 70 chilogram;ni il peso med-io ùn uonp, ri sulte1:e~?e. che, ~O!: ' sen~e~i montati, il cassone avrebbe·_la stessa, m_oh1hta. del pez~q :qnancl' anclie senza sei·venli lo superasse · in pe:~ _d_i ci~<'.a ·2~ O, 11: l cr1..11nmi; ·onde animettendo che la SUD: mob1lifa po,,:;a es::,ete al Oo < l . d.' 1 . quanbo inferiore.a ql;lell3; del pez_zo, si_veneb_b~ a eone 1in, ere ~ le il peso di '.iH 00 chil ogrammi _.PU~ venn:e s~ns1~dmente. ol tiep~assato . sema dal' luogo ùd incotwenientt. Ma m reail<l,, cruan.t~nque ,,tando , ai ·re(J'oliùnenti d'esercizio· la diffei·enza fra gli uom1ll,l montati sul . pezz;-, e· ~ul cassone si~ in generale quell~\ inélicata, è noto chenen~ . mare-ie il cassone sen:e abitualmente a trasporLare anch~ gli u?mm 1 .di r:iserva. Nè è ral'Ò il çaso in cui vi si aggiungano 1rnre altr'. pe$1, come a.cl eser11.pio un.po' di biada allorqµa ndo i ~ari.:1· della n serya. ma,·c iano sep·arat( dal resto della batter_ia .. Pe1:ç1.ò, anche r~sta~1d~ 11ei fimiLi di.pesosovra indicati (2·10_0 chii);. 11. cas~o~e .s1 ·~10vd ' · sempÌ·e praticamente in condizioni ·d1 mob1hta rnfer1on a queHe
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'Perçiò; siccome il cassone (sehben"e iri alèunì casi. 111àggione -comodità di te1ì1pci)-{leve pur sempre essere .in grado di seguire il , pezzo; reptitiamo poco convenie11te d_i'dargli iiri peso ·'. maggior~ di quello-che aLiamo indicato, cioè di 2 100 chilogra.mmi. ·( 1). Con· uù,tal peso," stando per Je bocche da f[!o"cÒ nei limiti di potedza giit stabiliti, è possibile fràsporLare ·coJ cassone .un munizio- · n.amento di 80 a 90 colpi. _Un carreggio d'artiglieria. da èamprigna dotato di ·qllel rriodestò . grado di mob iliÙt, che è consentito .d~i limiti d.i peso· sovra accen. Mti , può cònvenire per l'annarriento delle batterie rpontate, ma. _ non -per quellò delle batterie' ~ cavallo'._ (hrnsLe 'ultime infatti :non potrebbero soddjsfare ai loro còmpiLi se non trainando carri più ieo·,reri. . 1
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È as":ìai difficile_ Ùabilire fino a quai puntò si possa per tf!,li bat-:
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terio saèrificare 16. potenza alla mobilità . .Ma anche in}Jtlesto caso dev-é pur sempre P,revalere il prìncipio della massima·efficacia èonginnta a, sufficiente mobilità·. Sìcchò trattandosi-di ,un ·.materiale, il cu i peso non è aument_alo . dal tntsporto dei serventi; si p ~9 am1 ruett011e che un' traino a. 6 cavalli permetta. di spingere il p4*> delle . · vetture fino ai 11800·cgilogra1Ìlmi o poco meno. Se non che, invece di utilizzare que,sLo~peso piuttosto fo rte co ll'acérescere la. potenza del.le bocche 'da.. fuoco, è fo rse preferibile in questo caso" ·di rivol-:gerlo ad accresèe1:e.il munizion~mento, o particolaÌ·meùt.e quello che il pezzo port.a_seco nell'avantreno (2) . . ... · Con un tnl peso disponìbHe la bocca da fuoco potr~bbe lanciare èon grande vel_ocità un proieUo pes~nte alrrieno 15 chilog. pur ri'lnanendo provvista ,di abbondante muniiinnamento. In simili"condiìi oni; trattandosi di i.ma potenza._che clisponess,e cli , 'una,numerosa artig_1ierìa, codesto· peuo potrebbe entntì·e in piccole prop9rzioni anche nell'ar01amet1t0 delle batterié montate, qualora '· i probabili teatri di guerra., su cui si preveclèss~ çli dò~·e1; combattere, . .· .. . . ' . . . "· . . .
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n··. . roofto acciclent~Li'. . Ma ;é l'una.a l'altm cli pr.esentassero . erre 1 · . < . . • • • • fi T )· · . , t·e clt1e· con·ci.izioni (artio-Jieria numerosa e :terrem ~.1fic1 1 no1~ ~1, c1 ues · " · :-.. 1 tto e""'ere . verifieasse, il _calibr.o minore ,dovre~be, come gia si· e e e ' , ::,::,, esclusivamente riseFato alle hattene a cavallo. , . . . Quànto al cassone per tali _bat.terie, ~~~o- non clovr~bb~. ia.g'.oBe .. volù1ente oltrepassare i ,]800 o tuLt'.al" 1 'I900. chdog1 ,lillUll. . ' ·o r: ·t·1 co--ì i limi ti cli pes'O nei ·quali clev.e e:;sere cont~nuto i~ e,mi ::, · · • tenor"! In. ~terialè dell'artiglieria da ·~arnpo ; affinché P?~s~ ~ncora d1'. · ·t::, . « ·. . . . · , r·r· ·· t I ques o 'l l' I'· tla la.cond1.z1o"nech una su ioien e mob•I, i ta·' 1l tema . ·• soc e 1s.a ,, ' . .· . .. , I ·· ò rnterès:;are come noi voglwmo, aJl,1. par le .c1~, pu . . st ll(·11·0· limita.lo . ' . . l' .fficiale non tecnico si ,può dire e~annto. . . · u'[Litt~ :' via a,crrriuno-iamo · . a t1·to'lo e1·1 comp lemento il .serruenLe .spec. . ' "· ' c:>O e:> ' • • • d_an Ll' .I~ C0'1( [Z IOTll 1 ·o nel quale si sono racco/Li alcunt cla.t1 riguar , . , . ln c 1. .1 1·1· t, c1e·11e vetture • • . • ( • , "om) costt tuent1 d'artwlier1 a peiz1 e C c\s. , , d1 mo )1 . 1 a . o .. . ._,,. ,.., , J'armaù1ento Mlle principaJ i ~oLenze pnm~ del ,18 ,o., .
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{lj S'iutende che questo peso si r·iferisce al cai-ro da muniiìo.ni co))l platamen te caricato · ed affardellato, compresa la ruota· di ricambio, di guf.sa cl1e senza ru ota il cassone .dov1·ebbe pesare circa ,'000 c.hil ogra~1mi. . · (2) I Tedesch i, i cruali pel loro cannone legge1·0 mod. IS73 /·aggiun&ono a~pun to il limite di JSOO chilogrammi oélla veltura pezzo, hanno preferito di utihùaro l'eccesso ct i peso disponibile sempli fica udo \ il loro carreggio" da cam pagna co lPincavalcare fl cannon e leg. giero sullo··stesso ·a.ffusto del oànnoue pesan te. ·
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A::-JNOTA (1) Le battel'io , da cent. 12 .nou si formavano che i11 caso di guo,-ra. Esse no u qrano batterie da · (2) Col cannone (l'acciaio . . (3) Questi da.ti si ritoriscono alla sola Prussia. (4) I.a proporziono fra il cannone da 4 e quello da 12 ò quale risulta dall'ordinamento del 1887. (5) Questa bocca da fuoco fu adottato nel 1860 pec sostituirla al cannone da 12 ch<l allora sembrava guerra più baUerie da 12 c he da 8. (6) Col cà nnouc d'acciaio. · (7) Dopo il 1873 fu ord ina to che questo pezzo fosse trainato da 6 cavalli. (8) Le duo quote si riferiscono 1·ispettivamente alla \'Ottura tl'ainata a. -1 od a 6 cavalli.
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ZI O NI campagna nel vero senso della parola, ma ba tterie da posii.ione.
troppo pesante. Però,
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'STUDI SULL'Aìn'IGLJER!A c ... MPJ\LE '. I
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In d(lttO specchio per rendere più sensibili i cambiamenli provoc.a.ti da qriella. memorabil'e g.uerra, come anche per faci li tare i oon-. fronti, si sono posLi aw;mto a questi da.ti qilelli corrisporidénti del. l'armamento posteriormente adottato ed attualment.e in vigore. Fi-. .nàlmente,.perchè ognuno possa rendersi conto di tutta l'im13ortanza ·clellà trasformazione· avvent1ta, si è aggiunta uu'altrà inçlicazìone molto significàtivR·, quella cioè·della proporzione in tni erano è sono i vàri ca!il).rr·:nell'àrmamento. . . . · Lo specchio· che pre.cede conduce alle deduzioni seguenti : . ·1. J1{ generale_il ·peso delle vetture d'artiglieria è sensibilmente ,aumentato dopo il 11870: . . . ·L'aumento ha avnto luogo ad onta che i grandi progre:;si Lecnici . recenterriente co:q1piuti pBrmettano di fare hocc']'\ e da fuoco notevolmente più potenti delle antiche s13nza accres~ere il peso delle vetture. ·. Ciò prova quanto siasi generalmen.te sentita la necessiti.t di aimi·entai·e l'efficacif• dell'artigiieria camp~le. · · · , 2.. Wientre prima del •I 87,0 parecchie potenze {Francia, Austria, Russia) avevano cannoni trninati a.~, cavalli, ora nessuna, eccetto l'Italia, si trova in simili co11dizibni. · 1 · · :3, In gener;le tutte le po.tenze, sia p1:ima, che dopo il 1870, ha,nno un ·cannone leggerò ed ·un.o ·o dùe cannonì pe~ant.i nelf ar-. · mamento . Però, quando, esis~ono due cannoni ,pesanti, il maggiore · è piu ttosto una ~occa da fuoco da posizione che ·da campagna ('1) . 4. Prima , della ·gue'rra fnmco:.germanica la .pr.op9i·zione fra i. . cannoni pesanti ed i leggeri ent generà.lmen,te a favore di qnesti ultimi . Ora in vece preponderano di gra4 l;mga presso.t.ntte le po- · tenze i cannoni. pesanti, salvo i~ Haiia, dove è çlatri. la prevalenza al calibro minore. · · E qui, non essendo scopo di. questo scritto il trattare le questioni speciali che sì riferiscono al nostro armamento, lasciamo che il le.ttore prosegua egli stesso 'i._comment:i e poniamo termine al nostro stu.dio. . A. MAZZA
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1naggio1·é nel 9° 0;rtigl·ieria. ,, (!) S i può classificare fra i ,Pesanti u,n materiale d'art iglieria, qua ndo ta ·'vcttui·a pezzo
pesa oltre 1700 cftUogr.ammi.
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LA Dl·FESA DELLE COSTE(!).
VIII. « Poul' tout conseri·er il es · : « inutile de tou t counit· ». Jo,11~1.
Lè va1'ie offese che oggidì un neinicò può compiere conl.rn le coste, cÒ1~e fac ilmente si scorge dalle cose indicate nel precedente , ·paragrafo; sono .della natura stessa dì quellè che anche in pa~sato . si eseguivano dalle flotte a vela. Se.il geneee.cti offesà è ·uguale, non ·, per questo il sistema di difesa da. adottarsi per resistere alle stesse, . ·deve pafonenti corrisporidere aquelloch~ven iva,adottato in addietro, si.a per;,i punti dà fortificare lungo il litorale, s'iaper i· mezzi da impiega/sì nel difenderli,. L'uno dipende ~al modo diverso con cui oggidì si compie. rm'offesa conLro il . li torale d?- navi a vapoi·e e da .flollè corazza.te: l'altro, dall'uso che si. 'può fare ·di t1tluni' 1ùezzi difeùsivi· che rappre.sei11.ano umi innovazione dell'epoca. moderna. Nella soluzione del problema imp.ortà quindi aver.:e presentè tànto gli e1Telti delle offese, qua11to lo scopo che il nemico.s~propone con le medesime: E'lant'o. gli elietti, qLHtnto lo scopo loro , sono oggidì a.ssai diversi da ·qnelli che lo. erano ii1 .àddieLro . Sopra. qualui1que punto cli una costa è possibile sèmpre sbarca.re un n,ucleo dì tnippe più o meno numeroso; ma ·quale può essere lo scopo di consimile sbarcot Qual i le sue conseguenze sull'e~ito ~ella campagna di guerra? E si dovrà forse difenclèrc ogn i punto dél lito1'à le ove sia fatt.ibil~ discendere a. 'ler.ra? E unà flotta oggidì. .ha .
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(I ) Veggasi Rivista militcwe d ispensa di ot tob~e e ·novembre. ( .
-. .364 .
DELLE COSTE
LA DIJ:'ESA
forse equipaggi così numerosi, còme li ~'i;evano le navi ·a vela, per potere, con uno sbarco della sola. gente di bordo , eseguìre consimile operazione per modo da rappresenta.re una sei'ia minaccia? - Ancora pochi anni addietro ·queste offese avevano,un'irnportanza. tale da obbl igare· la difesa a premunirsene: epperciò venirnno ·erette ·numerose batteri e di costa in ·tutti quei seni, in tutte qnelle rade, in tutte quelle località., le quali presentàvano condizion i favorevo'li al nemico per sbarcare- comp iere così mu ·specie di scorreria, eppoi ritornarsene· a bo1:do. Ogg1 ùno· sbarco ha ben altro scopo: l'invasione cioè .del· territorio . Quindi la difesa deve avere l'intento ·non già ~li premunire tuttè .le strade per 1~ quali un 1~ucleo di Ll'UJ;pe nemiche può penetrare nel paese, bensì !'e grandi strade di invasione . dal mare e soltanto quel]~ lo:'ali tà le ermi.li si prestano per mettere a: terra un corpo di truppe sufficiente onde mantenersi sul territorio sbarcato, obbli gando perciò ad una di versione.dal teatro del)a guer1:a CQn indebolimento delle forze atti:ve del proprio eserci to. Così parimenti, allo scopo di allo.nla.nare i pericoli di un bombardamento contro le città ·commercial i .:_ per tenere più lonlana possibile la squa~r·a di attacco e di sbarco - si.erigev.ano in passato le batterie isolate sui moli dei poi'.ti, sulle'alture che dornfo avano il màre, sulle estremità. dei capi e de(promont.orii sporgenti' nel medesimo. Oggi crueste batterie stacca.Le noi1 hanno più alcun effetto . utile contro navi a vapore, contro navi corazzate. La difesa cont1:o i bombardamenti, conLro gli atLacchi, conlr·o· il hloc'Co, de,;,esserc at.tnalmente.considerata sotto un punto di vista diverso. . Per mezzo del vapo1·~ ·si rende facilmente aLt.uab ile oggigiorno l'azione combinata delle forze di terra con qcLellc di mare: Anche in addietro questa comb inazione aveva luogo ~i spesso : ma le ·imvi a vela non sempre si prestavano per comp iere questo genere di operazioni : lo scopo di consi11:ili intraprese era inolti·e i'islretLo e circoscritto, come ristretti e circoscritti er.ano i 1neizi che vi si irnpie. gavano . · . . · deve prefi ,wersi l'i.n. La: .difesa adunque .delle cosle in oggi_non . OD tento cli opporsi dovunque a. tiitte le . o ffese .che provenaono dal . . D ma.re, bensì di premun irsi da quelle operazioni che hanno una importanza,decisiva snlle operaz1oni e sull'esito della guerra. Perciò la difesa deve p1;oporsi I' occui)azi,one cl.i certi punti e di certe loca-
lità, le quali collegate opportunamen te tr~ lo ro costit~iscano. una base d'operazione tan to per la flotta quanto per l'impiego dei cli-versi mez~i d_ife~sivi che si possono. adoperare, nonchè per il le.:. · game che passa tra le operazi<ni marittime e qnclle tetrestri . Questa difesa deve· qnindi, innanzi Lutto, es~ere basata sulla costjtuzione fisica e idrografica ùel litorale, sull a sua config~razione, sui rapporti che esistono tra le coste e la pai:te in terna del paese. > L'efficacia delle forliftcazioni e delle difese litoranee non ha ·diminuito per causa dal va.pore e dell e navi corazzat~: anzi la difesa · delle coste accrebbe la sua importanza in ragione della maggiore entità delle offese che adesso possono compiersi dalle navi mosse dal vapore, armate di potenti artiglie1'.ie, munite di co razza. Bisogna però che il sistema di queste difese sia stabili tQ convenienternenl~; sia detenninato in base alle nuove offese e a1 loro scopi; sia c0nce- . p'itu dietro un concetto generale, quello cioè che la. difesa delle coste è una pctrte della difesa·marittima, e che qtrnsta è un elemento della difesa generale di uno Stato. La perdita di una località impor.tante sulle coslc può riuscire di danno alle operaz ioni dell'.esercito attivo: e il dmrno diventa duplice, sia perchè si perde quella posizione, sia p'erchè i) nem ico, che se ne è impossessato , pnò invece utifo.zal'la per prnprjo conto. . Ancl1e in passato ·non si aveva, per ver.i tà, lo scopo di premuni re tntto il litorale con opere di difesa~ ma sebbene le fort ificazioni fosscr•) numerose e diss~rninate lunii:o le coste pure nell'erio·er!e. segnivansi taluni cri[eri i che in certo modo diminuivano il low numero, concretando le .difese a seconda di questi concetti generali. ~apoleone I slabiliva nel seguente modo· i siti da: difendersi sulle coste, e la relativa im.portanz:t delle opere di fort.ificazione: I" Difendere l'entrata dei porti militari per prot.eggere così le squadre che vi fossero anèoratc o vi cercassero. ri fugio; · 3° Difendere l'e11trata dei ,porti commerciali , delle rade e di tnt.ti gli ancoraggi nei qnali. le navi mercantili potessero approdare, . onde proteggere !.'arrivo. dei convogli di navi da commercio; 3° Difendere le estremit~ dei promontori coi1 il duplice scopo, di sostenere il cornrnercio di cabotaggio e di impedire gli sbarch i del nemico sui tratti cli spiaggia. adiacenti ai promon tori stessi. ' Queste norme non potrebbero più serv ire integralm.ente · per un 1
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366
:367
LA D!F'P.SA
DELLE CO~TE
sistema di difesa delle·coste. L'applica1.ione del vapore alle navi....:_ le· nuove artigl ieri e -- l'introduzione delle corazze - le torped.ini - i nuovi sistemi di guerra, non permetterebbero più di regolare ouiclì la difesa litoranea in base ai suddetti criterii ; senza-chè si fosse costretti cli fortificare sulle coste un numero slraordinai·i o di posizioni, oppure, per evi tare questo inco!1'i'enienle, si trascurasse di premunire taluni punti di positiva import,mza nelle àzion1 combinate. tra le forze cli terra e quelle di mm:e, e necessarii per le ù10lteplici esigenze delle flotte a vapore e drlle odiern e navi corazzate. Infalli i tre scopi, sui quali fermavasi l'attenzione del primo Napoleone, si possono riassumere.nei seguenti con celti: · a) difendere ·i° porti mililal'i; b) premunire· i grandi porti del commercio; c1 proteggere·1a naviga1.ione di c::tbotaggio; . cl) gai'anlire le posizioni più adatte sulle quali il nemico pùò tentare uno sbarco. .Però, se que,,ti criterii -attuai meni.e non possono prendersi a base della difesa delle cosle, rimasero il fondamento della medesima fino a pochi anni or sono , appunto pei·chè il ml1tame1Ho delfe idee non si , manifestò se non con gli esempi tratti dalle grandi guerre combattute in questi ultì ni.i tempi, e per caus·a dei progressi fatl i da venti anni. a questa parte nell e costruzioni navali . e nelle arti che si attengono alla marina. . Egli è pel'ciò che tutti gli autori di cose militari i CflÌali trallarono l'argomento della difesa lito.ranea innanz i alla gueri·a di secessione ·di America, presero tulli, per· base del sist_erna suggerito nei loro scritti, quei critet:ii che alla fine· clel seco lo scor:;o venivano dettati . d::1 N~1poleone. La radicale ·e_voluzi one del problema· si verificò soltanto dopo i fatti e sugli esempi della guerrn tra Federali e Corifederali. Due sole citazioni basteranno per dimostrarlo. Nel 11886, per cura del comandante d'artiglieria Mazé, vennerÒ pubblicati a Parigi i manoscritti del colonnello De Ternay, con il titolo fo cléfe%se des Etats pC1;r les posi,tions {ortifiées. · Parlando ·dell'impiego delle fortezze neila di.fesa del\a coste, De Ternay conchiuse che le disposizioni generali per la difesa di uno Stato dalla parte del mare, in ciò che concerne le opere ·di fortificazioni da erigersi, devçrno avere lo scopo di conserva.re soltanto i punti es-
senz-iali d.el liLorale j quali abbiano influenza sull'esito della campagna. E l'autore li specifica nel seguente modo: . ,1· i porti· della marina militare; 2°, i porLi della marina mercantile;· 3° le posizioni dalle quali il nemico potrebbe lrn.rre maggiore vantaggio , per stabilirsi sopra quafohe pwrte della costa, e spingere in $eguito le sue ulteriori operazioni. Dopo ven l:6 anni dalla pubblicazione dell'-opera di De Ternay il generale 'Luigi Mezzacapo, durante la sua em igrazione in To1:ir~o, scrisse in questa, Ri'oista i , uoi impqrta,nli Studi militari s,1ill' Italùi, nei quali discorrendo della difesa dell e nostre fro ntiere marittime, stabiliva che, mediante opportune opere di fortific~1zione, si dovessere difendere: ,1° quei .punti ove tr-ovansi gli stabilimenLi e il materiale1 marittim o; · 2° quei punti del litorale che possono essere utili alle operarazioni di un esercito che ave(\se sbarcato; . , 3° Lutti quegli ancoraggi che presentassero lo scopo di togliere al nemico qualunque facilità di operare, e proCL1rarsi per le proprie navi molti punti di appoggio lnngo la costa; 4° i porti di commercio. · Suggeriva inoltre: · ;5° si dovessero costrurre batterie di costa a difesa del cahotagg'io; 6° fossero erette alcune opere sulle penisole di qualche estensione che si trovassero legate alln. terra per mezio di un 'istmo stretto, • e con buoni sbocchi verso l'interno del paese; 7° venissero difesi 1:alùni stretti con lo scopo di vietare l'accesso a un rnare·interno o di dominare la navigaz ione in quel passaggio, Questi principii generali erano certamente i,più adatti per un sistema difensivo delle coste,anche dopo l'introduzione delle navi a vapore,ma prima peeò che le navi corazzate munite di forti artiglierie fossero state introdoLLe nella composizione dei navigli delle Potenze marittime, l)uei principii _erano i migliori da adottarsi .per la difesa delle frontiere marittime di uno Stato, innanzi al:! 85'9 prima: cioè -della guerra.di America, prima che le grandi guerre co:inbattute dopo quell'epoca dimostrassero la necessità di modificare la difesa per 0
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metterla in analogia con le offese e con i. metodi nuovi di. combattimento . Le conseguenze di queste nuove idee e di questi nuovi sistemi, si manifestano appunto negli scritti che furono pubblicati dopo gli esempi dedotti dalla guerra di America. L'ammiraglio Dahlgreen, fondandosi sulla specialità delle coste americane, suggeriva nel 11863 per la migliore difesa delle stesse, una intelligente combinazione di opere di fo rtificazione e .,di navi speciali, adatte alla difesa ravvicinata delle coste . Alla stessa epoca, 1863, il Briahuont nel suo tràtlaLo Stt,r lei défense éles États, per ciò che concerne tu difesa liLoranea ammette che si debbono « fortifier les grandes rades, les · points de débar<"( qumnent et !es mouillages principttUX)) . E parlando del sistema da adottarsi per le opere di fort ificazione accenna come queste debbano trovarsi alla foce dei grandi fiumi, nei punti i più favorevo li a uno sbarco o presso le rade che servono come luogo di rifugio alla flotta. · Così il Dahlgreen fa entrare nel suo sistema difensivo delle coste i l naviglio speciale di cui in addietro non si teneva conto, se non in modo puramente eccezionale: il Brialmoh t invece ometté di suggerire la difesa, dei porti commerciali, non accenna al.la necessità di p7o·teggere con batterie di costa la navigazione cli cabotaggio. Le nuove idee principiavano per tale modo a farsi strada. Nel 11863 veniva dalla nosLra Commissione permanente d-i di f'esa dello Stato, incaricata una speciale sòuo-commissione per ispezionare le costè peninsulari delle provincie meridionali del .regno e quelle dell'isola di Sicilia. La sotto-commissione, composla del generale Pozzo, del colonnello d'artiglieria,.llolancli, del contro ammiragli o Zambell-i e del capitano del genio Farnb1·i , avendo anche a propone i punti di quelle coste i più convenienti per essere·difesi, doveue sLabilire talune norme ge1ierali per convalicla,re così le sue proposte. Questi pl'incipii ammessi dalla predeùa sotLo-cornmissione si riassumono nei seguenti punti: ,1° rendere inespugnabile da viva forza e coperti da ogni bombardamento gli stabilimenti marittimi: 2° rendere forti, ma in grado inferiore, le stazioni marittime, basi cli operazioni della floua, e quelle altrf\ che importasse vietare al nemico;
3° difendere le vaste insenature propizie a un grande sbarco e collocale in prossimità. di un obbiettivo importante; • 4, 0 coprire dalle fac ili e impuni offese i grandi centri commerciali e amministrativ i; 0° difendere conliiiee interne talune zone di invasione, le quali si Lrovino in condiz ioni idrografiche e orografiche tali da sconsigliarne la, difesa con opere al profilo della riva. Questi principi i furono accettati dalla Commissione permanente cli difesa: ma per aon moltiplicare in modo straordinario le opere di fortificazione sulle coste, qualora le sucldeLte norme si fos:;ero rigorosamente appl icate, stabi li. che per difendere il nostro litorale fosse necessario attenersi solti~nto a questi due punti; ,1° fortificare da rnarè i porti e le rade ove una squadra nemica potesse trova.re sicuro ricov?,ro, e !e truppe da sbaeco un facile approdo; ::,> 0 fort ificare, anche dal lato di terra, quei porti i quali racchiudono gli nrsenali marittimi, p che per la loro speciale situazione possono , come piazze di terra., concorl'ere efficacemente alla difesa continentale. Vuolsì pérò avvertire come la sotto-commissione presieduta dal generale Pozzo, avesse puee suggerito di abbnndonare assolutamente il sistema delle piccole batterie lungo le coste, le quali aveva,no soltanto lo scopo cli. proteggere il cabotaggio o di impedire sbarchi parziali cli secondaria importanza. Anche in consimi li. proposte si scorge l'avvenuta evoluzione del problema di difesa delle frontiere mariLtime. La presentazione alla, Camera dei cleputaLi del progetto di legge per spese straordinarie di diresa dell o Stato, eseguila dal ministro della ;"'"). tleIT,i ,aoenerale Riccitti, nella seduta del 112 dicembre ,J 87,1, offri occa.siorie a parecchi ufficiali del nostro eserciLo, di pub blicare i loro concetti e Jè loro opinioni sopra il sistema migliore tfa adottarsi per la dife.5a del nostro paese. Quegli scritti si a·ggiravauo più specialmente sulla. difesa. continentale del regno . Senonchè per il lega.me che passa tra questa e quell R che si riferisce alle coste, op1rnre perchè taluni cli quegli scritti consider~wano complessivamente la difesa clell o Stato so lto i vari aspetti nei quali la si può presentare, .trovansi nei medesimi qualche norma generale che riguarda
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appunto il sistema da adottarsi per difendere le coste di uno Stato. . Il colonnello del genio ìVJartini, nei suoi Studi sulla difesa cl' Italia, stabili va do,1 ersi fo rtificare sulle coste: 11° le piazze che hanno efficace azione nell e grandi operazioni di guerra; 2° le stazioni navali che racchiudono gli arsenali marittimi; 3° quelle altre stazioni di mare, le quali , oltre a sel'vire·di ·si- . curo ricovero alle· flo~te e punto di partenza per le operazioni di queste, riescano pure di appoggio per la difesa di determinate zone del litorale, contribuendo così a rendere, se non impossibil e, almeno molto a.vventnrato qualunque sbarco di forze neiriiche. · Parimenti il genet;ale del genio, Brigrione, prendendo in esame le proposte formulate dalla giunta parlamentare sul progetto di difesa dell o Stato, nel suo scri tto Difesa generale degH Stlit1'. e delt'ltalfo vn pwl'ticolare, pub blicato in questa Rivista, ossen ava come le persone pit't competenti in fa tto di cruestioni che si a.Llengono alla difesa delle coste fossero di accordo nel concretare taluni principi i generali che, per qLianto concerne le posizioni da fo rtificarsi, dimostrano la necessità di difendere le seguenti posizioni : 11° le piazze maritt_ ime destina.te a racchiudere gli arsenali di mare; 2° le piazze marittime che sono destinate a appoggiare le operazioni dell'esercito ; 3° le stazioni navali destinate a assicurare il possesso dei porti e rade, utili come basi di operazione e rifugio alle flotte, oppure favol'evoli a uno _sbarco. Ho indicato queste opinioni cli due ul'fì.ciali del geni o militare sia per la loro autorità, sia per l'esattezza dei concetti compresi nelle medesime, sia perchè sostanzial mente' si accordano con quelle emesse da egregi uffiçiali di marina che in modo p iù particolare si sono occupati di questo speciale argomento , tanto in I talia quanto all'estero. Il comandante Lo vera, nelle sue conferenze tenute nel luglio "868 alla scuolasuperiore di guerra, considera va come la difesa permanente dell e coste debba farsi oggidì consistere nei due seguenti punti, i quali servono attualmente a rappi'esentare i suoi principali scopi : cioè; 1
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,f O dil'esa dei punti p,rescelti a base cli operazione delle flotte;
2° cli fesa dei litoral i atti agli sbarchi delle truppe nemiche. · Questi medesimi concetti, solo l)iù ampiamente sviluppati, in:fo rmano il lavoro che l'ammiraglio Touchard della ·marina fran case ;pubblicava con il titolo La cléfense des fronti6res ·mCl!l'itimes, nel _gennaio ,f 877 -sulla Reviie cles Deux 1lfo.ndes, lavoro che f1~ nel feb ~ braio successivo riprodotto sulla Revue 1foritime et Colomale. Egli fofatti os,erva : ' 11° che gli arsenali mariltimi in caso di guerra sono l'obbiett ivo principale dell'attacco, e quindi devono occuparn il primo posto nel sistema di difesa delle coste; 2° che dopo gli arsenali dèvc,no fortificarsi le foci dei fi.umi e 1grandi porti di commercio, essendo. le posizion i che il nemico più ·pr9babi lmente può p.rescegliere come luogo ~i sbai:co. . . 3° che le isole e le penisole debbano parnnent1essere eh fese;. da. eri gere opere di for t.iflca.zione nelle 4° che nnn si abbiano . . I ·: posizioni di seconcl aria 1mporta.nza. . . Il comandante Morin , cbe al pari di Lovera, déttò Hn corso eh le·.zioni a.Ila scnola superiore cli guerra; trattando sulla. Rivista Jlfcwi ttima l'argo{uento dell a difesa. delle coste, si limita ~i, suggerire la necessità di fortificare quei soli punti del litorale che per la loro .POsi1.ione, per la nc1;tura loro e per la presenza nei. meélesi mi di stab!limenti mti.rit.timi rappresentano le basi cli operazione della propria .flotta. Oueslo concetto di difendere le posizioni che sono la base di operezione delle navi, venne più specialmente indicato dal colonnello Schelib t nel suo Treatise of'Coast-def'ence pubblicato pel ·1868 . Lo Schelika era durante la. guerra. di secessione al servizio clegli Stati confederati, nel dipartimento del i\'IessicQ. In questo ::;uo trattato sulla difesa delle cos te egli a.cr.ennà. come tale difesa non debba avere per '>olo oggetto di premunire i porti e le rade contro i bom- . 'bardamenti o di ch iudere al nemico l'accesso nel proprio territorio , ma cleblni pure proporsi di occupare alcuni punti i quali collegati .insieme, formino una base di operazione per la marina nazionale. I membri della commissione Inglese, che nel ,1870 esaminò la que·Stione della difesa delle coste in Inghilterra, si accordarono nello sta,bil ire che il sistema più adatto per difendere una frontiera marit-
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tima sia quello di concentrare la difesa sopra alcun i punti princi pal i che iI nemico potrebbe attaccare, e sopra quelle posjzion i Dncora, che una volla cadute in suo potere potrebbero servirgli come base di operazione. Nel primo di questi punti riman.e indicata lanecessilit di difendere gli arsenali e stabiiimenti marittim i, poiché sono precisamente i pun ti che meglio attiranti l'attenzione del nemico: nel secondo rimane compresa. la opportunità di difendere i l uo()'hi favorevoli a uno sbarco . Da lutti i principi i general i, suggerjti per determinare un sistema do adotl.arsi nella difesa delle coste: principii che ho qui 1'.iportati _ che appartengono a scrittori di cose militari e marittime, tanto in Itali a quanto all'estero, proposti in epocbe diverse, avvalorati dalle varie l)Osii ioni nelle quali si sono trovati gli autori stessi; da tutte le norme indicate alio scopo di semplifica.re la difesa litoranea, scegliendo le migliori e le più adatte posizioni.da fortificarsi; si possono dedurre alcune massime fondamentali essendovi, nell e norme eneiprincipii suddeui, taluni punti essenziali, che sono comuni trn loro. E questo riassunto, basato sulla uniformità. dei concetti ammessi da tutti, conduce alla conseguenza di dover difendere: 1 1° tutti i porti nei quali trovansi gli arsenali della marina militare o che contengono stabilimenti spettanti alla marina stessa: . 2~tutti quei pmHi che rappresentano le ba.si di operazione dell e flotte : · 3° quei tratti del litorale che maggiormente si. prestano a.Ile operazioni. di sbarco del nemico: · · .1- quelle posizioni le quali presentano una importanza strategica. per Je operazioni dell'esercito: 5° tutti quei punti che potendo faci lmente cadere in mallli del nemico riuscirebbero di grave danno alla difesa: come sarebbero le isole, i canali, gli stretti, i passà.ggi. Se la necessità di difendere le coste con opere di fo rt ifi cazione e con quei mezzi locali che sono i più adatti per venire in soccorso dei forti a terra, fosse da tutti riconosciuta - se per sostenere la opportunità di dare maggiore svi luppo all e forze navali, non si fosse da taluni sc1·i ttori di co:;e marittime scambiato il vero ufficio del!e flottese la difesa delle coste si fosse sempre cons iderata, come pur lo si clovel"a, una parte dell:1 difesa marittima degli Stati - se queste 1')
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due differenti difese nori si fossero confuse tra loro, per accrescere l'importanza di uno degli elementi che le compongono in danno dell'altro: se tntt.ociò non si verificasse e non si fosse verificato da noi, non occorrerebbero ulteriori dimostrazioni e esempi i per avvalorare l'esa.tteàa dell e norme più sopra riassunte: basterebbe senz'altro farne l'applicazione al paese nostro. .Ma ciò non essendo, è necessario, con l'esenwio degli allri, dare peso maggiore a.Ile massime esposte, e quindi conviene esaminare se queste norme abbiano trovalo qualche applicazione pratica. presso le principali Potenze marittime. Qnesto esame, per quindi appl icar(;l al paese nostro i principii sui qua.li deve fondarsi un sistema di difesa delle coste, formerà l'oggetto .della terza e ultima Parte di questo mio scritto.
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DELLE COSTE
LA DIFESA
LA DIFESA LITORANEA . ALL'ESTERO
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IN
ITALI.A.
PARTE TERZA IX. • La défense des frontières dé mer a· tenu· de tout temps une g1·~nde piace « dans !es pr6occupations des nations« mariti mes ». 4
A MIRAL
TOUCBARD,
Le norme generali per la difesa delle coste, riassunte nel prece-· dente paragrafo, venendo praticamente applicate, devono soffrire quell e varianti che provengono dalla diver$ità dei litorali ai quali si applicano: diversità. che dipendono da.Ila spe1:;ia.le idrografia e· topografia dei luoghi e dalla natura loro . - Però tutte le nazioni marittime, anche quelle di primo ordine. come appunto potrà. rilevarsi da quanto esporrò or ora, quand'anche non abbiano serio mòtivo per temere offese dal mare, banno cura di premunirsi dalle mede-sime, fo rti ficando quei porti e quelle locali.Là. che hanno una im-· portanza marittima o una influenza nel sistema militare della loro difesa generale. Con più ragione a.dunque, alle fortificaz:ioni del litorale dovrebbero pensare quegli Stati i quali non possono avriov.erarsi t1:a le Potenze di primo ordine, sia sotto l'aspetto marittimo, sia sotto 11 punto di vista militare. Qualora voglia.si riflettere a tuttele conseguenze che possono clerivare a un paese, e alla sua integrità,.
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quando un punto del suo litorale fosse occupa~o dalle forze del .ne~ mico che per mezzo di opportuni rinforzi si accingesse a operaz1om di invasione, a diversioni importanti: è facile l'accorgersi quanto consimili minaccie debbano tenersi a calcolo nello stabilire il sistema difensivo cli uno Stato, e come diveng,i indispensabile prevederle e premunirsene. , Nel concepire la difesa generale cli un paese, uopo è pura.neo pensare alla. posizione topogràGca nella qua.le trovasi la sua ca.pitale. Qui certa.mente non soll evo l'ardua questione che concerne l'opportunità. o meno di difendere le città capitali. Vi faccio cenno soltanto per quella parte di importanza che la questione può avere nell'argomento deJia difesa delle coste. Certo si è che gli Stati i quali tengono le loro ca.pilali sul ma.re o in prossimità al mare, non po$sono fa.re astrazione da consimile circostania nel detennina.re il loro sistema difensivo generale. L'importanza della capitale ha una influenza sulle sorti di qualunque paese; ne ha una indiscutibile per quegli Stati eh~ nella loro capitale hanno concentrata o la ma.o·criore vita della naz.ione o l'idea unificatrice della no patria, Senza appli ca.re per ora queste premesse genera.li al Paese nostro, ho creduto opportuno accennarle onde meglto si possa apprez.zare quanto si operi altrove per difendere opportunamente le coste perchè si vegga come quelle nazioni henanco, le quali sotto tale punto cli vista.trovansi in condizioni migliori di noi, 110n omeLtano di pensare seriamente a questa péu'te importantissima del problema difensivo dello Stato - perchè si -scorga come anche quegli Sta.1i ai quali non si possono applicare, come a noi , tutte qt1elle circostanze che suggeriscono di pensare maggiormente alla difesa delle proprie frontiere marittime, pur nondimeno vi riflettono e se ne preoccupano continuamente. , Ciò posto, esaminerò ora la condìzione nella quale trovasi la difesa delle coste presso i paesi es~eri e quanto siasi fatto o si faccia in proposito. Possa questo esame servirci di qualche utile ammaestramento I
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1° Stati Un,iti di Anien:ca.
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La guena di sece~sione combattuta venti ann i addietro nell'America. Sett~ntrion~le offr~ numerosi ed importanti fatti che possono. servire di esempio pratico per dimostrare la necessÌl:à di prHmumre le coste contro le offese nemiche. Il genere speciale di quella lotta serve benanco a far conoscere i vantagai che si otten(rono ' . t> a nell avere saputo collegare opportunamente la difesa litoranea con quella internadello Stato, provvedendo così alla migliore azitme combinata.delle operazioni militari e rnariLtime. , Questi sono i motivi che mi suggeriscono di dare agii Stati Uniti di America iI primo posto in questa rap icla rassegna sulla difesa delle coste presso le nazioni estere. · Parer.'.chi anni prima che scoppiasse lct guerra tra gli Stati del ~or~ e quelli del sud - il Capo dell'artiglie1:ia americana aveva già n chiamata, con apposito rapporto, l'attenzione del dipartimento dell~ guerra, sullo stato nel quale trovéwasi la maggior parte dei P?'.'tl dalle coste americane per mancanza di .opportune opere di difesa. Accennavasi in ispecie al porto di New-York che, essendo il più importan~e ce~1tro ~ommerciale di quel vastissjmo Stato, è più s~g?et.to de.gl_1 ~ltn _agi l attac,ch i del nemico e quindi alle inquietudrn, dt tutti 1 ~J Uadmi degli Stati Uniti . . Due rag'.on.i però possono giusti.fica re quella nazione se a tempo deb,to non sia~.1 a?()astanza preocclipata della difesa del proprio litorale, e la g1'.1st1 fi~herebbero se anche oggidì non se ne preoccupasse. La pnma di queste ragioni consisle nella natura idroornfica delle sue coste, le quali per la poca profondità del mare ~he le circonda, non possono generalmente essere avvicinate se non da navi che abbiano debole immersione. Le corazzate di qualche importanza marittima e militare non possono enLrare che in taluni porti cli quel litorale, la cui lunghezza è di 65000 ch ilometri , 50000 cioè sull'Atlantico e golfo del Messico, ,15000 nel Pacifico. - Il ,secondo motivo che potrebbe permettere agli Stati Uni ti di America di non prender1-;i pensiero soverch io sullo stato difensivo delle loro coste, provie,te dallct stessa posizione geografica di quel paese ri-
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spetto all'Europa da un lato, alle potenze Asiatiche dall'altro, nonchè alla sua importanza in confronto agli altri Stati di America. Da questi, come del pari da. tutti i vari Imperi d'Asia, gli Stati Uniti nulla hanno da temere: per ciò che concerne po i le nazioni d'EurÒp,i rinseirebbe certamente sempre diffici le, e in ispecie ogO'idì una spedizione seeia contro le coste americane da. qual siasi ~ot~nza europea. attesa la grande distanza ·e la necessità di una luno-a traversata oceanica. Questa condiz ione, combinata con la speciali tà idrografica di quei litorali,· deve rassicurare gli Stati Uniti , ·trovandosi in guerra con qualche altra potenza, da attacch i e offese, ·dirette e efficaci, contro le proprie coste. E per queste ragioni infatti, il presidente Grant, nel suo messaggio del 11° dicembre "873, poteva asserire giustamente, come la difesa delle· coste negli Stati Uniti dovesse considerarsi più sollo il punto cli vista dell'armamento in artiglieria, anzichè per le opere permanenti cli fortificazione da erigersi sul litorale, poichè queste si potevano sempre rapidamente costrurre per scopi tempora.nei, mentre non verificava.si alLrettanto ·per ciò che r.iGette le nuove grosse artiglierie delle quali devono a.t.·marsi i forti sulle coste. ;vra questa sicurezza riguardo al le offese 11toranee in caso cli gtlerre esterne, che fn sempre la norma principale per 1~1 difesa di qnella nazione, non poteva .più verifi~arsi allorché quel paese si divise in Federali è Confederati iniziando quella gigantesca lotta. che durò accanitamente per più anni . .S i fu fino dal principio delle osti lità. che il governo federale dovette riconoscere còme imperfetto fosse il sistema di difesa delle sue coste, sia contro i confederati, sia nella eventualità di una guerra esterna. Epperciò si rivolse a, tutti gli Stati dell'Unione, per invitarli a proVYedère alle fortificazioni del loro litorale e delle rive dei loro laghi, che così numerosi e estesi trovansi in quelle regioni . Nel tempo stesso provvide alla costruzione cli quel naviglio speciale che costituisce la di- · fesét ravvicinata delle coste. In poche settimane furono costrutte varie di quelle navi, del tipo monitor, che poi dovevano tanto contribuire all'applicazione delle corazze sulle navi da guerra di qmilunque dimensione e portata. Dall'a.ltro canto i conl'ederati, nell'intendimento di non cedere nulla del loro terri torio senza averlo prima energic,imente disputato pa.lrno a palmo, moltiplicarono la difesa delle loro posizioni li-
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toranee, in modo Gosì esagera Lo da doverle poi abbandonaré allorchèJ'esercito 'federale cominciò R avanzarsi con mosse strategiche e con movimenti combinati con le loro navi. 1 confederaLi si ridussero pertal modo alla difesa cli poch i porti, a quella cioè di Charleston, di Wilmington, di Savannah, cli l\iobile e di Galve~ton .. Ho fatto cenno di questa circostanza, dacchè rimane cos.ì dimostrato, con un esempio pratico, l'errore gravissimo che si può com_meLtere nel procedere alla difesa delle coste, moltiplicando senza bisogno i punti fortificati sul litorale, senza rammentare le odierne esigenze della gv~rra, per attenersi. soltanto ai , istemi in uso con le navi a vela, _con i mezzi militari che in addietro stavano a disposizione degli eserciti . Nè solamente sotto questo aspetto devesi studiare il sistema di difesa delle coste adottato dai confederati. Esaminando con cura il modo cli costruzione di quei forti , il loro armamento, la loro ubicnione, il loro collegamento con altre . opere di fortificazione, si Lrnve1'ebbero molteplici e,:;empi pratici da servire di guida per varie considerazioni nei cli rersi argornentì che si attengono alla difesa delle coste. In quella guerra, l'auacco e la difesa tra le navi e forti terrestri - tra azioni combinate delJe fo rze di tena ·e cli mare - vennero ampiai11ente esperimentati: e come accennai in altro luogo di questo mio lavoro, la lotta di secessione che si combattè vent'anni addietro in quelle regioni, presenta argomenti importanti di studio per la marina, in ispecie per quanto riflette la. difesa-del lit_orale. Quantunque cruesto sia l'oggetto del presente mio scritto, pure non po1rei estendermi nel prendere in esame le varie fas i di quella lotta eroica e straordinaria senza allontanarmi di troppo dallo scopo che mi sono prefisso, senza. trovarmi costretto a troppo lunghe digressioni. Dirò solo, come in quegli anni cli guerra contemporanea, sieno stati adopernti tutti i mezzi che si possono impiegare tanto per difendere, quanto per offendere le coste; e come la difesa essendo stata per quasi dire improvvisata., sia riuscita più volte inefficace, locchè deve suggerire·a non attendere lo -scoppiare di una guerra, per premunire il proprio litorale dalle offese nemiche. Che se vogliasi riflettere quanto pronte riescano per mare consimi li offese, si dovrà riconoscere invece come sia indispensabile oggidì concretare e ·stabilire con calma i mezzi difensivi delle propri e coste.
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Dopochè uno StRto ebbe a sostenere una guerra; se ri~1~ne ~er~ dente si verifica110 sempre le critiche severe, le recnm1naz10111 inutili , senza pensare sollecitamente a rimediare ai ~ropri_er1'?ri: se riesce vittorioso, è assai più facile clie clall:1. stessa v1ttor1a s1 arrromeruo per migliorare la propria condizione difensiva, Lrar,cra e,,,,,, v cl f'. i propri ordina.menti militari. Dovrebbe .invece ~ucce_ ere_ mverso; eppure ciò non avviene. Il Nord Amer.ica usc1~0 v1ttonoso_ nell~ tolta contro gli Stati Separati, ti del sud, non s, acld~rrnento sugh al lori , non si perdette in vane dispSLte sopra quanto si sarebbe ?otuto e$egui re di meglio c1·urante gli anni cli guerra , ma pensò p1n~tosto a migliorare il suosistemaclidifesalitorane~. II -Cap.o clell'a,rt1o!ieria , generale Dyer, nel ·1867, proponeva cl, provvede~e ~ll ar~ament~ delle coste per mezzo cli potenti a1'l.igli erie, cli m1gh?rare le opere di fortificaz ione sul litorale onde render_le ~tte a resis_ter:e contro ali attacchi delle nuove rn1.vi cornzzate, e cli erigere ahre clifese so;ra dive1;si punti dell e coste. Quale c~nsegue?~a c~i queste proposte, fu presentato un bill p_er la .so1~1~a. ~li otto m11lo111 e mezzo di franchi da attribuirsi alle fortdìcaz1om d1 difesa delle coste della Nuova Inghilterra, del porto cli New York, cli quello di San _Francisco , e per difendere i vari porti dell'Union~ per__mezzo cli torpedini. Iri quello stesso anno, ·I873, _gli Sta~1 Umt1 avevano una , vertenza con la Spagna: il dissenso ~l1plomat1co pot~va c_o~dm-r~ a. compi icazion i serie: venne affidato ·al corpo del gen1_0, 1nt~1 tare_l esegui mento di un gran piano cli rinforzo delle_ opere cli forl1_ficauone coste delle due Caroline, della/ Georgia, della Fionda, del-ulle ::> • • ~ l'Alabama. e dell a Luigiana. Le maggiori preoccupaz1?111 fn:?no sempre rivolte verso il porto di N.ew Y~rk. La prospett,:f~ prn_ o n~e~.o prossima cli una gLterrn suggerisce ~, certo una a lacn~a nei la, ot 1; . Gli Stali che pensano seriamente e s1 preoccupano sen~men_te de!I~ loro sicurezza, cessando i motivi che potevano destare rnqmetudr~t per r avvicinarsi di una qu~!che com~licazione, 1~011.smet~ono pe~·c1ò dal provvedere alla loro drtesa, d~II aL~u~re que.1~1 oge~t1 eh: _e1 ~~o stai.i suggeriti in circostanze eccez1onall , 111 prev1s10ne d, una 0 ue11_a.. Verificatosi nna volta questo bisogno , cessando anche le cause che lo aveva.no determinato, gli Stati che operano con preveggenzR e sarmczza continuano a premunirsi con quelle difese cl~e ~rano state · ri;; nosciute indispensabi li. Solo alla atti,, ità nei lavo!'I, nch1esta. da
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im~rev_iste ~venienz~,. subentra la prudenza, ripartendo le spese in van b1la11c1 s~ccess1V1.' onde eseguire gradatamente cruelle opere che, premurali dalle circostanze straordinarie, si sarebbero invecè ,eseguite tutte a una volta e in breve tempo ..\fa i lavori non si tras~urano né .si sosp~ndono per attendere che una nuova complicazione coslrmga poi a eseguir!i con sollecitudine. In basea.ppunto àqueste considerazioni, gli Stati Uniti d'America sebbene le complicazioni con la Spagna si fossero appianate, pur~ 11011 _sospesero i lavo ri di difesa suggeriti per quelle eventunlita, e contm~tarono sempre a premunire le loro coste con opere di difesa e contmuano tutt.ora a t.~nere vi va Ja necessita di pensare alla difesa de! loro li torale. . 1 Messaggi annui a! congresso degli Stati Uniti contengono sempre qualche suggernnen to sulla necessità di preparare durante la pace tutti quei materiali e quei mezzi che sono i miO'l iori elementi di difesa delle coste, dimostrando come la ma1~canza. di ques_ta ~ondurrebbe lo Stato incontro a disastri·inevitabili. E questi consigli trovano un eco in tutte quelle popolazioni litoranee. La dif~sa_, per esempi?, di New York comprende circa ·1000 pezzi di anigliena della ptù grande pol'lata, dei quali _p iù di 600 nelle opere che difendono Ja baia inferiore e i passi: più di 300 nelle batteri~~ :fort_i sit_uati ~ul!e isole a prolezione interna del porto. Ad onta eh cw gli ab11antt d1 quella città e gli stessi uffici delle fortifi-caz ioni, non credono che siasi con ciò provveduto abbastanza a!Ja difesa di quella importantissima posizione. Oltt'echè le preoccupaz ioni degli Americani sulla difesa delle loro coste potrebbero sembrare esagerate in vista delle condizion i idrografiche di quei litorali e per la grnnde distanza, come ; ià. osservai ,da quelle potenze di Europa che offrirebbe1:o, per le lo~:o forze mo~ tivo di timore agli Stati Uni ti, vi sono altri fatti che pur dovrebbero assicurare quel popolo riguardo alle offese provenienti dnl mare. La _costituzione del naviglio di quel paese; lo sviluppo straordinario delle sue industrie meccaniche e metallurgiche. La marina da crue:Ta degli Stati Uniti, in ispecie quella corazzata, si compone inf:tti di na.vi le quali hanno Jo scopo, quasi esclusivo, di riuscire adatte alla .difesa ravvicinata delle coste. Le industrie ,,ieccaniche e metallurgiche sono colà sviluppate per modo che in poco tempo possono
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essere costrutte quelle navi cbe sono più adatte per la difesa mobile delle coste: e gli American i tanto del nord, quanto del sud, nella terribile e disastrosa loro lotta di separazione dieclèro ampia prova di quanto sia capace l'attività umana allorchè ~~,a può .rin~·enire i~i paese i mezzi meccanici per esercitare la propria ene'.'g1a d1 :7ol?nta e di r iso lutezza. E qL1esto sviluppo delle propne rndustrie e un. elemento essenzirile del la difesa marittima cli uno Stato, tnlmente essenz iale che se in tempo cli pace la mancanza di industrie navali, meccaniche e mela.li urgi che; obbligando a. ricorrere all'estero , rende problematic.a , incerta e costosa la consen;Dzione del nav!glio 1:1il itare, in tempo cli guerra questo fatto è tale da metterne m pericolo l'esistenza, il suo impiego e la Slla emcar,ia, Gli Stati Uni ti posseggono otto stabilimenti marillirn i per la lor0flotla: 7 sull'Atlantico , 1-su l Pacifico . Uno di questi arsenali, quello cli League-lsland sulla r iviera Delaware, è di recente cosl.J'Ll7,ione, eretto sopra un terreno concesso dalla cii.lit di Fil adelfi ,1 nel ,1868. Tutti rru~sti stab ili menti 1./ov:mdosi internati dalle coste, ent\·.0quelle grandi ri viere delle quali sono ricche quel le contrade, nmangono lontani clrll mare; è questa la più ii:1portante tra tulle 1~ .difese c]{e possano idearsi per un arsenale d1 guerra . Ad _on ta -~1 questa principalissima condizione, rappresentante cla.per se _la p1u vali da difesa, tutti q L1egl i arsenali sono inoltre protetti forti opere permanenti, muate di numerose~ P?ten_ti ~r~iglierie. (Hi sbocchi dei fiumi e delle prmctpah rlVlere sono pure premuniti con ope1·e di fortificazione . Così p~rimen ti le principali 6tlà marittime commerciali, nonché quell a parte dell e coste le quali pouehbero mep.o difficilmente es,ere avvicinate dalle grandi navi cora;qla te. Per conseguenza si scorge come negli Stati Uniti di Ame1~ica, pe~ Ja difesa li toranea, abbia.si seguito il sistema di premn01re quei punti del litorale ove Lrovansi gli ar:;~nali ,. i luoghi adatti ~gl'. sbarchi, le posizioni più idonee per serv!l'e d1 base _ali~ operaz10n1 delle navi. Questi del rimanente sono quei punti pnnc1pal1 che ho incluso nel r iassunto esposto alla fine del precedente paragrafo, e che quindi trovano la loro applicazione nel sistema a.dottat? da quell_~ nazione marittima, gli Stati Uniti d'America., che per prima bo qui impreso a esami nare. 1
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Le questioni che si rifel'iscono alla. di fesa dalle coste, avendo tro·vato largo camp~ di _applicazione nella recente gnel'ra americana, do,,evano suggerirmi a pl'endere iu esa.me lo sviluppo di questo argom~nto presso quel paese, prima di qualsiasi altro. Ora veno-o a esammarl o per i vari Stati marittimi d'Europa. E fra lè vari/potenze e~r?pee fa d'uopo certamen te concedere il . primo posto al ~ egno Um.to della Gran Brettagna e frl anda, sia .per la sua posizione msul~re, sia per la straordinaria potenza navale di C{Uel paese. Oneste due.Ctl'COstanze dovrebbero, come ho già detto, rassicurare l'Ino-h ilterra da ~ualnnq~e .timore di offese estern e. Allorchè si ha soll; nto unafrontier~ manttima, epperciò l'offesa contro il proprio territorio non pu? v~n'.re se non esclusivamente dal mare e per mezzo di navi: ~l[orch~ st dispone di una marina cosi 1weponderan te ~la possedere 1. mezzi per mandare a vuoto qualunque operazione di invasion e: v1 dovrebbe ess:re_ogr~i motivo per giustificare quel paese che, rip_osando tranquillo e sicuro· sopra la combinazione di queste due circostanze, trascurasse di occupa.r,,i di un arrromento ~be .,;er 0-1 1· S . 1· . e . "' con ront,~re 1~iste, e più ancora per gli Stat.i · penin;u lari, JJ_e;;c: della mass im~ nuportanza per la loro integrità e indipendenza dr nzwne. E q~es_ta. unportanza di viene ancora più man ifesta qu;:indo !e fo rze n_avah cli guerra o non trovansi abbastanza svil uppate O se il loro s_viluppo,_ e~sendo anche ~ropo rzionato alla enl.itù dei propri elemen1 1 mantt11m , non costrtnisce p,er ciò una fo rza nava le da n_on .Mere. mai nulla da temere da alcuna marina O dalla ei'entnale '.'iunrone dr fo rze navali apparte11enti a Stati diver:;i, stretti tra. loro 111 all eanza offensiva e difensiva. · Questa illi mitata fiducia. nella propria cond izione creocrrafica e . nelle prop.rie fo rze navali non si verifica invece in IngÌ:ilt; rra. Avvren~ anzi l'opposto: e può dirsi, senza tema di errare, che non ha.~v1 ~!cl~na. naz~one i,narittirn\1 al mondo, la quare più dell'Inghilte1 ra st p1eoccup1 dell argomento che concerne la difesa delle coste . . M.emore dei gi?ante~chi progetti di invasione compiuti dal genio ,dr Napoleone I, I Ingh1 llerra ha sempre rivolto lo sguardo verso la
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Francia seguendone i movimenti per ciò che si riferisce allo sviluppo clella sua ' marina, all'incremento dell'eserci to, ai lavori dei porti uti litari. Al lungo periodo delle guerre napoleoniche era succedut,t un epoca cli tranquillità, se non generale in Europa, almeno rapporto alle relazioni tra la Francia e l'Inghilterra. D'a_ltra parte, nell'epoca pt'ecedente all'applicazione del vapore alle navi, le condizioni atmosferiche che rego lano lo stato met_eorolocrico del canale della Manica, contribuivano a rendere maggiore mente trnnquilla l'Inghilterra riguardo a tentaUvi d'invasione sulle sue coste. Consimili operazioni con le navi a vela non potevano infatti eseo<'l nirsi attraver:;o la Manica se non con temp i buoni e venti favorevoli: non con venti contrari, non con le nebbie, non con tempi cli ca.lma, non con ma.re agitato. Osservazioni speciali esegllite in Inghilterra dimostrano come, in media, per ·125 giorn i dell'anno non si sarebbe poLuto tentare un'operazione di sbarco attraverso la ~fan ica, dalle coste francesi, sopra il litorale dell'Inghi lterra: quelle osservazioni scientifiche dimostravano pure co me sarebbe stato impossibi le prendere in tempo le disposizioni necessarie per effettuare a giorno fisso uno sbarco, senza correre il rischio di trnva re in que! dato giorrto nno stato atmosferico sfavoeevole al compimento cli consimile tentàtivo , esegnito ·con navi a vela. Nel •I 844-, dopochè la costruzione delle nav i a vapore prendeva incremento e sviluppo dovunque, l'annni rag.!io francese, principe di .Toinvi lle, senza che nessu no avesse potuto prevedere il fatto, pubblicava nn opuscolo della più alta gravità sia per la posizione dell'autore, sia per la dottrina e l'importanza delle cose esposte. Questo opusco lo anonimo, del quale ben presto si conobbe l'autore, esaminava la rivoluzione che le nav i a vapore aveva.no recato nell e operazioni di offesR sulle coste, e cli mostrava la possib ilità. cli eseguire uno sbarco in qualunque pmuo, con qualunque tempo, in qualsiasi circosta nza . In mezzo alla pace generale, quel l'opuscolo , che portava il titolo Note sivr l'état des forces navales cle la l:'mnce, gi.ttò l'allarme dall'a ltra pal'l.e della Manica. Sebbene l'Ingh ilterra lo dovesse considerare piLL come un avvertimento anzichè-come una minaccia, pure l'opinione pubblica di quel paese, così pronta .ad impossessarsi di tutte le questioni che possono rivestire un carattere di importanza nazionale, cominciò ad agitarsi, a riflettere,
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a ponderare sul le ev!;lntualiLù di una invasione dalle coste francesL A quella agitazione prese•·o parLe tutti i poteri dello Stato, tutte le fone vive della ·nnzione, •iìlll.O p·ubbliche, quanto private, con uno scopo so lo, quel lo cioè di preservare l'inviolabilità del li.to1'ale della vecchia Inghilterra. Fenomeno strano I quella agitazione cli ormai 36 anni addietro, perdura tuU.ora - non si è più t1·anquillaL.a : a intervalli si tace, per manifestarsi poco dopo più violenta di prima, più insi stenle che mni. È il sentimento della integrità del patrio ,molo che commuo,-e gli animi della forte st irpe Anglo-Sassone I Per· quanto privi cli fondamento possano r itenersi consimili timori, fnd'uopo rispettarli , po ichè detlati da un snblime sen timen to nazionale: e più che rispettarli, bisogna ammi-rarne il movente che li inspira, e se fosse possib ile, prenderli a esemp io. L' ins1tf'ricienza delle forze <lifensiYe dell'Inghilterra rispeLto a una inrnsione francese formò tema cli serie considerazioni cla paite degli uomini più competenti in fatto di cose militari e marittime, come Wel lingLon, Na,pier e altri. Avvenuta in Franciél la caduta della dinasLia degli Orleans, sembrò che i timori si acquetassero: ma questa Lranquillità ebbe breve dnral a. Al governo della Francia fn chiamato un Napoleone: per quanto Ja poli ti ca francese tendesse alla più slretta alleanza co n l'Inghi lterra, questo fatto non baslò per impedire che nel 185 1 le inqui etudini sui pericoli cli un 'invasione si fa.ces~ero così fo rti da chiedere l'aumento dell'esercìLo - la, difesa dei grandi arsenali , del porlo di Douvrcs e dell'entrata del Tamigi - l'organizzazione dei cannonieri per le batterie di CO!sta. Per rispo ndere a questi timo l'i lo stesso governo dovette farsi pr:oponente di talune misure alte a calm are l'agitar.ione generale. Fu proposto nn bill che r ichiamava in vigore le leggi sulla milizia. c1·1nghilterl'a e del paese di Galles, sostituendo l'arruolam ento volontario n 11uello forzato : questa proposta, è quell a che noi chiamiamo il bill siilla mili.:ia in_qlese: vennero stabilite alcune opel'e cli fortificazio ne all'isola di .Tersey - la creazione cli un po1·to difeso ad Alclerney a pocli e miglia dal cn po La Hogue sulla costa di Francia, n 20migliadalgran porto militarefrancese sulla l\l anica, Cherbourg. A mi sura che il govemo dimostrava preoccuparsi della difesa nazion11lc, le inqui etudini andavano calmandosi: cessarono con l'alleanza an glo-francese per la gnena di Crimea, per poi manifestar~i
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con maggiore energia nel ,t 839, prendendo argomento o pretesto dalla politica francese dopo la pace di Villafranca, da.Ila piega assunta dagli uffari nella Siria, dall'annessione all a Francia di Nizza e Savo ia, e pcl'fino dall'inter vista che ebbe a Baden Napoleone III con il principe di Prussia . Interprete di questo nuoYo risveglio della opinione puhhl irn inglese. si fu il signor Hor~man, che nella sedn ta del 25 luglio 11859, presentò alla camera dei Comuni una moz ione per domandare al governo cli mettere in istato di difesa le coste dell'Inghilterra e di fo rti ficare i porti militari e gli arsenali marittimi. I l governo ingle.se doveLte nllora norninarn una commiss.ione speciale con l'incarico di percorrere il litorale elci tre regni,. indicare i lavori necessari di dife·a per premunirli opportunamente, e preparare un progetto da potere presenLarsi al parlamento nella successiva sessione del 11860. Dalla mozione Horsman conseguirono due grandi fatti reiativamente alla difesa delle coste : il 1° che riflette la istituzione della riserva navale, cioè del peesonale addeuo specialmente alla difesa litoranea : il 2° che porta il nome di bill mlle fortifwazioni e comprende le opere permanenti e i mezzi accessori per di rendere le coste inglesi . La sudclettn. comm issione, nom inata il 20 agosto 11859, pose termine così sollecitamente al suo lavoro da permettere al Governo di presentare al 23 luglio ·I 860 i I bill sulle fortificazioni del quale accenna i poc'anzi, dopo avere so ltopòsto il pia.no della commissione anche al parere del Comitato permanente per la difesa nazionale. Il progetto contemplava un sistema completo di difesa degli arsenali rnD,rittimi e dei punti principali ove vi fosse timore cli uno sbarco, proponendo a lale uopo cli difendere le seguenti località : Portsmouth e l'isola di Wight, Plymouth, Pembrok, Portland, il Tamigi, Medway e Sheerness, Chatham, Woolwich, Douvres, Corlc La spesa totale delle proposte della commissione ammontava a 11,850,000 lire sterline, quasi 300 milioni di franchi, ripartite nel seguente modo : '10 ,360,000 lire sterline per opere di fortifi caz ioni. 500,000 ii per opere di armamento . ·1,000,000 >> per costrur.ione di batterie galleggianti . Tutta la somma richiesta era divisa in&. anni. ANNO XJtV , VOL. !V.
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Il presidio permanente dei fort i proposti richiedeva l'impiego cli 30,580 uomini, da portarsi a 70,500 in caso cli guerra. L'armamento delle opere di fo rtificazione impiegarn 3720 bocche a fuoco. Non a:ppena approvato il bi,ll, furono incominciati i lavori nello stesso anno ,1860, e proseguirono senza interruzione con piu o· meno alacrità a seconda delle circostanze: non però nei termini di tempo fissati dalla commissione, la quale non senza un moli 1ro aveva prestabili to if periodo cli quattro ~n:1i, ~ r_ip_a.rtite. le somme e i lavori da farsi in ciascun anno . Ogg1d1 110 1 viv1amo 111 un epoca nella quale a brevi intei·valli si succedono i progressi e le innovazioni in tutto, ma p iù specialmente nelle quesLioni che si attengono all'arte militare, alle industrie che vi hanno relazione. Egli è qtìindi evidente che lavori di così grande importanza, da richiedere la spesa di .300 mil ioni di (ire per impiegarsi Lanto in opere di fort ifi.caà oni sulle coste, guanto nell'armamento dell e medesime, se Yengono ripartili in un numero di anni superiore a quello indicato .da chi li propone, non possono più compiersi a seconda delle pr'.mi ti,,e proposte, ma devono subire gradatamente quella Lrasforrnaz1onc che aYviene dai successivi p1·ogressi delle a1'li e delle scienze loro àffini. Ciò si rende piu evidente Lntttandosi di opere e armamenti elle hanno lo scopo di opporsi alle offese che provengono dal mare, e quindi nelle medesime clevesi t~nere presenti tutte qnante le modificazioni che avvengono sulle nav i da. guerra, riguardo ai mezzi offensivi e difensivi di·quesl.e. E grandi e molteplici furono le modificazioni subi Le dalle navi dopo il ,J860, epoca nella qual1s.forono cominciati i lavori di difesa sulle coste inglesi. L'applicazione delle corazze alle navi, l'armamento loro con grosse artigl ierie, furono progressi avvenuti precisamente dopo il 11860 e quindi durante l'epoca nella quale si eseguiyano quei lavori in Lesi a. resisLere appunto all'azione offensiYa cli un naviglio éla gnerra. In un altro paese che non fosse l'Inghilterra si avirebbe potuto forse tac.itarnen Le procedere nella costruzione delle opere di difesa a terra serìza occuparsi delle trasformazioni cbe avven ivano nelle ques tioni marittime: in Inghilterra ciò non anriene, non può avven ire. Colà l'opin ione pubblica si preoccupa e prende larga parte a tutte le question i che rappresentano un interesse generale: colà l'opinione pubblica discute consimili argomenti, manifesta le propri) idee e sorregge
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così l'azione governativa nel tempo stesso elle dimostra con i faLti di sorvegli arla, anche nelle questi oni le più tecniche . Pubbliche discussioni vennero faLLe in Inghilterra sia sulla. questione generale della difesa delle coste, sia sopra quella speciale che ~i attiene al sistema migliore per lacostmzione delle opere di fortificazione a terra. e snl migliore loro armamento . Tali argomenti vennero anche portati dinnanz i alla Camera dei deputati, accennando al dubbio sull a eficacia dell e opere che si stavano costruendo e sopra quelle che già si erano erette. In quel paese non si lrn U:nore di trnt.Lare pubbl icamente consim ili qnestioni, sehhene di indole delicata. I)er evitare un male maggiore, quaie snrebbe quello di lascia.r procedere la difesa sopra una via erronea. si preferisce il male minore, quello cioè di accennare pnbhl ic:m1ente agli inconvenienti di persistere nella via intrapresa. - Ladiscnssirne fatta nell a tornata del H) marzo 1868 sulla importanza dei lnvori di clifesa dell e coste p<wlò per conseguenza la nomina cli un Comitato di inch iesta con l' incarico di esa1· mi nal'e la crue,;tion e, se conven·isse costrnrre le batterie di costa in ferro, o in muratura, o in lt~rrà. A seconda delle abitudini ingles i, il rappo'i·to c}i qnel Com itato inquirente venne presenta.Lo al Parlamento, e tale. pnbb!icazione formò tema di nnove letture e di IHlOl'e discussioni , alle qnali presero partenfficiali e ingegneri che occupavano eminenti cnriche nelle mnrninisl.ra?.ioni mi litare e maritt.ima. 11 direttore dell e fortificaz ioni tenne in proposito unà lettura alla Ooyal Unitecl Service Institiition sotto la presidenza del principe di Ga.11 es: l'illustre co lonnell o del genio ,Jervois; il costruttore in cnpo della marina IleeLl: il maggiore Moncrieff, e altri illustri e dotti personaggi, si occuparono pubblicamente di tutLe queste va.rie question i, le quali se da un lato influirono a ral lentnre l'alacrità nei lavori, dall'altro contribuirono certamente a rendere migliori le opere cli difesa da quanto erano dapprima. proposte. Nè questo interessept1bhlico riguardo a consin1 ile argomento r imase mai interrotto o rallentato. Oltre alle letture pubbliche, ì più importanti periodici trattarono consimili argomenti: le pubbl icazioni che in proposito vedevano la luce fuori dell'Inghi lterra, erano irnmediatarneri te tradotte e fatte quindi conoscere al pubblico inglese. Le discussioni non si limitarono so ltanto alla qttestione speciale dei forti di difesa delle coste, ma ~tlle eventualilà di una invasione, .ai mezzi piu opportuni
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per opporvi si, alla deficienza di forze mili tari attive, al concorso delle navi nella difesa litoranea, ai mezzi accessorii per completarla più efficacemente, alle innovazioni da. introdursi . Tntte queste discussioni non furono certo. senza effetto, e produssero risultati fa:-orevoli ~ ques·r.o argomento così importante e così interessante per tl popolo rnglese. I lavori cli difesa delle coste durano tuLtora: e in questo periodo di venti· anni, lenendo coni.o dei progressi avvenuti e delle giuste manifestazioni della pubblica opinione, essi vennero perciò migliorali da quanto nel 11860 venivano proposti. I mezzi cli difesa subacquea furono adottati sia per taluni punti speciali, conie difesa fissa, sia fornendo ad ogni forte di costa l'apparato necessario per lanciare le torpedin i mobili. Si completarono le difese sul Tamicri vennero fort ificate talune posizioni r iconosciute impor-tanti p~r'.:'una migliore difesa litoranea, come l'ic;ola cli Plat-Hoimes nel Canale di Bristol, la piccola iso la di Helgolancl nel mare german ico al nord-: ovest dell'imboccatura dell'Elba; i I porto cli Aldernev sutr isola dello stesso nome'. .posizior~e avanzata sulle coste di Franci;t a poche miglia dalle medesime - s1 pensò pure alla. difesa dei grandi porti commerciali . La questione cli Oriente che desta. sempre un vivo interesse in Inghi lLena., più tradizionale anzichè reale, po ichè il tao-lio d~ll'i_stmo d! Suez.dovrebbe,,il mio credere, avere modificai.e le ;piruom 1.ngles1 sulla importanza di CostanLinopoli rispetto alle Indie· la. qu.estione di Or!enle risoll evata nel 11877 con la guerra tr~ Ja Russia e la Turchia - l'avanzarsi della Russia nell'Asia. centrale verso i possedimenti inglesi: fecero inLra.vedere in un avvenire più O me~10 lonta~o .la possibilitit di una guerra Lra· l'Inghilterra la Russia. Consimile guerra si donebbe naturalmente combattere nel Balti<:o e nei mari del ~ord. Quale conseguenza di questa ipotesi, e dell esame ch,3 pubblicamente si fece di tale eventurtlità, sorse la. proposi.a di creare chlenuovi porti militari sulla costa ino-lese orien0 ta.le, siccome ba.se di operazioni navali verso il nuHe del Nord. Questa domanda non ebbe più seguilo; il trattato di Berlino ~lisi.russe la paced! Sa.nLo. Stefano, e.on la quale la.Russia appagando da un lato le a.spmlz10n1 nazionali dei popoli cristiani socr"etti alla Porta, garanti va daH'altro all'Etll'Ol)a un periodo forse no;lireve di tranqui~litt~ r ispetto alla questione di Orien Le, preparando çosì quelle popolaz10111, a concorrere al completo smembramento della potenza
e
tnrca in Europa. La pace di. Santo Stefano infalti comi nciava a risolvere la questione di Oriente nel senso delle naziùnalità.e della civiltà. - il tralLato di Berlino complicò maggiormente lr1. questione. Per i vari la,•ori di difesa. che l' Inghilterra aveva costrutto dal ,1860 Gno allo scorso-anno; in base al bill sulle fortifìcazion i, si erano spese 7 ,:36'7,240 Iire sterline oss ia ,186 milioni cli franch i rimanendo così ancora disponibi li circaa ltri 1lil0 mil ioni sui fondi già ap~ .provati. In questo stesso periodo di tempo , per provveder'e alla difesa ravvicinata delle coste, si cosLrui vano pure le navi aclaLte lt tale scopo speci,tle, mediante i fond.i assegnati al bilancio della. marirn\ . . Per uno Sta to, che come l'Inghilterra possiede va.sli e numerosi l)Ossedirn enti all'estero, la difesa, cli qoest.i deve assere oggetto cli preoccupazione al pari della propria difesa litoranea. Nel 11865 fo. approvalo il bitl per la difesa nciocile clelle colonie, mercè il quale venne permesso a Lui.ti i possedimenti ingl'es i di armare e equipaggiare per loro conto, navi da g1ienà e mantenere un corpo cli marinai e cli volontari. Furono pure migliorate le opere di difesa delle duè importanti posi1-ioni che l'Inghilterra. tiene in Medi tera.neo, Gibilterra e Mitlta, pt:ovveclenclo benanco a un più efficace armamento dei forti _che le difendono . _, Gli avvenimenti del 11877 snggerirono inoltre a\l'Inghillena di pensare al la difesa delle coste inclinne e di quell e del!' Australia, quantunque le princip.ali posiz ioni di qneslo co1Hinente si trovassero già abbastanza premunite. ;~è pnò far menwiglia la preoccupazione inglese per la difesa. delle sue colonie le più lontane: il governo inglese deve essere sempre pronto , e prepararsi a. respingere non solo il tentativo di unn. invasione sulle coste del Regno Unito, ma a proteggere sempre il suo vasi.o commercio, a cli fendere le numerose sue -colonie; Iliflel.lené~o ora sopm iI sistema clifensivo adottato dalI' Inghilterra è fac ile l'accorgersi come desso sia esclusivarnent.e marittimo, appunto per la conclizione insulare di quel paese, e sia basato .sulla. necessità di proteggere i suoi. porti mili tari e i suoi arsenali, che rappresentano ia sola e vera base di operazione delle flotte tanto oggidì, quanto in pussato e benanco in un passato ben· Ioni.uno da noi - e s·uJla circostanza di dovere proteggere e copri re la capii.aie.
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Ora una capitale come è Londra, prescindendo da qualsiasi discussione riguardo alla conveni enza o meno di premunire e forti rtcare le capitali degli Stati - questione alla quale si r iattaccano tante considerazioni e tanti interessi deJla più vitale jmportanza - una città come Londra, e per la sua estensione e per la sua ubica;,:ione, non si potrebbe difendere oggidì validamenle, anche spendendovi somme enormi. E queste somme, a ogni modo , potrebbe~'o impiegarsi in altra guisa più proficua cli certo per una difesa indiretta della capitalè. Questo duplice intento si raggiunge mercè l'esercito che sia pronwarèspingere il nemico-c'1e avendo sbarcato cercasse di avanzarsi vei'so la capila le: e con opponune fortificazion i di coSlft e difese loc,tl i che valgano a proteggere gli arsenali e i porti mili tari, depositi e rifugio 'di quell e flot te, sulle quali l'Inghilterra fonda la sua maggiore sicurezza, il mezzo migl iore per conservare la inco lumità. del suo terriritorio . · L'Inghilterra annoverà. sette stabili menti marittimi, cioè: Deptford e Woolwich sul Tamigi presso Londra - Chatham e Sheerness sulla Medway vicino all'entrata del Tarn igi-Port.smouth e Devonport sulla Man ica - Pembroke alta punta sud-ovest del paese di GaUes . L'arsenale di Devonport eretto nel:f688, portavct il nome di Plymouth fi no al "84-1.l, epoca nella qttale prese ufficialmente quello di Devonport. L'arsenale di Woolw ich doveva essere venduto, ma nel ,J 869 l'ammiragliato , in vista della eventuali fa di una guerra con una grande potenza mi litare, decise di conservarlo . Tutti questi al'senali trovansi congiunti a Londra per mezzo di ferrovie; tutte queste posizioni sono fortifi cate e vennero appunto comp rese nel bill sulle fortificazioni . Portsmouth , Devonport e Chatham sono i tre grandi arsenali della marina inglese: sopra questi tre punti si rivolgono le maggiori cure della difesa, come d'allra parte le fort ificazioni erette sul Tamigi servono a premun ire i quatLro st.aJ) ilimenti nava[j che vi possiede l'Inghi lterra, nel mentre hanno henanco lo scopo di proteggere la capitale. Altre posi:t.iòni sull e coste britanniche furono pure messe in difesa, poiché la commissi@ne inglese ritenne necessari o che la. difesa dovesse concentrarsi non soltanto sopra quei pun ti che il n~rnico po-trebbe attaccare, come sarebbero precisamente gli ru·senali e i can-
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tieri nava li, ma estendersi .inol'tre a queUe posizioni l it.oranee che una volta in potere del nemico, potrebbero servirgli come base di operazione. . . . Si scorge adunque come in Inghilterra sieno slatl adottati e se~uiti tutti quei principii genel'aJi. che oggidì regolano dovunque la difesa dell e coste, cioè gli arsenali marittimi cli guerra; i punti strate<,ici del lii.orale che possono servire di base d'opera1.ione per un. t) . • • esercito invrisore, e quindi posizion i favo rern l1 per eseguire nei medesimi o in vicinama loro uno sbarco; le isole che rappresentano posti avanzati per le operazioni navali , o che potrebbero facil~ mente essere prese dal nemico e servire all o stesso per base eh offese contro il litorale; le colon ie e tutLi i poss~climenti inglesi, che ·per ana.logiit possono para15onarsi alla. difesa delle grandi isqle per quegli Stati che non hanno colon ie. . . O!Lre all e opere permanenti di difesa sul lit.orale, oltre all'1 m.piego di tutli quei mezzi accessori che provvedono e aggiungono fo1:1,u. ~ O'aranzia alle fortificazioni ; qltre alla po lente fo rza navale, d1 cui 1' dispone l'Ingh.ilterra; quel paese ba organizza to stabilmente e perennemente un servizio di navi e di personale addetto in modo speciale alla difesa delle coste·. 3° Prancici. Le due potenze d'Europa le quali hanno maggiore importanza pe,; noi. sono la. Francia e l'A.nsl.ria poichè trn queste si trova sittrn la la no; tra Penisola. Egli è perciò che credo opportuno esaminare ora [e ~ondi:doni difensive delle coste di questi chle Stati . La Francia ha il -proprio litorale situato sopra quattro nutri: sul Mare del Nord, sulla Manica, sull'Oceano , sul Mediterraneo. Egli è evidente che le qunlità idrografiche delle coste francesi non possono essere omogenee, 1:ioichè devono risentirsi delle condizioni generali dei vari mari che le bagnano . E questa. di[ erenza. nelle condizioni . idroO'rauche del li torale deve naturalmente inn uiresopra il sistema n di difesa adouato per iI medesimo a seconda dei vari tralti di costa. A tale étiver~iti1. inflai;;ce puranco la diversa importanza militare che hanno c1ucsti vari litora li r ispeuo a!le coste e agli Stati che stanno
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loro dinnanzi o che sono loro limitrofi. Egli è infani cosa fac ile comprendere come le coste della Manica abbiano per la Francia una importanza. diretta tanto verso l'Inghilterra, quanto verso Je potenze mariUime che stanno sui mari del Nord e del BalLico mentre ne hanno ben poca. per gli. Stati che tro vansi sul Mediter: l'aneo, e viceversa. In ogni tempo, ma più specialmente dagl i ultimi anni dello s.corso secolo,. la difesa delle coste formò in Francia oo-ffelto della più seeia . 00 attenz1~,ne. Durante. le guerre della rivoluzione, durante quelle napoleoniche, le flotte e le crociere inglesi minacciavano di C'Ontinuo il li torale della Francia. Egl i è perciò che tanto l'Assemblea ~nionale, quanto la Convenzione, il Direttorio e il Primo Impero si trovarono obbliga.ti a provvedere nel modo migliore, alla difesa del litorale. Sei 11792 il deputato Queslin fece la proposta affinchè il min istro della marina rendesse con to all'Assemblea Nazionale di tutli iyrovvedimenti pres i per difendere le coste della. Manica, più part1cohnnen le d~lle altre, minacciale dai corsari inglesi .Tale proposta fu approvata I[ 17 aprile di quell'anno . Nei marzo ,1793 la .Convenzione asseg1rnva due milioni al minisLro della guerra per l'armame~Lo dell e batterie di costa. ll generale Bonaparte prima di recarsi al comando dell'esercito d'ltal ia ordinava di mettere in isLato ~i difesa le coste della Provenza e le isole di Hyerès. Divenuto nnperntore, Napoleone, con il P.ensiero sempre rivolto al1' Ingh ilter1·a, con il conceLl,o fisso di attuare i! suo arandioso proaeuo di ino vaswne sulle coste inglesi, in iziò quelle opere e riprese quei lavori al 1~o~to di ~herbourg che dovevano iÌ1 appresso costitu ire quella posizione un 1mporLante porto mil itare sulla Man ica; pose Boulocrne in istato di difesa, con altri punti di quel litorale onde renderli :ui a tulte le operazioni di offesa e difesa necessarie per i movimenti della flotti glia da sbarco; fortificò la ba ia nell'isola di Aix, su lle coste ocean iche alla foce delta Charente, importante posizione 11er l'arsen.1 le di Rochefort Qui non accenno se non alte sole opere eseguite sotto Napoleone sul litorale dell a Francia: nè parlo di quelle ordinate sulle coste di quei paesi che al principio di questo secolo formarono parLe integrante dell'impero francese, come il Delgio ,l'Olanda, le coste del Mare del Nord intorno alle ciuà di Amburgo, di Brema edi Lubecca. •
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Qualora ricordassi tuue le disposi.zioni prese per difendere i litorali del Primo Impero fnrncese, si Yedrehbe meglio quanto Napoleone ritenesse importan te proneclere alta difesa rlell e coste. E questa preoccupazione egli In. ebbe puranco appena ritornato dall'i~ola di Elba. Nei cento giorni che costituirono il secondo periodo dell 'impero dì Napo leoue I, fu sn!Jito dato l'ordine di r imettere in istato d'ai1mnnento Lutte le batterie di costa: ordine questo che dopo Waterloo, ·fu sospeso, dispoueudosi poi per il completo disarmo dei forti ti toranei . Nella guisa stessa che l'Inghi lterra regolava le sue ·app rensioni sull'alteggiamento élella Francia nella parte che rifletteva le .eventualità di una invasione, la Francia del pari si preoccupava della mio-liore difesa del suo li torale a seconda di quanto anen iva al di o là della Manica. Perciò dopo le guerre napoleoniche , come l'Jnc,hilterra mosLrò r iposarsi tranqui lla riguardo agli intendimenti o . . delta Francia, così questa fece al t.rettan to riguardo alle apprensto111 che potevano ve1iirle d.11t'Inghiltena. Ciò peraltro n9n impedì alla Francia di istituire nel 1836 una commissione speciale per esaminare le condizioni cli difesa delle sue coste. Quella giunta proponeva poco dopo 1di ridurre i porti di Dunkerque, Brest, Cherbourg, Hav1·e, Bayonne, Toulon e Antibo a vere piazze forti marittime. ;\fa la difesa delle coste in Francia fu veramente presa in serio esame soltanto dopo gli avvenimenti clélla Siria e dell'Egitto nel 1839 e ,1840. Sopra proposta del con1itato di artiglieria, il ministro della guerra nominò, con la data 1,t febbraio 18,H , una commissione composta di ufficiali di terra e di mare alto scopo cli stabilire i migl ioramenti . da introdursi nel sistema generate di difesa delle coste fran cesi. Ouesta commissione nel suo rapporto del 5 aprile 4843 formulava ~el seguente modo le ba~i del sistema difensivo cheriteneva opportuno proporre. per premunire !e frontiere marittime dalle offese esterne: ,] 0 costruzione di forti d1e richiedano nn assedio regolare, da eri t>aersi nelle posizioni isolate e nelle isole di primaria importanza; 2° creazione, nell e posizioni cen trnli interne, di campi di osservazione, pronti a accorrere sui punti del litorale che fossero minacciati dal nemico; 1
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3° miglioramento delle vie di comunicazione :;ulle zone litoranee; ,i.~ istituzione di una rete telegrafica lungo le coste. Per apprezzare qneste proposte nel modo più conveniente, è necessario riferirsi non solo all'epoca nell.a quale furono presentate (circa 4.0 anni or sono) ma benaneo considerare ht confignrazione della_ Francia e lo scopo che potrebbe prefiggersi un corpo di tru·ppe nemiche qualora po tesse sbarcare sopra quelle coste. Considerando queste due ~ircostanze si potrà fa.cii.mente riconoscere l'importanza che assume rn quel paese la formazione dei campi di osservazione, e p~r ~onseguema il . nesso che passa. tra questa proposta e ~1uella di m1gl1orare le vie d1 comunicazione nelle zone litoranee, dotandole inoltre di una opportuna rete telegrafica. Questa era indispensabile per trasmettere prontamente l'annuncio dell'avvicinarsi dell'inimico: quella aveva lo scopo di forn ire il mezzo alle truppe, costitneuli i cam~i di osservr.lzione, per accorrere sollecite e i~ tempo ltlil e sui pun li della costa che fossero minacciati. L'attuazione regolare delle proposte della commissioue di difesa può dirsi sia co1?inciata nel ,J84-4. Essendosi amp lia.Lo il p·orto di Ha\'J'e venne chiesta la somma di circa, 6 mili oni pel' le nuove fortifi cazioni necessarie all,t stia dife~a. Nel successivo anno ,J 84-ti ven1:ero_ d~mandati i f~ndi necessar.i per fortificare i quattro porti m.ihLari cli Brest, Lonent, Rochefort e Tonlon e quelli pe,, la difesa di Port-Vendres. Queste proposte veni vano tuHe approvu te dalla Camera dei dep~1tati alla quasi unanimità nellasBduta de15giugno . Unanno d~po, s1 presentavano _a_ltri pr~getli di legge per Ja difesa completa di Havre, del porto n11 l1 tare d1 Cherbourg e di Saint-Nazaire sul- . l'estuario della Loire. .T~tti quesL( larari erano conseguenza. delle proposte della comm1ss_10_n~ n?mr~iata nel _184·1. Senonchè altra commissione fu più Lardi 1stttmta rn Francia per la difesa delle coste, on de così fare · riscontro a quelle misure che nel ,J859 aveva prese l'In <Yliilterra e che ho ind(cato p.rece~e_utemente. ~el ,,i 8(H essendosi già. provveduto alla difesa dt tultt 1 porli francesi sulle coste dellf~ Manica, si polie mano a quelli sulle coste del :\1editerraneo, ove si fortificaroiio benm~co. i ~~rti di commercio, spingendo ·alacremente in ·ispe~ie i la von d1 ddesa del porto di Marsiglia. Nè la Feancia si occupava
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della difesa delle coste per mezzo soltanto di opere permanenti di fortificazione, ma. volgeva benanco le sue cure e la sua attenzione a. quei mezz i e a quei senizi che hanno lo fòcopo di accrescere la difesa - di complel.Drla. Accenno al naviglio accessori o per difesa delle coste - alla istituzione dei posti semaforici lungo il litorale. Il servizio semaforico Lrovasi ora organizzato in quasi Lutti gli Sta.Li mari tt.irn i: è però llll falt.o che la Francia fu la prima. nazione che lo abb ia ordinato in modo r<';;olare, semplice e completo, per gu isa da fargl i assumere il carattere di un'isLiLuzione di vera difesa ma.ri li ima da serYire di utile esemp io t1 gli altri . Questo serv izio essen do c,ons iderato come parte essenziale di sorveglfonza del lit.orale, dipende direttamen te dalla marina . Dopo i disastri avvenuti alla Frnncia sia per la guerra con la Germania, sia per le inI.eme e terribili discordie, tra i vari provvedimenti p1'e5i per r imettersi dai danni sofferti e per riprendere poco a poco la primitiva posizione Lra le grandi potenze di Europa, Lrovansi anche talune disposizioni concernenti l'argomento della difesa del le coste. Nel lugl io 11872 fu nom inata una commissione, di accordo tra i due ministri della guerra e della marina, per ciascuno dei cinque diriartimenti mariuimi 11ei qu,1li sono ripartite le coste francesi . Queste commissioni 101:ali , dipenden ti dalla commissione superiore della difesa, avevano l'incarico di esaminare il sistema difensivo del litoral~ spettante ai singoli dipartimenti mari~Limi. In base all e proposte di queste giunte speciali vennero date le disposizioni opportune per l'armamento dei for ti di costa con artiglierie di grosso cal ibro: per organizzare il servizio di difesa dei porti e delle rade per mezzo di torpedini, affidandolo esclusivamente alla marina : per migliorare la dife:;a del porto di Toulon median te la costl'U?:ione di una. diga, e per altre opere cli dil'esa lLingo le coste. I porti mi litari clella Francia sono cinque, cioè: Cherbourg, sulla Manica; Brest, Lorient, Rochefort,·sull 'Oceano; Toulon, sul Mediterraneo . L'i mportanza loro pl'ovienc della rispettiva ubicazione dei medesimi . Egli è evidente che la Frnncia se ha da temere da q,mlcl~e nazione mariLLima, questi ·timori non possono manifestarsi se non cla parte dell 'Inghilterra. Pel'ciò Cherbourg, che è il porto militare
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della .Francia sulla Manir,a, dirimpetto a quello di Portsmou!.h, deve più degli altri porLi militari francesi r ichiamare l'attenzione del governo . Così fu infatti : tutti i governi di }?rancia da Luigi XIV a Napo leone III ri volsero le loro cure a migliorare la condiz ione cli quel pori.o sotto l'aspetto mariti.imo, idraulico e miliU1re. E come Cherbourg acquista· una singolal'e importanza. per la Francia r.ispetto . all'Inghilterra, così Toulon assume una speciale importanza. rispetLo al Medi Lènan eo. Per quanto riguarda alla difesa, non furonosolta.n to i due porti militari di Cherbourg e di Toul.on che abb iano a.I.tirato l'attenzione dei vari governi francesi che da un secolo si vanno con ra· pida vicenda succedendosi in qllel paese : ma. le stesse cu re furono pure rivolte per gli altri tre porti militari che banno parimenti uria_ speciale importanza sia per la loro particolare situaz ione, sia per lo scambi evole loro collegamento . ' Oltre a: prernunire con le necessarie opere di difesa i suoi pori.i mili tari, la Francia ha benanco pensato a ditendere i suoi principali porti commerciali, e quelli inol!.re che possono assumere in date.circostanze il carattere di pori.i di rifo.~io, ausiliari per le operazioni di una flot ta. Da quanto pre.cede risulta. che anche la Ftancia, nel procedere alla difesa dell e proprie coste, si è attenuta a quei principii generali ch e oggidì vengono suggerii.i siccome i migliori da adottarsi per raggiungere un sistenrn difensivo del litorale in analogia agii odierni mezzi di o1Iesa e di difesa, tani.o in opere permanenti di forlilìcazione quanto in quelli accessori che vengono _in aiuto delle forti ·ficazioni e ne accrescono la forza dil'onsiva. La Francia ba pure organizzali tutti qu ei servizi che indirettamente concorrono alla .difesa litoranea. - personale speciale cli difesa. delle coste - semt1fori ··- ferrov ie costrutte in guisa .da permettere un risparmio nelle posizioni da. difendersi lungo le coste onde impedire la probabilità di uno sbarco. E queste probabilitil vengono benanco diminuite da altre considerazioni . Le coste della Francia presentano mo lte difficoÌtà per es·sere aHicinate sia per la poca profondità del mare, sia per essere se · minate da banchi di sabbia, n per essere costituite da spiaggie alte e dirupate, o p1·otetLe da una barriera di isole e di roccie, o frastagliate .da stagni, da dune e da lande coperte di sabbia, o da bassi fondi e
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da. isole bassissime costituì te dalle terre che trasporta.no in mar:e il corso dei fiumi che sboccano lungo il li torale. La Franci.a non è '.'JC?a d.t porli per le aro$se navi, e la. topogrJfia della costa. si presta factlmente a difendere e proteggere tutti questi por!1 e tuttt I vari ancoraao·i che si 1.rovano in quei litorali. ·Tu Lte le offese nemic.he che possono compiers.i contr.o .le cos~ehanno una rilevante importanza ::;ia mil itare, sw mar1ttuna, sia, c~mmerciale. ~fa quelle che ne hanno maggio1~e per le l~ro cons~a ei ze sono di certo ali sba rch i e gli aLtacch1 co ntro gli arsenali .. è)ll 1 ' , <'l . . • • • Or bene : oltrechè la. natura delle coste francesi non si pres~a 1.n generale per eseguirvi uno sba rco, oltrechè il si: tema fe1:rov1.ario francese riesce favo revole al solleci,to trasporto d1 truppe 1~1 difesa. dei pun Li speciali delle co'sLe sut qual i po trebbero tentarsi oper~zioni di sbarco: se hen si considera la condizi~ne ~lella. Francia. r 1spetlo a.Ile altre po tenze di Europa diviene fo ci.le r 1. cono:ce1:e. ~ome, quelJo Stato non abb ia motiro ~a pr(?O?(~upars1 dei pen coh d'. _un.a invasione da l mare. Per compiere con,rnnile operazwne occo110~10 due condi1.ioni, essere cioè potenza inilitare, essere potenza rnar.1ttima . Se queste due condizioni sono riunite appunto nella Francia.,. non havvi ~ltro SI.a lo che le riunisca ambedue, Sulle coste della Manica O sopra quell e clell'Oceaho, la Francia non poti_'ebbe ten~ere una invasi.one se non dall'Inghilterra o dal la Germania. Ora. I.I~O'hiIterra così fo rte e potente sul mare non ha truppe terrestn m forze tali da accingersi a invadere il territorio francese: la Germania cosi forte per terra, non è po tenza navale da. poter tent~re una. consimile operazione sulle coste francesi, dovendo lottare m~ nanzi Lutto con le flotLe della. Francia . Dal lato delle cosLe francesi del Medite!'l'aneo non iscorgo in questo mare alcuna potei~~a la quale possa dare inquietudine alla Francia c~me potenza md1tare e mariti.ima a un tempo . I timori adunque d1 uno sb.arco possono ritenersi insussistenti per quel paese. Quanto a q'.i_elh ch.e prov~naono dao!i attacch i contro i porti mi li tari, la cl1_te~a .a1questi e Pubicazi~ne dei vari arsenali e stabilimenti man tllm1, sono bastanti per garantire la Francia anche da questo l~t~ . .. . Ma una potenza che occupa in Europa una posrzwne cos~ nnp~1 tante come la Francia ad on I.a dei suoi rovesci e delle recenti ~erdi l~ sofferLe, deve provvedere alla sua difesa non soltanto nella 1potest. ç)
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di u'.1~ guer_ra contro una sola potenza, ma premunirsi contro una coa11Z1one d1 due potenze che avessero l' nna la. forza mi litare, J'altnt la forza naval e, necessarie per procedere a quelle offese che si · possono comp iere contro le coste. Ed è appunt? in base a co.nsimile ipote.,i che la Francia, approfittando delle J'ISOrse naturali e topografiche delle sufl coste e delle posizioni privilegin te nelle qual i i suoi uomini di Stato hanno coll~cato gli stabilimenli navali della wa marina militare, ha pensato d, provvedere opportunamente tanto alla difesa dei suoi arsenali, quanto a quella dei più importanti centri del suo commercio ma.., rittimo, quanto inlìne di quelle posizioni litoranee le quali polrebbero prestarsi a uno sbarco . ' · Il ."~lo .de( ,mo.i cinque porti mili tari, Cherbourg, trovasi oggi in condmorn d1fens1ve nlqnanto problematiche. La diga di Cherbouro· trovasi troppo dappresso a quell'arsenale, c.ome lo è Jà nostra dell; Spezia. Ambedue queste opere non preservano oggidì da un bombard~mento _gli stabilimenti navali che dovrebbero preservare per raggn111gere 1I loro scopo. La diga di Cherbourg fo ultimata nel ·1853 qu_ando l_ e navi corazzate non avevano fatta ancora la loro comparsa sui man, quando le artiglierie non erano giunte al gmdo di po~enza, nel qua le sono arrivate più tardi. La diga della Spezia ftt rnvece decretata nel ·1873, venti nnni clopo l'epoca, nella qu;ile fu terminata quella di Cherbonrg, novant'ann i dopo nhe fn com.inciata ~ruena del pori.o fra n~ese_. s·e havvi giusti lìcazione per quesln, 11011 e facile 11gual~ e1~1 e .g1ust1fìr,are per noi la esecuzione di un'opera che non pnò d1siars1, che non preserva quell'arsenale dalle .offese nemi che, che non raggiunge quindi il suo scopo. Le ingen ti somme profuse da quella nazione ta nto nella difesa. di Cherbourg, quanto degli altl'i suoi arsenali nrnrittinri, le opere con le q~ali_la Fr:1ncia_ha premun ito i suoi poni eommercia li e ·i pun ti d:I Ittorale -ut qna l1può esservi una probabilità d'invasione nem ica, dimostrano come anche quello Stato, nel pens;ire alla difesa del suo litorale, abbia seguito quei principii e quei metodi cheorro-idi ven. I' Oc> gono prop?st1 pet· meg 10 raggiungere un tale intento, ap profittando ~en~nco di tutte quell e innovazioni che il progresso nelle arti rnilttan suggerisce oggidì di adoperare per meo-lio raaofono-ere la dir delle proprie . coste. o i:><'> i:> 1esa
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l•ra tutte le potenze marittime, quella che pone minore cura e pensiero nella. difesa delle sue coste, è certamente l'Austria. Questo fatto proviene dalle condizioni speciali del litorale austriaco e dal giw,to apprezzamento che qnel governo ha saputo fare di queste ·Condizioni veramente eccezionali. Ei·ede clelleprovincieclieun tempo appartenevano alla repubb lica Yen eta, l'Istria e la Dalmaz ia, provincie passate pur nnco al principio di questo secolo so tto la do1ninazione ·francese, J' Austri:t nd ·I8 1fj ereditò quindi nel le stesse quel sistemn mitico di difesa lit oranea, in iziato dai Veneziani in hase ai bisogni e alle necessità di quell'epoca, e proseguito e a.!largalo clai Frnncesi: quel lo cioè ddlc cin te fortifi cctte intorno alle città marittime, dell e citladelle isolate, delle baHerie dissem inrite sopra il litòrale. Dopo il ·I8··15 I' Anstria a queste opere di fort ificazi011e ne agginnse naturalmen~e altre di nuove, finchè i bisogn i della di fesa odierna, i mezzi della o.ITesa di oggidì, suggerirono a quel governo una radicale riforma nel suo sistema cli difesa li toranea . Aciò contribuirono gli esempi delle guerre del 11859 e del 11866. - ~ ella prima cli queste epoche le squadre alleat.e fran·co-sarcla, volendo un porto nell'Adriatico come base cli operazione; si impossessaron,) di un'isolà del Quarnero, senza preoccuparsi di quell e posizioni che potevano trovarsi mimi te di opere di fort ificazione più o meno valide Queste opere erano quindi dimostrate inutili dal fatto delle disposizioni prese dalla squadra alleata. La loro inutili là con Je navi che componevano le floue del ,J 859 venne pur dimostrata dall'attacco che una sola fregata francese cominciò contro cli Zara che era pur tenuta siccome una piazza.-forte marittima. NeJ,1 866 lafloLLa italiana si recòaattaccare l'isoladi Lissa ·- ben fortificata: posizione però cbe nel 11866 non aveva. alcun valore. rn ili tare, marit.tirno o strategico, se non corne reminiscenza dell'epoca delle navi a. vela, allorchè Lissa si chiamava la chiave dell 'Adriatico: ch iave che aveva perdnto ogni suo valore con le navi a vapore, come lo ba dimostrato la campagna del 11859 in Aclriat.ico, che do1
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veva averne perduto maggiormente neJ ,, 866 con le navi corazzate, con le nuove poLentianiglierie di quell'epoca in confronto ai cannoni che armavano i forti di costa. L'attacco di Lissa nel ,1866 per parte della nostrafloua fu un errore strategico emariHimo sotto qualunque punto di vista lo si voglia considerare e prescindendo dalle conseguenze che quel primo errore ha prodotto. Quale scopo poteva avere quella spedizione? Impossessarsi dell'isola? Ma dopo avere preso pos::.esso di Lissa, quale risultato pratico si avrebbe raggiunto? Proprio nessuno . - Obbligarn Ja squadra .. austriaca a uscire da Pola? - Ma oltrec.hè questo intento si sarebbe potuto ottenere in altro modo senza allontanarsi per più di ,100 miglia dalla pTOpria base di operaz ione-Ancona -volendo raggiungere lo scopo di avere cli fronte la squadra austriaca non vi era di bisogno compromettere le navi in attacchi conLro fort i di terra, contro batterie ben armate e difese. Però i forti cli Lissa, almeno quell i che difendono l'entrata di quel porto erano stati ridotti al silenzio nella giornata del 118 luglio, avevano ammainata la loro bandieia. Potevamo occuparli - non lo abbiamo fallo . La sventura che toccò alla nosLra marina nel giorno successivo - esagerata più del bisogno, ingrandita oltre misura, rammentata troppp di frequente come avviene delle ·grandi delusioni so[erte nella vita dei popoli al pari che in quella degli individui, impedirono di rintracciare i motivi per i quali dopo avere al.taécato un forte, dopo averlo ridotto al silenzio non se ne prende possesso ad onta che la sua bandiera sia stata ammainata. L'att,icco di Lissa era stato sconsigliato da una commiss ione della quale avevo l'onore di far parte e della quale panui opportuno far cenno come questione storica, come ricordo capace di raddrizzare q1,1alche concetto rion esatto. Più volte fu detto che il Ministero presieduto dal compianto generale Lamarmora - che reggeva le sorti del paese nostro nel 186/S e nella prima metà del ,1866, non avesse a tempo deb ito preparate quelle questioni le quali devono essere studiate fn precedenza allorchè si sta per accingersi a una guerra: più vo lte fo detto che quel Ministero non si attendén a una guerra cosi prossima. Ebbene: non è qu·i il luogo - nè. iomi reputo capace abbastanza e sufficientemente competente per esaminare se le disposizioni riguardanti i preparativi per l'eser·cito corrispondessero
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alfe previsioni di una guerra. Faccio cenno soltanto di una circostanza che riflette le cose marittime. Dopo quindici anni, dopochè Je persone che ~i presero parte, ad eccezione di una sola, o più non esistono, o più non trovansi al servizio dello Stato, si P?trebbe senza tema di commettere indiscrezione alcuna o compromissione di sorta, esporre e narrare le cose diffusamente. In omaggio però a quella riservatezza che mi fn sempre di guid1t nella mia vita pubblica e in quella privata dovendo discorrere di cose che possono essermi note per motivo degli incarichi a,yuti durante la mia carriera ufficia le, farò cenno soltanto di ciò che può essere esposto pubblica.mente in appoggio dell e considerazioni che qui mi giova ricordare. . Nel ministero Larnarmora del 1865, il ministro della marina era il (Jenerale Angioletti. In data 4 dicembre 11865, fu nominata una co~nnissione della quale fui relatore, presieduta dall'ammiraglio An crnissola e composta oltre di we, dal comandante Del-Santo e più tardi anche dal comandante Zitmbelli. Lo scopo riassuntivo degli incarichi affidati a quella commissione si era quello di sLudiare e proporfo le yarie operazioni marittime che una squadra potess~ e dovesse compiere in Adriatico nel caso di una guerra contro l' Austna. Nell'esaminare i vari punti fortificati della costa ausLriaca cbe si avrebbe potuto atLaccarè, la comm issione innanzi tutto osservava · come consimili attacchi si dovessero tentare allorchè vi fosse suflìciente probabilità di riuscita, ipotesi di danni non troppo rilevanti , · scopo bene definito e determinato . Fra tuUe le località forLificate sul litorale appartenente al!' Austria venivano indicate Venezia e Pola soltan to, siccome quelle che pei· l'importanza. dell'obbiettivo da raggiungersi con Llll attacco della nostra flotta giustificavano consimile impresa che presenta sempre non poche di(lico!Là e molti risf~hi per le navi che vi si accingono . Era escluso in modo esplicito un attacco contro l'isola .di Lissa. Fatalità voI!e che l'armata italiana andasse proprio a compiere quella operazione che si era esplicitamente eliminata da quelle eh~ pur avrebbe yotuto eseguire con uno scopo più proficuo, con un nsulLato meno mcerto ! L'attacco della nostra flottta contro la fortezza di Lissa rese accorta 1' Austria della inutili là e dei pericoli ai quali possono essere · esposte quelle posizioni for tificate giusta i concetti di un'altra epoca, 1
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L A DIFtSA
-e ben presto si affrettò tli escluèlere qJ1éll'is~la dall'elenco dei punti fortific'ati del suo litorale, dim'ostr'arido cbsì' chiara.niente quanta 1pòca importanza a,'l:ebbe avdta per l'impero la perdita di,quella locali Là. qùand'anche 'no i avessimo i aputo e voluto ìmpòssessarcene àpprofittando dei rishltati ~lie pure si erano raggiunti con i successivi attacchi del 1l8' e 'iJ9 luglio il 866. Oltre la fortezza di Lissa vennero pute ab band'onate quasi tntte le ·p&;izio1i i fort ificate sopra quel litorale. Nel ,1868 presso le delegazioni del Consiglio dell'impe1·? ve~ne necessità di accrescere le difese di Pola e di fort1fl PropuanaLa·ta :-, 1 . care il canale di Cattaro all'estremiti'I. meridionale della Da mn1a, posir.ione ~he oggidì ha servito di ancoraggio _alle sqn~dre delle 'sei potenze di Europa èhe si riunirono per la dnnostrazione nav,tle a "fa'.vore del Mon ten·e·gro còh tro la' Tul'chia dopo partite da Gravosa. Senonchè la difesa ael iitorale austriaco deve essere cònsiderat.a ~sotto l'~spèllo delle' condizioni nelle quali trovansi le provi·ncie marittime' dell'Austria per se slesse e in i!elazi'one còn il rimanente dell'inìpero. . , Nè l'Istria , i1è la Dalmazia posseggono alcuna grande città la qual e 1abbia quelle risorse e quei mezzi che possono per~1etLerle tli soslenérsi da sè in una eventualità 'di guerra. I soccorsi alla Dalrnazia, per rnancanza 1di ferrovie e di fa.ciii comunicazioni con le '~llre provi ncie austriache, non possono giun:gervi se non per I~ via del mare, ·la. quale non può essere liberi per l' Austria in caso d1 una gueha con una potenza dalla ~uale potesse temere un atta~co sulle sue coste; essendola, significherebbe che la potenza nemica non avrebbe nemmeno i 1t1èzzi bastanti per attaccare le posizioni fortifi cate della costa. austriaéa. In fale ipotesi queste· opere di di 'fesa non rappresfmterebbero alcima. imp'orl.anza, veruna utili tà : qufoclì meglid non 'averle sulla base di quesla s~concla ipotesi, coùie ' paHinenti resterebbero "i'n'utili' 1iella prima clacchè non potrebbero 1 d.a sole res,stére lungo pe1! con'diziohi speciali di quei paesi, non ·essend'o'hel èasd cli rièevefe rinl'o1'zi e soccorsi. · Dopo' l'airnessiòne1 d~lla1Bosnia e' della. Erzegovina ali' Austria, la. Dalmàzia 11a 'adqL1i sLato una di versa 1mpbrta.nza militare p~,. quelJ"ìniperb'.'·Ma' è d'uopo avvèi·tire come la. Dalmaiia, nelle còndi:ìò'ni ··nelle qultli si trova, non può o'ffrire 'o'no· scopo utile per una i1wa-
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DELLE COSTE
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sione nemica se non imponendo immensi sagrifici ali' invasore e presentando aJ· medesimo immense difficoltà per mantenersi in quelle terre. La condizione dell'L,tria. è al quanto diversa d,. quella delle provincie dalmate, sebbene anch'essa miljtarmente staccata dal rimanente dell'Austt·ia. Però l'Istria ha. qualche via di comunicazione con l'interno per mezzo delle quali può ricevere quei rinforzi e quegli · a.i uti che in Dalmazia non possono inviarsi se non per mare: I' Isti-ia ha risorse proprie da rendere meno difficile a un esercito invasore di mantenersi nelle posizioni occupate. Né alla difesa di quella peni sola può molto contribuire il fatto di avere nella snn; estremità il porto militare di Pola, dacchè questo porto in caso di una invasione nemica sulle coste istriane, non potP,ndosi quesla eseguire _se non da una potenza la. quale disponga di forze rnariu:ime superiori, clovrebbe in tale evenienza trovarsi nella necessità di pensare alla propria difesa, navale e terrestre, apprnlìttando dei mezzi che può contenere nel suo rncinto, aniichè adoperarli per accorrere in aiuto di attri punti minacciati sul litorale adiacente, come possono farlo quelle fort~zze marittime le quali sono collegate con il centro del proprio Stato e ricevere così continui soccorsi. Oltre l'Ist1;ia e la Dalmazia, le cosle austriache sono anche costituite dal litorale della Croazia bagnato dalle acqtie del Quarnero. La città più importante di quella costa è Fiume: da. questa.posizione si può penElti'a.re nel cuore dell'impero per la Croazia e per l'Ungheria. Ma il Quarnero è un seno molto internato, di non facile navigazione, e Fiume trovasi proprio al fondo del medesimo . In queste circostanze idrografiche e topografiche, l' Auslria rinviene motivi sufficienti per non fortificare una. posizione la quale per sè non ha una vera importanza militare e che non potrebbe essere prescelta per luogo di sbarco se non da una. potenza. marittima e militare di primo ol"dine, la quale avesse per i.,copo dell'invasione quello di penetrare nell'impero con un forte e numeroso esercito. Contro tale potenza difficilmente potrebbero resislere quelle opere di fortificazione che si volessero erigere in una località che no'n presenta tutti i debiti requisiti per essere oggidì ridotta a piazza. marittima. La natura delle coste del Quarnero, al pari di quelle della
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LA DIFESA
Dalmazia non si prestano per operazioni di sbarco, o se presentano località adaLte a tale scopo, come se ne trovano nella costa dell'Istria o nel golfo di Trieste, quelle località mancano poi degli elementi necessari e indispensabil i perchè possano essere prescelt.e per uno sbarco. Tutte queste considerazioni permettono all'Austria di considerare la difesa delle proprie coste sotto un punto di vista speciale e affatto eccezionale, da non potersi prendere a esempio per altre nazioni che tuLte si trovano in condizioni molto differenti rispetto all'argomento della loro difesa litoranea. L'Austria se volesse difendere le proprie coste dovrebbe innanzi Lutto collegare con il resto dell'impero le sue provincie marittime mediante numerose ferrovie e strade ordin.arie di · comunicazione, dovrebbe difendere validamente varie città che per esseee difese richiederebbero un sistema molto esteso di fortificazioni, dovrebbe premunire tut.te le numerose sue isole, la maggior parte delle quali presenta posizioni marittime e strategiche di grande importanza, dovrehbe per ultimo destinare a presidio di tutte queste fortificazioni una rilevante parte del suo esercito. · Invece di accingersi a questi lavori colossali e sottostare alle ingenti spese che sarebbero necessarie per i medesimi, l'Austria tenendo conto della trasformazione dei principi i che oggidì regolano la difesa delle coste, ha pensato miglior sistema da seguirsi quello di abbandonare le antiche batterie di costa e le opere difensive del litorale cli nessuna importanza. Questi concetti corrispondono a quei consigli e suggerimenti che l'ammiraglio Tegetthoff aveva dati prima del 11866 alla commissione che si occupava della difesa di quelle coste. · L'Austria per le sue grandi costrnzioni navali adopera l'industria privata servendosi dei cantieri cbe t1·ovansi presso Trieste. Le nrncchine per le navi sono costrntte a Trieste e a Fiume . .Per conseguenza il solo porto di Pola è cons iderato quale porto militare e trovasi validamente difeso tanto dalla pari.e di mare quanto dalla parte di terra. A Trieste vi sono pocbe opere di fortificazione che non possono servire se non a una limitata difesa di qualche pun to parziale, non a difesa generale della ciLLà e della rada. Tre anni or sono si fece
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DELLE COSTE
la proposta di migliorare le fortificazioni di Trieste e di provvedere alla difesa di Sebenico e di Gravosa sul litorale della Dalmazia. L'importanza di Sebenico sia dal lato mii.i tare, sia da quello marittimo non è facile dimostrarla: non così riguardo al porto di Gritvosa, che al pari delle Bocche di Catlaro servì negli scorsi mesi di ancoraggio alle flotte alleate. Queste due posizioni sono premunite di opere cli fortificazioni: Gravosa meglio che non sia il canale di Cattaro, anche per causa della sua condizione topografica che più si presta alla difesa. Risulta adnnque che la principale difesa delle coste austt"iache è limitata a quella del porto mili tare di Pola e a quella degli ancoraggi di Gravosa e del canale di Cauaro. Perciò può dedursi che l'Austria ha applicato le seguenti norme riguard9 alla difesa del suo Ii Lorale, cioè: 1 1° fortificare i porti ove stanno gli arsenali marittimi dello·Stato: 2° difendere taluni porti che possono S\:)rvire di .eventuale ricovero a una flotta: 3° abbandonare le batterie di costa, le quali non possono più riuscire dì eificace difesa., nonchè tutte quelle posizioni le quali anche cadendo in mano del nemico non avrebbe1;0 alcuna conse_guenza sull'esito della gu.e1ta. Delle potenze marittime sul Mediterraneo ho creduto opportuno limitarmi alla Franci~i e all 'Austria in questo esame delle norme adottate all'estero per la difesa litoranea, siccome i due Stati limitrofi al nostro paese. Non parmi necessario estirninqre sotto questo aspetto le condizioni della Spagna, della G·recia e della Turchia, dacchè non presentano argomento di considerazioni che possano sèrvire cli utile esempio per ciò che potrebbe sen'ire alla questione dell a difesa del le coste. Anche la Russia, avendo una parte del suo litorale sul mar Nero, de,,e perciò considerarsi quale potenza del Mediterraneo. Senoncbè della difesa di lJuell e coste farò cenno trattando la difesa litoranea della Russia complessivamente, e quindi riunendo in un solo capitolo tanto le coste del mar Nero, quanto quelle del Baltico. ì\faLD!Nl
Depiitato al Pm·larnento.
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LIBRI E PERIODIC I
B,•eui ce,a,ai 11,ialitici sulla legge dell' o,•tlina,.,ento ~!ell'ese,•cito ao sette,,,.11,·e 1s-:a, per ANGELO ~lAGNICo, tenente-comm issario. - Firenze ti porrrafia
Cive lli, ·1880.
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L'autore ha voluto anal izzare la legge sull'ordinamento dell'esercito specia lmente per quanto rigutirda i personali chiamati a clirit,ere O ad ese_gn~r~ i s~rvi~i amministrativi in pace ed in guerra·. Egli prende q_mn_d, m d1sa rmna . gli articol i 33, 34-, 35, 36, 37 e 38, i quali si r~fenscon_o al_còmpi to speciale riservato al corpo sanitario, al corpo d, commissariato e al corpo contabile, cercando dimostrarne dubbia la interpretazione ed accennando alla sconcordanza che secondo lui esiste fra lo $pirito delle prescrizioni e la loro pratica' applica1.ione'. , Lo scop?·. a dii: ver_o, ~on ci sembra troppo fe licemente raggi unto. L autore da mterpretaz10111 non esatte ad articoli di legge che una stessa ~ente ~bhe campo di p·roporre e di applica1·e. Imperocchè non è gmsto chre che_il gen~ral Ricotti non ebbe agio di applicare Ja legge stessa secondo I propn concetti, dal momento che rimase in carica ~po al marz~ ·187~ .. ~on si può quindi asseverare, per esempio, che l aver dato a1 med1c1 11 comando delle compagnie di sanità, l'avere . sottratto il servizio sanit~rio al l' ingerenza amministrativa del commissariato, non risponda allo spiri to della legge. Sono disposizioni che potranno criticarsi, se si vuole, ma non si può dirle contraddizioni perchè tali non sono. ' , Il s!g~or :N!agnic?, , col ri~alire ai principii che diremo pari. del! amrnm1straz1one, e torse pnì nel vero allorchè parla del commis-
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PERIODICI
sariato come dell'organo che, per delegazione del ministero d_ella guerra, dovrebbe realrnent.e sovmintende1·e alle cose ammini~trativ.e, c1ui(\di anche su quelle delle cliretioni cli sanità, e avrebbe potuto soggiungere gu quelle pnre della stessa indole rispetto ai servizi clelhrtiglieria e del genio. Egli vorrebbe in sostanza eh~ ~ccanto al _coma~do 'fosse l'amministrazione, venendo a separare cosi I tre poter, tattico, amministrntivo e tecnico (sebbene l'ammi nistrativo sottoposto .al tattico); ma questa tesi fu già con più limpida e logica di~1ostrazjone " scientifica trattata in un volume pubblicato nel ·1879 ('I), E pure una verità che il commissariato, soprainten,d,encl<;>, alt'apprpy_vigionamento, dovrebbe pensare non solo al ~ervizio del pane, ma anchr. a <~uel~o dei . viveri; ma mentre ci aspettavamo cli leggere proeugnato 11 sistema ad economia, il quale presenta, fra gli alt.ri, il vantaggio grande d'impratichire i personali in tfmpo cli pace per il tempo cli guerra'. vediamo invece proporre un sistema d' imprese. divisionali, le quali presenterebbero presso a poco gli stessi inconven ienti di quelle spe· cial i, imperocchè la differenza del trattamento proviene piuttosto dalle condizioni economiche dei corpi e dal modo con cui sono re14olati gli assegni (2,). Diasi incarico al commissariato di stipulare lni i contratti colle imprese speciali e lo scopo voluto dal l'autore è raggiunto lo ste$Su ; rna non ~ questo che ci vuole: è il servi1.io ad economia. Due cose p6i afferma recisamente il signor Magnico : la ~rima che il servizio ·del pane potrebbe farsi anche ad impresa e che m guerra sarà necessario va lersi della inJ,i.spemab'ile impresa dei viveri. ~on possiamo ammettere nè l' una cosa nè l'altra, e ci :,embra superfluo accenname le ragioni. Quanto al corpo contabile l'autore si limita a proporre che alla seno.la di Parma sia u;1ito un corso per il servizio delle sussistenze. A noi sembra che volendo analizzare la legge del ·1813, era vi qualche cosa più da osse1·vare; per esempio la contraddizione che pone ufficiali contabili alla drinzione dei magazzini vestiario, il dualismo creato dalla }eO'O'e !itessa fra ufficiali ed impiegati contabili, e la necessità di clivi~l:re d'ora, innanzi il corpo in tre rami differenti : contabilità, sugsistenze e vestiario . Ci associamo piuttosto a quanto 4ice l'autore a proposito dell' nfficio di revisione ; ma e' poteva soggiungere che anche destinandovi un per(I) p,·incipii d'amministra:ione milita1·e , per CAR LO Gu ;vt t1.1, capi~ano-commissario. Roma, J879. - Ved i ltivista milit,we italiana, febbr aio, 1879, pag. 362. (2) Giol'llale l' ,1,nminist,-azione milita1>·e, J87S. N. 9 del 15 maggio, Della provviita dei vìve·r i alt'esercito in tempo di .pac~ - MrnT1N1, teo. commissario.
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sonale estraneo all 'esercito, -il controllo a poste1'iorì non basta. Il controllo ha ben altre necessità, nè sappiamo quando è comè vi sarà provveduto.
4848, della scuola militare dal 184:8 al 4859, del collegio mi litare dal •18o9 al 4869, e finalmente dell'ultimo periodo dal 1874- al 1880. Jt con~olante il vedere come il numero degli all iev i dal 11874: in poi sia andato crescendo d'anno in anno; e infatti da una tabella si rileva che essi da 167 hanno ora raggiunto la cifra di ~76. 1
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Cenni s,.,1111 fon,ltr.~ione e SHccessive t)icen,le del collegio 1nilitt.n•e tli S. Lcicn ·in 11.lil,111,0, pel ca-
pitano
ERNESTO MARCELLO. -
Milano, 1880.
L'egregio autore, che non aveva nè cornbattimeuti, nè atti di valore, nè episodii brillanti da raccontare, si limitò a descrivere i fatti e le circostanze che condussero a far sì che nn convento di frati si cambiasse in un collegio militare, e come questo collegio per varie vicende, ora florido di vita, ora intisichito, cambiasse e nome e i;;tituzioni, venisse chiuso e riapert.o, per finire poi allo stato odierno di vi ta prospera e taìe da promeuere lunga e florida esistenza. E siccome in oggi la vera storia non la si può scrivere che sopra l'appoggio di buoni e sincroni documenti, i quali bisogna ricercare negli archivi cou 1)on poca pazienza e·con nna buona dose di cost.anza, cosi il ca pitano Marcel lo co mpubò l'archi vio di stato cli Milauo e vi trovò buona messe per il suo lavoro, messe che egli seppe cosi ben ordinare da cavarne un eccelle11t.e libro. L'autore incomincia la sna narrazione da ll'origine de_! locale di S. Lnca, e fattane la descrizione topografie.a , narra corno da convento dei monaci cistercensi di ,·eotasse nel •1804 collegio degli orfani e asilo pei veterani ed invalidi, mercè l'iniziativa e la fi lantropia dell' il lustre generale cisal~ pino Teri lliè. . Sul Tculliè il Marcello ~i estende non poco, raccontandone l:,. vita, lodandone i grandi meriti e pubblicando lettere e documenti inediti. La storia si sviluppa quindi sull'orfanotrofio mil itare dal -1804 al 1807, :ml collt1gio reale degli qrfani mi li tari dal 1807 al 48"4, , riportando il regolamento in data dell'H marzo 11807 firmato da Eugenio Napoleone, e le iscrizioni apposte sotto le immagini di sommi guerrieri di ogni nazione che il 'l'eulliè aveva fatto dipingerç nelle sale degli esercizi per gl i orfani , iscrizion i ed immagini che scomparvero poi sotto il dominio austriaco. Viene da ultimo la storia dell'I. R. collegio mi litare di S. Luca dal •18'14, al 1839, quel la della I. R. compagnia dei cadetti dal 1839 al · 1
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, , Ctr.stello ,li B,•esci,e illust-,•t.do con. 1,loeunienti ·iuetlit·i da ANDREA VALENTINI, - Brescia, 1880.
• La citlà di Brescia possiede un vetusto castello, il quale, se ha una gloriosa storia nei fast i militari , ne ha ·pure una truce e spaventosa nel le vicende cittadine. Si erge, imponente e maestoso, sul colle eletto anticamente Cidneo, e siccome sovrasta alla città, così fn a questa di continua minaccia e pericolo. Fino agli ultimi anni ne erai10 ignote le origini e le vicende. i\fa dopo il 11859 furono fatti mo'lti studi e 6cerche a coordinare le quali si accinse il bravo Andrea Valcntirii, ii crtia le sviscerando archivi e consultando libri e memorie potè raccogliere tanto materiale, se non com p(eto , sufficiente e tale da soddisfare le esigenze degli studiosi . Dalle ricerche adunque del Valentini risultò con certezza che Brescia era capo luogo d<~i Gall i Cenomanì, come lo ebbe già, ad accennare Tito Livio « in viws Ceno1nanoru1n, Br·ixiamque, qiiae capiit gentis erat » e che il colle a lei vicino si chiamava Cidneo o Cigno, fin d'allora fortificato e sede di una rocca. Che il Cidneo, osserva il Valentini, fosse luogo sacro ai Bresciani e che ivi sorgessero edifici al tempo dei romani è certo . Probabilmente si saliva ad esso per la via · che dal foro Ario conduceva dal tempio Vespasiano al teatro e da questo al palazzo degli Arii e cioè al Campidoglio sul Cidneo, Campidoglio che Brescia possedeva al pari di ogni al tra città romana. , . . All'epoca longobarda la rocca ed il colle assunsero il nome di· Mirabella. Molte notizie stanno a provare l'esistenza di un castello nell'epoca medio evale e cioè dal 4000 al ·1'.286, e un vero castello v'era nel 13H quando venne l'imperatore Arrigo VII ad assediare Brescia . E (avrebbe dovuto soggiungere il Valentini) l'imperatore con tutte, le sue mac1
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chine ed i suoi imponenti apparecchi di guerra dovette ritirarsi davanti al valore dei cittadini difensori, e più ancora davanti al tuonare delle bombarde che primamente si fecero sentire da quelle toni, incutendo timore ai soldi1ti, im ~iotenti a contrastare con quel nuovo genere di offesa . (Qu.rnENGHI, le bombarde a Brescia net ·I3H, Rivista 11iilita:re ·I 810). Una lapide dell'epoca viscontea col locata sulla torre dell'antica cerchia che serve d'ingresso alla piazza di Mirabella fa credere che~ Luchino e Giovanni Visconti fo:;sero stati i primi a fabbricare il castello di Brescia. Ma ciò non è e non può essere; quei signori probabi lmente non avranno fatto che ricostruire le cadenti mura e munirle d'alt.re opere necessatie ai nuovi metodi di dife:;a Il Va lentini continua le sue ricerche storiche, le quali in tempi a noi più vicini, diventano più sicure e meno confuse. Nel H-04 padrone della città e del castello fu il Pandolfo Malatesta; · nel 1i26 le truppe veneziane condotte dal Cannagnola lo espugnarono e l'Ol}cuparono; dal Hi09 al Hi'l:2: fu in potere di Lodovico X~I. dal 15·12 al •15116 di Ferdinando il cattolico di Spagna e d'v.llora fino al •1797 appartenne aIla repubblica veneta. L'autore ricorda i famosi assedi che sostenne questo forte e che sono sei, cioè: 1° quello di Federico I nel ,1 158, resistendo per più giorni a tutto l'esercito imperia le. 2° quello di Federico II nel 1238, nel qnale non è fa cile il dire se fossero più i danni di una lunga oppugnazione o la gloria d'una invitta resistenza. 3° quello di Arrigo VII nel 13 11, memorabile per la sua durata di cinque anni. · . 0 /~ quelfo di Niccolò Piccinino, generale di Filippo ~'.faria Visconti nel ·1438, il più glorioso al nome bresciano. 5° quello di Gastone di Foix nel 15 12, che costò alla città tre giornate di sµ.ccheggio , ed un orrendo macello cli cittadini. Per ultimo quello del •1849, le cu i dieci gio,:nate. stanno ancora scolpite nel cuore d'ogni Italiano. E qui conviene notare, seguendo l'Odorici nelle sue storie bresciane, come tanto il Gastone di Foix nel ·I 5·12. quanto l'Haynan nel •I 849 ve- · nis;ìero contro Drescia per le medesime cagioni , di notte e cli soppiatto; come ambidue entrassero in castello dalla porta cli soccorso per intimare la res4; come tan\o all'una quanto al.l'altra intimaz,ione i cittadini rispondessero e.on magnanimo sprezz_o e preferis~erq di com-
battere e di morire; e come infine tanto i Francesi quanto gli Austriaci, . tentata indarno l'invasione della città, per viottoli e sbocchi del castello, girando le mura,. muovessero a Tqrrelunga. Notiamo che il Valentini si prevalse benissimo dei buoni documenti coi quali ha arricchito la sua monografia; ma che dispiace come egli non abbia più ampiamente svolto l'argomento e come non abbia pen-. sato a dare una pianta ed un disegno prospettico del castello che ora sta per cedere il posto ad un giardino pubblir,o.
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St,u·ia tte!le f'o1·li/ica~i.oni nella spitiggits 11•011nt11aa · ,,,,,,, :1 560 ,., 15'10 per il padre maestro A,LBERTO GuGLIELMO'l''rl. Roma 1880. L ibreria Bocca .
Il-padre maestro Alberto Guglielmotti dell'ordine dei prediMtori e teologo casanatense, è, per quanto possa recare sorpresa, un infaticabi le scrittore di cose militari . In pochi anni ha pubblicati sei volumi sulla storia della marina pontificia p. 'tre sono in corso di stampa (•l) . .La storia delle fortificazioni nella spiaggia romana è il quinto della 1• serie e si rapcomanda per la erudizione non comune e per l'esattezza scrupolosa dello date e dei particolari più minuti . L'autore deve essere quello che comunemente si chiama << un topo di biblioteca ,> e dopo aver letto un'infinità di autori, confrontati i testi, scoperte le differenze, e' non si ferma, ma fruga fra le carta cci e degli archi vi e vuole la rag ione delle cose· finr,hè, trova tal a, pianta il chiodo e dice « la verità. eccola è questa ,>. Prima di accingersi aI lavoro sulle fo rtificazioni-, padre Guglielmotti ha consultato gli autori più riputati venendo giù fino al Marini, . al Promis, e al nostro Sponzilli; ma poi, ha messo sottosopra non· solamente gli archivi romani (quelli di St.ato, del Vaticano, dei Barberini, dei Colonna· ecc.) ma anche quelli di Parma, di Lucca, di Brescia, nella spernnza· di trovar materiali per l'argomento. Quindi,. non contento,. ha esaminate co' suoi occhi, palmo a palmo tutte le opere . (lJ (Già stampate) Medio Evo dal 728, al 1~99. - Idem. dal 1300 al 1499. - Guerra dei l'i,·ati dat 1500 al 1537. - Idem. dal, 1537 al 1560. - Forti{i.caiioni deUa ,spiaggia romana. - Manantonio colonna alla battaotia di Lepanto. (in corso _di stampa). La·. squad-ra permanente dal 1568 al 1574. - La squadra at1o·iticwia alla gue,r ra di Candia. La conqitista dj Morea e g~i ultimi fatt-i dal 1671 al 1800.
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da illustrarsi. Ne è venuta un'opera di pregio che poLrà essere meditata dagli studiosi con interesse e profiuo. L'autore divide il suo volume in dieci libri, i quali abbracciano l'esame di tutto il sistema di fortirtcazioni della spiaggia rornaua principiando dal Pentagono di Astura, Rocca d'Ostia, Ci vita Castellana, Nettuno, Civitavecchia e ~I.astio Sammicheli (alla foce del Tevere) fino alle torri tiberine, del Lazio, de' Terruciue~i , de' Gaetani , de' Caffarelli , de' Ci r itavecchiesi. Egli descrive minutamente ogni genere di fortificazioni 5tudiandole Sld terreno e confrontauclole coi disegni autografi dn lui rinvenuti ucgli archivi. Cosi, a proposito della Rocca d'O,;tia, parla del disegno autografo del Sangallo, confronta lo coHtraddizion i cl el M.affei collo ::;piegazioni del Vasari e la sentenza elci Sammicheli , comb::ttte le asserzion i del l\'Iachiavelli e del Guicciardini: tro,•arsi l'arto del fo rlifìc.are iu assoluta mina in Italia se non la si fosse riahata per gl' insegnamcnti avuti dai Francesi dopo la calata di Ca rlo VIII. Por la fortezza di Civitavecchia, motte a confronto le opere del terreno e-011 0 piante dell'architetto, dimostra la part-e cli merito dovuta al Bramauto e quella spettarJte a Michelangelo e ad A11tonio Sangallo o rileva nn errore commesso dagli editori del Vasari ('I) i cp1ali hanno attribuito una pianta autografa del Sanga llo allo fortifi cazioni di Civita Castellana, 111ent1·ci si rifuriscono invoco a quelle di Civitavecchia,· lasciandosi trarre in inganno da qnoste parole scritte sulla pianta stessa di mano dell'architetto: « Chom~ lo pa.pa 'Vtwle partfre la t·ocha di Ciuitci » . Così per tutte quante le l'ortificazioni della spiaggia, l'autore ha modo di dir C-Ose nuove, di mettere in luce fatti o.bliati o non conosciuti da altri scritLori; ma la parte migliore ciel libro ci s-embni, senza contrasto, rruella che riguarda le l'ortificazioni di Roma nel decennio dal 1560 al 1570, vale a dire nel periodo più importante , il periodo rii i'Vliohelangiolo o del Saugallo, che segna il principio, e, si può dire, la nne di quel sistema cli fo rtifrca1.ioni che anche oggidì . riempie di meraviglia il visitatore e che abllraccia la città dal baluardo in sulla muraglia che va a S. Paolo snll' Aventino fìno ali' Incoronata e a S . Spirito; tutta la parte, dunque, che guarda in fa ccia la marina e che nel decennio di cui parliamo ora esposln. alle offese dei Barbareschi. L'autore divide le fortifìcazioni di quell'epoca in sei periodi corrispondenti ad annate diverse. Si principiano gli studi nel 153<\., dopo
che Barbarossa cl' Algeri , manomessa Terracina, si presonta all'ncquata ciel Tevere gettando lo spavento in mezzo a Roma. Paolo III raduna J'assomblca dogli architetti e capitani fra cui il Sanga llo, il De Mnrchi, il 'l',1rtaglia , il Castriouo, Alessandro Vitelli , Sforza. Pallavicini, il ~1ontemollino o lfario Savorgnano. Ed eravi puro quel tal Jlleleghino o Med ichino, barbiere, conficlentc, cerusico del Papn , di co i Antonio Sangallo, a deua clel Vasari , cbho a dire « Padre santo i l Meleghino è archi.tetto da motteggi o " poi, superiore a tutti, il Buonarroti . Pi.ldre Gnglielmotti, controriamenlc a certe asserzioni del Do Marchi, del :Promis e elci l\'Iarini , i quali dituno l'onore d'aver principiato le fortilì cazioni cli Roma a Giornnni Sangallo detto il Gobbo ; afferma e· dimostra trattarsi invece del frntc!lo Antonio, giil conosciuto per le opere di Civitavecchia dovo eresse il primo modello dei Ganchi duplicati . Fn dunque ,\ ntonio che elevò la tesla della prima opera sulla pendice australe dell'Aven tino co me p11nto più e:;posto al nemico, facenclori due baluardi; uno a porta S. Paolo; l'altro, fra la stessa porta e S. Sebastiano. 1·autoro fa cli questi baluardi 11n11 descrizione minutissi ma rnccomandnndo, più che altro, lo studio dell'antico sistoma delle contromine. Ma la spesa era enorme; il tempo lungo, lo mina~ ie dei Turchi meno fi ere : venne la stanchezza e con essa la sospensione dei lavori . Scnonchè, giunti al 1154 I (2° periodo) il rovescio di Algeri ra rinn:;ccre in Roma il pensiero rlelle difese. Venne, per altro, l'idea di abbandonare i due baluarrli com' era110, cli ridursi alla destra ciel Tevere e fo rtificare la città Leonina. Si tornò alle discu:;sioni e fu deci~o di prrncipiare da San Spirito per assicurare la chiesa e l'ospedale clD lle altme pro!:>sirne del Giauioolo. La prima pi<itr:1 venne pos ta il morcoledi ·18 11pri le ·I 5/i,3 o, in meno di tre anni , si fecero trn baluardi; _uno al Tevere, l'altro alla porta, il terzo alla vetta, fi110 alla porta del Torrione detta poi dei Cavalleggeri. Opera grandiosa ma non pnragonabile ai baluardi del ·153/L Si lavorava, mn non dismct.t.eva,;i dalle dispute circn al perimetro eia abbr.:iceiarsi colle l'orti fi caiioni fut ure. Nel 1,j,1./i (3° periodo) quando Barbarossa ricompare risoluto ad espugnare Civitavecchia . si spingono fe bbrilmente le opero, ma sorgono difficoltà tecniche. [I Sangall o vo levn tener;,i alle vette; il ~lontemelino voleva restringersi allo valli. Si rie-0rre al Buonnrroti , o il I li, febbraio I 5\.5 :Vlichelangiolo comincia a spiegare la sua autòritit accostandosi più al M:ontemcllino che al Sangnl l.o. Da qui la famosa disputa fra il Buonarroti cd Antonio già nHrat11ci dal Vasa ri. Da una parte, l'ultimo rappresentante
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e Società degli amatol"i d i Arti Belle. - Le Mo11oior X, pag. 02
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della prima scuola ; da ll'altra, l' ultimo campione della tt'J;za ( 1) . Conseguenza del litigio, la morte precoce del. Sanga llo, i lavori sospesi e i baluardi di San Spirito abbandonati come si vedono attualmente. D11nque, nota l'autore, una almeno delle differenze fra i due antagonisti stava lassù,. in cima ai parapetti, d,ove l'uno voleva i muri, ~l'altro i terrapiehi. Nel 115ti.7 (4: 0 periodo) Michelangio lo assume là direzione dei lavori disegnando la pianta delJe mnra di Borgo in quel tratto che corre al Corridoio, a Nicoia, agli Spinelli, al Ga llinaro; mnra che mettono in mezzo e circondano da ogni parte l'eminenza del Belvedere. All.1 bella collina dove sorgevano gih le più belle opere del Bramante e poi, dal meriggio, doveva proiettarsi l'ombra della stupenda cupola ,di S. Pietro, occorrevano for tificazioni cha salvassero la Basilicn, il Vaticano e Castel Sant'Angelò, senza mettere troppo vicino a quesL'ultimo i minacciosi ba luardi e senza togliergli il naturale predominio su tutte le opere come punto cli ultimo rifugio in caso dispera to. All'estremità occidentale cli Belvedere, Michelangiolo costrnsse dunque quel famoso baluardo che i taccagni d'allora ch iama1·ono per ischerno fortezza, e che anche oggi ne impone per la· severità e bizzarria delle forme . fo direzione del Ca~tello, il Corridoio << acconciato bene» (2) col muraglione in cortina dava nti ai 'prati , all'orzato con denti volti a rnont.e e con un fosso davanti, difendendo cosi ·la va llata co lle batterie di Castello alla coda e quelle d.e [ suo baluardo alla testa. Ma <nel marzo del 1545, contento del l'opera sua, ma no iato dalla guerra mossagli dai malevoli, e specialr,1ente da l Meleghino, il Buonarroti si ritrae lasciando il posto al Castriouo per raccogliersi tutto nei vasti disegni della cupola di S. P ietro. Sparito Michelangiolo (5° periodo), scartati gli 'emuli di lui, i la·•,vori corrono spediti ·sotto la dfrezioné del Castri otto (3) che seguiva scrnpolosamente le traccie del maestro. Ma risorsero le invidie, sicchè 1
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(l) Padre Guglielmotti afferma con ragione c he grande servizio recherebbe alla storia ,.·dell'arte colui che riuscisse a cavar fuori da qualche arch ivio le ragioni, il filo e le sentenzl\ della disput.a fra i due campioni. Egli ne ba cercato. vestigia negli a rc hi vi di Roma, , di Napoli, di Parma, ma in~ti lmente. (2) Così dice di volerlo il Bramante in una sua lettera al Castellano di Roma. 13) Il tenente Cesare Quarenghi, autore d i un pregevole scritto sulle Mura di Roma, nell'esaminare a,ìch'egli l'opera del Guglielmotti (Vedi Italia ,nilitare, N. 146, del 7 dicembre) ha osservato c he alcuni documenti esistenti nell'archivio di Stato, e ignorati, a quanto sembra, dal nostro scrittore, Infirmano la presenza del Castrio1to come direttore ·dell e fortificazioni. Dirottori, anche Ilei 5° periodo, sarebbero stati il Sangallo fino al 1546, e il Meleghino fino al 1549, e il Castriotto ass istente. Ma un pruno non fa s iepe, e questa .,inesaUeiza, se vera, nulla toglie a ll'eccellenza del lavoro .'
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bi'sognò radunare di nuovo una dieta d'artisti . Il Castriotto, però, vinse tut.te le cliffidoltà e le costruzioni continuarono sulle alture. F initi i baluardi di S. Spirito e 'quelli anteriori di S. Paolo, egli di qua e 'di là spinse la catena per le vettH dei cnlli vatic.an i, imba. 'stendo la cinta con 'djfon~ di fascìne e cli terra . Ma, nel •I 5,i.9 moriva -Paolo 'III e, ·restati in tronco i lavori, si congedò l'architetto. Passa1·ouo dodici ann i senza novità; ma dopo il disastro delle Gerbe ('1560) si ritornò all'idea delle fortificazioni (6° periodo) che vennero ' co1npiute nel decennio fino al 11570 . .Pio IV pose la prima pietra .d elle ·nuove mura nel 156 1, e il Luparelli da Cortona , riputato architetto 'raccomandato da Michelangiolo, ebbe l'incarico delle costrnzioni . Allora la cinta ' cli Borgo, disegnata già dal Sangallo, conetta dal Buo·h'drroti, in1bastita dal Castriotto, uscì finalmente compiuta dalle mani del Luparelli . Tre'chilometri cli cinta bastionata, dieci baluardi reali , cinque porte maestre. L'opera nuova s'innesta nell 'ultimo baluardo di 1 San Spirito correndo direttamente verso ponente, segue la via del pomerio esterno fino a porta Fabbrica ( 11); a guardia della porta un baluardo e un altro più in er~a, finchè una cortina cli 11-0 metri conduce a pOI'ta Pertusa: all'estrema vetta , verso ponente, il terzo baluardo; poi, dall'altra parte, il quarto , il qui nto e il sesto. Gli altri ' quattro sono i tre di San Spirito e quello di Belvedere; i primi del Sangal lo; l'ultimo, del Ruoi1afroti . Cessate le ciancie dei taccagni per paura dei Turchi, il Lnparelli venuto sul piano per 'congiungere la nuova linea di fortificazioni al 'Castello, 'allargò per 'più di 300 metri il perimetro cli Borgo, e, la~scianclo isolato il famoso Còrridoio perchè non si trovasse impedito; ''tirò ' da ponente a levante .due lunghi muraglioni fra il Belvedere e ,;Sant'Aniéfo. ' Pio V portò a fine i làvori, valendosi dell'opera manuale cli quegli stessi mussulmaiii che, vantatisi cli venir padroni di Roma, erano stati in gran numero condotti prigionieri da Marcantonio Coloniia dopo la battaglia cli Lepanto. Si noti che padre Guglielmotti rivendica al Luparelli, contro le afferma zioni· di moderni scri ttori, l'onore cli aver c,ompiute t.ut.te le fortificazioni del 6° periodo, dimostrando che essi furono tratti in inganno da queste paro le scriu.e qal Marchi: « Feci int.agliare in rame alcuni disegni delle mura .... Ne ebbi iu premio di fare una cortina e un bahiardo 'che è fuori della citt.à diimo a S. Pietro » . La lettera 1
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.(1) Questa porta non è d'uso pubblico e si apre soltanto in circostanze d i grandi lavori in San Pietro.
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è elci 15,J.2, e la concessione infatti ayrcbbe avuto luogo se fossero continuati i lavori; ma noi 4562., quando vennero ripresi, il De Marchi
scienza dalla sua origine fino ai tempi odierni. Oltre a ciò egli tratta le principali questioni relative all'arte di fortifi care tenendo CO(!tO dei più recenti mezzi che vi si impiegano, ma in modo conciso e rapido, come lo con~ente la brevità dello scritto. Passa quindi a riepilogare i di,,ersi còmpiti dell'ufficiale del gonio attuale per dimostrare l'importanza delle qualità che deve possedere, specialmente nel nostro eserci Lo, avuto riguardo alle grandi soluzioni che presenta oggi la difesa generale del paese, le quali non debbono essere dettate da servilismo imitativo, ma bensì ispirate al razionale studio del terreno, allo scopo da raggiungere, ai mezr.i disponibili. Esorta in ciò a dare un nuovo impulso all'arte della fortificazione, non smentendo così quel primato che pur ebbe l'Italia in epoche lontane. ~ella seconda parto del suo lavoro svolge alcune idee sull'ordinamento dell'arma de'I genio, facendo confronti circa il servizio che essa comrie nei diversi eserciti euro pei ed accennando proposte, che, promesso le nostre riserve, meritnno attent.o esame, sia per la competente esperienza che le ha suggerite, sia per l'alto principio cui s'informano, qua l è appunto il perfezi~nameoto di tutto ciò -che si riferisce alle nost.re istituzioni militari.
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attendeva ad altre faccende nelle Fiandre. Come compimento dell'opera sua, l'a utore offre notizie interessanti circa la cinta del Gianicolo a difesa clclln regione trastcverinn e circa alcune fortilì cazioni aggiunto a Castel Sant'Angclo. Della prima fu architetto il cardinale Maculano e disegnata in modo che abbracciasse da porta Cavalh,ggcri a S. Onofrio, San Pancrazio e il Tevere. ! lavori cominciarono nel ,f 6/i.2, continuarono nel !~3, e rurono terminati in due anni sotto il papato di Urbano VIII. Anzi ò eia ricordarsi che in quell'epocn, su i disegni del Maculano, e a similitudine della cinta del Ginnicolo, tutta Roma dovea fortificarsi con una cinta bastionata che sa rebbe corsa per tutte le pendici elci colli dnll'Aventino al Celio, all'Esqui!ino, al Vimina le cd oltre fi no al .Pincio mettendo fuori d'uso lo mura aureliane; ma il disegno era troppo vasto e la s.pesa grandissima, siccllè, diminuito d'altra parte il pericolo dei barbnreschi, il progetto non ebbe seguito. Di Castel Sant'Angelo l'nutore parla, più che àltro, della costruzione della terza cinta cùl suo pentagono bostionato. Il lavoro fu eseguito da l Luparelli coll'aiuto dell'Orsino o terminato in quattro anni . Sarebbe troppo lungo trar fuoti dal volume del padre Gugliclmotti tutto Jo molte notizie che valgono a spargere nuova luce sopra un tema sul quale ormai affaticarono da gran tempo tanti chiarissimi ingegni; ma ci sembra che questo breve riassunto possa dare un'idea snffìciente della importanza dell'opera . Non conosciamo di persona l'autore, ma, leggendo le suo storie .di guerra, abbiamo pensato dovere egli, sotto la ruvida tonaca del monaco, essere animato un po' da qnelln irrequietezza soldatesca che rese così caratteristici Giulio II e Pompeo Colonna.
L '.,,r/icitde ,iel genio, per A. LrvoNr tenente c·olonnello.
Catanzaro, Dastoli, 1880.
In questo opuscolo l'autore, ben _noto per altre sue pubblicazioni, ha condensata una serie di notizie storiche riguardauti l'ingegneria militare, le quali formano una specie di sommario assa i utile per chi vogl ia con un rapido sguardo abbracciare tutti i progressi di questa
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Rifo 1••n111, tlel eorpo tloganale e 1111, piceolti seuola 1nilita1•e del fbaan~ie1•e ,
per Sante E.
NoDARI.
Dal momento che in tutti gli Stali si attendo con inclefèsso studio allo sviluppo più completo delle forze offensive, non è certo superfluo un . libro che tratti clel riordinamento di un corpo, che alla sna missione protettrice della finanza può congiungere quella· della difesa delle patrie frontiere. E questo è appunto lo scopo dell'autore, il quale sin da principio affronta I' ardun questiono morale e ordinativa, e la risolve decisamente, propugnando la necossità che le guardie doganali siano organizzate militarmente, e comandnte anche in tempo di guerra dai propri ufficia li. Egli vuole che gli svelti e forti finanzi eri siano a fianco dello brave compagnie al pinc, sentinelle ausiliarie delle nostre montMe barriere. Per essi il servizio dovrebbe contare come fosse prestato nell'esercito, affìnchè si potesse avere un buon reclutamento, e bisognerebbe istituire dei depositi per gli allievi . Agli ufficiali poi lo scrittore propone di estendere la gerarchia A NNO XXV . VOL. lV.
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mili wre in tutta la sua essenza l'eale, e non con semplice assimilazione. Il signor Xodari ha raccolto nel volume da lui pubblicato una serie di documenti atLi a dimostrare come le sue idee siano state favorevolmente accettate nella genera li tà, e non possiamo a meno di segnalare il grande amore che egli ha portato nello svolgimenLo del suo im portante soggetto, avendo procurato di fare opera più che si possa completa . Egli chiude il suo lavoro con una teoria per gli esercizi con l'a rma ed un breve regolamento di disciplina ad uso delle guardie cli fìnanza.
Lect,c1•e de lte e ,11•te ,le E'1·,ntce. - Le .,.,,,.,,, par E. F . BERLIOUX, professeur de geographie à la faculté des lettres de Lyon . - Paris, Dumaine, 1880.
Non occorre certamente spendere molte parole per dimostrare la importanza della regione del Giura. Questo vasto massiccio montano, interposto fra le catene delle Alpi, della Foresta Nera e dei Vosgi , dalle quali lo sepal'ano le grandi solcature del Reno e del Rodano e la storica troiiée di Belfort, esercita una azione consiclcrcy olissima sulle grandi arterie internazionali, che incrociandosi a Ilelfort, mettono in comunicazione le ;-alli del Reno-Danubio, del basso Reno e elci Jlc,dano coi bacini del Med iterraneo, del Mare del Nord e dc! Mar Nero. Dal punto di vista geologico, lo studio del Giura non è certo 010110 intcrcsAAntc che eia quello poli1ico-commercialc. La natura del sottosuolo, l'andamento generale delle li nee cli cresta, il pa rticolarissimo svolgersi delle va llate clànno a questa ca terw un aspetto dei più c11raucristici e ri vela no fenome ni geologici cl i al10 va loro. Che diremo poi dell'importanza militare di questo oslacolo che collega i due vasti fronti strategici francesi illosa-Mosella-/Jel{ort e /I lbertville-Bricinçan-1'olone ri voiti rispettiva mente verso la Gerrnan in e l'Ital ia? i',;oi non possiamo, pertanto, che vivamente lodare l'egregio professore Berlioux dell'universi tà di Lione, per aver pubblicato una bella monografia ciel Giurn sotto i I modesto ti tolo di Lettwra clella carta cli Francia.
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. ~I libro elci flerlioux va partitamente esaminalo nel metodo espos1t1vo e negl i apprezzamenti militari. Il metodo si discosta assai da quelli usati nell'insegnamento della geografia elementare, metodi essenzialmente mnemonici, atti più che ad altro ad imprimere nella mente degli scolari tutti gli accidenti geografici di una data rerrione . . t) ' ragg~·uppat1 per specie, come seni, golfi, poni , rade, isole, penisole, contrnent1, ecc. , I l Berlioux invece, colla scOl'ta di una carta topografica a curve orizzontal_i , esam ina dapprima la regione nel suo complesso, mettendone in ri lievo i caratteri fisici principali, ed espone poi le diverse influenze che tali caratteri esercitano sulle relazioni commerciali e politiche che si sviluppano entro od attraverso di essa, su lI' andamento delle lince di comunicazione, sul!' ubicazione ed orientamento delle principali città, ccc. Inoltre segnala il valore geoloaico e l'intima struttura dei singoli clementi geografi ci, cho egli de:crive, erisalendo dagli effetti alle cause, cerca determinare le forze fisiche dalle quali tali effetti furono prodotti. Ci permetta peraltro l'egregio professore di avvertirlo che questo suo metodo, indubbiamente fecondo di ottimi risultati, non si può chiamare assolutamente nuovo, come egli vorrebbe ; l' insegnamento della geografta militare, tanto~all'<lstero che presso di noi , non procede altrimenti, ed anzi si hanno in Germania, Austria-Unrrheria, ed ezianclio in Italia carte i psometrichc mollo più dettagliate ~ perfette di quella che egli ci presenta siccome un saggio. Ciò del resto intendiamo sia detto unicamente per debito di giustizia e non per togliere meri ti al lavoro del Berlioux, il quale alla correttezza del metodo accoppia il pregio di una ·brillante esposizione. Negli apprezzamenti militari, sparsi qua e là nella descrizione delle valli, creste, strade, ecc., l'egregio autore dimostra di ben conoscere i legami della scienza geografica coll'arte mili tare. Le sue deduzioni sul valore strategico e logistico dei singoli elementi del Giura e del complesso del la regione, si raccomandano agli studiosi per la aiustezza delle idee che contengono e per la chiarezza con cui ; ono espresse. L'autore dopo avere brevemente accennato i caratteri pri ncipali del bacino del Rodano {lntroduzione) descrive il perimetro della massa mont.ana dol Giura, esam inandone successivameutc i margini nord, est., s11d, ovest (Pa1·te prvma, ca;p . .T, [J, III) . Penetl'a poi nell' interno del massiccio o descrive il Giura settentriona le, il cen trale e il meridionale (Pat·te seconda, cap. I , II, III). In una breve Conclusione mette in
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ri lievo il piano meraviglioso che ha diretto la costruzione della catena, coordinate le grandi linee, distribuite le ricchezze, ecc. Come complemento poi ;;~ offre un saggio della teoria su cui è basato il suo metodo espositivo . Tale teoria. si com pone di due categorie di principii, i geografici cioè e i geologici . I primi si compendiano nella lettura razionale di una carta dettagliata, a curve orizzontali, per ben determinare la fìsonomi,i, della regione e i tratti più salienti di essa; i secondi hanno per oggetto la ricerca delle grandi linee del suolo e delle cause naturali che le produssero. La teoria delle linee nor·mali, derivate, secondo il .Berlioux, dalla rotazione terrestre, è Priginale, e a nostro parere anche molto raziona le ; essendo però appena accennata non ci è possibile apprezzarla al suo giusto valore . Termina l'opera un breve capitolo, che tratta della quistione del Giura dinanzi alla Svizzera . Tutti gli apprezzamenti militari dell'autore si possono così riepilogare : La -règione del Giura è meravigliosamente distribuita per l'organizzazione della difesa. All'est, lungo la frontiera, la: montagna presenta una serie di creste parallele al confine e facilmente difendibili ; il fronte di attacco è grandemente diminuito dalla catena della Dole e dalla ~olcatura del Doubs superiore, due barriere ch0- riget.tano le grandi strade verso il centro, cioè verso Neuchatel. Sul margine settentrionale la frontiera è egualmente .chiusa da due linee, la catena del Lomont acl ovest e la solcatura fra Saint-Bippolyte e Sainte-Ursanne all'est. Qui ancora l'entrata delle montagne è al centro del margine; essa si apre fra il Lomont e il Mont-'l'errible a Pont de Roide. I due altri lati del Giura, il meridionale e l'occidentale, appartengono alla Francia. Tutto si riduce aduuque a sorvegliare due lati di questo immenso quadrilatero e su questi due lati a sorvegliare un numero limitato di porte. Se l'armament.o e la sorveglianza sono facili, essi sono pure indispensabili ; Belfort, Besançon e Lione non possono offrire una protezione efficace se il Giura che li collega non rimane chiuso alle invasioni. Il peric,)10 sarebbe sommamente gravé qualora l'aggressore preYenisse la difesa sulle grandi arterie del Giura centrale~, dalle quali potrebbe agevolmente girare le piazze cli Belfort e di Besançon; le linee Salins-Faucille, Salins-Pontarlier e Besançon-Morteau sembrano le più acconce, quella di Salius-Pontarlier specialmente per essere organizzate difensivamente onde far fronte a tutte queste minaccie. Le fortificazioni · del Giura sono, secondo l'autore, una vera necessità per la Francia, la quale non può nè deve affidare la propria
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sicurezza. alla neutralità di una nazione cli tre milioni di abitanti. invasione clel Giura settentrionale, per opera di un'armata nemica partente dall'Alsazia, potrebbe compiersi in quattro giorni; sarebbero gli Svizzeri in grado di opporvisi? La Francia non solo non minaccia coi suoi nuovi forti la Svizzera, ma essa approverà pure senzà restrizioni tutte quelle misure difensive che prenderanno gl i Svizzeri per tutelare la loro neutralità. Questo breve sommario dà un'idea :mfficientemente esatta delle opinioni del Berlioux e della moderazione colla quale egli tratta le quistioni militari ad un tempo e politiche . Tale moderazione deve, a nostro parere, essere segnalata, perchè di essa, se non erriamo, mancano mol.te pubblicazioni francesi che trattano del valore delle frontiere e della difesa del territorio del la repubblica. Terminiamo augurandoci che il prof. Berlioux pubblichi presto il seguito della Lettura della carta di Francia, così bene iniziata colla monografia del Giura. 1
Le Spec tateacr 'lnilitai, •e. Fascicoli di settembre, ottobre
e novembre. -
P arigi, 1880.
La .guer-ra sulle coste del Pacifì,cQ (,1879-1880) . - SAINT-AuuIN. - Vi si esaminano i documenti relativi alla determinazione dell'e frontiere fra il Chilì, il Perù e la Bolivia; indi si compendiano le contestazioni sui diritti territoriali di quest'ultima, donde vennero le cause della guerra. Secondo tutte le autorità il deserto di Atacama fu sempre di proprietà della Bolivia, ma cruando vi si stabilirono delle . società industriali che ne esplorarono le·ricchezse, nacque il conflitto, nel quale pare all'autore che il Chilì siasi comportato abilmente per estendere i suoi possessi , ma non secondo le ragioni del diritto. Aggiunge che il Perù e la Bolivia commisero un grande errore nel non dichiarare subito al governo di Santiago il trattato di alleanza difensiva che Jr legava. · Storia del c01·po di stato maggiore. - A.. D. - Vi si segnalano gl'importanti servizi che ha reso questo corpo, facendone vedere le varie fasi, i progressivi ordinamenti, la parte che ebbe nelle spedizioni in Algeria, durante le insurrezioni del '1848 e nellll.· guerra di Oriente del ·1854-, indicando gli stati maggiori gçnerali, quelli delle divisioni e brigate, non che i nomi dei singoli ufficiali che li com-
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posero e le azioni che li distinsero. Si critica la soppressione di quel corpo, e il modo con cui gli ufficiali che vi appartenevano furono trasferi ti alle diverse armi, sembrando all'autore che si avesse dovuto tener conto delle loro altitudini fisiche ed intellettuali, della natura dei loro studi ed inclinazioni per assegnarli alla cavalleria piuttosto che al genio, all'artiglieria anzichè alla fanteria. Le ·vallate 'Valdesi (Continuazione). - A. DE IlocRAS. ·- Contiene la revoc:iziono dell'editto di Nantes, e la cam pagnn del ,t 686. Ma auzichè farne il racconto, l'autore pubblica una serie di lettere dei principali personaggi che presero parte alla lotta, tratto dal deposito della guerra, importanti per la loro originalità, e che meritano il più attento esame nell'interesso dell'esa ttezza storica. Sono per la maggior parte corrispondenze fra Catinat e Lnvois, le quali rappresentano con ri<;ehezza di particolari gli avvenimenti cli quel tempo, secondo le loro impressioni e giudizi. 1 telemetri. - N. PATRO~I. - Accenna alcune teorie di ottica relative ai telemetri a pri:;ma e fa cruiucli vedere i vantaggi che present.ano questi isttumenti. Il telemetro Gou,lier è uno dei più antichi , destinato specialmont~ all'artiglieria, ma costrutto come un istrumento cli precisione, ha prezzo troppo elevato. Quell o di Stubendorf è più semplice, ma con la sua mira mobile ed il regolo è più incomodo o la sua operazione telemetrica è certo meno rapida e meno precisa. Dal punto di vista del gioco della mira mobile è anche inferiore al Poschwitz, di cui già si fece cenno in un precedente articolo. Il distanzimetro Plebani è bene in teso, le sue parti sono di una notevole semplicità e sembrano al coperto da ogni gnasto. Ma è incomodo esso pure e meno esa tto dei precedenti. Gli autostndiomctri dello stesso autore sono ingegnosi, ma compl icati e di difficile maneggio. La falange (Fine). - A. Dr:: Lo1n-SEntGKAK. - Vi si tratta dei movimenti di fianco e di conversione della falange e degli all ineamenti, la cui esecuzione non era molto dissimile da ciò che fanno le odierne fanterie. La contromarcia è molto in voga, perchè evoluzione che conserva sempre nelle prime rig11e i migliori e più solidi clementi. Le manovre per aumentare e diminuire il fronte riuscivano molto clifficili, e si comprende. Seguono lo istruzioni di Onosaocler sugli ordini cli battaglia antichi, le quali contengouo massime e norme vere e praticabili anche in oggi . Infine si nota la maniera cli trasmettere gli ordini durante la battaglia, facendo cenno altrcsì degli aiutanti di campo, delle trombe, e dei segnali che erano molto in uso nell'esercito greco. Le marcie, le formazioni offensive e difcnsirn della
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Ìalange contro la cavalleria, i quadrati v~1oti, il . modo c~i . eseguire i movimenti, la disciplina .. . sono argomenti trattati con . c.r1t1ca co'.n parati va per dimostrare viemeglio il nesso fra l'arte m1l1to re antica e la moderna. Necessità di 1,in reggimento di fer-roviei·i. - Capi tano SAMJO~. Ritiene insu f'fì cienti le quattro compagnie cli ferrovieri addette a1 ~·og~ gimenti del genio, nè può considerare come corpo militare le sezioni tecniche istituite nel 1876. Corrobora queste ~ue 1cle<~ con un confronto fra l'ordina mento francese e il prnssiano . Nel primo manca J'omo11eneità e l'istruzione militare pel servizio delle ferrovie in tempo di gu~rra . Nella difensiva la Francia ha_ appe'., a .il personale ne~essario fin dal principio delle ostilifa per g1ovars1 d1 esse; ma nell offensiva manca di tutto. Acl ovviare a tale inconYenicnte l'autore propone cli creare un nrfi ciale generale direttore del servi1.io fe r.r~v.iario al ministero della guerra ; una commissione superiore a P,m g1 10 ricata cli regolare i rapporti fra l'autorità militare e le comp~g~IC : uno stato maggiore des tinato a sostituire tut.te le diverse comm1ss101~1 attua li ed a fornire i cpmanclanti di li nee, cli tappe, ecc. ; un reggimento di fen ovicri ; 1rna ri~erva di soldati aU1.iaai che vi appartennero ; un simi le reggimento territoriale. Le grandi manovre del 9° co rpo tl,'esercito. - SEXTUS CA )ll'ANIUS. - Ebbero lnogo dal ~ 3 al 25 settembre sotto gli ordini del generale Galli fet, fra Poitier e Tours. Fu svolto il seguente concetto : « Le truppe straniere hanno invaso la Francia cle!l'cst e si sono a:auzate sino al ,md della Loira. Dopo un insuccesso, esse sono obbligate a rigu:i.dagnaro questo fìnme per r,iavvicinarsi _alla lo.ro bas~ cli opera~ ziono. Il 9° corpo d'armata, che precede cli uu giorno l esercito d1 cui fa part.e, è concentrato a Po'itiers. Esso deve iusegnire il nemico nella sua riti1·o ta. Il teina era noto solo nel lo sno genenalità; gli ordini per ogni giornata cli esercitazione furono dati successivamente volta per volta. La manovra ;;i avvicinò in tal modo al caraucre della guerra vera ed uscì da l solito convenzionalismo . Nella critica l'autore nota che in questo manovre i capi furono abituati a da re gli ordini al momento opportuno. Circa le marcie vorrebbe più iniziativa e responsabilità anch e nei ca pitani, affinch è potessero scegliere la via pi ù favorevole per tagginngere il punto cli con_centra mento. Sul combattimento rilo\·a che le istruzioni date .ai capi erano troppo sommarie, le tr:.1ppe non sempre sottomano, nè sempre si traeva sufficientemente partito dal terreno. L'istruzione della fanteria e della cavalleria è giudicata in progresso. Fra le critiche dirette all'artiglieria 1
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pone il soverchio peso che debbono portare i cavalli e l'insufficienza dei mezzi di tiro. In complesso si segnalano i buoni risultati ottenuti in queste esercitazioni, sopratutto grazie alla intelligente e vcramemc pratica direzione del comandante in capo. Il pane durante le grandi manovre in ca11ipagna. - X . V. Si rigeLlano come poco degne di fede tutte lo critiche mosse all'indirizzo dei servizi amministrativi, segnalando il metodo di vigi lanza che vi esercitano i comandanti generali. Ma il pane in viaggio soffre sempre grandi avarie. Ad uno elci corpi che ultimamente prese parte alle grandi manovre, il pano distribuito aveva sofferto la perdita del 60 per cento dopo otto giorni da quello della manipolazione. Dall'esame delle cause di questo inconveniente risulta primo rimedio essere ia buona cottura; secondo il modo di trasporto. Si fa la proposta d'una riduzione di volume diminuendo il peso della razione crednta esuberante, e migliorando la qualità delle farine. Questa diminuzione permetterebbe d'imaginare un mezzo più adatto di trasporto, cioè con vetture a scompartimenti, i quali lasciano fugare mercè la corrente d'aria l'acqua d'evaporazione o di condensazione fermatasi sul pane. Circa la gestione del servizio amministrativo si propugna la responsabilità del contabile quanto alla qual ità e durata di conservazione. Spese presumibili pel miglio-rarnento delle pensioni deglti uffioiali in ritiro p1·ima del 1878 (Seconda memoria ; continuazione) . - M ARTI N D E BnET'l'ES, tenente colonnello ìn ritiro. Contiene una serie di calcoli espressi in formole algebriche e tradotte altresì in linguaggio ordinario. Il ser·vizio delle s,ussistenze nell'esercito svizzero. - . Vum:ux. Vi si enumerano anzi tutto le principali attribuzioni del corpo d'amministrazione militare, posw sotto gli ordini di un colonnello, c.ommissario cli guerra capo. In tempi ordinari egli sti pula coi fo rnitori i contra tti necessa ri per assicurare la sussistenza degli uomini e dei cavalli. Le forniture son messe a concorso per mezzo dei giornal i, e gl'impresari debbono presentare cauzioni solvibili . Il nuovo ordinamento del ,t 875 creò per ogni divisione una compagnia d'amminist.razione composta di 5•1 uomini, un numero indeterminato di operai magazzinieri e 3 cavall i da sella . l l maggiore capo della compagnia è il direttore del servizio di sussistenze per gli uomini e pei caval li , ed ha alla sua dipendenza due ca pi di servizio, quello della sezione delle susgistenze cd il capo della sezione dei magazzini. Gli ufficiali d'amministrazione dei corpi si trovano presenti allti distribuzioni.
E: P ERIODICI
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Jote1•11al tles 11eie 11ee 11 n,U itai r e s. Fascicoli di sette mbre ,
ottobre e novembre. -
P arigi, Dumaine, 1880.
Studio della divisa della fanteria. - Colonnello P nuoROMME. Vorrebbe l'unitil assoluta nel vestiario di tutte le armi per la prontezza della mobilitazione ed il rinnoYamento degli oggeui in campagna; ma stando al suo còmpito si limita a reclamarla per la fanteria . Uaccomonda la giudiziosa scelta dei colori , preferendo i nazionali, sia per disLingncre le truppe da quelle delle altre potenze, sia per favorire le industrie del paese. La sempliciti e comodità sono tanto più indisp<:nsabili quanto meno è oggi il bisogno di attrarre la gioventù al servizio mi litare divenuto obbligatorio. Cogli stessi pri ocipii concilia l'eleganza e l'economia necessaria a causa dei grandi eserciti o~dicrni. Dal quadro doli!? sue , proposte risulta pel soldato un vestiario del peso cli ch ilogr. 5,75 sulla persona, un carico sulle spal le di chilogr. 15,898, e sui fianchi cli chilogr. 5,.i-90, cioè un peso totale di chil ogr. ~7,•138. Studio sulla f'<mnazione e sul meccanismo di combattimento delle compagnie di pri ma linea nell'offens·itoa. - Tenente colonnello LEllRUN. Si nota come inconveniente che le compagnie 'non mandano esploratori sul fronte fino a quando la catena non sia spiegata, mentre dovrebbero distaccarli dal momento in cui è indicato l'obbiettivo di attacco. A 600 metri dal nemico in terreno coperto ed a 1200, se scoperto, esse debbono frazionarsi. Si ri tiene, secondo la conoscenza degli effetti ciel tiro della fanteria, che la miglior formazione di combo.ttimenLo sia la compagnia a due scaglioni senza rinforzo, riconosciuto per ogni riguardo inutile. Nel .caso normale questi due scaglioni debbono essere di forza eguale: nell'eccezionale, in cui la catena non sarà fo rmata provvisoriamente che di una sezione, il sostegno consterà di tre sezioni invece di due. La distanza che deve separare la catena dal sostegno è cli pendente dalla vicinanza della posizione nemica: sino a 700 metri da questa posizione la clista:aza è di 315 metri ; fra 700 e 4-00 metri essa non è più cho di 2.75 ; infine a partire da 4.00 metri essa si riduce a •I 75 metri . Questa regola però non infi rma ii principio cli avvicinare i due scaglioni ogni volta che la configurazione del terreno lo permetta . A 1500 metri dal nemico bisogna abbandonare la formazione della colonna cli compagnia in terreno scoperto 1
426 LIBRI e prendere la formazione in linea. Per facilitare la marcia si consiglia una linea cli sezioni a int.ervalli eguali alla fronte di queste. A ·1200 metri la seconda riga si dovrebbe fermare e costituire così il secondo scaglione o sostegno, la prima riga continuerebbe il cammino per poi spiegarsi per isquadre. Questo sistema ha il vantaggio cli far subire minori perdite. Circa la marcia avanti si raccomanda la rapidità come mezzo capitale per attenuare il fuoco nemico. Infine per ottenere la vera discipl ina del fuoco e la completa istruzione tattica dei quadri, si fa vedere la necessità dei tiri cli combattimento in terreno vario, fatti secondo un concetto tattico, sopra obbiettivi improvvisati e da truppe sottoposte preventivamente a fa ti che, che le pongano in uno stato fisico conforme alla guerra . Migliorwm,&nto da int1·odtl1'S'i nel servizio della forti(i,caz·ione e delle piazze fort·i, pet· ciò che rigw.ir·da i corpi d'wrtigliei··ia. - Non si è lontani dalla fusione de.ll'artiglieria tecnica col genio; ma in mancanza di ciò si propone un corpo consultivo indipendente dai comitati di queste due armi, al r1uale competerebbe l'esame di tutti i progetti di fortificazione e lo studio delle misure e decisioni relative alle medesime. Inoltre vi si dimostra la necessità di un riordinamento delle truppe di artiglieria. È incontesta ta la utilità di numero~e truppe di pontieri, del treno, e di compagnie cli artefici. Il servizio dei ponti si vorrebbe affidato al genio, il quale dovrebbe esso pure riordinarsi. Seguono ulteriori proposte circa l'artiglieria d'assedio, il trasporto del materiale ed altri servizi attinent.i. Impiego clella fortificaz·ione nell'idtima g1ierm d'Oriente (Continuazione). - Capitano BoRNECQUE. - Si ~saminano le condizioni in cui si trovava la Serbia dal punto di vista delle sue rlifese naturali ed artifi ciali . Si passa al racconto dei fatti d'arrne, indi si espongono le considerazioni generali sul loro svolgimento. I Serbi sentirono sempre· il bisogno di compensare la loro inferiorità num erica mediante· trincee ed opere rapidamente costruite, traendone gran vantaggio per continuare una resistenza che non sarebbe stata possibile altrimenti. Dopo l'analisi di quanto avvenne nel teatro della guerra secondario si procede allo studio degli avvenimenti, che si svolsero sul Danubio e nei Balcani, premettendovi opportune considerazioni strategiche, geografiche, storiche e tecniche. Circa il passaggio di quel fiume si criticano i Turchi, che non seppero trar profitto delle lince del Bug, del Dniester e delle fortezze di fronti era, uè tampoco ·della loro qualità di facili fortificatori . I Russi per contro spiegarono tutta la loro attività nel fortificare le posizioni conquistate. Davanti a Schipka non
427 si eseguirono che fortificazioni passeggiere, e da quanto avvenne colà non si possono dedurre· regole per la difesa delJe strette. I tentati vi di offesa cli Méhémet Alì son giudicati favorevolm ente nel concetto, non così in ciò che riguarda la volontà e l'energia per compierli . EgJi. è biasimato perchè colle sne operazioni sui Balcani non seppe di-. fendere ad ogni costo Pravetz e Etròpol, per porsi in grado di soccorrere n.ella propizia occasione Osman-pascià. Però in questo periodo· della guerra i Turchi pensavano per tempo a rafforzare posizioni difensive scelte prima di retrocedervi. Guerra di partigiani, suo passato e suo a;ovenire. - A. Dx. Vi è rivendicata l'importanza di questo genere di fa zioni. Ma lo scrittore nou ammette che si possa farla rivivere con truppe improvvisate e indipendent.i, anzi dichiara sin da principio, che non può svolgersi se non con milizie sottoposte preventivamente alla disciplina e ad una direzione subordinata al comandante in capo . Determina lo scopo e l'impiego generale dei partigiani, quindi compendia la storia delle loro principali condiiion i nelle diverse epoche, a cominciare dai tempi cli Alessandro e venendo alle guerre della rivoluzione francese, ed alla rapida campagna di Napoleone nel 48'15. Com.battimento della fanteria alle piccole distanze. Il fucile Gras. ed il fucile/ 1lfous&r. - Colonnello C. C. J. - Anzitutto si limitano a 600 metri, distanza in cni il fnoco di una catena contro un'a ltra dà risult-ati appena calcolabili. A misura ch,e lo spazio fra gli avversari diminuisce, aumenta la rapidità del tiro. Per ·renderlo più preciso si danno parecchie norme di mira dedotte dall'esperienza, quindi s'istituisce un confronto tra il fucile Gras e il. Mauser per insegnare il modo con cui le tmppe debbono comportarsi contro quelle armate del fucile prussiano. Ossernazionti .s'ulle grandi manovre. - Si accerta l'ut.ilità di tali esercitazioni, ma si criticano i nrntodi con cui vengono eseguite. La cavalleria sembra aYer rinunciato alte cariche contro la fant.eria; per mancanza di posizione l'artiglieria ha una parte meno importante; la fanter ia non conserva abbastanza estensione sul fronte delle pri me linee e Ja;;cia troppo distanza fra gl i scaglioni; infine non si è molto versati nell'arte ·cJi utilizzare ii terreno. Per correttivo si propongono gli arbitri quali immediati giudici delle operazioni. R-i,forni niento delle rnuniz'ioni di fanteria sttl campo di battagl·ia . ANDREA MARIOTTI. - .Da una esposizione comparativa dei diversi si~t.emi usati nei principali eserciti si viene alle seguenti conclusioni : 0 ~ Necessità cli aumentare il numero delle cartuccie portate da ogni soldato. E PERIODIC I
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2° Adozione di un cassone unico per battaglione. 3° Necessità di designare, sin dal tempo di pace, in ogni bat1aglione, ~m sottufficiale pel servizio delle munizioni coi conduttori
dei cassoni . . 4- 0 Posto del cassone fissato alla riserva del · battaglione prima, alla riserva del reggimento in seguito, e indicato da un sl1gnale laterale. 5° Rifornimento alle truppe · in azione, fatto da uomini del sostegno. 6° Legame costante stabilito tra i capi di battaglione o ,di reg:... .gimento con le loro riserve di munizioni, con cavalieri addestrati a questo servizio . 7° Stabilimento di piccoli depositi di munizioni dietro la prima linea, pel caso di combattimento difensivo. 8° Rifornimento immediato di ogni cassone vuoto alle sezioni di munizioni con cambi di vettme se le circostanze lo ,esigano. Ord-in(J;rnento m;ilita,,re della Francia dal punto di 'DÌ$ta sociale. - Si propugna il sistema cli reclutamento regionale, come mezzo di migliorare le qualità delle truppe. Per l'istruzione degli ufficiali si propone di riunire in un solo i due reggimenti della brigata e d'inviare .alternativamente alle scuole e in missione all'estero la metà' degli uf·ficiali per un periodo di sei mesi, mentre l'altra metà attende all'istruzione dei soldati. $i svolgono quindi alcune idee sull'educazione morale delle truppe. Ta'ttica delle informazioni. - Generale Lewu. - Con cenni storici si segnalano gl' inconvenienti prodotti dal difetto di precise informazioni in campagna, e con logica stringente, dopo cli aver dimostrato quanto sia poco conosciuta la vera importauia di procurarsele, mediante un giusto criterio ed un servizio prestabilito ed esercitato, si .definisce lo scopo e l'ordinamento di quest'ultimo. n 1J&ro esercito nazionale. - Capitano BoRDIER. - Nella prima parte, stabilito il principio deN'eguaglianza degli oneri militari, si e~aminano la legge in generale e la militare, quindi le dispense dal servizio, il servizio ausiliario, il volontariato. Nella seconda parte si tratta ,del reclutamento degli ufficiali subal terni e sottufficiali . Osser,vazioni relative alle 't$t1·uzioni pratiche del 17 febbraio 1875 .sul se1·1yizio della cai,alleria i,n campagna. - Capitano DE C. - Contiene critiche sul regolamento in vigore, e pTOposte per compilarne ,uno fondato sui ·veri principii della guerra. .-1.lcune cons,iderazioni sulla tattica dell' a'V'Oenire. - R. DE ScHAUEN·
E PBRIODJCI
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BuRG. Verrà giorno, e non lontano, che le truppe di fanteria dovranno essere armate di fuci li pro~visti di magazzini cli cartuccìe. Bisognerà allora aver cura cli non rinforzare la catena prematuramente. Forse si ricorrerà alle armi difensive; la fortificazi"né campale prenderà una grande importanza . Fanteria e artiglieria dovranno cercare di porsi al riparo dai proiettili. La cavalleria avrà còmpito brillante, aprirà la campagna, inseguirà il nemico in rotta, compirà il successo nei combattimenti favorevoli. Si possono ricavare considerevoli vani.aggi facendo nell'azione sostenere la cavalleria da truppe a piedi.·
..lt'e,,e ntilitiit•i,sclie BUitter. novembre.
Fascicoli di ottobre e
Parallelo (ra la conqui-sta deUe Gcillie fatta da Cesare e le 'Oittorie tedesche del 1870-71 . Caratteri di.s&inti'Vi delle operazioni per linee 'irnterne. Studi mit~tari e politioi_siilla st01·,i,a recente cli Spagna. Continuazione di uno studio già cominciato nel fascicolo del novembre del 1878, $UlJa guerra dei carlisti. Ora si arriva fino ,alla descrizione del combau.imento di Somor,ostro del 27 marzo ,1874. La intendenza militwi'e francese durante la giierra del 1870-71 . · Anche questa è la contiuuaziane di uno studio intrapreso qua lche tempo fa. Allora fu pro·vato che i disastri patiti dall'esercito francese si devono attribuire ai .difetti di mobilitazione, alla insufficienza dei quadri per l'amministrazione al non essere più abituato l'eseì'cito al sistema dell'accantonamento, infine al cattivo indirizzo dei trasporti . Sarebbe però ingiusto incolparne l'intendenza militare. Dopo aver rifatta ~ la storia passata dell'intendenza militare in Francia, accennasi come nel ,1870 i comandanti delle truppe abbiano negato qualunque appoggio all'amministrazione, e l'abbiano anzi contrariata togliendole il mezzo di concorrnre utilmente alle operazioni . Inf/,uenzci de/,t'Ì!i'Oin brecc·i a sul profilo delle fortifìcazioni epelle opere i.n muratura. Dopo avere brevemente passato in rassegna la storia del tiro in breccia, l'autore conclude che oggi l'ingegnere militare deve decidersi a togliere qualunque muro allo sguardo del nemico, od a coprirlo dai tiri che hanno un angolo di caduta dai 15 ai 20 gradi .
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Dove è assolutamente necessario l'adoperare ·muratura, bisognerà coprirla di corazze. Not'izie sulle arm·i po·rtatili. - Capitano Hr,;NTSCH. Magazzino o ,cartucce del Krnka - Shrapnel a do;1pio anello del G,rnz. - Nuo.vi proiettili per le piccole artiglierie del Defty. Novità nelle costruzioni · dei cannoni Krupp. Pa1·allelo sto1~i,co tra la capitolazione dell' Ulma nel 1805, e qw~lla di Metz nel 1870.· Relazfoni {Ira ìa RWìsia e l' lngh·U.terra nell' A.sia ante1·iore centrale descritte mi/,i,tm··mente, sto1·icamente ecriticamente. - Capitano HoeNIG. La Russia ha un bell'asserire cll'essa nell'Asia è trascinata cli conquista in conquista a malincuore, e per assicurare il suo confine contro le popolazioni nomadi che la circondano. Suo scopo vero è di deviare il commercio asiatico dalle strade dell'India e della costa persica per fargli prendere quelle di Batum e c~i Tiflis. Non è al dominio dell'Asia che mira la Russia; essa non vuole diventare una potenza asiatica, ma rimanere europea. Però sa che nessuna potenza è mai divenuta grande, senza uno sbocco .sul mare. Questo manca alla Russia cui non basta certamente lo sbocco del Baltico. Perciò i suoi sforzi costami mirano a_l possesso del mar Nero, del Bosforo e del mare Egeo. ·Contro le Indie si contentell di rimanere come una minaccia continua per rendere ]'Inghilterra conciliante al compimento dei suoi progetti. D'altronde la Russia non potrebbe muovere dal Turchestan per una spedizione con tro i possedimenti inglesi del l'India, cc,n quella forza co lla quale è consentito di dare corso al le sue spedizioni contro i popoli cieli' Asia centrale. Per affrontare l'Inghilterra nell'India non bastano ·10,000 uomini , ed un maggior numero sarebbe difficile a concentrarlo. Il Turchestan specialmente mal si presta per la sua natura ad accogliervi un forte esercito . E:;so dovrebbe radunarsi intorno a Merw ed a Balch, due località distanti 450 chi lometri l'una dall'a!tru, ma le sole ove la truppa possa vivere. Quindi le due colonne dirigendosi una sovra Cahul e l'altra sovra Ilerat, dovrebbero essere divise durante la marcia da ll'aspl'a catena dell'Iudocus. In queste condizioni non è possibi le pensare a serie operazioni contro l'India. La Russia troverebbe forse migliori condizioni nel la strada che eia Asterabad e dal mar Caspio si dirige sovra Herat passando per la Persia; le difficoltà del terreno sono minori, il concentramento delle truppe più facile a cagione del mar Caspio, ed il paese più ricco di mezzi di sussistenza che non lo sia i: Tu'rchestan. Sopra un articolo intitolato « Studio s1tll'i,~trnzione individuale -di wna batteria » .
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!fans Rodolf'o von We-rdrnuUer geneirale all'epoca deci trenta anni -
STICULER.
La guerra contro glti, Zii,lti. Le nuove fortificazioni d/4 Lione. La Francia ha decretato dodici milioni a queste fortificazioni che devono formare il perno della difesa meridionale dei suoi confini oriental i. Si sa che, per la confluenza della Saòne nel Rodano il terreno che circonda Lione è diviso in tre • zone, di cui l'occidenta le pareggia in estensione le altre due. Questo fatto obbligherà l'esercito che vuole assediare Lione ad essere numeroso e ben provvisto di materiale da ponte per assicurare le comunicazioni. I nuovi forti si spingono fino ad una diecina cli chilometri dalla città. Essi consistono essenzialmente: 1 1• Nella curva del Rodano ad oriente della città in un ridotto centrale costruito sull'altipiano cli Bronn a protezione delle strade ferr?viarie _ed or~inarie _che_vanno a Grenoble, ed in alcune opere sul le aiture d1 Feyzrn m laccia a S. Foes a difesa della ferrovia che costeggia il Rodano. • 2° Tra il Rodano e la Saòne sulle alture della Croix-rousse presso Vaucia in una solida oper~ che sbarra i passi cli Sathonny, e difende a settentrione la città. 3° Sulla pestra dei due fiumi ad occident.e di Lione in un considerevole forte collocato a Mont-Verdun, il quale forma la chiave cli tutte le fortificazioni, può battere a cli,1.anze considerevoli la vallata tanto a monte quanto a valle delle correnti. La flotta eu1·ope1i in leMnte. La landu;ehr wngherese. Dipende esclusivamente d3l ministero della difesa transleitana. Tanto in Ungheria qnanto in Croazia c,li Honverl sono molto popolari, nè si lesmauo i danari per la loro i;truzione e pe1: i loro hiso_gni_. Ul ti~na'.nente ~ovenclosi c~struire un gran campo pe1manente nei dmtorm d1 Funlmcben, la città re"'alò il terreno i principi ed i più ricchi fra i privati donarono gli albe;i per abbell ire' le larghe strade che attraversano gli accampamenti; la società di navi"'azione s~l Danubio ,pI:e,lò ~ratuitamente il parco dei materiali per la ~ostruzione del granelloso tlro a segno, sul quale è possibile di tirare contemporaneamente contro ,1,t4 bersagli. Gli Hon·ved si ror;lut-ano direttame1 t fra _gl! uomini cli leva, clop_o che fn fotta la scelta per l'esercito. ~: n_obil ta _e la gras:;a borghesia va a gara per ottenervi i posti d'ufficiale, d1mocl~chè il ministro ha il vantellggio della scelta, e nel Ludovu:aeum d'. Buda Pest ogni anno sono ammessi M ufficiali per essere istruiti m un corso superiore di scienze militari. I generali e
LIBRI 432 gli ufficiali di stato maggiore hanno appartenuto all'esercito perma..: nente. In Buda Pest vi è pure una scuola per i sottufficiali, ed. a Jasbereny un'altra per la cavalleria. La landwehr transleitana usa la lingua ungherese e la croata in servizio, porta la bandiere bianca, ros;,a e verde e lo stemma nazionale sulla copertura del capo. La diversità delle lingue non porterà inconveniente in caso di mobilitazione percbè gli ufficiali degli Hon'Oe(i, i quali hanno in gran parte servito nell'esercito permanante , conoscono il tedesco e parecchi di quelli che sono nell'esercito perma-· nente intendono l'ungherese; oltre a ciò si cerca di mantenere buone relazioni fra i due eserciti. Le truppe di fanteria costitui$cono 92, battaglioni riuniti a due od a quattro in 2.8 mezze brigate. Quelle di cavalleria con il. O squadroni formano 9 rt:lggimen ti di usseri ed uno di ulani. Queste truppe sono ripartite nei sette circoli di reclutamento di Buda Pest, di Szegedin, di Kaschan, di Pressburg, di Stuhlwe.issenburg, di Klausenburg e ~i Agram, corrispondenti a quelli dell'esercit.o' permanente, coi quali hanno comune il numero progressivo. In tempo di pace sono mantenuti i quadri di H, comandi di brigata di fant.eria, e di uno di cavalleria, e gli stati maggiori dei reggimenti e delle mezze brigate, ciò che tiene in sarvizio attivo !1602 uomini di fa nteria, e 2.220 di cavalleria. Tuttavia questi quadri sono aumentati durante il periodo estivo ('16 marzo al 3•1 settembre) e portati a 6199 uomini per i bisogni dell'istruzione. In tempo di guerra gli effettivi sono eguali a quelli dell'esercito attivo, e comprendono: nella fanteria :2,576 ufficiali, 108,836 uomini di truppa e •I ,7!i.8 cavalli; e nella caval leria 370 ufficiali, 8,74.0 uomini di truppa e 1, ~50 cavalli, senza contare quelli che sono di proprietà .degli ufficiali. . Siccome glì uomini ascritti alla landwehr non sorpassano ora 1 110,000, sarà necessario di ricorrere alle truppe di complemento per riempire i quadri i~ caso cli mobilitazione. In ognuno dei circoli de:e essere costruito un gran campo trincerato, il quale sarà collocato m un punto cli una certa conr,iderazione anche sotto l'aspetto stra!egico. Ormai ne furono eretti cinc1ue di questi campi stabi li, nei quali nulla f~ risparmiato per agevolare l'istruzione delle trnppe. Le uniformi non diversificano gran fatto da quelle dell'esercito attivo, ed a distanz.a )e trup pe sì confondono tra loro. Le fanterie portano generalmente 11 fucile appeso alla spalla colla cinghia, e continuano a portarlo i~ q~es~o modo, non solo nelle lunghe pause del riposo durante le eserc1taz1om, ma ezianclio nel saltare i fossi e negli esercizi ginnastici.
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E PEF\JODICI
Jt,lit•bii~lie,• ri;,,. tlie tleut~c,,e .4 .1·1neetuitl 11.ltu•i,ne. -·- F ascico lo di no.ve rn bre.
La spedizione f1·ancese iln Egitto , ·1798- 180,1 . G0Pc1w1c. - Caratteristiche· nel modo di far la gue1'1'a in America
d11.r~rne,.la, guerr·a di secessfone. - Continuando nel suo esame soro• mano l autore Clta lo svilt1ppo preso dalla marina ·negli Stati ·del n~~d, e quello dato. all' uso .delle t?rpedini negli Stati del :md, i quali ess(rndo meno avanti nelle mdustne non ,av1·ebbero pot uto b.l · . . 1 anc,are al t'.1ment1 ~a potenza mari t.tima degli avversari. Riguardo al servizio .de, pontou,en . rammenta la distruzione del massiccio Brid"e-Pont sul Ra p1dam lungo 11800 piedi in !i.5 minuti;, la costruzione i: tre CTiorni d~l .ponte a quauro piani sul Potomac, ed .i l rest;wro fatto in ,Ìg ore d, lavoro del viadotto su l· Rappahanok ch'era stato brnciato dal CTene~·a le Lee: La tattica della fanteria variò durante ia guerra . •Nel pruno penodo fiuo al. ·1~62 gli Stati del nord aprivano il fuoco da l~ntano ~o.n forti storrru di caccia.tori, mentre qnelli del sud preferivano dt gettars'. al~a haio11e.tta, però senia direzione così da una p;rte, come da ll alt1a, . perche ognuno combatteva a capriccio, e secondo l'im. pulso cl~! p>opn~ coraggio . Nei due anni seguenti, <1bbandonat.a la colo~na d ,~tta~co, tu adottata la tattica lineare. Una di visione di quat.tro bi igate ~1 disponeva su. tre linee ; una brigaw a .150 passi cli distanza dalla pnm~ alt.re due in riserva a 500 passi dietro quest'ultima. Nel ~rso del combattimento queste linee fini vano col compenetrarsi una nell altr~ e formare una sola e lunga linea assai dansa di cacciatori. In seguito parve che si volesrn coprire questi cacciatori coll'approffittare del_ terreno e col largo uso di trinceramenti . Il combattimento parve un assedio; piccoli ostacoli assorbivano gli sforzi di una lun11a lotta; questa si fa ceva di rado genera le,· ed ogni movimento tatti~o cessava di aver luogo. . Coni:iderazion;i, stil ripcirto delle ·istriizioni della fanter,ia dwrante 1,l periodo anniiale. Molt_i tra gli esercizi cli battaglione tolgono un temp?, che sarebbe preziosamente impiegato nelle esercitazioni di compagnia, nella quale il soldato si trova sempre inquadrato. L'autore accenna quali. istr,uzi_oni potrebbero essere quindi tolte o passate di volo ada~t~ndos1 .ali ocherno concetto circa il modo d'impiegare le truppe. Notis1 che 11 regolamento d'esercizi prussiano mantiene ancora la colonna doppia, e la formazian,e su tre righe. ANNO XXV , VOL : IV .
29
434
LIBRI
L'artiglieria russa da campagna. - MAY WrLLE. - L'artiglieria russa conta . 48 brigate a 6 batterie, metà leggere metà pesanti, corrispondenti alle 48 divisioni di fanteria, oltre a 26 batterie -a cavallo con 6 pezzi montati ognuno, e una batteria a piedi ed una a covallo per l'istruzione. In pace questa artiglieria sarebbe divi~a come segue:
E PERIODICI
Batterie
da c~mpagna ,....._,..__--.
·;:
!lat.ter;e !latterie! !latterie pesanti leggere a Cannoni · cavallo
Esercite) europeo . Id. del Caucaso . . . . . . Truppa irregolare (Cosacchi del Don) Batterie d'istruiione . . ·. . . . Batterie di riserva Id. di deposito To·rALE
123
H
•123 16
1 '18
Hi6
26 ,1,1to 8 1
120 48 •IO H:4
2.
,t2
·18
I 157 .
37
t
Cannoni (1) . . . . Carri da munizione (1) Casse di munizione. . Affusti di ricambio (2). Carri di ricambio . . . Carri da foraggio (3) Ambulanza (2.) : . Carro medicinale (4) Card bagagli (5) . TOTALE
350 batterie
oltre a 12 batterie da montagna con 48 pezzi . In caso di guerra i pezzi sono portati ad 8 per batteria da carn-: pagna , e si ordinano in modo diverso le brigate d'artiglieria di riserva, cosicchè la forza numerica dell'artiglieria appare come nella seguente tabella: Batterio Ba tteriel Batterie! . . .· a Cannom gia" leggere cavallo!
a) In prima linea: Esercito europeo. Esercito del Caucaso Cosacchi del Don b) In seconda linea: Batterie di riserva Id. di depo~ito . Batteria d'istruzione. TOTALE
123
123
1
H
16
48 24
,i,8 2.,i,
26 8
,1
3
2121. 24-0 48 768 ,.02 8
1~3590 4-58 batterie
senza contare le ·12 batterie da montagna con 96 pezzi.
.,,.,,.,2:
~
I2
';;;
>
"" <)
o"'
j.,
"'e:
Batterie di risel'va
·s -o~ ~ ----------<)tf>
~
~8
"'
"O
2:
·;:
::
--- - - - ""'- - - -""- 8 16
2 3. 2 1 1
2
8
·12
6 9
8
H2. 2 3 2 1 1 2.
1
3 2 f
1
2
8
{l) A 6 C3\'lilli.
{2/ A 4 cavalli. (3) Parte a 4. e parte a 2 cavalli. (4i Ad un ca vallo. (5J A 2 cava lli.
35
31
25
"' "" "" ~
-
12.
8 8
2 3
2. 1 1 2 31
!latterie dì .deposito
-----------"' e
., "'""
"O
Q,
a
2
,. "'
';;; <)
"" -"' -<)
8 2.
8 2
2
,1
1
3
·1
.2
2.
2
1 1
2.
1
2
------ - - - - -
H,7,1
~
435
Le batterie sono formate come segue in tempo di guerra:
-
27
1 1 2 2 -,f
-19
1S
436
E PERIODICI
LIBRI
Ai quali cenni si possono unire i seguenti sopra le dimensioni dei pezzi e sulle qualità balistiche
J. proiettili sono granate, shrapnels e mitraglia, seguenti c.aratteri:
Cannone Canuone Cannone pesan~e lcg$ero da cavalleria modello 79 modello 78 modello 79
·- - tunghezza del cannone . . . Peso del cannone coll'ot.turatore Pesò dell'otturatore Lunghezza del la parte rigata Rapporto in calibri . . . . . Diametro della camera per Il proietti le ('tra . i campi) . . . . Diametro del la camera per la canea Numero delle righe Passo del!' elica in calibri Profondità delle righe Larghezza » » • . Velocità iniziale della granata
i~~~
cm. chi!.
cent.
mili. ))
mili. J) ))
4000 5000
))
Angolo d'eleva.zione, e di caduta del la granata alle ·distanze di metri
2.000 3000
·
4000
1
))
,H,3.00 13.4
,170 364.45 H.769 ,106.7 12..3
1 8.77 10.72 8.77 ,t,1.78 9.8 9.8 2.,i. righe parallele ad elica
progressiva
Velocità restanti alle )' distanze di metri 3000
,1000
457 .00 37.674 1H:2 ,1,7.'1
1
))
500
2 1O
622,.fi8
»
cm.
))
00 ,j
36 .25
,,o.5 373.4 343.0 3115. 9 268.0 230.3 2.05.6 ,194 .9 ·1 °.3' 10.9' 2<>.118'
2°.36'
40 oo - 36 ,1.25 ,1 .2.t) 8.4. 8.4 fi.·1 ·1.5 442.0 374.0 396 .9 360.2 344 .o 288.0 30il.6 258.0 245.5 :H8.5 22.7.6 2.n. ,1 204 .5 0°.39' 0°.26' 11°. 114' 0°.45' 1 O .2•1I 1°.40' 2.0 .:i:2' ,1 °.H' 40 .2.' 4°.2/i' 6°.3,'t.' ,i 0 .54' 8°.9' 7°.30' 9°.39' 1 11°.33' 11 °.2!~' ,12° .,1.2' 10°.u' ,170.,i3' ,130.28' 17°.li8' 19°.18' 25°.25'
00 -
1
1
5000
Ca nnoni peSiHl ti
____ ,___ _
2'10
437 quali hanno i
Canno ni leggeri e per Ci.l valloria
- - --1-----
Lunghezza delle granate in cal ibri .. ·Peso della granata pronta allo sparo . cbilog. Peso gella carica di scoppio . . . gr. Peso dello shrnppncl pronto allo sparo . chilog. Peso del la carica cli scoppio .• . . gr. Numero dei pezzi dello shrappnel Peso del totale delle pallottole chilog. Peso di ognuna di esse gr . Diametro delle pallottole mili. Metallo Peso della scatola a mit.raglia . chilog. Numero delle pal lottole contenute Peso loro com plessivo chilog. Peso d'ognuna di esse gr. ·Diametro mili. Metallo di cui sono Carica · chilog.
2 .6/f 12 .374: li 1I o HU-95 ·106.65 290
'2 .36 6.872 20(1,.8 6.8(1,0 68 170 ,1.812 4 0.66 12.7
piombo compresso 12.90 17'1 8.550 50 23..6
1
·7 .063 76 (1) 4.94 65 26 .1
zinco
1 .~ff3 (2)1 1.708
Il confine ru.sso-chine:;e 'Ìn relazione al presente conflitto della Russia coll' lrrvpero celeste. - Descrizione geografica del confine. accorn pagData da due schizzi to lti dalle carte del Petermann. L'a;mmaestrarnento dei cacciator·i. - Si chiede che sia consacrato maggiore t.em po a codesti esercizi che dO'vrebbero essere sempre fatti colla forza di guerra, e con cartucce a salva.
(1) Un nuovo modello di scatola a mitraglia conterrebbe 102 pallottole di 50 gr. ognuna e del diametro di mili. 23.6. (2) Veramente la car ica dovea essere di chilog. 2.048, ma per il ri nculo troppo forte fu r idotta e con essa anche la velocità iniziale, ch'è di soli metri 373.4. ·
438
L IBRI
439
E PER IODICI
cli Giulio Cesare e l'i nl?'odnzi one a:i suoi commenta1'i »; « La uuerra « L'arte del generale in uipo nel secolo X LX )> ; « La stor'ia della fanteria >) : La tatti,ca generale confo·n ne 'Ì, punti d·i, v1sta della rnode1··1ui wrte clella g·uerra » ; « Il ·oowbola1·io 1wilitare »; «La gue·r-ra cl'l talia del ,/ 859 e&ita 11el 1860 a Zurigo .... attestano la sua eccezionale operosità. Da quest'ultima opera emerge como egli sapcs;e iudovinare o per meglio dire tli vinare il giusto ancor quando scarseggia cli ma ter1ale. Soguon() altre pubblicazioni. « la guerra d.ell' insiirrezione ungherese»; « La 9uerra per l'indiJJen,len.za i taliana i 800-01 »; « Memorie clellci gne;·ra cl' [tal'ia 1860, molti opuscoli riguardanti qnistioni militari germaniche; « Le gnerre d'Italia del ·1848-49 »; « La p'iccola guerra »; « Lo stnclio del corn.battùnento » ; . « _La campagn~ del/.a Dawirnarca >>; « I commenti alla storia, d:i Giulio Cesare sc1·~tta da Napo teine 1'11 »; « La gue1·ra del 66 in Boem·ia ed l t<ilia i> ; « l e uimpagne de/, ,/ 796 e 1797 del generale Bonapnrte » . L'ultima guerra d'Oricute lo occupa fi no al ·1878. 1l Ce.9a1·'is11w, la sua entità e le .me opere ,i 1rnhblicaLo in Znrigo nel ,1879, dnl qua le l'nntore trac conseguenze coutrarin al principio monarchico e religioso, è l'ultimo libro di quest'uomo d'ingegno mirabilmente versati le, di operosità singolarissima . 1 Ll w lore delle carte per la condottci detla gi,er·ra. - Capitano GoTTEsCHEn1. -Tattica e strategia abbisognano di buone carte. Per la prima esse sono uti li, per la seconda iudispensahili. Usandole vuolsi :,;cmpre averc rigual"rlo allo spazio, al tempo, al la co'nfigurazione del suolo ed alla fo1-la cli ambo i combattenti . Solo così potrnssi dire dì leggerlo con intelligEmza. Anche le migliori lasciano molti dubbi sulla coufì gur~zione al timetrica e piana; epperò non devesi fare a fìclanza, 1nn nconoscere de oim . .)1entre .,i può raro a mono di carte per condurre il combattimento, 0011 puossi compiere senza di esse un razionale schieramento tattico. I l fantaccino durante il combattimento non ne 11bbi sogna. - Ancora meno il cava liere. Anche l'artigli ere trovorù ~are occasioni di servirsene. Per il servizio di sicurezza e d'esplorazione è altra cosa . Sono uecossarie per orientarsi; nel cam po tattico però si può anche farne a · mei10, poivhèi il tatti co prudente, vuol vedere e non leggere. . Tl collegamento delle strade ferrate austrn-ttngheresi colle m.acedonie~1·iw1.eliane. - Ingegn~re Buc»Er,1rn. - È uno studio nel quale le considerazioni commerciali e politiche sono posto in prima li nea e le militari non appariscono cho cloYe collimnno con quelle.
ell i suoi, mezzi »; 01•gtn1, t.le1• 1'l·i l'i,tiir 'lVllllleHSClt.tirtliclien
Tomo
J!e1•eit1e
XXI, fascicolo 2° e 3°.
Fede~·ico .Gnglielmo Rustow. Sna 'Gita e slwi scr itti. - Capitano ZErtNTN. - Maravigliosa è la fcco nditn di .Uiistow come scrittore. Lo Zernin passa in rassegna ben soLtanta pubblicazioni, delle quali ecco le principali ; « lo stcito 1wilùare tedesco pr·'bma e. ctwrante la rùJoluz,ione » edito nC'll'anno ,1850 a Konigsberg: fu il primo suo scri tto che mosse il campo a rnmore. Democratico appassionato, pur con tinuando a vestire la divisn dell' ufficia le, attacca con violenza tutte le istituzioni militllri del suo paoso e nomini e cose sono egua lmente condannati. Scampato miracolosamente dal la prigionia, frullo di questa pubblicazione, apre la· lunga serie letteraria con l'opuscolo « Cosa deve tenwre la Svizzern da iin attacco della santa alleanza, Zurigo ~ 850 che vuolsi considerare quaìe « Captatio benevolenfliae » ciel paese che ospitavalo. ·segue « La storia delle istituzioni 1niliuiri della Grec'ia fino wi tempi di Pir1·0 » nAlla quale ha per collaboratare il Kèichly. Appnrsa nel "852. a ;\rau fu accolta con gran favore per le accurate investigazioni storiche dello quali è ricca . La /ort·ifìcazione applicata confo?'me a.i p1'incipii della giwn·a» . • Gli stu&ii c1,i,tùYi: attorno l'importanzci delle opere lli Biilow cd altri tli minor mole non bnstano a saziare la rebbrile auivitn di RUstow, elio associnto ancora al Kochly, pub])lica nel •1853 la prima, nel 1855 la seconda parte della sua Òpera « A1itort mi l-ita1·i g1·eci » o si accingo alln sua prima opera storica mi litare: « I.a gue1Ta nel 1805 ·in Germ<rni<i ecl in Ttalia, come g iiida allo studio della storia 1nilita1·e » . Vuolsi (e l'a rticolista è pure dell'opinione), sia questo il suo n:iiglior libro. Escogita nuovo vie per la ricerca della verità storica e parte del principio che la storia mililarc vuol scri versi in guisa do essere utile anchè a coloro, cui mancano tempo ed opportunità per investigare da sè le causo e lo conseguenze dei falli ~sposti. Fu il primo, che nnrrò classifi cando gli avvenimenti in progetto, ordini ed esecuzione. « Le ricerche sull'organizzazione degli eserciti »; « L'attacco della c,·in1ea e la lotta attorno a Sebastopot,i, »; « La tatt·i.ca delle M·e a.1·1rM >) ; " Tl seri;iz·io dello stato maggiore nell<i con/èderaz'ione smzzera » ; « GN, ord:incimenti militari e la con&izione delle tnippe >)
(<
1
440
44 1
L!BRf
E PER[OD lCI
··· 1 mezzi per proteggere le truppe da grand!i, ed ùnpreviste perdite. - Tenente RoKSANorc. - Che anche nel fuoco disordinato della battaglia siavi una certa regola nella disLribuzione dei c~Jpi, lo provano le ferite dell'esercito tedesco nella compagna del 1870. Esse toccarono la cifra di 88,709 ; ma soltanto di 65,460 se ne ha notizia così sicura da poter stabilire la seguente tabella che ne dà il rapport.o per IT)il!e :
.chiante del proprio fuoco, la preparazione a fondo di ogni attacco colla fn.cileria e l'artiglieria è il mezzo più sicuro per sfnggire, sopratutto in terreno scoperto, a perdite esorbitanti . Devesi andar cauti nello studiare l'efficacia dd fuoco dai risul tati di pace. 'Nel la pratica converrà considerare una parte dei colpi come mirati, un'altra come approssimativamente mirati ed il resto .come non mirati e forse per tre quarti lanciati con troppa ·elevazione. Quando il comandante sappia -che la più gran parte dei suoi tiri non sarebbe mirata, non faccia _far fuoco alfe grandi distanzt . Contro una lunga e fitta catena, ordini addirittura, s'è riuscito ad avvicinarla alquanto, il tiro accelerato . Nel combauimen.to a fuoco non tengasi conto clel numero. d~i fuci li disponibili, ma bensì dello st3to morale, fisico ed intellettuale della truppa, la quale non va considerata come una macchina che bene o male funziona sempre nella medesima gnisa. È uno spreco di munizioni il far fuow senza uno scopo tattico ben definito , come è tale il cont.inuarlo quando lo si sia ottenuto, oppure dimostrato che non puossi raggiungerlo medianto il fuoco. Le cause di dispersione in~renti al fucile della fanterid ri,1)ettò agh errori di mira e di scatt.o sono cosi piccole, che nella maggior parte delle e,,enieoze cli guerra rie~cono insignift.canti . Alle grandi distanze contro riw,rti ch iusi il fuoco riuscirà semp1:e concentrico. Alle pie-cole contro catene di cacciatori o formazion i estesH porterà il carattere del fu oco parallelo. Uomini e sopratutto uflìciali o stati maggiori in vist.a. attraggono un fu oco coDceotrico. In essi. la zona di dispersione è più stretta in qnel punto della linea battuta che corrisponde alla vera ·distanza da lla posizione dalla quale si fa fuoco. Giace alquanto dretro il centro_della truppa colpita ; s'a llarga poi avanti ed indietro, per cui la densità diminuisce in nrnggiori proporzioni che se avesse ovunque eguale _larghezza . Per evitare alla propria truppa perdite stragrandi conviene sapere rintracciare le zone cli dispersione. Osservando i rimbalzi, si riuscirà non solo a t.rovfirne i li miti estern i · ma anche il punto . di massima vulnerabiÌità. Da qua lche dista~za e sopratutto da luoghi dominant.i è faci le osservare le zone di dispersione. I comandanti, che non perdono il sangue freddo, guardino prima cli ordinare ai propri riparti d'ava nzare. Le zone di dispersione sono più lunghe se il suolo va parallelo al corso della traettorià, piµ brevi se si eleva dietro la li nea mirata . Data la prima delle dette condizioni per tutti i fucili militari, a 600 ·passi lo spazio battuto, all'aHezza della fanteri(( con puntament.o orizzontale è eguale alla profondità d'una colonna di com pagnia sul piede di guerra di fianco in
1
Esercito gPrmanico
e
Sassoni Baclensi
Per cento pe,· t utti
ba,·ar~se
·----
- --
236
·168 2fi. 228
176 .J7- "8 o;o 26 2-3 °lo 228 23- 24- °lo
Al busto e~clu<;o gl i organi genitali e le_ parti deretane . .
257
2.52
253 25-:-26 O/o
Al centro del corpo · (sedere e parti genitali) . · . . . .
7
9
Alla testa . Al collo . Alle braccia e mani
174-
1
22
1
,12
o /
/o
Alle coscio
,105
1
107
·1·17 40- 1·1 O/o
Ai ginocchi, polpacci e piedi.
206
22 1
2.00 20- 22 °lo
1
1
Le ferite che servirono a stabilire questa curiosa tabella, essendo m numero as!\ai minore presso i Sassoni ~ Badesi che presso i Prussiani e Bavaresi, la medesima legge domina cosi in grande come in piccolo. Si consideri un corpo tmano come uu bersaglio e si ha per la parte superiore (dallo spacco delle gambe in su) due volte tante lesioni quanto nella inferiore e precisamente: presso i .Prussiani o Bavaresi 66i in ,alto e 336 in basso; presso i Sassoni 650 e 3fi. 7 e presso i Badesi 659 e 34-·1. Quanto più eguali saranno le armi ed uniforme l'uso che ·se ne farà, tanto maggiol'e coincidenza nella ripartizione dei c-0lpi sul bers.aglio. Uu riparto di fanteria ottenà effi cacia nella misura nella quale sa prà sul punto indicato dal suo comandante addensare e raffittire i s1ioi col pi nello spazio e nel tem po. Nell'addensamento delle traeuoric sta il vero valore del fuoco in guerra. Quindi l'effi cacia di tiro dipenderà dal colpo d'occhio e criterio tat.tico d·el comandante, dalla quantità e celerità dei co lpi mirati, dalla disciplina del fuoco. La potenza sover-
442
fil e doppie. A 1000 eguale alla profondità di una mezza compagnia, a ,1,j.00 a quella di un plotone, a 2000 a quella d'un mezzo plotone sempre nell'anzidetta formazione. Dove il proietto rimbalza vi si deve aggiungere meno della metà delle profondità indica te. La linea spiegata e le frazioni in colonna di fil e II distanza di spiegamento sono le migliori formazioni per diminuire le perdite. Si avanzi in direzione inclinata a /~5° risoeuo alla normale di iuarcia . Contro fuoc hi a sa lva a grandi distanze ~ uovere obliqui e gettar;;i a terra al brillare della fia mma . Contro artigfi er,ia si usino i coprenti solo nel caso che non siano ben marcati. Si uti lizzi la qualità del terreno (smosso, dolce, disuguale o inclinato di ,1i 0 0 ,15° sulla mira avversaria) perchè se l'artiglieria pnò faci lmente appura re la giusta distanza, non può egualmen te riconoscere se il terreno avanti il bersaglio danneggia il suo tiro ccl in quale misura.· Contro lo shrapnel i cambiamenti di posizione si facciano avanti e direttamente in direzione delle bocche a ·ruoco . Della disinfe.zione in guerra. - Colonnello Dott. NENDOIU'El\. Dociwienti turchi s·ull'-ult-ima giie9-ra 1877- 1878. - di Ac1rnEo'M1DHAT-EFENO!. Tl ca;vaUo ai capitani in Francia.
-itr,r,JennJi Sb<.u ·n'ik Novembre
1880.
Sgiiardo alle operazimvi del distaccamento d:i Rustciuclc nei me,s·i cli settembre ed ottobre 18i7. C. Sulle opinion1i espresse clalla le.ttemtura milita-re . russ·ci intorno. a 'Oà9"i,e qiiestion-i, d:i, guerra diwante gli anni l8i7 al J8i9 .. Del collegc1Jmento dcll' a1·tig lieha, colle altre a'l'mi. - l\'.laggior generale KocANOw . - « L'ultima guerra fece sorgere molte questioni che de« vono essere risolte. Le più freq uenti si riferiscono all'artiglieria, « arma il cni sviluppo prima de!la guerra era rinchiuso fra uno « stretto cerchio di specialisti; epperciò moltµ vagamen te si trovava , in relazione colle altre armi. Se qualche volta dei non artiglieri $i · « decidevano a toccare problemi riguardanti quest'arma· lo facevano « col la ma~sirna cautela, di fron te agli attacchi degli specialisti~sempre « gelosi custodi nella loro sfera d'azione contro l'intromis~ione di gente « estranea. Le conseguenze di questo stato di cose si resero palesi nel- . 1
PEHIOD1Cl 443' « l'ui tima guerra col la incertezza nelle relazioni fra le varie armi « ~ncertezza che dava luogo ad operazioni erronee, epperciò ad accus~, « 111fondate ed a inutili recriminazioni. Non v'ha un sol r.:imo del « servizio d'artiglieria nel quale .norf si siano elevati problemi che « esigJno una soluzione. Questi problemi vanno man mano comparendo « sui giornali militari; resta solo a sperare che il. risolverl i non spetti e, an:o~a al gr,up?o cli speciali ,ti , ma sia messo d'accordo co lle pro" p~1et'.1 e coli azione delle altre armi. Fra siffatte questioni il posto « più importante è occupato da quella riguardante il legame razionale « dell'artiglieria colle altre armi nei vari riparti tattici, dalla risolu« zione della quale dipende la buona o cattiva riesci ta di 1.ut.te le altra. cc Quantunqne essa sia stat.a già sollevata nella letteratura mi litare " rus~a, disgraziatamente non fu finora trattata con quella enerl)'ia che . v << menta» . L'au tore crede perciò necessario mettere in campo ancora una volta questo problema ed esaminarlo in tutte le sue parti. Nell'ordinamento mili tare russo la minore unità tattica in cui si trovino in pace riunite le 3 ;armi è il corpo d'arma ta; epperciò al comandan te cli esso dovrebbe incombere di formare colle 3 armi un solo tutto, le parti d0l quale siano in grado di ·capire e conoscere le propriet~ e i bisogni l'una dall'altra. - Ma ciò non succede ri spetto all'artiglieria: il comandante di cùrpo d'armata non viene ad essere l'unico che dispone dell' artiglieria sua, poichè questa trovasi sottoposta nello stesso tempo al comandante d'artiglieria della circosermone militare, autorità indipendent<~ dal corpo d' armata e che· può disi;orre a suo · piacimento in tutro ciò che ril)'uarda l'istruzione la discipl ina e l'amministrazione dell'artiglieria. Così l'artiglieria di: un corpo d'armata ·ha due comandanti diversi: iI che è senza dubbio una ano~alia. ~ n~anche in guel'I'a il coma ndante cli corpo d'armata d'.venta il .capo rnd1pendentc della·propria artiglieria, perchè la parte eh _s~condo comandante passa dal comandantH l'artiglie1;ia di circoscrizione al comandante l'artiglieria d'un'armata . I comandan ti di divisione poi non hanno in pace alcun potere sull'artiglieria che loro · si affida in guerra, poichè essa è sottoposta direttam"ente al comand~~te d'art!glieria di corpo di armata ; in guerra poi l'artiglieria di':1s1011ale dipende tanto da questo quanto dal comandante la divisione;· epperciò ha anch'essa due comandanti ind ipendenti l'uno dall'altro. Un_ tale stato di co~e non esiste per le altre armi : e ciò perchè? · ~erc.he. e1:roneame~1t~ si suppone necessaria una speciale istruzione per l art1gher1a accessibile solo agli artiglieri; donde la credenza nella ne-· E
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LIRR I 444 ce;;sità per i comandanti di riparti anche i più numerosi di una tutela da parte degli speciali,;ti , tutela che agisce dannosamente sul reciproco legame delle varie armi. Lo truppe sono fatte per l_a g_ue_rra; esse potranno solo ottenere dei successi qL1audo le loro operaz10m s1~110 dirette da un sol capo; ecco il pri ncipio fondamen tale. Questo prm. cipio va lo tanto per un'armata cruanto per i minimi riparti formati da una sola o da più specie cli truppa . Conseguenza di ciò: i comandanti di riparti for mati da diverse armi devono conoscere a fondo le proprietil di ognuna cli esse. Chi gnida le truppe nel co mbattim~nto? I comandanti di divisione e di corpo d'armata. Dunque a questi devono essere sottoposte in ogni riguardo tutte le armi; è assurda ogn! tutèla alla loro attività fa ua da organ i collaterali, e sono superflm . i comandanti cl'artigl ieria di circoscrizione, di armala e cli corpo cli armata. Gli avversari del concentramento nelle mani cli un solo del comando su tutte le specie di tru ppe dicono che i comandanti cli divisione e di corpo d'armata provenienti dalle Hle della fa nteria o della cava lleria non sono pratici d'artiglieria . Ma ciò deriva appunto dal non aver essi mai occasione di conoscerla. « Bisoana che già in pace i comandanti di corpo d'armata e di « divisio~e siano i ,,eri comandanti di tutte quelle armi di cui essi « dovranno disporre in guerra .· Chi dirige il combattimento ~eve « essere il principale responsabile della sua rius_ cità; ma pu_ò egli « rispllndere di un'operazione sbagliata quando al suo lato. v1 sono « speciali individui i quali possono cd ogo i momento c\1sporro a << beneplacito di uno dei fattori più importanti, di quell'arma che prece para il buono · sviluppo e il buon · esito clel combuttirnonto? Non « son rari gli esempi dell'ultima guerra in c~ui ìl comandante l'ar<< tiglieria di corpo d'armata cambiò le disposizioni. del ~o.~rnndante « l'artiglieria divisionale, dispo'>izioni fo ndate sugh ordm1 del _ co<! mandante la divisione. Donde contraddizione fra i comandanti , e « un accusarsi a vicenda dell'insuccesso dell'operazione. Queste con<< fusioni provenivano ànche da un poco esatto criterio delle proprietà · « dell'artiglieria da parte degli stessi suoi comandanti . Non basta << l'essere artigliere per ben sapere ado perare l'artiglieria. Per ma« neggiare un'arma qualunque cho agisce in collegament.~ colle altre~ ·« bisogna essere a fondo impratichito con tutte le armi che pr?ll7 « dono parte al combattimento . Si dirà che un comando speciale « per l'artiglieria favorisce lo srilu ppo dei 1n todi d' istruzione tat<< tica durante il tempo di pace. l\'fa c ·ì 'i non è, poichè mentre le altre
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armi hanno istruzioni specia li nei· vari rami ·dell'ammaest.ramento « mi litare, l'artiglieria non ha neanche un regolamento d'esercizi de« finitivo e da dieci anni non fa che dei progetti . << Forse l'i~olamento dc li' artiglieria prodllsse il vantaggio di un << armamento eccellente? No, poichè men tre le altre armi ebbero << un armamento assai pregevole, l'artiglieria do1 ùtte c:ambiare il suo, « e questa necessità si mostrò fin da l principiq della guerra ». Da qua lunque lato si guardi, non si trova un'uti lità nella autonomia dell'artiglieria, e non .vi può essere; non si può aspettare uno sviluppo di una parte rinchiusa in un cerchio troppo stretto . V'ha infine ancora una circost.anza che agisce dannosamente sull'artiglieria combattente, ed è questa la ri unione dei rami tecnico, amministrativo o tattico sotto un solo comando . · L'armamento della fanteria e della cava lleria fu messo in prova da indi1 iclni cbe non lo progettarono, ed il modello adottato in seguito a queste prove, fu buono; J'arrnllmonto dell'artiglieria invoco si mette in prova da individui sottoposti all'autorità che lo ha progettato - · e ciò è nocivo al ri sultato. . · « Onde si rede che tutto parla in favore: « i O Della separazione dell'artiglieria come arma dalle autorità << che devpno provvederla di materiale; « 2° di un più stretto legame dell'artiglieria combattente colle · « altre armi, il che si può ottenere solo con la completa dipendenza « dei riparti d'artigl ieria dai comandanti di divisione e di corpo di << arm11ta >> . Ai comandanti l'artiglieria di circoscrizione ri manga il comando sull'artigl ieria da fortezza e l' incarico dr~I materiale; il comandan te · l'artiglicrin di corpo d'arma ta sia sostituito da un ispettore dell 'artiglieria al quale siono sottoposti i soli parch i ed al quale sia affidata l'i spezione del!' artiglieria quando lo creda necessario il comandante del corpo . cc Si dice che non tutta l'artiglieria di un corpo d'arma ta deve for« mare durante il combattimento l'artiglieria divisionale, ma che una « parte di essa deve costituire l'artiglieria di corpo e che perciò ogni « corpo d'armata deve avere il suo comandante d'artiglieria . - A « ciò si può rispondere in questo modo : non v'è alcuna differenza « fra l'azione dell'artiglieria divisionale e quella dell'artiglieria di . , corpo d'armata : al contrario si.ante la differenza dei calibri del« l'artiglieria da campagna sarà difficile lo stabilire sin dapprincipio · • qu~li batterie sia più utile l'a~segnare al le divisioni e qua li deb<<
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·" bano formare l'artiglieria cli w rpo; questa circostanza richiede di « costituire l'artiglieria di 'Corpo secondo si presenta il combatti mento. « Epperciò è più vantaggioso lasciare alle divisioni tutti i loro pezzi ..« e nel caso di combattimento separare alcune batterie da allìdarsi · « all'ispettore quale artiglieria cli corpo d'armata " . I campi trincerati temporanei - M. MAZUKEWIC. L'occitpazione della Bosnia - K. P. A.lcune parole sull'editcazione e l'istruzione del soldato - W . D AT_zEwJCH.
Mem,orie della campagna del 1877. - W. ATrANASOwrcH. __ La te1·za d!i;v·is-ione della Gua1·dia nella gnerra del 1877 -78. J{. ENKEL. . Un anno a cavallo - 11eniorie d'iin ·ufficiale di stato magy•iore .sulla campagna d'A.rmewia nel i 877 e 1878. - H. ScHNEUR. Tl reggimento drag oni dell'orditne •1n..ili.twre p1·esso Mareno ed Elena. -
A.
L ERMON'rDW .
Ri'liista Ritssa. - Stato ddle forze formanti •il corpo d'imvestirnento di Plewna dite giorni prima della 1·esa (esclu.s·i i Rumeni) Ufficiali
Fanttiria 3· divisione della guardia 233 Corpo dei iranatieri . 2• divisione . 228 3· 248 40 Corpo d'armata 2• divisione . . 12·1 ·16· 17•1 30·
Truppa
16, •17{; •l 1,227
))
· 10 ,872
))
175
9,123 9 J 9(1, 9,355
,12.s ·172. 73
6,289 9,109 4, 170
Totale della fanteria ·1549
8 0,8 •15
))
90 Corpo d'armata 5• divisione
31" 3" brigata cacciatori ))
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Caval leria 9a divi,ione ·127 3189 Genio " 41 .925 Artiglieria da campagna 254 10,27 6 In complesso 3 1 reggimenti di fanteria, 4- battaglioni di cacciatori, ~5 reggimenti di cavalleria, 3 battaglioni del genio e 50 batterie d'arti'glieria da campagna con un complessivo di 1971 ufficia li e 90 ,205 gregari. - No11 sono compresi i non combattenti e l'artiglieria d'as,sedio, sulla qùale non si hanno dati precisi . Ri'liista estera. - Germania e Danimarca. 1
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somIAIHO DELLE AUTERfE
contenute nelle dis11e11se di ottobre, novembre, dicembre ·1880.
TRINCEE DI BATTAGLIA. - E. O live r o, maggiore generale Pag. LE TORPEDINI. - ,l T raiani, m aggiore del genio . . . ' ,, LA RIMONTA CAVALLI PER GL! ' UFFICIALI, tllardale Hia nehi d'Add a , capitano di cavalleria . . . . ·. . . . . " L A DIPESA DELLE COSTE. I L LITORALE E LA MARINA. - tllil l• di n l, deputato al Parlamento . . . . . . . . . . » LA i\fANIERA DI COMBATTERE ì)I OGNI TEMPO. - G . 1-'. :Il ,. » 'STUDI SULL'ARTIGLJr,;RIA CAMPALE. - I. PROPRIETÀ CARATTERISTICHE DELL'ARMA . --- ,I . lUa zza, m aggiore di artiglieria " l L MONTENEGRO PRIMA. E DOPO IL TRATTATO DI BERLINO. G. O ..
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LA DIFESA DELLE COSTE . LA DIFESA E L'OFFESA SULLE COSTE. -tlllaldini, deputato al Parlamento . . . . . . . . ,, RELAZIONE E PROGETTO DI LEGGE PEH MODIFICAZIONI ALLA LEGGE DI RECLUTAMENTO . . . . . . . . . . . . . . » CONSIDERAZIONI MILITARI IN'l'ORNO AL PIANO DI DIFESA ADOTTA'I:0 DAL CALVI IN CADORE NEL 1848. - 'l 'emistoele illa• r io tt.i, capitano ç.el 48° 1·eggimen to fanteria . . . . " STUDI SULf ARTIGL!ERIA CAMPALE. - Il. MOBILITÀ ED EFFICACIA . - ,\. illa.u n, maggiore d'ar tiglieria _ . . . . . . » LA DIFESA DELLE COSTE. LA DIFESA LITORANEA ALL'ESTERO E IN ITALIA. - .,ai,ldiol, deputa to al Par lamento •
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19 _
' 40 62 -
96137 ~ 158 193 _ 230 _
32'1 _
342363 -
Libri e pe riodici.
Ital iani. I
La dis persione dei mlla li e feri ti in ·g uerra ed i treni ospe- dali. -:-, °RAFFAE~Lo D1 FEDE . . . . . . . . . Paf!. '105 L'md1ce pm approssnnativo per la sce.lta del soldato e la dia metr1a toracica i_n sostituzione de lla m i~ura perifer ica . N. MONTI . . . . . . . . . . . .. . . . . . » 111 I cod,ici ~enàli mi)itari per l'eserci to e per l'arm?ta del r egno d Itaha. - ISIOORO M EL . . . . . . . . . . . . ,, 1'14 L e campagne di guerr a in F ri uli, 1797 ·1866. - ERNES rn AGoS'tINO . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . » 119 Abbiam<? ~rgente bisogno di na vi. - PAOLO COTTRAU. . » 282 Da Cast1gl10n de' Pepoli per val di Setta e val di Brasimone. DOi\IENICO G!ANNITRAPANI . . . . . . . . . . . . » 283 R obe!t~ di Dura~zo_dei r:eali ~i Napoli e la fa miglia di.Jacopo di Savoia , principe d1 Acaia . - GAUOENz10 CLARETTA » 285 Storia .documen tata dei corpi militari veneti ed alcuni alleati (milizia di terra) negli anni 1848-1849. - EDOARDO J AGER ,, 287
• Relazione a S. E. il Ministro della mar ina s ulle operazioni es,~guite nell'anno 1879 per la leva sui nati nell'anno 1858 Pag. 288 Esposizione sommaria del servizio sanitario in guerra secondo i più -recen ti ordinatr1enti. - BONALUMI GIO VANNI . . » 290 Sulla vacinazione e rivacinazione obbligatoria. - P . E. MANA Y RA . . • . . . . . . . . . . . » 297 Brevi cenni analitici sulla legge dell'o r·dinamenlo dell'esercitò 30 settembre 1873. - ANGELO MAGNICO . . . . . . » 406 Cenni sulla f'ond-:1zione e -successive vicende del collegio militare di s. Luca in Milano. - ER NESTO MARCELLO . . » 408 Il .Castello di Brescia illustrato con documen ti inediti . - ANDREA V ALE NTINI . . . . . . . . . . . . . . . » 409 S toria delle fortificazioni nella spi_aggia · romana dal 1560 al "1570. - ALBERTO GUGLIELMOTTI : . . . . " 41'1 L'ufliciale del Genio . - A. LrvONI . . . . . . . ., 4 t6 Rifo r ma del corpo doganale e la piccola s cuola militare del finanziere . - E. NoDARt. . . .· . » 417
Francesi. Chemin, routes et tramways dans les montagnes frontières . M. PARANDIER . . . Pag . 121 Le s pectateur militaire . . . . » 125-421 J ournal des sciences militaires . . . . . . . . . . » 127-4-25Bonaparte et son temps (1769-t 796) d'après !es documente: inédits. - TH. JuNG . ·. . . . . . . . . . . . . » 299 La cavalerie pendant la campagne de Prusse. - P. FoucART '? 303 De la dis cipline et des exercices militaires scolair·es. - M . LAL· · LEMENT . . . . . . . . . . . . . . . . . . » 306 Le pays et l'armée. - GOETHALS . . . . . » 307 Lecture de la carte de France. - Le Jura. E. F. BERLIOUX . . » . 418
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Tedeschi. Reiheft zum Militar Wochenblatt . Pag . '123 Neue Militi:irische BliiUer . . . . . . . . . . » 13·1-429 Ja hrblicher f'lir die deutsche Armee und Marine . • 134-318-1133 N eues aus der Geographie, Kartographie und Statistik En- . ropa's und seiner Kolonien .. . . . . · . . . . . •> 309 · Da$ lnfanterie F euer auf g rossen Dis tanzen 'und sein E in- . flus s auf die Taktik. - J . VAN DAM VAl\< !SSEL . . . » 311 ·me Feld-Artillerie , und die Nothvendigkeit ihrer Pflege. - STA. ÒELMANN . . . . . . . . . . . . . . . . . . . » 315 Streffle ur's Oesterreichische Milita ri·s che Zèitschrif't 316 Organ der Militar w issenschaftlichen Vereine . " 4-38
Russi. Vajennji Sbornik .
Pag. 442
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