RIVISTA MILITARE ITA LIANA · RACCOLTA MENSILE DI SCIENZA, ARTE E STO~IA MILITARI
Serie III. - Anno XXV Tomo I.
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ROMA, 1880 VOGHER:A CARLO, TIPOGRAFO - EDITORE Via: Nazionale.
DELLO
SVOLGIMENTO DELLE ISTITUZIONI MILITARI NELL1 ULTJMO DECENNIO
Proprietèt letteraria.
Sono oramai trascorsi quasi clieci ann i chppoichè il cannone di Seclan annunziò all'Europa il principio d'un nuovo periodo politico .e militare. In qLlCSlo trnllo, mentre eh ogni pnrte cli iedevasi e pro~ meLteYasi pace, ahhiamo risto due grandi guerre, Germania contro Francia, Russi.a contro Turchia, e quattro minori, a Parigi nel 187·1, in Tspagna, in Serbia e nelle pc·oyincie nÒrd ·occiden tali della Tnrchia europea, non coniando le imprese dei Russi e degli Inglesi in Asia e le guerri cciuole tra le repub bliche d'America. L'e.sperienza propria, l'esempio altrl;li, la ragione condussero quasi lutti gli Stati europei ti far grandissimi camhimnenti nelle loro cosl:ituzioni militat·i. Il mondo corre oggi cosl presto, le idee e le opere si succedono e s'incalzano così frettolose, che pare iI tempo cammini più rapido che in passato, e dieci anni equivalgono fo rse, per quantità di moto, a un mezzo secolo d'altra età. Non credo dunque ora imm~Luro il giufo:io circa ]e cose cui il 1870 dette la mossa, henchè sappia che ci vuol tempo e calma, più che 110n pensino generalmente i critici d'oggidì, per bene osservare, riflettcl'e e giudicare, cosicchè i giudizi del!' oggi non sin no conlradetti dai fotti del domani. Sulla utilità cli tale esame non può cader dubbio, perchè cosi sollnnto pnos·si veder nel.lo il presente e prevedere il prossimo av. venire. S'io mi potessi figurare di scivolare anch'io nel bizantino, ch'è tornalo di moda. a.' di nosl,ri, poserei la penna.. 1
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NELL'ULTDIO DECENNIO (:i
DELLO SVOLGIMF.:-ITO DE:1. f.l:: I STITUZIONI MJLl'J'/\R T
. ~on è per~ mia intenzione di r iandare passo pa~so indieLro·e ~·1ycdcrc ~· rnrn11to tutto ciò che fu diYi:;ato e l'atto rla noi O da altri m questo decenn io in materia militare; mn solamen 1,e studiare la portata e gli ~l!'etl( c!eimu.uu~e111 i avvenuti e considerare il presente s~to delle m'.h_ta1·'. I~t1~t'.z1on1, l'and:imento loro, i loro rapporti colle odierne co~1d1z1on , c1vtl1, politiche, social i dei popol i europei, volg?n~lo part1colarruente l'attenz ione alle coso nostre. Se ini av,·crrà d1 r,pete~·e ciò rhe altri abhia gii1 detto, il C' he è più che probabile, confido sm rrneslo uno dei ea~i cu i può meglio adattarsi il verchio Bepetita jwvant.
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. P_ositi~ismo, trascorrente a ,tutto 1•apore nl mcitel'icitismo, ccl rndmdualtsm.o. eh~ ogni dì ~)iù precipita a prcllo egoismo - adopero a. J;eHo studio .1n~1 rocabol,, non bel li rnn. comodi mollo, percltè cli s1gn ,ri.cato not1ss1rno e d'11so comune oggiuw i - son o, i1 mio credere: 1 due caratteri spirituali e morali più spiccanti dell'età presente. 11 prnno non contrario, anz i fo,vorcvole alla lllili;,,ia, il sccot1do npert~mcn te avvers~ ..Quest'.' Ila · potenza di sgreganLe ass8 i 'maggiore cl~ q.uel.la .poca , ~rlu coes1ra che può scaturiye dall'altro. La quale ~,1rtn s1 e1duce, 111 soslan;,,a, acl 1111 sentimento cli diflidcnza e rema lll coloro che in llltalchb 111utamento politico o sociale.avrebbero più. da JJe1·cle1.'e che da guadagnare e quind i rngliono avere nna forza · bene ord.mata e sicura a difesa del presente staio, menlrequell'nltra po.1.cnz~ e nat~trn_te effetto dell'amplissima lihel'Lit concessa O res1.iLu1ta .a, ~1~gol1 .c1LLaclini. In una soc ietà inl'aUi, in cui le cosi dette c~a.SSI d1nrenl1 hanno P?SIO come supremo scopo alla vita il godmi ento d1 quanto maggior bene può dare il mondo, e le altre cln.ssi seguono, come ragion VL'.ole, l'ese~tipio cli quel le, nou è da stup ire che 0 . Yenga crescendo .rapidamente. il numero cleoli n insofferenti d' 0 irn· l v1~:'o.lo, tnuwe qnelh delle proprie passioni, i qua li considerano la m1l1z1a come un gravarne ingratissimo e prr,;in o ino·iu sto od anche come un impedimento sulla via clel progresso . Co~i la i~tenclc. chi
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ha piu da guadagnare che cla. perdere in qualche grancle sconvolgimento . E appunto mentre tale disposizione degli animi veniva a fors i palese, come pol' dnrle esca slaLll ivnsi l' obb ligo gcne1·ale del servizio d'arme, presen tato ccl applaudito sulle !)rime come un porla.Lo necessario e henefìco della. libertà e Lernpcrnto colla brevità della ferma. Crescern in(.anto la spesa poi· lo ingrandito asseLLo militare dello Slalo, e crescevano quindi anche i lamenli contro la insaziabile voracità tlel ""mpiro Marte. Certi economisti econtribuenli facevano coro cogli anan:h isti. È storia di ieri. Dopochè la Prussia ebbe insegnalo come e con qu:into vantaggio possnno unirsi in un perfeLLo stato mili tare(pe1fetto secondo le idee d'oggi) le due condizion i, apparentemente mal concili abili , del numero stragrande e della sufficiente qual ila elci soldati, le altre potenze d'Europa, spinte dalla reciproca diffidenza, dal tradizionale hi:,0gno dell'eqrtili lJrio, dalla corrente della imiLa:i:ione, s'affreltarono a sobbarcarsi all'enorine caricocleicolossaliarmamenli ca sostituire all'esercito elell.o il popolo in anne. GoYerni e Parlamenti fecero a gara., quelli a prnpone, lfLtesti nel approvare . Ma trascorso qurilche tempo, ch1ranclo la pace, sran ite le panre, sedali gli umori bellicosi, si cominciò a sentire il peso e il disagio della gm,issima armatnra, · a disvole1·e ciò clte s'era voluto poco .prima, insomma a. desiclerr1re il disarmo . Pan ero allora buone lo ragioni tli clii diceva che il denaro sprecato nelle infinite spese militari anelibe potuto essere risparmialo o speso mollo megl io i11 altri maggiori bi::;ogni, che la milizia portata a così grrind i propo rzioni procluce troppo esiziale turbamento nelle fun;,,ioni economiche e sociali della nazione, che lo Stato, l'Italia specialmente, non può sopportare a lungo Lai gravame, che una poliLica prudente, ai tempi nostri , val moltop ii1 delle arm i, pe1: chi non abbia liisogno nè roglia di recar molestia altru i. Dall'altra. l'isponclevasi accennando questo o quel possibile avversario armalo da capo a p·iedi, mmmentnnclo In. rnisem sor te toccata ,Lquelle potenze eh•} non seppero sostener colle anni le loro ragioni fos:;e pure per semplice difesa, ripetendo che un l1uon assetto militare a quest i tempi non s'improvvisa nel mom ento del bisogno, com.e potè farsi in altre età. mostrando come l'esercito, non che essere im-
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produttivo, turbatore, parassita, compensi ad usum lo Stato e la . società, non solamente colla sicl1rezza che lorn procura i11 orrni t~mpo, ma ancora coll'istrnzi one, l'educazione e la disciplina ;he diffonde nel popolo e col dar incitamento alla produzione in tanti diversi modi coi suo i svariati bisogni. La guerra d'Oriente sopravvenne (;J877) ed anche noi tornammo allora, come gli altri , a farci quella domanda che ci erarnmo già fat~a ~el 66 e nel ?O =. Siamo noi forti abbastanza e bene apparecch1aL1 p~1· potere _h~r_1ronte n c1ualunque cve~to? In LaJi momenti gli avv_ersar1 deUa mrl1z1a abbassano la voce, tacciono, spariscono. Ecco<a però ~accapo, passata la burrasca, allo ste::;so punto di prima : e tornano m ~ampo I~ stesse ragioni da una pari e e dall'altra; e quei che tengono 1 cordon i della bors,l dello Stato si sgomentano, almeno JllÌ_ da noi, nel vcdel'e il minili tro della guerra chiedere pel puro md1spensabi le alcuni milioni di più, imcce che di meno, come forse sperava, ma ceri.o desichwava, taìuno di loro. Ma. chi vor~·eùbe spremer cosi il paese per' tener sì grosso appa\·recc.l110 d'armi se nuove 1.ot~e fossero impossibili , e quanto a noi, se potessimo starcene trnnqmll1 spellatori in dispal'te, disarmali, senza danno, con onore, mentrn le altre potenze s'accapigliassero'? Per mantener l'ol'dine interno ed impedire rovinosi sconvolgimenti non avremmo bisogno di lanla gente apnata, nè di spender tanto denaro : Yorremmo un esercito assai più piccolo ma più stabile e conipauo. ~'ob.bligo. ~enerale de!lu. milizia e la breve ferma in tempo di commozwn.1 I:?ltllche e s.ocialt non. ~ono le migli ori anni pei governi costttu1l1, mentre a1 loro nem1c1 possono giovare, e non poco. Non e qui il caso, se·plll· ne a, essi la lena e la voglia, di filosofare del come, del quando e del perchè la guerra sia Lutl.ora possibile, qu~nt~nque la .odierna ~iviltà la consideri cosa bestiale per se stessa, ~u md1 s~lvagg1~ e. srag,onevol~. Non lo sono meno quelle passioni smgolar1 per cm siamo costretti a lener genda,·mi, tribunali, carceri ed altro . Stiamo ai faui. Le cagioni di contesa Lra .i popoli e gli Stati abbondano tuttavia, 'i pretesti per dar di pigiio alle armi non mancheranno a un dato momento, e gli arbitrati internazionali non esistono peranco se non che nei desiclerii, nei discorsi ener-rli scri tti di certi fi~c1,11Lro.pi. ai q~1~li_ il mo1~do oon vnol concedere aicora Ja patente cl i ~o1ni11,1c positivi. Abbiamo tuttavia negl i orecchi l'eco del
arido: « Viva Ja guerra! » cli ta li che poco prima inneggiavano alla . . pace, magari alla pace semp1LE>1·n~. . . . . Ciò non di meno eali è iuncgab, le che lo spmto eh questa eta non è fayorevole alla inili: ia; e ne abbiamo :-ott'occhio le prore più palpabili, non qui da noi sollanLo, r~1a .dapp~rlu.tlo u~i paesi ci.vi~i .che sono assellati a na7.ione armala. I g1ovan1 ch1anmt1 alle anrn ci ,,engono rassegnati, fanno il loro clov-ere con u~a docili~à slt~pencla.' ma contano i giorni come il prigioniero che sosp11·a alla l1b.orla. Abb,~mo il 't)Olonta·rio (simholir:a figura!) che non vuole seguire carJ'l e~·~ miliLare, e viene spontaneo a fare il so ldato per essere libero prn preslo dall'ohbl igo d'armo. Abbiamo una qw'stione dei sol~1i/lìciali, che in so:stanza si r iclnce a qnesl.o : difficile il farli, più c1ncora 11 conseri·arli. Vnoti qua. e lit uei quadri degli uilicinli, specia lmen te in quel!e armi che si chiamano dotte o f'acoltati De, e scontentezze e pentimenti o ,olontarie dimissioni per amor cli quelle due cose che il mondo d'oggi più desidera e cli cui la mili zia è pet'. !o app.unto ~iù avara, c;ioè lil>erli1 e denaro. S'ode ripetere. su. lutti 1 tuont da g10-· rani e recchi: tulle le prol'css ioni sono meno ingrate di quella delle c1rmi . Non è Yero se non phe di 1alunc1, e per alcuni più ab ili , più opero::;i o più fo rLunMi; ma lo si dice rome s~ fosse un a.rt_ico~o ~l_i fede. JI vero è che la ,·iccb ean non fi gura oggi tra Je c;oncl mon1 p1u comu.ni dei seguaci di .\lai·L e, il quale non...è nè può essere ,,crso di loro così prodigo e·liberale com'è esigente. E basta c!)e u~o po~sa dire eh.o guadagna e gode il. cloppio, il triplo o che so 10 eh quello che Ja milizia avrebbe potulo offr irgli all'etii sua, e senza essere schiavo cli alcuno, perchè molti uomini di spadii pensino: anch'io potrei esser come lui l Se po i quegli Ya n rotol<i , o non ci si bada, oppure si di ce ell e non ebbe fo,tuna o non seppe faro. Il crcscm: lento, sia pure, mo. sicuro. dei gr-adi e degli stipendi '.)oll':rnclar~~egli anni , non è più generalmenlo pregiato quanto monterebbe. S1, lo spirito di qucsl'eli1 è :wverso alla milizia. Biso~na ?ersuaders.ene : che va iTehbe negarlo? Stup irne, clol er,;ene, acl1rars1, far confronti tra lo spirito mi li Lare d'oggidì e quello di cinquanla o trenta o v~nt'anni fa è inutile. Il tempo cammina, cambia; e ciò che è co1w 1en che sia. L'oscrciLo è f'al.lo per h guerl'a, or11; come prima ; ma la mi lizia non è più mestiere cl'alcuni; bensì obhligo, donrc, diritto di LLLLli .
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DELLO SYOL(;lì\l E :--ITO Dl·:!.LE JSTITU ZI0:--11 7'111.l'f;\R I
Oggi nei paesi civili l'arnbbe figum di spavaldoneedi li era selvaggia il soldato che osasse dire d'amare la guerra per ~e :;tc:;sa, perchè olTrc occasion e ,l mena r le man i, a commellerc ·prepotenze d'ogn i fai.la, a far hoLLino e via dicendo, come potevano dirlo i mercenari di Wallen:;Lein o gli st: iaholatori di Xapoleone, come lo possono anche tutlora certi quropei lrap ianlati nrll'Asia o ne!!'.\frira. J\on ra più ncmmenti rncral' iglia sentir dire eia taluno, çlle pu1·c lrn nom e di buon soldato, che non des idera la gucl'J'u, purchi· soggiunga pel bene clel mio paPse . Ma per arere e~crcito saldo ci vogliono cptadri stabili . Rd ecco, no11 più il Jn<'sliere, ma la prn/'essione mi li larc. Or bene, qu.1 li sono i mo rnnti cli c traggono a tale pl'Ofcssione, nelle sue condizion i odierne, l' nonostante.lo an orso spi ri to del secolo, quelle centinaia di giovani che ogn i anno accorrouo agli istituti d'educazione militare cli ,ario ordin e od entrano nell'esercito per l'at·vi carriera'> Tradizioni cli famiglia o di casta, crnakhe resto d'antich i spi rili can1llereschi, o fcudaìi o n1ed ievali che di r si Yogli a, fierezza nativa, vanilil giovaui lc, l'ese111p io allrni, lei YÒlonth dei genitori, f'orso per mire di minore ~pesa t' di più pronto e siniro guadagno a. pnragone di allre 11rofession i ; per altri rnoLiri, l'opinione che la cmTi or·n mili tare r ichi r.da in Ghi s'atl:ttln ;1 percorrerla a passo tt passo meno ,;tullio e mono farnt· di fortuna d'ogni altt·,1 fra ,1nelle che ùicon;;i nohi li, CfLtcl po' cli lu,;tro d1c la cli, isa d'ufli ciale c-onserva anco ra ngli ocelli dell,t gcnLe. TI sentimento del do 1cm non c'rnlra, non ci pnò enlmre cli primo monwnlo; Yien poi colla mili tar(' educazione, per rirlù delle parole e· clrll'esempio altrui . Prima cli mettere 1111 giovn nc in una ,;enobt militare, il padre o il tn.li>re rnol sapere quanto ci potrà 91wdagna re in capo a Lnnti o lnnti anni per fare i suoi rnnt i. Si rap i::;ce dmHfll tJ perchè e come lo spirito mil itare ai dì chr corrono 11011 sin. più qnello d'una ,,olla, il che del resto è ru gioncvolin enle cottf<ll'IUe all e lanto rnulate condizioni della "ocielit. D'altra parte ::i capisce anche piLt for,i Imente rom e quello spirito sia mollo più ali.o in f[uei paùs i che di recente ehhero grand i e prospere for1u1rn di guorl'a, in f;.rl'lnania. in Russia, di quell o che in altri meno fo1tunali. Ciò che più monta si è che :;i conscn i accesa la sacra scintilla eh<' gli dh, ila so tt-o qual:,;i,, oglia forma, il sentimento del dovere, e conrruesto cperesso quell opnredell apropria dignilit. A questo dehhono oggi iutendere le ist itu7.ion i mil itari e le
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wre dei cap i delle rnilizié. Riclollo a tale, e sovvenuto coi necessari i.u;;:;idi, di conyenicnte compenso pecuniario e di i1Yan:i;amento, se non rapido almeno non .pigro, lo spirito militare polril conservarsi in sufficirn te grado per q negli effetti ut il i che se ne posso110 sperare in "uerrn ai dì nost ri, nonostante le contrarie inOuenze che da più pa~ti Jo cornbauono, rnenLre.quello che ù nella mente e nei d.c~ide~·ii di parecchi militar·i, tl'oppo saldali per qtte,ta etit, che sa <11 spmlo di casta ed <'•ch iamalo perciò miliuirislilo, ollrechè soverchio e sconveniente nella odiern a forma sociale, non potrebbe risorgere là dov'è più depresso se non clic per virt ù di tali condizioni cli enessun ciLLadino può dc:,;idcrare al suo 1mcsc, cioi~ guerra grn:-sa e non breve, regresso della liberti\. rist.aurazione ·a·anli ch i priri lcgi. V'è 11na til'ùnnin cui non è cl:110 sottrnr,;i, contro della quale ribellarsi è vano : quella clelh1 le1ge sovrnnrnm1 che pre~iede allo svolrrimento delle umane co:-e, che uno clicc1·onsegue,t.;ialil1ì, un alLro i, processo storico, un allro eooln:;ionf , lu quale, in so,;la11w ,.vuolc clte l'ogrri non sia mai la cop ia esal ta dell'icri. Le istilll'1,io11i umane clurnno tinc:hè sono nece&;ario, ma coll'anelar dei tempi si lrasformnuo, cosicchi.: fa opern mo llo piu :;aggi a colui che procul'il di adattarsi come può meglio al presente e prerndere almeno il pro~simo a.nenire, di quell'alLro che c,'ostini , come òi~<' il Giu;;ti. a « rincular iI secolo » . Chi 110n vede . senza stare :t risa li l'e mo lto indiet ro, 111uovèndo cioè dai pircol i eserciLi stabili. superbi e prepotenti, delle moiiarchic assol11te, come la coscrizione, la forma lega le, la i,;liLuzion e delle scuole rn ili tari di vario ordine, l'ammissio110 dei cilladini di ogni classe ai gradi della milizia . l'orga namenlo a doppi o :,;copo, col piccolo a:-scllo di pace e il grande assetto di guerra . e poi l'obbligo genera le della milizia, e per conseguenza. i grossi eserciti, la breve ferma. le grandi ri"erre, e gli immensi apparec·chi di gncrrn in perfetta pace, e l'esercito ridotto scuola, costiLui»cano una catena parallela a c111 ella elci .fatti sociali che segnono lo svolgimento della civillit moderna in quel meclesimo traLto di tempo, catena che non può finire in tronco, e quindi seguirà a s"olgersi per novitit e trasformaiion i insieme a quell'altra? Si mantenga. dunque salda la milizia nel suo stato presente, che corrisponde auba~tanza henc alle odierne cond izioni politiche e so-
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cia_l i dell'Europa; è questo il doYere degli ufficiaii d'ogni grado; ma ch r sopravvede alle cose militari consideri pure i possibili èambia'ffienti futuri altrimenti che come strane utopie degli avveniristi.. Mentre scrivo s'aduna a Napoli un nuovo Congteso pe1· la pace. V1 co·nverranno uomini di diversa Ied~ politi ca, con intenti diversi alcu~ i .m~lto ri.speltabi.l i, (lltri poco o pl~nto; i filantropi, i soliti eco~ no~1st1, 1 so l1 t1 parolai, i soliti arqiffoni. 'Qi cesi che vogliano mettersi d'i'.ccordo t'.'a loro e con altri d'ogni parte d'Europa per proporr_e a., Governi e .~ar.lamcnti dei vari Stati il disarmo progressivo, commc1ando colla d1mmuzione di una metà. d'ogni esercito stabil e nell'odierno suo punto di pace. Si tratterà daccapo dell'arbitrato internazionale e dell'ardua questione .del modo di costrin"ere a sot.toporsi al.le decision i di quel supremo lribnna.le lepotenze~·il ul.tanti . Non possiamo credere però che tutti quei con.. , ressisti e "Ii seri Ltori ,dei giornali ~Ile Jo~·o ~er,..anno bordone sinno t; nto inger~ui eh sper are che le n soluz1on1dt quel consesso siano ac<:etlatc senz'altro da ,chi dovrebbe metterle in atto. Crediamo l;en:;ì che i più accorti ed ·esperti tra loro si contentino per adesso di sLtscitare, come ogoi si dice'. un ·a~itazione. in quel senso in l.otti gli ordini socia.li , la Cft~1le, ·nulrila po r, ampliata, approfondila, produca da ultimo l'effetto ;vo(uto . Ora seminiamo, pensano, per raccogli er poi, e chi sa quando, n?t ,o i nostri fig li o i Mstri nip0li: a uoi le primecureefiùiche, le •dtffico!tit,gl i schemi ancora, si.1 pure; all'intera umanità il frntto. Altri frattmllo si compiacciono d'avere alleati presentabili nell'impresa cli toglier le armj di mano ai Governi. - Aspeuiamo.
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Cinque annt d'anne agli uomini del mest.iere non pai·evano troppi ·per ~·idur buoni sol_dati_ i nostri coscrit!i italian i, e sembravano app_ena appena su_fficrentt per ~rocur:arci discr_eti so ttufficiali. La ridu\ zwne a I.re anni fo cla quell i considerata triste necessitit, quasi disgrazia, clinam:i a cui bi.sognava chinare il capo. t'acceLU.trono, non potenclo·J'are altrimenti, come un 1ermine di conciliazione tra le due
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capitali esigenze organiche, quella cioè della quanti là e della qualità:. dei militi. Non già che dubitassero, come pm· disse alcuno sulle prime, che quel triennio, se bene adoperato, con crit.erio, operosità ed assiduità germanica, fosse hastante ad addestrare alle armi il soldato di fanter ia pei bisogni dell'odierna arte militare; ma lo giudicavano scarso per la più difficile e più import~mte opera della edu-· cazione morale e disciplinare. Perchè sapevano qual di versiti:t 'di effic:.acia, utile corra tra una disciplina di pundorma, facile ad ott.enersi e serbarsi in tempo di pace e la vera disciplina marziale, profonda e costante, che resiste alle piLt ardue prove della guerra, d'una guerra combattuta al modo d'oggi, con queste armi tanto micidiali, con questi ordini tanto spicciolati e così facili a confondersi e sciogliersi,, Nè li confortava gran fatto l'esemp io invocatissimo dei Prussiani, popolo omogeneo, di saldissima tempra, militar·e per eccellenza, riccodi recenli glorie guerresche e ténut~salclo in pugno dai :;noi signori e governanti. Là si nasce soldato; il sen iimenlo del dovere, il ri- · spetto alla legge ed all'autorità, Jn, reverenzn,, la devozione, la disciplina insonunn,, non disgiunta dal la coscienza della propria dignità, si succhia là col ln.tle, si aspira nella casa e nella scuo la ; e i tre anni d'arm.e altro non sono che un pretto tirocinio tecnico. E pure quelle loro istituzioni che tutti vanno imi tando.non ebbero peranco la riprova della sco1ffit.ta. Oh se l'eserçito prussiano si fossetrovato in qmdche sl:ret.ta:del genere di quelle perle quali l'austriaco andò in isfacelo a Koniggritlz e il francese chinò le armi n, Sedan, e. ne fosse uscito meglio di quelli, àllora si potrebbe aYer pienissima fede nella compattezza e resistività di quelle masse di soldati di tre ·anni .... priissiani. Presto, per cagion d'economia, il triennìo, stabilito come minimo · necessario al servizio cli arme, fu ridotto a trentadue mesi. Per l'istruzione pot.evn, bastare anco ra. così tarpato; qtianto all'educazione· la cosn, ·era un po' diversa, ma si cominciò a. dire che mese più mese meno alla fin fine faceva lo stesso. E così fu itperta la via a contentarsi dei trenta mesi, poi del biennio, e in seguito magari dei diciotto mesi e dell'anno, considerata anehe la prova dei volontari che in dodi ci mesi riescono assài faci lmente od acquistare tale capacità da }lotere essere dichiarati idonei per gl i uffici di sergente e persino di sottotenente. Bisogna proprio credere che non si capisca più, forse·
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per conseguenza dell' eccessivo valore che oggi si vuol dare al tempo, che cosa sia ediicazione rnilitare, come si mosLra di non capi re davvero la edibcazione civile ristringendo la ad un semplice corso più o meno ampio di slucli i scien tifici, che pel minuto popolo si riduce, in sostanza, ad imparnre a leggere, scri vere e conteggiare. Così la pF1rte mornlè e disciplinare della educnione, !n. parte più. essenz iale, quella per la cui virtù solta.nto possono farsi i buoni cittadini e i buoni soldaJi in un paese come il nostro , rimane trascurata o monca, e viene a consistere d'tma semplice inverniciatura li eve lieve e caduca. Si, per in segnare al . soldato di fanteria a maneggiare èd adoperare un fncile cad armeggiare e combaltere ordinatamente insieme ad altri, dargl i cogn iz.ione della disciplina militare e dei senrizi di quartiere e di guardia, dargli pure un'idea <folla vita di gnerra, anche un anno solo potrebbe bastare. Con 1.111 po' d'arte nello spendere il tempo, si può per.s ino prntendere prima clte l'anno fìuisca quella precisione au tomatica negli aLli da mostra che t:mto piace ai militari e non militari , e che ha senza dubbio un certo valore morale e disciplina.re, quantunque non abbia riscontro diretto nel l'odierno modo di manovrare e combal.lere . Buon portamento, obbedienza, disciplina formale, in perfetta pace s'ottengono sin dal primo giorno · o poco più, mercè della prima isfruzione, dell'esempio al trui e di quella spacht di Damocle che sta sempre sospesa sul capo ~ti soldato . . Cinquanta o cento fanti così ali bozzati , in· una compagnia di du~cento o duecento cinquanta uomini , di cui gli altri 3/4 o 3/ 5 siano di buona tempra, soldati fa.Lti e finiti, possono [are discreta figura anche negli ardui momenti della guerra : Dia cl1i volesse rovesciar quelle propon: ioni o non aver altro che soldati di quell a fatta, non ·avrebbe nulla di meglio di quelle milizie raccogli liccie ben note all' Europa, delle quali, nonostante il gran h~ne che ne fu detto, sappiamo che mal si traggono al fnoco, peggio vi si tengono , e lanciate innanzi o fuggenl i indietro non si fermano quando si vuole, non si r ipigliano se qualche in toppo non le arresti, non si riordinano e non si rimettono all'obbedienza se non che tal.'cli ed a stento. Quella disciplina ch e regge a cpwlunque .prova d'avver$,l. fo rtuna, la più preziosa tra le virtù militari , li discip lina del dovere e del sacriGz io, là dove non sia nativa, non si può ottenere altrimenti
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che media.nte una educazione, non solamen l.e di precel.to cdi esempio, maancorn. di .ibitudine abbastanza lunga, la quale richiede ben altro tempo cl1c poch i mesi. Verit.it della e riclel.ta, che a noi mili lari par chiara e lampante come la luce del iìo le, e pnre non è capita o non è presa sul serio cla quei tali che l.ratLano le questioni di organàmeolo mil itare basandosi più clrc altro su calcoli aritmetici cd economici. ·Per costoro la questione organica ilei limiti per la quanLit.à e qualiLit dei soldstli si riclnce a. questione di spesa. Vorranno il grosso esercito e la. breve ferma; rna. tra i modi possibili per averl i prefel'iranno senz'altro quell o che cos ta meno, sino a che qualche tremenda lezione non venga a dimostrare la inanitù dei 101·0 calcoli; e al lora huucranno la colpa addosso acl altri, for:;e a quell i che non avranno potuto tener salde al fuoco le scii iere nial cementale, senza avei· avuto la fortuna d' incontrare qualche pezzo di piombo o di ferro che li asso! va. · Quando il mini:>t.ro Mezzacapo, non vedendo possibile, per la solita ragione pecuniaria, di Lene1·ea.lle bandiere penm intero triennio gli non1ini èli 11" cntegoria e nel tempo stesso dare un po' d' isLru;,: ione miljlare a quelli cli -:2•, messe in hilancia qnelleélue bisogne, giudicò prevalente d'assai la pri.ma, molti, nnche tra i mi li Lnri, furono cli parere che la. man canza totale d'istruzione negli uomini di 2" categoria fosse cosi grave difeLLo (nono,,Lanl.e che q uest.i uom ini non siano destinati a fa r parte dell'esercito di prima linea, ma soltanto delle truppe di com plemenlo) dètn nn esser compensato dal liev issi mo 1°antaggio cli tenere in arme Lre o qua uro mesi di più, nella stagione intermedia trn la rine d'un c;oeso annual e d'istruzione e il principio d'un alt.ro, soldati che hanno già più di due anui e mezzo _di servizio ed hanno fou.o tre vo lt.e il corso annuale. E sia pure, quantunque per altra parte lo avere in ogni momento dell'anno tre classi intere sia.di grandissimo vantaggio per sodd isfa1·e al.le egigcnze clei vari servizì senza aggravare di soYerch io i soldati, come ora avviene nella stagione autunnale in parecchi presidii. Fu detto che tr:e anni non bastano per la istruzione del soldato \ d'artiglieria. Tale opinio1Ìc proviene dal des iderio cli una perfezione nello addestramento tecnico di qncll'arme, superiore al limite di quanto è veramente necessario per gli effe tti uti li. Se poi si consideri che i soldati d'artiglieria, come quelli del genio, sono scelti
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DELLO S\'OLG l:\I EKTO DELLE ISTITUZI0:-11 MILITAR I
nelle leve per aLLitudine ai servizi propri di quelle arn1i, . ci confet·meremo nella persuasione che non v'è affaLLo bisogno di maggior tempo per esser buoni artiglieri, come pure buoni zappatori o pontieri, di quello che può baslare per far buoni soldati di fan teria, la istruzione dei qua li , quantunque ristrett.n. al puro incfopensab ile, è di venula oramai larga. e svariata. All'opposto per la cavalleria sembrnno soverch i a non pochi, anche tra i più esperti di quell'anne, i cinque anni che noi le abbiamo assegnato. in capo a Lroanni, dicono, il soldato ha imparato t.ttUo, è giit quello che può essere, e negli altri due se non peggiorn non migliora di certo. Oltre di cho qt1ella differenza co:;ì grande nel servizio alle bandiere tra la ca, alleria e lo altre armi fa. sì che i soldati considerano come una disgrazia o una ingiustizia l'essere assegnati a quella prima anzichè ad una delle altre e vi si adattano cli malavoglia. Nè vale che quella differenza sia poi compensala clal}a maggior hre,ilit dell'intera ferma militare, perchè il tempo del congedo illimil alo non pesa. come quello del servizio cli arme. Quindi il servire nella cavalleria non solo non è ricercato, ma è schivato, il che è contrario allo spirito di quell'arme e dannoso al carattere suo. Forse potrebbe mettere in qualche imbarazzo chi pens,l in quel modo la osservazione che per poter addestrare bene i cavalli giovan i è necessario avere una. certa qunntitii. .di cavali eri provetti, quali non potrebbero essere quelli .che ,wessero meno di tre anni cli servizio . Questa considerazione è tenuta in gran conto anche iu Prnssin, ove taluni , che non oso chiamare pessimisti, ereclono già. scadente l'addestramento clei cavalli a paragone di quello dei cavalieri. Ad O"lli modo la riduzione del servizio d'arroe nella cavalleria da cinque~ tre ann i ,~on dovrebbe cagionn.re diminuzione alcuna di \ forza presente nei reggimenti. Ciascuna classe dovrebbe essere aumentala di due terzi . perchè le tre insieme avessero ta~Li soldati qu(lnti ne hanno le cinque d'ora. La ferma dovrebbe es.:;ere ngua.le a quella delle a.li.re arm i. In caso cli mob ilitazione generale, lo classi. cli cava lleria richiamate alle armi, oltre a completare i reggimenti e forni re co1idncenti al treno e all'artiglieria., darebbero cli che comporre qualche nuovo corpo cli cavall eria., del genere dei reggimenti di riserva prussiani, i quali resero pure importanti servigi nel ,1870-7 1, e nell.i peggiore ipolesi somm i_nistrerebbero elementi gia 1
disciplinati da aggiungere allo truppe di complemento clelle all.re armi cd alle milizie cli seconda e Lerzalinea, conforme al bisogno. .\.bbiansi buoni quadri, buoni carnlli, un buon metodo d'istruzione e cli esercizio, o si coltivi lo spi ri to cavallere:;co (non so qual migli or nome elargii ) : i t,1·0 ann i saranno bastanti por la cavalleria italiana come lo fu1·ono per quella che corse tanta parte di Francia pochi anni sono, cd orn si prepara a ripetere i prodigi degli squadroni del Gran Federigo con quei SllOi cavaiieri di tre anni. ( Ma dal conceLLo dcli' obLJigo generale della milizia e della breve fenmi, e dalle ragion i :;tesse onde quel concetto scaturisce, compagno cd affine aU'altro clella istruzione popblaroohbligatoria, non clovea tarda.re, per legge di razionale svolgimento, a sorgere l'idea · di anticipare l'addestramento mili tare, tmsfercndolo dall R giovinezza t1ll'adolescenza del ciltadino. Tn tale idea. ;-ediamo iufatti convenire por doppia corrent" ,ecciti :;olclati ed altri cui i tr~ anni sembrano pochi e progre:foisLi e norntori cui sembrano tropp i, Dicono i primi: pongas i la i:slrnzione elomenLare della 111i lizia fra le partile cl'obbli~o nelle :;cuole, in:;icme alla ginna:stica, l'Osicchè poi quando i gion1ni vcrrano alle bandiere :;appiano almeno maneggiare il fncile ed ithu iano qnalclrn idea tli di$ciplina. e cli nrnnovra; allorà i tre anni pnl.rnnno ·e~::.ci·f> ;;pesi più utilmente d1 è ora non si faccia, e non gi darà pià il caso cli dover mandare al fnoco soldati che snnno appena appena da cl1e parte si carichi !'arme. ~ i secondi : s'in,;egni ai ,·agazzi e ai gio ,',tllel.t,i tuuo ciò elle {i necessario _. per la guerTa a' di nostri, e facc iasene obbligo; potremo ridurre la ferma ,1 metil . ad 1111 terzo di quello ch'è ora, magari azero, almeno per la fanteria . ,;n,;titnendole, come a.Itri hann~ già fatto, nn breve tempo di e,;e 1·cizi ,l.llllUcdi. Vi propongono dì ammettere l'inseg11 amenlo delle scienzt' militari uelle scuole superiori, nelle università, e vi dicono che per tal moclo potremmo a, ere ottimi ufficiali, che in. tempo tli pace ~arebbero medii;i , anoc-.ati, ingegnel'i, agricoll.0 1·i, conuncrci,tnti, ecr:., e non vi ,;rebbe1·0 a carico dello St ato . Ne abbiamo gli esempi nètl'America, nella Svizzera e nsgli antichi tempi in Grecia e in Ro111a. Sia perme;:;so domandare q11al discipli na sarà possibile stab ilire nell e scnole civili, che possa avere valore sufficiente di buona educazione e prepara.:ione alla vita mi li k1.re, seconclo le esigenze della
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ANN O XXV VOL . I.
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DELLO SVOLGlM J;;NTO llELLE !STl'l' UZ!ONl MILITARI
odierna arte di guerra. Vi adopreremo i vecchi soldati, si dirà. Sì, fin chè ve ne saranno, ma con qual pro? E poi? L'anticipazione dell'istruzione militare, come compenso o sussidio alla brevità di umi, ferma di trn od anche due anni, può procurare un vantaggio sensibile di ahili tit tec_nica e tattica dei soldati, ma pochissimo o punto dal lato della educazione discipli~arc. Como mezzo poi per faboliz ionc della forma, cs:;a non sarebbe altro che la negar.ione as!'oluta del carattere e dello spirito mi iilare, coso immateriali ma assai più potenti del fucile e del cannone sinta.ntoche sia possibile la guerra;cioè sino al momento; se mai vorrà, in cu i lo addestramento allo anni e la. milizia, sotto q11alsivogl ia forma, non abbiano pilt ragione d'essere. La sola condizione che potesse offrire una base so li da. per la riduzione della forma a meno di tre anni, e per:;ino oserei dire per lo annulla.mento di quel vincolo, se fosse poss ibile avere quad1·i stabi li ed eccellenti senza. tener milizie. in arnie in tempo di pace, sarebbe r1uel temperamento t> cai·attere nazionale cui accennai poca,nzi par!all(l(l dei Pr11ssiani, ma in grado superlativo. Ria.mo noi, per esempio. gente rosì concorde, ,irilc, disciplinal,1, che la famiglia , la scuo la, Ja, ciLLit , possano Lenerci luogo di raserma? Veclete che 1-i:,petto a sè. agli :1lt.ri, alla le3ge nrgli uomini e nei gin vaneLli I Che no bil tà cli sentimenti e cli azioni, e quanta. yirlù di sacrifi 1.io in qnei che cl anno 1·csempio !. ... E :;on pur qt1elli i fondamenti più essenziali della virtù bellica. · 8e non che, per conseguenza nppunto cli qnesto odierno modo di levare, ed.uca l'e e adopernl' le truppe. la pietra ango lare dell'edifi cio militare è propriamente la costit11zione dei quadri . Non fu mai più d'oggi palpai.J ile veril (t clrn per poter formare in pace e eondurrc in g11erra. mil izie di soldati molto gioYan i e poco esperti sono, più che necessari . indispensa bili , quadri grossi ed rccelle:iti. A ciò infatti intendono con g1·an cnra. tulli gli Stati europri che dopo il ,1866 e il 1870 seguil'ono l'c:-;empio della Prus3 ia. Scuol e, c;;ami, concorsi, vantaggi d'avanzamento, a.nche aumenti di stipendio cd altl'i miglioramenti economici, dove più, dove meno, concorsero a quell'uopo. [n Italia, ove il bi sogno dei rnigliornmenLi ora acr.cnnati era ed è molto sentilo, le non felici condizioni dell'erario non hanno permesso sino ad ora di far g1·a.nche in qnel serb o, cd è qLtesLo uno dei motivi, e non l'ultimò certamente, per cui la. carriera militare ha cosi
NEI.L'ULTnlO fll,CEl'\N 10
debole yirtù attrattiva. tra noi. Vediamo bensì anche negli allri paesi, crii, lo di:;:-i, come il rifornimento dei 11uadri, specialmente dei sot;ufTicial i, riescrL stentalo e scarso. Al qual grnvissirno ma le, che accenna a crescere :rnzichè scemare, non so rerlcrealtro rimed io efficace che la istituzione di parecchi co ll egi mil it,tl'i, sparsi qua e là pel pac~f·. nei quali s'awilgano e s'educhin~ grauiitamenl!!, o_co~ ~e~ nui~sima spe$a per le fami glie, ragazzi in elitanco r Lenora, qu1nd1facilmente ,·orre,4gihili mercè di alcuni anni di buona disciplinn, che debbano poi pel' compenso fare 1~11 dato tempo di servizio (almeno ciuque o sei anni) come graduati nell'esercito, e pos:ano ~UJ."C co1~correre per es~ere ammessi alle scuole ond' escono gli ufftwd1. A ciò si n.ro-innJ,lllO tnlli rp1ei ,antaggi che si po,;,;ono concedere al fiO ttu-fficial~0senza pericolo di al,uso e danno, come il vesli r di fino, certi riguardi nel trnttamenlo e nella vita di qmu:tiere, 1:,~ ume1~t~ prog1:essi\O del solélo, o gli impieghi dopo un dato tempo cli sen•1i10, ma nnpie6hi dccoro~i, con qualche sfogo di carriera, eh poi.crei campare onestan1f'ntenn brnv'uomo con fallligli,L I mini:;Leri, le prefetture, le dogane, le rerrorie, i Lelegrnfi, le scuole civili di di verso ordin~, qnalora si vole.,~e introdurvi l'istrnzione militare, potrebbero ol~ frire tali impic6hi a centinaia, preferibili di gran lunga a quei 11osli di scrirnno o custode che sono ora il nec plns ultra delle leecri tLirne .is1)irazioni elci sollufficia.li· dopo . una dozzina cl.'a.nni di servizio . E d1e yantaggio ùc verrcbi.Je a quegli uffici, se fossero per legge serbat i a profcl'enza a provetti rnilil.a.l'i di buona condotl.fl. ~uei lorJ impieghi ru i potesse bastare la capaci fa d'un buon sotLuffic1ale, chr cl'oi·a innanzi sa ri:t un uomo almeno altretlm1to colto' e bene educato quanto pos;;a esserlo un aspirante civi le, mcnlre avrà sopra cli qunslo il vani.aggio della cl.isc:iplinatezza, dell'ab itudine alla precisione ed all'ordine e forse anche d'una maggior pratica. in fatto cli s::l'iLt.urc e conteggiI Che cosa manca ad un abile fttri er maggiore o furiere, con tloclici ann i di scn' izio sulle spalle, per riuscire u~ buono impiegato cl'ordi1ie o un buon 1·ag ion'iel'e? Ve ne sono anzi taluni che farehbero oltimafiguraunche tra gl i impiega ti di conce.tto. No i non abbiamo spinlo la imitazione delle isLituzioni mi li tari pnissinnc sino a rh iudol'e ai sottufTiciali la scala dei gradi supe1·iMi, iI che sarehhe stato troppo con trario alle tradizioni nostre ed al carattere eA5enzialmenle democratico della nuova Halia. Se pure
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DELLO SVOL GIMENT O DEI. LE IST ITOZ iO;,i J MI LI TARI
avessimo potu to volerlo, l'effetto ne sarebbe stato oltremodo dannoso all' esercito, anche per sempìice ragione organ ica, perocchè quella scarsità di uffici.ali di cni or" so ffri amo sareb be aumenta la a tal segno da fal'e spavcn Lo. Abbiamo du nque tuttora due vie convergenti per le qu.il i si può "scendere alla uffic ialità, cioè quella che va pel col '.tigio mi liLare'e per I.i. sct1ola o l'accaclemi<1 mili tare, e l'al tra che da[ ripar[O cb struzione, attraYersando il reaaimento ' i:">t) ' mette caro all,1scuola. pei sottuffic iali: Ciò , a dir Yero, non è perfetta mente wnsentaneo ;1 quel carauerc deroocrntico cui 1.cslè accennrti, ma corrisponde abbastanza, bene alle nostre presenti conc1i;r,ioni sor.;ia li ed ni hisogni ed interessi dell'èsercito . V'è però una. differenza di molto r ilievo nel modo e nella porLata dello. avanzamento dei sottufficiali ad u!Ticiali lrn il presente e nn passato non lon Lano , cui non è estrnnen ffue lla. c,1p itafo idea obh iettirn d1e, natri dall 'nmmirazione pei vincitori di ~ac1owa e Sedau, promosse la trnsrormazione dell e istituzioni militar i degli altri Stati enrope( in cp1esLo clecennio. Non è più inf\1.Ll.i la an:ianità che condncc alle spalline il soLLufficinle, ma sono l' ingegno, lo stud io, la co ltura, non disgiunti, s'intende, da buona edqca;r, ione e condo tta jn:1ppuntahile. I risnl!ati fu rono ottimi sino dal primo momento, e tal i con tinuano . 'Nè può esser e al trjmcn Li, perchè ottinuu~·µe r se sLessa la cosa, nel concetto e nel fatto . Un d,Lnno hensì ne del'il'a, ed è che i rn iffliori 11 sottnlftcial i non rimangono se non poco tempo ai reggimeni.i . }fa d'altra parLe quello sfogo pi uLlosLo rap ido, a' cli rhe co1Tono . è una valvo la. òi sicnremt molto oppot'lunn . · Non vogfounn, non dobbiamo frù· iion fl'Onli tli mel'ito tra gl i ufficiali ell e Yengono per quelle due vie ;.m~ po ichè da ll<L prima, pe1· conseg11en:u1dei nostro stato sociale, non possiamo av,ùe quell'eletta ed omogenea aristocrnzia d'nrrne che ne trae la Prnss iit ·(prez iosn elemento di poìen;r,a militare) nè, potendo averla, ci sarehbc consenti Lo da llo stesso staLo sociale no,;t.ro di porla so la e sovrana a capo de!le nosLrn mi liz ie. non ci sgomenta il vedere come quella via. sia giii. poco batLntrt e il pensiero che possa esserlo rwche meno per l'av venire, ri manendoci l':litra, sulla quale potremo rego!:i.re il movimenlo a misura dei bisogn ì dell'esercito, se ri usc.iremo à farvi afflu ire numerosi i giovani non .ancora vineolati ad alt.ra professione. Io mi fig uro qtLale potrebbe essere l' ufficiale che sia en-
NELL' ULT rn o DE CE KN lO
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trato a •12 ann i in un collegio mili Lare, ne sia usci to a ·18 , sia r imasto tee anni iu un reggimento, e quindi abbia fott.o un corso cli clue ann i nella scuohi mil itare . Ho fede in quel scrio giovinotto di 23 anni, che porta la divisa militare cfa ,1,1 anni . Potri~ essere un ottimo capitano a 30 anni. · Tnlto ciò Yale, secondo il mio modo di vedere, non solo per la fan teria e la cavalleria, ma ancora per la parte essenzialmente mili tare delle altre armi, vale a dire per la 11fTicia lità tn.Lla che sta a . contatto immeélittLo colle Lrnppe e deve condurle e tenerle al fuoco. E non esclude minimamente le sccLO le specirtl i per l'artiglieria e genio, nece:;sm·ie per· la for mazione del personate tecnico, nè lrt scuola $uperi ore per gli tdftciri li d'o~ni arme, con qnegli intÈmLi. cui 1nira oggi h1 nostra . · I! modo cfa me ac:ceunato per nssicurare il rifornimento dei qu.acfr i dell'esercilo pi1 rrit ba.r bci1·0 in ni.czzo a tanta li bertà, che pure a mol li non sembr,1 nucora. sufficiente, come <1uclto èli e coll 'itlleLlamenlo del non ispenclèrn /insLraderebbe alle ·armi con vi,nco lo d'obbl igo per tempo assai lungo e per sola vo lontà dei genil.ori o t~toi-i , giovaueLt i ipcon:;c ii, sviandoli da altre peo fess ioni libere e più lnuow . Alla obhiez.ionc che può esser fatta in tal senso, non credo difiì ciJe rispondel'e. N\;l!IC cose di interns:;e pubblico, wme è ·e sarà :;empre !a miliz. ia sino .1 che non cli l'enga in util e, le considerazioni cl i particolare inLcresse dei singoli uopo è c:he eedMo a quelle cli comune intere,;se; bensi, per le più ovv ie ragioni di giust izia,· è pur necessario che i danni cui soggiacciono i colpiti ·daquella legge siano compensati da ,tdeqnati vantaggi per quanto possibile. Lrt crùesLione si ridurrebbe cruindi a quella c;ondiz ione cui lo spi rito di (fuesLi Lernpi dit ogni dt 1Mggior risalto, cosicchè la si l'ede giit :;opraslare ad ogni al tra eh qualunque parte si muova, cioè cii e la. mil izi,l offra una carriern corrispr,ndente alle odierne esigenze social i e non ingrata a con fronto dell a media delle allrn oneste • prnfessioni , e:;cluse, s'intende, quelle di rnntlLere a.leatorio ehe fanno l'a,Wtlcna trn il Lazzaro e l'Epulone. Lrt è dunque proprio questione di equo compenso pecun iario e d.i progressivo miglioramento economico, poichè di. pr i,,ilegi non è più caso. E bene vi risponde di sua natura la milizia coll a scala dei gradi e degli sLipendi; solamente fa di mestieri che gli stipencli non sia~o almeno inferiori
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DELLO SVOLG I M ENTO DE I.LE I S TITUZION I M !LlTAHI
ai bisogni, che lo nvanzamento non si:t troppo pigro , che le pension i siano concesse con rnnno, non prodiga no, ma neppure avara, e che sia aperto conveniente sfogo fuor della milizia a coloro che ·non possono aspirare agli alti gradi o ne sono irnpeclili da non disonesti moLivi. Qui s'intopp,t in un arcip_elago di scogl i quando si ha In disgrazia di aver più bisogn i e pretese che denari. Sono oramai parecch i anni che si va dicenélo in JLaiia, nella stampa e irt Parlamento , che quella è questione molto iniporLnnte e che bi sogna pensarci sul serio ; ma il fn re appctlo al dii:e sinorn rimase corto. Speri amò! L'esercito italiano non dimentica i sacrifici che la nazione s'è imposti a prò di lni, ma non può nemmeno dimenticare qual parte egli abbia avuto nel procurare all 'Italia 'la indipendenza. e l'un itit, equanta più n'abbia nel fondère in una geni.e sofa questi popoli nostri non ha. guari divisi e diversi. Egli. ha quindi fiduc ia neg!i uo-· min i che non hanno :.mcorn slrncor;,o tanto da non tener più in qualche pregio q.uell'e;;sere di nazione che paren poch i anni ~ono il supremo desiderio d~ Lntta la parte più viva degli Tlalian i. Mentr'ei si prepara a sostenere, qualora ne fosse il caso , !'interesse· e I' oqore f Italia ed educa i figii del popolo a [ culto della. patria e del dovere, altro 11011 chiede a coloro pei quali rlov ere, patria, onore, nazionale inleres"e son tuua via qualcosa più c;he nomi vani o idee· antiquate, se non che d' esser messo e mantenuto in isf.aLo da poter compiere i suo i offici in ogn i evenLocon probab ilità cli µno 11 esito. Del resto ogni cittadino di Hbern paese può. capir racilruentc che la distinzione tra l'inte1·esse dell'esercito e quello delta nazione è vana sottigliezza, e che quei sncri(izi che si dicono fatt i a prò dell'cser-· cito Ja nazione li fa in sostanza a. prò di se stessa. Affinché non siano eccessivi, vogli o dire superiori al bisogno, provvedano ii Governo nel ch iedere, nel concedere il l'arlamento. l\fa i.l puro bisognevole è già. di per sè molto più c1 i quello che genera lmente crede chi pretende giudicare di tali cose, come oggi suol dirs i, tra un sigaro e l'altro.
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NEL l)ULT !MO DECENNIO
III.
Le recenti vittorie dei Prussiani furono sul le prime attribuite gen~ralmenLe e quasi esclusivamente al la perfezione dei loro ordini e material i da irnerra. Tnle opinione persiste ancom in molti che non hanno stuilia{o con qualche attenzione i fot. Li del 1866 e •I 870- 71. La. Pnf.ssia, dicono, er(l meglio preparata alla guerra che noi fossero l'Austria. prima e la Frnncia poi; aveva costitnito le sne milizie in modo da poterle lldnnare e muover sub ito, con fo1·nimen_ti d'armi, muniz ioni ecc. , per ogni bisogno cli guerra grossa, lunga e vigorosa, s'era. premnniLn. egregiamente quanto ,t ferrovie e telegrafi, per ricavarne il maggior profitto sul suo terreno e su quell o del nemico , conduceva in carnpo nn grande esercito cosi bene organato da. poterlo maneggiare come un ginoco di scacchi, arloperava contro gli Austria9i una fur.:ile ria fove t·chianLe, contro i Francesi una prevalente a.rtigl1eria; e ciò spiega i suo i tri onti . Che alla eccellenza delle opere possa conferinuolto la perfezione degli istr umenti nes,,uno oserà negarlo ; magl i ottimi istrnmenLi non danno ottimo lavo ro se non si,tno bene adoperali. Di ciò persuasi, i cri tici militari cercano le ragioni dell e fortune prnssiane più là che_ nella.preparazione materiale, e lodando lo ingegno e lo accordo dei Capi, il valore e la cliscipl ina dei soldati. lo sp irito marzial~ rlel .popolo e dell'esercito, l'arte rlell o nsar bene le forze, rendono la dovutn ginstizi:t agli attori di qnei grnncl i drammi, che non con,,isl.erono, come tutti sanno, cli una sempli ce niessci in scena. Quindi è che nel prendere a modello i Prussiani nelle grandi trasfonirnzioni dello assetto mili trtre in questi ultimi tempi, le potenze europee non sì contentarono di appropria.rsi quelle forme che loro parvero piÙ' al caso, m:i studiarono ·lo spiri to che it quelle diè ·vita nel!(l essenza e nel magistero delle istituzion i militari della Prnssia e nei rapporti di queste colle condizioni sociaii erl economicl1e di qnel paese, per trarne lume e p1·o fi tto. In tale studio e nell'applicazione che fecero a se stesse dei risulta.ti che ne ottennero (se pi ù o meno 1
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DELLO SV OLGIME.Y fO DELL E ISTITUZIONI MILITAl'll
feiicemen te non istarò a dire or:.) fu rono gui.date e sovvenale da quel. c_rilerio calco_latore e livellatore e da quel gusto sperimentale e part1t1vo che ogg, predom inano, non senza rischio però d'essere sviate da considera;: ioni di numero e di materia, come porta • l'odierno andazzo. · \ Tu llo il gran-Lworio mi litare di questo decennio, Lolle le rruel're per el!i n' ebbe, _si compendin in un:~ vasta, ,accurata, ininuG. pre{ pa'.·az~on_e ~'.ogn I cos'.t eh~.(n C[Lml~i vogl iR modo possa con~oiTere all a e,,pl1cazwne dell a. illa:,:,11n.1 po~enza gu.r.lTesca. Tutti gli Stat.i eu rope,, secondo Ja loro possa, baLLerono quella via: tra. i primi. 1'11.alia, non però rrn i più corridori per quel gran motivo che nessuno ignora, po ichè alla perlìne in opre di guelfa faua non si può far molto _senza molto spendere. La Francia sopravanzò tutti ndlit rapidità. e nella mole degl i appareccl1 i, e per qnanto·almeno si rifer isce a fonn:1 e ma teria. si rimise in primissi ma fìla . Ho deLlo preparat.ione vasta, accii raln, minuta; aggiungo non so- ' lamente organica, tecnica e logistica , nw eziandio tattica . strategica, mora le, scientifica; e potrei fo l'seaggiungere ancora ec.cessi va poichè Yeggo farsi strad,t una certa di;posizione a sp ingeP Lropp~ oltre la preveggenz<1, ad eccedere nel fo n ifloare, a pt'eiÌsiia,·e ~la lu ngi lo iniziamento e, fino ad un cert.o punto , anch e la condotta: della 1ue1:ra su que~lo o quello sca.ccbiere in certe date ipotesi, come. se d. 0 1·::1 mnanz1 dovesse esser merce pro ibita, l'inaeirno . e la v ò , 1 eottrma. dovesse. fame le veci per rendere util e l,L mediocrità. E vuolsi che questo sia puce progresso, il che tL me non pare. Lo direi anzi una sconcord,rnza in un tempo come cruesto in cui ta11to s'ammira la potenza. d_etringegno umano, ,:;e non pensas;;i che questo ingegnodeificatova inteso in senso collettivo, cioè comesorn rna di singole capnci Là . I nuovi dotLrinari mi opporrebbero che Ja mediocrità .è ouima condizi one quando il livello medio della capacità è rnoJto al~o. in uri pa~se libero, e che ad ogni modo al giorno d'oggi mediocnLa_addottrinata val più che ingegno ignorante e sbrigliato . Ciò non di meno, io sono d'avviso che in fatto di cose n1.iliL'ari si possa segnare un limite oltre il qua.le non convenga spingère la utilissima opera preparativa. E credo di aver meco consenzienti tutli coloro che non iunmettono possa la guerra ridursi una specie di man.ovra obbligata a momenti prefissi.
NF.l.L'UL T l ~!O OE:CE1'.'00
Non sarà fo rse ìn1tLile un rapido esame, per somm i capi, di questo si:;Lema cli grande preparaz ione, derivato da una felice combinazione di ingegni ordi nativi e clil'ettivi ell e puossi espri mel'e, nel suo nativo carattere prussiano, coi due nomi accoppiali di Roon e Mollke. Per quanto coneerne gli atti di naturn prettamenLe organiea, am messo l'obb ligo generale della. milizia in quei larghi limir.i iu cui lo stabilirono i Prussiani, ia partizione dell e fo rze tutte dello Stfllo in .Più ordini, potr·ern.mo dire in più strali , 1·isnlLa. non solo opportuna. ma necessaria. Utilissima senza. alcun dubbio la isliluzione della milizia di cornp leu)ento . Circ,t l'esercito di seconch linea, o landivel~r,' o milizia mobile, o armala Lerriloria le, si può aver qualche dubbio, sopra tuLLo per cagion dei quadri , nonostan lc che Lra gli elementi onde que!l'esercilo si compone vi siano molli graduati inferi ori che posgono fino ad un certo punto compensare lit scarsilit e In imper fella qua lilit degl i uflì~iali adoprabi li in guerra. Le mili zie di terz:1 linea , landst1wm,, milir.i:. lerriloriale, potranno servire a mantenere l'ordine nel paese, nssicurnre lesLrade, somminisl.rare qLwlche presidio a luoghi fortiricaLi, scortar convogli , cnslo~lire prigionieri, quando le milizie di seco nda line:. siàno chimunle a comhattel'e, e componendosi in gran parte di uomini che già serl'irono nelI'esercit9 potranno riuscire qualcosa di meglio delle defunLe giu1:1·<lie na.z1:onali cl i Francia e d'Ilalia. 1 provvedimenti prestab ili ti per la, rapida mob ililar.ione soiio una ottima co:;n, purcbù non si richwano tt sc.mplici prescrizi oni di regolamento, e siano rnnven ientemente sperimentati in tempo di pace. Cade però nello a~:;urclo, nel ridicolo, cbi pretende spi ngere la p reJ veggenza. n la. provvidenza anticipa.la sino a. r.cr ti min11Lissim:i e compl icali speclienli ed amminn icoli per vedere di risparm iare qualche qua l'lO d'ora ed ottenere auloma Li ca regolari tà in tutti i pa rli.colari cl i operazio11°i le quali, per quan to si faccia, in i;err.e condizioni di luogo e di momenLo, specialmente tra gente non freddn e non cli:;cipli nati:;:;ima per natnl'a, sotto la sLrella della guerra irn minen te, non possono procedere con quella perfetta calma che lit regola ~crilta. descrive e comaì-1da, sernna e tranquilla. I Prnssiani , l:Jene esperti cli lali cose, possono insegnarci dove fin isca la nl ililit e cominci la -esageraiio11e. Quanto all'organamento stabile dei grandi COl'pi di truppe, di cui
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Nt:;Li.'U f.TD'I O DEC Ei'iNJO
DELLO SVOLGD-1[:;NTO DELLE JSTJTUZIONJ MILITARI
nessun militar_e può, disconoscere i pregi, 1.~ Pnis:-;ia seppe abjJ- . mente accopprarlo col r~clutamento tel'ritoriale. Non n'era però una conse~uenza necessaria la perfeua uguaglianz;a dei corpi d'uno s~esso_ ordme, e tanto meno la composizione dei corpi stessi a base brnana, ch:ella prescelse. ~fa i suo i generali seppero così bene adopernre qo e, loro mezzi, ed ebbero tanto aiulh di fortuna . che fé masse arch_i tetta le in q_uel modo pnnero ottimi istrmnenti da,guerra. .P ur non di meno, ch i bene consideri i loro ord ini da mai·cia e da combattime1:to n~Ile due ultime guerre e lo svolgimento dell'azione lorn nei vnn foLlt d'arrne, può pensare che forse avrebbe loro aiovalo in molti (~asi lo nrere i1; c_ia~cun corpo d'al'mala, oltre Je :lue divisioni di fnnter ia, un altro piccolo co rpo d.i fante ria, come il. nostl'o reggimento di bersnglieri, A me l'aggiunta di quella appendice al nostro C?l"IJO _d:al'mala pa'.·e benissi mo intesa, 1.r,tnl.O più considerando la dr vers1ta necessaria dell'azione Lattica voluta dai nostri paesi da quella_rennessa dai paesi nonlici. E non sono ben persuaso che_~uella pel'leLta uguaglianz,L di mole e d'orga.namento degli en ti taU1c1,chc può essel'e Oli.ima su i grandi cnmp i di batt.ag-l iil in recrioni . genera.l nrnnte pmne ed aperte, sia élel pari conveniente ai terreni montuosi e impediti, come lo sono i nostri e i più vicini d'oltre confine. Quindi non saprei biasimare.chi, potendo trovarsi nel raso di guerreggiare in paesi· come questi, non avesse voluto copiare tale e quale i'ol'gannmento dei grnndi co rpi pru;;sian i. Vegao in fal.li che l'Austria non si è.lasci~l:a sedurre dalla. bellezzfl di..,; 1cl ca~ellario così regolare, e nei suo i regolamenti organici ha previsto il caso di dover comporre diversamente le sue brigale, le sue divisioni , i suoi co rpi d'al'lnata. - Lo stesso potrei dire dei grand i corpi di cava lleria. E potrei aggiungere, per qunnto ha tratto a no i, che nna massa di_ v_e1:itiq.uat_Lro squa_drnni (anche soli sedici) quale ·sarebbe Ja no~tra d1 :1s1one _d, d~e lmgate di cavalleria., nella 1nassima parte d~J nostn terl'en1 fa cdmente verrebbe a l.rovùsi nell'alternativa 0 d1 tenere_Lanto pàese in fronte e sparpagliarsi tanto da nou potere essere guidata efficacemente da un unico comando, o di. far mnssa soverchia in pr·ofondità _e rendere inutile molta parte deJle sue forze due difetti che in _q11,erm vera potreb bero avere gra ndissime conse~ guenze. Ma tornerò po i su tale argomento . · La distribuzione della C","", "", lle1·1·,",, e, e1eJJ'ar t·,g1·1eria · ~ra I· grandi <,
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corpJ di fanteria pel' gli imitatori del sislcma prussiano s'ù ridoLla oramai una. semp lice cru.esl.i one di qiwntitil, secondo i paesi in cui debhasi operare, ammettendosi ~eneralment.e che le divisi oni di fanter ia debbano avm·e piuttosto rnolta che poca artiglieria (purchè non troppa) e cp1alche poco cli cn.va lleriu, rii meno quando sono isolate, e che i corpi d'armata debbano es:;er provv isli d'un nel'l,o d'nrtigli er ia. Qua le dei dne cal ibri da campo sia più a.dal.lo per l'artiglieria divi:;iona!e e qtrn!e per conseguenza deb ba r imanere a quella de l corpo d'armala, o se_l!na dal.;1. comb inazione cli ambedue possa essere ulile, e come possa entrarvi l'artiglieria a cav~ llo, o se pure fosse [)rel'erihilc lo avere ill1 ~olo cnlibro' :;ono tul t.avia. ar()"omcnti di n cliscus:; ione tra. gli artiglieri. Qui non è caso di tratlarne. Delle risenre genend i d'art.iglieria. (o ri,,erve d'armata ) che noi stegsi nh- · biamo \;ed11 to far ca1.11pagna :senza tra,· co lpo, non ;;i ode più far paroln. Le Jtuove e vere risen•e d'armata nelle guerre future saranno qnell e masse di artiglierie cli_i{ros:30 cal ilJrio prnpamte anch'esse in pare (sollo il veechio nome di pal'chi d'asseclio) che faran ' seguito nll 'rsercilo sulle re,-i·ovie pet essere adoprate nell'att.ncco o nellad ifesa dellegrand iposizioni fort ific'.1 te. L'nl ti ma guerra d'Oriente ~ e ne hit giii dal.o qunlche esempio . Sono aui più che necess.iri di preveggente preparazione organica quei provvedi1nen 1i che mirano al ril~1:ru.111.fil_'\!O_i.ei quadri, di cui giit l'cr i cenno . Lo sono per altl'o ver::;o q11 elli che intendono ad nssicurare e regolare le compre, le leve e le tolte dei quadruped i per l'esercito in pace e in guerra e ad acc,·escere e migl iorare la· prod uzione eqninn . Qui no'i dobbiam o pur troppo chinar la fronte e bai.Lerci il petto. QuanLo ::.iarnò luni.ani , non dall'eccesso,-ma dallo stretto necessario ! Sono ormai venti anni che si discorre di questa nosli',l miseria; con qual prò, lo dicano quegli ufficiali nostri che vnnno per l' [ta lia a. rnccogli et· cavalli! E sì che i buon i elemenli non ci mancano! Lasc io da banda tuLLi quei sus:-;idi e compimenti dell'eser.cito che nel nostro linguaggio ollìciale si dicono se1·vizi ·vm·i, di alcuni dei quali qui dn. noi mo 11.o vi sarebhe da dire qua.nl.o a preparaz ione per ht guerra , non eccessiva no, si manchevole" e vengo all:.i pa rtita tecn ica, esclnse per ora, le opere cli forlificazi one. In fatto cl'nrmi, munizioni ed nlLri matel'inli mob il i d'ogoi specie,
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l)t,;L l.0 SVOLG I.\I IC::S:TO 1)8 Lf,F. 1.STITUZ IO:S-( ~111,IT,\H I
la prep11,razioJ1e ha folto e va f'acondo ·prodigi di qnalilit e quantità. Bensì, mentre le altre potenze cl' Europa racco lgO'no.frc ttolose e a piene inan i i fr utti dell'i ngegno e rlel lavoro su quel campo a cui l'età presente è ;:;ingola.rmcnte propi7.in, l'Ita lia, pçl sol ito gran motivo, vi miele adagio adagio con parca fal ce. Qui la strada dell'esagera7.iono rimane ap:::rta . Ah biamo a,,:; istiLo al palio degli in ventori d'ar111i ccl altri ordigni, sempre piu pel'feLti e potenti; e se quei T itani che o;;gi stnnno. a ·capo del progre::;s6 mili tare non avessero triclaLo b:i~ta! :;aremmo tutl i vennti al punto di non sitpér pi(t che arn1i prendere, e fo rse qualcuno si sa rebbe rovinato per dare fo cili di favolosa porta la. rapiditit e prtcisione ed estrema delicalezrn in 11ia110 ad 1t0mini che li a\Tchbero a.doperati Dio sa come in gtM1'l'a, 110110:;Lanle le helle prove fatte al t.iro ci segno, e regalarci cannoni <ia,colpire unii mosca ad una di:sLanza cui non giunge l'occ~hio. Non furono i11:1 i delLi e creduti spropositi cosi grossi in torno ,alle cose lll iI ilari come lf uclli cli c ci rLll'onn scaraventati dopo iI ,1866 e dopo il 1870 da numeris!i_e rnalcrialisl.i a proposil.o rlel Yalore da alti'i- . buirsi ,il cliver:;o warlo <li pol.en;m delle armi da f11oco . L'llomo era scompar;,.o, o !':1ccra _ligura di servo del la inacchina, collle il ma11 1,w.l e in 1u1 otlìc;ina; :;embmva i~l1e d'oril in po i la vittoria fos:-;c assicurata a chi pol'Lava in campo fucili e cannon i piu numerosi e più perfetti, cosicchè <:i veni'Va in mente ch e le g1wrre futu re po tes:-ern combn tter:-;i ,l la1·olino con un pezzo di carta ed nn la.pis, più forse qualche e:-perienza o garn tl i tiro al po.ligono. A rngionartl in quel modo i Yinti delle recenli guerre poteva;110 .aclauarsi di leggi eri, non cosi i vincitori. Quindi il pl'i rnrito della n1acchirHt 1.wm,o fu trionfalmente r iaffermato, ed oggi quella greua maniera d'argorneulare è rimasta nulla piu che un ve.zzo di gergo anglo-silssone. La preparazi one logistira ha pure moltissimo ])l'Ogreclito appo 'tulli gli esercit.i , sull'esempio dei Pru:,:-ian i, mercè dello sviluppo dato ag!i stndi di geogralìa mili lare, delle puhb licrizioni di nuove carte·geogmficb e e to1:ioi rn(ich e, dei cor,, i fer rovial'i, della istituzione dei ferrovier i, dei regolamenti pei trasporli militat i sulle ferrovie-e ~olle na11i e per quella immensa conger ie di cure e faccende a I.ergo dcll'eset cit-0 in guerra che si chiama servi..=iu cli tappa. L'autoeilii mi li tare ha voce oggirna.i, dove più dove tneno autore~ole, nelle questioni .slradarie, ed anzi in taluni ~taLi ha moìi:n. in-
1' SL L' U f.T l~'IO n1::c1,NNICJ
gerenza nelle fer rovie . La Prussia costrusse sla7.ioni ~ Lronch i .di ferrovia per uso mil itare; le altre grandi po tenze sonos1 premunite anch'esse di sistemi fen oviar i acconci alla rapida mobilitazione e radunafa dei !oro cseniti. Quanto a noi, tutti conoscono le difficili condizioni nosl1'c per tal riguard.o. der ivanti dalla fo ema, dalle dimen~ ion i e dalla 1Ìat.ur,1 montuosa di qnestri penisola. 'Per qnanto appartiene alla educa:t.i ~ne tattica ~g1 i,_ ufficiali e delle trnppe, una vera r ivolnzione" è · avvenuta ai ternpi nostri, specie in quegli eserciti cli e-ciiTiè.ro avver:;a la fori.una. nelle ultim~ guerre . No i TLaliani, che in tale partita non eravam~ claHero tra '. primi una cliecinU; d'anni fa, lo siamo orr1 a giu.diz10 d~gl1 s~ess1 militari stranieri. Quautunqne i nostri rego lamenti per In 1sLnwone e l'addestramento tatlieo possano sembrare lontani ancom da quella. perfezione che i teorist.i Ynghegginno, il nostro !':. istema, nel suo insieme, nei suoi pa1'li colari, nella sua. cornprigine, e il metodo graduale che teniamo nello esplicarlo lasclrino hén ·poco èla desiderare. Insegnamento scolastico, istruzione individuale e collettiva . esercitazioni e manovre co lle truppe, coi quadri, snlla. carta, tutto conferisce n.l supremo scopo della educazi one tattica: iinparnre a comuaUere, os~ia pl'epararsi a vincere, che in sos tanza vuol dire apprendere n vfllersi delle proprie armi e del terreno nel migli or modo possibil e contro le nnni altrni. In C[tiesLo il progresso fu negli ulti mi anni innegall il e e gnwde, per virtù di Sadowa e Secfan, e possiamo aggiu ugere pure di Cnstoza. Ricordiamoci in qual m~do ei preparammo alla guerrn., nelle scuole, sulle palestre del Liro, -· sul le piazze d'nrme, rti campi d'istruzione, prima del ,1~66. .-~ vevamo foci li di tiro preciso e lungo, e ci é'onl.entavamo d1.bn1C1are poche cartuccie in fret.tìl, alla megli o, a brevi distanze; non pol.eva~o i!morrire che ìe anni nustriache e i nosLri terreni n.011 ci nvrebh;;.o permesso di f~ re uso sul c,1mpo cli hnttagl.ia., sema danno gravis!'imo. degli ordini ~treLti. densi, rigidi, e dei movimenti a massa ea squadro della YeccltiataLticn geometrica, epnr Lll ttaviasJ?enél.evarno il tempo ad esercitarci in quelli; dovevamo sapere che I comhatl1rnenti su questi camp i no,;t.l'i , coJl.e armi cl'oggi,vengono a eonsistere ·essenzialmente cl'una quantità. di si ngoli atti d'al.lacco o difesa di luoahi diversi. necessaria men .te connessi e concordanti ad un dato . intento, e si risolvono mediante ,wvolgimenti e 'poderose preva~
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DELLO SVO LGCl'tJ::N'r o D;o;Ll.t: ISTJT OZJ01'r MILI TAI\!
l_e~ze di _fuoco e di forza ~i va su certi punti, in certe . direzioni, e 110.1 conLmua.v~uno a conSlClerare come il grado massimo dell'addestra.mento taLL1co i cambiamen ti di fronte a passi conta ti , I·a van zare o re_Lroce~er~ ~ scaglioni, i passaggi di linea., a battaglioni compa~~l., . a ftl di '.'1 ~a. Non istarò _a rammentare che co:=;a fosse la -prepa1_:1z1one l<1Llic'. 1 della c~1val!er1a e dell'artiglieria. Insomma ci prepa1c1vam_o a com~altere 1n un modo, per v~m ir i)Oi a comba llere necessanamente ··itt· · . . . , . rn un altro , molto divers<J · , C'J" ,. u ·1 l l g1·I lllCOllVCfllenti cl una Lattica arruffata, che dalle sue tanto svni··t··le ·ip'p' i ·c _ · · · 1· , . u. . , t a z1~n1 p1g_ iava asp.et_Lo d( ~osa nnova, i_:uprovvisRta, indefinita, tra le st1e~L? d,_due_ for_rnidabil1 avversari, l'ignoto e il pericolo. La necessi ta -· Ctl J· · . d,. .radic:i.lt cambiamenti di rne:czt , · e 11·iodt. , <) S:sl,1 ll1S l l'U1 n~ent1. e d ar~e, P:r metter d'accordo i dettami e le pratid ie della cl1da~t1ca colle es1_genze della gu.erra vera em dunque intuita da molti anche tra no_i prnna che le sanguinose pro,'.e del ,J 865 ce la rendessero sens isLiLuti e·h e, . . . ibile:. .ma tali camb iamenti in quecrJi o come glI esercit i sta1)dr, banno fondamento di slretLa rer,ola I 0.. b' d' f . . . ,., ' Ut\,:,a ~. ~t~ 111e e ·ori.e cl1sc_1pl1na gerarch icri, incontrano sempre ostacoli <,h_ ~ lungo e non facile superare. Ch i non conosce a fondo ali uomm1 e le cose della regolare rnifoia non arriva a capii-e c;rt.e ri~ugnanze, che possono pa rere controsensi , come quelle che, per t,rnt? temp~ hanno re.~ o rdu1tant1 per,son e cli mente Lull' altro che torbida e d1co lt~n·a certo non comune ad accettare l'ordine rado 0 s~arso come ?rdr~e necessario da comhaUim.ento e il fttoco a luno-a g1.t!ata ~ tu~t, ~l'. altri speclienti dell'odierna tallica come cons~guenze d1. delle a tiro luncro e nreciso e le,d !tI,·, ·, d' · .inev1tab · . ' armi . J ..llli:..CC t l_egg~eri ·r1d os!m:~z10ne cieca. e a quella piombaggine che i Francesi chiamano espnt de ·roiit1:.ne. Nel caso nostro v'erano però ragioni assai .grav i, desun le dal nostro t_empera_mento naii?1utle, dal grado di i:;truzione e capncità dei ~ostr:. qua_dr, (eh.e sappiamo come fossero composLi ed ampliali tra il_ 1809 _e 1! ,J866) e dalla p~rd~rante i mm inenia della guerra. Ag~1untov1, sia.y~ire, un_.po' di ~-1trosia pel 1i1wvo, ciò spieg,L come anche dopo 1! 1_866, se le resistenze cessarono, le conce~sioni ml'Ono p~r nondimeno lenLe e alquanto sliracchiate, per lo che il nu?vo sistema ~en~e s_u ~· pezzo a pezzo, e non è peranco portato a finimento. I pnnc1pah mto_ppi furono , e sono tuttavia, questi tre · 0
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NELI..'UL1'l i\10 ùtCENNIO
timori : di soverchio sparpaglio, di confusione e disordine, cli spreco delle nlllnizioni. Ol'bene, a questi mali possibili, su cui s'è da gran · témpo ferm at a l'attenzione dei mi li tari in tutti gli eserciti, comin-. ciando da quelli di temperamento più freddo e cli piit salda compaaine, non :;i può ovviare con qualche sicurezza se non che colla buona istruzione, specialmente dei quadri, colla forte cli:;cipli na e coll'assiduo esercizio, non trascurando m:ti cli fare rilevare gli errori ed il modo o i modi di evitarli. Al contrario sono speclienti inefficaci, e persino dannosi , le pasto ie dei cosi. detti ordini normali, considerati altrimenti che come tipi clidaLtici, i limiti prefissi di fronte e profondità, , senza riguardo alle particolari condizioni dei casi e dei terreni, la prescrizione di non .Jani usn che cli certe forme o cli certe iuosse in prima, seconda, o terza; o quarta Linea per serbar compatte le truppe, l'orrore dei frammischiamenti esteso sino al ploLone, senza eccezione nlcnna, la regola assoluta di non far fuoco se non che a breve distanza. Dico d(innosi tali spedienLi, perchè , oltre acl essere clisformi dallo sp irito largo , spigliato e ragionevole della tanica odierna, preparano pel tempo cli guerra errori, se osservali con scrupolo, sfregi alla disciplina, se trascm'ati. Del resto tra il pretender di fa re d'ogni crrporale uno stratega, che tenga a bada il nemìco con due uomini .e lo avvolga dalla la.rga con altri due, ed il vietare ad nn comandante di brigata o di divisione, magari anelie cli corpo d'armata, di estendere la sua rronteoltre un limite prefisso, se pur lo chiedessero il terreno e~ il nemico stesso, vi sono tanti gradi, v'è un campo immenso per talenti, non dico -· subli mi, ma nulla più che mediocri. E non -è punto diffici le far capire che ad 800 e più metri il tiro sp icciolalo, a volontà,- contro piccoli bersagli, sarebbe uno sciupìo di munizioni, mentre talvolta un buon fuoco a comando contro masse cli truppe o artiglierie a quella distama polrit essere a Lii issi mo come lo hanno mostrato (se pure ve ne fosse bisogno) le ultime guerre, specittlmente quella d'O riente, anche prescindendo dallo immenso consumo di munizioni che fu fatto dai Turchi col fuoco accelerato a volontà a gran distanza. nella clifesa delle posiiioni e talvo lta anche dai Russ i nell'alta.eco . Vecchio uso! Non. si ha fede nel criterio allrui . Troppe regole si danno, e troppo assolute, e lroJrpo complicate. E invece convien darne poche, larghe e semplici che possano adattarsi alla varietà
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NEL L 'U LT I MO D l::C EN N IO
DEL L O SVO L GI M.ÈNT O DlòLLI:: [S T! TlJ/. l<J NI Mll, I TAH I
d_ei ca~i_- Non ~v:iene allora ch e i soggetti alla regola non raccapezzmo prn spmL~ . da!la_fo rma, e avvezzi nd esser condotti per mano perdano la fid uc ia in sè stessi, r inuncino ad ogni ùiiziati·va, e dove lit regola manchi la invochino ·come una neces::;ilit e un benef1cio . Sopra tu Lto però giova Lenerpresen~e, come mass ima fondamentale per la ed1tcazione taLLica, che la base delta tattica di battaglia dei giorni nòsLri è la discipl ina," una disciplina fo rte e profonda, come quella cui principalmente debbono le vittorie 101·0 i Prussiani, aS$[1 Ì più che a prevalenza di numern, d'armi, d'arte e · . · d'ingegno . De l resto, mai per lo pa::;sato , e in riessnn paese, tranne forse la Pru:;sia ai temp i di Federigo ·I e di Federigo II, si fece tanto ·quamo si fa oggi per la edncazione tatticrt delle truppe, e mai, in nessun I uogo, compresa la l)russia nei tempi ora detti, fu dato a quella educaz ione un indirizzo cosi direttamente e intensamen te oggeiLivo come quello che oggi le si dà. Talune milizie, i nostri alpi ni per e::;empio, possono ben dire che fanno di tra tto in tratto · • I ' e pm volt~ nel corso dell'anno , viLa di guena in tempo di pace. Io non sapre1 dove trovare un più bello esempio di compita educazi one ta li.ica. insieme e ginnasti,~a di ·q uello c!te ci offrono appunto · le nostre belle mili,. ie alpine.· Tra gli att_i della preparazione straLegica vuolsi distinguere l'opera.-segret,'. dell o stato, maggion3 da queHa pnlese del genio. La pnma, che rn passalo hl generalmente indeterminata e manchev_ole, :·idu_c~n~osi_le più volte a, studi, esplorazioni e progetti di , srngol, ~Jhc1a'.1 e mfo r1~azioni atti nte col mezzo dello spionaggio 1 poco _pri ma d1 entrare m campo , prese in questi ultimi tempi fo l'rna defin ita e regolare andamento, per merilo sopra tutto dello stato maggiore prussiano, sotto la condotta del MolLke . E cosi abbiamo ogg'. L_utto ~n bworìo he1:e ordinato cli studi statistiC :i, storici, topografi ct, log1sL1c1 neglt ufhci centrali dello stato maggiore, cui sornministt'ano i materiali lé ricognizioni esegui te nel proprio paese ed oltre_\-c~nfi ni_, s~ii più proba!)ili teatri di guerra, i rapporti degli ufficia. i ll1 m1ss1one o addetL1 a!le legazioni in paesi stranieri le info rmazion i aLLinte per altri mezzi, la stampa. A! quale lav;rìo \ ana!itico, cui molti c~nco erono, fa riscontro nei più riposti penetrali dello stato maggwre generale il lavoro sintetico dei pochisimi
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che studiano le ipo tesi di guerra futura e· i modi d'azione a. quelle corl'isponélenti. Jntanlo si preparano quegti eletti e colti ingegni che dovranno poi servire ad esplicare e diffondere l'ar.ione del comando :-;upremo e dei comandi delle grandi parti dell'esercito, e p1:ocuraré l'accordo degli atti di queste secondo Ie intenzioni di quello. T11tto ciò va a meravigl ia se a capo di quel bel congegno anch e in tem pò di pa.ce si,tvi quella mente che guiderilpoi l'eserci to in guerra; in easo diver.,o, gran parte di sì prezioso lworo va dispersa e rimane oziosa. Questo è argomen to di nieditàzioni molto gravi per noi. Basta fi gurarsi un capo di stato maggiore generale che abb ia a sna disposizione quei mezzi cosi perfetti e li diriga e adoperi ,L suo talento. Come si prepal'erà bene quest'uomo, tre e quattro volte feli ce, all'azione direttiva per qualsivoglia guerra! In quel modo si possono fare i Moltke. Suppongasi invece vuoto quel seggio , e che l' oper:t d.i qùei hi·avi urficiali vada dritta dritta a sprofondare a capo fi tto nell~t voragine degli arcb ivi di stato maggiore o del ministero della guerra. A. chi mai potrà venire in mente che iI disgraziato cui sia per essere addossato iI carico dell a suprema direzion e delle operazion.i, imminente Ja guerra, debba, possa, voofot ancl1e sollanto d::tre una scorsa a quell a farraggine di lavori stt~dia.ti e stillati per anni ed anni1 E chi vorrà imporgli disegni nei quali ei non ebbe alcuna parte? - L:t p iù assennata preparazione non sarà mai altr6 c,he -un bel corpo senza. testa, se non siavi in cima, al posto suo, quella men le che dovrà n.dopérare le cose preparate; la f{uale noù può essere quella del minisLro della guerra;per le più ovvi.e ra.gioni. E basta di ciò. · L'opera del genio,' le fortificazioni. Nel ,1870 le fo rt.ezze:di cui. la . !?rancia s'era folto usbergo contro l' A.lemagna. non valsero :t trattenere il grande esercito tedesco ; poche t1:uppe bastarono a tenere in iscacc;o i pr-esidii, poche ore di fuoeo° a costringerle alla resa. Erano troppe .e troppo piccole, non aveano opere esterne a snftìcient.e distanza, offri vano Lt'oppo bersàgl io alla poderosa cU'tiglier ia nei:nica,, aveano presiclii meschini per numero o per . qualilii., e taluné mcchiudevano pure grossi abitati. Strasburgo cadde dopo onorevole ma breve difesa, perchè non potendo tener lontano l'asseclia.nte, soffrì un terrihile bombardamento e non fu soècorsa di fuori; Metz e Parigi furono prese per fame, benchè racch iudessero intere arAN N o XXV, V OL. I.
OEl.1.0 SVvl.GDlEKTO DELLc I S TIT U ZIONI ~I I LI TAHI
maLe, e::;scndo loro 111a11caLi gli ainti estern i e il vigore offensiYo. Bell'orl so la :;i schermì lino all'ultimo nbilmenLe e felicemente. Al cospetto di Lali falli, in un tempo frettoloso come queslo, in cui l'antico vizio della precipii.azione nei giudizii ha fatto passi da gigan Le, non poteva Lnrdare la sentenza che oramai le forLi (icazio11i erano inutili, danno;;e, o poco meno . )la co::;ì non la pensarono nè i Fran·ce~i vinti , nò i Tedesr~lii vincitori. l>ersua:;i gli uni e gli alt.l"i che lo fortezz e possono nncora rendere utilissi1hi sen izi i nelle future guerre. e fo rse maggiori che in ,nitri tempi, purchù siano acconciamente pred isposte con tro i mezzi e i m,odi dell'odierna .arte offensiv:i, fin ita uppena la guer.ra , . si cleltero colla mnssima sol erzia a for ti ficare o rafforzare quei siti cui allrihuirano singolare iii1portanza strategica, come punti d'appoggio o perni di manovra, o chinse. Nel cl1 e la Francia Lrn~corse innanzi innanzi, come av!'la già fatto altra rnlta. Strategicamente, nessnn nuo,o principio nello assrllo di tali difese, ma i. _principi i anti chi applicali piil vastamente: il gl'andi esel'citi ed nrmi po tentiss ime, gnindi fortezze e rob nst.issime opere.' T.a Francia ci offre lo ~pcllacolo non più di cillà-fortczze, 111:1 111in,:.i diremmo di proYincie-fortezze e d'uno Stato fortiO c<tlo. l'i ù sobria la Germania , 1na pure va amp liando e riLoccn ndn , e cli l.rltlto in tr:illo fa cenno anch'essa di roler lare qualcos'altro per chiuder meglio le sue porte. Noi seguiamo quei due giganti a passo ò i testuggine, lrep iclanti, cliflìdenti, quasi ·cl.i ma.la voglia, co ll a mano suilc1 borsa. Nè men di noi guarcl inga l'Austria, disgustata probabilmente di ,\\'ere· speso tanti milioni nel rnuo,er terra ed alzar rnuraglie senza aver poLuto trarne quei vantaggi che so ne promeLtevn. Venne intnnlo la guerra _d'Orienl!'), e la bell a dire~a. di Plewna rimise a sua YOlla in onore la fortiOcnzionc impro,, isala. Tanto bastava perchè colla so li La precipitazione s'inneggiasse a quell 'arle di cui poco prima si i"acevan quasi le berre. Rcl oggi pendiamo daccapo allo antico, e mollo antico, dirizzone cli rnlor -reder dhppcrLutto luoghi da fortiOcare. Yernmcnte le arm i di cui r.i prepariamo a fare uso ,Lrnggono In fortifi cnzione 11 11 sul campo cli battaglia a sussidio della tattica, poichè ognuno capisce che cosa succederebbe a combaLLere alla scoperta, e non si vincono le . guerre con eserciti di cadaveri. Ma badia.mo! anche in ciò pnò esservi e;;agerazione cd abuso, perchè l'uso della forLiricazione
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NF.Ll,'U LTl~10 Dl·:C E:-SNlO
·:\pinto ol Lre un certo lim ite irnmobilil,t gli ese~·c,1· 1· , li rendo -pesanti , li inrilisce, allnn~a la guer_ra, ler,u~ to.glierc_o :c~mar~ fa possa decisiva. Nei paesi m.ontuos1, _coperl1.' f1~sla g.lt~~\ 1mp:. di Li insomma, come ln è generai mento 11 no,;L1 o, l,t n_ec~:,s ita d1\ >)1 aiuti della fortifi cazione è mollo minore c·he negli altri_pian,, sg~m~n, uni Li. ,\I nostro soldato h1 rhnghett:t potrà :;erv1re (pot_re'. cl~rc, come arme difensiva) a migli orare ceri i ripari che il terreno gli oJira, più spesso che a crearne o, e non siano. ) fa questa Yanghetla per noi è nulla più che nn desiderio; ed è tanto tempo che se ne p~rlal Per nltimo dirò dell a preparazione mo rale o c1ella preparazione ,scientifi ca; e di queste parlerò un po' più largamente. .(Conl/nna}.
c.
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CùRS J.
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POLVERJ:: DA GUER RA
RASSEGNA TECNOLOGICA IIILITARE POLl'ER&DA GURRUA - ECO DELLE ESP&RIMZB DI MEPPKN IL CA~NO\E DA 100 TO~NRLLATR E IL SUO TRASPORTO ALLA SPEZIA Effetti delle polveri da guerra. - Loro co mposi1.ione. - DosaroentO' teorico e dosamento pratico. : - Pl'Oflotti della co mh ust ior:e. - Caratteri fisici delle polv~ri e Jo,·o rnU uenza . -: Inftamma1.1on"' e com bus tione. - I cu1,noni ca,,ie,·a ti ' 0 le po lveri modern e. - Esempi d.1 ~fo~pcn. - Origine e motivo dei proiet ti µllungMi. _ Polv°bri da ~uet'l'a: amer1ca11c; _r~glt:s1; po.lveri pr js rnatiche a canali; polverj a dad i iri glést ed italiane. - Le po lven nallane gmclict1te in Inghil terra. - Polveri ·co.npresse sotto alCe t~· mpe,·atu,·e. - Polvero ·· · La c.orana \ G . . Totte n. - l'oll'Cr i da ~Muen'a (. di di,•ei"!> i St· • vt1. s1s tcm,1 ,ruson ed 11 cannone corazzato Krupp. - Dubbi sull' utilità delle torr i e batton<J c~rana te nella di fesa di costa. - lrnpo,·t,,nza del ca11none corazz,l lo· nella dif;sa dei, ,·~l1r b1. - '. ' ca nnone t~ 100 lo nnell,, tc GRC in but.te1·ia alla Spezi:,. _ Progelto llo,sct di un caunon0 da ~, . tonnella te. - Progetto e fùsionc del ctuH, one da 100 tonnella.te. - D:me11~1~111 - Ve,colo ,pel t,·asport.o sulle [<),-rate. - Viaggi faW ,fa i veicolo e dai c11t-relh. - l n,sporto, un barco e sbarco dèl cannone alla S pezia.
Polvere .da guerra. La connessione intiurn che passa fra i tre fatto ri principali della potcn,rn. delle ar~igl_ierie ; bocca da fuo co , pl'Oieui e polveri fa. sì. eh~ le mod1fica~10111 appol'l:a.te ad uno tli e:;si nou possa no non infl uire suglt alln due, cpperciò prngressi sen:, ibili non si ou.cnuero Che dall'accordo di l11lli C. lr ~. Qu.e:,l'accordo fo poss ibil e :,olo dopo lungl~t tenl'.enna.ment1 e r1c1'11 ese profondi e fati cosi stud i ed esperimenL1 molli e eosto:- i il :i:iiti . Per quali vicende passassero bocche d,t fuoco e pioietti prima di r~ggiungere il gra(fo di pel'forazione auuale abb iamo cercato di d1mostrnrlo nel ie prec•xlenti Rassegne; in questa tratteremo della
polvere, cli cui .in più. o,ccasioni avemmo a. noi.are la grande influenza che esercita sul tiro e snll a conservazione dell'arma . l mperocchè l'effetto della po lvere nel tiro non si esplica solamente per il lavoro titile operato sul proietto , ma bena.nche per quello di distruzione opemto s11ll 'arma, e dovuto acl azioni meccani che e chi miche; rnec-cani che perchè quella stessa forz;t elastica che determim il moto <lei proi etto, cimenta pure la re5istenza della. bocca da. fuoco, in ·virLù della rhp iditit grandissimrt con cu i si compie la reazi one r.himfoa,"e dell;t quantiliL considerevole di llui cli (zOOO. a ,1-QOO vo lte il . volume della. polvere) clt e si producono con svolgimento di molto ,calore, <:him iche perchè fra. i prodoll.i della comhn:;tione ve ne pos.. sono essere di quelli cli e hanno Facollit di intaccare le pareti dell'anima. Il massimo cli potenza. batistii;a, ossia cli lavoro nt.ile ed il minimo di potenza clilun-iatn'.ce: ossia di lavoro distruttivo, ecco ciò che si richiede da una b11ona. po lvere da fuoco, Dicendò buona polvere non jutendiamo giil di al iudere ad una. piull.osto che rid altr:t specie, irnperocchè quando gli elementi che la compongÒno sono per qnali tit e per ,quantità ta li dti escludere la. fo rmazione di prodotti che intacca no i met,11li onde le bocche da fuoco son fa tte, e da ridurre le Jeccie al minimo , quelht polvere sa rit buona 1.: l1e pel'.(:aralleri fisici meglio risponde alle cond izioni dcll'ann:t m i è desLi1Hi ta. L'esperienza. lrn. di mosLrnt.o che la miglior poll'ere d;~ fuor;o si ·Ottiene mescolando nitro, zolfo e carbone. I miscugli oinarii.di nitro.e zolfo o cli nit.ro e carbone, tuttochè esplos ivi pìù o m~no gagliardement.e non sono mai impiegali eomepolveri da fuoco . La- proporzione secondo cui i Lre i ngredient.i suddetti dellhons i mescolare, è ·deter minata dalla. condizi one che ne risulti reazione compl eta e svolgimento della mn.gg.ior quantità. possibi(e cli gas e di calore•; teor icamente quest'effetto si otti ene cla.l seguente mi-;cuglio. : Nitrato di potassio Carbonio Zolfo
74, 83 -13, B2
°/o
,111, 85
La reazione loro nella proporzione or:i cletl:t ha luogo nel se_gnente modo : il nitrato cli potass io svilu ppa. azoto ed oss igeno ;
'
.
POLVERE DA GUEHHA
l'azoto si svolge come corpo gasoso libero, mentre l'ossigeno si combina interame.ntc col carboJtio e genern aci<lo cal'bon ico; il potassio. si combina coll o zolfo , il quale Yi è in Lale quanti là da l'ormare monosoll'uro di polas,:io. il rnon osolfuro di potassio, sebbene sia un corpo solido, di venendo vo l,1ti lc sollo l'impero del foni:;,, imo ca lore· di co mbuslio110, viene tl'ascinalo fuori clell'aninrn , insiéme co n l'azoto o l'acido carbonico, che co:;titui,:cono la forza impellente. Yariando la, proporzione suddella, cioè diminuendo il ca rbon io o lo zolfo, a voce di 111011osolfnro di potassio .si forrnerit ne.I prinio · caso so lfato di po Lns:; io, sa lo cl1tro e poco solub il e del qna le è dilncile rnondare le paret i su cui ésso si depone, e nel secondo carhonato polas;,;ico, residuo meno dairnoso perchù d.eliqnesccnte, tutta via incomodo dovendosi rico!'l'erc all e lava.Ltu·c per togl,i el'lo. La condizione pertanto ell e il potassio si converta Lutto iu rnonosoll'uro di pota:;::;io è necessaria alla buona. quali lit della polvere, la quale ha. da im brattare il 111eno pos;;ifa il e l' inlerno delle armi da sparo. Se il carbon io sovrabbonda, in vece di acido carbonico si produrrit ossido cli carbonio; orn giova avvertire che Cft!ando un peso determinato di c:u·bon ic, arde, con,ertendo~i in ossido di carbonio produce una. quantitit di cn lore che è solo eguale 1/ 2 di quella che esso vrodurrebbe comb inandosi con nna dopp i,t propo l'zion e di ossigeno, nde a <lire conven endosi in acido carboni co; i gas pos-· sederanno quindi minor tensione e conseguentemente minor fo rza.. L'energia della polvere sccmerit pnre q1wnclo vi sin. eccedenza di zolfo, principalmeute perchò pllre in questo cnso sarit imped it.a In comb ustione completa del carbonio. La co.mbusLione teorica della polvere da fuoco, composta. secondo la proporzi)ne più. sopra indicnta, e che chiamasi doswnento teo1·ico; eh <~irca i1·60 "/odi corpi gas0Si ed il 4-0 °/0 di corpi solidi. Sebbene si cerchi nelle polreri da fuo co cli miglior qualità cli allontanarsi il meno possibile da lla composizione normale, o tipica. in pral ica. tutta l'in. riscontransi differenze nonchè nel dosamcnto, delle polveri da guerra, da cnccia e da mina, neJle slesse polveri da guerra, come appare clal seguente specchio .
POL\' ERE
ltalia Pru:;sia
poherc tla fu cileria !In,•it' r~ pol, cre da can1101w pol ,ere dn fnci l1:ri.i Francia \ poh·crn eia canuonc ordinaria : da mai-i nà i poh en' da c.anno111 Austria Sass,i11 ia lughil wrra. poh·cre da ca1111unc H11:;,;i,1 Belg-io . Svir.zera s,·ezia Stati Uniti cl'.\ 111crìca .
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Quesle proporzioni furono stabilile so_lo cl~po nu_merosc pr~ve falle sui componenti della poivere noi dl\' Cl'S t paesi; pro,'e .1e~e ncressaric dal fo lto che gli ingreclien li non si possono avere ch1m1came11tc pnr1: 111 i,,pecie il carbone, il quale conl.i~ne sempre nna cerla quanli l.i1 di cenere, variab il e secondo la quali:.a del ·legno , I.a parte ili pianta assoggetta la acl incarbon! mento ,. il terre.no o~c 11. }errno è crescinlo, l'etit ecc. li per °lo cli cenen che si pOS:,OJ~o ri~veni re nel carbone, secondo le ann i isi comparatire del eh, mi ·n Vìoletl e. varia fra litn iti abbastanza, larghi; infatti menlre il tadwue di ~urrhero non ne contiene punto, il carbone di ranape ne possiede io ~:tgione del I ,'.396 °/o· TI carbone di frangola, che è qnello gcnernlm enLc prefe1·i1.o per .la. f'ablm cazione ò.ell.t po lvere, ne coutiene 0,0fi9 °fo. Oltre nlle ceneri nel carhonc da polve'.·c ::;0 11~ ancora idrogeno o:;;;;igeno ecl azolo . Xci .carboni a:;:;ai colli , delll cai·boni neri , qùnli si impiegano nelle polveri da. ~l~etTa, le sostanze estraneo vi sono rapp resentate nella proporzione del ,1O al 20 ¼ li nilro e lo zolfo del commercio contengono pure so:;tanze estranee, le qonli, mentre rendono meno atti va la comb.n,;tione cl.ella polvere, rendono più c;op iosa la procluzione dell e fec.c1e ; all o zolfo è talvolta mescolato arsenico, i Clti prodotti possono 111taccare
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PO L\' EHE llA GPERHA
POL VF.F:t O,\ GUEllRA
il rnet~llo. Pel' questo lo si fond e 11 na seconda volt.a nelle fabbri che di fOlvere prima cli pl'ocedere alla sua triturazione. I cloruri che di solrl.o Yanno uniti al nitro, si elirninano mediante accurata raftinaalcune_ polveri americane della, fabbrica Dnpont :i Wilzi?ne. m,ngton I clo1:11r! ragginngono appena il 1 30000 del nitro. Per quanta diligenza si ponga. nella scella e raffinazione dei co mP?nenti ~elh~ po lvere da guen·a, non più d~I 32 ¼ al 43 °/ circa dr essa s1 srnlge -nella c:omb11s1ione in co rpi irnsosi, il resto sono residui solidi . Le esperienze per l'analisi dei p'rodoui della l'om lmstionc so110 pericolose assai, ond e non si ù ancora rin sci!,i a determinarli con una certa esal.Lezzn. Se ne occuparnno Bunsen ·e· Scii ischkoff i11,Germa nia, Karol) in Austria e piit recentemente Noh_lc ecl .~bel _in Inghilterra; l'.1 J.Jrnporzione eenle$illl'ale. frn i prodotlr sol1d1 ed , gasosr ~ecunclo I primi ù di ()8 e 32. secondo il secondo ?i 6, e 33, s_econdo i terzi di :.i l e J:3. I prodolli gasosi srilupp.a~1 dalla reazion e chimica ~ttlla poh ere pe/Jule, sranclo iìlla ann l1s1 del No hl e e dcl l''Abel, sono in volbme centesimale:
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acido ca, bonico ossigenn di ca rbonio azoto acido so lridr·ico idrogeno
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carbonato potassico . solfato. iposo lii Lo monosolfuro solfociana to nitrato di potassa sesqui carbonato di ammoniaca zolfo carbonio
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Ci,n ! ra cce
l solidi sonn di tale natura che facilmente vengono esporlari dall'arma, nello sparo,· per c,ii su per giù non rimane noll'a.nirrra che circa la sesta parie del loro Yolume primiti,·o come fcccie. I residui
sòlicH t;asciuali fuor i dal l'anima cl.inno nl fnrno dell a polvere quel colore grigia-Lro rhe tulli co11M1.:ono. Oltre al dosamen lo e più di qneslo, come risulta <la esperienze inglesi ('I), hanno inHuema ;;in sul l11 potema, halistic;1 siit sull n. poteHza clilaniatrire delle po lveri. i loro caratteri fis iri, ossi,t la forma elci grani ; la gro$;ezza, la densità, la durezza e lo stato della superficie e:;Lerna. Nelle prec;eclenLi llai>,;egne Ll'aLtanclo delle recenti espel'ienze di ti ro a 3foppen ahl,iamo ,·islo clt e ,;i imriegarono poiveri pri,rniaticlte url I carraie della densità cli 1,ì:j per i cannon i da 4..0 ccnt.irneLri, da :rs,0 l:nntirn., e da .?4: ccntim . lungo; a, cunali e della den:-; ilù di I,6l pC'r· l' obic:C' da 28 ccntim .. e per i cannoni da l:j ,:j e 10,:i ccnlim., meotrr la. carira del ca nnone cln lij tentim. lnngo era. co:-;tìluita con polvere pure pri,rnrnti ca eù a I canali, m,1 della. clen,;.ilit cl i I ,,::i. Per le altre hocr;he da l'u oco furono impiegate polrcri a grnni gro:;,;i, ma rli di,·cr,;e dimensioni e cioè: cli n a .(6 rni llim . pcl cannone da. centim. U,6; di IO a rn millim etri-per qu ell o da 8, '7 e di G a IO rniUi111. per l'ohi ce cla 21 centimetri e per il mortaio eia I0 centimet ri. · La va l'i cli1 clr e si riswnlni. nella l'orma, gro~~ezza dei grani e densità èlclle polv eri è 111olil'ala dalla diversilit delle armi cni sono destinate, e risponde al precetto di aclallare le polveri non sola.menle alle al'tigli erie di nn clet.cnninato nso, ma hen'anche alle modificazion i cni eventualmente s'assoggeLLrtno quelle di nna stessa categoria. Vediamo qua le in!l uenza hanno i car·a tleri risici delle poi veri sulla sna trasformazione in gas. « Dalla. forma e dalle dimensioni dei gran i dipendono il volume degli i11Ler.,tiziì e l,i grandezza dell a superfici e esposta nll'infiamm;·zione; datn1. densità , dalla consistenza e dallo ~lato <lella superficie c,.;l.erna, la resistenza nito sfasriamento, e quindi la regolariti1 d'azione; i o fine la forma , le dimcn:,; iuni e lit clensitit determinano lo spazio, ·che è fatto re nota bili,;,.;imo della tensione che ha luogo nei pri 111 i istanti cl ella com bn:;Li onr )> (2). Notinmo anziltttto che gli arLigli cl'i fanno cll,;tìnzione fl'a infiammazi one e combn;;ti one . E~si chiamano i11fiamrnazione l'alto per • ;1J Gior11,1le d'artiglieria r. genio, anno 1874, porte lf, po~ 792. • (ii Euas• - · corso di materiale d'artiglieria , volume primo, pag. ~~-
POLVERE DA GIJERRA
P OLVERE DA GC~HHA
cni il ffu ido infnocato, attraver.:30 gl i intel':;tizii es i:stenti fra, un gmno ~pl'i~~na) e l'a_ltl'o, dai g"rani che circondano l' innesco passa . a quel li p1u lontani, ed avvolgendoli li infìarmna: combustione, jnvece dicono la penetrazione del fuoco dalfa supel"iìcie di ciascun gran? _vers?, il suo centro. Più i grani sono picco li, a pai·ilit di c~en_sna e d1 loi·nrn., snpposta rruest'ultima. come infatti è nell e po l~·en d~ ~~1erra eomun, angolosa e lamellare, maggiol'i saranno gli mter~t~zu ,.e la. sup~rGcie cornplessirn di· essi, C[uindi anche la veloc11.a d infiammazione; e siccome alle minori dim·ensioni co t'risponde maggio,· celei'iUt di combustione, n·e conseaue che le polveri a. pic~?la gran itura si consumeranno più presi~ che quelle a granitura pm grossa . Il vo lume: degli interstizi non deve lutta:via ~ccedet"e ce:ti li miti, _i rnperocchè la tensione dei gas decre~ce col - • l aumento dello spazio occupato da.11,t carica, quando questa. è dil'etlamente a contatto col pro ietto. ,'(egli specchi in cu i sono riportati i dati rille!.tenti la potenza balistica di una detel'minata bocca da Cuoco, veugono sempre indicate le dimensioni derrli spazzi iniziali d'inriamnrn1, ione ed il rapporto fra il volume cubi~o ed il peso della carica. Que~r.o rapporto serve a dimostrare la densità di ca.t"icamento (densità appa1·ente), ossia il grado di stivamento delle polverj . somma cnra messa. dagli Inglesi nelle recenti esperienze del 10 set-· tembre per fo rmare i ca,rtocci e le rnodifi cazion·i arrecate alla. can_iern di _cornbustio1~e del cannone da 80 tonnellatr. (I) si sp iegano, rdlet.Lendo elle lo stivamento della polvere doveva. rendere più lenta combustione, l'ingrandimento della camera mantenere le.tensioni della polvere é_li ,~atham Abbey, che sembra più gagliaùla di quella tedescn- 1mp1egata nelle esperienze del novembre ,f 878 nei. giusti limiti. · ' Torna qLti opportuno ricordare che quando aiicor non. si cono~ scevano le moderne poi v'eri a lenta combustione, le camere dei cannor~i si rac_evano relativ~m~nt.e alle attuali mo lto .grandi ; lo si pltò venfi?are 111 tutte le art1gher1e a retrocarica di an.tica costruzione . Col progredire nella fabbricazione delle poi veri anche le dimensioni delle camere si modi lìcarono, ed oggidi si può fa r ugo di ca-· .
l,; ·
la
(1) Vedi la prec,1dente
nasçegna p~g. 816.
riche doppie di que lle generalrrrnn te impiegate prima, seuza che· pee questo oceol't'a. cli aumentare il diametro della camera di combustione e che crescano le pre,:;s ioni dei gas . Lo provano le seguenti esperieni'.e fatte $Lt due cannoni Krnpp, l'uno di cenliniet.r.i 80,5 e l'al. Lro di centim. 24-, entrambi con. camere di com. bustione a. piccolo dirunelro . Col primo ,;i ouennero velQcitit in iziali di r\00 melr-i in un pro ie!.to pesante 33:5 ch ilog., rnantenèndosi la pressione a '~750 atmosfere; col secondo hi velocilit inizio le ri,mltò di metri 08:J e hL pre.3sione di :?800 at.mo:;fere, ·pesando il proietto chilog. '160,:..i e la earic,L ch ilog. 78 . ()nesti 'rntti 110n auloriaano tut.tovia it ritenere le p iccole camere di comhnstione migliori delle rrrandi ; nei cannoni Ar1i·1strnng generalmente le camere di combustione ha.nno dimension i ·re!ati \fa.men I.o:! ragguardevoli , ciò mdla-· meno essi wilupparnno , e sviluppano , velocità iniziali non inferiol'i . a quelle veri ficates i nei cannon i Krupp . L'espet'ienz.a lrn dimostrato che a parità delle nltrn condizioni st possono olt.enere ilgna li risultali fìnaJi, cioù uguali pressioni ed uguali velociLit ini7.iali con cin.e qual ilit di polveri; di cu i una a combusLione .len ta, e l'altra a e.ombu.stione piLt rapida, collocando fa prima ·in una cn.mern piccola e la seconda in ll!Ht camera. piLt r,t:ande. In Yisla · di casi determ inati si prende perciò consiglio dalle cil'costanze, avuto pèrò sempre riguardo ai · limiti cli rlime11s10ne fissati per le bocche d,t f1w co do alt.re conside.ra1,ion i. Le quali impongono l'uso delle polveri a. grana lirnl nelle armi in cui il p.roietto rilllane per . poco te:npo ~otto l'az ione de_ìlcr carica, qua li le arrn i po rta.lii.i e le artiglierie a canna corta;, . desse si spara.no con cariche piccole, epperciò si può conservare il voluto equi librio fra res i:;tenm e potenza di laniaL!'i ce, senza eccedere nel vo lume e nel peso dell'arma. . Ad esempio, nelle receuli espel'ienze di }leppen le cariche dell'obice da :iH centim . e del mortaio da •I o centim. constavano dipolvere tL grani grossi da 6 a 40 millim . , la piti. fina i:ra quelle che fui·ono imp iegale in questa circostanza. E, per l'ob ice da 28 centim. è stabiliI.o che le piccole cai·iche debbansi fare con la polvere comunemente usata nelle. artiglierie da carnpagna, e le, gt"os:-;o con polvere prismatioa ,t 7 canali. / Le artiglierie ad anima lunga nei moderni sistemi ]ancian(>
POLVERR DA GUERRA POLVf.RE DA Gl:l,nHA
proieLLi rnlat.ivamenle al calibro non meno di 2,J Bll in quelle di gro:;so calibro oltre tre volte più pesanti delle li scie ; il fo rzamento del proieuo poi nnment.a. In. res i;:;Lenza nl 1nov iment.o. Da r iò ht necessilii di impiegare per le nrLiglierie rigate in genere pol veri meno dilaniaLrici, le qunli permettano di m~glio· n1.iliiza1·e il materiale. Lo slrn.Ol'di11ario rendimento oHennt.o con l' acciaio fuso Krupp pro nt 11011 solo la grandi;;;; ima sua l'e~ istenza, rnR eziandio l'eccellenza del le po lveri ; senza tema d'essèr coni.radetti si pnò sostenere che se grande è il me,·ito del J.; 1·trpp, non minore è tJuell o della Soc ielit che somm inist ra la polvere. La. tendenza che si scorge nel le esperienze di Meppen ad nurnentare il peso dei proi eÙi. e le ve!ocitit ini1,iali, Lrae la ,,ua origine dall e poh7 eri, e non potrel>he es~ere ::;oddisfatta c1uando le medesime non permeLtessero di l'idnrre le tensioni massime al disot.t<i di quelle che ri,rnltano con le polveri a rnpida com bnsticme, pru· essendo la sorn ma del le tensioni nei vari ptml i del['an i,na inferiore a CJnella che ~i otliene con la polvere Ol'dinaria: · ll limite della gro%ezza nt ile dei gran i nei rnppo r'li della po. teina di laniatrice· è, come giit fn detto, d~term inato da!Je cond izioni clell 'arnrn; fe rmo rcsl.nnrlo il rnppo rto fra il cali bro e la hrngheua. dell 'an ima, in rna:ssima e:;so do veelJh' essere tanto più altrJ quan to è maggiore il calibro . La necessità di r·idul'l'e in prati ca la fabbri cazione delle polveri a pochi Lip i, ind11 sse t.uUa,via oggidì a comprendere quelle da guerra nelle seguenti l l'e classi : << ,1° polvere per fucilel'ia e di media densitit; · « 2° per· artigli e\'ie lunghe di piccolo e di ·medio 'Calibro, · per i:uLl.e le artiglierie ad anima corta e pel cnri camenl.o dei,proietti cax i, <li granitura. .i lquanto maggiore della prececlen le e di densitit pur mnggiore ; · « 8° polrnre per artiglierie dei p iù ·gl'Ossi calibri, di fo rte densità , ,t grani grnssi od a gran i prismatici», ('I). Le ultime due speeie Luttavia variano in dimensioni ed in densità. Nell e polveri a graniLurn grossa. le dim ens ioni dei grani non eccedono i ,J8 millim., arnndo l'esperienza provato ché altrimenti la polvere viene proiett.tla fuori dell'an ima prima che si s[a compi era(t) E1.1.s,~. -
Opera cita t a.
mente consurnaLn, qniod·i prima ehe a,bbi,1 espli ca.t,t lu i.la la sua form sul proietto . <Ju esto inconveniente si ripeLe comunen~ente nell e ·irtio-[ieri~ in r,ni Ili.lunghezza de!l'nnima non è propor;,.iona ta alla dur~t:l. di cornlmstiçmc della polvere, e'.l induss~ tan to, l' ~r~~lron~ q\rnnto il J{rnpp ad aumenLar~ ln lunghezza .cle1 cannonr. zionata.mente nll.t resistenza del le ho(~che da. Jnoco, le pol ve1i 1•.1 niLllnt po[ieèlrica irre~olare rieSCOllO ~rO}'.po V I l'C per [e artrgJi erre de;;t.ioaLe a rorare le corazze, i ctu pro~etLt sor~o .molto pesa.nt.r e le c,iriche grosse assai, sia nel senso asso luto si:i rn rapporto ,~l P?50 . ciel proietto . Lo. rap ida. combustione di (1.ùesl.e _POl,ve,r,:. e qu,:ldt I~ eccedente loro fom:t è esse1ma lmente effetto deH,1 61.at~cle super Ùeie d'infìa.mrnaz ione . Aumentando lo. grossezza <lei gran , si potrebbe, è vero ridurre la superfi cie d'ignizione, ma. si anclrebhe .1nc?ntro ad altr~ inconveni ente, irn.perncchè la tens ione, la. quale ~ta , n cl 1rett.o in ir,nizione, diminuirebbe man mano che ] ,,[l ppci·' ) L o ,, v 0 11,, superficie ~ Ò . ~ , ·. ·e·to I'l plOl .~ ·a"'lilZ'l ,. , ,. < , ·per cui questo non po lrebbe all'aUo . d1 .sortire . dall'anima avere J;1 velocità che dall a comp le::;siva l.ens,one det gas dovreb be risulLare. . Nella maggior parLe degli SLati furono qu indi aclollate pe1: l~,11'1.10'l ieri e di gran pote11za polveri specio.li, di fo rma. regolarn c10e ~rnatica, cili ndrica e ~fcri ca:' QuesL'nltima sebbene n~n ec(;~da ,1 '.1 i'c> in mi ii. ricsr,e cionu.ll ameno di' non sovcrr,hia gagl,ardia, dl',,ctlneL · · ,,. f ·1 1·· perchè la mancanza cl.i spigo Ii e di ai~goh ren.cl~ .~1~no ac, ~ , (ìammaz.ion(~ e la più ristrettasuperfìc re, apar1tadt \Olu rne, 11t,~1cla_ la combustione. Le poh'er i a grani sl'eriei hanno sulle pr1smaL1c.he l' fao-cr' di m·1oo rr,,ior recrolat·ità nella combustione, d1 impedire 1·1 "" ' °' .e vv 1 n , . . . i. ~ . la. formaz ione di polverino per lo smuaa.rs1 degli ~ngolr,. c.., p1esentare in virlù della co~Lanle superfì cie eslernn, 1t1Ler~ t1z1 se1n~re reg~lari in capaciLil , in ampiezza ,eél in po;;izione e~, c~n.Lor'.10 ;.c,rcoslailzc queste che sono cli grande mornen!o negl.1 eflct~, f'.11al1 del t.irn. Esse lrnnno, rispetto :llle al,trc polYerr il solo ,n.cornell!ente del rn·i o..,~o r costo ~ siccome fra i requisiti delle po!verufa guerrr~ n~n ul;,i~;o è quell;J del prezzo, cos'. gli Stat:i le c,ui ,finanze_no:1 "sono r.n trnppo :floriéle condizion i, stu.cl.1aronù eh sosl1Lu11·v1 alL1e fo, me , La. po[vei.·.e n grani sferici si faù brica su vasta scala 1'.el grancl ~oso polverillcio pri vato ,di \V el.teren' pre:;,,o Gand, e St oli.rene soL1.opo'.1en,do a rort.c compressione, entro due stampi acl ernisfcro, polvere a piecola granitum.
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POL V EH E D,\
1.~ polr_eri americane. dette mammoth, C<ILtelle inglesi, delle peblh (n c,ortoli ), so~oytu:e_a g,·n ni di forma non regòlarc, ma a sp igoli mo!to nrr_u rondat1 , ~ più precisam ente a snperficio cnna. Esse pai·-
!ecipnno 1:1 parr e dc, nrntag;.p delle poh cri a grani ~ferici e costano r~eno. La rag,on eper: cni in Amorica non si eancor sentito il bisocrno cl i aclolLa re form e regol'.1 ri.' la si pnlrebLe cel'care nC'! lento )) l'O gr~so delle sue grosse art,glicne . In fatt i il !cuore sa che il cannone da :~o,5 c?1Him. (R et), il piit potente fra q11elli da costa spe1·imen1ai'i frn ? a(I .inno scorso, non ha che una lunghezza d'ani ma <li 18,2 c~!1br1 con un pes~, di ,f,O,;; tonnellate, v.i lc a dire quasi 2 loun . in ~,u_ del .1;a1~none dt ugua le ca li brn Kn1p1i , la cui lunghezzr~d'an ima ed, cal,bl'I z:? ( 1). La stampa americana insiste perrhè il Gommo pro,~veda; l' A·1·111y and !Yfi 1;y .fou mat del 2o ottohre 18,9, f'ra nitri, con_t1 ene un notevole art.icolo in proposito , ispimto dai risultati olten11 t1 ~elle e:;perienzc di Liro a .\leppen ('2). Gli Inglc,-i col l'ndozion e del canuone da 80 Lonncllate .idottarono pure un'nllra pol\'ere, 1·itcnend o quella pebble lroppo di laniatricc per la nuorn bocca da fuo co . .Prima ancora che foss e ndo Ltat.a la polvere pe/Jble usavasi in In0bilt.cr1,-a la }Jo.lrnre _rn'.1osc_inl'.1 sollo il nome di pellut-powder; p:r· le ~ar.'1 ch~_dc, ~iassrnu cal1brr allorain serr izio. Igrani avernn o::;uperf1 c1e cilrndnc~; 11n,.t :[elle 1Ja.5 i presentava c;a,··il.à tron co-con ica, per la quale J1a1·ticol31r1La della poherc assumcl'a il nome di poh ere a ca.~Jpellcll o .. 1~ qu esto, crediamo, l'un ico c.:;empio di polvere cilindri ca, orlllar abbandonala a1H.:l1e nel paese che Je diede ori "ine. .La fo.rma della poi.ere che maggiormente trovò impiego\ quella ·prisma tica, a hase esagonnle o qnndrala . Le poll'er i prism,ùidie a l~n~e cs~go rta(e sono_at:lra rn_r$ate nel senso dell'a::se da uno O più for i, ~h1amalr ca11al1. Questi canali dcrono fa loro esistenza alle seguertlt considern7.ioni. 1
Il) l!ivista Jlili:are, anno ISW, ,·ofnn,e Il, iiag. 1:15. (2) La do m11 11 rl;1 che si nffo ccia a noi Anw rica ni cloro f , rc"c ,, t·, , · , d . .. . . e , ,·spcr,euzo ,1, Mt• ppen -:- eone1u u 1a1·t1collst>1 - . e, se ,lobhia mo atte nde re uno ca tastrofe · naziori,i lo ,rima d' 1 r1$ohcrc la qncst,one del! armam,1110. Alla difesa delle coste s··iino e . 1 . . -~ annoni e1ic rertamenlo non 11ossono misurarsi con quelli Krup"· le artiPJicrie d• m· · · . , .. . . . vi " r1na r,01 già da tempo 1,011• .a ppartcn,;ono p111 ali" m1gl1or1 ' d i ~uisa c he in un ro ri, ".,,at•, · ,. e L • · • . • • " 1 1 n o non restcro anche agir 1n trep1Ch no~tr, umc,olr a ltra scelta che rii n1To1i<l·1r··1 0 c1·1 • I · ,. ., • • • t ' s ~·•T.Cn< ers1 Ul'gO che il (I
..
.. congrcs,o accordi numt>1·os1 fond, per espcrieuze, e che il !,O<'erno nrc'• 1,I proposte ecc. ,. scn 1e re1M11 e
GU I:;l\ H A
Le polveri a gra ni irl'egola ri r iegcono, come ahliiam vi sto, dilaniatrici con le cariche gross0 qual i oc;corrono nel ti ro perforante. Le cari~li e comp1·e:;se (:,;periment.aLc in A.rnericn) cioè foti.e c9n gra ni agglomera li per semplice pressione. in gui:;a da costi tu ire un sol pezzo, "e ri,;punclono all 'inten to cli moderare, .graz ie alla min or snpedicie e,;pos ta all' infi anllna,,ion e, le tensioni ini7.iali, ne sv.il uppano di so, erdtio nei momenti stÌGces:;i,,i, frantuU1a nclosi le 1.:ariche in piccol i peui ;;otto la tensione iniz iale dei gas. Sia nell' un che nell'altro caso poi l'a7.ione ò i!'l'egolare. Le poh cri prismati~he e canalale ri uni::;cono i rnnlaggi di amhedu~ le ,;pec ie ili polveri ora mcn,,ionnt.e, dimin tt l' ndone i rlifeLti. L:t loro forma regolare riduce. la s uperficie d' in fiammazioue. Aumentando o din1inuendo il numero dei tanali è in no:;Lra faco llà di anmenta re o din1inuire la tensione ini7. iale, e cli impe!lire che det' rc., ra negli i:;Lall Li successi r i. al pnnto da :-cemare la potenza balisli:·n non so lo, !Ila bcnanche da impedire la regolorilit degli cfft')tti di Liro . ..\1 ,·iene nelle polrnri a ca nali il contrario di quanto si ,·eri fica nelle pol veri a grnnitura grossa, poi chè col progrcùirc della com- . .hu,-tionecresce il diam etro dei canali , e con esso la :;upedìt ie in ignizione, per cni aumenta la quantità dei gas. J~: probabile che i gran i .5i rompano ::.oLln la tensione che si s,,olgono ra.pidi:;$irne nei canali, l'esperienza lullavia proYa che ciò può accadere senza grave pregiudizio per la hncr.:n tl.t fuoco , e per l'effetto del ti ro . Xelle e.,perionze di · Meppen le pre.,sioni medie mislll\tl.c 11el crwn.one da fr.O centim. non supera rono lf• 30?0 atmosfere con cariche di 203 chilog. di pol vere pri,;malica ad ,m carmie e proietti pesanti 77, ch ilogr. , oltrecliche . furono 1110 11 0 rezolari, nort ri $conLranàosi differenze superiori a ·147 . atmosfere. :,,i:, meno soddisfacenti fnrono ,rntlo questo rapporto i risultati ouenuti 1iella velocitii. dei proietti ; la più grande diffel'0nza a!).'; metri da lla hoc;ca il giorno ,j agosto fu ùi B,:1 e 2,,j 111 eLri. seco11clo· 1e indicazioni dei due cronografi impiegat i, ed il giorno 6 di metri ,'c.,3 tutt'al JJ iù. 0 . l'o ll'eri ,ul. un canale di uguale densitit ( I ,,:.i) componevano p1ll'e la carica dei cannoni da 33,,j ez i. cenl.i m. Le condizioni cli Liro Y,lriando coi calihri, a rigor cli termin e anebbesi dovuto adottare, almeno per il i;anno no da 2k cent.im., la cui co rica·::.tava al peso del proietto pci'forante nel rnpporlo di ·I: l, 14
1'01.VEHE DA c; \ "Elll:A
POLVERE DA GUERHA
e del prn.ieu.o ordinario di I : 1,8 (meni.re quesli rapporti so no di ·I : :J,;l ri;;peLtivarnente I : 3,2 1 nef cannone cht 1.0 centim.), polvere più appropriata. alla potenza. balisli ca che clcsiderarnsi oLlc?ere. Invece la polvere che servi pel cannone da..i.Q, servi pnrc per '.' ca~none da 24:. li tii-o rinscì meno c:-alto che in altre espericmie, in cnila pol':cireeraalqu.tnlo più viv.i. Lepre:;sioni mi:;uratcall ';ipparecc hio Rodman ed all'npparecchio inglese rimasero Lullavia mollo al di. sollo della resistenza <lei c.innonr (2,80 e 2:;00 atmosfere); non y' lia quindi dnbhio che qn csla poll'em offre OJJporl.u1titil di po ri.are, come è intenzione del Krupp, il peso del pro ictlo perforan te cla 160 d 1ilogr. a 2 1:5 , allungandolo . Per i cannoni cb centi lll. I 0,0 e ·I O,o e 1101· l'ohice d,t z8 ce11Lim. fu impiega.La polvere pri smatica p itt v1v,1, perchè meno den::;a (·I ,Gk), e fon1ta da 7 canal i a vece d 1e uno. Nel cannone cln I O,i.>, essendo il rapporLo ~ra ca l'i ca e poso del proiello di I : 3,8, le pressioni arrivarono n, 19GO al mo,;fere. Ln con,:en ionza di impiegare polvere prisma.1,ica anz ichù n. granitum grnssa, r isultava. dal maggior poso del prnicllo in confl'onto a. i1nelli di pari calibro usati romunemcnt~ e llwi,:hi solo cal ibri .?,8 , mentl'e il primo el'a lungo ralibri 3,i>. inoltre dalla mocleral,a veloci tà i11iziale (metri /4.ijG,6) che rnlevasi imprimere al proielln. J'or il cannone da -lo cc11Lim . lungo, che sparava proietti di 3,ij e 1. calibri con nn rapporto di I: :3,1. e òi I: z,6 fra il poso della carica e del vroicuo, :;i ri conobbe opportuno di ndotLa re ll!la polvere un po' meno gagliarda, identica alla prima 1Jer forma, ' ma più densa (l,7o). Tuttochò si sparasse con velocilit jnizin li di ;j()8,6 rispeltiI amen le di ifo9 , '.Jij metri, le pressioni si manLennrrn in rJiedia uguali a '.?0 H e :u 26 atmosfere. Q1iesti l'isullnLi, men Lre attesta ,10 la bontà dello poi veri prismatiche tedesche, dimostrn rw pure come in ll ltirna analisi so lo chi l gittdizioso lol'o irnpiecro . ne possa risullarc il massimo di potenza balistica ccl il minimo d i polenza dilaniatricc. In artre Rassegne abbiaJ110 avuto occasione di no Lare che Jn. forza delle poh'eri prisrnnliche leclesche può variare fra li miti abbastanza grandi . Così impl'essero 100 chilogr di polvere saggio Halproietto da4-0 cenLim . , pesante cli ii. 768 ,i.>, la velociLà inizinl e di melri 500 6 e ·190 chilogr. di polvere saggio S ad idenlico pro ieLLo vel~cità i;1i~ zialo di ijOQ,'2 qu indi uguale, :ii può dire, alla -prima malgrado la
carica fosse di ·1O chilogr. mi nore, con pressio~i di 27.i·O atmosfere nel primo caso e di 3 1 IO nel secondo ( 1), La ragione del fatto sta in ciò che i prismi pur conservando pianta esagonale e densità reale invariata, variano nel diametro e nella r icchezza del carbonio con tenuto nel carbone. L' influenza del grado di cottura del carbone, la quale determina la quantità di carbonio che può possedere, non e per anco conosciuta in modo pre.ciso; tuttavia l'esperie~za iu:;eg11a, che, a parità delle altre circostanze, i carboni meno colll danno polved più gagliarde; infatti mentre per le polveri da guerra si impi~aano ' come ~aià. si è detto ' carhoni mollo colti, per quella da caccia ?} si fa uso di carboni di minima coltura, delli carboni bruni . 1 vantaggi.che i Tedeschi e dopo loro gli Austriaci, ma prima di entrambi i Russi cercarono di raggiungere con la polvere prismatica, furono dagli Inglesi ottenuti, se non così perfettamente come sosLengono i primi, io grado quasi uguale, mediani.e. la polvere a da.di adottala pel cannon~ dn. 80 tonnellate, per il q@le, come sopra si è delto, la po ivere pebble era troppo l'orte. Come lo indica il nome essa è a grani cubici. Quella sperimentala alla Spezia nell'anno 1876 misur:wa millim. 38, I di Iato; la densità rispello nll'acqua :;Lava frn ·1,G8 a. ·1,76. Non diede i risultati Lroppo soddisfacenti si~t per le alte pre:;sioni svi luppale, si,t per le ragguardevo li cli/Terenzo verificatesi nelle velocità iniziali. Infatti nel Liro del 7 novemlwe, pesando il proietLo chilogr. 908, le Le11:;ioni medie con cariche di 160, 165 e no chilogr. risvltarono di 3300, 3H-O e 3300 atmosfere, e le velocitit iniziali di 461, ,t61 ,4 e ,i-70,3 rnet1·i. Essendo il rapporto fn~ il peso delle cariche e del proietto in media come I : i.>,4-, le pressioni l'urnno molto più considere,Toli che nel cannone da .rn Krupp. La po lvere fu in seguito migliorala ed i lati del r~ubo si fecero più grancli, cioè cli millirn. 43; ht circostanza tuttavia che il 18 novembre 1878 si sperimentò quella. prismatica tedesca, fa supporre che non si avesse all'epoca suddetta ancor troppa fidu cia nei proclolli indigeni. Negli ultimi temp i la fabb ricazione della polvere pare abbia fatto notevoli progressi, come lo provano le esperienze
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{I) Jlivis ta milita,·e, an no \S79, ·volume Ili, pag. 105 . Cogliam o , ques~'.?ccasiono_ pe1· correggere un errore incorso nella stampa dello specchio; la veloc1U>. 1n121ale ragg1unla colla polyere saggio R I) di 501 ,4 e non d i 51 t,4 come sla scrilto. AN NO XXV , V OI.. I.
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POLVERE J)A GU ERRA
POLVERE DA GUERRA
di ti1'0 col cannone ~a 80 e$eguite il ~ O settembre 1879 presso Woolwich (1); in che consistano detti miglioramenti Io ignoriamo. La fabbricazione della polvere a dadi secondo il metodo seguito in Inghilterra, almeno fino all'anno scorso. è semplice. La stiacciata, sortita dallo strettoio id1;aul ico della grossezza che si vuol assegnare. al eubo, si taglia dapprima in strisce e da esse si ricavano i dadi·, che si fanno poi essieare. Quest'ultimil, operazione non riesce però mai completa, essendo i cubi massicci e di dimensioni piut- tosto grandi. Tale inconvenie11te rallenta la ·combustione, in guisa che non di rado avv_iene di veder parte della poh,ere lanciata fuori dalla bocca aneor in istato d'ignizione. La pohrere a dadi fu adotta_ta pure in Italia per il cannone da 24 centim. , i gràni tuttavia non misurano che un centim. cli lato. Dimostrandosi questa po lvere troppo dilaniatrice · per il cannone da 32, se ne . fabbricò di quella paralellepipeda, delle dimensioni di 48 X 4,8 X 30 centim. e della densità di ·1,8 circa. Si ottiene secondo l'ordinario modo di fabbricazione delle polveri a lenta combustione, ossia rompendo la stiacciata di farina ternaria in arani di forme possibilmente regolari, di cui ne vanno circa 9 al chilogr. · Dalla forma paralellepipeda si riprometteva una compressione mae1giore e più uniforme negli strati di stiaccìata da cui si ricavanc°i prismi che nella cubica, e J'essicamento anche all'interno, mentre per la maggior compressione il quadrello acquistando maggior consistenza, si sperava dt sfuggire al pericolo della .più facile rottura sotto la tensione iniziale dei gas. , Questa polvere cedette il posto ben presto alla polvere pro:-,ressiva, di cui si è già fatto cenno nella Rivista Militare (2). Nella sec?nda ~erie di ~sp~rienze fatte a Spezia (mese cli dicembre ·1876) ed m quelle del 23 giugno 1879, la polvere progressiva dì Fossano ha dato ottimi risultati, come si può rilevare dallo specchio n. xv, annesso alla precedente Rassegna (3); con una carica di chil. 2 4.9 5 proieuo_~e~a?~e chil.ogt> (rapporto fra carica e projetto 1 : la veloc1ta mtziale nsulto di 5,1O metri e la pressione di sole 3100 atmosfere, mentt~e se ne ebbero in altra circostanza ( novembre 4 878) 1
1")
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(1) Rivista MWt,;r.re, anno 187·\ volume IV, pag. 846. (2) Anno· 1877, Tomo I, pag. 115. (3) Rivista- JJilitare, anno 1879, Tomo IV, pag. 367·
3'.8)
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~H35 con la miglior polvere di Watham Abbey, essendo il rapporto . ·fra carica e proietto uguale ·1 : 4,2 e la veloci fa iniziale di me~ri 482,8. · Il tenente colon nel lo Branckebury, nella sua Relazione sulle espe-rienze ora elette, nolct che la nostra poivere progressi va dit circa 1000 ~onnellate piedi cli forz.a in più al proietto di quella P 2 inglese, .con una riduzione dì 4 tonnell_ate piecli nella pressione interna. L'eloquenza dei fatti costringe anche un Inglese ad ammettere che i polverifici italiani possono produrre una polvere che per effetti !balistici lascia indietro quella di Watham Abbey; l'orgoglio nazionale tuttavia fa velo agli occh i dello scrittore, il quale sosliene in .-seguilo : non dover:;i perciò essa ritenere superiore alla inglese, come polvere da cannoni di grosso calibro, perchè vi si potranno scoprire difetti fin'ora sconoseiuti. Ritorna però subito nel vero notanclo che lrt polvere .italiana obbliga a cariche molto più grosse -che la inglese, ma riconosce che tale aumento non porta altro -danno ·all'infuori del nrn,ggior consumo, danno assai ·lieve paragonato alla buona conservazione delle bocche da fuoco. Concludendo osserva -ohe la polvere italiana, permeLLe la fabbricazione di cannoni di più grosso calibro, polenòo5i aumentare le cariche senza eccedere nelle pressioni interne (,1). · Qualunque sia per essere. lii.' forma della polvere, il miscuglio ,ternario è trasformato in istiacciala sol!oponendolo a.ll'azione di uno strettoio idraulico, previo conveniente inaffiamento con acqua (8 al 10 per¼); l'aggiunta di quest'ultim~ ha per iscopo cli sciogliere unR parte clèllo zolfo,_fornuindo così una specie di cemen to neces- ,sario a dar consistenza ali' impasto; siccome tuttavia la. presenza dell'acqua è nociva, la si espelle più tardi facendo ess icare i grani con ,aria r iscaldata mediante p~L%aggio di tu bi di vapore fino a che non ne contengano più del 0,75 all'·I °lo circa. Evriporizzando l'acqua .lascia nella polvere dei picc,olissimi c:a,nali, i quali, mentre rendono i grani porosi, epperciò di più rapida combustione, ne aumentano la facoltà di assorbire l'umidità dall'ambienle, dovuta all'igroscopicità del carbone, e rendono più facile l'alterarsi del composto ,esplosivo. Queste considerazioni indussern i Russi negli ullimi annj :a tentare di sopprimerel'acqu:t; esponendo il miscuglio ternario con>( I) Times-rh.e latest progress o( artittery
POLVERE DA GU ERR A
t~mpor~~eamente ali~ pressione ed all'azio~e di temperatura elevata, ~mo .\ì 90 .o ,fOO gradi (ma non oltre ·perché altrimenti lo zolfo si: fonde, mentre a questa temperatura rarumolisce), soddisfacendo per· a~tro verso allo scQpo cui si mirn con l'inaffiamento. Questo proced11~en.to, .sec'.1.ndo l'inventore, rende la polvere mP-no igroscopica e· qu1'.1d1 cl'. ~m a.gev?le co:1servazione, e diminuisce le spese e<l il pet·,c.olo clt Jabb~·1caz1on~. E :'erto che il primo punto si raggiunge· me~l10 che ca( sr~terna lm qui seguito in tutti gli Stati, ma non gli. al tr, due, e~l ti. giornale dal quale abbiamo tratto questi.i notizia fa, not~re '.:he 11 riscaldamento a sì alta temperatuht del miscu•Ylio ter-· nar,o n_on ptlò n?n aurnenL,'.re il pericolo di uno 'scopp io du;ante hP lavot.'a;1,1one, pencolo che d,v~nta ancor maggiore per i forti attriti . cw s, (~a lu?go ~·I) ..Yuol~i r1uindi ritenere questo Lentatiro di pr0 .,.. blematica. nusc1ta; mfatt1 malgrado le esperienze durino in Ru,:;Sia , .· . 1 I 1 e a .a e.un, anrn (se non_erriamo dal 1875), nulla di positivo si e· fin ora .c?ncluso. Il calore necessario all'operazione . viene fornito , cl.a tubi in rame collocai.i nel col'po dello strettoio, ed il ,-vapora vi. circola ad una temperatura di 120° C. Il capitano degli Stati Uniti d'America Totten, ideò una nuova. ·polv:r~, ta qua.le se nel fatto presentasse i risultati prticonizzali dal ' su.o ,_nventore, segnerebbe un impor'tantissimo progresso nell'arti-gher'.a mode'.·ua. Essa consiste in grani aventi un nocciolo di colone fulmmante ncoperto di polvere ordinaria. Questo miscuglio è più. Jeggero della ~olvere da cànnone e dà effetti balistici di quattro volte e me.zzo maggiore. La grossezza dei grani è di 13 millim. e la cir~onferenza .totale cli 26 rnillim. Da esperienze eseguite dallo stesso mveMore r,sul~erebbe che le due sostanze onde la polvere si com- · · pon;. non ~sem~ao.o a.lcuna ,~zione chirni_cn l'una sull'altra (2). L Hlea ,clt sost1tu1re Ii folm,cotone alla polvere pirica non è nuova. .le, numerose esperienze . , fatte in ·,\ ustri-l . , "ou esso " con cannoni· e1'a c~mff_tg~,~ 1'.1ttavm a nulla Rpprod:irono per l'intensiti1 delle ten-s1ont 1111zial1.. Questo inconveniente si ev.ita secondo il Totten, con Ja polvere c~mp'.ist~ nel modo da lui indicato, perchè dà tensioni moderate nei prmu momenti della combustione, innalzandone il. /1) Lobell's Ialn-esberichle, ~npo 1877, pag. 249. . t2) Rivtsta Marittima, anno 1811:, volume J V, pag. 487..
POLVEHE DA GUEHRA
,valore, senza oltrepassare i limiti di resistenza dell'arma, all'istante iin cui vi ha maggior bisogno di forza impellente; cioè quando il proieuo è prossimo ad uscir dall'anima. Un altro vrmtaggio risulterebbe, sempre secondo l'inventore, dall'economia dei grani in- , •combusti, che con la polvere ordinari;t vengono lanciali dalla bocca del cannone, e che stanno in ragione del (30 per cento dell'intera ,canea. Evidentemente il Totten esagera, nonpertanto resterebbero sempre alla po lvere ToJ.ten altri vantaggi i quali dovranno essere san.zionati dall'esperienza, In Svezia si fabbric.a attualmente per la mat·ina una polvere a _grossa granitura il cui dosarnento è : sai nit.ro 75, carbone 1 t> e . zolfo ,1O. La l'a.bbricazione ha luogo nel polverificio di Okar nel modo seguente. Dopo la triturazione rlei rnigcugli binari e ternari '.fa sostanza, perfettamente disseccata, e sottoposta all'azione di un t,Jl'chio idraulico . In questa operazione le stiacciate sono separate le une dalle altre per mezzo di tele, impregnai.e d'acqua, e di lamine -<li ferro, il che ha per effetLo di . distribuire ugualmente !'acqua per to ua la massa. Le stiacciate porose che si ottengono così sono triturate, poi me·.scolate cun vecchia polvere, i· cui grani sono più fini, duri e perfettamente seccchi . Per tal modo mentre si utilizzano le provviste ·antiche, si rende la polvere progressiva. Il nuovo miscuglio viene ,sot.lopost.o all'azione del torchi o idraulico e poi diviso in cubi · ,di "4,7 millim . di lato. Lisciati im seguilo i grani, si essicano per mezzo cli stufe, nelle quali la loro superfi cie si ricopre di ~fflore·scenze di salnitro. Dopo un secondo disseccamento ed nn doppio ·ripnlimento i grani acquistano l'aspe-tto di chcli hrillanti . Con cari-che di polvere simi le che stanno al peso del proietto nel rapporto -di ·I : 6, si ottengono velocità iniziali di 380 a. 391.> metri per mi·nuto secondo. Le polveri attualmente in uso pressc>'l e principal i potenze mili. 4.ari sono le seguenti : Italia; polvere a dadi di 9 a ~ 0 millim. di Iato ,; progrn,;sint a grani cubici di millim. 38 di lato, e polvere detta da canmone di millim. 0,7 a millim. t,5; inoltre polvere da fucileria .di mili. 0,4- a millim . 0,7..
~;co
POLVERE DA GUERRA
DE L LE ESPE l'\IENZJ:: D I MEPP F.:N
I nos~ri polverifici mi litari si trovano, com'è noto, a Fossano ed a Scafalr. ~Imna!iia : polvere prismatica (esagonale)· mod ." 4868. a 7 , canal'. del diam etr·o .c~i millim: ·4,0 e dell'altezza di millim. 24-,6; i canali di .mili . 4. , if ·, ciascun prisma · . .hanno. un drametl'o .. . pesa g, ar~ n11 38, 11 peso specrfieo è cli 1,66. Per i cannoni da 28 e 30,5 c~n.trm. fu adottata nell'anno 1875 polvere alquanto diversa , è c10c ad un sol ca~rlle del_peso specifico _di 1,75. Altre specie sono : la pol~er~ a ?T~n r groS$1 pe_r :'annon i rigati -c~ i .medio ca li bro, e· P?lvete dr _mdlun._ 0,68_ a mrll1'.11. 1,2 per cannoni lisci e rigati di p_iccolo_ c?I rl,I'?; polvere da fucileria. mod. 0 1187,t. L e polveri pl'us~smne s1 fabbrrcano nel polverificio di Spandau. . A:4-stria: ~olvere tL grani grossi di h1illim. G a mi llirn. rn pei· 1 nuovi cannoni da campa-0trna della densità di I 6 'l ~ 6~. poi . d" > < ' I > V, vere or 11H11"1a da cannone di millim. ,1,5 a ·1 ,2 e densità di 1,56 a ,1,6 : ~o'.vere da cann on,: cu hi~a co~ lati cli 7 mill im.; inf/ne prisma-. ti~ (esago~al~) _a , canali pel' 1 cannoni da costa e da marina del dra~etro dr ~ dl~m . _3~., altezza dei pr ismi millim. 24 ,1 ; polvere da ~~cr~r:l"~L po!_1ednca_1rrego!al'c densità 1,6 a I, 6'?. Le polveri da e ue,, ,~ ,t~st1_iach e sr fo libr.1cano nel poi veri fi cio governativo di SLein..ncll~ ~arm~1a, _non_ esclusivamente però, commettendosene anche a stabil1m_ent1 pr1vat1. Il dGsaruento per quesLi è diverso da quello dato pnmn . 1
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. Francia : poh,erc lamellare per cannoni ri "a li di medio ca11br?, e_ p_olvere del polv~rifìcio di Wetteren a gr~ni grossi fra ,, 8, e ·I 6 m1 1J11n, per cannorn da costa e da marina. . .Rtissia ·: polvere a grani grossi fra rnill im. ·1,3 a millim. 2' por 1 -~ann~n1 ~i 1~e~io calibro; prismatica a 7 canali (esagonale) d: I dr~metr o d1 m_1U1m. 40, 6 ed altezza di 2:,,1 mi lli rn . per cannoni da costa e _da marina; polvere da fuc iliera lamellare . foqhilterra: polvere ,pebble per cannoni di m d. 1·b I \ ·a, . . e IO ca I ro, none le a cos_ta e da manna, esclu:-o il cannone da 80 ton. che li ii polvere a dadi. I grani della polvere pebble misurano da ·11· . . . ,1r..> 7, , 1, . e m1 1m. . ..,, ,t 1o, 9 , ~uel(r per I cannoni da campagna mi li. 3,2 a millim_ 6,4.; due specrn d1 poh•cre da fuciliera . Stati Uniti d' Anierii;a: polvere manimoth a o-ra 1· " . · "(I" ., G> • 0 c l i 0 !0SSl 1 rn 1 un_. lu _a ~3 per 1 c,rnnoni, di gl'an potenza, e millim. 6, 3 a 8 !}) p er gh altri. · '·
Eco delle esperienze di Meppen. Le ultime esperienze di Meppen, come era a prevedersi, destarono l'altenzione non solo dei militari , ma pure di coloro i quali per ragioni divel'se hanno inleresse a seguire i progressi che quotidianamente si fanno nel perfezionamenlo dei mezzi cli difesa e di offesa. La stampa di tutti i paesi ha preso ad 'esaminarne i risullati . . e dedurne le conseguenze. L'i ngegnere liilius von Schiit::, favorevolmente noto per pregevoli lavu ri sui prodotti della ghisa indul'ila e loro appl icazione all'arle della guerra, ha, non è guari, reso di pubblica ragione un suo scritto sull'impiego del ferro nella fortificazione e su l valore dei due sistèmi, i cui più stremi campioni sono il Gruson ed il Krupp, nelle diverse loro applicazioni, commentando in pari Lempo i riso.Itati ottenuLi in dette esperienze col tiro contl'O le piastre di ferro fuc inalo e di ghisa indurita . Entt·iamo senz'altro in argomento. Lo Scbii tz dice che il voler giudicare delltl bontà della cora2za Gruson dai risultati ottenuti a Meppén nel Liro contro la piastra di ghisa indurita, di fnbbi·i ca Krnpp, condurrebbe a false conc\usioni perché, quando pure, come dice il resoconto Krupp, si ponga la, massima cura nella scella dei meta li i, ciò nulla significa. essendochè l'accurata scelta non può avere se non un valore .problematico in uno stabilimento il quale non ha alcurn1 esperienza nella fabbri cazione di piaslre di gl1istt indurita, o almeno non IHt avu to ancoi· occasione di dimostrare çhe la possiede. E questo l'abbiamo osservato noi pure (4 ). li Schiilz osserva in seguito che il cannone corazzato non troverebbe utile impiego nella difesa di co::;la motivo del li mi tato campo di tiro ; e noi concordiamo pure in quesLo. Se dovessimo scegliere fra il sistema Kr upp e Gruson nella difesa di costa, da-
a
(I) Rivista Jl-ilitare onno 1879, Tomo IV, pag. 272,
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ECO DELLE ESPERrnNZE DI MRPPF:N
r emmo la preferenza al secondo. Ma per le considerazioni svolte altrove (1) ripetiamo che alle torri e lfatlel'ie corazzale Gruson preferiamo le batLel'ie a bar bell.i in lerl'a. L'ingegnere Scl}iilz avverte è vero che quan<lo più. non bastano le grossezze assegnate all e piastre di corazzatnra delle torri di tipo più piccolo, grosse al contorno della cannoniera /4.i:, ccn tim ., :-e ne fann o di 80 , di 00 ed anche di ·I·IO centim.; ma gli Stati che hon hanno le finanz e in florido condizioni possono essi sobbarcarsi ad in 9enti spese per l'acquisto e la messa in opera di mas:-e cotanto enormi con cuore leggiero, quando si è ancor cosi lontani <lai prevedere fi no a quale li mite potrà spingersi la potenza delle artiglierie da marina? La corazza da 11 O centim., ci si assicura, re~gerà anche all'urto dei proietti da 4-5 centim. dolla marina italiana. Ma chi ci a!".sicurn che in u11 non lontano avvenire lil batteria o torre gire\"Ole Gruson con grossezza di co razza di 11 0 centim., non possa e$ser attaccala da cannoni di calibro minore. quindi più leggeri di peso, ma di maggior potenza balistica? Il cannone da 24, centimetri ad anima :1unga 45 11 millim . e del peso di 15500 chilog. lancia proietli lungh i calih. '.?,8 con una relocitit iniziale di metri 475. quindi con una fo rza viva per centimetri di circonferenia di dinamodi 24,,6•1 ; quell o di ugual ca libro ad ani ma lu nga i>280 mi llim. e del peso di chilog. I6800 lanr.ia lo stesso proietto. ma éon una velocità inizialo di metri 500, cu i corrisponde una forza viva per centim. di circonferenza. di dina.modi 2'i ,27; le esperienze di l\Ieppcn più non lasciano sussislel'e dubbio sulla po:;sit.i litil cli adottare pel cn nnone da 24, impieg-a lo in qnella. circostanza, del peso di tonnel late •18 e lunghezza d'un ima di millim. 54.,n;, proietti · di chilog. 2·15, quindi di chilog. i,5 più pesanti degli attuali con velocità di metri 5 10 e forza viva iniziale per cenli.m. di circonferenza clel proictLo di dinamodi 37,89, q,tindi di dinamodi ·IÒ,62 superiore al secondo proietto . Ora noi domandiamo ciò che succede pel tannone da '.?4 cenlim . non potrebbe ripeler:;i noi ca nnone da 30,G; 35,i>; /4.0 e 4.,; centim.? Allungando proporiionalmcnte l'anima di quesrultimo., per render possibile l'i mpiego ·cli polrere a Ienla combustione, che tenga il giusto equil ibrio fra polen:t.a ba(I) nioilla Milit11re, anno 1S7Q, T omo Ili.
listica e po tenza <lilrrnialrice, ed allungando il proietto sino a calibri 3,5 o /4., il che ormai dopo le ultime. esperienze di ~Ieppe~ nessuno vorrà ritenere d'impossibile atluazione, non vi 0 probabilità cli veder superai.a anche la resistenia della. comzza. grossa 1•IO · centim.? Tratterril for;;e la mari na da ll 'adottare un si mii cannone la consicleraiione del ;;uo peso? Non lo crt'diamo, e con noi non lo crederann o coloro r~he l'icordanl, come l'a mm iragliato ingl ese già pensasse a dare al cannone di •I00 ton11ellale un successore di 1150 tonnellale, ed a tanto non arriverebbe certamente un can none da 45 centim. con anima Ju11g,L 2:5 calibri . L'inO'eO'nere non costruisce pel' il giorno in cui vive, il suo sguarcl~ deve spingersi nell'avvenire : tener conto d~i possibili mi(l'li oramenti dei meizi d'offesa è per lui non $O lo cons,glialo clall'o;dinaria prud enza , secondo la qua lo le form e migliori nell a for~ tificazione sono le meno rigide, o con a.ltre varole quelle h~ cui forza. intrinseca può variare col variare della potenza alla qufllC hanno da resistere, ma hen'anco dalla consideraz ione che la forli ficaziono quando non corrisponde al pi·ogresso è più di danno che di giovamento. ' . . . Pur ammesso che il coslrnttore cli Cllrnze marr)t di pari passo con l'arti rrlieria e LroYi modo di opporre al la crescente sua potenza. adeguat,~ rc:;istenza, potrassi con ugna I foc!l ità sost ituire ad una torre oppure ad una ha.Ueria corazzala, cM-truila. per reggere ad un de~erminalo sfo rzo, altra più rohusla. una volta accertalo che la pn ma più non soctd isfa allo ;;copo per cui fu messa ? Di fficilmenle ; ed in questo caso di quali risorse dispont1 l'ingegnere mil itare per logliersi dall e strette, senza ri correre al rimed io radicale, è ~·~ro, ma oltremodo costoso di demolire per rifabhricai•e? I parapetti m lerra sono selllpre su scettibili di ingros:;a in ento. ed occorrendo il tracciato cli Ltna batteria in barhetta può anche essere modifi cato senza troppo grave spesa. Faremmo meno obbiezion i all'impieg~ del · ferro nella difesa di co,;ta quando il ;;ignor f~ru;;on , che Lanto s1 rese benemerito p~r l'assiduiLit co11 r.ui altese a dai:e alle sue _t~ni e batterie lo sviluppo richiesto dai lemp i, a vece cl, presentare, una . nuova corazza grossa H Q cenlim . ci indicasse come si po::.sa all'evenienrn ·supplire alla deficente robustezza di quelle grosse 41>, 80 . e 90 centim., nei limi Li di una ragionevole spesa.
ECO OJ, l.LE ESl'ERJENZE DI llf EPPEl'ò
Un altra circostanza merila d'essere rilevata. Nell'opuscolo dell'ingegnere Schiitz è messo , ed a ragione, in evidenza che qua ndo anche la piaslra sperimentata fosse stata per qual ità uguale a quelle che si fabbricano nelle officine del Gruson a, Duckau. tu Ilavia non avrebbesi dirilto di giucli care della sua resistenza al tiro dai risultali ottenuti nelle e~perienze di Meppen, essendochè il sistema Gruson vuo l esser giudicalo non dall e pfove fa lle su d'un segmento di cornzza isolalo, ma nel. !-110 complesso, conrribuendo a renderlo superiore sugli altri sistemi nonchè la assoluta bontà del materiale, la forma dal.a nlle torri cd alle singole p iastre di. co raizatura delle batteri e, e l'elasticità che deriva dal modo onde le torri sono impiantale. ()un ii sieno i pregi delle torri e dell e batlerie Gruson sollo qnesti due rapporti è noto ai lellori (1) . L'opuscolo di cui trattasi dà grande peso alFelasLi ciLit del sistema. La forr.a viva d'u rto di 1111 proietto - dice l'ingegnere Schiilz - si r ipartisce in virtù dell'elasticitit del melnllo sn lulla la superficie della torre, il signor Krupp invece nppoggia una so l piastra a travi e con tro la terra, r inuncia cosi agli effetti dell 'elaslicità. essendo per tale modo alla piastra colpila impossibile _di trasmeltere l'urlo ad altre piastre d'ugual genere. L'osservazione è Lalmenle assennata e le deduzi oni cosi stringenti, che pensando alla balleria corazza ta Gru son i cui fianchi e la cui gola appoggiano contro Len a e masse murali, sorge in no i il dubbio sesiffa tllt circostanza non possa r iescire di pregiudizio alla elasticità, e consegt1enlementè alla attitudine a resistere al tiro dell'intiero .sistema. Queste nostre apprensioni sono maggiori in quei casi in cui, mancando lo spazio necessario per costruirvi le casamalle, che nel progetto lipo stanno ad un livello dielro la hatteria con la quale fanno un complesso, si è costrelli a sostituire al sistema di volte che coprono le elette casamatte, e che costi luisce la continuazione del cielo in piastre di ferro della batteria, un robusto muro per reggere le piastre sul di dietro e per impedi re movimenti dell'inLiera struttu ra sotto l'urto di lir i a sa lve. Per quesle e per le oondizioni svolte in allra Rassegna, noi alle ballerie e Lorri in ghisa indurita Gruson ed al cannone corazzato Krupp preferiamo nella difesa di costa opere in terra, armate di potenti cannoni . (lj Rivista » ili tare. anno 18?9, Tomo lii , pag. !IG.
ECO DE Ll,E ESPE R IENZE DI MEPPEN
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Cingiam~ pure l' [tali a con una cint_a cli ferro, _ma no~ (avorato a corazza, almeno verso mare, bens1 a c~nn?n1. ~sl1az1on fatta da qualsiasi considerazi one tecnica, noi ntenramo ti. ferro sotto quest'ultima fonn:i più uti le anche perch6 la. cor_azza et ra.ppresen.ta la massa inerte, la difesa morta, mentre che 1l cannone è mezzo polente d'offesa; e siccome i principii non va ria.no col m'.1tar delle forme, così non vi ha ragione per scostarci i1: questa c1_rcoslanza dal principio cni s'informa il moderno modo cli guerreggiare. Le fortificazioni di cosla. hanno tutt'altro scopo ~h.~ q_uelle enlro . terra ed alpine, e possono !'are a meno dei me~z1 di r_1~forzo cl'. e alle ultime élue convengono . L'armamento degli es~r~1l1 pt~ò esso pure variar~. non mai però enlro li miti cotanto v~st1 c~me I armamento delle nnvi. I mezzi d'offesa cli cui u1~ ne1~11co <~1sp?ne son~ poi ristreLli nelln. guerrn di montagna; qui vi la ~o~·z~ 111L1:mseca d1 con un oPel·a( .ti·te o,Y1..(111dissimo valore ' sem1lrechè Lratt1s1 d1 .resistere . • pochi a molti , in posizioni. dotale. direa le valore.~_, fens:v~ . l,na. stretta, difesa co n umi O ptù. opere allorzate da to111 o cas.tmaL~~ corazzate, sarti :;empre un serio ostacolo all'invasore, tant~ pm serio quanto maggiore ~n rii la poten za del fuoco . . Questa nsulla e$seniialment:e da lla giustezza e celerità del li ro; cr~el &LSL~ma ac:unqne che, supposte eguali le altre circost.ani e, clit 11 ro~.,s1mo d_e.flel.lo utile, sarà il preferibile. Fino ad ora. nes,mno scntlore rnil 1Lare, almeno per quanto è a nostra conoscenza: ha messo sollo questo rapporto in du bbio la superior_itit del s1sLern~t ~rupp_ su q~Lello Schi.itz lo riconosce pure .lnmtando il conf1 o ,,., . . . onto . Gl.ll~.01,,, e l' inrreonere dei detti ~istemi a.Ila loro applicazione nella cl I fesa. cl I costa. ed en1.1_? terea. L' impiego del cannone corazzato, egli conclllCle, nel caso pru favorevole sa rii sempre limitalo (J hre - der P~nzerkano~~ Yerwendimg wil'll daher i m, giinstigsten [,'alle eme· beschr~mkte sei-n) . Ci gode cli scorgere che ancl~e. sotto questo rapporto l autorevole scrittore divide la nos~ra opin10ne ( I). Fra i casi liini uiti in c11.i il cannone corazza.to Krupp può essere di grande uLililà, noi aunoveriamo appunto quello é~ianr.i a~cennfilo. Ì l ·schulz t.ende nel suo opuscolo a mellere in evLdenza. 1~ genere la superiorità della corar.za Gruson su quella ·Krupp; lasciando ad (I) n ivist: JJililar,, anno 1879, Y<'lumc I, pag. 527 e ,•olu!!!e 111,_ pag. 96·
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l'CO DELLI·: f::Si·'E l~ll>NZE DI i\U::i>PEN
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ECO DELLE ESPEHIE:NZE D I MF:PPEN
altri di indagare ~e ciò sia o no vero, da pa rte nostra ci limitiamo a. uoLare che egli dopo aver addotto una quanti tà di falli in favore della corazza Grnson applicata alln difesa di costa e delle piazze J;,rti , non si assume di dimostrare come il sistema cla lui preferito ofTra ugual i vantaggi nella sua applicazione ai forti di slrnrramento su quel,lo Rrnpp. Qui il lavoro dell'ìngegnere Sch Litz presenta una lacuna, cui noi diamo interpretazione favorevole·al giudizio emes"o da noi e da altri su l valo,·e difensivo del cannone corazzato ('I). E . per rincalzo soggiun:.i-i,uno che stante la tot.aie soppressione dell'apertura di cannon iera e del r inc.u lo, il sistema K,rupp olTre completa protezione ai servienti. ciò che non si può affermare della. testuggine Grnson. · Si fo. cai:ico al cannone corazzato K rupp di po ter es~ere mes~o fuo ri di servizio per l'urto cli un proietto in vicinanza delln. :<l'e ra. Nell e esperì eme fatte :t Bredela r iI 7 e J'8 norern bre ;I 877. la piastra fronta le fu colpilfl da 53 pro ietti , di cui ?O da ,12 centim. e B3 da 1 15. I canno ni tiravano con earica di faz ione dalle distanze ili 220 e 300 meLl'Ì. Malgrado le distame fossero piccole ed i punti di mira sègnat.i in modo spiccante sulla piastra, il cannone fu smontato solamente nell'ultimit prorn, tirando col cannone df.l 15 centim.,. i.i granate di ghi::;a indnritn, delle quali 2 colpirono la sfera di vo lala. spezzando il carinone nel punto d'un ione co lla sfera. Come Lutte le creazioni dell'uomo, anche il cannone cornua to non è perfetto; sta :t vedersi se nitri siste1;i ofl) ono maggiore garanzia, sia nei rapporti dell;t resistenza al tiro nemico, sia della sicurezza dei servienti. Per quanto è a nostra conoscenza le prove fatte in Prnssia contro la coruz.za Gruson non clanqo alcun lume ci rca il modo di comporlar:;i del sistema sotto l'azione cli uno o più proietti i quali colpissero la corazza entro il coni.orno esterno dell'imbuto della cannoniera. Che questa par te della corazza sia un punto debole, lo prova il fatto che l' inventore cercò di aumentarne , la resistenza assoluta ingrossandola. Lo Schtit7. avverte mol to opportunamen te che il sistema C,ruson trae la sua forza non .sola.mente dalla re.:;islenza delle singo le piastre, ma dal modo onde ·le . medesime sono fra di loro connesse e dalla forma delle torri o biit~ 1
(!) Rivista Harittima, novombre 1879, pag. 196.
terie, ;t11nettendo grande importanza ·at fatto che la co~·azzat'.ir:~ spaccata e ridotta in pezzi non si sconnelle, perocchè delll.pezzi :si mantenaono al post.o per effetto del contrasto· e del pro~no peso, nello st~sso modo che i matton i di una ,rùlta. Questo ragionamento se è giusto per le piastre compat.t.e, ci:~diamo non P_~ss~ essere senz'altro ammesso per le piastre cannomere, potenclo:,1 ritener~ come sicuro che le parti staccate attorno all'apertura dell_a cannoniern, e specinlmente dal bordo superiore, rovineranno, ed in qu~sto caso le conseguenze potranno essere a Il I.e.tl an to .se 1: 1,,~ che per 11 cannone ,. . corazzato Krupp colpito nella sfern . Solo va notato _che la s'.1pe1 ficie pericolosfl del bersaglio ò nel sist.ema Grnson maggiore che_m ~-trel.lo Krupp, sperimentato a.Bredelar ecl a Meppen.' Del resto ~e e:,pei ,enze cli .Bredela1: hanno provato che la corazza d1 ferro fucrnato, ai~cb~ nella wa primitiva forma, regge abbastanza. b~ne .contro P1:01 etti per for 1uHi del ca libro di ,15 ce'.1.tin~ ., ~ che I eilìca~indel'.e g1~'.~aL_: ordinarie da centim. ·I z fo quasi 111s1g111 fi cante: E qtunclo d,t ul te1101 '. esperienze risultasse che le artiglierie pesanti da ca~1pagn~t'. le qual '. secondo ogn i probl1.bi lità costitu_ir.11.1110 le bocche.dt~.f11;c? P_t ~~~ten~: contro posizioni eh montagna for tifica.te, sono 1_nc,ap,:c 1 d, ,n I e~ai ~ danni di conseguenza nonchè alla corazzn, alla slera d, volata, e,d aU,t vi Le del dado che la tien [ernia, ogn i club bio sulla preferenza cl~e que~ · per 1a e1·r 1·I angus · ' l.1pas·i sto sistema menta I esa e , !; , ovet)et' t'rnle < • rao-10111 o non sono opportune le batterie a barbetta, é~ovrà. sc.ornP.ar'.re . . Concludendo acceniamo gli apprezzamenti dello Schutz 111 q11,1nto èssi si riferiscono al maggior valore della c?razza (~1:11::011 su ~Lt~l~a.Krnpp nella difesR di costa, resp ing'.amo e~ltr~mlH .n~lle _1o1:t 1hcazion i entro terra, qG.a.ndo non st Lratl1 d1 eas, spe:.rnli, e riteniamo utile il connone corazzato Krupp nella difesa di strette ·in montagna.
IL CAN:-!O XE DA
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E SUO TRASPORTO ALLA SPEZIA
TO:--NEL.I.ATE
Il can:10ne da 100 fo:m. e suo. trasp :>rto alla Spezia. Il cannone da ~ 00 lonnellatc, fuso a Torino il 30 gennaio ·1 878, è già in balleria alla Spezia, ove occupa una. posizione a ponente
del fori.e di s.a Maria sulla lingua di terra che pari.e le acque dei seni delln Castagna e del Varignano, e che può riguardarsi come la continuazione della diga i,ubacquea costrnita a parziale sbarramento dell'ampio ingresso in quella parie del golfo, che lrovasi a N. O. della congiungente fra le due punte di SnnLa Teresa.ad oriente e di Santa Maria ad occidente di detto go lfo. Da questa posizio_ne il cannone da 45 centimetri concorrerà efficacemente alla difesa del nostro nrn&simo arsenale ma ritti mo, sia tenendo a rispellosa distanza le navi che tentassero di bombardarl o, sia battendo di fianco le coràzzate che volessero forzarne l'ingresso . La scelta di questa località Lut:a,,ia più che da considerazioni di difesa fu suggerila dalla circostanza che si presta benissimo all'impianto elci reticofali per la misul'a delle velocità dei pro ietLi, al le a poeventuali prove cli. Lit·o contro corazze elevandc,si la monta1rna o nente della baueria a distanza di u~ 300 metri, all'esecuzione del tiro i1~ giLLnta, insomma alla svariai.a serie di esperienze che sono necessarie per acccrl,tre le qualità balistiche e di resistenza della bocca da fu oco . Tale circostanza non è di lieve momento tenuto conto <lelle gravi difficoltà da affronlar;;i nel movimento di simili colossi. Ora che il cannono è a posto, non riusciranno discari alcuni cenni intorno al medesimo ed ai mezz i adollali per ti·a~portarlo dalla fonderia <li Torino alla punta di Santa Maria. I rapidi progre!si falci negli ultimi due lu stri nella costruzione delle navi da guerra, cosl.ringevnno gl i stati che hanno un esLeso 'Jitornle, ecl in singo lar modo quelli che difeltano di potenza marina, a rivolgere se1:ia attenzione alla difesa di costa, il cu i principale elemento sono le artiglierie. La necessità per · l'Italia di avere una bocca da fuoco assa i più polente del cannone da 32 <:.entimelri fu riconosciuta dal nostro Comitato d'artigli eria e genio
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fin dall'anno ·187 4:, essendosi nella secluta detl'8 maggio adottala a arande ma·r< rioranza la proposta del suo presidente, genera~e Me0 ~abrea, di e.« studiare fin d'allora un tipo di casa~ alla a~l.t'l ~ riceY~re non solo il cannone da 3:2 centimetri ma eziand10 quelli d1 maggior calibro che potessero stimarsi indispensabili per l'armamento delle batterie da costa (1) » . . A quell'epoca la lolla fra cannone è corazza propen_~eva . rn favore di quest'ultima; tranne l'Inghilterra, la quale g1a attendeva alla costruzione del cannone da 80 tonnellate, le altre potenze tutte paventavano dinapzi alle gravi difficoll~ ~ecniche_ che _s_i cl~vevan~ affrontare per costrui re cannoni pesanti _il doppi~ e ~ru d1 quelli massimi allora in servizio, ed alle enormi spese d nnp~anlo, ~a.pendosi che l'Inghilterra per rencler possibile la costruzione dt clet~o cannone secondo il sistema seguilo per le altre bocche da fuo co '. fu costretta a fabbricare nuovi forni ecl a provvedere nuove ru.acchme. fra le quali·un maglio di 35 tonnellate. . .. . J/lt::ilia, povera di mezzi finanziari e di risorse industriali '. rnr~ arrendevole a qualsiasi sagrificio ed ingegnosa qu~ndo trallas1 cli sopperire con te proprie forze ai bis~gni· della difesa, m~s.Lrò ~I mondo come essa sappia non solo seguire ma be~ a~c_h~ ~1 ecedere la riccll Albione, il paese dcll'attiviLil e delle ardtte· 1n1z1at'.v~. . . Non erano trascor,;i nove mesi da che il Comitato d'art1gl1er1a_ ~ genio aveva coll'autorevole suo parere •_·esa evid.ente _la nec~ss1Là per noi di non arl'estarci al cannone dr ~2 cen~1m etr_i., la cu1.potenza balistica più non bastava contro navi del Lrpo dell lnfle~ible, che appariva nel Giornale d'Artiglieria e G_e·n~o ~mo sl~d10 del generale RosseL, in allora colonneli~ d' a_rtigl1eria e_ d1ret~o 1:e della fonderia di Torino, in cui veniva dimostrala la poss1b1 · li Là di costruire nèlla fonderia suddel La un cannone L"he eguagliasse in potenza quello massimo da ,( 00 tonne~latc pr?gell_alo dalla nostra marina e commesso alla casa. Armslrong rn Elsw1ck, allenennendosi al nostro sistema di costruzione, coi mez7.i limitaLi di cui disponeva. Lo scrillo del generale RosseL non conteneva prop~s_te Ya"he ma il pro"etlo completo di un cannone da 46 cent1meLr1 m (Thisa con cerch(d'acciaio fuso (llet.), del peso di 87 tonnellate, 1
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(I) Giorna le d' J.rliglieria , Genio, anno 1876, Parto 11, pag, o\.'
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TONNELLAT E:
capace di lanciare un proietto di '1000 e HOO chiloora~nni co~ .~eloc(tà iniziale di 390 a 420 metri. Riferendoci all'ep;ca· in cui fu · l~tto li progetto del nuovo cannone, si spiega la poca fiducia che SI avev,: nell~ buona . riuscila dell'impresa, l,l qnaJe prometteva di dare ali esercito una .bocca cht fooco fusa in paese con metallo ricavato dal!~ nostre ~niniere, pirt potente di quella che si aspettava dalle mer,_tarnente Jamos.e officine di Sir W. Arrnstrong, utilizzando una non heve_econo~1i~. L'a~·ditezza dell'idea, sebbene fondala piit che sulle cons1deraz1orn teoriche sugli ottimi risultai.i ottenuti nella costruzione dei cannoni da 32 centimetri GRC, aljarmava. Malgrado ciò, per la profonda convinzione che nutriva circa Ja riuscita del suo progetto, convinzione che basava sull11 bontà delle ghise lombarde da lui con tanta cura studiaic, il generale Rosset, nominato direttore generale .d'artiglieria. e genio, proponeva, ed il, ministro delJa guerta generale Mezzacapo autorizzava la costruzione di un cannone in gh isa con cerchi d'acciaio fuso da 1f oo tonnellate (Ret.) a titolo di esperi'mento. Il tracciato di questo cannone, ·cta costrui rsi secondo i mezzi già studiati per quello Rosset., avev.1 da presentare tutti i· migliorament.i che si potevano sperare, tenendo conto dei risultati ottenuti, ed allora conosciuti, sia col can,none da 80 tonnellate Arrnstrong, sia da 100 to·nnellate della R.. marina italiana, nonchè dei notevoli progressi conseguiti nella fabbricazione della polvere di Fossano. Il sistema di fusion e seguito fu quello Rodman, cioè a raffredda~ento dall'intemo verso l'estemo, la quale operazione aumenta le resistenza: della bo~ca da fuoco · producendo tensioni molecolari inverse a quelle che si verificano nello sparo. Alf!uopo, la · bocca da fuoco si geua con l'anima ponendo al centro uo nocciolo in ferro rives~it~ ~li t~tTa a parete doppia, munito di tubo p~r l'ac,qua fredda . che v1. s1 I.a circolare tostoch~ fa..colata è compiuta. La forma modellata in sr:tbbia e contenuta da staffe di ghisa l'iunite. da chiavarde, si colloca verticalmente in una fossa scavata a conveniente distanza dai forni e la si punte/I.a solidamente. La ghisa viene poi introdotta nella cavità esistente fra nocciolo e forma a mezzo ·di sifòni, ,e non dall'alto, per mantenere le scorie sempre galleggianti . ·rer sommi capi è questo il procedimento generalmente usato nella fondila dei nostri cannoni di ghisa da 24 e 32 centimetri . .Nel caso di cui trat-
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E SUO . TRASPORTO ALLA SPEZIA
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tasi è degna di menzione la circostanza che il cannone fu fuso con la culatta in basso anzichè con la volata, come di solito, a fine di . avere maggior omogeneità e · densità di metallo là dove gli sforzi · sono maggiori: ad aumentare poi la pressione ed a renderla più equabilmente ripartita, si ebbe !'_avvertenza di ingrossare il diametro della volata fino a costituire un solo cilindro a partire dal seèondo cono di volata. Per il getto occorrevano circa 66 tonnellate di ghisa. In sè la cosa non è enorme, ed i bravi ufficiali d'artiglieria addetti alla fonderia. di Torino non sarebbero stati tanto angosciati per la buona riuscita della fondita, quando i forni a riverbero occonenti per fornire la ghisa necessaria fossero stati disposti attorno alla fossa. Invece le condizioni erano, e sono tuttora tali, da richiedere le più studiate disposizioni per assicu,rare fa riunione· del bagno dei dieci forni a riverbero esisten ti nella fonderia cli Torino, di cui quattro sono grandi e sei piccoli. Questi ultimi, della capacità di caricamento complessiva di 27 tonnellate, stanno in locale diverso dei primi e da essi distanti da 80 a 1120 metri . La capacità di caricamento dei quattro grandi fomi essendo ili tulto di sole ,1.0 tonnellate, non si poteYa a meno di ricorrere anche ai picco li forni, non volendosi nè potendosi pensare ad un impianto mtovo in llll primo esperimento. Il trasporto della ghisa fusa ·nei piccoli forni alla località del getto fu fatto mediante tre lamitiuol i della capacità dei forni, cioè di noYe tonnellate ciascuno, e que,;ti si maneggiarono _ colle grue a motore idrostatico possedute dalla fonderia. Tre sifoni di diversa lunghezza, sboccanti nell'interno della forma in clirezi~ne tangenz iale alla sua periferia ad altezza differeÌHe, dovevano successivamente alimeillare il getto, prendendo la ghisa da . canali soprastanti ed in diretta comunicazione eon la bocca dei · . quattro forni a r iverbero grandi, nei quali veniva pure versata la ghisa dei piccoli forni. Oltre alle 67 tonnellate di metallo' fomite dai dieci forni a riverbero, ne occorsero circa altre cinque per sopperire alle perdite di getto e per alimentare la materozza, ritiran-. dosi il metallo nel raffreddamento; all'uopo si servì di ghisa da cannone fusa in un forno a manica. I sifoni rimasero in azione per 19 · minuti, l'al imentazione della materozzà continuò di poi per circa 4 ore. A titolo cli precauzione fu preparalo pure un quarto getto di AffNO XXV, VOL. 1.
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riserva corrispondente all'interno della forma, da aprirsi nel ca~o che uno o più sifoni si otturassero, inol tre si presero i necessari provvedimenti per rompere le scorie ga.lle~gianti qua~ora avessero a solidificarsi mentre sa livano nella. forma. Queste misure, se tornarono inutili per la celerità e per lit regolarit.it con cui pro,c~dett~ Ja colata, attesta.no con quan ta inLelligen:t.a. ,;iasi proceduto; infatti il cretto ri uscì a perfezione. . Tolta ht staffa, il nuovo cannone misurava. prima. della lavorazione in lunghezza 1'2 metri, con un diametro massimo di metr'. 1 ,23 in culatta e minimo di metri 0,83 in volata. Non potendosi co!Ìoc.ire il cannone sui torni, perchè troppo cori.i, la materozza fu taoliata mentr'era ancor nella fossa, servendosi di un (rapano ori~zo~tale mobile. A rend~re meno difficile l'estrazione dalhi fossa, lo si fece quindi appoggiare in alto contro la parete e poi rnediant~ due grue, una da 50 tonnellate e l'altra da 4-0 tonnellate, lo si sollevò per trasportarlo nell'officina trapano. Per allarcrare ·l'.anima uno nl di'ametro di ,i.5 centim. e per lavorare la cam~ra. e l'alloggiamento dell'otturatore, servi una macchina che pennette di eseguire tutte queste operazioni e quella di Lorni: tura esterna, senza che occorra di dare al cannone al cun moto d1 rotazione. In un secondo caso tnllavia si ritornerebbe al metodo seguito per gli altri cannoni, eh~ è appunto q,~ello di far_gi rare questi' ultimi ·met ido che :;i dovette abbandonare in questa c1rcostanza per insuffi~ien~a di mezzi meccanici. La rigatura f1.1 esegui La sulla macchina che serve per i cannoni da 3'2 centim. Il cannone da 45 centimetri è cerchiato con tre strali di cerchi d'accio fuso forn iti dalle officine del CreusoL, su tipo analogo a quello dei cannoni da 32 . centimetri. Ecco i dati di costruzione principali del cannone da 1-00 tonnellate allo stato attuale: Calibro millim. 450: lunghezza totale della bocca da fuoco millimetri 10000; lunghezza dell'anima mili im. 9400; peso del corpo del cannone in ahis,t chilog. ,i.8·150, della cerchiatura ed oreco ' chioni chilog. 51550, totale della bocca da fuoco con I olluratore chilocr. 1OI000; preponderante 500; numero delle righe 64; passo unifo;me della lunghezza di millim. 27000 (60 calibri). L'otturatore del sistema a vite, ossia scorrevole nella direzione dell'anima,
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~atto dello stesso metallo della bocca da fuo co e posa compre,,a la mensola chilog. 1 000. L'alTusto in ferro ' studiato dal marrcriore oo d'artiglieria Biancard i, fu costruito nel recrio arsenale di Torino e O. prese11La varietà su quelli da costa comunemente adottati; il soLLaffusLo fra le allre ha la singolarità d'essere a pernio centrale e .tubolare anzichè antertore e pieno, come riscontrasi negli altri sot-ta.fJusti da costa. L'altezza dell'asse delle orecchioniere è di millimetri 34-50, !a massima elevazione .20 gradi e la massima depressione 6 gradi. Il pro ietto perforante pesa ch iloj.{. 1000; la granata ordinaria non è ancora determ inata. Con una carica di chilog. 200 di polvere pr_ogressiva. qi Fossano sperasi di imprimere al proietto una velocità iniziale di metri 4.50. È naturale che con un materiale inferiore non si possano ragiiungere i risultati ottenuti dal Krupp con l'acciaio fu so; né si può attendere da un cannone di ghi~a. la durata di quelli. Conyiene }Jerò al riguardo notare. che i cannoni da costa cli massìmo calibro non si troveranno l..'H! LOsovente nelle condizioni di dover far fuoco, e che quando ciò a.cèado il numero degli spari da farsi non sarà mai grande, attesa la natura. stessa del combattimento in cui avranno ~a agire. A questi Cl'iteri pare si sieno informati gli Inglesi, i qual i ridussero, e cli molto, il numero cli colpi nelle prove di collaudo dei cannoni di gran potenza. L'adozione di un cannone di sì enormi dimensioni e peso creava · la necessiLà di provvedere nuovi mezzi cli trasporto, essendo i carri . or.dinari da ferrovia insufficient i a.Ilo scopo . Fu per ciò studiato un nuovo veicolo per il trasporto del cannone dalla fonderia alla Spezia me~zo della ferrata, la cui costruzion e venne affidata al signore ~chneider, proprietario delle officine del CreusoL. I criteri che servirono di guida al progeLLo di questo veicolo erano, sommariamente .accennati, i segu.enti: distribuire equabilrnente il peso della bocca da fuoco su due carrelli, sormontati da una lmve armata su cui posare il cannone, e collegata ai carrelli in modo da render possibile la percorrenza di un binario da ferrovia anche nelle curve di ra11crio nn non eccedente i 120 metri. Ciascuno dei due carrelli poi doveva ~sser adalLo al trasporto di un cannone da 32 ceritimet1·i o di due cannoni da 2,i. cenLim. La spesa per la costruzione del veicolo ne-
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cessario al trasporto di una mole di 120 tonnellate ( I), peso che supera tulLi quelli stati trasportati prima su vie ferrate ed ordinarie, ven iva per tale fatto r idotta al l'importo della trave armata, ossendochè i carrelli si anebbero dovuti. a~quistaropure per il tra!:porlodei due calibri sopra mènzi ono.Li, 11011 prestando,;i ;1ll ' uopo i carri delle ferrov ie. I due carrelli , capaci ciascuno di reggere un cari co. di 65 tonnellate, sono provvisti di r·ospinlori su ambedue i lati corti, e degli occorrenti congegni d'attacco. Ogn i cru·r·ello è lnng(} metri 8,500, misurati fra le e,-tremilìt dei respintori, cci ha sei assi, ossin. dodici 1·uote, conformale e montate in guisa da poters i spostare tanto lateralmente che in ;i.vanti od in dietro, corno richiedesi nelle curve. [I piano del carrello appoggia su robuste molle. Leruote sono prossochù a contatto, il loro diametro misnra metri 11,01 ;· l'altezza. degli assi dei respintori sul suolo è di metri ·I ,03. Al centro, dei due carrelli è imperniala la tra.ve armata destinata a portare il ca.nnone; la sita lunghezza è di metri 13,00 mi,mrati fra gli assi dei pernì dei carrelli, e ~i compone di due fiancli i, di due pezzi di testala e di due robusti calastrelli scavati nella faécia superiore; i! cann one posa cliretta111entesu di essi. L,t lungheiza totale del veicolo unito raggiunge metri 2 1.570: il peso complessivo portato dai '12 assi at'riva a "70 tonnellate (,1'.20 il cannone e 50 l;i, trave armata ed i due canelli con accessol'i i), quindi 114 tonnellate circa. per ciascun asse. Il carico per metro corrente di *trada risulta di 9,000 chilog. fra i punti d'appoggio estremi dell'intiero veico lo, e cli H,,..S.00 chi log. fra qLtelli estremi di ciascun carrello. Il veicolo fece una prima prora nel viaggio dal Creusota Parigi, ove ru esposto nell'anno 11878, posein. dal Creusot a Torino e da questa ciuà. alla Spezia nello scorso mese di dicembre portandovi l'affnsto ed il sottaffusto . I carrelli ser'l"irono prima di quest'epoca à tl'a~portare quattro cannoni da. .24 centim. da. Torino a Venezia; in tulle questo circoslanze tanto il l'eicolo completo che i ·carrelli funzi onarono inappu11Lahilruente. li tra.sporto del cannone da ~,15 cent.im. stesso tuttavia non pot~ essere effettualo prima del 26 dicembre 1879, pel ritardo nei compimento del ramo di ferrov ia dalla stazione ferroviaria di Spezia al-· 1
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(I) Il carro fu costruito per u11 carico superiore a quello del puro cannone.
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1'ar:-;enale marittimo. Ultimato questo il cannone fu condotto sul suo veicolo da prima a.Ila stazione di Porla Susa e Porta Nuova in Torino (la prima messa dai nost.r·i ferrovieri mi lit.ari in comunicazione con la. fonderia), da dove parli con apposito treno il mattino del 27 dicembre. La noue del 27 al 28 il treno rimase ad Alessan·dria, il mattino <lei 28 partiva per Genov~ e superò le difficollà che si incontrano su quella li nea senza ostacolo, la·sera. giungeva a Genova ove pernollò. Riprcnclenclo il mattino del 29 Ja marcia entrò nell'arsena l~ marittimo di Spezia ove, servendosi dr,IJa. mancina da 160 tonnellate, fu imbarcato :;u un solo dei carrell i sul pontone da trasporlo (lella regia marina Semeria e ri mor.chiaLo il mattino del 3 1 dicembre alla batteria di Santa Jlfaria. Alle 2 p·orneridiane fu sbarcaLo e, sulla ferrovia speciale, a mezzo del carrello, condollo sulla localilit ove definitivarn.ente prender,\ posizione. Per toglierlo dal carro erano ~ià siate portate sul sito due <:>"l'UC ad in nrrrana•roio no trasversali, le quali lo sollevarono afferrnndolo in volata ed in cula.lta, ove era stato introdotto apposito cilindro di bronzo nell'alloggiamento doll'olturat.ore. li funzionam en to del veicolo fu sempre perfetto. Il trasporto fu eseguito sotto la direzione <lei generale Bozzani , ed era scortalo da una compagn ia di artiglieria da fortezza, munita di tutto quanto poteva occo rrere al pronto sgombro clelhl ferrovia in caso di sinistri. Le manone di imbarco sul pontone Se.meriti e cli sbarco a Santa Jfaria furono presenziate da i genernli Rosset e Bozzani, dai colonnelli Malvani e Giova netti e dal signor Rognetta, rappresentaìlte della Casa Schneider. La manovra dello sbarco mercè le accurate di:sposiz ioni per a.ssicurare l'arenamento del pontone, riusci egregiamente. t· aver saputo condurre a termine impresa di tanta. irnporlanza senza che si avesse nonchè acl incontrare il minimo in,conveniente, il più piccolo ritardo, fa il massimo onore alle persone ~he vi attesero.
G. DbNESANA Maggiore del genio.
SAGGIO STORICO CR ITICO ECC.
SAGGIO STORICO-CRITICO I_NTORNO Al
PRINCIPALI PASSAGGI DELLE ALPI NEL SECOLO DECIMONONO
I. Il passaggio del Gran San Bernardo nel 1800.
§ ·1. Introduzione; la storia e i problemi di arte militare. , Ricorrere colla mente al passato, ìnterrogarlo, eh iedergli consiglio, norme, inspirazioni è un bisogno c0nnaturato allo spirito.umano~ nell'alto istesso in cui l'occhio dell'intelletto spia intento·e dubbioso, ciò che si matura nell'avvenire, noi ci sentiamo quasi domati d::,r una forza che inesorabilmente ci incatena al passato. Nel .mezzo· di questo continuo sorgere, moltiplicarsi, aggrovigliarsi di questioniintorno nlle quali si travaglià senza posa la societ.ì, Ja, mente degli studiosi si volge al passato, domanda alla storia se gli stessi problemi, od altri somiglianti si presentarono altra volta, e con quali criteri, con quali mezzi ne venne tentata o conseguita la soluzione. Non incorrerò pertanto, io spero, nel biasimo degli studiosi di. cose militari, se anch'io domando alla storia qualche sprazzo di luce per ch iarire uno fra i problemi più ardui ~ più importanti della . difesa nazionale. Guidato dal generale !licci, ebbi occasione di percorrere parecchie fn~ le linee d'invasione che si svolgono atlraverso alla catena. alpina. Le questioni che veniano proposte dalla voce· ,
autorevole dal maestro, erano dagli allievi studiate sul terreno. Ma quei colli flagellali dalla tormenta, quelle erte di.rupate, ~uell,~ selve di abeLi e di larici parlava.no spesso un arcano lmguagg10: I immaginativa evocava i fantasmi-del passato, eserciti che tante voHe, in istagioni diverse, passarono e ripassarono quelle montagne, more di arm i misto a stroscio di torrenti; inno dei vincitori sposato a disperata bestemmia dei vinti: la fredda riflessione chiedeva alla sua volta se da quei ricordi poteva tr~rsi qualche utile insegnamento per l'avvenire, se la grande questione della traversata delle Alpi poteva ricevere qualche luce dal passato. E allora un clnbbio · tormentoso· assaliva la mia mente : io ricordavo che la storia è un arsenale eh~ può fornire armi per qualunque causa; che tutti i partili, tutte le opinioni pretendono di trovare nella storia la propria: giustificazione; che i fatti sono come certi oracoli che rispondono comp iacenti sempre :Ùeconda dei desideri ·di chi l'in: terrog~.. Come mai è possibile fondare st1 di essi quàlche cosa d1 posi Livo'? Quale consistenza possono a ,,ere . le induzioni tratte da materia cotanto cedevole e malfida? L'animo mio però si è, sempre ribellato a questa foggia di scetticismo: io credo ché i fatti stol'ici· abbiano una reale consistenza, e possano essere sicuro e incrollabile piedistallo ai . principi i, ma ad una c@dizione, che_ siano cioè ~pogliali di· qualunque elemento sub biettivo, contemplati e pondernti non ·solo in se. ste;;si, ma altresì nelle loro attinenze coll'ambiente nel inezzo del qua.le si svolgono. Chi vogfo interrogare i fatti, deve non solamente spogliarsi di ogn i idea preconcetta.; e abbandonare qualunque proposito di chied~re ad ess i ciò che non possono dare; ma deve prima d'ogni cosa ricordare che il fenomeno storico è il prodotto di molteplici e svariate energie , che vogl iono essere .tutte conosciute e ponderate da chi intende aequi,;tare com. piuta no,ti2.ia del fenomeno stesso, e che solo dopo questa notizia è possibile elevarsi per via d' induzione dai fatti ai principi i e chiedere al passato la fiacola per illuminare il presente e squarciare le tenebre dell'avvenire. L'analisi minuta e profonda dei fatt i è poi _in modo speciale necessaria nelle .cose militari. Come mai si potr'it giudicare rettamente di una operazione di guerra se· non si conosce parLicolareggialamente non solo il procedimento di essa, ma anco la situazione, spesso oltremodo complessa, in mezzo_ aHa quale si svolge?La
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:altra volta possano seguirsi ancora oggidì di fronte alle mutate con.dizioni politiche, economiche, e mili lari. S.e le memorie che posse.'cliamo intorno a tali op_erazioni di passaggio di catene montane ci permettono di fare uno sLudio largo, analitico, fondato su clat.i_posi,tivi, e di ricostruire in certa guisa l'operazione, tale studio non può non riuscire di qualche utilità pratica: ma se le memorie scariìeggiano, se i particolari delle operazioni non sono conosciuti, vano è pretendere da esse qualche utile ammaestramento : le induzioni .- sayebherq arbitrarie e quindi destituite di consistenza.. · Il passaggio del Gran San Bernardo efiettuato da Napoleone nel \ 1800 non appartiene alla categoria delle operazioni intorno alle -quali scarseggiano i ragguagli anche più minuti . Molti scritti di que' tempi, le opere di Mathieu Dumàs, dello .Tomini, le Memorie del maresciallo Ma.rmont, e specialmente la corl'ispondenza di Napoleone ci mettono in gra·do di seguire l'operazione ne' suoi particolal'i più importanti così della preparazione come della esecuzione (il). })rima però di addentrarci nella esposizione dei fatti, n-on sarà ,forse inopportuno ricordare alcune generalità intorno ai passaggi di catene montane, alle difficoltà che tali operazioni presenta.no, a.i problemi di va.ria natura che esse creano per i condottieri d'eser·Citi (2). • Considerate come ostacolo che le forze, dirette dall'Lrno all'altro stato belligerante devono inevitab ilmente altraversare, le grandi ,catene montane danno origine a tre. sorta di problemi. V'ha anzitutto un p,roblema d'ordine strategico, poichè un esercito che s1 accinga ad operare offensivamente attraverso uno zona montana, ,deve, se la sua mole oltrepassa un certo limite,. dividersi 'ineluttabilmente e approfittare di tutti o grim parte dei valichi; deve egualmente dividersi quando la sua forza non sia snperiore alla. porlata .logistica della stra.da, affi~e ·di agevolare il proprio sbocco in pianura, minacciando su parecchi punti e tenendo così l'avversario nella incertezza. Nel primo ca.;,o l'esercito invasore è in uno stato di
storia militare non può essere feconda· di pratici insegnamenti se non quando preseµti i fatti nella loro obbiettiva e compiuta realtà, se non _quando ci trasporti addirittura in medias res, e, infrante le consegne delle sentinelle ci introduca nei campi, sotLo J·e tende, nel me_zzo dei quartieri generali, e con una santa indiscrezione ci sveli èiò che si agitava nell'animo degli uffieiali e dei soldati. Né con ciò si vogliono condannare quai lavori che in modo stringato ci presentano il raeconto 'di una o di parecchie epoche storiche. Ammiro il genio di Napoleone che co·m·aquila si libra sulle a-estfl. dei grandi capitani che lo precedettero, e cori una sintesi pote1~te le raccoglie, l'e coordina, giusta le lorò attinenze co i principii supremi dell'arte ·dell?' guerra. Credo ncessarie, nonché utili, quelle compilazioni che in un quadro di proporzioni ristrette espongono nella loro successione le epoche e i fatLi più rilevanti della storia militare. _Ma non sono questi i lavori che ci permettono di salire con volo si- · curo dai fatti ai principii: prima di spaziare nella regione dei principi i è d'uopo aggirarsi a.lungo per entro il laberinto dei fatti; prima di poggiare arditamente alla sintes i coiwiene camminare a luno-o e lentamente sull'ari do terreno dell' analisi . Nella storia v' ha sempre dueelementi di cui bisogna tener conto: costantel' uno, pe.rchè fondato sulla natura intrinseca delle cose, varinbile l'altro, perchè dipendente da speciali contigenze di tempi, di luogh i, di stato sociale, di condizioni fisiche, intellettuali e morali. ·sep'arare il costante dal variabile è condizione indispen,abile per chi vo;;-lia . dai fatti elevarsi ai principi i; e la linea di separazione fra i due elementi non · può segnarla se non eh i abbia prima sottoposto a minuta analisi i fatti stessi così in sè, come nei loro ra.pporti di causalità e di concomitanza. Quante volte non è stai.a.recitatala lunga litania degli eserciti che scesero attraverso le Alpi in Italia, e dall'I~alia·passarono sugli opposti versanti! Se con ciò si intende provare che la corazza di cui natura ci fu benigna donatrice può essere anco nell'avvenire sfondata, rispondiamo che non fa. d'uopo di tanta erudizione per · ricordare cosa che lutti sanno. Ma se da questi passaggi si vuole trarre qualche utile insegnamento per la difesa nazionale, conviene studiarejn qual modo, con quali mezzi, in cinanto tempo l'enne sfondata, quali ostacoli si presentarono, quali resisten;rn si ebbero a. superare; conviene altresì esaminare se i procedimenti adoperati
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(I) Abbiamo approfittato alt1·csl di due SLUili inediti i11Lorno alla Campagna d'ltu iia del
1800; hrno dovuto al compianto coloonello Adri a ~ ~ , l'altro ~I coloonello comm is.sario Dos io..,_ (2) Chi desideri ragguagli pii.i estesi può ricorrere alle lezioni di geog,·aRa militare del maggiore Perrucch~tti, e a lle lezioni d'arte militare dettate alla Scuola d i Guerra da l mag, giore Albertone, dalle quali ho desunte grna parte delle presenti considerazioni.
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SAGGIO S TOR JCO·CHITICO
INTORNO Al PRINCIPALI PASSAGGI lH::LLE ALPI ECC .
crisi permanente fino a che, impadronitosi degli sbocchi, non sia in graslo di effettuare il congiungimento delle varie sue colonne nel · piano: nel secondo caso è ugualmente in istato ' tli crisi finchè il grosso, fattosi padrone dello sbocco, non sia in grado di operare nel piano con tutta la pienezza de' suoi mezzi . Questo stato di crisi creato dalla necessità di ripartire la forza indiverse colonne che devono per un tempo più o meno lungo marciare senrn potersi vicendevolmente aiutarè, è poi fatto più grave dalla natul'a del terreno che esse colonne devono attraversare. Al probJema strategico si aggiunge cosi jl problema tatLico. Vero è cl;e le .singole colonne percorrenti 1·e varie strade·incontreranno cl.i,tratto in tratto qualche posizione in cui arrestandosi e raccogliendosi potranno rintuzzare qualunque attacco: ma esse devono a qualunqtie costo avanzare sugli sbocchi in pianura, e urt,'Ìre contro altre posizioni che, conven"ientemente preparate, a/forzate e guarnite da·! difénsore, le arresteranno per un certo tempo senza che esse pos-sano adoperare tutte le forze per superare l'ostacolo. i V'ha finalmente un problema d'ordine logistico che consiste nelfe ;difficoltà. che le strade e la natura del terreno necessariame·nte oppongono al libero e regolare efTlusso delle truppe e delle impedi·menta. Salite e discese, angusti pctssaggi scemauo la velocità, aumentano l'allungamento delle colonne; condizioni nielereologiche eccezionali ne interrompono o ritardano spesso il movimento; di1 ' fotto di luoghi adatti ad accampamento o ad accantonamento ne ____.1 aumentano la profondità. In quelle regioni povere di vettovaalie / di foraggi, di paglia, di mezzi di trasporto e· qualche volta anio ; legname, nelle quali il difensore avrà distrutto quanto può servire · al nemico, è forza condurre tuttociò che occorre per la sussistenza . j delle truppe. Ma il funzionamento dei servizi amministrativi è reso I assai difficile dalla necessità di dimint1ir~ il carico e il percorso dei mezzi di. trasporto fra i magazz ini e le truppe, dalla pi·ofondità delle colo1_1ne e dalla lontananza dei magazzini, dalla interruzioni a cui spesso è tale servizio sottoposto a cagione delle pessime concliziom -· ,atmosferiche. Se poi si aggiungono i guasti e le distruzioni che dal \difensore si possono fare lungo la strada, guasti che possono pér un 1 tempo relativamente lungo arrestare e ritardare il movimento delle kolonne, sarà forza concludere che il problema fo<ristico non la. ' o
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éede d'importanza e di difficoltà al problema tattico e strategico Come si possono risolvere questi problemi, come superare queste ctifficoltà? Interrnghiamo i fatti: le campagne della Ilivoluzione /clell'Impero possono fornirci su tal materia non poclfrinsegnamenli. ,§ 2. La prepara.:rione.
a) Prima preparazione. Ft1 notato da parecchi come Napoleone nei momenti più solenni della sua vita politico-militare evocasse il ricordo delle grandi individnalitit storiche che lo precedettero: Alessandro, Annibale, Cesare, Carlo Magno inspira.no ciascuno alla sna volla il grande capitano dei tempi moderni. ff ricordo di Ant~ibale però, suscitalo da Napoleone a proposito dell e opern.zioni da esso compiute nel 1796 per . isbocca.re nell.a valle del Po, tende a dar ri::;alto'alle differenze piutLostochè alle analogie fra le manovre strategiche efi'eLluate dai due capitani: solo nel ,1800 è riprodotto integralmente il concetto del grande cartagine~e. Il passaggio del San Bernardo fu dai contemporanei considerato come impresa maravigliosa . Esso apparve come un esemp io de' più splendidi della prevalenza delle l'orze intellettuali e morali sulle forze brute della natura: Napoleone stesso sentiva tutta la grandiosità epica dell'opera da ILri intrapresa. -Mentre più intenso ferveva i( lavoro, la sua anima non era inaccessibile all'entusiasmo·: la natura si anima, le cime dirnpate delle Alpi acquistano moto e senso umano, le montagne sono tnite niaravigliate allo spettacolÒ di tanti armali che calcano le loro ne1'i, 'il San Bernardo che dopo Carlo Magno non ha lJÌÙ 'Visto tanta !Jente, si oppone ·1·iottoso al passaggio delle artiglierie, ma deve alla fine scendere a palli e permettere che i Francesi piombino come folgore in Ittlia ('I). Ma questa poesia che erompe d:ill'animo di Napoleone, e prepo tentemente s'insinua nelle fredde pagine della cori·ispondenza uffici Rie, presuppone un lungo periodo di prosa, durante il quale la immaginativa ha ripiegate le ali, e la l'agione trascorre senza posa dalle elevate com(I) Correspondence de Napoleon, Tom. VI, pag. 294, 296 e SOS.
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SAGGIO S TORICO-CRI TICO
I NTOflNO Al PH I NCIPALI PASSAGG I DELLE AL P I
binazioni stralegiche ai particolari più minuli della loro esecuzione. A ch i per poco torn i col pensiero alla campagnadel 1800, si presenta LosLo l'immagine di Napoleone t.he collo sguardo fiso sii nna -carla geografica, accennando un punto col djto, qui, ·esclama colla sicurezza di un veggente, qni batterò itlelas . Così è: la leggenda coglie appena i punti culminanti dei falti, s' impadronisce di quella parte di essi che rasenla 'in qualche modo I' oltrenalurale, e in questa parte tntlo accentra e tullo rinssun:ie, con questa parte tnLLo intende spiegare. Ma il. concetto fondamental e della ·Campagna del 11800 non erompe improvviso dal cervello di Napoleone: ciò che il rnlgo cred e divinazione del genio, è il fn1 tto di un lungo ed intenso lavoro menta.le, è il l'Ìsultato del calcolo esa.lto e profondo di tutti gl i elementi cli una situaz ione. - Reduce clal!'Egillo, Napoleone ,chi edeva alter::unen te ai governanti che èosa avessero fatlo di quella Francia, che gloriosa e poten Le egli itveva lascia.lo nelle loro mani. E la coscienza nazionale l'ispondeva toslo ,-che le.annate. lasciate ovunque vitl.oriose dal giova ne capitano . eranQ slaLe da lunga seri e di sconfitte coslrelle a riLirarsi sulle cime del1'Appennino ligure-occidentale e dell e Alpi , e su lla sin istra del Reno: all 'offensiva fulminea del 1ì%-97 era subentrata mm difensini slegata, fiacca il più delle volte, nella quale si logoravano senza frul lo le forze ·della repubblica . I pericoli esterni erano po i fa lli più gravi dalle condizioni interne: debole, di:;ordinalo era. lo Stato: la prima·bufera l'avrebbe. su:mmerso se una mano audace e robusla non ne a1Ierrava il timone. La diltatura era la ~oluzione inevitabile della crisi: mercè il colpo di Stai.o dèl '18 brumaio Napoleone ri- · ,compariva sulla scena non più come . attore secondari o, ma come moderatore e vindice della rivo! uzione e come reslilntòre dello Stato:, la Francia aveva riacquistato la.sua spada . L'operosità di Napoleone si espli cava I.osto in tutte le sfere della ·vita sociale: politica, amministrazione, finanze, spirito pubblico ne / sentirono ben presto i potenti influssi . Ma la grande difficollà della ( situazione era· special men te nei rapporti internazionali, nella co11·dizione della Francia cli fronte alle maggiori potenze europee. La Prussia persisteva nella politica di neutralità poc;>benevola, e traevasi a rimorchio la Svezia, la Danim3:rca, la Sassonia; la Spagn(!. in0
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differente, ma poco amica; la Russia pareva inclinasse a staccarsi dalla coalizione, e infatti sul cominciare del 1800 le sue truppe abbandonavano le Alpi e la valle del Danubio per ritirarsi in Polonia. Restavano in campo Inghillerra e Aust ria con la .Baviera e alcuni Stati niinori della Germania: gli eserciti stavansi a fronte su due teatri di guerra, in (;ennania e in Italia: !'A.pennino ligure-occidentale e le Alpi fino al San G·otlardo, quindi llt linea del Reno fino a Magonza segnavano il loro fronte di operazioni. Di contro al m~resciaUo Kray che con 1t>O mila. uomini occupava l'a lt~ e 1ne~1~ Reno fino a Magonza, stava il generale Moreau con 120 rnrla uom1~1 raccolti in <rranclissima parte fra Basilea e Strasburgo, eccetto 11 corpo del g~nerale Moncey forte di circa 8000 nomini . Questo sul San Gottardo e il Sempione collegava l'armata. del Reno colle !ruppe che dislocate nelle valli dell'alto Rodano e dell a Durance, stavano ~ g~ardia dei valichi alpini dal lato d'It~lia, M_el~s ltal i_a disp.oneva cli circa 1120 mila, Austriac i ~ui dovevano unirsi p,n tarch 20 mila Inglesi; ern padrone della valle del Po, e ~tvea di.fro~te appen~ . 38 mila Francesi dei quali 32 mi la cmnpeggtavano ira Genova e 11 col le di Tenlfo, e 6 mila guardavano i passi delle Alpi dal colle di Tenda al Cenisio. . Più per guadagnar tempo~ per amicarsi 1:opi~1ion.e pubb li;a di Francia e d'Europa, che per 1speranza. e des1der10 cl, pace, Napoleone aveva negli ultimi mesi del '1799 annodate trattative di pa~e coli ' Auslri11 e coll'Inghilterra: ma il 5 di gennaio le (lue potenze rt- _ fiutavano apertamente le proposte di Napoleone, e allora questi si die' snbitoad affrettare e compiere gli apparecchi per la imt~inente campagna. Era d'uopo prima d'ogni altra cosa pensare a rafforzare le armate del Reno e d'Italia; ma le forze di cui NapQleone poteva a tal uopo di:;po!·re erano scarse .oltremodo. Esse po tevano esserie così ripartite: in Olanda soLto il comando di Augerau 20,000 uomini ; nei campi slabili ti lungo le coste dell'Oceano, 30,000;. nell'interno della Francia, 30 ,000;. deposi li dell'armata di Egillo 10,000. Non tutte però potèansi quesli truppe adoperare a ra~forzar le armate del Reno e d'Italia: non ·era prudente sguern1r l'Olanda e le coste dell'Oceano minaeciate continnamente dalle flolte inglesi: non si poteva inviare al~e fron tiere le truppe stanziate nel- · 1
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SAGGIO STORICO · CRITICO
l :'<TOL~:'<O Al PHlNCl PALI · PASSAGGI 0 !;: LLE ALPI ECC.
'l'interno fino a che non fosse totalmente domata -la insurrezione. Conveniva pertanto aver ricorso ad altre sorgenti; il contingente della classe dell'anno vm forniva al governo un effettivo di 120 mila uomini; allri 30,000 potevarni raggranellare fra i congedati e i riformati degli anni precedenti, che vennero sottoposti a nuova rasseg~a: a~bondavan? gli elementi per rinsanguare i quadri: ·la s~ag1_one mv_ernale, ~mponendo una sosta. quasi forzata alle operazron1, permetteva d1 condurre a termine gli apparecchi e di cominciare I.a lotta in condizioni per la Francia più favoren>l i. L'opera di preparazione intrapresa· e condolta a termine da Napoleone si può riassumere in due ordini di disposizioni, e sono, disposizioni tendenti a rafforzare le armate del Reno e d'Italia d i5posizlon i. riguardanti ht costituzione di 1ma nuova armata venne denominata di riserva. I rinforzi destinati alle armate del Reno e d'Jtalia non erano tali da alterare sensibifmente il foro rapporto numerico: quella del Reno rimaneva pur sempre la principale, e tutto facea presumere che le operazioni spinte dalle rive del Ileno lungo la valle del Danubio dovessel'o essere le più importanti nella lotta che si com batteva tra Franci?, e Austria. Tale rapporto però poteva essere grandemente turbato do.ll'impiego dell'armata di riser.va, cha poteva a tempo opportuno fondersi od operare di conserva in uno stesso teatro con una delle precedenti. Ma qual era l'intenzione di Napoleone riguardo al modo di adoperare quest'armata? I primi ordini per la sua formazione datano dai 25 gennaio, allorquando in una lettera al generale Berthier, ministro della guerra, partecipava essere suo proposito di organniziare una armata cli riserva di cui il comando sarebbe riserbato al Primo Console. Tale armata deve essere costitui ta di .tre corpi fo rmati ciascuno di due divisioni cli fanter ia, pi-ù una div isione autonoma di cavalleria· ciascun :orpo de.Ila forza di 18 mila uomini, con due reggimenti di cavallerrn., e 18 bocche da fuoco . A costituire Ja nuova armata concorrono i bai taglioni di deposito dell'armatacl'Oriente, alcune mezze brigate staccate dell'armata dell'Ovest e dalle guar·nigioni dell'interno : come siti di radunata sono indicate le_città di Lyon per la destra, di Dijon per il rentro, e di Chalons sur Marrie per la sinistra. È raccomandato al Ministro di tenere estremamente segreta la formazione dell.'al'!nata di riserva,
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anco negl i uffici stessi da lui dipendenti, ai quali non dovrà domandare che i ragguagli assolutamente necessari ('1),. Ma più segreto ancora delb organizzazione è il modo con cui l'a1:mala sarà adoperata: for~e lo stesso Napoleone non sa a quest'epoca se essa diventerà parte dell'armata del Reno o se scenderà in Italia: la scelta dell' uno piuttosto che dell'altro partita dip~nde1'.à, dagli avvenimenti . Le c1isposizioni intanto che di mano in mano sono emanate devono provvedere alla duplice even~u~lità:Ì la co~t.ituzione de!l'armata di riserva è oggetto d1 cure s·pec1al1 clal}'arLe d1 Napoleone, il quale per la prima volta dà prova del suo genio organizzatore-; tutto ei prevede; a tutt.o provvede; il capo dello Sta.Lo si trasfonrnt in Ministro della guerra, il Ministro della guerra diventa un segretario generale: le persone che presiedono allaorgannizzazione delle forze, ne avranno aftresì il cométndo in guerra; preparazione ed esecuzione si èompenetrano nelle stesse persone. . Le disposizioni che precedono.la traversata delle Alpi posson ripartirsi in due specie, secondo che si riferiscono alfa preparazione ·Jontçina o alla preparazione vicina . Le prime hanno per iscopo di orga,nizzare la base d'operazioni, raccogliere uomin i, cavalli , materiali, viveri, · munizioni in luoghi tali che riesca agevole, giusta quanto consiglieranno gli avvenimenti, acconere a sostegno dell'armata del Reno, o.vvero scendere, a traverso le Alpi, in Italia. Quelle della seconda specie sono emanate non appena è risoluto il passaggio delle Alpi e là discesa in Italia, e tenàono ad avviare le forze e le risorse. acctimulate nella base cl' operazione ver.so · i punti scelti per il passaggio. Le dispos izioni concernenti la preparazione lontana si-riferiscono ai seguenti obbielli principali: 1° Operazioni necessarie per mettere in istato di difesa alcune_ piazze della frontiera. dell'est, Ginevra, Uninga, Belfort, Besançon, J Auxonne, Forl de l'Ècluse, Montmelian, Joux, Blarnont, Laudskroon, Sai in. Sul principio tl'aprile devono esser compiuti i ln,vòri, cli guisa che le piazze siano capaci della massima possibile dife$a (2). ·2° Ricognizione della zona di frontiera compresa fra Briançon (l) co,.respondance de Napoleo n,, tom. VI, pag. 107. (2) lb., pag. 108: a rrét& 5 pluviose .
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~ Neuf-Brisach:
SAGGIO STOR ICO-CRITICO
è affidata a tre commissio'nif composte ciascuna di
un ingegnere, di un diseg1rntore-geografo, d'un ufficiale del genio, d'un altro di artiglieria e d'un ufficiale generale, o aiutante generale. Le commiss ioni devono segnare tre linee: la prima sarà quella che converrebbe occupare quando il nemico fosse p,\<lrone della Svizzera; la seconda a dieci o quindici leghe dalla prima; la terza a due marce dalla seconda. Devono indicarsi tulle le posizioni mil itari di cui si giudichi conveniente l'océupazione, le piccole città, i borghi, i caseggiati, i castell i atti a metter gli abitanti a riparo dall e incursioni della cavalleria nemica, o a servire quali pun'ti d'appoo·aio t>V agli avamposti, come pure i lavori che O'.)correrebbero per afforzare questa Joca! ità. La ricognizione dovrà essere compiuta per la fine di marzo (il). Al generale Marescot, nominato comandante del genio nell'ar~ mala di riserva, sono chiesti ragguagli intorno ad alcuni punti della frontiera Svizzera, e segnatamente sulle condi.zioni del forte del!' .Ècluse (2). Finalmente, desiderando il Primo Console d'aver a fianco persona che conosca la natura del paese, invia uno de' suoi aiutanti '· di campo, il generale Duroc, a visitare tutte le posizioni della frontiera che nella precedente campRgna erano state attaccate o difese ; , chiede da ultimo al generale l\foreau qual i siano i suoi concetti intorno all'indirizzo da do.rsi alle operazioni nell'imminente ca;.npagna (3). 3° Sussistenze. Manca la data dei primi ordini impartiti per il vettovagJiamento dell'armata di riserva. È certo però che nella seconda metà di febbroio procedevasi nelle città lungo il Rodano alla fabbri cazione di gran quantità di biscotto. Napoleone calcola quanto ne occorra per effettuare la traversata delle Alpi con 50,000 uomini, e quali mezzi abbisognino per trasportarlo al seguito delI l'armata; conclude che la quanti fa di razioni occorrente è rappre- · sentata dal prodotto della forza effettiva dell'armata moltiplicata per· il numero di giornate che essa impiega per raggiungere lo sbocco in pianura, aumentato, il prodotto, di due terzi, che $ervirebbero (I) Correspondance de ,Vap:, pag , 109: arrétè 5 pluviose. pag. 109. (8) lb., pag. 100. {~J !b.,
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INTORNO Al PRINCIPALI PASSAGGI DELLE ALPI ECC .
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per il caso di ritirala o di ostacoli imprevisti che arrestassero la marcia delle colonne.· Qnanto al numero di bestie ·da soma, è d'avviso che potendo ciascuna portare 200 razioni, faccia d'uopo di un minimo di 3000 muli pel solo servizio dei viveri da Zurigo a Bergamo nella ipotesi si volesse passm: le-Alpi attraverso lo Spluga (if) . Ginevra è intanto indicata come grande piazza di deposito: ivi devono nel mese di marzo raccogliersi '1,500,000 razioni di biscotto, 1100,000 pinte d'acquavite, e 100,000 misure (boissea.ux) di avena . Un parco di 1000 buoi deve essere formato a Bourg (Dipartimento dell'A.in) per il 22 marzo (2). 4° Vestim·io. - Si procede alla confezione di vestiario e oggetti di equipaggiamento a, Parigi; a Lyon e in altre citÌi.l: a Dijon deve essere costi tuito un deposito di 100,0.0 0 paia di scarpe, 40 Ìni.la cappotti, ed altri oggetti di vestiario ed arredo (3). 5° h·inamento e mwnizionamento. - Si raccolgono segretamente 60 bocche da fuoco da campagna nelle piazze di Auxonne .e · Briançon (4) . Sono formati depositi cli munizioni a Lucerna, Ginevra, Briançon e For.t Barraux. A Ginevni devono per il 20 marzo trovarsi 2 milioni cli cartucce, e 3 mila cartocci pei vari tiri : nella.stessa città deve pure costituirsi per la stessa epoca un comando d'artiglieria, un laboratorio pirotecnico, officine magazzini dell'arma. Finalmente è ordinato cli costruire aJiusti-slitte pel trasporto delle artiglierie attraverso le Alpi, e di riunirli tosto a Grenohle (5). 6° Rùno1ita. - Oltre le requisizioni del 30° cavallo nei dipartim~nti del mezzodì, e del 40° in tutti i diparti1nenti 'della F1:ancia, ordinate nel mese di gennaio, viene il ,1° marzo ordinalo nel Delfinato e nelle altre regioni montane della Francia l'acquisto cli 1000 muli con basto, e il noleggio o la requisizione di altri 11000 pure e.on basto negli altri dipartimenti . Le operar,ioni relative alla rimonta devono essere compiute il 20 rnario (6) . 1
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{I) Correspondance de IYaJ)., pag. 187: Note sui· ì'apprOYisiqnnemcnt de Ja Réserve._ (2) !b., pag. 146. (8) lb . pag. 166. (4) Marmont- ,1Umoires, tom. Il, pag. 1121 Giova qui ricQrdare che Marmont ebbe il comando dell'artiglieria dell'armata di riserva. (5) Cor,·esponda11çe de Nap., tom . VI, pag. 155. .(6) . lb. pag. 166. A NNO XXV, VOL . I.
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Tali sono le disposizioni p1;incipali date da Napoleone fino al cominciare di marzo. Postosi da pochi mesi a capo del aoverno della Francia, egli di . già conosce fin ne' più piccoTi in Oara~aavi tutto il . . . 00 congegno ammm1strattvo-m1Iitai'e: nessun ostacolo Io arresta; mentre apporta i rimedi più urgenti alla triste condizione interna trova i fondi per ingrossare e far vivere le annate del Reno ~ d'Italia, creare di pianta l'armata di riserva. · Ma l'inverno che aveva costretto Francesi ed Austriaci a starsi inoperosi sul Reno e in Italia, s'avvicinava al suo termine; era d'uopo pertanto che Napoleone determinasse non solo, ma . comunicasse ai comandanti delle armate i propri concetti intorno all'indirizzo da darsi alle pros~ime operazioni. Quale doveva essere il còmpito generale e spe?1ale delle tre armate? A lVlassena aveva fjn dai primi di febbraio raccomandalo di'mantenersi in possesso di.Genova e della rivieni di ponente:: sul principio di marzo gli annunciava la formazi9ne dell'armata di riserva, e gli suggeriv~ i modi con cui aveva a regolarsi durante i me~i di marzo e di aprile; ma quanto al piano generale di operazioni ~i contentava di avvisarlo che gli sa1~ebber stato ?o~uni_cato fra otto o dieci giorni ( 1). Passavano intanto parecchi g1orn1 e Napoleone non comtmicava ancora a Massena Il pia.n~ promesso; solainente gli scriveva il 12 marzo che i preparat1v1 procedevano con grande alacrità, che le operazioni non tarderebb.ero a incominciare sul Reno, e.che i colpi che darà. Moreau · da 11uel lato. sara~no tali da attirare l'attenzione di Melas (2). A Moreau ordmava Il 1° marzo di concentra1:e l'armata fra Basilea e C~stanza; di ~itta~·e ~n ponte sull'Aaar in mo.do da render più _spedtte le comumcaz,om fra le due città., e di apparecchiare il materiale occorrente per gi~tare altri ponti fra Costanza e Sciaffusa. Il 12 dello stespo mese, dopo avergli annunciato quasi con aria di tl'ionfo la rapida costituzione· dell'armata di riserva e la marcia d~He p~·ime tre divisioni ver·so la Svizzera, gli esponeva la situazI_one d1 Massena come estremamente grave, ma si affrettava a soggiungere che non sarebbe certamente stata la perdita di Genova il fatto che avrebbe costretta la Francia a far pace: intanto chi.edeva 1
(I) Correspondcince de Nap., pag. l &i. (2) lb . pag. 180. (3/ lb. pag. 156.
INTORNO ~I PR INCIPALI PASSAGGI DELLE ALPI ECC .
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.gli si mandasse il generale Des'olle capo di sta'.to maggiora dell'armata del Reno per uno scambio d'idee intorno al piano d'opera:zioni ( 1). Giungeva D~solle il giorno ·13 a Parigi, e tosto' conferiva col Primo Console: ma il piano d'opèrazioni non era ancora determinato; il giorno '15 Napoleone dava facoltà a Moreau di ritardare, attesa la cattiva stagione, il movimento cli concentramento dell'armata, e gli raccomandava di riattare alcune strade, raccoglier vivel'i a Lucerna, mettere in assetto la flottiglia del lago di Costanza (2). Solo il 22 marzo il piano d'operazioni compilato dopo gli abboc-camenti col generale Desolle è da Napoleone comunicato a Moreau. Eccone le disposizioni principali: 1° È d'uopo iniziare le operazioni dal ·1 ° al 10 aprile al più · tardi; 2° L'armata del Reno sarà. divisa in corpo d'arniata e corpo di 1·iserva (3) ; · ' · · 3° Dal 1° al 1O aprile il generale Moreau passerà-il Reno col . ,corpo d'armala, e profitlerà dei vantaggi che gli offre la occupa:zione della Svizzera, per aggirare la Foresta Nera e mandar a vuoto gli · apparecchi che potrebbe aver fatto il nemico per contenderne le oaole·' · · · 4° Il corpo di riserva avrà per mandato ·speciale cli guardare la Svizzera. Occuperà con una avanguardia-forte di 5 a 6,000 noil San Gottardo, e durante il movimento si studierà di coilrire la Sviizera dagli atlacch i che il nemico potrebbe tentare per Feldkirch , il San Gottardo e il Sempione; · . · 5° Scopo delle mosse che farà il corpo d'armata in Germania ·si è di respingere il nemico in .Baviera in modo da tagliargli la comunicazione diretta con Mii.ano per il lago di Costanza e i Grigioni; 6° Appena conseguito questo scopo, e· quando possa tenersi come certo che in qualunque caso la grande armata nemica, anco 1
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pag.. 179. (2) lb . pag. 1S9. . . (3) Giusta una nota compilata da l'<apoleone lo stesso giorno, l'armata del· Reno do..,,=va c~n~tare di quattro grandi corpi: il primo (3 clivisio111), il secondo (4 divis'oni), e il ·3 (3 d1v1s1oni) costituivano il corpo d'armata: il quarto corpo (4 divisioni) assumeva la d~nominazione di corpo di riserva. - I.e div ision i non avevano tutte Ja .stessa forza: ·<lrvrdevansi in piccole e grosse: le primo fo.rli di 5,000 uomini e sci cannoni, le ultime -dt 10,000 uomini e 12 cannoni. - La cavalleria formala in divisioni di 2 a 3,000 c avalli. (l) Correspondance de Nap.,
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nella ipotesi che costringa Moreau a ·ripiegare, non possa riguada:... gnare lo spazio perduto se non nel termine di dieci o dodici giorni, , è intenzione dei consoli di lasciare a guardia della Svizzera le u,ltime ~ divisioni defl'armata di riserva, composte di truppe meno agguerI rite di queile del <:orpo di riserva, distaccare esso corpo con la parte migliore dell'ar;mata di riserva, per fai-li scendere 'in ltalia attraverso il San Gottardo e il Senipione ed effettuare la lorounione coll'armala d'Italia nelle pianure di Lombardia (,1 ). Non prima del H apri le il piano di operazioni è. comunicato al comandante dell'armala di riserva. Nei trasmettere a Bertq ier la nota e la. lellera indirizzate a ,foreau un da l 22 marzo, il Primo . Console aggiungeva. quanto segue: cc S'avvicina il momento in cui « le colonne dell'armata del Reno inizieranno il movimento ; all'ar« mata di riserva, sotto i vostri ordini, frapposta tra l'annata del cc Reno e quella d'Italia, spetta il mandato di stabi lire fra le mede« sime il ne~es~ario a:'co1:do nelle oper~zioni, e fo rmare il C\Utro « della grande linea d1 cui la destra. è a Genova e la sinistra al Da« nubio . . ...... ·. Voi dovete compiere una triplic~ missione: 1< ·1° appoggiare le mosse che l'armat,i del Reno farà nella Svevia. « per inizinre .la campagna, e soccorrerla ove sia d'uopo: 2° pene~· « trare jn ltalia colla maggior parte dell'armata di riserva e la e.o« !orma del generale Lecourbe (corpo di riserva) che passerà sotto « i vostri ordini : 3° !.asciare, in occasione' del vostro passa(Y(rio pel 00 (< San Berna.rdo e pel Sempione, uu corpo di truppe nella Svizzera, 1 « sufficiente a coprirla da ogni invasione dal lato di llheineck e di Feldkirch. Tale corpo dovrà, non appena siate passato in Italia, , cc rimanere addell.o all'arm.ata del Reno (2) ». Gli stessi concetti sono forse pii1 largamente sviluppati nelle se-guenti istrnzioni mandate lo stesso giorno al generale Ma~sena: « Le operaz ionL dell'armala. del Reno comandata da.I generale Mo<< reau, e dell'arm.ata di riserva sotto gli ordini del generale Berthier « devono _con-isponc!er.,i e procedere di conserva e . in pieno ac« cordo. L'arm~la del Reno .entrerà. in campo la prima, fra il ·1° e
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(li Cor1·espa11da,,cc dc Nap., pag. 203. - Nel testo della JoLtern è detto e1·1·oneamente · ctie il co,·po di riserva e l'armata <li riserva devono entrare in Sviuera pel san Gottardo, e il Sem7,io11e.
f2) lb. pag. 21:J.
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-:« il 1O apriie, divisR in due corpi: . il prirrio, di circa 100,000 uo- · « mini sotto gli ordini del generale Moreau, passerà il Re110, s'avan-« zerà nella Baviera fino a che possa dal la.sua posizione tagliare le « cornunica1. ioni della Germania con Mi lano per la sl.rnda cli Feldcc kirch, Coira, e i baliaggi italiani della. Svizzera. . « L'altro corpo dell'armata del Reno, formante la sua ala de« stra, sarà di circa 25,000 uomini se>tlo gli ordini immediati cc. del generale Lecourbe. Esso ha per mandato di occupare prima ·<< la Sv.izzera. per garantire il fianco destro del corpo che· deve ,(( ent.rare in Isvevia., facili tare questa invasione e trattenere il « nemico fuori della. Svizzera impedendogli di penetrare per Rhei<< nèck, Feldkirch, il San Goti.ardo e il Sempione. Consegu ito questo << primo inl.eolu, e dopc,chè il genera.le Morean si sarit inoll.rato a << dodici o qui ndici marce dal Reno, il generale Lecourbe passerà (( col .proprio corpo $Ol.to gli ordini del generale Berthier, attravercc serà il San Gottardo e passerà.in Italia. ContempOÌ'aneamente una ·<< parte dell'armata di riserva. entrerà nel Vallese, e pei1etrei:à an·<< ch'essa in Ital ia, sia pel San Gottardo, sia pel Sempione, mentre cc il rimar,tente di essa annata. prenderà in !svizzera il posto lasciato « dal corpo del generale Lecourbe. cc f: a quest'epoca precisa in cu i le truppe wndotte da.l geneeale {( Berthier entreranno in Italia, che voi do vele o cittadino rrenerale ' V ' ,« combinare i vostri co'suoi movimenÌi, all o scopo di altirare su voi _ « l'attenzione del nemico, obbligarlo a divider le sue forze ed (( fe t.tuare il vostro congiungimento coi corp i che saranno penetrati « in Italia. Fino a quest'epoca voi starete sulht difensiva .. Le mcm-cc tagne che vi coprono, rendendo inoperose la cav[llleria e l'arti<< glieria del nemico , vi assicurano la superioritil in questo sistema << cli guel'!'a, vi danno cioè la certezza di mantenervi nelle vostre ,<< postzioni , ciò che fino a quell'epoca dev' essere il vero e solo vo« slro obbiettivo. « L'offensiva da voi tentata prima di tale epoca safobbe pericQ-<< Iosa, po ichè appena sboccato nella pianura vi 1.roverest.e di fronte '-< I~ forze di cui la natura delle regioni montane non permette l'irn(< piego. Nè si potrebbe inviarvi dirt)ttamente soccorsi t,di d,t darvi · « una decislt superiorità. Questi socccfrs i vi o(fi un()'eranno dalla SvizO ·« zera e .caclranno a tergo del nemico. Effettuato il congiungimento
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INTORNO .A l PHINC IPALI PASSAGGI DELLE ALPI ECC.
« e conseguita la superiorità, allora sarà ripresa I' o[ensiva, le piazze·
sistenza e dettare la pace sulle rive dell'Inn ('I). Le disposizioni riguardanti il primo periodo della preparazione non escludevano questo piano él' operazioni; perchè dunque venne abbandonato? J omini non accelta come causa di tale risoluzione il peggioramento avvenuto nelle condizioni dell'armata d'Italia; ed.a ragione, perchè il passaggio in Italia dell'armata: di riserva era già stabili Lo rin dal .2.2 marzo (2), quando non era neanco iniziato da parte degli Austriaci il moviménto offensivo contro Massena, le cui prime notizie, · come si vedrà nel seguito, non pervennero a Napoleone se non il 24 aprile . •Tomini attribuisee la risoluzioue del Primo Console ariguardi di ·deferenza che egli credè necéssario usare verso i\'foreau. · InfaLLi l'un ione dell'armata di riserva con quella del Reno non poteva effettuarsi che alla condiz.ionè di porle amendue sotto il comando supremo di Napoleone o di Moreau . Ma Napoleone, non voleva nè poteva rim::i.11ersi ·senza comando d'armata: Moreau non voleva scendere a una posizione di comandante in sottordine! Aveva dalla sua l'op inione pubblica che riconosceva in lui u11e1 de'più abili e fedeli servitori della'. repubblica, e in omaggio appunto a questa. opinione il Primo Console s'appigliò a un partito medio, lasciò a Moreau il comando dell'armata •del Reno, indicandogli soltanto _il mandato che gli spettava nella imminente campagna, e seehò per sè la direzione suprema delle operazioni dell'armata di riserva. L'asserzione cli Jomini, sia per l'autorevolezza .dello scrittore., sia pei rapporti ch'egli ebbe e con Napo leone e con Moreau, è certa-mente di grnn peso: ma a. noi ripugna .credere che .in una determinazione di tanta gravità .Napoleone si lasciasse guidare unicaménte da consigerazioni personali, o dall a corrente della opinione pubblica. La Corrispondenza non ci fornisce intorno ,L ciò alcun ragguaglio; è forza quindi abbandonarsi a congellure. È prima d'ogni ·cosa a notarsi il diverso grado di sviluppo a cui erano giunti gli apparecchi nell'armata del Reno e in quella di riserva: l'una costituita da lunga pezza non avea d'uopo che di qualche rinforzo d'uomini e dimaleriale, e poteva esser pronta a foizi;J.re le operazioni fin dalla prima metà d'aprile: l'organizzazione dell'altra., non ostante
del Piemonte saranno prese d'assalto o bloccate, e l'eserc.ito ft:an<( cese uscirà rnercè il proprio coraggio dalla clesolante strettezza che « noi lamentiamo senza potervi efficacemente riparare .. .... (il) >>. )!Il concetto fondamentale della campagna, quale emerge dai do, cumenti sovra riportati, può riassumersi nei seguenti term'ini: obbiettivo primo dellè operazioni è la riconquista dell'Italia : il con-· seguimento di ta:le obhieltivo è afficla°to specialmente all'armata di riserva: le armate del B.èno e d'Italia non hanno altro mandato che quello di ai,llare indirettamente e faciliLal'e l'esecuzione del còmpito affidato all'armata di riserva, la quale sebbene inferiore di nurriero aJJ'armala del Reno, diveni.a armata principale. Ma quali ragiòni indussero Napoleone ad adottare questo piano d'operazioni'? Sfuggì forse· alla sua mente l'importanza comparativa dei teatri d'operazione delle valli del Danubio e del Po in una. guerra co li' Austria? Fin dalla campagna del ,1796-97 egli considerò la marcia sulla capitale come il mezzo più di.retto per costringer l'Austria alla pace : fin d'allora egli determinò· nettamente il sistema delle operazioni e coin):Jinate fra le due valli, e dell:1 marcia convergente delle armate su Vienna . Ma, in quell'epoca Napoleone non comandava che l'ar-'° muta d'Italia, e l'indirizzo generale delle operazioni spettava di pien diriLLo. al Direttorio: egli poteva dar suggerimenti e non or- · ·· . clini: poteva fino a un certo punto regolare le operazioni :i sua , . posta; ma sempre entro i limiti del proprio teatro di operazioni. Ora la siLuazione è cambiata:. egliè di diritto .è di fatto arbitro su})remò delle sorti della. Francia : con1e mai non gli si a[accia alla menLe il pensiero che le operazioni direfre contro Vienna lungo 1kt valle del Danubio hanno un'azione necessaria, irresistibile su quelle che si svolgono nella valle del Po, e che l'Ital ia meglio si può libei·are procedendo con massa preponderante lungo il Danubio, che non scendendo dalle Alpi, attraversando la valle del Po, e ripassando un'altra volta le Alpi? Ciò che Napoleone fece nel 4805 e nel ·1809 p1iteva farlo altresì nel '1800; portando J'armat1i di riserva a rincalzo di quélla del Reno, poteva operare con una massa, _di .200,000 uomini contro i ,f.20,000 di Kray, domare qualunque re-· <<
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(1 Correspo11da11ce de Nap , pag. 214.
llistoire des g11er-res de la Rivolution. - Tom. IV, pag. !50. Correspondance de !,'apoléon. - Tom. VI, pag. 201·204.
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le cure assidue del P_rimo Console, era ben lungi, come dimostrò poi il fatto, dal suo compimento . Dato qltesto stato di cose si presentava naturalmente la quesLi0ne, se non fosse conveniente approfittare deH'armata del lleno già p,·on ta, afferrare almeno in Germania l'iniziativa delle operazioni, ottenere un primo successo, respingere Kray sul Lech, e intanto compiere l'organizzazione dell'armala di riserva, e scender poi con q(testa in Italia. Ma con ciò violavasi forse il principio'della azione a mass·a sul punto decisivo~ Non ere~ diamo: il punto decisivo non è assoluto, immutabile: l' Austri,t considerava come obbiettivo della su,t azione mili tare il riacquisto dell'I talia., e b1 Italia aveva la parte niaggiore delle sue forze: ponendo tanta parte dell'esercito austriaco fuori questione non si veni va con ciò a costri_nger l'Austria alla pace 1 Quella pace che marciando lungo il Danubio non si può ottenere se non dopo che l'armala cli riserva sia organizzata, e sia.si insieme con quella del Reno avvicinata a Vienna, si può ottenere con una repentina discesa in Italia; veniasi per l:p.l modo a r isparmiare alla Fi·aucia l'onta di una capitolazione, si liberava dalle angustie un'armata valorosa; finalmen te' la manovra a te1:go di iWelas era. di sicura riuscita, e tale da generare UM vera catastrofe per la strn armita. Aggiungasi poi che 1'Ilal ia1 era stati il tea[.ro delle prime gesta di Napoleone, che ivi ebbe principio la sua glol'ia. e la sua fortnna., che in Italia v'era.no terre da unire alla Francia, terre da barattare con l'Austria, il possesso delle 1 '/. quali costit11iva di già 1111 vantaggio nelle trattative diplomatiche. 1 b) Ultima preparazi9ne. ) Stabilito il concetto generale delle operazioni comunicatolo a.i comandanti delle arma te, Napoleone si di~ tuuo ad affretLal'e il' compimento della organizzazione dell'ai·mata di riserva, della. quale il generaleBerthier aveva assunto il comando fìn dal principio d'.apr ile. Venia designata una parte dei reggimenti di fanteria e di cavallet'ia che doveano far par te di ta.learmal.a, ordinato l' invio di aJfusti-slitte da. Parigi a Ginevra, il generalé Brune nominato comandan[.e delle lrt1ppe destinate a rimanersi nella Svizzera dopo il passaggio dell'armata di riserva in Italia. Le cose parea n procedere a seconda dei desideri di Napoleone : pieno di fiducia, dopo gli accordi intervenuti fra Moreau e Berthier, egli non ravvisava più come assolutamente necessario, almeno nelle proporzioni da lui chiest.e, il con-
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corso dell'armata del Reno alle operazioni in Italia. « Stando a ciò (< che mi si scrive dai dipartimenti, credo che verso la metà di florea le « (40 maggio) le quattordici vostre mezze brigate saranno ahumero « e in pieno assetto : anete così 40000 uomini , e se è vero che ab« biate con vo i 5000 Haiia.ni, 8000 dei depositi dell'armata d'Oriente, << 5000 di cavalleria, 2000 d'artiglierfa, avreste con ciò una forza di « 60000 uomini : chi ,,'impedirebbe allQrn, quando il generale Mo« reau ilon potesse darvi grandi soccorsi, di operare indipendente« mente? Il generaleTurreau ehe è Briançon potrebbe a.nch'egli sboe,« care con 3 o 4000 uomini . In ogni caso tenete riunita la vostra. ar« mata e non presta[.e orecchi o a domande di lrnppe che Y.i veniss·ero << fa tte dai comanda.nti di Lione e d'altre ciUit >> . L'ind ipendenza delle operazioni non poteva però esse,:e as:;oluta : pol.easi rinunciare al concorso diretto dell'armata del Reno, ma essa, sp ingendosi fino al Leeh e ricacciando l'armata cli Kray sotto il cannone di Ulma, doveva coprire il tergo e il lì anco sin is[.ro dell'armata di riserva. Il momeni.·o di. incominciare le operazion i pareva fin almente giunto. «)a. stagione è bella, scriveva il Primo Console aMorean il 22apri le, le vostre truppe numerose, abilmente dirette: mandatei:i presi.o bandiere e p~·igion ieri in buon numero : non sospendiamo più i nostri colpi nn·o a ehe non abbiamo conseguito risu ltamen [.i ta li da: riparare alle nostre perdi le» C,1). Avvenimen ti sornmamente ' impo rt.a.nti si svo lge,,ano intanto in Italia; se non eran tali da scuo tere la fiducja del Primo Console, ètovevano certo modificar.e almeno in quaiche pari.e il piano d'operazioni già stabilito. Massena aveva riparti to le proprie truppe su una lunga linea che da Genova pei monti della Liguri,, oecidental<~ si stendeva quasi fino al colle di Tenda. Proponevasi in tal guisa di coprire Genova e .lencrsi collegato colla propria base d'operazione; il che poteva ottenersi finchè gli a,·versari perduravano nella inazione, ma di ventava estremamente precario e pcl'icoloso toslochè Melas, approfittando dellr, notevole snperiori lit cli l'o rze, si risolvesse a punlarè contro una parle della lunga e sottile lin ea francese. E tale tentativo doveva. farsi fin dal principio di 1narzo : ma a ca.gione della neve caduta in gran copia, e della necessilà di aspettare gros:;;i con(l) Correspon<lance de l{ap ., pag. 227.
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vogli di viv<1ri che dovevan giungere da Livorno, le operazioni fu~ rono rimandate ad epoca posteriqre· ("). - - Cominciarono infatti il 5 aprile, e atlravernu·ono nel loro svolgimento i due periodi seguenti; 11°) dal giorn~ 5 al giorno 8 aprile: offensiva degli Austriaci: sforzo principale direlLo contro :il centro della linea francese (posizione di Cadibona-ìVJontenotte-Savona.): la separazione dell'armata cli Massena· è pronunciata. 2"1) dal giorno 11O~ti 22 aprile; controffensiva dei Francesi tendente a ristab ilire il collegamento rra, le due parli dell'armata: cornbitUimept.i di ~'(onte Errnetta ('1Qaprile), di Monte S. Giovanni e Monte Faiola ("2 id.) di Santa Criuslina ( I 'r-), di Mogli a, MontenotLe, Ponte Invrea ( 15, ,16), di Voltri (,18), di Monte Alto (20): la separazione è compiuta; l\fas:;ena ripiega s11 lla Polceverà, Suchet sulla:linea Borghetto-Rocca Barbena, ove ginnge il 27 aprile. Le prime notizie degli a·vvenimen!.i d'Italia non pervennero a Napoleone se non il .23 aprile, cioèdiciasette giorni dopo che Melas aveva preso l'offensiva. Erano tali notizie incompiute, e noB utriciali; bastarono però al Primo Console per. giudicare la situazione con un criterio esano e sicuro . « ·L'armata d'Italia (scriveva il .24 apri!e a Carnot), è alle prese cogli Austriaci: le ani da o no la 1 vittoria, è necessario che l'armata di riserva non perda un'ora. Se· saremo vincito ri, l'armata ausl.riaca notevolmente indebolita non sarà in grado di resistere al l'armata di riserva. Se l'armata d'Italia sar~ vinta e obl.Jli g,tta a oc~upare ~a .l inea di_B?rfietto o altra linea, sara pur sempre nece:;sario che I armata d1 nserva assalga il Piemonte o il Milanese collo scopo di cosl.ringer( mediante una.diversione, l'armata austriaca ad accorrere a difesa della Lombardia e de' suoi magazzini ...... . . Qualunque sia l'esito . degli avvenimenti d' [talia, l'armata Austriaca che si è gettata, a capo fitto su Genova e· Savona, è talmente lontana dai passi alp ini e in tali cQndizioni di sfacelo, che le rinsciràassolutarnente impossibi le di tener Lesta ai 40000 uomini che,può raccogliere B~rLhier >> (2). ·
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(i) Se le operazion\ fossero slate iniziate Melas al prir,cìpio di marzo, poteva accadere che l'annata d"llalia, non ancora riavutasi dallo sfacelo dei mesi prcceJ enti, non presentasse la resistenza che oppose più tardi ill aprilo. Mela's poteva facilmente metter fuori questione l'armata di Massena, e accorrer quindi a fron teggiare l'armata di t'is orva prima elle questa avesse in iziato il movimento di passaggio delle Alpi. Le conseguenze di queslo fatto possono facilmente prevedersi: ciò valga a dimostrare quanto razionate· rosse la scelta falla da Napoleone della zona di ra,Junata dell'armata di risel'l'a. (2)_ Correspondance de l(ap , pag. ~2S.
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In base a tale situazione il }>rimo Console · impartisce i seguenti ordini: Al generale Bert.hifr portare rapidamente l'armata di riserva _a Ginevra: trasportare attraverso al_lago a Villeneuve tull.e le prov1gioni raccolte a Ginevra: recarsi il più presto po:;sibilc co ll'annaLà di riserva in Piemonte e in Lombardia passando pel Gran San Bernardo o pel Sempione: . · al genera.le Moreau: aLtaccare senza ritardo: i suoi indugi compr·omettono e-ssenzialrnente la sicurezm della Repuhhlic~ : · al generale Sain t Hilaire comandante 1'8" di visione: rp.ccogliere· tutte le truppe dislocate nella sua giur isdizione e rafforzare con esse l'armata d'Italia: approvigionare la piazza cl'Antibo: a.I comandante in Nizza: approvigionare Monaco e il castello . cli Nizza: pet; mezzo di frequeùLi corrieri. tenere il governo cenLrnle informato degli avvenimenti d'Italia. A Massena poi ven ia dato contemporaneamente l'annunzio che le · armate di riserva e del Reno si mettevano in marcia: gli si raccomandava inoltre di spedire rapporti uilìciali ('l,). Da. questo momenlo la invasione d'ltalia entrava in un nuovo periodo che può denominarsi della preparazione iiltima. Napoleone ìmpartiva da Parigi le ultime disposizioni pel movimento del p_erso nale e del materiale verso il luogo di ra.clunaLa; Bertbier era già a ~ Ginevrn a.d organizzare, a dirigere, a predisporre; i rapporti fra Napoleone e Berthiei' erano conLinui e immediati; il Ministro della gL1e1Ta si ecclissarn; il 0apo deilo Stato era diventa.to di fatto il coman. dante supremo dell'afonta di risuva., e in qne$ta sua qualità non disdegnava. cl.i scendere a' particolari più minuti della, organizzar,ione'e del serv izio . « Voi vedete, scriveva a Berthier, ch' io mi oc« cupo Msai de' v6stri particolari, ma cosi ro perchè_dalle opera- · « zioni vostre (dal passaggio delle Alpi) dipende l'esito della cam11. pagna 11. Le disposiz,ioni date da Napoleone nel secondo periodo del la pre- { / parazione hanno il_ triplice scopo di accelerare la raclunata (lell'ar~ata. di riser:a s~lla ri v~ nOl'd~o_ccidenlal~ del la~o.di Ginev,n:, c~n~- / p1ere l' orgar11zzaz1one dei serv1z1 da essad1pende11t1, e appai ecchia1 e 1 (l) Corresponàcrnce cle Nap ., pag. 229.
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SAGGIO STORICO·C:R.JT!CO
quanto facea mestieri per effettuare la traversata delle Alpi . Tali di°sposizioni possono riassumersi nel seguente modo . 1°) Movi1uenti cli truppe di materiale - Uomini, cavall i, materiali devono marciare Sll GineHa coll ri. massima rapidità: i regginenti non fanno soggiorni, e, semprechè sia posssibile, fanno doppia marcia : in questo caso hanno doppia paga e doppia razione (11). GJi aiutan.li di campo Lauriston e Lernarrois, i consiglieri di Staio :J>eLi et e .Meri in sono inv inti nei dipai'timenti per sorvegliare, dirigere, facilitare, stimolare il movimento d'uomini, cavalli e mate,.r iali (2) . .Per trasportare materiale d'arti glieria, i mastri di posta fra Dò le e Ginevra devolio Corni re ciascuno 30 cavali i per sei giorni; 4-0 cavali i devono ugualmente per sei giorni forni re i mastri di posta. fra Grenoble e Ginevra : altri ,J 000 muli bardri.ti sono requisiLi nel Val..lese e nel Delfinato: tntli i quadrnpedi pei parch i, pei bagagl i, pei sèn izi amministrativi devono essere riuniti '.a Crinevra: tutto è in movimento fin dal 25 aprile per raggiungere l'imnata di riserva {;l). Ordini del ,1° maggio prescr ivono :1lle divisioni le seguenti mosse: la divisione Loison si diriga per la ·si.rada più breve su Ginena e .Losanna; la divisione Watrin marci da Ginevra su Vil leneuve e .Sain t-Maurice, quella di Bo1:1clet da l~inevra e Nyon su Villeueuve., La legione italia.na dee recarsi da Bourg su Ginevra, la. dil'isione .Chabran al Piccolo San Bernardo, ove a marce forz.ate sarit ragginnta .dall'artiglieria, e dai battaglion i di deposito dell'arma.La cl ' Oriente : la guardia conso la.re.si diriga. su Ginevra (4.) . . 2° Sussistenze.' - Si rinnovano gli ordini ai fornitori affìnchè ;consegnino il più presto possibile i generi commessi (i:>): i viveri 1 preparati o raccolti a Lione, nell e alt.re ciUà lungo il Rodano, a Gn'j .nob le, a .Chambéry sono trasportati ,:t Ginevra: l'aiutante 'di campo Lauriston è inviato a Lione, per sorvegliare e accelerare ii trasporlo (6). La ci ttà di Ginevra. adempie all:uffi cio di deposito prin.,. \ cipale delle sussistenze: cl.a Ginevra nll'Ospizìo del (han San Ber.nardo devono essere scaglionati i magazzini secondari: pel giorno
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(J) Currespo11dançe de Nap ., p;,g 23·t , 236. 21S. (~) Jb . 253 e 259. (SJ Jh. pag. 3g3, • (!) Jb. pag. 245. .(::i) lb. pag. 232. (6) !b. P" g. 239, 941.
~cc.
IN TO RNO Al PRl :-i CI P ALl PASSAGGI DELLE A LPI ..,
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6. maggio devono essere attraverso al _I~go trasportate~ Villene11ye· da 4 a 500,000 razioni di viveri, un rn1hone deve esservi lra~porlato pel ,1o maggio: altri depositi di viv~ri dev~no e~sere forrna~i a ~l~r- · tio-ov Saint-Maurice, Sa,i nt-Branch1er, Saint-Piene e al! Osp1z10. ÈinL;nzione del Primo Console cbe le truppe a piedi prendano quattro giornate di viveri .a VillenellVe, e tre~ Sain_t-Pierre; 8 "~ior- · nate devono prender::;i dalle truppe a. cavallo m ~u1sa . eh~ po::.:5ano rriungere approvigionate fino ad Aosta: .il deposito di _Samt-P1erre · deve essere di continuo .rifornito i'n modo che possa, fltnz1o nare anche in caso di ritirata ( 1). . . I cavalli devono prender quattro gio1:nate cli hiada a Y1\le- ) neuve (2); un deposito di biada. è stabil ilo ai piedi d~l San'Bernardo . e all'Ospizio. LR stagione già avanzata. prome.l~e eh poter. provve~ dere facilmente al sostentamento dei quadrupedi con mezzi raccolti man mano sul sito (3) . < Il parco buo i si trasferisce da Bourg a Vi llene~:e (~·) ._ . J 30 Vestiar·io <id arredamento . - I .clepos1t1 pr111c1pali sono stabiliti a Dijon e.a Ginèvra: nel passare per que~ta citta le_tr,~p_re { prendono quanto ad esse occorre. Il c0ns igliere ~1 Stato Pet1et e m- , viato nei dipartimenti colla missione di sorveglia!·~ e accelerare la ì spedizione degli oggeLLi ai depositi O:>). Il confezionam~nto delle ~ ,scarpe deve procedere in modo éla fol'ni'rne i!O,~?O paia p~r de<:ade, delle quali metà sal'à disteibuita alle truppe di passa_gg~o per Ginevra, l'altra i11et.à sarit inviata a Villeneuve oveè costituito ~~- \ deposito _che sarà permanentement_e forn ito d~ 30,000. I r~a~a:'~m~ \ di vestiario devono per tre decadi essere co,,tanternente (?1 ?'lLdi 1000 cappot,ti, 2~0_0 paia :alz~ni_, 2000 g'.b~rne -~ 4000 can11c1~ (6)'. ) A G.inevra cleves, rnoLt.re mstttlllre un labo1at.0110 e un deposito d1 finimenL i per cav,llli d'artiglieria (7). . . . ., . . · . ( 4. Arm,«miento e ,nnn,izionamen-to. - ll nuitenale d a.rt1gli en a ./ prepantto nelle piazze di Auxonne e Besançon viene colla massima 1
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(l) Corresvo11dance dc Nap . , pag. ~4.6. {~l JIJ. pa g. ~63.
(8) (4) (5) (Il) (7)
lb . !b. lb. l ù. i b.
pag. 249. pag. 246. pag. 258 . pa g. 253, 28S. pag 242.
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INTORNO Al PRINCIPALI PAS SAGGI DELLE ALPI ECC.
SAGGIO STORICO-CRITICO
/. sollecitudine avviato a Ginevra: 6000 fucili da Chàlons, altri 3000 \ da Crrenoble sono avviati a Dijon ('I). Da Brianç,on, Grenoble, e Be) sançon !e munizioni sono trasportale colla massima rapidità .a Gi1 nevra; un laboratori? pirotecnico e un'officina di riparazione delle \ armi sono stabili ti in questa città. È prescritto che ogni soldato di ( fanteria de~lba ~v_ere.50 car~ticce e due pietr.e focài.e; un uillciale .di stato maggwre e rnviato a V1Jleneuve, ove esiste un depos\to di mu1 1 nizioni, afiinchè si assicuri della esecuzione di tale ordine (2). Viene finalmente ordinat,1 la formazione del parco d'assedio · dell'armata di riserva (3). · 5° Depos iti del personale. - l grandi depositi del personale sono stabiliti· a Dijon e sulla Sacìne (4) . I piccoli depositi dei corpi s~no concent~·ati a_Ginevra, ove i coscritti devono prima di raggiungere le nspett1ve mezze brigate, esser diretti per completare l'arreda.mento e l'armamento (5): a Villen'euve !>Ono stabiliti i de1 posi ti dei reggimenti di cavali.eri a (6)., ; ,, . 6° _se:1:v~zio di. s~1i~tà.. - u? ~sp~~lale di '(a linea è _istituito a \ Sa111L- Pie11e. dued1 2 l111ea sono 1st1tu1t1 a Mart1gny e a V1lleneuve; I altro di. 3a linea a Ginevra. Gli ammalati devono essere evacuati · dagli ospedali. di 11" a quelli di 2a e di 3• linea (7) . 7° Senizio delle ret1·ovie. - li territorio del Yallese è posto , . sotto . la . giurisdizione del comandante l'armata di riserva: ecrli ufficiali generali, gli impiegati e le truppe stanziate in tal e regione fanno parte di essa armata (8). Le truppe poi che resteranno al di , là dell e Alpi dopoché sarà effettuato il passaggio in.Italia dell'armata , di riserva, assumeranno esse questa denominazione: inlanto il ge- . 1 nerale Brune è nominato· comandante della ,Jsa divisionè e di tutti I _i, depositi dell'armata di 1:iser~a, col '.nandato di sorvegliare al/ 1arredamento e alla organizzazione de, coscriUi che giungono a· Dijon (9). ·
Per provvedere alla sicurezza e al servizio c].elle retrovie viene richiesto alla camern amministrativa del Yallese un battaglione di 6 compagnie cli guardi a nazionale, delle quali una è clestinal.a a Saint-Remy, l'allra all'Ospizio, la te.rza a Sa.int-Pierre, la quarta a Saint-Branchier, ht quinta a Martigny- e la sesta a Saint-Maurice. Altri tre battaglioni di 300 uomimi ciascuno sono chiesti per mezzo del ministr.o francese accreditato presso il consiglio esecutivo elvetico; de' quali uno destinalo a Martigny, l'altro a Villeneuve, il ten:o a Laùsa~ne, col mandato di custodire i magaz~ini, scortare i prigionieri e vegliare alla· sicurezza delle comunicar.ioni (1) . Per lo stesso sc,opo è ch iesto al Min'istro della guerra un battaglione di veterani da ripartirsi fra Yillenem'e e Ginevra (2).
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(1) Corresponàance de · Nap ., pag. 288 (Z) lh. pag . 270 . (3) lb ras. 262. (4) ·lb.. rrng .. 236 (5) Jh. pag. 270. (6) !b. ()Jg. 286, (i) Jb. p~g. 9~9. 250. (8) lh . pag. 2M. , (9) '!b. pag . 2G9.
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(Continua} .
SEVERINO ZANELLI
J{aggior.e nel 3·1 ° reggime1ito fanteria.
(!) Corrcspo,u:lance àe Nap ., pag. 296-97 . . (2) !b. pag. 297
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Una amni~tia generale ed intera sarit accordata da Jakub- Khan ai suoi sudditi. L'emiro dirigerà le suo relazioni con gli Stati esteri conformemente ai pareri dell'Inghilterra; non stipulerà patti coi detti Stati, nè farà loro la guerrn, senza il consenso degli Inglesi. A queste condizioni l'Inghilterra sosterrà l'emiro contro qua lsiasi aggressione estera fornendogl i denari, armi e truppe. " A Cabul risiederà nn rappresentante inglese con un:i scorta conveniente, e degli agenti inglesi, anch'essi con una scort11, potranno venire in via ti ai confini dell' Afganistan nella circostanza di qualche avvenimento interno importante. Dal canto suo l'emiro potrà farsi rappresentare a Calcutta. " I sudditi inglesi potranno liberamente commerciare nell' Afganistan, e verrà conchiuso un trattato di commercio. Una linea telegrafica verrà stabilita a spo~e dell'Inghilterra tra il forte cli Curam, nella val le dello stesso nome, e Cabul. Le città cli Candahar e di Djellalabnd saranno restitui te all'emiro; m; i distretti di Curam al sud-est di Cabul, di Pishin e di Sibi al suct rimarranno sotto la protezione e l'amrninistrazionc dell 'fogh ilterra, che ne pagherà l'entrate all'emiro, dccluziontl fatt:i delle spose d'amministrazione civile, giacchè tali distretti non devono considerarsi come staccati. • li governo inglese llOntinuerà a vigilare st1i passi di Khyber e del Mitschni (1) fra Peshawur e Djellalabad. Affine di aiutare l'tlmiro a riconquistare e a mantenere la sua autorità legittima, l'Inghilterril pagheri1 a lui ed ai suoi successori un :;u$siclio aunuo " . Come termine clel'!a storia diplomaLica della vertenza auglo-afgana, la London Gazette pubblicò due documenti: uno indirizzato dal vicerè dell'India a lord Cranbrook ministro delle Colonie, col quale si spiegavano la ragioni che avevano provociHa la rottura delle ostilità ·· e lo scopo propostosi dal governo indiano intraprendendo la guerra; l'altro diretto da lord Crambrook al vicerè, come la rispo&ta pel governo inglese al documento precedente, di cui adotta le conclusioni, constatando la nuova fase nella quale entrava la politica britannica riguardo all'Afgaoistan. Doi due documenti emergo che lo scopo propostasi fin da principio dal governo dell'India era stato quello di sottrarre l'Afgan istan da ogni influenza estera e di rettificare le frontiere in modo da impedire che in alcuna circostanza avesse po«
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Questa RilYi:;ta, allorquando clava sommaria notizia delle generali condizioni geograCTche, · politiche e storiche del governo del Turkùstan russo e dell'impero anglo-indiano rispetto all'Afganistan, od accennava alle operazioni della guerra anglo- afgana sino alla lìne di dccembre i 878, concludeva : che la discordia fra le varie tribù del:.. I' Afganistan e l'imlisciplina generale del popolo avrebb~m proba bi I-.'. mente :igcvolato il còmpito dell'esercito di spedizione; che sarebbe stato difficile determinare dove avrebbe potuto arrestar;;i qnesto còmpito, sebbene sem brasse logico ed evidente che gl i fogl esi mirassero a conquistare l'Al'gan istnn sino agli Indu-Cuh; che infine le maggiori complicazioni si sarebbero presentate per stabiliro un trattato di pace, non essendo improbabile che la .Rus~ia avrebbe voluto c~ercitarvi la :ma inlluenza (1) . Semhm però che il governo inglese, forse appunto per evitare . quest'ultima complicazione, abbia cercato di affrettare acl ogni costo / il termine delle ostilità. Profittando che, per l'avveuuta morte dell'emiro Scir-Alì, suo figlio, il nuovo emiro Jakub-Khan , rimaneva libero di agire ·a suo talento, indusse questi a venire ad accordi. Infatti il 26 maggio, a Gandamac sul territorio, afgauo, fu concluso u11 trattato il quale ::.tabil iva le seguenti principali sti pulazioni: « Vi saranno pace perpetua ecl amicizia fra l'Inghilterra e l'emiro e i cli costui successori. t l) Vedi Rivista Estera, dispensa di gennaio llt79. ~
(1) Il passo che rimonta la ,illlotta del Mitschni parte dal rorte di questo nome sul territorio inùiano, passa sulla destro del KahÙl-Do ria e, dopo a\'er superato i Setld-Kuh sulla loro estremità settentrionale, raggiunge la strada del Kbyber presso Oàka. Al'INO ltXV, VOL . I.
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tuto nel futuro venire contraddetta l'influenza inglese. Ne e(llerge ancor~ che in tutto il corso della guerra il governo indiano s1 e adoperato a far comprendere ai S-irdars ed alle popolazioni che la in.,.asione non doveva essere considerata che come una conseguenza della condotta <lei loro capi, e che il governo britannico non voleva alcun niale al popolo afgano e non· lo riteneva in alcun modo responSfl bile della condotta dell'emiro Scir-AIì. Lo stesso documento, facendo la storia dell'ultima fase della guerra, constata essere stato principalmente la fuga di Scir-Alì che mutò improvvi<-ament~ l'asp~tto delle cose dopo, alcuni me~i ~li ~stiVità ., ~·~ntico em iro pnma d1 abbandonare Cahu1 aveva rest1 tu1to 111 l1be1 ta ,,uo figlio· Jakub-Khan, incaricandolo nel medesimo temp~ di far l_e ~ue veci mentre sarebbri rimasto assente. Fin d~l 2 0 febhnuo Jakub scrisse al mnggiore Cavagnari, incarica~o d!plom~tic~ i?glese alla frontiera afgana, esprimendogli il desideno d1 far ogni sforzo per 1~P.tte:e fìn,e alle ostil ità. Qualche 'giorno dopo sopravvenne la morte d1 Sc,r-Ah, la cui sparizione dalla scena agevolò naturalmente la conclusione degl! accordi. . .. . Il governo indiano non esitò men_omamente int?rno alle co_nd1Z1on~ da proporre, e il 7 marzo il maggiore _Cavagna_n ne tras~11~e un~ indicazione a Jakub-Khan . Questi non s1 affretto ad aderirvi , anzi il rn marzo scrisse al rappresentante inglese che non gli competeva il diritto di concedere quanto si chiedeva da lui, e conchiuse con l'arrendersi alla proposta di recarsi a Gandamac per conferire di persona con le autorità hritanniche. Infì ne si fanno rilevare le vantaggiose condizioni del trattato sottoscritto il 26 maggio, segnatamente quelle per cui s'impone al governo dell'emiro di stabi lire le sue relaziuni con gli stati esteri conformemente agli avvisi ed ai consigli che gli sarebbero dati _d~ll'In~ ghilterra,_ men~re si ~ssicurava al goY_erno indiano, col domm10 de1/· principali passi, la via al cuore del paese. . Il documento di lord Cranhrook, dopo aver lodato la moderaz10ne del vicerè, concludeva: « Il nostro solo scopo intraprendendo la guerra è stato· quello di stabilire. col!' Af-gan!s.tan _delle r~la.zioni co~ve~ienti: e di a:;sicurarci una frontiera sc1ent1hca 10 relauone con I ordme d1 cose che ~olevamo fondare. Una volta questi risultati ottenuti noi non dovevamo· andare più· oltre i,. Infatti il O'abinelto di S. Giacomo era assai soddisfatto d'essere riuscito ad ~na -forma di accomodamento che, mentre teneva !'Afganistan come provincia soggetta, evitava !'.apparenza di una territo-
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•riale annessione, e nello stesso tempo, troncando la guerra , evitava le maggiori spese di cui già il Parlamento cominciava a lamentarsi.' . La stampa non ostile al ·ministero_fece coro nel dimostrare i grandi vanwggi del trattato di Gandamac p, la facilità della su a attuazione. Si disse che l'emiro Jakub-Khan fosse animato dai migliori sentimenti per osservarne tutte le condizio~i; c!1e egli, ritornato a Cabul, avrebbe avuto come principale sua cura quella di ristabilire l'ordine. e la quiete, <~ formare del!' Afganistan un potente b~luardo contro ogni aggressione dall'ovest della frontiera indiana; perfino un corrispon·dente indigeno _anivò a vedere le cose di un così bel colore di rosa, da fargli esclamare nello stile tutto metaforico proprio degli Indiani « che. sotto "il regno di Jakub-;-Khan la tigre c~d il capriolo avrebbero bevuto pacificamente assieme alli> stessa sorgente. » Il Parlamento inglese votò ringraziamenti al vicerè delle Indie ed -agli uf6ziali e soldati dell'esercito d'operazione, e si disse che pm e i più cospicui principi e Cflpi afgani avevano _mandato le. loro congratulazioni ,1 lord Lytton per la felice cessazione della guerra contro il loro paese. Anzi si avvertiva che-nella prossima primavera garebbc stato tenuto un gran ])u1'bar a Delhi, ove avrnbbe avuto lnogo un e,0nve..,no fra il nuovo em iro e il vicerè, i cui risultati sarebbero stati t~na perm,rncnto aJleanza fra l'India e l'Afganislan, e la ,complcta pacilicazio11e di questo paese che avrebbe accettato il proteuorato inglese. · . La carnera di commercio di Bombay decise di fa r dei passi presso il governo delle Indie allo scopo di otte11ere ogni specie di facilitazioni nel commercio con !'Afganistan cd i paesi limit.rofi, cominciando con l'abolizione di tutti i dazi di transito nell' Afganistan enel Chela t. Molto applat1dita fu pnre la nomina del miJggiore Cavagoari a primo rappresentante dell'Inghilterra presso la corte afgana. Come soldato , il maggiore Cavagnari crasi €{ià distinto in varie campagne contro le tribù di frontiera; come uomo politico, aveva dato molte prove di sagacità, di tatto e di risoluzione; era stato lui che sin dal ~ 875 aveva diçhiarato al goverÌJo i odiano essere asso! ntameute necessario stabilire degli agenti inglesi a Calmi, a Herat, a Candahar e a Balch. Quest'uomo distinto ed energico ritenevasi perciò il più. adatto a vegliare sugli interessi inglesi nel!' Afganistan. Il maggiore Cavagnari, dopo essere rimasto alcnrHl settimane presso, .il vicerè delle Indie per lasciare all'emiro il tempo necessario a disporre la popolazione all'arrivo a CabuJ. e a.Ila residenza stabile d'un inviato
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inglése, fece, il 24- luglio, il · suo ingresso solenne nella capitale .af. gana fra il saluto dell'intera guarnigione sotto le armi, il suono del God sa'lle the Queen e le salve dell'artiglieria. Secondo il Times, questi particohri dovevano eliminare ogni dubbio sull'indole e suH'eftìcacia della nuova missione diplomatica inglese. Si foce p11re grande assegnamento sul fatto ché, il generale Kaufmann essendosi congratulato con Jakub-Iùian per la di lui ascensione al trono di Cabul, questi, seguendo il consiglio del maggiore Cavagnari, aveva risposto garbatamente, ma facendo comprendere al generale russo che tutte le comirnicazioni dovevano da _quell'epoca .in poi essei'gli fatte col mezzo del governo delle Indie. Infine, anche lord Beaconsfield al banchc~tto di lord Maire volle ripetere, parlando della guerra a·fgana, che « lo scopo erà sta to raggiunto dal momento che era stata raggiunta la frontiera scientifica ,, . Ad onta di tutto ciò, nella . seduta del 14- agosto alla Camera dei Comuni, il marchese Hartingtou, nel discutere il trattato concluso con l' Afganistan, si lamentò perchè i documenti relativi alla politica seguita cl.il governo non permettevano di fo rmar:;i una chiara idea della situazione, e sostenne e:;sere impossibile l'esclusione d'ogni in- c-r flnenza estera nell'Afganistan e la politica del governo esser piena di pericoli. Sir Stanhope difese in tale occasione il trattato dicendo che l'avanzarsi della Russia verso Merv dura da due anni. e che,.'.. in grazia della nuova frontiera, l'Inghilterra poteva essere tritnquilla a questo riguardo; " Del resto, soggiunse, il governo ha ricevuto dalla Russia l'assicurazione formale che le sue truppe non si avanzeranno fino a Merv ». · Per spiegare quest'allusione alla Russia fatta da sir Stanhope è d'uopo rammentare che il gov_eruo russo aveva, già da tempo, organizzata una spedizione militar~, comandata dal generale Lazareff, ) c~1~tro le tribù turc~rn~nne tekkc~. Lo scopo dichi~ra~o. di _tal_e. spe~ d1Z1one era quello d1 liberare da una odiosa sclnav1tµ m1glta1a d1 Persiirni, Sarti, Turcomanni sudditi della Russia, di Chiva, di Bucara e dell' Afganistan. Si diceva che il numero degli schiavi obbligati ai più duri lavori, e dur:,nte la notte rinchiusi e incatenati in caverne custodite da C'.ani, ammontava a più di 40 mila. La spedizione russa, lfuantunqn~ diretta ad uno scopo cotanto uma~nitario, non lasciava cornpletamente tranquillo il governo inglese, tanto più che la si sapeva assai numerosa e ben provveduta di mezzi. Quindi l'ingerenza diplomatica inglese e l'assicurazione del gabinetto di, Pietroburgo a cui faceva allusione sir Stanhope .
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Ma, dopo tutto, la stessa fiducia di sir Stanhope nell'assicurazione
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del governo russo provava chiaramente che la tanto vagheggiata frontiera scentifìca, se poteva coprire l'India occidentale, non era certamente suffìciente ad assicurare nello ste,;so tempo l'ingerenza inglese sull'Afganistan ari esclusione di quella russa, che, influe, era stato lo scopo principale della guerra. L'occupazione di Merv per parte delle truppe russe poteva benissimo servire da punto di partenza , oltre il deserto, per una marcia su Hcrat e forse anche su Candahar, in nessun modo coperta o protetta dalla vantata frontiera scientifica. E che l'occupazione di Merv fosse sempre possibile lo dimostrò la risposta fatta dalla Gazzetta di Pietroburgo all'affermazione 'di sir Stanhope. L'autorevole giornale dopo aver dichiarato essere convinto cbe il generale Lar.are[ non 3\'eva ricevuto l'ordiue _preciso dì occupare quella fortezza , così proseguiva: « La lotta di una nazione europea contl'O un . popolo del l'Asia 1wn può ess1~re circoscritta anticipatamente entro limiti troppo nettamente marcati. La g-uerra c~ontro i Turcomanni, od una spedizione contro di loro, può infatti, nel corso ·delle operazioni, imporre la necessità di occupare la fortezza di Merv, com' è del pari possibile che si raggiunga lo scopo cui si mira senza aver bisogno di marciare contro quella piazza forte. Inoltre i Turcomanni non hanno ùn g<>Vf~rno il quale possa garantire che essi adempirano i loro impegni vérso la Rusl:ìia senza l'occupazione di Merv ». . altri termini la Gazzetta c/Ji .P-ietrob1.1;rgo avvisava clic il governo russo non si proponeva pel momento l'occupazione della piazza di. ·M~lrl', ma che si serbava la facoltà di farlo sempre quando l'ave,-se creduto necessario. Intanto a Calmi tntto procedeva bene. Nei suo.i telegrammi in data del ~ 0 seLtembre il maggiÒre Cavngnari si dichi1m1va assai soddisfatto -dell'emiro, ed annunciava the il nuovo governatore era arrivato a Candahar, che aveva scambiate le visite cli cortesia col comandante mi litare inglese, generale Stewart, e si prendevano le opportun,e dispo:;izioni per trasmettergli l'autorità sulla pr,wincia e sulla città. Anche le apprensioni snlla · spedizione russa verso Merv si erano calmate, perocchè erasi saputo che in quel tempo le trnppc russe avevano molto sofferto dal clima del deserto e che circa un quarto della forza, compreso lo stesso. generele Lazareff, n'erano rimasti vittime. · Tanti felici pronostici sembrarono però svanire d'un tratto. Il 6 settHmbre gillngeva a Londra un dispaccio telegrafico di lord
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Lytton nel quale si comunicavano due lettere dell'emiro Jakub-Khan,,_ .La prima, in data del 3, era così concepita; · « Le truppe riunite per la paga a Baia- Rissar si sono ad un tratto, ribellate; esse lapidarono i loro ufficiali e si son precipitate ,verso la residenza 'dell'ambascia ta inglese, che attaccarono a colpi di piétre. La confu sione è divenuta impossibile a dominarsi. La popolazione della città e delle vicine campagne invase Baia-Rissar e si pose a distruggere il parco d'artiglieria e i magazzini. Tu tte le truppe èct Ìl popolo attaccarono la residenza. ' . Ho inviato .Daud-Shah in soccorso dell'ai:nbasciata. Giunto alla residenza , egli fu gettato da cavallo, coìpito eia pietre e da lancie; egli è morente . Ho allora inviato alle truppe Yahyo-Khan e mio, figlio con Kosan e dei mollha.s, ma invano. l disordin i durano tutt'ora. La · confusio ne è indescrivibile». La seconda lettera dell'emiro, in datti del .~, diceva: « Ieri, da l mattino alla sera, migliaia di uomini si sono riuniti per distruggere l'ambasciata; vi Ju un grande numero di morti da ambo le parti. La sera si appiccò il fuoco alla residenza . Tutta !a, giornata di ieri e sinora io s.tesso fui assediato con soli cinque ser-(, vitori: non ho notizie certe dell'inviato e non so se egli e la sùa gente furono trucidati o fatti prigionieri » . Nel domani, 7 settem bre, un altro dispaccio di lord Lvtton a"etiuur.reva·· J Vt> e> i seguenti particolari: · « La narrazione antecedente del di.sastro è con ferma ta. L'autor~ del messaggio racconta la visita di Badhah -k han sul teatro dei disordini. Egli ha veduto ·i cadaveri dell'inviato, dei membri dell'ambasci:ita e-degli uomini della scorta ( 11). Di questi ultimi, nove usciti por fare del foraggio. sfuggirono alfa morte. La difesa è sta ta eroica fl la pcrditti. degli insorti euorme; la si ca lcola a oltre cento morti. (' · « Gl'insorti non potendo venire a capo di prendere d'assa iLO il palazzo, a·ppiccarono il fuoco alla porta, ccl allorcbè essa fu consumata, si precipi tarono al piano. superiore, dove finirono sotto il loro numero gl'infel ici difensori, e sacch<~ggiarono quindi tutto. L'emiro reclama dei soccorsi,. e Badhali-Khan manifesta nn vivo desiderio d'unir,;i a noi "· Lord Lytton aggiungeva di essere stati dati gli ordini : alla guarniaione del forte di Ali-Cheil di portarsi immediatamente ad occupare il ;asso · di Schutargardan, al generale Roherts di marciare su Cabul passando (I) Il µorsonalo dell'amb,1sciata si. componeva: del maggiore Cava gnari, d el segreta l'io signor Jonkins, de l luogotenente Hamilton comandante della scorta, . del dottor Killy meclico .Jcll,1 residenza e di 75 uomini di scorta .
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pel col le di Peiwar, al generale Stewart di ri_manere a Can~a~ar ma di raccogliervi tutte le truppe sparse su quella linea stradale, rnfrne che le truppe inglesi nel passo di Khyber fossero notevolrùente rinforzate per operare per la linea di Djellalahad . Come è naturale queste nqtizie recarono a Londra grande costernazione . .Se fino a quel giorno si era potuto vedere nella vertenza anglo-afgana uua questione d'interesse nazionale e di supremazia poìitica in. Oriente, ora invece si trovava impegnato l'onore del nome inalese i·n una recrione dove è supremamente necessario che questo t> ' nome goda del più" alto prestigio. La ~tampa, che sin' allor~ era ~tata tanto coniva ad applaudire la politica del governo e 1~ st1pulaz10ne del trattato di Gandanak, rimproverò il gabinetto e il vicerè di non aver tenuto conto dei consigli che da ogni parte si erano dati e dell'esperienza del passatn, per affidarsi invece aHu parola dell'emiro e ;ua docilità degli afgani. Passando dunque dalla pi ù cieca fiducia alla eccessiva diffidenza di t.utto e di tutti, nella insu rrezione di Cabul si volle vedere l'opera di Ayoub -Kban fratello dell'emiro , ringerenza d'emissari russi , la mala fede dello stesso emiro; anzi si giunse ad asserire come cosa certa che l'emiro Jakub-Khau aves:;e gett.ato del tutto la maschera e, predicando la guerra sant.a contro gl'lnglesi, avessi~ ch iamato le truppe di Herat, di Balcl1 e la tribù dei Ghi lzai .' Nè mene avventati e discordi furono i Sllggerimenti della stampa intorno alla futura !in.ca di condotta da tenersi dal governo . Alcuni consicrliarono J"annessione immediata dell'À.faanistan, altri delle etno caci rappresaglie, all.ri un'energica azione cont.ro gli emissari russi. l1 solo '.f'i,m;, con la ,ma ordinaria prudenw , non vide nei fatti di Calmi ragione sufficiente per allontanarsi sostanzialmente dalla linea che il governo erasi sin'allora tracciata, mentre il Da,ily News co.nfessava che l'Inghilterra erasi messa senza bisogno in un gran vespaio. · Ancbe il gabinetto . credette necessario far sen tire la sua opinione. li cancelliere dello scacchiere, sir Stafford-Northcote, in un meet'ing tenuto l'8 settem bre a Exeter, parlando degli avveni menti di Cabul non attribuì ai medesimi una soverchia imporùmza . Egli disse che Jaknb-Khan aveva chiesto i soccorsi dell'Ìnghilterra e fu per riguardo a lni che le truppe vennero poste in movimento . Aggiunse infine che le trnppe medesime dovevano essere giunte a Cabul al momento . in cui egli parlava, e non avrebbero tardato a ripristinare l'ordine. Queste cose sir Northcote diceva· certamente per -calmare l'eccitata opinione pubblica, giacchè egli era impossibile sconoscere l'alta importanza politica del massacro del personale dell'ambasciata inglese a V
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Cabnl nelle condizioni di relazioni defl'Af11anistau con l'Inghilterra ; era inammissibile che le truppe anglo-indiane muovessero verso Cah~il_ sol~me~te p·er. un ri~narrlo d'amicizia verso l'emiro e per ristab1hre I ordrne a d1 costui , vantaggio; era evidentemente esa11erata l'as_serzione che alla data degli 8 le truppe inglesi potessero :ssere a~r1vate a Cabul_. La guarnigione ingle,-e più vicina, quella al forte d~ ~~i~am: . ba ~,sogno_ (lfrneno ~i _sei o sette giorni per superare i d11lic1'1 165 chilometn che la d1v1dono dalla capitale af11ana, ·anche senza tener conto di alt1•e difficoltà. ~ · Il vicerè delle Indie avrebbe infatti voluto che il movimento delle trnppe inglesi ver,,o Calmi si effettuasse immediatamente. Senonchè le grandi ditlìcoltà per .riunire le truppe, provvederle dei mezzi di trasporto necessari in quel intricato paese, organizzare la difesa delle comunicazioni, raccogliere sufficienti mezzi di sussistenza wlle linee da p_e~corrersi, dimostrarono tosto l'i-mpossibilità d'iniziare subito la sped1z1one . Quello che si poti~ fare pel momento fu di far occupare, siccome era stato annunziato, dalle truppe che erano ad Ali-CheÙ, col generai~ .M:assy, la stretta di Schutar gardaa, e quindi preparare con la massima sollecitudine la spedizione. Secondo un dispaccio dei ·vicerè in data del -12 settembre, ecco quali f'urono le misnre stabilite: « La colonna destinata a ~a1·ciare .su Cabul ., , .sotto g1·I ord.m,· de1·· generale Roberts, comprenderà: 3 ba-tterie _d'artiglieria; 1 squadrone di cava lleria inglese; ~ reggimenti e mezzo di cava lleria indigena ; 3 reggimenti di fanteria inglese; 4 reggimenti di fanteria indigena ; ~ compagnia zappatori; (' in tutto 6500 nomini formanti t.~e lwigate, di cui una di cavalleria · sotto gli ordini del generale Massy, e due di fanteria comandate dai generali .Macpherson e Baker. « Questa colonna occuperà il paese situato fra lo Schutargardan e Cabu I. « I l paese com preso fra lo Schutargardao e Thtill sarà occupato dalle truppe seguenti: '2 bat!erie d'artiglieria; 2 reggimenti di cavalleria indigena; 2 reggimenti di fanteria inglese; 5 reggimenti di fanteria indigena; cioè in totale 4000 uomini messi sotto il comando dei generale Gordon.
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« Il generale Gough è _ incaricato del la guardia delle comunicazioni di quest_a colonna. « J,'importanza della linea del Khyber impone imperiosamente la pronta organizzazione della colonna detta del Khyber. Tal~ colonna sarii -così compostà: 5 batterie d'artiglieria ; ~ reggimento e '/ 3 (5 sqtiadrnni) di èavalleria inglese; 4 reggimenti di ca va lleria indigena ; 2 reggimenti di fanteria ing!ese; 5 reggimenti di ranteria indigeua; '.2 compagnie di zappatori; in totale 6600 uomini, a i qual i bisogna aggi ungere la guarnigìone · di Peshawur e le truppe che attualmente occnpano la stretta di Khyber sino a Luncli-Khotal. « Q1rnsta colonna avrit per missione di guardare la strada da Peshawur a Gandamac e di somministrare le guarnigioni aìle piazze intermedie· essa dovrà inoltre organizzare una colonna mobile destinata a ~ccupare Djagcliilac '(cir~a 60 chilometri da Cabul)', e mantener::;i in comunicazione conaCabnl. << La riserva, stabilita a Peshawur e a Rawul Pindee, conterà circa 5000 uomini. " Il ma"ofor "enerale Bri,,ht comanderà la colonna del Kbvber. oo o a J "Il generale Ross comahclerù a Pesh~wur. Il generale Doran comauclerà da Peshawnr a Hosava l; il generale Arbuthnot da Bosaval a Djellalahad e a Gandamac; infine, il geuern le Gough comanderà in av,rnti di rruest'ult.ima città. " Le colonne qui soprn enumerate rappresen tano una di visione in istato di aver ragione di ogni resistenza . . « Questa divisione avrà il suo quart,ier genesale a Cabu'I e la Sl)a base d'operazione a Peshawur. ' Essa disporrii, fino al giorno in cui lo Scb.ut;1rgardan sarà chiuso dalle nevi, cl'. una linea seconda1:ia di comunicazioni passante per tale stretta; · a partire dall'epoca accennàta, il genera le Roberts non avrà più a sua disposizione che la strada da Peshawur a Cabu l. · « L'organizzazione della colonna d~l Khyber è spi nta attivamente ». A queste forze i ribelli afgani uou potevano opporre una organiz.zata re::;isteuza, a cau:-a che la ribellione stessa era deriva ta da un popolare movimento senza una clirciione organizzatric:e. Secondo le notizie ricevute darrli Inrrlesi· sembrava e.ho la città di Cab,11 fosse i:) o ' presidiata da 5 battaglioni di fanteria e .i: batteri1~ d'artiglieria, ed
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altri 3 JJattaglioni e ,t 6 pezzi 10 batteria nella ·cittadella di BalaHissar,. Quattro reggi menti, stati poco prima diretti nel Turkestao, sarebbero ritornati eviden temente ~er. prender parte alla ,di fesa <li Cabul, quantunque assai deboli a causa delle continue diserzioni. .Le stesse fortificazioni di Cabtìl non erano al caso di fare una seria resiste~za. La città è cinta da un muro in vari punti già caduto rn rov,na; una falsa - braga rovinata colma in molti punti il fosso elle precede il muro. la ciJ,tadella di Bala-Hissar, re,;ideuza del sovrano, sitnat.a a mezzogiorno della città, ha un'estensione di circa '100 metri di Iunghezza per 200 di larghezza; è cinta da alte mura in , pietra con torri Il circondata da un largo fosso. Questa fortezza però è dom inata da un'altura più a sud, come, del resto, tutÌa la città è dominata dalle alture del nord-ovest. Tntto i11so01rna mostrava chiaramente clrn i ribelli non potevano op_po1:re valida resistenza, $ia per mancanza di mezzi preparati, sia pnnc1palmente per mancanza d'ol'g,inizzazione, sebbene parecchie tribù. si mostrassero osti li agli Inglesi. . . · Le operazioni mi li tari per la spedizione su Cabul non torninciar?no che vcr:,o la fine di settembre. Siccome però la brigata Baker 0 srn dal ,19 a1·eva raggiunto la brigata Massy alla streua di Schutargardan, così il 24- settembre I' int,wa colonna si portò a Cutschi, là dove la strada dello Sclrntargardan si divide per mandare un ramo a Gazni, l'altro a CalHII, poco meno di GO chilometri da questa città . L11 mattina del 27 il generale Baker ricevette,a Cutsch i una lettera . del comandante in capo dell'esercito afgano, con la quale-domandava se lo riceverebbero nr~I campo iug!ese insieme all'erede presuntivodel trnno. Essendogli sta to risposto affermativamente, giungèva un'ora dopo un altro mesgaggio dùllo stes:;o emiro che domandava di essere r!cevuto insieme a 300 uomini cli scorta . Gli fu risposto che lo si (·· · riceverebbe ad un miglio di distanza dal cam po . .La sera stessa del 'z,7 arrivavano al campo inglese di Cutschi J'emiro, suo figlio, il smlar Zahyo-Khan, Dahud-schah, .1.5 uomini cli seguito e la scorla. Nel domani, 28, arrivò al campo di Cutscbi il generale Roberts con la brigata Macpherson . Il 2 oltobre la colonna Roberts avanzò nella clirezìone di Cabul altri 20 chilometri circa , cìoè sino a Zargunschar. Quivi dovette far0 una nuova so~ta . per ordinare . meglio le sue colonne · d'approvvigionamento e assicurare la sua Jmca d, comunicazione. . Infoui, sebbene sulla fronte non avesse incontrata resistenza di sorta e solo si fossero di tanto ia tanto mostrate alcune raccolte di
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montanari armati, non lo stesso avveniva sulle comunicazioni . Du-rante la notte del rn :il 20 furono diretti dei colpi c]i fu cile sul ·cam po inglese a Sclmtargardan. Nel mat~ino ~eguente ~res::;o la strett~ di Sirkai fu as$alito per via un convoglio d1 HO mL'.ll; ol'.o ~olda t1 clella &corta e quindici mulattieri fut'ono uccisi, .e gli ,~ssahto·n· p~rtarono via gran parte dei . muli del convoglio carichi d1 mun1z10111 e di fucili Snider. H 22 no drappello di ,12 soldati distaccato per guar~ dare i lavori del telegrafo fu aggredito ancor.:i presso Sirkai; sei soldat~ e venti operai furono ucci~i, e furono presi dai montanari altri 76 .muli cou provvigioni e mateiia li . Altra simile aggre:ssione avvenne il. 2.3 presso Schntargardan nel la r1ua le gli Inglesi perde1:ouo 24- uom1n1. Insomma dovmurue sulle retrovie si a,r,eva bisogno d1 mantenere una grande vigi lanw ." Solamente ìI 5 ottobre la colonna Roberts potè muovere da Zarguuschar per avanz1H·,3 sino a Tscharasiab. Quivi avvenne il principale combattimento che aprì agli Inglesi la via di Cabul. La stra'da da Tscharasiab a Cabu l, ,13 chilometri, nel suo percorso attraverso la stretta di Khairnbacl ò praticabi le a tuue le armi sebbene con qualche difficol tà. La stretta che si prolunga per cìrca_3 ch ilo~etri, è dominata alla destra da roccie inaccessibi li. Il fium e Lagar si getta nel la stretta a destra della strada . Solameat.e dopo iI piccolo viliaggio cl i Bu;;ni-i-Hi:;sar sino a I3ala-Hissar il terreno è intieramentc scoperto e la strada ecoil lcnte. On rlispaccio deLge~eralc H.oherts in data del 6 ottobre, descrive nel seguente modo il combattimento di Tscharasiab: . « Le ricognizioni, mandate questa mat.Liqa su tutte le ~trade nella direzione di Cabul, han dovuto rip iegare innanzi forze considerf:vo li nerniclie, le quali venivano loro incon tro. · « .Poco dopo, le a\ture poste fra Tscharasiab e Ca bui si coprirono di truppe e d'un gran numcrn d'abitanti; nello stesso tempo, delle b_ande cli Ghi lzai apparivano alla sommità delle montagne sui due lali del campo, e seppi che la str:iùa di Zabidahad, per la qua le il generale t.iacpherson s'avanz,iva con un considerevole convoglio di viveri e munizioni, era minacciata. Il generale Mac.pherson ne fo avvisato e munito di qualche rinforzo di caval leria. Era assolutamente necessario cl'irn padronirsi prima di sera delle alture situate innanzi al nostro · fronte. li generale Baker, incaricato di r1tiesta dillìcile missione, se ne disimpegnò ammirevol rnentfl. Egli diresse sulla diritta della stretta il maggiore White, con un mezzo battaglione del 92°, tre cannoni della batteria G della 3, brigata d'artiglieria, ·1 00 uomini del 23 pioneerg e
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-due srruadron, del 5° reggimento di cavalleria del Penrriab. Il nemico ' . . . . " opp~se un accan,t:a 1~es1stenza al maggior White, il q1.rn le però riuscì a cacciarlo dalle prmc1pali alture, e s' impadronì più tarrli di ·12 can noni. In questa azione gli .Lnglesi ebbero (i morti e 9 feriti. << Il generale Baker da sua part~ esegnì un movimento avvo)o-ente _ve:so la sinistra e si trovò beutosto vivamente impegnato . Aveva \eco 11 ,2. 0 , un mezzo J)attaglione del 5° Goorkas, 4 00 uom ini del 50 i·eggimento del J:engiab, c·iò chi~ rimaneva del 23° pioneers, quattro can;;~n dc~lla baue1·1a da montagna N. 2 e due mitr·aaliat.rici Gatlin". Eo-li I'H fl1:) • portn c11e le sue truppe si sono condotte in maniera assai soddisfacente e hauno ~ravarne~t~ conquistate le alture l'una dopo l'a ltra; 1è perdite furono d1 70 nom1m morti o fériti . · " Le perdite del nemico sono ancora sconosciute; tuttavia devouo essere considerevoli. Gli Af'gani fuggirono nel più grande disordine ed hanno perdut.o due band iere. " Noi abbiamo fatt i distaccamenti incaricati di esp lorare, aiacchè un gran n~11nero_ di ?hilzai sono ancora nelle vicinanze. Sper~ di poter domam marclare m rnocl() da arrivare a brevissima distanza da Cabul. " .LI ~e_rv(zio dei segna li, diretto dal capitano Stratton del 220, mi è , stato 11til1::;s1mo durante tutta quest.a giornata. « I ca ()i di Schardc! ~ dei dintorni di Ca lH!I hanno domandato il permesso rh pre~entarrrn I loro omaggi. Altri seguiranno probabilmente ques_to esempio. In ogni caso io sono certo che il paese si·cri lmerà, ora che popolo Yecle che I~ opposizione è inutilfi. Regna in questo momento una grande ag, tar.,one nel la citLù ed in tutto il paese in rrenerale » . " È stato poi as~erito che gli Afgani impegnat.i in f/UCsto cbrnbattimento as?e~desser? a ,;,rea 7000 nomini, cioè, dieci reggi menti con dell'arti~1,ena . Ess, erano in gran parte armati di fucili Snider e di carnhine ( Enfield. , . ' L~ trnp~e afgane d~po il combattimento di Tscharasiab, si ritirarono, ~on msegu,te, nella pianura verso Cabul riparando in un villao-"io fortificato. I Ghilzai, visto il risultato del com battimento, si 11tirarono sulle loro montagne. Intanto il generale Roberts si era fatto precedere a Cabul da un proclama, nel quale si annunciava agli Ai'gani la marcia dell'esercito 1~glese per impa-dronirsi della loro capitale, ed invitava la parte pacifica della popolazione, che non ebbe parte all'attacco contro l'ambasciata inglese, a curare la propria sicurezza. « Il governo ino-Jese ,continuava il proclam~, desi~era di trattare con giustizi~ tutte le ~lassi V
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della popolazione, di rispettarne gli usi e i sentimenti religiosi, mentre · esi"erà piena ed ìntéra soddisfazione da i colpe,,oli. Farà dunque ogni sfo;zo per impedire che gl'inriocenti soffrano pei malfouori, ma occorre che $iano prese totte I~ precauzioni aflìnchè non venga opposta a"li Ino-lesi una resistenza inutile. Tutti gli individui che, dentro e f~ori di Cabul verranno trovati in 'armi dopo la pubblicazione del presente proclama, saranno considerati come altr~ttanti ~emici del governo britaimico. Inoltre bisogna che la ~opolaz1one capisca d11aramcnte che se verrà opposta resistenza all'rngresso delle truppe inglesi in città, io non sarò respimsabile dei danni accidenta li che po-tranno risentirne le persone e ·le proprietil, avendo già avvertito qual sia il modo più sicuro di evi tarli ». ' · Il ai orno 8 ottobre iI wrnera I Baker, con tre llattagl ioni, quattro ca~no:i da montagna e due mitragliatrici Gatling, fu incaricato di andare a cacciare il nemico che, rinforzato da tre reggjmenti del Cuhistan, occupava con dell'artiglieria, dietro la cittadella di Baia-Bissar, una forte posizione dominante la città dall'ovest. Da parte sua, il generale Ma,sy, si era messo in marcia sin dal mattino con otto squadroni , perchè, passando a settentrione della città, potesse girare la posizione del nemico e tagliare la ritirata alle sue truppe per le strade del Cuhistan. Senonchè l'azione della colonna Baker si ridusse nel pomeriggio ad un combattimento cl'artiglieria . Il sopravven ire della notte impedì alla fanteria di prender parte all'attacco, g dimmte la notte, il nemico sfu,rnì abbandonando nella forte posizione che occupava, 12 00' cannoni, 4 elefanti, 2 muli, 2 l'.Rvall i, ed il sno parco da campagna. . . Nel domani, 9, il generale Macpherson raggiunse la colonna Raker col 280 e 67° reggimento di fanteria i·1digena, e 4 cannoni . dell'arti"lieria a · cavallo portati a schiena d'elefante. L'intera divisione Roo bert.s si trovò così sopra un'altura che domina la città e la cittadel la di Bala- Hissar a circa' -1-10.0•0 di cli:;tanza . Non fu però necessario altro .combattimento per occupare Cabul. Infa~ti la brigata di cavalleria divisa io due p:irti, passò la giornata del 9 ottobre ad inseguir il nem ico ch'era fuggito nella direzione di Gaz.ni; essa percorse cosi una trentina di chilometri, ma senza ottener nessun utile risultato; al ritoi'no però traversò Cabul senza incon trarvi là minima' resisumza. Nondimeno fu solamente il '12 che il generale Roberts entrò nella capitale afgana. Sin dal 1O egli scriveva al vice..'.re delle Indie: a .Allualmente ab0
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biamo !n nostro _potere HO pezzi d'artiglieria. Ve ne sono ancora 30 nel la ~ll~ade(la. d1 Baia- Rissar, e qualcuno, dicono anche in Cabul. Io far~ 11 m10 rngresso nella città e prenderò possesso di Bala-Hissar domam o doman l'a.Jtro. Le truppe si sono condoue bene· esse han mancato di tuuo per più giorni, e in colpa l'insuffìcieuza d~i mezzi di trasporto han dovuto portare le loro razioné di viveri » . L'ingres:o del genera le Roberts a Cabnl fu fatta in forma assai solenne. Egh parlò alla popolazione: le sue parole soffermaiidosi ad ooni f~·ase, venivano ripetute prima in afgano o vactun, poi in persiano dai s,rdar. · . Dopo aver accenna to brevemente alle ragioni della oçcu;)azione 50,,_ gmose. " . " Cabul sarà risparmiata; nondimeno è necessario che un severo castigo le venga inflittò . «_ È_stato deciso che gli edifizi di Bala-H issar e quell i della città che c?st,tlll~Cono una minaccia contro la nostra occu p-uzione militare siano d1str.utt1. " Una forte contribuzione di guerra, da stabi lirsi, sarà imiiosia ai cittadini. << U'.1 ~overna tore ~ili tare sarà nominato; la suu autorità si estenderà ,, sulla c1Ua e sopra un raggio di ,10 miglia all'intorno. Il distretto surà sottomesso allo stato d'assedio; tutti gli abitanti dovranno conseona 'e 1 loro .armi. Ogni abitante _che, otto giorui dopo questa proclai~az:on/ ' verra trO\'nto possessore d1 un arma sar,'l condunnato a morte. . «. Una_ ric_om pens~ di. 50 rupie ('I) sarà accordata 3 colui eh e dcnunCH:ra un rnd1v1cluo conv10to davcr preso purte ul vile massacro che Jasc1cr.ì una ma~chia iudelehile sul nome afgano. P.er un uflìciale subalterno o un e~p1tano saranno pagate 75 rnpic; per un ufficiale supe ,·· rn·· . s . . 11ore 1 rupie .. aranno pagate 3 rupie per ogni fuci le inglese che sarà con- I segnato». \. I l maggior generale I-li ii~ fu norn inat~ govànatore mili tare di Cabul· eg_l 1 doveva esse1:e assistito nelle sue !'unzion i da l nahab Gholam Hus~ se1m Khan, antico aiutante di campo di lord Napier. . . ~lentre. la colonna Roberts compieva parte più brillante della spe:liz,one, la colonna del _Kh_yber n_e compieva altra per lo meno a:trcttanto unportante. Esso cornrnc1ò le sue 01)Crazioni il 29 '~ettembre liv"l quai• . . . . . ?1'()ruo oc:upo Dà_ka; qu1v1 fu stabi lito un deposito d'approvvigiooamenti lll un po::.t~ fortdìcato composto da quattro fronti bastionati sopra un ret~angolo d1 300 su 4-50 metri circa . ·
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(I) La ru pia vale L . 2 ,30.
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Il oiorno 3 ottobre, sotto la condotta del colonnello Jenckins fu spedita ~na ricognizione di cavalleria sino a Beschbulac, e due giorn'. dopo il generale Gongh riceveva la sottomissione del _governatore d1 Djellalabad: questa piazza però non [u occupata . che 11 13 ottobre. .[] 17 ottobre la colonna si trovavu scaglionata lungo la valle del Cabul, con l'avanguardia a Fatibabacl (25 chilometri oltre Djellalabad) e il rimanente a Djellalabad , Alibagan (12 ch ilometri prima di DjelJalabad), Bonikab, Bosaval e Dàka. · Sia per i continui attacchi wi passi di Sirkai e di Schut.a~ga~d~n,. sia per l'apparire delle prime nevi , il 2.9 ottobre, le guarn1g1orn rnglesi nella vallata del Curam .furono ritirate su Cabul, di modo che l'unica linea di comunicazione fra la capitale afgana e l'India restava · la vallata dei Cabul- Daria, occupata dalla colonna del generale Gough; questa pertanto spedi ch~i forti distaccamenti per mettersi in rela_z_io~e col geMra le Roherts. Sembra però che la colonna del Khyher dilett1, in proporzione dei grandi bisogni, di mezzi di trasporto. Questo stes$O difetto si è fatto pure sentire assai vivamente nei movimenti di un'altra colonna, la quale, sotto il comando del generale Hnghes, e composta di 1000 uomini di fanteria, ,i.00 cava lieri e 3 butterie, di cui uua d'elefanti, mosse da Candahar il 2.3 settembre per occup~re il 29 Chelat-i-Ghilzai. Il 3 ottobre cs~a .vo_ll~ partir~ iu direzionB di Gazni, ma appunto per l'assoluta msullic1enza dei mezzi <li trasporto dovette ritornare a Chelat-i-Ghi lzai, dove pare che sarà costretta a fermarsi per questo inverno. · L'occupazione di' Cabul, ottenuta senza incontrare tutte le difficoltà che si potevano temere, calmò per un momento le esagerate apprensioni. J I prèstigio del noni e inglese <l_ra stato in poco tempo . e con minimi sacrifici risollevato : dopo il ·1839 è la terza volta che la bandiera britannica sventola sulle torri cldla capitale afg,,na. ' Ma l'occupazione di Caliul non risolve ancora la _questione; bisogna trovare la forma di un defìnitivo accomodamento, che mentre assicura iI predominio inglese sull' Afganistan non sia per destare le suscettività della Russia . Da principio si era parlato di immediata e definitiva annessione d.el paese ai possedimenti inglesi delle Indie; questa specie di accomodamento però s~bbene assai semplice, non solo era tutt'altro che propizio a scongiurare le complicazioni con la Russia ma si presentava anche finanziariamente assai pneroso, richiedendo nell'Afoanistan una permanente e forte occupazione mil itare, giaccbè tutto credere che il dominio inglese non sia il più accetto · agli Afgani.
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La risuluzione dell'emiro Jakoub-Khan di recarsi al c11mpo inglese sembrò poi una felice combinazione per di mostrare la spedizione come 1.0ndenlc semplicemente a ristabi lire l'ordino e l'autoritil nel pae~e. Quindi il governo e la stampa si affrettarono a scolpare l'emiro dei sospelli che da principio si erano forma ti su l suo conto. i\ia ristabilire l'emiro sul trono di Calmi era niente più che ritornare alle condizioni del trattato di Gandamac, le (Tuali non potevano certamente essere da lla spcrienza apfJ rovatc. Si ritornò qui ndi a sospellare della lealtà dell'emiro, la sua connivenza nel massacro dell'ambasciata inglese sembrò acquistare sembianza di certc1.za, cd in 6nc lo s'imprigionò o lo si tenne guardato a visi-a: egli è accusalo di aver ricevuto nel campo inglese, prima dr,lla battaglia di Tscltarasiab, un suo generale; d'aver progettato una fu ga nel Turckestan; d'aver rifiutato d'entrare a Cabul insieme aìle truppe inglesi; finalmenle d'aver fattto uccidere, prima cli partire pel campo del generale Roberts, AbdulKarim-Khan, conosciuto per le sue simpatie verso gl'Inglesi. 't Il Hl novembre l'emiro Jacoub- khan abdicò, o per meglio dire rinunciò al trono non avendo indicato altri come suo successore. Qui cominciò una nuova serie di discussioni sul modo più conveniente di far rioccupare il trono vacante; ma dopo speciale risoluzione del gabinetto ingle~c, è stato determinai.o di guadagnare tempo per ora. Quindi in data del 30 novolllbrc il generalo Roberts ha emanaw un nuovo 1froclama nel quale dichiara che in seguilo al massacro dell'ambasciata inglese o rlella abdicazione dell'emiro, gl'Inglesi occuperanno Cn bul cd àlLn· parti deW Afganistan; i capi afgani sono invitati a mantenere l'ord ine ed a venire a conferire col generale .l:loberts; si pr.omnlte che le popolazioni saranno tra ttate con benevolenza e con giustizia; la religione e i costumi saranno rispettali; la lealt.>t verso l'tunrninistrazione inglese sarà ricompensata; i delitti saranno puniti; le misure per uu amministrazione permanente del paese saranno prese \ dopo la conferenza fra il generule Hoborl5 e i capi afgani. Intanto gl'lnglesi, sebbene travagliati da continui attacchi. su tutte le comunicazioni, si preparano a passare l' inverno a Cabul ; mentre nuovi apparecchi si fanno per la yegncnte buona stagione. A Bombay sono allestiti 7000 fo rninu.mti per cavalli e numerose carrette leggere destinate al corpo di Candahar, pel quale si raccolgono pure il maggior numero possibile di poney.~, e dallo Scinda si ma ndano ~500 buoi . l noltrc il governatore di Bombay, sir R. Tempie, ha l'inca1:ico tli spingere con la massi ma alacrità i lavori d'una ferrovia giil cominciata, che da Sokkor nello Scinda deve condurre attraverso il
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LA GUEHRA
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Belutschistan ol passo di Bolan : i ma teriali per qnesta ferrovia arrivano direnamente dal!'l nghillerra e dicesi che vi si lavori in modo da. potersi cosLrurre tre chilometri di linea per giorno ( tutta la linea sarà probabi lmente di 500 chilometri). Tuttociò fa supporre che il corpo di t.ruppa a Candahar sia destinato ad altre. importanti operazioni, e Candahar si trova meglio sulla vin di ITernt che su quella cli Cabul. · Del resto i diari inglesi non tralasciano di preoccuparsi del corpo russo di spedizione contro i Turcomanni-tekke, :i l comando del quale dopo la morte del genera le Lazareff fu mosso il generale Lomakin cd ora è comandato dal generale ·Tcrgukassoff. A volta a volta fu annunciato la disfatta di questo corpo ed anche la definitiva presa cli Merv. Iu effetti iJCrò sembra che il gonerale Tcrgukassoff siasi ri tirato a svernare sulle rive del Caspio dove anch'esso aspetta la primavera . Snrcbbe inopportu na e prematura ogni previsione; ma nou possiamo 11011 rammentare che :-in da quando avvenne il massacro del- . l'amba~ciata ingles1i a Ca lrn l il Jowrnal de Saint Petei·sboui·g pronunciara le seguenti parole: " L'eccidio della missione ingldc a Calmi cancella la frontiera scientifica conquistata dagl'Inglesi . ~- L'impossibilità che l'lnghiltena predomini in quel paese mediante mer.zi pacifici, offl'e l'o pportunità di una congiunzione diretta dei dominii, inglese e russo, nell'Asia Centrale, dividendo I' Afganistan fra le due potenze e distruggendo così con un reciproco accordo, l'attuale zona intermedia , ch'è causa di contioui torbidi fra i due paesi » . )L
LIRl'll E PEl~IO DICI
LIBRI E PERIODICI
Noie g eologic l ,,e IJtdln BntJilicatn. -
C.
DE G 10RGI
Lecce, tipografia edi trice Salen tin a, 1879. Un libro gulla Basilicata non può riuscire discaro 11è privo d'inte~ resse arrli ulnciali dell'eserci to. Quanti cli nni ebbero occasione eh percorr~re quella regione, inerpica rsi pc' suo( mo~ti erti ~ dirupat~; a<rll'irar;,i per le sue cupe foreste, attraversare I suo, burro01 profondi. vi,e~·o è che oppresso dalle fati che cl i una vita errabonda ed ingrata, l'animo nostro volgcasi meno . ad ammirare le seYere bell~zze della natura, che a proseguire l'opera ingloriosa ma santa a noi_ affidata . Eppure le memorie "di quei tempi, passati r,~a le _marce, g_h aggu_ati, le emozioni più svariate, ci stanno sempre dinanzi: spes~o 1l. pens_,ero ritorna volentieri a quei monti, a quelle colline, a quei v,llagg,, ~ quei hoschi e so una voce ne parlri cli r1uelle regi_oni , n_oi tendi_ri°:o tosto l'orecchio e ci pai· di ~-iv! vorc in _,ruei giorn , onuu lo~tan 1/ rn cui la balda energia della g10v111ezza c1 accompagna va nell aspro e diffici le cammino del dovere. Il libro del De Giorgi è severo e nel contenuto e nella fol·ma; no_n s'indirizza alla fantasia, non cerca di ravvivare la fi amma degli 111Tett1. Noi !"abbiamo tuttavia percorso da capo a fon do senza fatica, e abbiamo provato nel leggerlo il diletto di chi rivede dopo moli.i ~nni un amico. Così è, anche il nudo e arido · vero ha lo sue a.ttratL1ve. Le bellezze naturali che fanno della Basilicata quasi una Svizzern delle provincie meridionali nulla perdono quando sono illuminate dalla luce della scienza. E il libro che presentiamo ai lettori della R'i1>ista reca un contri buto non piccolo a quella conoscenza scientifica delle condizioni na-
'turali del nostro paese, la quale richiedesi imprescindibilmenle in ~hi si travaglia :t ttorno alla sol 111.ionc del di llicile problema della ,difesa nazionale. L'autore però non inlencle dare una descrizione geologica pnrticòlarcggiata rlclla regione lucn na, ma :;olo di tracciare le prime lince della orografia e idrografia della litologia e geologia di essa regione. Egli percorre n tale scopo ia Ba,ilicrita, la esplora per un' es tute intera: lo sue conclusioni e i suoi giudizii perciò non sono semplice ripetizione di quanto altri scrisse prima cli lui , ma frutto di osservazione diretto, rivestono talvolta i caratteri della novità. Certo potrà a taluno parere anclacia o prosunzione questo pretcndcrn a 110vità nel trattare lri orogralìa e· la idrografia di una proYincia italirina; ma tant'è, iI Do Giorgi ha le sue buone ragion i, e quando da geografi e da geologi che vanno per la maggioro si ode ,parlarc del gran piano d,i. Ba.~il'icala, quando si continua a considerare il gruppo gnrganico come dipendente dall'Appennino, o si colloca i! monte Vulture -sul versan te occidentale dcli' Appennino stesso, bisogna ben saper grado a chi modestamente s'ingegna rii rin'lettcre a posto le mon tagne e di 1ogliere alla uaturri la responsabilità di cataclismi che non avvennero se non nella mente di qu~ lchc trnttatista di geografia. Prima di affron tnre il problema della costit111.ione geologica dei divc-rsi torroni della Basilicata, l'autore procede ad uua esposizione delle -s~e condizioni oro-idrografiche: è uu quadro di giusto proporzioni nel quale abbondano acute e giuste osservazioni, atte a compiere ciò che venne da altri giil dÒtto. La parte tutta via· più importante del libro è quella che riguarda la lilologia e, la geologia: l(Ui il Dc Giorgi non solamente ci presenta nuova e larga messe di doti, ma, con quella facoltìi' geucralinntrice ch e è propria dell'uomo di scienzo, raggruppa ,e coordina i fatti, si eleva nlla contemplazione dellti loro cause, descrive le prime linee delle storia crono- geologica della regiouc lucann .. Avrebbe termine per tal gnisa il lavoro, se l'autore aHe1.1.o a considerar, le· cose non solo in se stesse, ma altrosì ne' loro vicendevoli rapporti, e nelle loro applicazioni :d ia vita , ·11on credesse opportuno aggiungere altri due importantissimi capit-0li. :'{ell' uno, collegando le condizion i naturali della Basi licata con r1uelle <li tutta Italia, mette a confronto la litologia e la geologia della regione da lui studirita con quelle delle altre provincie italiane, e ne fa risaltare le identitil e le contrarietà de' caratteri. Nell'altro intendendo a scopo piLt pratico, possa a rassegna tutti gli. elementi che lo n asilicata può offrire sia alla creazione di nuove in-dustrie sia all' incremento di industrio già esistenti. Ma quella lunga
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eni1merozione di materiali da costruzione e decorativi, quegli ampi i ragguagli intorno allo acque di cui può avvantaggia rsi la terapoutic,3 l'agricoltura, e l'igiene sono per l'autore e pel lettore argomento cli, mali neoniche riflessioni. . Tante ricchezze giacciono quasi totalmente inesplol'ate r} negleìlte: l'abitante della Basilicata aLbandona uua terra che egl i reputa spos-· sala e infoconda per recarsi ad altri lid i, ove in luogo delle sognai<: ricchc1.zc trova il più delle volte la miseria e In morte. Possa la voce au torevole della scienza richiamare gl'Italiani alla rena estimazione delle natu rali ricchezze ùcl proprio suolo! La minera logia e la geologia mettendo in mostra le forze gratuite di cui natura ci fu larga dispensatrice, preparano nel miglior modo la soluzione ùi ,qu el pauroso prolilcma economico-sociale che form a il tormen to della odierna società. fl Dc Giorgi ha voluto :.iccopp iare allo spirito rigidamente scientifico il senso pratico; egl i non si è contentato di aggirarsi per entro il laberinto dei fatti e risalire alle loro cause generali; hn voluto che la S('ienza d, cui egli è-va loroso cul tore sia strumento di civiltà e ·ai benessere socia le.
D e,• Siche•·Hnus-,._..,,, N11cl•r•cl,tend,enst einerElsk,,,l,•on. Suste111nlischer Abrichttcngs JTo r -
( Il se,"i;izio di sicurezza e di esploi·a-;ione di uno squadrone; m,ctodo d'istruzione pr-ogt·essivaJ per il capitano von CARLO MORAW ETS, Vienna, Seide l 1879.
gall'afl.
L',111tore ricorda anzitutto cli c la massa dcgl'inscrilli .li un regg,mento di cavalleria i~ irncora composta da individui i quali non $ann'o. • nè leggere uè seri vere, e ci,ò che è pegg·i.o non possono pensare, di guisa che i pochi forniti di qualche istruzione scompaiono quas1 compiutamen te fra mezzo a quella ma:;sa . Di qui la conseguenza dcl l' i/ struzio!,e prutica piutlostochi: cli quella teorica. Il cn.pitn no Morawctz accenna quindi alla questione se si debbono esercitare le _reclute nei mesi d'i nverno: risponde risolutamente credere egli grave· erroro ci6 fare, perchè nella detta epoca i soldati non sono ancora padroni dei loro cavalli. Ci offre qnincli cinque esempi di esercitazioni da eseguirsi dal mese di ottobre alla fine di febbraio, esercitazioni falle da prima coi sot-
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·wl'ficiali souo la direzione del comanrlnnte dr~llo srJ11::idrone, o quindi per plotoni clni c·ornnndauti di plotonti coi :;oldati anzian i, nei dinlorni delle sedi dei plotoni . Le re('lute invece, dopoclli' avranno acquistato verso il mese di marzo un certo adrlcst1·amento teorico-m ilitare si potranno poi oscrcitare an che noi $Cn;izio di campagna; e ciol! l'autore vor rebbe eh('. dnl me,;e di aprile :111:i fine di maggio, mentre i soldati nnziani :-ono esercitati nei cinque esempi sopra ricordati, gl'in..:. scritti seguissero a ~tormo il cornandnnte di plotone, osscrvassr.ro l'aoda1nc11to delln 111or10vra e fossero posti loro sotto gli occhi da l proprio ,capo i singoli particolari della medesima. In questi due mesi gi potrebbe ancor:.1 1.rn mite alln scui mana <·segui re dapprima esercilazioni cogli an1.iani, 11<•1 modCI sopra esposto, poscia farle r ipetere dnlll' reclute r iman_endo gli anziani ;;pettatori . .Xci mese di giugno poi avrchberu luogo le cserr itnzioni cli ~q nndrono. · · Ecco i cinque r,e~11pi di. escn~itazion i proposti dal capitano Morawct1. per l'istruzione del !-erd1.0 cli ca mpagna. T.a phma, Men;i,/.a:;•i one i.: fo lta allo sco po cli nbituaro i soldati .ì ll'osservaziono rii tntto ('.ièl che endo loro soito gli occhi. All'11opo il comandante dello squadro11e, riuuiti gli nllicia li ed i sollufficiali, ordina ;i q'.rnsli ulti mi incli,-id11a lmcnte o riunili in piccol i gruppi, di portarsi ,1d un,1 rlala loca li ti1 .r: di es~e.ro di ritorno per una dnta ora. Essi lianun prir 'cùmpito di 11otarn tntto ciò ch e hnnno veduto IH}r farn e rapporto nl loru ri tor110; e qui l'autore dù parecch i modelli di ro1ali rapporti. f.n seconda rsercitazione si propone di :ibi tuarc i souufficiali nel la lctturn delle Cll rt9, rii obbligarl i a pensa re, ad orientarsi cd a misurar!' le forze del Cil\'a llo; cogn izioni qn cstc, che eornc dice beni1-::imo l'au1or<', l'ial1.ano la loro indipendenza e li prcp:irano nl servizio di .ord inanza r,d :i <p1ello di esplorazione. . Per esegnil'e queste e,ereitazioni il comandante lo scruadron c riunisce. 1.1_1tti gli ufficial i e soLILlfllciali dello squadrone cd invia questi ultun , 1n differenti localilù, prescrivendo a ciascuno di essi la strada ·.'. pcr~orrerc e In durata della cava lcata, n,,visandoli che giunti a de~1111nz1011_c dovranno asp,\tlarc nuovi ordin i. Uua rnezzor(l dopo la parteurn dc, so ttullìcin li, il (:omaudante lo !\Cjuadrone fa partire nn egual nn 111cro di ;;old:Hi, scel ti fra i più iotclligcu i, eoll'ord ine di porta1·si " _quella loc,.ilit:1, di cercarr i il sottuffi ciale, poscia cli ritornarr <"On In,• • 1-\ :cncIero po,· p1u · · 1·strutt1va · l'esercitazione, · l'nutorc suggcri,ce · ~t ~pod,re, an1.ichè cavalieri isolati, delle pattuglie di 3 o 4 cava.Iteri , cli avvis:ire i sottufficial i che in luogo di trattenersi nell'interno
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del paese si nascondano sul suo margine, di prescrivere che nel ritorno percorrano una strada dilTeren~e da quella seguita nel recarvisi, ecc. La terza, eseroi,tazione vuole addestrare il cavaliere a girare per la campagna procur1.1ndo di veder tutto senza lasciarsi vedere. Il coì11andante dello squadrone riuni;ce perciò gli ufficiali e sottufficiali, e tutti insieme si mettono in marcia seguendo il comandante a stormi, a •I 50 o 200 pa:;si dietro ad un :;ottullìciale, pi quale venne prima indicata la strada a percorrersi. Quest'ultimo non deve menomamcnte preoccuparsi degli altri che lo seguono, deve soltanto ri volglWC la, sua attenzione all'ava ntc1Teno e procurare di non essere 'vedu to. A lui ii <[uiodi permesso di geuarsi nei campi quando lo ritenga opportuno; solo O$SerYa gli ordini del comandante lo squadrone per quanto riflcue le anda lur-c, il fermarsi, il ripartire, il cambiare di direzione, ecc. Il com·auclante lo squadrone .còò·egge gli errori , indièa le omissioni, rei;;rndosi con gli al tri ::;ottu!Ticiali presso quello che si trova innanzi, di guisa che l'esercizio si risolve in una continua lezione fltatic:a . · . r f a quarta eserci,taz'i.one è suppergiù analoga alla precedente, cd ha per còmpjto di addc;:;trarc i solda ti ilei s~rvizio di pattuglia. Onde seguendo le modalitil dell'esenlpio precedente, il comandante lo sqpadronc spedisce avanti due sottufficiali invece di uno, i quali cavalcano l'un dietro J'alt.ro a venti passi' cli distanza . La quinta eserl'i.tazfone . fiualmcntc, die è anche la più impor~ tante, mira ad, insegna re allo scpiadronc come debba cont.cncrsi una pattugl ia per riconoscere il nemico e constatarne la forza . li conrnn dante dello squadrone fa preventivamente occupare gli sbocchi di una data localiti1 da gruppi di qua ttro a sci cavalieri con un ufficiale, al-, l'insaputa naturalmente dei sottulliciali. Riuniti quindi quest'ultimi/ ne _forma un~ f,attu?lia, cçm d'.ie di essi in punta, ai quali dà l'inf canco di avv1cmar~1 al v11lagg10 a celere undatura e di riconoscere la forza che l'occupa . Le pattuglie collocate agli sbocchi del vi]hJggio cercano di opporsi all'avanzata del nemico, e} così ne nascono puree- i chie mischie, alle cruali si può. far prendere maggiore estci1sionc, riu- / forza udo i due partiti avversari con cavalieri (8 a 1O) prevcnti va- · mente inviati nel vi!Iaggio o ,nelle sue adiàcenze. • È innegabile che' il sistema proposto dal capitano Morawctz abbia dei vantaggi, non fosse altro qt~ello di dare all'istruzione e.li campaona 1" uniformità e agli squadroni sufficientr~ istruzione pratica. Ma se non
andiamo em,ti i cinque esempi da lui formulati non abbracciano tutto il servizio di cumpagna: così, per esempio, non vi si accei;urn punto al servizio degli avamposti. Assai utile e. pratico perù ci pare il sistema proposto di · eseguire prima gli esercizi tattici coi sottufficiali, indi di farli ripetere dai · soldati e cli farvi in seguito assistere corn.e !:\p.ettatori le recinte.
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Qescliiclite der Belageru;ng von flueretaro. ( Storia
dell'assedio di Queretaro) . Di 1879. Seidel e figlio.
TEODORO KAEHLIG; -
Vienna
Qtte;to lavoro, cui si è dato il pom poso titolo « Storia » appartiene a nostro avvi$O a quella ·classe cli libri i quali come la sto.ria annerlottica del Salrn- Sal111 Q le memorie del dottore Basch pigliano i fatti che raccontano da una cerdiii\ troppo limitata perchè qualche volta dietro lo scrittore non faccia capolino l'uomo con le sue passioni. Non per questo la pubbl icazioue manca di interesse. Quando il tempo avrà compiuta l'opt\ra sua e spogliato quei tristi,simi avvenimenti di tutte le co1itraddizioni nelle quali sono avvolti, essa potrù contrilmirr ad illuminare qualche pagina d,ella vera storia di questo misfiJ.ttO politico. Sebbene la narrazione, a dire il vero, ci insegni poco di nuovo, pure chiamano l'attenzione alcune riflessioni che l'autore setnjna qua e lii . Così fra altre va notata la schiettezza colla quale dice, che Mussirniliano il 28 febbraio ·186'1 era sufficientemente forte (8000 uomini) pf:lr battere completamente Escobedo che prcsentavasi avanti a Queretaro con poche migliaia di Presados ( uomini armo lati a forza), cosa la qu;ile poteva cambiare le sorti dell'impcrn . E l'altra che Massimiliano avrebbe dovuto partire assieme ai Francesi come ne lo sol lecita va Napoleone III. Invece non ci contenta la interrogazione colla quale cerca di scusare la quasi sempre ine.rte clifensi'-:a dell'imperatore: « Come poteva scostarsi da Queretaro se gli abitanti della città erano i suoi soli fornitori? » Ci sembra, che con un po· di energia sarebbe stato agevole assicurare questo servizio, poich'è i meni nòn mancavano, se abitanti e guarnigione sofforono pr~nuria solo dopo due mes~ che crauo accerch iati (fine di aprile) . E per 8000 uomini e per quei paesi crediamo sia aucora valevole il principio: « la guerra nutre la guerra » . I Inaristi non facevano forse così?
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Potremmo entrare in altri particolari e mostrare , appoggiandoci sempre sullo stesso rac.conto i;he la de,,oziono per l'infelice monarca o per la causa, che al\'autoro ha fatto abbandonare In farnigli!"I e passare l'Oceano, gli tolgono come agi.i altri che finora ne scrissero, quella serenità di giudizio che è richie~ta da ogni opera storica $O pn' tendc lasciare traccia di sè. . Noi non dubitiamo che senza il traclirnonto, il progettato tentativo di rompere le linee dei Juaristi sarebbe stato eseguito; ma non crediamo che il solo Lopez sia il Giuda; e il racconto dell'a utore, malgrado gli inni di lodo che canta od ogni pie' so:;pinto al valore cd alla fedeltà delle truppe indigene imperiali, conforma il dubbio che iu esse vi fosse del marcio e ' molto. Lo accuse che fa ai Francesi, ricordando le espressioni ri i un memoriale scritto da lui sotto dettatura dell' imperatore, e che confossa es:;ere stato bruciato il .gior no dr.Ila presa di Querctaro, sembrano troppo gravi . per poterle uccoglierC\ in un libro che vuol cs:-CH'C uu::i pagina ~torica. L'orditurn però ne ò semplice e logica, l'esposizione chiara e intrecci:ita in giusta misura di r:icconti C\ ritlessioni per cui mantiene vivo ì'interesse del leuorA e di pngioa in pagina lo spingo verso la fi ne.
Fii,• dea S11at:lon- Pechten. ( Istruzi'one pratica p er la scherrna). Teo e nte SmrSMONDO
P r n kti•che .4.,a.lei huag ADRYCKI DE ADRYCE. -
i;;
LIBRI
Vieuna 1879. Seidel e figli o. ·
L'.iutore dice avere scri tto qnest'istruiionc per riempiere 1111 vuoto, che esisie rn nella letteratura militare. Tutti i movimenti della sc11erma colln sciabola e l'assalto sono distribuiti, a noi sembro con molta conosc?nza d?1.1:artc, in ~8 ~(:zioni. Mentri~_il metodo o l::i progrcssionf degli eserc1w agevolano l imparare a chi Yuole esercitarsi da sè, la ricorca della causa dei difetti più frcqueui.i negli al Iicvi e dei modi di togÌiergli, fa quest'islrnr.ione una buona guida anche per i maestri. Cercn inspirare, dovo cadono acconci, dei sentimenti di generosa cavalleria cd è facile ac.corgcrsi che lo scrittore n.on è 1111 mestierante, Ammetté che tuuc lo posizioni sono buone, se sono bono adopera te; ma so,tioue che quella d:i prima, pel' quanlo :;ul principio sin faticosissima, co pre meglio lo schermidore e gli rende il braccio più robusto e pronto alla risposta.
.PEfllOOlC l
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llb er Hnndlinfnnag tutti E r ifJe i teru ng tles Rr,eg s-
(Dél giuoco cli guerra e della necessità di esten derne l'uso). Capitano di REICK ENAU. - 1879, Berli1io.
11pie l11 .
Luckhardt. Sulla disciplina Il r indirizzo da riarsi :il giuo('o ha le medesime opinioni del teneole colonnello di Bilirnek ( Vedi rosoC'onto dell'Organ der militar 1rissenschaft/'ichen l'ereine) ; propone però che i pinni topoirafic( ~ni quali si svolgo la partita, sinuo r,ppcsi nl muro e d1c i sognetti rappresentanti le lrnppe (folli di <·:irtoncino) vi !'illno fi ssati con spilli. Ciò ri osciri, fa cilissimo, quando le carte gii1 incollato sulla tela. abbiano un soGondo Tovoscio di stoffo di larw. In tal guisn si potrà far .1ssistere al giuoco nn numero ma[![!iorc di ~pcùtatori , evitare il continu o urtarsi at torno al tavolo, il rimnovor,i e spostar$i dei segu()tti e dei fogli elio conipo11gono il piano e infine rermarn maggiormente l'attenzione di 1uui. Ma il i inoc·o di guerra, che desidera si chiami manovra su lla c,Hlfl cc,111 0 in J.tnliù, ,;ervr: ~olo per compire l'istruzione dell'ufTi ciale. ]~ inuti lo farv i a~si~torc chi Cllll'assicluo studio della storia militare e dell:i tnttica non ,,i è preparato a condurre le trnppe, 110n ,;olo secondo i pre1,clli dell'arte, m;i ciia ndio :;ocondo 1(1 e~igenzc dilli:\ situazione del rnomonto. I principii tattici, come lr: semplici prescr.i1.ioni del rcg1l:1mento sono una spada a doppio taglio, se 1111 giusto discernimento 0 0 11 ne guida l'a pplicazione. E questo discernimento è frn tto dello stucl io diligente della storia della guerra , no11 come esposizione di una sequelu di fatti , ma come analisi dellr. cause che produssero quei fatti mP.dosimi, Souo le campagne rcccn tis~i me che vogliono essere esaminate; poche battnglio :watomizzn tc noi loro particolari isµirerauuo maggioro esperienza e tallo, che lo studio di tutta la compagine storica fatto negli istituti. Il <.; olonnel lo )lnrselli nella . opera « Lii guei·rn e la sua storia" o altri 11ncora hanno manifestato · queste ideo. Noi ahbiamo ripcLu lù i11 succi11to le opinioni del dntto scri ttore per spiegare le r:igiuu i che lo pi'.'r tano a proporre, chu l:1 mauo,·ra sullo car.ta siil proceduta dallo studio <li alcuni avvoni111eu1i di guerra. Conviene che lo svi lu ppare, gli scontri e le ba ttaglie delle qunli l'eco tace nppe1rn, . porterebbe alla criti ca dcll'opnr:i cli 11fnciali ancora viventi e che ciò potrebbe parere contrario alla disciplina; ma soggiungfl
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che il far toccar!). col dito al giovane ufliciale. le grandi diflìcolti1 morali e materia li d'ogni comando appena appena eleva to, non potrebbe che ingrandire l'ammirazione destata in tutti dai gloriosi r,1iti dclii\ ultime campagne . In passato· le relazioni delle gnerre, per quanto veritiere ed estese, non scendevano ;1 quei particola.ri che distinguono le moderne e rendono possibile l'esame sminuzzuto d'ogni singolo ·fatto. La prima (lì queste (lsereitazioui dovrebbe essere elaborata da una iutelligenza preclara onde servirn cli tipo alle altre. Naturalm~n te oecorre cominciare con la rappresentazione sulla carta ·c1i combattimenti di minor irnp<Jrtam:a. Ogni esercitazione che rapprest•nti fatti cÌi g1rerra, va seguita eia nna manoVl'a s·u lla carta nella cpJale trovino appl icazione tutti o la maggior parte dei priucipii studiati e cliscu~si. In compendio le opinioni .e proposte dell'autore sì riassumono così: Perchè l'n fficiale possa avantaggiarsi delle manovre sul la carta, che inclubitamentc. sono un ottirno esempio', gli occorrono cognizioni preliminari , senza le qu,ili l'e~ercitazione ~i riduce a un ridicolo giuoco di segnetti dove un controsenso segue l'a ltro. Queste cognizioni sono: la lettura delle carte, la tattica clcmcmtare ed applicata, la conoscenza di tuue le forze fi siche · e morali che esercitano un'azione qualsiasi. in guerra e della natura e maniera con la qua le cpteste forze si man ifes tano. · Meno la prima, che ha diritto a importanza assai più grande di quanta generalmente le si com:ede, tutte le altre si acquistano collo studio ragionato della storia della guerra. Ora se questo studio deve dare risultati occorrono buoni libri, bnone carte, oltimo criterio e una co-:stauza senza pa ri ; condizion i le qua Ii permettono dubitare , che il giovane ut1iciale vi dedichi il _tempo necessario. E poi anche l'nllìciale studiosissimo ptiò crearsi false idee, se 11ei suoi sforzi non è guidato da una mente illuminata dall'esperienza e dalla meditazione. Dal suo metodo, lo scrittore &i affida, che ne verrebbe grande utile all'istrur zione degli uflìciali. Noi dividiamo perfettamente le sue opinionii e ' desideriamo · che almen'.1 in_ quelle guarnigioni, nelle quali vi so~o ,truppe d1 tutte le armi e rntell1genze ·che pùssono assumerne la di-· rezione, se uc faccia l'esperimento.
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E PEHIOOJCl
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Die Preussische Beite,•ei vo,a 1806 bis 18'16 in , ihrer i1111e1·en Entwil..el!.t,ng. (La cavallm·ici prussiana nel :sita inti?no ·sviluppo dal 1.806 al 1.876), ùel tenente culonnellu \'. KAEHUm. - Berlino, 1879. Mittler.
I Te.desch·i souo coiw inLi che i loro regolame11Li militari :;icuo · il , prodotto di uua evoluzione cùnti nua e progre:;siva, cruasichi! vi esista già il germe di tnttc le mod ificazioni , che in essi vanno iotroclucen- · dosi, e questi ger111i non aspettino che ii tempo propizio per spuntar fuori. Sembra che <p1est.o processo evolutivo non abbia avuto il ·suo corso molto regolm·e per quu11to riguarda la c;walkria, ed i fat ti con-· traddicono alla teoria, cui l'autore stesso vorrebbe riat.taccar,:,i giudi- · c.andone anche seuza altro dal titolo del sno libro. Tra il ,tSOG cd il l876 vi e una graudc lacuna nello svolgin1cnto progressivo dei regolamenti di quest'amrn . I · princi pii di Federico H e dello Seidlìtz . furono totalmente 1nessi da parte . Le w ndizioni militari imposte all:i Prussia dopo Ieua uo11 ernno tali <la poter co,;tituire 1rn:i buona eaval leri:i, e non ::;i può incolparla, se nelle così det.te guerre della li- · hcraziouc qucda uon diede grandi' rign ltat.i. Nemmeno nelle guerre successive si videro dal la caval leria prnssiana operare imprese, che corrispondessero alla prnte~a riposta nella ,sna cooperazione snl Cilmpo di battaglia. Nel ln stessa guerra del ,t870 la cava lleria ted.esc:i per · un impn l50 qnasi isliutivo :seppe segnalarsi nel ,;crvizio d':i vanscoperta, ma uou ebbe sni eam pi rii hat.taglia nessuna azioue decisiva . Le cariche rauc a VìonYil le dalla cavallerin nredow sono nn episodio assolutamente i:,olat.o. Dopo cs,f} tornò la convinzione· ehe la cavalleria possa ancora oggi cootrj buire. all'esito del eornbatt.imento; e dopo esse furono rorniuciati gl i stncli per addestrare la cavn lleria a rcn-der:;i ca pace .a gros3e fazi oni . Qubti studi, cd il regolamento, che ue fu il prodotto, riattaccano la eavalleria pru:s~ia1rn alle gloriose tradizioni di Federico, di Zietcn; e di Seidlitz. Anunes,;a questa lacuna, che abbraccia la maggior parte del periodo , indicato dall'autore, l'evolu,.iouc perde molto della su:i natura e diviene addiri.ttura una rivelazione. F u il genera le v. Schmidt l'npostolo dì questa rivelazione e l'anima del nuovo regolamento d'esercizi per la cavalleria prussiana. Nessuno meglio c~1e l'autore poteva es_pprre I~ prove aJtraverso le-·
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qul\li erano passate le idee (lui generalo Schmidt prima cli essere definitivam ente concretato nel regolameto del 1876. Egli fu ~apo cl i staio maggiore di quel generale e ·rerven tc animirn t. or.) dei suoi principii. Akuni juterossn nli articoli della Rfoisto, mibitare ( 1) hanno già indica to e discUS$a la natura di questi prin cipii , come la formazion e della divisione ton tre hriga lH cli due reggimenti ognuna, J'azio11e delle tn.J lince ccc. 11 Jibro del Riihler esponendo i risultati delle va rie con11ni!-sioni che da l {8i2 .in poi si occuparono del nnovo regolamento·, le istl'llzioni emanate per lu grandi manovre di grosse rnassc di cava lleria annua lmente n1dnni1tc in Germania, i successivi progetti di regolamento, precisa lo spirito rl elle innon,1.ioni contenute nel regolamento · pru,;siano definit.ivo del 5 luglio ,f87G.
Jou,•nnl des 11ciences uailitai,•es. Fa~cicoli di novembre e dicembrr _ _:_ Parigi . - Dumaine, 1879.
L'ant'ica Roma , s1w grandezza e clecadenza, sp·iegate con le tra.s/wmazion'i delle sue ·ist-ituz ioni. (Conti nua) Generale FAn:. - Esa-
mina il :;istcm/1 dcll'e:;;crcito perman ente sotto l'impero, i cambiamenti recati da l\rlriano nella tattica, la costitmionc cl i Diodcziaoo tnnto nella $Ua e,senza politica, quanto . nei suoi effetti , l'nrd inamento rnili tarù ~tabilito dit Coswntino nei due imperi d'Orieu tc e d'Occidente. Valore co1117Jarato, pel com/Jlitfli.mento, del (11 ei/e cittÌwle della fanteria europea. (Fine) . Magp:iore OnTus . - Porge 1111.1 sommaria ai1alisi do Ile esperienze ratte dal le~divcr:;c po tome ~nlle armi portatili . Eccoire 1\ ~Cllni ris1:i.ltati., il cui confron_t~ non pnò. SWhil i~si che teneJ!rlo :Ol{t~ d1 molte c1rcosta11ze e delIn differenza de, nw1od1 con cui s, ellctJiw il tiro. In Prus:,;ia alla dist11uza conosciuta di !.iOO metri, scssan tn tiratori probabilmente dei rnigl 1ori, coricati dietro un riparo e traendo sopn/ 'bersagl i che rappresen tavano un battaglio11c in colonna doppia, ciuJ colonne di compagnia ad intervalli , mezzo hattaglione di fianco per (·I) Vedi più specialmente g li al'licoli del Jh,scm ,,' AooA S11,Lla ,ondotta llei grossi ·Corpi dì cavalleria, luglio e dicembre 1874; del P,oorr, Sulle manovre eseguite in · Germania ,iel 1873. Agosto 1871 ccc,
F,
PERlOOICi
vlotonc, due colonne di ·compagnia ad intervalli, mezzo battaglione di · ·n i.i icdi, sia coricati ·, col1)ircono il 7-1 ¼ dei proie.tti la. nciati. 1 I.inea, sia In Austl'ia i tiratori di 1" classe mil'ando cont.ro un bersagli/\ d1 im,90 di a Itezza sopra 2,2b di base, situato a :178"' di di~tanzll , ottenn(1ro 110 per cento di 68 colpi riusciti. In Svizzera i tiri furono eseguiti contro tre busagli di ·1"',80 di nltcua per 2,?0 _di ~arghez~a, a 600· e 800 metri · l' uno dietro l'altro, con int.ervall1 d1 ,'i:1 metn . A 600 metri si ottenne 8,i, °lo in tutto, di cui 36 °/o nel bersaglio del ce~tro'. ad 800 metri il ,\.8 °/ 0 nell'insieme, di cu i 2·1 °/ o nel bersaglio dt niczzo. Gli Svizzeri hanno l'atto pure e:,periùnzc compnrativc con bcr:sagli · rappresentanti frrntcri a eJ artiglieri~1, dalle qual i.? venu to. a risultare dio una battcl'ia non potrebbe .rimanere alla distanza eh 800 0 !)00 metri da una buona fanteria, ~cma esporsi ad essere messa fuori di scrviiio in pochissii110 tc111 po . Secondo l'autore i risultati delle ultime ~uerre hanno dimostrato che oltre il limite cli 1000 o 1200 metri .di di:-;lanze, non bisogna contare sull'efficacia del tiro della ra11teria in massa . Ciò pq:;;to conclude cha il fu cile: inglese è superiore a tntti per tensione di traiettoria, ma la · sua cartuccia ti pesante. Il fuciln fran cese, austriaco, prussiano c russo ha lo \tesso valore dell'in?l~se._ Il fucile ~vi.zz~ro. ~ alquan to itll'eriorc a quc~Lo, ma nel Wcuerl1 italiano tale 1nle1:1orit~ i·i compens.:ila clalliì leggereiza dùlla cartn('cia, salvo che. nel primo 1! meccanismo a ripetizione ne·accre:,CC considerevolmente. il :alo re. Agrri11ucrc poi che nQ,;suna fanteria europea può vantarn dt avere un ;rm;~ncnlo di decisiva superiorità, e che la vittoria rimarrà a quelle t.rnppe là cui istrnziorw del tiro sarà rnigli?re.. Chiude l'.a~ticolo con nn esame del fneilc a rìpetizione della man na Jranccsc, cioe dèl Kro-· patschek modificato, e viste le qualità cli quest'arma fa. voio. che. si esperimenti sn larg:1 scala ccl in confronto col Gras al quale foc1 lmente potrà 1111 giorno esscwe necessario di. sostituirl.o . . . . Lei wrtoyrcifia nvi.l'itare all'esposiz,ione u1wursale eh Par.ig'~. (Fme)Capitaoo J. B oH NHCQu i,;. . . . f solda.t·i, eh prima classe. Nou sarebbe pn\ vantaggioso, chiede l'autore, di abolire qnc:;;ta distiniione di nome, e considerare, co~nc nell'esercito tedesco, tutti tli uomini di prima dasse fin d11l loro amvo . ai corpi? Quelli ·che per ~Hila condotta· o manca nza di disciplina ~i rendessero 'immeritevali di un tale titolJ, dovrebbero, secondo lm , essere privati del relativo gallone cd avere una dirninuzioi~e di sold?, Primo soldato in ori<1inc era nòminato quegl i, che nl)n potendo diventare caporale per difetto d'istr uzione teorica , tuttavia formava l'onore
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·della compagnia, il vero ' modello che le reclute si abituano a rispettare. Ora la breve ferma di tre anni non permette, egli dice, al soldato di acquistare tutta la necessaria esperienza del servizio e le altre qualità per a vere nna supremazia sui suoi cn rn pngni e rendersi atto a supplire il caporale. Tratta infine la questione dryl lato morale ed economico, dimostrando i vantaggi della proposta accennata, !'a cui adozione a suo parere porterebbe risparm io e semplicità. Formaz·ione di combattùnento del/ci fanteria. Siioivantaggi. Mezzi pe:1· rimediarvi. Maggiore H. - Vi si dimostra no i grand i inconvcnient.i clw derivano dalla mescolanza delle varie frazioni della compagni.i allorchè bisogna impiegare tutti i rinforzi. Ciascuna di esse dovrebbe snrnpre rimanere sollo gli ord ini del suo capo ordinario durante il combattimento. Ecco la formnzione tattica che si crede più van taggiosa: La compngnia in ,1a linea coi rlue plotoni uniti, mancia da ogni plotone due srpiaclre su lla catena, <lue in rinforzo cd nna sezione in sostr,gno. Nr,I ,t O plotone la cawna è forrnnrn dall'8" e 6• squadra; nel 2° ,da lla !)• e 4,1•. Iu ogni plotone, le due ~q1wdre di catena lnsciaoo tra loro un intervallo sufficiente per permettere lo spiegamen to di una squadrn. Lo squadre di .rinforzo sono collocate indietro ao-li spazi . o vuoti cbe debbono occupare quanrlo giungono su lla linea . La sHzionc di sostegno è a sua volta condotta sulla car.ena in ordine chi uso e de1re disporsi sia a destra, sia a sinistra dèlla sezione di testa. Per fa rle posto i tiratori della squadra di destra o quelli della squad ra di sinistra diminuiranno gli intervalli verso il cen tro rlclla sezione spiegata . Quest'online (d ice l'.intore) è semplice, facile per la manovr:,i, si adattH ad ?gn i terreno, favorisce la mobil ità <li ogni :rnddi r isione e .,li tut.ta In compagnin, mnntiene la coesione o fac ilita il comando , permette sfrut tare tutta _la potenza del fnoco e variarla secondo/ il 'bisogno, prestandosi molto ai fuochi collettivi, che avranno unn grat1d e importanza in avvenire; infine~ rende minore le perdite. In conforn\ità ·della sua dimostrazione generica egli scende a formulare le norme regolamentari circa_i I modo di rom pere .per snzione, spiegarla in catena/ od in rinforzo, spiegare la compagnia avauti, por fianco, dare il ci,mhfo .ai tiratori e rinforzare la ca tena. · ' Note rnl corpo dlll gMvio e sulle modifìcazioni cla ·ìnflrodurre nel suo onlùnamento e se,.i··vizio - In principio si ammette clic la riunione del· genio con l'artiglieria possa avverarsi in seguito, qua lora que$la sia distint.i in artiglieri~ éla campagna ed in artiglieria tecnica , .con la quale ultima soltanto sarebbe desiderabi le ed utile la fusion e,
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creando un'unità di vedute nella fortificazione, nell'attacco e nella difesa delle piazze forti e nelle costruzioni militari . Ma si criticano le , misure prese finora a r!guardo del genio come tendenti a disorganizzare i snoi servizi al momènto delln · guerra , anr,ichè a prepararli a tale- s1;opo sin dal tempo di pace. Il rimedio proposto <: di stabilire l'ordinam,mto del genio sopra una nuova base, separando il servizio delle piazze forti da qnelle degli alloggiamenti, e distinguendo le direzioni in due categorie. Quelle della prima dovrebbero essere destinate ad assicurarè i l servizio del genio tanto in tempo di pace quanto in guerra sotto l'autorit/1 immediata dei comandanti di corpo d'e.serc_1to, abbracciando tutto il territorio regionale da e:;so dipendente. Le direzioni cli seconda categoria si occuperebb1.ffo dello piazze forti, comprendendo ci;:iscurrn delle pri mc uno o più gruppi difensivi beJJ dete~minati, divisa in sezioni ripartite sullo svi luppo della zo11a della frontiera. vuole che ogni divisione di . cavalleria indipendente abbia un ufficiale del genio munito dei necessari mczii d'nzione; che le piazze forti siano riunite in un certo numero cd in una data circo.,c.rizione, sottoposta ad un ufficiale generale proveniente cfall't1rtiglieria o dal genio, per preparare e dirigere secondo gli ordiTJi del ministero i piani di difesa; che i comandanti delle delle piazze siano $Cmpre in tempo di pace al loro posto per studiarne le risorse e le proprietà difensive; che il servizio dei pontonieri si11 allidato al genio . Circa i battaglion:1 di questo corpo si propone di sottoporli. a periodi che i,;pezioni dei comand~n ti di corpo d'esercito, e di farli 1m1rciare integralmente alle manovré d'autunno e non gj;\ in frazion i insignificanti ed inutili. Jnlì11H si dimostra la necessitit che ognuna di que~te unità tattiche sia composta di sei compagnie, conforme al progetto ministeriale non approvato dal corpo legislativo, e ~hc le comp,Jgnic di ferrovieri ,;iano riunite in un battaglione. Queste riforme conducono l'autore 11 credere indi- · spensabile la creazionç di un quinto reggim1mto elci genio e di una quinta scuola niagistralt\·. In ultimo si giustificano tutte le accennate disposizioni ed altre mo lte d'ordine pi ù p11rticolarc, dimostrando che si potrçbbe, attuandole, realizzare una notevole economia. . Educazione morale del soldato . (Continuazione) . Colonnello C. CoRsr. L'esercùo francese da Carlo VU sino all<i r footiizione (1439-1789). (Continuazione). Capitauo Q U AHRÉ DF: VEll)IE UJL. - Tratta della creazione del corpo dei granatieri , dello stato generale della fante.r ia nel 4750 e nel 1762, delle truppe leggere, della milizia e della cavalleria fino al 1772, epoca in cui questa fu costituita rn ·1'.2 compagnie e 3 squadrnni. Libri militari.
si
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Le Spectateur n1ilttaire. -
dicembre . -
Fascicoli di novembre e
Parigi, 1879:
[l 11:UOVO regàlamento sulle scuole reggimentali di fanteria . V. D. . Se _Prima era pos.sibile in Francia di proporsi !ielle scuole dei corpi · il duplice scopo di formare ~ioè sottufficiali atti a divenire ufficiali, e di rendere i militari capaci di esercitare impieghi civili, non cosi è dato, secondo l'autore, di ottencrn oggi questi due risultati, stante la brevità della ferma. Egli è quindi di avvisi:\ che nei regoimenti non pu~ che impartir~i una i~truzioue preparatoria per quei s;lda ti i quali, ~spirando a gradi elevati, debbono poi concorrere all'ammissione nella scuola di Avoi·d ('l). Dice che questa s.arebbe superllua se le: materie di studi che vi si apprendono, si potessero insegnare al corpo, e ritiene insufficiente per un corso di preparar.ione un programma che abbraccia soltanto delle cronologie , nomenclature e regole non dimostrate. Critica perciò il nuovo regolamento che non tien conto di tali principii e non provvede al. metodo di sviluppare una vera istruzioni! preliminare. Le gran&,, manmwe d·i cavalleria nel 1879. (Contjnuazione). SExTus C ,HIPANrus. Contiene l'analisi e le critiche del~ esercitazioni eseguite nelle quattro giornate. · Eccone un saggio di quelle più generali: Nel ~iconoscere l'abi lità_ c?11 la quale i reggimenti e gli squadroni sanno in comple%o servn·s, del t<~rreno, l'autore trova che si vede assai bene, ma non si {Jrevede abbastanza. , I regolarne?!! _t~oppo precisi e particolareggiati in tempo di pace spengono ogn, rn1z1.at1va cd emulazione negli ufficiali subalterni. / Il servizio in campagna di sicurezza ed esplorazione è ben duo, salvo la troppo servile osservanza delle norme invariabili. I . La cor~oscenza. del terreno in ciò che riguarda la :,;ua ·configurazione, gli ostacoli, ecc., è alqwinto . incompleta in parncchi . . La .·n~~essitit /i una direzi_on~ n'.1ica si fa sempr:' più m_anifcsta 11npe1 1os,1 , _perc,o propone d, rrnnll'e due o tre bngate d, corpo di armata ogni anno per le grandi m~novre. Vi è troppa di vergenza, secondo lui, di opinioni e di ordini circa .il modo di cavalcare. Vuole quindi un ispettore generale permanente
1a
(I) Oggi chiusa
e sostituita da un'61tra,
della cavalleria, dimostrando l'inutilità delle ispezioni trimestrali, e come riesca penoso ai comandanti di corpo d'armata e di divisione .di dover studiare tutti i bisogni di quell'arma. Infine propugna la creazione di ,rn comitato con incarico cli analizzare t.tli bisogni e proporne i rimedi. Stud;io sa,ll'amm·i.n'istrazi,onè dell'esercito . (Fine) . Generale Di.: cHANAI,
c,1) .
,
Alcune o.~servciz'ioni S'tigl:i fCr·i,tti di, Feder'ico il Gra;nde. Dal te-
desco. La carta della .Francia alla scala di .l: 100000, esegnitn per ordine del ministro dell'interno. ' La giusti,zi,a mili tare. Per un ufficiale superiore a riposo. - Nell'assiduo lavoro odierno per riformare secondo la neces:;ità dei tempi gli ord in:t1rn.mti dell'esercito' venne lìnoà1 dimenticata Ja giustizia militaee. L'autore si propone cli. rompere il silenzio in cni l'u involta uu'istitu1.ione mil itare così importante, e prende ad analizzarla con elevato concetto dello sco po cui essa mira . Vuole che i consigli di guerra non siano unicamente delle maccbiue di repressione, ma delle. grandi scuole di morale, nelle qua li si abbia nua completa cono$cenzn del diritto militare n tutela del l'onore e della vita della maggior parte dei cittad ini, che sono la forza vi,Ya della nnzione. Stndi::i sema spirito di censùra prostabilito la fnnz.ione della giusti1,ia i11 icmpo di pnce, i11 cui l'e$erci to trovasi nel suo stato nonnalc, ammettendo che nella si tnazione Cf'.Ceziona le della guerra i mez1,i por a~sicnrare la disciplina debbano pure essere eccezion~li. Biasima che in un medesimo nllìcio ' al ministero della guerra siano coufusi insieme il servizio della gendarmeria e fa giu:;tizia mi litare, :;otto la direziòne ,li un capo che tutto dedicaudosi al primo, abbandoua gl i affari relativi all'altra al suo subordinato. Nè mcno ' severo ò nel t,;fiticare il potc;-e 11sso luto del capo della circoscrizione territo ria le di corpo ct·armata, arbitro senza controllo e senza appello degli uomin.i tradotti a vanti i con,,igli di guerra; notando che in ehi esercì ta que$lO pot.ere non sempre concorre con le altre qua lità quella cli esperto giureconsulto. Dimostra che · un tale sistema l'ra gli altri può avere l'inconv,miente cl i dar luogo a tante giurisprudenze, quanti sono i corpi d'armata. Propone pe~ ripararvi , una così detta camera delle accuse, da istituirsi dove risiede ogni consiglio ·di guerra, comp,osta di militari che abbiano disimpegnate l'un(I) Veggasi La quistione amministrativa militare dicembre s corso. ANNO XXV, VOL . I.
'i ti
Francili. - Ri~ista mi!it,we del · 9
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zioui giudiziarie, o nella quale rlovrebhe esser fatta l' istruzione dei processi. Esamina le attribuzioni di commissariato del governo importa nti e delica te, poichè osso parla a nome della società in ~onera le, ma più particolarmente dell' esercito, e devo quindi essere all'altezza della lotta cho ha da sostenere contro aHocati tnl voita eminenti. .Lo seguo nell'esercizio della sua caric11 prima e dopo l'istruzione, all'udienza, come capo del tribunale, como nnHni1!istratore; no svolgo la responsabilitil, e ri provandone l'assim ilazione di grado nella gerarchica rnili t:i re, fil ,·celere l'util ità che si rivrobbe abolendola completamente. Memorie ,1111i/:ita1·i del generale HaHly. (Continuazione) . - Contengono il giornale dello operazioni clogli eserciti francesi sul Reno e in Svizzera, n cominciare dal 1° mano 1779, cioè dai primi movimenti offensivi attraverso la Foresta :'\era fino 111 combattimr.nt,o di Hrigue al piede del Sempione, avve11L1lo il 17 luglio. r:origine della /and,oehr prn,.ssiana nel 1812-1815. (Continuazione) . 1. P. PASSANAKT. -'- Al ln dichiarazione di guena seguì l'app()llo del re al popolo. Tutla la h1nòweh r prussiana era ormai ordinata comH quelln delle provincie oriontal i, ma vi si aggiunse 11na can1llcria improvvi,-ata alltl cosacca con lance. Diret.umrno però lo armi . L'istrnzione ern affida ta al la ge11clarmoria eri. ai corpi di guarnigione. Il battaglione trova vasi ordinato come quello d'oggi . Da principio la bri~ala · di landwehr riuniva tutte le nrmi, inn poscia fu scioltn od i baunglioni vennero incorporali nei reggimenti e nelle brigato di linea . Un cri pitano e q11ottro tenenti per compagnia erano eletti ,falle trnppe c,l in pa1·1c dallo au~oritit locnli . Fra i proprietari si scegliernuo i com:rnda11ti dei battagl ioni. In pari tempo si doveva orgnnizzarc la landstnrm, ma le diffico lLit per effolluaro un tale progollo permisero solo la formazione di corpi volont:iri, mentre $'i11vitava la massa della popolazione a direndero il paese ron ogni terribile mozzo. Tali furono le misure pre~e dalla Prnssia che so pra (i. ·1/ 2 milioni d.'abitn 11 ti iotè ltwn ro durau to la campag!1a del ,18·13-1!~ un esercito di 2:;r~,350 uom1ini; dei qua li 12,} sqnadroni rli cav:i llerin e ,1,I 9 battnglioni di landwehr, che fo1·1111wano H0 ,000 nomini in lutto . Questa milizia dopo la guerrn rliYenno parto integrantr. dell'P.snrcito prussiano . / D'Oran alle 1~i,,ve dell'Oued Gnir. (Fine). - Contiene il disparc,io del duca di Magen ta, govern.i t,ore generale àella colonia algerinn, iudirizzato il 25 giugno all'im peratore dei Francesi. Lettera de! colonnello Della 8a1n Duparcq. Cronaca mensile. Rili'i,5ta della stampa italiana e spagnola. 1
1
.Neue 1'. lilatiir iscl•e B l atte, •. -
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Ottobre, novetnbl'e e rli-
cembre.
In qnal 1norlo /(I, posiz'ione (or//ificata di Plevna abbia guallagnato importanza nella giien·o del 1877. - Pro,;egue lo scrittore a dimostrare che l'importaHza di Plevua devesi più agli errori od alle condizioni dell'o,;orcito rnsso di qnr.llo che al valore difen:;ivo della posizione e dei mezzi impie~ntivi. Le nor11111 dato per il .terzo att:1cco non ora,no cattin• in sr: ste:;so: ma l'auacco succedeva su Lnlla la fronte con pari c11ergia e co11 pa1·i l'orze, e le ar~iglicrie llOll avea rro ,p.. , tuto riuscire a preparnre con sicurezza un buon esito agli ::itt.acchi della fanteria, sia ciò rlovuto alle qu.alitÌI balistiche dello artiglierie o ad altro qualsi::isi motirn. ){a una pi1i grave colpa dovrebbe farsi al comando ,;upremo ,Iell'e~crcito russo: cd (: quella rii nvol' frnzionatc e frnmmi schiatc le truppe in modo da courondere truppe rii corpi d'oserc.ito, di cliri;;ioni o di n·ggiu1onti diversi, cosi eCC()s~ivamentc, come non sa rebbe tol.lrrato nemmeno, :;o si fos_,;e trnltato di battaglir cli incontro. Ed a questo proposito lo ~critLore nnnl iw1 lo schieramento delle truppe che rormarono il centro della li nea cli bauaglia l' "'1 seuerubrc . ..Fina lmente dopo ::i vere accennato cziandio alla coraggiosa, ma difettosa condotta del le fanterie. conclude lo scritLore, elle ognuno dei di fotti la1ne11tati da solo for:;e llOll sarobbo stato causa del cattivo esito delle giornate campali , ma che ognuno d'essi assieme cogli nitri vi hà la sua parte. Anche oggi uua posiziono fortilìcata col laYoro rii più settimane potl'iL essere attaccata e prC$a di riv~ forz,1. Costerit sangue e sacrifici grandi . )fa uo apporta forse di più una gu erra d'accerehiamento colle sue malattie. e colle lott,! rlinturne per conGnare il difensore entro la cerchia delle suo posizioni, o por far fronte alle !>ue estreme riscosse. Una parola sull' istnizione della fanteria,. lncbi;rizzo dell',ist1·nz,ione dellci cavalleria, nel cavalcare nelle manovre a piedi e nel tiro. Per la stori.a dell'approvv'igionamento dell'esercito terle:;co durante la guerl'a d~L 1870-7,J. Ri:iNIG, 3° od ultimo. L'arte e la, guerra. L'esperienze di tiro, esegiiite a Meppen l'8 agosto 1879 in relalaz·ione alla quesvione delle f'ortificazion:i. ScHi.iTz.
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Snll'wnmae.~trrunento della fanteria al servizio di campagna . Stotistiui militare. dell'•i,mpero nt1,Stro-wigm·ico. Le /Jasi ile/l'arte di ca'Vaktire. A proposi,to 1l,'ar111i portativi. H.euTsc:11. - ,111 questi due fa scicoli si parla drgli inneschi per granate tra:-p11rtabi li pronti a far fuoco del Keruaul, degli inneschi tla f(ranat'l a perrnssione della fabbrica di Wiuen , dell'appanuo per accensione centra le nei pezzi d'artiglieria a rctrocnric:a rlel Sied·erslebeu; affnsto pnr cannone rli .Oeisenhammcr ccc. , Vnneml·i per d:1w 1L/fici.abi cli stato maggiori~ ne/, ,Jfi79. JJ,i/Jliogra(ia . - Corrispondenze. - Piccole notiz·ie. La gu.en·<i contro i Xu/ti . - Sottigliez;;e miti.tari . - Lo srri t.t.ore non crede che l'i nvestigare so ttilmente il valore delle f'ornrnz ioni sia tante) utile r1nan to l'i11:;tilla 1·0 uel cuore elci soldati se11timenti adeguati ai loro doYeri; a questo pu nto lo riducono tutte le polem.iche le quali riempiono il campo scientifico-militare,. e tutti quegli esperimen ti cui ser vono l,l piazza cl'arme sulle quali non si J:a1ù10 piLL gli n~crcizi norma li, ma si va11uo scioglic11Llo problemi di una tfltlicn speculativa troppo lontana dal la realtù. La {11ga d.el generale Ducrot dalla vrigionia tedesca . -L'argoment~ medflsimo e nei medesimi t.er111ini era stato trattalo da uu periodico austriaco (V. lh oi.~tr.i -m1il·i,ta1·e !'lei novembre ultim o scorso png. !!09). <.iwida al/'ammru.~t·r amento riel so/detto di ca'valleria nel cavCJ lcrire, nel co111/Jattimento ap-iedi f, nel ti?'O al bersaglio . - lo -~caltro 111ilitm·e. - Acerba critica contro l'autore dell'opera Sullci gaerm clel 1870-71 scrilla ia opposi¼iouc a quella del cor po di sta lo maggiore. /1'i/Jl'iogra/Ui. Cor·rispo11denze dalla Frnncia, da llu Jlnssia e clall' ftalia. - Piccole notizie.
( · Jnlu·biicl,e,· /"iir tti e tle1•tscl,e r11•1nee Hnd , ,,,,_ a•o,ne. Berlino, o t t11 br,i , novem bre e dicembre . ]879. /
Thiers, Charras,· Latour d'Auvr.rgne, Qui net, e dietro essi molti ahri mouo noti andarono a gara nel fa r spiccare in bene ed in malo la parti' che yi ebbe !\apoleouc, gli uni scarican<lo110 la re!'ponsabililii per rigettarlà ,oprti i subordinati, gli a~tri per !?tiare <1uesti, e dar addosso a quello. Ciò da pnl"to dei Frauces1. In Ioghrltcrra co11 Waterloo era sorta la leggenda di V\lolliogt.on , ecl' il popolo, che n umerar a tante vittorie navali, fu orgoglioso cli una battaglia terrestre vin ta con soldati inglesi e dn 1111 generale iuglosc. Ma orn anche l'c:;ercito prt1$Siano so~·ge a recla rllal'C la S'ua pnrtc cli glorin. Non l'n s11perllno .l'aiuLo di BIUcher. Som a c~so nè la tenacità dell' esercito inglese, nè l'n~ti nazionl' del generale iugle,:o a,•re}Jbero afTcrr:ito la rittoria . La gloria ingl<'5l' non ~<·~pita, 1lamlo ;i ciascuuo il suo. 1fa sulln traccit' t1,,1 bollettino dello ste,;so Welli ugto1 1 nncora oggi nelle scnoln :;i pnrl:i dol socco1·,o ijrnssiano come 11011 11ecessa rio alla dccisionr. della hattnglin. L'autore iH ccc (·ou $Obrio racconto e sulla base di rprnnto ru scri llo riv<'ndica a Bliichrr ed ai ~noi counazio11ali la loro parte di gloria. Alcs,anclro il vranlle ù1, ,.l.,i(1. Mi nore, e le od:ie1'ne op1•razion·i rlcgli, inglesi nell';t(qonistan . t~ necessario /' flCtTesrere l' rtl'tir,lieria nella d·ivisione, orrero nel · corpo cl'armatn? - Esaminato il còrnpito dello batterie apparte11 cnti al corpo d'arrnat,1 , e di cp1 ollo apparto11enti al la divisionu nel coltlbattiuw11to offensivo, ctl .1 llo lorn relazioni coll i) altre trnppr~ per averne protezione, e pur giornrc alla loro aziouc in tempo opportuno, conchin{lcsi colrc,;primerl} la :;pcra11za, che l'aumento a\·,·r11ga :i rnntaggio dell'a rLiglieria rl ivi, ion:i le. li nuow cotlù;e penctle, e in stato m·ilitare. - BL,11 r.En, co nsiglinre ba va rese. Rsperinienti, (I/ J)Oligono l(rnpp pre._,o ,lfoppen. - Continuazione. lnrenzioni, e .,coperte cl'ilitcresse militare. - Capitnno flF.NTsr.M . Schilt ed Yorch - maggiol'C V. Cno u::;Az. - Pnral lolo storico hio-
• imnoo.
Jt il compeudio del libro pubblicato dol genera le ch'chbc il eomando dc•lla spedizione olandese d' Atchin nel ·187.~ per raddrizzar<: l"opinio11c pubblica al sno riguardo . Questa :;peclizione, la cpwle fu preparata !ione e condotta onergicam elnte non ebho per r isultnto r,hc la conquista 'di nn tratto di paese lnrgo appena 6 chilometri o Iungo ·16, non piiì l'Sloso di quello che sarebbe il campo d'esercitazione di una brigata di c:ivalle'ria.
1101,:,;w. -
D~cri,:;io.ne so1n111aria tleyli w;venimenti, militari del .J6, ,J7 e .J8 yiur,no 1815. - Colo11uello g1muNG. - Si tratta aucora della hauaglia di Waterloo, che tolse dalla sceua del mondo uno dei pi ù gl'auùi uomin i che va nti la sLoria. li racconto tlcgli avveni rnenli che acco111pagoarouo quella giornata, ispirato dallo passioni politiche caugiò spesso d'aspetto nei suoi particolari, quando fu narra to dai France~i.
'
Cfunpagna <li Alessandro il grande nell'.H·ia milwi·e o.m acce,mi alle operazioni ù1,glesi, nell'A{ganistan. I. ci verci,tà gnl/o sbarco d' A tchin del ten ente genei:;ilo J. VAN Sw 11tTEN
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LIBRI
L'iiltima grande scorrerie, (raid) del generale l. E. n. - )faggiore S c 11Erni::nT . Esperiment'i di tiro sul pol-igono di Tfrupp a Meppen. - Yoggansi i 11o~tri 11rtkoli nella Rassegna tecnologica nelle dispen~e della .lliv'ista mi litare dell'anno passa to. Le verrtite dell'esercito aust1·0-un9arico nella /Josnia e nell'E1·zegorr~na . A v. Fmcrrs. - Demmo il sunto di questa pubblicazione nella dispensa di dicembre ,t 879 della Rivista m'ilitare. L'am1naestramento degf;i iwmùvi secondo i l regolamento del 1812 - capitano v. Ku;un. Scopel"te d',i,mportanza mii-ilare . - Cap iwno l ll!:.1iTSC11. llivista dell<t letteratura militare. ,1.rt'icol'i i 1nporta nt·i ne'Ì peI"'iod-ic'i 11t'ilùari, ecc.
O,•gffn. ~,e,· 1PliUtii1•-wit1t1ent1ch,-fl liclien- J' e1•ei11 e.
-
XII Vol ume, 4 fuscicolo .
Sgu.arr.lo 1·etrospettioo ag/:i a·?vcn·i?nent,i, del Tirolo nella g1ten·a det 1809. T. col. Niisc11F.LE11 . - E il soggetto di tre coufercnw che con energici coiuri dipingono la gagliarda figura di Andrea Uo fer e i siugolari episodii di quella guerra, uella quale, handc di contadini senza esperienza , sc11za unioue e scnzu ca pj, guidati dnll'cntu siasmo rel igioso o dall'amore clcll'inclipendcnza, viucono e scncciano dal suolo della pntria per tre volti} Ilavarcsi e Francesi. Iu esse è cl1iaramc11 tc mostr.:ito, ![trnuto possa in una guerra cli montagna la cnrabina del montanaro e co$a i-ia capaçe di fare una popo lazione abituata alle arrrii, quando fra ossa vi sono cuori somp lici e géncrosi che le gridano co1mc Hofer « Su fratell i su, prendete le armi contro i: nemico elci Ciclb e della tena . Nissuno resti a C,ba, l'ultima sorte nostra sia: Per (cldio e por, la Pa,tria vincer~ o. morire. " . . . . . I ~ tLlla condottn del comuattmiento, stilla <liraina:;wne dcgh ordin·i; e sulla iiidipendenza dei comandanti soti'ordine. T. col. ~ EUVIIITH . - " Ogni combattim ento dove avere uno scopo ben determinato, essero· condotto secondo il piano prestabi li1.o e guidato co11 chiaro criterio o ferma 111:.ino » . Da cruesto postul:.ito l'autore. trac graude numero di °?ns~ ue,~zc in meri to a.ilo scopo che si è proposto, ma nulla o poco e, chce d, nuovo ed cgh stesso lo con fossa. Insiste, cho nell ' esccu-
E PER IODICI
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zione de&\i ordini si lasci tempo al tempo o non si prote~da che ~n ordine sia ese"uito appena dato: l'in tuizione cli·una sitnaz1011c wu1ca per semplice ;hc sia, ù vi rtù di pochi; i più_ cl~,ono. ~·iflettere. ~;u.fficialc che commetto gravi errori dà prova eh rnsu[1C;1en1.a per _il su_o grado e va allontanato; in questo c.aso il male di 11110 è il ~e~e ~l1 tutti : Nel complesso i mozzi suggeriti sono: ,to .M:autenero al pos~1bil? 1 lcgann tattici; 20 :\ttuan: rra tutti i riparti, dal più grande al più p1ccolo, un , di ligcnte s,'rvizio cli pattuglie e di no mini soli, incaricati di portare e_sat~c notizie i-UI cornbauimento; 3° Comunicare al maggior numero d1 d1pcndonti il çuuçctto clirultivo e lo scopo che vuol~i ragrag~iu ngcre; 4,0 Ordini chiari e concisi lasciando via tutto che I sottocapi devo?o fa re pcl' proscrizioni regÒla111cn1::u:i. 5° Calma. nel dare le disposizioni: uesmna prccipitt11.ione noll' egegu1rlc; 6° A ciascuno la sua parte di libcrti1 d'azione e rii rcsponsabiliL~l. . J,' Esercito russo. Cnpitano 01•A CIC. . . Osserw zion'i rnl gù1,oco di guen·ci. T. col. R1Lrn&K. - Com1 11 <',.rn a criticare l'uso di farv i iu'tervenirc più ullìcial i di rruanti sono d1~ retta 111ente impegnati 11 01111 partila; questi si :'\uuoia no o t~1tto il mondo sa c,l1e la uoia b coowgiosa . Il giuoco eh guerra 110 11 e fatto: nè per imparare a leggere le carte (che per questo studio vi sono n~c:1.1:1 assai più opportuni) nè a condurre riparti di una forza che ogni utcialc ha occasionP. di com andare praticamente; ma sì bene per porgere all'ullkiale d'avve'nire l'occasiouc di esel'çi tare 1111 co111audo superiore. Il frequente intervento del direttore p~r i11~1m lir~ eh~ la_partita Ya~a meno che correttamente, 1: nn errore; 1 çap1 p::irt,to :,;1 d1!;gustano l,1cilmen1e e qualunque ris petto abbiano per la sua rrn lol'it't, . pure sp~sse volte credono le} o!'.servazioni o erronee o ingiuste . Conv iene lasciare che l'esito dell'azione dimostri gli errori e dura11tc l:1 parlita limitarsi a tenerne conto pt!r la cr·itica che chinde la p::irtita . L'autore !'.i scaglia poi wnti·o le misure di spazio troppo minuziose, contro .la tropp~ severa disposizione dni segnetti, contro l'mo cli ca mbia di . ad . ogm variante nella forma, coutro l'importanza çhc spesse ,,oJte s1 da all'azione di una pattuglia; insomma contro tutto ciò che v'ha di troppo compassato nèl giuoco . TuLLc queste coso e le altre an~ora _sono pc-_ tlantcrie. Si impiegl1i110 tem pi multipli di 20 e 30 m111ut1. 111n. si pongano te.sto gli avversari di fronte; se la partila _non de,·c langu ire, ci vuole l'interesse elci cornbattimeuto . Condanna 11 dado, le tabelle delle decisioni, quelle delle perdi te e vorrebbe vi si ricon:ess~ ~o~o quando la situar.ione dei due partiti essendo quasi eguale, 11 grnd l7.lo del giudice o del di rettore potrebbe sembrare ·parziale. Por l'atto r1-
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L IBRI
E Pt,; HJ OD ICI
:;olutivo e in molte altre condizioui il tempo composto di due minuti è troppo lungo, poichè un minuto .erl anche meno pnò allora bastare a mutar faccia a molti ,:venti loè.1li della guerra. Alcune parole s11,i ,r"ipcwti de i, gùinastici e de-i be·1·sagliM'i. Capitano FRANCESCO .lhE1cHEI1. - lo questa istituzione, dell'indolo clelle nostrn scuole centra li cli scherma e ginnastica, la scherma . colla sciabola ha · un'im portanza assai secondaria e la ginnastica co' suoi esercizi pii'1 '.iolenti o l'educazione di intellig<mti e audaci capi-squadrigiin, hanno ad e~sere lo scopo principa le. Tl cannone 1·evoluer &i, Ilotchk-iss come mezzo di/èns·Ì!vo cont·ro ,it /Jat~ tello-to,l'pedine. T. w l. DoLLrAJL - L' liltima guerra nisso:tu.rca ci 1111 fatto vedere [' azione clistruggitrice dei hattelli-torpcdine. Il b11t1ello- torpedine dell' autericaoo Her~reshoff, ncceua to per ora da ll'Inghilterra come tipo, è d'aeciaio, ricoperto di legno so tto la linea d'inunersio1ic, lungo circa 60 pied i ('I) ingle5i, hlrgo 8 e al to 6: ha l'opera morta curva ta in dentro per riparare i marinai e la macchina. Ha velocità di "6 no.di, gira su una pcr'i feria del diametro di tre sue lunghezze e si arresta sotto la massima pressionr~ nello s pazio di una . La ::ma tanica sarebbe: operare di notte, oppure attendere l'incerta luce dell'alba e protetto dalla tinta grigiastra, avvicinarsi rapidamente nlla nave nemica ·e prima che possa impedirglielo, lauciarle un siloury o una torpedine Whitehead . Eccoci di fronte ad un duell o simile a quello che ora combatte la corazzata contro il can11011e. Esperimenti e uso in guerra hanno dimostrato che il ba ttello e la ciurma non· arrischiano gran che per una fortuita esplosione della t~ rpedine. Donde la necessiti1 cli pensare seriamen te a difendere il colosso c;orauato contro questo nano. l i cannone Gatling non basta; non hà nè portata, nè precisione, nè penetrazione snflìciente. Lancia, è vero, gran numero cli proiettili, ma a crualche distanza ()Ochi raagiun"ono il bersaalio Un; • . . Oo t, Q • si mile ca.nnone dovrebbe: avere suliì cien te forza di penetrazione p7r f~ra'.'e le piastre più forti.de_! b~ttello:.torpedine: offrire molta esatt.ezra d1 1,ro anche alle magg1or1 d1stam:e: poter,,i servire da un solo uomo : possed?re grandissima celerità e infìne poter essere adoperato in hrnqne parte del legno da guc~rra . A tutto ciò torrisponde il cannonererolrnr lfo~chk iss, Esso consi:;te di un gn'.ppo di cinque c;annc, giranti attorno nn !usto co!ll une e del peizo postcnorc, il rruale contiene i meccani:;rni per l'accensione e per l'introduzione della carica e le leve per muoverlo e farlo girare. La canna ha un rnaschio unito ad nn SOS. tilgno
rru(
(1) li piede inglese
= 0,50 1794..
mobile sul :suo perno, il quale essendo sospeso alle pareti della nave, permette .dare . al cannone qualunque direzione. Ver la carica e l'ac{)1rnzioor. occorrono qu attro operazioni o .meglio movimenti , che girando una manovelln po~s.ono es:;ere com pinti ,1O o 115 volte iu un. minuto. JI calibro ì: :l7"'"', la lungflczza .delle can ne 7,\.0 111 rn, il peso di una di esse: H chilog. L'nn irna è solcata da il2 rigb o. Il peso totale del cannone è di 2·1O ch ilog., quello del proietto carico fi.55 ·grammi e quello del cartoccio ·11ti, cioè % l'involucro rneuallico e 80 la polvere. .Nelle esperienze la gittata media ottenuta colla massima elevazione (35°) fu metri H 73, con la media (1ti0 ) 3028, con la minima (8°) ·H 99. Il proietto forò le lastre d'acciaio di 0,'.23G fin o a O,;.i90 polli ci i11glesi ( 1) e quadretti di quercia dello $lesso spessore ,da 3,937 a 1·1,8·1·I dell.i suddetta mi,;ura. Splendidi furono i ri,mltati delle prove esegui te in Olanda contro un bersaglio l'atto a imitazione di un battello-torpedine. L'ammiraglio Krny~ dice che rpicste bocche a fu oco sono perfettamente adatte a respingere YÌUoriosamente ogni attacco di hattelli:-torpedine; anzi che v'è probabil ità di porli fuori rii combattimento. Egli vuole però qnatteo di rrnesti cannon i per ogn i legno da guerra , a fine di proteggerlo efficacemente dit ogui parte. Cenm:i nerxrolog'ici s·iil colonne/.lo C,i.ovanni eh (;(tnhal. R. S. Appwnt'i sulld alimentazfone del soldato '.n1,.~so in tempo di JJCLce . Il c;omandanie di cornpag11i.1 per rp1e.sto r:amo della sna ammin istrar.ione i} coadiuvato da un artelschtsch·ilc (sìrncie di maestro di cucina) il q1rn lc risponde della conservazione e distribuzione dei com mestibi li , .della loro compra co l dannro somministra togli dal ca pitano , .della preparazione del cibo, nou escluso il pane, dell'accp1is10 degli utensili nccessarii erl infine dei giusti conti del danaro, dei generi e di tutti gli oggetti che appartengono alla compagnia. Qnesto maestro di casa è scelto ogni sei mesi per elezione J'ra i soldati o gradnati i quali sanno leggere e scrivere. I quattro che raccolgono il maggior numero dei voti in ogni compagnia formano una rosa, nella quale il colonnello sceglie. Dipendono diret.tarnente da l maestro di cucina: l'ortolano nei lnoghi ove la compagnia ha nn orto: i forna i per la cou.111·1t del paue n del biscotto: i cucinieri e gli uomini destinati ai servizi di fatica dipendenti dall'alimentazione del sold:1to. Ques1i hn diritto :i due mi11t.i~1.re -di ca vol i al giorno, di pane e patate, op pure di orzo o a vena mondata . Ha inoltre tre. libbre cli pane e rare volte un po' cli carne. I far i11acei sono amministrati mensilm.ento o dai magazzini dell'erario o ùa 1
· (t,' Pollice inglese
= o,02;a99_
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LIBRI
139' tali due lavori, arn bo premiati con medaglia d'oro dalla 1/oyal United Service Institution; il primo è del' capitano E. Clayton, il secondo ciel maggiore T . J?raser. 1° Il capita,,o Clayton, più che d'altro, si preoccupa del valore a dar~i ai trinceramenti ca mpa li e della miglior maniera di difenderl i e · attaccarli . In ordine a ciò egli passa in rassegna le guerre cou1baLtute · fino dal if 86'2 e ne deduce a1111naestrarne11t.i e norllle. Trova che nella guerra di secessione d'America gli attacchi fronta li tentati · contro opere cn mpali, be11 divisate e teuutc, a11darouo quosi sempre a vuoto. Contro es~c 110n si riusciva che col metodo di Sche.rrnan e di Lee, cioè con vigorose rninaccie offensive sui fianchi ed alle spalle. ~foll11 gnerTa franco-germanica . le opere campali, ed in genere le huo_ne posizioni difensive, giudizi%arnentc. occupa te, resi-· stettero in massima bene a tu tti gli attacchi frontali. Cadde la posizione di Spicheren, ma percbè mal collega ta e perchè i snoi dil'ensori non seppero u tempo fare un ri torno offensivo; cadde \-Voert.h, ma perchè aggirata su l fianco destro; cadde Gravelotte, ma perchè debole e troppo accentuato aveva i! fianco rlestro : insomma caddero Je opere e le posi1.ioni francesi, nia . p~r gli errori della difesa e perchè i Prussiani areuclo la superioriti1 m~merica po tevnno dis1.ac.,: care forti mas•e a fa re attacchi nggiranti. E che i trinceramenti campa li se ben stabiliti e dife:ii; ::-ieno di va lidissimo aiuto a chi le adopera, chiaramente /o dimostrano gli assedi di Metz ·e tli b rigi, dove · mcrcè essi i Tede~chi poterono completamente investire e stringere · un nem ico a loro rn nu mero di poco in fe riore a ?lfotz e di molto superiore · a Parigi. · L'autore qui ndi passa a :studi:1re la guerra russo-t.nrca · del 77-78 nella qnale egl.i vede, in grazia dei tri nceramenti , truppe scadeÌ1ti, come le_tu_rche, resistere qnasi sem pre con vantaggio a trup pe di lo ro assai mrgl,ori. Ciò per alt.ro, egli giust11mente osserva, non avvenn'e asso lutamente pef' virtù delle opere, ma sib beue, cd in grau parte, per · colpa degli attacchi ma l ordinati , ·preparati e fatti. ~a questo studio lo scrittore deduce conseguenze, che si i)Ossouo cosi compendiare: . a) :L'attl'lcco, se sa heu combinarci i movimenti (li fron te con quell i ag~irant1; se ha nnmerosn e bcu servita artiglieria; e s~} ha trnppe solide e mallovrière, ~i quasi sicuro di riuscire nel fa r cadere le opere calllpali . · . b) La difesa deve più che degli attacchi frontali darsi pensiero , di quelli aggiranti e fare quindi resistenza manovrata, così come fece E f>ERIODICI
fornitori in ragione di un fa 11to per uomo . La' parte che puossi rispanniare, prelevasi alla fin e del mese in danaro ed il soldato riceve · la su~ quota alla ma no. Appartiene ancol'a all'li-rtelschtschik la preparazione del kwass (birra acida) per il qnafo si l'icevono tre libbre di orzo per nomo .e per mese. Ogni compagnia deve sempre avere nna riserva .di biscotto eguale al suo conmmo di otto òoiorni. -.; Storia della ccwalleri(t. Capi tano Hu1JEn. - Grande è l'entusiasmo dell'autore, tanto pel libro di Denison , del quale · demmo cenno nel fascicolo di maggio ·1 878, pag. :H 2, quanto per il tenente colonnello Ilrix che lo tratlus~e in tedcs<.:o e commentò. · L'idea di una fonteria n1ontata, espertissima nel com ba uimen to a piedi, per buona che possa sembrnrc nell'ordine speculativo, pot,ù attuarsi so lo quando i tiri a ~egno nazionali e le scuole di gin nastica daran.no agli -cserc;iti una g101'c_utù _svelta_ e destra nell'uso detJa carabi 11a. Ma poichò questi tempi des1de1at1 so110 ancora lontani e la hreve ferma non concede· dedicare nssai ~re all'istruzione a piedi del caval iere, o d' uopo continuare a considerare questa man iera di comba ttere, come semp lic:e spedicn te. Còmpito principale dell 'attivitii di pace deve ess(we ora. c_ome per il pnssa to, l' i$trnzio11e che ha attinenza alle proprietà M ~ t1d1e dell:~rma, urto cioè e velocitit . Si insegna alla cavalleria appiedata difendere un argine, 1111 ponte, un muro, il ma rgine di un bosco e mai o quasi mai la\ i eserci ta nell'assnlto dei rnedesin~i obiettiv i. La ca val leria il più delle vol te cerca avan,zare; perciò l'essere esperta ne)I'attacco I~ _è necessario qua nto co noscere la difesa. Il Brix propone (dice pe1: fac1lrtare l'adunata) gran numero di specialità, cioè c,;_çiraz-· zieri (:;ola cavalleria da ba ttaglia), carabiuieri , dragoni,. ulan i, u-sseri , gra_na tie ri, guiclr\ ca~ci:i tori ed altre: ca valleria di ha ttaglia e d'esplorazione : unione al1e batterie a cavallo in tutte le operazioni t11ttiche: forrn_azio,:e di un quinto squadrone di complemento: zappatori rinhiti m r1part1 auton~mi : la_ lancia_ restitui ta a gra11 parte : 1111a o du7 ri_voltelle f!er ogni cavahere, più un coltello- pugnale c.l,e possa anche rnnastars1 al la carabina, arma di tutta la cavalleria d'_esplorazione( '·
J'o,n•nal or tl1,e Ro11r•l Ynited Se••vice Instittition . Voi: XXIII - fascicoli N. 100 e 101. - 18,9.
T1-inc~ramenti carnpaU,; loro ctppt,icazione sul campo citi battaglia . e loro influenza s·ulla tattica. Intorno questo soggetto: sono ripo r-
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L!Bfl l
Wellington nella Spagna e Lcc rwlla Virginia: A ciò voglionsi buone ·1ruppe, e, se non le si hanno, val ,neglio ritirarsi cd aspettare momento più propizio per misurarsi col nemico. Lo scrittorn tratta poi a lungo e bene della costrnzion e ed occn~azionc d~llc op~re e delle qualità che debbono avere le posizioni di.J~ns,ve. Vien~ ro , a parlare dei campi trincerati; e qni egli consiglia al.1attaccante di non perder ternpo ad investirli, ma di assicurarsi le comunic,izioni e di continuare a spingersi sul proprio obbietti,,o principale. Critica perciò le operazioni dei P russiani iutorno a J\let7. e dei Ru:::;;i intorno a Plevna . Se i Prus~ial1i avess'ero kt5èin!a li bera la sorti ta a Baza inc, ed avessero nel tempo ~te~so colla il" armnta ·impedito a Mac- Mnhon di con ergli in aiuto, avrebbero potnlo con . "Vantaggio attaccarlo iu marcia · e spingerlo nel Bel~io. Così se i Russi, assicuratesi le (;omunicnzioni si fossero spi r;. ti nttr:werso i Balcan, Osman e Mehemet A.li sarebbero stati ricl1iamati iudietrn a ·coprire Aclt·ianopoli e la capitale, e forse con faci li ti1 racrrriunti e bat. . I 00 t.nt.1 pnma e.el la loro riunione a Su lci rrwn. , L'autQre chiude il suo prege\'o le lr,voro col di re, che i ~rincerarnenti ::;ervouo iu i::;pecial modo a mettere truppe poco 1tumerose, ma ln~one e mobi li , in condizione di combattere cou vantaggio con tro nemico grosso ma poco manovriero, massinw se esse sieno condotte da comandante che abbia per suo motto « audacia , audacia, (llldaèia "· 2° Il muggiorc Frase~ incomincia col dimostra re quanto' al aion~1 cl'oggi, in grnzia specialmente delle nuove arrn i pol'tatili. si/ cresciuta di resistenza delle opere campa li, e come nella gnerra r4:sso. ~nr~a. gli attaccl~i fronta li contro es,;e 11011 riesci~sero se non per '.nv'.l, rncn to d'amino d ella difesa o per ragioni strn tcgiclic. Egli pure .e d, avv1so .c~1e per. fa r cadere I!~ opcrn c:1111 pa !i , ed in genere qualnnqu.c pos1z1011c, b1~ogna. manovrare su i loro riauchi e spa lle. A.,rrivarc m w.an parte il cli!cnsorc dei va utaggi del :;uo fuoco cons/g!ia ·! l' attaccl~1 ti,' nott~ o~l in. te~1~0 ne!Jbioso .. Cosi fec?ro .i Russi a J~ ,rs e par~cçh1e \ ol te 1 1. ede::,ch1 11111anz1 Hellort, e n uscirono; ma /1ice lo scrittore, per tenta re ciò bisogna dispo~re di t.ruppe so lide, altrimenti potreb~e :iccndere come n Bonrbaki, i I cpiale noli riuscì nei due .attacch.i notturni tentati sulla Lisa ine per il motivo che le suo truppe erano ,n gran parte forrnnte di cogcriui. ~'p:o dei .trincera menti ha aumentato la resis!Onza rlclle ·truppe, qu111d1 maggior tempo e munizioni vogl ionsi oggi per fini re un ,,combauimento ; raccomanda perciò che abbondante e sicuro sia il
t:: PEHJODJGJ
rifornimento delle, cartuccie sul ~campo di battaglia; egli vorrebbe che ciascun soldato arma~n cli fn cile ave,;se con sè cento cartuccie, e che parte del munizionarneuto reggimentale di riserva ro~se trasportato su animali eia basto tenni.i .sem pre a portata dei combattenti. Vorrebbe puì·e assicu rare un pronto vettovagl iamenLO: all'uopo l\Onsiglia di di- : minnire gli oggeui cli vestiario, a benelìcio delle cartuccie e dei vi veri . Si distende poi a lungo intorno , I la fort ificazione del ca mpo di · JJa t. taglia . A causa della l'(lpiditil, colla qnale oggi si svi luppano le · , o~erazioni mili tari, egli dice e$sere conveniente che chi vuol trincerarsi lo possa f~re presto e bene; ed a ciò consegui rn propone: che nella fanteria ciascun so ldato :ibbia sempre con s<\ una piccola pala ed i graduati una picozza; che tLella c.avalleria ogui rerJarto abbia un certo pumeru di ,·anghe; che nel genio ogn i soldato abhit1 la gra vina. Nel la costruzione delle opere raccomanda molto l'uso dei ricoveri, sieno essi copc'rti o sco perti; ed in proposito rarnmentn le ridotte turclie . del 77- 78 1::i cui tenac..:e rorza difensiva va in gra11 pan e dornta aali abbonclauti ricoveri . ~ Conchiude il $UO stud io coll'accen nare alla gra nd issima importnnza . .i cquistal~ dni Lrincel'amenti e coi segueu!i punti di interrogazione , e ·il nogtro es,wcito 'i/;tnl!ito ne/l'attacco e d·i{esa delle ope1·e cmwpa,/i? · J,; e.sso sollo questo 'r·ig.um·do conven'ient.emente 'cqil'~paggfoto? » .
Swi r i.sulta/Ji del, l'i11·0 di eombat/Jirnento nell'Indùi cons·ider-at,i, ri~petlo al/a /o/'o I appbicnz ionc tattica, .:_ tenente ge1rnralo A I\TU R lIAH01 ~ Gr.: . Lo scrit.tore prrncle occasione dai grandi ,·isul tamenti ot1enuti nel ti1·0 di combattirrwnto, di pie fermo, in India per rich iarnare l'a uenzione del pubblico militare snl la necessità cli adottare nuove modi d'attacco a fine cli noti essere schilll.:,.iati da l fuoco cl<~lla di fesa . . L'attacco egli dice dcv(: mi rare. al la preponderanza del ftioco; onde , prnponP. che !J compagnie e l'eparti di fanteria in. genere prnnrlano, 1·os1 corno le hatt.erie d'artiglieria, posizion i lontano da l nemico e di là cerch ino con ruoco da fermo, calmo e ben nutrito con trob:itterc e dominare il fuoco della difesa. · · Le ·l"i,~0·1·sti navah e ,,ni/.itciri ilelle colonie. Capitano I. C: R. CoLo~rn. - L'autore dà lo stato del le risorse in nomini cavalli vett ovag1·1e, navi, carbone delle colon ie britanniche . Dieè' queste 'risorse a\}f~artenerc alla razza britannica, . la qual e perciò ba il dovere ed il dm.tto di ;;ervir,,ene per mantenere ed accrescere la sna potenza n;i- . militare. Le colou ie"da sole nou possono resistere agli attacchi di una potenza di prim'ord ine; esse non esistono se non per l'aiuto dell'im- poro, il qua le per baslare a tutti ha bi:;ogno del co11cor,,o di tutti,
L I BR I
Riguardo al come ordina re, . a vvalcrsi e proteggere tu tt.e queste risorse lo scriuore propone,· che si nomini una commissione coll'incarico di « ricercare i mezzi per i qual i la sicurezza dell'impero possa nel la « manier:1 più efficace ed economica essere garantita in guerra » . L'Africa ìlle1·id·ionale sotto l' as-petto nvilita,1·e. Colonnello IL G. r..Au Lr.n. - L'Afric.:i rella d.:il governo britannico com prende una popoi.azione di circa trecentomila bianchi e · due mil ioni di ·negri, in rnassi1na p.:irte composta di coloni britannici, Cli olandesi e di Cafri Fingo, Zulu e Baznte. L'autore sommariamente doscri,·c queste razze e le guerre avvenute tra esse cd i bianchi. Dice il negro e$SCrn fec!eln cd affezionato n chiu nque rcal1irnntc prende iìltercssc a lui , e doversi alla nostrn politica ingiu stn ed uti litaria se e~so ha somprc cercato sottrarsi al dominio bri tannico. ln Africa per noi l'interesse dei coloni è tutto; e ciò genera negli indigeni sfiducia , csaspen1zion e, sommosse. Di, qni il bisogno che la pol itica sia informata a giustizia cd al ben essere dei negri; inoltro ch'es~a sia stnbi le e non sog-geua a mutare col mutarsi dei governatori. L'auto re perciò propon~; ch e l'a1nmini,trazic,n c tli !(llellc colonie sia nffidata ad un consigl io sotto la prosidc111.a del govorn:itore; elio sièno i1iviat i re:;idcnti militnri pre-;so i principali capi inclii:wni; che sia dato largo sviluppo al le :scuole; che si l'ornii, col1lo in .fnd in, 1111 esercito indigeno. Il {w,co d·~ (innca.ta e<l i/. gfooco <Li guerra navale. Capitano P. H: Co1,0Mn . Sulla prodw:-ione dell'acciaio e sua a-pplicazione agl·i us-i mibitwr-i, C. W. S11rn E:-ss. 8itlle facoltà, di !J'Ìrwl'e 1:lelle 'na·v·i. W. H. W1-11-rE. - L'autore riepiloga i principii che debbono seguire i pirosc:tfì ·ad elica quando girano soL_Lo l'azione del timone o elci propulsore. Sngli ultim•i 1nigliorrtmenti, appo'.rtati alle macclt'ine a •1Japo1·e e calda·ie del.le na'l)i:. J. R. HAYEN11 11,L. / o.egli, ordin'i i~ _ctiinpagnci e clei, 1~io<li <!i t1'aS1n~ttei:t·i. Magg_i/orn C. h. WEnmrn. Rrguardo alla comprln1011P, d,ce C',hc I ord1nc dev'essere breve, ·semplice, preciso, non lasciar dubbi , non restringere od intralci.ire I' ,1zionc cl i chi ha cfa esugni rlo. Al marclwse Spino la, chr, .:iveva scritto a Filippo IV essere cosa dilncilissima l'impad Ì'onirsi cii Breda , il re rispondea « rnarchese 7wendete lkeda » . Più che :ii particolari si pensi ad evitare i contrordini; i .r.:rancesi in proposito -dicono « ol',tre cont'ordre dèsonl?'e ». Cita come ·modell i gli ordini dei Prussian i nella camp:1gna del 11870. Riguardo alla trasmissione raccomanda la rapid it(1, la sicurcz1.3, la precisione. Chi dii un ordino
143 a viva voce si ass<;icuri ch'esso sia ben inciso nella mente di ·chi deve reiiarlo, e costui trasmettendolo si assicuri che sia esattamente inteso . Chi porta un ordine in iscritto ue .sappia la natura. Durante un'azione l'ullìciale di stato maggiore 1ovrebbe essere l'unico organo cli trasmissione. Viene poi a parlare dei posti di corris pondenza di cava lleria, dei telefoni, dei telegrafi . Raccomanda che i posti di cavalleria sieno · attivamente e continua mente cosi come voleva Gurko nel 77-78 invigilati dagli ufficiali . Non vuole i telefoni percbè diffici le è co~ essi mantenere il segreto . Si trattiene poi a lungo sui telegrafi da campagna. Quegt1 debbono essere :-empl ici; ~olid i ed affidati a o-ente intellio-ente ' . . ,, ·è)· pratica e degna di fiducia ; che va(lano ed avvisino do~unque, se vuotsi che ei servano così come nella gm)rra di ,,secessione d'America, nel la quale, come dice Plum, bastava che il nemico toccasse o minacciasse un'ala dell'esercito federale perchè questo fosse tutto in moto. Vorrebbe foss~ro adottati i teJ~grafì da campagna· trasportabili a dol'so cli aJ1i'."al1 s1'.I ti po di quell i già in ugo nel!' esercito spagnuolo. Descrive mol_tr'e 11 telegrafo automatico cl'Arlincourt e quello autografo di Con per. .Sulla /'orma della poppa e sulla dispos,izione de:i, -pro1nt1.~ori a fine d:i ottenen il mass,w1uJ ef{etf.o hella propulsione. - RonEnTs G1mE PER IODICI
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f1rus.
Fascicoli di lugl i,l, ago.sto, setten.ibre, ottobre , uovemlH'cl, d icèmbrè 1879.
Colbtn•n'sC!nited Sc1•t•i ce ifL<•nw~ine . -
Creoline. Racconto mil itare (conti1rnazione). L'·arte della guerra, contro ·r1az-ioni barbare. - Vi si eerca dimostrare come a combattere con va11taggio un nemico anche barbaro convenga studiare il modo di gunrreggiare a fine di potervi a;ssennatamente adattarvi contro le nostre formazioni ed ordinamenti. Confort:a quest'idea con esempi tolti dalla storia romana e più special111:nte dalla seconda gnerra punica e della guerra con trn i Pa rti. Dimostra poi, come i Britannici, per non aver voluto imitare i Ro~iani e p~r aver disprezzato ·il nemico, abbiano dov uto nella campagna contro _gli Zulu subire parecchi insuccessi. Coi Rumen'i nella campagna del 77. Capitano Ph. H. B. SALUsnrma · (Continuazione) Ricordi d:i Seclan per un ex·- zuavo.
Llfll'U E PEH lO OJCJ
Viagg·i 'in Per·sùi. Comandante PoMEUOY ~iAsoN. (Continuazione) Da ffoma<lan a Tabreer via Sennah e Nlaragah. - D.a Suleimania a Zerdasht. - Da Urumiah a Kizr.el-Dizzah - Da Zerdasht a Tabteez. - Da Ispahan a Yezd. Bfogra(ia dd gene1·ale sir 'thomas Willshi-re. C. Low. (Continuazione). L(I, proposta •1'io1·di1u1.11iento dell'artiglieria . - Lo scrittore è dell'aHiso di ~pezzarc l'attuale reggimento artiglieria. r tempi del duello nell'esercito. I vete·m ni del pritino impero (traduzione 4al Jrance,-c). IYiografìa, del 'Tnaggio-r· generrile' E. Newdigate. C. Low. fn esplorazfone. - Tratta del come dehbnno condursi le pattuglie di scoperta . Biografia del grmetnle si1· DaJ'viel Lysons. Sulle /orinaziorvi in quadrnto e in lùiea.. Dipende dalle circostanze l'adottare l' una o l'altra l'orrnazione. Cont.ro i F1'ancesi che attaccava no in colonna foc~ bene Wellington a resistere in linea, percl1è così .traeva il massimo vantaggio da l $UO l'noco ; ma contro i Znlu, la . maggior parte armati di zagagl ie e del cni fuoco perciò v' ha poco o nulla da temere, conviene adouare il quadrato perchè così non· si è spuntati alle ali e si coprono i malati, i feriti, i non combattenti e le impedirnenta .
· r recent·i 'i'Tnbarazzi dell' fnghilterrn. Vi si tratta d'!lla situazione difficile creata dal trattato di Berlino all'Inghilterra rispetto alla Russia, Francia ed Italia. Riogrnfili del maggi ore generale H . liope Otealock . C. Low. f,a giterm cont1·0 Secoceni nel l878-7SJ . Capitano C. L. .dhn v.1n I reati, nell'esercito nell'0;nno ./878: È un estratto cornmerttato del resoconto ufficia le. Istrnz·ione clei tenent-i delln m'il'i,zù.1, asp·i·m nti ci passa.re nel i' eserc'ito. Maggiore E. JloGEns . -: Proposte per facili tarla ed accrescerla. L' a-v·venire dell'A(gitnistan. , La, gwwta 1·nsso tiwca, nell'anno 1877- 78. Capitano H1wE. È uo , c.01upcnd io cri tico dei fa tti più salienti di quella campagna compila to sugli scritti del capitano Cardinal von Widdern, .di Baker pascia, e ciel tenente F. G. GnEENE, Le onde dell'Oceano. - Tratta delle loro rlìmensior1i · e velocità e dei migliori metodi finora adoperati per osservarle e misurarle. B·iografia del ma.gg'ior gen()!ralc G H. Chfford. C. Low.
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SVOLGIMENTO DELLE ISTITUZIONI MILITARI NELU ULTIMO DECENNIO
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IV. Farei torto al lettore se qui prendessi a dimostrare che la preparazione morale alla guerra non è opera della sola milizia. ·Pure questo importantissimo argomento merita, a parer mio, qualche parola ancora oltre quelle che io vi ho gi~ speso-in altra parte di questo scritto. Un tempo, per mantenere a numero i :reggimeilti, ed anche per comporne clei nuovi lì per lì, in qur.i paesi medesimi nei quali oggi la milizia è dovere indiscutibile e comune a tutti gli uomini validi, davasi la caccia ai giovani, si prendevano a forza, nelle bettole, nelle case, persino nelle chiese, si menavano lega(i, si domavano per addestrarli soldati col bastone, si fucilavano quelli che · tentavano di scappare. I corpi così composti si tenevano a dovere mettendo loro alle costole qualche manipolo di vecchia soldatesca, agguerrita e sicnra, che andava orgogliosa di quell'ufficio da birri ed ngLnzìni si nll og-gia.vnno o si ·accarnp'avano a rnassa, come mandre di ,;estie, ci~ti di sentinelle a cordone fitto e colle armi cariche, si portavano e si tenevano al fuoco stretti e fasciati con quadri numerosi di guerrieri di mestiere e con un ritegno di serr·a/il~ che li mandavano all 'assalto a spinte, a legnate, e li fel'ma(l} Ve di dispensa di genna io. A?\NO X X.V • VQI.,. J.
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, DEL L O SVOLGI MP.NTO DlsLLE I STfT l: i.':J0:-11 M I L!Ti'. Hl
vano colle laba.rde, gli spuntoni e le baioneue. se davano nddietro. E queslo bel modo di pnprwazione moràle, coll'aiuto d'un po' d'arte dei capitan i e di .molta fortuna, bastavn. per ~osl~nere rnesi ed ,inni di guerra di posizion i ecampeggiarnenti, ,;econdo il co:;tume di ail ora, e per vincere·qualche battagli a; e bastava al11·e,;ì per per-· derne cp.utlcun'allra'. fo mezzo a quei costr'el.ti- vi erano a.nell e i vo lon tari. Hor cli canaglia la più pnrle, che si tenevano p1J re a freno con truegli :;J.c:;;;i argornerlli, legno, ferro e piombo . Cambiarono i tempi, e con e~$Ì anche il modo di comporre ,Q'li e:;ercit.i, educarli ed adoperarli . L'arte del! a.guern1 prnseg1li il ~ 110 cammino di conserva colla c.ivilLà. Il soldato ùou ru più consid erato come un automa, come carne cfa cannone .. Però la influenza di qt1ell,t barbitra. rl.iscip lina, durat·t Lanto, continuò a fa1·si senLir·e sino a· di nostri, C',osicchè no i, soldati d'oggi, non abbia.mo bi sogno di 11n grande sfo rzo di memoria per ricordarci di un tempo in t~ui prevalevano d'autori tà e di nmnero tra gli ufficiali quell i che l'erma.mente credevano foncfa.111 011 1,0 della buona disciplin a militare il ri;~ore, ossia lrt p,utra del castigo, e riepilogavano cosi i mezzi della educazione e del governo dei soldati; prigio ne, pane e acqua, ferri , vergb e o bastone in certi casi, e qualche fncilazione cli tan lo in tanto . .'fon intendo nel dir questo cli parlare precisamente di cose di dieci anni fa, 1na chi ben si rammenti non dovrà risalire :nolto più indi.etro, specialrnenle fuori d'H,rlia. Quando fu abolito il bastone in qualche esercito parve infranta la disciplina . La. libera Ingh il terra ha tuttora lo staflìle pci suoi mercenari. 0. Ai dì nos"tri ht disciplina militare s'è mitigata tanto, anzi ·t divenuta. così ragionevole e così. blanda che si può dire abbia mutato affa tto ca.rattere in pochi anni; il elle è forse anche più sensibi le tra noi che altrove. Tn ciò non abbiamo tolto · l'esempio da altri , si bbene ci siamo lasciati guidare dal nostro temperamento nnziona le, considerai.e le condi::i oni nostre sociali e civili; quindi d,1 · questo !.ito l'esercito ital iano ha fisouornia e personnli Là l.111.l a sua propria. Ma nè questa disciplina, nè 'quella di cui dicevo pocanzi, nè qualunque altrn, può avere I.aie virtù nel breve tratto di tre anni a.I più - preceduto da una ven tina cli ann i di Yita lil~era. e seguito pure (.per le classi che si· richiamano alle armi in ca:;o di mobi litazione} da qualche altro anno cli uguaJ vita- da hasLarè di
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per sè sola a.far dei soldati qltali oggi si vogliono , soldati come quelli cui il 1'.foltke attribuì fa maggior parte di mer.ito delle vitlorie del .·18'70-7 11, come quelli che si appigliarono a.Ila fronte del 'nemico a Worth , come quelli che lottarono un giorn? inJero in campo aperto contro nemico tanto so verchiante di forze a Rezonville, come quelli che stettero solto la LèD1pesta del fuoco a 8t. Pr:vat, come quelli che combatterono a Yi!liei:s ed al :Sourget. Ci vuole, lo r ipeto , mm. disciplina isLintiva, nbitLmle, continrni, e non momentanea. e di se.mplice persuasione o costr izione; e quella non può a versi se a lla disciplina militare non faccia aniam.enl.o e seguito una bnona di-· scipl inn. domestica. e civile. Doi'e la fami glia , la scuola, l'officina, la città siano infette di quella peste che comincia colla irriverenza. e va a finire col più brutale scetti,cismo, la virtù militare non può fi orire, nè puossi fare esercito all'usanza di. oggi a cu i si possano affidare senza. tema le sorti della patria . Può sì la milizia. avere az ione correttiva, ma solo fino ad un certo punto, qn.a.ndo cioè il male non sia troppo diffnso. e incan_crenilo. Ora, 111irando driUo all'argomento che ho preso a lrallare con lJuesto sc/-itto, io mi doma.ndo : che cosa si è fallo in. questi· ultimi tempi per infondere e coltivare negli animi dei cittadini quelle qualità che si richiedono nei soldati d'oggi? e qmtli influenze favorevoli o contrarie 'a. quell'opera abbiamo vedutÒ sorgere e svilupparsi in C(LleSLO tempo? O in altri teÌ·mini, che cosa. si fa ora per quello scopo e contro qna li ostacoli hassi da. lottare? . . E pri~1à di tutto, q1'. al'. so no yrecisamente lequnlitit morali più , · nece:;san e nel sol dato ai eh nostn? A queste domande mi accorgo di aver dato anticipata risposta sul principio di questo disco rso, allorchè parlai dello spirito dell'età ' presente, dell'obbligo generale alla mili.zici e del breve servizio d'anue. Non volendo ripetere, considerazioni divennte oggimai ovvie e notissime, mi basterà. aggiungere qui q1rnJche cenno, desunto da un esame profonçlo· e pratico di ciò ch'esser dovrebbe é di ciò che è in fatto. · \ . Docilità spontanea, ina. rÒbusta, per effetto di convinzione pì ù che \di paura, obbedienza. pronta, volonLerosa, efficace, stima e fiducia Pienissima nei superiori, attenzione costa.nte, amor proprio, volontà ferma di fare il proprio dovere sino all'estremo grado dell'ab-
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negazjone, coraggio freddo, riflessivo,. sostenuto, anzichè valore momentaneo e scapigliato; interpretare le intenzioni dei superiori ed adoperare tutto l'impegno, tutte le facoltà del corpo, della mente e dell'animo a recarle àd eJietto nel miglior modo possibile, star saldi al fuoco anche là clo~e manchi per qualsivoglia motivO' l'esempio e la sopravveglianza dei graduati, avama.rsi, fermftrs i semprechè sia comandato, non isfuggire mai dalla mano dei proprii condottieri (quella che potrebbe chiamarsi coesività tlittica), asteners i da tutto ciò che potrebbe produrre disordine o invilimento, riorclin~rsi prest.o, sopportare senrn lamento 10 intemperie, la fame, dopo aver comba ttuto tutto il giorno, e marciare e combattere ancora il dì seguente: ecco le qualità che vogliamo nel soldato. Le stesse in grado anche maggiore nel sollu!Tici.ale e nel!' ufficiale, più il :3entimento della pt·opria dignità, autori fa e responsabilità, senza jattanza, senza timore, la fede in se si.esso, la iniziativa in giusti limiti, secondo i gradi e secondo i casi, con riguardo allo scopo dell'azione comune ed agli intend.imenti dei superiori; e nell'ufficiale in ispecie, in;;ieme alla benignitil ver:;o gli inferiori, q[tella n.obi ltà di condotta e contegno che impone il ri spetto ed inspira la fid:ucia, voglio dire non · un'ombra di volgaritil, tJ:ascuranz,1 o 1·ilasciatezza, mai. Se dovessi proporre ad esempio alcuni tipi, dovrei prenderli anch'io dagli eserciti della Germania, dell'Austria, dell'foghilterta· L'amor di patria va supposto in tutti, e così pure nell'ufficfa.Je l'amore alla professione delle armi ch'egli intraprese non costretÌ.o. Rammento ch'io p,}r lo ora di qualità. o virtù che vorremmo ,1Jere e non di t[Llelle che abbianw. Segnata così la meta, se vogl iamo trovare nel nostro paese ltl via che per Ja più dritta vi conduce, nelle ·presenti condizioni nostre, dovremo andare ;1 cercarla in C{lrnlcbe yemota parte d'alcuna: provincia, in qualche riposto angolo d'alcmrn città, ove non sirin.o ancora penetrate qn.ell e idee e consuetudini di esagerata libertà, o meglic\ cli Iicenz,i clie in questi ultimi tempi hcinno fatto scemp io della dignità ed autorità dei p,lclri, dei maesLri, dei pt1bblici ufficiali di ogni ordine, della costumatezza nei gio vani e nei vecchi, del rispetto alle leggi, insomma, di ogni disciplina social e, dove l'istniz ione momle sia t11llora qualche cosa di megli~ che una freddura scritta da impararsi a mente dai ragazzì e dimentica.rsi poi 1. dove
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la stampa non sia giunta ad insegnare le raffinatezze del vizio e del delitto, a spruzzar di scherno ogni più santa cosa, a spargere il seme del materialismo e dello scettiscismo, dove non sia ancora comparso qualche apostolo (}i alcuna di quelle tante sette che pretendono rifare il mondo. E bisognerà. correr rnolt.o! Notò taluno tra gli effetti della liLertà :111d1e JR l"irtu marz iale. Non so di qual tempo o di qual gente o di qual fonmt o grado cli libertà egli intendesse pal'lare; ma non dubito che volesse dire di una libertà molto ben misurata e regolata , sotto rigido imperio di legge, e trn·genti gagl iarde e virtuose. Se così è, a quella sentenza mi sottoscrivo anch'io. Ma non Lutt.i la pensano in tal modo. Vanno oggi prevalendo la dottrina e il gusto di una libertà sconfinata, che è la negazione di ogni virtù mi li tare, tranne forse il valore persona.le, · ed i suoi sostenitori lo sanno bene, lo dicono e se ne compiacciono. Ecco in poche parole le influenze che oggi si oppongono alla buona preparazione morale alla guerra. Non sono poche, nè di poco momento, perché abbracciano r.uua l(t scala e tutta la vita della società. Ridotta così quella preparazione quasi tutLa alla opera della milizia, ne viene che la breve educazione militare. debba.· infondere qnelle qualità· che sopra dissi in animi, se non apertamente ripugnanti , certo non bene predispo~ti, in giovani digiuni la maggior parte d'ogni discj pi ina e reverenza, avvezzi a non sentir parlar cl'itltro che di denaro e di piaceri materiali, ammaestrati dall'esempio aitmi a. farsihe(fa delle .leggi, di chi le fo e di ch i le osserva e a salta.ri e od infrangerle quando sia possibile farlo impunemente, taluni ancora imbevuti d'idee sovvcrsive. InfaHi tale fu l'intento morale della mili1.ia in questi ultimi anni, e lo è tutLavia. ì\'.on avemmo sinora che le primizie di quegii amari frutt i dell 'età. presente; vedremo poi gli effetti de.I cresc·i t enndul Dovrà cre~cere in proporzione l'azione corretLi va dell'eciucazione militare. E pur~ cdl,1! ved.e ch iaro capisce che v'è già più bisogno di GOITeggere che ·1strii1re·, e sente corto il tempo . · · I mezzi da noi adoperati a quest' uopo sono la ist'l"n.zione niorale fatta dagli uffi ciali ed una oculata e i·agionevole ammini strazione della disciplina. S'intende che non procedono nel modo stesso e con i medesimi eJietti in tutte le compagnie, in Lutti i reggimenti, ma senza dubbio in questa parte della operosità. mil itare .vi fu pro'
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or::LLO SVOLGIMENTO DELLE ISTITUZION I ì\'IJLIT Af\l
N E LL' ULTIMO DECENN IO
gresso molto sensibile dal 1866 in poi, per virtù della tanto aumentata. coltura degli ufficiali in generale, e forse anche un poco di certi seri tti di etica mili lare che furono pubblicati in questo tempo, mentre dal canto loro le superiori autorità. militari davano lo indirizzo in quel senso appunto . Pwrce sepulto! Sul principio di questo decenn io scopp iò, corno urrn vescica troppo gonfia., un famoso ciarlatano , che per anni ed anni tra i nostri vicini di ponente avea menato tanto chiasso dct in fontire il mondo, e fu stimato gran fabbr icatore d'eroi . DiClde anche una scappalct di qua d'Alpe nel 11848, ci.tornò nel i:rn, e fece pure qualclie po' di rumore per conto nostro; nel ·1866 spad, spe-· riamo per sempre. l?u chiamato è!iau-vi1iisme : tutti sa.nno che cosa fosse. Ma s_e pestifero è l'ali to di quell a fatta di sacripanti, non è ambrosia per certo quello dei pusilli che vengono di tanto in tanto a. belarci che siamo pigmei, come nazione<:; come potenza, rimpetto ad altri che son giganti, alla n1isura dei quali non giungeremo mai e poi mai, per.quanto possiamo fare, e tante altre cose da fa rci parere un miracolo se stiamo.in piedi. Esaltare e deprimere in dati momenti e in cer ti limiti possono essere farmachi murali opportuni ed efficaci; chi ne abusi son veleni . Per quanto poi concerne gli ufficiali in particolare e l'azione loro, la preparazione morale ha fatto un gran passo in Italia , a. pari colla preparazione intellettuale. Alle cresciute esigenze in fatto di coltura, sia militare, sia generale, conisponde necessariamente un adeguato aumento di dignità ed au'toritit, d'onde l'ufficiale a.t0nge maggior fiducia in se stesso e miglior attitudi ne efaci litàal comando, mentre vede chiara e netta la pa,rte che a lui tocca a volta 'li volta nel gran dramma deÌla. guerrn, in buon accordo con quella che s'appartiene agli altri, sottoposti e superiori. Ne vediamo gli eITetti nel nostro esercito, e tanto più poss iamo valutarli se confrori'liamo col pensiero le pt'es'enti nostre condizioni morali con quelle d'un quindici anni fa, il contegno degli ufficiali tra loro e verso i loro dipendenti e la stima e la fiducia, di questi verso di ·quelli, con ciò che vedevamo allora. Non è più soltanto rispetto comancLìto quello del soldato per l'ufficiale, ma altresì spontaneo, perchè la superiorità di questo oltrech è di grad~ è di coltura, e tale che il soldato non può non sentirla, e non prenderne so?gezione; e questo è onimo 1
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elemento di subordinazione. D'altra parte gli accennati migliora;menti' di colturn e di contegno, mentre non debb,ono essere un incentivo a presunzioni e suscettivi tà, richiedono dai superiori quel moclo di t;·attare che non solamente non conculca l'amor .proprio ma, ' lo coltiva, e ne rme util e. 1i'la di r incon tro a tali considerazioni cli natura molto conl'ortevo le ;dtre stanno ;Lon meno import:Lnti benchè di carattere dirnrso . {Juest'twmo che rinumiò li'n dalla prim:1 giol'inezza, alla li bertà, che $tudiò, fat icò, spese anche del suo per giungere al gradocl'uffici11le, che deve coHtinoare a studiare, fatica re e magari anche spendere per fare ouore al. grado ond'è rivestito, che deve affrnnta-re con fermo visodi:;agi, perico li , e insegnare .col proprio esempio come si sagr·i nclii110 al dovere salote e rita, quesl'twmo che oggi. vogliamo così eccellente cli mente, di cuore e di modi, tutto f~iò lo fa per elezione, e ~e deve fa rlo bene bisogna. che lo facc ia. con amore . Può a,,er cominciato sì per un cap riccio giovanile, ma de\'e p!.'oseguire con pa~sione; qu ind i è d 1è la proi'essione delle arm i deve cssercrli e ann cara ., ' deve JJarer•rli bell a Lanto da dovei' esserle arato r, darne snperho . li ~no obbligo d'uomo ei lo aHebhe pagato, come tutli gli altri, con qualch.e anno di servizio, e nulla lo costringe, tranne la sna vo lontà, a-spendervi invece tutta la. vita. È dunque necessario, come vuole nnche lo spiritò di questa età, poichè bisogna prendere e gli uomini e i temp i come sono, è necessario che. quel la prnfessione gli sia giusLamente, generosa.mente remunera- · Lrice . E non' potendosi più, come in passalo, mettere in conlo privi legi, la è que:;t ione di cinnpenso pec11ni11rio e d'a, ammmenLo. Siamo a mi lle miglia da quei temp i in cn i si c{iceva : il trono di Sua MaesLit è ci rconda to di spnde hrave e fetleli; la iiobill.il. ha sempre paga.Lo il i-UO debito di san guf', il solo che non si possa lnsciar protestare seirnL disonore. Per metterci in co1Wen iente assetto da.guerra , con ve~timen ta, 1Lrrni , cavalli .~ dan,u·o , prenderemo in presti lo. venderemo qualche pezzo di te1Ta. Se poi la benigni Là rea le polril. e vorrà compensarci iu qual che modo, tanto meglio; se no, ci basterà d'aver fatto il nos~ro dovere. Che senso avrebbero oggidì tali . parole? Al l,yrn gli u rlicia.l i non che mancassero, sovrab honda\rano . È bensì vero che le compaguie d'allora erano come i plotoni d'oggi, e gli eserciti per so lito non eranQ più grossi dei nosLri corpi d'annata . ~
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DELLO SVOLGIMENT O DELLE JSTITUZION [ MILITAHI
È dunque provvido, ragionevole e giusLo che gli stipendi e gli J altri assegnamenti degli ufficiali siano oggi commisurati ai bisogn~ ed alle esigenze della odierna vii.a nella milizia e nella società. Più ancora. che interesse di persona, egli è interesse d'esercito e di Stato. Bisogna che la sorte, almeno economica, dell'ufficia le sia resa tale da potere allettare la gioventù e contentare gl i uomini di mo,. derati desideri. · Bisogna che il giovine ufficiale possa, non di co scialare, no, ma far buona figura nel mondo, senza mandare a rovina la sua famiglia, forse povera. .Bisogna che l'ufficiale cl' el:à matura e d'alto grado abbia dalla professione sua di che campare, egli e la sua famiglia, non già con isfarzo , ma con decoro, con onesta agiatezza, e non si vegga c'ondannato da quella professione a lotLare penosamente contro le strette d'una inopia tanto più crudele quanto più inorpellal.a. Non deve l'uomo che spese la sua vita in servizio della patria esser turbato nell'ora suprema del sagrificio dal pènsiero che lascia nella miseria la moglie e i figl i pcrchè la milizia. lo costrinse a spendere venti mentre gli clarn dieci. f>e3sima scusa che lo Stato non possa, ricompensare equamente, generosamente, quei che gli consacran<1 ingegno, cuore, libertà, sangue, tutto loro stessi insomma, mentre profonde milioni in altre cose assai meno necessarie. Pessima scusa e indegna di chi si rispetti , com'è pessimo . argomento di preparazione morale alla guerra la miseria dorata. Qui non c'entra la voglia del snperfliio, parola che cambia valore secondo i tempi e i luoghi: si tralta di capire come possa servir volentìe,-i. chi non sappia come fare a campare con quello che gli si dà. E ci yorrebbe qualcosa di meglio che qualche bella parol:L cli conforto e qualche magra lira buttala lit C{Jme una elemosina :;Lringendosi nell e spalle e sosp iran do al solito. cc Il pn e"e è povero, e non può far allrol n Dopo il 66 in llal ia v~nne in capo a qual cuno che dove;;se essere u@ bella cosa il far qualche risparmio su ciò ell e spendevasi per gl i ufficiali d'a lto grado per poter tenere in arme qualche soldato di più, considerando che lei /i1r::acle,gl-i ese1·citi stu nel niime1·0 clei soldati . Vogliamo credere ch'ei non capisse la portata di tale proposta; ma ceri.o mostrava cli non avere idea di ciò che siano essenza e potenza di. esercito. Se almeno ave,;:;e delto: men iamo la falce in alto, ma ti:at.tiamo un po' meglio d'ora quei di mezzo e gli nitri !
NELL'ULTIMO DECENNIO
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Sarebbe stato uno sproposito d'altro genere, ma un poco meno grosso. Le sopresposte ragion i parvero buone ai governi e ai parlamenti di Germania, di Francia, d'Austria, e infa.tLi in quei paesi la sorte economi ca degli ufficiali fLL migliorata coll'aumento degli stipendi e delle pensioni e con all.l'e convenienti la rghezze . .Anche lo rtvanza.mento, sollecitalo dalle guerre e dagli ingrandimenti degli eserciti, fu assicurato in gi usta misnra pel LraLLo succe:;si,,o con provvedimenti int es i a rnanteuere in moto la macchina, impedire lo inveeeh iamento ilei quadri e trar su dalla massa degli ufficia li gli uomini di maggior vnglia. Parlo di cose not,e a tutti , quindi non. entro in particolari . In Italia l'avanzamento nell'ultimo decenni o non fu in generale molto rapido nei gradi superio1·i della ufficialilìl, mentre fu molto lento nei gradi inrer iori: Tale arrenamento, grave di quelle morali conseg1, enze che necessariamente ne derivano, era inevitabile dopo le valanghe di promozioni prodotte Ml decennio anteriore dalle g110rre e dai grandi e rap idi ac(:resçimenti dell'esercito, non avendo noi avuto dappo i nè mob ilitazione, uè guerra, nè sensibili aumenti nei épfo.dri delle truppe attive. Nei sei gradi superiori dell a gerarchia, esclusi i generali d'armata, abbiamo una fitta d'uom ini quasi coetanei; quindi generali relativamente giovani e capitani relati vnmente vecchi. Nessun'altra uscita che la dimissione, la giubilazione, la morte; la prima e l'ultima mollo scarse, grazi e a Dio, la seconcht così misern, t:osì crudele, che ben poc li i rngl iono :;aperne fincbè posso110 reggersi in gamhe, ed ai superiori fa pi.et.ii. spingervi ch i \' i Tipugni, tanto più che il bihncio del ministero della guerra non lta pi'ngue assegnamonto al capitolo delle pensioni. Ci ,-uole proprio un cuore temperato all'a mericana. per precipilnre con un Lratt.o di penna da una <liscrnta agiatezza nella inopia un brav' uomo e buon soldato invecchiato nelle armi e carico cli farni:;li:i. Fu prom esso un <'erto stato mezzano tra l'alti vil à ed il ripo:;o per isrncchiar i quadri senza affamar coloro che dovrebbero uscirne; ma sinora tale promessa non ebbe effetto. Un' altra cagione di ristagno dell 'avanzamento per l;i maggior parte degli ufficiali sono le promozioni per merito o a scelta, che
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O EL LO SVOLGD'JE()ITO DELLE ISTITUZIONI ~fl L! TA I\{
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nel nostro esercito erano già rarissime, veramente eccezionali , ed ora sono divenote metodiche in assai larga misura, merc;è dei vantar;"i a coloro che fanno il corso della scuola di ..gnerra e ov conce;;si . .. agli ufficial i del wrpo di stato maggiore, e degli esami appositamènte istitu iLi per la promozione a scelta dei ca.piU1ni a mng,j inri, Dopo la gnerra del 1866, tanto in Italia quanlo in Austria, e co::;i pure dopo quella del ·1870 in Francia, nello studiare le ·cagion i delle vittorie e delle swnfltte ['attenzione pubb lica .trovò app iglio di facil e comprensione nella coltura prevalen te dei P1)1s~iani, Da noi fu attri bu ito allo avanzamento per anzianitit nuche ciò che per avven tura era da ascriver;;i alla fretto losa costilozione ed amp'li:Ìz ione <lei quadri per effetto dei grn11di aumenli del.l'esercito av,veirnti poco peim:1, Non pitreva sùll ir.iente p(-'l' eia,lzare il livello delht rapaciUt degl i ufficial i e chiudere In via dei grndi più alt i a co loro che 11011 fos)ìero in grndo di e_;ercitarne abilm.ente gli uffici lo accertare l'ab ili tà dei promovendi dn nn grado all 'n ltro, e la:"cinre indion·o o Jice11ziare gl i incapa ci, Creilet:te"i convenien te di affret.tare l'ascesa ì~i migli ori, gittando le hnsi di un sislerna di promozioni a s~eila che socldisfar.e::;se al doppio intento di procu rare all'esercito, nel più breve tempo possibil e e senza gravi sconcerti nella compagine dei quadri , un eletto corpo dì Stato maggiore e comanclanti giovani ed abili, e di offrir·e uM carriera vantaggios;i ad uomini di vaglia, che altrimen ti avrebbero preferito alla professione militare altre professioni meno ingrnt.e , Vi fu anzi un !fWmento che tale concetto parve dovesse prevalere per ogni 1q,odo nell o nvanza1nenl.o degli uffipiali superiori e genend i, Ma snhito apparvero i danni mora li che avrehl.ieru potuto derirn.rne, e c!ie qui sarebbe inutile rammentare; e. la cosa non ebbe seguii.o , Cosicchè ora il sislenta nostro può esseee espresso nel segLtente modo : avanzamento per anz ian ità, temperato colla esclusione degli (incapaci e cornh inato : 1° col.lo avauzmnentò per 'merito da tenente a e,,tp iLano degli ufficiali che hanno supernlò il corso della Scu ol<t dì guerra, entrati che siano nel p1·imo teno dei tenenti; 2° coll'avanzamento per merito da capitano a m(lggiore dei capitani di stato maggiore e dei capi tani cli fan teria e cavftlleria che superano nn dato esame per la promozione a scelta; 3° callo avanzamento alquanto alfreLtato da inaggiore a tenente colonnello e da lenente
colonnello a colonnel lo nel corpo cli stato maggiore, Nei più alti gradi la, scelta rimarrebbe ser bata, ,nell'interesse dell'esercito e perciò,5lello Stato, come premio a meriti eccez ionali di grandi servizi resi e straordinaria cap(lcità dimostrata, per cui non fossero preferibili e bastevoli alIre ricompense, come segni onorifici accompagnati da pensioni generose (vogli o dire non meschine) che non recano danno ad alcuno, I Cl'iteri fondamentali per l'app licazione di tale :;istema dovrebbero esser questi: a) al?.are il livello delle e; igenze. qo,mto a capacità nelle promozioni da graéto èl grado, a misura, che va inalzandosi quello della comune coltura de,:;li nf!ìcia li ; tenerlo altis::;imo per le proriloz ioni a scelt,1 ; b) tenere grand i~s imo conto del camUerc e della. condotta dei promovendi, perocchè mal sic11ra, è la scorta di 'quei b,:evi esam F che a mala pena pos:;ono dare la misn ra, dell'in gegno e della col tura di queslo o c1uello; e Hulht dicono del le lft1aliti1 militari di maggior mom ento, come l(l, tempra dell'animo, l'esperìeuza, l'indole disciplinare, l'allitudin e a,I comando; · e) usare il mas~i1no rigore nell e promozioni da nrnggiore a tenente colonnello, non promuovendo assohtlamente; chi non sia creduto capace di .-.,governare e comandare bene un re"· " imento in ~D . pace e in guerra, Ch iunque poi fa bumrn prova come tenente colonnello è prnmovib ile a colonnello, e così pure chiunque comanda bene un reggimentQ vuole essere considerato auo a comandare bene una brigata, e quindi p~rfettamente prornovibi le a ~aggior gene- · raie, Lranne il caso di qualche sc;idimento sen:; il.ii le delle racoltit fisiche o intellettuali , per effetto di età o disgrazi<1, d} non promuovere a lenente generale chi non sia stimato atto ai suprem i uflìci militari, al eomanclo di grnssi corpi di lrnppe, . al governo di paesi, ai maggiori cai'icli i dell rt diplomaz ia militare ecc .. Così in te.so e praticrito, questo sistema sarebbe, a mio credere, se non perfetto, almen'o adatto alle presenti condizion i nostre, a pa,tto ~el'ò che la esclusione de,qli'. ùicapaci , anche per sola cagione fi stc,a, ,rn tutl,i i gradi si facesse (dovrei fo rse dire.potesse fa1·si, per quei r'.guardi d'umanità che di sopra accennai) senza alcun ritegno, e che l vaptaggi cu i dà diritto il corso della Scuo la cli guerra fossero a poco a poco $Cemati, sicchè J'avamrn,ménto pèr anzi;nilà venisse .
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NELL'ULTI'\10 . OECENNlO
DE L LO SVO LGIMENTO DELLE ISTITUZIONI MI LITARI
ad esser meno inceppato nei gradi inferiori. La Scuola di guerra, ;in tale concetto, dopo di avere sparso in tuUo l'esercito i semi di un progresso intellettuale e morale che è ormai in pieno corso, do·vrebbe diventare in Italia ciò che è in Prussia, voglio dire il ·se:menzaio dello stato maggiore (compresi gli aiutanti di brigata). Ma. i partigiani dello avanzamento a scelta non sanno mandarla giù che uno il quale abbia, per esempio, cento gradi di capacità debba star di etro ad un altro che ne abbia, poniamo, sessanta soli, per la sola ragione che quegli ha qualche anno, qualche rnes,e, qualche giorno d'anzianità meno di questo; specie po i negli alti uffici, ove la, molta capacità è più pregevole e più uti le. Ed avrebbero ragione, secondo me, dato che la ca.pacitit si potesse misuFare con qualche esattezza e con istrumenti più perfetti che non siano gli esam i e i pareri del tale e del tale altro; tÌvrebbero ragione, dico, qualora si trattasse d'ufTicio che richiedesse anche sollanto -sessantun grado di capacità; ma se invece bastino i sessanta o meno, ·non saprei vedere una_ buona ragione per far torto alla. regola, e torto e danno. a colui ch'è più anziano . Vengasi poi ad altt·o passo più alto, e allora costui, se non abbia lena da tanto, rimarrà in·,dietro, come ragion vuole. Insomma, poichè l'interesse delle singole persone non de,•'essere neglet.Lo, no, ma quello dell'esercito deve sopraslare, io dico che questo vuole non tnnto l'avanzamento a scelta, b~nefico a pochi e fomite di mali umori e scissure, quanto una ~orrente generale di avanzamento moderatamente rapida, Lranquilla, libera di gravir;intoppi. Non sarebbe provvedere al meglio ridurre la. carriera delle , armi un palio a salti d'esame, imposto a gente fornita d'una buona dose d'amor proprio, che in generale preferisce andare di buon passo per la via. del dovere piuttostoché far quella ginnastica tr\ippo più accademica che mili1.nre. l. C'è per chi ha fretta la scorciatoia dello stato maggiore; e che la fortuna. gli sia pr-opizia! · Per ultimo la preparazione scientifica. E questa progredì moltissimo invero da.166 in poi. Basta a noi ricordare la Scuòladi guerra, le conferenze di presidio, i giorna li militari e gli altri scritti che forono pubblicati qa persone appartenenti alla milizia in questi ultimi tredici anni. Prendiamo i più recenti e'paragoniamoli con quelli
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di una quindicina d'anni fa; vedremo diversità grande nella scelta degli argomenti presi a trattare, nella. estensione e profondità della Lrattazione e fin nella forma, nella Ìingua, nello stile, .nella orditura.. Sì, in pochi anni il campo dello scibile militare s'è molto allar-· gato, e s'è africchito non tanto di nuove materie quanto d'una infini tà di particolari, nuovi alcun i, altri non bene avvertiti prima,. a somiglianza, potremmo dire, d'una gran pianta che nel fare una•. rapida cresciuta ingrossa. i rami e butta. fuori gran quantità di ra- · moscelli _e fronde. ~'arte ha preso itspetto e carattere di scienza. All'antico predominio dell e ·dottrine matematiche, che furono per tanto tempo considera.te come fondamento degli studi mi litari, è succeduta una preponderanza delle dottrine storiche,· geografiche e morali, e nel tempo stesso s'è acéresciuta la importanza delle tec-niche, prettamente profess ionali e sperimentali, confortate cioè dal i;.ussidio costante della pratica, oli.imo elemento per i$t.abi lire un giusto equilibrio nel lavoro i1)t.ellettuale e dare a questo un indirizzo drittamenle obbiellivo. E sembl'a oramai che ogni argomento di militare coltura abbia quel post'/ (~ quella misura. che gli si conviene in questo momento, ecceuo che forse in qualche istituto di carattere speciale. Badiamo però! Sotto il bel nome di progresso . della ragione e della scienza, conforme all 'indole di questa elà, ed anche per la virtù di quel vento che oggi regna, che vien dalle fredde plaghe di tramontana., è sorta anche in Italia su tutto quanto il vasto dominio dell'inlelletto una nebbia, Incida, brillante, che piglia. mi ll e forme diverse e travisa gli oggeui che ftvvolge, facendo talvolta pnrer nuovi e grandi.certi nin noli vec~hi e piccini, e non è altro in sostanza ché pomposo vaniloquio . E v'è già pure in Italia una scuola, giovàne e ardita, che ne fa suo prò. Perciò credo venuta. l'ora di dar' l'allarme conLro questo nuov(; bizcintinisrno, che çhia. mai già scient?'.ficismo, e segnar di nuovo , come fu fa tto in altri. tempi per lo ste.,so motivo, la distinzione trn la scienza utile la. scienza superflua, oziosa, inuti le, che talvolta si so~rappone a quella e le fa cotenna suo dispetto o le si infiltra nel sangue e nelle ossa,. e talvoltq, sta da sè. raggomitolata sopra sè stessa, parassita. a sè medesima. È faci le ravvisarla agli al.teggiamenti e andamenti cattedratici, alle tinte esageratamente dottrinali e filosofiche, allo abusa,
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DF:1.1./) SVOLGD'1 i;;---ro DELLr:: ISTITU ZI ONI )1lLITAR[
:-F:L L 'ULT l ~IO Di::Clè:-IN IO
dei più ra ffi11nLi arLi fi cii sintetici, al li ngnaggio uslruso e non intelligib ile per l'immenso volgo dei pro[an i, che non sia giustiftcalo d,t ra "ion i di necessaria precisione e èonc.isione come lo è nelle scienze " . rnatenulliche, lisiche e mediche. Ba diamo, ripeto, che la scienza miliLu1·e 11011 s' inl'elli anch'essa · di quella scabbia, poich'ell'ha oggi così stretto commercio con tali trn lr :me sorell e che piìt ne sono ammorbate; voglio dire le scienze storiche, moral i, sociaI i. PerGno su qnel sodo t.el'l'eno dell' opplicri.:rione, sn cni cammina maestro il Vel'd.v du Yernois, ed ove 111110 par saturo cli utili tà pratica, perfino su quel lo. a non -bacfa rr i !tene, si può fa.re lnroro inuti le impelagandosi tra induzi òni e deduzioni troppo ardite e sottigliezze troppo lambiccate. Che tli re di chi l'enga a dimostrarci, poniamo il caso, con rngion,unent.i arcifilosofici, che cosa sia ·vittoria, e che rosa sia sconfitta . e come e perchè qut'lla. sia. eh preferir:;i n questa~ Del re.sto, s'egli è vero che 11na beu' intesa preparazione sc.ien!,ifi ca è oggi più ell e per lo pa,;sato un utile ekmenlo di polenza. g1terrr~ca, più ,ero è ancora che il mollo inge)!no e la molla ,;cienza non varrebbero a compensare nrpp ure a' dì no"l l'i qualche deficienza in follo cli coraggio, di discipli na.tezzn . di devozion e al dovere, cl1e furono, s)no e ~a1·a111w :;entpre le q11:ditit sopren1i11enli degli uomini d'arme. :Xon prencl i:!mo d11nrp1e troppo a ri1or di lcllèra . ne troppo sul scrio, come applicnhile a. noi o ad altri , la. celeb re sparala dell e vitLorie clotl n f.f' 11.l maestro 1/i srnola. E ln~cimno 1ra~1.ullar~i coi paradoss i cui piace . Ciò posto, ne riene cli conseguenza die nelle :;c11ole rnililari in generale, e spccia.lmel}te in qn elle ove gli ahmni 01i1rano fan ciulli o giov inetti, l'educazione debba mirare sopra luLlo .~ formare i l ca,1·attere dei futuri uffi cial i e condou ieri. E perciò plnudisco ad un radicale cam hiamento di nalum essenzialmente morale che sotto il ministero del generai Ricotti fu iniziato nelle sr-nole nostre, reso possibile dallo nve1'e giit 11ell'esercito 11n hel num ero rl'unì ciali che non aveano pitt bisogno di ricorrere alla scienza è alla penna del cappellaoo, quello cioè tli f\).re una cosa sola del personale 111,segnante e del personcifr di governo . Uomini cl i sp::tda , Lulli eletti ve1· qnn liti mi litari e per sapere, hanno preso il posto degli incn lLi educatori e <leali inermi maestri di ·p rima; la. di sciplina siede in catledra, la r,
scie11za veglia in quartiere. Così è di venuLa poss ibile e faci le, almeno men diffi cile che per lo innanzi , ·quell'opera educativa ch'è oltremodo nece~saria nelle nostre sc.uolo militari per correggere quei difoLli e Yizii cl1e i giornn i reca.no dalle fami glie e dnlle ::,cnole civi li e in stillare negli animi loro l'essenzn prez iosn delle virtù mi litari , co lle paro le, coll'esempio, co n tutti gli espedienti della militare discipli na. Gli o~La,·oli maggiori so no, oggi come prima, la mancanz;1 o la olLu:;iliL in moll i di qu ei gionn i di qn el rello :;enso mo1·a le cl1e fa di:$Ce1·nerc it prima Yisl.n. ciò che ò giusto cd onesto da <'iù che non lo è, nn gran- vuolo od anche un buon carico cli scherno nel luog·o dei senlimenLi di clo1'cre e di ri;;pello, sia. vor~o le persone sia verso la legge, la volga ri ti1. delle idee, degl i a.lfol.li e delle maniere; é[lt indi l'assenza del senlim cnlo della propria dignitù . Ad estil'pare o soffocare tJU<':'ili gral'i clifolti e sostiln irc loro le oppost<' virtù rich iedonsi le massime cure dei proH idi cclucalori, i qt1ali ben sanno qnnnlo a:;pell.ino dal! ' opcrn loro I' c:;Cl'CiLo e la pal.l'ia. L'altra parte del loro cò111pito , r·oltivarP l'myeyno, è molto più l'a cile, quindi anche per ciò meno meritori a. fn conclusion e, siami permesso di cs1Jrimere qui per lo avvenire questo voto: Sia curata. sì la pr:eparazi o11 e scientifica nella mi liz ia, ma lo sia più ancora . in som mo 1rado. la preparazione morale.
Y. Vediamo 01·a che cosn si è faLl.o nella partita d'i r eftiva ed ord1> nativa, cioè per prepararr al la guerrn i Comandi delle truppe e gli Stati maggiori. L' uliliLi1 di costitu ire in Le1npo di pac,, il comandu in gu i~a t~he anrora la sua azione diffe1·i~ca c111 a11 10 meno sin IJo~::; ihile , o mealio t> l'~sso1uigli quanto più sia possibile a ciò che dov1:it essere in tempo dr guerra, era generalmente ammessa pri 111a che da tu lli fos!\C accet_Lal.o l'e5emp io clRtone dalla Pnissia.. )lil. l'appli cnzione di qnesto I ottirno principio trovava osLncoli tra noi nella lunga consuetudin e dello accentramento dell'aulorilà direttir:i e ordinnlirn nel )Iinislero
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DELLO SVOLGIME NTO DELLE: ISTITUZIONI MILITAHI
della 11uerra, cl-ie pàreva altresì una necessaria conseguenza della · respo:Sabilità personale e pienissima del Ministro dinanzi al Parlamento, nei troppo frequenti cambiamenti dei Ministri, nelle grandi trasformazioni che avvenivano nel nostro stato militare, le quali richiedevano una forte unità di direzione, e diciamolo pure, anche nella nostra inesperienza di governo grande. Quindi è che prima del 1870 tale applicazione non aveva oltrepassato i !_imiti della costituzione temporal)ea di alcune divisioni attive e di qualche 1;orpo d'esercito atifoo . Ma tutto, tutto, sino alle minime cose, facea capo al Ministero, e i Comandi non erano quasi altr1) che organi di trasmissione e, in molli casi, di lungaggine. Finalmente cominciò la santa opera del discentramento, che proseguita senza soverchia fretta continua tuttora, nel concetto di assegnare a ciascun grado tutti quegli officii che gli si convengono e quindi quella parte di autorità e responsaoilìtà che gli si appartiene, così in pace come in gt1erra, per quanto possibile, perocchè a ceri.e occorrenze di auerra la vita di pace 11011 dà riscontro, se non forse in qualche ca:o ecéezionale: opera d'educazione e preparazione di suprema importanza. · . . Nei reggimenti fu dato maggi01· risalto alla per~onalilà. _della_co~pa;snia e del battaglione, · ampliata la sfera d'az10ne dei cap1tarn, pr;cisatà meglio quella degli ufficiali sttperiori, sì che l'officio del maggiore cessò d'essere una sinecwrn, liberato il colonnello dal sovrnccarico del l'amministrazione che non gli lasciava tempo pel buon croverno disciplinare e per In. educazione tattim degli uflkiali e del ;eggimento. È dunque sperabile che npn si debbano veder più colonnelli che an1,1il,i.n·i.st-l'i,no bene e comandi1io male. Anche il comandante di bl'igata ha avuto la. parte sua, ed è stato messo in grado di pro,,are la. sua esistenza in tempo di paee assai meglio che noi facesse in passato coll e apparizioni in piaz,,ad'arm~ e col p;i:endere il comando nelle parate, quando avea la fortuna cli avere a mano i suoi due t'e.ggirneriti, e nelle manovre. Il carattere dell'azione dei Comandi di brigRta, che in gu.erra è quasi sempre essenzialmente esecutù)O , in pace è più che altro edu.cativo e di sopravveglianza. Qui torna opporLuno notare, nella partita app,unto dei comandanti di brigata, quel vantaggio morale innegabile che a noi procura l'ordinamento ·stabile delle brigate, che dopo una breve 1
HH 'interruzione ci fo restituito, e non per solo riguardo alle tradizioni. Bensì cotale vincolo ha pure i suoi inconvenienti, e segnatamente quello di sc.emare la elasticità dell'esercito , dando come elementi organici per la costituzione dei grandi corpi masse troppo grosse . Non dirò gÌ'avissimo questo difetto, ma neppure molto rilevante quel pregio. Poco tempo occorre ad un brigadiere per conoscere, quanto basta per gli effetti utili, quegli istrumenti ch'ei dovrà adoperare. Che se dovessimo attribuire alla costituzione stabile delle brigate una utilità vicina: alla necessità, non vedremmo buona ragione per non estendere tale giudizio anche alle divisioni ed ai corpi d'annata. D'altra parte sta di fatto, e lo vediamo tuttodì, che C(ltel comandante di divisione o di corpo d'armata che , sa fa.re il suo dovere, pùchi ·giorni dopo cambiati i reggimenti che da lui dipendono, sa che cosa siano e quanto valgano i nuovi, e ne conosce. almeno i colonnelli e gli al~1:i ufficiali superiori qiianto basici, lo ripeto, q·nc11nto bastci per poterli adoperare secondo i casi e con riguardo all e loro particolari attitudini, le quali del resto in un buono esercìto regolare a' dì nostri possono essere sì alquanto diverse, ma sempre dentro i limiti della capacità. necessaria per ciascun grado . Ciò nondimeno ric9nosco ancp'io la convenienza, l'ut.ilità, dirò pure la necessità, dell'ordinamento stabile, o permanente che dir si voglia, per gli eserciti a base provinciale o regionale, quantunque pensi, come già dissi, 0he può giovare talvoltft far qualche cambiamento nella costituzione dei grandi corpi all'atto della mobilitazione o nel corso della guerra per ragioni geogratfohe o strategiche. I Comandi di divisione sono rimasti su per giù quel lo che erano, vale a dire autoriti1. attìvissime in cui l'azione ordinativa si equilibra colla esecutiva. I Comandi di corpo d'.armata, che da principio quasi non trovavano poslo tra la suprema autorità del Ministero della Guerra e la frettolosa operosità. dei Comandi divisionali, e stavano a disagio, a poco a poco per virtù cli ministeriali de!erminazioni e di prat.ica hanno t1,'ovato ·il loro assetto. L'azione loro è principahnente ordinativa, ma in tempo di pace hanno pure un gra.n carico di sopravveglianza ed anche di direzione fino ad un certo segno, non essendovi altri organi di comando tra loro ecl i I Ministero della Guerra, l'autorità ·direttiva del quale è frastornata dalle soverchie cure amministrative e parlamentari: Se i loro poteri NELL.' ULT IMO DECENNIO
ANNo XXV VOL . t.
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DELLO SVOLGIJIIF::-ITO DELLE ISTI T UZION I MILI T ARI 162 sono tuttavia minori di quelli dei corrispondenti Comandi germanici, di cui sono un! imitazione, ciò dipende in gran parte dal non aver noi corpi·d'armata stabili a base regionale, per cu i molle cose richi eooono le risoluzioni dell 'autorità suprema. . • . 00 . , Non abbiamo sinora in tempo di pace alcuna 1sL1tuz1one eqiuvalcnte alle Ispezioni genernli dell'esercito tedesco, che debba e pos~a somministrarci all'aLLo clella guerra·i Comandi d'armai.a, per costituire i quali dovrem mo noi di necessità scombussolare i Comandi dei corpi d'armata, delle clivisioni ecc. Abbiamo solamente un valoroso Principe che porla il titolo cli Tspettore generate dell'ésercito, senza che peraltro :;iano ben determinati gl i -attributi di quell'alto uffi cio. Lo Statnto _ci dice c_he cap? ~upremo dell 'esercito è il H.e, o eiò è per noi un arti colo d1 lede, . ma non abbi amo - vi ricado perchè il discorso mi vi porla - non abbiamo un vero Comando dell'esercito, con un vero capo di stato ma.-rr,iore r,enera le. O dobbiamo scorgerlo in qualche parte del Minis~c~·o clelia Guerra, esposto all e procelle poli tiche e parlam entari, che da un momento all'altro possono buttare giù da quella sedia un generale in cui l'esercito abbia pienissima fede e le,,arne sn un altro forse ottimo ammini stratore, forse buon pnrlatore, ma n111la più, ~ buttar poi giù anche questo e mettere in sua vece, poniamo, un avvocato, o qualcosa cli simil e .. . . E perch e no'? Ci additano l'esempio della Germania! Dove abbiamo noi, non dico un GuulielJJ10, un ,1o1tke, un Roon, ma una Sadowa, un Sednn? In camb i; cli questo abbiamo gran bisogni , poco denaro e un babelico tramen io di destre, sinistre, e centri. Tiriamo innanzi! Basti che se ora volessimo mobili tar l'esercito, dovremmo improvvisare ùn Comando supremò e un clato_nm11~ro di Coman.di di arma La, e per ciò fare ci vedremmo cos treLL1 a spigolar qua e la generali d'alto grado, e muorereperconseguenza da i loro posti , forse nel momento più critico dello iniziamento di unn. guerra, comandanti di corpo d'armal,i e giù giù di divisione, di brigata ecc., peggio chencl 11866, se per caso i Comitaliper.manenti delle varie armi, il :.U inistero della Guerra', il Comando del corpo cli Stato ma.goiore) insomma ali uffici mil itari fuori-quadro, non ci dassero ciò t°) che ci abb isogna, il che è problematico finch é le deslioa1. ioni a quegli uffici si facciano per altre mire. E cosi gli istrumenli preparati con V
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cura per h guena si adopernno poi in guerra ad uso diverso da quello pel qual e furono preparati, e in sostanza l'opera di preparazione si guasta. su l più bello, quando se ne dovrebbero raccogli ere i frutti. Co.me se 110n bastassero gli sconcerti che si w oclucono nei quadri in quei momenti pe,: altre cagioni, come le malallie, le ferite, le morli! )1a la utilità di quella cosi lunga. scala gerarchica, per cui sn l6ono e scendono con molo nbn sempre corrispondente al bisogno a mili e e mille le domande, le risposte, le notizie. gli 01:dini ccc ., per le infinite occorrenze della vita mil itare, non è così e,-id ente da potersi tenere come assioma : e infatti fu· molle volle impugnata. e può esserlo ancora , per amore di sempliciLà ed economia. Seguendo t1òcll'ordi ne d'idee che s'ingolfa nel la gran questione dclln Na.zione a1·mata si giu.nge prc:;Lo alla m,1:;si ma che un Comando di qua !si I ogl ia ordine può benissimo avere efficace azione su tre, qnallro, cinque ed anche più Comandi d'ordine minore direuam enle dipendenti da esso, e quindi all a conclusione che nell'orgariamenLo a base binc1ria (dalla brigala al corpo d'armala inclusive) siavi eccesso di organ i e quindi spreeo cli persone, d'autorità e cli denaro. Dal che si può · dedurre che un comandante di div isione può governa re e guidare quaLlro, cinque, sei regiime11ti sema bisùgno dello interm ezzo dei Comandi cli brigata, esimilmcnLe un comandante d'armai.a può L1~1ttare di rettamente senia danno , anzi con vantaggio, con quattro, sei, ol.Lo Comandi di divisione; e che non v'è nepp m·e bisognò di Comandi d'armala colit dove una diecina di divisioni operino co ncordemente e verso uno stesso obbiettivo sotto la mano del comandante supremo. Al che puossi ri spondere con profonda convinzione nvere l'esperienza cli mostralo in modo palpabile che se taluno di quegli organi può sembrare superfl uo in tempo cli pace e puranco in alcuni momenti in guerra, Lutti però , o in un caso o in un altro, special mente negli istanti più cl ifftcil.i, Lulli sono utilis'simi. Qu es ta utilità si manifesta più cli leggieri nel guerreggiare in pae$i montuosi e rotti che richiedono ordini assa i spezzati e mollo frazion amenLo del comando. Di più quella piramide di quattro ordini cli generali , larga di base e senza troppo grandi stacchi nel senso dell'nltezza, mentre da un lato rende facile e pronta la successione agli uffici i che ven-
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gono a ,rimaner vacanti per qualunquesiasi motivo, dall'altl'O offre un. conveniente sfogo àllo avanizamento, cioè alle giuste ambizioni e agli interessi degli ufficia.li più antichi ed esperti, considerazione anche qnest:t di non poco Y:,lore per ~uelle ragioni morali che addussi già. · Capila spesso, è vero, di sentir dire:' siamo in tre, in quattro a far la stessa cosa. E sarà. Ma quando pure si riducesse alla più semplice espressione, alla. più 'grel.La misura l'organismo del governo militare, siccome le persone da adoperarvi non si possono scegliere fuori_del genere umano, rimarrebbe sempre possibile che ve ne fosse taluna che si distinguesse o per eccesso di attività, di iniziativa, ~l'ingerimento negli altri officii, o per l'eccesso contrario. Stia ognuno al suo posto e hw.;ia il proprio dovere come si conviene; v,i sarà da fare per tutti, nè troppo, nè troppo poco. Se per alcnni il lavoro sarà tulli i giorni uguale, Q presso a poco, per altri l'ozio d'oggi compenserò. la fatica di ieri o quella di . domani. Ciò avviene anche foor i della milizia. passo allo Stato maggiore. t recente, e tuttora flagrante nella stampa militare ed in qualche esèrcito, la questione se meglio sia dare allo Stato maggiore il carattere di Corpo o quello di Servizio, e ·nel pl'i mo caso se di Corpo ch·iuso o aptrto. Tutti coloro che si occupano di queste cose conoscono il significato che oggi si dà a tali espressioni. Or bene, in Italia, per effetto delle riforme organiche degli ultimi n.nni, lo Stato maggiore, mantenendosi Co1·po come prima, è venuto a rimanere -mezzo aperto; ossia ·inez.zo éhiiiso: aperto da piedi agli ufficiali subalterni d'ogni arme che fannò miglior prova nel corso della·scuola . di guerra, aperto su su nei vari gradi a taluni ufficiaii di artiglieria e del genio a beneplacito del Ministero della Guerra, chiuso a tutti gli . alt1;i, echi.uso pl1re nel senso che gli ufficiali ammessivi e sperimentati idonei, quantunque n'escano temporaneamente per promozione da capitano a maggiore e da tenente colonnello a colonnello, vi rientrano, 'precludendone così l'adito _,ad altri. Questo sistema né! suo assieme, a giudicarne anche dai resultati, pare buono, semprechè il. Mini stero della Guerra facc ia uso parco e saggio della fa,coltit che si è serbata cli ammettere nel lo State, maggiore capitani ed uffìcial i superiori delle aril'lii dotte che non
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siano passati per la Scuola di guerra, il che in un ,prossimo avvenire-potrà essere caso alTaLLo eccezionale. E infatti un'otLin1a cosa che non si possa divenire ufficiale di Stato rnaggiol'e- in età troppo giovani le e .senza pratica sufficiente del servizio mil itare, come.accadeva in passato. Lo è pu l'e qllel corso cli studi e di pratiche dP.lla Scuolé'Ì di guerra, col seguito di quello esperirriento di parecchi mesi al Comilndo del corpo cli Stato maggiore, mediante il quale l'ufficiale può essere provato e riprovalo e conosciuto a fondo , e direi quasi spremnLo , per saper di pr~ciso quanto valga e a quali officii sia più ada'tto, mentl'e se ne ricava qualche servizio utile. Lo è senza dubbio e in sommo grado il ritorno temporaneo alle tmppe come ufficiale super/ore, e specialmente poi come comandante cli corpo (per promoz ione da Lenente colonnello. a colonnello), per conservare e ritemprare colla viLa di reggimento la, fibra · mil itare e prepararsi meglio ngli alti gradi. E giova eziandio che si abbia neHo stato maggiore quakhe esperto ufficiale di artiglieria e del gen io, perchè tra le eose di cui ha da occuparsi lo Stato maggiore Vf\ ne sono an che talun e per le quali può essere vantag"' giosa la p,erfetta cognizion e di ciò che s'apparLienc a!l'(rna o altra . di quelle due armi . S'intende però che il passaggio nello Stato maggiore non cleLba mai essere pratitato come uno espediente per rimediare a qualche risLagno dello avanzamento in un'arma qualsiasi. - O perchè non si potrebbe estendere tale vrrntaggio anche ad uffLciali superiori di fanteria: e cavalleria che non avendo potùLo o voluto fore il corso delhi Scuola di guerra., od avendolo fatto e non essendo sl;ati amrne~si nel corpo cli Sta.lo maggiore per quà.lsiasi motivo, pure dimoslrino di avere la capacitil necessaria per quel servizio, forse più di altri che vi furono chiamati? si può chie- .· dere. - Se il passaggio nello stai.o maggiore dovesse essei·e considerato innanzi tutto come un vantaggio personale, l)er riguardo a beneficii di servizio e di avanzamento, non vi sarebbe certamente buona ragione per non ispalancare a dne battenti le porte di quel COl'po a ch iunque aspiri ad entrarvi, a certe date cond izi oni per · accertarne l'id0nei tà. Ma a quella considerazione sovnistal'all,ra dello interesse del servizio, che vuole sia tenuto 1nol1:issimo conto della pratica che si acquista nei vriri uffici dello Stato maggiore mediante un tirocinio abbastanza lungo cominciando dai gradi inferi ori, per
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cui I' uflìciale conosciuto o provato idoneo corno tenente e capitano , che rientra nello slato maggiore con g1·aclo superiore e cosi ascende tulln In scala àall'infimoal sommo, può a buon diriLLo essere stimato più 11tile istrumento, specialmente come capo di Stato maggiore di divi:-ione o di corpo di annnta, di quell'altro elle vi entri cli primo lancio, venendo dai reggimenti, come maggiorn o tenente-colonnello. Perchè nel servizio di Stato maggiore l'esperienza val molto pi11 che forse no isi creda generalmente, e spesso più della :iCienza. sia come mezzo di preparaz ione indi viduale, sia come argomento e guarentigia cli buono andamento clel serrizio ste3so . Del clte i migl iori giudici sono coloro che servirono in questo corpo fino ai rnnggiori gradi. Un'altra domanda: Poichè gli uffìciali inferiori che si ammeltono nel corpo di Stato maggiore debbono uscirne allorchè sono promossi maggiori, non sarebbe meglio che fosse ro sempl icemente addeUi o, come diciamo 'ora, aggregati a quel co rpo, ri111.nneudn ciascuno nell 'arma rispettiva, per prendere poi la veste ed il carattere di urficiale di stalo maggiore efl'ettitJo quando vi fossero ricll iama ti come ufficiali superlori? Cosi il corpo cli Stato maggioreverrebbe acl essere propriamenle costitu ito di soli uiuciali superiori , cioè cli . uomin i autorevoli per _elà, grado ccl esperienza, con un seguito di aspiranti, e guadagnerebbe non poco agli occh i dell'o:;ercito. - Dal rispo ndere subito affermativamente a Lnle domanda mi. tratti ene più che altroilpensaroche la divisa e il ti to lr} di ufiiciale di Stato maggiore portati per alcu ni anni pos:-;ono servire, e servono di fallo, come di passaporto ad al cuni capitani pe1· entrare maggiori in un'nrm c diversa da quell:i onde vennero lenenti , e per la quale abbinno particolare affetto ed. attitudine, il che può esser vantaggioso a lfu esta o a quell'arine, intanlochè dà modo di ricavare il maggior possibile profitto dei servigi i dei singoli ufficiali. La cavall eria, pol' esemp io, accogli erà. più volentieri come mnggiore un capitano che appat'lenne già all'n1·tiglierin, magari anche alla fanteria, ma poi tenne a lungo insieme allo ufficio anche il nome e la veste di uffi cia le cli Stato maggiore, di quello che un altro elle fino al giorno inn:i nzi sia stato considernto come tuttavia apparlenente ad una di quell e due arm i o ne abbia portato sem-pre le insegne. Il passaggio galla cavalleria alla fanterin, mercè di quello
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intermezzo di effcLtiva appartenenza ad un corpo che · ha uguale . affinità con questa e con quella, non urta più alcu n pregi'.1cliz io. Conccdasi a queste ragioni morali quel valore che hanno d1 fatto. Purn ondimeno, considerala la rariLil di quei casi, non oso neppure rispondere negati vamente alla clomanda sopra enunciala. Mi par cosa da stlldiarsi. . . Dieci anni fa il servizio di Stato maggiore nel nostro esercito, come nel francese etl in altri, ora ripartito tra i Comancli delle truppe e l'ufficio centrale che si occupava principalmente dei lavori geodetici e topograrici . In questo gli ufficiali erano adoperati la più p,arte come mappatori e disegnatori. Oltre a ciò alcuni ufficiali di Stato maggiore erano impiegati al Ministero clella Guerra, nel gabinetto militare o nell e scuole militari come maestri cli topo~rafia' storia ' o"e~crrafia ed arte militare. I Jayori storici, stntio o stici, logistici, strategici, comprese le ricogniiion i e descrizioni di paesi nostrani e stranieri e le informazioni ci1~ca quanto si faceva in altri Stati, erano eventual i, anche assai superlìcial i, si commellevano sa ltuariamente a questo e a quello secondo i casi, si interrompevano, si r ipigl iavano, in modo. diverso e con disuguali veclnte. A poco a poco le coso cambiarono. L'uffìcio centrale di Stato maggiore (Comando del corpo) venne ad aYere una se;;imie statistica, una se;; ione .~torica, una sezione logistica (clirezione dei trasporti mi li tari), unasezione topog1·a,fica (studio e descrizione dei · paesi) ed una se.:::ione in{ormazio,ii, regolarmente costituite. Ho nominato tra le altre una sezione storica, la quale subito si accinse a compiere quel: debito cl'onore ell e il nostro Sin.Lo maggio re ha verso l'Italia·e vot'SO li csct·citi strnnieri , specie quelli che sleltero in campo contro di noi, roglio dire la comp ilazione e pubbl icazione della sloria delle guerre soste1Ù1Le dagli Itnlinni ai tempi nostl'i ; ma qnclla buona .in l.r.nzioue illcontrò osta.coli di vario genere che fin o nd ora non si po terono superare. Le altre sezion i frattan to si'misero in buono assetto. Tu tto il laroro cartografico ru messo da parte, ordinalo su. pitt larga hase e assegnalo ad un Istituto topog'l'Cifi,co militw·e, cui furono addetti quegli ufficiali di Stato maggiore che mostra vano maggiore altitudine e indinazione a quella sorta di lavori, per esserv i adoperati in modo più degno del loro
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grado e delle loro cognizion i che non fosse prima. Nel Ministero della Guerra fu istituita, come parte del segretariato gener:ale, ùna Divisione Stato niaggiore con determinati attributi. Finalmeute fu creato un nuovo ufficio, di carattere essenzialmente.strategico, nato fatto per raccogliere i frutti del lavoro di tutti gli altri organi dello Sta-to maggiore e concretarn coll'aiuto di quelli gli stndi su cui dovrebbero basa.rsi i divisamenti dei supremo Comando dell'e;ercito, col nome di Comitato di Stato niaggiore generale, che disgraziatamM~ rim~e M~~, Se tale ordinamento non può dirs i perfetto, non può nemmeno dirsi manchevole. Non è certo la semplicilà eccessiva il suo di fetto maggiore, e nemmeno una troppo stretta corTispondenza all'ordinamento di guerra dell'esercito, quale fu da noi fissato . .Ma ques Lo non è grav male . .Basta che da. tntto quello nssierne possano ricavarsi da un momento all'altro gli elementi necessari per cost.ituire· gli Stati maggiori d'annata e quello del Comando in capo, e lasciare ancora un avanzo sufficiente IJer allri bisoani prevedib-i li. Fi ?)auriav moci una mob ilitazione gene1·ale, tutte le forze nostre in punto di guerra, tutto il nostro stato mi li tare in compiuto assetLo. e vediamo quanti ufficiali di Stato maggiore dei vari gradi ci bisogneranno. Vediamo po i quanti ce ne dà il quadro organico del. corpo , e confrontiamo . Sappiamo dove . prendere (Juei drn ci ma.nclierebbero, si dirà.. E sia; mo faremo dei vuoti nei quadri degli altri corpi, precisamente quando sarebbe più necessario che ognuno stasse nl suo posto, per non a.ccrescere, se non altro , quel grnn. tramestio del passaggio dallo assetto di pace .a. quello di guerra. con un soprappiù di spostamenti e promozioni. · V'è dunque oggi largo campo all'ingegno, alla scienza, alla operosità uti le nel servizio di Stato maggiore, e non è più il caso di chiede.re: Perchè si pretende· da no.i tanta preporazione di slLrdi ~ a. che Lante cognizioni? Il giovane ùfficiale di Slalo maggiore non può più trovarsi come quel tal volontario' che dopo essersi preparato a combaLtere i nemici della p:ll.ria non ebbe ·altra soddisfazione che di far da cornpar::.ÌL sopra un pa.lco scen ico . Ciò nullameno la. parte sua non è nè può é,sere tuttn. scienza e di letto. Chi si figu rasse, per dirne una, elle il servizio presso le t1'Uppe in tempo di pace dl)_vesse con::.istere sopra tutto nel correre e galoppare
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di qua e cli là a recrn·e ordini, g11idar truppe, studiar paese, visitare caserme, campi, spedidi, ecc.,. nél vedere at·meggiar soldati, nello assislere a ma~ov1~e sull,t cart.a. e coi quadri, nel far l'uomo addosso a questo ·o a quello, portando in giro l'attenzione del capo di Stato maggiore e l'autorità del generale, nel fabb ricare gran rapporti e gran progetti logislici e strategici, e via cli questo passo, h1 sbaglierebbe di grosso. Tutte queste cose, che sorridono all'alunno della scuo la militare quando sogna le cordelline d'oro, . capitano sì e no, cli tmt.to in o:ai.to, ,Llunghi intervalli tnl volta; ma il lavoro quo ti diano, costante, clel l'urficiale di Stato maggiore 11ddetto ad un C1Jmanclo di divisione o di corpo d'armata, quando il cannone tace, è di necess ità . lavoro di cancelleria, da tavolino; svolger pratiche, sfogliare regolamenti, ser ivere lettere, ordini, rapporti, elenchi di trasm,issione, far qualche schizzo. ci f'rare e decifrare · telegrammi, compilare e riscontrare specchi e prospetti, insomma quel che si dice scarabocchiare, mettendo la propria penna (b servigio del cervello alirui. Tulto ciò non rich iede è vero grande scienza ma è t.ut.t.'altro che t.empo per.30 per chi vi si mette con impegn o. Si vecrn·ono in 1m1tica tante cose che !)rima. non si conoscevano che in Vèl . · teori ca, si confermano, si rnildrizzano, si cambiano ancora.certe idee attinte nelle sr;nole e nei i·eggiment.i , si, scorgono daWalto uomini e cose clie s'erano viste s~ltanto dal basso e alla spicciolata e si apprencle a giudicarne con sano criteri o, s' impara a trnLtare le più disparate bisogne dello stato mi litare, si fanno confronti, si acquista a poco a poco l'arte _del governo delle truppe, la esperienza degli affari disciplinari, la cognizione netta dei rapporti tra i diversi rami ed uffici della milizia, si assuefà. l'occhio e la mente al compli cato magistero dell e Ya1·ie parti della gran macchina. Il lavoro nnaliti.co -di quelle k1.nte ore è accompagnato e seguìLo spontaneamente e senza sforzo da un lavoro sintetico della mente colla e già avvezza allo studio, che ha valore di utilissimo compimento educativo. Nè le occupaz ioni d'uflìcio e gli altri doveri del servizio sono poi tali e tanti in tutti gl i Stati maggiori di clivisione o di corpo d'armata da non lasciare mai agl i ufficiali un poco di tempo per istudin.re e lavorare per loro con to . ' Un buon tirocini o, sempre a modo d'esempio, per un ufliciale inferiore di stato maggiore che .abbia fatto il corso d'esperimento ·al Com~ndo del corpo , potrebbe essere questo :
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un anno all'Istituto Lopografico, due anni ad un Comando di divisione, due anni al Comando del C<Jl"f)O (sezioni statistic:a e Joo-istica) ~ ' due anni ad un Comando di corpo d'armnta: e poi, pel tempo rimanente fìno nlla promozione a maao-iore . no , di nuovo n.d un Comando di divisione o al Comando del corpo. Al Ministero, al Comitato di Stato ma;:giore generale, al Com,tndo del corpo, per le sezioni sto rica , topog.n1fica, informativa, ed alle scuoJe vogliono essere addetli ufficiali bene esperti ed eletti per singolare atlitudine. ·, La .sca.la P)ù convenien.t.e per gli_ u~cia li superiori potrebbe essere: Capo dt stato maggiore d1 cl1n,1one (maggiore). · Sotto-capo di stato maggiore di corpo d'armala (tenente co· / lonneU-o). Cr1po di stato maggiore di corpo d'an~1ata (colonnello). Atl Comando del corpo, per le diverse sezion i, al :i\iin istero, al Comitato ed alle scuole è perfettamente ra6ionevo le siano cl)iamati quegli uilìcial i superiori che sono creduti più atti a tali uffici, i quali ' pei'ò o prima o poi dovrebbero tornare a fare servizio per qualche tempo agli Stati maggiori delle trnppe, almeno come capi di Stato maggiore nelle grandi manone. · Quel poco ch'io dissi l.estù dei lavori di cancelleri a dello Stato maggiore mi apre ora la strada a parlare delle forme e degli andamenti .delle seri ttur-e officia ii in generale, nelle quali non m'è venuto fatto di scorgere qualche notevole cambia.mento in meglio da grandissimo tempo. Mi giova prendere la.mossa un po'd'alto. Ogn i ufficio ha la sua sfera d'azione, e tnLLi hanno · rapporti di superiorit.ù e di dipendenz,i con altri uffici d'ordine più alto o più basso , tranne il supremo che ha sol tanto dipendenti. Le più ovvie 1n·atiche vanno così: 1111 uffic io ordina, un altro eseguisce, poi dà contezza dello eseguimento, se ne sia il caso. Altre ancora più sernp~ici_ so_no puri re~ert.i di cose fatte per lo aderi1pimento di disposizioni dt legge o di regolamento, oppure di proprio moto, cui succede in questo secondo caso l'approvazione o disapprovazione di un ullìcio superiore. Qualche prolungamento può talora derivare da bisogno di schiarimenti o giuslific,iz ioni. Si dà però spesso quest'altro caso: un u1Dcio domanda o propone, un altro ri sponde o d_ispone, il primo esegu isce o prende nota dell'esito. Ma insomma lapr~tica
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in generale muove da un uflìcio e va ·a far ca.po ad un altro, salendo ,o scendendo, e poi, non sempre ma spesso, ritorna al primo. Qui per praticci intendo il corso del carteggio, il giro dei fogli, l'opera insomma di quelle tante penne in faccende. In quel corso, cli semplice anelala, o di andata e ri torno, che può certe volte, e non di rado, ripetersi, camb iando anche direzione, i fog li passano per la trafila di altri uffici, i quali ne prendono cognizione senz'altro più, o vi aggiungono informazioni cd os:;ervaziolli. Dunque nel lavorio burocratico si possono distinguere come atti di primo ordine, l'iniziamento, la. risoluzi one, l'eseguimento, e come atti di secondo ordine la trasmissione, la informazione, la notazione, il referto . \'\fo) Le carte vanno su. su, o giù giù, o su e giù per una o più lunghe scale, fermate ad ogni sca li no, :>enza altra Lra!:ifonnazione od aggiunta. che di copia.ture ed elenchi d'accompagnamento, o cli qualche breve nota. Talvolta. per semplice i'ormalit.à. si chiedono o si mandano carte di corredo o d'informazione non necessarie, il che cagiona nllri ritardi e altro lavoro . - Sarebbe più sernplice e sbrigativo quest'altro modo: l'uGìcio onde muove lit catta iniziale ne serba la minuta; , è1uelli per cui la carta passa, se trat.lis i di semplice Lrasmi::;sione vi appongono il visto e ne prendono appunto sopra un recri'l"t·o elci carteo-o·io se invece vi aggiungono inrormai ion i od Ò osservazioni serbano minuta cti queste'; l'ufficio elle risolve scrive la sua risoluzione a. piè della stessa. carte inizia.le, ne prencle nota e rispedisce, oppure se la. cosa sia di qualehe rilievo, ritiene ryuella carta e risponcle con un'altr,J; la carta cli r itorno ripassnndo per gli uffìcii che toccò nell'andare vi è notala per esito sul regislro sopradello e va a dormire nell'archivio dell'ufficio iniziatore. -Tutti gli uffici sono pieni di grosse pn~tiche, le qua li se fossero state trattate nel modo detto si :;arebbero ridolle ad uno o due fogli so ltanto e non avrebbero lasciato uno strascico di carte inutili in altri uflìci. Pochissime avrebbero la forma ell e banno drn . Oltredichè parmi che :;arebbe tempo oramai di bandire anche noi dallo sti le officia.le tutte le lungaggini, i. complimenti, gli arlificii rettorici, le finezze sliplomntiche o cortigianesche. Lo scritto migliore .in quello stile è il più bre,Te, purchè dica chiaro e preciso quello che deve dire . Usare a prcferenza lo imperativo scl1 ietlo o l'infìnito con valore imperativo« Far la !al cosft n. Non t.raLtare da persona él persoùa, semprechè poss!bi le, semprechè non sia caso .jl,
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DE LLO S VOLGIMENTO DELLE ' IS TITUZI ONI MILITA R I. ECC
,di cose o giudizii personali . È il tale ufficio che scrive al tale aHro. Quanti uffici che a male pena si tengono ora in regola con una di ecina d' impiegai.i , per esempio, che danno allo Stato sei o selle · ore di sgobbo al giorno. potrebbero benissimo cavarsela con tre o quattro I Parlo qui di uffici in genernle, e .non degli uffici rniliLari soltanto. E le carte pe1·iodiche non potrebbero anch'esse ridursi ad un minim iun di fogli e scrillure ? L'uOìciu A spende tèmpo, carta e fatica per dare ogni lanto al superiore ufficio /J belli e fatt i quei lavori di riassunto, di risultamento, cli stato presente che l' uflìcio B potrebbe fa r da sè, l11rnloraneave::;se bis0gno, colla scoria dei dati che gli sono somminist,.·ati dagli a\'\1 isi e rapporti. ch e riceve a volta. a volta dall o sLesso ufficio A, e delle 1Jw·ia:ioni che questo don ebhc mandargli ogni mese: L' ufficio R, dal cani.o suo, fa lo stesso ver,rn il superiore ùfficio C, e via di seguito. E ciò nondimeno può venir la volta che l'ufficio C, poniamo il ca;;u, si veda coslreLl.o a ch iedere li per li all'Lillìt:io n un'a ltra di quelle tali carte, perchè non gli servono le ulLime che gli vennero n scadenza period ica. - E Je carte pel'sonali dègli ulriciali l Tm·ecé di quegli specchi es-pecchietf.i annuali che gi hruciano ogni lre anni non sarebbe megli o tenere un lihreLLo pe1· ciasc1u1 ufficiale in cui si agginngesse ogni anno ciò che vi fosse da notare :;ul conto cl i lni? Per tal modo si avrebbe sotL'occhio non solo la descrizione ma la vita rii ciascuno, non un ritratto solo, ma una serie cli ritratti, e dR ciò miglio r conoscenza. e giudizi o più sicuro. Concludo : qnes l. a. scrihrtcchi cria, che si direbbe inven tata da qualche cartolaro, è di fell.o che ah biamo comune con alt.ri, non però grnn male irrim ediabile. Dico ({uesto percltè non vol'l'ei es:;er tn cciato di esagcrnzione. E credo poi dover notare qni , da nltimo, un miglioramento mo lto sensibile da alcuni anni nel dellato degli ordini e rapporti per le opernzioni logistiche e tattich~ ( manovre su lla carta, coi qnadri , colle truppe) quanLo a precisione di linguaggio e chiarezza e propri et/1 di stile, quantunque talv.olta vi si possa scorgere qualche sovrabbondanza cli prescrizion i parti colari.ed eziandio qtialche sfoggio non necessario di concctli·ecl espressioni doLtrina li. (Continua) .
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GRANDI M.ANOVRE NEL 18.79 (i° CORPO D'ARMATA DI MANOVRA)
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R ELAZIONE DEL TENENTE GENERALE TQ,t.OlW DI 11.E:VEI, CAV. GE"CJV ~
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s: E. IL MINISTRO DELLA GUERRA PR EMES S A.
Le grandi manovre si dovevano svolgere in tre periodi.: ,IO Periodo: Manovre di brigate contrapposte e di divisione· contro nemico segna.Lo; 2° Peri odo: Manovre di divisioni contrapposte; 3° )) )la.novre clell'int.cro· corpo d'armata.
li corpo d'armata cli manovra er:~ costi tnito come appare dal sus. . . seguente qtmclro di formazi one. Le esercitazioni del IO periodo , complemento dr quelle cler campi e preparazione al le manovre cli divisioni conLrclJ)posl.e, si eseguirono in prossimi fa dei campi cli Gallarate-S0~1ma e .Borgo Tic.inoOleggio , ove si trovav ano giil raccolte una brigata. .d1.ognuna delle. due divisioni di rna.no,rn ed il reggimento bersaglieri delle truppe suppletive. · .. La comunicazi one trn. le <lue ri,•e del Ticino era sta.brltt,~al porto della Tone per mezzo di.un ponte cli barche della lun?llew1 ~i ~ir~a. 160 metri il cui materiale era stato condotto da Pa.v1a pel ?fav1gl10 ' .
17-i,
I
NEL
LE GRANDI MANOVRI::
grande di Milano ed il Ticino, e fu ricondotto pella stessa via dopo ultimal e queste prime esercitaiion i. · Durante questo primo periodo le truppe suppletive del corpo d'annaL;t e1·ano ripartile lra le due divisioni ad eccez ione clel!:1. hrigala cli cavalleria, la quale, unitarnenle ad una bal.Leria, esegui evoluzioni ed esercilazioni di combaui menLo contro nem ico segnato sulla brugh iera della Malpensa . Le manovre del secondo e del tcrw periodo furono guidate da un Lem:t unico secondo una situazione generale che si an elava gl'adaLamenLe modifìcando. Ebbero dapprima par teatro la. zona aLtigua alla ri,•a sin_istra del Ticino e del lago Maggiore tra la Strona e la Valcuv ia e si sv ilupparono poscia dalla Valcuvia all'Olona tra il lago di Yarese ed i monti Valgrandc e Campo dei Fiori, incli lungo il corso superiore dell'Olona sino al suo shocco nella grande pianura lombarda. UnR arcurnta ricognizione aveva constatalo che quel terreno, assai colto e montuoso specialmente nel primo Lrntlo, si .prestava. egregiamente alle operazioni Latti che che si do,·evano e:;oguire e che presentava pure tuLLi i requisiti relativi alla viabilità, agli accampam·enti cd. accantonamenti, al.la salubrità ecc., menLrc porgeva pure l'opportun ità. di far intcrvenit'e allo manovre reparti delle truppe alpine e dell'artiglieria da montagna. Nelle manovre del 11879 fu acloLLata una progressione metod ica e gra,duaLa coll'introduzione dell e manovre di brigale contrapposte e di divisione contro nemico segnalo tra le esercitazioni dei campi e le grandi manone propriamente dette, e fu dato maggior sviluppo alle manovre contro nemico segnato sin dalle esercitazion i di 2° e 3° grado considerandole, secondo il loro precipuo scopo, come preparatorie alle manovre contro nemico rappresenlato. Nell e krandi. manovre inoltre fu speriment~to nn metodo normale per rdgolare l'esecuzione clelle marcie allo scopo di conciliare l'ordine e .la celerit1t coll a maggior economia dell e forze del soldato. Nell'inLent.o di chiarire bene lo scopo e l'u til ità dell e manovre contro nemico segnato e di regolarne l'esecuzione, que::;Lo Comando aveva emanalo, sin clnl 1 /i. giu gno, un'apposita istruz ione di cui ebbi l'onore di l.ra smeltere copia: a V. E. e che si trovò in perfetta armonia colle norme che il Ministero prescrivl}va in pari tempo sullo
18~9
1i5
stesso argomento colla circolare N. 256'2 in data del Hi giugno relaLiV'a alle istruzion i cla esegni rsi ai camp i. La mancanza di prescrizioni c.,pli,- ite nei nostri regolamenti per l'esecuzione delle marcie e l'e,;e•np io de,.{li inconvenienti clrn si manifestarono'talvolta pet· effetto di tale manconza in dussero parim enl.i questo Comando ad emanare ona islruzionc apposila sol.Lo il titolo di Cervni sutl'esecu~ione delle marcie, chefu pure trasmf'.ssa a codesto Ministero . Il metodo di marcia esposto in qt1esti Cenni fu sperimentato nelle esercitazioni di marcia che si eseguirono nel 1° e nel 3° periodo delle grandi manone, e le norme principali ne furono pure applicate nelle marcie che durante il 2·· periodo i due partili dovettero eseguire sia per muovere all'attacco, sia per ritira.rsi. In questa Rel,uione le eserciLazioni di combattimento vengono descritte ser ondo l'ordine cronologico in cu i ebbero luogo nei successivi pel'iocli: mentre si riu nirono in un capitolo i rapporti sulle marcio o le osserrnzioni, cui diedero luogv il metodo sperimentalo ed il grafico di marcia. 1
Quadro df formazione del Corpo d'armata di manovra. Comandante. - Ten . genera le THAON Dl REVEL e.te Genova. Capo stato magg. - Colonriello PELLOUX cnv. Leone. Comand. l'a.rtigl. - Colonnello Ouv.F.RO cnv. Eugenio . Comand. il genio. - Colonnello Cul'iFANELLI cav . Pietro. Dirett. di sanità. - 'l'cn .col. mcd . P ,~SCA cav. Camilla. Direlt. di comm. -- Col. comn1. MASERA cuv. Vittorio.
GIU DICf DI CAMPO. Giudice capo Giudice Id. Id.
Id. Id.
- Maggior g<'n. FAZIOLC cav. Andrea., - Colonnello Lo:un. urn c:w. Giuseppe. l d. MATE1ussr cav. Ernesto. Td. TESTI 110b . .Tacopo. ld. CAVALLI cav. Francesco. - Tenente col. CARENZI ca.v. Francesco .
u; ç,RANOI MANOVRE
J7G
NEL
Tenente gen . DEZZA cav. Giuseppe. Tenente co l. M,uNON1 nob . Luigi . }fagg . medico. MADASCHI cav. Giovanni . Ten. col. com. iVlELEGARI conte Stefano: 7" Hriqata /<intet··ici.
Comandante
- Maggior gen.I<'INAZZI ca.v. Alessandro . Colonnello DAMIS cav. Pietro. Id. DALL'Ovo cav. Luigi.
,1,1° Reggimento -
12°
Id.
177
/4.Q• .81'igata /'cir,,te1·ia .
.1a DIVISIONE. Comandante Capo statomagg. Direlt. di sanità. Oirett. di cornm. -
] 879
Comandante - Colonnello DE MARIA Cltv . Gio . .BaLtista. 77° Reggimento - Colonnello CA~JPO cav. Francesco. 78° Id. Id. ALBI.xr cav. Gi ulio. ,ta Divisione del regg. cavalleria 1rnide - }foggiore LAMDERTl 01 CASTELLETTO nob . Giuseppe. •Ia Brigata del i:>0 regg. artiglieria (11", 2" e W' balleria) - Maggiore Cousr DI BOSNASCO nob. Policarpo. 2.a Compagnia treno del 9° regg. artiglieria. TRLJJ)PE SUPPLETIVE.
39a llri.qata fanteria.
Comandante
-:- Maggior gen . SIRON I cav. Giovann i. Colonnello BEsozz1 ca.v. Giuseppe. · 76° Id. Id . PEPI cav. Tito. 3• Divisione del regg. cavalleria Novara - Tenente col. Lo~IBAllDI cav.. Prospero. 3" Brigata del 9° reggimento artiglieria (7a, 8a e 9a batteria) - Maggiore BoRGETTI cav. Gi useppe. 3" compagn ia treno del 9° reggimento artiglieria.
75° Reggimento -
Comandante Maggior generale INCISA DELLA ROCCHETTA march. Giovanni. Reggimento Novara ([S 0 ) - Colonnello CAGNJ cav. Manfredi. Reggimento Guide ('I 9°) - Co lonnello VEGLIO nr CASTELLETTO cav. - GiÒvanni. 8° Reggimenl:o bersaglieri (2°, 3° e 4° bai.taglione) - Colonnello · DELFINO ca\'. Criu.s!3ppe. 22" Compagnia alpina - Cap itano 1WJCtIELETTl Gio . .Battista. •I" brigata del 6° regg. artigli eria ( 1", 2a, 3° e 9·' batteria) - Maggiore CASTAGNOLA sig. Luigi. . 1" Batteria da monta.gna - Capitano lHACCAGNIKI sig. Giovan~i . Brigata del 1° regg . genio (5a e ,1.2° compagnia) - Maggiore RuSCONl cav. Felice. ,1a Compagnia. treno del 2° regg. artiglieria. Equipaggio da ponte 1° reggimento genio . 1
1
2~ DIVISIONE.
1
Comandante - Ten. generale QUAGLIA. cav. Giovanni. Capo di stato rnagg. - .Maggiore PONZA_ m S. MARTIN/ conte Coriolano.' Direttore di sanità. ·_ Magg. medico R1cCIARDI dott. Ettore\ Diretto·re di comm. - Magg. com. · LATINI cav . .Michelangelo. 30a Brigata fcinteri.ci.
Comandante - Magg. gen. GHERSI cav. Simone. '..q o Reacrimenlo - Colonnello (~lUIUA cav. Ces~tre. 58° Id. Id. · RosAGUTI cav. Pietro.
V
c)è)
1
1° PERIODO.
1
Il 26 agosto si compiva il concenLramento del corpo d'armata. La ,1a divisione accampava presso Vergiate, la 2" nei dintorni cli Varallo Pombia. La. brigata di cavalleria si accantona.va in Gallarate e nelle località vicine. 4NNO XXV , VOL, 1.
• 12
t78
LE GHANDI MANOVRE
NEL
La ,p compagnia pontieri del 1°regg. genio era accampata sulla riva sinistra del Ticino, al porto della Torre ove era stato gettato il ponte nella notte da.I 25 al 26. Il 2° ed i I 3° battaglione dell'8° reggimento bersagli eri. la 3" e la 9,; batteria del 6° regg. artiglieria, Ja 11• compagnia del ,1° regg. crenio ed una metà della colonna traino 1fane furono assegnati all a cl 11« divisione. . Il 4° bauagl ione bersagl ieri, la 22" c~mpagnia alpina, la 2" batteria del 6° ·regg. artiglieria, la 1a batteria da montagna, la 2a comero- ' vo-enio· e l'altra metà della colonna traino pane p..,'-'oerni a del ,J O re c>O furono destinati alla 2• divisione. La ,1a· batteria. del 6° regg. artigliei·ia. fu aggregata. alla brigata di cavalleria. Il comando del corpo d'armata cli manovra si stabilì in Somma. Il riparto delle esercitazioni da eseguirsi dalle due divisioni in questo periodo venne stabilito come seguP.:
1879
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1
1
~ - - ---,--- - -- - - - - - --.--------------- ---------Giorno
1a. dil'isione
2.7 agosto Esercitazione di marcia·.
28 id . 2H id.
30 id.
Manovra cli brigate contrapposte. Ili poso.
2a divisione
Manovra di brigate contrn pposte. B.iposo .
Manovra di divisione con nemico ,egnalo. Manovra di divisione con ne- Eserci tnzione di marcia con passaggio del Ticino su mico segnato . ponte'rn ilitarc.
In tal n1odo mi era possibile di assistere a tutte le esercitazioni J i combattimento.
F,lZIONE DEL 27 AGOSTO.
'MANOVRA DELLA 2" DIVISIONE ABIUGATE CONTRAPPOSTE. Il 27 agosto dovevano inizi arsi le 1rnmovre per parte della 2a ,divi sione con una esercitazione a brignte con trapposte. Il Comandante la divisione avevét perciò dettato il tema seguente: (< Un corpo dell'est sta operando il passaggio del Ticino al porto supposto . ·« della Torre; la sua cavall eria segnala il nemico in posizione sulle ·« a.li.ore ad ovest della ferrov i:t a su d di Fornace. << Il ~orpo dell'est spinge in tal direzione una brigaht collo in·(< carjco di riconoscere. « Un corpo dell'o.vest, posto in osservazione contro ai passaggi « del Ticino tra Sesto e Boffalora, sta col grosso a Momo ed lHt una ·« brigai.a a Cameri ed una brigata a Oleggio . Questa ultima segnala « il passitggio di un Cùrpo nemico cli forze superiori a porto della << Torre e prende posizione sulle altnre di li'omace a sud-ovest di ·« Pombi a in attesa di r infor;1,i. « La.brigata dell'est ( 40a) è composta dei corpi e reparti se- Proposizione ,guenti: 77° e 78° reggi mento fanteria, 4° battaglione dell-'8° ber- · « saglieri, 2~'' compagnia alpina, batteria da cent. 7 del 6° arti,< glieria, batteria da cenl. 9 del 5°, batteria ·da montagna ,, ed è {< preceduta da,uno squadrone, il quale, dopo aver riconosciuto il ~< terreno fino alla linea. JJivignano-Marano si è ainma.ssato dietro (< le alture di Pombiét. La b1:igata si dirige a quella volta per at·<\ taccare i I nemic.o e costr ingerlo a spiegare le sue forze. « Là brigata dell'ovest (30") è composta del 37° e 58° fanteria e ·« di .2- batterie da cent. 7 del 5° artiglieria; essa ha seco uno squa« drone, il quale, dopo over esplorato ht ri va destra del Tici110 fra ,(< Sesto e Castel-Venzago, si è ammassalo sul l'litò dietro a.ll'ah ura ·« di Fornace. Per lo svolgimento di questo terna era prescri llo che: 1 << Il partito est si trovasse alle ore 8 / . ammassato ad est della .
·J80
LE GHANOI MANO\IHI,;
localiLà cli Pombia, donde il suo Comandante doveva dare le sue << prime di sposizi~ni per la ri cognizione e l'attacco . . « Il partito oves1: p1~r le ore 7 '½ fosse f?tmato· in colonna sulla « strada cl i )fara.nò, la tesla all'altezza di Fornnce, e di qui procccc desse tosto all' occupnz ione della posizione. r erreno. Per ques ta fazione era stato scelto il terreno a sud di Varallo-· Pombia, perchèa hbastanza \'.Ì cino agli accampamenti e non tr-oppocoltivato e coperto. · Questa.zona è formata da una serie di _contrafforti procedenti da no rd ver$Osud e separa ti da torrenti, di cui la prima direzione è parall ela a.I Ticino . l)i questi il pi.ù prossimo al fiume è il Rito , che ha le sue origini ad est di Divignano, ove le alture, che lo separ_ano dal Ticino, si allargano verso est i,t formare l'altipiano di VaralloPou1bia. Da questo alLi piano si clistacca verso sud, a guisa di cuneo, un;:1 stretta appendice coronata dalle case di Pom.b ia, la quale scende a p icco nd est nel piano di S. (}iorgio, ad ovest nel vallone di Riale, che correndo da nord a sucl largo ed a sponde quasi vert.icali, separa le alture di .Porn];> ia da quell e cli Divignano e girate qLLelle acl ango lo quasi retto, va a gettarsi nel Ticino. Sull a destra clel Riale, di fronte a Pombia , il terreno si eleva a gradin i, formando l'altura di Forna1>e, la: quale obb liga il RiLo a divergere alquanlo verso est per riprendere poco dopo la sua direzione a su d. Xell'accennalo Ì·isYolto del Rito ·si avanza uno sprone di fronte a. C." Turcli ia, il quale sembra quasi prolnngare a SLLd l'altura della Fornace. Pressochè parall ela al fronte t1·acciato clalle ri lture di. Fornace e di G." Turch ia corre su ll a sinistra del Ri i.o la ferrovia Kovara-Arona, ln. quale cogli adiacenti caseggia.ti. delht Fornrice, di Fabbriche e di - Campora offre punti cli appoggio all e Lruppe, che, dopo aver attravet'satn il Yallone di Hiale, muo,,essero all 'aLlaccQ di quella posi.ii one. posizio ni. Il comandante del parLilo ovest (generale G-hersi) dispose il 58°· fanteria sti ll'altura di Fornace tt sinistra del Rito, il 57° su qµelle sovrastan l i a ·c.a Turchia sulla destra del torrente, ciascun reggimento con 2 battaglioni in linea ed il terzo in riserva nell'avvalla· mento del Ri Lo, un itamente l).ll o squadrone di cava lleria. Le 2 batterie furono colloca te l' una a destrn e l'altra a. sinistra del Rito sull e alture di Fornace e C." Turchia, negli intervalli dei ·'battaglioni. <<
NEL
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11 Comandante del parliLo est (colonnello De Maria); n.mmnssate· J.e sue truppe nel sito prefisso fra C." Rosone e ,T:lelizzoli, diede le disposizioni seguenti,: - , · Lo squadrone spinge ricognizioni alie due i.di verso C.• Quara e C. ~ Campora; si amnrnssa quindi all'n la. sinislra, d'onde pattuglia verso Marano e sulle strade ad ovest cli tale località. Una colonna ·composta del battaglione bersaglieri e della balleria da montagna si porta per Pombia e C."' Qnara a perlustrare sul fronte fra i casotti 84-85 ·della ferrovi a: un hauaglione del ,7° deve perlusLra1·c i I terreno fra il casouo 84 e le For-naci. Un b(l.Uaglione del 78° è spedito in ricogniii one fra le Fornaci e C." Carnpora; la 22"' compagnia alpina r iceve un mandato analogo pel terreno a sud di C." Camporn, con ordine di ritirarsi in caso d'incontro con forie superiori sopra Pombia e di forL ificarvis i, llirnan!lono in risen ;a 2 battaglioni del 77° a nord cli Pombia IJresso il Cimitero e 2 del 78° ad est di Pombia ecl a sud cli :MonLicello . L'artiglieria doveva prendere posizione al cominciare dell'azione, la batteria da ceni:. 9 fra Pombia e )fonti cello, quell,t d,t cent. 7 ad ,est cli Pombia sulla.sinistra del H.iale. Verso le 9 antia1eridiane la cava] Ieri a cli clesLra del partito est sa~\F~;~~~~ veniv~ accolta do l fuo co della batteria nemica delle Fornaci. A questa risposero tosto dalle loro posizioni a nord ed n sud di Pomb ia le 2 baLter·ie da campagna del partilo est, mentre il grosso si avanzava in quattro co lonne come fu giù indicato . Di queste colonne la prima -ad entra re in a;,:ione fu ·quella dei bersaglieri, i quali si spiegarono alle 01:e 9,4-0 fra i casotti 85 e 8,i della fel'l'ovia, e pronunziarono quìn.di un attacc_o con lt'O le nlLurc di Fornace so tto la pro tezione delle 2 ba,tter ie dit campagna e della batteria da montagna, che si era intanto collocata presso il casotto 81> tt cavallo della fetTOYia. L'alt ura di Fornace e,;sendo occupat,l da ,f batteria e cla. 2 battaglioni di fan teria, in posizione dominante, l'all.acco dei bersngli eri fn respìnLo e questi dovettero retroceden~. mentre dal cimitero di Pombia rnuov.eva un battaglione del 77° a rinforzarli. Ali' estre1na ;;inistra dell' attacco la compagnia alpina ~ntrava in azione contro il 57° fanteria. · YePso C." Turchia alle 9,50 e manteneva contro di esso un combatt imento temporeggiante.
182
LE GRAND I MANOVRE
Al centi·o le altre 2 colonne del pal'tito est:, trattenute dal valico, della ferrovia, arrinìvano in linea soltanto aHe ore ,1Ocil'ca, ed aHe11 Ò,20 e11truvano in azione contro le altur~di Fornace: ,1 quel punto, il partito ovest riceveva l'ordine cli iniziare la sua ritirata, · Per sostenere questo movimento i battaglion i ri1ilasti in riserva nell'avvallamento del Rito unitamente allo squadrone, eseguirono un contnlltacco sul fianco dei due battaglioni centrali del partito, est Questi però sostenuti dal ballaglione bersaglieri e dal battaglione del 77° (di ri!5erYa), che segu iva, poterono occupare l'altura di Fornace, ove arrivava poco dopo anche la batteria da montagna., -Mentre l'ala destra. del partito ovest rimaneva ferma nelle sue pos itioni, l'ola sinistra, varcato il Rito , ne coronava il contrafforte di destra, seguìta dai 2 battaglioni cli riserva, i quali presero posizione dietro la nuova. linea. sul declivio verso l'Aga.no . Uno di qnesti ba.u.aglioni dovette bentosLo essere ohianìato in liné,t per colm:ire la lacurnt che si eraprodolta fra il 37° ed il 58° reggi-mento nella nuova fronte presa dal partito ovest. Il partito est intanto occnpata l"altur/t deHe Fornaci vi ri ch:iamava le sue artiglier ie e disponevasi ad attaccare la nuova posizione dell'avversario allorquando (ore 1 1 1/ 2 circa) io feci ce:Ssare la manona. 1 1
Ni::L
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·J8'3
« Un corpo cl' annata (sud), che si trova nelle vicinanze di Milano , ha l'online di verificare la. cosa ·ed opporsi a.Ilo sbocco « del nemico». I temi che i due capi partito dovevano svolgere erano . così foemulati ;.· _ _ << Un corpo d'armala proveniente dalla Sv izzera si trovn. col suo .Pu rtitoNor<I « grosso a Brebbia; mentre marcia su Travedona ha spinto innanzi « una brigata per Terna le-Varano e Cuvinone, coli 'incarico di rico« nos.cere se la posizione di Vergiate è occupata dal nemico, ed in « caso negativo cli occuparlo. . « La brigata è composta _cli due reggimenti fanteria (75° e 76°), · << uno squadrone cli lancieri e due batterie, una da ce.ntim. 7 ed « una da centim. 9. « Alle 7 ant. del giorno 28 la testll della brigDta è giunta al «· filatoio cli Varano e le punte cli cavalleri,ì sono arrivate a Cuvi« rone senza trovar nemico. « Un corpo d'~rmala che cop1~e }filano , avuto avviso che un Parti to sud. « corpo nemi.co proveniente dàllo Svizzera accenna ad avanzare « snlla sinistl'a del Ticino, marcia innanzi per incontrarlo prima. . . « che sbocchi nella pianura. << Mentre il grosso delle truppe la sera del 27 si trova a Gallarnle, << una brigata rinforzata, composta cli 2 reggimenti dì fan terio ( 1 1° e « 112°), 2 battaglion i bersaglieri , 3 batterie C,I da cenlim. 7 e 2 « da 9) ed uno squadrone, è giun ta a.d Arzago, coll'i ncarico di pro<< seO'uire il mallino susseguente su Cuvirone e Varano: si ba notizia o u . << che il nemico non è ancora comparso al sud di Mercallo~ Cu<1 virone. « In caso d'incontro col nemico la brigata si regolerà secondo la << sua forza tenendo conto che ad un'ora e mezza indietro marcio il « grosso clel corpo cl' al·mata per la strada Gallarnte-Somma-Vergictle. << Potendo respiagel'e il nemico lo inseguirà cercando cli pren<< clere posizion'e a Varano clo,;e attenderà rinforzi per proseguire. << Alle ore 7 ant. del . 28 la testa della hriI: -ala si trova ad un kilom. o << dal ponte Laveggia, e le sue punte cli cavalleria son0 arrivate << all'altezza della C." Mirnsolesulle strade di Cuvirone e di S.t-Eu« rosia senza aver incontrato il nemico. Per inquadrare l'azione venne supposta impraticab ile la strada Varano-Corgeno. <<
'
1 1
F,lZIONE DEL 2S i\GOS'l'O.
iVIANO VIlA DELLA ,1a DIVISIONE A BRIGATECONTilAPPOSTE.. Nella giornatct del 28 agosto la 1a divisione esegt1ì. una manovrél/ di brignte contrapposte. La situazio'ne genera.le, che doveva servi re di base a questa manovra, era dal Comando della divisione stat.a delineala nei term ini -s'eguenti: « Un corpo d'armata (nord) è concentrato nel Canton Ticin~ e « sem,bra abbia intenzione di sboccare in Lombardif1: per la sinistra << del Ticino. 1
18-1-
Terreno.
Lt GRANDI M ..\NOVRJ,:
Comandava il partito nord il maggiore generalo cav . Sironi, il pn rtito sud em agli ordini del maggiore generale cav. Finazzi . L'azione si srolse nelle vicinanze di \' ergiate. QLLes'ta zona di terreno, nella quale si svilupparono anche le esercitazion i del 30 e del 3 1 agosto, richiede una breve descrizione. Ad est del lago ~foggiore ed a sud-ovest del lago di Varese sp icca un massiccio collinoso. il quale da Varano a nord si protende verso sud allargandosi a rnntaglio per terminai·e bruscamente nella pianura con ripide pendici in generale boschi ve. La ram ifìcàz ione principale di q1iesto mas5 ic<.:io lia la sua direzione da nord a sud ed è :;oleata nella sua parte meridionale dal !onent.e Donda, il CfLLale vi si è scavato LLno stre!.Lo avvallameHLo con el'tCpareli, suddi videndola ancora i11 dne contrafforti. Di lfuesti l'occiclenlale, dello di Vigano, scende direttamente a sud s~l villaggio di Vergiate, il qnale giace sul limitare della pianura. L'orien1.ale, più elevato e più aspro, forma il monte Ferrera, che, piega ndo alquanto verso sud-est, scende nella pianura co i due i;orli spcl'on i di Torretta e San Gallo. Ad est di monte Ferrcra . cd a questo raccordai.a. dalla dèprcssione cli Cuvirone, sorge l'altura dei monti YernatLi, a dcclivi i erti e boschivi, clic protende a.sncl-estcome appendici alcuni poggi sopra uno dei quali giaco il ·villaggio di Cimbro. Colle propagini meridiona li di Yergial.e, San Gallo, TorreLL,l e Cimhro, i monti Vernatli, il monte Fenera ed il contraffl)ri,c di Vigano forman o unn posizion·e assai forte, la quale più o meno direttamente copl'e lulle le slraùe che dalla Yalcuvia passando tra. i due laghi sboccano nella pianura. · Come complemento a questa posizione, si elevn ad ovest uua serie di co ll ine, le quali ramificandosi in vario senso fin contro la sponda sini stra del Ticino si accentuano verso In pianura a nord di Somma nell e all.nredi Sesona e di monte Rertone. Queste alture costituiscono un utiliss illlo appoggio alla destra della posizione di Vergiate e concorrono con quella per sbarrare dircuamente le ,trade che da Somma per Ycrgiale e Seslo Calende tend ono alla \'alcnvia. Le posizioni di Vergiate e di monte .13ertone hanno però l'inconveniente di presentare poca facil ità di manofre e di sposlamenLi. 1
:'\El.
18,\)
185
fl terreno a sud-est delle a.I ture doscriI.le è $Olcu l.o dalla Stronrt,
Ja quale nella direzione di nord-est a sud-ovest !ambo le falde meridional i del poggio di Cimbro, scorre a 1500 melri circa dà Yergiate ed a 2500 da monte Bertone. Il torrente in questo tratto non è guadniJile, stanle la naturndelle sue sponde, che in poch i punti segnali pèr lo più dal lo strade. Sulla destra il terreno è generalmenle piano, più unilo e scoperto verso snrl, a!qt;.a11lo ondulato invece verso nord di fronte a Torreua ed a Cirnbro, ove aieri ni ria lzi ili terreno presso e•. Nuova e Mirasole offrono posizion i all'artiglieria. Snlla sinislra della Strona il Lerreno è più aspro e frastagliato e le al ture di Cl'llgnola, di monl.e Cucc:o e del Lnzzn1·0LL0 pehncttono all'nrtiglieria di hilllere il l.erreno pianeggiante clella riva destrn. _ Le di~posizioni da Le dal Comandante il partito del nord vennero Disposizioni. info rmate al ,:once!lo di impadronirsi di monte Ferrera, per servirsene come punl.o di appoggio, sia per procedere su Vergini.e, che per relro<.:ederc su Cuvi rone . li Comandante del partilo sud si propose cli occupare monle Ferrera per copri re la strada Gnllnrate-Sornnrn.-Verginle, sulla quale doveva marciare il corpo ch rmata cui npparten eva, e serl'irsenc é[i punto di appoggio, in _caso ai incontro col nemiw, per tm al tacco che la sua dei-Lra avTebbe eseguito per e•. ProYastin su Cimbro, e dì lit pei monLi VernaLti su Cuvirone. Le d.isposizio11i date in conseguenza dai due partiti furono le seguenti: Lo squadrone arnnLi in e~plorazione, con un plotone per le alture Partito Nord della valle del Ooncla fino a Vergiate, gli allri 3 plotoni irradiali verso 'Torretla, e.a Mil'asole, ponte Lnveggia, e piLt oltre lungo · la Slrnna. tn caso d'incontro col nem ico il plotone di destra. doveva raccogli ersi sull'alt.nro: di Vigano , gli alLr·i :i plotoni verso Cimhro per coprire quello la destra e q11 esLi la sinisLr,1 e le sprillo della bri gata. Il 75° fanteria, formalo in due colonne di -1 battaglione o mezzo <.:iascunà, dqveva anwzarsi su Vergialc; la colonna. di clestru, rinfor1/.ala dalla baLl:eria da ccntim. 7, per monte Fel'l'em, quella, cli si-· nislra per la di rettrice Cttvirone-'forl'ella-Yergiate. l'l 76° fateria colla batteria. da cenli m. 9 in risen'a sulla strncla Cuvi rone-Torreua, ah kil. clal 75<'.
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NE L
L E Gf\ANOI MANOVRE:
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Questa mossa doveva eseguirsi'per scaglioni dalla destra che era la più minac(~iata. A protezione della ritirata, faceva occupare da 2 battaglioni del 76° il poggio bosch.ivo a nord-ovest di Cirnbro e clisponevti la batteria da. centirn. 9 in posizione sull'a.llura a nord-est di Cuvirone, ove doveva essere raggiuntadalla batteria. dacentim. 7. Appena iniziato il movimento di ritirata della destra del partito nord 1 il generale Finani rinforzava la sua sinistra con un tdtro battaglione del 12° e coll a batteria da centim. 9 rima.sta in riserva. Le .2 batterie di sinistra.riunilesu rnonte Ferrera controbattevano l'artiglieria nernicrt verso Cuvirone. La· destra del partilo sud si cliri~eva da Cimbro ve1·so i monti Vernalti. A.Ile 1O il partilo nord aveva già. ultimato in perfelto ordine la sua: ritirala su Cuvirone ed incom inciava ,i ripiegarsi verso Varan~. A questo punto io feci cessare la manovra.
Appena sboccato da ponte La:veggia il Conmndante del partito ebbe avviso dai suoi esploratori deUa presenza del nemico su monte Fcl'!'èra e diede tosto le seguenLi disposizioni : Due battaglioni bersaglieri co lla batteria da centim . 7 dovevano, per Torretta, impadronirsi del la dorsale di monte Ferrera, meni.re }',111° fanteria ed 11 batteria da centim. 9, per C" . Provascio e Cimbro, si spingerebbe verso i · monti Vernatti a minaccia di Cnvirone. Il Hl 0 fanteria, coll'altra batteria da centim. 9, in riserva sulla direJLrice poni.e Laveggia-Cm irone, ad t kilom . dietro le altre due colonne, coll'incarico pure cli collegarle. La cavalleria, esplorato il fronte, ebbe ordine di raccocrJiersi su i\fo lino della Resica. · . · t> s;1~J~~~i~\;~~ Al le ·7, 50. ant. si impegnava il combaLLimento ai piedi delle allure a sud-est di e•. Torret.La Lrn i bersaglieri e la colonna di destra del 75° reggimeni.o e poco dopo anche col.la colònna di sinistra, la cui batteria si era intanto messa in posizione su monte l?errera, menl.ee quella. dei hersal!l ieri ·si collocava sn di un poaaio a nord-est 00 di C" . Mi1·asole. La. e,avalleria del partito nord aveva ripiegato su Cimbro, ove era stata tosto raggiuni.a da una compagnia del TS 0 reggimento. Il generale Sironi; informato che Vergia'te era sgombro, argomentò che l'riWtcco dei bersaglieri fosse secondario e che il nemico cercasse di far massa su Cimbro per aggirare la sua ala sinistra. Ordinò quindi al 1' 0 battaglione del 76° fanteria di portarsi a sinistra del 75° appoggiandosi all'ora detto villaggio; gli allri 2 battaglioni . dovevrmo tener;;i pronti ad occupare il poggio boschivo a nor·d-ovest di Cirnbro. La colonna di destt·a del genera.le Finazzi, scacciate le poche truppe che aveva dinnanzi, sollo la protezione dell e sue batterie co llocate sul pon"gio n nord di C."' ~ uova, si dirigeva verso Cimbro, impedendo al 1° battaglione del 76° di eseguire l'ordine avuto . I ber$riglieri rinfon:al.i da ,1 battailione del ,f 2° incominciavano a far piegare la destra del partito nord. Il generale Sironi, vedendosi minaccia.to da Cimbro ·sulla sua si. nislra, e colla destra che già com inciarn a piegare, ordinò, alle 9, la ritirata su CU:virone. Partito Sud.
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V
1879
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F.lZIONE DEL 29 AGOSTO.
MANOVRA DELLA 2' DIVISIONE C0N NEMICO SEGNATO. La situazione che doveva servii: di base all'esercitazione e leprescrizioni circa al modo di esegttirfa erano'state Lraccia.le dal Comando della divisione nei termini seguenti: TEMA.
Un corpo dell'ovest posto .a difesa degli sbocchi di Val T01'.e (< oce,upa con-due brigate Gozzano ed Arona ed ha il grosso delle « forze.a Gattico . (( Un corpo dell'est già sboccalo in Lombardia getta una divi« sione, per porto della Torre, sulla destra del Ticino per darvi la << mano alle colonne provenienti da Va l Toce cd aprir loro il varco . « Il corpo dell'ovest vi si 'p'orta in~on t.ro col grosso e prende po(<
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J
Supposto.
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« sizione dalle falde sud dell'aÌtura delle Vi,rnole sino al poggio
« dei Pini per assicurare la ritirata delle prop7.ie brigate da Arona <r e da Gozzano. · :f•roposizioui· «. La d_i vi.sionc d~ll'ovest (partiLo segnato) si compone di: 3 reg1< gnnent1 .d, fantel'1a (9 compagnie del 57° reggimento), 3 batterie « c~nlnn :7 (!a batler i:i dacenLim, 7 del 6° reggimento arti« gl1ena), ,J squadrone ('I plotone reggimento guide). · «. Essa prende posizi()ne dall e falde sud dell'altnra delle Vio·no!e « sino al poggio dei Pini ed ivi è attaccata dalla divisione dell 'est. «. ,La divis_io~_ e ·dell'e31. si compone di 3 reggimenti di fanteria <1 ·P'. U ,1 . battag110ne di 3 compagnie (4.oa briiata e 30a dim inuit.a << d1 9 compagnie) , 2~a compagnia. alpina, . 1 << 1 baltaglione dell'8° reggimento he1 ·sagl ieri, « 2 squadroni meno 11 plotone del reggimento Guide. « 3 J)atterie ·(brigat.adel i5° reggimento artiglieria), <e •I batteria da montagna .. « .Essa~ in marcia, da Varall o-P_orn bia con direz ione verso Arona. « GiuDLn il grosso d~lJ_'~va,nguardia a Borgo Ticino vien segnalala cc Ja pr~s~1~za della .~l1v1:1one ovest e la posizione da essa occupata, cc La dl1'ls1one d~II est ta fronte a sinistra in più colonne e procede <r all'attacco . ',·escrizioni. « Le tl'uppe destinate a segnare la · divisione dell'ovest si li'O<< veranno per le ore 7 e mezzo ant. dietro il pocl'O'io dei Pin i ao-fi '( ordini del colonnello comandante il 57° reggi~tento fanter ia; "il « ~uale le collocherà in posizione e segnalerà essere esse pronte <e fa~e1:do suonare. l'attenti precedvto dal ritornello del proprio 1 < reggnnent.o . Tali truppe avranno il chepy coperto; la ranteria (< indosserà i pantaloni e Ja giubba di tela, le armi a cavallo lt~ •.< giubba di tela. · « Le ~ruppe. ~ella divisione dell'est avranno il chepy scoperto; la <e f~ntena vest1ra cappotto e pantaloni di tela, le armi a cavallo la << g'.uhb~ di panno . Dette truppe si troveranno per le ore 8 · anL <r disposte come segue: · cc a) Destra . Sotto gli ordini del maggiore comandante il bal« taglione bersaglier:i. La 22" compagnia, alpina in colonna per « quattro. colla tesla al cavalcavia della strada per San Zeno . II <C battaglione defl'8° reggimento bersaglieri, SllSseguito daihl bat-
d~
1>1°:L 187H
LE GHANOI MA NOVRE
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« teria da montagna, in colonna per quattro in I~orgo Ticino colla, « testa al po,nte snll'O rgaglia della s.tra.cla nuova :per Revislal.e. cc b) Centro. Sotto gli ordin i del maggior genende cornan-
~o· brigata. La 30" brigal.n. fanteria in Bo rgo Ticino parte Slld, e presso la 1< confluenza del Rio Larè co l Rio Orgaglia. « I dne squadroni cavaller ia, che si intendono raccogliersi dal << servizio di esplora1.ione, in colonna sotto llaguzzRno . « e) Sinist1·a. Sotto gli ord ini del colonnello comandante la <r la 40" brigata. 1r LL 4,0" hrigala fa,nteria, meno 2. compagnie, lungo la strada 1< nuova da. borgo Ticino a Revi slate e presso la. biforcazione per « Cagnago . (( La brir•Rta del ri0 reO't)Oò 'irnemo arti ù0 lieria,, sotto gli ordini' dib u « retti del Comando della divisione e scortala da 2 compagnie della « 4.0• brigata fanteria, in colonna snllc:i strada nuova di Cagnago << colla coda. alh biforcazione della strada di Revislare; essa pro<r segue la marcia sino a Cagnago, tenendosi pronta a prender po11 sizio11e.
« dante la <<
I O Jlioniecnto. < È
1
in posizione con dueballerie sopm il poggio dei P ini, con
« unaba.lleria sulle falde sud dell'altura delle Vigno le. · « Un reggimento sulla destra delt'Orgaglia ton .2 bauaglioni in
,1• linea (pc;ggio dei Pini-.\fosso erratico), ordine misto, ed 1 in « 2" linea, in linea cli colonne di compagnie, sulla destra e dietro « il poggio dei Pini. « Un secondo reggim ento sulla sinistra dell'Orgaglia, con 2 .bat<< taglion i in ordine rni::to in ,i.a linea, sul prolungamento di. quella << poggio dei Pio i-Masso erratico, lungo le fa lde sud dell'altura delle <1 Vignole; un bat.laglione in 2° linea, in ordine ristretto, nell'av« vallamento, ove si distacca la strada del Lagone, e pres~o la strada ' « nuova. « Il tel'zo l'eggiment:~ in linea cli colonne cli battaglione in ordine « ristretto e lo squadrone cli cavalleria sotto il Trevigno presso la « strada di campagna per J3orgo Ticino . «.
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Parliéodel-
1·ovest.
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.:
« Accenna un allacco colla destra contro la p.osizi-one dèlle Via 11o[e l d . o , << a sM estra giunta sui piani di S. Zeno si spiega e si limita ad « un combattimento temporeggiante in attesa che la sua azione sia <e agevola.L a da quella della siniMra. << Alla sini stra la brigala del 5° reggiÌnen to artiglieria si mette in « batteria sull'altura di Cagnago, con trobatl.e Ja po~zione del poaaio 00 « d~i P ini e prepara l'azione della 4,0" brigata di fanteria. « La 40• brigala di fanteria eseguisce il passaggio di stretta sul « ponte del Larè, predispone le colonne d'auacco; eseguisce l'at« tacco dopo che lo giudicherà convenientemente preparato dal « f~1oco dell'artiglieria. « Al centro la 30a brigata di fan teria., che costituisce la riserva. « si ava ma in modo da sostenere secondo le evenienze sia la deslr; « che la ~ini_stra, concorre all'attacco del la sinistra spingendo 2 << baltagltoni lungo la Orgaglia in direzione del Masso erratico. « ..Al ?1:o~u'.nia'.'si dell'aUa~co veÌ'o contro la po3izione poggio « dei P,rn, il partito dell'ovest ripiega sulla destra dell' Oro-aalia I l' l . . . o o ' << a rnea ce1 caccrn,tori sui sostegn i, il batti1glione in 2• linea si « spiega in potenza. , « Allo ~vil_upparsi _dell'aLLacco si ripiega snlht Iinea dei grossi e 2 « b~,L~aglt0111 della merva si portano in sostegrio sotlo il poggio dei « P111 1. « Le truppe sulla sinistra dell' Orgagli.a non muovono : tutto il « parLito, meno la cavalleria, re.,ta ferino in ta le posizione.sino alla « soneria dell'alt, preceduLa dal ritornello della divisione. « I l cmnpo d'azione della cavalleria dei due partiti è sulla destra , << dell:~rgagl ia suIle ondulazioni di terreno che costituiscono , la « pos1z1one del poggio dei Pini .
artito del-
st.
NE L
L E: GRANDI MANOVRE
rlito del:est
,.
0 · 0 fo dei I 1 ini « Non. potendosi sostenere sul poov esso rifi' u·•ua. l'·,la . . . ' '" c. « destnt r1p1_egandola su e .a Trevigno, ,1 batteria prende posizione « a C.n Trev1guo per proteggere il ritirarsi della fanteria, l'altra si « porta sulle fa lde S. dell'altura delle Vignole per da.rvi il cambio « alla batteria ivi collocàta, la quale ultima si porta tosi.o sull'alLura « stessa delle Vignole per controbattere l'artiglieria del partito est,
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« che prende posizione sul poggio çlei Pini. Il reggimento di riserva « si sposta a sinistra in rinforzo della posizione delle Vignole. << Il reggimento. in posizione sulle falde dell'altura delle Vignole « rimane fermo, meno il battaglione in 2a linea clie corona l'alLura <( delle Vignole a sicurezza della batteria. · « Si impossessa del poggio dei Pini; la brigata . del 5° reggi- Pn rt ito « mento artiglieria vi prende posi1.ione. « La 40a brigata di fanteria riunisce un reggiinento in riserva <( avanti C.n J>edocch io, coll'altro reggimento guern isce la posizione « del poggio dei .Pini molestando col fuoco le truppe che si ripiegano «sue.a Trevigno . La 30a brigata di fan Leria si preparn in colonna « di aLtacco contro la posiiione delle Vignole, il Comandante della · : « stessa prende il comando dell'ala destra e ne, coordina l'azione. « Non .si tosto egl i giudichi su11ìcienlemente preparato l'attacco, lo. (< eseguisce. . « La 40" brigata appoggier~i lale auaceo avanzando 71 bRttaglione << del reggimento di riserva in direzjone di C." Bolhi e spingendo « l' altro reggimento su e.aTrevigno . . « Il partito clell'ovest, al pronunciarsi dell 'attacco contro ht posi« zione delle Vignole, ritirerà l' intera lineR dei cacciatori su quella « dei sostegili: allo svilupptu·si dell'atl.acco ripiegherà sulla linea « dei grossi : due battaglioni dell a riserva aranzeranno in rinfoào al «centro della linea; le truppe staranno fen'ne in tal posizìone sino « all'alt, precechtto dal ritornell o della divisione. 11 campo d'aiione « della cavalleria è sulla sinistra deJl'Orgagliaper Lutti due i partiti.
Est.
3° 11fo1nento. (<
2° 1Jfomento .
'1879
Resp into dalla posiiione delle V/;zinole ripiega l'ala destra da
_Pa,·~!to dei.
«
10 t .. tra suIle a.Iture dll. . SLl C." . C,au l,t, l'la a sm1. e ,agone, 1·1 '·c• • e." 'rrevtgno
<<
reggimento di riserva al centro indietro presso la strada per Comi-
« gnago; 1 lmtleria. in posizione a C." Caula, 2 sull'allura più avan1
« zatà del Lagone. La cavalleria a contatto delle trup'pe del partito ,< dell'est pro tegge la ritirata dalla posizione delle Yignole. ~< Occupa colla ba.tteria,da montagna l'altura delle Vignole. .~:•tito d elI « La brigata.del 5° reggimento artiglieria, rimanendo al poggio dei E,i. « Pini, può mandare a suo t~mpo ~ batteria a C." Trevigno per ap-
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r-EL
LE GRANO ! MAN OVHE
« poggiare più efficacemeule l'inseguimento e l'atLacco della nnova
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« pos izione. « L'ala cleslra ed il cenLro soL'to gli ordini del Comandante I.i 30a « brigala di fanleria spingono a fondo l'inseguimento e l'attacco
parlili , l'esecuzione di questo. manovra riusci veramente conforme allo spiri to delle disposizioni emanate. . In altro cap itolo anò occasione ~i discorrere sul sislema prescelto per l'esecuzione di questa. manov-ra..
« della nuova posizione. All 'ala sinisLra la 40a brigata cli fan leria « lascia conrnn iente scorLa all'.artiglieria, spi11gc un reggimento « s u C." Ca uta, e tiene l'altro sul centro dellrt li nea indietro in l'i-
FAZIONE DEL 30 .t.GOSTO
« serva.
« La cavalieri.a dei élue partiti m.anovrerà secondo Je circoslanzc . .\.Ile accennai.e prescrizioni faccrnno seguito alcune Aonne d'esemi.::ione, delle quali noto la seguente, perchò servo a meglio chiarire il meccani;:.mo della manoHa.. << Al (in ire cl'ognirn omento vcl'l'~l fatto suorw.re l'rilt preceduto claJ « ritornello della divisione; a questo segnale le tq.1ppe del pnrtito << vcrn si at'festenmno t.uttc indistintamente dove si trovano, e le « Lrup pe del ·partilo segn,1.to si porteranno tosto nella nuova po« sizione per loro intlica la. • <e Quando il pari.ilo segna to avrà occupato k1.le posizione verri1 « fatto suonare l'avanti preceduto dal ritornell o della divisione ed « a questo segnale le trnppe del partilo vero conti nneranno lo loro « operaz ioni>> . In fine allo scopo di ottenere un 'esatta rappresentn7,io11c dei l'l'on! i e dell e profondilil che le truppe clel p<1 1t ito segnalo dovevano occupare nelle varie formaz ioni, era detto per cinscun'rmna la forza. da. destinare per rappresentare le differenti unità lattiche, non che gli inlcrvalli e le cfolanze da conservar:;i uelle va.rie ['orma7,ioni. Appare chiara.mente dall'insieme degli ordini suesposti l' idea del Comanda.n1 e la. divisione di fare di ,questa esercita"iotte una manovra completamente obblignta. ,\. favorire il suo sviluppo ru. scelto assa i opportunamente il terreno posto àd ovest della strada Xovara-Seslo. Calende. compreso fra Cagnago, Borgo Ticino, Comignago e Parrocchia cli Revislate. È questa. una zona colli nosa pressochè incolta, quasi sempre scoperLa, formala da più contrafforti aventi direz ione generale da nol'd a . sud e successivamente elevantesi procedendo da est Yerso ovest. Pc~ questi cal'n.lteri del terreno, ma specia lmente per la somma cma posta del generale Quaglia nell'inquadrare le mosse dei due
MANOVRA DELLA
r
,in
DIVISIONE CON NEMICO SEGNATO
Il Comandanle della ,p divisione delineava la situazione che doveva servir di base a questa es.ercitazione nei termini seguenti : « Una divisione avanzak'l. di un esercito proveniente dalla Sviz- 1a Tdem!l_i>er 1v1s1one « zera ha occupata la sera del 29 agosto la posizione di Vergiate; err~uivo. « quivi ~i dispone in attesa di rin forzi. Ha l'ordine di ripiegare, se « costretta dal nemico, su Breb bia. « La divisione è rinforzata da I batLeria da cent. 9_ « Un esercito concentrato presso Milano , sapenclo che trnppe Iu Tdem~ .rer · · 1v1s1one « nem iche sono giunte a-Brebbia e mostrano l'intenzione d'avanzare segnata. «su Som ma, spinge innanzi una div.isione con incaeico di occupare « la posizione di Vergiate se ,mcora libera. o tentare di scacciarne « il nemico se già vi è giun lo. « La divisione arriva la sera del 29 agosto a Somma :Mezzana ed <e Arzago e la mattina d.el ::io prosegue il movimento innanzi per « adempiere al còmpito ricevuto. ~on potendo forzare la posizi one « di Vergiate la divisione si r itira dietro la Strona i> . La. divisione si compone di 16 battaglioni fante ria e bersagl ieri, 4 squadroni lan cieri, 4- batterie da cent. 7. Queste forze sono rappresentate da 2 bauagli0ni del 76° fan teria, da 2 battagli oni <lèll'8° bersaglieri, da ,., squadrone di cavalleria e da 11 batteria da cent. 'i. Il comando della divisione segnala rtt affidata aI Conunnant:e 1'8° bersaglieri, colonnello Delfino, il quale per altro doveva limi tarsi n far eseguire movimenti anteriormente stabilii.i e notificati wll'ordine del giorno seguente: « Alle 6 h ant. la cavalleria inizia il movimen to di esplorazione 1° Momento ANNO X XV, VOL. I.
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LE GRANDI MANOVRE
NEL
« e contemporanea~ente entrambe le colo1inesi,mettono in movi« sulle rispeltive direttrici Arzago-Ponte faveggia e Somma-Sesto « Cal ende. Le due co lonne non oltrepa.sseranno la Strona e r imar« ranno.coperte finchè la cavalleria faccia sapere se la posizione di << Vergiate è occupata o no. Mo rncnto « I rapporti della cavalleria .fanno conoscere che il nemico occupa « in forza la posizione di Vergiate tfa Sesona a e.aì\firasole, quindi « si danno le cli~posizioni per l'alLacco, e le truppe prendono l'ordine « di combattimen to. Mo men to « Le colonne si muovono per esegu.ire l'attacco secondo il concetto « seguente: « Tre battaglioni bersaglieri con ,J batteria attaccheranno sul « fianco cleslr:o la posizione di Sesona. Riuscendo .nell' attacco bat« teranno coll'ar'Liglieria il fianco della posizione principale cli Ver<< giate e disturberanno la eventuale ri tirata del nemir:o per le strade « di Corgcno e ~1ercallo .. « Due battaglion i bersagli eri marceranno in caccia.tori verso Ver« giate collegando l~L sinistra dell'attacco colla destra. « Tre.battaglioni bersaglierì con una h~.tteria costitui ranno lari« s·e na e si terranno sulla Strona al Molino Cop in attes,1 d'ordini. « La colon rn1 di destra · (8 ba.tlaglioni di fanteria. e 2 batterie) « sarà incaricata dell'attacco principale, cercando cli girare la posi« 1. ione nemica sul sno fianco alla Torretta. « La co lòi:ma di sin istra. inizia il fuoco coi·difensori di Sesona. Momento « Il centro accenna lentamente verso la stretta di Vergiate. « La riserva non si muove. La colonna cli destra è ancora ::il co(< perto sulla sinistra della Strona. Momento « La colonna di sinistra attacca Sesona, appoggiata da un mo\~ vimento a. sinistra. del centro e della riserva. « fa1co lonna di destra attacca la posizione avanzata di e.aMi« raso le e e. a del ProvasCIO . ~lo men to « La colonna di sinistra. occupa la, posizione di Sesona, appoggiata « da. parte clella riserva e dal centro . La ·colonna cli desLra si. i mpa<< clronisce di Torretta, obbligando il nemico a ritirarsi. Momento « La colonna cli destra si scinde: 3 bauaglioni, 2 batterie, 2 squa« drnni inseguono il nemico verso Cnvil'one, il rimanente si porta su << Vergiate, che sarà necessariamente stato sgombrato.
) o
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« Il centro e la riserva occupano la stretta di Vergiate. La sinistra ·« tira sul nem'ico in ritirata: « Insegn imentodel nemico, 6 ballaglioni, ,J 2peni ed 1l squadrone so Momento ·« per Cuvirone su \'arano , 2 battagioni fanteria,· 11 squadrone e 4 «pezzi per Corgeno su Varano, 8 battaglioni bersaglieri, con 2 bat-<< terie e 2 sqt1adroni, inseguono per. la strada di Mercallo e Co<! mabbio, cercando cli sfo rzare il passo di Comabbio su Ternate e {< prender cli rovescio il nemico che fosse in posizione a Varano . « Giunto il nernico segna.lo in vi stadi Comabbio e Varano, t.ermina « là fazione»: Al princip io della. manovra(ore 6 1/ ~ ant.) il fronte della divisione svolgin,e.nto .effettiva correva..da. sud-ovest a nord-est:, ecl ~ra segnato dal M. te Ber- den 'aziona tone a destra, da Vergiate al centro e da c.n Mirasole e C.• Provnscio a sinistra.. Di ,J 2 battaglioni, di cui constava la divisione, 6 erano in prinia linea, 3 èostituivano le ri serve parziali ecl infine 3 la riserva generale; questi ultimi erano segnati da 11 !Jattaglione del 76° fantei·ia. Il partito segnato aveva metà delle sue forze incolonnate sulla. s~rada Arzago-Cimbro all'altura di P.te Laveggiae l'altr!L metà poco ..a nord di P. te S. Catterina sulla strada del Senipione. Verso le ore 7 ant. in seguilo ai rapporti della cavallerià spinta verso il fronte M. te Bertorte-Sesona-Cirn bro, il Com.anelante il partito segnato facern occupare da 8 pezzi le a.I ture ad ovest cli P. t0 Laveggia ed orclil1ava a 3 battaglioni fanteria d'àvanzare fino al bivio delle strade Arzago-Cimlwo, Somma-Cimbro, fronte a. C.• Mirasole e Proi'ascio. Dietro a questi, 3 battagl'ioni formavano la 2" linea ed altri 2 la riserva Tutte queste forze erano destinate a spuntare la sinistra avversaria. Nello stesso tempo una colonna, forte di 3 battaglioni bersagl ieri ed 1 -batteria, venne incaricala d'altaccare ller fi.an co jyf.tc Bcrtone, al qltale scopo era cliretLa verso i ~.I .ti di Valle di Chiesa, con ordine di temporeggiare fino a che si fosse pronunciato l'attacco della destra. Infine 2 battaglioni ricevevano il mandato di fronteggiare il nemico nella pian ura tenendosi collegati alle ali ; i rimanenti 3 battaglioni bersaglieri con :1 batteria furono lasciati in risern1 generale a. .Molino Cop. Alle ore 7, 50 alla sinisLra del partito effettivo il battaglione del 715°, che occupava C." Mirasole e Provascio, iniziava il fuoco .contro l'artiglieria, anersaria che stava mettendosi in batter ia a
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M. tre Cucco . .Ma il partito segnato, sotto la protezione di altra batteria che si era spinta fino alle u!Lime alture a Iev~nte di p. te Laveggia, potè facil~ente fa r converg~re lutti i fuoch i contro quella posizione ava,1zata e costringere così le truppe che l'occupavano ad ab han donarla . Queste si ritirarono su M.t~ Yernau.i protette dal fuoco di altro· ba.Ltaglione del 75° sito sulle alture fra Torretta e Cimbro . Occupal:a C. a Mirasole, il Comandante il partito segnato, mentre provvedeva col concorso dell'ar'Liglieria. e rafforzando la 11n linea ad impadronirsi. della C.a Torretta, mandava un battagl ione verso Cimbro per spuntare l'estrema sinistra. della difesa. Il Corn<1,ndante il partito effettivo , nell'intento di conservtu·e ad ogni costo la forte posizione di M. te Ferrera, faceva ent.i'are in linea tutta la riserva (76° fanteria); per cui da questo lato sino quasi: al termine dell'esercitazione la situazione reciproca dei due·partiti rimase stazionaria. · Al centro il wmerale Finazzi, alle ore 8 circa, vedendosi assai debolmente minacciato, ed informato che contro l'occupaz ione del Bettolino s'avanzavano 6 compagnie bersagl ieri, mandava rinforzi 1 battaglione) al colonnello Damis, comandante dell'ala.destra, e nel frattempo con cariche di cavalleria ritar.lava alquanto la presa della C." Parrocchia. Nel complesso anche al centro l~ difesa avrebbe potuto resistere a lungo, favoriu1 com'ern.clalla forza della posizi.one cli Vergiate. Se non che la situnione della estrema destra si era fatta sin dalle prime ore alquanto difficile. Difatti oltre alla colonna di 3 battaglioni, rinforzata da 11 batteria, che abbiamo veduto direLla contro la debole occupazione di ~f. ie Bertone, anche i 5 battaglioni del centro, gravitando forse eccessivamente verso sinistra, ven ivano a minacciare, seguendo la ferrovia, le truppe a difesa di Sesona. In seguito a ciò alle ore 8 1/! circa il colonnello Damis, a.vendo informa:to il Comandante della divisione del pericolo che correva. riceveva da questi ordine d'intrapi'endere la ritirata per scaglioni, con obbiellivo Comabbio. AJle ore 9 ant. analogo ordine cli ritirata fu dato all'ala. sin istra ed al centro; questo doveva raggiungere Varano per la strada di Corgeno, quel la seguire la strada Cuvirone-Varese. (
NE L
LE GR ANDI M.A NOVf\E
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•Alle ore 9 il movimento di ri tirata della divisione rappresentata e qtiella d'inseguimento del partito segnato erano in corso d'esecuzione, per cui credetti opportuno far cessa.re l'esercitazione. ' Malgrado le difficoltà incontestabi li che presentava questa manovra, perchè il partito segnato fu fa tto funzionare da attaccante, l'esecuzione nulla lasciò a desiderare. Pel rimanente, come già dissi , avrò occasione di ri tornare su questo genere di manovra in altro capitolo.
ESERCITAZIONE DELLA BRIGATA DI CAVA.LLERIA .
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Mentre le due divisioni del corpo d'armata eseguivano le manovre fin qui descritte, la brigata di ca.vaJieria eseguiva rna.noYrE> d'insieme eont.ro nemico segnalo sulla brughiera della i\ialpensa. Per queste esercitazioni era supposta la situazione generale seguente: « Un corpo d'anmtta dell'est manovrando sulla linea Varese-Val<< cuvia ,ha lasGi. ato nelle vicinanze cli Gal!Rrale la propria brigata « di cavrtl Ieri a ed ,1 l.rn,tteria Goll' incarico di protegger!o da eventuali << attacchi di troppe nemiche le quali si spingessero al di qua del « Ticino . << Truppe dell'ovest (provenienli dal Sempione) trovansi sulla . « .destra del Ticino spingendo reparti cli cavalleria sull e sponde del « fiume. , In base a questa situazione venn~ro eseguite tre esercitazioni nei giorni 27, 28 e30 agosto. AI mattino del 27 agosto il partilo est, forte·di '7 squadroni ed ,1 batteria, ebbe l'ordi ne di eseguire una ricognizione ,,erso il Ticino nel settore Yizzola-Gallarate-Casorate. · Il partito ovest della forza di 4 squadroni (segnali da ,J squadrone del reggimento Guide) pQ.ssava il Ticino presso Castel Novate per dirigersi su Gallarate. Per effetto delle disposizioni date, alle 8 ant. il partito·est si trovò dislocato come segue: . . 2 squadroni Guide in ricognizione su l f\'onte Vizzola-Casorate. !I grosso dellabrigala (4, squadroni Novara e la batteria) am-
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massati nella piazza di radunata lungo il Ciglione della Costa, colla cavalleria l\l nord e l'artiglieria al sud della strada GaÌla·rate C.° Malpens1!,, Il 5° squadrone Guide a C. • della Costa. Il Comandante il partito, avvisato che 2 sé1uadroni nemici spuntavano dai piloni ad est ·di Vizzo la, focevaa.va.nzarn il grosso fino al1.'a.ltezza. del margine ocèidentale del bosco ad ovest di C.n Mitlpensa.. In questo frattempo si riuni va pure al grosso il 5° squadrone Guide, e la brigata, giunta nella sopraindicata loca litit., alle or·e 8 e 20, si formava su 3 sclriere; la 1a di 3 squadro rii Novara, la 2" di 1 squadrone Novar~, dietro l'ala sinistra, la 3n di •1 squridrone (}uide dietro l'ala destra.. La batteria alla sinistra .. Alle 8 3/,~ sono segnalati 4 squadroni nemici provenienti da. Vizzola; la batteria del partito est apre il fuoco e la sua cavalleria., per mezzo. di un cambiamento di fronte diagonale a ·sinistra, prende la giLtsta direzione per la cari ca. :Mentre la 1" schieracar·jca il nemico segnato, Ia2• eseguisce con successo un aggiramento sul fianco destro di quello . Nel fratt~mpo i 2 squadroni Guide, che ritornavano d..1-lle loro esplorazioni, si erano raccolti e caricarono · il nem ico sul fianco sinistro. Il partii.o ovest fu costretto ari tirarsi , eél il partito est si disponeva ad inseguirlo, quando venne fatto cessare la manovra, ed il Comandante la brigata, rich iamato lo squadrone che aveva segnato il nemico, faceva eseguire alcune evoluzioni d'insieme . Il 28 agosto il partito ·est occupavtt con 6 squadroni e 2 sezioni ' d'artiglieria le Case Nuove e C." Malpensa. Il partito ovest rinforzato aveva nuovamente ripassato il Ticino a Castel Novate, segnando (con 2 squadroni' Gnide e .2 pezzi d'arti- . glieria) la forza di una brigata di cavalleria ed 11 batteria. Dopo alcune scaramuccie il partito est si concentrò a I kilom. ad est di e.aMalpensa, disponendosi su 3 schi ere, forti la 1J• di 3 sqmtdroni Novara, la 2" di 2 squadroni Guide, la 3· di 11 squadrone Novara. Il partito ovest si disponeva analogame1Ìte su 3 schiere, con 4 squadroni nella 1n e 2 nelle altre, ed attaccava il nemico costringendolo a riti rar;;i su Gallarate. 1
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Jl partito est protesse la sua ritirai.a con successivi ritorni offensivi e da ultimo col fuoco dell',frtiglieria in posizione al ciglione della Costa, poco a sud della stradrt :Malpensa- Gallanue. Nel 30agosto il partit@ est riceveva ordine di respingere la cavalleria nemica che si era stab ilita col grosso a c.• Malpensa e Case Nove ed aveva spinti gli avamposti fino al ciglione della Costa. Il partito est, mossosi a quella volta con 6 squadroni e 2 sezioni d'artiglieria, faceva ripiegare gli avamposti nemici e ne scopriva. quindi il gros~o della forza di 6 squadroni ed 1 batteria (segnati da 11 squadrone e mezzo del reggimento _ Guide e da 11 sezione cl'arti·glieria) raccolLo nelle boschine di c.·· 1Vlalpensa a 1500"' dal ciglione della Costa. ' , Questo sboccarn tosto al l'aperto spiegandosi dapprima su 3 .schiere colla batteria a sinistra. Le arliglierie dei due partiti aprirono il fuoco e le cavallerie iniziarono l'attacco, il partito ovest formato su due schiere con 4 squa- . droni nella 11• e 3 nella 2•, il partito est su 3 schiere avendo 3 squadroni di Nova ra nella 1a, 2 squadroni e mezzo cli Guide nella 2\ ed il di Novara nella 3". Appena successo l'urto, il Comandante la brigata fece cessare la manovra. Le truppe éhe componevano h.t brigata cli cavalleria si,reoarono nei nuovi accantonamenti , ripartite fra le due divisioni, clovend.osi il giorno seguente iniziare il secondo periodo delle grandi manovre. 1
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PERlODO .
Col giorno 311 agosto ebbero principio le manovre di divisioni contrapposte. Dal Cori1anélo del corpo d'armata era stato prefisso il seguente tema generale per servire di nesso ad un razionale svolgimento delle operazioni taniche che la zona cli terreno da percorrere presentava l'opportllniLlt di far eseguire. « Un corpo del nord ha varcato il confine a ponte Tresa e per <e Valcuvia è giunto a Vergiate per congiungersi ad altro corpo << proveniente dal Sempione e marciare quindi contro Milano e <e Piacenza. << Il partito sud occupa Gallarate e si dispone ad attaccare l'av-
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versario ed a rigettarlo oltre la frontiera, mentre che il corpo pro-
« venìente dal Sempione è arrestato dalle di fese eretle a Gravellona. La sera del 30 le linee degli a mmposti stavano in presenza lungo
la Strona ed i due partiti erano composti e situali come segue: Tenente generale
DEZZA.
1" Divisfone (J,i manovra.
Lito Nord
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Truppe ~ Reggimento cavalleria Novara (:5°) - 3• e Vergiate suppletive j 9" batteria del 6° reggimento artiglieria ( e . aggiunte - i:>3 compagnia.del 'i • i'eggimenLo genio. J dintorni Tenente generale Q uAGLlA . 2• Divisione di -mano·vra.
ito Sud.
1 8° reggimento bersagl ieri - 22a compagnia
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Truppe ) suppletive . aggmnte ·
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alpina - reggimento cavalleria·Guidel · (lf 9°) -· - 11• e 2" batteria del 6° reggimento Besnate.. .. . . i rz r, arL!glier,a - ,J batteria. da montagna \ ,a"o 12• compagnia del: ,J reggimento genio. O
Il Comando del corpo d'armata di manovra rimaneva a Somma, e quivi si traslocavano da Gallarate la sezione di sanità e l~t sezione sussistenze delle truppe suppletive. 31 a gosto.
Fazione cli Ve1·giate. Nel supposto del tema generale suindicato il Comandante del partito nord ri ceveva nella sera del 30 agosto il seguente ordine: <• Per dar tempo ali<} colonna proveniente dal Sempione di su<< perare le difese e di sboccare a Sesto Calende, la S. V. occupi la « posizione cli Vergiate e vi aspetti l'attacco del corpo avversario « cui av-amposli sono oggi stabiliti lungo la Strona.
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« In caso d'insuccesso, Ella gi ritiri lentamente per arrestare l'avvemtrio nel terreno intersecato fra il lago Maggiore e il lago di « Varese, ad esemp io all'altewt di Brebbia. « Procuri in ogni modo di conservare lo sbocco della stretta di « Cittiglio, dal quale le giungerà fra due giorni un rinforzo di tre {< battaglioni hersagl ieri, una batteria dR montagna ed una eom<' pagnia alpina . Contemporaneamente il qomandante del partito sud riceveva la .seguente comunicazione: « L'avversa.rio lu:i. sospeso la_sna marcia avanti e dalle informa« zioni avute ~embra d 1e stia fort ificandosi nelle posizioni di Ver{< giate per dar tempo alla colonna proveniente dal Sempione di « sboccare a Sesto Calende. La S. V., app rofittando della sua supe<< riori tà di forze, lo attacchi ed in caso di riuscifa lo incalzi viva« mente e cerchi di rigettarlo al di là. della stretta di Cittiglio. · 1n base a tali dati il Comandante del pRrtito sud si propose di agire n-el modo seguente: 4° Far eseguire dal reggimento cavalleria Guide (4 squadroni), n,sposizioni. sostenuto dall'.8'' reggimento bersaglieri (3 battaglioni) e dalle 2batterie da cent. 7 del 6° reggimento artiglieria, una ricognizione preliminare delle posizioni oecupate dall'avversariò. Questa colonna {loveva occupare coll'a1;tiglieria monte Cucco e scaramucciare contro l'ala destra del partito nord, aspettando cl1e si pronunziasse l'attacco -contro la sinistra per cooperarvi in direzione di C. a Torretta. 2° Col la. 4-0" brigata fanteria ' e la 22• compagn ia alpina, la brigata del 5° reggimento artiglieria e la: ìf" batteria da montagna, procedere aJl'attacco ai Cimhro e del.le alture a nord di essa.. 3° La. 30' brigata fanteria doveva r iunirsi presso Molino della Resica per agire a momento opporrnno in direzione di C." Torretta. Cl Comandante del partito norcl s'aspettava. i_nfal.ti ad un attacco sull'una o l'altra ala e lo riteneva più probabile sulla sinistrn come -quello .che minacciava l~t linea di r itirata per Cuvirone, Varano, Ternate. Dietro tale concetto eg]i disponeva che la preponderanza delle sue forze gravitasse verso l'ala sinistra, alle quale assegnava tutta la 39a brigata fanteria., 3 batterie di artiglieria e 3 squadroni di cavalleria, -ripartiti nel modo seguente: {<
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Il 3° battaglione del TtY' fant.eria alla Torretta con 2 compa.gnie all:i C.« Mirasole; il 2<) ·battaglione sulle pìccole alture che cop rono l'imbocco cli Cuvirone fra Torretl;a e Cimbro; il 1° battaglione a Cimbro con uIHL sezione d'artiglieria da cent. 7. Le altre due sezioui di questa batteria ed 11 batteria da cent. 9 ~vevano preso posizione su monte Ferrera. · Due squadroni di cavalleda a Cirnbro; un terzo in esplorazione con obbiett.ivi a Crugnola-Vinago'-Mornago-Yilladosia. · Rimanevano in riserva. Lutto il 76° fanterfa ed 11batteria cla ceoL. 7 sul pendio meridionale di monte Ferrera presso S. Gallo. ' L'altra brigata di fanteria, 2 batterie, 3 squadroni e la compagnia del genio guarnivano il cenfro e la destrn. dell a posizione sino alle alture di Sesona . ~~~i~~,~~ Verso le 7 ant. avveniva il 'primo incontro fra gli esploratori dei duepart.iti e poco dopo entrav:i in azione l'ala sinistra del l'auaccante. L'8°reggimento bersaglieri si avanzava con 2 baltaglio.ni in prima linea ed 11 in riserva a cavallo della strada che da pon le Laveggia mette a C " lVIirasole. Le 2 balterie, che l'accompagnavano, aprivano il fuoco da monte Cucco per controbat.tere l'artiglieria del pm'Lito nord in posizione a monte l?errera ed i 4 squadroni del reggimento canllerii Guide esploravano in direzione di Vergiate e Sesona. In tan'io la. .rn~ bl'igata fanteria colle al tre truppe, che costituìl'ano l:i colonna di destra de~ par tito sud, si ammassavano a Cnignoh per muovere di là all'aua.cco delle alture a nord di Cimbro, ed alle ore 8 la situazi,one di queste truppe era la seguente; La ·22° compagnia alpina, la batteria da montagna ed il 77° fanterìa in movimento da Crugnola su Cirnbro; il 78° fanteria a Crngnola con un battaglione in marcia. verso ponte Piotta sulla Stronit; la brigata del 5° artiglieria in posizione ·sul le alture ad ovest di Crngnola apriva il fuoco contr,o i battaglioni del 7i:> fanteria . Al centro la 30' brigata fanLeriét stava riunita nei dintorni del · Molino della Resi ca ed aveva inviato un battaglione sulla destra della Strona. · Questo addensarsi di truppe fra Cruguola e Cimbro si efiett.uò senza che la cavalleria del partito nord, inca.rica.tadi esplo rare sulla sin istra, ne mandasse avviso in tempo. Ma le no lizie che perveni1
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vano da.Ila destra e dal centro assicurava.no che l'avversario non aveva da quella p:irte che delle pattuglie di cavalleria con poche altre truppe di sostegno. Queste informazioni, la comparsa dell'artiglieria sulle alture ad ovest di Crugnola ed il fondato presentimento di un forte attacco · contro la sinistra fecero sì che il Comandante del partito nord si dejdesse a prendere una linea, quasi normale all:,i. prima, l'acendp. perno su montè Ferrera, onde fronteggiare l'attacco e coprire direttamente la propria ritirata. A questo fine egli ordinava· che il 76° fanteri;1 colla batteria d'artiglieria rimasti in riserva presso San Gallo occupassero la sommità di monte Ferrera; che il 3° battaglione del 75° si spostasse a ·sinistra in rinforzo degli altri due; che tutlo il. '12° fanteria coll a batteria di artiglieria, co llocati al centro della posizione fra San Gallo e il cimitero cli Vergiate, occupassero la Torretta; e finalmente l' 1,J" fanter ia colla. batteria dell'ala destra si ripiegassero da Sesona su Vergiate. . Il generale Dezza stava prendendo qLrnste disposizioni quando ricevette !'.avviso che infatti !'avversari~ operava un movimento of-· . fensivò per aggirare Cimbro.' Il battaglione del TJ 0 fanter ia e la sezione d'attiglieria che, difendevano quella local ità, si ripiegarono sulle pendici cli monte Vernatti ·. Più tal'di questo battaglione venne inviato sulle al ture di Ronco a nord-ovest di Villadosia per impedire l'aggira mento, e fo rimp iazzato sui monti Vernatti .da un battaglione del 76° reggimento. Anche i tre squadron i del reggimento. cavalleria Novara, che si trovavano all 'al,1 sinistra, ebbero ordine di portarsi celeremente su Vi ll adosia per riconoscere se l'avversario spuntasse in quella direzione. Mentre dal partito1wrcl.sicompiv~no ({Ltestiatti, l'azione del partito sud veniva convergendo verso l'obb iettivo prestabilito. ·II ,Comandante la colonna di sinistra (8° reggimento bersaglieri), Yi$!.<l cùel'attacco si pronunziava verso destra dalla parte di Cimbro, ritenne essere ediunto il momento .opportuno di avanzarsi ed occu-, pava il rialzo di Mirasole. · . Questo era difeso da un battaglione del ;I 2° fanteria, che aveva preso il posto delle compagnie del 75° reggimento, ch iamate a rinforzo della sinistra. Yer:;o Cimbro. Questo battaglione del '12° fanteria si ritirò SLl Vergiate molestato. . 1
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dalla.ca~rallerìa. Un altro battaglione dello stesso reggimento venne -a dar di cozzo ~ell'8° reggimento ber;;aglieri mentre recavasi, a quanto pare, ad occupare la nuova posizione alla Torretta. U Comandante la colonna di sinistra del partito sud mandò allora ordini alle 2 batterie del6° reggimento, che stavano su monte Cucco, di avanzare pe~ scaglioni su Mi raso le ed una d( esse cominciò subito il movimento . La 30• brigata fanteria, che sta.va riunita al centro presso il ruolino della Resica, si portò nello stesso tempo SLL Torretta. senza incontr-are ?eria resistenza., con ,f reggirp.ento spiegato in linea e l'alt.ro in riserva.. La colonna di destra del partito suél, ~wanzanclo per molino Val·done, occupava Cimbroalle ore 8 3/ ~, e, come gii.Lsi disse, il battagl ione del 75° reggimento si 11ipiegava sui monti Vernalti. Da Cimbro l'attaccante prendeva le disposizioni per irnpadronir:,i ,delle posizioni di 1nonte Yernatti. La . 23" comp,tgnia alpina e la batterict dct montagna. dovevano esegnire un movimento :wvolgcnte portandosi sul declivio setten,tl'ionale dei monLi wa detti, mentre la. 40a brigata fanteria avrebbe assali'to la posizione dall e falde orientali. .. Così la 30a brigata fanteria e 1'8° reggimento bersaglieri dovevano opera.re cli concerto per impadronirsi di monte .Fenera. Tre batterie d'artiglieria riunite sul rialzo cli Mirasole :e le allre due clal poggio del cimitero di Cimbro facevano convergere i loro fuochi per preparare l'attacco della fanteria. Il partito nord era venuto man mano concentrandosi nelle forti posizioni a cavaliere della stretta di Cu virone fra monte Ferrera e monte Vernatti. Vi si trovavano riuniti 7 battaglioni di fanteria e 2 batterie; 6 compagnie del 7'ff> e 76° reggimento con una balleria .sta.vano sull'al turi'- cli. Ronco ed il battagl ione dell' ,f';J • fanteria. occupava Vergiate. La cavalleria ed 1 batteria con 2 compagnie del 75° fanteria erano diretti a Vara.no per prendervi posizione. Dtie battaglioni dell'1 11° reggimento con ,f batteria si ripiegavano su Mercallo -con ordine cli sostenere la ritirala della sinistra q1~alora fosse inseguìta. Tale era la situazione dei due partiti alle ore 9 3/ , ant. Da una parte era tutto disposto per l'attacco delle posizioni di accesso alla 1
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stretta cli Cuvirone, e per contro la difesa stava preparata ad opporre una nuova resistenza ed erasi anche premuni.ta sulla linea di ritirata.. A questo punto, mosso dalla considerazione del·calore sciroccale sviluppatosi in modo opprimente, oedinai che cessasse la manovra, affinché le truppe del partito nord, che dovevano poi recarsi a prendere a.ècampa.mento nei dintorni di Brebbia, non fossero troppo ~Jfatica te per sostenere la marcia con una temperatura e.osi alta. Alle ore 11,J ant. il partito nord si pose in marcia. alla. volta di Bre-bbia. La 7n briga.La. fanteria, 3 squaclroni,di cavalleria, 2 baUerie e la compagni:Lgc-mio s' incamminarono per la strada di Mercall o- · Comabbio; la 39" brigata fan teria, 3 squadroni e 3 batterie per quella di Varano-Travedona. Queste truppe giunsero a destinazione verso le 3 pom. Il parti to sud pose gli accampamenti pl'esso Vergiate. li Comando del corpo d'armata di minovra si trasferì ad Ispra. Il ,J O settembre le truppe riposarono . 2 Settembre.
Fazione di · Brebbia.
Il Comando del corpo d'armata di manovra. emanava in data 4° settembre le seguenti disposizioni. « Al sig. Comandante il partito nord.
« .Brebb ia.
« Per ritardare la,marcia. del nemico la S. V. prenda posizione (( all'altezza di Brebbia. per coprire le sLrade che conducono in Val« cuvia tra · le alture di .C.a i\forie!.La e C.a Antonietta e quella di <(
e.a Mira.bella .
« fai linea estrema degli avamposti non· dovrà oltrepassare « l'Acqua-nera. (<
Al sig. Comandante il partito sud .. « Vergiate.
<< (Telegramma) È supponibile che prima di ritirarsi in Valcuvia « l'avversario voglia tentare un ultimo ~forzo alla stretta di Brebbia,
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« tra le alture di Bregano e il Lago Maggiore, nodo delle strade che « conél.uco110 a Laveno e CitLiglio. « Nella. sua marcia . cli domani (2 seUenibre) la S. V. prenda « quindi tutte le disposizioni per forzare ht stretta di Jfreb!Jia cd « incalzare l'avversario. « La marcia sarà regolata in modo che l'attacco abb ia pl'incipio, « non più tardi delle ore 8, dal ciglio delle alture a nord cli Monate, « da Travedona allo sprone acl ovest di Monate ». · Quest'ordine, la cui esecuzione concluéeva ad un attacco diretto delle posizioni occupate dal partito nord, era motiva Lo dalla si Luazione, la quale imponeva al partilo sud di respingere al più presto l'avversai;io al di là della stretta di Cittiglio , mentre in circostanze meno urgenti l'aggressore avrebbe forse tentato di spostare il difensore con mosse aggiranti. ·Terreno La streLta di Brebbia, che cfa adito dal hacino Ùll'Acqua-nera a quello del Bardello, giace tra l'nllura Mariella le coi falde occidentali scendono su l lago Maggiore e l'estremità di un gruppo d'alture che sorgono ad ovesL dei laghi di Varese e di l3ia.ndronno. Dall'altura principale di Bregano protendesi ad ove~L un contmfTorte meno alto sulle cui estremità sorge il poggio di e.a Mirabella, ed a questo si collega a norcl il cucuzzolo più elevato di Castella.zzo, il cui versante settentl'ionale scende.sul Bardello, menLre a sud-est sporge un dosso a guisa di sprone il qltale serra. il letto dell'Acquanera contro il ciglione di '~ravedona-Monate. Nella bassura tra la Mirabella e e.a i\Jarietl.a trovasi il villaggio fdi Brebbia inferiore · dal quide si dirama.no le due st1:ade che per Leggiuno da una parle e S. Andrea dall'altra tendono a La.veno ed a Cittiglio in Valcuvia. L'Acquanera, che attraversa la. pianura dinanzi allo sbocco della • stretta, scorre fra sponde piatte, ha una larghezza di 3 a 4 metri e non si può superare elle sulle strade. La pianura è praticabile in ogni verso tranne qualche·piccolo trntl.o paludoso avanti a Monatc. Dalla sponda destra dell'_Acquanera il terreno s' innalza. leggermente si.no a e.aRonco e Cucù e copre alla vista il villaggio cli Brebbia che trovasi sul der,li vio opposto verso il Bardell o. ~isposizioni Il Comandante del partito nord (generale Dezza) dispose le sue trnppe al mattino del 2 settembre come segue: La destra. sotto gli or~ini clel generale l?inazzi occupava l'altura
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di C." Marietta e si estendeva cla B.onco sino alle falde verso il lago Maggiore con 3 haUrtglioni del I' 11° reggimento in li nea ed 1 battaglione del 12° in riserva sul culmine dell'altura ov.e presero posizione .2 batterie del 6" reggimento artiglieria. · Al centro 2 battaglioni del "2° fanteria; $Otto gli ordini del colonnello Dall '0 ,1 0, coprivano. la fronte fra Ronco e c .n ,Piana. A sinistra la 39a brigata fanteria, sotto gli ofrlini del generale Siroui, occupava Je alture di C." Mirabella con 3 battaglioni e 2 batteri e del 9° reggimento artiglieria, 1 battaglione cd ·I balleria occupavano• l'allura cli C." del )fon te e lVIalge:;so, 'I bittlaglione prese una. posizione avanzata. sullo sprone di C." Dosso ed ,f ba.I.taglione ru tenuto in riserva nell'anallamento a sud-est di CasteHazzo. Tre squadroni del reggimento cavalleria Novara esploravano il fronte snlla: linca.dell'Acquanera, mentre gli a.lt1!i tre squadroni al noclo st.racla\e cli Malgesso dovevano staccare delle forti pattuglie di esplorazione sulle strade di Bardello, Biandronno, Trnvedona e t.n Fran ch i. Il Comandante del~ partito sud (generale Quaglia.) disponeva che le sue ,truppe si incamminassero in una sola colonna da Vergiate a )forcallo per. Comabbio verso Tia.vcdona, onde spiegarsi sulla linea: TraYedona'-C. 8 -)lonleggia. . La c0lonna era preceduta da una forte avanguardia e fiancheggiata per Lentate e Cadrezzate, sulla sin istra, da 4, squadroni del reggirrienlo cavalleria Guide, che, giunti a c.• Mon teggia ad ovest di Monate, dovevano spingere innanzi delle ri cognizioni. ' Per lo spiegamento sul Ciglione di Monale -era stabilito che 1'8° reggimento bersaglieri con .2 ba tteri e d'artigli eria dovesse agire nella direzione di c.• Monteggia-Brebbia. Gli squadroni del reggimento Guide ne aHebbero guarentito il fianco sinistro ed appoggiato il movimen to. La 40a brigata, fanteria doveva avanzarsi da Travedona lungo lo sperone che mette ·.verso c.• Franchi e c.• i\firabella per occupare quella posizione e di lit r,onvel'gere verso la strelta di Brebbia. La 30a brigata ,fanteria, la .22° compagnia alpina e la batteria da montagna si sarebbero ammassnle in riserva. a nord cli Travedona. I rimanenti due squadron i del regf('imento Guide precedevano la colonna principale con incarico di esplorare sul fronte e sul fianco destro. 1 1
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La brigata d'artiglieria del t> 0 reggimento doveva prendere posizione a .Motta Pirovanoad est di Monate. s~~lf.~~l~~~ Nel mattino era giunto S. M. il Re, accompagnato da Vostra Eccellenza, per seguire le esercitazioni del corpo d'armala di manovra. Pochi minuti prima delle ore 8 ant. il cannone seonalava i'arrirn di S. M. alla Mouteggia ed il principio della m~,novra. , L'8° reggimento bersctglieri con 2 battaglioni in prima linea cd I in riserva si porta avanti sino all'Acquanera, il cui passaggio gli è debolmente contrastato, e sbocca al di lit per le due strade da Cadrezzate e da }lonate a Brebbia. La 40a brigata fanteria si spiega per ala: il 77° t·eggimento a sini stra si dirige su C." Franch i con 2 baLlagioni in linea 'ed 11 in riserva; il 78°·a destra segue con un ba ttaglione la pendice Ol'icntale delfo sprone di C." Dosso, un altro bauaglione all'estrema destra · fronteggia dal piano l'altura di e.a del Monte occupata dn fanteria ed artiglieria, il 3° hn.ltaglione rimane in riserva. La brigala. del 5° reggimen lo arriglieria da Mottn Pirovano controbatte le batterie del partito nord in posizione a C.• l\Jirabella ed appoggia il r.no,1 imento della 4:0" brigata fante ria: :rnentre le due batterie del 6°reggimento da C. 1' i\fonleggia coutrobartono l'artiglieria nemica stabilita a c.n )Jariella. Per erJet Lo del movimen to simnllan eo dcll'8° bersagl ieri o elci 78° fante1'ia i 2 battaglioni del ·I2° reggimeni o che formavano il centro del partilo nord, fra C. 0 Ronco e C.• Piana, lrovarnnsi scriarnonre minacciati; o perciò il Comanda nte del partito (generale Dezza} mandò orclii1e di rin forzarli colI'allro battagl ioncclel .J2° reggimento, che era di riserva all'ala destra o con~ rompagnie dell'·I I O fanteria. [I Comandante l'ala destra ebhe inolLl'C ord ine di inviare snbilo una. delle sne batterie a prender posizion~ sull'altura di Bogno, di tener fermo più che potesse senza compromettere la sua rilira.ta al di là del llarclello, do,,e oltre al ponte ern srato preparnlo un ouado per l'artigli eria, e cli rivolgere i fuo ch i della. batteria, che gli °i,irnane,,a, contro le colonne attaccanti Brebbia e )Iirabella. Come si è ,·isto, la collina di C.• D.osso era occupata· da 1 battaglione del 76° fanter ia, il quale tentò di oppors i al movimento dei bau.aglioni della ,i.Q• brigata .. Qnesli però guadagnando lentamente terreno riescirono ad occupare la cascina, ma 11011 poterono progre-
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209 dire più oltre perchè trovavansi oramai sotto il l.iro degli altri battaglioni clella 39· brigata e delle balterie che· occupavano C. 0 Mirabella e C.n del Monte. Così ci rca le 9 la situazione era la seguente: Dinanzi all'altura cli C! Marietta l'azione era debolmente impegnata, mentre al centro !'al.laccante guadagnava terreno verso Brebbia, ove il di Censore era costretto a far accorrere la riserva della sua ala destra. In direzione di c.• :i\lirabelia e cli Malgesso l'attaccante trov,ll·asi arrestato da forze superiori. Perciò il Co111n ndanle del partito sud decise cli far avanzare la ·'.°30" brigala. che era rimasta di riserva, per sfondare il contro della linea di dife~a la quale appariva ora.mai ben disegnala. tra l'artiglieria cli C. n i\larieua e quella di del Mon te. . Il generale Ghersi fa quindi scendere 1a·L!·igata dal ciglione nella bassura, il ·,n ° reggimento per ,Honate, ore la batteria da montagna rimane in posizione, il 58° per Travedoua ed alla·sllo:destra la compagnia a,lp ina per stabilir il collegameulo colla i,O• hrigaLa. Oltrepassata l'Acquanera entrambi i reggimenti si spiegano con due bat11 u-imento si colle"a a taglioni in linea ed uno in risen··a. [I ij7° re <'>v O sinistra cotl'8° reggimento bersaglieri il quale proseguendo il suo movimento verso Brebbia riesce n. penetrarvi circa alle IO. La 30• brigata allora eseguisce un cambiamento di fronte a destra e si volge contro c.• !\Iirabella. Intanto alla destm dell'attaccante la ,t.Qa brigata aveva ripreso il suo movimento aranti ecl obliquanclo a destra faceva sgombrare sqccessivamente C." del JTonLe o lo posiz ioni della difesa a sinistra di e.a~Iir'abella. Perc~ò il generale Sironi comandante l'ala sinistra del parl1to nord faceva occupare il Castcllnzzo da 2 liattagl io11 i cd 1 sezione d'artiglieria per proteggere il ripiegamento. l ~ ballaglioni ed i 1, pezzi che ocwparano c .adeDionte si ritira,·ano oltre il Bardello e prende,vano posizione sull'altura a nord-est cli Besozzo. Così dopo le ·IO ledueali clelladifesa incominciavanoa ripiegare lentamente. Que.sto movimento era sostenuto a destra dalle 2 batterie che da C." Mariella avevano pl'eso posizione sull'altura di Rogno, al di là. del Bardello, mentre a sinistra del Castellazzo cli Brebbia i due battaglioni della.39a brigata con I sezione d'artiglieria NEL,
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opponevano una opportuna resistenza all'avversario irrompente da Brebbia inferiore e permettevano di ritirarsi in buon ordine anche all'artiglieria: ed.ai due battaglioni del 75° fanteria che avevano contrastato fino a~l'ultimo momento l'occupazione di C. 0 Mirabella alla 30" brigata. Questi 2 battaglioni preceduti dall'artiglieria si recavano pure a prendere posizione a nord-est di Besozzo per proteggere poi la ritirata delle truppe che occupa.vano .il Castellazzo, e così, dopo superata la stretta di Brebbia, l'attaccante avrebbe dovuto ur~are contro le posizioni di Bogno e di Besozzo sulla linea del Bardello. · · 3 1 In questo punto, erano le 1O / 4 , presi gli oi·dini di S. M., fu dato i,J segnale per far cessare la manovra. Il partito nord si ritirò sulla linea Sangiano-Caravate per coprire con una posizione later11le la strada dalla quale aspettava rinforzi. Il partito sud si arrestò sulle posizioni di Brebbia. Il 3 settembre le truppe r iposarono . 4 settembre .
.F azione d1: Besozzo·Sant'And1·ea.
Il 3 settembre i I Comandante·del corpo d'armata di manovra aveva fatto la seguente comunicazione ai due Coma.ridanti di partito: << La situazione suppost,t dal tema generale è modificata come << segue : · <( Il corpo 'proveniente dal Sempione ha superato le difese erette · « a Gravel lona e marcia su Sesto-Calende. . · <( Il partito nord h,t ricevuto un r inforz.o di 3 battaglioni bersa<< gli eri, 1 compagnia alpina ed 1 .batteria di monLagna, che scesero « da ponte Tresa per Yalcuvta. « Il partito sud doveue invece iilYiare da GallaraLe una colonna « composta cli 3 battaglioni bersaglieri, ,1 compagnia alpina cd ,J <( batteria da montagna, onde coprire Varese da truppe nemiche « che da ponte 'fresa si avanzano per Valganna. Per conseguenza veniva modificato il riparto delle truppe suppleLiYe e facevano passaggio dalla. 2" alla 11" divisione di manovra 1'8° 1
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reggimento bersaglieri (3 battaglioni), la 22a ~omp;gnia alpina e la 1a batteria da montagna. · Ai due Comandanti di partito vennero poscia spediti questi ordini speciali: 1
« Al signor Comandante il partito nord. « Leggiuno. « Coi 'rinforzi ricevuti la. S. V. marci sopra Varese forzando al« l'occorrenza la linea Trevisago-SanL' Andrea-Besozzo che pare sia « stata occupata dall'avversa.rio dopo la. giornata di ieri. « Al signor Comandante il partito sud. « Brebbia. « Pare che l'avversario voglia riprendere l'offensiva. Per ritardare la marci;~e dar tempo ai r inforzi di giungere d,t Milano e « Piacenza, la S. V. occupi la linea Trevisago-Sant'Andrea-Besozzo «evi aspetti il nemico. « In casp d'insuccesso la ritirata sarà diretta su Va;·ese. La strada dalla Valcuvia a Varese nel trqtto fra Gemonio e Ga- Torreno. virate segue la falda occidentale di mont~ Valgrande. Le posizioni di Trevisago, Carnisio, Cocquio assicurano il possesso di questo versante sino al profondo burrone del Morbio e coll'altura di Monbertino ad ovest sba1~rano il passo fra Sant'Anclrea e Gavirate. Dal piede dell'altura di Trevisa.go protendesi ad ovest avanti a Sant' Andrea. un dosso che copre il villaggio e la strada di Gavirate. con uu dominio di circa 20 metri i ull'anteposta pianma, la quale è solcata dal ;\forbio e inter:iecata, da, impaludamenti. La parte bassa del terreno è limitata a sud-ovest dalle allure di Besozzo e Cardana, le quali costituiscono un solo massiccio a falde ripide e boschive e coli' oppòsta altura di Carnvate formano a nord una · stretta nellél quale scorre il Morbio . · Il Bardello girando attorno all'altura di ì\fomberlino la separa da qu~lla di Besozzo. Questo-corso d'acqua ha una larghezza variabile tra 6 ed 8 metri e non è· guadabile. Dopo la fazione di Brebbiti il partito sud si era avanzato sino a Disposizioni Sant'Andrea, spingendo esplorazioni in riva al Morbio . <(
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Informalo poi ·del cambiamento avvenuto nella situa~ione, il generale Quaglia diede te disposizioni per sbarrare la strada di Varese e per assicurare la propria ritirata. . A destra la 30" briiat,t fant eria con 2 batlerie doveva impedire all'aggressore di avanzare da Gemonio e da Orino. Perciò il 58° reggimento fu disposto in linea a cavallo della strada da Trevisago ad Orino : alla sua. ·iuistra 6 compagnie del 57° prolungarono la linea sin oltre le Quizze lungo il burrone di i\lorbio; .2 compagni e occuparono Cerro, le al tre quattro rimasero in riserva a Carnisio; ,f batteria ru posta alle Quizze, l'altra a Carnisio. in posizione contro Gemonio e la pianura sottostante. A sinistra. il 77° reggimento con 2 batlerie doveva c,0ntrasLare all'avversario l'accesso dell'alLura di Cardana, prendendo posizione tra Brnnella e C." Motla. :Nel caso avessero dovuto cedere da.vanti a forze superiori, queste lrnppe avevano ordine di prendere una seconda posizione sull'altura di .Mombertino. Al centro collegavano queste due difese ed avevano azione diretta sulla pianura e sulla strn,dn di Caravate e di Cittiglio il 18° reggimento, ·I balleria e 3 squadrn1~ i del reggimento Gl\icle, le quali · forze formavano come una riservrt a 'disposizione immediaLa dei Comandante di divisione. Gli accessi principali erano occupati da. 3 squadroni con drappelli appiedati a San Colombano, nella. slretla. di Gemonio, acl Orino . I l generale Dezza, comandante ii partito nord, considerando che· un attacco avvolgente dalla. sin istra avrebbe incontrato serie difficol1.à, stante la poca praticab ilità del versaote di monte Valgrande e la profond ità del I.JurTone fo rmato dal Mot'bio tra Gemon io e Trevisngo, decise di parlare lo sforzo principale contro le alture di Cai·dana e Besozzo, da-lle quali av.rebbe poi minacciato di fianco e di rovescio le pos izioni della difesa . Egli dispose quindi che sotto gli ordini del generale Sironi h~ 39a brigata fanteria unitamente. al 12° reggimento, 2 batLerie ed 11 squadrone di Novara marciassero per C." Ronco e e.aJ3enisio in direzione cli Besozzo. Al centro ed alla sinistra il generale Finazzi doveva porre anzitutto 2 ha.LLerie sull e alture a norll di Caravate ed una lerza batteria sul sovrastante piano del Doi il quale dom ina tulto il terreno circostante. In quella p0sizione l'artiglieria poteva efficacemente prepa-·
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rare e sostenere la marcia delle colonne d'attacco nonchè proteggere la ritirata della divisione in caso d'insuccesso. Queste batterie do, evano poi portarsi sull e alture di Gemonio quando sarebbe stato possibile. L'8° reggimento bersaglieri· sì sarebbe avanzato contro Gemonio, aspettando per oltrepassare il burrone del Morbio che fosse ben pronunciata la mossa aggirante della compagnia ~lpirnt e della batteria da montagna. Queste truppe pel versante n6rd delle altm·e cli Gemonio dorevano portarsi al coperto per Azio ed Orino per eseguire una diversione sul fianco clestro élell'avversario. Al centro 1'1 •1° reggimento fanteritt con clue squadroni cli Novara -doveva avanzare nel piano tra le alture di Cardana. e la strada di Varese regolan~osi SLli progressi della destra. Poco prima delle 8 • 2 comparrni e ber$aalieri attaccano. .Gemonio svolg_imento o " . dr ll azione. e dopo breve resistenza lo squadr:one cavalleggeri , che lo ehfendeva, si rii ira su Sant' An~rea. protetto chd la 30" briga ta e dalla batteria che sono in posizione sulla sinistra del Morbio . .Il re3girnento. beriaglieri occupa Gemonio e si stende .sulla rivn. destra del burrone. Anche lo squadrone che occupa Orino con èlrappelli appiedati è costretto a ritiràr:si davanti alla 22a compagnia alp ina. Questa.compagnia allora e la l)atteria da montagna possono proseguire il loro movi1nento a sinistra per apparire improvvisamente alle 8 3/ . in posizione sul versante di monte Valgrande ed aprire il fuoco contro Cerro e contro l'estrema destra clella difesa. · i ntantÒ al cent1·0 il genera.le Finazzi stende nel piano avanti a Caravate 2 ba~taglion i de11·,1'1 ° 1;eggimen to fa nteria co.perti sulla fronte da 2 squadroni. . Ri mangono in rise1·va a Caravate ,J hattaglio~1e delt' l ,I °, 3 squadron i e la compagn ia del genio . Alla destra il generale Sironi fa anzitutto occupare da 1 battaglione del 75° -l'altura di San Colombano, che si distacca. a nord del massiccio di .Besozzo-Cardana, per appoggiare le sue mosse. Egli avvia qni1rdi le Slte forze in due colonne: quella di de,;tra, formata da 2 haUa<Yl ioni de175° seuuiti da un batta~lione del 12'' reggimento, O V c... 0 si dirige per C." Benisio conl.1:0 Cal'flana, mentre a sinistrn il 7~ reggimento s~guito da 2 · battaglioni de} "2° che formnno la n serva deve sal ire per C." H.onco :;ull 'altura ad est di Cardano . Le 2 batterie acldelle all'ala destra avrebbero avuto un effetto limiLatis1
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simo sull'altura boschiva e molto ondulata contro la quale era diretto l'altaccc,. · La marcia di queste colonne fu alquanto ritardata dalle dinìcoltà del terreno. Alle 9 circa il 75° reggimento, dopo aver respinto da Cal"dana uno squadrone appiedato, prosegui va in direzione cli c.11 Brunella, mentr~ il 76~, che aveva distaccato un battaglione a sinistra pe_r collegar,;, ,nel prnn~ coll' 1I11° reggimento, ava!lzava pel margine ori entale dell all.u ra cl, Ca.rda nn. in d.ire1.ionc cli C.• Beverina e e.aMolla incontrando lieve resistenza . Alla destra del difensore intanto la 30• brigala impediva ogni progresso all'8° reggim ento bersriglieri ; le 2 comparrnie di est,·e~a destra del 58° reggimento, unitamente alle .2 del che occupavano. Cerro, sa lendo le pendici di Monte Valgrande si era.no distese per n spondere al fuoco della compagnia alpina e della batteria da montagna che aveva.no pre;;o posizione sul decl ivio sottostante alla sommitit del monte . · Al. centro nella bassura er~no avvenuti alcuni scontri fra oii squadroni dei due parti ti, però senza risultati decisivi, poichè natura del terreno limitava l'azione alle stmde. Stanle l'avanzare dell'·I 1° reggimento da Caravate la difesa aveva clo11uto far enlr~re i~ aiione (l 78° reggimento, iI quale stese 2 hattaglioni in linea alI altezza d1 Torre mentre apri va il fuoco anche fa baLleria sul poggio a nord di 8. Andrea. · A!la sin i~tr:'. del difensore, il 77° reggimento, minacciato da fo r1.e ass~t _su_perwr:, avcra !n,•iato per scaglioni le 2 batterie a prendere pos1Z1one sull altura d1 )forn bertino al di la del Bardello, e ~i disponeva ad eseguire un movimento retrogrado. Alla des~r~ clell'nttaccanle infaui i 2 battaglioni del 75° sostenuti ~a ,J battnglto11e defl',f11° avevano occupato successivamenl'e C.' Fi1,ppa, e .a Nuova ed a.Ile 9 3/ 4 si preparavano ad attaccare c.• .BruneJia., unitamente a .2 bauagl ioni del 76° e 2 elci ,i2° che il oenerale Sironi fece convergere a quella vo lta dalla direzi one prin~itiira tra la ;\lolla e C.• Beverina . Nella ritirata del 77° reggimento le difficoltà cli transitare il Bardello sull'unico ponte esistente allà Cartiera e la minaccia cli un movimento aggirante pei· Besozzo iniziato dal 70° reucrimento fu0 rono causa che gli ordin i si scomponessero alquant~, e l'uJ{imO·
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battaglione dovette eseguire'il passaggio coll'avversario alle spalle. Tosto occ11pata. e.a Drunella, il generale Sironi vi. ch iamàva una delle sue bauerie; l'altra aveva già preso posizione sul ciglio tra e.e Molla e C.• lleverina. L'occupaz ione clel massiccio Besozzo-Cardana costringeva necessariamente il difensore a sgombrare S. Andreà, al centro. Perciò il 78° reggimen to, che aveva fronteggiato si no allora 1·,11° nella pianura, iniziò .la. sua ritirata preceduto dalla cavalleria, cui il terreno non permetleva r itorni offensivi: la batteria da S. Andrea si recò in posizione sul declivio al disotto. cli Cocquio; le 2 batterie dell'ala deslra si riun irono a Carnisio per proteggere la rilirata del centro nel piano. li partito sud presentava cosi una nuova linea di difesa da Trevisago per Carnisio e Cocquio a Momberlone quando alle ore rn ¼ Sua Maestà diede l'ordine di far cessare l'azione. TI partito sud si ritirò a .\lasnago; il partito nord pose gli accampamenti presso Gavirate. Il giorno 5 le truppe ebbero riposo ed il Direttore delle manovre si 'trasfed a Varese col suo Quartier generale. 1
6 Settembre .
Fazi01ie cli Velate-Jllasnago. Nella giornata del 5 settembre il Coma.n.do del corpo d'armaLa cli manovra inviava ai Comandanti di partilo gli ordini· seguenti: « Al sig. Comandan te il partilo nord. <(
Gavirate.
« In seguilo all 'esito del comhattim0nto cli ieri l'avversario si è « arrestato nelle posizioni di Masnago-Velate, ove sembra che vo« glia opporre nuova resistenza. « Perciò la S. V. dovrà aLlaccarlo domattina per aprire il passo « ai rinforzi clte aspettiamo da Ponte Tresa per Valganna.
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LE GRANDI :'IIANOVRE
« Al sig. Comandante il partilo sud. « ~1asnago. « Alnne di raccogl iere il nostro distaccamento di Valganna è necessario di arrestare la marcia del nemico su Yaresc. « Perciò la S. V. occuperà le posizioni di Velate-Masnago e le « alLur:c sud di quest'ultima località e vi aspetterà J.'altacco dell'av« versario ». Torrono. Ad ovest di Varese la zona cli terreno tra il lago ed il versante meridionale di Monte Cilmpo dei Fiori o~realcune posizioni di fronte limitata e di non fac ile acce~so, nelle quali un corpo di LruppepLlò tentare di tener fronte a forze superiori provenienti da Valcu,,ia. Principale fra queste posizioni è quella che trovasi all'altezza di Masnago . .La sinistra tra il lago e la strada éli Varese è coperta dal bLu-rone profondo e dirupato del torrente Luna, il quale cost ituisce per se stesso un serio ostacolo che l'allaccante dovrebbe ,;uperare sollo il fuoco della retrostante altura di Campigli. A destra le alture boschive dei Mio01Yni e di S. Ambro11io , p.ro. lungamcnto del Yersante del monte, formano un semicerchio che offre buone posizioni.nell' in tero suo sviluppo ed ha un sensibile comando sul terreno di fronte. L'altura dei Miogni, in special modo , permette di balterc efficacemente lo sbocco dellà stretta tra !e alture di Velate e Casciauo . n nella quale la st 1·ada che sale da Gavirate raggiunge il suo punto culminante per scendere poi con leggero pendio verso Masnago. n,~p·•.sin,,ni . Per difendere gli accessi di Varese il generale Quaglia aveva disposto che: Alla. sinistra, il co lonnello · Dernaria comandante la 40a bri orrata . occupasse la ltnea. a sud della strada di Gavirate col 77° fanteria, ,( squadrone del reggimento G·uide ed ,J balleria per la quale era sLato costrut lo un trinceramento sull'altura Campi<rli A destra, il generale Ghersi era incaricato di difendere il tratto Velate-Masnilgo col 57° e 58° reggimen to ed ·1 batteria. Al cenlro, 2 ·baLLerie dovevano prendere posizione sull'altura <1
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Miogoi; ed il 78° roggimenlo, •1 batteria cd 11 squadl'one formavano la risernt dietro Masnago . li reggimento G·uide (4. squadroni) dalla posizione iniziale di Bohbiate aveva per missione cli spingere esplorazioni trn il lngo e le aH11re di Cascingo , mentre lo squadrone addetto a lla 40n brigata al'rcblJe e:;plorato avanti a :ìfnsnago. In c:;ecuzione degli ordini 1·icev11li, il colonnello Ocmaria occupò a si11 i,tra.· una larga fronte di osser vazione con 2 battaglioni del 77° reggimento c'l istesi dal versan te rnel'i clionale dell'a.llura di Casciago sino a Lissago, orn si collegarnno all'esplorazione della cavalleria; l'allro ballaglione in riserva dietro il rio Luna sul quale si -dov eva oppol're resistenza. Alla élestrn il mandalo genel'ico affidalo alla 30" brigala forse non fu iuterpret.ato in modo interamente conforme al concello del Comandante di divisioue. L::i, brigata si estese con 5 battaglioni in linea cla ~-" Faicll o per Abbarosso, Torre di Velale sino alla strada :Hasnago-Casciago, col !S7° reggimento a destra da c.• Faiello a Case ~uorc, 2 battaglioni del 1,8° a sinistrn dil Torre Velate alla wada. Un battaglione di qucsl'tdl.imo l·eggimento f'u la~ciato in risor ni ai Miogni . J:,c ,2 compagnie di destra del ·57° furono inviale sulla cima del Monte Campo dei Fiori con lutti gli zappatori del reggimento per trincerarvisi in previsione cli nn movimento aggi rnnte per pnrl.e delle truppe alpino. · La batteria (2• del 5° reggimento) Cu frazionata in due reparti, con una sezione a Pian clella Croce, le allrc 2 a Torre Yelate. Questa posiziono permetteva bensì all 'alil destra di contrastare più efficilcementc i movimenti dell'avversario ed il suo spiegamento, ma avern gli incom enienti inerenti alle posizioni :1;, anzate. Cosi la bri11a.ta non poleva ricevere un concorso o . efficace dalle 2 batt.erie in posizione ai J:Iiugni, e stani.e la. distanza all;,1 quale si trovavano ,le r iserve ora C$postu acl essere ·sopraffatta da forze superiori, ed . a non poter più approntare una nuova resi:;tenza :;u lle posizioni di Miogni e S. Ambrogio. Il generale Dezza coma.nclante il pn.rlito nurcl, ri conosciu~a la difficoltà che il burrone del Luna opponeva ad un attacco per la destra, decise d'i mpegnare un combauimenlo temp.oreggiante su lla
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linea. Casarico, S. Eusebio, Casciago e di far massn delle sue forze a sin istra ten la.ndo l'aggiramen to della destra nemica pel' le alture valendosi per le artiglierie della piccola carreggiabile San VitoPiano della Croce. Egli ordinò quindi al generale Finazzi di recarsi sulle alture di l\forosolo per Oltrona e Groppello colla 7a brigata fan teria, 2 batterie ed I squadrone. Dopo sufficiente preparazione queste truppe dovevano simu lar un vivo attacco per Casarico e S. Euseb io e coronare la sponda destra del Luna. Il reggimento cavallel'ia Novara (4 squadroni) aveva il mandalo · di avanzare per Calcinate sino ai passi sul Luna che conducono a Bohbiate e Masnago per aggirare a tempo debito la sinistra dell'avversario. A sinistra il 75° reggimento fan leria, 1'8° bersaglieri , 2 batterie del 9° artiglieria ed 1 squadro ne dovevano eseguire l'a Ll.acco principale solto il comando del generale Sironi. QuesLa colonna ebbe ordine di avanzare per la strada cli GavirateVarese preceduta dalla cavalleria; a Luvinate i bersaglieri dov~vano deviare a sinistra pel' recarsi in posizione a Pian della Croce unita.men Le all'artiglieria ; il 75° reggimenLo avrebbe prolLrngato la linea a destra sino alla strada di Varese . All'eslrema .sinistra era prescrillo alla 22a compagnia alpina ed alla balleria. da montagna di ayanzare pel versante del Monte Campo dei Fiori per prendere posizione sulla punta più bassa del conLrafforte di Madonna del Monte. Il 76° reggimento fan teria ed 1 balteria formavano la riservn sulla strada Luvinate-Casciago a d,isposizione del Coìm ndante del parlito. Svolgim~nAlle ore 8 l'arli0°lieria del generale Fi nazzi apriva il fuoco da Mo10 dell' ~ZhJv , . ne. rosolo contro )fasnago . L',J,IO reggimento fanteria si spingeva a destra in direzione di )Jostonate, 2 battaglioni del 12° a sinisLra. in direzione di S. Euseb io, 11 battaglione rima neva in riserva a )forosolo. Lo squadrone di cavalleria addetto alla brigata dopo esploralo il terreno si ri univa a Lissago per agire a suo tempo col grosso del reggimento Novara che dorevn operare sulla est.rema deslra .
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All'estremità opposta le truppe alpine avevano ini~iato il loro movimento a mezza costa d,el versante del monte, e ven ivano a. cozzare contro le 2 compagnie del 57° reggimento che occ~1pava~o c.• Faielio. La balleria da.montagna prese posizione su d1 un risalto a nord-ovest del Piano della Croce ecl aprì il fuoco contro la sezione che il partito sud aveva messo in balleria sul piano stesso . Stante In cleclivitit questo movim enlo passò inosserval? alle 2 ompaonie del 57° reooimento che si trinceranno sulla c11na del C o 00 . l Il monte Campo elci Fiori, le quali d'altronde per la. d1sl~nza ee a loro posizione non avrebbero potuto opporvisi con efficacia. . 1'8° reggimento bersagli eri obliquanclo n s'.n i~Lra da S. Vito e procedendo al coperto riusciva a coronare il c1gl10 del torrente _eh~ limita ad ovc.<;t il Piano della Croce e si spiega.va con 2 battaglton 1 in linea ecl 1 in ri ser va, alliL sua cle:, tra. il. 73° fan teri a occupa.va dopo vivo contrasto il roccolo Talacchini e pren~e~a , ~na formazione analorra stendendo la destra verso la strada _di \ ni e::,e. In prese~za cli fo rze tanto superiori il 5'i0 reggimen.to dovette iniziar un movimento di ritirata, prima colle '.2 compagme che oc. cupavano e.a Faiello, posci a coi 2 battaglioni che di fe ndevano e.a Abharosso ed il roccolo Francioni. Le clue bal.leric addette all'al ,t deslm clell'attaccanL~ furo no. allora ch iamale in posi1.ione sul roccolo Talacch ini ove gmn_sero circa alle\). Le truppe_alpine ripre:5cro la loro nrn.rcia verso Jl conlrafforl.e cli Madonna, del Monte. . . . Al centro il Comandante elci partito nord avanzò colla n serva sm dietro Casciaao e ne fece occupare le a.ltL1re da -1 battagli?ne del 75° per tene; a bada il battaglione di sinis_trit (iS8° reggimento) della 30a brigata tra S. Cassano e la strada di Varese . . Alla destra il generale Finazzi si avanzarn colla 7a brigata tra Moslonate e Eusebio e faceva coll ocare in posizione una delle sue batterie sull'alt~rti avanti a Casarico. _ ,, Intanto alla sin istra le 2 baLLerie da campagna dal roccolo [alacchini e la. batteria da montagna', che aveva preso u?a nuo,_ra. posizione sul versante del monte, facevano convergere I loro tm s~l villaggio cli Velate nel quale si era ri tirnto il ~7° .reggirnen.Lo,. ecl 11 crenerale Sironi diri rreva all'a.llacco 3 battagholll bersaglieri e 2 battagli oni del W 0 r: nler ia menlre il balla.glione di riserva di questo 1
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ulLimo reggimento fronLeggiava il bau.agli one del 58° a Torre Velale. . Per proteggere la ritirata della sua ala destra il generale Quac,lia -decise allora di fai· eseguire un conLratlacco dalla riserva contro sciago che pareva debolmente occupato. La balleria si ·avanrn al · trouo e prende posizione sul l'alLura che si trova al vertice delle ' strade i\Iasnago-Yelate e Masnago-Casciago, il 78° reggimen to si spiega con due battaglion i in linea, il terzo in riserva, e $i diri ge contro Casciago. Ma il generale Dezia ,neya prontamente rinforzato l'occupazione di Cascingo coi 2 bauaglioni ancora disponibil i del 76" rerro-imenlo • 00 · -ed aycra col locato la hal.leriad i risçrva avanti alla Villa Tnlar:ch ini. Accolto di fronte da un vivo fuoco d'artigli eria. e di fo.1Hcria. e minacciato di fianco dalltL sinistra del genera.le T<'inazzi avanti a S. Eusebio, il 78°.reggimento non riusci nel ~uo auacco e fu richiamato in rise1•va; e la balleria si riunì all'artiglieria è>rrii1 in po• • s1z101w sull'altura Campigli . · In quel mentre fe rve,,a l'azione intorno a VehLe ove ,1O compagnie del 57° si trovavano c1u.1si circondate da o baLtarrlioni Ouel reggimento, lagliaLo dalla strada di S. Ambrogio, si ritirò in parte su Fogliano, _ed il rimanente sull'alturc1 di Tagliata e giunsero in. buon punto le 2 compagiiie che ritornavano dalla cima del inonte per opporsi a Portone alla 22n compagnia alpina, la quale prosegu i,ra il suo movimento aggirante. I du.e bauagliòni del i.58° ~i J'ilirarono sulla loro riserva ai Miogni. li generale Sironi dispose allora che 1'8° reggimento ber5aglieri aLtaccasse Fogliano ed aniò il 75° reggimento a destra verso Masnago. In pari.tempo il generale Dezza mandava ordine anche alla 7• brigata, che aveva coronato il ciglio .della sponda destra del Luna, di avanzar contro Masnago. · All'estrema sinistra la balleria da monlagna aveva preso una terza posizione sul versanle del monte ed apri va il fuoco contro F-0gliano, al centro ed alla destra si prendevano le disposizioni per attaccare le alture dei Miogni e cli Ca.mpigli, quando alle oi;è ,io 1/ , circa S. i\!. diede l'ordine che cessasse la manovra. · ~ll'estrema destra del parti lo nÒrd poco dopo il principio dell'azione i 4 squadroni del reggimento cavalleria Novara, urtando da-
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vanti a Lissago contro fan teria e drappelli appiedati del reggimento· cavalleria Guide, avevano dovu~to·sospenclerc la loro marcia finchè l'avanzar della 7• brigata fanteria da Morosolo non obblig9 la sinistra del partito sud a ripiegare dietro il Luna. In questo movimento l'etrogrado il reggimento Guicle si ritirò su Dobb iate, lasciando scoperla la. stràcht lungo il lago , per cui i lancieri di Novara poterono avanzar siÌ10 a Capolago ove si trovavano al momento in cui ·ebbe termine la fazione. Il partiLo sud si ritirò sull'Olona e prese gli accantonamenti presso la Folh sulla slracb di Induno. li pa rtilo nord awimpò nei dintorni cli l\'Jasnago. 3.0
P ERIODO.
Colla l'azione d~I giorno 6 in~eva termine il :il" periodo e .l a Direzione cl.elle manovre dava le disposizioni per la formazione dei due partiti' rapprescnlalo e segnato, che dovevano manovrare nel 3° periodò. Ordin e Generale N. 6.
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Varese 6 settembre 1879. 1
La situazione gener:aie si è mocliHcata. « Il parti to nord ri cevette per Valganna il rinforzo di un'inti era « di visione (2• divisione di nu1.novra) che trovasi riunita alla Folla « alla sinistra élE1ll'Olona. Questo partito è quindi composto e elisio«.cato come seg11e : 1" cliv isioue di manovra, di ,cui continuano a far parte la 3" batterièt del 6° reggimento artiglieria, la ·I" .batteria da nrontagna e la 22' compagnia alp ina, a Masnago. . 2" divisione di rnanovr.1, diminuita cli un battaglione (3° del 78° reggimento) e rinforzata dalla 2a batteria del ·6° reggimento a1:tiglieria, alla _Folla . .Brigata di cavalleria composta di sei squadron i alla Folla. (11 4° sqnaclrone clcl reggimento Novara ed il 3° del reggimento Guide sono c]c.-;tinati al pi~t-tito sucl). 1
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LE GRANDI MANOVRE '
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Il partito sud il quale divenk'l solamente segnalo ha ricevuto osso pure un rinforzo di 4 batLaglion i, 2 _squadroni e "2 pezzi. Lo specchio seguente indica la formaiione e la dislocazione del partilo segnato: SPECCHIO DI FORMAZIONE. Comandanle di divisione -Maggior generaleFAZrou conte Andrea. Id. la ,1• brigata bersaglieri - Colonnello DELFJNO cav. Giuseppe. Id il 1° rerrrrimento bersanlieri (5°' o• e 7" compaO'ni o o a) - ìVla". o giore RADICATI TALICE nr PASSERA.NO conte Enrico. Comandante il 2° reggi mento bersaglieri (9•, 1o• e H • coJnpagnia) - Maggiore Mo1uONDO sig. Antonio. Comandante la 2" brigala ber:;aglieri - Colonnello TESTI nob. Jacopo . Id il 3° reo·rrimento bersa.ocrlieri ( 13" ' •14• e rn• compaania)o ì\l aggiore OooONE sig. Carlo . · Comamhrnte il l" reggimento bersaglieri (8", 12" e .macompagnia) - CapiLano ROMANO sig. Augusto . Comandante il reggimento di r iserva su ,i. battaglioni (3° battaglione del 78°) - Tenente colonnello Sc1:1ELLIN1 cav . Francesco. Comandante la brigata cavalleria - Colonn~llo C.\ VALLr cav. Francesco . Comandante il reggimento cavalleria lancieri ( 4° squadl'one Novam) - Capit.ano SGHERRI sig. Ferdi nando. Comandan t~ il reggimento cavalleria ciwalleggeri (3•> squadrone C,uide)- Capitano Monr sig. Valerio. · Comand,ulle l'artiglieria - -'laggiore CASTAGNOLA sig. Luigi. Id. la briga ta cln. ceut. 7 (11" batteria del 6°) - Capitano D'JL1.11co uuT sig. Giulio. Comandante la brigata da ceni.. 9 (9• batt. del 6°) - Capitano DE SAUnorn nob. Egidio . DiretLore del commissariato - Capitano commissario CoY sig. Giuseppe. Id. di sanità - Tenente medico J\11cmELI dott. Luigi. 1
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DISLOCAZIONE. Comando di divi5ione 2n brigala bersaglieri 0 ecraimenlo di riserva J.\. Ol:> Bri oata artiglieria da cent. 7 Sqt~drone addetto alla brigata ber:;aglieri Comando e brigai.a cavalleria Direzione commissariato Direzione sanità 1a brigala bersrtgl ieri Bri gata nrtiglieria dit cent. U Squadro.ne addetto alla brigata
Vedano Olona.
I
l
Mor,zzone
L'alti'p iano di Vedano S. Salvatore limi_t.ato a nor~ dal _Qua- Terreno. dronno, ad ovest dall'Olona scende su amb1due questi fiumi con scarpe boschive e scoscese, domina a nord-o:7est buoi~ trai.lo della valle dell'Olona e la strada Varese-Tradate-M ilano che in quel tratto appunto sorpassa il fiume per raggiunger~ il piano a sud di_V_ed~no: clomina pure a 11ord tutLo il terreno fra Il Qmtdronno ed 11 n entrante formato dall'Olona ad ecceiione della piccola altura a sudovest di Malna.tc, tra le strade )Jalnate-Gurone e )Jalnate-Vedano. Onesta posizione offre una profoncl itit su lTiciento. e le numerose slr;de elle la solcano permettono spostamenti in ogni direzione. II Qnadronno che scorre lungo il lato nord coll'altezza e la ripidezza. dell e sue sponde rorma un ostacolo ri leYantiss imo che si può superare soltanto pei ponti delle due strade )Jalnate-Vedano e_M~lnate-S. Salvatore: nè minori diO"icolLà presenL,t l'Olona che hn11ta l'altipiano ad ovest. · . Coll'occupazione dell'altura Caronno Corllellaro che la domma a sud-ovest alla distanza di circa 1800 metri, la posizione di Vedano si deve ritenere come fortiss ima: non così però la destrà che troYa soltanto mèdiocri appoggi e che può essere ·battuta dallo :;prone di l\.overn. · La posizione di Caronno-1\lorazzone è costituita dal cig~io settentrionale dell'altipiano fortemente ondulato che sorge tra I Olona ed 1
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N EL
LE GRA NO! MA NOVRE
il torrente Arno nel cli ·cui avallamento corrono la strada e la ferrovia Varese-Gallarate. Questo ciglio che a sud si presenta come una semplice ondulazione di terreno forma invece a nord la cresta di un'altura, la qnale sorge con .fianchi ripidissimi ad ovest sull'avvallamento dell'Arno, acl est e norcl-est sull 'Olona e sul suo aflluen.te il rio Silvagna, mentre a nord avanLi a MOJ·azzone il terreno si ab bassa gradatamente con più praticabile pendio che dà adito alla. strada YareseSchianno-Morazzone. Ln posizione di Caronno accessibile soltnnto, e non senza clifficollit, da un tratto lim ita to del front e, domina Lutto il terreno circostante e non può essere balluta che dall'altura cli C.• Dun sulla sin istra del i:io Silvagna. e dal poggio di Schianno sulle quali lor;ali tà essa ha però un sensib ile comando. T,a destra della posizione domina a circa 1800 metri di distanza l'altip iano di Vedano come già si disse. J>erciò un corpo di t1·uppa ch e occupi Vedano per arrestare la marcia cli un nemico proveniente da nord deve necessariamente occupare anche l'allur,t di Caronno, poichè in caso contrario l'attaccante pot1·eube sLa.bil irvi,,i giungendo al coperto pee la strada· cli Varese-Schianno-lVIorar.zone, e con ciò solo obligherebbe il difensore di Vedano ad una pronta ritirala. Coll'occupazione di Caronno la. difesa lrn: inoltre il nntaggio di poter controbattere eDìcacemenle l'artiglieria che ·l'attaccante collocasse sull'altura di C.• Dun contro Vedano . Le due posizion i d'altronde si presLano un nmtuo appoll'rrio "" poicltè, oltre allo sbarrare il lascio di strade che da Varese per' Bizzozero e ì\Jalnate si dipartono in direzione sud, l'altip iano di Veda110 pc,wmette di hattere direttamente la valle dell 'Olon a nonchè l'avvallam ento del rio Silvagua esercitando così un'azione finnche,miante · on utilissima rispetto all'altura di Caronno, la quale 1-ulla destra presenta in parte gli inconvenienti delle posizioni troJ)po dominanti. Conviene aggiungere che ognuna delle posizioni di Vedano e cli Caronno ha la propria J.inea di ritirata e che queste due linee corrono parallele a.Ila distanza. cli circa .2 chilometri e sono collegate da buone strade trasversali . Certamente, a chi non tenga conto delle condizioni lopograf~che e
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delle considerazioni ora esposte, la distanza di circa 5 chilometri da S. Salnlore a i\Iorazzone tra la destra e la. sinistra della difesa sembrerà eccessi,•a relativa.mente alle forze cli cui pot~va disporre il partito sud: non cosi però a chi osservi che un profondo avvallamento spezr.a in realtà questo fronte in due parti ben distinte, l'una di ·1500 metri, l'altra cli 2000 circa assai forti entrambi e di diffi,.. cilissimo accesso e che la conÌlgurazione· clel terreno esclude la possibilità. cli un attacco sul centro.
Tema presc·r itto per la 1nano·vrn del gio1y1,o 8 settembre. « Pèr ritardare la marcia vittoriosa del partito nord, il partito « sud rinforza Lo ha occupato la posizione cli Vedano-Olona che sbarra 11 la strada Yarese-Tradate-)1ila·no e le alture a nord di Caronno 11 Corbellaro e :\Iorazzone. 1< Gli esploratori elci panilo nord sono anestati dagli avamposti « del partilo sucl avan ti a S. Salva.!ore, Vedano, Caronno e Mo11 razzone. . l'ormaz1onr . . I·1 Comandan l e (i el p,a''Li l'~a;tito l'ap« Al n.cevere ta l.1 m ., to 1101·cl presentato. 1 « decide di attaccare le alture cli Cm·onno e }forazzòne colla 1a clivi- · « sione, Vedano, Olona colla 2·, e di avvolgere l'ala destra dell'av11 versa.rio per S. Salvatore con una brigata cli fan teria della se«conda cfo•isione sussidiata dalla brigata di cavalleri a e da2 ballerie. « Perciò la brioata di cavalleria, movendo alle 5 dagli accampa.-. o « menti della Folla, si reca celeremente acl occupareì\Ialnate, ove s1 « suppone siasi raccolta col g1·osso dopo l'esplorazione del giorno 7, «e vi rimane in attesa clell'arri\ 0 della :2• divisione. « La 1~ divisione si dirigé per Bizzor.cro contro Caronno fian« cheggiandosi a destra con nna colon na di un l'eggimenLo, una e batteria ed un mezzo squadrone per Schianno e Morazzone. Il e movimento sarà regolato in modo che le teste di colonna giungano « alle ore 8 a Sch ianno e Bir.zor.ero. 1< La 2a div isione si dirige per Malnate contro Vedano-Olona in « modo da giungere alle 8 a Malnate colla lesta del grosso. « La: 1• divisione deve impegnare un comballimento ternporeg<< gianle contro le truppe che occupano le alture cli Caronno e ì\10« razzone. 1
ANNO XXV, YOL . I.
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LE GRANDI MAN OVR E
La 2• divisione deve minacciare direttamente Vedano col fuoco
« dell'arti glieria dall'altura a sud di Malnate e con quello di una « brigata di f~nteria che spingerà. fitte caLene di cacciatori sul cigl io
della riva destra del Quadronno, col favore di quel terreno bo« schivo . « L'altra brigata della divisione con una batLeria rimane a dispo<< sizione diretta del Comando del corpo di armata. << Essa avrà per mi ssione di attaccare S. Salvatore con . una bai.« teria e 2 battaglioni, mentre un altro battaglione deve spuntare « quelJa. posizione a sinistra, ove le sponde sono meno alte e sco« scese, passando il Quadronno a guado· per rivolgersi a destra « contro S. Salvn.lore. « Il secondo reggimento rimane in riserva. Questo movimento « verrà iniziato solo dietro ordine diretto del Comandante del « parLito. « A que:;to attacco di S. Salvatore potranno concorrere plotoni « appiedati della brigata di cavalleria. Questa, tosto che il grosso « clellR 2• divi sione sarà giunto a Malnate, procedendo celeremente « ma colle debite cauLele, si porterà per Cagno e Concagno alle « ~palle dei difensori di S. Salratore, evitando con cura cli tradire « la. sua. presenza prima del momento opportuno per non r ichia« mare anzi tempo l'auenzione della difesa in quella direzione. « Tosto preso il ponte di S. Salvatore tutta la seconda divis)one « passel'à. celeremen te sul In, r iva sinist1~a del Quadron no colla propria « batteria, alla quale si un irà una delle altre batterie della divisione « anticipatamente designata dal Comandante dell'artiglieria,, e mar« cierà contro Vedano fian cheggiata a sinistra. dalla brigata cli ca« valleria. « Sal'à questo il momento per la 1° divisione di eseguire l';tttacco (< già preparato, e tutta l'artiglieria sarà collocata sulle alture con« quistate per inseguire col fuoco le colonne in ritirata e per bal« tere alle spalle la posiz;ione cli Vedano. « Il Com,~ndo del partito marcierà colla 2• divisione e si stabilirà. « sull'altura a sud-ovest di Malnate ove dovranuo essere diretti tutti « i rapporti e gli avvisi delle due divisioni e della brigata di cavai« leria, per la qual cosa quest'ultima brigata stabilirà. sulla. strada « da. l\falnate a Concagno i 1iecessari posti di corrispondenia. <<
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« Si stabilirà inoltre per mezz;o del telegrafo da cam~o la com~<< nicazione tra le due divisioni ed il Comando del partito per B1z< zozero e Gurone. . « Il partii.o segnato occupa le alture di Caronno e l\Iornzzonecon sc~01~.• to ·~-<< 6 battaglioni, 16 pezzi ed I squadrone; . « Vedano-Olona con 4 battaglioni, 16 pezzi ed 1 squadrone. << S. Salvntore con 2 battaglioni e 4 pezzi . « La brìgata di cavnlleria (6 squadroni) dielro il Quadronno tra ,< Vedanù e S. Salvatore. « ll reooimento di fanteria (4- battaglioni) e ,i pezz;i rimangono « in riser~~ dietro Vedano a d)sposizione diretta del Comandante 1
-« del. p:utito.
. . . . . . « Stante la forza naturale delle pos1z1on1, il partito sud, senza « compromettere la di fesa, potrà ritardarè le ?perazio~i. de~l'attac-« cante collo stabilire forti distaccamenti a.vanti a.lle posJZ1on1 stesse, « a destra oltre il Qua.dronno sulle strade Vedano-Malnate e Vedano-« Gurone, a sinistra s1.tlla strada Moraz;r,one-Schianno e su~l'altur.a « di e a Dun per costringere l'attaccante a conquistare anzitutto 11 « terr~no sul quale collocare l'artiglierin e spiegarsi.. . « t e operazioni si possono quindi suppone sudd1V1se su -~ periodi. « ,1° Periodo . - Marcia dagli accampamenti sin a portata clel « fuoco della difesa. « 2° Periodo . -Azioni parziali per respingere i distaccamenti' « avanzati dei' difensore e permettere all'a.r tiglieri a cli mettersi in -« batteria contro le posizioni principali. « 3° Periodo . - Fuoco e preparazione dell'attacco . « ,i.o Pel'iodo . - Passaggio del Quadronno a S. Salvatore ed « attacco delle posizioni di Caronnò: nel qunle ultimo perio_do il -« difensore potrà eseguire un contrattacco sulla sua destra coi bat« ta!Zlioni di riserva» . A t · ·r suoi· a_Yampos t'I dell'azione. '"Iam en o II" Comandante del· par tito sud aveva rmforzato -oltre il Ouadronno con una batlcria e 2 pezzi sn llo sperone eh Rovera, ·I battagÌio11e e .~. pezzi sulla strada Veclano-Malnate, _appoggiati al terreno boschivo che sta immediatamente a norcl eh Yeclano, e_d ~veva fa tto oc.cupare l'altura di e.aDun cla 1l bau aglione ~ 2 pe1.i1. Aveva inoltre mandato fin dalle 7 esplorazioni di cavalleria su tulle
LE GRANO!
MANOVR I::
le .sti;ade a· nord coll'ordine di ripiegare in caso d'incontro col nemICo man tenendo sempre il contalto. O La •I division!:) del partito nord moveva dagli accampamenti alle1 ore 6 / , nell'ordine seguente: Avanguardia(' 1 arrli ordini del co- 11 squadrone /! del regg. cavalleria Novara; 1innell o coman- •I baltaglione del 76° fanteria; dante il 76ore/l'o-i- )·,J batteria da cent. 7 del 9° artiglieria.; mento fante1:i~~ ( 2 battaglion i del 760 fanteria.
Comando della divisione. f Comando della 7a brigata;
l 1·I
Gro\so
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reggi.mento fanteria; ) .2• batteria del 9° artiglieria; 12° reggimento fanteria; ,J• batteria da montagna; / 22~ compagnia alpina. 1
La colonna. fiancheggiante diretta pee Schianno e Morazzone aveva iniziato il movimento alle 6 1/ 4 sotto il cornàndo del colonnello comandante il 75° reggimento fanteria nell'ordine seguente: · 1, 2 squadrone del reggimento cavall eria Novara; •I bnttaglione del 7t,0 reggimento fanter ia; •I batteria da cent. 9 del 6° artiglieria; 2 bn.tlaglioni del 75° fanteria. Oltrepassata alle 7 3/l la ferrov ia Varese-Milano questa colonna trov? le altn~e di Bodrasco avanti a Sch ianno occupate dagl i av_amposti del partito sud, che j[ 1"battaglione del 75° respinse su Schianno (ore 8,40). · . Queslo vill~ggio auaccato dagli altri due battaglioni del 75° fu debolmente chfeso . La colonna si rn.ccogli eva qu ind i a Schianno ed inviava esplomzioni di cavalleria nelle direzioni di Gazzada-)forazzone. Giunta a Bizzozoro alle 8 l'avanguardia della colonna principale trovò occupate le alture di C.a Dun. Il Comandante délla divisione
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le fece tosto attaccare di fronte dal 76° reggimento fanter ia colla batteria addet~a all'avanguarclia, fece spiegare sulla sinistra 1' 11if O reggimento colla destra. alI~ stra,da Bizzozero-Vedano, la sinislra all'Olona per cooperare all'attacco con un movimento convergente a destra, tenendo in riserva il 112° reggimento a Bizzozero unitamente alla ca va lleria di visiona le. Ma prima che queste disposizioni avessero ri.cevnto intera esecuzione il distaccamento del partito sud sgombrava c.• Dun e por Lozza si ritirava sulle alture retrostanti. Il Comandante la 11• clivisione dispose allora che il 7u0 reggimento occupasse Lozza con 2 battaglioni spingendo a destra un battaglione p e1· collegarsi col 75° reggi mento, il qltale ritornava sotto gli ordini direui del comandante la 39• brigata fanloria; spedì all'estrema destra la 22° compagnia alpirm co ll a uatteria cla montagna pel' concorrere all'a ttacco che la brigata doveva, poi eseguire contro l'allora di Morazzone. · Le 3 baLLerie del 9° arti glieria furono collocate sull'altura di c.nDun per preparare !'al.lacco. I l Comandante la 7a Lriga.ta fan teria ebbe l'ordine di occupare la linea Lozza-Don con due battaglioni , lasciando un battaglione nella valle dell'Olona per collegar~i a. sinistra colla 2• divisione. Questa occupazione fu affidata. al 112° reggimento, mentre l'H 0 , il ct1i movimento convergent e contro C. a Dun era sta.lo assai rallentato dal!~ diffìcollà" di quel terreno inti·icatissim9, fu richiamato in riserva . Poco dopo le U l'artiglieria apl'iva il fuoco dall'altunt di C.• Dun quasi contemporanea.mente alla balleria addetta alla colonna di destra, la. quale aveva preso posizione a ·sud di ·Schianno . Sulla sinistra dell 'Olona la 2• divisione moveva dagli accampamenti .di Folla coll'estrema avanguardia alle ore 5 1/ 2 nell'ordine seguente: 5 plotoni del reggimento caYalleria Guide; . Estrema avan- 1 I"'"' • f . • • 1 battag1ione e1e1 o 1" reggimento untena; , . . . guardia. . · 1 .sezwne e1 artig1iena;
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. . d'· 1 plotone cavalleria; 1 osso uvan. . . . . Gd. 2 batlagli om del 57° fanteria; guar ia. ,... . . d' . . . · z sez10n1 ar t1g11eria;
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LE GRANDI MANOVRE
/ 1 plotone. cavnlleria;
I 1 battaglione del 58° fanteria; 2 batterie; 2 bauaglioni del 58° fant eria; 1 battaglione del 77° fanteria; 1 batteria; 2 battaglioni del 77° fanteria; \ 78° reggimento·fanleria.
Grosso
Oltrepassato :Malnate la 2" di visione prese l'ordine seguente: II 57° reggimento fanteria, con~ battaglioni in prima linea, uno, in seconda, la destra oltre la strada di Gurone-Vedano, per colle-· garsi colla ,Ja divisione. II 58° reggimento fanteria a sinistra e nol i.a stessa formazione, col centro a cavallo della strada Malnate-Vedano, l'estrema sinistra a poca distanza dalla strada di S. Salvatore. Le 3 batterie del o0 reggimento artiglieria sull'altura a sud-oresL di Malnate donde scoprivano tutta la posizione nemica da Vedano n, S. Sai vatore. La 40• bril?ala fanter ia colla 2• batteria del 6° reooimento arti00 glieria in riserva, formatil; in massa a sinistra della strada, coperta da una piega del terreno, a 200 metri circa. avanti lo sbocco sudest di Malnate. Uno squadrone distaccato sulla ·sinistra per mantenere il collegamento colla brigata carnlleria per Cagno, l'altro in riserva presso Malnate: Questo sp iegamento fu debolmente coutrastato dalla artiglieria che il clifensor~ aveva collocato a sostegno dei suoi avamposti sullo sprone cli Rovera ed _avanti al ponte cli Celadonia, e stante la sua inferiorità quest'artigl ieria dovette ben presto ritirarsi dopo r,he -le batterie dell'attacco ohb~ro aperto iÌ fuoco (ore 8 1/ ~ circa). La 30a brigata si avanzò allora nell'ordine indicai.o e fece ripiegare i distaccamenti del partito sud, i quali tentarono an~ora di opporre resistenza. nel terreno boschivo sulla sponda des1ra del. Qundronno, ma dovettero poi ripiegare al di là del fiume. L'artiglieria manteneva un fuoco vivissimo contro le batterie della difesa collocate tra. Vedano· e S. Salvatore ' mentre la 30° brirrala D continuando il suo movimento riesci a coronare colla linea dei cacciatori il ciglione del Quadronno (ore 9). V
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La brigata di cavalleria che si era raccolta a Malnate, gi~sLa gli ordini ricevuti, al giungere in questa località dell'avanguardia della 2a divisione (ore 7 % circa}, iniziava. la sua marcia per Cagno e Concagno nell'ordine seguente: A,vanguarclia - 1 squadrone del reggimento Guide. Grosso
\ 2 squadroni de reggimento Guide. , · / 2 squadroni e 1/2 del reggimento Novara.
Jlet1·ogiiardia -
1/2 squa.drone del reggimento Novara.
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Poco dopo le ore 8 l'avanguardia giungeva a Concagno facendo ripiegare gli esploratori clel parli to segnato ,_ ed il Corr.rnnclanl.e I~ brioata aveva stabil ito di arrestare la. marcia, ma po i essendosi ape~to il fuoco dalle alture di Malnate dec~se di p_rocedere su Binago per prendere di fianco e di rovescio la difesa cli ~- Salvalor~. S,enonchò molestato sul fianco cleslro dalla cavalleria avversaria dovette rivoloersi in quella direzione ed al passaggio del Quadronno, all'altezza di Roccolo , si vide ,.trrestalo da 6 squadroni sostenuti da truppe di fanteria giudicate della forza di 11 batta?lione e _dovette sospenc~ere il suo mMimento (ore 9 circa), pago cli aver ::nliralo su di sè parte delle forze della difesa. Poco dopo le 9 l'azione era così. impegnala su tulla la fronte. Alla destra il fuoco della batteria di Schianno rinforzato ben tosto cla qJiello della batteria cla montagna, preparava I,' al.tacco che. il 750 reorrimento co lla compagnia alpi na si disponeva acl eseguire contro allure a nord cli Morazzone, mentre dall'altura di e.a Dun le 3 batterie del 1)0 artigli eria. facevano pure convergere i tiri in quella direzione. . . . Avanti a Vedano la lin ea. dei r.acciatori della 30" bngat:a successivamente rinforzala. dai sostegni, dai grosl>i e dai battaglioni di riserva manteneva un vivissimo fuoco conlro i difensori appiattati lungo l'opposta riva boschiva, senza riuscire a superare quel seriissimo ostacolo. Intanto il partito sud avvisato della comparsa della caral leria_ avversaria sulla sua destra aveva avviato a quella vo lta 1 batl.aghone della riserva, cli cui 2 compagnie a sosLegno clella propria cavalleria e 2 a rinforzo dell'occupazione di S. Sa lvatore .
l;
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L('.: GRANDI MANOVRE
Inoltre l'o.cetipazione di C.~ Dun e di. Lozza per parte del partito nord e la comparsa di ~lcuni drappelli lungo l'Olona indussero il Comandante del partito sud a far occupare dalla .bafteria che gli rimaneva ancora disponibile e da 11 altro battaglione della riserva il ciglio della riva sini stra dell'Olona a sud-ovest di Veda.no a destra dello stradone, avanti a Careno, per battere meglio la vallata e guarenti re gli accessi della posizione da quella parte. Sua Maestà il B:e assisteva a!Ja manovra dall'Ùltura a sud di Malnate dalla quale il Comando del corpo d'annata osservava lo spiegamento deJla 2" divisione e lo s1ril11ppo dell'azione avanti a Vedano . In quella posizione il Direttore riceveva aVYiso da.Ila hri"ata di cav~Ileria dapprima ~ell'occupazione di Concagno, poscia d~gli ostacoli eh~ ne arre~tavano fa marci.i, e per mezzo c{el telegrafo da campo era m comunicazione diretta col Comandante 'la ,1a di visione per Gurone e Bizzozero. In.formato da qu~sti dei progressi della destra mandava (9 1/! circa) l'ordine alla 40" brJgata, rimasta in riserva a Malnate con ,1 batteria di in_iziare l'attacco progettato contro San Salvatore e ne dava tost~ aniso al Comandante la 1a di visione, prescrivendo di spingere vigorosamente l'attacco già inizia,to contro Morazzone. _ Il Comand1mte del 75° reggimento avanzava infatti contro il roccolo Parrucchetti con 2 battaglioni in 1• linea ed 1 in riserva, la compagnia alpina a destra per avvolgere la sinistra clelh difesa. II movimento era. sostenuto a sinistra dal 76° reggimento, il quale avanzava dalla lmea Lozza-Schianno nello stesso ordine. Il Com~:nd~nt~.di divisione dispose afforn che anche hl 7a brigata passand? 1! no S1fvagna, avanti a Lozza, s'inerpicasse in linea di. c,om~a~tm~ento sulle alture a nord di Caronno. In questo .mentre I art1ghena dall'altura di C.• Dun manteneva un vivissimo fuoco contro l'arl;iglieria della difesa cli cui ·1 batteria aveva "ià dovuto abbandonare la posizione avanti a Morazzone. Il !·occol_o Parrucchetti fu coronato dal 75°, reggimento, la compagnia alprna occupò San· Pietro,. ove venne tosto avviata la batteria da montagna, mentre hl batteria da centim. 7 fu collocata sul roccolo stesso. Ottenuto questo prim'o risultato, il 75° reggimento si rivols~ ad èst verso l'altura del roccolo alla quota di 375m, mentre il 76° vi si <')
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,dirigeva direttamente da nord per l'erto pendio; ma il partito sud, il quale aveva iniziato un movimento di ritirata un po' premàturo , non oppose pìù che debole resistenza. La compagnia alpina e la batteria da montagna. occuparono successivamente il Ronchetto e la Colombella, e t.ltLta la 39" brigata si riunì sull'altura, Alle ore 1•1 'l'artiglieria si metteva in posizione Sllll'altura stessa di Ca.ronno per battere la. posizione di Vedano quando fu posto fine alla manovra. Alla sinistm la 40a brigata ri.cevuto l'ordine di attaccare San Salvatore si avanzava per la 5trada sino al d1splnvio tra il versante del . Quadronno a sud~est e quello dell'Olo!Hl a nord-o vest, che formava ;il limite del terreno coperlo, e si spiegava quindi coi 3 bauaglioni del 77° reggimento in prima. lineil, i 3 battaglioni _del 78° in riserva. La 2• batteria del 6° artiglieria fu collocata sullo sprone di Rovera ,ed aprì il fuoco contro San Salvatore, e poco dopo vi fo raggiunta ,dalla 2:a batteria clel5° reggimento distaccata in avanti dalla. propria "' brigata. Sotto la protezione cli questo fuoco la 40·' brigata si avanzò contro ·Sa:n Salvatore, il battaglione di destra appoggiato alla strada., mentre quello di s·inistra obliquando ad est discendeva nel lettò clel ·Quaclronno per tentare il passaggio in sito dove le rive si presentano meno scoscese e clifiicili . Il partito sud intanto aveni-rinfo,·zato l;occnpazione di San Sal-vatore con 2 compagnje, e l'nllacco tentalo dal ·77° reggimento con 1 battaglione sttìla sinistra del Quaclronno , 11 battaglione contro _il ponte, mentre l'altro battaglione tentava il passaggio del fiume più a monte ' anelò• fallito non solo, ma il batLaalione che si trovava mou mentaneamente isolato Slllla riva sinistra dovette raccogliersi in po·sizione difensiva, . Allo1:a furono richiamati, in linea i 2 · battaglioni del 78° reggi'mento, uno dei quali fu spinto a destra per cooperare all'attacco del pontè ed ottenere in pari tempo i I collegarnento colla sinistra della 30" brigata che si disponeva pure ad attaccar il ponte di Celidonia, mentre l'altro surrogò il battaglione del centro del 77°, al quale intanto era p~re riuscito di porre il piede s ulla riva sinistra del Quadronno. In queste condizioni si i·innovava l'attacco di San Sai va.tore (ore ,j 1) ed il Comandante del parti to sud si disponeva ad eseguire un con1
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lrattacco colla sua riserva ridotta ormai a 2 battaglioni, quando cessò, la manov!'a. Alla sinistra dell'attaccante la brigata di cavalleria si e1:a destreggiata in conati infruttuosi per superare la resistenza della cavalleria del partito segnato sostenuta da 2 compagnie di fanteria, ed aveva poi dovuto limitarsi a sostenere il combattimento a fuoco con 3 squadroni appiedati. ' Più tardi però riusci al Comandante di brigata di far occupare Binago tfo.i 3 sqnadroni cli lancieri ed allorquando si pronunciò l'attacco contro San Sal valore tutta la brigata riprese la marcia, in quella. di1•ezione, poichè pareva che la cavalleria. del partito sud dovesse ritirarsi. Senonchè ul momento in cui ebbe termine la manovra h~ cavalleria segnata tentava ancora di fronteggiare- la cavalleria del partito nord, sebbene oramai avesse alle spalle i baltaglioni della !-O• brigata: che avevano valicato il Quadronno.
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« menti già designati oltre Gallarate, la 2• divisione ad Olgiate e << Solbiate-Olona, le tri.ippe suppletive a Castellanza. « In questa marcia si osserveranno strettamente le norme esposte « nei cenni pubblicati da quest~ Comando con applicazione del grafico << di marcia. << La partenza avrà luogo alle sei per le due divisioni, alle 5 per e: le truppe suppletive. « Il Quartiere generale del corpo· d'armata si trasferisce domani << a Busto Arsizio. Di questa marcia si discorre in altro .capito lo. Il giorno •I 1 ebbe luogo lari vista sulla brughiera di Busto Arsizio . Nel dipartirsi dal corpo d'armata, cli cui aveva voluto seguire tutte I~ esercitazioni sin ·dal 2 settembre, S. M. il lì.e degnavasi cli espri'!!> mere la sua alta soddisfazione pel buon andamento delle manovre, nonchè pel con'tegno e peJla tenuta delle truppe. Esercita'zioni di marcia.
OPERAZIONI DEL «aORNO 1.0 E Rll'IST~l FIN,ll,E.
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11 giorno 9 le truppe ebbero riposo: Lu giornata del ;J Oera destinata ad uria esel'cilazione di marcia pel traslocamento dell'intero corpo d'armata in prossimità, della bru( ghiera di Busto Arsizio sulla quale il giorno successivo doveva avei· luogo la rivista finale. Perciò era stato prescritto che al termine della manovra del giorno 8 si sciogliesse il partito segnato, le truppe suppletive si riunissero a Tradate, la ,1a divisione accampasse a-Gazzada, la 2n a Vedano-Olona. . I reparti delle truppe suppletive distaccati presso le divisioni vi dovevano rimanere anche per la marcia del giorno 1O ci o.è 3a batteria del 6° reggimento artiglieria, 11a batteria da montagna e 22• cornpagnin. alpina alla 1• divisione, 2• batteria del 6° reggimento alla 2" divisione. . Per la marcia del giorno 11O fu emanato l'ordine seguente; << Domani 4Osettembre la 1• divisione si trasferirà a,rJi accam1Ja. l:) 1
Come ò noto dallo specchio delle operazioni del •1° periodo, il 1 ~'~r~!~i~~~3 la 11a divisione di manovra. eseguì una esercitazione il 21 agosto;. giorno 27 aaosto o di marcia, alla quale presero parte anche i 2 battaglioni dell'8° reggimento bersaglieri e le 2 batterie del 6° reggimento artiglieria che erano addetti alla:divisione stessa. In questa, come nelle al tre esercitazioni di marcia eseguite dalle due divisioni, fo adottala la formazione indicata nei Cenni snlle marcie pubblicati dal Comando del Il 0 corpo d'annata cioè, la cavalle1:ia divisionale in estrema avanguardia, un reggimento di fanteria con una I.latteria al grosso dell'avanguardia . Le altre batterie col primo reggimento del grosso della co lonna; la sezione di sani tà ed il parco di artiglieria in coda alla. colonna combattente: il rimanente carreggio riunitò in uno scaglione ,a\[a distanza di 4000 a'1500 metri da tjuesto. Nella 1rntrcia del 27 agosto poi i battaglioni bersaglieri e le batterie delle truppe suppletive presero po sto in coda alla 2• brigata cli fanteria. Siccome la divisione doveva conservare gli_stessi accampamenti
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durante ·f · ·h d . il primo . . l)er·od 1 o, cosi u scelta per questa marcia la st ,. d c e ~ ':ergiateyer Cuvirone, Varano tende a Ternate ~ n~rdta a lago d, Comabb10 e che dà Ternate per Comabbio e Me. 11 •· del ducea Veroiate J . • 1 . . . tea o 11co11.. o 'aquaep1e::,entauno svduppo chci1·c·a, A8c1·1 metri. . 'I 1l QIl Comandante la il a d,·v·r· s1·011e a"e ·. : ,. . , va prescritto << L incolonnamenro avrà luocro al onte d li -<< e la Torretta nell'ordine ed alle or~ . . e a. Donda fra ~ergiate rnd « anness~ al.l'ordine (gra.Gco ~ . iJ). icate dal gra(ico di marcia <e La rm111one e l'ordinam l d 1·1 · . "1 ttte ,· . , en o e o scagli one carre,rnio si effet00 ' · ia nonprnnadelle7 t I .. · • · m~ · a quadnl'lO d.ell.aparrocchia di Ver« criate' cl' ·,. · ' o . I 1c1, lllCO 1onnatO 1! carrecurio s· d' .· •à <e Don da per entrare nella . 1 . o<:', t . Il. ,gei, al ponte sulla I . . . . co on na allora rnd1cata dal arafìco ('. ,a compagma di retroguardia di scorta al car' r,o°: . <e n1ta dal reggimento bersaglieri. ,l e.;olO sara lor, « I Comandanti di corpo e di ri arlo 1. 1 . . <e stri buz;one del caffè d . p, . ego e, anno. I ora della cl,. . . ,. e e1prnuo rancw tenendo pe. . . l' « dr partenza dai punt d'. .. . r 1101 ma . ora . o mco1onnamento, la distanza di "t << punto da!lo.accampamento e l'ol'a d'arrivo alla t~ ,l~ . que:-. o La marcia Ju esegu ita con Ol'dine pet'f t . d pp. . . rtOJ' (' · i, • et O, a 0°111 ora I S l!l0 è> r scag 1on1 1ecero le fermate indicate da[ O'. (ì · • · · ritardatario . · , .,ia mo, e non v, fu alcun
La velocità di marcia risultò rnar:raiore t . Il L' l'ff oo · d1· h•· c11·r I Ollle l'J a ' Ora
. '~ e , erenza fra l'arrestar:si della testa e quello dell·· . l· .,; reac rrmento var1 'a tra ..,Q e, •3 mmut1. . . .. . . . d CO( cl C un 00 ' 1 re,~" ru t' · fondi Lit di circa 550 mett·J·. CJue·st d'ff' .,.; r. e1~ r ?ccupando .una pro• · · , a ' erenz'l md,che1· bb I . gamento un po' minore di 1; . ' e e un il Inn3 Mal'c,a defl~ Il 34 a1:,0S a t J Q d' .. 2a divisione O a ...." JVI S1011e di man r , J1 il 8! agosto'. 22a compaani · l . ' I a ·. o, I a, il a quale erano annessi la . a ,i t1:Lter1a da montagna ed ,t batterìa da campa<)'na del~ al! . o. · t. d l .. p supp et,ve, doveva trasferirsi dalla destra ' a s1n1:-. .rn e T1 cmo per da . .· . . riodo. ' , p1 inc1p10 alle operazioni del 20 pe-
~,~;M~
Questa marcia presentava alcune difficolt\ er I . . . un metodo nor·111".,1e , J)oi·cirie, da,. var, · .. ace ' P o· espernnento d, menti, la cui estensi on · ,, . , . ' · ..ampament, ed accantonaeh ilometri Lutle l l. e rn :-len:so noi male alla marcia e.ta di circa ,1O ' · e 1 uppe e ovevano converoer l . d. · 1 che era gettato al porto della Torre In0ltreo·1 e a po~te i bare 1e · , 1 passaggw stes:;o del
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ol)te doveva essere causa di allungamento mentre la difficoltà degli accessi su ambe le rive poteva produne ritardi imprevedibili . Perciò il Comando della 2' divisione adottò ii concet_to di fo,r giungere successivamente i vari corpi e reparti dagli accampamenli alt:ingresso del ponte con inlervalli corrispondent.i ad un· allunga.ento eguale alla loro profondità in colonna, e di riunirli poi in un grand'àlt sulla riva sinistra nell'i11tendimento di farl i ripartire colla disposizione normale indicata nei Ce,nni siill'esecn~ione clellema·rcie . Il grafico N. 2 indica: 11° la marcia dei ,vari corpi dai rispettivi accampamenti all'ingresso del ponte; 2° la marcia di tu.tt~t la tlivisione dal ponte al grand'alt e dal grand'alt agli a.ccampa1henti di Besnate. Il movimentò concentrico deUe tÌ'uppe dà.gli aJl.oggiamentì verso il punto iniziale tlel la marci[!. si eseguì esalto.mente secollclo le.indicazioni del grafico senza che si verificasse alcun inconveniente, ed i vari reparti, giunti co lla massima regolarità. alla testa del ponte, procedettero senza ritardi verso il sito designato per il grand'alt ove si disposéro in orcline ristreuo . ' 1l passaggio del ponte si fece senza incagli: nello scaglione carreggio l,1 ripidezza dell 'accesso sulla rirn sinistra obbligò a raddoppiare gli attacchi nel alcuni veicoli senza p1:odurre però un ritardo . troppo notevole. Duranle il grancl'alt fo litografato sul sito e dirr,mato alle trnppe l'ordine per l'ulteriore marcia sino agli accampamenti, nel quale ordine ern indicala 1'01;a d~lla partenza per ogni corpo o reptu'to. In questa seconéla parte della nuircia. si yerificò l' inconveniente che i reggimenti di coda non poterono eseguire· le fe rmate orarie, e conseguentemente vi forono olcun i ritardatari, dei quali però soli 3 clovettero essci·e ricovera ti nelle a.mbulanze mentre gli altri ra.ggiunsero i rispetti vi corp i poco dopo l'arri.vo. Alle ,)re 3 tutte le truppe e l'intero ca rreggio si trovarono agli accampamenti. Questo inconveniente, che il metodo di marcia sperimen tato ha appunto per scopo di evitare, va. attribuito al fatto che invece di far partfre ogni scaglione riunito si era indicata l'ora d.i partenza ai vari elementi, battaglione o batteria, di. cui ~ra form~.to lo ·scaglione stesso, in modo da interporre fra essi una. distanza. ugua le all'all ungamento probabi~e dell'elemento precedente; per cui sin
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-dalla. partenza le_ tesle dei vari elementi si -trovavano già tra di loro alla stessa distanza all a quale si sarebbero effettivamente trovati .sol~anto dopo un'ora di marcia, qualora ogni scaglione fosse partito 111 massa compatta e non per parti :;uccessi ve. · A questo modo, invece di riuscire composta di pochi sca"lioni ·collocati a. distanza tale che l'allungamento non si potesse esle~dere dall'uno all'altro, la colonna risultò sminuzzata in parecchi sca·.glioni minori separati da brevi intervalli i quali, come doveva accadere, scomparirono quasi interamente appena iniziato il movi111.ento. In_q_uesle condizioni il più piccolo aumento nell'allungamento che s1 era ca lcolato, la mipima. differenza. di andatura tril due. rn~arti successi vi bas tavano per produrre un irrceppamenlo e qumd, un allungamento sempre crescente dalla. .testa alla coda -della coJonna. · · Che questo s.ia ·il vero moti.vo dell'inconven iente accadi1to lo prova. l'esperienza delle marcie successive della divisione stessa , nelle quali, essendosi mantennti senati gli scaglioni all'atto della partenza., un lai inconven iente non ebbe più a prodursi. Questo fatto, mentre con ferma qÙanLo ò esposto circa cr!i allungamenti nei Ce1'11ni s1illa esecn::ione delle ma1·cie, pro,~ in pari tempo che non comiene frazionare le colonne in scaglioni che siano moli.o minori di I ch ilometro di profondità. In questa marcia la veloci tà media risultò di circa 4500 metri prima e di k chilometri dopo il grand'alt. .L'allunga~enlo _medio di un regginiento raggiunse circa. 1/ 3 nelle ~r1~ne ore dr rnarcrn: nel tratto dopo il grand'al t oltrepassò questo lt~11t~ pel reggimento di Lesta, il solo pel qtmle fu ancora possibile d, mi surarlo con sufficiente appross imazione. 1.e1 Nel secondo perioqo non si egeguirono esercitazioni di marcia propriamente dette. Nondimeno in tnLLe le marcie di una. certa. lunghez~a c!1e ~n)xrrtilo o_l'altro dovevii. eseguire prima o dopo Jo eserc1taz1ont dr combattimento fu ron osservate le norme principali del metodo esposto nei Cenn1:. Fra. queste marcie sono notevoli: la ri tirata. della ,Ja divisione da . Vergiate a Brebbia dopo la fazione del 31 ago~to e quella della 2.. da S. Andrea a Masnago dopo la. manovra. del 2 settembre; la prima. ,della lunghezza. di circa H5 chilometri , la seconda di 12.
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Quantunque le truppe fossero in movimento sino dalle 5 ant., ed il caldo fosse-eccessivo, specialmente il 3·1 agosto, entrambe queste marcie furono eseguite in pieno meriggio con ordine verfetto e · senza nessuno degli inconven;enti che si ebbero a lamentare altra ""' volta in circostanze analoghe. In qu~ste marcie si verificò che nelle ore anlimericliane e prima della 1nanovra la velocità. media era· quasi di 5 ch ilometri, mentre nelle ore meridiane e dopo la fazione, non si manteneva. al disopra di 4, chilometri !:l talvolta. scese ·anche a 3500 metri. Nel primo caso però l'allungamento raggiungeva soventi il limi le cli 1/ 3 e. talvolta anzi 1 l'ol trepassava un poco, mentre nel secondo caso si limitava tra /., ed 1 / ; · ciò che conferma che l'allungamento delle colonne aumenta 3 colla velocit~, quando quesla oltrepassa un certo !'iinite. Questa marcia si esegui in conformità degli ordini dati dopo la 10 ~~;~~~g;~ fazione del giorno 8 (Vedi operazioni del 3° periodo) ed i grafici N. 3, 4. e 5 ne rappresentano i particolari (l'esecuzione quali furono fissa.ti dai Comandi delle dt1e divisioni e delle trnppe suppletive. Della ,Ja di visione aicuni reparti tardarono di qualche ,minuto al punto iniziale, per non aver fatto riconoscere con sufficiente esattez7:a la distanza di questo punto dal rispettivo accampamento. Nulladimeno la rnarcia si eseguì. in buoil ordine e senza il minimo inconveniente. La velocità risLlltò maggiore di 4 chilometri, .l'allungamento un po' minore di .1/ 3 • La marcia della 2a divisione era alquanto più lunga, la strada, quantLmque assai buona, presentava alcuni tratti a forte pendenza, e si raccolsero le seguenti osservazioni. ' , La velocità che era di ci rca 5 chilometri al principio discese gradatamente sino a 4. chi lometri nell'ultima ora. L'al lungamento oscillò Lra 1/ . ed 1/ 3 . Lo scaglione del carreggio subì un allungameHto un po' maggiore per effetto dei rila.rdi inc.ontrati nelle sa.lite specialmente per parte dei carri cla battaglione. Giunse ·però in _ordine all'accampamento all'ora indicata dal grafico, avendo mantennta la velocità di 4 chilometri . In complesso anche la marcia della 2~ divisione si eseguì con molta regolarità e senza alcun inconveniente. La marcia della colonna formata dalle truppe _suppletive non diede lllO"O di ri lievo. n ad osservazioni .
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Da quanto precede si può conchiudere che l'esperienza ha con• . fermato l'utilità grandissima di aver norme precise per .regolare la marcia de!Ie grandi unità. Sarebbe perciò sommamente desiderabile che, in attesa di un regolamen~o ~ul servizio di campagna, un'istr·uzione anche pronisoi:·ia venisse a colmai'e la. lacuna che esiste nei nostri regolamenti in materia di tanta 'importanza. · In quanto al metodo normale spèr imentàto in queste manovre il generale Dezza, Comandate la. 1a div.isione, scrive nel suo rapporto: . « Le marcie diedero, come già dissi, :ottimi risultali, ed è in« contestabile l'utilità del sistema per le ragioni seguenti: ·. « Abitua le truppe ad economizzare il tempo .e le forze def « soldato. Mette in grado chi comanda di sapere momento per mo« mento_, con moltà approssimazione, in qual punto si trovano i (< singoli reparti e quindi il tempo che occorre per-averli sottomano. ·. « Di più col fare eseguire gli alt a ciascun scaglione ad ore « fisse, · ed indipendentemente da.I resto della ,colonna, toglìe a « .questa ogni rigidezza e limita t'inconveniente del continuo serrai~ . . . « sotto ». Jl generale Quaglìa comandante la 2" divì,;ione scrive pure: « Dall'espèrieriza fatta si può concludere in fayore di un ordine« n_ot;male di marcia , il che semplifica. assai le disposizioni pre« ventive in proposito. « Così puresempliG.ca assai .ì'ineolonnamento il fi'.c;sareun punto «.iniziale .e l'ora a cui vi si debbono presentare le teste dei vari . «.scaglioni. · . «. In massima h~ fatto buona prova il sistema delle ferma.te << orarie edel serrare le distan:le in ogni scaglione, alla. condizione << però che questi partano compatti. . · · « La fermata oraria poi sostiluisce coovenientemente quella a · « segna.lì col vantaggio notevole di far evitare la pet;dita, d'i tempo: « cagionata dalla trasmissione dei segnali stessi lungo I~ colonna ». Certamente l'esperienza di queste manovre non basta per stabilire con tutta l'a.pprbssimazione desiderabile fra quali limiti la velocità di.marcia può variar~ in condiiioui non troppo anormali di lun- . ghezza, di · temperatura·; di suolo e di pendenza della strada. Ciò si potrà. ottenere soltanto dopo ripetuti esperj menti che siano eseguiti cogli effettivi di guerra, poiché è fuori di dubbio chB tntte
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e altre condizioni rimanendo eguali Ja velociLà di marcia varia colla profondità delle colonne. Ed è questo un motivo da aggiungere a tulli gli altri che milita.no in favore della. proposta di eseguire talvolta grandi manovre con corpi d'armata completamente mobilitati sll piede di guerra. · Ad ogni modo se nelle marcie con e.lTeLtivi assai ridotti e nelle migliori condizioni possibili la velocità, che nella prima ora raggiunge spesso ed anzi oltrepassa talvolta 5 chi lometri, cade poi dopo alcune ore a J. chilometri circa, si può arguire -che con grandi colonne e nelle circostanze ordinarie della -g1ierra, che saranno certamente meno favorevoli; la velocità media di marcia non si potrù mantenere molto superiore a qnest'u!Limo limite, se pure riuscirit a superarlo. · Col sistema di fraiionare la colonna jn scagl ioni indipendenti l'un dall 'altro e di far serrare le distanze dopo ogni orn, tli marcia, l'all ungamento riesce indipendente dalla profondità totalé dell a colohna. E quantunque in queste marcie l'allunga.mento medio sia riusèito un po minore di 1/ 3 , tuttavia non sembrerebbe con,,eniente · • di adottare un'al tra ipotesi nello stabilire l'intervallo lra due scaglioni succetsivi, poichè all'atto stesso della partenz~ si verifica già un allungamento di circa 1/ ~ ed è quindi necessario che l'intervallo sia un po' màggiore sia per dar sfogo all'ùllungamento ult~riore che si produce dura1:l.le un'ora di rnarcitt, sia per impedire che ogni minimo incaglio o ri tardo incontrato da uno scaglione eserciti la Slla influenza sugli scaglioni successiv( A complemento di queste osservazioni credo opportuno cli aggiungere alcune considerazioni relativament~ al grafico cli cui questo Comando aveva prescrilto fuso uniLamenLe alle disposizioni per le marcie. Anzitutto a dissipare qualunque equivoco conviene notare che il grafico non costituisce un elemento integrante ed indispensabile di · un metodo normale di marcia. · · Basta infatti per l'esecuzione della marcia che siano indicati: ,1° il frazionamento della colonna in scagl ioni e la composizione cli questi; 2° il punto iniziale di marcia e l'ora precisa in cui la tesla cli ogni scagl ione deve pl'esentarvi~i per iniziare .il movimento: ANNO
xxy,
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3° t' ora precisci in cui deve aver luo.go·la prima ferrnala oraria di ,1Orninut.i per la testa d'ogn i scaglione. E ·nel caso in cui si debba fare una lunga fermata: k0 la località. nella qmile avrà luogo il grand'alto ; 5° l'ora in cui la tesla d'ogni scaglione dovrà riprendere la sua marcia; 6° l' ora in cui avrà luogo la prima fermata oraria successiva. Egli è però cerLo che indipendentemente dall'utili tà. grandissim.a che il crrarico presenta al Comandante della colonna, . . esso ha. pure 1l vantaggio di somministrare ai Comandanti cl.e,. van repa rl.1, sotto una forma. ch iara e precisa, tut.le le indicar,ioni necessarie a corredo ·clell'ordine scritto, il quale pnò così essere ridati.O a pochi e brevi avvertenze. L'e.sperienza ha inoltre confehnato quanto era stato ammesso a · Jriori, cioè : che dopo poche pro_ve cin.que. rninut! ~1~stano ad un 1 ufficiale per trace.iure .il grafico eh marcia di una d1V1s1one, purchè si abbiano la tabella della prnfondi ti.l. in oolonna dei vari corpi. e • reparti ed un foglio cli carta ,reticolata. · fl fatto che non è poss ibile di calcolare con tutta esatLezza. quale sarà Ja velocitain una marcia, tan to più che la velociLi:L stessa è sus<:eltibi le di varia1.ioni dalla prima ora. all'ultima, fece, come si prcYeclcva, nascere a.leoni dubbi sulla vera utilità clel grafico. ·cosiaccarlde nelle prime eserdtazioni ell e ta lnn Comandante di repar~o si sfor1.asse cli ottenere che la velocità. non ri u:;cisse maggiore di quella che era indicata sul grafico,. climenLicanclo quanto era eletto nell'istruzione per le marcie. · . · (< Un metodo norma le cli marcia non ha per scopo d' impo1:re « una dal.a \'elocil.it che si debba ottenere ad ogni costo. Nelle cli« .sposizioni per ltt marcia si tiene coni.o della veloci lii che s'i crede. « di poter raggiungere dipendentemente daUc varie cirwstame; ;( ma in realLà. la velocità. ~a rà giornalme.QLe quella che -risulterà « dall'aUitudine clél le truppe alla marcia ecl à.lle fatiche, clalle con« dizioni aLmosferiche, dalla temperatura, dal suolo e dalle pen(< clenzc della strada. Sia questa veloci.L à un po' inferiore od un po' . << superiMe a .quella che si era calcp\ata, ciò non toglierà alcun << valore alle prescrizioni per la marcia e ne toglierà. poco alle in<< dicazioni che il con1ando può ricavare dal grafico . L'essenziale è ~
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che ogni scaglione parta all'ora precisa stabil ita, e che tutti ese-
·(< guisca.no contemporaneamente le ferma te dopo ogni ora cli · ·<~ marcia. Qneste fe rmate·non snccede1:anno prù al chilo,metro pre-
« ciso indi cato d~il grafico, ma pocr) importa, il regolatore della. ·« marcia dev'ess~re !'o rologi.o am ichè la pietra chilometrica, la
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quale d.'alLronde non s'incontrerà sempre su di ugni strada che si ·« percorra )) . Ciò sia dello relativamenLe c:tl grafico considerato come mezzo principale o soltanto sussidia.rio per ,noLi(ìcare disposizioni cli ·marcia. Se poi le variazioni di cui è suscettioile la velociLò. di marcia ;tolgoliO una precisione assoluta alle indicazioni che il Comandante di una colonna può ricavare da.I grafico e le rende solLanto approssimative, ciò non sèmbra una ragione sufficiente perché egli debba rinn11zia.re a giovttrsi di queste indicazioni approssinrnlive. Poi chè si noti bene, in.mancanza. clel grafico, il comandante che a un dato momento della marcia voglia farsi un· concetto della distanza alla ,quale si trova un reparto qualsiasi e del tempo che occorrerebbe per averi.o sotto mano, dovrà fnre ogni volla. un calcolo., non complicato cerlament/, 1ha neppur brevissimo, il ·quale gli darà un risultato · ~eleatico all'indicazione che avrebbe letta sul grafico, poichè i fa.t.tori ·cli questo caléolo sono gl i stessi' che determin a.no il tracciato del grnfìco, cioè la. prol'ondit:\. in colonna. dei v~ri reparLi e la veloci!~ · di marcia. . Ecl il gniJtco rappresenta esattamente i risultati che darebbe un ,calcolo si'mile fa llo ad ogni istante per 1.uLti gli scaglioni clella •colonna. In ultimo conviene aggiungere che, riconosciuta. la posizione precisa cli un elemento della colonna. in ti.n dato momento, se questa non corrisponde all'indicazione clel grafico, con una semplice tra·Sposizione a vista il Comanclante pnò trovare con sufficiente esattezza tutte le inclicazioni che gli possono occorrere relativamente llgli altri elemen ti. ·<<
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i LE GRANO! MANOVRE
OSSERl'AZlONI GENER ,\U
L'andamento vera.mente soddisfacente che ebbero le gra,ndi mànovre dinota indubbiamente un progresso continuo nell'istruzione, delle truppe e va attribuito non solo all'interesse vivissimo dimo- ' strato da tutti, ma ben anche alla progressione metodica oramai in"- . p:odotta.ne,tle ~sercitazioni ed al lavoro preparatorio che si compie a1 campi d1 bngata. , L~ osservazioni cui diedero luogo le divergen·ze che si manife-· starono talvolta nell'apprezzamento della sittlizione ed in qualche· raro caso gli errori d'esecuzione, furono dopo ogni manovra oaaetto di comuni~azioni verbali od iscritLe. ~~i sembrerebbe superlÌ:~ di tornar oggt su questo argomento posciachè ebbi già. l'onore di trasmettere a V. E. rapporti speciali sùlla pi·ova fatta dai Comandanti; di vario grado. . , :O'a.ltronde, se non m'illudo, tali osservazioni sorgont'I spontanee daH'esposizione dei fatLi, dalla quale appare anzitutto che il più delle volte furono giustamente apprezzati il valore difens ivo delle posizioni nonchè i loro punti deboli e che, nonostan te le gravi di('ficoltà che presentaya il terreno, l'esecuzione lakciò ben poco a desiderare. Per lim itarmi qttindi alle osservazioni di un carattere affatto impe,·sonale, devo dire. elle si è notato un sensibile 1· }roaresso per . V parte della fan teria nell'adattare le forme regolarnen tari al te1Teno tanto nell'aUacco come nella difesa e nell'e,,itare l'errore, sovente segnalato al tre voile, di occupare fronti sproporzi onat i aIla forza . Parimente,apparve alquanto svanito quel falso amorproprjo che. attaccanti e difensori annetteva.no alla ptesa od all'abbandono di una posi1.ione, il qua.le er:t in teramente· a scapito dell'andamen to razionale dell'azione. Sembrn che un giusto apprezzamento degli · ostacoli del terreno e della situazi\ll1e reciproca dei due partiti vada gradatamente subentrando al difetto di non tener abbastanza conio delle difficoltà che s'i ncontrerebbero in guerra vera. ,·
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Si manovrò sempre in silenzio e con molta calma . E c1uanwnque J terreni di manovre fossero assai frastagliali e coperti, il coll egamento fra le varie pa1ti degli ordini di battaglia nulla lasciò a desiderare, nè i minoi"i reparti ebbero mai a perdere cli vista il proprio 01bi ettivo specia le. Aggiungerò, a questo proposito, che per conserware la giusta direzione nell'attraversare zon e hoschive si adoperò ·soventi e con successo il raggruppamento delle catene in gruppi di squadriglie. . L'appoggio reciproco, che anche non comandato ebbero spesso a ;prestarsi le varie unità nello sviluppo delle fazion i, prova come da tutti i coman_clanLi in sou'o;·dine fossero bene conosciute le condi. zioni del terna e come ognuno di essi adoprasse una giusta inizi,ltiva nella interr,iretazione intelligente degli ordini ricevu ti. Ad otlenerc questo rist1ltato la Direzion e delle manovre ebbe , semprn cùra di mettere i Comandanti cli partito in grado di emanare ,tutte le loro disp·osizion{, per modo che non solo i capi in sott'ordine ma anche i Coman danti élelle 'tmità. minori avessero il tempo neces·sario per prenderne esatta cognizione e farne uno studio sulla ·carta. In pari Lempo però avevo prescrit.l:o che lo studio sul terreno fosse assolutamente limitalo a qnel tratto che si poteva considerare come occupato dal partito e che in guerra vera si sarebbe. potuto realmente Ì'iconoscere prima dell'azione .. , Il fuoco fu generalmente ben regofato, e si notò che i comandanti ,di sc1uadre vanno prendendo l'abitudine di indicar sempre il bersaglio e la distanza: non si potrà però mai rich iamare abbastanza 'l'attenzione degli ufficiali su di tm punto cli tanta importanza. Considerazioni di v~Ìrio genere consigliarono a non lasciare mai ·prolungare molto le manovre. A questo proposito devo osservare che nell e esercitazioni cli combattimento, mancando l'effetto del fuoco, l'azione si svolge e precipita ad una soluzi one con una c,elerità assai 1 .maggiore di quanto avviene in guerra. La minore· durata delle ma- ) novre proclotLa da qttesl.a celerità maggiore non è un inconveniente in se stesso, poichè le esercitazioni non banno per scopo d'imporre alle truppe tutte le fat iche cui andrebbero incontro in gtietTa, rimanendo sotto le'armi sino a sera inoltrata, nè tampoco di imitare · al consumo di munizioni che ha luogo in un combattimento. Inoltre, ,col sistema imposto dalla economia di far sparare poche eartucce in
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Ù: GH A:-.11)1 iW ANOV R E
ogni posizione, non si polrebbero mantenere a !ungo posizioni segnale a quel modo, S!311Z,l togliere all'azione il caratlere più appa.rente cli verosimiglianza e senza scemare d'assai l'interesse che gli csecuLori vi deYono prende.re. Ma, per lo scopo dell'isLrnzione ciò che si deve cercare di ottenere si è che rimangano distinte e non precipitino in modo da confonder:;i le fasi successive cl'inLrocluz ionc, sviluppo . cri si e soluzione per le quali pas$a oini comball imento, la cui direzione non sia in LcramenLe ablrnndonaLa nI caso . . Importa che i capi a bhiano iI tempo necessario per orientar~i . ci rca al terreno e c,irca l'nvrer,;n ri o e p~r dal'C disposizioni aclaLLale alle varie sitnazion i succe,-sive. ed in una parola per manonare realmente. Solto que;;Lo aspetto si può clirl' che genen1 lmentc non• sia stato Lroppo pr~cipilalo lo svolgimento dell'azione e che le riserre .furono per lo più impiegale a tempo ·Jpporlnno relnLi, amcnLe alln. situazione. Anzi, qnancln <ruesla pareva suffi cieulemcnle delineala , io stes::;o ebhi LalYolta a raccomandare che si facessero entrare in Jinea le riserve, affi nchè le Lrt1J)[)C cl1e le fo r ma ,Trino [io lessero prendere unn pa1·1e attiH1 alla esercitazione. 9ssm,,- Mi co nsenLn ora V. E. di èspo rre nlcnne considerazioni circa le Olll Cll'Ca In an<?•'rcconmanone con nemico segnalo; le r1Lmli , ore siano dirette con 1:cllo 3m1co se· rnto. rriLerio, usale in ginsli li miti ed eseguiLe con moclalilit convenienti, possono conlrihnire al progresso dell'islrnzione talli ca. Oneste esercitazioni introd:oue colla p1.1b1J licazio11e del w\golamento sull 'ammaesLrrimenlo Lattico non fu1:ono sui primorclii apprezzai.e da lu tti in giu~la mis1m1. Non si pose sempre mente clic le manovre con nem ico segnalo e le nrnnovre con nem ico rn1,present.alo non devono c~sere csegnit.e con uorme inlerarncnle idenlir hc e che non Lutti .i temi lattici che si possono s,·olgere in queste so no aclallati per le pl'ime. Talvolta si vo lle ritrarre dall e escrc ilazio,ni con nemico segnato un uLile maggiore di qn~llo chepos;;ono dar realmentf> . Per queste n1rie ragion i, nelle mn none con nemico segnato, si prodns~cro non di rado silnazion i a$SU i confuse e si eseguirono ulli non sempre razionali; per cui , coHYione il dirlo , insorsero molti dubbi snila loro ulilità reale . La cir·colal'e 11°. fj I del 'zz marzo ·I 8'76 pose un primo rimedio .a questo stato cli cose col dar prescrizioni chiare ed esplicile circa 0
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l'esecuzione cli-queste manovre, e coll'indicare le modali là più con. venienti per segnare il nemico . ed ai cam1)i, si fecero ancora. Lulvolla de, ·r erò ' nelle n"uarni(rioni o . .tentali vi èli manovra o con parLili segnati da. for'ze insufficienL1, o cou· altre com binazioni nelle quali non sì teneva abbastanza conto cle•,li es perimeul i già fa lli. La circolare n°. 2562 del ·I 4, giugno n: s: giunse qu indi mollo opportuna a ricordnre le nonn e relaLi ve a quesLe manovre e specialmente ad assegnare a queste il posto che rompete loro nel ro1-so reaolare delle istruzioni. E sarebbe desidernhile elle le ronsiclerao . . zioni sYoltc nel§ 7° cli Cf LLesla circola re troH1s:;ero posto 10 una nstampa elci regolnmenLo sull'ammac::;Lramenlo taLl.i co . . . . Per tornare alle arandi maMvre che ehhi l'onore dL dirigere. devo di~'e che l' esiLa°pienarnentc sotldi,;facenln dell e manov.re ~ti t~ivi,;ioni e di corpo d'armata. contro nemico segnalo ,a all ribu1Lo m o-ra11 parLe ali~ e:;perirncnto gitt faLLo dalle I.ruppe ,;in dn i campi di ~m tal genere cli manona nelle eserciLa?ioni di 2° e 8° J.(rndo . Ci rea In manovra eseguita dalla 1a divisione si potrebbe osservaJe che· I'av"er a aìclalo l'allacco al partito segna Lo qccresce,·a ancorn le difficoltà inerenLi a queste esercitazioni: e quant.un(Jlie l'nncla-. mento del ln manovra. sia stato razionale e picnnmento sodclisl'a.cent.e corno aià dissi, r rcclo che per massima in nna prima e,;ercilazione sia più conveniE>nte cli melLcre gl i 1::-ecnlori jn concl1z1om meno difficili . Nelln manovra esegn iLa dalla 2" cli vision uossen•erci che il fissare prerentiramente tutte le mosse nou solo del parl.ito sego.alo . ma anche del partito rappresenta lo sia piLl aèlatto per l'appl1:az1.on~ delle forme re;.;olamentari al terreno, o per le prime eserc1tnz10 111 elci minori reparti. ~elle grandi uuilit con.viene lnsciarc nnfl cer~a latiLudine ai t:omandanti in sol L'ordine anrhc nelle mnnone obbltgat.e: altrimenti ,;i :-;cern.a gninclern enl.e l'interesse ehe p11 ò presenUl1·e lo sv ilnppo dell'azione e si corre il ri;;chio cli scendere a 1~rescrizioni troppo minuteclie all'atto pratico non si posson o esegu ire. Per chiudere il mio mgionameuto snll'argo mcnlo os:;cn erò ancora che nei nostri terreni a lutte le cliffi coltit inerenti a qnest.e manoYre, si aggiunge ezianclio quella ui poter Yedel'C suCTicienLemcnLe _il nemico se;,nalo. i\flinchò le ma1~ovre possano avere uno s\olg11nento 1
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LE GRANDI MANOVRE
razionale e Lornino realmente u_tili per l'istruzione, è quincli necessario non solo.che i temi siano sempre assai semplici ma che le regole per segnare il nemico siano sempre uguali e siano le più ovvie, quali sembranò appunto quelle indicate nell'ultima circo-!a'.re.
OSSERVAZIONf l 'A.IUE.
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In queste manovre l'artiglieria ebbe sov.enti a superar ostacoli non lievi nel recarsi in posizione, eseguì molti passaggi difficili, percorse buoni tratti a rapida andatura su str11de med iocri e portò lo stesso calibro da. centim. 9 sopra aHure giudicate inaccessibili ai carri leggeri del paese, come fece la 9" batter,ia del 9° reggimento, la quale nella fazione del 1 settembre salì sul :Piano del Doi che sorge con fianchi scoscesi a nord cli Caravate. Tutto cìò si esegui senza il minimo inconvenìente, Io che .dimostra che, malgrçi,do le successive trasformazioni dell'ordinamento, si mantengono le buone tradizioni dell'arm~i; menlre la prova fatta dal materiale da cent. ·9 può essere in vocata dai fautori di un aumento nel numero delle batterie di calibro più pesante. L'esecuzione dei fuochi .non lasciò a desiderare, e più volte ehbi ad accertarmi che anche il tiro delle batterie isolate era. opportunamente diretto. · · L'artiglieria eb be pur occasione di costrui.'l'e ripari da campagna ·i quali forono ultimati con_sufficiente rapidità. L'impiego tattico dell'arma. fu generalmente lodevole; e si potè constatare che la scuola di posizione è fatta con sufficiente risultalo in guarnigione. Tuttavia egli è certo che gli esercizi relativi alla ricognizione del terreno, alla scelta delle posizion i, delle vie più coperte, della formazione e dell'andatura più. convenienti per occuparle, al modo di collocare gli avantreni al coperto e di tener i pezzi riparati per quanto possibile ecc.. si eseguiscono con ,maggior profìuo ed opportunità.ai campi. È questo un motivo da aggiungere a quelli che ebbi già l'onore di esporre a Y. E. nella mia Relazione sui campi I
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tli brigata in appoggio alla proposti:i cli farvi intervenire dne bat;terie in' ogni periodo e per · una durata maggiorn di quanto si è usato finora. La batteria ·da montagna mostrò d'aver ricevuto un'istruzione acwrata e diede prove indubbie delh:1 utilità di quell'artiglieria, pa1-tie0Iarmente nelle fazioni del 4 e del 6 settembre nelle quali ebbe a superare gravi difficoltà di terreno e di pendenza per giungere in posizione e muoYere sugli erLi declivi del Monte Valgrande e del Campo dei Fio.ri. E tutto dimostra quanto sia uti le che simili batteri e siano formate sin dal tempo di pace per potersi ammae.stra.re nella. loro speciali tà. Il terreno sul quale si svolsero le grandi manovre offrì poche occasioni .alla cavalleria di. mettere in evidenza le sue quali fa di celerità e di slancio, ed una volta sola essa ebbe Jtopportunità di agire con una brigata riun ita, nella fazione dell'8 settembre. Il suo impiego ruquindi limitato per lo più all'esplorazione ed al collegamento tra le colonne, In queste mi~sioni si pot'?rono constatare i buonissimi risultaU dell'istruzione sull'ori entamento e sul servizio di sicurezza. Si lamentò tuttavia che negli avvisi trasmessi manchi · sovente l'indicazione approssimativa de!Je fo rze osservate, e talvolta i comandanti delle truppe non furono informati in tempo delle ',mosse eseguite dall'avversario dietro il velo dei suoi esploratori. Ciò pro,'erebbe che le pattuglie non sanno sempre destreggiarsi in modo da insinuarsi oltre questo veloperpoter osservare ciò-che il nemico ~ta preparando, e dimostrn pure che alcune volte le informazioni delle, pattuglie si trasmettono di rettamente al comandante della colonna o del partito, senza che i comandan Li dei nuclei -d'esplorazione cerchino di verificarle o di completarle, tentando all'uopo çli squarciare in qualche punto la linea d'esplorazione con,trapposta. A questo pL1.nto devo osservare che ogni qualvolta in questo ser0vizio i lancieri si trovarono di fronte a .cavalleggeri appiedati essi dovettero retrocedere. l\1a ora che si sta. sperimentando il. miglior modo di armare col moschetto un certo numero di lancieri in ogni .reggimento, non ho bisogno di ritornare sulle considerazioni srnlte :a questo proposito nella Relazione che trasmisi al Ministero Sltlle grandi manovre di cavalleria nell'anno 1877 . 1
cavauerìa
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L E GR AN DI \\IA NOVRE
Per contro si notò per parte dei cavall eggeri una tendenza eccessi va acl eseguire appiedamenti in grandi proporzi oni, talvolta an-· che dove la natura del terreno avrebbe permesso alla cavalleria cli agire coll' urto. È questa per me una nuova prova della convenienza, che già cercai cl imostrare nella Relazione ora indicata, di ridurread un quarto circa per reggimento il numero degl i individui armati di moschetto per evita.re il pericolo che la cavalleria muni ta di arma. da fuoco possà fi nire per perdere in parte le sue qualità ca:_ ratteristiche . nio. Le compagnie zappatori addette alle divisioili ebbero l'occasione di riattare traHi di strada, di preparai·e guadi, di· costrurre ponti-, celli, di eseguire alcnni lavol'i per facili tare il passaggio dell e artiglierie. La compagnia ponli er-i gettò un ponte sul Ticino a.I port o del!a Torre. La lunghezza totale risu!Lò di 1157 metri e vi 'furono imp ie-· gate 23 barche e 4, ca.valletti. . La sezione telegrafica. stege ana lunghezza. totale cli linee di chi lometri 46,500 dei quali 37,000 con materiale volante e 9,500 con materiale_pesante : stabi li 28 stazioni telegrafiche cli cui 11(i speeiali, 3 in uffiei governa Li,,i e k in uffici forrov iarii . Il movimento to tale· dei telègrammi fu di 7Hl , oltre quelli di transito ricevuti e trasmessi dalle diverse stazioni e pi:'lrticolarmente da quella di .Besozzo ove fu rono molto munei·osi. • Nella manovra di corpo d'arma la. contto nemico segnato eseguital' 8 setLembre, fu stabilita, mediante telegrafo da campo, la cornt.inicazi o1ie 1.ra il Comando del eorpo d'armata e i Comandi di divisioni. Le I inee furono stese nel tempo stesso che le Lrnppe prendevano posizione e la comunic_a;r.ione ottenuta fin da principio, si potè mantenere senza interruz ione per Lutta. la dnraLa. deli a faz ione. L'arma del genio disimpegnò questi va.ri. s.ervizi con molta. solerzirt, e fu già trasmessa. al MinisLero la. Relaz ione 'particolareggi,tta. del colonnello che n'ebbe il comando durante le manovre, nella. 'lLtale si contengono alcune proposte che mi sembrano degne cli essere·prese in considerazione. ,vlzi __,,; Questi servizi procedettero con molta regolarità e 1ion diedero m i ssa. . d . . . ù1a1 hwgo a recla:rm o osservaz10111. Il pane confez"ionato nei panifi ci i di Milano e di Gall arate ei·a." '
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trasportato alle sezioni sussistenze dalla colonna. 'traino pane, la quale era suddivisa tra i due partiti. Il partito sud si rifomiva di rettamente dalla stazione ferroviaria viciniore ed il parti to nord dal porto di Lavéno, ove il pane era spedito per la via del lago Maggiore. Il pane fu sempre r iconosci uLo di. buona qualità, ben co tto e di giusto peso. Il Direttore di commissariato osserva che ·sarebbe utile che i ca rri destina ti al trasporto del pane fossern provvisti cli un sedil e per i soldati panaLLieri, i qual i devono ca.rica1'e il pane, scaricarlo, distribuirlo e fare a piedi il~ strada. d'andata e ri Lorno, lo che riesce sove!Hi di una fatica. eccessi\'a. I carri stessi dovrebbero essere provv isti del freno e della fo rcli ella per oniare-agli inconvenienti ell e si sperirn_enLarono sulle strade montuosc~e che ebbero pei· conseguenza la, roUurn di alcuni tim.on i. Questo servizio fu fa llo dall'impresa GL1az1.on i in modo pie- . v;,e,.i, p,k · nam.enLe conforme alle condizioni dei conLratti stipulati colla. mia. gli~, legna. approvazione dalla Direzione ·di ·commissarialo di Milano. La. carne e le altre derrnte for-0110 sempre di buonissima qualità. · L'impi;esa del loLto di Milau'o prqnide generalmente i foraggi For3ggi. d.i buona. qualità. Una volLRsola vi fu conteslazione, e l'impresa dovette sunogare il fieno con altro accp1istato sul siLo a eondizioni gravose. · Per cura della Direzione di eornmissariato di ì\'f ilano era stato Di,1 ribuzioni ·stabil ito un numero sufficiente di magazzini per cni tutte le distribuzioni, sia di viveri come dei foraggi, furono sempre fatte con molta precisione e senza ri tardi. Il pane, i viveri ed' i foraggi era.no prelevati giornalmente. 10 saLe condizion i igieniclie delle tl'lll)1eJe si 11rn.n t.ennero eccell enti u se,·vi, tt:11·10 come appare dall'annesso specch io (allegato A) ed il personale poco , numeroso delle sezi oni d1 sanità collo scarso mater-iale a. disposizione potè soddisfare a: tntli i bisogni: Il numero totale degli ammalati durante l'i ntei:o corso dell e manovre fo di 393 compresi gli uflìcial i, e rappresen ta unamediagiornaliera di 11,64- per mi lle. Il co rpo che diede il numero minpre di am.malati fu il reggimeùto cavalleria Novara (5°) il quale ne ebbe un solo.
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LE GRANDI MANOVRE
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Milano, 'IO dicembre ,1879. Tl tene11ile generale Com,à1idante il corpo d'annata di manovra REV.EL.
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Non ho bisogno di segna.lare al Ministero lo zelo ed il b11on volere cli cui fecero provagli uffici.lii tutti e lo spirito ~ccellente di cui le truppe si mostrarono animate in queste manone come ovunque e sempre. ,. V. E. ha pot.uto osserva1·0 l'ol'dine nel le rnarcie, la tenuLa sotto le armi, il contegno esemp larn in ogni circostanza. Per mostrare come la. disciplina sirt stata strel.Larnente osservata ,dirò solo che le punizioni furono pochissime e lievi, e che in ·tutta la zona percorsa non si elevò mai un reclamo dagl i abita1Hi, poichè alle buone accoglienze ricevuL~ il soldato corrispose sempre col rispetto .assoluto alle proprietà ed alle persone. . La -presenza assidua di S. M. il Re fu per tutti lo stimolo più po-
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lente, le parole lusinghiere con le quali l'Augusto Capo dell'Esercito volle incaricarmi di esprimere la sua Sovrana soddisfazione' aÌle truppe, furono per l'intero Corpo d'arrpata compenso più ambito alle fatiche incontrate.
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Per contro il reggimenlo cavalleria Guide ( 19°) ebbe il num.er,o macr"iore di ammalati relativamente alla forza presente. Conviene notare però .che in quesL'ultimo reggimento essendosi verificati alcuni casi d'oftalmia si dovettero inviare agli ospedaJi molti individui i quali in guarnigione sarebbero stati tenuti semplicemente in osserva~ione. izio di Anche in queste manovre i velocipedisti furono impiegati sussi;pon- diariamente alle guide a cav:11!0 per la Lrasmissione degli ordini e dei rapporti, ogni volta che );1 strada da percorrere presentav~ un discreto stato di rotabilità. Non ho bisogno di ripetere quanto dissi crià altre volte circa i rnntaggi di questo mezzo cli corrisponclen;,;a ~osì semplice, celere, sicuro ecl economico, il quale permette di rispanniare i cavalli del plotone guide e concorre quindi ad assicurare il servizio, che si può poi pretendere da questi duran t~ l'azione ed in altre circostanze speciali. , .1111octi Come appare dall'allegato B il numero totale delle munizioni conioni. sumate fu di 6'201 cartocci e di 2.40 104· cartucce, clelle quali 1667 furono sparate dai cavaileggeri. 1
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LE GR/\KDI MANOVRE
Allegalo
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Allegato n.
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SA_GGIO STORICO- CRITICO INT0RNO Al PR INCIPALI PASSAGGI ECC.
SAGGIO STORICO-CRITICO INTORNO Al
PRINCIPALI PASSAGGI- DELLE ALPI . NEL SECOLO DECIMONONO O)
----- . I.
. Il passaggio de) Gran San Bernardo nel 1800.
§ 3. T.:esecuzion..,e.
a) Da Martigny ad Aosta. Dal complesso delle disposi,,ioni tesLè enumerate chiaro emerl)'e . come la sce!La del punto di passaggio fosse. già determinata nella mente cli Napoleone. Tale scelta però è il frutto di un processo di eliminazione a cui il Primo Console era man mano obbli1talo dal . o successivo chiarirsi e modificarsi della siluazione. L'armala di riserva pote,,a, movenclo da.I siLo cli prima raclunata, e/Tettm1re il passaggio in Italia per le strade del San Gottardo, del Sempione, del Grande e del Piccolo San _Bernardo. Non era. esc1isa. in modo assoluto l'event.ua)ilà di una discesa peJ Cenisio, poichè il 24, aprile Napoleone scriveva a Berthier nei seguenti termini:« sarebbe forse necessario che, per misul'a di precauzione, inviaste a Chambery un' ufficiale e un commissario di ·guerra .per apparecchiare in quella ~
piazza quanto possa occorrere per nutrire la vostra armata nel caso che, dopo giunt.aa Ginevra, fosse dagli avvenimenti dell'armata d'Italia costretta a sfilare per il Cenisio » ( 11). Quali po i potessero essere questi avvenimenti non è detto; ma probabilmente ~apoleone voleva alludere alla e,tentualità. di un disastro prematuro che incogliesse all'armata fli Massena. Il grosso delle forze austriache avrebbe jn tal caso acquistata piena li bertà di movimento, e Melas, avuta notizia delle truppe francesi arnmassate atLorno al lago di Ginevra, sa~ rebbe accorso sui pun ti meglio adatti per contendere ad e.sse lo sbocco in pianura. La discesa in Italia per il San Bernardo sarebbe allora riuscila assai difficile così a cagione della lunghezza della valle .d'Aosta, come per gli ostacoli naturali e artificiali che lungo questa.valle s'incontrano : poteva quindi tornare più conveniente tentare il passo delle Alpi per la linea clel Cenisio piu corta, meglio praticabile,. non isbarrata da opére di fortificazione, essencloslatala Brunetla distrutta dopo la pace di Cherasco. Ma ogni giornata di resistenza da parte dell'armata r Halia a}lontanava tale evef) tualità: la possibilità cli una discesa pel Cenisio appare appena una volta, e tosto si dilegua a guisa di fugace meteora; lo sforzo principale dee tentarsi su altro punto, la scelta rimane. circoscritta al San Gottardo, al Sem_pione è al San Bernardo, e deyc essere determinata da tre elementi:· la-situazione militare in Italia e sul Danubio, la dislocazione dell'armata di riserva, la praticabilità comparativa dei vari passi . Il clisegno cli passare pel San Gottardo era abbandonato fin dal ;il,i. aprile; non restava a sceglìere che tra il Semp ione e il San Bernardo. Ma Napoleone non si pronunziava ancora in modo asso- / luto: nella sua mente tenzonavano ancora forti dubbi sulla maggior somma cli vantaggi che pòteapresenta.re l'uno in confronto dell'altro: ·/ il passaggio pel Semp ione permetteva all'armata cli ri:;erva cli raf- ~ forzarsi colle truppe lasciate da Moreau nel Vallese; quello pel San ~ Bernardo, stante la maggiore vicinanza clel lago di Ginevra, rendeva ) p\!) agevole il servizio delle sussistenze. / Ora questa maggior facilità di provvedere al sostentamento delle truppe aveva granclissimo peso nelle deliberazioni di Napoleone, e gli pareYa motivo sufficiente per far trabocc,tre la bilancia a favore (1) Correspondance de ,Yapoléon, pag. 231.
(I) Yedi dispensa di gennaio.
257
ANNO XXV, VOJ.. I.
17
258
SAGGIO S TORICO-CRITICO
. del S. Bernardo, sol che si fossero dileguali alcuni dubbi sulle sue · condizio~i di pratica.hilità. Raccomàuclava: quindi aBerthi er di procacciarsi notizie csatLe sullo stato delle comunicazioni · !1ella valle d'Aosta, e intanto ordinava, che l'armata di riserv,i si dit'igesse su Gjnevra e Villeneuve, riserbandosi di· dare istruzioni più precise prima che essa giungesse a destinazione (4 ). Erap.o le notizie del~ l'armata d'I talia che Napoleone aspettava prima. di prendere una risoluzi one definitiva.: m:i sebbene tardassero a giungere, egli v.ieppiù persisteY,L nel proprio disegno, e :si apparecchiava ad effettuarlo; prescrivev,l quindi a, Berthier di spedire il generale Marescot comandante del gen io nell'armata cli riserva a riconoscere la strada cli Sa11 Bernardo (2) . Le ragioni poi che lo induceYano apreferire la. strada del San Bernardo sono esposte in un·a letlera del 27 aprile allo stesso 13er.Lh ier « Non intenderei più passare pel Sa.n Gottardo: tale operazione non mi pare nè effettmlbile nè conforme alle regole ordinarie della prndenza se non quando il generale .\foreau abbia conseguito di grandi vantaggi. Può darsi d'altra. parte che fa ccind' ttopo marciare non p.iù su Milano, ma addirittura. sn Tortona per liberare Massena, che, ~e sconfitto, si sarà. chiuso entro Genova ove ha viveri appena. per 30 giorni. Giunti ad Aosta., no i potremo, qualora non l'accia d'uopo marcjare direttamente sulla rivi·el:a cli Genova, recarci sul Lago Maggiore e su Mila.no in una regione ricca cli risorse d'ogni genere. Il passaggio pel San Bernardo mi pare inoltre opel'azione meglio prop~rzioriata ai .vostri mezzi presenti, poiché, potendo Yoi tn1,sportare per acqua le provvigioni da Ginevra a Villcneu,,e, non avrete-a pensare al sostentamento della truppa se non nel tratto fra, Villeneuve eél Aosta, cioè per quattro giornate di marcia. ~la qttalunque sia la strada che seguirete, voi avrete sempre sul vostro fianco destro gli sbocchi del Delfinato, e sul sinisLi·o gli sbocchi della Svizzera occupati dall'armata del Reno; ht vostra linea d'operazione è in ogni evenienza al sicuro, permanente è il vostro contatto colla Repubblica. Qualora poi vi clirigiaLe su Milano , sarete raggiunto cla tutte le forze che si troveranno a1' San Gottl rdo e al Sempione » (3) . • (1) Oo1·respondance de I\'ap ., pa g . .280, 21 aprile. (2) lb. pag. 233-236.
JNTO.RNO AI PRINCIPALI PASSAGGI DELLE ALP~ ECC.
259
Dalle di sposizioni date sul finire di aprile e dalle lettere teste riportale·. appare come Napoleone, parlando della linea del San Bernardo, i.ntendesse quella che da Vill eneuve per i\fartigny e il colle clel Gt·an San i3ornardo scende per St-B.emy ed Étrouhles ·ad Aosta: la linea del Piccolo San Bernardo è da lui considerata · ·come secondaria; giammai gli venne in mente d'incamminarvi il grosso clell''i.u;mat.a di riserva. Ora di ciò venne fatto rimprovero a N.apoleone. Il maresciallo Marmont osserv~t nelle s,te jJfrm,orie ('I) ,ehe la. strada del Picco lo San Bernardo era meglio adatta al passaggio di grossi corpi, e che le artiglierie cla campo potevano, come poi venne provato in occasione clel passaggio clella divisione Chabran, passarvi senia che occorresse scomporle e po.i ricompor:Ie con grave pregiudizio del materiale. Codesta osservazione che in ultima analisi si risolve in una accusa cl' inconsideratezza e cli negligenza lanciata contro NRpoleone, pare a no i destituita di solido fondamen to. Giova .infatti ricordare cQme il movimento di radunaLa dell'anuat;i. di riserva coo rdinato ad una eventuale disces11 pel San Go ttardo , pel Sem;ione, o pei' San Bernardo , tendesse fino da' suoi principii verso la riva nor;d-orientale del lago di (;.inevra_: uomini, cavalli, materiali, provvig1oni erano .già in gran còpia mccolti a Ginevra, ·quando la noti1.ia degli avvenimenti clell :i Liguria inchme il Primo Console ad a[rettare il più che fosse possibile la. discesa in Italia. Così stando le.cose, qualora il Primo Console avesse risoluto di scendere pel Piccolo San Bernardo, sarebbe stato mestieri deviare il movimento, cioè contromandare gli ordini giil dati e già in parte eseguiti, e, in un momento in cui i quadrupedi occorrenti pel traino non erano ancora raccolti a Ginevra, pensare a far trasportare da questa città a lVIoutiers e più innanzi tuttociò che già era stato racluna.to . sull~ · rive del lago. Cosifatta operazione avrebbe cagionato perdita dt tempo_· ass~i ril~''\1.llt~1 gìa.~eh~ conYeni~a a..vviare t~1tto, ~ uomini~ . matenale, provv1g1on1 per l umca.strnda d1Annecy-Ugene-Conflans \Vloutiers-Bot rg St-MMrice, lunga 207 ch ilometri: laddove, scendendo pel Gran San Bernardo, non facea d'uopo ~ontromand~re ordini dì sorta; non aveasi che a protendere·il movnnento da Gmevra. a Villeneuve valendosi all'uopo delle barche, e i quadrupedi dispo-
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2
/ 7
(3) Il>. pag. 2-10. (l) Mefmoires d1t due 'de Ragme,. tom. 11.
INTOR::,10 Al PRINCIPALI PASSAGGI DELJ.E ALPI ECC.
260
SAGGIO STORICO CHL'f lCO
nil>ili potevano essere adoperati nel trasporlo delle provvigioni da Villeneuve ai magazzini secondari di Martigny e St-Pierre. · Alle considerazioni d'ordine logistico si aggiungono a!Lre cl'ordinfl tattico. I Francesi non poteano ignorare l'esistenza. cli fortis$ime posizioni lungo la stracht. del Piccolo San Bernarélo; i Lrincernmenti elevati da.i Piemontesi presso la Thuile sussistevano ancora in gran parte; come non pensare che potevano essere con -più o meno cli forza occupali e difesi dagli Austriaci? Chi pot~va assicurare che questi non avrebbero cercato di sbarrare la streua di Pi erre Taillée~ Il passarrnio pel Gran San Bernardo faceva cadere tulle queste di?>l:> fese: fra il colle ed Aosta. non sussistevano fortificazioni, e appena una. posizione atta a qualche cli fesa poteva trovarsi presso l' Écluse. !I rimprovero fatto clal maresciallo i\larmont a Napoleone si fonda specialmente su considcrnzioni d'indole topografìca, e tenderebbe . a far creclore che il Primo Console o ignorasse, o trascuraS'se le condizioni stradali del Piccolo in confronto di qt1e!le del Gran San ( Bernardo. Ora ciò è assolutamente contrario alla :e~-i~il: Napol~on~ fece chiamare al quartiel' generale certo Colomb1m 1mpresar10 eh strade a Vie.nne nel Delfinato, iwmo ~he conosceva_ pe~'(etta11~ente il Grande e i l Piccolo San Bernardo e I loro sbocchi; Jcce chiamare altresì il maggiore Pa.vetti nnLivo cli Roma.no in Can(l.vese, capo battaglione nella legione italica, e il commissario ordinatore Dalbon, amendt1e esperti conoscitori delle local ità (1 ). TI generale di brigata Mainoni, che cfa. più anni aveva il comancfo delle truppe guerreggianti cla quelle parti, fo pure interpellato, éd egli rispose con uno itineratio dei pri,ncipali passi alpini dal Jlfoncenisio allo Spliiga, nel quale intorno al Grande e al Piccolo San .Bernardo si esprime nei termini seguenti: « Da Ginevra al Piccolo San Bernardo non si può giungere nel mese di maggio se non per la strada di AnnecyUgéne-Confians-)loutiers-St-Maurice; l'altra strada per Bonnc,ille / e-Le Peti~LOn è praticabil~ che durante qnindici g_iorni del mese di agoslo. Dalla cima del Piccolo San Bemardo si può scendere su Aosla, ma questa strada è sempre difficilissima. li pa.sa()'ctio del Gran San .Bernardo è nella buona stagione meno difficile on di quello del Piccolo: vi si sale ·per Martigny all'entrata del Val-
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(I) Corr. T, IV, pag. 243.
261
1ese; si scende su Aosta e su Ivrea passando sollo il forte di Bard: \ ]ungo la sLrada si incontrano parecchie strette difficili; ma per mezzo di sli Lte, ed altri ripieghi ,,i possono passare piccole bocche da fuoco » (I). In una lettera del 6 maggio al generale Berthier lo stesso generale ì\ln.inoni clopo aver accen nato come per salire da Martigny all'Ospizio occorressero sei ore, e clue per discendere dall'Ospizio a St-Remy, consigliava di approfittare dei vari pa'ssi dal San Gottardo al Ccnisio per scendèce in Ttalia, ma aggiungeva che « quello del Grnn San Bernal'do de,' essere il principale, perchè più facile degli nitri e sovl'atutto decisi\ro }> (2) . La scelta elci Gran San Rernardo era pertanto giustificala da ragioni strntcgico-Jogisticho, taLtiche e Lopog1·aftche; la cffettuabilità èlel passaggio poi dipendeva dal modo con CLLÌ sarebbesi regolalo il servizio delle sussistenze, e dalla quantilit cli resistenza che sarebbesi incontrnta lungo la strada. [I serri~.io delle sussistenze doveva essere regolato colle seguenti norme: ·1° Movendo dalla loro nilima clisloca,.ione al di lit delle Alpi i co1'Pi recano scco i Yivcri occorrenti per giungere ad A.osta senza aver bisogno cli ricorrel'e ai magazzini. 2° Dai magazzini di Ville- '> neuve e di Bourg Saint-Mauricc i viveri deYono.cominciar ad affluire ad Aosla il giorno in cui le truppe che prime passaron le Alpi abbiano consumala l'ultima ra,.ione. 3° L'avanguardia, che colla massima rapidità possibile cle-.e raggiungere lo sbocco in pianura, dovrà vi vere colle risorse trovate sul luogo. Il numero cli bestie da soma, delle quali venne ordinata la requisizion e, era all'uopo più che sufficiente: da.i 3000 muli che dov.ean esser addetti all'armata di riserva hnsltmi prelevamc un coll\'oglio di 500, perchè in una giornata si potesser<1 trasportare da St-Pierre a ÉLrobyi'es I 00,000 razi oni, ossia due giornate cli vivori per l'intera armata di riserva (3). Vero è c~c tali convogli dovevano essere, almeno sul principio della traversala, intercala.ti fra le trnppe: ma se la divisione Chabran , giungeva ad Aosta contemporaneamente alla tesla del grosso del-
1
(I) p,-efcis ae l'itinéraire des 1'ri~cipauz passages dee À tpes en Ttalie depuis le Mon· ceni, jusqu'au Splugen. - V. ~4Tuotu Duaus: Précis des évenements... lom. 111. . (2) lb., t.om. JTI. · (~) Napoleone calcola che un mu lo possa portare in monlogna '200 razioni. - (V. Note mr l'approvisionnement de l'armée de reierve), florrespondanee, tom. VI.
262
SAGGIO STORICO- CRITICO
l'armata, poteva anche evil:arsi questa frapposizione delle colonne viveri, poichè la strada del Piccolo San Bernardo poteva fin dal dì susseguente funzionare come linea di approvigionamento dell 'inLera armala. Così non avvenne:· se ne vedranno in seauiLo le r~aioni e le r) () consegue11ze. Altra condizione da cui dipendeva la traversata delle ·Alpi era il gràdo cli resistenza che potevasi incontrare lungo Ja vallata·fino allo sbocco in pianura. Napoleone avevi~intorno a ciò scarsQ notiz(e:. sapeva come l'armata austriaca fosse col grosso impegnara contro Massena e Suchet nella rivi era. ligure occidentale; ma le ·sue informaz ioni circa le forze rimaste a guaydia degli sbocchi delle valli alpine erano oltremodo incomplete. Aveva notizia di un corpo di 9000 uomini, con quartier generale ad Arona, incaricato di gùardare gli sbocchi del San Gallardo e del Semp ione; sapeva d'un ·altro corpo di 6000 ca.v~lli stani1ato nel la vall e del Po; nessun ra.g,g11aglio gli era. pervenuto intorno alle forze che custodivano oali sbocchi delle due Dore e del Chisone (:I). Nè più esatte erano le notizie riguardanti le forze di Melas nella Liguria e nel Nizzal'do·. Tali forze, che da princip io non potean superare i 40,000 uomini , dode•rli vevano, secondo , i. calcoli cli Napoleone, essere ' in conse11nènza r., V · ultimi avvenimenti, ridotte n. circa 25 ,000. Melas invece aveva in Liguria e nella contea. cli Niiza circa.75,000 uomin i (2); ma quesl.a supposta esigui u~ di forze era. per Napoleone causa di sempre maggior fiducia nella ri uscita de' suoi disegni, fiducia. che. era poi rinvi,rorita o ,dalla certezza di sorprendere e trarre in inganno l'avversario. « Esso « non s'aspetta, scriveva a BerLhier, una operazione come questa che ,
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(lì Corresp., t.om. VI, pag. 2<19, 2 maggio. Le forze austriache dostinatc a guardar gH
sbocc hi delle valli alpiue aYovano in pl'i ncipio di maggio la seguente dislocazione: Dellinzona . 3,800 Corpo di Vukàssowicb Domodossola 3,800 2,000 Vercelli . . Valle <f Aosta ;~,,100 Co1·po di, Haddich ... Novai·cse . . 4,000 1
·
f
J·
10,000
Totale V. Joi,usr, llistoire c1·itique ccc. (2) Jo1m1 , loc. cit.
•
263
« siete per intraprendere: suppone bensì che una divisione ·cli ,J O « o 4 i5, 000 uomini possa presenLarsi per Jibera re l'armaLa d'Italia.,, « ma non ne ha paura. So cli certo che a Vienna e iu Italia si ride · « dell'armala di riserva: si crede che non possa. esser pronta.prima. « di agosto, e la si considera carne un'accoll.a. cli coscritti destinati a « completare l'armala del Reno » ( 11) . Questa !ìclncia però non era Hlimilafa: alla mente cli Napoleone ·si affacciava. sempre il dubbio che ;\felas po i.esse a.cconere io tempo a sbarrare gli sbocchi delle valli alpine. Ciò dipendeva massimamente dalle sorti elci l'armata cl' Italia. « Se :\Iassena non si lascerà sopraffare, se avrà la fel ice ispirazione di forzare la linea nem ica., e prendere una buona. posizion e nella Riviera di Genova, ovvero cli laseia:rsi chiudere en tro la piazza e costringE\re gli Austriaci- a bloccarla, c.iò sarò. a noi di grande vantaggio, chè in caso diverso ,\oi non potreste r~rela sl.ess; diversione senza •che l'armata del Reno vi concorra con grosse forze» (2) . Massena è r inchiuso entro Genova; Napoleone lo deduce dalla notizia ricevuta il giorno 4,. maggio, secondo la quale il comandante dell'arma ta d'Ital ia troni.vasi.il 23 aprile a. Cornìgl iano . Allora non è più . il caso di eh i.edere che cosa farà )Iassena, !ma di sapere che cosa avrà fatto dal 23 aprile al 4. maggio. « Avrà egli c.:apitolato·e sgombrato « Genova, senza darsi p1·igioniero, e sarà andato ad occupal'e la « .linea cli Bor-gheLl.o o altra qualunque; o sarà !'orse stato fol'zato « entro Genova ? Qualunque siasi aHerata de!Je dne ipotesi, sono « già trascorsi '15 giorni, e Melas ne ha d'uopo appena di otto per « portarsi da. G-enorn ad Aost,i. In tal caso, se voi non foste già . « sboccato con z0,000 u2rn ini, il nemico avrebbe vantaggi .immensi « p~r contendervi l'ingresso in Italia» . Che fare intanto? Troncare gli indugi è il partito migliore: Napoleone ·di.t.orcline a Berth ier cli pass~lt'e le Alpi colle I.ruppe disponibi li nel termine di tre giorni, in guisa da trovarsi il 1O maggio in Aosta, ove il '12 o il ·l 3 sarà raggiu~to dal rimanente <lell'annaLa di r iserva; annuncia la sua. partenza da Parigi pel giorno 6, e il suo arrivo a Ginevra pel giorno 8 maggio (3) . Le no~izie che gli penengono il cli seguente fanno parere rneno 1
I
{ Valle di Susa Corpo di ~aim . . . .. Id. _Pinerolo. 1\ Tormo. . . .
IN TORNO Al PRINCIPALI PASSAGGI DELLE ALPI Ecc.
. 2i,OOO(I) Con·espo11dance de lia71., pag. 249. (2) Ih. p.ig. 2~3. (3) lb. pag. ~55. 1 maggio.
INTORNO Al PR!l'-CIPALI PASSAGGI DELLE ALPI ECC.
26/4,
SAGQ IO ST ORI CO· CR IT ICO
tivo stato (1) . Ai c~scritti poi mancano i primi rud imenti di istruzione militare: il giorno 11 maggio, cioè 4 giomi pl'ima che incomincino le operar.ioni di guerra, Napoleone prescrive che .in ogni mezza briuata si faccia Lrarre dai coscri tLi alcuni colpi , s'insegni loro con c~ial occhio miral'e, e in 11ual modo caricare il fucile. Questi difetti però scompaiono ben presto solto l'influsso potente del genio di :fapo leone. Il contatto dei vecchi soldati · clell'armat~ (l'Oriente delle armate dell'Ovest e del l\eno trasforma ben tosto 1 coscriLLi: 'se le armi sono in cattiYO stato, so scarseggia l'istruzione, abbonda in oenerale il sentimento patrio, la sete di gloria, il desiderio cli rilc~ri.re le abbattute sorti della Francia: !"arrivo del Primo Console pronunzi a imminenti le operazioni, è nuovo sti~olo al_l~ operosità: la sua pal'ola immaginosa e faconda penetra m tulLt 1 cuor i e \' Ì suscita. le più riposte energie. Le cli visioni clell'armafa eh riserva si vanno intanto scaglionando fra Lausan ne e i\lartign) : ordini di tencl'si pronti sono spediti al c,eneralo Tt1neau a Ikiançon, al generale Chabrau a 13ourg St-Mau;ice; al generai ~loreau che avanza \'Ìllorioso ver~o 1'-Ille_r e copre il fi anco sinistro dell'armata cli riserva, viene ordinalo dr aumentare fino a 25 ,000 uom ini la fo l'Zll. del corpo del generale Moncey che deve scendere in I talia pel San Gottardo. Le truppe con cui Napoleone sta per scendere in Ilalia sono il ·14 maggio dislocate come segue:
pregiL1dicata la si Luazione: oltre all'annunzio della vittoria di 1\1 oreau a Stokach, giunge un aiutante cli campo di Massena e riferisce che nella piazza di .Genova enm viveri per venLi cinque giorni a corninciare dal 23 aprile: ~felas pertanto, non può, giusta le induzioni di Napoleone, essersi mosso an,~ora per accorrere sn l P.o: il passaggio delle Alpi non può essere compromesso, m:t occorre UILLavia non perdere tempo e liberare )Iassena prima che dalla mancanza cl i vettovaglie sia costreLLo a capiLOJare (,f) . E allora nuovi ordini, esortazioni, consigli perché si compiano nel termiue più breYe gli apparecchi: ma intanto la traYersata non si effettua nel giorno fissato. ·roco prima di lasciare Parigi Napoleone annuncia.va :t SuchN che l'armata di riserva forte di 40,000 uomini sarebbe stata il 14 maggio nelle pianure del l>iemonte (2): partito da Parigi e recatosi \, al quartier generale di essa armata :Qiù non parla del sno disegno. Lo stato reale delle cose non risponde appieno alle sue pro, isioni'. Ginnge ad A.uxonnc il dì 8 maggio e trova che devono ancora spedirsi ' all'armata 32 vettnre d'arLiglieria(3); giunge il 9 a Ginèvra, e dopo avere scriLto ai Consoli che l'annata è ù1, m,ovùnento e nel m;glior ordine possibile, trova cho nn centinaio cli vetture d'artigli erirLdevono ancora esser avv iate da Grenoble a Ginevra, ed è perciò obbli gato a ricorrere a cavalli di precetto presso i ma tri di posta; si lamenta co l Ministro della gnerra elle tutti i provvedimenti presi dalla divisione di artiglieria per formare l'equipaggio di campagna siano stati sbagliati (4.); il giorno H maggio le strade che cla Lyon, Dijon e Grenoble conducono a Ginevra sono ancora ingÒmhre da con,•ogfi per l'a1111ala di riserva. Uguali lagnanze .strappa a Napoleone lo stato del personale; nelle riviste che passa ai diversi corpi J J!ova che molti coscr itti sono assolutamente inetti a far la guerra, e alcuni sono anche storpi (i.i): i coscritLi destinati alla 30a mezza brigata honno disertato con armi e bagagl io, e Napoleone teme possa l'esempio esser imitalo da quelli della 14a (6): giungono 600 uomini della 60a mezza brigata, e la metà delle loro ar~i è in cat1
(l)
1
(I) r:orrespontlance de Nap . , pog. ~;;1, 3 mo11eio. (2) lb. pag. '1li8, 15 maggio. (3) lb. pag. 2Ml, S mag~io. (4) l b. pag. 201 , LO (;\) Il>. pag . 200, O mnggio. (O) Ili. vag . W,3, 275.
265
•
"'"~g,o.
•
co,..,•esponaance ae
Na,p., pag 280.
266
Divisioni I
\
(
INTORNO Al PRINCIPA LI PASSAGGI DELLE ALPI ECC .
SAGGIO STORICO-CRITICO
Vatrin . Boudet . Loison . . . Chambal'!hac Monnie1· . Gardanne. Chabran . Cavalleria. Turreau .. Bethencourt. Moncey . .. Totale . . .
Forza 8,500 8,000 7,000 7,000 6,000
5,4,33
Al generale Chabran. - Passi il giorno 116 il Piccolo San Bernardo, ricacci dinanzi a sè il nemico e si congiunga al più presto coll'avanguardia dell'armata (11). Al 'genera.le Turreàu. - La testa dell'armata di riserva giùngerà il 18 a I vrea: ciò indurrà il nemico ad assottigliare le proprie forze di fronte alla divisione Tun·eau la quale clol'!'à allora impadronirsi di Susa. Da Susa si rnet(.r,rà poi in comunicazione coll'armata di riserva per Lanzo e Pont, ove il 2·1 o~ maggio si troveranno ricognizioni spedite dal Pri~o Console. La divisione Tuneau dovrà' riunirsi a Ivrea coll'armata di riserva: a tal uopo essa rnarcerit per la propria sinistra, portertt seco l'artiglieria e si terrà al possibile lontana da Torino (2) . Al generale Bethencourt. - Giunta a Ivrea, l'armata di riserva volgel'à probabilmente a sinistra. e si dirigerà sul Ticino: il corpo distaccato al Sempione manoni in guisa da trarre in inganno il nemico sul la sua foo,a., lo inquieLi, attacchi i suo i posti, ma senza imprudenza: il generale ì\foncey conduce grandi forze pel San Gottardo; nessun timore deve perciò avere .il generale Bethencourt pel proprio fianco sinistro (3). A.I generale Moncey. - Giunta a Ivrea, l'armata di riserva. puòdirigersi o su Milano, forzando i passi del Ticino, o su Genova direttamente per accorrere in aiuto di Massena. Qualunque si avveri dell e due eventualità., il corpo del generale Moncey cerch i mediante continui attacchi di attrarre il maggior numero possibjle di forze nemiche, comunichi coll'armata di riserva per Beli inzona e Locarno; incominci tosto le operazioni e passi il San Gounrdo (4). Il concetto fondamentale a. cui s'inspi rano le disposizioni ora accennate può formularsì così: minacciare mediante colonne secondarie su parecchi punti; puntare colla colonna principale sur un punto so lo in modo che questa raggiunga. tosto lo sbocco; attraendo su cli esso. le forze della difesa; schiuclerà il cammino alle colonne secondarie. Per attuare questo concetto le forze fran cesi (70,000 uomini) sono ripartile in quattro colonn°e le quali si devono presen~
Dislocazione Martigny. Bex. Aigle. · Vjlleneuve.
.
Jauilagiornata asu.ddiLausanne ..
.4,/500 Bourg St. Maurice. ,tQ squadroni in marcia per Yi!leneuve ove giunge il 116.
5,000 850
15,000
1
Ifriançon e J\iodane. Brigg. in marcia pel S. .Gottardo .ove· giungefraì/:19 eil.20maggio.
67,283
· . Oltre agli ordini p~r lo scaglionamento delle truppe sulla strada ~rnevra.-Lausanne-V1Jleneuve-Martigny, sono fra il 1J oe il H mao-aio 00 1mpartile le seguenti istruzioni. . Al generale Lannes comandante l'avanguardia. _ Si trovi il giorno 115 col grosso a piè del San Bernardo: mandi il ,14 il oene'.'ale Mai~oni all'Os?izio ~oi tre battaglioni della 28a mezza bri~ata, · 11. battaglione elvetico, e tl battaglione italico: oli affusti-slitte si trovmoyel gi~rno '1.5 ~~· piedi del San Bernardo i~ testa al grosso : il 16 a u.n ornyrnna .d'. g1or?o l'~v'.mgu~rdia dovrà aver olfrepassato il · colle,. e maccera. 1 P?st.1n~~1c1 che 1~contrerà nel suo cammino (il). - L avanguardia s1 rn.mJra tutta ad Aosta,. e indi marcerà tosto su Bard. Dovranno occuparsi le alture. che do~inano ,il forte; si condurrà su esse qual.che bocca da fuoco, due obici saranno collocati sulla strada, e non appena l'artiglieria abbia smantellati i vdlti delle batterie, si c;ostringerà col .fuoco di fticilerfa il di fensore a cedei·e il forte. Il generale Marescot comandante del genio si troverà colla avanguardia, ed avrà, per la parte gl_ispetta, la direzione dell;attacco (2) .. (l) Co·rrespo.ndance de Nap., pag. 263, 10 ma ggio.
(2J !b. pag. 272, 13 maggio.
267
..
(1) Cor·l'espondance de Nap, pag. 263, 10 masgio. (2) lb. pag. 980, 11 marnio (3) ! b. pag <J:77, 11 maggio. (4) .Ib pag. 2;s, 14 maggio .
268
SAGGIO STOHICO·CRITtco
ta~·e quasi conte1:11poran~a~ente su un Jar-go fronte di sbocc'.l, che ~1surato sul_la, Ime~ Av1ghana-Ivrea-Arona-Varese, si stende per . _c1rc~ ~ 1Och dometn Fra la colonna Turreaù e la colonna principale (A1,1gliana-Ivrea) v'ha ciwt 72 cpilometri: fra 'questa e la colonna Bethencourt (Ivrea-Arona) ch ilometri 95, fra la colonna J3e'then?ourt e quella di Moncyy (Arona-Varese) chilometri 37. Quanto alla forza, le colonne secondarie stanno co!Ia principale nel rapporto seguente: Colonna Tnrreau 1/ 10 ; Id. Bethencourt ~; ~3 ·, Id. Moncey 1/ 3 • È evidente .che tale: rapporto non è determinato in base alla produLlivilà Jogi~tica delle strade assegnate alle singole colonn~: ~sso è la espressrnne concreta c:lel concetto direttivo della. discesa m Italia dianzi accennato, e si accorda altresì colla dislocazione delle_ forze alla_ vigi~ia ~lelle .operazioni . Alla mente di Nap~leone non 1sfuggon~ l p~ncol1 a cui le colonne seconda1:ie possono e:;sere es~os~e a ~ag_ron~_della loro esiguità: ma tali pericoli possono essere ev1tat1 o d1m_m1'.1t1 mediante l'abilità delle manovre, re quali debbono essere 1sp1rate al concetto che ciascuna colonna debba aurarre a sè il maggior numero di forze nemiche, ma evitare le azion i risolutive. C~rto il pericòlo di venir sopra/Tatto non potrà esser totalmente evitato colle manovre: ma questo periodo di crisi sarà di brev~ durata, e cess~rà. ~al momento in cui la colonna: principale, raggrn~to lo sbocco m pianura, si troverà. in. misura di· a·gevolare la marc'. a delle colonne secondarie e all'occorrema sostenerle. Il gi~rno '' 6 maggio nelle prime ore deI mattino i,ncomincia il . ( pas.sagg.10 .del ~h1,n .~- Bernardo: 1~ tes~a- d'avanguar:dia, generale Mamom, che tr OHS1 fin dal 14 ali OsplZlo, scel}de str Saint-Remy; ) La'.mes .col gross? dell'avanguardia (divisione Vatrin) muove da Sarnt P1erre, e gmnge dopo sei ore di marcia all'Ospizio: ivi si ) ar,re_sta, f~ _serr~re.la co!o~~a: fa dis.tribui.re_ acqu.a:vi te alla . truppa ~ b1ada a1 . cav,1lh, poi up1ende la marcia e gu.mge la sern a E_trou.b!es. La, tes_'.a .~l'avang,uar~i.a respinge da Étroubles un piccolo, -d1stacca~ento a~~t11aco e :aggiunge ne!la sera Aosta· dopo breve comb~tt1men.to: 1l grosso si raccoglie a Etroubles e vi pernotta: il :17, rimesse 111 assetto le artiglierie, raggiunge la testa: il ,f 8 marcia • 1
!
IN TORNO Al PRINCIPJ\ Ll PASSAGGI DELLE ALPI ECC.
269
su Chatillon, assale ii nemico (1000 uomini e 4 bocche d~L fuoco). lo respinge e lo insegue fin sotto il cannone di Bard (11). Le difficoltàìnconLrate nel trauo di sr rada fra St-Pierre e St-Remy, i modi con cui esso vennero superate., l'enLnsiasmo e l'abnegazione delle truppe furono drammatican1enle descritti da Mathieu Dumas, dal Thiers, dal .Bottn. e da parecch i altri (2). La penna però è imparl a tan to ufficio; solo chi bà camminato su quelle balze quando ancor sono coperte di nevi può immaginare e comprendere la grandiosi tà della lolttt che l'uomo sostene,,a colla natura. Il passaggio degli uomini e dei quadrupedi non era però operazione che uscisse dalla sfera delle cose ordinarie: dillìcolli1 di gran lunga maggiori presentava il trasporlo delle artiglierie. Esso venne ell'ettuato sotto la direzione del generale Maimont. Smonl.aYasi il materiale man mano che g_iungeva a St- Pierre; le mun izi oni estratte dai cassoni (I) Non tuu i i documenti sono coocol'di in torno alla data delle operazio ni di passaggi? delle Alpi. lu una letler,1 del 15 maggio Napo Icono scl'ivo da J.ausann o a Dorthier: « E e giun t,o or. ora Lauriston o m'annunc}a che tutta l'artigl iel'ia di Lanncs è passata .... , « Vogl io credere che Lannes avrà occupato oggi la città d' Ao$ta >. Nel bo!lettino dell'armata di riserva ~Aosta 2,1 m,,ggio) leggesi: « L',n·angual'dra comandata dal generale e Larrnes ha passato nel dì 16 ma~gio il San Bernardo e s'è portata su Aosta ..... Il J.7 « Lar.ne,s'e messo in marcia e s'è 1·ccato a Chàtillorr •- Qualoru si acceU.asse il ,·acconto <lei bollettino convel'l'ebbe ammettere allrnsl elle l'a vanguardia pel'Corrcssc in un giorno 53 chilometri (cioè 18 da St-Pierre all' Ospizio, 85 dall'Os1>ii io ad Aosta}; il che, ove si tenga conto. delle difficollli della strad~ , non può considerars i come possibile. Ma co ntro la lettera a Bel'thie,· e contro il bollettino sta u11 altrò documento ufficiale: nel Rapp&rto s1tllepr1111e overationi cleU'armata cti riserva colla data del 2S maggio leggesi quanto segue: < 11 16 maggio « l'avangua rdia che il dì prima aveva passalo le mon tagne marcia con tro _H nemico, lo « incontra al p,\nte d' Aos.la, l'attacca e lo caccia dalla fal'orovole sua pos,zrone ..... Il 18 ~ l'avanguardia prosegue il movimen to pe1· andal'e ari impadronirsi dello alture di CM« tillon di fese d~ un baLtagliona del Banato con quattro hoccbe da ruoco • La contl'addizibne fra i du o docume nti è manifesta: n.oi c,·euiarno più atlcnd;hìle l'ultimo sia perché compilato più tal'rli qu,HHlo già si ebbe agio tli raccogliere tutte le infor~azioni, sia pel'cbè meglio corrisp<lndente ali~ esigenze logis tiche. Ma rn tal caso nasce spontanea_ la quo~ stione: perché l'avanguardia si riDllne inoperosa tutto il giorno 17 '! Pal'C a nor che ognr d1Jbbio nossa esser.e eliminato quando si rlisLingua la tesrn dell'ava nguardia dal grosso:. allora a~qnisterebbe carattere di su fficiente plausibilità la ,•ersione seguente: la testa dell'avangu~rdia /brigata Ma irroni) che fin dal H è all'Ospizio, scende il giorno 16 a St- Remy e prosegue Ono ad Aosta, percorrendo in tutto 35 chilome tri ; il gros~o comandato da Lannes imp,cga due giorn i,. 16 e 17, nel p3SS}ggio del San Oernardo: rl Vi passa . la fanteria e la cavalle1·ia, e l'artiglieria pernotta sul collo; il 17 l'artiglieria scende dal colle è l'imessa in assetto e· tutto il grosso marcia su Aosta. Che all' artiglieria occorrèss:ro due giorni per portarsi da St-Pierre a Étroubl•s il attestato dal bollottioo del 24< maggio: qu anto alla testa d'avanguardia, cl pare pien~men\e conforme alle ordurar1c regole dì pru<len7.d il 0011 farla al'anzare olw·c Aosta prima cho potesse essere sostenuta. dal grosso, oss•a prima del 18 (2) M. Uuius Prtfcis des évenements m!litair~s- Tom. Il. - Tnuns. Jlistoire du Con1ulat et de !'Empire. Liv. IV. - Bon,,. Sto·rta d'Itat;a dal 1189 al JBU. Lib. VI.
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, SA GGIO STORICO-CRITI CO
e riposte entro casse più piccole venian portate da uomini e da muli (1): le parti in cu i ven i~ran sèomposti gli affusti enm consegnate alle mezze brigate di fanteria. Quanto al trasporlo dell e bocche 1 da fuoco uon si credé conveniente effeltuat'lo mediante gli affustis iiLle giil preparati, perchè sebbene cli strettissima carreggiata presentavano poca sicurezi\a su quella. strada che spesso correva sull'orlo dei precipizi. Vennero pertanto adoperati tronchi (l'abete in.:. cava ti a guisa di truogoli, di cui le parti inferiore e laterali cran , piatte, l'anteriore arrotondala in guisa che il tronco non potesse nelle discese confi ccarsi nel suolo; la bocca da· fuoco era adagiata entro l'incavo, e una manorella introclotLa ad una estremi lit in essa · bocca, e tenuta dall'altra da un cannon iero impediva. a Lutto l'appcL~ recchio di ribaltare. Tutte le bocche da fuoco passarono por tal guisa il Gran · San Bernardo: appena. le trnppe giungevano a Étroubles deponevàno le parti ad esse consegnate, e il materiale ' era tosto rimesso in ass~tlo . Mà sebbene gli ufficial i d'artiglieria sparsi nelle colonne esercitassero assai vigilanza, esso maleriale ebbe a palire rilevanti guasti, che però 11011 gl'impedi vano di servire immedialamente (2) . le division i si seguono ad una giornata di marcia nell' ordine in cui erano sc.iglionate sulla strada Lausanne-Vi.lleneuve-Mà.rtigny, cioè divisioni Boudet, Loisbn, Garclanne; cavalleria, cli visioni Charnbarlhac e Monnier. Uomini e cavalli giungond nella stessa giornala a. Étroubles, vi pernottano e il dì seguente si dirigono suAosta: le artiglierie pernottano sul colle, marciano Ìl giorno successivo su Étroubles, e ivi rimesse in a?setto raggiungono tosto ad Ao~ta le rispettive divisioni (3) . La marcia riesce, a cagione d~lla natura della strnda, assai lenta: non più di 7 a 8000 mila ·uomin i al giorno pitssano il colle. Tutte le dÌvisioni avrebb,ero potuto essere ad Aosta il .22 o .23 ma~gio: ma Napoleone crede opportuno sospendere in parte.il movimento, sia pec evitare un eccessivo ingorgo al di qua dell e Alpi, sia per provvedere al servizio delle sussistenze presso le truppe già pervenute ad Aosta: solo il 25 maggio l'armata di riserva. termina di passare il Gran San Bernardo (&,) . (1.) Bollettino dcll'arm ota di riserva, 2.i maggio. (2) Due o& ll.ouse. Jiemoires , Tam. li, pag. 115. (3) Corresponàance, Tom. VI, pag. 294. (4) lb., pog. 202, 306.
1NTORN_O Al Pl~INCIPALl PASSAGG I DELLE ALPI ECC.
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Berthier che ha passalo il ~ollocoll 'avanguarclia dirige intanto l_e operazioni nella valle d'Aosta: ] apoleo,~e si trattiene fino a tu.llo 11 ~ 9 maggio a )fartigny, il 20 attraversa 11 colle su un mulo, pe1notta a Élroubles, giungo il 21 ad Aosla. . . La divisione Chabran passa il Piccolo San Bernar~o. il _d1 46 afl'io O'iun()'e il 23 acl Aosta ( 1). Come e perchè abbia nnpiegato d· ·d ma 0 0 O o o . . B r11 sette giorni a percorrere i 77 ch1lometr1 c11~ 1v1 ono ou o S't-)fourice da Aosta non è dello: pare però che 11 fatto n~n possa . atLribuirsi alla resiste1mt che qualche distaccamento aust~·1aco pote-va opporre.sulle posizioni di La Thuile o di f'ien'.e Taillé~, ~~ debbasi piuttosto ascrirore alle d.ifficol.t~ d~l camnu no mollo pm gravi di quanto risultava delle ricogn1z10111 precedentemente ese1
guite. . . . _ ,. . Le colonne :;ècondarie eseguiscono mtanlo le mosse_ p1e:)c11tle. il genernle Turrcau giunge. il 22. presso Susa,_e clop~ v1~0,. com~)at: timento obbliga la brigata austriaca Lamarsadle, fo1 led, :~OO? uo mini , a ripiegare su A,,igliana. ove da To1'ino accorre a dt. le,_ sosteO'no il r,euerale K.ain. I generali Belhencourl, e Moncey mediante co;tinne dimostrailioni .al Sempione e al 8an Gottard~ t~ngono a bada le forze di Wukassovich. Il grosso clol~'a.n~ata cl, [l'ls,erva ha innanzi a sè Ja. solri. brigata: rimasta a, guarcl,a. clella valle cl Aosta, o il corpo di Haddik (2). b) Da A.osta .a I ,rea. . Ma la crisi non è ancor supernla per intero col passaggio cle~· colli: ò cl'uopo guadagnai· tosto lo sbow;> in _rian~ra p~r t~rer me~~t di sussistenza, completar il carreggio, acqmslar ltberla eh mano~1_a e cadere sulle comunicazioni cli :Melas prima che, avuta not1z1a delle mosse dell'armala di riserva, egli accona a far fronte alla minaccia.. Il problema inerente ai passaggi di catene ~o'.1tan~ sus. looistico-ammrn1stra.L1vo 0 · s,sLe sempre .sollo il duplice •aspelto · . • d er taLLico. Il ·sel'vizio di rifornimento può effettuarsi per le st1ade e Grande e del Piccolo San Bernardo: Napoleone ordina che per la seconda di elette stracle siano avviate sn A.osta 200,00? carlucc~ e altrettante razioni di biscotto (3): il il \l maggio sono già raccolll a (1) Bollettin o del 24 maggio . . . (2) Ib. pag. a20. _ Jol11N 1: flistoll·e crltlque ccc. Liv. XV I, Chap. 52· (8) Corresponda11ce de liap., pag. m.
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tosto gli éffetti . Dai calcoli fatti in base alle notizie· ricevute risultava che }1elas poteva essere in forze a Torino il 25 o il 26 maggio: indi la necess.ità che il grosso dell'armala di riserva si trovi a Ivrea. il giorno 24. 1\fa come fare se il forte di Bard continua a sbarrare il cammino? « Se il forte resistesse più di quanto noi crediamo, converrebbe ere l'avanguardia con 4 cannoni da 4'su alin$ti-slil.te che passeranno ' dovunque e colla brigata di cavalleria leggera si stabi lisse in buona posizione fra Ivrea e il for te: collocale la prima divisione (Bouclet) in modo che possa sostenere l'avanguardia(")» . I dubb i si convertono tosto in certezza: una lettera cli Berthier del giorno 20 annunzia che occorreranno probabilmente alcuni giorni cli la.vori prima, che il for te ceda e lasci il varco libero alle truppe . Che rare in tal caso? È egli possibile abbreviare almeno od eludere la resistenza del forte? Tale è il problema della situazione·. ma prima dì additarne h soluzione il Primo Console sente il bi, sogno di nnovi l'agguagli sulle condizion i t.opogra.fìche della valle d'Aosta e chiede a Bertbier una relazione particolareggiata sulla strada che sarebbe d'uopo percorrere per evitare il forte cli Bard. Dalle lettere scritte da Napoleone in questi giorni traspare la scarsa cono5cenza che il quartier generale aveva delle localitit: non .solo erano inesatti i ragguagli intorno alla potenza difensiva del fori.e, mtt. si ignoravano gli aggirnnienti vicini che cli esso po te,'ano ope- . rarsi per I.e due rive della Dora: l'armata di riserva giungeva davanti al forte senza i mezzi occorrenti per ~spugnarlo; non cannoni, non uLensil i e malerja,Ii d'assedio . Napoleone comprende tutta la gravità della situazione, ma non esita perciò;· il suo animo rifugge dall' idea ·cli desistere dall'impresa: jl forte cli B,u-d non ptiò, sono sue parole, anesLare l'esercito che ha vai:cato il San Bernardo: occonono· almeno sei giorni cli tempo perchè Melas giunga di fronte all'armata di r.iserva, e in sei giorni egli spera, espugnando o aggirando il forte, cli essère coll'armata a I vrea . Prescrive pertanto di procedere senz.a ritardo alle opere d'assedio e cli coprirle mediante un nerbo di truppa invialo Yerso JÒ sbocco della valle: parte dei zappatori e il maggior numero dei lavoratori requisiti nei dintorni
Martigny 600 mali requi:;iti nel Vallese (11) . e il 20 parte da St-Pierre un convogl io cli biscotto che giunge ad Aosta il 22 (2). Al prefeLto del Monte Bianco è ordinato di ricorrere ai mezzi più efficaci e più pronti per avviare su Aosta 5000 quintali di grano e tuLte le cartucce che trovansi a Chamhéry e .al forte Barraux. I magazzini dell'armata sono stabiliti in Aosta: tutLi i depositi di fanteria sono trasferiti da Dijon a Charnbéry. Resta però a superare la resistenza che il nemico può oppo1Te lungo la ,valle, e la cosa diventa più grave perchè a complicare ht situnzione inLerv iene un fatto inatteso . Lannes f costretto ad arrestarsi dinanzi al forte di Bard: potrà egli in due o tre giorni espugnarlo o aggirarlo, e aprir al grosso dell'armata un varco verso la pianura? L'armata di riserva corre rischio di rimanere più lunga.:. mente di· quanto era previsto nelIa valle cl' Aosta, non poter quindi cadere ·sulla linea di ritirata di Melas, e fors'anco cli vedersi prevenuta allo sbocco dal grosso delle forze aust1}ache le quali non tarderanno a far massa su 1vrea: ogni giornata cli resistenza da parte del forte cli Bard aumenta codesto pe1:icolo. Il giorno 17 maggio Napoleone annunzia a Berthier ·com'egli si trattenga a l\fartigny per attendere il dì seguente la. notizia della resa di Bm·d; ma quasi dubitando che la ·resa possa aver luogo così prontamente, gli suggerisce di far trasportare per mezzo di affustislitte due cannoni da 4 sulle alture che dom inano il forte (5). Passa il giorno 18 e l'aspettata notizia non giunge: egli apprende soltanto come il forte sarà investito il giorno 19 (6). · Infatti · nel oforno .18 .Berth ier si reca col quartier generale presso Bard e pres~·ive a Lannes di impadronirsi il mattino seguente delle alture che sovrastano al forte; ricordandogli che le sorti d'Italia e fors'a.nco della Repubblica dipendono dal1'espugnazione di esso forte (7). La possibilità di Lma resistenza più lunga della prevista comincia intanto a farsi strada nella ·mente di Napoleone: ed egli ne misura 1
(I ) Correspondance de Nap. , p~g. 300. (2) lb. pag. 30!. (3) lb . pag. 20 L (4) Ib. pag. 295 e 321. (ò) Ib. pag. 291. (6) l b. pag. 292-94. (7) l b. pag. 294 .
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I NTORNO Al P R INCIPALI PASSAGGI DEL LE ALPI ECC .
SAGGIO STORICO·CRIT ICO
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(I) Correspond0/11,ce de Nap,, pag. 298. Lettera del 19 maggio a Berthier. ANNO XXV, VOL·. J.
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SAGG!O STOR TCO-CIUTICO
devono essere tosto impiegati a riallare la strada indicatagli lÌa BerLhier, la quale per l'altipiano cli Albard de Bard cade sul rovescio del forte. La nuova situazione creat[), dalla non prevista resistenza del forte di Bard richiedeva alt.resi provvedimenti alti a ga ranLire i fìancl;i dell'armata di riserva ed all argare il suo fronte di sbocco. Finch_è essa poteva giungere a Ivrea repentinamente, e prima che gli Austriaci fossero in grado di contendel'le lo sbocco in pianura, non' era necessario preoccuparsi dei passi secondari che dalla valle d'Aosta adducono alle valli dell'Orco e della Sesia: il suo ·arrivo a Ivrea bastan1. a mandar a vuoto qualunque tentativo che, rimontando Je . due ,Talli, si volesse fare conLro la sua linea d'operazione, Ma: dappoichè l'armata è ancora chiusa nella valle d'Aosta, nè si può cte:terminare l'epoca in cui .avrà libero il varco, è necessario impedire che le colonne nemiche risalendo le valli laLerali cadano sovra i ' suoi fianchi. Tale è lo scopo degl(orclini seguenti impartiti da Napole~ne il il 24 maggio, dopo il suo arrivo ad Aosta . ,/ li corpo austriaco che ,, << guarda il Se.mpione potrebbe rimontare la Val Sesia fino a Riva, « portarsi a G-ressoney, e di l_it cadere su ChrtLill on per il coll e di « llanzola passando per Brusson, o recarsi a Perloz e $Ulle alture « di Bard passando per Fontana :Mora. · , . « ..... È d'uopo pertanLo fa r tosto riconoscere le st.ràde che da « Chatillon, da Pont St-Martin e da Yerres conduco'no aGresson~y, « sia per istabi lini un c01·po d'osservaz ione che assicuri il liane~, « sia per vedere quale assegnamento possa farsi sulla nai:nra di « queste sLrade. « ..... Il corpo italiano che è qui potTebbe recarsi a Gressoney: « occuperebbe la Vaìdobbia, invierebbe pattuglie nella Valsesia, « facilitando così le nosLre comun icazioni col corpo del Sempione. « Il nemico poi potrebbe marciare per Ceresole direttamente su << Aosta: le strade che a tal uopo -può seguire mettono tutle al colle « di Cogne: esse sembrano deserte, difficili e montuose: il coll e di « Cogne, dal quale per la valle di Champorcher si giunge a Bard, · «-mi pare 1neritevole d'esser riconosciuto e guardato ». Mentre però insiste affinchè si cerchino e si riconoscano le strade per le quali si possa aggirare il forte, Napoleone non dispera affatto ..
INTORNO AI PRINCIPALI PASSAGG I DELLE ALPI ECC .
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-della sua pronta caduta: nel mattino del 22 quasi se ne congratula con Berthier com.e di un fatlo già consumato. E un'altra volta le · speranze vanno deluse. Il 2 1 sul far della sera alcune compagnie {lella 08n mezza brigala comandate dal colonnello Du:four assaltano la cinta verso il villaggio , e, abbattuto il ponte· levato io, penetrano fra essa cinLa e il forte; ma tosto sono obbligate a 1;itirarsi con per. clite gravissime ( 11). Progrediscono però i lavori di riat.l:amento . della strnda che staccatasi dalla rotabile presso Arnaz sale sull'altipiano di Biula è di Albarcl de Bard e sce1~de a D0nna7:. Tali lavor'. sono il 2,1 già cosi inolLrati da permettere il trasporto d1 due cannoni da 4 sulle alture di Albar'd de Bard, dalle quali essi incominciano a trarre coriLro il forte. I loro colpi nulla possono contro le robuste muratu.re, ma intanto lo slesso gio1:no 2,1passa per la strada riattata Ja fantiria e la cavalleria dell'avanguardia le quali scendono a Donnaz, e spintesi fino a Pont SHfartin ne cacciuno un distaccamento ausLriaco. , È orniai trovala la slracla per· aggirare il forte, ma il problema dello sbocco in pianura non è ancora sciolto per intero . La strada è praticabi le solo all a fanteria e allét cavalle1:ia, le quali segu_òn_ o tosto l'avancruardia. Se il forte cadrà. prima del 26, l'armata d1_riserva potrà ~rovarsi pe1 27 a Ivrea con tutti i suoi mezzi d'azione : ·.se il forte continuerà a resistere, converrà pausare a qualche mezzo per far passare l'artiglieria. Napoleone fin dal g!or~o .22 _sug~erisce -di trainarla di notte per la strada che corre fra il v1llagg10 e 11 forte cti Bard. (2); intanto preoccupato della necessità di_ ac_celerar~ l'ammassamenfo delle truppe allo sbocco e di guarent1 re 1 fiancln dell'armata di riserva, prescrive al generale Lec~hi di o·ccupa.r Gressoney. _e di spedire distaccamenti nell.a valle di Sesia _e verso Biella; a Lani1es raccomanda di badare all e mosse del nemico dalla parte cli Biella e .di Santhià, di disporre provvisoriamente le .?ue trnppe fraPonl St-Martin e Ivrea in guisa da non esse_r tagliato dal grosso; ma così facendo Lannes non cleve omettere d1 batter la pianura con cl.istaccarnenti· e cercar notizie del gen~ral.e Turreau. ~ Berthier finalmente raccomanda di far passare il d1 ~eguen te 11 (I) Bollettino del 2,t magfio. .(2) Coi·respondance de Nap ., pag, 306
276
INTORNO A l PRINCIPALI PASSAGGi DÈLLE ALPI ECC .
SAGGIO STORICO- CRITICO
maggior numero p_ossibile' di cannoni alle divisioni Vatrin e, Boudet (,I). Ma le condizioni stradali perdurano ·quasi immutate: passano a qu~nt~ pare, al_cu~i piccoli cannoni per l'avanguardia, ma al p~s~ s~ggw d1 cannom dt maggior calibro s'oppongono sempre, anche dopo _il riattamen to della sLra~a, difficoltà insormontab ili: quando.. · , non s1 provveda per tempo, l'armatft di riserva si troverà il .27·a Ivrea senza la propria artiglieria. Non sussiste alcuna lettera di Napoleon~ coli~ data _del 23: forse si sarà recato presso Bard per vedere co suoi occhi lo stato delle cose (2); certo è però che il giorno 23 Ja situazione non migliora di molto poichè Napoleone. è costretlo il di seguente a confessa.re che la. cosa più difficile .sarcì . condurre l'artiglieria a Tm·eà. Così Je speranze della pronta caduta del forte si dileguano quasi totalmente, e alla divisione Chàbran viene prescritto di avanzare da Aosta su Bard per imprèndere ' l'assedio del forte; d~po lasciato un battaglione di presidio ad Aosta, un altro a Btroµbl es a guardia del parco, e un altro a Vi.lleneuve a custo.dia dello sbocco della. Valle di Cogne. i\fa ad ogni momento torna ad a.Jl'acciarsi la necessiLà di far passare l'artiglieria; ogni giorno di ritardo può essere cagione di danni jncatc?l~bili ; e Nap?leone domandà nuovamente a Berthier se è poss1bde, com€! afferma la gente del paese, far passare l'arti (}'licria nella strada fra il villaggio e il forte, gli domanda qual~..,,es ito potrebbe a.vere un assalto tentato dopo un vivo cn.nnonec,crfrnnento poi gli additaqunle ulLimo mezzo l'uso degli afiusLi-slit7; trainati .per la st1:·ada. di Albard. E !'assalto è LenLato jJ 25 maggio da buon nerbo .d1 truppa sotto gl,. ordini del generale Loison, ed è resp_into c~n ?1'ave da1~no dei Francesi. Si risolve allora di adoperare gh alfostt-sl1Ue, ma il generale )farmonL obbietta che il rnaLeriale già _as~~i ~leteriorato venebbe ora ridotto in tale stato da non potersi pm 1~1 alcun modo adoperare: propone invece, e Napoleone appro va, d1 far percorrere all'artiglieria la strada rotabile. È a no(l) Corresponddnce de Na,p., pag. B07, 22 maggio.
· (2) maresciallo Marooont affcl'ma che Napoleo ne si recò di persona pi·esso nard per ,esMnina'.·e lo s tato delle cose, ma non indica il giorno: Ja mancanza ;Jssoluta di lettere a ll erth1er colla data del 23, quanc!o la cri$i e,·a pl'Oprio nel periodo acuto. troverebbe la sua sp1egaz1one nel fatto ch e Na1,oleon ~, recatosi in quel giorno presso na,:d, conferisse -verbalmento con ller thier.
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tare ;be Lale strad~1 correndo sul fondo della valle lungo la sinistra della Dora è battuta dai cannoni del forte per lungo tratto a monte del fo~te stesso; entra poi nèl villaggio e l'attraversa nella sua lunghezza fiancheggiata dalle case, parte delle quali situate sul fia~co destro trovansi quasi a tiro di pistola ébllla cinta esterna del forte tultora in potere degli Austriaci: uscita dal v.iJiaggio essa è nuovamente battuta dalle artiglierie fino all'ultimo risvoltop ressoDonnaz. II passaggio delle artiglierie riesce pertanto malagevole oltremodo e pericoloso così fuori,del villaggio come nell'interno di esso: r_ichiedesi audacia e prudenza non iscompagnaLe da fortuna per vmcere . tante difficoltà. S'incomincia, a quanto pare, nella notte dal 25 al 26 a far passare sei cannoni e altrettanti cassoni: le ruote, le catene, tutte le pnrti che possono far rumore sono fasciate con fien.o at~ torciaJiato · letame e materassi sono stesi sulla strada; al tramo d1 ciascuna vettura sono addetti cinqmmta uomini comandati da un ufficiale o da un sott'uflìciale: 600 franchi di premio sono promessi a chi la trasporterà fuori della ~,ista del forte. Oscura e tempestosa è la notte; il convoglio passa senza perdita, e dopo questo pfono e fortunato teI).tativo il trasporto delle artigli.erie diventa un servizio comandato come qualunque altro. Vero è che l'operazione non può effettuarsi per intero senza pericolo e senza perdita, poich~ il P:·esidio accortosi cleJla cosa prende a f.ul.minar le colonne d1 tramo con foochi d'artiglieria e di fucileria, i quali riescono efficacis.simi specialmente presso l'ultimo risvolto della strada: il Lraspor'lo cop,~ tinua tuttavia 1 e con una perdita che può calcolarsi di ,cinque a sei uomini morti 0 feriti per vettura (circa li000 uomini in tuLto), l'a.rtio:lieria può ìl aiorno 27 raggiungere l'armaLa ('1). a e, d c1· f Mentre presso Bard si 'discute ancora into~'~o. al mo ~ . 1,. ar passare l'artiglieria, il generale Lannes colla dmsrnne Vat'.·m s 11npadronisce di Ivrea dopo vivo .combattimento con una brigata austriaca., e si stabilisce a sud-est della città si.illa. sinistra della Chiue)
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~l) Rapporto sulle prime operazioni dell'armata di l'isena: coi·~espondance, Tom..VI, pag. 318. _ MA-,IONT, Jlfemoti·es, Tom. n, pag . 119-20. Qualche scmtore racco.lse la ,oce popolare secondo la quale il passaggio delle ar tigli.irie avvenne per la con1111•en1.a del comandante del forLc compl'ata coll'oro frances.c. Questa versione è conu·addetta dagli sèritt.ori più autorevoli, anche se · avversi a Napoleone: è contradde tta alt~e51 dal fatto delle ,gl'avi perdite sub ito dai Francesi. Pochi credoram10 che Napoleone s, potesse mdu,•re a pagare iu contan ti la perdita di t.anti va lol'Os1.
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INTOnNO AI PRINCIPALI PASSAGGI DELL E ALPI ECC .
SAG GIO STORICO-C RITICO
sella di fronte a.gli Austriaci, che sulla destra occupano le alture di Romano Canavese. Napoleone poi risoluto a superare in qui,1.lsiasi m~do l'ostacolo del forte di Bard, impartisce il .24 e il 23 maggio, p'.·1~1aancora che avesse notiz ia della presa d'Ivrea, i seguenLi or:chm per lo sbocco nella pianum; a) il generale Lannes attacchi senza ritardo il nemico e lo ricacci oltre Ch ivasso: cerchi ragguagli precisi intorno al generale· Turreau. ·, b) il generale Murat sp inga ricognizioni su Biella e Santhià. e) la divisione Monnier prenda posizione sulla strada di Santhià a tre leghe da Ivrea. d) la legione italiana per il colle di Valdobhia si porti il 27 su Riva, discenda il 28 per Valle di Sesia fino a Varallo, e invii il 29 palt~Jglie ~ Crevacu_or~ e a Masserano ove inco1}treranno altre pattuglie dell armata di n ser va: e) il generale Betbencourt attacchi il 27 i posti nemici stabiliti al Sempione, li respinga, scenda a Domodossola e si metta in comunicazione colla legione itali.ana, e col genarale Moncev che il .28 passerà. il San Gottardo per marciare su Bellinzona, Locamo e Lugano : f) il generale iVIoncey attacchi il San Goua.rdo il 27, e il 28 e marci su Bellinzona, Locarno e Lugano, e si colleghi col generale Bethencourt: il suo corpo fonnerà la sinistra dell'àrmata di riserva che il .28 o 29 sarà sul Ticino . Napo leone si reca il .26 a Yerres, il 27 giunge a Ivrea. Il 0o-rosso · · dell'armata di riserva è in. questo giorno concenLrato attorno a Ivrea coll'avanguardia a.Ch ivasso, e con la cavalleria sostenuta dalla divisione Monnier a Vercelli . - La legione italiana giunge a Riva il .27, a Varallo il .28: Bethencourt gimfge a Domodossola, Moncey a Bellinzona, Turreau a Rivoli. Lo sbocco dell'armata di riserv~, inco- · minciato il 24 colla presa d'Ivrea, può considerarsi come compiuto il giorno 27 allorquando essa armata, stabilita col grosso a Ivrea, · spinge le sue avanguardie sul Po e sulla Sesia, è liberà nei suoi movimenti, può provvedere al completa.mento · del suo materiale e alla propria. sussistenza mediante larghe requisizioni in uria regione r icchissima, e può dar la mano a tutte le altre colonne che scendono dai colli laterali del Cenisio, del Sempione e d~l Gottardo.
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Queste colonne tengono a bada i vari distaccamenti ad esse opposti nelle valli che hanno a percorrere, e fa.ci] itano così lo sbocco della colonna princi·pale: ma l'arrivo di questa alla pos izione di shocco determina cli necessità la rit irata delle forze austriache contrapposte alle colonne secondarie. Lo shocco non può essere seriamente contraslato che dal grosso di Melas: ma es;50 è ancora impegnato nella . Liguria e nel Nizzardo, e deve ornai pensa.re a guadagnare il più presto possibile la propria linea cli ri lirata così gravemente minacciata dalla. repentina. discesa. dell 'armata di r iserva. Il giorno 23 maggio, allorq1tanclo la di visione Vatrin è padrona di Pont St-Martin e sta per impadronirsi di Ivrea, l'armata di Melas ha la seguente dislocazione. Elsenitz Ott.e Melas . Kain . Haddi k
200 a Nizza ,150 Genova 1 120 Cuneo Susa, Pinerolo 70 Ivrea, Vercelli }) 95· icl: { Semp ione l S. Gottardo 1(~2
22,000 uomini 30,000 id. 10,00.0 id. ,J 2,000 · icl. 9,000 id. 1
Wukassovich 110,000 yJ
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chi!. da Ivrea id. id. id. id. id. id. id. .ièl.
id. '· id.
Di queste forze solo una piccol issima. parte, il corpo di Hadclik, è a buona portata dallo sbocco: ma la sua inferi orità numerica. non può lasciar dubbio sull'esito: la situazione reciproca delle due armate nel gio~·no 2z maggiò è il preludio della giorna.la cli Marengo. § 4 . CondiMione.
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Abbiamo esposto i falli coi magg1on paeticolaei che ci venn~ fatto cli t'accogliere: riassumiamo ora e concl ucliamò. ,t O La discesa in Italia pei colli del Grande e del :Piccolo San Bernardo passa pei due mothenti successivi cl~lla possibilità, e della cm·tezza: a tali morpenti conisponclono altrettanti periodi di preparazione. . 2° -La preparazione consiste non solamente nel raccogliere tutti i mezzi occorrenti per menar ad ctreLLo l'impresa, ma. nel dare ad essi fin da principiò una di:;locazione Lale che permetta il più facile e rapido .loro spo_s~amenlo verso il punto, che a seconda della si-
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SAGGIO STOR!CO· CRITIC·o
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INTOR NO AI PRINCIPALI PASSAGGI DELLE ,ALPI ECC.
tuazione verrà scelto.per effettuare il passaggio, e nello stesso·tempo valga à tener il nemico incerto il più lungamente possibile sulla direzione che verrà data ulteriormente ai mezzi raccolti. · 0 / 3_ L'opera di preparazi?n~ incom_in~ia n~lla seconda metà di . gennaio, e solo verso la meta dr magg10 perviene a tale grado di / sviluppo da render possibile il cominciamento delle operazioni di i passaggio. Sono adunque impiegati quattro mesi per apparecchiare una spedizione di circa cinquantamila uomini, e notisi che l'armata di riserva.non aveva nè carreggio pei servizi accessoi·i nè equipaggio da ponte. Questo fatto vuol attri buirsi a tre cause.; prima alle condizi_on_i inte!·ne della Francia che non permei.levano per un certo 1:empo dt chstogliere le truppe dalla missione che dovevano compiere neHe pro~incie dell'ovest e del mezzodì; poi alla risoluzione presa da · Napoleone di non sceridere in Italia prima che avesse termine !'in-· verno; finalmente alla mancanza di un organamento militnre nel ___T:1-~1.le le singole parti sianp da lunga pezza predisposte a funzionare prontamente e armdnicamente. Queste cause sono di loro iwtura transitorie; nessun insegnamento pratico può trarsi perciò dalla. campagna del 1800 intorno alla durata della preparazi~ne. Gli . odi erni ordinameuti militari mediante·i quali si può entro un termine relaLivamente breve ràccogliere tutti i mezzi d'azione o-ià da tempo preparati, nonchè la rapidità e sicurezza mao-ofore delle comunicazioni tendono a rendere più breve il periodi di ultima preparazione. · ·. - 4° Il passaggio della catena alpina è preceduto da uno studio accurato sulle condizioni tppogrnfi.che della regione che si dee traversare; sono ·queste condizioni che determinano le modali Là della marcia e la scelta di opportuni spedienti per superare difficoltà eccezionali. Napoleone fece riconoscere il tenitorio del Vallese e del Delfinato nel quale i:n,lendeva stabilire la propria base d'ope~ razioni; inviò il generale Marescot a riconoscere la strada del Gran San Bernardo, si valse delle informazioni del generale Mainoni,.del maggiore-Pavelti, dell'impresaro Colombini, del .commissario ordinatore Dalbon : ma tuttociò, come venne ampiamente dim,pstrato. dai fatti , non era suflìciente; i ragguagli intorno al forte di Hard erano scarsi e inesatti. Il solo dubbio che esso forte potesse riuscire d'inroppo alla armata di riserva sare},be stato sufficiente non per
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far desistere Napoleone clall~mpresa, ma per ,indurlo ad adottar pro~vedìmenli tali da superar in breve tempo od evitare l'ostacolo. Vuolsi ciò attribuire a trascuranza e a fiducia illimitata da parte cli Napoleone,' o ad impossibililà di procac2iarsi informaz ioni più precise e sicure? Se trascuranza vi fn, è cl' uopo ammct.tere che essa rimase senza effe tti di fronte alla audacia, alla· perseveranza e alla intelligen~a di Napoleone. Ma il fatto di scarsi ed erronei ragguagli nel-1 l'invasore difficilmente può ripetersi oggidì: chi voglia vedere quanto maggiore sia la conoscenza delle Alpi nei nostri tempi, non. , ha che a confronLare le nostre Guide delle vallate alpine colle scarse pubblicazioni dell'epoca napoleonica. __. 5° Le persone (j-'he dovranno dirigere l'esecuzione presiedono .altresì allà preparazione. Qu~sta è opera esclusiva di Napoleone e di Berthier: il primo è capo dello Stato e assumerà l'ufficio di comandante supremo dell'armata; l'altro è ministro della guerra e diventerà capo di stato maggiore. Di fronte all'autoritit del capo dello Stato scompare ogn i ostacolo: non resistenze passive, non tentennamenti, non conOitLi di attribuzioni, noILp_erditempi dannosi: il fu.: tu~o capo di Slf-tO n~_aggiore poi CO!l_2~__già in tutte l e,. sue parti )a macc!Ìiìi.aèhe~àon·à. mettere in movimento, ed afferrato che abbia un concetto direuivo, è-in grado clr régolare tutti i particolari clella sua esecuzione. Qtiesla condizione di cose non si ripete ovunque 00-0-idì I)er rao-ioni che non occorre accennare: ma la mancanza di b~ "' un legame intimo e quasi_personale fra la preparazione e l' esecuzione non può rimanersi senza effetti iu operazioni così complesse, delicate ·e difficili com' è la traversal<t di catene montane. 6° Il passaggio delle.Alpi consta di tre momenti , e sono il passaggio dei colli, la marcia nelle valli e la distruzione degli ostacoli_, lo sbocco' nella pi~Lnnra. Questi momenti pe1:ò si compenetrano gli uni cogli altri: così le operazioni attorno al forte di Bard hanno principio mentre ·ancora si sta effettuando il passaggio del co_lle; lo sbocco in pianura avviene prima che la resistenza del_ forLe d1 B~ird sia superata. Considerati parLitamente i tre · m~ment1 h~nn~ la s~guente durata: il passaggio del colle si effeLtuarn otto g1orn1, oss_1a dal 46 al 23 maggio: sono drca 4-6,000 uomini, con 60 boccl:e da fuoco e 30 sq@droni che attraverso al Gran San Bernard? s1 re.cano nello spazio cli tempo ora detto dal Vallese nella Valle d'Aosta:
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SAGGIO S T OnICO -CRI TICO
il passaggio avviene per iscaglioni di 7 a 8000 uomini; fra gli ul-- "'timi scaglioni sono intercal_ati g~·ossi conv?gli di ·viveri p~r le truppe che hanno effettuato le prime 11 passaggio. ·- La mama lungo Ja vallata incomincia il 18 ed ha termine il 24 per la testa della co-:lonna, il 27 per la coda.; sono 69 chilometri (da Aosta a Ivrea) che vengono dall a testa percorsi nell o spazio sei giorni; il forte di 1 Bard arresta per soli due giorni ( 19, 20) ~a testa di colonna, la qua,!e" passa il :iH per la strada di Albard de Bard e giunge 1~ stesso giorno a Pont St-Martin . Finalmente io sbocco incomincic1 il :z4 colla oc- cupazione d'Ivrea per parte dell'avanguardia e ha termine il 27 allorquando essa è raggiunta da tutto il grosso coll'artiglieria, meno la divisione Chabran che è rimasta attorno a Ba;·d. -~fa i tre momeriti. come abbiamo notato, si compenetrano in parte: la durata totale della traversata è quindi ridotta a 116 giorni ("6-27 maggio). · 7° Il passaggio delJ e Alpi viene elfett.uato per quattro linee, di ' cui una ò percorsa dalla.colonna principale, le altre da colonne secondarie. La divisione delle forze è imposta, più che da. esigenze . logistiche, dalla opportunità di attrarre su parecchi punti l'auenzione del nemico, e distogliere là: maggiore quantità possibile delie sue forze dal punto ove dovrà sboccare la colonna principale. Il principio seguito da· Napoleone resta anche oggiclì imùrntato : la divisione delle forze però è non solamente una necessità cl' ordine li strategico, 1:rn, _considerata_la mole d?gli ~serciti e le forze ~he ocf co_rrerebbe nnp1ega1:e pe1~ m va.dere l l ~aha, è imposta altresì dalle 1 esigenze della log1stw.t. Consegue da ciò che la forza delle colonne · seconda.rie tende'.'à: sen'.p.rech è la _portata logistica della. sLrnda il · l consenta, a.cl avv1cmars1 a. quella delle principali, e elle gli sfoi·zi ; \ esercitati dalle singole colonne sul fronte d'invasione potranno · i essere d'intensitit ,rppro~simativamente uguale, in guisa da trarre \ più ~acilmente in ing'.1nno il difensore_quando le sue disposizioni · \ non siano state prese lT1 base alla masstma portata logistica presunta 'ì delle singole linee d'invasione. . ' " .. ' 8° La divisione delle forze in più colonne non esclude l'accordo ,j nei loro movimenti; prima di iniziare le operazioni di passa.ggio Na:- • iJ\ pole~n~ asseg~~ a_ciascuna di ·ess~ il proprio mandato, e indica in ; ternu ni genenc1 11 modo con cui dovranno adempierlo; poi le abbandona à loro stesse, e non se ne ricorda più se non quando, af-
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facciatosi col grosso allo sbocco, è in grado di stender ad esse la mano nella pianura. Cosiffatto accordo e più fac ile ad ottenersi oggidì: il comando supremo è mercè il telegrafo in continua communicazione coi vari riparti clell'esercit.o, e può a sua posta e ad ogni momento regola.me le mosse. 9° Giunto ad Aosta, e avuta contez1.a della resistenza che stava per opporre il forte di Bard, Napoleone risolve di tentarne l'aggiramento vicino, e di operare con tempora.neamenLe per le valli secondarie affluenti della valle él' Aosta, sia per intraprendere l' aggiramento lontano clel forte, sia pe1: impedire che Lr uppe nemiche scendimo per esse valli sui fianchi dell'annata cli riserva tuttora impigli.a La nella valle pri ncipa.le, si,i finalmente per allargare il fronLe di sbocco e diminuire cosi la profondità della, colonna. Quando il / principio seguito da Napoleone si applicasse a parecchie grosse colonne, ne seguirebbe che avvicinanclosi allo sbocco verrel~boro _al_l~ . loro volLa a.suddi vic~ers_i e !1Tad,ia.rsi per tutte le strade d1spo~1b1h! effettuando 1n tal guisa li vicendevole collegamento . , ,1O. La convergenza delle strade del Grande el)iccolo San Bernarclo àgevo~a il funzionamento dei servizi Iùnrninistrativi: la prima adempie al doppio ufficio di linec1 cli marcia e di I inea di rifornimento nel periodo della traversata del colle: la seconda incomincia · a funzionare quale linea di r'ifornimento dell'armata solo dopo il :23 maggio, quando la divisione Chabran ha ra.ggiunto il grosso e questo ha quasi. compiuta. la Lraversata,. I") 1 1. Il grosso dell'armata di riserva., composto cli truppe di tutte / le armi col E!'.oprio ca.rreg_ g ~ e, percorre il_tratt? di s~rada non rotabile da Saint-Vierre Saint-Remynellast.ag1one m cm essa strada è ancora ingombra da1\e nevi. Non sussisLe quindi impossi- h bi lità di attraversare con grossi ~orpi cl_i tn1ppe i ~oll i yerc?rsi ,da~ semplici mulauiere: è solo questione di Lempo e d1 spechentt att, af superare le dil1icoltil lopografìche. ,12. È d'uopo-però c.onfessare che l'audacia, la preveggenza e la operosità di Napoleone forono in singolar modo fa.vorite dal contegno degli avversari, Una sola ri:ase basta per esprimere ciò che fecero gli Austriaci per opporsi alla. calata. dei Francesi: nulla fu tentato per chiarire gli intendimenti cli Napoleone, nulla, per opporgli una di fesa efficace. La. responsabilità delle sventure che incolsero al-
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IN TO R2'10 Al PRIN CIPA LI PASSAGGI D ELLE ALPI ECC.
SAGGIO STOf\lCO-CRITI CO
l'armala austrfaca d'llalia nel 1800 pesa quasi ugualmente su lutti, dalla cancelleria di Vienna al comandanle le truppe ne!Ia valle d'Aosta. Noi vog!iamo: ammettere che le cautele adoperate da Napoleone fossero per lungo tempo tali da nascondere assolutamenle l'organ izzazione dell'armata di riserva. )fa ò d'uopo notare che dal 27 aprile al "5 maggio si dovetlero operare sulle ri ve del Jaoo di Ginevra grandi movimenti d'uomini, di materiali, di provvi.;ioni·: ora se di quello accumularsi di provvigioni, di quelleg1'andi requisizioni di muli folte a poca clistanza dai valichi alpini non si ebbe alcun sentore, ò forza concludere che mancava qualunque sistema di informazion i~ o se questo esisteva, era assoluta~1enLe imp;;iri allo . scopo. Solo verso la metà di maggio giunse a Vienna la notizi:i· che un corpo di HiOOO uomini era: a Martigny; ma di questo fauo clÌe era sufficiente Iler gittare qualche sprazzo di luce sulla situazione, non venne tenuto il debito conto; l'attenzione del governo austriaco era, più che alle Alpi, rivolta ai monti della Liguria e del Nizzardo. Nella primavera clel· I 800 l'armala di Melas è divisa in due parti: una, la minore, è frazi onala in parecchi distaccamenli a rruardia dei principali valichi alpini fra il Gottardo e il Monginevra: l'altra, il grosso, ·compie la conquista della Liguria. e del Nizzardo, Il grosso conta. circa 60000 uomini di cui sul cominciare dì n1arroio 30000 Ob assediano Genova, e 33000 fronteggiano nella contea di· Nizza le trnppe del generale Suchet: le truppe destinate a gu:mlnre oli shocchi delle valli alpine ascendono a circa 3 1000 uomini , di ct~ ·1'2000. guardano le valli della Dora Riparia e del Ch isone, 3000 là vatLe· . .d'Aosta, 110000 gli sbocchi del Sempione e del Gottardo, gli altri 6000 sono in riserra a. Vercelli. L'esiguità delle forze destinale a guardare i passi alpini avrebbe dovuto trovare un correttivo nella 'loro dislocazione; si rinunciò invece ai vantaggi di una forte riserva stabilita in sito opportuno, pronta a piombare sul punto che prima· o più graremente degli altri fosse minaccialo; i vari distaccamenli , furono abbandonali a se stessi. Alla esiguità poi e alla dife ttosa clislo,cazione si aggiunse la irresolutezza o quasi l' inerzia del coma~do su- . premo. Nei primi giorni cli maggio cade.nelle ·mani di ~I~las una lettera di Massena nella quale il difensore di Genova dice aver viveri fino al 24, ma sperare cli es;;er pritna cli tal epoca Jiberato dall'armala di rìsen,a. Questa armala che sta.va per scende)·e in Italia 1
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di fronte a 100000 agguerriti ·soldati cieli' Austria, noripoteva essero· un mito, uno spauracchio; e ì\Ielas ammise bensì la. esistenza di essa armala e la possibilità della sua discesa in Tlal ia, ma continuò a considerarla. come un'accoll.a cli coscril.li che, appena posto il piede nella va lle del Po, sarebbe suila facilmenle dispersa da'suo i vecchi battaglion i. Egli si contentò di ordinare che 3 brigate varcassero nel giomo 113 maggio i l coll e cli Tenda e marciassero su Torino: ma giunge la notizia che l'armata di riserva. marcia sul Varna rinforzo di Suchet, e Melas revoca l'ordine clalo il dì precedente . Il suo animo è di continuo martella-Lo dal dubbio; crede ad una evenluale discesa dell'armata. cli ri serva, ma gli incresce al.Jbandonarc l'agognala preda del Nizzardo; i giorn i intanto passano e i\felas aspetta ragguagli più esatLi. T. ragguagli giungono il ,J 8; è il generale Kain che annunzia l'appressarsi di un grosso corpo per il Vall esc, e la risoluzione da esso Kaìn presa cli rafforzare WukassoYich colla hrigat.a Dalher. Mela.s allora si scuote, ordina che 2 brigate (6000 uomini) accorrano clal la contea.di Nizza sn lPb, e muove e·gli stesso col suo capo di stato maggiore alla volta di Torino . Risoluzione tardiva: le due brigate non possono giungere in tempo: il còmpito di impedire lo sbocco 11ell a. pi anura resta affidato nll e solé fo rze di Kain. Com.e adempirono esse al loro mandato? Le trnppe cli Wukassovich e quelle stanz iate a Torino e nelle valli di Pinerolo e cli Susa erano quasi irresistib il mente atLrntt.e d,llle dimostrazioni cli BeLhencomt, di ;u oncey e cli Turrea.u. :\fa il corpo cli Hadclick po teva da Vercelli accorrere in tempo allo shocco della valle d"Aost.a, e un itosi alla brigala Briey prender posizione fin clal 22 maggio presso la stretta di Borgofranco, o marciare contro le divisioni Yatrin e BoudoL ancora sproniste cli artigl ieria. E Haclclick ginnge appena a tempo per raccogliere la brigata Bri ey sulla destra della Chiuscll n, quando l'armrtta di riserva è già padrona dello sbocco. È la sola brigala :Briey che durante l'intera lrarnrsala fronteggia J'am1ata. di riser\'n . Non vogliamo discutere se nna brigala che operi nelle Vnlle d'Aosla in una stagione in cui grnn parte elci co lli sono impraticabili o di difficile accessò, possa per pnrccchi giorn i arrestare un'invasione. Certo è però che codesto in Lento sarit assai piu faèil meni.e consegui Lo quando il comnnclnnl.e di essa brigata alla esatta conoscenza delle loca iiti.t e alla op~rosiLà infaticabile aggiunga 1
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SAGGIO STORICO -CRITICO INTORNO_Al PRINCIPALI PASSAGGI ECC.
nn ben orga1iato sistema d' informazioni. Ma indarno cerch iamo queste condi.zioni nella condotta degli Austriaci nella Valle d'Aosta. Stanziava a Étrouhles un piccolo dislacc,tmento, e nqn si comprende come esso non avesse almeno un posto d'a1•viso a Sain t Rerny, i{ quale so l che avesse vol li gli sgua!'di alla rnonlagna, avtebbe visto _qtiale quantità d'armati ne scenda va, e avrebbe dato a tempo l'allar-· · me. Il distaccamento accetta l'aLLacco a Etroubles ove il terreno 1ron offre condizioni cli buon difesa, e non si dà pensiero della retrostante· posizione della Ch ius.l., ove, resa facilmente impraticab ile la strada, può obbligar l'avanguardia nemica a perder tempo nellè disposizioni d'attacco e di riattamento della strada. Nella ciuàd'Aosta trovavasi a quanto pare un· battaglione, e questo accetta il combattimento in una località duminata e da ogn i parte aggira.bile . I dintorni · di, Chatillon sembrano presentar migliori condizioni; m:r la posizione costituita clall' alti pano di Battaglia e dalle pendici. dei monti chè si elevano sulle due riye della Dora richiede grande sviluppo cli fo1'ze: gli Austriaci che appena in numero ·di mille si ostinano a difenderla, sono facilmente spuntati per le ali e ricacciati sotto il cannone cli Bard. AncOl'a una piccola avvisagli a e la difesa esterna del !"orte è interemente domala; l'apparire dell'avanguardia. francese a Pont Saint Martin basta a spazzare tutta la valle fino a Ivrea. Ivrea è co11S i- · derata come l'ultima posizione difensiva dell a vallata: si comincia ad armare la vecch ia cin ta bastionata, vi si raccogli e l'intera brio-ala ma l'urto un po'vivace della cli visione Vatrin ne detenn~na tosto lo sgombro. La serie dei com.battìmenti sostenuti dagli Austriaci prova (:Ife in essi non facea difetto il valore; ciò chè mancava era 111: cono~cenza. delle proprietà difensive della va lle: se per poco avessero volti gli sguardi alle opere di fo rtificazione elevate negli anni precedenti dai Piemontesi s11 vari punti, e specialmente nei dintorni di Barcl, avrebbero dato certamente un incliriz~o più razionale al la difesa, e forse l'invasione avrebbe dovuto sottostare a più lungo periodo -di sosta, prima di raggiungere la posizione di sbocco. · • .. ,
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$ SEVElUNO ZANELLI
Jiaggio1·e nel 3,t reggimento fanteria. O
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LIBRI E PERIODICI
Alcune osse1•vti~ioni ,,,,li ,,,1_:11n,,iti sulle nost,•e contli~ioni 'IHilitti:1•i pt.ibblicflte nell'Italia ltlilita•·c~ per AN'l'ONIO M0Rrc1, colonnell o. - Palarmo, JWontaina 1880. ·
La necessità cli provvedere ad una definitiva soluzione del complicato problerrw sull'ordinamento dell'esercito incalza ogni giorno più, non potendo tale istituiioue fare a fidanza col tempo. Tutti sono _convinti .di cpiest.a verità; ma non così egualmente persuasi intorno al modo di accordare i diversi voleri sui mezzi da impiegarsi per raggiungere lo scopo tanto desiderato. Da que:;;to contrasto d'idee e cl'opinioni, <?1e_è pur causa di ritardo al conseguimento cli quel hcne pcl quale s1 discute, e che importa raggiungere presto, potrelibe tuttavia derivare l'unica utilità, di rendere cioè mature le deìiberazioni cbe saranno per prendersi intorno al perfezionamento del uostro sistema militare. Questo è il pàtriottico fine cui tende l'opuscolo dell'egregio autore; il quale nel rispondere ad un importante lavoro pubblicato non ha _guarì prima Ùel giornale l'italici Mihtci1·e, e poscia riprodotto in u~ fascicolo a parte,· si rallegra della auto1·evole competenza che eia ogru linea vi traspare nella trattazione dei più. gravi argomenti sull'esercito . Però egli 1~ d'avviso che non si pos,;a utilmente risolv~re la éttiestione cli cui t i tratta, senza la separazione dell'esercito di 1a e 2· linea da quello territoriale .~ di.. complemento; facendo sì che il primo chiamato alle armi s'istruisca, si educhi e si fortifichi per la guerra, e l'altro impari ciò che ò indispensabi le per provvedere al servizio territoriale e.cli pubblica sicurezza. Concede quindi un'importanza assai ' ·l
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E PEflIODICI
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relativa alla durata della ferma , dimostrando come convenga più che ad essa aver di mira alla maniera d'impi egarla per ottenere quanto occorre a stabilire il reale valore delle truppe, e ritiene che perciò bastino due anni, introducendo delle radica li riforme circa i servizi accessori, disim~egnati attualmen.te in tempo di pacesda ll'esercito con vero ·suo scapito. . . . Chi conosce l'opuscolo pubblicato dal nostro se iuore Yolete l'Italia? Penscite. all'ese,rcito, troverà in questo che annunciamo la èoufàma. del le idee da lui svolte nel primo ed applicate alla opportunità delle risollevate polemiche.militari a proposito della discussione del bi lancio dellà guerra. Ciò sta ad indicare che per quanto siano discutibili tali idee, tuttavia sono salde cçnvinzioni, intimi modi di vedere ispira.ti sempre al nobile scopo di repdersi utile aìl'esercito ed alla nazione si~ con tutte-le forze del braccio, sia con quelle clelhrmente.
P••ogetto ,U 'U.ii nuovo o'l·tlitUHHeHto tlell,i f,uite1·tti , -- Abolizione della seconda categoria. - LEANDRO PAOLETTI, tenente colonello. - Roma, tip. Voghera, 1879.
Anche in questo opuscolo, corne nel llrecedente che abbiamo ;in- · nunziato, si .propugna la riduzione della ferma, limitandola per altro, anzichò a dne anni, a soli 20 mesi per la fanteria, con lo scopo cli richiamare annualmente tutta intera ciascuna classe di leva. ,\fa a compensare la diminuzione cli durata del servizio permanente vi si propone cli abolire l15 guardie in genere, salvo qu{Jche eccezione, di modificare del ttitto il· metodo d'istruzione ai reggimenti, ~ia .io ciò che riguarda gl i ufficiali sia per le truppe. Ecco 1in cenno dell'ordinamento dell'esercito secondo le idee cldl'autore : Eserci to di ,in linea composto della ·I", 2a, 3a, e ,ta classe intera. id. o•, 6a, 7", id . id . · Suo co.mplemento 'id. .... Sa, 9a, ,1oa, id. id. · Eserci to di 2a lilieo 1 id. 1'1a, 42, 0 id. id. Suo complemento Le sette nltime classi cli fanteria, le 8 ultime. Esercito teni toriale d'aniglieria,. del genio e degli alpin i, più le .9 ultim~ di cavalleria e Je 19 classi d,i 3(\' · cntegoria.
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Egli vorrebbe inoltre aument,we a 20 i reggimenti .bersaglieri, formandoli però su tre battaglioni. Le sue proposte tendono all'applica zione più rigorosa dell'obbligo del servizio rn i.litare eguale per tutti; ad impiegare tutto il tempo della ferma so tto le armi per la sola istruzione delle varie classi; ad una spiccata divisione ciel lavoro degli ufficiali e sottufficiali, dando così !oro il mezzo di acqnist-are quelle cognizio;1i tec~1iche specia li, .le qnali sono necessarie . Con questo si.sterna l'autore dimostra implicitamente .come mediante l'aumento di pochi milicmi al bilancio sj possano aver sempre ireggirnenti di fanteria con due battaglioni della forza del pieclr, cE guerra . Ci duole che per brevità di spazio non ci sia concesso di entrare in· una vera analisi di tutte le progett.ate riforme ampiamente svolte nel lavoro di cui si tratta;' ma pur facendo le nostre debite riserve, crediamo che parecchie di esse siano degne di attento studio e con- · siclerazione, ' mirando allo scopo di rendere più robnsta e solida la potenza di un'arma , qna le è la fanteria, nella quale oggi .più che mai risiede il genio ~!elle guerre odierne.
Lt1 ,,u,,, 111,iUt1.u•e . .Milano, Treves, 1880.
Bozzetti di
EDMONDO DE AMICIS,
A pessunò salterà certo in ·mente, leggendo il titolo cli quest'opera, che nella presente ri vista bibliografica si pretenda di darle qualche . salvacondotto di raccomandazione, onde possa, riconosciuta e gradita, trascofrere di mnno in mano fra i cultori dell'amena letteratura . Son già molti i compiacenti sorrisi prodigatile dal suo apparire fino ad oggi Jler cercare di enumerarli, ed-assa i fu già detto intorno a questo libro , in cui con la tavolozza piena di smaglianti colori si è saputo rendere, svelando talune interne e nuove sue modalità, la vita più robusta , energica e perigliosa del sesso forte, raggentili ta ed accetta agli occhi stessi di quello che suole rifnggire da ,ogni fierezza. Però noi ci limitere1J10 ad annunziare que,.ta nuova ristampa dei Bozzetti militari per av.vertire soltanto che ai pregi dei componimenti ed alla eleganza dello stile, diligentemente ri vednto e conetto dall'autore, va congiunta quella dei tipi e del volume, divenuta o!'mai necessaria nei lavori di carattere artistico . Egli è certo che son molte le cause le quali debbono concorrere inANNO XXV, VOL , 1.
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E PERIODIC I
sieme a formare la vera fortuna di un libro, come l'originalità ed il genio dello scrittore, la novitA del soggetto, il gusto dei tempi, l'arte di saperlo secondare, l'opportunità della pubblicazione ; ma è pure un fatto che iu gran parte queste cose si sono accordate insieme per assicurare a questo lavoro un plauso generale ed una sicura esistenza. Ne fanno fede le molteplici edizioni passate e la-p.r.esente, nell e quali è andato 'sempre più ringiovanendo tanto di aspetto q~toJn·sowmza. Auguriamogl i tutta la longevità avvenire, accanto ad altre prossime opere, che il be Amicis sta preparando . . .
, 1''o~io:11i ele'lnent,,,•i ,li geog,•tt.fi,a ,,st,•ono'lnictt., fi,sic,, e politictt. ad uso delle scuole super,iori pei sot-
tufficiali ·~ Parte prima, EDOARDO RABB!NI, capitano ne bersaglieri, Firenze, tipografia della Gazzetta d'Italia, 1880 Prezzo della pr\ina parte L. 3, pag. 72, con tavole. A causa dello sviluppo che hanno avuto oggi tutti i rami dell'in.. . segnamento è ben difficile di poter trovare nei trattati didascal ici, che · si vanno pubbficando, materia nuova: cosicchè lo scopo in genere che deter; ina la compilazione di simili opere è quello d'i chiarire · e disporre nel modo più facile ad imparare le varie parti del coinplesso . argomento che si prende a svolgere. La geografia per altro, scienza che ogni giorno progredisce nella via della certezza dei fat ti , offre sempre qualche novità eia aggiungere all e cognizioni divulgale, o quanto meno qua lche dato da rètt.ificare, ciò che giustifica ancora. più l'idea di fare altri libri che rivelino tali progressi . Ma ciò premesso, dobbiamo pur dire di non poter giudicare dalla sola prima parte data in luce del lavoro del sig. Rabbini, tanto più che essa contiene soltanto delle generalità. Solo ci sia lecito di osservare che talune citazioni çli autori è di ~struse leggi cosmiche non ci sembrano abbastanza adatte in un trattato elementare diretto ad un fine speciale, qual è quello delle scuole superiori dei sottufficiali, pei quali forse un'edizione anche meno elegante e più economica sarebbe stata a parer nostro di maggiore utilità. Auguriamo del resto all'autore di compiere presto la intiera pubblicazione e che riesca vantaggiosa all'insegnamento militare.
~Ni'lltt.tnne .T.TT. Stathoucler de
Hollande et roi d' Angleterre - 'Éti6de historique sur la vie et les carnpagnes de ·ce prz'nce d'aprés les documents, laplupart .inédds, duDépdt de la Guer,·e, par le e.te DE Lo.RT-SÉRIG NAN, capi taine au 104e ~·égim ent d'infanterie . - Paris, Durnainie, 1880. 0
Il conte cli Sérignan ha raccolto in · un volume cli più di seicento pagine la vita mi !itare di Guglielmo III d'Inghilterra . - Diremo me- . glio: egli è penetrato nello spirito di quelle grandi e continue guerre che caratterizzano il regno cli Luigi XIV, e più che la storia militare cli 'Guglielmo III, ci presenta quella del genio militare di quel secolo . - Lo Statouder, il principe di Conclé, il Turenna, il Luxemburg, e lo Schornberg sono a voi ta a volta esaminati nella preparazio~e, nel concetto e nell' impiego dei mezzi di guerra. Gli studi storico-militari . si presentano oggidì sotto forma caratteristica. Essi non accettano il fatto cornpinto, la vit.toria, che innalza o fa scadere gli uomini cli guerra nell'opinione dei loro contemporanei, se non dopc/ averne vedute e studiate le cause attraverso ad un processo che è ad un tempo politi.co, militare ·e psicologico. E a noi pare che il lavoro del conte di Sérignan ci porti appunto in un largo campo cli osservazioni; in quello cioè delle vere fon ti storiche, dei documenti inediti, degli ordini e dei dispositivi giornalieri, nei qual i si · cerca con avidità l'uomo, il capitano, il suo genio, per poscia profilarlo in alcune linee scultorie, che sono ad un tempo le linee magistrali della storia della guerra. Qnando attorno a Luigi XIV si raccoglieva tutto ciò che l'Europa possedeva cli più .illustre e cli più gr:mde; quando l'Europa stessa abbarbagliata da tanto splendore, si era moral mente sottomessa al gran Re, un solo nomo gli si oppose, facendo osci llare la gloria dei capitani più illustri di Francia. Quest'uomo fu Guglielmo III, carattere cu'po e perseveran le, che nessuno ostacolo potè mai arrestare nè scoraggiare, che marciò di ritto allo scopo, impassibile, perchè nò le miserie della guerra, nè le preoccupazioni gravissime dello Stato, furono da tanto da far lo per un solo momento piegare. - Quest'uomo, che si trov~ così intimamente legato ai più alti fatn ; che ebbe sempre parte negli avvenimenti celebri di Luigi XIY, dopo il ,J 672 ; che ebbe per avversari grandi nomini di guerra; éhe ebbe, come tutti i mortali, le sue 19'
293 <e che <lue uomini ordinari potevano appell!l smovere ; Orazio che di" fende il ponte contro un esercito ; Riccardo Cuor di Leone che ga{( loppa lungo l'intiera linea sarnc-ena spnza trovare iln solo nemico che « aspetti il suo assalto ; Robérto Bru n_ clie schiaccia con nn colpo << l' el metto e la testa di sir ficnry Bolrnn ali..-. vi~ta degli eserciti « d'Inghi lterra e di Scozia : tali sono gli eroi di una età ignorante. « In tale etit il vigore corpo_rale è la pi LÌ.. indisp0nsabile qualità di un « guerriero. A Nccrwi ndcn. due poveri esseri malaticci , che in un rozzo cc stato di società sarebbero stati considcn1ti come troppo debol i per <e avere una parte qualunque in un combau.imento, erauo l'anima di <e due grandi eserci ti . In 11 lcuni paesi idolatri essi sarebbero stati cspo~ti <e nel l'infanzia ; in cristianità, seicento :inni addietro , sarebbero stati· <e mandati in cnialche tranquillo monastero. Ma essi erano in tempi cc in cu i gli uomini avevano scoperto che. la /'cn·za drJi m1.1,scoli è « di lungo inferio re in pregio alla fot·za della ,,n~nte. Probabile che, « fra i ,120000 soldat.i che erano disposti attorno a Ncerwinden sott.o le « bandiere dell'Europa occidentale, i chw più debol i per corpo erano il , e< gobbo nano, che spi ngeva av~nti il foqoso attacco di Francia, e lo « schP.lctro asmatico che copriva la lenta ritirar.a di Francia » . Accanto al Louvois, al· Condé, al Turcnna, al Luxemburg, la figura che, secondo noi, più spiccò , corno ca-1·atte·n 1nibita-re, ò quella di Gu_glielmo III. Egli è grande insegnamento di ciò che pnò una volon tà energica anche in un corpo debole: di ciò che è capace una grande ,passione, anche non disponendo che di mezzi limitati: un solo uomo, dice giustamente l'autore, vale talvolta per un popolo e per un esercito. - La disfatk1 si può dire che ha accompagnata ìa carriera nlilitare di Gnglielmo ; ma , in qnesta avversità costante, egli trova sempre parole di incoraggiamento e di entusiasmo per consolare e trascinare i suoi ·. sudditi ed i suoi al leati. « La p11ce di Nimégue, per quanto gloriosa << sia stata per t uigi XIV, non ~ a paragonarsi a quella stalll offerta cc al la Francia nel ,J()1'.2 .Si vede l'inOuouza nefasta di Louvoise l'energia <e dello Statouclcr, che fa prevalere presso i suo, compaesani il partito « della di fesa estrema, senza speranza , ud un trattato che suona ,cc onta. La gloriosa follia del principe raggiunge lo scopo. Perde tutte « le sue batwglic, ù costret.to sempre alla difensiva; ma. la sua energica « resistenza unisce per affati care la Francia cd ottenere all' Olanda (( condizioni onorevol i )) , Questa la sintesi di tanto uomo, che se non fn un genio , fu una ,grande persoualitit militare. .Noi non possiamo qui ndi desiderare altro che libri come quelli del E PEH!ODICI
LIBR I 292 pecche, perchè ·mancò ora di lealtà, ori1 cli franchezza ccl Ol'a di generosilà, merita. davvero uno studio cosceuzioso e vasto . Noi non possiamo s~gnire l' autore perchè sarebbe difficile ·cosa - e perchè lo spazio non cc lo permetterebbe. - - 'ru ttavin _bi r.err\o di alcùni insegn:1mcnti che si possano trarrn dalla' lettnra del li~ro . . · Quamio nel 4(-ì12 Ltiigi XIV raccòglie, fra Liége e Mae~ r-1_ch l, per la prima volta una massa cli· 80000 fanti e 27000 cavalli/jjer .inva dere l'Olanda - un problema gravissimo si presenta - quell9 cioè dcll'or~ dina mento, vcttovagliamerllo e movimento di una sì grande massa. L'autore prova che l'esercito clic invase l'Olanda in quell'anno può rit:e~ . nersi ancora oggidì 1nodello di ordinamento, di concentramento e (h , amministrazione. Nell'offensiva francese di qnello stesso anno , si presenta nn pro:.. · ble1na st1·atecrico "TaVi$sinro [Jèr le condizioni geografi che della regione: ç) l'invasione dell'Olanda . I trn uom ini più eminenti · della Francia, il Condé - il Louvois - il Tutenna ne discutono la moda lità « prèvale la proposta di Louvois - sostenuto dal Turenna, accettata dal Re. - Gual ielmo HI vi risponde con una di quelle risoluzioni dio . . . srerate, .che nei grandi caratteri tengono sempre dietro a s1 tnaz1om del pari disperate:_ ro mpe le dighe e sommerge l'Olanda. La marc;ia . ardita, iÌ1trcpida del duca di Luxemburg sul ghiaccio chiude degnamente qnell' anno di opei·azioni. ,, . ,;
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La campagna del 167!~ che l' anLore studia minuta mente, è una delle più belle di Condé. - Le notizie sulla marcia offensiva su Mae~ stricht e quelle sulla marcia in ritirata .su Ti méoh, danno mezzo di ent.;are partitamente nei concepimenti logis~ici del Coudé, come la battaglia di Seneffc prova clie Voltaire aveva ragione di aff~rmarc essefe qnell'twmo nato qen(';rale e che l'arte deUci giierra era, i,n, 1,ui 1.m na1
turale isti nto : Je n'ai pas 'Dli un pt·ince d'Orange, ;j'en ai "on dix - disse lo stesso Condé. - Non una brillante bravura, ma una Lenaeità invincibile aveva solo impedito a Guglielmo III di es,et·c interamente disfatto. Saltando di piii pari molli anni e molti studì, arriviamo :i lla battaglia di Neerevinden, al la più sanguinosa bat.t.aglia del secolo xv11. E qui pure quale insegnamento? - Lasciamo la parala al Macaul~y, dispiacenti ch e l'autore non abbia riprodotto un giudizio orinai. c_etehre. e< Giammai forse il cambiamento che il progresso della c1v1lta ha << prodotto nell'arte della gucna , fu più apértament: provato iu « quel giorno. Aiace che abbatte il condottiero tròiaoo con un mas5o_ ,
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conte di Sé~ignan abbiano ad apparire con frequenza per porre fon- . . d~mcnta sohdo alla nuova critica storico-m ilitare. Una sola cosa dobbrnn~o osserv~r~, ~d è che !'ani.ore, affascinalo dai grandi fatti, dalla glori? splencl1cl1ss1ma dello armi france<;i, si lascia, comn bnon francrsu , ~ra~cmare da essa, per scordare crua lche volta quelln del nemico che o_d1sfatto, ma ~he ~uro n~uore gloriosa mente. Noi l~bbiamò gjà detto: p1~\. che la sl.orm d1 Guglielmo III , il libro ci dà quella del gchio m1htare del secolo di Lui<>i XJ V · 1'
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.l'trotes s,u• le sert•ice ,l,nis les ét,1,ts ,,,..,,,,Joi·s e n cmnp,1,g11,e~ par ANDRÉ MARIOT'r r - Paris, 1880, L. 3,50.
Utile compagno può essere questo libro ciel Marioù i all' ufficiale di stato maggiore frantese in campagna. Esso comicuc tante e così clivcr,;o ~ozioni da co,rrispo~1dere alle esigenze di qual Lrnque specie. . I l c.ip1tolo_III, cbe pari~ delle ricognizioni e delle missioni special i, drce nulla eh ~uo~-9, ma n corcla opport.unamentc una quantitù cli dati che possono sfuggire al momento cli averne bisogno. Importantissimo è il capitolo l V: « Del dil'itto dello rrcnti e delle . relazioni col nemico » nel quale sono svilu ppate con <>iu; l.o criierio e con sana dottrina parecchie clelica le que~tioni. Lo schiud; la com'cnziono di Gincvrn relativa ai feriti in guerra, cogli articoli addizionali del 20 ottobre 1868, i quali, benchè non ancora onìcialmcnte ra ti ncati da 1.nuo _le por,cnze firmata rie, pure vennero rigorosamente osservati dai belli~era)Hi in tulle le g.uerrc avvenu te in Europa dopo la loro pubbhcaz1one. Il signor Mariotti svolge quiucli le no1·ine per l' organizzazione cleJl'esercito in cam pagna, e da queste passa a dire dell'esercito w~so in campagna. Qui vi tratta ampiamente e ·con molta chiarezza, clcll 'orclinc _di m~t:cia cle_llc truppe dello varie arm i, dei trasporti mi litari per lcrrov,c, dell'mstallamento delle truppe in campagna e cioè negli accantona menti, negli accam pamenti e nei bivacch i. Egli dà le regolo per la densità e la capacità d'un accantonamen to, la scelta ed il ri parto cl i esso, indicando minutamente i do~-eri elci personale addetto a que,to · servizio speciale cd intportante. Lo stesso ra per i bivacchi e per i campi . .LI bivacco, egli dice, è una posizione della truppa momentanea, senza case, senza ban1cche e senza tende per ripararsi o tutt'al' più 1
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E PE1UODICI
qualche Jeggiera tettoia costruì ta in freua per proteggere contro la pioggia e contro i I vento; questo non sarebbe il bivacco troppo saiubre per le truppe; però esso è il più rapido cd il più facile dei modi di {lollocamento di truppe in rr.arcia ed ancl1c il più comodo per le truppe stesse, quando il tempo non è c.:attivo ,. uè rigido . '.Lo preferisce o.1J'accampamento cd enumera i vanrnggi <li quello e gli svantaggi di questo , basandosi sul detto del generale Lowal « che per la metà dell'anno almeno la tenda è fu nesta agli c~crciti di quasi tulla l'Europa. " Chiuqe il libro colln norme sulla fÒrm:izione di co mbn ttimento dello diverse armi, parlando a lungo dell'.offcusiva e della difensi,,n, non che dell'ordino normale di com ballimento della fanteria, della G.avalleria e dcll'artigrieria. • La stampa frnnccsc ha fatto grandi elogi di questo 1iade- ime1;um, il qua le, oltre alle più minute indicnzioni sugli argomenti trattati, è illustrato anche con disegni, con tabellè e con note. L'unico ,rimarco che gli può esser fatto è qnollo riguardante le defini zioni del serYizio di stato maggiore e dello runzioni inerenti all'impiego cli aiutante di campo1e d'ufficiale d'ordinanza, che form ano argomento dei dnc primi capitoli. Il Mariotti ha citato lo definizi oni di parecchi illustri generali, ma non si è assunto la responsabilità cli darne una sua e propria.
Die A.u/{ltt.be unse1•e1• I'11(,n1te1•ie ,.u ul Bt·if!mle. (Il compilo della nost,·a
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Btt.fflillon
fanteria nel battaglione e nella brigata). - Mittler e figlio, Berlino, 1880.
L'anonimo opuscolo è scritLo per avviare l'ammaestramento della fanteria prussiana su una via logica, faci le e promettente utili risultat~. , Dal le manovre 1lclla piazza d'armi, che promuovono grandcme11tc 11 sentimento della disciplina, si passa tosto all'applicazione sul terreno dello formazioni cli combattimcuto. Questo è un errore, poichè non è possibile che il rnorto meccauismo della piazza d'armi abbia convcn!entemente preparato i comandanti dei battaglioni e dell e ~ompa~nie ~ condurre i loro reparti in armònia collo scopo. A quo, mov11ncnt1 automatici manca la vita; la vita intelligente ecl energica onde abbisognano sul campo cli battaglia. Urge cli_nH[t'.e r.orgerc _a tutti gl_i ufficiali occasiontl a con vincersi quanto sia d11fic1le e cl,lfercnte il manovrar bene su terreno vero.
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È tioppo lnngo il passaggio dagli esercizi regolamentari all~ esercitazioni di combattimento. In queste, per cp~anto si possa insistere sul pe-
riodo di preparazione, la preoccupazione tattica assorbisce e spinge nel .f~ udo l' intelligente applicazione dei mezzi. Epr.ure i grandi COl'[>i tattici muoveranno fa cilmente su qualunque terreno, saranno pronti a far fron'.0 i'. qua lsi~si avvenimento e sapranno conse~are fra loro il. legarne mcl1spensabile, solo quando i .battaglioni e le cQ.,_mpagn re sa..: ranno guidate con criterio illum inato e pratica opportunÌrd·- Ecco in epilogo il pri mo capitolo del Ji))['o . Le proposte non sono molto di fferenti da quanto prescrive il nostro. « Ammaestramento tattico» al capo V: Rvolu.zioni regolamentari appl·i- . ca.te al te,rreno. So lo dopo aver esèrcitato il battagl ione in ordine ch illSO a svolgere tem i, dei quali l'autore dà alcuni esempi, vuole che terni simili siano risolti pure in ordin(:} misto. Insiste, ~) siDmo d'accordo con lni, perchè si spenda molto tempo nell'esercitare la linea di co- , lonne di compagn ia e gli scag'lioni in marcia a cambiare di direzione · senza servi rsi d6llc eonv-ersioni. Osserviamo, che nei suoi esempi rà galoppare !'aintante maggiore a destra ed a sinistm per stucliure la direzione di marcia, cercare ·i pnnti d'appoggio dell e· ali, ecc. Noi crediamo che nei terreni sui quali deve rn:.1 11ovrarc lu fa nteria. dove spesse vol te lo stesso maggiore scende per rcsture col pro prio battaglione, ciò sia rara mente possibile. Siamo poi <l'opinione contraria ' alla sua, che quando uua li nea di co lonne debba avanzare e cambi::indo del tutto o in parte la fronte andare a situarsi rimpetto ad un punto, convenga eseguire la conversione prima di partire. La prn tica ci sembra insegnare, che il mi~urare, sia pure solo ad nna clistfu1za cli cr.ualche centinaio di metri , l'angolo occorrente per porsi nella di rezione comandata, l: cosa ·tanto di fficile, che per non andare incontro al fa re e disfare, è meglio cambiare la direzione della fronte poco prima cli giungere o quando si è giunti sulla posizione stess~ . Il secondo capitolo: (< colonne cli rnaggfor forza >> ci offre poco interesse. Con argomenti che ci sernbr.:mo giusti , combatte la colonna sul centro; in Germania è anc~ra conservata nei regola. mento cd indicata quale colonna di attacco. Di mostra elle, rnal;rado la larga i~iziativa lasciata al comandante cli · battaglione nella ~cel ta di una opportuna for ma cli 1\ttacco-, · essa colonna col fascino della · tradizione esercita spesse volte una influenza esiziale. L' avvenire è della linea di colonne di compagnie poste a quell'intervallo che richiede il momento. Anche il terzo capitolo : « fornwzione linewre >> non fJarla in o<rene1;ale .
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se non di cose r-isguarda nti l'esercito prussiano. È noto come la com pagnia' prussi::ina sia for mata su tre plotoni,' come il terzo quando essa sia :;piegata stia dietro il primo o s_econdo plotone. L'autore ~onform ~ alle proprieth tattiche cli ciascuna fo rmar.ione, che per la lmea~e s1 ·possono riasstnncre in massimo J'u oco con minime pr~rdite, propone cli di videre la compagnia in r1ua ttro plotoni e disporli su una $Ola linea. Fortifica i suoi ragionamenti con quelle. ste:sse l'agioni che già portarono altri eserciti allo schier;; mento SLl due sole righe cd a intrc,clul're il sistema q Ltaclcrnario alrneuo lì no al battaglione. Iu questa occasione fa una digressione contro i fuo cl1i da lontnno, poichè pretende che lu d.if'esa nou abbia bisoguo cl i cambiarne spc::;so l'alzo, di g\ud icarn le distanze ccc. e che ad 0ssa basti avere avanti ::i llc ho1;chc dei propri fnci li nn campo cli tiro di E >O o 200 pnssi [cli estensione sii! quale a distanr.a effic:.1cc dirige tutti i suoi proietti . A questn grandi ne si unisca il fuoco dcl l'al'tigl ieeia, e poi, esclamn l'antoce <e chi sarà capace di sfondare t[UCsta muraglia di ferro? >) Voler costruire simile rnnraglia nvauti ad ogni bauaglion<;, negando l'util itù del fooco mi ra ~o snl nen1ico, sia pure per la sola1 dife osiva , ci pare cosa assai arn sch iaw, per quanto si possa tener conto del l'opinione di ta luni che il soldato in guerra non punta. Il qnarto capitolo che discorre dei cacciatori, ci scmbr::t merita'.e assa~ più rlel lc poche righe che possiamo concedecgli. Il nesso fra la lmca de~ 0acciatori, i suoi sostegni ecl il suo grosso vi è con"idcril tO sotto ogni aspetto e studiato profondamente. Scopo principale ncil'aromac-;tra.mcnto della fon ler-ia in ordine sparso è cli ottenere che essa sappia avanzace o rctcocedere esattamente nella clin!zione· indicata. l i primo intento da cercarsi in guena, e per conseguenza da esercitare nella pace, si è quello di giungere in. buona formazione, peecis.1men tc sul punto stabi lito, e non quell o cli giungere bene onlinnto altrove. Senza quest::t disciplina, assai difficile ad irnparar:;i, il disord ine e la sfìdijcia s'i mposscssn rio delle fi le. . . Le es1;rci tazioui di rpiesto genere, e su og111 sorta d1 terreno devono essere il fondamento dell'istruzione elci cacciatori. La direzione di marcia vuole averla il centrp della linea cb e muove e il 'punto di · direzione essere conosciuto a tutti i rcpnrti laterali. L'ammaestramento della brigata è il soggetto dcll'nltimo capitolo. La parte importante cli questo ammaestramento sta nel g'.usto impiego tattico delle trup pe, scc~rndo il terreno e lo s,;opo . Il reggnncnto anche_ nella formazione· per linea, non deve considerar !'. altro reggimento come sua seconda schiera : d0ve invece cerca re di eseguire il suo còrnpito
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colle proprie forze meglio che può. La brigata deve tenere sottomano tutte le truppe .disponibili oltre il reggimento impegnato, per impiegarle quando , l'andamento dell'azione a})bia dimostrato dove convenga dirigerle. · Lo scrittore non ha occasione di dire cose nuove,~dei lo sa; ma questo studio_ ~ul r~g?lamento. d'esr:rcizio prussiano è ·atto con- cura_,. con acuto spmto di mduz1one e di osservazione, con co;:;,n-iz.iorio cieli.e esigenze della tattica moderna .
,ci pii generali secondo i quali è costrnno ciascuno dei sistemi d'artiglieria presi a considerare ; per conseguenza sono tratta te le C[nistioni inerenti .a l calibro, alle propriet/1 balistiche ed al l'efficacia , e relathramente a queste ultime, f[lIClle riguardatiti: le relazioni fra diametro, lunghezza, peso assoluto e peso per centimetro quadrato di sezione dei proietti, )e velocità inizial i o restanti, la resistenza dell'aria e le perdite progressive d! veloci tà . L'autore divido tutte le artiglierie da campagna in quattro gruppi , ,cioè: 1° G·ruppo : formato dai cannoni riga~i ad avancarica francesi, i tal iani , ed a~lstriaci . · · · 2.0 Gruppo : composto da 13 bocche da fuoco, cioè : dai cannoni francesi da ti e da 7 sistema Rell'ye, dai cannoni inglesi ad avancarica ,da 9 e •16 !ibbn~sistema Woolwich; dai cannoni prussiani da ccnt. 8 e 9 (mod. 1864) ;. dai cannoni russi da 4 e 9 'libbre; dai cannoni ·inglesi a retrocarica da 6, 9, 12 e 20 libbre sisteri1a Armstrong, ed ' infine dal cannone italiano da cent. 7, 5 da campagna . · 3° Gruppo : abbraccia 7 bocche da fuoco, cioè : i cahnoni germanici da cent. 7,8 o 8,8 (rnod. 1873), i cannoni. aùstro-ungarici <la cent. 7,5 e 8,7 sistema Uchatius, il cannone ita liano da cent. 8,7 , i-cannoni russi da ceut. 8,7 tanto leggieri quanto d'artiglieria a cavallo. 4° Grup po: comprende le bocche da fuoco più recenti, cioè : i -cannoni francesi da mil i. 80, 90 e % ed il canll(,ne pesante dell'artiglieria rus~a, da cent. 10,67. Le bocche da fnoco appartenenti a quest'ultimo gruppo sarebbero ·quindi quelle dotato della maggior potenza balistica ; cionon pertanto l'autore si rifiuta dal considerarle come le migliori, atteso che esse non -soddisfano in egual misura alle condizioni cli mobilità, cli munizionamento o di efficacia. Proseguendo il suo ragionamento, tratta dell' oflìcacia dei. proietti; cieli~ ·sfora d'azione di essi, dell'esattezza di tiro, della mobi lità e del munizionamcnt.o. E qui apriamo una parentesi per fat' not.are come l'autore consideri, molto logicamente, l'esattezza di tiro di una bocca da fnoco sotto tre ..aspetti dil\'erenti, e cioè : esattezza relativa, assoluta e totale. L'esattezza relativa sarebbe quella proprietà dei cannoni mediante 'la qua le la ·naturale dispersione dei proietti e gl i errori in elevazione provenienti da una stima rneno esatta della distanza o da una clifeuosa ,osservazione dei colpi, sarebbero, fra cel'l.i limiti, neutralizzati dalla
(L'armamento della artiglieria da campagna), per H. von Wrwi
Vef.1e1• t.lie Beivttff1·n ni11 t.le,• .E'eld•.«1•tille1•ie
maggiore d'artiglieria. -
Berlino, 1880, pag. 330.
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Il maggior Wille, già· noto molto favorevolmeùte come scri tlore mili_tare, ha o'.·a ,arr_ic~hi~o'di un di ligentissimo l~voro la raccolta di opere riguardanti l artiglieria moderna. Esso mira a paragonare- i vecchi e·gli a~tua)i sistemi d'artiglieria da .campagna (1858- 1879) delle sei pri~c1pah potenze europee (Germarna, Francia, Austria- Ungh eria, Russia, Inghijt~1Ta ed Italia) sotto tutti i punti di vista, ordinandoli, raggrup~rnndol~ volta a :olt~, cosiccbè il lettore, anche più superficiale, pnò 1mmed1atamente Jars1 un concetto abbastanza esatto del valore relativo di una bocca da fuoco rispetto ad un'alt.ra. Il momento non èotrebbo essere meglio scelto. Ormai ciascun e$ercito ha il proprio sistema d'artiglieria da campo che certa men te non abbanclona, . vnoi perchè lo ·reputa il migliore, vuoi per le enormi spese cui si va incontro cambiando . · L'autore ricorda come il primo sistema di e.annoni rigati abbia duralo in Prussia da 12 a 9 anni cioè dal ·186•1-64- a[ 1873, in Franci~da 13 a :19 anni cioè dal 11858 al ·18711.77, in Italia da ,! z a •16 an"i1i ossia dal 186·1 al 1873-77, in Austria ed in Russia ,J2 anni, cioè rispettivamente dal 11863 al 11875 e~daJ ·1865 al 1877. · . · Giova però notare che parlandosi di stabilitit nei sistemi d'artirrlieria . adottati , non devonsi intendere esclusi tutti r[uei perfezionam~nti e , migl ioramenti che l'esperienza continua sullo stesso materiale ed il · progresso nelle industrie possono suggerire, kt _cui applicazione non altera i priucipii fondam entali. · L'opera è divisa in dne parti . La prima _di esse si occupa dei prin1
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radenza delln traiettoria. L'esattezza relativa corrisponderebbe quindi alla lunghezza , degli spazi hal.luti . L' esattei,m assoluta sarebbe data dal rapporto tra il riumero dei tolpi spara ti e rp,iello dei punti colpi ti sopra un dato bersnglio del qua.le si conosce .perfettamente la distanza, e si arnn~·tte l'~osservazione e la correzione dei colpi in::ippuutabili. . L'antore t.rnva tuttavia che nè l'esattozza relativa nè e ,Ila ·as~o..:. Iuta, considerate separatamente possono fornire · un' idea esatta della reale e::;attezr.a rii tiro di nua 1Jocca da fuoco , e che solo la comhiuazione di esse raggiunge ![nesto scopo . Egli indica talr~ combinarionc. co! nome di esattezza totale (T), la qua le trovm·ebbe la sua es pres::;ione nella differenza tra ia lunghezza dello.spazio battuto cn) per un bersngliò di determinata altezia e la profondi tà necessaria del bersaglio · por conténere il 50 per °lo dei co lpi s1iarnti Z 50 1~er °lo cioè : .T
=B-
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F. P ÉR LOl)lCI
Z 50 per "/ 0 •
Il valore positivo di :r dà la misura dell' errore tollerabile nella stima delle dista nze Q dello spostamento che pnò fa re il bersaglio nel piano di ti ro, purchè, senz:i cnmbiare punta mento, il numero dei puHti colpiti uon scenda sotto il oO per °lo· D'al!.ra parte si riéava dai valori negativi di T ia p1·ofondità clte deve avere il bersaglio, affinchè, ammessa l'esa tta conoscenza della distanza , risulti ancora il 50 per 0 / 0 dei punti colpi ti. · · Per ciascuna rlelle tre forme sott.o le rptali viene considerata l' esattezza cli t.i ro abbondano i dati di paragone relativi a tLttte le bocche eh fuoco ed· alle varie distauze ; essi sono raccolti in bei~ 1·I specch i nei c1uali i diversi cannoni sono ordinati in ,serie progrnssiva di valore. In un seguente capitolo sul calibro più conveniente per le bocciie da fuoco da campagna, l'autore assegna ad esso i limiLi di cent. 8)\ a cent. 9 pei cani10ni che devono armare le batterie divisionali, e cli cent. 7,5 a cenL 8 per quelli che devono fo rmare le batterie a cavallo. Il maggiore v. Willc, il quale ,J O anni or sono soste.neva i\,niLù rii cal ibro per tutte I~ baw~ri~, si difende contro l'accusa.d'i nconsegu.enza , rilevando come i progressi fa tti dall'artiglieria in questi ultimi tempi col grande aumento cli potenza da una parte e cli mobilità dnll'altra. giustificano un cambiamento nelle idee. Riepiloga poi brevemente lo svi lupi;o della quistione s·ui cam1òni ad avancarica od a retroearicil, dichiarando i primi come appanenenti ad un passato che non ba più spel'anza di ri torno . Alla prima parte seguono interessanti appendici. 1
La . prima novera il numero dei cannoni da campagna delfesercito germanico sul piede cli pace, e quello degli eserciti, francese, russo, austro-ungarico , inglese ed italiano, . sul piede di guerra. Nf)lla seconda sono raccolti i dati sul numero di colpi sparati dall'artiglieria in alcune campagne. La terza tratta dell'efficacia dei di versi c:.i nuoni di nuovo modello contro ber,;agli di gnerrà. La quarta presenta dati bal istici sui nuovi cannoni frnncesi e russi. La quinta ap pendice infine riepiloga brevemente le esperienze in corso in Ingl1ilrnrra, Italia e Russia. Seml)ra che quest'ultima abbia intenzione di sostituire una parte degli attuali cannoni (i quali sono d'acciaio) con altri di bronzo compresso secondo il sistema Lavroff. La seconda parte dell'opera si occu pa della co;;truzionc cli tutto il materiale d'::irt.iglierin da campagna, descrivenrlo minutamente i sistemi adottati per le bocche da fuoco e per gli otturatori, pei proietti e spolette, ccl infi ne per gli :iffosti, avantreni e casson i. . Non vogliamo passar oltre senza far notare alcune conclusioni cui giunse l'autore. Parla udo del m.'etallo così si esprime: " Se è natural~ che uno St::tto la cui artiglieria. da campagna è annata coo cannom d'acciaio, non d.!~hba rinunciare a ({(Lesti per sostituirvi ciuelli di bronzo compresso, noi sia mo però d'avviso che una artiglierin la quale, per · moti vi qn~lsiansi, si decidesse a cambiare il suo ,wrnamento, fa:rebbe ben:issi1no a sceglil)re il bronzo compresso come metallo di costruzione dei ,;uoi c:innoni » . Nel capito!o relativo ai proietti ed alla pì·opor1.ione loro ~~\ munizionamento delle hauerie, si pronnncia pel numero egnale eh granate e cli shrapnels ('I) . Crede che le scatole a metraglia sicno .destinate a sparire dal muniziouameuto delle ba tterie cam pa li , essendo vantaggiosamente sostitui uili con granate ad anelli munite di spoleLLa trasportabi le nei cofani,. prwite per lo sparo .'
(1) A questo pl'O pOsilO ripor tiamo lo specchio che ci forni sce l'aut~re Sulla _pro pm'zione :l elle 'duo specie dt prù_ietti nel mu nizionamento delle ba tterw n ei seguenti st ati:. Sh,·apnels Grana te 28 per ¼ r.s per 0o;. Ge1·mania , O 64 per /o 33 per / 0 Inghilterra 33 per ¼ 01 per ¼ Francia (1) 45per¾ 5l per ¼ Jta:ia 24 per o;. 70 per ¼ A ustria-U nghet·ia R.ussia (?)
50 per °lo
42 per •;,0 ,.
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Si dichiara recisamente a favore degli · affusti in lamina, relegando · l'impiego del legno a quelle sole parti secondarie per le quali non si richiede speciale resistenza e dove invece può essere utilizzalo il suo minor peso specifico e la minor conduttibilit:\ del Ci!,Jore. Un nuovo passo nclln via del progresso sarà segnato dalla sostit~·~ione degli affq.sti· d'acciaio a quelli in lamina cli ferro. \. Giunto alla fine di questa seconda parte dell'opera, l'autore co~clude paragonando succintamente i pregi ccl i difett i dei nuovi sistemi d'artiglieria adottati da llo varie poto11ze. " Rispetto a vclocitù finali, forza viva, sfera d'azione e spazi hauuti, come pure rispetto l'esattezza di tiro (sia relati va, sia assoluta o totale), i cannoni francesi sono incontestabilmente superiori a tutti gli altri. I l loro tali one cl' Achille st~ nella poca efficacia cl ei pro,eui, la quale non dipende dalla forza viva nè dall'azione di scoppio prodotlo dalla carica interna. « Le loro granato a semplici pareti ed i loro shrapncls, elci quali le . pal lottole sono in numero troppo scarso, non corrispondono ai pro:.. gressi moderni e la loro azione contro bersagli viventi è mollo piccola. Tuttavia questi difetti possono essere facilmente eliminati colla scelta di migl iori modelli ·poi proietli, a somiglianza di quanto si è praticato nelle altre nrtiglierie : e ciò senza nulla alterare nel sistema in generale. « :.\la ancbe souo altri punti di vista i cannoni francesi presentano cli Fetti sostanziali; co:;ì nel cannone da mili. 80 la soverchia velocità inizialo pone a cimento la resistenza della bocca eia fuoco .o dell'affusto, 1l1cntre poi' la pra tica sarohliero stati sufficienti risu ltati balistici un po' in feriori, ma meno comprometten ti la resistenza del sistema . L'utile impiego del cannone da mili . 90 e l'uso stesso di quello da mili. 95 nella gnorra di campagna vengono pregiudicati del loro peso soverchio e della consegut•nLc diminuziolle cli mohi li tit. Si nggiunga che il munizionamento ne è troppo limil.ato, cosicchè in una parola si può dire che : il cannone da mili. 95 non è un pezzo ~il campagna I « I canno1ii tedeschi, italiani ed nnstriaci formano un vc,ru 1po omocrenco v . se però si ammette che gli sforzi fatti dall'a rtiglieria ital iana per migliorare il suo cannone da cent. 7,5, saranno coronati da successo ( 1) . .Se i c:mnoni tedesch i hanno un'esattezza di tiro minore di quelli au-
stnac1 e cli quello italiano da cent. 8,7, essi compensano abhoncfan- · temente questo clifeuo, colla superiori tà nell'efficacia dei loro proietti, specialmente per quanto riguarda gli ,-hrapnols. "Lo bocche da fuoco di rrucsto gruppo rossono rruindi considerarsi di vti'lore pari a quelle fra ncesi, almeno fiuo che queste non saranno dotate cli migliori proietti; resterauno -tuttn via sempre alle prime i vantaggi derivanti da una più grande mobilità e dal maggior munizionamento, in confronto dei cannoni fran cesi da mili. 90 e 95. " I cannoni russi hanno uu'esattezza di tiro molto minore cli quanto si potrebbe aspettare dai dispositi vi adottali per la costruzione dolio bocche da fuoco e dei proietti . « Tuttavia il cnnnone leggiel'o e quello di cavalleria (entrambi del ca li bro cli cent. 8,7, ma cli diverso peso) , sono all'incirca equivalenti . a quell i tedeschi , anstriaci ed italiani. « Il cannone da batterici (ciel calibro di cent. -10, 67) ha comune con quel li francesi dn mili . 90 e 95 i difelli circa il munizionamento ed il peso del sistema; è però superiore a qnello da mili. 95 nell'efficacia dei proietti , rlovuLa ad una migliore costrnzione. « I cannoni inglesi ad'avancarica da 9 e 16 libre (del calibro rispettivo di ccnl. 7,62 e 9, I ,i.) occupano certamente l'ultimo posto· nell'arma·mento attuale delle diverse artiglierie; questo fatto novuto essenzia lmente alla natnrn stessa del sistema, ·dipende rure in pane dalla costrnzione dei proietti, la crualc lascia molto a desiderare: le . granale sono a semplici pareti e gli shrapnels contengono un numero scarso di pallottole . Resta ora a vedere se le esperienze in corso col nuovo cannone ad avancarica da 13 libbre (ca libro cent. 8, 13) corrispou<leranno alle grandi speranze che su di esso si nutrono iu lughilterra . » Man mano che l'autore veniva svolgendo nei vari capitoli gl i argomenti presi a trattllre, non dimenticava rnai di aggiungere quelle cousidcrazioni r~hott vrobbero potuto servire di norma nell 'ipotesi di creare un uuovo sistema d'artiglieria . Onde egli propone duo bocche da fuoco modello, l'una per le batterie divisionali , l'allra per le batterie a ca,·allo. E così finisce 1:i seconda parto dcll'opern, la quale è pure seguita da alcune llp pcndi ci. l a prima tratta delle proprietà fi siche dei metall i delle bocche da fuocò, cioe della loro tenaci tù ed elasticità, degli sforzi massimi di trnione, compressione e torsione a cui possono essere soggetti ccc. La seconda contiene cenni relativi alla durata dei cannoni teclc>schi mod. ,J813, cd agli effetti di un lnugo tiro sopro di è,,si. Nella terza sono raccolte le notizie relative alla-proporzione delle specie
(I) E lo furono. (Nota della Dire:io11e).
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L!l3HJ
fra
•Ttelt11•bii.cl1.e1· f'ii.1• tlie tleHtscl1.e
,·in,e. -
.1l1•1Hee untl _,,.,,_
Gennaio 1880.
Le operazio-rà dellci fanteria d1irante 1:assedio di Strasburgo nel .1878 - -maggi.ore ìVEDBLST,\F.D'J' . . Riflessioni sull'assegnare alcune fanterie alla cùivisione llj cwoalle·ria. - Le divisioni di cavlllloria che combattono snlln fronte dol,l'csorcilo non potranno vincere tu tte le re;;istenze, malgrado l'uso del combattimento appiedato . Occorreranno alcuni repnrti di fonLcria por sostenerle. Si può calcolare che per ogni divisione cli cavalleria v''è ,bisogno di un batLaglione di ranteria r11onLato sopra appositi carri, sci .per ogni compagn ia. Su questa base l'autore_esamina come proccdorobbé .. (I) nivista ,11ilitare anno. 18.S.
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di proietti , nel munizionamento delle batterie, ca lcolate in per cento del munizionamento stesso; quindi il per cento delle varie speci(~ di proiètti sp:rnJti in alrnne campagne. La quarta ha i dati sulla durezza, dousil;\ e pn,1 ~ _!~sione ~i alcuni metall i e leghe. La quinta appeudice infine traua degli esperimenti fatti ii1 Italia dal geuerale Araldi per giudicare l'influenza della resistenza d~ll'aria· sui proietti allongat.i ( 1) . .L'autore concl 1Lde però sfavorevo lmente allo esperienze stesse, dicendo · che 11è i risul tal.i di c~:;e, nè le conseguenze che so ne trllssero, possono essere considera te coino un reale progresso della scienza ba 1istiea: Le 300 pagine in-ottavo di cui è formato il libro noverano beu ·I 00 · specchi comparati vi, ahl.JraccianLi tutto il materiale da campagna. · Quest'oporn varrà certamente ali' egregio autorc la riconoscenza di quanti si occnpano d'artiglieria, i quali potranno attingere abboi1daatemente ad una fonte sicura ogn i qualvolta debbano procurarsi no- ' .tizie :;ui materiali da campo europei. Crediamo cli non aùdare errati asserendo cbe i l libro del maggiore 'Wi lle è di quell i destinati a diventar popolari gli artiglieri , i quali non si lascieranoo spaventare clall'aridezza dc!la forma, sem·prc .inevitabile in un lavoro d'indole puramente tecnica . .
il servizio di a\',u1scoperta per nna divisiono così composta, la quale operasse sopra il terreno . dell'Europa centrale. · La nuow r.w69/1iel'ia da campagna in F-mncia. - Ten. ScHLAGl:-ITWE!T .
I cam1Yi dell'e.sercito russo nell'estate del 1879. - Ten. DnrGALSCHY . Il 1·ionlincunento dell.'e.sercito danese secondo il nuovo vrogetto . - · 1
A. v. FrncKs .
Scopel'te allume per Reunert -d.e'I Bode -
d'interesse militare - Ifa:-.TSCH - Polvere a f~10co con Fcderir:o Sewaag - Torpedini offensive a reazione di VanglÌe-baionette del Droop - Telemetro per l'artiglieria L'criodioi e.steri - Bibliogrci(ia.
St,•effleu.,•'fl 6 sten•eicl1.iscl,e 11iilUii,•i scl1.e Zeitsclu•ifl, - Novembre e dicembrtl 1879.
Into·rno al 1Jrogetto di ammaestrciniento s·ul se1'·viz·io di c0;mpagna ,pe1· le t·r1i7Jpe s~izzel'e. - Studio 1·egolamentarc del colonnello RonE. La /'orli(icaz-i-one i1np1·ovvisatci dell'arti,glieti.a rla, campagna, suo 'Ìlmpiego e suci costnizione - ca pilano BnuN XErt. - E inutile il voler provare che la costruzione di batterie o di t.rincornmenti din~nzi ali~ al'liglierie ;;nl campo di battaglia JJOssa riuscire dannosa .. Gli esen~1H dello passate g110rrn, l'esperi enze dei po ligoni dimostrano 1\ contrario. 'Ri mane a chiedere a chi spetti l' erigere que~ti tri11ceramenti per -~opriro i pezzi J' aniglieria . 'E l' autore uon esi ta nel dichi_ar~r~, che siffatta bisogna sia principa lmente di competenza dell'a1·t1gl1er1a st.essa cli campagna, non p~tendo sempre pensarvi il corpo del genio, ·scarso d'uomini, e per lo più impiegato in lavori d'interesse più generale. · Ciò premesso; l'a utore continua coll'accennare ali.e mocl ifica,zioni , cui le forme tipiche regolamentari debbono piegarsi secondo le -circostanze del terrèno, e la di reziono _dei 't.iri nemici. Le manovre di ccwallerici a B1·uck rnllci Leit,/ia nel ·1879 - inag .giore D1rnnsurrn. · ~ . Il regola·mcnto d'ese-rè'izio pe1· la cavalleria terlesca_- St~dio _re~ golamentare d~l colonnello HoTZE . - Dopo aver cit.aLo I puut1 !salienL1 del regolamento tedesco, l'arLtore lo paragona ali' austriaco, e trova che muovono da principii diversi. Nel tedesco l'individuo è assorbito dall'i nsieme : nell'austriaco è lasciato ,per quanto è possibile
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!ibero. In Germania i reggimenti di cavalleria sono accasermnti ognuno, m un solo locale, e godono di cavallerizze coperte; in Austria sono dislocati . su vnsti . tc1.'ritor( e dispersi per squadroni e spesso per plotoni· tra molti e lontani v1l lagg1, e perciò i comandanti in sottordine debbono usare maggiore_infl uenza. La cavalleria tedesca ha grossi clfQ_tt,i,·i di paco, e non esige nuove formazioni in caso di guerra come l'austriaca. Il regolamento di manovra austriaco ebbe le sue orio'iu i nei tre reti~ _ gimen.ti di :olontari crea ti nel 11859 in cui si racco;i icva qu; nto ~;i . era d1 megho nella cavalleria. Donde pure lo spirito del reaolamento il quale si ri,,ela nella pa rte attiva fatta al comandan~ di plotone, nel riparto del plotone in tre gruppi, nella formazione (l stormo, nell'nssalto alla spicciolato, nel debole Je11ame tra le rirrJ 1c in . cui l'individuo non tiene un posto Hsso ma noila c!rica deve ai~'ÌVl.'l re pel primo sul nemico, nella semplicit,ì' estrema delle forme e clci'ic evo.l~ i:io_ni : I.I rego.làmento. tedesco _è ben diverso. Stretti legami; plotom 10d1stmt1, capi ploton i senza mOuenza, nessuno stormo caricl1 e, a righe compatte in cui ogni cavatiere ha il suo posto fisso , \a li sono i suoi caratteri . Dei due p1'incipii sui quali posano j due reoo]amen1.i principi i cosi disparati l'uno dall'altro, quale è il mi«liore? L'autor~ s'astiene dal dirlo: però osserva che la cava lleria aus~riaca ha motivo d'essere molto soddisfatta dei suoi precetti regolamen tari . ·
0 1•g,,n ,l e~· 11lili tiil·- u,isfle nsclu,r t1icl,en- JTe,•eine. - X lX Tomo , 5 fasci colo •1879 .
L_e mano'l)re di itna Di'v'isione d,i, cwvcilleria, presso Lembe1,g, _ Capitano GrnvA:-1.1<1 Sn:1~nni::cHER. - I principii osservati in queste manovre furono : 1° Passaggio metodico dal fa cile al difficile, avuto rirruarclo alla 0 breve durata delle medesime (5 giorni); · 9n [ . . . . . . .struz1on1 esnLte a I pnrt1to scgnflto, note al solo comandnnte la divi;;ione rappresé1~tata '. dai comandanti di brigata in gitì-i graclnati conoscevano solo la s1tuaz1oue generale e quelle notizie sul nemico . che è possibile avere nella vera gnerra ; • 3° I comandnnti di brigata, di schiere, di vauguardie e di distacCt'l menti dovevano agire cosla uteru cnte conforme al proprio criterio o per ordini ricevuti stnndo tn se.JJa;
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ii L'esito della carica era deciso dal comandante della divisione, -oppure lo si arguiva dai movimenti del nemico segnato. Le seconde schiere e le riserve dovevano aver pronto l'occhio per prendere sollecitamente le misure rich ieste dalla si tuaziouc tattica del momento ; 5° Impiego della 111aggiore speditezza nel cambiare forniazione; :andature accelernte e cariche a fondo come si userebbe in ogni azione vera ; 6° Poichò i risultati cli tulle le operazioni di cavalleria dipendono in gran parto dalla risolutezza posla nella loro esecuzione, i capi dovcano sbandire ogni titubanza, decidersi presto per un partito qualsiasi ed eseguirlo energicamente ; 7° P unti di partenza per la marcia al nemico lontan i dalla zona delle opcrn ioni. Nella marcia, fa r tesoro di tutte le informazioni possibili a raccogliecsi. Vi furono reggimenti che c:wicacono dopo otto ore cli marcia allraverso terreni difficilissimi; 8° Ordini laconicamente concisi come p. e. pun to d'a ppoggio a destra tal stràcla. - i\Iassa in due schiere - per ala-brigata A a de·stra, brigata d'a rtiglierifl sinis\ro, pri ma schiero . · . ru'8SO . · - Cap1tano . 1 .E uGF.:-110 OPAc1 . c. L ' esercito La Theiss . - Tenente Auirno R Et.llLE : sua descrizione e progetti per regolarne il corso . Sg ucirdo retrospettivo alla guerra, cùvile ainel'iéana 186.J al 1865. del Capii.ano A. K. - Si sono abbandonate le considerazioni superficiali su que.5ta grandissima guerra. Si è riconosciuto·che e~sa ha aperto nuove vie alle qncstioni dell'armamento cd equipaggia mento, della artiglieria, del genio, della marina e elci servizio sani t3rio ; vie, che la vecchia Euro pa, fino allora maestra, ha pure dovuto seguire. Questa guerra civilr. non lasciò di portare nuovi e istrutti vi problemi pure nei vasti campi della strategia e della tattica . Malg1:ado ciò, la convinzione che essa pos:;a essere Utilmente studiata assieme alle moderne .campagne europee, non ha fallo ancora grandi passi. Scopo è di ravvivare questo stuùio e di far conoscere un 'opera su quegli avveni"' enti, la quale ehbe or ora la luce. Un popolo afido di beni materiali, il qua le più di ogni altro apprezza e sa usufrnirc i benefi ci della pacè e della libertà, dopo una luughis-sima lotta politica, si di,·ide in due metà, le quali alla sorte delle armi domandano la prevalenza delle lorn opinioni. I diritti di cittadino, custoditi con tanta gelosia, spariscono per far posLO a due poteri esecutivi cli autorità quasi dittatoria; le officine della pace nel volger di una notte si t.ramut.ano in arsenali di guerra e da 1m popolo pacifico &orge, 0
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come per incanto, un popolo guerriero. Comincia una gueri·a la cmale condotta da .principio senza alcun concetto, con mil°izie e capi inesperti, acquista forza e direzione coll'andar del tempo e termina col meravigliare per il suo a.r~ire, la sua energia, la sm. risolutezza e grandiosità. Le ragìoni morali ché' possono avere armato il cittadino c~utro il.cittadino sono così velate, sfuggono così facilmente a un osservat,ore men che profondo, che l'esposizione di questa guerra , più forse . di òg11i · altra, ha bisogno di una estesa introdnziope, perchè i lettori e\opèi., sì lòntani ed ignari del vero ambiente in cui avvennero quei f'&tti ,· possano fvrmarsi un esatto giudizio delle cause. che li generarono e nel vero senso e con gius\a misura interpretarne gli effetti . A ciò proyvede in parte la storia di Federico Mango!d, che corona e completa <ruella di Federico Vander. Però il capitano A. K . mentre rende giustizia ai molti pregi del.:. l'opera di Mangold, non ,concorda con lui sulle cause che spinsero gli Americani alla sangt1inosa guerra . Egli pensa che trovarle nel progresso del sent.imento umanitario sia un errore. Non l'idealismo ma il realismo, non. lo spirito cli sacrificio per i clolori alt.rni, ma l'egoisri:l.Ò, fnrono i moventi della guerra, come apparisce chiaro se si esamina dell'àrnericano e la vita individuale e ,la vita pubblica. Gli Stati dèl sud non vedevano più il loro tornacontÒ sotto la bandiera delle stelle; quegli del nord invece temevano il clan.no materiale che sarebbe loro venuto dalla separazione di provincie ove i prodotti deJla loro indu- . stria trovavano facile e ,lucroso sn:iercio. Il sistema protezionista ·e il libero scambio, l'autonomia degli Sta ti o lo accentramento, il quale avrebbe ristretto i diritti . di sovranità tanto cari a quei popol i, la qui- · stione del predominio nell'unione ed in ulti mo quella della schiavit.ù, furono le cause che unile formarono quel nodo gordiano che si dovette troncare colla spada . Malgrado queste not,evol i differenze cl' opinione, · il Mangold ha saputo fare della introduzione di questa storia, che' con- · tiene i capitoli « Confederazione e unione : I partit.i politici e la sch iavitù » un vero ed ill uminato complemento alle opere anteriori . Il lettore meno addentro nella Yita americana vi troverà. utili insegna- · menti, mentre un mondo di paragoni si imporrà ad ogni amico della propria patria. ra 1~uova legge s1.tlle pensioni dei sottu(fic-iali, caporali, e sold~M clell' eserci to francese.
DELLO
SVOLGIMENTO DELLE ISTITUZIONI MILITARI NELUULTIMO · DECENNIO
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Nell'articolo III di questo scritto (2), parlando dei miglioramenti arrecati aÌl'ordinamento ed al s.ervizio dello stato maggiore negli ultimi anni, e dicendo che i Pr~ssiani ne aveano dato l'esempio, mi espressi in modo da far credere forse ch'io ne attribuissi il merito quasi esclusivamente all'abil~ direzione del maresciallo Moltke. No~ era tale la mia intenzione, sapendo quanta parte avessero avuto 1 predecessori del maresciallo nello assetto e svolgimento di quella istituzione per lungo tratLo di tempo, e sopra lutti il gener~le v. Miiffl_ing. Già prima del ,j 8·14 l'ufficio centrale dello stato maggiore prussiano. era diviso in tre brigate, una per la parte orientale dello Stato, un'altra per la pai·te meridionale, la terza per la parte occidentale, 1~ quali aveano carico cli studiare il paese a ciascuno assegnato, gh Stati limitrofi , i loro ordinamenti e i loro atti milital"i. Nel 18H queH'ufficio fu unito al ministero della guerra, come secondo tra i cinqt1e dipartimenti di cui quel ministero si componeva,. ~ ne ~u af~ fidata la direzione al generale v. &rolman, il quale lo dlVlse m sei riparti, cioè: 11° teatro di guerra orientale, 2° teatro di g_uerra centrale, 3° teatro di guerra occidentale, 4° storia militare, 5° ufficio geodetico-telegrafico, 6° carte ecc. Nel '18'17 vi fu aggiunto l'Istituto litografico. Al principio del 1s2,1 lo stato maggiore fu separato 1
(! ) Ved i dispense di gennaio e .febbraio.
(2) v. Dispensa di gennaio pag. 32. ANNO XXV , VOL. I.
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dal ministero della guerra e messovi a capo il generale v. Muffling. Questi pose come fondamenlo della educazione degli ufficiali di stato maggiore i viaggi di istruzi one (Uebungs-lleisen) e di lavori di storia militare. Sin d'allora, ogni anno, nell'estate, fu [atto un viaggio d'istruzione, della dura.la di 2 a 3 settimane cui prendevano parte insieme ad un certo numerc, cli . uffir:iali clel grande stato maggiore anche alcuni eleLti ufficiali di quei corpi d'armaLt1 che in quell'anno non ·dovea.no fare ·1e. grandi esercita1.ioni aulunnali, sotto la direzione dello stesso capo di sta.to maggiore generale dell'esercito. Si fingevano le opera1.ioni cli due armate conLrapposte secondo un dato concetto, con iscrì1polosa segretezza. Problemi del genere medesimo erano dati a scio·gliei·eanche agli ufficiali di stato maggiore de~ corpi d'armala. Pei' la storia militare fo intrapresa la compilazione di quella slori.a della giierra de·~ sette cm-ni,, in otto volumi, cui concorsero parecchi u~fi ciali, e la cu i pubblicazione, cominciata nel 11824 terminò n.el ,1sp. - Tale indir!zzo, così utile e pratico, fu consernto dai succéssori del Mùffiing riell'ufficio di capo di sta to maggiore generale, ch'egli lasciò nel 11829.
VI.
·~ Che cosa direbbe il lettore militare s'io pretendessi ora condannar!o a rim.asticare. Ùna int~ra esp?si~~on~ critica dei progressi della attica particolare del[e, .varre aTm'I dopo ti 1870? · Non è tale la mia intenzione. Toccherò solamente alcuni punti di quel vasto argomento. Prima di tutto farò osservare come la esperienza delle ultime guerre, e singolarmente cli quella d'Ori ente, nella quale un ardito assalitore s'è trovato a fronte un tenace difensoi·e, ambedue armati cli fucili a tiro lun go, preciso e rapido , cli potem:a pressoché eguale, . a esperienza, di co , ha confermato quello che la ragione già éi. diceva circa la difficoltà tanto cresciuta dell o appressa.r:>i all'avversario per venire ad atti risolutivi, e quindi circa la. necessità cli farsi 1
schermo degli accidenti locali e di supplire a questi, dove manchino, con ripari artificiali·, circa la convenienza degli ordini da combattimento radi e molto elastici e·del progressivo addensamento circa la utilità del saper trar partito dell e tenebre no.tturne e dei tempi nebbiosi, ci rca la efficacia in certi casi clel fuoco di moschetteria a lunga gittata, e sopra tLttlo circa la imporlanza dell'aiuto .d~ll'artiglieria, importanza aumentata a tal segno che si può ben dll'e 11011 potersi più scinclere omai _la tatti ca cli quest'ultima arme da quella della fanteria.. Ammetterò anzi che li~ dove l'a; ti ;i Ìieria sia -aJlepera.JS.ile a masse, va.le a dire nei paesi aperti o che "'offra.no a quell'a.rme estese posizioni e buona gittata, ella può avere, specialmente nell'attncco, la parte maggiore nella batta.glia, nella vittoria, tanto più se il nemico non sappia schermirsi contro il cannone e sop- · portarne la tempesta. Ma. su terreno coperto, rot.to, manchevole di risalti. accessibili, abbastanza ampii e convenientemente situati fa fan teria coll'serva il primato, si~o al punto di dovere e potere le ~iù voli.e che m.entre .1 . bastare a se stessa. Par qudsi superfluo aO'o-iuno-ere I) 1. prnno caso può esser considerato come normale per quell'eser~ito da cui oggi t.oglit'no l'esempio, per noi normale è piultosto il secondo. Or bene, quel tipo e quelle ,nonne pel combattim ento che noi prende_mmo a mocleJ!o corrispondono precisamente a quel primo ca.~o: La piazz~ cl'arm~ rappresent,1 3;i Prussiani assai meglio che a 110111 campo d 1 battaglià. Ma per quella stessa ragione chiara e lampante per cui i Prnssiani tengono per normale quel modo di com. battere che meglio s'addice ai terreni sgombri , e a. quello p1~incipal~ente s'addestrano, noi doHemmo, parrni, addestrarci a preferenza rn quellfnnaniera ch'è più acconcia a.i terreni impacciasi . Noi abbiamo bisogno cli fo rme assai meno rigide e più v,ufabili di quelle che possono ba.stare per la maggior parte dei casi nei grandi fatti ~'a1:me a Tedeschi, Francesi, Russi e persino Austriaci, i quali ultimi à lor volta sono costretti dalle !01·0 condizioni geografiche a tenere, per cosi dire, il piede in due staffe. lo penso dunque che il tipo ~ell'orcline d~ combattimento oifensivo pel battagli one più co~Yen'.ente per 1101 potrebbe esser queslo: una sola compagnia in prima. hnea, preceduta a qualche distanza da una pattuglia e fiancheggiata a conveniente intervallò da altre due; due compagnie in seconda, a .2-300 passi dalla prima; una compagnia ìn Lerza linea; è)è)
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~er una brigat~, ordine i~iziale per combattimento offensivo : per lmea, un reggu11ento ·orcl1nalo come sopra è detto e l'altro Llllito \in ~olonn_a o in ":1assa) a qualche distanza indietro': per ala, i due reggimenti a pan, ord inati come sopra, con intervallo più 0 meno grande, anche minimo. · . Ma questo, si dirà, non è altro che il primo grado dello spiegamento d, una colonna. - Precisamente; ed io sono d'opin ione che convenga contentarsi di questo nel fissare un orcline normale da . ,com.baUimento o1Iensivo al giorno d'oggi per fan Leri a che s'addestri a combattere su Lerreni generalmente coperti e frastao-Jiati semprechè non si abbiano obbiettivi d'attacco prestabiliti clc'l. Jo~tano e gi~ riconosciuti, nel qual caso richioclonsi particolari disposi.r.ioni . Chi h~ qua.lche pratica del manovrare nei nostl'Ì paesi non cleve aver _bisogno che gli ;;i insegni a quali inconvenienti, pericoli e danni possano esporre gli spiegamenti esegui Li innanzi tempo, nonostante l'aiuto delle carte topografiche. Venendo all'atto del combattere, tutti sanno qnanto sia cresciuta a' di nostri l'i n:p~1:ta~z~. cl~lla. _ist~nzione indi viduale nella fanteria. .Ma quali sono 1 pr111c1p11, , cnter'n su cui si fonda tale istruzione? Ne veggo un o principalissimo . Si dice: buona fanteria è oggi quella che sa far buon uso del fuoco: dunque importa sopra tutto che il s_oldato abbia un buon fucile, sia ben fornito di munizioni , impari a tirar bene e conosca ed osservi quella che si chiama disciplina clel fuoco . Queste condizioni e l'e1Ietto cui mirano paiono anche a me molto importanti, ma domando qual valore pot:rebbern a.vere le ot- ' time armi e l'abilità nello usarle, nel che oramai nessuno esercito di paese non barbaro può pretendere di soverchiar . molto oo-li altri ' ·senr.a c1uella vera e fori.e disciplina tattica che va.lo a mantener l'ordine nei più difficili momenti, risuscil.ado prontamente dal disordine, e render con ciò possibile che la forza risponda precisa al ·comando, l'azione all'inlenzione? Io sono dunque <l'avviso che denbasi procurare sopra tutto nella istruzione dei fant i di rcreare, per cosi dire, l'istinto della coesione organica, segnando i centri d'attrazione dei nuclei cli diverso ordine, perchè il soldato non si distacchi mai arbitrariamen te dalla sua squadra, la squadra non si ,separi, se non quando sia per anentura comandato, dal respettivo plotone, questo similmente non si allontani mai più del bisogno
a 2-300 passi dalla seconda; paLtugli~ sui fianchi e in coda se altre· truppe non siano a vista. Così formato, il baltaglione può muoversi in qualunque senso sui terreni più coperti e fraslagliati, seguir le linee più sinuose e spezzate, cu.mbiar clfrezione, quante volte faccia d'uopo, senza sconnettersi, appressarsi al nemico dentro la porlata del fucile sinchè glie! consenta la protezione degl i accidenti_ locali, cacciando dinanzi a se i drappelli nemici sinchè basti la forza della compagnia di testa. Poscia, a misura del bisogno , una secondu ecf una terza compagnia entrano in linea a destra, o a sinistra, o d'ambo i lati di quella prima, nella direzione e nel modo più conveniente; la quarta s'avvicina ma rimane in riserva sino al momento decisivo o sino a che non s'appressino altre truppe di rincalzo . In Lalo svi luppo progressivo l'ordine con due compagnie in prima linea e due in seconda (tipo prussiano) figura, non-più come farnia normale o iniziale, ma come una forma media: rimane bensì preferibile pei terreni aperti . Posto come regola che le distanze siano brevi quanto più ·possib il.e, su terreno molto coperto lo sparpaglio si riduce al minimo e si può aggrapparsi al nemico assai da vicino per vedere che cosa convenga fare e non impegnare nel combattimento più forza che non sia necessario, mentre il resto rimane pienamenLe. . -disponibile per estendere e rinforzare l'azione in quel modo che a volta a volta sia più adatto al caso. - Per la difensì va, come oggi , va intesa, non so vedere la utilità d'un ordine normale da combattimento, che nella mn,ggio,r parte dei casi in guerra vera non sarebbe adoperabi le. Al più al più, negli esercizi di piazza. d'arme, potrobbesì conLinuare ad usar come tale quello con due o Lre compagnie in prima linea, e cluo od una in seconda. - Analogamente a quanto pPecode, l' ordine normale o meglio imiziale per combattimento offensivo per un reggimento potrebbe essere così: in prima linea un battaglione formalo come ho eletto qui sopra, in seconda, a 500-·l 0.00 passi da quello gli altri due battaglioni. Sviluppo: uno di questi, uno e mezzo, tutti e due entrano in prima linea, a misura del bisogno, ;t destra, a sinistra o d'ambo i lati del primo, come le compagnie nel battaglione. S'intende che quando l'obbieLLivo dell'at: tacco sia prefissato da lungi, come nel bnttagl iono dt1e o tre compagnie, così nel reggimento due battaglioni o due battnglioni .emezzo· potranno esser messi iµ prima linea sin dal prìmo mom.ènto. 1
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dalla propria compagnia, la compagnia non si disvii dal battaglione, e via dicendo; e in caso di scompiglio, le mas&e confuse si riparLiscano presi.o in nuovi nuclei eventuali , corrispondenti al l'ingrosso a quelli dell'organismo regolare; e sempre ogni nucleo, dal minimo al massimo, abbia nn capo, quello cui spetti per grado o per anzian ità, e. nella peggiore ipotesi l'uomo che ha maggiore attitudine a ciò. Supremi principii d'ordine questi, che debbono essere infusi nell'anima di quanti vestono divisa mi litare, e che, qualora non manchi il valore personale, possono compensare amp iamente qualche inferiorità di numero, di potenza delle armi e di ab ilità nell'uso del fuoco . Novella prova della prevalenza dello spirito sulla materia . Ne viene di conseguenza che debbansi evitare i fra.rnmischiamenti, come tanto si raccomanda nel nostro esercito, E pure in guerra, su qualunque terreno, potrà darsi spesso il caso, sp~cialmente nel combalLere assai da presso, che il frammischiamen'to sia inevila.bile, mentre sarebbe oltremodo dannoso lo usarè quegli spedi enti che s'insegnano per evi tDrlo. Pei·chè dunque bandirlo dai regolamenti e segnarlo nella istruzione come un element() .di disordine, quasi come una gran disgrDzia'? Ame pare che il male cominci a farsi grave soltanto quando si mischiano le compagnie e lo divenga davvero allorchè si confondono i reggimenti; ma in ogni caso, siccome, lo ripetò, ciò può avvenire sul. campo di battaglia a dispetto di chi· noi voglia, saggio partito mi sembra prepararvi in tempo di pace i · soldati, e sin dalla prima istruzione. Voglio dire che giova istruire ed esercitare le truppe a districarsi e raccozzarsi pronte sotto i loro capi, assai più che dir loro o lasciar loro credere, per soverchio orrore del frammischiamento , che se questo avviene gran rovimi ne succede. Un altra considerazione. Questo odierno moclo di combattere clell,l fanteria, al quale i Prnssiani e dietro a loro tLttti gli altri si studiano quanto più possono cli dar carattere offensivo, propende piuttosto di suanatura all'opposto carattere. A questo lo traggono parimente le morali consegu.enze inevitabili dell'obbligo generale alla milizia, del breve servizio e della cresciuta mitezza e dirò pure mollezza dei costumi tra i popoli civili . E ciò è tanto più sensibile in quelle genti che o non ebbero mai gran fierezza nativa o la perdetLero per le loro·
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storiche vicende che insomma non hanno oggidì temperamento molto marziale. ~ questo il caso di alcuni popoli del mezzodì d'Ettropa; e ciò a nessuno è ignoto. Peggio ancora po i dove il terreno offre frequent i appigli e eipari contro il fuoco nemico. Allora acc~cle di leo·o·ieri nel corso dell'attacco che gli assali tori s'aggrappano a · 11e ~ra~to quei ripari, e la cl ifficoltà di lrarneli per attraversare quale scoperto e baltuLo cresce a misura che ci si avvicina aJl'n~,ver-sari~. In tali momenti spicca sovra.ml la, virtù clei quadri g,rossi ~ btwni; che sono oggi, conviene ripeterlo, e non lo si ripeterà mai ab.ba: stanza, una supre1na necessità tcittica. Ma nemmeno quella v1rtu potrà bastare le più ·volte a far balzare all'np~rto so~t~ una proc~lla di ferro e di piombo la maggior parte degli uomim app~statt al sicuro a Li.rar fuc ilate, forse a caso, se non sopra,gg1unga ll1 buon punto una nuova onda 'di truppe di rio calzo, non diso'.·dinate, condotte risolutamente dai loro graduati, che non s'arresL1 e seco tra?~a innanzi quei rotta1~1i che inco~tra nel suo cammin~. ~e _manciu m quello istante, per qualunc1ue motivo, raiuto dell'art1ghena, ~entre il nemico raddopp ia il fuoco con \•isibile effetto, potrà darsi che quell a linea, ricorra indietro al coperto, o dopo un'a.vanzala br~v~, precipitosa, scompigliata si fermi clietro_a un altro np,u·o: e vi sia bisoo·no d'un altro rincalzo per prosegum~ l'Rttacco: e poi lo ste~s? una ~erza volta, anche una quarta, se b~sti. Se ne deduce la n_ecess1t~ di ordini assai profondi per gl i attacd1i decisivi, la conven'.enza cl'. una bene intesa economia di forze dal principio alla fine di quegli atti, la grande importanza. della buona condoua delle truppe di soste()'no e rincalzo, cose tutte di cui vnolsi tene1,gran conton ella 1struzio~e teorica e pratica degli ufficiali e nello addestramento clell e truppe, e che del resto sono singolarme1~te ag~:olate ~a ~ruelle c~r_idizioni di terreno che sono più ovvie nei paesi frastagh~.L1 e coper t1. Se ne deduce pure fa opporttmità che quelIe mos~e siano ta:lvolta accompagnale da un fuoco di fanter ia più potente di cruello di ~rna catena procedente a sbalzi, tuttaacl un tratto o a!ln s~e7,zata, di u~ modo d'azione cioè consimi le a quello che la taU1ca di ~n tempo s1 prometteva dall'ordine misto di battaglioni in linea e m ~olonna. Perciò taluno propose il fuoco alterno di plotoni_o compagme avanzando, cioè che alcune truppe continuassero a tirare meu_tre le altre s'avanzavano, e talun altro il fuoco marciando; ma questi due spe-
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dienti s0iao-mal praticabili e pericolosi, quantunque non si possano escludere in modo assoluLo, specialmente il primo, che in certe condizioni di luogo e di momento può esse-re utilmente adoperato. Quando il tratto di terreno da per:corrersi sia scoperLo e piuttosto lungo, se il fuoco nemico, quasi spento allorchècomincia la mossa, si ravvivi un momento dopo, mi sembra che il meglio che possa farsi sia una scarica a comando (Alt-Ji'uoco) di tutti i drap·pelli che hanno vista della posizione dell'avversario, cui tosto succeda la corsa innanzi . Da quel fuoco l'assalitore non può volere altro effetto se non che frastornare per qualche momento il nemico, per impedirgli di recare a lui grave dann.o con tiri tranquillamente mirati menl.r' egli è in moto e senz'alcuno schermo. Tra le I.ante iezioni della esperienza di cui non fassi profitto quanto ragione vorrebbe, v'è quella che raccomanda di guardarsi ed ass_icurarsi sui fianchi, tanto sul campo tattico. quanto sul campo strategico. Fu trascurata troppo spesso e da chi stava sll.lle difese e da chi assaliva, da vincitori e da vinti. La. ·recente guerra di Ori en I.e ce ne somministra anch'essa le prove. Ma da tale trascuranza si può precipitare all'eccesso opposto, voglio dire ad una estrema e paurosa cura per ovviare agli attacchi di fianco ed attorniamenti, . allo attribuire esage.rata ·importanza a Lali atti offensivi, da 1~a1te nostra. Da ciò eccessivo allargamento della fronte, indeboli mento ciel centro a vantaggio delle ali , soverchio sparpagliamento di forze, l'atten1.ione del comando sviata dal dinanzi verso questo o quel lato, o peggio ancora verso ambedue ad 1in tempo, e quando ciò divenga sistema, una bella occasione offerta ad un abile a.vversario di risolvere la pugna col mezzo sbt'igativo e facile d'un poderoso attacco di front~, sia centrale, sia d'ala, senza perder tempo e fatica in rischiose aggirale . Quando penso a cèrte disposizioni di truppe, con intendimento o cli(ensjvo od offenshw, che si sono vedute nelle ultime guerre e poi in tahme manovre ed in taluni scritti, penso pure all''eITetto che avrebbe potuto o potrebbe produrre un buon cuneo di fuoco caccia.Lo vi dentro. V'è un glorioso esercito che in meno di un secolo e me1.zo ha avuto cinque volte l'abilità. e la fortuna di sceiidere in campo con qualche nuovo trovato e farsene pro', come lo schermidore che guasta il giuoco all'avversario oggi con una botta nuova, domani con un altra. Lo vediamo ora esercì-
tarsi su quei suoi bei can1pi di manovra in ur:t tal m0do ohe può benissimo servir come p1·eparazione all'uso di titanici attacchi frontali, se questi apparissero opportuni sui futuri campi di ba:ttaglia. Sappiano gli altri imitarlo.anche i.n quesLo, e più nello spirito che nella forma, secondo le particolari condizioni dei 101:0 più probabili teatri cli guerra, e poi valersene quando l'occasione pllopizia si presenti. E qui mi giova notare che in tempo di pace, mentre le- manovre sulla carfa e coi quadri offrono modo di valutare i probabili -effetti degli attacchi e contrattacchi di fianco e degli aggiramenti, cui manca spesso il tempo per lo sviluppo nelle numovre colle truppe, nè queste nè quelle ci danno una base sicura. per un retto .giudizio circa i risultati probabili degli attacchi frontali, a motiv·o della. smisurata potenza micidiale che si attribuisce a:I fuoco difen.sivo, specialmente della moschetteria. .Basta molte volte che un tratto , sia pur grande, di terreno sia guernito di un cordone relativamente sottile cli truppe' ben c~llocate, con pochi sostegni; per pronunciare un verdetto d'impotenza contro qualche forte corpo che voglia ·sCorwrlo assaltandolo da fronte. i\'li ricordo cli ,wer saputo, per citare un esempi.o, che in una manovra sulla. cari.a sopra un terreno. più favorevole all'attacco che alla. difesa, un bel gruppo cli quatl,ro o cinque battaglioni, condotto a dir vero con vigore offensivo un po' inferrniccio, fo condannato ripetutamente a da.re addietro pel fuoco di tre o qua.uro . compagnie, benissimo appostate è vero, ma s·opra una distesa di un migliaio e più di passi, e sostenute da una sola compagnia, e finalmente, non essendo riuscilo a cacciar col cannone i difensori da quella posizione, dovette rinunciare all'altacco perchè non era il caso di tentare aggiramenti. Nè il uogo era le Termopili, uè il difensore Leonida -con que'suoi. ' ,Che poi la difesa, per essere veramente efficace e decisiva, lebba essere controffensiva., sino a prevenire, quando possibile, 'attacco, è massi_ma altrettanto ovvia _quanto ~ntica, cosi in taLt~ca. -~me in strategr~, e tanto neHa. tat_tJca p~rt1c·o·lare della an_t:na, uanto nella I.attica delle, tre armt: Oggi per altro la vediamo p ·ofessa.re in teorica e in pratica come condizione prinéipalissima, ,essenzia_le della difensiva, come se la ripresa offensiva dovesse es·sere d'ora in poi la .chiusa necessaria d'ogni combattimento cli-
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fens ivo , o piccolo o grande. Questa dottrina cosi rigida fa, secondo me, un po' di confusione tra. la lattica e la strategia, difetto non raro al giorno d'oggi . O non dovrassi, per esemp io, anunettere qualche differenza, nel giudicare delle difese di Plevna e di Scipka, tra i singol i falli d'anne del tale o Lal altro ·giorno e l'intero andamento di quell e difese 1 O non dovrà più avvenire che qualche drappello. qualche piccolo corpo, una retroguardia, wpponiamo, possa e debba contentaesi di respingere o LraLLenere per alcun tempo con difesa . fer ma un corpo di fo rza uguale o maggiore, senza mette1·si a rischio di perdere i vantaggi ottenuti e sp t'ecare le sue forze intraprendendo qualche mal opportuno atto offensivo? fo non capisco che si debba condannare in niodo assoluto ed escludere dall'addestramento ta_ttico la difesa pcissivci, la · quale p11ò essere utile, indispensabile in cerli casi ch'è molto faci le · indicare e rappresentare . In tempo di pace la breviU~ delle 'manovre cospir·a con quel riguardo che vuolsi .gi ustamente . avere all'amor ·proprio delle lruppe a procurare presto la rivincita a: quel partito ch'ebbe la. peggio da prima, e quincli a far succedere 10, pi.lt volte una gagliarda r ipresa offensiva. a.cl una clifesa o bene o male sostenuta nello spazio di poche ore, tanto più che genernlmente non v'è. tra i due partiti uno squilibrio cli forze molto sensibile. Ma nella guerra. vera queste condizioni non si danno così cli leggieri. Può a.l lorn accadere che il difenso re conservi la sua posizione un giorno intero, due giorni e più, e poi si riliri o s'avanzi senza. con trasLo oppure combattendo, forse per conseguenza. cli fatti che avvengano in altre parti del teatro delh:1 guerra, od ancl1e rimanga fermo. Tali casi meritano, credo, di essere compresi in un buo n corso di addestramento tattico . ]e o'ffrirono parecchi esempii le ul time guerre, anche da parte dei Tedeschi nel 70-711 e dei Russ i nel 77-78, perocchè la lunga gittata e la. rapidità di tiro delle anni odierne permettono di ottenere dal fuoco difensivo da fermo effetti uguali, e talvolta anche maggiori di quell i cui prima concorrevano il fuoco e il contrattacco nella. difesa delle posiz ioni, semprechù, ben inteso, non sia possibile nè opporLuna una vigorosa r iscossa lanciata a. fondo. Cosi pure gli atti di ritirata e d'inseguimento non !~anno in generale nelle manovre di pace quella parte che la importanza loro · richiede, cosicchè le truppe non vi sono addestrate come ragione
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vorrebbe. Sono atti diffic ili e risch ios i, di cui non è possibile, è vero, rappresentare nelle incruente finziòni del tempo di pace le maggiori diffico ltà, i gravissimi rischii,"pure non isfuggono a.llo studio, specialmenLe nellemanovresu llacarta e coi quadri .E si noti che in paesi come i nostri la fanteria deve aver moltissinm parte non solo nelle ritirate, ma anche negli inseguimenti, perchè la cavall eria vi si trova impacciata e può essere fermata ,ad ogni passo da pochi fan ti. Una: volta %'11Ì tanto nelle esercitazioni figurare i due partiti in quello sta.to in cui potrebbero trovarsi al Lermine d'un combattimen to e far che l'uno si riliri e l'altro insegua pel tra Lto di quattro o cinque ore, parmi un uLile esercizio. Allora t.rova il suo vero-posto e prende il suo vero colore quell'atto somman)ente vitale, la 1·ciccoltci, che· per solito è trascuralo o mal rappresentato nelle manovre; capita doverlo eseguire più volte, in luoghi diversi, in diversi momenti, in condizioni 01· più or meno sfavorevoli, così come accade in guerra, e i capi , i giudici, il direttore hanno occasione cli fare utilissime osservazioni e correzioni. Si eo,hsideri ·che la vittoria. e la sconfitta desumono gran parte del loro valore da quel corollario della battaglia che comprende lo insegui.mento e la ritirala. . Qualche lettore potrà trovare tra le su.e memorie La.luni esempii di sbaraglio di truppe reLrocedenti che non erano sLate bene·istrutte nelle faz ioni di r itirata e dovettero la loro salvezza a ciò che nep-: f ure il nemico era maestro neWinseguire. . - . · ·1"·La tattièà.della. cavalleria aveva già fatto sensibili progressi nel fprecedente decenn io; per opera degli Austriaci quanto a manovra. e fcombalLimento, mediant~ la elezione della colonna di squadrone ~come unità di massa negli ordini e nelle mosse, e delle poderose fcariche col massimo di forza, di fronte e d'i111peto; e per opera dekli Americani quanto alle grandi scorrerie ed all'uso del fooco . In queslo decenn io, in guerra e in pace, tenne il primato nell'arte la caval ler_ia prussiana. E~sa d_ètte_regola a.i _r;-i:andi alti di-esplora~ ione· e cuoprunenlo, che 1101 chiamiamo serm,z1.0 cl'avanscopertci, insegnò come possano utilmente usarsi anche in Europa a' dì nostri le· grandi scorrerie, mostrò pure quale ut.ile possa ricavarsi dal fuoco di cavalleria appiedata in certi casi, e in tutto ciò ebbe l'abile concorso della cavalleria. russa nella guerra. del 77-78; poi. prevedendo _,che una della. più certe conseguenze delle sue arti del 70-7 1 imi-·
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tate da tutti gl.i altri eserciti dovrà essere nelle fuLure guerre un aff.rontarsi frequente e grosso delle masse di c8Jvalleria delle due parti, ,ell'ha studiato, sperimentato e (im1olontariamente ma necessariamente) insegnato un ordine normale d,1 combauirnenlo (la Lriplice schiera) adaLto alla, maggior parte dei casi su quei terreni che siano favorevoli a quegli scontri, e lo svolgimento e 1'i1so da fame. Ed è ciò che nel comune nostro linguaggio militare chiamiamo mano..vr-a d,~ schiere. - i Tedeschi dicono più propriamente Tre/l'entakti k. - Gli spettatori. e copiatori ebbero da fare il confronto tra fa. furiosa tattic,1 austriac,1 (Edelsheim o Liech Lenstein) rappresentata da una gran linea di squadroni. deboh;nente fiancheggiata e seguita da lì.rngi da una pi_ccola riserva, che in un ' certo modo giuocava tutto sopra una sola carta, la prima, e la possente ma più ri guardosa talt.ica prussiana (Schmidl) con quel suo ordine, esteso e profondo nel tempo stesso, composto di tre grossi scaglioni d'ugual forza, con distanze piuttosto brevi, atto ciò non di meno a far fronte da ogni pa1;te in_ un momento, adoperabile secondo i casi per attacco frontale, convergente o divergente, che porla alla carica con rapidfssima successiviti\ tuLte quante le forze disponibili. E questa fu peescelta. Io non voglio ripetere nè criLicare ciò che fu detto fino ad oggì ·a proposito di quell'ordine da combaltimento così senq~lice e pure tanlo efficace, e del modo di usarlo. Debbo ammelLere anch' io la · utilità per la cavalleria cli un ordine prestabili to pel combattimento, fafjle a- prendersi e bene acconcio alla massima parte dei casi preveclibil i, che possa, direi quasi, esplodere ad un ' lratto, da un momento all'o.ltro, sia pure all' improvviso, anzi precisamenle quando manchi il tempo a particolari disposizioni, da un altro ordine qualunque de marcia, da manovra o da riserva, e sviluppare di .subito . con vigorosa sponlaneit_à. l'azione sua di massima pot~nza; e posso anch'io considerare come tale quell'ordine prussiano, con qualchè riserbo però, come dirò in seguilo. Ma qui intanto mi prorompe dal labbro la domanda: Dove e quando e come faremo noi uso di quel bello istrumento? Rare sono nel nostro paese le aperte spianate su cui poter for correre migliaia od anche cenlinaia di cavalli; .rarissime in quelle regioni che poLrebberÒ esser teatro cli nuove e .non remoteguerre per noi. Di queste poi talune sono a[atto fuori
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di mano, come per es: le Vaude del Canavese (Piemont_e), le altre, benché siano aLLraversa:te dà una o più s~rade a:venti valore stralegico, come le Campagne di Ghedi e Montechiaro (Lombardia), le· Piraiteri e di Pordenone (Veneto) ed altre nel Friuli, possono essere· scansate. Cavalleria che s'avanzi, dopo aver attraversato intere provincie frastagliate e coperte, ov'ella non può assolutamente nè m8Jl:ciare nè combattere altro che in ordine separato e spa1·so, a drappelli sulle strade, insomma in quella. forma che corrisponde· al modo d'azione da noi ' chiamato servizio d'avanscoperta, quando ven11a o ad ùnba:Ù.ersi in alcu~o di quei terreni aperti, dove la caval- I leria nemica l'aspetti per combattere in ordine u/nito e com,patto, a schiere di squadroni, potrit, se lo voglia, aggirarlo continuando a procedere per terreni impacciosi, od aspettare,che la raggiungano le truppe che la spalleggiano, le quali non saranno mollo lontane, perchè in così fatti paesi la cavalleria del partilo .che s'avanza è ri-· tardata da inloppi e sospetti ed ha bisogno di non iscostarsi troppo dai suoi. sosLegni di fanteria cl?e la seguono quanto · più possono spediti. All'opposto, cavalleria che si ritiri può attraversare frettolosa quei grandi spiazzi e la.sciare fanteria ed artiglieria appostate per entro o da fianco ad essi. Insomma la cavalleria in tali paesi non può esser costretta a combaltere contro sua voglia. masse, e ,,olenclolo, assai cli rado· lo potrà, mentre può trovarsi e si troverà spesso nel caso di dare e sostenern qua e là combattimenti parziali, ìmprovvisi, momentanei, co~batlimenti cli strada, d'avanguardia, · cli retroguardia, di fianco, con qualche plotone o mezzo squadrone o squadrone, con due o tre squadroni a dir molto. Per lo che que-· st0 secondo modo di combattere, eccezionale nei paesi generalmente sgombri, potrà considerarsi nor1nale nei paesi impediti, e il _primo invece eccezioncile. E perciò~! caso ·nostro non mi persuade che debba farsi una ricisa distinzio;è tii l'avanscoperta e il combatti-mento e stabilire per regola che i singoli drappelli (esploranti o cuoprenLi, o per quà.ls'ivoglia. motivo staccati) debba.no evitare cli combaLtere e soltanLo preparare com'e semplici pattuglie di scoperta l'azione del grosso, sicchè questa avvenga nelle migliori condizioni possibili. Il che equivale a cli'f e: si esplora in ordine separato (imposto dal lerreno) e si combatte in ordine unito (escluso dal terreno, tranne qualche raro caso). Ma ciò non è per noi nè ammissi-
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. bile !n teorica, perchè molte volte non si JJUÒ esplorare O impedil'lo altnu senza co~1batte.re, nè possibile in pratica, perché la natura d: l paese nega I occas10ne ai grandi scontri e quindi anche la ragione allo agglomeramento dell e forze, men i.re concede larg:1.1nente e. quel!a e quest~t al 1~anovrare e combattere a drappelli. In conclus10ne 1 com,ba~t1,1nenti parziali sulla /ii·onte dell'cwanscoperta debbon? essere riguardati non già come accidenti spiacevoli e da evitarsi, n~a come atti inevitab ili, opportun i in certi casi, utili se ben condotLt: come parte e$senziale e cospicua. della buoua tattica deJ!a c~:7a1Jeru ~er t~uei paesi ove l'az ione di quest'ai:ine non può Je pm volle ndurs1 a com.Jmtti~enti a massa, e debbono quindi aver q.uel. posto che loro si conviene nei regolamenti e nelJe escrcitaz,.om. Ne consegue pure che in tr,ili paesi tra le varie forme clell'ordme separatll (per le fazioni di scoperta, cuoprimento, fianchco-<:riau~ent.o, sc?rreria) quelle di fronte relativamente larga, con drai~~elli d1 pnm.a lmea abbastanza fort i e spalleggi! ti da convenienti sosteo-ni, ~ con nse1:ve (g1·os~o) scalate o divise siano generalmente preferibili ~Ile al tre d, stretta fronte, con drappelli mioimi in prima f inea e I nLto 11 re~to della forza disponib ile raccolto a massa indietro, a distanza relat.iv:1mente br~ve. Che quelle prime forme abbiano purtuttavia quel v,go'.'~ o~ensir~ o contro1Iensivo che i casi possono l'ichiedere e le conrl.1z1om locali permeuere, dipenderà dal modo col quale saranno ad~estrate.e condotte le truppe che vi s'acloprano. Dopo ciò, considerata la grande diversità dei casi dei luo<:r Jri e degli ~Itri accidenti cui soggiace necessariamente l'azione dell; cavallernt n; ll e operazi~n i in ordine separato, nelle quali il collew~menLo e I accorcl? debbono far le veci della stretta union e, colla scorta del ·.semp lice buon senso si giunge facilmente ·a concludere non doversi neppure prefissare per quel!' ordine una forma normale. che all'atto P~'qLico dovrebbe essete spess issimo alterata, ora in u~ ~odo ~dora m un altro . Qualche tipo per dare idea della- cosiì nelI .1s·t·ru:10ne'. u~1 buon corred? cli rego!e ed un buon corso di eserc1~11 d ~p~ltc~zrnne: questo c1 vuole. E necessario sopra tutto che gli ufficiah e '. soL~ufficia.!i siano benissimo isti·utti in quella parLita. Q~an,~o all ordmc ~nt~o da,combattimento pei corpi di piLÌ. squac~rom,. S mtende Che SIU:I ~er!eLtamente addestrata anche quella caHilena che per le ragwn1 d1 sopra esposte non debba probabil-
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mente trovarsi nel caso di farne uso se non qualche rara volta, per-: chè un solo cli tali casi può essere più decisivo di tutti insieme i parziali fatti d'arme dell'ordine separato, e perchè nessun sa. di certo quali potranno essere i campi delle guerre future. Ripeto che credo anch'.i o mollo uLile per quel modo di comhaLLere un ordine no1·1nale, nel senso che già dissi , cioè come arme efficace in certi improvvisi e rap idi momenti e per molti casi di genere comune, non già come vincolo imposto all'abilifa dei capi o come panacea per ,ogni ma le. Semprechè siavi tempo e modo per disposizioni adatte al caso flagranLe, i con1.and:tnLi di diverso ordine, ciascuno nella propria sfera, dovranno darle, .se pure l'ordine normale non sia per avventura bene acconcio a quel caso. Tal voi La, per esempio, gioverà aumentare, anche d' assai, la. distanza tra le sch iere, tale a!Lra scalare in fuori la seconda e la terza schi era da llna stessa pa.rte rispetto alla prima, o ripartire la seconda sch iera tra le dL1e ali per render più disponibile la terza, sia come riserva, sia come ala anolgente, ora. clista~care ~alla prima sch iera squadroni di rrn. calzo , ora no, oppure farli somministrare dalla seconda. Un buon uso dell'artiglieria, non vincolato da rigide prescrizioni di posizione e d'azione, compirà quella utile libertà di gi t1oco: l. Ho nominato l'ai:Liglieria. Il concorso di quesL'arme sarà molto !,mtaggioso alla cavalleria anche nelle fa~ioni in ordine separato, elle qua.I.i, per le solite ragioni topograficbe, ch i non-abb ia artilieria rnobilissirntt avrà assai meno o.ccasione di ~esiderarla di 'ruello che nei corn ba.ttimenti a massa. In questi l'uti li tà dell'artiglieria a cavallo è indiscutibile. Nessuno può farsene ragione meglio di noi che nelle nostre grandi manovre di cavall eria. per vari anni di seguito e su diversi campi abbiam-o sperimentato l'insuffici enza involontaria dell'artiglieria di linea. : \ Quanto all'uso del fuoco (a piedi) io persisto a. credere che nelle Ìiuture guerre chi potrà e saprà panare lontano ad un Lratto qualche Jfntinaio e qualche migliaio di carabine, e nea.vrà clapperLutto do.. vtegli abbia ca.valieri nei paesi rotti e scuri, ne trarrà gran vanI ' t~gio. E mi pare strano che tale opinione trovi tuttavia oppositori t in\lLalia dopoché poLei constatare ch'ella era condivisa da persone coinpetentissime in tale materia negli altri paesi d'Europa tanto meho impedi ti cW nostro. Nelle ultime guerre in Francia. e in Bui-
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gailia la cavalleria ebbe ben di rado occasione di adoperare unil1n.ente le lancie e le sciabole•, mentre molte e molte volte, nelle fazioni spicciole di tutti i giorni, le si presentò la opportunità di v-alersi delle carabine, e quella che non ne aveva ebbe a dolersene. A nessuno pL1ò venir più pel capo che la cavalleria sia addestrata a manovrar~·e combattere a piedi come lw miglior fanteria. Non si potrebbe ottenerlo, non ve n'è bisogno, non lo si vuole. Il cavallod1altronde richiede così gran tempo, ch?egli è perfino impossibile di ottenere in cinque anni di servizio, per non dire in tre, cavalieri , ugualmente abili nella equitazione di maneggio ed in quella di campagna, non-Ghe altro. Come dunque dobbiamo contentarci di formar buoni cavalieri da guerra e rinunziare a certe fineue dell'arte equitatoria che richiedono lunga ed assidua istruzione e molta pratica, tanto più deve bast.al'Ci che la cavalleria abbia sufficiente .corrnizione ò delio storrneggiare a piedi , per attacco o per difesa, e sappia fareun discreto uso del le carabine. Il che non è~davvero pretender troppo . bel resto dirò a coloro ch'ebbero la pazi.enza di leggere ciò ch'io scrissi altra volta intorno all'organamento e alla tattica della cavalleria, ch'io non av!·ei alcuno scrupolo a ripetere oggi quanto diceva allora a proposito dei bersa_ql1:er·i a cavallo, come cavalleria divisionale e di riserva pei corpi di armata . . Prima di la.sciare la cavalleria, debbo t9ccare una questione organica che ha strettissimo rapporto colla tanica di quest'arme. La trjpJice schiera germanica -s'attaglia perfettamente alla divisione composta di tre brigate uguali, per la qua.le appunto fu immaginata. Ma pure non perde i suoi maggiori pregi nelle applicazioni che se ne possono fare colla briga.La.· di 112 squadroni (2 reggimenti di 6 squadroni o 3.di 4) e colla divisione cli "8 a. 24 squadroni. Le tre schiere potranno risultare di forzp, diseguale ; ma da. ciò nessun danno, anzi talvolta vantaggio, offrendosi campo o· combinazioni diverse secOlldo i casi. In generale si avrà maggior forza in prima linea, e si potrà da questa trar gli squadroni di rincalzo senza. indebolirla di soverchio. Peraltro, tutto considerato, 1~1 divisione di 24 squadnoni mi sembra corpo eccessivamente grosso per noi. Adoperata. ad esplorare e cuoprire, o terrebbe fronte così ampio da. render peggio che difficile l'unità del comando e la eventuale raccolta delle forze, segnatamente nei passaggi da terreno impacciato a
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terreno sgombro, o lascerebbe indietro massa troppo grossa.. e profonda., inutilizzata le più volte in gran parte dalle condizioni locali. Migliore reputo la. bÌ·igata. di iJ2 s·quadroni p la divisione di (l 6, secondo che la cavalleria avversa abbia dal suo canto grosse brigate ò piccole divisioni. Del resto nello .uscire all'aperto la soverchianza di forze, eh' è sempre gran vantaggio, si può ottenere mediante eventuali aggruppaqienti di squadroni, regg.imènti, briga.te accorrenti 4·a diverse parti. Uno dei primissimi fattori della vittoria è l'ciccordo. La tauica. dell'artiglieria ci venne dai tempi napoleonici ricca di ottimi'p recétt1 e splendidi esempi. I nostri maestri ci insegnarono che quell'arme devesi adopera.re a massa, ·ch'ella deve concorrere a ttttt:i-gli-atti della batta.glia dal principio alla fine, 'ora per tastare il !)emico, ora per cuoprire lo spiegamento, _poi per preparar gli attacchi, sia della fanteria, sia della cavalleria, o disturbarli o respingerli d'accordo colle altre armi, infine per compiere lo sbaraglio dello avversario o protegger la ritirata. i\fa ciò che spiccava. sopra tutto era l'impiego a massa, mercè delle grosse riserve. Se l'uso che fu fatto dell'artiglieria nelle n6stre guerre d'Italia non corrispose a quegli insegnamenti, fu colpa principalissimamente dei nostri terreni. Anche in ciò ,vole1·è non è molle volte pote1·e. Sì, l'artiglieria sui campi delle nostre bauaglie apparve le più volte spicciolata e tarda, henchè facesse miracoli di buona volontà, o sparve ,troppo presto, a motivo dei tanti impedimenti loca.li. Venne l'artiglieria rigata a permettere col suo tiro lungo e pre,ciso cli far m,assa et-i, fnochi mediante la convergenza dei tiri da po\ izioni diverse e lontane là dove non fosse possibile far massa di pezz·i. Nel tempo stesso si studia va il modo di accrescere .la l]lobilità deW artiglieria campale e la efficacia dei suoi Liri. Crebbe cori cjò l'aùtònoriiìa del cannone, ed ai precetti tattici sopradetti. s'aggiunsero questi altri : che i comandant_i delle truppe indichino ai çomanda.nti. delle artiglierie i loro intendimenti acciocché questi possa.no conformarvi l'azione loro; che i comandanti delle artiglierie scelgano buo_ ne posizioni d'onde si possa tirar lungo tempo senza muoversi, schermendosi comemegiio sia possibile dal fuoco nemico; ·~he l'impiego delle artiglierie a 'massa sia fatto, sempre che 'P?SSibile, sin da.I principio della battaglia. invece di serbarlo al rno,mei;i.to decisivo. ~uesto gran cambiamento nella tattica cli battaglia di quelANNO XXV , VOL. l.
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l'anne era natural conseguenza dell'aumentata potenza di lei e dava motivo a mutamenti organici di , molto rilievo, quali la soppressione delle 1·iserve d'artigliéria e la istituzione di divisioni (grossi riparti) d'articrlieria acr"iunte ai corpi d'armata - Korpsartilte1·ie dei Te" vO , deschi ( if ) - da porsi generalmente piuttosto alla testa che alla coda nell e grosse colonne. Le batterie delle divisioni doveano secrnar, per così dire, la linea fondamentale dell'ordine di battaglia, e ~uelle dei corpi d'armata; sopraggiungendo presto, formarvi su le masse d'artiglieria. Di questa nuova Lattica avemmo appena un ·primo barlume nella guerra del 11859, in r,ui il cannone rigato apparve arme nuovissima, intrusa allora tra le antiche in piccola proporzione e quasi vergine di quel lavorìo d'ingegno, scienza. e buon senso onde le invenzioni si fecondano e s'apprende a trarne il maggior profitto. Prese forma nel ,f 866, per opera specialmente dell'artiglieria austriaca; poi si mostrò in tutta la. sua pienezza nel ,1870 per meriLo dei Prussiani. Anoi non fu dato sin.ora di farnearnpio sperimento in guerra. La campagna del ,66, ollrechè breve, non ebbe per noi che un solo fatto d'arme di gran risalto. L'artiglieria nostra. combaU.ècon molto valore a Cust.oza, ma in alcune parti del cami)o di battaglia le mancò il terreno ed in alcune altre le mancarono le forze. Infatti nei pressi' di Villafranca non si poteva far massa nè di pezzi nè di fuochi , tanto alberata è qnella campagna, e sulle alture di Custoza, di s.aLucia del Tione e di Monte Vento, ove era possibile ed opportuno porre gran linee di cannoni, questi ftirono scarsi al bisogno. Se invee~ di quella riserva cl'rirmata ch'era in quel giorno a P iadena, avessimo avuto parziali ma forti riserve (chiamiamole pure così) al 11~ e al 3° corpo, cla mandarle a ra.fforzare sulle alture ora dette quelle poche articrlierie delle divisioni 3°, 8a, 9", oU, P, 2a e della riserva del 0 ,1°corpo, la battaglia avrebbe molto probabilmente avuto andame1~to ed esito divers i da qL1elli che ebbe. 1\fa .... se la battaglia fosse rn{!) No i Ital iani non abbiamo Onora trovato nel'. nostro linguaggio militare un nome d! forma concisa o convenionte e di chiara significazione per indicare ciò c he i Tedeschi chiamano Ko1·psa1·tille;·i.e. Considerato che per noi molte volte quella brigata di hattcme c h'è addetta al corpo d'armata non potrà ent,·are ir1 azione sci non qualche t empo dopo cominciato il co mbatti mento. quando siano ben note le forze, le posizioni e le i~ten1.1on1 dell'avversario, cioè in cond izioni a naloghe a quelle delle a nti•:hc riserve, perqhè non pot remmo valerci di quel comodo, breve e preciso vecchio nome di 1·ise1·va?
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ivece avvenuta nella pianura, fronte ad ovest o a sud-ovest, per noi, colla sinistra, supponi.amo, nei camp i. di Villafranca, -tutti quei cannoni sarebbero rimasti a ingombrar le strade tramezzo e dietro alle truppe, altrettanto utili quanto lo fu la riserva generale a Piadena, ,e forse neppure l'artiglieria clelle divi-sioni avrebbe trovato il modo di adoperare 1.itilrnente quei suoi poch i pe1.zi, e meglio che alla spicciolata sulle strade e viottoli. O vengasi a predicare l'impiego ·delle artiglierie a masse, i rapidi spiegamenti delle batterie delle ,divisioni e dei corpi d'armata, i van taggi del non cambiar posizione e gli altri felicissimi spedi enti della tattica usata dall'artiglieria prussiana o russa o anstriaca o francese su campi di battaglia o di manovra aperti come il palmo della mano, ad un esercito che ha sette probabili tà contro tre, a dir poco, di dover combattere su lerreni'dove a fatica si può collocare utilme1He più d'una sezione qua e là, far com;ergere contro uno stesso bersaglio il fuoco d'un paio di sezioni o batterie, apP,rofittare talvolta della lunga gittata del cannone rigato ! E pure qlfell'esen~ito ridotto a marciare e combattere a taston i in quel mare di fronde., su campi tagliati da fiumi, torrenti, canali e fosse e pieni d'insidi e, per monti, coli i, valli in gran parte impervi~, potrà trovarsi a combattere qualche battaglia, forse decisiva, su qualche terreno aperto, o comunque atto all'impiego ili numerosa artiglieria. Dunque, perchè questa non gli venga a mRncare in un possibile momento di supremo bisogno, sarà ne·cessario che ne porti seco, a non tropp~i distanza dalla fronte, una quantità soverchia pei paesi impediti., sunìciente pei paesi sgombri, ·e necessariamente dovrà porla in modo diverso nelle sue colonne secondo la natura del paese in cui a volta a volta si trova. A tali c"ondizioni risponde, a parer mio, la proporzione di 3 pezzi all'incirca per ogni ·I 000 combattenti e la seguente ripartizic,ne, ch'.è a un dipresso quella stabilita pel noSLro esercì Lo dalle vigenti norme organiche: una brigata di 3 batterie di 8 pezzi per ciascuna divisione, un'altra brigata uguale ('rfaerva) pm· ciascun corpo d'armata cli due division i, cioè 24 pezzi per divisione, 72 pezii per corpo d'armata; più una riserva generale sufficienle per aumentare di una brigata l'arLiglieria di ciascun corpo d'armata, costituendo .una divisione di due brigate (r-iserva) per ognuno di quei corpi (4 ,pezzi circa per 11000 combattenti) nel caso che dove~simo guerreg-
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giare in paesi più aperti dei nostri contro nemici provvisti di molta artiglieria. Con quella proporzione e quel riparto (72 pezzi pe1corpo d'armata) noi avremmo pòt~tto avere a Custoza sulle alture ove combatterono le quattro·divisioni del ,J O co r'po e le due di s.inistra del 3° (tre corpi di due divisioni) 2,1(i cannoni invece di 108, .vale a dire precisa.mente il doppio. Leggi era e polente nel tempo · stesso conviene che sia I'artiglieria nostr~, forse 1t:1ua di_un sol cal_ibro. Quella delle di.visioni di prima. linea m paese 1mped1to mettera alla testa una battena o meno \ econdo i casi, e terrà il r imanente a metà o alla coda della colonna. Quella dei corpi d'armata (rise1"va) farà seguito al corpo rispetti110_. Così, senza fa.re impedimen to alle truppe, senza correr pericolo cli trovarsi sotto il ·fooco nemico e non potere spiegarsi, e dover far dietrofronte a vista di tutti, e fo rse cagionare scompigli e disastri a noi ben noti, l'artiglieria potrà ferrna1:si, sviare, prender posizione trnnquillamente e come più le conviene, ed entrare in azione a. misura del bisogno e conforme ai luoghi. In paese aperto invece si potrà incolonnarla verso la testa quanto vorrass i e seguire i dettami dei tattici tedeschi. Non altrimenti farebb.e. ne son persuaso, l'arLiglieria gerù-rnnica nel ca.so nostro. Quando il genera.le Yerdy du Ver-: nois consigliaya., nei suoi studii sulla battaglia di Custo~a, ordini da. marcia. coll'artiglieria verso la testa, non conosceva, lo di ce egli stesso, i terreni su c11i quella battaglia fu combattuta altrimenti che da. carte topografiche le quali non possono darne un idea esatta. Se non lo avesse detto, lo avremmo capito noi stessi. Gli scrittori militari tedeschi hanno sovrabbondanti motivi per lrattare come un eccezione alle loro regole generali, quasi come materia d'appendice, il combattere spicciolo, sotto i titoli di combatt·imento cli dmppelli o distaccamenti. e oonibatl'imenti locali; per noi Italiani invece è l'opposi.o . Non si dirà quindi,. voglio sperarlo., ch'io dia troppa. importanza al terreno, che faccia abuso di ragioni topiche nel discorrerè di latticct. Ebbi occasione di studiar l'azione offensiva e difensiva di grossi corpi di truppe in diverse regioni del nostro paese. Feci studiar~ ·con molta cura l'impiego dell'artiglieria d'un ~orpo d'armata ne1 dintorni di Firenze e di Roma, nella Conca di Terni e in una parte del Novarese. Ne risultò che quasi mai in quei luoghi, eccettnata la 1
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.Campagna romana, si trovò modo di adopera.re utilmente la maggi0r parte di quell'artiglieria., sia a masse cli pezzi sia a masse di fuoch i, e sempre, tranne l'eccezione sopradetta., s'incontrarono grandi difficoltà allo spiegamento, all'avanzare e al ritirarsi delle batterie. Più di una 1iolta si potè constatare che per mettere in azione, in caso cl\ .offensiva. o di difensiva impro11visata, unà einquantina di pezzi ci voleva tanto tempo che potea bastare per vincere o perdere la battaglia. Tali studii sono molto utili e meri La.no di essere raccomanda.ti o. chi apprezza l'utilità d'un arte tattica basai.a. sì su buoùe fondamenta teoriche, ma. esplicata mediani.e applicazioni pratiche, come a noi si con vien.e _a motivo appunto della · natura dei nostri paesi, e più che non cel consentano le rare manovre di corpo d'armata, sia colle trnppe sia coi soli quadri. La vallata del Po singolarmente.ci offre terre11i'adauatissimi per cosiffatti si.udii . -A·-taquesLione delle scòrte permanenti od eventuali per le batterie, , -rim~s$a ultimm~e'.11.e _in _ca'.11po in Ilalia dal compianto generai Ca~ 1 · } valli , dnppo1che J art1gl1er1a combatte generalmente da lontano assa.i 1 ,e si lascia oltrepassare di lungo tratto drdle trnppe della sua parte, è divenuta oggimai quasi oziosa.. Nella massima partEJ dei casi le truppe entrano nel combattimento in modo che vengono imp li citamente ad assicurare J'artigl ieria. Se poi qualche batteria debba molto discostarsi, fa r qnal~l1e audace movimento, mettersi in posizione pericolosa, converrà.l esiadata volta per volta una buona.scorta, sia di fan teria, sia di caYalleria, sia d'ambo le armi, che i coman~ danti dell'artigli eria chiedemnno e quelli delle truppe non rifiuteranno, senecessflria. Pochi fucil i, poche sciabole, superflui nel primo caso , non bastano pel secondo . Nelle guerre ultime si videro battaglioni intieri e masse cli squadroni adoperate ,l fiancheggiare e proteggere l'artiglieria e permetterle di valersi d'alcuna posizione vantaggiosa, che da sè sola non al'!'ebbe p_otuto occupare o tenere . V'è una tcittica clel genio? Non si può dar I.al nome al servizio ·campale di quest'arrne, che comprende le ricogn izioni, i divisamenti e i lavori per le opere di fort ificaziòne, di schermo e di passaggio che si fanno sul terreno tenuto dalle I.ruppe e nelle sue vicina.nze1 Io non esito a considerare come veri atti tattici lo assett9 a difesa cli un foogo, il guastare o voltare le difese di un posto che si tolga al ne.n:iico, lo impinnto di ripari contro il fno co per le truppe o le arti-
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glierie, la creazione di ostacoli allo avvicinarsi dell'avversario l'aprimento di passi attraverso ostacoli naLural i od arLifìciaJi di eui ecrli si faecia schermo, e di vie di rn_anovra, di sbocco , di r iLirata. be~e, in tu tto ciò vi fu progresso negli ultimi tempi. Tedeschi, Frances1, Spagnuoli, Russi, Turchi, dettero splendidi saggi di abili tò.ed operosità. Come a SebasLopoli nel ,18M-55 ' così a MeLz : ·1< • p ...u.1•1·V 1' a Belfort, n: Plevna, .nella. Biscaglia, e qua e là su tanti campi ,' la zappa lavoro sotto gl t occhi, sotLo il fuoco del nemico. in vera e propria condizione tattica, come il cannone e come il fucile. Ma ella non può rnppresentare ugualmente la parte sua nelle manovre di pace . Inl'aui _I~ addestramento degli ufficiali e.delle truppe del genio nel loro serv1zI0 campale e segnatamente in quegli ufficii lattici che ho nccennato testè, tranne le operazioni dei pontieri, si riduce ue~erah~ente, e tanto più da noi, per evitare disturbi e danni ai p:rt1çolan e spese all'erario, si riduce allo eseguimento di alcuni la~ori elementari, e perciò non ha a riscontro della. istmzionè teorica quella utilissima sanzione pratica, sperimentale che non fa difetto ali~ altre arm i. E cosi questa parLe tanto importante della tallica od1ern~. c~ov1:~ _fare il suo noviziato pratico in guerra flagrante, colla, poss1b1_lr~a di t1tulmnze, sconcordanze ed errori sul principio, e che manclu ti tem~o ad a,, erne i _migliori frutti per via i:li quel progresso che dcnva dalla esperienza. 1\fa s'egli è vero èbe mollo non si può fare per tal uopo in pace, è egli vero ugualmente che noi, facciamo tutto ciò che poLremmo?
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VII .
Chi _voglia farsi ragione dei cnmbiamenti ayvennli nell'arte della fortificazione stab~le dopo il ;I870, s'a/Iacci alle Alpi verilo ponente, scenda pel Mongrnevra a Grenoble, tocchi Lione e Parigi, torni verso levante sulla Mosa e sul Reno, esamini a pezzo a pezzo la ' bella armatura della. Francia verso di noi e ver:;o i Tedeschi e comes'è munita dal canto suo la German ia. Coi1fronti le chiuse e le fortezze d'oggi con quelle del 11870, ritrovi o rammenti. che cosa fosse
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quel tal forte o quella tal fortezza meno cli dieci anni fa, e vegga che cosa è ora. Dal fondo delle valli della Savoia e del Delfinato e dagli · aspri sentieri che s'inerpicano per quelle dirupate montagne levi .lo sguardo ai lontani colmignoli, alle . creste dei balzi prospicienti da lungi. V'è qualcosa lassù; vi son bastite e cannoni; ed egli , là dove si trova, così distante, n'è a tiro. Dove potrebbe l'avversario porre qualche suo cannone per iscohquassare quelle batterie, quei castelli, più robusti e non meno inaccessibili di quelli d'un tempo, che pur si dissero nidi d'aquile e d'avvo)Loi?. .. ' Appressatevi a Grenob le. Ecco li la città. Se non fosse quel castello che le sovrasta credereste potervi giungere senza trar colpo; ma guardatevi bene attorno; siete in mezzo ad altri fortil izi i, e su cotesLa ridente campagna può da un momento all'altro scatenarsi una procell~i di ferro e fuoco . Attorno a Parigi , ma tanto lungi ancora da scorgere appena qualche barlume della gran metropoli, colà dove neHe fosd1e giornate invernali del ,1870-711 vgli ast edianti tedesch i si annoiavano lranqumrunente a.I sicuro del C(mnone francese, d1e udivano brontolare lontano, ferve qua e là un lavoro titan ico, sorgono già poggetti che , nascondono nelle viscere loro ciò che superbamente mostravano qu.ei disgrazia-Li forti del 1870, rimasti laggi1't in seconda linea; e se alcuno torni ad insultare Parigi quei poggelli étivenleranno formidabili vulcani. . Vedete Belfort. ! B.annicchiataattorno alla sua rnpeprimadel 'I870; un ammasso di muraglioni ; come allargò le sue difese a vista dello assediante! Mn oggi Belfort s'è spinta mollo più là, f è fatta una gran cerchia di quelle moli che vedete sulle cime di quei poggi lontani e d'alLre che si scorgono a mala. pena o nulla. affatto, e domina coi suoi cannoni tanto paese che per cingerla vi vorrebhe uri esercito. Quelle moli, che in altri luoghi diverrebbero presto mucehii di rovine sotto il fuoco delJ 'ani glieria nemica, da quelle vette sfidano alteramente il cannone, ed offrono rico vero e base offensiva a forti presidì. 8trasburgo all' opposLo nella sua pianura s'è cinta d'un'ampia zona di difese quasi invisibili all'avversario; terra sopra terra, salcle muraglie soUo, cannoni in agguato. E Metz, la gran tesla di ponte sulla Mosella, la gran porla dell'ofTensiva germanica, dentro la cintura 1
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dei suoi forti può contenere un gr·ande esercito I E Colonia lo stesso sul Reno . . Strategicamente, per la f.'rancia; un settore orientale, verso di noi, irto di chiuse montane, centro Lione; un settore nord-orientale, verso la Germania, con un fronte di grandi fortezze aue ad ogni ufficio difensivo , controffensivo> offensivo,centro Parigi: per la Germania verso Francia, una punta a Metz, una gran base sul Reno, da Strasburgo a Colonia. Predominante da un lato il carattere difensivo, dall'altro l'offensivo, a rovescio dell' indole tradizionale di quei due popoli. Tecnicamente, in pianura aree di 6 chilom . e più cli raggio, con forti opere sul pe1;imetro (batterie fortificate), interrate, larghe di fronte, di poca profondità, assicurate con ogni studio contro il Liro delle odierne artiglierie di grosso calibro, come nascÒncligli in me;r,w alla campagna, difendibili con presidio relativament~ piccolo, e pur . dominanti quanto.può trarre il cannone da fortezza ; in paese svaeiato, collinoso , montuoso, opere gittale attorno ad un' punto strategico a varia distanza, anche grandissima , con intervalli diversi, su alture predom inanti, di contro a passi, dinanzi a sbocchi, di misttra, forma e robustezza adaLte ai luoghi, quindi anche assai disuguali, ma in sostanza avenLi cara.Ltere o di batterie contro i principafi access i, o di veri forti che impediscano all'avversario l'occupazione di siti per lui vantaggiosi, o l'uno e l'altro nel tempo stesso; -parimente nelle montagne, batterie signoreggianti le vall i, forti sui dorsi meno inaccessibili al nemico, costituenti, insieme cogli 'ostacoli naturali, una sbarra mal superab ile; in 'riva al mare ba.tterie alte, vestite di sabbia, atte a resistere ai poderosi cannoni della marineria. odierna, armale pur desse d'artiglierie di gran potenza: in taluni luoghi, dove sia necessario o moflo uLile lo aver cannoni, e certa umt gran battuta. di fuoco nemico, corazzaLure di ferro .e torri 'di ferro girevoli·' tenute . però preferibili la terra· e la sabbia a massa. Ricoveri per g-li uomini, ripostigli per le munizioni e le vettovaglie, dove possa il cannone nemico, tutto sotterra.. L'Italia, quanto a difese stabili, stud ia, pensa, scrive; lavor~ nelle Alpi, lavora attorno a Roma, lavora pure alla Spezia. Gli altri suoì capitali pun Li strategici, che tntti conoscono , sono tuttora nelle stesse condizionì in cui li lasciò il 11866. Gli stranieri debbono credere '
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-che noi abbiamo gran fede nei nostri petti, e più nell'abilità. dellà nostra.d iplomazia, poichè gridiamo al cospetLo del mondo che siamo poveri e non possian10 spendere pel gran bisogno della nostra. sicurezza contro possibili nemici di fuori , mentre ci offendiamo se alcuno non ci considera alla pari coll e maggio1'i Potenze. Qui, per catena d'idee, mi s'affaccia il quesito se debbasi pi·ender proprio sul serio, a rigore di lettera, come articolò di fede, ciò che fu detto e si dice tuttavia della impossibilità che le fortezze di yecchio stile ( vecchio rispelto al nuovissimo d'oggi), quantunque munite di · una. cintura di opere lontane un i•aio di ch ilornet.ri e più dal centro, sostengano l'attacco dell'odierna artiglieria. L'assalitore, si dice, subisserebbe in breve ora le opere del perimetro e nel tempo stesso bombarderebbe l'area della fortezza e la città che v'è racchiusa. Io chiederei innanzi tulto : quanti e qu:.ili i dil'ensori, e quale il comandante? Se iwm,ini e solclat-i, degni di tal nome, se pon troppo scarsi .. al bisogno, se risoluti a non venir meno al loro dovere, se pròvvisLi di buone arLiglierie e cli una sufficiente quantità cli munizioni, perchè non dovrebbero poter fa.re più di quello che fecero nel ,J870-7'1 i difensori di Strasburgo e di Belfort'? Così come sono, le difese esterne potranno arrestare le truppe nem iche e tenere in rispetto le loro artiglieri e campali ; con quaiche lavoro, in I)ochi giorni, si potrà metterle in grado di sostenere per qualche lernpo il fuoco delle artiglierie di più gMsso calibro, le qua.li avranno pur bisogno di un certo' tempo per venir sulla fronte e mettersi in assetto in convèn iente postura; andranno a rovina gli interni ridotti dei rorti, ma ciò non sarà troppo grave danno se provvederassi a collocare i presidii e le munizioni in più sicuri ricoveri, fu.ori cli quei bersagli, nelle i1n. mediate vicina117,e; le artigl ierie dei fiancb i non poLranno forse essere bastan temente difilate contro i tiri nemic i e dovranno essere a})bandonale o ri tratte, ma suppliranno all'uopo batterie coslnllte negli intervalli; e se alcun forte sarà costretto a tacere, o dovrà essere sgombrato, non per questo sarà. rolla ln. cerchia se iI. difensore abbia forze e sappia e vogli,t impiegar le. Intanto, sotto la prote;r,ione di quella resistenza, l'esercito potrà, secondo i casi, radunarsi, riordinarsi, attraversare senza disturbo e senza confusione qualche grande , ostacolo, au.eggiarsi a difesa o prepararsi all'offesa . Agii adoratori -della materia, che ra.vviso in quel modo di sentenziare fonda to su
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motivi ·essenzialmente materiali, rammenterei, per ragione cli analogia, quel motto dell'ammiraglio Farragut: << Navi di legno, cuori « di ferro . 11 • Se questa pnò sembrare sentenza alquanto spropositata nel mondo d'oggi, non lo è meno qLte!l'altra. Attacco e cli fesa cli fortezze sono problemi complessi, e non puramente tecni ci. La storia ci dice che le resistenze più tenaci e gloriose non furono faue dalle fortezze meglio monile ma dall e meglio difese, che anzi tal voi La l'abilit.à e il vigore della difesa supplirono onorevolmente a gravi difetti e sv~ntaggi tecnici. Valgano pei tempi nostri gli esempi di Fredericia ('I848), éli Silistria, di Sebastopoli. Del resto nesSllno può oramai, dopo i fati.i cli J>levna e cli Scipka, .meltere in dubbio il valore della.fortificazione improYvisata, ed anche nello assetto delle fortezze stabi li non esposte a repentino al.tacco le si consente dagli ingegneri militari una parte assai importante, benchè complementare, limitando lo impiego élelht for ti ficaiionc permanen te alla. occupazione cli quei siti che per ragion cli luogo debbono essere i capisaldi della difesa. Da ciò eziandio il vantaggio che l'assali tore non conosc,t innanzi tempo la giaciLura e struttura di tul.te le opere e conseguentemente lo intero giuoco del difensore. A questa an~icipata cognizione però non devesi oggi attribuire tutta qu ella . importanza ch'ella poleva a.vere in passato, quando l'a lJacco si clovea appressare alle opern della difesa sino a toccarle, e dovea conoscere la forma precisa e, per quanto possib il e, anche la disposizione in terna di ciascuna di quelle, cercare i prolungamenti delle faccie e dei fianchi, venire a pianta re i suoi cannoni a breve distanza., percorrendo gran tratto di terreno dominato dall'artiglieria del difen sOl'e, e conquistare a passo a passo il terreno degli approcci . Oggi che l'artiglieria<lell'a1.tacco può comp ire da lontano l'opera sua distruggitrice, tutte cìuelle arti cli minuta investigazione ed informazione ch e nei tempi andati costarono talvolta parecchio denaro e qualche vi I.a hanno perchtto grandissim a µarte del merito loro. Le ricognizioni si possono fare sotto gli occhi dei gen darmi, poichè un'occhiata.da lungi basLa all'uomo del mestiere per ì·a.ccapezzare dove e come sia posta questa o quell'opera e cli che natura ella sia e dove batta e cl'oncle si possa batterla. Il resto è un cli più. Il viandante che passa guardando qua e là, alpinista, cacciatore, erborista., girellone, è forse un ufficiale straniero, on esploratore. Se v'è bisogno di passaporto, egli ne ha
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uno. E poi che monta ch'ei vegga èiò che può vedere un viaggiatore· qualunque? Gli ingegneri che fabbricarono quei tali forti, quelle tali· batterie, prima di porvi mano ne studiarono e r istudiarono il miglior collocamento possib ile rispetto a quei sit i che offrirebbero qualche vantaggio all'attaccante, che sono là. conI tutto il resto a visLa di tutti·. Quanto a forma, dimensioni, disposizi one ·in terna ed ogni altro particola.re, i trattati di fortificazione più l'ecenti , le memorie stampate,. i giornali, ne dicono più del bisogno a chi sa leggerli. A' di noslri le ferrovie hanno agevolato le ri cognizion i, la stampa le rende talora: superflue. Poche parole intorno alle ide,e oggi preYQ)enti circal~c.o e ]a. ) difesa delle fo rtezze. Contro le bicocche d\rntico sLi le, se alcuno pretenétesse·~ci.iuavià usarle a difesa, effi ca.ci~simo sempre il modo tenuto dai Tedesch i in Francia nel 11870: scansarle, lasciarle guardate, cingerle con truppe di seconda linea, bombardarle con artiglier ie di grosso cal ibro, se non basti a i"1 durle alla 1·esa un primo cannoneggiamen Lo dell'artiglieria campale. Contro le grandi fortezze mo~erne, quando lo investimento tota.le non sia possibile, o lo sia soltanto con pericolo, a. motivo della ,,asliLà. loro e della qoantitù e qua lità delle forze vive che racchi udano, contentarsi d'un inves.tim ent.o par,.iale, offensivo quanto possibile, forte in fron te, bene assicurato nei fianchi.,-cempletato con ardite esplorazioni e scorrerie-di cavalleria, chegioverà riVer molto numerosa; scegli ere qnel settore d'attacco che promett,t successi più rapidi e decisivi, ma divagare l'attenzione del nemico con minaccie in altre parti; accum ulare contro di quello le batterie d'assedio in guisa da poter presto cominciare il fu oc9 e proseguirlo poi senza posa colla massima potenza; e tosto che l'artigli eria abbia fa.tLo l'opera. sua, far succeclere,rapicla e preponderante, l'azione· del le truppe, fiancheggiata, sos~enuta, secondo i casi, dall'artiglieria medesima o da allra; un misto insomma d'assedio e battaglia, cli Clli possono dare un' idea il secondo assedio cli Parigi del 187 1 e l'as-:.:::s.ed ::::.:i~o_ __,_,, di Plevna.. Dal canto suo la difesa si opporrà con ogni mezzo difensivo e controffensivo a quegli atti dello assaliLore, sino a dar ba.Llaglia sulla fronte o sul fian co dell'attacco, qualora le bastino a ciò le forze e l'animo . La condizione sua è mollo cambiala da ciò che giit fu. Mentr·e prima ella gravi La.va verso il centro della fortezza., ora. invece è tratta a fare ogni sno maggiore sforzo verso il perimeLro. Si può , 1
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dire eh: l'azione della difesa è statn costrelfa da quella dell'attacco a divenire sempre più perimet?·ale. Ed ora viene ad es~erlo in sommo grado, sopra una data parte del vasto perimetro, nelle fonezze di primo ordine. Così mentre va ognor più sfumando quella linea di stacco che già separava ricisarnente la fortezza propriamente detta dalla_?o_sizione fort ificata (campo trincerato) svanisce pure qoella che, d1stmgueva la tanica d'assedio da quella di balla.glia. Ì La ~_spngnazione delle chiuse--montane di recente costrutte O mi, g(i_orate si presenta al pensiero moltissimo più difficile· della loro d1le~;1, specie se questa sia sussidiata da truppe n19bili . Sono idee ovvie, circuire i fort i per le montagne, tenl.rtrne l'assalto per sorp~·esa, adoperarn la dinamite, fare uso di artiglierie a lunghissima gittata po 1_' tate pei monti, o a tiro curvo, da porsi giù nella vall e o sulle pmne falde; ma il recarle ad alto è scabroso. Ch i abbia da p_assar mc~nt~1gne ove la difesà si1t ben preparatn, ci pensi bene e vi s1 .prepan cli lunga mano pur.egli , facendo anche conto di dovervi spendere tem po non breve. Colle nuove armi e le nuove difese le di ffi collà della guerra offensi va in paese affatto montuoso 'sono ainnentate d:assai: q ~_itari . Dai su~i modesti e persino luridi principii, nei quali I solclal1, o mercen}tri, o costretti, o sortiti, e1:ano ammucchiati nei castelli, nei conventi, nei lugurii, come bestie a stalla. lo allog~iamento_ delle truppe era venuto migliorando sino a qu~sti ten~p1 . G_rand1 . c~serme erano state costruite nelle principali fort.czze e cilta cli pres1d10, a spese degli Stati o dei comuni che volevano a~sicurarsi o procural'si il ben~ficio· d'una numerosa guarnigione, e v_eraentrato tanto çimorpropno da suscitare unagara di vrmitànazt~na(~ e _rnunicipa_le. Si videro sorgere, anche in città cli poco conto , ed1Gc11 g1g:antesr~li1 e costosissimi per quell'uso con bello sfo cwio di esterna architettura, cu i spesso non rispond~va conde()'nam~~te !a struttura, co'.11~d ith ~ salubrità interna; fabbriche a tre l~inni, con 1stalle, magazzm1, cucmP., scuole, palestre a terreno. cameroni ed ufficii nei piani di sopra, gallerie in teme, cortili ecc. ,Talune si raccomancfavano alla ammirazione del forestiero come monumenti molto pregevoli. Ma i capi ~cl i medici delle truppe chev'erano·alloggiat.e bene spesso non dividevano la compiacenza deo-Ji architeui e 1\mrnirazione dei profani , non trovando i pri.mi ionveniente l~t situa-
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.P_ione, facile la sort1l.a, sufficienti gli spazii interni o attigui, bene adatta ai bisogni del servizio la disposizione delle parti, e i secondi lamentando la non felice esposizione, la ventilazione di.fettosa, la scarsi tit dell'aria e della.luce, la soverchia agglomerazione èlegli uomini, la copia e qualità. degli ellll\Yii malsani di varia specie, l'acqua scarsa o non buona ecc. Di qualcuna si potea proprio dire che clava idea di un pezzente camuffato da signore. Coi progressi delle scienze fisiche e dell'arte edificatrice, crebbero le esigenze igieniche ai tempi nostri, e da ultimo vennero a r incalzo considerazioni e sensi d'uman ità e convenienza per effetto dell'obbligo ger1erale alla milizia, quando il cittadino, il deputato, il ministro parlnndo dei soldaLi dovettero dire, « i nostri figli » ed an<Che « i /iit1wipadri della 1wstrci gente». E così presero a svolgers i in questi ultimi anni le nuove idee circa il migliore alloggiamento delle truppe, e già se ne videro alcuni effet ti in varii paesi, segnatamente in Francia e in Germania. Men,tre però in alcun i luoghi l'architettura militare, ferma nel propdsito di ' conciliare il massimo della capacità col .minimo dell'area coperta, si mantien fida.alle grandi casenne, studiando bensì ogni miglior modo di ovviare agli inco.nvenienti eh' esse possono presentare, lalchè si veggono, come per es . a Drescla, gignnt~ggip,re vei·e città mi litari, capaci di parecchie miglini[1 d'uomini e cavalli e d'una enormè quantità cli; cose da guerra, e pur costi tuite da un piccolo numero d' irnmensi eclificii, in altri luoghi quell'arte viene tratta ognor più, per ragioni d'igiene, -ed anche d'economia (n ientemeno che del 30 per cento si dice !) :aH'imi tù ione dell'antico campo romano: casermette lunghe ad un -solo piano (terreno), contenenti ciascuna una compagnia, o uno squadrone (gli uomini soltanto) o una balleria , con tetti leggieri a comignolo r ilevato e a ventilazione doppio. e continua., 50 metri cubi di spazio almeno per ogni uomo, sta.lle consimili a parte, fi enili , magazzini, cucine, refettorii, sale di trattenimento, ambulatori i ecc. disposti attorno a vasti cortili, separati da larghe strade, alberi ,· giardinetli, aria sopra tutto, bagni pei sottufficiali e pei soldati, acqua a dovizia, campi stabili insomma, spaziosi , composti cli molti e semplici edificii relativamente piccoli e bassi , ap~rti, ariosi, discosti dalle città , provvisti cli tutto il bisognevole. Oppure, secondochè propose l'ingegnere francese Tollet, caserme
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,. ~~ un s? lo piano: di ro_rma ogivale, con ambienti a porte pel villo, l 1c;Lruz1one, la r1creaz1one ecr,. Anche qui l'iLroviamo lo spirito livellatore della odierna civiltà; la caserma e il collegio che si confondono . LÒ si.esso concello igienico di disglom cra,,ione ed nriositil ò generalmente ammesso a fortiori per le infermerie \; spedali rnili tnri di nuova costruzione. Se ne sperimen tarono i benefici effetti nei campi cli baracche costrutti per quello scopo nelle maggiori guerre di questo decennio. In Italia stiamo nssai male a caserme, la più parte vecch i conventi raffazzonati, tenuti ritti a furia di rattoppi, che in capo ad un certo numero di anni vengono a costar più che non sarebbe costato fabl~ri cn r_e quar~ie1·i n 1~011i di p_iantn,. A fronte di quelle catapecchie vac11lan1, , ove r nostn soldati corrono pericolo tal vol la di rimanere alla sch iaccia, so rgono stupendi edifici i nuovi nuovi pei discoli, pei ma.lfattori . In verità qLtesto paragone tra il carcere e la caserma quantunque lo si abhel lisca con rngioni di nlantropia e di proo-ress~ 0 civile, fa vergogna e 9ispello. . Qu~rnto all'uso delle ferrovie e dei telegrafi per la guerra, molto ci ha msegnato 1ft esperienza di questo decennio . Abbinin o ora daLi precisi circa la pot.enzn, di II'asporLo delle ferrovie per le diverse specie di truppe e i materiali mii ilari d'o11ni sorta, dati che ci fnruno somminis~rati o confermati da mo lti es;erimenti falli in diversi paesi, in diversi mo111enti di guerra , in cir•costanze diverse. Sappiamo che Lai mezzo cli trnspo,rto non è uti lmente adoperabile pci brevi tragitti di grossi corpi e &rossi carichi ·in casi urgenti. Pu nccertato che le ferrovi e possono r~ndcre utilissimi servigii non solo per l'adunata del!' eser:cito e conte retrovie pel ·movimento di afflusso e riflusso dalla base alla fronte nel corso della guerra, ma ancora per gli spostamenti delle masse da una ad allra parte dello scacchiere durante le operazioni, purchè siano convenientemente assicurate e coperte. Vedemmo come per l'adunata su di una fronti era aperta, che presenti grandi accessi o sbocchi , por tentare una rapida offensiva od opporvisi, giov i lo avere una linea ferroviaria tutta li bera per ogni due corpi d'armata, che debbano venir da lontano, tanto più se rechino secoloro cavalleria, arti:glieria ecc. perocchè il terzo corpo e tanto più il quarLO che do;es-
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-sero segnire uno.di quelle lin ee tarderebbero assai a fo rmarsi e giungere n, portata per prender parte alle operazioni della guerra, specialmente ncll'oITensiva.. Queste considerazioni contri buirono a dimostrare la comenienza che gli sbocchi dell e li nee fe,Tiov iarie affiuenti alla radunata siano coperti da difese artilì ciali (forteue) quando nol fossero.da valide difese naturali , come grandi montagne con chiuse ai passi; che una gran parte della cavalleria sia Lenula anche in tempo di pace Yicino ai conHni dove la guerra sia più proba.bile; che lo stesso facc iasi del l'aniglieri a in quei paesi ove il trasporto pe11 ferrovia presenti grnvi difficoltà, come sarebbe il caso della nostra penisola. Fu Lollo ogni dubbio circa la necessità che le ferrovie ed i telegran in tempo cl i guerra, tranne forse qualche li nea ·o gruppo remoto, siano ·in balht clell'au torifa mili tare, e che per la guerra offen siva si abbiano uomini e materiali disponibili per racconciare e riattivare speditamente le linee guaste dal nemico e improvvisare presto nuovi tronchi, conform e al bi:-ogno. Da ciò appunto i ferrovieri , gli accordi coll e socieUi/ ferro vim·ie, i regolamenti pei ser:vizii delle ferrovie e dei telegrafi in tempo di guerra. Il meglio però sarebbe, a parer mio, che nnchc in tempo di pace i servizii ora detti fossero ordinati militarmente, che il corpo dei fe rro vieri e i telegralìsti militari vi concorressero per acquistarne In. pratica, sia quanto a costruzione e ristauro, sia. quanto ad esercir.io, e cbe i capi di quei servizi avessero determinati rapporti collo stato maggiore dell'esercito (dirc;,;ioue generale dei Lrasporti mi lit.ari). Il persona.le del le ferrovie e dei telegrafi sarebbe divi~o in due parti, cioè sedentario pel servizio in paese, e nwbile pel sen izio eventuale oltre i confini. Se quanto ne sia.mo lontani, noi specialmente, e non veggo ombra di unione e congegno cli quegli clementi, parLc militari, e diversamente applicati al corpo del gen io, e parte affatto estranei all'eserciLO, nessuno stretto da vincoli lega li verso il supremo ufficio logistico . E penso ancora che ferrov ieri e telegrnfìsti militari, se non isl.iano ifi: continuo esercizio del loro mestiere, e quindi non sìano perfettamente esperti in ogni sua parte, son cose o mal riuscite o incompiute, aborti o abbozzi. Oggeuo di cure particolari , c9n esito più o meno felice e pratico nei diversi Stai.i, fu l'uso delle ferrovie pel trasporto dei malati e feriti. Alcune Potenze, alcune fi lantropiche società hanno già. vetture
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apposite ed altri materiali da r.omporre convogli sanitarii e impiantare specla li cli tende o baracche; ma la soluzione vera.mente utile di tale quesitq, specialmente per ch i non ha gran denari da spendere in particolari apparecchi preventivi, sta nel trovare il modo migliore per adoperare a quel bisogno le vetture comuni delle fenovie, mediante qya lche faci le e breve lavoro d'assestamento. E teovatolo, senza perder tempo in istud ii e sperimenti, cli (fonderne la cognizione qunnto basta perchè nel momento del bisogno la cosa si faccia S\1bito ecl abbiasi qualcosa cl i meglio che un fascio di progetti noti soltanto a chi li ha falli ed esaminati . Quanto poi alle celeri communicazioni, i vantaggi che si speravano dalla telegrafia elettrica si ottennero in grandissima parte. Ma negl i eserciti che dovettero operare in paesi montuosi fo pur sentila la necessità di studiare il perfezionamento della teleg~2 [ia oLtica, della cui somma utili lit per cotali paesi non poteasi averclubbio. E così abbiamo veduto gli Austriaci sperimentare un loro sistema di segnali nell<l occasione dei moti del Crivoscie, nei monti attorno al Gol fo di Callaro, e farne di recente una larga applicazione nelle operazioni per l'occupazione della Bosnia e della Erzegovina, aggiungendo alle loro brigate da -montagna (Gebirg-Brigaden) squadre di segnalatori (Signal-Abtheilimgen); e gl i Inglesi nell' Afghanistan adoperare con buon successo l'eliografo , che noi pure sperimentammo anni addietro ma con poca fede e senza pro. ......_ • Accennerò per ultimo alcune più notevoli particolarità dei servizii dell'artiglieria e del genio che ebbero origine o svolgimento negli ultimi anni. I cambiamenti avvenuti nell'arte della fortificazione e nelle sue pplicazion.i ebbero risc?.n~ro i~1 un co_ns~derev?fe alun_en~o. ~li qm~nLà e potenza dei matenali dei parch i d assedio, cost1tmt1 !Il guisa · a potere essere prouLmuenLe mobilitati e tratti sul teatro delle operazioni coll'aiuto delle ferrovie. Seguendo l'esempio della Prussia, l'istruzione tattica dell'artiglieria campale, per quanto ha rapporto all 'azione concorde del!~ tre armi ed alla dipendenza dell'artiglieria mèdesima da.i comandi delle truppe, che in alcuni e;;erciti avean lasciato alquanto <la desiderare in passalo, ebbe piu. hngo e pratico sviluppo nelle scuole e sui campi di manovra delle Potenze mili tari europee. A. ciò si rife-
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risco pure l'i dea. d'una distinzione di carriera degli uffici_ali d'artiglieria. secondo le tre parti te di quell' arme, cioè: artiglieria. da campo, artiglieria. da fortezza e artiglieria Lecnica. La quale partizione fondala. su raoioni di inclinazione e capacità, confortata. ' ,., . l da una razionale distinzione di studii e pratiche e diversi lit e i esi o,renze in l'atto di scienza, e alteouata nei suoi effetti con quei . passaggi dall'una all'altra specialità che appariscano opportuni, nello interesse sia del servizi o sia dell e persone, può essere Yantaggiosa in un grande esercito. Ne sia pro\'.a che la si pralica difatti da gran tempo per quegli ufficia li che mostrano una particolare allilu.dine al servizio tecnico in tali eserdti ove non è ammessa alcuna disLinzione cli categoria tra gli ufficia li d'artiglieria. La Prussia, o vogl iamo cli re la Germania, ha. dato pure l'esempio di t>o-raneli esercizii annuali d'attacco e difesa delle fo l'Lezze, cui con• • •• corrono l'artiglieria ed il genio ed anche trnppe di faolena; ese1·c1zn utilissimi, altret.tnnLo quanto le manovre ca mpali, che noi pure abbiamo comincialo a fare l'anno sco rso, a Piacenza, ma che per esser fatti co~1e si conviene, in vaste proporzioni, richiedono larga spesa. Suppongasi, acl esempio, un corpo di truppe che s_i avvicini a Peschiera da est o da ovest del Mincio, no esegu1sca lo investimento e proceda allo operazioni per la espugnazione, mentr~ il presidio cli quell a fortezza, rinforzato al nrnssimo grado, la ''.ssetti a clifesa e si schermisca come può meglio còntro l'assediante. Il meno che far si possa in lai genere di esercizii , volendo pur ricavarne qualche ùti le, si è di rappresentare comp iutamen te lo assetto a difesa di un dato settore e contentarsi di studiare sul terreno e segnare i l:wori per l'attacco , lo che nello insieme ha caral.Lere cli manoV"ra contro nemico seg1iato, ed ha il merito di non costar molto. Un'ardita. novitù organica fLi attuala nel nostro esercito, la soppressione clel treno d'anncila come corpo n. parl~, ~ !_'attribuzione clell'li o1Ticii cli questo per la massima parte all'arLJgl1ena e pel resto al :enio. Ciò non presenta gravi difficollà in tempo di pace, quanlu;que ~ia non lieve gravarne pei reggi menLi cl'artigli eriala cnstqc~iai e il O'ovorno di tante vellure e tanti allrezzi che nessuna affinità han;o col cannone; ma all'alto della rn.ol.J ilitazione cagionerebbe a quesL'arme un sovraccarico immen so di cure affaLt~ estn'.n~e alla essenza. sua, tanto che il venirne a capo presto e bene rn ogni smgolo , ANNO XX.V, VO I., I ,
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reggimento, nonostante le studicttissime preveggenze e provvidenze di regolamenti ecc. sarebbe prob lema mo lto arduo. Che l'artiglier ia e il genio abbiano il loro traino per ogni loro lrisogno, preordinato, allestito e c'onsegnato nelle loro man i sino dal tempo di pace, è cosa ottima senza dubbio; ma tutto il gran re:,; to dei train i di rliver;;a specie .necessar ii per' la guerra, che può ascendere a migliaia di vetture e tanti più quadrupedi, e comprendere Dio sa quali e quante macchine diverse di for ma e d'uso, costituisce di natura $U,l un tale insieme, d'indole -e fisonomia così differente . da quelle delle due armi ora d0tte, che non si può fare a meno di dar ragione a quelle Potenze mi litari le quali scompartirono il loro t1·eno o corpo dei trasporti militari t 1·.t i corpi d'armata in rirndo corrispondente all'organamento di gnerra dell'esercito, come l'àrtigli~;·ia e come il gen io, ma lo serbarono indipendente dal cannone e dalla zappa. ·Possi,uno fi gurarci talune conseguenze d'un si:-;tema che pone quasi tutto ti traino mili tare nelle mani dell'artig.li eria, in caso di iniprovvisa e rapidissima mobilitazione, pensando che quell'arme ha da mettere in pie' per con to suo un traino suo proprio, mol to numeroso, per cui f'a di mestieri gran qnantiLà di quadrupedi. Non è egli possib il e cltetaluno degli allri traini.cu i ella deve allestire, rimanga alquanto trascurato o sacrifi ca to pel migli ore e più pronto assétto di quello ? Un vero corpo del treno invece non ha alcuno inLeresse proprio nel lo as:-eLLodei diversi traini, e può quindi dare ad ognuno ciò che gll si conv iene con criterio imparzinle. Sussidio e compim ento ai traini dell'e'sercito, considerate le nostre condizioni equi ne ed economiche, fu divisalo l'uso dell e locomobili pei trasporli di seconda linea, cioè tra le-ferrovie e i magazzini di seguito all e lrnppe, sulle sLrade pianeggia.nti , ed anche pel servizio interno dell e grandi i'ortezze. Al genio ne fu commesso l'espel'i rnenLò da prima e quindi la cura. Ma l'applicazione di questa buona idea è luUora nel suo primo stadio, ed ha da fare molti passi pri ma. di trovarsi al posto che le si appartiene nel regolare assetto di guerra dell_'esercito. Abbiamo qua e là, nei grandi presid ii, alcune di quelle macchi ne, consegnate al gen io, e le si adoperano per vàri. bisogni; non vedemmo peraltro sino ad ora lunghi movimenti di gran colonne traue in quel modo, ad immagine dei grandi trasporti cui que' motori possono adoperars i in guerra:
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V.III.
A proposito d'un libro sulla guerra moderna (Ueber den m,o- . dernen Krieg) del defunto generale J'. v. Hartmann pubblicato non ha guari a Berl ino, uu critico rn ili Lare tedesco rammenta, poich è non è giuclizio nuovo, che i princip ii della scienza guerresca sono tuttavia quei medesimi che la spada di Napol eone e la penna di Clauscwitz insegnarono . Le guerre ultime, egli dice, quella del 1 1865, qu.ella del 11870-711, altro non sono che un più ampio sviluppo dell'a rte napoleon ica m~rcè quei mezzi più potenti e più perfetti che oggi si han no a dovizia. Tale sentenza può accettarsi come assioma nella sfera delle idee generali, per quanto s'; ppartie~e segnatamente a quelle pai'li della scienza di guerrach esoglionsi chiamareancoraStrntegia e Gran Tattica; ma. nel passaggio dal la teori ca alla pratica, che deve essere il principa)issimo punto di mira della istruzione, se vnolsi che lo sludio conduca ad effetto utile, tante, e tali cose nuove oggi s'incontrano su quel campo_, che la scienza stessa con quelle tante appl icazioni nece5sarie ad esplicarla ne prende a.5petto e caraltere di nuova 4o ttrina. E ben lo sanno co loro che studiarono o insegnarono o scrissero clell'arte mii ilare odierna tra il •1850 e il 1870, cioè nel teinpo in cui già esistevano i nuovi inslrumen ti e le nuove instituzioni, mentre mancavano i dati cli fatto sui quali fon dare i giudizii e le regole circa al loro valore ed uso . Come dovettero mettere a tor:tura. il cervello per i~1ventare casi ipoletici, e far calcoli di probaùil ità su ba.si puramente teoriche, e lottare contro dubbi proprii e cl'altrui I poiché la s.toria mili tare nulla offri,;a loro che potesse guidarl i con perl'etk1. sicurezza nel laborioso lavoro dell'indurre e dedurre, essendo ta.nto cambiati in breve tratto di tempo i principali elementi dell'azione bellica, vale a dire la cosLituzione e il caratLere degl i eserciti, il modo di preparar la guerra, le a,rmi, i mezzi di locomozione e comunicazione, e persino quelli clello approvvigionamento. 1
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A tale difeLLo provvidero largamente le grandi esperienze de\, 1866 e if870-7 1l , cosiccM in questi ultimi anni lo studio e l'insegnamento della guerra a' di nostri epbe fondamento di copiosi farti recen ti ed accertati . a prova e riprorn degli rmtich i principii ::i.pplicali ai nuovi mezzi e mod i. Vantaggio di gran momento, a petto del quale rimrrne oziosa la considerazione retrospetti va che quanto. .,oggi s'i nsegna, scrutato ben bene nei suoi lineamenti capitali , non è altro in sostanza .che la 01:amai vecch iét arte nnpoleonica, c~n c.erle diversità di forma. E perchè non dire addiriLtura l'arte di Cesare, di Annibale, d'Alessandro? Il fatto è che da dicci anni in qua nel dominio della scienza mi litare è avvenuto un gran mutamento; l'età napoleonica s'è allontanata agli occhi nostri nelle solenni profondità della storia, come già. prima quella di Federi go, per virtù dei folti del 6(i, del 70-7 1 e del 77-78 che ci stanno dinnanzi vivi e palpitanti, gli altri fatti i.ntermed(i (dal if8'15 ,al 11866) sono ann ebbiati e pressoché spariti, e invece di anda1·e a tastoni nello studi are e i nsegr1are ciò che sia guerra ora e come con~enga praticarla, çammin iamo snl sodo. Che i principi i fondamenta.li siano gli stessi di prima, bène sta.; ciò è comune a tutte quelle arti che hanno pé elemento primo l'uomo: ma non vale ia. pura cognizione di quei principi i ad assicurare il p ieno possesso e la buona pratica dell'a!'te. / Nel la sua f'o.rma ~di~1'na., ~a. Str:ategia con vien che tenga grandis~ simo conto det modi di mobilitazione e radunata degli eserciti, dei . vantaggi che questi possono trarre dalle ferrovi e, della im.por- · tanza delle grandi for tezze o posizion i fortifi cate. Cogli ·eserciti colossali d'oggidì. la massi~na del << marciar divisi e combattere unili » non può più avere quello stretto signi(icato che prima le si attribuiva, e n soggetta in pratica a modalità, temperamenti ed eccezioni molte e dive1'se, tanto più che oggi il nemùo non è più un · esercito che può raccoglier·:;i sopra, nn dat~ campo di battaglia, ma. un iutiero popolo in arm.e che tiene tulle> il paese. D'altra parte, in una guerra tra grandi Potenze mil itari, sopra un ampio teal.ro, dove gli eserciti abbiano alle spalle grandi sistemi ferrovia.rii, il cambi~~r linea ed anche hase n.1 operazione, quando le condizio.n i geograficostrategiche lo consentano, non è più impresa. così diffi cile e pericolosc1 come potè esserlo in passato, t.anto son : > ·cresciute la vastità degl i apparecchi e la mob ilità dei trasporli. La logistica., che prima 1
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·era ben magra cosa e stava sospesc1 tra la slrategia e la tc1tti~a, quando non era di membrata tra esse o.appi cq1.ta c~rne m~ appen~.1ce alla seconda, è ora divenuta, ·per etleLto delle ferrovie, dotti 1.na ragguardevole per mole, difficoltà eél .i111:portai~za, co~ne la. orgamca dal canto suo . Ciò è avvenuto proprio sotto i nostri occhi. E finalmente Ja gran tattica, la t.atlica di battagli,\, per c,on~e.~ui:mza delle nuove armi, s'è levala a tale ampiezza, vartelt1. e sp1glL~tezz~, che par tul.t'all.ra da quel che fu poco .più. cli sessan t'a1~~11 .addtelr~'. ben eh è ·intenda, come ragion vuole, agli scopt mede~un t c~n ai t1 eh~ in so~tanza sono le stesse di pr.irna, quantunque appanscano mollo diverse . . . Abb i,1.mo insomma un nuofo patrimonio di maten~ storte~, adatto . e suffici ente a dar corpo .alla nuova dottrina, cl1e già sp.az1ava..nel campo dell e astrazioni , dell.e ipotesi, delle incerlez7'.e, de, dub~~1, ~ ci siamo rimessi a pari, almeno per c~uesto lato, c~1 con~e~po1ane~ ,d ell'arciduca Carlo, di Clausew1tz, d1 Jomm1 ecc. Pe1 dl. N'cl poleone ·· , I · J' t la auerra (rrande in paese pratica.bile, la prusso-austnaca e aus roitalica dei°66, Jc1 germ11no-franca del 1870-7·\ e i·u~so-tur~a del 77-,_,8 . !)Cl' la uuerra di montaana, la sollen1.z1one 1n Dalmazia nel '' . l . 1869I >•l'ull ima vguerra civile cli oSpagna, e pm sp~crn me~1 te l' OCCU pazio~e austriaca delle ~rovincie slavo-turclte ~I Bo:nia ed(l'~rz:~ go vina. Gli in:;egnarnent, che emergono dalle pi ime .:;ono . Ooo 1ma'. noti a tul.Li ; echeggiano cli continuo nelle scuole, r'.gu~q1tano c~a~ libri. Non è lo stesso delle seconde, e sopratut.to del! ultima: eh e ·cosa cl' ieri. Ma que::;ta appunto è singol,iemenle deg1u1 del! attenzione nostra per vari motivi, trn cui priml~ggia l'ess~re ell_a stat~ . eseguito• rdai. nosL11 come u. 11 coi"O ::, di t>arandi manovre di montagna . . Il vicini di nord-est in paesi che ras:;omi gliano, entro certi urnt1, a. e nostre re(fioni alpine. . . . . Farò c1: rnque osservare che quella impresa . austriac~ c1 o~r~ ~n bello esempio di una risoluta invasione, che srno dal bel prmc1p~o assunse carattere di rapida e vigorosa offens iva convergent~. p~r vie dive1·se al cuore del paese, alimentaUt e sostenuta co_n copiosi su.s' d"11 di forze provvio·ioni ecc . dalla base . Aspro ollremoclo, povero, si·.r1.• ·1 · - ' 1·1 paese " ·ruas1. aflat .. lo 11np1 · ,.at,ca .· . 1i1·1e neIl e mon1ao-ne ·o . < • , 1 : < · ' · . • dlulCI ·ISS ·IIno che sepi1rano le anguste valli; scarsissime e pe~s1~n~ g:ne_rali~~r~t~ Je strade; frequenti e ben adaLLe a difesa le pom10111 cl, sba1ra 1
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mento . .Mancarono bensì agli avversari i dell'Austria la preparazione, . le fo rze, J'organamento, l'accordo, l'arte, lo spirito e il vigore controffensivo, elementi essenziali questi due ultimi della buona difesa montana. Bande raccoglitìccie e ·senza capo, si ridussero, allo odierno modo turchesco, a difesa quasi alTatto pass iva, e fronta le piu- che altro, dì quelle sbarre o ch iuse naturali che il paese oITeriva loro migliori attnwerso alle s~rade cui seguivano le colonne del l'in vasore. P ure quelle loro resistenze detlero oc.casione ai gene1·ali ed al le truppe austriache di esercitarsi nelle varie fazioni della guerrn. dì montagna; campeggiare d guardosi, marciar divisi, in ordine da comhauimenlo, esplorare per vali i e monti, collegar le colonne dove e come possibi le in paese impeditissimo, racconciar ponti e strade, mettere a. difesa castelli, caseggiati, ecc., .assali re posizion i ed avvo lgerle, assicurare le retrovie ed i Lrqsporti, occupare il paese e disarmarlo, qualche rii irata, qualche sorpresa. r vantaggi -cl' una vigorosa oITensiva. furono dimostrati in modo evidente, nonostante il contegno in gen erale poco energico del difensore; e si vide pur: ch iaro come per condur,·e a buon fìne operazion i di cruella. raLta siano neces.;arii gra.udi mezzi d'azione, cioè molte tl'uppe e grnndi forniment i d'ogni genere. L'invasione. fu cominciata al principio di agosto con 80,000 uomin i ; nel settembre l'armat,Ld'occupazione ascendeva a più. di .250,000 uomin i. CJ1e cosa. avreb be potuto avvenire se in quel tempo l'Austria non fosse stata libera di volger~ . colà tutta la suh ,HLenziòne e tanta parte delle sue forze? Gli Austriaci hanno un organamento ed un assetto particolare per la guerra di monw.gna, Gssrtto dai loro regolamenti organ ici (Gebi>rgs· A.iusrùstiinq); unità di ma.ssQ. Ia Brigata da montagna ( GebilrqsBhgade) di 4-6 haLlaglioni (per esemp io 1. battaglio ne di cncciatori ed ,f reggimento di fanter ia di 3 battaglioni) c01i ·l batteria da. montagna (4 pezzi). Tre o qualtro di quelle brigate uniLe sotto un solo comando costituiscono una divisione, la qùale ha. una riserva composta di ,1 o 2 squad ron i di cavalleria, qualche batteria da. montagna, anche qualche balleria da campo (8 pezzi) se v'è strada ruotnbile, ed 1 o .2 compagn ie di truppe tecn iche (genio e pionieri) . Le sono aggiunte due o tre sezioni di segnalisti {SignalAbthàh,1,n_qen, ciascuna di 2 ufficiali, .20 uomini, 5-8 somieri , suf-· ficienti per 4 stazioni dLLiche, con distanze di 7 4/2 a ,1,1 chiloine1
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. secondo i luo,11:ii e lo stuto atmosferico) ed una sezione di ~elerl , · n · · Il da . grafisti (Gerbigs-Telet~pheri Abtheilnng, _48 uom11~1, 'b C~l:a. 1. ._ sella, 39 so mieri, suffic1ent.1 per 4 staz1on1 ed unn. lme,t dt_.... 4 chi_ JomeLri) . Vi sooo tre gradi di assello dn. n~ontagna, seco_n~lo Ghe il paese è più o meno praticab ile, cioè i_n 1~1~1one della qu~l'. t~ e qu~n= tiLà dei me1,zi di trasporto occorren ti. E lissa.Lo colla ma,,srn1a P1e cisione il numero elci so1nieri per ogni serv·izio._ Sembra che la esperienza abb ia dimostrato la bontà di Lai i prov_v1de_nze nella occupazi one della Dosnia ed Erzegovina. }'lostrò ezrand,o c~e gra1~ consumo di q1,utd rupedi e vetture si facc ia in breve tempo lfi paesi come quelli , e qu indi il hi~ogno di grosse r,_serve. . ., . . , _ Ln. tallica degli Austriaci fo quale ,t caso la. chredern . ,\cc,tm pavano in Juoo·hi sicuri ,"cinti ogn' intorno di g1tard1e; manda~·ano in oo-~1i divezione; adoperavano co me potevano meglio la P~ltLl"lie "" n n · per la sco,perta e il collega.mento. l'Marwn•aro , 1 loro ardita cavalieria per soli lo in f.re co lonne; una, la principale, sul la s~ra~a.nella v~~ ~e, e le al tre due sui fianchi . nei monli, con drappelli di hanche~,.,iamento e co llegamento dove e come possibile; m?. spesso accadeva che le colonne di fia nco , quantunque mosse prn~a _della ç_olonna centi aie, dovendo for cammino assai più lungo e fc~t.,coso, nmane- · ,ano ftrrctraLe ri spetto a quella', e pèrdevano anche d colle?amen Lo. 'na c,·o· l·o.' necesc· ., 1·t:," c-he oo-i1 i colonna foss.e cornpo~ta e ordmata per , 0 . Gl" l'llodo da potei" bastare a se sl.essn almeno per qunl: he tempo~ . 1 . i·ncontri col nemico furono quasi sempre preveduti, sapen~lo::,1 I~ posizione ch'ci teneva, non però con qualche r;erLezza_la loi'Z'.t t~1 lui. Il disegno degli ftllncchi fu sempre qnesto : Lene1? a bc1~la i~ nemico da rront.e colla colonmi centrnle,av_volgerlo d amb~ '. lat'. , 'ne cli fianco strino·erlo poi d'ogni banda e procu1ai e d1 li CO e COtOl.o ' · ' . a . • ,. · · . I , cr i i . precludergli Jo scarn~o, 11 che non 1:1us~1 c1'.rn" 1.. ~n~,, P~.1~ 1: i eria' quando videsi minacciato all e spalle, lugg1 a ::,hai agito. L act'. ol e " ' . que Il"" cl"" C"mpo cornpresR " , concor:;e · potentemente. al . buon . . succe,,,,o . , . dei principali combattim enti, generalmente con tiri _a lunga g1tt,tl~ . Il fooco dell a fante ria apparve molto efficnce, spec ialmente contro gli al.Li. offensivi dell'avvenario . L' ~ra ta'. ·da., I~ sLa1~chez:a . delle truppe, di qu elle sopratutto delle ali. le chfficol_ta de_, luo...,:11 ~o~ permisero se. uon per breve Lratlo gl·' rnsegu1 ment1, sugh ell~t-t1 nella guen a ei e,· qua1·, non ,.;:,1· può c:lel J'e".::,lO · fa, r sicuro assegnamento "'
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~i mont~gna._ Pe1: la guardia delle retrovie furono scalaLi drappelli
m buoni posti a distanze relati vamente brev~; nei Iuoghi più importanti furono posti forti presidi i. Nessun ristagno soffrirono le operazioni pe1:. difficoltà d'approvvigionam~nto, che pure do vetlero essere gmndi ss ime . .Insomma quella non molto cruenta ma fo.licosissi ma carnpagna presentaachi possa trovarsi nel c'.asodi far guerra in paesi montuosi, e singolarment.e a noi, copiosa ma.terie r:et utili studii. In fauo di guerra mariuima. dopo il 11866 siamo in condizioni simili a quelle in cui, come dissi pocanzi, eravamo per la guerra terrestre nel passato decennio; abbiamo cioè un tesoro, un vero tesoro, a. rigor di termine, di mezzi d'azione o nMvi affauo e non ancora sperimentati in guerra o d'invenzione tultavia recente e non provati da sufficient.e esperienza guerresca . Quest'ultimo decennio, còsi'ricco .di nuovi trovati e di grandi apparecchi p~r la gue1Ta di · mare, fu po,,erissimo di fatti navali , che si ristringono alle recentiss ime imprese, più o meno fel ici ma non molto concludenti, di qualche nave.corazzata chi lena o peruviana nell e acque sud-occidentali d'America. A giudicarne da quel poco che vedemmo net 1 1 • 1870-7 1 e nel '1877-78 quei mostri di ferro che si chiamano oo·;i .d ' 1)0 navi a guerra non battono il mare così fidueiosi come le s,,elte fre- · gate ed i superbi ·vascelli di un tempo e son restii ad a,,vicinarsi a quei luoghi dove sanno o suppongono che li aspettino Je torped ini: Ma come si comporteranno nelle bauaglie, squa.clrn contro squadra., armata contro armata? come e con qnale esito opereranno per l'ill.tacco o la di fesa di::i porti e delle cosLiere') Ecco là i nostri colossi. così grandi , cosi costosi e così pochi! Gli uomin i di mare non son~ punto d'accordo sul loro valore. V'è chi sos tiene che .bastano tre o quattro di quei giganti per esser padroni del Mediterraneo ; v'ò clii ci biasima, ci co mpiange, ci scliernisce, di cendo sciupati i milioni che vi abb iamo speso e vi spen'diamo, e dando ragione ft lle altre Potenze mari ttime che preferiscono (l,ver molti leo·ni relativa"' poi che mente piccoli e Jeggieri. Ch i di loro ha. rn gione? ... Pensate quella Potenza la quale volesse anch'essa farsi {1 regalo d'un certo numero di quei Titani, non avrebbe bisogno di chiederne il permesso a noi o ad altri. Fii10 a che saremo noi soli ad a1 erne, gioverà o nuocerà a noi che gli altri, i nostri possibili nemici futuri, 1
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non v'abbi ano quel la fede che noi v'abbiamo? A quando la risposta? Noi abbiamo messo una gran posta sopra. una carta, in giuoèo rischioso assai, e il tempo ha ~neora molle carte in mano . Vedremo . Intanto si può predire che ci vorrà. grande abililà e gran r isolu.tezza per adoperare le poche grosse na1 i co ntro le molte più piccole ad effìcaceoffesa in vasto ma.re, ad efficace difesa di estese costiere, e eh i vi s'accinga, se non otterrà. grandi vantaggi s'avrà /.e beffe di tutti , quand'anche riesca a schivar le bus~e. Una. sola nave ch'ei perda. gli sarà gran danno; poche meschin e to rpedini potrebbero far saltar per aria. t.ulla la sua ·Marina. Speriamo che vi abbiano be~ pensato i fauto ri cli quei poderosi nav igli e che , i pensino sul sen o coloro che dovnwno condurli al fuoco. Dalle guerre civili di questo dec.ennio, in Francia, in i spagna, ì1~ Turchia ci fu confermato che la. vittoria rimane a.Ila perfine a quei governi che non si la.sciano · s.paventare e dl,;armare. e sanno usare virilm ente quelle armi che la le'gge affida alle loro man 1. 'Non avvenne sollevazione che non fosse représsa, non ribellione che non fosse do1mita. · -~JVfa nella. didat.Lica della guerra s'è da· qualche· tempo raYYivata - ~m'antica questione cli metodo; da un lato il teorismo col suo carattere astratto e speculativo, i suoi atteggiamenti scientifi.ci, i processi analitici e dedutLivi, che non accetta le prove di faLl,o se no n come corollar ii o argomenti esplicativ'i delle dottrine; dall'altrn il praticismo che clai fati.i, a base storica o ipoteti ca, risale per induzione alle regole, seguen do cosi l'c>pposto procedimento sintetico, e vanta per ciò una pi ù streua coni"onuilà e corrispondenza col ca.rrtlere general e ~ella dida_tt.icR odierna, applicativo, sperimentale, obbiettivo. Men cl,sdegnoso dei principi i quest'ultimo, che noi sia dei fotti quel primo, il che fac ilmente si cap isce, potendo la cognizione delle cause produrre scienza senza lo studio minuto degli effetti, mentre questo non basta di per se solo . Se non che v'è una terza via, mediana tra. quelle due., che muove dalla prim a e fa capo alla seconda, ed è di gran lunga la. n1igliore; com inciar cioè con una teoria sobria, piana, chiara, breve, ristretta. al pnro nece55ario, spogli a, vuo' dire, di quelle nebule, cli quelle oziose disquisizioni , di quegli arzi gogoli di concetto di cui piace oO'ai a la.luni infrasconare le più semplici e d i linaua<rofo r, 00 t'>V · dottri ne per levarle, così credono , a sublimità cli scienza, e venir poi 1
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per disteso alle applicazioni storiche ed ipotetiche, come l'oratore che prima brevemente propone e passa poi ad argomentare coll'nppoggio dei fatti con ampiezza, che nel caso nostro non sadt ma i soverch ia. E que:sto è infa ui il metòclo che semp re raccomnndarono i migliori maestri di 1-cienza militare, anche quando lo studio era ristretto nei corsi scolastici al solo primo stad io del suo raz ionale svolgi men lo, cioè alla trattazione teorica, dove mand1evo le, ,doveeccessiva. Continuate a studiare, dicevano essi ai loro discepoli, leggete, sp igolate le storie, esercitatevi sulle carte, fatev i un buon patrimonio d'idee; quell o che imparate qui , nella scuola, non è altro che un avviamento,· una guida. pel seguito . Quei medesimi cui fu dato di trattare a fondo qualche gran momento di storia mili tare, o svolgere qualche ipotesi di possibili operazioni di guerra, co minciavano e finivano col dire ai loro ud itori: questo non è éhe un srig~io di studio applicativo, per insegnarvi come questo studio debba !'arsi affinché diR buoni fruui. Alla scuola dunque si conviene il metodo dottrinale e l'inizinrnento ·dello applicativo, allo studio individuale e collettivo degli ann i dopo la scuola il segn ilo di CfLl.CSL'u ltimo, pur con qualche ricorso alla t.eorièt • di tratto in ti-a.uo. Se poi nel metodo applicntivo sia. preferibile prender base storica od_ipotetica, ella è questione inutile, a parer mio . ,Ambo i modi son buoni, se opportnnarnent:e e bene usati, e possono esser comb inati · in gu isa da aiutarsi e compiei.arsi a vicenda.. Verdy du Vemo is ne ha dato un esemp io nel suo St1tdiq snlta battaglia cli Cttstoza. Del resto , che la mente si occupi di ciò che si vuol bene ;1pprendere, questo importa.. Data quella condizione, ogn i metodo è buono. Io mi ricordò di a.ver imparato parecch ie buone cose da libri cbe non erano davvero modelli di sto ria e d'arte militare. In ratto di studio, un modo so lo conosco che 'non sia utile o poco o molto , ecl è'· il non istudinre a[atto.
IX .
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Grandi cambiamenti furono fatt.i in questi tempi nel vestimen to e nel corredQ_d.egli esercìti, eccel.lochè in Prussia. J>er solit:o eh i' ha catt.ivn:rortuna in guerra. no n tarda a buttar via la veste che gli elo ricorda . Gli Auslriaci cambiaròno colori e foggie, i Francesi scossero in si mil ero isa. dalle loro spaile le ceneri del secondo Impero . L'lLalia, desl;ndosi un bel giorno, aHehbe polulo•credersi. in balia d'un esercito strnniero se non a vessc veduto fermi ai loro posti i ben noti reali carab inieri. A noi soldaLi torna spesso gradito il discorrere di divise militari, che non è così pnerile argomeri'to come può sembrare a ch i non ne capisca. la grande importanza mora le. Grande, si: po i?hè l'esercit~ si compone in massima. parte di giovani, i quadri s'a lunentano dai giovani, ed ai gio vani piace molto far- bell a fignra, ~entre_l'~mor proprio è un potente elemento di sp irito mili ta_re. Gl i uo'.111111 son · così. Chi vuol p;1droneggiar-li conviene ell e sappia prenderli pel loro verso e fa rsi prò pel'sino dei loro naturali dif'el ti. I più ?r.a.ndi capi~ tani non isdegnnro no le piccole questioni di colore, d1 .forma e _di orna.mento dolle vesti dei loro so idaLi, che vollero paressero bell i a loro si.essi e alla gente. ChieEliarnone alle donn e, i! cui giudizio su tal proposito ha gran vnlore . · ... Che se, per effetto dell 'obbligo generale alla milizia _e de~ b'.·e~e· servizio d'armo, la impor'la.nza. rno 1·ole di quell o attrattivo e d11mnuita per la massa dei gregari i, ella r imane tuttavia_lfi st~ss~.d'. p1:ima.,_ nonostnnte il freddo cara.LI.ere dell'età present.e, pe, so tt n!flcrnli, pe1 giovDni ufficiali, e sopra tutto pei giovanetti che vengono alle scuole mi litari . Ciò posto , se pensiamo a cerre idee che si fecero strada tra no i da parecchi ann i e .accennarono di pigliar corpo dopo il 11870, se1 condo te quali nel1 e militari divise la bel leiza e l'eleganza dovrebbero essere senz'nlcuno scrupolo socrilicate nlla comodità. e all'economia,. non possiamo fare a. rùeno di condanna.rie. Togliere alla uniforme
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DEL1;:0 svoLonmNTO DELL E 1ST1T u z 10Nr MILITAm
~i!ital'e ìl s~o tradì1.ionale cai·atLere di ardita e bl'illante spigliatezza, mfagottare 11 so!dato e l'ufficiale in panpi comodi, sia pure, e di poca . ~pesa, 1~a brultl, sarebbe come volere un esercìlo di cafoni, perchè I uomo s adalta alla veste che porta. Ognì passo in quel sensò avrebbe p~r ~c~nseguenza inevitabile un ribnsso sensib il e di amor pI'oprio e dtgnita, sarebbe una grave offesa al sentim'ento mili tare , J)e•~o .rofo che . rnopportuna a questi· tempi. Il soldato deve avere aspetto di soldato e non di barabba indomenicato o di mercante in fiera:. Se il progresso dovesse condurci al punto che il giovane ufficiale dicess~ sul serio: Mi vestano come vogliono, fa lo stesso ! proporremmo di buttar tra gli stl'acci i vecchi vocaboli di soldato ed esercito e inventarne altri, un po' meno ma rziali dì giwi1·clia cfofoa o nazionale. Oggj che i principa li eserciti europei hanno costume di oh iudere il .loJ".o corso annuale d'istruzione tattica con un seguito di <lTandi spettacoli milita ri che offl'ono ai loro connaionali èd ai rapp:·esentanti degli eserciti stranieri , quelli ne r icavano buon fruuo mora.le, non mèno che tattico, i quali presentano prima le loro truppe in e i J conteono . bello assetto da. mostl'a, che ne fa ammirare la teniita . n ' e poi in assellu da guerra, in cui prevalgono, come di ragione, Je concfoion i di comodità e d'igiène, lasciando In cura della eco1iomia alla buo'na amu1inistrazione e al bnon governò dei corpi. Ab biamo udito lamentare e biasimare certi cambiamenti d'uniforme, .che in sostanza erano veri miglioramenti, desiderali talvolta da quei medesimi che poi , ottenuti li, se ne dolevimo. O no 11 vi sì t~·on~vano quei va~taggi cl~ e s~ n'erano spe;·ati, o, svanito il capriccio, 11 gusto cambiava , o r iusciva grave la spesa cagionata dal cambiamento. Si rimpiangeva la veste che s'era dismessa, quantunque non avesse gran pregio di lunga tradizione e di gloJ"ios i ricordi. Tali lagn~rnze, giuste invero nel caso di troppo freqnent.i e costosi mutamenti, non lo sono i~ altri casi, poichè i'n mezzo a tanto muta r di gusti e di foggie, ch'è proprio dei modemi popoli civili, la miliz ia non può avere i1 privi legio della immobilità. O prima O poi viene il momento in cui, o di propri o moto o seguendo gl i altrui esempi, fa d'uopo adattarsi a svecchiare e rinnovare, anche in fatto di ve5ti. E talvol'.a alcuno di quei cmnbiamenti valse per:;ino a romper la mo~?torna c~·~ma lu_n~a sosta, '.l'unyerio?o ~li ar1:enamen to .e di cascag.l') ,ne. << GJ1 uom1111 sono grnnd1 fancrn ll1 » d1sse ,Laluno . Il mondo
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morale non è cambiato dappoichè qiiella sentenza fu proferita, benchè gli uomini d'oggi vogl i,~no darsi aria di sprezzare siffatte· puerili tà. Poi ehè i Francesi nei loro gu èrrigl iamenti d' AITrica elJbero cing'hiato e caricato come un cammell o il loro soldato , pnrve un momento anche alle allre Potenze mili tari europee che quello fosse un bnon esempio da seguii·e. ~fa poco stante, considel'~ta la molta giovi nezza e lri poca robustezza della massima parte dei soldati onde si compongono ogii glì eserciti, la cui educazione militare è troppo breve per indurirl i alle maggior.i fatich e del nosLro mestiere, mentre poi il congedo tem;porcineo ne li disavvezza., preva lse l'qpposto intendi mento, cioè di scingere ed alleggerire. S'udi allora proporre a , modello il leggerissimo ,costume garibaldino, parve buona cosa far · . portare rla. vetture gli zaini dei soldati in certe rnarcie e l'arlj posarepel combaHimento, si tennero per iscusati coloro che li gittarono via in taluni folli d'arme, si ginnse; a 'dire che lo zaino eÌ·a un peso inutile e insopportab ile. Ma intanto i soldati ch,e lo avevano perduto o gittato si videro presto nel caso d'invidiare i loro compDgni che avevano ancom quel carico sulla schi ena, sentendo la mancanza ora di questo ora cli qnell'oggelto uti le, se pur non indispensabile, che trova ì)Osto dentro o fuor dello zaino e non si può porta.I' meglio indosso che in quel modo, chiuso o sorrello da. quella va ligetta a . spalla. E vennesi a questa conclusione : si all eggerisca lo zaino·quanto possibi le, lo si adRLti hene al corpo dell 'uomo, si riduca a.I puro ìndìspensab ile ed .al min imo peso il c·orredo del soldato, ma. questi porli sempre addosso il sno zaino nelle marcie, nel le manovre, in guerra, e non lo deponga .se non che in caso d'eccessiva stanchezza o di sti:aordinario sfo rzo di marcia o d'attacco . Ma ch i avea veduto i Frances i far campngna nel 11859 col ber1'e1to e i.I cappotto e posat· volentieri lo 1.ai no, non sapeva poi persuadersi come neJ ,1870-7·1 i Prussiani, r iconoscinti capifila nel progresso mili tare, avessero com-· baLLulo co ll'elmo in capo, la tunica addosso e lo zaino sulla schiena. Non la;,;cierò queslo argomento, ch'io non no ti tra le cose nostre· 1-a recente ri,;u1Te1.ione d'alcune idee, discutibili sì ma. d'.indole affatto pratica , intorno alla amministrazione del vestiario militare . Vonebbesi togliere al soldato la proprietà delle vest.i ch'egli usa e trasferìrla allo Sta.to, è così liberare le compagnie e i reggimenti
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dallo immenso e sminuzzato conteggio delle masse e dei decont:i indi viduali, e procurare in pal'i Lempo un risparmio all'erario, che ora nello as~estar~ i conti dei soldati congedandi paga sì puntualmente queiI I che l'ISultano cred.itori, ma non ri:;cuote le più volte da<J'li altri;.molti P(ù, che_ri mangono in debito. Si obbietta che per vir~ù del vigente s1:;tema 11 soldato ha interesse ad aver cura decrli ocr"etti I 1· . d o on , . ~ 1e g I s, ~nno,, e che ciò val pili di quegli altri due moventi, 1 am.01: pr.op1·10 ~ la paura del castigo, su cui fanno assegnamento i part1g1ant del s1sLema che a quello si contrappone. Si acro i1111 ,.,.e che 0 la custodia di tutta quella roba di proprietà dello Stato ; la : ltenta _vigilanza sull'uso che i soldati ne facesse ro, produrrebbero un o-rave sopraccarico_ di cure, f~ slidi i e responsabi lità ai graduati '.d'og;ti ordme, ,e specialmen Le ai comandanti di compar,nia ed i reo-aimento . Si adducono ~li esempi i d( eserciti nei quali ;uel sislem,{.,;bbe per conseguenza di aggravare I reggimenti di magazzini di vestiario da mostra nuovo fiammante, che vuole una servitù assidua di parecchi uo~1i~i., mand~re i soldati la massima partedell'mrno coperti di cenci sb,iac!1 t1,_lpgon: raUoppati ed empir le prigioni ,del le caserme per ~far., d1 ?r?.c~,, senza ch iuder la via alle possib ili prevaricazioni . E gli alln _d, riscontro a propor le multe e i prem ii, e a dire che la mala pratica non dà prova sufficiente del valor vero de!le cose. Possono soggiungere che più s'accorcierà la chirala del servizio d>anne e piit apparirà difeUoso il sistema vigente, ed opportuno l'altro. Buone ragioni d'ambo i lati, compresa quella dell'abit.1.idine ~ favo re _del pr:esent: sistema. Rimarrà questo? oppure vi ncerà I altro? ~1 esper1ment1 non parrebbe fosse qu i il caso, perché troppo tempo ct vorrebbe e troppo larga base per poter far prnva. concluden.te, ~ral.tandòsi di cose che. po~sono ~ndar a meraviglia sulle prime ed 111 p1ccolo, e non buttar fuon le magagne se non cbe alla lune1a, . in capo a parecchi anni e dopo una appJ°icazione su vasta scala. N fa si_nora non si Lratt~ che_di una semplice proposta, la quale merita d1 essere ben all.r1rnenL1 trattala che così di volo com'io qui facc io. Si propone pnre per ragioni economiche di affidare all'industria privata la confezione degli oggetti di vestimento mi litare, soppriwendo i magazzini centrali e gli opificii militari che servono ~ra a -quell'uop_o e istituendo una forni tura per ciascun corpo d'armata, da concedersi per via d'appalto. Ce ~1e promettono rispariT1io per lo
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Stato, beneficio al paese e bon tà di prodotti. L'autorità militare dovrebbe neces~ariam en te sopravvedere a quella. inclusi.ria, la quale dal cao to suo s'ingegnerebbe a guadagnare più che potesse. Quesla proposla è fondata sull'assioma notissima degl i economisti che lo Stato è il pessimo tragli industriali. )fa dopo aV'erveduto lante\rolte la pratica. fare ai cozzi colla teoria in quelle benedette ·cose econornjche, vuolsi oggi andare a rilento nello accettare pf.r oracoli quelle dottrine . · Strana vicenda! Non è gran tempo che ammiravamo lo esempio dato singolarmente dall,L I?rancia. e dall 'Au~tria di miliia:l'izzare Lutlo ciò che àpparliene all'esercito, sembrandoci dovesse essere perfetto stato militare quello in cui l'esercito pl'Ovvedesse da sè me.: desimo, con mezzi suoi proprii, ad ogni SllO bisogno, senza dover· temere inciampi e danni per elTetto di brighe, insidie, indugi, perfidi e puranco di specu lntori non soggetti alle militari discipline. Fummo poscia ammoniti che qpelle che a noi parevano, buone ragioni milital'i erano pessioie rigioni economiche, e dovemmo adattani a credere .conveniente a.Jlo interesse del paese, dello St,a to, del l'esercito stesso, lo smil1:ta1"izza1·e quanto più fosse possibile. Ma poi, a.ll'atLo pratico, mentre si empivano gli uffici militari di impiega.ti civili e di scrivani non più mil itari . si dava grado eITetLivo d'ufficiale ai medici e ai commissarii. Queste son cose precisnmente dell'ultimo decenn io. E cosi vediamo uomini in divisa militare, vinco lati dalla. rni li1are disciplina, curar gli ammalati, sopravvedere ali~ vetlovagl ie, tratla.r di caserme e di letti, ed altri non legati che dal bisogno di noo stipendio, generalmente magrissimo, maneggiar carte e trai.tare affari, di non pdco r ilievo trdvoll:a, nelJe cancellerie militari. V'è in ciò una. doppia questione di convenienza e sicurezza, . che avrebbe potuto e potrebbe sciogliersi a modo, mi sembra, non ammettendo a quegli impieghi se non pel'sone provenienti dalla milizia e conservando loro il carattere mi I itare. Non è da temere, credo io, che qltei posli rimanessero vuoti, nonosLante siffatto vincolo, a.' di che corrono . Ma c1uando il Cl'iteri o e Io spirito militare vanno travolti dalla , corrente di idee economiche e sociali, come quelle che eggi si van predicando, ogni disegno di mutamenti e noviU1 anche nelle cose . .della milizia ·è ammissibile purchè prometta minore spesa e .mag-
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gioi· libertà. Non abbiamo forse visto gli Stati uniti del Nord-America riprendere sotto nuove forme l'antico sistema delle condotte, e sostener la guerra a furia d'appalti? Con quali vantaggi morali ed econom.ici lo sa il mondo.
X. Or dove ci conduce la via che seguiamo? La gran questione non e già. del come si educherànno in pace o si adoperanno in guerra le forze degli Stati, ma s.ì. del come queste forze saranno costituite, cioè delle sorti future dt;)lla milizia. L'idea le dei più moderati tra gli avven iri.sti ci è ben noto : eserciti che scattino sLt ad un tratto la vigilia d'un~i guerra, forn iti dalla industria lihera d'ogni cosa che loro abb i$ogni. Ma. gli straconidori, non contenti di cosi poco, ci mostrano di lontano un mondo nuovo, in cui tutti gli iwmini staranno d'amore e d'acco rdo, lavorando allegrament.e a più non posso, nessuno troppo ricco , nessuno troppo ·povero, e Governo, se pure vi sarà, non s,i vedrà, e di milizia neppure l'ombra: ·vecchio quadro anche questo . Non sanno dirci se per giungere a quello stato ci vorrà. un secolo, o due o più, ma i più immaginosi segnano il cammino della società altraverso acl un rimesco lio di vii ii , delitti,, pazzie, miserie, discordie, tumulti, fu rori, guerre d'ogn i specie, un finimondo da far rizzare i capegli. Le fasi per cui dovrebbe passar la nriliiia sarebbero queste in soslanza: di'.ninuz_ione progr_~ssiva -d~l tempo di servizio alle bandier~ per la 1struz10ne, combma.La coli aumento .del numero dei giovant \ che annualmente vi sono chiamati; anticipa~ione dell 'islruzione mili t~r~'. resa obbl igatoria per t.·t.tÙi _,"') gli adolescenti e affidata alle scuole cmli, sovvenu.ta co l mas.s1rno I'"/ •sviluppo clato alle pratiche della ginnastica e del tiro a segno; riduzione dell'esercito stabile ad un minimo di forza,,con ferma· permanente piuttosto lunga, sia pure, e quadri sceitissi mi , e costi~ tuzione ~i un gra~de esercito territoriale da ch iamarsi alle anni soltanto rn caso di guerra; ·
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la ~ _propria Na,zione a,,rniata : tt1tti militi al bisogno, nl'ssun soldato; ~ ine o ragnateli negli arsenali, deserte le fabbriche dei mate ,fal i da. guerra, le fortezze ridotte pascoli e orticai, le divise militfLri abbandonate ai Larli ecc. E mentre alcuni ci ricai1lano che l'esercito costa troppo e m~nda a rovina lo Stato, che la milizia è un insulto alla libertà, che l'esistenza de"li altri dicono : lao eserciti è un incentivo alla ao.ena, ~· sciate fare al tempo e alla liberkt; non è lontano il giorno·che i popoli, ammaestrali ed esperti dei loro diritti e conscii della loro potenza, non vonanno 1iiù sopportare quel giogo pesante cui di mala,1oglia si adattano oggi 1mcora. E i Gugl ielmi , i Moltke, i .Bismarck e tutti gli altri ferrign i resti di tempi che furono spariranno, e quando quei sommi campioni del militarismo non ci saranno più, non sarà difficile mettere alla ragione gli altri, avendo noi, popolo, in mano il denaro, il goYerno, e aÙa Jìn dei conti a11che le armi. · A ciò non bada chi, vedendo sul suo capo il sereno, non si cura • I . della procella che si prepara sull.'estremo orizzonte. Sol qualche pensatore osserva e notµ. ciò che a lui pare predestinato andamento di quella irresistibile potenza che suscita, abbatte, travolge e muta le umane cose, che fu Di'o per gli avi nostri, ed ora si dice legge di svolgimento della umanità. A quell e visioni noi soldati possiamo contentarci di contrapporre una semplicis:::ima esposizione della parte che l'esercito fa' oggi, e farà ancora Dio sa fino a quando nella società, in tempo di pace, poiché di guerra non è caso parlare, non potendosi assolutamente ·accettare per quell'uopo il confronto lra la milizia qual è ora e quella vagheggiata dagli avveniristi nei -vari stadii pocanzi accennati. Con questo quadro, ch'è la fi nitura d'uno schizzo gittato giù a volo di penna sul principio di questo scritto, porrò fine al mio dire: L'esercito dunque in tempo <li pace: · · I , {·appresen ta la potenza dello Sta.Lo agli occhi della diplomazia, che fin ora non vuol saperne di sostituire a. quel peso, così comodo e preciso, nella bilancia internazionale, altri elementi di ponclera.zione, come sarebbero la pop0la.zione e la ricchezza degli Stati; ·si prepara a sostenere, al bisogno, com'è dover suo, la indipen~ clenza, l'onore e gli interessi dello Stato. Quel bisogno non dovrebbe.
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ANNO XXV, VOL. I.
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darsi, in ciò tutti sono d'accordo, a parole; ma insomma convien prendere il mondo com'egli è, pur deplorando che la teorica e la pratica non vadano compagne per la stessa via. neanche in questo; assicura l'ordine interno e lo impero d'ella legge, fido instrn. mento nelle mani del Governo legale, estraneo alle JotLe dei partiti politici. In taluni paesi , in certi momenti, egli è dunque il più saldo e forse l'unico valido sostegno del presente stato sociale, e si capisce di leggieri che vi sia chi noi vegga di buon occhio e gli tenda insidie e desideri ch'ei vada in isfaéelo, considerandolo com e principale strumento di tirannide, più o meno ipocrita, di persone o caiìte; supplisce alla insufficienza della famiglia e della. scuola nella educazione fisica, mora.Te, ed anche civile, dei giovani, specialmente per quanto ha tratto allo amor della patria, al cullo del dovere, alla osservanza della legge. Dove si predica l'à~1archia tale educazione deve spiacere, s'intende; ma si domandi agli uomini di buona fedè e di buon senso di qualunque partito non anarchico se in coscienza la credano utile o no, per esempio nel nostro paese; offre una, professione, una carriera onorata, a migliaia di persone d'ogni condizione sociale, una occupazione utile e degna a molti giovani che senza di quella rimarrebbero. oziosi, o aumenterebbero il numero già grande degli spostati e malcontenti, uno sfogo legittimo. a tante ambizioni, un potente elemento di equilibrio alla società nella sua presente costi tuzione, tanto più essenziale in quanto che la società stessa vi s'è adattata· ed assuefatta da lunghissimo tempo. Questa considerazione a me pare di gran pèso; non così a quegli ottimisti, che ostinati a non voler vedere le cose quali ·sono di fatto, asseriscono esservi posto per tutti nel grande agone del lavoro libero. Ditelo voi , avvocati, medici, ingegneri, artisti, mestieranti, che per le felici contrade d'Italia stentate a trovar modo di campare la vita e a chiuder.gli orecchi ai tremendi consigli della miseria! dà lavoro e pane ad altre migliai<.t di .persone, di famigtie, e motivo o incitamento, o almeno sussidio, a molte industrie diverse, grandi e piccole, dalle immense officine ove si fanno cannoni e corazze, al banchetto della fruttaiuola; p.rodn,ç!Llll01Q.......a,.flìatamento, legame di genti delle varie parti
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,dello Stato, il che pure conferisce ad attivare la vita economica e ,sociale, specialmente tra quei popoli che più soffrono d'inerzia ed apatia, per effetto del loro temperamento e del loro passato; accomuna sotto una stessa veste per un certo tempo i cittadini · delle più disparate condizioni e pr;ofessioni; ed apre a tutti ugualmente ta scala dei gradi, nei ptiesi ove non si bacfa più a, privilegii di nasci ta; toglie sì ogni anno molte braccia ai campi ed alle officine, ma _per poco tempo, e le restituisce generalmente più robuste, non meno (se non più) operose ed!accompagnate da una mente clirozzata, checchè vogliano dirne certi avversari i, anzi nemici dichiarati della milizia, che adducono a prova del contrario taluni esempi i, spigolati a bello studio, di ,~ittime delle asprezze della vita militare e di giovani che vennero alle bandiere buoni e ben costumati e ne torna,rono affatto diversi. Contino costoro quei tanti e tanti che le altre professioni sciupano fisicamen re o moralmente e quei che si gua-. stano nell'ozio, e confrontino I e finalmente sovviene con pronti ed efficacissimi aiuti i popoli colpiti da gravi disgrazie d'acqua, di fuoco, di ruina, persino d'epidemia in qualche caso, come è a,vvenuto in talune parti del nostro paese. Ecco dunque, non ci stanchiamo cli ripeterlo , poichè vediamo dalla stampa e dai .discorsi che si fanno in alcune adunanze come facilmente lo si dimentichi, ecco dunque l'esercito nella odierna società, non parassita, non soltanto consumatore,- ma custode dei maggiori interessi dello Stato , ma educatore, ma produttor~ nel senso più alto e nobile di taJe vocabolo, ma potente eccitatore di lav·oro, di progresso scientiGco e di moto economico e sociale. Nessun altro tra- i grnndi elementi della società a'di nostri può vantaie maggior larghezza e varietà di beneficii e spirito più schiettarnen'te democratico nel cornpartirli. · Questo pel presente e·pel prossimo futuro. Quanto a' tempi più lontani, se pur fosse il caso di pensarvi fin d'ora, potremmo noi pure figurarci un grado di eccessiva espansione dello stato militare cui possa attagliarsi lo esempio dei frntti della terra, nei quali l'esti:ema . _grossezza segna. nel tempo stesso e Ia·maturità estrema e la vicina Jnarcitura. Ma it tramonto di così grande astro di antica levata e di
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·asces~ se,colare non sapremmo figtl!'arceJQ nè una caquta a picco, nè, una dJscesa lenta e pla,ciçla come.la decrepitezza d'un gagli~rdo centenario, tap.ti sono gli elementi di vitalità e re~istenza in quel gn{n qorpp; I/ annamento generale del suo corso futuro non potrebbe quindi mesentare una line(L neLt!l, ~ precisa agli oçch i nostri se ci 3rtt~n~ass,imo a spinge1:e lo sguardo nelle tenepre dello avvenire .
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HASSEGNA TECNOLOGl1C1 IULlTARE ---n>-<~_,,,..___
9 febbra)o 188Q. 1
C.
CòRSL
POLVERI DA CANNONE E POLVERI DEFLAGRANTI , S0r.1>1An1o: l'olvere prismatica tedesca ·in lngh il ten·a. - IÌ polverificio di Hamll) sui Siég in Gorman ia. - Influenza del carbonio ed effetti 'dell'um idità sulle polveri prismatiche. - Recipiente Ri1.ter.' - Macc hine per la fabbl'icazione della polveri prismaticb~. - Cause che ne determinano la regolari Là cli combustione. - La pOl)•ere progressiva di Fossano e le prove di ti1·0 col cannono eia ,15 èen l,im . GRC, - Polveri cteOagnrn ti d'uso militare. - Potvlri picriche. - Dinamite. - Infl uenza clell'eccipieryte sulla sua po1.enza dilaniatrice. - Forcnole pratiche. - ·Dissodamento del terreno; esempi. ,.... La dinami te impiegata per conficcar pali nel terreno. - Demolizioni subacquee; motorio ciel capitano Lauer . - llo t.tura <li vecchie bocche da fuoco. - La dina mite come ca ri ca interna dei proiett i. - Trasporlo della dinam ite su c,i rri; espe. rienze aus triac he. - Ripari agli uomini por tant i dinamite ., - ~tu nizionamento in di· · namite del le tru ppe del genio austt·iache. - Misuratorl della fo,·ia. - Gomma espl osiva Nobel. - Drna mitc gelatinosa. ·
Polvere prismatic( e progressiva. ' Il signor Bròw9e, già capitano d'arLiglieria nell'esercito inglese, tenne nell'ultima seduta del .Royal United Service una conferenza sulle esperienze di tiro fatte a Meppen nell'agosto 11879 dalla casa Krupp, e concluse col dire essern sua convinzione che gli studi intrapresi in Inghil terra. per aumentrtre la potenza delle artiglierie di grosso cali bro, avrebbero condotto all'adozione del sistema di caricamento dalla culatta e· della polvere prismatica, la quale fece ottima prova nelle esperi enze suddette sia pei i·,lppor·ti balistici sia per la conservazione della bocca da fuoco; mentrn non si può sostenere lo ·stesso delle polveri fabbricate in· paese e sperimentate di recente. Le previsioni del signor Browne ebbero ben presto ad avverarsi,
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perocchè, come annunciano i giornali inglesi, la commissione in--· caricaLa degli studi ha emesso parere favorevole alla trosformazione· del materiale d'aniglieria nel senso sopra indicato, dichiarando urgente simile provvedimento. II min istero della guérra, ha in conseg~enza dato commessa all'arsenale di Woolwich per la costruzione di un certo numero di can noni .di prova a retrocarica. Stando al Times del 15 gennaio ~c:orso, già si sarebbe posto mano alla fabbricazione di un cannone da 43 tonnellate, dei calibro di circa 32 centimetri, anzi parecchi dei cerchi sono· ultimati . Il modeÌ!o delle nuove artiglierie non è ancora definitivamente stabilito: Ja bocca da fuoco differirà poco dai cannoni ad avancarica del sist~ma Woolwich; occorrendo la si modificherà poi in base ai risultati delle esperienze. E tuLtavitt fin d'ora éerto che si aumenteranno le dimen$ioni della camera per la polvere, essendo provato che tale in~ov~zi_one contribuisce grandemente ad accrescere potenza alle art1glte~1e, come quella: che senza eccedere nelle pressio,n i , per~ette .clt po1:ta1:e _la carica ad 1/ 3 del peso del proietto. Si ha pme mtenzwne d, d1v1dere le grosse cariche in due cartocci e di fare i sacchetti'. per le cariche, di seta, doppi o triplici, secondo il peso delle cariche stesse, per poterle meglio maneggiare e rendere j} caricamento più spedito. · . I disparati risultamenti ottenuti con le nuove polveri inglesi nel tiro del cannone 'da 8·1 tonne!Jate sembra abbiano rrenerato il dubbio di veder risolta la grnve questione attorno alla q;ale affaticano rrià da qualche tempo gli artiglieri· inglesi, fornire cioè la nazion/di artigli~rie. da ~osLa e da marina uguali per potenza e durata a quelle cost~·m.te dal s1g:1or Krupp, _senza r icorrere alle polveri prismatiche. Anzi v1 ha motivo a supporre che questo dubbio si sia insinuato pure nell'animo degli uomini di governo inglesi ; quel ministero della guerra ha infatti dato di recente incarico alla direzione della Società ~~ione c~elte fabbriche di poltiere Ren0;ne e della Ves/alia per sped1z1one d1polvere prismatica. Già si è detto che questa Società somministra esclusivamente la polvere allo stabilimento Krupp; ora aggiungeremo che coll'intermezw di quest'ultimo essa ne somministra pure alla Russia, Spagna, al Portogallo, Belgio, all'Olanda, e direttamente anche al ministero della guerra. prussiano ed alla marina tedesca nonchè ~ parecchi Stati fuori d'Europa.
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I mezzi di cu i dispone le permettono di fabbricare la ragguardedevole quantità di 1100 quintali di polvere pri srnatica al giorno·. Alcuni cenni intorno a questa Società, che occupa il primo posto . fra le industrie pc;ivate dedite alla fabb ricazione della polvere, e sopra i suoi prodotti, riesci ranno ,' speriamo, cari al lettore (il). La prima spinta a fabbricare polvere prismatica venne clall'Arnerica, ove all'epoca della guerra di ·seccessione fu proposta · daF l'inallora capitano Rodmann; i risultati tuttavia non corrispon- · dendo, nè potendo per difetto di fabbricazione corrispondere alle concepite speranze, fu messà in disparte . . L'idea fu raccolta dalla Russia ove s.i sviluppò e tradusse in fatto, essem: ialrnent0 per opera del professore Wischnikratsky di Pietroburgo, che verso il 11865 costruì uno strettoio mediante il quale la . sua fabbri cazione. rit1scì più spedita e faci le e ne r isultò la possibili là di produrla su vasta scala. I prismi al sortire dallo strettoio hanno forma. ~sagonale e sono; forati da 7 canali di millimetri 4-,6 circa di cfoimetro . Dietro iniziativa. della. casa Krupp una simile macch ina venne pure acquistata n,ell'a,nno 11867 dal polverificio di Harnm sul Sieg di proprietà del signor L. Ritter, e mediante la medesinlll preparata. la polvere prismatica necessaria agli speriment i delle officine.di Essen e dèll'artigl ieria prussiana, sperimenti che misero in evidenza Je buone qnalitii del la nuova polYere e ne determinarono l'adozione nell'artiglieria prussiana. Il polverificio · governati vo di Spandau si proVYide pme di mez7.i per la fabbricazione di polvern prismatica, mentre quello di Hamm estendeva sempre più la sua produzione aumentando Je macchine e migliorandole; nel ,J 873 esso passò in possesso della Società azionaria sopra detta. Di· grande giovamento alla fabhrica.z ione di questa specie di polvere riusci l'apparecchio a mercurio per la ricerca del , • peso specifico della polvere, inventato nel ,J 870 dal ca.pilano nell'artigl ieria prussiana e membro della commissione per gli esami , signor Bode. Oltre alle polveri prismatiche a 7 canali (questa qualità è distinta in Prussia. con la marca C/68) se ne fabbricarono in seguito da prima (I) Al s ignor I. N. Heidemann , direttore gene rale ·della Socie tà, c he genti:me nte ci forni , dat i per la compilazioiie d i questi cenn i, rendiamo qui i nost,·i ringraziamenti.
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ad Hamm e poscia anche a Spandau ad 1 sol canale centrale del diametro di millimetri 10 (polv:ere distinta con la marca C/;5). Negli ultimi anni fabbr icossi nel polverificio di Hamm una terza qualità di polvere di forma simile a quella C/6s, ma di peso specifico uguale alla polvere C/75 (11,745 a 11,765); ·essa è contl'osegnata con ,la marca R/11. Trova spe~iale impiego ìn Russia, ove il polverìficio d_i Ochta presso Pietroburgo allestisce solo'polvere prismatica a 7 canali di primo modello, cioè del peso specifico di 11,650 a 4,675. p peso assoluto dei prismi nelle pòlveri C/s8 varia fra grammi 38 e 38,8 e nelle polveri ,C/?5 fra grammi 411,75 e ,f.2,25. La fqrma dei prismi è uguale per le tre qualità di polvere ora accennale ; la. distanza degli angoli opposti dell'esagono importa millimetri 40 e l'altezza millimetri 24,7 a 25 . Ciò a parzial e retti(ic:a di quanto abbiamo detto nella preceden te Rassègna (,1). I prismi si formano con grani di polvere umidi e grossi da millimetri 0,5 a millimetri 2, il cui dosamento non varia da quello indicato per le polveri prussiane in: genere (2): Gli ingredienti si triturano preventivamente in cilindri di corame od anche di ferro per mezzo di palle di bronzo, la mescolanza si fa in botti cli corame in cui sono palle di guaiaco (3); l'incorporamento del polverino così risultante è ottenuto mediante macine. La stiacciata ha da contenere non più del 4 1/ 2 °lo d'acqua. Essa viene in seguito condensata sotto cilincll'i o sLrettoi idrauli ci, nello stesso modo usato per la fob: hricazione della polvere da cannone ordinaria; ·quil)(li la si riduce in grani delle dimensioni sopra indicate, avendo special cura di allontanare il polverino staccatosi durante _la granitura, e da ultimo si formano i prism_i ponendo la poivere sotto lo strnlloio. Mediante speciali manipolazioni· della polvere (prima di porla sotto lo strettoio) e dei prismi, si conferisce al prodotto forza differente, senza vari.ire la forma ed i caratteri fisici di una delle tre specie di polveri suddette. Il signor Heidernann ci assicura che coMrariamente a quanto avviene nell.e polveri da fu ci le, la ricchezza del carbonio contenuto nel carbone, entro certi limiti abbastanza larghi, non
influisce sulla forza delle polveri che· costituiscono le grosse cariche delle attuali arti . oc,lierie di costa e cli marina. E così non influisce l'umidità della polvere sugli e.lfotti balisLici' quando non eccede l'if 0 / 0 ; .se ve n' ha di più la combustione diventa sensibiltilente più lenta. Esperienze falle a Hamm sul Sieg ha_nno provato che la differenza nel modo dì comportarsi di due poiveri uguali, di cui una. conteneva 1' 11 °lo e l'altra 1' 11,25 °/0 d'umidità fu ben differenle di quello di due al tre simil i poll'eri con 0,25 e 0,90 °lo di umidità. . Da qui la necessiLà di conservare le polveri prismatiche o in locali bene ascittUi od in recipienti chiusi ermeticamente. Questi ultimi. sono comunemente di rame 1) di zinco , metalli che a c.onLatto della. po lvere sprigionano correnti galvaniche, le quali ne alterano, talvolLa in brevissimo tempo, la composizione. Tanto in Francia quanto in Prussia si fecero poco liete esperienze al riguardo . ·Apriamo una parentesi per notare che il signor Eugenio Ritl:er di Ehrenfe.l~ presso Coloni~,;11~ costrnit~ non ~ gu.ari u~ rec!pie~te per polveri ,I quale alla chrnsu.ra ermetica,, d1ces1, umsce 11 vantftggio di sopprimere le corfenti galvaniche, per cui la polvere non si altera anche dopo,lnnghissimo deposito. La direzione del polverificio di Hamm sommerse per tt'e settimane un simjle recipiente p ieno cli polvere in un ruscell o; levatoio poi ed esàminato il contB-: nuto si verificò che era benissimo conservato. Questa ecl altre prove indussero crueWammin ist.razione ad adottarlo come esclusivo ·mezzo d'imballo delle polveri da trasportarsi sul mare; il ministero della guerra prussiano pare voglia servir,,ene per conservare polvere sciolta e le cariche prepara.te nei magazzini da. guen'a, :i quali difficilmente riesco110 così aschltti come si vorrebbe. · Lo s1.reL1oio è una i·obusta intelaiatura e consta di una parte. superiore, di um parte media e di una parle inferiore; inol.tre di .due tra.verse, una-superiore ed una inferiore, di steli d'acciaio e di pistoni di ouone. In ciascuna delle due traverse sono infissi 6 di questi pistoni, i quali, nel movimento di su e giù delle traverse, penetrano ìn altrettante aperture (forme) esagonali ricavale nella parte di mezzo dello strettoio, comprimendo così la polvere versata.nelle medesime fra le loro 1:esle al giusto grado, perchè i prismi riescano della voluta clensitò.. Le forme sono attraversate longitudinalmente dal numero
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!l) Rivista ,llilitare. anno 18~0- Voi. I, pag. 49. (2) l tivista .1/'ilit<we , anno JSSO. Voi. I. ;pag. :io. (3) Legno più durn de l bossolo p,·oveniente dall'1\me,·ica. Si cercò di colti,.arlo in Ger -
man ia ma senza riuscirvi.
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di steli corrispondento al numoro di canali che si desidern praLicare nei prismi; gli steli sono fissamonLe assicurali alla parLe inferiore dello sLrelloio e, terminando all'altezza della base superiore delle forme, trapassano la Lesta dei pistoni di sollo ed entrano durante la compresioo.e della polvere pure in quelli clei pistoni superiori . Ultimata quest'operazione mentre gli ultimi si ritirano, i pislon i inferiori s'innalzano fino al pia no clelle teste degli steli, lasciando così liberi i prismi i quali vengono poi spinti da parto dal congegno che serve a riversare poh1 ere nolle forme. Quest'ultimo agisce auLoma ticnmenle. Il movimento delle traverse è regolato in modo da assicurare da 3 1/! a 4. giri per minuto primo. I prismi di polvere si portano in seguito in una stufa per l'essiccamento e si dispongono su lavole che permettono la circolaz ione dell'aria anch~ disotto j pl'ismi. L'ambiente non deve essero. riscaldalo ol tre i 4.5° o 50° ll; l'operazione dura 24- ore. La polvere si imballa quindi in casse capaci di contenere 13 1,~ prismi. Questo sistema. di fabbricazione, dice il signor Heiclemann, ·permette di esercitare sulla polvere nelle forme pressione regolare, la densità dei prismi è quindi costante; la presenza clei canali poi no agevola I' es$icca.men to . l meandl'i che si notano .nelle altre polveri, e che come fu deuo altt·oyo ( I) provengono dall' evaporizzazione dcli' acqua contenula. nei grani e riescono clannosi perchè aumentando la facoltà di assorbit'e l'umidità, rendono più facilo l'alterarsi del prnclouo, diffici lmente appaiono nelle polveri prismati che. È fuori dubbio, dice il signo1· Heiclemann, che i meandri nei grani di polvere ne scemano la resistenza. per cui si rompono sollo le alle pressioni ell e si svo lgono nell'anima duranLo la comLusLiono; accelerandosi quest'ultima. le pression i diventano più forti e la bocca da fuoco ò maggiormente tormcnlata. . La regolarità cl'inriammaziono nelle cariche, aggiunge ancora il signor Heidcmanu , difficilmente può ottenersi con ,lo altre polyeri. in così alto grado come con je polveri prismatiche, le quali i11 virtù dellà speciale ed uniforme struttura dei prismi present.ano, si può dire, a P,arità di rnlume sempro uglmle superficie d'accensione. 1
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(I) 11iui1ta Jlllitare, nnno J8SO, Tomo I, png. ~I.
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367 A tali proprietà vuolsi essenzialmente ascrivere la reaolarità di combu stione delle polveri pi·ism,~tiche tedesche, reaolarità che si rende poi evideuLe negli effetti balistici, come ebbesta. notare nelle esperienze dello scorso agosto a Meppon ( 1). In questa occasion e 205 chilog. di polVtire modello 75 impressero al proiello da 40 centim., pesante in media éhilog. 777 circa, una velocità inizialo di metri 502, verificandosi nell'anima. una pressione media di 3020 atmosfere (2). . Se pon iamo queste cifre a confronto con quelle corrispondenti r1 cavn te dalle esperienze di tiro fatte nello scorso gennaio alla Spezia col cannone da I00 tonnellate GRCitaliano, abbiamo oani raaione di essere soddisfatti di esso e delle noslre poi veri progressi~e di F~ssa no. Con la carica di 220 chil og. la velocità in iziale raggiun La da.I proieLLo pesanto cbilog. ·I000 fu dhnetri 4,55, man tendosi le pressioni nell'anima basse, in Lre colpi si ebbe la media di 1900 atmosfere. La forza viva inizialo dei due proietti essendo di dinamodi 9992 (cannone da .i,Q centim.) e 11,0600 (cannorre da M5 cenLirn .) ne consegue elle il lavoro utile prodollo da un chilog. di polvere è di dinamodi 48, 74. nel primo caso e di dinamodi -•8, 19 nel secondo; a pariti!, o quasi, di potenza. balistica per unità di peso della carica ' in seauilo all e ma,mio1·1 · · . V ·o r, dimensioni della camera da polvere e delle q,ualità fisiche della polvere di Fossano, la fo rza di5truttiva è cli molto inferiore a q uolla verificatasi nel cannone da 40 centim. Krupp a )leppen; in falli le tensioni stanno nel rnpporto di 1 :·1,6. Uno sguardo allo specchio che riepiloga i dati balistici ricavati dalle prove cli tiro preliminari ratte col cannono da 4,0 ceni im. a Essen nel mese di ma ~t> aaio 1879 (3) ' ci mostra ' è vero ' che il polverificio di Hamrn può fornire polvere prismatica meno forte, nonchè di quella impi.ogala a Meppco nel mese d'agosto anclre della polvere progressiva cli Fossan~; ma Ja polvere saggio C, cui alludiamo, se ha il meriLo di s11 iluppare lavoro distrullivo inferiore a quella italiana perchè con carica di .220 chilog. e spazio iniziale di comb ustione di litri .236,3 le ·tensioni non fur-ono ma,rniori di 1750 nLmosfere, mentre ugua lo quantità di po_lvere progressiva ìn (')<:)
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(1) lltvista Militare, anno ISSO, I Voi., pog . .47 . (2) Rivis ta Milita,·e, an no 1879, I V Voi. , pag. 365. (~) Rivista Jiilit-arc, anno 18i9, Tomo 111, pag. 105.
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came~·a più g~-ande, cioè della capaci là di litri 286 , produsse I~ pres~ione media sopm ind icala di ·1900 atmosfern, se ha qnesto vantaggio sulla nostra polvere, ripetiamo, le è però di molto inferiore in pote~za balistica, essend? la velocità iniziale del pro ietto, il quale pesn..chilog. 228,5 n:i.eno d, quello da 45 centirn.', min'ol'e, cioè di metri 4.35. Appare dft ciò eridente per noi la convenienza di attenerci' a queste polveri le quali ci permettono di fare con te nostre ghise cannoni non in fer iori per poLenza a quel li da centim. ,1.5 Anns_trong c.da ~·O centirn : .Krupp, ma di questi meno costosi, imperocchè meni.re 11 dinamodo d1 potenza ammontn a lire 34. ed a li re 70 circa nei primi, nel cannone da 45 centim . GRCesso non supera le lire 20 .
Polveri deflagranti. Fra gli agenti esplosivi scoperti dal •I 838 ( •I) in poi che formano òggeuo di st11 dio incessante e di numerosi esperimenti per appl icarli all'arte della guerra: notiamo le combi nazion i nitriliche, ossia quelle c~~ si ot.ten.gono. dall'azione dell'acido nitrico su taluni corpi organ1c1, ed m 1spec1e la cellulosa, la gli cerina e l'acido picrico . Il celluloso, cioè quella sostanza che costituisce la parte principale delle pareti delle caselle, dell e fibre e dei vasi nell'oraanismo ve1re"' . r, tale, immerso per un determinalo tempo in un miscuoiio d'acido nitrico e (l'acido solforico somministra i cc,rpi esplos ivi co nosciuti sol.to il nome generico di pirossili, per la cui prep:Hazione s'impiegano essenzialmente la cellulosa del cotone, del cnnape, del lioo, del legno, della paglia ecc. F11a i principal i il più conoscinto, e fino ad ora cl'esclusiro uso nella tecnica mil itare, è quello che si ottiene col colone, dcuo perciò folmicotonc, coton e azotico , polvere di cotone, nitrocellulosa ecc. · .La glicerina si ricava dalle sostanze grasse della qualith voluta per la fabb ricaz ione della nitroglicerina, cioè pura, saponificando i corp i (l) Il chim ico froncese Pol ouzc osser vò a quest'cpocn che facendo agire l'ncìclo nitrico concen trato sui tessuti <l i cotone a di lino, si OL.teneva un prodotto iofiammobilissimo o dclouante, che egli chiamò pirossiliHa (fuoco di legname).
P ,OLVE R! Dl·:Fl,AGHANTI
gçassi naturali con ossido di piombo ed acqua, con la calce, o col vstpo)'e soyrariscaldato; questo ultimo metodo è quello che si applica nelle industrie per la preparazione su vasta scala. Versando glicerina in una n:ijscela d'acido 11 itriw, e d'acido ~olfori co, si ottiene un pro-. dolto simile negli eITetti al fulmicolone, detto nitroglicerfria. L'impiego dell'acido so lforico sia nella fabbrica~ione del fu lmico- . to.n.e sia ciella nitroglicerina non modifica in alcun modo.la renzione dei due composti esplosiri, mentre riesce di grande vantaggio in pi;atica, impossessandosi dell'acqua contenuta sia nella cellulosa, sia rimasta libera per combinazione dell'acido nitri co con la glicerina. L'acido picrico si produce oggidì su vasta scala trattando l'acido feni co, che è un prodotto della distillazi one del catrame di litantrace, con un miscuglio d'acido nitrico e di acido solforico. L'a,:ido picrico e~plocle con grande violenza alla temperntltra di 300°. I suoi sali sono egualmente esplosi1r i e sviluppano una forza enorme, inferi ore tuttayi,l a quella della· nitroglicerina. . · )Jentre il fulmicotone conve~ientèrnente lavora to trova senz'al tro impiego nelle industrie civili e nelle operazioni militari, la nitroglicerina e l'acido picrico, per riuscire d'utile prn.tico hanno bisogno d'essere incorporati ad altre sostanze e ciò per ragioni diverse. Allo stato fluido la nitroglicerina è dotata di grande sensibilità all'urto, epperciò il suo trasporto riesce pericoloso assa i anche se chiusa in vasi ben stagni; non sono inoltre escluse le esplosioni accidentali per decomposizione sponta.nea della massa. t noto come il Nobel, favor ito dal caso, trovasse modo di ovviare a quest~ inconvenienti mescolandola con una farina fossile silicea proven ien te dalla Germania, detta Kieselgnhr. La quantili~ d'ossigeno contenuta nell'acido picrico e nei picrati essendo insufficiente per abbrnciare completemente il carbone in essi contenuto, si mescolano i sali con corpi ossidanti, ouenendo cosi le po lveri delle picri che·. Di queste fu rono prese in consideraziooe per gli usi militari i composti fatti con picrato di potassa e nitro, e picrnto d'ammoniaca e nitrato di potassa. Di fron te alla glicerina ed al fulmicotone le polveri picriche presentano i van taggi cli maggior sicucezza di fabbricazione e d'impiego e del minor costo; a pariL1t d'effetto quest'ulLimo non supera granchè· quello della polvere ordinaria. Non meno importanti sono: la facilità
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con cui possono esser esaminati i loro sali, che sono cristallizzati, rispetto alla purezza e stabilità; la agevole conservazione, infine la poca sensibilità agli urli violenti. Non è quindi a stupire se le artiglierie di molli Stati rivolsero la loro attenzione ~u queste nuove polveri e le sperimentarono sia come forza impellente nelle bocche da-fuoco, sia come mezzo di rottura nei proietti . Per non ritornare sull'argomento notiamo subito che il ch imi co Désignolles propose per il primo di impiegare i picrati di potassa mescola ti col nitro nella proporzione di 55 parti del primo e di 4-5 del secondo per le torpedini; nelle proporzioni di -16,.1: di picrato di potas~a, 9,2 di carbone edi 7k,4di nitroperleartiglieriedacampagna;di9,6; ~0,7 e79,7 per quelle di medio calibro e di 9; 11 e 80 per le artiglierie di grosso calibro. Il carbone serve a moderare la potenr.a di laniatrice della polvere, epperciò la dose centesimale aumenta col crescere dei calibri mentre diminuisce la quantità di picrato. I picrati a base d'ammoniaca hanno proprietà alquanto diverse da quelli a base di potassa, che ne rendono l'impiego ancor meno pericoloso; essi si fondono ed abbmciano sotl.o l'azione del calore senza deflagrazione ed esplodono difficilmente per o[etto d'urti violenti. Mescolando questo sale con nitro nella proporzione indicata dai comandante d'artiglieria Brugère, cioè di 154 parti di picrato d'ammoniaca e 46 parti di nitt·o, si ha una polvere poco sensibile agli arti ed all'attrito. Di etro proposta dello stesso Brugére tale pol vere fu sperimentata in Francia nel tiro con le artiglierie e come carica di scoppio dei proietti cavi . I risullati tuttavia non corrisposero alle previsioni Leor!che e mostrarono che se que.:;ta sostanza è inoffensiva per l'arma con le cariche piccole, sino a 500 grammi in un cannone da t 2, con le cariche maggiori la sua potenza dilaniatrice è tale da compromettere la resistenza· della bocca da fooco; tollerabili nel primo caso, le tensioni iniziali assumono tale valore nel secondo da far annoverare questa polvere fra le dirompenti. Le polveri al picrato di potassa essendo ancor più energiche, ogni pi·obabilità di vederle prendere il posto delle polveri di nitro comuni scompare-, e solo avvi possibilità cli impiego nelle armi da guerra come cariche di scoppio dei proietti cavi . Ed in questo senso, se siamo bene informati, continuano le esperienze in Francia cd in Inghilterra, ove hanno un valente propugnatore nell'Abel. · 1
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In torno alla nitroglice1;ina ed ai composti. che ne derivano poco ci resta a dire essendo, specie la dinamite, già stati descritti in questo periodico sia sollo i punti di vista della loro composizione e propri età eh imiche, sia dell' impiego nella piccola guerra('.!). 11 sem~re cre.scenle favore che incontra questa sostanza esplosiva nelle rndustrie luUavia ci o[re opportunità di aggiungere alla ricca messe di nozioni raccoll:a in quella pubblicazione alcuni nuovi ragguagli. In primo luogo noteremo come oltre alla composizione chimica, abbia nelle dinamiti a base inerte influenza sulla loro potenza d'azione la struttura dell'assorbente. Ciò venne messo in chiaro dai sio-nori Hess e Schwttb, ufficiali austriaci, operanclo su dL1e saggi di dinami ti provenienti dalle fabbriche ~obel e C. di Zamky e di Presburgo. J1 primo saggio datan dall'anno 1187'.i?; la sua composizione in parti centesimali era la seguente: 70 ,8 nitroglicerina . 28,2 farina fossi le silicea ·1 11,O acqua Il per cento cli azoto contenuto nel la nitr.oglicerina, dedotto secondo il metodo Dumas da tre analisi, in media fu trovato uguale a "6, 112. La dinamite di Presburgo fabb ricata nell'anno 11876 invece era composta cli: 70,08 ¼ nitroglicerina » 28,82 farina fossile silicea 11,10 )) acqua. ed il per cento medio di azoto della glicerina determinato come sopr'a, 115,68. . A.Ila prova la dinamite di Zamky si adrlimostrò meno potente d1 quella di Presu urgo, e siccome talè superiorità non era spiegabile dalla composizione chimica dei due prodotti, anzi essendo la dimnnite di Zamky più ricca di azoto della sua competitrice v'era ragione a ritenerla dotata di maggior forza, così gli sperimentatori credettero doverne ricercare la caL1Sa nella cli,,ersi tà dell'assorbente. Infatti all'esame microscopico la fa6na della dinamite di Presburgo 0
(!) niuisla militare, anno 18i7 e 1878.
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e
appàrve con~posta di lunghi e ben conservati tubetti di baccillari ,. quella dell;:i, dinamite di Zarnky costituita con soli frammenti di queste diatomee con molte ple-nrosigmee foggiate a barchetta, e dittiocee, sollo forma di ruote, cui andavano uniti numerosi granelli di tprnrziò . Ora i tubetti di baccillari si riernpieno di nitrogligerina come altreuanti piccol i vasi, gli .elementi costitutivi della seconda farina_invece assorbono il fluido unicamente per effetto della capilarità, quindi meno perfellamente che nel primo caso; restando hnona parte aderente solo alla superficie esterna, la dinamite appare al tatto- anche più grassa. La nitroglicerina non incorporata allo eccipiente si trova nelle condizioni di una carica non intasata, ed esplode con minore violenza della parte cli nitroglicerina ra.cchiusa fra pai·eti, le quali presentano una. prima. resistenza alla sua reazione avvan1aggiando l'esito finale. App~.re da ciò l'influenza del\'eccipien}e; a. tulle cose eguali, gli effelti esplosivi saranno adunque più poderosi in quelle dinamiti in cui la. sostanza inerte ha maggior potere assorbente (11). Se vi ha incertezza circa il modo di regolarsi r~ella roltura delle roccie e delle strutture murarie di diversa qualità con la polvere pirica, non ·si possono certamente ripromettere norme precise sull'impiego della dinamite, la quale fu adottata pe1' simi li usi solo nella, seconda mel.à del nostro secolo, e la cui consumazione nell'anno 11867 non superava in tutta Europa 'lii 200 chilog. Difettando di dati assoluti per determinare le dimensioni dei fori e le cariche nei diversi casi possibili in guerra, crediamo utile la con9scenza delle seguenti norme, sancite dalla pratica (2). Nelle roccie si pnò assegnare a ciascu.na mina colla dinamite una linea di minor resistenza di 1/ 3 più lunga che con la po lvere. La. profondità dei fori si fa uguale a quella della mina con polvere, ma se · · ne diminuisce la sezione, usando scalpelli dei seguenti cliamelri: Profondità del foro
Da metri ,00 a 2,00 2,00 » 3,30 » )) 3,50 »4.50 11
- ('IJ--,l1itthei!tmgen ,,ber
Diametr o dello sca lpello
metri 0,025 )) 0,03 a 0,05 )) 0,05 a 0, 065
Gegenstande des .&o·tilte·rie-und Genfe- Wesens; anno 1877, pag. 109. , (2) Giornale del Genfo Civile, anno 1878, fascicoli I O e 11.
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. ~elle roccie molto .resiste~ti la carica·raggiunge 1/ 4 della profondi la clel f?ro; nelle nmanent1 1/ 0 ed anche 1fs. ~e cariche da impiegarsi nei diversi mezzi si calcolano secondo . l~ fo rm.ole. c!ie seguono, in cui P indica il peso della carie~ e M la lmea d, nnn,ma resistenza. . Vecchie murature mollo resistenti P=0,67 m3 Arenaria dura P=0,47 m3 >>. tenera p = 0,30 m3 Rocc1e poco resistenti p. -- o, .-,4ffi 9.1, . s · ~a. esp~rie~ze fatte i~ Ge1~m~nia l'economia di spesa e di tempo che. s, h.a 1mp1egando dinam ite m confronto con ia polvere da mina· ordmana sarebbe la seguente: Qualit:1 del materiale
Schisti duri . Quarzo Sienite di media dnrezza Granito e-sienite dnra . Feldispato
·-
Economia
d i spesa
di tempo
14 °/o t>'I )) 35 » 43 »
37¼
1
43 47 49 33
)) )) )) ))
44 )) Ne_! d!sso~amento d_el te'.reno il signor Filippo Rossi Fedigro.tti ~vendo nnpiegato Ja dmam,Le in suo possedimento acl Isera nel trentmo, olf.enne sullo scasso a braccia una economia clel 30 °/ nell· spesa e del 50 ¼ nel tempo. · a Il ~er~·eno st~ ~ui vennero eseguite le esperienze misurava metri quadt a~t 680. Giaceva da gran t(}mpo incolto perchè sterile, trovandosi un? s~rato di terra · alto so li cent. 30, compatto ed arido, ~opr~ ~·occ1a_cl1 fo'.mazione basaltica, cui sottostava un banco profond1ssnno dt detnto vulcanico seguito da un altro di scaglia rossa calcarea. V_olendosi sfruttare il suçl.det~o detrito vulcanico si procedette -al dissodmuento del suolo. · · . L~ pr!ma metà,. dissoçla ta a braccia alla profondità di metri .,f ,20, r1ch1ese 11 lavoro cl, 8 operai per 7 giorni ed una spesa di L. 62 50· la.seco1~ca 1 meta, · scassatapure alla profondità di metri ,, ,20' con' ·mine disposte su varie righe distanti- tra loro 3 metri e caricate ciascu~a. con 70 ~ramrni ~i .di1)~mite n° ,J, richiese il lavoro degli 8 ope1ai suddetti per soli g10r111 3 1/~ ed una spesa di L. 43,50. 0
ANNO XXV, VOI.. I.
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Nei Leneni occupai.i dai frati Trappisti alle tre Fontane fuor i la porta S. Paol,o presso Roma vi sono alcuni punti difficilissimi rtlla coltnra per la natura del suolo, che è formato di un piccolo strato di Lerra collivab ile di circa 7 ad 8 centimetri di profondità, seguii.o da uno strato di tufq che si approfonda da un metro a un metro e mezzo, e in alcuni luoghi sino a due metri. Dopo lo strato di tufo s'incontrano altre matèrie vulcaniche le quali non sono sfavorevoli alla vegetazione. Essendo diaìcile, lungo ecosLosissimo il sistema di dissodamento col piccone, i Trappisti hanno voluLo dissodare quei terren i coll'uso aella dinamite, e già hanno con questo mezzo reso colti vabile un grande spazio di quel Len imento. Pe!' dissodare si fan no da prima con un asta dei fol'i verticali profondi da ,1 metro a 1 metro e 70 a ,,arie distanze, secondo lanatura più o meno ribelle del teneno , la loro profondità e la. quantità di dinamite che si vuole adoperare. L'esplosione si ottiene per mezzo di una miccia o per opera di fi li conduttori di scariche elellriche. L'effeLto dello scoppio wtterraneo produce un sordo rumore e un p iccolo sollevamento di terra, la qnale,viene rotLa ed in alcune parti strit_olata, senza essere lanciata che a pi'ccola distanza. La .spesa ordinaria è di circa seicento lire per ogni ettare. Aquesti dati possiamo ancora aggiungen1e altri, desunti dai lavori che si eseguiscono presso Rou.ssilon in Francia in terreni coltivati a vite con buonissimo esito. Lo schisto si rompe forando lo con una sbarra di acciaio alla profondità cli 80 ·e, 90 centim. ed introducendo in ciascun buco una caricÙdi 11i:>O grammi cli dinamite n° 3; l'azione di ciascuna a.bbraccia un'estensione di 3 a 4 metri quadrati . Due uom ini fanno 15 fori all'ora, è Lalvo lta in due 'ore anche35; la reciproca distanza dei fori è di 2 metri . Questo sistema se riesce un po' caro, ba tuttavia il vantaggio della rapidità d'esecuzione. ' Nel febbm io dello scorso anno furono fatte esperienze di dissodamento con la dinamite Nobel n° 3 nei terreni della co lonia aaricola o penale dell 'isola di Pianosa. I risultati non corrisposero alle spe- · ranze nei rapporti dell'ecOnomia, costando il dissodamento con la dinamite assai più dello scasso a braccia nel tufo tenero ed essendo 1
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pressocchè equivalente a quello eseguito con la polvere nel calcare, c?mpatto . Ma lo stesso capitano Lo l?orte, che diresse quelle esperienze, osserva nella sua Relazione che se lo scasso a braccia in detta località è da preferir:;i a quello fatto con la dinamite e con la polvere pelle condizio~i ge'ologic_he ~li quei terreni, le cosé cambi ano aspello quanto tratta.si dell'apphcaz1one della dinamite al dissodamento del terreno in guerra . « Allora - dice l'au tore .- ogni considerazione di ordine economico sparisce, per dà.r luogo alle ragioni tecniche, tira le quali _di g'.·ande importanza sono certamente quella di poter trasportare !Il piccolo volume di materia una considerevole forza demolitri ce, e l'altra di poter ottenere rapidamente, e senza alcun lavoro preliminare, effeLti che in molti casi sarebbe impossibÙe ottenere con la polvere» (11). . . . Nel caso particolare di cui trattasi il sistema dello scasso reale, c10è per file successive di mine parallelamente all'orlo cli una trintea, si dimostrò più convenienLe cha quello di più file di fori dis~osti a scacchiera in pien terreno vergine, ove effetti apprezzabili s1 ottenne~·o solo a cominciare dalle ca1·iche di 3.4:0 grammi (oltre I~ cartuccia armata le quale conteneva 32 grammi di sostanza esplosiva), essendo i fori profondi da metri ,1,00 a metri 1,.20 e distanti metri 1.50. La profondità dei fori era 'imposta dalla necessità di spingere lo scasso a metri 1,20 sotto il suolo. Con trivelle ~ ~alo simili a quelle del materiale telegrafico pesante, due uomilli affondavano un foro nel tufo tenero alla profondità.di metri ,J a 1,1'0 in dieci, minuti, mentre se ne richiedevano quindici adoperando_il pistoletto; vi è quindi tutta la convenienza ad impiegare le prime anziché il secondo. L'impiego della dinamite riesce vantaggioso in guerra per rompere terreno gelato . I Francesi ricorsero a qu esto specliente nella guerra del il870-7,1 per rendere più spediti i lavori di trincérainento, ottene~done u_n'econoniia di tempo del 30°/ (2). Il capitano Lauer del ge111craustr1aco, che gode. di una meritata riputazione come minatore e come specialista nell'impiego della dinamite, consirrlia di praticare i fori con un palo di ferro acuminato, di dare loro ;na 1
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(1) Gtornalc d'artiglieria e genio, anno 1879, parte li, · (2) P . C 1IAMP10N - La Dynamite et la Nitroglyoérine -
pag. 1091. Parigi 1872.
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inclinazione all'or izzonté di 45° e cli spingerli fino sotto la crosta gelai.a . Le cariche di dinamite N. ,J hanno da misurare in lunghezza 1 / 4 della profondità del foro, e i fot:i da distare Funo dall'a ltro il doppio della linea d1 minor resistenza (,1). Il dissodmnento del terreno con la dinamite può occorrere su vasta scala oltrechè in lavori di fortificazione, in quelli di castrametazione, di viabi li tà ecc. In campagna può tornar utile il .seguente modo speditivo per conficcare pali nel terreno, usato con ottimo successo sul lago di Ginevra.. Si colloca sulla testa del palo una piccola lastra di ghisa di convenien te grossezza, e su questa una cartuccia di dinam ite che si fa esplodere. L'nrto prodotto dalla detonazione nel senso dell'asse del palo sostituisce quello del maglio ; per cui le dinamite funziona da berta, e pùò segnatamente essere utile nell o stabilimento di passaggi attraverso corsi d'acqua. Il · periodico Die Eisenbahn (si pubblica in Svizzera) ne assicura esser siffa tto mt3toclo eccellente nei lavori di palilìc:azione; peccato che non dia ulterior i particolari sulla. quanti tit cli dinamite impiegata; sul rapporto della carica con le dimensioni della piastra., specialmente in grossezza, e dei pali; sul modo di assicurare a.i pali la v,oluta. di rezione ecc. · La dinamite offre grandissimi vantaggi nelle demolizioni suba.eque; di recente furqno çon essa distrutte le cascate di Awatonga che impedivano la navigazione sul fiume Tamigi presso le montagne cli Aroka nel la Nuova Zelanda; la corp.unicazione è così aperta, ed i prodotti di circa 405000 ettari di fert ili campagne, di proprietà del aoverno ' trovnno un foci le mezzo di trasporlo . è> . • La roccia principale fu demolita con mm carica di 200 libbre dr dinamite; l'esplosione innalzò una colonna d'acqua a 450 metri di altezza; altri numerosi scogl i nel letto del fi ume furono clistruLti in uauaJ modo ·imJ) iegando cariche diverse. O e, Quale parte avesse la dinarn itP. nella demolizione del famoso scoglio di Helle Gate nella rada di N.nova Yorck è t roppo no to, percl1èqui abbia ad essere ricordata. . L~demolizion i suba.eque eseguite col meJ:zo cli mine praticate ner banchi cli roccia o cli muratura.rich iede tre operazionì distinte, ~ioè ·(I ) f,Au&u _ · ,lnleitung (ii~· die rationclle J'crwendung des patentirten Nobel'schen Nytroglycé,·inpulvers: Dynamit ecc. - Vienna, 1875, Seidel und Sohn.
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la preparazione dei fori , il loro caricamento e l'accensione della · carica, le quali non vanno disgiunte da difficoltà, che sì f11:11110 sempre più grandi col crescere della profon~iLà cletracqua e della velocita. della corrente. I.I capitano Lauer ottenne ot.tìmi ri sultati coll,)cando le cariche liberamente sull' ostacolo o sul masso da rompere; ma non nel modo · comunemente usato, bensì distribuendo regolarmente mediante apposito congegno, piccole cari che di dinamite Nobel N. 11 sull'o_ggetto da demolirsi, e facendole esplodere isolatamente. Con questo sistema eo-li riuscì a liberare il letto del Danubio presso Nussdorf dai ruderi · di un pilastro, impossìbile a demolirsi con altri procedimenti molto . più costosi. La velocità dell'aèqua v'era di oltre 2,5 metri per mi_nuto secondo, le profondità variavano rra metrt 1, 90 e 3;16, ed 1 l volum e dello scoglio rotto erà cli circa 45 metri cubi ('I). . QLiali, vantaggì del sistema, clie però è Lenulo segreto, sono indicati : la semp licità, potendosi fo.1;e a meno dei fornel li e dell e ~perazioni di caricamento, .donde economir1. del tempo; l' econom ia cli lavoro, non essendo necessario lo sgombero del matel'iale man mano che la clemoli2;ione procede; la possibilità di eseguire la rotturà a qualsiasi profondità, potendosi le cariche affoncl,lre anche nelle pi ene, mentre con i pali da mina e le trivelle il perfo ram~nto dei fornelli riesce difTicil e quando l'acqua. supera un m.etro d1 altezza per la grande pressìone che la, corrente esercita su?.li s_trurn enti · l'omrnissione di ogni lavoro di riparo, essendo 1 1mp1ego · del co~aeano indipendente dalla velocità; il presta,rsi del sistema t) è l' indifferentemen te alla rottura di ostacoli di genere eh verso , c10 e 1 roccie, di strutture murarie, di legno e di ferro; l'assoluta li bertà nell'esecuzione dei lavori r ispetto alla corrente ecc . L'apparecchio è fatto in modo da permettere l'acce~1~ione cl~lla carica appena essa è a posto; inoltre da una stessa pos~z1~n~, sia a terra sia su d'una ba.rea, si può operare a circa 116 metri d1 distanza . e s~ d'una superficie orizzon'lale di 75 metri quadrati circa. Nella cli fes,i di costa e cli corsi d'àcqua navigabili si a[onclano d1 sovente navi per creare ostacoli all'aggressore. Col sisLema ora menziona to eletti ostacoli possono esser _rimossi im modo pi ù si curo e 1
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(Il , LAUER -
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Opera citata .
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pi~ spedi_to che :on altri, purchè non stiano sotto il fuoco. di batterie nem1_che. F1~0 a quando si conosceranno i particolari del nuovo metodo, b1sog~er~ . naturalrne~~e. ~erv_irsi dei vecchi. Al proposito poss,ono tornai md1caz1011i, che ricaviamo chll'op ., .ut,li le( seguenti ) , era del Lauer gia ci tata 11 . Per togli_ere gl'impedimeoti derivanti da navi affondate in mare ~ella mag?1or part~ dei casi basterà demolire gli albei·i; nei fiumi rnvece sara, nece,;sano sgombrnre il letto completamente dello sca fo,. li uno c11e' nell'altro caso è indicato l'impiei:ro d'I (1·lllctrn , ·t t.an t o ne T • • • ' t.> I e 1Nobel N. ,1 co_llocata m bott.,cme di legno in mare ed in scat I d· ' .. . . Oe i 1a t.a.oppure m sacc1u e1I tela impermeabile nei fiumi . Il fuoco si comunica sempre per mezzo dell'elettricità . . A~beri _gr~~si ~enti~: · 45 a 6~ si rompono con ,i. a circ8c 7 chilog. d1 dmam1te, 1l sito pm convemente per collocare la carica, è a contatto della coperta. ' ~1 corpo -~elle nav~ si demb_lisce con una sol cari ca centrale, oppu1e con dl\ erse cariche applicate alle fiancate. L'esperienza ha dimostralo. che una c~rica unica· di circa n cbilog. di dinamite basta per s~asciare lo s~afo; o_ccorrono tuttav ia in seguito altre più piccole P:r clistru~g:me i pez?. Lungo le fiancate le carich e si colloca.no a distanza d1 6 a. 8 metri, la loro lunghezza è pari all'altezza .della parete e _la gross~zza della carica si fa uguale a ~/3 di quella che è nec~ssana per sfo~1dar~ u~a tavola di legno d'uguale dimensione, disponendo la drnam1Le liberamente su di essa. L~_dinam'.t.e ~en·e pure per la rottura, çli vecch ie bocche da fuoco da r1[onders1. S1procede nel seguente modo : si colloca la bocca da fuoco in una fossa con la culatta in basso e poi vi s' introducono due scatole di dinamite, assieuraLead un'asta di le()'no di O'uisa cl1c l'una d' · v v '' ' 1_ess~ posi sul f?ndo e l'alt~·a si trovi un po' più alta degli orecc~11oiH; l_e due cartelle comurncano fra di loro e con l'apparecch io cl accens1,one _elettnca· por mezzo di conduttori metall ici , riv-est.iti con so:;tanz}L isolante. Si riempie quinch l':rnima del cannone ·con acqua e si ~u.ra labocca con un Lappo avvolto in sto.ppa inc~1Lrama.La ; nel t~pp_o vi e natur~dmente ?ml scanalatura P,er il passaggio dell'asta e dei fili conduttort. La canea complessiva viene stab ilita in base _(i) .Crndiamo wn to più O(lpor tuno d i fermarci sull' argomento, che \'/stt·ttzio,ie sui lavor·i d, ,nma, _p·ubblicata nell'anrto 1878, non dà norme c irca il .modo di proce uere in s imili ca&i.
alla cubatura dell'anima od al peso della bocca da f~oco, e corrisponde a grammi 250 circa per decimetro cubo, rispettivamente ad un ettogramma per ogni 40 chilog. di peso del la bocca cla, fuoco. La quanti ti.t trovata si ripartisce fra la carica inferiore e la superiore, nella proporzione di 2 : 1. La detonazione produce un suono cupo, e la rottnra della bocca da fuoco riesce assai più completa che con i soliti sistemi. Si ceecò pure cli utilizzare la dinamite come carica .interna dei proietti cavi; le esperienze di Calais e d'altri siti tuttavia ne fecero abbandonare l'idea, essendosi addimostrata incapace di resistere all'urto iniziale della ·carica di proiezione sul proietto, quest'ul. timo nella maggior parte dei casi si rompe nell'anima . La speranza di poter trarre profìLto della dinamite per aumentare l'azione cli scoppio delle granale, le quali, quando ciò fosse, con;euienLemente allungate, prenderebbero ben presto il. posto delle torpedini semoventi nella difestt cli c9sta, trasse la. sua origine dalla circostanza che essa non deflagra per accensione, ed in determinate circostanze I anche per urto; quali poi siano queste circostanze, è già stato detto (,I). , ' Ma la dinamite in una granata lungi dal soddisfare alle condizioni speciali indicate come indispensabili alla sua insensibili tà., trovasi invece nella, condizione più propizia per den agrare nel momento dello sparo; ·infatti essa r iceve un urto violentissimo mentre la massa che circonda il punto percosso non può essere proiettata lontano, perchè racchiusa. in un involucro resistente. Esperi'enze fatte in Austria avevano del resto dimostrato fin dal 11873 che la dinamite duttile esplode pure per effetto dell'urto di una palla da fucile su d'una piastra. di ferro, ogni qual volta essa è a contatto immediato con quest'ultima. TaF esperienze fatte per trovare il modo cli srJttl'arre la dinamite che si trasporta sui carri da parco al pericolo cli un esplosione durante il combattimento, avevano messo in eviclenza essere possibile di evitare si[alLo pericolo solo mediante casse a dop1jie pareli, delle quali l'esterna in ferro od acciaio grosso quant'è necessario per resistere alla perforazione delle palle da. fucile (millimetri 6 se 0
(l) Ri·11ista Milit..ti·e, Anno 1877. Tomo 111, p11g 161.
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381 cioè 4,2, 15 chi log. di munizione di dinamite lavorata e 3,f,36 chilogrammi di polvere da cannone. Nello scompartimento superiore del carro trovavansi 53 zaini; i viveri ernno rappresentati dà sabbia e pezzi di legno. Per maggiore semplicità e sicurezza il fuoco venne comunicato pee mezzo dell'el_ettri citù ad una scatola di dinamite, autorizzando le esperienze antecedenti tale procedimento, in sostituzione di tiri diretti contro il carro. La detonazione ebbe per effetto la completa distruzione del carro e fu seguita dallo sviluppo di una fortissima quantità di fumo proveniente _dalla polvere caricatavi. Al centro il terreno subì tale compressione da presentare una non leggiera caviLi:t, o-ve stavano conficcati vari pezzi di forro. Solchi profondi ·da 11O a ,J 6 centim. marcavano il posto çlelle ruote; le '.iàle stavano da 3 a 4 passi all'infuori dei solchi, quella dell'avantreno era inoltre .fortemente piegata. Le scheggie del carro e del suo carico vennero sparse in sen:'lo radiale; la zona di maggiore spandimento aveva un raggio di 80 a 100 passi; i pezzi più grossi vennero lanciati fin/o alla distanza di 250 passi oltre il limite di questa zona. Le granate, meno una che esplose, vennero dist1:uue ancor prima che la loro carica interna s'accendesse. La compagnia del genio avrebbe immensamente so/Ierto. Il primo dei tavolati che la rappresentavano fu rovesciato cornple.tamente, le sue lavole erano quasi utle spaccai.e; il secondo fu pure atterrato e le sue tavole erano in gran parte guaste; quattro tavole del,Lavolato posto in coda al battaglione e cinque di qùel!o che veniva dopo sta.vano distese a terra; gli altri tavolati non avevano sofferto danni di sorta. I pezzi proiellati coprivano in complesso una superficie circolare del raggio di 300 passi (metri 220). Questa cifra indica il minimo della distanza da tenersi fra carro e truppa nelle vici1rnnze del nemico. Quando, la truppa del genio trovasi sul luogo del combattimento , la cura per la conservazione dèl materiale richiederà di collocare i carri al coperto, o almeno di postarli dietro ondulazioni del terreno. Si avrà qui11di nelle sinuosità del terreno il mezzo più acconcio, per ridurre ad un minimo la possib il ità d'esplosione della dinamite collocata sul carro, e nell'in tervallo fropposto fra veicolo e truppa ii mezzo di sottrarre quest'ultima ai danni di una esplosione.' POLVERI DEFLAGRANTI
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d'acciaio e millim . 4 circa se di ferro) e l'in terna in legno, con un vuoto fra loro di .20 millim. Non permettendo però la ristrettezza dello spazio disponibile sul carro di adottat·e simili casse, nè .trovandosi conveniente di corazzare le fiancate e le testate del carro per l'aumento non indifferente di carico morto che ne deri verebbe (circa60 chilog.), l'idea fu completamente abbandonata. A ciò con- . tribuì pure la considerazione che se corazzando il carro o le cassette · · si 1:iusciva ad a$sicilràre le munizioni da mina contro le palle da fucile, un colpo da cannone avrebbe tuttavia sempre mandn,to in aria il carro. Ed in questo caso il pericolo per le truppe sarebbe maggiore, che le piastre frantumate avrebbero aaito stato di tanto . . o come tanti proietti o scheggie di proietti. , Vole~do ~erò sempre sottrarre le trùppe al pericolo di scoppio della dmam,te trasportata sui carri da parco del ·genio, o quanto ~~no _dir.ninuir~e gli effetti disastrosi, si -cercò ripiego nelle dispos1z10111 d, marcia. Considerarnlo che la truppa è al sicuro dallo esplodere della munizione di dinamite Cçtr_icata sui carri, quando trovasi fuori dalla sfera d'azione del carro colpito, il Ministero voJJe anzitutto conos~ere la superficie su cui si possono estendere gli effetti di scòppio d1 un carro da parco. L'esperienza, all'uopo eseo-uita dal ,, 0 reaaio mento del genio nelle vicinanze di Olmiitz il 9 ottobre ,f 872, fomì gli opportuni schiarimenti. Si suppose la compagnia del genio facente parte dell'avanguardia di una divisione, composL,i di due squadroni di cavalleria e di un hatt.aglione di fanteria. Si voleva vedere l'effetto prodott.o dall'esplosione del carro sulla cÒlonna in ordine di marcia. La cavall eria si suppose disposta per quattro, le truppe a piedi marcianti con file raddoppiate, cosicchè la. larghezza della colonna era di metri 2,20 pei· la cavalleria e di metri 4 7i.S . ' per la fanteria. Alla coda della colonna trovavasi la compagnia del geni?·· seguita a 20 passi da.I carro da parco. Nei punti corrispondenL1 a quelli de_lle sezioni di truppa si innalzarono ·tavolati larghi quanto le rispettive colonne ed alti metri ·11,90 e 2,50, e pe't" giud!care dell 'e/Ietto prodotto dalle scheggie le tavole ,,ennero ·appoggiate a telai, senza inchiodarvele. Il carro portava il carico regolamentare; esso conteneva gli st1;u111enti ed attrezzi di riserva e da mina; le granate a mano, tutta la munizione da mina e gli inneschi, 1:)1')
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· La facil it~ con cui Ia dinam ite co lpita da una palla da fucile espl_ode anche se avvolta in involucro non resistente, crea un serio guaio all'atlaccante che cerca con essa di distruggere un ostacolo qualunque per arrivare al nem ico . Bisogna che il soldato facc ia del P'.'oprio corpo scudo alla dinamite percbè non lo annienti se urtata violentemente, ma bisogna pure trovare modo di proteggere lui ste~so contro le palle. li comandante del 1135° reggimento di fante1:ia f_rancese, .tenente colonnello Bo isdenesnetz, fece all'uopo coprire 1' cfavant1 del fronte degli uomini che come volontari mar- · ci avano alla testa delle colonne d'as:sal to sotto Ep inay (29 novembre 11870) con la coperta da campo ripiegata quattro vo lte; lo stesso ft~ fatto cfalle truppe che attaccarono la posizione di le Bourget (2,1 dicembre "870). In .entrambi i casi l'esi to fu soddisfacente; dai rapporti dei dodici comandanti di compagnia del ,135° risull:~. che venne così salvata la vita a 22 uomini e rialzato il morale della truppa. Sotto Bourget (2 1 dicembre ,1 870 e ,f9 gennaio 87 1) fu pure adoperata una corazza composta di una piastra d'accia io crrossa millim . 6,5 foderata con fellro e sottil Jami.era di rame, del p;so cli 23 ch t!og., conosciuta souo il nome di Plast1·on Aletcander 1· essa ha forma cli pianeta e copre quindi l' uomo tanto di fronte cbc alle s~cllle, reggeva alla palla del fucile ad ago prussiano all a distanza cli 60 p~s~i. La indossarono i soldati frances i per avvicinarsi al muro cli crnta del parco di Huzanntl che si voleva demolire con la dinamite; l'opérazione ri usci, ma uno dei soldàt.i nel cadere si fiaccò il collo. · In ~utti g.li eserciti ordinati le truppe del genio, ed i zappatori di fon tena e dt cavalleria sono ormai provvisti di prep,arati fnlminanli, generalmente dinamite o fu lmicotone. Gli Austriaci che furono tra i pri mi ad occuparsi di qtrnsti SLlccedanei della polvere ordinaria, ~dot.tarono la dinamite come mezzo esclusi rn di demolizione rap i'Cla m guerra'. p.ercl~è la si produce in paese, e perchè nel momento di sceglr_ere : l lulrn'.co.tone non aveva aucora i pregi che ora· ha per fabbr1criz1one m1glt0rata. I l mun izionamento in dinamite del l'eser•.cito austro-ungarico consta attualmente di cartucce avvo!Le in carta pergamena, ed in cariche racd1iuse sia in cilindri all ungati sia in , scatole cilindriche di lamiera stagnata. Di cartucce se ne hanno 1
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di due grossezze cioè del diametro di millim. 25 e 32, lunghe · en_trambe mill im, 160; pesano rispettivamente. grammi 1120 e "90. Le cariche allungate constano di due cartucce avvolte in pergamena, ciascuna del peso di 2 ch ilog.; il cilindro entro cui si collocano · ha un diamelro di rnillim: 80 ed è alto millirn. 600, il coperchio è addaLLo per l'introduz ione dell'innesco . Le scatole cilindriche contengono ,14 chilo;(\'. cli dinamite, sono alte millirn . 300 e grosse 200 millim.; al centro del coperchio havvi un orifizio per l'innesco; alla scatola sono assicurati 8 aneli i per appenderla, ove occorra, con corcle al l'oggetto da demolirsi. Le cariche maggiori si compongono di un insieme dei Lre elementi sopra descritti, lega~i as- · sieme oppure messi in una cassel.La od altro. Abbisognando di grande estensione in lunghezza le cariche ;;i assicurano bene a contallo una dell'altra. Al processo per verificare la forza delle dinamiti indicato del tenenze colonnello De Benedictis ( 1) furono sostituiti in Austria misuratori diretti. Uno cli quesLi fu proposto dal. capitano del genio s ignor Hess, direttore del !ab.oratorio chimico presso il Comitato militare tecnico amministrativo di Vienna. È una specie di pendolo costituito da tre regoli di ferro formanti un triango lo isoscele a base non troppo lunga, le cui estremità., sporgenti, s'_imperniano in occhielli Gssi al cappello lli'un telaio di kgno ;: il vert-i~e è rivolto ·in basso e porta un anello di ferro in cui è assicurato un cilindro cli feno, cavo ad un'estremità. Questa cavità si copre con un disco di rame groS$0 millim . 5,5, sul ·quale, ed in corrispondenrn al vtro to, si assicura la scatola contenente la sostanza esplosiva da.provare. A poco più di :1 / 3 dell).ltezzadel trian- · golo, partendo dal vertice, havv·i un'asticella orizzontale, assicurata ai due laLi del triangolo e prolungantesi da nna parte fino ad un arco graduato, fisso ad uno dei r itli elci telaio . L'asticella, ossia l'indice, scorrendo sull'arco dà in gradi le oscillazioni del pendolo all'atto dell'esplosione; me1itre la compress ione esercitala sul elisco·· di ra.me forn isce criteri per valutare la forza della sostanza esplosi Ya , basati S[dlacompress ione del disco . Al disco cli rahie venne più tardi . sostituito un ciliclro di piombo. 1
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($) Rivista militare, anno 1877, tomo 11·, pag. !85.
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POLVERI _DEFLAGRANTI
Un secondo strumento, proposto dalla commissione delle esper ienze fu adottato definitivamente dal ministero della guerra.. Esso consta di una piastra rettangolat;e di gbisa con 4- braccioli infissi nei fati (uno per ciascnn lato)', al cui centro sono collocati l'uno sopra 'l'altro due cilindri di piombo, alti ciascuno millim. 20 e del diametro di millim. 3 1. Sopra i ci lindri si pone un disco di acciaio di ,diametro uguale ai cilindri di piombo, e su di esso la carica, chiusa 1n una scatola di latta, ed assicurata poscia alla piastra ·di JH1se con fili di ferro, specie di venti, le cui estremità libere s'a.ttortigliano ai braccioli . Dal grado di compressione dei ci li ndri di piombo si valnta fa forza della sostanza esplosiva in esperimento. Con questo strumen to restò ch iaramente provato che l'azione -1ocale delle cariche di dinamite più o meno .ricche di nitrnglicerina, s~ collocate liberamente sopr.ioggetti resistenti, diminÙisce oltre un ,dato ¼ della sostanza esplosiva . L'effetto prodotto dalla, nitroglicerina pura p . e. non supera quello di una dimnnitecbe ne contiene ·solo il 60 per¼; le migliori dinamiti per gli usi di campagna, stando 'ai risultati ottenuti col secondo misuratore, sono quelle che contengono il 72 per °lo di nitroglicerina . 'Tale fotto merita lutta la ·nostra attenzione, perocchè da esso s'apprende come le dinamiti ·troppo grasse, le quali fa~ilmente trasudano e costi tuiscono un serio pericolo, sieno da posporsi a quelle più magre anche c9me sostanza dilaniatrice. ' · Ancora mancano. speciali esperienze, fatte su più vasta scala, che confermino le deduzioni tratte dalle indicazioni del misuratore. Dai risultati ottenuti tuttavia il cap itano Hess ci·ede poter fin d'ora, ri- · tenere che il mistiratore adottato d~l Ministero soddisfa mo!to bene ·allo scopo cui è destinato, cioè di indicare il grado di potenza dei diversi composti chimici. Questa non è l'unica applicazione del misuratore: conoscendo l'effetto di una data carica contenente un de0 terminalo / 0 di nitrnglicerinaf con detto, strumento si può sta. bilire la quantità di un'altra dinamite di differente composizione, quin di più o meno attiva, che è necessaria per ottenere gli stessi ,effetti. Il misuratÒre offre inoltre un mezzo per valutare il grado di conserrnzione delle dinamiti. state per lungo tempo depositate nei magazzini. Lo st.rumemo di cui ci océupiamo, sempre secondo il capitano 1
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Hess, non può servire per misurare la potenza dÌ que)le_ sostanze 1 esplosive le quali richiedono inneschi speciali e dot~t1 d1 .grande. forza d'urto iniziale, perchè ,· non còmporlando esso cançhe d, prova. sup~riori ai 117 grammi, non si hanno su~cienti criteri P_~r ~eter: minare la parte di sforzo esercita.la dallo mnes~o, !a q~1al~rn s1~a.lt1 casi non può essere trascurata. Ugualmente l_e mdtcaz'.on: del m1surat~re suddetto sono applicab il i solo alle canche n?n 111tasate .. La fabbr ica di dinamile di Zamky (Ungheria), dtretta dal signor· Trauzl, procede alla misura della forza. delle cariche intasate nel modo che segLle. · . In un cubo di piombo , del lato di 20 c~nt., è praticato un ca~ale nel ,1m1.le si introduce una carica di 20 grammi di sostanza esplosiva, in (ruisa che il centro cli detta carica corrisponda al centro del cubo,. potla si intasa con apposito turacciolo di piombo. Il cubo_ ècollo~ato entrn un prisma vuo to di fe1't:o battu ~o, ~po~a su d'una piastra cl acciaio grossa circa. 24 millim.; altra s1mtle pia.stra. J~e coron_a la sommità, ecl è tenuta a posto da crtnei messi tra la facc'. ta supert0~e della piasl.n~e quella inferiore del rispettivo lato del_-pnsma. _Fra I c~neL sorte il filo conduttore, il quale attraversa la ptastra edJI turaccwlo per oiungere all'innesco. L'esplosione, del!~ carica non produce che insi:nificanti e[etti a.ll'e~terno; all'i~te._rno mvece e::a ~rea un ~~1oto di farnia simile a quella di una bottiglia . Il cubo dt piombo. _viene in seguito tagliato secondo un piano passante per l'asse del ~anale e perpeuclicolare ai lati del cubo che attraversa . Dall.a maggior~ O· minore ca:paci(à del vuoto si giudica poi la forza della sostanza sp~-ri mentala ("). · . · I dilio enti studi fatti in A.ustrin sul la natura delle modern~ polver~ fulm ina~ti e loro applicaz ioni agli usi di gue1:ra, e l_'espenenza c~t circa un decennio pare abbiano fatto sorgere il dubbio che alta. d~mnam,·te.N1obeÌ . possa con van. tau·aio no sostituirsi un altro . . preparato . trilico . Il capitonoHes:i(2)diceche il comitato mtl1Lare teco 1co amniinislrativo s'occupa già da t.empo peL' t.rovnre. una nu_ova s?stanz~ esplosiva a.base di nitroglicerina, la ~ua.Ie_ re~ista meglw fL~h ~ffett, dell'acqùa ed.all'm>Lo, se raccliiusa_ne1 proietti, che non d111am1te, e 111 Mittheilunge" iiber Gegenst·,;nde des Artitle,·ie-u~d Genie-Wesens, anno 1$79. V ienna, JS,8, Waldhe1m.
(\>,) u&er ein "eues K1·tegs- Spengm,ttel -
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POLVER I DEFLAGRANTC
che non presenti l'instabilità meccanica di questa. Si vuole un derivato della nitroglicerina piuttosto che fulmi cotone compresso, le cui eminenti qualità come polv!:)re fulminante da guerra sono conosciut-e ed apprezzate, per renderne possiu ile la fabbricazione in paese. In quel!' Impero l'industria della preparazione della dinamite ha preso sviluppo conforme al grande consumo che se ne fa nei lavori di mina ordinari; adottando quindi un preparato esplosivo che non · sìa un derivato della nitr;oglicerina, l'amministrazione dell:i guerra sarebbe costrett,i, quando non volesse dipendere dall 'estero. ad impiantare fabbriche sue, non potendo sperare di vederne sorgere per iniziativa privata, poca o nessuna essendo la ·probabilità di buona riuscita di simile speculazione. II pcrchè è chiaro; per gli usi inclu. striali la din~mite serve benissimo perocchè non esiste per essi il suo difetto mil itare capitale, cioè lasensibilitàagli urti violenti propri · dei proietti, e siccome fino ad ora non si è trovata una sostanza or. gani ca per la preparazione su larga scala dei pirosseli che ne diminuisca il costo, non possono far concorrenza sott~ questo rapporto alla dinamite. Una fabbrica indigena che lavorasse solo per conto . dell'amministrazione militar:e difficilmente potrebbe poi forn ire fulmicotone a prezzo meno elevalo delle tedesche od inglesi, le quali banno la cellulosa direttamente dalJ' Arneriéa. Ecc.o -l'analogia che vi ha. fra le condizioni nostre ed ausLriàche. Anche noi ab,biamo adottato la dinamite per gli usi dell'esercito; il ministro della guerra ha tuttavia provvedur.o a che la dotazione di dinamite necessaria inguerra si possa sempre avere rr:esca; per evitare, nei limiti della possibilità, i pericoli ·che derivano da un lungo . deposito nei magazzini. · GI.i studi fatti in Austria, condussero alla preparar.ione di un nuovo . composto esplodente, la clinarnite gelatinosa, messa in mostra. a Parigi nell'anno ;[87_8 dalla ditta Mahler ed Eschembacher cli Vienna. La dinamite gelatinosa è fatta con gelatina da mina e canfora mescolati assieme nella proporzione di 96:4 per cento parti . La gelatina da min:i è una sostama em inentemente dilani:ttrice, ottenuta per la prima volta dal Nobel aggiungendo a caldo alla nitroglicerjna una speciale qualità di fulmicotone (collodione) inLieramente solubile in essa; si ch iama pure gom,mà esplosiva Nobel e dinamite . gommui. Quella messa in commercio dall'inventore contiene 93 parti
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di nitro•rlicerina e 7 cli cotone solubile su cento parti; il composto è assai pi; energico della din_àmite _01:dinaria, non ~_i altera ~ra~1ch_~ nell'acqua e conserva l'olio esplosivo sotto le ~m ~] te .p1 ess10111, altri pregi del medesimo so~o la s~a grande rittrtu_.a,me_ a regg~re a:gl i urti ecl alle confricazio111, pregi che furono veri flc.\t1 nelle pro~ ve fatte in ALtstria prim:1 cli ammetLerla nel commerc10, come s1 rileva dall'opuscolo clel capitano Hess , già ci_tato . . . La dinamite gomma, come tutti i preparati esplosm ch~_,contenaono nitro-alicerina, si congela alle basse temperature; c10 che la disting[te d~lle dinamiti a baJe di farina fossil_e: in qu_esto ~tat~, tntt~wia è la proprietà di detonare all'urto deglt rnnesch1 ord1~ar1, per cui scade la neces~iLà. di inneschi speciali, nè occorre Jarla disgelare prima di caricare la mina. ., . . . Presso Ja galleria del Goltardo furono fatte _rntere~sant~ sper1_mfnt1 per determinare la forza di com?ress_ione nei mezzi res1stent1 clell,~ dinamite Nobel 1~ 1, e della dmanuLe-gomma pure del Nobel. S1 presero dei cubi di piombo d'i 20 cenLim . di la_to e s! for~ro_no secondo uno dei loro assi, aprendo un canaletto dr Hl mdl. di_ diametro e pro fondo 1111O mili. In seguito_ si _in~rod1i~se nel foro d1 u~o di questi cubi una carica di 11O grammi _di dinamite comune, ed in un secondo al~retlanto di dinamite gelatrnosa. Le cariche si intasarono con acqua e poi si fecero esplodere coi mezzi .d'accensione conosciuti. • · .. Le sperienze, ripetute più volte, diedero a conoscere che la cav1ta prodotta dalla detorÌazione della dinamite COl~lllne_ misura.~a 200 centimetri cubi, e 450 quella ottenuta con la dma1~1te ~elatmosa. Essendo i volumi dell e cavità. pressochè propo~·~1o~al'. alla forz_a delle due sostanze esplosive, si può concludere, dice 11 _Tec~inologiste, essere l'effetto uti le della dinamite-gomma doppio _eh .quell.o della dinamite conrnne N. 11, cioè contenente il 75 °/, cli mtrogh1
...
. . cerina. Nel traforo del Gottardo la gomma esplosiva. ebbe largo 1rnp~ego; non è guari corrispondenze svizzere annunciava.no· come 1~ed1a.nte essa i lavori della galleria di direzione procedessero con .smgolare regolarità e speditezza. . .. Le artiglierie la sperimentarono per vecl.ere d1 tra~·ne :par~1 l-? come . .carica jnterna dei proietti: tuttavia con esito fin qui poco felice, al-
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meno presso noi. Nè sembra che la gomma esplosiva Nobel nella sua originaria composizione soddi~facesse alle esigenze post.,, in Austria per l'adozione nell'esercito di una nuova polvere fulminante· la nuova scoperta Nobel servi tuLlavia di punto di pa rtenza· alla fob~ bricazione della dinamite gelai inosa la guale, come giit abbiamo visto , altro non è che gomma esplosiva modificata, co mponendosi di 90 parti cti nitroglicerina e ,10 di fulmicotone, invece che. di 93 e 7 su cento parti, cui fu .aggiunto della canfora nella proporzione sopra indicata. Quest'u ltima con ferisce al preparato un alto grado di insensibili Lit contr'o cITetti meccanici, in specie contro l'urto di proietti aÌlo stato . dutti le, senza toglierle granchè della sua forza, almeno per quanto era. dato dedurre dnlle pl'irn e esperienze fnLte ·a Zamky, ove si fabbrica, cd a Vienna al laboratori o del Comitato mili tare. La dinamite gelalinosa composta nel modo sopra indica to, ha la densità di ,1,6 e consistenza simi le a quella della cotognata. Può essere tagliata facilmente con le fo rbici o col coltello~ r itiene la nitroglicerina anche so llo c;pnsiderevoli pressioni , e non Lrasuda alla temperatura. di 50° a 60°. · Riscalda la lentamente ·la gelati na da mina pura esplode alla temperatura di 20~,° C., ed a 240° C. se riscaldata · pro,;to.mente; l'ag~iunla del 4°/o di canfora basta ad elevarne la temperatura d'e.splos10ne o!Lre quella della polrere da sparo comune, infaLti a 300 e 330 gradi essa hrucia lentamente. Si è app unto all'alto grado di temperatura ri chiesLo per la sua esplosione che si attribu isce la proprietà di resistere all'azione delle violenti scosse le qual i, come crua lsiasi larnro meccn nico , traduconsi sempre in sviluppo di calor.e. D'altra part e questa sua proprietà Ja rende · insensibiIe contro J'nrto degli inu eschi comunemente usa ti, per cui se ne ri chiede uno speciale. L'innesw all'uopo proposlo dai ch imici Siersch e Roth, addetti alla fabbrica di Zamky, contiene 2o ·grammi di una so;;l.-inza espl osiva composta di HO parti di nitroglicerina, e ·di 4-0 parti di nn preparalo che il -cnpit,u10 Hess denomina Nitl'o -iclro-cellnlosci.. ~ell'acqua stagnante o. correnLe, la dinamite oaelatinosa. non si . a!Lera., come fu prova~o dall'esperienza, rimanendovi per di versi giorni. La cnnfora non cvaporizza .rnai totalmente, anche lasciando il composto per lungo tempo all 'aperto; si può quindi Lrasportai·e con tutta sicurezza pure dopo anni di deposito nei magazzini.
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POL VEHI DE FLAGR ANTI
POLVERI DEFLAGR ANTI
Allo scopo di sperimentare la resistenza contro il tiro da fuc ile furono fatte e:;per,enze a Zamky, alla presen:1.a di una Commi ssione governati, a. All'uopo la dinami te gelatinosa fu colloca ta in cassette di lam iera di feno, che vennero assicurate ad un panc,rne di quercia (in ceri.un i casi 1·ivcstito esso pure con lamiera di ferro) e vi si sparò contro dalla clislanza di 25 metri col fucile Werndl. Le pall e attrarersaronò queste cassette senza che ma i la dinami te gelati nosa esplodesse; anzi essendosi tal volta la casseua sfasciata, i pezzi vennero lanciati a non piccole cl istanze; raccolti e messi in a!Cra scatola, su birono nlteriori prove co11 oltimo esito, cioè senza esplodere. Contrariamente a quanto avv iene nella dinamite comune la dinamite gelatinosa è più sensi bile agli urli allo stato di congelazione che all o stato plastico . Collocata nelle cassette diacciata, la dinam ite gelatinosa esplose più volte, sparandori contro nel modo prima indic..tto. Da prove fa tte su travi di legn9 e su piastre di fe rro, a par ità di peso la suri. forza fu trovatn del .25°/ 0 superiore a quell a della migl ior dinamite No bel. Salsiccioni di dinamite gelatinosa del peso di I 00, tl60 e 190 gramm i sfondarono completamente piastre cli i'erro lunglre Cent. 32, larghe il6 e grosse relativame)nte m;m,J3,26 e 40 , le cui estl'emilà. posarnno su lravi di legno. Interrata o collocata sott'acqua, non scoppia all e viol enti vibrazioni che produce il brillare cli una mina o torpedine a poca distnnza. Questi sono in complesso i pri ncipali risultati delle esperienze cli Zamky, esposti nell'op uscolo del capitano Hess ( 1) il quale a ·sistel'a alle esper ienze come delega lo del JJ inistero della gtterra. Qrrali difell i della nuova ~oslanza esplosiva appaiono la sua maggiore sensib ilità all'urto dei proietti se gelata , e la neces;;iLil di adottare un innesco speciale non ancor ben determi nato . Essi non a.ppa.rirano al :\Iinistero della guerra austro-11ngnrico tutta.via tnli, <la togliere ogni speranza circa la possib il iLà. di sosti tuire la diuarni te gelatinosa a quella comune nel caricamenl.o dei parchi del genio. Venn ero ordinale nuove esperienze, ed il comitato militare fu incaricato cl i stabilirne il pfograrnma. (i) Opera citata . AN NO XXV VOL . I.
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Si doveva anzitutto tirare contro la dinamite congelata, mancando dati per giudicare della sua altitudine ad essere impiegata in guerra. La dinamite gelatinosa fu somministrata dalla ditta iWahler ed Eschembacber di Vienna, ed era dell'identica composizione di quella sperimentata a Zamky nel me.se d'aprile del 1878 (90¼ di nitroglicerina e ,IO¼ di nitrocellulosa soll1bile), una parte conteneva 1'4°/ di canfora, l'altra il 4¼ , ed altra ancora il 1O¼. Dalla distanza di 150 passi si scaricarono dapprima contemporaneamente quattro fucili regolamentari contro una cassetta piena di questa sostanza con 1' 11°/ 0 di canfora e l'esplosione fu completa. Ripetuta In, prova l'esito non variò . Allora fu deciso di Lirare contro la dinamite gelatinosa al 4°/" di canfora e con un sol fucile; hL'dinamite esplose, ed esplose pure quella al 4°1o di canfora. Contro dinamite plastica i risultati furono migliori; essa si comportò come nelle esperienze di Zamky: nè tiri a salve, nè liri isolati furo no in grado lli determinare l'esplosione del composto. Su altri punti del programma si passò sopra, non avendo la dinamite gelatino$a diàcciata corrisposto alla prima condizione. La Commissione emise quindi v<•to contrario all'introduzione di questa come succedanea della dinami te ora in uso presso l'esercito: · ,1° perchè il pericolo di esplosione non è tolto, e la fabbricazione non è stabilita con norme precise; 2° perchè la dinamite gelatinosa diacciata, anche col Hl°/o di canfora, non resiste al l'urto dei proielli, mentee non si hanno inneschi abbastanza potenti per farla esplodere allo stato plasLico; 3° perché per ora non è i I caso di prendere in considerar.i.o~~ il nuovo innesco composto di nitro-idro-cellulosa, stante l'i11stabil1ta ,del preparalo. 1
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NU~VI ~TUDI ~ULt' ARTIGLIERIA DA CAMPA.GNA
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fCont·i nua). DONESANA
Maggiore del genio.
{Sl11die ube,• Tal,t.il• ,let• Fel,lat•lille,•ie. - Die ,•eil"'•de Arlillerie ,,,. Gefecl,te de,• 6'at,allerìe-dit>idot1 t1ebd !iicl,l,.usbet,•acl,t11nr,et1 Htul A11l111t1r,. - A. von Sca·su., tenente colonnello comandante il 1° l'eggimento d'artiglier ia da campagna. di Vcstfalia N. 7) (I).
L'artiglieria montata non è atta/U funzionare presso le divisioni di cavalleria. perchè, data la necessaria potenza, il maggiore peso degli artiglieri che essa sopporta, ne diminuisce necessariamente la celerità, circostanza che risulla t.anto più grave , quanto più prolungato è il movimento. In generale l'art.iglieria a cavallo è meno soggetta che quella montata all'influenza del terreno , poichti più facilmente può muoversi attraverso ai campi, e superare senza troppa fatica fossi di moderata profondità anche a sponde ripide. Ammesso pure che l'artiglieria montata potesse seguire la cava lleria nelle rapide sue mosse, le perdite che subirebbe poi nel combattimento, senza ahe sieno molto gravi , le toglierebbero tosto la possibilità di continuare. Nelle manone austriache del 187,1, presso Totis questo fatto risultò evidente; le batterie addette alla divisione di cavalleria non poterono seguire i' movimenti cli questa, e nel corso delle manovre stesse si venne alla. formazione di batterie a cava llo io via di esperimento. Tale disposizione venne poscia conservata, e diede origine alla formazione di batterie a cavallo, quali pel passato l'Austria non aveva mai possedute. Essendo l'artiglieria destinata ad operare in comune azione con la fanteria o con la cavalleria, le quali ·differiscono ~ssai e nelle loro proprietil e nel loro impiego, è naturale che essa subisca l'influenza di que:;ta diversità, e procuri di modificarsi a seconda dell'arma .con (I) v.nivista Jlititare di dicembre 1877 e agosto 1878.
NUOVI STUDI 392 la quale è de;;tinata ad operare. Nor{ è detto però che fra le duespecie di . artiglieria risultanti debba correre la stessa differenza che· corre fra le due armi principali; . l'artigl ieria a cavallo non si può nè si deve tanto sepanirc dall'altra da doverla considerare come cava lleria provvista di pezzi. Ta li viste sarebbero assolutamente contrarie alla natura stessa dell'artiglieria; poichè per quanto sia utile, diciamo pure necèssaria, la mobi li tà e l'attitudine al manovrare, queste qualità non costituiscono che i mezzi· atti a raggiungere lo scopo, e divente.rebbero innti li dove mancasse la base : rartigliere perfetto. L'artiglieria a cavallo non deve adtHtl[Uè dimenticare che è, e deve rimanere ane se nel combattimen to in nnione con la cavallùria zi•.tutto arti•~lieria V ' . . molto da essa si esige per rapporto alla destrezza e mobil it?i, molto più ancora si esige per rapporto alle sue qualità come artiglieria, e specialmente alla sua abil ità nel fuoco. Ora più che mai abbisogna la cavalleria de1l'aggiunta di suffi ciente numero di pezzi, il fuoco dei quali faccia equilibrio con la sua po-. tenza offensiva . Cùn l'arrne da fuoco parlatile questo risultato non si ottiene neppnrn ap prossimativr,trnente; percliè se con la medesima si avvanto.ggia la potenr.a difQnsiva, quella oll'ensiva non cresce pun Lo; epperò vuolsi que~l'arrne impiegare di _rrel"erenz1! pe_r iscopi d irensiv1. Altro ò con l'artiglià ia: qtfesta el(wa m modo assa i sens1bil.e la potenza oJTensiv:i della cavalleria, ne corregge in egua le misura il difetto· di po.t.enza di feusiva, e la rende atta all'adempimento degli nffici ai ,qua li è chiamata in guerra. . . . . Perchìi l'artiglieria a cava llo possa rn guerra compiere 11t modo so~disfacente gli incarichi che le spetta110 , è necessario provvedere m pace al su,; onlinarnento e a quanto altro ad essa si riferisce . I cavalli devono r-csistere al pari di quelli della cava llerin, mentrn sopportll'ndo egual peso devono per giunta trainar~ un forte ca1!r,o, talon'. aura verso terreno poco favorevol e ed a ve_loc1 andature. Solo cava lli di razza possono socldisl"are a tali esigenze. I migliori cavall i dovreb~ bero esseee ![uell( clcll'artigl ieria a cavallo; ma nel fatto J~on è cosi, e i reggimen ti di c:wa lleria pesante lianuo cava lli più hnoll,i. . Anche sotto il rapporto organico l'artigl ie1·ia a cuva llo sta molto mdietro dalla cnvallerin. Que$ta può entrare in campagnn in1 medintamente con tutti i suoi cnvn! li ; ,.; c1uella manca circa un t.erzo del tra ino . dei pezzi e tuuo quello dogli altri carri. I l 11 un1ero dei cava l!i darifom irc ent.rando i11 campagna è tale che le bn tterie sembrano eh nuov~ formaz ione. Se almeno si conservaS$0 in pace il tra ino per tut.ti i sei pezzi, la differenza fra le due armi non scomparin~bhè, ma si verrebbe·
393 eon tale disposizione a pro\wedere ai bisogni più urge,ui. Il conservare in pace il t.raino per lutti i pezzi è co::;a di tani.a importanza, · che al non farlo sarebbe da preferire la riduzione dei pezzi a quat.tro per batteria, se questa misura non ri~rtltasse inRpplicabile p~r altre ragioni. Infaui una batteria a quattro pezzi non può sostenere un fuoco celere continuato, e qnesto nell'impiego delle fotterie a cavallo, come , i vedrà nel seguito, entra come parte essenzialt~. Base delle considerazioni che seguono si ritiene la divisione di cavalleria indipendente. Questa abbisogna costantemnnte dell'a ppoggio di una porzione di artiglieria a ca vallo. Tale bisogno si manifesta così nel cor:;o dBll'avauscoperta come durante il comba ttimento. Piccoli riparti nemici occnpando punti convenie11tenrnnte ~cel ti possono wattenere la cava lleria nel suo ava nzare; es~i devono essere respinti. Certe posizioni occupate dal nemico non consentono alla cavalleria Sl)fficiente osservaziorrn; occorrono più Ioni 5timolanti per ottenerla; un pa io cli graua te raramente in tali casi restano senza effett.o; es~e richiamano e sviano l'attenzione e il fnoco del nemico, e servono così a rischiarare la · situazione. C~Jonne nemiche in marcia saranno cor;trette col mezzo dell'artiglieria aù antici pare lo spiegarne11to, che . renderà len to e dillìcile il loro avauzare. Nel combattimento poi l'artiglieria richiama il fuoco dei pezzi nemici e prepara l'att-acco alla propria cavalleria, battendo e . scomponendo le schiere di q nella del nemico. Sul nu mero di batterie che una di visione di cavalleria deve avere, presentemente non si hanno disposizioni fisse; parrebbe pèrò che abbia ad essern più di una baucria . Nelle grandi manovre sogliono essere tre; ciò però non autorizza a dire che lo stesso si dovrit fare entrando in campagBa, e i dati per stabilire questo rapporto non sono suffi..:. cienti. La campagna del 1870-7,1 non offre neppure norme stab ili per I~ form.az ione delle divisioni stes::;e di cavalleria, avendo esempi di divisioni cli quattro, di sei e fino di nove reggimenti, al le qual i or dinariamente era addetta uua batteria, raramente due. Ora 111 formazione della divisione è stabilita per norma a sei reggiment.i; ma la questiOJH~ intorno al numero delle batterie è ancora aperta, e le viste in proposito nou sono pienamente uniformi . Con una batteria sola il rapporto dei peui ai cavalli è di ·1 ,6 pc~r ,1000; con dne batterie è di 3,3; con tre è di 5 circa. Se .:i vuole che la divisione sia provvista in modo soddisfacente, in relazione col còmpito che le spetta, il pri mo rapporto è insufficiente, il secondo può bastare appena, il terzo è alquanto copioso, però non troppo; ed è preferib ile pérchè offre il SULL ' ARTIGL!F.HIA D A CAMPAGNA
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NUOVI STUDI
mezzo di separare l'artiglieria in tre parti come si separa la divisione in tre brigate , la qual cosa è utile specialmente quando le brigate marciano separate. Due· batterie non si prestano a questa tripartizione, e con tre batterie a quattro pezzi si andrebbe incontro agi' inconvenienti giù accennati. Nel "870 la dotazione risultò insufficiente, e portò alla necessità dì auméntarla; come si fece alla mattina della giornata di Vionville, e dopo Sèdan. Vuobi adunque ritenere per base la divisione di cavalleria composta cli ~re brigate di due reggimenti ciascuna, e di una brigata d'artiglieria a cavallo di tre batterie. Imp·iego tattico dell'artiglieria ·nella dfoisione. - Il combauimento della cavalleria iu paragone con quello della fanteria ,;i svolge con rapidità di gran lunga maggiore. Ne consegue che maggiori sono le esigenze circa le quali tà e l'c~6perienza pratica del genera le, e l'addestr/Jmento dei comandanti inferiori e delle truppe. Quanto all'Mtigl ieria, ciò che da essa si richiede è: grande mobi lità e attitudine a manovt"are, granclis:;ima abilità nel tiro. Per essere efiìcace, l'artiglieria abbisogna di tempo, il quale è prezioso, ed essa non deve abbreviare quello di cu i può disporre ·con movimenti non necessari o troppo frequenti, memre la sua efficacia non deve sceman:l per ecressodi prudenza o per difotto di prontezza nell'aprire il fuoco. Durante il combattimento l'artiglieria abbisogna di una scorta particolare. Se ci figuriamo per un momen.to il rapido svolgersi dell'azione della c_avalleria sopra un fianco dell'artiglieria, compr<rnderemo facil mente come tutta l'attenzione del comandante si concentri 11ei movimenti delle schiere e dei diversi riparti, e quan to riesca per lui gravoso il tenere d'occhio nello stesso tempo 11llo spazio che rimane scoperto sull'altro fìnnco dell'artiglieria . Val meglio coprire quest'ala con una scorta particolare, anzichè obbligare l'artiglieria a provv•3dere da sè alla propria sicurezza wn manifesto p1:egindizio del suo efficace concorso MIia clecisione. Nell'azione della fanteria il procedimento è assai diverso; i rapporti sono stabi li e l'artigliaria è faci lmente guardata . Kell'azionc del la cavalleria invece tu.tto è movimento, la 'Situazione si modifica ad ogni istante, e in tali condizioni unu ,èort.a particolare diYenta una necessità. I casi in cui tale scorta s.ia superflua sono assai rari, dimodochè essa deve essere stabil ita come normale. · Durant,e il ser1Yi,,;io cl'avanscoperta. - Nell'avanscoperta la cavalleria deve cercare la massa delle forze nemiche iuclacrarne i movi' e) menti, scoprirne i disegni; nel lo stesso tempo deve velare i movimenti dell'armata retrostante, raffrenando l'avanzare della cavalleria
SU LL'ARTJGLIERIA DA CA;\'IPAGNA
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nemica. L'uno e l'altro ufficio richiedono l'occupazione di ampio spazio e larga fronte, nel!a quale in ogni punto accessibi le deve most.rarsi, da per tutto tastare il nemico. Se la divisione marcia separat.a si dovrà separare anche l'..irtiglieria . La, man•i.a a'uanti. - Ogni ·colonna separata si copre di avangnarrl ia propria, e con squadroni isolati cerca di estenclern la zona di osservazione in ogni senso intorno alla medesima. Qui è il caso di esaminare quale debba e%ere la posizione dell'artiglieria nella colonna di marcia . Si sa che con la fanteria una parte, la più piccola, marcia con l"avangnardia; un'altra parte, la massa principale marcia col grosso_; entrambe -possibilmente verso la testa. Questa disposizione risponde al lento :-piegamento e al lento infiammarsi e svnlgersi dell'azione della fauteria. Altra cosa è con la cavalleria ; si urta contro l'avversario, le colonne esploranti sono respinte sull'avanguardia, e in un tempo relutivamente breve tiene tosto dietro l'mto della massa principale schierata. L'artigli eria non ha niente a fare hella zona d'osservazione; non va colle colonne esploranti, delle C[L\·ali pregiudichèrebbe la libertà cli movimento, legandole alla posiziobe da essa occupata . Alla testa del-'l'avangnardia sarebbe ancora troppo e::,postn, e costringerebbe il grosso del la medesima, che segue, ad un prematuro appoggio. Tutto questo , condurrebbe poi ad un inutile. correre qua e lit delle batterie, che presto esaurirebbe la forza dei cavalli. ,Nè pnò stare molt.o indietro, pew:hè in tal caso il sno intervento precederebbe di poco l'impegnarsi della cavnl leria, e poco tempo le resterebbe per appoggiarla, assicurarne lo schieramen t.o, e trattenere e scuotere le schiere dell'avversario. Il suo posto p_erciò sarebbe alla coda dell'a vangnardia ; quivi sarebbe s111lìcic11temento garantita, tanto per l'estèso raggio di o~servazioue, quanto per l'appoggio che può pre::tade il gro5so po!'landosi innanzi. Con ciò $i pressu pone nvangnardia tanto fo rte che anche con l'invio dei drappelli d'osservazione, una parte considerevo le rimanga sempre disponibile in mano del comandante. La forza dell'avanguardia in generale è di un reggimento per unn brigata isola ta, di 1111a brigata per una colonna cli due o tre brigate; cioè la metà o un terzo della l'orza. M.a anche lascian'do tutta l'arr.iglieria ,1lla coda dell 'ava nguardia, n disposizione del comandante cli questa non eonverrebbe la:;ciare più di una batteria , perchè la massa principa le deve sempre rimanere a disposizione del comandandante della div isione. Trattandosi di più batterie adtfnque la convenienza di °lasciarle tutte alla coda dell'avanguardia rimane discutibile, e sembra forse più conveniente che la
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maggior parte stia col grosso, e 'il comandante della brigala d'aniglioria resti a loto del comandante della divisione. Cosi resta disponibi le anche per il caso che si dovessespcdime una parte con qualche dislaccamento sui fianchi; e rimane oltre a ciò la possibilità di dare il cambio ogni tanto alla batteria che è con l'avanguardia, il cui ,-ervizio è più faticoso . La disposizione più conven iente pertnnto sarehbe: con una briga ta isolata: una batteria alla coda dell'avanguardia; con due o tre brigate: una batteria egualmente alla coda dell'ava nguardia , e il resto subito dopo il reggimento di testa del grosso. Corno l'artigl ieria non deve penetrare nella · zonn cl'os~rvazione, così neppure la si deve portare innanzi appen.a si mostrano un pa io di squadroni nemici, i quali as:;ai pronlarnente si sottrat'rcbbero all'effetto del suo fnoco . Essa si porta avan ti solo qn.wdo il grosso dell'avangL1ardia ò obb ligato ad nvanzarsi; cioè quando è segnalata la presenza di grosse forze, o quando le teste delle colonue vanno ad urlare contro punti occupati. L'avanguardia non ~·impegna to~to, ma aucndc che il grosso sia preparato; la sua balleria però può entrare in ar.ìo110 prima, e talora couviene an che che vi eutri prontam ente, per impedire che piccole frazioni nemiche non cagionino con la loro rcsistema inutile perdita di tempo, la quale sarebbe inevi1abile se l't1rliglieria dovesse veni re dal grosso . Fintanto che non si conO$CC chiaramente la situazione del JJemico non conviene spedire l'arLiglieria sul fian co; ciò sarebbe dannoso specialmente nel caso che il nem ico s'avauzns$e; se poi si traua di pod1e forze, e la ba Ucria dovesse attraversare terreno di llicile, è proba bile che prima che sia giunta :i posto, là cavalleria con mi naccia di aggiramen to abbia indotto il nemico a ritirarsi. · ç . Il comandanl.O clcll'arnnguardia tiene pertanto la stHl batteria possibilmenw vicino alla strada, e le fa prender posizione a Hi00111 circa dall'obbiettivo in modo da hattere se si possa tanto l'entrata quonto l'uscito della strotla. Se l'artiglieria non ·può riuscire, o l'nzione :;ul fianco non è possibile, rimane a11cora l'attacco cou cavalleria appiedata. Contro avversario competeute que~L'attacco ù di dubbia riusci ta, e peggio sarà ,rncora se 11uel lo disponga di artiglio1'ia o di rauteria. In ogui caso è preferibi le tentarlo sul lianco meglio che sulla fronte . . Se il nemico mette subito in attivi tà la sna artiglieria,/> segno che egli occupa la po~izione con forze considerevoli, e cho ha intenzio1ro di conservarla tenacemente. In questo, come in tutti gli altri casi,
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una lunga lotta di fuoco non i~ conveniente, poichè il riforni mento -delle munizioni presenta serie difficoltJ. La riti:i'a.t a. - Quando la carnlteria a\'versaria è stnta respinta sulla fanteria che la segue, il primo unìcio della divisione è compiuto; la fanteria nemica le impedisce ogni ulteriore avanzare. Ora trullasi per essa cli cousorvare il con i.a tto coi nemico, tratte11ere e rallentare l'avnnr.are clclln sua rauteria, impedire al la ~valleria nemica di avvicinarsi alle truppe che s1._rn110 alle spalle, o coprirne così i moYimenti . Ques1.i uffici richiedono che le forze della divisione siano più conco11Lrnte per · oppo,·si eflìcacernent.e ad og11 i nuovo prorompere della· cavallcr·ia aemicn. Ciò però non esclude l'i mpiego del le co lonne esplorallli por l'osserrnzionc sui r.ancbi, o per ogni dove sia possibile \'edere i movirnenti ciel nemico. Al restringersi della fronte deve corrjspoudr-re maggiore profonditù, per 11011 essere costretti ad acceuare il co mbattimeuto in condizioni sfavorevol i. Co,ì nel caso che la cavalleria nemica s'ayanzasse con forze considerevol i; si potrebbe indiotrnggiare fìuchè s'incontri tcrreuo fovorc~vole per comba ttere. Anche per questa ragio11e è utile che l'artiglio1'ia non s'a llo111ani molto dalla strad:i che rappresouta la dirdttrice dolla marcia . La cava lleri11 che si è uuornme1111: avanzata oltre le punte delle colonne del la propria fan terin, si può trattenere occupaudo i _passaggi e rafforzando i punti favorevol i alla resistenza, che dovranno essere difesi con cavalleria appiedata. La disposizione di due briga1e :;u lla fron te è conven iente, perchc se l'uua e costrelta a ri piegnrsi indietro, l'altra mi naccia il fian co dell'avversario e lo trattiene da l serrare troppo addosso·. li concorso dell'artigli eria in 110<1 ritirDla di qnesto genere è ntilissimo per la di fesa elci pu11 Li occnpati, o obbligbcl'i, in genera le l'avver:;al'io a far ,wauzare la sua dal grosso per l'altat·co cli questi punti. ~ella conrloua di queste difese il van1aggio cli po~sedere l'arme da fu oco ii eviclento. Con cav..il leria appieda ta 110n si puù rnHuralmente contare sulla· stessa te1wcit;'1 che spiegl1 crebbe la fanteria; bisognn però che la difesa non cessi troppo pronta1ue111e, e in special rnodo uci casi in cui la. ritirata è :-icum e ·copert.:i, questa potri, essere ritardata r.no nl momemo in cui la fautcria eh,} si è avanzata e accc11 na al i':issalto decisivo. A qucc;to punto il còrnpito della dircsa cessa, e i cavalieri montano prontamente in ·sella per sottrarsi al fuoco col quale non mancherà d'inseguirli l'a,·Yersario. Iu questo momento l'arti~lieria avrù giù preso posizione pitì ritirata (HSOOm circn), dalla quale , sotto la proiezione della cava lleria, potr/1 ancora ritardare lo sboccare doli o forze nentiche . Anche qu':lsta posizione dovri1 c:;sere vicina alla strada die donù pcrcoirerc qnanrlo dovrà trouar ,·ia .
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NUOVI STUDI
Per il combattimento la cavalleria si forma rn t.re schiere di una brigata ciascu11a , e l'artiglieria è situata sopra· una delle ali della prima schiera . È da premettere anziti.ltto che questa deve stare riunita; infatti per produrre in breve tempo dei vnoti nelle schiere dell'avversario, e gettarlo indebolito e incerto racile preda ai piedi della propria eavalleria, è neces5àrio il fuoco convenientemente direu.o di tutta una brigata; una batteria sola non potrebbe otténere questo risultato neppure approssimhtiYamente, senza contare che allri incarichi le incombono nel medesimo tempo . li dividere l'artiglieria e disporla alle due ali ad tin Wmpo, $arebbe enore; una dc1lle due parti resterebbe _presto coperta e senza. effetto. Tale separazione non solo diminuirebbe l'emcacia del fuoco , ma rendvrebbe ancora la direzione più dillki le, i movimenti della cavalleria meno liberi, e ri· chiederebbe per giunta l'impi ego di due scòrte. Il comandanw della divisione deve procurare di disporre la sua artiglieria in medo che essa possa essere impi1~gata lungamente e con snccesso, e nello ste$SO tempo non resti incagliata l'azione della cavalleria . Per ottenere questo intento egli deve pensare che comanda le due armi, delle qua li è ozioso il cercare quale sia la principale, essendo entrambi mezzi diversi in mano, coi quali mira ad nno scopo unico. Non si puù dire pertanto se l'?rtigl ieria si debba regolare sulla cavalleria, o questa su quella per rappor~o alla posizione da cni fa fuoco. L'artiglieria deve essere collocata su quell'ala dietro la quale stanno le riserve, o su lla quale è protetta da ostacoli ciel terreno. \'on è perù conveniente in ogni caso portarla molto sul fianco allontanandola dalla direzione d'attacco della cavalleria. I lnrghi movii~en ti di fian co, oltrechè prolungano la strada, pos:;ono e$porla al fuoco nemico, e r,~nderle con ciò p,iù difficile il mettersi in posizione. Nel disporre l'artigl ieria il comandante della divisione d,we tener conto della direzione dell'attacco, procurando possibilmente che la cavalleria nemica copra le sue schiere dal tiro dell'artiglieria nemica, e nel medesimo ternpo,venga a situarsi a buona portata di tiro dalla sua artiglieria . .Così, ad esempio se· le clue armi dalle due parti si fronteggiano, un attacco sul fianco scoperto della cavalleria di nn partito la costringE\rà ad avanzare l'ala interrrn, mascherando con tnle manovra il tiro della propria artiglieria ccl esponendo il fianco a quella dell'avversario. li procedimento migliore per collegare l'azione delle due armi consiste nel far avanzare l'artiglieria direttamente contro l'avversario, e~ con movimenti convenieuti della cavalleria collegare questa con quella. Il caso in verso sarebbe più complicato.
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Non è da temere che intanto l' avversario si getti colla massa delle sue· forze contro le batterie; pagherebbe~ assai caro questo tentativo; poichè . esporrebbe il fianco alla c.avaìleriil schierata, intanto che v~ inco~.tro ad un fuoco micidiale. La storia mosfra che anche con materiale dilettoso ·. l'artiCJfieria non ha nulla a temere da attacchi di cavalleria sulla: fronte, e an:Ì10 .nelle ultime guerre troviamo esempi in proposito. Se l'avver- sario al la minaccia suì'tbnco sospende il suo movimento contro l'arti- olieria può ancora essere cost.rct.t.o con opportune manùvre a soste:,nere l'attacco ' · 'dera' Ie suein condizioni sfa\'orevoli . Certamente non e11v1 . forze per so·s tenere l'assalto con una sola parte delle medesime; correrebbe rischio cli perdere dall'una e da ll'altra parte. Oltre alla direzione che segut l'artiglieria, contribuisce pnre al suc-Ct~sso l'opportuno e rapido avanzarsi della medesima . Ce_rto è rne~o errore l'avanzarsi troppo presto che troppo tardi; poichè s1 tratta .f1 guaclaooare tempo per l'efficacia del fuoco, t'l nece:;sario prevenire in questo · il ~emico, ed occupare la posizione più prontamente. L'artiglieria precederà adnnque protetta dalla sua scorta il rnovimento della cavalleria; di <[m)uto però debba precede,re, è cosa che dipende meuo dal terreno che dalla di:;tanza alla qua le si t.rova il nemico . È desiderabile che essa sia disposta in guisn da avere ampio campo di tiro, e possa conservare la sua etlicacia , non solo fino al n1om~nto dello scontro delle prime schiere, ma anche durante l'azione delle schiere , rell'O';tanti; perchè manca il tempo per il cambio di posizione. Qualora la posizione assunta non sia più conv<mient.e per elf~t.t.o c~e_l moc~o _con cui è avvenuto lo scontro, in tal caso il cambiamento d1 posJZ1one dmcne · necessario, e lo si effettuerà io rùlazione colle mosse della propria cavalleria, portandosi sopra un'.a la della medesima; poicbè è indispensabile chi: al momento dello scontro le due armi sieno perfottamen te collerra te e pronte a vicendevole appoggio. c)II portare innanzi l'arÙglicria sino a metà di$lanza dalla ,1)0~1z1one · occup,,ta dal nemico può essere pericoloso; a un terzo solo c\1 distanza invece può essere conveniente. Nell'ipote,i che la _distai_iza ~he separ~ le due posizioni sia cli due cl~i lomctri circa, l'artiglieria si arreste~a dopo aver percorso da 600 a 700 metri innanzi ; se le due cavalleriesi av::inzano Mn la medesima celeriti1, l'artigl ieria al momento dello-, scontt'-0 si troverà a 300 metri cirt.'.a di etro la prima schiera, .distanza con,'enicnte per cooperare all'attacco . Ora se si supponr~ che l'avversario faccia altrettanto con le snB batterie, la distanrn che risulterebbe Jù le due artiglierie in posizione verrebbe acl essere di 500 o 600 metri. Avvicinarsi a questa distanza ad artigl ieria intatta e pronta a far fuoco,.
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,è cosa i111possibile, e <fl1Csto mostra. di quanta importanza sia il pre-
venire il nemico nel pl'ondere posizio11e appena l'attacco si:1 stato deciso. Stabili ta la direziono dal comandan te clolla divisione, lo ulteriori disposiziùni riguardanti l'artiglieria· spettano al comanòant,I! della medesima. · In fo rmazioni sul tempo che correrà prin1n cli giuugere all' urto non ne può avere, dipendendo ciù anche dal 11omico. Del resto sa rebbero inutili. Egli conosc~· la celeri tà di morimcnto della carn lleria, o osscn-erà au.cn tamente le mo~se della propria e <Juclle clcl l'avvel'wria, fin chè giudichcrit venuto il mou1eu10 d' interven ire. Suo i11.carico snrà: prima procurare di costri ngere ::t i silenzio l'aniglieria nemica , solo bersaglio visibile in su l principio; appena però si mostra la cavalleria nemica, clonù batterln tosto col maggior numero di pezzi. Ciò che import.i anzitutto si è rii scnotere In prima schier11, e que~w dovrà essere esclnsivamenic battuta fino all'ultimo momento che precede la ca rica. Dopo com incia il fu oco contro le schiere retrostanti, o continua aui vamentc durante la mischia dello prime schiere. Finalmente ~e l'artiglieria è n buona porlatn e ben gi t.nata si potranno bauere lo riserve. Questo mostra di qLrn11to vantaggio sia la scelta di una bnoua posizione sul principio, elio uon obblighi a cambin111cnti duraute il combauimento. Terminato il comb3t1iinen to, l'artiglieria deve gunrdarsi dal mettere gli avantreni troppo presto; fintanw clic dura la possibilità cli far fuoco, e la probnbilitil che il nemico rinnovi i suoi ::ttlacchi , il mettere gli avantreni con tutte le batterie $lll'cbbe errore. Una ba tteria sola può mettere gli avantreui dopo lo scoutro del le prime sehiere pro11ta a portarsi avanti per l'insngni menlo .. Se dopo la rnisch in si manifesta 1111 premersi genera le verso la posizione nem ica, è seguo che il comba ttimento si Yolge iu nostro farnre, e se il premersi si mostra pitì forte, le schiere nem iche sono volte iu fu ga, e fors e seguono tale direzione, che le porta sotto il fuoco delle nostre batterie; so queste sono ancora pronte, si ti:ova110 così in grado di :igire efficnrernonLe anche dopo l'attacco, e d'imped ire il riordinar:;i cli rp1èlla parte delle forze 11cmiche che furono respinte. Se a! contrario il nemico ha preso tall! direzione che lo allontann rlnllc ba tterie e lo sol.trae al loro fuoco, nllora bisogna avanzare .i veloce 1111clatura, pr0ndere posizio11e su! fì auco dell'nvvcrsario, e impcdirue la raccoila . Anche in caso di sfavorevole riuscita l'artiglieria non dovrclJl.ie muovere dalla sua posiziono subito ai primi ::;intom i, ma con sorvnrla e f.:ir fuoco fi no a che la situazione 11 0 11 !ascia più alcuna :.-pernnza che possa
cambi:H·si in nostro favore. Ciò sta in rapporto con la sernpli citì1 del stro imp iego, o· s'accorcia a nclrn con le esigenze touiche, seconc!o le quali sa rebbe errore il privare la caval ler ia del suo più p~tente aiuto'. appunto nel momento che miiggi~rm~ntc ~e occorre, togliend,o_le co.s1 ogni speranza 1:he l'au.acco non nusc1t.o rnnanga . allo stai.o cl 1'.1clec1si'Ollc. Forse il poggio si può 1w itare, e con un iuoco ben agg1u~tntodar Lcrnpo alle proprie truppe di raccogliersi dielro la terza schiera'. tenendo in iscncco i riparti chiusi ciel nemico, e impeclend.o loro. di passare all' insegui men to. Se infatti il nemi co si dispoue ad rnsegu1r~, dov1·it esporsi ad un fn oco dì fianco ellicncissimo, che .rorse .lo obbligheri\ a desisLere. In geuel'ale non è ammissibile che si 1~en? alla salvezza dei pezzi proprio nel momen to in cni la cavn.llena 1m_pegna le sue ult.ime forze, e qua.udo il loro concorso può sen1re 11d evitare una sconfitt.a nella <p1:ile entrambe le ar111 i 1'05terebbero involte. L_e L1'11 ppe fresche e disponib ili del n()mico sono in questo punto .magg,orment~· a temersi che quelle che stanno raccogl iendosi; perciò 11 .fuoco clona essere preferibilmen te diretto su cli loro. .. Ln più sfavorevole condizione cli cose si presenta quondo la r1t1rata si compie nella direzione dei' pezzi. \1011 vi è in tal cnso. altro mcz.z~ di su lute che il for fooco :;onz;i riguardo alcuno sn am1c1 e nemici mescolati insieme. Questo può scr;irn n s<·iogl icrc lo mischia, e obblig;1rc l'avver:;nrio a ritirnr:;i. . . Nel caso ccco~.iouale che l'artiglierin non pos::n più concorrere all'azione, clovri, ritirarsi appena si conosca h non rius~ita clell'a.11acco, e qu:rnclo si traui di appoggiare la cnYiilleria, il monmento s1 compiori, per sc11glio11 i. . . . D0r.i:1·i clel comandante llella br·igiita di c1;rt1.gl1e·7:~a. -:- 1° Sii~ conteg,io in yenemle. - Durante il combat.timento egli obb1sogn~ eh un 11raclo cl' indipendenza superiore a quello riel cornnn~ante ~o~ I ar~ tiO'IJ~ria nella divi,ìone di fante ri11, e ciò per la m:igg1ore . dilhcolta r.:o llcgamento, ehe lo obbligherà froqucnternenlo a regolarsi seconc~~ le snc visle nel prendei· pa rte al rn111bauirn1mto. Egli deve pe~·cio es:.,,1·e 1·nerrrllo conoscitore delle forme r manoHe regolamentari, • I· e dell e r.egole d'i 1n piego della cavallerin. I rapport.i .rra. le .varie ~c 11erc, la loro distauzn, :e fonnazioui e gli uJTi ci loro pr111c1 pa l1 n.el . comba t~· Limento <levo110 essere per lui cose l'a111 igl iori . L momenti luggMo_l_1 · yogliono essere prontamente afferrati e n.1css.i a profi~to;. o~co.~-re (J.er~io uuo souanlo ch iaro e sicuro, e unn cl1 rez1one dell ~rt1gheua .ptat1ca e 1:1-~0 1:ita·, in breve alte doti rniliwri n molta •espcrnmzn pratico · Iper ri ~pontlere a queste esigenze. Un uffi ciale di stu lo .maggiore eeve· essere addetto 1111:i sua persona .
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NU\)VI STUDI
.2° Scelta della posizione. - L' artigl ieria non ha da sostenere lunga lotta di fuoco, e non ha neppure a temere di quello della fanteria; la scelta della posizione pertauto è più semvlice che nel caso -·del combattimento della fanteria; ed è bene, pèrchè ciò che fo dife tto ,è il tempo . Dopo l'attacco, sia esso riuscito o no, non occom~ studiare ,e ponderar molto intorno alla scelta di una nuova posizione. Tutti i ,punti dai quali si puù colpire il nemico sono btroni. 3° Mécfa e oceu,pazione dellci pos·izione. - Dietro o vicino alla prima schiera l'artiglieria prima del combattimento resta formata in ,·colonna di brigata, e si serve dei movimenti più semplici non sì tosto si debba portare avanti per entrare in azione. Iu posizione non è ne·Cessario che le tre batterie restino alla stessa altezza·. La formaz ione .a scaglioni a larghi intervalli è la più conveniente. 4° Efficacia d&i p,:zzi. - li proiettile principale è la granata; dello shrapnel si fa ri1 poco uso e solo contro l'artiglieria. Contro bcrsarrlio assai mobile, come lo present.a la cavalleria, lo shrapnel è d'impiego difficile e troppo lento, perchè si possa fa r uso di 11uella celerità di ,tiro, che la brevi tà del tempo rende necessaria. In fa,;ore della granata parla pure l' elemento morale; poichè lo scoppio di questa in" mezzo .alle file produce a;;sa i rnaggiOre effetlo che non l'espandersi delle pal·lottole dello shrapnel. La celerità del bersaglio richiede a sua volta celerità nel servizio dei pezzi, e l'eccit(lmento che gli artiglieri provano non consente lòro di usare tutte le precauzioni e cure necessarie all'efficace impiego dello ·. shrapnel. Questo può essere· utile a brev i distanze nel caso di miuaccia diretta contro le ,batterie stesse, e ali' occorrenza t,orna utiJe anche il tiro a mitraglia, come fu impiegato a Wiirth e a Sedan contro la cavalleria francege. 5° Direzione del fiwco. - Gli scop i diretti da raggiungere sono: scuotere la cavalleria nemica, deviare il fuoco del nemico dalla cavalleria propria. Sul principio l'artiglieria è il solo obbiettivo da battere, ma nel c1irnbiare obbiettivo per battere la prima schiera non conviene lasciarla libera del tutto e ad un tratto. I pezzi carìchi a shrapnel faranno a11cora il loro fuoco contro l'artiglieria ; nel seguito la batteria estrema dell'ala esterna sarà destinata a battere l'artiglieria, mentre le altre due battono la cavalleria con fuoco accelerato. Cons·id1Jraz,ion'i fhuili . - Si è ragionato dell'alta im.portanza che ha l'esauo impiego ta ttico cieli' artiglieria, perchè nel le manovre di pace i successi tattici di quest'arma non sono mai evidenti, ed essa corre r-perciò facil mente pericolo di perdere nell' iutere$se generale in paraV
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gone con le altre armi. Quando ogni arma possiede proprietà caratteristiche speciali, cd esercita particolare influenza nei :vari periodi del combattimento, è inntile discutere qual i sieno armi principali e quali ausiliarie. L'artiglieria sotto questo aspetto si mostra parte non contingent<~, ma necessaria del tutto che in mano del comandante serve ad otteilere la vittoria. Le diver$e arm i sono come le membra di un ·solo corpo, che è l'esercito; il comandante ne è la testa. Si è pure attribuito grnnde valore alla conservazione delle brigate~ riunite, e alla occupazione possibi lmente simultanea della posizione con t.ntte le batteri<~ di una brigala . L'errore abituale dello smembramento si è ri petnto ancora nell'ul tima guerra, e la consarvazione dei grnndi vincol i tattici è tanto più necessaria quanto più grosse sono le. masse e più difficilmente si possono invigihlre. Le forme d'irn piego ,devono essere semplici; quelle che il regolamento offre sono tali, favoriscono il rnovirnento e il rapido sch ieramento anche di gi:o::'-se masse di artiglieria. Al ; imn ltaneo ingresso delle batterie tutte di una brigata nella posizione ta luni non fanno buon viso, e preferiscono l' occupazione suc·Cessiva per batterie. Ciò può essere più comodo per il comandante della brigata, non però tatticamente pi ù utile. L'intervento simultaneo di tutte le batterie distrugge l'eflìcacia del fuoco dell'avversario, distribuisce uniformemente le perdite sopra grande numero di pezzi , cagiona al nemico più gravi perdite in più breve tempo, ed è perciò ,co~venienLissimo per ot.tenere subito sul principio superiorità tatlica sull'avversario. e I legami tattici non devono essere allentati se non quando lo scopo 0 il terreno lo rich iedono . L'impiego del!' artiglieria per brigate è la rerrola ; quello per bat.terie è l'eccezione. La brigai.a adunque vuol essere co~siderata sicconlll unità tauica. Ora se eccezionale è l'i mpiego di batterie isolate, tale sarà a più forte ragione quello cli minor numero di pezzi come si soleva fare in altri tempi . . . La co lonna per pezzo, e per sezioni ad in tervalli aperti vuol essere . adoperata in terreni frastagliati, dove altre form~ non ~ono acloper~bi li . Per regola la brigata s'c1va nza in colonna d1 batte~·1e, la .b~t.tc~ia in colonna di sezionì. La colonna di sezioni ad intervalli serrali e uti le per movimenti di fianco, appunto perchè la_profondità p1·esentata nella ,direzione del fuoco nem ico è minore che m qnella aperta . Nello sch ieramento l'artiglieria pass.:t dalla colonna profonda di marcia .all'ordine ristretto { Rendez-uous-f'or·mation) in cui le batt.erie che si .seguivano l'una dopo l'altra vengono a disporsi l'una di fianco all'altra.
NUOVf STUOJ
SULL' ARTIGLi ERlA DA CAMPAGNA
In questa formazione l'artig[.ieria è coperta e fuori ancora della portat.a ciel fuoco nemico. Dopo si avanza direttamente verso l'obbiettivo prendendo gl'interva ll.i e per ultimo si schiera . Append:ice. - Istruzione sul tiro . - I l vero va lore dell'artiglieria sta nella sna a bi Iità nel fuoco, perciò si dovrà procurare in ten; po di pace di ottenere qm}sta sopra ogni cosa . Bisogna convincersi che una superiorità sopra gli altri Stati, sui quali ormai non si piiò più avere nessun vantaggio per rapporto alla bontà dei pezzi, si può ancora ottenere col mezzo cli una maggiore abi lità di tiro, che bisogna acquisLare con convenienLe e attiva istruzione. .L'esperienza mostra che non occorrono meno cli tre anni per compiere · l'istruzione in tutte le parti del tiro. Al comandante del reo-o-i-· vO mento spet.ta il collegare le Ì$truzioni di un anno con IJUelle dei seguen ti. Non già col comp ierle nella solita maniera da lungo tempo nota, rna con lo avvicendarle opportunamente si eleva sensibilmente l'interesse delle esercitazioni, e si rendono inoltre quali che devono essel'e rea lmente: la preparazione all!t ~merra. In tutti i sen$i secondo i qua li l'istruzione si deve svolgere, è ncc;cssario raggiungere un certo grndo d'abilitù; e siccome questo in un anno solo non si può ottenère, così una volta sarauno le varie distanze di tiro che offrono materia d'eserci tazione; un'altra volta sa·rù Ja qualità e la disposizione del bersaglio: se fu cile o diJlìcile atl o::;servm·si, se stabi le o mobile; poi si passeri! alla maniera cli di:;porre In balleria in vista delle diffi coltà che provengono dall'osservazione; Dmi! mentc le molteplici combinazioni che ue derivano . li copioso avvicendarsi e variare nella disposizione dei bers;~gli e delle .baLLerie 110n può cs,ere abbastanza raccomandato . Tutto··questo però non si può com piere noi poligoni, e occorre l'impiego cli terreno vario e accidentato sul qnal,~ si deve comp iere l'istru1.ionc. Un passaggio graduato dal fac ile al difficile e una ragionata variet.à nelle materie d'istruzione rimane costante ogni anno. C:iò che si deve . però ripetere ogni anno sono le esercitazioni di batteria, snbiLo poi 11nell~ di brigata. o fina lmente il tiro della b.Hteria contro bersagli mobil i, che non si potrebbe tralasciare senza 1rregiudizio, e si dovrebbe fare almeno una volta all'anno. i\'el Liro della brigata si rle,'e pensare a qtiello di biHtoric vicine contro bersagli diversi in cui la difficoltà dell'osservare si fa manifesta; Doi al mutani la celeri lit del fuoco, al passaggio da , un J5cr$airl io al·q . altro e alla istantanea rin ni~ne del Cuoco di tutte le batterie sopra nn bersaglio solo. C·V
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È necessario che il tiro si avvicini per quanto è possibile alla realtà della guerra. Con bersagli facilmente osservabili il tiro è preci~o; m~ se cresce la difficoltà d'osservazione sopravvengono tosto errori assai sensibili; perciò si dovrebbe almeno una volta durante il tiro far intervenire quei fattori che non solo rendono difficile l' osservare , ~a eziandio il puntare. Tutto questo si può appunto ottenere nel tiro di brigata. . . . · Nel dirio-ere le esercitazioni di tiro non bisogna considerare la parte eccezionale:, come cosa semplice, perchè bisognerebbe fosse così anche in guerra . Certo è diffi~ile il tiro per una batteria quando il vento le porta dinanzi il fumo della batteria vicina, tanto _che a~pena ?ppena si può puntare, e il comandante incontra . grave d1fficolta _nel! os:ervare. Eppure tale difficoltà si presenta d1 frequente, e bisogna imparare a vincerla. . . . . Gl' inconvenienti derivanti d;illa difficoltà d1 puntamento d1mmu1scono quandQ nell'istruzione si attribuisca merito non. ~ol~mente al puntar . giusto, ma anche al far presto ad un tempo; c~n ?10 s impara ad approfittare dei momentanei spazi sg9mbri che lascia 11 fum?. Qualche volta questo si mantiene basso rasentando il suolo, ma lascia ~corge~e nell~ sfondo gli oggetti che cirç_ondauo il ~ersaglio; _J'osse~vaz10ne d~ questi oggetti, s.pec.ialmente di quelli che _sono coll?cat1 verticalment~ m alto, può aiutare il puntame~to sopra 11 be~s~glio copPrto, _e servire a continuare il fuoco anche m mezzo alla pw fitta nube di fumo. Il comandante di batteria che per cagione del fumo prova difficoltà ad osservare gli effetti del fuoco , può ancora assicur~rsene da qualch~ punto laterale egl i stesso o col mezzo cli qualche uffi9iale. Occorre_ per? una certa pratica anche in tale modo di osserv~re, qu~le non_ s1 pu~ aoquistare senza le opportune esercitazioni. Se poi tutti_ questi_ m~zz1 non valo-ono, il comandante della batteria può ancora verificare 11 tifo, e accert:rsi dell'esattezza delle osservazioni fatte, con una salve: L'esperienza· fatta mostra che le nuvole di scoppio di una salve di granate rimano-ono visibili in mezzo al fumo . L' e:perienza mostra pure che non si tiene ab_bas~anza conto dello. spostamento laterale del vento quando il b~rsagho.nmane coper~o dal fumo. Difficilmente chi punta dall!osservaz1one della vampa puo st~~ bilire il luogo preciso in.cui si trova il pezzo c;he ha f~tt? fnoc?; percw punta dove il fumo è più denso; ~~ non pen_~a ~h~ 1\ fumo~, va lentamente spostando a destra o a sm!stra; c?s,cche mvece eh puntare . sul pezzo finisce per puntare negl'rnt?rvall1. Quando la brigata è riunita, e specialmente quando le batterie sono,
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NUOVI STUDI SULL'ARTIGLIERIA DA CAMPAGNA
assai vicine, un .errore .che si com.mette facilmente si è quello di scambiare lo scoppio di una granata della batteria ,vicina con quello di una dei pezzi ,della propria. Il miglior modo di ;verificare è ancora quello di una ~al,ve; ma l'esercit.a11si in proposito resta sempre di utilità grandissima. ' Quanto ai ·bersJlg,li mobili non vi è nessuno che non riconosca l'imponanza di esercitarvisi, e siffatte esercitazioni sono interessanti per tutta l'ar~iglieria da campagna; ma per l'ar.tiglieria a cavallo sono assdlutameute indispensabili. Nel muoversi del bersaglio, specialmente se ,il movimento avviene in senso obliquo, è necessario accompagnare il movimento coi pezzi puntati. Al comando di avvertimento: n.mo pezzo, il puntatore salta ,indietro, e il comando di fu.oca deve segui,re immediatame\1te. Basterebbe questo a dimostrare la necessità di simili esercitazioni. •Ftnora il ti,ro contro, bersagli mobili urt0 contro la difficoltà di ottenere tali bersagli con poca spesa. Un bersaglio di pochissimo costo e di faci le costruzione si potrebbe ottenere collegando insieme due dischi di legno del diametro di ~m col mezzo di un asse comune che passa per il loro centro e avente la lunghezza di ,\.m. Questi dischi rivestiti alla loro periferia di sottili assicelle formano un grosso cilindro che pnò rotolare facilmente ,;incendo le asperità del terreno, speciahnente se si hà cura che solo le ~asi estreme del cilindro coricato tocchino il suolo, il che si ottiene diminuendo alquanto il diametro della parte centrale del ciliodro stesso. Le basi del cilindro imbiancate e segnat.e con segni concentrici rappresentano una fignra che durante il moviment9 rimane costante alrocchio dell'osservatore. Per il traino di un tale bersaglio occorre una fune della grossezza di nn dito e lunga 1200.m n peso non è molto rilevante, e pochi uomini oppure un cavallo possono tirarlo facilmente all'estremità della fune .stando fermi dietro ripa1:i .appositamente costrutti.
LA TATTICA DEGLI ASSALTI
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Il nostro articolo « Tattica degli assalti >> pubblicato nella Riwista militare (settembre '1879);ci haatlirato delle opposizioni (1), ,gentilissime invero, ma pur sempre opposizioni, alle quali ci sen11.iamo in dovere di rispondere. E risponderemo, primieramente per giustificare e chiarire meglio le nostre idee, ed in secon.do luogo perchè siamo persuasi che <dalla discussione altro non possa emergere che la verità.
I. '
Il vero scopo del nostro scritto, gocliaiµo nel dirlo, lo ha afferrato G. V. M.
fa Strefftewr's Oesterreichische 1lfilitiir Zeitung di Vienna, che nel passare in rassegna, c·ome è solita, i lavori pubblicati nella Rivista, fa speciale menzione del nostro articolo, notando come esso sugge-
risca un più frequente esercizio delle manovre e degli attacchi notturni, e termina col dire che quell' esercito (ammessa la parità delle forze) il quale nelle manovre notturne sarà più destro, riporterà vittoria sull'altro. ,(! )
v. Italia mmtare del 13 e 18 novE1mbre 1879.
DEGLI ASSALTI
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LA TATTICA
Giova dunque qui ripeterlo, il nostro scopo precipuo era appunto quello accennato dal giornale tedesco. Ed è troppo naturale che per rendere possibili e facili l_e evoluzioni notturne in faccia al nemico, noi dovessimo suggerirne i mezzi . Ed i mezzi son quelli di semplificare le formazioni . È troppo naturale che di notte la compagnia, il batta.glione, la brigata debbano operare con minore sparpagliamento che di giorno. A dimostrare poi che le difficoltà non sarebbero insormontabili , ci piacque citare l'esempio della divisione Medici la quale attaccò le posizioni di Levi co nella notte e le espugnò adottando una tattica semplicissima. ' Il cortese contradittore passa invece souo silenzio questo precipuo sc~po, e ~olo f~ risaltare l'incongruenz;;i, delle nostre proposte,. le quah non Sl contanno per nulla ai nostri terreni. - Noi abbiai~o dett~ ~he le ~ormazioni proposte possono benissimo piegarsi a tutti 1 terreni, purchè non sieno t1·oppo rotti . Ed invero noi crediamo che l'esercitp (non parlo dei partiti staccati) non an- . _drà .a cercare precisamente il terreno più rotto e difficile. Abbiamo veduto_in tutt~ _le guerre (meno in quella russo-turça del 4877-78) che gh eserc1t1 hanno sempre operato in terreni svariati sì, ma non troppo rotti . Noi stessi abbiamo combattuto le nostre guerre ~'indipendenza sui piani lombardi. E se ora dovessimo intraprendere nuova guerra, non ci fermeremmo sulle Alpi . Ai passi potremmo combattere; ma la guerra non si deciderebbe colà certamente.
II. Le modificazioni da' noi proposte . tendono all'abolizione dei sos~egni prescritti dal reg?lament_o. Così avremo una ~atena più decisa ed un grosso, ossia una riserva per rinf9rzarla in caso di bisogno. Proponiamo in conseguenzà che il plotone, una volta che abbia ad essere impiegato in cacciatori, si stenda tutto in catena. E se il battaglione agisce in F schiera proponiamo che esso stenda., se unito ad altri battaglioni, tre compagnie, se isolato, nna o due 1
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.compagnie in catena. Qui forse saremo troppo assoluti, troppo larghi nello stendere, e concederemo volentieri che invece di tre compagnie sùl principiare della manovra di assalto, non se 'ne stendano che due, ma completamente, onde aver~ così d1le compagnie in racciatori, senza sostegni, e d1ie compagnie in riserva. Abbiamo diminuito gl'intervalli tra gli anelli della catena, ossia tra una fila e l'alfra, per avere una catena più breve e più densa. Questa formazione non vogliamo si abbia a confondere con una formazione li?ieare, perchè la catena deve conservare tuu.e le prerogative ch'essa ha avuto in passato, e primieramente quella di piegarsi al terreno, e di combattere anche a gruppi. E questo certo sarà sempre, poichè è l'istinto umano che spingerà quei soldati in cacciatori a riunirsi a gruppi man mano che procederanno all'assalto. · Invece di quattro linee (il" catena, 9a piccoli sostegni, potendo il capitano fare stendere una ·sola squadra del plotone ; 3a grosso delle compagnie che sono comandate in cacciatori, e 4" riserva del battagli op.e), ne avremo due sole; e questa notevole semplificazione avrà per conseguenza, Io sost.en iamo, non solo di far manovrare con più fac ilità, ma più specialmente di presentare su bito una mag:. gior quantità di fuochi . Concederemo solo, al battaglione (qua.nclo unito ad altri battaglioni) cli slendere due invece di tre c,impagnie in catena , e solo eccezionalmente le altre due. Una volta che un corpo di truppa è deciso cli attaccare e giunge al limite della zona del fuoco, cioè a 2000 metri circa dal nemico, troviamo che può benissimo formare la catena in ragione di due compagnie per ogni battaglione di 1a schiera. Le due compagnie distese senza sostegni sa ranno rinforzate in cas,o di bisogno da parte o da tutta la riserva. La catena in sul principio avrà l'aspetto ·di una form azione lineare, ma non ne deve avere i legami. Gli ufficiali regoleranno il movimento dei loro plotoni, e marceranno diritti allo scopo nei modi suggeriti dall'arte e dal regolamento. La direzione, se è cli giorno, è conosciuta cla tutti, e se non lo è, deve esser .fatta conoscere; e quando ciò sia, crediamo che a percorrei·e circa 2000 metri di strada non debbano avvenire nè confusioni, hè grandi strappi, nè ammucchiamenti.
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Questa tattica sarà impiegata soltanto quando si è siènri della presenza e della posizione del nemico. Se invece occorresse esplorare e riconoscere, allora non potrebbero eseguirsi assalti di brigata o di divisione e sarebbe d'uopo invece spedire poca truppa in ricognizione offensiva. Questa poca truppa_sarebbe la punta d'avanguardia della divisione (ammesso che in un teatro di guerra, ove combattono gli eserciti, una colonna in marcia non sia mai inferiore ad una divisione): dunque al massimo un battaglione. Questo battaglione stenderebbe in éacciatori una sola compagnia, seguita da un altra in sostegno e da due in riserva , consideran-dosi come isolato, e potrebbe così non solo riconoscere ma ezia.ndi,~ iniziare il combattimento, tosto che incontrasse il nemico, ferman-dosi in acconcia posizione, nella quale aspetterebbe combattendo lo spiegamento delle truppe. Quando il comandante si fosse personalmente assicurato della situazione e decidesse l'assalto, non troviamo difficoltà alcuna cheper traversare Io spazio che ci separa dalle posizioni avverse (il quale dopo la riconoscenza non dovrebbe mai essere superiore ai 1000 metri), ·non si abbia fin dal principio a stendere interamente· per ogni battaglione destinato all'attacco due compagnie in densa catena.
III. Chi dice al nostro contraditlore che il nemico scorgendoci a 2000· metri di distanza da lui, non solo ci batta colle artiglierie, ma ci tiri addosso pure coi fucili? - Chi può prevedere. con certezza che il nemico voglia risparmiare le sue munizioni? E allora a che servirebb~ quello spicciolato avanzarsi con la ·1a schiera frazionata in 'quattro ' linee succedentisi l'una all'altra? Appunto perchè il carattere nostro non è così calmo e freddocome quello di altre nazioni, occorre offrire meno campo alle confusion( occorre manovrar meno. La densa catena potrà rispondete· al fuoco nemico con qualche efJicacia, èd avanzarsi senza subiregravi perdite; mentre diversamente operando, le perdite saranno,
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non a 100 o 200 metri, ma a 'J. . maggiori., e dopo breve _temp(od, Il · ·quaLtro attuali della ,t a schiera) l 800 metr1 la 2a e 3• lmea e e oc . f use senz. 'altro colla ,J•' ossia coHa ca:tena. sarebbero
IV. . b . no non cercheranno mai terrem Due eserciti che si. com atto . no resentare in fronte almeno tronpo rotti' ma terreni dove pos~a P_ . t·le sarebbe il far la l' d. · · . hè aftnmentt lllU I e tre O quattl'O IVlSIOill, C . . , d'ill1cife e quasi inacces, "se 11· terreno pm 1 . • • . guerra, se ciascuno ce1 ca::. . Ad no od all'altro riusc1ra dr sibilo e là si fermasse ad aspettare. u bastaniemente acconcio~ · sopra un terreno ·l < ' trarre il suo avversario . otto ~er combatter o. . Perciò non mai troppo r . ' , . ossono dare un'esatta idea . . Ma le nostre mano.vi·e d1 pace non .c1 P. ,, 450 mila uomm1 . . , ntare 'l batta.a1ia 100 0 · d di ciò che vuol ll'e p1 ese e '. • o t· no d·1 f'ronte uno all'altro,, · · d" t l forza Sl presen cl Quando due eserc1t1 i a ' . b d ll'incertezza si dira. f I A:llora le tene re e cessa la tattica ronta e. a e dov'è il nemico. Lo sminuzzadano, e in breve tempo _ori~un ::,~ell'es lorare del giuoco a mosca mento che ci dà propno 1 idea II p 11·stanz·t cli 2000 metri dal · · e . luoao e a a e ' cieca, non_ può p1~ a~ .1 "" i'itubanza, con speranza cli succe:so nemico chi vuol as~alta.1 e senza l t . una lattica semplice . · ·dite deve ac ot a1 e . . e senza soffrll'e gravi per ' b' t na forza tale di fuochi . IU ta ., e perciò deve presentare su i o u ' . . e l'ISO
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da imporsi. . . m ·:i.o-na d'Italia del 1866. . Cerchiall).o un èsemp~o _n~ll_a ca n~I;; fatai conca che si stende Giunta una vo~t~ la 4 Dm.s1one are il cannone da quelle alture al sud di Monte Cncol, e sentito tuon, .. dubl)1·0 che o bisognava . . tT on v'erapm . e giungere ad essa i proiet i i,~. . occL1pate da.ali Austriaci, men, ·· lt 1·e quelle pOSlZIOill e o . p·· .'. . ritll . . ·one . La,. b1·1oaa.ta :.isa . ·arsJ . ' o a:ssa a' •l° lella 5a d. !VISI tre com batteva l avang~aIC iade vette necessariamente spiegarsi e 0aiunta nella zona del fuoco ? . I sminuzzamento in catena, . · , -Ecco il caso m cui O ., . qumd1 attaccate. . . e della ,ia schiera sarebbe . . . di sostean1 e nserv piccoli sostegrn, gian o . . densa catena e all'attacco, . . t·le Metà della ,ia schiera m ' stato mu 1 · 1
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l'altra metà in sostegno, e avanti I Inutile il badaluccare e il successivo rinforzare la catena. In quella campagna forse la cosa poteva ancora andare, senza fucili a retrocarica e a tiro celere, - ora no certamente. Alt1·0 esempio. - Come avrebbe dovuto marciaì·e all'assalto di !\fonte Vento la brigata Piret? Anche là non v'era ni~nte da riconoscere e scoprire: o bisognava andare avanti in densa catena, o ritirarsi e lasciare il campo I A noi quel continuo badaluccare dei nostri battaglioni, con una catena di una squadra, e poi di un plotone, e poi di due e poi cli quattro e via via, ci sembra incerto, eccessivamente prudente, mendovrebbe essere deciso, risoluto, franco l - No, le nostre grandi manovre non ci danno l'idea di ciò che significherà condurre .sui campi di . battaglia masse di 100 o ,J50,000 uomini I La vera guerra ormai non si potrà fare che con masse considerevoli ; e ciò posto _non si possono decidere le sorti di una campagna in ~errern molto rotti . ·Bisogna quindi intendersi bene , le truppe m vera guerra nelle nostre coperte e frastao-\iate pianure non cercheranno tanti andirivieni e andranno diritte allo scopo. Il rispetto alle proprietà, che ora nelle manovre di pace devFJ osservarsi, in guerra non ha ragione di. essere, e allora le truppe non si troveranno troppo i1)1barazzate per marciare 2000 metri all'attacco, e pofranno stendere completamente in catena d;e compagnie per battaglione, e successivamente tre ed anche q1.1,aitro . ~
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Le difficoltà nei nostri terreni non sono insormontabili ; solo naturalmente è · necessario avere uomini e 1'>ara.duati molto bene ,· . addestrati nel marciare, nel manovrare, nel sapersi·orizzontare. Se il teri:eno è oscuro, se il nemico non si vede ' se non si sa a. che . distanza sia, allora, non si)narcia difilati all'attacco con tre o quattro battaglioni in fronte, ma si inizia una ricognizione o una marcia offensiva con la· punta dell'avanguardia: punta che consterà di
cavalleria e fanteria, e che potrà essere rinforzata dall'avanguardia stessa. Quanto ali' impossibilità dello avanzare ali' attacco in densa catena, non la possiamo ammettere. E ne diremo qualche cosa per propria esperienza. Nel 1848 le nostre campagne lombardo-venete erano presso a poco. quel che sono adesso: in giugno coperti in modo da non sapersi quasi raccapezzare. Eppure da un istante all'altro quando meno ce l'aspettavamo, quando noi stavamo talvolta pensando al da farsi per iscoprire la presenza del nemico in un terreno così imbrogliato e pericoloso, Io si vedeva sbucare da tutte le parti sopra una lunga. distesa: lo si vedeva sbucare dai campi di grano, dalÌe case, dai fossi, d:1lle ondulazioni, dalle boscaglie, dai giardini, dai risvolti di strada, e lo si vedeva allora marciare concentricamente avanti fermandosi al primo favorevole appostamento, facendo un vivo fuoco sopra di noi . Evidentemente quella lunga distesa di fan- ' taccini altro non poteva esser~ che la ca.tena dei vari battaglioni che marciavano all'assalto. E la abbiamo anche veduta sparire istantaneamente per ricompari11e più forte, più densa l Ma ai tempi di B.adetsky gli Austriaci sapeva.no manovrare molto bene sui nostri terreni, percliè in tempo di pace vi erano incessantemente addestrati. Nel 1866 uno de'nostri battaglioni bersaglieri (se non erriamo, il 17°) seppe pure ben manovrare sulla sinistra del Mincio e distendére tre compagnie sopra un largo fronte; e fu giusto allora che . prese nella rete il 36° battaglione di cacciatori austriaci. Stia pur tranquillo il nostro conLradittore che se i nostri ufficiali saran destri e sapranno bene odentarsi e ben condurre i loro plotoni e le loro compagnie, le difficoltà si sormonteranno, e si ottei:ranno dei vantaggi rilevanti, perchè il nemico si ·vedrà piombare. addosso non delle meschine catene, titubanti e guardinghe, ma delle dense catene, i di cui anelli saranno gruppi di plotoni interi sotto la . mano di arditi e svelti ufficiali che sapranno benissimo giungere al cuore dell~ posizioni nemiche .con fuochi numerosi e ben nutriti. L'attacco della brigata Valtellina il 24 giugno 1866 sul Tione non riuscì che in parte. Sarebbe completamente riuscito se la catena fosse stata assai più forte. E sì che tutti i battagfioni di quella bri1
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gata che presero parte all'assalto spinsero avanti in ordine sparso due compagnie; ma quelle due compagnie molto probabilmente non saranno state distese tutte in catena, per cui l'attacco non avrà avuto luogo che con 'I~al più della forza.
VI. Le guerre si fanno ora con grossi eserciti, per conseguenza gli attacchi devono essere iniziati con più soldati di prima; e siccome non si può esageratamente estendere il fronte, così giova addensarlo. E ciò si ouerrà. restringendo gl'intervall i per fa1;e sì che le comp·agnie destinate in catena abbiano tntte a trovar posto, perchè cosi invece di 1/& della forza, possa subito, fino dal primo entrare nella zona battnta dalla fucileria, agire offensivamente col fuoco là metà del battaglione. Non sarà. difficile, e noi lo prevediamo,. che avvicinandosi il momento della crisi, anche tutta l'altra metà entri· nel!a linea di fuoco : ed allora i nuclei di sostegno, che dovranno servire a rinvigorire l'animo dei combattenti, si avranno nella 2a schiera, la qitale a sua volta dovrà esser seguita da una riserva generale. Sopposto che nel '1866, Austriaci e Italiani, fossero stati armati di fucile a retrocarica e a lunga gittata., vediam·o come avreb. bero dovuto combattere due delle nostre divisioni, .Ia ,Ja e la 5".
L'avanguardia della 0° divi sione (3 bauaglioni) che per disguido di marcia si trovò di essere avanguardia della ,J a e iniziò il combattimento a Oli osi con URhattaglione (credo il 5° bersaglieri) fece bene stendere da principio una compagnia perchè si trattava di riconoscere e scoprire. Anche coi fucili a retrocarica avrebbe dovulo fare Io stesso; solo che la compagnia si sar:ebbe dovuta stender tutta; una seconda compagnia i,arebbe slata di sostegno, e le altre
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.d~e èti riserva, ment11e gli altri due battaglioni seguivano dii battagl10ne, però formati in colonna da marcia. Quando il battaglione bersaglieri trovò resiste11za, i due battaglioni di fanteria (del 20°) dovevano disporsi uno in ;J• l'allro in ,2a linea. Un'avanguardia di tre batlaglioni non avrebbe dovuto fare che così. Intanlo il battaglione bersaglieri continuando il combattim~nto avrebbe dovuto stender~ altre due compagnie, ed allorquando d_ove~te attaccare risolutamente la Mongabia, tntte le quattro comp,agrne d1 quel bat~aglione avrebbero potuto prender part~ a q11ell attacco, mentre I due battag,1,ioni seguenti si sarebbero intanto spiegati sopra una sola linea in colonne di compagnia. La seconda avamguardia, composta della briga.rta Pisa, chiamata dal rumore del combattimento, avrebbe dovuto spiegarvi un reaai~1ento in 1 a ed un0 in .2• linea, oppure in due schiere per ala, ~~Ili. m colonne di compa.gnia; la brigata Forlì, oss'ia il o-rosso della div1s10ne, m nserva in ordine ristretto, fuori del tiro. . I ·d~e battaglioni della 1• a,languaTdia rincalza.Li dal reggirt1ento d1 11• lmea della brigata Pisa avrebbero dovuto spingere al'l'attacc0 tre compag1D.ie per ciascheduno in.,linea ·di cacciatori senza soste.gn,i; una sola compagnia per battaglione in momentaneo sostegn.o, pronta ad entrare anch'essa nella linea di fuoco. Astrazion fatta dai fucili a retrocarica, noi asseriamo, che anche coi fucili caricantisi dalla bocca, quelle truppe si sarebbero dovute contenere così, per riuscire a rigettare il nemico . •
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511 D{oisione.
La 0• divisione senza avanguardia colla brigata Brescia in testa (sei battaglioni) s'imbattè inaspettatamente nel nemico collocato sulle colline dirimpetto al ciglione d'el Tione. Che dovevano fare quei sei battaglioni quando presero posjzione alla Pernisa, per riuscire a ferma.re, anzi a rigettare il nemico? Farne marciare immedìa.mente la metà all'attacco in .dense catene. Che hanno fatto queoli attacchi spiccio lati di un battaglione per volta, dove na.turalme;re non tutto il battaglione combatteva.? Il valore italiano ha traltenuto,
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per qualche tempo il nemico ma p~i? la brigata Brescia dovette sbandarsi. Della brigata Valtellina abbiamo già parlato.
VII.
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nostri intricati terreni, sui quali gli antichi nemici un tempo manovrarono egregiamente, sì in pace che in guerra. Ora, secondo il nostro..debole parere, non ce lo dissimuliamo, ci sembra giunto il tempo delle dense catene e dei poderosi attacchi: la tattica tentennante ed eccessivamente prudente ci condurrebbe in ultima analisi ad una sconfitta.· Firenze, 10 febbraio 1880.
In conclusione: la compagnia distesa in catena abbia l'aspetto nel primo momento di una compagnia in linea a file diradate, i capi plotoni prendano il comando diretto dei loro plotoni e procedano a gruppi, tenendo d'occhio, se cli giorno, la direzione generale di marcia. Se di notte la strada da percorrersi per l'attacco sarà più breve assai, e le compagnie potranno procedere quasi se fossero gomito ·a gomito. Non si tratta cli noue cli percorrere nè .2000 nè 1000 metri, ma tutt'al più un 400 metri. Per questa breve· ,distanza le compagnie non perderanno la via. Nella battagiia di Vicenza del I( O giugno 18.l 8, in quei teneni difficilissimi che fiancheggiano il lungo porticato che conduce dalla ' città al Santuario della .Madonna, nel momento della ritirata dal Santuario, poco dopo che ùmase ferito Massimo cl' Azeglio, noi vedemmo torme numerose di fantaccini che marciavano all'assalto. -Certo quelle torme, se eran catene, dovevano essere molto dense, e tendevano a intercettare la via alla città. Non riuscirono perchè avrebbero dovuto scalare un alto muraglio11e sul ciglio del quale passa lo stradale del porticato. - Ma ora più che ci pensiamo e più desta maraviglia come i nemici potessero marçiare all'assalto su quel terreno così imbrogliato di muricciuoli, cli piantagioni, di .grano, di case, di ville, cli giardini, di siepi. Noi li vedevamo bene perchè si stava alti. Basta. I lettori , e il nostro contraddittore, che ringraziamo· vivamente per l'attenzione che ha prestato al nostro scritto e per i dotti e pra~ici argomenti impiegati onde distorci dalle nost.re , idee, fac-ciano l'uso che credono dei nostri apprezzam~nti. Però sosteniamo .che presentemente noi ci facciamo troppe difficoltà a manovra.re sui 1
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LE MANOVRE DI CAVALLERIA IN FRANCIA NEL
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Le grandi manovre di cavalleria si svolsero nel dipartimento cli Senna e Marna, e furono divise in due distinti periodi. Nel ·1° periodo, dal 3·1 agosto al· 14 settembre, le. due divisioni si recarono negli aceantouarnenti lol'o destinati ( La Ferté-sous-Jouarre e dintorni per la 1• divisione, e Nemours e adiacenze/ per la 4•), e5ercitandosi in queste marcie nel servizio di esplorazione , indi furono esercitate nel servizio di campagna ed in manovre d'insieme. Nel 2° periodo • poi, 15, 16, 17 e •18 settembre , ebbero luogo manovre delle due divisioni contrapposte (à double action) e precisamente esercitazioni cli avanscoperta delle due divisioni , delle quali l'una rappresentava una delle divisioni di cavalleria indipendenti spinta avanti da un'armata nemica che invasa la Francia si avanzava per la vaJle della Marna e tendeva a portarsi al nord di Parigi rimontando la valle dell' Oise; l'altra rappresentava una di visione di cavalleria inviata innanzi da un'armata francese concentrata a Orlèans, allo scopo di riconoscere i movimenti dell'avversario. La direzione di queste manovre venne affidata al comandante il IX corpo d'armata generale Galtiffet,. Non è nostra intenzione di entrare nei particolari delle esercitazioni eseguite, perchè sino ad ora ci fanno difetto sufficienti notizie al ri:.. guardo: ci limiteremo a prendere in esame le istruzioni che furono impartite per l'esecuzione delle manovre dal generale Galliffet; istruzioni che hanno molta import-anza sotto parecchi punti di vista. 1
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NEL
1
Nella. scorsa esta_te ebbero luogo in Francia grandi manovre di cavalleria, alle quah presero parte la 1• e 4• divisione di cavalleria, composte come segue: 1
1• Divisfone d·i, ca;valleria: Generale THORNTON. 1a,brigata corazz.
Generale BonÉ-V ERRIER . 2a brigata drag. Generale ·CnAMEZEL DB KEHNÉ
3• brigata cacciat. Generale DESPETIT Dl!: LA SALLE
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de Mauret de Moucheron
4a Dùoi.sione di cavalle,ria : Generale de VlEL D'ESPEUILLES. 5• brigata corazz.
Generale
~ 7° Regg. corazz. - Colonn. Bignon ~ 10° " >~ » Macdermatt 1
CUARREJHON
4• brigata drag. { 22° » dragoni Generale ? 23° )) )) DE LATHEULADE 1• brigata ussari 10 ussari Generale >>
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DE MONT ARDY
1
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de Iessé Corot-Laquiante d'Agoult Bonie.
Aci ogni divisione poi oltre i servizi accessori, erano state aclette tre batterie a cavallo.
I. In questi ultimi anni l'istruzione regolamentare francese sopra il servizio di esplorazione (Instritction sur le service de la ca'Oaler,ie éclairant une m·mée 27 juin 1876) era stata oggetto di molte e gravi censure da parte tanto della stampa militare francese quanto di quella estera, a tal punto che il ministero della guerra vivamente se ne preoccupò, e riconoscendo, a quanto pare, la giustezza di , cotesti rilirvi, decise di fare nuove esperienze, nell'intento cli stabilire quali modificazioni fosse opportuno arrecare alla predetta istruzione. Egli è vero che erasi adottato per prmcipio già da qualche tempo di far eseguire grandi manovre di cavalleria ogni due anni, diguisachè le ultime manovre avendo avuto luogo nel 1877 si avrebbe dovute farne ugualmente nell'anno scorso; ma sta di fatto che il motivo principale, diremmo quasi l'unico, pel quale furono ordinate le manovre del 1879, fu 1
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LE MANOVRE DI .CAVALLERIA IN FRA NCIA
appunto cruello di esperimentare un nuovo sistema di avanscoperta. Non staremo qui a prendere in e-;ame particolareggiato l'istruzione ministeriale del 2.7 giugno 1876, perchè abbastanza nota ; ma ci si permetta di riepilogarne soltanto le prescrizioni principali e di ricordare gli appunti più rilevanti che le furono mossi . Stabilito il principio che l'impiego della cavall.eria, nei differenti periodi precedenti la sua azione sul campo di battaglia, si può dividere in due parti principali : il servizio di sicurezza ed i l $ervizio di esplorazione; che il primo spetta specialmente alìa brigata di cavalleria addetta al corpo d'armata, e che il secondo ha principio, per la cavalleria, dal primo giorno della campagna e dura senza interruzione sino all'ultimo, ecco le norme principali, alle quali dovrebbe tenersi, pel servizio di esplorazione, una divisione di cavalleria indi. pendente composta da tre brigate, cioè da una brigata di cavalleria leggera, una di dragoni ed una di corazzieri : a) L'estensione della fronte di esplorazione, sebbene non possa essere tassativamente precisata, non oltrepasserà al ,m ax·imwm dai 30 ai 35 chilometp ; · b) La cavalleria in esploraz.ione si formerà generalmente sopra tre linee, delle quali la 1° ha per missione di cr.rcare il contatto col nemico, la 2,a è destinata ad appoggiare i movimenti della prima od a servirle di sostegno in caso ·di bisogno, e la 3a forma infine la riserva delle due altre. In conseguenza · le prime due linee saranno generalmente formate da due brigate affiancate, ciascuna delle quali invia avanti un reggimento per formare la· 1• linea, mentre l'altro reggimento d'ogni brigata resta in 2,• linea e serve di sostegno. La 3• linea (la riserva) infine si troverà normalmente più indietro e sarà costi titui ta dalla brigata corazzieri; e) L'artiglieria marcia riunita o per batterie distaccate, secondo l'ord ine del comandant.e della divisione, il quale però conserva almeno , una batteria sotto mano ; d) Circa le distanze fra le varie linee, quantunque non si possano precisare in modo inv<1ri_abile perchè debbono soddisfare a molte esigenze, come la natùra e la estensione del terreno da esplorare, ecc: pur tuttavia si può ammettere che le prime linee degli esploraton dovranno essere portate a 4O ch ilom. cfrca dai reggimen ti di sostegno : Fra· la 2a linea e la brigata di riserva vi sarà poi una distanza d1 circa 4 chilom., e fra la 3a linea e i corpi d'armata che marciano indietro la distanza potrà estendersi, nei primi giorni, a una e sino a dne giornate di marcia ; e) Gl'intervalli fra gli squadroni esploranti non saranno troppo
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421 grandi, a fine di permettere che gli squadroni siano c.ollegati gli uni cogli altri, e che l'inh~ico non possa intromettersi inosservato fra i medesimi; 1) I diversi elementi del servizio di esplorazione saranno collegati fra loro a mezzo di posti di col'!'ispondenza, composti ciascuno da 3 a 4 cavalieri e collocati a 4 .....:.. 5 chilometri l'un dall'altro. Secondo queste prescrizioni e quelle altre più particolareggiate contenute nel testo dell'istruzione , una divisione di cavalleria francese in avanscoperta avrebbe quindi dovuto prendere sernpre press'a poco · questa formazione : NEL
80-35 chilometri
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21·
LE MANOVRE DI CA VA LLERIA IN FRANCIA
Q.ra sal~a i!gli occhi a prirn.a vis.ta co~e cotesto sistema presenti una fqrn,ia troppo geometricA~ trO.P,RO . rigtdr e.wm[ìàSsàta; e sia tale da non potersi adottare nella pluralità dei casi, di guisa che soltanto rare volte poti:~ trovare ~n;i. p,1;atÌCi! applica.zione. Ma gli inc-0nveù.ìenti deriv.anti d;Ji q).l,estp sis.tema, non s.i. limitano a questo; chè anzi i maggiori sono l'eccessiva e!,teo.sione,dell~ fronte di esplorazione e il ·Conseguente sparp.ag,liamento delle: forze, aumentato poi dalla prescrizione che·le diverse p,a,rJ.i del sistema debbano costantemente ess.er.e coJlega t~ con posti di, corrispondenza. · · ·, Non è quindi a meravigliar5i se l'istruzione fu oggetto di molti.appunti; in ogni modo quello che a noi interessa di sapere è che nelle manovrè di quest'anno il génerale Galliffet prescrisse, coll'aulorizzaziçme ben s'intende del ministero della ·guerrà, che le due divisioni di cavalleria. si astenessecr:o in modo as~oluto dal mettere in pratica t' IsW.itfion;,. d~l 27 giug'no 1876. · .. ·'.Y~diamo ora quali · fossero invece le idee del genera\e direttore d~lla manovre, idee d~ lui espresse nelle varie istruzioni eml).na:te a q11est'uopo.
..
II.
Per dire più giustamente il generale Galliffet comp ilò soltanto norme direttive riguarda)lti l'impiego della cavalleria in campagna. Le ìdee espresse dal generale non sono aff~lto nuove, come del resto riconosce egli stesso, nia sono ispifate a molto senso pratico e ad .una profonda conoscenza del l'arma. Sono insomma i :veri principi, coi quali si deve regolare l'impiego della cavalleria, principi ammessi e proclamati dà tutti i tattici, ma che nell.'.àp'plicaiione sono, troppo di soventi dimenticati . Essi poi banno una particolare importanza per la cavalleria francese, perchè n.ella campagna del ·1870 e 71 essa li violò continuamente, ed ancora oggidì dura fatica açl accettarli. Il 'generai~ GallifTe.t insomma dopo aver notato che se esplorare e combattere sono i còrnpiti principali della cavalleria, ricorda giustamente · ch'essa non può ottenere alcun risultato decisivo se non mediante l'accordo e la riunione delle proprie forze. Conseguentemente il capo della cavalleria in ogni circostanza, avanti, durante e dopo il combattimento deve procurare di conservare nella mano la maggior parte delle sue truppe.
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Relativamente poi al serviz-io di avanscoperta , il generale Galliffet, ,opina che un comandaute di cavalieri~ de:'essere !asciato assohitam~nte l ibero per quanto riflette il _modo d1 agire. Egh non a.mmette a1cu~ sistema normale, ma vuole sia in facoltà del generale d1 adottare q.u~1 mezzi da lui stimati più acconci sia per l'esplorazione sia per il serv1z10 di sicurezza. ,1 Mantenendosi, egli dice, in grado cli concentrare le sue forze colla massima rapidità, piuttosto chè semìnare una parte rilevante delle meclesirne sopra una fronte estesa, egli si rischìarerà a mezzo . ' .di punte di ufficìali e di frazioni piLL o meno importanti inviate a _grande distanza in date direzioni » . . . , . Tuttavia specialmente per quanto· ha tratto al ser~1z10 d ~spl~raz1on~, ,ci pare che coteste norme direttive si~no troppo m~uffi~1ent1: ed m ogni modo che Jascinu alquanto a desiderare .. Infatt'. egh ordm~ . pe~ rentoriamente che non debbansi affatto mettere m pratica le prescn z10m 1dell'istruzione regolamentare, ma non ne detta altre che. servano a rimpiazzarle, se se ne eccettui alcune poch_issime assai generali, che erano pure accennate nell'Istruzione del 2.1 grngno. Eccone le principali : , . « Eo-li è per mezzo di punte' di ufficiali e di frazioni più o meno import~nti inviate lontano in date direzioni che l'esplorazione dev'essere fatta . . . d' « Oani capo deve 'evitare di sparpagliare le forze d1 cm 1spone. Errli p:r contro si mantiene in grado di concentrarfo con. una grande 0 ra pidità per portarle su quel punto che giudi~a nec~ssar10. . , « La divisione di cavalleria che esplora avanti ad un armata non puo pretendere di impedire ad alcuni scorridori di avvicinarsi a questa .armata. . « A un'altra cavaJJeria, a quella ch'è incaricata della sicurezza pro. ·. . . priamente detta, incon{be l'obblige, di arrestarli.. « In stazione, e sovratutto durante la notte, 11 servii~o d1 s'.curezza non deve più essere fotto con tale prodigalità, che i~oltt u~mm1 .e cavalli siano in movimento per assicurare il riposo d1 alcuni altn. « È il contrario che dev'essere osservato. « Se Ja vigilanza s'impone, il· riposo reclama ! suoi di:itti ; e. ~ella cavalleria esso è ancora più necessario ai cavalli che agli uom1m . « Allorchè una truppa di cavalleria non _ha nulla a temer~ dalla fanteria (ciuestione di distanza) , essa può durante la ~otte a~:;icurare la sua sicurezza con un numero d'individui molto mmore d1 quello che si usa d'impiegarvi giornalmente. . « La cavalleria armata per la maggior parte di un fucile a. lunga
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L E MANOVRE DI CAVALLERIA IN F R A NCIA
gittata, e munita degli· istrumenti che la scienza mette a sua disposizione (telegrafo eleLtrico cd ottico, telefono, razzi per segnali, ecc.), può, in molte circostanze, ridurre assai sensibilmeiite il numero degli uomini e specialmente quello dei cavalli impiegati sino ad ora in questo servizio « L'abuso segnalato per quanto riflette il servizio di sicurezza, è ancora più facile a constatarsi nell'impiego dei posti di corrispondenza . Generalmente si ha così poco cura di ridurl i, che dopo alcuni giorni di marcia una divisione di cavalleria si troverebbe quasi tutta in colonna con piccoli posti scaglionati ·a distanze matematicamente esatte. « Per provare la loro vigi lanza, alcuni capi non cessano dall'u tilizzare qn esti posti per inviare dispacci , che il pi ù delle vo lte non contengono che inutili ragguagli, o ta l fi ata assolutamente estranei alle cose del la guerra. « Si dovrà ridurre il collocamento di questi posti e limitarne l'impiego allo stretto necessario . . « In questo servizio come in quello di sicurezza il telegrafo elettrico ed ottico, il telefono ed i segnali più elementari possono ri mpiazzare con vani.aggio gl i uomini ed i cavalli » . Più sono, parlando dell'artiglieria, il genera le Galliffetcosì si esprime: « Non havvi l'egolamento il quale prescriva in modo tassativo di fa r marciare una batteria a caval lo con ciascuna brigata; e ciò è bene perchè questa decisione dev'essere presa, secondo le circostanze,. dal generale cli divisione. « In alcune circostanze sarebbe dannoso di privare una brigata, che agisce isolatamente, della batteria a cavallo, che gli permeu.erebbe di vincere senza perdita di uomini le resistenze ch'essa potrebbe incoutrnre. Altre volte invece il generale di divisione ha eccellenti ragioni per riservargi l'impiego delle sue tre batterie : « Il progetto di servizio in campagna recentemente sottomesso al gi udizio dei comandanti di corpi d'armata rJccomaucla ad una brigata che marcia isolnta cli collocare la sua batteria co'suoi. due squ.adroni di avangnardia . Ciò venne stabilito senza dubbio per analogia alle formazioni cli marcia della fanteria . Quanto è necessa rio per quest'ultima arma non lo 1':l sempre per la cavalleria. « li progetto non essendo ancora stato approvato dal ministro, il generale di rettore prcscri vA ·che in tale circostanza la batteria di artiglieria rnarci frn il 1° e il 2° reggimento della hriga t~.
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« Bisogna , per quanto è possibile, far sortire l'artiglieria dalle strade battute, soltanto quando sia venuto il momento di farne uso. È d'uopo evitare ai cavalli cli traino ogni fati ca inutile ; raramente si rimpiangerà questa saggia precauzione . « L'iniziativa la più larga essendo lasciata ai due comandanti di di visione, il generale direttore si li mita ad indicare che il combattimento a piedi degli uomini armati con fucile dev'essere impiegato soltanto in quelle circostanze che lo giusti~chino pienamente. « Questo combattimento è in special modo da pro.Lica1·si nei casi di -difensiva . Se la cavalleria si abitua a farne uso nell'offensiva, essa sorte dal suo compito (dico si abitua perchè vi sono delle eccezioni)» . È mestieri riconoscere che queste sono tutte parole d'oro ed alle quali anche la critica più mtiticolosa nulla avrebbe :id opporre; tuttavia ci si permettano poche e brevi osservazioni . Noi conveniamo .che il servizio di esplorazione non può essere eseguito con formazioni normali rigide, tassati ve, fi ssD te in modo regolamentare. Il terreno anzitutto , poi la sitnDzione di guerra, la maggiore o minor forza di cava lleria cli cui si dispone, la forza della cava lleria avversaria e molte altre èau~e, hanno indubbiamente una capitale influenza su questo servizio. E fu appunto perchè l' istruzione regolamentare francese contiene troppe prescrizioni particolareggia~e che fu soggetto di molte cri tiche; ma dal riconoscer..i che le prescrizioni tassative sono inuti li e dannose al dire soltanto che il servizio di esplorazione dev'essere fatto con punte di ufficiali mantenendo racco lte le forze, corre, a nostro avviso, una distanza troppo grande. D'altra parte ci pare ' che si possa fare anche qualche eccezione a riguardo di coteste pattuglie di ufficiali . Noi non solo ammettiamo ma vorremmo che normalmente le lontane ricognizioni, aventi però uno scopo ben determinato, fossero affidat.e a piccole pattuglie comandate da intelligenti ufnciali, scelti fra coloro che ne abbiono i requisiti ~ecessari ; mo non crediamo affat.to sia necessario che tu tte le pauughe, le quali devono muoversi sulla fronte di esplorazione siano comandate da ufficiali, bastaudo, a nostro avviso, che vi siano destinati graduati svelti ed accorti. Nel caso contrario si addosserebbe agli ufficiali un servizio faticosissimo senza alcuna necessità per giungere indubbiamente al risultato di difettarne poi nel momento del bisogno . È certo del resto che anche il genera le Ga lliffet non avrà inteso di dire che tutte le pattuglie spinte avanti dalle colonne esploranti deb~ bono essere guida te da ufficiali; ma abbiamo crednto opportuno d1 fa re questa osservazione per dim6strare in modo evidente che anche
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L E MANOVRE DI CAVALLERIA IN FRANCIA
il siste~a di impartire norme troppo clastiche e troppo poco dettagliate ruò fa_c1l mcn~e gener?_re en?nee interpreta½ioni. Tii pctiamo che per noi e fuon du~b10 che l rntenz1onc del generale Gallilfet nel dettare quelle parole ~ev_ essere stata ~uella_ ~he_ noi gli prestiamo, e cioè aver egli voluto mdtcare che le ncogniz1om lontane o speciali devono essere eseguite da ufficiali capaci ; ma si comprenderà di leo-<rieri che l'espressione della quale egli si servì può avere indotto t:1:n comandante a far uso ed abuso di coteste punte d'ufficiali; ciò che del resto pare realmente siasi verificato in queste manovre. A nostro avviso poi ci sembra che il generale Gallilfet sia sQrvolato sopr~ a_lcu_ni punti ca pi tali del servizio di esplorazione ai quali era pur mcst1en d1 accennare. Intendiamo cioè di riferirci a quelli relativi alla fronte e alla profondità di una divisione. Siamo inticramcnte couvinti c~e non _si . posson~ stabilire_ ~ priori nè la fronte nè la profondit"'1 d1. una d1v1s10ne d1 cavalleria 10 avanscoperta; ma non ci paro che il d~rc _qualche norma direttiva .in proposito pos~a essere superOna nè rrnsc,re dannosa, tanto più che se il comandante della divisione dovesse giornalmente occuparsi di tutti i particolari del servizio di esplorazione ed impartire gli ordini relativi non havvi dubbio che ciò dovrebbe prendergli un tempo assai lungo e del quale in molti casi difett~rà: Ch~ se per c.ontro vorrà anche per questi particolari rimettersene a1 srngoh comandanti delle brigate, facilmente si verificherà che l'uno si inspirerà ad un principio cd un altro ad un altro. Così a mo' d'esempio, tutti i regolamenti dei· vari eserciti contengono le prescrizioni intorno alla formazione di marcia delle varie unità tatLi~he, e fissano le distanze fra i vari reparti che le costituiscono ; ma 1n nessun rcgolnmento è detto che tali prescrizioni siano tassative. Infatti sarebbe possibile di stabilire in maniera forma le fa com posizione dell'avanguardia di una divisione o di un corpo d'armata, e fa sua distanza dal g1•osso? Evidentemente no, perchè devesi tener calcolo del terreno, delle circostanr.e, del momento, ecc. ; ma non per questo havvi a_lcuno, il quale metta in dubbio la necessità ed i vantaggi di avere siffa tte formazioni normali. Orn si comprenderà di lf,ggieri che le qu;stionì della fron te e della profoud~tà costituiscono essenzialmente la base di qualsiasi si_st.oma di es~1lo~·a~10n~, e che è necessario siano risolte, se vuolsi ottemperare al pr10c1p10 dt poter SP.mpre, quando se ne present.i il bisoano concenI:) ' trare rapi'damente le proprie truppP,. Può darsi che c'inganniamo, ma, secondo noi, ò d1 tutta necessità lo stabilire il limite max-iniuni della fronte e della profondità che deb-
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bono prendere le divisioni di cavaileria cai sia affidato il servizio di avanscoperta . Queste quistioni infatti sono quelle che più particolarmente furono trattate da tutti gli scrittori che si occuparono aell'impiego della cavalleria prima del combattimen to, e pur trop po è intorno ad esse che havvi grande dìsparit.à di parere. Egli è vero che in questi ultimi tempi si sono modificate cli molto le idee che eransi fatto largo ap pena terminat.a la campagna del ,1870- 71; e che, mentre pochi anni or sono taluni volevano che un plotone osservasse una fronte di 3 o /i. chilometri, ora invece si sostiene dalla pluralità dei buoni tattici che la fronte massima di una divisione (a tre brigate) debbacssere cli 15 o 20 chilometri .Si vede adunquc chiaramente quale immensa differenza passi fra le idee esµ resse subito dopo la campagna franco-germanica , quando uno dei tomi tallìci più prediletti era . appunto il sCn' izio di esplorazione, e quelle d'oggidì, mentre studiando la truestione si cerca però di mettersi in un c.impo pratico e di rendersi ragione di quanto effettivamente accadrà nelle guerre future, allorchè ambedue i partiti avversari impiegheranno nello stesgo modo la loro cavalleria. ~artendo pertanto da l cònceuo che !a guerra s'inizierà con grandi combattimenti di cavallel'ia, poichè per :it.tingere le notizie di cui si ba bisogno sarà mesi.ieri di ·respingere anzitutto la cav~lleria nemica, e perciò di ricorrere alla forzo , si -venne alla conclusione: essere necessario di limitare di molto la fl'onte e la profondità, a fine di potere all'eoenienza riwwire tutte le trttppe per il combalt'innento. Il generale Galliffet non vuole che la divisione sì disponga oormalmunte per l'avanscoperta su tre liuee, e st-a ben issimo; ma per eseguire l'esplorazione bi~ognerà pur scrnpr~ che avnnti al grosso siavi una linea di colonne esploranti (siano queste composte di pattuglie, di squadroni, od anche <li reparti di maggior forr.a, ciò non monw) ; epperò si avrà sempre una fronte da ossenrare ed una disposizione delle truppe scaglionate ueì senso della profondità. Le osservazioni che' abbiamo fatto si n qui riOet.tono le istruzioni che furono pubblicate; effettivamente però, il generale Galliffet ha un conceLLO chiarissimo di questo servizi.o, per l'au.uazioue dHI quale ha pure il suo sistema ; e se c1uesto non si può rilevare dàlle poche norme da uoi $Opra riferite, lo si deduce invece co11 sutnciente facilità da'1 Prngra,nma, nel quale sono in modo particolareggiato stabil ite le va1:ie operazioni delle singole giornate di manovra, e notati gli accantonamenti di tutt.e le truppe. Non comprendiamo quind i per qual motivo egli abbia espresse le sue idee sotto una forma così O$Cura, che si riesce soltanto ad afferrare studiando i mov imenti eseguiti nelle manovre.
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LE MANOVRE DI CAVALLERIA IN FRANCIA
Esaminiamo un poco gli ordini per la prima fazione, quella del 15 settembre. Ecco la situazione delle due divisioni al H settembre (1 ). « 1a divisione. - Il grosso sulla Marna verso la Fertè-Sous-Iouarre. Distaccamenti a Coulommiers, coll'incarico di sorvegliare il GrandMorin e l'Aubetin. . 4° divisione. Il grosso a Nernours, Nonville. La brigata degli ussari sulla riva destra della Senna a Chatelet. Due squadroni di dragoni a Montereau, sulla sponda destra della Senna » . Il mattino del ,15 settembre adunque, all'iniziarsi delle operazioni le _due di,,isioni trovavansi separate da una distanza di circa 90 chilometri. Tratta vasi pertant.o di cercare il contatto col nemico. A quest'uopo il generale Galliffet prescrive: · e, if" divi,/jione. - Il grosso a Coulommiers, con reparti più o meno considerevoli distaccali sopra l'Aubetin, ed esploratori spinti avanti sino all'Yerres e ali' Yvron. « Punte di ufficiali saranno spinte lontano nelle differenti direzioni sud. 4a diloisione. Continua il suo movimento in avanti; la brigata Moutarby occupa Morrnant e spinge_ avanti i suoi scorritori verso J'Yerres e l'Yvron nella direzione Rozoy-Gasti us . « IL grosso della divisione passa la Senna a Montereau e vi si stabilisce. « Gli scruadroni che erano a Montereau sono spinti a~anti sino a Couteoçon in avanscoperta. verso Nangis. « P,unte d'ufficiali saranno inviate lontano, come fu detto per la 1a divisione » , Nel fatto (~) per la 4° divisione fu la brigata ussa'ri che venne incombenzata di prendere il contatto col nemico, e di essa, il ,J O ussari formò il $ervizio di esplorazione, e l' ,1,, 0 colla batteria formò il sostegnò. Dietro essa poi, a circa 24 chilometri, le altre due brigate, meno due scruadroni (a Coutençon), che trovansi innanzi ad esse a 9-rn chilometri e rappresentano l'avauguardia del grosso della divisione. Esaminando pure le prescrizioni per le alt;·e giornate e i relativi accantonamenti tr1oviamo sempre che la brigata di cavalleria leggicra è quella che si trova in prima linea incaricata del servizio di esplorazione, e che le altre due brigate sono indietro riunite , e vanno l) Vedi Les grandes manoeuvres de cavalerie en 1879 nella 19• puntata dello SJ)ectateur militafre 15 ottobre 1879. (2) Vedi puntata di novembre dello Spectateur tnilitaire.
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sempre più avvicinandosi alla brigata che è avanti, ma.no mano si fa più sentire la prossimità del nemico. Insomma, dando ai vari reparti il loro _nome, l'avanguardi~ della ~ivisione è formata eia una brigata leggiera, e ad essa spetta 11 comp1t-0 dell' osservazione, e delle ricognizioni lontane, e le altre due brigate formano il grosso. Cosi il. 16 settembre la ,(a divisione ha all' avanguardia una brigata (dragoni o cacciatori) ~ostata a_Chaf_lly, e le altre , due brigate formanti il grosso a Coulommiers. Pa.mnenti per ~a stessa gil)rnata la brigata Montarby (ussari) costituisce l' ava.nguarcha. della 4• divisione, il "l'Osso della quale è formato dalle altre due brigate. Il o-enerale G:lliffet non vuole formazioni di marcia speciali per una divisione di cavalleria in avanscoperta, ma ha però adottata quella suaoerita dal oenerale Verdy du Vernois nel noto suo studio sull'impi:;o di una divisione di cavalleria, salvo pochissime ~od_ilic~zioni, che non accrescono il valore del suo sistema ma forse lo chmmmscono. In effetto secondo il generale Verdy du Vernois una divisione di cavalleria prende normalmente il seguente ordine di marcia : ,1) 2-3 ,çqu,adroni distaccati dall'avanguardia, ed in_viati avanti i~ ricognizione, senza alcun lega.me 'iutieramelite _abhand_onat1 a_ loro stess'. . '.2) wvangua;rdia della divisione - ·1 brigata d1 ussari o dragorn. 3) Grosso della· divi.sione - le altre due brigate; od una sola, se iina brigata fu destinata ad agire indipendentemente, come è precisamente il caso da lui adottato nel suo studio. ·Anche il <renerale Verdy du Vernois osserva che è impossibile dettare nÒrme fisse per il servizio di e!iplorazione, tuttavia stabilisce nel modo più particolareggiato la profonditi, della formazione di marcia da lui proposta, ed essa viene a risultare, dall'estr~mayunta. dell'avanguardia alla coda della retroguardia, di 67 17 passi: S1 mtende c~e n<m vi è tenuto calcolo degli squadroni lanci11ti avanti, perchè essi debbono spingersi il più lontano possibile per cercare il contatto col nemico, e devono mantenerlo quando l'hanno ottenuto. · Ora se aoli squadroni esploranti sostituiamo i reparti più o meno forti e le pa~tuglie di ufficiali tanto raccomandate da_! _g~nerale Gal~iff~t, troviamo che la formazione di marcia della sua chv1s1one assomiglia, come due goccie d'acqua, a quella normale propugnata dal Verdy du Vernois. Circa poi alle pattuglie di uffi ciali, la cui importanza è ciel resto ammessa aeneralmente, sono però notevoli le parole del generale te~ ·desco : e< Si ha biso<ruo di conoscere ·se nella vicinanza vi sono grossi reparti nemici e qu:sio si può ottenere soltanto, ~rua~do si. ~ia forti abbastanza da respingere le pattuglie dell'avversano. E pemo neces0
l!)
1
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sario che alle nostre pattuglie spinte avanti seguano sostegni, per il caso di bisogno. La forza di questi .reparti da spedire sulle strade principali non deve però condurre ad un compiuto sparpagliamento della divisione; non vi si debbono impiegare intieri reggimenti, ma almeno intitri sqiiadroni » . Il fatto è che nella gur.rra del 1870 le pattuglie di ufficiali, in particolar modo nella prima parte della campagna, resero eminenti servigi ; ma probabilmente le cose saranno assai differenti nelle guerre future, specie se i .due parti ti disporranno di numerosa cavalleria. Rare volte si potranno allora impiegare con vantaggio le pattuglie di ufficiali, e l'unico mezzo per raggiungere Io scopo prefissosi cli avere notizie intorno alle forze ed ai mov_imenti dell'avversariJ sarà quella di impegnare grossi combattimenti colla sua cavalleria, per ottenere di respingerla . Riassumendo pertanto quanto siamo v~nuti esponendo sin qui, ci è giuocoforza convenire, se le nostre deduzioni non sono errate, che il sistema cli esplorazione del generale Galliffet è senza il dubbio il migliore che si possa immaginare: come quello che lasciando la massima libertà di azione, permette al comandante della divisione di far fronte a tutte le eventua lità che possono presentarsi. · È però evid ente che oltre alle poche norme che abbiamo riportate, il Galliffet avrebbe fatto bene di aggiungere qualche parola sulla formazione normale di marcia eh 'egli nel fatto adottò giorna lmente per ambedue le divisioni; con cbe le sue idee sarebbero sta te inu~ecliata~entr comprese,e forse anche sarebbero state maggiormente apprezzate. E però a. notarsi che con tale sistema si ha bisogno di comandanti delle divisioni della· più alta capacità, onde sorge il dubbio se per avventura non siano più pratici gli altri sistemi proposti, i quali pur lasciando la maggior possibile iniziativa al comandante 'della divisione, presentano tuttavia maggiore facilità per famigliarizzare i capi, gli ufficiali e la truppa con questo importantissimo servizio.
III. Particolare menzione merita il principio svolto dal generale Gall iffet intorno al servizio di sicurezza. Egli beu a ragione nota che si parla sempre di servizio di esplorazione e di sicurezza, mentre questi due . servizi sono ·affatto differenti fra loro, ed in conseguenza che le di-
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sposizioni atte a ~oddisfare all'une di e.ssi non s?~o atte al disimpegno: dell'altro servizio. Insomma la cavallena deve d1s1mpegnare ambedu~ i còmpili di esplorazione e di sie.urezza, ma perchè lo possa fare e· mestieri che sia ben eh iaramente sta bi lito quali truppe debbono, esse~e incaricate dell'avanscoperta ed a quali debba essere affidato l ufficio di sicurezza. Così, secondo il generale Gallilfet, allorchè trattisi di un'ar~1aU1 sa~ranno le divisioni cli cavalleria indipenclenti che sulla fronte o sm ~anch'. eseguiranno l'esplorazione, e le brigate di cavalle.ri.a ac~de.tte ai corpi· d'armata che dovranno essere incaricate del serv1z10 d1 s1cur~z~a. Allorchè invece trattisi di un solo corpo cl'~rmata che m~fCJ 1sola~o · e quindi che abbia a disposizione soltanto !a ~u~ briga~a_d1 cnva~e~·ia. si dovrà pur sempre osservare lo stesso pr1~c1p10, e c10e la m,aog,or parte delle brigata, sei squadroni per ese~p.10, ~tt~ncleranno ali avan- . scoperta e gli altri due sq~a~r,.oni al. serv1z1? d_1 sicurezza . . Finalmente presso una d1V1s10ne di fanteria isolata, press~ l.a qunle non si trovi che un solo reggimento di cavalleria, i due ser:1z1 ?resso a poco si confonderanno, perc~è ~on s~rà più, il caso d'. spmgere· l'esplorazione molto lontana; ttlttavia sara ~empie va~~a~g1oso. anche in questo caso di fare una separazione fra I due servizi, mc~ncando, a mo'd' esempio, tre squadroni dell'esplornzio,ne ed. un() della s~cu~ezza. Per reparti minori poi, e cioè per regg1ment1 o batta?hon'. .che marciano isolati , i quali naturalmente avranno a loro d1sp~s1z1one' pochissime forze di cavalleria, non è più il ca~o. di parlare d:. espio· razione, e la cavalleria si dovrà limitare al d1s1m~egno del! immediata sicurezza delle truppe cui è nccompagoata. È mestieri riconoscere che queste idee sono informat~ a molto senso pratico, ed è certo che auuate, come vorrebbe 11. generale Galliffet, saranno di rilevante vantaggio. In realtà se ben s1 _ossern'.. ono oli stessi principii che si impiegano nbitualmente; cosi da non :n naiia è da tutti ammesso che le brigate cli caval leria addet.te, .seconda la formazione di guerra, ai corpi d'armata saranno lanciate avanti per cercare il contatto col nemico, per spiarne . le sue ~10sse e i 3 uoi intendimenti, ecc., mentre indietro presso ~e. tru_rp.e d1 fanteria Ja cavalleria divisionale servirà appunto al serv1z1? d1 sicurezza: Ma il concetto del generale Galliffet della totale separazione fru. ~1uest1 · due servizi , <~d in cohseguenza dei ~òmpi.ti net~a~1e~te d.e.fìrut1 che· spettano alla cavalleria nei due casi , nei quah e. mc~n~atn esplorazione o della sicurezza, è forse nuovo e menta cl es~ere se, ia mente studiato.
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Giustamente poi si ricorda che i · piccoli drappelli di cavalleria ·che trovansi presso i piccoli reparti di . truppa di fanteria, non pos~ son? e n?n deb~ono essere adoperati in lontane esplorazioni; e questo notiamo m parltcolar modo perchè anche da noi non è raro il caso ~elle fazioni tattiche di sentire parlare di avanscoperta allorchè non s1 hanno sottomano che 15 o 20 soldati di cava lleria. Noi quindi saremmo ben contenti che queste idee trovassero un'eco -anche. nel nostro esercito, perchè siamo persuasi che in allora Ja cavalleria sarebbe meglio impiega ta, e non accadrebbe di vedere addossate improbe fatiche a deboli reparti dell'arma e di pretendere da -essi ciò che. assolutamente non possono fare. Per l'esecuzione delle manovre, oltre alle istruzioni emanate dal -generale ~irettor~: delle quali ci siamo . occupati 6n qui, eravi pure, c?me abbiamo. g1a detto, un P·rograme des manoeiwres, compi lato panmente da lm stesso, il quale venne distribuito a tutti c,Ji ufficiali ·delle due divisioni destinate alle manovre. In esse era no :ufficiente~ente dettagliati i vari movimenti che dovevano eseguirsi nelle quattro ·g~ornate delle manovre a partiti contrapposti, ed è da esso che abbiamo tolto le disposizioni sopra ri port.ate per l'esercitazione del ,15 settembre. A fi~e di porgere un concetto abbastanza , ampio intorno a! modo ~on cui furono prestabilite e 'dirette queste manovre, rife:rrnmo qui le prescrizioni relative alla giornata del ,18 settembre che fu l'ultima delle manovre. '
18 sette;rnbre - ,tzione deoisi'Va. '' In seguito ai co·m·b~ttimenti del 17, il ,generale Thornton (comandante della 4a d1V1s10ne) ha superato il Grand-Morin e si è .;;ta·bilito verso Crét.y. « Il generale d'Espeuilles volendo approfittare del suo successo si -portò direttamente sopra la Ferté-sous-Jouarre. << Egli si è portato col suo grosso sulla linea Sancy-Coulomme. Prima di arrivare a Pierre-Levée, la brigata che fian cherrcria la divisione. d'Espeuilles è attaccata dalla brigata del generale Thornton. << Il generale d'Espeuilles fa fronte a sinistra e sostiene immediatamente la sua briga ta. « La brigata ciel generale Thornton si ritira fra il ])osco della -Haute-Maison e la foresra del iVIans. << Il generale Thornton le rmwve incontro.
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. ,, Manovre e combattimento delle due divisioni sul terreno compreso fra Sancy-Coulomme, Villemareuil e la Haute-Maison. « Dopo il primo scontro, la divisione d'E;;peuilles si ritira per sca e>"!ioni nella direzione del cascinale di Epineuse. « Essa passa il torrente di questo .nome, e fa fronte al nemico fra, )es Fermiers-La Réthorée. « Combattimento di artiglieria fra le due divisioni. « La divisione Thornton passa il torrente. « La divisione d'Espeuilles si mette di nuovo in ritirata. « Le ostilità sono terminate. , « Conferenza fatta dal generale direttore agli ufficiali delle due· divisioni. « Sfilamento. « Affinchè questi differenti movimenti possano esegu1rs1 m tempo. opportuno, la testa di colonna della briiata che fiancheggia la divisione d'Espeuilles dovrà arrivare a Ouies verso le 1O 1/ ,. << La testa di Cùlonna del grosso del generale d'Espeuilles si tro-· verà alla stessa ora al Grand-Courrois. << La brigata inviata in ricogu'izione dalla divisione Thornton iniziarà il suo attacco verso le 1O 1/ , . « Il grosso di questa divisione dovrà trovarsi al più tardi allastessa ora sulla linea Coulomme-Sancy ii. Come si rileva da queste prescrizioni, nelle quali sono tassativamente stabilite tutte le singole fasi per le quali doveva passare l'intiera manovra, e dove è persino. prescritto quante e quali truppe saranno inviate iu ricognizi-one , i vari movimenti drr eseguirsi e l'ora alla quale. dovranno succedere gii attacchi, le furono manovre· affatto obbligate. Ed anzi furono obbligate in un senso ancora molto· più esteso cli quello ·che avvenga presso noi in simili manovre, poichè, come abbiamo detto, ogni ufficiale, essendogli stata rimessa una copia di que.sto Progra;rnma, conosceva già preventivamente, non solo le fasi delle manovre che dovevano svolgersi ma persino dovetrovavansi e come erano ripartite le trupve del partito avversario. Anche io queste manovre, del resto, si seguì il solito sistema adottato in Francia per tutte le grandi manovre, le quali , come è noto, sono sempre più o meno obbligate. Noi certamen te non vogliamo erigerci a censori di quànto si crede bene cli fare nell'esercito francese; tuttavia ci sia perme5so cli osservare che per l'istruzione dei generol i, per quella degl i stati maggiori, e pel completamento ·infine dell'istruzioue tattica delle truppe e degl~
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·ufficiali, che è il vero scqpo pel quale si eseguiscono le grandi manovre, riteniamo molto più proficuo il nostro sistema, il qualè lascia la massima iniziativa ai comandanti di - partito e che le azioni si :svolgano, per quanto è p.ossibi.Je, analogamente a quanto accadrebbe in vera guerra. Nel caso concreto poi di manovre, dalle qual i volevansi trarre pratiche deduzioni dal nuovo sistema di e:,plorazione ideato dal generale ·Galliffet, uon ci pai'e proprio fosse il caso- di manovre ·obbligate. In generale i periodici militari francesi, che parlarono di queste · manovre, se ue mostrarono assai soddisfatti; a noi però résta il dubbio ..che le medesime possano bastare per accertare il vero valore di ,.ques_to nuovo metodo di avanscoperta, perchè quando tutto è preventivamente stabilito ci pare sia assai difficile emergano sia i van,taggi sia gli inconvenienti del medesimo. Quello che è certo, è che il generale Galliffet, direttore delle mamovre si dimostrò un'abile ed intelligente comandante cli cavalleria, per il modo col quale combinò l'andamento generale delle esercita:.zioni e ne sorvegliò l'esecuzione.
MARZIALE. BIANCHI D'ADDA
Capitano di cavalleria.
LI 8 R I E F?·E R 1'·0 D I OI
Cavale1•ie r,•a11,cai,se, caval~rie tdle,,..atitle 18'1018119 par Ch. VIT'r RÉ, chef d'escadrons au 16° rég,iment ,
De
de chasseurs. -
Paris Dumaine 1880.
Innumerevoli sono le opere e gli articoli di giornali e di rmste militari, nei quali fu svolto in questi ultimi anni l'importante tema impreso ora a trattare dal maggiore De Vittré. Tltttavia non hani un'.opera la quale abbra~ci l'intiero argomento, ed in particolar modo manca un lavoro affatto imparziale nel quale 'siano narrate le opera,zioni della cavalleria nella campagna del 1870- 7,t,. Non è a dire che facciano difeHo gli elementi necessari per la sua compilazione, imperocchè nelle recenti pubblicazioni, massime tèd.esche relative alla cavalleria, ,,i possono trovare tutti i particolari necessari. · Il maggiore De Vittré si sobbarcò a questa difficile impresa, ma nel fatto il suo la,,oro riuscì monco ed incoll)pleto per aver voluto restrin()'ere in limiti troppo angusti una materia riccliissima, e che dopo· 0 tutt.o quanto fu scritto ultimamente, sarebbe stato mestieri di svisce rare ne'suoi più minuti particolari . IL libro si divide in clue pa1·ti : nella, prima di esse si fa un 1:affronto comparativo fra la cavalleria francese e la tedesca. A questo ri()'uardo l'autore non ùi fornisce che quelle notizie generali, note su p!r giù a tutti; si occupa cioè del' numero dei reggimenti, del loro armamento, del materiale dei cavalli, dell'istruzione mii ili tare e dell'educazione morale e tutto ciò in via affatto sommaria-; mentre specialmente nello studio delle condizioni delle due cavallerie nel ~ 879 gli era aperto un vastissimo campo in cui · spigolare. Egli
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a~ev~ o_ccasion~ ~i accenn_are· alla· ~oluzione data alle principali quist1001 r1flettentt l arma d1 cavalleria che cosi soventi furono ventilate negli ultimi tempi, e segnatamente a quelle relative all'ordinamento, all'istruzione tattica, aI servizio di avanscoperta, alle norme e pre~crizi~ni per il combattimento dei grossi corpi di cavalleria, soggetti tutti che vennero appena sfiorati e taluni anche affatto dimenticati. Dubitiamo perciò grandemente che il quadro tracciato dal De Vittré sia sufficiente a porgere un'esatl-a nozione delle vere condizioni attuali di quelle due cavallerie. Nella seconda parte l'autore si occupa dell'impiego della cavalleria tedesca e della fran cese dal principio della campagna sino ali' investimento di Metz, prendendo in esame particolarmente gli auacchi di cavalleria compiutisi nelle battaglie di Worth e di Rezonville. Rispetto al serviiio di esplorazione, che è pure il più importante, disimpegnato dalla cavalleria tedesca in quella campagna, l' autore non entra in alcun particolare, e rende conto soltanto dell'estensione della fronte e della profondità delle divisioni di cavalleria nelle singole giornate. Così, per esempio, egli scrive: <e 1° Agosto. Cavalleria: Reischenbach-Baùmholder-Anwei ler; estensione della fronte 68 chilometri. - Fanteria: Meisenbeim-Durkeim: a 30 chilometri dietro la cavalleria. 2. Agosto. Cavalleria: Tholcy-Pirmascns; esteusionc della fronte 5,1 chilometri. Fanteria: Ofienbach-Kaiserlautern; a i8 chilometri · dietro la cavalleria . » E questo invero ci sembra poco. Meritano per altro di essere ricordate le considerazioni dedotte d:ii dati sopra riferiti , poichò in esse sono riassuute le ideo oggidì più diffuse intorno al servizio di esplorazione , sebbene anch'esso non vadano esenti dal difetto d'essere troppo brevi e succinte. Nella narrazione poi della parte presa dalla cava lleria nelle battaglie, il De Viuré si allontana alquanto da quella imparzialii.à di cu i dà prova in tutte le pagine del suo libro, e sebbene vi abbondino gli elogi al valore dei reggimenti tedeschi , non fanno difetto le aspre censure. l\Iontro egli trova parole por giustificare le cnriche dei CO·· razzieri francesi a Worth, e mettere in rilievo che, sia a Reischoffen sia a Morsbronn la cavalleria francese si era sagrifìcata per In sua fanteria spos~ata a fìne di rendere possibile la ritirata, giudicando che : cc cette cavalcrie n'a fait que son devoir et nos chefs ont bien agi en la prccipitant au plns fort du danger, » il che è assai disculibile; le cariche per contro della ca,,alleria tedesca nella giornata del 46 agosto sono quasi tutto severamente giudicate. Persino il noto attacco della brigata Bredow è qualificato come trn'in:presa da pazzi; e la grande
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E PERIODICI
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carica che ebbe luogo verso sera tra la brigata Barby e i numerosi reggimenti francesi accorsi al combattimento, non terminò colla vittoria dei Tedeschi, ma fu un engagement indéois, come del resto è una vittoria francese, secondo l'autore, la battaglia di Rezonville. E notisi che il De VitLré non entra in alcun parLicolarc relativo agli attacchi e che non consultò affauo il pregevole lavoro del tenente colounello v. Kahler La cci-oalleria alla battaglia di Vion:oille, nel quale avrebbe tro' vato tutte le notizie desiderabili, alcune delle quali probabilmente avrebbero giovato a modificare i suoi apprezzamenti. Riconosciamo per altro che la maggior parto degli appunti mossi dal De Vittré all'impiego della cn valleria tedesca sono giustissimi : così non ha\fvi dubbio ch'essa avrebbe operato in miglior modo, se non avesse perduto il contatto col nemico dopo le battaglie di Worth, di Spichercn e di Rczonville. E conveniamo pienamente che l'impiego della cava lleria nelle giornate di Spicheren e di Gravelotte (tentativo del reggimenlO ussari di Brunswick a Spicheren e della ~~divisione di cavalleria a Gravelotte) si presti, e giustamente, a censuro; ma che dovrebbosi dire allora dell'inazione quasi costante della cavalleria francese, o del modo col quale fu impiegata allorchè fu chiamata ad agire? È vero che il Dc Vittré, parlando della propria cavalleria, biasima abbastanza :;everamente l'impiego che ne venne fatto: e d'altra parte, so talvolta procura di attenuare gli errori commessi, o si dichiara incompetente a giudicare, difficilmente si può fargliene torto. Ma appunto per questo egli avrcl.JLe dovuto mantcnet·si sempre nel campo sereno dell'imparzialitit, o poichè ammett.e che: « la cavalleria tedesca nella marcia dalla Sarna alla Mosella, aveva ben meritato della sua patria, e che il còmpito èla essa sostenuto nella giornata del 19 agosto è dei più glorio::i », perchè dimostrare una specie di premura per rintracciare occasioni cli criticare l'operatn di quella brava cavalleria, por la quale ad ogni momento l'autore stesso è costretto ad avere parole di elogio? Non furono forse lo operazioni cle'cavalicri tedeschi nel periodo preso in esame dall'autore, dalle quali si dedusse l' impiego futuro della cavalleri(l in guerra? È proprio mestieri conchiudere che il De Yittré ~on ha tMuto sufficiente conto di tutto questo. .Le molte osservazioni che fanno seguito alla narrazione cl'ogni fatto importaute, o di ciascun capitolo, hanno un cerio valore e costituiscono la parte più interessante del libro, sebbene siano µna ripetizione di quanto fu già serino in proposito, nè contengano alcuna deduzione e proposta nuova. Ciò poi che non comprendiamo è che l'autore citi 1
..t.NNO XXY, VOL, l ,
E P ERIODICI LT,BRI 438 ad ogni tratto brani della Guer·m del 1870-71 del Borbstàdt, mentre . egli stesso a\lvei;te Gon una nota, che detta opera venne pubblicata, nel ~87r 1- 72; cioè in m1'op0Ga nella quale i documenti erano ancora poco abbonrlanti, e poco precisi, nè erano calmate lo passioni. Ma allora perchè prendere da que1 libro tante citazioni, per darsi la pena di courutarle,. mentre la stessa Relazione ufficiale della guerra franco-germanica ha rettificato per la maggior parte le notizie erronee o meno che esatte ? · In conclusione questa nuova pubblicazione intorno alle cavallerie francese o tedesca è indubbiamente notevole, o sebben1'l sia troppo breve, non tratti a fondo alcuna queslione, purluttavia per questo suo stesso difetto riuscirà utile per i molti dati e notizie che vi sono rticcolte, e· che per rintracciare bisognerebbe , cercare in un grande numero di opere. Sarit in special modo vantaggiosa · agli ufficiali di cavalleria , i quali nella ricca materia appena sfiorata dall'autore, troveranno un vasto campo di studio. 1
Science, art qt philosophie, mathérnatiques, sciences physiques et naturelles, sci"ences sociales, art de la guerre: par H. GIRARD, capitain
l,a 1111.ilosopl,:ie scie,di/iq·, ,e -
du génie -
P aris Bruxelles - 1880.
Lo studio dell'umano pensiero nelle sue mani festazioni scientifiche e nel suo intimo nesso coi fenom eni del mondo esteriore. fatto in tempi di matura libertà·, quando cioè si vede in rovina il fantastico edificio su cui convOni\ionali sistemi si sforzarono per tanti secoli a tenervi immobi le il sa pere, deve con passo più sicuì·o conclnrre a scoprire le vere leggi effettrici del progresso. Ed è questo l'a.rduo còmpito eh~ l'autore si p1'opone sern pliccmente d'iniziare, gettando l'adctent,ellato d1 tma fil osofia generale sicura, procurando di determinare la costit.uzion~ scientifica della conoscenza, e di risolvere alcuni problemi dei quah Ìnvano si preoccuparono finora i dotti. L'opera che esaminiamo è filosofica e scientifica ad un tempo, perchè tende a far vedere l'intimo legame che passa tra la fi losofia e tutte le scienze, abbracciandole nella sintetica· idea cli un'unica concezione fondamentale. Quindi non mira ad alcuna specialità, ma si rivolge a tutti
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'i pensatori che. pongono la ricerca del vero al di sopra dei pregiudizi ,e dei sistemi, .ed è interessante anche per una buona parte dei militari, ,ossia per quella che si dedica a studi profondi ed elevati . Però essa sorvola percorrendo spazi infiniti; idealità assai generiche ,per quanto reali, ed in questa via dovremo pur metterci a fine di seguirne le tracce ad una certa distanza . L'autore volendo avere per punto di partenza i fatti , ne interroga :Ja storia, ma non perde di vista le cause che influirono a fa11 pre~ferìre alla filosofia il mondo delle idee; e spiega pérchè il soggettivismo fu primigenio, ossia come avvenne che la manifestazione trascendentale precedette la scientifica, non potendo quest'ultima essere fondata che sopra dati certi di una scienza già perfezionata . Nondimeno ricorda che 2.2. secoli fa il celebre fi losofo di Stagira aveva scoperto il dedalo in cui si aggirava lo spirito umano; ma ricoQ.osce che, assai dopo, tanto l'I'Mtauratio magna di Bacone, quauto le opere di Descartes, benchè molto facessero per trarnelo, vi rimasero pnr esse abbagliate ,dalla dialettica e dall'ideologia . .Non così però giudica dei nostri tempi, , ai quali concede lutto il merito di aver fatto sparire gli ostacoli che impedivano il libero cammino all~ filosofiil, pervenuta al suo perfe·tionamento con Hegel e con Aug. .Cornte; quantunque l'uno l'abbia elevata nel campo trascendentale, l'alLro, forse con troppo esclnsivìsmo, fo quel lo positivo. Eppure nell'accennare i vasti orizzonti percorsi dalla scienza nelle ,sue varie evoh1zioni , . avrebbe dovuto dire di quel sommo vertice cui essa pervenne in tutta la sua grandezza con la filosofia applicata alla ·fisica, alla meccanica , alla astronomia a tutto lo scibile del xvr secolo per opera cli un solo ingegno, di Galileo, che scopritore delle vere :Jeggi dell'universo dava il tracollo alla fiiosofia scolastica, creava quella na turale ecl oggettiva , sanzionava col proprio martirio verità prima d'ì lui non mai comprese, donde è innegabile che emana il·carattere po·sitivo doli e odierne dottrine. Ma questa impor:tante lacuna non ' è certo sfuggita al la mente acuta ,e penetrante dell'egregio scrittore, ·meno preoccupato dì fare una sintesi -completa dei progressi scientifici, che pre11rnroso di esporre le sue os5ervaìioni, informate quasi sempre ad una il luminata giustezza , spe,cialmente quando apprezza il valore dell'ideale metafisico , e dimostra la necessità di riconciliare la fi losofia con la scienza a vantaggio dello .svi luppo intellettuale dell'uomo. · Entrando in seguito senza fini preconcetti nell'esame delle idee egli .dichiara recisamente la nullità della' definizione, che giudica essere una.
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semplice traduzione di vocaboli so~tituiti da altri , un circolo vizioso; rnen-tre crede che soltanto le determinazione possa condurre alla completa, conoscenza c;ia di una idea sia di un fatto. Opinione ardita ed in apparenza paradossale, se si consideri impof>sibile di potere con semplicità e chiarezza giungere a determinare, le conoscenze; ma che trova tutto, il suo appoggio nell'altra del Campanella, il quale riteneva che Ja. definizione di una scienza, come suo fine e compendio fosse assegnabile solo dopo di averne compiuto lo studio . Aggiungasi che l'autore spiega il suo concetto felicemente, perchè la determinazione di una cosa , anzichè cercarla nella propria intelligenza, vuole trovarla nei rapporti· naturali dei fatti, e così vasta da comprendere in sè medesima le definizioni date 1sull'oggetto dai dotti più stimati, onde possa soddisfare tutti gli spiriti seri. E da que,to punto di partenza muove con la sua critica acuta per far pa lese, che molte delle scienze particolari non offrono che un complesso di idee soggettive, tanto diverse le une d(lll'altre, quanto rnoltiplice è l'inclinazione e l'indole dell'umano ingegno. Però crediamo che ancora egli non vada esente di una certa astruserìa sistematica, quando prende a determinare la conoscenza ; quaiùnnque nulla ci sia lecito di opporre a .proclamarla la concordanza fm ,;,zsoggetto e l'oggetto, ossia fra l'essere pensante e ciò che esiste fuori di lui. Invece più faci li a intendersi sono le considerazioni sul vero· concetto della fi losofia, scevra da tutte quelle fantasmagori e contro le· cruali protesta il genio positivo dell'umanità, e coordinata allo scopo cli perfezionare l'intelligenza . Ma la prima ricerca dello studio cli una scienza è di determinarein modo preciso e distinto il suo oggetto, per poi st.abilire i principii di essa e scoprirne le proprietà e relazioni. E per far ciò l'autore esamina prima Ja divergenza delle idee fi losofiche più autorevoli, e vi riscontra in un sol punto un comune accordo, vale a dire nell'ammettere che la filosofia scientifica ù nella scienza, senza confondersi con essa; nel riconoscerla infine corne siti test, determinazione de!l'entiti.t scientifica, e metodo in pari tempo . Però gli sembra che una tale JlJosofìa sia tutta soggettiva e mutabile, mentre deve essere un ele-mento certo e necessario del lavoro, dello sforzo che fa !'nomo verso la conoscenza delle cosfl. Cosicchè giudica opportuno cli doverla determina1;e altrimenti, facendo vedere che essa è il mezzo di stabilire la concordanza fra le idee ed i fatti , di aggrupparle e' porle in ordine. Dopo cli che ritiene di a,·er fondata questa determinazione sulla realtà del mondo esteriore, sull'esistenza dell'idea uri.l'uomo e sull'accertamento di una relazione stabilita tra questi due termini; rapprcsen-
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441 tando la filosofia scientifica come un albero, il cui tronco è formato <dalla filosofia centrale; ogni braccio principale dalla filosofia di un gruppo di date scienze affine; ed ogni ramo da queJJa di ciascuna scienza speciale. Ma assai più che queste clist.inzioni, le quali a parer nostro ricor,d~ne alquanto I~ prevalenza del metodo speculativ~ comune, son degne d1 nota_ le sue ric~rche fi l9sr>fiche istituite al lume dell'esperienza, con I~ qu_al1 sco_pre gli errori e le anfibologie che si perpetuarono fino ai g10rni nostn, anche nelle scienze così dette es!ltte, non che nell'arte ~ella _gue_rra . Tuttavia ~ a dep_l~rare che non si estenda mol~o nel~ ap~l'.caz10ne delle_su~ idee positive, e che le accenni appena, attratto m p111 elevate regioni dalla forza del su? tema di carattere troppo universale. Compiuta così l'introduzione dove svolge la sua vasta tela l'autore passa alla prima parte dell'opera . · .. Il problem_a ?be. a~zitntto si affaccia al suo spirito è uno cli quelli mtor~o a c~1 ~1 a~at1caro~o,_ fors.e senza gran frutto, dourinari, pensa!or1_spregmd1cat.1. e specialisti allo .sco po di definire la precisa cleli~1t~z10ne tra la .scienza e l'arte. Perciò ci troviamo una volta dippiù <di Jronte alle solite controversie sulla questione, se la guerra sia un arte od una scienza. Egli si crede in dovere di slanciarvisi in mezzo pe_r _troncarle. _Ed in vero ingégnoso è il modo con cui ne pone i terrnm1, tra~ncl_oh_ dal ~ar'.1ttere universale anzi unico che ha1mo cjueste due creaz1pn1, lll cu, si versa tutta l'attività umana, le quali .s'illu.minano a vicenda e vivono in un intimo connubio. . La scienza egli dice non può chiamarsi nè esa tta, nè inesatta nè positiva, nè negativn, e$,e è una, è la vera antitesi del pr~criudizio -e dell'errore. Così l'arte è una cioè L\n'iclea divenùta fatto pe~ mezzo <lella sua azione sull'organismo, il quale a sua Yol ta trasforma l'obbiettivo ad immagine dell'idea . Ecco perchè non havvi scienza senz'arte, :nè arte senza scienza, donde pure la difficoltù di distinguerle separatamente. La musica stessa riposa sulla scienza dell'armonia, e le combinazioni strategiche e tattiche le più audaci cli Napoleone riposavano sulla .più perfeua scienza di tutti i fattori che potevano inflnire al successo. Ma quando l'arte e la scienza sono allo stato rudimentale, si ha invece il mestiere, dote comune alla maggior parte degli uomini, dall'operaio .al gflnerale che eseguisce bene al fnoco gli ordini ricevuti. A tali partizioni d'altronde non è egli condott.o da spir ito metafisico ,s ì bene dal desiderio di vedere applicate queste sue vedute filosofiche
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E PERIODICI LJBHI 442 allo sviluppo intellettuale di un esercito; essemlo a suo avviso neces~ sario d'insegnare nei corpi il mestiere, che è suffic iente pei sottuffi-· ciali e soldati ; la scienza nelle scuole atte a formare gli ufficia li, i quali debb~no avere una conoscenza completa cli tutto ciò che si riferisce alla loro profess,ione; l'arte infine uegl'istituti militari superiori .. Però lo studio dei fatti , l'alto concetto del sapere acquistato con grandi sforzi, non lo affascina sì, da non riconoscere che chi ha la respon.,;abilità della gloria o della disfatta cli un popolo debba esser· dotato cli qualche cosa cli più alto, che non si acquista, ma si ha dalla natura , il genio. ~ con questa potenza infatti che dopo cli aver riunito, ne lle proprie mani tutti gli elementi materiali della guerra, nomini, armi, ordinamenti adatti, bisogna con grande intuizione del l'opportuni tà creare una nuova tattica, sconvolgere i calco.li sistematici del-· l'avversario, avvincere a sè la villoria, che fugge capricciosa come la - fortuna . Però nel l'esame storico della tattica dai Romani ai giorni nostri ap'[)lica i suoi priucipii con soverchia preoccupazione dell'arte dei sommi capitani, e nello studiare le cause dei grandi mutamenti in essa, se· .rende da una parte omaggio al progresso delle scienze che perfezionarono i mezzi di comba ttere e le armi sopra ttutto, dall'altra non tiene abbastanza conto di una qnaotità cli elementi uecessari prima di giuclic.are in vera decadenza la tattica contemporanea . Abbandonato il campo pra tico ritorna alle indagini speculatiYc, ma ci duo le di non poter seguire l'autore in tutte le sue meditazioni sui ca1:atteri dell'obbiett.ivo scientifico e di quello trascendentale. Solo ci limiteremo ad accennare non potersi revocare in dubbio, che la legge scientifica universale abbia per base l'oggettivit"\ assoluta della materia della conoscenza; poichè se altrimenti fosse si correrebbe rischio, <l'iciamolo. pure, di attribuire alla scienza tutti i difetti del mezzo con cui l'uomo può studiare il mondo e,,teriore. E cosi dobbiamo lasciare pure le classificazioni delle cause e la determinazione della loro natura, perchè ci condurrebbe ad un_ 9same assai dillìcilc e lnn.go, senza poter sfuggire di evocare controver,,ie, c;he nessun fi l9solo o scienziato ha finora risolute in modo soddisfacente ed utile. Notiamo ~uttavia qualche particolarità dei suoi principii. Negli assiomi_ e~·eclitati dalla logica grec.a, tal i e quali sono, cioè ridotti alla s1gn'.~cazionc di pura identit/1, egli non vede che l'assurdo e la verbo~ita. Ma liberandoli dalla fo nna dialettica, riducendoli alla conoscenza chrnra, pronta e fac;ile di un fo tto, che chiama fonda mentale, possono a suo, parere t.ornare vèrameutc pti li alla :;;cienza. E lo stesso afferma delleo
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definizioni, alle qual i vorrebbe sostituire l'uso dei semplici vocabol~ più ùniversalmcnte intesi. Nè meno assol~to _è n_el _c~~battere ~e cosi dette nozioni prime, le comuni, i postulati, 1 prmc1pn, le leggi.tant~ spesso invocate, tutto il sistema di ragionamento usato da Euclide a1 tempi attuali . . .. . Indi a tener sempre più lon tano gli errori ed arb1tru del soggettivismo non ammette va lore•scientifìco, e questo neppure -assoluto, che nei soli principii fondati sulla conoscenza delle casualità, dimo&trando che quelli i qual i non derivano da essa, furono dovunque presto o tardi rovesciati dagli avvenimenti . . Infa tti l'antica fortificazione pa%eggiera , mentre pareva giunta al suo massimo pefozionamento dopo due _secoli di c~nt(n~i sfo~'zi , ca_dd_(), nel ,1870-7,1 col suo codice composto d1 sette prmc1 p11 , dei C[tiah li primo stabili va che « lo sviluppo di un tri~1ceramento dovessi:\ es~ere proporzionato al numero dei difensori >> Assioma _falso a suo ~vv1so , poichè il numero cli questo è un fattore non solo cl1y enden te dall estensione del trinceramento, ma anche dal valore pass1vo ciel! ostacolo, dal valore attivo delle armi impiegate per la difesa e delle c0ndizioni tattiche genera li di questa. . . . . Dove per altro si slancia ardito alla ~'1cerca di .nuove leggi tondate sulla natura anche per la geometria, scienza eminentemente pu_ra , è nell'applicaziont; delle sue idee alla scienza dello s?azio, squar~iando il velo misterioso che si pretende g<rneralmeute di gettare sui pro11ressi dello :;piri10 umano, procurando in pal'i tempo di raccogliere ie forze di tutti gl'ingegni allo scopo di rendere il più comune possibile la conoscenza . Riguardo alle azioni di guerra dimostra altresì come sia applicabi~e ad ·esse il ,principio della causa lita, il quale consiste da nna parte~ rn uu insieme di fatti variabili secondo le epoche, come l'ordinamento degli eserciti, le armi, i ,metodi d' istruzione, e dall'altra ~n u_u'id~a concepita dal generale in capo e modifi cata dall'infl~1enza ~1 e~s1 fatti: Tali sono gli elementi che add ita al principale st~1c~10 _da la~·s1_d.a chi vuol porre una solida ba~e alle sue co?nizi?n) militari, e li cl1~t'.n~ue iu . fatti citt1wbi e fatt'i storici, nei quah ult1m1 le cause creatnc1 llltervengono per produrre le causalità. Così i canno_ni ~rupp a s~o ~vviso il reclutamento, il servizio personale, l'orgarnzzazwne ammirabile clell', esercito prnssiano sono fatti attuali del periodo , di cui le battao-Jie di Worth e di Sedan ~ono i fatti storici. Nella seconda parte il sirgnor G-ir,arcl ana lizza i diversi metodi d'i nvestigazione particolari alle varie scienze, e cerca di scoprire in esse 1
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caratteri comuni, respingendo tutte le puerili affermazioni della filoso~a che ha finora lusingato le orgogliose tendenze umane. Quindi spiega che cosa sia l'ipotesi scientifica e la metafisica, studia i mezzi per conoscere, sviscera la critica storica, la quale pur troppo si vede soven te falsata dalla ignoranza delle sue leggi, dallo spirito di sistema , dall'amor proprio nazionale. Ma poichè ci tarda di dover dire qualche cosa . anche della terza parte di questo li,bro, notiamo di volo che essa non è meno importante delle prncedenti, sia per la difficoltà della materia che vi si tratta, sia per la maniera franca e decisa con cui l'autore continua ad esporre: le sue idee; alle quali, siamo certi, avrebbe dato più largo svolgmiento, soprattutto nel campo positivo, se non avesse dovuto impiegare la maggior parte del suo lavoro a spianar loro la via, combattendo giudizi ed opinioni più universalmente accetti. In fatti la sintesi di cui vi si tratta, essendo proprietà esclusiva dello spirito umano, senza la quale non potrebbe esservi vera scienza, è tale argomento, che a volerne studiare tutte le parti e mostrarne le sue infinite applicazioni al rinnovamento dello scibile in genere, richiederebbe per sè sola un'opera vasta e profonda. Ma egli si limita a determinarla, a far vedere come essa proceda nel classare ed aggruppare le conoscenze, quali ne siano le leggi, come si debba tener lontana . dai' comuni sistemi; i quali consistono in una incomplet.a conoscenza del soggetto e nella pretesa di voler fare entrare in essa ciò che spontaneamente non può appartenervi. Infine visti i rapidi proo-ressi della civiltà' che accumula a gran monte lo scibile, conclude so~tenendo la necessità di' rinnovare la scienza, e distribuirla in giuste parti, assegnandone una scala graduata. · E così, stretti dallo spazio, abbiamo terminato l'esame di questa opera, senza correre dietro a pregiudizi e con la sola fede del civile progresso, quihdi rendiamo meritata }ode aH'autore che con inirerruo IJro"' è) fondo, positivo e robusto ha saputo ideare un lavoro, il cui solo titolo avrebbe sgomentato mol.te menti agguerrite nelle. clifficolt.à della scienza. Non v'ha dubbio, la Philosophie scientifìque è un libro importante, che getta mol ta luce sul vero oggetto, cui debbono convergere le investigazioni del pensiero umano, costretto per molti secoli a fluttuare in mil le. incertezze e fantasticherie pr9terve. Ma i problemi che si p1;esentano allo studio dell'autore sono appena in parte determinati, aspettando dal tempo e da comuni sforzi la loro possibile soluzione. Egli ha voluto tracciare una nuova via alle idee filosofiche, presentarle in una sintesi scientifica, per poi procedere con altri lavori nell'applica-
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zione cli esse scienze speciali, come alle matematiche ed all'arte della guerra. Ora per quanto non si possa negare che talune sue considerazioni siano talvolta trasportate in un campo che non somigliando a quello dell'ordinaria metafisica, tuttavia vi si trova molto d'appresso; è certo che un'opera come quest.a sarà sempre utile agli nomini dotti. Noi le abbiamo dedicate queste pagine nella Rivista Militar·e, sia per l'attinenza che essa ha con la scienza della guerra, sia perchè serve come prolusione alle altre opere promesse dall'egregio scrittore, le quali ci potranno dare una giusta idea del modo con cui bisogna applicare le sue teorie all'arte di combattere, ed al mezzo cli studiarla.
Journal des sciences nailitaires, -
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naio e febbraio - P arigi, Dumain"l 1880. L'antica Roma, la, sna grandezza e. decadenza spiegata con le trasfornw,z ioni del/esile i.stituzioni. - (Fine). Generale FAVÈ. - Alle
vittorie ed alla potenza di Roma succedono le calamità, gl'insopportabili pesi pei cittadini, l'epoca triste della schiavitù. L'autore esamina le cause che . influirono a crearla, e narrate le turbolenze per la successionè dell'impero, passa a dimostrare le difficoltà del reclutamento delle truppe; quindi col lume della critica e della fi lologìa procede nello studio della città; così detta per antonomasia, e della sna amministrazione, non che delle amministrazioni locali . Spiega il significato di alcune leggi teodosiane, male interpetrate dai posteri secondo lui, fa conoscer(3 l'ordinamento delle corporazioni operaie, e tratteggiando il quadro della rovina delle provincie, prepara quello della caduta dell'impero d'occidente. Ecco le sue conclusioni. Per la guerra l'impero romano fu grande, per· essa fu smembrato, e i barbari soffocarono la civiltà. Una nazione per evitare i disastri che possono opprimerla, deve avere un forte ordinamento militare pronto ad agire. La sua sicurezza esige ch e essa cerchi con ogni lavoro assiduo che una potenza nemica non prenda il sopravvento, sia col migliorare i suoi congegni ~uerreschi, sia per qualche progresso realizzato in un'altra parte della scienza della ouerra ' giacchè la vittoria è stata S[.Jesso d·ecisa sul campo di battaglia, b dalle innovazioni fatte durante la pace.
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Studio stmtegico s,nlla frontiera de.l nord-est. - 1u una precedente monografia sulle stradtl ferrate tedesche e francesi e della qtta le fece ç@ll'QO .la /livista Mribitare ( 11), l'autore :vo11e dimostrare la necessità di qostruire (in F.rancia una rete fer:rpvia ria, atta a permettere il 1.rasporto delle ,tru,p,pe con la massima rapidità sulla Mosa e la Mosella, per imp,edjre i .mal i di una guerra d'invasione da parte cl.el la Germania. Su q~esta base ha ideato un possibile conc;eµtramenio delle forze francesi come segue. 1° Un forte esercito sulle alture a sinistra della Mosa da Dun ;illa linea ferra,ta Mezières- Rethel, all'altezza di Poix; :2.0 Un secondo esercito sulle coste della Lorena, a destra della ~iosa, da Dunsino a Hatton-Cbatel; 3° Potenti riserve nella vallata dell'Aisne, a Rethel, a Vougiers, e nella vallata della MosD, fra Dun e Verclun; 4° Infine un t.crzo esercito sulla Mosella , fra Pont-Saint-Vincent ed Epinal. Truppe di fortezze e territoria li nella piazza di Toni e negl'intervalli tra i forti Saint-Vincent si·no a Saint-Mihiel, dovrebbero stabilire il legame fra gli eserciti della Mosa e deJla Mosella. Se i :Francesi potess.oro coùcentrare a tempo un quarto esercito, esso dovrebbe trovarsi fra Reims e Chalons. . Secondo l'autore questo sistema impedirebbe la dispersione delle forze fotalissima nella guerra del 4870,-711, e coprirebbe tutte ;e communicazioni con Parigi od il sud della Francia . Nell'ipotesi di un att.acco riuscito contro il centro della linea di battaglia dei Francesi, fra Vorclun e Saint-Mihiel , egli crede che si dovrebbero ripiegare dalle coste della Lorena sulla seconda linea difensiva fra Reims r~ la Fère, per Je due rive dell'Aisne , sotto la protezione della piazza di Yerclun e dei forti costrutti fra la medesima e Saint-Mihiel. Quindi , prevede che la nuova posizione cieli'esercito francese della Mosella dovrebbe essere perpendicolare a questa linea llu viale, con la destra appoggiata ad Epinal , minacciando così le comunicazioni ~ell'esercito tedesco del l'Alzazia. Da ciò deduce l'importanza delle linee Ckalindr:ey-Neufchiìteau et Chalindrey- M:ireconrt da costruirsi con la più grande energia a doppio binario. Vuole aumentato il numero delle truppe nelle . città dell'Aisne e della ~iosa, visto il determinato rinforzo della guarnigione ~edesca di Metz. Se l'esercito germanico di lVIetz e T hionville, pur minacciando le
coste della Lorena, dirigesse Ja maggior parte delle sue f~rie verso il ~ud per \mirica quelle dell'Alsazia e tentare di rornyere la .l mea franc~se i;i s~d di Nancy, fra Pont-Saint-Vincent ecl Epn~al , stima probabile che i Francesi non possano dare una .seconda battaglia sulle alture a d~stra çlella Mosa, perchè questa seconda linea di difesa sarebb~ tr?ppo vicina (40 chilometri) alla prima, e perchè potrebbero essere girati a_ Neu:chateau. In lal caso Ja ritirata dell'esercito della Mos~lla verso 1.1 s.ud, a suo credere tornerebbe yaptaggiosa, ma a meno _eh u~a gravissim~ disfatta, bisognerebbe mantenere il collegarnento con ~p1~al'. clon~e si conserverebbe la pq~sibilità di minacciare le comumcazioru clell a:vver.sa rio con Strasbourg e l'Alsazia. . Lina terza ipotesi fa lo scrittore circa ~rn att.acco contro Il fianco a nord [)iù facile O probabile, vista la rete ten:,ov1ana Ledegca , ~he ~er, · condur:recrrandi massesullahneaAron· 1 I, nxem bou.rg, TI1 10nvI1le. : . mettedi donde san>.bbe a;cvole varcare la M:osa a Dun, Ste~ay, e.Mouzon. Cu} supposto ritiene che il miglior partito pei Francesi conitSterebbe nel resistere di fronte sulla sinistra della Ò'losa· fra St1-may ~ ?edan, mentre un esercito forte sboccando da Don, Verdun, Saint~Mthiel, ma~·c~r~b.be a schiere verso il nord per l'aitipiano di Voevre, respm?erc~he I e,:,eicito tedesco della :Nlosella sulle due piazze di Metz e Tlnonv1 lle e larebb~ un for te attacco contro il fianco delle linee german1c~10, allo scopo dt rompere le, loro comunicazio11i col Luxembourg ed ti Reno per la, vallata della Mosella. . . . . Ma se per ritardo nel concentramento l'offcn_s1va non fos:\?o~~tbtl~, 1 0 se l'esercito della riva sinistra della Mosa sub1~se d,el\e. gra, ?t,,fatte, i dne eserciti francesi del nord dovrebbero , seco~do I avv~~o del! a~ito.:~· ritirarsi simultaneamente, non ver_so la seconda lu10a cl, difesa di ·~ar10 1,, ma verso il sud per la zona compresa fra l'Aire e la ì\fosa. Col suo· studio egli ha voluto dimostrare : . . . . ,t O L'insufficiente densità, delle truppe _francesi nelle reg,om dell' Aisne e della l\iosa di fronte alle guarnigioni di Metz e Strahonrg · . . , rnento. rr·ancese fra Bar-le-Due, ~o Il vantaggio d1 un grane1e coucen tt a Nancv Epinal la piazza di Verdùn e i forti della Mosa. . ' •30' La grande ' · dom1mo . · · eIeIl e ferrovie a Meuti li tà di un solido zierès. 4o L'importanza della piazza di Toul. 50 La convenienza di una testa di ponte al confluente. della M~urthe. 60 La necessità di prendere Epinal come punto d1 appoggio della destra di tutti i concentramenti. . . . 1~ L'etlìcace aiuto che in tale ipotesi si riceverebbe dai forti. dell'Alta- ì\fosella e dal fronte Belfort- 1\iontbéliard.
(1) Fascicolo di luglio 1879.
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8° I\ bi_so_gno di ~ma linea ferrata a doppio binario allo scopo di collegare I ar1g1 alla regione Toul-Nancy-Luneville, per Provins, Troyes Joinville·e Pont-Saint-Vincent. ' 9° Infine la necessità di stabilire nelle principali città del centro, Bour~es, Ne~e:s, Moulins, Dijon grandi piazze di depositi capaci di supplire Parigi, nel caso che non potesse più essere la base del. l'esercito. Il t'iro della fanteria alle grandi distanze. - Vi si stabilisce il limite inferiore di esse a 600 metri, il massimo a 1 ~00 pel tiro su grandi masse. Dopo un cenno sulla traiettoria media si passa ad analizzare la probabilit.à di colpire nel se.gno. A 2.00 metri è calcolata al 50 ofo· quindi per avere un effetto istantaneo, ciò che è indispensabile ' i~ guerra, bisognerebbe dirigere allo scopo delle dimensioni di un uomo ! colpi di due fuci li nello ~te~sò tempo . Se a 300 metri si colpisse 11 2.0 ¼ , sarebbe necessario trarre sul segno con quattro fociìi contemporaneamente. A 600 metri, ottenendo il 3,3 ¼ in media, ci vorrebbero 35 fucili per col pire l'oggetto. . Oltre i 600 metri lo scopo deve avere una superfi cie più grande d1 quella dell'uomo; e la riuscita dei tiri è maggiore. Così a 800 metri, se si concentra i I fuoco cli ,105 uomini sopra una squadra, in due minuti essa avrà perduto la meta della sua forza. Per la guerra si crede utile di prendere come uuità di ·azione la compagnia in catena, cioè ·I 00 uom ini. Si consiglia di non sparpagliar~ i fuochi, ma cli concentrarli , a tempo; cogliendo le propizie occas10ni nelle quali l'avversario si scopre ; tra i fu och i collettivi si dà la preferenza a cruelli di squadra, un plotone su due righe; ma essi mancano di rapidità, secondo lo scrittore, che perciò propone il fuoco di sezione o di mezza !-ezioue. Dimostra poi , come del resto è ben noto, che in guerra tutte le specie di fuochi si trasformano in quelli a volontà, i quali offrono maggiori vantaggi degl i altri . Continua ad esaminare i risultati del tiro alle grandi distanze sopra una sezione, una compagnia in linea od in colouna, una batteria, uno squadrone, e si ferma a considerare le condizioni del tiro aJ poliaono v ed in guerra . Le me dell'India (Fine). Massimo .~egrand. - Riprende iI suo lavoro con alcune considerazioni sugli effetti delle ;,coperte di Vasco -di Gama e Magellano, espone il progetto di Leibnitz sulla conquista della vallata del Nilo per favori re il commercio orien tale, e il gran disegno di Napoleone d'impadronirsi dell'Egi tto per base di una cam·pagna nell'India. Ricorda gli sforzi delle nazioni occidentali nei secoli
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scorsi dirette a superare le vie marittime del cap? di B~ona Speranza, del cau8 Je di Snez della Siria e del Golfo Pernco, e ncordando c_om_e le terrestri dell'oriente fossero dimenticate, rivendica alla Russia 1! merito di averle conquistate, con l'occupazione di Samarcande e d1 Kiva. Descrive le antiche regioni, culla dell'umanità, e fa un .breve quadro storico delle rivalità ed' ambizioni che si contesero e s1 contendono tuttora il dominio del Turkest.an. · Educaz-ione morale del soldato. - Colonnello çoRsr: --:- . La cava,ller·i,a ed il servizio di esplorazione. - E una crtt1ca del reoolamento francese in vicrore dal 27 giugno 1876, nel quale, secondo ~hi la fa , è consacrato il principio di un soverchio sparpagliamento della forza della divisione. Nota sul mezzo di acoresce1·e il potere perforan te dei proiettil'i 'Ìtn(r11;ngrmti, aumentandone la densità. - Colonnello THORY. - Ha lo
scopo di esporre un mezzo pratico ~er a1:mentar~ la pot:nza dell~ bocche da fuoco, senza acccrescerne il calibro, ne la l'.rn<>_hezz~ _de~ proiettili, cioè facendoli di ghisa ~ di ~cci~io vuoti e poscia nemp1t1 d1 piombo, metallo più denso di altn e cl1 mm~r costo. . . Stiidi sull'anti ca contabilità della Fr11;1u:ia . Conti generali del la guerra e della cnntabUità delle tn,1,ppe datror·ig~:i~ degli eserciti in Francia sino al XVITT secolo. Sotto intendente m1l1tare Coun-roT. Libri militari.
Le Spectat,~t11• irIUit,d,•e. -
braio . -
Fascicoli di gennaio e feb-
Parig i 1880.
Ai nostri lettori - HENUI Nomor. Il programma Jel 1880 - St . Le granlli 1nano·m·ed'aiitur1;no al2°corpo -EUGENT.O BnuNECHASSE. -
Comincia eia una breve descrir,ione ciel teatro delle maaovre, facendo risaltare l'importanza della zona ciel 2° cori:o d'ar~nata, _non solo _per la ·barriera c,lifensiva della Somma, ma bens1 per 11 ba~rno _s~pe:10re dell'Oise, verso la frontiera Ardenaise. Accenna le . d1$·pos1z1om del concentramento, analizza il problema delle marce m _can~pa~na, e quelle che condussero allo sviluppo delle dette eserc1taz10m. Per
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,c0ntro lod<t la formazione presa dàl corpo d'arn'lata il 2. ottobre c'o' 1 · · · a' costo l'una dell'altra, avente ognuna una ' bri-e ·Con I~ d ue d' . wt's1om ,g~'.a. m 1.a lmea; ed una i~. secon~·a, scaglionate in modo da poter se~ vir~ sia a prolungare la linea, sia come riserva del corpo d'armata. D_1?e riguardo ~lla1 fan_ter ia che' i capi hanno tl'atto da qu·esti eserciz i pm profitto dei soldat1. A:vrebbé vol utò' minore invariabilità nel con..: servare durante l'azione le disrantze fra .le schiere, che i rinforzi si fossero •a tempo fusi con' la catene ed i sostegni li avessero mer,fio secondati. N?n appr?va la_ distanza minima di' ,100 metri fra i due;artiti, poichè -crede che 1mped1sca la fase finale del sim11lato éombattiménto ed i contro~ .attacch·i; biasima la precipitazione di chi comanda truppe, e la mesco!rmz.a delle SCJl~~dre, e riconosce che i fuochi in generale furono beù re~olat1 ed eseguiti, n1alg!'ado· la presenza nelle file di molti uomini della riserva. ~ car:ciatori e piedf a suo avviso furo i10 bene adoperati come fìancheg~1at~n, per noi1 distrarre alcuna forza dai' reggirnent( e co~e parte dei d1svaccamenti misti. Deplora che' per l'artiglieria non esista ·un ' regolanienlO nella su•a organizzazione, Je sue manovre ed il .suo impiego . Gli sembra eh~· la caval'Jeria abbia cercato con ardore di porrè in pratica tutto il progranimà tracciatole dalla sua ultima is~ruzione, ma che le forze dei caval'li non l'abbiano sempre secondata. Dice che essa l~a un dilemma da risolvere assai cliffi'cile in guerra contro la fa~tcna; ~erchè se assalisce prendendo l'andatura rapida ,da lontano, 1 cavalli saranno senza compattezza e furia al momento del l'urto; se preferisce la i·apidità progressiva, è disordinata dal fuoco pri1?a . di arrivare a distanza di carica. Iùtorno al genio non fa osservaz1001, perc~è '.1on ebb~ alcuna parte cli lavori da compiere. La cavaller1,a in relazwne colle altre ar-rni. SEsro CAMPANIUS. Riassume la storia del servizio cli esplorazione di quest'arma e indaaa ~e cau!;e delta sua inferiorità nelle guerre del secondo impero, massin~e m ~nella del ·I ~70-7,1, neHa quale il suo còmpito, tranne qualche ~lonoso comb_att1ment~, f~ nullo. La più grave e principale crede che sia.. stata. la. cieca ,~pphcaz,one dell'antico regolamento. Enumera quindi le 1sti:L'.z1001 ed ordrnan~e che si emanarono dopo i disastri della Francia, ma r1t1~ne eh~ la ,ca ''.alleria non .abbia un metodo serio cortispondente ai tempi, ne sia progredita di un passo dal 1832. Raccomanda ,che s'inculchi le due serruenti reaoleo o ' 4a Necessità cli un rapido concentramento. 2° Separazione, per quanto possibile, tra il servizio di sicunizzza ,e quell6 cli esplorazione. L'autore spiega infine conie intenderebbe che fosser? applicati in :·pratica questi princi pii. 1
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La giustizia militare. Un ufficiale· superiore a, riposo. L'autore procede nel suo interessante lavoro descrivendo le attribuzioni ed i poteri del relatore, dimostrandone il nesso con quelli dei giudici istruutori dei tribunali criminali comuni. Dice che a tale carica debba eleggersi un militare, il quale per altro, dal momento in cui è chiamato ad esercitarla, è nell'obbligo di spogliarsi ciel carattere autoritario per dedicarsi tutto allo studio delle leggi, pur conservando lo spirito militare. , Biasima l'a.ttuale ordinamento, ,che non può dare se non mediocri relatori, e ne dimostra le ragioni. Sostiene la necessità di un corso di diritto militare nei corpi, e propone i rimedi per riparare a molti incoiivenientL Tbma a fondo dèl' modo di scegliere i giridÌci militari; 1 della loro qnalità, degli obblighi che essi hanno, e passa ad esaminare con eguale acume critico la carica di presidente ed i consigli di revisione. Cosi svo.lge una serie di proposte, entrando nei più minuti particolari degli impieghi della ginstizia militare,. e intorno alla pubhlicità delle sedute, ed alla difesa. Stndi delJ:eseroito francese: 1° Il1·eclutwmento. O: H . .:_ Vi si .esaminano gli effetti della legge 27 luglio 1872 la quale sanziona il principio dell'obbligo g~nerale al servizio militare; ma stante l'imperfetta sua appl icazione, specialmente a causa della lunga durata della permanenza sotto le armi, si ritiene che da essa legge non siasi potuto ricavare finora tntti i vantaggi che prometteva. Quindi si dimostra la necessità di ridurre a tre anni il tempo in cui le leve annue debbono rimanere nell'esercito stanziale. Non si spinge la pretesa sino a desiderare cli veder ristabilito in fatto il carattere di eguaglianza per tutti nell'obbligo militare, poichè molte esigenze della società e le ragioni economiche vi si oppongono, ma si accenna la maniera di avvicinarsi a questo ideale, per quanto possa essere permesso attualmente. Tuttavia si riconos.ce che non sarebbe possib.ile cl'incorporare tutto il contingente annuo, e si giudica indispensabile di mantenerne la divisione in due parti, una cioè che dovrebbe servire 'tre anni, l'altra un anno. S'indicano i modi con cui si dovrebbero fare i licenziamenti, e si fa il calcolo della forza permanente che si avrebbe col sistema proposto nell'articolo cli cui si tratta. Rignardo al volontariato di un anno, si vorrebbe ristretto il numero dei concorrenti. Ecco quali risultati danno queste proposte. Ooni cittadino dovr<}bbe servire nell'esercito attivo per tre anni. 0 Nella riserva di esso per quattro auni. Nell'esereito territoriale sei anni. Nella sua riserva sette anni.
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Jfemorie milita,ri del generale Jfa1·dy (continuazione). Notizie sull'atlante di Stieler - lVIAzEL.
Necrologie. Cronaca rnensile. R'im'.sta della stampa ·italiana e spagnuola -
Jtilu•6iiche1•
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SAINT
A UBIN .
tUe .1.lr:11aee unti .11a1•ine. -
Feb-
braio 1880. .Pa~·te presa dalla fa;nteria nell'a.ssedlio di St1·asbn1·go nel 1870 maggiore v. WEDLSTAEOT. - Continitazione e 'fine. 1 campi d'estate dell'ese1·cito ru.sso nel 1879 - tene.nte A. v. DaYGA~SKY. -Queste riunioni ebbero un interesse tutto ,speciale. LZt fantem: av~va da sperim~ntare i~ nuovo regolamento di manovra per i caccia ton, quello sul tiro, e I abbondante materiale da zappatori onde fu provvista: l'artiglieria i nuovi cannoni ; i battaglioni di riserva da · mostrare quanto si potesse sperare da loro, essendo chiamati a combattere in linea col resto dell'esercito attivo. Poi i generali più reputati, Gourko alla testa, pieni delle esperienze e dei ricordi della passata gr!e'.Ta det~ava~o i_strt'.zioni, d~van~ !ndirizzo agli esercizi: le ardenti polemiche sm pnuc1pah concetti tatt1c1, sul modo di procedere all'assal to doveano trovare una sanzione negli esperimenti su.,.li incruenti campi 0 di manovra. L'autore accenna alle istruzioni . del generale IGourko, enuncia in sommario quelle ancora più interessanti del generale Albendiski le quali hanno per scopo di spiegare i doveri del soldati d'un arme verso quelli d'un altra, e d'insegnare alla cavalleria lo spr:ezzo della fanteria, ed a C{Uesta di levare ogni timore nel vedersi venire addosso i cavalli . Per dare un indirizzo uniforme nelle manovre, secondo il nuovo regolameuto fu eseguito un esercizio eia un battaglione della guardia alla presenza degli uffici&li degli altri battaglioni . Il concetto era semplice : una marcia avanti, un cambiamento di fronte, e l'assalto di un nemico segnato e disposto presso Krasnoe-Sclo. Una colonna centrale si trasformò avanzando in due linee di compagnie in colonna di squadre ad intervalli di 200 passi, ed a distanza di 300 passi tra le linee. Avvicinandosi il nemico ogni compagnia di prima linea, spinse innanzi una
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squadra in catena. Ogni squadriglia occupò u~o s~azio di 30 pas~i ~imanendo orandi intervalli fra le squadre, e piccoli tra le squadnghe. Il nemico;;accolse questa marcia con un fuoco a grande distanza; r;na . le catene non risposero; si limitarono a gettarsi a terra, mentre che i sostegni_ si spiegavano senza comando. Così il battaglione si avanz~ fino ad 800 passi dal nemico senza far fuoco, fermandosi, e metten~os~ a terra di tempo in tempo. Senza attendere ordini i comandanti d1 compagnia riforzavano con un altra squadra le catene in vista del fuoc~ , che stava per commciare. Xl nemico si fece vedere-ad una versta d~ distanza in colonna; ma fu obbligato a ritirarsi per un fuoco con alzi diversi , aperto dalla catena sopra di lui . Intento il fuoco .di una pattuglia, che guardava il fianco sinistro del battaglione, annunciò la cavall~ria . L'ufficiale più vicino diede il segnale. La catena della 3a compagnia senza mutare di posto respinse l'attacco, mentre che una •parte della 1a compagnia si serrò, facendo fuoco tra la catena della 3a compagnia, ed i rinforzi di quest'ultima. Tutto ciò che rimaneva più. addietro della 3a e ta compagnia :si_ volse verso il fianco minacciato, ed aprì il fuoco a comando. Senonchè a mille passi e dietro ad una piega del terreno il nemico comincia il fuoco. Il battaglione cangia risolutaménte di direzione, ed a balzi di 100 a 150 passi s'avanza verso il nemico piegandosi al terreno; il fuoco aumenta; il nemico si. scopre difeso da due piccole opere. Il comandante del battaglione risolve d'aggirarle con due compagnie sul fianco sinistro, che appare più' debole, e quindi d'assaltarlo di fronte. Le catene sono rinforzate o per raddoppiamento, o per allungamento, ed ove i comandanti non hanno più. le loro sezioni, ben distinte, prendono il comando degli uomini, che sono dinanzi a loro. A ~00, o ~00 passi la catena s'arresta e prepara l'assalto ~on fuoc~ assai. nuclrito, mentre che la catena di destra, la quale subisce gravi .perdite, si n tira a balzi e per squadriglie dalla destra. Le riserve rimaste da principio in ordine chiuso ed a ,WO o 500 passi addietro, s'avvicina~o in m?do da raggiungere la catena più. presto che non lo possa fare 11 nemico. La catena di sinistra rinforzata ancora perviene all'angolo delle nostre fortificazioni; ivi gli uqmini si radnnano e sotto al comando degli nfficiaÌi si gettano sulle opere. . . . . Questo tipo di combattimento dava luogo alle prmc1pah manovre indicate nei nuovi regolamenti ; marcia innanzi con lunghe e dense catene, diversi modi di rinforzare la prima linea ed i fuochi . Le truppe si adattano facilmente ai nuovi ordini, ma i vecchi ufficiali e sottufficial i vedono disordine in ogni movimento un po' spigliato. 1
ANNO XXV, VOL. I.
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Il tiro con alzi diver$i fatto contro bersagli posti su sei rir•he a varie distanze comprese tra 890 e 1•12.5 passi diede il risult.: to del 25 per cento. · L'esecretito e la marina danese secondo l'ultimo p1·ogetto, con uno sguardo al successi'Vo loro s·viluppo fino ai giomi nost1·i - barone V . .FmCKS .
.ll .nut1··v,nento del cavallo e specialmente del ca'Dallo militare _ maggiore v. RorEOHAN. _._ Esaminate dal punto di vista chimico e fisiologico le funzioni corporali del cavallo l'autore conclude: 1" che il cavallo deve essere nudrito in proporzione al Iavc,ro ed all'esterna tempertaura ; ·2° che gli deve essere somministrata maggiore quantità di fieno e di paglia quando cambia il pelo, nei grandi freddi, a quando è molto libero; , 3° che è da raccomandarsi caldamente il sommihistrare sale nel!'epoca del cambio del pelo; 4° che l'avena deve essere mescolata giornalmente · a due o tre libbre di paglia sminnzzata; 5° alle scuderie devono essere consacrate le massime cure. 6° Per risparmio di lavoro nel tagliar& la paglia, e relativamente per guadagnare alcuuchè di paglia tritata devonsi adop'erare grandi macchine ad argano; Progetto per la mabilitazione sui confimi 01·ientali della Frnnci,a. 1
St,·efP,e,n•'s oiJte11•1•eicldsche . niilitii'l•iscl1,e Zeit• sclu;U't• ..:_ Gennaio e febbraio 1880.
I comandanti debbono avere continuamente cura dti mantenere i legami tattici. - Tenente HAUSCHKA . - Nel commentare questo alinea del regolamento di servizio austriaco l'autore trova che le condizioni presenti di combattimento, in cui le linee posteriori rinforzano le ànteriori, rendono sempre più difficile d'evitare il frammischiamento di uomini appartenenti a diverse sezioni. Perciò invece di affaticarsi a ricercare ciò che è difficile d'ottenere sarà più opportuno l'esercitare le truppe di fanteria ad ubbidire durante il combattimento anche ai' comandanti, che non sono loro proprii.
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Il servi.zio d'info1·,mazioni e di s·icw·ezza - ' Maggiore DEMBSHER. Le idee di ll. S. Biickle sulla git(J!Y"Ni e le basi degli armamecnti. "'-,Capitano KrncHHAMMEn. . , .· · i T·re;vi notizie sull'istr1.1,zione e stil servizio dell'esercito. - Il p1·i11i-o -impiego delle locomo&ùve stradabi ·in· g,uer·ra. - Furono usate dalla Ru.ssia nel ·1877 e specialmente pel trasporto delle artiglierie da assedio . Diedero un tal risparmio in confronto ai trraspotti fatti coi cavalli da .oompensare le spese d'acquisto non solamente, ma da pre:;entare pure ,un guadagno. Il loro uso cqnclusse alle seguenti conclusioni : 1° Le loçomotive siradali, possono essere impiegate utilqiente per ;trasport1.1re grossi caricl-i'i sulle strade buone; ::;oprn quelle molli o sab.biose il sistema delle ruote deve essere convenientemente mutato, e ,:probabilmente diminuito anche il peso delle macchine. 2°· Riguardo alla maneggiabilit~, il sistema Aveling-Porter non · ,fascia nulla a desiderare; le locomotive girano sopra una strada la cui :larghezza supera di due passi soli la lunghezza della locomotiva. 3° Con piccoli pesi (300 a flOO Pud) le locomotive · stradali muo·vono con una velocità di 6 a 7 werste all'ora, portando il tender acqua per 2 o 2 ore e mezzo. 4° S_ulle buone strade le locomotive stradali · trascinano agevolmente un peso di 2,500 Pud (cioè·cinque volte superiore al proprio) ,con metà forza di vapore e con una velocità é(i 5 a 6 werste all'ora. 5° Sopra strade non beo tenute il peso da trascinare non deve -essere superiore di una volta e mezza quello della locomotiva. 6-0 Le locomoti've possono superare quelle salite, che superano le vetture ordinarie, con uguale ed anche maggiore 'facilità . . 7° Le locomqtive ~osso,np essere ,. u9ate anche come locomobili. Impiego delle scatolette d,,i conserve ·vu·ote 'in Bosnia. - ·Erano dai ,1;oldati tagliate, unite assieme, e servivano a fabbricare stufe. Monumenti a generah tedeschi in llfagonza. ,Combat&ùrn&n-to nottii1'1w p.resso Karagatsch il 16 gennaio 1878. 1
ll'eue ~niliti.frische Blatte,•...,.. _Gennaio 1880.
" Federico •il g-rancle ed Btrkberg. Le nuove idee sulla gue;rra di fortezza - maggiore SCHEIBERT. Lo stato dei confini fran?esi coperti da tortèzze fa sì che la questione <della guerra d'assedio torni più viva nell'esercito germanico.
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Dopo gli assedìi delle· .ultime guerre sembra che il vecchio sistemai classico del Vauban . non sia applicabile per prendere le nuove fortezze. Queste hanno il còmpito di guadagnar tempo per finire la mobilitazione, o d'impedire all'esercito avversario di trarre i mezzi di sussistenza dal tèrritorio ch'esse sbarrano. L'assedio rrgolare non fa altroche rendere più facile alle fortezze il raggiungere lo scopo loro. Perciò parve opportuno il :proporre altro modo per la guerra d'assedio, poichè non bastano gli antichi. Questo metodo consiste nel.l'applicare re massime fondamentali della tattica alla guerra di fortezza, nel farne una guerra di uomini contro uomini, di r,uori contro cuori , d'intelligenze contro intelligenze. · La capitolazione di Sedan. La battaglia di Chancello1·s,ville e la morte del generale Stoewall -
Già 1 moti del 2.1, 30 e 48. dimostrarono la fallacia delle sue speranze. Avvengono continuamente piccole varianti alla nuova carta. Così il principato di Lichtenstein ('1839) è acquistato dalla Prussia; i principati di Hohenzollern-Hechingen e Rohenzollern- Sigmaringen sono pure ceduti al potente cug!no di Prussia ( 184-9). La Svizzera acquista nel 1857 il principato di Neuenburg e la Grecia riceve le isole Joniche {:I 863). La Russia, l'Inghilterra e la Francia strappano alla Sublime • Porta 800 miglia quadrate per incorporarle alla Grecia . Il congresso 4i Vienn11 avea creduto un capo lavoro di accortezza politica, la sua fondazione del regno unito dei paesi Bassi e dopo soli ,15 anni di vita (1830) la rivoluzione francese del luglio si ripercuote .-colà e l'Olanda si stacca, mentre protetto dalla neuti<alità d'Europa il. Belo-io le sorge a fianco piccolo d'e:;;tensione (535 miglia q.) ma grande pe/le sue istituzioni e per il carattere e l'industria cle'snoi abitanti. I procellosi anni del 184-8, e 4-9 insanguinano le capitali europee e i .,campi lombardi; ma lasciano la carta qual era . La pace di Parigi pone fine alla guerra di Crimea: la ~ìnastia dei napoleonidi è vendicata dalle umiliazioni russe e la Bessarabia è annessa ai principati danubiani. L'imperatore dei Francesi umiliata la Russia e .salvata la Turchia, -si proclama il liberatore d'Italia e obbliga ch iedere pace l'Austria . ~a . Lombardia meno Mantova e Peschiera è ceduta al Piemonte. Savoia -e Nizza passano a_lla Francia . Già nel. 1861 la nuova I talia può dirsi fotta. La guerra della Danimarca ( 186z), si chiude col protocollo di Vienna {186(~) col c1uale i tre ducati Schleswig, RolsteiI) e· Lauenbur~ sono di.chiarati ,proprietà prussiana e austriaca ma « gocietas matf\r d1scor.,. -diarum » e per essi e per gelosie di egemonia sulla confederazione, nasce la guerra del 1866. La pace di Praga disfa la, confederazion_e .germanica; vi sostituisce. la federazione degli Stati del Nord (:2 n_11lìoni d'uomini sotto il predominio della Prussia) e lo Annover, 1Assia, Passau, Francoforte e lo Schle&wig-Rolstein divengono provincie prussiane. La Venr.zia è ceduta all'Italia. Sorge il parlamento dello Zollvereine e i legami mate1:iali fra gli Stati del Sud e del Nord rafforzano - i legami morali, che fanno poi quel tutto armonioso col quale_la Germania unita, vince la Francia. Il trattato di Francoforte (1O magg10 187 1) -<là alla Germania l'Alsazia ·e la Lorena tedesca con Strassburg , .M:etz, e Diedenhofen, eccetto Belforte. Queste contrade sono rlichia-rate « ter.ritori dell'impero. >> (Reichsliiuder) . · . L'accrescimento territoriale della Germania è rispetti,,amenten1P.schmo
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Malattie ed infermità che coiniineniente s·i presentano nella tNppa durante il-se1·'1Ji¾io di pace - colonnello medico KAOEVENAGEL. Notizie ci proposito d' arnvi portatili - capitano KENTSCH . Fucile ci ripetiz,ione del S. Rernington. - A1·me retrocarica det l\'.IAusim. Rassegna bibtiografìca. Corr,ispondenze dalla Francia e dalla Riissia. . Piccole notizie.
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01•g,1:11, ,le,• 11.lilitii,~·1visse•ascliaftliciien- JTe,•eiHe~
...:_ Tomo XX, 1° fascicolo .
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Sguardo retrospetti1,o alla vita militare in 111tst1·ia-Ung hM·ia 1879. I cambiainenli nella carta d'Europa del 1815: NE u :.rANN . - La storia universale si manifesta principalmente come storia della guerra. Ogni epoca spera coi trattati dì a vere assicurato per sempre la pace. Così la pace di Westfolia, così il congresso cli Vienna . L'orgoglioso edificio, in pochi lustri va a brani 'ed· altre e differenti combinazioni, altri e svariati interessi lo sostituiscono. Ep1mre per stabilire l'equi.librio europeo, per spegnere ogni scintilla il congresso avea rirnaneggìato l' intiera carta dell'Europa e creduto di essersi conformato ai tempi ed alle aspirazioni della società .
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(263 miglia q. con poco più di un milione e mezzo di abi tai;iti) ; ma, i legami.fra i. suoi Stati sono maggiormeute cementati dal sangue sparso.: Il nuovo impero germanico uni'<Ce'. in 'una indissolubile l~g~ì, tutte le provincie tedesche, tranne quelle sog·gette alla c<1sa cl' Austria e i I Lussemburgo dichiarato territorio neutrale. L'Italia si stabilisce fra ttanto, nel la sua capitale e il secolare regno pontificio è,cancellato . ~:im pero, germanico non è una federa zione nel vero significato della parola, poichè l'imperatore esercita su tutti ·gli Stati indipendenti molti diritfi di sovranità. Egli rappresenta la Germania in tu tte le cruistioni internazionali, dichiara la guerra e firma la pace, con trae alleanze e au'torizza trattati. con gli altri Stati; egli è capÒ supremo sia in pace che· in guerra di tutta l'armata e di tutto l'esercito, .nomina i principali· capi e ordina la difesa dello Stato. I cosi detti diritti riservati dei re di Baviera, Sassonia e \Vurttembèrg non bilanciano in alcuna guisa la sua strapotente autorità . Gli ultimi e più importanti cambiamenti nella carta d'Europa giungono fino ai nostri giorni. Essi -sono il prodotto del grande dramma. orientale. . 11 . Il 3 marzo 4878 fu ffrmata la pace preliminare di S. Stefano. L'Europa spaventata _dalle_ es<ir~ita nze russe rivede .il trattato a nerlino . . Nasce la Bulgaria tributarli.\ della Porta : la nuova provincia turca Rumelia occidentale : la Bosnia e l'Erzegovina ed i) sangiacato di NoviBazar sono occupate e amministrate dall'Austria : Spizz.} è incorporata alla Dalmazia : il Montenegro, la Serbia e la Rumania dichiarati indi-· pendenti : le due prime ricevono un aumento di territorio, delinea to nel trattato, ma per ora sempre discusso e contrastato dalla Porta: l'ul tima (la Rumania) cede alla I Russia la parte della Bessarabia aquistata col trattato di Parigi ecl ha in cambio le bocche del Danubio, colla Dobrudscha . La Grecia sta mut.ando i suoi confini di giorno.in giorno, e non si sa dove giungerà colle sue a&pirazioni. Sull'impiego tattico del ti1·0 coperto (I ) nella guerra di càmpagna, tenente SAvA M.m Rocic . - Le esperirnze delle ultime guerre mostrmio, che solo con grà vissi mi sacrifici è possibile andare io batteria di fronte ad artiglieria nemica, la quale tenga occupata una posizione, e abbia potuto giustamente valutare le,clistanze. Anzi il più delle volte, . ciò è assolutamente impossibile, anche all'artiglieria la più mobile e la più audace. Il fuoco celere dell'avversario in questo caso sem ina
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(1) Così gli Austri aci cb iam1,1110 il t iro e~eguito, s taudo dietro os ta coi'i, su bers agli che possono essere veduti i n q ualsiasi guisa fv erdeckter schu ss).
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la morte e produce la distruzione. Il principio delle granii batterie,. -se ha dei vantaggi ha pure degli inconvenienti : non ultimo fra essi , quello di lasciar inoperose intiere batterie. Contro artiglieria in posizione , per accompagnare la fanteria all'attacco senza subi1;e troppe perdite, o quando non si ha una posizione migliore bisogna impiegare il tiro coperto . Il puntamento col quadrante e le biffo deve ·essere altrettanto e forse più conosciuto dai capi pezzi, che quello diretto con l'alzo. Anche la fanteria dovrebbe saper impiegare il tiro coperto. ' · , · Il calcolo ha permesso all'autore, di porre assieme tre tabell e, .dallo esame delle qnali appai'isce, che col fucile Werndl si eseguisce il"tiro coperto con queste ·semplici tre regole. 1° Si ottiene la linea di mira artificiale alla qnale dflvesi puntare, togliendo 400 passi dalla distanza stimata. ~0 Se l'ostacolo oltrepassa di un metro .l'altezza di linea di mira naturale; dai 700 fino ai ,1/iOO , occorre postarsi 70 passi dietro cli esso; dai ·1500 ai 2,100, soli 50. Queste distanze si moltiplicano per due, per tre ecc. ecc. quando le · masse coprenti sono di ~. di 3, ecc. metri nrnggio.ri della suclclettn altezza nat1m,le cli puntamento . 3° Se ·devesi colpire invece un bersaglio lontano appena 500 o 600 passi dal coprente, si va a 14.0 o rispettivamente ,100 passi dietro di esso e si tira con l'alzo abbattuto . · Sul disa1·mo di contrade ·insorte, t.enente HESTHANEH. Cons'idern.zioni genernli s·u.l combattimento col.onnello GA)fMEJ~. Mediante l;esame di alcuni rnornfmti del comhatt.irnento dimogtra che negli sbalzi offensivi, sopràtLttto quando siasi giunti nella zona efficace ed efficacissirna, il nemico non spara sulle truppe le quali, fe rme e spesso anche coperte, sostengono col loro fuoco l'avanzare dei compngni; ma bensì su quelle in marcia che per quanto breve !<Ìa lo sbalzo saranno colpite da due ed anche tre scariche clell' avversario . Crede che in terreno scoperto convenga avanza-re rapidissimamente con schiere di maggior forza d'i quelle prescritte dal regolamento (stormi) e. che l'assalto abbia p·robabilità di riuscita anche se cominciato più da lontano. Solo quando si hanno buone speranze che l'assalto riesca: cioè quando si yede il nemico scosso, preparato a ritirarsi o lo si sa minacciato ne/suoi fianchi o nella suà ritirata, il condottiero deve tentare quest'àtto sang~1inoso: È una temeraria e biasimevole dabbenaggine, una ignoranza che rn~rita castigo, il condurre le truppe al macello, percbè esse ri tornirio a capo rotto, si logorino inutilmente e perdano ogn i fiducia nei loro capi. Già nella campagna del 66, a S. Privat nel 10, a Plewna, a Rristschuk, e altrove, la difesa preparò triplici li nee di fuoco l'una
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s?pra l'altra (Etagenfeur) e certamente si opererà così 01rni volta lo s~ possa. La. massima intensità di fuoco non la si ottiene ~on l'P-stenswne della lmea, bensì col colpire lo stesso bersagJ\o ( sia pure di minore lun_ghezza) con un numero maggiore di palle. La colonna di compag~1a co~ sezioni . di, mezze-compagnie, non sia dunque u@ for~az1on~ e_ccez10n~le, hens1 ~or~ale, perchè con essa si hanno le quattro righe. d1 fuoco , s1 possono impiegare molti fucili su uno spazio ristretto e P: e. contro un nemico che sbocchi da una stretta con due soli battaglioni scagliargli da 12 a 13,000 palle in un sol minuto. Insegnamento del giuoco di gw1rra presso le accademie militari e le scuole militar-i maggiore MAYER DI l\fanNEGG . Downienti turchi sull'ultfoia guerra (77...,78) ·versione dal SullDETUL , CHAKAIK di AcHMED Mnrn.~'l' EFENor. - Sono interessanti le lettere che riguardano l'idea prima dt l gov?rno turco di o·ccupare la Romania'. Interpellati su ciò i gabinetti di Londra e di Berlino, il primo risponde che la neutralità di quel paese non essendo stata ricono~ciuta l'entrata delle truppe turche non poteva suscitare alcuna rimostranza' stante i~ di~itto di _sovranit-à de!la _turchia sulla Romania . La rispost; da Berlmo e laconica oltre ogm dire e non si esprime con chiarezza nè nell'un? .nè r~ell'.altro sen$O. Altra importantissima e quella diretta al Gran-vmr e 1sp1rata dal sultano, che riguarda le misure di' difesa da pr~nclersi. Essa esclude qualsiasi dubbio sulla direttiva genera le che vol~as1 dar~ ~Ila guerra . Lasciare che i Russi passassero il Danubio, e c1mentarl1 m una grande battaglia; vincitori volgere in rotta la sconfitta , ricacciandoli al di là di quell'ostacolo imponente.: vinti difendere i Balcani e impedire l'allargarsi del nemico nel paese. Questo era ·i[ pensiero strategico della campagna. Il giorno della dichiarazione di guerra le forze turche aminontavano a i\.9,1., 397 uomini: ,f 86,000 in Bulgaria : ·107,000 nella Bosnia e nella Erzegovina: ,f 5,000 al confine greco: 10,000 a Candia: 90,000 sul teatro di guerra asiatico: 20,000 in Costantinopoli e gli altri 50,000 sparpaoliati nelle ~1ruarni1rioni del . ~ . e vasto impero. :I Russi da principio fecero entrare in Rumenia 250,000 uomini e •100,000 passarono il confine asiatico. "38 batterie da ca·mp~?na ~00 pezzi da fortezza, 33,1.,000 facili Peabody e 325,000 fucili Snider più 39,000 fuci li Winchester e 70,000 rivoltelle formavano le armi turche, 160,000 uomini di complemento furono tosto chbmati e incorporati fra le truppe combattenti co~ì che tol_ti i 50,000 cli presidio restaron_o disponibili per la guerra 60i ,OOO soldati. Cose interne dell' a1·mata K. B. W.
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Gennaio 1880: Fascicolo I°.
Il combat!imento di Kulewtchi e la sua importanza strategica nella campagna del 1829 contro i Turchi. - A. B. veterano della guerra del 182.9. · ll1ate,1'iali per la sto1·ia di Scipka. Ammaestramento degli ufliciali alta sohizione di ~emi tattfoi. - A. G-. Esertitazioni d'assedio nell'ese,rcito germa;nico . - A. TEREXÒw. bnportanza del1·egola1nneto diese1·tiziper la ca'Oallei·-ià. - N: KozLow. Preparazione della ca'Oalle;ria. - P . SKOBELNJN. - Dopo il periodo « di prepàrazioi1e e la lunga campagna contro la Turchia, ci è possi« bile gettare a sangue freddo uno sgnardo retrospettivo e renderci con~o: « se non pienamente, almeno in parte di cosa fece la nostra c~'?llena? « Fu· essa all'altezza della sua missione? Poteva essa far d1 più? Se· (( si ascolta l'opinione di persone che presero parte alla campagna, « bisogna, pur troppo, dare queste domande una risposta non com« pletamente soddisfacente. Le relazioni che cominciano ora a com:« parire sulle operazioni degli ·eserciti turchi confermano questa op1~ <e nione. In molti casi· la nostra cavalleria avrebbe dovuto mostrarsi « più intraprendente e decisa; e se cii'> non accadde, vuol dire che « la sua preparazione in tempo di pace non fu interame~te corretta ». « Ciò ora si sente e si ammette da pare~chi ; ma cosa bisogna fare? cc dove è il nostro lato debole? come procedere nell'opera di prepa.,, razione? Ecco i problemi non ancora risolti, ma che lo devono essere cc senza ritardo, mentre il sentimento della non soddisfazione è tuttacc via caldo, mentre non è ancora dimenticato un passato poco lontano · e< mentre la 1·outine non è ancora rientrata nei suoi .diritti. cc Dopo la guer!·a di Crimea sorse da noi vigorosa_e_r~pi~a fin << troppo la letteratura mi litare. Tutte le armi sono deb1tnc1 d1 gran cc parte del loro movimento progressivo alla letteratura, solo la cavai- . ,, Jeria costitti.isce in ciò una eccezione. La cavalleria, di fronte. alle .,, questioni sollevate dalla letteratura militare restò inerte, apatica: « Frattanto nel numero di queste questioni ve ne erano alcune la cm ·<< soluzione avrebbe certamente avuto una benefica conseguenza. e< Ora, mentre molti riconoscono la imprescindibile necessità di e, cambiare sistema nella p,reparazione della cavalleria, mentre la co<c gnizione di questa necessità. si è fatta strada persino nell'opinione « pubblica, è mestieri . stabilire in modo breve e conciso per qual <e strada si dovrebbe andare -verso quella meta che bisognerebbe rag-
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gmngere nel più breve tempo: rendere la nostra cavalleria infati« cabile ed intraprendente, atta egualmente alle energiche esplorazioni, (( alle lontane scorrerie ed agli attacchi impe'tuosi e devastatori ». L'autore passa· quindi a formulare le sue proposte: Sarebbe necessario dare all'istruzione di maneggio il sistema progressivo ed ordinato di lezioni di. cavallerizza; alle reclute si dovrebbero impartire cento lezioni nel corso d1 gennaio, febbra io e marzo, in seg~ito. 35 lezi~ni c!rc~ all'anno. · Si dovrebbei·o abolire le corse per fraz10m: nelle 1spez1om non cusarsi affatto di cors~, ma verificare il grado di istruzione di '15 a 20 uomini, facendoli· cavalcarn separatamente ad uno; a due, a tre per volta. sino a grandi distanze. L'aut.ore vorrebbe dare maggiore sviluppo alle istruzioni di puntamento, tiro al bersaglio, ginnastica, continuandole per tutto l'anno. Per rendere più franchi i_cavalieri in sella far tirare per le rndini i ca valli del '.Z 0 rango dai soldati del 4°. Proseguire senza possa negli eserc1z1 di attacco per lunghi tratti , nel salto delle siepi, muri e fossi, nd muoversi lungo ripidi pendii, nel nuoto sul cavallo attraverso i fiumi ..... far abituare i çaval!i agìi attacchi contro la fant.eria e l'nrtiglieria che faniw fuoco, obbi igandoli a portarsi di carriera sin sopra il nemico. Gli ufficiali dovrebber'o vivere, per cosi dire in sella far luncrhe . ' ' V · escursioni, andare a caccia·a cava llo, servendosi pure dei cavalli di truppa. Si dovrebbero fare ogni tanto delle escnrzioni reggimentnli della durata di 6 o 7 giorni, bivaccando alla notte, e percorrendo ·cla 40 a 50 chilometri al giorno-queste escursioni' come quelle di lunga durata · di brigala e divisione dovrebbero sempre essere informate ad un concetto strategico o tattico. Prendendo di vista specialmente l'istrnzione dell'ufficiale , l' autore non vorrebbe si sciupasse tailto tempo nelle conferenze, nella. !et.tura delle carte a tavolino e nella mnnovra :mlla carta: una giornata, .clic.e egli, passata a cavallo colla carta alla mnno vate, pel giovine ufficiale, quanto tre giorni passati nelle conferenze. Bisognerebbe dare un grande s,~ 1ppo ai temi di tattica e strategìa , far lunghe. scorrerie, lontane esplorazioni - rendere famigl iari ufficiali e lruppa colla distruzione delle strade sui . fianch i e alle spalle del nemico. Per assicurare un esatto servizio di esplorazione dovrebbero esservi in ogni squadrone 8 .o •1 O speciali esplo~cito1'i montati sui più robusti e veloci cavalli . Conclude dicendo che la cosa più importante nella c<1vallerin resta sempre il comando; nessun sistema di . istruzione assicurerà buoni risultati in campagna, se il comando non sarà alla dovu{a altezza. I generali di cavalleria devono essere ·persone energiche , dotate di «
E PER IODICI
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mente fredda, capaci cli assumere .qualunque responsabilità e istruiti in alto grado. Dovrebbe venire meglio definita la posizione di generale ·di brigata, poichè, coi reggimenti a 4 S!luadroni, solo la brigata può formare una unita tattica ca pace di agire con una certa sicurezza sui fianchi e con una sufficieut.e riserva . ' S1.li cambiamenti nella nostrci ccivallaria. DElZ..\ . - Si prende spe. cialmente- iu esame la quis'tione dei cavalli, dell'armamento ed equipaggiamento. L' autore vorrebbe che a tutta la cavalleria· fossero dati cavalli e selle dei cosacchi a motivo del piccolo tempo·di servizio, il qua le esige maggiore semplicità nell'istruzione. Coi cavalli dei cosacchi può bastare il solo filett.o; il cavallo essendo più libero starà più equi librato; e avrà una andatura più sciolta. L'and,1tura al trot.to di scuola stancando troppo l'uomo cd il cavallo, fu adottato il trotto all'inglese, questo richiede nel cavaliere molto accorgimento, perchè, alzandosi continuamente sulle stnITe,. 11011 venga a pe'rdere la posizione, ciò che colla breve durata dell'istruzione è molto difficile ad evitare; il cavallo inoltre assai fpcilmente viene ferito dallo sfregamentodelle cinghie e gli abiti presto si consumano. Invece la sella cosacca richiede molta minore abilità nel cavaliere per star fermo in sella. Questi al trotto ed aila carriera si solleva sulle staffe senza strisciare sulla sella come accade nel trotto inglese - egli si tien~ comodamente e · fortemente in sella stringendo e fasciando il ctmrllo . colle gambe senza che gli sproni disturbino. Riguardo all'armamento ed equipaggiamento, l'autore vorrebbe semplificarlo riducendolo al puro necessa-rio: in pocbé parole adottare con Jeggiere varianti per tutta la cavalleria , l'armamento e l'equipaggiamento di cos1:iechi. ~ilcune pa1·ole sui'regolamento p1·ov·visorio per cvnimaestra:re la fanteria a t,,rincerarsi colle vcmghette. - N. .MrHAI Low. A prop os,i,to dell' art,icolo: Stato numer.foo:de;i no$tri battag li01vi, pontie,1·i. - A. K. BANKWSKI. A.lcune pa1·ole sui traini di reggimiento. - P. K. . Schizzi della, gilerra nell' As,ia centrale nl 18i6 . - ALEKSC BoNIORAW. · C,ue,rra in Biilgaria; raccGnto delle impressioni personali del l11,ogotenente gen&rale tw·co Valentùio Baker-pasoià,. - B. Sor.oGUB. Ri,vista, 1nilitare ,,u,.~sa - Rendiconto del comitato Alessandro pei feriti in gilerr·a nel 1878. Decisioni del grande tribu,nale m:ilùare nel 1879. Ri!Vista 1nilitare e~tera.. -:-- Rassegna dei principali avveninnenti nellearmate eii1·opee nel 18i9. - B. N. Indicazione di libri.e pe1·iodici russi ed e.ste1·i.
somURIO DELLE ftlATERIE
contenute nelle dispense di gennaio, .febhraio, marzo 1880.
J
DELLO SVOLGIMENTO DELLE ISTITUZIONI MILITARI NE!,L'ULTIMO DECENNIO. -
e:.
. Pag. 5-Wi-309' -
(:orsi
RASSEGNA TECNOW)GICA MILITARE:
POLVERE DA GUERRA.
Eco DELLE . ESPERIENZE DI MEPPEN . c::i.;,;..
TON NELLATE E IL SUO TRASPOR'fO ALLA SPEZIA. D~Sllna, maggiore del g e nio
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100 G. Do-
IL CANNONE DA
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36 -
SAGGIO STORICO-CRITICO INTORNO Al P RINCIPALI PASSAGGI DELLE ALPI NEL SECOLO DECli\WNONO. . g iore d i fanteria .
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LA GUERRA ANGLO·AFGANA LE GRANDI MANOVRE NEL
18ì9.
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96 -
(Relazione del tenente generale
Tahon di Revel cav. G enova a (Con tavole)
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JJI. .
Seweri110 Zaoelli, mag. . . . . . . . » 70-256 _
S. E. il .
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Ministro d e lla guerra .
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173
RASSEGNA TECNOLOGICA Ì\IIILl'fARE: POLVERE DA CANNONE E POL· VERI DEFLAGRAN T I. -
G . Donesona, maggiore del genio )) 361-
NuovJ STUDI ·suLL'ARTIGLIERIA DA CAMPAGNA . LA TATTICA DEGLI ASSALTI
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P . '1.
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LE MANOVRE pr CAVALLERIA IN FRANCIA NEL
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391 _ 407 _
1879. .....1. lllarziale Bianchi d',ldda, capitano d i cavalleria • . . . . . » 418
inglesi.
l,ibrl e periodiei.
Journal of the Royal United Service Institution Colburn's United Service Magazine . . . . .
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. Pag. 138 »
143
Russi. Vajennji Sbornik . .
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Pag. 461
Hivisla estera.
Riordinamento militare della Spagna . . . . . · . . Pag. Programmi dei corsi della scuola rnilita1'e superiore a Parigi per l'anno 1879-1880 » Le scuole d'artiglieria in Russia' . " Gli studi geografico-militari in Francia » L'amministrazione militare in Russia >> La difesa e le fortificazioni del confine francq germanico . ,, L'occupazione della Bosnia e dell'Erzegovina . . . . . » La neutralità della Svizierà e le nuove fortificazioni francesi» Ancora sulla questione amministrativa militare in Francia » Gli ufficiali non in attiv.ità di servizio nell'esercito austro» ungarico . . . . . . , . . . Gli ufficiàli di riserva in lnghtlterra . . • • »
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