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RIVISTA MILITARE 1879 TOMO I

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RIVISTA MILITARE

j

/

ITALIANA RACCOLTA MENSILE DI SCIENZA, ARTE E STORIA MILITARI

,

'·

Serie III. -

Anno XXIV

Tomo I.

•

,. .-

ROMA, 1879 VOGHERA CARLO_r TIPOGRAFO-EDITORE Via Nazionale .


LE

GRANDI MANOVRE DEL 1878 RELAZIONE DEL

TENENTE GENERALE CONTE GlÌJSIE PPE J•1t1JWl~l , I,

· A S. E. IL MINISTRO DELLA GUERRA

Proprietà letteraria_

PARTE I. DESC RIZIONE DEL LE FAZI ON I

Le gntndi manovre dovevano dividersi in tre dis_tinti periodi: l Per·iodo. -

Il

n

lll

))

Manovre di divisioni contrapposte. - )'lanovre del il 0 corpo d'armata conlro nemico segnato. - Manovre rlcl 11°e2° corpo d'armata contrapposti.

-Per tutte le manovre dei Lre periodi i dne partil i dovevano designarsi: Partito 1iorcl e Parti.to snd. La situazione generale di gncna che serviva a guidare le manovre nei tre periodi era la seguente: Un, esercito del nord, s{ol',3ate le di fese dell'alto Adi.ge, e ,qittati ponti presso Pescantina, passa snlta1·,i,va destra. (Con una Carta del teatro delle manovre).


6

LE GRANDI MANOVRE

Afonltre vnte1ide a 1·i01·dinarsi ed i.solcwe Verona, per q1.dndi procedere nella sua offensiva, distacca wn co1·po cl'i a1·niata ad ùisegiivl'e le t;r·uppe ne1niche che sì ritfrano s1.il il{incio e ad impossessarsi dei pass·i 1i q1iesto fiwne. , · U1i esercito del sud, che, costretto ad abba1idona,,re la linea dell'Adige, si affretta a ripìe_qare sul Po, destina wi, corpo dti armata a tratte1iere il nemii,co ed a contmstargli 'Ì pa.ssi del Mincio. Nel caso di 1·ùirata questo corpo de1ìe ·ripiegatl'si S1.ill'Oglio, per qiiindi passare anch'esso 'il Po. L'ordine del giorno n. 1, mentre stabiliva siffatto concetto, avve_rtiva però ch'esso non avrebbe d9vuto formare a.rgomento di studio, nè di esame critico; poichè la Direzione delle manovre, nel formularlo. non aveva avuto altro scopo che di procurarsi H mezzo per guidare le operazioni dei corpi effettivamente rapprE}sentati o segnati, ·nei limiti prestabiliti di tempo e di luogo, pur mantenendo un nesso tra le operazioni medesime("). · Il co1)0 d'annata di manovra era costituito come risulta dal seguente quadro di formazione:

DEL

1878

1

(1) Lo alt.re disposizioni dell'ordine generale n. l, cho si riferiscono alle operazioni mi· litari propriamente dette, sono state raccolte nell'allegato 11. 1.

QUADRO DI FOR~IAZIONE DEL

1° CORPO · D'ARMATA DI M ANOVRA

7


Comandante il. corpo d'armata tenente generale PIANELL conte GIUSEPPE. 00

Capo cli stato maggiore Comandante l'artiglieria di · corpo d'armata Direttore del genio id. id. Direttore .di sanità id. Direttore di commissariato

Tenente colonnello BESOZZI Colonnello RICCIOLIO Tenente colonnello BOETTI ELIA Colonnellò Id. GORINI

1. n Divisione.

2"' Divisloue.

Comandante delln divi- Ten. gen. LOM:BARDINI sione . Capo di stato maggiore . Ten. coL PEDOTTI Direttore cli sanità divi'sionale . . . . Maggiore SANTONI Direttore cli commissariato divisionale . . Id. VASCELLARI ·I 2.a brigata fanteria . . Colonnello CAROELLI Aiutante di campo . . Tenente BOLLO 2. 1° reggimento fanteria . Colonnello ROSSI 2.2.0 id. Id. TESTI. 2.2• brigata fanter.ia . . Magg. gcn. FAZIOLI Aiutante di campo . . Capitano PONTIROLI 4'I O reggimento fanteria . Colonnello DOUGLAS-SCOTTI 42° id. . ld. MATERASSI · ca·valleria divisionale (3a d!ù11ìs•ione del ·reg g-irnento cc/;1)a,lle1via Firenze (9°) Tcn. col. DE STEFANI 1a brigata del 6° reggim. artigl. ( 1a e 2.0 bcittel"Ìa cla cent. 7 e la ,1o~ dei cent. 9) Maggiore CASTAGNOLA 1

1

,. . 'Ci Parco d' artiglieria divisionale

MARINELLI RICCI ASQUER FRAMA RIN AUDISIO DE BASSECOURT SIGNORELLI STEFANI GALLI

-

REYNAUD

1

J CROCE

Parco d' artiglieria divisionale :;; ~ Sezione di sanità U) ~ Sezione sussistenze 3a compagnia treno dell'8° regg. artiglieria . . . Capitano PISTARINI ·~ Si

Sezione di sanità

g Sezione sussistenze 1~ compagnia treno del 9°

U) 1

rcgg . . artiglieria . .

l"' l:'l

LANZA VECCHIA DI Q BUlU ~ MATHlEU z !a: AGOSTI

;_'.:! )

-~ Si

z8

Comandante della divì- Ten. gen. sion<~ . . . . . . Capo di stato maggiore . Tèn. col. Direttore di sanità divisionale. . . . . . Maggiore Direttore di commissariato divisionale . Id. 2" bi'igata fanteria . Magg.gen. Aiutante di campo . Tenente ,JO reggimento fanterin . Colonnello 2. 0 id. . Id. 37a brigata fanteria . . Magg. gen. Aiutante di campo . . Capitano 7•1° reggimento fanteria . Colonnello 72° id. . Id. Cavalleria divisionale (3a dii),is•ione del reg g'Ì!mento c(J;ua,lforiaSaluzzoC,12°) Tcn. col. 1n brigata dell'8° reggim. - artigl (1a e :za batteri.a da cent. 7 e la 3a da _cent. 9) Maggiore

. Capitano BERKARDI

Comandante le truppe suppletive . Aiutante di campo . . . . . . . . . Reggimento cavalleria Firenze (9°) . . . . Id . Saluzzo (!J'.z 0 ) . • • • 7° reggimento bersaglieri ( qiiattro battcigHon-i) . . . . . Brigata cl' :irtiglieria (7n, sa batter·ia dti cent . 1 del 6° _ar_tig.her1a, e 3a e 6a batte·ria da cent. 9 del 2° reggvmiynto cirtigliei·ui) . Brirrata elci genio ,J 0" e •I •I a compagnia del 2° reggimento . . . '.~ ; 'C }' Sezione eguipai~io da ponte (/i," co1n1Jagnia 2° ·r en. gewio) ,._ ,.:, e Id. eh sanlt.a J; ~ :r, Id . sussistenze Colonna' traino pane Sezione te Iegra fica del 2° reggimento genio 2.a co1npagnia treno del 6° reggimento artiglieria .

Colonnello Capitano Colonnello Id. Id.

DI B~\.G-NASCO COSTANTINI M.AZZUCCHI CAVALLI CORVETTO

Mag~iore PIZZORNI TRlAN{ le.

C'l

.....

m

- .1

00

Capitano

COSTA

Gindic·i •li campo.

Giudice capo comandante fortezza di Venezia Magg. gen. Id. comandallt.e la ,18" brigata· fanteria . Id. Id. id. il 6° regg. bersaglieri . Colonnello Id. id. 1' 1111° regg. fanteria . Id. Id. dil'ettore territoriale <fartigl. Verona . Id. - ld. comandante il •I 4- 0 regg. fanteria . . Id. lcl. · tenente colonnel lp nel 33° regg. font. Id. id. nel '13° id.

o

l"'

MATTE! M.ORRA DI LA VRIANO POZZOLINI · DAMIS DELLA CHIESA DI CERVIGNASCO CAPPELLA.BI DELLA COLOMBA DE AGOSTINI PLEBANI


10

LE GR ANO! MANOVRE

DEL

Al cominciare delle grandi manovre i due partiti erano formati e concentrati come segue: I Stato maggiore

I Plotone guide Sezione carabinieri Sezione telegrafica Comando d'artiglieria lcl. del genio Quartier Direzione di sanità generale Id. . ct· . . della direzione i comm~ ssarmto delle grandi / Giudici di. campo ed ufi.ìciali della manovre ', scuola d, gt~erra Stato maggiore del tenente generale i 0 corpo Piola d'annata Ufficiali dell'esercito ed esteri che seguono il corpo d'armata Drappello cavalli ufficiali (del ,re,ggi1 mento (}u,ide) · 1 Comando della 2" compagnia treno \ (6°a1·tiglieria)

l

1i

Pa1•tito s1ul ,t•

25 agosto

I

'1878

dùJisione cli m. anovm.

/ 3° battaglione del 7° reggimento ber- I sa.glieri Reggimento cavalleria Sai uzzo ('1.2°) , ,] °, 2°, 3° e 4. 0 squadrone Batterie (sa e 6" cla cern,t. 9 clel ,2° a1·- ·26 agosto Tnippe Castelnuovo, tiglie1'ia) siippletive 0 sinistra. aggitvn,te· ,J0" compagnia za.ppal:01.·i (J regqi-\' Mincio -mento genio) Equipaggio da ponte (4" co1npa,g1tia del .2° 1·egqùnento ge,nio) Sezione colonrm traino pane (carri } N.10)

a

s.aGiustina

I

\ I

25 agosto

a Sona

1.

,1° PERIODO nanov1•e di divisioni contrapposte.

Pa1•tito no••d ·

..2• di-visione di mano1Jra.

Comando delle truppe suppletive

!a

1

\

7° reggimento bersaglieri, 1°, 2° e4°

F AZIONE

28 agosto - S. Hocco di Palazzolo.

1

battaglione lleggimento cavalleria Firenze (9°), 1°, 2°, 3° e 4-" squadrone Comando della triga.ta d'artiglieria 215 agosto (7a e sa batte1'ia da centi. 7 clel Pescantina 6° regginiento artiglier,ia) Riva sinistra ,t ,1a compagnia, zq,ppatol'i (2° 1·eggiAdige mento genio) Sezione sani tà delle truppe suppletive Id.. sussistenze id. Id. colonna traino pane (carri , 1

J\mppe suppletive aggiimte

N. 14)

/

Dispos'Ìzioni. La seguente comunicaiione, fotta, la sera del 26, al comandante del partito nord (generale Buri), cleterminavn la situazione par:t,iale di quel ·partito a.I momento di dar princ_ipìo alle operazioni. << Il giorno 26 agosto il forte di Pastrengo avendo cessato il fuoco, alcune truppe dell'annata del nord hanno passato l'Adige ed occupato Bussolengo. « Il nèmico è in ritirata verso il Po ed il Mincio ; perù occupa ancora le alture ad ovest di Verona. « Il ,10 corpo d'armata (supposto) del nord, composto di tre divi-


• 12

LE GRANDI MANOVR E

DEL

si.ou_i, ha o~dine di passare l'Adige il giorno 28 agosto di buon'ora, d1 ,lronte?giare .con una divisione i forti di Verona, di scacciare con un ahra 11 nemico dalle alture, di far marciare la torza su Somma·cam pagna i> . A siffatta comunicaziqne fa ceva poi seguì Lo, la sera del 27 la let~ra che qui si trascriv.e, nella quale era stabilito il tema 'per la gwrnata del 28: « Il comandante il ·I " corpo d'armai.a aI com.andante la 2• divisioue di manovra. e<

Pescantina.

e, 11 ,1° corpo d'arma ta, di mio coma11do, ha missione d'inserruirc il nemico e d'im possessarsi della linea del i\Iincio. È a mia noti:ia che un corpo nemico, forse una cli,·isione, trovasi. ancora sulle alture ad ovest cli VeroD:1 . · ,e ~omattina uµa divisione (supposta) appena passato l'Adige si portora ad occupare Cà di Capri, Lugagnano, Dossobuono. « La divisione agli 01:dini cl~ Y. S. alle ore 7 ant. passi l'Adige in coda. della precedente, s1 porti su Sona e Santa Giustina, ,ne scacci il n_em1co e lo insegua : ovunque esso tenti rare resistenza lo attacchi r~sol.utameme. Si ~accia precedere dalla cavalleria e spinga ricogniz1om su tut.te le lrnee che couducono da Verona al l\Iiucio. <e La ter7:a_di visio~e (sup~osta) marcerù s11 Sommacnmpagua. .cc Lo notizie che V. S. u11 dnrà nella giornata serviranno.a cletermmnre le ulteriori operazioni ». ·

In base a tale comunicazione e a tali ordini il comandante del partito nord (2n divisione) si propose di agire nel modo seguente: 1 1° Passato l'Adige, il grosso della divisione si sarebbe ammassa.lo al di là di Bussolengo agli sbocch i dell'abi tato: intanto la cavalleria si sarebbe portata avanti a riconoscere il settore compreso tra le due strade che da Bussolengo conducono a Santa Giustina e Sommacampagna. · 2° ~el caso che il nemico avesse occupato le alture di Santa Giustina e Sona, pronto a far resistenza, si sarebbe attaccato vi l'roro~amente .quello dei due punti ove il nemico fosse apparso in fo;za mrnore, dmgendo contro l'altro sempl ici dimostrazioni. Qualora il nemico avesse occupalo quei due pun ti con ugual forza, si

1878

· ·13

sarebbe attaccalo Santa GiusLina, facendo dimostrazioni conLro Sona. 3° Nel caso che il nemico non avesse occupalo fortemenLe Santa Giustina e Sona , oppure si riti rnsse dopo breve comb,tUi:menLo, la divisioue vi si sareb ue stabilita spingendo a.vanti esplorazioni. 4° li risultaLo di quelle esplorazioni avrebbe deciso di quanto dovrebbe farsi in appresso. Dal canto suo il comandante del partito sud (generale Lombardini) riceveva nella giornata del 26 la seguente comu nicazione: e< L'armata del sud, in coo fonnità di qnanto è d()ttO nella situazione generale, dopo aver abbandonato Pastrengo e rafforzato i pro;;idì cli Verona e Peschiera, si è posta in ritirata ,·crso il Po ed il Mincio. cc Il 1° c.orpo d'armata elci sud (supposto) il ·26 agosto riceve or·dine di ri piegare snf ~lincio, lasciando uua divisione sulle alture ad o,csl di Yerona, noi doppio scopo di ri tardare l'avanznre del nemico, e di agevolare la ritirata su Goito delle altre due di visioni n. 1

La situazione in cui veniva a trovarsi per tal modo il partito sud suggeriva al suo comandànte, generale Lombardini , le seguenti considerazioni: e< Il nemico che occupa Pastrengo cd ha mascherato Verona, può avanzarsi Yerso ii medio Mincio sia per la strada Sandrit, Cast,efnuovo, Yaloggio, sia per l'altra Santa Giustina, San Giorgio in Salice, San Rocco di . Palazzolo, sia infine per le alture di Sona, Sommacampagna, Custoza. · <e Sembra poco supponibile che l'avversario voglia manovrare contro la nostra sinistra tcuclondo ai ponti a nord cli Valeggio, perc.hè quei ponti cadono noi raggio d'azione di Peschiera , il cui presidio si sa rinforwto : nè par/J probabi le eho egli tenti marciare contro la nostra desLra per le aitmo di Sona, Sommacampagna e Custoza, giaechè farebbe troppo largo aggiramento e presterrhhe il fi anco ad un nostro contrattacco. « Le nlilggiori prouabilità sono dunque per un attacco diretto: epperò la 4• divisione (partito sud) deve. prendere tale posizione che mentre le permetla di fronteggiare con vantaggio un tale attacco, le consenta


OEL

18";8

LE G RA:-l D I MANOVRE

.altresì di manovrare controffcnsivamente qualora il nemico cercasse aggirarla per le al i. « Tale posizione sembra determinata dalle alture a nord di S. Rocco di Palazzolo, al di sotto della li nea rerroviaria, giacchè da quelle nlture, oltre all'azione frontale, si ha pure azione controffensiva a sinistra verso la stmda Castelnnoyo-Oliosi-Valeggio, effi cacia di fuoco :i destra verso val di Staffalo. e possibilità di manovrnre verso est qualora il nemico si sviluppasse sn lle alture di Sona e Sommacampagna ». Seconclo tale concetto il cumandan1.e del partito su d (if a divisione) disponeva che nel pomeriggio del 271e due brigate di fanteria, ahbandonando gli accampamenti di Castelnuovo, marciassero su San Rocco di Palazzolo, e che tutta la. cavallÙia, rafforzak1. da una sezione d'artiglieria e dal battaglione bersaglieri, si fermasse a Castelnuovo per stendersi, il mattino del 28, davanti alla JineaCastelnuovo-Sona, e cercare il contalto col nemico . La sera stessa clel 27 il comandante clel partito sud r iceveva poi la seguente lettera che precisava il tema. per le operazioni del do-

mn.ni: (<

Esec1.1,zione. Poco dopo le 7 ant. del 28 agosto, la 2" divisione (par ti_to nord) si trovava ammassala a sud-ovest di Bussolengo, formala m due colonne ed una riserva: la colonna di clostra. prc'.nt_a _a sboccare su lla strada San Salvatore-Santa _Giustina, quella cli sinistra sulla strada di Sommacampagna, la riserva nel centro , sulla strada che mette alle case Penzie.

Colonna cli clestra - Maggior generale

IlASSECOURT.

37a brigata fanteria. 2 batterie da '7 cent. 11/2 compagnia del genio .

Colo·nna di si?iistra - Maggior generale Rrccr.

2• brigata fa nteria.

Il comandante il 4° corpo d'armala al comandante la 4• divisione

.cli manovra~ (<

San Rocco in Palazzolo.

Domattina ~8 agosto il ~ 0 corpo rl'arrnata si porrà in ritirata su Goit-0. La guarnigione di Peschiera difenderà le alture innanzi Monzambano:· costretta a ritirarsi farà saltare il ponte sul Mincio. « La divisione agli ordini della S. V. ba missione di manovrare -sullo alture per coprire la ritirata delle altre duo divisioni; vi scelga quindi una huçma posizione e la difonda energicamente. « Il nemico non potrà opporre rnoltc forze in questa prima giornata di opernioni; tuttavia la S. V. non manchi di guardarsi sui fornchi e cli spingere perlustrazioni sul fronte. <( Se dall'esito del combattimento fosse costrett-a a ritirarsi , ripieghi e prenda posizione intorno Yale?gio, che porrà in istato di difesa . « La prevengo fi n d'ora che se fossimo costretti ad abbandonare Goito, ne faremmo saltare il ponte. « Curerò di tenerla informata esattamente di quanto. possa interes.sarla, e m_i attendo dal canto suo continui e precisi rapporti » .

,1 batteria da 7 cent. ,t » da 9 )> 11/2 compagnia del.genio.

Bise1·va - Colonnello ConvETTO.

«

7° reggimento bersaglieri. •1 batteria cla 1 cenL. La cavall.eria divisionale (2 squadroni del reggimento Saluzzo) sin dalle O 1/! ant. si era spinla con picco I~ pattugli e ad esplora~e il settore Bussolengo-Santa Giustina-Sommacampagna. li reggi.mento cavalleria Firenze (4 squadroni), giunto a Bussolengo poco dopo le 7 ant. , s'era portato tutto riunito, per lrt strada_di Sommacampagna, sino all'incqntro col grande stradale Pesch1era-V_erona, e di lò. aveva il'radiato esplorazioni verso sud per collegarsi nella pianura colla cava.ileria della divisione di sinistr~ (~~pposta). . Alla stess'ora (7 ant. circa) il par tito sucl (,1a dm s1one) occupava le seguenti posizioni:


16

LE GRANDI MANOVRE

Ala destra: da. Guastalla a Monte Trento - Brigadiere CAROEr.u: ,t .2a brigata fanteria. 1 1 batteria da 7 cent. 11 ,, da 9 »

Ala sinistra: da Monte Trento alle alture di Casa Brol ino - Macr. / o g1or gençrale FAZIOLI: · ·

2.2• brigata fanteria. 1 sezione da 7 cene. 2 batterie da 9 cent. Davanti all'intera posizione era stata occupata una prima linea cli · difesa segnata dai punti: Corte di sopra, Casin dell'Orti, Spolverino: spalleggiamenti per artiglieria e trincee di battaglia, fatte costruire nelle prime ore del giorno, dovevano servire a migliorare le condizioni già vantaggiose del terreno. Tuua la carnlleria del partito sud (4- squadroni del reggimento Saluzzo e 2 del reggimento Firenze) rafforù1ta. dal battaglione bersaglieri e da una sezione da 7 cent., stav.t esplorando, sotto CJli ordini del colonnello Cavalli, nelle direzioni di Sandrà e Sant; Giustina per cercare il contatto col nemico . 1

Yer~o le 7 /! ant. avevano luogo i primi scontri di cavalleria, e alla stess'ora, sotto la protezione dei loro esploratori, le tre colonne del partito nor·d si meétevano in moto, dirigendosi la prima (generale Bassecourt) sopra Santa Ginstina, la seconda (generale Ricci) sopra Sona, la terza (colonnello Corvetto) sopra Osteria del Bosco. Erronee informazioni confermarono il comandante del partito nord nel. dubbio che Santa Giustina fosse occupata, e lo indussero a procedere colla massima cauLela e ad ordinare che le sue colonne si avanzassero spiegate a prendere possesso delle alture. Respi~te poscia le pattuglie di cavalleria .che esso aveva davanti, l'inLertJ partito nord occupava ve1·so le 9,50 la linea Santa Giustina.Osteria del Bosco-Sona, con un baltaglione a Madonna del Monte sull'estrema sinistra, e tre battaglioni a Monte Lo_ghin sùll'estrema destra.

DEL

17

1878 ,

La sezione d'artiglieria assegnata all'avanguardia del partito _sud (colonnello Cavalli) s'era stabilila col battaglione bersaglieri a Monte 'Lungo (a mezza strada circa tra Castelnnovo e Sona); viste apparire di là le Lruppe avversarie a Sanla Giustina, aprì subito il fuoco dei suoi due pezzi. , Il generale Bassecourt, fatte allora avanzare le sue batterie su Monte Belvedere, ordinò .che si rispondesse a quel fuoco , e si impegnò così tra Monte Lungo e le alture del Belvedere un breve com- . battimento di artiglieria. Frattanto l'avanguardia di cavalleria del partito sud (colonnello Cavalli), avendo indotto il nemfro a spiegarsi ed avendo già rac. colto su di esso le più precise informazioni, aveva cominciato, se-: condo gli ordini avuti, a sgombrare il fronte; i due squadroni divisionari (reggimento Firenze) ripiegavano verso Castelnuovo a protezione del fianco sinistro , ed i quattro squadroni del reggimento Saluzzo si dirigevano su Guastalla e Monte Godio per coprire il fianco destro. Se non che qllesti ultimi, minacciati, presso la stretta éli Osleri.a del Bosco, clalla cavalleria del partito nord e dai bersaglieri del colonnello Corvetto, avevano dovuto far fronte per opporre resistenza; ed uno cli essi aveva anzi appiedato pr·esso la strettél e fatto uso del fuoco. Postisi posciR in ritirata, i 4 squadroni di Saluzzo presero la direzione di Gllastalla, inseguiti da.vicino dagli squadroni lancieri del partito nord (reggimento Firenze}. 11 fuoco da Monte Lungo, e la cavalleria del partito sud che in parte si r itirava. verso Castelnuovo ed in parte resisteva. ad Osteria del Bosco, avevano ·indotto il comandante del partito nord a ritenere che il nemico occupasse un fronte parallelo alla ferrovia; egli ordinò quindi verso le ,JO¼ che la divisione esegui$se un cctmbiamento di fronte a sinistnt con perno a Sona (brigata Ricci) , che la destra ' (brigat,t Bassecomt) si portasse ad Albarelle, e che la riserva. (colonnello Corvetta) collegasse tr::1 loro 1e cllle colonne. Questo cambiamento di front.e a sinistra, e segnat,tmente la ' direzione presa dalla brigata Bass<;court, indusse il comandante del parANl'jO XXIV , VQJ,. I.

2


18

;

LE GRANO< MANO'RE

tito :;ud a. mandare da S. ~occo un baLtaglione ad ocCllpare le alture de lia Monr•ahia sia a sosteQ'no dei suoi squadroni divisionali, sia per assicurarsi, in caso di ritirata, la possibili Là cli far sfil are le sue ambulanze. per la stradrt cli Oliosi, su Valeggio. ,

è)

•

)

.. ~.

I l cn,mbiamento cli fronte delh1 3a divisione (parti to sud) si andava effettuando, qmindo il generale Ricci dalle alture di Sona si accorse che i bersaglieri clel pa.rtito avversario occupnvano Monte Lungo. Il gener:tle ne mandò ·Loslo avviso al com anelante della 2a cli visione (ore 1111) e, in attesa d'ordini, pensò bene di spedire verso quella parte, per Casotto e Cà Giacomona, tee battaglioni ed una haUeria.: egli si tenne pronto a marcia.re anmt.i col resto, occupanclo , frattanto l::t pianura con u.no degli squa.clroni divisionali, e le alture cli Sona e Madonna. del Monte colla fanteri~L · A mez7,ogiomo . circa, h~ situazione dei clne partili era la seguente : " Il partito sud occupava ancora le stesse posizioni del mattino, e rion aveva in molo se non la cavalleria., la qua.le r ipiegava, come s'è visto,. vet'so le ali. Del partito· nord, la colonna di destra (IJrig,tta Bassecourt) era in marcia Lrn Albarelle e Palazzo Ferrari, coperta a destra danno squadrone della cavalleria divisionale: Ltna parte della colonna cli sinistra (brigrtta Ricci) occupava Soùa e ~fadonna del Monte, il resto era. in marcia verso Cii. Giacomona: la riserva (colonnell o Coevetto), situata .presso Cà Orlandi, teneva collegate fra loro le due colonne. l quattro squadroni del reggimento J?irenze, seguivano, incalzandoli, gli squadroni cli SaJu7,zo che si ritiravano verso Zerbare. Appena occupate le alture di Palazzo FerrarL, il comandan te del i)arti to nord dava ordine alla brigata Bassecourt · di marciare su S. Giorgio in Salice, ed alla brigata Ricci ed alla. riserva cÙ marciare contro la linea S. Giorgio in Salice-S. Rocco di Palazzolo. Il battaglione bersagli eri e la sezione cl'artiglieritt del partito sud, . che sin dal mattino avevano occupato Monte Lungo, ,,edendo il ne_mico avanza1:si in forze, abbandonavano quelle posizioni esi ritira-

DE L

1878

1.9

vano combattendo verso Spolverino e Cà Cruastalla, a. ra[orzare l'ala destra del proprio pRrtito. L' erronea. notizia che Sommacampagna era occupata da fanteria nemica, induceva frallanto il comandante del partito sud a spedire, da Guastalb stessn, verso Bosco dei Fitti due battaglioni della H~~ brigata ed una sezione d'artigl ieria a prolezione del suo fianco destro . / Quesl:a colonna, partita da Guastalla poco dopo mezzogiorno, veniva informata, carnmin facendo, che Sommacampagna non era occupata.: udendo in pari tempo tuonar torte il cannone verso S. Rocco, ,essa ritornò subito presso Guastalla, per contrallaccare di fianco le 'truppe nerniche d1e cl.a Sona avessero puntato sull'ala destra del partito sud. Ma l'attaccq, secondo le disposi7.ioni già accennate, s'andava invece pronunciando contro l'ala sinistra del parliLo; giaccbè la bri-· gata Ricci, che doveva attaccare la destra, aveva ancora un lungo movimento da compiere prima cli giungere al punto assegnatole . Alle 11'.z,~,O la tesla della37a brigata (Bassecourt) entra inS. Giorgio in St.iiice coi bersaglieri del colonnello CorvcUo: di là i bersaglieri, sostenuti dal 711°fanter ia e protetti clal fuoco di alcuni pezzi collocati presso S. Giorgio, si dirigono su Monte Banello, occupato da fonteria nemica (42° fanteria): le ba.tterie dell'ala sinistra della difesa entrano allora tutte in azione~ riescono a ritardare quell'attacco. Impadronitosi finalmente di Monte ·sanello, il com.andante del partito nord spedisce i ber,5aglieri, per .Corte di sopra, ad attaccare Monte Trento, ecl ordina al generale Bassecourt di appoggiare con nn reggimento (7 1°) l'attacco dei bersaglieri e di spedire l'altro (12°) tra Ca.sin dell'Orti ed il Turco per guarentirsi da un movimenlo del nemico contro il suo fianco sinistro. Le due batterie della brigata Jfassecourt, cfalle al ture di Monte Banello proteggono quel movimento,. Il comandante clel parlito sud fa all ora rinforzare con un batta.glione del 4,1°fa~teria la po$Ì7.ione di Corte di sopra., già occupata. da un battagl ione del 42°: e si sviluppa così, in tutta la sua intensità, della hti/;!ata l'a7.ione dell'ala sinistra dell a difesa contro. l'attacco . ~. Bassecourt.e della colonna CorvelLo. 1


/ 20

DEL

LF: GRANDI ,' ,,IANOVRE

Valeggio, lo altacclÙ vivamente: lo sforzi a ritirarsi· ed impedisca la distruzione del ponte di Borghetto. Altre truppe del nostro Corpo d'armata, già st.abilite sulle alture da Bussolengo a Sommacampagna, assicureranno in ogni eYento la sua ritirata; ma la S. V. non faccia assegnamento che sulle proprio l'orr,e, e si premunisco perciò contro possibili ritorni offensivi sui fianchi. »

Poco prima delle 2 pom. i bersaglieri ed if7 11° fanteria, impadronitisi di Corte, si dispongono ad 'attaccare lion te Trento; il 72°, seguito da una sezione che ha lascialo per tempo Monte Banello, giunge a Casin dell'Orli e Monte Turco; e sull e alture acl est di Cà Spo lrnrillo si vedono splrnLare le prime truppe (sei compagnie) della brigata Ricci . Questa brigata ricevuto l'ordine di avanzare, si era diretta su Ca Grolla, Calvisana e le Borghe, ed aveva protetto tal movimento prendendo posizione colle sue artiglierie tra Montresora e Casazze. La distanza che aveva dovuto percorrere ed il terreno scoperto che aveva dovuto attraversare, non Ie avevano pet·messo di ~i ungere prima d'allora all'ob biettivo assegna.Loie. Alle 2 circa il direttore generale delle manovre spedisce a1 due comandanti di partito la seg.uente comunicazion e: « Stante l'ora tarda, il partito sud si decide a ritirarsi su Valeggio, in modo da prendervi po~izione prima di nott.e; ed il partito nord continua l'inseguimento, ma s'arresta poi appena occupata la posizione cli S. Rocco di Palazzolo. • Domani le trnppe ripo:;ano » .

'2"

FAZION~.

30 agost.o - Valeggio.

· Disposizioni .

•

.Per compiere tale manclato il comandante del partito nord pensò di dividere le sue forze in due colonne: quella di destra si sarebbe avanzata per la strada Castelnuovo-Valeggio: quella. di sinistra per la strada della Pernisa; l'azione si sarebbe svolta. in tre momenti successivi: 11~ Occupazione del fronte Monte Vento-Le Mhraglie-Via. CavaSanta Lucia. .2° Occupazione del fronte J\hlgrino-Tirodella-MonLe CabriolMon te Calcare-.M onte Mamaor; 3° Occupazione di Valeggio. Le due colonne avrebbero marciato strettamente collegate fra loro, e quella di destt·a avrebbe cercato di collocare artiglieria sulla sponda sinistra clel Mincio per impedir-e al nemico il passaggio sul ponte stabile di Borghetto. La stessa sera del 29 il comandante del partito sud (generale Lombardini) riceveva in Valeggio la seguente lettera: • « Il comandante il 1° corpo d'armata a1 comandante la ~ n divisione di manovra. «

« 11 cornancfantc il 1° corpo d'armata al comanrli:inte la 2.• divisione di ma,iovra. «

S. Uocw in P3lazzolo.

· " La divisio11e nem ica si è ripiegala $li Valeggio. . " La S. V. continui domani , 30 , la sua marcia offensiva, inir.iantlo il movimento alle ore 7 am. e, nel caso il . nemico tenti difendere

Valeggio .

« Il 1° corpo d'armata ha ordine di ripiegare lentame11tc sul basso Oglio e cli occuparne i passoggi, in previsione di un pos:;ibile ritorno offen·sivo. · « Le due divisioni che sono oggi a Goito, domani 30 agosto ne distruggeranno il ponte e si ripiegheranno su Gazzoldo, continuando· però ad occupar Goito con un piccolo distaccamento. « Domani stesso il comandante le truppe di Peschiera farà distruggere il ponte cli Monzambano, ma terrà tuttora occupato il villaggio. La S. Y. si mantenga a Valeggio .il più lungamente possibile: se fosse. · costretto ad abbandoMrlo, si ripieghi su Volla e distrugga il ponte di Borghello. 1

La sera elci 29 agosto il comandante del partitÒ nord (generale Buri) riceveva a S. Rocco di Palazzolo la seguente leLtel'a: .

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1878


I 22

LE GRANDI MANOVHE (<

DEL

Faccia perlustrare le strade sui suoi fianch i, e si-tenga in comu-

nicazione con Gazzoldo e Goito

Colon;;ia cli §ini~t1·a - ...: Maggior generale .BASSECOUHT •

».

Il comandante del partito ·sud avrebbe voluto stabilire la Slla prima linea di difesa sulle alt.llre di Santa Lu.eia e ..\fonLe Vento: ma ne fu disto] to dalla considerazione che le forze di una sola divisione erano insufficienti per una linea così estesa, e che, in caso di rovescio, le sue Lruppe avrebbero dovuto penorrere troppo lungo tratto di strada prima di poter presentare un nuovo fronte difensivo che consentisse di eseguire in buone eondizioni il passaggio del Mincio. · È hen vero che, 'nella pre, i.,,ioneappuntodi doverpassaresull\dtra riva del fiume, il comandante del partito sud aveva già falto gettare, fin dal mattino del .28, u.n ponte inilitare presso Le Huse a yalJe di Campagnola, e s'era così assicurnLo due vie di ritirata; ma il nemico, inseguendolo, avrebbe potuto arriva.re insieme a lui su Valeggio, non lasciargli tempo a difesa, emetterlo in gravi condizioni. Q11este considerazioni lo indussero a prendei· posizione sul Parco stesso di Valeggio, liiniLandosi a spedire forti ricognizioni sulle vie lungo Je quali il nem ico poteva presentarsi. Esecit.zione. Alle 7 ant. del giorno 30 le truppe del partito nord (2a divisione) lasciavano gli accampamen ti e, di:visein due colonne, si metteva.no in moto, quella di destra per Oliosi, suo punto di concentramento e. quindi di partenza, quella di sinistra per S. Rocco cli Palazzolo, da dove poi doveva proseguire per la strada della Pernisa. 0

Colonna eh desflrci - Maggior generale Rrccr. 2a brigata fanteria. 7° reggimento bersaglieri. 2 squadroni (reggimento Salnzzo). 2 batter.io da 7 cent. 11 batl:eria da 9 » ·1/ 2 compagnia. del genio con aLlrezzi .

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1878

3T'brigata fanteria. : H.er,oimento cavalleria Firen:1.e (4 squadrom). . "" 2 bau.erie da 7 cent. I /2 compag~ia del genio con aurezzi .

1

Ricouriizioni di cavalleria., spinte avanti sin dalle tl /2. ant_., ~erlust.rav:no il terreno da Monte Godio a sinistra sin verso tl Mmc,o a destra. I] partito Sllél (,Ja divisione) s'era clispostO alle 7 ant. nel seguente modo:

A.la sinistira - Maggior generale

FAZlOJ.T .

Sulle alture del parco: 42° reggimento fanter ia. (22n brigaLa.). ·I batteria da 7 cent. . 2 batterie da 9 n Alla Barozzina (altura sulla. sinislrn del Mincio): ,J battaglione del /4.,J O (22a brigaLa) . In ricognizione verso \\fonte Vento: 2 battaglioni del 411° (22a !)rigata) . 11 squadrone del reggimento Firenze. ,J baLteria da 9 cent. Ala destra - Brigadiere CAR?ELl.f.

A San Zeno e Fomelli: 2 battaglioni .del 2? fanteria (I 2a brigata) . 0

Alla Barozzina (pianura): 2 baLtaglioni clel 2~ fan te ria ('12" brigata) . 0

In ricognizione verso le alture di MonLe Cabriol, Monte Calcare e

Monte Ripa lungo le strade della PerniJa e di Santa Lucia: 2 battarrlioni (iH e 22° fanteria). . v 1 baLteria da 9 cen t. ,t squadrone (reggimento Firenze). 1


24

LE GRANDI MANOVRE

DEL

Sulla strada di ViJ/afranca, all'altezza di C11sanuova, con incarico di spingere ·ricognizioni tino alla linea Campanella-Torre GherlaQuaderni: Il reggimento cavalleggeri Saluzzo (,I. squadroni). Il battaglione bersagliéri.

L<J- ricognizione spedita dal pa.rLito .sud a Mont.e Vento aveva occupato verso le 7 '/ , quella forte posizione, e di là aveva segnalato ben presto la colonna di desLra dell'attaccanLe (brigata I-licci) . Il generale I-licci, avviato il 4° reggimento e la batteria da 9 cent. sulla strada che da Salionze conduce a ·Valeggio, a protezione del suo fianco destro, si avanzava, infaui, per la strada di Oliosi verso Monte Vento col 7° reggimento bersagperi , i I 2° fanteria e le batterie da 7 cent. Visto occupato Monte Vento, il generale Ricci dispose subito che la batteria da 9 prendesse posizione sui poggi a sud di Salionze, e le batterie da 7 nei dintorni di Cà Buseua: aperto poscia il fuoco, ordinò al 7° bersaglieri di avanzare all'attacco di Monte Vento: il ·2° fanteria avrebbe seguito in riserva. (ore 8 ant.). I due battaglioni e la baUeria da 9 che il eomandante del partito sud aveva.spedito in direzione della Pernisa e SanLa Lucia, avevano occupato le alture di Monte Calcare e Monte Ripa, e di lit avevano aperto il fuoco contro la colonna di sinistra dell'attaccante (generale Bilssecourt) che a· quel momento stava sboccando verso Via Cava e .Tongaretto. Il generale Bassecourt, costrello a prender posizione ed a spiegarsi, apriva egli pure il fuoco della sua artiglieria dalle al ture presso Via Cava, e l'azione si estendeva così, collegala e concorde, su tutto il fronte. La posizione di Monte Vento, allaccata di fronte dai bersaglieri ' del generale Ricci, e minacciata di fin:nco dalla marcia della colonna Bassecourt, a~eva dovuto essere sgombrata, poco dopo le 8 1/ 2 , dai due battaglioni del 44° e da lla batteria da 9 cent. del partito sud. Queste truppe appena scese di là, erano state avviate, per il ponte di Borghetto, all'altura dei Fra1.i a costituire un primo punto di re-,, sistenza sulla destra deJ Mincio; le altre invece che avevano occu-

25

1878

pato Monte Calcare e Monte Ripa, c(i'nservavano ancora, verso le 9, quelle posizioni est.avano combatteùdo contro la brigata Bassecourt. ., Alle 9 circa la siLuazione dell'at.taccante era la seg(tente:

Colon1w, di qestra - 'Generale R1ccr. i O rea,rimento fanteria e batteria da vv

9:

presso Monte Torrione. 7° reggimento bersaglieri e 2 batterie da 7, a :\fonte Vento. 2° reggimento fo.nteria, in riserva. · 2 squadroni, avanti in ricognizione. Colonna di s·vnistra - Generale BAssn:counr. li 7•1° fanteria marcia all'attacco di Monte R.ipn,. Il 72° in ri~erva, mantiene il collegamento coi bersaglieri di Monte Ven to. Le due batterie, in posizione presso \ ia Cava e ,Tongaretto. II reggimento cava.lleria Firenze aveva lasciato per tempo questa colonna e, per Guastalla e Custoza, era sboccato sulla strada Yillafranca-Va leggio di fronte al reggimento Saluzw (partito sud). 1

I

Il brigadiere Casoèlli (Hl· brigata, partito sud) nell'intento di proteggere più a lungo la ritircata delle truppe che scendevano da Monte Vento, spediva~ poco dopo le·9, da Cà. Barozzina (pianura) un battaglione del 2 1° fanteria a rinforzare la difesa di Monte Ripa; ma il generale Bassecourt, fatto avanzare in prima linea un battaglione del 72° fanteria, si rendevà ben presto padrone di Monte Mamaor, ed attaccando allora Mcmte Ripa di fronte e di fian,;o, costringeva i due battagli.oni del 2,1° e la sezione d'artiglieria, che l'occupa.vano, ad abbandonare quella posizione. La ritirata di queste truppe ftt seguita, poco dopo, da quella del battaglione del 22° fanteria che, coll'altra :-ez ione delia stessa batteria, occupava Monte Crtlcare. . I hattaglioni del 22° che erano a. Fornelli e n S. Zeno sostennero e coprirono successivamente il rimançnl.e della brigata che ripiegava nel piano; e i due battaglioni del 211° che avevano . lasciato Monte ~ipa si affrettarono verso Valeggio con missione di disporre l'abitato 1


26

LE GRANDI MANOVRE

a clifes~ e rnnanervi fino aJl'.ultimo per coprire la ritirata cli tutta la divisione. Disimpegnata poscia tuLta la brigata, la maggior parte cli essa veniva avviata sulla destra del l\'Iincio a raJforzare ancora più la posizione di .Monte dei Frati. Prattanto, mentre il generale Bassecourt s'era impadronito di . Monte Mamaor, Monte Ripa e Monte Calcare, il genernle Ricci, colla sna brigata e coi bersaglieri, aveva occupato la ·linea Monte l\fagrino-Monte Cabriol. Le cinciue batterie del partito norél concentrarono allora il fuoco contro le :.dturc1 del Parco e preparnrono così l'attacco deJJeJ anterie. Ver:;o le ,J ·I, la 37• beigata (Bassecoun) si dirigern su Cà Barozzina (pianura), i bersaglieri su Fornelli, la ·2a brigata (Ricci) verso il I1 arco e la Ilarozzina (alture). Quest'attacco convergente fu alquanto ritardaw dal fuoco delle batterie avversari.e concentrate sni Parco; ma :il comandante del partito sud, prevedendo the quanto pri1rni Valeggio stesso sarebbe sta to nttaccato , è che, se la difesa del villaggio non fos:;e :;tal.a più che salda, la posizione del Parco poteva tr·ovarsi seriamenLe compromessa, ordinò verso le ,111 al comandante élella 2:2'' brigala di ripiegare gradatamente indietro dalla sinistra, comincinndo dallo sgombrare la BarozzimL (D1Lnre) . La Barozì'.ina. (alLure), abbandonata cosi, verso le ,111 1/ 4 , dal battaglione del 411° r,he yi si trovava. dal mattiuo, fu ben presto occupata élr.t alcuni hattaglioni del generale Ricci e da una batteria da 7 cent. Questa batteria, appena in posizione, a.p rì il fooco contro le alture del Parco e contro il ponte di Borghetto; ma le rispose suhito élalla riva destra la batteria del partito sud. che gi.à em arrivata a )fonte dei l<'rati. La brigata Ricci ed. i bersaglieri, proseguendo nel loro movimenl.o, occupavano poi verso le 1,1 \\ le al ture clel Parco, mentre . la brigata Basseconrt avanzando dalla .Barozzinn. (pianura) inseguiva il ·nemico r,he si ritira.va entro Valeggio e si dirigeva al ponte di .Dorghetto. 0

1

'

DEL

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'1,7

Sulla strada cli Villafranca non erano avvenuti che piccoli scontri di cavalleria tra i due reggimenti Saiuzzo (sostenuto daun battaglione bersaglieri) e Firenze. Giunto il mo men lo di ritirarsi, gli squadroni cli Salnzzo eél i bersaglieri si diressero al ponte delle Buse. dove pa.ssin·ono poi il Mincio unitamente agli squadroni divisional i che pe,· Valeggio eransi portati a Campngnola. Alle 1 1 3/ 4 il diret.t,ore generale delle manovre poneva fine alla fazione dirigendo ai due partiti la seguente comunicazione : 1 1

« Quartier generale di Valeggio, li· 30 agosto 78, ore 1111 •;,,. ll partito sud si i} ritirato sulla destra del Mincio, racendo saltare i.I pont<~ di Borghetto. << Il partito nord ha occupato la p~sizione di V.:deggio e non ha pot:uto progredire nella giornata d'oggi pérchè privo di ponti militari . Sta ora riattando il ponte cli Borghetto per riprerulern ln operazioni domani ». · «

Il partito'strd, proseguendo la ritirata, si recava allora ad accam-pare sulle alture di Volla, facendo rip iegare, nella giornata stessa, sulla riva destra il ponte militare delle Buse. · Il partito nord si acca,:i-1.pava a nord-est di Va.leggio.

3a FAZIONE . 31 agosto -

Volta . ·

Disposizioni.

Il comandante- ~el pal'tito nord riceveva, la sera del 30 agosto in Valeggio, la seguente lettera: (< Il ~omaudante il 1° corpo _d'armata DI comandante la 2a divisione di manovra.

<(

Valeggio.

« Le truppe nemiche che V. S. ha oggi respinte da Valeggio hanno, preso posizione presso Volta.


.28

LE GRAND[ MANOVRE

DEL

Importa sommamente impossessarsi di Volta, prima che il nemi~o vi si rafforzi. · « Sono certo. che V. S. ha già disposto clu~ sia ristabilito il ponte -di Borgheuo. << Domattina la ·l • divisione nord (supposta) gitterù un ponto presso Goito e si dirigerù sn Volta. « V. S. quindi domani stesso attacchi Volta, ma 'tenga presente che la divisione ora detta non potrit giungere in suo ainto prima delle 2 pom. » . «

Per procedere, come gli veniva ordinato, all'attacco delle posizioni di Volla, il comandante del partito nord decise cli dividere le sue forze in due colonne principali: quella di destra (brigata Ricci) si sarebbe avanzata per la strada Cavallara e per l'altra Monzambano-Volta: quella di sinistra (brigata Bassecourt) per la strada diretta Borgheuo-Voita. Queste due colonne avrebbero dovuto cercare di sta.bilirsi'sulle alture di Bussa.chetti e di Montalto, per agire di là dimostrativamente contro Volta, senza impegnarsi a fondo. Una terza colonna (cavalleri;t e poca artiglieria), avrebbe avuto incarico di agire nella pianura in modo da impedire al nemico le comunicazioni tra Goito e Volta.

~0

corpo d'armata al comandante la ·I• divi«

Volta.

« Importa che V. S. si mantenga a Volt.a . Faccia rettificare e rafforzare durante la notte le posizioni che vi ha oggi occupate; e si appresti a di fend erle. « Domattina le invierò tre battaglioni bersaglieri ed una batteria. d'artiglieria da cent. 7. Questo clistaccamerito (supposto) passerà a Cerlungo e non potrà giungere a Volta prima dell'1 pom. « La cavalleria che sta tuttora in osservazione a Goito riferisce alle ore 7 di quc~ta sera che il nemico non crasi ancora mostrato sulla sinistra del Minci~ ».

29

La posizione di Volta, che il comandante del partito sud aveva ordine di mantenere, è Lale, che chi voglia attaccarla, venendo da Valeggio, si trova costretto a. manovrare per la. desLra ed a spiegarsi. quindi parallelamente alla propria linea di operazione e di ritirata, con evidente rischio cl' esserne staccato. Tale condizione cli cose suggerì a.I comandante del partito sud di ·fare, in questa giornata, difesa più attiya di quella che il terreno e la situazione non gli avessero consentito nelle precedenti: e secondo queiil:o concetto egli divisò di agire nel seguente modo : Fare una prima difesa a Montalto per render difficile al nemico lo sboccare da Borghel:to; obbl.igarlo così a sviluppare le sue forze sulle alture qei Frati e di Nariani , o, in altre parole, invitarl.o a. quel movimento di sposta.mento a destra., al qua.le, secondo ogni probaizioni stesse del terreno. bilità.' sarebbe sta.Lo indouo dalle cond ' Occupare quindi il fronte difensivo: i\lonte Pini-alture dei Martelli , convergendo i fuoclli'delle artiglierie verso l'i1i terno del!'a.n lìteatro d'altnre ehe si stende innanzi a ·volta. Stabil ire la minor parte delle proprie forze a Monte Pini, e · riunire la maggio1:e p1'esso ai .Martell i, nell'intento cli agire poi offensìvamente co1)tro la sinistra clel nemico e contro la sua linea di ritirata. Tenere la cavalleria nel piano verso il Mincio.

Il comandante del partito sud riceveva, la stessa sera. del 30 :agosto, la lettera seguente: « Il comandante del sione di manovra .

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Esecuzione. Dopo il co mbattimento di Valeggio, il comandante del partito. nord, fotto riattare il ponte di Borghetto,· aveva subito spedito sulfa ri va destra un battaglione ed uno squadrone: ecl a sostegn9 di quelle truppe aveva sta.bi lito una sezione d.rt 7 cent. a Monte Barber sulla riva sinist1'a del fiume . La matlina del 3 1. il battaglione s'e1a ~teso in avamposti lungo ·il ciglione della riva. sinistra e sul.l'altura dei Frati; e lo squaclr-one s'era spinto avanti in ri cognizione, ma non aveva. potuto olLrepassare di molto la linea oradelta a. motivo degli avamposti di fanteria nemica colloca.Li presso ;\fontalto. Secondo gli ordini del comr,i.ncla.nte del p;rlito nord, il passaggio . del .Mincio doveva iniziarsi alle 7 anL, e dovevano ~fì lare per prime 1


;30

DEL

LE GRANDI MANOVRE

'1878

31

.le truppè destinale a costituire la colonna di sinistra (generale Bassecour L) ossia:

li comandante del p,u'tito sud (generale Lombardini) secondo il concèlto già accennato, aveva. così disposto le sue Lrnppe:

37a brigata fanter ia, I batteria da 9 cent, 2 batterie eh~ 7 cent. ( meno la sezione lasciata sulla riva de,:tra), 7° reggi111e1ito bersaglieri, ·1/ 2 compagnia genio con attr·ezzi.

Il battaglione bersaglieri, una batteria da 9 rnn t. e 2 squadroni cavall eria: a Montalto: La 22a brigata fanteria e 2 lnrtterie da 7 cent. : presso le alture dei. Martelli. La 1'.ì" brignta fanteria: in riserva a Prigrone, con un battaglione del 2 1° ed una batteria da 9 cent. sull 'altura di Baruzzo, ed un battaglione del 2]0 ecl una ba.t.teria da 9 cen t. a Monte Pini.' Il reggimento cavall eria. Salnzzo: nel pia.no verso il Mincio, presso colle Pasini . _ La compagnia del genio : presso Volta. 1

1

Doveva po i seguire la. colonna agl i ordini del generale· Ricci . ossia: 2(' brigata fanteria, 2 b:1tterie da. 7 cent, ·I sqmu~rone divisionale, ·I/ 2 compagnia genio con auretzi.

Sarehh'e passata ultima la colonna di cavalleria (reggimento Firenze) destinata ad agire nel piano: e avrebbe eh insa la marcia la ::;ezione d'artiglieria lascia.la a Monte Barber. Senonchè, al momento appunto in cui si stava iniziando il pllssaggio, il nemico(partito sud)apriva. daMontall:o il f\wco di 4. pezzi, e, battendo il ponte di .DorgheUo, rendeva, per allora, impossi.bile il passaggio. Rispose subito a quel fuoco la sezione di ~Ionie Barber: ma il comandante del partilo nord, fatta fermare snlla r iva sinistra tutta la div_isione, diede ordine che a quell1t sezione si aggiungessero due intiere batterie, una cla 7, l'altm da 9, sulle alture stesse cli' Monte .Darber e della Rocca di Valeggio. te due batterie aprirono esse pure il .fuoco contro le alture di ì\fontalto, ed il combaUimenLo d'artigl ieria tra le due rive del fiume proseguì sin verso le 7,.1,0, sin quando cioè l'artiglieria del partito :rnd, battuta dn. numero più che doppio di pezzi, fu ridotta al silenzio. Il generale Bassccourt, libero all ora di passare il fiume, si pose subito · in marcia verso le alture dei Frati, per procedere cli là contro quelle di Mont~lto.

Poco dopo le· 8, prolelte da nna se,...ione da. 7 cent. collocata sul Monte dei Frati, s'a.vànzavano verso Montalto alcune compagn ie cli fanteria della colonna Bassecourt (p,trtito nord). l bersaglieri clel partito sud, protetti a loro vo lta dalla batteria cla 9 cent. stabilita a )fontalto, enll'avano subii.o in a,,ione per opporsi a quell'attacco; e siffatta res,istenza, unitamenl;e all'if).formaz'ione allora rice·vuta che il nemico occupa-va fortemente le al1.nre dei Martell i, induceva il generale Bassecourt ad attendere che tutta .I.i. Stla a.rLiglieria avesse potuto prencler posizione su Monte dei Frati, prima. di spingere avanti il resi.o delle sue truppe. Ma frattanto la batlel'.ia da 9 cent. (partito sud) stabilil;a a Montalto, visto l'avanzarsi di grosse forze avversarie, aveva avuto ordine cli ri'pi egare sulla posizione principale; ed all e 9 dava principio al _ movimento . La fanteria del generale .BassecourL, non trattenuta allo'ra che da un solo battaglione bersaglieri , avrebbe potuto avanzare spedita; ma le difficoltà incontrate dal l'artiglieria per accedere alla posizione dei l?rati, determinarono il genera.le Bassecourt a non affrettare di troppo il movimento, ed a mantenere coi bersaglieri dell'avversario un combattimento temporeggiante. · Così stando le cose, la direzione generale delle manovre spediva, verso le 11O, i seguenti ord ini: ·


32

Ot:L

LE GRANDI . MANOVRE «

Al comandante del partito nord.

« V. S. si porti avanti ed affretti per quanto possibile l'attacco delle po~izioui di Volta .

Al comandautc del partito sud. « Dia ordine che le trnppe avanzate si ripieghino, e concentri le sue forze sulla posizione di Voita ». ,

[n conseguenza di Lai i ordini, il generale Bassecomt (parLi to nord), sostenuto a :;in istradai 1.0 her:;aglieri a cavallo sulla strada, occupava verso Ie ,1,( , colla 37a brigai.a e co Il e sue tre batterie, le alture di Afoni.alto e della }faddalena; ed a qu ell'ora stessa i bersaglieri del -part ito sud ritintndosi ver:;o Monte Fiorito sgombravano il fronte della posizione principale della difesa. '

fl genera le Ricci (p;u·Lito nord), stante il ritardo avvenuto nel passaggio del pon te, non aveva potuto mettersi in moto che alle 8,30: giunto sulla rivn sinistra, alla cQda della colonna J3assecourt~ a.veva preso la strada Cavallarn e, distaccati d.ue batLaglioni del ,1° re,,uimenlo fanteri,t ver;;o le alture di Nariani e Novell i a proni, Lezione del suo fianco sini:;trn, éweva prosegu ito col resto delle ~ue forze sino ad in coJìlrare pre""o 3fatarello la strado. Monzamban6-Vo1La . Temendo allora che lfossachetti fosse occupato dal nemico, il generale Ricci aveva credulo opportuno di prender posizione coi suoi pezzi sulle ri i ture a nord cli Matarello, e di preparare col fu.oco .il. rnovi mento nvnnti della sua l'anleria. Informalo poscia che BnssacheLti era sgombro, egli s'era avanzalo, !loco clopo le I ·I , verso quel la posizione, facendovi convergere an che i ba.tta.glioni distaccati già verso 8arian i e Novelli. · li comandante del partito sud, ell e sin clalle 9 1/ 2 circa aveva avuto indizio della marcia del nemico verso Novelli, aveva. distaccai.o dalla sua posizione dei ~farteli i un battaglione del /4. I O ccl una srzione da. 7 cent. , percli è, av,Lnza11 do per Rea le, osset·vc1ssero il nemico da tiuella parte. Gli squadron i divisionali , sp inti:-i po i snlla strada da ìioolla a Monzambano, avP.va110 annu11ciaLo il movimento

33

1878

del ~aenerale Ricci su Bussacll etti ; ed . il comandante del partito sud temendo allorn che l'arversario volesse attaccarlo w nlempo' raneamcnl.e per le due al i, ravvisava conveniente n11Torzare alquanto più la su,L sinistra, ma ndando verso 1Ho1He Pini 1111 bill.Laglione del ,1,2° fanteria in sostegno éli quello clel .2z0 che giiL vi si troyava dal mattino. Alle 11 , come :','è del to . il generale Bassecourr.(partito no rd) aveva occupalo la posizi one éli Montalto e della .\faddn.lena, appoggiando 'l a sin istrn alla s!racla; - poco dopo, .sotto la protezione di alcuni pezzi che già avevono aperto il fnoco dall'a ltura della 31a<l<lalcna, egli fo.co,ra avanzare i ber,;aglieri a. sinistrn cd il 7,1° a cle:;tra contro la: posizione clei Mm'lelli. Allora iI comandante del parli lo,sud, consicleranclo che quei ballaglioni potevano essere ben battnti da tutte le sue artiglierie, da. quelle piit lontane di )fonte dei Pìni alle più avanzate dei Martelli , giudicò che fosse giunto fl q·nomcnto di manovrare conlro!Tensivamente secondo il suo primitivo concclLo; e, dato il seanatè cl i un violento fuoco da Lui te le sue batterie, fece arnno zare al contrauacco 6 in tieri ballaglioni: /4. clella ·12" e 2 della 22a brigata. A questo plLUlo (ore ,t,1 .30), il direttore gencnìle delle mai~ovrc faceva sospendere la fazione. Dopo un'ora circa di riposo, ndito il segnale di riprendere la fazione, il co mandante del pal'lito nord dava ordine che la sua ,ì la sinistra (bersaglieri e 74 ° fanteria) marciasse nuovamente all'attacco della posizione dei .\larlelli, e che la colonna di destra avanzasse da Bussachell.i contro Rerile e )fouLe Pini. . li comandante del pal'Lilo s11d, considerando che mHl resistenza troppo prolungala avrebbe potuto dar agio al nemico di avvicinarglisi di troppo, mandava una parte delle sue_ forze a respingere quell'attacco ; e slava già dando disposizioni per inizi are coll'altl'e il movimcnLo cli ritirala, quando il direttore generale delle manovre · · poneva fine alla fazione dirigendo ai due comanclanLi cli partito la seguente comunicazione: . (<

«

Dalle alture di Monto Maddalena

:i

nord cli Volta .

Il distaccamento (supposto) che il partito sud altencleva in suo soc-

corso da Cerlungo, trovasi ora impegnato con una forte colonna (cliviA NNO XXIV, VOL, I.

3


LE GRA NDI MANOVRE 34 sioue nord supposta) che ha gettato un ponte militare presso Goito, e che :iccenna a volersi dirigere su Volta. I l coniandante del partito sud decide quindi alle oro 11 1/ , di ritirarsi dieLro l'Osone. « Il cornaudunte del partito nord prosegue l'inseguimento su Volta. « Domani I(~ truppe riposano ». 1

2° .PEllIODO. 111anov1•e del 1° co1•po cl',u•mata contr o n e mico 8Cgnato.

DuE

FAZIONI.

Chiuso, colla fazione del 3 1 agosto, il primo period o delle esercitazioni , la direzione generale delle manovre, colla stessa dala del 31 agosto, enrnnava, in apposito ordine del giorno, tutte le disposizioni per la fol'J'nazione dei due partiti, segnato e rappresentato, che dovevauo agire nel secondo periodo . Eccone la parte che contiene il concetto generale: 1

01'dine rlel f]'iorno N. 9.

" V:ileggio, 3·1, agosto ·1878. Colla fazi one d'oggi termi nano le escrcitnioui cli divisioni contrapposte per dar luogo a quelle di corpo d'arm:ila contro nemico ,çegnnto, che principi eranno il 2 sett.embre. « I l c.oncetlo secondo cui si svolgeranno queste nuove esercitazioni è la continuazione di quello che diede luogo alle mano,rc dei giorni se.orsi. « Senonch è si suppon e che la ,1a di visione nord (suppost:1) , passata a Goito, abbia raggiunto Voltl, o che il clistaccamenlo ( pure supposto) del partito sud che marciava da Cerlungo su Volta, costretto a ritirarsi, !si è rinnito alla 1° divisione slld dietro l'Osone. « I due partiti aumenta no perc-iò la forza rispeltiva. Quello del nord è costituito <la nn corpo d'arìiial.a diminuito delle truppe qui appresso speciri ca te, le 1ruali dohhono segnare il partito sud. Quest' ultimo cc::sa d'essere ef/'etti,r,o, e la su:i fon.a segnata ò r[nella stessa della 1a divisione di manovra che lo costituì fino ad ora, rafforza ta però con altre :truppe suppletive ». «

1

Il riparto e l'inquadramento clel partito sud segnato risulta dal seguente quac1ro :

-


' . . Quadro di formazione del partto sud - segnato. C~mandan~e d~l partito su_d! - Maggiore generale IIJORRil DI Lii VRU~O (della 18a brigata fanteria).

A1ulante d1 br1gata -- CaplLano .MA!\TOVANI (della 1ga brigata fanteria).

1 a Dhlslone segnata.

Comandante della di visione - Lo stesso comandante del partito. 1a Brigata ranterfrJ, - Comandante: colo1111ello POZZOLlN I (Gci ber:;ag 11 eriJ

1° regg. fanteria - ComanrlanLe: tenente colonnello DE AGOSTINI (33° faoLeria). Saràsegnato dall.i, 1a, 2a. e 3a compa~nia 7° bersagliel'I. ' .

!

f3°2°

id.

- Comaudance: maggiore CA VALLI_(7ci ber:sa.glie ri \. Sarà segnato dalla 5•\, 6a e 7a compagnia , 0 bersiigl iHJ.

- Comandante: tè11ente <;olonnello PLEBANI (13° fanteria). Sarà segnato dalla ,1a, 8a e H 3 compagnia 7° bPrsaglieri. (i-10 fauteda) 4° id. - Comandan Le : rn~ggioi·e Pucqr {7° bersaglieri). Sarà segnato dalla 9a, 10a e 11a compagnia 7° bersagl!en. ., Ca1;alleria divisionale - Du e ~quad roni - sal'à segnata dal 4° squad rone dt>l reggimento cavall eria Ffrenze /9°). Arttylie,:ia, divistonale - Tre bauel'1e - sarà segna.w. da 2 sezioni della 7a batteria da ce~t. 7 ~el 0° regg. artiglieria e da una sezione . . . . della 3a bt:i.tteria da C!,OL. !) del 2° regg. art1gberia. Sez.1one cl1 samta f · 1 d· a1.e ·t . · d' · · to de.~ '1 tr uppe suppIet·l \' e. Id. suss,steuze l saranno segna~e sez1001 1 sam· t,L; e commissaria 2a. Briça.ta fanteria- comandante: colonueJlo CA/lPELLARI

id.

t,

~ ~ ~

oo

Tru1•1•c SUJ)J)ICth·e.

Comandante: colonnello COR.VETTO (del i 0 .bersaglieri). .Reggimento bersagliert - Comandante : tenente colonne!Jo RONNA (del 7° bersaglieri). Sarà segnato dalla 13'\ 14a, f5a. e 10a. compagnia del 7° regg-. uersa~·Iie1·i. Regytmcnto cavalleria, - ComandaoLP.: rnagg,or·t: MOIWZZO DELLA ROCCA (Peggimeoto cavalleria Sa luzzo). Sarà segnato dal 3° e 40 ~quadrone de l reggim enw c;n·allt> J'i a ~,il uzw {12"1. · Brigata d'a.rtiglierta, (3 batterie; - Con1anda11te: 111 11gg-ior~ PIZZORN<, 16° regg- ;,ll'l iJ!lieria). Sarà segnata da. una sezione della 711. batte l'i a da Cl!nt. 7 del 6° 1·t>gg arti~lieria, dalla 6a battl"ria e da. una. sezione de lla sa. da cent. 9 del 2° rcgg. ~trtigl i t-ria. La 611. baLteria manovra i11tera senz<1. segnare. Compafrnia zappatori_ - Comandante: capitano COPPA .MOI,,LA (2° genio) . l IB tt" e 110"' ~ompagnia del 2° regg genio. c.,.;i 1 /~ .sei.1011"' equ1pagg10 da ponte . . . . . . . . . . . . . . . . . j e e tv fornita dallo. 4.a compagu1a ael 2° regg. genio. e.>1


36

DEL

LE G!UNlll MANOVHJ;

~e due opera1.ioni nel 2 e 4 settembre si svolsero esattamente seconclo il terna, le disposizioni e le prescrizioni dei due ordini speciali trascrilt,i qui :tppresso. La, sezione dell'equipaggio chi ponte addetta alle truppe suppklive elci ,1° corpo d'armata era sLala divisa in due mezze sezioni, una, delle quali per il partito rappresentalo, l'r lLra per il segnato; se non clic la natura dei corsi cl.'acqua clrn a.ttmversano la zona entro cui ebbero luogo le due fazioni, non permise mai l'uso delle barche, eccetto nella roggfa Asolana,, tra Remedello cli sotto e Corvione, dove le trnppe del partito segnato ne impiegarono una per appoggiarvi le cltle irnpnlcate di un ponle: solo una vo lta, e precistimenté a Casalmoro, per opera dello stesso pani Lo segnalo, fu cosLrulto un ponte di cavalleni sul Chiese: per tuLti gli altl'i passaggi cli corsi d'acqna si Jece uso, da una parie e dall'altra, dei travicelli e delle tavole dell' ec1uipaggio da, ponte; ed in [ali lavori fu ron o ·utilmente impiegati, cogli zappa,Lori del genio, c1uelli dei reggimenti qi fanteria e dei bersaglieri. Fin chl mese di giugno era stata distribuita alle tmppc che dovevano prender pa,rle alle manovre con nemico segnato, un'apposita istruzione che, all'alto pralico, fu trovata conisponclente all o scopo. Ecco ora i- due ordini speciali citati poc'anzi:

(2 se,ttembr e).

Partito segnat,o (sud).

Partito rappresentato (n~rd).

Avve·rtmiza preti-mina-re.

Secondo il tema del ln ra1.ione precedente frt 11• divi.s ione attendeva dal corpo d'armata un rinforzo (supposto) di tre b:tUaglioni bersagli'eri edunahatteriadacen- timetri 7. Taledistaccamenlopl'oveniente da Gaz,.;oldo direLLo su Cerlnngo . riuscì a rao·friunoei-e e Volta ' non , O <., V la 1a'divisione che nel suo movimento di r ilirata, dietro l'Osone. In complesso dunque il partito sud (segnato)la sera del 3 1 agosto si compone di: 16 baltaglioni di fanter ia, 4 squadroni cavalleggieri, 2 squadroni lancieri, 3 baUerie da cenL. 7, 3 batterie da cenL 9, ;J co,.npagnia zappatori, 1/ 2sezioneequipaggio da ponte. Questeforzesaranno segnate dal 7° reggimento bersaglieri, da due sq~adroni del re~girnento cavallena, Saluzzo (112), da uno squadrone de.l reggimento cavalJ er.ia Firenze (9°), dalla3a e (i• batteria, df~ c~nt. 9 del 2° reggilnent.o artighena, dalla ,a'batteriadacenL. 7 del 6°reggi mento artiglieri a, da Ua 1oa co1npagniazappatori, cla 1/ 2 sezione equipaggio da ponLe, dal la sezione sani Là e sussistenze delle truppe suppleti~e. 1

1

1

'.

37

'1878

Secondo il. tema dell a fazione precedente la 2" div isione atlencleva una divisione supposta che aveva passato il ~lincio presso Goito . Tale divjsione non. raggiunse Volt.a che' dopo terminato il comba,LLimento . Ora questa divisione supp11sta yiene effettivamente mppresentata dalla 11a divisione Buri. Comemporaneamente, dalle due diYisioni, 1a e 2", sono state sottratte le truppe destinale a segnare il partito sud; sicchè il 1° corpo d'armata, che d'ora innanzi deve costiluire il partito nord, la sera del 3i!, agosto si compone : della ,1a divisione (Lombardini), della 2a divisione (l.nmavccchia di Bnri), del reggimento cava lleria Firenze (,I O , 2° e 1° sqnadrone) , del rcggirnenlo cavaiIeria Salhzzo (,1° e 2° squadrone), dell'8a batteria del 6° reggimento artiglieria), · dell' 111• compagnia zappatorj), di 1/ 2 sezione equipaggio da ponle . 1

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1 1


"

38

DE L

LE GRANDI MANOVRE

· L'operazione da eseguirsi il 2 settembre, è una marcia manovra in ritirata, con c<imbattimento di retroguardia sull 'Osone; la sera il corpo del sud accampa sulla destra del Chiese fra Asola e Casalmoro . L'ordine seguente dato dal co. mandante il corpo d'armala al comandante la ,i a divisione a San MartinoGusnago,contiene il temti per l' opera;,,ione dà eseguirsi contro il nemico rappresentato.

1

'l'èm:,.

Quartier generale di Ga;,,zoldo

Quartier generale di Valeggio 1° seLl:embre -

,1° settembre - ore 8 pom .

Avuto notizia che una grossa colonna nemica aveva battuto il distaccamento spedito in di Lei soccorso, e si dirigevo a Volta, la S. V. ha oggi abbandonato quella posi;,,ione. . Ènecess~riocheV. S.siporti , Il giorno .2 settembre, fin dietro il Chiese tra Asola e Casalmoro. Prenda tutte le precauz ioni necessarie e collochi una forte retroguardia dietro l'Osone con incarico di lraltenere il nemico affinchè Ella possa compiere la sua, marcia senza troppa molestia. La 3a divisione S. (supposta) che si è arrestata a, Gazzo 1do, domani proseguirà il suo movimen lo in ritirata su Acquanegra e Canneto.

'

tanza, pure è preceduta da terrenp rotto e coperto. E qnindi necessario di riconoscere diligentemente il terreno e . n_1~rciare con somma precauz10ne. La S. Y. mirerà a spingere il nemico verso il nord onde spostarlo dalla sua linea di riLirata sul basso Mella o sul basso Oglio . La preven;ro chela 3a <li visione N. (supposta) , ha pur essa passato oggi il Mincio a Goito e domani marcierà. su Gazz,olclo; cosicchè cloma,ni il nostro fron te cl'opernione si estenderà da Castelgoffredo, per Casaloldo e Pin}Jega, fino a Gazzoldo.

L' operazione da eseguirsi il 2· seLtemb re è nna. marcia manovra in avanti, con combattimento d'avanguardia.sull'Osone; la sera il corpo nord accampa: 1" divis.: ùtstelnuovo. 2a divi.s. : Casaloldo. .. . Trnppe suppletive : Casalpogho. L'ordine segµente dato da~ comandante l'armataalcomanda.ntedel 11° corpo d'armata contiene il tema per l'operazione da.eseguirsi contro il nemico segnato .

'l'ema .

1

Prescr-izior11i pe1· l 'esecitzione

ore 8 pom.

Il 1° corpo d'armata. dopo essersi impossessalo dei passi del Mincio, oggi ha scacciato il nemico dalla.posizione che occupava a Yol La ed ha costrntto un distaccamento che accorreva. in di lui aiufo a ritirarsi. Da informazioni i·icevute si r ileva che il nemico trovasi ora in posizione dietro l'Osone. Il giorno 2 settembre V. S. continueràl' inseguimento del nemico dirigendosi su Castelaoffreclo o Ca.salo! do, secondo i ;;tpporti che riceverà dalle sue ricognizioni. È probàbile che il nemico tragga p_rofì~to dalla linea. clell'Osone per nordinare le sue truppe, scosse dai' '.'0113:battimcnti dei giorni scors1. Questa linea, sebbene non presenti un ostacolo d'impor-

1878

1

I

del tema.

Prescrizioni pe·r l'esecuz,ione · del tenia.

QuesLa divisione che ha già sostenuto tre comhatLimenti in ritirata, sente ora la necessità di arrestare il nemico per riordinarsi. A tale scopo il suo comanclan Le . stab ilisce una forte retroguardia sulla linea clell' Osone da Bo schetto a S, Martino Gusnago, J?rotetta e secondata cla dLrn distaccamenti d'ala. Tale retroguardia dovrà costringere il nernico a spiegarsi, e dovrà trattenerlo sin quando il grosso, che non potrà iniziare la marcia prima delle s; abbia potuto mettersi tutto in movimento . La sera. del 11° setteml.a·e la 11a divisione ha la seguente dislocazione. Grosso della di visione: accampato fra Corte Nuova è San Martino Gusnago .

Questo corpo ha per missione di impedire od almeno molestare la ritirata del nemico sul basso Mella o basso Oglio . Ii grnsso non moverit prima. delle 7 ant. e l'operazione dovrà essere iniziata con una, ricogni.zione offensiva. A tal fin e è d'uopo operare nelle due direzioni di Bocchere e San Martino, con dne colonne fiancheggiate da distaccamenti verso Cereso]e'-Castelgoffredo e verso San La;,,zaro- Piubega. La sera del ,, 0 settembre il corpo d'armata ha la. seguente disloca;,,ione : · 2a divisione: a. sud di Guidozzolo . . .P divisione: a sttd di Castel Grimaldo. Truppe suppletive: a Birbesi.


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L E .G RA NOI MANOVRE

Un clislaccamento cli 2 scruaclroni cava:lleggieri ed una sezione d'arLiglieria guardano il ponte sull'Osonepresgo S. Laz7.a.ro. Undislaccamento, composto di un baLLaglione bersaglieri, due squadroni cavalleggieri, uno squadrone ·lanci eri, due sezioni d'artiglieria, sorvegliano il f'ronte da 'Caslelgoffredo a Ceresole . . li grosso tiene in avamposti un reggimentò cl.i fanleria sul fronle Boschetto-S. .'\fortino G-usnago: la linea cli resistenza è l'Osone ed i punti che la determinano sono i passi di Boschett.o, Corte Nuova, Pajola, eS . Marlino. Pattugl ie cli cavalleria e fanteria sono spinte sul fronLe nelle direzioni di Birbesi e Ceresole. Disposizioni .

Il comando e servizi a Guidizzolo. . La linea de~li avamposti è de.:. terminata dalla Seriola ~farchionale; pattugli e so no spinte S11ll'Oson.e.

Disposi'.z-iorà.

Il comandn nte la divisione emana, la sera de! ·I O sell.embre, l'ordine seguente per le operazioni del giorno 2 .

La natura del_terreno su.I quale si svolgeranno Je operazioni, e Ja posizione presa dal nemico consigliano ilcorn.andante del corpo d'armala a seguire le strade più Q. gen. diS. Mart ino Gusnago. brevi e più dirette che attraversano l'Osone; cioè quelle di BocIl 1°settern ~re - ore 1Opom. chere e San Martino Gusnago. I l comandante del corpo d'arPer ordine del comandante il mata, nell' intento di prevenire corpo d'armata la clivisione do- l'avversario sulla sua linea cli rimani deve con linmtre Ja ritirala Lirata, e di spostarlo verso nord, sul basso )feJla, ripiegandosi dovrà rivolgere il massimo suo prima dietro il Cbiese f'r-a Asola sforzo sui éleLLi due punti di Boi~e Remedello di sollo, seguendo la chere e' Snn i\faniiio, dil'igendo linea Casaloldo-Casalmoro. su di esse le due divisioni, La vicinanza del nemico ob- mentre colle 'I.ruppe suppletive bliga a.d esegn ire la ritirata in pro,, rederà ai distaccamenti cl' ala; ordine di combattimento. , per. altro Jo sforzo maggiore Gli avamposti, r inrorzat.i come dovrà rn:rsi su foìan Ma.rlino Gusegue, costi t.uiranno laretroguar- sn r.1.go. 1

1

I

DEL

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Questa manovra dovrà procedia. il cui comando sarà assunto · dal.comandante la ,1a brigata fan- dere a periodi ben distinti, che si possono riassumere nei seteria_ Il rinforzo consisteril. nel reg- guenti-: gim ento bersaglieri, una batteria da ceni. 7 , e mezzo squadrone lancieri; questi riparti si trovcranno asil.o alle ore !f 1/ 2 ant.;per modo che, all'albeggiare, la dislocazione della retroguardia dovrii essere la seguente: A S. Marlino Gusnngo : un reggimenlo fanteria della ,1a brigata ed una lrn.Ueria da. cent. 7. Ai pas:si della Paiola, Corte Nuovà e Boschetto: il reggim ento bersaglieri (3° battaglione), una batteria e mezzo squadrone lancieri . Inoltre, a protezione clelleali, e per obbligare il nem ico a spiegarsi, dovranno pure trovarsi per detta ora presso f.astelgoffreclo : due squadroni cavalleggieri, uno squadrone lancieri, una. sezione artiglieria; presso il ponte di Ceresole: · uri. battaglione di bersagl., una sezione artiglieria; presso il ponte San Lazzaro sulla strada Ceresara-Piubega: due squadroni c,waHeggieri, una sezione artiglieria . Risulta da informazioni as;sunte che il neniico occt1pa la linea della Seriola )farchionale: ed è probabile ch'egli. inlcn~u. di impedire la nostra ritirata sul basso Mella, . spostando<:i più a nord della direttrice CasaloldoCasaJn10ro. Le strade più clirett.e che dalJa Seriola Marchionale vanno nell a


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LE GRANDI :MANOVRE

direzione ora indicata fanno capo alle Bocchere e S. Martino ,Gusnago. Import.a adnnque che il tratto. della linea compreso frn gli ora deui due punti sia convenientemente nssicurato, e che ad ogni modo la retroguardia si opponga all'avanzare del nemico sino a che il grosso abbia raggiunto la lineadellaSeriola Corgolo, il che non avverrà prima delle 8 ¼ antimeridiane. La. ritirata del grosso avrà. luogo nel seguente modo: Le truppe che hanno bivaccalo a S. Martino si avvieranno lungo ht strada che dai mulini conduce alla cascina Ciccola: di là si dirigeranno a Cà di mezzo e finalmente, per le cascine Malatesta e Garznga. andranno a prender posizione dietro il Gorgo lo. Le truppe die lrnnno bivaccato a Corte Nuova si dirigeranno pure a. Cà di )fezzo; ma po i volgeranno ad oves't, guadando la Serioletta , e, per una piccola strada di campagna, che attraversa altro guado a. 300 metri di distanza dal primo, andranno a prendere posizione dietro il Corgolo. Tosto che le teste di colonna della retroguardia giungeranno all'altezza di Càdi Mezw, il grosso proseguirà la ritirata su Casaloldo e Casalmoro, eccezion fai.La di due battaglioni fant.eria e due sezioni che da Casaloldo, per Castelnuovo, andranno ad occupare Asola. Il disl:uccamento incaricato di protp,ggere l'ala sinistra dovrà difendere, col battaglione e due seI

DEL

zioni, il ponte di Ceresole; ed opporsi, colla cavall eria , e una sezione d'artiglieria, alle colonne nemiche provenienti da niedole e Guidizzolo che tentassero aggirare il fian co sinistro. A tale scopo si Lronà profiuo della cinta di Castelgoffredo. Questo distaccamento donà tenersi collegato colle truppe situale al Boschetto, ed inizier}t la sua ritirata ·non prima delle ore 9 h ant. nel modo seguen te: . . La cavalleria ecl una. sezione dt artiglieria cla Castelgoffredo si recheranno ai Morti di Gandino, passrmdoperCasalpoglio, Acquafreèida, llonchi , e guado del Chiese, mantenendo costante osservazione sul la sinistra del fimne . Il battaglione bersaglieri e le altre due sezioni d'a~t.iglieria, lasciando il ponte di Ceresole si ri: tireranno per una de!]e seg~entt strade, a seconda delle circostanze: Lodo lo, Casa Grassi, Squarzirre, Casaloldo, Casalmoro. Ponte di Ceresole sull'Osone, Berenzi, Grammignini, Spagna, Forate, Casaloldo,' Casalmoro. I due squadroni cavai leggieri e la sezione artiglieria . 'im-iaLi sulla strada Ceresara-Piubega, presso il ponte di S. Lazzaro, dovranno oppor::;i aJ!'avanzare del nemico cfa tal parte; ed inizieranno pur essi la. ritirala non ,prima delle ore ~) 1/ 2 , seguendo la strada Piubega-Asola., per riunirsi poi ai due lrnttnglioni di fanteria ed alla mezza. balleria di artiglieria, spediU _da Casaloldo. La compagnia zappatori , al. r i-

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f,E GRANO! MANOVRE

cevere del presente ordine, invierit un distaccamento a sistemare il ponte rollo che trovasi sullaSeriola Piubega, a faci litare · gli accessi , ed a costruire pedane be sui due guadi che dovranno essere auraversati, nella ritirata, dalle truppe stabili te~ ora a Corte Nuova. Per cura della stessa compagnfo, saranno fatti saltare i seguenti ponti sull'Osone: Bocchere, Paiole ed i tre di S. i\l a1tino . L~t !·etroguardia po i nel ritirars.1 distruggef'à tutti i ponti a cui fanno capo le vari.e strade seguile dn i suoi repa rti . . Lamezzasezioned'eqo ipaggio da ponte, alle ore G ant., per la strada Cone Nuovn, Boschetto, Consorz io, Borela, Cit Nuova, Squnrz ierf,; si dirigerà a Casaloldo e Casalmof'o . . li caneggio delJ'intiera divis10ne per le ore 7 ,tl'l~. si troverà incolonnato sulhi strada Corte Nuo1;a-Boschello e, seguendo lo stesso itinerario delltt mezza sezione di equipaggio da ponte, si recherà a Casalmoro e poscia a Remedello di sotto. Questo comando si territ a San Martino G·usnago, sino alle ore 9 ant.; poi, seguendo la strada San Martino, Cit di Mezzo, Garzaga, si stabi lirit sul ponte Gorzolo, ove ,rinrnnà fino al :,opraggiungere rlella retroguardia; dopo di che, per Casaloldo e Casalmoro, si avvierà a Remedello di sotto. Qu(}sla manovra procederà a periodi })e_n disti nti che si possono cosi rrnssumere:

DEL

I.

I. P1m10Do.

(Al le ore 5 1/ 2 si stab1liran1_10 gli avamposti e dalle 5 1/ ~ alle 7 si potranno fare ricognizioni). Il primo periodo consisterà nella mania delle clu e divisioni contro la Ìinea dell'Osone nel modo seguente: La ,j "divisione si mette in molo alle7ant. esi concentra a TezzoJa p[lssando per CasLel Grimaldo e Ceresara: Ja seconda, formata su due colonne, si coì1centra alla Testa perco:rrenélo le due strade Guidinolo-Birbesi e Guidizzolo-Rebecco. Le due divisioni sono precedute dalle rispe~Li ve a va.nguardie, le q.ua.li non inizieranno la marcia che all e ore 7 ant. Li brigata di cavall eria delle truppe suppletive (11° e 2° squadrone del reggimento Saluzzo , 1~. 2° e 3° del reggimento Firenze, ed 8" batteria del 6° arti~ glieria), da. Birhesi si dirigerà ve1:so Castelgoffredo con mandato di compiere la disfatta del ne1nico, qualora si riesca spingerlo in quella clire7.ione . La :za divisione, gi1rnta nlht Testa, distaccherà dlle battaglioni, uno squadrone e mezza batterianella direzione di Gambaredoletto e ponte di Ceresole, con incarico di proteggere il fianco destro ecl impadronirsi del pon te di Ceresole. Questa colonna proseguirà. poi le sue operazioni nella. direzione dei Ilerenzi e di 1

I :,

PERIODO .

( Dalle ore 7 alle 9 1 / ~ ant.) .

(Drille of·e 7 alle 9 1/s wnt.). · (Alle ore 5 ¼ ani.. si stabiliranno gli avamposti, e dall e 3 1 / 2 alle 7 si potranno fare ricognizioni) . Il primo periodo , che comincierà alle ore '7 ant.. , consisterà. - nelle disposizioni difensive della retroguarclia e nell'iniziamento della r itirala per pa.rte del grosso della divisione alle ore 8 ant.

4.5

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46

DEL

LE GRANDI MA.N OVRE

Castelgoffredo, a seconda del caso, dando altresì appogvio, ove occorra, alla brigata cìi"' cavalleria. La 1• divisione, quando la sua avanguardia sar;\ giunta all'alt~zzadi Ceresara, imierà la maggior parte della ci\valleria divisionale con una sezione di artiglieria, per la strada cli Piubega, a San Lazzaro,, con missiòne di proLeggere il fianco ginisLro; esplorare l'Osone a valle di San Martino Gwmago, ed impossessarsi del ponte di S. Lazzaro. Se non incontra rcsistenzc1, sull'Osone spingerà ricogniz ioni sul fronte S. Martino (riva. destra), (~~t di Mez;::o,. Sel:'a , Gc1rzaga, I 1ubega. A Piubega dovrà cercare il contatto co lla cavalleria della 3" di visione nord (supposta) , che marcia da Goito su , Gazzolclo. Ollre l'Osane, per altro, si d_ovrà agire con rno lLa circospezrone, per non essere sorpresi da apposLameuLi nemi ci . Si suppone che le av.1nouardie . o n·reri-;cano avere il nemico occupato forternente la lin ea dell' Osane e rotti tn Lti i ponti. La I i nea occupata è il Lratlo fra Boschetto e S._Martino Gnsnc1go . · Distaccamenti nemici ten<rono i ponti di Ceresole e S. Laz;arn. 1

.....

li. PEntODO.

I I. PE!lIODO.

(Dalle ore 9 1/ 2 alle 11 ant.).

{Dalle 9 1/ 2 alle i1 ant.) .

II secondo periodo avrà prin·cipio colla riti rata de li.a reLroguarcl ia sino al Corgolo, ove ,prende posizione: i d.islaccamenLi

Accertrr.losi del la posizione del nemico, il comandante del corpo d'armata determina di attaccare risolutarnen te il fronte Boschetto-

I

d'ala secondano e proteggono il movimento. Il grosso che si era arrestato al Gorgolo si ritira, per Casaloldo e Casalmoro, dietro la fossa Magna ed il Chiese. I distaccamenti d'alasi sostengono nelle nuove posizioni loro assegnate. Seguono scontri a Ceresole e Castelgoffredo.

Avverte-nza.

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S. Martino Gusnago, gravitando colle maggiori forze su que$Lo secondo punto, e cercando di spuntare l'ala sinistra del nemico ; dà quindi le seguenti disposizioni: 9a d"1v1s1 ' ·0.ne ha per a) I,a,., mandalo di impos,;essarsi , con uoa brigata, dei ponti <li Bocchere e l 1 aiolo, e cli atLaccare, coll'alt.rn, S. Martin,) Gusnago. b} La '1" divisione lHt per manda to di concorrere con una brigala all 'attacco di S. Martino Gusnago, e di agire, coll'altra, con tro la destra nemica per San Lazzaro, Pioppazzi, Si gala, Cà di Mezzo . Il comandante del corpo d'armata. si forma una r iserva dalle due divisioni. · ln quesLO periodo si suppone vinta la resistenza della reLroguardia nemica. Ha quindi luogo il ripristinamen to dei ponti ed il passaggio dell'Osone. Si proseguono di poi le operazioni d' inseguimento. . I dist.1ccamenti d'ala procedono nelle loro operazion i secondo il mandato rit!evulo ner primo periodo ; e si suppone sciranno avvenuti scon tri a Ceresole, Castelgoffreclo ed al po.rHe cli S. Lazzaro, ed .1ltri sulla destra della Ser iola Piubega ('I) e dell 'Osone. ·

Avìlertenza.

. Detti distaccamenti regolano loro 1novi.mento di ritirata su quello del grosso e della retro~uardia. Il comandante del partito segnato ne fissedt quindi le modali Là. 1)

"

Detti distaccamenti debbono tenersi ohblig,Hi alle mosse del parti lo segnato che troveranno di f'ronte. (I) llh?si c::,, r iola Piuh0ga In pa 1'tc <lell'Osone a noni di Ceresole verso Medole.


DEL

LE Gl'IANDI MANOVRI.':

III.

PERIODO .

UT.

PERIODO.

(Dalle m·e i 4 ritte i 2 .ant.).

(Dalle ore U alle 12 ant.) .

La retroguardia prosegue la sua ritirata su Casaloldo per prendere posizione dietro il Tartaro Rabbioso.

Continua l'inseguimentò del nemico sino all'altezza della Se•riola Corgolo. '

.2•

Jv,ve1·tenza .

La dislocazione delle trnppe• La dislocnzione delle Lruppe appartenenti al partito segnato, appartenenLi al parLi~o :rapprela sera èlel 2 settembre sarà. lase- sentato, la sem del .2 settembre, è guente: · quella medesima che apparisce Grosso: sulla deslra del Chiese dall'avvertenza che precede il a cavallo della strada Casalmoro- lemrt. Remedello di sottù. Il ,reggimento bersaglieri (4 bauagl1oni), una batteria, .uno squadrone lancieri.: ad est cli Casalmoro . Due squadroni cavalleggieri, uno squadrone lancieri , una sezione artiglieria: presso i Morti di G·andino. Due battaglioni, due squadroni cavalleggieri, una batteria: ad. Asola. Converrà che il co1nandante del partito segnato, un dal mattino del 2 settembre, o anche me!!'l io la sent del ;I O • faccia. slabilirell ponLcmilitareaCasalmoro, · e rnAncli la ,J0" compagnia del genio a preparare sulla destra del Chiese la ba.Lteria ·che sarà indicatlt nel tema per l'operazione del giorno 4. La dinz'Ì,one clelle mcin,ovre si trasferisce ùi Asola.

FAZIONE.

4 s e t t e m b re.

Giunti i due pa.rtiti alle posizioni rispettivamente assegnate, la manovra s'intenderà. cessata, e le truppe potranno recarsi agli accampamenti. Ar,vertenza.

49

1878

Partito segnato ( sud).

Partito rapprese;ntato (nord).

A,vvertenza prelim,i,nare .

A-rvertenza preliminare.

La sera del 3 settembre il partito sucl segna la forza·stessa che nella prima operazione . contro nemico segnato, cioè: Una divisione completa, Un reggimento bersaglieri .( 4 batl.aglioni), Quattro squadroni cavalleggieri, Due baLl.erie da cent. 9, Una » » 7, Una compagnia zappatori, ~Iezzasezione di equipaggio da ponte.

'l'<~m a .

L'operazione da eseguirsi il 1settembre consiste nella difesa eventuale della linea del Chiese fT_a ~sola e Cas~lmoro, allo scopo dt ntardare l'avanzare .del nemico. Questa seconda operazione è lllla continuazione della' precedente. Il tema è contenuto nel!'ordine dato dal comandante del ,1° corpo d'armata al comandante la 1a divisione a San Martino G·usnago di cercare· migliore posi1

ANNo XXIV, 'VOL. I.

I

La sera del 3 settembre il partito nord rappresenta la forza di un corpo d'armata costituito nel modo seguente: 1• divisione (Lombardini), 2" » (J3uri), T1·u,,ppe sitppleti-ve: reggimento cavalleria Firenze (4 °, .2°, 3° squadrone,), reggimento cavalleria Saluzzp (11°, .2° squadrone), sa batteria cla cent. 7 del 6° reggimento artiglieria 11 1a compagnia zappatori, 1/2 sezione cli eqrtipaggio da ponte. 1

1

'l'eaua.

L'opernzione da eseguirsi il 4 settembre consiste nell' attacco de.Ila linea del Chiese fra Asola e Casalmoro, allo scopo di spostare il nemico dalla sua linea di rilira.La, rigettando'lo verso nord. Que?ta seconda opernzione è una continuazione della precedente; il tema è contenuto nel seguente ordine del comandante la armata del. riord al comandante il 11° corpo d'armata. 4


'!'

LE GRANDI MANOVRE

50

zione dietro la linea del r.hiese fra Asola e Casalmoro. · Siffatto ordine viene ora con~ fermato dal telegramma seguent'e del comandante il corpo d'armata al èomandante la 1a divisione. Q. G. Cremona. 3 settembre ore 5 porn.

DEL

1

È intenzione del comandante .

supremo di riprendere l'offensiva dal Po e dal basso Oglio; questa operaizione non potrà per:ò pro~abilmente aver effetto prima d~l giomo 7 corrente. . .. ; Mentre adunque la2" dms10ne . S (supposta) è in movimento per raogiunaere la linea del basso ' M;Ila, l~ S. V. ripieghi colle Sl~e ! -forze il più lentamente,che le ~1a possibile senza compromettersi. · Manovrando in ritirata, veda di opporre ,nuova resistenza fra 'isola e Casalmoro , .va:lendosi delle condizioni tattiche di questi due 1punti rilegati dall~ Fossa ,~faona e dal eorso del ·Ch1ese. In ' ogrtl cas9 ripieghi sul l\lel~a! ~ove · sarà raagiunto-dalla 2° clmsrone suddet& che è già in movimento I per Milzano. · La 3a divisione S (supp·osta) Glie ha pernottato ad. ~'cquaneg~·a sosterrà quella poslz10ne: e. m caso di ritirata, ripiegherà su iBiz-zolano e Carrneto .d\Oglio.

Quartier generale di Volta 3 settembre ore 8 pom. Come V. S. mi riferisce, il nemico si è ritirato sul Chiese. Le truppe che le stavano di f1:ont~ nei giorni scorsi , pare .s1ens1 spiegate .dietro la Fossa d1 Carpenedolo, fra A~quafredd~ e A~ sola, ove probabilmente sr sono congiunte con quelle che guardavano il basso Oglio. Dalle ricognizioni risulta che truppe nemiche guardano i passi di Canneto, Calvatone e Mar_. gana. . . . Il concetto delle operaz1om per la giornata di domani è il se.guente: Mentre la nostra 3• di visione N (supposta) da Gazzoldo farà dimostrazioni vei'so Acquanegra, V. S. disponga che altr·ettanto si faccia verso Casalmoro. Frattanto cla Casaloldo e Castelnuovo V. S. marci su Asola e cerchi di impossessarsi ,di questa località; ne scacci il nemico, non gli dia tempo di distruggere .il ponte sul Chiese e lo insegua arditamente; accennando a Casal·romano costringerà i difensori del basso Chiese a ripiegarsi sull'Oglio, e quelli dell'alto Chiese·a ·r·iparare dietro il Mella. La 3a ·divisione (supposta) proseguendo le sue operazioni attaccherà domani Acquanegra.

)

I

1878

51

_Prescrizioni.

.Prescrizioni.

In adempimento dei tema contenuto nel precedente telegramma, questa divisione deve occuparedapprimalalinea del Chiese; 1 e, qualora poi sia obbligata a ritirarsi, trarrà profitto dalle successive linee di difesa, per ritardare l'avanzare del nemico. La sera del 3 settembre la divisione occuperà la linea del Chiese fra Asola, e Casalmoro, e la dislocazione delle truppe sarà la seguente: · Grosso: sulla destra del Chiese a cavallo della strada Casaln101;0Remedello di sotto. Il reggimento bersaglieri ( 4 battaglioni), una batteria e mezzo squadrone lancieri: a Casalmoro. · Due squadroni cavalleggieri, Uno squadrone lancieri, Una batteria: ai Morti di Gandino. Due battaglioni fanteria, Due squadroni cavalleggieri: ad Asola. La.linea di resistenza degli avamposti è la Fossa Magna o di Carpenedolo. Pattuglie sono spinte in direzione di Castel Goffredo, Casaloldo, Castelnuovo, Piubega. Distaccamenti di cavalleria cercheranno il collegamento colla 3a divisione S (supposta),

Il corpo d'armala ha per mandato di spostare il nemico dalla linea di ritirata Casalmoro, Gambara, Pralboino. Si sa che il nemico occupa il Chiese e la !<'ossa Magna nel tratto da A.sola a Casalmoro. Una divisione nemica la séra del 3 occupava ancora Acquanegra. Questa divisione è fronteggiata dalla 3• divisione (supposta). Il comandante del corpo d'armata manovrerà in modo da atti.rare l'attenzione del ,nemico su Casalmoro, impiegandovi dapprima una intera divisione; ind\, a tempo opportuno, agirà, coll'altra divisione rinforzata dalla prima, contro Asola e cercherà di- impedire la distruzione del ponte sul Chiese. Per proteggere il movimento su Casalmoro, e per minacciare con dimostrazioni l'ala sinistra nemica ai Morti ·di Gandino, si invierà verso quell'ala un distaccamento di cavalleria con arti--glieria. · La sera del 3 settembre il corpo d'armata ha la segùente dislocazione: · 1a divisione: a Castelnuovo. 2a >) a Casaloldo. T1·uppe suppletive: 1°, 2° squadrone reggimento cavalleria Sai uzzo), 1 ( 1°, .2° e 3° squadrone reggimento cavalleria Firenze); (batteria da cent. 7) :: a Casalpoglio. . 1

(

1


52

l

LE GRANDI MANOVRE

. La linea d'osservazione degli avamposti è segnata dal Canale lsoretla. :Pattuglie di cavalleria sono spinte verso la Fossa Magna, e più precisamente verso Casalmoro e Asola.

Di.sposi.zioni.

Di sposizior11i.

La natura dél terreno di manovra e la situazione, consigliano il comandante il corpo d'armata acl agire nel seguente modo : ALtaccare dapprima, CasalQuartier generale di Remedello moro, po i concentrare la massima parte clelle forze contro Asola per di sotto spostare il nemico dal Chiese, e 3 settembre ore 8 pom. portarsi quindi sulla. sua linea cli L·a divisione contrasterò. tlo- ritirata.. Il comandante del corpo d'armani al ne:qi.ico il passaggio del Chiese e' in caso di ritirata, ri- mata ordina quindi che la 1° divisione si diriga su Casalmoro e p.ierrherti' successivamente dietro la .2a su Asola. "' ' ·1 G l'Asolana, la Carmeta, 1 amli movimento s, inizierò. alle bara, e finalmente dietro il Mella. ore7 ant.. La linea principRle di ritirata sarà Cà Nove, Gambara, :Pralboino. n tratto del Chiese a difendersi è qo.ello compreso fra Asola e Casalmoro. . S1 dovrà trarre profitto dalla fossa Magna occupando l.e due l~ _calitlt ora deLte, ed obbligando il nemico a spiegarsi ed a procedere all'attacco . Le condizioni clél terreno impongono che, pur facendo una buona clifesacUeLro la fossa Magna e acl A.sola, il grosso delle for1.e graviti però sulla destra del Chiese. Ciò premesso la. distribuzione delle forze sarà la. seguente:

Il comandante la divisione emana, la ·sera del 3 settembre, l'ordine seguente per le operazioni del giorno 4.

DEL

A Casalmoro : Il reggimento bersaglieri, Una batteria da cent. 9. Uno squadrone lancieri. Ad Asola: Una brigata., Due bo.tterie, . Uno squadrone cavalleggieri. Queste due ali dovranno opporre una resistenza vigorosa, per ?bbli~are il nemico a sostare ,e spiegarsi. Il grosso prenderà posizione al punto centrale del Dosello cli sotto ; e cli là spingerà, sulla strada della Cacciabella, un distaccamento di uno o due battaglioni con artiglieria, a sorve- . gliare il tratto del Chiese tra Casalmoro ed Asola. Finalmente, a protezione della nostra ala sinis~ra, e per impedire ai.partiti ~e1:11ic~ il pa~saggio del Cluese, sara mv1ato a1 Morti di Gandino un distaccamento di due squadroni cavalleggieri, uno squadrone lancieri, una. batteria ,da cent. 7. Le truppe dovranno trovarsi in posizione non più tai:di dellè ore 71 /.2 .a nt. · · In caso,.di ritirata esse seguiranno le hnee seguenti: .La 4a brigata, da A.sola si dirigerà su Fiesse; fatta una. conveniente re~istenza a S. Pietro, ripiegherà dietro l'Asolana, spiegandosi a cavallo della strada ora detta. . Il grosso, appena avuto conoscenza della ritirata. della destra per Dossello-di sotto e Ronchetti'

'

1878

53


DEL

LE GRANDI MANOVRE

andrà a postarsi dietro l'Asolana col centro al guado della strada percorsà. Le truppe di Casalmoro, valendosi dell'argine sulla destra del Chiese e dei caseggiati di Remedello di sotto per ritardare!' avarrzarsi del nemico, ripiegheranno esse pure dietro l'Asolana, spieg'andosi a cavallo della strada Remedello di sopra. Obbligato per tal modo il nemico ad arrestarsi, spiegarsi e far nuovedisposizioni d'attacco, l'ala sinistra ed il centro avranno tempo per ripiegare dietro la Canneta, fra Corvionee Cà. Nove, e la destra dietro il naYiglio e Cà di Marco, facendo successiva.. mente saltare tutti i ponti sulle seriole, canali, ecc .... Il distaccamento di cavalleria, spedito ai Morti .di Gandino, nel ripiegare, regolerà il suo movimento sull'ala destra. Non gli sarà difficile nella zona di terreno fra il Chiese e la Carmela d·i fare buona resistenza. ·anche contro forze superiori , il terreno essendo rotto, coperto, e solcato da numerosi canaii . La mezza sezione dì equipaggio da ponte, al ricevere del presente ordine, invierà. un distaccamento a costruire un ponte sul canale Asolana, a.li' alteiza clel Dosello di sotto. Per cura della 1oa compagnia zappatori saranno fatti saltare i ponti di Casalmoro sull;:1, Fossa Magna e sul Chiese, quando le truppe sian passate sulla destra di detto fiume. Il carreggio per le ore 6 ant.

55

1•878

si troverà incolonnato sullastrada Rerriedello di sotto-Osteria Vecchia, di dove proseguirà per Gambara, ove riceverà ulteriori ordini. Questo comando si terrà al Dosello di sopra.: in caso di ritirata' seguirà la strada di Campagnotti e Cà Nova. L'operazione si svolgerà nei seguenti distinti periodi . . l.

(

I

I.

PERIODO .

Difesa. di Casalmoro e di Asola. Al tenn'ine di questo periodo il partiLo sud resist.e ancora a Casalmoro e si dispone a sgombra.re Asola, Lrovandosi da tal parte assalito da forze superiori. Saranno avvenuti scontri di cavalleria ai Morti di Gandino. Il distaccamento, i,·i stabilito, regolerà la .sua ritirata su quella del grosso .

u. PERIODO.

1

(dalle 9 1/ 2 alle 11

/ 9).

L'ala destra dopo una viva resistenza si ritira in direzione di Fiesse e si porta dietro l'Asolana.

(

l

Afarciq, della ,J a di visione da Castelnuovo a Casalmoro, spiegamento ed auacco, Marcia della 2a divisione cla. Casaloldo verso Asola, preliminari dispos'izioni di spiegamento. Lacavalleriadeldistaccamento dell' ala destra ( Casalpoglio) , suddivisa in due colonne, si dirige ai ~forti di e.andino per le strade che guadano il Chiese ai llonchi di sotto e a.Ila cascina. Litte. Dai Morti di Gandino la. cavalleria dovrà raggiungere al piùpresto la strada Casalmoro Gamhara, minacciando il fianco del1' avversario e cercando cli tagliargli la ritirala.

II. 1

P ERIODO.

(dalle 9

PERIODO . 1 / ,

alle 11

1 / ,).

La 2a divisione si spiega, attacca Asala ese ·ne impadronisce. Parte della 11" continua l'at-


56

DEL

LE GRANDI MANOV RE

. ail'altezza di Corte Seriola. Fa guardaredacavallerialastrada di Casalromano. Il centro, appena conosciuta la ritirata della destra, ripiega esso pure regolandosi però sull'ala sinistra impegnata a Casalmoro. L'ala sinistra, vivamente attaccata dalla ,1 • divisione, trovasi costretta a ripiegare. Ili.

(dalle U

tacco contro Casalmoro; il rimanente marcia su Asola, a sostegno della 2a che prosegue le su.e operazioni verso Cà Nove e Cà di Marco .

Manovre del '1° e 2° corpo d'armata contrappo•tl.

7 PERIODO.

¼ alle 12 J . 1 /

Prosegue il movimen to di ritirata dell'ala sinisfra dietro l'Asolana; la destra ed il centro sono spiegati fra CorLe Seriola ed il guado presso i nuovi Ronchetti, Si resiste verso l'ala sinistra, ed a S. Pietro.

.3° PERIODO.

,ta FAZIONE .

III.

PERIODO.

'.1878

La '2° divisione, sapera.ta una nuova resistenza a San Pietro, · prosegue nella.direzione indicata, e trovando il nemico disposto a difesa cliel:ro l'Asolana a Corte' Seriola, si dispone ad attaccarlo. La 1a divisione impadronitasi di Casalmoro, insegue il nemico che si ritira diet.ro l'Asolana.

Giunti i due partiti alle posizioni rispettivamente indicate, la manovra si intenderà. cessata, e le tru.ppe potranno recarsi agli accampamenti, ossia: La 11• divisione fra Gambara e Cà Nove, la 2• ad est di Fiesse a cavallo della strada. di' Cà di Mai·co, ed il partito segnato a Conione dove si ricostituiscono le truppe suppletive del corpo d'armata per le operazioni del 3° periodo. Le due mezze sezioni dell'equipaggio da ponte si riuniscono, e si portano a Milzano per mettersi a disposizione del generale Ric?tti.

settembre - Mella. Disposizion:i,. .

' La sera del 5 settembre la direzione generale delle manovre aveva inviato ai· due comandanti di corpo d'armata, generali Ricolti o Piola-Caselli, la seguente comunicazione: «

Situazione dei clue partiti la sera del 5 settembre ·1878.

Al tenente generale Ricotti, comandante il :2-0 corpo d'armata di manovra « Milzano. <<

« Al tenente generale Piola--Caselli , comandante il 1° corpo d'armata di manovra « Gambara. « Per effetto delle manovre che il 1<) corpo d'armata (Piola) ha eseguito contro nemico segnato, il giorno 5 settembre i due partit~ contrapposti si trovano nelle seguenti posizioni: « Il partito nord (Piola) sulla .sinistra del basso Mella: ' « Il partito sucl (segnato) sulia destra del basso Mella. « Questo partito sud segna unti dii,i.s•ione ·rafforzata da quattro battagli oni. be1·saglier-i, wn regginnento tbi ca;ca.lle-rìa e dite batterie. . « Per l'esecuzione delle manovre cli corpi d'armata contrapposti, il 6 settembre il corpo · d'armata agli ordini del generale Ricotti, proveniente da Cremona , rimpiazza il partito sud (segnato) nelfo posizioni sopra indicate; con questo il partito sud si troverà ·rapp·re.sentato e raffo1·zato: " Così la sera del 6 settembre i due partiti, entrambi effcttivament1} rapp1·esentafli,, si troveranno separati dal Mella e dall'Oglio.


58

DE L

L E GRANDI MANOVRE

« I ponti sul Mella si SlJ.ppongono distrutti; quello sull'Oglio ad Osti'ano è ancora intatto. « Il concetto a cui dovranno informarsi le manovre di questi due corpi d'armata contrapposti è il seguente: « L'armata de/, sud rip1·ende l'offensir1a, il partito sud (corpo Ricotti) rfoeve ordine di ripassa1·e, ,i,l Jlfetla d:i, 'viva /'orza. « L'armata del nord si oppone a qite..~ta ripresa · ofl'enBi:oa. Il gen&rale .Pi.ola ,riceve ordine di contrastare al nemico il passaggio del Mella, e qiiello dell'Ogl-io fino. ad Ostiano. « Gli ordini clic i dne comandanti di corpo d'armata (Ricotti e Piola) riceveranno, la senr del 6, dai comandanti delle supposte armate, costituiranno il tema per la faz ione del giorno 7 settembre. « Nella giornata del 6 si mettono gli avamposti, si fanno ricognizioni, ma n~sta proibito ai due partiti di passare l'Oglio ed il M.ella. « In detto giorno 6 il generale Piola può rettificare la sua posizione e fare spostamenti di truppe » . ·

Il comandante il 1° corpo d'armata (generale Piola), valendosi della faco ltà accordatagli, aveva, la mattina del 6, rettificato la sua posizione nel seguente modo : 11a divisione: presso C. Lumaghina a sud della strada PavoneGottolengo. · ;2a divisione: ad est di Pralboino. Truppe suppletive a C. Santa Maria sulla strada PralboinoGambara.

1878

« Inoltre da informazioni pervenute ~isulta ch:esso è stato rafforzato da una colonna provenir.nte da Cremona . E da presumere che il nemico siasi posto in misura 4i riprendere l'offensiva su tutt.a la linea. « La S. V. quindi, anzichè continuare domani la sua marcia in avanti, prenda. posizione nel modo che stimerà più conveniente, e: spinga ricognizioni lungo il Mella e verso Ostiano e Volongo. « La prevengo che la 3a divisione nord (suppost.a,) pernotta oggi a Mariano, e domani si porterà ad Asola da· dove spingeril ricognizioni verso Fiesse e Casal Romano. « Il còmpito .della S. V., nella giornata di domani, sarà adunque di riconoscere il nemico, e. di impedirgli il passaggio del Mella e dell'Oglio. « Se però il nemico riuscisse a sforzare i passi, e la S. V. fosse costretta a ritirarsi, si ripieghi dietro il Gambara, si metta in comnnicazion~ c,olla 3• divisione nord (supposta) ad Asola, !{ sorvegli le provenienze da Volongo » . ·

1

Quello stesso giorno (6) la posizione del 2° corpo d'armata (generale Ricotti) era la seguente: ,J • divisione: S. Gervasio . 2a divisione: Alfianello. Truppe suppletive: Casazze. Così stando le cose, il comandante del partito nord (gen~rale Piola) riceveva, nella giornata del 6, la lettera seguente: «

Il comandante l'armata del nord al comandante il 1° corpo

d'armata «

Gambara .

« Il .corpo nemico, che V. S. ha scacciato dal Chiese il giorno t . corrente, si è ripiegato dietro il Mella .

lliconoscil1to il ~erreno su cui doveva svolger:ii l'azione, il comandante del partito nord trovò che sulla destra del Gambara, da 8. Polo, sino ad un chilometro circa da Pavone, il teneno presenta, da van Li• a Gottolengo, un rialzo abbastanza sensibile per poter _concedere a, chi l'occupa qualche dominio sul terreno circostante. Quel rialzo sbarra, per dir cosi, le due strade che dal Mell a, e precisament.e da Pavone e Pralboino, condL1.cono a Gottolengo e di là ad [sorella, sulla.linea per la quale dov8\'a svolgersi la _ritirata de! partito nord: epperò il generale Piola pensò di rafforzare tale rialzo col fan-i eseguire trinceramenti campali presso C. Lumaghina, e lo designò al suo corpo d'armata come lfl posizione su cui si sarebbe concentrato il massimo vigore della difesa. i l generale Pioh1 ordinò inoltre che fossero post.i in istato di difesa i due villaggi di Pavone e Pralboino , e, per facil itare i movimenti delle sue truppe, in 1'.aso di ritirata, fece i·iatlare e rendere praticabili anche all'artiglieria due trnnchi cli strade campestri che· da I1 ralboino conducono a, Berto ldosso ed a Corvione. Colle due cli visioni, la 11• a destra, la 2" a sinistra, pensò cli tenere fortemente occupate le vicinanze di J)avone e Pralboino, per opporsi al passaggio del Mella che il nemico avrebbe potuto tentare tra quei due villaggi.


60

OEL

LE GRAND I MANOVRE

61

1878

Una parte delle truppe suppletive avrebbe osservato e contrastato al nemico il rimanente tratto del basso Mella, e l'Oglio. L'altra parte, riunita a Resano, avrebbe costituito una risei·va generale ad esclusiva disposizione del comaiìdante del partito.

I?inalmente spedire ad Ostiano un dist-accamento delle tre armi destinato ad agire contro la sinistra e contro le spalle dell'avversario..

Nella giornata stessa del 6 il comandante del partito sud (generale Ricotti) riceveva la lellera che segue:

La malttina del 7 alle ore 7 ant. le truppe dei due partiti erano così disposte:

«

Il comaudante l'armata del sud al comandante del ~0 corpo

d'arinata «

Milzano .

V. S .. essendo stata rafforzata da u.rta (;olontia proveniente da Cremona, si trova ora in caso .di riprendere l'offcnsin . Faccia bene riconoscere la posizione del nemico e domani, 7 settembre, sforzati i passi del ·Mella e dell'Oglio, lo attacchi vivamente, e procur.i di spingerlo verso no11d. " La prevengo cbe la nostra 3a divisione sud (supposta) domarti . stesso passerà l'Oglio a Canneto e si dirigerà a Casal Romano, ove prenderà posizione e manc\eri1 ricognizioni verso Asola e . Mariano ,, . «

Il comandante del partito sud. esaminato il tratto del Mella che si stendeva davanti alla posizione da lui occltpata, trovò che i luoghi più favorevoli .al gittamento dei ponLi edalsuccessivo svi luppo delle operazioni, erano quelli dei dintorni di Pralboino. Egli deèise quindi di agire nel segtiente modo: Iliatt.are il ponLe sLabile di Pralboino e tentare la costruzione di due ponti mi litari, !'~no il. monte. l'alt;·o a. valle di Pralboino. Concentrare un forte numero di bocche a fuoco sopra un leggiero rialzo che si stende per qunsi 4 chilom. di fronte a,Pralboino. Battere fortemente con tale ar tiglieria il villaggio e le adiacenze di Pralboino allo scopo di allontanarne l'avversario. Passare quindi il Mella, a monte ed a valle di Pralboin'o, con la ,ta e Ja 2a div isione in ordine compatto, val~ndòsi tlei Lre ponti or ora accennati e di due guadi victni già r iconosciuti. Respingere il nemico d.i fronte ad almeno 3 chilom .. di distanza dal Mella, e frattanto far passare il /lume alle truppe suppletive ed a parte delle batterie; poi manovrare a seconda delle circostanze e delle disposizioni che il nemico avrebbe prese, ma probabilmente con un cambiamento di fronte.a sinistra.

Bsec·11:zione.

P a rtito Nord.

1° co1·po rl'arm(ita -

Generale

P 10LA . .

1" dfoi,~ione.

,12• brigat,da,nteria: a C. Curatone con un reggimento in avampqsti lungo il J\folla., da 2 chilometri a, monte di Pavone sino all'altezza èli Feni I :i\'.fella a valle. · . 22" brigata fanteria ed una, bauer.ia: a. C. Lurnaghina. Due batterie: all'entrala di Pavone. La cavalleria divisionale: a dest.ra, in esplorazio~e lungo il Mella, a monte di Pavone. ..2'' cti,-v1sione.

'2" brigata fanteria ed una batteria.: a. C. Paderno con due batLaglioni in .avamposti lungo il Mella. 37• brigata fanteria ed una batteria: ,a. cavallo della strada Pralboino-Gambara: presso C. Rolcane con 3 battaglioni lungo il Mella eèl entro il vi llaggio di Pralboino-. Una batteria da 9 cenL : presso Pralboino sulla strada di Gottolengo . La cavalleria divisionale: a sud di })ralboino sulla strada che da C. Carbonerc scende lungo il Mella, con incarico di mantenere il collegamento colle truppe suppleth~e operanti verso il basso Mella e l'Oglio.

'fr·uppe .nipplet.i,ve. Reggimento cavalleria Firenze. Una balleria da 7 cent.. Un bai.taglione del '7° bersaglieri.

l

A Santa Maria.


62

DEL

LE GRANDI MANOVRE

Il brìgadiere Bagnasco che comandava queste truppe aveva ordine di spedire un dìstaccamento di una .compagnìa, uno squadrone ed una sezìone, per Tavoletle, al ponte sul Mella, e di ìncamminarsi ·COI resto, per le Cipollaie, su Ostiano. Tre battaglioni bersaglieri. Dµe batterie da 9 cent. Un plotonè lancieri .

·l

A C.'l\CSano.

Queste truppe, sotto gli ordini del colonnello Corvetto, dovevano Timanere ad esclusiva disposizione del comando di corpo ~l'arip.ata. Partito sud.

2° c01·po d'annata ~ Generale RICOTTI.

38 pezzi d'artiglieria: in batteria di fronte a Pralboino. La P divisione' (con una sola batteria da 7 cent.): schierata -dietro la strada l\filzano-Cigole per un tratLo di due chilometri circa a nord di Milzano. ·La 2• di visione (con una solà batteria da 7 cent., e meno un battaglione distaccato al ponte di Ostiano): schierata dietro la strada MiLr.ano-C. Secchi, per un tratto di un chilometro e mezzo a sud di Milzano. Reggimento bersaglieri, battaglione istruzione, reggimento cavalleria Vittorio Emanuele ed uno squadrone Caserta: ammassali sulla strada Milzano-Casazze il_l prossimità di Casazze. Un battaglione, una sezione d'artiglieria ed uno squadrone del reggimento Caserta: al ponte di Ostiano, sponda destra dell'Oglio. Uno squadrone del reggimento Caserta verso Cigole, ed altro .squadrone a Regona. Conscio delle difficoltà che anebbe presentate 'in guerra vera la -costruzione dei ponti sul Mella, di pieno giorno ed in presenza del nemico, il comandante del partito sud avrebbe desiderato poter gettare quei ponti durante la notte: ma, per le .disposizioni di massima ·stabilite dalla direzione generale delle manovre circa l'ora a cui dovevano aver principio le operazioni, egli aveva ordinato che i lavori

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fossero incominciati alle 5 del mattino e fossero interrotti ogniqualvolta il nemico li molestasse fortemente. Quei lavori furono infatti interrotti e ripresi più volte, a misura del fuoco che gli avamposti del parti to nord I.ungo il Mella dirigevano contro i pontieri; e solo verso le 7 1/ ,, apertosi il fuoco dei 3S · pezzi dalla sponda destra del .Mella, e giunte sul posto le avanguardie delle due divisioni, quei lavori poterono intraprendersi con efficacia e proseguire regolarmente. Alle ore 9, riattato il ponte di Pralboino, cominciò ivi il passaggio dei bersaglieri, del battaglione d'istruzione, e, successivamente, di due squadroni e due.batterie da 7 cent. Alla stessa ora, ultimato il ponte militare a valle di Pralboino, cominciò sul ponte stesso, ed al guado colà vicino, il passaggio. della 2a divisione. L'altro ponte miiilare, a monte di Pralboino , non potè invece essere ultimato che alle 9 ¼, e, solo a quell 'ora cominciò ivi lo sfilare della 1a divisione. La costruzione dei ponti era stata molestata, come s'è visto, dagli avamposti del partito nord lungo il fiume; il generale Lombardini ~1 a divisione partito nord), temendo anzi, per movimenti che aveva scorti s.ull'altra riva, che l'avversario volesse tentare uno sfot'zo da Cigole su Pavone, aveva fatto avanzare la sua ala destra verso quella iparte, ed aperto il fuoco di una sua batteria in direzione di Cigole. , Ma verso le 9, vedendo che ·l'avversario era già riuscito ad assi.a c~rarsi due passaggi sul Mella, il comandante del partito nord (generale Piola) giudicò troppo pericolosa la resisLenza in così imme--diata vicinanza clel fiume, ed ordinò alle sue truppe di iniziare il movimento di ritirata verso la posizione prestabilita di difesa. La 1a divisione (generale Lombardini) ripiegò allora ·Su C. Lumaghina, e la 2a (generale Buri), divisa in due colonne, s'avviò essa pure verso l'altipiano per occuparvi il fronte Bertoldosso-San Polo. 1

Frattanto il brigadiere Bagnasco, incamminatosi ,alle 7 verso 0·stiano, aveva,ben ,presto -appreso ehe quella località era ,già occupata da cavalleria del .par~ito sud.


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LE GRANDI MANOVRE

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La ,1a divisione (partilo sud), sboccata dal ponte militare a monte cli Pralboino, twevn occupa.to Pavone con un reggimenlo, e col resto delle truppe aveva preso posizione fronte ad est lungo la strada Pavone-Pralboino . · Le truppe supplet:ive s'erano collocate ad un chilometro a nord di Pralboino, a. cavallo cl.ella. strada cli Gottolengo, - e, sitnate in mezzo alle dlte divisioni, mantenevano tra esse il collega.merito. · Il distaccamento di Ostiano, giùnto a S." )faria verso le 1111, aveva potuto riunirsi colà. all'ala. desl.rn della 2• di visione. ,.

Avanzatosi, ciò non ostante, egli era riuscito, verso if~ 9, ad impadronirsi di Ostiano; e, collocata sul castello la sua sezione d'arl.iglieria, aveva. aperto il fuoco contro il distaccamento nemico che occupava. le a.diacem:e del ponte. Ma, poco dopo, avut.o notizia. del movimento retrogrado della 2a divisione (partito nord), il hrigadiere Bagnasco aì;eva reputalo necessario porsi . egli pure in ritirata su Santi-i Maria, ed aveva fatto convergere coliL anche il piccolo distaccamento spedito giiL sulla strada delle Tavolette. La riserva agli ordini del colonne!lo Coi:vetto, trovatasi irr prim,L linea poco dopo le ~). ·stante la ritirata della 2" divisione, aveva preso posizione a S." Maria, colloc;anclo 8 pezzi e due batLaglioni presso il convento, e coprendosi coll':-dtro battaglione, steso avanti in ordine sparso , mentre il plotone cli cayallerirL sulla strada. di Pralboino cer(:ava il contatto col nemi co . Verso le ',1O l/t giungen1 a s.• 1faria il r;olonnello brigadiere Bagnasco; - ed il còlonnelio Corvetto, considerando che la. ritirata. dell'ala sinistra del partito nord era ormai assicurata, pensò di ripiegare egli pure e di portarsi a. prender posizione enlro Ga.mbara. Il brigadiere .Bagna,-co, colle forze che già aveva avuto ai suoi ordini sin dal mattino, e con altre tre compagnie .lasciategli dal colonnello Coryetto, rimanevrL a S." Maria per proteggere quel movi. ·mento e per mantenere il contatlo colle truppe nemiche che, sboccate da Pralboino e da Ostiano, già s'avanzavano vers-0 quella parte: - ma le forze ch'egli si trovò ben presto ad avere di fronte e di fianco "eran troppo superiori alle sne perchè potesse mantenere a hmgo quella posizione : epperò, pur continuando il fuoco d'artiglieria e fuci leria. contro il nemico che s'avanzava., iniziò egli pure verso le 1111 la ritirata su Gambara.

In tal modo. alle 11,J circa. la posizione dei due partiti era la seguente: Il partito nord occupava la linea C, Lumaghina-Gambara, protetto ; sul fronte, dalle sue batterie, e, àlla sinistra, dal brigadiere Bagnasco in ritirata su Ga.mbara. Il partito su.d occupava, a ca.vallo della strada Pralboino-Gottolengo, la linea S. Maria-Pavone. Dalle informazioni ricevute per mezzo degli squadroni divisionali, e dall'insieme degli indizi raccolti nella giornata, il comandante del partito sud (generale RicotLi) avèva acqnistato, verso le j 11, la. persuasione che il suo avversa.rio s'era fortemente stabilito. nella posizione C: Lumagbina-Gotlolengo, Il generale Ricotti dispose quindi: Che la. 11" divisione cercasse di forzare l'ala. destra nemica ; Che le truppe suppletive, per C. Paderno, si dirigessero su C. Battaglione ad attaccare di fronte il centro della posizione nemica; Che la 2a cli visione lasciasse almeno un ba.I.taglione con artiglieria a s.a Maria., e, compiendo col resto il suo cambiamento di fronte a sinistra, marciasse contro il fronte C. Lumaghina-Bertoldosso, assiCLLrando con forti riserve il proprio fianco destro; · Che la cavalleria di riserva marciasse su Gambara. · · ·

Il movimento generale di ' ritirata eseguito dalle truppe del partito nord, aveva permesso al partito avversario di compiere senza ostacoli il passaggio del Mella e lo spiegamento delle sue for;r,e. La .2~ divisione (partito sud), sboccata, come abbiamo visto, dal ponte milita.re a valle di Pralboino, aveva eseguito un cambiamento di fronte a. sinistra. spingendo l'ala destra (2.3a brigata) su S.• ~faria, e l'ala sinistra ( 19(l brigata) nel settore compreso tra le due sLrade. che da Pralboino conducono a Gamtrnra e a Gottolengo .

Siffatte clisposizioni erano già tcttte iniziate, e la cavalleria del partito sud già. slava per entrare in G-amb,tra, quando verso me;r,zogiorno il segnale della fanfara reale poneva termine alla fazione .

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ANNO XXIV, 'YOL, l,

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LE GRANDI MANOVHE '•

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Il giorno stesso la direzione generale delle manovre dirig.eva da Gamba!'a ai due partiti la séguente comunicazione: « Il partito nord si mantiene sulle alture fra Gottolengo e Gambara; il partito sud, màlgrado gli sforzi fatti, non ha potuto ottenere un successo decisivo , « Le tru ppe del sud, essendo stanche ed avendo bisogno di riorcli- ' narsi, il comandante d1~l partito pensa cli arrestare il suo movimento sulla linea del Galbugine. « Domani le truppe riposni10 e posdomani 9 avrà luogo la 2,a operazione di corpi d'armata contrapposti a seconda del tema che sarà comunicato ai due comandanti cli partito, Avverto per altro fin d'ora che la detta ,operazione consisterà in umi marcia-manovra e che dovrà quindi essere iniziata alle ore 5 ¼ aut. ».

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Per dar esecuzione a tali ordini·, il comandante d-el 1° corpo ,d'armata (partilo nord - generale Piola) disponeva che le sue truppe ·si portassero, nella giornata del 9, ad occupare la forte posizione Montechiari-Carpenedolo, pereorrendo ]eseguenti strade: ,ra divisione: Gottolengo, Isorella, Calvisano, Montechiari. 2a divisione: Gambara, Cappellino, Logonovo, Selve, Visano, -Carpenedolo. Le truppe suppletive, rafforzate da due reggimenti di fanteria e da due batterie lasciate indietro dalle divisioni, avrebbero protetto il movimento del corpo d'armata prendendo posizione Lra i due villaggi di Gottolengo e Gambara, lungo il ciglione che .ac·Compagmi la riva sinistra del torrente Gambara. · 1

Dal canto suo il comandante del partito sud (2° corpo d'armàta, ,generale Ricotti) riceveva nella giornata dell'8 la lei.tera seguente:

2n FAZIONE. 9 settembre - Gottolengo,

Disposiz·ioni. Il comandante l'armata del nord al comandante del 1° corpo di armata. (<

« Gambara. « La colonna nemica stata segnalata il 7 settembre a Casal-Romano vi ha pernottato, ed è profabile che domani (9) tenti di sforzare il passaggio ciel Chiese ad A.sola. . .• « La nostra 3a divisione nord (supposta) che occupa l'anzidetta località, ha ordine di farvi energica resistenza per guàrentire la ritirata del corpo ai di lei ordini. • « V. S. si metta adunque in nrnrcia domattina alle 5 e 1/,, per recarsi ad occupare una 1 buona posizione SLllle alture fra ì\fontechiari e Carpenedolo, percorrendo le due strade che da Gottolengo e Gambara conducono ad Isorella e Logonovo sul Naviglio. « Per impedire che il nemico la segua troppo da vicino, V. S_. lasci una forte retrnguardia in buona posizione dietro il &ambara, con ordine cli farvt resistenza sino a che il grosso del corpo di armata non abbia oltrepassato il Naviglio già detto >i.

(( Il comandante l'armata del sud al comandante del ~o corpo di :armata. « Pralboino. (< Il nemico chE' V. S. ha battuto il 7 settembre si è arrestato dietro 11 Gambara . « Domattina 9 settembre alle 5 1/ , ant. la S. V. riprenda la su;i marcia offensiva e lo insegna Benza tt'egna. Probabilmente esso non -si arresterà che nelle vantaggiose posizioni di l\iontechiari e Ca.,rpenedolo. In questo caso sarà giuoGofo rza che V. S. rimetta il suo attacco al giorno seguente, pernottando fra Calvisano e Visano. « La prevengo eh~ la 3a divisione sud (supposta), da Casalromano, dove pernotta oggi , passerà il Chiese ad Asola domani stesso, giorno 9, per proseguire, possibilmente, le proprie operazioni nella direzione <li Casaloldo e Castel-Go[reclo ».

Conformemente all'ordine così ricevuto il generale Ricotti stabiliva che il .2° corpo d'armata (partito sud) si recasse nella giornata del 9 a prendere posizione tra Visano e Calvisano, valendosi della strada Pralboino, Gottoleng5J, Isorella. Una forte avanguardia avrebbe preceduto la co1onna, ed un distaccamento l'avrebbe fiancheggiai.a verso Gambara. Giunta a Gottolengo, l'avanguardia si sa,rehbe sLesa a dèstrn e sinistra per allargare il ·suo fronte di esplol'azione.


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LE GRA'NOI :MANOVRE

Fiancheggiava il corpo d'armata, sullastradaPralboino-Gamllara, un distaccamento così formato:

Esecuzione,

3tì0 reggimento fanteria (colonnello 'Ì'ortori), Uno squadrone (Caserta), Una sezione d'a.rti'glieria.

Alle 5 i ; 2 ant. del 9 le due divisioni del partito nord, precedute dal rispeLLivo carreggio si ponevano in rria.rcia verso ~iontechiari e Carpenedolo, lascianclo ognuna in retroo·uardia un reO'r,iv ~ 01'> mento di fanteria, una batteria da cent. 7, e gl i squadroni divisionali. La retroguardia della 11• divisione comanda.La dal mao·O'iore t>V generale Ji\i.zioli prese posizione davanti al villaggio di Gottolengo, .con un battaglione del 42° fa.nLeria. ed una sezione .sulla strada di Pavone, un ~attaglione ed una sezione su quella di Pralboino, u11 battaglione in riserva, ed i due squadroni divisionali (F irenze) avan,ti in esplorazione. Il colonnello Framarin, com.anelante la relrogmtrdia della 2" divisione, lasciati gli squadroni diYisior,ali (Saluzzo) sulle due stra.de che da Gambnya conchtcono a Pralboino ed Ostiano, si portò indietro a prender posizione, col 1° reggimento fanteria e c;>lla. batteria, sull~t sini·stra del Gambara all'altezza tli C. Gazzo alto. Il 7° reggimento bersaglieri, con tre batterie delle truppe suppletive, si stabilì esso pure lungo il ciglione del Gambara tra le cascine Dellavere e I,.ut, collegandosi a destra colle _tmppe del generale l?azi oli, ed a sini:;tra con quelle del colonnello Framarin. La brigata di cavalleria con una batteria. da cent. 7, agli òrdini. del brigadiere Bagnasco, prese posizione di aspettativa a nord di Gottolengo Sltlla stradtt di Gliedi, formando l'ala destm della difesa.

Alle ore 6 1/ 1 circa. la. testa dell'ava.ngua.rclia clel partito sud incontrava. le pattuglie della cavalleria avversaria sulla. strada di Gottolengo: il comandante di quell'avanguardia (maggiore generale Olivero) , informato che il nemico occupava il villaggio con fanteria ed artiglieria, faceva subito prender forma. di combattimento al reggimento bersaglieri sulla destra della strada., e faceva avanzare sulla. sinistra la. 116a brigata ed il battaglione d'istruzione; in pari tempo le sue batterie aprivano il fuoco contro Gottolengo . Il generale Fazioli, comandante la retroguardia. della 1a divisione (pm1;ito norcl), fece subito rispondere a quel fuoco, .ed ordinò che i due battag\ioni in prima linea. si avanzassero a respingere l'a.tl:ar;r,o. L'azione, cosi impegnata, rese ben presto necess~trio anche l'intervento del battaglione rimasto in riserva: ma, verso le 8, vedendo . che la inferiorità cli forze non gli permetteva di prolungare più oltre la resisLenz~, il genera.le Fazioli ordinava la.ritirat:a. verso Isoletta per scaglioni dalla destra. ' La colonna del brigadiere Bagnasco prese allora la strada che, per Madonna d'Incidella, Passione e S. Nazzaro, conduce ad OsteriaNuova sul Naviglio, ritirandosi léntamenle per scao·lioni, e fermanJlosi cli "trau.o in tratto per far fronte, con cariche di cavalleria o coL fuoco dei suoi pezzi, al nemico che incalzava. · . La colonna di destra del partito sud (colonnello Tortori) aveva. mco_ntrat.o presso Gambara, sin dalle 6 1/ 2 clel 1nattino, le pattughe degli squadroni di Sa.luzzo spediti verso quella parte dal colonnello Fra.ma.rin. Un pl_otone clel reggimento Caserta, entrato poco dopo jn Gambara, v1 era. stato accolto dal fuoco di cavalleggieri appiedali, e ' non aveva potuto .superare quella resist17nza se non coll'aiuto dì una. compagnia. del 36° spedit:1 in suo soccorso. Ritiratisi allora .i cavalleggieri cli Saluzw, le truppe del co1

1

Alle ore tì dello stesso giorno 9 il .2° corpo d'armata (partilo sud) si mettev,1 in moto per la strada da Pralboino a Gottolengo, prececl[tto cla un'avanguardia composta dell.e seguenti truppe: · 3° reggimento bersaglieri, brigala fanteria, Battaglione d'istruzione, Una batteria da. 7 cen t., Due squadroni (V ittorio Emanuele).

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L E GRANDI Is<fANOVRE

Jonnello Tortori avevano potuto penetrare nel villaggio, e di là si erano dirette contro la posizione occuptùa dal colonnello Framarin sulle rive del Gambara. Il combattimento prosegui ostinato fin verso le 9, alla qual ora il .colonnello Framarin fece iniziare la ritirata per 1a strada dr Cappellino e Logonovo, fermandosi egli pure di tratto in lraLlo, e prendendo posizioni successive per trattenere il nemico che lo inseguiva.

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3a FAZIONE '10 settembre - Carpenedolo.

Disposiziorlii. O Il comandante I' armata del nord •al coman,1lante del •I corpo di arma_t.i « Carpenedolo.

«

« Siccome V. S. mi riferisce, il corpo ai di Lei ordini ha occupato la posizione di Carpenedolo e Montechiari, ~d il nen~_ico, che~ lo ha inseguito nella sua ritirata, trov.isi ora a Calv1~ano e v1sano: . e< Il corpo nemico attaccherà certamente domani ( 1O) la pos1Z1one che V. S. occupa. . « Importa che, vale~closi dei vantaggi che la posizione rncdesnna presenta, la S. V. vi resista il più lungamente possibile, per dar tem po alla 3a divisione nord (supposta) di ripiegarsi su Medole. · « Nel caso che V. S. fosse costretta ad abbandonare Carpe1rndolo, ripieghi su Castiglione, ove ~ indispensabile non lasciarsi prevenire dal nemico ».

Il colonnello Corvetto, che occupava colle sue truppe la posizione intermedia già indicala, udito il rumore dei due combattimenti appiccati a destra e sinistra, avev:'lpreso disposizioni per rinforzare, secondo il bisogno, o l'una o l'altra, delle due· retroguardie divisionali: ma verso le 9, stante la ritirata di queste, abbandonava ~gli pure la posizione, e, P,er scaglioni, ripiegava su Monticello superiore: giunLo colà verso le dieci il colonnello CorveLto, per ordine avuto dal comandante del partito nord (generale Piola), distaccava ip direzione di Logonovo un battaglione ed una batteria in soccorso della colonna Framarin vivamente inseguita dal 36° fanteria (colonnello Tortori). ,

1

Per compiere la missione che così gli veniva affidata, il coma.ndante del partito nord (generale Piola) divisò di occupare colle sue truppe !''intero fronte :MonLechiari-Carpenedolo, rinforzandone però l'ala sinistra, a protezione della linea di ritirata su Castiglione, col concentrarvi tL1tte le truppe suppletive: per poter poi prontamente accorrere in forze là dove maggiore sarebbe stato il bisogno, egli dispose che ogni comandante di divisione tenesse, dietro il centro della pro:gria linea, una speciale riserva cli fant~ria sull'ottima strada cli arroccamenLo tra MonLcchiari e Carpenedolo lungo il rovescio della posizione.

L'avanguardia del partito sml s'era frattanto divisa in tre colonnè: la principale, da Gottolengo aveva prosegniLo per la strada d'Isorella; un reggimento di fanteria (29°) con uno squadrone era stato distaccato a sinistra, in col orina fiancheggiante per Madonna d'Incidello, l'assione, S. Nazzaro; il 3° reggimento bersaglieri aveva preso a destra per Fenile di Lamme e Riviera. In tal modo ogni colonna in ritira~ era inseguita da una colonna avversaria; ma la missione delle retroguardie del partito nord poteva ormai .dlrsi ,compiuta; ed alle _1O ¼ circa il segnale della fanfara reale poneva termine al ~a manovra.

Il comandante del partiLo_sucl (genei·ale Ricotti) aveva ricevuto la sera del 9 la lettera seguente:

1

« Il comandante. l'armata del suél al comandante del 2° corpo di armata. <e Ca lvisano .

I due corpi d'armata, proseguendo allora la marcia, si recarono a prender posizione: il 1° '(partito nord) tra Montechiari e Carpenedolo, il 2° (partito sud) Lra. Calvisano e Visano. 1

<e Il nemico avendo preso posmone sulle alture di Carpenedolo e Moritechiari, V. S. lo attacchi domani (,1O) vivamente, onde irnposses-

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LE GRANDI MANOVRE

DEL

sarsi di Carpenedolo, da dove, portandosi celeremente su Castiglione delle Stiviere, costri ngerà il nemico a ripiegarsi verso Esenta o Lonato. « Da Castiglione potrà mettersi in comunicaziouc colla 3n divisione sud (snppo:;ta) eh<~ ~i porterà .domani .su Medole >). Il generale Ricotti, per raggiungere lo scopo indicatogli, concepì il progetto di attaccare-qi fronte la posizione di Carpenedolo col fronte delle sue trnppe rivolto a nord-est, àppoggi.ando la destra alla strada Carpeneclolo-Asola, e facendo forti dimostrazioni contro i fianchi del nemico verso S. Giorgio ocl ànche più a nord, e sulla strada di Medole: a lai fine sarebbe stato gettato un ponte militare sulla fossa di Carpenedolo all'altezza di C. ;R,evere.

Esec1izione. Alle 7 ant. del. giorno così disposte:

,1O le truppe

dei due partiti si trovavano

Partito n ord.

f" clivisione.

12a ];>rigata fanteria: 22° réggi1nento a J.\'lontechiari in prima linea, con due battaglioni ai ponti sul Chiese ed uno in riserva; '.i.H reggimento sul rovescio delle alture a S. Pancrazio . 22a brigata fanteria: ,~,, 0 reggimento, sulla strada di arroccamento tra M.10 Arzaghetto e M. 10 S. Giorgio; 42° reggimento: -un battaglione su M. 10 S. Giorgio , gli •a.ltri due sulla strada ai piedi del mont~. Due batterie: su M.1" S. Giorgio. Una batteria: sulla strada accanto alla fanteria. I due squadroni divisionali: in esplorazione snlla deslra del Chiese davanti al fronte della divisione. , 1

0

2a brigato. fanteria: quattro bauaglioni (él't1e del 1° e due del 2° reggirnen~o) in prima linea da Cominello sino all'altezza dell'altura Roccolo, con quattro compagnie in avamposti lungo il fiume. 1

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37" brigata fanteria.: 11° reggimento in avamposti, con due battaglioni ed una sezione da 7 cent. in prima linea sul Chiese presso il ponte dì Mezzane, ed un battaglione in riserva dietro Cal'penedolo. Gli squadroni -divisionali: in esplomzione sulla d,estra. del Chiese, davanti a.I fronte della clivìsione. 1

T1·uppe si1,ppleti·vi;. 7° reggimento bersaglieri, due batterie da 7 cent. ed uno squadrone: presso Le Tezze con incarico di guarentire il fìa.nco sinisti·o da.i possibili aggìramenti. La brigata di cavalleria (meno uno squadrone) : in esplorazione sulle strade di Yisétno, Acquafredda, Castel-Go.liredo.

Le due batterie da 9 cent. delle truppe suppletive, e le tre batterie (meno una sezione) deJla <2" divisione erano state col locate agli ordini diretti del comandante l'artiglieria del corpo d'arma.La (colonnello Ricciolio) il quare le .aveva così disposte: 2 batterie da 9 cent. ed una da 7: sulle alture dell,t Rocchetta (secondo gli ordini avuti dal_comando del corpo d'armai.a.). 4pezzi da 7 cent. ed una seiione da 9: sulle alture di M. 1e Rotond0 colla 2a bi'igata. di fanteria. Una sezione da 9 cent.: sull'altura a nord-ovest di Carpenedolo. P artito s ud.

.2• divisione.

In ordine ristretto a _S. • Ma.ria e Ilevere presso la strada Acquafredda-Carpenedolo.

In ordine ristretto presso C. A.vrolda_sulla strada CaJvisano-Carpenedolo.

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DEC

LE GRANDI MANOVRE

T1·up1!e suppleti've.

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Vedendo poscia che il nemico inseguiva vivamente, il generale Buri ordinò verso le 8.50 che due battaglioni del 7 1° si recassero sulle alture della Rocchetta a protezione dell'artiglieria ivi collocata, e che l'altro battaglione dello stesso reggimento e tutto il 72° :;i trincerassero nel paese con barricate volanti, ne _occupassero le case sulle vie d'accesso, e si preparassero ad eseguirvi una resistenza ad oltrania. 1

C:olouna di destra,

3° reggimento bersaglieri (colonnello Pinelli), reggimento cavaJleria Caserta. (t squadroni) ed una batteria da cent. 7: tra S.a Maria e Revere, dietro la, 2n divisione. Colo11na, cli slnlstr,,.

Reggimento cavalleria Vittorio Emanuele (t squadroni), tre batterie ed il battaglione d'istruzione, agli ordini del brigadiere Martin!Vlontù: presso il quadrivio cli S. Salvatore. Già sin . dalle 6 .gli squadroni divisionali del pa'.rtito s11d (generale Ricotti) s'erano spinti avanti · in ricognizione: ed alle 7 le due divisioni avevano lasciato le posizioni or orn indicate dirigendosi : La 2.a su C::trpenedolo, per Gerola e C. Paradiso, appoggiando la destra alla fossa di Carpenedolo. La 1n verso il ponte di Mezzane, tenendosi collegata a 'destra colla :2" divisione . 1

Alla stess' ora -la colonna di destra del partito sud (co lonnello rinelli) passava il pont~ militare alla fossa di Carpenedo lo e si dirigeva a C. Colle, Callegaria, Boschetto, Selve e Valle, per operare poi sul fian co sinistro ed alle spalle del nemico; ed in pari tempo la colonna cli si.nistra (brigadiere }fartin-}fontù) si avviava, sulla strada cli Montechiari, ad operare dimostrazioni contro la posizione nemica tra M. Le Rotondo e Montechiari. La 1a d'ivisione del partito sud giunta ben presto al ponte di Mezzane si teovò di fronte agl i avam1fosti del partito nord (7 1° fanteria ed una sei ione d'arLiglieria) . Questi, protetti dal fiume, poterono prolungare per circa un'ora la resisLenia: ma, poco dopo le 8, il generale Burì (comandante delln 2" divisione plùrtito nord) giudicando che, davanti alla superiorittt tnnnerica del nernicp, quelia posizione· non era più sostenibile, ordinò la ritirata: ed il 7 1° fanteria, sotto la protez;ione dei suoi due pezzi, ripiegò per scaglioni su Carpenedolo. 1

1

Frattanto anche la 2a divisione del partito sud s'era avanzata contro Carpenedolo, e, spiegatasi, s'era uni t.a alla ·I• ne\l'attacco del villaggio e delle alt.ure della Roccheua. L'incessante avanzarsi di queste l'orze, favorito in parte da.I terreno coperto che si stende tra la sinistra del Ch iese e le alture, indussero, versoJe ( .il generale Buri a giudicare irnpossibi(e il tenere più a lungo posizione nel l'in terno del borgo: egli fece quindi ritiraresuccessivamente la 37a brigata sulle alture della Rocchetta, le quali presentavano una seconda fortissima linea di difesa, da cui potevasi guadagmire, in caso d'insuccesso , la strada Carpenedolo-Castiglione. Questa seconda pres,i di posizione potè aver luogo senza che il nemico , trattenuto dagli ostacoli eretti, e dal fuoco vivace ed _intenso delle artigli erie della Rocchetta, potesse inquietarne l'effettuazione; ma il borgo era ormai in potere del partito snd, il quale imprendeva bèn presto, colla sua 2a di visione, ad attaccare le alture della Rocchetta, mentre, colla 11a, si stendeva a nord del villaggio e contro il fianco sinistro della posizione occupata dalla brigata Ricci (ore H 1/!). Nel frattempo il brigadiere Martin-Montù, spintosi, colla colonna di sinistra del partito sud, sin verso Cà del Confine sulla strada di Montechiari, aveva aperto alle 7,45 il fuoco delle sue tre batterie contro le alture di S. Giorgio, ed aveva spedito sulla riva sinistra del Chiese Lre compagn ie del battaglione d'istruzione. Il comandante della 1a divisione del partito nord aveva ali.ora mandato, a prendere posizione ·s 11 Monte S. Giorgio, una seconda batteria da 7 cent., ed ,weva. fatto avanzare verso il Chiese un battaglione del 4'2° fanteria: questo baÙaglione· e le qna-Uro compagnie, 1


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L E GR ANDI M ANOVRI::

DEI,

-che la 2• brigata aveva già in avamposti lungo il fiume, aprirono ·subi Lo il fuoco contro il baLtaglione d'isLruzione e lo obbligarono a ripassare nuovamente sulla destra . Qnesto movimento, ed il fuoco vivace ell e le artiglierie del partito nord gli dirigevano da Monte S. G·iorgio e ifa Monte Rotondo, determinarono il brigadiere l\lartin-Montù a re~roccde"re verso San Francesco e i\fontechiaresa, dove giunse appunto verso le 9 1/ , .

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diede tosto ordine che si sgombrassero le alture della Rocchetta e che si iniziasse il movimento cli ritirala su Castiglione. Il comnndante della 2a brigala (generale Rir,.ci) il quale, al punto in cui la manovra era stata sospeso., sta.rn rinforzando la san ala sinistra per procedere ad un contrattacco , riprese subito quel ~ovimeilto per trattenere l'incalzare del nemico, e dar tempo all a brigata Bassewurl. (3, a) di ritirarsi non molestala. 'La ,in di visione (generale Lombardini) iniziò essa pure un movimento a sinistra per appoggiare ver:;o la br igata Ricci. Il colon nello Corvetto riprese il combattimento con tro i bersaglieri del colonnello Pinelli, mantenendosi in posizione per protegrrere l'ala sinistra del partito norcl e la sua. ritira,tc1. su Castiglione. .

Il generale Ricci (2a brigata fanteria, 2a div isione, partito nord) ' -appena pronu.o:t.iato l'attacco del brigadiere MarLin-Montù aveva preso disposizioni per rafforzare la. propria desLl'a: quelle disposizioni -eràno già anzi in via d'esecuzione, quando la ritirala del battaglione d'istrnzione, ccl il vivace allacco che si prnnunciava contro Carpenedolo e contro la sinistra stessa della sua brigala, indussero invece il generale Ricci, poco prima clellé !) 1/ 2 , a r ivolgere tutte le forze a sinistra, non lasciando sull'ala destra che semplici pattuglie.

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La. colonna di destra del partito sud (co lonnello Pinelli) s'era. trovala di fronte , nel suo movimento, la brigata di cavalleria, conumsdala. dal brigadiere Bagnasco . Questa brigala aveva opposto tenace resistem.a.; ma. baLLula dal fuoco d'artiglieria era poi sta.La costretta a. ripiegare verso la si.rada Carpenedolo-Castiglione. Il co lonnello Pinelli s'era allora avanzato, ed era giunto alle 9 a Cascina. Piglia-Quaglia, colla massima parte delle sue forze.

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Dal canto suo il comandante del partito sud, rinforzala, con una bri aa.tà(1l6a) della 4" divisione, la c~olonna cli sin istra (Martin-Montù), diede ordine che il rinia.nente della stessa P divisione, girando a nord di Carpenedolo, !ii impadronisse della strada per )(onlecbiari, e che la 2a divisione all.accasse con una brigata le alture della Rocchetta, e si avviasse coll'altra sulla strada di Castiglione. Fi nal mente le clue colonne lateralj (iVJarti n-Monlù e Pinelli) riprenclcndo i loro auaccbi cloyevano stringere il nemico davvicino , minacciarne le ali e comprometterne la. r itirata .. Tali erano le disposizioni che si andarano efTettuando da una parte e dall'altra, quando alle 11·I veniva dato il segnale di cessare la fazione. · , Da Ca1·penedolo sLesso la direzione genernl e delle manovre spediva allora ai due comandanti cli partito la seguente comunicazione :

Il ·colonnello Corvelto (partito norcl) aveva preso posizione, come ·s'è detto, alle Tezze, ed aveva. steso due suoi baLLaglioni nel settore compreso tra le due strade di ì\Iontechiari e Castigli one: questi battaglioni vedendo avanzare i bersaglieri del colonnello l)ine!li appiccarono con essi combattimento presso C. Fenilelto.

e< L'au.acco vivace ' ed intenso del corpo elci sud sulla ,inistra del corpo nord ·essendo riuscito, il corpo del nor(l è ~ostrcuo ad iu iziarù la ritirala ~Lt Casliglione delle Stiviere, il corpo del sud lo insegue. « Domani le truppe riposano, po:.doÌuani S. M. il Re passerà la rivista alle ore 9 precise ».

Tale era la sitnazione all e 9 1/ 2 circa quando il segnale di alt , preceduto dalla fan fo rn reale, venne a sospendere la fazione. Ripresa.si la faz ione alle ore -I0.35, il comandante del partito nord

A queste ultime tre fazioni aveva assistilo S. )I. il Re, giunto la mal.Lina del 7 a 711ilzano con S. E. il )linistro della guerra.

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Chiusi i tre periodi d'isLruzione, la mattina del 12 S. M. il B.e si degnò di passare in rivista i due corpi d'arrriata schierati nella · pianura di Ghedi. , Allo sfilare, ohe ebbe luogo dopo ,!a rivista, assisteva pure S. M. la Regina giunta la mattina stessa da Venezia. Terminato lo sfitare, S. 'M. il Re, dopo avermi espresso la sua alta soddisfazione, così per l'andamento delle manovre come per . la tenuta ed il contegno clelle truppe, partiva con S. M. la Regina alla volta di Brescia.

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PARTE II. OSSERVAZ IONI GENERALI E NOTE SPECIALI SULL'ISTRUZIONE DELLE TRUPPE '

Neil'acci~germi a render conto delle osservazioni da me fatte dum.unte le grandi manovre, io sono lieto di poter segnalare anzitutto all'E. V. il buon volere e l'impegno che spiegarono tutti, ufficiali e tlluppa, perchè 0gni ~osa procedesse se~pre nel miglior modo possibile, 1rntlgrado le non pi'ccole difficoUà. derivanti dall'ordin,tment0 improvvisato delle unità cli manovra. La disciplina fu anche questa volta, come sempre, ammirabile; e, malgrado la maggiore libertà della vita dei campi, non si ebbe a deplora:re alcun fatto grave, nè si produsse .il benchè minimo attrito colle autorità civili e colle popolazioni. Dall'andamento stes~o delle fazioni or ora descritte, l'E. V. avrà potuto giudicare che il progress0 già constatalo gli scorsi anni nell'ist•ruzione degli ufficiali e della truppa, ben lungi dal rallentare, continua tuttora nel m0do più soddisfacente. - Mi affretto ora a soggiungere che anche quest'anno, ·come i precedenti, ho potuto ,,,. constatare quainto giovamento si possa trarre dalle grandi manovre coll'esercitare gli ufficiali generali al comando delle tre armi, a:Jlo :.. studio del terreno, alla meditazione dei mille problemi che può ~ presentare la condotta delle truppe in,campagna. A tale proposito mi permetta l'E. Y. ch'io dica ora qualche parola circa la soluzione ~lata dai signori coma,ndanti di partito ai terni ch!essi ricevettero, per ·ciàscuna fazione, dalla direzione generale delle 1nanovre.


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S . .Rocco d1: Palazzolo -

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il massimo vigore dell'azione difensiva, anzichè sciupare le forze in difese avanzate, ed esporsi al rischio di gi1inger poi alla posizione vera di difesa in con·dizioni tali da uon poterne usufruire i vantaggi. In qu~ste due faz ioni (2a e 3•) l'azione dell'attaccante (part ito nord) era in certo qual modo determinala da condizioni speciali di terreno . Per attawire Valeggio hisogrnmt impadronirsi di Monte Vento; perattaccare Volta bisognava prima occupare le posizioni a nord del villaggio. Ma diversa era la condo.tta che il terreno indicava per un caso e per l'altro : poichè, nel primo , l'andamento stesso delle stradè 9bbligava, sin dal principio , ad un'aiione convergente contro Valeggio, sempre pitì compatta di mano in mano che le colonne ;wanzavano; mentre, nel secondo, l' attacco delle posizioni di Volta non poteva compiersi se non .mediante un largo aggiramento per.·la via Cavallara. Le disposizioni del comandante del partito nord furono dunque appoggiate ad u:ri'esa~ta interpretazione del terreno .

28 agosto.

La. semplice ispJzione del lerreno dove ebbe luogo la. ,J" fazione (S. Rocco di Palazzoio). basla. a convincere che la. posizione scelta dal comandante del par lito sud era lii vera posizione difensiva di chi, coine lui, aveva. ricevuto il mandato di manovrare per le alture . alJÒ scopo di coprire la ritirata sul Mincio del suo corpo d'armata. Egli non avrebbe potuto 9ccupare altra posizione più avanza.La senza esporsi a.I pericolo di vecler compromessa la sua linea di ritirata, e di dover poi ripiegare in ca~tive condizioni sulle alture .di S. Rocco. Molto meno sarebbe stato conveniente, per il partito sud, l'occupazione di S.ta Giustina e Sona; giac<~he il nemic.o manovrando con tutte le forze riunile contro S. ta Giustina, avrebbe faciln_1ente potuto impitdronirsi di quella posizione; ed allora anche i difensori di Sona avrebbero subito dovuto sgombrare; per non correr rischio che l'attacecmte giungesse a Caslelnuovo prim~ di loro, e li tagliasse dal resto della divisione. L'unico difetto che presentava la posizione difensiva di S. R<.>Cco era quellod1e le migliori linee di ritirata (Oliosi-Valeggio e Val cli Staffalo) si trovavano sulle al i; ma anche a questo difetto s'era in parte r imediato , avviando per tempo il grosso carreggio sulla prima di quelle strade, è facendo riattare l'altra della Pernisa dietro ìl centro della posii',ione. · Non meno buone rurono in quella giornata le disposizioni prese da.ll'Rttaccante (partito nord): ed il suo concetto ·cli diI'.i gersi anzitutto sulle alture di S. 1n Giustina e Sona, oltre che dall'andamento del terreno, era pure giustificato dalla importanza di quel!~ posizioni per mpporto alle operazioni ch'egli doveva compiere in quel giorno .

Valegg1:o-Volta - 30 e 3,J agosto . . Anche nella 2a e :1• fazione (Valeggio e Volta) le posiiioni scelte dal comandan te del partilo sud mi parvero ottime; ed assai razio. nale trovai ·il suo concetto di serbare per la posizione principale

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. Mella. - 7 settembre.

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-Ugualmente degne di approvazione mi sembrano le disposizioni prese dai due comandanti di corpo d'armata nella fazione del .l\'le!Ja (7 settembre). L'alLipiano della Lumaghina, scelto come posizione difensiva ·dal comandante del 1° corpo d'armata (partito nord), oltre ad assicurare qualche dominio sul terreno della i'iva sinislra del Mella tra .Pavone e Pralboino, offri va pure il vantaggio di coprire direttamente là linea di ritirata cli quel partito, e di intercettare le linee d'operazione dell'attaccante. Dalla parte opposta il leggiero rialzo che presenta la sponda clest.ra del Mella pressò Pralboino, la certezza di poter disporre di due guadi, l'importanza che deriva al villaggio stesso di Pralboino dal.le strade che vi fanno capo, indicavano quelJa posiz ione come assai favorevole al passaggio del fiume ed alle operazioni successive che il 2° corpo d'armata (partito sud) doveva compiere . · Il passaggio del fiume, compiutosi in cinque punti d_iversi, polè ANNO XX1V, VOI.. I.

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aver luogo in brevissimo tempo e col massimo ordine; e, stante la poca distanza eh.è separava quei punti l' uno dall'altro, le cinque e.o,-, !onne del partito sud, appena giunte sulla riva sinistra, si trov;arono subito collegate e pronLe a.d entrare in azione.

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Se i concetti generali che guidaro,no le fazioni lasciano ben poca, appiglio alla critica, l'esecuzione invece diede l~ogo alle osservazioni che seguono, le quali, unitamente a molte altre di minore importanza o di sola immediata opportun ità, formaron9 gii1 oggetto df conferenze agli ufficiali nei giorni appo.sitamente stabiliti dura,nle il corso ([elle manovre.

Cm·penedalo. - 4,t settembre. Nellà fazione del giorno 1O la posizione occupata dal 1Q corpo di armata (partito nord) mi pane troppo estesa, sia relativamente alle forze, sia nell'interesse stesso della difesa. Jl comandante del partito nora', col concentrnre alla sua ala sinistra buon nerbo di artiglieria e tutte le truppe ~uppletive, dimostrò di aver giustamente apprezzato l'importanza che avevan per lui le a1bure dii Car:[l)enedolo, le quali coprivano direuamente la linea.di ritirata su Castiglione. Ma certo la difesa di quelle alture sarebbe stata assai più facile ed energica, se la ,1 a divisi on.e, anzichè a Montechiari dove rimase inattiva, fosse stata stabilita più a sinistra in ri,nfonw della 2a e delle truppe suppletive. Siffatta misura poteva fors'anche essere suggerita dalla considerazion,e che, di fronte ad un nemico proveniente da Calvisano e Vi- · san~, l'o.ooupaziolile di l\fontechiari era per la difesa di importanza aff~tlìo .secondaria: 1n primo luogo perchè l'attaècante .non poteva agire da quella parte senza esporre egli stesso il suo fianco destPo e la sua linea di operazione, -ed in secondo luogo perchè, mentre da Mionteobiarri non si f)Oteva avere che ben poca azione contro un él!Lbacoo ·in direzione di Carpenedolo, da Carpenedolo, invece, e dalle alture vicine si pote·va prov:vedere ugualmentè bene alia difesa di qualsiasi punto della linea determinata da quei due villaggi. Data dunque la situazione dei due partiti, quale derivava dal tema per quella giornata, s·i l:')UÒ asserire che il· punto capitale su cui dovev,a gravitare l'azione, sia dell'uno che dell'altro, era precisamente €aupe11ed0to ; e questo giU,d<i2io trova conferma nel piano stesso, adotta,to dal comandante -del 2° corpo d'armata (partito sud): di attaccare, cioè, di fronte la posizione di Carpenedolo colla qu,asi totalità delle forze, e di non agire verso sinis~ra, ossia in direzione di Montecliiari, se non pell mezzo di dimostrazioni.

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La prima di tali osservazioni si _riferisce a sp·iegarne1iti_in. linea, Q. superiori alle esigenze delt' azione, oppi,ir-e non affatto g'itbstificati. Così nella giornata del 28 agosto erronee notizie ricevute dalla oa,valleria divisionale determinaròno il comand.ante del partito nord 1 à spiegare le sue colonne prima ancora di giunge1;e a S. • Giustjn4 e· S·ona, e ad avanzarsi spiégato a prencler possesso cli quelle alture. Ora, a S. ta Giustina e Sona non si tlìovavano se non poche paUu;glie di cavalle1'ia avversaria, .e lo spiegamento non potev.a avere e, non ebbe altro efi'elto che di ritardare il processo della manpvrl)..

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Nelia '.fazione di Volla (3 1 agosto) il comandante della colonna di, 1

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destra del partito nord, mentre procedeva per la via Cavallara, fu · indotto, da inesatti rapporti, a prendeue posizione coi suoi pezzi sulle alture a nord di M,atarello , nello scopo di preparare col fuocQ il movimento della fanteria contro le altut'e di Btlssach,etti. · Ma Bussachetti non era occupato dal ne.mico; e quella presa di posizione non servì che a ritardare ancor maggiormente il già hìngq giro della colonna. . Si può dedurre alLresì,da questi due,fatti, che le in,formaziof};i sul nemico, malgrado la responsabilità la quale incombe a chi le manda; voglion sempre essere accolte con molta prudenza, e verificate ogo.i qualvolta si possa, massime poi quando accenn:J.no a fatti che pqtr;eb,b.ero avere notevole inO.Ùenza sulle op,erazioni. La mattina del 7 settembre il comandante del 1° corpo d'armata (partito nord) aveva disposto buona parte delle s1,1e forze lungo la sinistra del Mella, da Pavone sino a valle. di Pralboino: poi., appena l'avversario riescì a stabilire i ponti, quelle truppe furop. subito ritirate verso l'alLipiano della Lurnaghina. La difesa immediata di un lungo tratto di fiume vuol sempre es-

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sere riguardata come difficile e pericolosa; e tale doveva essere ancora più quelltt del Mella, le cui sponde presentano un terfono assai coperto ed in:tricato dove gli spostamenti sono difficili all'infuori delle strade. Ciò posto , lo spiegamento di forze lungo il fiume avrebbe potuto esser r i~otto a minori proporzioni; molto più che la pronta ritirata verso l'altipiano della Lumaghina venne poi a dimostrare che non era intenzione del comandante clel partito nord di contendere seriamente il pa~saggio . La celeri Lii colla quale fo eseguita quella ritirata del partito nord, fece sì che le sue colonne si sottraessero facilmente all'inseguimento dell'attaccante, ancora impegnato nella delicata operazione clel passaggio del fiume: se non che perdo.tosi allora il contatto tra i due partiti , non lo si riprese più che verso il fine della faz ione; - e frattanto il partito sud, costretto ad arrestarsi, fu facilmente indotto esso pure a parziali spiegamenti iJl linea, poco corrispondenti a quel terreno, dove le truppe non possono muovere se non rompendo in numerose e piccole colonne. Un'altra osservazione d'ordine generale si r iferisce alla mancanza di su,f!ìcie-nte collegamento tra le 'Varie parti dell'ordine di batta_qtìa. Tale mancania, giova notarlo, si rivelò specialmente nelle due fazioni contro nemico segnato, quando cioè le truppe si trovarono a dover agire in un terreno esLremamenLe ro,Lto e coperto, nel quale era quasi impossibile qualsiasi movimento eccello che per le strade. .Ma gli è appunto in silfattecondizioni di cose che il collegamenl.o è più che rnai necessario per ev itare che' si formino pericolose lacune nell'ordine cli ballaglia; epperò, nei terreni rolli e coperLi, il migliore sistema a seguirsi sembra quello di moltiplicare, per quanto possibi le, il numero dell e colonne, valenélosi a tale scopo di tutte le strade o sentieri disponib ili. · In tal modo, oltre ad assicurare il collegamento, si otLengono pure allri vani.aggi non meno importanti: quello, cioè, di sviluppare maggior potèma d'azione e supplire cosi alla impossibilità di spiegarsi: l'al Lro, di diminuire la profoncliLà delle colonne e quindi anche "la probabil ità di conseguenze gravi, qualora in una di esse penetrasse il disordine: .fina lmente quello di rendere il movimento più spedito e più celere.

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Ogni qualvolta poi tutte o parte di quelle s_trade ven_gano ad_essere riunii.e tra Joro da una traversale, non bisogna mai tralasciare di valersi di questa, come di str'ada d'arroccamento, sia per opera~·e spostamenti laterali, sia, sopratutt_o, per meuere e mantenere ,n comunicazione, l'una coll'altra, le diverse colonne. La mancanza di collegamento può talvolla derivare da specia_l i . esigenze di manovra, come nel caso di un movimento. largo . o g1rante· ma anche in tal caso il perfetto accordo Lra. le vane parti della li nea di battaglia è sempre una necessità assoluta; ed alla inevitabile mancanza di colleaamento, bisogna allora suppl ire con un frequente scambio di informazioni che ponga in grado ogni singola colonna di regolare la propl'ia condolla su quella delle altre. Sopratutto poi giova allora tener beo presente il concett~ gener_al~ della manovra, ed evitare, per quanto possibile, le aziom ~arziah ed isolate che non sono strettamente necessarie al consegunnento dello scopo comune. Di versamente facendo, si offrìrebbe troppo buon gioqo ad un avversario attento elle sapesse manovrare ri unito contro una parte sola delle nostre forze, e si correrebbe rischio di rivolgere a nostro danno le minaccie che il movimento girante era clestinato ad e1Tettuare contro il nemico .' 1

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Un mezzo indiretto ma non meno efficace per· ottenere l'ac- ,,. cordo od il collegamento tra le varie parli clell'òrdine di battaglia, · è quello di comunicare a tutti quanti gl i ufficiali il concetto della manovra, gli scopi ai qual i si mira, le vie che si voglion seguire. L'ufficiale si rende allora più facilmente conto degli ordini che riceve, si sente maggiormente interessato al buon esito delle operazioni e riesce con minore fatica ad assecondare l'aiione generale, ed a re~olare i propri ~1ov.imenti su quelli clei reparti vicini. . . . A tale mezzo fi isogiia po i aggiungerne nn altro: quello c1oc d1 non inceppar mai l'azione dei dipendenti con prescrizioni troppo minute che all'alto pratico non possono essere applicate, e che spengono invece il sen timento della responsabi lità, distolgono dall'abitudine della riflessione, impediscono l'esercizio cli quella giusta injziativa che pur spetta ad ognuno, subordinatamente al concetto ed aoli inlendimenti di chi dirige. )' l'.)


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Così, scendendo dal comando più elevato sino agli ultimi della gerarchia militare, gl i ordini dovrebbero andare sminuzzandosi via via in modo da comprendere, di grn:do in grado, le disposizioni che sono proprie dell'autorità che li emana, e non mai quelle dell'autorità che li riceve. Tale sistema è altrettanLo più necessario a seguirsi nelle manovre, dove tutto deve concorrere allo scopo dell'istruzione, e dove chi invade le attribuzioni altrui non può nemmeno, come in guerra, citate a propria discolpa le supreme necessità della riuscita.

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precauzioni che le circostanze impongono e che il terreno stesso oonsente. . In taluni casi, e particolarmente quando il tratto che s1 deve percorrere non è troppo lungo, conviene avanzare anche_uno a~l~'11olta; un uomo isolalo in moyim~nto pres~n~a. un b~rsagh~ ass~t mcer~o e difficile: ed il passaggio da una pos1zwne ali altra s1 0LL1 ene cosi, mal"raclo il fuoco senza notevoli perdite. s:mpre poi, a~che gli uomini i~olat!, dev?n~ app1:ofit~are :~~Ile ondulazioni cli terreno, delle siepi, dei ftlar1 d alberi , d1 tutti _msomma quegli accidenti che possono coprire dalla vista del nemico.

Fanteria.

Sia nell e manie, sia nel servizio di sicurezza in campagna, sia, infine, nel modo di applicare al terreno le evoluzioni regolamentari, la fanteria ha dato prova di buona istruzione mil itare accoppiata a calma e ad ordine veramente ammirabili. Le principali osservazioni che mi accadde di dover fare a riguardo di quest'arma si riferiscono al modo cli occupare e lasciare posizioni, ed ai mov imenti nella zona battuta dal fuoco . Per esempio: i batlaglioni cli fanteria che nella fazion e del 30 agosto (Valeggio) il comandante del partito sud aveva spedito a Monte Vento con una balleria, s'eran collocati tutti due a sinistra della batteria, lasciando sguern ita l'estrema destra della posizione. Successe così che i bersaglieri del partito nord poterono avvicinarsi, non disturba.ti, sino a minacciare da quella parte la ritirata dei battaglioni stessi e della balleria. Questo fatto dimostra ad evidenza la necessità di pl'emunirsi sempre dalle sorprese, distaccando pattuglie, od anche uomini isolati, sui fianchi e negli intervalli di una 1linea, a mantenere il collegamento co i reparti laterali e ad annunziare per tempo l'avvicinarsi del nemico; dimostra per di più che, quando s'9ccupano posizioni, bisogna tener calcolo ·di tutti quanti gli clementi di terreno che concorrono a. costituirle, poichè una occupazione monca od imperfetta. può talvolta annientare il valore naturale di una posizione. Accade talvolta che la fanteria,·sia avanzando, sia in ritirata, non tenga sufficiente calcolo del fuoco av-versario e non prenda tutte le

Truppa in ritirata è sempre in istato cli c:1s1: epp_erò conv~e.ne che il perioclo duri il meno possibile. Gli spazi scoper~1e ba~tnl1 dal fuoco · devono essere attraversati rapidam~nte, ed 11 movimento, quando appena si possa, dcv'esser fatto per scaglioni e protetto sempre da qualche l'eparto in posizione. J1 mo-vimento controffensivo operato dalla fanteria del partito sud, nella fazione di Volta, contro l'avversario che si avanzava ,erso le altare di C. )lartelli fn intrapreso troppo da lontano: quelle truppe sarebbero giunte spossate di fronte al nemico, e facilmente sar.ebbero state respinte. L'attacco che le fanterie del partito nord diressero contro le alture stesse di C. Martelli, al finil'e di quella fazione, fo giudicato 1ion riiiscìto perchè non s.afficientemente preparalo dal f1.1oco di artiglieria: una truppa in posizione, segiànonsiastatascossadal fuoco, difficilmente cede, e riesce anzi bene spesso a respingere l'att~ccante e acl infliggergli forti perdite. Cavalleria.

I plotoni guide addetti ai diversi comandi disimpegnarono il loro importante servizio in modo assai lodevole. La cavalleria di visionale Iu impiegata, per lo pi(t, in ricognizioni, oppure sulle ali delle linee. . ' I reggimenti addetti alle truppe suppletive, stante la natura del terreno su cui ebbero luogo le manovre, o furono impiegati in espio-


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razioni, oppure ebbero uno speciale teatro d'azioné sulle ali detrordine di battaglia: in quest'ultimo caso però, per ragioni appunto di terreno, non si presentarono se non poche occasioni a manovre di qualche importanza in ordine chiuso. Le esplorazioni furono sempre dirette con giusto criterio, e l'irradiamento delle pattuglie avvenne sempre in modo corrispondente allo scopo: quel.le esplorazioni però non poterono mai assumere il carattere di vere avanscoperte, stante la distanza troppo breve che separava i due partiti.

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punto importante, in quei terreni dove l'azione dell'urto non sarebbe nè possibile nè efficace. · In qualsiasi altro caso l'uso del fuoco dev'essere evitato: se poi .la posizione occupata dai cavalleggeri appiedati è tole da essere facilmente girata, e se il nemico può ottenere il suo scopo in altro modo, senza bisogno di superare direttamente quell'ostacolo, allora il fuoco riesce, non solo inutile, ma pericoloso, giacché i cavalleggeri sorpresi ed attaccati di fianco, ponno correr rischio di non aver nemmeno il tempo di rimontare a cavallo. Artigli~1·ia.

I rapporti delle ricognizioni lasciarono talvolta a desiderare: e s'è già visto come qualche spiegamento di forze, non giustificato da presenza del nemico, sia appunto avvenuto per mancanza di notizie o per inesatte informazioni. Taluni comandanti di riwgnizioni fanno consistere l'adempimento del loro mandato nel caricare e respingere le pattuglie nemiche che incontrano; ora, ciò che si attende da essi non è già solo che squarcino il velo della cavalleria nemicil, ma bensì, e principalmente, che cerchino di scoprire ciò che sta ~ietro quel velo; ed il combattere può essere talvolla un mezzo per raggiungere tale scopo, ma non dev'essere mai confuso collo scopo stesso. Bene spesso giova anzi evitare il combattimento, sia per nasc~ndere al nemico la direzione delle nostre colonne, sia per indurlo ad avanzarsi ed a, l'ivelare più facilmente le sue intenzioni e le sue forze. In ogni caso poi un comandante di ricognizione non deve mai dimenticare la responsabilità che gli incombe, e le gravi conseguenze che ponnoderivare da informazioni erronee ed inesatte. Qualche volta, durante le fazioni, i cavalleggeri appiedarono e fecero uso del fuoco: non sempre però fu opportunalascelta dell'occasione e del terreno . L'arma da fuoco è stata data alla cavalleria per porla in grado di vincere, al bisogno, una resistenza che le venisse opposta col fuoco, e che non potesse essere superata se non col fuoco, e per facil itarle l'occupazione ed il possesso di qualche ostacolo naturale, o di qualche

Le manovre contro.nemico segnato e le prime due tra corpi d'armata contrapposti resero evidente quanto sia diflìcile l'impiego dell"artiglieria nei terreni piani, eccessiv.amente rotti e coperti, · come quelli che si stendono tra Mella e Chiese, e che tanto abbondano nella valle del Po. La fitta e bassa alberatura impedisce assolutamente, in tali terreni , qualsiasi visuaJe-eccetto che a quelle brevi distanze alle quali il fuoco della fucileria nemica arrecherebbe troppo gravi danni all'artiglieria e potrebbe impedirle persino di mettersi in batteria. .S'aggiunga a,ciò la qtiasi impossibilità dì muoversi eccetto che per le strade; e riescirà facile convincersi che in siffatti terreni bisogna andare assai a rilento nell'introdurre carreggio nelle colonne di fanteria e,cavalleria; giacchè, altrimenti facendo, anche un breve disordine che si producesse fra le truppe potrebbe condurre ad un véro disastro . · L'artiglieria in quei terreni, non deve dunque entrare nella formazione delle colonné di combaUimento se non nella più scarsa misura possibile; ed appena si manifesti il bisogno o' sì creda vicino il nemico, Je batterie devono sgombrare al più presto le gtrade e prender posizione nei terreni la.tera[;, approli ttando dei passaggi che si trovano di quando in quando, oppure costruendone rapidamente. Solo in tal modo l'artiglieria riescirit a non impedire i movimenti delle altre armi, ed a sviluppare il suo fuoco, sia per concorrere direttamente all'azione generale, sia per proteggere i fianchi delle colonne.


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L'a2ione dell'artiglieria nelle manovre or ora ricordate dovette limitarsi, nella maggior parte dei casi, a battere da lontano le posizioni che si supponevano occupate dal neinico; per contrario essa fu assai viva ed.el1ìcace nelle manovre che ebbero luogo in terreno ondulato e scoperto; in tutte poi l'azione d,i quest'arma fu sempPe ben diretta, e pose in evidenza un'istruzione tecnica e tattica assai accurata. Le varie osse,:vazioni che ebbi occasione di ,fare a ri,guardo dell'artiglieria, si riferiscono principalmente al modo di occupare O lasciare posizioni. . La batteria del parti LO nord che nella fazione del 28 agosto giunse la 1prima a prender posizione al Belvedere di S. ta Giuslina, s'avanzò i-l'ldecisa e quasi incerta dove 1;ollocarsi. · · Ora, il passaggio da una posizione all'altra è per l'artiglieria,uno dei momenti più critici, che vuol essere abbreviato il più possibile; epperò, nessun riparto dovrebbe .porsi in movimento senza prima aver t'iconosciuto la strada che deve percorrere, e senza aver spedito avanti, quando appena $Ì possa, qualche ufficiale o souufficiale sulla nuova posizione da occuparsi. La batteria del partito sud che nella fazione del 30 agosto (Val~ggio) era sta_ta inviata a Monte Vento, s'era stabilita troppo a sinistra, e non poteva dirigere i suoi fuochi contro le v.ie che dalla Pernisa e da S. a Lucia,conducono a Valeggio. .Pure un piccolo spostamento a destra, anche di una sola sezione, sarebbe stato sufliciente a tale scopo, ed avrebbe assicurato il vantaggio di poter maggiormente ritardare l'avanzarsi del nemico. Quella stessa hatt~ria, giunto ifmomento di ,ritirarsi, lasciò la posizione con lutti i pezzi in una volta: successe così che il nemico non trat_lenuto da alcun fuoco, polè avvicinars·i sino a compromet~ tere la sicurezza ·della battei1ia in ritirata. Questo fatto conferma l'osservazione antecedente circa la necessità. di ben riconoscere le posizioni, e cli occuparle poi a dovere afiinchè se ne possa· trarre lutto il vantaggio che il'terreno consente; dimost.ra per di più che l'artiglieria deve sempre ritirarsi per scaglioni, allo scopo ,di coprire col fuoco il suo movimento, e di impedire al nemico che si accosti di troppo. ·

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Genio.

Le truppe del genio prestarono esse pure ottimi servizi, sia preparando strade, sia rafforzando posizioni con spalleggiamenti e trincee, sia, infine, stendendo Iinee telegrafiche e gettando ponti. Mi riferisco, per quanto riguarda i servizi speciali di queste truppe, alla relazione del cornandànte il ge'nio del corpo d'armata di manovra, unita in allegato. Ed ora, al momento cli chiudere queste mie osservazioni, mi permetta l'E. V. di riassumere l'impressione in me lasciata dalle manovre di quest'anno, col riportarè un brano dell'ordine del giorno che io dirigevo alle truppe del 1° corpo d'armata l'•I1 seuembre scorso da Montechiari sul Chiese. 1

« Io ho seguìto colla più viva e costante attenzione la vostra condotta di cruesti giorni, nei ' campi, nelle marcie, nelle egeroitazioni; ed ora posso affermare, con vera oompiaoenza, che aHa ·saldezza inalterabile della disciplina vanno accoppiandosi nell'esercito nost.ro progressi ogni giorno, più sensibili nell'istruzione militare. « Di queiao stato di cose, \tanto soadisfacente, sono g'ià indiziò i'nfal11bile l'ordine. la calma, il silenzio che regnano nelle esercitazioni; ·os.:. servando poi davvicino 'ed interrogando ufficiali e soldati, io iho potuto convincermi direttamente , ohe ognuno sa sempre renilersi esatto conto di ciò che fa o deve fare, che è vivissimo in tutti il desiderio di estmdere le proprie cognizioni, che tutti concorrono coli; migliore volontà a raggiungere ed assicurare in ogni occasione lo scopo prefisso: ho notato altresì che in ogni grado ed arma va aumentando il numero degli ufficiali intelligenti e dotati di solida coltura: ho conosciuto infine· non pochi ufficìali che danno . di sè le migliori speran·ze ».

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maggiore importanza, sia dal punlo. di vis~a delle manovre, sia da quello degli accampamenti ed allo?gia1~ent1. . . , Nella considerazione poi che gh stati magg1or1 del ·I O corpo cl ar-· mata e della 2• divisione non sarebbero stati formati cheal momento d'intraprendere le operazioni con elementi presi. da vari c;omandi, ordinai che il tenente colonnello RoncheUi, il quale avrebbe dovuto funzionare da capo cli stato maggiore al 1° corpo cl'armala, ed il ca-· pitano Chiala destinato alla 2• divisione di manovra, facessero un nella zona cli terreno dove le manovre breve ?)cri1·0 cli ricoanizione V dovevano aver luogo.

. PARTE III. NOTE E PROPOSTE SUI VARI SERVIZI

II. Servizi d'artiglieria .

I. Ricognizioni preHmioari.

Appena informato delle intenzioni di codesto Ministero _cir~a le .grandi manovre che dovevano aver luogo nel!'autun?o, _ordnrn.1 che quattordici ufficiali, appartenenti alle vaI'le anr~1, s1 re~assero, divisi in gruppi, a percorrere il terreno su cm probabilmente sarebbonsi svolte le operazioni. Tale zona fu allora determinala dal quadrilatero Brescia, Piacenza, Borgoforte, Peschiera. . . Questi ufficiali ebbero il mandato , non già di fore una ncognrzione nello stretto senso· della parola, ma solo di esaminare e studic1re il terreno dal punto specialissimo delle manovre che vi si dovevano eseguire: ed il risultato clei loro studì servì di base per rediaere le prime proposte smmnarie che codesto Ministero aveva d1ie~te col suo foglio del 30 marzo scorso· N. ·14 13 (Segretariato generale). . . . Più.tardi, allo scopo cli precisare le operazioni da esegu1rs1, furono inviati tre ufficiali addetti a questo comando, sotto la direzione del capo di stato maggiore tenente colonnello Besozzi, perchè stu{liassero con special cura talune linee o posizioni che P,Otenno , avere

Tutto quanto concerne siffatti servizi è contenuto nel rapport~ del sianor comandante l'artiglieria del corpo d'arma.la (colonnello Ricci~io): mentre richiamo l'attenzione di codesto Minis~er~ sull~ osservazioni e proposte fatte in quel.rapporto, credo tuttavrn, m pan tempo, di dover far presente quanto segue: 1° Il comandanLe l'artiglieria del 1° corpo d'armata di manovra osserva, che, per l'avanz1n;si troppo rapido della fanteria durante le manovre, i comandanti dei 1;eparti d'artiglieria debbono o recarsi ad occupare coi ·pe,zzi le nuove posizioni senza averle preventivamente riconosciute, il che è contrario ai sani principi i tattici: oppure, esporsi a non occuparle al momento opportuno per aver dovuto irnpiegare·un certo ·tempo nel riconoscerle. Per rimediare a questo inconveniente e rendere il processo dell'azione più consimile al vei:o, egli propone di prescrivere che la fanteria attaccante non possa mai Rvanzàrsi a più di 2500m sotto al Liro dell'artiglieria, salvo ne.i casi in cui il terreno permetta di inolLra~·si affatto al coperto, oppure quando l'artiglieria clel proprio partito non abbia. po.tu.Lo vantaggiosamente battere quella dell'avversario, o finalmente quando l'artiglieria contrapposta non sia stata obbl igata a ritirarsi, in forza di qualche movimento girante. Ritengo che guesla proposta. potrà ~tvere effettuazione, in quella 1

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misura ed in quei termini chesi crederanno opportuni, quando sarà pubblicala la seconda parte del regolamento d'esercizi, riflettente F-applicazione del regolamènto stesso di cui al N. 95 del Gio,rnale rnilita1,e del l876, parte P. 2° Egli lamenta la mancanza di norme che stabiliscano formai- · ment~ le relazioni che debbono passare fra il comandante delle . truppe ed il capo reparto d'artiglieria, e nota al riguardo come si otterranno maggiori vantaggi indicando a quest'ultimo quali sono gl'intei1dimenti del comandante e quali gli scopi da raggiungere, che non col sostituirsi a lui nella direzione dell'artiglieria. Ritengo giusta quest' osservazione· del comandante l'artiglieria del corpo d'armata di manovra; essa costituisce anzi una massima che ho cercato d'inculcare sempre, e che mi pare meritevole di essere raccomandata. No~ cre4erei peraltro opportuno dì erigerla a prescrizione formale, non potendosi razionalmente vietare, a chi comanda superiormente, di impiegare in quel modo che credei mezzi posti ft sua disposizione, purchè egli assuma tutta la 11esponsabilità degli ordini dati. 39 Il comandante l'artiglierirt del c;orpo d'armata espone dei dub~i sulla possibil.ità di fo11mare in tempo utile le batterie, e massime quelle da 9 A..R. sopra 8 pezzi ; ed in pari tempo accenna alI'0ppo11tunità, che deriva, dalla speL,iale natura dei nostri terreni, di formare le brigate dell'artiglieria divisionale con 4 batterie di 6 pe7,zi, anziché ~on tre di 8 pezzi, aflìne cli poter assegnare ad ogni brigata di fanteria una batteria, ritenendone due a disposizione del comandante di divisione. Senza entrare nel meri to di queste considerazioni, mi limito ad osservare che l'accettazione delle idee suespre:;se non potrebbe aver luogo senza una radicale modificazione della nostra attuale formazione di haltaglia èlell'artigliel'ia. 4° Appoggiandosi sopra molte e note ragioni d'ordine tattico e tecnico egli dichiara :qecessai'io avere dell'a.rtiglieria a cavallo per manovra.re in unione colla cavalleria. · Per parte mia, ricorderò in proposito l'uguale parere più volte espresso e sviluppàto nei miei rapporti sulle grandi manovre e sui campi di cavalleria, non senza soggiungere peraltro che qualora non si potesse assolutamente avere delle bauerie a cavallo, e si 1

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dovesse perciò continuare ad accontentarsi dell'artiglieria da campagna, non si abbia mai da impiegil,r questa ad andaLure che non conosce, alle quali gli uomini non sono ammaestrati, nè i cavalli adatti, e per le quali i serventi dovrebbero essere tutti montati. 5° Egli lamenta il congedo anticipato della classe più anziana, dal quale deriva un'insufficiente ist1w:ione nei conducenti e negli allievi e caporali. Per quanto questo·congedo anticipato sia un utile ripiego economico, non posso per parte ·mia considerarlo che come un fatto deplòre;vole per l'istruzione dell'artiglieria, che oggidì è già tanto diflfoile e complessa: qufodi riterrei opportuno che almeno per quest'arm~i le classi rimanessero sotto le armi per l'intero giro dei tre anni. 69 Il comandante l'artiglie1'ia del corpo d'armata di manovra, esamina poscia come funzionò· iL traino dei varii servizi, e di là prende le mosse per dimostrare come l' effettivo di pace, in quadrupedi, delle attu!.j,li compagnie del treno sia insufficiente pel servizio terri tol'iale: come lo stesso effeltivo, in uomini e quadrupedi, sia lungi dall'assicurare il facil~ passaggio a quello di guerra, co.me gli incarichi affidati ad un comandante di reggimento di artiglieria in caso di mobilitaiione siano troppo complessi e gravosi, epperò finisce col proporre una nuova organizzazione del treno pei varii servizi con un aumento nell'effettivo cli pace. Non entrerò in merito a queste osservazioni e proposte; tutta.via, .avendo esse origine in bisogni sentiti e reali, e basandosi su dati di fabto, credo doverle raccomandare all'attenzione dell'E. V.

III. Servizi del genio.

Per quanto riguarda i servizì del genio, mi riferisco al rapporto (allegato N° 2) del comandante il genio del corpo d'armata (tenente colonnello cav. Bo etti), alle cui proposte e considerazioni mi associo pienamente.


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IV.

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Il fallo esperimento diede risult.ato assai soddisfacente, perchè si evitarono tutti gl'inconvenienLi che il più delle volte ebbero a lamentarsi nei grandi ·trasporti di pii.ne col mezzo di vagoni a bestiame.

8 cr"Yizi amministrativi.

Pane.

Nel primo periodo delle esercitazioni il pane per la 1a divisione fu provvisto dal panificio militare di Brescia, sussidiato da quello di

Vel'ona, non potendo il primo somministrare tutta la quantità abbisognevole per detla divisione. Per il quartier generale del 4° co,.po d'armata, .2• divisione e· truppe suppletive, il pane fu provvisto dal panificio miliLare di Verona. , Nel .2° e w• periodo delle esercitazioni il servizio del pan e venne regolato dalla _direzione di commissariato militare ciel ,1° corpo d'armata, con spedizioni eseguile dal panificio militare cli Verona alle stazioni ferroviarie di Piadena e Lonato, da dove, a mezzo tlellè colonne traino pane, veniva fatto pervenire agli accampamenti. li pane spedito dal panificio militare di Brescia fu di 59,600 razioni, quell.o proveuiente d,L Verona ascese a 218,450 razioni . li pane per la 1°divisione doveva essere in parte provveduto mediante fab bricazione col forno rotabile Taddei posLo al segu ilo della suddetl1t divisione; ma, gli esperimenti tenl.ati sopra due dei detti forni essendo r iusciLi negativi, si dovette abbandonarne il pensiero. In apposita relazione, già spedi la a codesto Ministero, vennero esposte le cause della non riuscita fabl.Jricazione. · Per trasportare il pane dal panifido di Verona alle stazioni di Piadena e Lonato, anzichè ammucchiarlo nei vagoni come si è fin qui praLicalo , locchè dà luogo a molti inconvenienti, fr,1 i quali quello principale, che, per l'eccessi,•o agglomeramento, il pane dul'ante il trasporto soffre assai, sia per il peso stesso dei pan i sovrapposti gli nni agli alti\ ·sia pel continuo scuotimento loro io varie direzioni, corne per l'assoluto impedimento della circolazione dell'aria, furono impiegati degli scaffali mobi li , in seguito ad approvazione da me · data . 1

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Vi'Veri .

I viveri per tutto il corpo cl'armata furono provveduti dall'impresa Magnani, in seguito a convenzione da me approvata. L'impresa ha fatto un lodevole servizio, sia per la. puntualità del1e distribuzioni , sia per la buona qualità. dei generi distribuiti alle truppe, che ne rimasero pienamente soddisfatte. La carne, il vino, lo zucchero ccl il calTè ruro no sempre riconosciuti( prima della loro distribuzione, di buona qualità; in quanto alla pasta non si limitò la prova a semplice esame, ma si fecero appositi esperimenti cli cottura alla presenza di nfficiali superiori dei corpi comandati d'ispezione per turno, ufficiali medici e veterinari: esperimenti che diedero sempre un buonissimo risultato.

Foraggi. Le imprese dei lotti di Yerona e Milano provvidero i foraggi ai quadrupedi addetti al 1 ° corpo d'armata, secondo che essi trovavansi di pagsaggio pel territorio compreso nella divisione di Verona od in quello di Brescia. Le due imprese hanno ognora fatto un lodevole servizio, sia per la precisione nelle distribuzioni come anche per la qualità dei generi posti in distribuzione. Durante il 1°peri6do delle esercitazioni venne prescritta la distribuzione della galletta-foraggio in chi logrammi sei, a sostituzione della. razione ordinaria di fieno ed avena, ai quattro squadroni del réggimento cavalleria Firenze addetti alla 2a divisione; ma una tale distribuzione fu cessata col giorno 28 agosto, perchè la maggioranza dei cavalli rifiutava di mangiare la galletta. A tale riguardo fu già . spedito a codesto Ministero apposi to rapporto. 1

ANNO XXIV, VOL. l ,

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Paglia e legna.

Seco'ndo il N. 32 de1la cii:colare mi'nisteriale N. 50 del 16 luglio corrente anno, ogni corpo doveva provvedersi direttame~te la legna e la paglia. di cui avrebbe abbisognato . Siffatta disposizione fu trovata, all'atto pratico, di non troppo facile applicazione, stanle gli ostacoli che inco,ntravano i corpi, continuamente 'in nìarcia, ad assicurarsi pronti e regolari contratti. Sareb~e quindi desiderabile che la provvista di paglia e legna durante le manovre fosse affidata, per conto dei corpi, alle direzioni di commissariato , le quali, essendo già incaricate di altri consimili servizi, potrèbbero disimpegnare anche questo in modo facile, pronto e sicuro. Tale sistema fu infatti adottato dalla ,f • divisione di manovra con ottimo risi.1ltato. .Rancio.

L'ordine del giorno generale N. 1 stabiliva il .modo come doveva essere regolata la distribuzione del rancio alla truppa. Il sistema ivi indicato era specialmente suggèrito dalla consider~zione cha difficilmente in campagna si possono accendere i fuochi d'elle cucine più di una volta al giorno, e che, ad ogni modo, le ore pfo opportune per la.cottura del rancio sono quelle della . notte. Più tardi però, essendosi constatato che i soldati non consumavano la p;:tsta allorc'hè questa veniva di stri il uiOta la mattina per 'tempo, si adottò il sistema, che fu trovato vantaggioso, di distribuir sempre il ca[è al mattino e la pasta alla sera. La carne era sempre cotta durante la notte, .ed il soldato la portava nel ga'mellino, tra due fette di pane, per co·nsumarla poi al g'rrand alt. 1

V. Servizio sanitario.

Le cifre degli ammalati del corpo d'arma,l:a, durante !''intero corso delle grandi manovre, fu di 790, compresi gli.ufficiali, ossia d1 nem-

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meno 42 ammalati al giorno; la qual cifra, clala la forza complessiva { di H,3~9 uomini, rappresenta una media giornaliera di 2,90 per \ mille, proporzione certamente non superiore alla normale. Giova però notare che, a. costituire questa media finale. non con- / tribuirono in uguale misura nè ~utti i corpi, nè tutti i giorni. Infatti taluni corpi, e precisamente il 7iJ O ed il 2° fanteria-, provenienti l'uno da Venezia, e l'altro da Bovolenta dov'era stato alla scuola di tiro, incominciarono Jemanovrein condizioni sanitarie già scadenti, e fornirono agli ospedali ed alle infermerie un contingente superiore a quello degli altri corpi. Anche per rapporto al tempo il contingente di ammalati ebbe a variare sensibilmente: e le giornate che contribuirono maggiormente ad accrescere il totale, furono. il 311 agosto, ;I e 2 settembre, a motivo sia del calore più intenso, sia dello sgraziato acr~idente che, al termine della fazione di Volta (31 ,agosto), obbli gò le truppe già incolonnate sulle strade, ad un lungo alt sotto i raggi di un sole . cocente. In generale le malattie non hanno presentato sintomi cli gravità; ma si oss.ervò che il maggior numero di esse derivava da insufficienza di resistenza organica, e di ro_bustezza costituzionale: la qual cosa confermerebbe sempre più, se pur ve ne fosse bisogno, la necessità di procedere colla massima cautela ed oculatezza nell'ammettere in_scritti al servizio militare. Da~lo specchio statistico che qui si unisce (allegato N. 3) si rileva che vi ~uro~o _nel ~orpo d'armata 17 casi di insolazione: la maggior ~ar~e d1 essi s1 venficarono la giornata del 3 1 agosto per le ra<rioni indicate poc'_an~i: e si notò che non si svi'tupparono gia nelle or: più cal~e d~Jla g1or~ata o nel più forte dell'azione, ma si susseguirono tutt1, o m fine d1 marcia, o negli stessi ·accampamenti; dei 17 casi due sol! furono seguili da morte: gli altri si risolsero tutti pÌù o meno facilmente all'infermeria od allo spedale. Per quanto riflette l'ordinamento del servizio sanitario, debbo far presente quanto segue: 0 • ·1. , Il numero d~i carri_ p_ er malati, fissç1.to a quattro per sezione di sa:rnta, fu trovato msulliciente, Lalchè si dovette ricorrere più volte a carri di requisizione. 2° Si dimostrò pure insuffièien~e il numero degli ufficiali medici 1

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e dei soldati infermieri addetti alle sezioni di sanità: questi ullimi basta.vano appena per l'accompagnamentd.dei carri, e non ne rimaneva alcuno disponibile per il delicato ed importante servizio cli

portafe1·iti. 3° Sarebbe desicleràbile che gli ullìciali medici fossero sempre forniti dello zaino d'ambulanza . .1: Le lanterne-da campagna, (in tela) sono troppo faci li a guastarsi, e due sole ,per sezione cli sanità sono assolutamente insufficienti. 5° E finalmente si sentì il bisogno di un'apposita Istruzione per il servizio sanitario in campagna, la quale, fissandone tutti i particolari, serva di norma non dubbia a tutti coloro che sono chiamati a concorrere a tale servizio.

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Giudici di campo.

Il servizio dei giudici di campo procedette nel modo il più lodevole e corrispose pienamente allo scopo, grazie. specialmente all' intelligenza, al tatto, ed al vivissimo impegno che spiegarono lutti gli ufliciali i quali vi furono addetti.

vu. Servizio di tappa.

L'ordine del giorno generale N. 1 conteneva le disposizioni per il servizio di tappa e stazione durante le grandi manovre; speciali istruzioni furono poi distribuite agli ufficiali clestina~i al comando delle stazioni; e questo servizio procedè, co;;ì, assai lodevolmente e fu di grande vantaggio, massime quando le truppe si trovarono Io~.:. tane dalle ferrovie . Sarebbe desiderabile che venisse compilato, sul servizio di tappa, un apposito regolamento, .il quale po Lesse poi essere posto in esperimento in occasione di manovre.

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A ta.le scopo si espone fin d'ora il parere che ai distretti venga, affidato l'incarico, sia di fornire il necessario per l'impianto dei comandi di tappa, sia di' amministrare quelli tra essi che funzionassero nel rispettivo territorio .

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VI.

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VIII. · ,\ccessori pei qua1•tieri generali.

Ogni anno, in occasione delle grandi manovre, gli stati maggiori ~ono obbligati a provvedersi cli tutti gli oggetti necessari per l'im~ pianto dei rispetti;vi quartieri generali, come, ad esempio , candelieri, lantérne, bandiere ed altri accessori . Parrebbe conveniente che tali oggetti fossero provvisoriamente forni Li dai distretti; i quali potrebbero prelevarli dal materiale già esistente per la mobilitazione, evitando così una spesa certamente rilevante. IX. Elioscopi .

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Le manovr.e hanno confermato l'utilità grande che si può trarre dagli el. ioscopi per segnare in modo preciso la direzione del fuoco d'artiglieria, ed agevolare quindi il giudizio dei comandanti di · truppa e giudici di campo . i Sarebbe vantaggio.so che l'artiglieria alle manovre ne fosse provv:sta in numero sufficiente al bisogno: ed io mi riferisco a tale riJ guardo alla proposta che av~vo l'onore-di fare col mio foglio del 22 scorso giugno N. 1534 a codesto Ministero (Segretariato generale).

X. Arredamco.t o - bardatu1•a -

(Hlcéhettaggio.

A tale proposito il brigadiere Di Bagnasco cosi si esprime nel suo rapporto sulle truppe suppletive: '


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Quanto alla cavalleria ho potuto maggiormente convincermi: 1° Che al soldato anche di cavalleria (massime se cavalleggero) occorra un secondo paio .di stivalini. · 2° Che il solo paio di pantaloni che possiede dev'essere di 'ottima qualità., ed al principio della campagna o del campo d'istruzione, nuovo o pressochè nuovo. _ 3° Che le alluali bisaccie siano per se stesse troppo voluminose e riempite con troppa roba . 4,° Che sarebbe conveniente ri adottare-l'antica valigia per collocarvi (internamente) gli stivalini ed altri oggetti di vestiario, lasciando alle bisaccie la sola custodia della razione biada, degli og-:getti di strigliatura ed altl'o occorrente ~tlla mano. 5° Che il farseLto a maglia posto attualrnente sotto il cuscino della sella dovrebbe essere collocato altrove per non rendere incomodo e disuguale il sedere al cavai iere, che talvolta per questo semplice motivo, fiacca il cav~dlo o spela se stesso.

posteriori delle stesse bande, ritengo che in gran parte quelle fiaccature sarebbero evitate. Firenze ' il cui comandante, facendo costruire Nel reo-~imènto c)c) ttltti gli arcioni di nuovo modello, adottò in parte qL1 elle modifica,;ioni, si potè notare un numero minore di fiaGcature al clo~·so . È da notare come, sia. in causa clell'indolesemplice e benigna delle · ferite, sia in causa delle sollecite ed intelligenti cure avute, nessun cavallo contuso abbia aYLtlo bisogno di operazione chirurgica.

XI. stato tlei ·cavalli.

Dallo stesso rapporto del br.igadiere Di Bagnasco si r ileva quanto segue: , Relativamente alle fati che sostenute, alla circostanza. cli essere stati sempre ri.ccampati, ·e a,lla cattiva prova dell 'esperimento della galletta-foraggio, lo stato dei cavalli si mantenne abbastanza buono. Al termine delle manovre il numero dei caval ii che, per fìaccature, malatLi e, e cattive condizioni, non sarebbero stati in caso di continuare, fu limitato. Le fiaccature avutesi clnrante il corso delle manovre furono quasi esc~usivamente prodo tte lateralmente al dorso, in causa dello spostamento innanzi della. sella, che fa agire di taglio sui lombi del cavallo la parte posteriore delle bande dell'arcione. Ponendo più innanzi le cinghie, allungando di.due centimetri circa le bande dell'arcione e arcuando maggiormente in su l'estremit~ ,

Xll . 'Vclocipetlisti.

IL comancla.nte della 1• divisione di manovra (generale Lombardini) così si esprime a tale riguardo: . Come mezzo di corrispondenza fra i quartieri generali e cogli accampamenti, dura.lite il tem;po in cui le truppe stazionavano, ho ge- . neralmen.te preferito sostituire alle guide i 'Velocipedisti; sia pedare di quest'altro mezzo cli corrispondenza completo esperimento , sia perchè trovavo che nel più dei casi il velocipedista realmente serve _ assai meglio della guida. E valga il vero : .il velocipedista ha una · velocità di gran lunga superiore a. quella. del cavallo, pbtendo senza sforzi, se passabilmente- addesl.rato, percorrere fino a 20 chilometri all'ora, resistendo per di più parecchi e ore di seguito; il suo mezzo di locomozione è assai più sicuro cli qnello che lo sia il cavallo, perchè meno soggetto ad accidenti, non esige cure, è sempre alla mano, sempre pronto, immediata.mente adoperabile; potendo superare faci lmente anche pendenzeabba.sLanza ripide, egli arriva dovunqne condncono strade in discreto stato di rota.bilità, col vantaggio ancora di poter oltrepassare certi ,ostacol i che talvolta al cavalio non si fanno superare; infine, cli notte, avendo sul davanti del velocipede una piccola lanterna che proietta la luce all'innanzi gli è possibile correre velocemente anche nella maggiore oscurità, ciò che non s' ottiene col cavallo; aggiunga.si ancora che il velocipede è un mezzo di locomozione infinitainente più economico del cavallo. ogni reggimento della ,ia divisione · era fornito cli due velocipedi ed aveva cinque soldati ben addestrati a servirsene.


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Quotidianamente veniva comandato al quartier generale della divisione un velocipedista di ciascun corpo, e, per tal guisa, oltre il vantaggio di risparmiare i cavalli del plotone guide, che po'tevansi così adoprare con minori riguardi nelle fazioni ed in altre circostanze, avevasi il servizio di invio dei pieghi perfettamente assicurati e più. celeremente eseguito.

XIII. Consumo d( munizioni.

Le munizioni da salve consumate durante le grandi manovre sommarono a 530 1 cartocci da cannone, ,176,250 cartucce da fucile, e 1908 cartucce da moschetti di cavalleria: le quali cifre, , ragguagliate alla forza, danno un consumo medio di 102 cartucce per ogni cannone, :18 per ogni fucile, e 2,87 per ogni moschetto. 1

Verona, 5 ottobre ~878.

Il tenente generale PIANELL.

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Allegato N. 1.

{Sono riportate in questo allegato le disposizioni dell'ordine del giorno generale N. 1 che rifiettono le operazioni militari ~ropriam_ente d~tte: il riparto ed il concetto delle operazioni, la formaz10nc e d1slocaz1one pel concentramento, risultano già dalla Relazione).

Operazionl militari. 1. La sera del concentramento di cia~cun partito, il comandante di esso riceverà ul}a situazione di guerra parziale, in correl,azion<} con quella generale. , . , . Successivamente, la direzione delle manovre comumchera ai comandanti cli partito le ulteriori o.perazioui delle armate o corpi di armata di cui si suppone facoiano parte i due partiti stessi; ed in base ad \ esse formuleri1 n~ovi terni. _Epperò la direzi~ue delle. rr._1an~vre_ intervien~ nella stessa mamera che 111tervenebbero 1 comauch d1 a1 mata o cli corpi di armata nel caso vero , ed i ten~i a~ranno quin~i 1~ forma di J ordini, quali appunto sarebbero emana.ti dai comandanti d1 armata o 1 di corpo d'armata. Egli è in tale modo cha la direzione delle manovre 1 potrà regolare l'andamento generale e parziale delle operazioni, subor- , dinatamente alle condizioni di tempo e di luogo. Inoltre, nel fine dì ben accentuare la situazione generale e parziale dell'azione di ciascun parti to, la çlirezione ogniqualvolta lo trov<~rà necessar_io, indicherà i movimenti delle colonne supposte; ma lo farà solamente quando ciò sia assolutamente, necessario, per meglio fare comprendere la generale direzione che i due partiti dovranno seguire. Nell'indicare le mosse di tali truppe supposte sarà cura del direttore di far in modo, che esse non abbiano a pesare sulle operazioni tattiche dei due partiti, in ispecie dùrante il combattimento, ma servano soltanto a guidarne il generale andamento. In conseguenza di eh.e, ad evitare qualsiasi equivoco, qneste colonne supposte, delle quali non occorrerà mai precisare nè la forza nè la composizione, saranno, nella loro denominazione, seguite dalla lettera S o da quella N secondochè apparterranno al partito sud od a quello nord.


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, 2, I comandanti di partito alla loro volta concreteranno .le rispettive disposizioni a mezzo di ordini, corredandoli, occorrendo, con ist.rnzioni, · Tali ordini dovranno essere compilati con concisione e chiarezza; epp<~rò, premessa la situazione generale del mom ento, s'indicherà lo scopo dell'operazione da eseguire cd i mezzi per faggiungerlo , ~ Gli ordini devono essere possibilmente conosciuti anche dai coman( danti iu sott'ordine, cioè comandanti_di battaglione, batteria e squaÌ drone, onde ciascuno sia edotto clell a parte che g\J spetWl n_<~ll'9pera, zionc, e possa cnsì agire in confor:mith dello scopo che vuols1 ouenere, v Questo metodo riesce sommamente prolìcuo per l'istruzione generale, 3, Gli ordini e le istruzioni dei comand::mti cli partito saranno comunicati alla direzione delle manovre la sera stessi~ del giorno in cui saranno <~manati. Essi saranno possibi lmente con<~<.lati da schizzi dimostrativi indicanti la prima posizione delh truppa ferma od in movimento; <~, con una semplice striscia a colore, la linea d'osservazione e quella di 1:èsistenza d(~gli avamposti, Qualora una truppa in posizione avesse eseguito tr·incer0;menti o batterie, essi saranno segnati sullo schizzo in color g'iallo, unendovi un succinto promemo1··ia portant<~ le indicazioni indispensabili a chiarirne il valorr:i, Ogni qualvolta si cambia accampamento s'invierà alla direzione delle mmwvre uno schizzo dimostrativo della nuova dislocazione; indicando altresi l'accantonamento del quìH't.Ì<}r generale. 1 ~ ,i., Le operazioni comincirm,nno alle ore 1.i ¼ nntirneridiane; termineranno al momento in cui il dire~tore clell1~ manovre fa rà dare il s<~gnale di ce.~sare la -mMw-v-1·a, ~ Perait·ro dalle 5 'I~ alle 7 antvme1·id:iane non prenderà, le anni che ' gtiella pa1·te dii truppa destinata cigbi, cwp,mposti od alle. ricogniz,ion·i , ll grosso delle tru,ppe non m11wverà -mai dai camp-i prima delle 7 anti1ne1·idiane, Allorchè si faranno ·manie-mwrwv1·e esse s'inizierannc, alle 5 antimeridiane, Nelle ore di ri p'oso, dopo la manovra, cessano Lntte le operazioni di guerra, eccezion fattti pel 1·icittamento clti strncle, cost1·1i,z,ioni d:i trinccrwrnenti e batterie, Questa prescrizione sarà pure osservata nelle giornate cli riposo, che volta per volta saranno indicate dalla direzione de.Ile manovre. Occorrendo di fare spostamenti cli truppe, preparatorii alla fazi one 11 ' successiva , la direzione se ne riserva l'autorizzazione, 5, .Per le ore H antimeridiane del giorno successivo a quello in cui,

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v:enne eseguita una fazi one od una marcia-manovra, i coman~lan,ti di · partito faranno tenere alla direzione delle manovre una succni,ta rel\lzione di essa , La relaziorn~ dovrà aver la forma del rapporto, chr) i comandanti di partito in caso vero dirigerebbero ai loro rispettivi comandanti di corpo d'armata o d'armata , , Nel terzo periodo i comandanti di divisione e truppe supplenve. continuerar1no a reuolarsi nel modo sopra indicato verso i rispet.tivi 0 • comandati di corpo d'a(·mata, e questi faranno altrettanto verso Ia cl'1rezione delle manovre, 6., Nei gion)i di riposo, volendo la direzione delle manovre tene~-e una conferenza sulle. operazioni eseguite, emanerà speciale ordine indicando sernpli_cemente l'ora e il luogo, rimanendo stabilito che_ alle medesime dovranno intervenire i comandanti cli divisione, di brigata, di corpo, ì capi di stato maggiore, i comandanti l'artiglieria e cavalleria, e tutti gli ufficiali comandanti reparti o distaccamenti di truppe che ebl)ero qualche mandato special<~. . I comandanti di partito terranno anal9ghe conferenzc sempre quando lo crederanno utile, Nelle conferenze, con apposite domande- ed investigazioni, saranno dapprima messe in chiaro quelle circostanze di fatto che :;i presentassero dubbie, Chiarito l'and11mento della fazione, chi tiene la confe-renza ne riassume poscia le varie fasi il pi t't concisamentc1 possibile, ri leva le principali osservazioni a cui la fazione stessa avéà dato luogo, ricordando i principii tattici o !e prescrizioni regolamentari , che non siano state osservate o reuameute applicate, _ 7, Le operazioni a partiti contrapposti del primo e terzo periodo sono a manovra libe,ra; la direzione delle manovre però interverrà ogni qualvolta lo consiglino le circostanze. } Nel secondo periodo le fazioni di corpo d'armata contro nerni<~o segn11to dovranno considerarsi quali manovre se1nil:itie.re, 8, Nello scopo di ammaestrare gli ufficiali sµnitari nel !' organizzazione dei servizì sul campo di battaglia, ogniqualvolta avranno lnogo fazioni campali, il dirrettore di sanità di corpo d'armata e quelli di divisione dovranno redigere un rapporto, còme lo fa rebbero in guerra vera, sulle località prescel.te per stabilire le ambulanze cl i ·1" mr~diéazione, _ed indicheranno. tutti <ptei provvedimenti che sarebbero stati presi per assicurare ta le importante servizio , Per la qual cosa, i comandanti di partito non dimenticheranno, nel le loro disposizioni, d\ determinare i punti per lo stabilimento delle sezioni cli sanità. e le linee che si dovranno tenere [HH' l'evauc.azione dei feriti,

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LE GRANDI MA NOVRE

Questi rapporti dei direttori di sanità, unitamente a quelli clei loro dipendenti, dovranno essermi trasmessi come è dotto al N. 5. 9. Il corpo d'armata non essendo mobilitato con tutLi gli clementi come lo sarebbe in guerra vera, n/\ es!>endo im piantati i servizi di ' 1• e 2." linea come appunto succederebbe in guerra, il servizio amministrativo procederà in modo speciale, sia por la forn itura del pane che dei viveri. Pera I tro il direttore di commissariato cli corpo d'armata, e quelli di divisione, sotto la sua direzione, svolgeranno per iscritto un tema sul funzionamento dei servizì amministrativi, quale appunto si verificherebbe in guerra vera date le condizioni mili'tari dei due · partiti nord e sud. Questo tema mi sarà presentato per la fine di ottobre, e formerà oggetto di studio e conferenze inverna li. Il direttore di commissariato di corpo d'armata stabilirà egli si.esso come sarebbero organizzati i magazzini di 2.• linea., quali le lince di rifornimento ecc. '

Norme per le azioni tattiche. 1. Affinchè le manovre siano bene eseguite stimo opportuno aTvertirc quanto segue: a) necessità delle esplorazioni lontane e vici ne, b) necessilà di arnre continue informazioni sull'avversario durante il combattimento stesso . e) prima di iniziare un'azione : l'endersi bon conto dell'entità della resistenza presumibi le; val utare i mezzi di cni si dispone; formarsi un concetto chiaro di ciò che si deve fare , e formul arlo con chiarezza e precisione; prendere formazione adatta al terreno, alle circostanze o allo sco po. d) prc,;a nna cle(;isione agire risolnt:nuente, ma con calma ed ordine. e) sia durautc unu marcia, come durante un combattimento, dare continue informazioni al comn.ndantc da cui si dipende immediatamente. {) lasciare campo all' inì;,,iativa di Lutti secondo jla rispettiva posizione, e tenoi·e semp1·e presente, d'altra parte, che questa iniziativa deve· esser esercitata subordinatamente agli ordini ricevuti, e non avere ·altra mira che il consegui mento dello sco po prestnbi lito; necessita qui ndi che ciascuno sa ppia lo scopo a cui deve concorrere .

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g) nell'esecuzione di unn fazione debbono apparire ben distinti :, il periodo dell'esplorazione, 1pwllo dello s~hieramcnto_ ~d _ammassamento delle forze, non che le rasi successive per cui I azione deve passare sino alla crisi risolutiva dell'attacco o della contr'offensiva . h) tenero presente che i movimenti aggiranti sul terreno del combattimento debbono sempre avere carattere di manovra tauica; essere cioè sempre rilegati all'azione generale; gli aggiramenti larghi e slerrati il più delle volte falli scono lo scopo cd anzichè concorrere ad u~a ·favorevole risoluzione non fanno èhe sottrarre del le forze al momento della crisi. i). le forme tattiche regolamentari dnvono essere sempre rigorosamente osserva te, meno nei casi di forza maggiore .

Marcie. ~. È di massima importanza che le marcio si facciano con ordine e regolarità. Laonde non sarà mai eccessiva la previdenza e l'esattezza nella parte dispositiva , come altresi la rigorosa osservanza delle· norme stabi lito nella esecuzione. 2. Le seguenti prescrizioni tendono ad ottenere nel le colonne la minima profondiù col massimo grado di mobilità ed il minor disagio delle Lrnppc. · a) Il carreggio viene suddiviso in tre categorie: di cui una marcia sem1>re unita alle tru,ppe, la seconda forma la colonna 'Viveri, e la terza la colonna bagagli. La prima comprenchi i carri de'i v'Ì'IJandieri, le catntte d'amb1tlanza, i carri degli, ammalati, ed i carri da parco delle conipagn1ie del genio. La secondn (colonna 'IJÌver.i) comprende : le carrette da CU<,'ine, e quelle da 1>iveri, i carri- foraggio, /.e can·ette per acqu,a, e quelle peii -med:icinati. La terza ( colonna bagagli) è formata: dai ca1·ri e cat'tette da bagaglio e dalle fucine d'ogni arma. I parchi d' rir/Jiglieria di visiona le sta r:rnno coll e trup pe nelle marcio in vicinanza ciel nemico; al seguito delle colonne bagaglio nelle marcio di traslocazione. l'equivagg-io da ponte starà più o meno vicino alle tr:uppc secondo la maggiore o minore possibiliw d'adoperarlo . b) Ogni comandante di p:1rtito stabilirà un ordine di marcia nor-


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L E GRANDI MANOVRE

male da osservarsi sempre quando le circostanze non impongano modificarlo. e) Nelle marcie di divisione o del corpo d'armata in lontananza del oemiro l'incolonnamento del carreggio al seguito d'ogni divisione o delle trnppe suppletive sarà preferibilmente il seguente: A) Colonna ·v·iive1·i. B) Colonna bagagli . Tanto nella colonna vivHri quanto in quella bagagli, ai carri di~lle varie armi sarà dato. un ordine invariabile , e cruelli dei rerrniò~ menti di fanteria verranno disposti fra loro a norma del numero progressivo del reggimento . · I carri della colonna traino- pane e le locomotive stradali , che costituiscono · il grosso carreggio, formeranno sempre uno scaglione a parte. I cavall i a mano e sottomano degli ufficiali marcit~ranno in ogni ·Circostanza immediatamente in coda al rispettivo corpo. Di scort-a ai carri delle divisioni e delle t.mppe suppletive si troveranno i drappelli carabinieri a piedi dei rispettivi quartieri generali. Coi carri viveri cli ogni corpo di fanteria, cli cavalleria e di ogni brigata d'artiglieria marcierà sempre un ufficiale coi rancieri. L'ufficiale pagatore d'ogni corpo 5tarà coi rispettivi carri a lntgaglio. Di ogni coloima vivel'i e cli ogni colonna a bagagli avrà il comando l'ufficiale più elevato in grado o più anziano,. che avrà quindi la responsabilità rlella disciplina e dell'ordini:! nella marcia. · Non si permetta che l'.rn carro, obbligato a fermarsi, si arresti sulla v;ia in modo da impedire od intrn]ciare la marcia al resto della col01rna . , · Nelle fermate delle colonne lungo la strada è netessario che i carri in te:;ta non si arrestino bruscamente, ma solo dopo essersi messi bene sul lembo destro della st1'ada avanzando di qualche passo. Al termine della marcia i comandanti delle colonne carreggio dirigeranno tosto ad ogni corpo o frazione cli corpo i ri:ipettivi carri . I carri dei corpi cli truppa o servizi vari siano sempre parcati in prossimità dei rispettivi corpi . d) Nell' iniziarsi di una marcia le truppe non dovranno prendere le armi contempora1ieamente, ma successivamente ed in modo da entrare nella colonna a tempo opportuno. lha reggimento e reggimento, fra corpi di differe~te arma, si terrà una distanza di un ce~tinaio di metri . · Onde il tcmpò destinato al riposo sia. interamente usufruito dalle

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truppe, occorre che appena dato il segnale di alt sia immediatamente ripetuto, e che ciascun battaglione, battt~ria o squadrone si arresti senza il minimo indugio e senza perdere tempo a riordiuar:,i o serrare le distanze. Cosi pure dato il segnale della marcia tutti dovranno mettersi immediatamente in moto. · Serrare e riordinarsi sono cose da farsi sempre con gradazione in ciascuna unità tattica evitando colla massima cura d'obbligare i soldati ad accelerare soverchiamente il passo. Ponti rotti -

tagliate -

barricate -

trinceramenti.

4. Durante le esercitazioni s'indicherà la distrnzione rl!i un ponte con una bandiera gialla; tale segnale sarà custodito da un zappatore ciel genio o di fanteria, munito di una dichiarazione indicante l'orq, in cui il ponte fu distrutto e con qua li rnezzi. Il segnale di ponte distrutto non potr~ esser_e collocato che qu'ando vi sia stata possibi lità di eseguirne di fatti la distruzione , cioè: quando vi siano stati il tempo ed i rnezzi necessari ad eseguirla, H che il nemico non abbia· potuto impetiirla. 3. Per analogia non si potrà togliere il segnale di ponte distr-utto se non quando vi siano stati il ternpo ed i ,,nezz-i. per riauarlò, ed ìl nem1ico non abbia potuto 'i·mpedi1·lo. i . I giudici di campo sono chiamati a decidere, se il segnale di ponte d:ist1'Utto sia stato posto o .tolto subordinatamente alle sopra espresse condizioni . 5. Non si crede conveniente di concedere la fa coltà cli fare o simulare tagliate di strade o rotture delle scarpe laterali delle vie incassate. 6. Le barricate potranno simularsi con qualc4e trave od altro impedimento. 7. Sarà sommamente utile ed istruttivo lo eseguire trincee di battaglia, spalleggiamenti, batterie e possibi lmente anche qualche opera campale; pe11ò siffatti lavori saranno tra1asciati quando dovessero recare gravi danni alle proprietà. 8. Ogni divisione di manovra si provvederà di dieci bandiere gialle, la brigat~ del genio ne' provvederà sei, ed il 7° reggi'rnento bersaglieri sei.


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LE GRANDI M ANOVRE

Disposizioni pelle manovre con partito segnato. /

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Segnati di con'tlenzione.

· A Le sotto indicate u.nità provviste di bandiere, corrw sarà detto, . rappresentano rispetti ,arnent_e: . . . . a) ogni compagnia cli fanteria della forza d1 80 a ·100 uomim un battaglione; . . . bJ ogni plotone della forza da 20 a ·25 uomm1 una compagnia . cli fan te ria; c) ogni squadrone da 80 a ·100 cavalli quattro scprndroni; d) ogni plotone da 20 a 2.l:i cavalli uno sc1uadronc; e) un pezzo una sezione d'artiglieria . B Un plotone sarà segnato con iina ba,ndiera biancn. .. Una compagnia da quatt1·0 bandiere b·ianche, più una bandiera bianca e f1le1h che ne indica il comando. Un battagl·ione da quattro compàgn·ie, segnate COl~e sopra, prn da una bandiiem ·b·i,anw e rossa che indica il comando. C Un plotone di cavalleggif!;ri è segnato da una bandfora g·i,.i,lla. Un plotone la.ncieri è segna to da ·una bancl!iera ·btw. Uno sqiw(trone è adunque segnato da quattro ban_diere ble1~ o gialle; più da iina bandtiera bianca e blcn o bianca e g·iatla, che melica il comando dello squadr-one. O Ogn:i sezione d'artiglieria viene rappresentata da. un p_ezzo con bandiera rossa a forma di gonfalone, cd avente un disco bianco nel suo mezzo . 2° Norme da osseroars·i. 0

A La bandiera \ he segna un plotone di fanteria d eve essere portata da un caporale che sta sempre sulla linea del fuoco; le bar,1diere invece dei comandi di compagnia e di battaglione debbono essere portate dai trorn betti eri che fanno servizio presso i comandi stessi. B Non . sarà ma i abbastanza raccomandato che le bandiere" dei r(parti che sono snlla linea del fuoco siano se'.11pre v_isibili. A~ esempio un battaglione segnato, che abbia la formazwne mista, d~vra_ rendere visibili le bandiere corrispond enti alla forza distesa in caccia ton ; quelle appartenenti ai sostegni cd alle riserve potranno tenersi al coperto.

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C Gli nomini di cuì il partito segnato dispone debbono in massima essere impiegati per segnare distint~mente ,la linea del. fuoco:_e. pe.rci_ò il loro fuoco sarà sempre ben nutrito; cosi le success1ve.posiz1om risulteranno ben marcate. Per l'oggetto, il numero delle cartucce a darsi alla fante ria del partito segnato sarii in massima cli un terzo od uu quarto superiore a quello che si. darà al partito rnppresentato . D Si dovrà curare mol to che i quadri del partito segnato mantengano le profonditit ed i fronti prescritt.i pel le unità tattiche che rappresentano ; ed in considerazione che le mosse di questo partito si eseguono più prontamente di quelle del partito rappresentato. Si prescrive ancora che 111 fanteria del par/lito segnato non faccia mai uso della co1·sa; la cavalleria usi :;emprn il passo, tranne nelle cariche che potrà fore al trotto; l'artiglieria usi anch'essa costante. mente il passo . E Tn giteste ·m,ano'cre ~·i raccomandct a,l vartito r1J;ppresentato di tenersi ob/,ligato alle 1nosse di. q1tello se~nato . ,, 8° Disposiz·ione ·d' 01·d:ine .

Potendo verificarsi che qualche volta la direzione· delle manovre faccia segnare, ad nn dato momento, forze sopraggiunte ~cl uno od ambedue i par Li ti, si prescrive, come massima, che 0gni repnrto &i battaglione, sqitadrone, o batterin, sia pwr,m1J;nentemehte p?'·ovvisto di bandiere; cppr,rò i corpi e repllrti dovranno intervcn iì·e alle grandi manovre provvisti della sottoindicata dot[Jzionc di bandiere. a) Ogni battagl-ione sedùJi bandiere bianche, quattro bandiere bianche e blwu,, ed :wui /Jcmdiera b'ianca e ro~sa. e) Ogrl!i squadrone qitattro bandiere ble1.i, o quattro gialle secondo che sià di ca va llcgginri o di lancieri, ed 'lm!J: bfancti e rossa. e) Ogni batteria quattro /Jancliere 1·osse rappresentante ciascuna una sezione. Accampamenti ed accantonamenti.

1. Tutte le truppe accamperanno e quindi In ca1Yallmvia dmJrà essere p1·owista, cli tende che sciranno trasportate siti carri. Accantoneranno i quar_ticri generali, i comandi di brigata, e, potendolo, eziandio le sezioni cli sanità e sussistenze. ~. Gli accampamenti si dovranno scegl iern di preferenza dove il 8


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LE GRANDI MANOVRE

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terreno presenta ondulazioni, in zone asciutte, e dove lo scolo delle acque sia facile anche in caso di pioggia. . . . . Le truppç potranno accampare sulle posmom stes~e. d_1 manovra. 3. In caso di pioggia i comandi di partito o di d~v1s1o~e e t1:upp~ suppletive sono autorizzati a far distribuire legna a1 corpi e nparn dipendenti per fare asciugare i panni. IL Avvenendo che il quartiere generale cli corpo d'armata debba accantonai·e nello stesso villaggio di quelli di divisione, la distribnzione degli accantonanrnnti sarà fatt.a dal· comandante il quartier ge, nerale della direzione delle grandi manovre. · . 5. Si richiamano i quartieri generali e comanch alla stretta osservanza cl elle vigenti prescrizioni a riguardo dei buoni da ri lasciare a!. municipio pegli alloggi usufruiti:. tali buoni vorranno essere confornu al mocle:to N. !18 del Modella rio. Ogni ufficiale dovrà sempre firmare la bolletta d'alloggio. · Munizioni da guerra .. 1. Secondo il prescritto del.la Circolare Ministeriale- N. 50 del ·16 olio individno di fanteria armato di fucile o moschetto avrà a l UG ' oani ~.., disposizione: . . , . . a,) Nella giberna g.0 cartucc1e cla sahe (5 pacch~). bJ Nei par.chi d'a1·tiglieria d_ivisionalc_ 32 cart~cc1e. . Ogni cavafleggiero 2/i. cartuccte n~lla ?1~erna (3 pacclu) . Ogni zappatore del genio, ed ogm artigliere '.2.4- cartucce nella giberna (3 pacchi). . . '.2. La dotazione del pezzo eia cent. 9 è d.i 3/~ cartocci nell'avantreno , 5,1 in un mezzo carro da munizioni, e 65 nel parco d'artiglieria divisionale: in totale 150 ca.rtocd, per pezzo. · 11 pezw da cent. '7 ha ;i,8 cartocci nell_'a:a~tre~o'. .57 in t~n mezzo carro cla munizioni, e 55 nel parco d'art1ghe1:ia chv1s1onale: m totale 460 1>er vezzo. . . 3. Le truppe tutte ecl i parchi dovranno g.rn~gere al yun~o d1 concentramento forniti di tale munizionamento, nvo1geudos1 ali uopo alle autorità territoriali da cui dipendono. 4. I Comandanti di partito nel mattino del giorno 1° settembre faranno conoscere a questo comando il quantitativo delle munizioni consumate mediante una situazione di apposito moclello . La stessa situazione dovrà essere presentata dal comando del 1° corpo d'armata (generale Piola) la mattina del giorno 8. 1

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5. Durante le mano·ne, occorrenèlo mun izioni da fuoco alle truppe suppleti've, le richieste di prelevamento dovra_nno essere rivolte al comandante l'artiglieria cli corpo d'armata, il quale designerà da quale parco di visionale dovranno riceverle. Giudici di ~ampo. 1. Nel quadro di formazione sono designati gli ufficiali genera.li e superiori che durante le grandi manovre funzioneranno da giudici di campo. , Con altr'ordine verranno pure designati gli ufficiali della scuola di guerra loro addetti. ~- Gli ufficiali della scuola di guerra potranno essere dai giudici di campo ,impiegati a verificare le posizioni, le 'disposizioni di marcia, le forze, acl assumere tutte quelle notizie che sono indispensabili per formulare il .loro verdetto . Di questi ufficiali possono ìnoltre valersi per· trasmettere le loro decisioni senz'ess~re costretti ad abbandonare Ù loro posto d' osservazio~e. · S. I giudici di campo funzionano come una frazione staccata dal quartiere generale di questo comando. Loro capo è il generale più anziano, clal qu::ile dipenderanno più direttamente per tutto quanto riflette il loro servizio . 4. Il ginclice di campo capo, presi gli ordini dalla direzione delle manovre, ripartisce i giudici fra i due partiti o li destina tutti ad un solo a seconda dei casi, cioè a :;econda che le operazioni ed il terreno potranno consigliare. 5. Occorrendo, il comandante del genio e dell'artiglieria potranno _essere i~npiegati essi pure a funzionare da giudici di campo durante 111° penodo delle manovre di divisioni contrapposte. 6. ~ Ila. s~ra d'og1~i fo~iope od operazione militare il giudice capo raccoghera 1 rapporti cle1 vari giudici e li trasmetterà, uni tamente al suo, alla direzione delle manovre. 7. L'esperienza degli anni scorsi e le norme regol;mentari, dispensano ormai dal dettare istruzioni speciali sul modo di fumionare dei giudici di campo; ·nullameno credo opportuno richiamare l'attenzione loro · su taluni punti delle norme dell'ammaestramento tattico, nello scopo di ottenere uniformità di app_rezzamcnto. Il capo 4° (Esercitazioni di combattimento) dell'istruzione sull'ammaestramento tattico, al § 39 enumera alcuni dei principali casi in cui un'operazione viene giudicata ma l condotta e fallita, ~ dal § H 1


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LE GRAN DI MANOVRE

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al 55 sono tracciate le norme a cui i giudici di campo debbono informare i loro verdetti . Benchè colle sopra citate disposizioni siano abbastanza determinate molte~ delle condizioni che costituiscono l'in/'&rio1·ità, dti wna t1·11ppa o che vossono neutrabizzan la, sua sitperfol'ità, mvmerica per rapporto agli svantaggi clèlla posizione, o a quelli derivanti da una men buona manovra, tuttavia sarit bene ricordare : che la superiorità numerica non fornisce un dato assoluto, dovendo es~a sempre <~ssere considerata in relazione alle condizioni del terreno ed a quelle altre circostanze che costituiscono in l'eriorità di manovra. Costituisce inferiorità di manovra: a) Fanteria che combatte da sola contro fanteria unita nd altre armi ( lo ste.sso dticasi per la cavallM'ia); ti) Cava llcria ehe carica fanteria non sufiìcientemen te scossa ; e) Artiglieria isolat.a attaccata da fanteria <~ cavalleria; il} Un'arma qualunque che, a pari condizioni di terreno , si trovi attaccata di tianco e di fronte da forza superiore di 1/ 3 od 1/ -1 almeno; é) Un'arma qualunque contro la quale si smascheri un attacco prima ancorn ch'essa abbia avnto tempo cli opporre una opri-ortuna manovra . () Finalmente c11ialunque manovra sotto l'uzione del fuoco, mentre sarebbe stato possibile, se non scansare, alm.eno diminuirne gli effetti; e qualsiasi attacco in genere non ben preparato. 8. I giudici di c.-impo debbono sempre dar,3 il loro verdetto sul dato rl-i fatto, cioè s.u quello che vedono; ciò non toglie clrn nel loro rapporto indìchino se fo dispo::;izioni preventive erano state ben date; ma nel loro giudizio non dovranno mai tenerne conto . g. I giudici di campo debbono asr;o)ntarnente mantenere il segfoto sulle disposizioni date dai clue partiti , che essi conoscono con anticipazione. rn. I giudici di campo rap presentano la direzione delle manovre, per cui nel pronunciare il loro verdetto dovranno sempre far precedere la formula seguente: D' ord,if,ie del rùirettore delle 111.cinovre. 1

Tenuta e segni convenzionali. ·1 . La tenuta sari quella regolamentare di marcia : lo stesso dicasi per la bardatura . Nell'interno degli accampam enti dei corpi e riparti si potrà far uso clcl berrntto.

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2. Il partito del nord farà nso della fodera bianca sul kepJJì, cappello o kolbacco, il partito del s1id non ne fa rà uso. 3. I giiuJ;ici di.carnpo, gli ufficial i loro addetti, ed i cavalleggieri comandati pel loro servizio porteranno una fasci.a bianca al bmccio siffvis t?·o.

4. Il plotone·giiùle della direzione delle manovre porterà nna larga fas<Yia colore a-ranc,io al b1:accio s'iwi.,çtro. 5. li personale delle coimnission'i dei danni o quello della sez ione tele91·afica porteranno al braccio sinistro una fascia .bl&u,. 6. La direzione delle manovre porterit una banderuola celeste eon striscia bianca. Il comando del l co1po d'armata ne] 2° e ;J periodo dcli!~ grandi manovre porterà una banderuola a due colori -verde e giaUo . 7. Il com11ndo della ,1a divisione di manovra porterà una bundiera verde coll'indicazione 1a Di'liisipne, quello della 2" divisione una ba,ndiem giallu coll'indicazione iz• D'Ìlvis,ione. 8. Le direzioni di commissariato e di sanità e le sezioni rispettive avranno bandiere e cartel li del ùolore stesso. dei comandi cui fanno parte. · 9. Gli ufficiali del quartiere generale della direzione delle grandi manovre, i giudici di campo, gli ufficiali loro addetti faranno sempre uso del berreLto, tranne nell'occasione ·della rivista finale. 1O. Gli ufficiali medici porteranno al braccio sinistro il bracciale prescritto dalla convenzione di Ginevra . 1

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Rapporto giornaliero. Tan~o. nei giorni d'operazione, che in c1uelli di riposo, alle ore 5 pomendiane un ufficiale di stato maggiore pel.' comando di divisione si porterà al quartier generale del corpo d'armata, per ricevere 0&li ordini e prendere l'om ufiìciale. ~e~ 2° per_iodo il c~ma~dante delle truppe suppletive spcdìrà del part 11 suo amtantc cli brigata . A_ detto rapporto interverranno un ufficiale delle direzioni di sanità ~ d_1 ~ommissariato del corpo d'armata, gli ufficiali dei comandi d'art~glteria e genio, quello addetto al giudice ca po, il comandante il qua rtiere generale cl~ corpo d'armata , il com1.111Clantc dei carabiuicri.


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1'19 Il c~mando del genio veniva sciolto col giorno '13 settembre; ma essendo tuttavia in corso la lirptidazfone dei danni , il sottoscritto restituitosi alla direzione del genio di Verona continuò a funzi onare come presidente della commissione dei danni, che solo potè essere definitivamente sciolta il giorno 6 ottobre. Per i vari speciali servizì che ebbe a sorvegl iare e dirigere il comando del genio, rasseguasi qui appresso sommario rapporto corredato ' delle osservazioni cui' diedero luogo e cli alcune proposte che ne sono dirette conseguenze. DEL

LE G'RANDI MANOVRE

Allegato N. 2.

RELAZIONE sul servizio del genio presso. il 1° corpo d'armata alle grandi manovre del 1878.

Il servizio del genio presso il ·1 ° corpo d'armata di manovra era costituito : a) Di nn comando del genio presso il quartier generale'. b) Di una brigata zappatori addetta alle trup p~ suppletive, e) Di u_na sezione telegrafica, . d) Di una compagnia pontieri con equipaggio per 100 metri di ponte, . . . , . e) Di un drappello per le espenenze del telegralo d avamposti, sommi nistrato dalla Ha compagnia zappatori quando giunse l'ordine di esperimentare l'accennato materiale, I) Di- uua commissione per la liquidazione dei danni, formata, sotto la presidenza del comandante del genio, da dn_e sotto commis~ sioni a cui se ne aggiunse una terza pel 2° e 3° periodo delle grandi manovre. Il comando d~l genio riuni vasi in Sona il giorno 2.5 agosto. Durante il ,JO periodo delle manovre, cioè dal '15 al 3 1 agosto, ebbe aggregat,o il comando della brigata zappatori com'era prescritto dall'ordino del giorno generale N° :1. Durante le grandi manovre il comando ciel genio disirn pegnò le seguenti funzioni ;. '• · Nel 1° periodo, la direzione del servizio telegrafico e della liquidazione dei danni e la sorveglianza sul servizio che prestavano presso le divisioni le due compagnie zappatori e la compagnia pontieri. • Nel 20 periodo, la clin}zione del servizio telegrafico e della liquidazione dei danni e del servizio della brigata zappatori e compagnia pontieri, ed inoltre il comandante il genio (unziouò come giudice di campo dal 2. al 5 settembr<'! . Noi 3° -periodo, sotto la dipendenza del 1° corpo d'armata, la direzione del ,servizio della br.igata zappatori e, sotto la dipendenza della direzione generale delle manovre, la direzione del servizio telegrafico, e della liquidazione dei danni . 1

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BHIGATA 7. APPJ\'l.'Of\J.

La brigata za ppatorì ven1u fo rnrn ta dalla ,t oa e 11a com pagnia del 2. reggimento genio col loro rispettivo parco; però alla 1oa com pagnia vennero inoltre assegnati, per l'eventuale impiego di truppa di fantel'ia in lavo'ri campali, due- carri del N° 2 con caricalllento speciale cli 600 badili e r~oo gravine. Nel ,f O periodo cfo ll<~ manovre la 1oa compagnia venni: aclcleu.a alla ~ a divisione, la ,f 1a alla 2.". · Nel 2. 0 e /1° periodo il. cotnanclo clella brigata zappatori con la sola ,f ·I a compagnia fece parte dellò truppe 5uppletive, e la 110" compagnia ·venne impi ega ta a Glìedi por i lavori di ;;istemazione del suolo occorrenti per la rivista finale da effettuarsi in tale loca lità. I lavori più essenzial i compi uti dalla brigata za ppatori alle grandi manovre r,isultauo dal seguente 1 1

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Specchio A. 10a Compr1 gni,1

Sistemazione di un chilometro circa della s trada che da S. Rocco iu Pa lazzolo mettB a Valeggio s1:1,l Mincio _passando per la Pcrlllsa e Fornelli. Costruzione di spai leggiamento per artiglieria sul l'alture di Fenile, con tratto tli strada d'accesso e trincea dì bat1nglia aluor<l dol parco Nuvoloni presso Yalegg10. H.~a ttamento di dn e piccol i p~nt( e di. due. guadi pe1: arti-: gher1a e lanteria, costru;.:1011e eh

11::i Compo.gnia

Sistemazione cli pnssaggi rn varie loca li tà e costruzione di ponti celli e passcwelle, valendosi talvolta delle tllvole dell 'eq uipaggio da pon te. Riduzione e sigtemazione (co l concor::;o rlei zappatori di 7 reggimenti f'a nlerin e del 7° roggìmenlO h<'.rsaglieri), dì 8 cliilomciri rii strada cam pestrc per arLiglìcria, onde ottenere un'a ltra com unic.a7,ionc~, oltre la esistente, i'ra Pralboino e Corvione, costruendovi sette ponticelli , rial.-

f


120

DEL

LE GRANDI MANOV RE

SE7. IO'NF. TELEGRAFICA.

Segue Specchio A . 11" Compagnia

10a Compagnia

121

1878

La sezione telegrafica venne formata giusta la composmone prescritta, ricavandone tutto il personale dalla ,1·:Za compagnia zappatori appartenente alla brigata del genio di presidio a Verona, ad eccezione dei telegrafisti che vennero presi, due dalla detta brig11 ta, e cinque da altre compagnie del '.2° reggimento genio. Il còmpi to che ebbe a disimpegnare la eletta sezione apparisce dal seguente

Il

alcuno rampe e riattamento cli tandone sei altri, sistemandovi le rampe d'un gui1clo e costruen· qualche tratto cli strada . Costfllzione cli una rampa di clov1 un passaggio per fanteria accesso ad un ponte formato con carri rnral1. Costruzione presso la Cascina da ll'equipaggio da ponrn. Sistemazione presso Remedello Lumaghina di trincee di battadi un tratto di strada e adatta- glia e tre batterie, riparazione mento dell'argine stradale prc~sso di un ponte <~ rli un guado, e Asola onde contrastare il •rirnct- . crislrnzione di una passerella. Sistemazione ( col concorso dei time'nto cl<~ì ponti sul ChiesE: e zappatori di (:i reggimenti fanCacciabello. Sistemaz.ione presso Ghecli cli teria ed impiegandovi solo mezza 2800111 dì sLracla e spianamento compagnia del genio, lavorando in detta località cl i 2.0000111 di però anche parto della notte) di :2.500m cli strada cla Montesello terreno. Per preparare presso G·hecli su peri ore aIla strada fra Isoil sito dove S. M. avrebbe pas- rella e .Logonovo, costruendovi sato la rivista fi n11le, lìn dal giorno con fosti ·d'alberi 4 ponticelli 2,1 agosto venivano colà spediti por artiglieria, e 3 passerelle prff da Verona gli r.app11tori cli qirnt- fanteria, regolarizwndo:vi con tro reggimenti di fantèria che la- fascine le rampe di tre guarii , vorarono continuamente fi no al riernpiendo con fascine e terra giorno 5 settembre, corn j>ienclo un cavo, e costruendo dne rampe lo spianamento cli ,100,000111 di lunghe 7 metri. Costruzione (mediante il conterrc~no. ' A completare tali lavori in- corso clei zappatori di due regviavasi poi ìl 5 settembre la 1oa gimenti di fanteria, lavorando 9 compagnia zappatori, e il giorno ore ed in parte anche di notte) 8 uri distaccamento di 20 uomini di un ponte per artiglieria sul della co1npagnia pontieri incari- naviglio a monte di Isorella di cato specialmente della forma- ,1,\.m60 di luce, con tre impalcate poggianti $Opra due cava llNLi a zione del palco reale. gambe fisse, irn piegaudoYì fusti , fm;ticelli e foscin e; e costruzione di altro ponticello cli ijm cli luce so pra un cana le parallelo al navigl io con tratto di strada lungo 60 moLri. Costrnzione di due ripari da cam pagna a Monte Rotondo e ri.:ittàmonLo di alcuni tr.:itti di strada a i\'.lonte Roccolo e Monte Rocchetto presso Carpenedolo.

Specchio B. J

24 agosto Da S. Giustina a Ca-

st.-. lnnovo.

>

27

."

____.....-... ,•olanto pesa nte chilogr . chilogr.

- - 26

Stazioni lclcgra nehe s tabilite

l,inee telegrafic he

Data

Qualità del ma teri,i le e lungheua delle linee

s.

Oiu st.ina

Castelnuovo.

e

Da S. Giustina a O- Oliosi.

28

.

29 31

"

liosi. Da v,,leggio a Volta. Valeggio o Volta

Castel Gri ma ldo

-

-

.

Da Castel Grimaldo a Gu icl inolo. e Gui dizzolo. Da Casaloldo ad A - Casaloldo ed A1· se tt. sola. sola.

2

»

3 4

>

7

>

9

>

1

I Da Asnl: -a

'

fl'iessc. Asola e Fiesse. G»mbiìra, Go t-

Piesse a Cam• I Dabara, a Gottolen· t

'

-

10

>

12

>

18

»

Lolengo~ e Co -

go, a Cascina Luscina Lumamaghina. gh 'na . Da c,,rpencidolo a Ca r ocncdo lo Montechia,·i. e ~'lontecbiari. Da Montechiari ve,·so Ghccli.

-

Con tinuazione fino Ghedi. a Ghedi.

-

-

-

-

6, 000 3,000

-

~~ 750

-

,1,500 7,500

8, 000

6, 000

13,000

-

Linee te.le

,,."'" I1

ripiegate

-- -

I

1

-

Da Oliosi a Castel-

nuovo. Da Castelnuovo a s. Giustina .

-

lla Valeggio a Volta.

Da Castel r.ricnaldo a Guidizzolo.

-

Da CasaloIdo ad A-

sola.

6.000

-

-

4,000

-

6,000

-

-

Da Asol.i,, G,ambara, Gottolengo, a Cascma l.\l magh ina.

- --

- --

53,000

14,750

-

Da c~rpcn edolo a Moutechi·ari. Da Mo11tcc hiari a Gh~di.

-··--- ,-----..~-

= = = = _Il 67,750

I

Furono distesi pertanto chilometri 67,750 di li nea telegrafica, di cui. 53 con filo volante e H, 15 con filo pesante; sLabilite ,17 :;tazioni. 1 telegrammi hai>mcssi furono ns ·e quelli ricevuti !~63.


LE

122

GRANDI MANOVRE

DEL

COMPAGNIA PONTIERI.

,La compagnia colla sezione d'equipaggio da ponte duranto il ·1 ° peri.orlo r<~stò a disposizione della 1a divisione . Nel 2. 0 periodo la sezione d'equipaggio da ponte venne addetta mcti1 al partito segnato, metà al pattito rappresentato, e quest'ultima ancora suddivisa in due frazioni, una per ogni divisione. Durante il 3° periodo l'intera sezione d'equipaggio da ponte formò parte delle truppe del 2° corpo d'armata di manovra , solo rienlrando al 1° corpo d'armata dopo le fazioni per prendere. parte alla rivista fina le a Ghedi . I lavori che l.a compagnia ponlieri ebbe a compiere sotto la dipendenza del comando del il O corpo d'armata sono i seguenti: 1

Specchio C. Lavori compiuti

Data

Esso comprendeva; nna cassetta da pile di lz elementi, due 1nacchinette lllorse trasportabili a tracolla; due telefoni ad-attabili a deue macchine e muniti di un fischietto d'avviso; ·1.mo zaino pello stendimento del filo con entro nn tamlmro di 500 metri <li filo; tre ca,~sette contenenti ciascuna un tamburo di l'SOO metri cli fi lo; una bo,rsa di cuoio a tracolla per oggetti vari; qitatlro cordoni, cli git1;nzione per le unioni delle macchine colie pile, col. filo e coi telefoni. Il filo è formato da nua treccia cli fi li sottiiissimi di ra,me ricoperta di materia isolante, intorno alla quale è avvolto un secondo fascio cli fili di rame, ricoperto poi, a sua volta , di ma teria isolante e difoso da un involucro esterno di canape incatramato. Onde non perdere tempo, presa conoscenza del materiale e riconosciuto che poteva essere sufficiente al maneggio del medesimo una scruaclra cli due telegrafisti e dicci soldati, <>- conveniente fino a,cl ulteriori stuclii una carretfa da battaglione pcl trasporto, si ottenne dalla direzione generale delle manovre l'accennata carretta e l'autorizzazione cli iniziare tosto le esperienze, traendo \l necessario drappello con un ufficiale dalla Ha compagnia zappatori. Tali esperienze coi rjsultati ottenuti figmano nel seguente

28 agosto .. Gittamento di ponte di barche sul Mincio presso Cà Basse, lungo metri lineari M,00 (sostegni di barche): 30 agosto .. Ripiegamento di detto ponte. ·

2. seuçmhre Gi ll,1mcnto di ponte di caval letti sul Chiese presso Casalmoro, lungo mr~tri linenri 26,00 . 3 settembre Gittamento di un ponte sulla l:loggia Asolana fra Remedello d_i sotto e Corvione, l'orinato di due impalcate poggrnte sopra una barca. Dall'8 al 113 Costruzione di tre palchi formati con carri da ponte pr~r parte cli un distaccamento di 20 pontieri.

Specchio D .

[il[oa~a

ADDRTTO A L TELE(; !l.U'O

o' AVAMPOS'l'J.

Il '20 settembre giungeva a Va leggio al la briga ta del genio il materiale telegrafico d'avamposti spedito dal ,1° reggimento genio, il quale partcci pnva essere intenzione del Ministero che si dovesse, tal materiale, sperimentare durante le grandi manovre.

Pa,·ticolari dellP. tlSperienze

Risultati ottenuti

z"" - l -- - - -l - - - - - -- - ~ - 1- - - -- - - - - --1

1 1° settembre

Al campo di Birhesi si Pello stendimento ocstesero e .si . ri pie9aro~o c?r~ero 15 min1;1ti, pel due tamburi eh fi lo 1,.1 chi- n piegamento venti. lom.) attraversando campi La trasmissio1iefuchiara e si provò a trasmettere e continua tanto in un col telegrafo eco! telefono. modo cl1e nell'altro. li ,, fischietto dei, telefoni si senti sempre molto distintamente anche fra i rumori. 2. settembre Si stese la linea tri1 Cà Pollo stendimento ocTezzola e Cà Gandino corsero 15 minuti, pel ri(750•0) presso Ceresara, piegamento 20. Trasmisdisponcndo il filo qnasi siouc buona, come nel caso sempre a terra sul margi- precedente. ne stradale. 1

Dal 2 al 5 settembre la sezione d'equi paggio da ponte, ri partita come sopra si 1lissc, ad eccciione dei cllle cennati. ponti, e))])e per cùmpito cli facilitare alle compagniù zappntori, mediante il materiale d'impalcata, la costruzione èli ponticel li e passerelle. DnA P.l?F.LLO

123

1878 .

2.


·124

DEL

LE GRANO! ,,1 ANOVRE

Segue Specchio D. o., ...s~ = ::, O

Data

Particolari delle esperienze

z:;,,

--1--- - --

l\isultatì ottenuti

' ' - - - -- - -- - - -1--- - - - - - -- -1

3 4 settembre

Ad Asola si stese uria Pello stendimento fulinea di. 600 metri circa rono impiegatiottominut.i. dagli avamposti alla porta Pc\ ripiegamento, non esd'A.sola; si ritirò la linea sendovi alla stazione degli partendo dagli avamposti . avamposti il tamburo a zaino, si dovette eseguirlo avvolgendo il fìlo a matasse ed impiegandovi 30 minuti. La comunicazione in màssima fu buona; ma durante il passaggio della cavalleria ed artiglieria, e li durante i tiri di questa si dovette sovente ri pctere la trasmissione quando si inwiegava il telefono. q. 4- settembre Sulla strada S. Pietro- Stendimento ,18 minuti. Asola con stnione di par- Ripiegamento 30 minuti. tcnza a, S. Pietro; si di- La comunicazione fu per ,;tese una linea dJ circa qualche tempo interrotta ,1500m (tre tambun). per essere il filo c3duto per un trauo nell'acqua; rialzato il filo si ebbe buona comunicazione. Nel ripiegamento il fì lo si impigliò fra il manubrio cd il tamhuro, esiruppe. Tale (Ottura venne nel giorno .. ,,uccessivo riparata." 5 i settembre Tra Pavone e Gotto- La linea ru nzionò relengo furono · stesi solo golarmentc tnLta · Ja notte tre tamburi ('1500m), es- ma .vcnrrn rinforzata la sendo guasto il quarto ._ pi la con solfato di rame.

COMMISSIONE PELLA LIQUlO AZTONE OEC OA.XKT.

Venne la commissione, all'iniziarsi dcl i<~ grandi 111aJJovrc, composta, sotto la presidenza del comandante del genio, di clne sotto commissioni presso le due divisioni di manovra, for mate ciascuna da l capitano addetto alla divisione e da un n1gioniere geometra del genio. Rico-

125 -

1878

nosciuta più tardi l'insufficienza di questo ptlrsonale pella pronta liquidazione dei danni, si otteneva dalla direzione delle manovre, il giorno 1 settembre, una terza sottocommissione formata da un tenente e da un ra~ioniere della direzione del genio di Verona. In massima le d.ue prime sot.tocommissioni ebbero per còmpito dì riconoscere le localiti1 occupate dalle truppe, tanto pegli accampamenti quanto pelle fazioni, e cli liquidare quei danni pei quali veniva .tosto presentato il reclamo. La terza sottocommissione fu incaricata di seguire le truppe ma- · novranti, term inando la liquidazione dei danni nelle varie località oc- · .. cupatc dalle medesime. Il seguente specchio E offre la distinta delle somme pagate dalle.. varie sottocommissioni, sia a carico dell'erariò sia a carico dei corpi, , non che l'ammontar-e complessivo del le spese. ·

'


.,

\

Specchio E. Danni liquida ti

-

~

per accampamenti

-

Sotto commission i

-~

Non supe1·iori a Lil'C 300

per fazioni

--- ---

Superiori . a Lire 300

-----------..

- -

Non superiori a Lire 800

.- •

IudonnHà Mercedi Acquisto

Superiori I a Lire 300

~ ·--------

~ - , -~,

---

-- - -

òi

missione picchet.to

il a a a r.arico a Clll' ÌCO carico a carico a cc1rico a carico Céll'ÌCO cai·ico elci corpi rlell'er.irio dei dell'erario dei corpi dell'erario dei delcorpi corpi l'ernrio

--

'.

di

He-

a 11010

clarni

di

con-

materiali testati

-

- -

.,

,Ja

1328 20 464(~30

))

))

G30 00 ,i,5 00 540 00

))

))

))

24 17 70 2749 !SO

))

)) 11463 00 . 1~0 00 117'11,0 00

))

))

>)

Sotto comm1ss1one

2.1\ Sotto

comm1ss1onc

1

1

6.80 00

))

))

))

))

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))

)) I

536 00

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))

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,,

))

_:1_~

7:20 00

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))

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))

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._., tJ

I 870 11o2573 80

3a Sotto commissione

))

))

1,:i.,_ ,. 9;-·' 60 ·11138 75 ,j.9G3 Orj »

I

I

))

.__

Totale L.

'

. 16 16 00 9937 60 1

))

)) 352 11 115 ,J223 7"o 12~3 05

I,

'>)

I

»

- - - - 1936 00 700 00 18.00 0-0 ».

)) 1

1

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'

>)

I

Totale Lire 30977.55

))

---


DEL

1878

127

STATO SANI'rAIHO E V1SCIPLINA DELLA TRUPPA,

Lo stato sanitario fu in generale soddisfacente per tutte le truppe del genio. La disciplina fu mantenuta regolarm!}.nte, e non si ebbero man~anze di rilievo. Osservazioni e proposte. Servi.zio dei zappatori. - Procedette regolarmente con piena soddisfazione dei superiori che ebbero a valersene. Essendosi di frecruente ricorso al sussi,dio dei zappatori cli fanteria si rilevò la somma utilifa di tale istituzione, la cliscrata pratica già acquistata dagli individui cli bassa forza, e la intelligenza e buona volontù degli ufficiali preposti ai drappelli dei vari reggimenti . Riguardo alle compagnie zappatori non si ebhe a notare alcun inconveniente; ma solo si osservò come sovente i carri parco abbiano trovato difficoltà a sup1~rare passi malagevoli, e siasi dovuto ricorrere a ripieghi che sarebbe utile evitare col curare che i cavalli destinati al traino dei carri da parco siano molto robusti, e col provvedere perchè i muli da basto possano all'occorrenza essere attaccati in rinforzo delle pariglie. · · Sezione telegra{ì,ca. - Il servizio telegrafico funzionò. molto regolarmente, ma un tale fatto lo si deve specialmente alle circostanze seguenti: . 1° Che la sezione tolegralica invece di essere, come di ordinario, formata ricavandone il personale da varie compagnie zappatori, venne, ad eccezione dei telegrafisti, formata tutta col personale ·della stessa compagnia (ìa 12a zappatori) già esercitata nel rapido stendimento di linee telegrafiche in occasione dell'impianto dei campi, che precedettero le grandi manovre; 2° Che l'ufficiale al comando della sezione telegrafica univa ad una speciale pratica in tale servizio molta attività ed intelligenza; . 3P Che il tempo si mantenne d'ordinario bellissimo e non si ebbe che qualche acquazzone, fatto, questo, importante, che permise cioè l'utile e quasi continuo impiego del materiale volante, il quale oltre ad essere già alquanto usato . costituiva i due terzi della do.tazionc di fi lo di cui disponeva la sezione ; 4-° Clte, preventivamente, la direzione delle manovre aveva gii1 in· massima prefisse le stazioni da stabilirsi , e le linee telegrafiche a distendersi,. le c1uali in genere .furono piuttosto brevi; 1


128

/

OEL

LE GRA NDI MANOVRE

5° Che, infine, nell'ordinare lo stendimento delle linee, mirandosi essenzial_mc_nte ad _ave~e il più presto possibjle le comunicazioni telcgr:dìche Ira la _cln·ez1one genera le dell e ma )Vre etl i comandi ,renerali dipendenti, non si credette conrnuicnte cli tener sempre calc~lo delle difficoltà che in guerra vera avrebbero contrastato lo stendimento dell e linee. Ove fossero mancate le circostanze favorevol i sovra esposte ò a credersi che il servizio della $ezionc telegrafica, come già accadde in occasione di altre grandi manovre, avrebbe non solo incontrato difficoltà grandissime ma anco soddisfallo incompletamente alle esioenzo. Ritiensi pertanto della massima necessità che si provveda a to•rliere le cause d'inciampo in tale importante servizio, provenienti essn~zialmentc dall'attuale organizzazione della s~zione telegrafica, col costituire detta sezione con personale completamente omogeneo, ·contin11:11nentH esercitalo iu tempo di pace uollo speciale sArvizio che deve <lisimp.eg'.iare in guerra, in modo da garantirne il funzionamento in qnalS11ìst cu'costauza. !~' unico me1.1.o per otten_ere un tale intento credo sia quello di organizzare fin dal tempo d1 paée le compagnie telegrafisti, di ct\i ciascu11ri potrehhc in caso di guerra costituire dne sezioni telegrafiche. .E;;~erienze 1>Ul tele~m/'o rl'avampo.~t·i . - .\'elle poche espel'i enze c_he sr poterono ~mprere, e che Ycnucro riassunte nello specchio D st ebbe ca111po d1 fare le sogttnn ti osserYazioni: ,f o La celerit.'1 dello stendimento della linea essere press'a fJOco eguale a quella delle truppe io marcia; '.2° .Fu111,ionare bene le pile, lo za'i,no di sLeudiniento, i cordoni cli ginnzionc, i t:a111l.iuri e IH macchine Morse; 3° Funzionare pure bene i telefon i, che risultarono molto migliol'i di quelli stati annessi alla sezione telegn1fica, ed essere rii molto uti le il fischietto d'aniso, di cui souo muniti questi uuoyi telefoni· 4-0 Non con ~spouderc il filo abba taoza beue alle esigenze militari perclib troppo clelic:1to, clifTicilrnente riparahile, ed cssel'o clublJioso se sia sufficien temente iso lat.o, noi c.aso iu cui debba diste11dersi su terreno umido; o0 Rite11er~i utile l'aggiu nta di uu scco11clo zaino di stendiniento all:1 stazione di partenza onde la linea si possa ripiegare iu ambo i sensi; 6° Doversi studiare se non sia il caso di ndottare il caricamnnto cl'.' 111ate1~ia lc a dorso di 11111_10, ~ernhrnndo troppo fati co~o per grandi distanze 11 trasporto a .braccw cd c~uhcrante al bisogno l'impiego . di una carreua cla battaglione, come si praticò i11 questa circostallza;

']878

129

7° Non potersi infine emettere 11n adeguato giudizio sulla reale utilità del telegrafo cl'avamposti esperimentato, ma essere necessario all'uopo continuarne lo studio, in modo da constatarne più precisamente le pratiche sue qualiLit. Equipa9ç1io da ponte. - L'ecp1ipaggio da ponte non venne impiegato presso il ,1° corpo d'armata per lo sco po cui è destinato, eh& in due circostanze : cioè pel getta monto del ponte sul Mincio a valle di Borghetto e per quello del ponte sul Chiose presso Casalmoro, non sembrandomi potersi considerare conio cli pertinenza dell'equi paggio da poni.e il ponticello costrutto dai pontieri sull'Asolana, della luce solo di metri H. Venne. invece impiegato, molto rrequentement.e, diviso e '-uddiviso per provvedere alla costrnzionc di piccoli ponti, uti liz2andone il materiale d'impalcata. Un tale fut~o, ~e, per una parte, for ni va alle compagnie zappatori 1.1n pronto e fucile mezzo di soddisfare al còmpiLo che loro spettava , di provvedere allo stabilimento dei piccoli passaggi per le divisioni cui erano addetto, presentava, per altra parie, l' inconven iente ch e si dovevano frequentcrncutc poetare al)' nvanguardia, ed anzi sulla linea delle cat"6ne più ava1u.ate, i carri dell'equipaggio da ponte esponendo così ai danni del fuo co nemico ed :ille possibilitit delle sorprese i detti carri col loro completo ca ricameùto di barche e cava llotti, mentre non si utilizzavano che i materia li d'impalcata, creando inoltre un seriissimo ingo111bro al le truppe manovranti . Basandosi sn tale circostanza, ne viene dirotta conseguenza che ove sia a:;solutamente necessario fare assegnamento, oltre che sopra i mezzi che possono offrire le località, anche so pra 111atel'iale speciale pel pronto stabilimento dei pi ccoli p11ssnggi, invece di adottare il temper;unonto sopracit<1to, convenga meglio studiare apposito leggiero materiale da unire ai parchi dello compagnie 1.appatori. Col!.\11 "$IONE

l'Ell LA LIQUIIHZIO)IF: DEI DA)INI.

All'iniziarsi dello grandi manovre erano ~t.ate designate solo due sottocommissioni, una per ciascuna divisioile. ·Dopo le due prime fazioni si riconobbe tosto In insufficienza cli tale provvedimento, chè le sottocommissioni non potevano, senza lasciare molti reclami da risolvere, seguire le <livisiÒni cui crauo a~deue; e dopo la fazione di Volta numerosi erano i reclami 0011 risolti n Sona e Valeggio. Si domandò e si ouenne una terza sottocommissione clw non fu più addetta alle truppe, ma agì direttamente s_ouo gl i ordini del coANNO XX,V, VOL, t.

9


130

LE GRANDI l\'fANOVl'U, 1

rnandantè il genio, ed ebbe per còmpito di seguire a distanza il corpo d'.armata tacitando tutti i reclami rimasti insoddisfatti. Egli è all'opera . di questa terza sottocommissione che devesi il ·risultato di avere chiusa la liquidazione dei danni, in tempo relativamente breve, cioè per il 6 ottobre. Anche dopo la concessio1Hi di 11uesta terza sottocommissione si notò qualche sconcerto nel servizio della liquidazione dei danni. Al termine del 1° periodo, costitui tesi in riparto speciale le truppe suppletive, non eranvi sottocommissioni disponibili -per seguire le rno~se di queste e liquid1m1e i danni; e si dovette provvedere accollando un tale incarico alle due sottocommissioni' delle divisioni, le ·qua li non P?te'tono ~oddisl'arvi che in parte, lasciando p'oi considerevole quantità d, reclarnt alla terza sottocommissione. È ovvio l'osservare come se il cla~no non viene constatato e liqui~ato al · pitì ?resto, s~ec.ialmeote all'epoc,<1 in cui è ancora da compiersi 11 raccolto, e probalnle che aumenti, oppure che venerano a mancare i dati certi per l'est.imo dello stesso e clrn si Tinisca ;~r paaare mollo di più dell'ammontare reale del danno recato da lla truppa. Condizione quindi indispensabile, per evitare inutili spese, la prontezza nella· liquidazione dei danni, per la quale ùt.tenere ritiensi sarebbe neces' sario che P!'esso. og1~l corpo d'larmata di manovra vi fossero quattro ~otto ~:~mm1ss1om, c10è una per ogni grosso riparto di truppa, come e stab1lit.o dalle norme ministeriali sopracit.ate, <~d una per seguire la ttuppa~ e tacitare i reclami in ritardo o quelli che per difficoÌtà negli accordi restano da definire. L'attua~ione cli questa proposta non sarebbe si.a la faci le colla ristrettezza di personale di cui disponevano nell'anno corrente le direzioni del genjo dipendenti dai due comandi. di corpo d'armata che doveva~o fornira le truppe per le grandi manovre, ma cerulrnente non avi:ebbe presèn tato difficoltà qualora le cennate direzioni avessero avuto al compl(3to il proprio qnadro, come lo esigerebbe anche il buon andamento del servizio normale delle direzioni stesse. Nell'applicare le nonne ministeriali si ebbe ad,.osservare che la facoltà ai proprietarì danneggiati di presentare i loro reclami anche verbalment_e, è _causa molto ·sovente di reclà,mi infondati e quindi di grave percltta d1 tempo alle sottocommissioni licruidatrici. Senza ritorna~·e all'anteriore prescrizione che esigeva i reclami in· carta da b~lln.,_ si proporrebbe di stabilire che debbano essere presentate tu'.te per 1scntto andrn in cart:1 Ji.hera, potendo ciò contribuire ad ev1tar_e n.on ~eri i re~la 1~1i. ed a rendere pi 1ì _regolari le pratichl:l relative alla lrqmdazwne dei danni. 1

DEL

J878

i31

Conclusione. Le grandi manovre sono per i riparti varii dell'arma del tènio che · vi concorrono utilissima occasione di lavoro e di studio. Per esse sono attuabili pratiche applicazioni che per riguardi economici e per molte altre circostanze non si possono compiere nei poligoni, e che sono tanto necessarie ond e abituare le truppe del genio ·a . valersi delle risorse che presentano le località dove si devono erigere difese O stabilire co1nunica1.ioni. Per esse le truppe del genio riconoscono l'importanza delle esercitazioni che- si l'anno loro com piere nei tempi normali, e gi trovano a . contatto col le trnppe del le altre armi , dalle quali, per la specialità delle loro escrci tazioni <> le condizioni delle sedi attuali dei reggimenti del genio, si trovano quasi sempre separate. · In queste grnndi manovre si ebbe poi il vant.~ggio di operare in due specie di tòrreno completamente diverse; per cui si ebbe, sia nei lavori dei zappatori sia in quelli della sezione tclegrnfica, cruella varietà di condizioni tanto profìttevole all'istruzione pratica. Le trnppe tutt<~ rlei vàri riparti si applicarono con zelo al còmpito loro, e gl i ufficiali addetti ai vari servizi dimostrarono sempre il masgimo interesse al huon andamento di sì utili esercitazioni, dalle quali, come apparisce in modo particolareggiato nelle esposte considerazioni, emergerebbe In convenienza di: 4° Migliorare i cavalli addett.i al traino dei parchi di compagnia e provvedere pcrchè i muli da ba,,to, possano essere attaccati iri rinforzo delle pariglie; ~ 0 Provv<:ldere al miglior ordinamento dd personale addetto alle sezioni telegrafiche coll'organizzare stabilmente compagnie telegrafisti di cui ciascuna potrebbe .rrovvedere a due sezioni telegrafiche; 3·° Continuare le e<;pcricnze sul t;eJegrnfo di avamposti · ,1, 0 Studiare se non fosse il caso df° completare i pa~chi' delle compagnie zappatori con materiale adatto al pronto stabilimento di piccoli passaggi; 5° Port~ire a quattro Je sottocommissioni per la liquidazione dei danni p<w corpo d'armata.

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Verona, li 13 ottobre ,1878. Jl tenente colonnello comandante il genio al ~ 0 corpo d'armata dli, manovra IlOETTI.


Allegato N. 3.

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lt CORPO D'ARMATA ALLE GRANDI MANOVRE Dh•czio11c di sanità milita1•c. MOVI MENTO NUMERICO COMPL~ssr vo DEGLI AMMALATI DEL 1° CORPO D'ARMATA, DUl~;\NTE LE GRANDI MANOVRE CIOÈ f>AL 25 AGOSTO AL 12 SETTE:l'lBRf. INCLUSIVO

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LE FERl~OVIÈ -E L' INDUST RIA SJDERU l'\G ICA '

RASSEGNA TECNOLOGICA MILITARE

LE FE RROVIE E L' IND USTRIA SI DERURGICA

Le scienze fisico -chimiche nl peincipio del xvr see;oto coperte dal fitto velo onde l'avvolgevano la magia,· l'alchi mia e l'astrologia, erano inutili alle arti di pace e quindi alle arti di guerra che di quelle si avvantaggiano; irnperocchè l'industria s' impadronisce clelle scoperte che fa la scienza, e l'arte della guerra approfiua del progresso di entrambe per dotare gli eserciti delle più terribili fo rze di distruzione. E così la g-iierra, questo llagello clell'umanitù, giova all' industria, alla quale domanda macchine e strmuenti sempre più perfezionati e potenti. Dal mirabile accordo fra sc:ienza ed industria nacquero le ferrovie, questo gagliardo fattore cli civiltà e cli progresso . Ora che le ferrovie coprono <:on rete più o meno (ìtLa tuLLa la superficie dell'Europa, la strategi:t se rH~ serve per trasportare immense masse cla un capo-all'altro cli un paese, rendendo così pos-. sibile In rapida soluzione delle èontroversie fra le nazioni . ,\.ccorciando le crisi, le fe rrovie gio,,ano all 'umanità. D'altro lato se l'arte mi li tare tr'.ae 1wofitto dalle ferro,•ie ' o[re loro in compenso il mezzo cli estendersi . Le ferrovie non avrebbero

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nei paesi non costituiti a nazione preso lo sv_ilupµo che hanno, s,e la guer·ra non avesse unito ciò che natur~ c.lesl1~arn ad ~n sol .~01po., ma che la, vecchia éliploma,.ia voleva drVtSo . E gli Stal1 , gelos i dell,t propria indipendenza e dell'ooo~·e nazi_onale 1100_ procecl·e·re·~-b~ro con tanln. energia nella CUStl'UZL000 d1 nuove_ lm~e fe1 IO~JaUe, quando non riconoscessero in loro . u1~ fo~·J111da.b1l e slrnm~nto di guerra, un mezzo e!Ticacissimo él•. v1ttona. . ,. L'industria ferroviaria fu di grande impulso allo sviluppo cieli industria metallurgica; la quale rt sua volt,t giunse all'auuale perfezionamento mediante il concorso dell'arte della guerra.. _ La scoperta di .Besscmer che doveva produrre un~ 1wol.11Z1one nella sidernrgia, trovò· terreno fecondo a ~viluppars1. .negli es.crciti , i qual i ad essa ricorsero per avere armi sempre piu e_fficac~ . "Nel 186 1, quattro anni dopo che lles:;emer a.v~v~ pre:.o 11 :.t'.o brevetto d'invenzione per Ja (ab bricaiione del!' acr,1aio, In Prnss1a adottava i primi' ca nnoni d'acciaio cla campagna. . :\.tt.ualmente ,,i lrnnno cannoni d'acciaio cla. 4:0 cent. per la difesa cli ·cosln. Le enorm i mas~c di f~ i·ro possono solo esser· fuci.nat~ con d1cm non qùelle merav1·gl·I ose maccJ•·lne ch e sor10 1· rn·•«00'['1 a• ,"aporc ". . • , si sa se più si clebbano ammirare la potenza o la lac1l1La con la quale si fanno agire. . . .. ' L'elJicacia straordinaritt dell e armi ch1. fuo co obbligava a.d as:ncura.re le parti più vulnerabi li delle navi e clelle fortifi~azioni, e quincli dava origine nel una. nuova ind~::;tria., le c?razze d,. meta\lo: Au.mentanclo le cariche di sparo m IJ!'Oporzwne del peso cle1 proietti, le scienze (ìsico-cllimiche dovettero procurare nuo:e polveri, imperocchè que\le a piccoli grani faceva no ~coppiare le bocche da. fuoco. Qnincli. nuovi studi , nuove esperi enze, nuove ricerche, 11uo,;e applicaiioni di scienza e cli inélusLri~. . Il progresso esercitando la sua inlluenza oello sviluppo, maten ale . 6 morale cle()'li eserciti, ha Lmsforroato grn.nclemente l arte della guerra. .. · E l'elettriciià avrà il posto che le speli.a nel campo militare.« No~ è ,(scrive il Uoccarclo nella. Noviià della scien.:çi), ì'orse Ioni.ano il gwrno in c·u.i C1gni soldato, ogni marinaio clovr~ ~ss~rc un po~~ elettricista; perocchè in Yerità. sembrn non esservi lim1le alle utili applicazioni del flui.do ga.lvauico o voltiano in battaglia n. •

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LE FE:fHW Vlf.

E L'IN DUSTRIA SIDERURGICA

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velocità di treni pesanti. Attirava l'attenzione in ispecial modo una locomotiva americana. del peso di 38300 chilogrammi, senza carico; essa ha 5 assi, è alla quasi 5 metri e lunga 11O, e P?Ssiede un enorme focolare. Numerose erano pure le locomotive-tender per linee a sezione ridotta; e ciò prova. che quest.a specialitit di ferrovie acquista sempre maggior credito . Una pesa solo ,J OOQ chilogrammi, ed è destinata per scartamenti di 30 cent. Al numero delle locomotive potenti, fin qui conosciute e deslinate a superare le forti pendenze, s'aggiunsero altre a. ruote dentate, che possono agire tanto da sole qua.nlo in aggiunta alle ord inarie. Si costruì pure una locomoliva. speciale j)er le pMdenze straordinarie del 25 ¼ , in CLli le rnote sono sostituite dtt 6 piedi i quali, alzandosi e r iabbassandosi, fanno ayanzare la macchina e le carrozze attaccate; queste ultime però 1sono piccole e non superano il numero di tre. Nelle locomotive per tramways, mezzo di trasporto che ~ome le ferroyie a sezione ridotta Y::t sempre più generalizzandosi, il vapore non è più l'uuiea fon:a motrice ; l'industria ha trovato il mezzo di sostitui rlo col gaz, col petrolio ed anche con l'ària compressa, immagazzinata in serbalo i da, rinnovarsi a det.erminaLe distanze. Notiamo subito che nel materiale ferroviario l'acciaio tende a sostituirsi al ferpo nella maggior pa.rle elci pezzi costituenti la. slrnttura della macchina. non solo, ma ben anche nelle guide; come il ferro a sua Y(.)lta va prendendo il posto del legno uelle traversine, e persino nelle vetture che sono destinate al trasporto dei bagp.gli, delle merci e del bestiame. Le esigenze della comodi lit e del Iusso vanno poi sempre più estendendosi nelle carroa.e che hanno da trasportare i viaggi_alori. Rispetto all'ilhun inazione dell e carrozze gli app~recchi adoLlaLi sull a linea Torino-:Vfodane non sono inferior i ad a.Itri. Tuttavia r;iò che manca nelle carrozze die percorrono le linee- italiane è quel la specie di telegrafo mediante il quale ìl viaggiatore può in caso di b1sogno ch iedere aiulo. Un'altra mi.sura che vedremmo volentieri , adottala da noi è quel la. attultta su tutte le linee tedesche, e che fu. rir,o noscìuta di grande utilila pure in altri Stati, cioè l'indicazione su una delle parti esterne clell e vetture che hanno da servire al trasporto della truppa, del numero èli solda.ti e di quadrupedi oncle so,no capac i, nonchè della superficie orizzontale di esse .

. _Nelle pagine che segnono passeremo in rassegna le scopen e scien.t1flche che trovarono utile impiego negli eserciti , ed i perfezionamen li che scienza ed industria appli carono alle macchine e strumenti da guena. Parleremo .da prima del materiale ferroviario. Poscia, ci ferurnremo alquanto a considerare Ja melallurgia'ri;-;pello all'arte miliLarn odi:rna, pe1: traltare qnindi delle armi da fuoco e del le altre applicaz,on1 del ferro alle cose di guerra. Seguiranno le polveri co i loro succedanei, e l' elettriciLa ne' suoi rapporti beli ici. . In un ultimo capitolo ra~coglieremo tutte le notiiie di genere diverso che interess·ano il militare e che non trovarono posto nei capito! i precedenti . Ben inteso limiteremo questo nostro la,,oro alle cose che interess~no la maggioranza degl i ufficiidi; sorvoleremo su quelle che crediamo abbast,mza note,'per fermarci quel tanto che è concesso in uno scritto che ha solo per iscopo di r icordare i passi fatti sulla via del progresso dà3li eserciti, in ciascuno dei quali si riflette il valore e la potenza di una nazione.

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Locomo.tive - Ca,·rozze. - G~ide . - T ravel'Sine di ferro. - Un siste ma d'armamento utile m gllel'l·a. - S trada ferrata mobile sperimenta ta in Russi~ - Durata </elle travers iM in legno inietlate e non iniettate. - Ini ezione del legnt1 me - Con•e"ni a ssi ed accessori di stazione. - Apparecch i pel' la sicurezza dei t,·eni in marcia.:."Sistemi Cattaneo e P is toni.

Volen~o ttccenna.re a lutti i perfezionamenti apportati in questi ultimi tempi al materiale ferroviario, vi sarebbe da. scrivere d~i volumi. Chi ha visitato l'esposizione di J>arigi nell'anno scorso, non potè ameno di ammirare la grande quantità e varietà di locomotive. di carni e carrozze àa ferrovia , ili maleriale d'arma;11.ento, di con~ gegni fissi ed accessori di stazione, di apparecdti per la, sicurezza del traffico, di locomo tive stradali. ecc. Nelle locomotive prevalgono i tipi a quattrn, sei ed andie otto ruote accoppiate e di ampio sviluppo per il rimorchio a grandi

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LE FERROVJE

Una specialità di vetture sono quelle destinate ai feriti . Filantro piche corporazioni s'occupano di alleggerire le gravi sofferenze del soldato _m~_malato o terito . Esse fecero cosfruire apposite vetture, che a g_iu~1care dag11 esempJari espo;,ti all'ultima mostra mondiale, devons1 n tenere moJto acconcie a.lJo scòpo per cui furono costruite. Nella previsione che questi treni speciali 'possono J1on ba.stare che al_ trasporto di una pi,ccoJa parte degJi ammalati e dei feriti, si stud!~rono pure Je disposizioni da adottarsi per ridurre a questo ser~1z1? _le :'~ttt?e-11:~rci . Come rilevasi da alcuni modell i esposi.i .a I angt, c10 s1 ottiene mediante alcune modificazioni dì fac ile esecuzione. . I grandi,e moltepl ici difetti delle gnidr, in fe rro indussero a so~ st1tuirJe con guide ·d;acciaio; e di acdaio si fanno pure gJi accessori dell'armamento. . IJ tipo di guida V{qnote è semprf il migliore. Nelle ferrovie a scarta~1ento ridoLlo e per i tramways si impiegano però anche corde 1~1et~IJ'. chc, tese semplicemente sulle traversine. La superiorità delJ nc.: c1aro sul feno nelle guide è evidente . Dopo "8 ann i di servizio, se::.ondo esperienze fatte in Francia, le guide d'acciaio erano molto meglio c?nservate di queJle di ferro dopo un senriz io di soli 6 anni . Le traversine di ferro hanno su quelle di leono oranclissim.i ,;antaggi, fra_i quali _1101: ultimo, specialménte per ~oi J~ilitari , quell o di :en.der più spedito 11lavo ro d'armamento . In generale le traver., ine u~ Jerro sono cos~ituite d~ una lamiera grnssa ,J centim. e larga 30, piegata-trasversalmente m r:urva concava ,,erso il· terreno. Ir~ Austria fornno sperimentate longarine elle portano nna guida speciale, rendendo cos.i superflue Je . traversine. . Al!'esposizione di Pitrigi fig'urava pure un esemplare di t.raversme nnpron isate con mozzon i di guida rovescia Li;· quesLo sistema può trovare utile applicazione in guerra. Pèr i servizi puramente militari è stata sperimentala in Russia una ~trada ferr~ta mob ile, d'invenziony del capitano d'artiglieria Ru~1rn1~l.sow. _St _compone di' parecchi elementi gli uni seguenti gli alLrr, .n crmd, sr può date una direz ione qualsiasi. Ciascun elell~en l,o, lu ngo m:Lri 5,::>0, consiste iri un hinario ussa.to per mezzo d1 sp,·anghe a set travci·se, a.I disouo delle quali sono inchiodati duecunei, deslillati a facilitare il trnsport.o di. t1~tti i pezzi.

E L 1NDUSTHIA SIDE RD RGJCA

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189

Gli' esperimenti esegui ti a Volkov, che avevano lo scopo dì trasportare cannoni da 9 poll ici sulla via del poligono, sono pienamente r iusciti. , · Gli elementi della ferrovia,costrnita in freLla in due giorni senza la minima avaria, hanno sopportato le prove le più diflicili . Si fecero rimontare i cannoni su rampe inclinètLe di 'I 0° e girare ad angolo retto . U1i'cannone col suo carro da trasporlo pesava 180'13 chilogrammi. 110 uomini trasportano con facili tò. un elemento della ferrovia; e ne bastano •IQ per trascinarlo éla nn punto all',tllro. Il prezzo di un elemento è di L. 4.-8 circa. Coll'aiuto di 40 uomin i e con un carico di chi log. 30036 si percorsero su questa Cenala metri 5,33 in un minuto. fotorno ·alla dmnta delle traversine in legno, troviamo nel Gio-1·nate clett'indiistria tedesca le ·seguenti notizie pubblicate da!l' ingegner:e Moser : Le traversine non inietutte, dall'esper ienza fatta sulle ferrovi e germaniche han no una. durata di 3 a 5 anni quelle cli legno resinoso, e di 113 qnelle di quercia. Le tr,wersine iniellate col cloruro di zinco ìnvece durano rispetlivamonLe da 11O a 115 anni le prime, e 22 anni le seconde. Il costo d'iniezione si calcola cli 70 centesimi per traversina. Alle diver~e sostanze d'iniezione del legno fino ad ora usale, fra le quali oltre al d oruro di zinco figur-ano com e l)r incipali il catrame, il subli mato cli mercu1·io ed il solfato di rame, aggiungesi negli ultimi tempi una soluz ione di latte di calce e acido solforoso . Il legno, secondo questo sistema, che è descritto nel Chunical 1Vews, si espone am: iLutto al calore di urnt stuJa per renderlo hen asciutto,. e po i lo si immerge in una vasca a chiusura e!'metica, conLenenle la soluz ione. :\lecli;inte forte pressione si fa rrnindi penetrare il I iqnido r1ei pori del legno, che si .rnelté poscia. di nuovo nell ri. stufa a fi ne di espellerne le parti· acquo:-e. L' eccedenle 'acido sofforoso : ii combinacon la cqlce e forma bisolfito di calce, sostanza :;olubile nell'acqua eche penetra con fac ilità nel legno . Sotto l'azione dell'tu·ir~questo sale si trasforma po i in solfai.o di calce, il qnale cosi combinalo è insolubile anche quando si metLc il legno in un bagno eh.equa. l i 1,egno così preparalo, dices i, non va soggetto alla decompos izione, nè pnò essere co rroso dagli insetti, oltre di che prende diffi-· cilm ente.fuoco.


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LE FElUlOV fE

Le esperienze folte all'nopo hanno dato buonissimi risultati; e siccome questo sistema. d'inieiion~ ha sugl i a.Itri il gra.n~e vantaggio del buon prez,zo, così ne abbiamo voluto fare special menzione, potendo esso utilmente servire per la prepµ.razione dei legnami che occorron~ nella costruzione delle opere di for tifi cazione, dei painoli da baUena, eéc. , quando si voglia provvecledi non al momento del bisogno ma. nella ca.Ima. della pace. Non ci fermeremo sui congegni fissi ed accessori di stazione· ' ' molti ne vennero escogitati in qLrnsli ultimi tempi, ma essi sono d,ll più al meno r:omplicali e perciò di poca uli liti agl i usi militari; hanno però il vantaggio cli poter essere manovrai.i da nn sol uomo. I fre~LtenLi scontri di treni hanno fotLo ideare una quantità di apparecchi per la sicurezza di essi. Per non dilungarci di Lroppo accenneremo a..d[te sistemi che furono inventati in Ital ia e che ci sembrano de ò~ni di fissare l'attenzione del lettore; sebbene, a dir il vero, noi riteniamo che la miglior garanzia contro gli scontri dei treni sia un hen comb ina.lo servizio di movimento. Questi due sistemi appartengono l'uno all',ingegnere Angelo Cattaneo di Pavia e l'altro al sottotenente di commissariatò Romolo Pistoni . · Il primo presentò un modello del suo sistema al ministero della pubblica istruzione, ed . è stato esposto non è gnnri per quald1e tempo al palazzo delle Gnanze in Roma. L'invenzione Ca.lt,rneo è a.pplicabi le addirillura al materiale; richiede correnti èli non molta intens ità essendo per sè debole la resi~tenza delle guide del binario, ed ass)cura il perfetto contatto elettrico fra l'apparato automatico ed il binario per l'enorme peso della locomotiva. Tale smi proprietà gli assicura la preferenza sul sisi.ema H'.tilleache, dal quale; com.e da quello del Cerradini ed altri , si dislmgue perchè il circu ito è formato esclusivamente dall e o-uide che, còstitniscono il binario . Queste poi sono l'una all'altra unite elettricamen~e pei ciipi apposti a. mezzo dì grossi fi li di rame n~n tesi, ,1 fi ne di evitare le rotture quMdo pel freddo si fanno mao-r,iori le distanze fra guide e guide. . Ogni locomotiva è fornita. di una energica pila a debole tensione, d'un comm.ulatore e di una soneria elettrica. · La corrente dal commutatore; altra.versata la soneria, pas'.,;;a in nna -

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SITJP.RUHGI CA

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o più molle, che sfregauo dolcemente ~ulla tesLa di una o più ruoLe di destra e quindi si slancic1 nella souostante guida del binario; l'altro polo. della pila dal coillmut.atore va ad analoube molle che tocca:10 le ruo Le èli sini-;tra . Le ruote èlella macchi1~~ sono fissate silll'asse, mri. eleLlricamente isolate da questo per mezzo d'uno strato coibente; e girano come si sa in un coll'asse medesimo per cui non v'ha strofin io alwno col coibente; un ugual sisLema di isolamento aver debbono tntle le altre ruote del l:L'; no. ' Il circuìto è dunque aperto quando i( treno cotT~ solo sul tronco d'inter:-;l.a~ione; ma. se un altro treno gli corre· incontro sullo stesso, è evidente che il circuito viene a clliuélersi attraverso l'appRrato elettrico di questo, e la. soneria d'allarme agisce su ambo i tren i, mossa da a.rube le correnti di essi. Che se l'altro treno corresse cli seguilo _al primo, le due correnti venendo attraverso gli stessi a passar in contrario .senso non ,;i avrit avviso: tuttav ia polrarino i dne treni scamb ia.r;;i segnnl i di con·veniione quando uno di essi a. meùo del commuta.tpre carnh i il senso della sua corrente. JI treno può pur~ comuu icare colla si.azione vicina quando gli estremi del tronco d'int.erstazione sieno fornit i ciascuno di un filo elettrico, che vachi. a.d un upparato ricevente e trasmiLLente nell'ufftcio del ca.po si.azione; il <:he poLrehbe !'a rsi ancora coi cantouieri lnngo il tronco . Se per un aecidentf\ qLtalsiasi o per una ter1.a mano venisse a stabilirsi la conrnnic::izione elettrica fra le clue guide del tronco, cosicchè il treno ricevesse il segnale d'all arme, è fai;ile rtl macchinista àcco ,·gersi delht :;ua folsitò. bastando che inverta c::.I commulatore il senso èlella corrente. In <pteslo (',aso la.:soneria.cout.inua a vibrare, mentre se la ch iusurn del circuito ~ prodo tta da nn treno che si avanza sull a. Jinea, Ja soneria. si ridu ce ,d silci:izio trovandosi la corrente inverti la rispetto a quello . fl sistema })istoni, che l'i nventore chiama Tl'econtelegrafo , tende a stabilire una corrispondenza. telegrafica, sistema Morse, fra due convogli marcianti nello stesso binari.o; ogni incerLez:a1. quindi scompRre. Lo stesso nome mostra chiarame11Le lo scopo preGssosi dall' inventore, pcrchè él.eri va d(ll!e voci greche trecon, teles, grafo (scrivere da lontano correndo), e perciò ben di\'ersifica dai sistemi a


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E L'INDUSTRIA SIDERURGICA

LE FERROVlt:

.soneria che segnalano avvenimenti generali senza schiarimenti o spiegazioni di sorla. Non abbiamo visto nò disegni nè modello del treconlelegrafo Pisloni; sappiarho però che il compianto ed insigne scienziato P. Angelo Secchi. con suo aulogrnfo lodò molto queslo sistema, e lo chiiunò froppo bella idea pe•rchè 1ion metiti d'essere incora_q_qiata. E tale parere di un uomo che tutto il mondò civile annovera fra i più 'insigni cultori delle scienze fisiche, già forma la prima villoria. Col trecontelegrafo_Pistoni viene raggiunto il doppio scopo d'impedire gl'incontri e gl'investimenti dei convogli ferroviari, perchè ogni treno postosi in movimento avvertirebbe all'allro non solo. la · Slta presen~a s1dla linea. ma eziandio la sua direzione per l'agevolezza della scambievole corrispondenza. Un convoglio a.dunque.partito da una stazione trasmette ii suo telegramma senza r~llent.are la corsa indicando con esso il punto ove si 1.rova e fa. direzione verso la quale cammina. t'inventoré sostiene che col s_istema di speciale comun icazione · telegrafica da lui ideato si possono risolvere completamente i tre seguenti problemi: 1 1° ;\fantenere collegati due convogli in marcia·~ullo stesso binario, come pure con essi le stazioni che devono ancora supera.re prima dello scontro; 2° Manl:enere un convoglio in continua comunicazione con le stazioni già passa.te e col convoglio che potesse seguirlo sullo stesso binario; 3° J>orre ogni stazione in grado di corrispondere, sen.za ecce. zione, con i convogli che sono in movimento su tutta. la linea. Auguriamo alla scoperLa Pistoni di supera.re presto le inevitabili ,difficoltà che incontrano le invenzioni tutte, anche le più utili .

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II. Apparecchi Bessemer. - L'accioio per usi d i guerra. - Industria siderurgica in Ita lia.. Regioni le pitt ricche di minerali. La Valca monica e l'isola d'Elba . - Alti forni d i Maremma . - Ghise varie. - Miscele per la fondita delle art iglierie . - I forni di Allione e Cemmo. - S tabil imento Gregorini -a Lovere ~ Proposte do!la commissione delle fer rovie per m igliorare le condizion i s iderurgiche delle valli, lomharcle. - Cerchiai llra doi cannoni di ghisa. - Jn(luenza che esercitano i corpi stra nieri uniti al ferro . - Withworth; suo modo di comprimere l'acciaio . - P rodotti metallurgici esposti a Parigi; acciaio Beli, Sie mens, di Terrenoire. - Gh isa indurita e bronzo-acciaio. - P iastre Grnson. - Fondita del cannone da 45 cent. a Torino. - TI nichelio. - Il bronzo fosforoso della Phosphor Bronza Company. - Lo swbi lim ento Krnpp . - Il Crcuzot.

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La siderurgia fa tali progressi che domani può sembrar vecchio ciò che oggi è noyità. Il ferro, dopo che le nui.tematiche seppero Lrnvar formole per calcolai-ne la resistenza ai diversi sforzi, si appli cò alla costruzione dei ponti, dei travi dei. palchi, dei cavalletti dei tetti, degli a[usti. delle artiglierie da campo, d'attacco e difesa, e da costa. Di fèrro si fanno non solQ.mente le chiusure nei fabbricati, ma anche intieri palazzi. L'acciaio tende ora a sosLituirsi al ferro nella maa< rior parte delle t>V costruzioni meccàni~he, e la ~_na produzione costituisce una delle notevoli fonti di ricchezza non della sola lilghilterrà, come era una voltar ma pure della Germania, deÌla Francia, ecc. L'i~venzione del Besse1~er, mediante la quale si oUiene l'agciaio fuso d1rettnmente dalla ghisa senza impiego cli à.ltro combustibile all'infuori di quello necessario alla fusione della ghisa stes;a, ha ~ato fecondi risultati. Lo prova iI fatto che dal ,1859, epoca in cui m Svezia per la prima volta si vide attuato uno dei suoi apparecchi, ad oggi, se ne impiantarono in E111·9pa 1180: La produzione annua dell'accia.io fuso Bessemer si fa ascendere attualmente a circa 1000 tonnellate. V'ha fagione a credere poi che essa aumenterà ancor più stante ii sempre crescente impiego che se ne fa negli' eserciti , nella marina, nelle costruzioni civil i e nelle industrie ferroviarie. D'acciaio sono le bocche da fuoco di molte artiglierie di terra e di mare e poco addietro la ditta Elder e C. di 1


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LE FEfiROVI F:

E L'INDU STRIA SIOERUHGIC A

Glascow 1,doLLò l'acciaio pure per la costruiione clello scafo dei bastimenti da guerra. A dimostrare i progressi faui nella fusione e fL1cinazione dell',Lcciaio osserveremo o mo' d'ese111pio che le otacine Kn1pp, il più vaslo stabilimento siderurgico che esistri. a' ai nostri, presenta va ali' esposizione cli Londra , ancor nell'anno 185·1, quale mera.viglia un blocco cli acciaio fuso del peso di chilog. 2 160, ed a quelln di Yienna, nell'anno 1873, uno del peso di chi log. o2i.:WO. · Quale blocco potrebbe il I~rupp esporre ora che pensa a fabb ricare un c:rnnone di 1\,6 cent., elci peso di ,12,1:,òOO chilog.? Né v' è a dubitare del la bnona riuscita di que.sta ardita impresa, avendo egli <•ià fu:,;o uo t:annone da !,,O cenl. del peso di 72000 chilog., il quale ;errà probabilmente sperime,9.tato nel corso dell'anno . Il Krupp, di cui il Reyhaud ~criveva che sa condurre a buon fine « ses 1·évoltitio1is dans zd cu-ts mililaires qui cUcident. de la cha;ice des batailles et changcnt en q1Mlques rnois la de~·tinée des em,pires J) (·I) è adunque ad un tempo il re della siderurgia e dei cannoni. . . . Le officine di sir W. G. Armstrong seppero costruire I cannoni · cla 100 tonnellate cleslinati all'armamcnlo del nostro Duilio, cd a ragione ne menano vanLo . Ed ora l'TnghilLerra s'acc;ì1~ge a costruire bocche da fuoco cli quesla ben più form idabil e: L'acciaio ha crea to un'èra no,·ella nelle industl'ie siderurgiche. L'esistenza e la fortuna cl~lle odierne nazioni è legata intimamente colla produzione del ferro e dell'acciaio; cd il generale Cialdini lo dissé al Parlamenlu nazionale, sostenendo la neccssilà per' l'Ital ia di cinucrsi per ooni donde di ferro, se voleva conlinuare a ,·ivere di v v vila politica . .\lalgra.do ciò, e malgrado la ricchezza clel nostro paese in minerali (.~) , l'llalict è oggi ancor tl'i butaria dell o slraniero di 50 a_70 milioni di lire per importazio11c cli ferro, accia.io e earhone, colpa le sfavorevoli conclizio11i della nosLrn siden1.rgia.. Si ~uole a.tlrilrnire qttesto dcplore,1 ole stato cli cose alla mancanz,L cli btton cornbustihi le; ciò è so la.mente in pa.rte vero. SLanclo alle afferm~zioni cli ingegneri competenti che percorsero i nostri 1

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(I ) Le (er et la houille. -

Parigi 187<1.

(2) Vt>di al proposilO l'opera del havrs -

Torino cla Ermanno Loescher.

I tesori aott.erranei dell'Italia -

edita a

monli, se la legge foreslale fosse osservala, la produzione clell'otlimo ferro martellato e dell'acciaio fabbricato col legno e col carbone che ne cleri va, potrebbe essere il doppio cli quelIn che è· attualmente, e sopperire a buona parte dei bisogni dell'eserci to. Le sale di ruote, ' i cerchioni, g-li uncini, le piastrelle, le maniglie, e quegli altri diversissimi oggelti fucinali e lavorati al martello, i qLiali hanno da presenlare grnnde resistenza e sicurezza, esigpno ferri resistenti ed elastici, facilmente lavorab ili anche a freddo, e questi producono le nostre migl iori ferr iere. E la ghisa non fa clifet.lo. I cannoni di gran potenza si l'anno benissimo anche di quesl' ultimo metallo. Lo addimoslra la buona. riusci la del nostro cannone da 32 cent. , come non d llbitiamo non mancherà alla prova quello da 45 cent., la cu i fusione r iuscì egregiamente. La commissione instituita nel ·1861,, dal 111i niste1·0 della marina per l'industria clel ferro asseriva che se la conservazione dei boschi è preziosissima, anz i necessaria condizione di vita all'llalia, essa è anche l'elemento indispensab ile per l'esistenza della sua incluslria forri èra . Ogn i etlaro di bosco situato in dnLe condiz ioni di prossimità alle sue ricche miniere, pnò rappresentare cla 2 a 3 quinlali di ottimo ferro cloke prodoLl.o in paese. , A ragiono adunque sosteneva l'Italo, giornale che si pubblicava a Napoli ancor rece11temente, che i boschi sono nna ricchezza nazionale da·tutelare specialme11te quando sono in vicinanza delle miniere e presso le coste, dove si può trasportare il minerale delle isole che difeltauo di combustibile, come succede per quello clcll'isoJa d'El ba che si lavora nelle ferr iere di i\:fa.romma. Le altre nazioni civil i Lcngono in allo onoro le industrie siderurgiohe e parecchi governi i11 te,,e1·0 es:;i stessi direttamente all'esercizio cleUe rneclesirne, imponendosi gravissimi sacri lici per sostenerle. ~oi non possediamo i11vece nemmeno esatte carte geologiche e statisti. che accurate dei boschi , delle miniere, delle allicine e degli operai che sono addetti al lo ro esercizio nelle più importanti regioni per la produzione del ferro, che sono uell'Itnlia conlinentale e pe11 insLdare le valli lombarde e specia lmente l,t Yalcamon icà, la valle cl'Aostn, la Toscana e lo Calabrie. Si sa elle la Toscana e le Calnbrie sono allresi ricche cli bLtone ligniti; ma non se ne cono,;cono che imperfettamente i depositi. AN:0. 0 XXIV, VOL. I.

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LE FERROVIE

E L'IND USTRIA SIDERURG ICA

li professore l>io )Jantovani ha di recente scoperto un secondo deposito di. combustibile fossile presso Melito, provincià Reggio cli Calabri a. Il medesimo si avvicina alla varietà delta giaietto ed è compatto, nero, lucenLe, duro, ma nello stesso Lempo non fragi le. I/ Austria sa trarre profitto dalle sue Jigiliti; cerchiamo di imitarla. Un primo passo si è già. fatto usandosi in alcune ferriere IR l.i.gnite. Citeremo ad esempio quelle di S. Giovanni in Valle d' Ar.110 e di Corneto Tarquinia presso Roma, la. cui produzione prese sodd.isfacente incremento negli ultimi tempi. Nell'anno 1876 l'onorevole Brin· disponeva perchè nel ll. a.rsenaJe ma,riu im o di Spezi::t fossero sperimentati i carboni minerali di Bacu-Abis in Sardegna. · l primi sp~rimenti ebbero luogo nel mese ·di novembre cfoJl 'anno suddetto in confronto col carbone Cardiff e furono esegui ti colla nui cchina fissa di 50 cavalli; altri se ne eseguirono nei giorni 7, 9, ,10 e 116 luglio ,1877 con il carbone nazionale, , e nèi giorni ,1,1, ~ 3 e 114. · dello stesso mese con quello inglese anzidetto nelle calda.ie della. macchina di 50 cavalli elfetLivi. ·~ Le conclusioni formulate da lla commissione dopo queste seconde sperienze sono che: 1 chilogrammo di carbone Bacu-Abis va.porizza chilogrammi o, 75 di a.equa., mentre un ch ilogrammo di carbone Cardiff ne vaporizza. chilogrammi 6,4.7; per conseguenza il rapporto, prendendo come unitò. l'acqua vaporizzata. da.I Cardiff, sarebbe C(Jme ,J :0,888; il consumo Bacu-Ahis per ora e per forza. di cavalli è slalo di chilog. 2,250, mentre col Cardiff fu cli chilog. 1,9,15. Il rapporto adnnqn.e , prendendo sempre per uni~à il Cardiff, s::trehbe come 1 :11, 1175. Da questi dati la commissione deduce esser·e il combusti bile Bacu;W)is discretamente buono ed anche economico relativam~nteal costo, semprechè il prezzo del Jfacu-Abis sia almeno di 1/ 5. inferiore al prezzo del Cardifl'. Il carbone di Bacu-Abis è di aspetto lucente, lamellare nella frattura, poco friabile e secco nl contatto, non sporca le dita, ma conLiene sostanze terrose e leggiere tracce di piriti e dà molto fumo nero e denso . ' Da una prima serie di sperimenti fatti a terra. nel luglio ,1878 col 1

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carbpne Bacu-Abis in confron to col carbone inglese Nixon , il potere calorifero del primo è di 5769 calorie e del secondo di 7H)9. Gli esperimenli nell'uso orèlinario del carbone a terra ed a bordo continuano. È necessa rio che l'Italia studi il moél.o cli l,iherarsi dalla importazione del ca.rbon foss ile che le occorre per la. lavorazione ne' suoi mineraJi e peoclottì grezzi , senza di che ( industria ferriera non può fiorire, malgrado la sua ricchezza in mineral i di ferro . Le locaJit.à forrif'ere si incontrano qnasi in ogni regione d'Italia. La produzione del la, ghisa però è limitata alle quattro tra le più· ricche di minerale ed ancor discretamente provvedute cli carbone .:vegetale. Nei distreLti f'erriferi éli Lonibardia e di Toscana è orà concenLrata pre~sochè tuWl fa prodÙzione. Le principali località fe rrif'cre della Lombardia sono: l'Alta Valtellina; i dintorn i del lago di Corno; nella provinci:1 di Bergamo le valli Brembana, Seriana, di Scalve ossia del Dez'l.O, dì Sovere onero del Borlezza ; nella, provinci,1 di Brescia le valli Camonica, TrompianaeSahbia. Di metalli è tutta sparsa la valle superiore dell'Oglio. Le miniere di ferro si Lrovano a Pisogne, a Cerveno, a Cerano, a Paisco, a Loveno, ,l Malonno. Dovunque esistono piccoli l'orni che danno ferro ccl acciai.o· di ottima qualità. Ma le gravissime imposte che pesano ,mi boschi, la mancanza cli buone comunicazioni, il frazionamento deJl'industrie per difetto di spirito di associazione, i melodi deboli e costosi· di fabbr icazione ... immiseriscono lo.produ.:. · zione, e questa industria del ferro e dell'acciaio intisichisce e stenta di fronte al lavorn associalo, concentralo, sorretto dall~i scienìa, dai capital i e dalla faci li Là degli smerci. l?erro spatico (come dice Gabriele Rosa) in vene bianche e scure si trova in val Ripolo sopra 'Pisogne, ai colli verso Schilpario, presso Scah:e, al monte Elto sopni. Capo di Ponte; ed in filoni sopra Malonno, in val Paisco, nei 1nonti Giovo e Tinede, di Ono e Sellese in terreni paleozoici e schisi.i argiIl osi della formaz ione triassica. Le miniere ferrifere delle provincie toscane si distinguono iil miniere dell'isohi d'Elba e del Continente. Notevoli sono le :miniere di Rio Albano, Vigneria, Rio, Terra-Nera. e Calami.la nell'isola d'El ba. La 'miniera cli Rio fu coltivata senza interruzione dalfa'prima


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LE FERHOVIE

epoca del ferro fino ai nosLri giorni. Le miniere cli Vigneria, cli Ilio, di Terranera e cli Calamite furono coltivate all'epoca romana e quindi ahbandonal:e; vennero nuovap.rnn te attivaLe nel 11853. Esse si Lrovnno nella parte orientale dell'isola, in prossimità o a. contatto del mare, ed hanno grandissima importanza per la loro estensione, èhe in totale misura, metri quadrati 4, 3(M, ,163; per la qualità. del minerale, em,anite, lùnonite e , nagnetite; e per la loro potema. La produr.ione delle cinque miniere dal ·I O luglio ,18'1 11 al 30 giugno ·1877 ascese a tonnellate 11, 132,354 e in media ,urnua. a t.onnellaLe ,188,7.26. La,mecli a annua dei bastimenti cbe caricarono minerale dal I87 1 al 11877 è di ·I 302, di cui ,124-4 con bandiera nazionale e 58 con bandiera estera.. La fusione dei minerali si fa sulla costa maremmana, come già si è avvertito, in alti forni situati a Cecina, Valpiana, l<'ollonica ed a Pescia maremmana. Ad eccezione di quest'ultimo gli stabilimenti metallurgici di .Maremma sono d,i perlinen:1.a dello Stato, come sue sono le miniere dell'isola d'Elba. L'eserci:r.io è atLua.lmente condotto per mezzo della cosi d~tta Am,m1;wistrazione cointeressata. Le ghise di Follonica furono sperimentate nell'anno 1866 allo scopo di vedere se erano acl,ute alla fabbricazione di cannoni, il loro impiego raccomandandosi sotto il punto di vista ecònorn ico. Si fosero pertanto quattro cannoni ,.e si provarono; rna nessuno di ·essi resistette ai 55 spari prescritti dal regolamento 118 aprile 1J 860 per la collauclazione e verificazione delle bocche da f4oco . Antecedenti esperimenti ratti nel if 859 con le ghise di Dongo (regione Lago di Como) e di Aosta, e nel 11862 con quelle di i\:I ongiana (regione Calabrie), avevano dirnoslrat.o essere nemmeno queste ghise adatte alla fabbri ca:1.ione delle bocche da. Cuoco, se imp iegale da. sole. · Le esperiem,e eseguite colle ghise lombarde dal 18(ì0 in poi nella fonderia di TMino invece riuscirorio sempre bene. Sicchè il minìstero delia guerra ffe prnscrisse l'uso in tutte Je ·circosl.anze in wi occot:se di adottare nuove miscele per la fondila di a.rtiglierie di grosso cali.bro. Le miscele, sia cli più specie di ghisct, sia di buona ghisa, tronchi ( vec!~hie bocche da fuoco ridotte in pezzi), materozze 1

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E L' INDUSTRIA SIDERURGICA

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(parti eccecler;ti la lunghezza della bocca, dc1 fuoco che si tagliano) e canali, oll.recchè migliorarne la qualità. offrono un vantaggio economico. , Le ul time miscel.e adottate per la fonderia di Torino consisl.ono · in 3/if'.!?dighis,ldi Allione; 4/ 42di lronchi francesi; 2/·12di !.ronchi inglesi e 3/ 12 di materoz:1.e e canali: un'altra. miscela è ratta con 3/.1 di ghisa di Allione ecl 1/ /~ di materozzee canali. Per la fonderia di Napoli l'ultima miscela approvai.a. contiene 110/:i:lll di ghisa cl' Allione, 5/ iH cli tronchi d'artiglieria svet\ese, 3/ 2,J di tronchi d'artiglieria frances i, e 3/ : 111 'Cli rnaterone e canali. · Allione è uno ilei forni p'iìt important~ e meglio situati cli Val Camonica;· giace, come quello di Cemmo (altro fom o meritevole di considerazione), presso il fondo della vo lle sulla destra c1ell'Oglio. Ambedue .questi forni, ed in genere tutti quelli cli Val Camonica, proilucono ottime ghise bigie d~Ì, geUo e bianche d'affinamenlo per . ferro ecl accia io. Jl forno .cl' Ali ione, cli proprietà della, clitta G·regorini, è situato in buoqa posizione presso lo sbocco dell'Ali ione nell'Oglio. Il Gregorini dimostrò col fatto esser l'Italia in grado cli competere vantaggiosamente per qualità e per costo contro l'invasione dei prodotti sidernrgici esteri. I seguenti cenni suilo stabi limen Lo tfa Iui innalzato presso Lovere, allo sbocco del Borlezza. nel lago d'Iseo, riesciranno certamente grati al lettore, essendo esso, per mezzi di produz.ione e j)er bontà de' suoi fabbricati, unico in Italia. ' Na,to a Yezza d'Og1 io, dove fioriva la piccola industria del ferro, istruito da viaggi e da studi profondi, dotato cli volere tenace, di mente chiara e serena, il Gregorini si propose di creare un po' a,lla volta nel paese suo un grande stabilimento: Ad un chilometro circc1 da Lovere giar:eva inoperosa una potente forza d'acqua che già aveva alimentato fonderie della Repubblica Veneta, è poscia fabbriche di falci che il grande Napoleone v_i aven fatto erigere per opporre concorrenza all e fabbriche austriache. Di questi stabilirn.enli più non rimanevano che meschinissimi rnderi, e la considerevoÌe forza. d'acqua non dava vita che a misera macina di grano . L'importanza di questa posizione sia come cenlro d'approvigio1

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E L' I N D USTRIA SIDERURGI CA

~amento, sia per ricchezza cli forza motrice, non sfuggì al Gregorini , 1l_quale ben sapeva che presto gli avrebbe fatto difetto il comLusti_bil_e quando avesse voluto servirsi unicamente del vapore per far agire le poi.enti macch ine che occorrono in vasto stabilimento siderurgico. Acquistò quindi questi miseri ruderi; e fin dal "834 vicos,trus.5~, coi metodi pifr nnovi e perfetti, forni per la hworazione delI ~tcc1arn e del_ fe_r'.·o, ~-dotò il nuovo sta,b ilimento di pes:mti magl i e dr. un treno d1 cllrndn mosso da turbina.. · Gli acciai _ed_ i fer'.·i Gregorini sono ricercati non solo in paese, ma henanco, ~~ m 1spec1al modo gl i accia i, all'estero . Le sneghise bigie per tenaclla sono le migliori che si conoscn.no, e le cristalline ,;ono molto apprezzate per durezza. L'ammin istrazione delJ a rruernt se ne sen:e, ~eco1!do ht quali ti, per la fu sione delle grosse imi~lierie e dei pro1e1.t1 perroranti. Attualn~ente la, ])l'oduzione dello stabilimento Gregorini, pl'esso · Lovere, nen fatta: .

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. a) Con ~due alti ~orni, i cui gaz esuberanti, con sistema ideato dallo stess? C,·regor111 1, vengono nLiliaati per l'andamento di due pudler _e ~1 du~ 11ollitl'ici, di modo che col corn hustihile necessario p_er la fu_s10n: dei minerali, si fanno senz'alLra:spesa di combustib ili ci~:ca qu.mt~lt 65 al ?iomo di fe1To in massell i, e se ne possono fanunare altn 1100 quintali; b) Co~ due pud ler a suola gira.ute, per la rabhricaz ione del fel'ro , la cm pro_dnzione a~cende a cirt:al0 quin tali al giorno; . ,. .. ~~ Con Hn ,1or~o.a fusione d'accia.io a suola girante, per la t;.tbb_r'.~a:ione ddl acc,aH~ fuso, la cui produzione può essere spinta a ctt ca 200 c1u1ntal1 al (rwrno · è)

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di . . ~) Con q.uattr:>. boHitrici, s~l.l: n~agli _e due Lreni a Iamiuatoio, ~lll U~? per Ja, crJmdraLura de1 fel'l'I a dimensioni grosse, e l'altro pe1 ht_c-1lrnr1t:atur~l delle misure mezzane e piccole. , _La lorza_ rl111am1ca dell o stabilimento Gregorini è attualmente di arso cavall i; può Lutta.viR essei; portata a HOO . Gr~gori~i e mo1to da poch i mesi. Facciamo voti perchè l'energr~o ed rnteH1gen.Le impulso da lui' dato all'industri::i con Linui a portai ~ quelle henel,che conseguenze che erano la sua aspirazione ecl il compenso ttl le sue I unghe fatiche. I minerali irnpi ega ti dal Gregorini provengono dall e numerose

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cave aperte sull'alto della· yaqeua d' Allionc nei banchi interposti o sottoposti al servino. Sono spati ci, generalmente poco ~1angan!f:-ri come quei cli Cemmo , in parte intatti, in parte dccornpost1. Quelli mtatti vengono torrefatti e lasciati macerare presso il forno mede:;imo. I minerali provenienti dalle cavt dei monti Largone e (;ravien1 aperle nei irn.nchi dell'arenaria rossa o degli scisti inferiori poco rnanganiferi o con rn.atric~ silic:ea, sono molto pregevoli perchè forniscono rrhisa bioia da Vaetto e dtl acciaio, e quella lamel lare ar- . le,,:1, micrlior V V O gentina p11l'e per acr,iaio . Lt ghisa argentina a grano minuto, huorn1 per ferro comune, proviene cla altr i minera.li. . Essendo le ghisy Gregorini quelle che p·iù si ad.operano nelle fonderie mil itari di Torino e di Nap,di, ci siamo fermati di preferenza Sll q11esl.e, sehbene meritino consiclerazione pure gli allei forni di V1tl Camonica, i q:uali in genere potrebbero produrre ben più di qoanlo producono, quanclo le comunicazioni dalle miniere ai forni fossero migliori. L'aperturn di ,dcuni t.nctti di strada carrèggiabile pm: ~ge~ volare il trasporto dei minerali è oggicli reclamata clalla necessita d 1 ridurne il costo . La comm issione delle ferri 1.'lre istituita nell'a.nno ,18M dal gene/aie Menabrea, allora ministro clel~a ma.rin a, nella note\'ole Ilelazione compilata dall' ingegnere ispettore delle miniere Felice Giorc~ano,' proponeva fra le aìtre cose per le valli lombarde quanto testualmente riportiamo: 11. 0 « Sia riveduta. l' ìmposta fondiaria sui boschi, la quale vi dal:[!: dal ,182;1, e in diverse loealità è arfatto sproporzionata, fissandola in armonia con quel la cbe ora gravita su gli altri rondi. In via subordinatR poi si propone di perequa.da a quella di Valtel lina,, clove tale riforma già venne esegL1ita )) . '.ì . « Il governo, d'accordo col.la provincia di Bergamo, promuova l'impianto d'una scuol,t elemen tare di arte mineraria e siderurgica pei capi-maestri, o n~l già esisten~e istituto tecnico artistico Ta.clin i in Lovere (Lago cl'Tseo) ovvero nella città stessn cli Bergamo ii . H. o- <1 L'ammini~traz ione del govèrnu pro1uuova per mezzo delle autorità locali la costruzione lt'una strada carrettiera, particola,rmente utile al trasporto dei minerali, nella Va.Ile dell'A lliolle da Loveno sino. alla strada.nazionale della vallata èlell 'Oglio. La costru0

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F ER ROVI E

zione s'eseguirebbe da un consorzio o da qualche privato, Il o-overno la dichiari di pubblica thilità ed autorizzi l''in1prendito1'.e a ;ta bi lire lirnilamente al minerale un pedaggio non eccedente L, 0,.20 al quintale >> , Dal poco che abbiamo detto sull'industria ferriera dell'Italia ap'_pare essere noi in grado di sopperire alla defiC'i ente produzione dell'acciaio nella fabbl'icazione delle arLigl ìel'ie dì gran potenza con la ghisa. Di questo materiale si fanno infatti non solo i nosLri c.1nnoni da costa m,t anche quelli da muro. A quesLi cannon ì, che -richiedono forti cariche le quali producono tensioni iniziali di mo lte migliaia d'atmosfere capaci di produrre nell'interna pr.i,rete pm·ziali lacerazi~ni prima eh~ l'azione loro siasi trasmessa all 'est~rno, viene applicata la cerchiatura con anell i d'acciaio, anelli che forzati a caldo sul tubo di gliisa esercitano su cli.es~o una tensione permanen Le molto energica e formano quasi corpo col medesimo. Noiprovvedia1Ìlo questi ~erchi all'estero, cui ithhìa rnopure ricorso per i cannon i da 9 da campagna. essendo la fabbri caiiÒne dell'accia.io rimasta stazionaria in ItaliD. I progressi còmpiutisi neKli ult.imi tempi nell'arLe di affinare il ferro in Germania, in Russia, .in Inghilterm ed in Francia, sono invece notevoli, e di questi intendiamo ora parlare, Premett.eremo tuttavia alcuni brevi-cenni sull'in fluenza che esercitano i corpi stran ieri che più comunemente vanno uniti al ferro. La malleabilità e la fus ibilità del ferro e dell'acciaio dipendono essenr.ialmente, a parità di condizioni, dal tenore in carbon io. Più il metaJlo è carbona to, più è fusibile e difficil e a lamina,re . l corpi stranieri, zolfo, silicio, fosforo, manganese posso1ro influire su certe proprietà della gh isa, ùrn non modificano la sua natura speciale. Si potrebbero formulare le proposizioni seguenti sull'influenza del fosforo e del si Iicio: In presenza di una notevole quantit.à dì carbonio essi rendono il n~etal.lo intrattabile a caldo . Sei! carbonio è in quantità inapprezzabile, 1J metallo potrà restare dnttjle, quand'anche fosse carico di notevole proporzione di fosforo e silicio, di cui il limite sarà dato dal solo bisogno di resistere al colpo , La lhvista S cientifico lndi1,striale cita le esperienze del Mrzack per dimostrare come sia errore l'attribuire al silicio l'intraLLabilità a

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P. L'IN DUSTRIA SIDERURGICA

caldo del ferro; sono invece i silicati che lo fanno rompere. Per dimostrarlo il ~Irzack ha introdotto nel metallo fuso, non contenente che pochissimo carbonio, del silicio meta llico, e ciò non ha impedito Ja sua bivorazione a caldo. Il manganese si comporta diversamente del fosforo e del silicio. Secondo le più recentì teori e il medesimo deve considerarsi come riduttore dell'ossidQ di ferro. L'elim inazione dello zolfo es ige, per e·ssere portata, ad un buon grado, un'ossidazione prolungata, il che fornisce un metallo intimamente commisto ad ossido di l'erro. L'aggiunta del ferro nianganese, composto assai ricco in carbonio, restituisce qnesL'elemento al ferro e riduce l'ossido, sia per se stesso, sia p·er il 'carbonio restitu ito ; l'oss!clo di manganese passa facilmente nelle scorie, portando con sè altre in;iporità. Nel la maggior parte degli stabili menti siderurgici le operar.ioni inerenti all'affinamento del ferro sono condotte coi processi del Bessemero del Martin, i qual i danno non solo prodotti omogenei, ma, per la maggior uti lizzazione ed il minor consumo del com.lmslibil e, pu.re ,una notevole econom ia cli produzione. I forni vogliono però essere alimentati con ghise speciali, ottenute da mi.n.erali mol to ricchi e puri, quali si hanno dall'Isola d'Elba, dalla Slp.1gna, dalla Svezia, dalla Scancforn.via e dall' A.ljeria; e ciò ·perchè se in essi r iesce perfetta l'eliminazione del carbonio e del silicio, non la si compie però del pari riguardo al fosforo ed allo zolfo. Il metodo del Bessemer, che è il più diffuso oggidì, basa su.1 prin·Cipioche l'ariaspinla con forza allraverso alla ghisa liqu1cfa ab brucia fo pochi ista1Hi non solamente le impurità in essa contenute, quali · il carbonio, il silicio ecc., ma anche parte del ferro, svilupp,u1do così tale calore da rn.ant;enere liquido il bagno metallico anche dopo la totale elimìnaiione del carbonio e la conseguente conversione della gh isrt in ferro. Per c.onvertire poi il feno così decarburato in acciaio, si aggimrne al bagno,, poco prim,1 della c.olata, la quanlìtà. prestabilita cli ghisa specular~ manganesifera o di ferr\l manganese. Più , sopra abbiamo osservalo essere il manganese un riduttore dell'ossido di ferro; l'aggiunta dei metalli sopra indicati lm qu indi per 'i scopo di distruggere gli eITeui di ossidaz ione r isultanti dall'energica ,corrente d'aria necessaria ,Lll"opera7,ione, senza di che il prodollo 0


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LE FERROVIE

mancherebbe di malleabilità e di tenacità; inoltre d'introdurre nella massa fos:t la proporzione 5li carbonio necessaria per infonderle una, conveniente durezza e converti rla in a.cciaio . L'apparecchio Bessemer è un immenso crogiuoJo (storta), detto 1:onoe'l't-itore, di lamiern foderata con materia refrattaria, mobi le attorno ad un asse orizzontale. Il convertitore è aperto nell a. sua parte superiore;. nella pane inferior.e esiste una cassa per l'aria die comunica co ll 'interno del convel'lito1\:! attraverso il suo fondo mediante una serie di piccoli ttgelli , e con la macchina sofGaute per mezzo di un tubo , il qu:de imbocca in tlll cerchio· rnvo clw cinge il convertitore all 'a][ezza degli orecchioni. Uno degli orecchion i è pure cavo, e comunica con la, macch ina soffiante per mezzo di un seco ndo tubo. Nell' insieme il co nvertitore Bessemer lrn la l'orma di una pera; i Tedeschi in fatt i lo t:hiarnano Birne. ll met,t!lo, ,1 fu sione cornpillla si versa in una pentola abbassando la bocca del convertitore quasi sino al livello della pento la. La pen~ tola si vuotit po i per una apertura praticata su l fondo in sLampi collocati gli uni accanto agli altri in una fossa, scavata di rimpetto al convertitore. Il tra.sporto della pentola è affidato ad una. grue idt·twlita. 1l metodo Siemens-Martin ha per iscopo di uti lizzare le testa delle sbiuTe, Je bcivatn·1·e delle forme ed altri cascami d'acciaio. Esso tende all'affinamento della gh isa portata a Iiquidità in un forno ariverbero , mediante la reazione del ferro . Withworth 'g iunse a comprimere l'orternenLe e ad addensare l'accia.io allo stato liquido, us,rndo una mescolanza cti àcciaio Bessemer e ni acciaio Siernens-Marl.in, e ad ouenere cosi una ma.tet'Ùl prima assai opportuna per la fabbricazione delle arLiglierie, rlelle torpedini , delle caldaie a vapore ecc . Tt·oppo a lungo ci trarrebbe il voler ·descri,,ere anche sornmariarnente tutti i metodi di f'abbricazione dell'acciaio ora in uso ; rimandiiuno pe1· questo il lettore all'eccell ente puhh licazione in cor;-;o di stampa - Enciclopeclic1, clelle Arti ed lnclnstrie, edita dall'On ione Tipografi c:o- gditrice To1·inesé. Il ~istema Bessemer serve alht fa bbricazione di buona pari.e delle n.rtigli erie europee, 1~ permette di convertire la ghisa, che l'ILalia produce in copiosa quantitt1, in accia.io senza che si l'ichieda nuovo combustibile.

E L'!NOUSTR IA S ID E RURGIC A

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Passiamo ora ai prodotti metallurgi ci esposti alla mostra mondiale di Parigi del l'anno ,J 878, che interessano il mil itare. Le brevi no.tizie che riportiamo sono riassunte dal giornale ll' Artiglie1·ia e Genio. L'americano Lowthiau Beli ha esposto acciaio preparato sewndo un metodo, che tende a togliere i I fosforo rlalln ghisa nel converti tore di Bessemer va lenr1osi di minera li ossidati. di (cno, evitando le alte· temperature, rico.noscinte capaci di soll.rn.ne iI fosforo dalle scorie e fari~ nuovamente compenetrare nel bagno metall ico. Il Siemens fa qualche cosa di simile; eg.li aggiunge nell e sue offic ine di Landore alla gh isa fusa miue.r·ali di fon·o di huona qual ità. Il minerale frammisto colla gh i~a liquida perde una parte del suo ossi!teno, che si co1.nb ina co l carbon-iodclla ghisa per m i questa viene dec;rburalae quella ridotta. On oli.imo si agginnge al bagno urrn data quantilà di ghisa specnlare, e la massa resta conyert.ilrt ·in acciaio . . La compagnia di Terrenoire produce oggidì dc! ren o manganes1fero che con tiene, dice:;i, 1'80 °.\ di manganese. Dopo rpianto è ; tato detto sull'ul'Cicio del mang,1trnse nella l'tthb ri cazione dcil'acciaio, l' impoi:lanza di cprn,:;te leghe nelhl fusione dei minera li r icchi di ('osforo non lia bisogno di iii teriori dimostraz ioni. Per e.,se si oI.tengono pure nei forni Siemens-Martin acciai. d ilcissimi, anche impiegaudo rollami notevo lmente fosforosi . A Tencnoire ~i ha. l'acciaio rnlato ,;e11;,:a soffiaLure, difetto co. mune degli ar.ciai fusi e ehe si. cerca eliminare med iante il martellamento e la laminazione. Il processo di lhhhrien ione seg11 Ho in qoe;:;te officine pare consista nel pre,'enire la formazione e lo sprigiona'.nento del gaz ossido di carbonio duran tf: il getto ed il Lempo necessario alla sua solidificazi one. Pnrn di più che il silicio abbia delta siugolare prerogaLiva, per ct1i le ofncine cli Terrcno:rc prod ncnno ghise ricche di si!i~io . Nel successivo lavorn di affi namento semlmt che il silicio 'tenga el im inato insieme al carbonio, ma la sua presenza durante le pre~edenti operazion i coutribu isce a ridurre, di mano in mano che -si· forma, l'ossido di carbon io, causa unica del le soffiatnre nei gelli gt:ezzi di aeciaio. L'ace;ia.io così ottenuto viene temperato sempliccmen Le nell'olio . QuesLa specie di acr:iaio contpete per res istenzD e per nervo, almeno così credesi in Francia, con i miglio ri· prodotli del genere che· si fabbricano nelle al Lre ofrrcine osando altri procedi men ti.


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LE FERROVIE

t. L~n fauo però che gli ·oggetti esposti a Parigi lo scorso anno dallo stab1 lnnen.to di Terrenoire non mancavano di colpire gli intelligenti p~r la '.·ad1cale e perfetla trasformazione della tessitura granulosa e cnstnllma, quale rinviensi nelle rn.asse d'acciaio fuso, in fibrosa e complet.amentè o·mogenea, e ciò indipendentemente dal loro volume. L~ .1.e~s'. turae1:a uguale in .tutti gli. oggelti esposti, in cruella del blocco ~l accrtuo·destmal,o aUacostn1zione di nn cannone d:d4. centim. come rn.quella dei minuti oggelli. · .~ltré all'acciaio fu so i prodotti sid~rurgici che più intere~sano il nuhtare sono In. ghisa i{l.duril.a ed il bronzo acciaio. Sul_rn9do di fabbr icazione di questo ultimo poco è p.enetrato nel pubbltco, si sa tuUavia che l'Ucatius, il llosset ed il Lavroff ollengono il costipamento del metallo fuso in forme metalliche mediante spine coniche che si sforzano nel tubo che ha da servire alla fo.bbrical.ione della boccà da fuoco . · . LiL.gh isa indurita si ottiene meclièmte la fusione di diverse qualità di ghtse mescolate assieme secondo una data proporzione. La più app.rezzal.a è quella che si fabbrica a Buckan, presso Magdeburgo, dal signor ~ruso1~; il modo di mescolarle però è tenui.o segreto. Le piastre da corazzatura del (}ruson hanno questo di parl.ìcolare che mentre presentano alla superficie esterna !a durezza dell'acciaio l'interno è costi Lu il.o da ona massa dolce e tenace come il ferro . ' Per ottenere gh isa cli buonn qualità, conviene ati.ua.re con molta rapidità fa fusione delle varie specie di ghise che entran~ nel la composizione. T.l Grnson si sel've all'uopo di forni a riverbero dita.li dimensioni da permel,tere h fusione in ciascuno di e:;si ·di circa 200 quinto li di gh isa in un' ora. ~i tempo . · I l metallo I iquidosi cola per mezzo di canaletti dal forno in bacini di ferro prcventiva mente 1·iscaldati, ove lo si rim e,,cola dii igentemen te con appositi :;lrum enti, specie di pale, a fine di renderlo ben omogeneo e d'accelerarne il rnCT'i·eddamento . Giunto il momento deJJ:t. colai.a , che si conosce dal colore del metallo Jluido e rlal modo con cui si distacca dalle pale ed agisce su di esse, ad u.n segnale di!-1.o si so ll eva la saracinesca che chiude il canale cli co!at11, e la rnassa ;;i riversa e.on sordo rumore nelht forma. I Q'az sfnggouo per gl i orifizi I.asciati nella, parte superiore della fo 1·.nu~: e s'~tcce~1don_o ~)as:'111do au.~avers'.) le fiamme di l.rucioli collocati sopra ii, ess i, cu i s1 da fuoco prnna d1 alza.re la saracinesca.

B !.' IKDllSTf\JA SJOERUHGICA

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Quando il metallo si riversa. dagli orifizi anzidetti, si cala la saracinesca e l'operazione è finita. Le forme sono .cli metallo e si costruiscono su d'un modello di gesso feclele riproduzione della. corazza da. fabbricare. La parte s·uperiore è-fatLa con la. solit;i sabbia. L'interno dellà forma comunica. coi canali di co lata sopra menzionati per mezzo di aperture lasciate, nelle pareti. In confronto degl.i stabil imenti 1netall11rgi ci del la G·ermanirt, della Francia, cleiringhill.erra e della Russia, l'Italia appare piccina piccina; ciò nulla. meno es~a registrò nell'irnno teslè decorso uno di quei trio11fi che fanno epoca. rtella storitt industriale di un popolo. Coi mezzi limi tai.i di rni e~,m dispone si condusse felicemente a termine una delic;i.tissima operazione siderurgica; ~lludi1tmo allct riusci ta fusione del cannone dn k5 centimetri eseguita nella fonderia di Torino . Ciò prova che ci mancano solamente i mezzi materiali per còrrere il palio colle altre nazioni ; gli uomini capaci di concepire grandi idee e di attuarle li abb iamo. Quando lo spirito d'iniziativa. (',he produsse sì grandi risultati sarà entrato nella mass11 del pqpolo, la patria nostra non pagherà più l'ampio tri·buto d'oro all'est.ero d1e ora. paga per avere in compenso ferro ed acciaio. · '1a com missione ·ist.ituita dal Ministero di marina, più volte menzionata, riconosceva rin dal!' anno · ,186il, 'la necessi tà di intro, dmre nel nostro paese la l'abbrica1.ione dell'acciaio mediante il processo Bessemcr, e I)roponeva al governo di obbligarsi ad aftìdare una. commessa sufficiente a gtrnrantire un cospicuo guadagno a.quell'industriale che volesse appli carlo in Italia, prod·ucendo l'acciaio a p1·ezzo non nrnggiore del corrente e di tal e qual iLit da ri11sci rn utile e cO'nven iente nei diversi servizi pu bblici. Al movimento d'idee emesse dall,1 medesima è dovuta la fondazione delle oOìcine clell:t Perseveranza e di quelle di Novello per la fabbricazione dell'acciaio Bessemer; esse tuttavia non raggiunsero lo scopo cui si mirava. · , Un me!D,llo che tende ad n.ssurnere una ·grande importanza a' dì · nostri nel commercio è il n icheli.o. R~so, media.i1te l'azione galvanica. rende bianche come a,,gento ie superficiemel.a!Jiche di ferro, rame, ottone e bromo; oltre di che viene imp iegato nella lega con altri metalli.


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ln Italia, Sassonia:, Ungheria ed America del nord scavansi mi,1er.ali di nichelio, ma impuri e misti all'arsenico ed allo zolfo . X:idroC' sili cato \ li magnesia e di nichelio invece che scavasi nella nuova Caledonia è ri cchissimo di cruest'ultimo metallo . Il nichelio si lavora in diversi stabilimenti di Francia con bnoni risultati, come appare dai divei·si prodotti di fono e di a.cci.aio nichelizzati galvanicamenl.e che ci vengono da colà. I particolari di fabbricazione sono gelosa men te custodi ti . Fra le leghe mela!Jicl~e che figuravano all'esposizione di Parigi vanno specialmente notate iLbronzo fosforoso clellaPhosphor-Bron.ze Company cli Londra, ed il bronzo manganesifero della ditta Manhés di Lione . , La società inglese assicura che il suo bronzo fosforoso può esser prepctmto, a ·volontà, più dultile del rame, ovvero malleabile come il ferro fucinato e perfino duro come l'acciaio. L'introduzione· del manganese nella miscela di rame è stanno v ' stando a.Il e dichiarazioni della ditta francese, avrebbe per i:;copo di migliorare notevolmente la qualiLà del bronzo . GJi speri m.e1;ti fatti dalla fonderia di Torino però su cl.i un simil cilindro di il ronzo manganesifero, fuso in pretella e compresso all'intorno con cunei, comparativamente ad altro di bronzo ordinario di ugual i dimension i e fi~bbricaLo i.n ugual modo, dimostrarono essere l'agginnla del manganese nella fa.bbricazione delle bocche da fuoco di bronzo nonchè inutile, dannosa, quando s'impiegano buoni materiali per il carica· mento dei forni . Sia rispcuo a questa lega sia rispetto al bronzo fosforoso pertan Lo il nostro Giornale d'attiglierùie genio crede che per la fabbricazione di artiglierie in bronzo, la strada più sicut·a a segu irsi sirt, almeno fino ad oggi, quelht dell 'ii11piego di rame e stagno ecceJJenti, della colata del getlo .in pretella, e della laminazione, ossia compressione, della parete interna della bocca da fuoco . Il nome di Krupp corre oggi su tutte le labbra; crediamo quindi far cosa gra.La al lettoré dandogli un'idea dell' cstensionee produttività del suo stabilimento, desumendone i dati dall'ultima pubblicazione statistica gentilmente favorilaci da.Ila stessa direzione dello $tabilimento . La fonderia di Essen esiste dall'anno 18,JO. L'attuale pr-oprielario 1

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E L'lNOUST!UA SlDERUl-WlCA

LE FJ:!:Rl'lOV!E

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signor Alfredo Krupp vi sta a capo fin dall'anno 1826; dall'anno '18,S.S essa lavora escl usivamente per suo conLo. Lo stabili mento Krupp si suddi,,ide seronclo la naturn del lavoro e dei prodotti in tre rami : a) la fabbrica d'acciaio propriamente della; b} I.e miniere; ,:) le ferriere. La prima trovasi nel Esser~ si~I fiume Ruhr; le seconde e le terze sono sparse in d,iverse provincie della Germania; alcune miniere sono in Spagna.. a) Nella fabbri ca d'acciaio lavora.no auualmenle 8500 operi'.i . . La s11perficie occupata dall'opilìcio raggiunge i 400 c:lla.n d~1 quali 75 sono coper'Li. La. fabbrica annovera: Hi~8 fon~, d1:ers1 ; 298 caldaie a vapore; 77 magli a vapore da 1 a. t>OO qu1nlal1; ,18 laminatoi; 294. macchine a ,,apore da 2 a 11000 cavalli della forza complessini. di 4 1000 cavall i; 1063 rnacd1ine da sLrumen~i . • . . La fo.bbricazione si estende ai seg11enti ogget.Li: si.tic · e cerc:b1on1 da ruote, ruote, scambi e pezzi a cuore per fenovie, guide e molle per ferrovie e miniere, sale per l~astimenLi a vapore, pe1.zi c~a m.a~chine, lamiere di ferro e d'acciaio, cilindri, diverse qua l1tàdaccia1, accessori per basliment.i da giierra in ferro bai.Lu to , cannoni, affusti, p1:oietti , cani per artigl ieria, ec:c. ' Utilizzando tutti i mezzi si possono fabbricare in 21· ore: ,J 9125 metri di guide da ferrovia; 350 cerchioni d,t ruote; 150 sale da locomotive e vetture ferroviarie; 180 ruote da,ferrovie diverse· ,1000 molle da ferrovie diverse; 1500 granate diverse, ecc. In un mese si possono fabbricare 250 cannoni da campagna; 30 cannoni da 1::> cent.; ,1i).da 24; 8 da 28; 1 da. 35,5 cent. Dall'anno ,J 8&7 al ,1877 si fa.b brica.rono nella fonderia olt.re 15000 cannoni. Il consumo giornaliero medio di carbone e coke ascende a ;1800 tonnella.1.e; parecchie cenlinaia di tonnellate 'vengono spedite alle miniere. Occorrono inolLee 115300 metri cubi d'acqua e 2l700 metri cubi cli gaz luce al giorno. Quest'ul Limo alim~nta 2 11215 fianime, di cui ,J 778 servono per l'illuminazione delle vie . Si hanno i seguenti mezzi di locomozione: . 14 lo'comotive-tender e 531 carri . Lo wi'1uppo delle comuntcazioni ferroviarie a scartamenlo normale misura 39 chilometri. Le ferrov ie a sezione ridotta :sviluppano -18 chil ometri, e sono '10 le 'locomoti; e e :iH O i carri destinati alle medesime. 1

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E L'INDUSTRIA SIDERURGICA

Oltre alle locomotive si impiegano 80 cavalli e ili! 1, carri. Le linee Lelegrafi che hanno una lunghezza complessiva di 6 chilometri con U. stazioni telegra(ìche. li corpo dei p~mpieri ,rnnovera 63 uomini e dispone di 8 pompe. { pompieri oltre al servizio di sorvegliRnza disimpegnano quello di sicurezza; la maggior parte di essi abita in apposito fabbricato, che è una vera caserma. Lo stabilimento possiede un laboratorio chimico, una l'ot.ografia., una. litografia, una stamperja ed un' olììcina da legai.ore cli libri, per uso dello stabilimento . Per le esperienze cJi tiro si hanno tre poligoni; uno a. Beclelarper cannoni cora;,,zati, uno a Dfi !men lungo chilometri 7 /> per i cannon i da campagna e da pos ir.ione, uno a Meppe11 per i cannoni di gra.n portata lungo ,17 chilom eLri. b) Le niiniere danno lavoro a 5300 uomini . Esse compre1rdono: 4 cave dà carbone e t\62 miniere di ferro situate nella Germania; di più numerose altre.miniere di ferro nella Spagna settentrionale presso llilhao. 1'-{elle cave da carbone esistono 33 caldaie a vapore e ·43 macchine a vapore ·della forza da 2 a 300 èavalli, in complesso .2.i,00 cavalli. Le medesime possono l'ornire giornalrnen te 3000 tonnellate di carbone. Delle 563 miniere di ferro, 29 sono in esercizio e producono giornalmente 620 tonnellate di minerali. Esse dispongono di BO caldaie a vapore, 23 macchine~ v'apore della forza. complessiva di 6:30 ca,vnlli, 2 ferrovi e con .:,ouide di fil di fel'ro, 2 locomotive. Le rninier:e della Spa.gna sono in grado di sonunìnistrare 200000 tonnellate cli minerali , il cui tra~porto si fa. oltre che su bastimenti noleggiati, su 4 bastirilenLi a vapore, ciascuno della portata di ,,1ìOO tonnellate, di proprietà dello stabilimento. t in costruzione un quinto bastimento a vapore della portata di 1 1000 tonnellate. I minerali si trasportano dalle miniere su di una ferrovia. lunga. chilometri 14,5 al fiume Nervione, da dove si cal'icarÌo su i bastimen Li. · e} L'arnrninisftrazione clelle fe1Tiere comprende 5 ferriere con 14 alli forni, che assieme occupano 700 operai. Le tre ferriere principali possiedono 10 alti forni di nuova co,

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struzione, ciascuno dei quali può p1:odurre 4.5 tonnellate di ferro greggio in 24 . ore. , Le ferriere dispongono di 711·caldaie a vapore e 4,8 macchine a vapore della forza di 4 a 300 cavalli; in totale 2900 cavall i. La'ferriera di Sayn ha due forni; llna fonderia ed una fabbrica d'armi. · La pietra calca11e occorrente per gli alti forni si ricava da 4 cave di proprietà Krupp . . Lo stabilimento Krupp, tra fabbrica, miniere e ferriere, annovera in complesso U ,500 operai, 432 .caldaie e 4 13 macchine a vapore . e dispone di una forza motrice di 116930 cavalli. · Ilconsumo giornaliero in carbone ascende a circa 2200 tonnel. Gl'impiegati e gli operai sono ricoverati in 3277 case. Annesso alto stabilimento sono: 11 albergo, 8 birrerie, 11 fabbrica d'acqua di Selter, ,j mulino a vapore, 1 panatteria, 11 macellel'ia e 22 botteghe nelle quali si vendono tutti gli oggetti necessari alla vita. Il Krnpp ha aperto pure numerose scuole industria1i per ragazze e e donne;· nell; anno 11877 esse contavano 2000 bambine e 250 adulte. Qllesto immenso e nel suo genere· unico stabilimento, è l'opera di un sol uomo, del signor Alfredo Krnpp, sorto si può dire dal nulla . .Egli infatti succedeva a.I padre che gli lasciava una piccola officina; ma con essa una grandiosa iclea, la compressione dell'ac-: ciaio media.nte il ma.rtellamento. Ad un primo martello a vapore il Krupp ne aggiunse un secondo, e così via di seguito fino a raggi.ungere il numero di 77 come più sopra abbiamo visto. Il gran maglio da 50 tonnellate è stato messo in' opera nell'anno 18:H ed avendo la corsa di 3 metri, il suo lavoro d'urto è di 1150000 chilogrammi. Pol.enr.a ,~evamenlc straordinaria e che si credeva dovesse s!3gnare il limite dell'ùmano ardire in fatto di rnaglì a vapore. · Ma così pon fu, che nel mese di settembre dell'anno 11871 se ne attivava nelle oOìcine del Creusotuno da 80 tonnellate. Per il servizio di questo maglio somi 4 forni a gaz é 4 grne, delle quali 3 della potenza di mo tonnellate ed ,1 di '160. Il tutto è coperto cla. apposita tettoia, di dimensione proporziona ta alle m:icchine collocate sotto ,la medesima. La corsa del maglio è di 5 metri ed il S[LO lavoro d'urto . di 4, 12500 chilogrammi. 1

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ANNO X:X:lV, VOL, I,

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Le officine di colata dell'acciaio sono munite di una macchina a vapore capace di alzare le più grosse verghe d'acciaio che si po ·sano colare colle rispettive pretel le; la forza della macchina è di ,160 tonnellate. Non è molto si esegui al CreusoL la fusione di una verga di ac~iaio del peso di \IO lonne~late, talmente bene da indurre il proprietario signor Schneider a tentare In. proya con una v~rga d'acciaio di 1120 tonnellate, Yale a dire una voi ta e mezza superiore al peso di quella più grossa fusa nello stabjJimento Krupp. L'operazione ebbe luogo il 17 aprile ,1878; ed il modello di questa verga era all'esposizione cli Parigi . Fra gli svariati prodotti presentati dallo stabilimento del Creusot a questa }iostra lroYiamo nel nostro Giornale d'artiglieria e genio fatta special menzione dei seguenti: a) Un carro, delle portata di ,120 tonnellate ed a '12 sale, destinato al trasporto del cannone da ,t 00 tonnellate in fabbri cazione a Torino; b} Un cerchio ad orècchioni, in acciaio, destinato allo stesso cannone; e) Una piastra di corazzatura del peso di chilog. 65000 e della grossezza di 80 cent.; d) Il mode.Il o del maglio sopra accennato . Infine una serie di ferri a T , a I , e cli lamiere di varia grossezza. È noto come al signor Schneider sia slata affidata la fornitura delle piastre da corazza che guerniscono il nostro Duilio. Affi nchè si possano fare confronti fra i due stabilimenti siderurgici più imporlanti della Germania e della Francia, riportiamo dalla pubblicazione fatta dal sig. Schneider in occ;i.sione dell'esposizione dell'anno scorso, i seguenti dati statistici sulle officine del Creusot: Il terreno occupato per scopi d'industria misura ettari 423,28, ripartiti nel seguente modo: Fabbricati ed officine Cortili e deposi ti ' Ferrovie Abitazioni per il personale Giardini

163 Vanno annessi allo stabilimento inoltre euari 73'1 ,47 di terreno coltivo. Il personale ascendeva al 1° maggio -1878 a 4525:il uomini; di quesli 1921 erano adcletti alle miniere, 4960 alle cave di carbone 734 agli nJti forni , 793 alle fabbriche d'acciaio e 2637 a quelle del' ferro; 2708 alle officine di costruzione, •I499 al servizio ferroviario ed altri servizi diversi. Le ferrovie hanno uno svi luppo cli chilom. 304 circa. Il materiale mobile comprende 27 locomotive e ,J 5·18 carri. Le macchine in esercizio sono 28·1 ed hanno una complessiva forza di 13334 cavalli . Il numero dei magli a vapore è di 58, quello delle macchine diverse 1050. Nell'anno 1877-78 la produzione fu di : iH9000 tonnellate di carbone, 155000 tonnellate di ghisa, 126000 lonnellate fra ferro ed acciaio; prodotti delle officine cli costruzione: 25000 tonnellate . Si consumarono: 572000 tonnellate di carbone, 1165000 tonnellate di coke, 400000 lonnellate cli minerali, 31.JOOOOO metri cubi di acqua, 2200000 metri cubi cli gaz luce. Supponendo tutti gli apparecchi in attivi tà, la produzione annua può dare: 700000 tonnellate di carbone, 200000 tonnellate di o-hisa i:) ' 460000 tonnellate di ferro ed acciaio, 30000 tonnellate di oaaetti 00 lavorati. · E L ' INDUSTRIA S IDERURGI CA

LE FER ROVIE

ettari 2t ,29 )) ·184,87 )) 68, HS )) 8,67 1 )) 137,30

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LA GUERRA RUSSA IN BU LGAR IA E R U:\1ELIA

1877-78

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eransi fatti i calcoli in base olle circostanze più favorevoli mentre è mestieri di farli su quelle più, sfavorevoli.

LA

GUERRA RUSSA IN BULGARIA ERUMELIA 'i 8ì ì-, 8 (Der Russisohe Peldzug in Butga,·ien una Rumelien 1877-18. Eine militarische Studio

von Aoo •v Ro~s•Tzn vou HoMTHAL K. K. Hauplmann im Generalst.abs-Corps. Wien 1878, Seidel unJ Sohn).

I. La mobilitazione. L'·I ·I novembre 4876 il governo russo pubblicò l'ordine di mobilitazione, assumendo la parte di aggressore. Era quindi da aspettarsi,. sia per le condizioni politiche, sia per le mil itari , ch'esso avrebbe fatto ogni srorzo per conclnrre · la guerra alla napoleonica, 'rn1,:ando alla distruzione della Tul'chia. All'uopo furono destinati 6 corpi d'armata, ossia tz divisioni, con circa 1'20,000 uomini pel teatro di guerra d'Europn, e 6 cli visioni , ossia circa 60,000 uomini pel teatro di guerra dell'Asia; in tutto ·18 divisioni, cioè due quinti dello forze russo. I due gruppi d1stavn no fra loro H,00 chilometri, ed erano divisi dnl Mar Nero . Obbir.ttivo comune era Costantinopoli. Non si conoscono le rngioni per le quali la Russia intraprese la guerra con così poche forze, ma non è improbabile vi abbiano influito tanto la situazione politica non molto chiara in Europa , quanto la convinzione che ,12 divisioni fossero sufficienti per condurla a buon fine. D'allro lato i rapporli degli inviati russi (la maggior parte dei quali .erano slavi) ra pprcsentavano le truppe turche com.o male armate, male guidate, male equipaggiate, poco curan ti del ·:;ef'vizio cli sicurezza, ed incapaci di prendere l'offensiva. E fa cevasi troppo a fidanza snl concorso del Montenegro, della Bosnia, della Serbia e della Grecia. Ma

Iniziata la mobilil~zi,me non per questo cessarono le trattative diplomatich e, le 1p1:1i i rlnraro110 smo al 9 aprile, nel qual giorno la Porta respinse le faue proposte. Percil> con certo qual fondam ento, · si può ritenere che i preparntìvi cli guerra dei Russi erano subordinati più alla situar.ione politica èhe diretti a sco po militare. Nulla forse dimostra ùi 1ni.glior modo la necessità dti un intvmo accordo fm l'introduzione polit·ica e militare cli 1ina gtu;1Ta qua;nto la mobilitaz-ione diii 1-lusS'i /'attct anz,i tempo . · L'esercito Lurco trovavasi nllo metà del novembre 4876 diviso in varie parti messe su l piede di guerra: l' una, forte di 6- 7 divisioni e costituente l'annata di Abdul Kerim pnschà, era nella valle della Morawa; un'rdtrn, cl i r~ a 5 divisioni, e frazionata in parecchi gruppi, dei quali il principnlc sotto Solimano, stava in campo contro il ì\fontenegro. Gli altri battaglioni, squadroni e JJatterie erano sul piede cli pace e sp.1rpagliati uclle varie guarnigioni ciel regno e uollc fortezze della Bulgaria. Urge,•a COQCentram le forze nei diuLorni di Scl1Umla in tempo di prevenire lo schicramcuto russo . Ecço in proposito il ragionamento turco, secondo l'autore austriaco: È vero che i flussi mobilizzano soltanto 6 corpi d'armata che trovansi a noi più vicini, quelli dei circoli militari cli Od~sa, Charkow e Kicw _..... perciò devesi almeno calcolare: <1 Uno o. due giorni. avuto riguardo alle comunié.azi011i telegrafi che assai rlifcuosc, per la diramazione dell'ordine di mobi litazione; « Due o tre giorni per l'arrivo ai depositi dei richiamati; « Due giorni per vesti di ccl arnrndi; « Quattro o cin!]ue giorni per la formazione e riunione dei arandi . o r~pa_r11 e loro marci:i per fcrroria; le distanze da compiersi a piedi r1ch1edono in media 4 o 5 giorni di marcia a 25 chilometri; « Nel ·I 0° giorno non pri ma - piincipio del trasi>orto delle masse per ferrovia vorso la frontiera; « Dei 6 corpi d'armata solo 5 sar:111110 inoltrali per ferrovia; « L'VIII corpo in Kisincw e Odessa può essere spedito in minor tempo per mezzo cli marcie a piedi, e cioè occorreranno 6-7 giorni per concentrnrlo a Kisinew (Otlcssn-Kisinew ·I 88 chi lometri) . , « Per il trnsporto degli altri t, corpi si hanr;o disponibil i' 2 linee ferroviarie, cioè: · · " a) Kiew-Kazatin-Smcrinka-Bir,mla, e « b) Orel-Kur:;k-Charkov-Birsula. (<

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Sulla linea settentrionale saranno naturalmente trasportate le 5 divisioni (la 5a del IX corpo d'annata, la Ha e 32• dell'IX e'la ,12• e 33a del XII), le quali sono scaglionale lungo la medesima e le sue diramazioni. '. « Un corpo ru5So si compone di 32 battaglioni, ,!,i. batterie e 18 squadroni; richiede quindi: « 32 battaglionr 32 treni « ·1 li, batterie 20 treni totale 70 treni. « 18 squadroni 18 treni « Gli stati maggiori del corpo d'armata e delle divisioni richiedono altri 2 treni: in totale 7'z. treni. I ~ue parchi ~i ùivision<> di artiglieria e la sezione di parco della cavalleria - con c1rca 'z.000 cavalli e 350 carri; « I servizi di riserva, che non havvi probabilità di poter formare sul teatro di guerra, come a mo' d'esempio: (< le 2 sezioni mobili del parco d'artirrlieria· i, ' « i 2 ospedali da campo; ,< le 3 sezioni dì trasporto dell'intendenza, con circa tOOO cavallì e ,1200 carri; ' . « ric~iedo~o circa (\O treni, calcolando che ogni treno porti in media 100 cavalli, ·30 carri e gli uomini rispettivi . « Le truppe di 2 e ,112 corpi d'armata hanno bisoano almeno di 0 200 treni, il 9arreggio di ·I 50: in totale 350 treni. « Le ferrov ie sono ad una sola rotaia; le stazioni in Russia assai ampie; nou si yuò fare assegno su più di 1O treni militari al giorno: ponendo tuttavia anche •I 5 treni per giorno, le truppe della zona nord non potranno es~ere cari~ate. in meno di 13 giorni, <~ giungere a Ilirsu~a ( con. una distanza d1 circa 500 chilometri, e una velocità di 20 clulometn all'ora) prima di ·15 giorni. ,e. r. loro tren~ non. arriveranno prima di altri ,, O giorni . Su.Ila linea mer1~10nale:. pan~1ent1 ad una s~la. ~otai~, devonsi trasportare una parte del VU C?I po d armata, una dms10ne del IX e il X corpo. . «. La d1.st~uza da .orci a Birsnla è di circa 1000 chi!. e perciò nch1edons1 .m ferrovia 2.-2 1 t2 giorni. Le truppe pertanto della zona sud, nelle circostanze più favorevoli giungeranno a Birsnla in ,( .1. giorni ed il carreggio in 2,5 . • ' " .Riten.~ud~ tuttavia'. co1?~ è. assai. verosimile, che non si possano sped1~e prn .d1 . ,~O trem mil1tan al g10rno, il trasporto delle truppe durera 20. g10rn1 e quello del carreggio 15; in complesso':35 giorni. ,e Ma g10rnalmente si dovranno spedire 2-3 treni di provvigioni e «

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di materiale e un treno postale; e perciò il tempo calcolato è, secondo ogni apparenza, troppo ristretto. « Da Dirsula a Kisinew ('IOO chilom.) vi sono 4 tappe a 25 chilometri; .quindi una parte soltanto dei 5 corpi d'armata che giungono contemporaneamr~nte a Birsula, potrà continuare il viaggio per ferrovia. La linea Birsula-Razdelnaja-Kisincw è a doppia rotaia; ma supponendo pure la sua potenzialità di 30 treni per giomo, in 5 giorni . non è possibile d'inviare più di ,150 treni, e perciò soltanto la metà delle truppe proseguirà il viaggio per ferrovia. e< Due o tre corpi d'armata marcieranuo in ogni caso a piedi. ,< Calcolando pertanto che la mobilitazione richieda 1O giorni e lo spiegamento circa !i,O giorni, è a ritenersi che i 6 corpi d'armata russi non giungeranno alla frontiera presso Kisinew prima della fin e di dicembre. · « Ma colà giunto l'esercito russo dista ancora 20 tappe eia Bukarcst e dal medio Danubio, ed ammesso pure che vi possa arrivare alla fine di gennaio, debbonsi eziandio contare inòltre da 8 a ~ (I, giorni per il passaggio del Danubio; non si possono quindi prevedere grossi scontri sul Danubio prima del principio cli febbraio. · « Rimane adur;que ai Turchi un periodo cli tempo di almeno due mesi e mezzo e r.robabilmente di tre mesi a tre mesi e mezzo per compiere i loro armamenti, sfmza alcun timore di essere disturbati ». · Da un calcolo corrispondente per le truppe turche, risulta che i Turchi . erano in grado di concentrare ' a Schumla i loro contingenti anche delle provinè,ie le più lontane per la fine di gennaio.

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II. Il piano di guerra.

Il piano di gnerra russo rispetto alle condizioni topografi.che poteva abbracciare tre direzioni; attraverso la Dobrudscha, fra Silistria e R.ustschuk e ad ovest di Rustschuk. · Nella prima direzione correvano da Kisincw a Adrianopoli 600 chilometri, nélla seconda 700, nella terza 800, ossia 2.5, 30, 35 tappe. Qualsiasi poi delle 3 direzioni si fosse scelta , avean$i sempre a superare due ostacoli militari assai rilevanti: il Danubio ed i Balcani. La marcia pertanto da Kisinew a Costantinopoli si compone cli tre parti dist.inte: di un passag~io del Danubio, ili un passaggio dei Balcani, della marcia su Costantinopoli.


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L'Horsetky prende in esame partitamente le tre direziom e con.elude, che il piano adottato - ad ovest di Rustschuk - era, tutto sommato, il più facile , promettente più. brillanti risultati, perchè si ~aggiungeva il Danubio ed i Balcani in punti, per la difesa dei quali J Turchi nulla avevano preparato, e perchè si giravano le tre fortezze turche più importanti. , . Rispetto poi al piano dei Turchi, è noto che · essi rinunciarono a difendere · la linea del Danubio, e si limitarono a concentrare la mao-aior . <')<') parte delle fom~ presso Scbumla ed il rest.ante in Widdino, preparando~i per una guerra in Bulgaria. · È però incomprensibile ch'essi non abbiano voluto difendere, sia indirettamente, sia offensivamente, il Danubio. In ciuesto ultimo caso sarebbe stato necessario di erigere sulla sponda sinistra del fiume, presso Rustschuk, Turtukai o_Silistria, una testa di ponte, dalla cruale potessero sboccare da 60-70,000 uomini. Per· la difesa poi del Danubio, si avrebbe dovuto dividere la lunga fronte (300 ch ilometri) in tre sezioni, ciascuna di ,100 chilometri, e destinare ad ognuna di esse 1-'.2. divisioni, mantenendone in riserva 3- 1~; come a mo' d'esempio: Sezione ovest, lòcalìtà principale Nicopoli, da Rahowa a Sistowa; Sezione centrale, località principale Rustschuk, da Sistowa a Turtukai; Sezione est, località principa le Silistrìa, da Turtukai a Tschernawoda. In ~gni se~ion~ erano necessari 4 giorni per concentrar<~ le truppe alle ~h, e 2 g10rn1 _per c?ncer~trarle sul centro; la riserva genera le poi , scaglionata nel tnango10 B,1ela-Rasgrad-Rustschuk, sarebbe stata in ~rado dì appoggiare il gruppo centrale presso Rustschuk in 2 giorni , 11 gruppo orientale prnsso Silìstria, e quello occidentale presso Nicopoli in 4 o 5 giorni. ·ora nella peggiore ipotesi, ammettendo che il JJassaggio dei Russi si compiesse in 5-6 giorni, ì Turch i sar~bbero stati in condizione dì piombare sull'avversario durante il _passaggio del fiume .colle loro forze principali. I Turchi in ogni modo avrebbero dovuto procu·rare di battere il .nemico durante il passaggio del lìume.

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nel terzo. L'VIII corpo d'armata, il IX e il XII' e la 4a brigata cac-:ciatorì si diressero a Bnkarest, dapprima in tre colonne e più tnrdi in. due per Tekuc ~ _Ga_latz. · Qnest~ 1~arcia di 350. ~hilo~etr\.es~gui~a .d'altronde in conchz1or11 sfavorevohss1me, fu compmta m 3o g10rm , cioè si percorsero ,1O chi I. al giorno. Frattanto il VII e X corpo d'armata erano rimasti indietro a guardi.a délle coste. Sicchè al principio di o-iucrno i 6 corpi d'armata russi erano sparpagliati sopra uno spazio_ di 750"'chi I. o 30 giorni di marcia, e soltanto 3 corpi d'armata, !'VIII, il · IX, il XII e la (i.• brigata cacciatori, oltre le divisioni cli cavalleria, erano a ilìsposizione del comando generale nella direzione principale dell'attacco. I l IV corpo d'armata,. il XIII e il XIV, mobilitati frattanto, dovevano gìungern fra alcune settimane, e prccisaI)lente il XIV corpo sarebbe stato a Galatz il ·13 e '1_-1 giugno, e il IV più tardi fra Galatz e Bukarest. I Turchi in 11uesto .mezzo nòn davano alcun segno cli vita; era facile arguire ch'essi non avevano alcuna intenzione di opporsi alla marcia del nemico .· [1 6 giugno fu il giorno fissato dai Russi per principia1:e le opera1,ionì; ma sebbene lo spiegamento strategico fosse compiuto il 0 di cleuo mBse, pnre inrlugiaro110 ancora, non solo perchè tutti i preparativi non erauo terminati, ma anehe perchè sen-. · tivansì troppo deboli .

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I1~ base_al pia~o scelto dai Russi di operare il passaggio de]. Danubw ad ovest d1 Rustschuk, e di lanciare un corpo d'armata ·nella Dobrndscha, una parte dell'XI corpo d'armata· occu1~ò Galatz lo stesso giorno della dichiarazione di guerra e vi fu intieramente concentrato

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III. Il passaggio del Danubio e le operazioni militari dal 26 giugno al 20 luglio. ·

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Verso la metà cli giugno si avvantaggiarono di mo_lto le eondizìoni numerich(~ élcll'armata di open,zione russa. Il XIV corpo, testè giunto, aveva sostituito I' X.I, il quale crasi avanzato verso ovest contro Turtukai· e Rustschuk. · Degli dltri ft. corpi 3 stavano presso Ilukarest, ecl il IX presso Slatina, a sei tappe ad ovest di Bukan3st. . La cavalleria, spinta innanzi a /~ -.o marcie dal grosso, ave".a sm dalla metà cli maggio swbilito un for te cordone sul Danubio: rsa cli.visione cli cavalleria presso Tnrnu contro Nicopoli, il distaccamento Skobelew - ,\;" brigata cacciatori e brigata cosacehi del Caucaso --: -presso Giurgewo contro Rustschuk, la. 12~ divi~ioM p~·esso.Turtt~~rn1 · in faccia ad Oltenitza, }',1,1" divisione niline a Slobodzia contro Sili1


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stria, ciascuna con una fronte all'incirca <li 70 chilometri o di tre ~ppe. . Questo concentramento era ben concepito per tenere incerto il nemico sulle proprie intenzioni; salvo il XIV corpo, lll cui destinazione era evidente, la posizione presa dal centro (VIII, XII e XIII corpi d'armata) permetteva d'impiegarlo in parecchie direzioni, ad est-e ad ovest cH Silistria, ad est e ad ovest di Rustscl111k. E parimenti difficile ,~ra il presumere l'impiego che si sarebbe fatto dell'ala destra (IV corpo), collocata molto avanti verso ovest a Slatina. Era dessa vanguardia di un corpo destinato ad operare contro Viddino, distante so.lamentc 4.-5 giornate di marcia? Formava il sostegno dei llue corpi rumani schierati in faccia a Viddino? Ovyero, siccome ala destra del corpo principal'c stanzia~o presso Ilukarest fronteggiava Nicopoli? Il 22 fu il giorno stabi Lito per il passaggio del Danubio, presso G·alatz-Braila , del XIV corpo; tre giorni dopo, cioè il ~5, dovc~va effettuarsi il passaggio del centro presso Turnu. Effettivamente il XIV corpo iniziò il passaggio del fi ume il ,J 9, ed incontrò debolissima resistenza; il corpo principale non passò il Danubio che il 27 e a Zimnica. Alla mezzanotte del 27 furono imbarcate "2 compagnie di fanteria , ·1 /2 squadrone di cosacchi e 6 pezzi, e alle 2 ore presero terra sulla sponda bulgara ali' iruboccatura del Tekir. Alle 1O del mattino, ciQè dopo ··IO ore da che erasi principiata l'operazione, l'intiera 1,\.• divisione di fanteria e la 4,a brigata cacciatori avevano passato il Danubio. Alle :3 era presa Sistowa ·e alle 9 di sera tutto l'VIH corpo trovavasi sulla sponda destra del fiume. Poco è a dirsi delle truppe turche; merita solo menzione che il, movimento ncniico fu tosto scoperto, perchè l'allarme fu dato verso le · 12 1/ 2. Ora se i 3 battaglioni che trovavansi a Sistowa, e l'altro battaglione ch'era in Vardin, si fossero rapidamente portati al punto dello sbarco, ciò che potevano fare faci lmente in poco ter)1po (1 ora ed ·1 ora e ·1/ ,i, perchè Sistowa ne distava !~ chilometri e Vardin 5), le ·12 compagnie russe sbarcate si sarebbero trovate di contro a forze superiori. Ma i battaglioni di Sistowa furono trattenuti dal fuoco delle batterie russe collocate presso Zimnica, e da · quello delle compagnie sbarcate nell'isola Adda, e così i Russi poterono colla massima agevolezza e con minime perdite compiere .i"importante e difficile operazione elci passaggio del fi ume. Il 2S si die' principio alla costruzione dei ponti, i quali non furono lesti che il ~ luglio. L'VIII corpo fn lasciato solo sulla riva bulgara per cinque giorni, mentre con ,\.00 pontoni e ,J00 scialuppe potevansi

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in tre giorni trasportare sulla sponda d.estra del Danubio, gl_i altri tr_t1 corpi, il XIII e XII nel gio~no ~8,. e 11 I! ne~,_29. ~osi s~lt~nt0 11 1 3 lu(Ylio oiunsero a Sistowa 1 pmm reparti rus::.1, f~a 1 qnah l a:anUM~i,a G·urko, composta da ,1 divisione rli fanteria e d~ 1 éJ1 ca;,alleria, forte di ,1O ,1/ 2 battaglioni, 30 ti quadroni e 5 batterie'. m~ntr: in questo stesso giorno le truppe dcli' VHI _corpo, ;-h~ . da 5 g10 r 1~1 occnpavano il suolo bulgaro, stavano . a BJela a Gorm- Stndcn, ed innanzi a Nikopoli. . . . . .. . , Aveasi ora a scegliere J'ra t.re operazwn, ; marciare cioe . con~r o . Rustschuk, contro Schumla, o contro Tirnowa,. · l o di Rnstschuk, La prima conduceva all'acccrcl~iamcnto c. ali _assec,1 . ,· . _ per il quale, a cagione del· gomito del Dannb,o, eia mest1c11 esten dersi su ,W chi lometri. M.a l'ala destra non avrebbe avut? alcu~1 .a ppoggio e la linea di collegamento con ~jela p~r parte. ci eli al:~ . s1~1,st1:a stabilita presso Pyrgos sarebbe stata di 30 ch'.lorr.1etn. Inolt1 e per assieurarsi contro movimcnt.i provenienti da SilJstna , sarel~be stato necessario cli spingere innanzi un co.rp? .d'armata ad .est di Rustschu~ 3-,~ marcie, e per impedire quals1as1 impresa da Schum l~ avrebbe::, 0 · · d , e,d .,., 111ezza dovuto J)rC11Llere pos1z1one a· .nasgra , ., :,··trad·i' eh . . Schumla. .. · era ncl unque trn' .1rnpre"a Colle poche ~ruppe di cui disponevas1, "'. chifici le e pericolosa, e d'altra parte s'iniiiava unll guerra d1 assedio alle fortezze. La swmda operazione.: cop1"iirsi verso Rustschuk per quel . t~nto ch'ern necessario per ìmpedire q1wlsi.asi offensiva della qiiar~igione, e mcvi·oicwe 1];rit,to su Sclni1nla, sembrava migliore. ~Ila s,cu~ezza • del fianco sinistro erano sufficienti 2 di visioni di l'an~en'.1 e 2. di cavalleria , per modo che rimanevano disponi.bili. 6 divisioni per pnn.tare direttamente da Bjela per P.opkioj su Esk1 Dpuna Schurnla (rn li~ea retta da Bjela a Schumla 90 chilometri) . . , .. · Due strade potevano servire a questa operazione, l una l1l. CJt.u:ilsiasi tcm~po carreggiabile, la quale ùa njcla .per Cerkovna , ' ' ~elica, PopkioÌ e Jasler mette a Eskidjuma; l'a.ltra p1.ù (1) sud,, che d1st~c-. candosi dalla strada grande Huslschuk-BJ ela-f1rnova a ~1 aga.nova ~~11 Loro , per Cairkioj , Dramalkioj, e Osma nbazar Lcnde parimenti a Esk1Djumn. . J . . I Parecchie traversali le congnmgevano : nella valle della au~ra a. strada Bjela-Tirnova; fra Ja .fautra e il Lom la Piza11ca-Kace!Je~voCercovna- Cairkioj-T,icserewo, e infine>, nel la valle del Lo~n I~ ~opklùJOsmanbazar. Queste due linee ct'i marcia sembrano sufficrnnttss1mc per un· movimento di n-6 divisioni; esse avrehbc;,ro permesso al comando


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t nella dirc1,ione di Orhanie-Bcrkovac e Viddino. Amn~csso che_ a . e~1esto scopo fossero necessari ,t,i. giorni, . e che il ,t7 od il ,18 lugl10,. ~ p· d'ai·inata, IX , XII , Xlll ' s1 t.rovnssero sulla Jantra, l tre cor I . I ra B. eia e Draganova, pronti alla parle~z.a : ~otevas1 c~lcola re e ~e _ra Jgiorni, cioè fra i 28 e il '.26, 6 cl1V1s1on1 sarcTlbe10 state numtc 8 presso Eski-Djuma. . .• Dopo quattro settimane dal passaggio del Danubio le tru~pe rus,,e sarebbero state così disposte: ,1 o '2 divisioui di cavalleria contro y 11d·no 1 Oerkovac, Orbanie per coprir le spallo_ecl oc_cnpare un_ v~sto ~. ,.' . !'VIII COf[)O d'armata e •I O 2, divisioni d1 cavallena ~nte1r1to110, ... · c1· Il e l'"rmata principale : ~-~ cl1v1s10111 1 cava er1a nanz1· a n us t·cliuk· 5 , " , • • . . ,· 6 divisioni di fanteria innan1.i a Schumla; ·1 lmg~'.a d1 cacciato11 e ~ divisione cli cavalleria nei Balkani, od anche _g1a ne_ll:.i valle della Tundscha, con direziono sopra Filippopoli e Adrianopoli. • Rimaneva la t.erza operazione pe1· '.fimo va nella -&alle ~ella 1u~1a.s,cha su A.dr i.anopobi, girando le fortezze. Due n~ cra,!10 gli os~co_lt: 1 ~c-:cnpazione del passo di Schipka per parte di ,~-o battagl1om tmch1 con artiglierin; l'offrire il fianco _a ~chu~nl~. . .· . . . _ Le forze aYrebhero clovut.o cosi npa~t1~~1: dcl~e. ~ dn is1.om d1 fa~ teria e 5 di visioni di cavalleria di,;po111b1h, 1 cl1V1s1one di cavalle1.1a e 2 divisioni di fontcrin ,;arcbbero rimasti co'.ltro Rustsclruk , c~me nelle nitre operazioni , ,1-2 divisioni di 6avallm:rn. avre~bero rna~~~vrato verso oye:;t: ,1 divisione di cavalleria ed ·I d1 lanten_a, appo 0 01~te _a Ti rnova, avrcbbèro osso1·vato l'arma ta cli Sch~mla; r~mauevano 5 divisioni cli rantcria e 2 di cavallerio, vale a dnc da ;:>0- 60,000 c.ombaucnti , per marcinrc su Costant_in?yoli. . . . , .. Ciascuna di qnesle tre opcra1.1on1 avc,·a uu obbietti\ o cl11arament~ " ·t·chuk determinato; la p_rima tendeva a Il 'asse c1·10 c1·1_u.us ."', , •·ilio scopo , . d1 .. formarsi una base potente per proceder~ yo1 o., pm v~ste o.pe1.ai1.0111, " . la tci'Z" mirw'lllo alla 1lec1s1one !tnale• l uua. coli att<Jc,co ,.. - • • • la secon(l" 1. direlto. l'altra colla dimostrazione. ~fa ogni opcraz10nc esigeva imperiosamente cl.i agire col grosso delle forze riu_nito . . Difatti lo stnto maggiore rns'>O decise eh e~egu1r~ contempora. neameutc In primri e l:i lerw operazione, e .c~s1 t rovi~am o. cl1e _alla . metà di luglio, allorchi:1 G-urko ioi1.iò la spcd1z1one oltre 1 11alkani, le truppe russe erano cosi d_islocat~: ,1 corpo d'arma~a in Crimea (11 X); . . . . 1• • ,1 » » prcsw Odessa e allo fo ci del Danubio (11 "\ 11), » nella. Dobrudscha ( il XIV) ; ,, ,, innanzi Silistria e presso Hnkarest (il IV);

.·generale .russo d1 trasportare in 6-8 giorni il grosso dell'armato. da Bjcla a Eski-Djuma e Osmaobazar. È ad Eski- Djuma che incomin~ia l'influenza tattica di Schumla, e numerose vie di comunicazione avvolgl:mo d:-i nord e da sud qn olla specie di isola di montagne che si erge fra qnellc due città. L:-i maggior parte delle comunicazioni che si dirigono al snd mcLLono capo, prima di raggiungere Schumla,· alla grande slrada militare, lunga 70 chilometri, la quale da Schumla per Verbica supera la catena dei Balkani, e si prolunga a ,famboli e a Adrianopoli. Da Eski-Djuma si può comodamente raggiungere questa via principale fra Bulgaria e Rumclia con una sola marcia di 30 chilometri , il punto di unione si tro,;a a •15 chilomc_tri al sud e alle spalle di Schurnla. Eski-.Djnma è perciò la chiave di tutti i movimenti diretti dall'ovest contro Schurnla , Vediamo ora come si potrebbe condurre questa operazione; Una divisi~He di fanteria in posizione a Jovar-Ciftl ik ad ovest del Lom 0d un 'altra a Pizanca- Busin- Kadikio.i ad est dello stesso Iìnme, sarebbero suflicienti per osservare nustschuk; alcuni distacc:imcuti ·inoltre dovrebbero essere in viati a Tirnova e Osmanbazar e sopr:i i Balkani a guardia del fiauco destro. Due combinazion i po:;souo allora aver luogo: i Turchi, per impedire ,J'accercbi1Hneuto della fortezza, accettano battaglia o no. Sci primo caso. se l'esito della medesi ma è favore,·olo ai Russi, il n?mico è rigettato in Schumla, ed ha, principio l'investimento della p1azzn; se invece i.I sfavorevole, cd i n nssi sono costretti a cessare l'offensiva, essi hanno sempre una buona base su Iljela o Draga no,va. "Xel secondo caso, se i Turchi cioè non accettano bauaglia, i Russi prendono una forte p~sizio~e i~ Eski-Djuma e operano passo per passo contro Schu mla dal sud, mt.ercettaudo dapprima le comunicazioni co n Jambùli, e pro'ccclendo infine al completo investimento della fortezza . · · Questa ultima combinazione del resto s.irebbe stata la più contraria ai Hnssi, come quella che li :ivrebbe obbligati a due investimenti, qu ello di Rustschuk o di Schumla, eventualrnento a due assedi, e perciò a Iunghc operazioni. È fuori d~bbio che per condurre questa operazione contro Scl1Umla avevasi bisogno .di qualche tel11 po per prcpararln, affine di prendere una posizione sicnra presso Ru:;tschuk fra il Lom e il Da;mbio, di fortiHcarsi a Jovan-Cil'tlik, di impadronirsi cli Tiruova, di spingere distaccamenti nel pàsso di Scbi pkn, e infine di assicurare le spalle ,·orso

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corpo d'armata avanti Rustschuk sulla sponda sinistra del Danubio (l'XI); 1 » )> avanti Hustschuk sulla sponda destra del Danubio (il XII); ~ » ,, spinto innanzi contro Schumla (il XIII); 1 » >> in marcia so,rra Tirnova (]'VIII); 1 » ,. presso Nikopoli (il IX). Non era facile frazionarsi maggiormente. Il concetto della spedizione di Gurko era buono, ma i risultati di r1uesti soli 10,000 uomini non potevano mai rappresentare l'azione di un'armala. forte di 7 corpi. Ad appoggiare il generale G_urko, era mestieri che 3 corpi d'armata fossorn pronti in Tirnova, per scendere nella valle della Tundscha, appena riuscito il pas~ggio dei Balkani. Il :19 luglio _il passo di Sch ipka era averto, e 6 o i giorni dopo 5 o 6 divisioni russe avrebbero potuto riunirsi al genera le Gurko a Jeni1.ara e Jamboli, a 5 marcie da Adrianopoli. l\1a era necessario avere il IV e l'XI corpo d'armata sulla sponda destra del Danubio. Il fa tto è che srt di un' estensione di 700 chilometri dalla Crimea a Sistova , stavano 1 O divisioni, senza aver alcun nemico di fronte, e che soltanto 9 divisioni erano disponibili nella direzione principale dell'attacco . · Geuiamoora un rapido sguardo agli avvenimenti . Il 6 luglio il gen<m1le Gurko giunge inn~nzi a Tirnova. Il 7, dopo hrevc combattimento col debole presidio turco, penetra nella vecchia capitale del regno bulgaro, e si trova al punto ove sboccano 4- passi dei Bnlkani. Gurko, indubbiamenté bene informato dai Bulgari che il passo di Schipka è occupato, e gli altri liberi, si decide per il cammino più breve e più diretto che conduce nella valle della Tundscha, quello per il passo di Hankioj, il quale gira inoltro le fortificazioni di Schipka . La distanza fra Tirnova e Haukioj in linea retta è di 4-5 chilometri o di ,3-t marcie. 11 42, dopo essersi trattenuto a Tirnova 5 giorni impiegati in ricognizioni, Gurko inizia la sua marcia. Il •I 4- ascende il passo di Hainboghaz, il quale non è punto sorvegliato dal nemico. . Il 15 sera giunge con tutti i pezzi e tutta la fanteria ad Hankioj allo sbocco della streua ne)la valle della Tundscha. Il ,t 6 si volge ad ovest sopra Kazanlik all'usc-ita sud del passo di Schipka. · Giusta gli accordi fatti, egli deve attaccare il ~7 le fortificazioni

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di Schipka, mentre un distaccamento dell'VIII corpo guidato dal generale Deroschinski avanza nello stesso giorno da Gabrov:i. pe~· attaccare il passo da nord. Mn Gurko, trattem;ito nella sua marcia su Kazanlik dalle truppe turche, non vi giunge che la sera del ~ 7 e frattanto il generale Deroschinski è respinto. Gurko attacca soltanto il ,18 la posizione di Schipka, ed a sua volta è costretto a ritirarsi; ma durant.e la notte i soldati turchi cr~-5 battaglioni) la:;ciano i forti, ab.b~ndonando parecchi cunnoni Krn pp di grosso calibro, e molta munmon~. · . . . Il passo di Schipka è aperto; il generale Deroschmsk1 lo occupa, . . Gurko fronteggia nuovall}.ente Kazanlik. . - Che fanno i Turchi? L'armata di Schumla non s1 muove. BJela e con essa la linea della Jantra è già caduta nelle mani dei Russi quasi senza combattimento; i. 3-,t battaglioni ..i~caricati ~el~a difesa si sono ritirati dopo breve lotta a Rustschuk. I 5 battaglioni che occupavano Tirnova, di fronte alla superiorità deile forze del generale Gurko, hanno parjmenti sgombrato la città, dirigendosi s~ Osmanbazar: I battaglioni preposti alla difesa ciel passo di Schipka si sono sottratti colla fuga alla prigionia. Abdul Kerim non difese ne direttamente uè indirettamente la linea del Danubio, nè si mosse di poi, mentre le più favorevoli circostanze gli permettevano di affrontare con tutte le sue forze il corpo d'ar~at.a russo che solo <~rasi avanzato sulla s ponda bulgara. A nostro avviso, soggiunge il capitano Bor~ctzki,_ l'err~re_ di .Abdul Ker:im fu q~ello di non procurare di convincere 11 cons1g~10 d1 gue1:1:a d'. Cost-ant1~0poli della necessità di riunire Osman e Sohmano pascw ali armata prmcipale nel mese di luglio. Alla fin e di luglio il governo turco tolse il comando dell'armata al vecchio maresciallo .

IV. La prima e seconda battaglia di Plevna.

Il IX corpo d'armata russo stava il ·I 5 luglio prepar~ndosi ad as-: salt.are le opere di Nicopoli, quando in sulla sera la brigata Cosacchi del Caucaso, postata sul Wid pc~r coprire l'assedio di Nicopoli, fu sorpresa da esploratori turchi. Il 15 e il n le truppe di Osman pascià entrarono in Plevna,


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senza che aucora al ptesente si sappia qual strada abbiano battuto, :per percorrere i 170 chil0metri che separano Viddino da Plevna 'Fatto incomprensibile quando si pensi alla cavalleria cli cui disponevano i Russi, numerosa e rinomata nel servizio di esp [orazione. Ma in g1lena avvengono falbi che in pace si ritengono come impossibili, e d'altra parte, per far colpa alla cavalleria di questo cattivo servizio di avanscoperta, sarebbe mestieri sapere se il. quartiere generai e russo ave,'a o no .diramato al I.X corpo delle direttive per il servizio cli sicurezza e cli esplorazione verso Sofia e Viddino. Codesto servizio spettava al comando di armata, ed è naturale che il IX co·rpo, senza ordine speciale, pensasse unicamente alla propria sicurez~a. Il 17 · giunse la notizia a ·Tirnova dell'arrivo di truppe turche a Plevna, ed in oonseguènza fu dato ordine al IX corpo cli prendere ed occupare quell'importante città di il7,000 abitanti. La 5;• divisione, rinforzata dalla brigata di cavalleria Cosacchi del Gaucaso, comandata dal tenente generale Schilder, ebbe l'incarico cli portarsi a Plevna. Il ·19 Sohi lder determinò cli marciare difi lato col grosso su Plevna, di dirigere il -19° reggimento sopra Poradim e .la brigata Cosacchi sopra Tucenica. La marcia ebbe luogo secondo l'ordine dato; !'.avanguardia russa fu cannoneggiata e si arrestò; l'artiglieria prese posizione, aprì il fuoco e lo continuò sino . a sera. Il grosso si spiegò, e i due partiti passarono la notte l'uno di fronte all'altro ; la 9• brìgata Cosacchi rimase affatto isolata presso il Wid. La divisione russa stendevasi per 28 chilometri. Il mattino del 20 avanzò contro Plevna, i 2 reggimenti del gr.osso dfrettamente da nord lasciando Bukova ad ovest, il 19° reggimento e la brigata Cosacchi del Caucaso da est. Un ampio bosco cli circa 8 chilometri divideva queste due colonne. Le truppe russe mossero risolutamente all'attacco, ma alla fine aggirate sul fianco sinistro, furono volte in fuga e non si fermaron9 che a ,[ 5 chilometri dal campo di battaglia. I Turchi non fecero alcun cenno di inseguimento. Quali sono le cause di questo disfatta? Anzitutto troviamo che si trascurò di procurarsi esatte notizie intonfo alla posizione nemica, ed in secondo lnogo che ap·pena si aQquistò la convinzione essere l'avanguardia troppo debole, si spedì in rinforzo battaglione sopra battagl io1rn, ed infine che l'artiglieria e la cavalleria agirono ciascuna per proprio conto : si esegui inoltre 'Lll) attacco frontal e e :;i aveano a disposizione troppo poche forze. La fu pertanto una bauaglia di sorpresa; ma aqcbe 'in queste 1

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bisognà detei·minare un punto contro il quale agire con decisa superiorità. All'uopo è mestieri clell'ahilitl1 tattica che scopre i punti adescanti il nemico a ripartirvi le forze sue ed ha il coraggio di lanciare le proprie forze concentrate contro il punto decisivo. È tuttavia diffir.ile il passaggio dalla formazione di marcia a quella di attacco; il prevedere i rinforzi .arrivanti al nemico; il temporeggiare pur'anco per molte ore, al solo scopo di riconoscere; lo aspeuare il momento ìn. cui le colonne si sono spiegate e sono p·rontf~ all'azione. Qui deve regnare regina la pazienza. La maggior parie degli at, tacchi i quali ebbero luogo in analoghe condizioni di quella di SchiJder non riuscirono per mancanza di pazienza. , In siITatta contingenza lo stato maggiore rnsso poteva scegliere fra diversi piani : <t) Attaccare subito Plevna col IX eorpo d'armata;. b) Indugiare l'attacco $ino al 2.8, in cui, potevano essere disponibili il IX corpo d'armata, le truppe giù anivate del IV e XI corpo, e una parte di riuelle dell'Vlll, richiamate da Tirnova: in totale 5-5 ,t /'1, d~visioni; e) Indugiare l'attacco sino al ·I o al ·2. agosto, nel qilal giorno sarebbero giunti completamente il IV e IX corpi d'armata, per modo di formare col IX corpo e con 'parte dell'VIII un'armata di 7-7 ·1 /'1,, divisioni. Qualsiasi piano si adottasse era però di capitale importanza di avere notizie clel nemico; invece non se ne sapeva niente: • Il quartiere generale russo, senza desistere dalle opera1.ioni verso est e verso sud ,· decise di lasciare al tenente generale Krudener col IX corpo d':Jrmata di prendeni Plevna, rinforzanclolò con truppe dell'Xl e IV corpo, e frattanto chiamò sul teatro della guerra la 2.• e 3• divisione di fanteria, la .H" brigata cacciatori e parecchi r<1ggiment.i di Cosacchi, che trovavansi ancora nel distretto militare di Mosca, e sarebbero giunti fra 6- 8 s<HLimane. In questo frattempo, il 26, la divisione turca cli Adii paschà s'impadronì di Lovca, ciò ohe per altro sollevò alquanto i Russi dal timore cli un'offensiva di Osrnan verso Sistova . Tuttavia il pericolo era sempre assai grave, p~:I'chè le truppe di Plevna facevano fronte a Sistova, e quelle cli Lovca a Tirnova. Il quartier generale rnsso stabilì ·allora olrn il 29 $i attaccasse nuovamente Plevna; attacco ohe effetti vamente ebbe luogo il 30, sebbene il generale Krud<mer rappresentasse la sua d<;,bolezza numerica e pregasse di attendere. ANNO XXIV, VOL. 1.

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Il generalo Krudener pote\'a scegliere fra l'attacco frontale e l'agiiramento del la posizione turca . Per un aLLacco fron tale presentavansi come unici e naturali_punti di appoggio le località _di Griv_ica sulla grande sti:a~a, e di R~disevo colle spallo a nord ; pm1t1 che distavano fra loro 6-1000 passi , ed erano lontani dalla fronte nernic3 3000 passi , cli guisa che erano ossai adatti a base delle disposizioni di att~cco. Per le condizioni generali però l'attacco contro l'ala destra turca ritratta, e cioè contro la fronte Raclisevo, offriva maggiori probabili tà di riuscita di quello contro l'ala sinistra sulle ridotte di Grivica . L'aggiramento potcasi compiere in due differenti modi: a) mantenendo Grivica come punti) d'appoggio dell'ola sinistra, e avanzando col grosso delle forze fra il torrente Ilu kova e Vrbica, presso a poco nella direzione seguita il 20 agosto. La fronte avrebbe avuto un'etitensione di circa 10,000 passi; l'attacco principale si sarebbe effettuato contro Bukova, lasciando l'ala sinistra presso Grivica, lontana circa ,J 0,000 passi, abbandon11 ta a sè stessa; b) mantenendo (;rivica come punto cli appoggio dell'ala destra, ed avanzando per scaglioni dall'ala sinistra, dai due lati del torrente 11uaenica, con trn Plevna. Questo attacco importava la formazione di 3 colonne - sopra Grivica, sopra Raclisevo e la colonna principale sopra Ilrestovec - e la radunata dell'ala sinistra e rlclle ri serve all'incirca presso Bogot. Da Grivico a Radisevo corrono 6000 passi e da Radisevo a Bt·estovec altri 6000, sicchè la fronte riusciva di 12,000 passi. Le due colonne sulla fronte Grivica-Radisevo dovevano soltantQ tratt.eucre il nemico, e colle loro dimostrazioni sostenere lo avanzare della colonna principale. Il generale Krndener si decise per l'attacco frontal e; egli stesso con ·2 divisioni del L'{ corpo d'armat-a marciò da Trstenik contro Grivica ai" nord della strada, mentre il generale Schachowskoi al sud della stessa si diresse, con 1 divisione, per Pelisat sopra Radisevo. Una bricrata di cavalleria fian cheggiava le colonne a destra, e la brigata co:acchi del Caucaso con poca fanteria, al comando del generale Skobelew, aveva l'incarico di assicurare il fianco sinistro nella direzione di Lovca. È noto l'infelice esito di questa seconda battaglia di Plevna e, come la sera del 20 agosto, i Russi si trovarono in quella del 30 a 15 chilometi:i dal campo di battaglia, in Trstenik e Poradim, ed i Turchi non inseguirono. 1

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L'Horsetzky prende ora in esame la condotta di Osman paschà. ·, Appena giunto a Plevna il generale turco ordina si sc1wino fosse da cacciaLori, o si elevino foni fi cazioni a difesa del campo occupalo dalle sue truppe. Già per la giornata del 30 agosto una cinta di opere e di batterie a porte circonda Plevna a 2-3000 passi. L'occu pazione di Lovca mette Osman paschà in otlime condizioni; egli ha con siffatto possesso una nuova base su Sofia, ed è in gl'ado di ritirarsi tanto a Ma haleta nella direzione di Viddino , quanto coll'appoggio di Lovca fra l'Isker e il Wid. Non si conoscono i motivi che trattennero il genera le turco dal procedere ad una decisa offensiva dopo le splendide vittorie riportate. È però lecito supporre che dopo la ballaglia del 20 agosto fu la considerazione dei pericoli ai quali esponeva la sua linea di ritirata nell'avanzare su Sistova, che lo trattennero sotto le mura di Plovna. Dal punto di vista teorico indubbiamente Osman avrebbe dovuto tenere un'::iltra condotta; ma giova pur rifl ettere ch'egli non avrà avuto, ,come abbiamo ora noi, le più particolareggiate notizi e intorno all'avversario, e che le sue truppe erano soltanto una piccola parte dell'iotiero esercito. Rispetto poi alla battaglia del 30, ò a presumersi che anche allora si limitò al successo riporta(o nella giornata sentendosi troppo debole; epperò il possesso di Lovca, a 32 chilorn . da Plevna, gli accordava una grande libertà di azione e gli garantiva .i lrrieno por due· giornate di marcia il suo fianco destro, ed i ponti sul Wid. Perchè non tentò almeno di avanzare sino a Bulgareni, a metà strada di Sistova, mentre gli restava sempre la possibilità di ritornare a "Plevna? In ogni modo la battaglia del 30 esercitò una grande influenza sul nemico; il quartiere generale fu subito trasferito indietro da Tirnova .a Bjela, e si comprese di avere in Osman paschà un nemico potente \l · pericoloso. La giornata· fu perduta, secondo l'Ilorsetzky, perchè l'attacco fu intrapreso senza preparazione d'artigli eria con forze insufficienti , perchè le colonne rimasero a lungo esposte al fuoco micidialissimo dei Turchi ~ondotti con calma ammirabile mediante ordini semplici e precisi.

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V. Le operazioni d i Gurko e di Solimano al sud dei Balcani dal 20 al 31 luglio e l'offensiva dei Turchi dal 1 ° al 31 agosto.

Mentre al nord dei Balèani Osman paschà attirava a sè l'attem:ione delle truppe nemiche, al sud brillava la cavalleria russa e il suo bravo comandante. Allorchè il generale Gurko fra il 7 e il ·12 luglio passò i Balcani, il solo valico di,Schipka era occupato da i-5 banaglioni e da una forte massa di artiglieria. Il restante delle forw turche, da 1O a 1'2. battaglioni, era riunito nella valle della Tundza; ,I, o 5 battaglioni trovavansi in Kazanlik e Maglis, 2 o 3 battaglioni in Tvardica , ,\. o 5 in Jenizara. Con crueste truppe doveva p1wciò misurarsi il generale Gurko shoccando il '15 dal passo di Hainkioy. Abbiamo già veduto come egli, il ,16, ,17, 18 e 19 lhglio abbia proceduto offensivamente contro Kazanlik e il passo di Schipka; ma impossessatosi di quest'ultimo era mestieri si decidesse per le due operazi<'ni seguenti: <i) puntare dritto sull'obbiettivo principale Adrianopoli, senza curarsi dei reparti nemici che marciavano contro Jenizara, oppure b) volgersi contro Jenizara e rnuovern incontro al corpo di .R.euf paschà. In entrambi i casi era d'uopo impiegare ·1 brigata di fanteria e 1 brigata di cavalleria a guardia del fianco contro ' Jenizara nel primo caso, contro Karabunar e Ifainkioy nel secondo, in modo che rimanevano disponibili per l'operazione principa le 2 brigate di fanteria e 2 di cavalleria. Tenendo ca lcolo delle distanze si può ritenere che Gurko sarebbesi trovato il 25 sera innanzi a Karabnnar o a Jenizara. Gurko invece si limitò dapprima a spedire ricognizioni in lutti i versi, ·versò Karabunar e Tirnova snlla ferrov ia di Jamho\i, verso Jcnizara e .verso Hask:iòj, e solt.aiito il 27 stabilì di marciare verso est; ina in questo fratt~mpo era comparso un nuovo e più temibile avversario. Solirnano: paschà arasi imbarcalo il 16 luglio nel porlo di Amivari colla :ma .armata forte rii 8 piccole brigate di 3 a i\.000 nomini; il 19 le sue prime truppe sbarcavano a Enos, e il 2,~ trovavansi già a Kara·bunar, mentre il grosso giungeva àlla stessa data ad Adrianopoli. li ;30 Gnrko assalta e prende _Jenizara; ma il giorno successivo

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181 Turch i s'impadroni,cono di Eskizara, rigettano la legione bulgara su . Schipka , e si trovano perciò sulla li nea di ritirata del ;principe Leuchtenberg e di Gurko, il c1uale si vede costretto a ril.irarsi immediatamente nella valle dèlla Tunclza. Pochi giorni dopo abbandona anch1~ quest'ultima, lasciando nn dista(:cameut.o a nord di Maglis per la difesa del passo di Travna, la ·1" brigata della ga divisione dell'VIII corpo in Hainkioj e nyl passo di, Tvardica e i 6 battaglioni della le, gioue bulgara nel passo di Schipka, i qnali furono poi rinforzati da un reggimento di fanteria dcll'VIII corpo. · . Il B agosto la testa delle colonne turche raggiungeva la vallata della Tundza, ed il grosso trattenevasi a snd dei piccoli Balcani. A nostro parere, le op<!razioni del generale Gurko possono suggerire molte osservazioni; tuttavia il capitano Rorsetzky si limita a poche, fra !e crm1Ji merita menzione qtiella che colla presa del passo di Schipka il eapo della cavalleria russa dovette stimare di aver condotto a termine il suo cùmpi to. Nel fatto la situaiione. militare dei due partiti erasi radica !mente cambiata in 11uei giorni colli~ vittorin di Osman paschà e di Soli mano paschit, ed i Russi, colle loro -12 divisioni sparpagliate qua e lit, erano obbligati di mettersi sulla clifonsiva , e di lasciare completamente I:iniziativa al loro nemico. È qui il momento di prencl ern in considerazione il piano tul'co, il quale, seco11do ogoi apparenza, sembra sia stato aclouato alla fine cli giugno, quando si poti\ formarsi un chiaro concetto della direzione dell 'attacco principale russo. Durante il corso degli avvenimenti mi litari ,tunmentova1.i non era facile dedurne d1e i tre gruppi , nei quali erano frazionate le l'orze turche, obbedissero tnui ad nn solo piano; ma ora si può asserire con sufficiente fondamento di ragione ~he i movimenti il eile tre amiate· di Mehcmct-Ali, di Sol imano paschà e di Osman paschà tendevnno a uno scopo comune e fo cevano parte dello stesso piano di operazione. · Tutto hcn calcolato risulta: che alla fine di luglio Osmau paschà potevasi trovare sull'Isker o sul Wid, e Solimano paschà aver compiuta la sua congiunzione con Abdul-T<erim presso Scimmia , ovvero che a Lutti e.tre i grnp 1Ji potevasi assegnare una sola meta, quella di riunirsi prnsso Schumla. Secondo ogni apparenza, sembra clrn il comando · dell'esercito turco nhbia deciso alla fine di giugno: ,t'odi conservare l'armata cli Osman paschà come gruppo indipendentH pnr coprire Viddiuo e Sona e di . dirigerla :ml fianco destro dei Russi per . facililare il còmpito dell'armata JH"incipale; 2° di trarre l'armata di IN BULG AHIA E HUMEN IA

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Solimano paschà dal Montenegro e di riunirla a quella principale presso Schumla. Tuttavia il fel ice successo della battaglia di Plevna, e l'avanzare di Solimano dovettero consigliare qua lche modificazione al piano generale già stabilito; ma in ogni modo restava sempre il fatto che nessuno dei due gruppi situati al nord dei Ilalkani era in grado di ottenere una decisione, d'onde la necessità di rinforzare uno di codesti gruppi mediante il terzo di Solimano. · Ora la riunione di Solimano con uno di questi gruppi potevasi elTettnare senza combattere: ad ovest per Slatica-Teteven ed Etropol, ovvero per la strada Orhanìe- Plevna, epperò con una marcia di t2 giorni all'incirca, percorrendo 300 chilometri; ovvero ad est p1;,r· Slivno e Kotel su Osmanbazar e Rasgrad con una marcia di circa 250 chilometri, ossia di circa rn giorni . Ma codesto piano aveva non pochi inconvenienti ; bisognava frazionare l'armata, poichè era mestieri lasciate indietro qualche reparto a sicurezza della valle della Tundza, e cli fronte al passo di Schipka, ed e:;egnire inoltre una marcia di ,14. giorni ; e perciò si comprende facilmente che questo partito sia stato abbandonato . Eravi invece un altro piano, quello di cercare la riunione diretta nel combattimento, ordinando a Solimano paschà cli forzare il passaggio dei Balkani, e contemporaneamente per facilitargli l'operazione di far preudere l'olTensiva alle dne armate postate al nord delle montagne, oppure di far loro eseguire soltanto delle dimostrazioni. Anche coll'adozione di questo piano restava sempre a decidere se Sòlimano dovesse congiungersi cou l\foherrrnt-A.lì o ·con Osman pascha; e parimenti era necessario di stabilire preventivamente le operazioni delle varie armate, affine di farle agire nello stesso tempo, e con eomune .accordo. L'obbiettivo capitale dei .cJu~ gruppi situati al nord rimaneva sempre i ponti di Sistova. l\fohemet.-Alì doveva dapprima impadronirsi di Hjela, e l'obbiettivo più naturale e più vicino di So.limano paschà era quello in generale di raggiungere i clinLorni di Tirnova. Volendo riunirsi con Osman paschà la strada più diretta per Solimano era quella di Rainkioj; .inoltre ad ovest della medesima trovavasi il passo di Schipka colla via parallela da l\fagli:; a Travna, e ad est la strada conducente ad Elena t~ Bebrova. Lo ,;;pazio da percorrere nei Ra lkani, e precisamente la stretta Schipka- Gahrova, misurava in linea retta soltanto 18 chilometri, e giunt~ a Gabrova la riunione con Os~an paschà, rispettivamente con Adii paschà in Lovca, era compiuta. 1

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Volendo invece avvicinarsi a Mehemet-Alì, Solimano paschà aveva la facoltà di scegliere fra i due passi dei Balkani che conducono a Elena e Bebrova, il primo da Tvardica sino ad Elena· lungo circa 30 chilometri, il secondo, il passo di Znpanci, lungo circa i5 chilometri. ~la per qualsivoglir cli ifue:;te strade (quella di Sch ipka lunga 18 chi lometri, quella per Elena lunga 30 chilometri, e l'al!.ra conducente a Bebrova di ii:5 chilometri) si andava incontro ad una serie di combattimenti di strette; epperò la strada per il valico di Schipka presentavasi come la più conveniente, siccom~ la più bri~v<{, la più carreggiabile, e quella che aveva una massima influenza sutl' azione principa le, perchè permetteva di t.rasferire la massa delle forze ttlrche nella Bulgaria occidentale, e cli basarsi· poi su Fil ippopoli e Solìa . Del reslo la combinazione più giusta dal punto di vista teorico, e più. corrispondente· alla situazione generale, era qne!Ja di riunire So!irnano pasehi.t con l\iehemet..:.A'lì; ma le considerazioni personali, le quali pnr troppo non si pos:;ono trascurarn anclrn in guerra , rendevano assai difficile lo scioglimento della questione da parte del consiglio di guerra di Costantinopoli . Frattanto si p1mleva nelle trattative fra i general i e codesto consiglio un tempo prezioso, e orn\ai era svanita ogni prohahilit/1 di eITet.,tuare la riunione cli Solim<1no eon una delle altre due armate senza combattere . Egli i1 così che si finì Gol determinare di far attaccare i I passo di Scl1ipka per riunir-e Soli mano e Osman. Per quanto poi ha tratto alla cooperazione delle altre due armate, è mestieri clist.ing-u ere se: Mehemet- Alì e Osman erano divenuti talmen te forti, da p~ter agire da sè ofrensivameute ~ no. Se erano sufficientemente forti per battere le forze nemiche che li fronteggiavano, era facile para lizzare lo svantaggio del fraz ionamento in tr1~ parti col far prendere l'offensiva contemporaneamente alle tre armate, togliendo in silTatto modo a1l'avversario ogni possibilità cli portar soccorso alle trnppe attaccate. Nel caso contrario bisognava almeno agire, affine dì ~rattenere nei giorni della decisione il maggior numero possibile delle forze nemiche sulle fronti rispetti.ve. Il risultato sfortunato del le operazioni contro le fortificazioni di Schìpka è noto. Il ·17 agosto Solimano paschà avanzò contro il passo, prese il villaggio di Schipka e nei giorni sHguenti assaltò le posizioni russe. Il combattimento durò 6 giorni consecutivi; da ambo le parti si pugnò con grande valore, ma alla fi rrn i Turchi, estenuati da questa lunga lotta e dalle gravi perdite sofferte, il 26 si ritirarono. 1


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Mentre la lotta ferveva più accanita che mai nel passo cli Schipka , anche le altre due armate prendevano l'offensiva; 'Mehemet-Alì combatteva a Ajaslar e Popkioj, fermandovi l' XI e XIII corpo del nemico, e Adii pascià presso Lovca teneva impegnata ' la divisione dell'VIII corpo, che trovavasi a Selvi. E l'offensiva turca non cessò colla ritirala di So licnano. Il 3•1 agosto Osman paschà avanzò colla rnet/1 circa della sua armata contro Zgalevice e Pelisat, eM:ehemet Alì riprese l'offensiva abbandonata dopo i combattimenti di Ajaslar e di Pqpkioj, ma da ambedue le pai'ti non si approdò ad alcu.n successo definitivo . Osman paschà rientrò la sera stessa del 3•1 nel suo campo trincerato; le operazioni sul Lom invece, sebbene con analogo risultato, ebbero una maggiore durata. Basate su Bjela, e :mi ponti gettati a Pirgos il 1,\. agosto (a •I 5 chilometri ad ovest cli Rustschuk), sta vano sul Lom nella parte nord 4 divisioni. russe di fronte a G- 7 divisioni turche, le quali avevano .la loro ritirata sopra Rnstsclrnk e Rasgrad; e nella parte sud eravi l'XI corpo d'annata contro la ' divisione egiziana. L'intiera fronte era di 75 chilometri. Le truppe potevansi concentrare su qualunque punto della fronte con tre marcie; Mehemet-Alì era in grado, riunendo prontamente le sue forze, cli avanzare c<Jn 6 divisioni conlro 2. o 3 divi.siooi del XIII o del XII corpo d'annata nemico. In qnella vec.:e ebbero luogo soltanto combatLimenti isolati di varie frazion i. L'ala destra, cioè le due divi:;ioni dell'armata turca di Rustschuk , attacca dapprima Kaclikioj al sud di Rustschuk, e il 3·1 agosto l'ala destra del XI.I corpo russo. l\:Iehemet- Alì in persona dirige alcuni giorni dopo H- f~ divisioni da Rasgrad contro Kaceljewo (a 2.0 chilometri al sud di Kadikio_j), ove t.rovasi il centro dell'armata russa del Lorn, e la sua ala sinistra, colloca!~ a li,5 chilometri più al sud e perciò isolata, si avanza nella direzione cli Tirnova con tro l'XI corpo. Il successo fu in tutti codesti combat\imt~nti favorevole ai Tt{rchi; Mehemet- Alì, ai primi di settembre, respinse a Kaceljr~wo il centro dei Russi al di là del Lom; Assif paschà $Con fisse il 1!i, settembre a Sinankioj (a •I 8 chilometri ad est di Biela), una parte del XIII corpo; ma in luogo di profìtLarc~ della vittoria M:ehemet-Ali arresta il suo movimento offensivo. E lo stesso avvicoe 8 giorni dopo, allorcliè pre$sO Cerkovna e Cairkioj (30 chilomClri a sud-est di B_jela), sembrava veramente che si · procedlis:;e ad un combattimento decisivo contro l'ala destra dell'armata del Lom. L'a(.tacco male ideato fu rintuzzato dai Russi, e Mehemet-Ali rinunciò di nuovo all'offensiva . Ciò ch_p fors(} possedeva di troppo Solirnano , carattere e cuore, osserya l'Horsetzky, faceva difetto a Mehemet-Ali.

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VI. La t.erza batt a glia di P levna.

I primi ·1 5 giorni del mesr~ di agosto furono, conrn facilmente si ,comprende-, assai critici per il comando supremo detl' esercito russo. Di truppe fresche non aveansi disponibili che la 2° divisione del IV corpo, la quale andò a rinforzare il generale Zatow che aveva as:;unto il comando in luogo di l(rudcner innanzi a Plevnat e ,t 1/ , divisione dell'XI corpo che rinforzarono il principe ereditario sul Lom. Ma potrebbero mantenersi: Radet1.ki nel passo di Schipka, Zatow cli fronte a Plevna, il principe ereditario sul .Lom? Era evidente che respinta una di que:;t'e fronti, la ritirata era inevitabile. In questa situazione non rimanevano ai Russi che due alternative; o ri tirarsi, o ,ma;n,teners'i 'int'ierwmenle nell<L diffi.cile pos·iz·ione in cwi tro,oa'Oans·i. L'aver trasportato indietro il quartier genera le proverebbe che si era deciso di ritirarsi; tuttavia si aspettò per portarsi su Sistowa e sulla sponda sinistra del Danubio un motivo più forte . Frattanto si affrettò l'arrivo de' rinforz.i; ma la 2. 0 e i.l" divisione di fanteria e la 3° hrigata cacc;iatori dovevano giungere verso la fine ciel mese, e le divisioni dl~lla Guardia ed i granatieri alla metà di ottobre. Per avere pertanto un immr~diato e forte rinforzo era d'uopo rivolgersi agli Stati vassalli della Turch ia , che prima eransi discleguati, e furono pregati i Rumani ai prestare l'etlicace cooperaziotle della loro armata. Il 13 già la t• divisione rumana muoveva da Nicopoli a rinforzo dell'armata dell'ovest. Per il successivo arrivo di nuove truppe, al principio cli settembre, 18 divisioni russe e rumane, la maggior parte delle quali potevansi riunire su di nn punto della fronte nello spazio di 6 giorni, stavano di fronte a H - ·18 divisioni turclw, divise in tre armate, due delle · quali, nel caso più fortunato, potevan:'i riunire n<~llo spazio di ·I 4. giorni. Il · nemico più pericoloso era Osmau pascià il quale stava a sole tre giornate di marcia da Sistow(l; e fino a che non fosse rimosso l\ncubo di Plevna non era possibile,alcuna offensiva sia contro Rustschuk, sia contro Scimmia, e ·tanto meno era il caso di parlare di -µn nuovo passaggio dei Balkani. D'altra parte era indispensabile che i Russi si mantenessero nel passo di Schipka, perchil il ritirarsi da questo avrebbe avuto per immediata conseguenza di riunire Soli-


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cacciatori di Dobrowolski, a cagione delle forti perdite che le infligge il fuoco lontano, muove ·all'assalto prima dell'ora convenuta; Skobele:w è parimenti trascinato nel combattimento. I Turchi, assai inferiori ·in numero, sgombrano la posizione sulla • riva destra deli'Osrna, passano su quella sinistra e si ritirano su Lovca; le due colonne Skobelew e Dobrowolski s'incontrano ai ponti del fiume; la riserva si porta oltre l'Osrna e attacca I:..ovca' da sud. Adii paschà dopo un'energica difesa della città si ritira sopra Ugurceni e Mikre. · Questo combattimento fu condotto con metodo. La creazione di una base a cavallo della grande strada fu una misura assai eflìcace per assicurare lo spiegamento delle truppe ; tuttavia non si approfittò forse completamente della medesima. Coll'appoggio della posizione di Skobelew sarebbe forse stato più conveniente di portare sulla sponda sinistra dell'Osrna tutte le altre truppe, e attaccare da Pavlitjan la parte nord di Lovca, la quale corrispondeva meglio alle condizioni generali. Colla presa di Lovca rimaneva scoperta la fronte sud delle. posizioni di Osman paschà, e w:stava in posses;,o dei Ru,;si la strada PlevnaLovca, lungo la quale soltanto potevasi a~saltare tale fronte , a cagione· delle accidentalità · del terreno. Trattavasi ora cli dare una nuova battaglia sotto Plevna. · Qui l'Horsctzky, dopo un particolareggiato esame ciel terreno intorno alla fortezza improvvisata ('I), sviluppa il suo piano di at.tacco secondo il quale si avrebbe dovuto assaltare la fronte sud, e limitarsi a trat·tencre il nemico sulle altre fronti . All'uopo sarebbe stato conveniente di destinare all'attacco principale cli Krshine 5 ,J /2 o 6 divisioni od almeno il IV corpo d'armata, la '2,a divisione di fanteria, e la 3° brigata cacciatori, l'XI corpo d'armata contro la fronte di Radisevo, e i Rumanì contro quella di Grivica . · Qu,esti ultimi due gruppi avrebbero servito cli perno alla conversione dell'ala smistra, i di cui zOO pezzi riuniti alle batterie d'assedio avrebbero rnppresentato ·l'artiglieria dell'attacco . Inoltre le divisioni di cavalleria del IV e IX corpo cl' armata, la ~rigata C~sacchi del Don ·e quella del Caucaso, in tutto ,12 reggimenti di cavalleria, appoggiati da alcuni battaglioni di fanter ia, si sarebbero avanzati sopra Trnina e Medeven nella vallata del 'Wid e verso le alture di Dolne Dubnik contro la fronte sud, operando una efHcace dimostrazione.

mano e Osmau. Bravi soltanto un caso, nel quale sarebbe stato ottimo consiglio l'abbandonare il passo di Schi pka, quando cioè fosse st.ato stabilito di riunire le varie forze per dare a Osman imscià uaa battaglia decisiva. Ma una sifatta operazione aveva bi,oguo di una potente decisione, richied eva somma fiducia nelle truppe, ed una mano così sicura nella compilazione degli ordini di marcia, che si comprende facilmente che il quartier genonilc russo no11 l'abbia punto discussa. Pure quando ai primi di settembre rinacque un po' di fiducia per aver respinto gli atiacchi di Solimano e di Osman e perchè Mehenwt-Alì aveva dc~sistito da qualsiasi mov~irnento offensivo, sorse naturalmente l'idea di iniziare nuovi attacchi, tanto più che le Guardie · non sarebbero giunte che fra 5 o 6 settimane, e anche al rnornen~o presente avevasi una superiorità di forze di un quarto, e fon;'anco di un terzo. Ma come clovevansi impiegare le forze di'sponibi li per l'attacco, s~arse sull'ampia fronte occidentale di 60 chilometri, contro la posiz1011e turca Plevna-Lovca di 3fi chilometri? Avendo a disposizione forze sufficienti, senw dubbio sarebbe stato ra:~ionevole di assaltare contemporaneamente l' intìera front~; trovando.;i invece in condizioni ben differenti, fu deciso l'attacco di Lovca , e ne fu ìncaricato il tenente gerumile Imeritinski , quale comandante della 2a divisione, della mezza 3a divisione, della 3a brigata cacciatori testè giunta sotto Plevna e dei distaccamento Skobelew. Il 3 1 agosto il principe Imeritinski ricevette in Selvi codesto ordiM di prendere Lovca, e giit il 1 settembre fece avanzare il ·distaccamento Skobelew con una brigata della 3• divisione di fanteria contro la detta città. ' Skobelew si collocò a cavallo della grande strada Plevna-Lovca a portata di cannone dalla posiziou~che i Turchi tenevano sulla sponda destra dell'Osma; nella notte cominciò ·a fortificarvisi, e il 2 fece aprire il fuoco. Delle altre truppe.: la _3• brigata cacciatori si portò sopra Preseka nella valle dell'Osma con-tro l'ala sinistra turca; la 2.a divisione di teria rimase sulla strada, dietro la posizione di Skobelew, e la brig~ta Cosacchi del Caucaso sì portò al di l;ì dell'Osma ·per-intenompere le. comunicazioni fra Lovca e Plevna. Il 3 mattino, stanno. in posizione sulla grande strada e presso Preseka 60 pezzi, che tosto aprono il fuoco. L'attacco generale, puramfmte frontale, devù principiare a mezzogiorno. Ma la 3• bri~ata 1

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(I) La Rivista mil,ta,·e ne ha dato la descl"izione e il piano in tre articoli inti tolati: Gti insegnamenti dell'assedio di f>levna. del capitano Donesana e pubblicati nelle di-·

spense di luglio, agosto e settembre 1878.

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La fronte nord doveva naturalmente essere pure osservata. I Russi da cauto loro decisero di attacc~re contemporaneamente le fronti est e sud. Le 3 divisioni i'umane furono dirette contro le opere di Grivica, le ft- divisioni del IX e IV corpo d'armata contro la fronte di Radisevo, 1 divisione e ,1; 2, la 2a divisione, e la 3a brigata cacciatori, contro la fronte sud. I pezzi d'assedio furono per la maggior parte impiegati contro Radisevo; una piccola parte ùe fu assegnata alla cQlonna del generale I meritinski Il 6 settembre i Rumani da Vrbica, il IV e IX corpo da PelisatZgahwice si spinsc~ro ·avanti sino a Grivica e Radi sevo a ,\.- 5000 passi dal nemico, e si stabilirono for temente nelle nuove posizioni . Nella notte del 7 furono collocate in posizione ·18 batterie rumanc e 12. batterie ru:;se contro le ridotte di Grivica e la fronte di Radisevo, le quali nel mattino seguente aprirono il fuoco, in particolar modo contro la ridotta di Grivica N° 1 e contro quella di Radisevo . Skohelew, qual. comandante dell'avanguardia delle truppe di Imeritinski, giuuse nello, stesso giorno sulle nlture di Brestovec, e si collegò e.olle trnppe di Krudener che stavano di fronte a Radisevo. L' 8, 9 e ,10 settembre fu continuato il fu oco dell1~ batterie, e l'H finalmente, sia perchè mancavano munizioni per un ulteriore cannoneggiamen to, sia pcrchè il principe· 1weditario aveva espresso il desi.: derio che si procedesse subito contro Plevna , fu <lcciso l'attacco della piazza. Questo doveva aver luogo alle 3 pomeridi:ine; ma l'azione s'impegnò invece verso le 9 del mattino . Skobr~lew assaltò prima dell'ora stabilita - non si sa ancora il perchè - le for tificazioni turche presso Krshine, e ,,i penetrò, di guisa che l'ala siuistra del generale Krndener fu costreua a prender parte al combattimento. Essa però fu respinta, e quando verso lo 3 le trnppe dcli' ala destra del lo stesse, generale e i Rumani mossero ali' attacco principale, . la loro azione figurò sicco·me isolata . L'ala de::itra di Krn-. -doner non riuscì, i Rnh1ani per con tro s'jmpadrou irono della ridotta di Grivica N° ,J e vi si mantennero. · La sera dell'H le truppe russe- rumano 01:ano penetrate nella linea turca sopra due punti. Ma il ·12. di buon mattino O.sman paschi1 portò innanzi le sue riserve per riprendere le posizioni perdute. I Hnmani mantennero il possesso della ridotta di Grivica, ma non poterono sloggiare i Turchi dalla ridotta di Grivica N° 2. , a '1000 passi appena dalla 1° e furono così 1

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impediti di trar profitto del successo ottenuto. L'attacco invece _con-tro, Skohelew che aveva chiesto rinforzi, e non fu menomamente arntato,. riuscì coi~pletamente. Così andò perduta per i Russi ' anche questa battai~lia di 6 giorni. · L'.Horsetzky esprime qui (e ben a ragione) la sua ammirazione per il proposito cli Osman paschà di conservare una così estesa posizione, mal<rrado l' insufficienza delle sue forze e la pochissima artiglieria,_ è) Infatti calcolando il nnmero delle truppe disponibili si deduce che con 2.0,000 nomini e 30-50 peni egli formò il concetto di dif?ndere una fronte munita di fortificazioni di 5000 passi contro un nemico, ' il.quale poteva intraprenderne l'attacco con 200- 300 cannoni e 4-0, 000· fucili, ed eventualmente con ,i-00 pezzi e 60-80,000 uomini .

VII. L'accerchiamento di P levna sino alla sua p ~esa dalla m e tà di s ettembre sino al 10 di cembre.

La perdita della terza battaglia di Plevna decise il quartier generale russo a rinunciare a qualsiasi attacco di viva fo rza; e perciò fu stabilito: si~ll<i sponda destra del Wid di mantenersi col grosso dell'esercito ,russo come prima accerchiando Plevna; sulla, sponda si'Yl!istra del Wid cl' interèettan>- per mezzo di un corpo d.i cavailc~ria le comunicazioni di Osman con Orhanié sino ali'arrivo delle trnppn della Guardia aspc~uate pl'lr la metil di_ottobre. E ciù che più conta, fu chiamato a Gorni-Studen l'il lustre difensore cli Sebastopoli, il generale Totlchen, il quale asst~nse, non di nome, ma di fatto, il èornanclo dell'::mnata dell'ovest, · Il generai'e Imeri tinski gli fu dato quale eapo di stato maggiore. In qnest.o mezzo, giusta le decisioni prese, fu incomheurnto il generale Krylow con due brigate · di Cosacchi, la 4a divisione di caval leria, e 4 re""i1neuti di cavalleria Hurnani con, f> bauerie, di. collocarsi [lresso Dolne-D ubnik, di sorvegliare la riva sinistra del fiume, e di irnpcdire che da Orhanié giungessero ·in' Plevna rinforzi o convogl'1 d't munizioni e di viv1~ri; parimenti fu commesso al generale Laskarew giunto ti Hogot di coprire il fianco sinistro dell'armata. Questi due corpi, forti di circa 8000 ca valieri e di 7 batterie, seb-bene dovessero operare·· in differenti direzioni anivano però uno. stessoV~~


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mandato: chiudere Plevna dalla parte ovest e manovrare nella direzione sud-ov~st affine di provvedere alla propria sicurezza, e di pre.cludere le comunicazioni con Sofia. La colonna Laskarew, per adempiere al suo còrnpito, avrebbe potuto sin dal 20 avanzare sino al Wid, sia sino al gomito formato d~l fiume ad est cli Telis, sia sino a Toros od a Turski; il 2,1 rag/,pungere la grande strada presso Telis ovvero presso Raclomirze o Jablanica, e di là riconoscere le piccole fort ificaz ioni ivi erette dai Turchi ed accerchiarle, mentre Krylow sarebbesi av@zato contro esse .cla nord. Se poi non era possibile di avanzare ulteriormente contro ·Orhanié, Laskarew sarebbe rimasto l'avanguardia naturale di Krylow. La cavalleria russa invece, in luogo di agire direttamente cd energicamen te contro Orhanié, si tenne inoperosa ad ovest di Plcvna. ,. Il_ 19 il ~enerale Krylo,~ giung~ a Dolne- Dubnik; le sue pattuglie l mJormano Il '.2.0 che fan teria nemica occupa Telis, e soltanto il giorno seguente è constatàto che ivi trovansi ·1O battaglioni di fanteria, .i-5 s~uadroni e parecchi pezzi, cioè nn'intiera divisione; parte della quale . ricoverata in opere fortificatorie di recente costruzione. Il 22. Cfuesta divi:;ione senza incontrare da parte dei cavalieri russi .alcuna . opposizione si reca a Gorni- Dnhnik. Krilow pcrù combina con Laskarcw un'azione comune; ma avendo avuto notizia che un foru: reparto · nemico sbocca dalla test~ di ponte di Plevna e si port.a contro gli avamposti lasciati presso Dubnik ·. fa cessare il fuoco dell'artiglieria appena allora inizialo <~ si ritira su Trstenik, lasciando una retroguardia in Etropol. Laskarew si ritira ugualmente sopra Bogot. Nella notte del 2.3 stesso la divisione turca giunge da Gorni- Duhnik a Plevna. Krylow intraprende poi sino al 30 nna scorreria olt.re l'Iskcr verso Rahova, e al suo ritorno, il 3 ottobre, apprende che nuovi reparti turchi sono avanzati si~ Lukovica . Alcuni squadroni op1)0nO'ono ,dapprincipio un'energica resistenza presso Radomirze, ma il 6 ~ono attaccati da un' intiera divisione di 8 a 1O· battaglioni , la quale con un grosso convoglio il giorno 8 raggiunge non molestata Plevna. In seguito all'esperienza acquistata in quest.a spedizione il generale turco Schefket pascià rivolse una particolare attenzione alla strada Orhani é- Plevna, la quale, colla diramazione Curnakovice (snll'Isker) Vraca-Berkovica, costituiva la sola e più mina_cciata via di comunic~z_iou_e di Osrnan col paese; di visò quindì di fortificare delle po.s1z1on1 lungo la strada stessa, ed in ispecial modo nel tratto TelisGorni-Dubnik e Dolnc-Dubnik. 1

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Ancbe al comando russo non era per altro sfuggita l'importanza di codesto, tratto di strada, ma frattanto ~)s~endo ormai provato che non potevasi sperare di interrompere definitivamente le comunicazioni turche per mezzo di sola cavalleria nè volendo distrarre delle forze cli fanreria da Plevna, si continuò a stringere sempre più davvicino Plevna dalla sponda destra del Wid, aspettando !'arri vo prossimo di rinforzi per agire energicamente anche sulla riva opposta. Il 7 ottobre infatti arrivarono presso Gorni-Studen la · ,1a divisiDne di fanteria di truppe della guardia e la brigata cacciatori e una divisione di cavalleria col generale Gurko, al .quale fn tosto aHìdato il comando di tntta la cavalleria riunì ta presso Plcvna, tanto sulla riva destra, quanto sulla riva sinistra del Wid. La 2• e 3" divi~"i.one di · fanteria della guardia, e le due di visioni granatieri dovevano pure giungere in breve. Il generale Gurko fu incaricato di tagliare la linea di tappa dei Turchi; e a lui convinto della difficoltà dell'operazione, riuscì di far .accettare la sua idea, quella cio~ che non si dovesse tentare alcun attacco sino a che non si potes~e disporre di una grande forza di fanteria . Così oltre alla ,ta divisione di fanteria della guardia, alla brigata c11cciatori della guardia, e allo. 2.• divisio1rn di cavalleria già giun°te sotto Plevna sin dal giorno ·1O, fu ivi pure inviata, dietro le sue rappresentazioni, la 2" divisione fanteria della guardia, che era stata dapprima destinata a rinforzare il principe ereditario sul Lom. Alla metà cli ottobre il g<merale Gurko fu ancora nominato comandante del corpo della guardia e di quello della cavalleria, e con essi incombenzato di dil'igere l'azione decisiva sulla sponda sinistra del Wid. Gurko aveva pertanto sott,o il suo comando : 1° Sei brigate ilei forte corpo di cavalleria dei generale Krylow, momentaneamente agli ord ini del generale Arnoldi, presso Trstenik e Rybine a nord-ovest di Plevna, alle quali fu addetta da ultimr. una brigata di fanteria rumana; 2° La 9• divisione di cavalleria Laskarew, sulla sponda destra del Wid presso Bogot; 3° La 1a e 2.• divisione di fanteria della Guardia, la brigata cacciatori della- Guardia, e una divisione di cavalleria della guardia, riunite presso Eski e .Teni Berkac sul Wid; e perciò in totale: H brigate di cavalleria; 6 brigate di fanteria; ~p batierie circa; ossia un·armata di 50-60, 000 uomini con ·I 80 pezzi. 1


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Gnrko decise di dirigere il principale attacco contro Gorni-Duhnik, impiegandovi H brigate di cavalleria e .5 di fanteria, e assicurandogi contro Plcvna a mezzo di un distaccamento collocato a Dolne-Etropol, e contro Plevna con altro piccolo reparto verso Radomirze. La battaglia ebbe luogo il 2/i. Tre colonne formate da una brigata di fanteria, alle 4uali seguiva dietro l'ala destra una divisione cli Ì"anteria della guardia come riserva, dovevano m~m:,iare contro Gorni-Dubnik. Per assicurarr{ poi l'attacco principale, 3 brigate di cavalleria e il reggimento cacciatori della guardia fnrono diretti sopra Telis, e il generale Arnoldi eblw la missione con 3 brigate di cavalleria e 2 battagl ioni cli fanteria cli marciare sopra Dolne- Dubnik dal nord, mentre la hrigata Cosacchi del Don e la brigata di fanteria rurnana prenderebbero posizione a Dolne-Etropol, per impedire o ritardare lo sbocco da Plevna di forze turche. Il piano stabilito non era quindi. il più semplice. Effettivamente ogni colonna assaltò Gorni-Dubnik senza accordo colle colonne viciM e scuza preparazione di fuoc.o cli artiglieria, e perciò non si ottenne alcun ,risultato. Pu poi deciso, allo scopo di poter eseguire un attacco sim ultaneo cli tuttr~ 3 le hrigate, che dopo terrni11ati i necessari preparativi, le 3 brigate fac~~ssero sparare 3 salve di batterie, e che dopo l'ultima di esse avesse luogo l'assalto gencraie . Ma anche questa misura non sortì alcun effetto . La brigata dei cacciatori scambiò il fuo co dei cannoni che udivasi da Dolne-Dubink per il segnale prestabilito, e mosse ali' assalto, c>.d il generale Gurko ·fu allora costretto di portare innan~ 3ltre truppe per sostenerla; ma anche quest.a volta l'attacco non riuscì. Soltanto la sera \lerso le 8 ore, lu dato a 2 battaglioni, i quali avevano potuto avvicinar5i a 50 o HO passi alla rido tta principale dei Turchi, di sorprenderla, e di far prigionieri i ·~500 uomini con. 4 cannoni ivi racchiusi, che capitolarono. Il 28 Gurko ' mosse contro Telis con ,H; battaglioni e 8 batterìe. La grande ridotta di Telis, circondati:t da ogni · parte, · fu cannoneggiata per :1 ore da 60 pezzi , dopo di che la guarnigione forte di ci rca 5 battaglioni, i!,500 ·uomini e_[i. pezzi, si arrese. È questa la prima volta che vediamo impiega'te grandi forze in modo razionale, <'- <:ht: , fanteria cd artiglieria si aiutano vicendevolmen te, ed è la prima volta che si ottiene un successo senza quasi sparger sangue. Gurko è ormai padrone della situazione; il 3,1 Osman pagchà si ritira volontariamente dalle alture di Dolne-Dubnik, ,che sono immediatamente occupate dalle truppe russe.

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L'accerchiamento di Plevna è terminato. Poteva Osman impedire o ritardare d'essere racchiuso nella fortezza:? L'Horsetzky crede di no, e lo dimostra. Come era possibile che Osman conservasse le estese fortifìcazion ì . di Plevna, e si opponesse nel lo stesso tempo all'oJTensiva di Gurko? Doveva. almeno lasciare indietro 20,000 uomini, cioè una brigata per ogni fronte di ,J0,000 passi, e ciononostante non gli rimanevano disponibili che 30,.0M uomini! Calcolando un giorno per recarsi a Gorni-Dubnik, che •è ,èlistante ~,i eh ilometri, un altro giorno per la battaglia, Osman avrebbe potuto essere ancora a Plevna nel terzo giorno; ma un'operazione silfatta è superiore alle forze umanp; e tale forse apparve anche acl:Osman paschà . Egli poteva anche abbandonare · Plevna, gettarsi su Gurko, e poi dirigersi sia sopra Orhanié, sia sopra Mahaleta, e di là a Yiddino o a Sofia. Ma cosa era Osman pascià in Orhanié, .od in Mahaleta? Nulla affatto; e i suoi 50 ,000 uomini, che allora tenevano occupata una forza tripla di truppe nem iche sarebbero stati facilmente paralizzati. A Plevna egli stava a tre marcie soltanto da Sistowa , ed era di serio imbarazzo al nemico; a Orhani é e l\fahaleta er.a ,nìente cli più di l\fohernetA-lì e di Solimano. Metz e Parigi avevano invcr.o dimostrato quanto poco assegnamento si possa fare sulle. operazioni di soccorso a favore di una fortezza assedi-ata; ma in ogni modo Osman paschà doveva contare sopra di una tale possibilità , tanto più che Solimano, ìl quale aveva rimpiazzato Mehem·et- Alì, era alla testa dell'annata principale, che l'armata turca di Schipka era ancora forte di 30, 000 combattenti, e che una nuova arma;ta .stava formandosi in Orhanié. Osman rimase; e la storia dirà eh' egli ebbe ragione; egli rimase nel posto in cui i suoi 50 ,000 uomini potevano .avere la massima ,i nfluenza e colla piena coscienza che la sua sortci 5uggel.lerehbe la sorte deH'intiera campagna. Nello stesso tempo in cui Gurko combatteva a Gorni-Dubnik l'armata del princìpe ereditario tentava di peMtrare fra Rutstchuk e Rasgrad . Essa avanzò sopra sei colonne contro la fronte sud di Rustschuk, ma non mosse all'attacco, e desistè ben tosto dall'offensiva . Frattanto la situazione non poco complicata fu d'assai sempl ificata per ambedue i partiti in seguito all'accerchiamento completo di Plevna. I Russi dovevano trmu1uillamente aspettar~\ che Osman consumasse i suoi viveri, ed im pedire nel frattempo che le 3 armate di Hasgrad, di Schipka e di Orhanié divenissero pericolo.;;e. Importava sopraANNO :X:'.lC{V 1 VOL. 1.

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tutto di sorvegliare quest'ultima armata, spingendosi possibilmonte sino ad Orhanié stesso. Il quartier generale russo decise perciò, lasciando il princi po ereditario e il genernle Radetzki nelle loro posizioni sul Lom e u~l _p~sso di Schipka, di formare, dopo l'arrivo sotto Plevna della 3• d1V1s1oa~ della guardia, e delle di visioni granatieri, un nuovo co?o ~u~t? d1 truppe della , guardia al comando di Gurko. c~~la 4• . ~ .t• dl\r1~1one fant.eria, colla brigata cacciatori e colla 2° drv1s1ono d1 eavallena in tutto 25-30,000 uomini e di inviarlo contro Orhanié. Come nel pri mo passaggio dei Bal kani, anche qui il generale Ranch coi suoi zappatori diede grandi prove di resistenza . Egli comparve, dopo aver superato enorm i difficoltà di _te_rreno,. e ?I mome~~o fissato , sul fianco destro e alle spalle della pos11.1one lort11ìcata d1 Pmvee a 45 chilometri ad est di Orhanié. Il 23 novembre la posizione di Pravec fu att.,ccata sulla fronte dalla colonna principale di Gurko, e da Etropol sul fianco sinistro del generale Rauch, e presa. . Il <fl,7 le truppe di l\1chomet-Alì, subentrato a Schefket paschà, cm venne affidalo il comando di una nuova armata, sgombrarono Orhanié, ritirandosi sulla strada di Solìa sull' ultima altura del passo di Ar-abKonak. Gurko si formò in 0~1J1ié; la cavalleria. soltanto con tinuò l'esplorazione verso Vidclino. Ormai anche le truppe di Mehemet-Alì non erano più in grado di soccorrere Plevna . Al principio di dicembre la situazione era le seguente: Il principe ereditario, 6 divisioni innanzi a Rasgrad, in tota le 12 e 1/ 2 cl ivisioni l\adetzki , 3 divisioni , presso ossia 425,000 uomini , destinati a misure di sicurezza, a ~- 5 Schipka, Gurko, 2 e ,t / 2 divisioni, ad Or- . marcie dall'armata accerchiante. hanié, ~ divisione rra Radetzki e Gurko, Innanzi Plevna in totale ,12 di visioni, ossia 420,000 uomm1. Dal lato dei Turchi lo slato dello cose nel passo di Schipka e sul Lom era quasi come al principio di ottobre. Al termine del mese sì apprese a Costantinopoli che Plevna ora cinta d:ille truppe russe, e tosto si presero delle disposizioni per socconore Osman. Alla metà di novembre Solimano cominciò le sue operazioni dr aiuto, e durante quattro settimane egli si sforzò di marciare innanzi . Dapprima inquietò tutta la fronte dell'armata russa del Lom; il ·19 sì recò presso la sua ala destra a Kadikioj e si spinse sino a P yrgos

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e ai ponti sul Danubio colà gettati, e il 26 attaccò Mecka. Queste due operazioni erano semplici di mostrazioni ; il vero e capit.,le attacco ebbe luogo il ,i dicembre all'estrema ala sinistra presso Elena. Fuad pasehà s'im1fadroni delln posizione di ì\faria11 e giunse a di:-trmza di una sola marcia da Tirnova, minacciando fortemente quest'ultima città. Ad onta di ciò i Turchi desisleltoro dall'offensiYa, dimostrando così di essere poco atti a manovrare; i Russi nel frattempo ric~vettero rinforzi, o assicurarouo Tirnova. Solimano allora, essendosi accorto che i Russi concontravansi sulla loro ala destra, assa ltò nuovamente Mecka; ma i suoi tentativi furono inutili. Da 6 settimane le comunicazionì di Plevna erano interrotte; le razioni viveri erano ginnte al termine; la catastrofe era vicina. Osman paschà deciso di rompere la linea nemica nella direzione di Dolne-Dubnik e Etropol. Nella notte del 1O dicembre. cominciò il concentramento della sua armat.1 sul Wid, fronte ad ovest; sulle fronti est e sud, e su quella nord, sulla sponda destra del !iume, rimasero indietro soltanto deboli drappelli. Nelle primtl ore del ÌnatLino Osman spiegò le sue truppe contro le forlilì c:izioni russe di DolneElropol e Dubni k, favorito in ~uesti movimenti preliminari da una fitta nebbia. Il quartier generale nisso aveva per altro avuto notizia nella notte del 9 che nel campo turco 'eravi gran movimento, e che grosse colonne portavansi verso il Wid; e perciò il 1O di buon'ora diede ordine a . Skobc~Jew di rcc.'lrsi con due brigate per i ponti di Mcclovcn sulla riva destra del fiume a rinforzare l'ala destra dei granatieri, e ad una divi$ione rumana di muovere a sostegno di quella sinistra . L'armata di Osman passò il Wid su parecchi ponti e diresse l'attacco princi pale coutro le duo ridotte russe, orette a 4000 passi circa ad est di Etropol, le quali colle fosse di cacciatori vicine erano occupate da 12 compagnie del 9° reggimento gra11ntieri avenLi in seconda linea, a 2000 passi, il reggimento granatieri N° tlO ed in terza linea, alla distanza di i OOO passi, la ~a brigata della 3a divisione granatieri. Alle 8 1/2 Osrnan iniziò l'attacco; i suoi soldati respinsero le compagnie dei granatieri , e penetrarono nel le ridotto. Alle 9 la situazione dei granatieri ora critica di molto; ma alla fine giunsero rinforzi da ogni parte, cd i Turchi attaccati sulla froute e su ambedue i fian chi furono vorso il mezzogiorno costr<\tli a battere in ritirata sopra Plevna . Mentre accadevano questi fa lli sulla sponda sinis\ra, al tri e iion meno importanti aveano luogo ::;ulla riva destra. Il comando generale


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IN BU LGARIA E RUMELIA

LA GUERRA RUSSA

:msso ·ebbe notizia alle 9. one che i Turchi aveano sgombrato le opere ,di Krshine e di Grivica, ed in conseguenza fu dato l'ordine alle truppe di avanzare. i.e truppe di Osman pascià giunte al Wid trovaronsi ,quindi fra clne fuoch i; i battaglioni turchi .combatterono valoros.amente sino all'ultimo momento, ma alla fine, essendo ferito Osman e per,d,uita Plevna, dov-ettero. ar:renclersi . Colla caduta di Plevna la campagna per la Turchia er;.l terminata, ,poichè ,per opporsi ,ad ·una invasione della Bulgaria .rMridionale non fo rimanevano che le 3 armate di S0fia, di Kazan lik, e dì Rasgrail sparse su di uno spazio di 300 chilometri. Avendo però l'intenzione -di prolungare la lotta, sa1iebbe stato savio consiglio •di concentrare il grosso delle tre armate presso e innanzi acl Adrianopoli, lasciando solt;mto nei Balkani, ed in contatto col nemico, distaccamenti di piccola forza. La difesa poi dei Halkaui, di esito assai problematico, poteva forse essere organizzata nel modo seguente: Collocare un gruppo di 2- 3 brigate col grosso a Kazanlik (12- ,15, 000 ·uomini), con ,distaccamenti a guardìaaei passi, dei Ba:lkani presso Kafofer, Maragedi-Dagh e Maglis; coll'avanguardia nel passo di Schipka; eseguire la ritirata sui piccoli Balkani; apparecchiare a difesa il terreno a nord ,di Eskizara. ' Stabil ir<~ un altro gruppo di 2.- ;3 brigate presso Arab- Konak, il quale ove fosse respinto si ritirernbbe sopra Petricevo e Tatarbazardschik, e ,di qui, assieme ai distaccamenti incaricati della guardia dei passi dei Balkani di Sfatica, Dcrbent, Karlowo, ecc. su Filippopoli. Disporre infine un ter1.0 gruppo di 2-3 brigate contro Hainfoioj e Tvardica , c6!la ritirata sopra i piccoli Balkani al:, nord di Eskizara. M.a oiò che urgeva di far suqito, era di concentrare le armate di Sofia, e ,di Selli pka, 13 tutta cruella di Rasgcad fra Hermau\i e Adrianopoli . I Turchi invece conservarono la divisione delle tre armate e uon pensarono punto a riunirle. La situazione dei Russi era ora eccel lente, perchè su quell,'istesso terreno sul quale nel mese di agosto non avevano che 80,000 .uomini potevano ora disJJorre di z1)0,000, epperciò il quartier gcn~rale decise, con ragione, di trar profitto d1>,lle conseguite vittorie. . I generali Gurko e Radetzki ricevettero l'ordine di portarsi oltre i Ilalkani . Gurko iniziò" il suo movirrHrnto il 24 dicembre; il passaggio duro sei giorni, cimante i quali i suoi soldati sorpresi da valanghe di neve ebbero .molto a soffr[rc, e il 3,1 una , parte della colpnna principale volgevasi conlro Tascbkoscu, alle spalle della posizione turca. Il 2 gennaiù il generale rnsso faceva il suo ingresso in Sofia . 1

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Radetz~i invece diè principio al passaggio dei Balkani soltanto il 6 gennaio. Skobelew con 2 divisioni doveva passare ad ovest del varco di Schipka; }Iirski, con 2. ,t /2 divisioni ad est del medesimo, mentre la ,!.i.a divisione rimarrebbe innanzi alla fronte. Il 7 poi le due ali si congiungerebbero nella va lle della Tundza e assalterebbero Schipka alle spalle. Nel fatto le colonne russe sboccarono il . giorno 8:; Mirski fu attaccato nel dì seguente dai 2.0,000 uomini di \.Vessel pascià, i quali, essendo sopraggiunta chmrnte il q>mbaLtinrnnto la colonna Skohelew, furono costretti a capitolare. Frattanto Solimano che aveva rimpiazzato Mehemet- Alì nel comando dell'armata di Sofia,· preso in mezzo fra le due armate dei ge.ne~ali Gnrko e Radetzki, condusse gli avanzi dd le sue trupee nei monti del Rodope, e di lù potè salvarsi sulla · costa ciel mare. Il ,15 fu ripresa la marcia generale su Costantinopoli, e il :t7, · 1O giorni dopo il passaggio dei Balkani , avanguardia di Radetzki presentossi davanti ad Adrianopoli, e ,1O giorni più tardi, il 30, le truppe rnsse erano a Tschorln e Rodosto sul mar Nero, e sul mare · di Marmara , a due sole mi,ircie dalla capitale nemica. Due mesi circa dopo Plevna 101divisioni russe, ossia ,100,000, uomini, stavano dinanzi a Costantinopoli.

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M. B. D.


i99 Fra i lavori da iui eseguiti merita speciale menzione la strada nazionale di v,al le Stura, dal forte Vinadio alla Francia, in provincia di Cuneo, perchè in questa circostanza egli superò difficoltà simili a quelle che esistono nel tratto fra Posta- ed Antrodoco, (>, più precisamente fra Sìgillo e S. Quirico. Su di che il genera le Cerroti chiama l'attenzione del pubblico essendosi di tale circostanza il rn ini,;tro dei lavori pubblici nella relazione che andava unita al progetto di legge del 2 maggio ,181.i- avvalso, per comhaucrc la C{)Strnzionc del tronco Acp1i laRieti. Il quale tronco si dipingeva nel tratto tra Posta ed Antrodoco· come dil'ficilissimo per la costruzione e pericoloso per la conservazione della strada . Il generale Cerroti essendosi recato sul posto, ammette che in su oltre S. Quirico il terreno ti di costituzione frammentaria, ma di una congerie pietrosa antichissima a scarpa naturale, ccrncntat.a dal tempo coi più minuti detriti. I passi pitt ardui, dice egli , stanno sulle falde dei coni di deiezione, logori al piede dalle battute evemuali del fiume in pi<ma, ma pur essi inamovibili, per la loro antichità. Uno di questi punti eccezionali, e forse il, peggiore, sta in vicinanza della memoria di Vespasiano sull'antica via Salara, ove la costa di. destra sporge a forma di punta contro 11 lla sinistra, lasciando fra _loro il letto del fiume ristretto a poco più di 20 metri . Crede che sarebbe pericoloso scansare i massi staccati ivi esistenti, ma non li terne se lasciati colla loro scarpa .naturale intatta. La ferrovia dovrebbesi impiantare sullo stesso letto fluvial e del Velino ccl appoggiare contro l'ammasso di antiche rovine a scarpa, per non restringere di troppo quel passo alle piene. La liu-ghczza nel letto del fiume permc~tc senz'altro di costruire una diga di sponda, sostenuta dalla parte del fiume da un muraglione contirmo in calce, nèl tratto fra Antrodoco e Posta, della lunghezza di 1(t. chilometri . Si calcola il costo di rp.rnsto muraglione di lire U,O al metro corrente, cli guisa che, tenendo conto pure delle altre opere d'arte che potranno occorrere, la costruzione della rerrovia su questo tratto non oltrepasserà le 300 mila lire al chilometro. La gola tortuosa di Sigillo richiede solo abbondanti tagli. di roccia. Ammesso achmque clrn il tratto di ferrovia fra Antrodoco e Posta possa costare un 5 milioni nella più larga ipotesi, che cosa sarcMw questa spesa in confronto di quella che occorre per la costruzione di altra linea che esiga molteplici gallerie lunghe fino anco da 3 a 4 chilometri? Conducendo la linea da Aquila a Pellescritu\ la Posta, Rieti , e da LIBRI E PERIODI CI

- LI B R I E PER I OD ICI

Ferrovia . da Bo,na atl Aquila e Solnaona 11er le princi1:1ati 1,aliate e 1:1el vt•rco 11i-,:, dep,·esso. -

Pel generale FILIPPO CERROTI, membro del comitato d'Artiglieria e Genio. Roma, 1878. l'\ell'anno ~ 847 il generale Cerroti, allora sotto-direttore genio militare dell'Umbria nell 'esercito pontificìo, presentava, ad un concorso pubblicato dal governo, un suo progetto pel valico dell'Appenino Umbro-Piceno con ferrovia a Fossato, mediante galleria d'aprirsi nel colle di Fossato· tra il paese omonimo e la città cli Fabriano; prog3tto che venne attuato in ·seguito ~entrc egli trovavasi in esilio senza che il governo suddetto soddisfacesse ai patti del concorso. Fra i lavori dallo stesso autore resi di pubblica ragione su questioni ferroviarie citiamo ancora il progetto di massima di una via ferrata da Cuneo a Nizza per Tenda e Mentono, eH il progetto pc~r la costruzione del tronco mancante da Terni · pe.r AYeziano a Rocca. secca, pubblicali il primo a Cuneo nell'anno ,1857 ed il sec;ondo a Roma nell'anno ·1873. · Non è d'adesso dunque che il generale Cerroti s'occupa di studi ferroviari; come ingegnere e come mi litare{ la sua voce va quindi sentita. E noi ci accingiamo con tanta maggior lena ad esporre il concetto del chiaro antore nella grave~ questione· della più diretta comunicazione ferroviaria fra Roma e l'interno Abruzzo, che -egli cc la presenta sotto aspetto attraente per forma e per sostanza , come si conviene all'ingegnere che percorse nella sua gioventù i monti per i quali si vuole ora condurre la vaporìcra, e che conosce le difficoltà teoriche che sì incontrano nell'esecuzione pratica ~i simili costruzioni.

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LIBRI

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quest'ultimo punto direttamente su Roma pelle amene colline della Sabina per allacciarsi a nord di Corese con la esistepte Roma-Orte, come egli propone, anzichè per Terni , come altri vorrebbe, il gen0rale Cerroti calcola l'ammon tare della spc;a di :H mil ioni, mentre occorrerebbero lrre 5HOOOOO per costruire la Roma- Tivoli-Solmona . La grande differenza ne! costo delle due linee si spiega per il fatto che l'ultimo tracciato i111pone la costruzione di due grandi ga llerie, , a monte Rove -l'una ed a Carrito.l'altra, lui1ghe rispettivam<mte metri 3854 e 31460, mentre la massima galleria su lla linea dall'autore caldeggiata sarebbe qur.lla di Pellescritte, che svilitppa non più di metri H-00 . Pre6SO Rocca Sinibalda si avrehlie una seconda ga lleria, non eccedente in lunghezza i ,f 000 metri . Il generale Cerroti ci tiene a stabilire bene 9uesta prima questio,re; che fece rinvenire il ministero dc! maggio 187/1 sulla decisiorrn presa nell'aimo 1870 in favore della linea Aquila-Rieti. Altro degli i1pJHmti che si fa alla linea abruzzese si e la sua lunghena maggiore rfol la avezzanese, misurando quest.a chi iomNri ·16'1 e quella 2.M) fra Roma e )Iolina. Ma la clifferenza di H8 chilometri che passa fra le due linee si riduce a 38, conducendo la forrata che ha da congiungere Roma nel modo più diretto con Solmona non per Terni, ma, come prima si avvcrtiYa, per Rocca Sinibalda. Ed :mche questa piccola differenza scompare, quando si voglia tener conto delle condizioni altimetriche delle due linee, imperocchè in montagna non' sempre la linea g1mmetricamente più corta è anche la più breve a percorrersi. S<~conclo il profilo che dà l'autore della linea Rocca Sinibalda, Rieti, Pellescritte, Aquila e Molina, il culmine virtuale avrebbe la quota di metri 86 1 sulla marina, mentre la linea Tivoli-Carrito e Molina la avrebbe a metri 1005. Que$ta maggior. altezza virtua le della linea proposta dal ministero proviene dalle altezze assolute cui giungono i culmini delle, rispettive linee, essendo il vertice delle gal lerie di Carrito e di Pellescriue alti sulla marina merri H05 il pr,imo e metri 82.6 il secondo ; e . dalle maggiori contro pendenze che si riscontrano sulla linea avezzanese. Infatti il punto più depresso dell'avvallamento del Fucino sta di ,100 metri sotto il· culmine della ga lleria più bassa di monte Bove, mentre sulla linea abruzzese il punto più depresso dell'avvallamento presso Ri<Hi non sta che di 35 metri al disotto della galleria di Rocca Sinibalda. E così avviene che, applicando per la riduzione in piano · Ja forrnola Rambaux alle pendenze maggiori del ·15 per mille, si ottiene per la 1

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PEHIODICI

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linea di Pellcscritte1 che sYiluppa una reafo lunghezza, cli chilometri ·f'H9, una lunghe_zza virtµale di chilometri 233 e metri 306, e per Carrito, ,la cui lunghezza reale è chilometri ·1r6,1 e metri 2.2., una

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lunghezza virtuale di chilometri 234 e metri 82.H . Resta così provato che le spese dì trazione, e d·i manutenzione del materiale mobile saranno maggiori sulla linea geometricamente più breve ma più scoscesa,. A Ìnaggior schiarirntmto di quanto sopra si è· detto, l'autore ricorda QS:.e.re, oggimai ammesso come principio fonclarneutale nell'esercizio delle ferrovie, clH: tanto sulle linee spianate q.uanto su quelle a piani irrclinati di forte pendenza, le spese cli, trazione e di manutenr.ione ciel materiale mobi le sono proporzionali sulle Yarie pendenze ~lla media del laro1'0-ditnaniico, che tra l'andata ed il ritorno devon(l effettuare le locomotive per trasportare sè stesse ed il convoglio. Sn qnesti criteri, e sugli studi fatti su ll'esercizio della ferrovia del Semmering il Rambaux ricavò la formola di cui il generale · Cerroti si servì pnr calcolare le lunghezze virtuali delle due linee in discussione. (iJnesta formo la è di grande utilità nel giudicare la distanza che realmente passa fra due punti di montagna uniti per' mezzo di una ferrovia; la sua conoscenza può quindi riuscire vantaggiosa alFufficiale. L'aumento virtuale da aggiungere alla lunghezza delle pendenze inclinate dal 9 al z5 per mille, per ridurla in equivalenti linee· piane, è dato dalla formola PH

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in cui P esprime la pendenia media per mille, H l'altezza da superare in metri. La cifra '17 è la media cli 9 e 2.5.

Nel trasporto di truppe le pendenze hauno un'imp()rtanza capjtale, imperocchè quando esse superano una determinata misura, obbliganoa frazionare i treni, ed ogni frazionamento, dice il Bronsart von Schellendorff (il), riduce le potenzia li tà di una linea della metà . Il limite di pendenza fino al quale si possono percorrere le linee coi treni indivisi, sempre secondo il Bronsart, è un'inclinazione dell'tf :80. ossia del ,JS,5 per mille. Ciò pr<~rnesso yediamo quali sieno le condizioni delle dirn linee sotto questo rapporto. Dallo specchio A , annesso ali opuscolo, si t'ileva che la linea ahruzzes~ proposta dal generale Cerroti presenta su tutta la distesa, a· prin1

(I) Der Dlenst des G'e·ralstabe~. Voi. 1° pag 243.


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c1p1are da Roma fino a Molina, pendenze massime da rn al 25 per mille. Dallo specchio B appare poi . essere le pendenze massime della linea avezzanese comprese fra i limiti di ,12 e 26 pr~r mille. Tanto l'una quan to l'altra linea quindi dovranno esser percorse con treni ridotti . V3 però notato il fatto che segu<mdo il consiglio che egli dà di abbassare d'alquanto la galleria di Rocca Sinibalda e portando il tracciato della Ji1rna un poco più in atto, sul versante settentrionale.delle alture che si innalzano sulla destra del fiumicello Farfa, tranne che nel tratto Antrodoco- $. Giovanni ove la massima pendenza è ciel 25 per mille, non si oltrepasserà in nessun altro p)rnto della linea la massima pendenza del ,I 5 per mille, mentrechì~ nell'altra liMa si hanno pendeùze del 26 e 25 per mille fra Cantalupo e monte Bove; e del 25 per mille fra la gal leria di Carrito e Molina. E questo l'autore fa osservare, perchè. obbligherehbe ad un doppio impianto di macchine potenti ,per superare le grandi pendenze sulla lineaavezzanese, rnentre non si ricorrerebbe sulla ti neaabr·uzzese all'<~ccez.ionale sistema delle macchine potenti che fra "Antrodoco e S. Giovanni. Le lunghezze indispensabili a · percorrersi colle locomotive pòten ti sulle lineè abruzzt'se ed avezzanese sono di ruetri 3·1800 per la prima e di 55687 per la seconda. Le gravi contropeudenze che si riscontrnno sulla linea avezzanese, ag1i svantaggi fin crui notati aggiungono ancor quello di rich iedere un lavoro dinamico molto superiore nel viaggio da Molina a Roma per Avezzano-Ti-vol i, cli quello che può occorrere sulla linea di Pellescritte. Già prima elle Roma fosse c;inta di forti si ammetteva la necessità cli una ferrovia che ponesse in relazione pronta e cliret.l~l le:truppe che difendono la città cou le truppe clell'esereito d'osservazione negli Abruzzi e pitì precisamente iielta conua d'Aquila. Orn qua le delle due linee è la più diretta, dom.a~da l'autore; qnella elle da Aquila scende per Pellescritte sn Roma, o quella che pur partendo da Aquila passa per Molina, Garri to e monte Bove'? La li nea di .Pellescritte sviluppa da Roma ad Aquila 157000 metri e quella di Carrito 20302.2.; la durata del viaggio sulla prima egli la calcola di ore ,j. e 1}7' e sulla · seconda di ore 6 e 28'. In caso di uno sbarco sulle costr1 laziali, Roma sarà adunq ue più prontamente soccorsa da Acruila. per la linea di Pellescritte che per qnella di Garrito. L'autore non si uasconde che la sua li nea è pili esposta cli quest'ultima agli attacchi di un nemico che venga da mare e che marci su Rom.a da nord, rna ritiene il Tevere . ostacolo sufficiente a proteggerla contro scorrerie quando sia debitamente sor-

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vegliato sul tratto che mena a Corese, mentre resterebbe senz'altro esposta alle ingiurie di uno sbarco la ferrovia Tivoli-Carrito-Molina , ·supposto che il nemico accennasse su Roma da mezzodì. ' E fino a che non si avrà dato com pimento alla cinta di forti stac-c.ati snlla sinistra riva del Tevere è questa l' ipotesi. più probabile, non potendosi ragionevolmente amrnettrm~ che l' invasore voglia preu-dere il toro per le corna. Il generale Cerroti non si preoccupa della eventualità di un'irivasicme continentale, cioè della difesa successiva dalle frontiere terrestri fino a' piedi della capitale; epperciù crede non dover tener conto delle· sfavorevoli condizioni in cui si troverebb1~ la linea di PelJescriue in confronto di ·quella cli Garrito, la quale oltre all'essere più arretrata è anche indipendente. Egli invece osserva essere l'aggiunta di un secondo binario sul la ferra ta Roma-Orte necessità riconosciuta dalla disciolta Commissione per la difesa -dello Stato, ma fino ad ora non soddisfatta . A questo si giungerebbe , egli dice , costrucrndo la linea Pellescritte, imponenclo essa l'attuazione di un seeondo binario fino oltre Corese, vale a dire per circa 40 chilometri sugli 88 che dividono Orte da Roma . Nè l'autore fa grirn caso della dipr~ndenza .reciproca delle due linee Roma-Orte, e Roma-Rieti, che nascerebbe da cp1esta soluzione, perocchè non crede s'abbia a presentare il caso di eseguirn grandi movimenti di truppe da Roma verso il seLLentrione e l'oriente ad un tempo. La conconenza della linea abruzzese da H.'orna fino oltre Corese non potrà quindi , a suo avviso, pregiudicare la potenzia li tà della linea Roma-Orte nei tra,;porti militari. Stan te l'agevolezza della pianura del Tevere :;arebb1~ iu ogni caso oltremodo facile la posa di un terzo binario. Invece la li 1rna abruzzese favorisce gli spostam enti laterali meglio dell'avezzanese, le condizioni di profilo es:;endo sulla prima migliori che sulla seconda, tanto più pei movimenti nella direiione più probabile dalla conca aquilana su Roma, non avendosi a salire più. del ~O per mille sulla linea abruzzese mentre nel l'altra si scontrerebbe pur la salit.a del 25. Per le suesposte ragioni , e per la considerazione che mentre la linea di Pellescritte percorre tutt'a lungo la conca aqmlana, quella di Carrito lascia affatto in. disparte iÌ notevoli~ capoluogo degli Abruzzi, centro di questo natura le ridotto nèlla difesa d'Italia e della sua capitale, il generale Cenoti dichiara la prima anche come via militare preferibile alla seconda . Abbiamo -visto più sopra che secondo i di lui calcoli la linea abruz-


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·ze:se non costerebbe più di 3t milioni, mentre per quella di Carrito ne sono già- preventivati oltre i M. L'egregia somma che si risparmierebbe, egli dice, ba-sta a far fronte a tutta la spesa richiesta per l'altro importantissimo tronco Ri(~ti- Terui, che si potrebbe passare in ,Jn categoria . unitamente alla linr~a del Liri e di Romt1-Tivoli . Il generale Gerroti crede la linea del Liri molto proficua a Roma non che a Napoli, e forse meglio corrispondente che la linea di monti~ Bove e dell' Aniene agli interes:;i di Avezzano stessa. E senza oltrepassare la somma posta a carico dell'erario nel progetto ministeriale, si potrebbe protrarre la linea del Liri a nord luugo la facile valle del Salto giù fino a Rieti, compiendo così almeno nell'Italia media la vera ferrov ia vertebrale, che un giorno dovrà scorrere da Taranto a Piacenza . Nel p1:ogetto ministeriale è assegnata alla costruzione cli queste lince, meno quella del Salto però, la somma di lire 95700000, figurando la linea Temi-Rieti- Aquila, ed Avezzano-Roccasecca in il" categoria. Col riparto del generale Cerroli invece tutte queste linee, e quella da Avezzano a Rieti e da Roma a Tivoli passereboero in 11• categoria, e- l'era rio non avrebbe da sopportare clrn una spesa di_lire 82.200000 . Questi, gicé l'autore, sono i risultati che dù il calcolo. Il mini~tro Baccarini non avendo nel suo progetto d,i legge tassativamente indicato che la linea Roma- Solrnona debba passare per Ti voli, come dicevano in modo identico i due progetti del 2, maggio e del •I O dicembre 1874-, il generale Cerroti ne trae argomr)nto a sperare che la carnera dei deputati vorrà approvare la Jinea da lui sostenuta, come quella che sotto tutti i rapporti meglio rispond<1 ai bisogni del paese; e che va ugualmente a metter capo sull'attuale ferrovia Aquila- Solmona come semplicem<mte prescrive il nuovo progetto di legge del ministero e della giunta parlamentare per le costruzioni .

operetta, S[)iecra loro con man,iera facile e persuasiva quella catena ::, . . I di doveri che lega l'uomo al la propria esistenza ed al consorz10 socia e in cui necer,sarfamcnte vive, cli·mostrando senza panegirico come l' adempimento di questi obb,lighi fortifichi la coscienza, formi il vero carattere, educhi all'onestà, alla spontanea pratica del bene, all'amore del lavoro e dell'ordine. In principio cli ogni capitolo sono messe, quasi come teoremi ,delle verità che ivi si svol!,!'.ono, alcune massime e sentenze chiare e sa-~ pienti , da potersi scn;a difficoltà ritenerfl a memoria. Nel defi nire J'aìto concetto di patria, nel mostrare come si genera, si alimenta e si custodisce il sentimento nazionale, il linguaggio dello scrittore diviene eloquente e vibrato e sa non solo farsi strada nelle più còmuni intelligenze, ma è ben anco capace di risvogliare in ogni m1or-e tutto il fascino del patriottismo . Con ta le elevatezza di prindpii egli significa l'idea e la necessità del supremo potere e con rapidò ricordo della storia del l'ita liano risorgimento insegna la gratitud ine e la devoziorw ·al Re. degno erede delle 1.1·adizioni di noa gloriosa -COinaslia . Quindi fa v~der; quanto sia necessario preparare le forze~ della nazione per là difesa della sua unità e la tutela di tutti i suoi beni; e r1ui con ·metodo piano ed analitico indica i principii, !e basi, le 0 cri fondamentali dell 'esercito, ·rap1)resentanclone la missione circonleov . . data di un' nnreo la di gloria e cli · civ.iltà. La disciplina, l'istruzione, la solidarietà, l'onore militare ed il coraggio, l'abrrngazione, la bandiera, il giuramento, il sentimento reli-gioso, il soldato rnodello, la vita civile dopo il servizio sotto le armi, . ec.co gl'intcressauti argomenti che seguono e sono svolti con fonila _ attraente, con dottrina modesta in apparenza, ma profonda in sostanza, avvalorata da nobili esempi racchiusi in- brevi e piace:voli racconti di azioni lodevoli, di eroicho virtù. Un'appendice in cui sono esposte le più essenzit1li nozioni di geografia dell'Itali11, una piccola crono:ogia che compendia le date del risorgimento italiano, ed alcuni cenni biografici degli illustri uomini scesi rn~l sepolcro, i r1uali concorsero a formare la patria unità, aggiungono pregio al lavoro e dimostrano che l'autore ha avuto nell'immaginarlo un'idea completa . · ;n libro ohe abbiamo esaminato è da annoverarsi fra quei pochi der genere educativo i qua li-sono vèrarncnte utili, (~ meriterebbe che fosse adott.ato nelle scuole reggimentali ed ogni soldato se ne provvedesse una copia. Al -signor Mariotti, scrittore facile ed abbondante, noto per altri

Il sol~lato. itali,.ino eilttcato til senti'lnento ,lei tlove,.• e. - Roma, Tip. Voghera, 1879. È un elegante volumetto dedicato con espressione· cli rispettosi sentimenti a S. M. il Re Umberto I, e scritto con parola semplice e franca, con generoso proposito e profondi convincimenti sul!' importanza e sul modo di trattare soggetti di mora le educazione. L'autore (tenente Mariotti) rivolgendosi ai soldati, pei quali compose questa

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scritti, non manchHrauno incoraggiamenti per questa sua pubblicazione , della quale noi pure ci rallegriamo di cuore con lni nella speranza che, diffondendosi nell'esercito, essa contribuirà a soll,ware la mente ed il cuore dei giovani soldati, sarà una gaida fedele agli nfficiali ·nelle non facil i lezioni di morale che pure dovrebbero essere parte importantissima dell'educazione militare,_sarà infine accol ta con quella simpatia che meritano le opere buone, senti te col cuore e dettaU) da ·una mente serena ed acuta che conosce per pratica e per teoria i bisogni morali dei nostri soldati .

tempo e di luogo per applicarli. A raggiungere queste doti deve tendere l'educazione mi litare di coloro i quali esercitano un comando. È con tali principii che occorre intendere e svolgere i regolamenti, che non servono ad altro se non a fornire una norma generale, la cui interpretazione nelle varie contingenze riuscirà veramente utile.se fatta con intelligenza del bene generale, con buon volere ecl onestà di propositi. Son massime queste di una verità inr;ontestabile, nè punto nuove dacchè l'odierna civiltà di[use la luce su nttte le istituzioni soci ali. È però lodevolé l'insistenza colla quale l'autore le formola, le commenta, le sott0pone spesso all'attenzione di chi legge, dimostrando con ciò come abbia pre$O a cuore l'argomento e cprn le importania dia allo svi luppo dell e forze morali dell'esercito . Nell'enumerare poi le cause che possono nuocere al prineipio dell'autorità e perturbare la ~ana disciplina bi11sima allamente quelle che non ispirano al soldato la confidenza, la persuasione ed il patriottismo. Tra le male abitudini che producono tristi eiietti è certo l'i ndifferenza la quale insterilisce il sentimento di generosità, il giusto orgoglio, l'amore per l'arma a cui si appartiene, ed è indispensabile perciò di combatterlo assiduamente, Il sig. Visioli non si è limit~to al la sola critica, ma add ita pure i rimedi che bisognerebbe propugnare ed appl icare. Coerente alle sue promesse egli M driduce un sistema di educazione militare fondata essenzialmente sulla pili lllta moralità e sulle pitì nobili vi rtù cittadine; sistema dm _deve mirare a perfezionare non solo le forze fisiche del soldato, ma ben anco le altre. sue doti , infond endo in lui il sentimento della propria dignità e del proprio dovere. Senza en trare in un minuto esame degli argomenti trau.ati in questo opuscolo, pei quali sono da farsi alcune riserve, si può lodarne lo scopo, la parola ch iara e scorrr-vole, la serietà dello :;tudio, al quale per · altro, a nostro avviso, avrebbe potuto convenire un titolo più proprio, tratto meglio da lle scienze morali che da quelle le quali studiano gli organismi degli esseri.

Pisiolog·i .a del conunado ntilittn•e. -

TULLIO

Vrsrou

capitano nei bersaglieri. Parma, Ferrari, 1878. Non è possibile immaginare~ un esercito senza l'idea del ·comando, nella stessa guisa che non si può comprendere un sistema di forze efficaci senza punto d'appoggio e direzione. Però a ben dirigere i diversi voleri di molti uomini non basta avere :soltanto· !:autorità, ·ma occorre altresì saperla usare nel modo pii). legittimo e profittevole, non urtando gli umani istinti, anzi volgendoli avvedutamente allo stesso fine cui tende l'obbligo dell'obbedienza. Da questo medesimo concetto Ju mosso l'autore a scrivr,re uu opuscolo il r.ui argomento è certo di massima importanza. Può anche aiiermarsi che abbia saputo ben determinare la materia che bisognava trauan\ riconoscendo come la migliore guida di chi esercita il comando sia la perfetta conoscenza del cuore umano, cioè delle sue passioni, dei suoi difetti, delle sue virtù. Egli non si mostra fautore della fierezza e dell'assolutismo per guidare le masse, ritmiendo queste qualità accordabili solamente ai gmndi capitani che col l'ascino del loro genio seppero, in tempi molto diversi dai nostri, meritarsi l'ammirazione di tutti. E più solida una dis'ciplina fondata sul convincimento che essa è parte essenziale della vita militare, ed alimentata dalb stima e dall'amore che i superiori debbono sapersi acquistare colla virtù e coll'aust~!ra bontà dei modi e delle parole. Il principio di autorità riceve vita e forza dalla giustiiia colla quale si rende esemplare il castigo, rispettato il comando, dall'impariialità a cui ocrni rr'.ilitare deve educare il suo animo, dalla saggezza colla quale biso:iia .discernere l'importanza degli ordini ed apprezzare le. condizioni di


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209 imperiale, il quale erasi ridotto alla difensiva nel Tirolo. La distribuzione delle sue forze e di quelle nemiche ci dimostra che siamo nell'epoca in cui la gnerra alla spicciolata era divenuta un sistema; egli però seppe a tempo debito riunire un forte nucleo com posto in gran parte di cavalleria, avanzarsi da lla Va l Sugana sii ll'Adige e, sc11°za quasi combattere far retrocedere gli Spngnuoli al di là cli Bologna. Il periodo più splendido della vita dei maresciallo fn durante la guerra di successione d'Austria, quando }[aria Teresa, minacciata nella sua, stessa capitale, ,·ide i suoi Stati assaliti da tutte le pat'Li . Allora il Khovenhtlller pose ·vienna in istato di difesa e prendendo l'offensiva, dopo una serie di fel ici operazioni contro l'eserci to francohilvarese riprese Linz, obbligò il genera le Ségur· a capitolare col suo corpo, quindi occupò la Baviera e così allontanò il nemico più pericoloso, perchè più vicino al cuore degli Stati au:;triaci . Perciò quando a .Maria Tetosa (n nnnu111.iata la morte di Khevenhi.iller avvenuta per emottisi nel gennaio o.a, disse: Io pnrdo in lui un servo ed un protettore fedele, che ora solo Iddio può rinumerare. Il conte Thi:irhcim si giova rii questo parole per dare al maresciallo gli epiteti che trov11 nsi sul Jrontcspizio. Le operazioni sul Danubio dal 474-0 al I 743 si possono segufre in ogui particolare colla guida di questa. biografo, e con uti litit per gli studi di geografia-:;trategica . Come appendice segue nu cenno di commemormdoue di un :iltro valoroso soldato di questa famiglia: il Fclclzcugmeistcr conte cli Khevenhuller-Metscl1 , morto nel ,[ 867 . E PER!ODICJ

Feltluin,•scluell X,uit1vig A 11t11•e n11 Q1•a'/' ·v o,i Hl1,e• venliiille1•-.P,•ttttl..enbu1•g , seh1e1· g1•011ser

H e•·•·-

'11cl1,e1•in t ,·eu,e1· 1rasnll HH,tl Besc lit'.it:::e,· 16S4.-

1'1U . ( l'l maresciallo Luigi

Andrea conte di Khevenhulle-r·Franltenburg, fedele vassallo e protettore della sua grande sovrana 16&4- 1.144). - Cenno biografico di A. conte THùRHEIM. Vienna, 1878. Wilh cl m Braumuller.

Il conte Thilrheim, autore della biografia del conte Traun, della quale diede uu cenno sommario fa. Rivista m:ibi~are di. dico1~bre, ha pubblicato un nuovo lavoro sopra un altro maresc1a 110 v1~suto in q~elFepoca iu cui la casa d'Austria cercava nelle guerre d1 succcsswm) di ricuperare il ricco retaggio di Carlo V. Il conte Traun fu un t:elehre generale. di fanteria, il conte Khevenhiillcr invece è q11:ilificato glorioso rappresentante della cavalleria. Questi fece le sue pri me anni sotto il principe Eugenio nelle campagne del .,17,f 6 e 17 11 contro i Turchi; creato poi generai m:iggiore e pro(1rietario d'un reggimento di dragoui, impiegò gli anni di pace corsi dal i17,18 nl •1733 nello studio,' e pubblicò un regolamento di · disciplina e cli eserci1.i pel :;uo reggimento. Il biografo dà un cenno abbastanza clifftiso della parte discipl inare, anzi ne cila i passi più curiosi cd interessanti . Non si può (',Onoscere la vita intima di uu rerrrrimento d'(l llora, meglio che in questo regolamento: 11el quale appo~isce la potestà asso luta del coloonello sni. suoi soldati e. vi si as~ secroano le penA per ogni mancanz~, come 11, fuoco per gli stregom J'a~p ulaziooe cli due dita per gli spergiuri , poi la forcn, In fucil azione, le vergate, ccc . Anche le mogli dei dragoni erano soggeu.c alla giurisdizione militare, per modo cbc 1rualor.a ta luna di loro nvesse conti-· uuato a menar vita dissoluta non ostante le punizioni iuOittele dal marito sarebbe stata messa alla berlina dal profosso, poi spogliata e frustata dinanzi agli stendardi dai celibi e dai fran chi cli servizio. Della parte riguardante gli esercizi militari, il biografo dà soltanto l'indice, dal quale però scorge':ìi che le manovre a cava llo avevano eguale jm portanza di quelle a piedi. . Destinato generale di cavalleria in Italia, il Khevenhiiller vi fece le campagne del ,J73!~ e ,1735 e prese parte alta b:ittaglia di Parma e cli Guastalla. Sul finire del '1 735 assunse il comando dell'esercito 1

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.To11,·11til ,les sciences ,nilit,d,•es. -

Puntata di di-

cembre, Parigi, Dumaine, 1878. Tattica cli fermata, per il genera le L EwAL. (Continuazione. Vedasi il fascicolo di novembre). - Non è a seguirsi l'csempìo che danno 1 Tedeschi col 101·0 comandante speciale degli avamposti , perchè ogni capo cli unità tattica deve avere la dirnzione d0l sistema di vigilanza che crede opportuno di adottare ed il comando delle truppe che vi impiega, non potendosi, senza danno della disciplina e del servizio di sicurezza, togliere frazi oni cli uno stesso corpo dalla dipenclcuza dell'au torità diretta cui sono costantemente sottoposte. Il comandaute di ogni colou11a di truppa ln quale abbia a guarANNO XXIV , VOL, l.

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darsi isolatamente deve stabilire le norme generali per gli avamposti e comunicare per mezzo degli ufficiali di stato maggiore gli ordini occ6rrenti, facendo dai medesimi designare nella più precisa maniera · le posizioni da occuparsi. Poco si conosce e nulla fu scritto sulla maniera di spiegare gli avamposti quando si arriva noi luogo di stazione. S_u ques.ta fase intermedia, necessaria per passare dall'ordine di marcia a quello di ferm ata, si danno regole concretandone la dimostrazione con figure e dati numerici. Servizio di esplorazione e di siwrezza, per il colonnello BoNrE. - . È uno studio che tende a fissare dei principii razionali secondo i quali deve agire la cavalleria in guerra, non essendosi in Francia abbastanza preoccupati di sviluppare le qualità dominanti di quest'arma, il cui genio è nell'offensiva, e la cni missione è di osservare e combattere. Per risolvere il problema bisogna creare i due seguenti servizi: 1° Linea sottile con incarico di vedere ( esplorazione); 2° Tru ppe concentrate per l'attacco (S'iC'l.irezza). La prima linea deve scoprire il nemico, legarsi a lui per informare Je trnppe che sono indietro, la qual cosa richiede intelligenza, una grande mobili ~à ed una larga indi pendenza, In un apposito capitolo è indicata la parte che hanno i gru.ppi di esploratori, la loro composizione e disposizione di marcia, la distanza a cui debbono spingersi, l'estensione del fronte da coprire, il numero dei gruppì necessari per osservare questo fronte; in un altro si studiano le disposizioni , la forza, l'ordine delle truppe per l'attacco sia in marcia, sia in fermata. Infine si propone un sistema per la trasmissione dei dispacci, e si formulano alcuni temi di applicazione pratica del servizio di esplorazione e di sicu rezza. Esperienze del cannone T(rupp nel 1878, per il tenente colonnellp MARTIN DE B nETTES. - Quest'articolo contiene i dati relativi agli° esperimenti fatti il 2 ed il 3 di luglio del!' anno scorso al poligono presso Meppen con cannoni Krupp in acciaio del calibro di 35, •· 5, 30, •· 5, 2.8,•· o 15 •· . Rispolto agli altri cannoni attualmente adottati in Europa, i quali più si approssimano ai medesimi", si ha che i proiettili dei cannoni Krupp sono più ·pesanti, la l'Oro veloci tà è maggiore, il cannone di 35, •· 5 è superiore a cruello di 80 tonnellate od a quello italiano di mo tonnellate per alcune proprietà, ma inferiore ad essi per certe altre. · Le vie dell'India, per i\1Assmo LEGRAND. (Continuazione. Vedasi

là puntata di ottobre) . - Al genio delle impPese di Alessandro succedono le focose conquiste degli Arabi, le scopert-e dei Port-0ghesi, i cui vascelli da guerra oltrepassano il capo di Buona Speranza eà appariscono nell'Oceano Indiano. La lotta della scienza dcli' occidente contro l'oscurità che avvolge nuove terre incomincia ardita e petsitente; Cristoforo Colombo realizza le divinazioni di questa scienza e l'ammiraglio Magellano attraversando l'Oceano dà al mondo la quinta strada sognala da Colombo. Così si arriva ai tempi moderni. Storia dei dragoni, per il tenente Errn1co Scuor111N. (Continuazione). Libi-i militat'i. Ri'lìi$ta bibliografica militare. ' Tavola delle mater"ie del tomo XXI dell'Bn se·rie.

Le S peetate ur •Hiltlaire . -

Punt3:ta di dicembre, Pa-

rigi, 1878. Gt'Inglesi ed i Russi nelt'Jisia centrale. LEON n'IssAc. - In questo secondo articolo l'autore prende in esame le condizioni in cui si effettuarono le ultime conquiste della Russia in Oriente. Descri tta a grandi tratti l'Asia centrale, occupata da due razze cl' indole o.ssai diversa, i Persiani dediti alla vita sedentaria ed ali' agricoltura, cd i Tartari detti i nomadi della tenda e del deserto, espone la storia dei progressi delle armi moscovite in quel difficile paese. Narra perciò la spedizione di Kiwa nel 1873, la quale ridusse il Kan a dichiarorsi vassallo ·della Russia e permi5e di uni.re al Turkestan il territorio a nord del!' Amu-Daria, salvo una piccola porzione data ali' emiro di Bukhara · successo cui tenne dietro l'annessione del Khobàn nel marzo del ,1876. Quindi analizza l'ordinamento politico e le forze militari del Turkestan russo ed espri me l'opinione che l'eventualità di una . prossima guerra fra i potenti rivali dell'Orionte non sia a temersi, essendo essi ancora lontani. Gugbielmo III. A dc LortT S1m1GNAN. (Continuazione. Vedasi la puntata cli agosto). - .La convenzione del ~ febbraio 1869 dichiara decaduto dal trono Giacomo II e proclama re e regina d'Inghilterra, Scozia cd Irlanda il principe e la principessa d'Orango. Luigi XIV 1


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Lll3HI

devoto al cattolicismo crede di doverne difendere la causa, proteggendo, i diritti del detronizzato sovrano e perciù lo aiuta nella spedizione per l'Irlanda . L'articolo contiene la narrazione cli questi avvenimenti e d<~lle vicende della gueri:a intrapresa contro Guglielmo III coi soccorsi di Francia. ' Storia delta g:uen·<1., d'Oriente 1875-1878 . - È il . principio della :,èCOnda parte di questo lavoro, nella quale si compendia la lotta della Turchia cont.ro l'Erzegovina, la Serbia ed il Montenegro. Vi è una descrizione del teatro della guerra e vi si riassumono le operazioni militari neH' Erzegovina dal mese· di settembre ·1875 al 2.-1 gennaio 4876 . Ricordato come il sentimento di nazionalità, il desiderio d'indipendenza e la ~peranza di trovare nell'ambizione nel la Russia un valido appoggio, siano state le cnuse dell'insurrezione di quella provincia, si accenna agli !')nergici sforzi di Dervisch pascià per sedarla, ai miti provvedimenti del govemo turco riusciti infruttuosi per ristabilire la · pace. I combattimemi nella val.lata della Nareuta, la disfatta dei Turchi a Muratovich, i successi di Ranf. pascià, la mancanza di' nnitit di direzione negl'insorti, difetto che loro cagionò il disastro di Krstac, le vittorie di Peko P.aulovich, il quale con vigqria ed arditezza cercò rii cmlinarli e disciplinarli o giunse. ad impadronirsi della li11ea RaausaTrcbigrie, infine l'offensiva di M:uktar pa$ciù e la ritirata e di;persione delleJbandc erzcgovesi compiono questo tratto di narrazione. L<i fabbricazione clelle a1·mi da caccia., da liro e da giwr1·a e la metall-urgia. Tr-roMAS AKQURTEL. - È una rassegna dei recenti progressi realizzati con molta intelligenza ed operosità dal signor Arturo . Nouvelle di Angouléme, nella fabbri cazione dc~lle armi portatili. La bontà rlella materia impiegata per costrnirle, il sistema di ottura·-· z1one, la semplicità del meccanismo .e la resistenza cld le canne, senza dire di una serie di altre quali tà accuratamente analizzate, l'anno affermare all'autore che i fucili di quel bravo fabbricante corrispondono. alle condizioni richieste per un buono e lungo servizio. Cronaca men.s-ile. Hbri e gioriiah.

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tlie D e utsc/1,e Ar,nee ·t utd 1'.la•

F ascico li del novembre e dice mbre.

· Gh esercizi delle truppe secondo i prece.te-i dell'istruzione sul tiro . - La nuova istruzione sul tiro in Germania (di cui la Ri'Vista deuo un cenno nel $ettmn bre scorso) ammett<>, l'uso dei fuochi di fuciIeria ad una distanza superiore n quel la indica ta finora per ottenere un certo effetto. Si tr;.1tta adesso di v<~dere se le disposizioni regolamentari per gli esercizi s'accordino con le massime test.è adottate per l'uso -dei fuoch i, e come la tatticn formale abhit1 mutato dopo l'acceuazione di que~ti nuovi principii. La grave questione si dibatte ora liell'eser-cito ted'esco; le solLlzioni sono studiate e ricercate con quella minuta analisi, che forma una delle principrili prerogative del popolo nordico. Così lo scrittore di questo articolo si prefigge di vedere se fra le manovre regolamentari e l'istruzione sul tiro vi sia discrepanza, e· lo fa svolgendo le formazioni assunte successivamente da un reggim·ento di tre battaglioni, il quale attraversa nna piazza d'arm i lunga ·I ,J 00 metri per attaccare il lato opposto, supponendolo l'orlo di un bosco forte mente occupato . L'elastici tà del regolamento d'esercizio permette di .assumere formaz ioni tal i d::i avere il minimo delle perdite durante tale percorso. ' Necessità tattù;he pe1· lo svnly·imento delle cizion1i di(ensii,e ùi giten·a., L. SANDEn. - Cominuaz.ione e fine di un lavoro contenuto nelle dispense precedenti . Ora l'autore a proposito della difesa dei boschi e delle abitazioni espone aie-une massime, corollari di cinque battaglie clel •1870. Quindi stabilisce lo svi luppo della linea di fuoco, le forme che la fanteria ha da prendere, le disposizioni che è necessa rio le sieno ~ impartite perchè la sua difesa <li boschi ed abitazioni abbia la massima eincacia. . La sititazfone dell' Etiropa occùfonta.le nell'epow ciel zw.~saggio dal s-istema feudale a. quello dei mercenar·i. (Continuazione e fine). D.escrizione dell'ordinamento degli svizzeri e dei lanzicheuetti, i quali diedero modo ai principi di esimersi dall'appoggio delle mil izie feudali, e cli muovere il primo passo verso l'n~sodamento delle monarcl1ie. Vi sono· molte no tizie sulla tatt.ica, sul!' approvvigio111.1m13nto e sull'amministrazione delle soldatesche di quell'epoca, nella quale l'arte militare escì dalle tenebre medioevali e cominciò a rigtahilire alcuni principii sulle tradizioni cl.ell'antichitil greco- romana.


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Lo s,p,i,ritodéll'ediu;azione militare .frn (;e1·,mania, LONSDALE A. HALE (dall'inglese). . L'esercito tnrco ~otto gti ordini del pascha ltfehmed Alì Mi coml;iattiment'i, sul Lom, dal .21' lttglio al .2 ottobre 1877, W . v. TvsczKA. - Particolareggiato racconto degli avvenimenti. che si svolsero sul fia!}CO siqistro dell'esercito russo. Ad un breve cenno sulla situazione strategi~a dei due partiti avversari, e della disposizione delle truppe, fa seguito la narrazione .dei combattimenti, la quale in questi due fascicoli_ con~id~ra quelli di Jazlar, di Ka,rahasankio.ì e di Kaceljewo. Alcun, sch1zz1 delle posizioni rendono più chiaro il racc:mto . • SitUa vitli dei soldati federavi del s·ud nella guerra americana ' SCHEIBE'R'.t:. - Una frettolosa raccolta d'armati come codesta doveva offrire uno spettacolo singolare. Ma l'esperienza della guerra, i disagi, i bivacchi , le marcie, le battaglie modificarono ben presto le idee fantastiche e gli abbigliamenti più fantastiçi àncora di quei soldati cittadini. Lo scrittore, che fu anche spettatore, ci fa un quadro assai lepido dei cambiamenti avvenuti nel corso della campagna nell'armamento, nel vestiario e sopratu~to nelle idee di quel!' esercito raccogliticcio. Le 1·ec1mtì dtisposiz,ion'i sulle truppe di :riseri,a i n Russ-ia. - I -132 battaglioni di riserva che la Russia ·era andata formando ·dilrante l'ultima guerra, riuniti in H divisioni , aveano servito per la 2a linea. Ma la loro adunata e formaziòne fu lenta, ed alcm~i tra essi non furono pronti che nell'agosto. Ora 7 di quelle divisioni furono sciolte; ma 48 ·battaglioni di riserva dovranno continuare a sussistere, mentre gli altri 48 saranno formati di nuovo sulla base dei battaglioni di fortezza. Durante la pace esisteranno i quadri per· 5 cornpao-~ie in ogni battaglione, dalle quali in tempo di guena saranno formati recrgimento cl,i quattro battaglioni ed nn quinto battaglione indipendent!. I reggimenti serviranno a formare . 26.. divisioni per rinforzo dell'esercito attivo ; j quinti b'attaglioni sono destinati a presidiare il paese, ed eventualmente anche a soccorrere l'esercito attivo. Intanto sono tenuti in pronto il personiile ed il materiale per 2 divisioni di riserva cd è formulato il progetto per trasformare le compagnie in battaglioni nel caso di guerra. Queste disposizioni souo importantissime'. ~i battaglioni di riserva · costituiti in modo indeterminato come prima dell'ulti1mi /)'uerra ora sarebber~ sostituiti i quadri già preparati per 2,i clivisiont cd esisterebbero moltre gli altri battaglioni svincolati da legame. L'aver costituito i reggimenti di riserva su quattro bauàglioni lascia credere che

;n

tale formazione !.ia per essere estesa a tutta la fanteria russa, la quale in tal caso sarebbe composta: di 192 reggimenti delle divisioni della Guardia, dei granatieri e d\ fanteria, ossia 768 battaglioni di 96 reggimenti di riserva, ossia di 385 » di un reggimento di riserva della Guardia i » dei battaglioni indi pendenti di riserva . 96 ossia in totale di 1253 battaglioni Perciò i 6,16 battaglioni di fanteria destinati finora ad entrare in campagna, sono raddoppiati ('I). I camp,i, di manom·a i,n p,ru.ssia e la loro influenza s-ull'educazione delle tru-ppe alla giierrn. - Rivista storica retrospettiva sui campi di manovra radunati in Prussia dopo quellò di Schwedt nel maggio del ,17·15. Tra gli altri è accennato a quello di Spandau nel ,I 753, nel quale Federico II fece proibire dalle sentinelle l'ingresso ai novellieri stranieri, e perfino ai propri ufficiali per mantenere il segreto clelle,manoyre che si stavano espcrimentando. Anzi fu in quella occasione che per eludere la curiosità delle potenze estere, incaricò il luogotenente colonnello Balck di pubblicare le Lett·res a:ti p1tblic, nelle quali si raccontavano le più sfrune cose sul modo cli rimettere in onore gli esercizi delle falangi greche, sul come formare la testa di porco, sopra gli attacchi di cavalleria contro un bosco fortemente occupato dalla fanteria; e simili fole erano credute e spesso riportate e commentate nei giornali. . ll comliattilmento (bi Haclji-Hassan Lar 'Ìl 10/ .2.2 settemb1·e 18.28, T.h. v. BEHNHAI\DI. Proposte per a:u.mentlire l'istruz'ione degbi 1iffìcial'i di rù;er-va , e specialmente dli quelli di fante:rùi e di ca·valler'ia. Esame della lette:rati1;;·a militl1;re. B·ib/tiografìa. (<

·l11 ilit a,•iscl ee Bliitter. -

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Fascicolo del dicembre.

Cons-ideraz'io-n;i, sulla di-visi~ne e siilla r,i,u,nfone dei reparti deU'ese·rc-ito tedesco nelt'ull'ima gu-e:rra. - Dividersi per vivere, ed unirsi , per vincer.e: ecco il supremo precetto. Ma quale è il momento pre(1) Veggasi: O·r dlnamiento e forze attuali degli eserciti russi , nelle dispense di lugli o, settembre e ottobre 1878 della Rivista milita re.


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ciso per concentrarsi senza danno alla sussis1.onza delle truppe, e quello del dividersi senza pericolo ,cli sorpresa? Quali sono i limiti del concenlmmento pe1·chè non nuoca alla elasticità delle manon'e, e dclJ'atlargamen1,o senza che sin pt1rrluto il contatto? Lo sciogliere q1H•s10 probloma costi tuisco la parto più difTicilo elci coma11do :;uprcn10 d'un eserci&o. Sotto quo5t'aspello l'rwtore prell(le in esame la dislocazione dell'esercito tccle·co durante le varie Casi della guerrn del , Si0-7 1. ·Pensieri, sul/ci cavalle1·ia dest(tti, dalla lettura rlet librn del Yc,.dy: La d'i·visione &i ccwatleria 1·ùtnita acl ait1·e trnppe. L'intendenza militare francese durante lei 9ue1Tct del 1870-71. 11'. Campagnci della, .2• armat<i sulla Loira. - Estrallo dal libro del Baraticr, sottointcndente nell'esercito franrcso. Not,izie sttlle armi portativi,, capitano llEKTscn. - !7nci le a retrocarica cli Wcerth, con figura. - Doppia pistola cli Franter, con figura. - Tappo cli chìusura per trasformare in avancarica le armi a reLrocMica, di G. Beuttor. - S~tole di mitraglia per cannoui rigali, di W. Sie<lerslcbcu. - Elenco cl'iuventol'i privilegiati. l'l c1tnifmctro mtm-eratore, di l?. C11.\TEu1~. - Strumen to per misurare le distanze curve sulle carte topografiche; somiglia all'opisomctro i!1 uso presso cli noi, sononchè Yi è appli<'ato un coniatore. Due opinioni in contraddizione rnllct gnc1-ra drt fortezza. - Tanto il generale Iloniu, nel suo l.woro S1J,llci tatticci della 91ter·r c1 d:i f'ortez::a (di cui la Ri'lìisla cstem ha daLo un sunto nel fascicolo elci dicembre scor:;o), quanto lo Scherff nell'nltimo fascicolo della sua recen te opern Snl ,nodo d'i,mpiega,re le truppe, sostengono che la guerra di fortezza sia eguale a queli(l cl i camp(\gua, modificala solamente dalla cooperazione d'armi graYi. i\I:l mentre il primo presenta questo principio come sta bilito, l'altro lo deduce logicamente dallo cose dette. Se per la veritù della massima poco import:i il modo col ffuale fu stribilita, per le dcrlnzioni che se 110 possoun trn cre è ben diver~a I(\ cosa. Ne succede che npproclauo a con:;eguenzc tutte diYer,c tra loro. Mentre il Bonin costruisce un piano per l'auacco e per la difosa delle fortezze r stabilisce e vincola :i rp1esto piano le azioni dell'auacc.1n1e e del cli fcnsore, lo Scherff avvc1·te, cito quanto più In guerra di fortezza può av,•icinarsi nel suo s\'Oll?imcnto ai metod i usati in campagua aperta tanto meglio raggiungorù il suo sr·opo; e cho quando-una fo rtezza h:i obbligato l'auacc,intc ad introprcndcrnc l'a:-5edio formale, con rptest.o fotto solamente essa ha adempiuto al massimo dei suoi im..: pogui.

Con'ispondenza. - Fra;ncia, Ing li-ilterra, Russ'Ìa. - Nella corrispondenza inglese è descrilla la formazione delle due colonne le quali in India mossero da Qucttah e da Thull per entrare nell' Afghanistan. Piccole notizie.

1

fla1;se9na di libl'i . -

Riblio9rn(w.

o,·gan tler Hd làtii1••uJisseHsclu1ftlichen Jfe1•ei•ae.

-

XVll, 2° fascicolo Vienna 1878.

Le anni portatili dopo la gue1•ra del 1870-71. - Da questo interessante studio togliamo i seguenti cenni sui vari fucili usati in: <,$ (.)

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Francia .

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Germania

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5

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-

430

290

50

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Inghilterra .

11.fc.3

5.6

31.1

32.25

416

294

66

35o

Svizzera.

10. 5

3.6 20.4

26

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Rus~ia

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I

Stmi:io sui zappatori di cavalleria, A. P AP . ~ È 1111:i :inalisi dello operazioni che possono loro esscr,i affidate in guerra . Yi è indicalo l'arredamont.o e l'addcstramcuto ,nggeriti· dalle esperienze delle ultimo ·guerre. L'an rnento di peso i;he 11 0 ricevono alcuni pochi cavalli non nuoce all:i mobililù dell'arma. Oltre ai gra,·i doveri che incombono alla cavalleria sul campo cli battaglia e ucllo operazioni, uon sarà di minor gloria per essa quello di distruggere i mezzi ferroviari, cli cui lianno bisogno le grand i masse degli eserciti nclllici pe1' concentrarsi. Jl1osè e Giosuè. - 8t1tdio di stor·ia militare. - E. Jior.r.11m1sTF.R. 1lfanor,re fì,nali nel 'l'in·o/o nel 1878, B AllMI\UCKER . Narraziouo


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LIBIU

delle manovre che si svolsero nei dintorni di Sterzing.il 25 e 26 settembre di quell'anno. Otto battaglioni e tre batterie doveano a.rrestare la marcia dell'avversario davanti a Sterzing per dare tempo ad una colonna di carreggio di sfilare pel Brenner. Le forze che doveano attaccare ammontavano a 9 battaglioni e 5 batterie, risalivano la valle dell'Eisack ed aveano liberato dall'assedio Franzenfeste. La manovra del giorno segu,ènte figurava ima ripresa offensiva del partito del nord, ch'era stato rinforzato da 4 battaglioni e da una batteria, tolti al partito avversario. Osservazioni sulle esei·citazion'i, della fanteria. - Fra queste osservazioni dettate via via che se ne offriva il destro neJJa pratica delle manovre, alcune si riferiscono all'applicazione dei regolamenti in vigore nell'esercito austro-ungarico; altre hanno un'indole più generale, e possono ess~re utilmente citate anche a nostro vantaggio. Tra queste una va ricordata, la quale riguarda l'impiego della cavalleria nelle picc~le esercitazioni fatte con le tre armi . Tale impiego dipende essenzialmente dal numero d'elle frazioni di cavalleria che sono asse<>nate al partito che manovra . Un plotone solo rim,ane. tutto occupato"' nel servizio cli guida e cJi esplorazione. Con due plotoni è possibile un attacco di fianco. Generalmente in questo 'caso il pìotone -è ripartito in tre patt~glie di forza ,eguale, ed il comandante del plotone assegnato alla pattuglia centrale. E una specie di sagoma la quale però non potrebbe essere più disadatta all'uopo. Le pattuglie che si mandano ·sui fianchi han.no bisogno d'essere più forti delle altre, a causa del ser~ vizio che fanno, della cliflfooltà d'essere. soccorse, del bisoono di dio staccare uomini per portare notizie. Invece la pattng.lia centrale è al contatto colla. fanteria dalla cprnle può essere subito soccorsa. Bisogna dunque che la forza della pattuglia sia determinat.a dalle continoenze 0 tattiche cui andrà incontro. Le milizie biilgare. - Quando l'esercito russo passò i l Danubio, la legione bulgara ammontava ad un migliaio di uomini ; prese parte a tutta la guerra, e dopo la pace di S. Stefano fu inviata a sedare la rivolta nei monti di Rodope. Alla fine di luglio fu attuato il reclutamento sn tutti gli abili dai 20 ai 22 anni d'età (e più tardi, nel settembre, fino ai 26 anni), e furono accettati i volontari fino ai 30 anni d'età . La durata del servizio è di 3 anni per questi e cli 5 per gli altri . In seguito di questa disposizione, l'esercito composto da ,1,6 a 47 mila uomini è c.osì ordinato: '14 reggimenti di fantei-ia a 3 battaglioni l'uno, 42000 uomini; 2 reggimenti di cavalleria a 5 squad~oni l'uno, 2000 uomini; 9 brigate d'artiglieria a piedi, in tutto.1.2 batterie, 2760 uomini e 96 pezzi.

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E PERIODICI

La dislocazione è la seguente: Quartier generale a Tirnova . . . :Fanteria: reggimenti 1° e 2° in Filippo poli ; 3° m ~em~Sagra ; 4.o e 50 in Sofia ; 6° in Slivno ; 7~ in Rustsc~uck _; 8°_ ~n ~1.r~o:~ ;. 90 in Widclin; mo in Sistova; ·11 ° m Rasgrad; -12° m S1hstna, 13 m Kotel (Kazan); Ù,0 in Varna. . . Cavalleria : reggimenti 1° in Rustschuck; 2° m Sofia. Brigate d'artiglieria in Tirnova e Schumla. L'orientamento col/.'aiuto della cassiopea-DoBNER. Ordinamento delle compagwie di rimonta i,n Francia. Rai:segn(L bibbiografica.

. , ,.,.,aal 01

tion. :-

of tlte Boyal V'nited Service .r,,stituVòl. 22°, fascicoli N. 94, 95, 96 e 97. - 1878.

La potenza, mar~ttima della Gran Brettagn~: . Come ,pro»'!'uo·ve~·e io sviliippo, ecc., capitano di '?sc_ello P. CoLoMu. -. E uno -~tt~d10 particolareggiato del prob~ema assai ·complesso della. eh f~sa ~na11_t~1ma dell'impero britannico . V1 sono formulate alcune p10~0::._te 1~latne al · I della flotta alla distribuzione delle forze marittime rn tempo ma tena e , · d· ·r di pace e in guerra e all'ordinamento dei punti d'_appogg10_ e I ri_or~ nimento delle squadre. (li fascicolo N. 95 cont1en~ altri 3 art1coh sull'accennato argomento) . · . ··

l •

Intorno ad ali;une delle princ~pa.li wnse che fanno a7!-da-re a picco le navi, vice ammiraglio F1sunouRNE.. . . , . • Del collocamento del/.(L bussola snlle nam •v,i fe1To e dtt U'/l ntWv?· sistimia per scamdagliare, profess~r~ Tuo11so~. , . . J'fl,torno all'equipagg·ia1nento m,ihta1·e, tener~te Gll~vEs. - R1spett~ all'a;tiglieria, l'autore crede affatto ·insufficienll e _d1_sa~atte le arm~ da fuoco portatili dèlle batterie da campagna, c1oe 1 2._ n:o~chett1 allogati nell'avantreno di ciascnn pezzo, che vorrebbe sost1tu1t1 ~!alla rivoltella provvedendone ciascnn servf~nte. Tratta lu~gamente la questione tuttora insoluta dell'armamento della cavallena . e prO\lO~le che ogni reparto noveri lancieri : cav~ll~ggeri; che 'gh_ uomm~ _della prima riga siano armati di lancia e d1 nvolt~lla e q_uelh ,de)I~ _~econcla rìoa di sciabola (curva) e di moschetto. R1conoscmta ~ ut1_h_ta ?lrn la fa~terìa possa prontamente coprirsi con trincee di battaglia, e mcl1spen-

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LIBRI

sahile che ogni soldato abbia seco una vanghetta od altro arnese , consimile. Si descrive e si paragona alcuni di codesti arnesi, cioè Ja cazznota·-haionetta del colonnello Rice, adottata negli Stati Uniti d'America; la vanghetta del D. Oliver e la cazzuola proposta da ll'ammiraglio Selwin, da allogarsi in apposito incavo nel calcio del fucil e. Un' appendice contiene una partico lareggiata descrizione del sistema ·d'affardellamento Oliver, che recentemente fu adottato nell'esercito britannico . le montagne clel l(,u1·th~tan considemte in ·relazione <id 11;n'avanzata russa nellci 'Dallata del l'igr,i, tenente colonnello C,rnn. - Sono descritte lè principa li strade che dall'Armenia russa e dalla Persia occidenta le (Azerbijan e Irak Ajemi) adducono alla vallata inferiore del Tigri e dell'Eufrate e al golfo persiano . Ofrca i l nuite1·iale d' <Wt'i,glieria della 1niHz,ia del Ganadà, tenente colonnello MoNTJZAMBERT. · telefono e le sue appli,cazfoni ·rn'ilitcwi e nc1;1mli ' ingegnere w. H. PHRESE. T sottuffi1JiaJ~ negli ese1·citi del cont'i,nente, capitano Ross of BtADE/\S BEHG. - E una pa rticolareggiata relazione intorno al sistema di reclutamento ed al tratt.amento dei sottu fficiali negli eserci ti di Germania, F rancia; Austria-Ungheria, Russia , Italia, Delgio, Danimarca, ·Svezia e Norvegia. Le leggi e le. consiwtu,di,vi della giwrrn in quanto esse tiwi1ano l'uso delle navi 'incendictr'ie e delle ar·nii s1d)(lcqitee, ammiragl io lorcl DuNSAY. Di alcwni pr·incipii pe1· ,çtab'il-ire le i·egole della, rotta, capitano cli v:iscello P mr.rp Co1.o~m . . iVote sulle OJJerazion;i, 1wi/,ita•1'i sul Dwnub,io e attorno a Pfovna, nel dicembre 1877 e gennaio 1878, tenente Wnor. Esperienze 1·elative ci ·n n mio1JO sistema ct'iU11;ininti1nento 'delle na:oi da. g'u&rrci, capitano di vascello Bnmcr.,. I} cirmamento e l' ordtinq.mento della cc1;valleria, ecè., maggiore Bou1.DrnsoN . - In ordinè all'armamento della cavallerie, l'autore non concorda con il tenente Graves , il quale, in una precedente conferenza tenuta al l'Tnst:ituvion e più sopra riassunta, espresse il parere -che la prima riga di ogn i reparto di Cilv.ilteria fosse armala di ·lancia e ri voltella e la seconda riga di sciabola ( curva) e moschetto. L'autore ac~etta il principio clell'annamunto misto in ciascu·u reparto cli cavallen a; rna vorrebbe abo lita la rivoUella che ri tiene arma pericolosa . Ove fosse riconosciuta l'utilità di provvedere ezia11dio il lanciere

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di un'arma da fuoco, questa dovr<:bbe consistet·e in un:i pistola a retrocarÌC(I oppure nel moscheHo come è' stato fatto nell'nserci to britannico , dappoichè non fu possibile· adattare la cartuccia cieli' HenryMartini ad una pistola a retrocarica ( 1). L':rntore propugna vivamente la conservazione della lancia. nicorda come nella guerra d'lndia del 4858 , i sez>oys ribelli riusciv(lno a sventare le cariche deg'li ussari inglesi geu:indosi a terra , o come siITatto stratagemma fa llì di fronte al lanciere inglese e indigeno la cui fa ncia colpiva anche il nemico sdrajato. Il prestigio del l(lnciere duraut.e quella guerra fu quindi grandissimo e talvolta bastò la soia sua pl'eseaza per deterrn_inare lo sbandament.o del neuiico . Nota elio tntti i grandi e:;erciti di Europa, tranne il francese, hanuo conservata la lancia. I n Austria e Germania ]a proporzione fra i 1·cggimenti Janciel'i e gli altri reggimenti di c,avalleria è di ,J a 3; in Rnssia tntli i reggimenti di cavalleria, eccetto i ·dragoni, sono di ku1cicri; nell'esercito brita nnico irwc'ce tale rapporto è di •I a 5. LI sola Francia ha :ibolita la lancia perchè i Francesi banno scarso il primo requ isito ciel lanticre, l'abilitù nel cavalcare. La prima riga di ogni reparto di cava lleria sia ilrrnata di lancia e di sciabola (d irilla) e la seconda riga cli scinbola (diritta) e moschetto · .(a retrocaric.:i) ; i due uom ini di una stessa fila nqn si:ino ruai separati, poichè l'nno è il necessario coruplemeut.o dell'altro, vuoi nel combattim ento, vnoi nei -;;ervir.i <l'avamposti e di avanscoperta. 1 figlioramenti recal'i ai (anal-i ve1· ser1ncilcwe e a quelli desti.nati acl a/t,1,i, 1isi marittimi e milita1·i,, A. )[. SH.trnn. Potenza rle/. '1;,<ipon e delle vele per le navi, dei ynerra., capitano di vascello r. CoLOMJ3. IntM'no alle (orme .c/:attacco pe-1· fri (antel'ia, tenente colonnellò MACDONAT,D . La popolaz·ione del Transvcial e 'il suo futti1·0 goterno, G. P1GoT MOODI.E. Fatti (Lttinent·i alle ope1·a,z ioni navali clumnte la g1wrra cir,ile ner;li Stati Uniti, con trarnmil'agl io ILu!IT,TMI. Ci1·ca l',i.svitw;ione nelle Color11ie b1··itanniche citi 11.na forza ·volontcwia di mcvrina, tenente BHASSE\'. Gli Stati i1uligeni dell' Tnclia, feudatari i del go1)erno britann:ico . Colonnello :MALl,ESON. - L'autore ne esamino accuratamente le condizioni (l) Con determinazione del marzo 1678, l"armamen o cr tulti i r~ggimcnti della caralleria britannica fu stabili lo co me segue: P!ccle at gue1·ra: s regari 692; Sciabole GOO; moschetti. a retrocarica (IJenrr- ~Iartioi) 550; mol!ella (Adoms) 26; è per i cinque rcg!'irncot i lancieri: luncie 452.

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E PERIODICI

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LI BRI

politico- militari e conchiude che, ove siano consirfarati singolarmente, niuno fra essi rappresenta tal potenza aggressiva da costituire un scrio pericolo per il potere imperante britannico. Siffatto pericolo esisterebbe invece quando i principi indigeni, ammorzato l'odio-inveterato che li disunisce, si accordassero in una comune azione di riscossa contro la schiatta straniera e dominante. Ma siffatta impresa, tentata invano sullo scordo del secolo passato da Madhaji Sindia, il più grande fra gli uomini di stato che l'India abbia prodotto, non riuscirebbe oggi in cui la potenza e le risorse britanniche sono di tanto accresciute in cui. il principe indiano non più igna;·o della lingua ·inglese è m;glio in grado di apprezzare siffatta potenza e di misurare le conseouenze d'un moto sovversivo, E poi è tuttora vivo il ricordo d~lla rcpr;ssioM d_el 1857-58 ! Non è guari codesti principi convenivano a Delhi per riconoscere solennemente l'alta sovranità della Regina-imperatrice; verrà giorno in cui i più protervi s'adatteranno al dominio britannico acconciandosi all'opinione che degli Inglesi crasi formata Dost M:ahomed Khan , l'astuto reggitore dell'Afgauistann nell'anno 1857. - Erano allora in missione a Kandahar tre ufficiali' inglesi . Hai dar Khan governatore di quella città avendo ricevu te notizie dall'India che assicuravano essere . stati gli Inglesi tutti trucidati, ne informava tosto il padre Dost l\fahomed e chiedcvagli se fosse il caso di recidere la gola anche ai tre Inglesi che erano a Kandahar. « Ciò sarebbe inutile» - rispose Dost Mahomed - « Io conosco bene questi Inglesi . Potrà essere vero che quelli in India siano stati tutti trucidati; ma altri a migliaia verranno d'oltremare e riconquisteranno il paese. È me,,lio lasciarli in pace codesti tre!! ;:, Dell'i nfluenza delle armi a 1·et1·ocanca sulle forme tattiche della {anteria e dell' app1·ovigicnaime-nto delle ni1"ni,z-ioni in ca1nvagna . Colonnello CLIVE. · , . Del 1nigl-io1· metodo di collocare gli appa1-ati salvagente a bd1·do delle navi da guerra. Comandante GtLMOSE. L',ist1•uzione stil l'iro a segno per la fanteria nell'esercito austroimgar·ico, francese e prussiano. Tenente YAMES. Intor~o alle comunicaz,ion'i con l'India britannica. Maggior generale S1r F. Go1osMm. - Dopo aver discòrso luugamcnte intorno alle principali strade che dall'Asia centrale e occidentale adducono all'India, l'autore tratta con molta dottrina la qnistionc della ferrov ia che congiungerebbe uno degli sc~li di lcffante con il golfo persiano, avvicinando così la Gran Brettagna al suo impero indiano. Combatte il discorro · di stabilire ad Alessandretta la testa di siffatta feàovia e proponè.~un

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punto più a sud, cioè Ruad ( ArdiLS) o Tripoli (Tarabulus). Perciò anzichè percorrer l'alta val~e dell'Eufrate, essa se~u_irebbe _presso a ,roco il parallelo di Palmira, attraversando il deserto smaco. Gmnta ali Eufrate v'andrebbe lunghesso sin presso al corilluep.tc del Shat e l'Hai!, ove voloerebbe a sud sino a Graiu o Kuwait sul litorale arabico de! golfo per:iano. L'autore propugna anche la costru1.ione di una via ferrata da Jask a Kurachee ove toccherebbe la rete ferroviaria indiana. Egli calcola che il viaggio da Cipro a Kurachee per codesta linea (1550 migl~a inglesi cli ferrovia e .650 miglia di navigazione a vapore) potrebbe essere compiuto in una settimana. Cosflitiì,,zione e ordin(imento della ma1··ina da guerra germanica. La fT,o tta ?'ussa nel 1877. Il serviz'io sanitario militn.re vn campagna.

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Colb••rn's untted service 'lnagazine, fascicoli dt ot_tobre, novembre e dicembre, 1878.

La di'uisione austriaca da 1nontq,gna. Tenente GnrnnsoN. - Notizie intorno ai reparti da montagna dell'esercito austro-ungarico. Il cavallo di cavalleria e it suo nut1'innento. - Sono riunite le esperienze fatte in proposito in Francia, in In_ghilterra e in lta(ia. . L'ùnpiego militare delle loconwtitve stradali. - Nelle esper1e~ze fatte in Francia, in Italia e ·in Russia, ru dimostrato che le locomotive stradali (specialmente l' Aveling-Porter), possono essere adoperate in tqtte le Iocalit~t accessibili agli ordinari carri militari da trasporto. La sostituiione di codesto motore pi cavalli da tiro determina una notevole economia nei trasporti, ino ltre riduce di circa un terzo la profondilit (lei convogli, permette un notevole pr~lung~mcnto. del~e tappe ed elimina le difficoltà che suole incontrare 11 traino ordmano quando deve perconere strade guaste dalle pioggie e dal continuo transito di carri . L'inconveniente di dovere forni re d'acqua e cli combustibili la macchina, non è grave, poichè in campagna non è diffici le appronigionar:;i d'acqua e di legname. È dunque o,'Via l'utilità di impiegare codesti motol'i nei seryizi di 2a li nea di un esercito in campagna. Viagg·i in Persia. Comandante ·ro~rnnoY MASO?\. Da Iluschire a Shira1., Persepoli, Ispahan.

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LJBR·J E PERIODICI

È necessar'io fe,rrare il Wivallo militare? - Non trattasi di provare se la mancanza della forra tura sia nociva ad alcuni cavalli o se ad altri nuocia invece la ferratura. Si traua invece di stabilire qitale Fra i cl1ie sistemi sfa '.i l pt·ù dannoso pel cavallo . Se l'esperienza dimostrerà c!Je i casi di claudicazione sono meno frequenti nei cavalli sferrati, anzichè nei ferrati, il primo sistema dovrà essere adottato. Osrnèr, uno dei più celebri couosc_itori di cavall i nello scorso secolo, lungamente combattè l'uso prevalso di ferrarli. In Inghi lterra, egli scrisse (,1), la ferratura fu in origine adottata solamente per proteggere l'unghia naturalmente debole dei cavalli alleva.ti in paesi .umidi e pantanosi; poscia essa divenne un siscema; tutti i cavalli dovevansi forra1'.e. Alcuni popoli cavalcatori 'clflll'Asia ignorano l'uso di ferrare i cavalli , ma ogni cavaliere è provvisto di una raspa con cui raccorcia di quando in quando la punta ciell'unghia e ne impedisce così lo scheggiamento. L'esercito, nota l'autore, sarebbe specialmente avvantaggiato dalla abolizione della ferratura, e però vor.rohbe che l'autorità militare studiasse la qnistione e ne facesse oggetto di estese esperienze. Ili 'polìt'ica ·russa in Asia. - Il suo scopo è di appal'ecchiare la conquista cÌelle alte valli del Tejend (Ari1us) e del Murghab (Epardus) e delle ubertose contrade che protendonsi a mezzogiorno dell'Oxo, il Badaksltan e il Wakhan. Occupata .Faizabat e Herat, divenuta arbitra delle xegioni che formano il bacino del Caspio e dell'Ara!, la Russia avrebbe raggiunta sull'elevata crest.a dell'Hinclu Kush, delJe montagne deJl'Hajigak, del Uaba e de! Siah quella linea che essa ha definita ·il suo confine naturale nell'Asia meridionale. ) la l'autore non crede che si vasti acquisti basterebbero a soddisfare la bramosia mssa . Lo spirito di conquista cui è 'informata la politica russa, spinge codesta potenza verso l'India britannica e il mare arabico. Il govemo dell 'Intha deve quindi premunirsi contro siffatta eventualità e occupare fortemente Jelalabad e Quetta, posti avanzati dinanzi ai due principali accessi occiçlentali dell;India, cioè le strette del Khyber e M( Bolan. Ma forse la sicurezza dell'im~er.o .indiano esige~·à che sie'.10 occupate Kabul. e Kan-o dahar e che 11 ~w confine occidentale sia accostato a quella _stessa linea montana che è vagheggiata dal Russo. o

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(I) W. OsMee « A ll·eattse on the àlseases and la-meness o( horses » London, 1766.


RIVISTA ESTERA •

LA GUERRA ANGLO-AFGANA

Mentre a Kabul era un inviato russo, · l'emiro Scir-Ali rifiutò cli ricevere nei suoi Stati una missione speditagli dal governo vice- reale delle Indie inglesi . Questa, come oramai è a tutti noto, è stata la causa determinante l'attuale guerra ànglo-afgana. Se tale fosse l'unica, od almeno la principale cagione del cOilflitto, saremmo certamente•presi da un senso di sconforto pensando che in pieno secolo decimonono si possa, anche nel centro dell' Asia, mancare tanto leggermente alle convenienze di buon vicinato fra due potenze, quando una di esse è rappresentata daffa civile Inghilt<~tTa, e do;vrebbe poi sembrare proprio strano che, anche verificatasi una di tali vertenze non la si sappia in .altro modo risolvere che ricorrendo immediàtamente alle armi. Egli è però necessario per spiegare l'indole, nonchè tutta la portata della guerra che ora si combatte, di risalire a cause più remote, ma d'una importanza politica di ben altra natura. Le . frontiere del vasto impero degli czar verso l'Asia centrale furono sempre non perfettamente determinat,e. Deì resto, anche quando i segni materiali indicanti i limiti della proprietà territori ale non fossero m~n~ti sarebbe stato egua!ment,e difficile frenare la potenza invaditrice russa. Più cbe i segni materiali, serve a mantenere nei loro confini due popoli vicini lo stato progredito di civilt~, che dia a ciascuno una sufficiente coscienza dei reciproci dirilt.i : quando questa condizione manca almeno in uno cli essi, il sospetto, il diritto della propria sicurezza, lo stesso potere espansivo della forza trascinano l'altro, anche suo malgrado, anche senza alcuna velleità conquistatrice, ad estendere le proprie frontiere. ' Rivista evtera,


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RIVISTA

Sino ad epoca assai recente, orde nomadi e guerriero, scorr~nd_o Je steppe che fra la sinistra dell'Ural e il lago Balchasz cost1_tu1scono la clepressione dove stagna il mare d'Arai, predavano crl nnpedivano i commerci delle carovane _che, ?alle Indie: dn l_Tibet. e dalla China, si recavano su i mercati russi o viceversa; p1ccoli Stati turbolenti, che possedevano i difficili passi o delle steppe tur~omannc o_ doi monti ·indiani e chinosi, proL2ggevano le orde nomadi per taglieggiarle .a loro volta e imporrll forti tr_ibuti alle caro~anc. Questa anormale condizione ha costretto la Russia a quel continuo allargamento delle sue fron tiere verso l'Asia centrale per cui si è avvicinata ai passi montani di cui in parte ha pure couseguiLo il possesso, ed ha spinto la Persia sulla destra doli' Atreck. • Furono prima· ad essere so tLomesse, parte con la forza, parte con accordi, le orde dei Kirghiz-Kaissak, gi\ nominalmente soggette alla Russia: del loro paese furono costituiti fra il ·183!~ e •18i1 i distretti russo-asiatici di Uralsk, di Turgai o di Akmol insk. Venula a contatto con ~crJi Stati indipendenti situati imi e del Sir-. . bncini . . dell 'Amu-Dnria . . Daria, la Russia, dopo aver esaur1lo lull1 1 mezzi per vivere con ossi in condizioni di buon vicinato, dovett.e nuovamente impiegare la forza. Nel •1861~ occupò, con pa1tc degl i Stati dell'emiro di Kokan, lo città di Turkostan, di Kaschkend o di Chodscheud, cioè la principale arteria stradale che sulla destra del Sir- D:iria conduco o ai passi del Pamiro o nel bacino dell'Amu-Daria: fu in quest,'l occasione crealo il governo militare del Turk~stan ed affidato al gener:ile Ka1~ffn~ ann che tuttora lo regge. Nel ,1868 occupò Samarc:mda e la provmcrn fu annessa al Turkestau, impossessand.)si così della ::;Lrad:i principale che dal bacino· del Sir-Daria conduce direttamente in quello clcll'AmuDaria a Bucbara; nello stesso tempo lulto il vasto e ricco ca.nato di Bucbura fu assogge1.t:ito al vassallaggio della Russia. Nel 1870 conquistò il terrilorio doll'allo Sararschan, raggiuugllndo così il Pamiro a mezzogiorno del'a ricca provincia di Kokan . Nello stesso anno •1870 occupò por con lo della China (occupazione che però conliuua ancora) la provincia di Kul dscha (già appartenente alla China e re-;asi indipendente nel 1860) nella va lle dell'a lto !lì, sul l'OVescio settentrionale dei monti Thian- schan, dominando per lai modo, e con la fortezza di Nariusk che fece costruire sull'alto Narin, i principali passi c1· questi monti. Nel 1873 costrinse l'emiro di Chiva a rendersi a doscn1,ione, e parte dei suoi Stati sino o.ll'Amu-Daria furono an nessi a Tm·kestau; ma poco dopo, nel 1870, dovBUc assoggeuaro anche le tribù turcomanne fra il Caspio e la sinistra dell'Amu-Dario. per stabilire

EST ERA

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dei transiti regolari di carovann le qua li in 20 giorni fann o il viaggio dal porto cli Krasnovodok sul Caspio a Chi va, . do:'e giunge la strada di Huchara. Infine nel 1876 uni al T11rkestan 11 nnrnnenLc delle provincie ancora soggette all'emiro di Kokaù, la più ricca e la più ferti le fra le possessioni russe i11 Asia, costretta a intervenire por sednre le continue ribellioni che dal 1873 al 1875 si ripetevano in quello SL..'lto. Q rrrri la Russia domina i :;uoi turbolenti v1cm1 sino alla frontiera ·politi~a dell'A.fganistan, ma evid eutemcnLe il_suo còmpi to n?u è_finito: essa :;ente il bi3ogno che da quc:;ta p:nte 11 Turkc:;t.au sabbia una . fronLiera mi li tare: assai forte che l'assicuri, non tnnto delle velleità guerrescbe dell'emiro di Kabul, quanto dell'a vanzarsi !culo e costante d'un'al tra potenza invarli trice, quella inclostanica, la quale, dalla parte della vallata daH'fodo, è arrivaL..'l auch'essa a contano con I' Afganistan. Attual mente la fronLiera del T11rkestan verso occidente è abba·stanza protolta d:il le aride steppe lurcomanne rimaste all'emiro di Chiva e dal possO:BO di tutta la rivn orientale nel Caspio sino all'Att reck che lo divide dalla Persia; noµ cosi di rincontro agli IuduKub, sul versanto sottontrionale doi f[ltali I' Afganistan possiede le ricche provincie di ~foimene, di lhlch, di Kuudus ?di n odachscha~, le quali solo l'al10 Amu-Daria divido dal e.inalo c!t Buchaia. L_o esigenze della pro1)1''ia sicurezza spingono inevitabilmente la Russia ad avanzar::;i sino agli Iudu-Kuh o a possederne i valichi . 1

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Dall'altra parto dell' Afganìstan, la r>otenz.i indo- inglese compio , come è stato accennato, anch'essa con costante t.onacità una missione che, se dilfcrisce nella forma dall'allargamento della Unssì:i, non no differisce però nell' iudr,lc: è sempre la lotta della civihà che si alTerma · con la forza sulla barba rie. So la secolare guerra degli Inglesi poi dominio dell'Iudostau, invecu di esscn1 cominciata e proseguita per lungo teutpo ·da coloni e di m:irc;anti, fosso stata direttamente sostenuta ·da una potenza ordinata, le suo conquiste avrebbero som igliale anche -nella forma a quelle ru:;se noi bacini del!' Amu-Daria e elci Sir-Daria . Senza rammonLaro i primi occupanti portoghesi o le prime compagnie olandesi, francesi ed ingle:;i, ma solo ri mon tando alla metà del secolo scorso , quando la compagnia inglese delle fodie cominciò ad avere l'assoluto predominio politico, commerciale o militare, e venendo sino al 185~, epnca nella r1uale quel vasto impero fu trasferito direttamente alla corona inglese , passò un secolo intero di lotte continuo, allo quali qualche volta seguirono gli insncce~si e i disastri, ma pi ù soventi le conquiste e l'annessione cli un bl'ano tlcll'Indostan.


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. Ma la via è lunga per raggiungere la meta. Anche oggi il g9vernamglcsc do~ina politicamente dal Gange al capo Comorin, dall'Indo al Saluen, .ma elci possedimenti solo alcuni sono immediati, altri molto vasti, come le provincie cli Iladschputana, dell'India Centrale, di J\laistfr, di Nissam, di. Trawamure, ccc., sono ancora mediati, cioè governati da principi indigeni, quantuncrne vigilati da commissari in"lesi; vi sono inoltre degli Stati indipendenti, cornè quelli del Ilhutan, :li Nepal alle falde n~eridionali dell'Imalaia, e, del Kalìristan nell'alta val le dell'Indo. L'epoca delle annessioni non è dunrpte ancora , chiusa. Le ultime più rimarchevoli sono state quelle del principato di Sindhia (basso Indo) e del regno di Lahore (Pengiab) dopo le guerre del ,J8f~!~- f~5 e del 1848-49. Hannovi infine le ribellioni da sedare. E ben v~ro che la rc_rn~ssione delle ribellioni hanno condotto spesso la compagnia delle Indie all'annessione delle migliori provincie indos~a11:ic,l1e, e l'ultirnn, quella dei Sipay avvenuta .nel "81H-58 alla quale si um gran parte clcl1c truppe indigene dell'armata della presid enza del Benga la, _ha prodotto ia sostituzione diretta del governo inglese alla compagma stessa; ma devesi ciò attribuire piuttosto al diritt.o della difesa e della sicurezza, anzich/1 all'ambizione di più vasto dominio; perocchè il vasto dominio immediato costituisce anzi uno dei lati deboli rlel~'im'per~ i_ndia1:io, dove in_nne 2,15 mi lioni d'indigeni soriò governati, amm 1m$tratl e guardati da meno cl1e ,100 mila europei! È vero ~uclrn che forza _di rflte:ti sono la coltura, i commerci, Je industrie, il perfetto orgnmsmo stilt(l le, tutti gl i eletnl}nti della civiltà, mentre han di fronte po poi i immersi nella ignoranza di sn perstiziose religioni, s?.ggetti ad ~na oligat'chia teocratica discorde, gelosa , frazionat;; nrn · c10 non toghe che l'Inghilterra non abbia ragione di temere l'influenza esterna di altra nazione forte ed abbastanza civilizzata da farle con correnza, e servirsi a suo v11ntaggio degli stessi elemen ti che costituiscono la facile governabilità dei popoli indostanic~i ( 1). Questo legittimo timore produco per l'Inghilterra il diritto ed il bisogno cli assicurarsi pcl suo vasto impero indiano una frontier::i naturalmente fo rte e però facilmepte difendibile. Ciò spieg4 perchè essa 1

(I) Nel settembre_ ultimo l 'Army a.,ul Navy Gazette, dicei·~: Noi n_on d?s1der~amo di aument3re territorio nell'Asia centrale, ma la Russia ciò vuol(), " ed ogni ass10~raz1one rla essa da ta, che non avrebbe a,•aozato le sue fron tiere nella • d1rez1one degh lndu-Kuh, venne im pudentemeot.e viola ta. « Il ~a~gi~r pericolo non può venirci dalJe armi russe, ma dagli intrighi russi. Si « c~,·~h1 eh dissimulare il fatto com e si possa, ma realm ente ,· i so no centinaie tra le mi.. gha,n dei nostn _soggetti che· st,mno ardcnteme11 tc spiando l'opportunità di so ttrars i < al nostro don11n10 >.

non abbia mai seriamente tentato di conquistare e nemmeno di assoggettare politicamente gii Stati dì Nepal, di Ilhutan e del Kafiristan, oltre i quali sorge la mutaglia quasi impenetrabile della ca tèna dello Imalaia, mentrr! ha sostenuto due lunghe guerre per conquistare il regno di Lahore ed il principato cli Sindh ia, che le danno il dominio del medio e basso Indo, eccellrmtc linea difensiva verso l' Afganistan. Infatti per l'Indostan la fronliera più minacciata è appunto quella afgana, sia per-d1è naturalmente la meno .forte, ;;ia, e più specialmente, pcrchè attraverso !'Afganistan passano le principal i strade provenienti dai· dominii russi del Turkestan. Finchò l'Afganistan è un paese neutro, può senire come utile intermediario fra la Russia e le Indie inglesi ; ma può esso garantire talf) neutralità? Non si trova esso stesso mi'nacciato. dall'invnrlcnte Russia e dalla sospettosa Inghi lterra'? Il contatto immHdiato di queste <lue fon.i potenze, ora divise solamente d11ll'Af'ganistan, non avverrà senza produrre forti squilibri, e forse l'Inghilterra vi ha più da temere perchò vi ha più da perdere. Queste condizioni geografiche, storiche e politiche spiegano il grande int.eresse che l'Inghilterra mette, a mantenere la suà influenza in quél principato ad esclusione del la Russia, e f{Uincl i le ragioni della guena auuale. Nè, del resto , que$t/l guerra si p.vesen la come un fatto nuovo o im-• preveduto. Già sin dal 1839, quando cioè la Russia era ancora lontana dal Turkestau, la compagnia delle Indie tentò l'impresa clell'Afganistan, .ed nn corpo cli spedizione indo-inglese occupò Kabu l e Kandahar; senonchè ·poco dopo l'insurrezione popolare ne fece completo massacro e il principato fu reso a libertà . Abbanclouata pcl 1nomento l' idea della guerra apcl'ta, la compagnia delle Indir~ prima, il governo inglese poi, hanno sempre cercato con ogni m!~zzo di esercitare almeno nna diretta ir~ll ueuza sul governo e sull'emiro di Kabul : l'attuale emiro, Scir-Alì, dopo e~sere stato cacciato dal trono da un suo nipote, vi ru rimesso nel 118ù6 per opera appunto degli Inglesi, i quali cercarono così cli accattirnr:;ene l'amicizia e fargli pagare h ricono:;cenza a prezzo di mascherata sudditanza. l\'[a sull'animo di Scir-Alì avendo forse agito più il timore della vicinanza russa, la quale minaccia le ricche cd aperte . provincie a nord degli Indo-Kuh, che non la spcrauza degli aiuti dell'India, da cui lo· divide una robusta frontiera, ha delus.o l'aspettativa inglese, ed il rifiuto della missione è divenuto il pretesto, o per meglio dire il determinante d'una guerra inevit.abile. 1

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A spiegaro inoltre i principali fotti di c1uesta guerra è necessario di dare una descrizione piuttosto diffusa cfel tea.Lro sul quale si svolgono, trattandosi d'un paese generalmente poco conosciuto . Gli,.Indn-Kuh si distaccano dai ·monti Korakoram al nodo dove prendono origine, dal versante settentrionale, il ramo principal.e dell'Amu-Daria, e dal versante meridionale il Kunar principale affluente · di sinistra deJ. Kabul- Daria. Essi si stendono verso occidente per 560 ehilo metri , consenrando sempre la natura aspra e maestosa dei monti indiani ; quindi si vanno gradatamente abbassando, ed acquistando natura più mite proseguono ancora verso occidente per altri 680 chilometri coi nomi di Kuh-i-Baba, Sulìd-Kuh e Knh-i-Kai tu . li tratw dei Kult-i- Baba costituisce un massiccio ben determinato che si elr-va sino ai l'ahezza di 5300m, gli altri due invece sono più bassi o meno di,-tinti, e perciò da taluno. eompresi sol.lo l'unfoo nome di mon ti di Hazara (1) . Questi col loro versante meridionale costituiscono il versante rléstro dell'Heri-Rud, il quale, appunto al termine dei Knhi-Kaitu, aprendosi uua hrecc.ia si volge repentinamente a nord per andare a perdersi poco dopo nelìe steppe turcomanne di Merv, dove va a perdere le sue acque anc;he il Mnrgh- Ab che scorre dal ver- sante settentrionale degli stessi mon ti. L'accennato trntlo della dorsale dc~ll'Asia centrale, coi suoi contrafforti settentrionali che versano le loro acq ue nell'Amu- Daria o nelle steppe di Merv, e con quel li mei·iclionali al di sotto. del passo di Cherak (dove sorge il ramo orientale del Pandjschir, altro affluente di destra del Kabul-Daria) che deflui sc;ono verso l'Indo, pri ncipal. mente per mezzo del Kabul, del Kuram e dal G·amul, o nel bacino interno della palude cli lfamun, costituisce l'o~sa tura orogrdfica delJ'Afgnni st.an. I contrafforti del versaute seucntrionale sono hrnvi, quelli meridionali sono invece assai lungbi e generalmente larghi e spianati alla sommità. I _griucipal i si staccano dalle due estremità del tra tto di catena principale denominata Kuh-i- Baba. Dall'estremità orien tale di questi monti si stacca un intrigato massiccio, nudo, roccioso, il cui punto culminante presso Gazni si eleva sino oltre 2600 111 ; questo massiccio volgendo ad arco verso oriente costitu isce col venanLe settentriona le l'a lta va lle elci Kahul- Daira, e qui ridi assumendo la l'orma cl' nna spiccat.a cateua, denominata dei (I) Secondo le carte del Peterni ann, la regione denomioata ffoza1·a (o Hcsare) è situata sulla sinistra dell'Heri-Rud. Consen ·i.1,mo nondimeno questa denominazione ai tratti riuniti dei Sufìd-Kuh e dei Kub- i-Kaitu per maggiore somplicità.

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Sefid-Kuh, stringe a destra questo fiume fin presso la sua confluenza nell'Indo. Dal punto dove il massiccio di Gazni si trasfo1:m~ in catena, si distacca un vasto cont.ralforte che con la cresta prmc1pale scende direttamente a mezzogiorno per circa 500 chilometri e divide tu tte le ~eque afgane che varino all'Indo da quelle che scorro?o verso _la yalude di Hamur1. Il versante orientale di questo contra(lorte cost1 t111sce un vasto altopiano profondamente . scavi'. t~ dalle_vali! del_!(uram e del Gamul; ma rnia sua spiceata particolan ta consiste rn c1~ , che dopo essersi abbassato lievemente verso l'Indo ecl allargato sm oltre :2.00 chilometri, s'innalza ancora sino n ;n;,i.sro (Takht-i- ~uleima~), P.er precipitare poi subito a ripidi gradini formando quasi una immane muraglia la quale cinge il medio Indo dalla spon~la_destra. Questo carattere è assai più appariscente nella parte mend,onale_ c~el con:trafforte che costituisce il vasto· ed arido altopiano del SJYJstan , il cui bordo orientale forma la di!lici lissima giogaia di Suleiman che sulla destra del Gamul misura ben 350 chilometri da nord a. sud: Il versante oécidentale invece si distingue per lunghi e ben sp1ccat1 contrafforti secondari, i 1ruali, in dimzione comune, da nord-est a sudovest, comprendono l'ubertoso bacino dell' Argand-Ab principale affluente di sinistra clell'Hilmend. . L'Hilmend, il Oume afgano più importante per la massa: delle sue acque, prende origine sul versar~tc meridi_onal_e _dei Kuh-1-Raha e, raccogl ien~lo a sinistra .i maggiori suoi cont.rdment1, l'Argand- Ab e la Lora ,' va a perdérsi sulla palude di Hamun .. . . · Dalla estremità occidenta le dei Kùh-i- Ila ba s1 d11~arte un altro largo · contrafforte, 0 caLena cfoi Siah-Knh, il quale declina leggermente v~rso l'Hilmend mentre col bordo settentrionale s'aceosla al corso supcr10re dell'Heri- B.ud e lo stringe cont.ro i monti Hazara. Dalle propaggi~i occidentali dei Siah-Kuh scaturiscono l'Ha- Rud, il Fiiach-Rud e 1l Chasch- Rud i quali si perdono anch'essi nella palude ~amun. Nel sno insieme, !'Afganistan si presenta sotto una !orma trapezoidale, alto, a~pro e freddo nell'angolo nord-est scende gradatament~ verso l' ancrolo sud- ovest sino alle calde steppe ed al pantano d1 Hamtm. E:o confina: a nord coi cannti cli Chiva e di Buchara ambedue vassalli della Russia ; nd est col principato indipendente del Kafiristan e con l'impero indo-inglese; a snd col canato del Belutschi:;tan'. vassallo dell'Ino-hiiterra; ad ovest con l'impero persiano. Fra questi conlìni · compre~de un territorio di forse più che ~ O mila miglia ~eografiche quadrate, abbastanza ricco . in generaleJ ed una popolaz10ne


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di 6 milioni d'abitanti professanti quasi tutti la religione musulmana dei Turchi. Il principato è retto da uu emiro che risiede a Kabul; questi però non ha autorità diret.t.a su tuLl.o il vast9 territorio, molti chan, governatori delle proyincie, reputandosi sovrani vassa lli del!' emiro . Solo vincolo fra le molte tribù afgane è I' uniC'a religione; del n~sto esse non formano un'unità politica, che anzi non di rado · si trovano fra loro in antagonismo per divergenze d'interessi e di- simpatie~, segnatamente i canati a nord degli Indu-Kuh sentono appeua alcuna di-. . pendenza dal governo di Kabul; così che diOìcilmente si può determinare sino a qual punto arriva I' autorità cieli' emiro su tutto il principato. . Le città più importanti del !' Afgaui,,tan sono Kabul, Herat, Kandahar. Kabul, capitale del principato, è situata sul fium e dello stesso nome, lìa 60,000 abitanti, non è cinta di mura, ma ha . uua cittadella in buono stato di difesa. Herat, situata sull'Heri- Rud, ha i5,000 abitanti, è cinta di regolari fortificazioni in muratura, provvedute di opere esterne, ed è mu· nita di una buona cittadella. Kandahar, situata nel bacino d<~ll'Argaud-Ab, conta i0,000 abitanti, ha una cittadella ed è circondata da un muro di cinta preceduto da piccolo fosso. In generale però queste fortificazioni sono deboli e dominate dalle alture a nord-est della città. L'importanza di questi tre centri di popolazione è accresciuta dall'e$sere anche i principali centri d'irracliazioni stradali. Nell'Afgani:,tan 11011 vi sono forroyie, ma le comunicazioni ordinarie, almeno le più importanti, vi sono abbastanza ben tennte. Per la cognizione delle operazioni della presente gnena sarebbe forse s111Jkiente descrivere solamente le ' strade che mettono in relazione l'impero indiano ·con l'Afganistan,. ma per dare ragione dell'importanza militare di ciuesto Stato, è necessario di esaminare brevemente anche le comunicazioni pro.venienti dal vicino Turkest.an. Lo provincie afgane a nord degli Indu- Kuh ·e dei Kuh-i-Baba sono generalmente ricche di strade; poche però son quelle che scendono rwll'intcrno del!'AJganistan. Lo principali sono: ,1" La strada da cnl'ovane proveniente da Merv e che traversa i K.uh-i-Kaitu al pssso di Koch-Rohat per scendere ad Herat. u·ua migliore strada mette in comunicazione llierv con Herat passando però per la città persiana di Meschhed. ·u n esercito diffici lmente potrebbe

9 profittare di queste due strade giacchè per giungere a Mer,, sia da Chiva, sia da Biichara, dovrebbe prima attraversare le aride steppe turcomanne, e il percorso più breve dell'Amu-Daria a ì\Icrv sulla strada · di Huchara supera i 2.60 chilometri . 2,a La strada proveniente da Balch, la quale attraversando la depressione fra i Sufid-Kuh e i Kuh-i-Baha, scende nell'alta valle del1'Herì- Rud e quindi prosegue direttamente a sud sino a Kandahar. 3° La strada proveniente da Chlum, eh~ attraversa al passo di Hodschi-Chale (o Hadshihaks) la depressione fra i Kuh-i-Baba e gli Indu-Kuh per scendere sull'alto Hilmend; passando subito dopo nella valle dell'Argand-Ab, continua anch'essa per Kandahar. i 0 La strada proveniente da Kundus, che valica gl'Inc\n-Kuh al colle di Chevak per scendere a Kabul. Questa strada è la più diretta per chi viene da Samarcanda a Kabul, ma per quattro mesi dell'anno il passo dei monti ù chiuso dalle nevi. Queste quattro comunicazioni sono fra loro colle,gate, immediatamente dopo aver attravel'sato i monti, da una buona strada che, partendo da Herat, risale tutta la valle supm·iore dell'Herì-Rucl, e passando poscia alle falde meridionali dei Kuh-i-Baba, entra pel colle di Unai nella valle del Kabul e va alla capitale afgana. La scarzezza dei passaggi sui monti verso la frontiera settentrionale dell'Afganistan e la refativa ricchezza di comunicazioni sui due versanti indica1io quella lirica cli cli~pluvio come ottimo çonfine politico fra due Stati vicini, ma danno invece una grande prevalenza militare, così uel:a difensiYa come nell'offensiva, a chi ne possiede o riesca ad impadronirsi di ambedue i versanti. Nè in maggior numero, nè pit'L agevoli sono le strade che mettono in relazione !'Afganistan con le Indie- inglesi. fa) principali e le sole praticabili per scopi mi litari, son~ quelle che segLtono i corsi d'acqua i qnali vanno verso l'Indo; seuonchè le valli scavate da quelle correnti sono cosi profonde e strette (segnatamente là dove s:aprono passaggi au,raverso lpiclla specie di nrnrnglia montana, che, come ò stato detto, cinge a destra 1.a media viill e dell'Indo) da costringere spesso le strade iid abbar1donamc il fondo pf! f' sup.Brare i contrafforti laterali su colli general mente assai difficili. La strada che scgne la valle del Kabul-Daria si mantiene in tutta la sua lunghezza snlla sponda destra, salendo qualche volta fin v<~rso la metà del ver:;ante settcnt.riouale chii Sclìcl-Kuh, Partendo da J<abul ·dopo un percorso di circa 55 chilometri attraverso i numerosi burroni che scendono dai Sefid-Kuh, la strada supera l'alto contrafforte di EST ERA


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Karkatscha al passo dello st.esso nome; si accosta poscia al fondo della valle per toccare la forl.ezza di_ Djellalabad che dista circa ·I 35 chilometri da Kabul. Per altri 70 chilometri si mantiene più vicina al corso del finrne, finchè · cli fronte a Lalpnra se ne distacca affatto per superare i ScDd-K1{h al passo di Khybur. Quivi la strada segue due burron i opposti l'uno all'altro che costituiscono una st.retta lunga cr~iasi 50 chilometri, la quale, già per sè stessa a,sai difficile, è anche protetta da un valido forte (li slmrramento, la piccola piazza di z\l.i- Mesdjid, situato a circa ,18 ch ilornetC'i dalla front iera indo- inglese dove è il forte indiano di Djammd. Dopo altri 4-5 chilometri la strada aniva alla importantissima piazza forte di Peshawur. La distauza totale da Peshawur a Kabul è quindi di 2.70 chilometri. A chi da .Peshawnr vuole en trare nella valle di Kabul i;i presentano altri cinque o sci : :.entieri alpestri , i quali però evitano il forte di AliMesdjid, e f(Ual cnno anche la i;trctta di Khybnr. Tulli però sono prat.icahili solamente a montanari isolatì e pratici dei luoghi, e quinùi difficilmeute adopcr:ibili per operazioni rni lit:iri anche secondario. Nondirneno uno fra essi ho u na speciale importanzn perchè sbocca alla stretta cli Khyllur immediatamente al forte cli Ali-~fosdjid: questo è il sentiero che entra nei mooti argani a circa !I ·I chilometri a nord del forte di Djamrnd e supera i Seficl- K.ub al passo il i Takhk'\ra sul versante settentrionale del monte dello stesso nome. La strada che da l!' AJganist.an scende nelln piann ra del Pengiab per la valle del Kt;rarn pane pure da Kalml. Essa monta pri ma all'origine dei Sc(id-Knll sino a Kutschi, dovo arriva anche una strada dalhi fortezza rii Gazni: rruinrli attra versando i passi di Schut:argardan e cli Sirkai entra nella va lle del Kuram: il difficile passo tli Schutargardan dista tla Kahul 80 chilometri. In sngui t.o la St.r:1da scende per un trat.to di quasi ~,O chilometri nel fondo della va lle, ma al forte di Ali-Chcil se no allontana a sini-;tra pe"r superare un aspro contrafforte dei Sefid-Knlt alla stretta di P.ciwar, oltre la c1nale s'incontra il piccolo forte di Habib-Kale, o ridiscende poi, al forte di Kuram, nuovameute presso il corso del Jìnmc cbe seguo sino aUa cittil indiana di Thul l. L[I <l ist.anza d[I Ali-Chcil al passo di Pei-,vat' è di 15 chi lometri, qua,;i di 80 da l passo stesso al forte di Kuram ; la ,rlistauza tota le da Kalml a Thull è: di ci rca 250 ch ilometri. Da Thull partono duo strnde; l'una verso sud, ripassando sul t.cni1orio afgnno, va a n ennu , per poi proseguire a Dcra-Ismail-Chan su ll'Indo; l'altra verso nord va a Pesha,vur da cui (lista HO chi lonrntri; anche questa deve ripassare ·sul territorio afgano nel <listrntto degli Afridi.

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Infine la strada che segue le valle del Gamul parte dalla fortezza di Gazni, attraversa ai passi di Sargo e di Servandi la _cresta principale ciel contrafforte che dil'ide le acque clie vanno all'Indo da qur~lle che si perdono nella palude di Harnnn, e scende~ nella valle del G~mul al· forte Kala-i-Charodi; continua -poscia nel fondo della valle, ma verso lo sbocpo se ne allontana a deitra per superare la catena dei Suleiman al passo di Ghuleri (o di Guailer) a:;sai diffi cile e spesso nell'inverno chiuso dalle nevi . La stl'D.da entl'D. nel terrilorio ind iano à ì\fandshigarl1, che dbta 320 chilometri da Gazni, per poi proseguire per Dera-Ismai l-Chan. La migliore di qne,te tre strade è la prima per la valle del Kabul; la più diretta è la seconda del Kuram in cui s' incontrano relativo.memo minori diflì colt.à; la tr!rza ò assai mal tenuta e la più lunga. Tutte e tre sono poi unite aìle loro sommitil dalla buona strada che cla Kabul va a G~1zni passando dal bacino del Kabul (per l'a11luente Lagher) in quello dell'Argancl-Ab (per l'aflluente Tarnak) al passo di Scher-i-Dana, e prosegue poscia per Tùrndahar. La distanza da Gazni a Kabul è di HO chilometri, da Garni a Kandalrnr di 350 circa . Ollre alle accennate t.r-c strade che dall'Indostan imrneuono nell'Afganistan, ve ne ha una qua~ta più a mezzogiorno, che da DeraGhasi- Chan su ll'I11clo- supera la gioga ia dei Suleiman al passo di Sachi-Sarvar, au.raversa l'altopiano del Sivistan , e va a Kandahar, dopo un pereorso di qnnsi 550 chilon1ct.ri.. Quest.a st.rnda ha poca im- · portanza mili tare pel tratto che attraversa l'arido Siyistan; ma 1iegli ultimi 2.00 chilometri circa, oltre a percorrel'e un paese nssai ricco, acquista particolare irnportanz~ perchè acl essa si u11isce quella proveniente dalla città di (h1ettà nel Beluccistan, la quale entra nell'A fganistan per la lunga stretta cl i Dholan. Infatti il Beluccistan è completamente nelle mani dell'Inghilterra la quale per trattato vi tiene guarnigioni; Quella è appunto presidiata da soldati inglesi, e su di essa viene la strada dalla fortezza indiana di Schikarpur. Dal lato afgano la stretta cli Dholnn i: guardata dal forte Haiclursai. A completare il cenno delle principali arterie stradali dell'Afganist(,n, resta a indicare quella che eia Kandahar conduce ad Herat, d'un percorso di oltre 500 chilometri ·e difesa al passaggio clcll'Hilmend dalla fortezza di Girrischk. Le forze militari dell'Afganistan sono ancl1'esse frazìonate come il territorio fra i vari governatori delle provincie, i quali-dipendono dall'emiro con soli vincoli di vassallaggio. ·

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In gcueralè le truppe si dividono in regolari e locali; lo prime si alimentano con la coscrizione, le seconde, specie di rni liziti. territoriale, sono cornposle degli 1iomini atti alle armi i;;critti iu tempo di pace in appo;;iti ruoli , e chiamati in tempo di guerra secondo il hisogoo. Di pnndono dall'emiro le truppe di guornigiùne a Kabul, a Gazni, a Kale-i-Gislai (o Kilat-i-Ghilsai, sulla strada Gazni- Kandahar), a Kandahar, a Herat, a Belch, a Kuram, ecc. in tut.Lo fo r;;c da 30 n 40 mila uomini, con sovrabbondanza di cavalleria e poca artiglieria. In genere questa truppa è ma l armata: la fanteria ha aucora fucile a silice ed anche moschct.ti a fo rcella, meno una parte provveduta di armi rigate donate dagli Inglesi; è mediocr~rnente vestita; istruita a modo delle trn ppe indiane. La di:;ciplina ,,i è al disotto ciel mediocre, sebbene vi si u5i un est.remo rigore. Le trnppe _regolari dei ca uati vas.,;alli ,1scendono a circa altri ~d mila uom ini . Infì nc la mili zia locale comprende sui rnoli 60 mila ranti e 95 mila cavalieri. Ma, fu ori il caso di una guer1"a popolare, diffici lment~ si può for grande assegnaurnnto su Lali. truppe, le quali del resto mancano di buone armi, di vestiari e òi orcli uì.

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:., Non è nostro còmpito di esaminare nel loro complesso quali sono , mezzi militari tli cui puc'J disporre il governo delle Indie inglesi. Bastcr.ì for;;c ·accennare che in generale le truppe in servizio noll'Incloslan si com pongono (1): cli 1·eggi111cnti di fanteria euro pea gcneralo1eute di un solo battaglione cli ,J 000 uomi ni; di reggimenti di fanteria indigena di un solo bauaglione cli 700 uomini; di reggimrrnti cli cuv:1 ltcri:1 europea u !~ squadl'oni di 700 caYa lli; di rnggimonti di c.walleria indigena n 3 squadroni cli 500 cavall i; di batterio d'artiglieria europea a 6 pezzi; di b3tteri c d'artiglieria indigena a /~ µezzi. In proporzione le truppe indigene supernno del doppio quelle ouropee. Nellc truppe indigene i gradi d' ulliziali <In capitano in w sono tenuti cla Inglesi. Per mantenere l'avanzamento nei quadri degli uffiziali inglesi si ha un eccesso enorme di uffiziuli superiori , ed un relativo di foLLo nei gradi inferiori. {!) V. le n0Li1.io pubblicate dulia Rivista militare, dispensa di giugno, sull'esercit~ angloindiano .

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In generale le truppe sono ben_armate, ben vestite, ed hanno una istrazione formale abbastanza co[L1vata. . , In caso di mobilitazione di ffi cilmente si potrebbe disporre d un esercito ordinato che superi di molto i 50,000 uomini , quantunque l'effettivo cli pace clell' esercito indiano comporti più di 190,000 combatten·ti. Quello che più da vicino interessa i fa tti drlla presente guena è l'organizzazione militare della fronti era indo-a fgana. . . . Verso !'Afganistan e il Beluccistan l'Indo forma la linea ~1 chfcsa principale indiana, di cui gli lngle_si posseggono a.mbedue le rive dal lo sbocco dai monti clel Kafiristan smo nl mare. D1 fronLe allo sbocco della valle del Kabul -Daria, la piazza di Peshawur costitui~ce il contro principale della difesa ciel Pengiab. La cittit cH J?eshawur fu accp,istata dagli Inglesi nel ,J849. D'allora fu fortificata secondo i sistemi europei e in modo da comprendere nel perimetro delle opere ambedue le ri\'e del Kabul. Un certo numero di for Li avanzati sbarraoo ulla frontiera lo sbocco di tutte le strade provenienti dall' Arganistau. Tali sono, cominciando · da nord: ,Jo Il rorte Ahazai allo $bacco del fì urnc Suat (affl ll eote di s!oistra del basso Kabul), che p1·0Yiene dal Kafì ristao, ma lambisce l'Af11anistau accom pagnato da una ,;t.rnda . 0 2,0 Il forte Schonkarghar, 42 chilometri a sud dol prec~dente, che guarda una secomla strada proveniente come l'altra dal d1strcuo dei Momanù; . 30 Il forte Miclrni, snl torrente tlello stesso nome, dove amva uno· dei smitieri che, attraversando il Kabul e i Sefi cl-Kuh vanno a Dakka; . ,~" Il [orte Djarnrud, allo sbocco della strada principale che viene dal pasw di Khybcr; . 50 Il forte Bara, allo ~bocc.o del fiu me dello :;tos:;o nome (a ffluente di destra del basso Kahnl), e della strada che ne :;egue la valle; · 60 Il forte ,Makenson, aIlo sbocco della strada provemenle da . . Thull dopo avere attraversa to il territorio degli ~\.fridi. Fanno pure sislema con Peshawu1·, la forter.~a d1 T?rbela allo sbocco dell'Indo dal territorio del J(afìri stan, e la piazza cl, Attok-?lla confl uenza del Kabul nell'Indo stesso. Scendendo l'Indo s'inconlrauo: la piàzza di Dera- lsmail- Chan allo sbocco della valle del Gamnl; la _fortezza cli Schikarpur alla confluenza


EST El1A RI VISTA

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· e ·sh 11na nota af rroverno russo, nr,l\a quale, ricordando che per o . · l 1· o:· · ecedonLi impe11ni assunti sin dall'epoca della s1sLemaz10ne eeg La ari pr o d . . Il di Chi va, la Russia aveva rinunciato a ogni rn u~nza pol"t" 1 1ca ncl.l'Af11anistan, si domandavn 0omc il governo russo rn_tendossù conciliar; tali impégni con la mis:>ione del generalo SlohetoIT a K:bul. Il governo russo allora rispose che la mi.~sio_ne del generale St~l,eto~ ebbQ in orinino veramente uno scopo ollem;tvo contro le Indio pel paralizzare l'azione inglese, quanclo, in conse.guenza del(a gu~rra. 111s~~ turca, l'Inghilterra aveva preso un aLtogg1a1~en_to mmacc10,o pe1 la Russia, chiamando in Europa le suo truppo mcl,ane; _ma che p~l ~rattato cli Berli no, essendo cessate tali cause di discordia, al_la m1:;s1ou~ del ttenerale Sto1ietoff non restava che il solo car:iw~rll d1 un atto d1 coru~sia verso l'emiro, e che la Russia era pur sempre disp?sla a rispettare ttJ'imJ)C"Ui precedòntemou le e sponl,aueameute assunti. O O • S La franca risposta russa defi nì nettamente la '.1uest1ono. _e nna guerra anglo-afgana divenisse inevitabile, la Rus~ia sareb?e :'m~~ta spettatrice, almeno pcl .momento, ma non c~rtamente ~pe~t~Lri ce 1n ~111 e~ renle. Avrebbe forse assunto qucfl' auegg1ameulo cli vigilanza cli cm l'Inghilterra le aveva clalo l'esempio snll'insorgèrc rlclla guerra russoturca. Intanto grandi apparecchi milit~ri si facevano nelle Indie, Hd anche una discreta raccolui di truppe a Thull ;:dio sbocco della strada del Kurarn. Però era opinioni) della stampa più accredita ta, che lo sco p~ dell'Intthilterra sarebbe stato quello di forr una imponente mos1.ra,d1 forzo ;cr intimidire Scir-Ali, farlo scendere a patti ed evitare così la guerra. Si disse puro che qualora la guerra. ~1on a\·_o5se poluto evit;i 1·si,"la si sarebbe fatta in ogni caso nella pro$::1ma pnmavera per non anelare incontro alle grandi clilncoltà di comunicazioni prodotte clallc névi invernali. Tali però non potevano -0vidcnto111entc essere lo intenzioni del governo inglese. Se questo avesse voluto evitare la guerra, ne avrcbl'.e anzi tutto evi Lato il pretesto determinante, appu nto quanto la Russia aveva le principali sue fol'ze volte alla Turchia; nè poteva conve-: nil'gli , dopo avere afferrall l'occasione <lolla guerra, protrarla a sei mesi solamente per dare alla Russia la possi?ili~/1 cli ca1~1 ~iar~ la sua vigilanza in aperta ingerenza armata . Era q:u1nd1 preved 1hile sm c~all'in iziarsi della ...-ertenza anglo- afgnna che la guerra ~arebbe stata spmt.a a fondo e [)l'Osto, salvo a guaclngnare il tempo uecessario per approntarne i mezzi materiali. Probabi lmente a r1uesto scopo fu inviato a Kabul Gholam J-Iusseim

r1 m ,s "

, del lo Sh ind u, scgnito daIla strntla proveniente rla[ passo cli Ilholan; la fortezza di Haidarabad, dove comincia il delta dell'Indo. Ambedue le rive dell'Indo sono segui te da buono strade, l'Indo stesso è navi. gahile in LttUo il tratto descritto , o sulla ri va ;;;inistra, la fcr 1·ovia proveniente dalla valle del Gange per Lahore, la piazza forte di l\lultan e quella di Haidnrabad ne segue tutto il corso. Sopra Haiclar:i bad la ferrovia pas~a a do,tra n raggiunge il porto di Karantschi sul mare arabic-0. Da Lahore si di parte un tronco rerrovinrio clte per Attok va a Pcshnwur. Come è chiaro nnche da l bre~o cenno fatton e, l'.i11dolc dell'organizzazione militnre della frontiera occide1Ha lc indiana è assolntamentH difensivo , o mirri principnlmeuto a proteggere da ogni irruzione gl i sbocchi della frontiera argaua. I mezzi adoperati superano di gran lunga i mezzi offensivi di cui presumibi lmeu Lc dispone l'em iro di. Kabul; ciò dimoslra, se ve ne fosse bisogno, che le apprensioni ing1osi non sono :dirnenlatc dal vicino Arganistan, ma m11ovo110 dalla .Russia cho si accosta conLirmamontc alla frontiera settentrionale <li questo StMo. « L'Inghi lterrn , <licc{va ulLimamonlo il ministro 1lolla guerra ing[e:;e .a proposito delle: velleilit di resistenza doli' Afganistan, l'Inghil terra non si oppone assolntamenle che le chiavi clolln sua casa siano nello, mani cli un vicino, ma 110n vuole che <1uesto vicino consegni lo chia vi ad un altro. )) Così abbozzata la condi1.iono dei due contendenti ci sarà meno disagevole comprendere, se non altro,. la ragione dei fatti propri della guerra, i l(Ua!i del resto non pos:lono per ora esser descritti minutnmente non avendosene altre notizie se non quelle monche, reciso e qualche volta contraddittorie clrn ci trasmette il telegrafo. Queste stesse poche notizie poi essendo tutte pro ven ienti dn fonte inglese , mancano di raffronti e non riguardano generalmente che il solo esercito indiano . Quando, il 22. di settembre, un dispaccio da Calcutta annunciò che l'emiro di Kabul aveva ricusato di permettere che la missione del governo yice-realo delle Indi e avesse oltrepassato A.li-M:esrljid, la stnmpa inglese se ne allarmò vivamente, o prima aucorn cli sapore alcun par.ticolare del fatto, previde inevitabile la guerra, non solo, ma nella condotta' dell'emiro credoLLe <li vedere prepotente l'iulluouza russa noi.i' Afganistan. Quasi subi_to dall'incaricato d'affari cl' Inghilterra a Pietroburgo ·eu

I)

•


16

.Khan con una lcttern di lord Lytton, vicerè delle Indie, nella quale si chiedeva ali' emiro soddisfazione dell'ingiuria fa ti.a alla missiono inglese, e guarentigie còntro ogni inl1uenza della Russi·a , fra le quali quella di dichiarare suo fi glio Jakub-Khan erede presuntivo dei trono afgano (,1 ) . Ma prima ancorn che la risposla dell'emiro fosse arrivata, tutte le notizie provenienti dalle Indie lasciavano comprendere che per quanto questa avesse potuto essere conciliante, non sorebbe.bastala a dar piena soddisfazione all'Inghiherra . La risposta arri vò il 2.0 cli ottobre e fu infa tti trovata poco soddisfacen te. L'emiro, sebbene con linguaggio assai mite, rifiuta va tutte le condizioni che •gli si volevm10 imporre. Ma i preparntivi militari per imprendere immecliatarneute la guerra erano a cp1ell'epoca tutt'altro che compiuti; fu cruiucli spedito ancora il colounello inglese Cliani bcrlain a Kabul latore di uu ultimattim· del vice- re, per risponder<' al quale si accol'duva nna tli laziouo sino al 2.0 novemln·e. L:i risposta dell'emiro non arri 1•ò nel termine stabili Lo, e il vice-re ordinò che la mattina ciel 2 1 novembre le truppe entrassero nel territorio afgano. Un proclama in data del 22, dopo avere riassunto la storia delle relazioni delle Indie verso !'Afganistan negli u ltimi dicci anui , concludeva affermando che « il governo inglese voleva rispettare « l'indipendenza dell'Afgauistan, ma non poteva tollerare èhe un'altra « potenza s'immischi.isso negli affari interni dcli' A fganistaJJ stesso "·' Le forze indo-iuglesi intanto rnccoltc e destiHate alla spedizione afgana trovavansi così formate : 1

Comandante supremo - generale Sir HAINES " comandante in ca.po dell'esercito deHo Indio.

, •una . compagnia za pp~tori minatori del Bengala; •una batteria d'artiglieria da montagna. 2a B·r igata.

Comandante - colonnello T v'l'LE n . 10 battaglione del 17° reggimento di fanteria; :. ""reggimento delle guide; "1o reggimento Sikhs; . "una compagnia zappatori-minatori del Bengala; una batteria d'artiglieria a cavallo. . 3a Brigata.

Comandante -

tenente generale Sir S. BnowN. ~· B1igata.

Comandante - colonnello M ACP HBR SON . battaglione della rifle brigade; "'!~ 0 reggimento di fan teria Goorkhas (4); ~ o » >> del Ilengala;

"').7 0

))

APPLEYARD.

,,

))

una compagnia zappatori-minatori; una batteria d'artiglieria montata . 4,• Brigata;

Comandante -

generale brigadiere Ross.

lH O reggimento di fant.eria;

•60

>>

»

• .6,50

»

))

dol Bengala; ))

una compagnia zap patori-minatori; una batteria d'artiglieria montata. B,rig«ta di cav'!'lleria.

10° reggimento ussari;

"reggime{!.to cavalleria delle guide; •110 » » del Bengala. .4.rf!i,gli e.ria di

.\. 0

(1) Dopo la morte d i altro figlio dell'emiro Scir-Ali gi~ dichiornlo erode del trono, avvenuta il 17 agosto precedente, il gove r no indiano avrebbe voluto cho II Jaku b-Kllan rosse stata trasferita tale d ignità pe,·chti de,·oto agli interes$i inglesi e per ciò dal padre tenu to prigione. (I) I co1·pi segnati c olJ·aste risco sono intl,g~ ni.

colonnello

81° reggimento di fan teria; · ~4-0 >> >> del llengala;

Corpo d'armata della valle di Peshawur. Comandanté -

17

ESTERA

RIVIS TA

.corpo d' armala.

due batterie a cavallo; una batteria montata.

Divisioii,e. del generale

MAuDE .

. (In formazione ad B.assan-Abdul. Comprendera Stati feudatari). Rivista. eslera.

contingenti degli v

v


18

RIVISTA

Colonna di Kuram. Comandante -

maggior genorale RoBERTS.

.v-32° reggimen~o di fanteria del Bengala •290 ,, » di Bombay;

Comandante - colonnelìo CoDne. 2° battaglione dell'8° reggimento di fanteria; •5° reggiment-0 di fanteria del Peugiab ; •29° » » del n engala.

2~ Br·igata. eoruaudante - colonnello TuEI,WALL. 72° reggimento Ilighlanders; 0 ~ >i di fanteria <lei Pengiab; "'5° » » Goorkhas; •21° » » del Bengala. Brigata di cavalleria. Comandante - · colonnello Gouou. uno squadrone del 10° reggi mento ussari: •5° reggimento di cavalleria del Pengiab; •,12° >) ,, del Bengala.

Comandante -

Corpo d'armata di Ouetta.

.v-20

maggior generale Bm»ULPH. •1a e 2• Bri gata (•1) reggimento di fanteria; "'19°. ,, ,, del Bengala; l)

))

))

(I) Non pi conosce da chi comandate, nè come ripartite.

))

))

))

)) del Sind (Bombay).

batteria E della 4° brigata montata; •batteria N. ~ da montagna del Pengiab; •batteria N. 2 ,, ,, •batteria da montagna del Sind ( Bombay).

Genio. 5• compagnia di zappatori- minatori , con parco da campagna.

D•iJvisione di 1lfooltan. tenente generale DoNALD STEWART (predetto) (in formazione).

Fantei·ia. 59° reggimento di fanteria ; 20 battaglio11c del 60° reggimento di fanteria ; •420 reocrimento di fanteria del Bengala; 1:)1;) •150

"25°

))

))

))

))

))

))

))

))

))

))

Goorkhas; ))

· Ca'Vallcria.

Colonna di Queua.

"'260

))

.4.1·tig liel'ia.

tenente generale DoNALD STEwART.

Comandante -

colounello PALLISER.

• ,1 o reggimento di cavalleria del Pengiab;

LINDSAY.

Genio . 7a compagnia zappatori- minatori.

Comandante -

Br·igata di ca'Valleria.

Comandante -

1irtiglforia

»

))

))

•I a Brigata.

Comandante - tenente colonnello batteria F della brigata A a ca vallo; ,, G della 3• brigata montata ; » N. H della 9a brigata da piazza.

19

EST ER.A

~ 5°

reggimento ussari, » di cavalleria del Uengala ; ·~90 " )) ))

•so

A.rtig lieria.

batteria A d.ella brigata B a cavallo; » G· della 4a brigata montata;


20

HIVJSTA

ESTERA

batteria pesante N. 5 della Ha brigata; pesante N. 6 della H• briga ta: pèsante N. •1·1 della H• bri1rata· . D ' N. ~ 3 deIl 'Sa hriga ta } N. 16 dell'8• » con parco d'assedio;

-21

Questa forza concorda quasi perfettamente con la precedente, meno · per quanto riguarda la colonna di -Peshawur, nella quale evidente.mente è compresa la divisione Maud, che risulterebbe quindi della forza ap.prossimativa di 7300 uomin i.

))

)) ))

>)

))

N. 8 dell'•l 1Ja "

con parco d'assedio. Genio .

tre compagnie zappa tori-minatori , con treno e parco da campagna. Calcolando, come fa il Daily .News, a 700 uomini la forza d'un r~ggiment~ (o ba~ta~lio~te) di fai1teria inglese, a 500 quella ciel reggu~ento cli fon1,cr1a md1geua, a :mo quella d'un reggimento di cavalleria, a '150 cruella d'una batteria a ca vallo o montata, a 80 cruella d'una batteria da montagna o da piazza, e infine a ,f 00 quella d'una compagnia del .genio, si potrà approssimativamente assegnare la seguente fo rza numerica ai diversi corpi. Corpo del generale Hrown . 91 14- uomini Colonna elci generale Roberts . 5196 ,, Coionna del generale Biddulph . 53,1-0 » Divisione del generale Steward 6/i,70 ,, Totale . 26 120 " Senza tener calcolo della divisione del generale MaU!:I di cui non si conosce la forza ( 1) . Secondo un'altra corrispondenza dolio stesso Daily News in data del 2.4- la (orza delle varie colonne sarebbe la seguente: Colonna di Peshawur . ~ 6364. uomini Colonna di Kuram 5716 » Colonna cli Qu:etta . "1590 » Totale . 33 ì30 1

1

))

(I) Sa~à moHo importante'. allorquando potrà farsi, una esa tta relaziono sui me~zi di tra~ro.1·t1 u~a t, dal!c ~ru1>~e 111,llnne, e s ui modi di for funzionare i vari servizi. S ia come cur,os, ~ . s'. n per 111d1care fin d'~ra a lcune particol ari tà speciu li a lrèser~ito delle Indie, sarà uu~e riportare t.aluna delle mdicazioni daLe dal corrispondente del Dtuly l'iews sul corpo d armata dr Quc1ta. . Lo ba_tterio d'asse,Jio d i questo Cfrpo d'a rm ata sono trainate c iascuna da o elefanti 0 800 buoi:. quesu servono più special me nte a porta,·e i pezzi a l fuoco, essendo che Ji elefanti v1 s, rifiutano. g 03m unJciale, 0(11·0 al suo domestico particolar.,. ha diritto ad altri due domestici per ogn , ~avallo regola montare; vi è inolfre un domestico s upplem onta re por O"ni tre uf-

llzialt.

"

Per ogni ca vallo di ca'i•allcria vi è u_n tagliatore d'erbc (grass-cutu,r), o uo palafreniere 1 (horse-tendtr,, e un poney per ogm due ca,•alli; inoltre ogni 100 cavalli hanno IO

) ~

gr~omi.

'

Al 20 novembre questo forze erano così dislocate: Quartier generale principale a Peshawur; . Quartier generale del corpo di Hrown a Pesha"fìJr ; ~ a Brigata al forte di Djarnrud (shocco dello streuo di Khyber); 2a » a Peshawur; 3• » a Peshawur; 4" » a Nauscbera (sulla sinistra del Kabul fra Peshawur e Attok); Caval leria a Thannah ; Colonna Roberts a Thull (sbocco della valle del Kurarn); Divisione i\iaucl·c a Hassan-Abclnl; Colonna ,Biddnlph a Quetta (shocco del passo Ji Bholan); Divisione Stewart a l\lultan. Cioè si avevano tre colonna accennanti :ille tre strade principali che dal!' Indie im m~uon'o ncll''.AJgan istan, e tlue ri~erve, unri dietro le colonne acceuuauti a Kh yber e a Knram, l'altrn dietro f[uella accennante :i Bholan . Questa d·isposi1.ionr nella radunnta delle truppe indo-inglesi palcs:i chiar:nnen te il loro pin110 d'ope1'nzione; 111arciarn con le due primo colonne l>Opra Kabul , con la terw su Kandahar; questa poi, munita rii 111:1t('riali cl' n:;sedio, clovreiJhc continuare per Kabt~l osrugnando ~1111:i vin lo piazze di Kìlat-i-Ohilsa i, e di Gazn i, oppure seguire In via cli Ilorat cspugnanclo 11' piuw' di Girrischk e di Fiirreh (sul Faach-Rud.) , Questo piano cJ,,1 r1·~1.o, piir o meno modificato, ò imposto d:i lla stessa coudiziocw geografica e topogr11fica del teatro d'operazione, giacchè l'angustia delle Yalli seguile dalle sole strade pr:iticahili a grosse colounc non permette un vistoso concentramento di forzi:, e non · resta che a profittare del maggior numero possibile di comunicazioni. Il 2.4 novembre le teste delle tre colonne indiane varcarono i confini dell'Afganistan. In quel 1riorno il corpo principale, sotto gli ordini del generale D ., Brown •en trò nella stretta di Khybor, arri vando con le trnppe p1u avanzate sino a due chi lometri dal Jorte cli Alì-i\fosdjid. Alcuue posizioni avanzate degli Afgani furono cannoneggiate dalle. truppe indiano, senza però che s'impegna~se una seria azione.


22

RIVI ST A

ESTERA

Nel domani, 22 novembre, gli Afgani abbandonarono Alì-Mesdjid, e il forte fu occupato dagli Indiani. Secondo i dispacci inglesi l'abbandono del forte sarebbe avvenuto per e:;sere state occupate da'lle truppe i~diane lo gole diP.tro al forte stesso; non è dotto però in nessun modo come tale aggil'amento sia avvcunto, nù che vi sia stu lo neppure un com battimento. È certo che il forte Alì-Mesdj id occupn una importantissima posizione 110 11:1 gola di Khyber, e tale da far credere vi sarebbe stato bisogno di molti mezzi e forse anche di molto tempo per espugnarlo; nè mancavano i mezzi <li difesa giacchè gli Inglesi vi trovarono una ron$iclercYole quantità di materia li da guerra. È quindi molto probabile che la precipitosa ritiratu delle truppe afgal1e dal forte, sia avvenuta o per dcfo.zione clolle truppe stesso, o per debolezza eccessiva del comandante. Infatti posteriori notizie accennano che l'autorit.à dell'emiro era affatto scaduta sulla popolazioni afgane della frontiera, che molte tribù parteggiavano per gli Iugl'esi, che l'emiro aveva fallo arrestare il comandante del forte e giustiziare attaccato alla bocca d'un caunone. Comunque la cosa sia avvenuta, la presa di Ali-)lescljid e la ritirata delle tn1ppe afgane lasciò libero il passo di Khybor. Il generale Brown ne profittò per spingere innanzi i suoi, od nscire al più presto dalla gola; nondimeno le sole difficoltà naturali dell'aspro sito ri tardarono moho la marcia, di modo che raggiunse la valle del KabulDaria :i Dakka (cli fronte a Salpnra), sola mente il '2.6 novembre. A Dakka il corpo del generalo Hrown foce sosta, probabi'lmcnte per regolare il servizio degli approv\'igionamenti, che la penuria dei mezzi di viabilità doveva rendere assai dìflì cile. . Nello stesso tempo la colonna del generale Roberts i11iziava la marcia nella valle del Kuram con eguale facilitit, e nel giorno 26 novembre occupava seuza colpo ferire il . forte di Kuraru anch'esso abbandonato dal la guarnigione afgana (1). Infine anche il generale Biddulph potò varcare la fronti era senza incontrare il nemico; ma al 2.6 era ancora a Pishìn poço oltre il passo di Bholan. Senonchè questa estrema facilità nelle operazioni delle truppe indiane non doveva essere cli lunga durata. Il 2.9 novemhro un distaccamento del corpo del generale Drown, che trovavasi. a guardia del passo di Khyher, probabilmente la 1a brigata (Macphorson), fu atlac(1) Il Corte di I<uro.m è la stessa località di Mahacned-Azicn indicata nei dispacci inglesi.

23

cato da montanari della tribù degli Arridi e respinto, per modo che la sola comunicazione a tergo del corpo di Brown rimase interrotta ( 11) . Questo fatt-0 produsse grande impressione, e per un momento allarmò . il quartier gouorale dell'esercito indiano: L' inte1.'n'.zi~ne delle comunicazioni era per se slessa cosn molto grave, e mlatt1 noi domani, 30 novembre, un convoglio di provvigioni partito dal forte Djamrud fo att.accato prima di arrivare ad Alì-Mesdjid o costretto a retrocedere su Djamrud; ma ciò che più impros.;ionava era la memoria della guerra del 184-2, in cni ftt faci~e alle t~up_pe ~ella compagnia delle Indie cli entrare nc)l' Afganistan, ma poi rwsc1 del tutto impossibile d'n:;cirne. . . I dispacci inglesi si affrettavano ad assicurare che 11_ peri_c~lo non era uravissimo, dappoichè una sola tribù, quella degli Afnd1, sulla frontiera afgana mostro.vasi osti le agli invasori. E di fatti q~1esta considerazione era ìnniro di gran peso. Se invece che su d1 una sola tribù., l'emiro di Kabul avesse potuto faro a;segnamento so pra un popolo unito e volente la propria indipendenza, 1~ guerra av;ebbe potuto sin da principio assumere un aspetto ben diverso per I esercito indiaJ10. Immediatamente l'nrono spediti .trnovi rinl'orr.i verso Ali-Mesdjid, e le stesse truppe del generale Brown dovettero ret.rocedere da ~akka contro <rl' insorti mQ.ntanari. I dispacci in data del fi. d1cemPer aoire l'> ,, v ' d Jl bre annunciarono che il p,,sso di Kh yber era stato rioccupato a e forze indiane, le comunic.:izioni ristabilite, 'i montanari dispersi . Dal canto suo, auche la colonn[l Roberts ebbe a subire un momentaneo insuccesso. Arrivato il uiorno 28 novembre ::i l:fobib-Kale (piccolo forte 3 chilometri innanzi il vil laggio di Peiwar, e 9 chi lomelri dal passo dello stesso ·nome) dove avvenne uno scontro con truppe afgano, e nel quale gli Indiani ebbero 11 morto e ·IO feriti, il generale Roberts prese po-sizione all'i mbocc::tturn del passo cli l'eiwar. 11 30, le sue truppe tentarono di supero.re il passo, ma vi 1.rovarono ostinata resiste_nza: Sotto il fuoco dell'artialicria afuaua il grosso delle fo1·;:e attacco d1. o o . fronte le fortissime posizioni nemiche, mentre . altri tre reg~1~1enu (probabilmente la ,t" brigata Cobbe), tentavano di girarne la s101stra, costeggiando il p'asso di Spingwai, sentiero di montagna circa due

I

~

(I) Arridi sono le popolazioni dei monti a mezz,,giorno del passo di Khyber e del . territorio argano che a guisa di una penisola si avanza nei domioii indiani a sud di Pasbawur.


24

RIVISTA

chilometri a nord del passo di Peiwar. Nessuno dei due attacchi riuscì; prima respinta la colonna girante, anche il grosso fu costretto a battere in ritirata nella direzione del forte di .Kurarù. · Secondo i dispacci inglesi, le truppe ilei generale Roberts non avrebbero avuto in questa azione che ·1 -morto e '12. feriti , cifra evidentemente troppo bassa per giustificare la ritirata. Non av~ndo gli Afgani saputo trarre alcun vantaggio dal successo ottenuto, 11 generale Roberts ritentò l'attacco del passo di Peiwar il ~(orno.2. dicembre e quc~ta volta con completq successo. Fu· ripetuta I 1clent1ca 111ano\'."ra de! gJoruo 30, e alle 4. pomeridiane il passo era occupato. « Il nemico, disse in un suo telegramma il generale Ro« bert~, che. durante la notte aveva ricevuto un .rinfo·rzo di rruattro «- regg!ment1, oppose una resistenza disperata. La sua llrtiglieria era « .servita bene. La disfatt,1 del nemico fu· co,npleta. Noi ci si~mo im" padroni ti di 18 cannoni e di una grande quantità cli munizioni. Le « nostre pcrdit.e sono rno'derate, avuto eiguarclo al numero del rn~mico « e ali~ di~fic~lth _del teÌ'reno ('1). la condotta delle nostre truppe fu << amrmrabile. Nor avanziarno verso il passo cli Schutargardan. ,> Ad onta cli questa as~icurazione, solamenté il 6 ,dicembre una forte ri~ogniz!one guidata dallo stesso generale Roberts si ·spinse fino ad Ah-Cheil dove la strada del Peiwar raggiunge nuovamente la valle d_el Kuram. Qucs~o. ri~ardo del resto lo si comprende facilmente con.! s1derando le cond1z10n1 poco favorevoli di una truppa chiusa in una stretta vallr,. Ciò che riesce più diflìcile a spieg:ne, stante la scarsezza cli notizie, è che la stessa ricognizione, giunta il 9 ai piedi clell? ~chu~trgard~n spnza trov[lr resistenza, e dopo essersi assicurata dell at,t1tucl1,ue am1ch.evole delle popolazioni , il giorno ,1O · fece r itorno ad . Alr-Cl_rn1l, e ~utta la colonna, m<~sso in istato di difosa il passo di Pe1war: 11 ·I 2 dicembre retrocedette ancora ·sino a·1 forte di Kuram. Pr?~abrlmente tale decisione dovrb . trovare spiegazione nel fatto che, _all epoca nella ![Uale fu presa, ancora il corpo del generale Bro,~n non aveva fatto alcun dec.isivo progresso nella valle del Kabul, e quindi pass~ndo (o Schutargardan, fa colonna Roherts avrebbe potuto tro:7ars1 assai compromessa, nell'alta valle del Kabul stesso: dovendo aspe_ttare, era _co~v~niente av vicinarsi al forte di Kurnm dove le truppe a_vevano ~1~gg10r SlC.urezza, Cd eS$enzia1m ente, maggiore foèilità di napprovv1g10nament1. , 1

(I ) Secondo posteriori dispacci queste perdite sarebbero state d·t. ào uo '. · f· t· feriti. . mmi t a mor t

ESTERA

25

Le truppe deÌ generale Hrown avanzavano infatt.i lenta~ente n~l~a valle del Kabul-Daria. Intanto però cominciava a spargersi la not1Z1a che l'emiro Scir- Alì era fuggito da Kabul diretto verso il Turkestan, e che suo fi ç)rrlio Jakub-Khan proclamato suo successore• volesse trauare • • della resa con gli Inglesi, costrettovi più cle]J'anarch1a m cm versa~ vano le popolazioni afgane che dalla propria . inclinazione verso gh Inglesi stessi. I part.ic.olari .intorno a. ques,ta notizia portarono . che l'emiro, il '10 clecembre aveva tenuto un'assemblell nella quale .era stato deciso di domandare la protezione russa, chr nello stesso giorno Jakub-Khan era stato messo in libertà prestando giuramento cli agire sotto la direzione dell'emiro, che infine f'eìniro stesso fosse partito da Kabul il 13 deciembm. Ogni giorno si annnuciava il prossimo arrivo di Jalmb-K~an_ al quartier generale del ,ge1rnrale Brown per trattar~ della resa d1 DJ_el: lalabad, e della completa sottomissione dell' Afgarustan, ma fin oggi e dubbio che ciò siasi verificato. È certo tt1ttavia che il giorno 20 dicembre le truppe [indiane occuparono la , fortezza di Djellalaba.<l. Il dispaccio ufficialr. ~he ~nn~n-:ciava questo import.ante fauo, aggiungeva so_lamente: (< Glr ab1tant1 s~ « mostrano amici. Qui havvi tranquillità, ma l'anarchia 1·egna al cb « là di Djellalabad e a Kabnl ». Dopo il 20 il corpo cli Brown non ha più avanzato nella vallata del Kabul. . In quan,to · alla terza colonna, · quella dd generale B1ddul ~h, che erasi avanzar.a ,fa Qnetta , e che il ~6 novembre era a P1sbm poco oltre 'il passo cli Bholan, devesi aggiungere ch'essa continuò ad _avanzare lentamente ma senza incontrare nessun ostacolo da parte dr truppe nemiche o delle popolazioni , e che lll ,I 5 dicembre, aveva superato il passo Khojek (o di. Chodshék) pcl quale si attraversano i monti Choclsha-Amran a circa un terzo cli strada da Qnetta a Kandahar. Non, dimeno l'artiglieria di questa colonna ha finito di valicare il passo solamente il ·1° gennaio, la qual cosa dimostra che il ritardo debba esser stato cagionato unicamente dalle difficoltà naturali della straila . Delle èltfc divisioni di seconcla linea , quella del generale l\faud al 6 dicembre si era avan7,ata al forte Djarnrnd, ma non si hanno altre ·notizie che siasi internata nella gola cli Khyber; l'altra del generale Stewart pare ch e nbhia in !Jttesto frauem po raggiunta la colonna niddulph e che insieme a questa continui _la marcia su Kandàhar ('I). 1

(IfUn dispaccio ufficiale (la Londra in data 11 gennaio {giunto dur.inte la stampa: di qu esti cenni) d ice:·• Il governatore d i Kanilahtr ft;ggì ve,·so Herat. Il vice -governatore sì clichi.irò pront.o a sottomettersi agli Ingle si, i qoali en tra1·ono a Kandahar oggi. » Altro dispaccio da Calcutta in data ciel lO diceva c he il governatore d1 Kandahar, Afzal Khan aveva licenziato tl suo esercito ed abbanùonato la piazza.


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RIVISTA

ESTERA

A queste condizioni generali, che son quelle in cui, secondo le noavuto, risultava '.l'esercito iudo-ingleso al principio di gennaio, devonsi ancora aggiungete alcune considerazioni. Come è stato detto, i dispacci sui quali questi cenni sono redatti sono tuui d'origino inglese: nulla si sa delle vHre condizioni in cui si trovi !'Afganistan. È evidente bensì che tali condizioni devono . essere assai tristi, ma è evidente del pari che i telegrammi inglesi le fanno apparire sotto uu tspetto ancora più grave; come al cont.nirio cere.i.no di mostrare in miglior luce le condir.ioni proprie, le quali neppure devono essere prive affatto cli -pericoli. Uu seguito di notizie assai monche dnnno n divedere che non tutte re popolazioni sono assolutamente favorevoli agli Inglesi . Così, dopo che dal 9 decembre si annunciava che « nel passo di Khyher regnava una completa tranqu illità » in data del :J•I dello stesso mese si soggiunge: e, le comunicazioni con Ali-:VIescljid sono ristabilite ,, . La qual cosa l'a suppc;>rre che fra il 9 e i I 3 1 decembre queste •comunicazioni erano state nuovamente interrotte. · Inoltre in data del 17 dicembre il Tim,es a,,eva da Kuram: <( La tribù dei ~fanga! attaccù un distaccamento che scortava un convoglio inglese nel passo di Saperi . L'attacco fu respinto. Gli Inglesi ebbero 3 morti e ~ 4 feriti ,, . E in data del 2.3: e, Gli Zenka-Kloyh ci sono sfuggi li con la fu ga, ma i loro villnggi furono incendiati». E ancora , in data del 12-5: cc Gli indiaeni minacciano le comunicazioni del "eoerale Roherts. Il t.clegrafo di c.am1)aQ'ua è contiuuamentn t.aaliato. Il O'Cv o neralc fece incendiare a Soldar la casa di un tnollah che pred icava· la guerra santa contro gli I nglesi » Anche al Daity .Teleyr avh io date clel 27 era telegra fato : <e La colonna del genorale B.oberts occuperà oggi la vallata di Khost ». · L'insieme di questi dispacci fa supporre che il generale Roherts si trovi a Kuram occupato a guardarsi suf suo fìanco destro piuttosto che ad avanzare, giacchè_gli abitanti della vallata di Khost (dove corre lo Sc·luun il aflJuente di destra del I<uram) sono come .gli Afridi assai bellicosi ed audaci . InfÙrn un altro ordine di notizie non è meno significante. Si an nuncia infatti che all'attacco del passo di Peiwar il 29° roa11imenlo · · 00 cli fanteria del Bengala trovandosi alfa testa della colonna clestinnt.1 a girare il passo principale per quello di Spingwai, elette a dubitare della sua fedelt:i, e il generale Roberts dovette fa rlo sostituire durante l'azione dal 72° reggimento Bighlanclers. Unn corte marziale fu istituita per giudicare il 29° del Bengali.\ e due individui furono già:

condannati alla morte, alcuni altri alla deportazione. Contemporaneamente anche il · generale Brown era costretto a far retrocedere a Peshawur taluno dei suoi reggimenti indigeni per rag'~one di saltite. In sostanza è utile osseervarn che le condizioni delle truppe angloindiane potrebbero ad ogni momento diventar(~· assai gravi; ;;olo cl~e le condizioni degli Argani assai tristi per ·1a discordia fra le vane tribù e l'indisciplina generale di quel popolo renderanno prohah.ilmente facile il loro còrnpi to. Dove si arrnsterii cruesto còmpito'? A tale domanda diffici lmente si può rispondere ora. Forse le complicazicini sar,mno maggiori p~r stabilire un trntt.ato di pace di quanto lo siano state quelle per mtraprenclere la guena, non essendo improbabile che la Russia vorr~ esercitarvi Ja· propria influenza, come l'Inghilterra ha fotto trattandosi della pace che seguì la guerra russo-turca . Il certo è che gli Inglesi mirano a conquistare ]'Afganistan sino alla· frontiera degli Indu-Kuh. M.

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BOLLE1TI NO BI BLIOGRAFl ,CO

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E. DUBAlL, lieutenant au 81

Jos.

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régimen tJ'jnfanteriede ligne. Préci11 ,l'liistoire miliU«fre, - (Turenne, Condé et Berwik. - Fréde ric Il. - République et Consulat. - ' 1" empire. - Arm ées contemporaines·jusqu'au 2 septemhre '1870) . - 1 voi. in-'1.2 de 27.2 pages, avec joli allas de 30 ca!'tes stratégiques, plans de combats et batailles, en couleur. - Paris, Dumaine, 1878. Prezzo L. 8.

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l!,'xpeJ•iences e xecutée.~ pa,• la m"1•ine sur des fusil.9 à révétilim,. - Avec pian. ln-8°, '106 pages . ·- Pàris, Tanera, 1878 - Prezzo L . 5.

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K". 1

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P • Ost-Gruppe: Bl. 2, 5, 6, 9-1~, :17, '18 ~ 33' 3L · •, 0-)~, 53 ' 55 ', W est-Grnppe : BL 61-79 . - Berlino, '1818, Neumann . - Prezzo L. 1,50 per cadaun foglio.

A RENOTS. llandl.arle ,ler 'l'u r l, e i ode r ,lie Bt:~lu,nC. llalbinsel in i/are t• pt>lilic lum. 1l 'e 11yestallu11g. ·- '\ ienna, K. Wenger . - Prezzo Cen t. 75.

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' T111 LO

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EHRENKR.OOK, .

Capitain Jieulenant der kaiserlichen Marine.

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11 Direttore

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0 11ESTE

.

BARA T I E RI

M a ggiore nei Bersac,lierl.

DEMARCBI

CARLO,

gerente.

,


LA STATISTICA SANITARIA DELL'ESERCITO NELL'ANNO 1.876

NO T E CRITICH E Onorevole Sig. Dire!lore della Rivi.la militare Tornato in Roma dopo lunga assenza trovo sullo scriLLoio la llelazione medica sulle condizioni sanitarie dell'esercito nell'anno 1876, mandatami dalla S. Y. coll'onorernle incarico di farne una rassegna per i leLLori della Bivista Militare. I sei mesi giit passati dalla ' pubbli cazione di quel volum e, l'interesse col quale era. attesa dopo le discussio~i fatte in Parlamento o sciorinale per le colonne clei giorna li snlle condizioni sani tarie clell'esercilo, mi inclucono a supporre che possa mTivare ll'oppo tarclivo il resoconto che la S. V. aYrcbbe ora. da me, clopo averlo chiesto al momento opportuno. I lettori delln Hfoista hanno sicuramente cercate iu altri giornali mi litari, se non nella llelaz ione ~Lessa, le notizie desidemte. Per non fare quind i opera supernua . e perchè essa pÒssa. ancora r ins_cire interessante, mi. propongo di metLere a confronto èl.ei risnll.ati con::;egnati nelf;t Rela;r,ioue sanitaria -clell'anno ·18,G, quelli clei due anni precedenti, e clore lorni al caso qltalche notizia di alLri anni anlcriori; aggiungendovi poche osservazioni e proposte come conclu~ione. Chi pi gliando occasione clri i fai.li l'Cgistrali nella Relar.ione ne , olesse tirar fuor i tulli gli ammaeslramenti di cui sono fecondi, e discorrere, non solo di quanto resta a, fare per migliorare le contlizioni sanitarie .dell 'eserci to, ma ancll e dell e innovazion i che sarebbe necessar io introdurre per rendere più esalto il metodo col quale oggi si ricercano gl i elementi statistie.i di esse, potrebbe seriANNO X X I'\', VOL J.

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LA STATISTICA SAN ITARIA OELL' ESERCITO

NELL'ANNO

vere un volume; e non senzct profitto. Questo non è proposito mio, e sarebbe forse superiore alle mie forze. Quando però avvennero I~ ~lis_ç;ussioni alle quali ho accennato di sopra, e sentii dare giud!ZI, alle volte strampalati affatto , sulla mortalità del nostro esercito in confronto di quelli stranieri, nacque anche in me la voofo1 di dirne qualche c·osa e ne raccolsi il materiale. Prima però ~he avessi potuto sollomettere al suo esame, onorevole Direttore, le mie !dee, per.ch è se-le paresserp degne le ospitasse nella Rivistci, seppi che on collega e amico carissimo, il dott. Fiori, si occupava delie stesse ~·icerche, Smisi allora, cedendo il passo a lui, _che per competenza in argomento m mericamente cons iderato fra i primissimi del ,corpo medico militare. Nè avrei qui fatta menzione della cosa se non perchè amo di dire che mi associo pienamente alle sue idee, pubblicate nel fascicolo di settembre della Rivista ( 1). Errli ha • • • 0 nsposto v1Uor1osamente, secondo me, a quanti di propria scienza, o sull'altrui parola, andavano gridando delle miserande ~@dizioni del nostro esercii.o paragonato agli stranieri. Dopo la lettura di quelle pagine nessuno più potrà, in buona fede, ripetere le vecchie lamentazioni, cbe si trnsformavano talora in accuse. Già gli uomini competentissimi che sono .stati a capo dell'amministrazione militare le hanno sempre tenure, come meritavano, in conto di esage1:azioni . Entro in materia . La Relaz·ione medica sulle condizioni sanitarie dell'esercito nel 1876. -Q1.iesta Relazione statistica è la prima che sia stata fatta sulle nuove norme date dal ministero con la Nota 26 gennaio ,1876, con la quale si cambiò affatto l'ordinamento anteriore stabili Lo dalla ~ola deJ_ ,1,0 ~arzo ~ 866. Per non diventar lungo tralascio di esporre m che d1Jler1scono I due metodi, l'antic~ ed il nuovo, ed i vantaggi che .questo ha sull'altro. Dirò soltanto che vi è stato veramente progresso; e che tra i pregi dell'ultimo sistema io tengo per principale quello che esso può, senza essere scosso sulle sue basi, ricevere quelle successivegraduali aggiunzioni, che l'esperienza.man ma.no dimostrerà necessarie per estendere il campo delle ricerche erenderle fi_ù fa~ ili. Qualche miglioria vi è stata già. fatta nei tre am1i nei quali e m vigore; altre se ne sperano prossime; e così, ri toccandoio con prudenza., si giungerà se non a farne l'opera perfetta che la scienza 1

(lì fnM1iesta statistica sulla eccedenza. della mo,·taNtà nell' ese.-cito italiano, per

CEs!nK Fto ,\1, m.:lggio1·.e rned ico.

227

1876

teorica desidererebbe, a rencleda almeno qua.le la pratica. delle nazioni più vecchie della nostra nelle discipline statistiche ha. creduto bastare allo scopo che la statistica medica. de,'e prefiggersi - appurare Je condizioni sanitarie dell'esercito pennigliorarle. - Tulle le nozioni, c11e 11011 hanno di mira questo speciale obbiettivo, potranno essere peregrine, bellissime per la scienza pura, qualche ~o!ta ancl~e utili per altre viste amministrative, ma ci allontanano, ct tann? ~lLvagare· e sovente perdere d'occhio il fine supremo della stat1st1~a. nostra, che si riassume in due parole - igiene e yura. - Ecl 111 proposito, anticipando qui una delle concl itsioni di qu.esto scritto, io dico essere necessario el1e si faccia ai medici dei corpi una parte, · più larga di quella yhe hanno ora, nel raccogliere gli elern.enli della statistic:t sanitaria, e si clia loro, cui spetta, la principale responsabiHlà della esattezza. di quelli . Confronto rle' risiiltati, _generali cle_gli an1ti 1874-75-76_. - La differenza accennata fra il vecchio e il nuovo sistema non permetterà sempre cli porre a confronto i élati clell'anno 11876 con quelli clegli anni anteriori ; i primi spno assai superiori in numero e pre.cisione ai seconcli. Le cifre che servono di base sono le seguenti: La forza media delle truppe 1187,S, 1873 sotto le arn1i negli anni . .11876 1 193633 200524 tu' cli . ,190376 205294 gli ammalati forono cioè per ogni mille di forni ca111124, devano ammalati annualmente 38 e stavano in curn giornalmente Vediamo ora le perdite. 2662 Morti (cifre assolute) ifil,53 13,28 ! 1 ,24 Id. per if 000 di forza 1 1 249/i, 323 1 288 1 RiformaLi ( cifre assolute) ;J!:),'13 12,4 .e per 1J 000 cl_i forza . Il totale delle perdite tra morti e riformati fu per 1000 di forza . . 26,37 30,38 ~3,92 Il compilatore della Relazione, .constala.ndo il miglioramento dell'anno "876 sul precedente, a,ggiunge: <( Non essendo mutate « le condizioni faì.te all'esercito dal caricamento d'equipaggio e di 1

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LA STAT I STICA SAN I TARIA DELL'ESERCITO

armi; dal modo onde è vestito, accasermato, alimentato; dal ge-

« nere di fatic he e di esercitazioni cui è sotl'oposto;

(( Essendo rimaste immutabili le nécessitA di servizio di sicureiza « pubblica, e le consecutive distri buzioni della truppa anche in « luogh i infetti da malaria; << Devesi dedurre che il miglioramento otlenulo fu la p1·obabile « consegiMnza cli accuratezza maggiore e progressiva nel recluta-

mento >> . Mollo saviamenle egli ha detto probabi le e non certa, perchè le condizioni del reclutamento rimasero le stesse degli anni precedenti. E piuttosto che all a maggiore accuratezza nella scell.a fra gli inscritti, non polrebhe forse atl.rihoirsi una parte del bnoH risul ta to alla più valida costituzione del conLi11gentc di lern di quell'anno? Se si considera Qhe nel hiennio 118tH -i:>i:>, nei quali furpno generati gli indi,ridui che ,ennero sotto le armi nel ·1873, fu desolata. per Ja carestia e il colera la più gra11 'pari.e d'Italia, tu minore resisl.enza organica, della classe 18,6 rispetto alla, susseguente sarit in quri,lche parte spiegata. Ma poichè le cause del miglioramenlo non possono assegnarsi che come probabili, aggiungiamone una più consolante e durevole, foglio dire una maggiore sorveglianza dell' igiene mili tare ppr parte dei comandnnti di truppa; i quali dorendo secondo la nuorn stntistic.a dar ragione nei modelli mensili snlle cagioni ciell'eccedenza della. morbiditit sulla med ia ordinaria, ;;ono sLaLi posti in grado cli meglio vigilare lo stato sanitnrio dei loro corp i. Questo beneficio c.lel nuovo ordinamenlo, per piccola che vogl ia valutarsi la, sua, pari.e nel 1·isnltam en10 dell 'anno,' meriLa va cli e:-:sere segnalato . Al sommariu dell e genel'ali condiiion i sani tarie facciamo segni re l'esposizione e l'esame di nlcune soltanto delle molte divisioni speciali delle quali il ricca la Relazione. Volerla esam inare su llttte sarabhe fare opera non meno Yol nminosa di essn. Ammalati ,~ penlite pel' arnw nell'anno 1 76. - Restringeremo le rice l'chc per ciascuna dello di verse armi alle due so le categorie; amme:;si nei luogh i di cnra (ospedal i e infermerie), e perdilo; dividendo~ uesLc in_rnorli e rifo rmati: e basterà dure soltanto la media per I 000 di forza, prendendo le cifre dal l'iepilogo generale dello ~peci.;lt io N. I della Helaii one .


Anno

1876

a11n1wle

___

CORPI

Granatieri. . .. J?anteria di linea . Bersaglieri . . . . . Distretti ~ ,.I a .categoria . . . . · · · · · · · { 2a jcl. · Battaglioni volontari . . . . . Compagnie Alpine . . . . . . . Scnola militare (Sottufficiali) .... . Battaglioni cl'ist,ruzionc . . . . . . . . . . . . . . . . . .. .. . Personal.e di governo dei collegi cd i,stitnti militati d'educazione. Cavallena. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . S.cuola normale di cavallerin . . . 11 Artialieria da campaanu . { a categoria b ~ t 2" ld. Artiglieria da fortezza . . calefcf.1'in Compagnie operai e vetetani d'arLiglieria .. Genio. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . , Carabinieri reali . . . Legione allievi carabinieri

Corpo invalidi e veterani . . . . . . . . .

____

negli ospedali e infermerie

_;,..

2448

96 1

85745 f3947

1132 1107

1 1

1

1 1

1

978

1 1

3632 249

s,17

248 1

9$ 11

428

718 1

1088

1

119

53

17469

,1150 ,1076 1054

1

685 1184-6

1 1

246

:'086 ,)..-.

78

1

1

728

,, 0·13 ·1090

534 846

626

~-201

') I-!.(,)

1862G

1

1239 ! 135

1

,;.,Vi,,J

1788

1

32.3

1 1

Compagnie ·di sanità . . . . . . . .. . Compagnie di disciplina e stnhilirncnLi cli pena. . . Totale .

44 36

·233,1 1190376

745 1029

l per riforme '

,1n0,33

0,78 ))

))

7, 26 I

6,45 •

6,05 14,62 8 96 · ' il 8,88

1

1

96.i

1

~337

pe1· morti

8,85 12,33 12,62 H,85

1

145 11

1

ji:

-=

Su 1000 di forza Entrarono Si perderono

1!'om1. media

I

11,68 8 113

1

I

1

f0,30 /~,38 4 1,BO i ,07 8,68 1

))

7,99 5,2.3 7,57 )1,1,30

50 ,2.·2 tz,32 12,87 1,1,2,i

.100 11

1

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1

t:l

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1

2

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230

L A STA TIST ICA SANITA f\lA DJ::LL 'ESC:f\CI TO

È necessario qui fare un'osserrnzione importante. Le medie date per la 2°' categoria sono computate per anno e non pel tempo vero (4-5 giorn i) pel quale la detta categoria restò sotto le anni. Le vere medi o per 11000 di forza furon o le seguenti: Fol'zn media pel' 45 giot·ni

En ti"ati negli ospedali e infcrm.

~Ioni

R ifor mo ti

• 1100 18,48 2954·1 · Presso i dislretl.i Artiglieria da 1 1 1990 90 O, 55 1, 50 campagna Artiglieria da 1133 fortezza . 637 » 2,73 Non essendo verosimile cl ,e le 2e categori e so invece di un mese e mezzo fosse ro l'itnaste 12 mesi sotto le armi avrebbero arnto un numero di ammalali, cli morti e specia lmente di riformati nove volte maggioro, come di fatto è stato computalo nel riepilogo generale, ne risulta eli o Je medie gen erali di ammalali e di perdite iv i date per l'esercito nell'anno 1876 sono maggiori del vero, benchè di poco. Questa si.essa ragione torna pei ba ltaglioni volontari, che fnrono nel riepilogo computati per anno, e non restarono riuniti in ballaglione che 9.3 giorni. Di.fficoltc't, di ]Jal'agoncire le pel'clite delt'cinna 18i 6 con quelle dei, precellenti. - Tal i piccole inesattezze, delle quali, grazie alla ricchez:1.a dei dati registi-ali nella Relazione, possiamo renderci conto, è presumibile che esistano nelle Relazion i degli anni precedenti, nelle qua li non vediamo falla disti n:1.ione di ,I" o 2a , categoria. In que:; te Relazioni, inoltre, le varie armi non sono state distinte nei loro speciali aggruppri.men li; ma sotto il,nome di fanteria sono stati computali complessirnmente reggimenti di fanteria di linea, di bersaglieri, compagnie alpine, di;; LreUi , ecc. Dicasi lo stesso per l'artiglieria. Il confronto perciò dei tre an ui non può fars i con la voluta esattezza. - Riportiamo qui le medie cli Lali anni; in parte rifacendo quelle dell'ultimo porchè si prestino al pai:agone. 1

1

'


t.8, 4

---

-

.

Fan teria . Caval leria . Artigli eria .

... . . .. . . .

.

CaraLinieri reali . Compagnie di ~anità .

Ri-

Morti formati

:-

Hi-

formati

1

1!),1 69

1

1

40HI 9 '19

I 0... , 0... "i)

18154 14092 ·I 0,08 ·13,47

z

1

r.J

r r

190G3 106,i- UJ~9 1!~,37 ·196 12 11024 il,J,: 42 ·1·1,39."" •I 8082 !·I 0-19 10,67 110,45

..

1

1

~iI 30 8151 7 99 t 2,59 ' 1

.

.

20388

,~ 26 9,:12 7,79 Il

1298

9'17 H,63 ( 9,29

166,J.

2.0·122,33

1

1

... . . . . .

1

)

.

.

4356 ·1436 5,89

·I 54 il- 230 37,72

))

3498 73 1112,57

J ,,..

1

1

778 2732

7,37 J. 08

2/i.97 '

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1029 ·12,87 •15,87

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·193663 ·I 080 H ,52 25, 36 2005~4 I 03 11•13,27 16l ,1I 1

.

·17·14 H ·19

))

I , 2833 1092I·12,70 31.,2~ . 233 1 1

11

il ·13~ 323 tS0,2.2

)I

:?.

7A.5 ,12,32 ·17,6·1

1

'

3,60

2,J. 1I 56

,f277

1

I

3:Vi 7, 80 5,70

I

1

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.. ~ 8,i,6 o, ,..)3 G,66

~207 4~WO s,10 7,20 7 67 ' . 20~~2 i,80 9,33 6 M~ i 1198641409 69·1 9,24 17 10 'I 1136 1

'L'otalc .

Mo1·ti

I

16262 ·1238 1·I ,87 2·1,21

.. . ..

Stnbilirncnti di pena .

Imalu li Affi-

formali

l21i,727 ·12051,12,25 32,06 128063 ,1,16,1 ,1t,ns ·19,3·1 425020 4095 H ,811. 17,97

\

Corpi dive l'Sl .

Per 1000 della ,fom

Forza

I

-

1

1

Corpo invalidi e veteraui Istituti mi li tari.

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1

1

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Forza

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232

LA STATISTI CA SANITA!HA DELL'ESERCITO

Altre ragioni che rendono inesauo il paragone fra il biennio ,1874-75 e l'anno 11876 sono le seguenti. Kelle cifre del prim o sono computnLi ufficiali e truppa; in quelle del secondolasola truppa. Nel 1874 fra i riformati sono compl'osi i sottoposti a rassegna speciale, cioè gli inscritti della leva dell'anno prima del discarico finale, i quali, essendo stati rimpiazzali da altl'i inserii.li, non sono perdile, ma cambi. Fllrono 24-118; togliendoli dal computo dei riformali nell'anno, la media di questi per 11000 scende da 25,36 a 12,4. ~on si sa poi se tra i riformati stessi siano slati compresi gl i individui. che nella rassegna subita, ebbero, non il congedo, ma una li cenza maggiore di 3 mesi, e che perciò non sono perdite effeui,-e . Nell'anno 1875 si evitò di annoverare fra i riformati i so ttoposti a rassegna speciale; ma rimane il dubbio stesso che nell'anno precedente circa gli inriati in licenza 4opo la rassegna.. · Nelle cifre dell 'anno ,t 876 non sono compresi gli ufficiali, i sottoposLi a rassegna speciale, gli itn'iati in licenza maggiore di 3 mesi . ~fa se queste tre cause d'enori fnrono evitale, allre ve ne sono, comuni anche agli anni soprndetli, le quali infirmano il vero valore delle medie esposte. l'\otiamol~; affrettandoci a dire prima che gli errori non so no d,t a.dclebitar~i al compilatore della Relazione, che ha fallo il mogl_io che polern, ma si bene a maDcanza d'informazioni nelle fon li da cui la Helazionc è stata ricarnta. Oltre ai 997 i1Jclividt1i, inviati in licenza. di co nvalescenza in seguito a rassegna, troviamo che Yi furono 5 190 che fruirono di licenza simile, ma minore di 3 mesi. I~ stato sempre detto, e se ne è fatto carico alla nostra amministrazione milital'e, che nell'esercito it.aliano si cfanno licenze di convalescenza in proporzioni più scarse che negli altri eserciti: e si sa che una licenzo, dota in tempo, è di certo una r~cidirn. scansata, non di rado una riforma o una: morte di meno nella dolorosa classificazione delle perdite. Ne co1\segue che noi, specialmenle, a cu i si r improvera nn numero cosi rilevante di perdile, dovremmo essere più larghi a concederne_ Accade invece una strana contraddizione. Non solo di licenze ne diamo meno degli allri, ma buon numero d'indiyidui che godono di una vera convalescenza li facciamo .contare come infermi, aggravando la degenza media giornaliera degli ospedali. Mi spiego. Noi abbiamo alcuni 1

I•

NF.LL' ANN O

1876

233

stabilimenli chiamali -Depositi di convalescenza - nei qualisi mandano quei convalescenti che per mancanza di mezzi di sussistenza, per distanza di luoghi, o per la stagione poco propizia ai viaggi, non potrebbero essere in 11 iati temporaneamente alle loro case; e sommano a parecchie migliaiaall'anno. Questi luoghi dipendono dagli ospedali; e la statistica. medica, impigliata in certe ragion i d'ordine puramente amministrativo, non è riuscita a sepa.rare il movimento di tali de.positi da quello dei propri 'ospedali; e seguit_a perciò a ~umerare come ammalati quelli che sono convalescenti; marltenuti a spese dell o Stato, meglio che non potrebbero essere nelle loro famiglie. Per tal modo l'amministrazione militare si procaccia da sè un biasimo dove invece meriterebbe una lode. Speriamo che in avvenire si vorrii tener conto di questo errore che aggrnva la degenza media giornaliera, facendo le opporLune variazioni nei modelli st.alisLici degli ospea a.I i. . Un allra cifra non esatta è quella. dei riformati. li dolt. Fiori l'ha faLlo rilevare nello scritto sopracitato ( 1) . Gli indiridui, che subita. la riforma non poterono essere inviati alle loro case per unh. qualunque ragione e Gnirono nell'ospedale, clovrebbero fi_gu1:are_al~eno in colonne ::;eparat.o nella statistica., se si vuole atLnbmre 11 giusto valore alle cifre delle perdite. Dico almeno, perchè il posto loro conveniente sarebbe più quello dei riformati che no~ l'altro dei morti sotto le armi, fra i quali non sarebbero stati computa.ti se dislt~nze di 'llloghi, diHìcollà di viaggi, o lungaggini di formalità: ecc. - non avessero posto ostacolo al loro rirnpatrio. È questa un'altra informazione che bisogner~bbe aggiungere nei mocl~lli sLaListici degli ospedali . Qual valore possono avere i confronti del nostro esercito con quelli strar11ieri in fatto cli condizioni sanitarie. - Altre differenze avrei potuto rilevare fra le statistiche degli anni precedenti e quella del 4876; e segnalare in O!-se Lui.le altre ca.use di errore, le qua.li dànno per 1;isullalo final e di far credere che le con(lizìoni sanitrtrie dell'esercito sieno peggiori che non sono veramente. Non tento nemmeno di menzìonare gli errori che nascono dalle difficoltà cli calcolare la forztt media annua, base di tutta la statistica nostra. I lettori che hanno pra'tica di cose staListiche, e specialmente delle aLLinenti (Il

~

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234:

LA STA 'flST ICA SAN!TAHIA NJ.::LL'ESJ.,:HCITO

.all'esercito,,sanno già. quanto sia difficile mater.ia; gli altri consentiranno che io non mi metta con loro in questo sentiero sca broso, il quale, se non vi si pone riparo, finirà con essere inestricabile. Mi fermo qui, sperando che trn loro, quelli specialmente che fossel'O rimasti preoccnpati <lalle grandi geremiadi, fatte in questi ul.Limi mesi sn.lle perdite del nostro esercito .paragonato agl i stranieri, yorranno tare meco queste rìOessioni; çt1e se non è facile, anzi non è possibile, per mancanza o disparità di documenti, dare. un esallo confronto delle perdite nostre fra un anno e l'a lLro; Che se la Belitzione sanitaria dell'anno 1876 non ostante sia strtLa fatta. so~~? un nuovo ordinamento della statistica e sia opera da. non 111v1d1are le migliori straniere, pure lascia ancora da desiderare quanto ad informazioni ed a rigore di calcolo; O, in altri term ini , se dell e cose di casa n.ostra non possiamo ess~re t~en certi, che confronti possiamo metterle con quell e cosi p~co uol.e degli e,;crciti stranieri, per tanti rispetti slifferenti dal nostro'? l?er mc porto giudizio che noi come non meritiamo di essere fatti segno cle!la pietàprofonda, che ha ,·oluto procurarci quel nostro collega che c1 ha messi al terz'ultimo graclino clella scala. della morLali tù. degli eserciti europei (·I), così. non siamo nemmeno de()'ni clell'ùnniensa. i1:·vidia che ci éhiama addosso qllCl secondo pos·t; di onor:e, che c1 viene di diritto nella tabell a che un coll ega straniero (2) ha dato della morl.alilit dei principali eserciti. li meo-lio ~he. possi~uno .far~ è non istilltire simili pan1goni; dei C{liali cp;'clli fatt1.dagl.1 Ttalian1 se manca.n o di severità. scientiflca]rnnno invece il tr~er'. tO dL '.lOll a~er: VOILl.[O J.laSCOUdere la miserie cli casa. agli stran1er1per r1guard1 d1 patr1ott1smo (3) . Cosi. non si p.ensa fuori d'Italia. 1

!n

.,.1) ,1/ortalità dell'ese,·cito italiano, studi di statistica sa,11ita,1·ta .e d! yeooi·afia mc-

<l1ea, del dott. G. Son~AN r, co p, tano medico. - 1877. (2J Mon., cus. Tl·afté ,t'higiène mWtaire. - Append.tce. (3', 13rv,mo di non essere fra i:1teso ~he queste parole si credano i·h·ollc ,ifl un colle a, me, .tamon.te 11oto per favon sc1ent1hc1, ,11 qualo mi unisrono da r>iù ann i ~incoli di r~a ~~11.ar'.za m1ht.1'.·o: Parlo. ~ colori\ eh~, p~r donigrarc t·ammi11istra1.ione militare ed in ispecie I.C?l PO san1tano con I au_torrta, del suo nome , ripeterono l~ conclusioni (1(1 lui scritte · 1 nell Clpuscolo su lla morti hta dcli esc,·cito italwno senza r·rrsi debito dico · Je molt, e .· · . . ' ,e ' sc1enzn r1cnrc aro . e sovre, cons,c1era1.1on1 con le quali egli segnalava le dif/ìcoltil <1·· t't ·. 11 ma tena uu pa,·ngono fra i vari eserciti. JS , urr e su a La più d:>Lta pagina d_e l suo s.;~itto è certament<J quella con la quale senza ·id<larsenc, toglie .ogn, valo'.·e sc1c:1t11ìco 111 eorrfronto, che fa do1io, d alle cifre (li m~r·talità ;lei 'diversi ese1•c1t1 ou,·01101, e rnh rma la conclusione ultima che ricava da esso.

?

NELL'ANNO

1876

235·

Esempio La statistiqiie miclicale de l' arm,ée belge del quinqLtennio 4870-74,' la quale reg\stra una. mortalità media di 8,60 per mille invece che ,di 10,70, quanto effettivamente è stata, perchè i-l compilatore sottratto dalla ci fra clei decessi circa un tet·w (t;H su ,1997) per la ragione che non avvennero negli ospedali, ma nei quartieri, nelle proprie ca.se, e~c. Chi sa qun.nta dose di consimile· carilà di pa.Lria è stata, messa, senza farla comparire, nel rimpasto delle cifre delle stàt.isl:iche mediche di qualche esercito cel'ebre; dal!e· quali vediamo poi annunciare ufficialmente cruelle i1Widia.te famose mediè di 6 o 7 morti per mill e cli forwl Torniamo :i. noi . Basta leggere nella tabella di confronto le cifre , delle perdite dei tre anni per- le varie anni per riconoscere su bito le differenze . Non sono rilevanti; nè ci pttre neces~ario· di diJTonderci a dire le cause da c~ui prnvengono le perdile maggiori per la fanteria rispetto alle altre armi. Composta con quel che avanza cli inserii.ti dopo la scelLa. per quelle, sn bisce perdite in ra.gione -diretta del minor valore dei suo i elementi. La 'stess,1 caus1t dell a scelta determina. la proporzione .rispet~iva dell e perdite che fanno le varie specialità di corpi di cui la fanteria è cor~1posta; ed ecco i distretti all'ultimo posto. Non computo, s'intende, il corpo invalidi e veterani, classificato giò. dal proprio nome; nè gli stab il imenti cli pena che per le special i loro condizioni d'esistenza non poss~no met-· tersi in confronti col resto . TTalore da darsi alle niedie gener0,li. - Ma se vogliam~ che il , nos~ro esame diventi J)roficuo non douhiamo star contenti, come si fa dai più, al eonoscere le sole medie prO})òrzionali generali . Oggi nelle statistiche san itari'e si fa un enorme consumo di cifre. Invece di poi-gerci la bevanda che cerchia.mo per di::;setarci, ci slnncinno in mezzo a.cl un nume dalle rive sterminate, ove corre per icolo di al:.. fogare c.hi non è abilissimo al nuoto . La mnggiorru1za dei lei.tori, che· è sfornita della necessaria quantità di ginnastica mentale che occorre per tenersi a. galla in quelle acque ignote e tac.capezzars i nel turbinio cl1e li ci!'conda, si contenta perciò di attaccarsi alle medie prnpor_ziona,li, che sono date come la quintessenza dei fatti studiati e non di raro non sono che ipotetiche ded11zion i, proporzioni puramente aritmetiche, sostituii.e arbiLri.1riamente alle qua.ntil.à statistiche che dovrebb~ro rappresentare la real là. dei fatti stessi. Q.uando hanno let Lo· 1

na


-236

1

N EL l. •.\NNO

LA STATISTICA SAN ITA!HA DELL'ESERCITO

-~n un bollettino dernogt·afico che nella tale città, Ja tàle setLimana si ·e avuta una mortalità di tanti per mille, e che questa media corrisponde ad una media annuale, poniamo, di J.O, essi si sèntono abba·stanza ammae)tr·ati sulle condizioni dell·'" c·,t't.,.,, ;., e· cI'e(l ouo . . . . •sanitarie . . c~sc_ien~1osa1~ente ~he la parca, an'no per anno, tolga la sna imposta -01 vite rn ragione d1 quaranta per mille abitanti - non una d.:I pm ·, . , non un~ dt ~1eno - con ~urocratica esattezza. Sono questi che pre~ stano cieca · . E~ se . . lede a Lutto ctò che è, dato col nome . del!"" scienza. t~lu~o dicesse loro eh~ in (in d'anno i quaeanla sono stati venti, lo d1ch1,arerebbero ~nent1 tore_, se non fosse contento di pigliarsi dell'igno~,tnte. Ad essi quella cifra - tanti decessi per mille individui_ ·specialmente se trovatà con poco• divario in du·e O ti·e ,ari,.1,.-, ..~ ·1 .Pl,e. • , , : · . senta com~ un,t legge costante, rnvanab,le; l'espressione rnn tematica delle _te<me del iVfalthus e del Darwin; un Fato nel quaJe·non O'iova ,~ardi cozzo. -~ sentenziano essere tempo perso indagarne le ca: ioni -1mperscru tab1'1, cercru· rimedii impossil)i1'1· t 1tto e·· b l110. · · 1·1°me: · · 1. g!10 a fare, rasse~narsi. Costoro per certo non rassomigliano -all'eroe ,d1 Omero, che c'.rcondato dalle tenebre diceva a Giove « ~fondaci la luce e ~ornbatt1 pure contro di noi ». Altri lettori, ed hanno dalla loro ment1. eletLee r. de alcuna. . . valenti in altre discipline , non .ser1 •·•orio. 1e nella st.at1st1ca. Trovando molto SJ)esso ne1· c,c·o"i· ,,01umi,· c1e 1· d ue o_prn aut~r., ~ub~l1cano sulla stessa materia, diversità fin nella somma dei fa.H1 sui quali po craiano tutti il propr·1·0 c·ilc l · 1· .·• . . .. . . oo · , . o o, e qum c1 11:,uftat1 d1[e.1ent1 e non d1 rado cont1·" 1·,··, e :,· op 1,..,,.: un - avl'enimento - · elevai.e Jerrni aenerai,· e 1· )otes,· ,ctH, 1·,· ·affatto · . ficasuale · · e transitorio . . 01:, l') , 1.1s1 snne, m1scono col d1ch1atare chela statistica è una scienza da . dire . . ciò . elle s1· vuole ecc o lUO CO ··del Iotto, cI·1e a Il e c1.·1·re s1. fa. · Ch'1scnve · · , , ., ecc. ha avnto l'onore dt conos'Cere da vicino un'alta peI"Oll"l·t: ·1·t • • • < . e :, . I ,cl )11) I are. E?l~ co.nfessav~ eh a_ver ~erduta ogni fede nelle statistiche medicomditan ~e1:che a sp1egazwne di ogni qualunqne malattia. svoltasi in un q1. · a rtro · .1 alsrns1 , , . corpo,. o presidio ' no11 s"pe " "no 11·0,·ar· · •', Je c·agi·ont· m che uell al11nenl.a.z10ne e nefl'accaserm'lmento· e qui ct· .· - 1·J,. 11 l, llffiCC1·I :,O · I' · · , m1g 10rar~ il vitto ~ il quartiere. Cagioni concomitanti quelle ma ·eh~ preesisteva.no,. e r imedi eccellenti questi sicuramente, diceva egh,. ma dipendeva da lui di ~doUai·e-' e concJ11· ude,,a Che 1a . che a·non statistica me 1ca era un'opera · · · · ' I)er· lo meno "'tlla ·. t· •' , , e un Jusso muti·1 e T1 arne 1e spese. . . ••

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'1876

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237

· Noi non diremo che costoro abbiano ragione; ma non possiamo non riconoscer~ che il modo col quale sono fatte gran parte dellestatistiche mediche ebdomad~.rie, mensili ed annuali, serve di onesta scusaa chi non ~iene in pregio lascienz.adi cui si dicono figlie. Quando· si leggono calcolate le malattie a tante per giorno, per mese, per anno; e i morli secondo gli anni, i mesi, i giorni che avevano, e mai nulla, se non qualche generale osservazione, che valga a: ricercare le cagioni eon lo scopo di scemarne l'intensità, si ha ben la vogli,1 di conchiudere che i volumi della sc'ienza statistica. equivalgono al registro del più meschino ospedale e gli autori ai computisti del caiµposanto. La Relazione che abbiamo per le mani non potrà di certo essere· confusa con le pubblicazioni di ·aritmetica funeraria, alle quali alludevamo; e quello che in essa di felta per contentare i nostri desiclerii può benissimo esser::.i taciuto per motivi di alt.a convenienza. IL Ministero delle guerra non ha creduto di dare alla pubblic:itit le· ragioni cli tutti.i. fatti di casa. sua; e se è cosi, ha fatto bene. Noi,che non abbiamo eguali motivi di risenatezza e che non crediamo di andare ollre i ~on fini cli una -~cienlifica investigazione, presenteremo ai lettori. alcuni ra[ronti. Non ci sarà possibile spiegare per~ mancanza di elementi le cause delle differenze, tuttavia crediamo che non ril{,cirà lol'o cliscaro di esaminar!i. Vcilore clelle medie parziali. - Abbiamo sopra riferite le medie proporzionali delle perdite delle varie armi . Tranne il paragone che si può fare fra un anno e l'oltro , quelle medie no'n giovano at:L altro - sotto l'nspelto medico, s' in tende. - Ma se ci proviamo ad a.nalizzare nell e sue generatrici la media generale di un anno, allo_ra si potremo conoscerne il vero valore; e forse accadri~che quella eheci pareva una proporzione consolante si cambi in una deplorabile, e' viceversa. l~ proprio delle medie proporzionali il prodLirre di queste strane metamorfosi. A modo cl' esempio, eh i dicesse che lai rendita della proprietà fondioria di un piceolo paese è valutata in un rnilione e di~tribuita fm '100 famig lie, e quindi la loro ricchezm media di ,J0,000 lil'e, direbbe coslt t)Sa.UamenLe vera in aritmetica e farebb e invidiare quel fortunat issimo paese, ove I.i prnpri eLà è cosi Ì)l'oniclenzialmente ripartii.a. Ma se soggiungesse che nel fo tto ir'milione ,d! rendi ta. awarliene pr,r 990, 000 ad una sola famig lia


238

,e per 'I0 ,000 all e altre novanlanore, ecco cambiata di un tratto l'invidia in compassion e. Ln. ricchezza, regalata alle novantc1 nove dai bagli ori delle medie, si è scoperta miseria. qual era, e le condizioni clel paese si rivelano econorn icamenle cleplorabilissime. L'esempio, rntitatis mutandis, calza non di rado nlle cose nostre. Infa LLi la media gener~le delle perdite d'un'arma qualunque non rappresenta bene le medie parz.iali dei singoli corpi e quindi non fa supporre cagioni identiche e uni,·ersali, se non quando le. differenze fra i vari termini della serie sono picco!issime. Ove ques te sieno grandi, o se alclmi termini si discostano assai dagli alLri, la media generale è una rappresentante sLatisticamenLe fa llace della condizioni dei term ini da cui aritrn eLi camente è una legittima derivazione. Le cau:;e, buono o ca ttive, debbono all ora supporsi clifferenLi o speciali, e vanno ricercale nei singoli corpi; di preferenza in qu ell i che fann o da termin i estremi, e danno il maxinuim, o il m,ìn inm rn. Vediamol o. Lo specchi oN. ,1 dcllaJlelaziones i potrebbe òire il Yero bilancio delle condizioni ;;anita rie dell 'esercito. Se vi fosscl'O aggiunte poche altre info rmazioni, la stanza dei co rpi, per dirne una, snrebhe La.le da non poter;;i desi dera.re di meglio. SLuclianclone i singoli dati noi ,·ecfouno che ci sono corp i la cu i media di perdile supera del doppio, talvoll.a più, Jrt media. generale dell'arma. Anzi quesLa. media generale cle,-e la sua ele\'atezztL al coeffi ciente che .quei pochi corpi vi hanno dato; senzn di loro sccndet'ebbe di mollo. L'esempio più chiaro ci Yiene fo rni to dalla cavalleria . In essa la media genemle delle perdi le per rno1"Li è rappresentata dalla cifra di '1 O, 30 per ,J 000 di forza. Sn i vont.i reggimenti di quest'arma uno sùpera tale cifrn del doppio e più, quattro altri si aYYicinano :;td esso e avanz,rno l,tmeclia di una qun.nlilà maggiore della sua mctit. Per conYer.;o poi al tri reggimenti sono moltissimo distanti dalla media; e dtie sono quasi la quinta parte cli essa ; e quindi hanno µn numero di morti circa ,10 volte minore dei reggim ento che ne ha cli pi ù. Per rendere più chi.are queste proporzioni prendo dallo specchio predetto le cifre che fan no al caso nostro .

23\)

N EL L ' AN N O .1876

L A STATI STI CA S,\N I TAl~l A D t:;L. l} ESERC I T O

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9,8 4 ,5 H- ,0 2 1,3

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1 "'9. I • 37

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45,81 ,

'

1

'19,2 1

1

Totale 117,4-69 '180 243 '10 ,30 13,9 1 Per coloro che nmano di moltiplicare i confronti presento le se. . . . . . e, · guenti cifre. dei b re<rrr1mentt contrasse · · ·e · e i 11'orll 0 nalt , oo · . . Se s1sommano .rr.15 1 11 1 con un asterisco, si a\'l'it un decesso sopra o?ni 56 uom rni_~ella fot~~~' • mec·t·ia per I1000 sale ,a ,1, ,,..,,A·1 , cioè supera cli /.• la.c1ha e la loro · media generale . . . Se po i si addizionano insieme i dece:;si el ci 5 reggun~nL1, conL'.·a~· 230 ••uom1 . nr! ; si· ,aH· ,:a t111 n101·to sopra' OO'ni <;> segnati. con ·tma lmeella, 1 e la loro media per 4000 scende n :1-,3/4-, _ossia essa e poco ptu c.e 1 della. media generale . Questi reggrmentr hanno avuto una mo1 talli.a circa quattro Yolte minore dei primi. . . , , . Gli altri reggimenli, non contrassegnati , ebbero un clec~s:;o s_o]:ta ogni ,104 uomini, e la loro media per 1000 è ~,69 ; si avYicrn~ quincli più ai secondi . t chiaro da ciò che la media generale della

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1


240

LA STATJSTJCA 'sAN!TAHJA DELL'ESERCITO

mol'Lalità dell'arma non rappresenta la quantità che si potrebbe tenere come normale, cioè risultante da quantità poco differenti, e dipendente da cagioni generali e comuni. Essa, invece, èil prodotto di differenze grandissime; e dal confronto dei termini si vede che senza l'enorme accrescimento datole da pochi corpi sarebbe invidiabile da qualunque esercito . Questo stato di cose merita un esame; è troppo poco rappresentarlo in nude cifre. Non si potrebbe dire che la maggiore mortalità trovi una benevole scusa per quei reggimenti nel minor numero delle riforme ; e che l'aumento di queste annulli negli nitri il beneftzio dei minori decessi. Egli è vero chele due categorie di morti e di riformati si compensa.no spesso, per modo che il prodotto totale, perdite, rimane eguale. Si sa già che la vantata esiguiLìL della media della mortalità in qtw.lche esercito celebre, . si ottiene coi fare_, mediante una sollecita e, certo, lodeYo!e applicazione dell'espediente delle riforme, che i decessi si~no registrati negl i. oscuri volumi dello stato civile, anzichè nelle famose statistiche dell'esercito. In .queste alla funesta espressione - morti - è largamente sos:itui ta la benigna --: r iformat i. Lo ripeto, ciò è dçgno di lode e ci serva d'esempio. Nel caso che stiamo esam inando la cosa norì procede così : salvo qualche differenza, le cifre dei riformati controbilanciarLo quelle dei mori.i. Risparmio di mettere il calcolo; c11 i: vuole può farselo. Osservo però che quando fra 'due corpi iI totale, perdite, dìffel"ìsce di poco, non mi pare cl1e si debba assegnare il posto peggiore a quello che ha avltto ltl cifra. più alta; ma a. quello dei due che nel calcolo delle proprie perdite ha messo iI coeaìcient~ maggiore di mortal itit. Si dovrebbe però, per essere esa.tti, dellu.rre da questa i morLi'·per suicidio, e per 9isgrazie noH élipcnclenti tlirett:imente dalle ordinarie cause militari. La ricerca clelle.ca.gioni dell'ecceden.za.clelle penlite. - jlfo.xi rr/iwn e minimum,. -- Constatato l' eccesso delle perdite in alcuni corpi la. • Il .. domanda che lo statista e con esso ogni lettore deve fars i è questa, quali ne sono le couse, qtrn.ti · i rimedi? La relazione non le dice punto; se per necessario riserbo o per mancanza delle volute informazioni non sappiamo. Sarebbe non· pertanto desiderabile che quando si veri/icano differenze così grandi, che jmpressionano dolorosamente, fosse aggiunto qualche cenno (la stanza del corpo, la

NELL'A NNO

241

18,(ì

specialiLà di servizio cui fu addetto ecc.) che spiegando i fatti con la dovuta riserva ci metta l'animo in pace. Benchè non $ernpre vero l'aforisma conosciuta la malattia facile la cura, è però preferibil e in ogni caso ~!l'assoluta ignoranza. Manci~ndoci le inform~tzì(!ni ufftcial i siamo obbligati a lavorar d'induzione per trovar le cagwm delle per~ . dite eccessive in quei corpi. Le generali, difetto d'alimentazione, d, accaserma.mento, di vestiario, tanto spesso .e unicamente invocate da chi non vuol darsi Ja pena di scendere alla ricerca dei piccoli fattori, si possono escludere a p1·iori,. Essendo le stesse e imman_enti i~ · tntli i corpi, non si saprebbe dire perchè avrebbero dovuto agire cosi perniciosamente in qoei soli. Laseconélaforse, a.ccaser_mame~to'. p~trebbe avere a..vuta qualche inlluenza; si sa che d, buo111 qttart1ert cltfettiamo in Italia. Al.J biamo cercate qualì furono le stanze dì quei regcrimenti· eccole: Napoli , Vercelli, Saluzzo, Brescia, Milano . Leca;erme-di cavalleria d1 queste ciWuono, ci fn riferito, dell e1~1ìgliori_; 1iè troviamo notati essi presidii tra quell i che nell'anno diedero LI maximmn di entrati all'ospedalé; tr:anne Vercelli , dove però tenne guarnigione il 4° cava ll eria, che nell'ele~co dei o.reggimenti più t,occhi ha il quarto posto. Potrebbe tro varsi una rag1~ne _nella composizione dei reggimenti? Vi è stato ch i ba sostem~to _( e diremo sotto con qirnnla veri là) clte gl i individui cli akun_e P:·ovrnc1e non tollera.no Ja vita rnililare e climno pcrclit.e nssai nrnggt0r1 delle altre. 01~ ben~, su ì 35 distrelli, da cui traevano le reclute quei cinque reggun~nt1, non ve ne sono che tre so li dei sospettati, e fornirono, fra. tnl.ti, 75 uomini su ,1058 ìn::;crit.lì della classe 1876 assegnati. Il contingente deO'lì anni antecedenti fu presso a poco lo stesw . E giova aggiungere o . .I che i reo·oimenti che ebbero minori perdite ;,ono reclulal1 assai arl">o . . . gamente presso i distretti sospetti . Non vi è dunqne a tirar mollv1 dalla composizione. Si troveranno nel servizio? Pi~ fortunata della fanteria, la c~vulleria non è adoperata ora (lo fu nei tempi classici del brigantaggio nelle province I.neridional i) ~iei servizi dì pubblica sicurezza. e di rep1·essione del contral~ba:1d~ . N~n è dunque fra ì bosch i, nelle notti umide o so 1I.o lon~ent:1 p1o~g~a che essn. trova le malalti e; ma pi ntlosto nelle operaz1on I del servlZl_o ordinario, nel far uscire i suoi nom ini, mezzo vestili e quasi scalzi, dalle caldissime stalle nei gelati corti li , nell'ora più r,,edda prima chn sorgailgiorno, per governare eahbevernre i cavalli. ~on è rarodie 1

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ANl<O XXIV. "<"Ot .. T.

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LA STATISTI CA SANITARIA DELL'ESE RCTTO

NELL'ANNO

quegli uomini, così poco copert.i, provino, nelle guarnigioni dell'Alta Italia, oltrepassando l'u$cio della stalla, 11Oo 112 gradi di freddo, 1~enl.re ne avevano dentro 118 o 20 di caldo, e così 25 o 30 gradi di differenza. Questa-ci pare una ragione, ma non la sola; altre speciali atLinenti al se1!viz io, o estranee, debbono certamente esservi state in quei reggimenti; non negli altri. Chi potrebbe e dovrebbe dire alla statistica le più probabili cause è il medico del corno ; il quale pur troppo è il meno interrogai.o; nè dalla: statistica soltanto. Rispetto alle cagioni per noi è chiaro non essere cli quelle grandi e generali chf. imponendosi a tutti non possono scemarsi che in piccola parte; occorrendo mezzi che non e: sono consentiti da(le condizi•mi della finanza dello Stato, 0 dalle esi.g~nze dell' orc~inamento ~ili tare. _Sono cause ristrette, perciò appunto p1ccole, locali, talvolta dipendenti dalla volontà d'un solo; in 0 ,7ni caso quindi amovibili. Una statistica hene òrdinata deve poterle ~onos~ere sempre .(non dico già rivelarle), e porvi r iparo prima che abbiano prodotti una seconda volta i loro effetti micidiali. Se qual~lrn cosa d_i simile alle indagini che abbiamo qui fatte per la cavalleria e per 1 anno 1876, si facesse per ciascùna delle a!Lre armi e per più anni , si può con probabilità ritenere che il confronto delle cifre darebbe qualche utile ammaestramento. Se si raccoo-lies. d l sero m un qua ro so o, sufficiente a più anni, i corp i che presentano un notevole eccesso d'informi o di perdite sull.a cifra media d_ell'arn~o, notanclo~,j la sl'.a~za eh~ ebbe il corpo, la sua composi~1one distrettuale, .'~ s,en1z10 speciale, se ne fece, ecc ., si vedrebbe, ro_credo (e me ne da londamento un lavoro consimile compilato per ~10 _uso) _che q:~~l_che reggimento vi sarebbe notato p iù volte benchè m d1vers1 pres1d11; che qualche presidio che pur non ha Jama di essere insalubre, e tal altro che va segnato fra i mi"liori riescono male(ic( .ai corpi,_ eh~ vi _stamiano, per circostanze ;oco n.ote anc 0 e perc10 dtt studtar:;1. S1 vedrebbe for.se che certi presidi i non dovreb~e_ro esser~ lenu~i s~ non .sono di assoluta necessità militare, 0 pol~t,c_a; che m ~ss1 e m altn ancol'a le trnppe vogliono riguardi speciali, perch_è ''. t sono esposte a cagioni morbigene tre, qtiat.tro O più v_ol_t.e 1~.aggwn per numero o intensità che nella general itit dei pre s~d11_- S1 vedre??e eh~ un reggimento il. quale per nn anno, e a fm·tion se per prn anni, ha avuto it triste privilegio di essere stato 1

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1876

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reO'istrato in quel quadro, in un cambio di guarnigione non deve es;ere mandato di stanza in un presidio conosciuto insaluhre, che aggiunga la sua malefica azione ai tristi .effetti ésist~nti nel corpo; altrimenti accadrà·cl1e in un momento di urgente bisogno la forza valida, capace di agire, si troverà di molto inferiore a quella numericamente segnata sulla carta. Che se poi nel quadro stesso a confronto dei corpi, che ebbero ~I massimo di infermi e di perdite, si mettessero queUi, che ebbero 11 minimo, il paragone non sarebbe inutile. Ognuno si d~mander_~b.be le ragioni della diversità; e se non vi può esser clubb.10 che cl1ffe~ renza.vi deve esistere e che sarebbe utopia il pretendere che tutti non oltrepassassero il minimo, per conver:;o si può ,con altl'ettanta certezza affermare clie quel massimo non dovrebbe essere raggiunto, a meno cli straordinarie e irrepal'abili cagioni. L'uniformità delle condizioni della vita militare di per sè deve dare prodotti, presso che.eguali, in tutti i corpi della stessa al'ma. Le differenze, salvo casi di forza ma.ggiore, sono imp-utabili a qualcuno piuttosto che a qualche cosa; e dipendono ge;1eralmente dall'uso più o meno saggio che si fa dei modifica.Lori dell'esistenza militare. Le fe lici condizioni del t~le corpo si ceech ino piuttosto nel rigore posto nell'acceLt'.izione delle reclute, nell'ossena1m1. precisa, compatibilmente all'esigenza del servizio, che si ha dell 'igiene dentro la caserma, nelle esercitazioni ecc.; anzichè in una gratuita benignità del cielo, o saluhl'ità di presidio. L'esperienza lrn più volte dimostrato che una sola marcia mal diretta manda più gente all'ospedale che un mese di esercitazioni campali saggiamente disposte; e che alcune settimane cl'~struzione a mano fol'zata, per la lqdevole intem:ione di fare bella figura in una dRta occasione, accreseono del doppio la media delle perdite alla fin dell'anno. L'a.zione dell'u.orno, specialme,nte in una società artificiale quale l'esel'cito, è maggiore che non sembri negli a".V~nime1iti che si ritengono unicamente dipendenti da c,ause Mturah. Sarebbe desiderabile che si ponesse maggiore studio nella ricerca di queste, così delLe, piccole cause; e che la staList.ica ne tenesse conto nei suo\ calcoli. Om:ri ve è invalso nelle scienze soc)iali il comodo sistema di attribuire tutto a !!raneli cagioni, che operano fatalmente. La personalità umana sparis~e quasi dai fattori clell;t storia. Si dice che oo-ni avvenimento non è che il ·prodotto di una lenta necessaria v


NELL'ANNO

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LA STATISTICA SANITARIA DELL 'ESERC ITO

· evoluzioJ1e; che quando i tempi sono maturi sor<l'e l'uomo : che 11 · I . .• 3 o . se ~[ue 1, e 1e t'.~a stona p111 moc,esta ha chiamali geni i e riformatori lossero morti in culla, non perciò la società civile sarebbe stata di~ ve1:sa, cl~ quella eh~ è; e altri uomini, ben:-ì con altro nome che quello d1 .Lut;'1~0, d_• N~w_Lo1~, di Napoleone avrebbero operale le sl.css~ cose~. Gh scienziati di questa specie non hanno il menomo dubb10 .che sarebbero slale così grandi quali oggi sono le sorti di '.1Qa _tale n_a:ione, se il giorno che in una grande ballaglia distrusse 1 suoi nem1c1_e cambiò la secolare costituzione dell'Europa il rrener~le <;he coma~dava i suoi eserciti e còn la più maraviglio:a <J~inaz,o~e ,clel/e~HO e cle~ sapere, affatto ~UOÌ, co~pì nel moment.o oppol tun~ , mcendo pe1 un punlo, quel gwrno, cl,co, fosse stato tenuto a letto dagli spasim.i ~l'u~a colica. La slatistica, ministra della storia, per 1~ quale raccoglie g10rno per giorno_gl i elementi di fatto nelle cose della tena oa<,· . e nelle azioni dell'uomo , si ri<:Rnte .. , c)c:)1d. ell' umo1.e della s~a S1g~ora; e numerando tul.to, dalle pecore ai deJinq.uent.i trnlrtscia ~ssa, spes;;o di.notare le_piccole cause, fai.tori molteplici: ~s~u1:i, per correre 111 cerca d, cagioni uniche e tmiversali . R1p1gliamo l'esame. ta ·relazione classifica i morti per ()rado e c~wsa cli morte, per Divisioni rn il ilari e causa di mort.;~. pe~· cause d1 rnor.te ed anni di etit,. per arma e crwse di morte, per: cause di mori.e In r:1ppo1:t~ del la forza media delle armi, per cause di rnorlc : durat~1 cl, serv1z10, per 1:e_gioni di nascila (Di\'isioni inilil.ari) e wuse d, morte; per ~ause di rnorle e per mesi. ~ riformati, per grado C C(IUSa di riforma, per DiYisione e causa, d, r per arma, e causa di r iforma , J)er clnsse di levo" e<·,a\l:,, · ...l ' I: ' . . ilorm.a, · d1 r11orma. Noi ~011 abbiamo agio di usar di tulLa questa r icchezza: la via lunga e, sospinge e ci obbliga a prendere le scorcia toie. Piglieremo qualche cosa qua e là. . Princip~lì cagioni . -Le m,alattie degli or,qani della 1'espirnz10ne. - Le principali cause cli morte furono: . te ~nalattie dell'ripparalo respiratorio, c~i si con"iun"e 1;1 tubercolosi; .n o TI tifo e la febbre Li L1icle; L1 febbre e cacl,essia da ma.laria ·

ma

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2't5

1876

Le prime diedero le medie seguenti, alle quali mettiamo accanto quelle del 18'1{-75, per mille di forza: ·1876

~87/S

1874:

Morti per malaUie l acute ·1 ,90 (' :3,28 2,69'( 3,50 ·1,\H dell'apparato respiratorio) croniche ,1,:38 , 0,81 Ì9. ,t ,28 ,1,64 }-' >'34. Tubercolosi · l , 9" ,,,-D 4,56 .f> ' H La media della mortalità generale essel.lclo stata di . 111,24 ,13,28 ,11 ,52 Si vede presto che queste classi cli malauie rappresenL;rno cirea i due quinti della mortalità generale, e che !a tubercolosi e le a,ffezioni croniche sono esse sole più del quinto . - Ora l.1 parola tubercolosi e il nome della inassima parte delle affezioni croniche del petto non si dovrebbero trovare nella statistica sanitaeia dell'esercito fra le cause cli morte, se le di:Sposizioni che regolano l'esenzione degli inscritti. e i rimandi dei mili Lari fossero esattamente osservate. Aggiungiamo però che in cer.Li casi, ma sono i meno, la non osservanza proviene da cagioni indipendenti da coloro cui spe~ta il pro- . porre a rassegM gl' infennì; l'ho accennato di sopra,. Non ostante ciò, l'espressione detta dall'onorevole RicolLi nella discussione parlamentare del ,J :l maggio passato \( che potremmo portare t500 morti di meno all'anno n rimanebhe assoluLamente vera . Per dare la dovuta importM1zR alle perdite che queste ·malattie rcc;ano all'esercito si dovrebbe qui alle c:ifre medie dei morti aggiungere le consimili dei _riformali. ì\fo la relazione non le mette; anzi non ha specificate nemmeno Je -diYerse cause che diedero motivo alla riforma di 55'1 militari di 2" categoria. Per questa parte le relrtzioni degli anni 1874 e 118W forniscono le notizie che cerchia.mo . .Sarebbe opportuno che in avvei1ire la statisLica facesse per i rifoi·mati quanto ha. fatto per i mo1·ti ; essendo le due classi di quasi pari interesse per ben valu.tare le ragioni delle perdile dell'esercito. Espongo le cifre assolute dei tt:e anni. 187,l 18i6

1875

Riformati per tubercolosi' e malattie croniche · di petto. 1 O1° 1 12.H 967 Cifre medie per mille di forza 6,57 5,00 1


246

LA STATISTICA SANITARIA DELf,'ESEnCITO

E in conseguenza per Je malaùie degli organi respiratori (la tu- · bercolosì non polmonate è una eccezione affatto t1;ascurabile nel nostro calcolo) l'esercito ha subìle perdite- cl' oltre il 1O per mi I le di forza nel triennio, e nel solo anno l8ìi:> 1' H ,34. Se si considera poi che la grandissima maggioranza delle morti per le affezioni acute avvengono in feb~ raio, marzo e aprile, e sono date dal la,. classe più giovane, ;tllora chiamata.sotto le armi, L'impressione dolorosa cresce moltissimo. Le ca.use sono note, dette, ri:petute, discusse da medici alle sarrcl'fl riflessioni che il e da. non medici; rimando in proi)osit(> I OD colonnello medico Cerale face\'a nelle citate relazioni deuli anni O ,( 874- e ,f 87iS. Anche i rimedi sono stati proposti; peccato che le inesorabili cond[zioni del bilancio (,1 ) sieno t'ostacolo principale al più radicale di essi; quello cioè di far venire gli inscrìlti, amichè a metà di gennaio, alla fine di ottobre. Con ciò i meridionali sentirebbero meno il passaggio ai paesi più freddi; Lutti avrebbero tempo di acclimatarsi e adattarsi alla. nuova condizione di esistenza; e senza. dannoso ritardo, si potrebbe procedere con più lento e graduale moto nell'istruzioni militari; specialmente di piazza d'armi. Ma po ichè rimane ancora a studia1·e quale dei ;·imanenti l'imedi proposti, solo o contemperato còn altri, potrebbe sostituirsi al più radicale, non accettabi le, non resta nello stato presente a fare altro che raccomandare Ja più rigorosa osserva11za delle regole igieniche, applicate co i necessari riguardi ali' istruzione; in ispecie nei mesi e nei luoghi nei quali è maggiore il pericolo. Quel vestito di tela, a. mezzo gennaio ; quei riposi prnlungati in aperta campagna. sotto un micidiale rovaio, dopo un faticoso esercizio ginl)astico e col corpo in sudore, non si dovrebbero più vedere . Ora sono quasi scornpan;e quelle economie, frequenti nel passato, sul vestia1:io dei prigion ieri (peggio ~e a pane ed acqua) confinati di regola nella più umida. e buia camera terrena della caserma.« Suo danno ch i ci vuole andare 11 si diceva « non si .potrebùe dar foro una stanza mi,rliore se non toV . ' gliendola a chi più_la merita n. Ove é:ra ristrelte~za di spazio il ragionamento stava; ma il vestirli in tela pe1· non sciupare gli abi li di panno, ecl un'aggiunta di. rigori troppo larga faceano spesso che la prigione diventass~ l'anticamera dell'ospedale. In questo e in allri 1

1

1

(1) · nelazione sul progetto di legge per la leva militare s u i nati dell'anno 1858.

NELL' AN NO

247

'1876

casi; le c_oroées per esempio, una minore economia di vestiario è una maggiore cli vita. , . .. . . Non è la fibra deoli Italiani meno alta alle fat iche rrulitari di quella cli qualunque ~ltro esercii.o europeo ~ molti seco)i cli. st~i·i~ lo confermano. Credo anzi che quanto al resistere- alle pr1vaz1orn cl1 o'ani aenere, possibili in guerra, il nostro soldato, in ciò simile agli a~.ri, dei paesi più meridionali , superi di gran lunga quello delle regioni poste al nord dell'Italia.. Se in altri eserci~i la mort~li~à è minore (ciò che non è provato) non saprei aLLribmrlo a m,gl1ore ragione che alle minori fatiche, e specialm~nte_al più lento e ~ra.d'.rnle sviluppo che si dà all'istruzione. Presso eh 11?1 con '.ma ~ol11vaz10n~ soverchiamente intensiva. si rischia talora di esaurire la terra , e s1 mette in pericolo il capitale pur d'averne solleciti frutti. Nel passato era questo il sistema creduto migliore: cosicchè u~ no:5~ro co lleg~,. ora morto , a chi lo interrogava se non sarebbero nusc1t1 agguerr1ll ~oldati quelli che malo-rado le sue modeste rimostranze si stavano con eccessive fatiche; larghe perdite eserdtando in un periodo di campi , ebbe a rispondere: (<sene avanzeranno'' ·. ?ra·l'igi~ne militare e- il parere clelle autori tà. sm:1itarie sono tenull rn maggi~r considerazione; ma non tanto però che il ricordo del passato e il conto delle perdite che ancora facciamo non: possano essere con profitto tenuti present.i in talun~ occasioni. .. . . . . . Rispetto alle region i d'Italia, la mortalità per 1~ aflez1or11 degli organi respiraLori - notlt il clou. Sorrnani (~pera c1taLri.~ - cl_~1rante il ,f 874 fu massima nella divisione di Perugia, durante il 1870 nelle divisioni di Bologna eJ'irenze (ove poi ca~e il mci:cimwn del triennio) e nel :t8ì6 nella~livisione di Chieti; e :,oggi unge (( A prio·r i la mente « si· sarebbe portata forse alle più fredde provincie settentrionali: · (< Ma non è tani.o nelle ha~se temperature quanto nei facili, freq uenti t< e grandi squi libri atmosferici, che le mala.uie de.i bro?chi, delle (< pleure e dei polmoni tl'ovano la lor maggwre .ez1 olog1a_>l . _Lara~ gione data dal collega non è esatLa; la sua concez10ne a p1·1ori parra mialiore se si considera che llt sfera della mo rtalità per queste · a(f:zioni dalla Toscana si·estende più verso il nord, Divisioni di Bologna, Padova, Verona, Tol'ino, che verso il sud, ove le variazioni atmosferiche sono più frequenti. E si verificherà anche più buo~a se accanto alle cifre della mortalità si meneranno quelle delle n1


24-8

LA STATISTICA M(LITARE DELL'ESERCIT O

forme. Nel biennio ·1075-76 (del ,Js74. non.abbiamo notizie particolareggiate) le riforme per tubercolosi e malauie croniche delle vie respiratorie ebbero il -maxirn,u1n nelle Divisioni cli Verona e di Padova. Inoltre questa ebbe circa 1/ '° della sua forza ( cioè ·1OIH su ·10~94 di forza media annuale) cli mandati all'ospedalè per malattie acute e lente ( esclusa la tubercolosi) degli organi della respirazione durante l'anno 11876; mentre la Divisione di Chieti ne mandò 1/ ,~ soll:anlo, cioè. H8 su. 50157 della forza media. È degno di notci che il 1naxùnu1n delle mortalità per queste affezioni nell'anno fu dato dal piccolo numero degli ammalati cli 'J:UCsta Divisione e non già da quello tanto maggiore delle altre sopranominate. L:tsciamo agli anni avvenire la sol uzio11e del problema; è più complesso che non sembri. Il tifo e la febbre tifoidea. - Il tifo e la febbre tifoidea sono le cause che, dopo le dette or ora, clà~no hi maggiore mortaliti:L; e le viUime rappresentano 1' 11,83 per mille di forza nel ,1876, il 9,(H nel ·I873, e l'·l ,77 nel 1187,L Non sono il triste privilegio cli nessuna regione. Nell'anno ·1874 le di 1'isioni di Palermo e di Padova. nell'anno seguente quelle di Torino e di Napoli e nel •I876 qu~lle di Salerno e di Pado1ra ebbero il primal.o. . . ~a Relazione non dà spi·egar,ione dell'eziologia di queste febbri. E una lacuna che meriterebbe d'essere colmala mi altr'anno. Se si considera che I.ali malattie raddoppiano d'intensità da lugl io ad Qttobre., nel tempo cioè che si fanno o (ìnirnno da poco le esercitn.zioni rnmpnli, viene il -sospetto che i germi si raccolgano specialniente negli accampamenti. Le indagini degli anni avvenire confermeranno, o no, la snpposi;1,ione. Stimo perciò che nella Rel azione sanitaria annuale meriterebbe un poslo clistinLo una rubri ca (ora mancant~ affo.t!.o) la qi~ale riguardasse le condizioni· delle truppe durante 1 campi. Il penodo delle esercitazioni estive ed autunnali essendo i) più somigliante allo stato di guerra, ci può fare cono~ scere, meglio che ogni altro Lempo dell'anno, quale sia l'indice di resistenza fisica del nostro soldato. La nialaria. - Le perdite (morti e riformati) per infezione acni.a e cronica di malaria furono nel 1876 circa /' 1 per mille cli forza; superando di poco quelle degli anni precedenti. Se si tien conto dei soli morti il ma~im.1":11, appartiene alla Divisione di Roma (Sardegna compresa); se d1 essi. e dei riformati il primato spetta a qliella di 1

1

NELL'ANNO

187(;

Pado,va, dove la cifra c~mplessiva superò il 2 per ,f 000 della forza media ,annuale. Benché le perdite sieno moltissimp infe riori alle nòtate per le precedenti cagioni, il numero però'deg:li amma.lati.(dei curati soltanto negli ospedali militari) che fu di ,f 0075 supera senza paragone quello dei tifosi (697), e si avvicina a quello clegl 1 affetti cli malattia di petto (•I ,J , 3,1O), e a quel lo dei venerei ( 11 ,9·19). Non possiamo poi dire quanli furono i rieoverati negli O$pedali civili; questo dato manca; saranno sLati certamente molti, essendo frequenti i presid.ii in località cli malaria sprovvetluti di infermerie militari. I l gran nu mero d'uomini tolti temporaneamente dalle file dell'esercito in causà della malaria, sel:ibene per i provvedimenti presi o per isconosciute cagioni sia ora appena la melà di quello che era dieci anni prima, merita però ancora speciale :1Llenzione, perchè nggrava il servi;1,io dei rimasti sani, e li dispone così ad ammalare. Lo stesso dicasi dei venerei ancora più nmnerosi . La tollera-nza (illa 1Jita militare de-i nati elette 'Va·ri~ prol1incie i(aliane. - Perd iLe distinte per regioni di nasci.la ( divisioni militari) e cause. -:- Nelle Ht1lazioni mediche, più volte citale, degli anni 'I87~e 75 comparve hi prima v-0lta questa distinzione nelle .nostre slatistiche. NotiarrHi però che nel primo anno i riformati non furono distinti per 1<3 ,t (i Divisioni militari, ma per 111-grandi regioni: Piemonte - .LiO'uria - Emilia - Toscana - T.ombaedo Veneto-. o . . Roma - Campania, Basilic,1ta e Calabria ~ Abruzzi e Puglte .:__ Sicilia - Sardegna. - Le prÒv incie di Molise, cli Benev~nto, di Avellino, di Salerno, non si sa se vi forono comprese e 111 quale delle regioni. Inoltre dei 2.1,9l riformati di quell'anno la Relazione ne computò nel calcolo per regioni di nascita soltanto ·17;58, I morti furono computati tutti e distinti per Divisioni militari. Nella llelazionedel ,1875 gli uni e gli altri furono classificati per Divisioni. - AO'iriun()'iarno pure che l'errrecrio corn1)ilatore non si credè. in di"" ò · . ò o rit.to cli tirare a.lcuna concl usione sulla maggiore o minore attitudine alla vita militare della tale o tal altra provincia. Questo però fece un nostro collega. Non ponendo a fondamento del suo ragiona.mento che quei soli dati incompleti , egli non si peritò di dividere l'Italia in tre zone di maggiore tollera.ma, di minore tolleranza, di .eccezio-


NELL'ANNO

LA STATISTICA SANITARIA NELL'ESERCITO

n-ale intolleranza alla vita militare ('I). In quest'ultima zona sta-

rebbero, secondo i,suoi computi, le divisioni militari di Perucria Me.ssina (ma cli questa soltanto le due estreme Calabrie) e Sarde;n'a '. che ebb~ro annualmente da 28 a 30 morti militari per 100, 000 della P?~o)az1.on~. Nella prima. zona, o di maggior tolleranza, mette le dIV1.s1om dt Alessandria, Milano, Verona, Genova, Roma, Napoli, ~ari,· Palermo, che n'ebbero da 11:3 a ,18; alla zona media assegna le nmanenti div_isioni di Torino, Padova, Bologna, Firenze, c\ieti, Salerno: Messma (parte Sicula), delle quali la media fu da 19 a 2-L La mecha generale è data da ,J9,80. Nella fine del suo scritto facen~o la conclusione più larga (e non di poco) delle premesse, '.5entenzrn che le popolazioni montanare del suolo italiano ·sono meno t~Ileranti, e ~uasi intolleranti, rispetto a quelle delle pianure, a resistere alla vita militare. Non cerca e non trova altre cause che Jo stato orografico ; e come la geogralìa non è dato di rimestarla se non sul.la carta,. così, conclude, di rimedi non ve n'è punto. Buon per 110 1 che egli non h~ rivel~to quanti chilometri quadrali copra Ja parte n:?nt~t~sa .e quanl.1 l:1 pmnura in Italia; nè come vadano ripartiti i .2 , n1.1J10.r'. 1 fra le due parti. Nemmeno io posso dirlo; non conosco trattato d1 g~ografia ch e faccia questi computi; rr10lti professori, cui ne ho chiesto, non hanno saputo, lì su due piedi, dirmene di piLt. ~no solo, dopo .m~lt~ proteste cli non sapere e di non potere, ha . detto che le reg1orn piane potevano approssimativamente stare, alle 1

M,nsrnE'..1.1. Consid.e,.a~ioni sulle cause delle pe·r dtte per malattie dell'ese,·eilo <,tornafr d, medicina. miUtare . - Dicembre 1877. - L'autore dice in un a n~.~a al suo . l11voro d, avere presi i dati delle perdite s ubìte dall'aser<;ito ne lle due Iìelalaz,oni me.d ,cho sopraci tate; e se cosi fosse, le c ifre. da lui poste avi·rbbero un valore alme no u1(1clale, se non sc,entilìco. - Ciò non è esa tto. Egli arbilrari:imente O senza nem.meno fa r ce.nno rleUa V(lrrnn le ha r ipa rtiti per Divisioni milita(i i ri formali che erano stati nella del .1S74 presentati comple"sh·aoien t,e per g,·an d'I regrom. · · Non con. .Rela21onc . • , tento dt .c,ò, ~n.vecc de.1 sol, li5S riformati c lassifica ti per regioni dalla Relazione, Ila c o_1~1 p?tat.• . tuu1 '. 2·19~ .rifoi·matt nell'anno; c ioè ha messi nel calcolo delle perdite per di'ISIOnt '.11'htari d1 .nascita 736 mdil' idui (quasi i 2 J5 ciel totalo dei riformati delranuol dei q u:lr ne la.. Relazione. sv,~sa, r,è a ltro documento uflìcfole, " co nosciuto ha detto· ove ' senza nemfossero nati , e 11 .ha nparttt1 fra le Divisioni mili tari come ,ii eglio o"11· to rnava; . • . .. . m~no 3\\CJ t.11 oe 1 lctton. - Ed usando cosi dei materiali d ell a stat istica l'autore fabbrica sp~cclu e tavo'.e. grafiche , e conchiude che quelle cifre prova no lu~inosamenle (à s ua la parola} la ve1·1ta. . (I }

,tatrnno. -

Quasi .che poi ciò non basta.sse alla confusione, lo s tampa toi·c, arruffando ancora la matassa, ha ~esso nello specchio N. 13, proprio io quello che rifle tte Lumtnosa 1 I la vemà, ~~ c1f,·e de! riformati de l IS74 nella colonoa ove av,·ebbcro dovuto stare ~ :\~r..e del mo, ti del 1870, e questi ne l posto dei rifo,'ma ti dell'anno precedente.

·J816

'.'. 51

regioni montuose come ,, sta a 3. - Questa alma mater non avrebbe dunque per difender la attivamente nel bisogno che un ten:o, o mettiamo anche la metà, dei suo i figli; per l'altra metà dovrebbe, casomai, prepal'are prima il letto all'ospedale? In Yerita se l'm·ticolo non fosse stato stampato nel (J.iornale di m,edicin.a. milita1·e, non ignoto ai medici e ai verioclici miI iLari stran ieri; e · se presso cli noi q~alcuno non avesse trovato lodevole quello studio, non ne avrei parlato qui. Cont.rarldice tanto alla riput:1.Zione di fo rti miliz ie che i montanari in tutti i tempi e in tutti i paesi si sono acquistata (,1), che nemmeno ltt spiegazione scientificfl colla, qua le benignamente l'ha coperto il clou. Fiori lo può far passare. Se il clou. Ma.eslrelli prima di meu.ere fu ori la sua teoria avesse fatte maggiori ricerche nel tempo antecedente, e fosse stato contento di aspettare tre, quRttro, dieci anni ancora (e non sono molti quonclo si tralta di cercare le prove di un fatto così cap itale per l' e::,islenza stessa del nosLro paese) avrebbe ptobabilmente cangiato cli parel'e. Due anni sono por:hi, assai po(·hi, nella statisiica per fare scoprire una. legge nuova- trrnto più quando sono incompleti gli elernenti racco I ti. Cil'coslanze straol'dinarie, casuali, possono determinare un fenomeno, il quale, non che essere l'espressione di uirn causa cu:,;tant.e, potrebbe non verificar.si più. In verità se non si am111 e1.te, come non si può accèt.L are per buono, il criterio orografico, non è possibi le immaginare per qlrnli ragioni l'Umbria , ad esempio, si possa trovare alla pori colla Sardegna e le dne estreme Calabrie. L'etnografia. e la. storia , le produzion i del suolo e quel le dell'arte mettono frn quelle prov in<:ie quanta mai differenza possrl stare fra terre italiane. Non è il .caso, mi p~re, di aggiungere spiegazioni a cose Lanto note. Se dunque il nostro collega le lui. trova.te accumunate in un avvenimento per quei chte anni, non potrebbe essere (doveva egli ch iedersi) un caso fortuito? Non sadi, per avventura un accozzam ento o una separazione artiriziosa, come se ne possono fare tante e tante stranissime; e son quelle giustificanti la frase<< che alle cifre si fa dire quel che si vuole'? n La provincia di Cose.nza, per esempio, si trova in condizioni eguali alle altre due Calabrie· se l'esicrenze del la circoscrizione militare ne l'hanno '

1'

(1) Scozzesi, Svizzeri, Tirolesi, Montenegrini, ecc ., ecc. Ne llo nostre compagnie alpine, recluta te fra montanari; la cifra media delle perdite è la metà di quella della fanteria di linea.


252

L A STATISTICA SANITAHIA DELL't:SE RC I TO

separata, la statistica deve riunirvela quando vuole esi:uninarla e fare confronti. Se in un argomento così cloloroso fosse permesso lo scherzo e non fosse o[esa al senLimento nazionaJe ragionare meno che con profonda riverenza di ogni angolo d' TtriliR, sarebbe facile soll azzo fare ingrati e 110,1 giusLi paragoni fra il differente lrihuto d'uomini validi a.Il e armi che pagano le rnrie provineie. E anche qui si troverebbe che l'az ione dell'uomo non è spesso estranea ai risultati; intendo dire del modo com e potè esser fallo il reclulamcnlo .in alcun i circondari , gli inscritti dei qnali diedero maggiori perdite. - Giori un esempio che tolgo, per convenienza, dallo straniero. Alcuni dipartimenti della Francia, specialmenle la )losella dal I8G9 al ,186.i., ebbero un numero sLragrn.nde di esenzioni. Si gelLò un grido d'allarme da uomini in::; igni , Lm i quali Giulio Guerin ed il .Boudin; e si affermò che la popolazione francese era sulla via della decadenza fisica. Il Broca ed altri presero le clifese; e il doLL. H.ichon nei suoi stud i Wtt.isLici :-u l reclut.arn ento' del clip::ntimento della Mosella, dopo aver fallo vedere che in esso l'abbassamento uell'atlitudine mili tare di quei sei anni era un'eccezione allo stato anteriore e posteriore, mostrò essc1·0 apparenle soltanto; e ne trovò la causa nell'estremo rigore usato ll ella scellà cl.ci cosàì tti dnl funzion ari o che durante tutto quel periodo era stato presidente ciel con:;iglio di revisione. · i\Ja vediamo se, uscendo da quelle due Relazioni e da qllei due anni, rimangono esatte le deduzioni ùel Maeslrelli :sulla. inlolleran:rn eccezionale cli CJLtelle province a.Ila vit.t rn ili lnrc, e sulla varia tolleranza delle altre. La Relaz ione del 11876 non ha registrati per regioni di nascita (Division i militari) che i soli mort i. Non ha creduto di proseguire tulte le ricerche faLl.e negl i anni precedenti. Io meLterò qui le cifre che cli, , e accanto a. loro qt1elle dei ìnorti degli an ni rn74-75. Tralascio i riformati; non potendo avere le loro cifre esal.le che per un anno sol.o, il confronlo non sarebbe giusto .

NELI.•' ANNO

253

'1877

Popolazione

llegioni

Divisioni mi litari Torino . Alessandria . Genova . Milano Verona . . Padova . Bologna. Firenze . Perugia . Roma. (se.nza la Sn.rdegna) ChieLi Bari . Napoli Salevno. . ~ Calabria Mes:;rna , s· . . \ , I CI 11a

1,1:i91,2·18 ·1,B57,57 1I

84-3,8•12 2,223 ,662 2, 1,H,1HO 1

1,9H\209

1

,1 ,888,0o3 ·2 ,H.-2,525

,1,26:2,0•1G

836,70/2.,., ,'1'2•1,778 1,785, •IOO 2,2 12,4'1.H, ·I ,402 ,7/i.9 ,65,8:'lii1,2·10,9/4-9

.

Mor ti

,, 874 ,1875

·187G.

160

·132 103 4.3 122 ,17:3

H-8 79

l7

1

105 6:1

1

·152 · •172 '171 H.\6 238 "82 200 2il0 157 63 IO/i. 90 167 108 1·15 1

1

1

100 72

1

1

1(33

1

206

lG4:

209 209

-186

69 198

1

HG .209 1(ì2 G·1 II G ·133 86

1

H>O ',.5 125 11 O ·14-8 164 73 •113

1

1

1

•1,373,·130 Palermo. G36 ,660 Snrdcgna (diYi~. di Roma) ToLale 2fi ,80 l ,·1:H 2:33,1 2662 2 139 Uno sgua rdo e un po' di ca lcolo sn lla La.bell a precedente persuadcrnnno il lettore della incertezza. che si provn. nel voler dedurre unn legge costante da ci fre cosi variaùi li d'anno in anno . La parle Calàbra della Di visione di Messina, la quale nello specchio del D. MaesLrelli occupa il posto infìmo , ossia dimostra In più eC'. cezionale ·intoll eranza nel calcolo del biennio 187.1,- 1875, nel secondo di questi ann i ha dato la melà di morti che nel primo; ~ nel ·1876, bench~ la mortali Là :-ia cresciuta cli nuo, o, r>nre essa :-1 trova propc,rziorrnlm m1te al la pari clell'all.ra..n,elit clella Di,·isionc, la Sicilia , classifìcal'fl nel hienn io precedente fra lo migliori clella zona media, e si.a meglio assai cleHa dirisione di Salerno, anche essa alloracl~ssifi cata in quella zona rn C'dia . T.a Sardegna , la qnale pe~~ndizioni LrisLi veni va subilo dopo l.t Calahria, presenta un miglioramento anche più grande n~l 18'iG . Per converso, altre Divisioni sono relaLivnmenle peggiorare . Quelle di Al e-c:sandria e di Verona non hanno nv.uli nel ,18,6 se non due soli morti <li meno che nelI

1

1


254

NELL' ANNO

LA STATISTICA SANITARIA r~ELL'ESE RCrro

l'anno precedente, il quale segnò il limite più alto della morlali!.à dal 1 1870 in qua; e doyrebbero scendere quindi dalla:JU allfl2n 7,ona; mentre quella di Bologna ha veduto diminuire le sue morti di :I 02, -Ossia' di 2/5 in un anno solo, ed eccola,. a passare da uno dei pe•Nriori Ob posti della 2". zona nel bel mezzo della prima. ' Esaminiamo con altri dati. Se l'intolleranut eccezionale dei nati nella divisione di Perugia, nelle due ·estreme Calabrie e nella Sai·..: degna fosse un folto costante, i reggi1110nti che traggono reclute dai distreUi delle dette provincie, dovrebbero tà>varsi sempre fra quelli die present.:i.rono il massimo delle perdite. Fra i 78 reggimenti di fanteria. di linea 26 hanno reclute da uno di quei dist1·e1.ti; t.rc soli, ·i reggimenti ,15°, 19° e 33°, ne traggono da due disl.relti ognuno (oltre che dalla Sardegna che ripartisce i suoi inserìtli su Iuli.i i corpi dell'esercito),. eosicchè circa la metà-della loro forza consta di quelli . Or bene, il HY' per gli anni 1874.., 75, 76 e 77 ha superai.a per perdile la 1~1edia generale dell'arma, ma non è fra, i reggimenti che hanno il maximwn negli stessi anni . Il 1\)'' nel biennio 74,-73 si trova fra quelli del maximiirn, ma nel biennio successivo 76-77 è noverai.o fra quelli del mezzo; mentre poi negli nnn i 187 1, 72. e 73 è con lato fra i reggimen ti che presentttrono il niinimum di perdite. li 33° ò presso a poco nelle stesse condizion i. La riprova oùt. Il 11° reggi meni.o, che ha circa la metà. délla forza fatta di reclute prorenienti da distretti compresi nella zona della maggiore tolleranza, e non ne ha di nati nella Divisione di Perugià e nelle falabri e, per du~ anni, 11876-77 si trova in Lesta al quadro dei reggimenti che sub irono il maximnmdelleperdite. ll 34.0 , il H 0 , il 57°, i quali nemmeno han no inscritti dei distretti intDlleranti e sono formati per uno o due quini.i da distretti della massima Lollerama sono, quale in nno e <Juale in due anni, not.al.i come aveni.i il maxim,wm delle perdite. In cavalleria, il 117° reggimento, unico che nbbia reclute da due dei distrell:i segnati in nero, nel biennio 11873-74- sta tra quelli del muximum, delle perdile, e nel biennio 1876-77 ti-a quelli del ·1nin'immn. Dov'è la legge costante? E basta, mi pare. Domando scusa ai lellori se mi sono tanto trattenuto; l'argomento.era grave; e perciò essi mi consentiranno che aggiunga qualche altra osservazione generale. Se credessi che la 1

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1

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conclusione di simili ricerche doves;;e essere che abbiamo in Itafoi provincie intere, anzi regioni incapaci di dar inscritti ·resistenti alla vita mil1tare, smetterei di continuarle. Costi quello che costi, tulte dehbo110 difendere l'integrità del territorio nazionale, per non dire àttro; e nessuna, quali d1e possano essere i suoi sacrilizi, vorrebbe (chi può dubitarne?) rinunziare a questo sacro dovere. Ma io si.imo che il continuare nella ricerc.a della varia attitudine degli italiani al .servizio mili lare non riesca a quella conclusione; e, invece, ci possa condurre a troYar modo di diminnire le perçlite attuali mediante -l'esatta conoscenza delle loro cagioni. Non intendo qui ingolfarmi nel vasto argomento. Dico soltanto che gli elementi per lo studio della. questione nq,n debbono essere raccolti sugl i scarsi, incompleti elementi delle relazioni sanitarie annuali . L'egregio colonnello medico Cerale che primo presentò i dati , così poscia rimaneggiai.i dal dottore Mae.~trelli, non ebbe lo scopo di questi; a.nzi col notn.re nella Relazione del 1874 che la tubercolosi facea la strage maggiore fra i nati nellàSardegna., dava, senza spiegar:;i di più, il fondamen to della utililitdie può cavarsi da tali ricerche. La quale, nel caso in ispecie, sarebbe, mi pare, che nella scelta dei Sardi bisogna essere moltissimo curante che non entri alcuno col minimo indizio di disposizione a quella terribile malattia. Continuando per questa via ed estendendo le ricerche in altre pro-vincie, quando r.isultasse dimostrata la verità e la costanza di un fatto per molti anni, si potrebbero dare ai medici militari utili norme nel visitare presso i :consigli di leva e nell'accettare presso i corpi gli inscritti, od almeno per tenerli d'occhio e riformarli a tempo . Questa è un'applicazione; ma non la sola, nè la prima che può sorgere da. siffatti studi. Converrnbbe però condurli con miglior metodo; e, primq, nori classifìcare le perdite in rapporto ai luoghi di :nascita per Divisioni militari, tl'oppo larghe ed arbitrarie basi, ma per circondari . Il circondario pel' ragion i el.nografìche, stol'iche e ammini,stratire è l?, vernunil:à a prendere nelle ricerche. f; lecito sperare che, inda.gate le cagioni, possano apparire diverse e più removibili che non lo stato orografico delle regioni italiane. Se no, non t·esterebbe che rassegnarsi e segui tare a fare come per lo passato. E ben -vero che la fede può muovere le montagne, ciò sta scriLLo; ma il .secolo è così scettico da fo.r quasi lo stesso conto delle parole della ede iec a, e delle cifre delle statistiche .luminose. 1


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N E L L ' ANNO

LA STATISTICA SANITARIA DELl:EsEnC ITO

· ln1Ji~ti in.ticen.:ra di convalescenza. - -~fortatità degli iifficiali. - Abbmmo sopra fatta qualche osservazione ci.wt le licenze di convalescenza; mi astengo perciò di tornare col discorso sulla rubrica che assegna ad esse la Relazione. Non credo nemmeno di parlare del contingente di malati, da.I.o dagli . ufficiali agli ospedali mil iLari, è della loro_m_ortalità. G·li ufficiali che cercano le cure negli osped_ali sono pochi nspeuo a quelli cl1e si curano nelle proprie case e sfug:. gorro alle ricerche della slatistictt sanitaria, la qna le non può registrarne nitro se non la morte. Confronti non se ne possono fare. E quando avrò deno che tutti gli ufficiali morti, dentro o fuori o-Ji ospedali, furono 97 nell'anno, e che quesl:a cifra. rappresenta l'8 per mille ~~Ila forza , non trovo notate altre notizie _elle po lrehh~ro tornare utili tt sapersi ; le cause delle morti, per esempio. fo,9critti di leoa, in osservazione negli ospedcili ·nùtit.an'.. - Una lacu_r~a troviamo nella. Rela,done, la quale in questa parte non è progredita punto su gli ,lnni anteriori. Pal'lo degli inscritti di leva in ossel'vaz ione negli ospedali. Sono lol'o consacrate sei sole linee. nelle quali è deu.o che forono in totale 3670. In uno specch io (alle!:rn~o ·IO) sono date le cifre degli entrati ed usciti dai diversi ospecfol.i; e nu ll'al_tro. Le _ma.laLli~, sogge_uo dell'osservazione, il r i;;ulta l:o cli questa, ossia la. d1cluarar. 1onc d'1do11eitit o di non idoneilit al servizio militare, le simulazioni più frequen'Lemente tentale; qneste ed altre simili notizie di molto interesse mancano affatto. Si può obh i.ettare che gli ins?ritti nori sono militari, e le loro condizi oni sanilari e non · fanno parte di quelle dell'esercito. Ma oltre che l'ra gli indiv idu i in osservazione vi sono anche veri soldati, dei qual i ~ernm.eno si fa cenno nella Relazione, gli inscriLti sono Ja fonte che al imen ta l'e~crcito, e dnlh: sua. m~ggi'.>re o minor pur~un dipende ùwltissimo la piit o meno val1 cla cost1tuz1one sanitaria di que~to . Yi è un'altra difficoltà piit seria. La leva, e C[u indi l'osservazione degli inscritti, non è comP'.'csa _nell'anno· ~olo: cui ~i riferi,,ce In Relazione; abbraccia per or<lprn.1·10 anche alcun i mes i del precedente ; e, per di p iù, nell'ordimqnento del nuovo 1netodo.statisti(;o non sono stai.i ù.emrneno.dal.i i modul i necessfl.ri a niccogliere gl i elementi per aprire uua. rubrica ~~1lla m~te~·ia ~ell_a Rel,izione annua le. Alla. prima. par-te di que~l.a c11ffìcolta si puo nspondere che anche fallo per leva e non per anno cp.rnllo studio sarebbe interessan lissirno e tr:overebbe degno posto

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1876

nella Relazione. AIla seconda parte dico che se l'operoso uJ1ìcio statistico del Comitato di sanità fo;:;se quanto me convinto che un vero ed utile esame clelle condizioni sanitarie dell'esercito cleve aver principio dal registrare i risnllnti medico-legali della leva, potrebbe far valere presso chi n'ha il potere la necessità di queste ricerche, dettandone anche i modi; e non dubito che la sua autorevole voce sarebbe ascoltata. J>,tesiclii. Fondamenti della geografiamedicarnil·itare. - Contin. gente di malati in rapporto alle Divisioni niilitari ed ai diversi presidii. - .Questa rubrica, specialmente quella clei presidii, è affatto nuova nella Relazione del 11876. Le pl'ec_edenti non l'hanno. 1 Dalla classiGcazione degli ammalati per Divisioni non mi sembra che si traggano conseguem:e pro ficue di pratici vantaggi. Le difl"erenze che potrebbero trovarsi fra Divisione e Divisione, quando le truppe non sono riun ite in formazione di guerra, sono .imputabili a cagioni che meglio si possono raccogliere da uno studio dei presiclii. Su questi occorre portare nn esame profondo e particolai·eggiato, per fondare col tempo uua geografia medicti mil itare, utilissima a consultare nella dislocazione delle truppe. Forse per essere stato questo.il primo anno di tale studio, il compilatore della He.lazione non ha puLuto, o non ha creduto, fare speciali considerazioni. Dallo specchio n° 2, che enumera tuLLi i presidii annual i e tempomnei, si è contentato di riportare, nel testo, per ogni divisione militare il presidio che ebbe il maximwn e quello che ebbe il mù1;imiwi di entrati negl i ospedali e nelle infermerie, dando le loro cifre medie per 1000 di forza. Speriamo che un altro anno vorrà essere più largo su questa importante materia. Non bastano quelle notizie; altre ne occorrono per stabilire una. classifica della salnbriLiL dei presidii stessi; principalmente importa conoscere le maJallie che vi preclominarono e le loro cagioni. Nelle cagioni poi deve tenersi conto non solo di quelle della climatologia e delle altre concfoioni proprie del paese, ma pure delle speciali a.lla trnppa che vi teonè stanza,, quante volte essa superò la media normale della moebiditù o delle perclite. Intendo clire dell'accasermamento, del servizio straordinario, se ma i n'ebbe; o anche di quello cli guardia, in alcuni presidii troppo gravoso per frequenza., o per altri motivi·; quali l' ubicazione delle sentinelle sugli spalti di talune fortezze , presso le polveriere, nei·muri di cinta dei 1

ANNO xx1;v. VOI.. L

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L A _STA TJSTIC A SANITARIA ÒELL' ESEl~C IT O

bagni pen~li ecc. II_serviz(o di guardia, l'ha detto un o dei nostri più compete1~l1 generali , è tra I fattori principali della mortalità; il Genio deYe le sue migliori condizioni' sanitarie all 'averlo meno pes,;nte degli altri corpi. Qui cade a proposito un'osservaz ione. Il Dott. Fiori nella sua pregevole inchiesta, che ho più volte citala a?plicaal_l'e$ercito il prin~ipio, che la mortalità di un popolo è in pro~ c1sa relazione con la densita della popolazione rispetto al territorio· con l'aggravante per l'esercito che la maggior parte degli inscritti: provenendo dalla cnmpagna o da centri poco densi, de,,e necessariamente_ se~L'.re di più l'influenza dei grandi centri, dove spesso è dal bel_ pr1 nc1p10 bal estrata, senza il benefizio di una gradnale acclimataz1?n~. In_ genere ncssu~o può dubitare che il principio sia giusto; mam ispecie esso può pat1çe numerose eccezioni; e le vediamo presso di noi. La Basilicata, gli Abruzzi e .Molise, provincie con popolazione rara quant'altra ma i, e (le ultime certo) senza località infestate darilevanti emanazioni palustri, hanno la mortalità media più urande di qualunque altra provincia d'Italia ; mentre la Lombardi:/' e la Vcn~zia che hanno numerosi e grandi centri cli popolazione, e poi risaie e lagune, presentano Ia minore mortalil.à (,1). Per l'cse'.·cito non_lrovo che le guarnigion i delle citlit più dense per popol:mon e abbiano cfato contingente di perdite maggiore delle altre. Dal co nfronto delle stanze dei corpi che dal ,f 87 1 al , 877 ebbero maggiore mortalità, o pe1·d ite, non rimane confermala la le"'•e segn~latn dall'egreg io collega. E per conseguenza io stimo ch~..,la dens~là nou produca i suoi malefici effetti sopra una popo lazione se non m qnnnto con rruella rnnno congiunti per ordina;:io la rnanc~nza assoluta d'igiene, .Ja miseria, e gli altri mali che dànno ragt0ne alla legge del Maltl1us. Anzi dove questi 111,lli esistono senza cruella, la essere macrrriore che dove" I· . • mortali . . Là pnò · o.o . :, (" " a cle r15·r· I a so a, 1 p. es . '. v11lagg1 della Basilicata e lacillà di l\Jilano. Nell 'esercito, perche fortunatamente immune da quelle concomit~nl i, la densità · non produ ce_v~lutabi(i risu lta.menti. Può ben essere che nel tale o talaltro pres icho la ristrettezza delle caserme cagioni una. relativa 1 ·

(l) Vedi Jnnu.a.rio statistico italiano, anf)O 10, 1878.

NELL'A NNO

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densità coi suoi tristi effetti; ma è un'eccezione e può accader cla per tutto. Concludo, anche quesla cagione generale, che pure ha una hase ricoi\.osciula scientificamente, non l>asla a spiegare il problema della eccedenza della mortflli tà nell 'esercito. Noi navighiamo, faccio mie le savie parole del Fiori, in un mare d'incerlezze; necessità, aggiungo, di buoni piloli edi scandagliarlo bene. Io non ho con queste note, gettate in fretta, altra pretensione che di co nfermat·e la necessità e il dover~ di stucliarlo ancom. Colol'O che nel corpo san itario banno maggiore competenza (e fra essi i più volte menzionali in q1iesle pagi ne clott. Fiori e Sormani) si mellano al timone e mostrino coll 'esempio agli altri . Jlfilitaricto·ati negli ospedali ci-vili . - Poche parole sugli ospedali civili, e conchiuclo. La Relazione non dà loro che una decina cli linee. Furono ricoverati in essi ·I820[> militari; 4000, circa, meno che in ciascuno dei due amti precedenti; e meno assai che negli anteriori. Nel 4870 furono 32,(H5. Questa diminuY-ione - possiamo dirlo senza il riserbo che la llelazione si è imposto quale clocmnenlo ufficiale - è una gi'ande rorlunn. l morti sommarono ad una media di/z3,U, per 1000 U$Cili , mentre per gli ospocln li e le infcnnerie militari la mortalità fu di 15, 73; qursta difTerenza rimarchernle è la regola di lnlli gli anni; qualche volta superata enormemen te. Negli ospedali civili di una Di visione militare, che non occone nominare, si ebbero 3~- morti sn 82:3 tenuti in cura.. La benigna ragione dal.a dalla Relazione « che per Io com une sono i più gravi maiali e quelli non trasportabili agli ospedal i militari prossim iori, che si fanno ricoverare negli ospedali civili » scus,t cli poco il fa~to. Ricevono, è vero, ammalali gl'n.vissimi; ma anche molti leggerissimi, che non sarebbero mai stati mandati in un ospedale mi li tare; sono quelli dei piccoli dislaccarnenti mancanti d'infermerie di corpo, i qnali ·non potrebbero, se 110n fossero mandati all'ospedale, avere la più semplice medicina; così l' eq11ilibrio è ristabili to. - Non vogliamo fare una colpa ai medici curanti clegli infelici risultati qui registrati . Dipendono, invece, per gran parte dalle miserabili condizioni degli ospedali nei piccoli paesi di :alcune provincie specialmente. Mancano di Lutto; e nonostante che l'am.ministrazione mililaré paghi per ogni ricoverato una reua giornaliera più grossa,


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LA, S'l'ATJSTJCA SANITARIA DELL'ESERCITO

~ ali: volte doppia di quella che 'dà agli ospedali militari, gli inlerm1 non possono essere ben trattati e sorvegliati per difetto di· mezzi e di personale. Ripetiamo il voto che fa la Relazione. « E da desiderarsi che il numero delle infermerie di presidio si accresca e diminuiscano quindi le necessità. di r ico1Te1~eagli ospeclali civili »'. Orn che il corpo sanitario mili tare è completo, secondo l'organico, noil può esservi difficoltà d'impiantare un'infermer ia di presidio ovunc1ue sia la sede di un n1ggirnento o di un distretto milt tare . Vi guadagnerà. la cura. degli infermi, la disciplina militare , la finanza dello St_ato.' ~ !nfine ~a statistica. Questa, finora, dagli specch i degli ospedalL cmh non ha potuto sapere che il solo numero dei ·ma lati e dei morti, senzlt una classifica delle malattie curate in ess i. E sì che i loro ,18,250 infermi sono cìrca il decimo di tuui i malati dell'e::;ercito nell'amio , ~ non è indifferente pei,;. una buona statistica il saperne o no le par ticolarità necessarie . . Queste p.1rticolarità su lle malattie trattate sono largamenl.e rifcrile dagl i ospedali mili tari e dalle infcrme1;ie cli presidio; e la Relazione a confr~ntad~ consacra quasi la. metà del volume. L'esame di questa parie mr obbl1gl~ereùbe a.cl entrare in discussioni tecnich e poco interessanti per la maggioranza dei lettori della Rivista miliÙre. Essi tuttavia, perchè tengano nel dovuto conto il lavoro fa llo. è JJene che sètppiano che· è costato lo spoglio di oltre 34:,000 docu~1enti e mollissime Relazion i all'ufficio statistico del Comitato di sanità e al suo degno capo, cui incombono altri non meno gravi incarichi. Concliisioni. - Concludiamo : - Le ragion i della morbidità e della mortalità dell'esercito non sono da cerca rsi nelle cause aene, rali ; e qu indi non nell'alimentazione e 11et vestiario regolame1~t.are. Tutte le Relazioni delle leve del gcnerale#Torre, col dare la classificazione degli inscritLi per professioni, arti, mestieri e oraclo di istruzione, dimostrano chiaramente che i due terzi di loro, ~enendo .nell'esercito, ci guadagnarono per quei due cap i (,I). E ci guadagnano anchr. per l'abitazione. È vero però che in Italia abbiamo J1on pochi locali imprnpri per disposizf~ne ed ampiezza (piLt per qu~s~o) a_d essere caserme. Non conosciamo ancora bene per quanto es,,,. mflu1sca110 nella. m::rbidità; e studi in proposito, fatLi th chi sa. e può, sarehhero utili, anzi nece:;sari. · Non vi sono finora. ,lmone ragioni per ritenere che i nati di a leune regioni sieno meno tolleranti della ·vita rn i Iitare e dien<>

perciò un eccesso di perdite rispetto a quelli del!~ altre regioni. · Fino . a prove migliori e n studi l)ÌÙ seri non si può dire con approssimazione al vero, se non che sarebbe conveniente tl'usare in certe provincie maggior rigore nella scelta. del soldato; e che quindi dovrebbero esser.e meglio studia.Le le condizioni dell 'attitudine alla vita militare delle yarie :stirpi italiane. L'argomento è grave; n·è posso $VOigerlo cli più in questo luogo. Le cause più efficaci delle perdite (morti e riformati) sono da cercarsi nella t.rascuram.a dell'igiene, in quanto è a.ppli cab ile con le esigenze della vita. mil itare, dentro le caserme, negli accampamenti, nelle esercitazioni giornaliere ed autunnali, ecc. Specialmente poi riguardo agli inscritti. Quest.i per adattarsi nlln nuova, esistenza hanno .bisog·no di speciali riguardi, che possono essere usati senza. necessilft cli alterare le disposizioni in vigore riguardanti la loro istruzione militare. È quistione di buon senso più che di altro , Lral.landosi di ten er conto cl el clima del luogo ove ha stanza il corpo. · L'estensione del mezzo delle riforme, e la sua sollecita applica·z\one çlarit un real e benefhio all'esercito e qualche vantaggio olla popolazione civile. La statistica per fornire un'esatta cognizione delle condizioni sanitarie dell'esercito deve allargarsi sulle hasi attuali, introducendovi nuovi elementi d'informazione, da raccogliersi dai medici, Essa deve acquistnre più elle non abb ia l'indirizzo medico; e deve comincia1·e dal riportare i risultali medico-legali della visiht degli inscritti presso i consigli cli leva ecl i corpi , e dell'osservazione dei casi dubbi ratta negli ospedal i mi litari. Nello studio esatl.o del confronto dei corpi e presidi i, che ebbero il massimo ed il minimo di perdite e d'infermi, e col soccorso cli apposite llelazioni da chiedersi ai medici di quei corpi o presidii, si potranno trovare le cause special i e removibili che tendono ad aumentare la-media normale clelle perdite dell'eserci to. Roma, li 20 dicembre •1878. Dott. GurnA . Capitano medico. (!) La solo. categoria - agricoltori e pastori lH,~04 elle formava no l'intera classe.

d1edo noi 1876 93,Sll inscritti sui


L'ARTIGLIERIA DA MON TA GNA

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L'ARTIGLIERIA DA !{01\ìTAGNA

I. Il nuovo ordinamento <lellé t.rnppe alpine, stabilito col n. Decreto 30 agosto ,f 878, cd ormai condotto ad effetto, ne aumen ta il ~~nnero e la forza . Questo_aumento trova la sua giustificaz ione nelI nnporlanza sempre maggiore che neil'opinione generale andarono . ·assumendo le compagnie alpine, essendosi gracla tmnente modifica ta l'i~le~ del còmpito l~ro. U~a voi~ veniva loro attribuita una duplice missione: la fo rmazione di pratiche guide, o il trattenere il nemico sulle Alpi il tempo necessar io per la mobilitazione deli'csercito e il s~o cmwcnìe~te schi_crarnento strategico. Ora mentre Ja prima missione non subi cambiamento o lo !-ubì nel senso di doversi ridurre allo stretto bisogno, cercando naturalmente i comandanti di compagnia è~i.opp~rsi a clte le loro for1.e vengano diminuite appunto nei momenti m c\1_1 devono entrare in azione, andò invece grndatamente au~entando I importanza annessa alla seconda mis~ionc. Col primo ordmamento era presa ip piccolissima considerazione l'i dea di fare <~ella ~o~in monta'.1,t !l _teatro/li 11nn, fo rte r, lunga lot.ta. ]\fa da quel] epoca rn qua un o~m1011e d1rcrsa andò man mano sem pre maggiorn_iente affermandosi; quella cioè di dover invece considerare la resistenza nella zona alpina quale elemento rapi tale nella noslrn difesa. ~'fon entra ~cl mio assunto di esporre i validi argomenti che mi li tano m favore fatto . d1 quest'opinione, essendo ciò già stato e<l'rettiamente o daI capitano, ora maggiore, Dabormida nel suo scritto: La difesa è)

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della nostrn frontiern occidentale; solo mi ·occorre di f~re osservare che stabilita la convenienza. della difesa ad oltranza delle Alpi, spellerà alle troppe alpine un còmpito ben maggiore che quello di semplicemente riLardarn l'avanzarsi del nemico, il còmpit.o cioè cli·mantenere le loro posizioni ed occuparne forse altre più avqnzate, e sostenervisi fino all'arrivo delle altre truppe mobilitate. EYidentemente a quest'intento occorre 1tna maggior forta, la quale sin dnl primo dichiararsi della guerra entri in ozione; ed a ciò appunt.o tende la nuova formaz ione dell e trnppe alpine, colla quale venne aumentato il numero delle compagnie e portato permanentemente la forza di quesLe sul piede di guerra. ,Ora ammessa questa necessità di ren~ere più va lida la nostra prima difesa alpina, viene spontn.uea l'idea di non limitarla alla semplice· azione della fanteria, ma di rafforzarla ancora con quegli aHri mezzi che possono trovare un utile impiego nel teneno' speciale di cui si lratt.a. Onesti altri mezzi sono quell i che può fornire l'artigl ieria, sia essa collocata entrn apposito opere di fortificaz ione, sia costituita in ballerie da montagna destinate ad accompagnare e coadiuvare ta fan teria nella sua azione. L'utilità. grand issima dei forti alpini venne giit dimostrata in numerose pubblicazioni di compelentissimi autori e credo quindi superflua ogni allra parola in proposito, essendo ormai ammessa da lutti non solo l'utilità ma la necessità di tali opere. Non cosi è por le batterie da mon tagna; mentre lutli ammettouo l'immenso appoggio materiale e morale che· la fanteria rice,'e in massima da11·artiglieria, alcuni pongono in dubbio il ,,a.ntaggio che si può ottenere nel far cooperare le batterie da montagna colle compagnie alpine. Le obbiezioni che si fanno si pos,;ono riassumere essenzialmente nelle due seguenti: 1° Che le compagnie alpine dovendosi }Jreoccupare delle batterie perdono quella mas~ima liberlìt cl'azipne che loro è necessaria. 2° Che il Liro perfezionato alLuale delle armi portatili è già per se stesso sufficieole nella guerra di montagna. Circa alla prima obbiezione non credo che l'inconveniente in essa accenna.lo abbia a. verificarsi qualora si provveda in modo opportuno al servizio di scorta delle batterie. Questo servizio assume certamente in montagna un'importanza grandissima; coltl si possono


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L'AR'f!G LIERIA

DA i\ ,tONT .... GNA

facilmente tentare sorprese, aggiramenti; pochi arditi cacciatori nemi_ci poss~no per sentieri o igno1;ati o creduti inaccessibili portarsi sm fianchi, o sul rovescio, ed assai in prossimità d'una batteria e coprendosi cogli accidenti ·del. terreno, bersagliare comodamente serventi. L~ batte~·ia d~1'e ~uindi avere sempre il mezzo di respingere .questr cacc1ator1, d1 guardarsi dalle sorprese, di far riconoscere occorrendo le posizioni prima di occuparle, a fine di non inco~T~re i~1 seri dann!, ed anche in totale rovina, esponendo gli uomuu ed I quadrupedt al fuoco micidiale di un nemico vicino e nascosto, nel delicato momento di mettere in batteria. Per tutto questo imp_ortante servizio_reputo necessaria una scorta permanente all~ batterie; ma. una volta assicurato tale servizio, le compagnie alpme non avrebbero più da occuparsi dell'artiglieria se non di quel poco che è necessario per consernìl'e l'unità d'azione: il che non le Piterrebbe per nulla dalle piii arrischiate manovre: Giaccl1è un punto ~a. ben stabilire si è quello che l'artiglieria da montagna non deve ~,a. andare su qualunque picco dove va l'alpino , ma occupare semplicemente quelle posizioni che le offrono migliori condizioni e cl1e si possono .tenere pel magg.ior tempo. Qneste posizioni sono in montagna generalmente non molto mimerose ed assai ben determinate, e si trovano di rado sulle più alte ,,ette, ma cruasi sempre a mezza altezza, agli sbocch i delle vallate, ai nodi di comunica;.ioni. Lo studio del terreno le fa già preventirnmente conoscere, e nel combattimento esse vengono poi a riescir la chiave, l'obbiettivo di ess~; di guisa che gli àlpini non lrovan già. un incaglio nelle batterie, ma . bensì quasi tin perno ai loro movimenti, un ap1)00'aio . c::o alla Ioro azione. E quando [o sviluppo del combattimento obbliaa !'arti- . glieria a cambiar posizione, tale operazione va eseguit; dietro le linee più a1'anzate della fanteria, regolandosi sui movimenti di , questa. Una cosa è certamente necessaria perchè fanteria ed artiglieria si giovino a vicenda senza perdere la loro libertà d'azione, ed è che si conoscano ed abbiano imparato a manovrare insieme: ~ questo si. può e si deve ottenere nelle isl.rnzioni in tempo di pace. , II capitano Allason in un articofo i·nserto nel Giornale d'art-if lie_ria e genio :18'1'7, -ha confutato la seconda delle obl,)iezioni sopra md1cate, che c10è la grande efficacia del fuoco delle armi portatili moderne è sufficiente per la giierra di montagna, e non v'ha bisogno

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d'un fooco ancor più potente quale è t1uello delle artiglierie. Egli dimostra che se di fronte alla aumentala gittala ed efficacia delle armi portatili vi ha qualcosa cla, desiderare, si è di vedere pnre aumentata proporzionalmente la gittata e l'efficacia del cannone da montagna.. Infatti assai frequenti sono le j1osizioni in montagna che offrono un eccellente camJ)O di tiro all'artiglieria., e che sono completamente fuori della pori.ala utile della fucileria, special!11ente per battere d'infilata. certi tratli di valle o gli sbocchi dei colli, od anche il versante opposto a quello occupato della stessa valle!·-1.,e posizioni do1nina.nti, e la frequente mancanza .d'ogni vegetazione fanno si che ben soventi non esiste il più grave ostacolo di utilizzare le grandi gittate, cioè l'impedimento alla Yista sul campo di tiro. E quindi siccome all'aumento cli potenza dei nuovi fucili rispetto a1 vecchi, corrisponde pure l'aumento di potenza del nuovo cannone da montagna da cent. 7-in confronto all'antico da cent. 8, sarit pur sempre di grande eflìcacia l'appoggio che la fanterill può ricevere dall'artiglieria in monl:a.gna. In conclusione qt1incli repulo utilissimo il provvedere la difesa alpina cli batterie da montagna, qualora s'intende queste siano organizzate ed armate convenientemente.

II.

Dovendo le batterie cla montagna concorrere colle compagnie alpine alla prima difesa della frontiera., è necessario che si~no pennanentemente formale in modo da entrare in azione in qualunque istante, conviene cioè che siano costantemente mantenute sul piede di guerra. Tuttavia a motivo delle solite ragioni finap1. iarie, alle qual Vin questo caso se ne potrebbero aggiungere forse altre di diversa natma, n~n è assolutam~nte necessario l'avere &empre sotto le armi tutto il personale ed i quaclrupedi dell'intiera batt.eria, ma basta c~e si trovi sul completo piede di guerrn la sola baCte,fa da manovra, alla quale: corrisponde un munizionamento di 80 colpi per pezzo. Non credo che risulterebbe di gran momento l'inconveniente


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L' ARTIGLIERIA

di non aver subito mobilizzabile anche la colonna di munizioni perchè vi sarà sempre tempo sufficiente per provvedere al rifornimento delle munizioni prima che siano consumate tutte quelle della batteria di manovra, qualor:1. in pace vengano già stabilite le disposizioni occorrenti. l\fa oltre all'esser;e costantemente sul piede di guerra, la battetia da montagna afiinchè possa al primo dichiararsi delle ostil ità en1.rare in azione, è necessario ancora che si trovi già in prossimità di quei siti dove presumibilmente dovrà sviluppare questa sua azione, e li conosca; è necessario cioè che le batterie da montagna abbiano una disloca:1.ione analoga a quellà. delle compagnie alpine. Ad ogni batteria do vrebbe essere assegnata una certa zona di montagna, presso la quale dovrebbe stanziare permanentemente percorrendola e studiandola durante tutta la buona stagione, e passando la cattiva in qualche città, prossima sempre alla propria zona, ma Lale da offrire almeno i'comodi essenziali della vita. Per queste guarnigioni d'inverno varie balterie potrebbero anche convenientem ente essere riunite in città centra li e prossime alle zone delle varie batterie. In queste riunioni invernali varie b,ttLerie sarebbero in graclo cli megliò comunicarsi l' una all 'n.ltra le osservazioni e gli studi fall i, segnare !,oll e loro carte anche quanto ri fl eLLe le zone altrui, ed imparare per conseguenza a conoscere t,eoricamente eziandio queste, per poi conoscerle un poco anche praticamente nella stagione estiva . Giacchè converrebbe qualche volta ordinare la riunione di alcune batterie in date zone per eseguire manovre combinate colle altre armi, in proporzioni abbastanza vaste, per lo svo lgimento di un probab ile concetto strategico colle sue applicazioni talliche. Quando le bauerie fossero così dislocate converrebbe forse studiare se non sarebbe utile di affidare loro l'incarico di tenere la. :;tatistica dei quadrupedi esist,enti nella r ispettiva zona, statistica. che è attnalmente tenuta dalle compagnie alpine. Ogni batteria potrebbe cosi nelle sue operazioni annuali di statistica prepararsi una specie di ruolo dei muli per la propria colonna cli mlmizi oni, i quali verrebbero quindi prontamente requi:;iti in caso di bisogno, secondo è prescritto dalla legge. Si unirebbe così il comodo di avere m,iibi del paese i quali, com'è noto, poss~no rendere molti maggiori servizi dei muli di altre località.

DA MON'J'A G1' A

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Circa il reclutamento degli uomini , è evidente i( vanta.g~io ~i ~~ verli provenienti da paesi di montagna, eh~ ab~1ano c1oc di g1a. l'abitudine delle marcie, del clima, della vii.a. di monLag~a . P~r~· non credo necessario, ed ami neppure opporluno, che ~li uomm'. vengano reclutati nella zona .Pro?ri_a ~li .ogn! u_ulteria . Ai. va~~~gg• credo superiori gli inconvement1 d1sc1phn.an d•. avere un mdmdt~o soldato nel suo proprio paese. Le compagrn~ nlpme poss~n.o meL~ere in seconda linea quesL' inconveniente, davanti al requ1s1Lo pnmo· che devono avere i loro uomini della perfetta conoscenza del paese; ma per le batterie questo requisi to no~ è così capit.:le. ~a ,ri~~crnizione e lo studio del terreno sotto il punto di v1sL,i dcli ai h i1ieria Ya fa tto personalmente clngli uffic iaii, e c~n crite1:i.a.ff~Lto speciali, che non è po,;sibile in iniliviclui digiuni dt cose.~•l.1tar1. . D'allronde poi il reclutamento degli alpini assorbe gia rh ~~r se l'elemento migliore delle Alpi , e r ico noscendo nel es~i un ta le cl,rit~o, non c'è che cla. rinunziare agli uomini delle Alp i per le batten e, e volendosi uomini cli mon\agnu, prenderli dagli Apennini. ' E questo reclulan ento dovrebbe soddisfare benissimo ai bisogr~ i delle batterie cla 1nontagnfl ; ,rnzi, u ":Parer mio, forse ancor megl'.~ di quell o fatto sulle Alp i, per la ragione, che le attuali manovre ~11 artiglieria cla montagna richiedono uomini cli alla statura, propna assai più alia popolazione apenuiniea che rill'alpina.. . · La modifi cazione cli alcune purti del materiale rend eranno lorse meno importante questa condizione dell'alla ~tatura; sarebbe certo un vantaggio per le batlerie da montagna il liberarsi da ~u~:ta n~cessiLà, perchè è noto che gli uom ini i più alti non sono _1 ~m r.es1stenti alle marcie, e poi perchè non :tvendo più l'attuale l11mte circa la statura, si allargherebbe di molto il campo di scella pel reclutamento.

II I.

Le istruzioni cl elle batterie durante tutta la buona stagione, dovrebbero essere essenzialmente intese alla conoscenza precisa della loro zona, percorrendola e studiandola in tutti i versi, e cemmdo di


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L'ARTIG LIERIA

ottenere unitamente alle cognizioni necessarie agli uOìcia li, l'abitudine alla marcia in montagna. degli uomini e dei quadrupedi, ed il formarsi poco alla volta di un colpo d'occhio sicuro nel giudicare le distanze e nell'indovinare il terreno, cosa che in montagna & estremamente dìffi:;ile, e che si acquiwi solo con una. lunga pratica. Il libro Der Gebirgskrieg del generale Kuhn, ha un capìlol o relativo all'ammaestramento in tempo di pace _delle truppe destinate alla guerra cli montagna, ove fa r isallare l'assoluta necessità dì continue esercitazioni in montagna dalla primavera. sino alla fine dell 'au.,tunno, conchiudenclo che truppe senza l'abitudine della mon tagna, si .-sentono come del tutto perdute fra gli alti monti, e risu ltano cli nessuna o pochissima utilità. L'apprezzare e vincere le dillìco ltà che presenta la montagna, il giusto criterio nel valutai·e le distanze e nel giudicare con una cena approssimazione del tempo necessario per recarsi da una posizione ad un'altra, la formazione insomma del così deltct colpo d'occhio è necessario venga promossa in tutli ì sQperiori dal più elevato all'infimo, giacchè in nessuna guerra come in quellarli montagna può -cosi spesso accadere che il superiore and1e il meno elevalo debba agire indipendentemente. Nel N. H4- del dicembre 1877 del giornale l'Esercito, si trova esposto un programma d'istruzioni J)er le batterie ~a montagna, che ·reputo meritevolissimo d'attenzione, e che qui riproduco: « 1° Riconoscere colla massima accuratezza ogn i luogo accessibile ìn una data zona, recandosi in ciascuna localìtà per rendersi padrone nel modo più assoluto del terreno. « 2° llidmTe fac ili gli accessi da posizione a posiz ione, migliorandoli con qualche lavoro e controsegnandoli sulle carte: « 3° Manovrare nello stesso modo come se si tratta$Se di guerra vera, facendo varie supposizioni ed avendo c:onlro fanteria alpina, onde <~onoscere i siti accessibili alla fanteria nemica. 0 « -i- Rilevare esattamente ledist,rnze di tiro daì pos ti scelti ai vari sbocchi e segnarle sulle carte, perchè in montagna la vista inganna; ed in queste località eseguire il Liro di battaglia se possibile. · « 5° Fare qualche riparo nelle posizioni che pìù si prestano. « 6° Ripetere le manovre sempre perfezionandole e talora sup-

DA MONTAGNA

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ponendo il caso di una difesa estrema, anche non preoccupandosi di salvare il materiale )) . -A questo programma aggiungerei lo studio accurato dell'impiego delle batterie chi mon tagna per un'energica cooperazione alla difesa esterna dei forti di sbarramento. È no to che, al lo si.alo attuale delle cose, la semplice difesa passiva deì forti non può maì essere dì lunga durata, ma c,he invece può la difesa prolungarsi immensamente quando assuma un carattere aLtivo, anzi offensivo, mediante l'a7.ione di truppè che agiscano esternamente al_forte e servendosi di q,uesto come dì perno per le loro operazion i. All'uopo credo che le bauerie da montarr~a a<mìunle alle co:mpaanie alpine sieno in grado cli reno no ~· v dere eminenti servigi, e quindi vi si debbano preparare sin dal tempo dì pace. Fra le operazioni da farsi, accennate nel programma, vì sono pure i l;:i.vorì di riattamento di strade e cli posizioni. Affinchè questi la- vori vengano raui con un certo metodo e col minore spreco di tempo, dì forza e dì materia lì, sarebbe necessaria la formazione in ogni batteria di una piccola squadra di zappatori (dai (:i agli 8 nomini), ai quali venis.se i.mpartita un'istruzione speciale sul genere di quella dei zappatori di fanteria. 'l'ulli gli uomin i poi della batteria dovrebbero essere in grado di aiutare con efficacia quella squadra nei lavor più semplici e di maggior estensione, come scavi, spianamenti, ere. · Queste ·istruzioni da za.ppa,Lori, e naturalmente in modo essenziale quelle speciali del l'arma, dovrebbero aver luogo nel fJerioclo invernale. In tale periodo poi siccome, a dir ìl vero, l'istrmione tecnim propria dell'ar tiglieria da rnontagn::i. non è molta, vi sarebhe ancom da. aggiungere i! servizi o dei pezzi da muro e le princip1;li mano pere di forza, ìstnuioni queste sempre utili nelle varie vicende di una campagna sopra Lui.Lo qnando, la guerra essendosi Lrnf;portata al piano, le batlerie da montagna non potessero più come tali trovare un conveniente impiego . Una. tale proposta r icoréht quanto avveniv a presso le compagnie pontìeri qmuido appartenevano all'arl.jglieria·, le qual i essendo obbligate nella cauiva stagione cli tralasciare quasi completamente le lMo manovre speciali , auendcvano a quelle più usuali dell'artiglieria da for tezza ; e questo .non t·ecò maì certo nocumento alla loro abili Lii come ponti~ri, della quale dìetlero sempre splendide prove .


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DA MONTAG~A

Fra le istrnzioni invernali si dovrebbero infine pure comprendere 1e marcie .e le istruzioni tattiche che non converrebbe mai il sospen,dere interamente, anche nella peggiore stagione, portandoci la storia non rari esempi cli ardite operazioni militari in montagna esegui le ìn pieno inverno.

IV .

Quando le batterie da montagna sDranno provviste del nuoyo materiale da cent. 7 (e lo saranno fra. breve) potranno Yanlarsi cli avere un cannone che non teme il paragone di nessuno dei cannoni da montagna adottai.i presso gli eserci ti esteri; e.5::;o può spingere il suo tiro a granata ancora con qualche risultato sino alla distanza di 3000 melri. quello a shrapnel sino ,t ·1700; ha una giuste;,,,:;a di tiro soddisfacente rappresentat,1 alla. distanza media cli 11t;OO metri dai seguenti numeri: nel Liro a. granata allena del bersaglio corìtenente il .50 "/o dei colpi metri .2,2, larghezztL metri 2,2 e profondità metri ,J5,5; e finalmente ha un peso eguale a quello dell'antico da ·cent. 8 .BR, cioè all'incirctd 00 chilog., carico non esagerato per un mulo . Nel nuovo cannone sono completamente abol ili i tiri con cariche inferiori a cruel kt di fazione analogamente a quanto si fece per i pezzi da campagna. Però a motivo della speciali Là del tel'l'eno ove dovrà sviluppare la sua a:1.ione, terreno che spesso richiede cli usare dei vantaggi offerti dall'antico tiro in arca.La, crederci convenicn le di constatai-e meglio con ulteriori studi e sperirnent(l'effetLiva inul.il iliL di quest,'ultimo Liro, e se il Liro a shrapnel possa rimpiazzarlo con vantaggio in tulle le circostanze, per colpire truppe al coperto. Se la questione della bocca cla. fooco venne felicemente risolta, così non può dir:5i quella dell'affusto, ed in attesa. di una conveniente soluzionesj prescrisse provvisoriamente l'impiego clell 'affusto antico, opportunamente ridotto, per incavalcarvi il.nuovo cannone da 7. Un buon affusto da montagna deve soddisfare a così varie e spesso contraddittorie condizioni , ed inoltre i criteri che regolano queste

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condizioni sono cosi. disparati fra le persone stesse più competenti in argomento, cbe mancando sinor'.t _un~ sicur'.1 _s~nz~~ne della .pra~ica, ries~e quasi impossibile lo sLab1lire I reqms1L1 prn conven1en~1. . Ladispafoà essenziale nelle opinioni sta. nella maggiore o 111more convenienza che l'affuslo cla montagna sia pure atto al traino. Quantunque una tale questione sia. già stata trattala nel_l.a ~ivista mili~ tare (fascicolo cli aprile 1877) aal colonneUo Dogl10u_,, che è .fra. 1 nostri ufficiali d'artiglieria q,iello che possi~de la maggior espenenza circa. Ja guerra. cli montagna, credo pur tullavia non sia inopportuno, stante la gravità dell'!l.rgomento, il consacrarvi a.ncora qualche paroht. .. . II capitano Clava.rino, partigiano dell'abol1z1one del tni'.no. ne! materiale cla montagna~ ne riassume nel modo seguente le prmc,pah . ·ragioni: . . . . · ,J O L'aumento di resistenza all'a.::ione del tiro che ò pos-s1bile dt .rea1izzare con aITusto privo di ruote. . 2° L'economia di peso proveniente dalla soppressione delle ruote e della timonella, ciò che assicura il trasporlo dell'aITnsto con un unico mulo, mentre coll'affusto a ruote si è obbliga.ti a ripartirlo in clùe, come avviene in Spagna e Russia., oppure acl aumentare col~a timonella il carico di un altro mulo, porta-cannone o porta-cofani, come avviene da noi, in Francia, Austria e Svizzera. · 3° L' a.vere un rinculo meno esteso senza bisogno .di freni . ,t,0 On aumento nel settore Yerticale cTi tiro. . 5° La considerazione che raramen\.e si presenta nelle manie in montagna l'opportunità cli valersi cl.ella facoltà del tra.ino, e che q11esto non è ma.i generale per tullo il ca.rieo, rimanenclone ' sempr~ a soma la maggior parte, quella cioè costil.uila dai cofani conLenentt le munizioni e gli accesso/i. Ammettendo senz'altro le qtrnlLro prime ragioni, quantunque non creda. ancora sperimentalry10nte dimosLrattL la possibilità. ~i costrur1:e un affusto a striscio, a piccolo rinr,ulo, resistente e legg1ero, const.deriamo soltanto la quinta ragione, che è quella. che presenta campo a maggior discussione, e dove, secondo me, ri~iede l' ~ssem'.ale ~ell~L questione, giacchè ammessa, una certa convemenz.a d, aver 11 tr~11no, dipenderà dalla maggiore o minol' importanza cli cruesta comemenz~ il sacrificare o no alla medesima i vantaggi dell'affusto senza ruote.


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L'ARTIGLIERIA

DA :MONTAGNA

Ora a parer mio la possibilità di trainare i pezzi è di sì grande uti"li lità da far preferire gli affusti con ruote a quelli senza , malarado ?) svantaggi che hanno su questi . Nella vera alta montagna è effetLivamenle rara, assai l'oppor tuni lit di YtLlersi del traino (sebbene s' incontrino e sulle mulat~iere a mezza cosi.a, e S[tlle Ii tiee degli sparti-acqne lealli lunghissimi possibili al traino); ma conviene osservare che primt cli arrivare nelle alte regioni , le h,ttlerie percorreranno in massima le strade delle valli. le qual i_quantunque alle volte non carreggiabili propriamente-dette, Io sono però quasi sempre al piccolo peso ecl alla stretta carreggiata del pezzo da mon tagna. Nelle marcie i muli che più si stancano al someggio sono precisamente quelli porta-cannone e porta-affusto, ,non già tanto pel peso quanto per l'instabi lità del ca,rico, che rimuove mollo facilmente il basto da post.o, producendosi così dei frecramenli , o ' ed in marcie prolungale per vari giorni successivi anche delle ferite . . Il mnlo porta-cofani invece che ha, il suo carico ben equilibralo cfa ambe le parti e stiihile sul basto, risente molto 1ninori danni. Il mu lo incontra a tra inare il pezzo (peso totale di poco pi.udi 200 chilog.) piccol issim:t fatica, e trovasi quindi ancora in buona lena quando, dopo aver percorso ui1 lungo cammino ove è possibi!(} il traino, si . giunge al terreno d'azione proprio dell e batterie da monta.gna , ove si è obbliaati ad unicamente s6meguiare· cd inoltre im1)ieanndosi cv ' V . nel trni110 d'ogni pezzo un solo mulo , ve ne rimane uno libero , e ~i _hanno così 6 mul i per batteria i quali non larnrano, il che può tornare di grande utilità quando la batteria ha. molti muli amrnnlati. Nawra!menLe colle barda ture attuali non conviene r icorrere al traino solo per picco li tratti, giacchè trainando si sposta la posizione del basto huom pel someggio e bisogna metterlo a posto per questo, per cui a!Lernando troppo questi due me7,zi si affa tica e alla lunc,a. J;nò . • • V .. r1uscm1e anclte fer ito il mulo. Ta.le inco1weniente però cesserehlie coll'aclo'.l,ione di un sisterna di traino che fo.sse indipenden U.l dal basto. Qu~rnto all'obb iez ione che facendo trainare troppo nn mulo queslo perde l'abitudine del buon someggio, credo sia veni se non Io ~i u~a per lungo tempo consecutivo, ma ell e tenul:o conven ientemen te in esercizio possa benissimo un mulo servire-nei due modi. Oltre cli risparmiare fat ica ai muli ed avere così i porln.- pczzi pi ù freschi dopo nu lungo cammino quonclo le strade lo permettono , gli

affnsti pmniti di ruote presentano ar,icora l'altro grande yanlaggio di essere fo_cilmenle trainali a braccia p~r piccoli tralti nei movimenti in batteria, la qual cosa [lll affusto senza mote e che OGnver..: rehbe alzare di peso o far strisciare per terra, richiederebbe mollo maggior tempo e fatica. E questi.-movimenti a braccia tl'uomini giudico molto opportuni e pratici in campa.gna, giacchè dovendosi occupare una posizione s.arà sempre piu conveniente potendolo (e la na.tur:a .del terreno in montagna lo permetterà quasi sempre) di non giungervi co i qLtadrupedi, nm di arrestare la batteria al coperto indietro della posizione, scaricare i. muli e quindi a braccia far avanzare i pezzi sin dove devono collocarsi in hàtteria. Anche per tcn eni scoscesi e cattivi-i serventi possono trainare cosi i pezzi senza soverchia fatica, mentre .non lo potr.ebbero sempre con affustisenza r n.ote. Analqgamente si clic~ pel caso cli dover abbandonare una posizione. E così pure quando già essendo in batteria occorre di portar rapidamente avanti o sui fìanch i qualche pezzo per parare àd una sorpresa, ciò è agevole ottenersi clai cannonieri trainando a hraccia il pezzo, mentre con un (l,fl'u.sto senza ruo te non sarebbe forse sempre possibil e colla sola opera dei cannonieri, ma. bisognerebbe far venire i muli in balteria, cal'icarli e qnindi eseguire il movimento . . In condusione malgrado i mo lti e non contestati nrn taggi dell 'affusto senza ruote, e sino a prova conlraria dat.a dall'esperienza, o da un moclello di questi affusti che pre::.enti clisposizim~i speciali, stimo preferibile qu'ello con ruote, e mi conferma in tale opin ione il fotto che tutte le artiglierie da montagna e$tere hanno un affusto di questa ultima specie.

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V

V.

Il terreno speciale sul quale devono manovrare Je lJatterie da montagntt rendendo le marci e diffic ili. e. fati cose, conviene che l'arl'eclamen to dei soldati sia tale che essi possano affrontare queste difficollà ,e superarle senza dannose conseguenze. Il miglior criterio in ANN O X X.J'Y , VOf,.•• l.


274 .

L'AR TIGLIERIA

quest'argomento credo sia quell o fornito dall'osserv~zione del modo col quale si regolano in proposito i mont~nari stessi . I_l generale Kuhn nel suo libro già citato ha un capitolo appo~1to su tale a~·go~ne?to , e non credo quindi necessario di ripetere qm tutte le ~~?st1ss1me osservazioni contenute in quel pregevole . lavoro, tanto piu che deve essere ricono:,ciutct dct tutti la necessità di r~~der~. il so!~ato sc~Jlto, libero ne' suoi movimenti , e privo al poss1btle d1 ogni 1mped1mento. Aggiungo solo qual che pRrola intorno a!Ja calzatura. Senza una calzatura speciale la marcia in montagna diviene grandemente faticosa e spesso anche pericolosa·, essendo il piede facihnente soggetto a scivolare sulle roccie, ed anche, nei grandi pendii, sulle zolle bruciat.e dal sole. Il piede mal sicuro oltre 'alle conseguenze di slogature ed anche di fatali cadute alle volte da alt~zze ~remende, ~ c~u~a di grandi lentezze nelle marci e ossia di perdtta dt quel prez1 os1ss1mo elemento di guerra: il tempo. La scarpa :egolamen tare quale ·hanno attualmente le compagnie da fo rtezza, m~ari~ate de_l servi.zio di batteria da montagna, non serve; non posso ~umd1 c'.he ·1ar vott onde venga al più presto adottata la scarpa ora m ~sperimento presso le batterie stesse, e in uso presso le compagnie alpme. Tale_scarpa è stata riconosciuta buona da €Jueste compagnie m seguito a lunga esperienza, ed ha egualmente dati i più soddisfacenti risultt~tì durante le ultime esercitazioni in montagmt eseguite dall_e batter,e. Un'altra grav issima. quesLione 'è quella del trasporto del corredo ' dei soldati. I cannonieri da, monta.gna devono nelle marcie, oltre al far~ la loro stra.da., so1:vegliare ancora continuamente i muli, rimettere in sesto i cari ch i quando si spostano, stringere le cinghie dei basli, alle volt.e scaricare e ricaricare alcuni muli, sostenerli nelle discese aiutarli nelle sal ite, e talora anche trasportare il materiale ~ braccia ~er qualche tratto di strada; insomma si può dire che oltre al marc:,~re devono pure conLinuarnente manovrare. Giunti all a tappa, prima dì riposan\ ·i soldati devono pensare ai muli, scaricar) i, strofinarli, poi mettere in ordine materiali e bardature fare le pulizie, ecc. Può il soldato attenderè bene a tutte queste' cose durante e dopo la marcia se è caricato ·di un grosso zaino? I

DA MONTAGNA

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Oltre la fatica clel trasporto del peso, v'è l'incomodo clel volume· che ·impedisce di muovere con fac ilità intorno al mulo, massime in strade di!)'icìli, di chinarsi , di raddrizzarsi agevolmente come occorre di fare nelle varie manovre; persino gli armamenti pel servizio del. pezzo che devono portare i cannonieri, restano imbrogliati dallo zaino, ecl .in conclusione questo zaino è un inciampo continuo e causa di perdita di forze e di tempo; sarebbe quindi di immenso vantaggio il liberarne il cannoniere. Ma qui si presenta un'elitra grandissima difficoltà; come provve· dere al trasporto del bagaglio dei soldati_? Non è il caso di neppure pensare a caricarlo sui muli della batteria, e perchè sono già carichi abbastanza, e perchè sarebbe di inciampo .al pronto caricarli e scaricarli; non vi rimane quindi che destinare un nttruero cli muli apposta. Ora contro tale soluzio11e, olLre gli inconveilienti derivanti dall'aumentare il numero dei quadrupedi della batteria, sta pure l'osservazione che il corredo risponde tanto meglio allo scopo quanto. più pronto e facile ne sht l'uso; e èiò non si otterrebbe quando esso fosse caricato su muli che rimarrebbero in coda alla batter ia e spesso anche colla colonna di munizioni. In mezzo a tutte queste difficoltà cli varia:naturn credo che la sola soluzione sia la seguente, la quale naturalmente non elimin·a, ma, a parer mio, diminuisce i vari inconvenienti: ,1° Dare e far portare ai soldati uno zaino di piccole dimensioni, e ridurre il ca ricamento di questo a pochissimi capi di corredo. 2° !?are tutti gli oggetti cli corredo .del soldato con materiali di prima qualità onde.la loro durata ne sia la maggiore possibile e non abbisognino che raramente di riparazion i o ricambi. 3° Dare in caricamento alla batteria un certo fondo cl' oggetti di corredo da trasportarsi da pochi appositi muli, e da polersi poi distribuire a qLtei soldati che venissero ad avere qualcuno dei loro oggetti logoro in modo da rcnclerne necessario il cambio.


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L' .\ !\TIGL!ER J.-\

VI. '

In conclusione il cqnceUo che ,ho cerwlo di sv~ lgere jn quesl.~ ·poche pagine si è quello di modellare le batterie da. montagna al possibile suìle compagnie alpine,. nat\1rnln~ente seco11do lo comporta la diversità cli servizio; e di tf,mere le due speçie di ll'LlPile molto ,1 contatto f~·a di. loro, 9nde riescano a conoscersi a vicenda e sopra I utto impo.rino i comandanti di batteria. ad agire nel senso della migl ior cooperazione, a. dare i_! massimo appoggio ai ~omandanti cli hattagli.one alpino, i qual i in guerra - saranno chiam.iti acl assumere il comando dell e varie zone di difesa alpina, acquistino sin dal tempo di pace la necessnri a pratica nell'impiego delle· batterie da montagna.

TÒ rino, novembre '11-578 . F. QUAGLIA Cap itcmo d'a1·t,iglieria.

STUDIO ORGANI~~ . SULLA NOSTRA ~AVALLERIA

I.

Il cap itano di stato maggiore·~foreno affermò cosa notoriameille verissima scrivendo (,I) t he scopo principale dell'organica. deYe essere il do tùre l'esercito di una. fa coltà d'a7,ione tale, che la si possa logislicmnenle conservilr~ e nel campo laU~co sviluppare; imperocchè in tal rnoclo l'o(~anic'a si co!lega 'alla logistica e alla U1lt.ica per l'attuazione del concetto s trategico . Consento ez iandio con lui intomo alla maggior faciliti. dei problem che si presentano volta a Yolta. pitt determinali alla logistica prima, alla tal.lica po i; mentre l'organica per lo più deve risolvere quistioni· generalis:-ime; nelie qua li si c01nprendono luLle le ipotesi possibili, senza aver allro cli ben definito che il consegu imento della massimti celerità e fa.ci lità nelle mo;;se, delkt massima fon:a la.ttica del!' esercito come Iìne essenziale a raggiungersi. In base alle.qui notate premesse il capitano Moreno diswsse brevemente l'organizzazione della nostra cavalleria, quella clel nostro corpo d'armata per ·. quanto ,;pecinlnrnnte riguarda le truppe suppletive e infine della nostra di visione cli fanteria. Ma le teorie organidrn, che débbono soddisfa.re ad al tre esigenze oltre a quell e della logistica e della tattica, (I) V. Rivist<1. milita.r e,

clisÌ1ensa d i maggio 1878 '.

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S T UO!O ORGANICO

sono ~pes~e volt~. dalla r~altà delle cose forzate alla s.ol uzione di prob!en11, nei quali m maniera.ben determinata predominano le ragioni d, finanza. Allora, senza.dubbio, l'organizzatore nella soluzione cli qu~i prnhlemi deve prendere a considerare le ipotesi più prohabili , !,e mfl~enze del _Lerre_no, s~I ~~aie s(a più facile che venga impiegato I esercito, alcuni dati st.at,sl1 c1 particolari, ecc., giacchè il bilancio a lui non concede i mezzi necessari per lo sci~ali menlo 0"enerale 0 dei quesiti propostigli. La penuria del danaro, che più o !11eno pesa su 1'ot·",mii.ì111o delle nostre istituzioni militari, aggrarnta per le armi a ca\;llo dalla defi cienza in paese del materiale quadrupedi, pone e porrà per qualche tempo• ancora le colonne d'Ercole dinanzi a qualsiasi aumento decrli • • • • D orgamc, e rn 1spec1c nella cavalleria; si trattasse anche di quel tanto occorrente, affinchè nel corpo di armata si avesse un n~rnero di sqnacl'.·o~i. la_!~ da poterne dare l'aliquota pol'Lata dal tipo moderno alle d1v1s1on1unpegnate per pri me e restassero, se non altro.. 72 squac~roni da formarvi grand i riparti cli cavalleria. Inoltre ;are orma'. accertato, . ~he coll'artiglieria da campngna non si può dare s~ffic1ente appoggio alla cavallel'ia impiegata in grosse masse, e che v1 occorrono baLtel'ie a cavallo; le quali sono considerate come elemento essenziale per trarre dalla cavalleria tutto l'uti le possibile. .Ma a~che a qu~s~o riguardo tiranneggia. la finanza; e quindi l'unica soluz1one 1;oss1btle sa_rà quella che, quantunque non perfeLla, pure provvedera alla meglio con un minimo aggravio di bilancio. . Jn conseg~enr.a di quanto precede, rn i pl'opongo di studiare la qnisL1one organica della nostl'a cavalleria, del suo ripari.o ed irnpiecro in 0 guerra sotto i segltenti punti di vista : 1 1~) ved_ere_ se vi s!a altra maniera di organizzare in isqnadroni e reggunent1 gl, attuali cavalli da sella, senza. che ne risulti danno alla fìpanzu e per lo contrario ne venga. forse un po' d'utile alla mobi li tazione ed all'impieoo dell'arma·, D .2°) disculel'e oltre all 'organizzazione del reggimento,wiità di manovra, quella dello squadrone, -imità tattica; · . 3°) indagare se v_i sia modo di cosLituire un col'po specin le di guide e qualc~1e b~Uena a cavall o colla minore spesa possibile; 4°) studiare mtorno al riparto da: farsi della cavalleria nell 'esercito adoperato in guerra, riferendosi alla prevalente importanza del

S ULLA NOSTRA CAVALLERIA

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servizio di quell'arma in avanscoperta. e clef suo impiego tallico in grandi masse sia sull'esplorazione vicina; sia sul combattimento in . piccole uni Là. nelle divisioni e tenendo· in vista sopraltutto l'ipotesi più probabile d'una guerra, entro il nostro territorio; 5°) cercare un ·ripiego, che possa in una: certa Lai guisa compensare l'inferiorila numerica della nostra cavalleria rispello a quelle speci.almente cli Francia e Austria. II.

Non mancano buone ragioni per soslenere l'organizzazione dei nostri reggimenti a 6 squadroni attiri cd 1 deposito, per esempio sollo il punto di vista economico. Ma, se si consideri la necessità cli avere in ogni reggimento alcuni uffìciali superiori coi rispetLivi aiutaRLi maggiori così per co,tdiuvare il comandante di corpo, come per provvedere di capo i due sq~adroni che, secontlo la fol'!1rnzione di guerra, ogn i reggimento lleve dare ad nna di visione di fante ria, e-se si ponga mente al picco lo elTettivo-carnlli d'ogn i squadrone, se ne metterà forse anche in dubbio l'economia dei quadri . Inoltre mi sembm che non mell.t conto il tenere reggimenti cli cavalleria, da i quali -la formaz ione di guerra dell'esercito stacchernbbe una parte che, a cagione del diverso irnpj ego della rii:nanente forza cl'ogni reggimento, . i rispellivi colonnelli non vedrebbero forse più per tutta la durata delle ostilità. Di più, essendo richiesto dall'indole della cavalleria c.)1e il ;·eggimento, ml/ità cli m. anovm , subisen. più che sirt possibile l'influenza diretta del colonnello sugli squadroni, 1.mità di comba,ttimento, sembra che il reggimento mobilitato su 4 squadroni soddisfi pienamentea questa condizione; mentre possederà anche l'allra non meno importante, cioè d'una forza effettiva ca.pace di prpdurre sotto l'impulso di mano sicura ·ed ard ita un risultalo considerevole; quando però ogni squadrone si componga di un numero sufficiente cli cavalli pet· giusLific~re la denominazione di wiità taUica. Non giova ripetere C{Lti ie moltepl ici ragioni dette da compelen•tissimi uffi<~ia,li nostri e stranieri pro e contra la mobilitazione clel reggimento su 4 squadroni ed 1di deposito. Questa ha ormai generalmente ottenuta la sanzìone della pratica; imperocchè è adouata in 1

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STUDIO ORGAN ICO

SULLA NOSTRA CAVA L LER I A

Prl.ls~ià, in Russia; in Inghilterra, ove Je 8 troops formano 4, squadrom_; fo1:se sarà segui.la ,anctie in Franci·a; i cui reggimenti , meno quel!_, dei Chasse·nrs d'A-f1·iqne e degli Spahis che sono a 6 squadro111, hanno {S squadroni ,in pace, probabilmente in guel'ra 4 attivi ·ed ·I deposito. L'Austria però ~i scosla da ta le organizza7.ione e verosimilmente per ragioni econom iche, più che altrove infhienti sull e isti_tuz ioni mili tari: Infatti, se è vero, che coll'organizzazione austrrn.ca attuale, assegnando 4 squadroni ad ogn i divisione di fan teria cioè il nu1s~im~ possibile, quando si volessero serbare gli element'i per la, costituzi one di 15 divisioni di carall eria, s'incorrerà nell'inconveniente di dovere frazionare i reggimenti addeui al servi7,io divis!~nale; sta p~rò anche che la formaz ione reggimentale a 5 squa.drom m pace e 4, lil guena farebbe salire da 4-1 a ,f.9 i recnrimenti aeIla.' cavalleria austriaca coll'n:rnnzo di uno .squadrone. · Finalmente, dando alla nostra cavall eria .l'oraanico in reaa·1u1enli d 1·1· . . v <?i;> , a-mo Jr 1Lars1su 4, squadroni attivi ed uno di deposito !l'ella maniera speciale che ind!clrerò più tardi, si prenderebbe· una! ria Lenih ile, aache quando s1 :ives:';ero i meizi di conven ientemente accrescere ·quest'arma a cavallo. Un'altm consideraz ione bi::amo fare sulla celerità di mobilitazione della cavalieri.i italiana. Or~rni lutti ammettono che quest'arina deve essere sempre pronta a marciare, .nHrnovrare e combattere. No i invero, Yisti.gli ostacoli economici, abbiamo fo.tto molto, portando solo ad 880 . cavalli (:I) la differenza organica tm l'effettivo di pace e quello eh guerrn della cavalleria. · . . ·. Sarebbe deside'.·ab il~ tuuavia che sparisse per legge anche questa differenza , e spa.nsse tn reallA; perchè, c1uando si tenessero molti c~valli ·inetti a fare una campagna, sarebbe })iù utile avere un'effettiva ·mancanza, a risparmio, se non altl'O, del manleìlimento di quadrupedi in utili. . Ben poco assegnamento si può fare per la guerra su ca.valli di oltre c1uiridi ci anni. Certamente giovani rimonte, sottoposte a rudi fatiche se~za debito preparazione e prima che raggiungano il loro naturale svilu~po, poss.ono scap itare al confronto di cav,dli allenati, benché vecchi ; ma il paragone va posto, se non isbaglio, in altri Lermini; c)I::)

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(1) Non compresi i ca,·alli da tiro.

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ed a mio avviso, una cavalleria allora sarà e1Hrata in campagna con ' . . cavalli 11ella pienezza clell:doro fo r:rn, ~1ua.ndo non avrà av1~to tn s~ nè rimonte troppo giovani e non prepara le, nè quadrnpech oltre 1 ·quindici ann i di età.. .. . Non è qu i il po~Lo di rkercare ai1nl1t1camente come la nostra eavalleria forse non potrebbe giunge1:e sul luogo di prima radunata mollo più presto dell a ,J4" o ;I 5• giornata cli mobi litazion~ ~ com~ sarebbe tutta anche più tardi in quella zona, se i reggimcnt1 ,d1slnnt1 ·3 0 4 marc,ie non ,,i fossero trasportati iri ferrovia: Questo fat to, d'altronde nolo a chi si occupa del meccanismo di mobi litazione, sarebbe di poca entità nella ipotesi cl'urrn loUa difons ivn. della Francia; 1~1a potrebbe acquistare tal rruale importanza in una guerra coli' A.11~Lr1a,. che, nella capacilà di compiere un po' più celerr.mente gli atl t di m~bilitazione iiell' esercito attivo , anebbe in ogni caso molto inte1'.esse dì spingere innanzi per il la.!.o,aperto della frontiera .b~sua cavalleria; non sarebbe parimente trascura bile nella suppos17.1one d'una guerra offensint tanto coll'AusLeia, quanLo colla Francia; imperocchè, a.nche aLLraYerso paesi montani, ca Yftlleria, .SOS~~nuta da truppe lca,.riere sulle ctesl:e , deve preéedere alla meglio grn per le nn . . ·1 valli, facendo cp.rnnt.o le sarà ·po:;;sihile, sino al momento 111 cui 1 terreno le comenta rrn imp iego s 11 più larga scafa dinanzi nll'eser·cito operante. . . . . , ·. In quanto all'Austria, taluno pensa. che, ·~O regg1ment1 la tenu.1.1 nella wn:.t ri:,peuiva di rechtll:nnent.o e destinati , si. <Tede, a comporre le divisioni di cavalleriri, sarann~ complelati dopo i ~H da assegnarsi alle !lÌl'ÌSiont,.cli fanteria; perchi:), si cl~ce, mentre 11.011 urge portare le div isioS éH cavalleria nella zona. dr radnn~la prima. ~he l'esercito vi rn.ggiunga la potenza, cli difesà controffensiva, p~·eme 111.vece porre al comp leto l'aliquota divisionale per dare soll ec1famente co11:,i~tenza ,1.lle alLre armi di quei grandi riparli tattici . E un modo cli spiegare la diversRcoll ocazio~e élella c_avalleria nel terri torio dell' impero austro-.ungrtrico; ma ve ne sarebbe un altro forse più con~entaneo all' impiego della ca.valleria nella. guerra mo~ dema e più rispondente all'ipotesi d'una lotta co1l'Ital1 a.;. sulla :'u1 frontiera, si noli, la linea di radunata dell'esercii.o austnaco com·Cide colla linea cli schieramento strategico , mentre per nòi una linea di prima radunata fra le altre potrebbe essere a cavaliere dell'Adige .


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STUDJO ORGANICO

Quindi, in tal caso, si avrebbe un tratto di tcrrt;no tra il Piave e l'Isonzo, sul quale gioverebbe all'Austria per motivi strategici e logistici il lanciar presto la sua prevalente cavalleria; come per lo contrario dovremmo noi cercare di opporci a. ciò colla nostra, in qualche modo efficacemente rinforzata. Orbene a me pare, che, giu;5to per essere i '.i O reggimenti da raggrupparsi in divisioni nella propria zona di reclutamento, non sarebbe difficile di completarli con ordini speciali solo qualche giorno priimt della mobilitazione generale, tanto più che occorrereh bervi pochi uomini e pochi cavalli e per disposizione rcgolamenUtre i corpi sono annualmenLi informati intorno al loro circolo di requisizione di quadrupedi; dei quali è assai ricco quasi tulto il territo1iio tlella mQnarchia. Siccome poi la radun_ata degli elementi di 11a linea non completi comincerebbe al più presto col 3° giorno di mobilitazione e non occorrerebbero oltre 1135 treni per trasportare le 5 divisioni di cavalleria con qualche servizio divisionale più urgente 1 più le ,J O • batterie a cavallo magari sul piede di pace, quando non le si avesse mobili tale già con espedienti analoghi a quelli preaccennati per la cavalleria, così, ripartito questo movimento sulle 6 linee ferrovi arie, che mettono capo alla zona di radunata in H tren i giornalieri pé li nea, dal 11° al 4° giorno al più di mobili tazione l'Austria avrebbe, s.e non erro, la cavalleria et esercii.o sulla nostra frontiera. Ad onta cli siffatto trasporto la radunata. dell'esercito austriaco potrebbe cominciare egualm ente al 3° giorno cli mobili tazione; imperocchè col 2° gi,>rno partirebbero gli ultimi treni delle divisi oni di cavalleria, i qnali giungerebbero al sito di radunata al ,l 0 giorno, calcolando due giornate cli percorso dal Danubio, donde a cagione della rete ferroviaria austriaca e per altri motivi prenderebbe le mosse quasi tutto il grande mov imento di raccol ta dell'esel·cito . I 1135 treni inoltre rappresentano un massimo da prendersi a calcolo per tale trasporlo; al quale forse non si arriverebbe nell' .allo pratico ; imperocchè qualche reggimento più prossimo potrebbe andare al sito di radunata con tappe ordinarie. Tornando ora a noi, dirò se~brarmi che si semplificherebbe sempre più la mobilitazione, qualora si evitasse eziandio il trasporto in luoghi sicuri di quei depositi collocati nel teatro probabile delle operazioni.

SULLA NOSTRA CAVALLERIA

. h i rerrrrimenti cli cavalleria fossero af. Insomma, sarebbe u.t,\e c e "c1~ , d nata al più presto possi. · , ·ndirizzal1 sulla zona I ia u ·· caso di venn i , , f .. ,· debbono sostenere il 1avoro ptu . l quando le e1io, ic non . . . . bile, a meno . . ·1 " nde trasporto de' r1sernsll a1 ,1 de cioè prima che eom1nc1 i g1 ,1 < I 5• classe· u : .. . • : bhe far artire per la campagna. a ' ' coep1. PercLO. con,, ~~~~e sumc!ntemente isLrutLa, dovr~bbe esser· la quale, affinche . . I • ·clllie il movimento d1 ra dunata, • • IL b ·e cos1 s1acce e1et chiamala mo . o t . . . . ·osto "I servizio cl'avanscoperta, " ' . ll · :. · rrrandi r1part1 .. si provvedere\oIJe mealt0ep1up1. o . . 11 .. : nione della ca" n c1 i,t 111 o < • si otterrebbe una so ec1La i m -reno-snlla faccia o quasi dei luoghi, tlffiatarla col te~ ' . ,' .. la difficoltà dell a Per e.:;ercitarvela, . . . I leraz1on1 Pe1 supe1,1re ove Llovrehbe miziare e 0 I ~' · , 1, a·) de' c1uali occor. . " Il' 1 ttro(c1rra20quauupe,' ... provvista. d1 u, .. · si potrebbe incl, cnrh a.t . n '. e aento pc1· m·,1li·1·L, iL 11:;1, rerebbe ogHL regg}m · t' nocnte delcomune edellaprocorpi fin clul tempo norma_le ne1 co~ .1 " . n ·' -·1 noti che al primo· , . · : : cl in "U!\ l'lll" IOn e, l «:; , . vincia, ove essi i 1:,1e ono o aie otrehlJe essere ,1\ 1 d cri orno lli requisizione de' qua rupedi: ~ q~L, , ~nutrici sarebbero· o o ·1 50 cli mobilitazione, le comm1ss1on1~s:,:'" : 5 oi . . 1 . ro ·1i re"rrimenl1 di cavalle1ia. . in caso d1 clnre le bestie .e a li d ' 1· .n ,'O ~[·1 "ttu·1l·Lplotoni-guide p1ù' · 11: Il . . o11e 'l a rs 1 :- u··O " ' ., Resta un , ultnmi e • • quel persona.le· Tes:;i. ·otorno al serv1• z10,cu1 .. che intorno alla mobt ,tazwne, .1 .d : cl' ·1 ecrcrono uomini e cavalli tto I ploton1-cru1 e 11 <'.>O deve essere adde ·. . d ·-~. . . onde parrebbe opportuno• ·t· c1· pec·1ale ·1Llltud1ne e 1:;truz1one, ' . . f0 1'111 l I S ht formazi one. sv .mco Ia.rne· cl""·11·earr·101ent1 oo · • e

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. . . 00 cavalli ha forza effettiva sufficiente per Ma lo squad, one di 1,., .. . , <i V' ha. chi von ebbe lo .d , lo buona uml.a. lalllca. , • . poter essere cons1. eia . . . chi cli ,145 e chi persino cli •1ti O 1 130 squadrone più fo1:le, cioè cl~,~, , ei nostri terreni , crec1e prefe-· cavalli; vi ha altri eh~. spec1a me_~ ~. non potendo avere fid ucia. . . l d ne d1 400 cavall i pe10, nb1\e o sqna ro. . . ' a· considerare tale la eì'1V1-. · in esso come unità tattica, s1 propone . i. . ·, l'"orr1·eoa.to di due squaclron1 (1). . s10ne, ossia "01:> V

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tra cava tlerta. (l) vedi Ordinamento de ll a nos aprile 1$'13.

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Rivista militare, dispenso d1 marzo e


. SULLA ~OSTRA CAVA LLERIA

S'!'UOJO OHGANJCO

. . . . eri ore sarebbero senza dubbio ugualcomando d, un ufficrale sup . '. . . dell 'attuale col vanadrone pm nume1oso ' • mente prese da uno squ, . . , p' ù mobile rnecrlio nel la . ' f ,. c orn plcS:- IV,l !UU)Ol e, I . ' o' . ta.rra10 d. un~, o.1. za I· pace avra. lavora l)( costar1temente e ,n modo Ov . mano d1 ch i durante ,L ' ' . te di divisione, per 1an .u. dffetto . a·1 queIlo , \;hc farebbe un coni.1nc p1

A me pare da preferirsi lo squadrone piu forte, tanto perchè cogli squadroni a 120 cavalli in tempo di pace (il che vorrebbe dire, in breve e prima che giungessero i rin forzi di compleinen Lo, cogli :;quadron i a 80 cavalli circa) il reggimento mobi litato in 'i, squadroni e ridoLto quindi a qnel tempo a circa 3?0 candii non avrehlJe forza corrisponden te ad una b.uoun. nniLà di manovra; quanl.o perchè, accrescendo conYen ien temen te l'e/Ielli Yo dello srruadrone, ammesso un dato numero in crm1lli da sella, si diminuisce quello delle. unitiL organiclie; e per tal guisa noi raggiunge remmo, salrn errore, talune altre cond i:doni importanti per il reclutamento de' quadri del!a cavalleria e per il loro ayanzamento in relazione con quello delle altre armi.

Intanto pn re logico aITerma re che, se lo squadrone è. com'e1}iente unità t.aLLica , sariL utile che questo per noi abbia. una forza capace cli lottare co llo squadrone almeno dello due grandi potenze con finanti, Francia er1 Austria. Ora lo sqund rone frnnccse (sa tl'O quello eleo-li o chassem·s d'.'1/i·ique e clegli sp<this, che è piu forte) . aYendo "33 cavalli da sella di truppa; l'austriaco avendo11e 150, il nostro squadrone di mo cavalli, presto riducib ile a 90 cd nuche n circa 80 cavalli , dorrebbe competere con uniLù, che, suhìte ana loghe riduzioni, sarebbero, le fran cesi prima di I 03, poi qna.si di 93 cavalli , le austriache di circa '1:20 a HO quadrupedi da sell a. Si noi.i inoltre, che le riduzioni clegli squadron i f'rancesi ed au.striaci sarelibero forse J11inori dell-0 nostre per la pi(t all i,a eliminazione che colil si fa dei quadrupedi inetti alla guerra. Il ralore di qaeste con::;iderazioni aumenta ancl1e per il co mpless ivo rapporto numerico della nostra cavalleria con quella francese ed austriaca; imperocchè nella pluralitiL de' casi, dato un impiego egualmente razionale della cava lleria delle dir. e parti, nn nostro squ,ldrone po trebbe averne dicontro almeno I o mezzo nornico. Chi prnpende per lo squndrone piccolo, foncfa il principale argomen to snlla sna maggiore I(lobili lit e pieghevolezza al comando nel nostro terreno; ma è costrelto a formare uniliL latLica della CUYisione. E pu1· ammettendo la faci le pieghevolezza della divisione snodala in cl.ue parli èl ipende11Li da capi tan i, le fol'me tatt iclie eventu alment e imposte da l terreno a quella unitù, la m i forza starebbe tra un massimo di 24.0 ed un minimo di 160 cavalli da sella souo il

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Prepararla oltre che· · . all a guerrn. .111· ·1111 pieao e·teIl a cavalle1..1,·l1·u campa(Jna, 0 Relat.1vament.e • o . li· n. · ta òel lu"lio •1878 ar. l . I' \ clda scnsse ne ,1 wis " il capitano Uumc 11 e i • . . 1· cl e squ·tc1roni considerato . . . . nLro I n•mre"::tlo el u ' . . gomentl fo rL1ss1m I co . . on o_ . L'" LI.. d'e-pJorazione, cioè cl, . l' ' Yl "O che ove SI l u I :, unità taLl1ca, son e ll \ ' :' .l • -rrLiadronè un numero · · · · · pnrte ese0 u1o p01 "a ' ' . quel serv1z10 m mass1m,1 ' d' o te 1111·1là sarà utile ecl in specie . a·r cavaIl't I)01' 0"11Un a I ques · ' ' magg10l'e o . . 1· .· ·L·' ,\ ID<}lto ri,;trelLo; e ove vv • • I I c·tmpo· < i " ' " "" , ne' nostri terreni , ner qua i i , I' . nt t cl·, uria rentiua di ca, ll. m1n . • . .·' ., 190 qnaclrnsi tratti invcne clr• com Lu,I ,menlo ' nc .00 . . 11 l' la·ciare d1 nuovo Cli ca valli, che presto ~ra.r,re) )e pe '." , : 11 ··,,,corpo r'1rnento de' rinfon i 1 ·r11ndrone :- 1110 .t ' ' Il · pecli d.?' se, a 1~1 og1 r :-; l, ' . u[iore consistenza allo squadrone e non complemenl:ll'l, cl~reh e rn \1 iriraute alla sna. mobilità . Potrebbe nuocere m moclo s'. o. I 't ed allora un J , e , 1so ·1 o neI C•'lllll)O t·1Llico ' E invero o lo squncit on e · ' · , . ·mperocchè anche I' forza to rna rn 11lagg10:,o, i . . criusto accrescnuento e1 ·' . i···ti·elto 1·aui,·itt1 lall1ca o . . le"-;e un fronte a,-:;a1 l:> ' • quando il luogo 1mpo1 ."· II f rme cli colo nna a mezzi squa.clello squac1 rone si c,;p!icl~cre J JI~ c~nl .. oo '"e1·0 lo sc1uadrone si Lrova i" ,011.1 ,, \' l . pIoton, sc'o,. droni ecl ancI1e e, a· .. . 11111 terreno ' il quale .conI · 90 c·1r ·tl 1 1 pw, 11 in linea con a lrr, o - . ' .' cl . . crJi lasceranno sempre basenta l'impiego utile d1 val', squa ion i, o ... . 'rrhernlczza al com ando. _ ·: t'l t\i,·erfinclal tempo cl i pace stantemoli rl1 Laep rc0 11Je l~ 1_ e, m· ien tement.e atti al ser)Ii sembl'a adunque c~1e :,a1 el~ squadron i di ,J 4,0 cavalli da sei a, tu L1 s11 e • vizio di guel'ra . con ,1Gli- uomini I mporre1. o<rn1. :-.·qLi·idi·one , In quanto al persona e, co . ." L : ,> telerrrafisli, che . n renderci nef,lt 8 zappa o11 ,., ..., . d1 bas,:.a. forza e coi P . ~ , 0 • coi)erf·i. porTei duo ai utani1.. b uo11 1· nel ··erv1z1 0 e1 avnu!' . ·• , per laconlahilil.àcl1. possonoven1r · :, , ..· . . t. c1· clas:-e cl1rers:1, uno ' ufficial1 per squac11 one e , . . . ·1 . "·ado verrebbe soppresso, squadrone aI posLo <lei fur1:'l'e, 11· c.1111"e111,e ·111Le~:1. r,ale«ol'ia cli aiull[l<f" IOl'C Il.I. ) ' a . . come quello de1·f tm ere 1 ' on , . , . be if recln Lamento . . ·i· . "a. fot" e a<,evo 1 e1 e 1 J lanLi-uffi ciu.l I con classe e n e,:,, " 0 'inche con eco. .. · cle' sottufficiali. Tale riforma tiotrebbe comp1e1:-.1, '


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STUD IO ORGAN ICO

nomia, diminuendo i soprassoldi che ora si concedono ai soLLuflìciali, riducendo a Lre gli ufficiali subalterni d'ogni squadrone in pace ed in _guerra . I capi tani preferirebbero forse cli entrare in campagna con 3 uiTiciali e due aiutanti-ufficiali capaci di comandare il plotone, sempre ·presenti al corpo, co_operanti ed affiatati con loro nella buona prepar azione dello squadrone, con sol.tu fficiali migli ora ti dalla benefica infl uenza cl'nna carriera soddisfacente le limitate ambizioni, anzichè con 4 ufficiali (uno de' quali , se sottotenente cli co mplemento, è dif. fi cile che in cavalleria per il tecnicismo dell'arma ispiri grande fi,dncia) e con sottoaìciali mediocri. Lo sviluppo di si ffalla innova.zione non trova luogo in questo scri ~Lo; ma per noi aHebbe pure il nel caso d'aUin orrere ad merito ril evante di metterci aradnatamente e, .un SQlo fon t~ per il reclutarn ent.o degli ulncial i di ca,·alleria .

I V.

S ULLA NOST RA CAV ACLER IA

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in 6 squadroni con deposito, così ahbis?gnere~bero y er le ~uid~ 11 52 cavalli in circa. Rimarrebbero perciò quasi '13,6o0 caYnl!1, coi . si potrebbero fo rmare 1102 squadroni .a circa 1130 cavalli, per . b'l . I" O qua1i ora, da portarsi poscia con graduale aggrav~o clel I a~c10 a · :" quadrupedi. Gli alLri ,1.00 cava.lii circa_ cl'.avan~o serv1_rebbero per la truppa de' depositi, degli stati maggiori regg1mental1 , .ecc. 9 , 1, · semb•·a rrià d'udire o-ridarmi contro « Conte, abbiamo solo ,J-O 11! >< n <> · . • ? squaclroni atti-v i e ·voi ardite di proporne lo sc10g~unento per 18 . » Sì; pei:chè mi pare utile, che, non ~otenclo 1~01 . per cau~~ ec,onomi che tener un numero suffi ciente di cavaller'.a, il po~o po:,:,e~luto non abbia rileYante lusso di quadri in proporzione dei cavall_i da sella ~mbattenti : infatti, tralasciando dal considerare la ~ranc'.a.' In ,quale nel sno ordinamento militare, in quanto _a _quaclr1 specialmente, ha ben poco badato a riguardi ec~nom1 c1 _(lo squadron~ franc~ese, per esempio , avendo 6 nlnciali in pace, 7 m g~ierra) , ne calcolando l'Austria per una rngione totalmente contraria, I~ Germania, che dà esempio di giLtsLa commisl_lra:l ione dell'econo.~w..c?ll'efficienza necessaria degli orclinarn.enti militari , ha 2,9 ufflClah 11~Jeriori, 0,29 uffic ial i superiori per 1~O _q~adr~1p~di da sella. ~ob1litati· mentre noi abbiamo 4,6-1 ufficiali rnfenon, 0, 53 ufficiali su' .. periori per 100 cavalli da sella portai.'. m campa?n:~.- . . . I n quanto poi all' uti lità tattica clegli squadroni p1cc?l1 , m1~e~nb1~ ,d'averla giit 1mstanteniente oppugnala secondo hl mia marne1a di 1

Per portare tuttavia gli squadroni a 140 cavalli snflìcientemente atti :ad en trare subito in campagna, rnn ntenendo l'attuale numero di .squadroni, sarebbe necess~ rio dare alla finanza un peso maggiore. In queste strette e non potendo fare altrimenti , per ra<wiunaere . no v l'aumento cli forza d'ogni squadrone, non respingerei l'idea cli scemare proporzioMlmente il numero degli squadroni attivi, tanto più che l'effettivo cle'cavall i dn sella dovrebbe rim anere lo stesso. Ora siccomc al 110 aprile 11878 si aYernno 15,983 ( 1) cnvalli cla sella, dei quali 2500 oltre i 115 anni, e calco Ianelo che le perdite per morti, rifo rme, ecc ., abbiano fo lto giit scomparire circa "200 c11Yalli, èosì ne re5terebbero qunsi 14-,800. Ma, credo moll:o utile la composizione separata di scruadroni-gui cle; e giai;chè per provvedere tanto ai bisogni dell'esercito di 'I" linea secondo la formazion eòi guerra, quanto nella stessa proporzione nel un'armata di 2 corpi cli mil izia mobile, occorrer.e bbero ,j.8 ·pJotoni a 24 cavalli per ciascuno e raggruppabili (li PresentemenLo quests cifro so no alquanto modificate; ma ciò non infirma, a mio cre•Jero, il ragionamen~o: perchò ol più si trauerebbe ùl to r.ero per ora gli squadron i onche , al ùisotlo ùi 130 cavalli .

vedere. 1 c1· Costituendo uno ::;quadrone di deposito, atto pel suo per:;ona e t rrraduati a scindersi in deposito e _sq11adrone di riserra ~ trnsfor~arsi in attivo, provveclerebbesi nel moclo il più econ?m1éo .anche all'eventualilit d'uno sviluppo maggiore clella cavallerrn.. Ed m verità nella costituzione di tale sqtwclrone non seguirei precisamente il sistema german ico del 5° squadrone, nè. il ripiego ~ropos.~ ~lal capitano Moreno , cioè di mettere ogn i squadrone su cli un ellet.Lt,·o ,di pMe superi ore a quello di guerra in moclo che all'ullo c~el_l fL 1~10hilitazionc, esclusi gli elementi in etti n, far la carnpll.grn:t, s1 n esciss~ al fissato eITettiYo mobile per ogni SIJ.Undronc, man tenendo per~ sempre un deposito reggimentale. ) la comporrei u~o squadron,e ~1 deposi Lo con personale quasi iclentico a quello attivo , con un nit~ .,quota di graduati per lo sdoppiamento in deposito e squadrone d,


STCOIO ORG ANI CO 288 riserva. In O"lli anno, verso la primavera, il deposito reggimentale dovrebbe ric~vel'e dagli. altri squaclrorii ì cavalli inetti al servizio di campagna e sostituirli con quadrupedi di r imo_nta; pe_rn~utare con qu ei squ ri.droni anche qtrnJche t~omo non acconcio alle lnL1che della ot1crra·' imt)icrrìl r~. .toossibilmcnle i c,ivalli scarLaLi, non pitt di 4:0 per ~ V depos ito, nella.rndimentale istr uz.ione delle reclute: rnndcre i peggiori sopravvanzati, dirozzare sempre i cavalli di r ~nonta. Anche quando gli squadroni aui, i in·e:;;;ero ragg111nta la. forza di HO cavn lli mobilil,tb ili , e quei di deposito il numero di /2 0 cavalli , il che dovrebbe aHenire succc!'-sivamente in alcuni anni, si avrcbhe un aumento sul bilancio di circa 720 razioni foraggio , riferendo i· calcoli all 'elTettivo qmtdrupedi da sella sLahilil.o per il piede di pace e calco lando :300 cavalli in circa per la trnppa degli stati maggiori reggim entrtli : non tlico aumento di compra cavall i, perc:liè i quaclrupedi degli sqm1clroni-deposilo allora gra,i!crebbero in più su l bilancio per il manlenirncnlo , e non per lo acquislo; essendo i migliori frtL gli ~cartnli s11r,ce$,-i\·,unenle dagl i squad roni atlivi. L\1.garav io economico per la rimonta tlcriverehbc :::olo da un piccolo a11~1e·nto di rigol'e per l'eliminazione amuiale dc' ljtmclrnpedi inell i alla guerra . da lla dim inuzidnc d'introito nella ,cndita ùi C.:'I Htlli riformati ; dc' quali i miglio1·i io vo l'rei adoperali nella prima istruzione delle reclute ed in caso di c..;tremo bisogno nell' esercito cli 2~ lin ea . Del resto per vendere non manca mai il lcmpo, e all 'atto clella requisizione si troverebbero prez.zi migliori per cavalli innhili a fada campagna, ma buoni prr qua lche industria prinlla . ,\ fin e poi di rendere sempre pi ti mobili gli squ:1droni aLLivi, ;ii quali lascerei l'equipaggiamento ecl arredamento dn guerra, ,orrei t~hc ([ltelli cli deposito ne fossero separali, c9sLilue11do essi 3 grupvi per la caralleria cl'esercito e '.2 geuppi per la cnvalleria da impi egar!ii presso le divisioni e i corpi cl"arma.La . A qu esti di,,ersi gruppi, r.omandali da. un nfTi ciale superiore (lenente-colonn ello) ccl opporlunarnenle collocali , si potrebbe dare un persona le contabile al lo ::ç;Qpo di rias~umere l'ammin i5Lraz ione de' rcggimen ti clipen clen Li, Lenere il magazzino per gli uomini di co mplemcn_to: ognuno di e:;,;i dovrebbe formare imomma un cen tro au:nninistralirn, di ri nf'orzo e prorvisla del materiale per la cavalleria mob ilitatn. Tale sis.tema, olt re a rendere più pronta alla guerra la cava lleria alti,,a, fa cili lrl-

SULLA NOSTl\A CA VALLERIA ,

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ret,be la. rnobilitaz.ione in generale; irnperocchè, per esempio, i distretti polrcbber.o fare a meno cli distribuire_in ca~o di ri?hiam~ alla ,l"e2aclasse di cavall eria in congedo illi m1talo glt oggetti volull dal ~ _27 dell'htruzio1t0 sulla mobil ilazione, invinndoli senz'altro al gruppo cle' rispetti vi reggimen Li; farebbe cvit'.tre la mossa cle! d~posili situali in luoghi prossimi DI teatro probabile delle opcraz1011,1, ed agevolerebbe l'invio de' quadrupedi di complemenLo ecc.

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Esaminata in genere la cornposi1.ione ciel reggimento e dello. squadrone, ù tempo di gener,llizzar e lo studio tl ell'or~a1~ii~azion_e della caralleria, ricercando i criwri a mio credere m1glion per 11 suo riparto er1 impiego nella ipotesi più probabil e d'nna guerra in territorio nnziona le. Il capitano Moreno prendendo di mi r:a il _Lip~ or?anicù_c~ella cli v~sione di fanteria, ~eguilo ormni pres:;o 1 prmcipalt eserciti europei, asseonò ( I recrnimento) 6 squadron i ad ogni corpo d'armai.a, affino on . a· !, chè al.meno iu divisione prima impegnata potesse disporre t :i, squadroni (due proprii e due ilcttctrup~)e supplct ira) . ~er~, ciò ~accndo a lui re.,tavano soli 60 :-:quadroni per la cavalleria d esercito da im~ienarsi in ;L\anscopcrla e a masse sul campo di battaglia, ossia 20 :cp1aclron i cli meno su quanto consentirnbbe per lo_:;less~ scopo l'aLLtrnle nostra formazion e di gu~rra, staccando da.1 corpi cl'arm:ua le bri11ate delle trnppe supplel1vc. A me pare, che, dandosi così eì•L1al; forz.a cli cavalleria. al servizio clivisionale e al ser~ izio d' eser:i to o looi:;t ico che dir si \·oglia, si sorvoli a Ila dilTerenza cl'importrrnz:1; b c1;al c ora li;rnno in rampagna qne i ilne impieghi della medesima arma . . L'osservazione slorica delle guerre, nelle t1uali spc1,ialmenle sono entrale 111 ocriuoco cla un;i. J)artc e dall 'altra I.e 1111orn n1·mi d,t fuoco, . dimostra, se non erro, che: ,1°) h cavall eria raggntppatn in grn.ncl i masse, a11eorchè queste siano ;;tate clistribuitc fra i corpi tl'armnta, 11uanclo non Yen ne adoA N''O

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S TUDIO OflGAN ICO

S UL L A NOSTr\ A CAVALL E!11A

perata quale occhio d'el comando supremo per speculare dinami all'esercito, poco produsse; se si ecceLLui il nobile sacrifizi o di sè ste.,:;a sul campo di baltaglia, all orchè la sil.uai ione sLrnLegica e Lal.lica erasi assai aggravata, forse per cldi cienza. di quanto un ben inle,,;o seniiio d'avanscoperta avrebbe potuto forn ire ;. 2°) se fu benefico l'impiego tattico della cavalleria in taluni momenli prop_izi a-quell'arma o richiedenli il disperato intervento di essa a benefi zio del le ali.re fo rie im pegnat.e, ciò avvenne, quando là cavalleria agi energicnmente e con forza poderosa ; 3°) cli ver:;ioni , punte ardite, occnpazioneLemporanea di qualche posizione icnporlante , rottura di comnni caz ioni scmo atti utilissimi (e J'ulli rua guerra. russo-Lurca. ne diL splendidi esempi), che può compiere solo numerosa caval leria, beo montata, convenienlemenle armala, sostenuta cla ll'artiglieria e rinnila in grandi riparli sotto capi intelligenti e ri:;oluti. Nitlhuneno, nel caso speciale d' una gueri·a nei nosll'i terreni, alcuni oppo ngono, che 1.an t.o minore sarà il bisogno di molti cava lli nell'osservazione lonlana, lanto eccezionale sarà l'impiego in masse della carnlleria nel campo tatlico, qua.nto appal'iriL maggiore la. necess iLit di fitta (~splomzione vicina, più frequ ente il comba ttimento di picco li nuclei di cavalieri. L'osser\'a1.ione risgnardante il ·servizio d'ava nscoperla per avventura pecra d' inesaLLezza; irnperocchè l'oscurità de! suolo r ichiederà in qu el servizi o pi ù crmill i per speculare a. dovere secondo la natura. nel terreno, Ja:,;ciando in ogni caso inlalla la snprema impo rtanza dell'arnnscoperta per la condolla generale della guerra: nell' urto poi , se il suolo re~Lringerà le fronti, Jn,rnaggio r fo rza prevarrà sulla minore colla profondità degli ordini, ed cs~a si rnanil'cstcril caricando' snccessivarn en l.e in colonna e a scaglion i, oppn re con azion i tattiche oslinatamente ripelule. Da quan(o precede si può dedurre che, daln. un::i fo rza x di cavall eria, non :;uffi ciente per provvedere nella dehita. misura ai bisogn i dell' inlero esertito, si adcli rn o;;l rn fo r;;e buon partito l'ass<><rnarc . . . " . v ai sern g1 p, u important i il maggior numero di essa, tanto più che questa cavall eriQ nel momento dr.Il a haungl ia sa iù dietro le linee o sulle ali e, volendolo, la si p:itril far conconere nell'azione l.al.Lica anche a. rin forzo di quella di visiona le. PcrLanLo proporrei che il reggimento della cavalleria, chiamala

già precedenlernente d'esercito, si componesse di 4 squadroni attiv i con 16-1- uomini di lruppa e HO (temporaneamente 130) cavalli , d'uno squadrone di cleposito collo sLes~o personale degli altri, fo rnito pet·ò cl' un'aliquota di graduati per lo scloppiamenl.u in deposito e squadrone di riserva in caso di guerra, ma, con cavn lli 20 al minimo, 4,0 al mas$imo in tempo di pace (per maggiori parlicolari vedi Tabella A) . Il comando cli f{l1e;;Lo reggimento saxebbe lenul:o da un colonnell o o tenen le colonnello, sussidiato cln. un uffi ciale superiore vice-comandante. Alcuno polrebbe pensare che qnesto ufficiale superiore finirebbe col costituirr. una superfetazi one di comando; ma, credo, sagge disposizioni rcgolamenLar( doffr.bhei·u ciò impedire. A.cl ogni modo i vaulaggi d'un superiore, il quale in qualsinsi con Lingenza possa sostitu ire il comandante di corpo, sono, n mio avviso, così ev identi, spccinlmente .in guerra, da l'ar trascurare gli. altri inconvenienti, che per caso ne pntessel'o sorgere. · lnollre, alcuno foulore del reggimento a 6 S(flLUdroni auivi , crede che sarebbe 11ti le cosa il tr.ner per prima unitit di manovra la diYisione (ri parlo di clu c squadroni), eq1liparn ndola in 1.aJ guisa al baltaglione di f'anterin.. L'indole LnlLic,L dell e due armi non pare co nsenta. tale paragone. Oi più menlre il bauaglione, composto cli i, unilli to!Liche, ha in sè i mezz i pe r comp iere una manovra, altrettanto, pal'tui, non po trebbe affel'ln arsi dell a divisione di ca\'all eria costituita. cl i due soli elemenLi Lallici. Sulla total ità della cavalleria d'esercito ·1/ 3 sarebbe di lancieri, 2/ 3 cli ca,·alleggieri. L'arrn,tm.ento clovrehbe coni. istere in sciabola., carab in:t e baionetta pel' i cavalleggieri ; sciabola., lancia e revolver per 8 plotoni lancieri, carabina ad un plotone per squ adrone ; revolver per gli ufficiali , gli aiutanti-ufficia li e i sottufficia li tanto cle' cavalleggieri, quanto clc' lancieri. 1

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SULLA NOSTRA CA VALLERIA

STUDIO OliG:\N ICO

VI. Nell'assegnare l'aliquolft-cava.lleria all ogn i divisione di frnHer ia. ~enso èhe non si tratti di darle un quid precipuàment.e da, comhat~ t1mento, lo sviluppo della, azione ta Ll.irn essendo sì_un'eventuali til possibile per la cavalleria divisionale, ma, a mio avvi~o, in 1n:miera aècessoria; irnperocchè,_se ancora la cavalleria potrà cogliere rnolt.i allori sul campo di batta.glia, ciò le sarà dato so lamente con c,1·:mni masse di cavaili bene organizzate e meglio condotte. Invece"la cavalleria. ai corpi d'armata o meglio alle clivisioni -è, secondo mc, voluta. da .altri seryiz i importanti; ma per soddisfarli potre)Jbe Lastare forse un numero <li c1.1rn lli inferiore ai 1 squadrnni portati daJ tipo div isionale prenominato. :'fon intenrlo con ciò affe;'mare cl,1e faccia un riprovevole spn~co di crwnllerìa chi dia. alla divisio1w 1 squadron i, quando di qoe!l'arma ne resti una parte più cl1e surrìcient.e per l'avrrnsco1~erLa e l'azione tattica in grandi riparti; sebnel I i hro sul servizio di 1-;tn10 ·nwruio'r bene lo Schellendort . nv •e., pi·o'· pugnando la clolaz ione d' un reggimento di cava ll eria a 4 sqnndroni per divisione, foce in lrapelal'e che possa, l'isconll'arsi soverch ia qnest.a qn:~ntità e so!o per l';)gioni sì organ iche· come mor:ali egli sostenga dt non fraz1011are 11 reggimento . Anzi in proposito fa voce corsn, che in Germanin si pensi cl' impiegnrc organizzati in arandi riparli tutli i 08 reggimenti di cava lleria, sostituendoli nel!; dir i-. sioni con isquad,·oni cli r iserva, dimostrerebbe, se fos,;e vera, la grande prevalenm che colti. si dit al servizio logistico delh cavalleria. Di più le ricerche storiche mostrano che molti squadron i divisionali prussiani dalla Doe1n ia, tedesch i dalla Francia romarono ser,1za rendere importanti senizi. In verità quindi, allorchè si manchi di propdrzionat.a eavallcria , a mc si affaccia savi') consi" lio il ridurre al minimo possibile la ca.rnlleria cliYisionate.pel' nver; la nrnggior parte ilei_crt~':1lli in qnclla d'esercii.o, tanto più che, anche seguendo tale cr,teno , noi non l'iusciremrno ad opporre di C[U!~sta un numero ben p1·0J)orzionalo alle analoghe cavallerie, per ese;11pio, della Francia e dcli' Austria .

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I servizi, ai quali deve soddisfare la cavalleria divisionale sono: a) speculare il Lerreno a breve dislanza e specialmente nei limiti ·entro ai qual i deve cornbaLLere hi divisione; b} trasmettel'e le notizie nel ragglo d'azione delta divis ione; e) scortare evenlualmenle le artiglierie; d} accompagnare prigionieri e convogli; e) <tccidentalrnente, e più che allro tli sorpresa, dare appoggio all'azione lattica delle altre armi delht divi!:li.one; /') inseguire fugg itivi o qualche nucleo nemico vinto e disordinato. Il compimenLo di questi uftìzi non è simnlt.nneo; imperocchè le ricognizioni dim,inuisco no assa i nell'aLl:o del comlrnltimento; 1ft scorta dell'nrtiglieria cessa, in specie ne'nosLri terreni , appena vi si possa impiegare fanlel'i:t o quaruto le linee di quesl,t diano bastante sicurezt.:tl olle JJatl:erie; l'accoinpagnamento cli prigionieri e di conrngl i avv iene per lo più, allorchè non si cornbaue; l'insegui,mento à.ccnde nell a mnggioranz:t ~de'casi verso ht Jìne dell'azione tattica. Quindi a me pare, e in questo pens iero mi conferma il giudizio di ufficia li dell':irma, per esempio, rruell o del capitano islrnlLore del ,1° dragon i l'l'ance::;e Hocquet, espresso nelle sue ()uestions rl'o1·gan,isatio·n sa1· ln ca:valerie, che cioè baslereh.be a disimpegnare i servizi preindicftti uno squadrone di 1rn ca valli per di visione,, tenendo sempre, ben in Leso, quasi come ecce:::ionale l'impiego veramente utile di questa carn ll eria nel combatlirnenlo. Siccome poi io darei un reggimento di 3 sç1tw,droni rd corpo cl' armala,, cioè uno squadrone per divi~ione ed uno squrléll'o11e alle truppe supplctiYc, così la divisione prima, impegn~ta potrebbe disporre di due squadroni (il proprio e quello suppletivo) , cioè di 280 cn.vall i sul pri ncipio, della campagna. di 3H) a 200 eavall i prim:r dell'ani vo de' rinforii di complemento rlai depositi, il che darebbe 40 cavalli di più di quanto concede ad u11tt divisione l'attnalc formaz ione ili guerra, ca lcolMe analoghe e successive riduzioni negli effettiv i, po rl,tte via per il servizio logistico e la eostilui ionc di grandi riparti le brigale dell e truppe suppletive. Infine formere i 1O reggimenLi di cavalleria divisionale a 3 squadroni aLLivi ed un deposi lo ciascuno; ogni squadrnne attivo dovrebbe co:;tituirs.i di 164 uomini cli truppa, HO cavalli c,130 per ora) : ogn i squadrone di deposito si comporrebbe quasi 1

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STU DIO OrlGi\N ICO

dello si.esso personale di truppa degli squadron i atti vi , colla specialità d'un'aliquota-graduati in più per lo sdoppiarnenro in deposito e squadrone di riserva, e di 20 cavall i al min imo, ~-O al massimo in tempo di pace. Il comando del r eggimento sareùbe 1.enuLo da un colonnello o Lenente colonnello con un ufficiale superiore rice-comandante (Per maggiori parliçplari ved i Tabella A). In tempo di pace due squadrnni col comandante di re'"'imento , 00 dovrebbero esser collocali presso la sede del comando del corpo d'armata e cli una dell e due divisioni; iI 3° squadrone pre,-:;o l;t sede di comando dell'altra dirisione. Frequenti ispezioni del colonnello, riunioni an1111ali del reggimento in qualche luogo scelt.o dal comandante del corpo d'ar111nL/t ser virebher·o a mcl.Lcrc un ili~ èl' in diriu o in. questi reggiment i. Se si pensi poi, che scopo essenzi ale da nwo grnngersi per il buon impiego clell;i canlleria di,·isionalc dovendo csser~e l'affiatamento colle ali.re I r uppe della divisione ed il disimpegno dei servizi speciali ad e;;sa divisione occo1Tenti in guerra.. si manifcstcrit. sub ilo J'ul iIiLit di questa proposta , lanlo che in l•'ran,,ia, per esempio, vi ha qualche distinto ufficiale dell'arma, il quale, a conseguire lo stesso Gne, sostiene la conven icma di organiuare la cavalleria ùivisi0nale iu squadroni inrl ipend cnti; però, a rnio parere, è preferibi le l'organiuazione reggimentale per ragioni tecniche cd ammiuistralive così in pace come in guerrn; ed anche perchè, allorquando sia impegnata' una cl ivisione e venga r jnfo rzata dallo squadrone suvpletivo, o sia en trato in combattimento l'inl ero corpo d'armata, sarà molto utile l'avere un uffìciale superiore, con un nitro il quale lo rimpiazzi e,,entualmente, per co mandare i due squadroni acloperaLi dalla divisione prima imp iegata a combt1tlere o l'intero reggimento, se gli ordini clel comandante del corpo d'armata lo aressero riunito. L'armam ento di questa cavalleria. dovrebbe consistere in scia uo la per tnui; ca1·nb ina con haionell.n. per 1/ 2 sqtrn.drone e pistoln a rotazione, Jancia per l'allra rnel.\; revolver per gli nfficial i, gli aiulantiufnciali e i solt'uflìcia li. In tal guisa l'a rmamento soddisferebbe al serv izio cl' esp lorazion e, e all e evcn l.t1t1l ilit del cornballirn cuto . Tn q~nn to t~ vesti ar io non disLinguerei la carnll er ia clivisionale da quella clt e~erc1 to; solo a~l ogni reggimento darei un colore cli mosLreggialnra speciale secondo 11 corpo d'armata, cui appartenesse. 1

S uLLA NOSTR A CAVALL ER IA

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VII.

A complemento della divisionale, mi pare debba esset'vi una cavalleria particolare ad<lelta al servii io dei t11rnrLieri generali, per il riguardo che ìl suo servizio speciale sLa co me l'attore t:onsiderevole del fu nzionamenlo del comando. Il sistema ora seguilo nou si presta per avventnrn a somministrare uomini e 1,;avalli ben ncconci al se'rviz.io delle gui (fo. La trasmiss ione deg li ordini , la r iferta agli uflic,iali di stato maggiore di quanl o si può aver yisto, il coadiuva re quegli ufliciali nella misura delle distanze, nell'andare ad osservare un dato punto el ci terreno e darne rehlzionc, il portare a voce una comun ieazionc e1:c ..esigono uom ini intell ige11ti e.be sappiano leggere e scrivere, conoscanv suflìt:icnlementc i segoi convenzionali delle carLe topografiche, la nomenclalnra del terreno, l'orientamento ecc., insomma un per:;onale scelto. lno llre aver un paio d'iucl ividui per plol:one telegralìiili, sarebbe comodissimo ngli slrt li maggiori. Le lunghe trottale, gli ostacol i da superare, la. co ntinuità rlel servizio per svariati terren i di giorno e di notte, sollo qnalsiasi intemperie, r2clarnano speciale o.Ltitndi no anche nei cn vall i. Particolare i::;tl'Llzione, frequente esercizio, affiatamento cogli stati nrn.ggiori ai campi ed alle grandi manovre sono mezzi necessari a perfezionare la interessnnle opera delle gu ide. ln un pregevole lnvoro dei capilrmi di slato maggiore Jioreno e Tardi Li, pn bblicato nella 1Uvi.vtrr. 1nilitare, di:;pensa dell'agosto ,1878, trovo l'irlea di prendere come guide i carabin ieri. A111111etterei questo pensi ero qua le ripiego, preferibile for~e all'aLtuale sistema; rn;t non lo n1:cetterei pcl' soluz.ion e sodcl isfacent.e a tutti i bisogn i degl i :;tali maggiori intorno al ;;ervizi o delle gu itle Infaui, anche quando nou si volesse considerare: ·I 0) che i cambinieri , i qunli sono giil pochi per il serviz io di sicurezza ecl ordi ne p11b blico all' inter no del paese, più lo risnltereb~ero iu caso di guefra, giuslo quando maggiormenLe urgerebhe l'aver lo Stato in quiete; ·


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STUDIO ORGAN ICO

$O LLA NOS T11A CAVALl.ERIA

2°) che gli allievi non s'arebbero tutti acconci a sostituire i vecchi carabin ieri porLali all'eserc,ito; star:ebhe sempre lo svanl,1ggio, di fronte a gu ide speciali, della insufficiente preparar.ione dei carabin ieri a lutle le parlicolarit/l.del scr:viiio , cui verrebbero aclrlell.i e del nessuno affiatamento precedente fra loro e gli stati maggiori. A ch i soggiu ngesse che l'impiego dei carabinieri come guide eviterebbe ogni soUra:1.i one di quadrupedi dalla nos tra eav:1 llcria, risponderei sembrarmi preferibile che quei carnlli si togliessero alla cavalleria di l'isionale, il cui servizi.o forse è meno importantc; di quello delle g11ide. l'er organizzare un corpo di guide si oppone a prima. rista la fìnan1.a. Ebbene, mi pare che, scn:1.a nggrnvio economico , anzi con un Lai qual risparmio ( vedi Tabella B), nel comple$sivo J"iortlinamento della carnll eria da me proposlo ent1·i la cosliLuzione delle guid e colla for:m pl'Cindica ta al N. 1V.( vedi Tabella A) . Alle gu ide darci :;,;iabola, 2 rernh·cr, uno da tener:si nella fonda. nno al fian co ; . ciò non cagionerebbe spesa immedìata ; perchè. stante la diminuzione proposta per i lancieri, il 111.m1eto esistente delle pistole a -rotazione ,-i pron edcrehbe . \"orrei che le gniclc vestissero come la. CaYalleria cli risionale , ma con copertura del ca110 diversa e tal e da distinuucrle chiarnmenle di nolle ' di Vrriomo ,,. a distanza, e lateralmente alla sella a,·essero due Lasche impermcahili per ripon;i dispacci, carte ecc. Gli squaclro11i, cli c sarebbero G, ciascono di 8 plotoni e lflle:-li di 2-~ ra,-alli , dipenderebbero per disciplina ecl istru zione da tenenti ; e clLie a due C<~stituirehhcl'O nna divisione amminis{rn lint sollo li1 son'eglianza d'un capit ano, che disporrebbe d'un personale di lrnppa per l'amm inistrazione. A mio pnrere convenebhe, che il corpo delle gu ide f'osse sollomesso all'alta direzione del comandante il corpo di slato maggiore_ l i comando delle guide, col deposi to , coi plotoni pel serviii.o del qual'Lier generale pri nei pale, delle armate, colllpl'esi gli elementi per la milizia mobile 0' del corpo d'armala cli Il.orna, dovrebbe aver sede alla cnpitale; il rimanente starebbe frazionato a buona por"lal,l dei quartieri generali, cui sarebbe add ello in guerra e per quanto possibile in nuclei raggruppali sollo i comandi delle divisioni-guide .

Di questi la formazione di guerra. clovl'cbbe assegnare uno ad ogni armattt.dell 'esercito èli P linea per soprn.intenclere in cssn. nl servizio e ai bisogni organici delle gu ide, come altrettanto fareb be l'ufficiale superiore comandanl e al quartier generale principale per !e g_u_i~e di tutto l'esereito. Nel caso in eui si forma::;se un'armata cli mtl 1zia mobile, si potrebbe proneclerc lii per là al relalivo comando di divisione-guide. 1

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VIII.

Finora la storia militare europea non dà c,,ompio di cavalleria -egualmente impiegr,ta. dagli eserciti contrari. t vero, che adoperare la carnlleria per toprirc le proprie mosse e soprnuuuo por vedere quelle del nemico non è una noYi Lit .della guena moclenm; imperocchè cos·1 f'urÒno da Napoleone r splendidamente impiegate le masse _di quc:-t'arma riunite sollo capi speciali, come Mural e Grouchv. Ma, ~lopo l'ultima guerra franco-tedesca e lo relative deduz ioni falle da.ll'o%errn?.ione storica, si può lener per fermo, che, nel caso di lotta ar.mni.a frn clue o più principali 11ote1ue cl'E11rupn., cavn ll cria , da una parle e dall'altra :-aril al piit presto sp inta innanzi ai fronti d'operazi one e sui firmchi, sec.ondo i casi, per coprire e. scoprire. Quindi, noi.l a ipotesi d'una condotta del pari rnzionnle delle cavnllerie opposte per ottenere tanto lo scùpo positi\'o, quanto.quello ne- . gRtivo clell 'avanscopel'la, si dovrit ;,·cnire al l'urto taLLiw in mas~a sulla direzione tenuta per 11i11 utile; e in qu e~to mlo è logico, mi sembra ' il dare rna•,.,ior probabili lii cli riu:scil,t a eh i :wri1 forzn prenn , valente se non snl front.e ().Imeno in profonrlitil; imperncchè,• se 1 ' . ) • può darsi che tall'Olla condizioni speciali del teatro tl'operaz1one fori;1isèano una linra di spiegamento propol'zionata anche a carnlleria poco numero:;a, questa nullamcno sentil'iL gli cll'eui della sua inferiorità. per e;;scr formata in un ordine rneno denso di quella più numerosa. Un esempio ce ne darebbe la pianura veneta nell'ipotesi ) .


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ST UO JO ORGANICO

di guerrtt Lrn l'Ital ia e l'Austria. Lo spazio compreso Lra l'Adriatico e le ullime sue propaggini subalpine sarebl.Je forse sufficientemente guardalo da 7 od 8 brigale della nostra cavalleria e le divisioni austriache non polrehhero prendere un fronte maggiore; ma queste, venendo all'urto, o con grosse a?.ioni Latliche su vari punl i del frnnte, oppure con isforzi successi,,i nella.stessa direzione fa rebbero cert:unenle sentire lutto il pe:;o della loro superiorità. uumeri ca nel senso della p1:ofondi1.i1.. Copiose ed e.sane informazioni furono sempre principali elemcnli per la buona condou.a della guerra; però ora la loro necci>sità si è falta anche più inLen:m acausa dei grossi esercili e stanle la speciale maniera imposta al funzio narneulo del comando. ~fa un'.a ltra verilit :-i è manifestata; cioè che la caYalleria in avanscoperta può cfo·enlare una lama a due tagli, qualora essa non sia abitnaJa a questo serrizio, m,rnchi <li quadri suni cie11Li e non stia hen e nelle mani di capi sagaci, ard iti , conoscitori del pcrso'nalc e specirdmente degli uffi ciali per convenientemenlc im piegarli, cli generali infine aui a ben inLrndere e presto le situazioni strategiche. Fra un cumu lo di notizie r.crntradd i LI.o1·ie, incerte, con[use, la Ivolta erronee e l' ignoran?.a q ua:)i as:;oluta delle operazioni del nem ico, un gen cl'ùle in cnpo d'ingegno ])l'Cferirebhe forse di guidarsi soltanto col cri terio della propria intu i?.ione. Snl campo di battaglia. l' ufri?.io di disimpegnare fanteria compromes~a, occupare momenl.nneamente uoa posiiio11e con artiglieria a cavall o e ca valieri appiedali, aum entare la confusione e il disorcliue d'una t.ruppa comuiique scossa , fare addensare i ber:;agli di fanteria sotto il fooco delle proprie forze in 11osizionc difensiva, r itardare lo sv iluppo di nn avvolgim ento , ecc ., spella alle mas::;e di cavalleria condo LI e da coloro; i quali fin dal tempo di pace ben se le misero in pugno: e se il terreno non sempre consentirà il simullaneo spiegamenlo cli queste masse, le si potranno adoperare con nrti successivi, ovvero verrà sempre a tempo il frazi onarle per un più uLile impiego del momento. /}iova quindi portare nella cavall eria d'esercito il maggior nLLmero possibile di carnlli da ~ella. Perciò proµorrei di formare I.a ie cavalleria in "8 reggimenti a ,i, squadroni atlivi ed ,1 di clepo~ito; sicchè si ttvrehhcro per l'avanscoperta e l'impiego taLLico a mussa 72 squn droni a HO cavalli (130 per ora), cioè ~ 0080 cavalli , raggi un lo l'effeLLiro proposlo, come avven·ebbe pro-

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babilmeule in caso d'una campagna; mentre il capitano Moreno ve· ne parlerebbe quasi 7z00 el'atlnale forma1.ione di guerra ci'.·ca 9600, to11Jiendo ai cnrpi d'armala le brigate delle lrnppe suppletive. 0 Inoltrc penso che, fìn dal te:11po di pn.cc, si dovre~)hP- collocare cavall eria cl'e;;ercito in luoghi , donde fosse fa cile il radunarla lfl grandi riparli nei periodi cl'islrnzione aulunnale sotto i propri ~enerali, e si avesse rnodo cli pori.aria prestissimo dinanzi all'esercito verso la fro ntiera miirncciaLa in caso cli rnoliilita1.ione. La cosa non semhra poi diffici le . Chi prenda in mnno nna tabella della stanza ordinaria de· corpi, vedrit che nella vallata del Po hanno sede.il 4: reggimenti OS$ia 8'1· squadroni; quindi vi si potrehhei:o meLterc tutti i rn reggimen ti , cioè 72 sqw1rlroni dell a. cavall cr1a, d'esercito . Siccome i 14 reggimen ti alluali hanno con loro il deposito, che i nuov i 110n anebhero, ed avanzerehhe posto per ,12 squadroni, cosi non si do\'l'ellhero ri~contrare diffi'coltà p~r collocnn'i eziandio (5 reggimenti ('I'> squadroni) della ca\'all erm divisionale e i :z squadroni-guide occ,orren li per i 1> corpi d'armala, che la circo:;crizione lerriLoriale dit nlla vallata del Po ; e ciò ad on ta della l'orz'.l. degli squad rnni aumentata, secondo la mia. pro~osla: H.e.;Lercbbe pertanto a ripari.ire convenientemente presso gli altri corpi d'armata, nei quali è div iso il resto della penisola ed ~~e ora sono di ~narnigione 6 reggimenti (36 sq11nd roni) e u depos1t~, solta.nto J reggimenti divisionali (,li.:> sq,uadroni) ed una proporzionala fotza dell e go ide. . . . , ~· . Ma qtw lc collocazione converreb be dare a, gruppi cle . clepo,,1t1 t.anl.o della cavalleria d' e;;ercilo. quanto della divisionaleJ Nel corpo d'armata di Fircme, secondo le inie prnrMt.e, ri uscirel.Jbc libera Lucca, oYe si potrebbe sta bi lire un gruppo-depositi elci~a cavalle'.·ia d·eserciW libero Terni (antica sede d'un reggimento di cavnllena) ove si po(rehlJe mettere on grn ppo-dcposiLi della ca.vnlleria divisionale; uno degli alLri élue gruppi-depositi clcll rt cavalleria il 'e.sercil.o lo collocherei a Sinigal lia , lu ogo in ctù una m ila slava un reggimen Lo del treno e donde sarebbe fa cil e tra siora re i I hallngl ione d' istruzione; l'altro gruppo a Himiui, ove nel ·I860 la òivision.e militare di Romagna aveva 2 squadroni e 2 hatterie sul pi ede d1guerra, ovvero.a Pistoia o a PraLo dove nel ·I860 si tenne per un certo tempo la divisione toscana :on ci rca 1000 cavalli , e certo non mancherebbe il

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ST UDIO OHGAN JCO

. concorso mu1Ìicipale per la preparazione dei locali occorrenli (per Ja forrna_zion e dei comandi dei gruppi_vedi Tab. A) . A Fol igno poi collocliel'ei l'allro gruppo-deposili clella cnvnlleria dirisionnle in sostituzione del reggim ento d'arligli eria; il qnale parlerei in Roma nl Maccao, luogo in cui con poco la\'oro e prendendo qualche !orale alla carnlleria , perchò ne verrebbe clim innila la forza (2 squadroni inver,c di t,. ed I depo;;i to) sareb he fai;i le, sa lvo erL'Ore, il meu.erlo bene a sito. Per tal gni;;a si da rebbe eziandio al co rpo d'armata di. Homa il reggim en to d'artiglieria , del quale ora manca. e, !-erondo me, con molto vantaggio per l'eyenluale dife,-a dell a. cosla e della c<1p iLale, senza danno di movimento nell a suppo:;iz ione d'nn Lrasporto ver;;o l'alta Halia. Per tal ~11i»n i gruppi-deposito sLarebbero Lutti sn lince ferrnte, piìt r icin i alla ralle clel Po, ma abba~tanza al riparo dalle opero:1.ioni militnri, quelIi della cava lleria d'esercì Lo; più indielro i deposiLi della c11vallcria di visionale. 1H quanto allo spreco di mov imen.lo, d ie produrrebbe. in caso di moliilitazionr, questo sistema d'aggruppamento <li depo,iti, portando r er:-o il centro d'Ita lia inclir idni rlelle 2 clnssi di complemento deli ri. cavall eria (1" e .2" in r,ongedo illim iLato) apparlencnl.i al no rd dell:i penisola per po i rn ggiungere a suo tempo i co rpi loro nel!.~ valle del Po, sembrami cosa Lrascurahile; imperocchc, quelle classi sommando in tnllo a circa 7000 uomin i, solo 3500, a conLo assDi largo, nnclrehhero ::;oggelli. all 'andirivi eni preaccennato cn n 1m anrnenlo di l o i:'> treni ferroviari . TDle picco lo inr.onvc nienlc sa rebbe compensalo da nitri nntaggi e soprnlulto cla maggiore mob ilità della cava lleria. 1.n caso di f'ormaz ione di guerra, per esempio degii .clemen ti di ·I" linea in 1 armate (2 cli 4, una cli 2 corpi d'arm.nta) e di una armala di ':? corpi cli milizia mobil<' da. portarsi a lìanco tlell'e~ercito cli ,ta linea . si potrebbero costi tuire co i 18 reggimenti delln. c:wDlleria d'esercilo (6 cli lan cieri, ,J'z èli cavalleggieri) due div isioni di ravallcwia a 3 brigale l'nna (6 reggim enti, 2 di lancieri , 4- di cavalleggieri) e 2 brigate n :3 reggimenti ognuna (2 di cavalleggieri, ,J di lancieri); oppure :J division i a :3 hrign te l'nnri . qunnclo si componessero 3 armate di 4 corpi cia,;c nna, inglohu ndov i. 2 corpi cli 2° li nea: e fin nlrnente si avrebbe modo di fare altre combinaz ion i a 1;econcla delle Yarie possibili formazioni di guerra dell'esercito , Però

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sarebbe bene attenersi alla composizione ternaria dei grandi i parti , imperocchè e;;sa facilita l'impiego delle 3 schie_re _nell'urt~ in massa, forma quasi universalmente ammessD per la m1gl1ore, e g101ra anche rillo sl'iluppo del sistema d'avanscoperta. . 1 Ho proposto che la ca valIeri a cl' esercìlo constasse -~er / 3 cli. lancieri e 2/ 3 di cavalleggieri; perchè, questi essencl~ pm acco~c~ al; l'esplorazione e non potendo impiegare in tal~ faticoso serv_1z10 I~ stessa forza più cli due o lre giorni di seguito, si avesse mocl:o m ogni g11rnde riparto di mutare a. suo tempo le colonne es~lornnL1; mentre quelli, dando consislen:1.a maggiore nell' urlo, funz_ionerebbero d~ riserva in ogni grande un iLà, senza che nulla impedisse l'adoperarli nella esplorazione. In quanto al vestiario conserrerei la tenuta ~tt~ale, modificando la foggia delle mostreggiature in guisa da ben distmgue.re questa ca.Yalleria dalla divisionale. Intorno all'arnnmenLo, aggiungo che per qnanto talu ni sostengano l'ulililit di sostitu ire col re1oh·er l'arma bianca nella carica, la plurali Là degli ufficiali di canlleria crede il contra~·io: . . . . Infatti nella discu:;sione tempo fa av\'ennLa fra 1 p1u cl 1st1nl1 generali ameri cani intorno alle ril'orme dell'arredament.o ed armamento del soldato, il generale \re:1.lay 1Ierrit, comandanle del 5° ~avalleria, e q11 indi giudice attend ihile per la su~ c?~npetenza tec~1ca nell'::rr.m a al pari se non pi 11. degli allri genera li , difese con cal di a'.·..,o-omenli conlro il revoh·er l'arma bianca, che secondo un vecchio adaaio est toujonrs chal'gée. cara l.lere tallito spiccante della cavall eria & l'urto, il quale l}resce in proporzi oue cfoella della nwssa mollip licata pe1· la velociLù . Ora la velociLil de i mùvimenti del tiratore, per quanto si ahh iano armi a tiro ra1lir1o e si adoperino a bre\'e distanza, è nemica. della efficacia del fu oco e viceversa. Quindi la sciaùo la e rn.egl io la lnncia sa.mnno sempre le armi preferibili per la caricn, specialmente in ordin e serrato• e contro cavallerin armata cli lancia . Forse nella misch in e nel ie lolle individuali, come i! lanciere lascia talrolLa \'O lentieri la lancia per dar di mano alla sciabola, i;osl non sarebbe irriprohabile clie il cavaliere, quando n.vc:;se nella fonda anche un revolver, vi dasse di pigl io a preferenza delle anni bianche; sicchè potrebhesi sostenere In co nI

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STUDIO ORGAi':lCO

venienza di dare anche il revolver a qualunque specie di cavalleria, se. non vi si opponesse la questione del peso giit rilevmHe, dal quale ,è gravalo il cavallo, e qllell a della spesa, coslando, per esempi<~, la nostra pistola a rotazione modello ,J 87 4 L.· o?, 70, Ln quanl:o al moschetto di cavalleria, che cqnsideralo in sè stesso h~ non pochi pregi, pure ammesso che la cavalleria debba eventua lmente aLtaccri.rc odifendere una piccola posizione anche conlro fanteria , mi parrebbe preferibile una. caeahina. più hingn, meglio se a retrocarica, e che stesse nelle conilizioni bal istiche, per es ,, cli quella Ma user, la quale tiene uLi le l'alzo fino a ·1300m, In Ingh il lerra si reclama giit ri rnmenle ltt sostituzione della carabina Henry-Mortini con un'arma. di ,maggiore più effi.cace gittata. L'nggra vio e(:onorni co per 1ft costruzione di circa i!OOOO carabine da. cava llerin, ripartibi le su vari eserci"i finanziari, verrebbe a lungo anelare compensalo dalla economia che le mie proposte introdurrebbero nei qnadri clell'a rma, e nou llla11chereube 'modo d'impiegare vantaggiosamente gli au.uali mosch.etli. L'i mportanza di Cornire la cavùlleria di unR potente arma da fuoco è confermata dall'esperienza dell'ulti ma guerra d'Orien te; i ttlValieri russi vi consumarono nn numero enorme di cartucce, app iedando per l'attacco e la difesa di posizion i, come, per es. , ad Eski-Zagra, a sucl-ovest cli Plewna, presso Sofia, f<'il ippopo li , ecc. Ora vengono per nlLimi, intorno all'orgnn iuazione della cavalleria. cl'e$ercito. due quesiti : ,J O t utile e necessario l'avere grandi _riparli di cavall el'i,t co. sliluiti fin dal tempo cli pnce? 2° È utile e necessQrio il pone la. c,walJeria cl'eserciLo, forrnnt« in grandi riparli, sotto un un ico comando, che di verrebbe r .oi, pre;;so il gran quarLier genera.le, il !',ornando genera le della cn.valleria, co me vi ha quello del genio e clel l'a niglieria cd ,d quale perciò converrebbe dare analoghe allrib11zio1:i :m tutta la. cavalleria del!' e~ sercito? Le rag\oni, contrarie al serviiiy d'avanscoperta fati.o per corpo cl'annata, furono già. bene indicate dal cap iw no Moreno, e sono così manifesle a mio avviso, che non va le la pena di ritornarvi sopra: anzi credo fermamente, che all'atto della rnobilit.azio110 le brigale . di cavalleria. dei corpi d'a.rmat,t sarebbel'o date alle armate raggruppate o non, a seconda della l'orza-di ({llesle e del loro $peciale

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incarico strategico, in divisioni. L'aver fin dal tempo di pRce costituite queste grandi unità di cavalleria produrrebbe senz,1 dnbbio alcuni vantaggi e certamente quello . non piccolo dell'affiatamento tra capi e dipendenti; ma, a. mio aYViso, vi stanno contro due considerazioni, cioè: . a) che non è bene far rnanife,-;to fin da.l tempo di pace il riparto della propria cavalleria d'esercito; imperocchè, se queslo fosse mantenuto nel caso d'una mob ilit.azillne e d'una. mdanata, servirebbe d'indizio per il nemico a più fo.cilmenle indovinare ht suddivisione dell'esercito in armt1t.e a.i pri1ni contalti colla cavalleria d'avanscoperta; e se non do V'esse essere mant,enuto, sarebbe stata cosa. inulile, anzi dannosa so1.to i Ipunto di vis La. morale, il fa rlo prima. per disfa.rio po i; b) che il riparto dell'esercito in armate, subendo l'infl uenza determinativa del piano di. guerra, potrebbe condurre di per sè medesimo a costituire le grandi unità di cavnlleria d' esercilo in maniera. diversa da. quanto si avesse stabilito sin dal tempo di pa.ce. Dunque forse non conviene tener costantemente formata la c,tva.lleria d'esercito in gr:rnòi ripari.i, tanto più per noi; i quali, stanle la limitata forza numerica di essa., non inconlreremmo gravi diflicoltàa raggiungere egualmente il rnnlaggio dell'afiìatamento cvi capi, facendon e passare volta a volta i poch i reggi men li, durante le esercitazioni autunnali, sotto tutti i generali destinati a. comandarli in guerra raggruppali in divisioni e bl'igate. Quello invece, che a me pare importantissimo, si è l'avere fin dal tempo di pace i generali di cavalleria, a.Imeno nel numero slrel.lamenle necessario; imperocchè per ben condurre una cavalleria. d'esercii.o non b,lsta possedere naturalmente l'occh io e l'ardore di un Murat, ma necessil,a e buona conoscenMl tecnica e lunga praLi cn. nel maneggiarla . L'iaea d'un'ispezionc generale di cn.1'al lerirt in tempo cl i price a mèsembra. ottima; IllR quel la d'un unico comando della cava ll eria in tempo di r')O'uerra.'' se sol.lo il punto di \'isla or~a.nico ed amministra-· u tivo si potrebbe creder vanta.ggiosa, rispetto all'impiego logistico e tattico dell'arrm non mi pare ammess ibi le per le seguenti ragioni, Nei grossi eserciti moderni il piano di guerra assegna alle diverse armate obiettivi strategici parr icolari per modo, che l'azione successiva cli esse cospiri a raggiungere lo scopo genenile e delìnitivo delle operazioni, Quindi il comanélo d'arma.la, si può dìre, è nel-


SU L LA NOST RA

S T UDIO OflG1\ '.'ll CO

l'alta gerarch ia militare un di:;cenlramento clel comando supremo, una swt parziale sostituzione distri bnita, sull'esteso fronte di schieramento per agevolare le fu nzioni del comando in càpo . I comandanti delle armale perciò possono, anz.i clebbono svi lnppnre la loro iniziati\'a nella sfera strategica sollo il peso della loro r~ponsabi litil e mantenendosi pi(t che·sia. possibile fedeli all e direttive del generale supremo. Pertanto giova che l'avanscoperta venga esegu ita per arma la secondo te indicazion i generali cle l comnndo in capo ; il qua le deve pon e armon ia anche in questo servizio fra le cli verse al'1Uiìle, nvendo sempre in mira l'effcuuazion e de' propri in' tenclimcnti o preconcetti per quanto il nemico il consenta, o don1ti alla situa:done del 111omcn to . I l generale d'n rmata dcv'esser ad unque il pr·imo a sape!' notizie sul nem ico dalla propria co rnllerin, salvo ' una comunicazione contemporanea al gran quartier generale. Egli, per grad o, sapere e conosrcnza delle idee òirettivc del comando supremo, deve e :può dare a quell e notizie il suo npprezzumento; imperocchù spesso a lui si presenteril la. nece::siti1 di prendere una risoluz.iuno prima che giu ngano in proposito ordi ni o istruz.ion i del generale.in capo . li fa r po i vagliare e confront.are le notizie dei rnri grand i ripal'li di ,cavaJJeria dill cornando generale dcll'annri . a mc non pn re ulill' cosa . Infatti, ,,e :;i ll'altas,;c di pum mal.erialiti.t, l'incarico non corrisponclorebl1e all'clcl'atezz.t del gr,Hlo del ti tolare, e nel caso co ntrario solo il comandante supremo e il suo stato maggiol'e potranno compiere quell' uffic io cou cr·i terio ben ro rrispondente ai proget:li dcll,' grandi opcr.rz ioui: rnenlre nl gran qnartiere generale non debbono perrenire direl.lamcnlc notizie inattendibil i e conlrnddittoric dalla sl. e%11grande unil.it cl i. C,w nller in in rt\·ansr,operta; imperor.chè ad impedirlo pronedel'it lo slc,,:;o genera le comandante ({Ltell' unilit. od aniveranno da lle al'mal.c iu fornrnzion i nnovamento epu.r·ate dai cnIl1t11Hhin1.i cl.i queste . Circa ai rnntag.;i di Llll comando unico delh1 c,I\ alleria nel s110 impiego tatl.ico a masse, a me pare di non do,•fwv i,;i consentire; perd11'> quel comanclo spesso per forza maggiore ~i spezzcl'ebbe, stan le i largh i fronti di sp iegamento degli eserciti attuali e la molta probabilità che, nel ripi egare dietro le linee delle armale alt'avvi i:iuarsi della. battaglia, la cavalleria d'esercito il faccia. in varie direzion i de

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in diversi gro:;:;i nuclei; i quali di rado sarebbe poss ib ile riunire convenientemente pèr l' urlo. Siffatte cause aum entano, senza fall o, d'importanza nei no:;tri terreni; ove se è difficile Lrornre, lungo una linea di spiegamento d' un grosso c::;ercito moderno, siti atti all'impiego a mns:;a d'una cliYisionc di carnlleria, lo è di pii'.t il ri nvenire localiLà capaci di 3 o 2 dirisioni di CiW,1lli . Quindi anche sul campo di battaglia l'impiego della carnlleria per: annatameglio risponde; o con ciò nulla impe<lirebbe al comando supremo, quando se ne presentasse l'opportunità , di fo r cospirare ad uno scopo tattico unico la cavalleria di tulle o di alcune armale sollo la temporanea direzione di quel generale, cui egli credesse di affidare co testo incarico .

l X. Le nostre batterie <la 7, quantuuqttc ahb iano la leggerezia massima consen tila ad w 1 cannone cla campagna di suiliciente potenza, pure, per il fa t.lo negli artiglieri seduli sugli avanl.reui , sui sediol i e sui casson i, pare che non po;;, ano ~cgui re sempre le mosse della cavaJJeria. Qni ncli sono d'aVYi:;;o che, n complC'!.are l'organizzazione della cavnll eri a cla adoperarsi in a, anscoperla e u n1asse sul campo , di battaglia, non si clorrehhc t.mlnrc a prendere qualche prorved imcnlo clie, senza nggrarare di troppo il bilancio , :-oddisfo ce:;se ad un'imperiosa net:e:;sitit dell 'escrciLo; imperocchè enlronclo in campagnn con le batlerio da, addette a grandi riparti cli cava lleria, diminuirem mo non ,:;olo il numero elci nostr i cannoni di già non rilevante per ogni corpo d'armata in confronto dei corpi. francesi e tedeschi , ma correremmo cziandio iI rischio di ,·edere fo rse decrescere la mob ilil~t della noslr-n c;m1 lleria. All'artiglieria di campagna sul piede cli pace occorrono 6700 cava lli e al 1° aprile 18, 8 .iuveceesisteva no pre:;~o quest'nrma 8309 ( !) quadrupccli circa, dc' quali 7860 ab ili al ser,,izio di gnerrn. Qu indi si aveva un sopran-anzo su l piede di pnce di 15 19 ca rall i, de' qual i cil'Cfl 500 si potevano tenere d' nna etA super iore ai I ij anni . 1

(l) Anche questi dati I pressoché g:ustì quan,lo questo la,·oro fu rcJatto, 01·a più non co1Tispondono al vero ed i miei calco li stanno unicame nte nel cam po della 1Jrobabilitò. ANNO X:'t'1V

Vnf. 1.

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STUDIO OCTGAN ICO

SUL L A "fOSTRA CAVA L I.. EHIA

Mancando di dati unìciali, faccio l'ipotesi più larga per comprendervi la massima probabili tà, cioe, che oramai siasi rientrati in artigl iel'ia nell'effettivo quadrupedi stabil ito per il piede òi pace. In tal caso non andrei forse lungi dal vero, se dicessi che dalla vendita dei caval li piLt vecch i ed inabili si abbia ricavalo circa 300 mil a lire; alle quali aggiungendone altrn 300 mila, si potrebbero acquistare, al prezzo medio di 800 lire l'uno, i 750 cavalli Pte:;so a poco occorrénti per costituire 6 batterie a cavallo su /4, pe1,"i tanto in pace quanto in guerra. Il hilancìo non ne riceverebbe un aggrnvio maggiore per i foraggi, impel'Occbè, ad onta della proposla compra, in complesso si slarebbe al disoLlo dell 'effeLl.ivo caval li del ,1° aprile ,J878. Se i cavn lli a 1tuali ,dell'nrliglieria superassero le mie supposizioni, ne verrebbe econom icamen te fac:ilitnta l'organizzazione propos l11. Le baHeriP a cavallo doHebhero es5ei· sempre SL~I piede mobil e presso 6 cle' 7 reggimenti d'artigl ieria da campagna stanziaU nella valle del .P(); onde le si potessero esercitare in tempo di pace e portarle presto all a frontiera in caso di guerra co lla cavalleria, alla qnale dovessero venir addette . . Propongo la formaz ione di ,i. pezzi per batteria, pen:hè, in ispecie nei nostriLerren i, mi :-embra assai uti le avere batterie nHtb il iss i1110 , che stiano sempre so tto l'impulso diretto dei r,,tpitan i e perchr-! l'impiego d'artigli eria t;OH cava lleria e con t1,o c,tvallel'i<l assume per riflesso tali caratter i di fugace opporlun iLà , che la stessa hallel'in a cavallo di G pen i, eome hanno le alt.re poLenzç; in un terreno un po' ·irnpnr,ciato , risponderebbe, parmi, meno bene. So ltanto una somma prontezm di manovra può fa r cogliere vantaggi ed e,·itare con ti nu i peri col i, dare quindi ai capi dell e batterie ma,ggior fondamento ad

i serventi a cavallo, o vinco!ino la mob ililà dell'arma sua o non siano in ca.so cli seguirlo, dovunque potrà inclirizzal'e la mnssa de' suoi squadroni . In quanto al personale, le r,ose per ora dovrebbero, secondo me, esser condoLte nel modo più economico; cioè tra.rre con qualche espediente gl i uUic iali dagl i auuali quadl'i dell'artigl ieria; fare al-· treuanlo per h truppa, prendendo H indiv idui in mecl ia ad ognuna. delle ,J 00 batterie da campagna,, Ma, se anche Ja ol'g;rniz.zazione di ques te (i haUerie a carnllo dovesse importare un maggior dispendio ordinario di circa 600 mila lire all'anno e non si r-iuseisse a cavai' fuori dagli altri articoli clel bilancio rrtwsta somm:1, non sareb be bene chiederne i fondi al Pmfamenlo, il qual e, vista la non r il evanza da una pan e, l'u til ità d(~Jla spe:,a qa:ll'altra, fo rse tosto li concederebbe? Consi1lerala la cosrt nel comp!es,;o clelle mie pr·oposte, la. qn istione economica sarehbe meno a.rchia, $tanlc il r isparmio cbe s(:a turirebbe cl,tlle i-ifor rn e de' qnadri della cavalleria.

,OSOI\L

.~on ho sr:ritto a caso 6 batter·ie; imperocchè questo numero dovrebbe rispondere alle possibili comb inaz ioui rli raggruppamenlo della C(nalleria d'esel'cito in grand i nnil.it. lnfalli se, per e~ ., si l'ormassero 3 divisioni di cavall eria, ognu na a,,rebhe 2 ba[ l. erie; se si co~tit.uissero due. division i e 2 brigai.e, que:;le anehbero ,J hat.l eri;,, quelle 2 bat.teri e pee ciascurnL Comprendo r,he 8 pezz i al ma~s irno per (liyisione sono pochi; però ,nn generale di. cav,dl erfa doneùbe, credo, ·preferire l'avere pochi ,cannon i, ma atti ad appoggiarlo da. per tntt.o, ché un numern maggiore di pezzi ; i qmil i, per non ri vere

X.

Settan 1.adue squadro oi di cavalleria d'esen:ito sostenuti da {i batterie ('2,1 cannoni) non sn rehbero certo gran che, anche nell 'ipotesi d'una, guerra. nel nosl.rn territo rio, di fronte a,i 1J:1H squadroni almeno che polrehbe opporci la Francia, non calcolando i quinti. squadron i de' :H: reggimenti incl ipenclenl.i dai wrpi d'a rmala, e ai 12{) clell'Austrir1, ri11ror1.a1.i rp1elli al minimo da 11,1 ('I per ognuna delle S division i e dell e f>brigate autonome) sull e fi'i' batterie a· e.avallo dell' esercito, ossi,l da G6 cannon i, questi da ,1O batterie a cavallo (HO pezzi) . Nè bastl.l l'affermare che i nostri terreni neutro.lizzerebbero in massima p'lt'le que;;ta superiorità della. ca.va.1.l eria oppost,Lnell' ipotesi cl'unag11errain IlaJia colla Frr1ncia o r,oll'Anstria, per le ragioni pi ù volle in questo scritto ripetute circa al vantaggio dcli:-~ maggior densitit. del sisLema. d'avanscoperta. })robabil men te non sarebbe ia.re la sp roporzionata. male ndunq ue, se si cercasse un modo di bilanc \ . inferiori tà numeriea del la nostra e.a vallcria cl'escrciLo senza nuocere


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ST UDIO OHGANICO

alle proprietà Lattiche essenziali di ques t'arma e sfruttando le condizioni particolari de' nostri terreni . . . A me pare che tale mez.w potrebbe o,,ser chtto da una.fanteria speciale, che nun vincolasse la mob ili !.tt dell a cav.illeria.; 11m. n111. i h1 ponessl:l in caso di trovar:;i più forte sulla direzione decisiva ad onta della sua assoluta e compl essiva inferiorità di numero. .1~ vero che uomini capttcissimi, ecl in specie nell'esercito tedc:;co, pensano dover !et cavalleria bastnrc a sè mcclosima e per c1uesto la si vuol armata cli carabina; 1)1.:t. tengo anche per vero che, nella supposizione di due. cavallerie contrapposte in pari cond izioni di forza e di condotta, salvo infhienze alea torie sfuggevoli a.d ogni previsione, pre,•arrà molto probabilmente nel raggiungere gli scopi dell'avanscoperta. chi avrà saput.o rincalzare co nvenientemente il suo sistema coli'appoggio della fanteria. A.lruopo sarebbero, a mio avviso, necessarie alcune cond izioni particolari , cioè: . a) che la fanter ia desti.nata a sostegno dell'avanscoperta fo <;se co::.tantemente caprtce cl' una rapidilit di marcia non inferi ore almeno alla metit di quella, ~he svi lu ppa la crtrnll eria, alternançlo il pns~r> col trotto; b) che fin dal tempo di pace questa fanteria si affiatasse colla cavalleria; e) cl1e i generali di cavalleria venissero abitua.I.i a.cl adoperare tale elemento di rincalzo senza farne zavorra ai piedi dei loro cavalli; ma disponendone in modo da poter premlere con nrn.ggior fiducia. e libertò. una rorma d\lYanscoperla; la quale, ad onta d'inferiorità. numerica assol nl:a, consentisse di porla.re sulla direzione pitt opportuna un numero tale di S(JU.adrnni da. metLere il probJema dell'urto decisivo in buoni rapporti di fo1'1.a, lasciando su lle altre.pari.i del fronte, p . es., semplici pat.tuglie, sostenute indietro, nd llll tal , qual numero di chilome~ri, da una linea di fanteria pei' arresi.are qua lsiasi punta In della cavalleria nemica da quella lJanda. Salvo erroni, ini parrebbe, ad esemp io, non piccol.1 utili lit che, andato a mal e l'urto decisivo, il velo retroposto della fanteria im pedisse alla cavalleria del nemico cli raccogliere il frutto dell a sua vittoria, slnrrandolc il pass(~ per volare sulle te;;te di colonna clpll'e;e;ercito, e che il nem ico si trovasse imbrogliato o rni;;t.i /ìc,11.0, quando, riuBcendo a forùre il velo dell'avan::;coperta e urlando

SULL A NOSTRA CAVALLERIA

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contro riprtrti di fanter'ia, li giudicasse punte d'ùanguardia ; mentre forse nessuna gl'ossa colonna dell'esercito si rinverrebbe vicina o atTat.lo da quella pa.rt.e. Per cosl;luire la. far1teri,t spec.:ialc preaccennaln., ridarei l'antonomia a 'IO b,ittaglioni bersagli eri ('I per reggimento) e farei in guisa, che col riparlo del Con tingente di leY,: essi a.S5LlTH~SS0ro ~Ostantemente l'e[ett.irn cli guerra a.Ilo scopo eh poteri , spedire subito alla frontiera, esercitarli cont.inuamenl.e e sopraUL1Lto nelle marce, nel servizio di sicureiz.a o nel tiro . Toglierei loro lo zrtino, sostituendolo con una coperta. arroto lata mediante correggie él i cuoio e contenente qualche po' di biancheria, pochi oggel.Li di pulizia, alcune ra:i:ioni vi,,eri di r i:;erva, od un munizionamento incliYidnal e più forte. . , In seguito, consentendolo il bi lnncio, mi pare che sare.bbc c'.lsa buonrt il dare a (Jlfe.;; t:i battaglion i ed arn~he alle compagnie alpme un fucile a r ipetizione; e il Xropatshr k per citarne uno, che, secondo le ultim e not.iz.ie, ha confermata ht sua bontà in una serie èl'esperienze fatte al 6° ·baLt:1.gli ono cacciatcù·i austriaci. I be1·sn.l:\li eri autonomi dcivre li hero e.,se.r messi in gua.rnigioue nella vrtlle del l'o, e pres~o i comandi delle l1rignt.e della cavaqeria: d'esercii.o . A renderli sempre più mob ili, si potrn bbe stab ili re, 'a Siena per eseuipio, un deposito centralo pcl' essi; al quale dovr.e (Jbero essei· mandate in caso cli mob il it.azìonè le due prime cla:;:;1 m congedo illi mitato come t.n1ppc di comp lemento, da spedirsi in seguito in 11uclei succes~ivi ni battaglioni dopo d'averle ben all enate. Ma presso i battaglion i al.lìYi slrircbbc il necessario per il loro arrecla.rnenlo ecl equ.ipagginrnent.o cla gnerr:1., ed essi, al pari dc' reggimenti dell a cavalleria d'esercito, dovrebbero conoscere, fin dal tempo di pace, ove pr(rndere, al primo cenno, i quaclrupecli da tiro . Le altre classi in c.: oogcdo 1llimi t.ato potrehbero essere incorporntc nei reggimenti bersugfieri o servil'e tt ·co mporre nuove compagn ie speciali; qua lora i bisogni ~lella gnerra portassero all'organizzt1zione di altra cava lleria d'esercito. In quanto alla pRrte eco11omicri. della proposta, penso che si potrebbe evitare ogn i sposa, diminuendo propo1.·zional.amente l'aliquota del contingente annuale da assegnarsi agli 80 reggimenti dì fanteria e agli 1O reggimenti bersagliet~i. La preinclicaLRdiminuzione di contingente non porterebbe, parrni , gran danntl ali' orga11 isnio dei 1


SULLA NOSTRA CAVALLERIA

STUOJO ORGA NICO

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reggimenti; imperocchè sì tratterebbe ìn complesso di ·1500 uom ini all'anno da. dare in più ai 1O battaglioni predettì, cioè 1o uomini circa in meno per ognì reggimeni.o cli fanteria e di bersaglieri; Lanto pìù che abb iamo esuberanza d'uomini sug!i organ ici di guerra . La creazione clel d.epositn centrale si r idurrebbe a cosi piccolo aggravio, che il bilancio della. guel'ra vi provvederebbe forse senz,1 rìchiedere aumento di Còndi ; del resto lo si potrebbe formare soltanto nei primi giorni di ultima preparaz ione alla mob ilitazione . Aclot.lanclo siffat:La misura, si c1vrebbero circa 8000 nomini di fan teria capaci di marciare costantemente colla veloci Lit cli 6 o 7 eh iI.oin. in nn'ora. Quindi nell'ipotes i di u1Ht marcia, ad esempio. cli ,i.O ,;hilornetri eseguib ile dalla cavalleria in circa ,j ore co i riposi, i her,;aglieri, dopo lo 1;tesso tempo, si potrebbero ll'ovare a ,J1 o ,1:3 cliilomcLri thtlla coda di co lonna dell:t cava lleria.. Combinando bene wl. movimento del sistema d'avanscoperta in ogni giornnla. di. rnarcin. le ore cli partenza dc' ber:;ag( icri, t l1e sono in caso di muovt}rsi se1up re prima di giorno e innam,i che la cavalleria , ia qua le deve pen,-are al governo dei cava ll i ed ù poco acconcia ad agire di notle, si rimella in cammino, i comandan lr' dei gmndi riparti di cavall eria potrebbero aver sempre acl 8 o ·I O chilometri dielro la riserva di avanscoperta nna rete di nuclei di fanteric1. ben ,conness,t con loro mediante un buon sistema dì coni5pondenza ; e ciò anch e qu,rndo si dovessero fare dalla cavalleria rnarce più. rap ide o più lnnghe per prender conLatto co lle truppe nem iche. Non entrando in que;;lo stndio lo wiluppo del come ::;i poti'ebbe combinare l'impiego di qu.esta. fanteria speciale co lla. cavalleria, mi lrnsta d'avern e accennato il concetto, clte d'altronde darebbe cziandio il meuo di rinforzare convenientemente le compagn ie alpine sull e alpi e sugli appenn ini, quando le opera"ioùi r i fossero giunte. A.d ozni grande riparto della ca1'alleria d'esercito si asse311erel>hern :i o 2 di questi lrnllagl ioni anlonorn i,. a second:t de'I co1ne si fo reb !le il raggrnppamenlo della predetta cavalleria in ·col'rispondenza. colla formazione di guerra dell'esercito; infine questa fan.l.eria, mob il issima e resistenle più di queìla degli ordil1ari reggimenti her;;siglieri, oli.re che ncll'avansconerLa, })Olrebbe e;;ser molto vantarmiosarncute usatR in [ll1 allR cavalleria e all'al't.iglieria a cavallo anche sul campo cli ballaglia. Alcunofpot.rebbe opporre, che, non convenendo creare altra fi1n1

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teria speciale, ogni hallaglione di bersaglieri $a1·cbbH al caso di dare appoggio ad un'avanscoperta di cavalleria, Per vero non sono di quest'avviso, specialmente consiclerando la media d'all enamento di un battaglione bersaglieri, richiamate le thtssi in congedo, M,\ mi conlen Le rei anche di que$tO espediente, purché si facessero tt'ulonorni ,1O b,1ltaglioni e si a/Tiatassero sin chi tempo di pace col servizio loro assegnato in guerra .

XI.

Le I.a.belle A e B dimostrano che le mie idee produrrebbero una economia di L. 107000 circa; quando gli urn.ciali sopravvanzanti, co ll oc,Lli in aspettativa per riduzione di corpo, fossero rientrati nei quadri per coprire le vaf:anze annuali dell'arma, e che, tenuto conto di L,1lune esigenze particolari della carriera in carnlleria, i qriadri proposti ponebhero in migl iore relazione l'avanzamento con quello dei quadri di fanteria; al.l e proporzioni dei qnali , a. mio credere, si dovrebbero accostare piìL che 1fosse possibile le armi sorelle. I miei cri1eri vennerÒ in complesso ind icali nl principio di questo scritto; Joro base genernle fu l'atu]iento, secondo me, delle già buone qualilit organiche della nostra cavrdlei·iit, mirando ad armonizzare nel miglior rno,lo pos;;ibilc i b,i,wgn i d.cl suo impiego nell a guerra moclcrnit colle atluali nosLre condizion i cl i fotto , Tengo da 11.ltimo ad afformare, che in tuttociò ebb i a sf:opo principale la mia istruzione e per 111111 :.i. ,;'entrò la sfiilncia nella attuale organizzazione: la. quale ha pare non pnch i pregi e p1·imissimo fra gli altri l,l molta pieghevolezza alle svariate esigem:e d'una eventuale formaz ione di guerrn. De! reslo, senza vo!er togli ere importanza alle condizioni organ iche come agenti sulla qaalità intrinseca cl'un'arma, qnello che più importa si è l'avere bt1011:1 cavalleria; e .le belle tradizion i della no5tra assi<.; ut·auo che tale è, tale si dimostrerebh.e i11 caso di prov:i reale, sia co l p1'e:;enle organ i,;;mo sìa con · quello, che per avvenlllt'a le desse ch i ne ha il diritto e In competenza, Il ccipiw,no aggregcito di sta,LO ma.,qgio·re TROIU HlNA LnO .


SULLA NOS'f R A CAVALLERIA

STUDIO ORGANICO

Organico proposto per la cavalleria Italiana. U Fl'IZIAL!

Tl\UJ>!•PA

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Aiu tanti Uffiziali

Contabili

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C ' "alletia ( ~ ( S tato, Magg_;oi·e divi·ionale ;;, l .~110 ,quadro~e 10 Re•". ) o::) I ro squ,1tlro111. "'" ~ - l llepos1io . . Sta to )lag!?ioro . . . . ~ "') :l Com a~di° di Divisioni . 5:':! DenOSIIO . , . . . . ·;;;,:3 Un 1>lotone. . . . . . ~ Upo sq uadrone (8 ploto11iJ i::: 4:; p lO tOlll , . . . . . o

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Comand: d ei gruppi / Un gn1ppo (16) 1 Depos11., dell~ Cavalleria <l' Ese rci to Tre grn ppi.

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Co manrli do i i:ru ppi ( Un g ruppo ( li) De posrtt del:a l Cavullel'ia divisonu le / Due gruppi. .

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(l) In. t,,so di sdoppiamen to in deposito e squadrone di riser va, con nuovo promozioni s i do •:rebbB ' lo sdopp,arnento u1 d_epos,to _e squadrone d i i·is,ena. (3J Istru ttore di cqu,wzi one. e maeSLl'O dt c upo.r11 1e.ch ma1;g1om a soLto 1st,·uttorc ,lt equ itniono. (G) Due.tele,rafi,ti. (7) !n caso ,fi sdoppi a1Mnto rent.i, utilt~za11clon a nche quelli di com1)lomcn to. (8) Non s i è assegnai.o un aiuta n,.e magg;ore subal 1a collocazione prnposta per 11 tem po d t PllCe . <9) L'amtan te 111aggiorn in l" si è posto col grado dt es1st811 t.e al la s_ede de l comando, seconrlo la collocazione proposta per il te mpo i:i pa,)r.. (! I) [) irct_toro (lrom d1,taccaL1 d·un perso nale_contabile. (1-1) l_st ru tt,>1·e ,re(Ju itazionc. il5J J c.o m;rnùan~i di divisione g\·u ppo co~sta_ d, f. squad,·0111 d t de posi to. /l~J Dtrc ttore de'con t.i. ( Hli Un uffiziale di m,, ssa. /20/ Jstrut a1 comandi dt grnppo, potendo· qu esti se1·virsi ùi quelli degli squa<lroni•deposito. i23j Tenente co

N_. B Aggiunto il person~le corot;,bile cte·gradu~t.i cli t rup,,a de' .)Omandi-deposito ,1 q uello de'sei strat1v1 da una parte, all'eventualità di formazionfl <lei squar.lroni di riserva dall'a ltra.

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prov,·e~ere agli uffiii J li occorren ti. 11liliiza ndovi a nc ho que lli di compleme nto . /'2) Aliqu(l l:t in pi ù_ ,per !Cbet·ma .. /4) Aliquota-gniclu,iti in pi(1 rie,· lo sdor1pi(lmeno in d epQsito e squa<lrono di l'JSe rrn. (;,, 11 10 deposilo e squarlro,u, di riserl'a, si' dovrebbe provvedere con lll\O l' C promoz1on1 agli uffiz1,ill ùcco.,· ~rno, essendo pochi gli squadl'oni tt1ogni ,·cggirnen~o e duo St~h. nlla s~de . del .com<n1do., seco 11 ,d?

rente, .essen,·Jo 1,enenti i coma ncta nli d i sq,i;,dr·onc . i!O) Un u!hw, le. sani ta,,,o. v1.srn la poc_a fo1 ~a e, Coot1. /l2) Un suba lterno 111!ìcia le di nwssa. ( lll) I com311d1 d t ò11•1$1onc _forn1rebi>cro gl~ squ.,: for'.11rehbero gli squa Jroni d ist , ci:a ti . (15) Ogni gru pp(\ ,:onsla d t G òQUarlr~n , dt d_epos1t/\ . •(!, ) 0~0 1 1~~e ~~u1iazione. (21 ) Sotto istru tr.ore d'cquitnii one. (2ZJ l se llai e I manisc;i lcht 11011 fui ono dati 0 1

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squadroni-deposi to d ipendenti, pa ro cl'iJe nte 111 focil ità d i soddisfo re s1i bisogni a min i ,1i -


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Quadro delle differenze fra l'organico proposto e l'attuale in personale e in spesa. G R A DI ,

Organico

Org,1nico

prop~s to

attua le

lliffe1·enza

Spesa

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Tenenti Generali ( •I) . Maggiori Generali (2) Colonnelli (3) . . Tenenti Co!onuellì ( 4-) Mnggiori (5) . Ca pi tani ai ut. magg. in •IO e conlllndanti di S!(Uadronc (5). Tenenti aiut. niagg. i11 2° e di sr1uadro11e (6) Sottotenenti (6) . Capita ni nwdici (7) Tenenti e -Sottotenenti medici (8) Capitani vewrinari (9) . . . . ; Tcucuti e Sottotenenti veterinari (9) Capitani contabili ('1 O) . . . . Tenen ti e Sottotenenti contabili ('I O) .

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Riassunto spese ed economie relativamente all'attuale organico.

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Spe~a in pt u . Spesa in meno Deduzione per spesa iu più nella truppa

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zappatori ( 19) . . . . . di maggiorità e di sq_uaclrone (iO) Appuntati (20) . Trombettieri (20) . Zappatori (2.-1). Maniscalchi (20) Sellai (22) . . Vivandieri (2'.2) Soldati (2.0) . Id. Id .

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TOTALE

Trttppci . Aintanti-uffiziali ili ·I" classe (1 11) 1 Id. id. di 2" id. ('12.) :I Fur ieri maggiori ( 13) ,I lrl. di contabi liti, e di scrnadrone ( 13) ' l Sott'ulfiziali di rnaggior\tà ('.14·) , . Id. trombettieri ( 1o) . .

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(I ) $ ti(len/Jio, i11ùe nnità cavnlli . 5 nizioni for~g~io. i~ì S tipendio, in rle n11'tà cnn, lli, 4 rnioni for~irgio ,. i:1den11itl1com~ n:lo per -\\ nn _mag gi(!". gcn ern le :::! > i n pili pcl' reve nt ual t! ·f,,rn,azione di 3 yrimcJi ripart i. {3) Stipendio . indcnnit.t'l CiJ\'<iili , l! comando l raz1oru foragg:o. (;l) S_u 1>endto 1 1n.deo nlla _cav:tl ll, s l'azi oul foraggio e t ol to L 121100 pCI' intien11i<l, com ;tn(Jo e una rar.i onc fo1·,,ggio d1 più al f;iOrno ~1 10 u,n:nti l.!Ol (! nneill Ce..l mtH1.lr1n t1 di i·eggirn ent~. (5) Sl 1pc u.j io, iudènnil.h c.1 v;Jlli ~ ra1.1oni for;1Sgio. secondo 10 r,L ton li co mpe lenzc (G1 ~ t1pc 11<1io, iu dcmutà c avalh, fon1~g!o s1•conrio le Co1npeteuzc ;Jtlu t~h . non c;1lcohu.a ,·111dcnn ilà ullo;.;gio, µcrchè non co m pctcnz:l gnncr;) ln {7) 5 ti peudio rlc lrarti~ht~·ia e ge nio , iudcuni ta c;,va lli d i fan tCl' ia , 1 ru z.io1ic1 foragg1 11, ,Si St1 pcr,rli11 ll'a rtigl,erì a e genio (\11 Sti pend io rii ra nt.t>ri:1 . d OJ S ti p,~11ilio dr fonteria , più per· l4 suball.e rr n (,. GOJ - d , sopr11ssoJ,fo a n11uo cn mn <1 in•t1 ori dei c011Li. Dalla som ma rco11om i1.1.a w ~i Lolsono I.. 10; !00 pr•r sop,·a s,ol-ìo d i L. 830 ,,unu~ - a 34 s11 h:il terni co ntabili nìnciali ù i mas; a (Il > L. J,050 ,li P3SH cuir,o :i e L. :?50 - d' indc nniLà ;,111luale di ,·cst i r1r10; non si c1déol,,1. o i sopr~ssoldi per ra fferm;,, C!1sendo p:ig:a ti co 11 fo n. li specia li. n~.H L. 80:) - f)t1ga, L ~~O hulcn nitil \'('Sti,.1 1·io annu ,,l mP1He. {13> 1\ssegno giormJliet·o <ll ti1,dc e L. 200 - di asseg no corrt.~do . (l li A S'5t•g 11o gior ual i<~rù d i f uricl'e, e •· SSt.1 0110 di ) ri mo corredo, pi(t rl ~01>1·a~soldo cli L 800 annue, come i:; tru t.Lor·e il i equita1.ione O ma estro d i schcnn.i. tl5) ,\s,;,•gnv gio naltl'rO e tir (>rimo co rrc,lo. qt; A~egno ~io1:nillien) del s ~tt·u ffizi ale tro 1.1)betl!e re e pri n10 cor,·NJo (li) ~\sstgr10_tlioc.1i:il:er o ti ;.1 sergt?nr c d i c ,H·.:1 llcri~ o pr!mo corr~rk, ._< 1&) A:H~1g no g,ornttlrtro c d, _pr,m o co,.,.edo . nnJ Assegno g10,·11al1ero del ca po,·:tle t.rombctLrere e d i pnrno corre do. (201 Ass~gno g,o,·n,.1l!ero e d , 1w1 rn ù c11rre,lo. (21) A'ssc~no grorn;iliero utd solda to, 5 cent. in pii, e urimù (·on·,•do . '2 t) Asseg" o !,hr ualicro ,L l sohla LO e ù i pl'in,o corl'Cclo. (~3) I.a t,1bella e.lei· l'a tw :. le organico h:·, {1uestn cifra s bagliata. · ' · N n. La ra1.ione fora;;gio . r11 calcoluta ~ L. ! ,75, cioil come l'addehit/1 il governo a c hi prelevi 1·a,.io11 i in pi ù, qnnnt u:·. qn e s' crc<ln che il ~ctlio r os:o <!~Ila_razion e f<lrai,g,() ue _stra .al t1isotto . L'a sseg 1111 di tlrimo corTeclo si ca lcolò per intero; e ciò si recc p~r mette r<} in c onfront o !a spcs;i i11 più per ;i i;h a:utanu-ufnc1ah a l'cn t, un'rndcnn ità ,·cs tial'iO maggiore con q nell a · in meno pc1· i di minuiti fl/1ier i maggiori e f'n"ic,·i. ~·


ARTJGLJERJA DA CAMPO

RASSEGNA TECNOLOGICA IIILITAHE(

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ARTJGLIERlA DA CAMPO

III. ··I prim i G:1n1:oni ri5a ii. - Sistl'llli Cava l li e Wahrendor(f. - Higaturo fr.ir,cf,SC e prussiana. - Il hrr>nzo a l'acc.i il io quali metal!i da ca mion(•. - Successivo sviluppo dell'al'Lig1ieria rigata ùa campo; - jn Inghilt'crra; cannoni ad avancarka; - in D~lgio: nuo,·o matPriale - in Prussia in Ftanc ia; i canuou i Rcffye; caunoni De B;)nge - in Austria; b1·on"to acc iaio Uchatius - in Hussia; canno ni modello 1SC6 ; materia le di recente ;:1dozione - in ~pagna; cannon i di bronzo 3cciaio - in Sriner,, - in I ca lia ; esperienze dc1 seneril lc Hosset; rierchè si aclott.a,·ono cannoni da 7 in bronzo; pr oposte per au mentarn<J l'efncac i" ; i cannoni da \l ccntim. - Dati di costruzione e di tiro di .vario iH'ti glierie da campo.

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noto eome cfa l 1850, in seguit.o nJl'int.rodnzionc negli eserci ti · del fucile r igato, s' iniziasse presso i principali Stnt.i europei qnel ' ln.rorio di trasformaz ione del' nrnteriale d'ni·Ligli eria, che condusse prima nUa.soppressione totale delle bocche da fuoco lisce da campo e puzia!e di quelle ·da muro, e poi alla quasi generale n.do,,ione dei · cannoni a retrocarica per le batterie da campo. (Juesle innovazioni , imposte dalle migl:orate condizioni delle armi cht fuoco portntil i, av~vano dn ristab ilire il tnrbato equilibrio fra !'a,,ione della fanteria e dell'artiglieria. Nell'anno 11804 poi essendosi corni ncinl.a la coraz,,atnra delle nc1vi, si riconobbe la necessità r1 i aumentare pure la potenza delle artiglierie da cosUt e della marina. 1

( l) V. cl ispens~ di genn3io.

317

li problema della riga.tura dei cannon i fu risolto praticamente nell'artno 1846 dal generale Cavaili, allora ca.pilano d'artiglieria nell'esercito sardo . Re C,trlo Alberto averngli accordala la facoltit di far costruire in Isvezia .20 cannoni da 1-0 (centim. Hi) e 2 da 80 (centim . .20,8), secondo il sistema da lui idealo, cioè a reLl'Ocarica, con J!animlt solcala da due righe disposte ad elica. Questi cannon i, di cui quello da JO era stnto fuso presso la fon- · cleria di Aoker tli proprietà del barone Wn.hreÌ'1dor/T, erano cli gh isa, é lancia.vano granate pure cli ghis,J, del peso cli 60 e 2D chi log., le quali avevano due alet.le venute tli getto . Wahrendorff ne costruì in seguito altri secondo un prop rio sistema, pure con rigatura ad elica e caricnrqento dalla culatta, m,~ con proietto a vvollo da un' incamiciatura di piombo da fo rzarsi nel le due r ighe. I sistemi di ricv,atora. Cavalli e Wahrendodhi distinguono aduuque essenzialm.en te in ciò che qut sto è a soppressione di vento , quello con vento. Sebbene il C,walli preferisse quest'ultimo sislemn, i suoi primi cannoni a relrocarica si prestavano pul'e al caricamento con proietto forzalo. Allo ·scopo egli aveva dato all'anima p1:esso alla culnLta ca- · libro maggiore.« Justement - egli dice -pour qu'on put, si l'o_n voulait, encore faire cles essnis cornparatifs plus complets, clu. l.1r . avec venL e de r~elui forcò des mCmes projectiles sans et nvec l'eilveloppe d'une matière mall éable >) ('I) . Non credendo che la rigatura a soppre,-sione di vento per compressione pot~sse ùumenta re la precisione di tiro, il Ca.valli s'nltenne tuttavia al sistema di rigaturn con vento non so lo, ma o.bbnndonò ·più Lardi pure il èaricamenLo dalla culalla ('t). Non c.osì il Wahrendorff che migliorq il sistema n. sopp ressione' di vento per compressione nell'anno 18~i·I aumenLnndo sensibilmente · il numero delle r ighe, e facendole più profonde. Le bo,;che da fuoco sistcmit Cava'lli conservarono invece le due · righe ad elica, diametrnlmente opposte, ed il proieLto le due lunghe 1

(l) CAYAUI, • Aperçu sur le cano11s rayés > - Torino, stampcl'ia Beale, 186~. ('2) I n.fatti i cannoni da 16 libbre (l'l centim J im piogati con quelli dn 40 .e <la 80 libbre sotto Gaeta e Messina erano ad ar anc,,rica .


318

ARTIGLIERI A

alctr.e di gcuo, di sezione simile a quella delle righe, e {foposte $econdo un'el iea di egual p;1sso . « Nello stato attuale dell e cose - scrive il cap iLa110 Cla varino - (,J)· semb ra rnn clo,·ersi più nu1.ri1· dubbio alcuno circa la scclttt <la farsi. fl sisterna a soppression di vento per compressione, cioè a proietto forzato caÌ'icanlcsi dal la culaLla, è cceto quello da preferie:;i. Oltre al soddi;;fare m.egl io degli alll'i nllo scopo proprio tlcllR rigatura, di dare al pl'o ielto il necessario moto di roLm;ionc attorno al suo asse di fi gura, offre i vantaggi di velocità iniziali. più cos tanti, di tntieltorie di una l'ltdenza più regolure, di deviaz ioni minori in altez1,a e quindi di ul1lL nrnggior precisione di Liro in Lai senso, cond izione d,c è precipuamente d.n. rice1·carsi nella gc1e1Ta campale, ove i bersagli prescnla.uo al sol ilo gran<le largheua e piccola altez:i:a >). Ma il sisl.erna d.i cari carnen (o dalla Loec.1. godeva. di 1nol1.e simpatie sia ·perchè- di pitì facile costrnzione e ·scn'izio, si,t perchè lo si r;re<leva mciin soggetl.o a gnasLarsi, c0n quale fon<lamenl.o vedremo in scg11i.to. Vo levasi anche dai fautori di questo sisteuu che il ?tri carnf~ll Lo dalla culatta prtisen lasse poca sicui·eiza; ma dopo l' csper1enzn. della.guerra franco-gcmrrnn.ica e clopo che il Krupp costrussc ,ed csperi111.en1.ò roH or.timo successo ennnoni da 35,;.S cenl.im: a retrocai-icn i qua li laneiano proietti del peso di ch ilog. 525 con cariche di sparo di chilo g. •l ;Jt;, nessnno più osa rnetl.cre in du bbio In surt res istenza, quaado il r.:a11none è costruir.o ,t dovere. Adotiarono il sis!ema \Vahren dorff fin da principio le artidieric belga, i.nglese, pru :;sianc e quelle della rnnggiornnza dei piccoÌi Stali rcdesch,; le nlLre diedero la preferenza al sistema di caricamento dalla hoccn, c1n indi all(I rigal.urn con vento, che venne introdollo in Fra.ncia nell 'anno ·18i58, in Italia nell'anno 1l8i>!J, · in Sviz1.era nell'anno !8W2 ed in Anstri,t nel 1863, dopo chepcrdne ann i si cra110 far.Li sperimenti con cn.rir:hc di pirossili na : T;·annc la Rus$ia, che adottò nell'anno 1866 il sistema p russiano perfozionato con l'aiuto del Krupp, e 1R Sviaera., clic nell 'anno 11860 incom inciò a coslroil'e cannon i d'acci,1io a retrot:al'ica, le alt.re artigl ierie l'irnnsero fedeli al si:,Lerna di caricamento dalla i.Jocca uno dopo la guel'rn Jrrmco_genrrnnica 1

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(\) 1: a-r tlglicr ia da, campo in l/uropa. -

To r in o, stampe!'i a Rc,1lc, 1876, (l ng. li.

DA CA:11P()

I sistemi di rigatura delle artiglierie da campagna più estesi essendo quelli francese (La Ritte) e prussiano, li descriveremo suecintamenLe. Secondo il sistema francese l'anima del cannone è so lcai.a. <la s·ei righe identiche, equidistanti fra loro, piuttosto pro fon de, ìc quali hflnno andamento ad clica.. La. sezione è Lrnpezioidale, con ·i fianchi incl.inat.i, ma non in ugual misuro., essendo quello di sparo meno ripido di quello cli èar icame11t.o . I proietti hanno due corone di alette, incRsLra!.e nel la parte cilindrica. del proietto su cli [rn'elica cli'passo ur,ua . n le a quello delle r i!!he. ln ciascuna ri~w quin1ti s'impe<mano due aleue.' una anteriore ccl u.na l)Osteriore. A fine d'impedire· l') gli sb~,ttimenl.ì del proietto nelle righe all'ano dello sparo, una ili esse venne rìstl'etla., avvicinando al suo Lcrrn ine il 11auco di caricamento ll quello di ;:.paro. Il sistema prnssiauo ha 111.1.m!}rn rnri,tbil e di righe, sempre grande. Le righe hanno seiione eeLl.:rngolare, e.on arrotondamento verse il fondo, e sono 'poco prn f'onde. li proielLo ha diameLro superiore al ca.l ibrn del pezzn; la sua pnr-tc cìlinclricct è commessa fortemente ad un involucro di metallo a::-sai dolce (inca.rnicì:ttura di piombo o corone cli rame) . All'n!.to dello sparo, la spinta dei gaz obbliga .il proietto ad avanzare ; sicchè esso si modella sull'anima, genera ndo delle sporgenze le qoali en trano nell e r ighe e coslrin•~ono il 1·o-roietto all a rotazione. . Con l'uso d<3ll a rigatura e dei proiett.i ei lincl~o-ogiva li crebbe per uguale calil1ro il peso di questi ultimi e pet' consegnenza anche quello della carica , l'esperi enza avendo dimostrato doversi la l'C'gola seguita per più se coli dagli arligl ieri di tutte le nazioni, secnn<lo la qnale il peso della carica normale dei c,1nnoni lisci. crasi fissata n.d 1 del peso del pro ietto, applicare in genere pure ai cannoni rigati, / 3 er P conse"uire vclor:ilit ini1.iali non inferiori .a quell e ch e si a\'evano . ·i;on i éannon i lisci. Poi cann.oni eignti da campagna que~Lo rapporto 1 è co rnpl:eso fra. / . ed 1;\. . I.:'aumento non iusignifìcnnte della. carica espone la. bocca da fuo co l'i Vo-ala a ma"~iori sforzi di 1-·)ressione delle l)Occhc na. fuoco , c \~ lisce, ed il liro.nzo ordin :u·io, di cui in addietro erano faLte Lu.I.te le fl rl iglierie da c::inp,1gna, per- la defici ente s:ia durezza più non poteva ritenersi il miglior metallo da cannone . Oltre ai ragguarV

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ma.

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devo~i sch iacciamenti l'anima dei cannoni di bronzo rigai.i si danneg~'.a prontamente per e[elto degli sbat.tin1enti e degl i intensi attr, t1. (( Nel Liro r~pido poi con forti cariche ii bronzo si riscalcb proutamenl.e e patisce LalYolt.a, nei luoghi ove il metallo è più eterogeneo. dei principii di fusione,. .-\. cagione di toli difetti le bocche da fnoco di bronzo, mano mano che si inoll11ano nella loro vit.a, perdo_no la esa ttezza di Liro ; sicchè non· è .generalmente possib ile esaul'lre la resistenza di cui sono do I.ate» ('I). La rigatnra aveva quindi per effetto il pronlo abbandono de l bronzo nelle artiglierie di quei paesi che producono u,Hjni acciai. L'acciaio tfa ca.nnone oltre all'essere . mollo omogeneo, ciò che si' ottiene mediante conveniente miscela delle materie prime e loro fusione ad allissinrn temperatura, ha da possedere una considerevol<~ dnrezza, pur conservando una écrta duttilità, indispensabile a prevenire gl i scoppi improvvisi. · I ?~I.li gr~zzi ~lopo la coliua hanno il diJ'eLLo di essere a~sai porosi, quallla che 1nflu1:;cono svanl.aggiosamente sulla resistenza del metallo, e per el iminarla si assoggelLano all'operazione di f'ucinazione dopo averli riscaldati lentamente lÌno al color cilier,io . . e La produzione di, arliglierie d'accia.io in buone condizioni di resistenza è monopolio di poch i industriali esteri . Oggidì i fabbri ca~~ri, di cannoni .cl'~ec(aio i più rep11tati sono il sig. Alfreddo Krnpp d, _hsse.n, la soc,cl!t Bochnm nelJa \ estfa lia, il sig. Sclmeider propnetar,o _delle officine del Creusol., gli stabi limenti go,.,ernativi di Penne dt Ohuchow in Ru:;:;ia, sir W. Arrnsl.rong, la casa With\\'Orl.h e lo _slaLilimento gover:nalivo di Woohl'ich in Inghiltena. Krupp fon~1scc at~ualmente cannoni a qnasi tutti i govern i d'Europa, e gi/1 abbwrno visi.o come nel suo stahilimento :;e ne fabbricassero da ll'anno :J847 al 77 o!Lreai ·li> mila. . I primi cannon i rigati, a .,,oppression di vento· per compression e, adottati. c~a.ll'artiglicria inglese furono costruiti dal!' Armstr:ong ell erano cli leno malleabile, più tardi si fecero di ferro ed acciaio in sieme taHolti. Il governo inglese profuse grandi somme in ordina zioni di q nesto sistema, ma i risu l!ati non risposero all'aspcUal.i rn.

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(I)

DA CAMPO

Al1T!GL!EHIA

ELL&XA .

Co,·so di -mate>'iale

a·ai·tiglieria, -Torino, J872.

Ai cannoni a retrocarica Armstrong si sostituirono perciò quelli ad avancarica. Woolwich, dapprima nelle artigl ierie di gran poter1za (anno ·f 865) e·poscia anc.he in q·uelle da campagna (anno 11870), fabbricati secondo il metodo Fraser, cioè con tubo interno d'acciaio temperato , chitiso sul fondo, e manicotto di ferro fucimÙo . Il manicotto è destinato a rinforzare · la melà posteriore del tubo,. ed è fatto con forLì sbarre disposte in triplice ordini cli spirali concentriche e ·fra di loro saldate in guisa che le spire di contatto vengano ricoperte dalla sbarra esterna. L'anima . non ha che tre sole righ~ dì sezione simile a quelle francesi mel10 poche m~dific.azioni; hanno cioè gli angoli rien. tranti maggiormente arrotondati ed il fondo alquanto eccentrico. Non si può negare die le esperienze di tiro folle con queste nuove bocche da fuoco in Inghi lterra ed in Francia dimostrassero poler le medesime co1:npetere coi migliori sistemi di cannoni da campagna allora in uso; ma i mezzi estremi cui sì dovette ricorrere per ottenere quella straordinaria preciiiione cli tiro e radenza di traiettoria che si :Jmmirano nei ,cm:uwni a reLrocari~a , sembravano per molte ragioni di tin rnlore t),oblemalieo . 1 buoni risull ati ottenuti nelle esperienze coi cannon i Woolwich devonsi atl.r~buire alle grandi cariche, alla ,;ostruzione razionale _ dei proietti, alia riduzione massima possibil e del vento, nonchè alhi -tolleranza minima ammessa. sia per le bocche da. fuoco, sia pei proieLLi. Il che è qnant.o dire che alla preci,,ione di tiro si sacrificò la facilità di. costruzione della ho~ca da fuoco e dei proielli , le quali c1ualità costituiscono uno elci pregi principal i del sistema ad avancarica con vento. · Nè puossi ragionevolmente ::;perare ·in una maggior conservazione di queste artiglierie. Ormai è a tutti noto come nelle bocche da fuoco rigate ad ·avancarica si form i.no, dopo un da Lo numern di' tiri , numerose corrosioni nell'anima prodotte dai gaz, cl10, atteso il .vento, si fanno sLracla fra. il proi_etto e le pareti dell'anima. L'a:ver ridotto _:1 vento nelle nnove artiglierie inglesi al minimo possibile, non sopprime la $fuggita dei gaz; lR causa dell'i1Ùempestivo deperimento dei can, noni sussistendo, scbben in minor grado, ne consegue che in un avvenire più o meno prossimo essi ne dovranno subire gli effetti. AN NO XXIV. "f'O L.

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I quali si manifesteranno nei cannoni usati, la cui probabili tà di colpire non risulterà più eguale a quella verifi~atasi nei tiri d'esperienza. · Queste considerazioni acquistano valore dal fatto che negli ultimi tempi si ventila in.Inghilterra la questione del ritorno al caricamento dalla culatta con proietti forzati. ' La casa inglese Withworth, che come abbiamo visto espose a Parigi acciaio fabbricato secondo uno speciale sistema, e che fìn dai primi tempi erasi schierata fra. i seg1iaci del WahrendorfT, mamlò all 'ultima mostra mondiale un cannone cht 9 libhre (calibro cent. 7) a 1:etrocRrica. Que:;to cannone ha il tubo . di un ·sol pezzo d'acciaio fuso~ compresso allo stato liquido, mutellato, temperato a,!J'olio e. rinvenuto di tempra; la parte di culatta è rivestita con un cerchio ad orecchioni . Il grande svi tuppo · dell' inclDstria siderurgica in Germania e In. riconosciuta horHa. dell'acciaio fabbricato dal Krupp, già. all'epoca dell'introduzione delle prime artiglierie rigate, indtissero la Prussia ed i minori Stai.i tedeschi a sostituire fin dal 11839 que.,to metallo al bronzo nella trasformazione del materiale da carnpa<rna. E cli ciò essa, or ·mena vanto, come va orgoglio.sa at'aver subito adottato la rigatura a '.5oppression di veni.o per compressione, perseverandovi malgrado il poco credito all'estero e maJ<rrado l'insod(lisfacente prova· della campagna di Boemia l'anno 11866. Con fino discernimento ·es.3a riconobbe che non il sistema ma la fabbrica1.ione era difettos éLe perciò ri, olse. ogni cura a migliorarla . Aquesta sua co.,lanza deve il sistema Wahrendorff il defìnitiYo trionfo sul sis[emà Cavalli . I primi cannoni che si costruirono in Prussia sul sistema Wahren dorJI furono d'attacco e difesa da 9,t~ e l(S cent. (anno "8i.>'7); nel 11·859 si costru irono cnnnon i da 9 cent. d'acciaio da campagna detli di modello 18_6 ! . Gli studi per la costruzione cli un calibro minore continuarono e condussero all'ado1.ione del cannone da 8 cent. modello 1864 . Dopo la campagnà austro-germanica i cannoni modello 186 1 ve~nero pa~·zialmente, e quelli inodello ,f 864 totalmente surrogat,i da, cannoni da campo modello ,J867. Questi ultimi difTeriscono cléi quelli modéllo 11864, solamente in ciò -che il cilindro di èulaUa è '

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DA CAMPO

ARTIGLIERlA

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più robusto ed il congegno di chiusura più massiccio e solido; l'anima è identica a quella del cannone modello 1864. Qcraidì l'artialieria, tedesca è armala coi cannoni d'acciaio da 8 o e da"'" 9 cent. a retrocarica modello 4873, i quali si sostituirono pronta.mente a quelli modello 1186,1 e 1186&., dopo che con la legge 3 luglio erano stati accordati i fondi per la fabbricazione del nuovo materiale. Le due bocche da. fuoco sono cli identica costruzione; la culatta è rinforzata cla un manicotto d'acciaio. L'anima. hq. .24 righe volaenti da sinistra a destra. L'olturatore è a cuneo cilinclro-pri;:, smatico con anell o otturatore d'acciaio sistema Piorkowski, ed è attra.ver:'la.to dal focone obliquo che sbocca nell'anima.poco al di sotto del suo asse. I cannoni modello 1186 11 e 64 furono abol iti non perch è avessero fatta cattiva prova nella cmnpagna 11870-711, che a.nzi per bontà ecl efficacia essi resero eccellenti servizi, ma. perchè altri Stati, cioè l'Inghilterra e la Svizzera, erano riusciti a costruire cannoni di qualità balistiche superiori. Oltre alla Germania. introdussero subito cannoni d'acciaio il Belgio . ed altri piccoli Stati nordici . L',;1.rtiglieria. belga conserva tuttora i cannoni adottati nell'anno ,186 1. Il congegno cli chiusura è quello Wahrenclorfl' con fondello otturatore di cartone. La Revue d''artillerie ( 1) annuncia tuttavia prossima l'adozione nel Belgio cli· un nuovo materiale cl'aniglieria, da campagna, consisténte in due bocche da fuoco d'acciaio cerchiate da 8 cent. (Ret.). Lo stabilimento Krupp, che fornì i due cannoni cli 'prova sperimentati al poligono cli Braschaet, ha ricevuto commissione per il numero · di cannoni, e rispeui,,i affosti in ferro, occorrenti all'armamento delle 20 batterie da campo. La Francia fu la prima ad adoperare cannoni rigati in guerra. Napoleone III' conosciuti i risultali sorprencleti ottenuti dall'artiglieria sarda,. spinse l'artiglieria francese alla trasformazione delle bocche da fuoco da campa.gna lisce in rigate, in seguito di che si adottava nell'anno 1858 il cannone rigato ad avancarica da 4 libbre (cent. 8,65) con rigatura sistema La-Hitte. Avendo esso fatto buona · prova nella campagna 1859, nello stesso anno se ne costruì uno di 1

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(1) Fascico lo di dicembre IS7S


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A R T IGLJ El1 1A

calibro maggiore, cioè di cent. 12,13. ~cl 186~ venne adottato un cannone da 1O cent. da sostituirsi a quello da 12 riconosciuto troppo pesante. Allo scoppiare della guerra contro la Germania però il cambio non erasi che in minima parte effettuale,, e le batterie da 12 fi guravano presso le batterie in maggior numero di quelle da 8. Quali prove facessero questi cannoni di fronte alle· artiglici-ie tedesche è no lo (1). La fiducia nel caricamento dalla bocca ern. nell'esercito francese talmente scossa che ancor durante la guerra si coslruirono cannon i di ùronzo a retrocarica secondo il sistema Rcffye . Dopo la guerra si istituirono varie commissioni per gtabiJire il sistem:t d'armamento delle batterie da campo e si esperimentarono oltre ai cannoni ado ttati <lrti pr incipali eserciti, cannoni Vavasseur acl avancarica, Whitworth a retrocarica e parecch i caunon i d'acciaio a retrocarica presentati da industri al i francesi . Noteremo che il sisLemR Vavasseul' si distingue dagli altri per le righe impresse sul proieuo mentr~ l'anima del cannone ha delle sporgenze, specie di costole. in èni cntl'ano le solcature del proietto . Nelle esperienzc.èli Liro emersero i pregi del nuovo cannone ad :wancarica ingle:-e e le comm issioni doveLLero ammctLere avere esso L1·aiettorie più radenti, e quindi a.ngoli di caduta più piccoli e spazi.o baLLuLo più este:;o degli altri cannoni da campagna sperimentati. ~~ bene però avvertire che nel novero di questi non erano compresi il cannone prussiano mod. ,1873, nè quello Krupp acloLLatl> in !laiin.. Per radenza di tiro rivaleggiava in quest.a circostanza con quello inglese da 9 lihhre (ce!1tim. 7,6) il cannone da cenLim. 8,4- ( R e!.) SYi7.ZCl'O. Tullavia le commission i si pronunciarono in favore del sistema di caricrtmentò dalla culalla, allrihucndo, a quanto pare, i buoni risu.ltaLi oLLenuti col cnnnone inglese non a bontà del sistema ma a perfezione di coslruzione. « L'accuratezza nella costruzione delle bocche ·c1a fuoco e dei rispettivi proietti - osserva molto a proposilo un giornale teclèsco - può dar valore anche ad un sistema meno 1

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(lJ Quale inOue,,za e,e,.ciLi l'arnw.nOllto dell',irtiglieria ne lla decisione delle batto glie si può rile vare da ciò, cbe mentre si nttl'ibui:;co In cau,a prin~ipalc d elle 1·ittorio rraocesi ni cannoni rigati, la supcrio;-ità dclrartiglicria tedesca alla francese nell~ guerra 1870- 71 contribui non poco 3 f~r codcrc fo bila,::ia dal loto tedesco.

325

DA CAMPO

perfetto, come una fabbr icazione difettosa. può togliere ogni pregio al sistema più razionale>> (1). Si riconobbe eziandio la superioriL.i. dell'acciaio sul bronzo come metallo da cannone; ma non potendosi a quell'epoca fare assegnamerl'lo sull'industria nazionale per il pronto armamento delle ~a tterie cla campagna con cannoni d'accia io, si adottò come materiale . di transizione il cannone di bromo a retroca rica Rcffye . Se ne costrnirono quindi di due calibri, cioè da cent. 7,5 (can~n cle 5) ~ da cent. 8,5 (can-on de 7) . L'an ima in ambedue i canno~H ha ~ ~· righe volgenti a sinistra. Il congegno di ch'.nsura c~rnsla cli un cil1ndro }1 vile interrolla, e fondello olti.lralore tl1 rame, tacente parte del bo:,solo melrlllico entro cui è contenuta la carirn. I~ atlrnvcrsato dal focone obliqnamenlc all'asse. · A questi clue cannoni si aggiunse nel ·1870 ~1ucllo Lal~itolle, del cali bro di cent. 9,ii, cl'accirtio fuso a retrocnn ca, cerchiato .con. 6 cerchi d'accia io puèlellato. L'anim,i ha28 righe . Il congcgn_o cli chu.1,~ sura non differisce da quello dei cannoni RefT)•e; l'accensione pero avviene in senso normale all'anim a. . Per qual ità. balistiche ìl cannone Lahitollc compete col. prns:;iano da. 9 modello 1873 e col nostro da 9; ma è troppo pesante. Il perioclo di Lrnsl'orrnaziunc del ma.lerialc d'artigli ~ria_ da campo in Francia accenna ora al suo fine. Fra hreYe le ballene ri_cevera~~o il definitivo loro armamento, c.onsistente in d1Le cannoni <l'_acrnuo sistema Dc B,ul"C con cerchi dello stesso metallo, clel cali bro eh cent. 8 e 9. Il ;umero delle righe nel primo cannone è 2ft e nel secondo 28; il congegno di (:hiusura -~ simi~c a que.llo. ~el c.'10nor,1e Lahitolle, vale a dil'e a vite, m;i, p1u leggicro e cli piu facile ~ane~oio. Entrambi sono muniti di speciale fondello otturatore cl 111vc~~ione dello stesso a11torcrdei cannoni. L'accensi one del la carica ha luogo in direzione dell'asse dell'anima. . . . Dal poco che si sa intorno a questi nuovi canno ni pare che I medesimi superino in poten7.a quell i tedeschi m?~·.11~'.3'. ma pesa~o alquanto più, cioè chilog. 390 e 4.50; le velociLa 1n17.1ah d_elle gra~ nate sono nei cannoni fran cesi metri 485 e 4-75 ed in quelli tedeschi 464 e 440. 1

( I) .4.rchiv

(u,· àie Jrtillerie-unct lngegnleur-OfTi;rlere, anno

1874.


32Ci

ARTIGL!EfllA

· L'artiglieria ~ustriaca nella campagna del 11866 aveva vantaggiosamente comhaltulo quella prussiana, ma questi furono gli ulLimi . ali.ori raccolti sul campo di battaglia dal sistema di caricamento dalla bocca, e dopo la guerra franco-germanica nessun militare in \ Austria più si nascose 1a necessi-tà di adottare cannoni d'acciaio a \1'~trocarica~L'industr_'ia del paese no~ potendo sopperire al bisogno, s mtavolarono trattative con Krupp, ti quale presentava due cannoni da 7,5 e~da 8, 7 che sperimentati di edero ottimi risultati. La spesa essendo grave e le Diete dimostrandosi restie ad accordare i fondi . f ecessari, il progetto fu in seguito abbandonato, tanto pi ù che l' U'1, lthatius, allora colonnello• d'ortiglier-ia e presentemente l'trenerale di\ ' , .'> . ; 171ttore del! arsenale a Vienna, ,propon:'va di !ahbricare i cannoni ])ronzo preparato ~e?onclo ,1.rn ~~o sistema, ti quale, egli diceva, / a,n a al metallo le qLHthta del! acc1at0. La proposta essendo stata. presa in considerazione, e le prove fatte con i cannoni del nuovo metallo in paragone ai cannoni d'acciaio K,:upp avendo dimostrato \ d1e quelli potevano ben reggere al confronto di questi, se 'ne deli\ berava l'adozione. •1 1·Ecco qua?to. è pen~tralo n~I ~ubblico circa il metodo segu ito 11ella fa.blmcaz1one dei cannoni clt bronzo acciaio . Il meta llo, una lega di 93 "/ o di rame ed 8°/ o di stagno, si ver:;a allo sta.to liquido in stampi di ferraccio (pretella) della forma del cannone che si vuol fondere,, nel cui cenlro è collocato un cilindro (nocciolo) di rame fucinato. . · li cannone viene in seguito trapanato, ma nor;i. fino al calibro voluto, eh.e si raggiunge forzando con strettoi idraulici attraverso all'anima spine coni che d'acciaio di diametro crescente. . I cannoni da 8, 7 pe'r esempio si trapanano del diametro di cen; ti1~etri 8 e poi si portano al calibro di 8, 7, facendo passare altraverso il foro così oLtenuto successivamente sei spine con iche d'acciaio grosse da 8.2 millim. fino iid 87. . Questo lavoro meccan ico,· che ben si può definire laminazione della bocca da fuoco, ha per efTetto il costipamento delle mo lecole e produce un aumento nelhtdensitù e nella durezza del rnetnllo, massime in prossimilà della superficie dell'anima, non solo. 1na all ungandolo del 6¼ ne accre3ce eziandio sensibilmente· l'elasticjtà. Questa proprietà, almeno per i metalli da cannone, è dimostrata

/4~~

DA CAMPO

32i

dalle esperienze del generale Rosset <( una sbarra sottoposta ad uno sforzo cli trazione - egli dice - anche oltre il proprio limite di elasticità, quando è poi sottomessa a nuovi sforzi, inferiori a quello, non soffre più alcun allungamento permanente, epperciò h sua potenza elastica è stata accresciuta >) (,1). · Il getto in pretella, rende il metallo omogeneo, e tenace. Dal complèsso dei faui fin qui esposti ne viene che il bronzo così lavorato si corrode meno facilmente del bronzo ordinario sollo l'azione dei gaz clella. polvere, oltre cli che resiste assai meglio agl i sforzi che ha da sopportare in virtù della speciale sua costituzione. · La compressione della. materia non essenclo cioè uguale nei singoli strati costituenti le pareti nell'anima, ma·diminuendo gra.clatarnenle dall'interno verso l'esterno, è evidente che le tensioni risul tar debbono maggiori negli strati ester-n i che negli intern i, e per conseguenza l'a.ttitu.cline a·rcsist.ere contro le pressioni dei gaz· della polvere negli strati interni è maggiore che negli esterni. L I calibri dei cannoni da campagiùt. austriaci misurano cent. 8,7 e 7,5. Sono costituiti sui medesimo tipo e non differiscono cbeper le · dimensioni; il numero delle righe, che volgono.a destra, è in entrambi di '.z4; il congegno cli chiusura., dello stesso metallo clel cannone, è a ctmeo prismaLiw (modello Krnpp), l'anello d'otturazione è di rame, sistema llroaclwell. Il focone è normale all'asse del pezzo. La. Rnssitt aveva al principio dell'anno 11878 le sue batterie cla campagna ancora armate con i cannoni a reLrocarica mod. 11866. Rispetto alla coslr:uzione essi si distinguono in cannoni cla 4 libbre I,·\ (cenL. 8,6) ed in cannoni cla. 9 libbre (cent. ,10,67), e rispetto ai me- \ tallo in cannoni d'acciaio e di bronzo; i tipi sono adu nque L Il nu- 1 mero clelle righe è di 112 nei cannoni da 4 libbre e cli ,16 Ìlì quelli da 9, sieno essi cli. bronzo o d'acciaio; il congegno di chiusura. nei· cannoni d'acciaio è simile a quello Krupp, nei cannoni cli bronzo .invece il cuneo è semplicemente prismatico con anello Broadwell. Il focone ha direzione normale all'asse del pezzo. L'artiglieria russa rimase poco sodclisfatLa di questi cannoni nell'ultima campagna; dopo lunghi studi ed esperimenti iniziati· ancor (I) Rossn, Esperienze ·n1eccaniche wlla resi'stenza dei p1·inctpali metarn da 'bocche da (twco. Torino, 1874.


328

ARTIGLIEHIA

DA CAMPO

pri,iia del ·1877 essa adottò nel maggio •I878 definitivamente due · ·1 cannoni di bro1?0-ac?iaio otLenuto col metodo del colonnello russo LavroIT, del _calibro d1c~nt. 8.,69 e 1o,_67 per le batterie montate ed ) uno del calibro pure eh 8,69 ma più corto per le batLerie a ca) vallo. Quest'ullimo cannone, stando alle not:izie date dalla R.cntt! d'artillerie (,1), è d'acciaio . .Il cannone da ·10,67, detLo cannone di batteria, pesachilog. 62.2,18 e lancia una granatirdi chilog. ,f,2,4.9i) colla carica .2,048 chilog. di polvere a grani grossi; la velocità iniziale è di.m.etri 396,.24 . Quello per l'arLiglieria montata da 8;69 , detLo cannone leggiero, pesa chilog. 4-42,28 e lancia una granata di chilog. 6,757 colla carica di chilog. ·1,10 di polvere a grani rrrossi · la velocità iniziale è di mett·i 44·1:9. Infine il cannone da 8,6!) de~ · sLinato all.'artiglieria a ca.vallo , pesa chilog. 360,38, lancia. la stessa granata del precedente con uguale carica di faz ione ma con rnin0r velocità iniziale, cioè metri 44 ;J ,4 (2) . Il processo seguito dal Ltnoff nella fond ita del bronzo. stando a quan[o ne dice la R.1:uista, ·1nitità,Ì·e (portoghese), è il seguente: il melallo liquido si rnr:;;a. in una forma le cui sezioni orizzontali ~i restringono gradatamente dall'alto al basso, a fir~e di aliment,u·e gli slrati più bassi man() mano che si effcU.ua la solidificaz ione. La àisuguaglianza. delle pressioni nei diversi strali, che risullerebbe dalle differenti altezze della colonna liquida, si elimina assoggetta ndo i! metallo allo slato liquido ad una pressione considerevole mediante una pressa idraulica. Dalle esperienze falLe sull'elaslicità di questo ' bronzo appare essere il medesimo non inferiore ,1 quello Ucliatius. •I L'artiglieria spagnola adotLò n~H'anno •I86G l,Lrigalura a sopp l'essione di vento . Prima essa aveva cannoni di bronzo rigati a c~ricamento dalla bocca. L'attuale armamento _consiste in un cannone da cent. 7,83 d'acciaio Krupp, in un cannone da cent. 1O di bronzo ed in un cannone da cent. 8,7 d'acciaio cerchialo e costrutto da K;·upp. Il primo, conosciuto sotto il nome di cannone da mon tanna PlacenLia ' dalla guerra contra i Carlisti, ha. ,12 righe ed il secondo ne ha. 1 (i; In chiusura di culatta è in entrambi a cuneo cilindro prismatico con anello Broa.dwell. Il focone è normale all'asse del pezzo . 1

()

(I) J<'ascicolo di novembre 1878. (2) Invalido ritsso, 30 maggio IS78.

329

li Lerzo cannone ritieusi abbia costituzione identica, a quella dei ( Gannoni dell'artiglieria tedesca mod. '1 873. · l All'esposizione cli Nrigi fi gurava un cannone spagnolo da cent. 8,7 a retrocarica in bronzo compresso esternamente foggiato a, guisa dei cannoni Uchat.ius . L' i!lterno sembra una riproduzione del cannone Krupp di ug11ale c,tlibro. Ha 2t righe, cuneo piano d'acciaio più corto di quello Krupp, anello Piorkowski, ed accensione normale al· l'asse del pezzo. La. Re,n~e cl'artilteri.e del di cembre scorso d'il interessanti ragguagli sul modo seguito iu Spagna nella fabbricazione di due simili cannoni. Uno di essi è stato fu,;o in prelelta, l'altro in.una forma di. calce. Leva ta: la mal.ernzzn , i cannoni furono Lrt! panali con diametro di mili. 79; dopo di che si portarono al cali bro di 87 mili. secondo il procedimento usalo dall'Uchatius. CornpinLi, subir·ono un tiro di prova. di -100 spa.ri con granale ripiene di sabb ia del peso di ch ilog. 6,355, carica cli spa.ro di gh1 mmi 1500 e velocilit iniziali di .1--1-k a H ,9 metri, senza guastarsi ; lRcommissione delle sperienze ne propose la definili va adozione consi gliando tuttavia di .sostituire all'anell o Piorkowski quello Broadwell. 'In Spa,gna, l'anno scorso, fn pure sperimentato un cannone da. mo.ntagna c0slr1.1.ilo dalla casa Armst.rorig secondo il sistema Hoyle, cioè scomponi bile in due pezzi principali. Questo cannone che pesa in totale chilog. 17'.2,/i,, ha il calibro di cerrt. 6,4, lrrncia una granata di chilog. 3,20 C(>li Yelocità iniziali di metri 426,7 . t·artigl ieria. sv iziera mercè l'intell igenza e lo spirito d'iniziativa de' suoi ufficiali seppe prendere ilsuo posto . Già nell'anno ·i 86G essa introduceva un cannone da ·1 O cent. ù retrocrtrica in acciaio o 1 1 1 bronzo . e nel 187 1 sostituiva al cannone da 8 ad avancarica, che \con quell o da 'IO formava l'(trmamento del.le bat.terie da campagna, il rnnnone da 8,4 di bronzo a retrocarica, e questo per qualità. balistiche superava. i migliori cannoni dell'epoca. Il numero delle righe tanto del cannone da ~ che da ,1O è di 42, e volgono a destra. La chiusnra di tulatLa. è in ambechle i calibri a cuneo prismatico con anello otturatore Broadwell. Il focone ha di~ rezione normale all'asse della. bocca da fuoco. li cannone da 1 Odt . aéciaio pesa chilog. 636 e quello di bronzo chilog. 776; il cannone


330

DA CAMPO

da 8 pesa chilog. 433. La granata da 110 pesa chilog. 7,85 e quella da 8 chilog. 5,60; le cariche di fazione pesano rispettivamente chilogrammi 11, 06 e O, 84 e le velocità iniziali sono 388 e 396 metri. L'Italia conservò fin clopo la guerra franco-germanica il vecchio . armamento, · consistente; com'è noto, in due cannoni da 9 e da H'l ) centimetri rigati ad tmrncarica. Fu solo nel 1872 che il Ministero della guerra presentò al Pmfamento un progetto di legge per l'au,Lorizzazione della spesa cli 4 milioni di lire per la fabbricazione di nuovo materiale da campo, cbe veni1e approvato . Con determinazione ministeriale del 27 settembre ·1873 veniva in seguito adottato il materiale d,a 7,5 cent. in sostituzione di quello da 9 e con esso si armarono nell'anno 1874 le batterie ,ia 9.a 4a 5a 6" 7a sa e 10" c11· ' '· ' ' ' ' ogni reggimento d'artiglieria da campagna. Con successiva detenninazione ministeriale del rn aprile 11877 si disponeva poi venisse cambiato alle b,ltterie 3a, 6a, e 9a dei reggimenti suddetti il matèriale da cent. 112 bronzo rigato ad avancarica, 13d alla 10" il materiale da ccnt. 7 BR (Ret.) con altro da cent. 9 ARC (Ret.). Il can.none da cent. 7,5 è di bronzo gettato in pretella secondo le . ·) {r)l·oposte del generalellosset, all'epoca della fond ita di qt1esti cannoni colonnello direttore della fonderia di Torino. f: noto come ii Hosset e l'Uchatius, lavorando l'uno aJl'insapul.a dell'altro, seguissero una stessa vitt per ottenere bronzo tena.ce ed omogeneo. Partendo dall 'idea che il rapido raffreddamento della massa fusa doveva condurre a questo l'Ìsultato, entrambi gettarono i cannoni in forme di mela.Ilo anzi.chè di terra. (< Per giungere a conoscere le proprietit delle varie qualità di bronzo da lui prese ad esame-dice il capitano Clavarino (1J) ·- il Rosset sottoponeva dei saggi a molteplici prove di trazione e di compressione longi Ludinale. Parendogli però che queste prove lasciassero qualche cosa ~ desidera.re per lo studio delie leggi che regolano la. resistenza dei cilindri cavi, quali possono essere considerate le bocche da fuoco, altre ne faceva eseguire consistenti nel consta.tare i'effeuo prodotto in anelli o cilindri cavi di ))ronzo da un forzamento interno prodotto ·da cunei tronco-conici d'acciaio fuso temprato ed unto con olio, aveni.i la loro superficie di diametro 1

1

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1

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(\) ..lmmario scientt fic o industriale. Anno XII, 1875, pag. 625.

331i

tale da. perfella.mente combaciare con la inLernà dell'anello purectronco-conico, ed i quali erano spinti nei cilindri con sforzi successivi e grac_latamente crescenti. Il lettore riscontrerà sicuramente in questi esperirnenti una per- .. fetta somigl ianza co l procedimento descritto dall'Ucha:tius . I risultati dedotti ne, nei mentre convennero con quelli delle prove.. per trazione diretta a dimostrare la superiorità del bronzo gettato in prelella su quello gettato in forme di terra, fecero pure palese la convenienza che vi sarebbe stata· a so ttoporre l'anima dei cannonr ad un .tra li.a.mento consimi le a queilo fatto subire n.gli anelli me- · dian te i cunei. « Trapanando (sono parole di Rossel.) i1. cannone ad un calibro alquanto minore e ponendolo in apposita matrice esterna,. si allargherebbe l'aniina, comprimendone le parei.i con cunei successivi di diametri crescenLi, sfot'zandoli a scorrere lungo l'anima. ste.:;sa, per me~zo d'una. pressione esercitata, a.cl esemy.iio, con uno .. si.retto io idraulico >> . È bene avvertire essere Ja, noslra arligliériasLata. indot.la ad a.do t-tare il bronzo come metallo per i cannoni da.7 dalla circostanza che· si voleva un cannone trainabile CO\l q1mllro cavalli, quindi leggero . I cannoni di bronzo sperimentati rispondevano pienamente alle esigenze d',1llorn per qnaliLit.hal isliche e per resistenza, es.;endosi ben conservati dopo lo sparo di oltre mille tiri . Volendoli d'acciaio la spesi~ sarehbe.1Ìalnralmente slata <li molto mnggiore, perocchè· ·l'industria siderurgico. in Italia non era in quell'epoca in grado, e non lo è neppure adesso, di fornirlo . Si avrebbe quindi dovuto ricorrere all'eslern, e lasciRre in utilizzata la quantità di bronzo disponi bile per l'abolizione dei modelli prima esistenti . Il cannone da 7, come tutti san,no, è a retrocarica; il congegno· cli chiusura è a cuneo.cilindro-J:Jrismatico con anello Broadwell nel piatto del cuneo. La-rigatura è a soppression di vento per com-· pressione con righe cuneiformi (cioè a. tracciato Lriangolare con un fianco rettilineo e l'al tro curvo) volgenti a sinistra. L'accensione ha iuoo-o è di '12. Il cano norma.lmente all'asse. Il numero. delle righe . none pesa chi log. 300 e getta una. grrtna.t.a con involucro di piombo.del peso di c.hi log. 3,72 con carica di slancio di chilog. 0,550. . L'inferiorità di questo cannone di fronte a quelli da campagna · adottati dopo la. sua introduzione da altre potenze metteva in pen-· \


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~iero . Si fecero quindi studi_ed esperienze per sostituire alla granata m nso Ot, ,, , . }un proie.tto più pesante, da. lanciarsi con carica nrno-o-iore· }·Ì stucl.1. c ie c?n.~usse~o a prop~rre _l'aclozio~ie di una gt:anata ad anelli e co1one cli r,tme del peso cli chdog. 4,300 da lanèwrsi con carica regolamentare di 850 grammi di polvere da 'i ad ,11; il marrrrior spazio richiesto per l'a.!logainenLo della carica si ottiene allun•~~1do l~ camern dei cannoni. 'Per tale modo, con una spesa di .2,400,000 ftre, h potenza della nostra artiglieria da cent. 7 veni.t oo-rande. f / mente a1.nn~mt~ta, quintuplicandos i gli e[eLti contro trnppe alle distanze medie d1 combattimento, mentre non sarnnno ins ignificanti pure alle distanze maggiori. La sua efficacia contro ostacoli materiali,. che ora ù mi~i1~a, crescerà di molto, il tiro sarà più radente, • massime alle grandi distanze, e l'esattezza di Liro raggiungerà quasi quella del c~nnone cfa cmnpagna d'acciaio . . I:n granata ad anell i e corone di rame, produce, è vero, in princ1p10 un logoramento nell'anima.' del pezzo; mrt questo inconveniente sparisce di fronte ai vantaggi che offre aumentando &l.i effelli di ~~oppio e la velocità ini·1.iale, e quindi la potenza. e l'~satlezza del t.tro . Al quale proposito scrive il noMro Oiornale d'arti_glieria e genio: (l) « ,1° Il logoramen to prodotto dalle corone cli rame in tali cannoi~ i, se è 1:a?guar~le_vole nelle prime serie di Liro, diminuisce poi e s1 fo. quasi 111sens1bde dopo un centinaio di spari, e ces;;a affatto dopo . 350 coJpi: lasci~ndo ancora alle righe um profonclitit progre;:s1va che assicura m ogni caso il forzamento. • (( '2° L'esatte~z_a '.li t_iro non solo non diminuisce per effetto del lo?oramen~o nei ptem, ma aumenta in modo che, dopo effet,tuato il medesimo, la: bocca da ftioco ha un tiro anche più esalto di prima. • (< w• Le e_ levazioni d'alzo clornte :.ti logora.mento sono piccoli:-;. sime e certo mmori di quelle che si rendono necessarie d,i un giorno all'altro pel solo mutare delle condizioni atmosferiche )) . ' I cannoni da 9 cent. sono cl'acciaio ,e proven&orro dalla fabbrica del sig. Krupp. e

J

(I ) Anno l8ìS. punL~ta 5, pag. -192.

DA CAMPO

A RTJGLIERIA

333

Fu dura neces,iti.t il ricorrere all'estero; ma nutriamo fiducia che· occorrendo di dover aumentare le nostre batterie da 9, quod est in -votis, potremo anche noi fr1n'i fronte r,oi mezzi onde clispone il paese. li cannone da. cent. 9, di costruzione simile a quello prussiano pesante, è d'acciaio a retrocarica con congegno otturatore sistema Krupp, rigatura a soppression di vento . Le righe, in numero di 24, sono a Oand1i pt\ralleli e volgono a sinistra. Il for,one è normale all'asse del pezzo. ll cannone pesa chilog . 407 e lancia una granatadi r,hilog. 6,730 con una carica di ch ilog. 11,4i50·di polvere grossa da 7 ad H mili. La veloci lit iniziale è di·metri 45,L La granata sia del cannone da 9 che _la nuova propost,l da 7, è ad anelli clentati di ghisa secondo il sistema U(~hatius. Gli a.nelli costituiscono il nocr,iolo interno e si sovrappongono gli uni agli altri in guisa, da l,1sciare al cen l.ro della granata e lungo il suo asse una • . cavita cilindrica pcP lii carica di scoppio. T.a granata da 9 _contiene •12 anelli ciascuno con dieci denti; quella da 7 h.1. !) anelli ciascuno con 8 denti. · Il nostro Gio1·-nale d'art(qliuia e genio (1) ha raccolto in uno specchio i chi.i principali di tiro <folle bocche da. fuoco da campagna cli gr·os:,o calibro. attuRlmente in servizio in I ta lia, Austria, German ia e Francia, e dall'esame di esso ne trae le S'eguenti e,onclusioni: << 1° QuanLo a potenza, asLrazion faua del cannone da cenL 9,5 francese, che più che bocca da fuoco eh campagna può ritenersi I bocca da fuoco .da posizione, il cannorie da cent. 8, 7 italiano è su\ periore ai ca,nnoni di calibro corrisponderite in :;ervizio all'estero, alle dist.anze utili di combattimento . << 2° Quanlo a giustezza di tiro in senso verticale , il cannone ·italiano è sensibi lmente superiore R tutt.i gli altri; Lakhè, supponendo che per colp ire un dato bersaglio basti con esso un sol colpo, ne abbisognerebbero alle distt111ZC1 ord inarie di combattimento ,f ¼ col cannone austriaco, 2 col cannone prussiano e col francese da 9,5 e più: di 3 con quello r;·ancese da 8,!5. « In senso lalernle, abbenchè nlle distanze superiori ai 2000 111 il 1

(1) Anno 1878, pu r,wt. 4, pag. :3ùG.


/

:334,

ARTIGL IERIA

.-e,annone prussiano e francese da 9,iS abbiano un piccolo vantaggio, :il cannqne italiano riesce sempre superiore a tuUi alle distanze cli ·combattimento . cc 3° Finalmente per riguardo a radenza di tiro, il cannone ·italiano si trova in condizioni pressochè identiche con tutte le ali re bocche da fuoco estere; e così ad esempio a "I 500111 , nel mentre è di .qualche cosa inferiore al cannone austri1tco ed a quello fran cese da 9,50, supera d'al trit parte i cannon i prussi~no e fra ncese da 8,5 )) . Da qtrnn to precede appare che fra lé artigl ierie lla campagna qtielle delle grandi po tenze europee che hrrnno un anna1nenLo definitivo sono la Germania, l'Austria-Ungheria, l' Italia e l' Ingbil terra; la Russia sta introducendo il nuovo materiale da ,f 0,67 e da 8,69 • e la Francia cambierà fra non molt.o l'attuale armamento con quello De·Bange. Volendo presentare in uno specch io i dati più interessanti sulla ,costruzione dei ca.nnoni e dei proieu.i, nonchè su i caraLLeri del tiro delle principali .artiglierie da. c,tmpo europee, ci limiteremo per .questo alle prime non avendo dati sufficienti sul nuovo materiale :il:'uss,} e fran cese. ,

.

.DA C AMPÒ

335

DATI DI COSTRUZIONE E DI TIRO sopra le artiglierie da campo in Italia, in Germania , in Austri~-Ungheria e in Inghilterra.


Dati di coskuiiù11<l dei cannQnt o dei proietti e dati di tiro Calibro

I

Italia

I

Germania

Austria-Ungheria

w ,;.,

I

"'"'""·I=1

Cannone da campagna I

da cen t. 7

cl.Ì cont. 9

leggici-o

7, 50

8,70

7,85

centi m.

pesan te

1

- -- - - -

d,1 9 libbre

da c e ~t ~~.'.'.:.:, 7,50

S,80

da 1 6 ~

7,62

?,70

9 ,14

-

Numei-o, se zione ed andam ento delle righe 12. <\uu e 1fo1•mì, ·.? I.a fianch i pa- 24, cttn eiformi, volgeoli 2.1 a fianchi paralleli, 3 a fianch i par aileli, voivolgenti a si- ralleli volgen - a dest ra volgenti a destra genti a destra nistra t i a sinistra - - - -- IC,6 (art. moot.)I 1737 Lunghezza dell'an i ma mili. 1€8.3 1950 2060 )$!)0 1875 1865 1618 /arti1;l. a cav.)

- -----

- -

I

I

- -- - - -- - -

'

Lunghe zza del la parie rigata m ili.

1330

-,

·--

'-

2100

21 00

2100

17$0

1461 ,6

1425

- -- - - - ·

Lu nghezza tota le · del canno ne m ili.

> ....,

;rJ

- - ----

14'' 5

1530

1506

a,

-

1582 Òart. moot J 151< (arti g l. a ca v.)

147-1

189.Z (art m onl.J 1~54 (a rtigl. a

1981

o t"' E.;

::i

>

cav.J ·

Me ta llo del ca nnone acciaio KruJ)P bronzo ordina- accia io K r upp 11__ _ _ _ _ _ __ ________1·_io_____ · - -- - - Sistemai di costr uz ione del cannone massivo rinforzato in rinforzato in culaU"1 co1ì ma nicotto d'accu latta con ciaio .ma n i colto d'accb),io Congegno di ch iusu r a . cunno ci1i n<1ro . prisma tico l<ntpp cuneo ci lindro-prismaane llo ottura-1an c llo ottura- t ico l{rupp, ane llo ot,ore Broadwell t.ç,re Pt0 rko· luratore Pi orkows ki 11

_ __ _ _ _ _ _ _ _ _ __

I

800

-187

:,\lO

ll- - -- - - -- - " - - -- I-- - -- -- ' -- - -- --

---

Gu-ida<lei p1·oie\.tinell'nni,n~ i.ncan,ic iatura\ 4 corone di

\

.

di piombo

\\

-. - \'

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Genere della grnnnta .

rarne

.

z> ,

Peso de.Ila ca1·i c<t interna d i gr. scoppio .

z

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X

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-

~ ~

Lung hezza tota le delta granata . . · . . ' . m ili. - - - -- - - -· P1::so dell a r.;ranat.a pe t• centim . qu11cl. de ll a sozio n(1 tras,•c1·salc . g:;_

- -- - -- - - -

-

Peso dell a car ica di fazione ch ilog.

4 cor Ono d i rame

a ,ioo

------

l!,5

280

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200

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1$7,5

84 ,2

l 13

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11,,,1

0.5M

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1/iO

- - -

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·1 06 (ar t. mont.,)I 805 (artigl. a

610

cav.) 2coron e di a le tte d j bronzo

I

4.Bo9

175

-

6,307

- --200

217,5 .

- ---

·

d, 11 l

7, 843

2l2,6

510,U

~ i .-

254 I

_ ,_

Peso totale de llo shr~p uel _ __4 _ , ~ c hilog

- - -- -

-

4(;(

-

1

17

- -- - - -

22 ,.5

19

- -- - - - - - --

177 122 - -- - - -- 1 - - - -

Peso totale dell a scatola di m itragl i a . . chi log. ___,J_,_10__. _ 61

Oì. ù

I

o.n5

107,7

1,50

_

___;;_ 9;:.! 3,.:._9_ _ - -Jl5,7 ~-

0,794

oltl'e a ll a cari ca di fa:d one havvi la c,.n ica p iccola di g1•a mm1 :·OO 1·ispe tti v. 420

----- - - - -- -- - ~ - - ---- - - -

__ ·1.;_ 54 _ _ _ - --4H-

_ _6c.:.,7_G :..'_ _ _ _5_,5_3__ ~_

lO

11- -- - -- - - - - - - - 1 - - - - - -100 N:1me1·0 delle palletle.

Nume1·0 òelle pall e ttc .

-----'-----

incamiciatura

7,00

200

- - - - - -.,-- - -- Il

487

,_____!_____

5,07

metri _ :..:..:.__1 __ _ _.:.:,::_ 400 _

Peso dell a car ica interna gr.

I

299

-

- - -- -_.;...: Velocità _ _ _in _izi _ ale __. __

c uneo prisma~ico.anel- (caric,nnen to della bocca/ lo ottut•atur e Br oadwel

Dopr.ia.parete , col noc• UchaLius,adanellid.encio o inte1·no avente so lati interni, numero denti pi1'amidali su r, degli anelli su·ati di 6 denti eiascuno. 12 10

(1,73 ___3_,7 ~ _ _ _

chilog.

4,50

ri nfo rzato in culatta con ltn cerchio di ferro fucinato

1

UehaUus ad auelJi dentati interni, nume ro d egli a-

or.dinarla

\

di pi ombo

__ _ _ _ __ _ _ __ _ _ ___ ____ ' /~~1 11 grana(a carica Peso della

-

mass i vo

\vsk i

, __

Peso del cannone. . cl,i log.

bronzo-acciaio UclHL- fe rro fuci nato .e d acciaio tempera to t i us I

7,l i5

5

226

7(;

209

I

7,5 76

H3

I

__,J"~

14.S,4

7 .0S2 _

-J~

I

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1,851

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I

412

4,444 21.a

l

7~89.;.•J~J .,_

I

carica e del pl'oi etto . .

1:G,8

I

1:•J,7

I :,J

I

1:4,7

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~ '1l

o

shrapnel adiafra m ma, shrapnel a a 1aframn1 a, con ca1·ir.a. d i scop pio cou cal'ica di scoppio s ul fondo ; parete ante- sul fondo; pa r te antet•iore soi cu ta da IOt•igh o r iore solcat<1 da .6 righe _ ____ •_ _ _6_3_ 165

4.728 'i:2,

- --- -

198

1 ,4!) --' -- · _ _ _ 4.c-1_ .6s_ _ 1_ _ o,'-s_89__ 1 1 ]03 176 128

1: !,~~

I

I 1

Qua lità della polvere di s paro. a grani della grossezza d i (I a a ::i rani della grossezza a gran i de ll a gr ossezza ·1 gnni grossi RaJJporto fra i l peso della. Il m i llim. di 4 a 9 mil lt m. d1 G a 10 m ili. __ __,_ _' _ __ _ _ _

l

I

l :,J,27

1:5, IS

I

l :5,40

··===='=============-=:==!==== = = = 1

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(Segue)

-

I 0\NiJ-~[{ì~\ I

GEHMA/\IA

- - · - - --

Dati di cos tru1.iono

I-

. dei cunr.oni o dei pioietti e da ti di tiro

l":GHI L'l'E RRA

--- - ··=··= ===!:==-.,.,-, ..~.= = == = - == == = G(1 1rnono <la ca mpagna

- --

- I -.

lla . ,1a cl a ò1 cc nt,. 7 ce1;t. V !cggic1·0 pesan te c.ea;, S ce i/t. 9

,_

cl,1 9 libbre

Gittata massi ma con la granata I secondo le tavole di tiro . . metri 313 00 1}000 G(SOO 7000 l ~::>09 ./4500 ; GOO metri 1000 , \ ,j 500 ) :200 0 I 2500 » . 3000 · » I I

Veloci ta restanti a

33,1

37(\

))

289

;~30

))

26·1

297 296 273 , 2,72.

( 500 metri \ '1000 •)) Altezza della striscia < ·1500 »

contenen te il 50 °/o.dei colpi

·z.OOO ( 2500 I

>)

1..

» »

3000

11 . ,' 500 metri [. Ia·gl · l' l ,· .... ,\ , I . iezza (. Cl n ~L L1 S,,1,1 \ ,j-lOOO 500 . , eo~tene1:te . \ 2000 11 nO Io dei col p1 I 2o00 )} (f

, 3 000

\\

))

\

500 metri »

1500

"

'2000 2500 \ 3000

"

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235

o, 3 o, ,tr> o,a o, 9 o,~2 . 0,7

0, 1.l · 0,1

2, 1! 4-, 0 G,9 -

,j (5

·1 ,4

2'.s f~ ,6 -

2,6 4, 11 6,3

0,,1. 0,8

0,3 0,7

·1,:J 2 O 2 '1

,!, ·1 ,f ,7 :2,3

3:()

3, 0

'24-0

0,78 ,1,1; 0 2,3i'.i 3,Sn

0, 119 0,!50 0,98

0,9 ·I ,ti ~,8

·1 ,72 2 ,75

3,~

,.,,,o

4, ,8

-

373 826 29,\, 270

352 308

278 2G5

- - 0,2 ;1 0, 5G ·l ,'10 2, 00 - ·3,GO

-

3>75 5 , 90

H 2,l)

11 O.

46

43

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25 H,,8

46 26 , 18

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9

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SL1·iscie contenenti il ::;o

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8rent.

9 cent.

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...____...___,,,,,..,,,,-- -.. eia

da 9 cent..

S ceni.

2.69 240 'i2'18 200

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5,75 7 ,95

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A questi pochi dati di tiro sui

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d<'i colpi

Jarghez1.a

~ltriz~

DISTANZg

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3530

cannoni cla campo inglesi, che _ diamo con ri~erva, aggiungiamo I 8 i seguenti riflettenti il C!lnnone da I 9 libbn~(il ) .

Alle noiizie date sul nuovo materiale d'artigiioria ··da campo fra ncese sistoma De Bangc, faccia mo seguire queste altre r,ui dati di tiro: -

-

3200

5,92 4 0,G5

0,23 0,66 i,30 2,3:2 '

61

I

' 3,04-

-

37 21

94

1000

Spazio J)a ttu to ad ,f ,80 di altezza

330 203 2.39

o,r~

, I ))

;zl}O 223 2·1o

36/i 3'20 288 2tH, 2,i.8

379

1.

-1

da 16 libbi·e

- - ------·--------!-- - - - ---- - - ---1----- - -

0,83

OJ,t

0,84

0,8/i,

25,135

·12 ,81,

2000 6° 51.} 0°

2000

))

2 ,28

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,1,69

2 ,>14

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3000 9° ·l O' ·I3° - , 2 5;2

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4,42

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3,2,1

il,92

20, 86

18,i'\9 , 3o03 ,1,1° t6' ,is0 g· I 3·1,8 '10,!i l 7,7, 1

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4000°•1!l0 52.'i23° 1" 39 ,3j •l6,71 9,7

8,79

9,29

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4-6,64

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{ i) Lobell - fahresber:chte, anno 1875.

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GLI S TU O l Gt::OGT1AF ICO - M I LITARI IN FH ANC IA

GLI ~TUOI GEOGRAFim-MillTARI IN FRAN~IA

F rance - 3° fascico lo capitano di stato maggiore Nrnx. - Parigi , 1878.

Géog,•tephàe uailitnire -

(l)

del

(;o! 3<> r11scicolo dei suoi slndi, il cnpitallO Nio.x, pone term ine alla geografia militare della Erancia. Prima di fi nire l'esa me geogralko- rni lilarn degli se:icchieri .in cui lta divi$ala Francia, 1)gl i ha smHi lo bisogno di l'.:ir mnglio conoscere i :;.uoi intendimenti cd il suo scopo . Perciò appun to la prefazione dell'o pera l:i c1 11..1lc ;1vr!!IJbc trovato posto così natura le in r.e:;ta .i l primo fascicèJlo, si [.rova invece in te:;ta all'ultimo. ~011 perta11to, o pri 111a o poi, una prefazione clrn das:-;r: ragione del concetto hase e dei nrntodo segui l.o era necessa ri:i, e poichè J';)utore "i è) dnciso di scriver!:i, crediamo tttilc il fermarvici alrpwnto sopra. S,m't per noi un mezzo per meglio Chllminare l'indirizzo che :;i ù 1lato, ·e d1e ;:;i vorrebbe ilare a;li sturl i geografico-m ilitari in Francia. ,, L'autore tocca delle _canso che hanno ·ra tto rinasccn! gli studi "HO grali ci in questi ~ltin1i anni . Il melorlo Lav11l lée fù un J)J"Ogress;: · la semplicitil, In i;hia rczza, del principio, gli assicur,irono il t~·ion fo. Si ebbe Llll procedimento di classifìca ziòne che parve logico e che era cli applicazione faci le. Ln mon10ria fu soccorsa da un si; tenia di coor. c~ina te iclrogr~fìchc: una li11ea genera lo di divisione delle acq 1w, delle J,nee secondane. delle linee terziarie, in gnisa che l.utt:i la carta d'Europa , si poti: tracciar..i attorno ad uri sistcnrn di braccia, che da una rlors,de comune si pr.,tcndevano in più rli rczioni , Mn le eart.e geografiche~ per l'inscgnanrnnto ~hll11 geogrnfia del Lava11ée, <~rJno esse pu;:e esagerntH: (i i V. Rivi sta mllltare. Dispensa di ottob,.e e novembrn JSì8.

:141

davano lo ,;tosso valore all'ostaco lo dell e Alpi, esprn;so in tinte, come lo davnno alle loggiere ondulazioni dell a pianura russa, Si sfuggiva un errore da un la to, rna si snat.urava la realtà dall'altro . . Gli studi parzial i, le pubbl icazioni topografiche, i viaggi, In faci li relazioni l'rn pnese e paese, l'ossen "azione ·pro fonda del le grandi linee del terreno, hanno dimostrato ormai che in un continente non vi sono, propriamente pnrl:rndo, vcrsunti -marittimi ; ::;ibbene nn:i successione cli ripiani, di altopiani, di bacini chiusi, la 1;intura dei quali è forma ta da creste rnont.a nc, nknne volti~ imponenti, altrn volte meno, e che le acgtrn discendono dall 'uno nell'altro mcrcè cascata, o per gola, o per fcss ~ra. Quanto alla disposizione relati va rii questi bacini e di queste creste montane, ns~a non poteva essere fo n uiw, ma dovev:i essere la conseguenza di una certa legge. Si ~tnd iò più mi 1111tnnwnte il snolo, ed i particolari topogr:ifìci d11ti dn 11110 \' C e più accorate carte parziali, le quali J'aei :i wrono gl i studi geologici, che ormni ;;i possono di1'n la base sicura e scien tifi ca ' dell;:1 gcogralìn , I metod i e1npirici fino rn segui ti devo~JO lnsc.iarc campo a metodo séientifì co, La geografia ;;i ,;chiera fra lr, gçie11zc naturali: iI :;uo sturlio e l'insegna mento di es5a debbono e:ssere sot.to messi aI le ,tesse regole, I l T11gio11arnento e la logica non Llevo110 1is, nrn opprc,;si dalla memoria, È l'ossatnra del suo lo, i, suoi muscoli , i ~noi nervi, 1:1 sua vi la, per così dire, le sue tr,1,forn1azioni, che hi~og1ta conrprondere e spiegare, tuLLo nella J\a tura avendo ragione d'essurc da tuw causa interna alla 11Ltalc bi~ogna ri montare. Ed a questo concr!UO ìl Niox. ha inspirata la sua Geogra.fìa rni.f:itrwe; ma, r1 Ltasi tt!messc di e;:sere accusato di troppa teoria, soggiunge tosto: « Tnttavia non p,1wvo perdere di vi.$t:i ìl l:ito ;;pnciale del mio lavoro, « e do vevo gnarclal'mi dagli scogl i con tro i rpwl i tra:;cina'l':ip pl icazio,w <1 di teorie troppo a~solutc, · « Non crerlo, cnmo !SÌ è voln to dire, cui. tWll, cor1'e/a;,ionr, i.rit:ima t'l'a « lli svralegùi ,; la, geologùi, nè che per e-5sere un allile 11enercile ùi « capo sia -ind·i.spensabite Msere nn hnon geol?1go, ina le combin,nion i « stratcgichn sono ·imposte dalle forme esl,enw del terreno, e queste (< forme esterne dipendono du lia ,ma costitmione geo logica », E noi, dobbinmo dirlo, ci a:;pct\aYamo una c;onclusioue siffa tta: che cioè, per e$sl!rJ abile generale non è necessario essere huou geologo . La geologia spiega i fenomeni che hanno regolata la Jistribnzione dei grandi o~taco li geogrnlìci; ma non pnù influi re in modo as:5oluto nel fissare la caratteristica militare s peciale d'un teatro d'operazione, inquautochè tait~,earntteristica glì è im po:;ta particolarmente dal fauo dellil esistenza cli ostacoli geografici . A noi sembra che la geografia mi-


GL I ST UO! Gl-:,OGHAf lCO·MI LI T AnI

IN FRANCI A

litarc possa vivere dt vii;, pt·opria indipcndentnmentc dalla g<lologia. Qncsta poLrnbbc essere ttlile complemento scicnti lìco ; 1T1:-t sarchi)() errore farn e la cond izio11e indispensabi le degl i studi aeog1'arì cn-m ilitnri. Alla /?ologia .pnò bastar0 l'aver rl.ato 'lnrgo trib~1to,_:igli :;Lnrli geogra G_co- md1t.ar1, prnclamando che si os~m·va v:rno <li:;cordaHzo 11 un~crosc e ;ovcntc capita li tra il ril ievo male della sn1wrlìei;: d'una 1._1_ gioni:, _ ed il tli_scgno linca r-0 l'i~ul tan!c da l tracci:ito dei ('tll':5 i d'ac,p1n, e . c!11~ 1 s15tcm, nH'.':L,~gno:;i sono impo11011ti ·1m i1ù, r;eoq/'(/.fichc e .9eulorrmic è clu percw .e tu1 .et·ror,i lo ~111int1r,z,1t·e il nws~iccio. nlcnwnt,; _ron~lu1:1rmt;~lé! il~g(i ~Ludi orn? r·aDci , a llungandolo in c:11.Cnr: p er raruii rL l1m1tJ cli l1ac1111 1drografie1. A!la i;,)nlogia, come sci(:111.1, p:iù bnsta r,J ri i avr?r comh:Htntn nw1 ns:1g::r1E io11c: ll )!l (kv,1 a sua ,;nlt·i cren !'.ll C 1rna sf:conda .

Q_unndo , in Uil teatro (1:0JWl.'azioni si :;l.udiano , pt1 r i;co pn ,;trat,)gi1•.,;, le 1111cc d ostacolo chi:i s1 lr·.i ppo11gono f'ra due nbb iettivi, dif'o11 ,:ivn l'nno nrl off,Jn!;ÌVO l'al tro, alla str,ìtcgia 11011 i,npo rt.1 s:t pcrn so t:i li o,t:icol i sono sta ti prodotti da u11'nzìo11,! vulcnnìc,1 o se w 110 iI r istil tn to d(d lavoro lento ma 1:011ti111 1ato (lt:!lo acq11 0; non le i111.port:1, coino ,:;mdiziono indi::;pcusabi!J, il sapere ~o l'osiaco lo ù di nal nra granitica Odì na tura c1ilca re.. Allo straleg,, impo rt~ ,Ol'T,ltuit.o co no,-ccre l'e,;te 11 sion11 doll'w,tacolo, la ,ua dircziorr,:, b sn,1 pr:1tica lii lit.'t. fo cen e situnioni milìlarì, i ghiaci;iai (fol }[. Bianco po"sono a·.-,~ie lo stesso va lore mi li tiln) rfol lc sa bbie ardu11 ti 'd'un de,crto tb ll':\frira . Il ca pit:mo .~io:~ no! riconosc,:,·c i liiniti dì !'unzione c!wr[i studi z;)ologici negl i sLurl i gcogralìco-rnilitari, rcncln, ~ec:oncl,) noi , ~Ln a.c~u;1'-Ìntn servizio u!l'nsr,rcito rralt(:c.,c, im1uantnc!tiJ, t:i i1 pnr;;o, da tal nn~~ nnhbl icazio~ i g,rngi·a!ìchc eh,~ :;i sono 1Hc,;eclut1\ che alla teoria non se1:1 pr,: vera dei hac1111 1dr·ogl'afiri , i c;o1-rnssL? inco11trn ,Hl una teoria n;;:-;oluu, gcoio3ica . Fu ([U.Ì1tc!i_ jW!t::i,}1'0 gì usto q uel lo . clrn ogli ebho di far prnc?dore alle~ ,tml10 mil 1t:i r,) clr:l l;i .F1·ni1cia; llllO :,;turlio pnrzi:i le, geolo.gico, ifUH ~1 !;t,lccato, cli ({twib r,:~iono. " Ilo !H'<'SO h ao,) lon··1-1 Il i"' /1,l° :,\, •·• « do~li. studi gùogr:1 fki c;;I nn::i de;;criz·ione yeolog·ic; pre~:edo la cle« scn.zwne y_ co?1·afiw deUn Francia. C-iù fatto, parlo di qeoloyin il •

•

" meno possiln /e... ..

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(,

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343

t ° Fronte dei Pirenei o della frontiera spagnuola.

\ Di tutte le l'ront.iere della Fraucia, qufllla dc' Pirenei è la meglio protetta . Fra l'Oceano e il ~focl it<:rrau,~o no n si trov:ino, attraverso ~ .monti, i;lw poc!i i pa,si praticabili agl i t~scl'titi. A! c:eutro ln careno e -irnpraticabik per-diii d,wata e larga ; all'cstNmitit le mor11ag11;~ $1 ahbassar'lo e p.m net.toao 'l un-klw pa:;so <.;a ITèggiahiItJ. . Quando la ci vilb a"> 1wa pi:r ccu.L1\1 ca pi tale il lmri uu dc!l \l eLb terraneo era per i Pirew~i · OL'Ìr:n t'a li clic pa:;savauo d'ordinario k c111 igiazi~ui dei popoli. I colli di q u,~lla regioue ricorrlano Annil'.al_~, Sci~ pion e, i Goti , gli :\ laui, i Snra,;eni, ccc ,\ i g-iorn i nostri sono 1 P ,re.uet occidentali quell i più rrequcntati, percl1è per e~si 1.nssa 'la :str:.ida diretta e la r,~1·rnria clic congiungono Pa l'igi cou Madrid. Solo dii poco tempo una fe rrovia u11 i,;r·r• !twcelloria co n PC'rpignano .

L:t regiÒ11c dèi Pin·;wi ;. li ;ni la tH al LLOL'Ll Lla! co rso della Garonu.~ e dal!.-, ~-l<:pr::~~ioiw ;ia lu.r;dn che ·:;egw i il Cauale del ~fozzodì; al sud dai c;or·so Jell'Ji.:hro . .\on po,::;icch~ lu grandi :i ltitudini clai ghiacciai delle Alpi . °Pllll LO cnlminante, nei monti 1\faml·i ts , al piceo ~ e ti101t \}i0t"') ; Jo sp:;::;:;ore dùlia Ci.\tella'. i11 rncdi_a di 60 chi lom::tn , rngiinngc uu 1uassimo di -i J:3 chi lometn 11t alprn1 Lrnlt 1. ·11 traeci:it.o della rrn uticl"::i poli!.ic.a, uon :,:>g1w la iì1wa di :;:)parilzionr! J elle acque; taglia le alti~ v,dli orn in 1.1110 01·a ncll'nltro vcrsnutc. Così, ,1lla Sp,igna spetta110 la vallH della Hidil"-:;0:1, rr uclla supr~rior,~ della Niv0 e qt1 cll::i rlella Gnrnnna; a!l:l Francia. pal'tC del corso de! l'frate n le sorgcw ti del Sngre. Per moglio istucl iarc qne,ta iut ri t:Dta !'rrrnticra, l'cunore a!lalizz,1 Sl1écess1van1èr~te ìl vèl'::-nnu ::;p,:tgnuolo t ! qucl!o franees,i . aì Vll'l'11a n le SJ.w yn nolo.

».

Bia,;sn miailln ora gli :,Lttdi del ;3v fos<.;icolo clrn com prcuclono: .f O Il fron te dei Pi eciwi o dcli.'.! fron tiera spagnuola; 9. 0 I.a rcgiorw difcus iva della Bre tagna e Vandea ; :3° La region•o centrale.

Nel ver:;;.lllU :spag1rno!o , b ;·,tl,::1a -si ,1bb:1:;s:• i11 ri pian i ~ticce,sivi e simmetrici llno alla vdlala cleil '!<.:bro, nel quale v ar1110 tuttn le ncq 1rn rlc! vers::rn te, l'ornrn ndo ro,;ì i i più gr-anrl r> e!emeu to irlrografico del !a r e;.(ionc . Il solh!vamento dcll'a;:;se centra le dei Pironei ha risollcYato in ciascun versante i terreni di sedimento che giit vi era no dc;)o:;itaLi, I ma rgrni


GLI STUDI

G!òOGR,\ FfCO·MiLfTAHI

IN 1'RANGlA

rotti di. cp1e_ste conche g~ologiche formano, paralielamente alla catena una :;eric d~ Gresle,_ la cli~posizioni delle quali è assai caratteristica'. ?01~postc_ d, t~n·en'.. cretacei sono 5tate _facilmentr1 corrose dalle acqne, 1ou., cd 111 parte d1:-;faUc, produc~endov, una serie di sti·c•te cl · . • · • [ . • , "' , . I pi eCl[)JZI e e e, fianchi ripidissimi. · ~Ja èlepr-essione _del col le di Belate; nella riuale pas$a fa strada ria f~aiona _a l 'a~npehmc, è g_cneralrncute considerata eorn e 111 sc pnra~tone. ~-i.! i P,~~:'.lCI_franc? - 1sp~n1 cd i Pirenei cantabricJi che prendono, a . pa1tue da c~::,1, 1. nom i part1co lar1 cli Sierra di Aralar e di Sierra d1 Artaban. ·

La, Sierra di Andia ,. dc la Pem1, . rii Guara; i massi dc la Peiiìi riu San-Gerv~s'. e della Sierra de Bouncort cli Cadi, cl'Alcu!Jienc, di Mou. scmes e di !Vlontscrrnt., fo rmano le principali an ticatene dr.I vcrsall le. L,~ Cal~logua forte per natura è, cnnw la Svizzera cd i[ Portorral ln, s:e~1~lm;n tl:,f~ y.orevol:~alla difcmsivit. LH sue montagne scpa ra1io c~1que b<1Cllll ~·' 11g- oo le>,, V.::l. I1·I fI i~.I . .pr I Il Cl. pa. I I. Sca1 ~.. ù, Llohre<>:-it e, , Tor , , f;'J uvi·> !lJ. qua '1 $L a vvtl uppano successiva nrnn.tc. · 11 Segrn che cil'eo nda la Cata logna cou1c u1~.1 strada di ronda esterna seg~: '.n. dinltt1:ic'.} d'una linea d'}n'?~ione che pr1uetra nel cuore tlell,; 1 , ma I altezzn e la co111rnu1ta delle 11·.1rJ11','t!!ll'\ cl I pcm.,o.c1 • . , ., ; ie a serrono, ne formano ulla luuga e fonnidnbiJ e :metta. '· . Le fortifìct1zio11i non fanno di fe tto, o, c1u1mtunrrne di antica coslrnzion'.l, sono nonperta nto di grande im portanza clifonsiva per la na tura part 1? 1lare del paese. Roses protegge, ali'estrnm itil della rr'ontier:i una magmfica baia. Fignierns-G-irone ed Hosta lric;h sbnrrnno suece~si,·.i. n,rnnte la stra{la _di Barcel(ona, Ca.,tell'oll it ed Olot pel corso della F luvia : Camprodon, R1poll nel! alta va ll fl . del Tt!r; Cardona è vero ridollo nel me7:7:? delle mo'.11agne del l,lobrega1; .Barcellona, il maggior pono . con1 m~1c1a le :[ella Spagna, si presenta comcf uu immenso deposito in tnrza l1? e11, 1I_JC_tr-o cui stanno ancora Tortosa e Tcrragona. , I 1 _pm_ t~nib!l e mezzo di di fesa che possiede ia Cat.alo/!na è Ja diffi col'.a di _farvi v~uovaglie. Vaubau , diceva: se un P.Seitit; non vuolr 1 ~~ ,orwe di (am.e ·Mi Catlilognn, /Jù;orfnri ch'egli sù;, pad1·one del lio.sso /.:,/~i:o o cl~e ,i[ ?Ji((;re, ~oncorra. esso pure nelfo operaz,i onf 'ful!a la storia militare di q_uella_regione confcrn111 i I dcli.o riel grande ingegnere militare. . Durnnt<{ 1! prrm? . impero francese, la guerra in Catalogna ha contrnw1111~n~e 1m_111obd1zzata gra'.ide parte delle forze fran cesi . Napoleone s1 ,-1de forzato anche clt avere un'annata speciale per operare in rru~lla rngiona. Il comando n!3 fu dato al m11resciallo Suchet.· .1.

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L'Aq1gona forma colla Catalogna un rimarchevole cont1asto. Paese povero e sterile, percorso da pochi sentieri. Interposto fra la Navarra è la éata logna, permette diffic.ilmentc di coordinare i movim(lnti delle . t.ruppe che ope?·ano nelìc · rhrn regioni. La Navarra e le provincif: bascl1e sono ricche e ben coltivati~ e capaci cli pronedere per lungo tempo al vettovagliamc1nto di armate. h) Versante (rance.se.

I Piren.ei si dividono naturalmente in P-i,renei atlnntici e Pirnnci mediter-nmei .

Siffatta divisione uon fu dall'autore osservata nell'esaminare il versante spagnuolo per la sua simmetria e regolaritil; ma nel v~rsante nord , in vece~, :;i riscontranu grandi differenze tra la parte orient.ale ~ la ,parte occidentale dc~llc montagne. La parte superiore della Garonna separa queste due regioni distinte dei P irenei.

Pirnneci merl!~terranei. La dispo~izioni dei massicci montani , in qucs.to tratto d.el ·versante francese, è tale che le acciue seguono due dirnzioni diverso: riuella ·della Garonua e rp1el la del ~forliterraneo . Si svasano cioè verso ]?rancia in moclo d,-i formare altre due zone speciali oro- irlrografìche : i Pirenei ariegesi frn il M0 Vallie1· . all'ovest (28/~0m) cd il picco di Corlitta (292,0m) all'est, e quelli orientali fra il piceo di Corlitta ed il mare . . Il M.ontcal m (3080 01 ) , alle sorgenti del Vicclcssos, e c1uasi il centro dei Pirenei ariegesi e ne /.: il punto culminante. Sono montagne non percorse che da sentieri mulattieri poco frequcmtal i.

L'asse principale di soll eva1nento dei Pirenei è tagliato oblirpiamente che un sollernmento riel qunle le vallate del Ten e del Segrn tracciano la direzione. Il punto di :stacco di quc:sto soli1wamcnto è segnnto rlal Pi cco di Costabona (2.461"') . A questo sollevamento obliquo ap~)tu·tiene la parte più iinportantù cki Pirenei orienta li. . All'e;;t elci T'icco di Costabona, la cat.ena principale si abbassa <1 dà luo~o a numerosi passaggi, mentre fra ìa depressione del col del J>crtus ed il ·Mediterraneo, si stende una catena dillic~ilissima alla quale le roccie hiancast.re hanno fatto dare nome d' Albe.re.~. Non è attraversa ta ,che d:i cattive strade.


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GLI STU DI GEOGr\A FICO · M I LITARJ

I N FH.\ :'\C:I.'\

Parallelamente. alia catena pr incipa le, corrono ancora, ncì vcr:;ante francest:, delle anticatene specialmente f1·a l'Ande e la Garonna , che ' prendono nome di piccoli Pirenei.

for mato da11 ·,1 i ti pian:} di La nn3Hnz,rn . ( Ila nch i del1::i morri,agu;1 ,:;ono percor,;i dn (~orsi rl'acqna lrihut:1ri dcila 1:;.a ronria ,3 dcli' Adonr.

Lo Corbiere ,;i compongono di gruppi moutani isolati, generalmente diretti dal sud-ovest al_ nord- est. ·Montagne difficili più dei Pirenei orientali. FonJiavano, prim:i dèlla conc1uista del Rou ssilfon , il confine francc'\e .

li nonssi lluu forma, tra i Pirenei .e le Corbiere, uu piccolo bacino isola to, - circondato da uu f nfi teatre> di montague coperte da vigneti. Il Roussi !!on . luugo tempo clisputato fra la Francia e la S 0~1:zua. , fu dichi(1ra lo 1Ielini ti:vamcntc fr-auccsc uei ,1659, da l tratto dei Pi\-~-;ici: fl Vauban ne organizzò fa difesa, ma i passi dei .Pircuci sono 1·0,;_ì nnrn ero, i cl1'eg!i rinunciò :i l còmpi lo di s.bnrrnrli. « So si voles,e « sbnrrar·e 111lli 'i passi dqi P ire nei, pei cprnli ~i pnò penetrarn. ·nel « regno, bisognerebbe l'llr-tifi carc più di ,1i.iO colli; ciò che sarebb1~ u11 à « irnpre::;a quasi uguale a qnel!:1 di Lrnsforrnare in 1101.'li cli rrrnrc Lulte « lè coste del la Fra11cia » . Doro Va 11 ban q ;i;llc.;lw rnig-li!:,·.1111ent1l il ,;W to fat r.o nei .;i$lcm,1 difens ivo ,f ol la fr-oH liera d0i Pireaei rnedi te!'t'anHi . Prima linen difcnsivil è quei111 diii Ted i cinforzat::i sulia costa dal Coll ianre,, Port - Veud1·e;;, Saiut- Elrne. La sùconda linea è l[tiel !a della Tet, di l'e,;a da Ylorn-Louis, $t-ra tegicamcntr: irnportantis,.irn o e poi da Perpignann. Più iud ieteo 110 11 vi ;;i trova elle. il vecchio casteilo di S,l!ccs. Sulle co:;te, soHvi lrnlt(;rie i11 pi ù puuti . P'i.rcnei atlant-foi . Dal masoo del ì'lfaladelto, dove si trova i l punto più eleva to tiei

Pirenei _(3Wt '"), le montngne ,;1 abbassa no verso f'Oçeano segw:11rlo la J.ir?zwue del ::;ollcv::imenlo geucralc.:. 11 picco di Anie (2;-i01 [il sud d1 Olarau, segna l 'nslrcmit:t dellr) alt.e cime. Poi le :i lti Lurl ini dirn inui$Cuuo , e;isibilmentc. .ln questo lr-at.!o dei Pirenei !ton ,,i trova no, ' uel ver,autii rra11c,:,1:, le anticatene tltr: caratterizzai-io i Pii-enei dei Mediterraneo . .\ i 11i()d i del!e montagne ~i aprono nmpìc ,c~verne e si protendono n,i'm~rosi cooi di deiezioue, clic si succedono l'un l'alt.ro . .!i più este;o è quello 111 ) ,

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Il fì tttml Adonr raccogli :l U1ltn In ;11;rpw del vn1·:;a n1.n nonl dei i'i-' ' l',\nei atla ntici, ;b ll 'a ltipii11u L:E111::1n );,,H l fìuo ;1Jl'Occ:1 110; ne raccrigli t: anchc parte di rp101!1J chr; di::;c:Jru.lonn dail'.:il tipiano La11 iH!111cza11. Le accrue ilei Pirenei atlantici ciw ;:i . riu nist1J 11i> n!I' ,\ dout' ,i gNt~no nella G-,11·0111w . · Alh:i tcstat.11 clnll '.-\ tlot1r ii il pirco del ~i.id i dJ lligo 1TL1 (~8Ti"') i.;h,: ~i riattacca al la ~rande cat,ma p) t il ma~,·>,.li "/;_)Olll'illn, chi:unalo aad,e pie cL\.ubJrt ÒO!H"'>, ili ma ninra c!w ii piecù tl i Vro11n1n o11w (3080"'.\ quello di (} unpbioi l (:3 17:.i"'), quello di ~ùo uvid le 1) qnello clnl )folt dc Bi ;!'OJ'I'é! ( 2871 sono prc,,;;a poco 11 eli o ste~~o nllineanwnto d:1 ,ud a M rS, n l;/101·0 dir;;zin:1<: tagli11 l;1 ,at,:na p1'ir1(·ipa l,: C[ll:1:'.i p,)rp::ndi 1" )

. coì::trrnenle. (}li shocdù elci Piren,:i aLl:.r ntiri 111\1111) ·al~rnvulLn cl ir,,~i ,.la i ra; tello di Lo urdes, Port.ì ld e Sainl-J e;Ì 11-Pi:1cl-d 1:- Port. .-\tLual rn enLri qw:l ln fort iGcazio11 i 11011. ::;1)110 iu lmo11:i cnu,lir.ion i I H:1· iung,t · rosislc1tz,1. I.a piazr.a di lhion,1, ,..nl !a ;;i 1>Ì::\Lt'n dt:!l'Ado nr, colla GÌllad,,l!a :li Sai nt-E,;;priL s,il la <lustra ,Id litrnie, l'ornrn il pri 1H;ipale ba lnardo d1rensivo d,1 f[I JC:;to iato dnlla rrn nliei·a . Sa 1\1!ibJ pe1<> ne(;n;;su rio ila.ri e una r iDtura di furti est:·ni i, Se ii ucmi ro 11011 :::i h:1,;ci;1 arrn~t,re tfa lln piaiz1', uon i11con tra pi ù o:;Lacolo, e rn irwccin di rc tL;1 111e11 Lr. Ho1·de;111x, Tarhe" e To !n~;1. La campagl!;i (hl 111:u·,N·iallo Sn nl t 1tri 18·1:i nio,-t,·a •rualn 11:iru to potrcbb allo1·:i tt';ì:T,i un ':innata !hlll:i li111,! Lli r,.rn,;ive n;1tu ralr del pae.,;:). Attua l rnc11l:) In c0strmionc ch iI,1 i'cl'!'ov i r: (!i nonlea n x- Ba iona- T111·be, e d'Anch- Tarlrn , , htt ,,;,,gl io cond izionala h clife,;a. Rinrorzi possono es$Cre g.)tkHi in gra nde 11um ,i 1·ù _,;nl rrnntG rd,itivantentc :;tcclto poi rruale :;bocchcrebbc l'olfoniiva . Lt; dii'iic.olt;\ de lla traversata delle Lande:; sarebbcrù sopfH'2Ssc rur le tn1 ppè <hila clit'esa ; mnntr;: :;u~:;i~tere bb1:ro sempro p:ff ull'a rrnata nomica, per la tliflir.olt:\ di ndopcrn r•J il matel'i::i lc sp,1g11 no!o ::;ullc liHCJ rr:\llc~si . lnfi11e il. lr:1 lto di fo1·rovia d:1 Da x a Lounle",'' p2r b sinistt·a cl !I P;1 1\ i, d '1 1111 111:1ggioro va l,i r,i 11 qn,:,;l:ì linea di dirc,;ri ,;h'è1'a tr-oppo · t:;; te;:t. Da parLc i'1\111,:c, :.! !'o!bn.,iva non i: in .;ond i7,i0ai molto dilfore nli : gli Spagnuoli po~sono ·eonrlurri:, poi' nrnzzo della ferrov ia, trup pe nt:merosc a S. Seh:istiano ù P,1mplona; non p0treb!Jcro perù l'or,;n lH Ja nei a re i van L;iggi che rla Ile ferrovie polrehhero trarre i Francesi .


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GL I STUOI GEOGllA FJ CO·M!Ll'rAH I

JN F!1ANCIA

Gli ostacol i itcl passaggio dei Pi rnnci soao ancora r1uelli chll orano per (o ~Jassato; un'armata d'i nvasione ch,1 èntra~se in Spa·gna per Je provmcrn basche non potrebbe :;cnza grandi difficoltà coordinare le sue oporazioni con quello d'un'armatn che fosse pcnetrnta iu Catologna .

ricorda esempio di fortifi cazioni che abbiano occupata maggiore estensione di paese. La dife,,a t.ornc l'auacco di simili posizioni costringeranno all 'impiego cli nunvi metod i di guerra. Le pri ncipali opere di CJU C$l.i1 ci11um1 ,-ono : .-il nord di . I'a:rigi : lo posizioni fortificato di Connei lles, Montlignon, Dornorù , .Nlontrnoreucy, Econr~n, Stains; · A ll'e.sL: le posizioni di Vanjours e di Chclles, le ope1·e di Clrnmpigny, v illicr:,; e cl-i Noisy-le-Gra nd; Al 1:md : i foni di. Vi llenenvc- Saiut-Georges cd i Palaiseau. Le alturn da Pala iscau a Chùtillon sono coronate da parecchie batterie nei ho;;ch i di Ycnicres e da l f'ortc di Ch,Hillon; , AU'oGe-st: i ro,·ti di Villcras del J·fo ut- Iluc, le posizion i di Saint-Cyr e di iVfady; questi ultimi coprono Versailles. Il e3nnle d'Or]eam, ed il Loi11 y :;cgnano l'ultimo ostacolo utilizzabi le fra la Senna e la Loira. La dc,.Ma al la fornsta d'Orleans I\ la siuistra a quella di Fontninchlca11 . Qucstn po~izioue perduta, bisogna r itirarsi sulla Loira, p:m;hè. al sud cd al \;ud-c:st di Parigi si stendouo vaste pianure nnlie qua li il numero dei cornbaltenti sar:l ~cmpre il l'atto decisivo . U:tùrrnata battuta che ha perduta la ::;ua coesione, deve evitare di prwcorrere questa· regione: lr. con verri, pas:;r11·e la Loira e rit.ir.:irsi in Sologn:i .

2a Regione difensiva della Bretagna e della Vandea. . Due ridotti ha _la Francia: la Brl.H;1gnn e la Ilogione Crrntrale. . Alln Breta~na s! agginngouo l'ovest della Normandia 11 la Vandna , lormando co;;L reg1ouc geografi ca di g1"<ìndc i11teresse marittirno- iml n- • ~triale, con grandi porti di gncrra: Chcrbonrg- Hrest-Lorient-Rochef'ort. E perciù ,-cacclt i(-:rc di vafo r,: mil itare particolare, considera to sia pi'r , operazion i rna 1·iui rne, sia per operar.ioni terrestri, f, li n;;crciti frr,ncesi respinti da l nord o dal l'est sn lla Serurn. vi i, 1·o:ano llfrn r;ntti va linea d_ifcnsiv;:1. Esem pi il 18,f,\ cd il ;!870. L'esercito lranccse o pas~a sul la sinistra !lell:1 Ser111a a monte di J!ari,u:i O le sue lince natun1li di ritirata lo portano rwl Morva n, nella Puys;; ic O sulla Loira; o il passaggio lo ra a valle· di Parig:i, · e h1 ritir,1.ta ha 111 0..,0 nelle colli11n della :\orrna ndia e dol Pr:rchc~ <:> Nc!l' nn case, come nell'altro, Parigi rimane :;coperta o deve allora compiere al suo nwnda Lo di grande piazza . So cioi; iu Parigi ,·i sarii nna gr:11ule . armata organizzata per difesa attiva·. :;ar:1 i1n possib1 1e nl ncmrrn d1 lrasctLl'<n·la o di mr1sC' lierarla: dovrit ;:1tt.llr(·.n r:Ia. Tnnlo n~I ,1su·comc nel ·1 87,1 la caduta di Parigi 11:1 po, lo fine alla loua; v1 ha posto fin o specia I1110n te por lo ~tn to di ,;po::;;;a tozza in cui e1·r1 · caduta b Francia; ma è n11 errore l'idcnt.ificarc la cnpaci1i1 di re~i~tenza de~lii 1lraucia ,·on quella di f>3rigi. Lp snn caduta saril sempre un grave ep1sod10 della g11ern1 , 111a Hon deve e~serne il l'atto de,·isivo, li -valore delle nuove l'orti(ica,zion i Liel la capitale è neccs~al'iù misurarlo po11cnrlo:;i a 1p1cst.o pnnto d1 v1$tll, Mrtl1?rado gli e:;cmp i di guer re rn,;cnti, è ucce:;sano non dare a Parigi che nn còmpitu rislrcLto, uel $iSLen1a izeneralo di di fc~a della Fraucia, , · . La C'inla dr:gl! an!ichi fort i ù cn11servata oggidì cnrnc ciuta di z" linea ; ha 11110 svil uppo di 5!.i chi lometri circ:a , La nuo va cinta l'Ì ll ( hiud,i nel si~tema difeusi"vo Eughicn, Argouteuil, la foresta di Saint-Genn11in, Ver~;ni llc~, Sccnux,_ Villcncuvé, Saint- Georgo.,-Villier- per-;farno, e [;1 l'ornslll d1 Bondy-i, I l suo sviluppo 1~ di ,J;!O chi !nm-ctri. J.a ,;tofo1 uon

Ln di rczionn del cor$O superiore della 1.~oira iJ tale clie [)llrn debba condurre le snc acque .nel b:iciuo della Seu11a. li canale di Brian ed il Loiny, tracciano infatti il prol11 11gamén10 1lclla sua vallata; ma l'altipiano di ncauce rw ha d()\'iato il corso cd ha sepnrato i d\ie bncini, Tullo il sistema idrografico di quest~1 regione :ibbraccia perciò gli al'fln enti di destra della .Loira, i corsi cl'acqna tributari delln ~·fonica , e quelli d 1e $i g,:ttano ucl l'Oc,~ann al nnrd dell:i Loi ra. Orogra(ìca111entc il Leneno dell!l Brc:Lag11a è rnon twiso ,: sovente diffic;ile, Sotto il nome rli col li 1Ja del Percil e e di ~ormm1dia :;i indica l'a:;sièrnc <!elle alture che circondano il bac.ino della Mainr, e dei suoi afn uenti , Al nodo r rincipa lc di esso linn no ori7inc la il'fo ycnuo, la Sartlrn, l'IIuisnc e l'Ornc , la Bin(\s, la TonL[nc, , la Rille n l'Eurc. JI punto culmin:intr: è la cima rlella f?oret d'Ecoure.~ (!i-.fS"') al nord d'Alcnc;on. Questa regione hosclri va è and1e eh inrnata JJocage normnnd; essa occupa, irnlla rin1 destra clr,lla Loira, una posizione simmotriea a q uella del. llocage 1Jencleen ,u lla riva sinistra, e form a con esso i due ba-


GL I STUD I ' Gt·:OG H ..\ F JCO- Ml LlTM\l

I N F RA N CIA

stioni avanzati della nretagna. Ca cortina chfl li unisce e indicata d,il corso deHa Végr,~. e dagli affinenti della Sa rthe e riel Lnyon sulla si ni$ti·a dell.l Loirn . A qu esto nodo Ol'ogr,1fi co si attaccano : 1° L<} coll inn della :.Vb in.~, della q u 1li fa p:irte la cateaa cbi Cnìlvro:,s, t.rn ~fayenne e Sartlrn; :ia 0 Lri cresta Stl'CLla rettili nea tli D,1m fr ont (-) i\fo rt:li fl' ;3o Le coliinc pmil!ele nlle pnicedcnti fcrt le sorg,J;1ti detia Sa rtheArg<intctn e Sain t-Lo. . Tra Hennes e Dinan ( l'll!e e l,1 Ran:e) il paese s i ablrnssa. Si è ap;wori u:ito di <[uCslèi t.lepre:;sionn per stahi lirè un ca nale c.hc rnoLLe in <''CH11 1in ieazionù' le coste del nord col sud della Bretagna.

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Es:11n irw tn così oro- icl ro~ra ficarn cnte la rr,,:,ionc dclh Hrt·t·· ,.,11° ' t') l'a ntorc ri prnncle le considcnizio11 i s1.1·Mcgieli e clw aveva cominciato a ~Yolg-,:rc parla ndo di Pa rigi. L'f,s,·'.-ciI.o che passa la Senua a inoute di Pa rigi non può tener fr1i1!lc con t1'0 lorzr. ,upG1'iori rrnl t:'!ì ·rc.n'.l delJ;1Jl:),1ucc ; pa,;scrù la Loi ra 111anr.e11?udo ;:11 ('S:i(', nku ìlC l~.-;Le di poni.i f'l'a !h.ire cd Or·:e:m:;, Se si propone di rlifend ern 1a s!radn tli Tonrs, b:so1tu (?l'it che lasci ttna pDI'Ln del le :;uc fol'z e _sulla ri vH_ dù8tra, l'rn il Loil' e la l.oitn. Al lora In posizione più. l1 !1h e quella rnd 11,;,Ha d occnpa'.n d~l gc:nnrnlo f; h:wz.y nr.l :J870 fra Lorge:::, B L':lU/? !O C)' e la f'rm;:;ta di J\farcl1 c110ir. · Vc1tdtì1 nc ù 011 p,rnt,; iu 1, 10,·ta11i,\ al notlo tlu!L: strwl e ci'Au!!,?r:; ù Chùt(:audun: d.a Ma:1". a B ioi~, da Tonr, a C!wr!rn,;. L' irnpo,:;anr.a sll'èL~eg1ca d1. ~-~~n:; e 1,nd1ra!.a ~]alla sun sitUfll iorw gl!og:-alìea :il punto rii 1nco_ntro cli C' I IHj ltf! len ovie di l'ig,'HLi:;i su Tours, Ar:1,;,3rs, Lnval, Alcneon, Par,gt o Chartrc, ; e, (fai 1,u ntr, di I i::ta !attieo !{' nlturc tra J'II11 i:;11 r, e la S:i rth e,. offror:o buone po::izioui cìi fc 11:~ivc. L!: op.m1r,ior1i di C!:anzy i'Ono purr, 1si.rut.t1ve ucl rn lcoln rc il 1·n !nre difensivo del Loir d,•1l'Tiuisn e e tiella Sarthe e cfollr: wl lin e del f\oca!;'.e norm:i nno. ' , L'c::;~rcit,> i11vccc che ù co.,trct!o r1 passare la S:;nnn a valle rii 1-'ari :ii, ha dietro di sò.. paese fms_tagl · ·] 1 u°J J·i ~. i:Ho.. coperto . ,, 11ro. . I~J ri· < (. t·e,· .. , ·t'l., nz· ., ·e l alle .sorp1\ )SC. La vril lata del Rillc, p.:i rlicola rmenic, segna un os!aco lo c.ont111uo dal rnas:;iceio del P,m:li c fì 110 al !'es:ua ri o cU !a Senna. Poi .si possono uii,iuari) gli ostaco li succ,i:;;$ivi forrnati dalla Touques, la Dive, l'01·m:) e dal le c01! in.1 c h11 atiravorsano q ue:-ti cors i d'aqna . Da u n tuo ·il rn ns., iccio· del Porclw offrirnbbJ , u n cccd lenle rifugio; Arganta n ~ Sardon nJll':ilta va lli; d.:ill'Ornu, al pnn to d'incontro delle ferrovm Granvi lle-Dmu x e C1irn-Alençoa-!e l\'h ns, s~m'•

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351

brano punti specialmente ind ica.ti a rnccogiicre trn ppP 0d a stabilirvi grandi m(lgazzi.ni. La penisola del Contentin, facil e a sbarrare con fortificazioni, ~i presen t(l come ridotto n(lturalc. La su:i imporl,rnza ne è accresciuta da lla piazza marittima e mi litare. di f:h crhomg, i magar,zini della quale possono per lu ngo 1.empo servil'C ad .alimentarc un eserci to in Normandia, e le ferrovie Chcrliourg- Caen-Granvillc-Falais(\ o Granvillf\- Argcntan possono concorrere :i·illl difosa, get.t:indovi, col soccorso del mam, ri nforzi . L<: lince Cacn-Flers-Dunfront-Luval e Ca!mMcziclon- i\ rgcutan-Aleuçon-Lc i\fans servirnhlrn ro a mantenere 11) relazioni colla vallata delln Loira .

La Br0tagna per le condizioni topografkhc, pcl snu clima , per la vigorosa popolazione, . sar:.1 $Cm prc invasa dai nemici co11 molta pru dc~za . U11 nttaeco snl!e sac coste : :.c mlm1 avere poca pcobnhi li t:ì cli riuscita. Non vi sono ncppnrc obbiet.tivi importa nti. l porti di guerr;1 ben prntctti, k: coste difficili, le linee ferroviarie l{mrnc.;-S:iint Malo; Renucs- Brcst per Sai nt Brietrc-Hon ncs- Brest pi:r yanncs, H.c.nncs ~ Nantes, pcrmcttercbbcrn rii wnccntrare r;) pidnrneute truppe sui punti eveutuulmrm te mjnacciati. Renne'> , i puù cousidrrn rn il ce11 1.ro delb dil'esa mobile di i.ulta ia Bretagna .

3" Renionè centrale. Questa wua g:)ografi ca comprendé iJ ·'p.iese li mitnLo al nord. dalla Loirtl e da l Cana le dei Centro; all'est della Saòne e dal Hodano ; :i l sud (Ì.n ila f~arnmw e Cann ll'J riel ìVI,icli ; all'ovest dall'altipiano del (:',atinc.

La ·r,wio11c con1pres11 fra ia Loirn e la Garonna è a troppo grande distanz.a ''c1.a1 1; l'ronticra continon taic -per diventare tentro d'operazione. Il nemico prov,micntc dai Pircinoi /a rrc.,;t.erebbH prob:ihilmcuto sulla Garon11tt: queilo provenionl.c da nord si fermerebbe snlla J,o! ra . Dal mare è diffic ile pnnotrarvi. Nonp:irtauto è punto gcogmfico d1 gran de importama mi li tare, pcrchii regio11e di riord inamento del le forze ~a ttute: co11tieue un grauJ c uumr~ro di :;tabi li menti mil itari, fablll'!cho d'armi-, polveriere. li masso montan o che /} al cen!ro tl~lla 17raneia , sebbene di poca elevatezza, paragonalo llile Alpi ed ai P irenei, forma un ostacolo con-


IN FRAN CIA

GLI STUD I GEOG RAFH'.O·Mll , l'J'AHI

sidcrevolc fra i bacini del Rodano, della Senna, della GaronD,J e della l.oi,·a . .Reudc difficili lc relazioni trn . il nord cd il sud, l'est e l'ovest. Wilitarrnenle costringe le operazioni ad arrestarsi od a separarsi; si oppone al collega-mento delle opera,,ioni provenienti da fron tiere divcm;n, favo riscn la dif'r.s:i nazion:i lc, 110n permette di conq uista n~ la Francia, Cù llll' ]e) si i: fotto ddla Gern1a11ia. L'altipiano t:cntralr: è wstit11i to da sollevanwnti parziali cit)è : la Ccvn111ic,, clic forma11·0 la dol's:de più impol'tanto di rp.wst.1i nltipia1tu, i 111:Jnli del \"i varn is, dd l.you,iais, del Bcaujolai:;, elci Chà rolais, cle1 ~1àcounai~. i lllOnti della )l::irg.;ridc, d'Auvcrgw.!, flc l Vclay e . dcl Forez , da ll ':tl tipiauo e.l ei :Ni il l1}vad1y , 111 on1i d,·I Li,nousiu, roJlint' di Con,braillr::; e Bo<.:agl: della V:1nd(}a . I.ci acque d 1c scaturiscono tla questo ma~:;o c:c:n tralt! , a11uo 11dia • Garonna, nel H.oda110, nolla Loir:1 e nella Chal'On Lc. Ylilitarrno11 te il masso rontrnle ha i rarallcri d'u u i111111c11s,J rid,,uu. Le ~'.;rndi r ie ùi co111u11 i1.:azio11c dw çollcgano i tre prin..:i pali baci11i dellu P ra11cia, lo co11tor11ano e l'orma110 1t11 tri,rngolo che lo c:i 1T0nda corno uua slrad,1 ùi ro11da. l lrc lati so110 inditati dalla strada :,;utlovcsl, Parigi-Bordeaux; quella suù- e:;t, p:ir la Senna, l'Arma11ço 11 , la Saò11ri cd il llotlauo; h, liur)/l del 111 c.: z:wdi , To11lon:;, Cnrcas:;01111c ,. ~ì11ws . Grandi c.: ill:l della l<ranria, gra ndi cen tri industri.lii ed t•t·,iuomici, ::;0 110 posti sul 111argine cli qnc~to tria11g0Jo. Al ciintro <li; lla rcginnc, ht1(:i11i r hiu si fornn11JO le piazze d'ar!ll i naturali p::r la ra1.:colta di gro,;sc an;:i::;::;I! ..\ Clcr111ont si è pc11::at<1 iufaui di stabilim l'ar~c11:.1le e.en trale della Fra11<'ia, di fal'lle una piazz,1 da guerra, un.· 1·idottn nel ricloLLo. 'l\ilc era pure l'inte,ulimento di Ch::1111.y nel 1870.

353

d'acqua, che gli assicurano potenza finanziaria grande, aiutata dal lavoro volonteroso delle popolazioni. La posizione geografica dclln Frnncia rispetto all'Europa ne ha pure aumentate le condizioni di pro~periti1. Formandone il lembo occidenta l(', da un lato trovasi i11 ottinw .condizioni per prondcr porte alle grandi imprese morittime, dall'altro le sue larghe frontiore coutinenlali le assicurano un'innuenza politica importante. L'Europa ù spartit:i dall'est all 'ovc:;t da mw serie di grandi monti : i Ilalkani, le Alpi, i Pirenei, che · hanno separate due civillii distinte ed im1)edito ai popoli ciel uord di coufonòersi con qu elli del sud. Unn so la lacuna esiste iu questa barricro, quella del Rodano, e le invasioni penetrarono per essa nel bacino del l\Iecliterraneo. Quindi lotta, nella quale la coltura delle popolazioni del mezzodì ebbe il sopravvento . Lo Alpi cd i Pi renei scp:mrndo la Francia d:1 ll'I1alia e dalla Spagna ne hanno protetta la sn::i individualiti1 morale cd intellettuale. .La Fraucia potrebbe essere acrns:i ta di 11011 aver dato maggior sviluppo al suo sistema coloniale; ma sa rebbe un errore perchè possiede in sè mezzi di svil uppo economico sufficienti. Le grandi ricch~zzc sono d'a ltroudP 1;ausa di clepcrimon to civile nei popoli: le virtù militari, cioè la semplicit:1 dei costumi, lo spirito del dovere e l'nbncg:lzione, ecco le principali sal vagu:irdie degli Stati.

L'autoni i; giunto così al wnnine di:! suo st11 dio geogr·aJico- mi litarr.· della Frau..:ia, che rias:.ume in alcune considera1.ioni fi siche generali . Vi sono gl'and i clilfèrcmze, dilform1zr• notevoli fra i diversi Lt:atri di guerra dcli.a Franciit. La vita nazio1i:i le , i /1 condensata atto rno ., tre grandi c~ntri principa!i, tre grandi bacini g>!ologi..:i : qtielli ch·lla Senna, tlcl Hoda no e tlnlla Garorma . ~la gli clc111cuti porziali ~i , 0110 fu!;i in uu solo conc1:lto nazio11:.d c e I' inll uenr.11 di Parigi è 11g11:11! tanto uclla ,·:ille della Ga,·onna come in quclln d1·l H.odanu . · ~on c;,;i~Le in Francia ne.;sano di c1twi grM1di o.;!.J r 1!i gr>ograli,·.i ,·!il! scparan:.J i pop:>li e ne irn pe:li~co!JO l'i ntima fu.;i•,ne. Le alte montagne sono raggruppate al mezzodì della 1\aucia , la qua le po.;sicde gràudi varieti1 di coltura, di ric.cliezze mineralogichr., 0

ANNO

xx,v. voi..

J.


L!BHl E P F.HIODIC!

LIBRI E PERIODICI

confe1•enee d ',giene i~er gli 11(/lci,.U, per il ca piiano

med ico lfoss r F ED ERIGO Gmo 1.AMO. l'Unione tipogr.afico-e<litrice 18i9.

Tori no, Stamperia de l-

Igea, redi viva, o· ridesta dopo molti secoli d'oblio, è risa lita sa gli altari del nostro. I mortali sperano da lei con miglior fondamento quella longevità, così largamente promessa e scarsamente data dalla medicina nei suoi molteplici avatari,. Le nazioni civili le innalzano numrrosi monumenti, d\ quelli cho furono detti più du nit11ri del bronzo ; e in I talia il pontefi ce rna~simo della Diva schiude ad ogni nuovo anno una nuova fonte lustrale di precetti o consigli che scorre per le case e i nidi, e per la cticina passa nel sang ue. L'igiene mi litare non ha avuto, presso di noi, sacorcloLi altrottnnto numerosi , nè ritua li cosi estesi. Abhi::irno, è vero - ab Jor,e p>'incipiwn - le norme d' igieno per la truppa, pubblicate nel 187,i rl:11 Ministero della guerra (e delle qual i è un estratto l' istruzione per l'igiene, ccc. allegato 1O riel regolamento òi rlisc;ipli na); li briccino di un pregio in11nenso e di llìcilmente irnit(l bile per succosn brevità . Ma la sua f,Jrrna afori~tit;a non contt.:nta coloro che detla materia vogliono più larga eonoscon:w . Abbiél mo anche parecchie eccollonli monogra fi e, di speciali parti clcll'igicae militare ; Lra lo qua li notiamo l'ig-iene degli ospedali del Da vico, o quella elci quartieri dell'A:;Lcgiano ('1) . Ma un libro clrn traici la materia ex vrofesso, come quell i dol Levy, del Parkes, del Morache, è ancora un desiderio. Accogliemmo ryuindi con ,ero piacere l' an nnnz:o dell'opera del Rossi. Il titolo - Conferenze d'igiene per gl i ullil:iali er11 ,nuovo o ci meLLev·a nel dubbio $O fosl,e un' e,posiziouo d' igiene (I) V. llivii ta. lfilitare, dispcns~ di diccmbro 1Si8.

355

mili tare fotta ad ufficiali , o, invece, un trnllato che mirasse sollanto a dare agli ufficiali buoni precetti per la loro individuale sanilà. Confessiamo che questa seconda supposizione non ci garbava punto. L' ufficial e, quando si.a frn le lruppo, non ha condizioni diverso da queste; l'igiene sua è tull'una con quella ,lei suoi soldati; quando viv~i fuori dei quartieri e dei campi è un cittadino al quale si attagliano i precetti dell'igiene comune. ' Aprendo il volu me scorgemmo che era assai diilìcile dire quale fosse sta La l'intenzione dell' An Lore. Quella prirna conferenza - Attitudine Osica dell'ufficia le - a chi è fa tta? Ai comandanti dei collegi militari, forse , o ai consigli di leva, che visi tano l'allievo che aspira ad. osse1·0 ilflicialc o il co:;critto, al trualo la sorte meuerù nello zaino il hastonrJ di maresciallo ; ma :id un ullicialo, già fatto ; no di certo. A che può servirgli il sapere se ha le dieci faccie necessario per servir di moclollo ad nn Ercole o ad un Acloue; o qualche mc1.1.a cli meno nella It1nghezza delle coscio o delle braceia? Braceia o gambe le ha quali che sieno, o 11: aclopern giil nel servizio militnro, magari da 15 o 2 0 ann i. Servi rà per controllare le qualità fisiche dei suoi soldati? Alla buon'ora ; il capi tolo andava dunque meglio intitolat.o - l'allitudine lì sica del soldo lo, o del militare se piil vi piaco ; e la materia trai.lata in conscguc111.n. Le seguen ti conferon1.c, dalla -z• alla iJ3a, sono un'esposizione d'igiene comune, o prendouo i titoli .soliti dei trattati di questa scio01.a Igiene della pelle - Hcspirazionc - Digestio11c - Alimcnti e bevande - Abitazioni -- Stagioni e cli mi, ccc. Con tengono una rp1:mtiti1 cli utili nozioni o di buo11i precetti , oltre la spiegazione dei fa lli fisici e delle funzioni organiche più comuni ; e ~1ranno con profìLLo Ioni da quanti non JiaHun avuto obhlig0 cli studiare fo nclamcnLalmeo tc 1:i scienza. L'Autore inostr-a cli conoscere assai bene l'a rgomento, o quando si attiene alle cose proprie di q ueslo e non divnga i 11 considerazioni lì losofì che, espone con bella chiarezza. Noi non sottoscriveremmo però a tulle le sue opinioni; ad alcune specialmente che sono raccolte più nelle personali prcf'c rc11zc che nel patri monio della scienza ; como gli elogi d1)l funw ro. Le applica1.ioni alla vita miliLare sono minori che uon si poLcva ragionevolmente presumere. È assni poco quello clw dico per disti nguere le qualit:t, buone o cattivo, della carni: cruda e del vino. Dà -la ricchezza in azoto elci pane cli muniziono 'di molti oserei Li; del nosfro no, 0 )1Ja propo r1.iono nlllla quale devono Lruvar::;i i vari i elcrn ooti , carbonin, azoto, ecc. per formar.} una buona alimentazione, e della composi1.ione diii rancio dal sold.1to, che in campagna è spesso puro


356

LIBHI

quello dell'ufficiale, non dice verbo; e sì che è qn1st1one gra've e moltissimo dibattuta . Parlando del le conserve alimentari, uu cenno su la ra:zione di carne in conserva, che porta seco il nostro soldato, non sarebbe stato un fuor cl' opcrn ; tanto più se avess;e descritte lr. diverse altcr:izionj che può subire spontaneamente, e i mezzi di riconoscerle . Il poco valore che assegna ::ilio extrnctwn wrni-~, èhe va col nome del Liebig, non ·è l'op.inione di tutti gli igienisti e fisiologi. I l consigl io per ottenere un lrnott lesso, cioi{ d'immergere la carur: nHIJ'acqua bollente e lasciarvela cuocere, è ottimo per chi non sn che farsene del brodo, che allora resta affatto scipito; non per la trnppa e l'ufficiale in campagna, ai quali il brodo è un elcmcntò indi$pensahile per far Ja zuppa . Delle armi, che fanno tanta par1.o ·<lcl (;orrerlo militare, non v'ù parola . 'Nvn i-: nemmeno menzionato lo zaino, bt!nchè • a questo sia connessa ·una dcllti pi ù serie questioni d'igiene mi litare. Gli ulliciali non lo portano, si dirà. Tiispondiarno, o l'hanno portato prima, od ìi b1me che sappiano qua l influenza abbia sulla sanitù dr,! soldato. La H• conferenza esamina le nirie condizioni nelle quali pnò trovarsi l'ufnciale nella vita di guarnigione o dei campi, nelle grandi manovre, nella guerra, e gli dà hnoni consigli; tra i quali non ci soddisfa perù quel lo troppo prodigato di prendere qua lclie pwrganle. Nelle :iltrc due, e sono le ullimc, parla dei prim i soccor::;i da dar~i ai feriti ed agli ammalati. Notin mo 11ui che il prcscrivnro ad ufficiali q1rnllo che debbano fore nei diversi casi di avvelennmenlo (ossia rn:lle più rlifTicil i questioni di tempia ,e di medicina lega le), e il mettere, anzi, tielle lorn mani l'acido e l' etere solforico n il cloroformio gin cosa più che inopportuna, pericolosa . Nell'u ltima conferenza , n giacchi, I' autorn ha date qua e lit pagine iutiero del i\'.fantr~gazza e di altri scrittori, avremmo con piacere veduti riportare i precr!tti che li nuovo regolamento di sanità prussiano prescrive nei casi d'insolazione (colpi di calore n colpi di sole), dei qua li avvennero non pochi 1rnll<·l grandi manovre delle nostre truppri nel lo scorso autunno. Quanto consigl iano in queste occorrenze le no:;trn norme d' igient\ già citate, e oltre le quali il Rossi non va, ~i troppo poco, mpetto a ciò (:he oggi se uc couosce. te osservar.i ,ni qui fatte, e delle quali la nostra iispcttazione ha rrohahilmem:) caricate le tintn, non tolgono il merito al libro del Rossi; ed es;;o entrerit nti lrnrmte 1i1~lla piccola biblioteca dell'uffir;iale. E corno consigliamo a que~ti di acquistarlo, ali' au tore auguriamo che, esaurita presto l'edizione, in una novella contenti i nostri desideri, che non

;357

E PERIODIC I

sono, vogliamo supporlo, solo i nostri. Curando un poco più l'economia della materia, potrà scnzn aumentare il' volume, gosti tu ire n molte cose, ripetute qua H là, delle cose nuove; e nelle prime e in queste migliorare la dizione. Troverà forse anche bene esporrn con maggiore chiarezza qualche particolaritit, che, lasciata come sta ora, può ,~cmbrare errore o contraddizione. Esempi ; dopo detto chfl climi c:ildi sono le regioni situate fra i Tropici cd il 30° e il ;Jti0 di latitudine australe o boreale, ù riferiti iu due pagine intiere i precetti dHI Mantegazza per questi climi, soggiunge « che trovano pur anche la loro pratica applicazione nell'estiva :;tagio11c di mass·iina parte della nostra Italia »; la q,ualè, rlavrnro, rra il 30° e il 35° non c'entra punto. In una parte (conferenza· za) afferma che potrebbe esser fata i<: immergersi nell'acqua fredda senza prima asci ngm·si il sudore, e in un'altra (conferenza ·1 ,fa) clice che « dopo qualsiasi esercizio ginnastico ed allorquando il corpo è ricoperto di gudore è da consigl iarsi un'abluzione fredda od una doccia a pioggia su tntlo il mrpo ». Non sari1, ma a chi non ì~ medico quesla la può pnrere cùntraddi;.:ione; e a chiarirle meglio certe cose ci guaclagnòno tntti . E con ciò finiamo, :rngnrandoci che l'autore ci fa<;cia presto vedere un nuovo lavoro dP.lla bontà del tJnalc ci è arra fin da ora la molteplice dottrina che s ta sparsa in queste conferenze.

Corso

da

naate1•iale d,'141•.t i-glieria

tinnato da A.

secondo -

di G.

ELLENA

conti-

P arte descrittiva - Volume Unione ' tipografico -editrice. t orino, 1878. CLAYARINO. -

La parte teorica di questo corso ed il pri mo volume della parte descrittiva giii videro la luce da alcuni anni per cura del capitano d'artigliera (ora maggiore) G. Ellena; nè è qui il caso di discorrerne giacchò no ti a coloro che alcun poco si occupano delle cose di artiglieria. li volume ;:2, 0 del la partù descrittiva, invece, fu reso di pubblica ragione solo <la pochi mesi, ed in esso è trattato dello mwn:iz'ior1Ji cla 911.erra e degli a(fn.~t'i. Tutto ciò che è relativo alle munizioni fo ·compilato clall'Ellena e riveduto dal capitano d'anigl ieria Cli}Yal-ino, men tre che opera esclusiva di rruest'ultirno è il rimanente del libro.


358

LIBRI

Rimangono a pubblicare il volume 3° (carreggio e m,acch:ine) e l'atlante dei disegni. Questo. di cui ci occupiamo è un volume di più che .800 pagine in ottavo grande, veramentfi degno di tutta l'attenzione, ed al quale spetta uuo cltli primi posti nella letteratura cl idattico-rnilitnre. L'argomento è svo lto cronologicamente e.on òrdine ìnappun tahi le; l'antiquato, ma ancor utile a conoscere, i: brcwernente· ricorda to, mentre sonvi già descritti materiali nostri ed esteri ancora nei primi stadi degli e;,perimcut.i, ma che già danuo speranza di riuscita soddisfacente. Tutto questo dimostra la profonda conos'c;cnza degli autori di cìò che ha esisti to od esiste, in più o meno larga scala, in fatto di materiali d'artiglieria, e , l'infaticabile operositit loro nel proc11rarsi notizie di ciò che ogni giomo si escogi ta prcs:;o di noi' cli all'estero, sceverando ciò cho pr:obnhi lrnente dari, utili risu ltati da rruel lo che invecn li J'orniri1 negativi . Nè si creda, ingannati dal ti tolo, che il li bro si limiti ad una nuda desc:rizione degl i oggetti ; che ami ogni classe di essi è preceduta da larga e:;posizione di priucipii fondame ntali e di considerazioni genera li ed accompagnata da giudizi ed apprezzamenti lodevo li tanto per la sereni tà rprnnlO per la franchezza loro . Citiamo ad esempio i giudizi sul decantato cannone cornr.za ciel Krnpp ( pag. ·7tS6) e, riguardo a cosg nostre, quelli sugli shrapnols a carica postcrion: che, dopo le esperienze rus,c, voglionsi da taluni nostri artiglieri più conrnnicn ti di quelli a carica c.m1tralc anche per i ca libri da campagna (pilg. 7,1) , nonchè quanto ì: detto circa gli affusti d'atlacco e difesa ad a!oni snodati e ad aloni girevoli (png: :303). Nè basta; gli nutori spi n~cnJo lo sguardo nell'avvenire, additrrnn, por alcLp1i materiali di primaria importanza, le nuove strade che, scc.ondo e;;si, sa r<~hbero ;) ba Ltcr,,i per rendere sempre piLt perfetti i materia li rl 'artiglicria . Non a tutLo sapremmo certo as~ociai·si; ma comunque ciò sia non possiamo a,Lerwrci da l segnalare quanto è dNLO rclati vllmento agli affu, t.i cl11 t;1mpo (pag. (i86) ed a quelli d'attacco e difesa (pag. 707) . Nè il volume d1<ve essere lodaw soltanto sotto gli indicati punti di vista. Lo stile infa tti è piano; il pensiero èl cos!antemeutn e.:;presso in modo :;crnplicc, chiaro, completo a tal sogno che anc!ic le rroistioni più ardue sono focilrnentc intese; le numcro~c fi guro, intercalate nel testo, sono niti!le per di~cgno, sempre sufficienti ::illa dilucidazione del testo cui si rii'eriscono, e forn iw elci pregio, sovente. e così a torto trascurato, di avl!re le lettere alfabetiche indicative delle parti èollocate nei punti voluti e mai dimentica te; di-

E PER IODICI

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c.iamo mai perchè su ben .,-57 figure , molte delle quali complicate, non trovammo che la 6lf9• errata in una lettera e la 56i" e 628a che ne siano mancanti. Ci si conceda ora di muovere al libro alcuni appunti. Uno di questi appunti si riferisce a talune considerazioni sul fu turo, o previsioni abbasta nza ard ite ed e~presse senza essere corroborate di alcun ragionamen to o dimo,t.rnionc. Così per es., troviamo deuo che l'obbiezione mos!;a alle grannte cariche di fulmicotone di non produrre fumo nello scoppio e quindi cli togliere un mezzo emcace di aggiustare il tiro pol!l'ebbe con /'acilùà essere superato (pag. lS'.2.). In qua l modo'? Il libro noi dice , che anzi la frase è tale da penncttcre la supposizione che gli antori ritengono questa obbiezione di poco valore in tutte le ci rcostanr.e. Eppure a Sedan il principe Holrnn lohc-Ingelfì ngh en fece tira re per salve di batteria onde rkonosccrc i punti di scoppio .d1~i suoi tiri a grannta , proietto che pure era pieno di polvere! Così pme la previsionri tanLO favorevole Ull'impiego dei razzi come mezzo di offese in l'utnre ba ttaglie- (pag. ~U-2) ci pare, lllmeno fino ad ora, alquanto arrischiata percht: fin qui.non trova fonclarnenLO nello pratica, nel mentre, d'altro lato, è bene in libro didattico non av'viarsi ' troppo oltre nel cam po delle ipote5i . Molto appropria to ci pare ciò che è detto circa le doti che' dovrebbero avere i futuri affu:;ti da campo , e ci associamo al desiderio di vedcn-e anche presso noi studiato un tipo di affusto da campo prw cannoni da cent. 9 a retrocarica a rinculo agsai diminuito cd in pal'i tempo leggiero e robusto. Pensiamo pcn'l che all'esposizione dei dife tti posti dal libro a carico riel tipo cl'affuslO del colonnello Eogelhnrdt (cioè a cusd no elastico in caou tchouc) avrebbe forse do vuto far seguito andìc quella di un . dubbio. Ed il dubbio è questo, se cioè gli affusti Eugclhardt lasciati ad esempio un lnslro inoperosi in · magazzino aV!'anuo, rruando tra tti fuori, il loro cuscino elastico in condizioni sorltlisfacenLi. L'esempio della Russia che co:struisce su vasta scala affusti e carri fo rniti di cuscini chtstici non va le a dissipare questo dubbio, perchè uoi nou possiamo seguire ad ocd1i chi usi gli esem pi di potenzi} che, cùmc Ru~sia e Gr-irnrn11ia, sono larghe a . quattrini, e con tutta facil ità mntano Lutti i loro materia li sebbcme di adozione 'recente qnando l'esperienza li dimostra non più corrispondenti alle speranze conc.cpite; bisogna auche pensare che la Russia ricorre pel suo caou tchouc ad una poten te fabbrica nazionale che non ha fin qui fatto conoscere i suoi metodi di fabbricazione.


36()

LIDRI

Aurea poi è la massima " il costruttore non deve mai dimenticare ;, 'che i materiali da lui preparati sono fatti per la guerra, e che " primo e precipuo elemento di buona riuscita per e5si sta nel tener « conto delle esigenze imposte dalle circostanze in cui vengono usati » (pag. 6%) . Ma è appunto perchè ~iamo convinti che a que<;ta massima dovrebbe essere data un'altissima importanza nello studio di nuovi material i, che noi discordiamo dagli autori in qualche punto importante. . _ Ricono:;ciamo infatti i vantaggi del si$lema degli affm,ti da difesa, pei quali la cannoniera 1•istretta è ottenuta pur mantenendo la rotazione della bocca da fuoco attorno agli orecchioni, sul suo competitore in cui si. ra.ggiunge la cannoniera rninimc1, per mezzo di affusti che c@cedono la rotazione dBI pezzo attorno alla volata; rna non possiamo credere che il difetto del primo sistema di esporre rnaggiornrnnte ai colpi dell'artiglieria nemica le bocche da fuoco sia .~emp·re un liern difeuo e compensato ad usura da altri Y.;lntaggi (pag. 610). Ammettian,o che ciò sia quando le bocche da fuo Go debbono ar1.nare batterie cor11zznte e blindate dell'a ttaccante, perchè queste batterie potranno essere sempre disposte in modo da sonrarle 11 i tiri obliqui dell'assediato, oppure debbano armare casamaue .o torri girevoli di ba!.terie da costa perchè è difficile che le navi si propongano e, nel caso,. riescan.o ad eseguire nna successione di tiri obliqui ben acr,,iuon stati contro le volate dei _pr.zzi ,porgenti iiaìle cannoniere di una ba1.teria; rm crediamo sn rebbe estrema mente pericoloso l'adozione di questo sistema nell'arrnameuto delle c11sama tte dei fron ti di lcrra di una pi:izza , perchè sarh sovente pos;:ibile all'asscrliante di stabilire batterie che bersaglino obliqua mente le fron ti casa nrnttate, ed è chiaro che coll:J precisione e potenza delle moderne bocche da fuoco d'ahacco le volate sporgenti dei pezzi in casamatta del difensore sarebbero. con relativa facilità, spezzate dai proietti nemici. Del P?ri troviamo nel libro, ccl in diversi punti, nna ripugnama pronuncrata pei materiali·destinati ad un servizio piomisctJo . Non v'è certo chi nega la utilità della div,isionc del lavl)ro; ma nella sua ,a pplicazione pratica debbono pure esservi limiti, giacchè al di là di essi il vantaggio viene annullato da svantaggi di una o più specie. Cosi , ad esempi~, vi leggiamo che gli affusti dei grosti cannoni da costa è sufficiente permettano al pezzo un ·elevazione mass.ima di gr<1di ,f 5 od al più 20, inciuantochè queste bocche da fuoco sono destina te essenzialmente a perforare i fianchi corazzati delle navi (pag. 7H>). E perchè non debbono poterne anche perforare le tolde? Se l'aggettivo grossi

361 deve intendersi solo appl icato ai maggiori calibri di costa, cioè a pezzi di oltre a 32 cont. circa, allora concordiamo col )ibro; ma se, come è più probab ile, detto aggcittivo si riferisce alle artigli erie da costa in genere, allora ne dissentinmo relatìvamente ai ca libri minori . Ed in vero : le navi di media coraz;,a tura possono impunemente presentare i loro fianchi al Liro di lancio dei nostri cannoni da cent. 24a retrocarica quando eseguito da più di 2500 metri, mentre esse possono da .1, 6 e più chilometri eseguire un tiro di bombardamento. Come controbatteremo coi nostri cannoni da 2,i. un gruppo di navi che da 5 chilometri, ad esempio, ci bombardi? Di lancio? Sarà cosa inutile, perchè questo tiro è impotente contro i fianchi per difetto di potenza d'urto, e lo ò pure contro le tolde per tensione dia tra iettòria. Se quindi · non ammcL.c:;~irno per i detti c.;:innon i da cent. 2!i,, base, com'è n·oto, dell' c1,rmamento delle nostre batta,rie da costa, che il solo tiro di lancio, ' ci troveremmo di doYer arnmnuerc uno dei tre seguenti partiti : i cannoni da cent. ':H taceranno quando le navi corazzate nemiche si troveranno ad una di:-tanza su periore ,li :300.0 OlCtri circa, e 'JUÌncli tacerà il maggior numero della b'atteria da costa erette a difosa di un dato luogo, Jas~i;ndo alla fioua nemica libero il campo; ovvero i eletti cannoni 'COn1.robattfmùmo lf! nav i consumando le munizioni senza la minima speranza cli successo; ovvero aocorn si costruiranno accanto ad ogni gruppo di batterie da cent. 2.i, una o più batterie da armarsi con bocch1~ da fuoco esclusivamente clr~stinate al ti ro curvo lìno a 6, chilom etri circa, allo scopo di ;farl e entra re speGi;,iJmente in azione cpwndo taceranuo quelle da 2,1,, studiando perciò e coslruendo una bocca da fuoco speciale, eri~enclo un num ero di batterie maggiore dello stretto necessario, insomma complicando l' istruzione del cannoniere ed il servizio della difesa in generale, e spcmdenclo senza stl'etto bisogno notevoli mnggiori somme. Non esitiamo a clichinrarci picn:11neuie favorevoli alla decisione ministeriale per cui i nostri cannoni eia ecnt.. 24 oltre che cli lancio fino a 30 gradi di elevazione, potranno altresì spararn a tir'q curvo con una e forse e.on due cariche ridotte. · · Altro punto importante, circa il ·quale non sappiamo associarsi alle conclusioni del lihro, si è· quello relativo agli affusti da montagna. Il capitano Ciavarino propugnò giit altre volte l'adozione di un affusto da montagna a cnvalletto invece dHgli esistenti a ruote, cd or ritorna a sostenerlo con tutta l'efficacia di una convinzione profonda :i ppoggiata a largo studio; ma tutto ciò non vale a per:;uaderci. Non ripeteremo le ragioni che mili tano a favore di un affusto a mote; il lettore che volesse conoscerle non ha che a leggere gl i articoli altra volta E PERIOOlCl


3,62

LIBRI

F: PER!O OICJ

pubblicati in questa R'Ìivista ( 1 ), quello rimarchevole del colonnello Dogliotti in i-specie. Aggiungiamo soltanto, che la possibilit,ì del traino dei cannoni da montagna fornisce anche il vantaggio di potere grado a grado durante le marcie stesse 'delle ])atterifJ abituare al pesante e faticoso sornmeggio i muli requisiti allo scoppiare di una guerra; vantaggio questo non lieve inquantochè i muli del commercio trasportano generalmente carich i bene assestati, a\'enti assai basso il loro centro cli gravitit e sensibilmente infel'iori nel p:iso toiale (basto e carico propriamente detto) a quelli che gravano il dorso dei nostri muli porta- pezzo e porta-affusto . Nella provincia ·cli Genova, ad esern pio, milla quale, rinvengonsi i muli più robusti del nostro pae:;e, il carico totale è tenuto quasi sempre inferiore ai 135 chilogrammi e ad ogni modo no~, /1 mai fatto salirn ,ai chilogr. 150. L' obbiezione poi rriossa dal libro agli affusti a ruote, basata sul fatto ch e nna rnota conveniente pel traino in pianura riesce sempre meno adatta al medesimo quanto pili cresce la pendenza e la scabrosità della st.rada e , ciò fino a di venire un inconveniente po$itivo (pag. 70·1), non ci pare che regga nel caso specia le di uu pezzo da rnimtagna, che può essere -tr~inato persino da dne muli, stante la enorme differe·nza t.r:i la potenza e la l'esistenza. In opera così vasta, in così largo campo di studi e di discn!;:sioni è assai faci le trovarsi ill dissenso sopra qualche argouwnto. Questo tuttavia Ì) certo che il libro, tli cui abbiamo dato un fu<mevole cenno ' ùV merita' .la più alt.a wn~iderazione per abbondanza di dottrina, per logica distribuzione di parti, per chiarezza, per semplicità, per pratica utilità agli ufficiali tutti che si interessano dei maravi<rliosi pro"'ressi 0 0 delÌ'iirtiglieria. 1

1

.Principii 1.li 1.u,u11baistr1.~~io11e ;,nilit1.n•e, per il ca-

pitano commissario CARLO GARAVELLI. .del Senato.

Roma, Tipografia

« Tanti eserciti si sono consumati, tante imprese a mezzo corso ite " i~ sinistro, tanto si è patito pelle ultime guerre per difetto di pro« vrnnda che l'inciampare più' in simile errore sarebbe melensaggine».

(I) Rivista Mlll v.,,·e, s• d ispensa del 1876, pag. 510; 1• ,, 2• volume del 1Sì8, pag. 2ìS e 23.

363

Queste parole di 'Montccuccoli ridiventano · oggi di una opportunità meravigliosa, solo che si sostit.ui:;ca al vocabolo mèno comprensivo di provianda l'altro più generale di amministrazione. Le ultime guerre furono infatti per quasi tutte le iutendenze durissimo cimento dal qu.lle non uscirono che con menomato prestigio. La francese $Capitò nel sno pregio dav:mti all'esercito, la russa nell'onore in faccia alla na1,ione, l'austriaca si scoprì impotente a secondare il pia,no d'occupazione della Bosnia, l'inglese fu causa di lentezw ncll1~ operazioni nell' Afganistan . Era quindi naturale che a qualcuno di coloro ai quali spew1 in g11erra di andar incontro ad evcntualitit di tarito momen to, e di assumere responsabilità sotto le quali vacillarono e soccomhettero amm inistratori di vecchi e ordirnHissimi eserciti , venisse fotto di rivolger lo sguardo ai nostri provvedi menti amministrativi, col timore che anche nel nostro giovane esercito potesse \'erilìcarsi f{tiell a certa di,-sounnza fra gli ordinamenti tattici r! quelli amrnin ist1'ativi , cui ·sembra doversi ascrivere la catt.iva prova c'li talune intende117,c. Ciò ha fatto appunto il capitano cornrnis5ario Carlo Garavelli uel libro che prend iamo ad e,arninare. L'autore spiega nella prefazione le ràgioni dcli' opera. Egli parte~ cl:il suppo:;lo che l' amrninistraziorrn militare si ap[)O'"'i decaVù :id. incerti ()['incit)ii e vuda •ncr conseauenw V denclo; che le più disparate l'un~ioni siano confuse e la legge stessa · non abbia la chiarezza · necessaria nel delìnire obblighi e diri tti, nel dclimitnre attrihnzioni ; che pc-lrfino molte parole abbiauo n.ell' nso perduto il vero loro ~ignifi cato. · • Noi non cliscntnrcmo qui, com e non ha discusso l'autore, fino a quel punto la supposizione abhia riscontro con la .realtà, ma :.1ccettandola per comoclitù rli ragiomnne:nto· faremo osservare a cui paresse· ardito il supposto, d1e le storie ci porgono esempi di principii semplicissim i andati degenerando nell'errore, ed errori grossolani in valsi, propagat.isi , generalizzatisi, fìnchè lo eccesso stesso 1:ra causa dgl la loro rovina . L'arte mi litare non ebbe nel secolo. XVI il :mo barocchismo , come lo ebbero più tardi, la leueraturn e le arti belle? Quando, abbandonate le teorie degli antichi capitani, si credette che i nuovi sist.cm1i , le artiglierie, !() fortificazioni, la d}versità clell<! armi, non ammet- . tessero più nè paragoni nè imitazioni colle guerre greche e rom:.rne allora "molte furono le battaglie, come dice il Foscolo, poche le resnltanze; si operò sempre e nou si n;cditò mai » Ma i grandi capitani del secolo XVII, Guglielmo di Nassau, Gustavo Adolfo, Vallenstein, Montecuccoli, Turenna, Condè, Hd altri, accortisi della secolare


361-

LIDRI

aberrnzione tornando agli antichi principii, applicarono le teorie politiche militari degli antichi alle guerre dei loro secoli, dimostrando che un'arte, quantunque si valga di mezzi diver~i , serba pur sempre gli stessi fini e !a mndHsi ma essenza . Ed in amministrazione mili tare forscchè le teorie di Lonvois, porlatti :fino al punto di subo1·dinarc a!l'amministrazione la tattica, non costi tni rono il barocchismo? Gli strani arzigogoli che corruppero il seHso economico <fogli amministratori e ·quello tattico dei generali , . portati ali' estremo loro limite diedero i! sistema così clè'uo del!e C'inqwi tappe e caddero nppena il Bonaparte alla testa del suo esercito riu11ì in se stesso l'amministrazione cd il comando; cosa dm non sarà certo semLratn semplice a chi era iuvi luppato nelle pastoie rii Lonvois, ma che parve naturalissima al genio di quel grnn capitano corroborato cfaJio stuclio degli antich i. Certo è che a correggere le aberrazioni di cu i parliamo, nes5una cosa è migliore che ,il ricorrere agl i antichi principii, rimettere nel loro vero valore .le sentenze dei grandi maestri, e le esperienze degli altri e dedurne quindi le appl icazioni al le condizioni pres~:nt.i. Ci pare qtiindi lodevole i! sistema adottato dall 'a11torn di fare astr:l7.ionc dagli atttiali ordinamenti e di esporn) la sna materia col!n pura eloquenza del vero. Fnccia,, chi legge, confronti, cornnie1JLi , ap plicazioni. Egli divide l'amministrazione in t.re rami: l'economia, l'organizzazione e la legislazione. Tnle riparto, oltre ad esser nuovo affatto, ha il pregio di f'aci!itnre lo studio, rnetLcndo chi a:mmiui::-tra sotto la scorta di CJllClle generali leggi rl'economia da cui qualu nque amministrazione puhb!iea non deve dipnrl.irsi. È logico che lo amministrar-e sin subordinato ai priuci pii di quella scienza che iu:;egna a far buo,i uso rle!le ricchezze. Dati i limiti, il problema consiste nell'ottenere 011 Lro quelli i maggiori vantaggi possibili, nù l'<~ssere subordina.la agl'intcrc:,si politici e strategici della gucna, esclude l'anuninistrazione da!J 'obbligo di attenersi ai fondamen tali cri teri d!!ll'econornia politica . I 110$tri tempi , naturalmente port.a ti a trornn: in questa :;cienza la soluzione di varie .questioni sociali , non comporterebbero che !'esercito vive,isc al di fuori di queste leggi, mentre tanta parte del pa lrimonio pubblico !! della salute del lo Stato gli viene allicla ta. Altro vantaggio di quella snddivi:;ione cousistc nello elimi1fa rc rno!tc difficoltà create dal le considara_zioni di .persone o di pregiudizi lradizio1rnli, caduti i quali, si presenta nellamentc il difetto della istituzione, e gli interessi economici pigliano il posto di quegli altri interessi che per avventura fossero giunti a sostituirvisi.

t; PE'RJODIC I

365·

Lo studio dcli' economia viene suddivi~o dal!' autore in rapporto alle. funzioni cni dii origine, quali: la previsione dei bisogni, la creazione dei mezzi, l'ordinamento cklle spese, l'impiego dei rnc1.zi, la compilazion<i dei conti, la sorvcglirmza ali' esecuzione, la verificazione dei conti. Ciascuna di tali fu117.ioni forma oggetto di capitoli distinti uei quali si discorre delle norme economiche che l'amministratore deve riconoscere per guida nelle sne svariate fu nzioni. Particolarmente notevoli· ci sembrano, nel capitolo che riguarda il control lo, la limpida separazione fra il controllo tecnico, l'ammini:strativo e il finanziario. Inspirato al senso pratico di chi :si è tr,walo per molti armi ad esercitare funzioni ::imministrative, ci npparve quanto l' antore espo1rn riguardo al modo di · procedere negli acquisti e molte massime non nuove, n~a giuste, che si trovano nei volami ùcll'Odier e ~Ii altri trattat(sti fra~1:es1, ci piacque veder riconfermate da uno sperimentato e pratico 11fhc1ale: Nella seconda paì'te, che tratta del l'organizz.az.ione, il sig. Garavelh si ingegna a trovare una via di mezzo fra due opinioni abbastanza dibattute; !'antica , secondo la quale l'am rniuistrazione dovrebbe godern d'una relativa indipendenza da l comando, e la nuova che pone sotto l'immediata dipendenza di chi comauda, colui che arnrninjstra . La prima non credinmo abbia fautori in lta iia, ma ne hn in Francia, la seconda ii invece da noi ~o:;Leuuta con maggioranza. M.eotre l'arn. inini:;trazione milit-are frarrcese cred(! la sua antunomic;a giurisdizione indispensabile al servizio, quel la italiana si acconcia volentieri a vivere nella naturale dipendenza dal co·mando, li mitandosi a rndanrnrc che· si segua il principio in tutti i gradi della gerarchia e la mansione· economico-amministrativn sia piena c~cl intera, come piena cd intert1 è la re,ponsa bi !i tà . La divisione che fa l'autor~ del potere mi lita re in tre elementi: tattico, amministrativo e tecnico, prepara la soluzione di varie questioni d' inrrerenza e di at.trihuzioni, p;iacchè determina la prevalenza di nna gera~·chia s1il!'altra, ;;econdoch/} ·prcrnle, iu un dato ramo <lei servizio, mio sull'al tro clù-mcnto. I n un reggimen to, p. es.,. dove la parte tattica ha natural meutc la supremaz.i.:i, S[Wlta al colonnello la pre.:... valenza , negli .stabilimenti amrnìn isLrativi, come magauini, panifì<;i, opifici, all'a mministra tore, cioi,, al commissario; 11egli stabilimenti d'artiglieria e genio, all'ulnciale dell'arma, ossia a! tecnico. Ciò non toglie che a fianco dl:i comandan ti e direttori non ·po$sano, anzi non debbano agire, ragion ieri e contabil i, operai e :-;orveglianti. La stessa teoria è applicabile al Ministero della i u·erra, considerato


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LIBRI

come la prima espressione dei tre elementi di cui consta il potere ·militare. L'autore fa seguire il suo ragionamento da alcuni specchi di organici che egli propone. Della legislazione amministrativa militare, che formerebbe la terza parte delFamministrazione, l'autore non espone che il concetto. Lo studio delle leggi darà forse luogo ad altri esami che la materia vasta e complessa richied(~. La· conclusione del libro, è: ctw la divisione d(li poteri, la ch illra delìniziono delle responsabi lità, il rimanere negli _stessi limiti di giurisdizione tanto in pace che in guerra, sono le condizioni cui devo assoggettarsi un ordinamen to arnrninisl.r-ativo, :se si · .cJcsidera che il mutuo conco rso si effettni seuzn altriti, senza gi~losie e qui ndi con fondala spernnzn di raggiuugero [o scopo comur1e, cioè la pro,periti1 e la gloria ciel proprio paese. Poco <.:i res!a a dire, dopo questa recen~ione, in cui ci siam studiati di dare un'idea riel libro e del carattere génernle di osso . Noteremo [H~rò che !'aut.ore si mostra i:;pirato ad un lodevole scntimoul.o del bene, poichò il pensiero morale di faro buoni e coscienziosi arnmi. nistratori traspare ad ogni pagina, e se l'astrazione che in principio .si era proposta avess(} continuato, e I' autorn- avesse potuto corn plctarrwntc frenarn aicune 'lince dm contengono giudizi severi sui nostri ordinamenti, il suo lavoro non avrnbhc varcato i limiti sereni della scienza. M.a ciò /; condonabile, come è condonabile qua lch·c disordine nella forma , cagionato dalla affrctta1a pubblicazione, in grazia atruti liti, del libro del capitano Garavolli . . Crediamo opportuno di ·raccomandare all'ciwrci to <1uesto volume, il primo pubhlicnto in Italia dopo le ci l'onne organicl;è del -1873, e che ha la ventura di venire in un momen to noi (Jtialc tutte le opi:·razioni mi litari hanno dimostrato che fo duopo pc11sarc seriamente al !'amministrazione.

Tabelle ~:elative alite costitaizione ~lell' estwcUo

!hm,cese. -

R.oma, Vogher~, 1878 (1).

Alle tabelle non ha gnari pubblicate sullo stato militare della Germania, , la sezione stalis'tica del nostro corpo di sta to ma,rniorc ha di DO (1) Le ric hieste dcv1rno esse r dirette al cvma ndo del corpo di s!ato m3ggioro a·noma.

t:;

PERIOD IC I

recente fatto seguire la pubblicazione di quelle relative all'esercito fran ce~e. la cui ricostituzione in pase alle leggi 1872-7;3-75 è prossima al suo compimento . Il lavoro, come il precedente (1) , /; diriso in quattro par'.i, nelle · quali sono raccolti i dati principali intorno al reclutamento, all'ordinamento, ai quadri cd agli effetti vi delle forze di terra e di mare della Francia. Da 'una rapida se.orsa alla prima parte· ~i vede ch e, e.olle debite esen'zioni e modificazioni statuite dalla legge, anche per l'esercito fra ncese il principio dcli' obbligo generale e personale del servizio è la base del reclutamento . Quest'obbligo dura 20 anni così ripartiti : 5 an.ni nell'esercito attivo, ,i, icl. nella riserv;,ì dell'esercito attivo, 5 id. · nell'osor(~ito territoriale, 6 id. nella riserva dell'esercito territoriale. Tutto il contì'nge1Ùe annuo vi1rne incorporato e diviso in due porzioni; gl'inscritti appartenenti alla seconda dopo un anno sono mandati in disponibilità fino al cornpirrumto dei 5 anni d'obbligo. In pratica però ·le classi furono tenute Jìnora sotto le armi per nn tempo minore in vist.a delle condizioni del bi lancio. · I risultati nrndii delle leve annue fanno ascendere il numero dcgl'inscritti sulle liste di reclutamento a 2.55,000 A questi bisogna aggiungere i rimandati dcli~ due classi precedenti, trovati abili . 25,000 2.80,000 Si ha un tota lH di Ne sono assegnati al servizio attivo: 1 Esr,rcito . 90,000) 96 000 1° rJorztone 1 . . t ( Armata d1 mare 6,000) ' 53,000 ~· porzione in tutto . 149,000 I rimanenti app:1rtengono allo categorie rlei dispensati in tnmpo cli pace, dispensa ti condizioualrnentc, abili solamente a servizi ausi liari e non già a quello attivo, rimandati ad una o due leve sncce:;sivc. Da un calcolo appros,.;imativo si desumo che alla primavera del 1879 la forza disoonibde dell·oserci to attivo sarh di ti62,3i'>5 Quella della ri;erva cbl['csercito attivo 6'18,7B8 Totale. 1,281,093 /l) V. Rivista Jtiiitxrc, dispensa tli novembre !87S.


'

LIB111

Quanto ali'ordinameuto si ha che 'la J1raucia è militarmente cliv,sa in ·I 8 regioni, ognuna delle quali in 8 suddivisioni. In ciascu113 regione ha stanza un corpo d'armata permanente, costituito e composto di 2 divisioni di fanteria, 4 brigata di cavalleria, 4 brigata d'artiglieria, ,t brigata del genio, ·1 squadrone del treno degli equipaggi militari, st.ati maggiori e servizi vari. Un corpo d'armata speciale (il 49°) è assegnato all'Algeria. Il reclutamento è nazionale; perù gli uomini al loro passaggio nella disponibilità o nella riserva cessano di appartenere ai corpi in cui prest~1rono sr~rvizio, e vengono inscritti nei corpi stanziati nella regionr\ in cui prendono domicilio. Not.izie intorno ali' amministrazione centrale, ai comitati, alla circoscrizione territoriale, alle stanze dei corpi, al riparto dcli' c}sercito territoriale nelle regioni, agl'istit.uti, :.ille direzioni generali d';irtiglieria e del genio, agli stabilimenti mi litari principali completano la sc~conda parte. Ricaviamo intanto dalla t<{rza parte qualche cenno sulla composizione dell'esercito attivo . La fanteria consta di: ·I H reggimenti di linea ,i. id. di zuavi. i battaglioni 3 id. di tiragliatori algerini . 4 legione straniera . HO battaglioni di cacciatori a piecl i. 3 id. d'ì fanteria leggi era 11'Africa. f> compagnie di disciplina. La cavalleria si com pone come segue : Reggimenti di corazzieri " dragoni. » cacciatori » ussari » cacciatori d'Africa i, spahis

l': 1-'Ei)ODJCI

369

Vi sono inoltre

di artiglieria-pontiHri a ·f 4 compagnie Ci(\SCllilO; d'operai d'artiglieria; cti artificieri. del. treno d'artiglieria, in ragione di 3 per ogni , brigata di artiglieria. Il genio conta ,~ reggimenti di zappatori-minatol'i. Ogni reggimento comprende : 5 battaglioni a 4 compagnie, 11 ·compagnia di deposito, 4 di operai- forrovieri, ed •I di zappatori-conducenti. · Il treno degli equipaggi militari è composto di 20 squadroni a 3· c.ompagnie, I!~ quali iu caso di mobilitazione diventano G, e di un numero non determinato di compagnie miste per il servizio di' Algeria. Una serie di ntili tabelle rappresentano la composizione delle \ arie unità tattiche dei corp i cd armi diver$e tanto sul piede di pace, qua·nto :>.u quello d·i guerra. · La quarta parte C8ordisc.:e col pro;;peuo della circoscrizione militare marittima e delle colonie l'ranc;esi in Africa, Asia, America ed Oceania; presenta_ nn quadro del per$Ona lc della marina coi vari corpi distinti, quindi. la composizione della flotta coi nomi delle navi, la specie, la forza in cavalli-vapQre, la velocità massima, il numero dei c:rnnon! e, degli equipaggi, e term.ina con uno specchio della dis,tribuzione elci bastim,mti armati e e.on . util i d1tti sugli istituii e · stabilimen ti di marina. L ' ap;cndic.è contiene uotizic :;ull,: uniformi elci lliffereuti corpi, sulle anni portatili adottate nel!' esercito fran cese, le munizioni e il relativo carreggiù, ,ml materialn d'artiglieria tfa carnfJO e da montacrna o , e ~u vari altri importanti argorncuti . Ha infine· un indice -delle leggi , dei regolamenti e delle istruzioni militari princip~li. 2 reggimenti compag1ìie 3 id . 57 id .

1O

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'rotale 77 Bisogna aggiungere ,J 9 squadroni di esploratori volontari e 8 compagnie di cavalieri di rimonta. f,' artiglieria conta 38 reggimenti tutti stanziati · 111 .Francia e costituenti 49 brigate di 2 reggimenti, . in ragione di una per corpo d'armata. Tutti i reggimenti sono a ~ 3 batterie; tù.tte le batrnrie a 6 pezzi.

L-. gao-.•11(da ,il Lissa_. di Tip. Cecchini, 1878.

GIOVANNI

MoRo. -- Venezia,

U1i'associazioun marittnna inglese pronunziò non ha !.{nari un criudizio ripctnto ·chlla stampa estera , sècrmdo il qnalC' pa1~rebbc eh: il combatti mento n:wa le di J,,issa non avesse dato mezzo a risolvere alcuna ,questione circa il nuovo materiale marittimo. L'a utore ha creduto opportuno in tale occasione di ria!;snmere la storia di quel fotto per ANNO X:tl"( VOL. T.


LIBRI 3iO giudicarlo colla calma apportata dagli an~i ~rascorsi , notando che gl'Inglesi lo studiarono sollanto dal punto di :1sta della manovra dello corazzate, laddove è necessario toner conto d1 tutte le cause cho conc.or,;oro a quell' insuccesso. Comincia perciò <lall'esami1~aro qual o'.·a a quel I' opoca la preparazione delle nostre forze, . e _v'agg.wug~ considerazioni d'ord ine morale sulle modalità con cui s1 ando costi tuendo la marina italiana. Ricorda il breve tempo che non le poteva consentire quell'unità ancora non compiuta nella stessa nazione ed analiz:r.ando il vnlore che aveva la nostra flot ta, di poco superiore a quella anstritlca, geua un barlmne sulla potenza delle corazzate e sul comando nel supremo moment-0 della battaglia . Ciò premesso ri epi loga i movim erlti del navigli ? dalb~ pm:tcnz:1 ~a Taranto al la sosta nel porto di Ancona, le aspetl..'\Ltve, glt er:c1tamontt , te difficoltà e le incertezze in mezzo .alle quali si deli berò l'im presa di Lissa . Qui lo scrittore descrivo particolarmeule tutte le fasi delle operazioni intrapre~o dalla nostra fiotLa contro quell'isola : l'energia o ii prezioso valore spiegato da alvnne della corazzate per f~r~c tucere i f~rLi e preparare lo sbarco, cui erano già pronte le navi 1~ legno; la comparsa dello navi austriach e incontro alle nost'.·e, la fel'. ce formazione di quelle, l'ordino sfavorevole di que::;te, la battagl ia P lo conseanenzc . . DaÌia sua narr.izione l'autore trae argomento per dimO$trare che le navi in legno ebbero parte insignifi cante nella giornata e che il _combattimento avvenne cla una parte e dall'altra rra le corazzate. Aggrnngo elle dal canto nostro faceva in quell'epoca difcL Lo la pr:\l,icn conosceuz:i del la tatLica dello n:ni in ferro o che l'avversario per contro no avea ben compreso lo spirito. Conchinde facendo voti aflìnc:hè lo svilupp_o ~cl~ l'ordinamento delln nostra mariua si compia eo!l'accordo delle rn1glior1 forzo materiali o morali.

E PER IODICI

3'ì1

parte delle più chiare verit:ì. sul giusto indirizzo del cuore umano Si apprendono assai efficacemente dagli esempi, cui è dato parlare un liu..,ua..,..,io più eloquente dcllB SOffi [)lici massime, pervhè pi1ì rupprc~ sentativo o più adatto ad impressionare l' immaginazione. L'autore ha voluto adollare quest.o genere di composi:r.ionc, ben difficile sia per l'attrattiva della forma, essenzialissima nell'arte di commuovere, sia per la varietà e verosim igl ianza che debbon sussistere insieme; e vi è nssai bene rinsvito. Il prologo, come può chiamarsi r1uella hrove ~tol'i:1 pietosa premessa allo memorie, è condotLo con naturalezza e vivaciti1 o riese-0no interessanli alcuni tratti caratteristici di episod i che precedettero lo scop pio del senti mento nazionale e del desiderio di riscoiìsa nella loua por l' indipcndouz:1. Lo spirito di disciplina, l'ordino, ·la rustica integrità della vi tu mi litnro porgono allo seritloro occasione cli ~rillanti couLrasti colla spcnsieraLozza, lo follaci illusion i e le triste conseguenze di nn imperfetto caratt!lre. Ma i tipi principali non $Ono scelti fra i migliori; il protagonista delle memorie ò un fi gliuol prodigo che gettato le spallino non si pente, ;;e 11011 quando non è pit't in grado di pcrpeLuarc le sue scioperatene, ecl il rat;C011Lo p:mlo in qualche punto . il drammatico colorè della scena per nssumero alquanto la monoton ia del processo. Non vi ::;ono situazioni nuove o le duo parli nelle 1piali è di viso il lavoro potrebbero parere pi nll/Jslo lunghe, se non vi fosse lo stile piano e scorrevole\ e qunsi :;einpre l'iuteressc del l' intreccio che nori languisce. Tullavia gi svorge cbo l'autore ha seguito un sisLema tutto proprio nel dar risilto ai fatti, respingendo troppo nell'oscuri tà alcuni di essi cli c meriterebbero di esser rappresentati in miglior luce senza appassionate conv inzioni. Però le ultime pagine tiella seconda parto so110 , scriue co11 cuore e garbo, e vi si tocca una fibra che rispondo più efTicacemen Lc agli affetti.

= .

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111einorie di im ex-ufficiale raccolte e pu':Jòlicate da F. DE Lumr. - Rorr:a, Tip. C. Voghera, 11:178.

Consitlern~ioni st1u•ict>-Haititari s1dln ca,npn:g•uJ r,•,uaco •!JCrna11nict1 ,teli! ,iun1, :IS'ZO, di D OMEN ICO

I libri di amen.i lettera tura militare, i quali por altro non abbondano, possono riuscire mollo utili ~e dilèttando mirino ad uno sco_po <li educazi9ne e se fu rono compilali coll'accorgimento che la maggior

Quando il tempo ha portato la necessa ria calma, si possono studiare con mente serena ed acuto giudizio gli avvenimenti che generarono radicali mutazioni nella esistenza poliLica di olcuni p1ipoli, ed ana-

sce1ae ,telln v ala at,dà,inn. -

AsTr, capi tano del genio. - F irenze , ti pografia .:lella Gazzetta d'Italia, 1879.


. L I BIU

Jizzarc le leggi storict10, il nesso lra le C.'.lusc e gli effetti di meraviglio!ii successi o di tremende sventure. Questo studio appunto vòlle iniz!arc l'autore. ggJi pren\Clte uu raric!o e,::imc delle con_dizioni generali in cm s1 ,.ro,avano, :ili' epoca della dichiarilziouc delle ostilitù, la Germnnia e la Francia, accenna le cause che fecero gradatamente progrccliro la potenza della prima , :;i110 a permrmerle di compiere il suo sogno secolare dell'uniti1 nazionale, e quelle · che prepararono la decadenza dcli' impero uapolecmico dal culminr della grandezza a cui era salito, mostraudo nelle tradizioni, nella gclo:;ia <li dominio e di glorin i veri sti moli dell:i terribile lotta fra lo due uazioni. li quadro elci concentramento degli eserciti belligm·an ti colla formazione dei vnri corpi d'annata giova a valutare lo [orze cito erano per misurarsi, e dal loro paral lelo lo scrittore trac argomento per biasimàrc la politic.i cli avventure, che tr:isciuava un pacsn incontro ad una grave sciagura. I.' intiero sontimo11to germanico, fccon<lato da tutti i pensatori tll dcsch i e diretto al :;11 0 ,;copo da una men te elevata e vigorosa, non poteva ri rnanrrc impa::;,;ibilc alla sfi da dm gl i veni va lauciat.1. · D'altra parLù le allc::inw più 11oturali erano <livenuto vioppiù (li!li(;ili per l'im pero, ritcnnlO incno _aLLo a scmndnrc certe a,;pirazioui ua1,iona li . Pcrciù ,mio uila rapida mohiliLazionc cd ua piano ardito e deciso che avc,;3c pcrn1esso Lli cogliere l'av versario m(m trc si ordinava, potevano roncl cré pi t'1 . enicaçc l'o ffnn~iva dell'eserci to fra ncese. Ma \·i si opponeva r orclinarnc:i to di questo, la ,;u:a in fcriorit:1 1111merica; la manc:inza di lince rli tappa e di tabelle di marci:. :iuentamcnte studia te por i w1sporti su 1'1:rrovin, i I cl iJetto doli e provvigiou i e dei tra in i ad c::;,;o occo rrenti . .\ ben altre conclu::;ioui conduce lo studio della mobilitazione e d,el c;o11contramc11 to <lugli cscn;iti tedmchi, costi tuiti con rruella omogcneit,ì e compauczw, rno:ssi con quell'ordine e l'( ll Clla rapidità che ::;ono gl i clfotti di un si,-tcrna 1·0111plcto o co1Tisponùcntc in lutto ai precetti dell'arte della gucrr.1, anzi e,;:;o stcsso un nuovo 0 graudc ·progrc::;,;o. Non fu dunqun la sc111plice suporiorili.1 nu rnerica chc·guidò l(i aquile tedesche alla , :ttori:i rl11 lla Lautcr alla Senna; ma la superiori Là mora io, cioè lo ",iirito unitario di utl popolo, la sua pcrfct.t.a orgauizzaziouc mi li t.arn, il gonio rii chi ,cppo idc:i rc e dirigcee il piano off.:usivo . Ecco la filosofia sulla guerr;a del 1870, e quc:;t.e sono le conseguenze che si deducono dallo stud io che fa l' autore su quel!' avvcuimcnto ;

l

f: PEHIOnI CI

3i3

studio che si estende fin o alla ritirata del mare,-ciallo Mac-~ ahon cd alla marcia degli eserciti tedeschi verso la !lfoselln, lodevole non meno pel' la chiarezza e la bontà dello sti:e, qÙanto per la coscienziosa veritil storica attinta alle sane fonti d'irrefutabili documenti .

Cona,1,1 le1•1e nto orgnHi.co del en,•po 1Jeterll'1t1réo n,ilitm·e. - Appunti e proposte per· D. BERTACCHI, maggior·e veterniario. - Torino, tipografia Candeletti, 1878.

Ecco in breve lo principal i proposte dell'autore: Dare agli ulncia li ,rnpcriori veterinari una posizione nett:i, sia rispetto nl loro superiore immediato, ~ia in rn pporto ai loro dipendenti iu ogni singola circoscnzionc mili tare; Aumen tare il numero dei maggiori veterinari in ordi ne agli aumentati. comandi di corpo d'a rmata; Accordare a L11Lto il por,wnale veterinario la razione foraggio ed il èav:illo di agevolezza: Considerare il corpo veterinario qual corpo scientifico o speciale, au torizznlo a fregiar~i del conveniente distin ti vo sul kcppy ; Corrispouderc• ai vetel'iirnri la paga di caval leria o d'arma spc.ciale; Computare loro, come per gli ufficiali sanitari , gli ann i di studio professionale qua li anni di servizi o; Elevare il cnpo del corpo a colonnello cd uno o Lro maggiori più . anziani a tenenti colonnell i; · Instit1.1i re infermerie cen trali in ogni $Ode di corpo d'armat3 , o provveder meglio por le altre, reudcnclole inamovib ili . E in parecchie rose ha ragione l'::wtorc, in ispecie quando propone di si.ahi lire in lllodo hen J:lcri nito i doveri . degli ufficiali , upcriori veterinari, e di istiL1tiro in l'Hrmcri,! centr;lli , lo qua li colrnon:bhoro uu vuoto. Ma col propol're che agli uOici:ili vetcrin:iri siano accordali gli stipendi <li cavalleria e le razioni fora ggio, crede ngli di perorare gli inlercssi del suo eorpo? OIi n fficia li vcterinari 11011 si :iclos·sercbbcro cosi tll Lti gli oneri cl i quelIi di ca va Iloria? Cosi pure non ci sembra che la diminuzioml propost.i nel n·uovo quadro organico di 12 lenenti, e l'aumeuto di altrettanti sottotenen ti,


3ì4

LIBRI

possano riuscire molto accetti al corpo veterinario, nè siamo convint! dell'opportunità e del bisogno di creare parecchi posti di uflìciali superiori . Del resto le quistioni d'ordinamento sono all'ordinf) del giorno. Dalla discussione sprizza la scintilla che sparge la luce. Ben venga dunque ogni scritto del maggiore Bertacchi, il quale con tanto amore e t.anta cura si occupa di ogni studio che possa avvantaggiare l'esercito.

De;. orientaliscl•e .N.-,•i,eg in seinernea.esten. Pl11•se 18'17 (La gi~erra d'Oriente nella sua fase attuale del 1877)

per RùsTOW . -:-Zurigo_ Edit. Orell, Fursli e Comp 1877. Mentre ferve una guerr.:i sono possibili quei rapidi giudizii e quelle profezie clic Jeggousi nei periodici giornalieri; nrn chi vuole anischiare qualche cosa di più incontra una grave respon sabiht:1. Per desc rivcrc e giudicare gli avvcnimeuti militari dal punto di vista scien tifico, sono necessari documenti che manc;Jno durante il lpro svolgimento, ed urw calma ma lagcvolissima davanti il maestoso. e terribile spettacolo cl' una guerra odierna . Eppure una re;;ponsabilità cli simil genere fu aiirontata parùcchie volle dal R.iistow con animo sereno, Non v'ha gu erra combattuta da una tren tina cl' anni a questa pai:te, che nou Fahbia trovato co lla pe11u11 in mano per raccon tarla. Spesso , no~ s'era ancora :;parnto il primo colpo di fuci le, che il nustow avca già in pronto la descrizione degli eserciti che si apprestavano al conl1itto. Cosi accadde a proposito dell'ult.ima guerra, poichè in maggio del ·1877 era giil pnbhl~cnto il primo l'ascicolo, mentre i Russi passarono il Danubio soltanto alla fino del mese -;eguentc, e gli altri fascicoli seguirono a passo· a passo lo ope1'azioni co11 cura e (:elerit.\ ·singolari .. ltfo iI Iibro natura Imen te si risente di questa 11nsia (;he agita lo s<.;riuorn .spinto dal desiderio di conservarsi ·il primo posto, crouologicamente parl:inclo, trn gl i storici della guerra . L'econom ia dcli:i narrazione è spesso alterata. Qui abbondano i materiali, coli1 difet wno; c1ui v'è il $Overchio, lì mauca il nccc,sario . L'autore possiede arguto iugegno, vasta col tura, stile attraente: In (l queste belle doti 11C1n polevano imped ire che l'opera sua di venisse monca, sproporzionata cd erronea. PI'ima che scoppino le ostilità, chi può . prevedern entro quali limiti saranno per contenersi? Quali paesi prenderanno parte· 0

E PERIODIC I

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alla gnerra nelle sùe future vicende per potere descrivere l'ordina mento mi litare dei loro eserciti? la domanda sorpassa i limiti rli quanto alla sagacia umana è dato d'intuire; ed infatti il Rustow, ignorando , gli eventi futuri, per mettersi al sicuro, oltre al descrivere nei primo fascicolo gli eserciti belligeranti, parla di quelli dei Greci e dei Persiani, pel caso probabile che gli eventi futuri trascinassero anche quei popoli nel!a lotta tra la Turchia 1) la Russia. R più tardi, conscio dei gravi interessi che aveano gl'Inglcsi nella gucna, rlescrivc ampiamen te l'invio di. due battaglioni dall'Inghiltcrrn a i\falta. Evidentemente egli credea che prima della pace anche qrtesta potenza dove:,\se scendere in lizza. Nè l'esuberanza di notizie sarebbe gran male; anzi servirebbe a trasportarci nell'ambiente speciale a quel dato momento, a ricordarci impressioni avute cd anche provate; ma il male comincia ad esistere veramente qunndo non si giudica più colla calma n.ecessal'i;,1 . Allora a piccole cause s'ascrivono grnndi <Wenti, ed il libro diviene un seguito d'articoli' di fondo cli giornale, labi li come l'impressione che devono promuovere, piuttostochè: una fon te di serie considr.razioni. Ed il lHtstow è~ suo malgrado spesso costretw ad .inciampare iu tale errore. Constata la scarsità delle fot'Ze mobil'itate dalla Rnssi,1 al comiuciar dell~t guerra, e ne dù la colpa alt' orgoglio di quell'impero che si sarebbe compromesso verso le nazioni suddite 'mostrando di aver bisogno di tutte le sue forztl per vincere il disprezznto Turco . L'attacco di Plevna, successo J',J11 scLLembre, figura come una festa per l'onomastil~O dell 'imperatore Al<~ssanaro ; anzi è ' descritto l'imperatore che da una tribuna eretta sulle alture di Sgalewitza assiste al la battaglia·. E l' autoni stupefatto cli questo tratto dell'amabile e dolce monarca osserva con mo lta rettorica che uno Czar non può sfuggire all'inOnenza dcll'cdncazione d'un antocrata di tutte le Russie. Altrove invece J'au1ore disserta se la Turch ia 4v1lsse ragione o torto 11cl l' accampare pretesti religiosi per respiogere la croce di Ginevra . Osman in Plevna a;.:peLLa soccorsi da occidente e da Orchaniè, piuttostochè rla qualunque altra parte; e l'autore trova il fatto molto semplice, perchè un gcucrale il quale ,~ \'enuto 1wr una data stJ'ada, pensa naturalmente a ritirarsi per questa, o da questa spera :;occorsi. Abdul- Ker-im se ne sta i11atti vo delle sue fortezze a veder sfìl~re l'esercito russo, cd una avanguardia rns, a si spinge arditamente oltre i Balcani, e l'autore per narrare -iJ richiamo del generale tnrco mette in moto le odali~che e le presenta attenìte dal pensiero di vedersi arrivare. in un paio di giorni i giaurri in Costantinopoli, men.tre gridano: si scacci il ribaldo che ha aperto lè vie della città sauta, e si cerchi uno che ci salvi.


:3i6

377

L!BfH

E P E fUO,DlC l

Questo modo di scrivere rasenta da v1cmo la satira, e non può adaLtarsi alla storia generale, nè alla storia militare. Il Macaulay non ha trascurato alcuno dei fo tti che avrebber.o potuto recar luce sulle condizioni del suo paese, noi tempi cli cui scrivea la storia, ma; non ha mai appoggiato il giudizio di una situnzione politica sopra un solo aneddoto. È innegabile che il Rustow ha stile facil e, brioso, colorito, e che i ventisei capi toli onde consta il li bro si· leggono con molto piacere da c~'lpo a fondo ; ma bisogna convenire che spesso lo stile brioso maschera la povertà degli argomenti. Il Riist-0w chi use da poco tempo una vita laboriosa e tra,·agliata . Il suo nome non andrà perduto tra quello dei numerosi scrittori odierni di cose militari. Fu sfortuna però che il s 110 genio o lo circostanze lo traessero a scrivere la maggior parte delle sue opr.rc in condizioni ana loghe a r1uello fra le qun1i scrisse la storia dcll 'uhim,1 guorra turco-rnss:i . Tali opere non hanno oè i prcgii del racconto di un testimonio ocularti, n/) <rnelli di un lavoro pen~n to, e ~rarir:in uo d:dlP. memoria con la stessa celerità con cni furon o ~r,rittn.

'1607 vennervi preposti colonnelli e generali . Mentre lìno da l rn66 esistevano in Raviera cannoni a retrocarica, sul lìnirc di quel secolo pare fossero com inciati alcuni tentativi per aumentare la giltata col mezzo della rigatura. Uu manoscritto,di qriei tcrnpi descrivendo cannoni rigati, aggiu nge che con essi può cssèr colpi to anche un uomo isolato a grandi distanze. Prova che si aveva idea della giustezza di tiro data dalla rigatura . Ma ·questi tontaliYi furono interroui cfolle guerre avvenute sul pri11cipio del secolo ~eguentc. Per lungo telll po non si pensù a rigare ar1,igli(:ric, anzi la Baviera ebbe cannoni rigati eia campagua .;o lo nel 1868. Schllloclz tuttavia ne ri vcudica la priori tit deUa inwnziouè ad un capitano Heichenbach, il quale nel ~809 idei> un cannone rigato, leggero, cli lu nga portata, o di tiro sicuro da impiegarsi nella guc;·ca cli 1nont.agna c011tro gli in~orti tirol esi. Il morlello esiste noi )Ju~co 11:1zio11alr. cli Mo11aco . Alli11cliè il proietti le oblungo di piombo ,·cnisse forzato nelle righe, ama posteriormente un inc.a,·o conico, noi qn:ile uua :;pecie di .i: uneo di legno duro penetrava spinto dall'urto dei gai . Tr:w occasio1w da \'ÌÒ l'antorc por notare, che il maggiore CaYa ll i dcli' .irtiglierìa sarda solo 37 anni dopo, nel ~8!f6, fece fondo re in Svc1.ia pez~i rigati . Senzn seguire 1.- varie trm;forn1a1.ioni subi le sia noi mnteriale, sia nei ·movimcnt(( del porso11alc, notiamo dm ucl 1866 I' aniglicria da campagna Larnrese avcu cannoni ed obici lisri, e quattro batterie a cavallo annate di pc1.1.i lis('i con proietti eccen trici . L"nso degli sbrappnols data già dal ·1 850 . Quanto al l'artiglieria da piazza cra~i fatto un importanl,n progresso dopo il ·18(ì0 introducendo i pezzi rig,1 iì a retrocarica si,-tcrna ,Viih n•1ulor(T. Soll/lnto dopo l,1 gnerrn del -1866 dietro impubo della Prussia furono adouati canno11 i d'acciaio rigati a rctrocari<"a per l'11rtigli!'ria da campagna, ,~d al campo rl' istru1.iouc sulla Lech uel ·1868 tntt.1: lr, batterie crnno armate dei nuovi pezzi. Nella campagna del ·1 870-ì4 a titolo di e~pcri mento rn portata uua batteria di mitra/!liatrici; ma e~sa fece prova cosi infelice che fu sciolta durante l:i campagna stcssa . Rigu;irdo nlle arm i portati li, le trasfomwziuni allllarono di pari passo con quelle rl egli a!l.ri esùrCi.li enropci ; nel 18,i.2 l'u ,~ dottato il fucil e a percnssiouc; nel ,184.8 le compngn ic caccia tori rii ciascnn rcggimcnlo di fanteria ebbero can1bine a i;1clo . .\el 485:\. i baltaglioui ca~ciatori furono nrn1nti con carabi ne Delvignc; e nel •1858 tu;ta la fanterin venne fornita òi fo cile rigato.

D ie

bnye1•it1cl1e A1·taUe1•i,e.

De1•en

sebstiintlige

~ntvicld11ng sei.I tle u t tt1·eissigJiil~1·igen .li.l·iege & is

~p,u•

i-Vietle 1·ge fn.u•t tles uet1en1vii1•tigen tlea,,t-

(L'a1·tiglieria bavarese. .8uo pai·~ ticola.re sviluppo dalla gue1Ta dei: trenta anni al 1·isorgimento del p,·esente im,pero germanico) pe r G. Sc H MOELZ colonnello in ritiro. - Mo na(:O 1879, in 8° g. F ranz ed itore .

, sclim." .ll.nisen~eicl,.es

Questo opuscùlo d"una ci nquautiua di pagine fu pubblicato in ocieria casione del 25° anniversa rio dell"istituzione del Comitato d'artio,l l"> (A.rt'illerie- Bcrnthwng-Commission) in lhviera, od è una .spcf·.ie di rivista sommaria sull e vicc11de dcll'- artiglicria da i primi ricordi dell't1so di arm i da fuoco in quel paese fino al 18ì,f , epoca d~lla fu~ione dell'esercito bavarese nel tedesco. Anche iu Daviera le crorinche del. secolo XIV mo111.ionano falco notti, Spingarde, gro:;si archibugi ecc., e già uel ·l fl90 sorgeva a Monaco un fabbric~to destinato alla custodia delle artiglierie (Zeughaus). Come altrove il sµ,rvizio ue era affidato ad una maestranza, r, solo dopo il


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LIBRI

Bie l!'eld- Ve11•p-Jlegu:ng int deutschen .TLee,•e. -

(L'app1·ovv1gionamento in campagna nell'esercito tedesco secondo leesperienze dc_llaguerra 1870-ìl, paragonatocolle di"sposizioni austr iache su tale ?·iguardo) per P. H OF'FMAN v. VELLENHOF. - Vienna - Seidel e fi g lio, 187$. pag. 1 -65. La questione dei ~iveri in campagna sarà sciolta bene qu,ando il co·mando !-upremo troverà nel suo esercito uno strornento sempre pronto ad eseguire tutti i suoi concetti. E ciò non è piccola .bisogna , quando trattasi di eserciti che arrivano al milione d'uomini . Per esam inare il valore pratico del le prescrizioni adottate nell'c.ser.cito austriaco, l'autore le paragona con quelle dell'esercito tedesco. Qtieste ultime -hanno avuto la prova nella campagna del ,t870-7'1, sono state 'modificate e migliorate in seguito ad essa ; sarvono quindi molto utilmente come di tipo per un raffronto. A formarsi una idea ancora pi ti. ehiarfl l'autore ha preso in esame anche Je vicende dei due eserciti belligeranti rispetto al loro nutl'imcntc, ; e questa è la pflrte 11uova, origi!rnlc, e) prwciò interessante.., Lo scrittore spigolò i fat~i nella narl·azione ufficiale del la campagna ; ma là messe essendo scarsa, n poco di più trovando nel le opere special i del Goltz sulle operazioni della 2" armata e del lo Scherff sulle vicende/della 2.;sa divisione, fece un viaggio in Germania . Dai fatti raccolti deduce che ma lgrado le ricchezze del paese nel qua lr, succed<wa la guerra, e la potfmza dei mezzi adoperati, il servizio dei viveri fu spesso dife ttoso, senza che di ciò possano essere incolpati i regolamenti H le disposizioni . Per ricco che sia il teatro cli guerra non è possibile il fa re esclusivamen te con to sopra esso . Sono necessari maga-nin i mobili ordinati mil itarmente, .i qual i vengano in soccorso all'esercito nei _momenti più difficili di concentramen ti di truppe: ccc. La saggia combinazione dei due mezzi d'approvvigionamento potrà solo dare la necessaria mobilità .

E

·PERIODICI

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Die ,.,., ssiaclt en Ht1vallerie-DiviSiOn-enund ,1,e .,, .,._ w,.ee -0:11ea•ataonen tiui Rtdl.aH-Peld~Hf; '18'1'1-'18.

_ ( Le divisioni di clwaller-ia russe e le oper·aàoni ~elle armate nella campagna dei Balcani 1811-78 secondo le re lazioni ,ufficiali russe). - Pnbblicazi.o ne del ca~. CARDINAL v . W mDERN 1° volume, si no ;il11tcaduta di Ple vna, con ~i car te. 2° vol ume, dalla cad uta di Plevna sino al termine della guerra, con 2 carte e 2 sch i7,7,i . - Berlino 1878. E. S. :Mit.tler e fig lio . P rezzo lire 12. Dopo la campagna dm Tedeschi in Francia /i ormai 1a tutti ar~-messa Ja somma importanza dell'impiego strategico della _c,avalleria . Egli è perciò che al l'iniziars) della guen:a rnsso-bl!rca era:1. m grand~ aspettativa delle operazioni della cavai lena n~ssa,. tanto prn eh.e la si. sapeva assai numerosa, ben mont~ta e bene Istruita., , . La Russia inoltre aveva ayuto agio cli mettere a prolitt~ le esp.enenz~ fatte dai Tedeschi, e dal 1870 in poi aveva introdotto molti camb1arc.en t1 sia nell'ordiuamen to, sifl nell'istruzione della cavalleria. Giù nel 4876, alle,grandi manovre di cava lleria sulla Vistola, alle ,1uali presero pa~te4 divisioni e mezzo, eransi fatte operazioni di avanscop.erta _su vasti~· sima scala n pei·ciò non rm1 infondata l'aspettativa di hnl_lar~t1 succc~s1. Il. carattcrn spccinle però che as:;unse la . guerra quasi -~in dal prmcl.p1·0 in se1ruito alla comr111r;;a a Plevna eh Osrnan-pascia , non per-· ri mise ' alla cavalleria russa di rendere qu6i gra ne1·I serv1.g1. c1te aveva reso • l . la cavalleria tcdescn nella guerra precec onte. . .. . Il capitano '\1/iddcrn ci offre la traduzi?ne di CJua~1 _tntt1 1 r_ilpport1 dei generali O colonnel li russi ·di cava lleria pubbli~a t1 Hl R'.1.ssia , _e a_d ooni racconto di operazione fa seguire inoltre pratiche cons1dcraz1orn, che dimostrano non solo lo scrittore intelligente ma l'ufficiale che _lia molto stu.diato tutte le que:;tioni rcla1ive all'impiego dellfl cava lleria'. La scorreria cli Gnrko oltre i Halkani, le operazion i del la cava lleria di. Krvlow sul Wid, cp1ellc delle masse cli cavallcri,1 comandate da Gurko ;cl ovest e sud-ovest di Plevna, la parte presa dalla cavalleria nel secondo passaggio dei Balcani nei mesi di dicembre e gennaio, ecl infine In operazioni _nella. Rurnelia, sono narrate con su fficienti e talvol ta con estesi particolari. Ma ad onta dell'evidente suo proposito di narra_re in singolar modo


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Llf:lfU

E PEn!ODJC J

l'operato tiella cavalleria, accenoa'ndo sol tanto alle operazioni generali quanto basti ad agevolare lo studio, egli fa appunto l'opposto. La narmzione cioè delle operazioni militari delle arma te ?: cosi sviluppata, che il racc6nto di quanto fece la cavalleria appare sempre come una parte accegsoria . Jt debito di giustizia riconoscere che l'autore fa tutto il possibi le per accordarn una speciale menzione al le i-mprese della cavalleria ; ma malgrado i suoi sforzi non gli riesce di ottenere l'intento. Sicchè il lettore si troYa fra mani una storia generale con tutti t)o[i annes,.i ,, con ne~si in cambio cli una monogralìa specia le delle gesta dell'arma brillante e veloce. Comunque sia . si tratta di un'opera seria, e ·nell_a quale lo studioso trova ì'esposizion~ di molti particolari mia Liv i all'irn piego della cavalleria che dillici lmente troverebbe attualmente in ahrn pubblica- · zioni, specia lmente per qunnto ha tr:itto alle operazion i del secondo periodo della gncrra, rlalla caduta cli P levnn sino alla conclu$iOnH .dell'arm istizio. Il ca pitauo Widcler'u, ha· molti elogi. por l'impiego della ca val lHria in qu ella campagna e per le sne prove di resistenza e di valore. Egli ricorda che al principio della cnmpagna la cavalleria dell 'a la sinistra, secondo nn giustissimo concetto, fu incaricata di coprire lo spiegarne,;to dell'a rmata, che Gurko nel passaggio dei Balcani e uel le operazion i oifonsive al di là delle montagne fcc1-1quanto era possibile, e che le rnas<;e di caval ieri() capitanate dal lo stesso Gurko, durante l'invostirnento di Pl~v~a, si _spinsero a fre,, e sino a quat.tro giornate, liberando il paese dai C1rca:ìs1 e ponendo termine alle requisizioni ncrniche. lnol'fre nei. vari passaggi dei Balcani la cnva!IHrin avanzò [lf~r sentiori coperti dnlla neve e si l~rrientò soltan to d'esser costrettà a procedere· assai lentamento a cngion.e del la fanteria incombcnzata di trasportare i pezzi, e fìna lme1~tc penctratn nella H.umelia fu seri1prc io moto sia per riconoscere, sia per tagliare la J'itirata al nemico, -sia per combattere. .Pertanto dall'esame dr,, i fatti compiuti dalla cavalleria si possono trarre le scgnr~nLi deduzioni : Che tutti i 1:cggi111enti si r!irnostrarnno assa i nbili nel servizio di e:;p lu~tizione e di avampo,ti, da IOl'o · disimpegnalo tutti i giorui ed in qualunque tenono; Che fornirono parccch i· e:;em pi di resislL1nza nel le marci e e nel soffrire fat iche e strapazzi d'ogn i genere; Che in questa campagna la cavalle!'ia non ,ebbe mai occasione di combattere nelle . battaglie; il ca_valierc si servì quasi esclusivamente -del fucile , il ca vallri non fu che un mezzo di trasporto.

A tale riguardo l'autore giustamente osserva . par'é'ccbie volte che il caval iere i·usso fil costretto a combattere a piedi col fuci le, perchè la cavalleria nemica non accettava quasi mai \;attacco, ed invece cornbatteva solamente a piwli e al e.op.erto . Il Widdern infì1rn accenna al grave iuconveuientc vorificatosi duran te tutta b campagna delle continue variazioni recate al ln composizione delle brigate e delle divisioni. Così le divisioni (i." e 9" ebbero parte dei reggimenti c.omandnti or qua, or là; il regg.imento dragoni dell'8• divisione ne f'u sempre distaccato; e le diYisioni 7" e H• giunsero sul teatro di operazione con una soln brigata, mentre le altre brigate furono sottrnttn al comando di divisione, e lasciate indietro a guardia di Odessa, delle bocche del Danubio, e presso 0 1teniza e Giurgewo. Parecchie carte e schizzi, e alc1111e notizie geografico-mi lita ri intorno nl tcn tro rii guerra accrescono il pregio dell'opera .

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J,,urn,d ·,:es scie~aces H1ili'-ai1·es. naio, Pal'igi, Dumai ne, 1879.

Puntata di gen-

La nuova le[Jge d:i stato magyi.ore. È uu lavoro critic.o nel quale, accenuate IH fl uttuazioni cui andarono soggetti i lunghi studi di prC[lllrazione al ln legge C le cause che prodUSS()rO tautc divergenze di giudizi al .suo apparire, pur riconoscendo che non è perfetta 'in qualche particolarità, si apprezzano i miglioramenti che p~t. ranno derivare dal la sua opportuna applicazionri e quind i si passa all'esame dei diversi articoli . In Francia sin dalla campagna di Bcrnmia del -1866 si era riconosciuta la necessità di un riordinamento del corpo di stato . maggiore, e le. aspirazioni wrnerali miravano a stahi li n~ una eosi importante riforma sulle seguenti ba~i : ,t O Adito a quel corpo; ·2° Acce$so alle capacità di tutte lo armi a disimpegnare le fuu1;ioni del medesimo; 3° Passaggio dei suoi uflìciali nelle truppe; ,1,° Facoftò. rli reclutare nelle .me file capi militari. L'autore dell'articolo conchiudo affermando clrn dei quattro principii enunciati tre sono ormai consacrati dalla legge di cLti si tratta,


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E PERIOD ICI

LIBRI

·~a r1ua le assicura anche l'esecuzione del quart,o principio, esigendo che 1 colonnelli <li sta to maggiore c:;crcitino il comando di un regoi menlo 0 per due anni prima cli' aspirare al g1'ado di generale. "' .Progetto di orcfrnamento clell'amm'i.nistrazione rlelt'esercito. - J1 salutare principio c;hP. sottopone I' amm inislrazioue al comando e proclama rind ipendenza assoluta del con troll o, forma la base della discussione in cu i i~ posto l'attuale sistema amm inistrativo francc$e ,wl la relazione che precede il ·Pt.'ogetto . L'argomento è svolto in tutte le sue parti, no1~ faccnd~ semplici proposte, ma presentando un completo schema d1 legge, d quale tende a sta.bil ire che la gc~tiono esecutiva e la gestione generaIn siano confidate al corpo del conim·is,çari.a.to della guerrn; la direzione amministra ti va sia esercitata dal comaudo; il coutrollo sia fatto dal corpo dei con~rollori della :Jtierra, i cui ngenti do vrnbhero appartenere :il Ministero delle finanze . Stuwio comparal'ivo delle ·l'isorse ·m·iHtn1"i della, Francia e della Germania al principio dell'anno 1879. - Basta il titolo per dimostrare l' importanza di questo lavo ro, compilato su lle note · tratte dai migliori autori eh~ scrissero intorno al soggetto e :;ui pi L ì recenti documenti ufficiali. E diviso in du<: parti, la prima comprcnclc lo stud io delle differenti risorse, del recl ntameuto e delle riserve, della forma zinne, organica delle trnppe 1l'operazione, degli cffnttivi nnce$sari per trar partito dai quadri di qnesta formazione, degli cffetli vi esistenti, della d_ivision~ gcnernle del p:ic.:;e. L,:i seconda parte si occupa della formazione deL due CS;)rciti, f'ran ,:..:se e teclc.,c;o, in caso cli mobi!.i tazione generale. . 1 treni sanitari :in lfossia edùi .tustria-Ungheria . CttAllLt:s BAUM, rngegnere cli ponti e strade. - Il va!orc strategico delle ferrov ie è -oggi i~mcnsamente cresciuto, poichè l'esp~ric~z; clrilla guerra ha dimoslrato' ch e di due belligarai~ ti vinc;i quel lo il qnale pc\ rrrnzzo delle strade fe1_Tatc sa conceutrnre sopra 1111 dato punto una quauti t:t di truppe eh gran lnaga superiore in numero alle forze dell'a vversario. . T'.JtCi gli Stati ~i ~on prcoccu pati cli Mganizr.are cruesti trasporti miJ,tan da l pun to d, vista della rnobili.tazione. l\fo bisogna altrcsì voi• gJrc tutta la sollecitudine dei govern i per provvedere ad un sistema di pronto. trasporto dei fe ri ti ed flmmala ti in guena, sia per Ja loro couscrvaz,one, sia p:n- impedire la propaga7,ione di mali contagiosi. quc~to st~clio si è r~roposto fau tore srnlgendolo con profoudc cogoiz1om tec111che e cop10si dati importanti. L'1Jset·cito <in FraMia da Carlo V[[ sino alla r illoluzione (UM1789). Per il capitano RAOUL LuARl\g DE VEnNE UII,. - Le Jeoiooi di •

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Enricò II che presto caddero senza gloria nella oscurità, i lenti progressi delle armi a fuoco porta tili ucl XVI secolo, l'origine dei cavalleggieri, degli archi busieri a cavallo ~ elci cfragoni, l'artiglieria di quoll'epoca, l'amministrazione e le riforme dovute a Vieilleville <id a Ilrissac, sono i principa li argomenti trattati. ·

L e Spec t a t eur ndlitnir e . -· P untata d i gennaio, Parigi, 1879.

A.i collaboratori ed abbonalii. N. NornoT. - È un addio di gra té1 parole col quale l'egregio direttore, dopo mezzo seco lo circa di costante e pregiato lavoro, prnnde congedo nell'abdicare la direiione di questa raccolta a suo nipote. _ A'i nostr·i lettori, la direzione. {879. - Comincia con un esame di quanto fu fatto per la rico, stituzione dell'esercito francese nello scorso anno, vi si apprezzano i buoui ri·snllati ottenuti,' ricordando i problemi che attendono ancora una soluzione per compiere l'opera por ta ta a buon punto e perchè la Fraucia possa prosperare affermando fa propria fo rza. . Gli .Inglesi ed i ~ussi nel/,' Asia centrale. - LioN .o'lssAc. ( Contmuaz1or!ù). - Contrnur: la descrizione dell'Afganistan e della vallata dell'Amu-Daria, dove esistono paesi destinati con quello a pimlere la loro indipendenza nell'urto delle du(i potenze rivali. Vi sono nòtizie importa_nti intorno al lll loca litil, alla popolazione, alle risorse, sui passi montam e le str:adc pra ticabili dalla cavalleria ed artiglieria , oltre alle considerazioni Htrategiclw su quella regione e su i movimenti progressivi degli Inglesi e elci Russi. Gl i uni e gli altri, dice l'autore, si lim itano n~cossariamente per ora a prendere posizione; quàn to prima la questione orientale si risolverà fra loro in uua lotta di rapidità . Lo studio termina con utili indicazioni 'mila Persia e sul ·Tnrkestan oriéntalti. Storici della guerra d'Oriente nel 1875-1878. (Couti nnazione) . Dop~ un riassunto dei negoziati intrapresi tra i gabinetti curop1~i in seguito alla rivolta dell'E rzegovina, poi' scongiurare uua grande conflagrazione, vi si nana il sollevamento generale dei popoÌi di razza slava, e i preparativi dnlla T urch ia per resistervi. L'i nsurrczionll nella Serbia e,tesa alta Bulgaria, la rivolta di Costantinopoli che originò la caduta del sultano. Abdu l-Aziz, e le prorompenti ostilità del Moutenc~gro compiono il racconto.


LIF\Hl

D'Oran a.lfo ri1ie dell'Oiied-Guir. (Continun~ioM). - Jt uua seducente escursione per la pian ura di 1'amlelt, limitata dai rocciosì massi del Djebe.1-el-Akhdar e Djebel-boti-Grouz, coperta di ricca vegetazione fccondatn dall'intermittenza di copiose acque, che di tratto in tratto spariscono sotterra . per andare ad alimentare i corsi di lont,lne oa:;i. Quindi' seguendo sempre l'autore colla colonna di spedizione, si arriva al bivacco di Meugoub, percorso dall'agile gazdla, al colle di. Oenndsa celebre fra gli Arabi, ed ai pri1ui badalucch i coutro lll 1.rihi"J ostil i iu p1lsizione sqÌla riva destra dell'Oued--Guìr. Defi.ni,zione :,t •il·uppata dell'arte ,,n·ilùar~. Colonnello de la BA1rnE DuPARCQ. La guerra, dice egli , risiede in tutto; nessun mezzo di azicfne conoseiut.o clero esserle estraneo; essa i: scienza quando bisogna studiarla , arte allorchè ];:i si deve praticare, perciò può derìnirsi « l'an e cli _ riunire e di combinare nel miglior modo e nel momento « fa vorevole 1111 numero superiore di truppe snl punto decisivo». Scuola regg,imentale dei sottntfìcial-i. Jh crmssit. - Vi si propone che sia obbliga toria, divisa in due classi wrì nn solo uffkia lc dir<'tto re per l'inseguamento . . Necrolo,rri,a del genera.l Mm Hos1,AvsK1. - La parte da lui presa nelle rivoluzioni di c1ucsto secolu. il sno merito come :itori co, scriuorn politico, valoroso capo MIia breve campagna cli Posen ucl ,1s1~s cd in quella di Baden nel "8,i-9, gl i episodi della sua vita avventurosa, ~oJJu ricordati in pod1e pagine in modo ila rendere il vero riti'atto morale dell'uomo. {!no spettatore. Crouaca mensile.

J~ilu·f~iicltie»• ('M-1· tlie ,trnaeetntld 11.1~1ri11ace di Berl-otu11

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fascicolo del gennaio 1879.

Le c,w ·ve di bi oello nell-1, ra.ppresentaz·ione del ,monte. _.:. Le curve di livello po:;sono f~ssere pi tt o meno traccia te esattamente secondo lo ~copo cui tendono. Sn harnio da senrire a carte 'isofise o rappre· sentan ti le altezze eguali nelle qu11 li la cnrva è la parte princi/1ale del di:segno, al lora esse non devono scostarsi dal vero ; ma se sara~rno un mezzo. per !'endere più evidente la rappresentazione ciel terreno, sarì1 utile che esse sfuggano ad nna esanezza troppo scrupolosa per

E PE RIODICI

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adempiere meglio allo 'scopo pel quale sono disegnate. Questa _libertà può essere necessaria in due occasioni: ,t O se il terr!3no compreso tra due curve può lasciare dubbio sulla sua vera forma; 2.0 se. una p~rt~ questo terreno nei punti prominenti sfugge all'intersezione de, piam ·orizzontali, i quali danno origine alle curve. . Caratter·i dù;tin&i11Yi della nuow, tattica sttidi.ati nei regolament:t, ne•i, libri e nella pratica. - Questo sguardo alla t'.1tti~a è ir~te~'es: sante per tenere un filo direuivo in niezzo al la pubbhcaz1one eh lihn che ~idero la luce negli ulti mi tempi tanto sulla tatt.ic.a in gener_e, quanto sulle speciali questioni alle qnali essa dà _1~10go . Per ora _lo s~n ttore . esamina i lenti mutamenti che sono andati mtroducendos1 nei regolamenti in seguito ai due feno rnE\ni più notevoli della g~erra 1_870-11, cioè· il. frammischiarsi delle fazioni di trnppa sulla lrnea d1 fuoco , e le terribili ··)erdite subite dai" combattimenti. Poi· esamina i punti cardinali dellet questioni che si agitano' tra gli scrittori tedescl~i, fr~ le quali una im portantissima 11cr loro, che non ha valoni per noi, ed e quella della for mazione su due o :;u Lre righe , su tre o su qua ttro squ.adrc. Ca;rlo XII Re dii StJezia. - Studio biografico . Dell'·ùn;vieoo dell'artiqlierùi lla campo nella. gue1·rn. <li secessione ;J dell'.4-m,erica del Nord. . L'esercito titrco d:i 1lfe.hm.-ed Avi pa.sch<i nei combattvmenti sul Lorn dal 21 lnglio o.l 2 ottobre 18ii. \V. FiszA. - Fatto d'armo di Verboko-Cairkoi, 2,1 srne;nbre 1870. Esame dell<i letterat-n m mibitare.

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01•gan ,lei• ~,·iilitifr- ·rvissenscTiaftliclien J7e,~eine

di JT-ieHtu,.. -

XVII volume, 3° fascicolo, Vienna 1878.

Prnposta per la. costriiz·i-one rapida di 1-icov&'.'i pe1~ le tnippe_:1·iistriache d'occu;paz,ione nella Rosn-ia ecl Erzegmnna, I•. bar. l\fo1-rLWE1:\TH-G;\.RTNEn maag. in riposo. I riçultctti diretti,... ed indiretti dwi comliattimtnt·i d:i cavalleria.. A. c. NosTITZ capitano di cavnlleria. - Non è sempre così faeile il · constatare se la cavalleria abbia ragg'iunlo lo scopo che si era pre-: fisso c.oll' eseguire una operazione tattica . Ciò tiene al carattere d1


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L IBR l

-quell'arma , la quale uon può affermare l'esito ottenuto, nè sostenerlo, ma deve pensare a riannodarsi tosto che ha urtato il nemico per prepararsi ad un nuovo urto, e garantirsi da nuo{·e rninaccie. Malgrado ciò la cavalleria può ancora raccogliere allori $ul carnp0 di hau:1glia , -in due modi, o cacciando il nemico dalla posizione che occupa, ovvero cooperando coli' andamento generale della battaglia. Nel primo .c,aso tende direttamente al risultato, che è la vittoria; nel seconclo vi tende ·indiret~amente. È solamente a questa stregua diversa che si può valutare l'importanza e l'utilità della cavalleria. ln/liienza della, cavcille1"ia rinforzata aust1·iaca snl f~oco di combattimento. O. Sc1rniw'l', capitano. - L'importanza che viene data al fuoco di fucileria alle grandi distanze spinse gli Austriaci a modificare la loro cartuccia. Essi aumentarono così la portata utile dai 1i OO ai 2400 passi ; ottennero che a 650 metri di distanza la metà dei migliori loro tiri siano compre~i in un circolo il cui diametro .sta _tra i 2Ll ed i 26 centimetri, e resero più. radente la traiettoria. Ma il carico del fantaccino fu aumentato di 830 grammi, e sembrano necessari 840 cavalli e i20 soldati del treno di più di r1uelli destinati finora al trasporto delle munir.ioni al seguito delle 36 divisioni attin -dell'esercì to . I risullati delle esperienze di tiro spingono a fare queste due domande : Quali mutamenti avverrauno nelle forme tattiche sotto l'influenza di questi fuochi? Come devono essere usufruite le proprietà della nuova arma? La linea spiegata sarà la forma da adottarsi. nella zona pericolosa -dei fuochi , ed il cqrnanclante cli compagnia provvederà in modo alla istruzione e disciplina dei soldati, da poterli di rigere e condurre malgrado le diffico ltà che offre a questo proposito la forma spiegata. Sa,re,bbe un errore il trascurare i vant.aggi che ci danno le proprietà -del nuovo armnmento della fanteria. Tal i sono le risposte ai due quesiti proposti; ma bisogna che il combattimento di fucileria sia basato sull'educazione al tiro del soldato portata al massimo grado, · e sull'intelligente uso delle proprietà del fucile e di cruelle del terreno. 1lfodo cti combattere dei Polcicclvi nel secolo XVI e XVII varago nati a quel/:i degl'i. altri esertiti mi temp'i dellci g11erra dei trentanwi. r . KuoELK A, sottotenente nella landwehr austriaca. P1·escriz·ioni per l'istr·uzione sul ti ro tlell'e.ser6to tedesco paragonate a quelle 'in uso presso l'eserc:ito aitStriaco . .T. BEctc maggiore ·~lella .Landwehr.

E PERICJDICJ

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Mi-scellanea. Disin(ezione de:i 11agoni adoperati per i.t SM'tizfo sanitario in Rttssia. No tizie sull'e,serc,ito s"Oedese desunte tlalla Ri'Vista ·mihtare i,taliana ..

A.llgen, ei·n e 1'.liUtii.,•• Zeituttg . d i Da,•nasta d t -

53a,

annata, 2° semestre 1878 . ' La guerra tiirco-ru.~wi dalla caduta di, Ple'ona (1-tla conclusione· deU' cirm:istizio . Gita alle front·i;ere. - Note faue in nn rapido viaggio lungo la frontiera occidentale del la Germania; vi sono piuttosto acc,ennate che descritte le cose che attrnsscro l'a ttenzione dello scrittore dal punto di vista mi litare, e tra esse le fort ificazioni vecchie e 1iuove. .n fuoco delle a.r t·iglier·ie da campo per T. u f\l-1 1f1M , 1nayg-i.ore bavarese. Sgtw,rclo retrospettivo alla cainpagna della Loire clel 1870. Sono consicl(m1zioni snlla. hattaglia di Coulmiers, basate sulle nuove· esige,11.e d0lla tat.tica, sulle modilìcazioni e sni perl'ezionamemi apportati alle nrmi da fuoco dopo quell'epoca. · .La gi.ornata, cl:i S. P.r-i1;at-Gra1idlotte ~onswerala come tipo ,ti una /)attaglia aggressiva. - Stabiliti alcuni principii tattici giova studiarne l'applicazione in qualche ese1npio pratico. Secondo questo ordine d'idee è dcséritta e considerata la rnddetta giornata carn pale. Sg1iardo 1·etrospetfliuo <illa guerra tllrco-n,.ssci, e speci.almènte alla tattica dell'esercito turco. - Questo articolo il quale tratta succes-sivamente dell'abilit/1 del soldato turco nelle manovre di piazza d'armi, del carattere c.:he gli imprime la credenza religiosa fonda ta sul fa talismo, del modo suo di combattere e dei principii stratcgil;i che hanno regolata la condotta dell'eserci to, è tanto più interessante, perchè colui che lo scrisse ebbe agio di seguire personalmente alcnne delle ope-razioni della guerra presso uno elci quartieri genera li turchi . . L'Ìllniti, reparto e stato presente della stienza ed arte ·militare. Le f erro,vie mihtari in Rruncia ed in Germéiùt. , Caratteri. speciabi deU' esercito < .w1;ersa·rio e di q1ie/li alleati della. ·Prussia d1.1;rante la guerra dei sette anni. Notizie siigli esertiti ester'i.


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LIBRI

E PER!ODIC(

Bibl-iografìa. - Quest'ultima parte éostituisce un fo;1 lio staccato eguale in formato ed in numero di pagine a quello del per~dico stesso, e comprende colle minute analisi dei libri più importanù, anche un cenno çli tutte le ,Pubblicazioni che vanno facendosi nel campo della _scienza militare. E una pubblicazione letteraria militare di importanza e di merito singolari.

Notizie siilte anri;i portat·il'i,. Capitano ~bNTSCH . - Ftwile a ripetizione del Dreyse, pistola a rotazione Dreyse d:innesco centrale per cartuccie. metalliche. Alla descrizione di questi oggetti d'armamento fa seguito un elenco delle patenti concedute a proposito di invenzioni o modificazioni cl'oggeui d'nso militare nell'u ltimo mese. · Rassegna bibbiogrn.fica . Corrispondenze,, li'rcine:ia, . Inghilterrn, Russia, Italia,.

lt'eue · H.lilitiiriàche Blatte,• di Be1•Uno -

fascicolo

,del gennaio 1879. Le opera,z,ioni dell'esercito di Gar·ibald:i nel Vosg.i ·in relaz'ione oon ,qiiello dell'esercito dllll'Est sottò il generale Bonrbaki nel c/;icemibre 1870 e gennaio 1871. - Questo primo articolo arriva fino alla rrnrrazi~ne d~JI: disposizio~i da.te il 7 gennaio all'esercito dei Voggi per ,coprire D1g1orw ed assicurare la strada da l'onnere a Ghatillon. Delle operaz-iMt'i, per tinee ·interne, e delle disposizion'i- per prepara,rle ed attua1·le. - Risoluzione rapida, energico impiego di tuttè Je forze, azione decisa e celerità massiroa sono doti indispensabili per condurre operazioni di questo genere. Essi hanno guadagnato di importanza oggi che le ferrovie permettono rapidi concentramenti; ma per eseguirle occorre un esercito istruito e disciplinato, un sistema di ferrovie clic funzioni egregiamente, ed un comando per dirigerl.e che abliia pure nozione della essenza cl<~JJ:;1 gran guerra e non si impensierisca per le perdite che soffre da un lato, se gli giovano a ,rendere pil'.1 brillanti e decisivi i risultati dall'altro. l dee stil~a cavaller·ia destate dallo stiidio dcll' opera 'del VERDL {,a d:i,vi.sione d:i cavalleria che fa pa1·te cli un esercito. La gite;rr·a tiirco-russa. · I combc,1,ttùnenH i.n torno al paBso di Sclviplca nell'agosto e nel settembn clet 1877. . L'occi'..pa;;,ionc austriaca della flos1vili ·,: deU' Erzeg'o1,ina; comp{la.zione cli A. v. B. secondo nobiz,ie ·uffìciaM, e cor1'iBpondenze speciali. Un cent1ma1•io federiciano. - Corre un secolo <lacchè Federico II ha fondato la bibl'ioteca di Berlino; da ciò è tratto motivo di scrutare quali fossero le idee di quel principe circa la letteratura, circa i libri .e ,circa lo scopo pel quale avea fondato la biblioteca.

Bivista uaiUta,·e 1•usst1

(WajennF Sbornik). -

Fasci-

colo del dicembre 1878. Ricord·i, della g·ntrra del :1831 nella Polo1vi,a ·russa (fine). Combat(;i'rnenlo offen.çi'OO e cltif'ensivo d·i fant&riti (con schizzi), tenente ncnera!c BRAUT. I perfezionamenti delle armi da fuoco reo sero assai diffici le la condotta del combattimento. Occorrono studi seri . Le perdite si accnmulano a dismisura. t d'uopo ridurle ad un nvinimi-um, senza di clrn riesce impossibile di difendere una posizione anche se - conquistata. Nell'assalto I~ trnppe · sono sottoposte a tàlo tensione di forze morali e fisiche, che non è dato ad alcun uomo di rimanervi •per un lungo tratto di tempo. S'inizi dunque l'assalto a brevissima distanr.a dall'obbiettivo, tanto per sottrarre le truppe a questa influenza a.normale, quanto per diminuire' le perclite a cui vengono esposte, avanzando generalmente sul terreno scopert.o è sotto il fuoco micidiale. Pur a111mettendo che !.i iano capaci cli conservare durante un'azione prolungata l'indispensabile forza morale, tuttavia esse avrebbero perdite talmente gravi da rendere l'urto decisivo troppo debole alla riescita. Nella. difesa è d'uopo essere vivo cd energico per conservare le proprie forze morali, col considerare la situazione presente come un passaggio all'azione offensivà che elevo coronare qualsivoglia operazione militare. Il difensore ha buon gioco nel combattimento a fuoco perchè bene spesso si può. riparare tanto dai tiri cli fucileria quanto da quelli di artiglieria, perchè le distanze che hanno tanta influenza nell'efficacia del tiro possono essere conosciute, in!ìne pcrchè meglio è in grado di mantenere la disciplina del fuoco.


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LIBRI

E PERIODICI

~a quando cd a quale distanza questo fuòco' deve incominciare? E una domanda molto controversa. Gli uni rispondono: il più tardi possibile per non scoprirsi, per non stancarsi, per non sprecare munizioni, per non perdere l'energia morale e fisica. Gli altri rispondono: a grandi distanze come si è fatto nelle ultime guerre, per valersi di tutta la potenza dell'arma, per scuotere da lontano il nemico, per cagionargli ·perdi te demoralizzanti . La veritit sta nel mezzo. Si apà1 il fuoco alla massima distanza di ~ 000 metri, ma sempre agli ordini del comandante; lo si afforzi man mano usando i tiri a comando, poscia i tiri accelerati, infine attacco alla baionetta . Note sulle operazioni della catena di cacciatori, par E. Swmz1NSK1. ?gni .grande gncrra procura agli eserciti gli esempi di applicazione pratica d1 parecchi quesiti tattici . Fra questi uno dei più importanti senza dubbio è il modo di condurre una catena cli cacciatori. Si sono vedute nell'ultima guerra le difficolt/1 a cui è esposto un comandante della catena che copre la front~ di tm battaglione schièrato per far sentire la sua voce, i fischi o segni ai comandanti delle sezioni di catena, sopratutto nel momento più opportuno di fuoco acc~Jerato; e ciò per diverse càgiolÌi assai chiare. Resterebbe lo spedimlte di trasmettere ordini per mezzo degli uomini spediti lungo la catena; ma sarebbe assai svantaggioso e riello stes5o tempo pericoloso, giacchè impiegherebbe molti uomini e non vi sarebbe certezza · che ()'li ordini . . . . . mv1at1 s1auo trasmessi colla precisione voluta. · In ge11crale gli uomini agiscono ciascuno per proprio conto a scapito dell'unità d'azione e dell'obbieuivo delle manovre. Si diminuisca l'est1rnsione di comando della linea a vantaggio della profondità e quindi a vantaggio della pronta trnsmissionc degli ordini, . dell'accordo tattico e dell'enrrgia.. ' A.lciiwi qnes·ifli della tattica mod()!rna.. - Si tratta specialmente del nuovo fa ttore della guena, fuoco a grand:i distanze, che l'autore designa sotto la denominazione di coprire di fuoco ima clato zona del terreno. Egli esprime l'opinione che tale modo di combattere merita di venire studiato con cura, tanto più che già fiJw dall'anno ·1872 i Francesi cd i Tedeschi vi danno grandissima. importanza. C-vrcp. le operazioni della cavalle1'ia russa dwrante la, gtierra nella penisola cl1Yi Balkani, SucHO'.l'lN.

Necessità di modifìca1·e dii alcune disposizioni del carteggio negli esercifli, Sc1scr,o. I Russi ad Erzerum nell'anno 1878 (fine), con pianta della città

~

La bardatiira df!;i caMlli clella caroallcr·ia russa ed il tra!/porto del bagagNo degli iiffioiali, spe,rimf!;n!ati durante l'nltima guerra. Progetto di ad.destrare la fanteria nei lavori del genio.

391

e delle sne fortificazioni, e di un monumento eretto in ricordo dei militari russi caduti nell'ultima guerra. - Generale DucHOWSKI, ,1-rticoU, della biblfografia estera. Rassegna mihtare russa. -'- Guerra nella Turchia d'Europa. Estratto di rendiconto del miiiistro della guerra per l'anno ·1876. -

Rendiconto di sgombro dei mala.ti militari da S. Stefano. - Elenco dei generali ed ufficiali insigniti della croce dell'ordine militare di S. Giorgio pej fatti dell'ultima guerra. Rassegna militare esteni. - A.ustria. - Demobilitazione. - Situazione delle tru ppc d'occupazione nella Bosnia. - Tattica degli insorti nell'ultima guerra nella Bosnia. - Afforzamento con opere di alcuni punti occupati dall'esercito austriaco nelle provincie turche. Situazione sanitaria delle truppe d'occupazione e cause di malattia di queste truppe. Inghilterra . - ·Gucna anglo-afgana . (Fascicolo di gennaio 1879). R•icognizione e conquista del passo di Traiano nei Balkani ( con

carta. e piani).

.

.

.

Le irnpressioni dell'ulflima campagna sul fuo.:o ed· i movvm.enti dell'online spa:rso, par capitano Il.u1>z1NSKI. Osserroazi on-i sul mezzo d'i, diminwire in un attacco le perdite del fuoco, par A . .KunoPATKIN. Del complemento ccl. equipaggiamento della, cavalleria secondo le esperienze dell'ull!ima campagna, par LrcnTANSKJ. Operazioni d:i, guerra cli Suleyman-pacha (articolo primo). . DC'i documenti vresentati al conBiglio di gu&rra /!ureo ·(articolo

primo). . . . R:icbrd:i, d:i, un ·ll{ficiale di stato magg'iore sulla guerra degli anm 1877-1878 nella Turch·ia d' Europa (articolo primo) par A. Puz1l\EWSKL

Progetto di i.struz·ione· pel comflatt'Ìlmento di battaglione e compagnia. - Quantunque di forma concisa contiene utili a.mrnaestra-

menii . Compilato da.I comitato generale per l'ordinamento ed istruzione delle truppe, venne pubblicato prima della sua definitiva. ap-


392

LIBRI E PERIODICI

provazione nell'intento di provocare llai militari le osservazioni ed i pareri, al quale uopo la R-ivista 1nilita1·e russa apre le sue ~olonne a ttÌ.tti gli studiosi ed esperti . . Secondo compleniento di di,ario cilille opera,z i,oni rnibitar·i su,/ Darmbio e nella: Turch·ia ù1 E11;ropa. Perd:ite del 4° corpo d'cwmata d1t1'Ctnte l'tiltimu canipagna. - Si devono· in grandissima p1ùte ai combattimenti sotto P levn::i ed a 3cei1nwa ed ascendono : · 16• divisione {<.tnt&rin: ufficiali morti 2.,i-, ferit'i, 126. Truppa ·1r1.m-·ti 1083, {&l"iti ,rn,1,5, disper~i 56L 1'otlile 5839. 30• d:ilv·is•ione fanteria: ufficiali morti 24, /"eri,ti 88. Truppa morti 625, feriti 2.403, dispersi 6"7. Totale 3757. 4~ d:i1risione cavalleria: ufficiali 1nori:i O, feriti 6. Truppa rnort'i, 2.7, feriti M, dispersi 7. Totale 94. Brigate i6• e 80• a:artigbieria a p•iedi: ufficiali 1norti f, /èJrit·i 113. Troppa mort~ '2•1, fe;ril'i 42~ , di.c;persi O, Totale ,J 5() . 7• e 8• battC1"Ù1, a ca'liallo: ufficiali morti O, f'eiriti 11. Truppa niorti O, f<witi 6, d:i&per~~;, O. J'otci!e 7. Stati, maggiori generali: ufficiàli morti 2, feriti Truppa morti 1. Totale 1. Totale p&rcbite soffe1·te nel 4° corpo d:i arnuttn: unìciali mo1·11i 5,1, fe1·U·i, :238. Truppa morti ·1757, feriti 6632, ,cl!ispers·i H85. Totale JJM'lvite 9863 uomini combattenti (•I), Rassegna m,ilitwrc estern,, - Sguardo agli eserciti cl' Europa nell'anno •I 878: Austria, Inghilterra, Francia , Germania, Italia. Guerra anglo- afgana. Concentramento delle truppe · inglesi sni confini della Afgani~tan e prime opernioni del corpo di ~pedizione (con. dne pi::n1tn). 1\..

1

(I) Per confrontare l'effettivo normale dct combJ ttimen ti colle pe1\lite ·indicate ctDlla prcsent'e t.ahclla , veggasi Rivista estera fascico lo fii settembre u. s, Ordinamento e forza attuale del!'escrcilo rus<o. ·

RIVISTA ESTERA

NOTE SUL BILANCIO DELLA MARINA FRANCESE PEL 1879

Quantunque il bilancio per l'e~ercizio del 11879 non diversifichi molto da quello dell'anno precedente, pure può tornùe utile il s~ffermarvisi ulquanto, specialmente perchè dal rapporto della comrmssione della cnmera e. dalla discussione nel serio di qnest' ultima si possono aLtingerc informazioni intorno allo ~ta.to pre~enrc. de)la marina francese, <~ vi sono additiHe alcune sostnn:rnrli mod1ficaz1om . Lfl spese present::ite dal governo ascendono alla somma di lire 2.;17,4073•19, ·inferiore a prinu\ vista tli. lire 3,!H.7'1'.~2. :1 quell::i votala pel 4878. . . . II bilancio adotLnto è di lire 2,,[,I ,;:Hì2.377, cioè rn meno per lire 6,05t992 di quello pro posto . La specchio seguente contiene, di vis<} in sezioni e capitoli, le somme richieste, llnelle votate, le differnnze fra loro e con quelle del 1878. 1

Riv!st.a estera.


34

.

RIVISTA

.

. !

,

S r:; Z I ON l E CAP I TOLI

Spese

Spese 1•otule pt'l 1Si~

proposte poi 1879

'

Ja SEZIONE - Servizio di m,(J;rina. Capitolo ·1° Trattamento del ministro e personale del!' amministrazione centrale. 2° Materiale e spese varie degli uffici deli'a1~mi~1istra;iou~ c~nt~ale: 3°0 Deposito cnrte e piani . . . . . . . . . . . . . »· 4. Stali .maggiori ed equipaggi a terra e imbarcati ( personale na. vrgante) 5° Truppe . . . . . . . . . . . . . . . . . . 6° MarHenimento dei co~pi e agenti vari i (persona le non navigante). 7° l\faestra nzn, sor1,eglranz11, ecc. . . . . . . . . . . . 8° Viveri e ospedali . 9° Salari d'operai. . . . . . •I 0° Approvvigionamenti generali della flotta. 1'1 ° Lavori idraulici cd edifici civili . •12. 0 Gi usLizia . mari ttima 13° Spese di stampa e a~quisti di libri 0 " 11~ Spese di passaggio, l'im patrio, pilotaggio, ecc. ToLa le. )) ))

(( ,

)) I)

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0

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na·S&z10N1,

Serv'izio coloniale. Sapieolo ~ 5° Personale dei sen•izi civil i delle colonie » 16° id. id. militari id. ,, •17° l\'.laterialc civi le e mi litare alle colonie . . » 18° Sovvenzione al servizio locale delle colonie. » '19° Servizio del Tonkin » 20° Servizio penitenziario -

•

)) ))

42805406 13357966 464.0077 2658029 23u37U •I 2•1007424H538826 6755000 236,1,00 42285·1 191808/i, rn3H8862

4236•H26 ·13307906 4638,Vi7 2658029 23537H I 2 1007424,J:0668826 62t>50oo 236,iOO 4228;>'1 39•1808,\. 160917082 1

1

--------Differenza

in più

3800 30000 ))

1 . coitruzioni nava li 131143884 ? artiglieria . . . 3,120000 . ~ lavori idrauliei . 2627000 . 2° Lavori di porto. . . . . . 3° Lavori di fortifica zioni alle colonie Regolarizzazione di prestiti materiale d'artil,'(lieria e armi speciali . . . . e, '

1889088

))

-

3

1}

1500000 800000

Tot(lle.

)) )) ))

pel 1878

Differenza con quelle volate poi 1679

-

1085210 2fi.0950 5·19600

A

in più

4298

03980 420•158·16 50000 •13303858 ·1600 43.i9132 2GiH 3/~9 23•11 2793 ·19800000 3870000 :\.4550000 500000 6700000 236400 407851 29889fk4 33800 4865580 16296·1933

))

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445000

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24000 ))

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24000

)) ))

.

70860 517·158

37062 50600'20 601 50 4 053:1270 1109H 250000 3461260 40000 686950 1466700 600000 100000 9782358 2/i,2536 H7'.2•12 30990558 ·9934,i-7 ))

))

))

3453·1 O 4·108 289345 6680 42fi.6(~8 ·1207i1-24 388111174

))

'. ))

))

-

in mono

20382 40584

J) ))

))

18890884

)}

4500000

))

))

))

2119088,j. 20:390884

))

))

)l

Ca) Spese special! (2 e ultima annualità della spesa per la difosa dei porli foll.'l da torpedini).

speclah. Lo speso iscritte negli anni pr·ecedonti noi cosi det to

(b) S11ese (e)

in meno

Spe;c ,·otale

))

))

15000 ))

6234655

30050 })

Jl

17250 )) ))

47300

Spese snlle riso.rse st1·aordùirwie ( e).

Capitolo 1° Materiale navale ))

4,105622 281 ti3 !~ 5·18302

1

ToLale. II.Ca Sr.zwNE -

11 011822 25•153/~ 5·18302

5'12713i 5090070 10482.509 10442359 367 12.60 3,t2·1260 680200 70!i200 866700 · 866700 963982.2 !)539822 30i67623 3006,U.'1 ·I

..

35

ESTERA

Conto

di

liquida:ione

ru rono introdotte _ ~

nel bilancio sotto il titolo cli 30.· sezione.

))

))

800000

·13977000

))

7500000 6000000(a) 3:WOOO 325000

/i82388,j. )) ))

5600000 5600000{b) 800000 27,\.02.000 4 19:25000 482;J884 I)

))

1


36

37

nIVISTA

ESTERA

Fra le parziali diffel'enze rileveremo le più importanti, segnatamenl-c per ciò che riflntte il personale ed il materiale. Poi perso1111le osservasi un aumento di l>!H uomini ncll"effettivo degli equipaggi; ciò, non perché sia stato aumentato il numero dr•i basLimenLi armati (che anzi da HO. fu ridotto a H8), ma perchè a uavi ricouoscinte insi:ifficienti vennero sç,sLituite nel servizio delle divisioni e stazioni nav11 li altre di maggiori dimensioni e più moderne. A ·questo accre~cirnento è da attribuirsi in parte la difforenzn , che si rilev11 nei capitol i Stat~ maggiori erl equiJJU,[JrJi ci terra ul imbarcati (persona.le nar'igante) e 'Viiieri ecl ospedcili, fra i due bi lanci del .i8i8 e del •187!). Comn risulta tlag!i allega ti Y. 11, 2 e 3, il pçr5onale bilanciato ìi: per i 11118 bastimenti armati di 272,t 9 uomrni: por i 9,1, bastimenti in riserva di ··1680 uomini. Rimangono a terra 8!~68 uomini. lntorno al materiale, le spese relat1ve (cap itol-i 9°, ,10° e ,1,1° della I a S<izione, ,t O e 2° della 3" · ser.ioue) sono complcssi,·ament,e di lire 9:!692·Un, iuferiore cioè di lire iH,3,i866 a quelle del ·1 8i8. Se non che è cfa n,01nre, come due artjcoli di spese, che gravano il bilancio del •1878 per 11na sou111111 di lire H600000, non esistano in quello del ~-879. Ciò che ,;pit>4p l'apparento differenza in meno di que~l'ultimo rispetto a <rucllo dell'anno precedente. D0purat11 da qt!CStn ~pese speciali , la ci rrn per la dotazione del rn.i tcrinlc nel •1878 è in feriore cli più di 6 milioni al preventirn por la stcs·a dotazione nel 1879. La grandis,ima parte di <Jnesta diffcrcnz11 ca,k appunto, come si vedo da.Ilo specchio (;1'1 sezio11 1J) sul m:iteriale navnle. Tl.elnti~·ameu l<! 11gli orad1}tti capitoli, la spesa Yotata dalla ca mera fu cli lire 88:3'.22·134; ma la differenza fra questa e la somma richicst.n è _dovuta in gran parLo ( vedi ct'i'pitolo approvvigionamenti generali" della fl otta) a preleYamc11Li di materiale dai magazzini . Fu corn;t11tata e lamentata rl11lla commissione parlamentare la sovrabbondanza cli materiale (!~O milioni solt11nt.o di legnarnH); e però si alleggerì il hil:111cio eol ricorrcn' in parte: a Ile risorse dei magaz1.i ni .

ganico sLabilito nel 11872. (~); la lista della fiotl3 attuale e le costruzioni o-ià incominciate o prevedute; e ne deduce, che occorrouo auco\·a per r:ggiungere quello sviluppo mariuiroo, 49 hastiment~ nuovi (2~. Da questa parte del rapporto si possouo ~~su'.ne!·o cop'.oso not1Z1e intorno al valore militare delle singole navi . Ltm1tandoc1 alle sole navi corazzate, come quelle cho formano il nucleo principale delle forze combnttenti di una marina, i più importanti sono i seguenti. Dei bastimenti corazzati di 1° ordine, tredici ( più anziano di tutti Ja Gloire costruii.a uel 1859 e pri mo tipo cli nave corazzala da batto.glia) hanno lo scafo di legno, sono senza _spr·?ne, senza scom!rnrti-: menti-stao-ni, muniti di {;Orazza dello spessore Ira 4O o ~5 ce111.1metn e di cau;oni (la 2,\. centimetri, hanno un'età dai 12 ai 20 anni. Gli altri 7, salvo nuo, sono pure costrniti in legno, con le rnnrate protette da (;Ot'OZZe, tre da 20 o quattro da .'.22 centimetri, cri il loro armamento si compone di pezzi da 21 ce11timetri . Sono queste le più forti navi che la Francia possiede presentemonte in servizio. ) 1er la loro potenza tli l'ensiva (materi:i ond"ò composto lo scafo e ri\"eSLimenlo), o per la loro polcnza offe~~i,"n_ (ar_li: glieria) non rispondono alle esigenze del giorno . L~ ~ncllZl~lll ogg1d1 richieste per nnfl bnona nave cla battaglia sono r1nn1te nc1 ((tiattro bast.imenti, ora in prova od iu cosLruzione, tntti in fcno od rn açciaio, la Jledoutable, cioè, corazzata a 35 ccnt. , il Fo1t1rnyant e la .Déva.station a 38 cen.t., l' Am-iral Dupe1'1·è a ;,5. cc11t. ~cl co_rsq del 1818 saranno comincio.te dno altre riavi di .1° ordine, la Form'lidable e L'Jnfernal cou corazzature di 55 cent. o cannoni da 38 ccnl. del peso di 7't. tonnellate.

Consideranclo ora il rapporto della com1n1sswuc pel bilancìo e la tli~cnssione di rpesto nolla camern dei deputati, si vede da ll' nno H dall'alt ra traprlare una corrente ouova d'idee inlOrno alla riorgan izzazio110 della 111arina francese. In ispecial 11111do il r~pporto della commissione è il fru tto (!i uno studio accurato e minuto dello stato rlella fl ott11. Il relatore, cleput:ito Lamy, esamina la potenza nav(lle, qnale dovrebbe essere ~econtlo !'or-

1

(1) L'organico è il seguente: IG corazzate di l" c losse; 12

1>

..

»

2a

20 guardacostci cora'l'lO U; si carinoniere; 34 incrociatori di 1a, 2" e S" classe; 18 avvisi di stazione; 15 trasporti gra.ndi; 10 trasporti di matoriolì e avvis i; 60 bastimenti di llotliglia. (2) Cioè: 3 corazzate di I O ordine: 5 2° 3 guardacoste di l O ordine ; 3 3

>

avvisi; · 26 cannoniere; ,6 trasporti.

2° ·

~


38

39

ESTERA RIVISTA

Delle dieci corazzate di 2° ordine comprese nella lista attuale delta flotta francese, otto per· vetustà dovranno presto scomparire, due portano una corazza di ,t 5 cent. Cinque altre sono in cantiere, di cui una sarà rivestita di corazza da ,15 cent. e quattro da corazza da· 25 cent.; tutte, tranne due, con· lo ;;cafo di legno. Infine, circa le navi difensive impropriamente dette giw.rdaco.~té, Jn Francia ue possiede in numero di qnindicj, di cui nove per et.il, corazzatura ed armamento sono o s1iranno fra non guarì inservibili, e [e· rimanenti sei hanno: quattro , corazze da 22 cent. e art.iglieria da ~4 cent. ; due, corazze da 23 cent. e cannoni .da 27 cent. Altre sci sono presentemente in costruzione, delle quali, quatt.ro avranno una corazza da 33 cent. e pezzi da 34 cent. , e due, coraz.za da 60 centimetri e un'artiglieria potentissima . Due altre saranno coininciaLe nel corso del ,1879. · Da questi dati apparirebbe, come la marina militare francese fosse ancora lontana da l raggiungere quello sviluppo organico fissato nel ·1872 , e secondo il quale, per eiò che si riferisce alle navi da corn banimento è stabi lito iJ numero di -16 corazzate di ,1" classe, ,12 di 2" e di 20 giw,,·dacoste corazzati. ' , Se non che, il Ministro della marina addita come necessaria per l'esaurimento de.I programma del ,1872 soltanto la costruzione di 3·1 bastimenti ('I). Qnesta difforeuza di vedu te fra il relatore della comm issione ed il ministro cli pende cl.il fatto , che ·il primo guarda quasi unicamente i tipi più recenti di navi da gnerra; laddove il ministro considera anche quel!~· navi· che possono, tuttochè non mod'l:lrne, rendere ancora qualche servizio in un attacco marittimo. Certo quest'ultima base di apprezzamento è più razionale. Con Ja moltiplicità di tipi, coi_progressi rapid issimi che subisce l'archit.etturn navale, si può dire che una flotta sia in uno stato continuo di trasformazione e d'innòvamento. Le forze navali di un paese rappresentano i successivi progressi fat.t.i in un certo numero di anni: sono la storia dell'artiglieria e delle costruzioni naval i di un quinto cli secolo. Specialmente in questi ultimi anrii si accese ·una lotta fra il cannone e la corazza, ciascuno dei due tendendo col crescere in · di(1) Cioè: 3 corazzate di 2° ordine. , 8 guardacoste tipo Tonnerre. > 1 » di 2° ordine. > 20 cannoniere. , · 4 grandi trasporti.

mensioni a vincere l'altro. Basta osservare, come in ., 5 anni le corazze siano passate da 11 a 6,1 cent. di spessore, parallelam~nte al gr.aclual_e perfezionarsi del cannone da quello liscio del calibro d1 16 ~e.nt1m~trt, lanciante un proietto di 15 chilog. a quello rigato del cahbro d1 42 cent. del peso cli ,t 00 tonnella t~ con proietto di 908 chilog: Dopo avere mostrato come la marina non proce~la spedita verso l'applicazione del programma del ,187~, . il rel~t?re la una prof?nd~, severa crit.ica all'amministrazione mar1tt1rna nuhtare, mett.endo 1ll nlievo specialmente i seguenti due vizi i: . . . · ' ·1 o Impiego poco giudizioso del c~·edito ~er_ il ~ateriale, m qua!~~o che non essendo distinto per legge m cap1toh d1 spese pel serv1z~o "en~rale lJel ooverno della flotta , dotazione cli arsenali ecc. ed lll " ' ::, .. ispese per costruzioni nùove e per nuovi armamenll, e appu.nto . per qtJest'ultime spese, le quali sono poi le più prod~tttive, che s'impiega minore capitale a vantaggio di altre spese parassite; 20 Tendènza ad accrescere sempre più il personale nella flotta: c iò che div.ora .molti capitali, i quali andrebbero . a vantaggio del materiale. Come rimedio a questi due gravi difetti, a cui altri _si ~ggiung?no, cioè difetti di contabilità, di poco controllo delle spese d1 alimen~a~1one inco.nt.rate dai bastimenti, di soverchia esuberanza di approvv1g10na_·menti, propone che si stabilisca tutto per legge, abba~do~ando il $istcma finora usato dei decreti, che è o può essere arbitrario. Ecco il nuovo cardine della riorganizzazione della marina francese. · . Come si scorge da questi pochi cenni, il rapporto. del_la _commissione getta molta luce r,u Ilo stato della marina ; ed 1 cnten che lo informano sono : ~ o Necessità di assicnrare per legge la giusta proporzione nel personale; 00 Mao"iore attività nei lavori di nuove costruzioni e di nuovi 00 armamenti geconclo !'esigenze rnoderne ; 3° Ordine nei magazzini e nella contabilità; :,.o °:''n ia<roiore interesse , azione e controllo della camera nelJ' amr ~V ministrazione marittima . 1

(.

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J.

Qnesto spirito cl' indagine e rii critica si _rivela eziandio nella discussione del bilancio presso la camera dei deputati. . Il deputato Farcy mette anche egli le mani sull_e piag_he de_lla n:1~mna . Vorrebbe riduzione, non nei quadri , ma negh equ1pagg1; c10 c!te ogg1 è consigliato dalla eflìcacia delle torpedini, dal servizio automatico


40

RIVISTA

dei cannoni, dalla prevalenza del fuoco sulla tattica di una volta degli arrembaggi. Svela più gravi i difetti della contabilità, e si scaglia contro le cattive costruzioni, riprovando la teoria. fipora prevalsa di dare molta velocità ai hastìmehti, a scapito delle qualità nautiche. Addita i risultati. poco soddisfacenti di certe navi costruite cli recente, per esempio della Tonnerre fra le corazzate, del Sané e lnfèrnal fra gl'incrò'ciato~i, del Lntin, Crocodille, Li~nne fra le cannoniere: e fa anch'egli osservare, come con un bilancio inferiore solo tl'un quarto a quello della marina inglese e di gran lunga superiore a quelli delle altre nazioni, e come con mezzi in gran copia, la F.raucia dia nello sviluppo della sua marina militare frutti proporzionatameµte minor'i . Rileva la convenienza di ricorrere nelle costruzioni in più larga misura all'industria privata . In sostanza si può affermare ch e, olwe alla modificazione delle cifre delle spese, il rapporto della commissione e la discus!;ione nella camera abbfano avuto questi risultamcnti : promosso un progetto di legge per la riorganizznione dei servizi vari della marina, che sotlon~ette al potere legislativo molte vitali quistioni trattate finora per decrnti; esteso e reso più importante il còinpito dcli" commissione mista, 'incaricata di stucliarn la quistioue dei port.i, e la quale dovrà · eziandio portare la sua attenzione ai lamentati abusi di contabilitit, alla qua;1tità di approvvigionamenti, ecc. e cercare di poni riparo; ùn maggiore impulso, per le costruzioni nuove, e conformi alle esigenze dell'odierna arte navale. Alle spese comprese. nel bilancio ordinario so;rn da aggiungersi due altre: l'una di L, 2,1.0000 sopra risorse sp~ciali, la quale rillette unicamente il servizio penitenziario: l'al t.ra di L. 2Ml60000 per la ca$Sa degl'in-1,alidi della marina, la· quale si equilibra con introiti e con • una sovvenzione del Tesoro pubblico per L. 10500000.

41

ESTERA ALLEGAT O

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Stati magg. ed equipaggi dr. terra e in mare. Ufficiali della marina. Professori .. Genio marittimo lngegneri idrografi Commissariato della marina. Corpi di sanità Cappellani Capi meccanici e meccanici principali. Commessi ai viveri e magazzinicri . Equipaggi di terra e in mare Marinai veterani Orfani.

CAP . 5"

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980 14 5

3 106 191 16 3'1

. )) » 233 233 '108 '108 2 8,486 8,4,38 25,638 25,638 ·1,624 1624, 1 500 500 --- '1,662 '10,668 12,,330 1,346 25,87'1 27,217 ))

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___"__' I

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I

Truppe. Fanteria di rriarioa Artiglieria di marina Gendarmeria marittima. Compagnia di discip!ioa . Riservisti (343 J f t . 282 uom. per l'an- an. er,1a . • no iotiero) . art1gher1a 61

773[

4:l9 !),902 10.32'1 297 3,2/4.1 3;538 622 18 604 29 30 .1

j 1

,,

343

343

-- -- -

735 14,119 14,854

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)I


42

RIVISTA ALLEGATO

N. 2.

A LLEGATO

Bastimenti armati.

Bastimenti di riserva. Effettivi previsti

Composizioni d i divisioni e stazioni navali

·.;

I I I

112 . 6 Bastimenti-scuole naviganti. » Scuole galleggianti .

H8

Da aggiungersi. Uomini di rimpiazzo . Bastimenti di servitù . Direzioni di Porti in Algeria Apprendisti marinai imbarcati in suppl~mcnto . . . . Riservisti (4,!00 per 28 g iorni) . . . . . . . . . Luogoteneoti di vascello imbarcati in supplemento - sottotenenti di vascello imbarcati in supplemento - ingc~neri idr·ografi - Direzioni di porti nella Guiana a Saint Picrre et Micbelòn, arsenale del Fare-Ute rnari~ai ~ucili:iri ?i. suppleme.oto nell'E_um.cnide, Furieri' o'rdinari 1rnbarcat1 rn supplemeoto - Piloti della flotta - Genio ~arittimo - Cappellani - Meccapici principali. . .

prcvisLi pel )879

Specie e tipo dei bastimenti

I 6,250

·,

388

1

67

1

67 ·156 288 1;136

2

9,60 4.0

9 9

786 ·J,269 457

6 2 2 2

H6 :162 88 774

2 D

-,-'9 9 - ,1

64

82

'146

--2' Categoria.

234

Corazzate di ,t . ordine » > 2• Guarda-coste corazzati . Jncrnciat,.ri di classe

189 96 42

))

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Avvisi. Traspr,rti.

•

ao

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2'

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..

7i)0

41

- -4

2[,,912

s 4 4

400 224 150 '1'1 5 95

s 8

10

-·3' Categoria

28 40

Batterio galleggia.nti . . Cannoniere di ~· cla'sse. Incrociatori di > > »

~·

» 'ì' »

3'

4-1-

28

> >

48 40

Avvisi . Trasporti.

80

308

46

I 32:31 27,219

24 18 H7

----

1,777 87t - - 19,823 2,819 3,270

I

Guarda-coste Trasporto.

---

234

I

4' Categoria

il

:~58 834 243

.

I

I I Effett,.,i

Preventivo del 1878

1870

I

"O

12 I Squadra d·evoluzione 3 . Algeria. 3 Levante. 4 Antille 3 Terra Nuova , 'l Martinica . 1 Guadalupa. 4 Guiana , . 2 Islanda . 8 .li tlantico del Sud 4 Sénegal. 4 Oceano Pacifico . 2 Ta'iti. '4 China e Giappone . 6 lodocina 8 Nuova-Calèdonia e deportazione 3 Ré union e Comorcs. . 6 Serviiio di sorveglianza della pesca . l Servizio idrografico del liitora le 7 Stazionari n(\i porti. 11 Missioni particol:i.ri. 9 Bastimenti in prova 6 Bastimenti di sostituzione e mis3ioni impreviste.

Il

nel

z..o

I

N. 3.

'

~1

o"' ~s O> · s.; ::)~

43.:

EST ERA

--5

lt76

Bastimenti centrali Totale

1,'>80 ;


RIVISTA

I

ESTERA

4f>,

Gli stabilimenti militari ct.estina ti ad assicurare il vettovagliamenLo •de'H'esercito austro-ungarico si distinguono in: A. . l'rlagaz~,i7:i stabilì (.Stabile Afilitiir- V&rpflegs- Ansta:lten) cioè: ·I O Magazzm1 delle sussistenze militari; . 2° Magazzini succur:;ali delle sussistenze militari. B . .~~ag~~zÌ1't'i dn campo (Feld-VM·p/le.gs-Anstaltèn) i 11uali veu;gono cost1tmti nel momento della mobiliazionc e sono : (1) ,J O Le colonne d'approvvigionamento ; 0 ~ .I magazz!n_i d:approvvigionamento da campo; 3° I magazz11u d approvvigionamento di riserva· 4° I palìì6ci di riserva;· ' :5° I depositi incetta- buoi.; ,6° _I maga~zini di marcia cd i magazzini di tappa. Q'.te'." segnat~ col ,J son~ stabilimenti di prima linea : quelli scg~at1 col n~ 2 formano un primo grnppo di stabilimenti di riserva d1 ~econda lmea ; gli altri, ad eccezione dei magazzini di marcia formano un ~e~on~o gruppo <li stabilimenti di riserva di seconda lin~a . I magazz.1~1 eh !narcia appartengono alla prima od alla seconda linea di, ·stab1hment1 secondo la loro posizione.

del territorio e la speciale dislocazione delle truppe ne dimostrino, l'utilità. Il personale degli stabil imenti consisto in impiegati mili tari ed in truppe (dal grndo di fnriere in giù) che riuniti, costitniscono il ramo· sussistenze (Verpftegs-Branche) , Gl' impiegati degli stabilimenti delle. sussistenze e quelli d1~i ma. gazzini autonomi di casermaggio formano un unico personale denominato : Impiegati delle suss,istenze mili,tar·i (i\1ilitar- Ve1·pftegsBeamte) . · L'organ-ico di paco degli impiegati delle suss'isteuze 1li.tlitari è di 257 impiegati, dei quali ,1O sono destinati presso i magazzini militari autonomi di ca~ermaggio. Negli· stabilimenti delle sussistenze l'impiegato più elevato in grado dirige lo stabilimento, con responsabi litù limitata solo dagli attributi· della commissione àmminisl.rativa (Yet-u·c.1,.lt1.1;ngs-T1.o-rnmissi on). L'impiegato che segur{ in grado il titolare fa da controllore; pel che egli è parificato al titolare (Vorstand) stesso, Il titolare ed il controllore formano la << Commissione amministrativa » dello stabilimento, la quale funziona pnre da « Commissione di cassa >> , cura le spese, cd è responsabi le di tutte le consumazioni in denaro, viveri e rnateria'li, nonchè de\l'esattezw delk operazioni e dei con ti. trnppe delle sussistenze militari ,;;ono destinate ai lavori tecnici presso i magaziini delle sussistenze e cli casermaggio. Il loi·o organico di pace comprende 300 sotL'ufficiali e 7.80 operai, . Di questi ne vengono impi1iga ti 100 nei magazzini autonomi di casermaggio.

I.

11.

Ogni magazzino stavile di su.ssistenze esercita il suo servizicJ in un ·distretto proprio; la monarchia austro-ungarica è divisa in 35 di ;tali distrett,i. Vengono inoltre istituiti dei magazzini succursali ove la estensione

Le colonne d'approv1)ig'ionamento distrilrniscouo le vettovaglie alle· colonne viveri dei corpi, otl anche direttamente alle truppe, 'Una colonna d'approvvigionamen to si sudùivido in: a) colonna - derra te : b) colonna - buoi. Ogni colon na contiene le provviste per quattro giorni (soltanto per due giorni di forno). Qiieste provviste possono aumentarsi tanto da bastare pér i bisogni di 6 e di 8 giorni. Le colonne possono altresì ricevere rinforzo m.edian te l'aggregazione di riparti dei magazzini da campo. Per traspÒrt.arc i viveri di una colonna d' approvvigionamento si

4L SERVIZIO DEU.E SUSSISTRNZE i\llLITARI NELI/ESERCITO .AUSTRO-UNGARICO Yeronlnungsblatt fur das K. K. Heer·, n. 38 in data 7 agosto ! 37$)

n°

(1) Oltre questi .s t~bilimenti (servizi generali), esistono presoo i corpi e uartieri generali le colonne v1ver1 (Proviant-Kolonne-n) che posso,10 cotis·d · <J • .. . . . . . . 1 erars1 come I magazzini . d1 ct·rstu.· buz1 one dei corpi e quart1en generali stess·1 p 01·t I ' · · avena per due giorn·1 . • 1 , ano gene1a mente nver1 ed pi esso '.l ti uppe, e per quattro gio1•ni presso i quartieri "enerali o 1a carne macet lata per un giorno. Essi sono seguiti da un · · I . b · " · ' ,den te ai .bisogni di tre giorn i, picc.o o parco- uo1 comspon-

Le


46

RIVISTA

ESTERA

irdoperano carri erariali ed anche carri privati; tanto questi che quelli fanno parte dello squadrone treno da campo. I carri dei pri:ati sono destinati di preferènza a trasportare il fieno e le bevande od anche quei viveri che oltrepassano la previsione di quattro giorni . La coldnna approvvigionamento è sotto.posta al comando della unità di gnerra rispettiva per mezzo della Intendenza. I ma,g azz,i ni d' approv·vig·ionam·m to da campo hanno il còrnpito di rifornire le provvi~tr~ alla prima linea, sempre quando I<~ consumazioni ordinarie non possano essere sostituite con risorse locali. In generale si costituiscono altrettanti magazzini da campo quanti sono i corp i d'armata . • Normalmente questi rnag,rzzini vengono dotati di viveri per 6 criorni per 50,?00 uomini e ·I 0,000 cavalli e sono post.i in grado di ;ro\'.vedere 11 pane mediante forni da campo. Le pr~vv~ste~i un magazzino d'approvvigionamento da campo possono essere nun1te m . un solo punto oppure vi partite in . diver:;i grnppi. Durante la marcia questi magazzini vengono generalmente divisi in più gruppi lungo la linea di marcia . I maga_zzini ora detti rinnovano le loro pro,,viste sia direttamente, per mezzo di acqui;;ti, sia facendo prelevamenti dagli sta bilimen ti situati dietro l'esercito. Ogni magazzino d'approvvigionamento da campo, si suddivide in: a) direzione elci magazzino · b) magazzino delle clerrate / e) panattéria da campo ; d) parco-buoi; e) distaccamento del treno; {) guardia del treno. a) Spetta alla direzione la sopraintendenza cli tutt.1 1 serv1z1 rnter~i del. mag~zzino da campo. Essa riceve gli ordini per l'impianto ed 1 mov1ment1 dtJI magazzino dal comando generale d'armala . (Armeegeneral-Kommando) ('I) . . Il comando .generale d'armata' prima di porsi in marcia, determina rn qual modo 1[ magazzino d'approvvigionamento da campo o le singole suddivisioni devono seguire le colonne dell'armata. Emanate queste disposizioni il comando di corpq d'ai;mata dispone

.direttamente, presso la direzione, per quanto concerne la distribuzione dei generi al i<~ colonne d'approvvigionamento, ovvero alle stesse truppe. La direzione si sta bilisce presso il primo gruppo del magazzino. Quando il r ifornimento non può effettuarsi per mezzo di requisizioni, viene eseguito secondo le disposizioni del comando genera le d'ar,rnata, comunicate direttàmente al la direzione del magazzino ; cui vi ene pure comunicato l'itinerario che i carri vuot.i devono seguire dal lnogo di. distribuzione a quello di rifornimento e da questo al magazzino cui appartengono . . Se le sezioni- e.a rri vuoti possono rifornirsi nel territorio occupato dalle truppe operanti, il comando di corpo d'armata (colonne) rivolge direuamentc i suoi ordini alla direzione del magazzino: b) Il magazzùio derrate trasporta le vettovaglie per gli uomini e pei cavalli. Le vettovaglie di un magQzzino sus:;istcnze da campo sono totalmente caricate sui carri , ·oppure parte carie.ate parte collocate in depositi; ma sempre pronte ad essere trasportate, od anche distribuite cliretçamcnte alle trupp-3 ; e) Il panifìciq da campo ha l'incarico di provvedere il pane occorrente alle truppe combattenti ; esso è dota to di fon~i in ferro da campagna e di tutti gli attrezzi conisponclenti , in modo da potere, colla farina e col sale che scco trasporta, intraprendere sollecitamente la panificazione. . I forni in ferro, però, si uti lizzano solo allorquando non si possono adoperare altri forni. Il materiale dei forni da campo vien trasportato su carri erariali, tratti da cavalli tolti a nolo ; i generi per la panifi cazione sono trasportati su carri requisiti o noleggiati. Un panificio completo da campo consta di 80 forni da campo e si sudqivide in 5 ,;czioni , e queste in ,1. sottosezioni (Garnititren) . Quattro forni formano una sottoseiione. · Il materiale è caricato in modo da agevolare l'uso parziale delle sezioni e delle sottosez.ioni. Spetta al personale del panificio il comporre, scomporre e caricare i forni . Questo personale, a. senso dell'organico di guerra: è diviso costantemente in 5 sezioni . Al lorquando però il personale vien destinato a servire forni di altra natura, si ripartisce il lavoro indipendentemente dalla oracletta divisione. I panifi ci da c,impo si pongono, semprechè le operazioni mi litari Jo con.sentano, 1ml territorio occupato dalle truppe. I comandi di corpo

(1) Per la formazione dcll' ,trmee-general-Komman<lo vedi Rivista Militare estera fa- scicolo di dicembre ii!t i mo scorso. ' '

47

e


RIV ISTA

d:armata emanano pur~ le

disposizioni pel colloca mento, per I' impiar~to e_per la_ripartizione dei panifici; ovvero dispongono per In pan1Gcaz1one, si::i por mezzo dogli abi tanti, sia adoperando i l'orni dùl paese con personale e mezzi militari: d) . l i deposito- bu<Jei còntiene normalmente il bestiame necessario per sei giorni; esso tli':Mibuisce alle colonne-buoi, ed occ:;orrendo anche aJle stesso· truppe tli rnuame11 te, &emprcchè non si po:;sa provvcdor1~ per mezzo di requisizione. · Esso si ri fo rni:,ce per mezzo di acrrui,sti diretti, oncero 1ncdiautc spedizioni dal deposiLo incrna-bnoi : · ~) La se:;;ione- treno di 11Jl magazzino sussisteuzc da campo abbraccia : 1° I l p::irc-o- carri, cioè tutti i carri erariali o privati; 2° Il per:;onalo incaricato' cli dirigerlo e sorvegliarlo. I l numnr_ò, dei _carri ~i un _magazzino sussistenze da ca~n po dipende dalla q11ant1ta do, genol'I r, de, forni da campagna da trasportal'e (circa aopo ca rri in media) . • .11 parco-carri tli uu maga7.7.i no ,·iveri , <(lwndo l'armata è i11 mo' ,monto, h:i. l"!nc~ric~ di ttasportare lo vettovaglie alla pri ma linea . I _maga~Ztnb d ~ ·1· i1,en 1ci raccolgono i goueri e, li spediscono ,,er~o quei punti ove cont.cmporano:imente si dirigono i rarri vuoti dei magazzini da campo. E:-si. provvcclonsi, S('Condo gli onlin i dnl comando "011Ùale d'arrnaw, sia medianto acquisti diretti, sirt mediante prolùv::m:outi dai magazzi11 i stabili delle S11$.5istonze. . Il numero d(:i magazzin i di riserrn e la loro sfor::i d'aziono dipeudono dal nu nwro e dalla rorzn delle arnwtc. noucli è dalle cond izioni i~ cni quos_tc operano. Iu genonile vio110 istituito trn maga7.7.ino di n scrrn ogu1 duo corpi d'armata, o:lSia ogni sci divisioui di fanteria . Quando In !' il'costanzo lo esigono, vi se 110 aggiungono rlei succ11 r:,;ali. Ln seguito a d.isposizioue elci ministero o del ri:: pettivo coma11tlo di armata, a11clio i mag111.ziui stubi li ro;.;sono trasfom1arsi iu 1; 1aQ'azzini di risona . Essi tutta\'ia conson•nno sempre la loro consueta d,~uominnziono. I p anifioi di h sen;a fa1'mo il pane, ed il biscotto, da spedirsi al!'a rnHlta : sempre quando porù, cansa la durata delle operazioni in territorio poco fc_rtilc, si siono esaul'itc le, risorse locnli e quelle degl i s1.ubilimenti ol seguito. Un panifi cio di riserva completo consiste in massima di 6-~ forn i in muratura. Questo stabilimento può anche essere dotato di forni .in ferro. 1

V

49

Un panificio di riserv~ ~i sutldi,,icle in ,i. se2io11i di ,I. sottosezioni caduua; ogt1nna di queste sottosezioni è com posta di ,~ fo rni. Il personale è riparLiW in lllodo corrispondente. Durante la mobilita1.ioue ~polla al :\Jin istero, poscia al comando generale d'armata il dctnnninnrr: a) le località per l'impin11Lo dei pnn ificii di riserva; b) le provviste di m i dc,·onsi dotare; e) lo svi luppo da chw;i alla pani fi cazione. l i m11nr' ro dei . pnnificii di ri ~er·va è subordinato alle stesse circostauze che 1·cgol::rnu i magazzini di riserva . l depo1iti-i11cetta-b11oi sono dc::tinati a fornire il bestiame da macello agli :,;tubi limenti d'eguale natura esiswuti pre,so l'esercito. Essi . spediscono 11ormntm,mLe ai clop11$iti-bnoi, ecccziona lmeri,te allo colonnebuoi; rinnornndo I,• lH'O\ ,·i:;t<· mediante acquisli direui. L'i mpianto, il rifornimento e la ripartiziono cli qnesti depositi ~uno regolati, su l principi.o, dal mi 11 i:stero !11:ll,1~L1erra <', po:;cia, dai comandi gcueral i c1 ·armata . La quanti tit o la :;rera d'ozione di qttC!<ti depositi tlipencle dall a forza numerica dcll'e-:rrcito e dalle condizioni i11 cui esso opera . 1u ma:o:;;ima se 11r, istiLni:::ce 11 110 per og11i arrnatr1 . I mn!Ja:.zin·i CZ.i marcia ~011 0 1lest.i nati a ricevere i11 cons_egna e distribuire le Yetto, agi il' provvisoriamente ('Ollcca to lungo lo linee di 1narcia per :;oddisfon: i bisogni (!elle trnppe di passaggio. I •rrwya:;z-it11i d:i. tappa iuvcce sernmo a vettoYagliare le truppe destinate al servizio di tappa ~nli t' linee di operazio11c, uoncM ad esegui re quei trasporti ·\'erso l'annata o Yorso l'i1it-crno che 11011 possono effoLLuar$i più fo cil 11Jcn te iu altro modo, · Durante, lit ~·,hlu11:'ila ed in occasione di marcie strategiche il Minislet·o istituisce dei m:11:izzini di ma rcia iù dorn i magazzin i stabili 11011 bastano :i YOttovagliare le truppe ili passaggio. A.llorchiJ le linee di marcia su1.-vono, anche dopo 111 radunnta , qnali lince di conrn uicazione e <li approvv igionn11wulo, i magazz.ini di marcia lun~o e:,~c collocati, sono con, erti ti in magazzi11i <li tappa. Si po,rgoJJo poi ancora magazzin i Lli m(lrcia in quei punti ove è necessario :;ccondare gli stalll li111enti <l11 C(l 1'n po nella r:H;colta dei viv,eri nella loro distrihuzioue alle tl'l1ppe operanti . L' incarico e la di peudcnza di ' luesli magazzini di marcia souo detm·minati dallo stesso comando che ne ordi na l'isti tuzione. Og11i colonna sns.~i:;tm : e da 11wnlar,na è provvista di per-,ouale in modo da poterla :::uddividerc. frn i dì~taccamen ti di truppa operanti separatamen te.

e

R ivista tst ent


50

La dotazione di queste co!onue, al mome1Ho della mobilitazione, viene determinata, n9I progetto prrJventivo di vettovagliamento , in niodo da bastaù: almeuo pei bisog1ii di quattro giorni; iu seguito il conrnndo in capo ne fi ssa la dotazione secondo le circostanze. [ convogli pel trasporlo elci Yiveri si organizzano sia cou sole bestie da 1,oma, sia col sistema misto di 111011tagna, cioè : pari e con bestie da soma, parte con carri. l n questo caso si utilizzano largamente i mezzi di trasporto elci pae5e e ::i ri,;t.ri nge al possibi le l'uso di quelli erariali. Nell e due orga nizznioni vieuc asscg111tto un numeroso pe1'$0ualc (graduati) per la condoua dei convogl i. L:i dinz·ione di. nn nrngazzino da campo è composta di 11n unìciale superiore, quale comandante mili tare e di un funzionario d'iul.endenza ( sott'intenclentc di ,1• chisse) crua lo di rettore amministrativo e poscia anc-ho di un impiegato civi le roli lico, qnale commissario civile. Gli stabili menti di un magaz:t.i no st1ssist.euze da campo, i 'magazzini di riserva, i panifici i <li riserv:i, i deposi ti-incelta-buoi, ecc. sono af~ fìd:iti all'impiegato dello sussistenze più olcl'ato in grnclo, che no diviene il titola1·c. L' impiega i.o che lo segue in ' grado funziona da con trollore. La riunione cli questi duo impiegati forma la " commissione di amminijjtrazione e di cassa ,, . In caso di de1nobilitr,,zfone gli st.a bilim enti sussistenze da campo, ·ed i depositi-buoi da fortezza vengono assorbiti" dagli stessi mag:izziDi che loro diedero origine ; si riattin mo quegli stabilim enti fissi soppressi durante la mobilitazione o dur.:inte la guerra; o si rifanno succursali quei magazzini che, per le stesso ci rc~stanze; cransi costitui ti autonomi al momento della mobilitazione o durante le ostilità. Il personale amministrativo, tolto dalla riserva o dal riposo o dalla lanclwehr, viene ricollocato nella primitiva posizione, e le truppe . delle sussistenze si riducono all'organico di pace.

51

EST ERA

RIVISTA

SPECCHIO " ·

Forza del persona.le degli ~tabilimenti Sussistenze da campo, esclusi la sezione treno e la guardia del concoglio.

Stabilimenti

Sussistenze <la ca mpo

I Comando supremo /

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e comando generale buoi di armata i:: 'O t:o = ogni comando o derrate "' ~ '"O "'!"' o di e , buoi .§ corpo d' armata o.. I ~ - - -- 1 <> o.. ·"' dorratc ~ '\ ogni divisione "' , fanteria e cavalleria -~ lluoi e,

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Un muga1.zi110 d' approwigiomuuento di risc>rva . o · ·., ~ ,1a sezione . . . . . · ~ =-e ~ Dalla 2" alla 4" sc1.ioo1! :. cad una. d:e • ·;: Totale delle snioni riumte

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52 SPecc1J111

53

ESTERA

R IVISTA

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F orza, s~l pie~e di g~e:'"a, ~i .ìlf~gan;inè Sussistenze e Casermaggio fissi non~h~ d~gh Stabilimenti sussistenze da campo dura;1te una generale mob1l1tazume.

LE MANOVRE DI CAVALLERIA IN GERMANIA NEL SETTEMBRE '1878

Stabilimenti dello Sussistenze MiliUJri (Sunto dell'11° Beihe(t :um Jfilito.r-Wochenblall dell'anno 1878).

e

Magaizini di Casermaggio

Magazzini fissi delle sussistenze e di IO • ,. " 257 1080 10 casermaggio , 6 colonne per comandi d"a rmata ll 21' 42 6 dcrrat,1 C C'O!IlHndi :~ 6 co lonne generali d 'ar ma t a 6 » 24- (j » 18 c.> buoi ~ 45 col.derr. - per di,·isione fankria ~ <i5col buoi e ca,·allPria s:: ·I , Cùlonne, "' o pel coman do su premo 'fo de rrate e comandi 't '14 colonne ,, di corpo d'armata n )) 'lit e bu ùi §: 2 colonne per due div isioni fanteria ,, » ·10 » 2 ~ dH rate normalmente all1•stite ;g 2 colon ne per il )) 2 8 16 2 z buoi scn·i1.io di montagna ~ Riserva di persona le sup11rioro oer l'allest imento di una terza divisione pr- r In gue rra di mnntagna » » » 4 12 " H di r~zioni di nrn gazzino d'approvvigio. namrn to da campo. . . . . . . ~ » 13 n " » 26 4 3 magnzini <le rrat,1 . » - ,, - ; ; - ; ; 6~ 117 -2li ....,•,..,3~p_a_n_if..,.ic:-:-i_d.a--:c_a,_n.!:.1>_0_:·_ ~.:__....:___:___:__:_ 26 13 11 ,, 104 i:ot!U 5; 11 ·13 deposi ti buoi. '!;{ » ., 13 3\J ill ;jg Totale ucco rren te pci magazzini (issi ct• l le s:.i~sistr nze _e. di caserma ggio nnnchil pe1 magazzini da campo d i 1• linea e -;--d-,P_I,_pr_ mo_,g":-r_u.:. .p!.. p_o _d_e,... 11a_ 2:..,..a.. .l:.:. '. in:...".::.n_.:..·.....:.·_i___.!.1....:.~"5 ·13 13 1.3 7!!6 6:i02 28( 7 1 A~giungasi: 6 magaizin1 d'n1>p rol'vio-ionamcnto di riserva . . . . . "'. . » " » " 30 54 12 -6 panilìci di riserv a. -- --:::--:.:-:-:-::-::-:--:-:--:--;-;--;-·-:-- -- ·,.:__:..._...:.__.:.._1__ ~ 6 » -;; " 48 :.:!400 18 3 d,1positi incet_ la_-_b_u,o__ i.-,--.,.,--_ _ __:____:_ u - » -;; 3 9 :T! 1 12 Riserl'a in personale d~lle sussist,nze presso il cou,anclo !!P.1rnral<\ d'nrmata 11-:r::-;-::;-:-:;:;--:::;;-:--:--~ u;--;-~ ::.:;.:_..::.._:.:.:..:.::.:..::.: :::._.:_J._ _..::» » Il n 26 65 1:J Tot.al,, <lol 'ì" g rupp o d,·11:t 2' lrn,1a. 1~ - ,, - ,, 3 1'! ·l:{ ::!f.>!fO Df> Totale del piede di g uerra. l' ) ·1 2, 1::l "13 ·l () !Wl.liOOi,2 ;J1, J

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io,, · 01·· .uffi,c,al, · 1· :~ella riserva · da dcstinar;,i presso ne e piazzo or.,.

(") lnol1re c~serma havvi un numero prc pol)r,z,.o' · ona i ma.,anmi g~io e <le110··,'1,· o ,

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Una di visione mista di cavalleria, fo rmata da 5 reggimenti del ·1° corpo d'armata, da un reggimento del 2. 0 corpo e da una brigata di ariiglieria a cavallo, doveva eserci1arsi sulla sponda destra della Vistola nelle manovre di brigata e di (livisione per un periodo di tredici giorn i, cioè dal 23 agosto al <J. settembre 1878. Ecco l'ordine d.i battag l-ia cl i codesta di visione : Comondante: Maggior generale v. DRIGALSTO, comandante della 2° lirigata cli cavalleria della Guardia; Ufficiale cli ,,tato maggiore: Maggiore barone v. Stoscb, dello stato maggiore della divi,,ionc di cavalleria della G-uardio. Ait1tantc di campo: Capitano v. Knebel Docbcritz del 2° reggimento Ulani della Guardia . 1a Schiera. 1

Comandante: Maggior generale AnE NT, comandante la ~ a brigata di cavalleria; Reggimento Ulani cli Lituania N. 12, tenente colonnel lo Rudolph i; » Corazzieri della Prussia orientale N. 3, tenente colonnello v. Schalfer. .2• Schiera. Comandante: Maggior generale v. W.uoow, comandante della 2• brigata di cavalleria; Reggimento Ulani della Prnssia orientale N. 8, tenente colonnello Kutscher; 1° reggimento ussari ciel corpo N. ·1, colonnello v. Octinger. 3• Schiera.

Comandante: Colonnello v. TioMsoonFF, comandante della i• brigata di cavalleria; Reggimento ussari di Pomerania N. 5, tenente colonnello v. Thiele;


fUV[ST A

Reggimento dragoni Principe Alberto di P russia N. 1, tenente colonnello Manché. Brigata di artiglieria à cavallo del reggimento di artiglieria da campagna N. .f, maggioi·e \'. Kruger: 3 batterio a ,i. pezzi (1). Il campo di manovra si stendeva fra ~iarienwerder e Riesenburg sulle due ri ve del fi ume Liebe. Nel recarvisi i singoli reggimenti dovevano addestrarsi nel servizio di sicurezza e di esplorazione. Il tempo assegnato alle mano vre fu così diviso: Due giorni por le esercitazioni delle brigate con$iderate come schiere; Due giorni per le esercitazioni delle brigate considerate come corpi distaccati ind ipendenti; gli altri giorni per le esèrcitazioni di divisione. In faccia al nemico ogni complicazione nuoce; sicchè fu ordinato di serrirsi delle formazioni più semplici, affine cli ottenere sempre esattezza di esecuzione e meno fa llace immagine di guerra. Le manovre si eseguirono senza ordin i o disposizion i preventirn; ai comandanti furono sol tanto comunicati il tema generale, 11uello speciale, e iI posto di rendez-vous. Furono dirette con ordini verbali , portati dagli ufficiali di ordinanza . L'esecuzione fu dirella colle segueuti regole e norme : 1 1) Ad ogni schiera auaccaute seguivano i sfruaclroni di rinca izo. Se tale misura sembra superflua sulle piazze d'armi piane, pare che la cosa sia differente ill terreno acc1dentMo, nr.l quale è di ffi cile di couservaro la direzione. Fu perciò ord inato che quando aél una schiera avanzante all'attacco non scguisl-ero squndroni di rin colzo tratti da una schiera retrostante, - (ciò che ebb~ luogo· normaln1entc) - '] nesti fos~ero forniti dal la stessa schiero . Codesti Sf[nnd ron i ebbero occas ione molte volte di eulrare mili,) linea attacc:i ntB. 2) Si diiµos lrò assai pratica e maneggevole la formazione della seco~cla schiera in massa con intervallo .di spiegamento fra i due reggimenti sino al momento in cui la ·1• schiera· si spiegasse. A quc; to punto oppure quando penetravasi nella zona del fuoco nem ico,' la 2• schiera dove\•a formarsi in linea di colonne. ·

(I) li regg'.mento ussari N. 5, e il reggimenlo uss n i N. 12 presero parte allo ma no,n forma ti -su cinqu e squadroni, tutti gli altri reggimenti sopra quattro.

ESTE RA

55

Per la 3• schiera, e sino a quel momen to, si Lro\'ò as~'li convr.niente la formazione della rna!isa . 3) Gli squadroni di avangnardia, due normalmente por la divisione riunita comandati da un uffic.iale superiore, fu rono tratti dalla 1a schiera, e du rante l'attacco caricarono quell'ala nemica contro la quale non poteva agire la propria 2a schiera. !•) L'attacco decisivo, prescritto dal § 222 sul regolamento di esercizi, cli parecchie brigate disposte l'una accanto all'altra fu eseguito iu due differenti modi. Ogni brigata rnct.teva un reggimento in ·I • schiera ecl a questo sc~guiva direttamente come 2• sch iera e dopo aver forniti gli squadroni di rincalzo, l'altro reggimento il quale auaccar a sulla stessa fronte quei reparti clic er::ino stati attraversati dal primo scaglione . La seconda maniero l'u la seguente: In 2• schiera seguivn la 1a, e tosto che quest'ullima prendeva il galoppo, assumeva In formazione della mezza-colonna per squadroni. L'attacco della 2• schiera aveva luogo percip dietro la ·1" (;O n fronte diagonale o per scaglioni di squadrone. · Qtiesto modo di attacco presentò il vantaggio che l'impeto dell'urto della 2,n schiera non \'eniva rotto dagli uomini e ,lai cavalli caduti della 4• schiera. · li nemico segnato poi fu rappresentatoci a uno squadrone del ;;0 ussari e da uno del ·12° ùloo i al comando del maggiore barone v. Hammerstein ddl'8° ulani, Ri manteneva in relazione continua col comandante la divisione per essere in grado di impartire prontamente, rispetto alia situazione cambiantesi cosi spesso, le istruzioni necessarie per i movimenti. La massima atteozi oue e cura fu posta n('i rapporti dello pattuglie di combanimento, lo quali, nella plurali tà dei casi, riuscirono a trasmettere le notizie più particolareggiate sulla forza del nemico, e sulla formazione per schiere. E oli.imi srn·vizi rese pure il distaccamento di. pionieri addetto alla divisione nel git1ameuto di due ponti sul fiume Liébe, e nel recare miglioramenti a parecchi guadi e ponti. Non potendo render conto di tutte le manovre esegu ite, ci limitiamo qui alla relazione dcll'ultim:i, che cj parve fra le più interessanti .


56

RIV IS TA

Manovra del 4 settembre. Tema genemle (1) . U~'ar~ata· de~l'est che. avanza su larga fronte contro la Vistola, per ~ prne 11_ proprio fianco destro ha diretto il corpo dell'est e una div1s1o~e d1 cavalleria per Deutsch-Eylau sopra M:arienwerder. Un ar~at<'l ~ell'ovest. che sta spiegandosi presso Konitz ba formato al . sud d1 Manenburg 11 corpo clell'o1iesl a guardia della fenovia e della bassa Vistola. Tema ~peciale. Corpo de~l' oves~ ( uemido segnato). - Il corpo dcli'ovest si è impossessato _di l\far1e~werder e dei passaggi sul Liebc, e vuole trarre pro~uo dei s.uccess~ ?t~enuti inseguendo energicamente. Corpo. delles.t (dtVJs10ne _cli cavalleria). - Il corpo dell'est fu costretto d1 abbandonare l\faricnwerder e i p~ssa&rr "be, e •~•· r1t1ra ·· · del L'h, ... i:,l;)1 p~r le due str~de che mettono .a Freistadt e Jankowi tz. La divisione eh cavalleria riceve l'ordine di coprire la ritirata . Rende;;-vous Le tre briga.te e l'artiglieria si troveranno domani màttina alle 9 ore a.nt. al n?rd eh Gr~Krebs: f:olà saranno ind ica ti i µo:;ti iu modo part.tcolaregg,ato. Le bngate s1 disporranno l'un·t 11 to all' a lt.ra ·11l mas,;a: . y . , ~cca u la br~gata Arent sull'ala destra, la brigata v. Bomsdorff al centro e la. brigata v. Malùou alla sinistra. L'artiglieria si collocherà dietro la br1ga~a v. Bomsdorff. L'ultima brigata invierà due squadroni sino al margme nord del bosco che sta sul fronte per osserva re nella d. · sione di ~farienwerder e del Liebe. iv1Fir. v. OrtJGA.LSKL Esecuzione. Per compiere al suo mandato la divisione attraversò il bosco per tre strade e si clire<;se ve1·so Kamionken. Coperte dal terreno presero posizione: . La brigata v. Bomsdorff a nord del bosco di Gr-Krcbs come ,t a schiera; La brigata Arent, come 2• schiera, a destra sulla strada GrKrebs-Rrakau; ' La brigata v. Waldon come 3• schiera all'angolo ovest del bosco. (1)

Fu lo stesso per tutte le manovre.

i::STERA

5ì

Alla notizia che fanteria nemica annzava da Kamionken nella direziouc di Gr-Krnbs, e trova vasi all'altezza di Ludwigsho f, la brigata di ariiglicria che seguiva la brigata v. Bomsdodf cd avern preso posizione a sinistra pre,;so la stessa , apri il fuoco . Alle 9J5 mi nuti la brig(lta v. Bomsdorff si portù avanti contro la fronte nemica formala su duo schiere che si scguivan l'un l'altra, mentre la brigata Areni, coperta da 1111 burrone e disposta ugualmente su due schiere, era condoua inn(lnzi contro il fi anco nemico sinistro. La brigata v. Waldow seguiva come 3n schiera, collocata all'infuori a sinistra. L':ittacco riuscì e la ·1" schiera intraprese l'insùguimento, i] quale tuttavia potè soltanto effettuarsi sino ni passaggi del Licbo, perchè il fuoco di cacciatori n()mici costrinse la brigata a rannodnrsi a tergo. La divisioue si raccolse ad est· di Lud wigshof fuori della portata del fuoco nemico, colla fronte a Kamionken, e C(lnnoneggiò coll'artiglieria tratt~ avant.i il terreno oc;cupato dall'avversario. Cavalleria nemica, proveniente da Oschen per disimpegnare la propria fanteria, obbligò la divisione a cambiare velocemente la fronte Yerso il fitrnco destro, in guisa che: La brigata Arent divenn e .p schi era; fo brigata v. Waldow, all'infuori a destra, ~· schiera; La brigata v. n omsdorlT, all'infuori a sinistra, 3• schiera. L' ultima. brigata respinse con un corto attacco cacciatori nemici i quali trovavausi sulla sponda meridionale del Liebe. L'artiglieria prese posizione sull'ala destra. della tlivi,,ione. · Nel lanciarsi all'attacco la brigata v. Bomsdorff formò due squadroni di rincalzo dietro la 4• schiera, e lasciò indietro piccoli reparti coll' incarico di guardarla dalla fanteria nemica in ritirata. Due squadroni della terza schiera prolungarono il fronte in fa ccia aJla ca valleria avversa che prolungava la propria al" destra. A.Ile ·l O,o minuti le due lince si urtarono al nord di Streitwinkel. Ln ·1" schiera (della divisione) ad onta del proluugat11ento della sua fronte fu re,-pinta, ed allora fa brigala Y. Waldow eseguì un aLLacco di fianco , come era stato ordinato, a tempo col reggimento ulani N. 8. Il reggimento cslerno ( ussa l'i del corpo) (u Lrattenuto a guardia del fi anco dietro l'ala esterna del reggimento ulani. Vi;,to lo spiegamento di forze superiori il nemico si ritirò nella direzione cli Oschcu. Il corpo dell'est aveva frattanto raggiunto Xeudiirfchen e Klostersee, e il comandante la divisione decise di portarsi indietro. La brigata


. 58

RIVISTA F.STERA

v. Waldow ebbe incarico cli occupare col reggi mento ussari il lato nord- est del bosco cli G-r- Krebs, e cli coprire col reggimento ulani la ritirat:i della divi5:ione. L'arti~l ieria ebbe l'ordi ne cli collocarsi su di unii altura all'angolo nord-est del bosco . I.a }Jrigata Arent fu incal1.ata dal nemico nella sua marcia in ritirata dal hosco di G-r-Krcbs; ma in unione al reggimento ulani N. 8 le riuscì a mezzo di una breve pu11ta di libcrar~i da <ruclla strett:i e ,·euuc a collocarsi al coperto, colla fronte rivolta al nord del bosco . Cavalleria nemica avanzò allora da Strcitwiukcl, tuuavia fu rc:.;piuta dal fuoco degli ussari appiedati e dell'artiglieria . La cavalleria nemic:i la qnnle non voleva passare la slrotta di Litt- • schon in vista della divisione, decise di avan1.are per Ludwigshof nella direziono di Gr- Krebs . Il comandante della divisiono 1l pprofì ttò cli <[UCsto mom.ento iu. cui il nemico gli pre,entava il lìauco, per lancinrsi inn:mzi . Lascinto indietro il reggimento ussari nppiedato nel bosco, alle ,f,f ore la briga ta Arent esegui uu attacco fro nta le routro l'awcrsario, il rruale stava spiegandosi velocemente a sud-est di Lndwigshof, sul lìunco sinistro. 'L1l brigata v. l:lomsdorfi vo11 nc disposta su l lìanco destro del nemico contro la sua 2a schiera, il regginteuto n!.ini N. 8 seguì com.e 3• schiera, (l destra e all ' infuori, col còmpito di c-0prirc il fi:in co destro della divisionn o cli nttaccarc i cacciatori nemici nella direzione di Braknu . Assistellero a queste esercitazioni per. parecchi giorni il feldmaresciallo principe Federico Carlo, S. A. H. il granduca di l\foklenburgSchwerio, S. E. il mini,-tro della guerra cri i dne general i comaudanti del ·1° e 2° corpo d'armata . L'autore ciel rapporto così conclliude: « si acquistò sempre più la convinzione che $Olamon te ripetendo di sovente esercitazioni di questo genere, sì. ·pos:;ono preparare e addestrare le divisioni di cavalleria per il servizio di esplorazione su vasta scala e per il coml.iauimeuto sul cnm po cl i battaglia » . M·. B. D.

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t 60

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.11 D h ' etLore OR E STE BARATIE RI lflagglore nei B ersagl ier,t .

D EM ARCHI CAR LO,

gerente.

L Con queste poche pagine mi sono proposto :- ~0 di raccogliere dalla controversa quislione della nostra difesa territoriale alcun i dei moltissimi elementi che da ogni parte si mostrano a sostegno del valore difensivo delle Alpi e del!' Apennino settentrionale; 2° di accentuare, in base a questo fatto specialmente, la necessità di venire ad un assetto organico definitivo delle truppe alpin e; 3° di dimostrare come l'azione delle trnppe alpine impiegaLe in ·1nassa sulle nostre montagne, sia l'unim che possa riuscire yeramente proficua al nostro sistema di difesa. Per questo còmpito non mi sono riferito che ad alcuni scritti in-' torno al problema della difesa territoriale dell'Italia, sui quali alcuni lettori, 1mnto militari e punto di buona fede, voll ero vedere discrepanze le più recise, principi i sull'arte della guerra i più op.posti, confusione la più compl_cla. A·d intralciare il piano sviluppo di UlHl tesi di tanta levatura, tali lettori si misero sul vezzo di sostenere od impugnare una chimerica teoria, costrul.ta su di una fra se che, agli occh i di chi l'a.vevascritta, non aveva al più al più che il valore di una frase recisa, enfatica, sintetica fin che vuolsi, ma che non usciva dai modesti limiti dt. un fiore rettorico. Facendo una Leoria clella fra se « i Tedeschi fan no la 26


3!)4

LE TRUP PE Al,f'IN E .

guena con metodica flemma » si slendeva. incaut:i menLe un velo a coprire le fulminee mosse che condussero quei flemmatici a Sedancosì pure lo slancio epico della difesa ad o!Lra.nzn tende a farci vel~ che Konigriitz nel 66 valess~ Vienna, e Parigi nel 7 1 valesse tutta la Francia. Tali sono i pericoli del fare di una frase una teoria, e di fare la apoteosi di poche parole mettendole per epigra fe al Jihro della nostra difesa territoriale. Chi ha tenuto dietro alla discussione sulla difesa d'Italia, avrà notalo spesso come questo fatto accadesse: da uno scritLo si levava una. frase e su. quella, servendosene di cole si aguzzavano i ferri, e lo scri tto stesso, senia benefi cio d'invenlai:io veniva ~Iterato, _sYisat,o, si_a p_er _demolirlo, sia per farsene sgahell~ a demoli rne altri. (< L Italia s1 difende snlle Alpi >) « L'Italia si difende sul Po » « L'Ital ia si difende ad oltranza sino all'Ionio ». Sn tal i fra~i alcuni facev~no delle Alpi una muraglia da rendere quella dell~ ~ina 1.11~a pai:oclia; altri radiavano le Alpi al suolo, avvicinandocr a, tempi greci ,1ei quali la difesa si precludeva la riti rata ince?diando le navi, senza pensare che noi avremmo ceduto al nemi co un vasto tratto di paese che la storie~ mii.i tare avrebbe fo.Uo il più ~lassico del mondo invano, confessandoci incapaci di raccocrliere su di esso nè un~ foglia. di alloro, nè una seuimana di temp;. Finalmente co[le difese ud oltrnnza ci si ricordava Federico cli Prussia quando di ceva che Berlino era sulla ·s~lla del suo cavallo, senza pensa re che non è sempre facile avere un Federico sotto mano, e che anche avendolo, la parte peninsulare d'ILalia sarebbe in 0 (1,:ri forse troppo stretta per la groppa della sua cavalcatura. "" ~ip~tute e tt=-avisate le .mille volte queste e simili sentenze da alcun, gwrnali, che, solo non toccando le quistion i mili tari ~i renderebber? cerl.amenl.e benemeriti della patria, conviene afrerrnare che Je dissonanze fra gli uom ini competenti su lia materia sceve1:a~e dalle figure ret~ori cl~è e dagli artifici per sostenerè il p:·oprio patere, sono ben_lung1_dall avere Je favolose proporiioni loro prestate. Se d~lla_d1scuss1one sulla difesa d'I talia sfrondiamo gli apprezzam~nt, d1 puro carattere tecnico, e non ten iam calcolo di qu~lle ~s,genze finanziarie forse esageratamente apprezzale da L.:ilu111, runa'.Tanno in piedi idee semplir,i e chiare che quantunque separale, r 1 afferma.no che nel complesso il problema tende di co1

NELLA D IFESA TP.Rl~ITORIALE D'!TALIA

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mune accordo ad una soluzione abbastanza soddisfacente nella sostanza, se non affaLLo coll imante nell a. forma. Nelle brevi citazioni che andrò facen do i profili dell tl forma qu~ a là non saranno simmetrici: ma in quanto a sostanza mi pare uni,,ersalmente ammesso che, mentre le Alpi segneranno la prima grande fase delle operazioni milil.:u·i , !'A.pennino co lle sue falde seltentr ionn.li vedrà decidersi i grandi destini del nostro paese in una prossima guerra. . Il generale Ri cci negli Appimtisulta cli/esa cl'Itcilia, clice: <<. ••. si riconosce ch e queste Alpi, delle quali si fa spesso i\Ì. buon mercato, sono qualche cosa cli ben diffi cile a sormontare, e che solo u~a vera aberraiione potrebbe farle trascurare quale capitale elemen to dell a difesa italinna. )). Il colonnello Veroggio nell'opuscolo Sulla difesa terl'itoriale dell'Ttalia, parlando clelle Alpi , dice : « Questa catena presenta all'iO\-asore che ,p!e.<;Se superarla con eserciti, dell e dirficolLil ancora superiori a quelle che ho accennato esistere per la l.raver:;at.a. degli A.pennini ». Entrambi questi scrittori poi consigliano opere cli fortificazione permanente per sbarrare i valiclti delle nostre montagne. li genera le Bruzzo invece nell'opuscolo Consùlera.zioni siilla cli{esa ,qe'IMrale delt'ftalia, dice: « In mont.agna, ove le posizioni sono già forti per natura, si può fare un nt.ile impiego delle fortificai ioni passeggere..... » La cfosonanza quindi è nelln forma. Quando poi un allro opuscolo contenga la frase: « Lutti sanno che la loro missione (dei forti cli sbarrameoto) è di ritardare l' invasione tutto a.I più di qualche quindicina di giorni >) - Sulla clifesa generale d'Italia colonnello )l assa ri - io non so come se ne possa dedurre che tale opin ione è in contrasto con quell e su esposte. Tecnicamente parlando non ò ·punto deLlo che i primi abbiano stabilito che tm forte di sbarramenlo debba resistere di più ò.el·limite stabilitovi eh que,st'ultimo; ma non è neppur detto che que:;Li non sappia che in una quinclicina. cli giorni, od in qualche quindi cina di giorni vi sia. tanto tempo quanto basLa in oggi a perdere battaglie e provincie e miliardi . Si può perlanto arTermare con questi pochi cen ni che nessuno nell' esercito vuol seriamente Lrnrre in campo le navi greche, nè far dell o spirito eccentrico col disconoscere il ~om ino valore mili tare della nostra fronti era alpi na.


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L E TR uPl' E AL l'JNE

Circa all'Apennino settentrionale, il suo valore difensi ,•o 1·isulta dai cenni che illustrano il valore dei campi trincerati di StradellaPiacenza-Bobbio, e di Bologna, ai quali serve di base. cc A Ilologna bisognerebbe toslruire un gran campo Lriuceral.o, il quale sarebbe la prima lappa nella parte peninsulare dell'I talia , ove si rj ordinerebbe il nostro esercito che fosse st.tto battuto sul Po)). -:- Ilruzzo. . Il signor A. G. nell'opuscolo Bologna e l'Apennino, fece una completa apologia a favore del campo trincerato da fo rmarsi in Bologna, il cu i valore lo sintetizza così: cc Se nonchè giunti a questo punto ci tl'oviamo cli aver provato l'importanza strategica cli Bologna non solo per la difesa della Valle del Po e dell'Apennino, ma hen anche contro un attn,cco cli un nemico che, sia in modo diretto , che in segu ito alle ".icende della guerra, fosse giuntoast.abil irsi nella Toscana ». II generale Ricci nel suo splendido lavoro a sosLegno del campo trincerato Stradella-Piacenza-Ilob bio, ha tafi argomenti a suo favore che, postosi il problema : <e Quando la difesa venga a fallire sull 'alto Po, occorre avere indieLro un grande campo fortifi calo di rifugio, che assicuri al difern;ore le comunicoz ioni col paese, durante il tempo neces,;m·io a. trarne tntle le risor:;e possibi li e teni.are quindi un ultimo sforzo » - vi risponde in _questi termini : « L,t posizione Piacenz,1-Stradella-Hobhio, che racchiusa frn il Po e l'Apcnnino possiede le migliori quali tit difensive, e domi nando le clue rive del Po, gode di una gmnde forzn o!Tensirn, è la sola che soddisfi al problema n. Il colòn nello ;,-rassari parla di Piacenza. come segue: e< l' iacenrn deve seoz'al tro essere un vastissimo campo trinceralo a cavallo del Po J> « Epperò a Piacenza ed n, :Man tova. vorrei io esclusivamente veder dedicati tnLLi i milioni che nei primi anni il paese vonà dare per la sua difesa J> . Il colonnello Veroggio scrive: << .•• •• io propone.va, colle precedenti Memorie di formare un gran campo trincerato a. Piacenza . L'istituz ione di questo petmo di difesa sarebbe adunque il complemento di tutto il sistema per la vallata del Po ». Sarebbe però er-roneo ritenere che i sostenitori di Piacenza-Stra.d ella, e quelli di Bologna fossero noncuranti gli uni del valore del-

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NE L LA O/FES A TEI\RITORIALE 0 IT,\LIA

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J'r\.pennino verso Bologna, gli altri indilTerenti dell' Apeun ino verso Stradella: a mc preme far r isaltare che Lutti sono perfettamente concordi nell'ammetlere il volore massimo di tutlo l'Ape1'mino settentr ionale: « ..... .io iwrei preferi to opporre anzichè nna resistenza di fronte a l3ologon, dei forti di sbarramento sulla cresta. del1' Apennino ecl in u1m minacciosa posizione di fia nco a PiacenzaSLradella 1> - Ricci. <e L' esistenza cli qo.esta cinta (l'Apenuino) per la, sicurezza della metropoli non può essere considerata altrimenti t:he _come pt'.ovvi~ denziale .. ... Ch e se giiL forte naturalmente è questa crn ta, sara eglt necessario che venga ancor fortificala.? A mio modo di ,·edere non vi può essere du bbi o sulla. convenienrn che lo sia >>-:- Ver?ggio. . << • •• • • Di assicurarsi con fo rti di sliarramento I tre 1mportant1 passi degli Apennini , e cioè la Cisa, la Porretta e le ~1il igare, che tu tti dovrebbero esser percorsi da fetTo,·ie » - )fassart. Vediamo in ton1penso i sosten itori cl i Ilologna in che coni.o tengono Pin.cenm-Stradella: « La piazza .di P iacen~a ~lovre_bbe essere un campo trincerato a cavallo clel 11 0, cli tale estensione 111.rapporto oll'nttuale gil.lala dell e artiglierie da potervi tenere grandL rnagazzi ni d'ogntgenere, ospedali, e gli stab ili menti mil itari attuo lmente situati in Pi emonte quasi sulla frontiera» - .Bruno . << Scopo primo del perno a dil'esa della nostra fronliem occidentale deve essere di sban are completamente la riva destra del Po. .... La strelladi Stradella fortificata con testa cli ponte sulla riva sinistra è qu.ellti che più si J)re:-La a 11uesto scopo .. ... -'\ c~mpletare la difesa dell' Apennino da Genova a Stradella, ed mm e l~·a loro quesLe due posi,.ioni mil itari irnpor:lerl,. pme !:itabilire a Bohb,o st.e~:so un ~osto importante, al quale dovrit ben anche esserea!Iìdata la difesa de, due varchi pei qnali , all e sorgenti del Tillone, pàssa 1~ strada che da Voghera per la .all e della StaITora mette a Bobb10 .. ... Opuscolo Bologna e l'A pennùno . - A. G·. . Lo stesso autore in un altro opuscolo Stradella ed A.lessan<lna, scritto allo scopo di com.hatterc la linea Al essnnclriR-Casale che la chiama 1c in qualunque caso un ottima posizione mil itare pet' l'esercii.o francese che sia giunto a stabilirsi in Piemonte» ci dit uM earer•iR mononrafia della stretta di S1radella « cht: gli Italiani deo o o . 1· J vono considerare come uno di quei rari cloni n, cui la !latura • 1 a


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LE, TRUPPE ALPINE

abituati n . . . .. << La nostra posizione di sbarramento sulla destra del Po, sarà quindi costituita da un gran forte a difesa indipendente collocato a difesa iÌnmediaLa delta stretLa di Stradella» ... .. In qu,esta lunga rivista, che non .saprebbe riuscire tediosa a chi sente cura delle cose di casa nostra, non ebbi altro di mira che di far risaltare il comune accordo sullé qualità difensive clell'Apennino che per me forma la sos.tanza del tema che trat.to; ma sono ben lun"i da un tentativo inane e non permesso, come sarebbe quello di st~bilire un arco di raccorda!nento fra ht falange che milita per I•ia.cenza-Straclella e quella che compaHe· per Bologna. Se le teorie si confondono in una sola nella grande massa npenn ina, neJle I inee di unione fra la valle Padana e la parte peninsulare si trovano separate affatto . .Perchè chi sostiene P.iacenza-SLradella-Bobbio non possa esser tacciato di concessioni che si riferiscono appunto a queste linee di unione. bast:t vedere come il generale Ricci"partendo dai concetti di. alta strategia e scendendo sino ad obbiettare che lloloana . b è povera di acqua per abbeverare truppa e CéLValli di un grande . esercito, non abbia ceduto un palmo di terreno, neppure lù ove sembrava che i suoi oppositori fossero più saldi in arcione. Dopo d( averne splendidamente dimostralo il suo valore rispettiva~1enlc alla difesa-della nostra frontiera nord-ovest, dopo di aver citato l'autorevole parola di Cavour « Finch è Piacen;::a non è espugnata, evide.ntemente nessun esercito nemico ,ardirà. lasciare la valle del Po per andare.ad espugnare' la Spezia JJ dopo ciò dico, entra a combattere che Bologna o[ra migliori condizioni di legame col resto del nostro paese peninsulare, e vernmente, alla st.regua dei suoi calcoli e delle cifre, combatte vittoriosamente; impugna se non l'idea, certamente l'es_tensione pratica di essa, eolla quale il generale Fanti accennava al lislamento ferrovjario dell'Apennino; sostiene ])iacenza invee~ di Bologna come punto più favorevole di ritirnta pe! nostro esercito battuto sulla linea Padovn-Yicenza; dimos.trn validamente Ja grande importanza della piazza Ilorgoforte-iVfant.ova in relazione ad un campo trincerato a Stradella-Piacenza-Bobbio, ecl il valore negativo , anzi deleterio di essa in relazione al campo di Bologna; fa risaltare il valore di Piacenza-Stradella nel caso di un nostrq passaggio dalla difensiva all'offensiva e si riassume troppo chiaramente col proporre che i milioni proposti dal Parlamento pei

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NELLA DIFESA TERRITORIALE D'ITALIA

forti di Alessandria, Verona e Bologna. vengano _i~piegaL! in aggiunta a quelli pure proposti per la sola pos1z1one PrncenzaStraclella. . · ·· M Tutto ciò non si chiama certo vacillare nei propri prrnc 1p11. . a neppure vacilla il sig. A . (}. ch_e i_o mel~o a_cà~o-~la .~~~I.a . sc~ner~ militante per llologna, il quale m lrnea di prm:1p11, qua~t d~ smt~st dei suoi scritti chiama << il grande triangolo Piacenza~Bobb10-St.1adella privo affatto di comunicazi~ni dirette colla pemso_la, 1~ quale anzichè essere a lui legata e cla lui protetLa, ne sarebbe mteuimente staccata, e da ogni lato scoperta >> . . . . Uscirei dal tema propostomi se entrassi in appre~zam~nt1 cl! confronto; ma non posso impedirmi di osservare come rn ng~ di proporzioni i sostenitori cli. Bo(o~na non seguono le ~e:lat.e_ ~e1 !or? a_ntaacinisti. inquant.ochè 1 pnm1 pur mantenendo .20 _1111[10111 cli lire 0 1 t.(·' , . BoloaV11<·, ,.1 ne . r, per lOl' I !Cdl . propono·ono 12 per fortificar Stadella, s mentre i secondi non spendonoyer ~fologrn~ ~1e~p1~re un sold~. . ~condo me, se la conces~ione cl, quei ·I 2 m1lt0lll fct ono~e a cht, la. pt'opone, concorre però mo] tissimo a dare una s_co·s·s·a. v1~lenta crall~ · · ·n · tl ·i coloi·o ci··1e combattono a tuLta oltrnnza.. per Boloana, COTlVUlZIO 1 · ( il dare infatti a SLrndeJla un valore meli.I. _di quello -~1 Bologna non faccio gran conto delle opere ivi esistenti~ ~eu~ gm_un~ gran _bas~ sulla quale poggiare sol iclamente le loro opmwni queL tali che dt Bo lo()'na non ne vocrliono senLir parlare. . . "Accennate q17este podrn cose sull' Ap~nnin~ setl~ntr1~nale, dall~t cerchia alpina togliamo il Lrntto che fu ed e stud1~to con molt~ cum·nell'interesse della nostra difesa ve.rso la F_r,m.1c'.;i, quanto. v~ riman·e ò talmente pregiudicalo nel suo valore d~fens1vo che quctsi non si 13aifa affatto di frontiera alpina, e . se al_cun'. 1:e fann~ cenno, la ,,,011a montnosa verso Svizzera e verso Anstna vi e ge~e1 ~lm_enl_e considerata come.secondaria affatto nelle n~stre. op~r~zwnL . d_1 difesa territoriale. Da l monte Grapillon allo St.elv10 ci fronteggm la libera e neutrale Sviwfra, della cui libertà fotura nessuno ne du: bila, ma che potrebbe cessare ~i essere neuLra\ a s:c_o_~_da de~!~ , L. Se un invasione strarnera da Lai parte e pocl11,. , . ,1rno P 1 e, en i • • l I· l . . • I) are 1. , b"J ,· · non criustiGca cl1e 1101 non ce ne e o) )1amo occu '. , l)a 1 e, e10 o .. t , nllera t to più che a menomare il valore reale e1e1la nostl "· ro . ' an il fatto cli una del 11mtaz10ne . . . c1·I con . fìme tult'"l'r· sta " • ·o che aeo•rrafica o è)

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LE T l'\UP PE ALPINE

e nalurale. Dal Grapillon al Gries il confine politico invnde il ~oslro versante per la strada del Sempione; dal Gries allo Spluga lo rnrnde_ p_u:r~ con un vasto cuneo il cui vet'lice giunge quasi a Corno, e quasi cw losse poco, dal passo del l\fo.loia per la val le della )fora e.ade su Chiavenna ·e per là. Bernina, con quella del P uschiavino giunge ad un Liro di fucile dalla Madonna di Tirano . Concludendo' resla_il fatto che la parte estesrt di linea generale di d[sp luvio fra iÌ Grap'.llon el_o ~tel".io è in mni1 0 allo strnniero che l:t aLtraversa per le 6 Irnec pnnc1palr del Sempione, del S. Goltardo, del S. Bernal'dino, dello Spinga, del :\Taloia e della Bernina e che ~l ilano tJ a_ meno di due lappe da un nemico che si trovi fra Corno e Ì'arese non appena varcato il confìne. Nù conviene l:rnscurare l'allrn fatto che Tirano è sul confine e che endolo Tirano è raduto lo Steh'io, e l'esta minacciato il Tonale. Tullo ciò è vero senza toccar punto ad una sola delle varie combinazioni politiche e milital'i alle qual, le L1:e potenze nostre vicine si potrebbero prestare. Se parliamo da! Monle Ilranlio ed esaminiamo la zona alpina ,·cr:.o A~s_trin. le dolenti note crescono, sia in linea politica come in linea militare. L'alLo Chiese sino al Caffaro apre la strada a Brescia 0 Lonnt_o, e si~ Y_erona scende minaccioso il cuneo che comprende il Trentino; ne crò basla, che a. partire da.I colle di Peririne noi vedi~m o I~ val Sngana, l'aHo Cis,none, le origin i del Co~clevoJe, d;,I Bo,t1~ e del Fella, aprire i varehi alle discese lungo llrentn, Pirtve e Tagliamento ._'~ulLe rnrilil queste troppo indiscuLibili e troppo serie che non dobbiamo non vedere col ch iudere gli occh i, verità che han~o asst'.iito prop_orzioni colossali a dccludo dal In rnssegna;,; ione quasi unannne che Cl conduce a tlifenclerci dalla Svizzera col ritenerla neutrale ed inviolabile in permanenza, ed a combatlere 11rrli Austriaci al più al più fra Paclo~'a e Vicenza ed alla storica stretta di Incanal~. Per tal moclò, restando vera la parte del vers; « che Appenn m parte», r esLa pregindicata fol'Lemente Ja frn se << e il mal' circonda. o l'Alpe» l'ispetto alla. nostra difesa territoriale, nlmeno nel trat~o- che sfortunatamente riassume hl quasi totalità dei nostri nttual1 rntere~si. Non vi è chi non veda com.e potendolo , sarebbe pur bene combmare la nosLra situazione polilica ~ord-Orientaie colla situazione _topogr~fica compresa fra le origini della Roja e que,lle del Toce, nè n ha ch i non veda che pu r preslando alla Svizzera eterne

Nf:: LLA D1F8SA TE RR I TORIALE D'ITALIA

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disposizioni di pace, ess~ non si presti acl allargare la cerchia d' invasione della Francia almeno sino al Sempione, e quella ausLriaca almeno sino allo Spluga, senza che il S. GotLardo ed il S. "Rernarclino non possano prestare i loro favor i rispeLtivamente a destra ed a mancina ..\. me sembra valga lu pena di inlrntlenerci brevernenle a cont emplare le nosLre miserie di confine, non foss'altro che per la v~liittà del rlolun. Sfortunatamen te In melanconicn. vena clolla poesia che trttto invade, ha già clegnrnnenLe rnppresentate le cose: le Alpi sono in mano allo straniero, il nemico senza colpo ferire è a Milano ccl a Verona, le aC(flle del Ticino, dell'Adda, del .\lincio, dell'Adige e via via, si sono cambiate in « t.orrenli d'armati », la nostra cerchia alpina non è ~olo fomla, ò crivell:tta.. Per tal modo Payia, Pizzighellone e Cremo,rn danno la mano al Serragl io, equestoa Rorigo; eccoci a Piacenza, Stradella,osc1_negli~ ci aggrada, a llo logna , alla fase ftnnle cioè del dramnw. che cl11amas1 « clifesa d' U.nlia >> . T nostri conOnandi non ci t.rovernnno cosi poco urbani coll e cei·imonie cli anticamera e si -convinceranno ognor più che r ostro nostro poetico non è morLo conG·iusti e con Manzoni. Io pure, come altri prima cli me, e come montanaro, rifaccio il can:m!no cl::dla de:;tradel .Po sino alle Alpi per guardarled:i un punlo d1 v1sLa tutto prosaico; non si presuma che io rifacendo la slrnda mi voglia trascinar dietro i 300 mila uomini di Rtraclella o cli Bologna por col locarli altrove; no . To trovo tanto razionale l)iacenzao Bologna. coli' Apennino alle spalle pel' ivi decidere nella seconda fase dell~ operazioni guerresche I~ sorti clel nostro paese, come trovo r:1ZL~nale una semplice rivistlt all:t nostra zonn. alpina, ove per lo rn eno s1 abbruceranno qnattro aartiwce, non foss'altro elle per incominciare. Nè mi si orrridi la croce addosso se cerco di anicinarc per quanto. posso il valore delle prea lpi nordi che: alla cater~a princi~a.le ~he_ ~· divide dalb Francia: tuU'al più sarà. un tentativo abortito grnst.1ftcante che le Alpi si difendono ml Po. Se alle colonne invadenti noi npplichiamo le leggi dell'idrografia. noi con bella. similitudine poetica ci troYiamo snlle spalle a Verona, · a. Como, a CorLemigl ia cen to e più mila nemici i_n men che non si dica : la rnrità che Lutte le acque corrono all' ingiù è vecchi,t quan to il mondo, e le i·ecenti p·iene della J3ormida hanno ·distrullo Corte-


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LE THUPPE ALPINE

miglia assai più celeremente di qua!')to i Francesi scendendo da quella parte non battessero gli alleati nel 96. '.\fa Napoleone in questo confronto non ci sfigura, poichè le acque passano per tutto ed un esercito non percori-e che strade e seri'tie;·i : le acque per' giungere al punto di sbocco non abbisognano di guide, e non per tanto non sbagliano ma i cammino, il che è ben lungi clall'accaclere alla truppa: finalmente le arginature si fanno soh;;.nente ai grossi corsi_cl'acqu~, che tali divengono verso lo sbocco net piano, ma nessuno s, cura di arresLare e deviare i mille torrentelli e rio·agnoli che vi concorrono, mentre in montagna. al nemi.co invasort si fann? ~rginature ed_ ostacoli anche in dettaglio per modo che pochi uomrnt bastano a far sostare un torrentello che nop giungeriL in tempo a trovarsi cogli altri al punto di sbocco e portarvi ruina. ·Considerazioni queste troppo elementari e che dedico 1)-i poeti che vedono « torrenti scender d'armad » . Vecliamo ora di dare alla parte montana. un valore nè geo(•rafico, ·nè geologico, nè itlpin,islico ma semplicemente e pratic;me~te milit'.tr~., Trattandosi del 'nostro confine,ci siamo forse abituati, parle cle1 pw, .a dare valore colossale alìa cresta. della catena. principale; occupandola, ci pare Dperta la discesa. al Rodano, a. Uerna. a Trento, a Vienna.; non occupandola ci troviamo gettali a rotoli sul l)o. Tutto questo~ vero, ver!ssi~no per centinaia di migliaia di soldati e per 5ÙO cannont, quando 1l displuvio è occupato e con esso le testate delle valli per le quali si scende; ma tutto questo rimane tull'alLro che indiscutibile quamlo tale occupazione non sia ancorci un fo.l:to compi~to. L'applicare la t~oria, se può eh iamarsi tale nn'pseudo aforisma, chi è padrone delle •oetie è pcicfrone clel piano, mi ha sempre sentito un po' l'odore del contrabbandiere ed un po' quello della caduta dei gravi lungo i piani inclinati. · . In_ tale applicazione per sommi capi, ci si vede pure come l'app,atln~~nto _delle creste, l'insellatura dei col Ii, i nodi dei contrafforti, la raimftcazrone delle prealpi, Ja precedenza delle mosse, il numero e la qt~alilà dei combattenti, le opere di fortificazione e persino il velo cli 1:nn cl~nsa nebbia, fenomeno a quelle .altezze quotic1iano, sono tqllr valon non so lo ti'ascurati ma spediti in Ca ledonia. In tullo ciò io 'scor?o il quàdro plastico, la cartaat 500 mila, il compasso e la prospettiva a volo d'uccello; la moutagna vera nei suoi ostacoli,

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NELLA DIFESA TEnHITORIALE o'rrALlA

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nella sua alLezza, nel suo amlJiente e nei suoi verticali profili, è lettera morta; per tal modo si comprende la teoria di difendere una catena cli monti stando su.Ila sponda di un fiume al cli !il di intere provincie. Agli occhi clel militare che conosca il terreno di montagna, la catena principale assume nn grancle valore sia pei punti fissi di passaggio conoscittli a priori, sia per le aspre,,ze dei versanti, per rang11st.ia delle valli, per l'appoggio dèi contrafforti, per la direzione dei corsi d'acqua; nel campo Lattico po i il terreno di montagna è ricco tesoro a chi. lo possiede a solo patto però che il possessore abb ia la. capaGi Là di saperlo sfruttare. La similitudine usitatissima che chiama la c:resta. dell e nostre alpi un affìlato rasoio che taglia il cielo, se Ja abbassiamo dalle regioni poetiche per applicarla alla. guerra di montagna, ci insegna ·come con quella lama si possit taglia.re in due una colonna che si tro,,i per esempio wmpresa tra ·vinadio e Barcellonella, invadente od in ritirata, questo non rnonla. La teoria poi ci insegna come i conl.rafforti principali abbiano un valore dm varia a seconda della loro disposi,,ione reciproca non solo, ma a seconda dell a loro direzione rispeuo alla catena principale. Così nel concenlraniento di truppe che salgono, contrafforti prossimissimi alla loro origine ed allargantisi a, ventaglio verso il piano;· per chi scende contrafforti staccati alle origini e concorrenti al piano, verso un sol punto, il che insomma significa terreno che si presti al conc:enlramento delle colonne sul punto obb iettivo, e nel contempo si presti allé esigeme logistiche, che qui suonano « valli concorrenti all' obuietl.ivo e cli vergenti sulla ritirata )) . Lll catena nostra prineipale ha per noi anche un alLro va lore che risulta dalla uniformità alpesLrissirna. della sua natura che non si smentisce nemmeno nelle più lonlirne prealpi . Ora dalle origini del Toce a quelle dell'Isonzo, noi ~bhiamo una zona alp ina che mili tarmente guardata assom_iglia assai poco a quella comprestt fra il Toce e la Roja; in qL1esto LrnLto abbiamo, è ben vero, la linea principale di displuvio, ma tranne la valle cl' Aosla, tutte le altre sono corte e - divise da contra/Iorti che scendono normalmente alla catena principale convessa verso Ove'>t, e che qu indi si avvicinano, per legge geomelr.ica, fra di loro man rnano che scendono alfa pianura; nè all a pianura finiscono senza pr.ima cambiarsi in terreno collinoso che si


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LE TR UPPE ALPJ NJ.::

presta al collegamento nemico anche prima che In cli fesa possa dar ballaglia allo sbocco. Da. ciò risulta. che In linea ::\fondovì , Borgo S. Dalmazzo, Pinerolo, Torino, Chivasso, Ivrea, al finire ùi tali contrafforti, ha sulle spalle J'afnui re di tutti gli sbocch i della cerch ia occidentale alpi na, ad onla. cli lanta sproporzione nei rispettivi sviluppi lineari; e che più specialmente il trauo Mondovì, Avigliana è quello che più cli ogni altro sente le conseguenze funeste di una situazione montuosa a contraffot·Li convergenti. Per tal modo il nem ico usci to dalle strcltc lli valli co1·te, si trova nel piano che vastamente si distende alla.sua manovra, e la zona alpina esiste, d'allora in poi, per testimon iare che renne vinta e superat,t. A .\fondovì, a S. Dalmazr.o, acl. Avigliana dunque cessa il pe1·iodo della guerra di montagna sulle Alpi nostre, le-quali vedranno per poco tempo dopo un ,ia vai di carri per mantener quei soldati che troppo prnsto si manterranno a spese nostre. Nè mi sembra che una vittori,i nostra nell'alto 'Pi emonte, possa camb iarsi · in una catastrofe per l'avrnrsario, chè quelle valli com-ergenti nella discesa, divergono nella. salita socldisfocenrlo pi enamente alle esigenze di una ri.tirala attraverso una zona montuosa. Da Lutto ciò parmi poter aJTermare che fa zona alpina verso Francia, nel tratto il più importante, è tantomiseradilarghezr.a quanto favorevolmente tracciata, pe1· l'invasore, neì suo sviluppo generale e nei suoi particolari orografici: tanto superba colle sue cime, quanto pieghevole nelle :sue propaggini che al piano la raccordano : tanto imponenle . di f'ronte, qu a}lto isolatissima al le spalle. Le Alpi occiclentali posso@ vantare un fronte ben demarcalo cd un SCl'io valore nelle prime avvisaglie; ma trascorso questo fuggevole periodo, hanno perduto le loro principali qualità, cd una larga manovra alpina, non appena su di esse iniziala, si troverebbe in pianura. Accingendomi a dir poche coso sulla zona compresa fra la Toce e l'Isonzo, mi giova ripetere non voler io tentarne l'apoteosi, ma solo cercare di rilevarne tJaei caratteri notevoli per la nostra difesil territoriale, e se possibile, provare come dal punto cli Yista della guerra di montagnn. lo nosl.t·1i; r.ona alpi11a settentrionale, anche coll 'nlLuale deli rnitrizione delle nostre fronti ere, vale molto ma molto più tli quanto sembri suonare la fama. Avendo fallo cenno alla possibile violabilitit del territorio sviz-

NELLA DIFESA TER RIT OHJALE D'l TAL IA

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zero, egli è appena il caso di dire come, mantenendosi la Svizzera neutrale, tosto dopo che nn solo soldato francese fosse giunto a Martigny, noi sar-emmo a Brig sul Rodano, appl icando al passo del Sempi one il principio dell' << uti possidetis » con un carati.ere precario certamente, ma durerol e insino a che tale minaccia cli aggir:unento non fosse sventata. E così pul'e vérso oriente, i passi della J3ernina., clel 1'1 a.loja e dello Spluga. sarebbero in mano nosl.ra prima che gli Austria.ci fo:;:;ero a Schulz ed a Coira; nè la Svizzera. ci potrebbe veclcr di mal occhio i11q11antochè noi uniremmo la nostra protesta armata al!cL sua f'orse solo incruente della penna, che per vero dire non è sempre tenuta in quel conio che le vi en dato, di giusta ragione, sui tappeti della-diplomazicL. A pffr tirc dal Gra.pp ill on noi seguiamo la. linea. principale cli displuvio sino ad occitlent.e di Domodossola, e da ollre il Semp ione sino al monte Grics ; poi la perdiamo completamen te avendo per noi in questo estesissimo tralto solo il displu vio allo Sp luga, alla testa.la di va.I )lalenco ed il tratto delle Carniche dall'origine della Drava alla Pon leùba, e quasi per amara ironia l'alpestre Livigno che sulle acque dello Spol,• rninaccia lo strnn iero nell,LSv il.zera orientnle fra l'alta. e la bassa Engadina. Si può dunque concludere che la catena principale delle Alpi nordiche è comp letamente in possesso altrui, conclusione che sarebbe le cento vo lle più dol orosa se esistesse per le Alpi occidentali : per queste, tolla la catena principale, altre non ve ne sono che ne facciano in quakl1e modo l'nlficio; per quelle invece a detltL catena. servono mirabi lmente in sostituzione le prealpi Lombardo-Venete con fotti quei carnllcri che nel senso militare danno ai monti un valore efficncis;; imo. Assegno intanto un pregio assai li mitaLo al passo del Sempione per la sna grande distanza col centro di gravità delle possi bili operazioni fran ce::;i di invasione che noi sappiamo a priori trovarsi fra il Moncen i;;io crl il coll e di Tencln; e solo noto come una. colonna sbocca nte dal Sempione, è costretta dai contrafforti che scendono fra Varallo ed il lago d'Orta a trovflr;;i Yer:;o Dorgomnnern, assai ma assa i lontana cln. Ivrea al s110 shocco nel pir1,110, punto che puro è il pii1 prossimo ove tale colonna pos,;n trovare un appoggio. Così si manifes ta ccs~are pci passi che mettono nella Dora Bnltea e nella Toce


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Ll,; TLW PPE A L l'JNF:

·quella disposizione a ventaglio dei contrafforti che pcrmelle un muluo ·sostegno alle colÒnne invadenti . Passo sotto sil enzio il triangolo S. Gouardo, S. Bernardino, Chiasso come quello che anche ad onl~1. cli ogni violar.ione di territorio svizzero, non mi s~mbm. molto opportuno aèl un' invasione nè per operazioni con obbiettivo all'alto Piemonte nè al basso Po. Tale trian ocrolo·considerato in sè GclassicamenLedisposto per . . fn.vori reuo iuvasio11e ·ed umi. mossa concorde su Como, poichè le va lli ~foggia, Leven ti na e J\Iisocco sono concor renti alla pn nta sctlenlrionale del Lago .\faggiore; ma pur troppo per l'attacc9 . il suo valore si riduce a poca -cosa, che i laghi ) faggiore e di Como tengono la mossa d'invasione nelLamcnte isolata da qualsiasi aiuto chesi tentasse prestarvi dal Sempione o dalla Valtellina. :ìè questa considerazione trascurata, cesserebbe ù.i militare quell'altm èhe, contrariamente a quanto succede nelle valli Piemontesi, col finiee dei contralTorti fra val Moggia, Leventina e ;\f isocco, le colonne cfocenclenti non si trovano a darsi la mano sl.Joccanclo nel piano, ma si trovano in massa là ove il displuvio fra il lago di Lugano e Ilellinzona_presenta una scena favorevole alla guerra cli monUtgnrt e toglie al nemico mo lti dei vantaggi cli un concentramento riuscito . Fra lo Spluga però e le origin i della Drava com·ien spingere l'analisi a tratti più corti, che la situazione poli tica presente e la storia -delle guerre passnte ce ne danno moLivo e fondamento. Stringendo i nodi alla quistione, fra il confine pol itico attuale e la linea generale di displuvio che delimita il nostro paese oro idrografic{1menle consi·derato. avvece clel tratto di C,nlena prin cipale che scpn.ra l'alta vnlle dell'Adige cfall' Inn è dal!.' fael, e che si compone delle due masse montuose che si innalzano ad oriente ed a occidente del passo del lk enner, costituenti il lato nord del grande triangolo compreso fra 10 origini clell' Adige, quelle della Drava ed Ala, noi abbiamo gli altri .due angoli cli del.lo triangolo, elci quali quell o occiclentale comprende i gruppi clell'Ortl er e clell' Adamello, e quello orientale comprende all'i ngrosso i mon ti compresi fra P iave, Brenta e Bacchiglionc da un !Mo e l'Adige dall'altro. Segnato così questo vasto triangolo, noi -vediamo che l'a lt,Lvalle clell ' Adige riunisce a Bolzano tre strade principali: quella di lleschcn, quella del 13renner e quella che per Brunecken mette a Lienz, condizione quella favorevolissima all'avver-

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sario che converge a Bolzano; senonchè a quesLp punto di concorrenza ea[i non sbocca nel piano, ma entra in una lunga sLreLLa che sino a S~ .M ichele non cessa. afTauo. Reco dunque che il confine nord del Trentino annulla i vantaggi che le tre strade convergenti prestano ali' invasore nel Til'olo, nell'ipo tesi che l'i nvnsione avesse luogo a partire dal la linea cli displuvio generale còn obbiettivo Trento. ~fa le nostre patrie aspirazioni lenclono solo al Trenlino: ond' è che l'attuale confine politico sposLanclosi verso Nord, dal J11n&siccio dcll'OrtlerspiLz proseguirebbe prima verso est fra Val VenosLa e Yal di Sole, poscia verso sud l'ra Val d'Adige e Val di l\on, per prendere a S. }·Iichele la direzione di norcl-est fra Val di Avisio e Val di Ei sak fin verso Cortimi cl'Ampezio; oncl'è che fra l'aspirai.o confine e l'altuale noi notiamo in qttesto uno sviluppo maggiore per una linea curra con convessità verso sud toccante il Cafiaro, Jli ya ed Ala, un tracdnto a cuneo che si insinua nel nostro terriLorio, ed invece di un' u11irn strada di invasione Bolzano-Trento, la strada del Tonale (quella dello Stelv io mctle a Merano), quella del CalJa~'o, la grande strada 'frenLo-Yerona racchiusa fra il _monte.Baldo ed I Lessini, e la strada Trento-Bassano pcl Colle d1 Pergme. (Quella per Cortina d' A1npezzo mcl.Le a Brunecken e ceduto il Trentino, verrebbe rivendicata a noi sino al clispluYio del Coll e in posizione simmetrica. a quello dello Stelvio) . Violato il territorio svizzéro, nella peggiore delle ipotesi, noi ci troviamo in possesso dello Sp1L1ga, cl cl Maloja e della Bernina e siamo per ragion di confine quasi a Zernelz sull'Inn; la sinistra al S. Bernardino, la destra all'Ortlerspitz, padroni dei passi e della catena principale cli displuvio in tutta la fo rza dell'espr~~~sione. ~?n è pertanto nell 'evenienza di un tale doppio fat to pol1ltco e md1tare che noi ci troviamo in condizioni inferiori all'aggressore, che anzi qucst0 esame ci induce a ritenere come nessun vani.aggio possa allettare l'Ansi.ria ad OJJerare da Lai parte non solo colla Svizzern neutrale, neppure c,-olla Svizzera disposta acl aprirle i suoi vuchi in Italia . Rimane il triangolo Ortlerspitz-Ala-Cortina cl' Ampe:1.zo a completare il nostro esame. li Lrauo dallo Stel r io al lago cli Garda è assai più lungo elci tratto fra Stelvio e S. Mir~helc, ma stanno a menomare tale clifcLLo qncslc considerazioni : il suo tracciato fron teggia il fia nco della direttrice principale

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di marcia Bolzano.-Verona e più specialmente la direttrice second~ll'i,t Trento-Salò; i massicci dell'Ortler, del Tresero, del Corno dei Tre Signori e dell; Acfamello, i quali arditamente si innalza.no verso i quattro mila metri, danno a questo contraITorte un carattere così formidabile da non cederla ai più, classici lra.tti delle alpi occidentali; le Valli Yenosta, cli Sole e quella del Sarca (Giudicarie) sono ·parallele fra loro e normali alla linea di confine, separale da contraiforti non convergenti verso l'alto, nè praticabili bene a spostamenti laterali de!le colonne aggressive. Per noi st.a il fatto invece che da Rocca. d'Anfo allo Stelvio, abbiamo uùa linea eccellente di comunicazione parallela al confine e che pei passi cli Crocedomini dell'Aprica., del Mortirolo e del Gavia, fa della Val Sabbia, Val Ca~(mica e Valtellina. una eccellente base d'operazione penma mossa dalla Lombardia con obbiettivo Trento. Se il generale Ricci nel sno opuscolo $Ulla. difesa. d'Italia trae argomento - parlando della zona a!pina occ:identale - ·dal!' inclinazione differente delle discese verso Italia e verso Francia a pRrLire c}al disphlYio, e dalla. disposizione degli altipiani su di esso per concludere cc la linea di displllvio, confine po[il.ico fra la Francia e l'Italia, appartiene in generale, militarmenl.e alla seconda>> e per este.ndere l'arco del settore di difesa verso Francia ai punti di ScezLanslebourg-LesA.lbertes-Glaisolcs, io credo che chi conosce il contrafforte frn lo Stelvio ecl il Ca.ffaro non possa non applicare la stessa • saggia considerazione e dire che l'arco del nostro settore dì difcslt - passi per la l'orma - viene da.I displuvio spostato acl una linea Trafoi-Verrniglio-Roncon-Storo . · Da ciò vediamo che In, maggior estensione di wnfine è largamente compensa:ta cla condizioni topografiche della più alla. importanza mil itare. Aggiungo ancora che il nemico battuto al confine fra il Tonale ed il Catfaro si trova gettato sull'Adige che corre trasversalmente alla direzione delle Valli di Sole e Giudicarie e cade quindi sulla. sua comunicazione unica Roveredo-Bolzano, mentre per parte nostra abbiamo il .::.ontrafforte fra ValtelliM e Yalcamonica che egregiamente si presta a sostenere il Tonale, perduto lo Stelvio e vice~ ver~a, ed il contrafforte fra Chiese ed Oglio terribile minaccia a cl~ t si getta:;se su Salò; contrafforti questi che incanalano le colonne n-

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tirantisi a cadere sulla linea Lecco-Brescia-Verona in ben altre condizioni di sfogo, di manovra e di risorse di quella Verona-Bolzan'o.:. <e Se le quistioni di strategia, che in fin dei conti sono quistioni più di bnon senso che di altro, invece di affogarle in un mare cli parole e di ·esempi storici, ai quali si finisce per far dire tutto ciò che si vuole, fossero esposte nei loro veri .termini, che sono sempre semplici e chiari, io non dubito cli affermare che si potrebbero rendere accessibili anche a quel pubblico colto che noq ne fa studio speciale, ed i cui verdetti non sarebbero sempre i peggiori ... n. - Rrccr. Mi servo di tale ciLazione per difenclermi se nel le mie similitudini esco dal lirio·uaaCYio doamatico dell'arte militare e faccio cli necessità è>O virtù tenendomi terra terra. · Riprendo il filo per dire come l'imrasore potrà è vero occupare fortemente il Trentino, ma a questa occupazione convien dare un limite pmtico, cioè molto ristretto, per due motivi specialmente: il primo, perchè le truppe austriache colò. agglomerate potrebbero essere costrette dalle fasi guerresche a sb~ccare direttamente su Yerorm, ed allora, se nelle piene J"idrometro segna la guardia man mano che si innalza il pelo delle acque, nelle piene di soldati, la colonna di marcia, non potendo crescere cli livello aumenta smisuratamente in profonditil e quindi viene a trovarsi in piena crisi pericolosissima, dando un'altra smenl.ita alle figure poetiche; il secondo, perchè il nemico, al quale per debito di cortesia. facciamo negli scritti militari sempre la parte miglio're, potrebbe essere battuto nel Trentino ed esser costretto a ritirarsi risalendo· l'Adige, nel qual caso la stretta da S. Michele ad Egna mi fa cori·ere alla mente una similitudine affatto casalinga. Bolzano per il nemico rappresenta lo spazio libero; S. Michele è lo stretto passaggio che mette nel Trentino, altro ambiente abbastan~a sfogato per cap irvi qna.lsivoglia grosso corpo: A Trento è facile ingr.ossare man mano le file, che il confine politico è là a proteggere tale operazione; mR una sconUtta toccata, ed ecco che la stretta S. MicheleNeuma1:kt è troppo stretta pe1; lasciar passare in massa un corpo alimentatosi a drappelli, ed ecco una sconfitta cambiala 'in catastrofe. Contemplando qu.es~'t ipotesi e quel terreno, mi sembra di vedere una cli quelle 1'nacch inette che la meccanictt ha applicato alla salvaguardia clei nostri granai. <')

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Non insisto sn tale proposito, ma è innegabile che i frutti di una tale viltoria riportata a Trento, non si potrebb~ro certamente raccogliere dopo una eguale vittoria riportata a Bolzano, inquantochè , le condizioni topografiche del Tirolo sono di gran lunga più favorevoli ad una ritirata di quelle che caratterizzano il Trentino. Valga questa considerazione a lenire, militarmente parlando, il dolore di non essere in possesso di Trento, e di non poter stabilire Bolzano q~ale obbiettivo immediato ad una nostra operazione d'attacco o di controffensiva. . Dovrei ora parlare del Iato del triangolo Ala-Cortina d'Ampezzo; ma su cli esso mi taccio perchè è preso di rovescio dall'indifesa linea dell'Isonzo, nè il tratto nostro · di tatena principale fra le origini della Drava e la Pontebba mi rappresenta un serio valore fintantochè le valli Venete da Cortina d'Ampezzo al lago di Levico sono in mano dei nostri vicini. Però la zona montuosa fra Levico e Peri deve essere assolutamente nostra se si vuol tener salda Verona e con essà appoggiare·Ia sinistra della linea di difesa Padova-Vicenza. Per tal modo la grande minaccia del cuneo Trentino che invadè il Veneto e la Lombardia mi pare posta in più ragionevoli proporzioni; del Trentino militarmente considerato, mi pare non possa seriamente rivestire il carattere di ·minaccioso che il piccolo tnttto compreso ad oriente di una 1·etta che unisca S. Michele alle origini clell' Astico; questa amputazione poLrebbe sembrar enorme a chilometri quadrati, ma dobbiamo por mente al fatto che noi possiamo '°addensare ai nostri confini tanta truppa quant'è bastante ad un vigoroso attacco senzi1 per nulla correre il rischio che battuti correrebbero gli altri nel 'Ì.'rentino; e non trascurare l'altro fatto intimamente collegato a questo, che cioè la punta del cuneo che tende a.d Ala, se è :vero che separa la difesa, è anche verissimo che è troppo angusta~ che è tutt'altro che in condizioni di sfogo dà permettere manovre per linee interne; condizione questa essenzialissima per trar partito cla una posizione centrale che altrimenti diviene di. sommo pericolo per chi vi si frova. Esaminiamo ora per sommi capi il tratto cli confine che potreb_he essere invaso da un corpo austriaco minacciante la nostra. ritirata da nrona e Vicenza sul basso Po. Del tratto dal lago di Garda all'Ortlerspitz-già dissi; vediamo da questo monte al passo dello Spluga

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incluso. Ad_accentuare il valore clel nostro confine basterebbe il fatto già. accennato ,quando partii da un'ipotesi di violazione di territorio svizzero; la ca_tena principale cadrebbe completamente in mano nostra e quindi saremmo in condizioni migliori che non verso il confine francese sul quale il-possesso nostro anche di parte del versante francese è più logico il presumerlo che certo l'ammetterlo. Ma anche non tenendo conto di questo for te vantaggio, le colonn.e sboccanti dallo Stelvio, dalla Bernina, dal Maloja e dallo Spluga, superata la ca.tena principale - operazione che ora non considero dal lato delle difficoltà logistiche e tattiche _:, si trovano a cadere . rispettivameme su Bormio, Tirano e Chiavenna; troppo discosti fra loro per un mutuo appoggio onde stendersi la'ma110 darsi padroni del piano per mantener salda la verità cli quel certo aforisma. La Valtellina ha famose illustrazioni che mostrano quanti allori vi possa cogliere un difensore abile nella guerra di montagna; ma in uno sguardo complessivo io passo sotto silenzio le qualità. difensive di detta valle per far ponti d'oro alle colonne invadenti e condurle vittoriose sulla strada Tirano-Tresenda, obbiettivo interm<tdio per chi tende a girare le difese dell'alta Valcamonica e da Breno dar la mano alle colonne che dalle Giudicarie tendessero al Caffaro e di là per le valli Trompia e Sabbia cadere ·sulla linea Brescia-Lonato. Io diceva che le colonne invadenti, superata la catena principale cadevano nel. piano, e ciò ben s'intende, lo diceva con ironia e per riferirmi al confronto con qualsivoglia tratto delle Alpi occidentali. , Il nemico sulla linea Tirano-Tresencla al gomito clell' Adda è, rispetto al piano, in condizioni ben meno pericolose per la difesa dell'alta Valcamonica, di quanto non lo sarebbe se fosse giunto ad Albenga rispetto all'alta valle del Tanaro, oppure alla rada di Vado rispetto all'alta Bormida; che anzi, le qualità difensive clel contrafforte che separa l'Oglio dal!' Adda non la cedono per nulla a quanto di più alpestre vanti la catena fra le valli dell' Are e della Dora Riparia, senza contare che il colle d'Aprica, sul quale passa la grande strada militare (e l'unica carreggiabile), ha un fronte di difesa verso l'Adda di gran limga più formidabile del fronte del Moncenisio rispetto a l\foclane, trascurando affatto la co1fsiderazi'one che la perdita poi del Moncenisio ha conseguenze strategiche che possono trascinar la difesa a momenti criticissimi, mentrn perduto il colle dell'-A.prica l'invasore non ottiene che piccoli guadagni.


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E qui , sempre per debito cli cortesia, pieghiamoci a p_erdere tale colle, dando per Lal maniera l'alzata all'altra. seracinesca, perchè dal Tonale irrompa liberamente l'altro torrente invasore, e poniamo che in Edolo succeda la riunione delle fot'ze aggressive. Con tutte queste c-0ncession i, Edolo ha un va lore ben minore di Susa circa allo sboccare nella pianura. Da Susa ad Avigtiana vi è poço più di quanto abb;sogni allo svolgersi di una colonna che si prepari ad un grande cimento; da Edolo a Iseo vi sono 80 ch ilon1etri misurati sulla strada ordinaria, che non si perdo certamente in ri.: svolti e corre per la più breve; e questi 80 chilometri si sviluppano per una valle i cui fianchi sino al lago sono superbamente sereri da non temere i confron_ti più studiatamente cercati su tutta lit zòna alpina; e lungo il lago - 22 chilometri_:_ la strada è pressochè di cont~nuo lambita dalle acque, dominata da un monte impervio ed altissimo. sostenuta a volte,· e ricca di gallerie clie all 'occhio del touriste la renèlono pittoresca, cd a quello del mili tare la rendono ostruib ile ad ogni piè sospinto. ì\'Ta. il nem.ico però fa buon viso ad avversa f'ortuna ·o rriunae a Breno, ed_~eco il Chiese quasi in sua mano; senonchè il /asso'"'del C~·oc:1clomrn1 (attraverso al qualé secondo alcuni passa una carreggiabile - che non videt·o mai - ma che per me è solo att1·aversato da un~ catti~a mulattiera, in alcuni tratti afTatLo pessima o pericol~sa~ e J~ a ripetere per la 3" voi la le fatiche di supera;re un tt'aLto d1 g10ga1a alpma, perfeUamente montana, e completamenLe in pos- · sesso del difensore. H? segnat~ Edolo qual e obbiettivo intermedio al nemi co, inquantoch~ fra Edolo e Lece-0 alLri punti non vi sono sui quali possa dirtget'SI una forte colonna. Il contrafforte fra la Valtellina e le valli B_ergamasche, compreso rea Cedegolo sull'Oglio e Bellano sul lago d'. C~mo, corre per questo lunghissimo tratlo parallelamente al fronte di .cbfe~a, e non è punto attaccabile per una colonna aggressiva che agisca 1solatamcn1.e contro un obbiettivo importante. llergamo verso nord è val idamente protetta dalle sue prealpi, nè può seriamente tem~re nessuna operaziqne militare ai suoi danni. Se I vrca, quale sbocco nel piano della Val d'Aosta, è località tenuta in poco e-0nto da operazioni di inrnsionc verso la frontiera france~e, co_me shocco nel piano rispetto alla Yàllellina, per operaz,0111 mil, tal'I coll'Austria, è di gran lunga più trascurabile.

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Da questa breve disamina alla zona alpina compresa fra lo Spluga e Riva·di Tren to, tenuto conto dell'aLtuale nostro confine politico, possiamo concludere che realmente essa, come rrnlemurale al Po, come linea di occupazione difensiva, come base d'operazione ad una controffensiva., la si può coll ornre nel verso << che il mar circonda e l'Alpe» con maggior diritto che non il tratto fra il elle Pani ed il Monviso, o quello fra il Monviso ed il S. Bernardo . Cosicchè il troppo noto cuneo che forma il Trentino e che si in troduce fra le nostre operazioni di difesa, nelle nostre condizion i di grande potenza militare, se manti ene intatto il suo valore d'invasione rispetto al tratto eli ttico compreso fra Vicenza-la Pontebba, il mare-Cortina d'Ampezzo, non ne l1a punto rispetto alla Lombardia, mo llo ma mollo più difendibile sulla zona alpina, di quanto non sia il Pi emonte di fronte ad un attacco che venga da ponente. Convien tener conto che in oggi pet' noi, se una diversione nemica è piccola, la si può melter fuori bilancia in un terreno sul quale a chi attacca basta contrapporvi un quinto di difensori, e se è forte, stando 1rnr sempre la propo rzione del numero di com battenti, si ha il grande vantaggio nella di fensiva di separare l'invasore in due masse o più, delle quali nna non basta più a batterci, mentre stanno per noi lo lezioni di Bonaparte date appunto su quel piano cli sbocco e di ·riunione, obbiettivo principa le di un attacco austriaco. Dal monte Grapillon al lago cli Garda, anche ammessa una violazione del territor.io neutrale svizzero, noi vediamo un invasore che ali'allargamento della sua cerchia di attacco non pnò far convergere alla pianurn più gente di quell a che gli permetta il solo confine politico rispeltivo, che anzi per trar vantaggio da un maggior numero di sbocchi, cadrebbe certamente in flagran te perie-0!0 di trovarsi separatamente sconfitto da un difensore, che per quanto non troppo tenero della manovra pèr linee interne, si Lroverebbe per le strategiche operaz ioni dell'attacco in condizioni cli non poterla ragionevolmente evi tare. Le Alpi occidentali furono tema di lavori accuratissimi, che ne fecero varie monografie militari, elemento primo all'indir_izzo della nostra di fesa territoriale; nè giova qu i r iparlarne, che più ollre verrò su t.ale argomento, esaminandole in relazione ad una difesa mobile alpina:


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LE TRUPPE f-LPINE

Ora, ~ia p~r c~use p~litiche o semplicemente topogro.fìche, ·per quanto s1 vogha rialzare 11 valore difensivo di tt1tto il nostro circuito alpino, ~e sene ecceUua·.il tratto dal colle dei Giovi a quello di Tenda, resta pur sempre il fatto che nel complesso noi non ci tròvimno ad a:7ere un ~iuoco migliore di quello dello straniero da qualunque parte c1 attacchi, e con qualsiasi l'.agionevole ipotesi di manovra noi l'.)O'li . 1 vog 1amo. prestare. Dall'un lato, la parte orientale del Trentino toglie ogni serio valor~ alle alpì Carniche, dall'altro, la riviera di ponente da Albenga a Vado _con una nazione potente sul mare come la francese, diminuisce notevolmente il valore intrinseco della bella ~iogaia che sì innalza imponente fra noì '6 la Francia, quand'anche s1 tenga calcolo che i monti della Liguria sono completamente in nostra mano. • La manoua di Bonaparte nel 96, per quanto poco po~sa in ocr(ri pesare sulla bilancia che valuta la potenza difensiva della cercht1. alpina, rimane pur sempre una pagina di storia militare così luminosa da porre in guài·dia l'uomo che avesse ad ,attuare la nostra 1~anovra di difesa occidentale, e sul quale pesasse la re3ponsabilità d1 tener hen conto degli insegnamenti passati, avuti appunto su quel terreno che fu primo gradino ad un subalterno d'artiglieria per giungere alla corona di un vasto impero. A consolarci di queste malinconie, noi abbiamo la ventm;a di pot~r f~r entrare come elemento principalissimo per la nostnt difesa temtonale l'estesa zona. montuosa limitata ad ove$t dalla linea Ge- . nova-Voghera, a nord dalla strada Stradella-Forlì, ad est dalla linea l?orJì-Firenze, ed a sud da quella Firenze-Lucca-Spezia-:Genova. Questa zona - che verso oriente non potrebbe escludere il Falterona finiscono ,i oo . .ed. il lMonte Corneto le di cui orie~tal i p1:opa<10'ini R1m1111 su ·mare, e che ad occidente poggia sul Mediterraneo - si e1:ge qual formidabile bastione di.quel fosso, il Po, che dovrà pur passare 1:i~vasor~ che abbia fatto tabula rasa della cerchia alpina. La qu1st1one dibattuta dei campi trincerati BoloO'na o StradellaPiacenz~-Bo~bio~ già.. lo dissi, si svolge sopra l'inte~sità colla quale far ~ra~1tare la difesa: ed io sfruttai a grandi tratti nei dlte campi ~er md,~ar solo la. ricca messe che potremmo raccogliere qualora I Ape?nmo settentnonale non fosse abbastanza illustrato. Che !'al.tacco si diriga su Bologna o su Stradella-Piacenza che le . . '

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relazioni colla penisola alle spalle. abbiano. differenti potenzialità riferita all'uno od all'altro di quei campi trincerati, che si tragga maggior valore di Mantova o della testa di ponte Pavia-Pizzighettone-Cremona a seconda dell'ubicazione del baluardo ultimo di difesa, un fatto vero, ammesso senza contrasti, proclamato in coro ad alta voce, aJiermato cli capitale importanza, quello si è che que:;to bastione è quello sulla di cui scarpa esterna verranno combattute le lotte colossali e decisive della nostra salvezza, qualunque sia il ne_·mico, comunque ci si muova contro, e per quanto infelicemente siasi svi Iuppata per noi la prima fase delle operazioni sulle Alpi e la succedanea attraverso alla pianura padana. Sul!' Apennino settentrionale si raduna tutto quanto è forza attiva e risorse materiali dell'alta Italia: ~udi esso fa capo tutto l'elemento ausiliario clella penisola e delle isole ad accrescere le risorse della difesa comunè. Si unisca in un fascio quanto di valore ha. l' A.pennino rispetto al campo trincerato di Stradella.-Piacenza-Bobbio, con tutto quanto ha di Yalore rispetto al campo trincerato di Bologna poca fatica. poichè non rimarie che a leggere le belle pagine che se ne sono scritte da poco in qua; a ciò si aggiungano le' pTeziose opinioni di Na,poleone, di Brialmont, di ranti, di Cavour che a.Il' Apennino Ligure ed Etrusco si riferiscono; e se pur vuolsi ancor ·r opini'one di coloro che vogliono sempre. far.e baliia1·do al nemico col petto niido dei 11,ostr,i sQldati - teoria poco umal).itaria e per l'arma del genio - e si vedrà come questo, hao Poco lusiu-o-hiera stione colossale abbia senza contestazione un valore. che per s~ solo compra tutta la cerchia delle nostre Alpi e tutto il rimanente Apennino per giunta. La sua estremità. ad est è meravigliosamente ·protetta dal monte Falterona e dall'Arno, il quale contro le solite disposizioni oro-idrografiche, dopo un lungo corso si' riaYVicina alle sue origini, e forma coi monti di Pratomagno il fianco appunto cli tale bastione; la -sua estremità occiclentale, la più esposta, si aclclossa al mare e .ci indica essere alle sorgenti della Trebbia e della Scrivia il suo punto di difesa. ,P • Col tratto Stradella-Voghera-N ovi sente l'influenza della vitalità del Piemonte e dell'alta Lombardia e colla sua hanchina GenovaLiv'orno-Firenze-Arezzo, esso si trova in pedettissima unione col-


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LE TRUPPE ALPINE

l'opera interna, dalla quale, Yolere o non volere, riceverà il maggior aiuto materiale, ed il massimo elci sostegni morali, l'influenza di Roma. Venendo al rimanente A.pennino, io sono pienamente convinto della citazione seguente: << Per me, dico il vero, quando vedo tanto calore impiegato a definire se Arezzo, o Pistoia, o Roma, o Terni, o Perugia, o Foligno dovrà essere il centro di questo ormai famoso ridpLto interno, un sinistro pensiero mi traversa lo spirito e dico a me stesso: forse lutlociò per cercare un silo oYe capitolare » -R1cc1. Non pertanto, non trau,~ndosi di spendere milioni, ma solo di difesa mobile, conviene dare pur lat·ga parte acl ipotesi che forse si trovano assurde pel solo fatto di prestare allo svolgersi delle operazioni nernic}1e un filo logico e ben ponderato, rna che possono divenire possibilissime se si pensa, anche alla stregua di fatti recenti, come aYvenga certe volte che la logica e la ponderatezza delle operazioni militari siano sconfessate cla un complesso di combinazioni militari e politiche che non si possono prevedere appunto perchc hanno una base che esce dal campo delle logiche argomentazioni. Cosiccbè, se la quistione non ammette elasticili:l., qualora la solLLzione tenda solo a fissare il perno stabilo di tutto il nostro sistema. tenitoriale di difesa, sotto il punto di vista di possibili avvenimenti guerreschi, il tratto del!' A.pennino da monte Falterona al monte Sibila, origin i della Nera, si presenta esso pure con tutti quei vantaggi mili lari per chi lo poss iede che sono ormai di comune conoscenza. e che si riferi$Cono ad una catena montuosa che taglia un teatro di guerra pressochè sul mezzo e con direzione norma.le al fronte d'attacco. Che se l'obbi eLtivo Roma tende a far scostare le colonne in vadenti dall' Apennino il quale s'allontana dalla C!!,pitale per giungere alle sorgenti della. Nera, non è però men vero che le due dirollrici di marcia Firenze-Arezzo-Perugia- Foligno-Orte, e quella Empoli-Siena-Orvieto si trovano, la prima in special modo, a troppo vicino contatto coll'Apennino perchè l'aggressore non se ne debba render padrone, inquanlochè, ammesso anche per parto sua l'abbandono della linea litloranea Rimini-Falconara.-Folirrno, o come troppo esposta a.I mare per un lunghissimo tratto, come troppo divergente e come quella ché non ·si potrebbe percorrere lasciando inconquistato l'Apennino, rimane pur sempre il fatto che l'Apen-

NELLA DIFESA TERRITOIUALE D' lTAL IA

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nino costituisce una continua. e formidabile minaccia di fianco che paralizzerebbe, o ritarderebbe di molto la mm·cia in avanti cli chi non pensasse a sventarla, o pensandovi non vi potesse riuscire. Riassumendo il fin qui esposto in linea alla. nostra difesa territoriale, circa al nostro terreno cli montagna, e senza pregiudicare l'enlilà del tratto alpino Pergine-Yerona, mi sembra che qualora si desse un valore come tre ali' Apennino settentrionale - nella fase decisiva - si potrebbe dare un valore diie a Lutta la zona alpina compresa fra il lago di Garda e la strada Genova-Novi, nella fase di preludio; e clare un valore come ·wno airApennino centrale ora -citato, nella fase eve1it1Lal-mente finale, e che a seconda delle cre-denze del generl le Ricci , chiamerei diplomatica. {Co-ntinua) . Tene-nte G.

B ERTELLI .


DUE CONFERENZE S ULL'A LLE NAMENTO

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I.

DUE CONFERENZE SULL'ALLENAMENTO

La velocità costituì sempre uno dei reqms1t1 essenziali della cavalleria; ora _po i, per la più estesa coltura del terreno , per la celerità di tiro e la lunga giuata delle armi da fuoco si richiede che tale proprietà ne divenga il requisito principale e per così dire l'essenzialissimo. Ed invero, la velocitit, oltre al rendere la cavalleria atta ,t prevenire il nemico nelle posizioni. a ra(laiuncrerlo V . all'improvviso, ad inseguirlo quando egli è rotto, favorisce anche ogni specie di sorpresa, ed è sulla velocità che la cav,alleria deve fare principale assegnamento nell'esecuzione del servizio di esplorazione, nelle lontane scorrerie, e nelle sorprese. Ma noli basta la velocità e l'audacia, che è la prima qualitit morale della cavalleria; è d'uopo aggiungere la resistenza. Egli è. perciò che crediamo utile di svolgere alcune nostre idee intorno all'allenamento, mediante il quale soltanto è possibile di rendere la cavalleria veloce e resistente. Le marcie cli resistenza eseguite in questi ultimi anni in Italia ed all'estero, se per una parte dimostrano la buona volontà e l'energia. di quegli ufficiali che vi si accinsero, provano pure !'utilità élel nostro studio. ,

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L'esperienza dimostra che l'attitudine naturale d'un cavallo è sempre inferiore a quella che può raggiungere coll'aiuto dell'arte, e che non si può nè si deve esigete da esso un forte lavoro senza: che vi abbia preceduto im conveniente ese1·1;:i,zio preparator·io. Se un cavallo giovane, non ancora sottoposto ad alcun lavoro,. venisse cosi.retto a prolungate fatiche, per quanto robusto, deperirebbe in pochi giorni. A renderlo alto ad un tale servizio conviene clispon)elo gmdatamente e rnetterlo in cond-izione di sostenere ap-· punto quelle pi:olungate fatiche senza soffrirne. Lo stesso può dil'si anche riguardo ad un cavai lo che avesse già: prestato un buon servizio, ma che poscia fosse rimasto ozioso per diverse settimane di seguito e che avesse perduta l'abitudine del f lavoro. Esso si troverebbe in istato di debolezza quando pure pel j soverchio ripbso e per il buon nutrimento si presentasse appa- 1 rentemente gagliardo. Tale fittizio· vigore, chiamato dai Tedeschi I (Sallfetier), fooco di scuderia non costituisce nel cavallo la vera, l capacità d'intraprendere un lavoro faticoso , perchè esso è l'effetto- / d'uno slancio momentaneo a cui dopo non lunga azione succede la spossatezza. Nè si potrebbe, senza far precedere un conveniente esercizio. preparatorio, assoggettare a lavori di gran lena, quali sarebbero il percorrere lunghi tratti di terreno al trotto od al galoppo, un cavallo addestrato e montato regolarmente ogni giorno, ma sollanto.. all'uso di . scuola (maneggio) . Gli ese1\.izi cli maneggio, come la riunione: i piegamenti, le frequenti fermate, le variazioni di an-dature e di cadenza, e le bre\'i riprese de.t trotto e del galoppo. sono certamente della massirm utilità per quel genere di equitazione, ma non sono .1tti a prep,ìrare la muscolatura. e specialmente i polmoni del caval lo ~t funzionare a lungo colla stessc1. regolare attività. ed energia, quanclo il cavallo sia_sottoposto a ben differente lavoro.


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DUE CONFERENZE

Nè si riesce a portare il cavallo a tal punto solo col montarlo per molte ore in maneggio,. poichè non è nella quantità ma nella qualità del lavoro che consiste l'importanza dell'esercizio preparatorio. È perciò erroneo il çredere che vi possano supplire gli esercizi · di piazza d'armi prolungati , mentre questi non sono allro chela semplice continuazione su più larga scala dei lavori di maneggio , · o per dir meglio, l'applicazione di quegli esercizi alle evoluzioni e manovre militari . Ma ammettiamo pure che un cavaUo, il quale si sia trovato in uno · o nell'altro di codesti stadi, spiegando momentaneamente tutte le sue forze, percorra in un giorno una discreta distanza, p: es. 50-60 chilometri od anche più, distanza piuttosto considerevole per un -cavallo non abituato a tal genere di lavoro: avverrà che all'indomani difficilmente sarà in grado di prestare il medesimo servizio, poichè è probabile che quel primo sforzo gli avrà già recato gravi conseguenze, le quali si potranno considerare di poca entità solo allorquando non consistano, come avviene pit't di freqtiente, che in una temporanea rigidezza delle membra. Che se poi, non manifestandosi inconvenienti immediati, si avesse l'imprudenza di esigere dallo stesso cavallo un simile lavoro forzato tutti i giorni senza interruzione, ne conseguirebbe clt'esso visibilmente andrebbe sempre più dimagrando, e che ben presto finirebbe col diventare inservibile o rovinarsi afiatto. .All'incontro sottoponendo da prinr~ipio il cavallo ad un lavoro leggero, ed aumentando poi ques to razionalmente per ,dati periodi di tempo, in proporzione clei successi ottenuti e colle opportune cautele, si arriverà a fargl i acquistare una forza molto .superiore a quella che possedeva prima. I Questo trattamento, diretto a svi luppare, accrescere e perfezio\ nare la capacità del cavallo, dovdt ·poi ··condtffsi- -per parte dell'istruttor.e con inalterabile calma e pazienza, e progredire nei calcolati·stadi con una. ragionevole moderazione. Così in pochi mesi si otterranno i migliori risultati, e il cavallo si troverà in condizione cli sopportare senza pregiudizio fatiche tali, che l'avreb!JerQ .indubibiamente rovinato ove gli fossero state imposte quando non aveva ancora, goduti i benefizi dell'esercizio preparatorio.

$ULL' ALLENAMENTO

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.Valgano ancora alcune riflessioni fisi~logiche le quali se non in~· dispensabili sono almeno opportune. . . L'azione fa subire al cavallo, come ad ogm altro annnale, un cambiamento di stato in varie parti del suo organismo, come sarebbero i muscoli, i tendini, i legamenti, le articolazioni, i nervi, i vasi sangt1igni, intet:essando più o meno le funzioni del cuore e dei polmoni. · . Qualunque cambiamento che n?n produce una alterazione pernièiosa è salt1t,Ù'e, specialmente per il cavallo da mollo tempo lasciato ozioso, poichè con ciò le singole parti del medesimo verranno a poco a poco rinforzate, non che rese pieghevoli e quindi più alte a prestare i rispettivi uffizi . · Affinchè poi tutte le parti raggiungano il miglioramento complessivo richiedesi che le esercitazioni del cavallo vengano condotte in 1~odo che i camb iamenti menzionati progrediscano sistematicamente. E qui fa d'uopo osservare, che l'esercizio ~ro.duce effett'.. tanto nco·li orO'ani del movimento quanto nel corpo mtiero . Alcum di questi ~1fotti cessano col cessare dell'azione, altri invece perdurano quali conseguenze cli frequenti .esercizi.. . . D'ordinario l'esercizio corrobora I muscoli, 1 qua.h sono le molle che producono i movimenti. I1Ì a_zione i :11uscoli si_ contraggono, s'induriscono ed apparentemente s'mgranchscono, sviluppando nell'istesso tempo caiorico ed elettricità; cessata l'azio.ne ripren~lon~ le loro dimensioni ordinarie. Col giu$tO lavoro essi possono mv1go~·irsi ed acquistare maggior volume, còme possono i.ndebol.i1:si ed impoverit'i>i tanto per instlfficienza che per eccesso cli esercLZLo ed inigiclirni ecl intorpidirsi quando questo è troppo l~nto e pesante. Diffaui il cambiamento -che nasce pel lavoro applicato seconclo le buone cliscipline, produce nei muscoli l'effetto di rené!ei:li più atti a funzionare perchè li libera dal so,•erchio adipe che li circonda e · cuopre, e fa perclere alla stessa massa muscolare una qtw.ntit1t c~i parti acquose, per cni questa.. diventa più asciutta e più dura ed 11 1nuscolo si rende più svÌluppato. I muscol i cos:i ridotti si sentono al tatto più duri ed elastici, prenclono dimensioni più sviluppai.e e si presentano, specialmente nel treno posteriore, 1)Ì ù pronunciati e marcati. Facendosi l'autopsia d'un, . -cavallo si troveranno questi :qrnscoli che si esercitarono più attivamente nel lavoro di gran lunga più robusti e più fibrosi degli altri.


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SUL.L'ALLENAMENTO

DUE CONFERENZE

Praticamente ragionando però importa meno (per noi) di cono-~cere d~L!i cambiamenti che deve subire il cavallo prima di trovarsi m cond1z10ne, quanto il sapere che non si può giungere a ridurre in tal modo i mu:;coli che con molto e faticoso lavoro . · Sintantochè il voluto rinvigorimento dei muscoli non si manifesta e~ternamente con forte espansione e rilievo sotto la pelle, non pos- . siamo parlare d'una resistente velocità del ca va.Ilo. L'azione dei muscoli peraltro nòn deve essere spinta. al di là d'un ·certo punto, altrimenti si manifesterebbe un dannoso cambiamento in. ce~ti o~·gani, e specialmente in quelli che 'in particolar modo contr1b111scono al moto del cavallo, ed il risultato finale sarebbe precisamente l'opposto del ricercato. L'eccesso ripetuto d'esereizio produce tristi effetti anche in ailre principali funzioni della. vita dell'animale. Infatti, coll'esagerata auività dei muscoli viene immediatamente accelerata la respirazione; la frequenza del · polso accresciuta, la t~mperatura del corpo elevata, e la traspirazione cutanea favorita al d1 sopra del normale. .· 11 c~ore palpita con violenza, vi è tumulto nelle vene e nei polsi, 1 quali dalle 30 a 4-0 battute dello stato di riposo, e da 50 a 60 in un lavoro. ordinario giungono sino a ,J20 al minuto, ed il cavallo presentasi affannato, ansante e trafelante. . Se dopo un ~aie alterazione delle funzioni dei polmoni e del cuore, :s~ volesse contmuare l'esercizio colla stessa vel9cità, ben presto si · l'lmar~herebbe nel cavallo uno stato di debolezza manifestato dalla tendenza a rallentare le andature. Al!ora il cavallo ben presto s'arresterà, oppure precipiterà innanzi, barcollerà e finirà per cadere e forse per mai più rialzarsi. , E qu~nd'anche le esigenze del lavorn non fossero spinte tant oltre, ClÒ no~ perta~to Un ~aval_Jo che venisse sottomesso ripetutallle~~e ad un s1 ec~ess1vo ed trrag1onevole esercizio non potrebbe che soflr,re; attesoche perturbandosi in tal guisa anche la sua diaestione e nutrizione dimagrerà. di giorno in giorno sempre più, in poco tem?o perderà la sua forza vitale e si presenterà avvilito, abbattuto, ·sfimto e, come suol dirsi volgarmente, sfiancato e distrutto. . · Ove all'incontro si usasse prudenza nel trateamento del cavallo e ,quand'anche circostanze imperiose esi'gesserò pretendere da lui,

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cezionalmente, uno sLraordinario lavoro purché si facesse dumnte il medesimo attenzione ai primi sintomi di sfinimento e lo si risparmiasse per alcuni minuti di seguito, sia arrestandolo,, sia rallentando l'andatura, allora le alterate funzioni del cuore si calmerebbero, la respirazione diventerebb~ meno frequente, la forza dei muscoli si , vivificherebbe di nuovo ed in poco tempo ritornerebbe nel cavallo l'energia ed il vigore di prima, cipè il più felice stato della forza movente. . , Altre non meno importanti riflessioni' sono da farsi sul difetto d'esercizio. . L'inerzia prolnngata deteriora la natura, rallenta tutte le funzioni , assimilative, avvilisce lo spirito, e lo rende ottuso e pesante, diminuisce l'appetito e l),ttivilà del ventricolo, organo primario di vigore; salute e vita. Ciò non pertanto un animale abbandonato all'inerzia assoluta o che non fa se non pocomovjmento, ingrasserà ed avrii l'apparenza. d'nn certo benessere, specialmente se viene ben nutrito. Questo stato però sarà tulL'altro che lo stato della Yera salute, e meno ancora della forza. L'eccessivo grasso, piuttosto .che indizio cli buona nutrizione, è .segno di perturbata assimilazione; e quando questo riscontrasi in un animale, non havvi vero benessere, e conseguentemente nem- · meno vigore . Il grande volume del ventre, che in alcuni cavalli è anche causa di sofferenza, può derivare tanto da una pienezza e rispettivo allargamento degl'intestini, prodotto da abbondanti alimeuti acquosi, co~e sarebbe l'erba, il fieno' e la paglia, quanto dall'accumulamento di adipe interno, o dell'uno e dell'altro insieme. Quando Ù.n cavallo pei sumel!zionati motivi sarà molto panciuto, gli .organi clella respirazione saranno impediti nelle loro funzioni, l'animale non respirerà liberamente ed il petto non potrà allargarsi convenevolmente perchè la forma del ventre oppone impedimenti meccanici alla sua dilatazione. l?acendo perdere al cavallo la grossezza del ventre ed il soverchio, dannoso e pesante adipe e specialm~nte l'interno, i polmoni cesseranno di essere aggravati, si migliorerà quindi visibilmente la respirazione, ed i suoi organi subiranno un cambiamento nella loro capacità cli dilatarsi, che li disporrà vantaggiosamente al lavoro di lnnga lena. ·


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DUE CONFERENZE

Ed è comprovato che anche i vasi nei quali circola il sangue, come quelli che favoriscono le secrezioni depurative, la traspirazione insensibile, i! sudore e l'orina, acquistano con un tal cambiamento una maggiore attività. E· della traspirazione insensibile cutanea, basterà osserrnre che è quella che sorte per i pori della pelle e si volatizza; l'altra tra-:spirazione è il sudore naturale, acquoso, chè copre la superficie del cavallo, cioè la parte sierosa del sangue, la quale ha un certo rapporto colle orine; per cui, quanto più un càvallo suda tanto meno urina e viceversa. , Il sudore, anche abbondante, purchè non ecceda, la fisica economia del cavallo, è di molto giovamento alla sua salute. Oltre di contribuire a liberare il corpo di parti acquose e grasse, le quali, come giii si disse, servono d'impedimento, sì per peso che per volume, alle funzioni dei muscoli e degli organi respiratori, il sudore ha anc!ie il benefico ufficio d'impedire un eccessivo, spiacevole e pernicioso aumento di temperatura, e di espellere, unitamente a questo per gl'innumerevoli pori che coprono la pelle del cavallo, quell'umore separato, che risLagnandosi nell'interno, sarebbe causa cli gravi malattie, mentre evaporandosi in pa.rte e formandosi in goccie il rimanente che resta alla superficie_della pelle, alleggerisce, invigorisce e ·rinfresca il corpo. Dell'orina non occorrerà parlare, attesochè ognuno sa che è una delle secrezioni indispensabili della vita animale. , Il voler addentrarci di più nei cambiament i fisiologici che subiscono i muscoli ed i diversi organi del cavallo ci condurrebbe troppo lungi e ci, farebbe deviare dallo scopo prefisso. S'incontrano cavalli che per natura hanno una buona respirazione od almeno.non abbisognano che di pochissjmo lavoro per acquistarla. Questi hanno ordinariamente la trachea e le cavità nasali molto larghe, ed il petto ampio e profondo. Trova.nsi invece anche di quelli, ai quali non si a(riverà mai a dare una facile e perfetta·respirazione. Questi animali difettosi, che dovrebbero ,~enir esclusi dal . servizio militare, ma che pur troppo non cli rado s'incontrnno, hanno ordinariamente la trachea e le narici molt0 stretLe, ed H petto mancante d'ampiezza e di profondità. Un regolare trattamento dovi'it però sempre arrivare a migliorarne la

SULL' A LLE NA;ÌIENTO

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respirazioiie, e fan;ie della buona una perfetta, e della cattiva una discrela. Di tal maniera anche questi uhimi cavarn potranno dare buoni. risultati. Ciò si raggiungerà nell'istesso tempo e coll'applicazione degli stessi mezzi che servono a rinforzare il sistema. muscolare in genere, e che sono, come venne giit osservato, il sottomettere il cavallo ad un lavoro ragionevolmente prolungato e faticoso . Egli è anche possibile che nel preparare un cavallo acl un lavoro faticoso il suo sistema n1L1scolare arrivi ad una maggior energia, e che la re~pirazione resti in difetto per una falsa distribuzione del lavoro, o viceversa. La forza e la resistenza dei muscoli possdno migliorare sino ad un certo punto, anche col percorrere più \'Olte con certi intervalli di tempo un corto tratto di terreno, ma per ottenere u,na 1·ilevante capacità 1niiscolare e specialmente per rnigliorm·e lei ·respira.z·i'.one, bisogna percorrere senz~ interruzio1!e, e come suol dir;;i d'wn fiato, livnghe distanze a.cl cmdat-wre ·veloc1,. :Per fac,ilitarc ai ca,;alli che vengono soLtoposri all'allenamento il loro còmpito , bisognedt anzitutto assicurarsi ch'essi ricevano per in ti ero la loro razione giomaliera, e nè per peso nè per qualità sia questa inferiore a · quella che prescrive il regolamento. E qui 'ci cade in acconcio cl' osservare, che la razione_assegnala ai cavall i cli truppa è alquanto scarsa, ~ che questa rnalintesa econornia si vendica i:en·ibilmente, richtcenclo cli molto i mezzi e la durata di servizio dei nostri cavalli: I proverbi ippici : « Cavallo che mangia, paga; « Biada e strada; (< Ca.val d'avena, caval cli lena i> vogliono esser tenuti in qualche considerazione, poichè danno il giusto criterio d'una reale economia, esperimentata da secoli come infallibile, E che la razione assegnata ai nost1·i cavalli di truppa sia insuffic ienle lo prova il fatto che in tutti gli altri eserci ti se' ne dà un~ mar,rriore· nè fa eccezione l' Austria-Ung~eria, la quale·avenclo gh 00 ' • ll' ul ani egli ussa.ri, e speciahnentequ~:5t.i ultimi, _m~rnt~ttt con cava 1 cli taglia. inferiore a quell i dei nostri ca:vallegg1en, si pr_o~urerebbe del certo un'economia, qualora non la. riconoscesse perrnciosa. Ora, siccome frl1 le Lante cose, cioè: tagl ia, elà, razza, tempera.mento, clima , ecc. che determinano la quantità d'alimento cla A NNO X XIV VOL. l ,

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DUE CO!'!FERENZE

dar5i ad un cavallo, la più imporl.Mle è qnellct del lavoro che dorrà affrontare; così ne viene di conseguenza la raccamandazione di aumentare per lo meno d'un chilogramma d'avena l'att.ualc razione dei ca.valli di truppct, in considor,1.zione delle maggiori fatiche cui vengono assoggettati per le esigenze dell'odiorna lattica; fati che, le quali , si pratichi o no l'allenamento , sono ·sempre di molto superiori a quelle che dovevano affrontare negli anni addietro, e precisamente quando venne fissala l'alLuale razione. Qualora però, ad onta di quanto si disse, gi volesse perdurare in detta economia, allora proporrebbesi d'accordare per lo meno ai cavalli la razione di marcia quando praticano l'allenamento . E siccome col fieno com,ieno essere piuttosto moderati, attesochè somministrai.o in abbondanza. rende i carnlli obesi e torpili , produce molta sete, allarga di so,•erchio il ventre e cagiona per'l'\ino delle ma.laLLie, e particolarmente quello di prato irriga.torio che riscalda, fa evacuare di so,·ente o couseguentemente indebol isce, cos1 proponesi anche di ridurre durante l'allenri.menlo a qnri.ttro chilogrammi la razione giornU'Iiera del fieno e di eonverti re in - binda il rimaneule; non sarebbe malageYole e se n'arrebbe l' immenso vanlaggio di snellezza, vigore e vivaci t/1. Riguardo alla ripartizione dell'alimento conriene ossen are, che il cavallo, 'ta,111.0 per essere er bivoro come per avere lo· stomaco t piuttosto angusto, ha bisogno di cibarsi spesso; epperci'ò sarebbe ( cosa utile il somminist.rargli l'assegnata razioM cli biada pe1• lo meno in tre par ti. Tale disposizione oltl'e di seyonda.re Ja n,Hura del carnll o, sarebbe anche igien ica ecl economica; allesbcbè ma ngiandone in minor quanl,ilit per volta verrebbe fa.c ilmente digerita; per cui sarebbero quasi impossibili . le indigestioni e le perdile di parti sostanziose col passnggio cli grano cogli escrement.i. , Senza discendere ad. indicRre lo ore dei di,•ersi pasli , si dirà soltanto, che la distribuzione cletla biada si douebbe fare in modo c:he \ i cavali i ricevessero aJla sera la. porzione maggiore; mentre a mezzodì ecl al mattino primn. del lavoro, non si dovrebbe dar loro che una piccola quantiLà. Que5ta norma distributiv,t dà ai cava lli il van· taggio di avere durante la noue più tempo a loro pel' mangial'c ed abbandonarsi alla cligeslione. In appoggio cli questa distrib uzione, ed a dimostrare, che il nu-

SU LL' ALLENA ~IENTO

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trimento del mattino non è punto quello che da al cavallo il vigore per sostenere, pochi momenti dopo averlo mangiato, un lavoro .faticoso, vieno il proverbio arabo, il quRle dice: l' alimento del matt1110 se ne va al letamaio, ma quello clella sera passa. alla groppa. Occorr.edl appeon. dirlo che un cavallo non dove venir solloposto a.cl alcun lavoro e specialmente ad un lavor~ faticoso_ com~ quello di lena,, se non un'ora dopo che nvrà mangiato, ~ltnmentl il lavoro doi muscoli e quello della digestione eseguenclost contem- \ . poraneamente, quest' ultimfl non potrebbe a meno di soffrire. Il cava.Ilo va spesso ab beveralo, specialmente nell:estaLe; ma ~1a 1 troppo in unii Yo lla, diversamente si allargher~hbe .Il ventr~ ed 111- . debolirebbe il mecc,tnismo. La troppa acquR n emp1enclo dr soverc.hio il ventrico lo e la vescica. rende il lavoro oltremoclo fati coso e fa troppo sudare; ciò che finisce per indebolire. . Convien e moderare i cavall i che bevono :molto, ecl occ1tare con qualche pugno di far ina nell'acqua quelli che bevon~ poco. . . È cosa bnonissima il far bere i ca.valli ·in bianco durante 1 calort esti,•i ed in particolar moclo dopo un lavoro faticoso . L'acqua hevula in piccola quantità solletica la. digestione. ~on conviene mai fa r bere ai cavalli l'acqua troppo freclcla, spcc1~lmentc. se fossero ancora in traspirazione: per il qual caso, come pure in caso fosso cattiva, °l:J. si po.trà correggere agilanclola otl aggiungendovi un pugno di farina o di ~rusca. . Orclinariamento si daril da }Jere pruna della lnach; ma 1rattandosi d'un cavallo ancora sudato, e che dopo pochi momenti di fermata pe;· ristorarsi, dovesse rimettersi in camm~no, allora. gli s~ darà la biada prima. e dopo da here; 1M ancho m qnesto caso s'. dovrà farlo bere quattro, cinqlie 5orsi d'acqua prima di presentargll la biada ciò cho serve e basta per lavRrgl i la bocca e la gola· e disporlo ' acl appetire la biada, dopo la quale lo si potrà lasciar bere come al soli Lo. Se e' è poi una cosa che meriti d'esser raccomandala per la salute dei cavalli si è certamente la somministrazione clel sale, ch'essi umano moltissimo . Le virtù principali del sale sono di purgare gli intestini e distruggere i vermi, d'assottigliare gli umori e d'impedire .la putrefaz ione, nonchè di preservare dal moccio, dalla bolsagrne e dal


SliLL' ALLE:"IAMt.::NT O DUE CONF'EHl~N ZE

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cimorro. Esso sveglia l'appetito, eccita la sete; dà al cavallo maogior 1·obustezza'. vivacità, e pelo lucido; e somministrnto nella pri mavera, come s1 usa nella cavalleria ausLl'iaca, accelera il mu1amcnlo del pelo. Si usa darlo in due modi, in pietra ed in polve,.e; -nel primo caso _me~so 1:1 ella mangiato ia, si lascia leccare dal cavallo per circa ventr m1nut1, nel secondo invece, se ne dà un pugno nella crusca o nell'.avena; e questo ogni qu:ittro o sei giomi, LratLanclosi di somministrarlo soltanto per le prime tre o quattro seLtimane di prinrnvem., ed ogni dieci o quindici giorni volendolo somministrare per tutto il corso dell'ann o. Altre non meno importanti cm·e e precauzioni dovransi osserYa1·e prima d'intraprendere uù fut ico~o lavoro, noncli è dm·anlee dopo il medesimo. Alla ferratura si dovrà naturalmente dare la massima impol'tanza; e questo non solo prima d'intraprendere il lavoro, ma ben anco assicu1·anclosi, durante l'esercizio stesso, del buon slal.o delJn. medesima. Riguardo al lavoro conviene re 0 olarsi dietro il motlo inolese o t> ' che vuo lsi che il cava llo dicn. nitrendo al suo cavai iere: · «

• Up thc hill. push mc not; Do wn the hill, loosc mo not;

• In thc pia in, spnre me noi; • In tbc stahle, forgct me not >;

ciò che equivarrebbe a: Nellc1 ~1l l1tn. 11 0n mi spinger<'; Nella discesa, 11011 m'abÌ>andonare; 1h pianurn , non mi risparmiare; Jr~ i$r;ullCl'10, non mi dim e111.ica rc.

. Allenanc~o col ralclo o~pnre c~I freddo eccessivo, s'in terromperà dr ~ovente·rl lavoro con mtervallt al pas,;o, Col vento, specialmente se ù _fr~dcl~, saràyl'tldente sospendere il lavoro; e se questo non e possrl~il e s, pror· ,Lr~rà ev ital'lo di fronte; ma quanclo anche qnesto 11011 ~1 potesse e s, venisse colti coi cavalli sudat i, si tralascerù ad ogni caso il galoppo e si diminui'rà di. molto la velocità del trntto stesso, ma uu11 si melleran::~ i cavalli al pnsso che alla porta della scnderia, ove giunti si governeranno cu lla ma~~ima aecurnlezza. A.1·endo percor:.o una piuttosto lunga di;:tnnza con tempo caflirn,.

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Ltmiclo e frecldo, ventoso, ecc., e per una partico lare miss ione ocl altre imperiose circostanze si doyesse es:;ere dopo poco Lempo di ritorno, sar~l meglio rifar sub ito la sLrncla, regolandosi co lle norme prescritte, anzicbè soffermarsi, ove i cavalli dovessero star fermi ed irreparali, per ragioni cli localil.à o di co1wenienza . Se cessato il lavoro si avrà. cura di }Jene asciugarli e di l-trofiua.rli, onde r·ipruclurre in e.:;si un sensi bil e calore ~utaneo, si pre\'errà qualunque lriste conseguenza; come nulla poLril accadere, se clopo èli essere stati esposLi a ILtnga pi oggia ocl aver passate clelle acque, anche sudati , si avri1. cura di muoverli in andature veloci sino. a che vengano di nuovo in una lieve Lraspirazione, o per lo meno si siano asciugali ca.mmin fac.endo. J3isogna procurare di condurre i c.wa lli di quando in quando ai hagn i, e spe1:ialrn e1He nei grandi calori; ma questo non si llovrh. fare che due ore dopo il pasto. Tratta.ndosi d'nn lavol'o cli più ore, clopo la prima Lrollatn e dopo i primi minul i di passo s'arreslernnno un momenlo i cavalli acciocchè possano orinare; ilcl uua tal fermata però non s'avrit bisogno di tornare che dopo due o Lre ore di larnro, se qLieslo dovesse durare ancora per più ore di seguito. Quando però durante il lavoro un cavallo climo:;trnsse di vole1·si fermare per l' istessa causa, bisogna che il suo can1.li ere s'arresti, ma non dare riguadagnare il suo po;;to, che col Lrollo di lena, e se il grosso si trovasse pure al troll.o ocl al galoppo, approfillanclo di casua li scorciatoie, oppure continuando la slessn. anllatura anche quando que:-lo si sa rà messo al passo . Dovenclo percorrere ancora molta stra.da con carn lli che danno · -~ o-ià se"ni di sLanchezza.' sn ril bene, spet:ia lrncntein occa~ ione cli forti e lunghe salite o di;;c:e.~e, ;;montare, allentare le cinghie e condurli a, mano pel' poch i minuti. Que:;te in appa,.enza insigni fì.canli pl'ecauzioni. come quella di farli passare nell'acqua, quando l'occasione si pre:;enla., l)er rinfresc;,r lòro le gambe ed i piedi , prese nel giwslo momenLo, non solo danno pronto e sicuro sollie\'O ai cavalli rimettendoli. in forza, mn. li rendono 'anche capaci cli affrontare con facili tà il nuovo lavoro. · Dnrante l'allenamento non si potranno mll i avere ablrnsl.anza cure per i piedi clei cavalli allesocM dalla loro condizione dipende in gran parte la riuscita cli rruesta esercitazione. Epperciò per tenerli ()


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DUE CONFERENZE

SULL ALLENAl\lCNTO

in buono sta.to fa d'uopo ingrassarli cli sovente, cd applica r loro alla suola per lo· meno una volta alla settimana lo sterco di vacca; ciò che contribuisce a conservare quella parte morbida, ed a levare l' infiammazione locale che potrebbe essersi prodotta da un lungo la.voro su un terreno cluro. Quando si rilorna da un lungo e faticoso lavoro coi canil i stanchi e mollo riscaldati, conviene, per ev itare gonfiamenti sotto la sella, tenerli insellati, e per ridonnr loro il fiato e la calma normale del sangne, farli passeggiare per circa venti minuti a mano prima di farl i entrare in iscucleria. Durante questa passer,aiata si faran no loro • t>t> lava.re cqn una spugna bagnata nell'acqua. fresca le nari , gli occhi e la bocca; indi lo gambe, aYenclo poi cura cli fregarle bene con la paglia. Questa lavatura. delie'gam he clovrebbesi fare ogni qualvo!La il cavallo rientra dal lavoro, auesochè fatfa bene, non solo mantiene le gambe nette, ma ben'anco sane e vigorose. Tutte queste misure cl'mostransi indispensabili, specialmente se le scuderie sono fredde od umide. Gettando della paglia fresca sotlo il ventre, si eccitàno ad orinare quei cavalli che tardassero di farlo , anche dopo introclolli in iscuderia. Finalmente sa.rit pure opportuno premettere quanto seg1te: Alla pratica dell'allcnèunento non verranno ammessi che uomini i quali abbiano già finito il corso d'istruzione a cavallo prescrit.La, epperciò sappiano già cavalcare alla leggern; e cavalli addestrati,, ~ che per salute, età, ecc., corrispondono all e qual illL stabi l il~ dai regolamenti per i cavalli militari da sella. I cavalli interverranno fl quest' istruzione in briglia e, salvo poche volte eccezionali , verranno sempre guidati a qnaLL1·0 reclini divise. ,Allena_nd~ al trol.lo, i cavalieri cavalcheranno sempre alla .leggera, e per d nmanente s'.aLterranno alle discipline che in segui to verranno esposte per ogni singola andatura di lena. Le esercitazioni d'allenamento dovranno sempre precedere quelle di piazza d'armi , poichè rendendo con questo esercizio calmo, faticoso e prolungato, tranquilli anche i cavalli più inequieti , ed ol>beclienti gli stessi vi~iati, le esercitazioni cli piar.z~t d'armi riesciranno meglio, perchè non verranno sconcertate, nè ritardate dalla irrèquieLezza o dnlle di fese dei medesim i. come arriva ben di ~o-

vente. Dimostrasi poi neces.~ario che <}elle esercitazioni di allenamento precedano e non seguano quelle cli piazza ~' armi, a~co ~~r alJeoaerire di nuovo i cavall i di bocca e clell'anlenore, e nequihbra;i'f sul centro, attesochè coll'allenamento classi loro la tendenza di gravitare maggiorrnenle sul treno _anteriore._ . . . Esercitati giornalmente in questi due modi, 1 c.:wall1 nspond~ranno perfettamente alle esigenze clell'oclierna tat.tica, la. quale r'.chiede che i cava.lii militari siano maneggiabili , re·~islent1 e veloci.

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II. Per preparare un cavallo ad un faticoso ma lento lavorò: non occorre un particolare complicato esel.'cizio; basta .attenerst acl _una seiuplice; razionale progressione di moto in continua yroporz1one con le sue forze. Queste cresceranno i11 virtù appunto cli Lai progressione combinata con quella sufficieole quantità cli nutrimento , che basti '.a r imettere il cavallo clalle fatiche non· Iievi, che porla con sè un tal lavoro .• Ciò noh basta nel preparare un cavallo a res.,i.stere in andatur~ veloci, come per le corse, per la caccia e nel percorrere lunghi tratti di terreno in uno spar.io di tempo relalivamento corto. All'uopo, oltre la progressione, è necessario usare norme particolari la cui razionale _applicazione chiamasi trenare quanclo serve a preparare un cavrLllo peì· le corse, per la caccia od a percorrere, con velociltl relativa, lunghe distanze, ricorrendo ad un forte aumento d'alimento, ed alla somministrazione di purganti ed altri medicinal i· mentre chiamasi clar· lena od allenamento quando, come nel metter~ in condizione il ca.vallo militare, non viene che ~i poco aùmentata l'ordina.ria profencla·e 110n si f,} uso di medicinnli per favorirn e il risnltato. · li dar lena al ca,,allo mi lit.are deve consistere più che altro nell'avviado a poco a poco acl una magg·ior resistenza e velocità per mezzo d'un 1·a1,ionale esercizio ginnastico. È evidente che l'allenamento vuol essere diretto con quella co-

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gnizi.one di causa, quel colpo d'occhio e certo Lat.to ippico, che si ac:1u1st.a ~olo con una lunga. praLicà·e che suggerisce talvolta di applicare piuttosto una ripetizione dell'istesso lavoro anzichè un aumento od umt diminuzione. Non i_nan~ano è vero dati appro~simativi per conoscere quando il lavor~ s'?· grnsto, troppo grave, o troppo scarso, ed il cavallo venga so~raffat1cato, od anche inutilmente risparmiato; ma questi indizi fa~tlm.ente posso1~0 sfuggire a c.o lui che manca di quella pratica. the esige _quest~ pa.r!1cola~·itit di lavoro; ecl in allora, le conseguenze potl'ebbero cl1vernre sene, se non irreparabili. . Man;ando dunque di dati precisi farà d'uopo indicare quella mamerad all enare che espone 1nen,o i cavalliai pericoli di una taleeserc!tazio_ne, e ~he nell'istesso .tempo stando alla portatli d'ogni capacità s1 laser praticare con facilità e sicurezza anche cl.a coloro che non conoscono que~ta. special ità del la 1:11oderna equi Lazione. Le massime fondamentali che si sono potute ricavare dall'esper~enza, ed nlle.quali bisognerà. altenersi nel dar· lena al cavallo,· si riassumono ne, seguenti punLi: 0 passare, per gradi co1i' moderaz.ione.e:cil@~e daH'andatmct lenta a.lJa veloce, e dalla corta alla lunga distanza; · 2° non passare ad un lavoro che es ige un maggior sviluppo di forze .che. aUorqua1~clo sarà già. stabilita nel cavallo l'abitudine di eseguire rl grado di lavoro immediatamente precedente. Per allenare il cavallo , · bisognerà quindi dividere il lavoro 111 periodi. In questi periodi si dovrà far progredire detto lavoro, tenendo ~ont_o delle div~rs~ occupazioni giornaliere del soldnto, e quindi nnp1e~ando ogni giorno il minimo tempo possibile. . . Se il lavoro co~sisLesse in una semplice progressione giornal iern, il cavallo non arriverebbe mai ad abituarsi ad una data durata di lavoro, perché aumentando tutti i_giorn i sino all'ultimo sLadio rnluto, ogni giorno gli si present.erelibe un lavoro (di maggior durata, e con. esso non avrebbe maj il tr mpo necessario per assodarsi ad una quantità qualunque; atilf~~ò solo coll'esecuzione frequente ,dell'istessa azione vi si fa l'abitudine. 'Per evitare questi foconvenienti bisognerà dividere l'esercizio ·del clar lena:

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OùE CONFEHI';.NZE

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SULL'ALLENAM ENTO

.( ci) in periodi 1>rog1·essi!IJi nei quali si aumenta gracluatamente i tutti i giorni la quan tità di lnvoro; f b) in peri.odi sta.zionari nei quali si ripete giornalmente per tult.a la durata del periodo la stessa quantità di lavoro; e) in periodi misti in cui la quantità del lavoro non è eguale in < tutti i giorn i. Ad ogni periodo progressivo seguirà nno stazionario in cui si ripeterà giornalm ente il Tr).assirno grado di lavoro, raggiunto nell'ultimo giorno del periodo di progressì.one che l'ha prececlnto. A questo seguil'it di mwvo uno cli progressione, e così nlt.ernando fra loro sino verso la fine in cui vengono introdolt.i·i. periodi misl..,_i.:...· In tal guisa. quand'anche nn istruttore inesperto avesse progredito troppo rapidamente, oppure qualche cavallo avesse incominciato a soffrire, le conseguenze arri vereL bern diffici !men te ad essere ,irreparabili , stnntechè il rnelodo viene da sè ad arrestare per tempo il 1>rogresso del male sfuggito all' inesperto occhio dell'istruttore. Di più la ripetizione dello stesso lavoro, farà. che i cavalli tutti si abiLu1;ranno ad eseguirlo con faci lità; ciò _che è indispen::;abile per poter pas::;are di nuovo ad m1 periodo di progressione . . Che se ad onta dell'avuta precauzione accadesse che in uno o più cavalli si manifestassero sintomi cli sfinimento, allora bisognerà diminuii'· loro prontamente il lavoro, e secondo Ja grn.vità del rnnle rimetterli a quello di uno o due periodi indietro . Se questa diminuizione di lavoro verrà ben ealcolat.a, detti cavalli 'l'ao·,.riun,,eranno in breve tempo i loro com1iagni che lo continuarono t H") o senza interruzione. Ai periodi misti non si ricorre che quando l'allenamento è bene avanz<1Lo, ecl aI'!'iva il momento di sottomettere i cavalli ad un lavoro di molte ore di seguilo. Ciascun periodo.avrà. per ha:;e la settimana; incominciando col lunedì finirà col sabato, lasciando in· tal guisa ai ca valli lra due per iodi un giorno cli riposo. La. durata él'ogni periodo venne calcolata dietro fatte esperienze, ecl è tale d1e ì cavali i, coadiuvati da un convenèvole trattamento, progrediranno visibilmente nella, I.oro vigoria e dimostreranno sempre maggior voglia.nel la.voro . Si trovò prudente l'ndotlarn che ogni periodo incominei dal lavoro praticato nell'ultimo giorno del precedente periodo.

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DUE CONFEREN7.E

L'esperienza ha dimostralo · che per mèltere i caval li in perfetta condizione di lena occorrono tre mesi; e non si lroverà e:-agerato questo lasso di tempo quand9 si pensi al cambiamento fìsico, all'aumento di vitalità e di potenza della sostanza muscolare, e alla resistenza ed energia. che ha da raggiungere l'apparecchio respiratorio. · Questa condizione Lutt,tvia potrà ricercar:;i meno perfetta coi cavalli di truppa, poichè _qui trattasi non tanto di ottenere straordiuari risultati dai migliori, quanLo di porlare anche i più deboli a prest.a~·e in andature discretamente v:eloci un buono e prolungato serY1z10.

.Basterà quindi per la cavalleria un allenamento della durala di due mesi, potendosi già in questo termine di tempo portare i cavalli a quella condizione di lena voluta per affrontare e sostenere con facilità le non lievi fatiche delle grandi manovre annuali, siccome queste si fann o su grande scala ed a quest'arnia, accade giornalmente di dover percorrere lunghe distanze; C1)~Ì ne aHiene che per essa elette grandi manovre si possono considerare cc~me 11na co1Hinuazione e complemento dell'allenamento. Al di sollo del termine· di due mesi però, o s'oltrepasserebbero nell'allenare le norme prescritte dall e buone di~cipline e non si ·raggiungerebbe che un apparente condizione, la <piale per 6sultaLo fi nale dai-ebbe cavalli sopraHenati e logori; oppure, passando progressivamente e dietro le giuste discipl ine per lutti ì Yari esercizi prescritti, non si raggiunge1:_ebbe, per m~ù1canza di tempo, che una incompleta condizione. ·Nel primo caso si anebbe scinpo di mater iale, perch è il cav,allo si logoeer·ehhe, non solo per il lavoro forzato, ma hen anche per 11011 esser stato regolalo nel voluto modo . Nel'secondo ·invece non si avrebbe che spreco di tempo, poichè i risulLati rimarrebbero al di sotto dei limiti prefissj; il quale inconveniente; è vero, non produrrebbe danno alcuno ai cavalli, ma neppure permetterebbe di esigere dai medesimi quanto si può e si deve prelendere da cavalli allenati . Trattandosi dlinque d'un allenamento della durata di due mesi, che potrehbesi chiamare allenamento def cavallo di truppa, le due prime settimane dovrebbero essere , dedicàte esclusivamente alle esercitf;zioni del trotto . Nella terza invece, continuando sempre a

SU LL'ALL ENAM ENTO

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progredire col trotto, s'incomincierebbero le esercitazioni del galoppo, mentre quelle délla carriera si riserverebbero per le ultimetre settimane dell'allenamento. Nell'allenamento della durata cli tre mesi, si praticherebbe nel primo mese esdusiv,-imente il t.rotto; nel secondo e terzo, oltre df continuare coll'esercizio del trotto, si praticherebbe anche quello• del galoppo , inclusa la carrien1. La condizione raggiunta con Lre mesi di allenamento dovrebbe essere il massimo da cercarsi; mentre quella raggiunta con due mesi· sarebbe il puro indispensabile per il cavallo di truppa. Al di lit del termine di tre mesi non bisognerà far altro che cercare di manten'ere i cavalli nella raggiunta condizione, per mezzo di un adatto· lavoro, come si spiegherà in segui to , Terminata la pratica clell'allenamento cli due mesi, cercl1erassi di completue la condizione di lena nei ca ralli adoperandoli nelle ma-· novre. E qui tornerà utile l'osservare come l'esperie1mi abbia dimostrato, che occone meno tempo per dare una grande distensiòne alla respirazione, cioè per ottenere dagli oi·gani respiratori un'attività foss'anco esagerata, che per dare alle membra tutta l'estensione- . di wi sono suscettib ili , Egli è pure interessante sapere, c.be_più un cavallo viene allenato al trottò, più acquisterà in resistenza in quest'andatura: all'i11contro, ciò che si raggiunge in due mesi otl al più in dieci settimane di allenamento al galoppo, è il massimo di quanto si può raggiungere in, talè andatura, sia in velocità, sia in resislenza. Non fa eccezione a questo. regola che il cavallo puro sangiie.

IJI. Nell'allenamenLo bisognerà servirsi del passo per incominciare, . per chiudere l'esercizio, e per dare riposo ai cavalli, tra le diverse· riprese del Lrotto o del galoppo. I l trotto è l'andatura della quale bisognerà servirsi nel percorrere Junghe distanze.


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DUE CO'.'IFERENZE

Per raggiungere i vanl:aggi che si hanno di mira coll'esercizio dell'allena.m.enlo, bisognerà che i cavalli vengano abituati a perdurare nel trotto per lo meno trenta minuLi di seguito , e che dopo di1~ci o quindici minuli di passo siitllo. in grado di l'ipelere l' i:;tessa ripresa di troLlo Lre, quattro ed anche più volle di seguito senza che per questo vengano a soffrire menomamente. Si racçomandano in particolar modo le riprese di trotto della dÌ1rala suddetta , anche · allo scopo di evitare nei cavalli l'agitazione e la non insignificante perdili\ di tempo cagionata dai troppo frec1uentì cambiamenti cli · andatura. Il galoppo cl'allenamenLo, non dovrebbe ·senire ad altro che a percorrere in caso cli bisogno, con maggior velocità che al tro tto, unà clisl.onza relativamente corta, p. es. da cinqne a sei chilometri pei -cavalli cli t.rnppa, da otto a dieci per icantlli J)iù distinti; a preparare i' cavali i a passare con calma alla carriera, ed a perdurare nella me,clesirna p iù a lungo. Si abbia per norma però che, specialmente trattandosi di grandi <listanze, non si dovrà rièorrere al galoppo che alla fine del Lrar.to di strada cl;e si ha da percorrere; po ichè il seevirsene al principio, alla metil, oppure l'interporlo fra l'una e l'altra Irollala, sarebbe non solo affaticare al doppio i cava lli, ma ben anco risch iare di non raggiungere la meta, stantechè il galoppo anima i cavall i ccl altera troppo la loro respiraz ione per poterli riavere abbastanza presto in fiàto e nella calma necessaria per la Lrot.lata che deve seguire. Ne viene che, o si dovrebbe lasciarli dopo il galoppo troppo lungo tempo al passo prima di passare di nuovo ad una andatura veloce, ed .a.flora si perderebbe il vantaggio di pochi minuti guadagnati sul trotto, oppure cltiamandoli di nuovo al galoppo prima. che siansi calmar.i e rimessi in fiato, ben presto si stancherebbero mancando lonJ i due pri.mi fattori di resistenza, cioè buona e libera respirazione, e rego lare cadenza. All'incontro servendosi del galoppo alla fine, si raggiungerà la meta col vantaggio di alcuni minuti sul troUo, minor sciupo dei cavalli, e sicurezza d'arrivo. · Le esercitazioni dell a carriera nella pratica. dell '.allenamento hanno lo scopo di dare ai cantlli di truppa tanta energia, velocità e resisr.eina. da poter esegui re con velocitil., anche dopo un galoppo che

SULL' A 1, LENAMENTO

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see1ua una o più trottale, una carriera di 500 a 600 passi, come lo v . esigono le condizion i degli odierni eserciti senza scapitare nelf a f orza necessaria per l'urlo . Prima di dar principio alla pratica de:t'allena.mento, sal'à opportuno far conosceré come dovranno esserè le andature per rispondere alle es igenze di questo particolare servizio del cava l,lo di_trupp,t. J1 passo di lena dovrà essere privo d'ogni riunione, facile, .legger~ ed allungato. Durante il medesimo, tanto i cttva.Jieri qua.nto I c~w.a~li saranno sempre in rip()so. A lai fine i cavalieri terranno le red1111 m quella semitensione che rende loro possibile di padroneggiare e sostenere in tutti i casi i cavalli senza impedirli di marciare un passo lungo ed abbandonalo, con atteggiamento di testa e di collo .Più basso e disteso dell'ordinario. Il passo è il pemo dell'allenamento; esso dà. il~ssibil_it~ é vigore ai muscoli; rende pieghevoli le 1nembra; vu.ota g_l'rntestm1; provoca. l'appetito; favorisce Ie funzioni dei polmoni; calnui._i cavalli troppo focosi, e dà riposo ai crtrnll i stanchi . Esercitandolo g,ornalme~Le.co~ sucldèscritto atteggia.mento, ed avendo cura di animarlo c.on a1(~t1 d~ gambe, i cavalieri arriveranno a. distendere pòco a P?~o 1 tempi .det loro ca,valli in modo da dar loro in breve la velocità. et, 1140 passt al minuto. 11 passo prepa.1·a: i cavali i ad intraprendere con spontaneiLà, ca.Ima e scio! t.ezza le andature veloci, ed a sostenerle colla-massima faci Iità, e senza che gli organi attivi della locomozione, quelli della digestione, vengano scossi, e quelli della resp irozione vengano sorpresi nelle loro funzioni . Jl trotto di lena deve essere libero e spontaneo con movimento lento esla.nciato; r.ome al passo, così anche al trotlo di lena l'otleg"iamento di Lesta e co llo.dovrà essere più basso e cli::;teso dell 'ordi~ario; i cavalli dovranno trottare radente il suolo; i Lcnrpi dovranno essere pi11 distesi e slanciati che nel trotto ordinario. Come al passo, gli arti anteriori possibilmente distesi e senza piegare le ginocch ia eseo-niranno il loro movimento cruusi esclusivamente colle spalle, o o . ., mentre i posf.èrIOl'Ì dovranno pit'Lspingere che portare. ~ ueslo ~ l 11enere di trotto che costillìisce la ginnastica della muscolatura, e rmo vigorisc.e particolarmente i muscoli locomotori. . Il trotto di lena dovrà avere la veloci tà di 270 passi al rnmuto .

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SULL' ALLENAMENTO

DUE CONFERENZE

. Durante il trotto 'di Iena i cavalieri dovranno mantenere l'asseLLo -ed il contegno prescritto dalle discipline del trotto leggero ; e pel rimanente, tenendo' i pugni uniti, bassi e fermi, procureranno di dare ai loro cavalli un buono ed elastico appoggio, senza cercare mai .dai medesimi un piego laterale. La posir,ione della testa approssimativa.mente ver(icale, qualora i· cava.lii l'accettino e conservino con fac ilità, è la migliore, ed i cavalieri cercherann9 di darla e conservarla in tutte le andature, nella ;pratica c1ell' allena.ment_o . Riguardo alla. veloci Là l'esperienza ha di mostrato essere quella di . 270 passi al minuto la più naturale e più efficace pel tro tto di lena. Ed egli è un grave errore il credere, che i nostri cavalli di truppa non possa~o 1:e$ÌSter~ a lu~1go trottando con una velocità superiore ( .a quella dL 250 pass i al mrnulo. · , Coloro che dò dichiararono probar.> ilmente basarono Lale loro opinione su esperimenti ·fatti, e dai quali n'ebbero il convincimento che detti cavall i di truppa dopo pochi minuti di trotto della velocità di 270 passi, non pote,'ai10 proseguire che. a st.ento. :Ma v'è tutta la probabilità che in questi esperimenti si,t incorso l'errore di averli fatti eon cavalli sin allora ab ituali al solo trol.to di ma1rnarrio epperciò non ai1cora dotati di quel trotto slanciato che si richiede pel' J'a.llenamento; anzi avranno Lrovato che alcuni fabb ricavano. Ciò .arriva quasi sempre nelle prime troùate all,t leggera, perchè i .I .cavalli non sentendosi sostenu ti e riunili come nel trotto di ma.neggio s'abbandonano .compfetamenle: ma questo scompare dopo · pochi giorni d'esercizio, per l'abitudine che prendono di portarsi e .mantenersi da loro nel nuovo equilibrio. Sicconle poi il movimento slanciato non viene nel trotto col solo cambiare il modo di trottare i cavalli, ma bensì coll'esercitarli per -qualche tempo di seguito dietro le discipline indica.te pel LrotLo leggero, così il giudizio immediato sui primi esperimenti non può che essere fa.llace in ispecie rispeuo alle velocità dei nosfri cavalli. Analizzando l'andatura del trotto s'aniver;\ a conoscere l'immensa differenza cl/esiste tra il trotto di m,meggio e quello di lena, ed a convinversi di quanto venne asserito più sopra. Ciò che caratterizza l'andatu m del trotto, e i<i slancio e quindi , l'appoggio simultaneo dèlle due estrnmità diagonali. c)c)

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Questo slancio che si dà. il cavallo respii1genc1osi coi piedi dal suolo, lo getta avanti ed in alto, in maniera che p.er: un breve istant!:) fende l'aria, senza che uno dei piedi tocchiif suolo. Questo ista.nte è c1uasi irnpercetLi bile, e lo si arriva appena a scorgere nei bL1oni trottatori, ma puossi vedere faci lmente nel passeggio . In conseg,ienza di questo slancio, la massa del cavallo percorre nello spazio un arco che ha principio colla spinta del bipede diagonale in funzione, e finisce con laricacl uta del medesimo a terra. Ora, see.ondo che la spinta della diagonale che si slancia, agisce più nella direzione verticale o piit nella orizzontale sulla. massa del cavallo, questo arco sarà più o meno alto e ricurvo, o, più o meno basso e disteso. Nel primo caso il cavallo guadagnerà. co llo slancio più spazio in elevazione ; nel secondo invece più suli' orizzontale. Ne arriverà che nel primo· caso la lunghèzza d'un tempo di trotto sarà pressochè egmt.le allo spazio che viene compreso dagli arti nella loro es Lension~ nat.t1rale; merùrechè nel secondo ~nesto spazio comprenderà anche qnel tanto. di terreno che il cavallo guadagna collo slancio orizzontale. Ne deriva che la velocità di quesL'Ltl Limo sarà sempi·e maggiore a qnelht del primo ; senza che per questo il cavali.o abb ia a fare uno sforw maggiore, dipendendo questa différenza dì velocità, e~clusivamente dalla direzione e dal modo differente con cui viene impiegata. l' istessa forza . Nè bisogna. credere che .basti trottare· alla leggera per procurare subito questo vanta,ggio al cavallo che era. abitualo al trono di maneggio . Egli è -so lo dopò un certo esercizio che la· muscolatura del · cavallo si dispone, armonizza ed agisce in modo che la mas5a per la variata disli'ibuzione delle forze Iocomotricf ottiene tanto impulso di più nel senso orizzontale di qmmto ne perde in C(Ltello verticale. Volendo giudicare della velocità d~ darsi ai Lrot.lo di lena bisognerà farne ia prova con cavall i che giit da qualche tempo avevano l'abitudine del trotto leggero ; ecl allora si vedrà che i cavalieri dovranno traLLenere, perchè i cavalli si ada,ttino al lro.lto della velocità di 250 passi.al rninnLo, e che.aWinconlro, abbandonaLi a lor stessi , e senza spingerli, i cavalli tutti, anche i più deboli, verranno a prendere da loro il trollo della velocità cli 270 pas.,i al minuto. Ma non solo il trotto di 270 passi al minuto è da preferirsi. a


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quello di .230 passi per la maggiore velocità. ed agevolezza che hanno i cavalli di adatlarvisi e resistere; è da preferirsi anche perchè affatica meno i cavalli e conserva loro ·le estremità anteriori e le spalle. Si griderìt forse dapprima alla stranezza ; ma colla riflessione si arriverà certo a convincersi di quanto esponiamo. Osservando un cavallo trottare alla leggiera collo. velocità di .250 passi al minuto e speciahnente ~on quella di 220 passi (trotto di via), la prima cosa che dà nell'occhio si è' che le estremità anteriori eseguiscono il loro movimento indipendentemente dalle spalle, le quaii restano quasi immobili. Il cavallo tratLenuto, ma non riunito dal cavaliere, non piega.to sul di dietro e conseguentemente non al leggerito del davanti, ·non arriv,t mai ad estenderle o rilevarle. Che questa mancanza d'att.ivitit delle spali.e, questa inerzia della musco latura delle medesime, coll'af!dar elci tempo finisca per renderle rigide ed intorpidirle, è facile il concepire. Quesl' inazione delle spai/e òltre al rendere il cavallo soggetto ad incon_trare distensioni e sforìi , finisce anche per logorargli le estremità anteriori ed in particolar oiodo le articolazioni delle medesime : esscnclochè la cmdezza dèll'urto che. viene loro direttamente nel l'appoggiare i piedi a terra., non è mitigata, mancando Ml tutto l'elastica cooperazione delle spalle. All'incontro, t.rollanclo alla leggera colla Yclocità di 2'70 passi, cioè col vantaggio del libero slancio orizzontale, il cavallo anche senz'èssere riunìlo, non trotta più. sulle spalle, nè le tiene rigide cd incavicch iaLe ; ma trotta .bensì in equi li brio, vale a dire col peso del corpo egualmente ripartito su tnl.le quattro le estremità e col!è spalle attive e liJ:iere; dimodochè le estremità anLer-iori coad iuvate nelle loro funz ioni dall'elasticità delle $palle stess·e si conserveranno più facilmente. Riguardo po.i all'osse1·vazione che tanta velocità non sia compatibile col gran peso che deve portare il cavallo mii itare, rispondiamo che : il cavallo che trotta colla velocità di 270 passi al minuto ha su <1uello che I.rolla colla velocità. di 250 passi il vantaaaio ; vv dell'ecruilibrist~, c!ie con poca forza, ma con mol ta leggerezza ecl agili tà, leva e sostiene forti pesi ed esegnisce facilmente ciò che ad un a!Lro più

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SULL'ALLENAMENTO

J)U8 CbNFEf\ENZE

f~1:Le, ma mer~o ~bile ~ destro, non riesce. Più si aumenterà il peso , pm per qnest ultnno s1 aumenteranno anche le difficoltà.. Le esercitazioni del galoppo nell'allenamento hanno per iscopo sp_eciale la ginnastica del polmone. A ciò raggiungere il galoppo dovrit essere libero , slanciato, allungato e non elevato. ,Siccome questo genere dÌ andatura richiede una grande attività per parte dell'apparecch io respiratorio, così fa d'uo?o che i c~valieri permettano ai cavaJli di prendere quell'atteggiamento dt testa e di collo che maggiormente favorisce la comoda entrata ed uscita della colonna d'aria che per il cono farino-onasale, la laringe e la trachea va e riviene dalle narici ai polrn~~i. . Questa posizione di tesLa e di collo sarà d'ordinario più bassa e distesa che nel galoppo di maneggio ; ma i cavalieri non dovranno però sforzarla. nei cavalli, che per particolar conformazione si opponessero a prenderla. Tenendo le mani urti te e basse, le redini semitese, il corpo avanti e pun tando maggiormente sulle staffe, impediranno solt.anLo che i cavalli galoppino troppo rilevati, permettendo loro di prendere per le prime volte quella posizione di testa e di collo che meglio conviene alla loro confor'mazione. Dopo poche esercitazioni di galoppo di lena, i cavalli, anche i più ma.Jao-evoli di . o mcollatum, verranno a prendere da loro la posizione bassa e distesa elle più soprn venne indica,!a. Una volLa ottenuta, sarà còmpit.o dei cavalieri di conservarla per tutLa la durata del galoppo. Il gaJoppo di lena dovrh essere calmo, risoluto , cadenzato, disteso e slanciato. .Per dare ai cavalli la resistenza. in questa andrttura, oltre all'abiLual'li ~- prendere un conveniente appoggio, come già si disse, bisog'.ierà anche fare in modo che i loro polmoni vengano obbligati a distese e forti dilatazioni. Il galoppo di lena ha la particolarità, che in esso le funzioni del polmone si adat.lano facilmente al salto, cioè che galoppando i cavalli ispirano nel momento che si raccolgono per sp icca.re il salto, ed espirano quando stanno per arrivare a, terra. Da ciò è facile il concepire che più lungo e ctisteso sa.rà il salto de] galoppo, più pronunciata sarà l'escursione costale e conseguenLemenle più lunga e calma la respirazione. . La velocità del galoppo di lena, di circa 450 passi al minuto, non ANNO XXIV, VO L. !.

29


442

DUE CONFERENZ E SULL'ALLENAMENTO

bisognerà cerc<lre di ottenerla con lo spingere i cavalli a.precipitare i salti; ma bensì coll'indurli a mezzo di appositi àiuti ad estendere il salto stesso del galoppp mantenendo invariata la cadenza. Nè ciò si raggiunge col solo spingere maggiormente il cavallo ad avanzare; lo s'indurrebbe sollanto ad accelerare la successione dei sal~i: ciò che porterebbe bensì ad una maggi_or velocilit, ma s1)osserebbe dopo due o tre mimHi anche i cavalli più vigorosi. I polmoni sforzati a precipitare le loro funzioni dalla rapidità con cui questi piccoli salti si seguono, rifiuterebbero ben presto il loro servizio e quand'anche i cavalli avessero le migliori gambe, non potrebbero più oltre proseguire. Sarebbe pure un grave errore il voler ottenere la ricercata iunghezza del salto subito nella prima e.sercitazione estendendo sempre più ogni salto che segue sino a raggiungere qt,1ello che abbia l'estensione voluta per corrispondere alla prescritta velocità del galoppo di lena. Un tal procedimento, quand'anche eseguito bene ed in cadenza, finirebbe per avvilire e snervare i cavalli linfatici, e logorare e render sempre più inquieti i focosi. L'estendere il salto del galoppo richiede un lavoro particolare, del quale si pa.rlerà. asuo tempo; e così pure dicasi della carriera. (Continua) .

ALCUNE

CONSIDERAZIONI SUI TRIANGOLI E SULLE RETI GEODETICHE

S0r,rnrn1o: 1o Ge nerali tà su~ triangolo geodetico. - 2° En·ori sui suoi lati e proprietà ca ratter·istica del trian golo rettangolo isoscele. - 3° Espressione genernle dell'errore temibile sul la to ne.imo di una re te d i tria ngoli qualunque e dell'errore te mibile medio d i questa. - ,1• o,1 terminazione della rete che permette di ·passare da ull lato e ad un lato a,._ 1 col minimo d i e1·roro temib ile. - 5° Applicazione alla base di Catania. Go Formale generali analoghe alle precedent i desunto dal co ncetto dell'errore medio. - ;o Applicazione delle cnecle~iine allo svilu ppo della base di Catania. - s• Rete tipica per la costn1,io110 di una carta. - \J0 Re te tipica pella misura di un arco t errestre. 10• Utilità .Pra tica e sv:iriat.e applicazioni delle formole generali. - Conclusione.

CESARE PADEllNl

Oggetto delle considerazioni che seguono è lo studio della forma più conveniente da darsi al triangolo geodetico considerato isolatamente e la discussione del miglior modo di sviluppare una rete geodetica a seconda.dello scopo che colla medesima si vuol raggiungere. Per meglio precisare ,!e idee che mi propongo di svolgere credo utile premeLtere le riflessioni e defìniiioni seguenti: ,J O La superficie di equilibrio medio dei mari comunicanti, prolungata sotto i continenti, si può rappresentare con un'elissoicle di rivoluzione il cui asse coincida coll'asse terrestre, ed i cui elementi (asse maggiore ed eccentricità) sonO' sensibilmente costanti ' sopra un'estensione di ,J 000 e più chilometri in latitudine ed in longitucline.


ALCUNE CONSIOEltAZJO:-.I SUI TRIANGOLI

2° Se A, B, C, (11g. 1n) rappresentano le proiezioni, sulla superficie anzidetta, che si olteogono abbassando sulla medesima da tre punti situati sulla terrn le rispettive verticali, si avrà un triangolo geodetico unendo due a due i punti A, .13, C, mediante gli archi cli linea. geodetica o di mini ma distanza che essi derminano sulla superficie elissoidica, di riferimento. 3° Quando i punti A, B, C non distano · fra. di loro più di 300 chilometri, si può senzn. errore sensibile sostituire agli archi di linea geodetica ora detli, gli arch i elitLici determinati dalle sezion i normali reciproche possanti per quei punti. Cioè al triangolo geodetico si può sostituire il triangolo elisso idico commettendo nelle lunghezze dei lati e nell'ampiezza degli angoli errori di ordine in feriore a quelli conseguenti alte osservazioni ango lari cd alla misura della base. Ciò, ricordiamolo, nei limiti di 300 chilometri nella lungh ezza dei lati e tenendo co nto della precisione che si è raggiunta nella costruzione dei moderni strumenti geodeti ci ed aslronomici . ,i. 0 Negli stessi limiti si può al triangolo elisso iclico sostituire un Lriangolo sferico che abbia cli comune col medesi mo un lato ed i tre ango li ed appartenenle una sfera. il cui 1:aggio sia eguale al raggio cli curvatura media della porzione di superficie elissoidica. sulla quale giace il triangolo A, B, C. Q11esto rnggio cli curva.tam potrit esscl'e indifferentemente quello corrispondente alla media delle latitudini 9i, <p! , 98 dei tre punti A, 13, C ed nll'at.imut 45°; opp ure la. media dei ra.ggi cli curvatura. delle sezioni normaJi all'elissoide nei tre punti medi dei lati del triangolo A, B, C, per l'azimut medio di ciascuno dei lati stessi. · 5° Fra gli .stessi limi ti si potrtt fi nalmente, commettendo un errore trascurabile rispetlo agli errori di ossen•azione, soslituire al triangolo sferico, di cui al numero precedente, un triangolo piano che abbia i lati rispettiYamente eguali a quelli del medesi mo e per angoli gli angoli elissoidici diminuiti ciascuno di un terzo dell'ec-

E S t.:LLE RETI GEODETICHE

1

ad

ces-o sferico c:dcolalo colla. formo la nota. E• =

1

<:>' !

ab

:-en r',, .

sen ·1· 6° Anali~icamente r1un11to precede si può esprimere colle formole:, .t P

2

Ea <o'c~+ (acotC +bcosec C)8'C+ ~S ( i 2,cos <p/sen2 <Xo) '+ 3 0 e' ab e 2 'K - a ( e! - ai) 18 a~- 5 b2- ,12 c~j + 12 sen Ccos 90 360 I ("') 9 b" ( ni et COS ! C?o n sen .., Eb = <o'ccb+(bcotC+acosec C) o'C +360 ixo

')'+ _

+ e2 abc

' " K'- b(c'- b')f8b2-5a~- 12c'l e, C, cos tro 3"'0 > - ,l "'sen o

nelle quali a, b, e, sono i lati del triangolo geodetico divisi pel raggio . f raz1olll . . < '1 unelle di cunatnra media del niedesimo e sono perciò 20 per lati di 300 chilometri. e è la base; Cl'angolo sferoidico opposto alla medesima, o'c l'errore esistente nella base e 8C è l'errore angolare comune acl A, B, C

=

§(I 80 + E"-

(A+

]3 +e) Ì;

E" essendo l'eccesso sferico del

trian golo AB C considerato come sferico nel senso già. indicato. D ù il semidi ametro equatoriale dell'elissoide terrestre. e l'eccentri ciUt dell 'el isse meridiana dell 'elissoide ste~so. , · , cp" rispettivamente le latitudini medie dei Iati a e b. 0 0 K e K' due coefficienti numerici i cui valori sono sempre < 3. Ea ed Eb rappresentano gli errori totali sui lati geodetici a e li conseguenti: ·IO agli errori d'osservazione o'c, ~Ce 2° al metodo secondo i qunli essi lati sono calcolali. . . . Così il termine in o'c rappresenta l'influenza sui rnlon cli a e b dell'errore esistente nella base, è il termine in 8'C l'innuenza dell' errore meclio ancrcilareb'C; il terzo term ine rappresenta !"errore che si rommette nella lunghezza dell'arco geodeti co a sosti tuendovi lo lunghezza media degli archi eli ttici risultanti dall e $ezioni normali ~·eciproche determinate sull'elissoide da i punti Ce Il; il quarto termine rappresenta. l'errore massimo che si commel.le sul lato a calcol ando (') In altro mio prossimo s tudio analitico sullo Sfero!do terre$trc dimostrerò questa formola .


446

il triangolo elissoidico AB C come se fosse sferico nel modo che fu detto al N. 4, e finalmente l'ultimo termine esprime l'errore dovuto all'applicazione del teorema di Legendre pel calcolo del triangolo sferico oradetto, quando se ne computi l'eccesso sferico colla forrnoa, - b sen - - C i · 'E'= a 2 sen ,1"· Dall'esame delle formole sopra indicate risulla come i termini che nelle medesime si riferiscono al metodo ·seguito nel calcolo del triang_olo geodetico, gli u!Limi tre termini cioè, siano affatto trascurabili rispetto ai due primi che rappresentano l'influenza sui valori di a e cli b degli errori 8 e, ò'C commessi nelle operazioni g<'lodetiche, ed è giusto che sia così altrimenti a tavolino si guasterebbe il hLvoro di campagna. · Dunque nello studio della forma più conveniente a darsi al triangolo geodetico, basteri.L cercare di àttenuare per quanto possibile l'influenza che hanno sui valori cli Ea e di Eb i due primi termini della loro espressione analitica. Nell'ordine di idee che formano l'oggetto delle presenti considerazioni è dunque lecito di ritenere per Ea ed Eo i seguenti valori:

< ò'c . ~+(a. cot C + b. cosec C) o'C = b Eb < o'c . e+ (b . cotC + a. cosec C) o'C Ea

,1

sen A a= e --,----.. · sen (A + B) '

e' ab · lcos <r sen Ccos (ci+a'), nella quale q,

- 2 ,1 -

è la latitudine del punto C ed a ed a' o(r] i azimut . i dei lati che formano

quell'angolo. Tale quantità non raggiunge mai 0\06 nella peggior ipotesi e per lati 250 e pitt chilometri. ·

.

u1 =

C

sen B sen (A+ B)

per cui differenziando si avrà: sen A Ea =o'a = 8c . sen ( ,._ 1 _J_ B) 1 1

1

e cos

+ sen A cos (A + B) 8 A

A sen (A + B) sen2 (A + B)

.

.

1_

'

+ e sen A ( .- sencos(A;(A-i-.+ B)B)) o'B 2

~ senB Eb =o'b. = fìc, sen (A+ ·B) --t.J_ e cos B . sen (A+ Il sen B cos (A + B) fìB + 1 sen2 (A+ B)

(2)

3

4<J:/

Dunque vista la tenuità della. quantità JJ. e I.a piccolezza. dell'eccesso sferico <-11 , anche per ciò che rignarda gli angoli potremo discutere le formole (2) considerando il triangolo ABC come piano. 8°Èfacile allora il dimostrare le formole(2)che ci riguardano. Si ha infatti pelle notazioni adottate:

·i

7° L'angolo C contenuto in queste formole dovrebbe essere eguale all'angolo elissoidico C diminuito cli 1/; dell'eccesso sferico del triangolo AB C considerato come sferico; ma sostituendovi l'angolo sfeeoidico ( quello cioè c9mpreso fra i piani osculatori in C alle due linee geodetiche CA e CB e che è quello dato dal teodolite), din;ti. dli ··E" , non si. commette che l'errore dato muto e a stessa qnant1ta

dalla for:rnola µ =

,.·,i-

E SULLE RETI GEODET ICHE

ALCUNE CONSIDERAZIONI SUI T RIANGOLI

- cos (A+ B))

-1- e sen B ( sen' (A + B)

o' A.

Oss.ia: E = ~éìc+ e~~ /J~ - c sen A .2 cos (A + 13) o'B = a e sen2 (A+B) · sen (A+ B) _ ~ b'c + - e

- l_1_· ~ _ _ _a_. ~ sen (A + B) tang (A+ B)

+ e sen sen(A+A B) éìB _ . bo' + a . éìB

E _ ~ 8 b e· e

2

.e e

sen (A+ B)

e

sen B . cos (A + B) o' A= sen2 (A+ B) -

b . b'A tang . (A-!- .8)


448

ALC UNE CONSIDERAZIONI SUI TRIA:s!GOL!

+n =

' e per essere A

Ea = ~ò'c Ev

=

e ò'A= + o'B = + o'C venà :

180 - C,

1

!

ò' e

+ ! a cot C+ b . cosec C j o'C CO

<

Formole nelle quali ò'c e &C possono essere > o di zero ed in cui i doppi segn i + possono combiMrsi due a due in Lutti i modi possibili. · 9° Chiamando e1-rore temibile la. quantità che risulta dalla somma. dei valori 1vwnerici dei termini componen Li le e~pressioni cli Ea e di Eb saremo certi .che irJ qualsivoglia modo si conib inino i segni degli errori tlc, o' A, ò'B e ò'C, i veri valori di a e di b saranno compresi fra i limiti:

a,+

E'a

a,- Ea

1e b, + E·1> 1

b. -

l

E'b

Formola basata sul principio che nel far la sommct dei quadt'atì delle espressioni della forma di Ea, Eb i doppi prodotti sì distruggano in modo che ri~ultì:

E'a ed E'b denotando gli errori temibili ili a e di b. a, e b. i valori calcolati di a e di b cogli elementi errati.

La figura K . 2 chiarisce il sign ificalo di quanto precede. Infatt i se i due angoli A. e B sono a.mendue errati in meno di ò'A. = &R=E e la base e sia anch'essa erràtct in meno di o'c = BB' è evidente che i lati A C', B' C' che risulteranno dal calcolo saranno 'i più cor ti possibi li e che Yiceversa se i suddetti errori sono tutti in più, i lati AC", 13/;C" dati dal calcolo saranno più grandi che se rrli erro ri ora detti si combinassero in qualsi\,oglia altra maniera. " L'errore temibile ci dà aclunque due limiti fra i quali certamente è compresa la quantità che si cerca ed appunto perciò nelle considerazioni che seguiranno lo preferiremo all'errore medio, la cui espt'essione sare])be:

,

2

i Ea = -=

(a) - - + a . COL C . o't, + 2

!

2

,

,

2

2

,

. • 2

,~•

Ò • GOSeC Co(, , p e ' ove E. è il numero dei valori di!!:. che si possono ottenere combinando in tutti i modi po:;;sibi li i valori ottenuti per~ e~ col teodolite. Fatto questo che trattandosi di osservazioni geodetiche, non si può razionalmente considerare che come un'approssimazione, la quale diventa u!HL 'Verità solo quando il numero delle ossenazioni s.Lesse anzichè essere di 30 o ~.o, sia infinitamente grande. 10° .Dalle formule (2) risulta ~nmedìatamente che l'errore temibile sui lati a e b diventa. lo stesso per entrambi quando a b, cioè quando il triangolo è i:soscele. Ne segue ché quando un 1.ri.angolo è isoscele rispetto a ciascuno dei suoi lati, cioè quando esso è equ ilatero, per qualsivoglia . verso Ìo si calcoli, gl ì errori tem ibili su ciascuno dei suoi lati sono fra loro uguali. D[mque il triangolo equilatero è quello che meglio si presla a dare omogeneità di esattezza, in tull:e le sue parti ad un triangolo geodetico . Molti hanno creduto di dimostrare inoltre che il triangolo eqlli. . . g t·l erron. re1atIVl .. /Ja o'b 1atero l'Cll(le 11lllllllll b proclOtt1. SUI. SUOl. lat1. ?na

+ ! b . t e + a cosec e lò'C.

H9

E SULL E HETI GEODETICI-IE

ò' c

1

a,

da errot'i angolari eguali od egua.li e dì segno contra.rio esistenti nei suoi angoli; ma è agevole riconoscere che nessun triangolo gode di tale proprietà. In fatti , pel lato a si ha: &a= ( a cot C +

b cosec C j o'C =

f a.cot C ± a (cot c +cot A)} o'C

onde

a) (da) da) o'c + (d (dc dA o'A + clB o'B- = 2

2

-

2

o'a a

2

-

2

_.

{ co t C+cot e+ cot A Ì ò'C

poichè

8 b = a. · se~ , sen n = sen (A + C) = sen Acos C sen 1

+ sen Ccos A


450

ALCUNE CONSIDERAZIONl SU! TRIANGOLI

Ora lale espressione nel caso diò~A (2 cot C

451/

E SULLE RETJ GEODETICHE

= ò'B diventa

,1 1° Abbiamo detto che il triangolo isoscele gode della proprieti1 che l'errore temibile è lo stesso sui suoi due lati; ora, quando si tratta di un triangolo marginale di una rete, ciò che interessa è che· riesca ben determinato il punto situato al margine e quindi potremo domandarci quale, fra tutli i triangoli isosceli che si possono costruire su urnL dala base, è quello che rende minimo l'errore temi-· bile sui suo i lati . Si ha: 1

+ cot A) ò'C

la quale è minima per cot A = - .2 cot C, mentre nel caso ò'A=-ò'B · essa diventa semplicemente - cot A, minima per A= 90°. Pel lato b invece dovrebbe.esser minimét l'espressione: ò'/= f cotC+(cotC+cot B) Ì ò'C

Se

C

è< 90° E'a =

E·b

=~e b'c + a (cote +

cosce C)=

= lie- o... e+a .1 +cose · = -à o... e +·a . o. . e co tesen C e 2

ossia nel caso ò' A= ò'B si dovrebbe àvere cot B = -2 cot C, e nel caso o'A = - ò'B, cotB O ossia B = 90°.

=

a

E I•·IHSSUIDenc1O, Sl. avrebtle l·1·mrnuno · · ò'b quando per ò'a e Ò

A= D = 90° nell 'ipotesi 8 l~= - o'B, il che significa che non esiste triangolo che soddisfi alla voluta condizione. NeWipotesi invece ò' A= + ò'B il minimo si verificherebbe in un triangolo. isoscele così costi tu i Lo che .

e se

e

> 90° E1ii = E'b = e~ò'c +a (a c

= -ò'c + a

cot A= cot B = - 2 cot C ossia dovrebbe essere: A=B

C

cote+ cosec C) =

1 - cos C a · C . =-o'c_i_ao'Ctana Sen C C · I O 2

Dunque non esiste un triangolo isosc:ele che renda minimo net'

C= ;J80-2A.

senso analitico l' err,)re temib ile sui suoi la ti, giacchè co t

Ma

i

e tang ~ ,.

sono minimi per C=;f80 e C=O, angoli che non rispondono a nessuna soluz ione.

cot (1180-.2 A) =-cot 2 A Cosicché pel minimo si dovrebbe avere:

Se però pongasi mente al falto che qnando C

. far e. < 90 cormene 2

più grande possibile perchè Ea sia il più piccolo possibile e.che vi-

· cot2 A- ,1 cot A= cot B = + 2. cot 2 A = - · -cot A

>

cevet'sa quando C 90 conviene far C pièt piccolo possibi le, ne segue che si sarà. nelle migliori condizioni quando C= 90°; dunque la forma isoscele rettangol,i è la più conveniente quando si lratta di triangoli marginali di una rele. H!0 È facile d'altrn, parle vedere che appunto per il triangolo rettangolo isoscele è minimo l'errore medio relativo sui lati, cagionato da un dato errore+ ò'C sui suoi angoli.

o finalmente cot2 A.= cot2 A- 1 1

equazione che non ha alLra soluzion e che A= o; per cui neanche nell'ipotesi ò' A = ò' B esiste alcun triangolo che soddisfi alla condizion~ di render contemporaneamente minima l'influenza sui suoi lati degli errori esistenti nei suoi angoli.

("\ Si ricordi la defi~iz,one dell'errore temibile.

il


452

E SULLE Ht:TI GEO[)ETJCHE

ALCIJNE CONSIDEHAZJONJ SUI TRIANGOLI

Infaui

c:a )

sarà minimo per uno stesso errore relativo ~e

+ cosec C, cioè quando:

.della base quanclo lo sarà cof C

.2 cot

453

cla cui

2

- ,1 I , esen-.-e ,

cos e

e~ -

,...

z cosec , - -sen~ - e - = O

,ossia i::'OS

cosC = -

2

C+cos C sen3 C

=

O

da cui appunto C= 90° Ma è bene. ricordare che la formo la

K

4

+ ...... .

equazione che conduce ad un valore di C tanto più distante da 90° quanto più grande è K, e dalla quale risulta come fa'cendo K = + O, ·I viene C1 = 88°30, C2 = 91° 30. Praticamente la .conclusione cui conduce la formala deil'errore medio è che fra Lutti i triangoli isosceli è da p1·escegliersi, al margine di una rete, quello in cui l'angolo opposto alla base è meno discosto possibile clall'angolo retto, mentre la considerazione dell'errore temibile ci ha condotti rigorosamente a dar la preferenza al triangolo i:.;oscele rettangolo . E noLisi che la. cotangente variando già rapidamente nelle vicin~nze di C = 15Q non ò indifferente il prender piuttosto per C 90° 2.

non si può riguardare che come un'approssimazione, essendochè nella medesima sono trascurati termini dello stesso ordine di cot! C e di cosec2 C, cioè come si disse i doppi prodotti della forma coL CX cosec C. Ne segue che la dimostrata proprietà del triangolo rettangolo isoscele non è rigorosamente vera che quando il numero delle osservazioni fatte dell'angolo C è infinito. Per sole 4-0 osservazioni quel teorema è sensibilmente inesatto anche quando si vogl ia supporre che l'insieme di termini trascurati nell'espres.sione ma raggiunga solo un decimo del valore degli altri. Diffatti se per p osservazioni

a

.Ma

=

v·8'c)" (e +

~he 80 o

mo,

8' + b' C e negli '

!..,.,.'iacchè nel ,1° caso 8'aa = ee

a.Itri

due 8' a = ~ ,1, ·19 C si ha cioè un aumento di '/ ~ circa nel a e valore del termine in o' C. Neli'errore medio invece si ha una.variazione insensibile, poichèper C = !JO viene

+

8'

e per e= 80° (cot2

e+ cosec C)b'C +K cot Ccosec C. 8 C' 2

2

<

ove K è un coefficiente numerico 2 e tanto più piccolo quanto più grande è p, ne segue che l'equazione che dà la condizione pel . . d.1 Ma mmnno sare)l be: a

- 4 co~ C sen3 e

+

J(

f_ (

•1

+ cos~ C/ = sen e I 3

0ra nel mentre i limiti fra i quali è possibile di errare si sono estesi di circa, 1/ . vediamo l'errore medio accrescersi solo nel rap' sentire . come Ia iormo . 1a .C1le d.,~ lH ci porto di ,f a ,I,02,i , il Cile CL. Ja.

a

O

si fonda sopra un ottim ismo pericoloso, sul vicendevole annulla-·


ALCUNE CONSmr:;r-uz.10N! SU! TRIANGOLI

E SULLE RETI GEODETICHE

mento cioè dei termini della forma 2 cot C. Cosec C, anche quando il numero dell e os.senazioni è infimo rispetto al ·gran numero delle medesime pel quale soltanto si può sensibilmente ritenere che i .2 cot C. Cosec C = O. Lo ripete~, nelle ricerch.e che se_guiranno mi riferirò sempre all'errore tem,ibile anzichè all'é1·rore rnedio e ciò perchè il primo mi fornisce due limiti fra i quali può oscillare la quantità che si calcola, men tre il secondo poggia su un prin cipio che a mio giudizio non si può ritenere siccome vero con sufficiente approssimazione nel caso dell'osservazioni geodetiche, il cui numero è relativamente troppo Jimitato anche quando si t1·atta cli quelle riferentisi alle reti cli !I O ordine. Ciò premesso passiamo allo studio dello:

455

-ove sostitu~ndo il valore di 8'a datodalle(3)esupponendob'C = o'C a avremo:

iJ e ) l 'b b' ' -,. a = _._ e + cot C + · Co t C' 1J C + (l -a cosec C ..1-, a cosec C'I} & C

o' a'

b'b~' =

/J/ + f cot C +cote·} t C + {: cosec e+ g-JcosecC' (4}

.e quindi dopo 11 derivazioni :

oe+ ..:... cote.' u_.. e +

o' - a,._l - ·= -

an-1

.J

e

• ,, b" • bu-1 · jC +f-ab'cosec C+a-;b· CO:;ec ( + ,i co:;ec C +...+- -cosec a a..,,-1 , /!

Sviluppo delle reti geodetiche.

8' b _ iJ c

T -

.

, a

, ·

(

-;;+ (coL C z. b co~ec C) 8' e )

Il triangolo B CC' clarit alla sua volta : 8' a'

8' a

- , = a a 8'b' iJa

tT =

b' , , cosec C') 8'C

+ (cot C' + e

a'

a + (cot C' + Tl cosec C') fJ C'

(3)

(5).

[j' Ùn-1

1

o'c b J ·-/Ja a = -e + (cot C + -a cosec C) 8 C

Cn- 1 Ò

,. • C _.. C + - -=r5-C 1 I ,.,cot u bn-1 C

1°

Una rete geodetica può avere uno dei quattro seguenti scopi principali (Fig. 3") : 1J O Sviluppare la base; 2° Coprire una regione per costmrne la carta. topografica; 3<' Servire alla misura di un arco terrestre; 4° A riauac,care triangolazioni costiere separate dal mare. Esamineremo partitamente ciascuno di questi casi, intanto pro. curiamoci l' espressioJ"!.e generale degl i errori relativi temibili mi lati an- 1 e bn- 1 provenienti aLtrnverso h triangoli dalla base c. .2° Applicando al triangolo A B C le formole (2) avremo :

1

,o) • e·_, ..L1 e{b" cosec C'/ 1 I -!- {lba cosec e+ l}co.,,,ec

....

+· a,,:....1 b,._ cosec e11-1jl 8'C 1

Da queste formoJe appare come l'errore l.emibile sui due lati a,1 e b,. sa.rà lo stesso quando a = b, ci' = b' ..... . an- 1 = bn-l , ossia quan~o la rete si compone tutta di triangoli isosceli. 3° Una rei.e così costituita gorle anche di un'altra importante proprietà . Se cioè chiamiamo e1·rore tem}bile ·nied'io cli una rete la media aritmetica degli errori temibili di tutti i suoi lati, e se paragoniamo p.na rete geodetica quali1;nqne AB CC' C" .. .. C(n-1 ) , acl un'altra costruita sulla stessa base una composta di t?'iamgoli isosceli aventi i successivi angoli di arrivo C, e· C'' i·ispettivamente eguali a quelli della prima, quest'ultima gode della proprietà che il suo errore tem1·b·t 1 e me d. . 10 i}% .. -;b e un mmuno.

2

"(!Ja+&b),

..

Infatti esprimiamo il valore generale, di questo errore temibile medio e cerchiamo quando è che il medesimo diventa min imo per vàlori 0ostanti di C, C' C" .....


456

ALCU NE CO NSJOERAZJO N l S U ! TRJA NOOL l

Si avrà così sommando membro a membro le relazioni {2), (3) e (4) e clividenclo per 2n :

n- 2 ì + !cot C+ -n -- 1 cot C, +-cotC" + ... j b'C n n

+n -

b'

•I ( a'

+ a'\ [() cosec C. b'C + .. ... .

(6)

da cui

a= b

a: =

b' ........ a n -

1

a=b

n - •I ( cl b' . a, - b' cl a, 1 b' cl ci' - a' d b' ) , , • 1 co:,ec eò'C ..,,,. a 6

+-e,-

.

ossia:

= bn -

1

Cioè si ha appunto il minimo quando la rete è tutta composta cli triangoli isosceli. Questa rete adunque a parità di angoli cli arrivo C, e·, Cl' ..... è /n- JJ è p1;eferibile a qualunque altra, poichè abbiamo vi.sto che l'errore temibile rappresenta effettivamente due limiti reali entro i quali è compreso l'errore che si può commellere nel calcolo dei lati. 4° Vediamo ora come si trasformino le formole (5) quando la rete AB CC'Cn ... cn - 1 si compone tutta di triangoli isosceli. . 1 occuparci· g1..a el1e 8-a - n- - 1 = -fl' -Òn -- 1 cos1. ccI1e, baster,L Sapp1amo 6n - 1 ltn - 1 di una sola di queste quantità e facendo

e di fferenziando rispetto ai lati verrit: ! (adb - bda_t_bcla-adb) C"C + dE,m a'. 1 b! cosec , u 2

457

E SU LL E RETI GEODETICH E

et'= b' . ..... an- 1

= bn-1

si avri : o'an- 1

= o'c +

Ctn-1

e

+ jcot c+cosecc+ col c•+cosec C'+ ... +colCn-1+ cosecCn- 1} o'C = (6 bis) = -o-ee + ~ cot ;ze: ;: e lf

evidentemente si avrà pure

- 1 f ( •I a') . , (61 - b') cla,\cosec · C,<>'C +n ~ ..., n l ,a - b:i, it b + , + ..... ....... .. 1

1

an-1

2 Cl,

E per il minimo dovrà quindi essere : I

-ci

a

-- O bt -

= 9n

C

e

e·

,,

1.ra-1 ,... sen :S sen 9 ... sen ~ ..., ,.. "'

(7)

n essendo come sempre il numero delle derivazioni. Ciò po~lo paragoniamo fra loro due reli parLenLi da una stessa base, composta dello stesso numero di triangoli isoscel i dei quali l'ultimo abb ia nelle due reti laLi cli egual lunghezza e proponiamoci di trovare quale relazione debba esistere fra gli angoli CC' C" ... C< n- 1 i . . . o' Ctn- 1 . perehe - - sia un mm1rno. Un- I

A.NNO XXIV, VOL. 1.

30


458

ALCUNE CONSIDERAZIONI SUI TRJANGOL I

E SULL E RETI GEODET ICHE

Dovremo per ciò differenziare la (6bis) rispetto a CC' C'' .... cn- 1 tenendo conto della (7) la quale pelle ipotesi fatte esprime

e a e_ · ·che sen sen 9. . . .... sen n 1 =

-9

"'0 .., Avremo cosi :

C C' cos 9 . sen 9 ,., ....

costante.

11

cos

2

C Ù C sen sen 2 2 2

· ,t- cos -C' sen ;; C .... sen Cn -f-;:;-- 1 d C', 2 2 :z :z

1

2

;I

)

.,Cn-1 sen--. ,.,0

2

,

1

2

da cui

+.. ..... _ - o

Cn- 1 . . .... sen - 0...,

2

. sen - 2 - -Cn-- -e-,- , ossia: C.., _1 C,1 - 2 = sen2 sen Cn -1 n-2 cos sen .2

..... sen Cn2-1· d· C· , 1

C = C' = C" ...

e moltipli'cando la prima per una costante N e sommandola. colla seconda. verrà : C' ( cos e sen e' sen c.; (1 9,., "'9 ...

sen e_ sen C' - 1

ossia :

Cn-2 Cn-1 cos - - sen - -

,j

459

-, __L

N-:crdC , sen· 0 \ ,..: l

=

Cn-1

Dunque fra tutte ie reti,' composte di egual numero di Lriangoli isosceli, che si possono svi luppare su una data base per giungere ad un lato di data lunghezza, quella per la quale è minimo l'errore temib ile Sll questo la.lo si compone di triangoli isosceli simili ; il cui angolo al vertice risulta clalla, forma la (7) quando nella medesima si faccia

V' ,i

~

1

+ ( cos

C

C

('" ...... = e.,n -1 CIOv:sen<.)=9 . e ·I ' e = e, ="·· . ,,., ,.,

Cn-1

2 sen 2 .. . .. sen -

À

2

ossia pel min imo si dovrà avere : 1 C C' sen cos - sen 0 sen C' 2 .... .. 2 ,..,

cos

C'

2

sen

C 2

1

1 c.,_ 2

N - '1-

·-

C1 C,.- 1 N sen . . . . . . sen ~ - _ . 2

.e =

sen·

O

2

8'b)

1

4 (tf ci tfc ( .~ -+-b = - + i cotC 0 ~n a · · e \

sen- -

dividendo le qllali due a clue dopo aver trasportato nel secondo membro il termine in N si otterrà:

e Ctn-1

(8)

/5° Questa propr ieti~ essendo indipendente dal valore particolare di 11, ne segue che in una re Le composta di triangoli isosceli simili I' errore temibile relativo cli ciascun lato è un minimo e che sarà quindi pure un minimo l'errore temibile medio di tutta, la rete, il che dà alla medesima la superiorità su tutte le altre. L'espressione generale, ìnfaui, dell'errore tewibile meclio (6), quando la rete è tutta composta di triangoli isosceli diventa :

1 o ----::-e, == 2

1

+ cosecC +

n- 1 n- 2 · l + - n -(cot C' + cosec C') + -(cot C"+cosecCn)+ .. . ,18'C 11,

ossia

. t- e+ lcot r C' +nE'm= -C +11,-1 - - cot-Q - -2 cot C"+ -;;- ... + )~c f ' ·' (g) . ·e \ 2 n .1 n z


461

ALCUNE CONSIDERAZIONI SU! TRIANGOLI

E SULLE RETI GEOD ET ICHE

espressione che differenziata rispetto a C, C', C" ...... tenendo conto della (7) conduceevidentementeallastessacondizione C=C' = C' ... an-1 1 l . . e1·1 o'trovata pel mm1mo - a numero precec ente.

'Il seconclo Ti sponde alla detennina1.ione del miglior·modo cli controllare una triangolazione esistente colla misura di nna nuova base. Il terzo, :finalmente, seioglie il problema inverso, cioè quello in cui si tratta di estendere nel miglior modo possibile una triangolazione partendo da una hase già esistente. All'esame di ciascuno di questi problemi credo utile premetLerè le seguenti riflessioni . l I' . . cie 1° I,' errore reIat1vo 1a I)ftSe -ò' e sara' da 1101. n.tenuto sice

460

an- 1

Nella rete tipica avremo adunque : o' an - I =/y-C -an-1 e

+ n, cot C- -"' C 2

·n

sen f =~ ... / 2 2 JI ·=

4 ,r

2

(10)

.

--

come costante, benchè praticamente il medesimo possa va.riare cli alcun poco col variare della lunghezza del la. base e delle circostanze locali dove ne è eseguita la misura.

_e_ =

an-1

~ ( r rapporto deI Iato el'arnvo .

n

o

1 . èa alia base c10 -e- ) C,11), 11

-

iJ e . s1 possa e

Che -

.

.

ntenere stecome costante per una base compresa

fra 680m e 1O chilom ., è un fa tto provato dai risultati ottenuti nella misura delle basi di Napoli, Foggia, Lecce, Fo1;e del Crati, Catania, Udine e Ticino, che rnriano appunto fra quei !{miti di lunghezza e 1

(,J2)

.

.

pelle qual!' l'errore relativo Con queste tre formole risolvei·emo tutti i problemi che interessano lo sviluppo delle reti geodetiche a seconda dello scopo cui essetendono . 6° Occupiamoci in primo Iuogo del miglior modo di sviluppa;·e· una base. · Il problema si può presentare in tre diverse maniere : 1° Dato 1·

1

determinarne n, e Cin modo che b' an -

an - 1

i

sia un mt-·

nimo. '.2° Data la lunghezza del lato a,1 - 1 sul quale si vuol cadere, determinare n ed r e quindi e colla sLessa condizione. 3° Data la lunghezza della base e determinare n ed ·re quindi . mocl :; c1·1e ò'- an . . . an - 1 m . - - 1 sia pure mmnno . an -1

Il primo casJ risponde al quesito dinanzi al quale si trova i'l geodeta in, un terreno vergine o dove si traLti di rifare a nuovo la triangolazione.

b' e . . ,1 1 e varm cht 600000 ad ,1300000 · 1

Del

testo il termine /J .c è sempre piccolo rispetto agli altri che entrano a v

·1 1 d.b'an-1 f ormare1 va ore 1 - - . an-t

2° S'intende che paragonando fra loro due reti si ~uppone che tutte le operazioni. di campagna siano fatte cogli stessi strumenti, colla stessa cura ed in circostanze praticamente identiche. · · a-n3° Quando s1· è trovata 1a con< 1z1one deI mrn1mo per . -fj Un-I - -l 1 · •

•

non occorre ricercarla per l'errore temibìle medio~ ~ b' a della rete; n a perchè queste clue quantitit sono evidentemente minime contemporaneamente come risulLi-t a colpo d'occhio da:ue formole 11O, 11·1 e 12. 4° .l\ii si polrc,bbe obbiettare che non è lecito il trattare le funzioni •1 O, ,1 1 e 1'2 come se fossero continue, giaccb è la· quantità n che ~ntra nelle medesime essendo di SLla natura un numero intiero vària saltuariamente ed i suoi va.lori successivi differiscono fra loro di una unità, per cui dato per esempio r, i valori di C corrisponde1Hi ad 1

1


462

+

n = P·, P 11 , p + 2 ..... variano anch'essi saltuariamente. :Ma è faci le ;edere che se si ha (Fig. 4a) .z = f (C) e C = cp (n) e se la ctu·va M M" M'" l\!1v . ...... rappresenLa la funzione z , i punti di questa curva corrispondenti ai valori di C-che si oUeno·ono ponendo 0 ne!l'equazioneC=cp (n.) successivamente n. = l? p 11 JJ+ 9. ,rappre~en~:a!10 app~mLo colle lorn ordina.te Zp , Zv+ 1 , Zp+ 2 i valori sal~(lal'l d1 z che nsrondono ai deLti valori di n. 1n due parole ) là pol1goi1,1Je }f M" J\i'" M1", rappresenta la funzione disconLinua: Z=f(cp(n)). Dunque se la funz ione Z = f (C) ha un massimo· od un minimo ~el punLo M111 corl"ispondente a C = Cp+i,k (K 1), ne segue che 1~ gener~le u_n~ dei due valori Zi:i+ I , Zp +z rappresenterà un massm~o oc~ ~n m1_n1mo ~ulla po ligonale iVI' ;V,[" M1 v MV , che rappresenta la !unzione discontinua Z = f (cp (1'i) ); poiché se M''' è un massimo ad e~empio, ciò prova che da 1\f ver.;o i\'I"', Z cresce e che da. Mlv verso )fV essa decresce. 0° Osserverenio finalmente che le formole '10, ,1,J e '1:2 sono bensì generali e vere per tuLti i. valori positivi ed in tieri di n, ma nelle equazioni di condizione relative alla ricerca del minimo di

+

'

'

,..1 • • • ,

I

<

ò'an- 1

•

•

•

1

•

-e,(;n- l , non sara. lecito 11 conslderare un solo trianaolo c-ioè ·r1 po 1·1·e ?;> ' ' .1

simo della poligonale M' M" M'" ma la. curva Z = /' (C) avendo un asintoto fru, i punti M", M"' non offre punto cli _massimo in quell'intervallo. , Potrebbe anche verificarsi il caso contrario; ma sempre lo studio della fnnzione Z = f (C) ch iarirà pie1rnmente l'andamento della poliaonale z = f (C), e nal caso nostro non può mtscer dubbio alcuno, p~ichè si ha la, continuifa fra i limit.i di C che ci interessano. , 7° Affrontiamo ora. il primo dei tre problemi che interessano una rete desLinata a collegare una hase con una Lriangolazione. . l'rop.oniamoci cioè di ricercare per quali valori di n e cli Cl'errore . o'CLn-1. · · lt, relativo - - sia nunm10 qua.ne'lo e' oa o -1. CLn -1

e

I

Bisocrnerà perciò rendere minima la quantiUtZ = n cot 9 tenemlo o ~

conto della relazione ('I 11) la qnale d.lt: n

confrQnto essenziali all'esisLenza di un minimo per o' an.:::!. Ciò del

·

+

Ci~ succederebbe per esempio se Ja funzione Z = f (C) fosse discontrnua per un valore di C compreso fra. Cp+ 2 e Cp+ 3 o fra. Cp+i e Cp+2'come è indicato in figura, ove M" è bensì un punto di mas-

log 2 sen

e 2

e - --e

Iocr r cot 2è)

z=-

log 2 sen 9 ....

e differenziando rispetto a. C:

d .z - log

- --=

1

+

log 1·

per cui si avrà

an-1

resLo risulta direttamente dalla formola ( 1O) focendo~•i ·n = ,j _ . 6° Quanto ho detto al N° 4-, è vei·o in tesi genemle, ma è evtd?nte che la funzione Z = f (C) potrebbe esser tale che la poligonale Z = ((<p·(n)) presentasse un massimo od un minimo per 1i = p 2 ad esemp10 , men Lre la funzione stessa non offre nè un massimo nè un minimo fra i valori cli C corrispondenti ad ri = p 2 ed

n = p+3.

= -

-

nelle medesime 1i = ·1 , giacchè ana.liticamente un minimo od un massi~o es!stono solo in forza del confronto della quantità da render tale coi suoi _valori _immediatamente precedente e ·seguenLe : ora per n. = O non s1 htt. sviluppo di rete. epperciò mani::a uno dei termini di -

463

E S ULLE RET I GEODETICHE

ALCUNE· CONSIDERAZ IONI SU! TR IANGO LI

.

e

,1

1'

-----e log 2 sen 2 ) ( 2 sen- . i)

9,,.,,

e · e cos 2

M

cot 2 --C · 2 sen_ Q _ ,.. _ _

, e'

( log 2 sen ~)

ove 1VI è il modulo dei log~u:i tmi in base ,1 O.

dc


. 464

ALCUNE CONSIDERAZIONI SUI TRIANGOLI

La condizione adunque pel minimo di .z e quindi di o'an-1 an-1 sarà: log 2 sen

i+

cos} ~ · M= O

Per risolvere quest'equazione poniamo: 2 sen ~ ,.. seguirà:

465

E SULLE RETI GEODETICHE

(,13)

=

1-

1

Verifica:

e

Jog M = 1, 6377843

1'81"'"' Iocr0 2 sen 2- = -1 , ,o ' 1-z

+ M COS

2

~2 = 0,4'1847

i = 1,

log cos~

z;

9838850

log M cos~ 0e = -1,62 16693

0,000 19

1

1

1

"'

C0S .• -e =

2

I

I

-

,, (I 4

-

1

-

)" I "' e,Z • e oo· Z sen I') · .2

·ossia l'equazione (;J3) è. soddisfatta dal trovato valore C nei limiti di 0,0002. .

e.. .

Per il valore oradeLto dI Q°s1 avra: "'

per cui sostituendo e trascurando i termini in z 3 e z 4 si ottiene: z

2

9

+ ~ z = 1 (H.) e z = 1

_

;,

+vw 3

log r 1

O, 72,1

poichè il segno negativo del radicale condurrebl)e ad un valore negativo di

z

il quale risponderebbe all'equazione

1

non aT!a ( 14.), e pel quale 11, gativo.

=-

z! -

i

z

=

(i'° ) diventerebbe

Iocr 1· I og ' - z

.2 sen ~ = 0,38117

.

da cui

i=

H O 00' . 1 O',

per c·ui n sarà un numero iutiero K, quando log r la formola (,1 O) diventerà

,1, e

ne-

Completando ora l'equazione ('14) coi termini trascurati ed applicando il metodo delle approssimazioni successive di Newton, e partendo dal Yalore approssimato z = O, 7;1?if, dopo tre prove si ottiene z = 0,6 183 coll'approssiù1azione di 0,000,1. Ne seguirà che 1

(i15)

n=o) 18

o'an- 1 an- 1

=

o'c e

=

K X 0,418 e

+ 0,4 log ::._ X 5,144 o' C 18 1

poichè

Ora se poniamo successivamente nella ('15): , -

A• -

6 , 8. ,• ,J 7 '9'• 46 J 9 •'• •'

n,

= 2, 3 , 4 . . . .

cioè:

La rete di sviluppo più conveniente per passare da una bas? _ 6 , 8 X e, .. 17 ' 9 X .e ' 46. ,.9 X ,e..dovra e, adun latoan-1 · nili · t e clt' 0~ , 3 , .., ,. · · · · Lrianooh lSOSCe I SI1 comporsi· n·speUrvamen · ' d.1 92° aventi l'angolo al vertice ,.., · 00' · "'9 0" · è)


ALCUNE CONSIDERAZIONI SUI TRIA.t,;GOL I

Ciò facendo, l'errore temibile relativo sul Iato d'arrivò prenderà i valori: ò'an - 1

(J'C

an-1

C

--- =ta,._ 1 a n- 1

ta n -

1

Ctn -

1

=~!

C

I

1

40,288. ò'C

+ 15,/4.32..b'C 1

per r

= 6, 8

e

....

edn = 2

» 11·= ·17,9

na1e >>

1i=3

·

z = n-X

+ 20 , 576 . o'C per r = e

= te

,( . 8a

8c ..L 3

- i -- = -

a

e

+ .2 .'5,H4 .

- log 1· . cot 2 - -- - - - colla poligoC log-2 sen 9

Infatti, paragonando la. curva. z

1

-· · 2.

o'c ·

..

5 H48 ftc ·

'

i_~

'-n

'

,1 1i

'<'

ta

~ -

-

ci --

o'c - ..L 1

e

+ i:::l · 5,:144 ftC

o'a = . (]e

e

et

,1

J.6 , ed n = 4 ed i cor-

2r

rispondenti errori medi temibili delle rispettive reti di sviluppo 'saranno :

1·i

467

E SULLE RETI GEODETICHE

(,16)

=n

X

V

~

4. r

-

,f

è facile venir in chiaro della cosa, poichè quest'ultima è inscritta a

quella. Per esemp io ponia.mo r = 20 : teoricamente il minimo di .z corri-' ·1,30,t 030 . l sponde ad n = 0, .f - = 3, ,J ; vecluuno e unque quali valori 4 8

.

"

0

an-l

e ta.nto - -

ltn-· l

'<'

quanto

o'a

. ,.,_d 1 __ a i

. queste reli, sono minimi n spetlo

n, a quelli che nascerebbero sviluppando la base collo stesso numero di triangoli (per cadere sn lati (),8 ; :17, U ; 46, 9 volte maggiori) se quei triangoli non fossel'o isosceli, o se essendolo essi non siano tutti simili fra loro, o se essendo simili essi ab· biano l'angolo comune al vert.ice di verso da 22°,00', ,f 6" circa. 8° Qn1dora il valore di r prestabilito sia intermedio fra quelli citati ,. è .f,wile vedere che n. non sarebbe nn numero in-· .tiero. Allora, come a.ve.rnmo occasione di dirlo, basterà .calcolare colle

e = 9' r - .!.n e z =

· n . cot 9e c11e cosa diventa. z per i due valori intieri cli 1i fra i quali è compreso quello che si log 1· . . . . ottiene daII a re lazione 1i = , e vec1ere per quale cli essi z

·formo 1e sen 9

~

~

prenda .z per n z 3 =3

= 3 ed n, = 4. La formo la ( Hi) dà subito;

y

/

q

4 x 2oi _ ,, =3>~ V4x7,36- ,J =

= ,j 6,02; = ,Z-4

4V.1- X 1lQ1/, -

cli modo che e5senclo .z0

<.z

4 ,

= [~ i/,16,88 = ·16, 4

1

1

.z3 sarà appunto il minimo cercato ed

e ,1 ,1 . al medesimo corrisponde l'angolo sen 9 = = 9 ~>- 1 , da cui: 0 13 ~

log sen

,;.i

~ = 1,2652933 e ~ =

40°.36', 02" .

~

4, '

0 18

è più piccolo, e col medesimo calcolare l'angolo

e

9.... ·

Se costruiamo la curva

e .z = - . ----.-c-

Jogr . cot-2, log 2 sen

2

,.J

.,


468

1 · -:ile,= 0° fra1· va.ori

essendochè allora il punto del minimo teorico ' coinci~e esattamente col punto di minimo della poligonale. Esaminato quanto interessa la soluzione del problema che ci occupa, veniamo a. qualche applicazione del medesimo e deduciamone qualche conseguenza pratica.. ' 9° Sia. per esempio (Jìg. 7) da calcola.re un lato di ,f O ordine AB dato cli posizione e di lunghezza, _e supponiamo che le località circostanti fino a molti chilometri di distanza non permettano cli mi8 sUl'are una base più lunga di ,\ (ossia.dicirca31c ,5seAB=60K 1 ,9 circa). Si domanda qua.le sia il miglior modo di situare la base rispetto al lato e quale sia il miglior modo di svilupparla.. In questo caso log r = 4 X 0,4"8, dunque 11,= 4 e l'angolo al vertice più conveniente è quello di 2~0 00' 24"; dunque si potritrealizzare Jo sviluppo teorico costruendo su AB, con angoli di quella ampiezza in A e B, due triangol i isosceli ABb, Ailb'. Consider iamo uno di essi, per esempio il triangolo AB b. Su Ab ripetendo la stessa operazione si otterranno qualtro nuovi triangoli isosceli Ab C1 , Ab(\ , A13 C3 , AB C. , sulle cui basi continuando lo sviluppo teorico si arriva, a trova.re ·IOposizioni della ."' éJa . . . . . ò'AB Jrnse che COl'l'ISponclono tutte aJ mmnuo (1l AIl e (11 "'

e 30 s1avra: · · 2= 0

-1

e

per 9. ,.

=

Oz

oc -oc

=

=-

log r X

sen-•e . ..,9

poi col crescere di C, z diminuisce,rego larmeilLe fino a raggiungere

..

e= -·

,

un rn1mmo per 9

·U O, 00, ·10", ed a partire da questo punto

, torna a crescere in modo continuo fino a di, entare 0

~ =

+ oc per

30- e (e angolo piccolissimo), cosicchè se nella figura (6), M

rappresenta il punto del minimo teorico della funz ione: .

e

z

= -

Iocre ·r cot .2 C , il medesimo risulta compreso fra i punti loc,<) 2 s.en -2

v~

a.

della poligonale. z

=

n X

r:

~ corrispondenll ad n. = 3 ed n = 4, dei

quali abbiamo visto aver ordinata più breve quello dato da -n = 3 che risponde a ~

=

i "'

= 0 ,;~ ....

=

30 -

e, giustificano appunto il

modo da noi seguito per trovare l'ordinata minima della poligo.:. nale che gli è inscritta. Scorgesi come l'ango lo

~ ~

Cosicchè operando egLrnlmente al di là del lato AB, si avrebllero in tutto 60 soluzioni teoriche, med iante Je quali coi1 4 triangoli si passa, col minimo errore Lemibile, da una bnse lunga 3",5 ad un lato 17,9vo lte più lungo. Queste so luzioni teoric:he occupano G zone circolari di circa 11O chilometri cli raggio e disposte simmetricamente intorno al lato AB ed in ciascuna di esse la base può avere ,1O orientamenti diversi rispetto ad A. B, cli modo che non saril difficile nella pratìcfl se non realizzare esattamente una. delle 60 solrLz ioni possibili, almeno l'approssimarsi assai ad una delle medesime. Consiclel'ando in particolare una delle so luzioni teoriche indicate, per esempio quella della fig. 8, ci sarà agevole paragonarla allo sviluppo ·adotLato di Besse! per triangoli isosceli simmetricamente disposti rispetto alla base e la relizznzione del quale offre nella pra1

10° 37' circa.

1

La continuità. della curva suddetta ed il suo andamento regolare fra i limiti

469·

E SULLE RETI GEODETICHE

ALCUNE CONSIDEHAZ!ONI SUI TRIANGOLI

che risponde al minimo di éran- 1 an-1

dipende dal valore di r quanclo il suo logaritmo non è multiplo ,di 0,4 118, mentre rimane costante quanào avviene il contr-a;io,

{


470

tica almeno altrettante difficoltà che l'attuazione di una delle 60 soluzioni teoricamente migliori . Per non trai.la.re un caso astratto prenderemo a discutere lo sviluppo della ba:;;e di Catania che è uno dei più belli, a giudica;rlo alla stregua degli sviluppi tipici che sono adoperati di preferenza dai 'I'ecl escl11, . paragoneremo I. va I on. el'1 -o'(L " -- 1 e e11· -'1 "'.... fr- (t relat1vt · · ci,,_ 1

471

E S ULL E f\ETI GEODETICHE

ALCUNE CONSIDEl1AZIONI SUI Tl'UANGOLI

n

da cui 8 / . 8'b J b

·+

cot 47° +cot 45°) 8'C

1

/sen 78.30 + \ sen 77

a

ai due metodi di sviluppo che ci occupano. if0° Calcoliamo ad.unqne l'errore tem ibile sul lai.o PerriereMonterossi parlando della b.;i.se cli Catan ia e percorrendo i consueti triangoli della rete di sviluppo rappresentata in figura (9), cioè i triangoli JP(~, J AP, :fAM, .e ,JMP'; poi ca lcoleremo l'errore temibile ci1e nascerebbe dallo sviluppar~ la 'dettrt base secondo la teoria da noi esposta. O;;serveremo che gli angoli della rete crui rappresentata sono . esatti a meno cli 30', essendo ciò più che sufficiente nel genere di calcolo che ci occupa. Si avrà così per lo sviluppo esistente:

+ (cot 24°.30+ cot I 0°.30' +

sen ,J2. .30 1 sen24°.30 + sen 157° sen •10°.30 + 0

1

1

_''- )Ò'c'

sen 63°,30 . ,1 . + sen 26 . sen 77 sen 47° sen 109 sen -43° 1

ossia: o'b

o' ·.

/ =b

+ ·16,9489. o'C (a)

·~

~

8 :

= ~} +

•12, 4790. ò' C

Per lo sviluppo teorico si avrà invece qrwnto segue:

e &b / = tb T +% .cot 2 &C = T --{-z8'C

8. o' (j

-,q =

o'b

(

1

\

-l +

' . cot 24°.30 + -p cosec iW.30) o'C = g '

8b

e pel minimo:

e

=T+4,6 193. &C 1

1i =

-Ò~!J_ ,q

m

I

(

-L...

I

g'

.

)

cot 110°.30'+ -1n cosec ,J0°.30' o'C-

=

o'

_JJ_ g

Joar

_n_

. 0,,U8

- log r . cot 9.· z=· e "' = n. lo(J 2 sen ...::.. 2

V4r-n

l')

e

,1

,1

sen - = - - 1 2 2 r;.

+ 8' 431'.\5 . o-e·

Nel caso che lratLiamo · rta

a

Bm m

+(cot47° + -

o'm

-

·m,

}' cosec47°.00)o'C=

1· = 8,207

ci

dunque teoricamente -)-2,2385 8C

0,9 11'18 n= - o,.-u s - =2 , 186 1 1

1

~=&a+ (cotH.> + ?)~,' cosecM> .00\ o'C=o'n _,r 1 650(.)'o'C 0

J

a

0

J

/

a

'

cioèn è compreso fra 2, e 3.

- - 2-

- 1


ALCUNE CONSIDERAZIONI SUI TRIANGOLI

1 1

e

,

sen 2

= 2

V8,208

303oom 590655

16· 95 + 618000 1

X 30300n =

= om;oo + om,'84 = om,s9, . 3030W~ 14,284 . , e pella rete teorica: o"J = -1.x 30300» 590655 6 18000 = om,05 om,55 = om,60 .

e C = 20° . 06

Teoricamente adunque lo sviluppo più favorevo le si otterrebbe · con due soli triangoli M Xl\ XP'Y isosceli e simili ed a,,enti l'angolo al vertice cli 20°. 06. Vediamo qtial sia l'errore temibile rehttivo che ne emei·.ge per il laLo j e per tutta la rete di syiluppo: Le formale

diventano in questo caso

=

peli a rete attuata : .fJ J =

+

!~_2 = , 0° 03'

.i

e verrà :

,

ossia

fJj

,i.73

E SlJLLE RETI GEODETICHE

Calcoliamo adunque z per n = 2 e n = 3 e scegliamo il ininimo sulla poligonale. Siccome viene z 2 = 1 1' 284 e z 3 = ,J,J, 72.1:. il valore più favorevole è 1i= 2 al quale per r = 8,207 corrisponde:

,. 8a - tb ,;,1 b ,.; .; ci -

fJb -l- iJ ,1,28,i. 8C

b

.

iYb

= b

_L

I

! . ~ 64 9, ,.,.

V,

•

tC

=

+ 8,46 tC

Cioè tanto l'errore temibile relativo sul h~Lo d'arrivo, quando l'errore temibile medio della rete di sviluppo sono circa 1/ 3 più piccoli per lo sviluppo teorico. Traduciamo tutlociò in numeri concreti. Poniamo 8'b

,;=

,f 590655

J

=

aosoom,

Cioè , con maggior lavoro e maggior spesa lo sviluppo tedesco• dà un 'risultato nel quale l'errore temibile assoluto è di circa un terzo più forte, di quello che nas.ce dallo sviluppo tipico teorico. È evi.dente che lo sviluppo teorico in questo caso potendosi realizzare in 6 modi diversi, se H terreno non si presta a.lla sua esatta: attuazione pure è probabile che permetterà di accostarsi ad una fra le dette soluzioni in modo da otteriere un risultato sensibilmente superiore a quello' ottenuto collo sviluppo tipico tedesco . Notisi che il caso che ho l.raLLato è dei più sfavoi·evoli allo svi-Iuppo teorico perchè la base di Catania è quella che ha maggiore errore rela.tivo ed è quella per la·quale il numero dei triangoli dello sviluppo teorico è minorè , m~ntre il vantaggio dello sviluppo teo-.. rico si sente di più quando r è grande, cioè quando col metodo tedesco bisogna far 3 o 4 volte il cosidetto 1\tddoppiamento della base. Nè si potrà dire che lo svi luppo teorico non offrendo triangoli di verificrt offre a.Ila compensazione un numero minore di equazioni di condizione, poichè l'aggiunta. cli un punLo, per esempio.X' permette di controllare finchè si vuole lo svilll.ppo. Si potrebbe osservare che le mie deduzioni sono bensì vere· quando si prendano a paragonare gli errori temibili , ma che la. mia teoria fa astrazione deJle compensazioni spontanee di errori.. Rispondo.che se vi sa.i·anno compensazioni tanto meglio, ma intanto son certo 'Col mio sYiluppci di restringere i limi li fra i quali è possibile che oscilli il valore del lato di 1° ordine su· cui voglio cadere. · Del resto anche la cons iderazione dell'errore medio condurrebbe ad un risultato poco dissimile poichè, ricordiamolo , l'errore medio 1

A'l\NO

xxv r~ V O L.

l.

31


474

ALCUN E CONSIDERAZIONI

sur

'f TRIANGOLI

M; =V(~)

2

+(

2

Cot

e+

f

e) ò'C\

Cosec

475

E SU LL E RETI GEODETICHE

differisce dall'errore temibile solo perchè il quadrato di que_sto contiene i doppi prodotti dei termini in flc , fJ C, menLre qnello ne fa astrazione. · ,1·I O Per far Loçcar con mano quanto ho ora asserito e sen,,a dilungarmi nel ripetere coll\t formola

mc della base e l'errore medio angolare fJC rimanendo gli stessi , conviene cosLituire la rèLe di sviluppo con triangoli tuLti isosceli _simili, perchè con ciò si rende minimo non solo l'errore medio relativo sul Iato cli arrivo, ma altresì minimo riesce l'errore medio generale della rete stessa. Ciò facendo le formole a) si trasformano nelle seguenti: 2

1

tutte le successive deduzioni anali ti che cui abbia.mo sottoposta la forrnola. dell'errore temibile ai numeri 11, 2, 3, 4,.t>', ne citerò semplicemente i risultati. a) Errore medio relativo_sui la.Li cli. arrivo cin-1 , bn-1 , e es, sendo la base cd -Mc il suo errol'e medio relativo; n 1·1 numero

) ( Manan- 1

2

=

+n (Cot2 e+ Cosec

"( Mc ) e

2

C) é'C2, ( 10bis) 1

ove: 2 , Cot

e I eosec·•e = I

·I

+ Cos e ' 2

, 1

sen ,., 2

(;

de!Je derivazioni.

e

2

2 1 ) = (Mc) ( Manan-1 e

sen 2

2

+i Cof C. 8C! +-s (~) .Cosec CfJC, 2

Cos

1VI ,z -

M -

=

_:!_ . ,

(l\'12a i _ a,2

,..

+

M\)

I

62

Q

n- -..., (',ot.z C" . 1i

=

nf e+ \cot2 C -!- 1i- ·1_Cof C - ,;2 l ' %

+ ........ -, 4 C.ot C I_ 1t

2

-m-1

)- 2 ) fJ C

V

eOc•0f

4_ , .-~

,1

2

""

v4r~-1.

- i 'l'l,

+

Ricordando che

e

Ì'tncr ,.,<.j

Q

,

"'

,C:

senC= ,1

(~b')

(H bis)

,1

Errore: n1edio relativo genera.le della rete di sviluppo :

2 '11,

~ = ...~

..,.

,1

= -2

1

T

,1 -tang

"

Cos C,=

tang·• e

2

e 2

...

verrà

2

Cosec~ C'

+ ................

Ìl -<>' C2 ;

b) Da. queste relazioni si deduce analogamente a quanto fu fatto ai cilati nuri1eri 3, 4, c,he per passare da una base e ad un lato a n-i con un dato numero 1i di :Lriangoli , l'errore medio relativo

2

Cot C

+ Cosec~ C = =

;

( tang2

~

+

Cot~. ~) ,

.2 Cosec2 C--'1 .

Cosicché potremo risolvere tu.Lti i problemi che interessano lo


477

E SU LLE HETI GEODETICHE

476

ALCUNE CONSIDERAZIONI SU I TRIAN GOLI

sviluppo delle reti geodetiche anche partendo dal concetto dell'errore medio mec}iante le seguenti fonnole: ·

ossia: 2. log 2 sen 9eftang~ e 9-

1

ove essendo per la (~) ~.,

< 30

~

'

1+n -1~., (Ma) - = (Mc)~ - + .,- (tana e - ,- eOL e) - . . e~ 2

1

.

·n

a

2

1·

e

e

.

Cot· C - = 2

"2 . '

o

2

cos-. 0e . 1ì\I = o , (I J 1

~

perchè

>

-?'

~

1 , potremo in una

1

f

e ridurre l'e-

1

·n =

4 ,rn- ·I

' - loa ')' o

.e 2 log 2 sen e+ 0~ 1\1 cos- -0 = 0

,

(2)

'

e·

loao 2 sen -2

che è della stessa,.forma di quella, già trovata al N. 7. Per risolverl~1 poniamo

(t·an,r". 2e- + eo·-t'' e) e 2 . 2 . log 2 se~ ' - lo(( r

1,:))~

1

quazione (1) alla forma :

~

e=

2

z ~ ·" ·

1

prima approssimazione trascunu:e i termin i in tang1

n

V·:

(y)z=/'(C)=

( 1 ...L tang,' 0e)

)

, .

,1 _!

= 2- 1· 2

· ((3) sen -

2

)

11 -

~

i) C)- i)+ '

1

1.

1. 4,1'

-

· 2 sen 2

1

1

.

1-

1

z ,

saril

j

espressioni alquanto più complicate che quelle clerirnnti dalla considerazione dell'errore temibile.' 12° Vediamo ora quale clébba essere il valore dell'angolo C perchè siano minimi l' erro1·e meclio re)ativo sul lato d'arrivo e l' erroi·e 1neclio generale della rete quando sia dato 1· . ~i tratta adnnque di cercare per quale valore cli C, z diventa un minimo. Differenziando z rispetto a C (eq. y) si avrà: 1

.e 11(1· )" .cos. -2 = Il - -1· I -z - ' e svolgendo log (1- z) avremo : · 1

z z·~) ·M ) .M (1 -

2

9. "" (

-

3

z - z-2 - -3 - -4

1

-41 (·1- z)-·)

e trascurando dapprima i termini in z 3 e z· : • , 6

z- T -;) 1~ z -

cl'a

o

1

...L

3 ::: t>

= .O'

CllÌ

z

=

- 3 .

+,. V 21 = ;J

0,38,

1

=

O'


478

ALCUNE CONSIDERAZIONI SUI TRIANGOLI

479

E SU LLE R~~T I GEODETICHE

per cui

nei centesimi per ciò che rigurcla la (il) , cosicché potremo ritenere: ,.3

... ~

3 =0,0 18

:r =0, 005

sen

~ = ~ . O,G I = 1

0,305 e log sen ~ = 1, 4-84-30 1

e con una seconda approssimazione :

=-

,Z I

3

+ v·2.4--o '023 =-= O 379 5

'

'

onde

valore esauo nei millesimi per ciò che riguar~a la (2) . Seguirà:

- .e sen

,1

..,

2 = 2 (-1 -

0,319) =

,1

2

·

(0,62·1) = 0,3·105 e Jog sen

e

= 2

= 1' 4.9206 ·' 2f ,1s ,o~ 0

e- =

Joo-o cot 2

e

2

2

logr = K X 0,2H67 verrà n

e = -,J ,0 1392 ,

2

O 49/a.28 , '

e

e tang~ - = 0,11027 , cot2

=

9,7400 , .

percui se

tJ

log tang

log tang ~ = 9,5057

=K,

1

e finalmente :

onde 4 log lang

~ =2,05568 e lant

i=

O,OH 4 • e

Cosicchè la ( 11) diventa: 1,9772 log2 sen f - ~f. ·1,0IH, cos2 G)g .2 . ....

=o'

tratlanclo la quale come si tratlò la (2) ve1Tà z'

+ 0, 744~ z _ 0,6279

1 1

0,3837 _ 0 O,G279 -

da cui

:z = - o,;.s925

+ V o,9620 =

Facendo ,n = K = 2, 3, fl,; 5 , 6 , 7 viene r = 2,69; 4,40 ; 7,22 ; :1-1 ,8 ; Hl,4 11 ; 3·1,82 cioè sviluppando una base con 2, 3 , 4 , 5 , 6 , 7 triangoli isoscel i si mili aventi l'angolo al vertice sempre cli 35°. 3.2' circa si arriverà ad un lato 2, 7.; 4,,f.; 7,2; 1 1,8; ·19,4; 3·1,8 volte più lungo commettendo sul medesirno un errore medio relativo n~inùno e la rele stessa cli sviluppo presenterà nn errore medio relativo generale ,nininw a paragone di qua lunque altro sviluppo ideato per collegare ht base.data con un lato che stia colla medesima in uno dei rapporti cita Li. ,J3° Qualora il rapporto r non sia uno fra. i sopra enumerati , cioè quando log 1· non è mullìplo di O,2 1467 , allora fatto ~.,, = ai

- 0,5925 + o, 9sos = o, 3883.

Tenendo conto dei termini in zS, z 1 , verrebbe: :: = 0,38 , esatto


180

ALCUNE CONSIDERAZIONI SUI TRIANGOLI

E SULLE RETI GEODETICHE

due numeri intieri successivi che comprendono il :valore di n r . . ·. = 0,Io(Y ,1467 , s1 operera snlla poi 1gonale z = F ( <p (n)) , come fu 2 a suo tempo indicato altroye. P~r la base di Catania cli cui abbiamo già trattato , essendo r = 8,207 verrebbe n fra 4 e fj e lo z che soddisfa (cioè il più piccolo) corrisponciendo ad n, = 4 si avrà.

60 le soluzioni possibili , non deve essere impossibile, malgrado le

donde · log sen :z~

=

2 log tang ~ =

Ì,47043 e f2 =- ·I7°H' ·) 2. lo~ cot~2 .

1

V

2,88058

""

=

cot2 ~ = 110,46 e ta.nl ....

,1' 01; 94.9.-,

...~ =

0,095 ·.

Dunque la base di Catania teoricamente si potrebbe sviluppa1'.e con 4 triangoli isosceli simili aventi l'angolo al vertice di circa 31°. 22' commetl:endo sul lato Montirosso-Perriere un errore medio espresso da

in cui ponendo ("') a3 =30300,b'C=

,J"

,

e <fc -- - -' v·1 ene !Ha.ai'·r - 0111 ,,_.,.,, 91, bv906"'· ;}i) ' 3

mentre per lo sviluppo effetLuato risulta di 0"',3~ ossia appunto di 1 / 3 più forte di quello che darebbe lo sv ilÌ1ppo teorico. E notisi che qui essendo .4, i triangoli dello sviluppo teorico, quanto fu detto al N. 9 è direttamente applicabile giacchè essendo (") Come al N. IO, pag . 472.

48'1

difficoltit del terreno , di accostarsi ad una di esse. È da osservarsi però che le soluzioni teoriche nate dalla. considerazione dell'errore medio, allargano molto i limiti dell'errore temibile, e non wno rigorose che quando gli angoli della rete provengono da un numero grandissimo di osservazioni. . , , 14° Risulla dalle formole ultime trovate che a parità di v11lore per 1\ le med.esirne conducono ad nn numero di triangoli circa doppio di quelli dati dalle formo le dedotte dalla considerazione dell'errore temibile, per sviluppare una base. Ciò si poteva presentire, poichè l'errore temi bi.le e le forrnole che lo esprimono fanno astrazione dalle compensazioni di errori e danno quello sriluppo che restringe cli più cli due limiti fra i quali può oscillare il lato da calcolare, cioè danno alla conformazione di ogni triangolo un'influenza minore che non al numero di triangoli dello sviluppo, sull'errore finale; mentre l'errore medio supponendo totale e spontanea la compensazione dei prodotti della forma cot C. cosec C <f C, 2 dà meno importanza al numero di triangoli dello svi1uppo che alla lorò fornm. Siccome è un fatto che compensazione parziale vi è ; siccome d'altra parte è giusto tener conto dell'errore temibile e giacchè la considerazione cli ambedue le loro espressioni analitiche ci ha condotti alfa rete tipica composta di triangoli isosceli simili, così potremo nella pratica cercare cli attenerci per quanto possib ile a questo tipo di sviluppo, scegliendo l'ango lo costante ai vertici in modo che rappresenti presso a poco la media dei due angoli teorici che risulterebbero dalla due serie di formo le date in questo studio per il valore . dir che, per altre ragioni , potrà. in ogni caso speciale essere gindicato più conveniente. Ciò è tanto più lecito in qnantochè, quando la rete di sviluppo ha la forma tipica indicata,· anche variando cli 3 o 6 gracb in più od in liieno gli angoli al vertice, la variazione che ne nasce nel valore sia dell'errore temibile, sia in quello dell'errore medio relativo sul lato di arriYo, è quasi iqsignilìcante. 15° Terminerò questo argomento notando come nel calcolo dei triangoli geodetici non sia punto giLista la pratica che si segue di 1

1

1


482

ALCUNE CONSIDERAZIONI SUI TRIANGOLI

E SULLE RETJ GEODETICHE

far la media aritmetica dei vari valori che si ottengono per un latoavente varie derivazioni, poiché sia l'errore medio, sia l'errore temibile di quel lato son diversi a seconda della sua provenienza e nel calcolo del valore definitivo sarebbe giusto il tener conto appunto . dell'uno e dell'altro errore attribuibile ai singoli valori parziali del lato medesimo. Altréttanto potrebbe dirsi nel calcolo d~lle differenze di livello, ma non toccheremo qui questo argomento. 116° Poche parole aggiungeremo intorno agli altri due problemi che interessano lo sviluppo di una base. Qua.ndo è data semplicemente la lunghezza del lato a,, _ 1 sul quale· . . 8 an - I Ò' C n cot C C s1 deve cadere, tanto la formola - - - = -. 9. ò" (!llantoan - 1 e '"' 2 . ~fa,._1 --:;- • ... la corrispondente-~ - - = ('Ò'C) ~ n l' cot., C cosec•· c~ ò" C,·c, di1 an- l e ' l'!• ·. · l . .. . , . van-I . m,·a,,,_l cono c11e s1 avra I 1nummo (11 - - -e e11 _ 1 quantopm.p1cco o 11

porsi basandosi sulle formole 1O, 1·I , 112 o sulle loro corrispondenti· 1Obis, 1 1 bis, 112 bis; cioè dato 11, determinare re C in modo che gli errori di caduta sul lato a,._ 1 sieno minimi o viceversa dato Cdeterminare colla stessa condizione n, cd 1· • Nel pl'imo caso infatti 1

Cln-l

+

a

. , . , . sarà n e quanto maggiore è C, po1c11e 1a re1azione n =

- log r , ' C log 2 sen 9.

1

1 1

1

ò"9- +nÒ'Ccot ~

o'a,._ 1 =

e

an-1

('I O)~

2

ove -

n=

+

+

483

log 1·

e

Iocrv 2 sen -2

=, perelè n sia. positivo .. e' necessario · e I1e., sen C<r

Orase 1· >

1

9.

1

,

2

= ,

. cl1e C<30 l ò"a,._ l. Cfimo ossia ;;- = , ciunque - -11·. e ,mmuencl o col crescere n1 9,.. z an - 1 . · avra. I·1 ptu . ' picco . Io va1ore a C = 90 ne segue e he que11a quant1ta 0

;

9,..

numerico compatibile colla natura del problema, cioè sarà un mi- ·

.4<

ci mostra che~< 30° (per ~ > 30, n verrebbe negativo e là natura di questa quantità non lo permette). Dunque n non potendo esser zero, perchè altrimenti non siavrebbesviluppo, dovràessere = 1l e i = 30°; cioè la base do vrà aver la lunghezza stessa del lato a,, _ 1

e formare col la medes ima un triangolo equihltero. Analoga sarebbe la conclusione qualora fosse data la base e si vo-lesse determinare a priori il migliin· modo di-svilnpparla senza lìssare altre condizioni. Questi due problemi non sono suscettibili di un m;nimo relativo e perri$ol verti nei casi pratici, converrà fissare al tre condizioni r-ui deve soddisfare lo sviluppo, comè ad esempio la lunghezza massima, che si può dare alla base, ossia j) valore minimo che. si potriL assegnare ad r o vicàersa la lunghezza massima che, per altri motivi, non si vuol oltrepassare 11ella lunghezza dei lati di 1° ordine. Altrettanto può dirsi per gli altri problemi che potrebbero pro-

nimo re~ati\'o qu;ndo -~ = -30° ossia quando I·= (2 -sen

~}n=.1.. 1

La rete tipica dovrà a.dunque in questo caso comporsi di n triangoli: equilateri aventi tutti i lati di lunghezza eguale a quella della base. Se invece 1· può essere ,i,, n risul terà posiLivo, come è per na-

<

C·

C

> Oossia quando 9 > 30.· ~ . d"L o'an-l· In questo caso si avrebbe un minimo assoluto an- 1

tura, anche quando Jog 2 sen

9

per~= 90°, il che non risponderebbe a nessuna soluzione; ma è · .4<

duopo osservare che lo formola ( 1O) a partire da, ~ > 4-5° o.ssia: 1

_ qLiando C> 90° si tramuta in quest'altra

1

Ò'an-1 - ·= Cln - 1

oc+ C. "C(Vecl"N n tang-u Il e

,2

O

H pag. 1,u) 1-t.> 1 1

('IO te1');


484

ALCUNE CONSID ERAZIO NI SUI TRIANGOL I

fi.85

E SULLE RETI GEODETICHE

_per cui fra tutti i valori di C, da 90° a ,J 80.°, il più conve~1ienle sa.. picco . 1o ossia . C= 90 -re)i))e ·1I piu · , o C' =45°, dunque tanto la formo la

E siccome la distanza fni due qualunque dei punti così distribuiti: risulta eguJJ.le n l J/3 verrà. '

(,1O) quanto la ('I Oter), nel caso dir > ,1, ci conducono alla conclusione che fra tutte le reti composte dello stesso nuri1ero di trianaoli èl ' la più precisa. è quella che si compone,apartire dal la base, di una .serie di triangoli isosceli aventi 'l'angolo al vertice di 90°. Allora

AB=y

2

n 9. 2 ·1' =..,

an- 1 = e;

.

/ :J

·

.

.

oooooooo'x\? = 1n . V 8 ·

1OK Vi

1

v-rn v,3 4

~an-1=an - p=C·

quesl.a rete, cioè, non può servire allo, scopo di

distribuire i punti geodetici equabilmente come lo richiedono talvolta altre considerazioni; ma essa potrà trova.re applicazione nelle operazioni più. delicate della. geomodìa ed in tutti i casi in cni .l'esattezza delle operazfoni lo 1·ichieda. 1 17° Se si tratlerit adunque di coprire una data estensione di paese con una rete di punti equabilment.e distribuiti allo scopo di ,costruirne h carta., e se m, è il numero dei punl.i che s.i desiderano per miriametro quadrato ad esempio , converrà che cruesti punti sieno disposti in modo da formare tanti triangoli equilateri (*) ossia che i medesimi sieno,situati al centro cli tanti esagoni regolari, ,

. . 1) r11ir. q.0 -egua 1I e contigui, la superficie di ciascuno dei quali va\aa.- ,

o

J/l,

'

ed i cui lati l risulteranno dalla relazio1ie evidente : (ved.i l?ig. 1O) 1

l! V::f ,pnir. qo 6- - = 4.· m,

,da cui l=

V

/-2

3·

. ,S1. po tra

el unque co Ila f ormo1a 8an-l - -

an - 1

~

etc - + C

1i

. ,300 o~(', trocot

vare ad ogni quanti triangoli $ia necessario misurare una nuova base perchè l'errore assoluto sui lati non ollrepassi un dato limite L · Basterà porre: .. _

tc+ -nV 3+

,1

oooomet. V2 = emet. .V rn'\1 -3 <

poichè col 30° = V3 e se ne cle<l(lI'rà rigorosamente il valore di n . Osservazione. - f: inutile osservare che anche la rete tipica di cui abb ia.mo ora. discorso· e che risponde al problema topografico, non gode punlo della proprietà di offrire omogeneità di esattezza in· · tanto 1a 1onuo r Ja cl1e cl'a cl tutte le sue pa.rL1; -G.n--I quanto .[a.suacor-

a,,_,

. . M a;-1 . . .. n sponclenle - -- , ci provano che non e poss1 bile ottenere una. a.n-1

,1mh-. q•

-rnV, s

'(') Non c redo inu tile ossen•are a questo pro posito che ~i possono dis tribuire equabilmente su una data s uperficie S, m puuti senza che pe1·ciò i medesimi ne debbano d i necessita risultare così d isposti da formare tan ti triangol i equila teri; infatti si può ottenere ·tale distribuiionc equab ile situando quei punti ai centri d i figura di tanti quadrati eguali e contigui, oppuro al centro di tanti triangoli equilateri eguali e contigui, e ciò •facendo quei pun ti uniti due a due da nrio luogo a tri angoli isos~eli si ma non eq uila teri.

rete che goda di tale proprietà, poichè gli errori rela.Livi vanno crescendo in ragione aritmetica col crescere di n., ossia a rnisurn che ci allontaniamo cfalla ~ase . Ciò che si potrebbe ottenere sarebbe di ma.nteneré costante l'errore assoluto sui lati, diminuendo progressivamente la. grandezza dei triangoli a misura che questi si scosLano dalla. base, oppure aumentando via vht la precisione colla quale si osservano gli angoli e le nostre formo le ci direbbero esattamente di quanto ciò si doyrebbe fare. TraLlandosi cli un Jayoro cartografico si capisce che ciò produr-·


486

487

ALCUNE CONS IDERAZIONI SUI TRI ANGOI. !

E SULLE RET I GEODETICHE

rehbe delle complicazioni, ma nella mi sura di arch i tenestri potrà giovare al risultato delle operazioni il tener conto della presente osservazione. ·18° Discusso così il problema cartografico sotto il punto di vista puramente analitico, potrebbesi esaminare se anche sotlo il punto di vista economico convenga attenersi alla ret.e tipica. avente cioè

lati di questi, nella direzione dell'arco, altri triangoli della stessa specie e così via. Si capisce però che questo sistema impicciol endo successivamente i triangoli a misura che essi si allontanano dalla base, sarebbe esattissimo sì ma anch.e molto costoso pella frequenza colla quale dovrebbersi misurare nuove basi. Esa,miniamo piuttosto la relazione che deve lega re la lunghezza delle basi, il numero dei triangoli, l'angolo al vertice di questi e l'ampi_ezza dell'arco tèrrestre ~Of perchè la rete o catena di misura abbia un error medio generale, od un enore te111ibile medio minimo, a risolvere anche questo probleuia bastano le nostre formole fondamentali. 20° Suppon iamo di voler distendere una catena di triangoli per misurare l'arco terrestre ) 'I A.= L. (Fig. ,12a). • P·er quanto fo altrove dimostrato la rP.te tipica dovrà comporsi cli una successione di triango li isosceli simil'i, e se disponiamo la base AB pee mocl@ che il lato a elci primo tria.ngoro sia. nella direzione -dell'arco lVI A , quftlunqLw sia l'a.ngolo C si verifichel'à. il fatto che i lati <i2 , a.~, a0 ,' appart.enenti al 3°, 5°, 7° triangolo, si troveranno pur essi nella direzione di M ;~. Infa.l.Li ,la somma degli ango li esistenti in torno ;:ti punti C, C'u, cv

•.

•

oooomei.V'§'

• ,1

tuttl 1 lat1, compresa la base, eguali a

·

·1 / - --- dato che non v · m\13' , .si voglia ecceder sui medesimi un errore assoluto e , e data la precisione degli strumenti longitudinali e gonimetri a disposizione. Sappiamo che ordinariamente si segue tutt'altro processo, si mi·sura una base, la si sviluppa e poi costituì ta una rete cli grandi trian_goli molto precisi, loro se ne appoggiano via via altri di precisione successivamente decrescente. · La discussione cli questo problenrn. non è difficile coll'aiuto delle formale fondamentali danoi stabilite; basterebbe esprimerefa spesa conseguente al lavoro -in funzione del numero ed ordine delle sta.zioni geodetiche e. del numero delle .basi necessarie a misurarsi per non eccedere nella rete qll{~I dato errore e prefisso, seguendo l'uno e l'altro sistema di triangola:i: iòne, e con frontare i risultali. Non isviluppo questa questione per amore di brevità, ma mi sarebbe· agevole dimostrare essere più economico il sistema di 111H rete uniforme partente da una. base avente la lunghezza eguale a quella dei lati di 4° ordine, dato per coudizione, che non si vogl ia, usando gli stessi strumenti, oltrepassare un dato errore assol1ùo sui lati stessi. In pratica però siccome si cerca di far servire una stessa rete geodetica e ai bisogni della cartografia ed a quelli della geomorfia, così s'inlende·che si sia ovunque preferito di seguire ii sistema delle reti scalari. 19° Per la misura però degli archi terrestri converrebbe rendere ·n più omogenea che sia possibile la rete destinata a tale scopo, e ciò s~ otter~·ebbe camm inando per triangoli rettangol i isoscsli (Fig. ,1,Ja), cioè sY1luppata la base ed oLlenuto un lato di 11° ordine AB, situato normai.mente alla direzione dell'arco terrestre M ~f da in isurare, si ,costruirebbero sul medesimo due triangoli rettangoli isoscel i e sui 1

eguaglia senwre : 90 -

i+ 90 -- -i + e=

;I 80°.

La catena tipica si comporrà adunque, se si operi simmetricamente dai due lati .dell'arco MA, di una serie cli poligoni simili. ABC' C" C' B, ed in lJl'atica e sopratutto .per la speditezza ed esatte1.za dei calcol i si avrà il vantaggio di cadere per due vie di\'erse sui lati a2·, a~, aG molto prossimamente coincidenti coll'arco stesso. Teoricamente A ì\l = ,...n ~ a2n 0

=

+

-e-C 2 sen 2.

e C 2 sen3 ~

+ ...... ,

3

,2

ossia A M= somma di n termini di una progi·essione per quoziente 2 11, essendo il numero dei triangoli costituenti la catena, e che vale


488

489

F: SU LLE F\ET l GEODETICH E

ALCUNE CON SIDERAZIONI SU I TRIANGOLI

quale ci si vuol rattaccare, quale lunghezza convenga dare alla base, 4_ ( _ e

2 sen

e 2

f

e qual sia il numero più conveniente e. la forma più vantaggiosa da

'l _ ) n

2'-:en' i

.

= L

Associando questa equazione ad una dell e fondamentali, per · esempio: fia2n-1 - - - =/Jc+C) - ~ncot -C o"C a.211-1 e 2

si :wrii mezzo di risolvere tutti i problemi che possono interessare la misura di un arco ten:estro. ni: er esemp10 . d. a to -L determmare . C ed n m . mo do cl1e ea,n-i ~ '"-- ope ¾n -1 pure

~ flaa siano minimi e trovata così la rete tipica,

coi metodi gi~t .

4n

indicati , si potril. determinare _s oppure a2 n - i in modo cbel' erroré assoluto ò~a2 n -1 sia eguale o minore di una quantitit data!... Non entrerò nei dett~gli analitici relativi a questa quistione; mi basta l'aver indicnk1. la via per studiare r igorosamente anche questo problema speciale che interessa lo sviluppo delle reti geodetiche. 211° Le nostre formolo ci permeuono inoltro cli discutere fra quali limiti possano oscillare le lunghezze dei lati dei triangoli g~odetici per una data lunghezza deila base e per dati valori di

~e e

lJ C, quando si intenda misurare una ntiova Lase acl una data cli- , stanza e non si Yoglia oltrepassare nei lati del triangolo pili lon•.ano dalla base un prerisso errore assoluto. Le fo rmale stesse possono iervire al problema inverso, di desnmere cioe, data la precisione degli isl rnmenti longimctri e gon imetri a disposizione e la lunghezza di un lato cli p1·imo o·rdiue al

. darsi ai l.1'iangoli, perchè il risulta I.o sia esaLLo entro dati limiti. Si poLra.n no utilmen te applicare queÙe formole a discutere se una . rete geodetica esistente sia ben cosi ituita e quali errori asso Iuti sieno realmente garantiti sui lati dei suoi triangoli a misura che que.sti si allontanano dalla base. Si pol.r·anno dunqne in generalo analizza.re .in moclo logico e preciso lutli gli innumere\'ol i problom i cui la geodesia pratica clit lnogo, e si avrit così rnorlo cli scegliere fra. ttttle le soluzioni dei medesimi, riconosciute praticarnenle possihili, quellti cito offre m.1ggjori vantaggi come esattezza e co me econom ia di lavoro, di tempo e <li danaro . '.'2? 0 Dorrei ora aggitmgerc qualche parola circa le reti destinate a. collegare clue triangolazioni separai.e dal mare ocl a congiungere alla rete del coutincnte, dell e i~oJe mollo distanti dalla costa; ma evidentemente qui i punti clte possono sel'virc pel riaLtacco sono sempre limitati ed il problema non.. ammette generalmente che un numero determinato di soluzioni possibili. Ad ogni modo l'applicazione delle formolo l'onclament.nli da noi climoslr,il e ed i critel'i desun ti dalla loro discussione, potranno sempre sol'vire utilmente come guida nel dar la preferenza piuttosto all'una. elle all'alLra. fra le so luzioni possibili. Tralt:rn<losi poi di controllare i l'isullati otten uti da uua triangolazione con delle ossel'Yazioni astronomiche, e indispensabile conoscere l'errore temib ile assoluto esistente nella lunghezza dei lati dei triangoli più clisLauti dalla base, per sapere 1ino a qnal punto il risu ltalo geoclcLico sin. paragonab ile co l risultato astronomico . Trattandosi di os:;el'vazioni di latilttdiue per esempio, potendosi garantire il decimo di secondo, ciò ::;ignifica che la posizione del punto polril oscillare tli 3 metri sopra. o soLto la sua posizione media (,1" = 30"') oncle sar:t necessario clte la rete geoclelica siti esatta negli stessi limiti porche pos.,<;a istituirsi un conrronto razionale fra i due risnl La li. Anche in <,roeslo caso le rorn10le più volte citate saranno una ntile guida all 'operatore. Conclud erò ora questo mio bre,·e slttclio manifestando la speranza che il medesimo venit giudicalo con indulgen:r.a. ANNO XX t V, YO C., J.

32


4·90

ALCUNE CONS IDERAZIONI SUI TRIANGOLI ECC.

Ho tentalo cli analizzare umt questione fin qui tra,ttata in modo assai incompleto e spesso con argomenti errati; sono lontano cl.all'aver dedotte tutte le conseguenze contenute nel1e formole fondamentali sullo sviluppo delle reti che ho tentato di stabilire, ma spero di averne eletto quel l[llll:O che basti per interessare nella quistione gli egregi uomini pei quali la geodesia è una specialità, e sarò loro grato cli tutte le osserv~zioni ed obbieàoni di cui vorranno essermi cortesi.

R!SSEGNA TECNOLOGIC! IIILITARE(

1 )

ARTIGLIERIA D'ATTACCO E DIFESA.(2>

Torino, 11° febbra io 11879. L UIGI GILETTA.

Cavitano di stato maggiore Professo,·e di Geodesia ope,.ativa 1n·esso la Scuola di guer-,·a.

Parchi d'assedio dello grandi potenze europee. - Germania: metallo dei cannon i, scell.a de l sistema di chiusura - descrizione ed impiego delle bocche da fuoco del pa1·co d'assedio e loro proietti - cla ti di tiro delle artiglierie - loro efficacia contro bersagli resiste nti - a rtiglie ria da piazza - bocche da fuoco di bronzo compresso . - !lussta; arligliel'ie d'attacco e difesa - progressi nella fusione cli cannoni d'acc iaio e di ghisa cannoni e mor tai scomponibili - loro im piego nella guerra turco -russa. - Inghilterra: il nuovo parco d'assed io - modificazion i proposto - ~rtiglicrie da piazza - Austria: composizione proposta del parco rl'assedio - il cannone da 15 cent. bronzo Uchatius - i nuovi morta i rigati; efficacia di quello da 21 cent . - a rtigli erie da piazza ; cannoni da 1-5 ·cent. cor to e da 24 Kru pp - P·m ncia - Italia: parco d'assedio attuale e fu turo artiglieria ù<1 piazza - ca nnone corauato Krupp; esperienze di lkedelar nel giugno Utili.

Trattando delle artiglierie da campo, abbiamo visto che il periodo di loro trasformazione può ritenersi chiuso, almeno in quegli eserciti che adoua,rono il sistema di rigatura a soppressione di vento per compressione. Non si può dire altrettanto delle artiglierie d'atlayco e difesa; due sole fra le sei grandi potenze europee, la Germania e la Ru1;sia, possono vantare di avere attualmente parchi d'assedio qual i si convengono per· la nuova guerra di fortezza, sebbene vi sieno in corso studi per parziali modificazioni. L'Inghilterra ha pure ado ttalo , a quanto pare in modo definitivo, nuovo materiale d'assedio . Le altre grandi (I) Vedi Rivista militare, dispensa d i febbraio. (2) Not izifl autentiche ci pongono in g rado di r ettificare un errore incorso nella prece-

d ente rassegna, O\'e cl icemmo che le nuove artig lierie da campo russe sono cli bronzo compresso; esse sono invoco indis tintamente d'acciaio ·fuso. Espel'ienze comparatil'e di t iro eseguite con gli antichi cannoni da campagna da 9 libbre in bronzo ordinario, ed i nuovi cannoni da batte ria in a.cciaio dimostrarono l'immensa. superiori tà di q ueste su q uelle.


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ARTIGLIE RI A

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D'ATTACCO E DIFES A

potenze per il momento nulla hanno innovato; gli studi per la sostituzione di nuove bocche da fuoco alle esistenti procedon'o però alacremente e non pare più lontana l'epoca in cui I talia, Francia ed Austria ayranno loro pure dato fo rmale assetto a quest'importantissima parte dell'armamento, , E sarà ventura se ciò potrà compiersi da noi con quella solleci Ludine con cui abbiamo ragione di credere la si effettuerà in Francia ed in Austria, perocchè bisogna ricordare che fra le cause dei gr:indiosi successi riportati dalla Germania sulla Francia, non ultima certamente fola superiorità del sistema. a retrocarica su qrtello ad avancarica. Mentre le batterie da campo tedesche vincevano l'antica bravura francese sui campi di battaglia, le loro aitiglierie da posizione debellavano le fortilìcaz ioni di Vau ban , le qual.i oltre al trovarsi. di fronte a mezzi d'attacco ben differentemente potenti di quelli per cui furono costruite, erano ancora per q ualitì:L e numero delle bocche da fuoco insufficentemente armate. La German ia, clm pure di tlÌ.nto avanza.va. gl i altri eserciti .nella llontà del traino d'assedio, alLese, appena finita la guerra, a inodificare Ja. compos izione d.el parco in base al l'esperienza fatta. Meno poche varianti, consigliate dalle peculiari condizioni ·dei singol i paesi, i parchi d'assedio degli esercil:i dell'Europa continentale saranno modellati sullo slampo prussiano; principieremo quindi da esso. Germania ('I) - I parchi d'assedio tedeschi durante hi guerra fr,anco-german ic,i erano composti di cannon i da. 9, 12 e ,Ji:> centimetri lunghi, di cannoni da ,15 cent. corti (obici) , cli mortai rigati da 2·1 centimetri ed altri Iis,çi di calibro di verso . Il cannone da 9 cent. soddisfece pienamenle ai bisogn i della nuova guerra d'assedio , poGhissimo quello da ;I 2 e limitatamente quello da 15 cent. lungo. Per Jo contrario i risultati ottenul:i col cannone da '15 cent. .cono furono molto favorevoli, e di buon impiego fo pure trovato ÌI mortaio da2·1 cent.; la gitl.alrL di qttest'ultimo si riconobbe 1

1

(1) i\1li L1.E11.- Die Entwicl,elung derpr eussischcn Festungs - tmd Belagei·unu's - ,lrtillcrie. Berlino, 1876. Suc11onowsK1. - Untm·richt in cle·1· Waffenlelu·c. Berlino 1876. Hand~uch (iii· die Of{l::lei·c der Kiin ig licli preussische,i ,Jvtille1·ie; periodici tedesc hi e

francesi.

tut1a,,i,i troppo piccola. I mortai lisci cli. grosso calibro impiegati a medie distanze diedero chtppertutt:o r isulta.li soddisfacenti . Tali sono nel complesso le osservazioni degli ufficiali d'artiglieria chiam.ati ad esporre il loro parere sul materiale d'assedio· appena concluso l'a.nnistizio, ed ,t prnpone le innovazioni che l'espP-rienza consigliava . Rispetto a quest'ultimo punto le opinioni sebbene .parzialmente di,;cordanti conveni vano però nel domandare un aumento cl'efficaci,t si,t nell e bocche da fuoco di medio che di grande calibro. Ecco in brevi Jinee conden ;al.o l'esito dei diligeùti stndi : ;JO Adozione cli un nuora cannone rini'orzato per grosse car iche; 2° Intrnduzione nel parco del un.none da ;J15 cenf,. corto in maggior numero; . 1 3° Conservazione dei calibl'i di 9 e cli 12 cent.; qnest'ultuno tuttavia reso più potente.mediante l'allungamento della camera n~l modello ,I 86l (La uocca da fuoco così modificata prese la denominazione cli cMmone cln 12 cent. modello 187,q, con c~iiusiwa et cimeo pi ritto): 4° Adozione del mortaio da 211 cent. modello ,J 8711 è

15° Conservazione del morta.io liscio da 11i.> cen t. Ouc~tc bocche da fuoco costituiscono l'attu ale parco d'assedio tedcs~o . Prevedendosi però nel I~ piazze cli modermi costruzione resistenze ben superiori rt quelle che possono vincersi col cannone corto da ·110 cent. e col mortaio da <z,J' cent. rigato, si studi? un cannone coito ria. 2·1 cent. adatto nd esegu ire sia il Liro in arcata sia il tiro indiretto . Per forza cli percussione e3so supera cli molto il cannone corto da H>cent. , e per efficacia di sfondo il mortaio r igato da. 2,J cent. La sua adozione è imminente. Trnnnc il cannone da ;(iS cenl. cerchiato, ché è <'.l'acciaio, tutte le altre bof:cbe da fuoco sono in bronzo. Il rapporto fnt il peso della massima carica e del proietto nei cannon i cla 9, H~ '15 cent. corto 1 1 inizi;tli misurando / 9,S:; •, ess • · cndo c·1·, l10101 e '/ t 3,9 , e le velocità , meLl'i 336; 820 e 299, gl i sfo rzi cui queste bocche da fuoco sono soggette non oltrepassano il limite utile per l'im~iego del br?nzo . Il cannone da ·15 cent. cerchia.Lo, il quale ha cla tirare con canche che raggiungono pure il 1 / 3,~ 6 del peso del proietto, ·e con velocità iniziale di metri 48[5 invece fu fatto d'acciaio.

e


D'ATTACCO E DIFESA

494

ARTJGLIERIA

Ritornando al parco d'assedio tedesco noteremo che esso ~nnovera ,WO peui e che le cinque bocche da fooco prime enumerate v1entrano nella proporzione di: 40 cannoni eh ,15 cent. ARC (Hel.). 15 )) corti BR )) 120 )) >) Bll )) ·120 » )) BR )> )) 9 )) 40 40 mortai da 2 1 cent. BR )) 110 )) )) BL. J) 40 li morlaio da 2,1 cent. scomparirà adollato che siti l'obice · da 2 1 cent. Queste bocche da fuoco soddisfano ai segrtenti compi ~i. . . Cannone da 9 cent. Si impi~gacontro le 1);1,tterie nemiche, 1 t.r,~ceramenti e lnoghi blindati e contro gli abitati. Non è a!to ~uttavia che al tiro di lancio; la sua mob ilità e munizionamento gh ass1cura1~0 un largo impiego nell a difesa immediattt contro le s~rtile: Esso l~nc1~ una granata del peso di chilog. 6,900, con canea d1 scopp.to d1 grammi 250, contro truppe alla distanza massi1~1a di /i.O?O metn; n~l bombarda.mento trova utile impiego fino alle distanze cl, 900 metn . La yelocità iniziale è di 336 metri. Lo shrapnel pesa ch,ilog. 6,9'1O e si spara fino alle distanze éli 2200 metri ; la scatola ametraglia pe~a chilogrammi 5,25 e si lancia non ol tre le dis~anz~ di. 5?0 metr1. Tanto questa che quello contengono pallo.llole cli fllcder_ra Ill numero di 1,,1 il primo e di no la seconda. Il cannone pesa ch1log. 430 e la vettura-pezzo compieta eh ilo g. 11900. Cannone da J.2 cent. Si usa con til'o diretto per smontare materiale d'artiglieria, distrnggere para.petti i~ terra ~ mur~ture di li~ mitat.a grosseu;a con efficacin, fino alla d,stanz~ d., m'.31'ri ,f:200. ~1 presta. tuttavia. pure al tiro indiretto e pu~ ~osl.1tu11~e 11 cann.onc d~ ,f O cent. cotto nelle posizioni ove lo st.abil1mcnto m butteria ecl ti munizionamento del maggior calibro riescono malagevo~i. Nel .bom~ bardamento, la massima gittata utile è di metri 5700 .. E munito dt due aranate, una orcliMria e l'altra allungata. Qnest'ulLima pesa chin · d'I eI11'I og. '., I 1c ,,i5 · loarammi ,f 5 000 e contiene una carica di scoppio .:.,, la carie; cli fazione di chilog. •I ,500 si raggiungono velocilà. iniziali di 111etri 320. Lo shrapnel pesa chilog. ·I6,047 e conliene 242 pallottole di fucileriu. La.bocca d~ fuoco pesa chilog. 955.,i.S e ht veLlura-pezzo complessivamente chdog. 2·100 .

1

All'epoca dell'introduzione dei cannoni rigati era rinata anche in Prussia la fiducia nella ghisa, la quale ritenevasi bensì d'alquanto inferiore al.bronzo per tenacità, ma ad esso superiore soLLo tutti gli altri aspei:ti. Alcune disgrazie avvenute coi primi cannoni da U e 115 centimetri in ghisa, gettarono il d(<;credito su questo materiale. Giova notare tuttavia che le ghise impiegate non erano della miglior qualità, e che un numero abbastanza considerevole di cannoni da 15 cent. coni di ghisa furono fusi in fretta per essere impiegati nella guerra contro la Francia. Lo scoppio poi di uno di essi durante la medesima essendo avvenuto nell'apertura trasversale dell'otturatore a cuneo, dimostra la giustezza del gi ndizio emesso da un nostro distinto ufficiale sulla maggior o minor resistenza degli otturatori i:t cuneo ed a ciiindro. « Con gli otturatori a cuneo - egli dice - la resistenza dell'ai:ma alla roLLura.trasversale è assai indebolita, sicchè, in generale, è d'uopo aumentare la grossezza delle pareti nel luogo ove sta il congegno di chiusura. Codesto inconveniente non si verifica per gli Nturat9ri scorrevoli lungo l'asse dell'anima, e può rendersi nullo o almeno poco sensibi le negli otturatori di tipo misto ('I) i) . L'impiego degli ottura Lori a cuneo, che per la facilità di maneggio s'adoUano cli preferenza agli altri, dovrebbe adunque limitarsi per ragioni di sicurezza. a.i meLalli duttili ed elastici, e non mai estendersi. ai cannoni di ghisa, h cui scarsa tenacità non ammeLte indebolimenti della culatta senza pregiudi;1,io. L'esp,erienza ha sancito invece l'uso degli otturatori a cuneo nei cannoni Krupp; ma l'acciaio onde questi son fatti supera di !unga la resistenza di qualsiasi altro metallo da cannone. « L'acciaio fuso Krupp ~ dice il generale Rosset - offre la massima 1·esiste-nza allei 1·ottwrn, poichè colla grossezza di 1/ 2 calibro, esso supera la resistenzo, del miglior bronzo, e della miglior ghisa da cannoni con grossezze di 11e¼ calibro e più. Quest'acciaio con grossezza di solo 1/ 4 di calibro è superiore in re1,islenza alla ghisa da cannoni francese con 7/ ,. di calibro, a tutte le combin~zioni tra bronzo, ghisa, ferro e ferro accia- · ioso, ed anche a.I bronzo ordinario ed alla ghisa nostra, quando la loro grossezza totale non supem i ¼ di calibro (2) )) . 1

(I) E 1,r.8N,, Coi·so di mate1·iale d'artigliet·ia. (2) llossRT, Espei·ien::e meccaniche sulla 1·esisten•. a dei pl'inclpali metal/( da bocclie da fuoco. Torino, 187·1.

495

1

))

1

1

1

c:n


4!)6

ARTIGLIEHIA

Cannone cla 15 cent.. COl'to . Ne è compii.o principale il battere bersagli anche molto resistenti con Liro ind iretto . Si presta non meno bene a contro ballern le artiglieri e della difesa col tiro diretto, al quale lìne giov,i moltissimo l'azione della sua granata contro le cannoniere in tel'ra, perchè conti ene un.t. grande carica di sco1)p io; purchè le distanze non ecceda.no i metri ,f 200 . 1~ fol'ln ida.bile co1)lro il materiale d'artiglieria, e molto acconcio a distruggere le traverse cave sui rampari delle opere, ed a. scoperchiare le volte delle casamnlLe per poi demolirle con m·aggior facilitii, impiegando anche artiglierie di limitata potenza. La granata è allungata e ·pesa chilogrammi 27,75 aYentfo carica interna di chilog, ·I ,90 . Le cariche di tiro variano a seconda degli scop i che si vogliono ruggiungere; la massima carica tnttavia. non supera ch ilog. ,f ,5 e con essa. la Yelocità iniziale raggiunge metri 2l>3 e l,t gettata mass ima metri h-400. Lo shrapnel si lancia fino a distanza di metri <1800; questo proiet.to pesa chilog. 3,1,047 e contiene 46i> pallotto le di fucilel'ia. Il peso del l'obice stesso è di •I 500 eh ilog., i mporta.ndo i I peso della vetturapezzo complessirnmente chi log. 34150 cil'ca . l 'adozione clell'ol) ice cht 2·1 ceni.. avrii pel' effe!.to la riduzione del numero di cannoni corti da 115 cenL. nella composizione del parco. Cannone da 15 ce11,t. ce1·chinto . La sua giusteiza di tiro, cli molto superiore alle altre bocche cln. fuoco del parco d'assedio, e la sua forza d'urlo lo rendono essenzialmente adatto a controbaLLere le artiglierie da. grandi distanze, ed a distruggere i hel'sagli in terra., muratura e ferro che si rinvengono nelle moderne forlifica:1. ioni, col tiro di lancio . La gittata utile contro bersagli estesi raggiungendo metl'i 8500 con la granala., esso prestasi inoltre .egregiamente al homharda11ten1.o del corpo di piazza da i primi appost(l.menti. Il tiro di smontamento, ossia cli distruzione del materiale d'artiglieria, è possi bj}e fino dalle distam:e di 2000 metri. Per soddisfare a questi diversi compiti il suo muniziona.mento comprende, oltre ai proietti comuni alle altre artiglierie, pure u.na gram1 ta cli ghisa indurita del peso di ch ilog. 35,iS, con caricft. di scoppio di chilog. 0,&,00, che lancia,con la carica di fazione di chilog. 6,20 e con velocità ini1.iale di metri .i-20 contro le corazzature, non oltre la distanza però di 2500 metri. La granata allungata è uguale a quella del cannone corto dello stesso cali bro; gli effetti cli tiro tuttavia sono d'assai superiori, pe-

D'ATTACCO E DIFl,SA

rocchè con la carica di chilog. 6, 20 la velocità ini1.iale è di metri 4,85, e con la carica di 7 ch ilog. di 500 metri. Lo shrapnel pesa chi logramrn.i &-O e contiene 61 5 palloU.ole di fucileria. Esso è essen:r.i a.lmente cles.Linato ad impedire i soccor.,i negli incendi ed a mo[esta re l'interno de'lla piazza fin dai ])rimordi del combattimento, arri v!lndovi dalla ragguardevole distanza di 8500 metri. J[ metallo pennisé di contenere il peso del pez1.0 nei limiti assegnilti alle artigli erie d'attacco, le quali vogliono essere dotate d-i una certa. mobilità ; infatti il cannone non pesa che chilog. 80t0 e la vettura-pezzo, compless ivamente cirça. chilog. 5.300. Le bocche cla fuo co fin rp1i menzionate sono, come si vede, tutte pronisle di shrnpnel, al quale genere di Li ro esse si prest,uw egregiamente in virtù del sistema cli caricamento dalla wlaua, che solo può confel'ire lorn la precisione inclispema.bile all 'utile impiego cli questo p·roiett.o. 1rlol'laio da 21 cent. Sotto angoli d'elevaz ione di 30° quesla bocca. da fooco possiede unn. sensibil e giustezza di tirn; è quindi molto propria per sfonda.re le coperture cli struttura muraria nel le opere cli fort'ilicazione . .Essa lancia nrnt geanata ob lLrnga di. 80 chil og. con carica di.scoppio di ch ilog. 4-,750 fino dall a. dist_anzn di 3900 metri . li peso non è che di 30'.20 chilog. pella bocca da fuoco ; tuttavia nel complesso q,uello della vettum-pezzo arriva a ch ilog. 060 0. ,1fortaio liscio da 15 cent. Fu conservalo come ottimo meuo di distrnzione del rnateriale sui rampari da piccole dista11ze, ed anche perchè il suo Liro riesce esiziale agli uomini ricoverati dieiro parapeU.i, traverse ecc. J,ancia una granala sfericn. di 7,25 chilog. co n carica di scoppi o cli. grammi 350. Bocca dn. fuoco e cepp10 pesano chilog. 150 . Nello specchio che segue sono raccolti alcuni dati di tiro a complemento delle cose fin qui dette sulle artiglierie d'assedio tedesche, della cui efficacia contro le mnrat.ure e c~ntro le terre danno un'id ea i pochi cenni che vi facciamo seguire, ricavati da esperienze eseguite nell'anno 1873 presso ùraudenz. 1

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11-vt e-rtenza. Le ci fre fra parentesi si riferiscono alla granala all ungata da ,15 ccnt. l:wciata con carica di Liro di ch ilog. 7. I'.

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-500

501

D ;ATTACCO .8 DIFESA

ARTIGLIERI A

. Con lil'o diretto dalla distanza di metri '88 e con carica di chiloO'. ,, 0 ·dt polvere a grani grossi, la g,.·arq.ta oblunga e carica di sabbia clel c~nnone da 112 cent. penetrò in mnro di mattoni di slrao1·d inal'ia resiMe:~za .'.n:tri O, 10, p~·oducendov i un imlmto alla. JJase esterna fargo met'. l O,o2o ed alto 0,60. [I volume demolito essendo di 5ì9(H cent. ·Cub '"'<\"' d I·1peso · ,, la. forza. .. .vini . · d'urto ., essendo ,. . · cli d1·11a11· '· 10.c1"t. '"'8 , ,,u,),e 1 d?l.proie~to dt ch dog.: 1<>, 1, ?Llta un lavoro di 736 cent. cubi per CJdscun_dmamodo, edt 3864,,3 cent. cubi per ciascun chilo«. di peso 0 del proi etto. 1

Nelle stesse condizioni di tiro, ma con granata da ,f 2 Hent.. carica di P?l.vere, g(i imbuti misurava.no in un pl'imo tiro ceni:. 76 in pro fon.dita,. ·I. 04. m e U7 , :S in altezza · e 91-,, 111 · un · . .larghezza , . ., "c"1· " "' 11·,. 80 , f 03 sec('.ll~o tiro . l volumi demoliti essendo di .20 1! 9'.23 e di 209440 cent cubi, 11 l~woro faLl:o <'la. un dina modo di forza vi 1·a è di 2563 e 2658 c~nt. cuh1, e di_ metri c:ubi 1346'1 ,5 e ·I 3963 per ogni c:hilo()'nnnma 0 ·d 1 peso del pro1euo .

La. penetrazione di un colpo sparato dalla clista.nza di metri ·1360 contro muro cli buornt quali là, sottratto alle vista e quindi con tiro in. diretto e carica di chilog. 1,5 di polYere, fo di cent. U ; alla hase estel'm. l'imbul.o misora\'a c:ent. ,f /~5 in htrghezza e 1o:.s cenL. in altezza. Il volnme demolito essenélo in questo caso uguale a centimetri cubi "79987 e la forzavivad'urto7Q,3 f:.H dinamodi , il lavoro fu di 558 cent. cubi per dinamodo di forza vi va e di 6486 cent.. cubi per chilog . cli peso del proietto. Nel tiro clirelto in breccia. con cariche di chilog. 3,9; 4,9; 5,93· e 6,2, sparando la granata ohlunga di 27 ,7 chilog. contro niuro clibLtona. CJLlaliti.t, il cannone dtt ·I1S cenl.. ARC diede i seguenti 1·isultati :. 1

1

1

Carica

1

, ~l ti'.'~ i~1dirett~ eseguito da!la distanza di 1360 con carica di p,ol~ ei ed, dniog . ,1,.fO produsse 111 muro laterizio di buona qualitit un . imhnto lrofondo cerll. 36, alto alla. liase es terna cent. 89 e larl)'o c~n~. 8i). Il v~lurn.e demolito misurava '71! 336 eent. cubi; il Javo~o :11crn~cuno dei 4,1,87:2 dinarnodi di forza viva d'urtò ond'era animato il proietto fu quindi di ,J704 cen L cubi, e riferito ad 1 chilo". di peso del proietto di 4-756 ceni:. cubi " I risulta~i -ouenul i ne! tiro diretto col cannone corto da ;J5 cent. conl.ro 11111 '."1Jri.terizi di straordinaria durezza variano sensibilmente, e ~~r ;~, clis,ta~za :li 88 m:'_Lri, co_~ c~tric,t di 1 cbi log . di polvere e fo;~,t rn ad 111 to.dr 201,2 dmamodi s, ebbero imbuti profondi da 50 a u,3 cenL larghi da 62 a 11113 .cen t. ed alti da. , ,J a if 02 cent. alla. base esterna; e volumi di 57887 e ,160350 cent c11· l) ·1 · Jl la, , ,010 . · · . , · r 1f:~1to .r er d'.namoc!o, risulta di ,f (),J;J e .2800' cenL cub i, e di 2086 e b 1 18 per eh LI og. cli peso del proieuo. 1 distanza • Tirando dalla stessa . , con cariea ' , , di c· 11i'Jo o0' . '·f , ,,).. , g1·t ·nnIHt t·1 dt du~ granate 1msurava.no 6J, e 6ff cent. in profondità, ,, 27 e , Of5,:S ceni:. m larghezza e ,f 115 e 116 <·ent '·ezz" J 11l1 ·· . , · 1·n ·'l " •· ""· I ", ol umi· ei.emo -e~s~ndo cl, _cent. cubi 245320 e 223378, il lil voro di un dinamodo dt _Jorza :' tva d'ul'tO è_ di 2.1_63 e .2iH G cent. cubi, e quello di un chtlog. d1 peso del proietto dt 8840 e 8050.

chilog.

Forza viva d'urto

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'130 •160

fi.0'1!}3fi, 690HO

232fi, 8993

·1(i.511o 2(1.9:2.6

,12,1, ·132

Ml828.t 4-93çJ1I 8

2,1112 2·187

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La penetrazione 'assolut,l delht granata oblung,t él,t ,f 3 cent. lan.:.. cia.t.a dal cannone corto, con carie.a cli chilog. 1 /> dalle distanze cli 91. e di gf.,f metri ri;;ultò cli metri 3,70 in parapetto di terra. argillosa per la prima distanza, e di metri ,1,90 in parapetto cli sabbia per la seconda cl istanza; e qtiella. della. granata oblunga. da. 15 cent. Ja.n-· eia.La. dal cannone cl'acc:iaio (RC) con carica. cli chilog. 6,'2 dall a. ili- · sla.nza 2300 metri fo dì met,·i f>,00 in para.petto di sabbia.. Malgrado In loro ristrett.ezz,t qnesti dati riteniamo posson.o bast,u·e a. formar;;i un criterio sull'efficacia delle bocche cla, fuoco sopra 1rnmet'alc contro ber;;agl i resistenLi. 1

1


502

ARTIGLIERIA

Le artiglierie da piazza tedesche comprendono cannoni rigati lunghi e corti (obici), mortai rigati a retrocarica, cannoni e mortai lisci di vari modelli . ·Per il fiancheggiamento dei fossi servono i cannoni da 8 cent. , di -cui se ne hanno in acciaio ed in bronzo. Lanciano solamente fa scatola. a metraglia. Il compito di battere i bersagli mobili, e più particolarmente quelli viventi, in campagna. aperta è in singolar modo affidato ai cannoni da 9 cent., e di quesLi ne esistono di ::S modelli in acciaio ed in ferro con ch iusura cilindrica ed a cune9. Lanciano una granata dì chilo-' grammi 6,9; uno shrapnel di chilog. 6,911, ed una scatola a metraglia di chilog. iS,25. La distan:m massima di tiro indicata per essi ~falle tavole di tiro e di metri 3800. . La distruzione dei bersagli di limitata resistenza, quali il materiale d'artiglieria, lf) cannoniere, i piccoli parapetl.i ecc. è affidata ai cannoni c1a 112 cen t. Ve ne sono di qual.tre modeJI i, in bronzo cd in .ferro -con otturatori di diverso sistema. Lanciano la granata ordinaria. del peso di chilog. H. , 6 e quella ali nngata del peso di chilog. 11~,ti, quest'ultima con carica. interm1 di chilog. 11,23. Le distanze niassirne di tiro variano a seconda del modello e sono comprese fra i limiti cli metri 4000 e 5700. Uno di questi cannoni lancia pure lo shrapnel fino a distanza di metri '.i.>,200. Gli obici, o cannoni corti , da. ,15 cent. sonò destin~!.i a battere i bersagli coperti, a. distruggere parapetti in terra ed anche a. smonta.re nrl:iglierie, in questo caso peeò solo fino alla distanza cli 1200 metri. I modelli esistenti .sono due e si distinguono pel metallo onde son fatti, ferro e bronzo; entrambi lanciano mutgranatadi chilog. 27,75 :alla èfisl.anza massima. di tiro di 4:400 metri , ed uno shra.pnel di chilogrammi 3if , 04 7 a disLanza di metri 11800. Punti lon tani sul terreno fronteggiante si battono coi cannoni da 15 cent., dei quali se ne hanno di cercl1 iati. e comuni. Questi tirano fino alla distanza massima di 1,500 metri; oltee questo limite e fino a metri 8500 serve il cannone da 15 ceni. ARC. Esistono 5 modelli di cannoni da 15 cent. comuni distinti sia per il metallo di cui son fatti, bronzo, ghisa ed acciaio, sia per i diversi sistemi di ch iusura; il loro munizionamento però è ugna.le e consiste in granate ordinarie (peso chilog. 27,35) ed in granate allungate (peso chilog. 27,75). 1

1

1

1

503

()'ATTACCO' E DIFESA

Uno di questi cannoni lancia pure un~ shr~pnel _del peso di chil~-grammi 3,1,0&:7 a clistanzadi 2200metr1. Il tiro d1 smontamento a1riva. fino alla distanza di metri HiOO. · Il cannone da ,15 cenL ARC eseguisce il tiro dì smontamento fino a metri 2000 di distanza. Esso serve per battere fabbricati e ~i l~ laggi, batterie ed altri lavori d'assedio, pr~r~hi, depositi e ma,g~zzuH collocat.i a grandi distanze. Il suo 11rnn1z1onamen~o è ~onfo1me a quello indicato l)er il crmnone d'assedio, al quale è 1denl1ca pure la bocca da fuorn. I mot'tai da '.iH cenL. modello 118'.7 11 e ,1870 hanno uguale munizionamento e tirano, alle distanze cli 3·900 il primo e di 220? il seconclo, contro le batterie d'attacco ed i ricoveri nelle _medesnn_e esislenti . Il munizionamento non varia da qtwllo dato pnma per _il mortaio d'assedio di uguale cali bro; lo stesso dicasi per ~l m~rta10 lisc;io da ,15 cent. che serve per battere le truppe diet1·0 ripari non troppo lontani. Gli altri mortai lisci cli maggior calibro (da 22, 23, 27 e_ 28_cent) invece si impiegrrno per scopi simili e per sfondare i ric~ver, hhndat1, ma a distanze che variano fra i 11350 cd i 2800 met.n .. I cannoni lisci d,t 9 e da 12 cent. infine servono per d fia.nch:ggiamento. . . . . ., . · Abhiarno giù avvertito essere m corso di stucl1omodif1caz1~lll ne11 ~ composizione del parco d'assedio tedesco. Da qua.Iche ~rnno m_cprn 1 giornali parlano di cannoni in bromo compresso eh~ ~L. ~ost_ru1sco:10 presso ]a fondf)ria di Spandau, aece1~n~nd? alla poss1b1lit,~ ~1 .u~~ ~?sti t.uzione cli questo metallo all'accia IO Iu_upp per le_ a1 llgl!e'. 1e lll (renere. Questa versione è esatta solamente m qua_nto ngo.arda I cun~ ~oni da muro, e per il momento per quelli d'assf)d!O da 9 e da ,12 centimetri lunghi e da .2 11 cent. corto. .. . Secondo le scarse notizie che ne dtt un trattato clt re~ente publ~lt·cazione te<lesco ('i ), il cannone da 9 cent. sarà di costru~10ne 1c.le_nt1ca a. quello pesa.nte da campa.gna col quale ba com.une 1~ 1111m1z:onamenlo e Ja carica ; . il c,tnnone da. 12 cent. (del cahbro eh 112, 1) e de. stinat; a. sostituire qùello d'nguale calibro aLtnalme1~te_in t~so . I proietli dell'obice d:t :i.H cent., destinato a, sostituire il morla10 1

(1) J,eit(aden ( ii,· den Unterricht

i,1

dei· Wa{Te11lehre, per

l'\sUMA~N.

Berli no 1879 ..


501-

AHTIGLI EFI IA .

d'ug~al_ calibro, stando all'istCS$a fonte, saranno mun iti di quatLro aneli, di rame, 3 nella parle posteriore ed ·l in avanti, i proieui del cannope da 9 invece avranno im,olucro di piombo . .lfossia (rl). - li parco d'assedio russo pure annovera 400 j)ez1. i distinti come segue : ' 60 cannoni da 15. cent. ALlC modello pesante (Rct.). •1{0 » i> •l o » AH. modello leggiero » 80 >> >> iJO >> AR » 40 morlai » 20 » IlR » .i,O )) )) li> )) BR » 40 » lisci da ·l 5 » 'r co mpi~i loro assegnati rispondono a quelli delle conispondeuti bocche da luoco tedesche, dall e quali poco si scostano anche por efficacia. Il cannone da cent. ·IO è per costruzione simile a cruello da cmnpagna pesante modello ·l 866; il munizionamenlo ~omprende la granata, lo shrapnel e la scatola a metr,1gl ia. , . I cannoni da l!j cent. in accia io sparano una granala ordinariit di chilog. '.tU ,5, unn, granata con incami ciatnra. di viornbo sottile e carica interna di cliilog. 2,457 ed uno shrapnel. Il cannone le(r(•iel'o . Do pesa chilog. ·I 638. I l ca'.mone da 15 ~ent. ARCprov iene dalle offic ine Krnpp e per costrnzrone non è molto dissimile cfa quello tedesco; tuttavja esso è d'alquanto più lungo, misurando l'animrt nella parLe rigata caJ ilH'i ·J 9 quello rnsso e cali bri I 6 quello tedesco, per la qual cosa il peso del primo ri:mlta anche un poco maggiore, cioè cli ehitog. 3276. Il mortaio rigato più piccolo '1,Lil cali bro di cent. ,Jo,3 e quello più grande di cent. 20,3 ; pesano chilog. ·I 570 e 3930, e lan~iano granate di chilog. 36,8 e 79,85 con c1riche di tiro di chilo~. 3,272 e 7,8; Je cariche inLcrne sono cli chi!og. ,J ,3G e 2,75. Oltre\ questi proietti e.5si lanciano una secoucla gra.natn allungata (granata mina) contenente chilog. 2, 4·2 e 5,5 di polvere. Le :u'liglierie da piazza russe comprendono: cannoni da '12 cent. d'acciaio, bronzo e ghisa del peso di 900; 937 e '15'.il/4. chilog.'; lan(l j Giornali cl'arti{Jl~1·ia russo ed italiano, R evue <l'artilltr.'e; UìBBLL Iahr esber lchte eJ altri periodici este ri.

505

D'ATTACCO E D IFESA

ciano una granata ordinaria del peso di chilog. 15, 08 e carica interna di chi log. 0,54-6, con cariche di tiro di chilog. ·I ,,i.33; 1,4.33 e 11,033 alle distanze massime di /4.700 e 3800 metri; cannoni di ,J5 cenL. di brom:o e cli ghi:;a del peso di chilog. 2236 e 351H i quali lanciano una granata ordinaria di 30 ch ilog. e car ica interna di chilog . I ,023 . con c.,rica. di tiro di 2,867 e 2,047 alle distanze di metri 3300 e 3800; cannoni d'acciaio del calibro di 20,32 cent. e del peso cli cbilog. 5H)2 i qual i lanciano dne granate, una ordinaria del peso di chilog. 79,85 e carica in terna di chilog. 2,764, ed una cli ghisa indurita del peso di chilog. 18,63 e carica interna di chilog. O, 8/19, con carica di tiro di chilog. 7, 7811 alla distanza massirrm di metri 5300; obici elci ca.libro cli cent. 20,32, alcuni in acciaio altri di bronzo, del peso di cliilog. 393 1, i qua li lanciano granate di 79,85 e 78,63 chilog.; queste cli ghisa indurita. e carica interna cli ehilog . 0,8·19 e quelle ordinarie e racchindenli una carica di chil og. 2,76!~, con carica massima di tiro di cbilog. 7,78•1. Oltre alle arligliel'ie ora menzionate, tutt.e a retrocarica, la maggior parte con otturatore a cuneo cilindro prismatico sistema Krupp e rigatura prussiana, si impiegano nel servizio cli piazza bocche cla fuoco liscie cli diversa specie e modello. Abbiamo più sopra detto che i cannoni d'acciaio da 45 cent. cerchiati russi furono acquistati dal J{ rupp . A maggior esattezza agrriunaeremo che negli i:d ieria russa so llo questo ~ . o '' ultimi anni l'arti '·' rapporto è riuscita acl emanciparsi ~lall'e8tero, e che nella fonderi a governativa di Obuchow si fabbr icano attua lmente non solo i cannoni di questo ma anche di maggior calibro, qLtali occorrono per la clifesa. cli costa. È noto che la Russia estrae dalle sue min iere minerali assai puri , e contenenti Lale quanti lit di manganese, da riescire molto pregevoli per la fabbricazione dell'acciaio fuso. Fin cfall'anno 1873 lo stabi limento suclcletto e quell o di Perm aYevano dato prova alla mostra mondiale cli Vienna di poter provvedere ai bisogni dell'esercito nazionale, mediante l'.esposir.ione cli cannoni di acciaio ritenuti di poco inferiori a quelli Krupp. Anche la fusione della ghisa h:t fatto in ltussia notevoli progressi negli ultimi tempi , e tiuesto meta llo Lrova di nuovo impiego nella fabbricazione delle artiglierie cla muro e cla costa, come fan no fede 1

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A;<;NO XXIY, VOL. I,

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506

ARTIGLIERIA

D'ATTAèCO E DIFESA

la presenza dei cannoni da 12 e 15 nelle batterie da piazza.e la costruzione in corso nello stabilimento di Perm di un cannone da 14 pollici (cent. 35,5) destinato a sostituire quello da 30,5 come massimo calibro di gran potenza. 1l peso complessivo del massimo traino adot_tato pei parchi d'assedio in Germania ed in Russia, cioè quello del cannone da iJ5 cent ARC, con affusto n,vn,ntreno ed attrezzi non va oltre i 5500 chilogrammi, importando la sola bocca da fuoco chilog. 3020 in Germania e chilog. 3276 in Russia. La potenza di queste artiglierie essendo vincolata alla conclizione che le bocche da fnoco sui loro affusti possono essere trainate senza gravi diffìcoltit su strade meno buone, e tctlvolta a traverso i campi che circondano le piazze, ne viene che i pesi sopra indicati sì ritengono comunemente come limiti che non conviene oltrepassare. Ma come la necessità è maegtra di spedi enti, così essendosi i Russi nell'ultima guerra trovati sotto llutsciuk cli fronte a fortificazioni molto robuste, i cui parapetti in sabbia non polevansi distruggere coi mezzi comuni, ricorsero al cal ibro di 20 cent., cioè al cannone di 8 pollici leggi ero (corto). La sua grande potenza contro le opere in terra. aveva fin dall'anno 1867 indotto il direttore della fabbrica d'armi di Obuchow, capitano di prim'ordine ed aiutante d'ala Kolokolzov, a proporre d'introdurlo nel parco cl'asseclio eliminando le difficoltà di trasporto mediante la scomposizione della bocca da fuoco in pezzi. Essendosi l'attuabiliLàdell'ideaappienoveri(rcata durante l'ullima guena, la questione della scomposizione dei cannoni, la quale segna tale progresso per l'artiglieria da non potere neppur intravederne per ora le conseguenze, è entrata nel campo della pratica. Infatti trattasi ora in Russia di estendere questo trovato pure ai mortai. Le notizie che si banno dai giornali russi intorno alla costruzione delle due bocche da, fuoco sopra menzionate ed all'uso fattone ne.Ila guerra sono troppo interessanti per non meritare d'esser qui riprodotte con qualche particolare. Un'esperienza preliminare fatta con un cannone da 4 libbre avendo dimostrato l'attuabilità del progetto, il capitano Kolokolzov pregava nell'aprile 11877 l'amministrazione generale dell'artiglieria a volergli concedere_un cannone da 8 pollici (leggero), per trasfor1

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5Qi

rnarlo secondo il suo sistema in un cannone scomponibile; ed avutone ·risposta favoreyole, nel maggio susseguente il cannone così ridotto già potè essere esperimentato. . . . Una sewnda prova, eseguita tirando 130 col?' . con ~a~·1 ca cli cb iJorr. 7,8 cli polvere prismatica avendo dati buo111 nsultal.1, '.I cannone t>fo inviat~ al 1° luglio da Obuchow all'armata. cl'operaz1one a Giuraievo ccl il 30 stesso mese esso arrivava a destinazione presso . v la batteria·Slobodzeiski. Consta di 3 pezzi, cioè di 11 tubo interno; di 2 manicot_ti; d_i _,1 madrevite d'unione e di un cuneo di chiusura. li tubo è cli acciaio fuso e funrro quanto l'anima; le pareti sono grosse millim . 38. L'anima è ri;ata e contiene una camera _rei proie~to,, un'altra. yer_ la carica e lo spazio necessario per l'appl1caz10ne d~ll anell_o cli chLUsura. Il manicouo posteriore porta gl i orecchioni ed è mcavalcalo su d'un affusto, come una bocca da fuoco d'assedio comune; esso pesa sel)za ]'affusto chilog._ 290&-. n. manicot~o anter~o~·e si cari~a su apposito carro, pesa chilog. 1826. Il_ tu~o ~nterno e 1mball~to ,m urHt cassa speciale che Io difende dalle rngnme del tempo e Sl t1_asporta come il manicotto cli volai.et; pesa chilog. 54 11_. La madrevite d'unione pesa chilog. 98 ed. il cuneo di chius_ura ~hilog: 299. . Volendo servirsi del cannone, si mette pruna Il marncoUo eh culatta in balleria, poi lo si monta cfoponenclo quest'ultimo ~rizzonlalmente, quindi si solleva il manicotto di volata all'altezza_ ~1 quello di culatta mediante meccanismi e si introduce L'estr~~ut.a po_steriore di questo, (:he è avvolta con stoppa, nell'estrem1ta ante~·10re di quell~; la voluta rigidezza si _otti~ne nel sistema sLr_in~endc'. 1~ue pezzi l'uno all'altro con la madrev1t~, la_ quale ,~?mp1e 1~~ll1,e 1ufficio cli anello di rinforzo nel punto cli umone. C10 fatto s m~, oduce il tubo int~rno dalla parte di culatta. nel tubo esterno, e lo s1 sforza a posto 1~ediante un fusto lungo eh~ attr~verstt l'an_ima del car~none ltt cui estremitit posteriore è provvista dt capocchia n~entre _l ~nteriore è fatta a vite. Dopo d'a.ver infilato sul fusto un elisco, v1 si aggiusta la madrevite che si gira co_n_ leve lunghe fino a che il tubo inlemo non sia della vol t1ta posizione. La scomposizione si efi'ettua operando inversamente .. Il B,t luglio a. sera i singoli ~ezzi .del can_none . s1 ~oncl~ssero nella haUeria.; il giorno seguente si tolsero dm CfttT1 e si pulirono, 1

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ARTIGLIERIA

ed in sull'imbriinire si pose mano alla ricomposizione della 6occa da fuo co . ìVIalgrado piovesse ed il terreno fosse moll e, e malgmdo l'inesperienza, 20 artiglieri ultimarono l'operazione in meno di 3 · ore. di guisa che alle 9 pom. il pezzo poteva enLrare io azione . Occorsero: orC'l 4/ 2 per mettere assieme i due manicotti; 3/ 4 d'ora per introdL 1rvi il tubo intemo e 1/ 2 ora per le ulteriori operazi9ni, compresa quell.a di porre definitivamente il pezzo in batteria. Mancando le munizioni il pezzo non polè incominciare il fuoco che r ,111 agosto. Agì quindi nel giorno 25 agosto e dalla distanza di .2934 metri distrusse una batteria in sabbia; un 7° tiro colpi un cannone scoperto e lo smontò. I Turchi ri,1ttarono la batteria e verso la sera del 24. riaprirono il fuoco . Ma un solo colpo del cannone da 8 p9llici avendo portato via tutto il merlone, i Turchi abbandonarono la batteria. Il 11" settembre si sparò dalla distanza di 37515 metri cont1•0 un monitor, il quale essendo stato colpito al J.0 tiro fu costrett~ ad abbandonare quelle acque. Il 29 ottobre si eseguì la, scomposizione dell a bocca da fuoco af~n~ di pulirla; dopo 3 mesi di servizio il tubo interno si trovò pulit1ss1mo. Il 7 novembre il cannone Lirò contro una colonna di trup1;a che sboccava sulla. strada di 1-lazgrad con buonissimo esito. · Nel giorno di H. , Hì e rn novembre il.cannone agi potentemente contro i bastimenti ancorati dieLro l'isola di Godde alla distanza di 4907 metr.i. Dicesi che uno dei bastimenti sia stato affondato. li cannone da 8 pollici fece in complesso 69 tiri sollo Rutsciuk e funzionò sempre inappuntabilmente. n. mortaio di cui si tratta, pesante chilog. 5730, fo egualmente sperunentato nella guerra del ,1877, ma ne mancano tuttora i particolari di costruzione. Il comitato d'artiglieria rnsso si dichiarò favorevole all'adozione definitiva. Propose tuttavia che nel cannone da 8 poll ici , per agevolare la composizione e la scompos izione, e per rendere la volata trasportabil e sui carri ordinari d'assedio, si rinforzasse il tuho centrale, alleggerendo per contro la culatta e la volata,

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D'ATTACCO E OlFESA

fino :1 ridurre il peso di quest'ultima a ~hilog. '13 10. Inoltre il ginocchiello deJl'aITusto per mort,tio ora inario da 8 pollici, sul quale erc:i incavalcato il cannone scomponibile dello stesso calibro durante le prove, non essendo che di metri ,1,30, non sembrava sufficiente per proteggere i serventi e la bocca da fuoco; nel tiro sotto piccoli angoli si proponeva di incavalcare il cannone scompon ibile su di un affusto speciale, . da costruirsi con ginocchiello di rnelri 11,35. Il comitato credeva ancora utiliss.irno in alcun i casi di poter disporre di bocche da fuoco capaci di dislrnggere ostacoli assai resistenti, qua.l i sarebbero le vo lte mo lto grosse, conlro le quali il cannone da 8 pollici sarà insuffìciente. La granata del morLaio da 9 pollici, pesante chi log. 1123, potrebbe forse raggiungere quello scopo ; ma .finora non si hanno risullati sui quo.li giudicare con fondamen to. D'altrn pa,rte, il peso stesso di questi proielli è un grave inconveniente pel trasporto e maneggio . La culatt,1 del mortaio scomponib ilè non potrebbe essere trainata sul suo a.ffusto, corrie a,VYiene del cannone da 8 pollici, poichè il peso totale si eleverebbe a ch~logrammi f.5400 circa; si r ichiederebbe quindi una vettLtra per la sola culatta. Infine non sarebbe sempre foc ile il trovare la quantità di legna.me di forte quaélraturn., necessario per fòrnuire paiuoli abhaslnnza resistenti . J1 rima cli pronunciatsi defìnilivamente, il comiLato richiese il parere del generale Todleben il quale si pronunciò categoricamente per l'adozione; giudicandolo utilissimo, non solo per la distruzione delle volte 1nolto grosse, ma eziandio per la di-, fesa delle coste. E cosi. la questione fu risolla dal celebre generale. Sembra però impossibile costruire pel mortaio da 9 centimetri un aITusto atto al Liro sotto piccoli angoli, ed acconcio al servizio delle batterie d'assecl io . Converrà probabilmente attenersi all'affusto prov visorio da costa per mortaio da 9 pollici , sul quale venne incavalcato finora il morta io scomponibile di egual calibro. li comitato ha quindi proposto la costruzione cli 40 cannoni scomponibili da 8 poli ici e di 40 mortai pure scomponi bili da 9 pol1ici, con un munizionamento cli 500 colpi per pezzo ; queste bocche da fuoco potendo essere impiega.Le contro le navi, la metà clei proietti sarebbe di acciaio, l'altra di ghisa indurita. 1


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ARTIGLIERIA

D'ATTACCO E DI FESA

Le conclusioni del comitato vennero approvate. Sembra poi che le bocche da fuoco scomponibili non saranno impiegate che in casi eccezionali ; quindi invece di farle entrare nell a composizione dei parchi d'assedio, ne sarà riunito nn certo numero col proprio mun izionamento in mm piazza centrale (Kiew), per esser dirette al bisogno verso la fro,Hi era del sud o dell'ovest. Inghilterra. - Circa la composizione del parco d'assedio inglese, ullirna111ente stab ilito a Woolwich, si hanno i seguenti particolari (il). La forza complessiva viene determinata volta per vol41 ed il parco . diviso in due sezioni, una pesante e l'allra leggiera, comprende: canno11i da 61, ; /4.0 e 25 libbre ed ob ici da 8 e da 6,3 pollici, tutte del sistema Woolwich, quindi ad avancarica . La sezione pesante annovera 30 bocche da fuoco, di cui 8 cannoni da 64, li bbre ed 8 da 40 libbre e ·14 obici da 8 pollici. La sezione leggiera. ha essa pure 30 bocche da fu oco di cui 1O cannoni da 4-0 libbre, 4O cannoni da 25 libbre e •IOob ici da poll ici 6,3. I cannoni da 64 libbre hanno il calibro di ·16 cent. e pesano chilogramm i 3254. Essi lanciano due specie di granate, una o'rdinar·ia d~I peso di chilog. 29,o, ed una di ghi.;a indurita ( Pal isser) del peso di chilog. 4 11, questa con carica interna di chilog. 11,8 e quella cli chilog. 3,2. 11 cannone da 40 libbre ha il calibro di centim. H>,,06 , pesa chi log . ,1778 e lancia una.granata di circa "8 chilog. con carica inLcrna di ch ilog. 11, 1187, infine quello da 25 libhre ha il calibro di centim. 4 1,3 e pesa chilog. 94 ~.. L'obi ce da 8 pollici ha il calibro di centirn. 20,32 e pesa chilogrammi 233ì; lancia una grana.La di chilog. 8 1,6 con carica interna di _chilog. ?,6; q~ello da 6,3 pollici ha. il calibro di centim. 116, pesa chrlog. 9 15 elanc1auna granata. di chilog. 29,5 con carica di scoppio di 3,2 chilog. Le cariche di !.iro massime di queste bocche da fuoco sono relativamente di chilog. 5,6; 3,475; 2; 4,5 e ,J ,8. Nel mnnizionamènto dei cannoni enLrn pure lo shntpnel, ed in quello dell'obice da 8 pollici una seconda granata a pareti sottili (granala. mina) con carica interna di chilog. 7,26. Esperienze di Liro fatte a Eastbourne nel novembre 11876 contro 1

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/1) Rev11e

d'Arlillsi·ie , voi. 12.0

-

LOBELL Jahreiberichte, anno JSì7.

5'11

casa matte ed una batteria d'assedio, lasciarono insoddisfatti sia per la poca forza d'urlo sia per la deHciente precisione cli tiro. Solto questo ultimo rapporto rurono specialmente criticati gli obici. Si ha perciò intenzione di sostituirvene altri più potenti, cioè uno di pollici 6,6 (centim. 16,8) del peso di chilog. ·1828 destinato alla sezione lcggiern., ed uno di 8 pollici (centim. 20 ,3) del peso di chilog. 3556 per la sezione pesante. Questi ob ici sono no Levolmente più lungh i clegli altri e rassomigl iano molto ai cannoni . Gli ob ici attualmente in uso tuttavia non si ab0liranno, ma si cercherà. di utilizzarli come morta i rigati. A giudicare dai proieUi destina.ti ai nuov i obici, la loro potenza sarà rnggui.u·devole, essi infatt i Li reranno proietti di peso variabile fra i 43 ed i 6·1 chilog. quello leggiero, e fra i chilog. 77 e 1Ot q1iell o pesante. La. posizione geografim del!' lnghilLerra non permettendo d'attaccarla che da ma.l'e, è naturale che essa abbia trasportali tulli i mezzi di difesa terri toriale allét peri[eria, situando le piazze forti nei punti che più si prestano sia a proteggere la propria flotta sia a favorire uno sbarco nemico. Questo stato di cose fa sì che difficilmente si può distinguere fra. le artiglierie da piazza. propria.mente dette e quelle da costa. Una relazione dell'amministrazione centrale della guerra, r iprodotta. nella Revue 1na1·itim. e e coloniale (11) dà interessanti ragguagli sul materiale d'artiglieria destinato a servizio di pinzzain Inghi lterra. Esso si distingue in bocche da fuoco pesanti e leggiere. Queste ultime arrivano fino nl peso cli chilog. fi,826 (la bocca da fuo co) ccl entrano nel novero delle artiglierie di gran potenza. In complesso il numero delle l)ocche da fuoco rigate possedute dall'lnghilten a nel ,(875, secondo notizi e u!l'iciali , era di 7655, comprese le riprovale, fra le quali si annoverano i 3598 cannoni retrocarica cli vari modelli. Il più potente fra essi è il cannone cla 7 pollici, del calibro di centim. ·17 ,8 e del peso di 4.-165 chilog. Le alLre .i-057 hocche da fooco sono acl avancal'ica. Di queste 1226 appartengono al sistema Palliser e comprendono i cali bri di 6!~ ed 80 libbre. Le artiglierie dei sistemi Woolwich e Fraser hanno calibro molto variato, e dal cannone cla 7 libbre del peso cli chi1

(1) Anno 1875.


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log. 67950, arrivano fino al cannone da 112 pollici del peso di 35 to~nellate (iJ) . Fra i vari cannoni quelli che più abbondano sono dét 9 pollici (del calibro di centim. 22,8) che pesano 112 tonnellate. Rispetto al metallo se ne hanno di tutte specie; l'acciaio ed il bronzo figurano però essenzialmente fra le bocche da fuoco di minor calibro (da 7 e da 9 libbre), e la ghisa ed il ferro .fucinato fra i calibri maggiori. Le artiglierie di quest'ultim.a specie sono costrnite coi metodi Armstrong, od Armstrong-Fraser. È noto che i cannoni Armslrong sono di solo ferro fucinato o di ferro fucinato con tubo interno cl'acciaio, e che constano di un tubo interno, di un r in[orzo di culatta, di Coits, ossiét tubi successivi, infine di un cerchio porta-orecchioni. Fraser modificò il sistema di costru1.ione Armstrong, per diminuire il costo delle artiglierie, e mantenuto il tubo interno d'acciaio, fa le altré parti pure di ferro ma di qualità inferiore. Il tubo interno d'acciaio è chiuso sul fondo ed è avvolto invece che da un rinforzo di culatta e cli Coils, da pochi e lunghi manicotti di considereYole grosse1.za. · I cannoni da 6/~ ed 80 libbre sistema Palliser provengono dalla trasformazione di vecchie bocche da fuoco di ghisa le quali si trapanano per allargarne l'anima destinata a ricevere dei tubi in ferro cli buona qualità, fucinati a spira e silldati secondo il sistema Armstrong. Questi tubi avendo le estremità aperte, si chiudono sul fondo dell'anima introducendovi un fondello di rame. A,nst1·i a (2) . - Il parco d'assedio austria,co secondo l::L composizione stabilila dopo la guerra franco-germanica dovrebbe consistere cli : 2/4, cannoni da 15 cent. AllC. )) )) 115 80 )) GR i,1° 11861. )) iJOO n · 15 )) corti Gll )) 11873. )) )) 112 )) /4-0 GR )) 118611. )) 40 da campagna pesanti. 1

- - -- :1; La tounèllata ing!cse è d i chilog. 1016,04751 . (2) ,Jlittheilltmgen uber Gegenstande des ,trtillerie-unit Genie Wesens. LANKiliA Y1o:R Waffen!ehre, Vienna 1878. - Tavole di t!ro ulfìciali. d'J?•tlglieria e Ge11io.

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D'ATTACCO E DIFESA

ARTIGLIER IA

Giornale

20 mortai da :iH cent. GR. }) 1 17 )) GR. 20 ))

/4,0 40

))

))

30 1 15

))

BL.

)) BL. Tranne i mortai lisci ed il cal ibro dii campagna le altre bocche da fuoco tutte a retrocarica. Se non che tale disposizione sembra doversi annoverare fra le nate morte. Infatti il calinone da •I5 centim. ARC sperimentato nell'anno 1 87/f, venne messo da parte tostochè il generale Uchatius propose cli sunogal'lo con un cannone d'ugual calibro ma in bro~rw compresso; e di questo melallo sitrà pure il cannone d:i, •12 centnu. destinato a prender il posto di quello dtt if.2 in ghisa mod~llo ,1_86 1. I buoni risulta:ti'ottenuti con le due bocche da fuoco ultnno citate, danno a sperare all'artiglieria austriaca cli poter formare un buon parco d'assedio, nel quale entrino in gran parte_i _can?oni da 15 e da ·I2 centim. bronzo compresso ed i due mortai rigalt . Le esperienze col cann~ne da ,15 in bronzo compresso_~b~ero principio nel 11877 e con carica di 8 chilog. _di ~olvere a dadi d1 11~ a ,15 mili im. , i I proietto ali nngato fino a caltbn 2, 8 e pesante eh 1Joarnmrni 3Fl,8 assunse velocità iniziale di 11:5 metri, la tensione fu"1991 atmosfere. La forma esterna di quesLo cannone è simile a qu.ell a elci cannone da cent. g campagna, ma, a rinforzo nella parte clel la culattit che corrisponde alla posizione del cartoccio, havvi un robusto cerchio éli brnnzo compresso. L'anima è solcata da 3tì righe profonde mi llim. •I ,5; 1:.t ri grl.l,ura progressiva nelle esperienze essendosi addimostrata di maggior precis ione di quella cosLnnte, par:e,la si vou!ia adottare definilivamente. Il sistema di ch iusura non cldlerisced a qLrnllo in uso pei cannoni da campagna mo.dello •I873. J1 focone è collocalo perpendicolarmente all'asse della bor:c,t da fuoco, a millirn. 75 dalla.faccia anteriore clel cuneo di chiusura. Il proietto è provvisto di corone cli rame come quello da campagna, modificate in qualche parti~olare. . . ., Il peso del cannone importa '.:hilog. 3250 circa. _La precisione ne è ragguarélevole, come appare dal seguente specchio:

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o' ATTACCO

ARTJGLIERIA

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•IO~ 0,24-10,27 -16,22 25 ,19 0,30 0,5,\. 9,37 203 48•1 4 ,H ,1,28 H- ,89 ,1.2 3712,53 2,78 •19,60

timetri a retrocarica e r_igatura progress1 va .

Il giornale - !llittheilwngen iiber Gengenstiinde des Artillerieund•Genie-Wesens ('I), osserva che: 11" (<li cannone da •I5 centim. di bronzo compresso polrà forare a 50,n di distanza una piastra di ferro fu cinato di ,t 6 cen lim. di grossezza, nonchè il cuscino contro il quale è assicurala; e ne deduce che tali bocche da fuoco troveranno anche un utile impiego nella difesa delle coste come ausiliarie di quelle di più grosso cali bro. 2° « Il bronzo compresso possiede le qualità proprie ad un materiale destinato a fornire i cannoni da cent. 11i:S alti a sparare con grosse cariche. 3° << Le velocità iniziali, le tensioni interne e le for,. e vive sviluppate dalle due bocche da fo oco si possono considerare eguali, e la forza viva per centimetri di conferenza del proieno, è mollo superiore alla corrispondente del cannone Krupp da cent. ·15. 4° « La probabilità di colpire del cannone risponde perfeuamente a quanto può essere richiesto da una bocca da fuoco di precisione; quello a rigatura progressiva. tuttavia è superiore in questo senso a quello a. rigatura. a passo costante n. Sul cannone dn. 12 ceni.. bronzo compresso, null'altro sappiamo se non che esso fu nelle esperienze trovato d'assai superiore alruguale cal ibro Ledesco. Non ha guari venne dato all'arsenale cli Vienna la commissione di costruire ,t 4 cannon i da 4 5 da pagarsi coi fondi straordinari assegnati al ministero della guerra. I nuovi mortai rigati da 117 e 21 cent. sono di ghisa; hanno ca1

(I) Fascicolo 2°, a.nno 1878.

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i>.Q,9'i>.· · "', sono lunghi metri ·1,706 . .e 2,0:H . .in 11·1J n· e1·1. cent. ·16 ,68 e .'~ 11 e 4872. Il numero delle nghe m eiapesano chilo"'. 220 e tota.le < ' n · 790. e 8"~ 6· scuno è di 30 e la parte rigata dell'anima misura m1Il.

Essi lanciano grana.I.e pesanti ehilog. 38,5 e 87,2_ con ca1~1che 111canche nel terne di chilo o,,. 2 , 8 e 3,92. l cartocci per le massnne l' a· ~ .. o a· I Liro in arcata pesa.no chilog. 2,7·1 e f>,7 e con ango 1 1 -H> 1 e 0 . · a·t tuo ·· d'1 4800 e ,J-600 una distanza massima • \,azione rao11innc,ono 01:> !:l metri. 11 mortaio cla 2 1 cenL. austriac9 si distingue per la s.ua gra~de gitLata e precisione di tiro, co.me prova la tavola che la seguilo.


Dati di tiro d el mortaio d a 21 centim. Austriaco BR (Ret.). .

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D'ATTACCO E DIFESA

517

Dal confronto frà i da.ti di Liro conte11nli in questa tavola e quelli riportai.i precedentemente per le artiglierie cl'assedio tedesche, si rende ev idente la superiorità del mortaio cla 2,1 cent.. austriaco SLll tedesco. Sotto angoli di elevazione di 30°, in cui la precisione cli tiro di q.uest'ullimo si palesò maggiore che sotto qualsiasi altra elevazione, eS$0 è soccombente al primo, e specialmente alle grandi di~lanze. Mentre la larghezza della striscia cl1e cùntiene il 50 °/o dei colpi è di metri 7,6 p. es. alla distanza di 3(i00 rn.etri per il mortaio tedesco, per quell o austriaco essa rion è che di ~>, 86. Solto gl i angoli di 45° e 60° poi' il mortaio austriaco conserva anche alle disl:anze di 4000 metri U!Ht non comune preci::;ione di tir-o. A q11est'ulti1mt distanza, coll'angolo di elevazione cli 60°,' la granata si alz;:t di circa 2000 metri, ed al punto di caduta la velocità residua raggiunge metri 205,3 con angolo di 61-'', H' . Nelle èsperienze (li tiro es,~guitenegli anni ·18'74 al ·78 contro le strutture cli diverso genere che si :oogliono impiegare per proteggere le casamatte ed. i r icoveri nel le opere cli fortificaz ione sia permanenti, sia passaggiere, quesw. bocca da fuoco si addii11osLrò molto potente. 'Non a torto quindi 1ft si considera in Austria come mezzo efficRcis:3imo d'attacco delle posizioni Jortilìcate. E siccome essa preslftsi benissimo anche ad eseguire il tiro indiretto, può sostituire pure l'obice da 2,1 cent. Per il servizio di piazza I' Anstria ha fra artiglierie regolamentari e cli modello vario (quest'nltime delle artiglierie sussidiarie) 52 specie di boc~he da fuoco, differenti per cali bro, melallo e costrni ione. Esse appartengono qnasi tutte a tempi passati, ed anche quelle . rigale dnl.ano dall'anno 1186'1; tranne il cannone corto da -15 cent., il qua.le clicesi di modello ,1878, ma che è nna riprocluzione del modello prugsiano ,I86ç) . Le arti glierie regolari per il servizio cli, piazza sono: il cannone da montagna da 7 cent. ed i cnnnoni da 8 e da ,1O cenl. da. ea:mpagna modello ,1863; tutti r igali ed a caricamento dall a bocca; ·inoltre i r;annoni rigati a retrocar ica di -12 cent. e di 115 cent. modello ,1873 ed il ca.nnone da 2(1. cent. Krupp , infine i mortni da 2,1 e ,17 cenL Sono pure regolamentari le seguenti bocche da fuoco liscie: i cannon i a granata da ,15 cenL pesanti e leggieri, il cannone cla 15 cent lungo, l'ohice da 34 cent.; tulte di modello "859; inollre due mortai da 30 cenL. di cni uno per gettar pietre.


518

ARTIGLIERIA

D'ATTACCO E DIFES A

Le uniche bocche da fuoco da piazza che meritino qualche con:siderazione, astrazione fatta dai mortai rigati, sono il cannone corto da 115 cent. ed i cannoni da 2,i, Krupp. Il cannone corto da 15 cent. è di ghisa ed a chiusura Wahrendorff; lancia una granata del peso cli chilog. 27)9 con carica intema di chi log. 1,890. La cRrica massim,t di tiro è di chilog. 1,5 e la velocità iniziale cli metri 237; la bocca da fuoco è lunga metri 2,2 113 e pesct chilog. 11606. II cannone da 24 Krupp è d'acciaio, cerchiato, ed ha chiusura a cuneo cilindro prismatico. LanciR una granat~ del peso di chiloa. ,118,5 con carica interna di chilog. 6-,800. La massima carica ili tiro è di 24 chilog. e la gittala di circa 7000 metri. Questo cannone pesa chilCJg. 15500 ed è lungo metri 5,320. La giustezza di tiro delle due bocche da fuoco ultime descrilte si rileva dallo specchio che segue. 1

1

1

1

1

C1rnnone da 15 cent. corto M0 1873

DISTANZE

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Cannone d~ 24 Kru pp

Striscie contenenti il 50

°lo dei colpi

profondità l~nghe~za larghezza profondità lunghezza larghezza

600 12.00 ·1600 2.000 2600 3000 4000

met.ri )) ))

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" )) )) ))

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0,,\.8 ·I ,'1'.2. 1f , 6,\.

2,243,27 ,i- ,05 6,92

60 cannoni da 46 cent. GR. )) '100 '12 )) BR. QQ )) 30 obici da "'·"" BR. 11O mortai da. 115 >> BL. Come si vede mancano il cannone di ca] ibro piccolo e qL1ello corto, il qnale 1,1l timo nei meglio ordinali eserciti ha calibro ugua.le al cannone di massima potenm. II cannone da ,J 6 lanciét una granata del peso di 29,6 chilog. con carica di scoppio di chilog. ,1,00 , e due scatole ,t metrnglia, una piccola del peso di chilog . 23,800 contenente 72 pallottole, ed una grossa del peso di chilog. 25_,1,00, contenente 3-1- pallelte, entrambi fino alla. distanza di 700 metri. Questa bocca dct fuoco dovendo supplire 'pure alla mancrrnza di un obice da ,1iS (:ent., è destinata ad eseguire ollre il tiro di lancio ed indiretto, eziandio quello in arcata di sfondo con angol i d'elevazione di 30° e di ,:\,i5°, quest'ultimo luWtvia come tiro eccezionale. Le cariche pel tiro di lancio ed in breccia diretto sono cli chilogrammi 3, 2 e la distanza massima di tiro non oltrepassa ii'.>000 metri. Il tiro indiretto in breccia si fa con cariche variabili, nei limiti di chilog. 3,2 e chilog. ,J ,O fino alle distanze di .2.000 metri. Il .Liro in ar~ata di sfondo nelle tavole cli tiro arriva fino alle distanze di 3400 metri per ambedue le elevazioni, con cariche massime di ch ilog. 1,670 per le elevazioni di 30° e di chilog. ·1,500 fra. le elevazioni di 45°. Alla distanza di 3,!.00 metri corrispondono angoli di cRdula di 43° 112' e di 59° 11,~,. La bocca da fuoco sola pesa chilog. 3076 e 1·a veLLura pezzo quasi 5000 ch ilogrammi . Il cannone. da '1.2 cent. rappresenta nel parco d' a;;;sedio il calibro medio fra quell i ad anima lunga, e lien lLt0go contemporaneamente del calibro da campagna mancante. Esso lancia una granata ·ob) unga del peso di chilog. 1,J, 1.t. con carica interna di chilogrammi 0, 500; uno shrapnel munito <_li dtie corone di alette del peso di chilog. 6,920 contenente nna caricct interna di grammi 20 e -190 prdlette, ed una scatola a meLràglia del peso di chi log. ,fJ ,700 la quale racchiucle 411 palletle. . Meno il tiro in areala di sfondo, questa bocca. cla. fuo co eseguisce gli stessi ti ri della precedente e di pit1. quello a shrapnel. Il tiro di lancio tuttavia rimane confinato a 8500 metri con carica di chi1

0,26 0,36 ·I ,O,t ,, ,.~9 2.,H 3,·18

·15,5 ~7,7 20,5 23,3 2.7 ,5 30,3

0,3 0,62 1,08 ,t,76 3,18 3,98

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0,29 0,72 1,Hi 1,7-i2,89 3,84 1 1

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1

Francia. - Una grande attività vi regna per provvedere il materiale d'.artigl ieria d'attacco e di difesa quasi interamente perduto nei disastri clel '1870-7 1. Ma il segreto vi è custodito colla massima gelosia; sicchè nulla di certo ancora è trapelato sul risultato degli studi e delle espe1·ienze. ltabia. - 11 parco d'a$sedio normale è attualmente stabilito di .200 bocche da fuoco secondo fa seguente proporzione: 1

519

1


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521

ART IGLIER IA

D'ATTACCO · E DIFESA

logrammi 1,200, raggiungendo una velocità iniziale cli metri 33,1,8; il tiro a, shrapnel non è ammesso oltre le distanze cli metri 11500, e quello diretto in breccia si eseguisce did Ie distanze cli 20 a 300 metri. Le cariche p.er il. tiro indirntto sono di chi log. ,1,.200 quella, massima, e di chilog. 0,1-00 qu~lla minima; con le cariche maggiori si tira fino a distanza di 2000 metri e con quelle minori 'di HiOO metri. La bocca da fuoco non pesa che chilog. 730 e la vettura-pezzo non oltrepassa tutto compreso i chilog. 11835. Questa sua _prerogativa lo rende mobile a segno da poter uti lmente sorrogare il calibro minore . L'obice da 22 cent. tiene il mezzo fra i mortai cli maggior calil.Jro rigati ed i cannoni corti; esso è acciincio quincli al tiro di lèmcio a gramita oblunga ed a granatii mi1m, al tiro indiretto, al tiro in arcata di sfondo e di scoppio, ed al tiro a metraglia. Il tiro di lancio a granata. oblunga si considera come eccezionale. Il proietto pesa chilog. 70 e contiene una carica interna di chilogrammi 3,500; si lancia con carica cli chilog. 3,500 fino aJ ladistanzadi metri 2000 con velocità iniziale di 2211metri. La grannJa mina pesa chilog. 75 e contiene una Cflrica interna di chilog. 8,00; carica di Liro.e distanze non variano dalle preced.enti, .la velocitit iniziale però non è che cli 2,15 metri. Pel t iro indiretto serve la granala obltmga, che si lancia fino alle distanze di 2000 metri con le cariche di chilog. 3,5; 3,2; .2.,9; ed a 11750 metri con quella di chi log . 2,6 ; infine a 1500 metri con le cat;iche di chilog. 2,4; 2,2 e 2,0. Le vel ocità iniziali variano per le differenti cariche fra metri 22·1 e ·I56. Vistessa grami.a viene impiegata pel tiro in arcata di sfondo, il quale è calcolato fino ftlle distanze cli 31500 1netri, sia che si tiri sotto angolo di elevazione di 35° o éli k0° . La massima carica di tiro è di chilog, 3,620 cu.i corrispondono angoli cli caduta di 1-0° 5/~' e 5,1° 411'. Il tiro in arcata di· scoppio con la granatit oblunga è segnato nelle tavole di tiro fino alla distanza cli 3500 metri; .le cariche variano con le distanze, quella massima è di chilog. 3,500 e serve per le distanze di metri 2800 a 3500. L'ol.Jice da 22 cent. · è n.bbastanza adatto a surrogare i morta.i rigati, soddisfa solo medioèremente ai còmpiLi del cannone corto

da ,15 cent., e molto meno a quelli degli obici o cannoni corti del massimo calibro, che lo superano cli lL111ga nella giustezia ed efficacia. di Liro. 11 peso della sola bocca da fuoco è di chilogrammi 282.0 e quello della vettura-pezzo supera i chilog. 5200. Il mortaio da ,, 5 cent. liscio non di1Terisce gran che da quelli adottati da altre potenze. Confrontando i dati di costruzione e di tiro delle bocche da fuoco itrlliane e tedesche, non è chi non veda com.e le prime sieno inferiori alle seconde per velocità. iniziali . Uno sguardo poi tille tavole di tiro nostre e tedesche dimostra come queste sieno di lunga super iori a quelle per giLLSte;,,z,l di tiro; il che non deve stupire quando si riflette che il parco d'assedio italiano nella sua attuale composizione non annovera che hocche da fuoco ad avancarica, menlre quel.li degli eserciti più progrediti sono a. retrocarica. Il tiro a shrapnel fo tentato col cannone da ·12. cent.; i r isultati più che mediocri però fecero abbandonare l'idea di estenderlo all e altre bocche da fuoco. Lo stato d'inferiorità in cui ci troviamo sotto questo rapporLo è a sperarsi non perdurerà molto tempo ancora; imperocchè gli studi per l'adozione di bocche da fuoco perfezionate sono quasi compiuti, di guisa. che se si tien conto della quantiUt relativamente esigua di materiale da provvedersi, l'intervallo. fra l'adozione e l' introduzione di esse non potrà esser Iungo, quando non nw.nchino i fondi all'uopo necessari. , Poche sono le notizie che possiamo fornire circa le bocche dà fuoco che hanno d(t costituire il nuovo parco d'assedio italiano, e solo possiamo dire che le medesime si costrniscono, per quant'è possibile, con metallo indigeno, vale a. dire c011 le ott.imegh iselombal'de. I cerch( d'acciaio si provvedono all'estero . Al cannone da ,J6 verrà sostituito un cannone da ,13 cent. ARC di potenza Maloga a. quello d'acciaio prussiano, ma alquanto più pesante importando il peso complessivo della vettura-pezzo circa 5600 chilog. 11 calibro di ,12 cent. verrit conservato; ma la bocca da fuoco invece che in bronzo sarà cli ghisa e cerchiata; il nuovo cannone supererà sotto tutti i rapporLi qnello analogo prnssiano . Nè manchedt il ca libro corto da ·I5 cent., non inferiore fl qLiello prussiano per poten;,,a, ma ad esso superiore specia lmente rispet.l.o a mobililit. Estato pure provato un 1nortaio da 2;1 cenL., i risultati poco sodd isfacenti tL,ltavia indussero a preferire

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ANNO

xxiv,

VOL. J.

34


Al:\TIGLll::RIA

l'obice di ugual ca.libro, per la cui aclo1,.ione ollre alle esperienze nostre parlano i precedenti.prussiani. Le nuorn bocche cla fuoco, meno il cannone corto eh ,15, suanno cli ghisa con cerchi d'acciaio. Circa l'opporlunità di rinforzare i cannoni di ghisn. con cerchi d'acciaio il generale Rosset sc1'ive ('I). 1 << Lii cerchialura. aumenla la resistenza della ghisa, ma. dipendentemente cl.alle quali lit del cerchio, e dalla sua tensione. « Il bronzo ed il ferro con piccole Le11sion i, essendo troppo dolci, non sono atti per la cerch iatura; il cerchio di bronzo è dannoso, poichè sostituito acl egnal grossezza di ghisa ne diminuisce la resistenza lo tale; il l'erro, per essere di qualche utili lit nella cerchiat.Ltra, deve essere applicato con tensione mollo superiore a cruella corrispondente al suo timile di elllsticitit. << Il ferro acciaioso Petin-Gaudet può essere impiegato utilmente per la cerchiatura, ccl il suo massimo effetto si ottiene coJJe tensioni · che non superan·o il suo I imite di elastici là. <( L'acciaio Krupp è il metallo più vantaggioso per la cerchiatura, ma questa dev'essere applica La con piccola tensione; qmmclo poi si adoperi l'acciaio Krnpp tempralo, si ottiene il massimo effeLt.o, ed un cerch io con grossezza di solo 1/ 4 di calibro applicato ad un anello di ghisa di 2.1. di cal ibro, uguaglia la resistenza che sarebbe prodotta dall'aumento di un calibro in ti ero cli ghisa \/. Accennato così alle condizion i del parco d'assedio italiano attuale e futuro, axgiungeremo che le bocche da Juoco specialmente destinate al servi zio di piazza sono : i cannoni d,vl 2 e da. H:> cen t. GR, gli obici da 15 e da. 22 GL ed il mortaio eh 22 cent. GL. Circa il cannone da 16 nulla abbiamo d.a aggiungere a. quanto sopra fu detto per quesla bocca da fuoco; quello da 42 lancia gli stessi proietti ed eseguisce i medesimi Liri del cannone cl'ugual calibro in bronzo, colla differenza tuttavia di maggiori cariche nel tiro di lancio, arrivandosi Gno a 2 chilog. cli polvere cui corrispondono velocità iniziali di 4,30 n1etri. Il Liro shrapnel può essere portalo fino alle distanze di 2 100 mell'i. L'obice da "5 cenL. GL serve essenzialmente per i fiancheggiamenti ed eseguisce i tiri di lancio, in arcata, di scoppio e di rimhaho 1

1

(IJ Opera citJ.ta, pag. 3GG,

52:3

D'ATTACCO E DIFESA

clistrmze non oltre i 11000, 11GOO e 900 metri con granata sferica di chilog. 8,280; inoltre il tit;o a metraglia con scatola di 12 ch~log. e contenente 70 pallottole. L'obice da 22 cen i. (;.J, impiega gli stessi tiri del precedente con granata di chilog. 2i5, 900 e scatoh1 a metraglia piccola del peso di chilog. 32 contenente t\6 palloLLole. · I mortai da 115 e 22 ccnt. lanciano granate sferiche cli chilog. 8,280 e 29,noo a.I le distanze di rnoo e rnoo metri; all'evenienza il primo anche rnetraglia sciolta ed il secondo LllHt bomba dello stesso calibro e metraglia scio!La. I tiri a granata sono quelli in areala di sl'ondo e di rirnhalzo . Prima di porre fine a quesla sommaria esposizione dei principali mezzi d'attacco e difesa in uso pressò le artiglierie europee, crecliamo opportuno di dare qllalche notizi,l sul cannone corazzalo Kmpp, che tanto fece di sè parlare in questi ultimi temp i. Le cannoniere co;;tiluiscono uno dei Iali deboli del sistema cl' installamento dei cannon i in casamatta; esse offrono un ampio hersaglio e possibili tà di penetrazione ai proietti nemici, svantaggi questi tanto più sentiti ora che la straord inaria precisione di Liro deJle pede.zionate artigli erie aumenta considerevolmente la probabilità di colpire pure da ragguardevoli distanze . Artiglieri, fortificalori ed industriali escogi tarono sistemi a frne di r idurre ad un minimo l'apertura cl.elle cannoniere, conservando però tutti un giuoco fra volata del pezzo e guancie della rnnnoniera per il punt.arnento. Il Kn1pp partendo da un princip io affatto nuovo, tende ad un tempo a ri durre quest'apertura ari un minimo, cioè a quelJa che presenta l'anima del pezz9 si.esso, ecl a sopprimere in modo assoluto il rinculo , ottenendo così il gmncle vantaggio di una celerità cli Uro fm qui non nrni vista. QL1esti scop i esso raggiunse imprigionando il cannone mediante una sfera metall ica a,vvitala lllla bocca del pezzo, in una corazza, in guisa da trasportarne la rotazione riel puntamento all'estremilil esleriore. AJ!o interno il cannone appoggia su d'uno speciale affusto , che permette cli dargli la voluta direzione tanto in senso verticale quanto orizzontale con molla facilità e precisione. La corazza frontale è per Lai modo collegata solidamente al pezzo cui serl'e di scudo. Lateralmente essa appoggia acl altre due corazze ili ferro. divergenti Yerso l'interno a fine di r idurre l'estensione in

1t

1


524-

525

D 'AT TACCO I:; DIFESA ARTI GL I ER I A

lunghezza della col'azza frontale esposla ai Liri nemici, e cli raggiunc,ere all'interno la larghezza. necessaria al servizio del pezzo; i fianch i f) della casn.malf a si completano poi mediante altre corazze el',sposte paral lelarnente al suo asse longitudinale. Il cielo è folto pure con piastre di ferro e non havvi al tra, apertura che quella opposta al lato di fronte. Il tctllone di Achille di questo sistema, il quale si distingue per l'assoluta sicurezza che offre nel suo interno, è il modo d'unione del pezzo alla testuggine; un unico pl'oiett.o infatti che colpi.sce la sfera fra pezzo e corazza, oppure l'apertura esternii della cannoniera in prossirnitù dell'orlo, basta, c01ne si ebbe a vel'ificare nelle esperienze ·del lo scorso novembre, per mettel'e la. bocca da fuo co fuori senizio non solo, nrn eziandio per rende,·e inservibile la. casamatta stessa per un tempo relativamente lungo, peroç,chèlo scambio del cannone e la riparazione degli eventuali danni arrecati all'alloggiam.enlo sono operazioni assai disagevoli. A protezione dell'apertura esterna e quindi del congegno d'unione, il Krupp ha idealo una blind:.1 tli ferro foggiata a·guisa di corazza, con movimento analogo a quello di una saracinesca; ecl a f"acil ilare l'allontanamento del crurnone danneggialo egl i applicò un dlLtlo ~t vite che si infìla sul cannone prima di 1nunirlo dell a sCera, e s'assicuea alla testuggine una volt.a iotrodoUa quest'ultima nella sua cavilà. L'operazione dell'avvitare e dello svit:tre è reslt abbastanza fac ilemedianle fo ri nella corazza, nei quali entra l'estremità di un albero porlante un rocchetto, i wi denti ingranano in altri praticati sull.1 parte di periferia del dado sporgente oltre la faccia interna della. parete. Ouale metallo di costruziòae il Krnpp preferisce il ferro Laltuto, cui~assegna. grossezza tale da esser sicuro che i proielti non possono penetrarvi ollre Jamelà. Più colpi ravvicinati, egl i dice, polranno danneggiare la scorza esterna della corazza, ma la parte interna ·sola.mente dopo aver staccata quella. Nei mesi di òltobre e novernbre dell'anno •I877 furono esegu ile esperienze di tiro col cannone coraualo e destarono grande _interessé . e,;,,;endochè non solo si tirò dalla casamatta contro bersagli, ma andi~ da fLlori contro la, testuggine. Quesla venne colpi ta ripetulameute, prima senza danni di rilievo, m,Lun co lpo towrto alla sfera d'unione ebbe per eJTetto la rottura del pezzo.

Le esperiem.e si ripeternno il 25 e 27 maggio 11878 poscia in presenza cli numerosi ufficiali accorsi da tutte le parli del mondo, ccl ospitati dal signor Krupp, il 28 giugno 1878 al poligono di Breclelar elle, come già fu eletto altrove ('I), venne dal gramlc industriale tedesco apposi tamente acquistato per simili cnsi. Peccato che in questa circostanza non si poLè provare la nuova bl incl11 e che le esperienze si limitarono a dimostrare 1:t gi ustezza cli tiro del c11n none e la rapidità colla quale poteva eseguirsi il fuoco . Ecco sommariamente i risul t.ati di quest'ul t.ima esperiénza. · La bocca da fooco , collocala nellrt casamatta cor;1zzata, era un cannone da. cenL. 15,i:i, cerchifil.o lìno all a bocca, collegato alla r:orazza mediante la nota ;:;fera di volata, e del peso di circa 3600 chi logrammi. . I proietti impiegali erano gn:motc cariche cli sabb ia, del peso cli chilog. 3!) ,5, lnnghc .'2, 8 calihri e rnunite di corone di rame; la carica consisteva in (i,:S chilog. cli .polvere prismatica a 7 ca,nali , della densi Là media cli 11,6/i.. I ber.5agl i erano due, colloc,ùi uno a destra l'altro a. sinist.m della linea cli Liro, cdn un intervallo tra loro di .rn metri ; q11ello di deslm si trovava a 30.2 metri; quello di sinistra a /j64 met.ri dalla bocca eh fuo co. L'esperienza cominciò con una serie di tiri di precisione contro il bersaglio di destra ; erano destinati a questo scopo 20 colpi , e si dovevano annotare i risultati clei primi 1O, colpo per colpo, mentre invece i. risultati degli altri •1Osarebbern st11ti rilevati dopo il Liro. Dai primi 1Ocolpi risultò um dispersioile verticale di 1100 cent. ed una orizzontale di 7::> cent. ; dai secondi 11O colpi, sparat.i senza variare la posizione del cannone, si ebbe una dispersione di 40 cent. in altezza. e di 81:> cenL i.n lflrgheua. Inoltre risult9 : 1

1

1

1

Devinziono media verticale

f>ev:aziooc med ia

laterale

•I 0,2 cent. Pei primi 1O colpi 32 cent. O,iS cent·. l>ei secondi ,J O colpi ·18, 9 cent. Il tempo impiegato per sparare i secondi 1O colpi fu di soli iS minuti. 1

1

(1) Vedi il fascicolo d i gennaio dell a llivista Milita,·e,


526

A RTJGLIERIA

D'ATT ACCO E DIFESA

In seguito si e:'leguiun fuoco celere cambiando direzione da colpo a colpo, cioè alternando i colpi sui due bersagli, e procurando di formare due gruppi di punti colpiti sul bersaglio di sin istra, ed uno su quello di destra. Il tiro era quindi reg9lato come segue : il primo colpo diretto sul bersaglio di destra, il secondo sul bèr,rnglio di sinistra in alto, :il terzo su llo stesso bersaglio in basso e· così di seguito. Vennero sparali in questo modo /~5 colpi. Per cbre al peno rùl ogni colpo la voluta dire,,ione ed elevazione, si uti lizzarono unicamente le divisioni a tal uqpo appo$it.amen t.e stabilite sull'aflusto. llisultaLi del t.iro :

Non V[l dubbio che rispetto [l precisione di Liro il cannone corazza.Lo Krupp rngge la prova con i cannoni incavalcali su affusti di. qualsiasi genere; la. celeritit di tiro è lttminosamen te dimostrata e così h semplicità del sistema che esime dall'impiego di compi'icati affusti e rende possibile il servizio del pezzo con due uomini solamente. La batteria non occupa che poco spazio misurando la sua massima lunghe,.za circa 7 metri e la largheua, /5 ,30. Queste pregievoli qualità fanno del cannone corazzalo Krupp un'arma. molt.o acconcia per la, difesa delle strette.

Dispersione verticale

Dispersione laterale

Bersaglio di dest.ra GO cent. Bersagl io di sinistra (alto) 60 )) J) J) n (basso) 4.0 ))

95 cent. 7:5 r,

Deriazion9 media verticJ le

(ìf>

))

l>eriazionc med ia latet J le

B.ersaglio di destra ,1·I ,7 cent. 0,0 cenl. ,J5,7 >) Bersagliodi sinistra. (alto)B,7 ll ;> >) )> (bas,so) H ,'I n ,18,'7 )) 1 cioè in media per le t.re rose cli t.iro, 1,J ,8 cent. verticale e 116,2 ceni:. orizzontale. Per l'esecuzione dei 4/5 tiri, pei quali come si disse si variava la direzione e l'elevazione acl ogni colpo, s'impiegarono 18 minuti e 1/ 2 • Con una tcrrn ecl ultima serie di 511 colpi, si dovevà seguire, coi punti colpiti, l'andmnento d'una croce disegnata sul bersaglio di sinistra. A tal Gne il punto preso di mira, prima sulla retta verticale, poi su quella ori~zontale, veniva spostato di cent. 114: da colpo a colpo. Sebbene a causa delle deviazioni , i proieLLi si raggruppassero in modo diverso, pure si poteva vedere r~hiaramente il formarsi dell a croce, la ituale risultò eviilente alht fine del tiro. La rap idità di tiro fu quasi uguale a rruell[l constatai.a nell[l serie precedente. Il giorno 28 giugno vennero sparati il.20 colpi col cannone corazzato, senza elle questo manifestasse alcun guasto od inconveniente. 1

527

DoNESANA.

Ccipùano del ge'l'iio.


L(BRI E PERIO DICI

LIBRI E PERIODICI

Es11osi.~ ione i1tte1•11i.t~ioH-ttle equin,, ,ti l:"•,n•ifli-1 S 1'8 . - Bel,,~~,nae ·,, S. E. il ,.-11,inist,•1> ,li 11111·icoltu1•,,, itult1tstJ•i1., e couu11.e1•cio. - CoSl'AilILI e N OBILI.

Nello scorso autunn o ebbe 'luogo a Pilrigi, dal ,1° ai ·lOfsettembre, un'esposizione internaziouale erruina . Ad e;sa furono in1·iati d.il governo italiano quali giurati il colonnello mnrehese Costabi li, dirllttore snperiore tecnico dei depositi stalloni, e iI tenente colonnello eav. Nobi li, direttore del deposito cavalli- stalloni di Reggio d'Emili.;i, i qua li ufficiali hanno tostè reso conto del còmpi to avuto. La loro rélazione non merita di essere ricordata soltanto per le particolareggiate notizie fornite in tomo a tutte le 3ì categorie nelle qua li furono tlistri bniti i varii ani mali, mn ancora cd in ispecie per le numerose considerazioni pratiche e tecuiehe che contiene, e che hanno , indubbiamente grande valore perchè emesse da dne persone conosci ute corne assai com petenti in argomen to. Le principali e però importanti osservazion i lrnnno tratto al primo quesi to d131l'al levameuto equino, quello del sangue arabo o del purn sangue inglese, tanto dibattuto, e nel quale ippologi ed allevatori i più accreditati hanno le opinioni le pi ù disparate. Gli egregi ufficia li superiori, sebbene si miynrano, che conw la Francili, la Rw;sia, l'Austria-Ungheria, il nostro governo po.ssede.sse 'Ìin culcitta locaHtà dellli rnzza cli 1nwo sangw; arabo, per JJO'i accoppiare i maschi con cavalle eh puro sangiw 1nyle.se, ecl ottenen; stalloni anglo- rU'alri cvi ptiro scmgne 1idattatù.çim:{ alla prodiiz,ione 1bi cavalli da sella e mi/!i.tari, pure conchiudono col din~: cc la nostra.

529

esperienza fi no a prove in contrario ei consiglia a sc.hieral'C i fra quelli che credono opportuno di non abusare di arabi riproduttori )) . In quella 'vece essi dimostran$i caldi sostenitori del puro sangue inglese, e non dubitano p11nto che lo stesso non debba dare in Italia ciò che produce presso tutti gli altri popoli . Gli Inglesi, ossi dicono, ouennero dal p11ro sangue il cavallo per tutti gli usi, ed i governi cd allevatori russi, francesi , tedesch i, austro -ungarici segnono scrupolosa mente i processi dagl i Inglesi adottati..... « E poichi: i gran maestl'Ì sono gli Ingl1~si, procuriamo tutti che le colonne del cavall ino allevamen to d'Italia sicno gooll pecr(ormance a.nel pedi gree congiunti ai più solidi e proporzionati scheletri, comi~ lo so no presf:'o gli allevatori inglesi o presso quelli di altre n::izioni, i rii cui govr:irni fecero sagrifizi enormi per proteggere e incoraggiare i produttori di cavalli in tutto ciù che, &tante i loro ristretti mezzi, sono irnpossibil itnti a conseguire. Tutti gli altri metodi di produzione cavallina non condtu'r/lnno m:1i n così utili o solleciti risultati come questo che noi pro pngn imno, il qm{lo ha in sno favore l'esempio splendido e couc! udentc di tuttn le nazioni civil i. ,i Ecccclcrcmmo i li miti di uu semplice rendiconto .bibliografico, volimelo discutere le opinioni e le idee c:;prcssc dagli osimi i relutori intorno all'alleva mento N[uino. Gli Inglesi seppero, è vero, ottenere da l puro saogne il c::ivallo per tutti gli usi , mn non ci sentiamo punto portati a haHclire l'ostracismo al sangue arabo, e ad ammettere ch'esso non sia nda t.to a produrre buoni cav11 lli di servizio, tauto più che cfolì::i stessa relazione rileviamo chi~ in Francia e nella Normandin in ispecie si impiega osdnsiv:unente il s:\llgnc ing!os1\ negli alti Pirenei per contro si ricorre al puro sirngue irnglo-,nabo, ed .:i rpwnto pare con otti mi risu ltiiti. :E <l'altra parte ricordiamo che la Hus'>ia usa sn Ynsta scala il sangne orien talo, e ne ottiene eccèllcnti cavalli. Ma a nostro parere, indipcndentemcutù dalla questione del snng-ne, fu la mancanza di nn metodo, la mancanza d'incoraggiamento e l'ignoranza degli allevatori che impedirono il progresso clell"allevameuto equino in I talia . E perciò ben a ragione gli al1tori, dotati di nw11te acu ta, (li spirito osservatore, di prntica abil iliL e di zelo indefe,,so, colgono ogni occasione per mettere in luce l'opP.ro,itiL del governo francese! per la produzione ca vatli.na, e giustamente ricordano cl1e la Fnwcin deve ad osso le varietà Il ullonosi o Brettone, cd ultimamente lii en'lazione della varietà anglo-norrnauua che è cla lnll~ c11mm·irata e che non


530

LIBRI

E PEH!ODICI

andrà .r;iwr·i rispondet'à anche alle es,i.gen:re dei ser1yi.z,i mili tari come iii rispose Ili razza Trakehnen i n Prus.sùi. Assa i interessante è pure l'ultima parte della relazione, nella quale

si rende conto delle corse internnionali al t.rotto eh' ebbero luogo sull'Ippodromo Mnison-.Lafi Lte (a 20 chi lometri da Parigi), nella occasione della mostra equ ina, e per le quali l'Assemblea nazionnle aveva tu;c;ordnto al ministero d'agricoltura fra11ccse la somma cli frauchì ()0 mila. Queste COl'$e furono sei, e vi si disputarono i premii cavalli francesi, americani, russi, belgi e olandtisi. \'otiamouc 11nì ì risultati: Nella prima corsa per cavalli di {l anni ,.1ttaccati, percorrendo 3000 metri vinse il ·1° premio di fr. 7000 : Gowrko, russo, d'auni -i., in minuti o,:H 2'i 5; Nc!ln seconda prova fra puledri e puledre d.'annì 3, a sella , percorrendo 3000 meLri guadagnò il ·I O premio di fr. 7000 : TouJours, anglo- normanno, in minuti 5, ,18; .\'ella (erza gran cor~a cli metri 6000 con cavalli attaccat.i, ebhe il ·1° premio di rr. ·10,000: L01Lbekciy, rnsso, d'anni 6, in minuti ,10,z ·I/ ti ; La. quarta corsa tli 3000 metri era per cavalli di 8 e fi. a1111 i, alla selln, ed nrrivò prima : Silvia, anglo- normanna , anni 4, prem io fr . 7000, in minuti 5, 13 '2 /o; La quinta corsa fu come la terza di metri . 6000 per c.1valli d'ogni età, razza e pnes~, ma montati a seila; e in essa vinsc iI ,1° prcm io di fr. ,, 0,000: Star-Gazer, inglese, d'a11ni 7, in minu ti 10,,18; L'ultima prova infine fn di 3000 metri, e venne eseguita da cavalli perdrnti nel ie prime ci nrrne corse. Viuse il ·1° prem io di fr. 2.000 : Laschellcs, inglese, di 6 ann i, in minuti r.>,,1·I. Ed ecco le considerazioni chE\ fanno i nostri i11viati: « In questa riuu ioue venne ad esnberanz::t provn to che i cavalii russi erano superiori, e ciò è dovuto alla ereditarietà, all'allevamento, e alla educazione che sono diligentemente osservate in quel paese; questa varietà di trottatori è pnre una creazione recente, la quale ha in sè dei tipi nordico ed orientale. Vengono dopo gli anglo- normanni, i quali provarono che potenza e resistenza sono in gr.:in parte raggiunte, e 110n andrà guarì che potranno misurarsi vittoriosamente coi trottatori cli altre nazioni . Queste prove però non sarebbero suffi cienti per giudicare delle produzioni del mezzo sangue francese in fatto di trottatori, la di cui costruzio11e è la più adatta per i servizi militari . 1

Pic~mmo_già che dal ,187,i., alle prove del trotto per $talloni di mezzo, s11nguc, di tre anai, suS$idiate dal governo e regolate dalla società degli }faras sono oltre a 600 all'a nno gli inscritti clell'alteua di metri ,1,5'2. a 1,60. La perco rrenza è sempre di metri !f000 sia p!:r cavalli attaccati che montati alla sella; in riguardo al numero dei concorrenti le provo durano, da tre anni, più giorni, partendo i cara lli a pelouou i per volt.a. Esam inammo negli elenchi Ja genea logia degli inscritti : sono tutti nati in Normandia e figli i più di stn lloni del governo. Effettuato l'esperimento il governo acctuista quelli che gli convengono, npprova od autorizza i migliori con1e riproduttori, cd il rimnnente dive11gono cavalli di servizio previa casLrazion e. « Alle corse di Caen d'an110 in anno si verifica un sensi bile migliorameuto :;ia rignnrdo alla ve\ocitit, sia riguardo all11 conformazione e condizione dei coucorrenti. Dagli ::innunri ufficiali francesi per le corse di cavalli al trotto rileviamo che nel ,1876 vi furono in Francia 33;3 corse e gnadagnaro110 prernii 2(H.i femmine e 2,,18 maschi: nel ,1817 si effettuarono 31.i O cor;e e vinsero prcrni i 306 femmine e "80 rnaschj . « Ripntiamo indispensabile notare che ttlli cor::;e sia piane, sia ad ostacol i od al t.rouo non sono tenute colà ad uso dì spettacolo e quasi di ·spcculnzione: ivi, come ovunque all'esLero, il pubblico ha libero accesso essendo la detta prova istituita all'unico scopo del miglioramento della specie. Quest.i sono i mer-zi che la Francia adopera per avere il cavallo militare dell'epoca . » 1

(<

1

de l'Allema gne, de l a Hollande, de la France et de la Belgique, de i capitani BRACKllfAN e D u cARNE dello stato maggiore dell'esercito belga, addetti al Ministe ro della. Guerra. - io Vol. 180 pag .'Arlon , 1878.

G éog1·tr:11l 1,ie 1nilit,1i 1·e

Il libro fa parte di un manuale redatto dai capitan i Ilrackman e Ducarne a svolgirnen~o dei programmi per l'avanzamento a scel ta nel grado di eapiu.rno nella fanter ia e nella cavalleria. Come studìo geografico, la geographie l11,i,hta,i1'e abbraccia quella


f'

:532

LIBRI

vasta regione che, facendo corona al Belgio , comprende due gran!li teatri di guerra : la Germania (~ la ]!'rancia ed un terz.o teatro cli operazioni caratteristiche importanti qua le è l'Olanda. Come meto<lo, · qnelio seguito dagli autori è pur quello clrn sr~mbra dovere oggidì preclorninare in Francia, ·fondato essenzialmente ~u elementi Oo-eolor,ici · . D -del qualri il Niox cn n'ha dato di recente un esempio (,1). Gli autori, premesse alcune nozioni necessarie per intenden~ la clnssificazione geologica dei tratti del paese, lo dividono nelle tre grandi .regioni , qna li appunto sono indicaL!l ed irnpo~tc da lle arancli liuce o-co 0 ralìche ·· · · eo V ,JO La. regfone cùnbro-genncmi c<i; 2. 0 La regione centrale la quale- si scompone nei teatri di guerra moravo, boemo, danubiano e remano ; 3° .fa reg·ione occùlentafo, la quale si scompone essa pure in teatro settentrionale, nodo centrale, teatro orientale, meridionale cd ,occidentale ; ,i, 0 .Il Belg'io, il quale yjene dagli autori scomposto in altrettanti settori d'operazione !Juanti sono i teatri probabili, cioè: set.tore. sud,oricntale, · settore ccHtralc, settore nord- occid entalti. Chiude lo stnclio particola1·c elci Belgio un esame speciale della frontiera e delle comunicazioni . · Il lavoro dei capitani Brackman e Ducame è commendevole per l'esamél pazicntn oro-drografico dei teatri di guerra pre:::i a studiare, •per la larghezza rlci conCf}tti mil itnri e per aver prùsO a fonrlamcnto .storico del lcu,oro le pubblicazioni geografiche più meritevoli di considerazione. Ciò clie, secondo noi, l'a di fo tto nello scritto, i; il metodo; cioè quel nesso di considerazioni le qual i partcmlo dal fa tto capitale, p1·0/Jalri./-ità cli giwr·ra tra d·ue Sta.t,i,, giungono a dr1terrninare gli obbiettivi geografici fina li e secondari, e le li nce cli movimento o di resistenza reciproca, di guisa che ne risu I ti nn::i sintesi strategica, -che deve essere base della preparazione e della condott.a militare dei ·duo paesi. Così almeno, la vera geografia fu interprewta da due uomini eminenti di guerra·: Napoleone I e l\ioltke. · (1) V, Rivista milita,·e. Dispensa di ottobre e novembre 1878 e febbraio IS79,

E PERIODICI

(Man,'1,1.,ale · tascabile per gli 'ufficiali di tr1,1/f)pa} von Carl PRÉVÒT und Carl von STRAnSI{Y. - Teschen, 1878, Prochaska.

Fel1.8/l.'1.1.scenba1cl,. fii,• T1•a.1,1111et·1 -0ffi.~am·e

È un libriccino di sole ,J 8~ pagine, nelle CflÌali è raccolto quanto l'ufficiale di truppa ha interesse di avere alla mano, relat.ivamente a notiz.ie rn ilitari . La semplice indicazione del titolo dei vari capitoli. ci pare sufficiente a dimostrarne l'utilità . Il primo capitolo , Nol'iz'ie intorno all'cwmcita ·i n campciynci , trat.ta della formazione dell'esercito in guerra, degli approvvigionamenti, del servizio sanitario, dei comandi lÌi trnppa , dei parchi , dei deposi ti cff riserva, ec:c. Il s<~condo capitolo comprende le notizie intorno al servizio di cam pagna, cioè intorno alle marcie, ai trasporti militari per Cerrovia eper acqu a, agli accantonamenti cd accampamenti, al sBrvizio di sicurezz:i e di e:!-plorazionc. · Il terzo capi tolo, nofJiz,ie tattiche, abbraccia quanto rignarda le t.rn armi e il combattimento, i dati intorno ai fucil i e cannoni austriaci e alcuni cenni sni cannoni tedeschi , russi, francesi e italiani . S ol quarto capitolo sono raccolti i dati intorno alla misura metrica, cd ai pe5i. I l quinto capitolo si occupa delle scale e dei segni convenzionali per rappresentare il terreno adottati nella compi la1.ioi1e delle carte e dei piani tanto in Austria quanto nei principali paesi esteri. Il S(!sto capitolo comprende un breve studio intorno al terreno , cd il sctù mo tratta dellr~ ricognizioni e dell'orientamento. Il capitolo, ottn~·o è :J$Sai interessante, e pnmdc in esarn.c il serv1z10 dei pionieri in carnpagn.:i; il nono (~ dr.cimo finalmente trattano,. degli assegnamenti in caso di rnol.ii li tazione e dell'igiene militari .


L IBRI

Jou1•,uel des sciences ,nilitui,•es. Puntata di febbraio.

Pa rigi,

DO.MAI NE,

18i0.

Taltù;a, di /èhnata . Generale LEWAL. (Con tinuazioni}). - Sostiene l'utiìità della fortificazione improvvisa tn per accrescere i'orza e sicurezza ngli avamposti, ai quali gion trar partito delle proprietà cli re$ÌStenza del terreno, e di accre::cerne il valore :il io scopo di creare ostacoli alla marci:i dcli' avversario ·e ili permettCl'f\ :ii difensori di tibre ~I co perto dalla loro posizione. Con un sempl ic~ calcolo mostra la possibilità di costruire rapidi trinceramenti mediante le risor~e rii cui dispongono le trnppe di fanteria senza aver hisogno di s11twdre di lavoratori, nè tlcl concor$O del genio, nò rlell'assistenza dei sostegni; notando ch13 ove occorrn preparare ~ul teatro f)Ossihile della iotta solidi punti di appoggio per il combattimento, allora converrà riconere .ad altri mezzi più potenti . .Porge quindi una completa istruzione riguardo al servizio degli avamposti, che !livide in sM·i;i.zio fì.sso, seri;i.zio mobile all'interno, -Sel'Fiz·io ·mob'ile est&rno regoltt1·1\ ser1?iz-io :mob,ile '~l"l'egolare e,çterno. Studio s1tll'imp'iego d'i cavalleria in ccvmpayna. - È diviso in due parti. Nella prima si di mostra la necessi tà del :servizio di esplorazione e si determina la zoua sulla qua le esso si deve sviluppare, indica urlo il modo di esegnirlo e di trasmettere I!! informazioni . Seguono quindi va rie regole sul servizio della brignta di ca vn llcria dì corpo d'armata nelle marce, snll' azione che deve avere nei combauimenti inizia li f: circa il servizio cli sicurezza. La parte seconda tratta della cavalleria durante il combattimento e formola le norme diretti ve secondo le quali deve agire negli attacchi contro quelle di armi diverse. In fine sono riassu nte note importanti sopra alcune prescrizioni regolamentari. per il combattimento le quali sono in vigore Hegli eserciti stranieri. Stiutio nl!il,iture, geogntfico, storico e polit·ico mlt' A(ganù;tan. A:rnniu MAnrOTTJ. - Enumerati i lavori che incominèiarono dal xv111 secolo a for conoscere quel paese rima,;t.o per lungo tempo qnnsi mi:;terioso per l'occidente, l'autore compendia una serie di notizie sulla popok1zione, l'indole, In lingua, i costumi, Ja ]etterntnra degli Afgani, razza bella, vigoro$a e guerriera, ma nomacla in grnu parte, vendicativa e rapace. Indi traccia i caratteri principali degli altri popoli che abi tano I' Afganistan, e fatto un brevç cenno rlclle

E PEHIO OJCI

5:35

risorse di rprnlla regione, ne descrive le frontinre, l'orogr:ifi .:i e i bacini fl uvial i, ricor-dando i punti che hau110 im portauza militare. l'esercito francese da Cwl'lo Yll ctlla 1'ivo lu:;fone. QuAn1ut DB V1m-NBUIL. (Continuazione) . - Abbraccia il periodo ch1l lc disastrose guerre di rcl igioue che geuarono il disordine nelle jstituzioni mi litari ch0 ernno in progresso. Accenna i vari ord inamen ti successivi dell:i fontcria, le riforme di Filippo Stroai, lo stato militare sotto Enrico IV fino nHe jnnovazioni cli Sully, gran mini5tro ecl organizzatore, nel a quelle di Richelien, il quale assicurò alle truppe la regolar·i là del soldo, rendendo con questo mezzo p.ossihile Ja conoscenza e;,.ntta del numero dei preseuti sotto le armi. R:i ri,;ta Mbhograficci wi/!itare.

Le Si-,ecttite,n• uiilitc,i•·e. -

Puntata di febbraio , Parigi,

1879. Jlfcmorici sulle (M'rOv'Ìe dal punto di ·irista nvilitcwe. C1un11t-:V[Anispettore generale dei ponti e strnde. J~sordisce con un breve cenno storico nel qua le dimostra l'importanza che acquistarorio le ferrovie pnr le operazioui militari, avvalorando il mo argomento coi resn ltati raccolti dallo studio delle guen e dal 11859 al il870-7L La veloci tà dei trasporti per mezzo della vnporiern è stata superiore a quella delle marce a piedi di 2 volte 1/ 9 a !~ vo lte 1/ 21 con grand e van taggio della conservazione delle trnppe, essendosi evitate le perdite che ~i elevano generalmente a causa rlolle marce dal 3 -;. dell'effettivo, se il te111 po è f'reddo e secco, al 6 •/ ,, ~e è · caldo ccl urn ido ; ammesso che il tragitto sin di poca estensione e si man tenga una buona disciplina. Però l'utili tà dell'impiego delle: ferrovie ha limite, · f: l' esperienza con f'errnn che nòn debbono essere ado perate in vicinanza del nemico, ma indietro al teatro delle operazioni. . L'autore passa poi all'esame di ciò che fu fauo in Frnncia riguardo alla questione delle strade ferra te prima del ,1870, e rende omaggio ulla ~upcriorità del serYizio dei trasporti militari in Germania, assicurato con previdenti disposizioni e con un sistema adatto alla pi-onta mobil itazione dcl ìe truppe. Vuole che si prendauo le misure necessarie per proncdere al buono impiego qell e fe rrovi e in caso cli guerra, SAl:SBS,


536

E PER IODICI

LIBRI

non perdendo cli vista I' uni tit ili comando e l'associazione dell' elemento mi litare a quello tecnico . Infine fo le seguen ti proposte : ·1° Formare una divisione speciale del genio collo scopo di occuparsi di tutto c_iò che concerne le ferrovie dal punto di vista militare ; 2° Stabilire fuori delle città opere di fortifica zioni poco dispen.,. clio,e, ma capaci di prot1~ggcre per qualche t<~mpo un ponte, un viadotto, ecc., e di permetterne la distruzione per la difesa del territorio; 3° Stabilire delle camere cli mine nel le open: cl'frte più. importanti; . !~<> Costruire in un cert.o numero di stazioni le rampe d'accesso per il tariciirnento o lo scaricamento di caval li , artiglierie e vetture. Oltre' a cio si Llovreh.be com pi ere il collegamen to ··di tutti gli ar,;cnnl i e $ta bili inenti militari colla rete generale ferrovinria . Gugl·ielmo III, A. Th L 0 Ll'r- S 1h1JG~AN . (Continuazione) . - Contiene la rlescrizionn elci combatti mento della Boyna, col f{llale, disfatto l'esercit.o cli Giacomo H, il principe d'Ornugo sgombrò lit via di Dublino, e s'impadronì clelia cittil il giorno susseguente. Segue l'assedio di Limerick, respinto dalla valorosa rosi~t.cuza di n oissclean e il racconto della battaglia navale di Heachy- Head disastrosa per la flotta ·angloolaudese. · Stona dellli gnerrci cl'01·frnte. (Continuazione) . - Ricorda le cause della guerra l.nrco-serha, e l'atto un sunto della storia e della ~eografìa rlHlla S0rbi11, pas:;;a a :;tucli::irc le cow.lizioui cli qnesto pacs~, [a sua situazione mil itare nel ,187f>- 76, il teatro dcl!a guerra . Il S'igna,l-co1'ps neg/ i, Stat'Ì Uniti. Wu,Fnto Dc FosvrnLLE . -'-Vi si apprezza i gr::rndi servizi che rende l' ingegnoso sistcrnn di segnali tro,,ato dal generale My~rs sin da lla guerra di secessione. Col mezzo delle linee telcgr:.ifiche e di questo sigterna, che pcrnrnttc di porn Ill cornnnicazione coi navigli, si possono prestare aiuti ai legni in pericolo, agevolare il commercio, ottenere grancli van taggi per le ope. razion i mi litari. li corpo dei segnali si compone di oOO nomini, dei quali ,150 sergenti , 50 caporali e ;300 soldati . Il generale Myers, alcuni cnpi1ani, tenenti e sot.totenenti del]' esercito formauo lo. stato rnnggiore. Cronaw -1nensile. JNvista lrilJl,i.ografìca. 1

53T

J cil1.1•bucl,,e,• fii,· tlie tlentsclie A1•,nee ,nul j,Lci- · , •itte - Berl ino, feb braio 1879.

Stuc/:io comparativo d&i nuo1,i princ-ipri/4 d:i tattica. nei regolamenti, nellci letteral!wa e nella prat'ica. - L'autore continua in questo fascicolo a passare in rassegna i principali S.crjtti di Lattica apparsi in questi n!tirn i mrni in varii periodici tedeschi ed austriaci, e specialmente qnelli che hanno di mira la cr iticn e lo studio dei rcgnlarnenti di manovre . La rassegna si chiude coll'ultima opern del Boguslawski sullo suolgimento dellci tatt-ica clopo la gne1Yci del i 870-71 . Essa trascura quegli scrittori i quali invece di proporre qualchò mutamento ai n~golamenti , o di parlare delle quistioni che immediatamente vi si connettono, vi accennano indiretlarnen tr~, ovvero uon ne parlano, o trattano della tattica in astratto. Tali sarr~bbero il )leckel, l'Arnim, l'Helwig, il Verdy dn Vernois e via dì segnito. Coteste rassegne le quali colgono quanto v'è d'essenziale tra le varie qnistioni che agitano il mondo militare, giovano assai, poichè servono a posare nettamen te i problemi ed a formare. le idee, specia lmente in questa epoca rli transizione e d'incertezza . Dell'impiego dell'arti.gherici dei wmpo nella gue;r-rci di sece.ss·ione d' America. (Fine). La proporzione tra le vwr,ie wnri-i neg fi esercivi tra ·il 1460 ed i l 1760. KxOTT Lcnr.nte nell'esercito bavarese. I cu.mzYi cbi battag Lia cleL Brandebwrg . - Studio .~torico m-ilita-re del maggior CnousAz. Lei potenza mu1·ùfiima d'Inghi.lterni. - È il riassunto di un articolo éoutenuto nel periodico mi litare inglese: Jowmal of the Royal Un·itccl sei·vice i1wtit1ition, di cui a suo tempo fece menzione la Rvv·ista 111,ihtwre. La b'iblioteca. del grande stcito maggiore a /Jerhno . La, cl-isgrazia cwo1m,ula a /Jm·clo cfol Tundbrèr . - Si sa che a bordo di ciuella corazzata inglese scoppiò un pezzo d'artiglieria di 38 ton- · · nel latc, ciù cl\e ha indebolito la fiducia degli artiglieri inglesi sulla bontà di questi pezzi fa bbricati nel loro paese. · Scorsa allei letternt1wa m:Ui tare - I miglior·i -m·t-icoli dei per·ioctici mi hta.ri.

ANNO XX IV, VOL. J.

35.


.538

LIBRI

Neaee Hd,litifrisclte Ej)li.itte1· -

E PERIODICI

di Berlino ...:... febbraio

539

propria esperienza, che sia del massimo interesse il dargli molta im-'portanza. La, gite,rra dell'Afganista;n. - Rassegna dli libri - Bi.bliogrnfìa Corrispondenze dalla H·ancia e ·dalla Russia - Piccole notizie.

1879. Le opemzion·i, deU'esernito clei Yosgi sotto il comamdo dli Ga1·ibnldi escimi1wte 'i.n relazione ai mo'tiimienti dell'esercito /1·ancese dli Bourbaky. diwante i l periodo dal r}ice1nbre 1~70 al genna·io 1874. Continuazione e fine. Pensùrri snlla ca1Jalleria destati clalla lettura del lib1·0 lvi Verdy: Lei dùri.~·ione di cavaUerici riiin'ila a g•ross·i, co1·p·i, d:i trwppa. Articolo VII. Le casse di .~abbia. - La sa bbia bagnata può plasrnar5i come la creta. Tre anni addietro taluno 1iello stesso periodico propose di valersi di tale proprietà del la sabbia per insr~gnare ai sottufficiali a leggere le carte topografiche. Quanto fu detto allora non sembrò bastantemente esplicito a chi riprende ora il progetto, ed iu un paio d'articoli si accinge a dare ì suggerimenti opportuni non solo sul modo di apparecchiare la sabbia e di modellarla, ma eziaudio sull'indirizzo .a dare ad un'istruzione fondata su questo mezzo, e spccialmcntr a rendere famigliare ai sottufficiali J'ammaestrnmen to tattico. I nostri collegl'vi ·1·ii,s'i-. - Le condizioni ed il liv<~llo del I' istrn·zione degli ufficiali russi erano piuttosto bassi: Un uomo cli cuore e di carat.tere energico , il ministro l\liliutine, nel compiere la grande opera del riordinamento delle forze mi litari russe, dedicò gran partn della sua attenzione a rilevani l'istruzione mi litare, e le condizioni -dell'ufficia li tà del!'esercì to. Lo scrittore dell'articolo descrive gli istituti ·Creati all'uopo, e, con quella verità clrn viene dall'aver visitato il paese di cui parla, ci descrive il carattere e le condizioni presenti degli ufficiali russi .r: ocwpazione della Bosrvia e dell' Erzego1;ina. Tn.itta da not,i.z,ie 1.lfliciali ed a pri'vate corrispondenze. - 3° Le operazioni delta, colonna _pr·in<Jipale cont1'0 Serajewo. Una parola rnll' insegnamento leori,co. - Il sentimento patrio e l'affetto alla dinastia si. svi lu ppano colla conoscenza della storia e delle patrie tradizioni. Allo scrittore cicli' articolo sembra che questo in.segnamento sia trascurato nelle scuole reggimen tali, e crede sulla

fJ.•gan de1• ni·i .litii1•-wissensclta/'1Uchen Tereine

di Vienna (XVIII vol., 1° fascicolo). Sg'uwrdo retrospettfoo alla vita militare clello scorso anno ('1878) nell'i'lnpero a1ts tr·o-ung arico. Del re;pcirto degH eserciti, del maggiore CARLO v. HonsETZHY. Dopo aver discorso dei criterii, secondo i quali sono regolati il reparto degli eserciti e la costituzione d'ogni singolo reparto, l'autore il quale occupa un posto distinto tra gli scrittori di tattica, cosi conclude. L'importanza maggiore non sta nell'ordinamento di un esercito ma nel modo con cui cruesto esercito viene adoperato. L'uso intelligente diminuisce il danno dei difetti esistenti ccl anmenta i vantaggi della formai.ione; la giusta e~timazione dell'ordinamento e dello spirito che l'info!'rna, sono potente l<wa per aumentarne il valore. Nessun orcliname11to risponde a t.utte l'esigcnw teoriche; nessun ordinamento è nato tutto d'un pezzo nella mente del suo autore; ma ogni istituzione è continuamente in via cli progresso, e va migliorando e mettendosi meglio in armonia con le esigenze sempre nuove che vanno sorgendo " · Il priJmo passaggio de,i Ballca.n'~ per parte dei Ru.ssi nella gue,rra del 1877. G·.u{'l'NEH capitano cl~ stato maggiore. Im.p·ieç10 di lnci art'i.fiò'iabi in ca,m,pagna. C. Kunz tenente nel gebio. - Nel corso di una guerra sorge spr~sso il bìsogno d'illuminare una zona di terreno improvvisamente durante la notte per scoprire ciò che il nemico può operarvi di dannoso a nostro riguardo. Se quest.a necessità :;orge imperiosa in una guerra cl'asseclio, si fa sentire anche daYanti ad una linea d'avamposti in una guerra combattuta in aperta campagna. L'autore non crede che il suo esercito sia provveduto di strumenti adatti a creare una iLlce eh<-~valga a tale uopo. :Perciò dopo avere enumerate le varie sorgenti di luce artifi(<

35'


f>40

LIBJ-U

ciale, eia quella elettrica equival<mte ad un terzo di quella solare, . fino a quella della candela di sevo di tradizionale memoria, opina che l'uso della luce d1ll magnesio sia per ogni riguardo il più. adauo ai bisogni dell'esercito. Un gomitolo di magnesio di comuni dimensioni, è capace di dare una luce erp1ivalente a quella di 7,i, candele di stearina, e pel consumo d'un'ora (6 grammi) porta la spesa di •I fiorino e 56 kr. ( lire 3,90). Per i bisogni di guerra occorrerà di triplicare e sestuplicare il filo, la luce e la spesa. Gl i Inglesi si servirono di tale mezzo nella guerra dell'Abissinia . La 1·i vahtà dell'Inghilterra e della Russ·ia nell' Asia centrnle. G. DisDELACK capitano. - L'autore dopo avere fatta 1111a analisi delle forze delle potenze riva li e descritte le condizioni dell'Asia centrale, crede di poter concludere, che la Rm,sia non deve temere nessun pericolo per i suoi possessi nel Turkestan, in seguito acl una sconfitta che le infliggessero le armi inglesi, poichè in quella regione non vi sono principi, nè capi di tribù. La popolazione del Turkestan non è educata al servizio militare, e bastano le fortificazioni con piccoli pre sidii per tenere a freno l'intero paese. L'Inghilterra potrà arrestare per qualche tempo la B.ussia nella sua punta a traverso l'Asia centrale, ma dopo le guene di Bockara, di Kiwa e del Kokand, gli Stati ora esistenti saranno a poco a poco assorbi ti nel l'orbita russa, e verrà il momento in cui il cosacco abbevererà il suo cavallo nell'Indo. Una appendice alla revisione delta legge stil reclutamento. CAN ISIUs capitano di fan teria. La mwva legge siille pensioni per gli ufficiali e per i sottiiffi, ciali in Francia. Club per abitaz·ione degli iiffìciali pen,sionati in Inghilte,r-ra.

Str'!rfl.eu,•' s Oeste,-,•eicltisclte 11.lilita,•isclte Zeitsrcln•ift di Vienna, gennaio e febbraio 1879.

Le battagl<ie, d!i llabijas e di Zewùi ùi ;lrmenia 1877. R. barone D. ScHLUGA. - Questa memoria è specialmente interessante per la p,H'ticolareggiata descrizione delle fortificaz ioni erette dai Turchi. Due tavole la accompagnano e rendono più. chiara la descrizione.

541

E PERIODICI

Le t1"'i1·1.cee colle t ra·vene, BnuNNF.R . Le stiife di creta i n Bosnia. Iu1. W.· . 1~re g'iorncite ci'esploni.z·ione di -1.ma cli'l)isione di cci1:alleria che copre im e.sere1ito ,çiiUa linea d'opèrazione Chàlon- Metz. - Lavoro critico sulle traccie cli uu opuscolo pubblicato 'dal capitano dello stato ma(Y<riore francesi\ Chedì ls collo stesso titolo nel 1878. ;~llicci. elementare e tcitt'ica appbicata; tattirn e senYizrio di campagna,. - Poicbè i nuovi regolamenti non si contentano più di indicare le formazi oni ed i movimenti delle truppe senza accennar<~ al terreno, ma danno le spiegazioni opportune per l'uso di . qu<~lle formazioni e di riuci movimenti, sembra all'autore che le cl~linizioui_ coniunementc adottate della tattica elementare e della tattica applicata non corrispondano più al eone.etto, ingenerando confusione nella mente cli chi deve imparare. 1

1

Bivist,, ,nilita,•e ,·,.asti (J,J1tiJenH,ji Sf10,·,dk.) mese di febbraio 1879. {t

Operazioni cli cavalleria snL Dan:u/Jio negli anni 1877-1878 (con due schizzi) par FocuT. . . Confronto delle istraziowi ,;·egolarnentar·i culottate p~·ess~· ·i p·rb~cipal-i- escrc'i.ti d' E1.wopa pel combattimento di fanter·ia in orchne sparso (con schizzi). . . .TsfJriizi,o·n i r.leUa (cinte1·ùi ne·i la·oo-n del genio. Sopra(ascia molrile com.e 11wzzo per mantenere al mo posto la sella del soldato. Colonnel lo L\NZ . jJfarniitta e 9a,mella. Qncstionc d·i :m·i.wi: Tenente LASCKIEWICC . .ti lowne parole .~iilla, istruzione dei /Jattag lioni cl<i. cmnpfomento (con ,chiao) . W. LAGnEwK TZKJ. . . . ,ilcime pwl'ole. stilla, ist·n izione pel coni/JatfJvmento d1, battaghone e~w~~~ . Ope·m zrioni deU' ese·rtito d·i Snleyman pasticì. ,,ittcicco di. Scip ka e piani delle operaz ioni de;i '.l'urch:i (secondo artico.lo). Ri.cord:i, ll<i· un u(fìcùtle. di stato -magg·iore snlla gue11·ra, nellci Turchia d'EiirozJCi negbi ann;i 1877- 1878 (con 6 piani) A. :P~srn~wSI<I· Rassegna militare ru;;sa. - S<oi liippo del.le forze ·1m~i_tari 1:usse nell'nltùna g11erra degli anni ,/876 - 1878. - 'Articolo sern1-ufficmle,


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LIBRI E PER IODICI

assai interessante per le notizie che ci fornisce sulle forze russe che presero parte all'ultima campagna su due teatri di guerra. Accennato al progresso risultante dall'ordinamento del 1873 ,,i indic11 l'aumento successivo delle forze, le quali al principio del 1876 sul piede normale di pace costitu irono un esercito regolare di 2.57•16 ufTiciali, 77460LS uomini di truppa con 4-72. pezzi e 715589 cavalli. Le truppe irregolari in servizio permanente possedevano 4972 ufficiali, 55083 CosaccJ1i con 5087 cavalli . I l 13 novcrnbm dello stesso anno in conseguenza dell'ordine di parziale rnohilitazione, furono richiamati sotto le armi 2.2~.;J.12. uomini delìa riserva dell'esercito attivo regolare e 3l166 dei Cosacchi. Nello stesso tempo furono requisiti fi'.2.996 cavalli per l'esercito d'Europa, comprati %70 cavalli nel Caucaso e somministrati dai Cosacchi 3,rn62.. Verso la fin e dell'anno 1877 le truppe regolari mobilitate ammontavano alla forza di 3637 1 uflìciali. ·1;1,784!lij gregari con "3 16 pezzi e ':2'.2 1872 cavalli. Le trnppe irregolari sommavano a 3,167 nOkiali, ,120562 r.osacchi con ,J.10069 cav::dli . Al ,1° luglio 1878, le truppe tanto impiegate nelle opernioni di guerra, quanto cruelle tenute pronte a marciare in Europa e nel Caucaso, constavauo nell'esercito regolare dì 39268 ufficiali, ,HH:7795 gregari (di erti l'esercito combattente in Europa contava 5:S:1662. gregari, e qne!lo del Caucaso H 2.6~8 gregari) con 24164,1 cavalli. Alla stessa epoca le truppe irregolari sotto le armi ammontavano a 3fi72 nllìciali, ,1ti.0832. Cosacchi con ·I 3\l'.249 cavalli. Indipend<mtemente dalla riportata cifra d' uomini tenuti sul piede di guerra, la sorgente di truppe mobilizzabili non pare fosse esaurit11, giacchè nell'impero in Eumpa e nel Caucaso rimaneva ancora una parte di truppa non mobilitata, nonchè la maggior parte della riserva, dì cui la intiera mobilitazione non fu giudicata necessaria, seuza ten er conto di tutte le truppe dette locali e di complemento ora 'iu via di riordinamento. Operazioni mili.ta1·,i, nella Turch'ia d'Ewropa. Renr);iconto dellci commissione cvi, spu·rgo delle local·ità occn1Jate dell'eset•cito atti'Vo nella Tià·chia d'Eu,ropa. T&rzo supvlem.ento d:i diario delle op&razfoni m·ilita;1·i, snl Danubio e nella Turchfa d'Europa . M. HAsJ~NKAi\lPF . Bre·ve chario delle operaz•ion'i -rwihtari nella, 1ìtrclllia a~'iatica e sulle ,r foe nel mar nero negl·i anni 1877-1878. Colonnello AsTAr1ow. Rassegna militare estera. - vaerra angto- nfgana (articolo terzo). - Notizie recenti sult' orclinamento e sugli stabili11ient,i nvi/'itar'i nel Giappone. 1

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somumo

DELl1E HATERIE contenute nelle dis1le11se di gennaio, febbraio, marzo 1879.

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1878 (Relazione <lel tenente generale conte Giusep1)e Piauell a S. E. il Minis tro della Guerra): PARTE I. - Descrizione delle fazioni. Pag. 5 Manovre di divisioni contrapposte: S. Rocco cli Palazzolo, 28 agosto . )) '11 Valeggio, 30 agosto . . . . . . » 20 Volta, 31 agosto . . . . . . . » 27 Manovre del t • corpo d'armata conlro nemico segnato » 34 ·i- Fazione (2 settembre) . . . . . . . . . " 37 2' Fazione (4 settembre) . . . . . . . . . ,, 49 l\fanovre del 1° e 2• corpo d'armata contrapposti: MellH, 7 settembre . . . . » 57 Gotlolengo, 9 ~etlembre. . . . . . . . . . ,, 66 Carpenedolo Po, 10 settembre . . . . . » 7t PAnTE Il. - Osservazioni generali e note speciali sull'istruzione delle truppe . . . . . . . . . . . » 79 PARTE III. - Note e proposte sui vari servizi . . . . " 92 Allegati . . . . . . . . . . . . . . . . . » 105

LE GRANDI MANOVRE DEL

RASSEGNA TECNOL OGICA: LE FERROVIB E t.'lNDUSTRlA S IDERUR· GIGA -

"

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134 -

1877-78 - ~I. l!C. D . » 164 -DELl) ESEHClTO . - Guidi,, capitano . . . . . . . . . . . . . » :l25 -

L A GUERHA RUSSA IN BULGARIA·H.U~lEC!A LA STA T ISTICA SAN ITA RIA

meclico . . . . .

L'ART!GLIERIA DA :VIONTAGNA . -

F. Quaglia, capitano . » 262 'l'roili Hi. . . . . . » 277 -

STUDIO ORGANICO STJr, LA NOSTRA CAVALLERIA. -

ualdo, capitano . .

RASSEGNA 'l'ECNOLOGICA : ARTIGLIER IA DA CAMPO . -

GLI

STUDI GEOCil\AFICO·M ILITARI IN fo'HANCIA . .

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'

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" 81(; -

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340 -

LE TR UP PE ALPINE NELLA DIFESA TEHRITORIALE D' ITALIA. -

G. Gerfelli

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DUE CONFERENZE SULL'ALLENAMENTO. -

Paderni.

. . » ;393 . . . ,. 4'18 -

ALCUNE CONSIDERAZIONI SU I TR IANGOLI E SULLE LlKEB GEODETICHE . -

Gile Ua, capitano cli stato maggiore

. . " 443 * " 491 -

RASSEGNA TECNOLOGICA: ARTIGL IER IA D'ATTACCO .F. DIFESA. -


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545

Libri e periodici.

Italiani. Ferrovia da Roma ad Aquila e Sulmona per le principali valPetf/· late e pel varco più depresso. - FILIPPO C1>RROT1. Jl soldato italiano educato al sentimento del dovere. >> Fisiologia del comando m ilitar<~. - TuLL10 V1s 10L1 » Conferenze d'igiene per gli ufficiali. - Rossi FEDERICO. » Corso di materiale d'artiglieria. - G. ELLENA e Ct.AVARJNO ,, Principi di amministrazione militar·c. - CARLO GARA VELLI » Tabelle relative alla costi tuzione dell'esercito francese . » La giornala di Lissa. - G1ovANNI MoRo . ,, Scene delta vita italiana - Memorie di un ex-ufficia le. f'. DE LUIGI . n Considerazioni storico-militari suJJa campagna franco-germanica dell'anno 1870. - DOMENICO ASTI n Complemento organico del corpo veterinario militare - Appunti e proposte. - D. BERTACClll . . » Esposizione inlerna:.::ionale equina cli Parigi '18 7 8. - Relazione a S. E. il Ministro cli agricoltura, industria e commercio. - CosTABJLI e Noa1LJ. »

198 204 206 3fi4 357 262 366

369 370

Die Feld Verpfiegung im cleutschen Heer e. - HoFF:vIAN v. VELLENI-IOF. . Pag. Die russischen Kavallerie-Divisionen und die Armee OperaLionen im Balkan-Feldzug 1877-78 - CARDINAL v. WmDER"l . . » Allgemeine Militi:ir-Zeitung di Darmstaclt . . » Neue Milit.iirische BWtler di Berlino. ,, 388, .:Yeld-Tascenbuch fLir Truppen-Ofllziere. - CARL v. STRANSKY » Streffleur's Oes lerreichische Militarische Zeitschrift di Vienna »

378

37.9 387 538 533 540

Inglesi. Journal of thc Royal United service InstiLution Colburn's united service magazine

Pag. 219 .

»

223

Russi.

37'1 Rivista militare russa t\Vajennji S bornik).

. Pag. 389, 54'1

373

528

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Feldrnareschall Luclwig Andreas Graf von KhevenhullerFrankenburg, seiner g rosser Herrscherin Lreuer Vassall und Beschutzer 1684,-'1744. - A. T1-1iiRHE1M . . Pag. 208 Jahrblicher ft'tr die Deutsche Armee und Marine » 213, 38.f.,. 537 Mililt\rische Blatter . . » 2'15 Organ dei· :Milil.èir wissenscaftlichen Vereine » 2'17, 385, 539 Der orientalische Krieg in seiner neuesten Phase 1877. RliSTOW . » 374 Die bayerische Arlillerie. -- G. Sc1-1MOELZ. » 376

Rivista Estera. La guerra anglo-afgana . . Pag. Note sul bilancio della marina francese pel 1879 . . . ,, Il s ,~rvizto delle sussistenze militari nell'esercito austro-un garico. » Le manovre -di cavalleria in Germania nel settembre rn78. » L'artìglieria di un corpo d'armata francese . . )) Jl servizio sanitario nell'esercito austr-o-ungarico »

1 33 44 53 6'1

63


Ess endo incorso qua lche errore nell'a r ticolo s ulla slatislica sanilaria dell'esercito, ne. diamo qui la correzione:

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13,27 H,52 16,11 29,38 piĂš che i 2,17 del due soli morti di divario documenti delle relazioni


RIVISTA ESTERA

L'ARTIGLIERIA ffUN CORPO D'ARMATA FRANCESE (l )

...

Si compone di : 1 i batterie~ da campagna ordinarie; 3 » » montate; ft. sezioni per le munizioni d'artiglieria; 2 » » cla fucileria; 1 parco-artiglieria di corpo tl.'arniat.a. Il comando è .1fficlato .1cl un genernlc di brigata, che: ha a sua disposizione un maggiore, quale capo di sta to maggiore, un capi tano, quale aiutautc, e due altri capitani. Ogni batteria è comandata da un capitano cd ha 3 ufficiali subalterni, uno dei quali deve cs,~ffe della riserva . Il suo materiale è il ·seguente, qualunque sia il genore della batteria: 6 pezzi \ -6 carri da munizioni fucina tuui a sei cavalli. carro da batteria 11 carro da foraggio Le sezioni-munizioni sono numera te dall' 1l rd 6 cd og1111ua di. r~sse e comandata da un capitano, al quale vienr~ addetto un uflkia le S llhalterno della riserva. Le s1>-zioni-m nnizioni d'artiglieria portano i numeri 1, 3, o e 6 e quelle da fu cileria i numeri '.2 e ft.. 1

1

(!) Estratto dall'Istrn:ione provvisoria

Rivista es t era

pe,· U sel'vi:io dell'artig{ieria in campagna,


62

RIVIS TA

ESTERA

Le sezioni 11° ·1, 3 e 5 h,rnno fJit carri a 6 cavalli, ossia: .21 carri da munizioni; ,I, affusti di risena ; •I fucina; ,t carro da batteria; •I carro da foraggio. La sezione n° 6 ha un affusto di p1 u ; però quando sene per le mitragliere del corpo d'armata ha ,t 6 cani da munizioni, invece cli 2,,i, come le sezioni precedenti. Le sezioni n° 2, e ,i hanno 30 carri, ossia : 2.7 ciirri per munizioni da fanteria, a quattro cavalli; 1 carro da batteria, a quattro cavalli ; •I carro da foraggio , a sei cavalli; 1 fucina , a uno o quattro cavalli. Indipendentemente dalle sndd<Hte sezioni-nrnuizioui, ogni battaglione· di fanter ia porta sem prn seco mùarro da munizioni . Le batterie da campagna e le sezioni- munizioni cli Lm corpo d'armata formanq: aì l'artiglieria della ,1" divisione;

ed è comandata da un colonnello, cui è inoltre addetto un capitano (1).

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Le batterie sono poi raggruppate in tre brigate , ognuna delJe quali è comandata da un maggiore (chef d:esccutron), coadiuvato da un u fficiale della riserva , ed il parco è diviso in ,\, sezioni aventi ciascuna

da 39 a 4- 7 vetture (2) e 2 compagnie del treno d'artiglieria della brigata assegnata al corpo d'armata (3) . Per il servizio del parco havvi inoltre: . 1° Una sezione di soldati non montati, comandata da un capitano; 2° Un distaccamento di 100 operai d'artigli eria, comandato da un ufficiale; 3° Un distaccamento d'operai pii'otecnici, comandato da un sergente o da uu caporale. La direzione del parco è affidata al dircttcre della scuola d'artiglieria della rispettiva JJrigata, al cpiale so:·10 addetti, un maggiore del. treno e 2 capitani d'artiglieria. Infine ogniqunlvolta le division i cli cavalleria .sono riunite ricevono dal rispettivo corpo d'armata le~ 3 batterie a cavallo ed nn carro con dinam ite . 1

»

di corpo d'armata . Il persona le 1rnr le artiglierie di visionali è fornito dal 1° reggimento, e quello per l'artigl ic~ria di corpo d'armata ii foruito dal 2, reggimento· della brigata 'd'artiglieria ::isscgnata ::d corpo d'arrna t::i. .L'artiglieria de\'l a 1a tliYisione /: costituita da: !i, batterie ordinarie da 7; 1 sezione-munizioni d'artiglieria (n° ,t ) ; ,t >> » di fuciler ia (n° .2); cd è comandata da uu colonnello, al quale è addetto un capitano; le 4 batterie però sono .sotto il comando diretto cli un capo-squadrone (maggiore), cui è inoltre addetto un uflìciale della riserva. L'arti,glieria cfalla 2a divisione è, poi costituita ugualmente , colla differenza però che ha le sezioni- munizioni n° 3 e ,\., ed il comandan te è solo te1wnte colonnello. L'artiglieria di corpo d'armata si compone di: 6 batterie ordinarie (2 di % 111 m, 2 di 5mm e 2 cli mitragli ere, le quali ultirnQ possono essere anche sostituite da~ batterie eia 5 l. ); 2 sezioni-munizioni (n° ;) e 6), e)

63

»

IL SERVIZIO·SAN!TARlO NELL'RSERCITO AUSTRO-UNGARIC0 1'1)

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1

Il servizio sanitario in pace ed in guerra è esercitato: a) dal corpo degli ufficiali medici; /1) dalle truppe di sanità; . o) dagli stabilimenti militari di sanWt; d) dagli stabilimenti far maceutici militari . (1) In totale vi sono quiudi al quartier genera!e del corpo d'arma ta: I maggior generale, 1 colonnello, 1 maggiore e 4 capitani d'artiglieria.

(2) l i parco di co,·po d'armata , oltre alle munizioni di r iserva , porta anche il mat el'iale e gli utensili necessari per le diverse r iparazioni e si compone di 153 sin o a 175 ve tt ure, secondo che il corpo d'armata è, o no, proVl'isto di mitraglia trici cd è armato cli fucili mod. 1866 o di mod. 187•1. Le ve tt ure so11<> in pari.e a 6 ed in parte a ·1 cavalli. (3) Ogni compagnia è coma ndata da un capiiano ed è impiegata sempre nel scrl'izio della stessa sotto-sezione. (4) Basato sulla legg0 del 18 settembre 1873. Veggasi inoltre per rn:1gg'iori particolal'i i seguenti regolamen ti: . s ,mitats -Dienst-ncglenwnt (Regolamento per il servizio sanilal'io). Organtschen Jleslimnumgen (iii" die ilfilitati·-Scmttiits-,lnstalten (Disposizioni organiche per gli Slabilimenti sa nital'i mili tari ).


64

RIVISTA

65 I mecl.ici militari possono essere lasciati in riserva, anche durante il tempo del loro servizio obbligatorio nell'esercito; ma non possono per alcun motivo essere trasferti nella landwehr. In caso <li ~10bilitazione si sopperisce al maggior bisogno di medici militari: a) Coi medici-assistenti i~1 servizio attivo; b) Col richiamo di tutti i medici con rango d'ufficiale della riserva; e) Coll'arrolamento di tutti gl'indiviclui di bassa forza che hanno le qualità richie:-ie; . d) Col l'arrolamento di tutti i medici borghesi che volontariamente si prestano a for servizio per il tnm po della guerra; e) Coll'i mpiego dei sotto-medici della riserva e colla nomina a . sotto- medici degli individui della bassa forza che hanno il diploma di chirurgia; O Col richiamo in attività di servizio per la durata della 0O'Uerra elci medici a riposo (Ruhestandes) e cli quelli fno1:i servizio. g) Col l'impiego di quei medici borghesi che hanno attitudine al servizio militare e d1e possono essere chiamati in tempo di gneri:a in base alla lcgg<~ militare ungherese; h) Coll 'impiego degli allievi-medici e sosti tuti-assistenti (Assi-stenzA.r.zl-Stelltcertreter) meno anzi3ni. · Il genr.rale medico più aniiano è il capo ciel corpo degli uflìciali medici. Egli cura l'istruzione scientifica degli ufficiali, pr;,siede il comitato militare di sanitit, dirige il ~<mo di medicina militare e presiede la commissione ispezionatrice dei medicamenti. L'altro generale medico invece ù capo della .Divisione- sanità (,1 fi.a) del ministero della guerra o capo <lei servizio sanitario presso un comando generale. I medici- capi superiori di ,Ja classe sono capi cli servizio sanitario presso un comando generale od un comando militare, e quelli di 2• classe medici-capi negli ospedali di guarnigione. . Tutti gli altri medici aventi rango di ufficiale sono medici-capi nei presidii, presso i riparti di truppa e pre:;so tutti gli altri stabilimenti dell'esercito. I volontari di un anno medici-assistenti devono essere im1JieO'ati ' 0 ' secondo le speciali disposizioni del ministero, presso gli ospedali di ' guarnigione. od i grandi ospedali di truppe che essi prescelgono , e se, durante il loro servizio nell'ospedale, dimostrano snfficiente conoscenza delle operazioni mediche militari, possono v<rnir destinati a far servizio presso uno dei corpi della guarnigione. ESTERA

I.

Corpo degli ufficiali medici. Si conipone dei seguenti medici militari con rango d'ufficiale (assimilati): a) ì\foclici laureati appartenenti all'esercito attiYo o alla riserva; b) Medici assistenti in servizio attivo od in riserva. Sono coadiuvati: -a) Dai sotto-medici (Unte1·-iirzten) e dagli al lievi medici; b) Dalle truppe di sanità; e) Dal personale farrnac<mtico militare. La direzione e l'impiego degli allie,·i medici e delle truppe cli sanità sp~tta esclusivamente ai me.dici militari aventi rango d'ufficiale. In tempo di pace il corpo degh 1.i(fìcia/1i si compone di: :2 medici generali (General-Stabsétrzten) 20 » capi superiori (Ober-Stabsii;rzten) cli •111 classe 2. O ,1 >> >> di 2a classe 80 » superiori {Stu/Js - éirzten) 29'.2. » di reggimento di 1a classe '2.92. » » di 2" Cl::i:$Se H6 » di battaglione (0/JfJlriirzten) 1

Totale 852. medici con rango d'ufficiale. Le ammissioni nel corpo degli ufficiali medici in attività di servizio sono fatte solo nel grado di medico di battaglione. I volontari d'.nu. anno laureati in medicina o chirnrgia sono amnwssi a far servizio quali medici-assistenti e costituiscono la classe ultima dei medici aventi rango d'ufficiale. I migliori sono nominati medici di battaglione nella riserva od anche in attività di servizio in seguito ad un corso speciale di medicina e chirurgia militari. Normale (iicr Etsen/Jahn-Smiitats-Ziige /Norme per le squadre sanita,·ie ferroviarie) . Dienst-Reglcment fi:r J{. K Ilee>·. (Regolamento cli servizio per f•esercito). Vo-,·schri{t (ii,>· dle F.rnen11img, Be(ordei·ung etc . etc. der J/'ilitair-,ler;;te (Prescrizioni per la nomina, le promoiioni ·ecc. d~i med ici militari\. I11st·r nl,tion zur Aus(iihrung der ·weh>·gesct;e (Istruzione per l'applicazione della legge s ul reclutamento).


66

67 elevato in grado che fa parte dello stabilimento stesso. A tale regola fanno però eccezi<me le squadre sanitarie ferroviarie e fluviali, le quali dipendono per ogni rapporto dal rispettivo medico-capo, che ha in tal caso, per quanto riguarda le punizioni, la stessa autontà del comandau te di una compagnia distaccata. Il medico-capo di una squadra sanitaria forroviaria o di un'ambulanza fluviale ii responsabile dell'amministrnzione della stessa, al quale uopo è ad esso addetto nn impiegato farmaceutico-m ilitare, cui i: allldata la prepara;ione e la distribuzione del le medicine e la contahilitù del magazzino . Il medico militare addetto ad una squadra ammalati o ad un legno fluviale pel trasporto ammalati, ne è il direttore amministrativo. I medici mi litari emanano ordini direttamente al personale medico e farmaceutico, e per mezzo del rispettivo comandante agli individui di truppa. · Ogni uflìciale medico ha antoritiL di punire disciplinarmente tutti i suoi suba lterni, i volontari-medici d'un anno, e i farmacisti e il personale sanitario ausiliario. Le nomine ed i passaggi nel corpo degli ufficiali medici sono cleterrninate dal regolamento per l'avanzamento nell'esercito, osservando che in caso di mobi litazione possono essere trasferti direuamcnl.e, nei gradi di medico di rnggirncn,to all'insù, solamente un numero uguale alla metà della differenza tra l'organico di pace e quello di guerra . Il com itato militare di sani.tà è composto tutto di ufficiali medici cd i3 l'organo tecnico-scientifico del mini~tero della guerra per tutto quanto ha tratto al servizio sanitario delle truppe in pace ed in guerra. È presieduto dal capo del corpo degli ulfic.iali medici ed è composto di membri ordinari e di membri straordinari, i quali vengono nominati t{m decreto rninisterialc in base alle proposte fatte dal presid<mtn. Sotto- mediti. -- Tucti i laureati in chirurgia, che fanno parie della bassa fqrza dell'esercito, durante la loro presenza sotto le armi vengono impiegati, secondo la loro capacità, pres~o le truppe per il se1:vizio sanitario · inferiore, e, se es~i lo desiderano, al loro passaggio nella riserva o nel caso di una mobilitazione, vm1gono nominali sottomedici nella -riserva. Essi hanno il rango di medico militare (ascrilli alla classe di medici-assistenti) , ma non appartengono al corpo degli ufficiali medici. Alliet'i-med!ici. - Quali allievi medici sono ammessi i volontari di un anno che comprovano di avere frecruentato per due semestri il ESTERA

R I VIST A

In caso di mobilitazione i medici sono così ripartiti: a) Uno dei due generali medici presso il comando snpremo dclfesercito, quale direttore generale del servizio sanitario; b) V n medico-capo superiore di ·1 a classe presso ogni quartier generale d'armata, quale medico- capo d'armata (.4.rm.ee- Che(- Arzt); o) Un medico-capo superiore di 1a classe presso ogni quartier generale d'intendenza d'armata, quale capo sanitario (SaniUits- Chef) e direttore degli stabilimenti sanitari di 2° linea appartenenti all'armata; d} Un certo numero di medici di riserva ad ogni intendenza di armata per la fondazione e l'esercizio degli stabilimenti straordinari alle spalle dell'armata; · e) Un medico-e.a po superiore per ogni corpo d'armata, quale capo servizio; /') Un medico superiore per ogni divisione, quale capo servizio; g) Un medico superiore od un medico di reggimento per ogni ospedale da campo, quale dir<~ttore; h) Un medico di reggimento presso ogni sezione sanitaria divisionale, ogni squadra sanitaria ferroviaria, ogni ambulanza fluviale, ogni stabilimento sanitario d'una divisione di fanteria cd ogni reggimento, quale capo e direttore. i) La direzione d1~) servizio in una. brigata attiva spetta al medico di reggimento pi ù anziano dei corpi che la compongono ; l) In ogni piazw fort<\ infine, posta iu istato di difesa, la direzione. del serviiio viene aflìdata ad un medico di grado corrispondente alla ìm portanza della piazza stess.1 . I medici mi liwri addetti alle autoriti1 militari, ai comandi superiori , ai riparti di t.ruppa cd agl i stabilimenti militari (eccettuato quelli sanitari) sono, rispetto ai comandami militari , organi ausiliari, e nei rapporti del servizio militare sono snbordinati ai comandanti militari stessi . , I ·medici-capi degli stabilimenti militari sanitari permanenti dipenpendono dai rispettivi comandi generali o comandi militari per mezzo dei comandi m.·i l'itari ll'i stazfone (Jlfilitii,r - Statfons-Cornando), e quelli delle pi,me forti dipendono dagli stessi per. mezzo del comando della piazza; quelli inlìnc dei stabilimenti da cnmpo dipendono dai comandi delle grnndi nnit;'I alle 1prn li ~ono addetti. La direzione degli stabilimenti sanitari spella, in pace e in gur.rra , al medico. più clc\'ato in grado; il comando militare invece su i gregari addetti allo stabilimento ocl in esso Ì'icoverati spetta . al comandante del riparlo delle truppe sanitarie, oppure dell'ufficiale contabili: più


68

69

RIVISTA

ESTERA

corso di medicina e clinica chirnrgica . Es,;i appartengono, quale personale ausiliario, alla bassa forza e si dividono in: a) ,1 lNei;i-med:ilYi di ,t" classe, col grado cli caporale; b) All'ie1Yi- mediC'i, di 2" classe, soldatj semplici. In tempo di pace fanno servizio, comè allievi di i• classe, in uno degli ospedali da guarnigione del sito dove compiono il corso di studi, ed in caso di mobilitazione, gli idonei sono chiamati a prestar servizio ne! corpo sanitario, e gli altri rimangono soldati nell'esercito. I primi sono . poi chiamati presso nna seziorw di san itit a fare un corso teorico e pratico sul servizio d'ospedale e su qnello da campagna . . Gli allievi che ottengono la laurea in medicina durante i! !oro servizio nella riserva, sono, mediante la presentazione del relativo diploma, nominati medici con rango d'ufficiale. Quelli infine che al tormine del loro servizio non sono riconosciuti idonei ad essere nominati ulliciali, o che al più tardi tre anni dopo aver terminato il corso universitario non hanno ottenuto il diploma in medicina, vengono trasferti <Jnali soldati nelle trupp.e sanitarie. In tempo di pace inilm}gli all ievi-medici di ,1a classe possono essere anche nominati sost.itnti-assistent.i-medici ed impi(}gat.i nel ser:izio sanitario inferiore con assimilazione a! grado di sostituto ufficiale (OfrìziersStellve'!·treter).

Riparto degli ufficiali-medici e degli allievi-medici in tempo di guerra. MEDICI

Di

Supedi

l

Presso l'esercito mobile.

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1·eggimento di

capi

llll'ARTO - COMANDO O STABILIMENTO

Comando supremo dell'esercito . . Per ogni quartier generale d'armata » intendenza gen . d'armata » comando di corpo d'armata . » comando di divisione. batt. di fanteria o cacciatori . » rco-ginrnnto di can!leria. . )) sq~;ad. cavalleria cli riserva . » divisione di hat.teria » battaglione genio e pionieri . i, squadrone _t1:eno .. . . . . >i sezionc-san1ta per chv. d1fant. » ospedale da campo inc~i'_'i~i?ile » ospeda le da campo dtv1s1bI1e. » squadra sanitari~ ferroviaria . » ambulanza lluviale . . . » infermeria da campo. » ospedale di risc1Ta . . .. » staz. cli fermata per ammalati.

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Nell'interno della monarchia. 1 Ministero della guerra .. . . . . Comando del corpo degli ufficiali-1!1~clici. ,t ,, Per o<>ni comando generale o rn1htare. l;) comando generale di fortc~zza . I battaglior~e, compagn ia, squa...: drone di deposito . . . istituto d'educazione militare. )) ospecfak ~lì_ gtta)'n_igione . casa deglI rnval~d, . . >) Casa di pena di .M.ollcrdart ))

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RIVIS TA

ESTEHA

Annotaz<ione.

II.

Il totale dei medici necessari al momento della mobili tazione non si può . conoscere che approssiil1ativamente, perchi} varia secondo la formazwn: dell'esercito ìn base alle condizioni del teatro della guerra. Ecco le cifre che si avrebbero nel caso della mobilitazione di tuuo l'esercito nelle condizioni ordinarie: Medici generali 2 superiori-ca pi 80 superiori 90 di reggimento 8((.0 di battaglione 360 di riserva 400 assistentì ,i.00

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I

71 .

Truppe di sanità.

In pace comprendono un coniando e 2.3 sezioni d:i sun·ità, cd in guerra formano le sezioni di sanitit da campo per l'esercito mobile, quelle per gli ospedali da fortezze e quelle di riserva . Sono impiegate esclusivamente negli stabilimenti militari, rprnle personnle ausiliario, per la cura degli nmmalati e dei feriti, non che negli stabilimenti farmaceutici e nelle parti del servizio che non compete al personnle tecnico . In tempo di pace sono addette agli ospedali cli guarnigiom; eh<~ hanno una sezione di sani tà e vengono pure comandate a prestar servizio presso gli ospedali delle truppe e le iuformcric. Del rimanente non possono essere adibite che al trasporto degli ammalati negli stabilimenti sanitari delle grandi guarnigioni od a prestar even tualmente servizio pmsso le truppe clnran te le grandi nwnovre. In tempo cli guena poi provvedono al servizio ausiliario negli ospedali stabili da campo non che negli nccampamenti, accan tonamenti , durante le marcie e nei com battimenti. Es:;e funzionano inoltre da portatori cli feriti presso quei riparti (cavalleria ed artiglieria) clw non ne sono provvisti, e sono in parte anche destinati nelle. piazze for ti. A capo delle truppe di sanità sta un colonnello in dipendenza diretta dal ministero della guerra. In caso cli mobilitazione, viene egli destinato a sorvegliare il formarsi delle sezioni di sanità da campo oppure uddeuo al comando supremo dell'esercito. La sHzionc di sa ni tà di un ospedale di guarnigione costituisce un riparto taUico indipendente; ma dal lato amministrntivo è considerata come· un'unità dello stesso, ossia trovasi colla commissione 1~conornicaamministrativa rrnlle stesse relazioni di un riparto di truppe col proprio corpo. Ogni sezio~w divide in t1nnpo di pace il proprio personale in due squadre, l'una permanente e l'altra d'istruzione. La squadra permanente {Stu1nm-Abtheih1;ng) dirige e sorveglia il servizio e provvHde ai favori ausiliari necess.ari nell'ospedale e nella farmacia, ed in tempo di pace è costituita dagli ufficiali e da quel numero strett:.imente necessario di gregari che sono perfettamente istruiti nel servizio sanitario militare e tecnico.


· 72

R I VISTA

ESTERA

La. squadra d'istrnzione (Istrucl;ion- A.btheilitng) invect~ comprende quelli che abbisognano di essere addestrati nella ~pccialilà del servizio, come pure gli individui giit istruiti che non fanno parte della .squ_adra pe~manente, i cruali ultim i so1)0 utilizzati come sorveglianti ('I) ed 1strutton. Al momento della mohilità;1,ione le squadre cl' istruzione, eccetto quelle degli ospecla~i N. 1 (Vienna) e N. 16 (Buda-Pcst), si sciolgono e qur~lle permanenti vengono aumentate secondo i bisogni eventuali dcli' ospedale. Il comandante della sezione di sanità dipende direttamente dal comandante d1~1Je truppe cli sa nità o dal comando gerterale o mil itare per mezzo del rispcttivò Co.mandante di .brigata o di fortezza . . Sono .d! sua spettanza: gli ·affari riguardanti la rfo,ciplina e l'istruz10ne m1h tare dell11 sezione, la sorveglianza sull'esat.ta esecuzione cli tutti gli ordini emanati dal direttore dell'ospedale per il servizio sanitario; l'amministrazione e la tenutn della m·atricola. te sezioni di sanib da campo prestano esclusivamente servizio presso gli stabil imenti sanitari delle grandi unità tattiche mobil itate, non che nelle grandi piazze fo rti poste in istato di di fesa . Presso l'esereito mobile. ne viene assegnata una ad oo-ni stabilimento san(tar!o cli divisione, ad ogni ospedale· da campo e ogni squadra samtana ferroviaria e fluviale. La loro composizione è la seguente: 1° Quelle che vengono destinate agli stabilimenti di una divisioni3 di fantc~ria (ia.nno il personale militare i1ccessario a dne pqsti cli prvmo soccorso (Hil/s Platzen), ad un posto faslJiatm·a delle ferite (Verbcind 1

1

V

ii

1

(1) La ~omposizionc delle due squadre non è uguale in t utti gli ospedali da ouarnigiono Pe,· dame però un'idea app,:ossimativa riportiamo qui sotto quella dell'ospedale N 1 di Vienna. Squadra pe,·tnanente Squadra d'istrnzi ono Maggiori I > Cap itani Tenen ti So tlotenenti Carletti Furieri 2 Sergen ti co ntabili 2 Sergen ti 12 Caporali 16 6 Appuntati 40 12 Soldati 88 311 At~cnclenti .3 1

"

167

62

73

PlèLtz), ad un'ambu lanza, ad una colonna sanitaria dei cavalicrr tcutonici ed al rnaterialé di riserva . 20 Quelle che sono adrlcttc ad. una divisione di fanteria da montauna hanno lo stesso perso.nale della precedente ma ordinuto in moc~o·. cl;- poter essere suddiviso in quauro sezioni indipendenti, ognuna delle qual i in grado di seguire un~ brigata. Di ta!i $ezi_oni, una ~1ey1 d_c~ personale di bassa forza ii destinata n coadiuvare 1 port~ton ili .fen tt· cfalla Ji uea di battagl ia agli stabiliment.i sanitari o a coacl rnvarn 1 me-:dici sul sito del combattimento, l'altra .metà invee.e ii irnpiE~gala nei posti- fasciature, nell'ambulanza o col materiale cl! riserva .. 30 Lè addette ad nna divisione di cavalleria . hanno 11 personale per un posto di primo soccorso, 1111 posto fasoiatnre, e per fare tuUo· il servizio cla porta- feriti sul campo di battaglia . 4o Le addette •act uua squadra l'crroviaria o ad un' ambulanza Jluviale hanno il personale necessario per il senizio interno . . 50 Le addette a1l una pinzza forte ltanuo il personale necc~sano per il servizio nell'interno della piazza e pe1: quel.lo s_ul campo d1 bat-· taglia presso le truppe che form o qualche~ son.,ta o/lcns1vn . 60 Le arlclctte infine ogli nitri stabilirneut.i hanno un personale· proporzionato all'importanza e gr~ndezr.a di r.~si. . · Ogni seiione di sanità da campo prende 11 nome ed il numero della grande uniti1 tat.tica .:il la quale vieue assegnala. . . . . Le sezioni di riserva rnno impiegate per la cosL1tuz1onc delle sez1onr da campo alibisogoevoli alle arnlmlanw flu viali ed agli ospedali da :fort<~zza; per fornire aJle intendenze d'armata il persona!~ occorrente per la dotazione degli ospeda li di riserva , delle mfen~ene cl.a campo e delle infermerie delle star.ioni di fe rmata lungo le hnee cl, tappa;· infine per coprire i vuoti che si verificassero negli stabilim1'.nti sanitari delle divisioni di fanteria O per il necessario :nuneJHO d1 per$Oll/lle richiesto dalle sezioni con equipaggiamento da montagna. Esse, fino al momento del loro impiego, risiedono presso un ospedale da guarni crione e si trovano, rispetto alla s<1uadrn perrnanen te della sezione a/ esso addetta , nelle stèsse condizioni della squadra d'i$truzione del medesimo in LCmpo cli pace. Il comando di tntte le sezioni di sanità di riserva e di quelle rlella· Jandwchr, che vengono assegnnt.e ad nna stessa intendenza d'armata, viene aflìclato ad un ullìcialc superiore delle ,truppe sanitarie, al quale generalmente è anch1~ affidata la sorveglianza su tutte le sezioni da campo che fanno servizio nell'armata stessa. In tempo di p::iw l'effettivo su i rnoli della b.:issa forza deJle truppe·


R IVI STA

.sanitarie è ugual13 a quello occorrente nel caso d'una mobilitazione genera le aumentato del 6 °/ o, e viene tenuto a numero : a) Mediante inscritti di leva presi in tuue le parti della monar·Chia, che abbiano una statura non i~forioro ad ,t,oiS, siano robusti ed intelligenti ~}d abbiano una certa conoscenza della lingna tedesca. Tntti coloro però che hanno il diploma di Oebotomo, assistente- chirurgo cd assistente-farmacista, vi sono destinati, purchè ne facc iano domauda, anche senza soddisfare alle sopradette condizioni lìsiche. Li chiamata degli inscritti viene fatta, per comodità nello istruirl i, in due volte, ossia al ,1° ottobre ed aI t O febbraio. b) iVlediante il passaggio cli soldati d'altri corpi che soddisfano alle suddette condizion i e che, essendo di Jiuona condotta, llù fanno domanda. Tale passi,ggio però deve essere stabilito di pieno accordo tra il com1rndante del corpo al quale appari.iene l'indiv iduo cd il comandante delle truppe sau itarie. e) Median te soldati d'altri corpi che, previo concerto col comando delle truppe sanitarie, vengono proposti dalle al!toritù terri toriali competen ti in via speciale (Super -Arbi tr{rung). Il loro numero però non deve olirepassare il sesto dell'effetti vo e devono av(3re attitudine per il servizio sanitario. d) lVIediante sottufficiali e soldati appartenenti alla riserva dei reggimenti di fanteria e dei battaglioni cacciatori, che abbiano ricevu ta l'istruzione da porta-feriti o porta-b(3ndaggi cd assistito almeno a due esercitazioni militari nella riserva stessa . Ogni sezione di sani tà si forma d' individui reclutati nelle località prossime al sno sito di guarnigione, e nel riparto si cerca possihi lrnenrn di assegnare ad una stessa sezione tutti gli individui appartenenti ad uno stesso circolo di recl111am ento . Le promozioni nclln bassa forza sono fatte per sezione, ma dal comandante delle truppe sanitarie, in base alle proposte del comandante della sezione e del direttore dell'ospedale ('I) ; quelle degli uffi ciali invece sono fot te su tutto il corpo delle truppe sa nitarie co lle norme prescritte dalla legge comune per l'avanzamento. In tempo di guerra perù, le deOcienzc negli ufficia li possono anche essere coperte con ufficiali" della riserva o pensionai.i, cli qualunr1ue grado, e con la promozione dei cadetti che ne fanno domanda. (l) Il medico-direttore non fa che approvare o no la proposta del comandante la sezione mediaoto un rapporto su lla condotta del propos~o nel disi mnegno dei propri doveri nella c11ra degli ammalati.

ESTERA

I~

75.

Tutti i rrrerr:.ui dipendenti da una stessa sezione di un ospedale da guarnigion:, ~ono, in tempo di pace, tenuti sullo stesso ruolo; ma a~ · con tronota1°" la< sez1·c11· 1"" da, campo alla c1uale e 0 11 nuuo· e1·I essi· e • • • a~segnato al rnomenl.o della mobili1.azio1H\ ed il persona le c!1e no,n entra nella eostituzione di una di: esse rimane ascritto ali~ :s~1uadia permanente dello spedale stess? od ~l_le sez!oni ~i .~an~tì~ _di r_1 ser~3: Alle sezioni però destinate agir stabd11nent1 samtall d1v1sion_al> neUl, piazze fort.i ed agli ospedali da c::impo: sono as~egn~te poss1bilmcnte le reclllte che hanno fatto domaucla eh essere rnscritte nelle truppe sani tarie e che ad una ·perfe tta istruzione sul servizio d'ospedale e di cncina corwiun 1rono una notevole robustezza fisi ca. . . Per le sezi~ni infine delle squadre ferroviarie sono presi. alcuni solLufliciali , inforrnieri:...rneccanici e cucinieri esrertissimi, ed il_ resto, del personale è forma to dagli indi vidni meno istrutti o da gregan della Jandwehr. Il predetto riparto del personale di _ba~sa forza è f~tto annualmente dal comandante della sezione in unione al cl1rettorc doli _ospedal~. Gli ufficiali effetti vi in tempo di pace sono addetti e~clus1vam?nte alle sezioni da campo delle divisioni di fanteria e. del!e yiazze forti .ed all,i sezioni di risona , laddove tutti gli nfficiah (cli n serva, p_ens10nati O fuori servizio) sono de,;tinati a qualnnque sezione, e quelli della landwehr sono solo assegnati alle sezioni proprie. . Le deficienze che si manifestano nella bassa forza all'atto della mobi li tazione e durante la guerra, sono coperte mediante: a) Individui clell:i riserva di cornplerne'.11.o; /J) Individui della landwch r, assegnati alla riserva cldle trnppc di sa ni1.il; l d li . e) Individui che si prestano volo1.1tariam~nte per la e ~irata e a "nerra o che, sebbene inabili al servmo attivo, sono ali ~tto della leva inscriui nelle trnppe sanitarie perchè professano un mestrerc affine· al mandato di queste; d) Infine mediante un personale straordinario che si recinta a paimmentò. - d 1 primi sono forn iti eia tutti i circoli di n~clu_tamen_to ::e~;e~1 o tntti coloro di eletta riserva che sono nebo1.om1, amtant1-chu u1oh1 od assisteuti-J'a rmacisti, oppure sono forniti da circoli cli reel ut~meut~ · · ces1gna I · r·,1 eJ,,1 I 1111·111·ste1 o-nena specialmente a c10 , · ·0 <lell·' · " . o . , ed ai· crual, ;., . viene asse"rnìlo in totale uu contingente straor(lrnan o uguale al 1 °lo dell'e!fetti; o cli gncrra delle trup pe sanitarie. Essi possono essere assegnati a qualunque sezione da campo .

I


76

RIVISTA

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77

ESTERA

I secondi sono esclusivamente im piegati nelle sezioni degli ospedali da guarnigione o da piazza forti\ o destinati a costituire il personale di riserva posto a disposizione delle intendenze d'armata, formando a tal uopo delle sezioni speci:1li o restando aggregati ad un ospedale da guarnigione. Coloro però che appartengono ad una di visione di landwchr, che fa parte di un corpo d'armata rnohilc, sono anche assegnati alle sezioni da campo delle divisioni attive ed a quelle delle squadre ferrovia rie o fluviali . Infine le persone indicate in e) e d) sono impi13ga1.e solo nellt{ banarn1g10r11 e nelle piazze forti, a meno che esse non costituiseano qualche sezione di sanità completamente equip~ggiata e facciano domanda di servire presso l'esercito mobile.

Organico delle singole sezioni di sanità i n t empo di gue::ra. Sezione di saniLà addetta a

GRADO

Annotazioni

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Tenente colonnello o maggiore Capitano . Tenenti . Sottotenenti .

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Furieri Furieri contabi li Sergenti.

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Il pcr-sonale della sezione addetta ad una divisione normale di fanteria viene così ripartito: P1w i due posti di primo soccorso: '.2. caporali , i appuntati e 30 soldati; Per il posto fasciawre delle ferite: ,1 ufficiale, 1 furiere, 2 ser,genti, 2. caporali, 2 appuntati, 35 soldati e ,J pioniere; Per l'amlmlani:a: 1 ufficiale, 2. sergenti, 11 caporale, 4 appuntati ,e 8 soldati; Per la colonna th)i cavalieri teutonici: 1 caporale e H~ soldati; Per il materiale di riserva: 1 caporale. 1

1


78

ESTE RA

RIVISTA

Annota.zi,on-i,.

Sezione di sanità da campo che forma ogni sezione p ermanente al momento della mobilitazione.

Sezioni di sa11 itil che forma

Ospedale da guarnigione

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( Continua.)

BOLLETTINO BIBLIOGRAFICO

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,( . Il co mando del le truppe sanitarie si compone in tempo di gu erra, cli 11 colonnello e di 11 nllìcia lc subalterno. 2 . .I.e sezioni pel' le ambubn,:,e fluviali sono costituite col personale delle sezioni di risen n sr, iI teatro della guerra ne consente l' uso. 3. Ad .ogni sezione è assegnata sin tfa l tempo di pace l'tini tà tattica alla quale dev'esser€: addetta al momento della mobil itazione. {t•• Sni ruoli delle trup·pe san itarie souo attualmente inscritti solo, ,10,i- ulllcial i, per cui gli a Itri ,(60 clovrnnno essere presi clagl i ullìciali a riposo o fuori senizio temporaneamente. 5. Gli nflìcia li rlcllt: sezioni addette alle division i di fo nter:ia vengono provvisti di nn c.:ival lo di servizio (sr..1w1 hardarnra) dal lo sqnaclronc del treno della rispett iva di visione. 6. Le sql~ clrc d'istruzione clte ri mangono all'ospeclnle di Vienna e di Bncla- Pest servono pc!' l'ammac$tramrjnto delle reclùte chiamate· al principio della campagna e si compongono di: t furicrn ogni ,100 reclute da istruirsi ,( sergen te 50 " )) ,f ca porale 20 " )) 1 appuutato 1O 1 so ldato i o )) ))

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fi,70 406 463

J URIEN PE L A GnAVI ÈRE,

et cle 20 fì gures. 2 vol. in 8° j6sus, 692 pag. -

573

cornp., '1879. -

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vicc-arniral, mernbre de l' Ins ti lut. Les-

t1un•in.~ du Xl" el Xfl'I siéele. Ou vrnge enrichi de 2 cartes

H.

Paris, P ian et

Pl'ezzo L. 10.

capilt)ine adiutan L-major au 2f• de Jig ne. lln eompléme11t tle 1101-•e 1•éorgtu1is,,tiou mUillfi1·c . .(}1•,folion ,te0.aa,,ooo soeiétés ,te tfr. l n 8°. - Paris, K ugelmann, 1879 ..

LA MDIN,

A. L i: FAUHE. Cmo• mtu•tial e tlu iié1•llsl,,ét•at. Pt•oeés tle Sulei11uun 1mx'-'l,a. Series 1-2, gt·and in 8°. - Paris, Gar-nier, '1879. - P r ezzo di ciascuna serie cent. 60


-80

130LLETTI NO HIBL IOG RAFICO

A . LEFEDoru::, lieutenant a u 9:-i• r ég-iment d'jnfa ntecie . A.ide-mé11u)i,.e à l'usa!le tle l'infanle1•ie eu munpllfJHe. Jn 12° de H O pag., avec Jig. Paris, Dumaine, 1879. - Prezzo L. 2,50. H. B . lnf. - Offi z. H>ie Bedeunfum1 ,te,• ·del11<!l•il•ten Fm•ts /ih• die lieuilifJe llefesfi!Ju:,y,sl,uusl 1uu:l all!J(imeiue Grmidsiilze bei /lnlt1ye ,ie1•selbeu. (L'importanza dei forti distacca ti nell'odier.na ,wle dellil J'ortiOcazione, e pr·incipii generali per j f col locamento dei m edesimi). - Dessa u, Bar tli, t 879. - Prezzo L. 2/>0. H . B . lnf. -Offìz. fll'alfenstei,u; llee1•e untl M1•iegsfiilu•u119 im Licliie seine1• Zeil . (Gli eseeciti ,ii vVallens tein , e il modo di gue rregg- ia r e de' suoi tempi). - Dcssau, Barth, '1879. PJ:'<:ZW I .. 2,50.

lla119~1.1 .-Quar liet·-Lisu, de1• ll.0111·91iicli p1•eustdsel,en ..4nnee /iél• ·AS')'~). (A nn uario m ilitare dell'esercito pr ussiuno pel 1879, coi ruoli di anziani tù dei generali e degli ufiiciali super ior·i, cornpilato pel' ordine di S . M. l'Impe rator e e Re dalla H. ctrncelle1•ia della guerra). - Rer-lin o, 11ditt!er, ·1870. Prezzo L. 10. A . lN DIH , Ob.-Lieut. 8lalli5lik der lifa,ul /'eue,·waffen in T,ibellen . (Tabelle della balistica delle arrni dR fuoco porta lili. Confronto critico delle propcielà h al is ticl1e llei fucili di ordin anza di E uropa, · con una tabella l ilografa tu e 5 tavole). Vienna, Seidel, ·JS7fJ. - P r ezzo I.. 4.

Il D i ret:tore.

OREST E

BARAT IEH I

11,I aygiore nei Be,·saglte?'i.

DEM.-IRClll CA P.LO,

(ferente .


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