RIVISTA MILITARE ITALIANA RACCOLTA MENSILE DI SCIENZA, ARTE E STORIA MILITARI
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ROMA, 1878 VOGHERA. CARLO, TIPOGRII FO - EDll'ORE Via Naziona le.
VITTORIO E~iANUELE
fadi era la nostra speranza e la nostra auida, Egli era Ja gloria delle nostre bandiere, il prestigio delle nostre istit117,ioni, la' sicurezza, la fiducia, il vanto cl' Italia. Al primo rifulgere sui campi di .battaglia cl ella grande idea che doveva farci indipendenti ed uniti, lo vediamo vincere a GoitQ ed a StafTalo, comba1,tere a C'ustoza e sostenere poi con anirno saldissimo gli spiriti affranti dalla sventura. Venne Novara. E quand'D tuUo crollava dintorno, quando la patria si accasciava ferita a morte, e l'esercito battuto doveva piegare dinanzi allo stnrniern : quando la discordia pazza tutto avvolgeva di fiamme e la -libertĂ mandava i snoi ultimi aneliti --- un giovane He sul campo di battaglia prendeva ĂŒo scettro dalle mani dell'at1gusto genitore, e del forte Piemonte faceva la cittadella ciel]' indipendenza, la base d'operazione dello future battaglie. V
ProprietĂ letteraria.
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Da Novara a Roma quanto cammino si è fatto, sempre lui duce supremo! Egli sentiva ogni palpito della patria e con aud ace pru~lenza la gu idava ai suoi alti destin i. Poco dono Novara l'esercito era già rialzato dalla · sconfitta, già risanguato, già rinfrancato, già riordinato e pronto ad altri cimenti . La politica del Re, che mirava instancabilmer1te al grande scopo, al sogno secolare degli Ttal.iani, gli p~·eparata il t<3atro cli azione e di gloria sulle rive del :Mar Nero. Tutto ri<3sciva a seconda perchè tutto aveva per fondamento H bisogno storico d'Ltalia e di Europa, aveva per direzione la sua mente acula e la sua mano robusta, aveva Ltno scopo chiarn, preciso, corrispondente alle idee genernse e civi1i del.l'età presente . . Milleottocentocinquantanove : la sola data ci solleva la mente ed il cuore. Una parola del gran He diffonde un torrente di luce per l'intera penisola. Suona l'ora della risurrezione: tutti corrnno aJ l'armi. Era ardimento magnan imo che riprendeva la spada di Novara; era fede inconcussa e divinatrice d~i destini della patria; era profonda conoscenza dei suoi bisogni, delle sue aspirazioni, dei mezzi per giungere allo scopo supremo . E nel cinquantanove, auspice e duce Vittorio Ema+ nuele, .la gloria coronò le nostre band iere. PalesLro spalqncava le porte di Lombardia; ' sui poggi sanguinos i di S. ì\farlino intorno alla maschia fignra del Re sorgeva splendida l'auro1.·a cl ' Italia. Si trepidò a ViUafranca : ma la tenacia dei propositi dissipò ogni nebbia . ScompBrvero gli statarelli servi allo straniero; i popoli si uniror.w unanimi. tutte
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le forze più generose e bollenti combatterono sotto una sola bandiera, la spada del He tagliò il nodo depa questione e l'Italia fo fatta. ~fonte· vasta e sernna, fe rmo volere, cuor di soldato e cli cittad ino ! Tutto si unisce, si accorda, si avvi\·a. Le stesse inevitabili lotte servono .a meg·lio additare la via, a tener aHi gli spiriti, a mostrare a nemici e ad amici che l' Italia deve essere compi.uLa. L'esercito si aggre.çm e si fonde nell'esercito d.i Goito e di S. Martino, alla cui gloria esso aspira e che vede balenare nel ·I 866 . Ma a Custoza ed a Lissa ]a sorte delle armi è avversa: eppure la politica del gran fh') ha tutto predisposto pel meglio d' rtalia. Essa getta nella bilancia l'alleanza efficace alle viLLorie prussiane, la forza irresistibile degli avvenimenli , la volontà prepotente dei popoli, l'esercito numernso ed anelante rivincita. Venezia è nostra; ma le aspirazioni si volgono irrequ iete a Homa, a Roma che nel passato glorioso, nel prestigio presente, nella speranza avven ire compendia e completa il risorgimento d'Italia . E a Roma si giunge· e si rimane suggellando il gran patto ad onta di pregiudizi e di contrasti; ma senza scosse, senza convulsioni, colla serenità e fierezza di chi compie un'opera immo rtale . Milano, Napoli, Venezia, Roma - ecco le colonne miliarie della nostra redenzione, cni ci ha condotto il gran Be colla forza delle armi, col senno politico, colla coscienza e colla fede del diritto nazionale. E noi tutti abbiamo ass istito a questa meravigliosa epopea che duce Vittorio Emanuele faceva assiclere l'Italia '-''-'
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come garanzia di progresso e di pace fra le nazioni et~ropee. Egli seppe destare la fede e la speranza nell'unità della patria; egli seppe accordare gli animi ed in.fiammarli alla lotta suprema; egli seppe p'reparare, dirigere, profittare degli avvenimenti; egli seppe valersi di ogni virl.ù, di ogni grande passione, di ogni nobile entusiasmo; egli seppe fare l'Italia e con essa l'esercito capace di farla risp9ttare. Egli era il simbolo dell'esercito come l'esercito è· il simbolo della nazione. A consolare gli animi afflitti volgiamo uno sguardo alle parole da lui diretteci nei giorni che sono incisi sulle aste delle nostre bandiere, e che saranno incisi ad eterni caratteri nella storia nostra e del mondo .
1.849. Novat'a fu un grande disastro. . ll Re Carlo Alber to, cercata invano la morte·, radunava i suoi fìg li e i suoi generali, acldok,rati e muti, e a l loro cospetto cedeva. la corona a l suo primogen i to Vittorio Ema,nuele, nella speranza che riusci sse ll lui ottenere condizloni migliorL E si condannava a volontario esilio. Il nuovo Re, r a ccolta l'eredità pater1Ja SLtl campo di battaglia, entrava. in 'l'Orino preceduto dal seguente proc lama :
Ciitadi71,i! Fatali avvenimenti e la volonlù del veneralissimo Genitore mi cliiamar·ono assai prima del tempo al trono de' m iei A vi. Le circ(?slanze tra le quali io prendo le r edini del Governo sono tali, cl1e senza il più efficace çoncorso di tutti, difficilmente io potrei compiere all'unico mio voto, la salu te della Patria comune. I desLini delle Nazioni si maturano nei disegni d i Dio; l'uomo vi debbe lutta la sua opera; a questo debito :Noi i10n abbiamo faJlito. 01·a lu nostra impresa debbe essern cli mantenere salvo ecl jlleso
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l'onore, cli rimarginare le ferite della pubblica fortuna, d i consolidare le nostre istituzioni cosLituzionali. A questa impresa scongiuro tutti i miei popoli; io mi appresto a darne solenne giuramen to. ed attendo dalla nazione, in ricambio, aiuto, a ffetto e fiducia . Torino, addì 2ì ma r zo '1819 . VITTORIO EMANUELE . Il 20 marzo una deputazione del Se1)ato w,ni va amm essa a l cospe tto di S. M e il presiden te, bìtrone Manno, pl'onunciava comm oven ti parole pei funes ti avvenimenti compiu tisi e offri va i l leale coocorso del Senato al lag rand'opera de llll restaurazione dello Staco e della l ibeniL. 11 Re rispondeva :
Ringrazio il Senato dei sentimenti che 111 i esprime e dciqunli faccio il massimo coni.o. Ln nostrn patria ha s ubito e subisce pr ove altamente clolol'Ose ,~ cn1,.lel i. La mia spcrnnza, il voto p ii1 ardente era di poL,w versar-e tu tto il mio ;;:ang ue per· essa . A11clJ e questo confor·to rni i· 111ancato. Ora il mio conforto, il mio impegno sono di rimarginar e il più 1wes to e meglio che si pci trù le nos li'e piaghe, di rar goder e alla nazione g iorni piil for·tun nti all'omb r-t\ di r1uelle libe r,c istituzioni elio il il He, n,io desidora Lissirno Padr e, ha con tanta ;:;a 11ienzi\ proclamate. A questo fine ho bisogno del concorso di tutti i b uoni. 1i i è gra to l'assicurarvi che io mi appoggio sul leale concorsC3 del Parlamento, sul concorso tl i og-n i d:isse cli ci ttadini. La c[nantitù dei mali a eui :-i debbe app restm, 1'imedio i· immensa. lmnie11:-o li<1 tla esse1·e l'impegno cli lu tti · nel coc,peh11'e a l l'imedio. Dal canto m io son d is posLo ad ogni 1w1·sonal sacrificio . Contate sulla mia costanza, sulla mia fcrwezza, come io conLo sui vostri lumi e sul vosl.ro patriottismo. Calmai.e le apprensioni del momento, ristabilito l'ordine interno, soffocata la insurrezione di Genova, guarito della malaltia per la quale erll sta.Lo obbli1tato ad affidare 1c cu\'e dello Stato a suo fralello il Due.>. di Genova, Vittorio Emanuele mandava ai suoi popoli il seguen.te:
VITTORIO EMANliE!.E li iU-:
11 i popoli det
)')I SARDEGNA,
FCC . ECC.
Reo no,
Nel r iassumere eoll'cse1·ci2io de' miei doveri la firma degli affari, che per la malaLLia onde J'ui travagliato doveUi ariìdal'e a S. A. R. il duca di Genova, sento in cuore quanLo debba esser-e la mia grnti-
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~ud_ine verso la P rovvidenza che volle, nel darmi un fra tello, darmi ms1eme un amico, il quale coll'opera e col senno potesse all'occas10ne far cosl piena mente le mie yeci. Mi è caro in quest'occasione render grazie par imente a coloro che, nel porger voti onde mi fosse da Dio restituita la salu te e le forze, seppero penetrare l'intimo del mio pensier o, ed insieme conoscere il maggi~re de'mici desiderj, quello di poter impiegare al bene d1 tutti la y1ta che impetrarono mi ven isse cisc1·bata. Ma se io non doveva Lacere i sensi di gratitudine che mi si des tano pe1' a tti che a me personalmente si riferivano' a!Lra ben in. , cuore . pm triste e grave occasione mi impone il dovere di volger parole d'affetto a éoloro i quali nel lutto che minaccia lo S ta to e l~ mia Casa così spontanei ed unanimi s i unirono in un sol voto ecl in un solo dolore. In ques ti lris t.i giorni, r esi più toementosi dall'incertezza e dalla lon tananza, un pensiero mi è di conf'o rto e lo sarebbe e"'ualmen'e ' " • a 1 RE CARLO ALBERTO, a mio Padre', ove gli fosse dato esserne a parte. D'aver tanto amato e l'Ita lia ed il s uo popolo, d'aver tanto opera lo e tanto soffecto per esso, di Lrovprsi I.ontano, infermo, in terra ospitale, è vero, ma pure in ter ra di volontaeio esiglio, Egli avrebbe il maggiore do2i guiderdoni, quel voto ·a1 quale anelnva la s ua grand'anima, s'Egli vedesse ota quantc:1 graLiludine, quanto amore abbia suputo comprarsi col suo sapien Le concedere, e col suo Cor te operare. Sarà giunto a quest'ora in Opol'Lo S . A. il P rincipe di Cari o·nano che. gli saprà narrare q uali si sien mostr ati per lui coloro ai quali Egli volle dare libertà vera, ed onorata indipendenza· e fra tante ingiurie della for tuna avrà almeno il conforto di sape~-e non tutto disperse le sue speranze, non Lu LLi s ter ili i suoi sacrifici. A fecondare quei germi che la sua mano spargeva, a renderne durevole il beneficio, volle destina rmi Iddio in tali momenti ed in tali occasioni che il Trono dovette sembrarmi e fu una sventura· ma se egli non nega a iuto ad un cuoi' r e lto, e ad un caldo ed ope{·oso volere, non sarà sven tura per lo Stato, io ne ho la piena fiducia . fo conosco quali doveri abbia a compie re e quali esempi a se?u1re, e sento,'la Dio grazia, animo salLlo abbas tanza per accettarne il peso; _~a :sento al tresì che io fallir ei all'impresa se invece d'aiuto trovassi mciampo, e se quel popolo, senza H concorso del q uale non possono r~ggersi le Ubere istituzioni, ne tur basse lo sviluppo, e ne rendesse impossibile l'esercizio. Ad esso io vol O'O sincere -e fran che parole, quali si eonvengono ad un Re leale e c~a li debbono udi:'si da un popolo libe ro. ' Chi ubb.idisce al senno e non alle passioni, chi, g irando l'occhio s ullo stato politico d' Europa, sa nel presente Jegget' c l'avvenire,
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conoscerà che le mie parole sono gru vi ed accennano a realtà, sulle quali a tutti importa seriamente ri/-lètleee: conoscerà che l'espr imerle è alto di cuore r é lto, non pensoso di sè, ma del pubblico bene. Quelli invece cu i la pass ione toglie cli vedere dure ma indecl inabili realtà, quelli che nu trono desideri e pensieri d'im possibile eftètto, q uelli - non voglio evitar la paeola - clie mi s i dichia rano nemici, confido ch'io mi saprò f..1l'meli amici most!'and o 101·0 coll'opera quale io mi s ia veramente, e cli q uali calunnie fu i falLo segno; e di leggeri ne sara n fo lli accorti, ove siano nemici leali; ove nol fossero, saprò amarli egua lmente e saprò perdonaeo, purchè non a vversino e non turbino quelle leggi e q uegli ordi ni che, stabiliti da Re CaI'lo Alber to, ho giuralo dife ndere e mantùner e. Le nos tre libere is tituzioni hanuo nem ici cli più d'un genere, ed in più d'un modo potrebber o per ire: ma contt'O i più gravi pericoli possono Lrovar renna e s icura difesa nella volontà e nel senno dell' universale . D'ambedue ha date prove il Paese nel passato, e clovcà da rne nell'avvenil'e; saldo volel'e, e senso pr atico sono i ca ra tteri del s uo popolo . È gi un La occasione cli upplicaee al bisogno crueste preziose facoltà. L'Europa minacciata nella sua esistenza sociale, ò cost1·etta oramai a scegliere fra questa e la libe1·tà. L'una e l'altJ'a potrebbero esistere unite non solo, ma a iutarsi a vicenda, ove rosse negli uomini operar giusto e tempera to pensare : ma ciò non è, o r·aco pur troppo . · Coslcetti u scegliere fra le due, non esitano i popoli, nè i governi. Se volgiamo intorno lo sguardo, ne vedia mo numerosi gli esernpi. Vediamo in più luoghi la società scalzata ne'suoi fondamenti dagli eccessi della libertà volgersi sbigo tLila a chi la salvi, anche a coslo di perdere i benelicii d'una libertà vera ed onesta. Sta in voi, nèl voslr·o senno pr eservar·vi cla questi estr emi, non rendere la liber tà irnposs ibile,nè irnpra l;icabile lo Sttttuto. Da voi dipende consolidare (l ueili ordini che stabili van.e Carlo A!berlo, r-ender compiuti i suoi voli, e se vi è avviso aver seco obblighi di g ratitudine, ten(:}te pel' fermo che nessun segno potreste mos trar.ne che fosse di lui e cli voi più degno, uè che gli l'iuscisse più acceLto . Gli ocdini pol itici, le costituzioni, gli statuti non li s tabilisce, ne li r ende adatti a veri bisogni di un popolo il decr eto che li promulga, bensì il senno che li cot·regge, ccl il tempo che li matura: e questo lavoro dal quale solo può sorgern la potenza e la felicità d'uno SLato, s i conduce coll'azione calma e pet' durante del raziocinio, non coll'ur lo delle passioni: si conduce procedendo a g radi per le vie del possibile e non gettandosi a slanci inconsiclerali per sentie ri che l'esperienza da secol i ha dimostrato impraticabili.
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Una pace che non poLrà esset·e se non onorata e degna di noi da rà campo, lo s peeo, al senno ùel popolo e de'suoi legisla Lori onde riparare alle ingiurie della fortuna, ·e collocare ques to Regno in quel grado che gli compete fra gli S tati liberi e civili. La m ia Casa, unita da secoli alle pubbliche venLure, a parte in ogni tempo de' lutti come delle allegrezze comuni, è ora, m ercè il Re Car lo Alberto, s tretta con un nuovo v incolo a q uesLa nohil parte d' Italia. Solo segno <le' miei desiderj, solo s copo delle mie parnle ì· il rendere questo vincolo indissolubile, e restau1·are con esso la forza, la dignità e le f'ortune dello S tato. Coll'aiuto della Provvidenza, col concorso rranco ed oper oso cfoll'univc~rsale, non sm•à vana la mia proi:nessa, nè Lraclila la speranza d'un a vvenirtJ che cancelli la memoria delle sofferte sventure; e potrà H.e Carlo Alberto, che vo r rà Iclclio clona re alle nostt·e . tan te e cos·1ardenti preghiere, g odersi, anco lonLano, nel nobile pensie1·0 d'aver poste alla sua fama quelle fonclamcnLa chB sole son degne d'un Principe, la f'el icitA del suo popolo assicura ta da rispetta te e liber e istituzioni. Dato dal R. Castello cli Moncalieri, li 3 luglio 1849 . VlT TOHIO EMANU ELE.
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I · Soldaéi! Eccovi le vostre bandiere. <,enerosamente spiegale dal magnanimo Carlo Alberto, vi rieordino la palt'ia lontana ed otto secoli di nobili tradizioni . Sapp.iate difenderle;:, r iportatele coronate di nuova gloria, ed i vostri s acrifìcii saranno benc~detti dalle presenLi e dalle fu ture generazioni.
El'ano pa role fatidiche. L' eserciLo piemontese 'fiero, compatto, bene ordioato faceva int ravede re la stella d' Italia ed imponendo ad alleati ed a nemi(;i vioceva a lla Cernaia A<l eccezione del baLtaglione del JS0 reggimento e di a lcuni dra ppelli sta ccati, verso la metà di gi ugno IS56 il Corpo di spedizione r icalcava glorioso e festeggialo il suo lo de lla p,itri a. Il giomo 15 si l'iuni va sul campo di i\farte di Torino per ricevere dalle mani de l Re la meda~lia commemorativa che la Regina dell' Iog hil terra aveva conferilo ai soldat.i di Crimea. Vittorio Emanuele indil'inava loro q ueste pa role: .
Ufficiali, sott'ufficiali e solcla~i!
Ordinate le forze, r istorate le Jìnanze, il Re ioviava in Cri mea un piccolo ma valo roso eserc ito su l.to il comando del generale Alfo nso La Marmora; e in quell'occasione s ull a pi azza d'armi di Alessandria (april e 1853) volgeva ai par Lenti la seguen te allocuzione:
Ufficiali, soti'ujJiciali e soldatii Una guerra fondata .sulla giusLizia, da cui dipendono la tranqu illità dell'Europa e le sor ti del nostro paese, v i ch iama in OrienLe. Vedrete lontane terre, do ve la Ceoce di Sa voia non è ignota: vedrete Popoli ccl Eserciti valor osi, la cui l'ama r iempie il mondo . V i s.ia cli s timolo il loro esempio, e mostra te a tuLti come in voi non ò venuto m eno il valor-e de' nos tri padl.'i. Jo vi condussi. altm volte sul campo dell'onore, e, rammenLo con orgogl io, divisi con voi pericoli e travagli. Oggi, dolente di separarmi da voi per qualche tempo, il mio pensiero Yi seguirà dappertutto, e sarA un g ior no felice per m e quello in cui mi sia da to ,, di riunirmi a voi .
1~: scorso appena uu anno clacclH:, io v i salutava dolente di non essel'vi compagno nella mem orabile impresa. Or lieto vi ri veggo, e vi dico: acete l>en me1·itato dalla patria. Voi l'ispo11dHste degnamente all' as,pcLLazione mra, alle speranze del paese, al la fiducia de' nos tr i potenti Alleati, che oggi ve ne danno una solenne lesti monjanza. Fermi nelle calamità che a fllis:sei-o u11 ,-1 eletta 1wete ili voi, impavidi nei cimenti della g nerra, di~ciplinaLi sernpr·u, voi <;t'esce$Lfl di potenza (1 di fama r1ues ta rol'te e prccli le ll.-1 partri d'l ta lia . Li iprendo le bandiere che io vi con::;egnava, e che riportate vjtLoriosc dall'Ol'ient,, . Ln l'Ol1Sùt·vt~l'ò com e r icordo delle vostre fatiche e corne un pegno sic:uro che quando l'onore e gli interessi della Nazione m'imponessero di r endervel(~, esse sarebbero da voi s ui carnpi di guerra , dovunque, sempre eri in egual modo difese e da n uove glorie illuslr11Le . Il generale La Marmora e l'in tiero corpo d'a rmata rispondevano a queste parole con un grido im menso di Viva il Re!
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Due giorn i dopo compal'iva il famoso proclarn:l:
'DS59 . I dcsLiri i d'Italia e1•a no matu ri : la Francia s 'ap pres tava a 1·a ccoglie re sui ca mp i lombardi a llor i immortali. Jl gran Re raccolse il suo esercito e lo cond usse alle patl'ie battaglie ema,1ancto il 27 ap rile il segtte rllc 01·J irie de l g iorno:
ECC .
Popoli del Regno!
Soldati'
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L' Austriu, che ai noslci confi ni ing1·ossa gl i eser citi) e m inaccia d'invadere le nos tre ter-ra, pet· chè la libertà qui r egna con l'ordine, perché non la forzA, ma la concot·dia e l'affeUo tra Popolo e Sovrano qui reggono lo SlaLo , perché qui trovano ascolto le grida di dolore d' Ita lia oppressa; l'Aus tria osa intimare a noi, a t·mati soltan to a cliresa, che deponiamo le a rmi e ci meLliarno in sua balìa. L'oltraggiosa in timazione doveva a veee condegna rispos ta . Io la 110 distlegnosarne p Le respin la . Soldati! Vo ne do 'l'ùrmunzio, sicuro che fa rete vostro l'oltra ggio fatto al vostro Re, alla :Nazione . L'a nnunzio che vi do, è annunzio di gue·rra . A ll'armi dnnqt1;1, o SoldaU. Vi t1·overe te a fronte cli un nemico che non vi è nuovo; ma s'egli è valoroso e disciplinato, voi non ne te mete il conl't·onl.o) e polete vantare le g iornaLe J i GoiLo, di Pastrengo, d i Santa Lucia, di Sommacam pagna, cli Cus toza s tessa, .in c1ti quaUro sole brigate lolla~ rono tre giorni con l.1·0 cinque corpi d'armata . Io sar-ò v ost!'o Duce . A!Lre volte ci !;,iamo conosciuti con gt·,m par te di voi nel fervore delle p ugne; ecl io, combattendo a fianco del magnanimo mio Genitore, a mmirai con orgoglio il vo~Lro valore. Sul campo dell'onor e e della g lor·iu, voi, son certo) sap!'e te conservare am~i accrescer-e la vos lra fama d i pl'o<li . A v1·ete a compagni quegl i intrepidi SoldaLi di Francia, vincitori cli tan Le e s egnc)late battagl ie, di cui fo s te commiliton i alla Cecnaia, e che :'fopolcone III, scmpr·c accorrente là dove vi ò una caus a giusla da difendere, n la civiltà da far preva lere, c' invia generosamente in aiu\o in numerose schiere . Movele, dunque, fiden ti n(~lla vittoria, e cli novelli allori freg ia le la vostn, bandiera ; quella bamliera cho coi tre s uoi colMi e Cl,lla eletta gioventù) qui da ogni pat·te d' Italia convenuta o so llo a lei r accolta, vi addii.a che avete a còmpilo vost1·0 l'incli pencl em:a d'Italia ; questa gius ta e san la impresa, che sat·ù il vosbt·o grido cli guci>r ù . Torino, 27 aprile 1859.
VITTORIO EMAfl UELF .
L'Austria ci assale col poder oso eserci to cl1e, s imulando amor di pace, ha adunato a noska o/Tesa nello infelici provincie soggette alla sua dominazione. Non potendo soppor tare l'esempio dei nost,r i ordini civili, n è volendo sottomettersi al giudizio ùi un Congresso eur-o peo sui mali e sui pericoli dei <1uali essa fu sola cagione in ltulia, l'Austria viola la promessa da ta ~)lla Gran Br·ettagna) e fa caso di guerra d'una legge d'onore. L' Aust1'ia os a clomancla1•e che s iano diminuite le noslre lrnppe, disarma ta e da ta in balì a quell'animosa gioventù che da tutte parti d'Italia è accorsa· a difendere la nos tra bandiera dell'indipendenza nazionale. Gèloso custode dell'avito patr imonio comune d'onor e e di ~;loria, io do lo Slalo a reggere al mio a ma tissimo Cugino, il Pr incipe Eugenio, e cipiglio la spada. Coi miei solda ti combatteranno le hatlaglie della libertà e della giustizia pr-odi solda ti dell' Impe1•atore Napoleone, mio genernso alleato. Popoli d' Iialia!
L'Austria assale il Piemon Le per chè J1a perorata la ca usa della comune patr ia nei Consigli dell'Europa; perchò non fui insensibile ai , ,ostri gridi di dolor·e. Così essa rompe oggi v iolrmLemcnte quei Trattati ch e non ha rispellat9 mai..Così oggi è inlef'O il clil'itto della Na zion~, ed io posso in piena coscienzu sciogliere il volo frillo su lla tombt-1 del m io magnanimo Genitor e! Jm pugnando le ar-mi per difèndere il mio Trono, la libertù dc' m iei popoli, l'onore del nome italiano, io combatto pcl diritto di tu tta la :Kazion H. Confidiamo in Dio e n ella nGslra concordia, connd iamo ne l valol'e dei soldati italiani) nell'alleanza della JJObile Nazione fran cese, confid iamo nella g iustiziù della pubblica opinione .
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VIT'l'ORlO EMA NUF.LE
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VITTOHIO EMA:>IUELE
Io no11 ho altra ambizione che quella di essere il pr·imo soldato della Jndipendenza Italiana. Viva l'l lalia! 'l'orino, J9 ap1·ile 'L 8f)!). VITTOHIO EMANUELK
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CAVOUR .
11 30 maggio si vinse a Palestro, duce e comballeute Viltorio Emanuele. Il quale dal suo quartier generale principale al Torrione faceva un proclama alle truppe e scriveva di suo pugno una letlera a l colonnello Cllabron, comandante il 3° regg-imeoto degli wavi ..
PROCLAMA ALLE TRUPPE.
gacia tlci capi ha 11110 oggi Lt-ionfaLo a PalesLro, u Vinza~lio, a Casalino. L'avv,irsario ripetuLameuLe attaccalo abbanùonava, dopo ostinata difesa, lo l'orLi s ue posizioni alle vostre rnani. Questa campagna non pot.eva aprirsi sotto più felici auspici. Il trionfo d'oggi ci è arra sicura che altre viUorie voi riserverete alla glo1-iu del vostro Re, alla fama clclla vAlorosa armala pieinonlese. Soldati!
La Pati-ia esultanle v i espl'ime, pet' mezzo mio, la sua riconoscenza, e s uperba delle nos Lre ballaglie, essa giù addita alla storia i nomi cll'gli Eroi suoi figli, che, per la seconda volta nel memorabile g iorno delli :{0 maggio, ht,nno valot'osamcnte combattuto per lei.
Soldati!
VITTORIO E MANUELE
La prima nostra ballaglia segnò la nostra prima villoria. L'eroico vostro coraggio, il mirabil ordine delle vostro file, l'ardire e la sa-Prima di 'Mont.ebello gli Ausl1·iaci minacciosi si avan1.a.vano sulla sinistra del .Po per aggredire To1·i110, che da qu1:Ua parte non ora direttamente coperta dall'esercito d'overaziono. Il vecchio genet·alo 1•:ttore D~ Sonnaz in que l frangente assumeva il comando di tutte le fo1·ze post.o sulla s inistra del Po o della Dora e correva a piantare il suo quarti et· generale in faccia al nemico, il quale ebbe la pruden1.a di de"sistere dal suo disegoo e di ritirarsi. Il Re estel'llava la SLta soddisfazione ed ammirazione al (}rode generale colla seguente lettera: .\I generale De Sonnaz. Occimiano, addì 18 maggio 1859. Eccellenza!
Il nobile, patriottico e valo1·oso contegno che l'E. V. volle spiegare in ,~uesti scorsi giorni, in cui, minacciaca la capitale d<t una sco1·reria nemica, ella uni\'asi con alquante 1ruppe a quello della divisione di cavalleria per far argine all'irruzione, fu da me silfattamcute apprezzato e lodato, ch'io provo un vivo bisogno di esterna1·0 a V. E. tutta la mia più grande soddisfazione, e di porgerle ad un tempo i miei più sentiti ringraziamenti. Quell'atto spontaneo ed ardito è una novella prova di quella cost.aote devozione al trouo, di cui mio Padre ed io ebbimo tante testimonianzo pel passato, ed una ~croma di più agli splendidi servizi di V. E., i quali le hauno procacciato tanti ti toli all a mia pa1•ticolare bencvol~nta, e tanti diritti a lla stima e riconoscenza del paese e dell'armata. Oggigiorno in cui il pericolo da cui era minacciata la capitale è cessato, l'E. V. potrà ripigliare il comando della divisione militare di Torino, rimanendo a me la ferma tiducia che ove ~orgessero altri grav i fraogenti, la patria ed il Re pofranno fu.1· sempre assegnamento sul braccio e sul senno dell'E. V. seouo e braccio che non incanutiscono mai. Vl'l'TORJO E~fA.NUELE.
Dal Quartier Generale Principale al Torrione,
ao maggio 1859.
Torrione, il 1• giugno 1859. Signor Colonnello.'
L'Imperatore, nel porre sotto i. miei ordini il 3° reggimento degli zuavi, mi ha dato un prezioso attestato di amicizia. lo ho creduto di non poter meglio accogliere questa tl'Uppa scelta che fornendole immediatamente l'occasione di aggiungere un nuovo glorioso fatto a quelli che s ui campi dì baUaglia cl' Africa .e di C1·imea banno resn così tenibile al nemico il nome degli iuavi . Lo slancio irresistibile con cui il vostro reggiruento, signor colonnello, ha marcialo ieri all'Attacco, ha meritalo tutta la mia ammi1·azione. Avventarsi conLl'o il nemico alla baionetta, impadronirsi d1 una balleria sfidando la mitragjia, è stato l'a ffare di alcuni istanti. Voi dovete essere altero cli comanrlarfl a siffatti soldati, cd essi debbono esse!'() l'tilic:i di obhl1di re a un capo rtnùlo voi si.e Le . Io apprezzo altamente il pensie1·0 <.:11,1 hanno avuto i vostri zuavi rii condurre al mio quartier(~ gcuerale i pezzi d','1·liglieria presi agli .\ustriaci, e vi p l'O!-{O di ringl·a~ia!'ii in mio nome. lo mi affretterò di inviare ql1esLo bo! Lroreo n S. M. I' J mpernloec, al qnnle ho già l'atto conoscere la bravura impareggiabile con cui il vos tt·o r eggi·inenlo si,., battuto ieri a Palestro e,l ha sostenuta la mia estrema des tra . Vogliate, signo1· ·colonnPllo, far n,)ti questi miei sentimenti ai YOstri zuavi. ANNO XXIII, VOI., I ,
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VITTOHIO EMANUEL,E
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E (JUi vie ne s pon taneo a lla· memoria di tutti il v3;lore del Ile, i peri coli corsi, l'entusiasmo de i ·solda ti e particol1_trmente degli zua.vi ~he lo proclamarono caporale d'o nore. Già s'aprono i campi lombardi; già l'Jtalia risorge. La gioia del Re si mani festa in un a.tu·o ordine del gio rno .
PROCLAMA A T. L I'~ TRUPPE. Soldati!
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Oggi un nuovo e splenclido fa Lto d'ar m i è stato segnalato da novella vittoria . 11 nemico ci attaccava vigor osamente nella posizione · di Palestro . Portando poderose for ze contro la nostra destra, tendeva ad impedire la giunzione delle nostre colle truppe del maresciallo Canrobert. L'istante era supremo . Di gran lunga infer iori in numei-o all'avversario erano le nos tr e schiere. Ma s tavano a fronte degli assalitor i le valorose tr uppe della q uar ta divisione, guidata dal prodù generale Cialdini, e l'impareggiabile Lerzo Reggimento di Zuavi, il quale, operando in ques to g iorno coll'Esercito Sardo, possentemente èontr ibuiva alla vittoria. Micidiale fu la mischia. Da ogni lato s i éombatteva con acccrnimento ed a rdore. Ma alla pedine le Truppe Alleate res pinsero il nemico, dopo ,wergli fallo toccare gt'avissime perd ite, fra le crua.li un generale e parecchi u fficiali. A mille circa sommano i prigioniei·i austriaci. Otto cannoni ful'ono presi alla baione lta, cinque dai Zuavi, e Lre d.ai nostri. Nello stesso m entre jn cui avvcniva·il combattimento di Palestr·o, il generale Fanti con pari successo respinge va, colle truppe della seconda divisione, un aHro attacco dir·e tto dagli Austrjaci sopra Confienza. s. M . l'I mperatore nel visiture il campo di battaglia espi·imeva le. suo più s entite congralulazioni, ccl a ppre,.;zava l'imrnenso vantaggio cli ques ta giornata.
VITTORIO EMANUELE:
L'Impe ratore in durn. (le ll '8 emanava agli Italiani quel \H'Oclatita che incominci a : « Jtaliens,
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La forLune de la gue rre me conduisant aujourd'hui dans la ca pitale de la Lombi1rdie, j e ,•ions vo us di re pourquoi j'y suis » e il Re iudil' izzaudosi ai popoli di Lombard ia in data del 9 scriveva: «
Popoli cli 1.omba,·dia,
La v ittoria delle ar mi lihera ti·ici mi conduce fra voi . Ristau rato il diritto nazionale, i vostri voi.i raffermano l'unione col m io Reg no clte si fonda nelle guat·entigie del vivere civile . La forma tcrnpoMnea elle oggi do al governo è richiesta dalla necessità della guerra . Assic urala l'indipendenza> le menti a cquisteranno la compostezza, gli animi la virtù, e sarà qui ndi fonda to un libero e dul'evole reggim ento. Popoli cli /,ombetr!lia,
Subalpini hanno ratto e ranno g randi s acrifi ci pct· la patria comune: il nos tro Esercito che accoglie nelle s ue file molti animosi Volontari delle nos tre e delle altee Prnvincie Italiane>già diede splc~nd ide prove del suo valore, vittoriosamente combattendo per la causa Nazionale. L'Irnper atol'e dei Francesi, ~eneroso nos tt·o alleato, degno del Nom e e ,te! Genio cli >!apoleone, facendos i Duce dell'eroico Esercito .di quella grande Natione, vuole liberarel'Italiadalle Alpi all'Adr.iatico. Facendo a gara di saceilh i, secondet·ete questi mag nanim i propositi sui campi (li ba ttaglia , vi mos trerete degni dei destini a cui 1'11.alia è in ora chiamata dopo secoli di dolo re. V ITTOHJO EMANUELE. Dal Quartier Gener ale Principale in Milano, 9 giugno 1859.
Solclcdi'
1=>erseverate in questi vostri s ublimi propositi, ed io vi assicuro che il Cielo cor on erà la vos tra opera così f'e licemen Le da voi iniziala. VlTTORlO EMAN UELE. Dnl Quartier Generale Pr·incipale al Torrione, li 31 maggio '1859. Dopo la splend ida vittot'ia di Magenta, Napoleo ne JII e Vittorio Emanuele, il 9 gi ugno, entravano trionfanti in. Milano.
Si giungeva a l Ch iese. L'ese1·cito austri aco minacciato da Lutte le pal'Li si riti·aeva oltre il Mincio; ma poscia ripigliando l'offens iva el'a battuto sulle co llin e d i Solferino e d i S . .Mar tino. Dopo la battaglia il Re emanava quest'ordine del giorno:
Soldati!
In due m esi di guerr a, dalle invase s ponde della Sesia e del Po voi corresle di vittor ia in viLLoria alle r ive del Garda e del Mine.io .
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V I TT08l0 EMANUEf.E
VITTOf\IO P.MAN U P.LF:
Nella via gloriosa clt\ voi percot"sa-in compagn ia del genel'oso e polen te nostr-o a lleato, voi deste ovLm t1ue le più splend ide pt·ove cli disciplinu e di eroismo. La nazio ne va alter·a cli voi, l' Ita lia tuttu, c he contH con 01·goglio l'ra le vO$tre file i m iglior i suoi Jigli, plaude a lla vos tra virt.ù, e dalle gesta vos tre trae aug urio e fiduc ia nei s uoi fu turi destin i. · Ort\ ruv xi nuo va e grande vi ttoria ; nuovame nte spargeste il vostro sangue, vincendo un nem ico grosso cli munero e p rof.e tto da l'o rti.ssirne posizioni. Nella g iornata ormai famosa di Solfc t·i no e di S . Ma r ti no, voi respingeste, comba ttendo dall'alba a notte chiusa, preceduti clardi inLl'epidi vos tr i capi, i r ipetuti assa!Li del nem ico e ìo forza s te a ·1:i. passare il Mincio lascia ndo nello, rnani vostre e sul campo cl i ba ttaglia uo mini, armi e cannoni. Dal suo can to l'esercito francese o tte nne eguali t·isulla ti c· d eo·ua l gloria, dando nuove pro ve di quell'impareggiabile valore eh; da secoli chiama l'a mmi razione tlel m onti.o su quellr. er;oiclle schiere La viUocia cos tò g ravi sacrif'izi, ma da cruel nobil<: sangue largamen lc s parso pet' la più santa delle cause, impm•erà l'Europa come l'llalia sia degna di sede re fra le nazion i. Soldati, nelle peececlen ti battaglie io ebbi spesso occasione d i segnalare .:ill'offl ine del g io rno i nomi di molti di voi. Oggi io porto al1.' or·d ine del giorno l'intero esercito. · DaL Quartier gen . prjncipale di R ivoltella , il 25 giug no ·1859. VJTTOfOO EMANU ELE.
~fa ben pres to sanguinò il cuore del so ldato e del cittadino . L'armisti zio e ia pace di Villafranca troncano a mezzo le più a1·dit~ spe ranze. li Re non a vend o pi tt da co mbatte re, non po tendo proseg,1ire nei trionfi , si ritirava dall'esercito colle seg11enti paro!~:
Ordine del giorno.
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di eroico e di sublime vi fosse llel voslro contegno dur ante il per iodo di (1uesla guerra . Egli è inutile, o soldati , ch'io ripeta c he avete acquis tato il più gr-an titolo alla m ia t·iconoscenzR e a quella della patria . ' Sold.1 ti! lrnpor-tanLi a rii:wi di Stato m i chiamano alla Capitale . l o affido il comando dell'Eserc ito al distinto e prnde generale Lt't Marmara, che lta diviso co11 noi i pe1'ic:oli e le glorie di questt-\'carnpagna. Ora vi annuncio la pace; m a se maincll'ftvvcnir-e l'onore della patria nostra vi richiamasse ull t\ pug na v0i mi r ivedrete alla vo::;tra testa, s ic uro che noi marceremo di bel nuovo alla viUoria . Monzmnbano, li 12 luglio 'l8G9. VlTTORlO EMAKUELE.
Popoli detict Lombardia. , I I ciclo ha benede tto le nostre aern i. Col possente aiuto del ma-
gnanimo e valor oso nos tro allea lo, l' Jmperato1·e Napoleone, noi s iamo giunti in pochi g io rni d i v ittoria in villoria su lle r ive ciel Mincio. ln oggi io ritorno fra voi 'per cJarvi il faus to ùnn uncio che Iddio ha Hsaudito i vostri voti. Un armistizio, seguito da prelimina ri cli pace, ha assicu1·ato ai popoli della Lombardia la s ua indipendenza secondo i dcsidecii da voi ta nte vol te espressi. Voi forme re te d'ora innanzi cogli antichi nostri S ta ti una sola libera fam iirlia . lo prenderò a reggere le vos tre sot>ti e s ic uro di '·t,·ovare in voi quel conco1'SO d i cui ha d'uopo il Capo dello Stai.o per c1·ct1rc una novella ;.umninistr·aziooe, io vi d ico : P opoli della Lombardia! fida le nel vostro Re: Egli provvcderù a stabilieesopra solide ed imperiture basi la fel icilà delle nuove ,contmde elle il Cielo hu amdateal s uo Go verno . Milano, ·U luglio 185H. VITTORIO J,:MA'.'WEL I<.
PRUC I.Ai\'IA A.L I.E Tl tuPP I•: .
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Dopo clut~ me::;i d i camp1-1g11ù JJOi g iungevamo vittol'iosi sulle ri ve del Mincio . .I.e vos Lee a r m i unite a. q uellr~ valo t·osn de' nos tri al)eati ha nno trionfa to pC l' ogni dove. Il voslr·o coraggio, la vos trt\ disciplina, la Yostr.~ pel'sev1.mrnza vi fecer o ammira re dft tu ti.a l'Europa. li nor:ne del Soldato Ttali~no C'orre oggigiorno ve ne ra i.o sulle labbra di tutti.
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1860. l ntailto la Toscana con imponente pleb isc ito decretava la su,1 annessione a l Piemonte, sc,guita da quelle di Par ma, Regg io, l'l'[Ode na, Pi acenrn, Lucca e delle Romagnt? . Il 5 maggio JSSO Garibalòi coi suoi Mille pa1·tiva per l'avventurosa impresa di Mal'saJa.
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VnTOR<O C>< ANU''"''
~.c Marche e l' Umbria invocavano la p rotezione del gran Re: Vlttor10 Em anuele ordinava alle sue truppe di entrani col seguente ordine del gi orno:
V ITTORIO EMAKUELE li. Soldati!
Voi entt·ale nelle :.\Iar<'hc e nell'Umbria per ri>"lam·are l' cwcline civile nelJe desolate ciltù, e per dare ai Popoli la libertà di esprimere i p1·op1'ii voli . ~on aveLe a coinbalte1·c potenti ese1·citi, ma a libe1·are infelici P1·ovincie Italiane dalle stra11iere compagn ie cli ventura. ~ on anelale a vendica1·e le ingiurie fatte a l\te ed all'ltaliu, ma ad imped ire che gli od ii popolari rompano a vendetla della mula sig nol'ia. Voi inscgnerc Le coll'esempio .il perdono delle offese e lu lollcl'anzacrisliana a chi sto!Lamentc parag-onò allo islamismo l'amore allu Patria ital iana . In pace con tulle le Grandi Potenze , ed alieno eia ogni proYocazione, io intendo a logliet·c dal cenll'O tl' Italia unn cagione pet'ennc di lut·bamento c1 di disco1•diL1 . Io voglio rispettare la Seùe del Capo della Cl1ic;;a, al quale ,-ono pronto a dare, in accordo colle Potenze alleut,, Nl amiche, tutte ,1uelle guaeentigie di indipendenza e di s iclll'ezza, che i suoi ciechi cous iglieri s i sono indarno 1·ipcomessi dal f'u na ti;;mo della setta malvagia cospil'anle contro la mia a utorità e In libertà clclla Na;,;ione. Soldati!
l\'1i accusano di umbiziouc. Sì : ho un· ambizione, ed è quella cli ristaurare i p1·incipii del\' ordine morale in· l t.ulia, e di prcsel'\'al'e l'Europa dai <'Onlinui pe1·icoli della rivoluzione e della guerra.
VITT ORIO K\!IANUE LE. C.!\YOClt -
PARINI.
I J seltembr·e 1860. li ,1 ottobre Vittor io Emanue le p re nde va ad Ancona il comando cleJl 'ese l'ciw di spedizione nella hassa Ita lia col general e Fan ti s uo capo d i stato maggio i·c, e il !l mandava un manifesto
Ai popoli ctell' !Lalirt J!fer iclionale.
In un momento solenne della storia nazionale e dei de,-tini italiani, ri,·ol~o la mia paroln a voi, popoli dell'Italia Meridionalr,cl1e,
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V I TTOR IO EMANUELE
mutato lo S taLo nel nome m io, mi avele manda to oratori d'ogn i ordine di cittadini, magistrati e deputati cte· municipii, chiedendo :li esser<· restituiti nell'ordine, confortali di libertà, ed uniti al rnio Reg no. Io voglio dir vi quale pensiero m i guiLl i, e quale siu in me la co~cienza dei doveei che dev,:) ndempier c cli i dalla P1·ovviùenza ru posto sop1·a un trono italiano. Io salii al t1·ono dopo una grane!•! sventura nazionale. :\Iio Padre u i diede lH1 alto esempio, l'inunziundo lu Corona pcl' salvare la rropria d ignità, e la libertà clo: ;;uoi popoli . Carlo Alhe1·lo cadde coll'armi in pugno, e mol'Ì nell'e::;ilio: la sua 1no1·le accomunò sernp1·e più le so1·li della mia fami~lia n •1uelle tlrl popolo ilu.liano, che d11 tsnli srcoli lia dato u tutte le terre stranier<' le ossa ùe' suoi esuli, volendo r ivenil ical'O il r etaggio di ogni gen te che Dio lia posto fru gli s tcs!<i confini, e ,;trc ttu insieme col s imbolo d'una soln l'a velia . lo mi educai a quell'esempio, e la mem ol'ia di mio Pad1·e fu la 111ia stella lutPIUl'C. Fra la Col'ona e la parola dulu, non potc ,·a per me P-sse1· dubbia la sceita mtìi . Rilff1w111ai la libe1·tù in tempi propizii a libertà, e volli clie, csplicanclosi, essa gittasse radici n el cosLume dei popoli, non potendo io aver·c a sospetto ciò che a m iei popoli el'a curo. Nelln libertà del Piemonte l\1 rel igiosamente t·ispettata la P-1·c1litù, clie l'nnimo p1'esago del mio A.11gn~to Ge nit.01·u aveva lasciato a Lutti gli Italiani. Colle f'rauchig ie 1·appresenl1,tive, colla popolare is truzione, colle grandi opere pubbliche, colla libertà tlall'iucluslria e dei t1·affìci, cercai di accresc1wo il b.enes:iet'e del mio popolo: e volendo sia t·ispel.latn la H.elìg ione ca tt.olicu, 111a libero ognuno nel. san tual'io della p1·op1·ia coscienza, .e, fr-rmn la civile nutol'it.-), 1·csis teUi nprl'tamenlc a quella ostinai.a e provocante l'azione, che si Yanta la sola amica e tutrice de' troni, mn che intende a comandare in nome dei Re orl a l't·appon•c fra il Pri nei pc etl il popolo la ha1'rie1·a delle sue intollcnm ti passi011i. Questi modi di p;oven10.non po tevano esseL·e senza effetto pet' la rimanente Italia. Lu concordia del Principe col popolo nel proponimento dell·indipendcnza nazionale, e della libel'là civile<' politi<'a, la trib una e ìa starnpn liber e, lo ese1·cilo clto aveva sulvtttn la Leadizionc militare ita liana sotto 11-1 bantliel'a tricolore, l'e cceo del Piemonte il vessill ifero, e il braccio d·1 Lalia. La f'o1·za del mio principato non <IP1·i vò dalle al'li di un'occulta politica, ma dallo aperto inHusso delle idee e della pubblica opin ione. Cosi potei man te nere n ella pu1·te cli popolo italia no l'i uni ta sotto il m io scettro il concetto di una ùgemon it1 nazionale, onclP nascei· •love,•a la concorde armonia delle didsc proYincie in una ~ola nazione.
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VITTORI O EMANUELE
L'Italia fu l'a lt~ capace del mio pensiero, quando vide mandare i miei soldati sui campi <li Crimea accanLo ai soldati delle due grandi Potenze occidenlali. Io volli fare entrare il diritto d'Italia nella realtà dei fatti e dogli interessi eul'Opei. Al Congeesso di Paeig i i miei J,~ga ti poterono parlare per la prima volta all' Europa dei vostri dolori. E fu a tutt.i manifes lo, come la preponder·anza dell'Austl'ia in Ita lia fosse int'gsta all'equilibrio eu1·opeo, e quanti pe1·ico li cot·ressel'O la indipendenza e la libertà del P iemonte, se la rimanente Penisofo non fosse fran cata dagl i influssi s tranieri. Il mio magnanimo a lleato, l'impm·atore Napoleon e 1.11, sentì che la causa italiana era degna della grande nazione s ulla q uale impera . I nuovi destini della noslra patria furono inaugµ r a ti da una gius ta guerra . l s oldati italiani comballerono degnamente accanto alle ioviLLe legioni della Fl'ancia. I volontarii accor si da tutte le provincii! e da tutte le famiglie italiaue sotto la bandier a della Croce Sabauchi, addimost,·arono come tutta l'Italia mi a ves:o:e inves tilo del diri tto di parlare e di combattere in nome suo. . Lu ragione di Stato pose l'inc alla g ue1Ta , ma non u' suoi e/fotti, i quali s i anda rono esplicanLlo per la inflessib ile logica degli avvenimenti e dei popoli. Se io avessi avGto q uell'am bizione che è imputa ta alla rnia Famiglia da chi non si fo addent,·o nellu ragione dei tempi, io av1·e i potuto essere sodLlis faLto dallo acquis to del la Lombardia . Ma io aveva speso il sangue prezioso de miei soldati non per me., pee l'Italia . Io aveva chiamato gli ILaliani alle armi: alcune P r ovincie avevano subitamen te mutato g li or dini interni pcl' eoncon ere alla guerra di indipendenz,1 dalla quale i loro Principi ab!Jonivano . Dopo la pace di Vilìafranca, quelle Provincie domandarono la mia pr·olezione contro il minacciato ristauro degli anticl.1i Governi. Se i fai.Li dell'Italia Centrale erano la ronseguenza della g uer ra alla qua le noi avevamo invitati i popoli, se il s is tema delle inter venzioni skanierc doveva csse1·e per snmpre sband i Lo dall'Italia, io doveva conoscer e e difendere in quei popoli .il diritto di legalmente e liberamente mauifeslare i voti loro . RiLirai il mio Governo: essi fecer o un Gover no ord inato; ritiea i 1~ mie Lruppe; essi ot·clinarono l'orze ir,·egolari, ed a gara di concordia e di civili virtù ve nnero i11 tan i.a r iputazione e l'or za, che solo per violenza cl'al'lni straniere avrebbero po LL1 lo essere vinti. G·razie al senno dei popoli clell'Ilalia centrale, l'idea mona 1.'cliica fu in modo costan te aliermata, e la Monar chia moderò moralmen te crnel pacjfico moto popolare . Così l' l Lalia c,·ebhe nella estimazione delle genti ci vili, e J'u manif'e~io all'Europa come gli'HaliaHi siano acconci a governar e se s tessi.
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VITTORIO EMANUELB
Accellando la annessione, io sapeva a qual i diffi coltù europee andassi incont!'O . Ma io non poteva mancare alla parola data agli Italiani nei proclami della gueera .Clii in Europa m i taccia di impr ndenza, giudichi con animo ripo:::alo, che cosa sar eù.be diventata, cbe cosa diventer eùbc l'Ita lia il giorno nel quah~ la Monarchia appar isse im potente a sodcl is f'a re iì bisogno ,(ella r icostituzione nazionnle! · Per lr. annessioni, il 1hoto nazionale, se 11011 mutò nella sostanza) pigliò fonn e nuove; accettando dal clirit.l.o popolarci c1uelle bello C' nobili p rovincie, io doveva lealmen te ricouo:"cere l'applicazione di quel prjncipio, nè mi e 1·a lecito il misu1·arìa colla norma di miei affe tti ccl inte1·essi par tirolari. In su ffrag io di quel principio, io feci, pHr u tilità dell' ltalia, il sacrifi.cio che più costa va al mio cuore, einunziando due nobilissime pl"ovincic del Regno avito . Ai Principi Italiani che hanno voh1to essere m iei nem ici, ho sr~mp1·,•. dati schie tti consig li, r isolulo, se van i rossero, ad incontrare il p er icolo ch e l'accecamento loro av!'ebhc fatlo correrf: ai tl'oni, e nel accetlar-e la volontà dell' Italia. Al Granduca io aveva indarno olfor·la l'allea n7.a prima della g uerra. Al Sommo Pontefice, nel quale venl·1·0 il Capo della religione de'mie i avi e de'miei popoli, fa tta In pace, inclè't r·no s,;f'issi offer endo di assume1·e il vicariato per l'Umbr-ia e per le i\:larcli<>. E ra manifesto che queste P1·ovincie, eontenute sollanLo dallo M 1.ni . di rnercenar·ii slranicr·i) se non otlenessct'o la guarentigia di governo civ il,~ che io proponeva, sarebbero tosto o Lard i ven~1te in termine di r ivoluzione. Non ricorder ò i consigli clali per molli anni da lle Potenze a l He F e1·clrnando cli Napoli. I giudizi che JLel Congresso d i Pa1·igi flll'ono profc~r iti sul suo govemo, pr·eparavano naturalrneute i popoli a mutarlo, se vaue fossero le querele de'lla p ubb lica opinione e le praticl1e della diplomazia. Al l,('iovane s uo successore io manch~i offe1·e11clo allean7.a per la guer ra dell'indipendenza . Là pure trovai chiusi gli animi ad ogni al"felto italiano e g l' in iellettj abbnial.i dalla pas sione. Era cosa ni:ìturale, che i fatti succeduti nella Italia Settentrionale e Cenkale sollevassero più e più gli a nimi nella n'leridionale. In Sicilia questa inclinazione degli animi r uppe in aperta r ivolta. Si combatteva per la libertà in Sicilia, quando un prode Guerriero, devoto all'Italia ed a rne, il generale Garibaldi, snlpavo. in suo aiuto. Erano Italiani che soccor·r evano Italiani: io non poteva, non doveva rattencrli ! La caduta del Governo di Napoli raffermò quello elle il mio cuore . sapeva, cioè q uanto sia necessario ai Re l'amore, a i Governi la stima dei popoli. Nelle Due Sicilie il nuovo reggimento s'inaugut'ò col mio nome.
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VITTOH!O EMAJ\UE L E
VITTOR I O EMANUELE
Ma alcuni a lti diedero a temere che non bene interpretasse per ogni rispètlo l[Uella polilica che è dal mio nome rappresentata . Tutta l' Italia ha temuto, che all'ombra di una g loriosa p opolarità, e di una pcobitù antica ten tasse d i r iannodars i una fazione pronta a sacrificare il vicino Lrionfo nazionale alle ehimere del sµo ambizioso fana t.ismo. Tutti gli 1taliani si sono ri volLi a mc perchè scongiurassi tf uesto pericolo . E ra mio obbligo il furto peechè nella Rituale conclizioue cli cose non sarebbe moderazione, non sarebbe senno, ma fia cchezza ed jmprude nza il non assu mere con mano fe1°ma la dire:t.ione del moto nazionale, del r1uale sono responsabile dinanzi all'Europa. Ho fatto entrare i miei soldati nelle Mar che e neE'Umh1·ia disperdendo quella accozzaglia di gente di ogni paese e di ogni Jiugua, che qui si era raccolta, n uova 0 slrana for-nia d'intervento straniero, ela peggiore di tutte . Io ho proclamato l'Jtalia degli Italiani, e non permetterò mai che l' Jtalia di.venti il 11iclo di sette cosmo poli Lo, che vi si r accolgano a tm mare i d isegni o della reazione o della demagogia uni versale.
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In ta le solenne circostanza i l Re eme nava alle tr uppe il seguen te ordine del gjorno:
Ufiiciali, soti' l{/jiciali e soldati! Volgono ora tredici anni clte il mio augusto Gen iLore, varcando il Ticino per combatter e la guer ra della patr·ia indipendenza, vi , consegnava la bandiera ti·icolore colla croce cli Savoia, pron unciando le fa tidiche parole: l destini d'Italia si maturano. Con quella · bandiera voi rispondeste all'auguf'io con br·illanti vittorie arrestale per un momento da C!)nkaria for tuna . Ma la forza della virtù e la costanza nei propositi la fecero sventolare nuovamen te gloriosa in lonta ne regioni accanto alle insegne dei più potenti eserciti d'Europa. · Poscia r icalcando i campi lombardi, memor i ancora cli Goito e di Pastrengo, voi coglieste splend idi allori insieme al10 illustri aquile rrancesi. Nuova luce cli glor ia rifulse allora s ull'in ~iera penisola, cd i popoli d'Halia, s tringendosi con voi intor1Jo al vessi1lo cieli' indipen. dem;a nazionale, compierono opere e fo tti cl1 e i più tardi nepo ti ricorderanno con riconoscenza ed amore. Oggi i destini d'Italia sono maturi.
Popoli dell'Italia meridionale! Le mie trup pe si avanzano fra voi per raffermar<~ l'ordine: l o non vengo ad imporvi la mia volontù; ma a fnr r ispettare la vos~ra. Voi potr-ele liberamen te manifestar la : la Pr-ovvidenza che protegg,~ le cause giuste, is pirerà il votQ che deporrete ncll' ur-na . Qualunque s ia la g r avi tà degli even ti'," io attendo tranquillo il giudizio dell'Europa ci vile e quello della storia, perchò ho lu coscienza cli compiere i miei doveri d i Re e di Italiano! In J..:nro pa la mia politica non s arà forse inutile a r iconciliare il prog1·esso dei popoli co·lla s ta bili là della Monarchia . In Italia so che iù chiudo l'èra delle r ivol u1.ioni! Dato da Ancona, adclì 9 ottobre 1800.
Soldati.' A voi consegno le nuove bandiere in nome clell'llalia redenta . S ulle loro freccie sono scolpiti i nomi delle combattule b·attaglie. Alla vostra vil'tù aWdo questi segni di lealtù e di· onore, in cui lo scudo della mia Famiglia, g lorioso per· ,otto secoli di valore, è innestato a l simbolo del nazionale riscatto. VITTORIO EMANUELE.
VITTORIO EM ANUELE. 1S62.
Nel gr;.nde e mici clo del palazzo Ca rignano in Toriu o, dove ne l 1S48 era stato proclamalo e sanziona to lo Scacuto , dove fu band ita la guerra al J' Austria per ri acq uisia rc l' indipe nde nza della nazi one, il mattino del 13 ma1·zo 1861 r iunivansi i rapprese ntanti eletti d i tutta Italia. Il Re Vittor io Emantlele entrava ne lla saltl commosw. A piena unanimità di voti, !"assemblea proclamava primo Re d'J c.al ia ViUorio 1 Emanuele di Savoia co l titolo di Vit.torio Emanuele Il.
Le generose impa zienze, infiammate dagli. splendid i success i, ma l pote vano acconciars i alle necessità politic he. Il gr ido di Roma o morte rimbombante da un capo a ll'aìtro d"ltalia, m inacciava di compl"ornetcere i vantaggi otteu uti. Vi ttorio Emanue le , vedendo il pericolo, ri volge va agli Itali ani il seguente pl'ocl,ima:
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zi~~!l momento in cui l'Europa rende) omaggio al senno della na-
' - e ne riconosce i dh·ilti , ,,. <loloròso a l mio ,,,ore che gio"ni
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\'ITTOHIO EMANUELE
VJTT OR lO EMA;'<UELE
il mio tron1.1, la liber tù dei miei popoli, l'onore del nome italiano, e combatle1·c pc! <lieilto di l.utlu la na;:ione. La viU<)l'iu rn pel buon dieiLto, <>- la vi1'tù degli eserciti , il concorso de i YOl011tari, la concordia e il senno dei popoli e gl i niuLi cl i un mag nanimo alleato rivend ica1·0110 quasi intera la indipendenza e la libe!'Lù d'Ilalia . Supreme~ rngio ni che noi do\'t, tumo ris pel.Lai:e ci viett1rono ili compieee allora la giusta e gloeio,;R hnpeesa; una delle più nobili ed illustri regioni della penisolu, che il voto delle popolazioni ave va . f'iuni to a lla nostra corona, che un'eroica resisteriza e una continua e non meno eroica pr otesta contro il l'estaurato dominio s k anieJ"O ei rendeva pFtr ticolarmente cani r. sact·a, r imase in bal'ta cfo lJ' Austria. B,:nehè ciò. l'o,;sH gt·ave a l rn'ill euore, llOndimenu rni as tenni ùal turbar e l'Eul'Opa clesider•usa Ji pace, che favo r iva colle sue simpatie il cr-csc:c~re e il l'ondar si del mio regno. Le cuce Jel m io !;overno si \rolsero u per·fe;1,ionare ed ùssodaee gli ordinamcmti intern i, ad april·e eJ. al im en tare le fon ti della pubbliea p1·osperili:t, a compiere gli amiamenti cli te1"ra e di mare, pereliò l'Halia, posta in cond i7. ione di non temere offesa, t.l'ovasse più facil111m1 Lc nella coscienza delle pl'opeie l'ol'ze la 1·agione clell'oppor·tu1w prudenza as pc'lttando chCl $i matueasse col tempo, nel favore della opini on<~ del!(· :;enti civ ili R degli equi e libera li principii che andçivano prevalendo nei consigli. d' Europa, l'occasione propizi<1 di ricuperarr\ la Venezi,'l e di compier·e c. assicurare la sua indipendenza. , Quan tuJJ'(ue r u"pe tt,11·e 110n ro~;;e ;;euza pe t'icoli e sen7.a dolo r,i, un tro confini mal c ircoscritti ~) disarma li, sotto la perpetua rn inaccia ili un inimico, il quale JJ<::lle int'elici provincie 1'irnaste soggetto all a s ua dominazioue avcv.-1. largumenle aceurnulato i p iù rorm idabili argomenti della offo,.;n e della difesa, collo spettacolo eontinuo innanzi agli oeelii dello strazio ch'egli factJva Lielle m isere popolazioni, ehc la conquisla e unu spar·ti;:ione in iqua gli aveva no da to, pm e io seppi frenan,', i11 omaggio alla riu.iek cJ'Europa, i m iei sent.imen li di llaliano e dille, e la giusta in1p13zienzn dei rniei popoli. Seppi conservare integr o il dir iUo di cimentat'll opportunamente la vita e le sorti ,lella nazione, iutegr-<1 la clignilh della Col'Ona e del Parlamenlò, perchè l'Europa comprel!desf'e ehP. dovev,1 dal eùnlo suo giustiziù iritera nll' 1talia. l.' Austria, ingros,.;,rndo impl'Ovvisamente sulle noslt'C rrontie!'e, e provocandoc i eon un atteggiamento osLile e m inaccioso, è venuta a turbar e l'opeea p,,cil'ica e l'ipat·att·ico intesa a compiere l'ordinamento del Regno e ad alleviar-e i gravissimi Sl;lcrifìzii imposti ai m iei popol i rlnilu :-11a pref'•>.nzn neroien nel territorio nai.ioné\1<"..
iuesperli ed illusi, dimentichi clei loro cloverj, della n·eali tud ine a i nosti-i m igliori alleati, facciano segno di guerea il no~e di Roma, rruel nome al quale intendono concordi i vo ti e gli sforzi comun i. Ff::dele allo Statuto da me giurato, tenni a lta la bandiera dell'It,~lia fatta sacra ·c1a1 sangue e g loriosa dal valore de' miei popol1. Non segue •1uesta bancliet· a chiu11<1ue violi le leggi e manom etta la libertù e la sicurezza della patria, foceudosi p:iudice dei suoi destini . . ' Halit.mi, gua1·daLevi dalle colpevol i jrnpazienze e dalle improvvide agitazioni. · Quando l'ora del cornpirnen lo deJla gr.:rnd'ope1,a sarà giunta, la voce del vostro Re si fa rù sentire fra voi. · . Ogn i appello che non e:, il s uo, e'., nn appello alla ribell ione, alla gue1Ta civile. La responsabilità ed il l'igoi•e delle h~ggi cadr-anuo su coloro che non ascolteranno le mie parole. ,Re acclamato dalla ~<1z ione, conos(;r, i m ie i ùoveri; saprò conservare in I.egra la dig1.1itù dellù Corona e del Parlamento pee avere il d irillo di cbieclern all'F:uropn inteen giustizia per l' llalia . YJTTORJO EYIAN UELE
U.
RAT'f' AZZ I.
GtAC0~10 DURANDO. H. CONFORTI.
u.
D1::P1U;T1S.
PG'fl'f'J'I ,
QutNTlì'-0
SELLA .
MATTEUCC J.
C.
DI PEHSANO .
P r:POLI :
1SGG.
La voce del Re DOo doveva tardal'e a farsi sentir e. Austr ia e Pr ussia er ano in guena e l'Itali a n'aveva profittato per rivendicare la Veneznì . . Mentre il g iorno 20 di giugno JS(lG il generale L11 Ma r rno ra per ordine di s. ~f. dirigeva ,1ll'A rcid uca Alb~rto la dich iarazione d i guerr a, il Rè prima di lasçiare l'irenze, annunzi ava co ll e seguenLi pa 1·ole alla nazione la guel'l'a imminente :
VITTORIO EMANUEIY II,
ECC .
i::cc. R r-:
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D'lTALtA.
ltaticmi!
Sono corsi ormai sette anni che l'Austria assale1 1do amtata i m iei S tati, perchè io aveva pel'Ol'ato la causa della eornune patria nei consigli d'Europa e non era stato insensibile ai gridi di dolo1·e che si, levavano dall'Italia oppressa, ripresi la spada per dif'e nrlere Il
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V/ TTO<S /0 C./ANOCLC
Alla non g ius~ificata provocazione lto risposlo r iprende~do le armi, che già s i riducevano alle proporzioni della necessità della interna s icurezza; e voi avete da to spetlacolo meraviglioso e grato al mio cuol'e colla pr ontezza e coll'entusiasmo èon che siele ac-· corsi alla mia voce nelle gloriose file dell'esercito e dei volon taei. Nondimeno quando le potenze unite te ntar ono di r isolvere le difficoltà s uscilale dall'Austeia in Germania e in Italia per via di congT<~sso, io volli da r-e un ulÙmo pegno dei I!).iei sen timen ti d i conciliaiione all'Eur-opa, e mi affrettai ad aderirvi . L'Aùslria rifiutò anche questa volta i negoziati; r espinse ogni accor do, e diede al mondo una provù novella che se confida nelle sue fot·ie, non conf-ida egualmen te nella bontù della sua causa e nella giustizia dei dil'itti elle usurpa . Voi pu re polele confidar e nelle voslre forze, Italiani , g uardando orgogliosi il florido esercito e la f'or·rnid abile marina, pei qua li nè cure, nb sacr-iltci furono r isparmiali ; ma po lele anche conJklar e nella san ti tà del vostro diri tto, di cui ormai è irnman.cabilù la sospi rnta rivendicazione. Ci accom pagna la giustizia della pubblica opinione, ci sostiene la s im pa lia dell'Europa, la quale sa che l'Italia indipendente e sicura nel suo terri tOl'io, div~nterà per essa una guarentiiria d'ordine e di pace, e ritorn~rù efficace strumento della' civilt,\ ;niver sale .
Italiani! lo do lo Slalo a regger·c a l m io amatissirno cugino il principe Eugenio, e r iprendo la spada di Goilo, d i Pastrengo, di Pàlestro e cli S . Martino . Io sento in cuore la sicui•ezza cl1e scioglierò pienamen te ques ta volta il voto fatto sulla tomba del m io magnanimo Genitore. lo voglio essere nncora il primo soldato della Indipendenza
italiana. V i.va l'Italia! Dato in F irenze, li 20 giugno '1866. VI TTORIO EMANUE LE. Il 21 giugno S. M. il Re giungeva a Cl'emona e indirizzav,ial!e truppe il seguente
ORDJNE DEL GIORNO.
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VITTOR IO EMANUELE
Questo grido d i guerra ·sarà per noi, come fu sempre, grido cli g ioia . Quale sia il vostro dovere non ve lo dico, percliè so che ben lo conoscete . F iden Li nella giustizia della nòsti·a causa, forti del nostro dirillo, sap remo compiere con l'armi la. nostra uni tà .
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Ujjiciali, sott'ii,fjiciali e soldati! Assumo oggi n uovamente il comando dell'esercito, per adempier-e al dovere, che a .me ed a voi spetta, di render e libero il popolo dellai Venezia, che da lungo tempo geme soUo ferreo giogo . Voi 'vincerete, e il vostro nome sar·à benedetto dalle presenti e • fut ure generazioni. VITTORIO EMANUELE.
·uno. r.a breccia di Porta Pia aveva fa tto l'Itali a; Roma era occupata dalle ,rnppe italiane . Il Re d iresse a l Ministro de lla guer ra la seg uente lettera, che fu portata all'ordine del g iorno delle t:•uppe:
Esprima a i gener ali 'Cadorna, Bixio, Cosem:, Angioletti, Fenero e Mazè, agli ufficiali tu tti ed alle trup pe ai lor·o ordini la mia a lla
soddisfazione per• le novelle prove da te di abnegazione, moderatezza e discipl ina e per il valore aclclirnostralo. Anche in questa congiun,Lura l'i?,sercilo Jia pienamente corrisposto alla rnia fiducia ed a quella della nazione. VITTORIO E:\IA~UJ•:u:. l.'ope1·aiione mih tat·e e!'adi picc;o!o con Lo:; ma essa corunava l'edifizio ciel nostro riso1·gimento e timaneva ne lla storia come una delle date p iù memo1-a~de. L'esei·c i to fu r io1·diuato second o i nuo vi iusegoamcnti. Il gi-ancle Re, -preocupandosi del lo svolgimento gractnale e co ncord,1 di tuUe le forze e ricchezz;; nazionali, se ne dava ogoo,·a pensiero. Ancoi- poch i giorni p rima di mori re volgendo lo sguardò d'a.riuil a agli avvenimenti di Eui•opa, con maschht franchezrn lo raccomand ava ai rappresentant i della naiione. E il ~uo testamento politico e militare si r iassume va nelle profoude pa role cbe l.'TA LIA PER &ss'1m1:; RISPE'fTATA DOVEVA ESSERE TEMUTA.
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LOCOMOTJVE STRADALI
LOCOMOTIVE STHADALI
I. Lo macch ine locomotive aumento.no ogni giorno invadendo rapicl.:i.mente il carn po delle locomo.bili non solo nella inclustr·ia, ma anche, e più, nell' agricoltura. Persone competenti a.sseriseono essere vici~1? 1·~ ?iorno _in ,~i.ii. le macchine semplicemente locomob1h, c1oe sformte del mezzo di tl"asforirsi per pro.15\'·io moto da un post~ all'altro, non ::;art1nno più che u1rn rara eccezioue. Gh ::wricoltori ingles i, i quali, quanLo a rnacchine, per lunga 0 e pro\'ata esperienza hnuno il primato in vanno di n·iorno in a:io n i.o ctnnbiandole loro locomobili mlocomotiv:. T1·atLm;~fosi, per esempio, di scegliere macchine per trainare l'al"atro prefo,·iscono ora quelle d i moder~ta forza, cio<~ di fi ad 8 cava ll i- \'apore, leggier-e e ratte 111 mod~ che si possano fncil mcnte sgravare del tamburo a Clll s i avvolge la fuuc, e convertire 1:1 pinci1.ncuto rn .l:)co1:10~ tive stradali. Perciò v1')cliamo che le 11 !time mocl1tieaz10111 introdotte da Aveling- Pol'ter., da Fowler, da BmTe1, .da CIRyton e Shuttl evrnrt.11 , cln l\ifo1·shal ecc. nelle rn~1cch1'. 1e per trainaL"e l'arn.trn minmo a rendere_ le_m~cles1me fa~ cilmente adattabil i. c1 l rimorehio clei carn . Vari costrutton ch e cons ide1·n.rono s inorn le loco111olive s tradali come cosa
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affatto secondaria, adesso vi dedicano le più solerti cure; altri, che mai se ne occuparono, come per esempio Ruston e Proctor, concorsero anch'essi alle ultime esposizioni di locomotive stradali; poichè ben compresero che limitandosi a lla fabbrica delle locomobili presto avrebbero scarseggiatG> di commissioni. Sono perciò cornparse ultimamente molte innovazioni in tal genere di macchi ne, ed io proverò a dir qualche cosa di quelle che mi fu dato di esaminare un po' minutamente, indicando nello stesso tempo quali, secondo me, potrebbero convenire e quali no ad una locomotiva stradale militare. Un importan te miglioramento delle locomotive in generale consiste nella sostituzione dell' acciçiio al ferro in molte delle loro parti, seguendo la tendenza c!10 si fa ora steada di adoperare l'acciaio per tutte le part,i confricantisi tra loro; cominciasi a fabbricare anch~ le caldaie con lamiere di acciaio. Stante i nuovi processi di fabbricazione dell' aeciaio che hanno preso così rapido sviluppo, la detta tendenza manifestasi in quasi tutte quelle industrie nelle quali sinora l'uso del ferro era poco meno che esclusivo. Lo acciaio_ha sul ferro il vantaggio di una maggiore durata e di una più economica manutenzione . In Germania, dove le rotaie di acciaio s i adoperano su larga scala, se ne calcolò la durata a 20 anni; quindi è che molte società · di ferrovie a vapore ed a cavalli introducono giornalmente sulle loro linee cerchioni d'acciaio e rotaie o interamente d'acciaio, o di farro con Ja testa d'acciaio saldatavi sopra. U:r\a società ferroviaria francese nel. _1877 diede commissioni per 120,000 tonnellate di rotaie d'acciaio; e negli Stati UniLi d'America la produzione delle rotaie cl' acciaio è uguale quasi a quella delle rotaie di ferro. In Italia la societi::1. delle ferrovie romane s ta per concludere un contratto per 12,000 tonnellate dell e medesime. Altrettanto si potrebbe dite rispetto alla protluiione de.lle lamiere . ANNO XX. Ili , V OI ,. J.
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STRADALI
LOCOMOTIVE
Mi sono permesso ·· questa. piccola digressione . p~rchè il lettore vegga quanto è grande il ·numero degli rngeo·neri e costruttori che lavorano assiduamente attorno : 11' acciaio, e s i persuada che i miglioramenti introdo tti nella fabbricazione delle lamiere cl' acciaio e le norme che s i hanno per iscoprire i fogli che non sono omogenei, ~ che perciò bisogna scartare, .porgono oggidì il mezzo di costruire caldaie d.' acciaio della cui solidità si può essere pienamente siòuri . Una societ~ fer roviaria . de~li ~t~ti Uniti d'America ha 24 locomotive con caldme d acma10, le quali da 6 anni prestano un servizio gravoso e sinora neppure uno dei fogli di lamiera che le compoogon o ha mostrato la minima screpolatura. In Inghilterra vVebb per le fer rovie di Londra e del nord- ovesL cosLruis~e tutte le locomotive con caldaie d'acciaio Bessemer ; ecl 111 vari grandi stabilimenti non si costruiscono più caldaie di ferr o, se non quando sono espress amente richieste. Fra le macchine che Fowler presentò a ll 'u ltima esposizione ngricola in Inghilterra, quella che pil'.1 attrasse la attenzione degli accorrenti fu una locomotiva stradale con éaldaia cl' acciaio . , L e lamiere di accia io , più compatte cli quelle di ferro, sono meno soggette ad assotti'gliarsi per corrosioni. Se non avessero una leggiera tendenza a fendersi senza s intorni preven tivi, sarebl1ero il m iglior materiale desider abile per una caldaia . Il lavora re a pressione poco alta con c.aldaie senza condensator e, come sono tutte quelle delle locomotive, è cosa molto dispendios·a . Diffatti il combustibile neces1 sario per portare l'acqua a 100 gra di , ~che è / " quando 1 si lavor a a 6 atmosfere effettive, si riduce ad / 10 quando si lavora a 9. S upponendo dunq ue ch e la resistenza della lamiera d'acciaio s ia di 1/ 3 . superiore a qu"clla della lam iera di ferro, ne segue che una caldaia di ferro la qua.le lavori a 6 atmosfere, se fosse d'acciaio potrebbe Javor1are a 9, con rilevante economia di combustibile e di acqua; e non volendo oltrepassare le 6 atmosfere, si potrebbe ri-
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durne il peso di circa vVebb , nelle sue locomotive per le ferrovie di Londra con lamiere di 9 millimetr i, portò la pressione a 9 atmosfere. e '/ 3 ; su cerLe ferrovie degli SlaLi Uniti cl'An10rica si usa la p ressione di 8 atmosfere per6m"',35 . Da ciò s i può facilmente comprendere di quanta importanza sia per una locomotiva stradale militare l'avere la caldaia d'acciaio . · Un altro mezzo per dimin uire il peso delle caldaie, o p Elr aumeiitare la pressione durnnte il lavor o, ci viene indicato da a lc uni esperimenti i quali hanno dimostrato che il ferro e l'acciaio, tenuti per ]ungo tempo ad una temperatura anche più a lta di quella che suole svolger si nelle caldaie, conservano il loro primi tivo grado di resiste112a, cosa di cui prima s i dubitava . A motivo di ciò distinti irigegneri meccanici propongono di ridurre il coefficie nte di sicurezza dell e caldaie in modo che risulti uguale o di poco superiore a quello del ferro od acciaio soggetto ad uno sforzo permanente. Prima dei succitati esperimen ti, Fairbn irne e Rankine avevano fissato ad 8 il coefficiente di s icurezza delle caldaie, ed ora la associazione di lVfonches ter con GJ"O lo scoppio delle caldaie (che è la più grande autori tà che si possa citare per ciò che concerne le caldaie a vapore) ritiene essere sufficiente il 4 per una caldaia ben costruì ta e soggetta ad accurate periodiche ispezioni. Quindi un' alLra diminuzione nello spessore delle lamiere e conseguentemente nel peso della locomotiva . Ma anche senza tener calcolo di questa secondél. consider azione, la q uale impegna più la responsabilità del cost,ru ttore che quella clell' ufficia le incaricato di una commissione di locomotive, è già abbastanza considerevole la r iduzione di peso che s i p uò ottener e colla semplice adozione délla caldaia d'acciaio . Perciò cr·edinmo doversi scegliere di preferenza lamiere cl' acciaio per le caldaie dell e locomotive militari, essendo in queste ultime la leggerezza unita a molta forza, cosa di massima importanza perchè possano facilmenle districarsi in terreni prosciu.
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gati dopo recenti inondazioni, attraversare nell a stagione· piovosa strade rnal tenute, prati o campi élrati di fresco· e varcare ponti provvisori poco resistenti . In Inghil terra 0 ·neri cercò di assottigliare il più posil real cor1)0 cl'ingc ·~ o sibilo il peso delle locomotive s tradali miliLari, e trovò modo di ridurre quello clcll'Aveling- Porter, cli 6 eavallivapore fornita d',1c~qua e combustibile, a circa 5300 chilogrammi. Credo bene raccomandare che si stia in guardia rispetto ' alle caldaie che hanno le lamiere saldate l' una sull'altra invece di unite l'una all'altra mediante chiodi ribaditi. A prima vista ·paio110 più semplici, ma sono meno sicure. La resistenza cl i una unione a chiodi r ibaditi si può ealcolare con grande approssimazione; nessu no però può esaminare l'in terno di una saldatura cd assicurarsi che sia fatta a dovere · Vari costruttori si studiarono di liberare la ca ldaia délgli stiracchiamenti ,ai qua li è soggetta nello espandersi, e dal travaglio che le dà il lavoro della macchina . Marshal raggiunse lo scopo costr uendo un a locomo Liva stradale che si avvicina piLl alla ferroviaria che all a locomobile; ha cioè il cilindro, gli alberi, insomma tutto il movimento, sorretto da un telaio sul quale posa la caldaia libera nei suoi movimenti di dilatazione, e interamente sottratta agli sforzi risultanti dal lavoro della maçchina. Robey, Clayton e ShL1ttleworth, lVIclaren vi riuscirono in modi poco differenti l'uno dall'altro. L'albero motore è robustamente unito al cili ndro, od ai cil indri mediante aste 0 lamiere laterali ; ed affinchè il cilindro possa cedere agl i sforzi dovuti alla espansion e della caldaia, scorre a coda di rondine sopra una piastra inchioda ta alla caldaia stessa. Lo spostamento del cilindro è in questo caso di circa 3 millimetri. Talvolta l'albero motore è unito al cilindro mediante una sola piastra di ghisa fissa orizzo ntalmente sulla parte s uperiore della caldaia. Le varie parti del movimento sono portate da queste piastre; così si ha inoltre il vantaggio di non dover fare alla caldaia tanti
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di quei fori che tosto o tardi sogliono dar luogo a fughe di vapore . Le locomotive con tale perfezionamento sono naturalmente piì.L pesanti e più complicate; oltracciò nella locomotiva l\farshal la macchina è poco accessibile, e non più sotto gli occhi del macchinista. Sono perciò d'avviso che se il liberare la caldaia dagli sforzi provenienti dal1' espansione e dal meccanismo motore è cosa buona il modo con eui vi si riu scì sinora non è da applicar-si' ad una locomoti ,·a rniliLare, il cui pregio precipuo deve essere la solidità e la semplicità; e tanto meno quando trattasi ( come nel caso nostro) cli loc~omoti ve del sistema AvelingPortcr, le quali hanno la macchina assestata sulla caldaia in modo da 1101:i destare al r iguardo Ia minima preoccupazione. Diffatti la caldaia delle nostre locomotive non può risentirsi degli effetti del lavoro motore che là dove sta inchiavardato il cil .i ndro; la g iuntura però è così salda che m.ai mi è occorso di scoprire fughe o r iparazioni in detto s ito alle varie locomotive di tale sistema che ebbi sinora occasione di visitare. Gli sti'racchiamenti dovuti all'espandersi ed al contrnrsi della caldaia stessa sono anch'essi trascurabili per la picciolezza delle parti da cui provengono . Anzi, io credo che le modificazioni in discorso non con vengano neppure ad una loco moti va agricola, perchè il piccolo vanLaggio che esse arrecano non è proporzionato al maggior peso ed allél maggiore complicazione che ne risulta : tanto è vero che a nessuna delle fabbriche che hanno maggiore esperienza nelle locomotive stradali venne in mente di fare innovazioni di s imil genere. Va pure generalizzandosi l'uso di un tarnburn · sotto la caldaia, al quale s i avvolge una fone di filo d'acciaio lu nga da 80 a 90 metri. Mediante questo tamburo può la mac.c:hi1ia convertirsi in 1111 argano per ri tirare un carro caduto in un fosso, per r imorchiare un convoglio pesante lungo un pessimò tratLo cli via od una rampa assai ripida; ovvero, attaccando la fune ad un cupo saldo che serva
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STRADAL I
LOCOMOTIVE
di ancora, r imo1·chiare se stessa per un Lratto di salita o di teneuo ma lagevole . Le nostre locomotive stradali hanno ben s ì un tamburo caleLtato sull' albero molol'e contro il mozzo del Yolante, destinato ad agii·e come m·gano; ma è collocato in modo ch e la tens ione della corda. traente t10n può mai superare la pressione del ,·apore contro la faccia dello stantuffo, e perciò è insufficiente nella maggior parte dei casi; inoltre essendo posto troppo alto, tende a rovescio.re la locomotiva. Sul'i1 bene perciò a bolire il nostro cono d'argano (o per lo meno comertirlo in una pulcggin di piccolo diametro, clte può essere resa utile quando la locomolin1. debba, per esernpio, dar mo to ad una macchina lavo1·a trice di piccola Yelocilà) ed adottare inYece un tamburo uniformandosi a quanto praticnno oggidì certi costruttori . ~on co nviene seguire l'esempj o del Fowler, il qu ole aYendo ultimamente costrnita una locomotiYn munita di grue sull' avantreno, pose il tambu1·0 del!' arga no sull'albero stesso al quale è nvvoltn la catentt della grue; in questo modo la locomoti\·a per poter funzionare come nrgano deYe caricaesi di quasi tutto il meccanismo destinalo a muornre l a g1;ue. Lu disposi7.ione più conveniente pe1· uoi mi parve quella ideata da B mrel. :Montò il B urrel i l ta mhu1·0 sulla sola motrice unitamente alla puleggia del freno a nastro, cosicchè l' argano è messo dal meccanismo st.esso che fa gi rare Je ruote motrici , e per convertire la locomo ti,·a ill éH·gano basta Liroduori In caYiglia che lega la ruotn destra Rlla sa lo, e calzai·o bene le ruote. Sarà uti le adott1-1rc non solo il tnmbu ro ma anche la corda di filo cl' acciaio fuso aY, olta a l medesimo, essendo poco ageYole adop1·nre per l'argano la caLcna di sic11rczza prescritta dn lle attuu li I<;t,·a::ioni sulla locomotioa stmdale a pagina 158 ; anzi dopo le modificazioni introdotte nella cntena stessa pel' semplificare la fol'maz ione del convoglio, sarebbe ora cosa imposs ibile. · Le ruote motl'ici delle locomotive stradali hanno d'ordinario il cliametro di 1 m,50 circa; nella sopra menzionata
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locomotiYa di Fowler a g n1e sono però del diametro di 2m ,13. Fu nel 1874 che Jowler costl'uì per la prima volta una macchina con rnote di grande ùiamcLro (2m,44). Da espet·imenti che egli fece colla medes ima trovò che s u pessime strade, e in LctTeni difficili le grnndi ruote offrono un certo vanLaggio, e perciò le 1·accoma11da per il servizio militare. Non t1·nlaseiò di munil'e di grandi ruote la locomotiva che nel 1876 fornì al la nost1·a brigata Fe1TO\'ieri del 2° ReggimenLo del Genio, pcl' le espe1·ienze comparaliYe che si eseg11 il'ono in quel!' a utunno co n essa e colla Avelin gPorte1· nei dintorni di Torino . Siccome simili ruote, come abbiamo eletto, conYc11gono solo nei terreni di difficile a~ccsso, e le locon1otive miliLn1·i non si devono irnpiegare il più sovente che su buone strade di secondo o 4/ terz,1 Iinea; sic<~ome ollracciò nessun costruttore seguì v,:...... sinol'n l'esemp io del Fowler, anzi egli stesso mu nisce di ·' ruoLe della sol ita grandezrn le locomotive che sono destinale principalmente a pel'correrc buone slrade, è chi~1·0 che le locomotive mil it,ni non devono avere 1111 diametrn dive1·so dall'ordinari o. La questione delle n10te 1·igi<le od clastiche non è ancora 1·isolu tn uel nost1·0 esercito, bencltè altrove s ia stata decisn già i n favore dell e ruo te rigide. Le ruote a grandi cerchioni di gomma (125 millimet1·i di spessore e 300 di largbczza) i1wentate dall'ingegnere ,V. Thomson d'Edimburgo diecl.er·o tqsto a vedel'e che 11 0 11 ·avcvu 110 pregi sufficienti <la comJ)cnsal'e la loro corta durata , il loro eccessi \·o costo (7250 lil'e in 01·0 pel' ogni puio clalo a Lond1·a), la loro maggiore compl icazione cd il danno arrecato <;Osì allu macchina com e alla salu te del macchinis ta dal nu\·olo di polYere che sol leYano durante la cor·sa. Giu s to. quanto io scriveva nell a Ricista 1.v fititare( 1l , il giud dell'esposizione fatta 11el 1871 a 'Nolvcd1nmplon (lnghilterra) dichiarò nel suo rapporto che le ruote a cerchione di gomma eviclentemeute non aveva no corrisposto alla
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(I} Dispensa di aprile 1Si5.
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LOCOMOT IVt::
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aspettazione percorrendo strade campesLri e terreni colth·ati, e diede per ciò il primo pr·emio alla A Yeling-Po,ter a ruote r igide, che era passata oltre fe licemente, dove 01'a11si arnmelmate le nwte Thomson . Concluse LuLLavia che gli esperjmenti fotti non enruo bastauti per afferma1·e definitivamente la co11\'enienza o la sco1wenienza di qu este ultime. Nel luglio susseguente a quella espos izione il l'eal corpo d' in gegneri foce delle cspel'ìenzc in propos ito, ma non riuscirono decisive ; furou o ripetute, credo nella seconda quindicina di seLlembre dello stesso anno, e si ebLero i seguenti risnlta ti : con rnoto elastiche
Peso trainato ) Peso della locomotin1} Velocilà on1 ria
con r uote ri g ide
2,5
3,94,
3298111
34-59111
Queste quantità non hanno bisogno <li commenti; esse furono u 11u seria e decisi \'a l'i s posta alle curiose deduzioni che i l s ignor W. Thomson in un a memoria letta a rnnti l'Associazione Brita nnica, ed alt1·i difensori delle ruote a grande cerchione di gomma lraeYano dalle esperi c11ze di \:VolverhampL011 . Compurvero u,wora questi cerchioni alla es posizione unive1)snlc di Vienna, ma neppure qui,·i giun sel'o a dimostrare di possedere i pregi che loro s i· ,·ogliono attribuire . Il sig11or Tresca, la cu i auLor-ità in tale materia nessuno ccrtarnent.e Yorrà porre in dubbio, di ede il s eguente giud izio sull e locomotive strncla li 1101 scttembr-c 1875. - « Lcs seules macbines ,TaimenL prn« tiqucs sout cellcs de ~IM . Avcling et P ortcr de R ocltesler « cL i l ne semble pa s q11 e Ics handages 011 ca?utchouc, « si préconisés on ccs de1·nièrcs onn ées , aient réell ernent « t·éussi d'une maniL'l'C iucontesléc. )) - Kclle u ltime espos izi on i di Smit,hfielcl, Liverpool ecc . era ,10 esposte molte macchine des tinate n l'imorch iul'e i can i s ulle p11bbliche st 1·ade, o l'ol'atr·o a traverso i CDÌ11pi, e neppure un u era munilo di tal i ruote .
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Anche le 1;u0Lc del sisterna Adam, di c ui sono armnte 7 fra le 13 locomotive <lei nostro esercito, sono da scm·tarsi, pel'chè in,·ece di riunire, come si pretenden1, i rnntaggi della r 11ota clastica ccl i pregi clella rigi ch1, si trovò che muncuT10 dello solidiLù, sernpJicitù ed cco11omia dell e ruolo rigide senza arrcca!'C in compenso alla locomotiva i va11L,1ggi che a\'l'ebbero doYuto attendersi dallo rnota elastica . P er una locomotivn d 1e non deve ma i oltrepassare la rnloci ttt di G a 7 chi lorne t1·1 aJ J'o1·n, e rob1 1stn quale è l'AYcling-P or-tel', non si s ente il bì:-;ogno delle ruote elastich e, come 11011 si sente quel lo delle molle nei carri tirati da b11oi e negli o.ffusti. Tn luno assel'i sce che I' elasticitù delle nwte Ad arn cout1·ihuiscc molti ssimo alln conservazione della macchi11a e spccialrne11le delle ruote . Che quel po' cl'cla::;LiciU1 che lwnno q ueste 1·11olc facili ti la co11scrvazion e della locomotiva, 1Ìo11 è da porsi in dubbio; ma, appoggin udo mi al I'esperie,1zn, sostcl'l'ò sempl'c ch e l' n ti I i t,ì che In macchinti tn1e da tali ruote è in pratica nssai JicYc, e non è un eq 110 compen::;o allu lo l'o complicazione ed nl peso e pl'ezzo mnggiorc della locom otiva . Nelle nostr·e locomo liYc :-;i g uastm·ono cli ver se n1ote l'igiclc, ma non a causa del 101·0 sistema, bensì per la eccessiva s ottigliezzn ci el le razzo, grosse poco più della rnctù di quello che awcb bero dov11Lo csse1·0 ::;econclo il contn1Lto, che stabiliYa a modello la Jocomoliva 1'ori110 . L e ruolo rigide della Torino resislcttel'o a tutti gli st1·upazzi delle prime esperienze, ccl ora dopo 4 anni di ser vizi o non hanno un raggio rotto o sconnesso . (2uunlo alla con s ervazione della macchina si fece, cli 'io sappia, una sola ,·olla il conto di t11tti i guasti ane1111t.i in due locornotirn d'ugual fo rza e nelle s tesse co1Hlizio11 i cli senizio, sottoposte per un d,ato nun,ero di giorni al mccl csim o lavo1·0 e muuiLc l' una eh ruote 1·igicle e l'altra di ruote elasliche d'Adam . Ultimate le cspc1·ienze i rnn ggiori g11nsli si risconlraro110 nella mncchinn n ruote olusl iche (e1·n la Vaona) . Non intendo g ià d' infcl'irc da ciò che la elasticitù dell a rnotn /\dam s iti dannosn, ma solo di nolai·c che è in pl'atica piccolissimo
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il vantaggio che ne 1·isente la locomotiva., e pel'ciò non equo compenso ali' ingente aumento di 1wezzo e di peso delll:1 locomolisa, che ne è la inev itabile conseguenza . I\ess u110 fra i costrutto ri più provetti si è rnai occupato del modo d'aume utar e l'elasticità. dello JocomotiYe . Box d'Uftiup;lon espose nel 1877 n Liverpool una locomotiYa str.idale che potevo essere, volendo, munito di mollo; la locomotiva aveva u n a l boro seco ndario a ssc-1 i robusto situa to so tto 1ft caldaia, e rrrnnito ad eutrambe lo estromi tù di llna mano\·ella col legata da un tirante alla ruola motrice; ma non incontrò l'u nivers ale npprovnzio ne. Nella locomotiva stradale che H uston e Proctor esposero nel 1877 il vapore è p1·eso dalla parto anteriore ov,·ero dalla postel'iore della caldaii.l, secondochè si è in salita od in discesa , per mezzo d'una valrnla collocata entr-o la caldaia in un t ubo di presa a d ite rami ; inclinandosi la caldaia questa vah ola apre di pol' sè lo sbocco del t·amo che fo capo af la estl'emità della caldaia che viene a trovarsi più nltn, e chiu de l'altro . È una i11novaziono ubhas tnuza ingegnosa che som ministra semp1·e a l cilin d ro il Ynpore pt'OYeuiente dalla parte piì.l secca doJl a caldaia. A prima Yista parrebbe una cosa conYenientissima per una locomo Liva mili tare die deve spesso adopernrsi in luoghi montuosi. .i.\fa chi ha un po' di pratica nel servizio delle locomotiYe strndali sa esser cosa rarissima che nel le discesq si abbia acqua 11cl cilindro, poichè anelando in bnsso chi la vora è il freno , e se il ci lindro consuma qn a lche po' cli vapo1·c non è mai in tede quantiti1 che il c ilindro stesso si faccia ad assorbil'e dell'acqua, quantnnque questa tro\'isi nella calck1ia a pochi ce11tirnct1·i al disotto del foro di prosa. Non è dunq ue il cnso tli a dotttu·e ques ta innoYnzione ne ll e locomotive rn iliLm·i che scnzn 11ccessità. dive1·ebbero così un po' più pesanti, più coslose e più compl icate . Fowler , imitando l'esempio di a lcuni costruttori di locomotiYo fctTovia rie, ha cercato d'introdurre nel foco la re delle sue locomoliYe una modificazione che rende la cal-
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daia più semplice ed a lq uanto più leggera ; sopprime cioè la solita armalura del ciclo ed atlaeca i tiranti che sostengono quest'ultimo, di,·ellamcnle alla parte soHastanLe della caJcluia; è un migl ioramento che diede buoni risultati, e pe,·ciò sm·ob be forse co nvenionLe per u 11u locom oLi"a militare; rnn essendo un dettagl io di fabbricazione che impegna In responsabilità del costn1ltore, bisogua abbandonal'lo intie1·a mente nllu sua scolla . Cla~·Lo11 e S lrnttleworth intrndussero un llU O\' O congegno pçr lo slerzo, assicurarono cioè stabilmente all'ayanlre110 un se,'!mento dentato orizzontale il quale incastra con 11110. vite perpetua posta in pio110 sotto la caldaia; a ll'ostl'emità clelJ'albero che pOl'tn questa vile havvi una m ota ad angolo la cu i compagna è caleUala alla parlo inferio1·e d' un'astcl munita s11periorrnente d'un piccolo Yolanto; mediante qu cst'1 il timo il rn nccl ,inista. pttò dalla sua piRLLa.forma guida re la locomoLiva. È un congegno più pesante e piìt complicato cli quello che Ol'<lina l'iamcnte acc,)mpagna le nostre locomoti\·e, nè pa rrni che otfra maggiol'i vantuggi. Del r esto l'essere i I nostro s terzo costau temente in uso presso le principc1li fobb1·iche è p1·ova mani festa che sinora è il migliore che si conosca . :Mcl.J,·en per fcl'l11are le cnvigl ie che c.:onnettono le ruote colla snla o le cl is taceano al bisogno, vi adattò llll tl spina che per un foro pn1ticnto a postcì ne l mozzo penetra in una scanalatura della caviglia; la della spino ò t1·atte11llta· da. un u molla. iissa a l mozzo che p1·cme Stilla sua estremità esterna . Questa legge1·a moclific._1zio ne merita di essere studia la pe,·chè toglie,·ebbc cCt·ti piccoli i11co1we11ienti della catenella che seno ora ad assicurare le caviglie s opra. menzionnte . Ru s Lon e Proclor mu11i1·ono il sel'l)atoio cl 'acquu d'nn gallegg iante che permette al macchin ista di leggere ad ogn i momento sop,·a un' nsla la qun11tità d'acqua che rima ne nel tendei· ; e , V.ili$ adottò un regis t1·0 per Logliere Je noie del fum o quando s i a llraversano luoghi abitali . Il galleggiante è inu tile pet il macchinistèl attento
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al suo serv1Z10> g iacchè i rubinetti di prova che si credono sufficient,i su tutte le linee ferroviarie, devono a nche bastare per le locomotive stradali; e quanto al registro> siccome la locomotiva non dtt fumo che quando è ferma o durante l'accensione del nuovo combustibile aggi unto sul focola re, quando nemmeno il registro raggiunge inLieramente il suo scopo> non lo credo · conveniente per il caso nostro . Non mancherebbero altre novitè s u quesLo argomenLo , ma essendo di minor interesse t,ralascio di farne parola. Discuterò in vece altre quesLioni che r ich iedono di essere ben ventilate prima di stabili re quel che meglio convenga alle 58 locomotive stradali che dobbiamo ancora far cos truire. L a Fowler, esperimentata in Torino dalla brigata Ferrovieri, ha due cilindri ed u n riscaldat,ore dell'acqua d'al imentazion~; sono desse cose che ci convengono1 lo, fel'mo sempre nel considerare · come precipuo pregio delle locomo t,ive militari la semplici tà, la solidità e la leggerezza, ritengo' di no . Ed invero i principal i t,ipi di locomotive stradali - sono ad un · sol cilindr·o e senza aleun apparecchio per ri scaldar l' acqua col vapore che sfuma dal cilindro . Fra le varie locomotive esposte u!Lirnamente a Liverpool dallo stesso Fowler> una sola era mun ita di due cilindri, e ·nè pur una dell'apparecchio r iscal da tore; anzi ·fra le tante locomo tive di altri costruttori una soltanto, esposta da Marsden, aveva un apparecch io s imile. La locomot.iYa Fowler, cspe r-irnellta ta come sopra dall a brigata Ferrovieri, è susceLtibi le di duo diverse velocità per uno stesso numero di pulsazioni del cilindro moLore. Benchè la maggior pa rte dei cos truttoi--i forn iscano le loro locomotive di due serio d' ingranaggi , q uello del la gronde e quello della piccola velocità, io r itengo che pel caso nostro, almeno tinchè le locomotiYc vengouo ÒffidaLe a soldati anzi che a macchinisti provetti) debbono .scegl iersi locomotive susceLtibi li d'una sola velocità; e ciò non tanto per avere una ma cch ina più semplice e più
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leggiera quanto per togliere ad un imprudente rnacchinista la possibilità di correre a preci pizio . Anche al corredo delle locomotive credo che sarebbe uti le d i fare q ualche variazione ocl aggiunta, e l"ipeterò · a q uesto proposito Jc cose da me elette nell'nprile 1876. « Sarebbe bet1e eioè clie ciascuna delle locomotive da costruirsi por il nostro t1"a i110 m ili tare potesse all'occor reHZa esser munita cli grue, e che ogni gruppo di 10 loco rnot,ive, od ogni corpo d'arniata, ne avesse una seco per montal'la occorrendo sulla macchina prescelta per certi servigi special i. « Sarebbe bene inoltre che ogni gnippo di 10 locomotive avesse il bisognevole per far correre una macchina sulle rotaie del la fel'rovia - .... e per convertire una qualunque delle locomotive in rullo compressore )). Sarebbe anche cosa opportuna di aggiungere al corredo, d'ogni locomotiva, o d'ogni sezi one di locornotive, una mattatrice per fissare i tubi bollitori. Nel gennaio del corr-ente anno s i sperimcntayano nel cantiere navale di vVasli ingtou i varii sistemi in uso per questo scopo e si trovò che quelli fissat i sulla mattatrice del Dudgeon conservavano maggiore ade t·enza a lla piastra . Ebbi occasiono di vedere nel Modenese varie locomobili della ditta Fedrezzoni e Ferrari con tubi fissati per mezzo di tale mattatrice, e fui assicurato che nulla lasciavélno a desiderru·e quanto . alla pel'fott'.1 unione elci tubi colle piastre. La maua·trice è una rn acchinetta sol ida> leggera ed estremamente semplice nel suo uso. Desidererei iµfine proporre per il corredo delle loco-motive un'altra macchinetta la qua le olt,re ad avere tutti i pregi dell'antecedente è una delle più belle invenzioni meccaniche del 1877; voglio a Jl udere al pulsomeLro. :Ma temo che la proposta sia immatma. Sarebbe bene però , fare intanto qualche esperimento in proposito .
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LOCOlllOTIVE
nello varie regioni le leggi emesse in proposito dai cessati go vemi; ed io credo che fossero pochi quelli che ne aYe\'al10 .
II. Conchi uclc11clo fo,·ò cenno cl'tu1a modiAcazione p1u unportante e piì.t urgente cli lutto le a ltro, la quale s i rife t'isce non alla coslruziono della locomotiYa, ma alla logge che ne rogoln l'uso . Le calcluie a vapore cl i qualsivoglia specie pet· essere mal costntile o mal te11ule possono diYenire un gi·ave pericolo per le persone che lo ,wvicinano; con una pronida legge però se non s i riesce nel 'D.llontant11·e ogni cu1 1sa di d isgrazie, s i può però fare in modo che nvvengauo assai raramente . In Ausli-ia chi fo liworare una caldaia in catli ,·e condizioni ha 200 tall oei cli mu!Lu ovvero 3 mesi di prigionia. In Fra11 cia lo mucchine a vnpore sono rego l,)to dalla legge del 25 gennaio 1865, e lo esplosioni sono rarissime. In Ingbillerra invece, doYe manca una legge a ll 'uopo, la statistica dei mo1·ti e feriti per esplosioni di caldaie è così ingente che molLi fra q itogli che ne fan no uso trovarono necessario di formare fra di loro una associazione collo scopo cli stipendiare degli ingogne l'i inca,·icati di visitare periodicamente le calclaio dei membri d'el co usorzio; clessa è l' associazione di ManchcsLel' di cui si parlò più sopra . Accadono annualmente in I nghilterra circa 50 esplosion i, eppul'e da Yarii anni non t111a delle 25 mila caldaie che sono sotto la sorveglianza tli quell a associazione fu causa di sirnili infol't1inii . Ciò prova il'l'efragabiJmento che una competente cd attiYa sol'rnglianza può l'it;;parrnint· la vita a cent ina ia d i persone, e perciò è dovern del governo d'intervenire per la saluLe pubblica . L'Italia non pensò ancora a fare una leggo di sorveglianza sulle caldaie, contentandosi di lasciaro in Yigore
Se il governo ha il diritto, anzi ìl dover e di sorvegl io.re le mucchine a vapore in generale, rleYe tanto maggiormente occupa1·si delle locomotiYo stt'adali, lo quali circolando sulle p11 bbliche strade e pe,· le Yie e le piazzo dello città so.no più di ogni a ltra al co utntto del pubblico . Perciò questo macchino, oltre ad essere sottoposte alla legge che regola l' uso dello caldaie a vapore (cloYe esiste) sono inoltro dovunqlle l'oggetto di specialr 1·egola,menti. 11 municipio cli Glasgovia ha in animo <li ordinore nel suo regol amen to di pulizia mt1nicipale che le vai•ie locomotive str9dali circolanli nelle vie di quella città sinno sottoposto trimestralmente nd una ,·isita per ve1·ificarc la sicurezza della caldaia, senza esonorat·.lc con c iò dagli obblighi in erenti al regolamento sulle locornoti,·e stradali in vigore in I ngh ilterra . Il regolamento de,·e uon solo garantire il pubblico da ogni pericolo, ma a nche da tutto le mo lesl;ie che possono ance.are queste macchine; ma non dern perciò creare inutili pastoie che inceppino l'ind11st1·ia ed il commercio. La legge sul.le locomoti ,·e straclo l i è da pet· tutto molto rostriLL iva. La legge inglese (1865) secondo il Iaeqmin è una ve1·a anomalia in confronto delle altre leggi di quel paese. Il regolamento francese clol 20 aprilo 1866, sul quale venne modellato il uostro del 18G8, è La le che se fosse strettamo11 te osser\'aLo, nè in Francia nè in Italia potrebbero le locomotive stradali od ierne compari1'e in pubblico . A dimostrare che questi l'ogolamonti hanno bisogno di riforma basta dfre che il fran cese e l' italinno (come l'inglese) prescrivono che ogni locomotiva sia munita di ruoto a superfici e liscia o di focolare fumi,·oro. Ora le ruote mQL1·ici dello locomo tive stradali s0no Lulto a s uper·Acie resa scabra in un modo o nell'altro, perchè altrimon ti non po l1·ebboro avel'e la <lobi la aderenza, o girerebbero a vuoto senza fa.1· a,·anzare il convo"lio a meno o
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che non fosse di un peso relativamente molto tenue; del resto le ruote a superficie scabra, quali s i usano oggigiorno, invece di danneggiare le strap.e, come temeva chi compilò quei regolamenti, recano loro un grande beneficio spianandole e rossodandole. RispetLo al focolar-e, se interroghinmo i costruttori più rinomati, tutti ci risponderanno che s inora non .si è trovato il modo di costJ·uire una locomotiva che non faccio fumo come richiedono i citati regolamenti . Ollraceiò in Italia è grave osweolo alla introduzione delle locomotive stradali il dover ottenere prima il permesso dalla prefcttu rn, che in certi luoghi per tema di inconvenienti suole r ispondere negativamente. Un noto ingegnere milanese che tiene un deposi to cli macchine si lagnava rneco di ciò colle seguenti parole : - Le difficoltà poste dal ministero dei lavori pubblici per la viabilità delle locomotive stradnli sulle sLrade provinciali e comunali hanno inceppa to la diffus10ne di queste macchine nel campo 3gricolo ed industriale. Speriamo che nel nuovo codice sanitario si penserà ad inserire qualche articolo o ad unire qualche allegato concernente le caldaie a vapore, e che quando si tratterà. di compilare il regolamento per l' uso delle macchi11e a vapore su i tranways, cli cui sentesi ogni giorno più il bisogno, si riformi nnche quello che riguarda le locomotive stradali, alt,rimenti queste macchine saranno sempre da una parte fonte di pericoli per il pubblico, e dall'altra incagliate nel loro sviluppo, con grande pregiudizio del commercio, dell'industria e dell'eserciLo stesso. Parma, novembre '1877.
STELLA SA BINO
capitano nel 4° t·egg. d'artiglieria.
DELLA DIFESA Dl msrA PEL G~LFO DI SPElIA
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Una ben ordinata e completa difesa di coste con opere di fortificazioni non può attuarsi in qualsivoglia punto del litorale; ma solamente dove speciali condizioni idrografi.che rendono possibile predisporre una combinazione di opere che nel loro complesso abbiano, in ogni cnso, un valor difensivo preponderante sull'attacco . Ad ottenere ciò concorrono due condizioni, l' una. indi pendente, l'altra dipendente dall'opera dell'uomo . - Ed in vero è evidente che nel solo caso in cui le condizioni idrografiche della costa sia.no di loro natura tali da irnporre 11n limite allo sviluppo e q uindi alla entità , dello attacco, sia pure possibile determinare il valore da competere alla difesa, perchè abbia sull'attacco la indicata prevalenza. Le condizioni idrografiche a cui si all ude si riscontrano o dove dei bassifondi incepr)a.no il libero movimento ed il concentramento dei bastimenti, o dove la costa fo rma insenature abbastanza pronunziate e ristrette in cui le navi nemiche debbano necessariamente addentrarsi per ado. perare efficacemente i loro mezzi d'attacco. Secondo questo concetto, ed ogni volta che vi s i prestino le condizioni idrografiche locali, il numero, la robus tezza e l'arma.mento delle opere necessari'e pèr la difesa divengono eleANNO xx111, VOL. J.
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DELLA DIFESA 01 COSTA 50 menti relati vi e determinabili; però una condizi one assoluta cleye presiedere alla disposi7.ionc delle varie opere, cd è: che abbiano simultarieità d'azione, onde non una oe ne sia in posi:;ione da poter esse1'e obbligata a difendersi da sola. Questo principio, che in tesi generale afferma la necessiLà che tutte, o nel maggior n!.1mero possibile, le artiglierie della difesa abbiano azione contro le na,·i utlacca nti, in quals ivoglin punto queste s i presentino, qualora non Yenga scrupolosamenLe osse1·,·ato, a nulla g iovano le fa vorevoli condizioni idrografiche a pro dello difesa, la quale a,·rà un valore illusorio; irnperocchè lascia all'attaccante la focoltil di concentrare la suo. potenza per battere uno. dopo l'all1·a le Yarie opere. I risulta ti di questo modo d i attacco sono imrnancahili e confermati da fatti assai chim·i, tra i quali, a volerne citnre nno, baster·ù ricordare .l'attacco di San Giovanni di Ulloa compiuto da una piccola divisione francese, composta di tre fregate, una corvetta e due bombarde, le quali perchè nppu11Lo potettero e seppero abilmente scegliere una buono. posizione a 1100 metri defilata dai pri11cipali fronti della ' fortezza, in una mezza giol'nata ln ridussero a capitol11re tuttochè a,·mata cli 103 bocche da fuoco . In genero.le circa ln difesa di costa s i ripete assai di SoYenle, ed in fo,·ma recisa di aforisma : dooerse!le ajfidare il cònipito esclw;ioo alla }lotta, la qnnle s i ritiene debba difendere il proprio litorale in ti.Ilo mare e da lontano . Invero; qnando con arditn in iziativa si porti la guerra sul litoulle del p11ese nemico p,·ocm·ando di paJ'alizznre lu sua potonzH mnl'ittimo, ngeuclo contro le hnsi organiche e di operazi one del suo na,·ilio, danneggiando i stìoi cantieri, arsenali, porli ecc., è molto facile che si renda fruslra11eo qualunque analogo tentativo per pal'le del nemico . :'.\fo anche una ard ita inizinLiYa può folli re per innumeroYoli imprevedibil i con tingenze, Che nelle operazioni marittime meritano un grunde coefficiente, e d'altro lato appunto perchè l'oppol'Luna iniziativa può essere feconda
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di grandi risultati, è da aspettarla anche da parte del nemico . Si comprende allora che il successo di nna battaglia navnle com ba ttu La in lontane acque può essere docisiYo, ed in lnl caso a chi rimarrà il dominio del mare sarti. dato scegliere 8: suo grado l'obbiettivo sul litorale dell'avversario, ove portecà gravi danni alle cittù ma,·ittime e la 1·ovina agJi stabilimenti pil'.1 importanti, cnntie1·i, arsenali, ccc., pe,· modo che su chi toccò l'insuccesso dovrà poi gravat·e un estremo disastro . L'a7.ione delle flotte deve essei·e libera, pronta, mobilissima; oncl' è che, nel modo stesso come sarebbe specioso il pretendere <':ho le fortificazioni, le quali sono difese immobili, dornssoro far fronte a lutto le operazioni conLro un esteso litorale , sarebbe un errore gravissimo Yincolal'e le operazioni della flotta a fal'o la guardia in alcuni punti determinati del prop r·io litorale, per tener-si ognora pronta a difenderli anche da quelle operazioui che il nem ico potreblie compiere in un tempo assai co1·to. Il golfo <li Spezia, dove è il massimo arsenale d' Italia . ' riconobbero tuLLi dovers i dife11dero con va Iide fortificazioni cd indipendentemente dalla flotta, la quale appunto per lusciai·l e liber'tà cl'azione per una forlo iniziativa nou conYerrù mai i,mpoverirla di un numero di bastimenti destinati a difendere l'arsena le, massime occorr-e11do In condizione di dover lottare con una potenza marittima superiore. Onde, checchè ne pensino gli abolizionisti ad ogni costo delle fortificazioni, non t·iusci1:ann o mai a provare la inutilità delle fortificaz ioni cost iere di Spezia, nè faranno creder~ .nlla co11venie11za, secondo . essi, di versn,·e a pro del naY1l10 la spesa delle fortificazioni, la quale al postuttò appena riuscirebbe sufTicienLe ad ncci·escero la flotta di nient'altro che cl' un qualche bastimento di più. Oppol'tunamento ad1111que si nffcrm6 la necessi Lù di difendcl'e il golfo con opere di fortificazioni; o, ritenuto co.me savi? cd indispensabile queslo prnvvoclinien Lo, sarò. utile csamrnni:e in qual modo possano essere soddisfatti i peincipii enunciati per- l'attuazione cli uno. buona difésa.
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A tale uopo giova premettere qualche cosa sull' obbiettivo che può proporsi l'attacco contro cui le opere debbono resistere. La Spezia è, senza alcun dubbio, un obbiettivo d'attacco importante pel nemico che volesse paralizzare la nostra fio tta, privandola dei mezzi indispensabili a tenere ~l mar~ per difendere il nostro litorale ; deve adunque ritenersi che il nemico, sia con un attacco marittimo, sia con un attacco dal lato di terra, sia con la combinazione di entramb~, potrebbe proporsi di raggiungere il suo i?tento. Ora lasciando da parte le fortificazioni dal lato d1 terra, la cui entità è relativa al maggiore o minore assegnamento sulle forze mobili che possono essere destinate alla difesa ·di Spezia, è evidente che le fortificazion i da costa, quelle cioè a cui è affidata la difesa contro m~ attacco di fiotta nemica, aver debbono un carattere d1 resistenza assol uto, che escluda og•ni transazione sulla loro resistenza, che deve incontestabilmente raggiungere il massimo, perchè a supplire al difetto di coteste difese non potrebbero certo concorrere le forze mobili, e non deve concorrervi la nostra ffott,a se vogliamo lasciarla svincolata da ogni obbligo di fare la guardia nll'arsenale, e vogliamo lasciarle la libertà cl' azione necessaria alla difesa del n.osLro esLeso litorale. Ciò premesso, le opere per la difesa dell'arsenale dal lato di mare debbono essere atte a proteggerlo dal bombardamento e debbono assolutamente impedire che una squadra nemica inoltri le prue fin presso alle banchine per appor-Lare l'opera clistruggitrice, sia con le artiglierie, sia sbarcando alcuni uomini muniti di rapidi mezzi di distrnzioue, per recare i maggiori danni possibili agli edifici ed al maLeriale. Senza dubbio il solo bombardamento non potrebbe avere mai effetti così esiziali come · quelli che pOtrebbe recare l'opera immediata di pochi uomini sbarcati nell'arsenale, i quali fossero muniti degli accennati mezzi di distruzione. Bastà infatti considerare che enorme danno potrebbe ap-
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prestarsi agli edifici più importanti dell'arsena le, quali sono i bacini , mediante qualche torpedine che si facesse esplodere nelle galler:ie di esaurimento dei medesimi, per intendere come non basterebbero più migliaia cli cannonate a produrre eguali 'd anni. È pertanto facile concepire che le fortificaz ioni di Spezia dovevano essere immaginate, bensì nel duplice scopo d'impedire il bombardament'o e l'accesso delle navi nemiche all'arsenale, ma dei _due in tenti, al secondo doveva darsi importanza assoluta. Nel le varie proposte per la difesa del golfo di Spezia prevalse sempre, e con ragione, l'idea di chiuderne l'accesso con una diga . Comecbè dapprima generalmente enunciata nello scopo d'impedire il bombardamento, sta però di fatto che essenzialmente doveva richiedersi che provvedesse al più importante scopo: d'impedire l' accesso all'arsenale . Senonchè, in quantb alla sHuazione della diga, varie opinioni vennero lungamente discusse e, mentre tutti, in tesi generale> riconoscevano la necessità di coll ocarla 'il più. lontano possibile dall'arsenale per impedire il bombardamento, non tutti furono concÒrdi intorno alla precisa situ azione da preferire per- raggiungere contemporaneamente il duplice intento d' impedire il bombardamento e l'accesso all'nrsenale. Una diga esterna s ituata nella estrema corda del golfo, segnata tra le punte lVlaralunga e Scuola, a prima visla, doveva parere la più opportuna, opponendo un osLacolo il più lontano possibile dal. 'arsenale. rvra questa situazione estrema, che pure a bella prima sembra la più razionale, avrebbe avuto un grave difetto . Infatti una diga i eui passi non si potessero validamente difendere col cannone,aclernpie male al suo fine, e la diga esterna non potendo essere altrimenti difèsa che con opere situate in p un ti estÌ·emi della costa nssieme ad altre erette sul corpo stesso della diga, tutte queste difese, rimanendo esposte al mare aperto, mancherebbero alla condizione che per quanto venne dimostrato, è. inclispensabiìe per aUuare una difesa preva-
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lente. L'atto.eco potendo liberamente svilopparsi, avrebbe sempl'e modo di scegliere buone posizioni per l'ìdurre al silenzio l'una dopo l'altra le difese esterne, ed allol'a quale al tra diiiico!Lù avrebbe il nemico ad oltrcpassnre la diga ed· a suo gro.do born.bardare, o poggio ancora accede1·e all'arsenale? Non volendo preoccuparsi dell'inco nveniente di espo rTe le opel'e a l mare aperto, una lin ea di opere nèll'estremu corda Scuola ~Iaralnnga ed una diga alquanto più indietro, costi tuirebbo una sol uzion e meno difettoso. . E veramente in questo caso a tener lonLa uo il hombai·damenl •), le di fese avanzo.te varrebbero nè più nè meno che nel primo caso; imperocchè nou è da arnrncUore che · a l nemico tornasse conto d'inoltrarsi fra gli intervalli delle opel'e, perch è se i bastimen.ti corrazzati possono debbono anzi osare, quando abbiano a fot·zm·e un passo difeso, simile operazione sarebbe inutilmente arrischi~ta quando, oltre il passo anzichè trovo.re il largo per isfuggire all'azione insislente delle aPtiglierie della ùifesa, andassero incontro ad uuo ostacolo quale sal'ebbe la diga situala alquanto più addie Lro della lincu. delle opere . La seconda soluziono a<lunquo oppol'rebbe conLro il bombardamento lo stesso dìfticoltù che la prima; però con questa diff'el-onza: che ridolLe a l s ilenzio le opc1·e di difesa, nel primo caso la diga eslerna. sorebbc impotente ad impedire, s ia l'accesso ttll'arsc11ule, s ia il bombanlamenLo che, ol trcpassata la d iga, sm·ebbe fH tlo anche da breYissima distanza, mentre nel secondo caso la digo, 1·imauondo in dietro co' suoi passi ancora d ifendib ili, percbè oltre alla possibililtl di avcdi più 1·istrelLi venebbero ad esser·e situati in un rientnrnle, rimorrebbe sempre Yalirla ad impedire l'accesso all'a r·~enale ed a limitnre ln. d ist:rnw. a cui i bastin1enti potrebbero a,·Yicinai·si per eseguire il bombardamento. Le esposto ragio11i sembrano co11clndenli per <Jimostrnro come pitl wliida della diga esterna, difesa con opere nella medes ima linea, sarebbe la diga alquanto arretrata, di-
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fesa più avanti da opere poste nella estrema corda del golfo, purcbè ben inteso si prnvveda nel secondo caso alla difesa iminedinta dei passi cou altro opere da costa situate di finnco ai medesimi. Però questa. seconda soluziono, quantunque m igliore della prima, è ancor·a appuntabile, i1T1po1·occhè le opei·e avanzate troYaudosi pure esposte 111 mare largo, mancherebbero dell e condizioni necessarie ad nssicurw·c Ja pr·evalenza della difeso., la quale, pet· quanto già venne dimosLra.to, pnò ottener·si net solo caso in cui l'attacco vengo. inceppato entro uno spazio lirnitAto ed il quale possa essere da pe1· tutto hattuto dal fuoco convergente delle oper e della difesa . È clun4uo necessario che anche le opol'C avanti la diga si trovassel'o in u11a sit1iazione rientl'ante la (1uale imponesse un limite allo sYiluppo dell'atLacco. , Ora è evidente, che a t1·adurre in atto il concetto della difesa uelle migliol'i possibili conclizioni, bisognerebbe avere lu diga ud uno. dis Lanza clell' arsenale superiore a 9uella necessnl'ia pel bombardamento; mo. però la diga 1stessa e le opere più avanzute dovr·ebber·o essel'e situo.Le in rientranza per rispe tto oll'est.rerna cor<lo. del golfo . ìVJn la lunghezza dell'asse del golfo di Spezia non permettendo l'&cce1111uta disposizione è chiaro che,. pcl' quanto sopra venne dimostt·nto, l'unica so luzione possibile, pc1· soddisfare il princip o che assicw·a la pt·e,·nlenza delln difesa, consisto 11el prncurar-e di tuuer sempre le opere in s itunzione rientrante ed ottenere che Ja lorn nzioue efficace si estenda fino al limite necessa1·io per impedire il bomhal'datnonto . In questo ,modo l'accesso alr arsenale sat·.'t impedito ìn modo assoluto cd a l bombat·damenLo si opporrà l'azione prernl eute delle baUol'ie della difesa . . In bl'eve : lo. soluzione oUirna si oLterrohbe qnundo Ja diga potesse essere situata oltre lu distanza cli bomba1·d_am_en to e fosse difesa ava11ti cou opere s ituate in un r-r~ntranle. - Non potendo aver questo, la soluzione mìgl10re è di aYere la diga il più lontano possibile daJl'ar>
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senale, protetta da opere disposte ed armate in modo da estendere la loro azione efficace oltre il limite di distanza necessaria per impedire il bombardamento; ma sempre colla condizione che le dette opere sieno disposte secondo una lin:ea in rientranza, affi nchè circondino e battano · efficacemente lo specchio d'acqua in cui il nemico dee i1ecessariame11te addentrarsi per poterle attaccare. A meglio chiarire le esposte considerazioni gioverà esaminarle in modo pi ù concreto e pel quesHo particolare della difesa di Spezia. La Fig. 1a rappresenta il caso che le opere avanti la diga fossero collocate nell'estrema ·corda del golfo, cioè una a Maralunga, una alla Scuola e Lre nell' intervallo ka questi due punti . Si s uppone a neora che la diga, posta tra le pun te Santa l\ilaria, Santa Teresa, cioè nella ubicazione in cui si sta costruendo, abbia i passi difesi da viciuo da una opera, situata su ciascuna delle accennate punte. In tal modo · la difesa con batterie a fior d'acqua sarebbe afAdata a sette opere, nelle quali s i suppone pure che i cannoni fossero installati in torri girevoli , o se vogliasi su piattaforme che pemrnttessero il ca mpo di tiro di 360°. Si fa pure astrazione dal considerare le altre opere pel tiro da posizioni elevate, le c1uali opere concorreranno sempre u Lilmente, ma non costituiscono il fondam ento della difesa . Si suppone ancora che il tiro effica·ce del cannone, di cui sono armate le batterie a fior d'acqua, s,i estenda a 2500m. Con questi da Li la zona innanzi ia diga efficacemente difesa sarebbe limitata. dalla linea mg distante in media 8700 dall' arsenale. In questa zona i fuochi si combinerebbero secondo il diagramma indicato dal la figuro, in cu i i numeri che distinguono i diversi settori indicano quante baLterie avrebbero azione simultanea in ciascuno di essi. Ora egli è facile scorgere che qon la indicata disposizione rimangono vasti specchi d'acqua battuti da sole due
batterie, nei quali i bastim0nti potrebbero situarsi per attaccarle da distanze assai brevi, e basterà al nemico far tacere una delle batterie per agevolarsi di molto il compito contro- dell'altra, ed allora si vede subito dal diagramma come il concorso dei fuochi verrebbe a diradarsi · ,e come si renderebbero possibili successivi e più facili .attacchi. Ma se invece immaginiamo che la difesa fosse combinata c.ome nel diagramma Fig . .2", sarebbe molto più grave il còmpito dell 'attaccan te, ed infatti, in questo caso, ad eccezione cli ang usti e più lontani settori in cui potrebbero situarsi i bastimenti senza subire altro fuoco che quello di due batterio, in tutto il res to sarebbero sempre -esposti a l tiro sirmiltaneo di più batterie. Secondo questo uni mo diagrarnma giova avvertire che le due bat,terie Scuola e Marnlunga si suppone ehe abbiano i rispettivi ,campi cli tiro limitati verso il largo, come è indicato dalle , due li nce ni n, ni' n' e. ciò per non lasciarle esposte da quella parte a11' attacco eseguito in settori dove mancherebbe il coneorso di altre batterie, si suppone pertanto che le indicate batterie fossero collocate in modo che la costa le defili dal mare esterno al di là delle indicate due linee costituenti il limite del loro campo di tiro da quella parte. Il paragone delle condizioni difensive offerte dai due diagrammi fo eh iaramente vedere che mentre col primo l'azione dei tir-i si estende ad 8700m dall'arsenale, ~ per contro la resistenza dell e opere non può essere bene assicurata, laddove col secondo diagramma l'azione efficace dell e opere non si estende oltre ai 7500m dall' arsenale ma la resistenza dell e opere può essere molto megiio assicurata . P ertanto se potesse ritenersi come innocuo o di pochissima efficacia il bom bardamento eseguito da una dis tanza non inferiore a 7500'" sarebbe evident,e la superiorità della seconda soluzione. Però si obbietLa che, se al presente non si può, colle artiglierie installate come ,oggi sono sulle navi, raggi ungere la gettata' di 7f>OOm,
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è da atl.endersi che quandochcssiasi perverrà ad ottenere
gere più lonta no il limite a cui potrebbero avanzarsi le navi per eseguire il bombardamento.
maggiori gettate. Questa obbiezione certamente è grave; ma al postutto, dovendo ciò risullare da una nuova ista llazione delle artiglier ie, non sem bra strano il supporre che in questo caso s i potrebbero avere delle gettate da oltrepassare · unche gli 8700 m. cd allora la disposizione del primo diagi·arn ma non avrebbe neppure l'ombra di qualche vantaggio r-is{letto alla seconda e sarebbe per ogn i lato inferiore. ~cnza dubbio q uando s i raggiungessero così lunghe gettate, riuscirebbe grave que$i to quello cli assicurare l'm·senalc da qualsiasi pericolo di bom bardamento, che potrebbe essere eseguito da tali dis tanze da non permettere alle nostr e batter·ie un' azio11e s ic ura ed efficace . [n ogni modo una diversa installazione delJ.e artiglierie sulle navi è cosa di là da Ye11 ire; e qua ndo mai si verificasse, occorrerebbero allora altri p ronedimenti per la difesa, la quale forse non potrebbe più essere affidata esclusivam ente all e fortificazioni, ma dovrebbe essere suss idia ta da lla flotta. Comecchè sia però, è sem pre vero che se nessuna delle due soluzioui esaminate r iescirebbe ad im pedire il bombardamento, la seconda sarebbe sempre n1.0Ito più valida per precludere l' accesso all'arsenale . 0 1tre Io indica Le due sol uzioni, potrebbe pensarsi a<l una terza che vedesi indicata nella Fig. 3, nella quale si suppongono le batterie s ituate. in tre punti scelti sul corpo della diga s tessa . Questa sol uzione avrebbe il vantaggio d i una difesa s ituata i11 un rien trante ; ma , oltrechè dimin uirebbe la distanza, a lla quale potrebbero avvicinarsi i bastimenti pel bou1bardamento, o.vrebbc sempre l' inco1wenient,e cli esporre ad. aLtacchi s t1ccessivi le opere da posizioni in cu i sar-ebbe scarso il concorso delle a ltre. A m igliorare il diagramma dei fuochi, evidentemente· converrebbe sempre aggiungere a ltre bo.tterie sulle punte della costa avanti la diga, cd allora s i r icadrebbe nella soluzione dc.Ila Fig. 2, senza avere il' vantaggio di spin-
Dopo avere ragionato intorno al co ncetto con cui debba essere studiata la difesa da costa, ed averne fotto applicazion e pe.l golfo di S pezia, conviene esaminare e dire qua lche cosa della più opportuna struttura da dare a lle oper e. Sarebbe superfluo ritornare qu i s u tutti g li argomenti ·tante volte ripetuti intorno ai va ntaggi e gli inconvenienti dell e v~u-ie forme cli batterie secondo i tre noti tipi, cioè
in barbetta, in casamatte corazzate ed in torri gireooli. Oramai le batterie in ,barbetta hanno. g ih foLto la loro prova. No'r1 pu ò per esse invoca rs i difetLo di esperienza per valuta d e a l giusto . Si sa che coi parape tt,i, s ieno pur gross i fu or di ogni misura, s i riparano imperfeUamente gli uom ini cd i pezzi, i primi perchè, durante il servizio . debbono necessaria men te esporsi, i secondi pcrchè non sono nè possono essere com ple tamente coperti dal parapetto . Aggravano q11este condizioni svantaggiose la precisione che sempreppiù acquista il tiro, e l' uso ognora più accetLa to dei proie Lti a scoppio e dei sldapnels . I pericoli da tem.ere per tali cause raggiungono un massimo per le batterie basse, come sono qu e ll e da costa a fior El' acqua e par ticola rmente se armate di grossi cannoni che p iù pro ba bilmen~e possono essere danneggia ti da tiri diretti o anche da schegge· capaci di guastare i meccanisrni dell'affusto. Sieno pure le batter ie. in bnrbcUa a fior d' acq uà armate dei più potenti cannoni, potrà sempre darsi il caso che attaccaLc con cannoni di minor calibro, vengano costre tte a l s il enzio . Partic.:olarmente poi è q.a considerare come pericoloso possa r iuscir e per le baLterie a fio r d'acqua il caso cli un attacco combinato da m ar e e da terra, se il nem ico giunga
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a prendere qualche posizi.one che le domini, cosa che, comunque potrebbe essere molto arrischiata, per la presenza di altre opere di difesa, pure no n può lasciarsi affatto inosservata . .Evidentemen te le baUerie cora;,:za te a casamatte od a torri gi-revoli, vanno esenti dagli accennnti inconveu ienti . Finchè possa fa rs i assegnamen to sulla grossezzu dello -corazze o sulla pos s ibilitù di. ridurre al' minimo la probabilità che le cannoniere s ieno imboccate , qu este batterie sono in condizioni indiscu tibilmente superiori. In ogni modo gli inconvenienti che si obbiettano contro di esso sono di tale indole da es sere vinti od attenuati dal- · l'opera dell'uomo . Invece per le batterie ; barbeUa il difet,to è insito e proprio del tipo loro . l\fo le batteri e a ba r betta hanno per loro un requisito il qua le nelle r is trettezze fina nzia rie s 11ole cornparire sotto un aspetto molto concilian te : coslano assai m eno delle batterie a casa matte od a torri corazzate. Non giova diss imularlo, la qi1oslione economica. r iveste ta.le un carattere irnportan te .da prenderla seriamente in considerazione, perchè segna i limiti del possibile, indipendentemente da lle cons iderazioni tecniche ch e a dditano le esigenze necessarie. Non sembra q ttindi fuori d( pro posi to, prima di esaminare i cr iteri cli confron to fra i tre tipi in discorso, stabilire i rnpporti dei medes imi in q uanto a s pesa . Senonchè pel caso speciale del golfo di Spezio, av uto rig uardo a ll'estensio11e da dare a i cnmp i di tiro por ottenere la combinnzione di fuoch i indica ta nei cfoigrammi già disctissi, devesi necessariamen te fa re astrnziono dal considerare le batterie a casamatte eorazza te , il campo ,di tiro deÙe qu ali è molto limitnto . Pertanto si dovranno mettere in confronto le ba tterie a torre e quell e a barbetta; o per is lnbilire dei da ti concre ti s i s uppone : , a) Che l'armamento s ia foUo col cannone da 100 tonnellate ita lia no . . b) Che le corazze s inno di 55 cent. di grossezza e di fe r1·0 acciaioso secondo il campion e presenta to dalla ditta
Schneider per le prove fotte a S pezia col cannone da 100 della marina . e) Che per la insta llazione in torre convenga sempre di avere in ciascuna torre due cannoni, mentre per l'i ns tallazione in barbetta convenga, per ogni cannone, avei'e una batteria isolata (batteria n pozzo) la qua l cosa è r i- chiesta, s ia per po ter dnre a l pezzo un esteso campo di tiro, sia per non esporre pi ù di un pezzo aì m edesi mo tiro da mare (1) . ' d) Che i parapetti occorrenti per le batterie a barbetta, come pure quell i che nelle batterie a torri coprono le parti inferiori delle medesime, a nzich è costruirli in lerra od in sabbia, convenga forma rli con robusti muri di grossezza non inferiore n 7 metri . e) Che s ia qua lunque la installazione del cannone, i local i per munizion i, meccanismi e r icoveri convenga situarli al diso tto delle piazzuole. . f) F ina lmen te si ritiene pel cannone da 100 tonnellate il costo di L . 300,000 compreso l'affusto e messo in batteria. In base ai criteri fin qui esposti vennero calco la te in ! via sommaria le spese ragguaglia te per uy cannone da 100, installa to , s ia in barbetta, sio in t,orTe, e secondo ch e la ba tteria fosse costruita isolàta in m a re, sulla diga,. o sulla costa . I risultati di ques ti caleoli sono anno tati nell'unila tabella A, dalla quale risu lta che t,utto compreso ed anche il costò del cannone ed access ori : Las . . 0• • , . )seisolatainmareL. 665,000,00 can none ll _. o·· OOO pesa pe1 obm . b tt ,· . b ,1 , . , . se su a ù1 10 a )) 61 5 , , 00 111 a etmd a1Jettde . / t .aGOOOOOO \Se su11a cos .a » 1· , , · . . (seisola tain nrnre >> 1,140,000,00 La. S pesa per ogni can- \ . · · t·orrc è · (se sulla d1gra » 1,090,000,00 11one m · se sulla costa )) 9_67,000,00
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(l) Si ·esclude a prio,·i il caso çhe i canno ni situati in bar betta potessero essere colloca ti su piattaforme girevoli; ciò che permetterebbe di accopp iar li come nelle torri, perchè le piattaforme sarebbe ro tro ppo male garant ite bastando i soli materiali staccati dal ·parapetto, che ven'issero a cadere su di esse, per incep- · parne il_movimento di rotazione.
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Adunque se pel cannone a batteria, cioè : corrispondenti
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i, r:l, e, rappresentano i p:ezzi . ri~pcttivi barbetta secondo le tre s1tuaz10~1 del!~ isolata, sulla clig~ e· sulla costa, 1 prezzi pel cannone in torre saranno : 1, 71 i, 1, 77 cl, 2,06 e
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< ~.
Si p nò dunque ritenere che nel solo caso della situ~zione della batteria sulla costa, il prezzo del cannone m torre eccede di pochissimo il doppio del prezzo del cannone in barbetta, e poicbè per le altre situazioni, cioè sulla dio-a o su fondazioni iso la te in mare, il prezzo del 0 cannone in torre è sensibilmente rninore del doppio di quello del cannone in barbetta, si concederò. d i leggieri che nelle condizioni della difesa del Golfo di Spezia, in cui' occorrono almeno due batterie isol ate in mare, il considera're in media il prezzo di un cannone in torre eguale al ·doppio del prezzo del cannone a bnrbetta sia già, . dal , lato spesn, una ipotesi tutta a favore per quest'ultimo modo d'installnzione. Ma due cannoni in barbetta equivalgono dal punto di . vista della difesa ad un cannone in torre~ Ecco la questione im por.tante, il cui esame merita ta 1:to pit1 di esser~ attentamente ponderato, in quanto che d1 sua natura e molto complessò e frattanto mancano clementi di con. fronto per discu terl i con qualche esatt~zza. Nondimeno se non può aversi una ngorosa soluzione del quesito è possibile giungere ad alcuni criteri di pratica utilitit. A tale uopo conviene rimettersi sott'occhio il diagramma Fig. 2 e supporre che i vari setto ri di fuoco s iano corrispondenti ad un egual numero di, pezzi, sia nel caso (I) Qualora si tenga conto della spesa pel r ives timento interno colle pi~stre sia per lo spallo de lle torri sia per la scarpa interna del parapeHo come, e indicato nel N. lJ. della tabe lla A, q uesli ra pporti divenauno: f ,2S i - t ,HO d- 1,4:1 e; molto vantaggiosi per la installa1. ione in torre; ma che ponemo da parte per dimostrare il nostro ass Lllllo con esuberanza di ragioni.
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che fossero in barbetta, sia nel caso che fossero collocati in torri girevoli. Ora, per fare una ipotesi favorevole per le batterie a barbetta, ritengasi. che, essendo armate da cannoni da 100, fossero attaccate da bastimenti munitì di cannoni meno potenti, o in alLri termini supponiamo che 1wessero da lottare con bastimcnli del tipo in maggioranza presso le odierne marine, è evi dente che i cannoni da 100 tonnella te avrebbero azione efficace a di.stanza superiore ai 2500m considernti nel diagramma, ed anche superiore a · quella che prudenzialmente potrebbe fissarsi per avere sufficiente . probabilittl di colpire. Ma quale che sia questa distanza è fuori dubbio che anche i bastimenti, all a medesima distanza, avrebbero azione efficace s ulle baUerie. Lao11de, se presa come raggio la distanza in parola, si descrivano i set,tori di fuoco come nel diagramma Fig. 2, si avrà un nuovo diagramma simile al pr·ecedenLe, in cui vi saì·anno pure verso il lembo della zona complcs- · siva dei fuoch i, degli spazi battuti appena da due batterie contemporaneamente, ed anzi quanto maggiore sarà il raggio d'azione efficace, tanto più estesi saranno cotesti spazi debolmente batLuti. Invece, ·se le batterie fossero a torri con corazza di 55 centimetr i, sarebbe anzi tutto necessario che le navi attaccassero anche con cannoni da :1.00; ma inoltre sarebbero obbligate a ridursi a breve distanza dalle batterie per poterl e efficacemente altaccare e sarebbero quindi costrétté ad addentrarsi in zone di acquo baUuLe in una volta da non meno 4 o 5 batterie. - Adunque la presenza delle torri con corazze cli 55 centimetri nel caso del diagramma secondo la Figura 2, cq uivale anche più che a raddoppiare l'azione contemporanea delle batterie sull a zona utile all 'attacco, o in altri termini significa, che un cannone in tor.re può sicuramente considerarsi cquivalcnLe a due cannoni in barbotLa; con questo di più : che contro le batterie a barbetta bastano anche cannoni di calibro ordinario, mentre contro quelle a torre con corazza di 55 centimetri sono necessari cannoni da 100 tonneliatc. ,
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DELLA . DIFESA DI
COSTA
Se poi si suppone che i bastime'.1ti ?ltre ad _e~s~re armati da cannoni da 100 fossero ez1and10 mu111t1 d1 competenti corazze come nel tipo Duilio, Dandolo, Inflexible, allora le batterie a barbetta si troveranno sempre nel caso di essere attaccate dal largo, onde il numero di esse qualunque fosse non compenserebbe la i1:1efficacia del _tiro, mentre le batterie a torri sempre costrmgerebbero 1 bastimenti ad attaccare in zone d'acque assai limitate, dove la difesa avrà pure azione efficace non solo, ma la possibilità di prevalere pel numero dei pezzi . Le deduzioni fatte circa il confronto tra la installazione del cannone in barbetta od in torre, giova ripeterlo, non sono nè generali nè rigorose; ma per il caso speciale che si è considerato, eioè per la difesa del golfo di Spezia, costitu iscono un eriterio abbastanza sicuro, per far decidere in favore delle batterie a torri girevoli. In quanto poi alla peculiare struttura delle torri, dopo . gli sperimenti fatti a Spezia eol cannone da 1?0, se~b:~· che ove fossero corazzate con piastre Sehne1der d1 ::>;:> centim etri di grossezza, sarebbero capaci cli resistere a~ cannone di 100 tonnellate, ed infatti da quegli sperimenti risultò che le piastre Sch11eider non furono interamente perforate dal cannone di :LOO t?1~nel~a~e- col p~oietto_d~J08 chilogrammi, lanciato con velocità mlZlale d1 metn 4~~,4, con velocità d'urto di' metri 451.,8, e quindi con un lavoro totale cli urto di 9333 dinamodi. Ora delle piastre, che nelle favorevoli co1; dizioni del tiro che si fa al bal ipedio si sono comportate in rn.odo tanto soddisfacente, non è a dubitare del migliore r isultato che darebbero al caso pratico, massime se si considera la improbabilità che il proietto vada a colpire _la murata della torre col suo asse normale alla superficw della corazza coincidente in direzione con l' ultimo elemento della traettoria; le quali condizioni possono solo verificarsi nel tiro sperimentale fatto con calma ed a br~vissima .dis~anza .. t noto che in proposito delle batterie del golfo eh Spezia, il signor Gruson, dietro richiesta del nostro Governo, esibì
diversi progetti di batterie corazzate e di torri girevoli con corazze di ghisa indurita. In generale il tipo delle une e delle altre parve accettabile, e solo vi fu disparere intorno all'opportunità di ordinare la difesa di Spezia con batterie in casamatte corazzate o con sole torri girevoli. Quel che è ce~to, che secondo il tipo Gruson una torre per due cannoni di 90 tonnellate con grossezza di parete di ghisa capace di resister-e al cannone da 32, costerebbe lire 1,400,000, ed il peso totale della torre sarebbe, escluso i cannoni, di circa tonnellate 161.6.Inveèe una torre del tipo Duilio con corazza di 55 centimetri sarebbe capace di resistere al cannone da 100 tonnellate e calcolata pure la spesa d'un anello corazzato di 45 centimetri di grossezza sul rivestimento interno dello spalto della torre pei soli settori esposti, costerebbe in complesso 1,446,000 lire circa riducendosi il peso della torre a sole 600 tonnellate circa. Vedesi aduiique in quali migliori condizioni si possono ora avere delle torri capaci di resistere al cannone da 100 tonnellate, abbandonando l'idea di costrurle cli ghisa indurita ed adottando invece le cot·azze di ferro acciaioso. Ma qual è il numero di torri, ciascuna con due cannoni da 100, necessarie per assicurare la difesa del golfo 1 Per rispondere a questo quesito basterà poter· prevedere qual è il numero dei bastimenti che conservando la libertà d'azione necessaria per l'attacco possono contemporaneamente presentarsi nella zona d'acqua in cui necessariamente debbono inoltrarsi per poter efficacemente operare contro le torri . - Considerando che la detta zona può anche rendersi pericolosa con torpedìni, pare difficile che più di tre bastimenti (tipo Dltilio) potessero in una volta presentarsi all'attacco delle opere, avuto riguardo all'ostacolo che ad essi farebbero le torpedini e la d istanza che dovrebbero conservare per moltiplicaee gli obbiettivi della difesa! Sembrerebbe quindi sufficiente che ciascuna delle sette batterie indicate nel diagramma fosse formata di una sola torre con due cannoni da 1.00 tonnellate, per essere sicuri della validità della difesa. ANNO XX l ll, VOL. I.
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PEL GOLFO DELLA SPEZ IA
DELLA DIFESA DI COSTA
per la difesa del nostro al'senale, e nel tempo stesso s'intraprendano le costruzioni ch e occorrono per la difesa definitiva cominciando da quell e che richiedono pii\ 'lungo ]aYoro. - Di pari passo alla costruzione dello opere dovrebne procedere quell a dei cannoni da 100 in guisa che nel lasso di 5 anni circa la difesa fosse completamente stabilita . Credi.amo pure che una difesa pr ovvisoria non s ia difficile attuarla in tempo assai breve, perchè già la ·diga chiude il golfo e non resta che difendere le acque avanti di essa per impedire il bombarda rnento, ciò che non sarà. difficil e otte_nere con torpedini e con batterie che le difenda no, procurando però che tali baUerje sieno orientate in modo da nQn dar presa all'atLacco dal mare largo, che così obbl igheranno quest' ultimo a sv ilupparsi in un r ientrante ed a subire l'azione avviluppante e convergente della difesa.
Ridotta la quistione in questi termini la spesa occorrente risu lta dal seguent~ calcolo : Per due torri su fon dazione isolata in mare, compresi due cannoni, macchine, ecc., e com~ preso il r·ivestimento interno dello spalto (Vedi tabella A) . ciascuna lire 2,506,000 . . . . . L. 5,012,000 Per cinque torri sulla costa, compresi i due cannoni, macchi na e meccanismi, e compreso il r ivestimento come sopra, ciascuna lire 2 120 000 . . . . . . . . . . . . . . . . . L . 10,600,000 )
)
Totale. .
L. 1.5,612,000
Dalla qua l somma se deducasi il pre7-zo dei 14 cannoni da 100, si avrà per sole opere di for ti:6cazioni destinat,e alla difesa della costa con tiri radenti e perforanti, la somma di lire 11,412,000. La difesa costitui ta nel modo anzidetto crediamo possa ritenersi come definitiva in quan to al concetto. Nelle sue modalità, crediamo bene, possa essere soggetta ad emendamenti, i quali entrano però nel campo degli apprezzamenti e possono essere estimati in differenti maniere. Può ad altri pa_rere troppo debole l'armament? yropos~o in soli 14, cannoni da 100 tonnell a te, e può porsi m dubbio se la robustezza delle opere raggiunga il Ji rniLe necessario 0 l'oltrepassi con inutile spesa; ques te ed altre obbiezion i potrebbero essere sollevate ;. ma n?n _credi~mo_ l)e~-ò ~he possano elevars i al grado d1 que.st1oru pregwd1zialt, ~-ltenendo che intorno ad esse non sia difficile in tendersi per venire ad una pratica soluzione . L'unica vera quis tione pregiudiziale è quella . che per mandare in atto le proposte di cui trattasi, anche nei lim iti r istretti in cu i le abbiamo profferte, occorre norr solo una spesa considerevole, ma un tempo troppo lungo per poter opportunamente provveder~ ad una urgen~a già troppo trascurata, e perciò comprend_iamo come ogm_prudenza voglia che facciasi pres to ed il meglio che s1 può
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CESARE GUARASCI.
Batteria a barbetta per un cannone da 100 tonnellate (ilaliano). Batteria isolata in mare
Batteria sulla costa
Batteria sulla diga
[
Scavi per l'impianto e fondazioni L. 40000.00 Murature . . . . . . . » 105000.00
Scogliera e platea di fondazione L. 245000.001 Scogliera di fondazi one, platea Mu ratura . . . . . . . . . » 105000.00 sovrastante e sovraccarico . L. 195000 00 Muraml'e_ S)lperiori per ricove1•i, Prezzo del cannone da 100 tonnelmagaz:rn11 . . . . . . . . » 105000.00 late (compreso l'affusto) » 300000.00 15000.001 Cannone da 100 tonnellate (comMeccanismi di versi. . . >> preso l'affusto) . . . . . . , 300000.00 ~'leccanismi di versi per l'eleva-
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Prezzo del cannone ed affusto. » 600000.00 .,, 1~000.00
:Meccanismi diversi.
,; one de Ip1·oiettile, ca r1cb:, ecc.• · 15000.00
<
f:,< I/)
Totale
. L.
'r otale . . . L. 615000.001
665000.00
o
Totale
. L.
460000.00
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u
Batteria ad una tor re (con corazze Schneider di 55 c~mt.) per N. 2 cannoni cla 100 tonnellate. Batteria isolata in mare
Scogliera e platea di fondazione» Murature . . . . . . . . . .,, Torre per 2 cannoni . . . . ,> Meccanismi diversi e maèchina a vapore per 10 ca valli . , 2 cannoni da 100 tonnellate »
•r ot.ale
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·
Batteria sulla diga
I
Batteria sulla costa
426000.001 scogliera d~ fonda:done, platea e Sc<1:vo per l'impianto e fonda11,1000.001 sovraccar1co . . . . . . . L. 326000.00I z1one. . . . . . . . . . L. ,10000.00 1055000.00 MuraLu re supo:iriori per ricoveri, MuraLure . . . . . . . . . 'P }7,(000.00 magazzini, ecc.. » 174000.00 Tone pet· 2 cannoni . . . . > 10.>5000.00 25000.00 Meccanismi e macchina a vapore!) 25000.00 Meccanismi di versi e macthina 25000.00 600000.00 Torre per N° 2 cannoni . . . » 1055000.00 a vapore . . . . . . . » Cannoni N° 2 da 100 lonnellate » 600000.00 2 cannoni da 100 tonnell ate. » 600000.00
. L. 2~sc ooo.00 1
Totale
. i,. 21soooo.00
·rotale
. L. 1891.000.00
1
N.B. 1° 11 sopraccarico considerato nell'art. scogliere di fondazion i e platee ha per oggetto di assicllrare il perretto rassettamento delle rond_a7.i~ni o si _suppone formato con un masso di pietrnme costituente un peso non inferiore a quello delle costruzioni da sonaimporre alle fontln-
z1om moctes1mo. 2° Nel prezzo com plessivo delle torri non si è tenuto calcolo <lei costo del rivestimento anu lare con piastro di fe1To in gil'O nella parte interna dello spalto. Questo rivestimento che certo è necessario per lo spalto delle torl'i non lo è meno 'pe1· t'ivestire le scarpe interne dei parapetli nelle batterio a barbetta, questo riveslimento quando rosse limi tato in un caso o nell'altro t1l solo settore più esposto e fosse ratto con corazze cli 45 cent. porte1·ebbe un aumento di spesa di L. 226000 cit'ca.
LO SHRAPNEL, ·. SUA EFFICACIA CONTRO LA FANTERIAIN ORDINE DI COMBATTIMENTO
Nell'ultima g uerra della Germania contro la Francia lo shrapnel, di cui erano provviste le batterie tedesche, si dimostrò poco efficace; non per ciò esso venne messo in disparte, anzi, intravedendo i Tedeschi in ques to nuovo proietto {lì il miglior mezzo di tenere la fanteria nemica a distanza maggiore della gittata utile del fucile dalle batterie, e di snidarla, dalle posizioni coperte a vista, il ministero della g uerra prussiano rivolse ogni s ua cura a trovare i di fetti che menomavano la sua azione . E vi riuscì. L'adozione d'una nuova spoletta a tempo di mirabile precisione, ed alcune. ma piccole, modificazioni nella costruzione del bossolo, cambiarono talmente le co ndizioni dello shrapnel tedesco da renderlo d'u 11 impiego . sicuro per le baLterie da campagna fi no alla distanza di 2200 e più metri . (1) Sebbene introdotto i n Tnghillerra fin dal 1803, lo shrapne l non venne ammesso , che da poco tempo a far pa.r te de l mu nizionamento delle batterie da campagna · presso g li eserciti, sta.utc la poca esattezza di til'o delle bocche da fuoco ad avanC'l.rica. 1n P iemo nte esso ven ne esperim en tato negli anni 1837, 1~38 e 1839, ma fu solo nel 1873 che lo si adottò definitivamente p"r le batterie da 7 BR (ret.) contemporane am ente a queste.
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S UA EFFICAC IA CONTRO LA F ANTF:RIA, E CC .
L O S HRA PNP. T.
È naturale che per esegu ire con lo shrapnel il tiro a distanza cotan to 1·agguardernle con probabilità di successo, occorrono bocche da fuo co fo mite di eminenti q,ua lità balisLiche, come si r iscontrano nel lo model'nc a rt iglierie a relroca1·ica . Anche i nuovi cannoni inglesi da 9 libbr e (cen t·. 7,G2), e da 16 libbr e (ccntim. 9,14), che sono a caricameuto da lla boccn, hanno dato ris ultati dr tiro non molto infe1·iori a quelli ottenuti con le batterie da cam pagna prussiane ; ma i m ezzi es trem i cui s i dorntte r icorrer e per porLa r:e la p1·ecisiono di til'O a tale perfezione, quale fino ad ora non Ycnne raggiunta che dai cannon i a retrocarica, sembrano per molte ragioni di un valore pro blema tico . Lo sl11'apnel costituisce attualmente pai·Le n1gguarcleYole nel m 11 nizionamento delle artiglierie da campo . Espresso in propo1·zione centesim o le, esso forma in Ing hi Jterra il 51,6 del munizionamento delle baucrie da 9 Jibbl'e ed il 62 di quello delle batterie da 16 Jibbl'e; in Aust1·ia il 31,6 Helle ba Ltc1·ie da 8 cd il 31 ,2 in quelle du 9 centime tri; in SYizzei-a il 45 nelle hnLLeric dn 8 ed il 25 in quel le da 10 centimetri; da noi infine il 43, 75 nelle battel'Ìe da 7 ccl il 47,7 in quelle da 9 ccntimetl'i . S ola men te ln F ra ncia gl i coRLcsta a nconi il posLo ch e per un nnim ità cl i ved ute gli acconsentirono le altre potenze; nel munizio11nmento delle ba tterie fn:1t1cesi dn S libbre Io shrap nel l'fl [)pt·escnta solo il 12,5 poi' cento ec.l il 10 pe1· ce1ito iu q uelle da 7 libbi-e n> . Ì\ [a la F1·ancia ha poca ticlucia nelle spolette a tempo attua lmente in uso presso gl i alLi-i esel'ci ti, e s i ser ve Lu tLora di spoletto o. percussio ne, s is tema B nctin e
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ple tc 11ozioni che si avevano fino agli ultimi 01111i circa
il suo modo di funzionare. Accurati studi fatti dopo il
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llenriet. Fra le cause che s i opposero per lungo tempo a1l'int1·oduziouc dello s hrapnel prnsso le a l'tigl ie1·i e, sia cl o campo sin da posizion13, in tutti gli eserciLi, va specialmen le anno,·erata la credula diflìcollù cl' impiego di questo proietto; d.ifficollù che traeva essenzia lmenLc origin e c.lal1e iu com( I) CLAVAR!NO. J/arltglieria da campo in Eiwopa nel 11na. To1·ino 1Si6.
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1870 ull'estc1·0 e da 11 oi, misero in chiaro q uanto y' era di dubbio s 11llc qnistioni pr incipali, e la discrepa nza di. opinione che ancor sussiste su taluni punti d'importanza secondaf'ia , non hanno impedito che si addiren isse a lla com p ilnzion c delle tavo lo cli tirn a nche per questo proie tto . Kon si p11ò negare che la Yali1tazionc della distanza del punto di scoppio ![elio sl11·apnel dal bel'saglio non costituisca diffk oltù cli Lil'O , mo codesto incon veniente s i elimino. per opera della stessa boccn da fuoco, la cui perfezione offre il mezzo di determinare con sufficiente esat,t,ezza la d istanza del bcr sngl io ch e nLOlsi colpire, sparando alcune g ranale co11 t1·0 il medesi1110. Una volta 1°ettificato il til'O poi si hanno Lutti i dati per ben graduare la spoletta, ossia pet· cnlcolar nc la d uraLfl di cornbustione. li maggiore belga Le Bo ulengé, invcntorp de l telcmell'O che ne portu il nome, ann0Ye1·,1 fra' le qualità che rendono prezioso il s 110 s tr umento, aucbc q ue lla di pe1·mcttc re la m is u1·n della dista nza <lei punLo di sco ppio dell o s hrap nel dalla batteria, con suf!iciente esatLezza; basla, secondo lui, ossei·rnre la Yamptt dell'esplosio ne e la rlctonazione per uvere i cltlti che si cc1~ca no. Aste11en doci dnl prou unciarc un giudizio qunlsiasi in mel'ito a questo punto, osserve1·crno che l'espm·icnza 11011 ha ancol'n confermato le previs ioni del Le Bo ulc11gé . Ma l' o.rtigliei·ia ha il mezzo di giuclica!'e la distanza senzn il sussidio di alcun telemetro, c:iò che non s i può <lire della fèitite l'ia . E sì c he uu errore in q ues to seuso, pel' la natura s tessa dei proietti che lanciano l'ar tigl ieria e ln fante1·ia, riescirà sempl'e più dannoso a questa che o. qt1e lla, s pecialmente se trattnsi dello shrap nel , la c ui efficacia co11tl'o truppe scopel' Le è grandissima, com e ne !anno fede le nume1·ose espm·ienze di tirn, eseguite dopo Il 1871 presso qua s i tutti g li eserciti, contro la fanteria nelle sue di verse formuzioll i to.Uiche . Lo shi-apnel è una specie di gi·anata, e son-e pc1· portal'e
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SUA EF FICACIA CONTRO LA FANTERIA, ECC,
· LO SHRAPNEL
le pallette di metraglia contro bersagli situati a distanze superiori a quelle che si possono utilmente raggiungere col tiro delle scatole a metraglia ordinarie. Consta perciò di un bossolo foggiato esternamente come la granata di uguale calibro, e ripieno di pallottole che si sprigionano a breve distànza dal bersaglio per effetto dello scoppio di una piccola carica interna, cui si comunica il fuoco a mezzo di spoletta a tempo . Le pareti dello shrapnel non devono presentare soverchia grossezza, affine di evitare l'impiego, di grosse cariche di scoppio, le quali disperderebbero di troppo le pallottole; nemmeno h anno da essere talmente sottili da non reggere all'urto della carica di. fazione. L'impiego della massima carica nel tiro a shrapnel è reso necessario dalla circostanza, che anche alle grandi distanze la velocità del proietto nel p unto di scoppio ha da essere sufficiente per lasciare alle pallottole, liberate dall'iùviluppo, una forza viva che basti a metter fuori combattimento bersagli animati posti fino a 300 metri al di là del punto di scoppio. Lo shrapnel s i può far scoppiare in un punto qualunque della sua traiettoria, mediante conveniente graduazione della s poletta; ma per ottenere gli effetti desiderati sul bersaglio bisogna che esso scoppi mentre percorre il ramo discendente, ad una certa distanza dal bersaglio e ad una certa altezza sul terreno. Si è convenuto di chiamç1.re la distanza dal bersaglio col nome di intervallo di scoppio. Variando l'alzo caù.1.bia l'altezza del. punto di scoppio, e variando la grad'uazione della spoletta cambia l' intervallo. Contro bersagli scoperti, se il tiro è ben regolato, l'intervallo s ta fra i 40 e 60 metri; · l'altezza viene, per le singole distanze e bocche da fuoco, indicata dalle tavole di tiro. ContI'o bersagli copert{ lo scoppio ha da avvenire pochi metri al di qua del ciglio dell'ostacolo, a 2 a 3 metri sopra il medesimo . L'esperienza ha dimostrato che la pallottole all'atto dello scoppio, disperdendosi, danno origine ad un fascio conico di traiettorie. I
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L'angolo del cono che limita le tangenti alle traiettorie delle schegge e delle pallottole nel punto di scoppio -del proietto, ossia l'apertura del cono al vertice, varia con lo shrapnel; per quello del nostro cannone da 7 cent. BR. da campagna esso si ritiene uguale a circa 19 gradi; l'asse del cono si suppone coincidere ad un dipresso con la tan.gente alla tra iettoria del proietto pel punto di scoppio. Gli artiglieri tedeschi e r ussi dividono il fascio di traiettorie in tre zone : 1° una interna (centrale) conica, che ritiensi non contenga quasi alcuna pallottola (effetto che si ascrive alla rotazione del proietto ed alla carica di scoppio); 2° una esterna percorsa da pochissime pallottole, e 3° · una intermedia, detta anche cono denso, che contiene quasi tutte le pallottole e le schegge. La generatrice del ,cono denso forma con la traiettoria un angolo di 4 a 6 gradi; secondo la teoria prusso-russa il massimo effetto .si ottiene diri gendo verso il bersaglio la parte inferiore o la parte superiore del cono denso . Non tutti gli ufficiali cl' artiglieria ammettono però la formazione delle tre zone suddette; taluni ,contestano l'esi.stenza del cono vuoto al centro del fascio di traiettorie, -e ritengono solo che quest'ultimo s ia ad un dipresso s immetrico attorno alla traieUoria che percorrerebbe il proietto se non scoppiasse. Lasciando a coloro, che più di noi sono versati nella balistica, giudicare quale fra le due version i meglio risponda alla realtà, ci limiteremo a distinguere nel fascio di traiettorie la parte inferiore, r ispetto all'asse del cono, dalla parte superiore. La parte i11feriore del cono forma con l'orizzonte un ·angçilo di 4 a 6 grad i magg iore dell'angolo di caduta del proietto; la parte superiore del cono invece forma con l'orizzonte un angolo di 4 a 6 gradi minore dell'angolo di caduta. Nei tiri fatti con 1-)ngoli di caduta inferiori nlla semi apertura d' angolo al vertice del fascio di dispers ione, le pallottole di quest'ultima parte del cono si dirigeranno· pèrciò in alto, con inc.linazione più o meno _grande, a sec~mda della citata differenza.
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LO SHRAPNEL
SUA EFFICACIA CONTRO LA FA~T E RIA) ECC .
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Le pallottol e percorrono lo spazio con velocità pro por zionata a quella restanlc del proiett,o nel punto di scoppio, per disperdersi sul terreno antesta nte a distanza variabile, che può arrivare fino a 300 e più metri al di là del punto di scoppio, co me giil s i è avvertito . La teori.a prusso- russa non ammette che s i possa utilizzare contempora nea mente contro il medesimo bersaglio le d ue parti del cono sopra distinte; , e dice che .bisogna cercare di dirigere co ntro di esso la parte superiore o l'in feriore , Per colpire il bersaglio co n quest' ultima si aumenta l'angolo di c1cva1/,ione, e lo s i d irnin uisce quanùo s i vuol mettere nel medesimo le pallottole della parte superiore, tenen do in ambedue i casi ii1variata là graduazioue della spoletta , Il primo genere di tiro dicesi alto, e basso il secondo , Kclla m aggior parte elci casi conviene servirsi del tiro basso, l'isuHando lo spazio per icoloso battuto molt.o più grande cbe nel tiro alto . L' impiego cli <1uesto si limiterà quindi a q uei casi in c ui il bersaglio è coperto da un ostacolo resistente posto in una vicinanza, com.e pieghe del terreno , trincee., ricoveri, ecc . L'esperienza ha dimostt·ato ehc con il tiro alto non si hanno generalmente che 40 ¼ di <.;Olpi buoni o molto buoni, 60 °lo sono rnedioc.ri o cattivi; con il Liro basso in vece si. calcolai10 40 °/ d i colpi molto buoni, 50 di buoni e tutt'al più 10 cli mediocri ! 1l. Eseguendo il tiro basso s i . ptwde è vero l'effe Ll.o della . parte inferiore del <:0110; si ha però il ,'antaggio cbo .le variazi oni fortu ite nella velocitti iniziale, le q uali barino per effetto una diminu zione od un aumento di interva llo, non in(iu iscono sull'effic.:acia del t,iro, esset1Cloehè nell'ultimo caso le pallo ttole della parte superiore, a motivo della radenza dell e tra iettor ie, incontrano sempre il ber saglio, menlrcchè nel primo a ll'effe tto delle pallottole s uperiori s i aggiun ge quello delle inferiori. 0
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(1) Revue ct·a.rtille1·ie, fascicolo di novembr e J87i.
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V enendo ora a lle esperienze fat te in Ita lia ed in Germania con diversi shrapnel, prorn.etteremo che lo shrapnel da 7 centimel.ri italia no pesa, ç1llestit.o, chilogr. 4,250 e con tiene 100 pallottole di piombo ed antimonio, ciascuna di grammi 16,4,. L a carica intema è 10 gl'ammi . I Tedeschi hanno çlue shrapnel; uno più piccolo per le batterie a cavallo del calibro cli centimetri 7,8; l'altro più grande per le batter ie ordinarie da campagna del calibro di centimetri 8,8. L o shrapnel minore pesa, allesti to, chi log . 5,53 e contiene 122 pallottole cli piombo di gr1;1rnmi 6,17 ciascurn}, La cc1 r ica interna è grammi 19, Lo· shrapuel maggiore pesa, ,:illestito, chilog . 8,15 e conLienc 209 pallottole di piombo simili a JJ e prime; la cari ca interna raggiunge g ram mi 22,5 i1i . Con le nosLre bntlorie da 7 cont. s i eseguirono tiri a sh rapnel a lle distanze di 800 e di 1600 meLri contro :. a) fa nteria in linea, e si ebbero nlla distanza cli 800 metri in media per og11i sparn pressochè 12 individui co lpiti s u 50 dispos ti di fronte, e quasi 9 a l.la distanza cli 1600 metri. Il fro n Le misurava 28 metri; b) 25 uom ini iu catena su di un fronte di ugua l hmghezza, in piedi, ess i ebbero G indi vid ui colpiti. Quasi ug uali ristiltati si ottennero con Lro lo sLesso nu mero di uom iui in ginocchio . Di molto minor effict1cia però riuscì il tir o contro cacciator i in catena stesi a Lcrn1; e) contrn 31. cayalier i disposti su cli un fron te lungo pure 28 melri s i ebbero in media per ogn i spa ro 8 colpi a distanza cli 800 metri , e 7 a quella cli 'lGOO metri; cl) contro bersagli rapprese ntanti nna sezione d' artiglieria da cen t. 7 in batteria, con i pozzi, il eapo pezzo ed il trombettiere visibili e gli c1rnnt.reni con le rispettive mnte sottra tli alla vista, s i ebbe1·0 in media per ogni colpo a ùistanza di 1000 rneLri q uasi k e uomini e 2 cavalli colpi ti) ed ogni uuc s pari a 1300 metri tre uomi ni e tre cavall i (ZJ . · (I) W JLLE; Das Deutsche Fe lct-A1·tille,·ie-Material vom Jalwe 187,1, Berl ino 18i3. (2) Giot·nale d'a1·ttglierta e genio, 2a parte, aùuo 1814.
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SUA EFFICACIA CONTRO LA FANTER IA, ECC .
LO SHRAPNEL
Nelle eserci tazioni dell'anno 1874 la scuola di tiro prussiana eseguì con le batterie da campo leggere (cent. 7,85) varie serie di tiri a shrapnel contro bersagli che rappresentavano . truppe di fan teria in ordine sparso e chiuso , e pezzi d'artiglieria. Alla distanza di 1050 metri, tirando contro una compagnia distesa in catena di cacciatori, in gran parte coperta dal terreno, 36 shrapnel sparati con fuochi accelerati in 3 m inuti cli tempo, misero 80 uom ini fuori com.battimento, dei quali 43 erano 's tesi a terra . Altri 57 colpi si riscontra I·ono nei bersagli che stava no al posto dei so.stegni . L'intervallo di scoppio superava d;alquanto i 100 rn.etri; la sua altezza sul s uolo era 3 metri. Un'altra batteria mise in un bersaglio distante 800 metri, il quale raffigurava 20 cacciatori in piedi e 26 stesi a terra, 34 colpi ~su 18 spari. In un bersaglio costituito da 3 tavola ti, la cui lunghezza era uguale a 18 fi le cli fantaccini, collocati a 10 metri <li distanza l' m10 d ie tro l'altro, la batteria m ise 54 colpi a distanza cli 1350 metri tirando contro il medesimo 30 s hrapnel. Uguale q uantità di s hra pnel legge ri sparati a 2350 metri contro 3 pezzi d'artiglieria in batteria e scoperti, misero 18 uomini fuori combattimento e ferirono 19 cavalli. Questi r isultali si ottennero con soldati giovani e poco esperti nel tiro; per giudicare la disLanza essi furono co.sfretti a fare non meno di 8 tiri a grana ta contro i bersagli più vicini e 19 fino a 28 COntl'O C(Uelli più lontani ( I) . Queste ·esperienze ci offrono il mezzo cli fare pnrngoni, non privi d'inLeresse, fra l'efficacia del fuoco a shrapnel e ·cli fanteria. Da Ile esperienze eseguite in Italia col fucile etterli risultn che l'esattez:.,:a di tiro del medesimo, se appoggiato nl cavalletto, contro. un bersaglio alto metri 1, 80 e largo .5,40 e distante 800 metri è data dal rapporto 60:100. Questo
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(I) Jahrbii.che,· fur aie aeutsche Armee una Ma,·tne, an no 18i7.
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Papporto non varierà granchè se si spara contro bersagli più lunghi ma d'uguale a ltel:L.a . Nei fuochi di combattimento l'esattezza di tiro si valuta comunemente il 1/ 1 di quella che s i ha al cavalletto, epperciò la probabilità di colpire contro fanteria spiegata in battaglia alla distanza di 800 metri si ridurrà a l 15 ¼; nel caso da noi con templato per metter fuori combattimento 12 uomini occorreranno per ciò 80 spari da fucile. L'effetto di uno shrapnel, la nciato a distanza conosci~ita, può essere paragonato all'effetto prodotto dalla scarica cli mezza compagnia . Il fuoco di una batteria che tira a shrapnel cli ·conseguenza equivarrà quello di un battaglion e, s t1pposto che gli uomini sieno schierati su d'una linea, come si riscontra nella premessa . Se però si considera il battaglione nell a sua forma normale di combattimento, vale a dire schierato su tre· linee, catena , sostegno e grosso, la prima linea, ossia quella dei cacciatori, conterrà 100 uomini, se si suppone che le due compagni.e che combattono in ordine sparso sieno disposte ciascuna con un plotone in catena e col r·imanente in sostegno. Tenendo conto degli intervalli normali che esistono fra gli uomini delle otto squadriglie e di queste fra di loro , si possono ammettere tre colpi per ogni tiro a shrapnel fatto nella zona d' azione del pezzo, ma a dis tanza superiore della gittata utile del fucile, e circa 33 spari per mettere fuo ri combattimento 100 uomini. Calcolando che tra uno spa:ro ed il seguen te scorrano due minuLi pri111i, il tempo che s i richiede per fare con una batteria di 8 peni 33 tiri, sarà uguale a 8 minuti primi e 15 minuti s econdi . Supposto retLifica to il tiro alla prima distanza, che vogliamo ritenere ugua le a 1600 metri, come nelle esperienze, e supµos"to ancora che la catena di cacciatori s' Ft vanzi verso la batteria a passo 'di corsa, calcolando la vclocitù dell'uomo a tale andatura 153 metri por ' minuto primo, nel tempo eh~ richiedesi per l'eseguirnento dei 32 tiri che sono ancora da farsi al momento che il battaglione oltrepassa la cli-
LO SHRAPNEL 78 .stanza di cui trattasi, la catena avanzerebbe di 8 X 153 metri, ossia di 1224 metri, se potesse percorrere sì lunga. tratta di un fiato . Ma ciò non sta nei limiti del possibile. Ln caLei1a avanzerà a sbalzi sncce.s sivi, e tenendo per buono i daLi fomi Li da esperienze fottesi in Inghilterra in un caso analogo, di c ui parleremo in appresso, si può calcola re che essa in 8 rninuli far1\ 900 mel.ri. Prima a ncora che la prima linea arrivi nella zona d'azione del proprio fucile, essa avrà quindi sub ito la perdila cli 100 uomini, ossia tanti quanti erano i cacciatqri in sul principio del combaUirnento . I reparti di truppa poi che seguono la catena in ordine chiuso, con la profondi tà normale cli 150 metri per i sostegn i e di 250 per il grosso, andranno pure soggetti a gravi perdite, perchè èorn presi nello spazio pericoloso battuto dal proie Lto, specia lmente se contro il battaglione attaccante s i farà uso del tiro basso . :Mancano dati sperimental i per determinare, fosse ·pure appros simativamente, le perdi te di questi reparti di truppa; si. può però , ritened e tali da scuoterne il morale. F inora noi abbiamo considerato il caso in cui'la fanteria si trova nella zona d'azione dell'artiglieria ed al di là della portata efficace del fuci le . Sotto i rapporti La ttici è questo per essa il c1;1so più sfavorevole, perchè le è impossibile di difendersi attivamente contro l'a r tiglieria . In ques to periodo la fan Leria non può disporre che di mezzi di difesa passivi per dim inuire l'effetto dei fuochi della arliglieria . · Vedian10 ora come si dispongono le cose quando essa entra nell a zona d'az ione della propria arma, ed esaminiamo se r ea lme1J Le l'artiglieria è in condizioni cotanto inferiori di fronte alla fanteria come laluni vorrebbero. · Nel caso precedente, in mancanza cli dati sperimentali, abbiamo dovuto procedere per induzioni; nel presente possiamo basare le nostre conclusioni su qualche cosa cli più posi Livo e convincente, cioè sùlle esperienzQ di tiro
SUA EI'FlCACIA CONTRO LA FANTERTA, ECC.
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II 1
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· eseguite dall'artiglieria inglese a Okehampton (Dartmoor) nell'agosto e settembre del 1875 (1l. Il 1° settembre, a r ichiesta del rrwggiore East, ufficiale di fanteria, che per ordine del rni·nistero clella· guerra assisteva alle · esperienze, ' si cercò, 1se era possibile ad un battaglione cli 600 uomini, impadron irsi di una batteria riparata dietro trincei;amenti improvvisati , portandosi s u q uesta batteria con una serie cli shnlzi successivi . S i s upponeva che la batteria coprisse una r itirata e dovesse tener fepmo ad oltranza. I suoi cavai.l i ed avantreni erano s tati messi a l coperto; la sua scorta supposta sbandata; e si ammetteva tuttavia che l'attacco fosse fronLale. Per questo sperimento fu scelta una batteria da 16 libbre (centim . 9,14) . La fanteria in formaz ione d'attacco s i mostrava improvvisamente sopra una altura, a 910 metri circa dalla batteria; essa s i avanzava fino a 550 n 1etÌ·i a sbalzi successivi, mettendosi gli uomini alla corsa e quindi gettandosi a terra e facendo fuoco, ma trornndosi esposti al fuo co della batforia durante 4 minuti. Gli assalitori s i portavano quindi da 550 metri a 360 metri in modo analogo, rimai10ndo esposti al fuoco duranLe 2 minuti; da 180 metri a HO metri, ogni sbalzo doveva durare un minuto . La formazione dei bersagli cangiava con la distanza; a 91.0 metri la formazione era quella normàle; a 560 metri la linea dei caccia tori s i trova:va rinforzata a. spese delle altre due, e più indietro tutta la trnppa rnnasta illesa si trovava sulla linea del fuoco ' marciando . sulla batteria. Non potendo far camminare i bersagli, era la baueria che s i portava nelle posizioni convenienti. Si supponeva che a l principio del combattimento la batteria non avesse che 7 cannonieri per pezzo, invece di 9, ~ve~done perdu ti per conseguenza 2 per pezzo. Ad ogm chstania essa doveva subire delle perdite e a 90 (IJ Vedi il, Giornale cL'a1'tiglieria e genio, II parte, anno 1876 pag. 91, e la Revue d'artiller ie, novembre IS75. , ·
LO S HRAPNEL 80 metri 1 cannonieri s i trovavano ridotti a 2 per pezzo . Il comandante la batteria aveva piena faco ltà di dirigere il fuoco come stimava meglio. Egli cominciò col tiro a shrapnel <1> con spoletta a tempo e nei prim i 4 minuti, cioè fra 910 e 550 metri pose fttori combattimento 71 cacciatori e 24 uom ini in sostegno. A 550 metri , Linmdo per due minuti a shrapnel, con spoletta o. tempo, la batteria pose fuori comba tfonento 98 cacciatori e 36 uomini <lei so::;tegni. La linea d'attacco si rinforzò e s i distese, avvicino ndosi alla batteria, la quale a 360 metri tirando a shrapnel con spoleLLa a tempo, pose fuori combattimento 117 uomini della prima linea e 39 della seconda . A 180 metri la bat,tèria tirò a metragl io. dul'an te 1 minuto, nbbattendo 90 uomini; a 90 meLri, avendo eso.urita la sua metraglia, tirò per un minuto con shrapnel, dal quale fn tolta la spoletta mettendo il bocchino aperto contro la cadca, per ottenere un effetto analogo a quello della metraglia; 113 uomini furono messi fuori combattimento . Cos i in 10 minuti la ba ttei-ia aveva fatto· scomparire dalle file 578 uomini di 600 che l'aLLaccavano; e senza mettere in dubbio il coraggio dei s uperstiti, si può supporre che essi avrebbero battuto i n ritirata . Si può adunque teoricamente sostenere essere l' al'tigliel'ia, per opera dello sh ra pnel, in grado di combattere da sola la fo.nte1·ia co n successo, non solamente all e distanze che oltrepassano la gittata utile del fucile, ma ben anch e nel 1·aggio d'azione di quest'ultimo . Non intendiamo menomamente di dire con questo che l'art.iglieria può sostenere da solo. la lotta contro le altre armi in tutte le circostanze; bens ì in quei casi in c ui le operazioni avvolgenti sono rese impossibili al nemico s ia dalla
SUA EFFIC1\CIA CONTRO LA l' AN T ER IA, ECC .
natura stesso. del terreno, sia dalle condizioni tattiche del com bn ttimen Lo. Del resto lo scopo cui noi miriamo non è già di pro,·are che l' n1·Liglierin può agire indipendentemente dalle al'mi di linea, ma di dimostra.re clic essa, anche di fronte alle perfezionate armi da fuoco portatili, possiede il mezzo di ço11durre il combaltimento contro la fanteria pure nella zona d'efficacia. del fucile, e che il fooco dell a ba tterfa vuol essere considerato alle minori distanze un po' più di quanto suols 1 comunemente fare . Non doYesi adu1H1ue r·itenel'e perduta una batteria, e r itit-a rla, quando una catena di cacciatori le si è accostala a distanza di ci1·ca 500 metri . L'esperienza prova come a s iffatta distanza il fuoco cli una batteria comandata da intelligenti e valorosi ufficiali possa riuscire esiziale al nemico . Si ricordi che dei GOO uomini, cli cui s i componeva il battaglione aLLaccanLe la batteria, in Inghilterra, ne venne1·0 m e::,si f1101·i combattimento alle distanze comprese fra 550 e 90 metri, /493 ! .Kè le esperienze fatte in Germania sono in contradcli1.ione con quel le dell' Inghilten·a . Si tenga qui udi calcolo gic'.t in tempo di pace della realtà delle cose, e nelle grandi manovre non ::;i in genel'i 11ell'animo del soldato conYi11zioni co11t1·arie nl ,·ero, e non si distrugga, mediante il prematuro r·itil'o dei pezzi, nel cannon iere qn ella fede nell'efficacia del la propl'ia m'JUa cbe egli acquista nl poligono di tiro . Fin qui ci ::;iamo oct;upa Li esclusi va mente delle batterie leggere a ret.r·ocarica italim1e e tedesche, perchè non abbiamo termini di co11fro11to pel' il ti1·0 a shrnpnel delle pesanti, non essendo le nostre ai1cor state provvis te di codesto pi·oietto, che è allo studio. Pe1· In somig lianza <lel no::;trn ca11none do. \:.J centimeti-i A H. C eon <-p1ollo <la battagl in pr11ssiano, c1·ediamo 11011 pt·i,·a d'intere,-se la conoscenza d'fllcune esperienze cli tiro n .shrnpnel, fatte con In bocca da fitoco tedesca sopra indicata dalla scuola di tiro 1m1ssianu nell'anno 1874- t1l.
(I) Lo shrapnel inglese appartiene al genere di quelli che si dicono a ctiafra:nvma e sono a carica posteriore con spoletta Boxer. Il proielto viene fuso
senrn ogiva., ch e si fa di legno rivestito con lamina <l i J'el'l'o fucina to unito al corpo del proieuo per mezzo di ch iod i l'ibad iti. Il peso tota le d ello sbrap nol eia 16 libbre è uguale a ch ilog. 7.810 e contiene O~ pallottole grandi <lel peso ciascuna cli grammi 25,3; e 56 pallottole piccole del peso di 13,5 gr ammi ciascuna. La carica interna cli scoppio è cli ,12 g1·ammi.
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(1) Ialwl)iicher fiir ctte !le1usche Armec 1,1,nd Mcwine, aprile 18i7. ANNO xxu1. VOL. I.
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LO S HRAPNE L
Una b;:itteria pesante ( contirn . 8,8) eseguì a distanza d i 850 metri 21 spa ri con lo shrapnel in 3 minuti · primi e 45 minuti secondi, contro una catena di cacciatori pa rte in piedi e par te stesi a terra rappresentati da 89 tavol.o, e ne colpì 34. 24 shrapnel d'ugua le calibro lanciati contro un bersaglio che rappresentava un a ba tteria di 4, pezzi alla distanza d i 1600 metri, d iedero 25 eol pi nell e tavole degli uomini e 26 in quell e dei cavalli . L'intenallo dei punti di scoppio superava 100 metri . Contro un bersaglio costituito da tre Lavolati, lunghi ciascuno 20 metri (30 file) ,dis pos ti su tre file paralelle a distanza di 10 metri, la batter ia , con 14 spari a shrapnel fatti r-illa d is tanza d i 1500 metri, col pì 84 file . Contro un altro bersaglio di s im il genere, m a contavolati lunghi solo 12 metri (18 tìle) e collocati a distanza di metri 75 l'uno d ietro l'altro, l'effetto di 18 shra pn el spara ti alla d istanza d i metri 1575 fu maggiore, essendosi colpite tutte le file . Da q uanto precede, il lettore pL1ò farsi un'idea dell'estensione e dell'entiU1 degli e:ITetti del tiro a shrapnel. Esso è i l proietLo più acconcio per combattere le truppe s ia in ord ine sparso s ia chiuso, vuoi scoperte vuoi collocate dietro un riparo . La sua efficacia, secondo un a utore tedesco, contro bersagli animati, sta a quella della granata come 3 : 1 per le disLanzo -che non s uperano 2600 m etri. Questa proporzione viene stabil ita dalle esperienze di° tiro fotte con i due proietti, delle quali riportiamo qui sotLo q uelle r icordate da un ufficia le tedesco, bai::.o ne Lupin, in una conferenza sul!' effica cia del fuoco delle batterie da campagna, tenuta a J\1Ionaco d i Baviera avanti a l circolo milita re il 12 marzo 1877 (1J. In un tiro d i battaglia , quind i a distanza ignota e contro bersagli da campagna, una batte1·ia di Gpezzi la qualB tirava cot1Lro u n bersaglio chH rappresen tava a ltra batteria da 4 pezzi con 3 ufficiali, 37 uomini e 32 ca:va ll i tutti scoperti, 30 spari a granata e 14 a shrapnel misero fuori combatti( ! ) R eihert zum
1,muar
Wo ohenblatt : fascicol o so , anno 187,.
SUA EFFICACIA .C ONTRO LA FA:'<TBR !A, F.CC.
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mento in 12 minuti primi duo ufficia li, 32 uomini e 24 cavalli. I p~rnti colpiti s i ripartivano in modo che per ogni grana_ta s1 cons tatarono 4, colpi e 17 per ciascun shrapnel. LA distanza ora s tata g iud icatn 1400 metri. 1Vle~1tre s i batteva il bersaglio suddetto, comparvero avanti ed a qualche distanza dal medesimo 75 cacciatori parte in ginocchio e parte stesi a terra . La batteria di~ resse cont,ro d i · essi immediatamente il suo fuoco o con 24 shrapnel, sparati in 5 minuti, aveva colpiti 71 uomini . La distanza giudicata era 11.00 metri. CnmbiO:ndo bersag lio, la batteria tirò subito dopo a disLanza di 1850 metri, ,:ont~o _u na catena di cocciatori forte di 69 uomini, parte 111 p1ed1, pnrte in ginocchio e parte stesi a terra. Si lanciarono tosto contro la medesima 4 shrapnel grad uati per la distanza d i 1850 m etri; la catena ebbe in 2 minuti primi di fuoco colpiti e messi fuori combattimen to 51 uomini. R ipartiti per proie tti le granate diede ro ciascuna . 1,4 colpi . . · e gli shrapnel G. Non s i è però autorizzati ad inferire da c iò che lo shrapnel possa sempre e dovunque impiegarsi al posto della ?ranata, e nemmeno a ritenere q uest'ultima di secondaria n:n~orta nza; chè le r esta sempre assegnata una parLe dec~s1va nelle operazioni d i campagna ogn i qualvolta trattasi d1 demolir e bersagli resistenti, come muri, parapetti ecc.; di battere il materiale d'artiglieri a ed i bersagli animati di.stanti oltre i 2500 metri. . Nell'accingerci a questo lavoro nou pretendeva mo già di dire cose nuove_; ma era nostra intenzione d i raccogliere le no tizie di maggior in ter esse rifiottenti un proietto che nelle guerre avvenire d iventerà d'uso normale contro le truppe; notizie sparse qua e là nei periodici speciali e che non tutti hanno opporiunità di consultare. GrnsEPPE
DoNESANA
Capitano del Genio .
CONSIDERAZIONI $ULLB GRANDI MANOVRI::, ECC.
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zione, non può considera rsi assicurato all'esercito se i ' momentanei progressi non sono volta pe1· volta capitalizzati, ad accrescere il patrimonio dell a generale istruzione, se per dirla in modo piì1 chiarn, delle cose fatte non hanno cognizione che quelli che vi ha nno partecipato, se ai difetti notati non tengono dietro efficaci provvedimenti per cYitarli o combatterli dalla loro origine . • Duran te il laYoro pratico dell e grandi ma novre tutto è orgasmo ed azione, le fa tiche eccezionali e le molte cure non permettono di porta r·e sui fo Ui che si svolgono tutta q uella calma attenzione che sarebbe desiderabile, ed al postu tto non conèedono tempo e m.ezzi a pe1·seguitare e combattere che i difetti piL.i generali, e que.lli che si opporreb bero al regolare andamento delle cose. Oltre di ciò g li ammaestramenti che si ri traggono dalle -conferenze cli ffki lmente arrivano fino ai minori gradi; perchè generalmente le circos tanze non ne offrono opporlun itit; e se ciò accade tal volta' vi arriv,1110 spogli cli q~tcl interesse e di quell'efficacia che avrebbero, quand0 collegati alla esatta conoscenza delle s ituazioni e delle circostanze tutte a cui s i ri ferisco no . · Non è questo. colpa di sistema o di metodo, ma semplicemente una naturale conseguenza delle condizioni di tempo e di modo inerenti a questo periodo dell' istruzione. È dunq ue utile per tu tti ritornai;e più. tardi, a mente calma, nel silen zioso raccoglirnen to della propria camera sull e cose opera te o vis te, riprenderle in esame, porle al c~rnen to delle norn1e prescritte, dei principii imparati; se difettose, rin tracciare le cause di quei dife Lti, riconoscere se ques te sono momentanee cd occasional i, o lontane e permm:ienti, e eiascuno: nella propr ia sfera d'azione, pre- · pararsi a combatter11e la funes ta influenza in avvenir e. Nemico conosciuto è per metà vinto : ma non tutti si t1:·ovano in condizioni egualmen te favorevo li per rinLrac- ' -CrnT'e questi nemici del nostro perfezionamento, e conviene che chi per la s ua posi;,ione o per fo r tunate circostanze
CONSIDERAZIONI SULLE
GRANDI MANOVRE DEL I LORPO D'ARMATA NEL SETTEM:BRE 1877
I.
Gli ~sercizi di tattica cipplicata, che dopo le g uerre del 1866 e del 1870-71 hanno acqnist_ato tanto favore presso gli eserciti d'Europa, rappresemano la parte più importa n te dell'odierno metodo ed ucativo; il quale prendendo per obbiettivo l'a ttitudine dell'esercito alla guerra, s i vale appunto per raggiungerlo dei mezzi pi LLdiret,ti . Il punto culminante della scala per- cui questo metodo educativo p1;ocede, è quello rapp eesentato dalle grandi m anovre d'a utunno; nelle quali ap punto s i offre mezzo agli ufficiali cl' ogni grado ed alle truppe di a pplica:re nel loro complesso, sn Yasta scala ecl in condizioni che si approssimano il più possibile alla guerra vera, i preceLLi applicati pa1·titamente nei periodi precedenti dell'istruzione, negli esercizi sulla carta o sul terreno, coi quadri o colle tl'llppe. Ma il profitto certamente gr-nncle che s i può ritrane dal gradnaLo e diligente sviluppo cli questo metodo d'istru-
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CONSJD J,;RA Z!ONI SULLE GRANDI MANOVRE
possiede i dati e le noLizie che possono esser d'aiuto in questo rimuginare, li metta a disposizione di chi neè p1·i ,·o. OUimo s istemll, e g il't ndotLa Lo da parecchi direLLori delle manoYre, è quello di far litografare e distribui1·e a tutti g li ufficiali che Yi prnsero part.e, le relo7.ioni delle fazioni cogl i schiz7.i dimosLrntiYi, e colle osse1·vn zioni fn tte dal diretto1·c; ma a parer mio se ciò è molto, non è ancora Lutto quello che si può fo.1·e a quesLo proposito . In1pel'Occhè iu quello 1·elazioni cd i11 quel le cri tiehe, generalmente non si pl'endono di mi1·a che i difetti notati nello svilt1 ppo del le mano ,Te, ma il sop;getto stesso 1,nn con cede una critica minuta di questa o c1uella operazione, ed al postuUo ragioni clic è facile compl'endore, impediscouo n chi ha CtHnando.Lo momentan ea mente un grosso corpo di truppa conrnm;to da diverse parti, cli portai' il pr-opt·io esame su cose c:hc si riferiscono ad un pci·iodo an tecedente a quello in cui egli ha retto il conwndo . E lanLo meno poi sarcbhe conveniente in quelle :Memol'ic mettot·e in discussione la maggiol'e o mi uor oppol'Lunità <li questa o qu ell a put·te di 1·egolllmen to, di questa o quella pratica di scrYi7.io . Tali cose potra11110 bene fa r pru·tc dello relnzio ui u f/ ic;ia li di1·ette alla s uperiore m1lorità, no11 mai L1·ovar posto in quell e comunicazion i. Oltre a ciò, di siffaLte pubblic;azioni s ull e manovre suolsi la di stribuzi one limitare n colo1·0 soltanto che vi hanno pa 1'teeipato ; sicchè supposto anche che esse si facessero in Lutti i c:or·pi d'armnlo. che nell'anno furono ~hiamati a quel pe1-iodo d'istruzione, accadrebbe sempre, che più di due ten~i deU' esercito 1·i mA.r'l'ebbel'o privi di 1m tal beneficio. V'ha di pit'1. Quelle relazioni pel modo con e ui sono compi late, hanno molto interesse per c hi ha ussìstit.o a i fatti ii: esse considerati; ma eh i non li ,,idc s volgersi sotto 1 propri occhi, difricilmcntc ·avrà la pa7.ie uza e la possibilità di seguirn sut1 a carto. l'andmnento de lla operazioni, cd abbisoguerà di una gmnde volontà e tensione
OJ::L
1°
CO \WO D'ARMATA
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di mente, poi' seguire le mosse delle Yaric frazioni, scn7.n perdel'e il fi lo dell'azione generale; no11 sussidiato da quell' i11teressc, che irt consimile laYorìo mai non manca, quando s i tratta cli 1111 Yel'o faLto di guerra . D'altronde u11 chc hen leggendo e pondern ndo , clifffoi lmentc pot1·ebbcsi da questo 1·elazìo11i, che hanno per op;getto l'esame del modo con cui s i sono srnlto le opo1·c1zi oni Lat.Lichc, trovn re In scala per risa li1·e n considorazioni gencn1li, poi· le 1·ngioni che abbiamo detto piÌI sopra. :Mosso <la ques te cons ide raziow , e pìì1 p<3r eccita re gli nltl'i coll'esempio a far cosa che io credo della massima utilìtù per l'is lruzionc di t1 1Lti, che pe1· ht cominz ione di potervi riusd1·e io s Lcsso, mi son o indotto a ralfononm·e come mc lo conse11tirnno le mie forze, Hlcune considerazioni taLtiche, che hanno per hnse le g l'uncli manovre eseguite qucst'R m10 dal I corpo d'armntH nel AppenJJino ligure
11.
La zoua <li terreno in cui s i srnlsero le csel'ci tnzioni del l corpo d'armata è quella compresa fra Pontedecimo od Alessouclria, n cnvo ll o clell e strad e delln Bocche tta e dei Giovi !1ì. Credo supcwHuo per lo st:opo che mi sono proposto, e forse miche i-lloppor t11no, l'espone upprcz:t.nmenti e considerazioni sulla impo1-ta nza strategica <lì questa zoun : 1111 semp lice sgu;wclo alln. cartn ct·1tc1 lia e la conosccnw dei fotti di g ucl'rn. di cu i f11 ten L1·0, spccialme11 te nell'epoca moderna, bastano a dM·c un d1 iaro concetto del s uo ,·olore. (I) Vedansi i fogli N. 61 (Novì) e 67 (Genova) deJla ~arta al :,0,~00 degli Stati Sardi.
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CONSIDERAZIONI SULLE GRANO! MANOVRE
Quanto alla opportunità della sc~lta di questo terre11 0 dal lato tattico, mi sembra non potesse essere maggiore, sia per riguardo alla istruzione delle truppe, sia per rispetto alla pre-fìssata successione dei due periodi delle manovre. Infatti ogn uno sa come tel'rcni della natura di questi dell'Apennino ligure s i incontrino frequcnLemente nel nostro paese; è qu indi necessario pel' il nostro, esercito l'addestrarsi a manovrare, anche in me7,zo alle difficoltà. che esso offre maggiori e d'ètHro genere, di quelle clic incontransi nella piarnn;a; senza però trascurare lo studio anche di quest'ultima, che pure occupa parte impoctantc del principal.e nostro teatro d'operazione. Al che appunto offriva opportunittl il trovarsi nella indicata zona r iunita su una estens ione di poche giornate d i marcia, quale appunto conveniva all a durata prefissata all'in tero periodo delle esercitazioni, tutta la g1·ada7,ione dei caratteri topografici che il suolo presenta nel nostro paese. Imperocchè, men tre la massa montuosa che separ-a e fiancheggia i passi della Bocchetta e dei Giovi, presenta in taluni punti il camUere aspro della vera montagna; i contrafforti secondari e le minori pendici assumono in generale il carntter-e tondeggiante delle colline. Mancano è vero anche nell e parti p iù e.levate i di1·1.1pi e le balze roè:ciose delle vere Alpi; ma se i fianch i stessi delle più al te vette e le creste che le riuniscono non p1·esentano pendii r ipidi e scoscesi nelle parti superior-i dei displuvi, si ha nno per converso nell e pal'ti più basse, e specialmente presso alle linee d'impluvio, burroni a fianchi franosi, difficili a superarsi senza lungo lavoro. Nè q11este difficol tà si arresLa no a breve distanza dalla cresta principale; ma ricompaiono qua e colà anche fra le schiene minori a grande distanza da quell a ; ostacoli spesso irnpre,·eduti, cui la dolcezza dei ·lunghi declivi che le precedono, non sernbrerebbe prelndere . Quanto al loro aspetto, queste montagne presentano gener:1lmente nude la cresta e la parte più elevata dei suoi tiall chi, e dei contrafforti che se ne dislaccano . Nel
89 r imanente appaiono in parte l,oscose, in parte coltivate a campi ed o vigne; q11estc pi·edominano nella zona di basse colli ne, le cui nltime propaggini si estinguono contro ·la slradR Novi-Basn luzzo . Però una suddivisione· netta in zone, secondo l'aspetl.o della superficie del suolo e della coltura, non si potrebbe rigorosamente clcLem11i 11arc; perchè q1iantunque predominino, eornc è ben natu rale, il bosco cd il pascolo nella parte più vicina ulla cresta, il campo. e la vigna nella parte collinosa; tuttav ia il campò, il bosco, e.cl il gerbido s i t1·ovano spesso cornmisti tanto ,in quella che . in questa, e persino la ,·itc non manca aftatto in prossimità della regione più elevata . La nuditìl e la forma tondeggiante deJle creste, r icoperte quasi sempre da uno spesso strato di terra, l'ende l'alta regione praticabile facilmente alla fonteeia, ai piccoli drappell i cli cavalieri, e in alcu ni. tratti anche' all'artiglieria, d 1c Yi troYa posizioni b uone cd in propo1·zionc abbastanza frequenti., a lle. quali però rarnmellte può accedere senza lavori prepal'ator ii. :\!'elle rcgio11i intermedie, fra la cr-estn prfoc ipnle e le colline, sca rseggirlllo le , ie come nella parl.e ele,·ata, e per di più la eoltivazioue cd .i boschi re11do110 più difficile l'impiego ùell'arLigli eri a e dei drappelli di cavalleria. Nella parte collinosa inYcce, sebbene scarseggino le buone strade, si. incontrano più frequenti discrete rotabili da campagna, elle agevolano 'la marcia delle artigliel'ie nelle varie colonne; ma In cavalleria continua a non poter sere impi.egata che pei servizi secondari ed in piccole frazioni. Finalmen te la pianura che s i stende al piede dello alture di Sel'ravall c, Novi e Basaluzzo, Yerso nord e nordest fra la Bormida e la Sc1·iYia, è quale appare nella mas.s ima parte della Yall c del Po, coltivata a campi, a mari di gelsi, at,traversata da sLrnde gene1·al mente 1ìunc;heggiate di acacie . Essa non si assomiglia pnnLo ai terren i uniti e scoperti delle l'egioni setten trionali dello. GermaDEI, 1° CORPO D',UlMATA
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dall'effettivo numerico, simile a quella stabilita per la formazione cli guerra, cosiccllè tanto il funzionarnenLo dell'unità tattiche, quauto quell o dei servizi, se non in tutto, si approssimava alm eno in parte a quello di g uerra, e serviva se non altro a porre a con tatto fra loro ed in presenza di s ituazioni simili a quelle in cui dovrebbero agire, elementi a cui mancherebbe in pace occasione cli affiatarsi, di conoscersi, cli apprezzarsi, e di farsi apprezza1·e. Certamente è ben altra eosa il servizio delle sussistenze,. quello del pune, il sani tario, in un periodo . di manovre, dove il loro fon7.ionamento è agevolato dalle ferrov ie, dalle fornit,ure, dalla · mancanza degli effetti micidial i del fuoco nemico, e dove cons iderazioni cli comoditò e cli economia eonsigliano di passar sopra a quellè da ll a ver)s imigl ianza, che in tes i assoluLa si dovrebbe propO!'°si di raggiungere al massimo grado in queste istmzio11i; rrw ciò nullameno credo che anche il s olo lrovarsi al conLatto dei problerni da risolvere su l terreno, e nelle condizioni stesse iu _cui andrebb'e ro r isolLi, e so Lto la direzione dei ca pi che ,vi obbligano a pensarvi, e ve ne chiedono conto, !:ìia già più che un ter'zo del vantaggio che si potrebbe ricavare dalla effettiva soluzione di essi . Comunque s ia, mi arresterò per ta l r ispetLo a questo. cenno, col quale non intendo g ià per parte mia di affermare chiusa la via a tentativi più pratici in questo indirizzo . Le forze combattenti del T corpo d'a 1·mata erano rappre · sentaLe da clae div is ioni agli ordjni dc : te11e11t,i genera li .Ferrero (1") e Dezza (2a), ciascunn composta di due brigate di fanter ia, cli una hr-igata di tre batterie cb cen t. 9 su. 4 · pezzi r.;on relativo parco d'artiglieriR, e da due squadroni di cavalleria. Le t,r-uppe suppletirn agli Ol'd ini del comandante la brigata di cavall eri a (generale Colli) consisLevano in 3 battagliolli dcll'8° reggimento bersaglieri, 1 haUaglione (2°) d'isLruzione (il cui effettivo era doppio di quello degli altri battaglioni), 2 rnggimenU di cavalleria a 4 squadroni, ed w io, briga ta di 4 batterie da cent . 7 (su (i pezzi).
nia ma è tuttavia praticabilissima 1n ge11crale alla fanter/a nè offre alla cavalleri a ed all' arti'gli eria ostacoli ' . freq uenti o difficili o. superare. . . . . Per tutte le armi poi il <.:ampo di vista è .:issm hm1tato, e quindi poche le posizioni favorevol i al massim? irnpi_eg<: dell'artiglieria, difficile il va lutare le forze e le intenz10111 dell'avv~rsario . l\i[a su ciò torneremo a suo teni.po; chè questi brevi cenni bastano per oc·o a climosLrare,_ c~rrn-3 il terreno pres<.:elto per· le manovre del I corpo rmmsce tale variettl di aspetto e cli conforn1azione, da provocare . l'applicazione dei principii . e delle forme taLtiche le più svariate. Quanto stava per c.ompiel'si in queste cse1·eitazioni non poteva per<.:iò, anche da ques to lato, . noll tornare sommamente prolicuo ai dirigenti ed agh esecutori, ed a elu, anche soltanto spettatore, vi ass isteva e,oll'anirno desideroso di apprendere, meditando, senza la preoccupa r,ione dell'attore, snlle cose che si svolgevano uvanti ai suoi occhi . Questo .principale scopo però non cost,it11i_va . per me la sola attrattiva a seguiLare con suprerno rnteressc il corso di queste manovre; chè un altro movente fortissimo a ciò., er a per mc il desiderio cli fare, per quanto me lo perrnetLerebbero le diverse condizioni delle cose paragonate, un confronLo colle rnauovre deU'cserciLo germanico, alle quali avevo assistito nell'anno precedente. Questo <.:onfronto per Yeri,tù cloYcva a vvenil'e pi 1'.1 per mar.ione che per paragone dirntto; perchè soltanto le ultime fazioni si eseguirono in condizioni di. tcrre110 alquanto simili a quelle in c11i avevo visto manovrare i corpi dell'eserciLo tedesco.
lII.
La co,nposizione del 1 corpo cl' armata di manovra era, tolta qt1alche parte dei servizi accessori, ed astrazion fatta
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CONSlDERAZ!ONl SULLE GRANDI MANOVRE
DF.L 1° CORPO D'ARMA TA
Queste truppe suppletive vennero pe1·ò nel primo periodo delle manovl'e ripartite fra le due division i. in parti eguali, per quel che rig uarda la cavalleria e l'artiglieria, . mentre che della fa nteria furnno assegnati: il battaglione d'istruzione alla 1n d ivisione, ed i 3 battaglioni di bersaglieri a lla 2•. Truppe segnate vennero a volta a volta aggiunte a questo od a quel paetito dal cliretto r·e nelle fazion i a parti ti contrapposti, per pro ,·ocare quelle mutazioni cli forzu che sembravano necessarie a dare ad esse un rnzionale andamento.
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mobiìitata dalla gnarnigione di Genova, per agire sulla
« linea di marcià o contro il fianco del nemico e coa -
IV.
L'intera serie delle esercitazioni . venne snddi \ isa iu due pef'iocli; nel primo, che ebbe ter'mine col 5 settembre , s i eseguirono q 1.i au1:o faz ioni a di visioni contrapposle; neì secondo, dal G a l 1~i settembre, furono compiute due fazion i cli corpo cl' armata contro nemico segnato, una marcia manovra dell'intero col'po, ed una 6vista in Ales• sandria, 1;11la quale oltre <p1el le del corpo, presero parte anche le truppe di q uella gut1 rni gione . Tuue le manovre tanto del primo c:he del secondo per iodo furono informate al seguente concetto stra tegico fonclarnen ta le. «. Il partito dell 'ovest, ossen 'érndo Aìessandria , m.arcia << per hi. dèstra del Po su Piacenza, da P iacenza l'n n er« sario dell'est, ricevuti rinfot·zi, sla per prendere a sua << vo lta l'offensiva . Il partito dell 'oves t, dura 11te la marcia « spedisce sul suo fianco des tro una divis ione (nord) (( rinforzata, col duplice mnndalo d i occupare i valichi (( cltlla Boccheua e dei G iovi e sorvegl iare da vicino la << numerosa g uarll igione del campo tri 11cerato cli Genova. cc Il partito dell'est, contemporaneamente alla rn.ossa offen<< siva da Piacenza, fa a rnnznre una forte d ivis ione (sud)
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« diuvare alle opera:~ioni dell 'armata )), In base a questa s ituazi one, alla fine d'agosto lo truppe del 1° corpo si rnccogl ieYa no fra Pontedecimo, · Busalla e Voltaggio presso a l primo dei quali paesi stabil iva i propri accampament,i il partito sud (2• divisione), mentre il partilo nord (1 " divisione) s i raggruppava aUomo agli altri due. Da queste rispettive d is locazioni, moveva il giorno 29 agosto il partito sud ad occupa re la posizione di cresta Bocchetta- Giovi, e vi s i s tabil iva solidamente, costruendo trinceramenti, e miglior.:rndo alcuni tratti d i mulattiere, per renderle aUe a l passaggio dell'artig lieria; colJ.a quale infatti vennero opporlu namente guerniti i punli saglient,i dell a fronte di di fesa . Dal canto suo il pnrtito not·d faceva lavori consimi li per agevolare l' im 1)iego delle proprie arLiglierie nell'attacco che si proponeva di da re, ed eseguiva infa tti il g iorno seguente, abilitato a telltarl o dal rinforzo di GbaUaglioni (segnati), che per quella fa zi one gli erano stati aggiunti. Q11est'atlacco non t'iusciva; ma il partito sud era obbligato a sgornbral'e la posizione da or·din i avuti di ripiegarsi pel' Torrig lia su Bobbio . Il 1:iartito nord vi ·s i stabiliva in st1a vece, e ne sosteneva a sua volta la difesa nella suecessiva fazione del 1° settembre, contro l'attacco delle truppe del partito sud, che ricevuto contrordine, e rinforzate alla lor volta per questa g iornata da 4 battaglioni (segnati) della guarn ig ione d i Genova, movevano . per r ioccupare, e riocc upovano inf'a tti le posizioni pri rna abbandonate, respingendone l'avversario . ~ella successiva fazione (del g iorno 3 settembre) il partito uord, che aveva il i11andato d i ritardare la rn.aecia dell'avversario sulle due stl'acle della Boccheltu e dei Giovi, prendendo una posizione verso lVlon le Alpe (linea BusallaVo1Lc1ggio), senza tuttavia opporre. troppo ostinata resi-
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stenza, vi sosteneva infatti per a lcune ore il combattimento, mandando a vuoto un tentativo di forzamento del ·Centro, predisposto cd eseguito dal partito attaccante con accortezza ed abilità . · Al termine della fazione ripiegava sulìa linea Serraval le-Gavi , dove, raccogliendo la maggior parte delle proprie forze attorno al nodo di Monte Dorato, opponeva nella 40. fazione (il G settembre) nuova resistema, per dartempo ai r·inforzi di 8 battaglion i, 1 batteria o 2 squadroni di ruggiungerlo il 7 settembre a Novi . . • Con questa manovra, che fu eseguila sotto gli occhi del Re ' del P rin cipe . eredita rio . e del '.\!Iinistro della guerra, eb be termine il primo periodo delle m,wovre a nemico contrapposto . . Nel s uccessivo g iorno (71 veniva ricostituito il corpo d'arrnata di mémovr:,, il quale rappresentò per le success ive faz ion i il partito sud, portato alla forza d i: 24 battaglion i, D batterie (.li cui 3 da centim . 7), 10 squadr oni ed una compagnia del genio . . Una batteria da centim . 7 con quattro battaglioni (fr::i. cui quello d'isLruzione), due squadroni cd una· compagnia del genio vennero delegati a costituil'e il nemico segnato (partito nord r inforzato) rapprescntanle : 20 batlnglioni, 8 sq uadroni, 6 batterie ed una brigata del gen io . Nell e due fazion i del secondo per·iodo) che si effettuarono nei giorni 8 e 10 settembre, fnrono svil uppati dal I corpo d'armata i seguenti concetti : 1 . Nel giorno 8 settembre, attacca re di fronLc con una. divisione (2a) ·rin fo rzatn, la posizione che il. partito nord aveva occupato s ulle a lture a sud di Novi, ed avvolgere 'l'ala s inistra di lui, che si prote ndeva nella pianura verso. la Scrivi a, mèdiante acconcio impiego dell'altra divis ione (11'), coadiuvata dalla b l'igaLa di cavalleria. 2 . Nel giorno 10 settembre : a) contenere mediante una divisione (1a) rinforzata, tr incerata sulle coll ine a sud di Novi, e coadiuvata a ll'ala. destra dalla brigata d i cavalleria, gli attacchi d~l pal'tito sud r inforzato, che rnovendo
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CORPO D'ARMATA
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da Pozzol Formigaro, si prefiggeva di a tJaccare di fronte ed avvolgere l'a la s inistra del difensore; b) coìl'al tra divisione (2') m uovere a momento opportu no da ~ma posizione di aspettativa dietro l'nla s inistra per avv iluppare il nemico da tal parte; e) prendere in fine a movimento sviluppato l'offensiva coll)ntero eorpo d'nrmata. Compievasi il giorno 11 settembre il .2° periodo delle esercitazioni con una marcia dell' intero corpo d'armata s u Alessandria, nel supposto che l'esercito dell'ovest si fosse riti rato onre la Borm ida, e che il I cotpo avesse ricevuto ordine di riuni rsi al proprio esercito vittorioso presso Alessandria . Giunto in fine il I corpo rl'armata in ques ta ei ttà_. veniva il giorno 13 passato in rivista. dal suo comaridante tenente generale Cosenz, e quindi le truppe che la componevano movevano a ll a volta delle guarnigioni loro assegnate .
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V.
Quantunque possa a tuttap r-ima sembrare estraneo a l còmpito che mi sono proposto, il far q ui dei confronti fra il sistema da noi genernlmente seguito nella s uccessione e nella esecuzione delle grandi manovre, con quell o in vigore presso l'esercito tedesco, tuttavia non credo tali confro nti privi affatto di utilità, potendo in qualche parte valere a ·m etter in maggior rilievo i criteri fondame ntali, a datti a d imprimere a questo periodo suprerno della istruzione il più utile indirizzo. · A rendere facilmente apprezzabile quanto esporrò su questo argomento, · darò un bl'eve cenno del s istema che si s uol tenere nell'esercito tedesco per le esercitazioni di autunno . Alle manovre a cu i ebbi la fortuna di assistere nel 1876 in Germania, ed a lle quali in ognuna delle località desi-
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CONSIDERAZIONI SULLE GRANDI MANOVRE
gnate intervennero contemporaneamente due corpi d'ar-· mata, vidi svolgersi il seguente programma : Parata di uno dei due corpi d'armata. Manovra dello stesso corpo con nemico segnato . . Parata dell'altro corpo. 3° Id. Manovra dello stesso con nemico se- · 4° Id. gnato. 5°, 6°, 7°.ld. - Manovre dei due corpi contrapposti. Id.
13,14,15 id.
R ivista. Manovra dell'intero corpo contro nemico segnato. - . Manovra di divisioni contrapposte.
Confrontato questo sistema .con quello tenuto questo anno per le manovre del I corpo, e che ad un dipresso è quello che è generalmente da noi adoLtato, quantunque non s ia no staLe emanate prescrizioni formali in proposito, si possono r ilevare queste pr incipali differenze : 1 . Le giorna le di operaiione furono nelle m~novre del no?tro I èor-po intercalate da cirea a ltrettanti giorni di riposo, destinati Alle conferenze, e forse a dar maggiore campo alla preparazione delle successive manovre. 2. Le manovre cou nemico segnato seguirono queHe a partiti contrapposti, invece di precederle. 3. La rivista si fece da noi alla fine anziehè all'april'Si di questo periodo d'esercitazioni. !~ . Il numero delle giornate d'operazione, compresa la marcia (7), fn superiore a quello delle esercitazioni, alle
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Qualche volta dopo il 4° giorno YÌ fu un giorno di r iposo. Questo s istemà fu pure seguito quest'anno , in cui la forza destinata a prender parte alle grandi manovre . in ciascuna località fu soltanto di un corpo d'armata. Infatti l'ordine di st1ccessione delle manovre clell'8° corpo fu il seguente :
10 settembre H id .
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quali suol prender parte ciascun corpo d'armata in Germania. A q'uanto precede devesi ancora aggiungere : che negli intervalli fra l'una e l'altra fazione s i considerò, nell e nostre gr andi manovre, cessato lo stato di guerra, per quanto ha tratto al servizio di sicurezza in campagna; mentre, se ben mi ricordo, suols i in Germania man~enere questo stato una volta almeno nelle manovre a partiti effettivi . , Il sistema in uso presso l'esercito tedesco ha la sua ra\ gione d'essere in ciò; che la rivista e la manovra con ne~ico segnato rappresentano due suceess~vi gradini per gwnger e al sommo della scala dell' istruzione, che è rappr esentata dalle manovre a partiti contrapposti. Dissi dell'istruzione, ma avrei dovuto dire dell'esame che si dà su questa ist,rnzione; giacchè questo più che altro si può avere in mira nel breve tempo concesso a questo periodo d'esercitazioni . .Infatti nella r ivista e nei due sfilamenti, il 1° per sezioni a distanza, il secondo per masse compatte di reggimenti, che si eseguiscouo in quelle !)arate l'Imperatore ·che or. ' ' dinariamente ass iste a lle grandi manovre, o chi lo rappresenta, può farsi un' idea del grado d' istruzione delle ~ruppe nella tattica elementare o di piazza d'armi, e può ~noltre ri l. evare dal contegno, dalla tenuta, dal portamen to, 11grado di disciplina e cli spir ito militare dei vari corpi e r ipar ti. · ·
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Segue l_a manovra con nemico segnato, in cui sono prefissate e distinte per momenti le fas i del combattimento, s_e mpre pel nemico segnato e spesso anche pel partito effeLtivo, ed in cui le norme da seguirsi nei vari momentinon solo sono comun icate a i comandanti le _grancli uuitti, ma talvolta fors'anche già sono state esperimentate in mè:1no~re di prove. Con c iò si mira a togliere la preoccupazione e l mcertezza che sempre s'ussocia a li' imprevisto; sicchè l'uLteuzione di tutLi sia assorbita da quest'unico scopo, di ben applicare le formazio ni r egolamentari , ed eseguire i val'i atti della tattica da combatt.imento, a seconda del terANNO XX. l ll. VOL, I .
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reno e dell; situazioni create dalla presenza e dagli atti del nemico segnato. Infine nelle tre manovre di partiti contrapposti, la capacità' l' intell io·enza, l'istru7.ione dei quadri,. e soprattutto dei 0 . comandanti dei partiti e dei grandi riparti, sono messe m , giuoco, e richiamano in particolar modo l'aUenzione del capo dell'esercito. · · Oltre ciò è d'uopo ancora notare, che in Germania le manovre a partiti contrapposti si succedono senza intervallo, la criLica si fa sul. terreno e subito dopo la manovra, le truppe generalmente bivaccano, o in parte anche sono accantonate in prossimità dei punti da dove devono muovere per la fazione dell'indoman i e, come abbiamo detto, si copéono talvolta coi_rispettiv~ avamposti. _ ., . Questo sistema s1 approssima certamente p1u che 11 nostro a quanto si pratica nella vera guerra, ed ha il vantaggio di dare di questa un'idea più g iusta, sia alle truppe che ai comandanti di esse, e di porre in tensione Lutte le parti del meccanismo che dalla gu~rra sarà ~éss? in azione. Havvi però anche qui una parte d1 convenz10nahsmo nello svolcrimento di tre combattimenti in tre giorni successivi e 0 colle stesse Lruppe; ma · questo convenzionalismo è reso indispensabile dallo scopo delle manovre e dai limiti di tempo e di spazio imposti alle medesime. . , Al sistema seguito presso d i noi s i potrebbe dunqlj.e rimproverare q uesta minore verosimiglianza, che risulta dalla cessazione déllo s ta to di guerra, e che toglie l'occasione di mettere in pratica molte delle prescrizioni attinenti al servizio di campagna, che tende ad abituare ad un oTado di tensione delle forze fisiche ed intellettuali minore di quello che si r ichiede in presenza di nemico effettivo, che lascia troppo tempo a pensare e predisporre q uello che in guerra si deve ordinare ed eseguire con risoluzione e prontezza, e che conduce infine a fare per così dire la guerra assai più sulla carta che sul terreno. Epp.erò, a g1udicare in astratto, il sistema germanico sembrerebbe preferibile al nostro; ma cessa di esserlo in
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pratica, q uando si confrontano lo diverse condizioni dei due eserciti. Infatti, nell'esercito tedesco l'i}truzione dei quadri è più ,I/ uniforme, e raggi unge un grado medio più clevaLo , e quella della truppa è più accurata che presso di noi . Ciò I può ammeltersi, senza voler far torLo al nostro ingegno -ed alla nostra buona volontà; poichè quei migliori risultati sono in Germania dovuti a l sistema generale d'istru. zione ed educazione, là più metodico e per lunga pratica f tradotto in carne e sangue, come soglion dire i Tedeschi, i da noi ancora incerto, e per necessità di tempi e di per\1_. _ sone ancora di fot to in balìa, per quel che r iguarda la applicazione, della maggiore o minor capacità dei . molti che hanno influenza in _tale ma teria. Se si ammette· questa nostra inferiori tà ·d i educazione e dì is truzione generale, bisogna pur venire ad ammettere la necessità di. seguire nelle esercitazioni un metodo pi ù didattico, che permetta ai direttori di esaminare con copia di mezzi_ e colla necessaria profondiLò. l'operato dei sottoposti, che conceda mezzi e tempo per raddrizzare le idee, correggere o prevenire g li errori , diffo ndere le buone massime d i guerf·a, dar tono a lla istruzione, stabilire infi ne quella uniform ità di linguaggio e di interpretazione, che non si può avere in precedenza per i lamentati difetti. E ciò è tanto più necessario da noi, che le truppe chiamate a cos ti tuire i corpi e le divisioni di manovra sono, almeno in parte, dipendenti da altri capi durante il resto dell'anno; per la qual cosa non si può prima cli questo periodo s tabilir-e quel reciproco affiatamento che sempre esis te in Germania, dove q ueste). circostanza non si verifica . Se alle precedenti considerazioni si aggiu nge il maggior numeeo di esercitazioni che s i eseguiscono da noi, la maggiore intensi tà e la maggiore durata dei calori estivi, la natura più accidentata dei nostri terreni, cause tutte che contrib uiscono a rendere le manovre più faticose, si . avranno altre ragioni a provare l'opportunità di attenerci, almeno per ora, per quanto riflette il punto qui preso in
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CONSJl) 8RAZ !ONI SULLE GRANDI )IANOVHE 100 esame, al nostro sistema, ed in pari tempo si SHrà anche indoLLi a tl'ansigerc in pa1:te coll'csigenze dell'i struzio tic, per quanto riguarda il servizio di :3icurczza, in cui si può senzo. graYi difficoltà eserc·itar-c Jc trupp<' clurnntc il cor·so dell'unno . Dico in parte, pcl'chè le d ue esigenze, istruzione e risparmio delle forze fisiche del soldato, non sono, a ben riflettere, così il'l·econciliubili co me l' nclozionc ussol u ta del no;:;tro s istema potrclJbe far crcdet·c; ed a me pnre che lo stalo di guerra con tutte le condizioni che è poss ibile riprodurre in ·pace, clovrclJbe essere isLiLu ito e rigorosamenLe rispettato due volle ulmcno durante le escl'citazioni nutunnali, una ,·olta in ciascuno dei dne pel'iocli nei <-1uali generalmente si sogliono dividere, e prcfol'i- · bilmcnte alla fine cli essi; cioè quando i progressi fatti sarebbero g iò. tali, da potersi, in compenso delle maggio1·i fatiche, senza scrupolo, sopprimere tutta q t1ella pnrte di lo.,·oro in iscritlo che in guena non YCl'!'ebhe effettuata. Ho cletLo come una dcl i.e circostanze d1e consigliano da noi a regolare le nostre manovre d'autunno eon maggior mitezza rispetto alla tensione massima che comporterebbe lo stato di g uerru, si è l'essere i corpi d'armata cli manoq·a generalmente costituiti da truppe di va 1·i c divisioni e vol'i comnndi; il che porla con sè l'inconYcn iente cli una minor conoscenzu recipeoca fra i capi e fra q uesti e le truppe, insieme n quello <li una non uniforme istruzione con tutte le sue co11seguenze. . Ma come questo fatto <'~ 1111 rn·gomenlo in appoggio olla citata mitezza di p1·ocedimento, Ynle però altresì a meLLere in maggiore evidenza lo svantaggio dello. success ione, che genernlme11te si è da noi adollala per le manovre; poi' la ' quale avYiene, che le fazioni che le trnppe da Yarie parti co11vc11ute s i trovano a dovei· eseguii· per le pl'ime, sono ( appunto le più difficih; quelle cioò a pal'titi contro.ppost.i. Imperocchè, per quanto bene istruite possa110 essere queste truppe, pet· quanto capnci i lor o capi, regnerà sempre, almeno nelle prime faz ioni, quelln incertezza, qnella poca uniformità, che derivo appunto dal non cono-
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101 scerai, dal non essei·e abituati a pensare e ad agire in comune . Nè i capi dei partiti, e neppt 11·e quelli in sottordine, potrnn!10 portai·e, qnnnto basti la loro attenzione su quella ernluz1one ?1al tatta, ~u questa azione taUica mal sYiluppa t?; perche ti:oppo s1 troveranno preoccupatì do lla cli1·cz1onc della manoHa, in cu i sembrerà a loro a\'er folto il più, quando sai·on110 l'i11 sciti u dare al tema uno srnlg imento rozionole, C<l a rn ettei:e o.J copcr:to dell u critica la lol'o riputazione. Da Lutto eiò ne del'in1. q11cl che infoUi m i pnne potel' o~scrvare nclJe prime man ovre del I co1·po, che ment1·e c10è, per quel che l'iguarcla l'azione diretti n 1: lino nelle s ue pl'incipali diramuzioni, rivelasi spesso il faLLo consolante? .che l'in~egno da 11 oi 11011 difetta, e che pcl' qucslo lato 1 confronti 11011 toma110 sem1J1·e a nostro sqwtao·o-io· t,:::, ) per qu el che hu tratto invece alla esecuzione, l'azione nel suo complesso appore scucita, come chè gli esecutori di quelle buone disposizioni sembrin o spinti più a curar:3i della 1·i uscit.1 del lor·o còrnp ito pm-ticolm·c, che dell' armonia dell'azione, e più badino allo scopo ultimo, che alla i·cgolal'itù e razioualitù <.legl i atti per· cui cleYono pas sare per raggiungerlo . E quantunque a poco a poco mediante le co11ferenze ?i vac~n correggendo questo o qn ~l difetto, pure per tuLLo 11 pe~'1?do delle ma11ovre a partito contrapposto non è pos~1b1le ottenel'e in ciò tutti quei buoni 1·isullnli che sa1?bbe deside1·abile; pet·chè lu preoccupazione dei capi persiste necesso.1·ia111e11Lc fino ali' ulLìmo, e perchè d' alt1·a parte non è loro possibile lt1Testa1·c o ritur·dare un movimento mal i 11trap1·eso, quùndo ciò andrebbe n scapito del razionale SYo]gimento <lei tema. E lo è tanto meno i~ un terr01~0 fortemente accidentato qual è l'Apennino h gure; cos1ccliè per quel che riguarda i miglionm10nti nel!a .esec~zione, tanto pel' Pt•rte elci grossi che dei piccoli r1pai-t1, conviene rimettersi alJ e rnanoVl'e del secondo periodo, cioè a quelle CO ll nemico segnalo. E difatti, bisogna eomenime, qualche sensibile Yan_DEL
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taggio si è ottenuto in questo indirizzo nell, ultima manovra che il I corpo d'armata eseguì appunto contro nemico segnato nelle adiacenze di Novi . Favorite da terreno più praticabile, in parte a colline in parte a pian ura alberata, le truppe del I corpo ebbero in quella fazione dei momenti felici, in cu1 pr<3varono che, ab-ilmente dirette, sanno con disciplina e regolarità quasi tedesca applicare le forme regoJamentari al terreno ed alle diverse fasi dell'azione. Se non che, q ucsti vantaggi affermati sol tanto nell'ultima manovra , non possono considerars i come un snccesso assicuratQ; ed anzi costituiscono per ciò appunto un argomento per combattere l'ordine di successione delle manovre che sembra prevalere presso di noi. E notisi che quei buoni risulta ti sono più da ascriversi al direttore cd ai comandanti le divisioni che alla influenza dei quadri. Imperocchè i? nutro, per quanto vidi ed udii, l'intimo convincimento, che lo scopo di quest,e manovre a. nemico segnato è compreso da pochi ; credendo i più che anche in queste, non la cur8. dell' eseenzione materiale, ma aneora il concetto d.8bba. aver la prevalenza, e che il sopraffare il nemico, tuttochè segnato, importi più che ogni altro risultamento. Perchè ancora non si capisce in gen~rale da rìoi, che il nemico segnato deve essere una specie d'agente irresponsab ile, rispetto Dlla verosom igl ianza dell' azione ed allo scopo cli ~ssa, che fa quel che· gl i è stato preventivamente indi cato, momenLo per momento, unicamente per provocare gli atti corrispondenti del partito effettivo . S i ode spesso criticare quei drappelli, che unicamente per esser meglio veduti e quinçli adempier meglio il !oro compito, si tengono tdlo scoper.to ed in piedi, mentre potrebbero star, coricati e celati. Si considera infine come manifestazione cli un convenzionali smo che ripugna al nostro carattere e che quasi sfiora il ridicolo, questo pretendere di confrapporre a lle manovre di masse effeLtive pochi drappelli , che si muovono con molta · maggior agevolezza dei riparti che
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rappresentano, e che non possono, secondo quei 0r1t1c1, ehe dare delle false idee sulla efficacia della resistenza o dell'attacco del nemieo. E tutto ciò perchè si crede che questo nemico segnato non al:)bia altro scopo, che di permettere l'esecuzione di manovre coll'intero corpo d'armato riunito, e perchè nè il nemico segnato nè l'effettivo sono addestrati preventivamente e frequenLemente a manovrar contrapposti in riparti minori . Ma di chi la colpa.1 Io non dubiLo cli asserire, che ciò è da ascriversi in primo luogo al s istema., che viene a sanzionare gli errori invaJsi a riguardo dell'imporLanza e dello scopo da. attribuirsi a queste manovre con nemico segn/;lto, ! poi alla poca abitudine che noi, a differenza. dei Tedeschi, a bbiamo a.quesLo modo di esercitarsi nel terreno, ed a fare astrazione dall'interpretazione del tema . \, Ad accrescere le sfavorevoli conseguenze di questa poca abitudine, s i aggiunge, per quanto parmi, da noi una libertà d'esecuzione manteuuta ui comandanti delle maggior-i unità, forse alquanto più estesa cli quello che le esigenze di questo genere di manovra potrebbero consigliare; che per conseguenza coinvolgendo maggiore responsabilità per gli esecutori, produce quella certa _tensione di spirito tarito dannosa alla cura dei particolari. Ad a umentare questa tensione ed i suoi effetti, concorse poi, nelle manovre a cui ho assistito, l'incertezza cleri van te dal non conoscersi ·1 preventivamente da LuLti i capi le istruzioni impartite al nemico segnato, e la difficoltà d i ben scorgere e valutare in quel teneno alberato le forze del nemico, rappresentate da debol i riparti. Si potrà ossenare che il nostro sistema, col Lener celato al partito effettivo le norme daLe al nemieo segnato pei vari momenti, esercita meglio i capi ·alla interpretazione degli ordini, ed è da questo lato più istruttivo; ma senza negare questo vantaggio, io vi contrappongo quell'altro della maggior cura dell' esecuzione che da noi non si può ottenere, appunLo perchè ' i capi sono preoccupati troppo dalla interpretazione degl i
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ordini, e riferendomi ancora una YOlta al Yero scono delle manovre con nemico segnato, lascio a cbi legge· il g iudicare a quale dei due vantaggi convenga qui dare Ju preferenza, visto che il primo lo si potn't poi conseguire uelle manovre o partili contl'apposti, e che pe,. ottenere il secondo non s i avrà opportuna occasione più tardi, per le ragioni gii\ addotto. Del resto anche in German ia non tutte le manovre cou nemico segnato si compiono colla regolarità cd esattezza ~bo s i potrebbe ripromettersi dall a maggiore ahiLudine cli quell'esercito a lal genere di esercitazioni; ma non per questo si cessa colù dall'appt>ezzarle per quel c;he debbono volere . Certumen Le anche lò. s i verifi ca no gli in convenienti che sono i11erenti a questo gene,·e di manona, e spesso ,·i si Yedono i drappel li occupn1·e min or fronle di quello che dovrebbc1·0 occupnre le tru ppc da essi rapp1·esentate, e non tener sufficiente calcolo della maggiore difficoltà che queste avrebbel'o nell'eseguire certe date mosse. Per conYerso, si vedono le truppe del partito effettivo scordare tal volLa il fattore pel quale le fo1·ze loro opposle dowehhero essere moltiplicate . Ciò accade specialmente quando i segni non sono semplici o beue vi s ihili, ed hn.vvi troppa SJ)l'Oporzione fra lo forza dei drappelli segnflnti e qnclla delle truppe da essi segnate. Ivia questo difetto non s i pote,·a lamentare nelle rnanovre del nostl'O I corpo, dove un pezzo d' m·tiglieria con bandiera 1·ossa rappl'esenta"a una batteria, un plotone di cavallel'ia con bandiera bleu uno squaclr-one, ed una compagn ia con bandiera bianca un battaglione, e dove quindi i Yari ripo.1·ti, e specialmente quelli cli fontel'ia, doYe,·ano, se Lutti ben comcH1dati, occu pare 1111'estensione eguale a q uella delle truppe che 1·appresen Lavano . P er ciò fare non alt1·0 occorroYa alla fantel'in che distenders i per intero in catena, e manovrare col la regolarità o la calma che orale imposta dal s uo m a ndato per così dil'e passivo . Per pal'te dei capi poi, null'altro occorreva che stret-
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tamente attenersi, nel lo sviluppo del tema, alle istruzioni loro dettate pei cliYersi momenti . Dall e pvche osservazioni che p1·eccdo11 0, mi pal' leci Lo poter co11chiuJerc su questo a1·gomento delle mano,·re con nemico sognato: 1. Che esse ::;ono utilissime, ma che ln 101'0 utilità non sarà compresa e sfruttutu da noi, se 11011 quando si prO\'Yecla a farle entl'al'e nelle noslt·e abitudini . 2. Cile pel' ciò fare s i può ut ilizza l'e q11al1rnque periodo delle is tntzioni la ltiche dura11te l'in le1·0 mrno, cd anzi si deve comincim·o dall'esel'citanisi in piccoli l'ipcu·ti non minori del baLLngl ione . 3. Che ad otteuero uniformilù d i scopo e di esecuzione di queste mano, re, è necessmio che il 1·egolame11Lo dichiari il primo in tct'mini precisi, e ])l'Cscrirn un metodo unifonnc per la seco udo .· 4 . Che se si cl'ede di consel'rnre quelle di COl'f>O d'm·mata, nllo scopo di potei· l'iunil'e in alcune fazioni maggior massa di truppe so Lto un s olo co mando, si facciano almeno precedel'e le manov1·e u diYisioni contrapposte da una o due diYisioni contro nemico segnato. · Quni1to allo. parata poi, mi sembra , che discostandosi alquan to le nosLre grandi manovre da ll e germanicbe pet· la composizione dei col'pi, por lo scopo più cli istl'uzione e meno di esume che loro n1o ls i attribuire, e per il diverso s ignifica lo che ha da noi l'inte1·ve11to di augus ti person aggi, possa la medesimo. continuarsi ad osegui ,·e alla fine delle mo none; ciò che offre il Yantaggio di potei' riconoscere da.Il a te,rn tn, dal portamento, dalla 1·egolarit.à nello slilal'e, il grado cli soliditù disciplinal'e o di spirilo militare che lo truppe possono c:onsen·m·e ad onta delle straOl'dina l'ie fotiche sopporLaLe . In queste pa1·ate 11 011 si polnì pretendere al cel'to una 1·cgolal'itù di mosse ed una freschezza di 11niforn1i inapp untabile; mn pet· converso "i s i veclr,'t q ualchc cosa <li pi ù mm·ziale e specifico nel contegno di quelle truppe, 1·ottc alla fatica ed alle <lifficoltit ùcl manoYrai·e in terreno
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CONSIDERAZIONI SULLE GRANDI MANOVRE 106 accidentato; come appunto tutti potemmo con soddisfa zione r ilevare a lla parata del I corpo in Alessandria. Però anche la regolarità delle mosse e la coesione dei ranghi si po trà ottenere più che non s iasi \;erificato in q uella par ata, q uando una m iglior e successione dei periodi delle manovre, quale abb iamo propugnata, abbia permesso ai comandanti delle truppe di mantenersi per , questo r iguardo più esigenti anche durante le rpanovre stesse ,
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Ciò premesso, e ritornando sul terreno delle manovre, comincerò dal mantenere la divisione che perm.ille rispetti · mi sembra o pportuna pel mio còrnpito, fra le ma novre del 1° peri odo, c ioè a divisioni contrapposte, e q uell e del 2°, cioè di corpo d'armata con nem ico s egnato . Imperocchè oltre all'accennata differenza di esecuzione~ le prime si possono considerare come episod i r iferibili alla g uerra di montagna,, colle moclaliLò: inerenti a lle speciali c;ondizioni dell'Appennino, le altre clebbonsi classificare fra quelli dell'azione in terreno m isto cli pianura e coll ina, nel quale la manovra ha una parLe predominante ,
VI. VII. Le considerazioni che precedono mi sembrat·ono necessarie, per st .'1.bil ire i cri teri secondo i quali vogliono essere , interpetrate le osservazioni ulteriori che mi studierò di esporre s ulle cose vedute ; aff:inchè non si giudich i difetto delle persone o dell e istituzioni, ciò ch e va attribui to soltanto a specia li condizioni momentanee facili ad essere migliorate o rimosse . , E però dichia ro esser mia opinione: che la inesatta ese. cuzione di Llll ordine, lR mala riusci ta di un atto, dipendono spesso più che dall a capacità degl i individui ehe ne .sono responsabili in quel dato momento, da una quantità di cir- \ costanze e di cause, molte delle qual i bisogna cercarle a ssai l lon tano dal luogo dove si manifesta no coi loro effetti . D'al tronde : errare hamanum est, et ef'l·anclo cliscitar; ecco d ue massime c;he vorrei scolpi te nella mente <li ognuno ch e s'appresta a porta r g iudizio s ulle cose operate dagli altri : rispetto alle q ual.i vorrei, col Verdy du Vernois, che s i pensasse mai sem pre, quale immensa differenza esiste fra . il ·deliberare al momenlo dell'azione, sia pure con nemico fittizio, ed il criticare a tavolino ed a mente calma, senza forse potersi render conto di tutte le circostanze che su quella da ta deliberazione possono avere influito.
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Le manovre che si compirono nel primo periodo, e quindi nella zona propriamente montagnosa, s i ridussero ~utte e quattro a d attt:Jcco e difesa di posizioni, in cùi TaL-, tacco, considerato nel suo complesso, in causa dell'csten- .. s ione della fronte delle posi7,i oni da attaccarsiJ della scarsità delle truppe disponibili, della r istr<:)U,ezza del tempo ecc. si ma ntenne mai s empre uei limiti dell'a Ltacco frontale; e la difesa, in parte per le s tesse cause ora dette; in parte per la difficoltà degli sbocchi, si ridusse cprnsi toto.lmente a cli-· fesa passiva; chè 11011 bastarono a darle carattere di difesa attiva i brevi accenni controffensiYi di questa o quell a fra zi one o riparLo, spinto a breve distanza avanti dalla fro nte, e non seguitato o secondato da grosse partite di truppa . Invero il terreno mon tagnoso è per se stesso poco adatto a llo studio dei vari atti deJJa con t1:offensiva a fo rido; tuttavia mi sembra che l'ammaestramento ta ttico delle truppe avrebbe potuto trovar compenso a 'q uesto difetto llell o studio più esteso di altre fasi dell'azione, che in montagna ass umono uno im portanza. speciale; qua le per esempio la ritirata da una posizione, incalzunte il nemico . ,
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Coritrariamente a ciò, le nostre fazioni avevano termine quando l'attaccante si era impadronito del le posizioni, o quando era più o men9 prossimo a questi risultali; . cosiçchè mai si · pose a cimento il partito perdente col ben difficile pr-oblem a di unari Lira t1:1, com pinta per vie che spesso rapidamenteclivallanodietro alla frollte, pochissimi appigli. presentano a resis tenze da retroguardia, poche e difficili vie di collegamento e di raggruppamento offrono alle var-ié fraz ioni dell e linee ripieg,rnt,isi . Il non essersi ciò fatto, fu certamente consigliato da b uone ragioni, relative ai limiti di durata di ciascuna manovra, alle dif.ficoltà dei successivi accampamenti ecc. ecc., perciò se11za voler appuntare qnanto si è fa tto, credo possagioYare il mettere in rilievo, di quan ta utilità potrebbe riuscir-e il porre talvolta in presenza degli accennati quesiti, e se occorre anche all'improvviso, comandanti e truppe; affich è in guer·ra vera non si trovassero poi sorpresi e scoraggiati dalle djfficolttt e ,dai pericoli che in simili casi si dovrebbero affrontare .
VIII. Per da L"e una certa unità di svolgimento alle considerazioni che andrò esponendo, dirò prima di quelle che si riferiscono ali 'impiego che vidi fare delle truppe nella -difens iva, poi -di quelle relative alla offensiva . Per quanto riguarda il concetto cbe servì di base alla ripartizione delle forze nella occupazione e difesa delle posizion i, dirò che esso mi parve quasi sempre corrispondere allo scopo ed alla si tuazione creata dal tema, alle condizioni · imposte dal terreno, e pe_r quanto possibile, anche a quelle riferibili alle forze dispon ibili . Dico . per quanto possibile; g iacchè essendo impesto cli guardare sovenLi posizioni estesissi.rn e, con forze certamente non .
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adeguate, non si -potevano colla sola retta applicnzione dei buoni principii strategici e tatti.ci, tutte prevenire le conseguenze di questa relativa debolezza . E S8 queste non npparvero così dannose, come avrebbe potuto avvenire in guer ra con nemico reale, si è perchè ·qui il difensore conosceYa di avere ad un dipresso forze di poco inferiori all'aUaccnnte, e per di più sapeva, che all'avversario sarebbe mancato il tempo per variare le disposizioni per l'attacco, dopo conosciute quelle prese dalla difesa , Infatti tutti i Lemi delle manovre di q uesto primo periodo inch_iudevano l'obbligo ai due partiti di difendere o cli attaccare contemporaneamente le posizioni che intercettano le due strade della Bocchetta e dei Giovi; posizioni la cui estensione è: per quella della cresta di chilometri 6 1/ 2 , e per le successive di Fiaccone e cli Gavi-Monte Dorato diventn rispettivamente ad un dipresso di 7 e di 7 ¼ chilometri . . Ora se si considera ch e la forza di ogni partito incar icato della difesa non a1nmontaYa, tutto compreso, ehe a circa 7000 uom in i, e che la cavalleria non potè essere utilizzata che in parle, si vede che l'occupazione veniva ad essere fatta da u11 uomo circa per metro di fronte . E vero che in terreno montagnoso le linee d'attacco sono determ inate ed in numero limitato, e che la difesa può concentrarsi in poehi nodi o posizioni importanti, tenendo il resto guardalo da semplici posti di comunicazione e pa ttuglie; ch e il tempo che il nemico deve impiegare per supe1·are le lunghe ed aspre erte permeUerà quasi sempre ai difensori di ingrossare su l punto minaceiato; ma è però anche vero che da montagne a inon t.agne v'ha una eerta differem;a, e ~he quello che si può dire delle Alpi, dove vi sono tratti affatto impratieabil i, non si può dire in modo del pari assoluto degli Appennini; dove ad onla delle difficoltà da superarsi, ]'attaccante può riuscire col tempo e colla insistenza a farsi strada q1wsi d.apertuUo.
CONSIDERAZION I SULLE GRANDI MANOVRE 110 Perciò, ove il difensore abbia, come nel caso nostro, forze , J1on adeguale, e per converso l'attaccante disponga di numerose truppe, non riuseirà difficile a questi, dopo tasteg- . giata lu posizione avrnrsaria, dirigere l'attacco in modo, ..da impedire al difensore di distrarre forze da. un punto per accorrere su un altro . E ciò sarà tanto più faci le all'attaccante, quando, come nella posizione Giovi-Bocchetta, i punLi più importanti e le linee di ritirata del difensore s i troveranno alle a.li della posizione, e che mancando la posizion.e occupata di profondità, e non essendovi che una sola strada di collegamento lungo la cresta, e questa ancora non praticabile in parte che ai sol i pedoni o cavalieri isolati, non si potranno s tabili re riserve in condizioni favorevoli ad accorrere l)rontarnente sui pu nti minacciati. Ma come abbiamo detto, tu tLo ciò può variare cl' im_p ortanza, a seconda delle condizioni imposte dalla situazione, di cui le forze proprie ed, il Lerreno non sono che una par te. Il sapere ben valutare e bilanciare fra loro queste condizioni; è ciò appunto che permette talvolta di risolvere favorevolmente problem i taWci o strategici, che .a prima vis ta possono sembrare assai complicati. E còsì infatti avvenne nelle manovre di cui qui c'intrat.teniamo . Nella difesa fatta il 30 agosto della posizione . Giovi-Bocchetta dal partito s u d contf'O il partito nord; il primo considerò la posizione divisa in tre parti di diversa impo rtanza, per rispetto appunto al terreno ed alle condizioni p roprie e dell'a vvcrsario. La Bocchetta colle vicine .alture, già assai forti per natura e meno accessibili all' attacco, e la cui perdita non era molto pericolosa per la ritirata del difensore dell'altra ala, fu affidata alla difesa di un cor po di 3 battagl ioni e 8 pezzi con due squadroni; questi ultimi incaricati piLt che altro di collegare median le pattuglie quesL' ala staccata col resto dell a divisione. Le truppe r imanenti (12 battaglioni, 16 pezzi, 3 squadroni) vennero ripartite fra il centro e l'ala destra, vale a dire destinale .a difesa della strada dei Giovi e s ue attinenze, a cui venne così attribu ita dal difensore la maggior importanza.
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Infatt1 su questo tratto della posizione s i dirigevano le linee d'attacco e d'aggiramento del nemico; di qui si staccavano all'indietro i contrafforti pei quali la ritirata poteva compiersi con maggiore agevolezza, sia per b direzione che potevasi dare ad essa verso Genova o verso l'alta Scrivia, s ia per il dominio che questi contrafforti mantengono sulle altre alture, che il nemico scendente dalla Bocchetta avrebbe potuto occupare in Val Polcevera. Gli stessi cri teri ad un . dipresso guidarono il partito nord, divenuto a sua volta difensore della_stessa posizione nella fazione del giorno 1 settembre, in cui anch'egli portò la maggior parte delle sue forze a gravitare verso l'ala sinistra; dalla qual parte appunto si sviluppavano le più facili linee d'attacco e d'aggiramento dell'avversario, che avanzava da Genova per rioccupare la posizione .. E ciò, malgrado che la linea di r iLirata più favorevo le di questo partito nord fosse quella che si dipartiva dall'ala destra, cioè da.Ila Bocchetta per .l a valle del Lemmo e pel contrafforte che fonna il fianco destro di quella. Ma poichè primo e più importante còrnpito era qui la , difesa della posizione, che appunto presso i Giovi era più minacciata, e che d'altronde la fadlità maggiore d'at_tacco avrebbe indotLo l'avversa.rio a far da questa parte 11 massimo sforzo , giustamente non stette in forse il comandante del partito nord, e pose in seconda linea le considerazioni riguardanti la maggior sicurezza della ri - ,, tirata. Cacciato poi da queste posizioni, e chiamato a fare ult~riore resistenza più indietro, si affretLò a correggere il difetto suddetto, più non esistendo le eondiiioni che glielo ~vevano imposto; e nella fazione del 3 settembre gravitò invece colla maggior parte delle forze verso la strada della Bocch etta; dove fra Fiaccone e Mon te Alpe, nodo della posizione occupata in quella g iornata, pose il nucleo pri?cipale delle sue truppe; potendo di là direttamen te e ~ode:·osamente difendere la via di ritirata più breve e più sicura, ed in pari tempo, se non direttamente
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tagliare, minacciare almeno di fianco qualunqlle colonna avesse osato progredire per val Scrivia, senza prima impossessarsi delle alture che si rannodano a Mont~ Alp~. Quanto alla r ipartizione delle truppe ed alla d1sp?s1zione loro sui vari tratti della fronte, era, si può dire, determinata dal terréno, il quale imponeva l'adozione dell'ordine separato . ' Consisteva qu indi l'occupazione di forti nuclei di uno o più battaglioni, situati in quei. punti della cresta, dove i rigonfiamenti di questa al diramarsi dei. contrafforti che nei due versanti tracciavano rispettivamente le linee d'attacco e di ritirata, offrivano spazi adatti alla riunione ed al coprimento di quelle forze, luoghi propizi per dominare col fuoco gli . approcci e la cresta stessa e per coprire le vie di. r itirata, sproni protendentisi verso il nemico che permettevano una occupazione avanzaLa, valevole a procurare alla posizione la profondità necessaria .a dar maggior consistenza ed elasticità all'azione della difesa. Questi nuclei, in cui per necessi Là di spazio venivano a fondersi quasi in una stessa massa i sostegni e le riserve parziali, e che nello stesso tempo costituivano la linea di fuoco delle batterie, erano collegati fra loro per mezzo della vista, e da piccoli posti e pattuglie, che fra il centro e l'ala sinistr1:1 erano nel giorno 30 agosto> e in qua~che parte a nche nella manovrn del 3 settembre, costituiti da cavalleria. La prima linea della. fo.ntet'ia era formata da riparti staccati, spinLi sui contrafforti, là dove cessa d'un tratto (come è carattere dell'Appennino) il dolce pendio e bruscamente divallano verso gli impluvi o verso una qualcq.einsellatura. · Questa prima linea di cacciatori e sostegn i, poco atta, stante la ristrettezza. delle schiene e la ripidezza dei .fianchi, a formare una potente linea di fuoco in direzione perpendicolare all'andamento delle schiere stesse, po~eva a. sua volta acquistare, mediante i sostegni, grande sviluppo nel senso delle creste, per fiancheggiare gli sproni a.dia-
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centi, o per forn ire, in concorso coi difensori -di questi, fuo_chi i1:crnci~ti verso gli accessi dei valloni in terposti, ed 1 tratti co1T1spondenti delle posizion i d'approccio del nemico. In ci_ò consiste appunto il vantaggio principale di questo modo d'occupazione, il quale inoltre, nei succes s ivi periodi della difésa, quando per avventura riuscisse al nemico di guadagnare terreno sui contrafforti e fare ripiegar.e 1~ truppe più avanzate del difensore, ~ermette a q.uest1 di opporre presso a lla cresta principale nuova resistenza, che può diven tare assai ostinata attorno ai nodi di essa. Scos~o il n~mico da quel fuoco, le riserve irrompendo da quei centri lungo la cres ta e i contrafforti, costringono spesso il nemico ad abbandonare in un istante i v~ntaggi con tanta pena ottenut.i. Ed infatti, se questi grnnge talvolta con relativa facilità a scacciare i pochi difensori dalle posizioni avanzate sui contrafforti, attaccandoli di puntu, ed aggirandoli pei fianchi, protétto dal fuoco delle proprie a rtigli erie, che, allontanando le truppe avanzate del difensore, favoriscono il suo avvicinarsi al coperto per gl i angoli m orti, e spesso anche pei bosch i; non può, giunto nella parte p iù a lta, doYe le schiene sono generalmente nude ed i pendii più dolci, procedere più olbre, e taholta neppur sostenersi. Im peroccbè egli si trova allo1;a generalmente esposto a l fuoco in crocicchiato e poten te delle artiglier ie e della fantel'ia nemica, che coro na no la posizio ne principale. Contro cli questo l'attacco non può opporre a sua volta che fronti ristrette, fuochi jncerti e gruppi d' uomini che g iungono trafelati ed alla spicciolata; a meno che fortunatissime circostanze non concedano all'artiglieria dell'attacco di mantenere il sopravvento, e potenti r iserve non siano immediatamente a portata di quelle prirne truppe, per sos tenere i primi s~1ccessi e proseguirli, innanzi che il difensore poss1rlan c1are forze preponderanti alla riscossa. E di quan to qui espongo vidi convincentissimi esempi nelle faiioni dei giorni 30 agosto, 1 e 3 ·settembre. Nella prima di queste ANNO XXIII, VOJ .. I.
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CONSIDEHAZ!ON! SU LLE GRANDI MANOVRE
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manovre era infaUi riuscito al partito sud, che da Busalla aveva con parte delle sue Lrnppe rim~nlalo a de:tra jl uintrafforte di A1berghin (che form~ 11 fianco de::,tro. 0 del H. Buzo.letta), di stabilire due bo..Ltol'1e do.. ccn~ . ne~ pu nto dove questo contraffor te r ipiega a sud per dmgers1 su Monte ìvlpntaldo . . . . . Sollo la protezione di queste batterie, e clop~}1~)e~ut1 attacchi, riuscivo.no quell e tru ppe a mantenei:::.: a sud della insellatura che le separasa dalle falde d1 Mo11te
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l\Iontaldo . . . .· l'v \a quivi il clife nsol'e, protelLo da ~lcurn tru:cera:11 ent1 costruiti sul Yersante di questo poggio, ehe si e~c, a fortemente al di sopra delln cresta adiacente, pot,e contenerlo · mentre una battel'ia da 9 cenl., collocat~ c~la 1~res~?, coacl/uvata da altra. batteria situata pr;ss? 1_ G_10Y1, d_mgevano un ["uoco preponderante co ntro 1 o.rt1gl_ier1a _11em 1ca. Ciò diede tempo a richiamare sul punto _mrno~cia~o d~~ baLtaglioni, che ne erano stati prim11 d1stratt1; _g_111n_l1 1 quo li, il difensore potè erompeee clul le _sue pos1~1.o n_1, e · · i'",, l'ass"1·,tore nl di là dell 'insellatura da lrn pnrna ricaccia u .. fclicmneule ,,al icat11 . . . . _ E sebbene questi abbic1 in segmLo rrnnovato g li. attacchi e conseguito eziandio qualcl~o ~uccesso parz,;~~' fu parere di molti fra gli speUa Lor1_ <11 qu~lla. mano\la, che quei successi o non avl'ehbcro u1 rcalta P?t~1to_ otte~ ,s · "' ""rebboro sto.ti di breYe· durata· . Nè fimre1 cogli nel 1, 0 ,,u · l' esempi, ~equ i volessi r ipol"Lare tu tLi quelli che si ailag 1ano alle considerazioni da me fatto. . ,, · Però siccome i conlini che mi sono 1mp~slo e l_ mteressc lirniLoto Ji questo c itazion i, rif:ere~1tes1 a fatt_i 110n di O"uerra Yera, mi sp1·onano verso altri argomenL1 , b_a sto~à il poco che 110 detto a ~D.l' un'idea ~el(e. co~e se~~1tc nelle molte ci1·costanze 1deut1chc o co11s11111 l1. 1\-f a puma di ullirnal'e ciuanto ancora vorrei dire su questo argomento dell a difesa, trovo necessario osservo r e: eh? quantunque ris ulti dalle cose sopra esposte quanlo partito p~s.sa :m~ difesa hen ordinata e dieelta trarre dalle cond1z1om d1
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terreno che ho ·cercato tratteggiare alla meglio, non ho già inteso esagerare il valore di questa r ispetto all'attacco. L'aLlacco può procurarsi sulla difesa, anche di forti posizioni come questo, alcuni Yanloggi incontestabili, che la fortezza dei Juogl1i e le buono dispos izioni 110n sono sempre valo,·oli a l>ilanciai'e. Ma di questi mi riserbo di dire fra poco.
IX.
Aggiunge1•ò ora, per ultimare questo schizzo della difesa, alcune nitre osservazioni sull'impiego tattico delle truppe, e sul modo con cu i da queste furono in generale eseguiti i Yari atti della difcnsiYa. Comincerò dall'al'tiglieria, come quella che segna per ' cos't clirc i capi so.lcli della difesa. Ad onta dello grandi difficoltà incontrate, l'artiglier·ia riuscì, mediante il concorso del geu io e della fanteria, che allnrgaro11 0 lunghi tratti di mulattiero, altri ne costl"ussero, a superare talora el'te diJ"lìcilissime cd a svolte ristrette, ed a coronare, anche coi pea;i più gravi, alture, dove si s ai·ebbe crcdnto a malapena possibile portare artiglieria da m on tagna.. Anzi, a dit-e il vero, vi fo un corto lll sso in questo zelo nel vincere la riluttante nutura. Imperocchè fn notato, che so il più delle Yolle si riusci\'a così ad ottenere un ottimo concorso del fuoco d'artiglier ia nei punti più importanti, nor\ sempre sarebbe stato pe1· ciò necessario salire così in alt.o, a costo di avel'8 talora tiri meno efficaci, e cli non potersi più ritirare, per m ancanza di vie sufficientemente praticabili verso il postergo . Pei-ò q~testo eccesso di zelo non s i saprebbe biasimare; perchè dinoLa uno spirito intropl'endente, da cu i l'esel'cito non può trarre che grandi Yantaggi: ed io credo che nessuno di quelli che assistevano allo speUacolo di quelle
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CONSIDERAZIONI SULLE GRANDI MANOVRE
batterie che tuonavano dalle più alte cime dei circosta~1ti monti, abbia potu~o tenersi dal dire: Non sarà necessar10, ma è bello! · Ma appagato così il sentimento, lasciumo di nuovo il sopravvento alla .ragione, ed osserviamo: c~e sebbene da quell'artiglieria si sia potuto far tanto, e possa ben anche attendersi altrettanto e più in guerra ver~, no~ sarebbe tuttavia ordinatore pruden te, chi su quegli sforzi facesse troppo assegnamen to . In guena vero. mancheranno spesso il tempo, la calma, le forze pe~ pot~re co: st.rurre o riattare lunghi tra Lti cli ·via , o trascrnarv1 pezzi e casso111. . . , Ed al postuLto, chi comanda diffici!mente_si_ mclurra .a portare artiglierie là, dove, ad onta cli questi r1aUament1, la di ffic oltà degli accessi sarebbe pur sempr~ lale d~ esporre il materiale, in caso di ri tiro.ta, a perdita quasi sicura. . . Da ciò il bisogno di avere presso le truppe clestrnate ad op~rare in questi ter ~eni qu~l~h.e batteri~ cl~ montagna) p. e. una o due batterie per d1v1s1one, pur m~1:tenendo,1 le altre batterie, di preferenza. del cahbro .P~l~ potente, ottime per corona.re le posiz~oni pi(1 . access1b1)1.. . . L'accennata chfficoltà degli accessi alle poJ1~10rLL e 1~ scarsità e ristrettezza di questo, unita ag,li a)tri_ c~raLter1 delle posizioni di montagna, fece si che 1 a rt1~hena del~a difesa sostenne quasi sempre tuLto il combaL_t1°:et:to, n manenclo ferma nei punLi che occupava al pnnc1piar dell'azione. S,olta.nto nella manovra de~ 1° s?ttembre! una sezionf3 all'ala sinistra ebbe a cambiare eh. posto, lll seo·uito al ritirarsi delle proprie truppe da C,an de Barche ~erso N .a s.u della Vittoria . Fu notato a questo proposi Lo, · che essa prese successi ve posizioni à troppo poca dis Lanza l'_una. cl al~'~ltra, nell e quali pare non avrebbe avuto sufiìc1enL1 rnot1v1 per arrestarsi. . Questo fatto ci porta a riflettere, come fr~qu.en~ 1 :arr~biarnenti di posizione non concedono all art1gheria 11
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, tempo necessario per regolare di volta in volta il suo tiro, per _utilizzarlo una Volta regolato . Oltre di che, venendo il suo fuoco· interrotto dai frequenti spostamenti, manca in gran. parte il suo efAcace concorso, nei momenti appunto che più sarebbe necessa rio per sostenere l'avanzata della fan teria, e per proteggerne la riLirata, come era. il caso nella manovra. del 1° seUernbre. In queste manovre fo esperimenLato con ottimo successo l'elioscopo, che il capitano Bellati di stato maggiore rese di sempli ce e faci le maneggio . Esso serve, nei giorni di bel tempo, per dirigere da una batteria che fa fuoc.o un fascio di raggi solari, s ul punto che con quei tfri si vorrebbe baU.ere. Quel fascio luminoso è così potente, anche a considerevole distanza, da rich iamare immediatamente l'attenzione di quelli su cni è d iretto, e da render quindi possibile di tener conto dei probabili effetti del tiro così segnato, e provvedere a seconda dei casi (JJ. Poco potrei aggiungere al gii:t detto cil'ca alla distribuzione della fanteria in rapporto alla forma ed alla estensione delle posizioni. Noterò però eirca alle riserve, che in monta_gna, per gli ostacoli che si oppongono spesso . all'intimo collegamento fra h varie parti di una posizione, e per la natura del terreno al le spalle di questa, non si deve far troppo assegnamenLo sulla traslazione di truppe di rinforzo da punti troppo lon Lani. Volendo, si potrebbe fare un calcolo approssimativo della· mass ima. distanza a qui, in uno data posizione, potrebbero essere collocate queste truppe. Ma ciò non è necessario; chè ognuno comprende beniss imo, come incontrandosi generalmente in rnontugna condizioni sfavorevoli alla formaz ione ed allo stabilimento di poche e grosse riserve, sia preferibile l'averlle delle più piccole, ripartite lungo la linea nei pun ti più convenienti. Una grossa r iserva, stabili'ta ad eguale portata dai cli versi punti (I) Venne anche adoperato coo successo per trasmettere avvisi med iante sprazzi di luce intermitten ti. ·
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CONSIOERAZIONl SULLE GRANDI MANOVRE
di una linea che si vuol essere in grad'o di soste.nere, potr~bbe arrivare troppo tardi sul punto· rn_inacciato. Di ciò si ebbe esempio nella manovra del giorno 1° settembre, in cu i la riser va del partito difensorè (nord), costituita con un reggimento fanteria e 1/ 2 squadrone, fo collocata pTesso ca Albérghin, e quindi troppo lontana 'dai due pnnti in cui avr~bbe potn~o esser chiamata; cioè da N.• S ." della Vittoria e da Monte l\fontaldo. Inoltre per essere unica, e collocata dietro al centro di quel tratto della posizione, rimase essa fors'anche affetta da quella titubanza, che naturalmente nasce_in chi, d_isponenclosi ·ad accorrere su un punto, sa d1 dover rrnuncìare a soccorrere l'altro, che può essere a sua voHa più gravemente minacciato . . A me pare che i tre battaglioni di riserva sar:bbe~~ stati più a portata dei possibili loro còmpi ti, se npart1t1 a poca distanza dietro la cresta, sui. due contrafforti ehe fiancheggiano presso ·al colle la strada dei Giovi. Quanto all'applicazione délle forme tattiche :il terreno, · -poco si pùò dire oltre a cjuello che 'già ho esposto più sopra; perchè nella difensiva quasi passiva, alla quale si ridt~ss~ quasi sempre il partito difensore, in virtù delle rag10111 già accennate a suo luogo, ben pochi e brevi furono i movimenti eseguiti dalle varie frazioni, per· r ipiegare od avanzare alcnn poco la Hnea di fuoco, per stendersi o serrarsi, o fare qualche contrattacco parziale. Qui la regolar-ilà delle forme elementari veniva certamente ad essere sconnessa e modiflcata dal terreno fortemente accidentaLo; ma per verità noir credo possa essere da nessuno contestata l,abilità e l'intell igenza con ~ui la nostra fanteria sa interpretare il valore del terreno, per quanto può facilitarle l'esecuzione dei suoi a tti: accoppiando in questo una certa spigliatezza ad. una sufficiente regolaritù, suscettibi le, con vien.pur dirlo, di qualche miglioramento . Questo per quanto riguarda la generalità; perchè pur troppo . in questo assieme soddisfacente occorse tal volta di vedere qualche r i1)a.rto condursi in modo
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da rivelare esser ancora presso di noi l'esecuzione più appoggiata alla capacità dei capi riparto, che ad una istruzione àpplicata e sviluppata con rrietodo uniforme e con severifo, in tutta la scala de'·suoi particolari. Ma su ciò avremo occasione d i ritornare più volte e con maggiore opportunità parlando dell'offensiva, ed esaminando le manovre del secondo per iodo. Non ci resta ora a dir altro che della cavalleria, la quale, come ben na turale, non trovò campo in montagna a sviluppare i suoi mezzi principali nel combattimento, se non nell'ultima di queste fazioni del 1° periodo, nella pianura che si estende fra le .colline e la Scrivia da Arquata a · , Serravalle. Essa però fu impiegata util mente nei servizi di paLtuglie, ' trasmissioni di ordini, collegamenti, e rese per questo rispetto ottimi servizi, anche nei terreni i più difficili. Se ne impiegarono pure due squadroni appiedati per aumentare i difensori del Colle dei Giovi nella mànovra del 30 agosto; ma, ripeto, non è in questa parte cle]le manovre che essa potè compiere la sua missione pr'incipale.
t X. Le considerazioni che siamo andati sin qui svolgendo rispetto alle condizioni t.opograOche, alla forza dei pa1titi impegnati ed ai còrnpiti a volta a volta loro i.rnposti nelle varie f;nioni, bastano a far comprendere quanto grave e difficile dovesse essere il problema riserbato all'attac.:cante. Con una fqrza numerica di pochi battaglioni s uperiore a quella. del difensore (4 a 6 battaglio11i segna ti), doveva egli tenta re di impadronirsi di posizioni, che il forzar cli fronte era reso diffici lissimo dagli apparecchi della difesa, l'aggirare era reso impossibile dalla scarsità delle forze e del tempo concesso per lo sviluppo dell a manovra. ·
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.Se non che un vantaggio indubitato che in montagna l'attaccante ha sul difensore, e che qui era ancora accresciuto dall'obbligo a quest'ultimo imposto di guernire e difendere posizioni molto est.ese, offriva al primo qual~he maggiore probabilità, d i equilibrare le condizioni fo vorevoli fatte al difensore dalla naturale fortezza delle pos izioni occupate . . Q.uesto vantaggio consiste nella faco ltt1 che, qui più che altrove, ha l'aUaccante, di conseguire una pre,(alen:i:a di forze su un punto dello. posizione attaccata, dirigendo contro di esso la massima parte delle truppe, tenendo a bada il nemico con dimostrazioni sugli altri punti, per impedirgli per qul:r nto possibile di inviar in tempo i rinforzi sul punto minacciato . :Ma gli stratagemmi e le dimostrnzioni valgono di rado contro nem ico oculato, in una regione dove la giacitura delle linee d'attacco e di ritirata più favorevoli e la situazione strategica delle due parti già impongono, in gran parte, le direttive principali per lo svolgimento tattico . Però, entro certi limiti, una tale incertezza è sempre possibile; questo. deve l'attaccante all'uopo far nascere ed aumentare nel difensore, di questa rapidamente approfittare per la riuscita del suo piano. Quest i principi i furono qnasi sempre bene applicati dn.1l'attaccante nelle manovre del 1° periodo, ed avrebbero anche in guerrn vero. potu to produrre, come produssero in akuna di queste manovre, buoni risuHati. Eccone alcuni esempi: Nella fozione del 1° sett.en1bre, il partito sud che attaccava la posizione Giovi- Bocchetta, da cu i aveva avuto ordine di ritirarsi dopo la fazione del 30 agos to, si proponeva di fare il mass imo sforzo contro l'ala sinistra del nemico, cioè verso i Giovi e N. S. della Vittor ia; dalla qual parte le ·condizioni topografiche sono più favorevoli che nelle altre d irezioni . Veramente vincendo da q uesta parte, non s i tagliava la linea di ritira t.a più breve e più forte del difensore, che, come altrove già d icemmo, era
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quella del.la Bocchetta; ma il terreno qui s'imponeva;· e tante erano le difficoltà di procedere direLtn.mente contro la Bocchetta, che l'attaccante doveLte considerare' miglior partiLo arrirnre a quello scopo massimo in due success i vi combattimenti, la cui riuscita gli sembrava più pr-obabile; cioè quello ai Giovi e quello contro M. tc Fiacr..one (3 settembre). Il partito sud, che era st,at,o rinforzato da quattro battaglioni segnati, dirigeva il maggior sforzo (13 battaglioni, ùno squadrone e due sezioni d'artiglieria, a cui pare si aggiungesse altra batteria), contro l'ala s inistra (Giovi- N. S. della Vittoria) della posizione nemica, ed in pari tempo faceva n.ttaccare da tre battaglioni il centro (M .10 Montaldo), ordinando inoltre ad altri tre battaglioni con due batterie e due squadroni di tener occupata l'ala sinistra (Bocchetta) con un combattimento temporeggiante. Abbiamo già detto, parlando della difensiva, quale fu la condotta della difesa; i risultati fnrono favorevol i all'attaccn.ùte su ll a s na ala destra, anche perchè il tema della manona poneva già al principiare di questa l'attaccante in possesso di posizioni favorevolissime, che in guerra vera avrebbe dovuto conquistare a caro prezzo. L'azione dirnostraLiva contro la Bocchetta, tramuLn.tasi per eccezionale favore di circostanze momentaneamente in deciso attaeco, ebbe anch'essa esito fortuna to, più che non si sarebbe potuto sperare. Un altro esempio di questo modo vantaggioso di risolvere il diffi.cile problema dell'attacco l'abbiamo avuto nella manovra del 3 settembre a ìVI,te Fiaccone e M. 1e Alpe 7 Sarebbe stato facile al partito sud, che at,taccava, progredire per la strada dei Giovi, chè verso quella parte della posizione' 'il difensore non aveva che poch issime truppe; ma ciò non avrebbe condotto che a dei r isul tati effimeri, che potevano tradursi in una sconfitta, quando il difensore si fosse, dai monti che occupava fra Scrivia e Lemmo, gettato contro il fianco di quella co.lonna . Il partito sud quindi opportunamente comprese, che il suo primo obbiettivo non era quello di deludere, ma bensì di sconfig-
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gere il partito avversario, per Yloi poter proseguire con sicurezza la sua marcia verso Serravalle e Novi. J\fa egli non poteva in precedenza sapere quali sarebl~ero state le disposizioni del nemico, e dove questi avrebbe collocato il principal nucleo delle sue forze. Il terreno e la s ituazione strategica parevano bene ind-icare che quelle forze sarebbero state prohabilmente accentrate presso al nodo cli M.te Alpe e nelle forti posizion i che lo precedono, quando principal scopo dell'opposto partito (nord) dovesse essere in quel giorno la pura difensiva; ma poteva anche darsi che quelle forze fossero diversamente disposte, quando p . es . l'avversario, oltre a lla difensiva, si fosse prefisso di prendere la controffens iva per la strada dei Giovi e per la valle Scrivia. Importava quindi al partito sud gravitare colla parte pr-incipale delle forze contro il nodo della posizione nemica; ma conservare la possibilità di trasportare q_u ella preponderanza verso l'ala opposta, cioè verso la s inistra nemica. E perciò assai opportunalamente fra due ali, una (la sinistra) più forte, che aveva di mira l'attacco della parte topograficamente più importante, ed un'altra (la destra) che doveva procedere all'attacco della sinistra nemica, pre9so la strada dei Giovi, fu formato un centr o d i 6 battagl_ioni e .2 batterie, diviso in due colonne, che guidato direttamente dal comandante il partito sud, doveva rivolgersi o contro la sinistra, o contro la des tra del partito nord., secondo che sull'una o sull'altra si fosse riconosciuta la presenza della massa principale delle forze di lni. Le buone disposizioni della difesa, e la diffico lt à che il terreno oppose al completo sviluppo dei mezzi d'attacco, e specialmente dell'artiglieria, fecero andare a vuoto le razionali disposizioni dell'attaccante; quantunque g ià avessero avuto per parte delle colonne centrali un principio di buona riusc,ita. · ì\!Ii arresterò per quanto riguarda questa prima parte del problema dell'attacco, e questi due esempi che nelle
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quattro manovre di questo periodo mi parvero i più convincenti. Veniamo ora allo sviluppo del concetto per mezzo dell'azione tattica .
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L o svolgimento dell'azione offensiv11 nel can;po tattico, e più propriamente nel .terreno del combattimento, si compie mediante il concorso cli una serie cl i a ttacchi parziali, ch e d' uno in altro obbiettivo conducono infine al possesso dell'obbiettivo principale, cioè dell a chiave del campo di battaglia. Questi vari obbiettivi, e per conseguenza questi singoli attacchi di cui consta l'atto complessivo, sono general mente poco sensibili in terreno piano e spacciato; ma lo diventano sempre pii\ di mano in mano che dal terreno piano si passa ad un terreno fortemente accidenCato. Cosicchè ne viene a risultare in quel primo caso, lo spettacolo di lunghe linee di fuoco, procedenti concor.d i alla stessa altezza, seguite a distanze normali da masse uniformi, ad intervalli costanti, che a poco a poco si vam~o accostando a lla linea cli fuoco, in parte vi s i fondono, in parte la seguono dappresso; finchè preparato col rnussimo fuoco lo sforzo supremo, tutto quel èomplesso di lince e di masse amalgamate s i getto su lla posizione nemica . Conquistato nn primo obbiettivo, l'attaccante vi si arrest~ a r iprendere ordine, lena. e consiglio, e per prepararsi a progredire verso la Slh.: cessiva meta, ricostituisce le sue linee, riforma la profondità dei suoi ordini, rime Lte per così dire Je forze in potenza, per poi svi luppare un nu?vo sforzo, e così d' uno i,n altro raggiungere lo scopo definitivo, il possesso cioè del campo di battaglia . Nel secondo caso, cioè nel terreno fortemente acciden-
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tato, e tanto più in rr_iontagna, il processo a seguirsi è lo stesso, eguale il macchinismo di cui si dispone per svilupparlo; ma la s imme Lria qui viene ad essere necessa:riamente rotta. dalle speciali condizioni del terreno, dalla diversità e moltiplicità degli obbiettivi parziali che si offrono all'attacco sui diversi tratti della zona da percorrere, dalla maggior difficoWi dell'accordo fra le varie frazioni di una stessa fronte di battaglia . L'ordine separato imposto alla 'd ifesa dalla necessità di una razionale. occupazione, lo è tanto maggiormente all'attacco dalla scarsità degli accessi utilizzabili. per giungere sulla posizione nem1ca, e dalla diversa praticab iliUt ed importanza di essi. · Nè basta, perchè non solo s i è cosLretti a r inuriciare a lla s immetria ed alla contigu ità delle parti; ma il più delle volte si dovrà profondamente modificare la formazione tattica dei singoli elementi della linea di batLaglia, tanto nel senso della fronte cbe della profondità, e spess o invece di una linea di cacciatori seguita da . sostegni e riserve, si vedrà qua un gruppo avanzarsi a sbalzi d'uno in altro ostacolo, poi sostare e fai' fuoco, lò. una lunga fila di uomini di fianco procedere serpeggiando, preced uta da pochi tiratori lungo il pendio di nn vallone, lù. infine due o tre cate11e successi ve cli cui una rappresenti i cacciatori, l'altr:a i sostegni, l'altra la riserva della prima linea, scendere o salire distese attraverso il fianco boscoso di un morite, poi raggrupparsi dietro altri ostacoli, poi di nuovo distendersi per procedere più oltre ecc. Aspetti così diversi, come sono quell i ch e ho cercato di tratteggiare, per lo sviluppo dell'azione offensiva nel terreno piano e nel montuoso, sembrano a tu tta prima dover promuovere negli ossel'vatol"i l'opinione, che in quei due diversi compless.i di condizioni, a compiere g li stessi atti, debbansi richiedere modi assai diversi, e che quindi ne debba nascere una tattica di montagna diversa da ' quella di J5ianura. Il negare od il sostenere questa tesi, dipende dalla mag-
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giore o minor estensione che s i vuol dare al significato della parola tattica . Se però ci riferiamo a i principii, e se della fo r ma prend iamo a considerare i tratti caratter istici e saglienti., lasciando quei particolari la cui importanza non oltrepassa i confini della p iazza d'armi, vedremo le stesse norme, gli stessi modi, le stess~ forme promuovere, reggere e sviluppare gli stessi atti in qualunque terreno . A quella lunga linea di cacciatori che procede all ineata nel piano, vedremo sostitui1·si in montagna la marcia di hnt1 nuclei, stormi, o brani di catena, o file di cacciatori marcianti cli fianco, che coll'accordo clegfi atti suppliscono alla mancanza del contatto immediato . Vedremo i sostegni, qui ravvicinati od a contatto della stessa catena, per tenersi a l coperto d'un ciglione, perchè l'erta che hanno a superare non ne r itardi l'arrivo in linea, là più lontani, per giovtirsi di un bosco o di un casolare, e perchè l'accorrere è loro reso più spiccio dal terr eno in discesa: le riserve raggruppate più qua e più là, dove un vall one o il rnvescio di una cresta offre loro spazio, riparo e terreno praticabile per avanzare riunite: battaglioni di seconda linea e di terza qua ammassati, là procedenti in piccole colonne, a distanza varia, secondoche il terreno e l'impiego probabile lo richiedono. Ma il tutto assieme vedremo dover sempre costituire le stesse schiere, nel lo stesso modo, dirette a produrre gli stessi effetti nel terreno montagnoso come in quello piano ed unito . Insisto su questo, perchè parmi. che soltanto col bene fissare queste idee fondamentali, 1·iesca possibile di sviluppare ra7:ionalmente e con proba bilità di successo una azione offensiva in terreno montuoso . Soltanto quando in tutti s ia ben radicata la con vinzione che non vi sono differenze essenzinli negl i. atti di chi attacca in pianura ed in monta gnn, come non havvene certamente frn le esigenze capitali cli questa azione tattica, nelle due specie di terreno, si arriverù ad otle~ ·
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nere, che i vari drappelli, separati materialmente da ostacoli, marcino concordi e concordi agiscano come brani di una stessa catena, si appoggino e sostengan·o a vicenda, ed Q.nzichè proseguire con · foga i singoli r isultati, si arres tino se fa d' uopo, :fìnchè eguali successi dei riparti laterali non pcrmeltano una più inbma cd efficace cooperazione ad uno scopo maggiore e comune. Si vedranno allora i ripa rt i sviluppare la loro azione con maggior calma e maggiore apprezzamento delle difficoltà, procedere con maggior ordine, cercando di accostarsi anche nella forma ai tipi regolamentari, che soltanto per eccezione, e non per regola, sapranno di poter momentanearnante abbandonare. E così invece di frotte di soldati disordind Li, che acco rrono alla sbandata ed a guisr, di gregge attraversan,o terreni in cui potrebbero marciare colle norme regolamentari, vedremo quei mucchi incomposti rar)idamente riacquistare ordine forma co. ' ' ~ando , ogni qual volta il terreno s'a llarga e lo permette 11 sostare del comba ttimento. E di queste soste, in cui il riordinarsi è non solo esigei1_za ~isciplinare, ma necessità Lattica, si offrono per verità m montagna piC1 frequenti occasioni che nei combattimen Li in terreno pia no . . Di queste bisogna saper . fare giusto apprezzamento, se s 1 vuole che il finto combaLtirnento non semin i nei capi e nelle truppe fata li illusioni pcl giorno del combattimento reale. . Se in terreno piano e scoperto è dato colpire a grandi dlstanze) e preparare così col fuoco e con un auo offensivo ben svil uppato la .conqu ista di lunghi tratti di terreno, in montagna al contrario, per la protezione che il difensore trova conLro il fu oco dell'assalitore helle numerose accidentalità del suolo, è necessario avvicinarsi di più alle posizioni avversarie_, cd un po' coll'industria e colla pazienza, un po' colla forza e coll'ordine, sloggiar-l o dai successivi appoggi , a cui s'àttengono i vari riparti delle sue linee, e che costitu iscono così altret-
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tanti obbiettivi secondari per gli atti' separati e preparatori dell'attacco finale. La conquista d'ognuno di questi obbiettivi richiede lo sviluppo cli un atto aggressivo, il quale nel s uo piccolo si prepara e si eseguisce colle stesse norme di un attacco di masse maggiori, e richiede in questo terreno maggior impiego di forze fisiche per parte del soldato. Per conseguenza, come dicemrno a priori, la necessità di riprendere lena, di r icostituire gli ordini, di r imeUere l'accordo fra le vnrie frazioni di una fronte, e dar tempo all'arriYo d8i riparLi segueuti, sarà qui maggiore che in pianura, e quindi più frequenti e più lunghe le soste, fra i vari momenti di un atto aggressivo. , Ins isto su queste osservazioni, perchè mi parve che sovente l'azione non si svolgesse in modo conforme alle · norme tattì.che fondamen tali a cui ho già accennato; e perchè nel modo di q uesta azione specialmente mi sembrò doversi lamenlare il difetto di cura nella applicazione delle forme tattiche al terreno, dovuto, ;.;econdo quai1to g ià dissi. anche allo insufficiente sviluppo delle manovre con nemico segnato . Inoltre q1:1asi sempre le formazioni di attacco mi s;mbravano poco profonde, e quindi poco atte a sviluppare ~ma potenza corrispondente alla resistenza che potevano . rncontrare. C'era troppa tendenza a lo.sciarsi 'trascinare dal terreno montuoso e dalla sottigliezz-a delle linee del d_i fensore ad un soverchio dissem inamenLo, e ad una corr1speLtiva sottigliezza di formaz ione, non g iusLificata per nu ll a in chi intraprende un attacco. ~alvolta i sostegni e riserve della prima linea non appariva no seguib da truppe di seconda linea, e, per quanLo ho veduto, ben di rado da. qualche riparto che potesse valere come terza linea; cosicchè talora accadde, che attacchi r iusciti contro ·le prime truppe del difensore, o fu rono respinti al sopravvenire delle riserve di c1uesto, o se non lo furono, si può beh dire che in guerra vera lo sarebbero stati.
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CONSIDERAZIONI SULLE GRANDI MANOVRE
Scendendo alla esecuzione de1 particolari, fu notato qualche atto inverosimile, o non bene svolto, alcuni altri ben preparati o ben rii,isciti, non proseguiti per mancanza. d'accordo : dal che quell'aspetto un po' scucito, ehe dinota che in q uanto ad esecuzione molto ancora ci resta , a fare, o prima cosa fra tutte., lo stabilire un sistema più rigido nella nostra istruzione, con minor ·libertà all'arbitrio individuale nella scelta ed appli cazione delle forme tattich~. In una parola, sembra necessario che vi sia un regolamento o qualche capitolo di regolamento che dica: nella difesa si fa così e così, nell'attacco bisogna agire nel tale e talaltro modo, e perchè tu t,ti lo imparino, si eseguiscano apposite manovre con nemico segnato nelle vicinanze delle guarnigion i, e se non si p uò far di più, , anche in piazza d'armi; percbè ognuno possa· bene imprimersi nel.là mente e nelle abitudini poche e semplici forme caratteristiche, pochi e sepJplici movimenti fondamentali da seguirsi in massima rispettivamente per l'attacco e per la difesa . Immagino le obbiezioni che a ciò si potranno fare, ma io m'appello per la risposta a quanti spassionatamente giudicano le cose che tnttodì si operano nelle nostre manovre nel terreno . In fo ndo alla soddisfazione che produce il riconoscere i non dubbi progressi del nostro esercito, resta sempre il desiderio tli veder il nostro ingegno piegato ed utilizzato in un unico ed uniforme indirizzo. Il sis tema più che l'ingegno sono la fonte della eguaglianza e solidità d'istruzione, che si rivela nella esecuzione delle manovre dell'esercito germanico. Credo che non potremmo essere tacciati di imitazione cieca e servile, se in ciò seguissimo le norme sanzionate presso quell'eserçito da così splendidi · risultati. A quanto qui, troppo diffusamente forse, venni espo- . nendo sullo cose operate dalla fanteria, poco posso aggiungere r iguardo alle altre armi. La scarsitJ delle strade accessibili all'artiglieria fo spesso un grave ostacolo al
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suo impiego rispetto alla quantità ed al modo del suo concorso all'azione . Nell~ .manovra del 30 agosto, in quella del 1° settembre, v1 furono batterie dell'attacco che non arrivarono a mettersi in posizione, o vi arrivarono troppo tard'i. In quella del 3 set_tcmbre, due batterie che dovevano preparare un movimento offensivo delle colonne centrali n?? poterono accostarsi alle batterie più numerose del difensore che ad una distanza di più di 3200 metri. ivra anche là cloye le_batterie poterono agire, le posizioni da esse occupate, loro quasi imposte da necessità di terreno, fu_rono mantenute quasi sempre fino alla fine del con:1batt1mentq_: cosicchè in queste man'.o vre del primo ~er10do ,no~ s_i 1~uò dar·e un giudizio sullo impiego tattico dell art1glterm nelle varie fasi del combattimento. Vedremo come poco di più si possa rilevare da quelle del secondo. · La . cavaJlerfa ~on p1~ese parte a ttiva c::on tutti _i reggimenti che all ultima di queste fazioni con nemico contrappo~to, perchè ~oltanto in questa potè trovare terreno a~co1:c10 alla sua azione nella pianura fra la strada dei Gi~," 1 e la ~cr-ivia a sud cli Serravalle. Anche in questa pero tu~to s1 ridusse a qualche carica del reggimenl;o cli ~~? ~ar,t1to c?ntro _quello dell'altro; entrambi per appogo~are l ala r1spettrva del proprio partito. Questi tentativi di a ttacco finirono ben presto per paralizzarsi a vicenda ? per esserlo dal fuoco della fanteria, in un terreno clov; ~l c_ampo d'azione era limitato a q uel solo che abbiamo n~cl10at~. ~rima di chiudere questa parte delle mie consi_deraz10m, m:i è d'uopo far qualche cenno dei movimenti , g1rant1. . Ogm_lllo è persuaso della gl'ancle utilità di q11esti movimenti ~er facilitare l'attacco delle posizioni o delle line~ nem~che, specialmente nelln g uerra di montagna, dove essi di ventano quasi una necessit~ . Qui intendo p_arl~re degli aggiramenti nel. raggio tattico delle posizwm contrastate, verso le ali cli esse, e di quelli o tenA NN o )O.'.H 1, VOI.. I.
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CONSJDERAZIONf SULLE GRANDI MANOVRE
denti ad avvolgere e s taccare dal rimanente una parte considerevole delle truppe avversarie, o miranti all'acqui~ s to degli obbiettivi secondari sparsi lungo la fronte d1 difesa. · Dei primi, alcuni vennero appena accen~at~, altri t:ntati ed in parte eseguiti nelle manovre di ~m ci oc~upmmo~ dei secondi si fece largo uso ed appropriato negli attacchi parziali eseguiti dalle diverse fraz ioni del partito aggressor e . La poca superiorità delle truppe del partito ntt~c~ante su quelle del partito difensore, le difficoltà maten ah c~e questi movimenti generalmente incontrarono, quan~o d1. retti esteriiamente alle ali, . di solito bene appoggia te e ben o-uardate della difesa , la difficoltà di sottrarli alla vistab del nemico la mancanza di tempo concesso allo svo]o'imento dell~ s ingole manovre, che impediva di eseguir~ quelle mos~e più al coperto e pitt_ al l_a rgo, fecero sì che dove esse furono eseguite, quasi m ai non ebbero e;ito felice, e dove avrebbero forse potuto averlo, ess~ non furono che accennate per r isparmio di tempo e d1 una eccessiva fatica alle truppe. _ Si potrebbe dedurre da quanto_~op:a _questo ammaestramento per la difesa delle pos1z10111 d1 m?nta~na; che~ cioè, si può a s ufficienza premunirle co?tro gh a?g1rament1 delle ali , procurando a queste buoru appoggi, ~enendo qualche tmppa in riservà dietro di , esse e spmgendo piccole pattuglie o pos ti d'av:riso pii~ _lontano, · ?118 mediante se<>,nali prevengano dei tentat1 v1 del. nemi~o. Con o . questo sistema si può sperare di a_rriva_re m temp? aprevenire gli effetti delle 1posse aggiranti col respmgerle, od a menomarli col sottrarvisi . In 0 o-ni caso s imili tentativi costeranno sempre molto . tempo ~ll'attaccante; specialmente quando :i si adoperi con forze ragguardevoli; senza di che l'aggiramento sarebbe inefficace . Il fare dis taccamenti per prevenire questi tentativi, sarebbe, in tesi generale, pel difensore il peggiore fra i par-
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titi possibili; perchè egli distrarrebbe dal loro còmpito immediato e principale forze che genernlmente non si possono considerare ecceden ti i bisogni di una buona difesa; e quasi s i può dire, che preverrebbe nei suoi desideri l'~Uaccante, il quale il più delle volte non può proporsi con q uelli aggiramenti che d'indebolire la difesa frontale . Quanto agli aggiramenti tendenti ad avvolgere o staccare dal r imanente una parte delle truppe avversari.e e q uindi diretti' contro un punto centrale della posizion; è per sè manifesto, come essi più ·che i precedenti necessiti~10 la concomitanza di condizioni straordinariamente favorevoli, e d_isp osizioni che assicurino una grande preponderanza d1 forze peryarte dell'attaccante in q uel dato punto, e per un certo penodo di tempo . Un esempio istruttivo lo si vide nella fazione del giorno 3 settembre a Fiaccone. Mentre una brignta aUaccava di fronte l'ala destra di quella posizione a Monte Fiaccone ~ove il difensore aveva una brigata di fanterin ed aveva già fatto <>'D'io di . avanzare una metà della sua r iserva dal vill a oo Fiaccone, le colonne del centro (6 battaglioni) che dovevano, come si è già detLo altrove, r imanere a disposizione del comandante il par tito sud, erano venute ad occupare, al _coperto dei boschi, il contrafforte ca Cos ta-e• Ost,e, loro primo obbiettivo . Di qui il conrnndante il partito, col] ' intenzione di avvolgere e tagliar fuori l'ala destra nemica che res isteva a Monte Fiacco ne, dirigeva una dellè d ue colonne cen trai ~(2 battaglioni) per la crest11 del detto contrafforte, co~tro 11 versante est della posizione di Monte F'iaccone, e spmgeva l'altra (4 battaglioni) contro il tratto della uosizione nemica che si stende fra il paese di Fiaceone e C~stagno~a. ~'!andava in pari tempo ordine all'ala destra (3 battaghorn) d1 proseguire l'offensiva con tro la s inistra nemica nella direzione di Valle Calda e le Banchette, cioè convergendo ve1'SO il Centro. Il movimento delle colonne centrali, pro tette dalla folta boscaglia che r iveste il versante meridionale della valle del
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CONSIDERAZ IONI SULLE GRAKOI 1'BNOVRE
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R TraYersa, non fu cla pl'incipio avvertilo dal di fensore; cosicchè le parti Le più a vmizate di qnelle lru ppc ebbero agio di guadagnare terreno sul fianco delle truppe difcndenli Monto Fiacco ne, e di stahilirsi dietro le cnse ìvfosao ed rii coperto di olcuni risalti su l Yersnnte opposto della vallo. ~e in quel morn enlo si fos sero a vule tru ppe s urticien ti per unH rapida ed crwrgica conlin11azione del movimento così .felicemente in iziato, e se ih pa1·i tempo l'aLtacco dell 'ala destr-a su Vallo Calda si fosse ,·igo1·osamenlc pronuncìnto, sarebbe forse riusci Lo all'Httacc:ante cli g uadagnare un tr.·atlo delln cresta presso Castagnola, prendere di roYescio l'aln destra del di fe nsore, separarla dnl resto, cd obblignrla n 1·iLirarsi . Ma la cosa a11dò pi(t lenlamente 1.:,he non snrebbc couYenuto; i primi riparti tardarono ad essel'e raggiunti da ln1ppe di sostegno, fo rse quelli e queste tutte insieme erano pochi per un simile tentativo; cosicchè quando si voJle procedere oltre, crn già Lroppo tardi. Imperocchè al battaglione riel difensore che si trovava a Castagnola veniva ao a cong iungersi a ltri due nr:co1·renti dall'o la s inistra; mentl'e un a ltro battaglione dall'ala opposta iniziava 11 11 movimento conLroffensivo con t1·0 il iìanco sinistro dell'atto.ccan Lc. Dimodocbè la colonna del partilo sud che si era lino a quel momen Lo felicemente avanzala fin presso Castagnola, venne o trovarsi avviluppata da fuoco di fucileria di tor·ze supePiori (aon essendo a ncora i s uoi 1 battaglioni tu tti entrati in azione) , e ria q uello delle batterie che il rlifensore aveva a Fiaccone, a Chiappe cd a Bricchett,o ; mentre da par te s u.a non 1eniva conve11ientcmenlc appoggiata nè dallu colonna dell 'ala rlestra, la cni azione non si Cac~evn ancora senti1·e, nè dal fuo co della propria m-tigliel"ia, che, come altrove si è detto, 11011 potendo avanzare, tirava n più cli 3200 met,·i conLro la posizione del difensore. Da nltimo potl'Ci citare 11Umerosi esem pi di attacchi avvolgenti dell'ultima specie accennata, cioè di quelli direLli co nLro singoli tratti delle posizioni, speciolmenle pei
fi anchi_ dei contn dforti e pei valloni . F avoriti da i boschi e dagh angoli morLi, r iescirono qualche YOlLa a o-uada?nar terreno; ma in pochi casi ebbero eJ-'feUi d~cis ivi · 1mperocchè tosto o tnrdi YeniYano smascherati, e spess~ an ch~ le_tru ppe che li eseguiva no erano t;osLrettc a rinun_c1an1 d~ll fuoco di roYescio dei clife11sori degli spernru ln~eral1. S ulla oppor l1111itù di q uesta specie di uo·o·ir-,111:1ent1 nor~ può da1·::,;i u11 g iudizio in ustl'atto; esse~1do essi soggetl1 a co11di zioni così sva1·inte e così val'iabili dn u~ mom?nto all'altr·o, che soHanlo ehi si t1·ova nella occn~1oue eh ordinnrl.i, può farsene in 011·ni sin 0croJo caso u n grnsto cr·iterio . b
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XII. Riepil ?go11do_le principali conclusioni sulle cose fl 11 q~i esposto rn meri to allo manovre clel p1·imo periodo, parmi poLer affermare : a) Che arl on ta delle difficoltù imposte dalla natura. del t~rreno e dnlla deb_olo proporzione pelle forze disponibili r-1s pet,to alla cslcns1ono ciel.le posizioni da difenders i O da atLacca,·si,. i te1:ni delle di,·e1·se fozioni riccYetlero quasi sempre uno s viluppo perfeLLamonLc razio1rn le . Che ~10110 svolgimento delle dil'ettirn generali, mentre s1 nvelò 111 tn Ui, nfficiali e soldati, molta ubilità od intelligenza nel trar partito delle accidcJ1talitù del terreno e nel cou<lurre e svil up pare a tN'lVOl'SO ai molti ostacol i il comha~timento, si manifestò pur anche uua meno perfetta ed u?rverso le co noscenza pratica delle fo1·mazioni o dei modi P1~ acconci ad eseguire i diYersi alti tattici, ed una s0Yerch1~ noJ1c1u·unza nell'applicazione dello form e regolamentan, donrt~ l'una e l'altra alla mancanza di r igidezza in alcnne pal"t1 del nostro sistema di istruzione taLtica dai rego_lam_enti che ne gettan le basi, fino allo sua mas;ima applicazione p1·a tico. nell e gran di manovre.
. b!
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· CONSJDER!I.ZION!
SULLE GRANDI MANOVRE, ECC .
e) Che a rimediare a questi difetti, parrebbero mezzi acconci : 1° una maggiore esigenza nella istruzione tattica elementare d urante tutti i suoi pel'iodi. 2° Stabilire per mezzo di norme regolamentari, con maggior precisione, le formaz ioni principali e i principali atti della lattica da combattimento; trasfcmderla con la pr·atica continuata nelle abitudin i di tutti, togliendo così un po' eh campo alla intelligenza individuale, per darlo alla sistematica ma più. sicura ed un iforme osservanza di alcuni precetti . 3° Esercitare comandanti e truppe (soventi volte delle tre armi rfouite) assai più e più accuratamen te che ora non si faccia, mediante manovre con nemico segnato, e curarsi della razionale applicazione e SC!'upolosa esecuzioue delle varie formazioni e manovre regolarneutaci da s Labilirsi, con scopi prefissati, senza preoccupazioni riguardo al concetto ed al legame di successione dei vari atti di una stessa manovra. Arrivecei a dire, meno manovre a partiti contrapposti e molte più con nemico segnato, in qualunque periodo dell'istruzione. A queste principali deduzioni altre molte potrebbero aggiungersi che lascio nella penna; perchè ognuno pot,rà farle da sè per il bene del nostro esercito, al quale soltanto mi sono insipirato nell'arrischiare queste mie osservaz ioni. Le poche cose che ora aggiunger·ò a completare questo mio studio, varrairno esse p ure a conferrnar·e quanlo ho creduto di dover specialmente riferire alle manovre del 1° periodo, quanttinque fossero cose in gran parte applicabili anche al secondo.
(contùiua). G. RIVA PALAZZI Maggiore di stato maggiore
LIBRI E PERIODICI
La ,uresa della HOStrte rrontiera occidentale in relw::ione tefJli 01•tlin,une11ti,niilitte:ri odie,-ni, per V. E. DABORMrnA capitano di st ato maggiore. - Torino. E. Loescher, pag. 197, prezzo L. 2, bO. Terminata appena su questo periodico la pubblica7.ione d'un accurato studio del capitano Dabormida sulla battaglia dell' AssieUa, constatiamo con premura l'operiositù di questo disLinlo ufficiale, segnalando al pubblico militare un suo n uovo lavoro. È un bel volurnelto, nitidamente stampato, che si legge volontiel'i pel vivo in teresse dell'a!'gomento, per la ricchezza dell'erudizione, per. lo stile facile e piano, per la diligenza colla quale è condotto, per la saggia distribuzione delle parli. Il concetto fondamen ta le apparisce dalla breve prefazione. L'autore ri tiene che l'opinione dominante nel nostro ese rcito sul modo di u lilizzat'e la zona alpina occidentale nella difesa dell'Italia contr.o la Francia sia questa: (/ Le A.lpi occidentali sono un grande osta-
• colo che obbliga l'invasore a procedere in più colonne separate, e « del quale convien valersi per 1•i,Lardare di qualche giorno la • marcia di queste colonne, allo scopo di clar tempo all'esercito « italiano cli compiere la p ,·opria mobilitazione, e metterlo così in • condizione di, poter poi manoorare e combattere nella pianura « dell'alta valle del Po, usufruendo dei vantaggi delle linee interne • contro le colonne avversarie sboccanii dalla zona montana )> . Ma « per quanto generalizzata sia tale opinione, per quanto gt>ande • l'autorità degli uomini che la dividono, a me è sembra to che l'an• zidetta formola r iduca in limi ti troppo risL!'etti l'importanza delle • Alpi ».
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LIBRI
Entra quindi in materia con un capitolo nel quale vengono esposte le fasi cui soggiacque il concetto della ùifesa alpina, prima e dopo le guerre napoleoniche; ed ivi ripele più apertamente la massima ch'ei s i propone di combaLLet·e, con le seguenti parole·: « Non vi ha • in Ilalia uomo di guerra che abbia appena varcato i trent'anni, il • quale non ricordi avere udito ripetere come Yeritù indiscutibili: « non essere la barriera delle Alpi di alcuna utilità mili ture ai nostl'i ~ giorni; il volersene vale1·e non essel'e soltanto pens iero vano ma « eziandio pericoloso, come quello Ju cui conseguenza inevitabile « sarebbe il ritorno al sistema della guerra di cordone; l'Italia do" ver si orumai clifondero vincendo grandi hatLaglie campali nello « pianure della valle del Po >. Non negheremo certo che, se tale fosse davvero l'opinione prevalente presso i militari più autorevoli d'Italia, il libro oltre che .i nteressante ed oppor·tuno, come difatto è , sat·ebbe put·c alLamen L0 salulal'e. Per rortuua però non crediamo che cosifaLLi Limor·i abbiano basi profonde; moli,·o per cui la nuova pubblicazione, che viene a prendo1·0 posto cosi autorevole nella lolleratura militar e, apparisce più come studio sulla difesa ci.olla nost1·u frontieea occidentale (quale essa si rnost1·a in falli e dal suo titolo o dal suo svolgirnenlo) anzich1\ come la ri,·elazione d'un nuo,·o ordine d'idee alto a raddirizzare una erronea opinione. Considerato s0Uo tale aspetto il Javor·o del Daborm idu ci $embra utilissimo in parecchie sue parli; 11111 naturalmente no L1·oviai110 Laluneallt-e che si risentono del difello originale di Yoler <lim6stmrn coso ammesse dai più. Così l'intier-o capitolo J, contenente assennate consiclerAzioni str11tegiche, avvalorale da copiosi e ben tratteggiali esempi sLorici sui pericoli inerenti alla manovra per linee interne, troverebbe, a nostro avviso, posto p il'1 acconcio in un trattalo d'arte militare. Che la manovra per linee ir1terne possa facilm ente produ rre l'avvoln·imento ùi chi la opera senza le dovuLe cautele, i• tal assioma, che ci s:mbra ab~ bastanza l'enunciarlo; in ispecie trattandosi d'uno studio così locale. ..,.rande . Ci sembra qui ri i scorgere nel capitano Dabormida un così ~ interesse per la sua lesi, un così fo1·le timore d'essere con traddetto, da fargli considc1·are taluni falli di guerra sotto un aspctlo mollo discutibile. Cite1·cmo soltanto 1e opc1·azioni di i\lolas cntr·o la cerchia subalpina occidentale, nel set.tembrc 1799, al le quali è impossibi le toglier e il merito di una buona monovra per linee intrwno. Nel capitolo II l'autore e:;amina tlppunto e le condizioni in cui " una simile manovra si svolgerebbe nel caso particolare d'i una " gucrro. difensiva c110 l'Italia avesse da sostenere conLro la Francia, « essendo la ban·iera alpina conside1·a L a dalla difesa non altrimenti « checorne un mezzo por 1·ilardarc la marcia dell'invasore di tanto
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da pormettero l' intera radunata dell'esercì lo nelle pianure dell'ullc, Po "· E qui mentre egli ammette per la Francia mobilitazione rapiclissimu, facJlith straordinaria di lanciare o far ,·i vere 50 mila uomini per ognuna delle sei grandi cornun icozioni solcanti la giogaia alpina occidentale, e di sbar cal'llc 60 mila sulle nostee coste; non concede poi all'llalia che strellamente il tempo di operare contemporunearnenle lo schicn1mento s tt·atcgico del suo esercito verso la frontiera mini,cciata; partendo clal l'jpoLesi clic a tntlLonere l'in vasore non vengano destinale se non le solr truppe e m ilizie alpine oggi esi~Lenti. Che· negli studi s ulla difesa d'uno Stato, e in genere nell'escogitare lo uiPezio11e suprema delle ope1·azioni mililat·i , s i debbanc, sempre presupporre le e\•cntualità piL1 sfavorevoli, è massima in<lisculibilc. Si.amo però d'avvi~o che h'attandosi di sostcnct·e una lesi, come q uella impo::;lasi dal Dabormi,h1, non g li conveniva spingere al massimo delle o-ven Lu al iLà sf'a vorc voli la lcf'- i contrill'ia, per poi attenersi a calcoli più fa"orevoli in quella da lui pl'O!m:.:-nata. Ciò pc1·ò non to~li0 che sia inte1·c:-:~anle l'intero capitolo, o commendevole l'acr,uralezz~l. con cui so'no raccolti tutti i presumibili claLi atti a J'o1·nire una idea veros imile del pi ì1 probabile andamento cl'w1a inYasione franri>se in ILalitl. Cite1·emo pu1'e con molta lode rcsan1P topogruficO-$lratep-ico del teatro d'operazioni subalpino; nonchè gli apprezzumenti ::;uJ valore miiilare degli ostacol i natumli ccl artificiali che l'i11 vasore dovrebbe supc1·a1·e e il clifensor-e potrebbe utilizzare in quella Yasla conca . li capitolo li I che porta per titolo « La resistenza nella zona alpina, consider ata rpiale rlcmento capitale della difesa clella nosl:'!1 frontie1'a occidentale» è inrl uhbiamente la parlo migl io1·0, e direm.mo saliente del lavoi-o; onde lllerita tli ,·Pnit'e più particolarmente esaminata. I\'i no11 pii1 q1rnlle premes:>.e ipoLeticlro di probabili ope1·11zionì, clw per qu,rnto sagacemente studiate, lasciano sempre largo campo a nuove ipolesi altrellanto o pocu meno verosimili; non più la cura ,li accumulare dal i soventi ,·uriabili sopra i pai·licolari del l'esecuzione; ma in \'ece un., serie di ponderato rillessioni su condizioni cl i l'alto derivunti dalla irntul'a f.ilessa ciel t,;rreno clte s i considei-a e dalla <1uantità cognila dello nostre l'o1·z.c da destinarvisi a difesa. CotleBto capitolo i• in certo qual 111oclo diviso in Lre pat'ti, di cui la prima co11rutfl le obbiezioni che s i possono muovere al concelto th dare la massimfl importanza alla dii'P"a alpina, ed enumeea i vantaggi che ne derirnno. L'no dei vantaggi, <li cui l'autore non fA cenno, (', a nostro parere, quello che con unu difesa el1icacc della zona a lpina si evi tP-rebbe la pessima impressione che le nostre popolazioni così eccitabili, o la massa stessa dell'eserci to, non pott·eb«
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bero a meno di provare, qualora, pochi giorni dopo iniziate le oper azioni, quel baluar-do cbsl decantato si vedesse superato dal nemico contro le scarse forze collocatevi a dit'esa. Le seconda parte dello stesso capitolo contiene un esame del versante italiano delle Alpi occidentali, esame che l'a utore lascia a bellu posta incomple to, per ulLimal'lo poi nel seguente ed ultimo capi tolo, nel quale egli volle abbracciar e nel suo complesso la difesa efficace dell'intiera zona; mentre nel ,warto ei prese ad esaminare par·titamente i vari scacchieri in cui dovrebbe suddividersi . La terza parte poi del capitolo 1I l cornprende dappri~na lo studio delle forte italiane da impiegarsi nella zona alpina e nella retr-ostante pianura; stabili te quindi le cifre di. tali for ze, e considerato che le attuali compagnie a lpine non vi bastano, seguono alcune proposte, di cui lo principali possono cosl r'iassume1~si: ' a) Accrescimen to delle truppe e milizie alpine sino all'effettivo divisato dal maggiore Perrucchelli (tì, formando in ogni battaglione alpino « una compagnia scelta da impiegarsi cli preferenza nelle fazioni che r ichiedono maggiol'e ener gia e rnaggiore destrezza » . - Ci affrettiamo a soggi ungere subilo, per conto nostro, che il successivo s~iluppo delle truppe e milizie alpine crediamo non sia che una que.s trone d1 tempo e di spesa, potchè tu tti concordano nel ritenerlo indisp_ensabile_. Quanto all11 creazione di una compagnia speciale per ogni baltagl10ne alpino, la reputimno dannosa, per le complicazioui che essa produrrebbe e per l'inferiorità elle infliggerebbe alle altre compagnie alpine. . l;) ~oncorso della fanteria di lin·e a di due corpi d'armata, oltre a piccoli reparti delle altre armi, nella difesa della zona alpina; per modo che-le forze ivi impiegate ascendano a 2 mila uomini tra cavaller·ia, artiglieria e genio; 48 mila di fanteria di linea: 2:j mila cli truppe alpine, ossia 75 mila uomini di tru ppe di prima linea; sussidiando <ruestc con 25 m ila cli m ilizia mobile alpina e ao mila di mi· lizia mobile territoriale alpina : totale generale pel' lu zona alpina 130 rn1la uomini. Sei cor pi d'armata completi, rafforzati dalla caval. leria e artiglieria dei due corpi impiegali nelle Alpi, stanzierebbero come riserva generale nell'alta valle del Po; e i rimanenti due corpi d'armata clell'es~rcito di prima linea guarderebbero l'Italia pen insulaee ed ins ulare, sino alla completa mobilitazione dell'esercito di · seconda linea. e) Rapida mobilitazione delle forze destinate alla zona alpina, mediante vari espedienti, alcuni buoni allrì discutibili. Tra questi
(1) Le proposte· del Perrucchetti furono pure pubblicate io questo periodico annata 1S72.
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u!Limi ci sembrano quelli che tenderebbero a r itardare la mobilitazione generale clell'escrcilo per favori re assai poco la mobilitazione dei corpi destinati alla zona alpina; come pure quegli altri che mirerebbero a costituire i r eparti delle armi ausiliarie, ivi destinali, con gli uomini e i cavalli primi venuti. La più rapida mobilitazione consiste nel tenere sempre le com pagnie alpine sul piede completo di guerra e cli p1·ovvederle di tutto quanto loro occone per entrare in azione. Aci un voto così c0nforme alla natura delle nostre fron tiere, alle eondizioni della nostra mobilitazione, all'indole delle compagnie alpine si provvede ora col portarle a 36 e coll'assicural'e sempre loro un effettivo di pace e di guena cli 250 uomini. Alle loro spallo possono formarsi compagnie alpine <li milizia; non bisogna tuttavia ctirnenLicare che l'esercito non è .fa ilo per cornbaLt.ere fra le gole delle Alpi, nelle quali certamente non avrà luogo la decisione supr,ema. Come già accennammo, il capitolo IV ed ultimo è consacrato 'all'esame cli q uattro scacchieri in cui l'autore suddivide il versante italiano delle Alpi occidéntali; cioè valle cl' Aosta, Alpi Cozie, Alpi marittime e Riviera ùi Ponente. È fuor di dubbio che lo studio della difesa alpina merita di venire seriamente approfondito. Salutiamo per·ciò con plauso le pubblicazioni tendenti a richiamare l'atlenzione del pubblico militare sopra uq argomento cosi vitale pet· il nostro paese, specialmente quando ridondano di pregi come il lavoro ciel cap.iLano Dabormida. Nonnascondiamo però la nostr·a preferE;:nza per i lavori sul genere di quello che lo stesso capitano Dabormida stampò non ha guhri in questo periodico sulla battaglia del!' Assietta. Invero gli studi di operazioni ipol.eliche, bosute su dati più pl'esunti che reali, ci appaiono come armi a due tagli, a tte a d imostrare lo tesi le più disparnte; ud og11i modo costituiscono un fondamento non abbastanza profondo per· basarvi l'edifizio d'una ma- · tura discussione. Invece i fott i si.orici militari, r iprodotti colla scorta di seri documenti, svolti nei loro più minuti particolari e acconciamente commentati, fornirebbero un concetto più posilivo sugli innumerevoli' modi con cui s i svolgerebbero, mutatis mu,tanclùs, le future opernzioni; tanto più in un terreno ove la mano dell'uomo non arriverà foese mai a mutare sensibilmente l'opera della natura. li capitano Daborm ida, esimio ed inf,iticabile cultore degli s tudi storici, non mancl1erà cli dar ci <rualche alll'a di codeste pubblicazioni che ser vono così mirabilmente ad additare la via per applicare i fatti storici alle teorie ed a i. ragionamenti sulla difesa della nostra grande frontiera dello Alpi.
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LIBR I F: PEl~IOO ICI
L',..•nni~n•str~~io•ae 1'lilitare, giornale p er l'esercito. Roma, piazza P1lotta, 3 - P rezzo per un anno L. 10. È uscilo .il primo num~ro dì questo period ico elio s i presentu al mondo mll1l~re ~ol presl1g10 _di una pubblicazione che corri,-ponde 1 ad u~ , eccluo bisogno, che o redatta da uomini cornpetentissirni ~~es~ pr~pone_nno scopo cl_i iaro e preciso, che addi ta la via pe1'. ,.,JUnger~ 1, senza p~econc~ltl ~ senzt~ pedanterie. In Italia troppo si _e~a11 0 t1 oscurati gli studr d1 amm inistrazione militare· ora ossi r:so!·g~n~ per òporn di 1_10mi_n_i egregi, che occupando p~sti importanl1ss1m1 nPlla g<'rarcl11a m1l1tare, ad e lev 01tezzu di vedute con"'Ìtlngono_senno e tallo pratico. Solla nto collo s tudio serio ed ordin;lo si andra a po~o. a poco liberandosi dnllc pastoie che inceppano la nostea ain m1111strazionc. Gli ufficiali lulli dell'inlendem:a troveranno nel nuo\'O giornale una gu}d~ ai l~1·0 studi, un mozzo per nntriee, elevare, cornpletm·u Je 101 0 ide~\_ l(l~e <'lw senzu colLuPa larfra, senza con fronli storici ed 11 1 1 ~m ? , : 1 per,!o.no_fa~ilmcnte nel eampo delle utopie . Gli ufficiali 01 v l ~ .~ori ~ Jh uf'fic,ah d 1 stato mag·giore potranno attingervi utili c~,..n~zion, e ~om~letarle col_vederc pi ù da vicino le molteplici queanuesse ali eterna noia del man,,.iarc <' bere 1 ·· stwn1 , . . . . o . , e 10 s1 impone so, ra na a tuLt1 1 movnnenti militari. Ecco intanto il sommal'io del 1• numero· \I 1'.)e Ai· no"t · 1 lt · -- 11 • · .• . •• ' -~ ri e ori ,. n~sti u orci I na monto mili ttu·e net rapporti ttrnministrativi _ Dell 11~dipe11ùcnza dell'ummi ni sL1·uzione mili lare o del cm1lrollo _ Lo zumo - Indennità di 1·esidenza - Il sistema delle cinque tappe nello sco1'Sr) secolo - Nocrolop;in - Co 8 e vut·ie.
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I prorressi della tattica dalla guen·u
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del -~8,0- t1.. ~ I A . VON BOGOSLAWSKI , maggiore nel 1° reggunento granatieri, Prussia occidentale. Qu~sl'opc1·u è. la conLinuaz.ione di un' aHl'u dal n1cdesimo autore pubblicata n_el 1869. Se ne fece poco dopo una soco11da edizione ne!la quale c16 che era s tato preceden temente pubblicato cnti·ò com~ prima paele, e rruesLa, che viene in luce ora, costituisce la seconda.
Questa pa rte però rappresonLa uu tuLto perfetto, che sussisto da sé, e che può esser letto e meditato senza b isogno di ricorreee a quellà. che precede. f,: corso lultavia l'intervallo di alcuni anni fra la pubblicazio11e dell'una e dell'altra pa1·to; rag ione d i tale rita rdo sarebbe, secondo l'trntore, la uece'<siLà di attendere che i risu ltali dell' ultima g ue rrA si mAnifcstas><ero p1·esso gli esel'citi d'Eur opa, il che non !'= i può dire :;iasi compiu~o prima del 187G. Ad ogni modo noi non abbiamo ragione di dolerci cli rr uesLo ritartlo, che c1·ediamo sia andato a tutto vf\n tuggio dell'oper·a, e dobbiamo convenire che ]'.autore Jra mantenuLo splendidamente la sua promes!'=a, o che il nuovo lavoro e appunto qual<' potevamo a;;pettarci cfol chiaro e beillante scritlorr. Dopo le numerose pubblicazioni rleslinate a maniieslare IP prime impressioni p1•odottc dai fa tti s Lr-aorcl i11nri che si s volsero nella campagna del 1870-, J, comi11ciano apponu or a a most1·arsi le opere di maggior lena, malu1·amcnle pensate, le quali, partendo dai fa lli diligentemente appurati, ci vengono additando con sicurezza il cammino percorso dall'arte. A queste ultimo appartiene l'opera del Boguslaws ki, il c ui met•ilo pi,1 grande 0 app unto il giudizio libero e imparziole esercitalo su fatti ormai passo.li nel domini o della storia, per mo,;trare colla scorta cli un sano criterio le conseguenze che n e de ri vuno . Nulla <liciamo Jello stilo perchè l'autore è abbasLanza conosciuto pe1· la f'acilitù ed eleganza <le' suoi scritti; chi ha leLlo le sue Deduiioni taUichc potriì di leggieri r endersi ragione del percbè i medesimi argomenti secondo la foerna possano talvolta parere aridi e noiosi, tul'ulka piacevoli e in teressa nti. Costl'ello a ;:cegliore nella quanlilà g1·ande di fatti susceLlibili di analisi, l'autore ha preso ud esaminare le balLaglic cli \Vorth, di Spichere n, di Vionvillc, di Gravelo tte e cli Sédar1. All'esame critico ten gono dietro alcune considerazioni sugli accerchiamenti cli Metz e di Parig i, colle quali termina il primo volume. Crediamo che il secondo volume nou si l'a1·à attendere mollo. .Esso coroner à l'opera con un' appendice intorno alla guerra attuale d'O riento, e con un sunto dei principii clcllu grande tattica. Non è nostro intendiroenLo di occuparci della parto storica, imperoccliè. i falli sono esposti colla scorta dc!Popcra del g rande s tato maggiore; solo ci basla osse1·v1.u·e per l'ispetlo ai medesimi, che la situazione, il concetto direttivo e i particolari di esecuzione del fallo, che dev'essere sottoposto all'analisi, sono raccolti in poche pagine, e presentano un insieme mirabile per brevità e chiarezza. La parte più interessante del libt'O sta peeò senza alcun dubbio nelle considerazioni che fan segui lo alla succi nta esposizione di ciascun folto nelle quali si ticn conLo specialmente dell'elemento
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morale: « È il solo, che in mezzo alla quasi assoluta eguaglianza di forme latLiche e di armamento presso gli eser citi europei, possa servire come termine di pal'agone. Il g iusto apprezzamento della forza morale è il mig lior an tidoto con tro quello esageralo elci mezzi tecnici. D' alll'a parte eguaglianza di forme lattiche non s ignilìca eguale valore ta ttico, del'ivando questo non dalla forma ma dall'educazione popolare in generale e da quella mili Lare in particolare ». La critica intorno all'operato del vinto è in geneeale benevola, in alcu n puuto forse troppo, e pare che l'a utore s i sfon:i d' indagare tutle le pla usibili ragioni che possono se non giustificarlo appieno, almeno scusarlo . ~on sempre però riesce in questo s uo intendimento, .e qualche volta si vede s uo malg rado costretto a convenire che q,uesLe ragion i mancano affatto . Al soldato francese è resa. piena giustizi a: le perdite che i Tedeschi s ubirono lo attes tereb bero cl' al t1'a parte in modo a bbastanza e vidente. :Notammo tutLavia che in qualche l"aro punto l'auloi·e nort conserva l'animo suo aliatto scevro da passione, e 'il sarcasrno scorr e involontaria menle dalla s ua penna conli·o il nemico che getla le anni e fug~e. Nella qual cosa è cer•to meno scusabile che quando animato da g iusto senlimento d'orgoglio inneggia all' esercito cui apparliene, e manifesta tutta l'ammirazione de lla quale è compreso nella conlemplazione di alcuni di quei fatti, che si compend iano in una parola, e s i chiamano \Vorth, Gravelotte, Sédan. E lo diciamo scusabile perchè è oltremodo difficile r es ister e a tale sentimento; battaglie come quelle che furono comballute nel settanta non s' incontrano nella s toria ad ogni piè s os pinto; alcune anzi, come quella di Sédan, sono un esempio senza precedenti . L'autore seg ue nello svolgimento l"ordine cronologico, il che non arreca inconvcnie nle, perchè le considerazioni lattiche, e ta tticostrategiche, s i riferiscono sempre a nuovi fatti e a nuove situazioni nelle quali si ri producono con circostanze diver se folli eguali. Gl_i argomenLi tratta ti si possono classifica re come segue: La condolla del comando in capo e dei comandi secondari; L' impiego delle Lre armi considerale nella loro natura, nei loro rapporti r eciproci, o rispetto al terreno; Il tel'reno sotto l'asp~Uo tattico e strategico. Dalla parte dei Tedeschi la 'condotta del comando in capo è slimala inappuntabile; si lodano gli . ot•dini emanati, si approvano tanto nella forma quanto nella sostanza, e si trovano sempre corrispondenti alla situazione che li produce. Gl i ordini dati a Worth e a Gravellolte sono citali come modello. Non cosl da par-te dei F rancesi, dove sempre si manifesla o il rilardo o la jnopportunità, o la non esalta conoscenza del la ,s ituazione, o finalmente la mancanza .assoluta di dis pòsizioni.
E PEHIODICI
Intorno alla battaglia di \V orth s i osserva che da parte francese non si è ratta a ncora sufficiente luce per poter giudicare in proposito. Si loda la scelta della posizione, non però l'occupaz ione, e quanto alla condotta della battaglia, si osserva che sarebbe slato il caso d1 portar e un vigoroso attacco conlr·o le prime tt-up pe Ledesc:he che avevano passa ta la Sa uer, e s configgerle pienamen te. Tale attacco avrebbe dovuto procedere dal Niederwakl contro Spachbach. lnvece di tu tto ciò ebbero luogo soltanto contrassalti s legali che non valsero a slOO'"iare i Tedeschi dalla riva s inislra della Sauer. A .Vionoo . . ville ·Gt'avelotle domina l'incertezza; a Sédan nessuna d1spos1Z1one per parte di Mac-Mahon: disposizioni erronee, insufficienti o tm'di ve per parte dei generali \Vimpfen e Ducr ot. La condotta dei comandi secondaei somministrerebbe all'aut~re ampia materia di critica . Le ragio ni che possono valere a_ giustificare l'operato dei generali V. WalLher e V. Kameke, ~lla nnz1at1 v~ dei quali sono r ispettivamente dovute le b'alta gjie d1 Wor-th e d1 Spicher cn, sono esamina le con finissimo criterio e, d1c1amolo pure, con tale liber tù di g iudizio che a taluno potrebbe parer,, perfino soverch ia. La decisione del comandante del 5' col'pb di continuaee il combal,timcnto contrar iamente all'ordine ricevuto, è pienamente appro vata. « È questa una delle quis tioni, nelle qual i un generale risponde colla propria persona della piena· r·iusci~a; trattasi tli falli che s'.apiano s ull'individualità e in rapporto ai quali non è il caso d1 d1POO'" oo ' scorrere di principii » . . . Tal modo di r egolarsi è pienamenlè g iustificato dalla s1tuaz1one; la perfetta conoscem:a di questa, e la cos cienza della giu~lezza del proprio operato, deter·minano la decis ione eccezionale. Cosi la s toria dovr à r eo·isLrare tale decisione non solo come un fa tto 1mpor tanle, ma altresl come un segno caratteristico dello spirito che an imava i generali tedeschi durante quella g uerra ». ~ In molti luoghi si nota con compiacenza come i generali tedeschi lasciandos i dietro le loro tr-uppe avanzassero per veder e , da s è lo stato delle cose, « p1·a tica di guerra aurea che i comandanti di · truppe non possono mai osservare abbastanza ». TuttB le questioni che l'autore katta rispetto a i comandi secondarii dovrebbero essere s eriamente meditat.e dai generali francesi, per una gran par te dei quali è dubbio che avessero la coscenza_del!a loro grave res ponsabilità . Abituati in pace acl eserci,tare l'att1V1tà 1n una sfera d'azione che non era q uella del generale, non è meraviglia se in auerra non si lrovarono a ll'altezza del loro mandato. Non serve il saO'~if"icio che molti fecero della loro vita; la virtù dell'eroismo può esse~e oggi ancora vanto per l'umile gregario, ma per il generale è poco più. che nulla.
E PERIOD!CI
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LIRRI
Sempre a proposito dell'azione dei comandi secondari i, l' anloro riprova la condolla dei Francesi nel Niederwald a Worlh, dichiarandola ingiusLifica-bile sollo ogni rappor to. « Le località non furono ut.ilizzat.e in mollo soddisface11te; la parte orienLale del Nioderw,,kl dove va es;:N·e 1'01·lemen te occupala o rafforzala con abbattute P buche da tiratori . Si può di là balleee la disresa della valle fino a Spachbach con fuoco radente,, di tal guisa clie in (1uel punto neppure 1m sorcio avre lJhe potuto a l,traversure la Saue1·. La non occupazione dell'orlo del bosco t'u una geandc sciocchezza tollica (l::.ktische Ungeschicltlickeit) • .
11 con tegno della faultll'ia tedescu i.· encomiato, e con ragion,~. Nelle cinque baUuglie sovraindicate, questa mostrò la Sl1a a ttitudine all'offensiva, o ne~li acce1·chiamenti cl i Mctz e di Parigi fece pure buona prova nella difensiva. La fanteria francese non merita sempre lo stesso giudizio; tutlavia ogn i qu tllvolta se n e presenLi il caso le vien tributalo il me1·itato e logio. Il contegno della fanleria e il modo di combattere tiOIIO Yivamentc tratteggiali nel seguenlo brano che si rif'erisce alla battaglia di \Vorth. ,< Lu fan te1·in si avanzò nel combatti menLo in colonne d i compagnia, ma ru presto obbligata a sciogliel's i in grossi s Lormi, coi quali si continuò la lolla. Da ciò nacquero inconvenienti di varia specie. Confermiamo come in pochi combaLLimenLi, fanteria villorioE<a s iasi t1·ovata s ill'aUamen le rl isciolla come alla ba ttaglia d i W orlh, s ulla rnag-gior parte dei pnnli del campo di battaglia. Veramentoil terreno offri\'a eccezionali difficoltù, come grandi boschi, monti, la Sauer gonfia, estesissime piantagioni di luppol i, e vigne . Non J'ueono pel'ò quesLe le sole ci:wse. ln molti cas i i i-iparti Lattici s i mescolarono sino dal principio senza evidente nccessitù; i-• un fallo che le nostre truppe non erano tanto bene abituate alla grande tattica <li liraLol'i, <pianto sarebbe stato rn=1cessario in queslo caso. Aggiungasi infin e cl1e le 1'orLi. perdite s ubìte specialmente dal f>• e clall'i l• rorpo conlrihuirono a rallentare sensibilmente gli ordini. « ù: da ten0r 0onlo della g rande tenaci Là negli attacchi con tro eccelle nti posizioni, e del s ingolare contegno dei comandanli inferiori, i quali, malgrado lt\ dissoluzione delle truppe, sempre conservarono qua~i per istinto dinanzi agli occhi lo scopo collellivo. La fanteria pt·u:,siana lottava conleo un' armu superiore, la qua.le ben compensavi in par te il minor numero dei Francesi. " La fanteria francese movevasi a stormi di grande estensione; presso Elsasshuusen e Froschwiller però forti colonne seguivano g-li a lt.occhi. Nei contrassalti cl1e si diedero presso vVorth con grande risolutezza, gli s tormì si avanzavano celeremente mantenendo nn vivo e continuo fuoco duronteil movimento.
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« Il conteO"no dei Tedeschi è caratle rizzato dallu grauuo tenacità e resislenza ::i ncll'allacco e nel fuoco da fermo; quello della fanteria feanceso dal lungo durare nella difcm;iva e da '1iolcnlissimo procedere n egli assalti. « I Francesi facevano fuoco a g1'a ncli clis lonze; l' e/fo llo però rimaneva sempre al disotto cieli' aspellazione. Può essere che ~1trove i risultati siano stati differenti , poichè <1uesli non sono indipendenti dal terreno, e l'int1uenza ùel terreno in questo caso era " randissima. Soltanto a piil brevi <lisLame il fuoco dello Chas~epot cagionava se1·ie perdile . Acl ogni ~od? l'impres_s!one del f~oco delle armi a reLrocarica udoperat,~ qu i da, due part1t.1 per la prima volta, ero. immensa, e vivumcnte sorpr endente riuscì la fisonornia del comba ttimento, nuova e malg rado ognt peesupposto, maspettata. Le linee dei tiratori, quasi sempre coricati, si soLtraevano allo s"'uardo in (l'uisa che solo ùal fumo era riconoscibile la posizioi1~ nemica· ~iò n~n perta nto sensibilissime erano le perdite. Non colonne che corressero all'assalto; solo lunghe linee d i fuoco e sciolte masse si offrjvano allo sguardo >. Parlando del!' attacco dei cinque battaglioni della :is· brigata u Vionville contro la destr a francese, dove in un quar to d'ora le perdite ascesero all'enorme ci fra di 72 ufficiali e 2615 ~~ld~ti, l'~utore ossena come tali pe1·dite dimostran o la necessità d1 seriamente meditare sopra questi nuovi momenLi che r epentinamenLc sopravvengono nel comba ttimet1to . S iamo pienamente d'. accoeùo su questo punlo; ma troviam? pe1· l? n~en_o. super~uu I o~se:~zione: che. in nessuna batlagha degli uU1m11:30 anni la sto11are::,_1stra tali perdite in un sol punto e in così breve tempo •. La. slor1~ non può regis tl'are ciò che era impossibile s oltanto vcnl! ann t sono. . . . La cavalleeia trovò conveniente impiego in gra1~ù1 1~roporz101~ 1 solo · a Vionville. Negli altri luoghi .essa non ~u 1mp1cga ta, o 11 suo im piego si res trinse ali' appoggio prestato_ m piccole mas~e alla fanteria o all'artiglieria._ L'auto_re nel far r1;3altarc que~ta _c•r: costanza sostiene la convcmenza d1 umre quest arma alle cl1v1s10~1 ìn piccola mis nru; la quale opinione: ,-. pure sosLènuta clallo Scl1errr, e non trova molli contradcliLLori. La cavalleria tedesca era meglio montata di quella l'l'ancese, e, quel che è più ancora , meglio guidata ; è un fatto che ness~no ignora . L'impiego di quest'arma da parte ~edcsca è _se 1r'.p1•e log1~0 e ragionato; du paete l'rancese invece s 1 1·1solve ?rdmar,_a~ente ·~ micidiale spreco di forze, inutile per quanto_ ~ro1co. lnt1er1 reg?tmenti in breve Lempo lelleralmentc annientali, senza conseguire il più lep;gel'o vantaggio, costituiscono il i-is_ul ta~o di nssalti non sufficientemente preparali e soventi ancora diretti attraverso a torAKNO XXIJI, VQJ,. I.
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reno affa tto sfavorevole. Abbiamo a Spicheren un esempio di cavaller ia francese appiedata, sul quale l'autore non si sofferma che - per approvarne l'impiego con una parola di lode. Forse gli mancavano i particolar i necessari per esaminarlo minutamente, perchè l'ar·o·omento lo meritava. Noi crediamo infatti che nelle guerre futur: l'impiego di cavalleria appiedata sulle ali della linea di battaglia dovrà succedere più di frequente. Lungo la fron te l'azione della cavalleria si rr,stringerà al momentaneo appoggio prestato alle altre armi, e la parte che poLrà prende1·e alla decisione sarà miriima o nulla, come sempre avvenne in questa campagna. L'impiego dell'artiglieria tedesca è superiore ad ogn i elogio. Nella campagna del 1806 questo non era s talo pienamen te soddisfa· cente, e sul medesimo severe _o sservazioni vennero fatte specialmente dall'nulore dello Sguardo tattico retrospettivo, le quali riusci ,·ono ad ottenere pienamente l'effetto desiderato. In questa cumpagna noi vediamo infaUi l'actiglier·iu tedesca impegnarsi s ubito sul principio <lei combattimento in masse considet;evoli, e le dislanze alle quali comincia il sno fuoco, sono quelle del Liro efficace. L'af'tiglier ia francese àl contrario viene irnpegr,ala gradatamente a batterie per vo!La, e le distanze di .Liro non sono sempre .le più con vr,nienti. Se a queste ragioni ·si aggiunge l'incontestabile superiorità del pezw e la maggio1'e mobilità, non ò meraviglia che in hrev<1 tempo l'artiglieria fra ncese venga r idotta al silenzio . Questo è quanto s uccede ordinariamente. Anche nella scelta delle posizioni e nella loro occupazione, l'artiglieria tedesca <là prova di abilità e destrezza gr ande e sa util·rnente trar partito della mobilità che possiede. Nel res tr ingere le dis Lanze essa mostrl). s traordina1~io ardir e; ma è da notare che l'appoggio della fanteria non le viene mai meno, e che questa, o dinanzi aìla fronte, o su i Aanchi, s econdo i casi, è s empre pronta ad assicura rla contro ogni minaccia; accordo mirabile che non è quasi ma i manca to in tutta la campagna. Protetta dalla fanteria può l'ar · Liglieria attendere con tutta calma al lavoro di preparazione, intanto che le linee dei lira tori s i vanno addensando, e si accingono ad upproffi ttare nel momento opportuno dèl l~voro compiuto dal cnnnone. Una volLa so.l a vediamo mancar e questo accordo; l'attacco di S. Privat prernatur~mente tentato, e non suflìcienlernente pr eparato per difetLo cl'ar-tiglieria, è cagione di gravj perdite alla fanteria Ledesca, la quale tuLtavia non dà jndietro, solo rallenta il movimento avanzante. Il tiro ordinario è a granata; non mancano però fuochi di mitraglia a brevi distanze. Alla battaglia d i W or th contro l'assalto dal.o dalla divisione di cavallerja Bonnemains, l'artig lie1·ia f'ece una pausa e poi aperse un fuoco a mitraglia che arÌnienLava. « Tale
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-eontegno » , dice l'autore • può essere citalo come esempio degno in ogni tempo d'imitazione » . Le mitl'agliatrici frances i non fecero buona prova; l'autor e nota una voHa sola a Vi.ònville, clte quesLe furo.no adqperate per breve tempo con qualche successo. ln generale all'appar ire dell'artiglieria esse sono costrette a cessare prontamente il fuoco e a battere in .ritirata. Chiudiamo confermando ancora una voltn la grande soddisfazione che ci ha procurato l'esame di questo libro. Dopo la spassionata esposizione dei fatti che si tr ova nella 1·elnzione prussiana, libri come questo sono assolutamente necess ari per indirizzare la mente e guidarla nello studio della s toria. Il fatto s emplicemente narrato c<,stituisce la materia w ima s ulla quale s i aggira il lavoro del crilico, dal quale provie ne un d(!ppio insegnamento: quello dei principii e del metodo.
»ie JH1•i.egstelegN~1.1§iie. (La telegrafia militare), per F.
H.
capitano nel reggimento ferrovieri prussiano. Con t re fogli di disegni. Berlino 1877. Ernst Siegfried Mittler e fi glio. (Pi;ezzo l ire 4,40). B u CHI-IOLTZ,
Animato dall'accoglienza fatto. in Prussia ad una sua conferenza «
Sullo sviluppo sto,·ico della teleg1'a}ia militare», nello. quale aveva
· presentalo un nuovo apparecchio Lelegraflco da campo, il capitano Buchholtz ha dato alle stampe questa monografia. Suo scopo è.di esporre succintamente lutto '}uan Lo v'ha di interessante per il colto ufficia le nel campo d!3lla t,elegrafia militare, affine di dar-e una sommaria idea di ciò che ~, dei servigi da essa resi nelle guerre passate e dei maggiori che potrà rendeee in a vvenirc. È curios o corno non pochi d ubitino ancora dei, vantaggi della Lelegrafia in guerra o sul campo cli battag lia, e ciò che maggiormente sorprende è il senlire dal Buchholtz che in Prussic1, da parte delle truppe, non le s i fa troppo buon viso, malgrado l'esteso impiego nelle guerre del 1864·, t8G6 e 1870-7'1. A pjò riprese quindi l'autore torna s ulla necessità d i r enderla fam igliare già jn tempo di pace anche al coside tto soldato pratico, genernlmenLe avverso alle novità ed ai progressi scientifici elle non comprende. Con vera compiacenza notiamo in proposito come il Bucliliollz renda più cli una volta g iustizia al nosteo esercito, che cita come uno di quelli che meglio sanno trarre prorì tto della telegrafia, riservandole anche nelle g ra ndi manovre il posto che le spetta.
LJBRI 14S Fino agli ultimi tempi il còmpito della Lelegrafic1 da campagna era limitato a stabilire la comunicazione fra il gran quar tier generale con i qu~r tieri generali d'armata, e di _ques ti co'.1 i quartieri ~eueral( di corpo d'at'mata; nonchè alla congmnz1one ira d1 loro de1 grandi reparti sopra accennali. Gli eserci U che più son ligi all'irripiego s uo la esteser o tuU'al più alle divis ioni s tacca te, per meUerle in comunicazione telegrafica con il gr osso. La sfera d'u:tione assegnata alla telegrafia elettr ica nelle operazioni mili lari fino a' dì nostri non soddisfa al le esigenz13 tntlicbe; tant'ù vero che in molti eserciti s i cercò cli supplire ulla mancania <li me:t:ti di comunicazione elettrica s ui campi di battaglia con la segnalazione ottica; la quale però, secondo il Buchholtz, vuols i rite~ece affatto insufficiente nei combattimenti e per nulla adatta a sost,tull'e la tele,.,.raOa elettrica. L; rao·ioni che prima impedivano cli estendere il servizio lelescopi tattici e sp,icialmente ai servizi cli sicurezza e cli "rafìco ~o·li 0 ;lcocrn izio ne, più non esi~lono dopo l'invenzione di nuovi a pparecchi tele;l'afici maneggiabili da due o tre soldati, e dotati di lale mohili lò da ;oter s~guire le truppe ovunque e con ~guale velo~i~à .. Di s itfatli strument i se ne conoscono parecchi; quelli però che p1u r1sponclono ai bisoo-ni mililari sono l'apparecch io Trouvé, inventato a Parigi nel '1871 ed° appartenente al genere dei telegrafi a quadcante; ed il telegrafo portatile (detto cl'a vamposti) costcuilo dalla ditta Siemens e Halske di Berlino, che appt:U'tiene a l genere Morse. Il primo ha la l'o rma di un orolog,Ìo tascabHe e pa_re, ~dotlnto Francia ove tr·ovò utile impiego nell assedt0 cli Par1g1. C,lt accessori sono: u~a pila a liq uido del sistema :Marié-Davy, con vaso c ilindr ico di caoutchouc indurito, a chiusura ermetica; una zana (crochet) cli leO'no per il trasporto, s u cui è a-,volto il filo condutloce. 11 peso totale del telegr afo 'l'rouvé non è dato nè dal Buchholtz, nè dal Bonternps ('l) , lo si può pet'ò valutare non oltr e i :.10 chi log ·. . Il secondo consta di due cassette di legno conlenenl1ciascuna un appar ato Morse, unite !"t' a di loro per mezzo di un coeclone isolato con due fi li, uno d'andata e l'alLt'O cli. r itorno. 11 fi lo conduttor e, avvolto su tambuei per- la lunghezza di !iOO me tr i, s i trasporta negli zaini e s i svolge ùa $è durante la marcia. L'apparato della s tazione di partenza comunica con una pila di 10 elementi. L'inLiero meccanismo, e ·1000 metri di fi lo, si trasportano con due uomini; il peso complessivo ò cl,iiogr. !~0,25. Abbiamo acclulo utile cli entrare in questi particolari perchè anche da noi si fecero espet'icnie con l'apparecchio Trou vé e con un tele~ru fo portatile, id eato dal sig. Per-don Luigi, senza pe1·ò che q ue-
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(L) Les systèmes télé(l•·aM i~cs. Pa rigi , Dunocl, 1S76.
E PERJODlC I
s t'ullimo avesse dato risullnti soddisfacenti. Quello Trouvé invecr. ha trovato buona accoglienza. n telegrafo Siemens e Halske ~ stato esperimentalo in Prussia; in parecchie circo;:;tanze, con esito, a detta del Buchholtz, sotto tutti i rapporti ottimo. Perchè la telegeafia ele ttrica sia in campagna realmente utile, richiedesi grande celerità nello stendimento delle linee. Non è a negarsi che le linee volanti (filo isolato e dis teso senz'altro sul terreno) procedono più celeri delle linee pesanti {filo sospeso a pali) nella costruzione; ma s iccome la celerità non è l'unico criterio per <leterminar e la scelta di uno piutLosto che dell'altro sistema, e bisogna pure tenere conto dellà sicurezza che le divecse specie di linee presentano contro' le offes<~ delle truppe e degli e lementi, così nella maggior par te dei casi in cui le linee hanno da r estar impiantate per un po' di tempo, si r icorre alle linee pesanti piuttosto che alle volanti. 11 Bucliholtz pare pceferisca le ul~ime; pralicarnente però in Prussia hanno il sopravvento le pr ime, e nella cornposi:tione dei parchi (fuesLe stanno a quelle come :?, : ·I. Se la tecnica riescirà a fabbricare un mo rivestito, che offra m iglior gar anzia di sicurezza e di durata di quello che fìno ad ora s i ha, anche noi accetteremo per buone le ragioni esposte dall'autore in favore delle linee volantì; rna allo s ta lo presente delle cose facciamo le nostro r iserve . Siamo pienamente del s uo avviso invece s ulla necessità di dare .ai carri telegrafici mobilità pari all'artiglier ia da campo. Ko n è la prima volta che insistiamo su questo punto, ed ora vi r itorniamo confortati dal Buchholtz c he pretende maggior Jeggere7.za nel carico da materiale telegrafico prussiano, che pesa 186ft chilograrnmi ed è tl'ainato da sei cavalli, mentre i nostri, con un traino a quattro cavalli, pesano chilogrammi 2335 quello da li nee aeree e chilogrammi 2-052 quello da linee volanti. La .celerità di stendimento è in timamente coJlegata con la mobilità dei carri: non dovesi quindi r itenere cosa seconclacia . Sernbrn una vera ironia il chiamar e volante un materiale che s i tr-asporla su carri destinali a marciare anche traverso campi e su terreno molle, quando lo sforzo pel' ciascun ca vallo caggiunge chilogrammi 506,2~1. ll sistema cli reclutamento del personale telegrafico è rn10 dei problemi più discussi dai rrioderni scrittori . Il Buchholtz non si palesa fautore del modo con cui sono composte le sezioni telegrafìche da campagna prussiane, che sono una mescolanza di irnpiegati della telegeafìa di Stato e di militari, avendo i primi il servizio delle macClline ed i ::;econdi lo stendimento delle linee. Le ragioni cbo egli adduce per combattere questa organizzazione non sono però troppo -stringenti, limitandosi ad osservare che al soldato r esla riservata la .
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parte meno nobile del servizio. Del resto siffa tta soluzione è il fru Lt0dell'esperienza fa tta in Prussia prima dell'anno 1859. Nella mobilitazione dell'esercito prussiano a quell'epoca i sottufficiali, cui pr-ima era affidalo il se!'vizio delle macch ine, si dimostrarono poco adatti al ~aneggio degli strumenti, epperciò iin dal 1866 il senizin di sttìzione venne affidato ad impiegati tclegr•afisti . E questi ri?posern in ogni tempo all'aspettativa, ed a loro devesi in gran par te se nell'ultima guerra, la telegrafia ha reso i brillanti servizi che ci de scrisse il lenente colonnello May nella sua opera: Storia della telegrafia ·m ilitare in Prussia (1). Il Bucl1holtz vuole inoltre toglier e ai baUaglioni pionieri, che eitiene già troppo aggravati, la telegrafia, per formare un corpo indipendente, già costiLuito in tempo di pace, sotto la dipendenza de l grande s tato ma ggiore, come avviene per i ferrovieri . Anche da noi si è convinti dell'utilitù cli formar e una s pecialità dei telegr-afisli, e forse fra br-eve li vedremo riuniti, se non in un corpo affa tto autonomo, in un reggimento con i ferrovieri. Questi sono i punti che maggiormente attrass;ero la nostl'a aUenzione leggendo il bel lavoro del capitano Buchholtz. H Lema da lui preso a svolgere è di grande interesse, specialmente per il nostt·o eserci to in cui un nuovo ordinamento delle truppe ùel genio ò divenuto indispensabile. · Lo scri tto comprende cinque capi toli. 11 pr imo tratta dello sviluppo storico della telegrarìa militar e dai tempi più remoti s ino ai dì nostt'i . Il secondo descrive il maLeriale telegrarìco. Il terzo si aggira inl.orno, all'applicazione della telegr>afia alle operazioni militari. Il quarto riassume l'organizzazione del servizio teleg1°afico nei principali escrci ti . E qui osserviamo c!te l'autore è incorso in qualche inesattezza rispeLto alla composizione delle nostre sezioni telegrafiche clistaccater la quali constano a) cli peesonale telegrafico: 'l ufficiale ed 80 uomini di tr-uppa; b) di personale del tr eno del genio : 33 uomini di truppa, e non _come egli crede cli : ·t urTiciale, 84 soldati del genio e 40 del treno. Il quinto capitolo tratta dell'importanza che ha la lc!egrafiù da. campagna nella condotta delle operazioni. ln un primo annesso è dal.o l'alfabe to Morse, i segni d'interpunzione e di r egolamento, ed in un secondo la forza e l'organizzazione dE!lle truppe telegrafiche nei di versi SLa ti. l disegni contengono molti particolari sui materiali e s ugli slrnmenti in uso presso i vari eserciti, e s ono eseguiti con molta cm·a.. (l) Gior·nale cZ'artiglieria e gent.o, Part.; 2~, anno 187G.
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PEF\IODICI
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.Die f'ran~osisclien Eise:t1J.bt~lu1.en iui B.t1•iege :I. sizo1871. tuttl ilu•e seitlie,•ige E'llf·w ickel,uig in.,,-uilil<ii'l·isclie1• Hin.sicltt~ (Le ferrovie francesi nella guerra del 1870-71 e loro successivo svi luppo sotto i rapporti militari ); per H. BoDDE, tenente nel 1° reggimento di fanteria assiano N. 81. - Con due tavole ed incisioni nel teslo. Berlino, F. Schneider e Cornp., 1877 (prezzo
L. 5, 30). Prima del '1870 i numerosi scrittori che trattavano dell'importanza delle ferrovie in guerra si basavano sulle operazioni degli Americani nella g uerra cli secessione, e sull'impiego fatlone nelle campagne ciel i8i8, '1859, 1864, 1866 . Ma per quanto ricca sia la messe di esempi, ir1 nessun luogo troviamo sì largo campo allo studio cli questo serissimo problema, quanto nell'ultima grandiosa lotta.fra la Francia e la Germania. I due rivali erano entrambi potenti per estensione di territorio, per popolazione, per coltura e per sviluppo di istituzion i militari; la Francia disponeva forse di maggiori risorse economiche, ma la Germania le era superiore nell'organizzazione delle sue forze rnilitar·i. Questa sua super iorità si manifes ta non solo nel modo con il quale erano fra di loro coordinati gli elemen li animati che dovevano agire direttamente a tutela dello Stato; ma ben anche nella più acconcia soluzione di tutti quei problemi che ,si r iferiscono al materiale; vale a dire tutto quanto può servire all'uso, esplicazione, modificazione ed aumento della forza fìsica dell'uomo; ed al ter·rcno, consideralo come il teatro sul quale devono essere impiegati, e falti agire i due elementi summenzionaLi. I Tedeschi devono i vantaggi grandissimi che trassero dalle ferrovie nel pT'imo periodo delle operazioni all'averle utilizzate secondo un piano razionale, prestabilito di lunga mano; mentre in Francia il lavoro logistico procedette senza alcun concetto direttivo. 1.; così avvenne che la Francia, la quale al '1° gennaio 1.870 possedeva 16,954 chilometri di linee ferrovial'ie (3,12 chilometri pel' mi· riarnetl'o quhdrato di superficie), 4,870 locomotive e 1:33,94-6 veicoli d'ogni specie, impiegò gior,Yi J.9 '/, per trasportare alla fron tiera minacciata 800,000 uom ini, M,700 cavalli, G,600 fra pezzi e catTi, e 4,400 vagoni di approvvigionamenti da bocca e eia fuoco, meLLendo in movimento 594 treni; mentre la Germania con uno sviluppo di
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lince a q uell'epoca di poco s uperiore alle francesi, 17,332 chilometri (3,12 chilometri per rniriarnetro quadra lo di superfici e), concentrava su lle rive del Reno in giorni 'lO '/, lk07,892 uom ini; 91,560 cavalli ed 8,92'1 fra pezzi e carri, lrasporlati s u 677 treni. Le cause che condussero a questi r isultati, ffi quali taluni vogliono, e forse non a torlo, rar r isalire la colpa delle prime sconfitte toccate _ai Francesi, s ono ampiamenle s volte nei d ue primi capitoli del hbro del tenente Budde, che teattano il primo della mobilitazione dell'esercito fran cese ed il secondo del ·s uo concentramento. ll terzo dei sci capi toli di cui la prima parte del libro s i com pone, è dedicato all'impiego delle ferrovie d urante le operazioni. l n ques to periodo le fer-rovie francesi dovevano soddisfare 1• a ll'approvvigionamento delle truppe, 2° a ricondur-re tutto ciò che loro riusciva di aggravio, 3° al traspor to delle truppe, del materiale da guerra, ecc. da un pun to all'aHrn. · Riguardo ul primo còmpito l'autor.e osserva come la clis lr uzionc dei manufalti per un valore calcola lo di 3ù,2DO,OOO lire fu più cli danno che cli vantaggio, tanto che, malgrado le ingenLi provviste fatte dal go verno nazionale sollo l'ener gica dittatura cli Gambetta, e la più spontanea e diligente coopeeazione delle amministrazioni f~1Toviarie, le truppe clireuarono delle cose le più indispensabili a vivere ed a comba ttere. Gli oggetti si spedivano ovunque fuorchè ai luoghi ove venivano r ichiest i, e mentre si erano spesi 30 milioni pee bestie bovine, l'esercito paLiva la fame. ~è il paese r icavò alcun utile da queste ultime, essendochè per le g1'antli privazioni e disagi cui i quadrupedi vennero esposti nei lunghi e fa ticosi viaggi sulle f'e rrovie (da suggeriee al barone d'Ernouf le par ole, ocl!JSSée bovine), essendo scoppiatfl l'epizoozia, buon numer o di esse si dovettero affogare in mar-e. Intorno al s econdo compilo il Budde dice che per il trasporto dei feri ti e dei malati non si e rano prese quasi disposizioni di sorta; e la maggior parLe del mater iale abbandonato cadeva nelle mani dei Te · deschi. Molti disLaccarnenLi di tr uppe dovettero la loro salvezza al ,patriottismo delle diverse società ferr oviarie, piuttosto che alle provvide disposizioni del l'amministrazione mi litare. R ispetto al Le!'zo cùrnpito, l'au tore descr ive l'operosità delle varie socielù Cerro viarie francesi, 11el trasporto di g randi masse di truppa durante l'open,zioni. Egli pl'ende in accurato esame :i movimenti eseguili per por tare la t• divis ione da I\Hilha usen a vVorth; il H° corpo da Chàlons a iVl etz; l'armala di lVIac-Mahon ·nella s ua ri tirata su ChAlons, e le g uc1rdie mobili da Chàlons al car:npo di Saint-Maur. Considera in segu ito le ferr ovie nei loro rapporti con le operazioni cseguitc del ·J:;l• corpo (Vinoy) tra Parigi e .Mezières, nonchè quelle dell'armata della Loira, cui dedica s peciale atlen:tione. Dai fa tti
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esposti s i rende evidente che là dove traltavas i di agire sotto l'abile direzione dei capi delle s ingole società, le cose ca mminavano abbastanza regolarmente; mentre subentrava la confusione quando vi avevano ingerenza le autorità governative. Affa tto digiune delle più ovvie discipline che regolano i movimenti ferroviar·i, esse, o chiedevano l'impossibile, od apportavano il disordine, che generava l'ir regolar ità e non di r ado l'arenamento completo dei trasporti. Ed al dif'etloso servizio ferroviario il Budde attribuisce essen.zialmente, se la tentala offensiva nell'est della Francia andò falli ta. L'interessante capitolo, il più rimarchevole dell'oper a per la novità dei fa tti narra ti e per le considerazioni annesse, termina coll'esposizione del traspor to del 19° corpo da Cherhourg a Fler, cui seguono brevi notizie s ulla ferrovia di cinta attorno a Parigi . In un successivo capitolo sono svolte le vicende che seguirono Qa conclus ione dell'armistizio, fino al completo esaurimento dei trasporU militari a guerra finita . La seconda par te contempla lo sviluppo subìto dalla rete ferroviaria francese, dopo l'anno 1871 fino al. :L877. II Budde considera questo sviluppo sotto tre differenti punti di vis ta cioè: dell'aumento della rete fer roviaria; dell'organizzazione militare cl elle ferrovie; infine dell'istituzione di un corpo speciale cli ferrovieri, e dedica a ciascuno di essi un apposito capitolo. Rileviamo dal primo che dal 31, dicembre '1870 al 3/l. dicembre 187~> l\1Umento lineare della rete f'err-oviaria in fo'rancia ascese a {,fi26 ·Chilometri, dei quali 2,537 er ano in esercizio. Il totale delle linee concesse a mmontava all'epoca sudcl<~tta a 28,"172 chilometri; e comprese le feprovic d'int<~!'esse locale e quelle costruite per scopi induslr iali, esse ascendevano a 82,761 chilometri, e di queste erano in esercizio 2 1,759 chilometri. Nelle nuove costruzioni si ebbero specialmente cli m ira gli interessi strategici . L'ultima ·campagna aveva messo in evidenza gli inconvenienti delle lince radiali; si provvide quindi nel piano regolatore a stabilire delle linee trasver·sali (dw'chuehende Bahnlinien) . Dai diversi punti della Francia meneranno a opera fini ta 7 cli codeste linee dalla frontiera occidentale alla frontiera orientale; fì sono già in esercizio. Delle 112 piazze eia gùcrra (compres i i forti cli sbarramento) esis tenti in Francia, D2 s i trovano su linee ferrovia r ie, e così 159 fra le 167 guarnigioni. I porti sono quasi tutti messi fra di lor o in comunicazione ferr oviaria. Nello studio del piano di difesa generale dello Stato non si omise di copt' ire le s ingole linee, e specialmente le leste di quelle che mettono in Germania, con for tificazioni. Le ferrovie che non sono intercettate da una piazza di fron tiera sono sbarrale da forl.i.
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'. l seco'nclo capitolo lOr ganizza:àone mililm·e delle ferrovie) tratta dei trasporti militari ordina1'i) dei movjmenti per scopi s tra tegici. Non solo ,i Francesi hanno dato vi ta dopo il 1871 a nuove istiluzioni, pe~ dirigere in tempo di pace e cli guerra i trasporli militari, 1st1tuz10111 che fanno tuUe capo ad un'unica autorità centrale, la « commission mititaire supél'ieure cles chemins de .fe,· », presie- . duta da un tenente . generale , ma compilarono pure reo·ola men_ti per il servizio dei trasporti per ferrovia e ·sulle naYt che ~ entmnen~e vengono lodati, e pel' chiareaa e per previdenza di d1spos1zrorn . Essi hanno studia to a. fondo le cause dei disaslrj , ccl hanno compr eso che non uUima fra codeste cause fu l\wer messo in obHo i saggi disegni del maresciallo Niel, anche rispetto alle ferrovie; e, con q uel ttdento organizza torio che li distingue, vi hanno posto r1par o. Il Budde non manca di far risaltal'e la bontà di questa nuova ?rgan_iz~azi_one. Enumerando le singole disposizioni regola m ent.ar1, egli l'Jchiama volta per volta l'attenzione del lettore alle cause che le determ i.narono; esse basano sull'esperienza e devono r endere assolutamen te impossibile il rinnovamento dei molteplici disordini anenuti sulle fer rovie nella guerra del 1870-7'1. Questo modo di esposizione forma un pregio del libro, e giustiOca l'ampio sviluppo della prima parte, in cui molte cose non sono che ripetizione di fatti resi di pnbblica ragione dal Jacqrnin fin dall'anno '1872, nella ben nota sua opera "Les clternins dejel' 1-endant la gueu e de 1870-71 "· , . Questo egr-e~io fum:ionario, che ebbe si larga parte nelle operaZJOD1 ferrov1ar1e dur<1nte la guerra, mise subilo il tè no rovente sulla piaga affìnchè non diventasse cancrena . Le recenti disposizioni francesi escludono oo·ni stranier·o dal far parte di un consiglio d'ammin{strazione di soci~tà ferroviarje e impediscono che nella zona di rete, compresa fra i confini ed uu; linea interna ad essi par allela e dis tante ·100 chilometri, i medesimi vengano addetti al servizio cli movimento, senza speciale autorizzazione del minister o. L'ultimo cap.ilolo tratta della c r-cazione di un COI'pO d i ferrovieri speciale, essenzialmente destinalo al servizio ,!elle ferrovie su terr itorio nemico . Presso cias?un . reggimen to- del genio esiste in tempo tli pace una comp~grna di ferrovieri (ou.vl'iers de cliemins Jefer du génie), la quale s1 trasforma in guerra in un baUaglione cli 1000 uomini. l noHr e le socie tà ferroviarie hanno ciascuna da creare una seziop~ di op_er ai ferr:ovieri (section d'o1w1·ie1'S cle chemins dejer) , con uo1~m1 lo(t1 dal personale delle società, compost") di tre reparlj, acl deUt 11 pnmo all'escrcizjo, il secondo alle costrnzio1Ji, ed il terzo al rnovimenlo.
Ogni sezione conta in complesso J,098 uomini. Le oUo sezioni ed i quattro battaglioni ferrovieri danno quindi un totale di 12,784 uomini per il ser vizio delle linee poste ol tre la base d'o perazione. Il Budde ha saputo renlleee il suo lavoro interessanle per la ricchezza d i da li, attinti tutti a huone fo nti, e pei freq uenti confronli fra l'organizzazione francese e la tedesca. Da questi confronti emerge che in fat to di ferrovie i F t· ancesi nulla hanno eia invid iare ora ui loro rivali, mentre posseggono su questi il vantaggio di avere la loro rete ripar-lila fea sei grandi socicta , cio che non si verifica in Germania .
v,.,..,.gebung vo11a liVieH
.i,11J,
JU.Kuasta:be von. 1: 200~()00
(I dinlo1·ni di Vienna alta scala di 1:200)000) pubblicazione d i Gruuo. genio.
ALBACH,
capitano nello stato 1na ggiore del
Questa cur·la merita sotto ogni riguardo di esser e presa iu considerazione da tutti coloro che. s i occupano rli studi geografici e 1;pecialmenle llall'ufiicialità . È un saggio precursore di quella serie che sarebbe pe1· tenerle die lro, quando avesse ad ottenere il plauso degli uomini jnlelligenti in materia. Essa dovrebbe sosti tuire presso l'ufficiale in campagna le cat· te di stato maggiore fin qu i adoperate. La sua scala è di J : 200,000 men tre quella J ello stato rnaggiore aus tt'iaco è di 'l: 75,000. Ora è facile vedere come a paritù di superJìcie, l'area rap presentata dalla cartn di Albad1 sia 7 volte mag giore, o per converso, come la stessa quantità di. terreno venga conlcnuta in un foglio 7 volte più piccolo. Questo vantaggio perderebbe tutta la s utì importanza, quando non fosse accompagnalo da tutti gli altri r·cquis ili che s i richiedono per carte di simil gc11e1·e. E tali requisi ti lungi <lai far d ife Uo nella C/Jtla del -capitano Albad1, vi sono conten uti uel più a lto geado, avvegnachè, malgrado la piccolezza tlel ra]).pOrto, essa offre tutto ciò che nelì'in teresse militare s i trova nelle car te officiali, non essen, dosi tralasciati che le denominazioni dei campi ed alcuni nomi cli terreni sulla cui inutilità s i è g ià pronunciato l'ufficio stesso di s tato maggiore. Essa infatti è dis tintissima tanto sotto l'aspetto ddla euppresentazione del lel'reno e delle s ue accidt>n talitù, quanto dal lato delle circostanze idrografiche e della chiara llistribu7. ione delle r eti s tradali.
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E PERIOD ICI
L!DR I
Kelle carte dello s tato maggiore austriaco, le quote, le acc1ue, i ·limiti di coltura, le comunicazioni, sono Lulti r appresentati in nero, e "lJuincli si richiede un'attenta osservazione per poterli discerner e e per leggere i nomi, i quali sono per lo più coperti dall'incisione. Nella nostr a car ta invece saltano prontamen te all'occhio l<~ ferrovie a doppio ed a semplice binar.io, le strade principali, le secon.cJat'ie ed i vioUoli, i grossi corsi d'acqua e i piccoli canali, la configur azione e i limiti dei campi, dei p1°ati, dei boschi e dei vigneti, In quote e via dicendo. Del resto basterà ricorda re che s'impiegar ono cinque pietre d iverse : Una pei contorni, pee lé quote e per le isct·izioni. Una pei terreni. Una per le comunicazioni e pei vigneti . Una per le acque. Una pei boschi e pei prati. Per quanto r iguarda il prezzo, ques ta carta vien ceduta al commer cio per 1. fior. e 50 kreuzer, ed all'ufficia lità per i fior. 020 kre uzer, rn~nt~'e quelle dello sta to maggiore, rappresentanti la stessa quant1ta di territorio, costano 3 nor. e 20 kreuzer all'urficiale e 7 flor . al comrne1·cio. A chiusu.ra di questo breve cenno, ricorderemo che nel fasc icolo -di giugno 1~77 dei Mil.itiùische Blatter, il signor Albach pubblicava una prima carta di c1uesto genere, rappresentante i dintorni di Sant PoJten, e che sulla stessa, un critico ber linese nel secondo fas cicolo di luglio del medesimo periodico, si espri meva così : « qui in Berlino si è accolto. con vera socTclisfazione il fo0 1io di prova testè pul>blicaLo dal già ben noto capitano Albach, ed io p ure, con moltissim i altri, son venuto nell'op.i nione clte una simile car ta così chiara dis tinta e nel tempo istesso resistente (era stampata su tela) dovrà costituiee la carta dell'avveni re ».
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aante non si occupasse punto di certe funzioni e di certi particolari,. m a li lasciasse eseguire dai. sotlocornanclanti; 2° che il comandan te stesso ordinasse quei movimenti che possono condurJ'e i vari reparti per la via più breve al loro posto assegnato da lla nuova formazione; 3° che il comandante abbia la sufficiente abilitò, per poter fornire, quando s ia necessario, quegli avvisi che facili tano la precisa esecuzione del rnovir:nento. La seconda parte poi contiene alcune osservazioni sull'istruzione del battaglione nel comba tt.imento; tanto all' una quanto all'altr a. ranno seguito esempi pratici nei quali sono ampiamenle svolte le idee dell'autore. Studio regolamentare ){XXI!. Tl re[!olamento di esercizi della fanteria per gli i~_fjiciali cli cavalleria ed artiglieria. - li tenente colonnello Ilot7.e, colla nota sua abililà, riassume in poche pagine il r egolamento di evoluzioni della fan t.er'ia per gli ufficiali di cavalleria ed al'tiglieria . lnteressanli sono quelle rela tive all'i mpiego del fuoco ed al combattimento, nelle qual i è svolta la lattica odierna della fa nteria . Studio critico-sto1·ù:o sopra l'a1'te del cavalcare pel capitano RESKA .
'Gti ulLim.i esperinienti col cannone corazzato Ifrupp. Su,l ser viiio di avanscoperta di una brigata o cli un reggimento ,di cavalleriafrcmcese. - È la traduzione letterale delle norme al riguardo contenute nell'istruzione sul servizio di campagna della cavaller ia. Bibliogrqfla.
0
Sb•erp,e,i,•'s Oesten·eicli isclie ifl'ilitifriscl1,e Zeitsclwift. P unt ate xr e xrr (novembre e dicembre). Vienna .,1877 .
Wald-h eim.
Osse1'vazioni sull'istruzione tattica del battaglione. - L'articolo è diviso in due parLi: nella prima si traua dei mezzi per accrescere
la. precisione e la velocità nelle varie formazioni dell'ordine chiuso · . i quali mezzi sarebbero: 1.0 la divis ione del lavoro, s icchè il coman~
,T(t,lu•bii clie1• fii,· ili.e ,ieutsclu~ A1•niee untl 111,,t •ine. P untata di novembre ~ dicembre 1877. Berlino, Sch neider.
La difesa delle coste. - È l' ultima parte del lavoro che porla lo stesso t.i tolo dell'am mi raglio V. Touclrnl'd, tradotto lelleralmente dal francese. Wellington, pel capitano V. A. Janke. · Osseroa::;ioni sullefortez:.e, e sulla uuer-ra difo,·tezza nel tenipo p1·esente. - li maggiore v. Bl'uhn prende in esame lo sLato peesente delle for tezze e gli avvenimenti dell'ultima g uerra, a Ho scopo di sciogliere le principali cruestioni che rif'letlono la guerra delle fo rtezze. Crede che oggidì sono necessarie le grandi piazze per cliè servono di difesa alle pr incipa li città s lra legicbe e politiche, di a rresto
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T.IHRi
conil'o l'invasione del nemico, <li sicurezza pei grandi s tabi limenti m ilitari, pei passaggi·clei fium i, e pei nodi delle strade ferroviarie e d i tappa . Abbisognano inoltre for ti per lu sbarramen to delle vie ferra le, delle strette p iù importanti e per la difesa della costa . Relati vamenle poi al metodo dt llo fof't i/icazioni, la cosL;' uzione poligonale delle linee bastionale, e la di resa per reparti favoriranno sempre l'elemento offens ivo; e ]):)l'Ò sarà mcsti<~ri avere maggiori r iguardi di prima alla m uratura, affine di porre al r iparo dalle bombe tanto la g ua rnig ione quanto gli appr ovvigion amenti, fobbricando grosse casematte, e gr-ancli magazzeni per le polveri, pei v iveri e per lutto il materiale. Dopo la g uerr a del ·! 870e 7J, s i volle ammettere come principio assoluto, che le for tezze dovessero esser e al sicuro contro il bombardamento, sicchè di veniva necessario cbe la cinla dei for ti fosse molto estesae che q uesti fossero eretti a 5, Gchilom. didislanzndallacittù. Ma in tal caso si cade in altro grave inconveniente, quello cioè di aver bisogno di gr-os:::i presidi i per ogni s ingola fortezza ; epperò pare r agionevole che nei vari,casi debbasi tener calcolo del còmpito, dell'importanza s',rateg ica, della posi?.ione e dell'avanterreno. Generalmente _si aspetta cbe nelle flttut'e g uerre le fortezze rappresentino una gran p arte, e per ciò ogni potenza accorda molta attenzione alle sue città fol'lificate e al materiale cli a rtiglieria, col riuale devono essere armate. No n è quindi a sperar si di poter sopraffar·e l'avver sario con un ma terittle di artiglieria supe1'ior c, nè di trova1'e fortezze con venientemente preparate ed ar mate contro questo materiale . « Se pertanto (conchiude l'autore) vogliamo man tenere la nostra superiorità, dobbiamo valer ci cldl'cl,~men to morale che a nima la truppa, e ~iù abilmente im piegar questa e il suo rna leriale . Il maresciallo Nlaurizio conte cli Sassonia. Pericoli pratici e Lattici del f'aoco a massa. - ln q uesti ultimi tempi f'u ven tila i.a la questione se non sia possibile e van taf!'gioso di approffìtt.are della lunga pori.al.a dell'odierne arm i da fuoco anche a grandi dis tanze, compensando la minor e probabili Là di colpir-e del t iro lontano coll'impiego del fuoco a massa. L'autore deJJ'ar licolo non crede che si possa oltonere un utile effe tto da qu'eslo fuo co a massa, ed annovera j pericoli pratici e tattici ai quali si andrebbe jncon tl'o . Fra i pel'icoli pra tici del fuoco a massa nota la min accia a riLenersi meno utile una buona e particolar-eggiata isLruzione di t.iro e lo spreco delle m unizioni; i pericoli Lattici il li more che coll'iniziare il combattimenlo da lontano non si porti danno allQ spir ito offensivo che deve animare la fan teria . Il r1ene1·ale J . E . 13. Stuart, pc! ma~giore v . Scheibert. - È una ·succinto biografìa del bravo generale cli cavalle1'ia S tuart, che tanto
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fece padare di sè nella g uerr a di secessione di America . La maggio1· parte dei da ti e delle notizie è lolta dall'opera Zwei Jàhre im Sattel und am Feinde di Heros von · BoRKE che fu capo di stato maggiore del generale. Stuart nacque nella Virginia nel 1833 e mol'Ì nel 1864 presso Hichmond in una piccola scaramuccia , in segniLo ad un colpo cl) revolver tira togli da un cavaliere nemico . tl naovo porto di Genova; traduzione dall.'italiano del bel lavoro del conwianto Pescet.to, g ià diretto re della Rivista Marittima, e comparso s ulle colonne di quesl.'u~timo periodico. La gaerra ti.reo-russa 1877. Contiene una par-li colareggiata narrazione delle operazioni militari cll'ebbero luogo tanto s ul tea tro di guer ra di Europa quani.o su quello clelt' Asia dagli, ultimi g iorni di agosto sino alla fine dell'oltobre '1877. Ribliograjla:
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·u,w1,.jqmnji &hot•nil;, (RfoistaMilitare). Pietroburgo 1877. Fascicolo del d icembre .
Br·eoe cen.no d'ordinainento dell'esercito russo soito il reqno dell'imperatort-! Atessandro I. - Operazioni del generale 'f'o'massow nel Caucaso. - TaLLica della g uerra. - :K uove osservazioni sull'esercito tedesco. Caserme e vita interna (17· ed ultimo articoloj.' - Sperimenti sulla buona vista degli uomini destinati alle tr uppe di hers aglic!'i e all'a1>tiglieria . - Popolazioni e territo r io dei Cosacchi della Hussia d'E urnpa e d'Asia . - Cenno storico sulla Kasckgaria. - B1·evi osservazioni s ulle marcio nelle s teppe . Da campo di battaglia (osservazioni militari}. Bibliogrcf/ia . ·- Dobrucia, par By Henry C. Barckley, 1877 . Rassegna 1nilitare nc~sa. - Operazioni dell'esercito russo nella guena attuale in E uròpa ed in Asia fino al 30 settembre. - Regolamento riflettente la direzione m ilita re delle comunicazioni a tergo dell'esercito attivo. - -Decisioni del tri bunale s upremo di g uerra e marina. Rassegna militare estera. - Germania - Rete telegrafica sottoterra. - Alcuni episodi sulle ulti me manovre prussiane !in autunno . - Soppressione dei reggimenti ferroviel'i . -Fmncia: Scuola superiore di g uer1·a . - Ita lia: Progetto del bilancio milita re per l'anno
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LI BRI I·: PERIODICI
Aumento dello compag nie a lpine. Aumento ùell'artiglieria d'assedio. - .-\. umento delle truppe ferr ovieri. - Corso <lei servizio ferr oviario. - Riordinamento delle truppe del genio. ::-.l'olizio sugli attuali lavori di diresa in Italia. - lnghilte,.,·a: Risultati della legge 13 agosto. - Lavori dell'ammiraglia to o del COl'[lO d'arLig liel'ia . - Quesito sull'ord inamento della polizia militare . Esperimenti sul Leleg1·afo ottico. - Stati Uniti d'America: Ques ito di riorclinamenlo dell'esercito s tanziale e della ma rina militare. - Elenco delle opeee introitate nella biblioteca dello stato maggiore russo fino a l 27 (t f>) novembl'e 1877. 1878. -
CONSIDERAZIONI SULLE
GRANDI MANOVRE DEL I CORPO D'ARMATA NEL SETTEMBRE 1877 (1)
XIII. Le due fazioni di corpo d'armata contro nemico segnato, delle quali già esposi da principio brevemente il tema e lo svolg imento, rappresentarono la prima un combattimento offensivo, la seconda un combattimento difensivo dapprima, poi controffensivo. Il concetto taLLico per lo SYolgimcnto del tema di ciascuna faz ione fu quello che s i può dire s tereotipato in tutti i combatLimenti offensivi o controffensivi, e s u cui vidi plasmorsi le ma110vre dell'esercito germanico nel 1876, cioè : Combattimento dimostrativo o difensivo, almeno da princip io, di 1111'ala, per dar tempo allo sviluppo di un movimento offensivo generalmente aYvolgente dell'altra ala. Il legame fra le due ali mantenuto nelle nostre manovre del I Corpo con una parte delle truppe suppletive (fan(I) V. dispensa di gennaio. ANNO Xl:111, VOL. ! .
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CONSIDERAZIONI SULLE GRANDI MANOVRE
teria e artiglieria) addette all'ala dimostrativa o difensiva; dai Tedeschi parecchie volte dalla divisione di cavalleria e dall'artiglieria di corpo, altre volte dal\' artigl ier~a di corpo d'armata . e da qualche battaglione effettivo o segnato riuniti sotto comando specia le . . . . Lascio, per non dil ungarmi di troppo, le c0ns1deraz1om che si possono fare sull'opportun ità di avere a disposizione del comandante del corpo d'armata un nucleo di truppe, quali sono appirnto le nostre truppe sup pletive, per parare ai bisogni del periodo di crise che il co~po attraversa durante la preparazione del movimento offonsivo, e fra i quali bisogni appare urgentissimo il collegamento fra le due ali. P ensando allo svolgimento sistematico che in causa della adottata composizione dei corpi d'armata questi tenderanno a dare al combaUimento, si sarebbe fo rse indotti a desiderare, che ques te truppe suppletive fossero presso di noi alquanto più numerose; poichè esse rappresenta no il mezzo più pronto e più proprio col quale il comandante di corpo possa modificare, a seconda· delle circostanze, durante l'azione, lo svolgimento del primitivo concetto . Ma anche su ciò mi limito a esprimere l'idea, lasciando al tempo ed all'esperienza di uomini pi.LI competenti di me di giudicarla e fertilizzarla se lo merita. • Due, come dissi, furo no le manovre con nemico segnato. Nella prima di esse il partito sud, rnppresentato dal corpo d'armata, attaccava e respingeva il partito nord (segnato) dalle posizioni che occupava s ulle alture cli Novi; nella seconda esso difendeva queste altu re contro un attacco del partito nord , contro.il quale prendeva alla sua volta l'offensiva, respingendolo su Pozzo! Forrnigaro . Sulla prima di queste manovre, che appunto per esser · JR prima riuscì meno bene della seconda, non credo opportuno intra ttenermi; perchè sebbene possa offrir oggetto ad 11tili osservazioni, la maggior parte cli queste si attàglia anche alla fazion e seguente; la quale d'altronde, pel più completo e miglior svolg imento avuto, può essere
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~onsiderata come una delle più utili per gli ammaestramenti che se ne possono ricavare . Credo perciò opportuno occuparmi di questa sola con qualche maggior particolare che non abbia fotto per le .altre. Spiacemi di non poter riportare, per amore cli-brevità, l'ordine del g iorno del comando del corpo d'armata colle disposizioni per lo svolgimento della munovrn, da cui emergeva come conseguenza : che il partito nord, essendo stato rinforzato da numerose Lruppe di complemento, si decideva il giorno 10 settembre ad attaccare il partito sud, il qnale venu tone a conoscenza, si disponeva a difesa, con intenzione d i passare alla controffensiva, non appena sostenuto il primo urto del nemico nell a posizione delle collinette a sud ecl a ovest di Novi, · dove si era rafforzato con trinceramenti. P erciò il corpo d'arma La si formava ·al matti rio del giorno 10 in due ali cli divisione cosi disposte : L'ala destra (1(\ divisione),.destinata a sostenere eventualmente l'urto del nemico, occupava colle du e brigate spiegate per ala di reggimenti e con 6 batterie (meno una sezione) le ultime propaggini del contrafforte fra Scrivia e Lemmo, e più -propriamente le colline tra C." Butfolora, a s ud- est. d i Novi, la C." Ponda loca e la c.• Spaziosa , ad ovest di questa città . L'ala sinistra (2a divisione) era ammassata presso al crocev ia di C. cli Fonti a sud di C. Spaziosa, per guarentire il fianco sinistro della posizione (troppo ampia per essere interamente occupata}; e per p r-endere, occorrendo, l'offensiva sul fianco destro del partito opposto. Il reggimento bersagl ieri costituiva riserva dell'ala difensiva a C. Perassa. La brigata di cavalleria con una sezione d'artiglieria era all'estrema destra, a sud del Filatoio (nord- est di Novi), ed aveva per c0mpito di g uarantire il fianco destro e m ina'c.ciare quello sinistro dell avversar:io. Trinceramenti, abbattute, opere di fortificazione si sup-
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ponevano costrutte : a Serravalle sull'altura del Castello, per difendere il fianco destro in caso di ritirata, al borgo ed alla stazione di Novi, ed alle cascine Buffalora, Pondaloca e Beh·cdere ecc . La cavalleria divisionale, ridotta ad uno squadrone per divisione, era incaricata: quella della 1a di visione di mantenere il collegam~nto colla brigata di cavalleria; quella della 2" divisi6ne di esplorare avanti all'ala sinistra del corpo d'armata. Tre battaglioni, due della 1a divisione ed uno della 2\ erano stabiliti in avamposto s ulla linea Cap.a della Pieve, e.a Casotto, e.a S . Marziano, e.a l\ilit~heli na . Il nemico segnato doveva attaccare di fronte l'avversario in posizione sulle alture di Novi, tentando di girarne l'a la sinistra con una brigata. Ecco in sunto le norme che dovevano regolarne l'azione nei vari momenti: J0 Protetlo ad est dalla cavalleria (7 squadroni) il partito nord si avanza : a) con -tre baLtaglioni sulla strada nazionale; b) con una brigata per l'antica strada di Pozzo! Formigaro- Novi (per e. S . Murziano) ; e) con un'altru brigata per C. Panieretta e C.• Cascinotto; cl) con la brigata di riserva dietro la destra . Ha una batteria colla riserva, cinque col centro. · Giunto all'altezza di C.• Nuova s i spiega . 2° La brigata cli cavalleria si spinge sino a e." Ersi e.n Pocopane- CascinoUo ecc.. 3° S'impegna combattimento sulla fronte fra e.aCampoleone e c.• Maccarino. I 4° La riserva preve1~uta nell'offensiva, prende posizione sul· r :o Cervino, per opporsi di fianco alla marcia delle colonne del partito sud. Resiste ad un primo attacco, ma ad un secondo è obbligata a retrocedere verso le cascine Alessandria e Torsacolla. 5° Il partito sud se ne approfitta ed attacca sulla 3
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fronte. Il partito nord, obbligato a ritirarsi, prende una. seconda linea di difesa alle cascine CntLanea, Torsacolla, S. Martino, Paniera e S. Marziano. Da queste disposizioni dei due partiti ne risultò il seguente svolgimento della manovra: J. 0 Alle ore 8 s'impegna il fuoco da l nemico segnato .cogli avamposti, i quali resistono qualche tempo; poi ripiegano fino presso al margine della strada. BasaluzzoNovi sul pendio delle alture, e quivi si mantengono e vengono rinforzati. L'artiglieria dei due partiti prelide viva parte a quest'azione. Le brigate di cavalleria si fron teggiano a nord-est d i Novi . All'ingrossare del partito segnato verso l'ala sinistra del.difensore, me.ntre di fronte il combattimento assume l'aspet,to di temporeggiante, il comandante la 1• divisione toglie un reggimen to dalla parte centrale della posizione e lo manda a rinforzare l'ala minucciata . 2° Alle ore 8,30 ·il comandante la 2a divisione riceve ordine dal comandante il corpo d'armata di prende.re la offensiva, e con un movimento uvvolgen te per C.• S . Anton io o per Basaluzzo, cercare cli attaccare il fianco destro del nemico. In conseguenza il comandante di divisione avanza con una delle sue brigale per e.aS . Antonio, e manda l'altra pii.L ad ovest per estendere il movimento avvolgente della prima . 3° Mentre questo movimento si cseguisce. il nemico segnato incalza sempre più verso la sinist.ra della 1" divisione, e ribu tta il battaglione d'avar:nposto della 2" divisione quivi rimasto impegnato; cosicchè da parte di questa vi si mandano momentaneamente rinforzi, che poi sono sostituiti prima da uno, poi da tutti e tre i battaglioni di bersaglieri della riserva della 1• divisione. 4° Succede u.n lungo periodo, duran te il quale sulla fronte dell'ala· difensiva il combuLtimento rimane stazionario; mentre la massima parte delle forze disponibil i del nemico segnato, con maggior insistenza che non fosse addita to nelle norme e concé.!sso dalle cireostarize, si $pinge molto addentro nel terreno fra le due divisioni.
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CONSIDERAZIONI SU LLE GRANDI MANOVRE
5° Alle 10 ¼ la 2a divisione si trova · aver compiuto lo schieramento sul fianco destro del nemico segnato, sulla linea C." Camera- C."' Govanina-C. o. Gerbida, e marcia offensivamente, formata per ala di reggimento, con metà de' suoi battag li oni in 1a e metà in 2a line~, contro il nem ico, col quale impegna il combattimento. 6° Quando questo è co mpletamente sviluppato, il comandante la 1• divisione dà esso pure l'ordine di procedere offensivamente, ed a lle 11 1/ , la 1a divisione muove . dall e sue posizioni nella formaz ione per ala di reggimenti , con due ha ttaglion i in 1" ed uno in 2" linea, sostenuta dal fuoco delle proprie batterie, di cui una parte seguita le truppe ed un'altra rimane nelle posizioni. È secondata sulla destra dalla brigata di cavalleria . 7° Giunte le due divisioni a conLat.to, la 1• riforma la sua riserva col reggimento bersaglieri; l' a Uacco vien spinto con energia sull'intera fronte, s icchè alle 12 la 2a divisione giunge sulla linea C." Alesrnndria- C." Torsacolla-S. Martino e la 1 divisione occupa la linea C.0 Boanac.1.1 Vaccaro, e la brigata di cavaJleria, secondata da due battaglioni, a ll 'estrema destra, avviluppa da est il paese di Pozzol Formigaro. In questo momento vien dato l'ordine per la fine della manovra . (l
XIV.
La manovra di cui abbiamo brevemente accennato lo svolgimento fu una delle meglio r iuscite, in causa dell a semplicità del supposto e delle'norme per In sua esecuzione, ed in grazia del terreno più unito e scoperto, che rendeva più agevole ai comandanti d~ abbracciar collo sguardo una parte ragguardevole del campo d i ;manovra, ed alle truppe di eseguire con bell'accordo e con ordine i movimenti prestabiliti.
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In una manovra con nemico segnato, in cui lo svolgimento è prefissato, ed il tema, pi,:, che a lla bontà del concetto fondamentale, deve mirare ad offrir mezzi acco11ci ad una buona applicazione ed esecuzione dei diversi atti tattici , superfluo sarebbe discutere sulla maggiore o minore razionalità di esso in conformità alla situazione che lo ha generato . Entreremmo quindi addirittura a parlare della esecuzione, se non ci importasse per le osservazioni che su di questa dovremo fare tra poco, di fermare la nostra attenzione sulla· perfetta razionalità del tema e delle disposizioni, che anche in guerra vera ne sarebber0 conseguite per parte dei due parti ti. Infatti era natura le che il partito nord, staccato da un eserci to proveniente claH'ovest, dovesse gravitare colle sue forze piuttosto da questa parte, dove del resto più che verso nord era at,traLLo da lle condizioni del suo esercito, che da giorni si ripiegava avanti a ll'esercito· dell'est vittorioso. A ciò era ancora indotto dal fatLo, che i maggiori vantaggi dal lato tattico li avrebbe potuti conseguire coll'attaccare la s inistra nemica, e non già le forti posizioni dell'ala destro; sebbene q uest'ultimo attacco potesse sembrare promettente di maggio1· r isultato sLr'ategico, come che dire tto contro la linea principale di ritirata del partito sud. Quindi verso ovest eioè verso la sinist,ra della f)OS izione del difensore, e ' non verso la' sinistra, appariYa al partito nord conveniente di tentare l'avvolgimento delle posizioni nem iche. Da parte sLra il p::i.rtito sud, se avess e dovuto agire da principio offens ivament,e, marcia ndo all' incontro del nemico, avrebbe potuto preparare la mossa avvolgente, o colla propria ala destra, o colla propria ala sinistra, secondo le circostanze ed il rapporto di forza tra lni e l'avversario . Imperocchè per la destra c.;opriva la linea di ritirata meno esposta, ed essenzialmente avrebbe conseguito più facilmente la riunione col resto dell'esercito che avanzava da est su Alessandria; per la sinistra avrebbe più effi cace-
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mente minacciato le comunicazioni dell'avversario, e specialmente la sua linea di ritirata. Ma come il rapport,o di forza era tale da consigliare al partito sud di non staccarsi dalle buone posizioni che occupava, finchè il nemico non vi si fosse svigorito in inutili tentativi d'attacco, così. s copo principa le del partito s ud doveva esser quello di consegu ire ques to primo risultato, mediante il quale soltanto l'offensiva sarebbe divenuta possibil e. E siccome il carattere topografico della posizione occupata, le forze presumibili del nemico e la situazione generale dei due eserciti .r endevano probabile e pericoloso essenzialmente l'attacco del nemico co ntro l'ala sinistra de.I difensore, questi dovette provvedere principalmente a questa eventuali tà, e non potendolo fare efficacemente come sulla des tra con soli trinceramenti , dovette scaglionare dietro quell'ala una forte riserva di una intera divisione. 'Ciò poi era anche util e avviamento allo sviluppo della successi va eventuale azione offensiva ed avvolgente nella direzione più pericolosa pel nernico; il che in concorso colle precedenti ragioni, non doveva muovere il partito sud arinunciare per ta le azione all'altra direzione, come sarebbe stato prudente in condizioni diverse. Gettate così le basi per lo svolgimenw dell'azione, restava a curarne le disposizioni. E qui per non entrare nei particolari della ripartizione delle forze fra le. due al i e del modo. con cui fu eseguita l'occupazione, mi accontenterò di osservare a questo proposito: come l'azi one della brigata di cavalleria fosse utilissima all'ala destra del partito sud per es plorare avanti, ed avvertire in tempo contro l'eventuale aggiramento, che il partito avversario avrebbe potuto tentare nel terreno piano e non occupato dal difensore fra Novi e la Scrivia. Inoltre, questa cavalleria avrebbe) colle sue ardite scorrerie contro il fianco del nemico, potuto g iovare a distrarne l'attenzione dalla mossa aggirante, che si sarebbe tentata contro l'ala opposta. Il rapporto fra le forze dell'ala difensiva e la posizione occupata era di circa due uomini per metro con ·28 pezzi,
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ripartiti su una front~ di ci rea 3 chilometri. Forza certamente non abbondante per tale còmpito; ma sufficente, se s i cons idera che, per la sua praticabilità del terreno alle spall e della posizione, era possibile ingrossare rapidamente i difensori sui punti più m inacciati; e che la vicinanza della 2n divisione sarebbe stata, almeno per un certo periodo di Lempo, una garanzia contro l'i mpiego cli forze preponderanti per parte del nem ico. Le disposizioni per aumentare il valore delle posizioni, e per conservare la possibilità di parare alle diverse eventualità del combattimento, furono quali le dettavano il terreno e le circostanze: lo sviluppo della manovra provò, come abbiamo veduto, la loro opportunità . Ciò premesso, passiamo alla parte più imporLante della manovra, cioè all a preparazione ed allo svolgimento dell'azione offensiva, mediante la mossa aggirante della 2° di visione, seg nìta dalla generale mossa offensiva dell'intero corpo. Le disposizioni per l'azione dei due partiti moventi da concetti pienamente conformi alla loro reciproca siLuazione, come abbiamo or non è molto osservato, doveva natL1ralmente portare le forze dell' uno e dell'alLro a preponclerare dalla stessa parte, cioè verso oYest; condizione che non era cert,amente favorevole alla riuscita delle mosse aggiranti, che l'uno e l'altro avevano in an imo di eseguire. Imperocchè, il poter o no effettuare queste mosse, dipendeva essenzialmente da l momento in cui si sarebbero iniziate, e dalla rap idità eon cui s i sarebbero sviluppate; senza, ben inteso, Lenl:)r conto di quell'altro elemento non facilmente apprezzabile in una manovra, cioè dell'effetto del fuo co, il qL1ale può tutto modificare. Infatti, il movimenLo avvolgente del partito nord poteva cominciare a rendersi sensibile, o quando la 2a divis ione del partito sud er; ancora in riserva, o quando già stava eseguendo la mossa aggirante . In questo secondo caso diverse sarebbero state le conseguenze, secondo il periodo dell'esecuzione da questa raggiunto .
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Nel primo:caso la 2a divisione sarebbe probabilmente stata impiegata nel suo primo compito, in quello cioè di sostenere l'ala s inistra della difesa; essa sarebbe quindi stata att,ratta a poco a poco nel combattimento · della 1a divisione e ne av1;ebbe prolunga to la fronte; il nemico avrebbe avuto tempo di far altrettanto, sia svilup1:iando da tal pa rte le forze che già a veva, sia focectdovi affluire parte di quelle che avevano iniziato il combattimento cont,ro l'ala des tra del partito sud, combut,timento che da questo momento avrebbe assunto il carattere· temporeggiante . L'azione dei due partiti sarebbe così facilmente divenu ta frontale nel suo complesso, e lo spuntare e lo avvolgere l'ala dell'avversario sarebbe a llora unicamente .dipeso dalla maggiore o minore estensione della fronte rispettiva dei due partiti verso l'ala aggressiva . · Il partito sud aveva il vantaggio di far concorrere m aggior qua ntità d'artiglierie in buone posizioni; il partito nord quello di aver la m aggio r parte . delle sue truppe a ncorn in formazione da manovra, e quindi più atte a piegarsi alle nuove esigenze. Nel secondo caso, cioè se la mossa aggirante del partito nord avesse cominciato a rendersi sensibile quando il moYimento della 21.1 divisione era già in via d'esecuzione, potevano nascere tre prin cipali combinazioni: cioè: I. Che il. movimento aggirante della 2a divisione fosse a ppena iniziato . IL Che il de tto movimento si trovasse nel periodo· di crisi, cioè nel momenLo in c ui la truppa che doveva eseguirlo fos ~e giunta al pnnto più lontano, o fosse in procin to di incomincia re il cambiamento di fronte. III. Che il cambiamento di fronte fosse eseg uit,o e co minciasse n pronunci arsi la marcia offens iva . È e vidente che la combinazione pilJ pericolosa sarebbe sta ta la seconda, perchè la prima avrebbe potuto costringere tutt'al più a rinunciare all'aggiramento, od a tent.a rlo in proporzioni minori, la terza avrebbe offerto·
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probabilmente il mezzo di r ifars i dei vantaggi che il nemico avesse momentaneamente cons eguito; mentre la seconda esponeva certamente al pericolo di veder sopraffatta dal nemico , un'ala , me ntre l'altra non sarebbe stata ancora in caso cli prendere parte a l combattimento per un certo periodo di tempo. Ciò sarebbe stato tunto più pericoloso, se il nemico, trovandosi coll a massa delle sue forze fra l'ala difens iva e l'ala aggirante del partito aYversa r io, avesse potuto contener- quella con un combattimento temporeggiante, e gittarsi contro l'altrr-t che manovrava, attaccandone success ivamente i r ipar·ti con forze preponde ranti . Di qui la necessità di studia r il modo cli rendere men<> sensibili gli accennati inconvenienti, co ll'accorciare il periodo di crisi . Questi modi sono : ridurre a l minimo le distanze da percorrersi , studiare le formaz ioni cd i movimenti che diano per risultato la massima protezione col massimo r isparmio di tempo . ·:Ma quali saranno i limiti da assegnarsi nlle distflnze da perconersi '? La risposta è assai difficile, nè può ess ere caLegorica. Essa dipende essenzi a lme nte da i risulLo.ti del calcolo, che il comnndante della truppa incaricata dell'aggi ramento saprà fare su i dati: terreno, tempo necessario al nemico per sviluppare l'attacco che si vuol prevenire, tempo necessnrio alle propf'ie truppe per compiere il movimeiito ed entrare in azione, tenuto cont? degli ostacoli d'ogni genere che si possono affacciare. E qui che il generale a vrà. bisogno di quella prontezza e giustezza di a pprezzamento che costituisce una delle pr.incipali prerogative del militare, e suolsi c hiamare colpo d'occhio; ma che è il risultato di una continua ginnastica, a c ui la mente vuol essere esercitata durante gli studi del tempo di pace, col sussidio delle carte e del compasso . Un movimento aggirante per r iuscire veramente tale, deve o sorprendere il nemico, o sopraffarlo inna nzi ehe egli possa pararvi con un cambiamento cli fronte e col.
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richiamare a rinforzo dell'ala minacciata truppe dalle alLre parti del campo di haLtaglia. · Perciò bisogna che la crisi di questa manovra si compia al!' infuori del suo raggio di fuoco e del suo ragofo di sorveglianza . Naturalrnentè non sarà possibile il movimento resti celato a lungo; ma è necessario che s ia -eseguito in. , modo, che quando il nem ico se ne accorO'e . . b) non sia piu m tempo per opporvisi. Quando si hanno forze di molto preponderanti, allora è più facile ottenere questo intento; perchè il nemico attaccato vivamente sulla fronte da forze quasi uguali alle sue, e distratto, se occorre, anche da dimostrazioni verso il lato opposto a quello verso cu i si eseguisce la m?ssa _aggi~a~1te, non poLrà contro questa fare in Lempo utile d1spos1Z1one alcuna efficace per impedirla, e sarà qu indi costretto a ripiegarsi . :Ma quanto minore è questa superiorità di forze, e tanto maggiore è il per icolo a cui chi eseguisce l'aggiramento s'espone durante il medesirno, come già abbiamo visto . Questo pericolo poi s'accresce ancora più, quDnclo il terreno non offre ostacoli alla vista ed al tiro nem ico, che per-mettano di comriere il movimento avvolgenLe a breve distanza dall'obbiettivo di esso . QuanLo al modo con cui .l' intero movimento deve essere eseguito, perchè si svolga colla massima celerità, senza rinunciare ad avere la trn.ppa in aUiLudine da pote·re in qualunque periodo di esso en trare in comb'.1ttimenLo, si potrebbe fare unn lunga discussione per dimostrare, che in tesi genei·ale, sembra ~he il cambiamento di fronte debba precedere lo spiegamento, e che la formnz ione più adaUa per trasferirsi fino al punto d?ve deve eseguirsi il camb iamento cli fronte, sia quella d1 tante colonne cli marcia quanti sono i reggimenti dèstina ti a compiere l'aggiramento, protetti ciascu no da una propria avaaguardia, o Lutte da una avDnguardia comune, destina ta a sosLenere eventua lmente il combat.timen to fino a movimento compiuto. Vedansi a questo
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proposito le osservazioni che Verdy du Vernois espose nel, primo volume della sua opera Uber die Truppen Fuhrwig là dove parla del movimento aggirante della 2a brigata della sua divisione nella bottaglia ipotetica di Trautenau . Premesse queste poche considerazioni come guida delle osservazioni s uccessive, e senza la pretesa di aver esaurita una così importante questione, vediamo come avvenne il movimento avvolgente della 2° divisione, su cui abbiamo porta to il nosLro esame. L'ordine di iniziare questo movimentc giungeva al comandante la 2a divisione alle ore 8,30. Esso era motivato dall'ingrossare del nemico verso l'a la sinistra della 1° divisione, che si stendeva fino a C. Spaziosa. La 2a divisione si trovava, come già dicemmo ammassata in riserva con . ' una brigata (di destra) e due batterie a nord di C. Di Fonti coll'alLra brigata (di sinistra) ed una batteria ad est del croc:icchio della strada di PasLl.ll'ana con quella di C. Rocca, ed aveva un battagl ione (quello d'a,;arnposti) impegnato nel combattimento sulla sin is tra della 1a divis ione a C. Micheli m1. Il comanda nte la 2° divis ione, in obbedi-enza dell'ordine ricevuto, disponeva: che la brigata di sinistra si portasse fra S. Antonio e Basaluzzo, e volgendo a destra, si dirigesse su Cast,el Gazw, spiegandnsi sulla sinistra dell'altra brigata. Alla brigala di destra ordinava: di marciare al coperto per S . Antonio, per preparare il deUo cambiamento di fro nte . Sembra che il movimento abbia potuto iniziarsi verso le 8 3/ ., ma di q uesLa come delle altre ipotes i che sarò costretto di fare, non posso affermare con sicurezza, perchè mi mancano i dati precisi. Tuttavia per lo scopo del presente studio, questa approssimazione è più che sufficient,e a forn ire la materia pel nostro ragionamen to. . La brigata di s inistra, formata in colonna di marcia, si diresse su Basaluzzo, che attraversò, per portarsi sul punto indicatole seguendo le strade. Non sapendo con
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precis ione quali siano state queste strade, supporremo che fossero le più brevi: cioè quella che va a Basaluzzo passando per C. Rocca, e poi quella che da Basaluzzo va direttamente ad est di C . Camera. La brigata di destra, mov,endo contemporaneamente coll'altra brigata in due colonne scaglionate colla sinistra. avanti, marciò da S . Antonio passando per C. S tevassa . L a distanza percorsa in tal modo dalle due brigate sarebbe dunque stata rispe ttivam ente: Per la brigata di sinistra chilometri 6, Per la. brigata di destra. circa chilometri 2, e quindi, calcolando la velocità di marcia a .4, chilometri a.Il' ora, la testa delle due briga.te avrebbe potuto r aggiu :1 gere i punti indi cati , quella di sinistra a lle 10 1/ 4 , quella di destra a lle 9 1/ ~. Compu tata ad un dipresso la profondità di marcia di una brigata in una sola colonna, com prese le distanze fra i r iparti, a circa 1500 o 2000 metri, e .quella di una batteria a 120 metri, si ha: che qualora, come infatti avvenne, la briga ta di s inistra avesse immediatamente _proceduto allo schieramento, di m a no in mano che arrivavano le truppe, questo schi eramento poteva essere compiuto a ll e 10 3/ .: La brigata di destra invece, la cui testa poLeva arr iva re a S, Antonio, come vedenù:no, verso le 9 1/ 1 , avrebbe impiegato per spiegarsi un solo c1~1a rto cl' ora, a.vendo marciato in due colonne, e quindi doveva aver compiuto lo spiegamento alle 9 1/ 2 • Nel fa tto pare che la brigata di sinistra avesse raggi unto C. Camera un quarto d'ora prima; che la briga ta di des tra arrivata a S . Antonio, ed eseguito lo spiegame nto, attendesse per compiere il suo cambiamento di fronte e procedere o1fonsivamente, che la brigata di s inistra giungesse al punto designato . Risu lta infine: che alle 10 1/ 2 lo schieramento dell'intera divisione era effet,t,uato interamente sulla nuova linea C . Camera- e . S. Antonio. Nel modo adunque con cui fu eseguito, il movimento no n s em brn po tesse compier s i con maggior e celerità .
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Ma vediamo se con ciò si è soddisfatto alle esigenze prevedibili della situazione. Se no, esaminiamo con quali mezzi, fra i già accennati in principio, s i sarebbe potuto provvedere ad uno svolgimento a quella più consentaneo. Al momento in cui la briga ta di deslra toccava la strada Novi-Ba.s a luzzo, cioè a.Ile 9 1/~, un suo battagli one (quello d'avamposti) s i t!'ovava impegnato seriamente col partito opposto, il quale fin da lle 8 aveva iniziato l'attac~o . Le truppe del nemico segnato , che si trovavano in marcia per avvolgere la s inistra della. posizione del partito sud, avevano avuto ore 1 ¼ di tempo per avanzare e schierarsi . Esse constavano di due brigale percorrenti la stessa strada, ed occupanti, secondo i nostri calcoli , una profondità in colonna di 4 chilometr i. Quindi il loro spiegamento poteva essere compiuto, ed iniziato anche il movimento avvolgente, quando la. brigata di destra della 20. di visione giungeva nelle vicinanze di S . Antonio. Ed infatti, appena arrivato in questa. posizione, un reggimento, che si trovava in testa a llo scagl ione d i destra ' ' dovette far fro nte ad un attaccò di non so quante truppe nemiche, che g ià tentavano a vvolgere l'ala sinistra della 1" divisione ed il battaglione della 2" che s i trova va a. C:Michelina . Da ciò si rileva, che da questo momento a lmeno, fino a che la brigata cli sinistra fu in caso di entrare in azione, cioè dalle 9 ¼ a ll e 10 1/!, il pa r tito nord avrebbe potuto rivolgere contro la briga ta di destra della 2° divisione una inter a divisione o poco meno; mentre sarebbero bas ta ti a mantenere un combaLtimento temporeggia nte contro la. 1a divisione del partito s ud e la sua riserva, gli a ltri 3 reggimenti di cui d isponeva, e che avevano marciato contro la fronte delle posizioni delle coll ine di Novi . E vero che la 1u divisione prolungando, come fece, l'ala sinistra mediante la. s ua ris2rva, e valendos i dell a preponderanza numerica e di pos izione delle sue artiglierie, avrebbe potuto recar danno al nemico, che in quella guisa. opera.va conLro la brigata di des tra della 2• divisione, e
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fors'anche rendergli imposs ibile di progredire nei suoi attacchi contro di questa; ma bisog na notare , che per la lontananza che correva fra la sinistra de lla 1° divisione e la de.s tra della 2a (circa un chilomeLro ), e per il terr-eno alberato che impediva la vista, l'appoggio che avrebbe potuLo dare alla 2° divis ione il fuoco delb fucileria della 19 divis ione sorebbe staLo ben poco efficace . Ad ogni modo mi parve: che questo far massa con forze su periori del po rtito segnato conLro la brigata di destra della 2a divisione s ia stato eseg uito ed abbia potuto persistere per una durata di tempo ·suffìc iente a sopraffare quelle truppe, innanzi che si facesse sentire l'influenza d·ell'arrivo in linea dell'allra brigata della divisione si.essa . Forse ciò è in parte da a scriversi a soverchio slancio del nemico s egnato, non del tutto giustificabile colle circostanze di quell a s ituazione; m a in ogni modo mi sembra, che an che soltanto una parte dei risultati che egli s embrò ottener·e contro quella brigata, avrebbero cos tituito in guerra vera un pericolo tale, da doversi con ogni studio evitare. Se si vuole ora avvisare a i mezzi con cui lo s i sarebbe po tuto, sembrami che questi scaLurisca no facil mente dalle precedenti considerazioni. Da queste r ilev iamo un fotto principale, cioè : l'isolamento in cui restò per un'ora ln. briga ta di des tra della 2a divisione, dipendente dv.I la lunghezza del movimento dovuto compiersi da quella di s inistra, e dall'intervallo che correva fra le d ue divisioni. Rileviamo pure qucs t'v.ltro fatto s econda rio rispetto al precedente, cioè : l'isolamento in cui si sarebbe trovata la br·iga ta di s inistn1 dc.Ila 2" divis ione, quando fosse stata aUaccata, pet· esempio, a llo sboccare da Basal11zzo. Noti a mo intìne un altro fatto d'ordine generale, cioè: che l'intero corpo d'ormata occupava una distesa di 7 cbil. circa, quando la 2a divisione essendo spiegata, stava per iniziarsi l'attacco . Sulla base di queste osservazioni mi sembra :
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1° Che, anzkhè per S. Antonio e per Basaluzzo, le due brigate della 2" divisione avrebbero dovuto avanzare rispettivamen te sulla C." Stevassa e per S. Antonio, cioè tenendo una fronte di un chilometro circa. Ciò non era affa tto in contraddizione coli' ordine del comandante il corpo d'armata; il quale, pare a me, avesse indicato la eventuale direzione per Basaluzzo, unicamente perchè non conosceva se la strada per S. Antonio era praticabile al1' artiglieria e se il terreno impediva di passare pei campi. 2<> Che mentre Ja brigata di destra sarebbe rimasta in posizione di aspettativa al coperto, pronta a sostenere l'ala sinistra della 1• divisione o la brigata di sinistra, se attaccata nella sua marcia, questa avrebbe dovuto dirigersi formata in due colonne di reggimento collo scaglione di sinistra avanti, da S. Antonio su Govanina e quivi en trare in azione. 3° Che visto iniziato questo movimento, la brigata di destra avrebbe dovuto avanz;are essa pure coperta dalla sua avanguardia, per mantenersi a portata di appoO'O'iarlo· . 00 > poi \ambiar direzione e spiegarsi sul prolungamento della futura fronte della brigata di sinistra, ovvero, se .Ja presenza del nem ico non lo permetteva, prirna spiegarsi, impegnare il combattimento, poi cambiar fronte, qLiando l'arrivo della brigata ,di sinistra glielo avrebbe agevolato. · 4° Che se assolutamente fosse s embrato necess ario . per la riuscita dell'avvolgimento prendere più al largo, pare si sarebbe dovuto pur cerca re di manten.e re sempre fra le due brigate della 2° divisione Ja possibilità qel mutuo appoggio; ed ovviare ai dann i che la 2• · di visione avrebbe potuto subire, quando , in vestita da forze sòverchianti e non direttamente appoggiata dalla 1", col muovere questa prontame nte al contrattacco delle poche forze che ave,·a · a ncora di fronte. Il che eq ui vo lendo ad una grave minaccia di avvolgimen to del nemico per la sua a la s inistra, lo avrebbe certamente fatto ristare dai suoi tentativi insistenti verso l'ala opposta. Per me éredo
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però, che potendo effettuarlo, il primo provvedimento sarebbe stato il migliore. Per esso la strada da percorrersi dalla brigata di sinistra sarebbesi ridotta a 3 1/ 2 chil. e quindi la brigata in marcia su due colonne avrebbe potuto schierarsi per le 9 3/ . Ed ancorchè la brigata di destra avesse dovuto entra/ subito in azione, portandosi avanti C."' Michelina e e.a Gerbida, dove sarebbe arrivata a spiegarsi alle 9 %, essa non avrebbe avuto a sostenersi che per mezz'ora , efficacemente appoggi::i.ta dalle truppe dell' ala sinistra della i a divisione, ed in caso di necessità dall'altra brigata della 2a divisione, che avrebbe potuto con breve _ spostamento entrare essa pure nell'azione della bt,igata di destra. , S i potrà dire: che restringendo così l'aggiramento, il nemico avrebbe potuto avvedersene e mandarlo a vuoto; ma a me pare che a questa obbie-zione si possa rispondere: che quando il nemico riesce a sventare una tale opera:1.ior1e, gl i è per effetto di forze maggiori di cui dispone in quel dato momento, cui non ba~tano a tener a bada le sole nostre forze dimostrative. E dunque necessario il pronto accorre!'e delle forze aggiranti, ed è quindi un vantaggio anzichè un d~nno !'.esser in _caso di poterlo fare, rinunciando all'esecuzione d_1, un mov1men~o, cbe avrebbe pot,uto condurre, se fatto prn aJ largo, a far battere separat,amente l'ala dimostra tiva e l'ala offensiva. Se poi il nemico non riesce a sventare l'aggiramento, rna avveduLosene pensa a ripiegarsi, sarà quesLo un danno per quel maggior effetto che si sarebbe potuto ottener~ dalla sorpresa; ma non varrà a distruggere del tutto 1 vantaggi, che ci porgerà, per il prosegu imento dell'attacco, quella disposizione gir-; presa verso il tianco del nemico. Dipenderà allora dalla maggior o minor deeisione nel'l_a condotta e sviluppo dell'ulteriore offensiva, il trarne ri sultati di maggiore o minore entità . In ogni modo, sarà già un r isultato. il costringere il nemico a ripiegarsi, senza contare quello pur grande della sicurezza, derivante
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dal costante legame fra le varie parti della linea di battaglia. Non vogl io certamente dedurre da questi apprez.zamenti regole assolute, che specialmente nelle quistioni tattiche non possono ammettersi: ba~ta infotti variare alq uanto alcuno dei dali del quesito testè esaminato, perchè sì presenti la possibilità di altre soluzioni. Le due che ho qui esposte mi sembrano le più appropriate ;all e condizioni della nostra manovra del 10 settembre presso Novi . Dovendo ora occuparmi delle formazioni adottate dalle ,d ue divisioni nella marcia offensiva, premetterò che quanto sto per dire riflette specialmente la fanteria, perchè poco po trei dire dell e altre armi . · · Infot,ti deLmezzi con cui la brigata di cavalleria disimpegnò il suo compito, non potrei giudicare; essendosi la su::i azione svolta ad ùn'estremità del campo di manovra, sottratta allo s 0°·uardo di chi si trovava come me ' ' presso C.• Spaziosa. Quanto all'artiglieria, che egregiamente seppe scegliere ·ed occupare posizioni nella difensiva, il suo concorso alla azione offensiva fu dalle baUerie che avanzarono colle tr~ppe, a quel. che mi parve, ben sviluppato; ma quell'atto per la sua breve durata, e perchè eseguito da una parte soltanto delle batterie, non può essere assunto come termine di confronto, per dare un giudizio riciso sull'abilità tattica da quest'arme raggiunta .
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La 211 divisione, che si era spiegala per ala di bf'iO"ate e di reggimenti su due linee, costitu iLe da colonne di battaglioni per compagnie, con metà dei battaglioni all'incirca in ciascuna linea, mosse contro il nemico segnato, impegnando dapprima una compagnia per ogni battaglione di
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1a linea, poi rafforzando il fuoco, ed eseguendo anche par-· zia li attacchi, per vincere la resistenza che Lwversorio op- · pose sulla linea del R. Cervino, ma specialmente sulla linea c.• Zenarotta-la Lingera-C .0 Torsncolla . La i• divisione adottò ùella sua marcia offensiva una formazione qLtasi identica: senoncheessa pose di ciascun reggimento due battaglioni in prima linea ed uno in secor:da~ e forrnò, come-già si disse, una r iserva coi tre battaghorn bersaglieri. Le batterie della seconda divisione continuarono a s econda re, per quanto era loro possibile, la mossa offensiva, seguendo le brigate a cui erano. state prima assegnate; quelle della 1o. divisione in pm-te seguirono il movimento delle truppe, in parte continuarono il fuoco dal.le loro posizioni, specia lmente quel le di C. 0 Spaziosa. . La caYalleria agì sul :fianco destro, come abbiamo altrove giù accennat,o. Su queste formazioni e queste mosse f0remo poche osservazioni. La formazione' della brigata su due linee è l'unica prevista dal nostro regolamen to d'esercizio . · Non essendovi da noi alcun regolamento che tratti della tattica da combatLimento di corpi superiori a l battaglione, le norme per In condotta di grossi corpi di truppa sono lasciate compl etamente al criterio dei comnnclanti di questi . È perciò libera la discussione: _se sia o no s~1tfi.ciente per una tr uppa che attacca la formaz ione su d ue ]urne, o se oc~ corra una formazione più profonda . Egiacchè il non esservi nulla di pres critto nè di raccomandato a quest? prop~sito lascia libero a chiunque di confortare la proprrn op1mone coll'appoggio della opinione degli scrittori di tattica che egli. preferisce, così ancb 'io, confol'tandomi a qt'. ella_del!? Scherff e più nncora a quella del Verdy du Verno1s, 11 cm metodo di studio più mi sembra conl'acen te al l'indole nostr~, espon g_o la mia convinzione sulla necessità di avere negh attacchi , in tesi generaleJ la truppa formata su tre linee o schiere. Rin~ando per le ~agioni a l già citato autore, il quale ne parla.
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più volte nel 1° volume della sua opera Sulla condotta delle truppe, non essendo mia intenzione di aprire qui una discussione su di ciò; ma vole ndo 's oltanto far l'applicazione di qtJes'Lo principio alle formazioni adoUate dalle due divisioni nella manovra di c11i ci occupiamo. Una di queste di \isioni, la 2\ era spiegata su due linee, la 1a invece su tre linee; poichè, <~orne vedemmo, r icollocò in r iserva un reggimento bersaglieri. La 2• divisione, calcolando s ull'effetto della sorpresa., e spinta <lal bisogno d i estendere il più possibile il raggio efficace dell_a sua dimostrazione contro il fianco nemico, pur procurando di non stoccarsi troppo dalla i" divisione, aveva spiegaLo le sue truppe su una fronte di circa 2 chilometri; i l che col debole effettivo del tempo di pace sarebbe stato eccessivo per un attacco, che quantunque aiutato dalla direzione favorevole, avrebbe più tardi urtato,. come urtò, negli ostacol i del R io Cervino, de lle molte caseine di cui il nemico s i valse per acct'escere la resistenza e dell'argine della ferrovia . :Ma. in quel periodo suceessivo la 2a divisione :avrebbe avu to il suo còmpito agevolalodall'attàccodel lai•, che avrebbe l'Lu~a dopo l'a ltra prese di rovescio quelle difese, e per di più essa avrebbe visto ristringersi lo. propria fronte d'attacco, di mano in mano chela i •divisionesarebbe .an.d ata acquistando terreno . Fo'rse una terza schiero surebbe sta ta utile per parare ad eventuali contraÙacchi , che riserve o truppe di cavalleria nemica avessero potut,o dirigere contro il fianco sinistro della 2a divis ione; ma quesLe m inacce potendo essere avverti te in tempo dalla ca vall eria d ivisionale esplorante da quel lato, ~i poteva sperare di giungere in tempo a provve:dere con battagl ioni della 2" linea. Queste ragioni possono spiegare la fo rmazione adottata; può darsi chealtresiano sfuggite all'o~chio dello spettatore, costretto a veder le cose da lontano ; però, facendo le debite riserve per le condizion i che n on avessi potuto convenien·temente apprezzare, parrni che le circostanze del momento .avrebbero potuto lasciar ancora qualche. dnbbio sulla op-
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portunità di quella marcia offensiva su due sole linee. Imperocchè anche nel primo ·momento di essa, quando la 1• di visione ancora non moveva dalle sue posizioni, 14 2a divisione avrebbe potuto trovare contro di sè forze superiori del partito s egnato; il quale, per la debole resistenza incontrata durante la mossa aggirante della 2a divisione, aveva potuto penetrare col grosso delle sue forze fra I.e d t'.1e divisioni, e lo aveva g ià d isposto in modo da fronteggiare l'attacco delle truppe che si andavano spiegando sùl suo-fianco destro. È vero che all'atto pratico il nemico segnato non avrebbe potuto avanzare e mantenersi con tanta insistenza in quel t.erreno, battuto efficaceinente dalle numerose artiglierie in posizione ad oves t di C. Spaziosa; ma ciò non impedisce che egli, ùn po' più avanti o un po' più indietro, avrebbe sempre avuto da quella parte il grosso delle sue forze , preparate a sostenere l'attacco di fianco, o ad attaccare esse stesse le truppe che eseguivano l'aggiramento, come sopra .si è detto. In ogni modo potendovi essere ragioni pro e contro, lascio la questione in sospeso, acconten tandomi di afferrare una nuova occasione per parlare di un fatto, già segnala to altre volte nel corso di questo lavoro, che, cioè, la mancanza di norme fisse per la tattica da combattimento dei grossi corpi è spesso la sola ragione che da noi fa adoperare indifferentemente per la difensiva e per l'offensiva la formazione su due linee, unica insegnata dal regolamento d'esercizi. Un'altra osservazione che non credo dover tralasciare, è quella che s i riferisce al modo con cui le linee erano costituì td. Convenientissima m i parve la formazione per ala di brigata e di reggimento adottata dalle due division i; poichè meglio s i pres tava allo s viluppo dei s ingoli attacchi parziali contro caseggiati, pieghe di terreno ecc., in cui si doveva naturalmente scomporre l'azione generate. Adatta poi anche più che la formazione per ala di
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brigata, per la ragione: che in quel terreno, piano sì, ma abbastanza coperto e sparso di caseggiati, è utile cosa limitare l'azione dei comandanti nel senso della fronte. Quanto alla formazione di ciascuna linea, parmi sarebbe stato più conveniente il costituire la. prima coi battaglioni in linea di colonne di compagnia in ordine ristretto, ovvero a dis tanza, secondo il bisogno; cioè secondo la maggiore o minore intensità del fuoco nemico e la facil ità della marcia . Per- la 2a linea, parmi s:1rebbe pure stata opportuna la formazioùe dei battaglioni in linea di colonne di compagnia in ordine r istretto, anzichè in colonne di battaglione con fronte di compagnia. E per verità, non so spiegarmi il soverchio attaccamento che da noi si ha per la colo nna di battaglione per compagnia; la quale è, specialmente coll'effettivo di guerra, poco maneggevole, ed ha dei grandissimi inconvenienti, quando si entra nella zona del fuoco. Più maneggevole di tutte, eome formazione da manovra, parrni la colonna sul centro <1J dei Tedeschi, che non va confusa colla famosa colonna sui plotoni del centro dei nostri antichi regolamenti, che sconvolgeva tutto l'ordine dei comandi. Imperocchè nella colonna sul centro dei Tedeschi, le sezioni di diverse <.;ompagnie che vengono a trovarsi affiancate non cessano cli dipendere dai loro comandanti di compagnia, e non hanno alcun legarne che menom i l' indipendenza delle relative compagnie, perfettamente come nellél nostfa linea di colonne di com pagnia in ordine ristretto. La detta colonna doppia però ha sn quest'ultima formazione il van taggio · di presentare fronte meno esteso; come quella ha su qu esta il vantaggio di offrire minor profondità . Il che è quanto dire che l'una non esclude l'altra,
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anzi prova l'utilità dell'altra, ·di cui è per così dire il complemento. Astrazion fatta dalle forme adottate, la ma r cia offensiva delle due divisio11i fu eseguita con ordine perfetto, e con una precisione di cui non si r itrovano pur troppo frequenti r iscontri nelle nos tre esercitazioni tattiche . Vedendo quei ba ttag lioni pr.ocedere con marziale compostezza, mantenendo intervalli e distanze, e pur non perden do di vista lo s copo lorò, la mia mente ricorse d'improvviso ai confronti colle manovre dell'esercito germai1ico, dai quali in tutto il cors o di q ueste nostre esercitazioni m'avevano q uasi · sempre distolto la grande differenza del terreno e delle condizioni in cu i le une e le a ltre ebbero a svolgersi . Questo confronto produsse in me una viva com piacenza, non tanto pel valore effettivo di quel momentaneo risultato, nè per chè io creda essere utile e possibile per noi l'imitare in tutto e per tutto la rig idezza tedesca, quanto per la convinzione che col tempo anche il nostro eserc ito potrà acquistare quelle solide doti che in a ltri ammiriamo, e per le q uali non ha certamente stoffa a q nelli inferiMe.
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E che la s toffa s ia buona, e che d'altro non abbisogni che della cura e dell'abilità degli ed ucatori, che acconciarnente sappiano a ppa recchiarla ed utilizzarla, lo dimostrarono le cos e compiutesi in queste manovre, nella marcia e nell a rivista con cui esse si chiusero. TnfoUi , a nche in quelle d ue ultime operazion i spiccarono il buon contegno, la disciplina, la resistenza dei nos tri soldati a lle fntid1e, come in tutto il corso delle eser-citazioni, come non rn a11carono del resto neppur le mende reclamanti essenziali provvedimen ti .
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E per li mitarmi alle cose osservate nella solef.lnità militare con cui s i chiusero le nostre esercitazioni, dirò : r,he il contegno e l'aspetto delle tr uppe in quella solennità furono verament,e marziu li, il buon stato dell a loro ten uta, dopo tante fatiche e strapazzi, rivelava l'indole docile e l'amor proprio d i chi la vesti va . Infi ne quel eerLo brio earatteristico del nostro soldato nello sfilare, faceva quasi quasi compatire la mancanza di esattezza, che malgra do l'apparente buona volontà, si palesava in questn corne in tu Ltc le al tre riv.iste e sfilari1enti a cui a nnualmente assist iamo. Senza dubbio q ues ta poca esattezza , che talune volle assume delle propor·zioni irritanti, dipende in g ran par te da lla poca cura, o per dir- rnegli·o dalla poca costanza che da noi si meUt:; nel l'esigere la scrupolosa osservanza della forma, nell e evoluzioni non solo, ma ogni qualvolta il soldato deve muovere nei ranghi. Ma io credo che in parte almeno debba pure ascr-i versi a q ualcbc prescr-izione difettosa, che rende piLt difficile il mantenere l'ordine a l'a llineamento d uran te la marcia in parata. Non tacerò infiué, che della mala r iusci ta di q uesla e cli al tre e voluzioni devesi pure in parte da r· car ico a ll e gui~le, che p . e . ncJla r ivista di Alessandria non furono mai capaci d i rasentare gli indican t,i collocati opportu narnenie in q uel g iorno sulla clirezioll e · di marcin . Ma oltre e.be all'obliq uar delle gu ide, e fo rse più ancora che a questo, parvern i specia lmente in questa rivista del I corpo di r ilevare, che ci9 che produce q uell'inflettersi ccl ondeggiare delle file, quando i r ipar ti giungono o breve distanza della persona innanzi a cui sfilano, è la disposizione che prescrive alla truppa di voltar la tes ta al comando attenti a clestr o sùiist1', e di fermar in pari tempo la mano s in istra contro la coscia . Non mi semlJra possa da alcuno negarsi che questi due movim~nti cambiano d'un tra tto le condizioni d'equilibrio del corpo, e per chi ha un po' di prati ca del mestiere ed ha istruito solda ti, credo riuscir·à facile l'ammettere, che nell'eseguire quel movimento il soldato h a '
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tendenza ad avanzare la spalla dalla parte dove volge la testa, ed a raccorciare il passo e raddrizzare il busto, a cui, nello spingersi avanti, più non fa da bilanciere il sinistro braccio. Il rimedio a quesLo inconveniente può procacciarsi in due modi. Se s i vuole ottenere compostezza, perfezione ·di allineamen to, compattezza a guisa cli m uraglia, allora si a ddotti il me todo seguito nell'esercito t.edesco : passo più lento, posizione dell'arma a l braccio d'estro, come il nostro antico bracc'arm, mani ferme, busto rilevaLo, punte dei · piedi rivolte a terra, Se quel metodo non fa per noi, per chè ci pare troppo duro e per nulla confacente a l nostro fare spigliato, a llora si faccia getto di esso in lutte le s ue parti, e non si pretenda di arrestare quella spiglia Lezza a llo scattar di un comando . · Allora si mantenga pure un porto d'arme comodo come è il nostro, si lascino muo,:ere le braccia, e si dica a i soldati di guarda re in faccia a l superiore, volgendo leggermente la testa q uando l' ufficiale saluta, ma senza esiger e che lo facciano tutti d' un colpo . · Un'altra cosa che vidi pratica re nelle parate dell'esercito tedesco, e che g iova assai alla buona riuscita deÙo sfilamento, è quella di far venire tutti i ·reggimenti a d attestarsi nello s tesso punto prima di comincia re lo sfilamento stesso . Così il 'tratto da percorrersi dalle sezioni con perfetto allinea mento non viene, come da noi, ad allungarsi di mano in mano che lo sfilamento procede, e più fac ile e meno fa ticoso riesce a lfe guide ed ai sol-dati mantenere l'ordine, la direzione, e l'esattà posizi one dell'arma.
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XVII .
Sembrerà strano che da considerazioni di ordine elevato io sia a poco a poco disceso a questi particolari di piazza d'armi; ed infatti le cose da me da ultimo notate non avrebbero qui degno posto , ·se lo scopo che si può propO l'Si col coereggerle, potesse esser soltanto di m iglioI'are la fo rma esterna e di abbell ire qu esto colosso armato, per compiacerci ne1l'arnmirarlo. Ma nel nostro mestiere anche le piccole cose hanno talvolta conseg11enze vastis- · sime; e perchè non possa nascer dubbio se ciò debba applicarsi a lle cose qui esposte, converrà ricordare i molti giorni· d'istruzione che soglionsi s pendere in tal uni reggimenti, e specialmente nelle gr-1:rndi guarnigioni, per prepararsi agli sfilamenti delle due parate annuali, con poco frutto diretto e con grave sacrificio per le altre-istruzioni. E q ui m 'arresto, per non entrare in un ordine di consi. derazioni che mi trascinerebbero assai lontano da i lim iti che mi sono imposto . Nel por term ine a questo mio Sf ri tto, non pretendo già cli poter presentare ai mie i commili toni un lavoro compiL1to, ma piuttosto materia ad utili rifl essioni ed un invito a di s cutere e risolvere le questioni da me più. accennate che svolte; r iguardanti l'opportu nità di m igliorare a lcune forme tattiche, di comprendere nel regola mento d'esercizio o nell'ammaestramento tattico alcune norme, o per meglio dire prescrizioni, per la formazione e l'impiego delle gru ndi unità nel combattimento, d i compila re a ltre prescrizioni meno elastiche e dotate di maggio r forza esecutiva, per regolare le esercitazioni tattiche d i terzo grado, i campi d'istruzione e· le grandi manovre, dando a lle manovre con nemico segnato il posto e lo sviluppo che loro compete, secondo la loro grande importanza. Un po' meno di iniziativa indivi-
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CONSIDERAZ IONI SULLE GkAN,DJ MANOVfù.':, !::CC.
duale per il metodo da tenersi nell'acq uistare le cognizioni · tattiche necessarie a ben disimpegnare i vari comandi, ed un po' più di s istema, mi sembrano raccomandabili in un paese come il nostro, dove noù vi è ancora quella fermezza di volontà che contraddistingue i popoli del nord . Esistono i libri : ma chi pon mano ad essi? E se vi s i pon rnano, chi garantisce che si scelgano i m igliori ~ Ed in ogni caso chi regola la interpretazione e l'applicazione delle massime che vi si insegnano? . Ottenere questa uniformitù di interpretazione e di applicazione, ecco q uale deve essere lo scopo del s istema di istru_zione, se si vuole conseguire l'i ntento di avere nell'esercito un is LrumenLo docile ed omogeneo, il cu i maneggio non costituisca pel suo capo in g uerra una vera e costante preoccupazione. Roma, addì 27· ottobre 1877.
APPUNTI )NT ORNO
AL
COIIBATTDIENTO OFFENSIVO EDIFENSIVO:
I. Il combattimento offensivo.
G. RrvA PALAzzr
Maggio re di stato maggiore .
Generalità. - Vincere la resistenza e sgominare il nemico là dove il successo tattico cospira col pensiero strategico, esprime l'ideale più
semplice e complesso del combattimento offensivo.
Ho detto pensiero strategico e non l'ho detto nè a caso, nè per innaJzare l'argomento che tratto all'onore delle grandi azioni tattiche; ma per rich iamare con una espressione :più comprensiva l'attenzione altrui su l fatto: che ogni ufficiale applica la sua proporzionale str·ategia, ogni. qualvolLa, libero di operare con relativa autonomia, deve non solo raggiungere uno scopo immediato e parziale, ma riflettere, e coordinare la propriit condotta' a necessità. d'indole logist.ica o a coi1siderazioni avvenire che si collegano col, risultato la.llico. Quel maggiore, per esemp io, che per impadronirsi di due località separate, studia i mezzi per attaccar prima l'una ed osservare l'altra difensivamente, o percllè ha bisogno cli affrontare quest'ul-
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APPUNTI INTORNO AL COMBATTIMENTO
tima con tutto il bauaglione riunito, o perché cosi soltanto provvede, se rigettato , alla sua ritirata sul resto del reggimento, 0 perchè così soltanto può facilitare o sorreggere l'azione di altre truppe, opera, secondo me, non solo in k tse ad un principio tal:tico, ma in forza altresì di un modesto <;riterio strategico . · Ed a tal proposito non esito a soggiungere, che alle esercita1,ioni campali, ma di preferenza alle manovre con i quadri, e al giuoco di guerra, si appartiene promuovere questa specie di piccole riflessioni strategiche, che obbligano la mente ad elevarsi e a riallacciare l'atto lattico ali' insieme delle circostanze in mezzo alle quali e per le quali si concrei.a. Ma intanto, se il_ concetto dcli' offensiva teoricamente parlando è semplice, l'applicazione invece si presenta sotto forma di arduo prolJ!ema alla cui soluzione la teoria presta pochi dati , (l questi pochi la insidiosa realtà spesso sbugiarda . Se si potcss1l domandare al nemico quante truppe ci oppone, e come le ha distribuite, ne.n si tratterebbe che di indirizzare lo sforzo p.rincipale nel modo e nel punto decisivo ; ma ciò non è, e la maggior parte delle volte si è costretti ad intuire e man mano integrare l'operazione durante la fase temporeggiante, -finchò si riesce a contenerla. - Che se poi ]e truppe . . avanzate hanno di eoià vincolata con impegni in tempesti vi l'azione delle retrostanti colonnr,, le difficoltà allora cli alTerrare la situazione tattica e di ord inare un regolare sistema offensivo raddoppiano a dismisura. A questo importanLe riguardo mi sia. lecito ramilientare, ciò che del resto si sa, ma si Lrascurn spesso nelle manovre di pace: che al dì d'oggi,_più che in passato, un comandante di colonna deve trovarsi, per quanto gli è possib ile, prossimo all'avanguardia, o per lo meno alla testa del grosso, se vuole evitare o diminuire il pericolo di essere trascinato suo malgmdo in un conflitto male avviato, o non in relazione colte operazioni che intende di compiere.
. ~·.a?gr~ssore h~, è vero, il vantaggio dejl'iniziativa cioè : Ja poss1bd1ta eh tasteggiare, temporeggiare e costringere il nem ico a palesarsi; la facollà di tenerlo incerto più o meno a lungo suìla direzione del vero urto; e finalmente, se il nemico stesso non gliela toolie la ' ~ '
OFFENS1VO F. DIFENSIVO
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libertà di scegliere il momento opportuno per passare all'azione risolutiva ... Ma affrettiamoci a soggiungere : che ben rari sono i casi in cui è da to sviluppare il processo dell'olTensiva secondo precetti che la pratic.a frustra sovente; che molto fallaci sono i calcoli degli effetti prodotti dall'artiglieria per cogliere l'istante giusto cli avviare la del"i.si'lla ; e che al presente c~i si impegna così da lontano, che solo dal modo e dall'inte1isiti.t 'con cui il nemico resiste, si può comprendere, allorchè for:;c non si è pi ù in tempo a rimediare, che era necessario un modo diverso cl.i attacco . Comunque sia, i più importanti ausiliari del comando sono: la perfetta conoscenza del valore. intrinseco della propria truppa, non tanto, rammentiam,ocelo, pel s-iw slancio, quanto pel suo grado di r·esi.~tenza; lo stato morale dell'avversario; il chiaro cour:etto d,1lla situazione per la quale si agisce; il pronto apprezzamento del terreno; le informazioni attinte o da attingersi.
Come riflessione comparativa non è superfluo notare: Che i due primi elementi, d'Indole essenzialmente morale ed eventuale, sfo.ggdno afTat!.o negli apprezzamenti delle manovre di pace; ciò che non è poco davvero dal punto cli ·vista psicologico, se si considera che l'arte della guei·ra ha tanto bisogno di studiare il cuore umano e le cause o sensazioni, che ora ingagliardiscono, ora fiaccano la fibra delle masse. Che, la maggior parte delle volte, fa del pari difetto anche l'ultimo ausiliario, quello cioè delle infonnaz,ioni attinte e da rtttin. gersi, .o per lo meno non funziona come elemento nella direttiva e governo successivo della fazione; causa la mancanza di spaz io interposto tra i combattenti, e la solita precipitazione con cui procede l'azione. Che infine in certe località coperte mancano altresì gli elementi necessarii per arguire con raziocinio, anche approssimativo, il grado di resistenza o di urto di cui è capace l'aHersari.o, poichè l'assenza del proiettile non logorando affatto, permette sempre al pi1ì clebote di darsi a credere più forte di quello che e1Iettivamente noi sia. · Il preludio. - La cavalleria si irradia, stringe, fi uta e rapida informa intorno ai salienti su cui pare si appoggi la difesa, massime
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APPUN T I IN T ORNO AL COMnA T T IMENTO
OFFENS IVO E DIF ENSI VO
alle ali ; intorno al1e forze che appariscono o si sospcttan nascoste; intorno agli approcci locali cd alle direzioni più foci li e coperte per avvicinarcisi. Non ci facciamo però grandi illusion i ! Entro la zona tattica la cavalleria dell' offesa , se •quelia della difesa b vigilante, non potrà scor- , gere e riferire che ben poco; e quand'anche non venga distrntta dall'arma avversaria, cade tro ppo presto sotto il tiro delle prime trup pe postate, perchè le not.izie che da essa pervengono, a chi comanda, possano ill uminar qnesti gran fatto. - E per di r4dare le nebbie dal campo bisognerà ricorrere ai riscaldanti fuo chi del cannone, ed a poco a poco a quei parziali o generali riconoscimenti che segnano precisamente la fase importantissi nrn della preparazione .
La preparazione. - Questa specie d' introduzione al combattimento nella massima parte dei casi è opera clell' avanguardia, cui incombe saggiare e riconoscere il nemico per fornire di lui le più ampie notizie; tempo reggiate per non pregiudic.1re le disposizioni ulteriori del capo, studiando però di facili Lare l'azione successiva della colonna prin.cipalc. l i temporeggian è proprio così dell'offesa come della difesa. È una fase clte si svolge più specialmente nello stadio del primo affrontamen to, quando arn.;ora resta molto a fare ed a scuopri re per maturare sia il vern attacco, sia la vera resistenza . Essa si confonde faci lmente colle operazioni di mostrative, ma non ha come quest.e, iu generale, una personalità propria; ccl altro non rappresenta che una scrnplice modalità dell'azione offensiva o difensiva rispetto al tempo, allo spazio e ai mezzi, int<~sn ad attendere logorn1ndo la fase successiva . La difficoltit di condotta di un com baLtimento tcm poreggianle consiste nello scongiurare il rischio di essere attratti anzitempo ad impegnarsi a fondo, e nell'evitar<~ ali' opposto cli esser trascurati e badaluccati dall' avver::;ario; pregiudi~ando nel primo caso, non giovando nel secondo alle com bi nàzioni ulteriori. L'artiglieria, dapprinci pio in ispecie, è l'armr~che si attaglia a questo scopo; pcrchè rich iama più. presto e seriamcnw l'attenzione del nemico e lo colpisce da lontauo; perchè è più pronta a sottrarsi se fa d'uopo, e, quel che interessn, a cangiar rapida (e forse senza muover da posto) il suo· obiettivo di tiro, quando per combinazione tattica si passa altrove al vero urto offensivo . ii· Del resto il valore pratico cli questa fase di mezzo riposa sull'accorta utilizzazione degli accidenti topografici, e dipende molto dal! ' abilità artistica degli nOìciali sott'ordine ; i qu.ili, compreso lo scopo per cui agiscono, debbono, con consiglio e ardimento ad un tempo, rivolgere tutta la loro energia tanto a frenare ogni atto tf)merario, quanto a distruggere la perniciosa tendenza di sottrarsi ad un logorame.nto in apparenza passivo.
Negli esercizi si1m~lati non solo non abbiamo l'incogni ta. delle fo rze contrapposteci, ma fino ad un certo pun to è più faci le dedurre anche la disposizione di e5se d,t tanti dati che m'.lncano in gtterra., tra. cui preciso la conoscenza. della. forza totale che ci fronteggia e la sua organizza.zione. - Questo fatto crea. di. per sè solo, tanto pel modo di condune il per iodo riconoscitivo, quanto per la minor diffi coltà di comprendere la situazione tattica, una differenza essenziale, e rappresenta una delle tante caus(~ che infhtiscono svantaggiosamente sulla.studiata calma e ri fle.ssivi tà con cui dovrebbe procedere lo sviluppo di ogni fase . Non ap pena la cava ller~a segnala la presenza del nemico (per e.sempio tra i 3000 e i 2.000 metri e meno dalla testa cli colonna o cli avanguardia nei corpi tatti ci) ciò che preme anzitutto si ~: di stal.iilire in favorevole posizione t.ut.la o parte clell'artiglieriachesi ha sottomano per costituirsi un primo pernio offensivo , e di restringere contemporaneamente il proprio ordine cli marcia, schienindo solo quel tanto di fanteria èhe la convenienza ciel momento o la prudenza suggeriscono . Poslare il cannone per crear$i una base, nella massima parte dei. casi ha p,er effetto di richiamare il ti ro più vivo e mi rato dei pezzi avversari , ai quali preme impedire o disturbare queila prima e vita le operazione. Ma è ben così ìn oggi, che si costringe il nemico a smascherarsi, e si può sperare di preponderare cli prima intenzione sull'arma rivale, per far strada alla propria fanteria e per schiacciare quindi l'altrui .
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Il periodo del primo a/Frontarnento che si compendia nel coml)attere temporeggiante e)1el crescere poco a poeo di intensità per venir quindi. alla decisiva., offre una serie di importantissimi argomenti istruttivi sui quali dovrebbe fermarsi, più assai di quel che non si pratichi, l'attenzione degli uffkiali tanto nelle esercitazioni tattiche, quanto nelle grandi manovre: o se si crede meglio, col ANNO XXllT, VOL. l.
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APPUNTI INTORNO AL COMBAT T I MENTO
mezzo di precedenti studìi analitici da svolgersi nelle applicazioni delle evoluzioni al terreno, onde afferrare l'indole, la successione e Je oscillazioni del lungo, difficile e faticoso processo preparativo, ·che determina la risoluzione, come vedremo meglio in appresso . Riprendiamo il filo. - Sotto l'egida dell'aniglieria, ed ;:inehe n costo di abbandonare pel momento a sè stesse quelle frazioni che si fossero iucmasideratamente avventate in conflitti parziali, 6hi comanda deve prendersi Lutto il tempo necessario per osservare, riflettere e cl~re le più nette istruzioni ni capi di pendenti, pr.inw che le col@ne. s1 .av. ventnrino contro il fuoco diretto; essendochè, nulla v' ha eh p1ù. rischioso fJuanto u~ impegno mal ponderato o senza unit:i cli indirizzo'. nulla di più cliflfoilc e pericoloso quanto il sottrarsi da un com battimento iniziato. Non sempre, pur troppo , anche evitando qua lunque inconsulta pn~cipitazione, sarÌI possibile al conrnnclante cli formarsi. un _criterio così esatto dHlla propria situazione , da poter fissare, per cosi dire, tutta d'un pezzo I~ sua condoHa tattica; e la maggior parte defle ;;;olte dovrà limitarsi a dare disposizioni cl' indole temporeggiante, secondo il probabile svi'l.uppo della manovra, e riserbarsi, mercè lo scaglionamento cli truppe a portata, intiera la libertà di imprirn~re come e quando . lo ravviserà efficace il clefìui,iivo indirizzo alla lotta. Inspirarsi e decidere, richiede nno squisito senso tattico, sorreHo da un'allra efficentissima virtù: - da quelln del ca,rattere,: - poichè è appunto in grazia di questa potente assoniazione, che si riesce, no.n s0Jo a tradurre .in atto senza titub11re il concetto della mente, ma, cw ohe preme ancor di più, a padroneggiare 111 risoluzione presa anch(>, a dispetto dogli incidenti sfavorevoli così comuni alla gnerrn . MenLre l'aniglieria dell'offesa, richinmati ·su di sò i tiri dell'arm{I conl.raria, sente il vivo bisogno cli signoreggiare in quella prima lotta per annullare o diminuire al .Più presto la perniciosa influenza dei TJezzi frontegg ianti cd interrogare qua e là col proiettile i punti più sospetti clell' orizzonte nemico, i primi nuclei di fan teria protetti dal terreno avanzano e si aunidano sui salien ti del pernio, o perni, offousiv:i, e attendono l'istante iu cui speui loro di entrare in azione. L'esito del duello impegnato tra lf1 due artiglierif: eoncluce final rneote, se quella cl eJÌ' attncco è prevalente, a quell'istante in cui i I languire del fuoco nemico determina la fanteria ad avanzare sotto la pro~ezioue indiretta dei pezzi e diretta dei drappelli di sicurezza già . innanzi appostati.
195 Chi dirige il c~mbattimento offensivo, prima di s-pingere a fondo la propria fanteria deve però ben ponderare se il momentaneo silenzio dell'artiglieria opposta non sia piuttosto un tranello teso per in-vitarlo àcl avveHturarsi ad un attacco premat.uro, col proposito di rintuzzarlo più tardi con fuoco i oaspetta to e gagliardo. Per concretare un po' rneglio le idee, esaminiamo a larghissimi tratti la marcia offensiva cli una'brigata che muove contro un obiettivo qualsiasi della f'ron te di battaglia . Due o tre battaglioni iu prima schiera, per la preparazione e l'affrontamen to decisivo . Uno o due fottaglioni in seconda, per l'impulso all'attacco o per usbergo alla controffensiva locale immediata. I l resto in terza schiera o riserva , o per sbaraglio della controfl'cnsiva indiretta da fianco, o per sostegno in caso di rovescio: - Ecco la ripartizione elementare che si presta in pra tica a rprnlsiasi nuova combinazione. OFFENSI VO E pIFENSlVO
Come si. comprnncle, sarebbe ozioso discutere se il brigadiere dovrà adottare l'ordine per ala o per linea. - In guerra Lutto è soggetto alle esigenze del mornenLò più che alle lezioni dellkt teorica pum; e se per poco manca, il tempo, lo spazio o l'opportunità ad uno schieramento per ala, è naturale che si dovranno impegnare le unità tattiche le une appresso le altre come si seguono nell'ordine perpendicolare, e per conseguenza per linea. Il far diverso, anche nelle manovre di pace, sarebbe scambiare la lettera con lo sp irito. Nè all'economia militare conviene elevare agli onori dell~. moda, espressioni e precetti in sè stessi felicissimi; ma rl.ei qua·li,non si deve abusare per non alterarne il senso pratico e segnare, in m1 altro ordine di idee, un ritorno agli antichi a.mori della seconda 1·iga e delle ùwersioni. Qnel d1e inLcre,sa si è che i co1;1andanti dell e truppe in ordine {;h iuso, che tengon dietro all a pri; ,m scl1 iera, sieno a wgn izione delle determina1.ioni di rru e5la e che ogni sottocomandante sia avvertito di guardarsi rlall'opernre per prop rio conto , se non ha buone e fort i ragioni pe,· credere che Ja sua azione p,trziale si ad.al.ti alle intenzion i del comando superiore. Gli al.Li cosi detti ad impulso o ad iniziativa, ancorchè [ruttino successi parziali, r iescono di niun _ valore se m.a.ncano di conLinuità per insuffìcienza di appoggio, ed
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APPUNTI INTORNO AL CO!\ffiATTr,mNTO
aHro risultalo non hanno che quello di genernre lamenti, : :. ia dall a parte dei comandanti solL'orcline che credono di essere si.ari abbandonali senza soccorso, !.Ìa da quella dei comandanti :;nperiori l'he rimproverano alle !ruppe di f><;<:Cr IOl'O :::.l'nggi1r dalle mani. Tutto il magi~tero della tnttica di combauim,mto si appoggia: ,;ulla operm:ità i11tclligeutc dei capitani, neni, dell'unilit tattica il ba ttngliorte; sul pcnsir.ro ord inativo e coordinativo del maggiore, cenJcllo di quel piccolo corpo iu funzion e; e sttll'intervcnto a tempo,. luoJ?O d1%1 vivilicatri<'c e rlcterm iriuntc clirczione ~·uper iorc. Vediarnolo all'atto pr('ltico: Il hauaglione o battaglioni cli prima schi,•ra, orientati più clw po~sibilc dn qualche punto vi~ibile del ter remo o gara ntiti da nvamposti di mnrcia, 111 anznuo come possono meglio e r:igginngono, generalmc1He frazio,wti in ordine misto, la zona della fu cileria tra g:li 800 cd i fiOO mett'i da [la li1wa del fuoco ucmico. - Qui gi unti, molt~ probabilmn11 tP, si arro,-tauo. Gli ava mposti cli man;ia o i grnppi dei cacci:itori si sviluppano, 5j postano, l'rugano e osservano clinnnzi al fronte e alle ., li, o pr!'ludi11110, se è ii caso, con colpi di s:iggio. I sostcgu i ,;i c·noprono e st.ndiano il Lerr·(•no ehe ;;i pnra loro dinanzi. Il grosso tlei primi battaglioni ccr('a appoggio 1• difega negli actidcnti loca li e li sludiu rziand io per nsn!'ruirl i all 'occornrnza coni<' baRe difensiva. I capitani e i commidrmt~ di battaglione avanzano sollccitanwute fin :;ulla linea <lei c:wciritori, n.1.tingono 11o tizic, aguzzano lo sguMtlo e tu ltn ahbr,,cci:mo Gd nnalizzano cou colpo d'occhio taltico le cnr::itteristidir. 1opografìch1• dello spazio <'he li separa da l nemico; e li Jt<•r lì si formono m1 piccolo piano ili 111i11·('ia e cli rn::movra offensiva'. ll comandante tli //rigata e quelli di ala o cl i gr/iiern hanno pu r essi il bisogno di giud il'at·e de i;isn, pri ma app11 11 to r he fprva i! eombnt.tirncnto, pCI' r i<;o11oscr.rc ~n 11: rlispnsizioni già datc ri,ponclano alle condizioni locali; se conv,•rrù spiegare ultre trnppe sollo la protezione di quelle eh('. gii1 rrouteggiano; sn, q1uinrlo, ollove si presontcrit il hisogno di un conclensanrnnto 111aggiorc cli fo rze, per l'espugnazione o l'avviluppo di ostncoli irnporlauti, di cn i prema ad ogui costo il possesso ecc.
Ciò non vuol dire imm i::;(,hiars i in particolRri che ri<ruard,mo la .
operùSilù
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respon~ahililà altrui; ma acquistar la coscienza dell e
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decisioni a prnndersi, e delle disposizioni dale e da darsi durantr il combauirnenlo. Anzi sarebbe bene che i cumnnclan Li cli brigata, di rcggimenlo, cd anche cli hatlaglione, prendessero l'Rbilucline, in rrmpo di pace, di tencr::i ordinariamente diet ro le loro truppe per di rigerle rosi come sarnnno obb liga li di far lo dinanii al nemico e uon scorazzare sulla I iue<~ él.ei cacciaLori (e all e voite anche ollre) per correggere qualche errore insignificante, perdendo di vista la loro missione e con quesLa la YCra ·i:-lruzione loro . - Del reslu è J)J'oprio un peccato 1,;he non si tenga il sistema di distinguer più che >-ia possibile fase da ftHc, e che leggermente si trascurino, per non alLerare l'andamento e~terico clcll'opcrazi one, quei principali fo t.L ori cl' insegnarnento, mercè i (1w1li s' insinua e perdura l'efficentc abitudine di os~et'vare, rifletlere, prerndere e proneclere: poichè llei giorni di prova è cosi go]tanlo che può ciasc uno iniziare la pug1m, edotto , calmo e fìcl e1tte nelle prop1·ie e nell e risorse allrni; è così soltanto che :si scongiura., in gran parte almeno, il ril-Cbio di alti inlernpeslivi, azzardati o rachit ici; è così soHanto clie si ri esce a gu idare, contenere o rilegare il combaltimcnlo rillo scopo d1e ~i propone l'nzionc generale olfcnsirn. I l nepitarc insisleute cl<'i pri mi colpi della f:lllteria dctcl'mina qwìsi sempre l'an111zata <li 1111 secondo scaglione di pezzi, per l'occupazione di quei punti favon•voli tra i l 000 rnetri e mc1ìo <lai fuoco uem ico, donde sia dato so~tcncl'C le prime truppe, mantcuern nell'incertezza l'avversario su lla direzione 1cra dello sforzo principale, e qud che preme, rivolgere a suo tem po tulla l:i potnuza del Liro sul vero obhiCLli l'o rii attacco ('1) . .Il momento opportuno por qurst"° ravvicirwn1cnto cli pezzi al c:1 1npo
(1) L'Jfo/Tbouer, parlando d~I cambio delle posizioni per l'a rtiglieria, cd e nu nci3ndoche ques to in guerra è s ubo,·J innto all e due co nd izioni op poste < l'una di e ,·itaro le perdite <11 tempo cho l'isultano dal urnnovrare e da l do\'él' d i uuoYO trova,·e il pu11t.arn ento > l'al tra di nou 1·ompcre il coll cgll me 11to colle tru p1H c he si a,·anzano ,·er~o il nemico poi desid erio <li mutare µosi1.i one il meno possibile - soggiu ,,go - « Il µiù rapido succedersi , dei vari momenti del comba ttimento nelle ma110\TO di pace, in causa delle ,·arietà delle e eserc itazioni (ctl io ag11iungel'Oi: o de l loro 1·ap ldo svolgimen to} uon gius tific a di por sé • solo le bJt1eri~ che omettono di 1>ortarsi innanzi colle altre truppe, in seguito nlla " considcrn1io11e c l, 'csse non ha nno a ncora eseguiti un num ero sufficien te <li col pi per < ritenere clw il nemico possa essere scosso. In tali casi de,·c bastare alle batterie di < essersi spiega to cd avere a pe,·to il fuoco , .
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e apprezzare le distanze; ed i snoi tiri sbagliati, se specialmente lanciali dall'alto, sono pericolosi solo in proporzione dell'errore commesso e llifficilmenle questo potrà esser tale éla superare Lutto lo spazio interposto fra la. fronte dell'atla.cco e le schiere seguenti.
tattico della fanteria, si· palesa allorchè il nostro ordine sparso raggiunge la zona effì cate ciel fuoco di fucileria tra i 500 ed i !}00 metri e meno dal nemico . · A questo punto si accentua grado a grado, ma senza interruzione, il combattimento fron tale affidato alla brigata, cu-i dì, intonazione e diretto vigore la sopraggiunta artiglieria . · Avviata così la manovra preparatoria, spett.a al brigadiere (e secondo le circostanze allo stesso comandante in .capo) di escogitare o decidere : qiw;ndo, quanto e dove convenga ternporeggiaro, per dar tempo alle trnppc arretrate o aggiranti di approntarsi al l'attacco dccisiv?: quando e dove sia per caso profittevole ingagliardire la di mostrativa o por puntare a fouclo o per distrarre il difonsorn d:i !l'oggettivo p6ncipale: qiuindo importi dare un avviamen to genera le nlla azione decisiva.
Ecco('i finalrncu l.e all' ist.anf,c in cui le truppe :ivanzate entrano in più strcllo contatto col nemico, e grado a grado si moltipliC<1no. tvlan mano ncquistan terreno; ogni acciclenle loca le, appena :ip prezzabilc, al.trac irre,;istibilrnentc e diventa l'obbiettivo cli un confli tto p(\rziale; donde quei moltiformi e sanguino,;i episodi dell'affrontamento tattico, che han per esergo g'1.uidagna.1· te;rreno . . . 1t allora che si manifcst.ano in lut.t.o il loro ya)ore i pregi dello addes1.ran1ento dello cornpagnie, co1l:,;idera tc come unità di combattimento, perchè è precisnmente lì che hanno cl' nopo di rivel:irst pronte cd elastiche n farsi !<Chen uo del terreno, pieghevoli, più che ai co01:iudi, ai cenni del capi tano, coordinate tra loro, subordinate sempre all'inOnenza direttiva del maggiore.
Còmpiti imporl-anl.issimi dei qual i. pur troppo non si. tien sempre i l debito conto nelle ·manovre cli. pace, non perchè non si comprenda l'utili tà e la necessitil. di esplicar I i, sludiarli per ogni aspetLo e misura, ma perchè, mancando l'azione r itardaLrice del p1·oiettile, si altera sensibilmente il calcolo del tempo tnJlico , e così ooni cosa . O precipita; i differenti scaglioni per non giunger troppo tardi son costretti ad p,ssurcli ravvicinamenti; manca a(fatto il crescendo clegli sforzi e si falsa h r~zionale e gradua le condotta della operazione. E qui è bene notare come l'esperienza accenn i, che il primo peri.colo nella marcia avanti della. 2" e 3a schiera cominci proprio dai proietlili cli fanter ia , anzichè da quelli di artigl ieria, ammenochè qnelle truppe con forti addensa.menti non invitino i pezzi avversari a rivolgere su cli. esse i loro colpi, anzichè sulla testa d'attacco che preferibilmente premleranno di. mira . E la. ragione c'è ed ò la seguente: L'a.ttuale f1:cile di fanteria. (il nostro) lancia i suoi pro ieUil i en Lro un limile che oscilla tra i ,1,100 (gettata utile) e 27DO metri (ge1.1.n.ta massima). Il solda.to quando comincia. a tirnre difficil mente valnLa. esatta la. distan,;_a: molLissirni dei. suoi colpi falliscono il vero obietLivo e se per poco peccano in altezza, ciò che succede con rn.a.ggior frequenza, è naturale che per un lratto impossibile a deterrninarsì vadano a fischiare e a ferire nel terreno relrostanLe. L'artiglieria invece ha maggior possibilità. cli riscontrare e correggere i. suoi colpi
La. colonna di compagnia ù mobilissima. e fino a certe distanze non tnolto ~ulnernbile. Nei terreni alcruanto rolli, coperti e variati tale quali sono generalmente i nostri, può perdurare senz,t alterarsi sensibilmente e senire come formar.ione da. grosso o r iserva e ta lvolta da nur,leo denso da ass,tlto. Secondo le esper ierize di tiro la co lonna di compagni,t ferrnn. e ben visibile, .t'.ilOOO metri clall'artiglierianem.ica. soffrirebbe il ii-5 "./o dei colp i mirai.i. È certo che n. questo prezzo non potrebbe reggel'e in quella formazione, anche tenuto il debito calcolo degli sbagliati apprezzamenti di distunza, e della diffet·enza eccos;.;iva che passa trn · l'esperimento del pol igono e l'azione di gucl'ra. Ma ove si consideri che il :molo, n.mmess,1 anche l,1. più limpida raco ltit visiva, offrcqnasi sempre l'opportunititéli mascherare in parte almeno o il fronte o In profondità di l{ltella piccola colonna; che anche :;emplicernente cori cançlosi si diminui;.;cecl'a.ss,ti lapro babilitit d'esser visti e d'esser colpili: che ad ogni modo acorreggere il vizio di immob ili tii cuisiasi costreLti per ragioni tattiche, è sufficiente av::inzare o retrocedere di corsa. per un trai.Lo conispondente allo spazio battuto, che a. quella distanza è miniino; si può quasi dedurre che date le più sfavorevoli circoslanze una compagnia in colonna con i J J
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APPU NTI I N TO RNO
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OF FJ;N SJ VO E Ol F'ENSIVO
COMBATTIMENTO
plotoni di fronte, o megl io di fianco secondo i casi, può (desLreggiandosi) mantenersi cosi formata e ni,ccolta a 2000 melri, e mono anche, contro i colpi mirati clell'artigli cr: ia avversaria. Se riflelliamo poi che la compagnia in colonna, se di 1a schiera, non r che 1111 membro él.el grosso del k rWtgl iorte e disln per ronseguenza un 500 metri circa da'carc ialori che r:om battono sncce.:;sivamenlc a 5-.i . e 300 metri dal nemico prima che si svolga l'affrontam ento decisivo; se l'i llett,iarno che J'nl'liglieria. aYversa1,in concenlrerit di preferenza i :;uoi colpi sull'ordine~pa rso, che va addern111dosi suHa linea di fuoro e inrnlza; se rammentinmo finn Imeni.e clte il terreno, o per gli ellicaci ri.pal'i che qrra e 1.à presenla, o pel' le sue ondulazion i anche le meno accenl uate, o per la semplice , egetazione che cuopre alln. vista, permette :-ernprr. il quell'elastico aggregnLo di occnll ar la SLW rn;ircia. orn slrisci:111do, orn halzando: possiamo concludere che la maggior parte dello \'Olte la compagn ia potrit spinger~i, senza esser t:rn;trella a rinunziare tot;llmente all a. sua unilà. fino qn:i si al limital'e del liro celere, cioè riuo nll 'isLanle di fonrlcrsi sulla testa per ingaglia'rdirr il fnoco, o per lancinr:-i rnn essa qtrnl grnppo denso agli slndz·i successivi cl i assalto. Non mi nascondo nondimeno le diffi coltà imm ense che si rmppongono alla condolla della w mpagnia. e il rischio co nlinuo rhe corre nn povern cap il[lllO a piedi di vcdersel.L sfuggire anziteinpo dall e mani - e queslo lo dico, desumendolo semplicemente dalle fazion i incruente, nelle qunl i l'effellivo è minim o, e l'unico intoppo a vincere è rappresentalo dagli accidenti locali I Giova perriò non dimenticare: che una fanteria è Lanlo più alta a sorldisfare all cesigenzedell a,pr'Oleiformelattica del gio rno, qunn to maggiore è la stta spigliatezza a trasforr11arsi, scioglier:-i e sopr<1t11tlo a rirnstiluirsi n talento dei cap i: e che ad assiwrare appunto da questo lato l'esercizio del wrnanclo e per conseguenza, della direzio11e, nulla di meglio rhe [amigliarizzarsi in tntt i i mod i, momenti e mi:-ure ad 1111a eccezionale vcr"alilili1 cd iniziatiYa di alti evolu.- . li vi, a quelle !'a cili e pronte ~noda.lure, a <J:uei p1·eziosi l'ipieght che reudon malleabile la truppa e. quel che più prPme, più intime le relazion i geral'chico-lalLiche tra, i capi ed i s11bal1erni, lrn crucsLi ed i r isprllivi repa.rli. Cosi potessi nver voce abbnst:iuzu aulo rernle da far comprendere che le nostrf' :;ezioni non hanno tutla l'attitudine
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necessaria allo svincolamento improYviso, allorchè trovandosi intercalate nell 'ordine di battaglia o incnstrat.e in quell e cli colonlla e di via, deb'IJOll balzare ad un LrilllO sul fronte, ind ietro o sui fìan c· hi per assumere forme men gas1igi11e sì, ma più :;picr ie etl appropriate al bisogno; od espl icnl'e quella allern,t vicenda di ù'l'a1lironenti e ~i •raccolte nffensivf' o difensive, che rnsl iLuiscono oggi la 1.:arnltenstica piiJ ncc:entuala della moderna Latticn ! Io credo che lranne qunn t'è pl'escriLto e raccornan!lato per l' aclw~atci ai .'i. ,35'1 e 4,03 dr l regolamento di manona, null'<1llro si fnl'cia a questo efliccntissirno rigun rdo; mentre certi e,,ercizi , in appn renza sernplici o poveri di importanza tali.ira, conw q11elli dameallnt vo·lla so rnmariamcnlc inrlirali ( 1) , gio,a no, più cli quello !'he si pE'nsi, a sviluppare l'atlitndine fisica, a dist'iplinarc la. l'ur:za di vo lontit dell,L lrnpp,l e a risvegliare l'intelligenza coopr rativa dei graduali. ~periamo che qualchf' cosa di simile prescri vano prPsto le applicnzion i delle evol11zio11Ì.
La decisione. - Ancora pochi passi e i primi gl'uppi, qm1 densi, là scemi, ov111tquP plasmali :i l tc1T(' 11 0, st11 11110 per metter(' pi oclc sul limitare della zon.i dis,;oh-1•ntc . Ancora poc hi sN:ondi ed ,icc.:oci pl'rcisa111c11tc iu 111t•zzo a '1111•ll'1unbicntc turbi noso, r:i l'iCÒ di ,,1curiciLù nel qu11 le spiccn , :inzi gi-andeggia l'azioni· pcr~o11alc del 111aggiore e :;opralllllo elci cnpitt1ni ,, subalterni, i quali dovono r:t('('oglicn· tutta la loro currgia rnoralc per domi n.irn il conlliLLO, uoaostanle ~l i ostacoli rhc limiLauo la ri rcolazione e la , ista , nonostante i rnillr attriti e le incert<•zzc iuli nile, con quella scrc11ità e fel' 111czza clic rialza la fedn 1\ Lrattie1tc al poM~ gli
spiriti fiacchi . l.a dccigionc pr1•<·ipita; le truppe di 1° .~rhiera nddcnsatc oramai
sul frontn a/.(grrs,;ivo, o pn$,O ad esserlo, 1100 sono più. s'.1,ccttibili di particolari nrnuo, i-o, ma fo11no ruoto, balz:rno, o np 1cgaul1 secondo lr nuttn:1zioni del rombt1llinw11to, tr.1:;ciualc, pitt che guidate dagli ufli('iali d'og11i gnuln. Quelle di :secoudo, strctlosi poro a poco !ili Ila [}l'ima, frazio na te i11 nuclei n•latirnmeutc den,-i da as~alto, si :iffrl'ltauo verso i punti indicati per prend<w p.irtc attiva all' i111 miucnw cri::-i offensiva , sia nel(I) Jl.alia militare loupplemenl.O al N. 6SJ, <i7 mag~io 187i.
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l'istante stesso dell'irru1.ioue, sia in quello che segue immediatamente, p~rchè entrambi c"ostituiscono un breve, ma serio pericolo pcl possibile contrattacco nemico. Il c01nCJ;nda,nte della 3a sclviera (se t[U<~sta non costituisce riserva speciale) precede e dirige le proprie colonne per le vitali arterie clnl campo, iu specir{ verso le ali e i fianchi del fronte di attacco. E. senza attendere passivamente gli ordini altrui, studia il parossismo dell'azione_, cd inspirandosi alle eircostanze, agisce risolut.amente; ora verso gli stessi obbiettivi di attacco contro cni si spuntano gli sfor7,i delle truppe che precedono; ora, e più specialmente, per get.tarsi sul fianco del la controffensiva nemica; ora inOnc a sostegno in r;aso cli rovescio. La ca1;allerici alle ali, o ad un'ala, l'occhio lisso sull 'andamento della lotta, arde di afferrare una qualunque occasione per operare tatticamente, sia col sorprendcrr~ e scagliarsi sul fianco nemico, sia col sbaragliarlo se in delitto fragrante di $COmpiglio . L'artigltierù1, iufinc raddoppia l'intensità del suo fuoco , non solo contro il perirnetro difensivo ddla posizione. nemica, ma :rni sostegni e sulle riserve di cotttrattacco se· appena le :scuoprn. E quei pezzi che, pel timore di colpire le prnprig truppe, hanno paralizzato momentaneamente il tiro, si preparano a cogliere il rnomcnlo propizio per :ivauza("e cd occupare arclitameutc quei punti van taggiosi che mau mano abbandona il nemico per di laninrlo ed inseguirlo col fuoco . Ma intanto, a forza di sbalzi successivi e di scariche a fermo e marciando, In prima schiera ha raggiunto il limito estromo donde deve irrompere d'un so l trntto alla baioneua, e di là fulmina ancora con una tempesta cli proiettili .. L'nffrontamcnto tocca il sno e~tremo grado cl.i tensione, e il sopraggiungere della .2" schier,1, che dista oramai di pochi passi, che rianimn, spiuge, e qua e I~. se occoerc, si fonde sulla testa dell 'attacco, determ ina la risoluzione . Questo è il momouto in cui ogni rniuuto chr~ passa equivalo ad 1m giorno di trepidazione. Questo è il momento in cui un ritard.o ina:spcttat.o di riucalzi, un segnale di tromba sbagliato, un panico, un nulla , b:ista pcrchè il vap taggio ottenuto sin li con tanto sa ngue e stento si cangi ad un tratto in altrettanto danno. Questo è il momento in cui capi e sottocapi dehbon frenare così la tentazione di dare indietro, come l'orgasmo di gettarsi prcmaturatamentc innanzi per sou.rarsi al pericolo. Questo in breve è il momento in r;ui tutta l'azione direttiva si riduce al solo esempio degli ufficiali, in cui l'. unico comando possibile è il grido di SOAiO'Ìa f
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Come .riprodurre questa sintesi drammatica nei simulacri di pace'? E quand'anche fosse possibile avvicinarvicisi, come sperare di poter
investigare le lotte parziali, gli ondeggiamenti del fronte di battaglia, il processo del fuoco accelerato e dell'assalto, per afferrare qua e là norme pratiche di condotta in 1nezzo al fl usso e riflusso di così svariati ed incalzanti fenomeni? Eppure se non vogliamo r inunciare a formars i un:1 p:11licla idea delle fasi più o meno distinte dll!-ante le quali si rn:itura lo stadio della decisiYc1, e clelle cause naturali. o accidentali che la sollecitano, la intralciano, la cangiano qua e là d'indole e di forma., bisogna bene scinder quel vorticoso periodo in al treW\nte si.tua.zioni, d1e si prestino ad es,;er anali.uaLe e studi.alo qn.asi :id una a.cl una, e soLto i mille aspetti dirferentissimi che le condizioni locali e il concetto tattico possono volt.:1 volta imprimerci . A. questo J.,i:;ogno però, nò le provvidenzi,ll i interruzi on i delle cserci.tazioni di combatLimenLo, nò tanto 1i10no quello delle grandi manovre, posson corrisponder in modo soddisfacente; e all e sole applicazioni delle evoluzioni, che ho invocate ed invocherò ancora, si spetta il còrnpito di colmare l'impor tantissima lacuna; quella cioè di escogitare mercè tempo, studio e paz ien,w i fattor i, i mezzi e i modi ehe in quell'istante estremo determinano e fa ciiitano·dal punto di vista ternico : il governo della truppa; l~ traslazione sulla linea di fuoco di quasi tntt:a la prima schi era; i progressivi rincalzi della seconda; la simulta.neità dell'assnlto; l' impiego tlelle r-iserve e sopra ogni cosa il ·1·iol'dina1nento. Ed a proposito del l'assalto, rni sià concessa ancora una osserrnzione. Se ù precetto tattico incliswtihihnente giusto quello di evi.tare per qua~1to si può il fooco marciando durante la preparazione, non lo è del pari allorchè si L1·atta di att.raver:;are l' ullimo o gli ultimi. lembi ehe separano la fronte d'attuceo clal difensore . Su di che dubito esistano Lu Ltavia dei pregiudizi ell e la. stess,t presc rizione regolamentare non è giun t:1 1:01.alrn eute a dissipare. L'efficacia. dell'auuale fuc ile ù giit tanto potente, che non è esagerare l'ammettere che l'estremo limite, sul quale si arresta la prepamzione e cominciti la clecisione, oscilla tra i 300 e i 150 metri circr1 cfall'a.vversario seco ndo il terreno. Come percorrere questo ul-
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timo per igliosissimo Lratto contro un nemico che cerca , precisamente allorchè si muove e gli si offre bersaglio, ,L sbaragliarci. con una massa di piombo'> Rari troppo saranno i casi in cui sia concesso balzare di appostamento in apposlamento sotto la prnLezioue del fuoco di tiratori fermi. Ma, prescindendo dalla possibile mancanza di ondulazioni , di fossi o comunqne di oslaèo li cuoprenti, agevolanLi questa marci.a suprema, si può egli ritenere come attuabile la normrLteorica di sostenere l'avanzala successirn od unica col fuoco di tirai.ori rirnnsti appostati o fermi'> O nou sarà più naturale -che lutti avanzino, e che dallo inLiero fro nte parta un fuoco basso e qilanlo più possibi le gagliardo''/ Giunti a quel punto, non rn.i par quislione di indagare se un Lai fuoco marciando darit o no poch i Yanu1ggi materiali di confron to ad un fuoco a fermo, impossibile ad esplicarsi nella maggior parle <lei casi; ma di calcolare ·quelli. mora li , più efficienti di tltlli in quegli ultimi frangent i; · 1nnto più cbe è illusorio il dire che le truppe l(lscial.e ind iet.ro possano in ·caso cl isgraziato accogliern i laceri avanzi ·delle colonne sopra.lfol.Le e rigettate . E ammesso che questa riflessione si,t gill$la, non sarebbe bene abituarci in tempo di pace acl un lai modo cli affrontare la zona clel fuoco celere della difesa, non nelle operazion i ,t nern ico contrapposlo, per ragione precauzionale i'acile a concepirsi, 1m1 anche qui nel le applicazioni delle ewli1,.:::ionii"? senm per questo r inunzia re allo studio eccezionide dell'accompagnamento al i' (1Ssalto con fuoch i a fermo , ma:;sime se possibile esplicarl i da lato .
Dopo l'attacco. - L'a rt,iglicria rendo gl i buori hmehri al ucmico c.;he :fi riti ra ! Le trup pe di prima schim:a, che certo si arrnffarono a disorgani1.zarono nell'a ttncco, si riordin:mo o ricosti tuisco110 il loro organismo . - Quell o di second:.i, che si conservarono relat.ivamen rn orrlina tn, occupano i pnn ti principali dell a posizione o il margine a tergo della lo(;alità espugnal,), pL'r spazzare l'ambiento dagli sparp:igl iati irnrnzi rlclla difesa, (~ per mcttcr,;i in misura di respingere i nuovi cona ti controffensivi~- Quelle cli terza, ::;puntando gcnoralrncnLc i fianchi o il fianco della posiziouc couq uist.:i ta, studiamlo la direzione e il. rnodo per opporsi alla riscossa ncrniea, o per [H'OSf:guire l'avnnzata offensiva . Meno rarissime eccoiion i, nulla sarebbe più erroneo e 1wricoloso che lanciare le poche fo1'ze avanzate ancora intatte cl i pri ma o seconda schiera
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ad incalzare un nemico che si ritira, è vero, ma che può, ~o_n predisposto o disperato COfltl'a ttaCCO, tentleee al riaequisto della posmOllf} p~rduta, 0 rompere pr-r lo mono ogni legame nd già alterato nostro Ol'(hnc di batwglia , e co::;tringcrci pcl momento all'innzione. ~on solo il sempliec incalzarn cli un avversa rio sposl.ato dopo lunga ccl affannosa lott.a ; ma lo stesso inseguimento !li un nemico in ap parenza completamente hattuto, esser devo per regoln affidato a trnppe d~v_ersc da quelle che presm·o parte dirctt.issim_a all'attacco, .:' se è P?ss1btle a cava\lfffia ed artiglieria combinate insi eme, ed a c,o prevent1varn<mte designate e prepa rata al l11rgo.
~elle grtLncli manovre alle fonzioni dell.e diverse schiere, i_n ~enerale, non si guarda a.ffatlo . roco su, poco giù, la ca,rattenst1_ca delle faz ioni simula.te è quell a di un laqhissimo fronte, la maggLOr parte delle volle non spalleggit1to nemmeno da immelliali sostegni .. Ciò che ha per effeLln di non pcrmel!er~, anche da _questo .lato, lo studio e le clifTiw ltil. di conclòLla di mHt trnppa tl cui còmptto nel-l'attacco è così difficil e nel senso della proi'onélilò., quanto in quell o del rronte. Spet.t,L anche qui a.Ile 11pplicazioni dell e evoluzioni. al terreno l'onore di. rivendica.re l'iinportanza di qu.esta. µarte clell'adcleslramento taLtico . L:t suddivisione sommaria e teoricn della forza clev' essere tale che offra i 1neu i: dri vincere e sgo1n~nlll'C cli pri11u1, ùitenzion~ la 1·esi.sten.zci e cla opponi alla possili i.le 1·iscossa clella difesa. Ai battao-lioni cli prima scb.im:;1, ( sempre secondo il precello sommario e tec7ric,o) si spetLa perciò l:l pri1m1 parte, cioè: soddisfare alla preparazione coll'orcline spar;;o, e alln decisiva.. col grosso'. e ciò su di 1m fronte ohbieUivo compreso t1.·,1 i !i-00 cd 1 300 metri e meno, che consenta, ove occonri,, !ti convcrgenu~ dell'ultima irru. . zione sul punto o sui punti espognabil i. Ai hatLaglioni della 2" e 3a si spetta la secondfL pinte, c10e: a quelli di '.il", di sostenere ò.ireuamente qllelli di P nel momento pericolosissimo clell' ullimo sbalzo all'assalto e nel susseguente cli generale sbaraglio, sia per opporsi ai contl'a.l.tricclli irnmedial!,, sia pe~~ purgare qua e liL le loc;al itii. dagl i avan,,i c~i:;pee.3i clell~ ~t!esa.; battaglioni cli a" invece, di parnre cogli url.t controffens1v1 pr~pa.rali al tarao e clireLLi ai tì.anr-hi. o al tergo dell'ass1IL0 frontale, sta durante °questo, sia dopo con!Juislata. la posi1.ione: e qual riserva mo-
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bile di sostenere difensivamente in caso di rovescio, o di completare in caso di successo i vantaggi otLenuti dalle prime truppe. Dagli attl'i buLi rispettivi di que~te schiere si possono dedurre approssimn! ivamente le distanze che dovnrnn1 sepal'arle al m.omento del fuoco celere e decisi.vo, ht cui durala non può superar:e i 2 o 3 minuti, cioè: i dirnrsi spezzati di pl'ima schier,1 tutti fu,;i o quasi in prima linea, pronti a scagl iarsi concentricamente sul punto o punti da urtare - la seconda, f'rnzionaLa in moèlo che ogui unità o reparto obbedisca almeno all' impulso pel'sonale dei capitani, a '2 o 3 minuti dalla 1•, tanto che le 1;ia dato o socco rrerla cliretla.menLc nell'estremo istante prima che si esaul'isca e ripieghi , o seguirla a pochi 1J1otri, mentre si lancia all'assalto, per sostenerla. e per compiere tosto gli uffici di sopra accennati - la t.erza inrece, che h:L di mira più specialrnenle le ali , e che ha d'uopo di tanla distanzR da non rischiare cli essere co in,,olta coll'auacco frontale se rigettaLo, a 3, 4 o 5 min nti circa clalla 2't, per poter colpire o prcvenil'e durante e dopo l'attacco frontale qualunque manovr<1 controffensiva specinlmente su i fianch i. · È naturale che le cose all'atto pratico non procederanno in Lullo e per Lutto come la teoria insegna, massime in (fuesto nostro suolo d'Italia che spez7,a sovente in alLrettan lo azioni pal'zial i I' opera1.ione generale. Ma, come sarebbe impossib ile cd a:;surdo pretendere che su di o6ni punto dovo·se del inearsi nello e contemporaneo l'intervento successivo delle sc:lt iere, così sarebbe dannos del pari iI non accettare lo spi ri lo del precetto e non comprendere che, in on La agli svariati inl recci che alter,tno la fisonomi11, generale del con Oillo, Ja condotta. tattica di un atto offonsi1•0 c1ualsiasi e.s ige: un nucleo frontale d'allacco quanto più forte è possibile; un sostegno a ri ncalzo e a clifes:i, clil'etta cl gli stra,ppi del f'ronr,e ;e dei moltiplicabili SLLOi fi ,tnchi, ccl nna compelenLc riservn mobile a salrngunrclia dell e spalle e dei fianchi e;;tcrni delle truppe irrompenti . ~cl campo della rr-aWt l'ideale a,;:;olulo si modifica mn non cessa d'esser vero e l.1 coscien1.a dei princip ii dell'arte non si acquista se non con l'analisi accurata elci fnlti; ammenochè non si preferisca abband onare tutto al caso, aspcLtan clo r:he Ja battaglia avvenire insegni se le deduzioni, tra tte altrove clai recenli ammaestramenti, rispondano e quanto alle esigenze dei nostri terreni e clell'indole nostra. Ciò che non mi pare possa gran fritto convenire. 1
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II. Il combattimento difens ivo
Generalità. - Chi ~ttacca tende coll'urt? a vincere ~li .Pr_i ma intenzione la resistenzn del difensore e a shal'agharlo. s1 chfciul e c~rc~ di rompere O frenarr. l'urto dell'aggressore colla resistenza per q11md1 urt:wlo a sun volta (di(ensiw,-offen.sioa) , . . Se si rifl ette però che chri,auaccaè in oggi costrcuo, più che nol pr,ns1, ad abbarbicarsi difensi,·amentc di proda in proda per prendei: le~a,. condensarsi, e acquistar animo onde irr,on:per~ ancora, _e c.h"' .n difende deve procacc;iarsi ad ogni costo un po dt alimento o_flons1~0, pe1 non languire <l'inedia, duran te la lunga gestazione del co~ll 1tto, s1~omprende.'. come la caratteristica teorica cli quesl.C due forme di. ~mbatt1mcnto la s, clohba in terpretare in un ,;CLLSO mollo ge)leraln, tale cioc, .da ~ou esclud~r~ pltnlo la possibilità di un'alterna vicenda di ofiese e d1 difese parziali prima del momento decisivo.
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Cn comune pensiero domina oggi o l',tllaccante e ~'atlflccalo; quello appunto, che una volta gi u~ Li alle~ sLr~tte, e pe'.· I_nno e per l'!bltro riesce disastroso il dare indietro. Cogliere perciò il momen~o giusto per portare a fondo l'~ffensi,·a, ?P?' cedere. a tei~p<~. ,~el difendersi, rappresenta tt'n o dei problemi piu <leltca.1.1 e d1ffictl 1 della tattica moclerna dal punto cli visln 1ecn1ro 1' ,;opntlntto rln quello morale. . Ouestti, dec:isionc, che lm per delermina11Le l' int.11iLo r,lelln, /or;;~ cli ;esisten,;a, 0 quella della poten,;a rl'H,rto . di cu i.<"'. ~i se11te.capa~1 in certi capitali momenti. esige cfa ;;ola stntli praL1 c1, 1111l.ral_1 ~ nfl essiv i r·hc mal ~i eoncilinno co ll a precipitazione con cui ;;1 nsol~ vono a quel punto le escn;itat.ioni cli ,·ombattiment.o e le .grandi manovre. ,\ I giuoco cli guerra ed alla rn anorra con I qunrlr1 tocc:'t perciò creare rorrispondenti situazioni e ~volgere poco a poco 1l sens'l tattico ed il carattere de2li ufficiali per abituarli acl afferrar
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rapidi li~ condizione data, e a decider risoluLi dermi.. Ed alle applicl).zioni delle evoluzioni si appartiene corroborare il Lutto con parziali esercizi che analizzino le éliffieo lLà tecniche ed esecutive proprie di quelle str ingenti emergenze.
prima del Lempo. Non bisogna dimenticare che, salvo eccezioni, tuLtociò che aderge sull'orizzonte è fo.uo naLuralmente segno ai colpi mirati cleH'avvers,.trio, mentre all'opposto i. semplici e quasi inapprewt:bili movimenLi cli terrn, come pieghe, ondulazioni, piccoli foss i ecc. ecc . .alle grandi clislanze non appariscono e non auraggono il fnoc'o.
I requii-iti di una posizione difensiva teoricamente parlando sono: possibilità di resistere effi cacemente con le minori fo rze possibil i, per scrbame buon nerbo al momento della resistenza decisiva n della riscossa - appoggi alle ali - libero dominio cli tiro per l\irtiglicria fino a 2000 metri almeno, r, rlai 500 in giù per la fan teria - !'aci li i movimenti in.terni, l'avanzata offensiva, e i·l ripiegamento . 8 superfluo il Lli rn d m sarà ben di fficile rintracciare nn siffa tto ideale, rnassiml} nei combattimenti di scontro, o allorchè: le necessitit d' indole . strategica si irn pongono sulìe tattiche. - E la maggior parte rlnlle voltr,, date anche le più favomvol i circostanze, sarù ben giocoforza usufruire alla meglio i non completi vantaggi ehe offre una data loca li tà, schi v;irne se si può i difetti che presenta, e rn igliornrne artificialmente le condizioni di fensive.
Le trincee di haun.glia adoperaLe non per immobilizzare In, truppa, ma per accrescere o correggere le facoltà difens ive del terreno e sopraluLto infondere nel soldato quella calma da cui dipende l'eìricace proilotto ilei Liro, hanno dinanzi a loro un avven ire, che il recente passato non mi pare abbia ~en d.efin ito. Non so, a parlar franco, qua.I posto occupi nelle esercitazioni cli pace lo studio pratico cli qnesto ausilia.re della laLtica campale, dirò solo che il non ram il iarizzarcisi in tempo per comprenderne il vero spiri to e per utilizzarlo effi cacemente in foilzione del t.erreno e del fuoco, equivarrebbe a r inunciare gratuitamente ad un elemento di l'orza tmHo pi ù prezioso, quanto più f'acilmen te si può esser costretti dall' imperio dell e circostanze a strappm· la vitlor-ia dalle mani di nn preponderante Hf'rn ico col racco,qliersie ch(<mdersipri.1110,, e col .<;ca,ttare di. poi. A parte qn.esto, un errore che la mancauz::t dellrt granata o dello shrapnel non meli.e in ev idenza, nHt nel quale si cade sovente, si è quello di altriLnire una esagerala facollà cuoprente a ceri.i. ostacoli visibi li eh lungi. e faci li tanLi il tiro, come: caseggiati, piccoli poggi, gruppi di alberi · ecc. e di ammas,;arvi la truppa senza ragione o
Allorchè si ha tempo disponibile, chi comanda deve anzitutto formarsi un criterio cli clife,a generale e in baso a questo : occupare solidamente quei punti capitali che hanno l'inn.uenza di limitare le combinazioni aggressive dell'avversario; spartir quindi il fronte in altrettante partite o zone difensive, assegnare a ciascuna la lJUantitit di forza proporr.ionata all'cnt.ità della resistnnza H del contrattacco, se è il caso; disporre per la sorveglianza dei tratti meno importanti; indicare gli obietti vi tattici cli estrema difesa per eollocarvi al coperto In truppf) di '.z" schiera; iicercare in prossimitb di essi, ed in specie sui fianchi, sboc.chi favorevoli alla riscossa, per avviarvi a suo tempo allol'Chè eioè siasi chìarit~ la manovra dell'attaccante, le truppe di 3a schiera . - E qui è bene osservare, che nella difensiva le diverse schiere non :sono sempre detenninate da una ripartizione distanziata ; ma dal rispettivo loro ufficio o meglio dal successivo loro intervenire nnl confli tto . Allorchè invece il tempo manca' o stringe, la prima cosa a fa!'si sarà quella di scegliere, anchn a costo di retrocedere, uu buou ap poggio locale e svilupparvi in batteria un couvcnicntc numero di pezzi; per ricorrere tosto all 'azione incoraggiante e potente del cannone; per ritrarre, se fa di bisogno, sotto la protezione di nsgo le truppe che si trovano in situazione arrischiata; per orientarsi alla meglio ed i1u partire con relativa calma le pit't interessanti cd. \1rgcnti lli:;posizioni .
E qui cacle in acconcio raccomandare che non si trascuri, mai, nelle esercitazioni di pa,ce, la, previggenLe abitudine di osservare e studiare a vista. le caraLLer'isLiche genera.li e particolari del terreno che si lascia dietro cli sè nell 'avanzare verso il nemi co, po·ichè su quello si può esser più tardi costretti a ripiegare e a difenders i. La difesa lontana. - Alla cavalleria dnrante il periodo del riconoscimento e durante quello della rlifosa lontana, si presen ta uu gran campo di°att.ività, esscndochè nella difengiva spetta a qucst'arme, qnasi assai più che nell'offensiYa, il difficil e còmpito di tenere il conta tto ANNO X Xlll, VOL, J.
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OFFENSIVO E DIFE NS IVO
APPUNTI I N T ORNO AL COM8ATTl7''1ENTO
col nemico, Sl)iarne senza posa le rnosse, prontamente e continuamente l'iferire sti di esso. La difesa come l'atta_cco, e pitì di crnesto ancora, ha bi,;ogno di ini?iiare la lotta sotto l'egida potente dell'artiglieria; perciò il primo co llocamento dei pezzi in batteria nrnrita la principa le. attenzi~ne di l'.hi co~ manda, e tutta l'intelligente operosità degli ufficiali dell arma, 1 quali devono essere perfettamente eclot.ti di tuttociò che si passa nel la mente cli chi dirige l'operazione. .. . . . . Il primo còmpito dell'artiglieria della difesa, m pr'.uc1p10 . del co1,1'.battimento, è quello di impedire per quanto può lo svduppo m b~Llc1:ia dei pezzi avversari (pronta ad interl"omper(~, se ~OP'.'alTatta, uu mn:1le duello col ritrarsi al sicuro), di tasteggiare col proiettile quelle local1l~1 ~. direz.ioni co perte dietro o, verso le quali si sospcLta ~l concentramcut~ cli forze nemiche; e nei comoattim1rn ti di scont_ro d1 sostenere le pnruc truppe che bene o male son già alle prese coll'avvc\'Sario . Jl primo còmpito della cavalleria, si è già eletto, è quello cli attaccarsi all'avversario, osservarlo, indovinarlo cd i1iformare. · Il primo cònipito della fanteria annidata sui salieriti difensivi, è Cfll(~l!o di costitu irsi, ap pena lo può, tribolo ci inciarnpo continuo all'avanzar della fanteria costringendola con un fuoco calmo, ben mira to (e spinto cla tiratori scelt.i in certi casi favorevoli sino alle maggiori diswnze) ad arrestarsi sotto il crescente tiro dell'artiglieria. Come è naturale, i punti avanzati, che permettono di colpire di fianco o di sbieco l'assalit.ore, sono i più vantaggiosi, perchè permettono ai primi difonso1;i di persistere più lrmgamente e cli ritrarsi con facil ità, senza paraliz.zare l'azione delle tì'uppe arretrate. · Così, mcmLrè il comhattirncnto si avvia col cannone; mentre la cava lleria ~corraz.za, punta ccl informa; mentre dai sal ienti della posizioue si . cerca cli render disastroso il cammino all'oITeusore - chi comanda, scelto un conveniente sito d'osservazione, segue attentamente le mos,sc clel nemico e si sforza d' indovinarne i disegni per dare a tempo le ulteriori disposizioni. Su cl'Ògui partita tat.tica ciascun sotto-capo studia la zona c}1e gli è as~ segnata ; ne percorre fronte e profond ità; si forma una chiara idea di ciò che potrà esser chiamato a fare e del come clovrit comportarsi; e sceglie sopratutto, pei suoi parziali niu;l&~ cbi sostegno, un sito tatti camente acconi;io, sia per prorogare tenacemente la rc:;istenza, sia per geLtadi sul fianco dell'assalitore.
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Tra le teori.che difensive che dovrebbero più particolarmente esser studiate nelle esercitazioni tattiche e nelle grandi manovre, o meglio nelle applicazioni delle evoluzioni (astra1.iou fatta dalla sud.di, isione delle schiere non sempre schiettamente appl icabile nella difesa,), meritano particolare consideraz ione: la ripartizione generale ,clell~i truppa, per modo che questa risponda al principio del condensaniento sui pt11nti forti, e dell'osservazione negli im,tervalli; e la disposizione particola.re di essa su ogni a,ddentellato difensivo: disposizione che dovrebbe corrispondere; alla necessità di im /iwco poten,te nel momento e nell,1 direzione donde si deli nea e stringe l'offesa; al bisogno di 1·im;piaz.za?'e le perd'ite; e alla opportimità cli co1it·rattaccan. Così esercitandosi si correggerà quell a esagerala tendenm cli disseminare anzitemp.o la gente sul perimetro difensivo, per· tappare ogni palmo di terra, anzichè preferire solidi e ben postali sostegni, suscettibili di qua lunque indirizzo. L'esperienza ci adclila che n~lla occupazione perimetrale di re:.. -cinti, margini, boschi, campi ecc., per schi vare una pregiudicevole ·élensiLà e per favori re l'uso efficace, delle arnJi, il numero dei tiratori dovrebbe conispondere a non pi;ù d'un uomo per metro circa di sviluppo. l\'Ia anche .questo claLo va accollo con riserva, sulla considernzi911e che la disciplina e la direzione del fuoco non consentiranno di ripartire uniformemente i difensori hmgo il fronte, a meno che il. terreno lo irnponga, e richiederanno invece di raggrupparli nei punti più indicati a sLor;.ni cli squadriglie, squadre ecl anche plotoni con gli uomini p·iù o meno largh i, ma sotto il comando personale clei graduati e tanto meglio degli ufficiali. Anzi qu.i cade opportunissimo notare: che non solo bi?ogna astenersi dal frazionare più dello stretto necessari.o; ma che, nella.difensiva in ispecie, urge, combatt imento du.rante, ritrnrre in serbo tuttociò che in dali momenti non è utilmenLe ad.operabile sulla lin ea di fuoco, e raccogliere e riordinare i respinti e gli sbandati, per riorganizzar!i e giovarsene alle mwve occorrenze, che non Larderanno a presentarsi. Nella quale arte d'indole essenzialmente mora,le, altorchè ronzano i proiettili, rifulge bene spesso tutla, l'energia e tlttla la destrezza degli ufficiali combattenti.
OFFENSI VO E DIFENSI VO
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APPUNTI INTORNO AL COMBATTIMEN T O
La difesa vicina. - La fanteria avanzata della difesa, senza impegnarsi soverchiamente, molesta semprepiù cd obbliga le prime truppe sparse dell'attaccante a moltiplica,rsi sotto il fuoco clùll'artiglieria, la quale ri1ro]ge contro l'ordine sparso [1arte dei suoi colpi. Una parte, si /~ detto, poichè per respingere la linéa ancor scema di cacciatori nemici, non de,,e perder punto di vista i più importanti bersagli, che sono il grosso dei battaglioni e, se capita il destro, le seguenti coloune. A misura d1e l'affronLamento nemico si smaschera e spinge, li~ truppe avanzate cedon terreno per non rischiare, ostinandosi, di spostare il centro di attività della difesa, dal quale non tarda ad aprirsi un fnoco nnlrito e logonmtc, che forza l'offesa a raddoppiare d'in tensi t/1 lit dove intende puntare a fondo, e per conseguenza a sr,elai·s'i. Gli accidenti topografici che costitu iscono altrettanti ptinti magistra li della posizione, atÙ·aggono direttamente o indirettamente gli sforzi dell'attaccante. I cacciatori , e parte de' sostegoi del difensore già scioIti con essi, ne corouauo i margini; il gro;;so dei battaglioni, generalmente ,separato per compagnie, in parte si avvicina pun ti di sbocco indicati pel contrattacco, in parte avanza e si fonde sulla linea cli fuoco. Gli iif{ìoia/:i, s1ibalterYl!i e i graduati hanno il precip110 incarico di frenare e cli dirigere il tiro, e l'onorevole mi:;sioue di inspirare col loro t1,obi lc contegno quella fermezza e quella '. calma, che souo le sttpreme virtLLdel soldato in quei critici momenLi. I cap,i,tani, intc.mti a sorvegli are le mosse elci nemico, regolano la di fosa del tratto assegnato loro ,, preoccupandosi più specia lmente del graduai<} ed op portuno impiego dei sostegni. . I m,ciggiori, armonizzano l'azione dei rispettivi loro ha ttaglioui con quella del le truppe anìancaLe o retrostanti; seguono l'andamento del comhattimenLo per rinvigorirlo a tempo e luogo con quella parte di truppe cli cui si sono riserhato il comanclo diretto : e, fidenti e saldi neUe disposizioni date, imprimono rlapperLutLo una efficente attività, senza stancare~ inutilmente la forza con inuti li e dannosi spostamenti. Qo-ni comandante d:i zona o d:i, sch,iera si sforza di alYerrate; istaute v per istante, il vero pensiero animatòre dell'offesa; <[lll) per restringerr, o allargare il raggio d'azione; lù per proporzionare la resistenza allo sfoao; ora per determinare il clovti r, il q1w,nclo si debba esp licare tnLta ]a potenzialÙà del ruoco e pnssare al contrattacco; più tarrli per di rigerù nna mossa retrograda in rnodo da non compronrntterc la situazione delle truppe vicine ecc. ecc. L'ai·(!igl!i,eria, obbediente per quanto è possibi le alle istrn;1,ioni di un solo, o inspirat.asi al vero obbietti vo della difesa, concenLra il terribi le
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suo fuoco dove si cumulano le maggiori fone nemiche, e dove avvisa imminente e minaccioso l'attacco. E, sorda alle faci li sollecitazioni altrui, nou vago la qua e là cou colpi sparsi, ma preso di mira nn obiettivo lo cuoprn cli ferro e lo annienta; e allora soltanto, governata da una sola idea, da f[Uella di andare iu traccia di grandi effetti, rivolge il suo sguardo .lii rlo,;e lo reclamano le concfoioui generali, e soprattutto il bisogno di rovesciare le prinir1 schiere di fo nteria, per aprire un varco al contrattacco. La cw-oallM·,i,a all'erta cd ardita serve di guardia alle ali; e di spauracchio a quelle clell'avvr,rsario; rapidissima a cogliere la fuggevole occasione e a scagliarsi alla carica, per costringere almeno le sparse membra del nemico a raggrupparsi e costituirsi bersaglio all'artiglieria.
li contrattacco. - Il potente e conceut.rico fuoco · dell'artiglieria la ca lma la direzione e la radenza del Liro di fanteria; la condotta in gcne1:e della prima schiera, che sa resistere, che sa modulare per cosi dire a tempo e luogo il crescendo degli sforzi, nonchè l'attivo riordi.1wmento dei reparti re,,pinLi o ritratti ; e più di tuLLo la tempra morale d1 clu_comanda, hanno una capitale importan7,a dmante il periodo della chfesa vicina, che è il più vitale, poichè su di esso poggia l'esito dell'imminente manovra cont.roffensiva . L'attaccante guadagna affannosnmr,utc terreno . Il di r<msore gua ta ed aspetta con ansia quell'istante iu cui dovrà precipi tarsi su cli esso nel modo, e nel puuLo il pi ù decisivo . . . La spazio poco a poco spnrisce. La pugna ferve s.u. tutto il fronte. ... là climosl.rativa, altrove temporeggiante, qna dec1s1va . .. ·. . Occupiamoci cli qnest'ultimn . Sulla soglia della zona torrida 1~ prime truppe dell'offesa, arrestatesi per prender lena, c1.10pron? cli proie1.tili la posizione nemica . Raggiunte di lì a poeo dagli ult'.nu so~ stegni, premute e soll eci tate dalla sopravvenient<: secoml~ schie~·a, s1 lanciano alfìne con sbalzi nervosi, e al rumore mcoraggiante d, scariche convulse sulla via del Calvario. Dagli ·appostamenti della di fesa grandina all~ra un, fuoco . celere, basso e couccuLrato ~he raggiunge la massima rntens1ta. Ogrn ~balzo dell'atLaccante mette a dura prova la fermezza del difensore . Questi però, se Jmwo e ficlr~nte, semina il terreno di erme umane; e franto un solo istante l'impulso clell '1iggrcssore gli piomba risolutamente sul fianco cou le approntate colonne di fanteria . . E intanto che . queste con quello si frammischiano, l'artiglieria fulmina tremende volale contro le retrostanti colonne, e le truppe dc-
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APPUNT I I NTORNO AL co:.'1BATTIMENTO
stinate come estrema riserva studiano l'esito· di qucst'uhirna scena dì fuoco e di sangue, e si pongono in misura di parare a c1ualunque eveutual itJ1. Fin qui la sintesi immaginosa del dramma . In pratica però l'arto risolutivo, per quanto l'indirizzo generale dell'offensiva e della difensiva emani dalla mente dei rispettivi capi, non si ,pronunzia nè nel medesimo istante, nè collo stesso vigore, nè con uguale risultato sn tutto il fronte della posizione attaccata . In ogni punto, si può dire, si risolve, massime nei nostri terreni, una tattica locale che ricliiccle un diverso impi ego di forze, secondo le circostanze, e le conrlizioni generali, che or suggeriscouo di risparmiare l'ulLimo sostengo; ora impongono di esaurire fln l'ultimo uomo disponibile; ora di cedere :rncorchè in grado di resisLcre; ora di resistere per qnanto agli estremi di forza: apprezzamenti e risoluzioni che sono oggi più che mai affidati all'iniziativa, responsabilità ed intuito artistico dei éapi sott'ordine, ai quali appunto si appartiene inspirllrsi al concetto e all':mdamento genera le dell' azione, ed imprimere alla particolare loro c1nclotta un indirizzo conforme alle istruzioni ricevute cd alle esigJnzc del momento. . Ed app unto per questo, nella ripartizione della truppa, fa (l'nopo, allorchè si è determinata la propria linea di condotta, proporzionar bene allo. scopo la forza che si assegna a questo o a que l comandante subalterno, aflìnchè in ogni corrispondente appiglio topografico possa esplicarsi una tatt.ica difensiva - offensiva autonoma o con sufficienza di mezzi, ;ml rifl esso che non semprn quel che si toglie agli altri,. per un soverchio provvedimento precauzionale, potrà intervenire in tempo, lù dove più se ne manifcste61 il bisogno. Del resto come conclnsione diremo : 1° che i più. dirficili còmpiti dell'arte di condurre una difesa sono .precisamenLe rappresentati dal do,vc col locare le colonne cli con trattacco e dal qiiand,o gettarsi sull'aggressorè per cangiare in offensiva la manovra difensiva; 2° clic una caratteristica nc~l!a <prnle si riassume quasi l'indo le diversa della o(fes1i e della di/e.sa è la seguente : Nell'offesa la• ,J• sclvic·m possiede un affascinante potere offensivo ; ma difetta di mezzi difensivi, che richied e alla seconda. Nella difesa la Ja sclviera possiede considerevole. potcuza di fensiva (purchè non vi rinunci a mezzo), ma difetta di mezzi offensivi, che· aspetta in vece dalla seconda. 1
OFFENSI VO E OJFENS1VO
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Nelle applicazioni converrebbe studiare in modo elem~n~are le due fasi della difesa, lontana e della difesa vicina, che cost1tmscono ·1· ,· do clella resisten.w : quindi la fase llel contrattacco, che può 1 peno . ·l·r · e·ale ·u esser l)a.rlicolare a ciascun pn?.to o partita, e I ensn'a, ~ ge1~ .re . ~.. tutto il fronte, secondo le circostan:t,e e sopratutto il. te11 ~1~0, il quale ultimo cl.et.la più specialmente ht legge, si~ ~e~· la ~lisp.os1z10~1~'. sin. pel governo clella azione. ~ c.iò per formarci cle1 c:~·Jten p~·a~~cJ · Sul vanta.ggio che può trarsi dalla longa geLlat~t utile del !uc1le, per ingenerare al più presto lo scoramento nelle file del nemico con . Pochi,' ma b-iwni colzJi;· · · · nmu· ·mano .1·1 f.uoco per S rtl come e quando mgn.gliardtre . .costrm:: gere l'ordine sp~trso a:vversario a far la sua ultnna sosta 11 pm lontano possibile; . . . .. . Sulla virtù dissolvente clel fuoco frontale ele,,n.to. alla ma.ss1_1~a intensità quando .iI nemico è a. tiro efficacissimo, dai 300 metn m oiù. Sosle;ni adéloppiaLi snlht linea di fuoco ; . è) Sull'op;ortuno appostamento dei nuclei ~la contraLtacco; si.a c11.e appartengano allo, seconch o alla terza ~chiera, .secondo. le .cond~. · l()(jc. "'1 1· e l' inrport.anza del , ))Unto difeso; dnnodochè si possa, z1oni · · · [ erompere sul fu:i.n~o dell'attaccante nel momento eh~ e1 p~·ocec1.e ~.l'assalto o subilo dopo, qmmclo cioè si avvisa ch'egli abbia m;1;1w,e virtù di{ensivci; . ·sull'impiego dcll'a.rti glieria, vale a cl!re: . ., 110 llmomento e il modo più efiìcace per smascherar~ ~l . Lno dei pe:t,zi posta.L·i Sllli a .l'urna o quas ·t e·1ell·et 1·. es· · 1•stenza . e , nonche 11 momento e rnoclo della loro riLimla. . . . 20 L'azione degli a.ltri, collocali in punti arretrati Javorevoh '. e clesLinat.i ad anticipare e ad associare il loro fuoco con quello cle1. pezzi avanzati conlro la fanterin. élell'atLacco, non a.ppena l:,t scoraono ef(foacernenle: a. dirigere i loro colpi contro le seconde .e le è) · · 1·t ·1 ·L·1·ci contro la prnna: terze schiere, non appena· abb'i ano nnpec .1 o 1 1 . . . · a costituirsi pernio di raccolta e éli élii'esa in caso cli nt1rata ·
La ritirata'. - Ritirare le truppù dnl cornbatti1ue.nto è sempre un'impresa delicata e difficile sotto il doppio .aspetto tau.1co e morale, anche quando si tratta di seiuplice manovra cli spo~tamento. Si fa poi t:rn to più critica quanto peggwn sono le condizioni della
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APPUNTI I NTORNO AL CO~'lBATTl)'!ENTO
loua, nell'istante in cui si è costreui ad iniziare i [ movimento retrogrado ; quanto più dappresso ci serr.a ed avvolge l'a vven:ario. Per comprenderlo: basta riflettere alla gi ttata attuale delln armi; al lungo tratto a percorrere, quasi passivamente, prima di sottrarsi ai colpi diretti del v.i ncitore; e fin almente alle iufl nenze morali di c.ui male si calcolano gli effetti perturbatori. Uno dei problemi più complessi e seri a risolversi, per le cou~eguenze dirette ed indi rette a cui dà luogo, è precisamente quello, siccome più innanzi accennammo, di saper all'errare il momento opportuno per sfuggire alle pressioni del w3rnico , e di decidersi a ceder quando, pur disponendo di forr.e e di spirito suffo;iente per resistere in quol momento, si rischia, persistendo·, di non poter di lì a poco ripiegare in buon ordino. . Freqnente alternativa l che mette in risalto la responsabilità di chi comanda; il quale se resta ccl è sopraffatto, hn contro di sè lo stesso esito sfavorevole che lo accnsa; se si ritira non ha eia opporre alla cri-' ti ca la giustificazione clol rovescio pati to . . In questi e.asi, elevarsi al disopra degl i eventi e riso lvere senza titubare, appartiene dal grande al piccolo ai forti caratteri; poic;hè, alle dubhiezzo del giusto apprezzamento della prop ria situazione di c.onfronto con quella dell'nvversario, si aggiuugono lo incognite moraIi che si debbono 11ffrontare e dominare. Mi sembra che nelle esercitazioni tattiche e nelle grandi manovre non si studi tanto, quanto lo reclamerebbe la difficoltà e l'importanza dell'argomento, il processo di una ritirata; In cui preparazione, coo rdinamento ed inizio, offrono da soli argomenti inesaurib ili di pratiche istruzioni e di scientifiche e psicologiche ri11essioni. Tanto più se si pensa: che se è difftcile in guerra cnlcolare il momento giusto per ritrarsi con cognizione di cnusa e di opp_ore forma lo sco.oali o tunità, in pace diventa un astruso problema, . prin<:ipale contro cui intoppa chi comanda in sotl'ordine:· il quale, alla impossibilità, a volte, di valutar chiaramente il grado di resistenza di cui è capace, associn la tema continua di nuocere in un modo o ne11'altro a11o sviluppo generale della manovra, o di contrariare le intenzioni del suo comandante. N?; la scella o meglio l'intuito dell'istante conveniente a ritirarsi rappresenta l'unica difficoltà che si ha da superare; ma altra ne e$istc d.'or-
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cline tauico , e sta nel modo di sapersi, per cosi dire, dii,legitare ci poco a, poco dinnanzi al nemico, evi tando di essere sopraffatti allorchè le nit.imo truppe volgono il tergo al vineitore. Tutti i trattati raccomandano rii preparare e di facili tare la riti rata col mezzo di riprese offensive; ma pur troppo nou sHrnpre i contrattacc.hi sono possibili, q uan'do più sono necessari; non sempre sono pronunziati in qnegli estremi mornenCi coll'eru~rgia richiesta; non scni [H'fl di.mno risultati corrispondenti ai s,1grifìci elle costano. Ed anche a questo riguardo non sarebbe mica male esperimenta.re qualche cosa. di simile per apprendere, sia ,l sfuggire alla pressione del nemico, sia a p redisporre ed operare all'opposto una :specie cl'inseguirnr,nto; e ciò t.an~o co l mezzo di applicazioni per situazioni slacca Le, quanto negli esercizi tatLi ci di 3° grado o nelle stesse grandi manovre; iniziando, per esempio, l'azione al punLo in cui le ultime Lruppe di un partito, ell e si suppone sopraffatto e respinto, pron1111icia-no. il loro movimento di ritirata e forte disLaccamento cleJl'altro riceve ordine d'insegllire; mentre il corpo pr incipale, già stabilito sulla posizione conqu istata, trasforma il suo ordine cli combattimento in ordine di man;ia ma.novra, e segue anch'esso le orme del nem ico che si r itira ('I). Anche l'occupazione di retrostanti pun ti cli appoggio per ratcoglicrc a volta a volta le lince avanzate che si ritirano, e la scelta per partn cli queste rli direzioni nçm maschernnti il ftioco degli appostMn<mti succes.sivi, costituiscono altrettanti im portantissimi precetti che presiedono all11 buona riusci ta di unn mossa retrogrnda; rna anche a quc:::to riguardo non sempre !'abiliLit m1rnovrien1 della trup pa o ii, suo stato _morale si pre,ta a queste operazioni diffi cili a prndisporsi, più difficili ancora ad esegui rsi; ed i fa ttori più $icuri e Ynlidi per èlisfo1pcgnarsi iu modo meno disastroso ccl onorc,'olc si dovranuo sempre ricercare: nell'eroico contell'no dell'art.io-lieri:1 eh<~ divide col la f'11n teria l'on'ore del tiro ravvie u ciuato· nella spontauea cd iutclligente abnegazione della cavalleria; nella discipliua e saldczw clel soldato cÌi fanter ia '~:osi net lasciaro come noi riprendere il com battiiucuto; n<~lla sna abitudine a s::ipersi raccogliere intorno ai propri superiori; nell'energia, colpo d'occhio e presenza di spirito del comanclanto e capi sot.t'o rtline. (lj Vedi Italia Militare 9 ottobre 1877 (N. 121J Divagamenti intorno alle gr andi ma1101.'l·e.
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OFl' ENSIVO E DI FENSIVO
APPUNTI I NTORNO AL CO?IJBA TTIMENTO
Del resto :·- se la ritirata ci è imposta cfallaforza stessa delle circostani~ improvvise ed impellenti , bisogna st(bida senr.a smar·rirsi d'animo; sottrai·re, cioè, al pil't presto quante maggiori forze è possibile agli artigli del nemico, generalnrnnte le più a contatto (se è fatti bi le) e le più distanti da esso; cd aflìdare ad nn cli:<t:iccamento di quelle centrali, composto di preferenza di armi che possono sottrarsi rapidamente, il generoso mandato di rcsi:;tcre a oltranza: - se la ritirata ci è: consigliata invece, non tanto dall' avvi~rti ta superiorità numerica clell' avversario, quanto da al tre considerazioni .locali o gener11li, bisogna allora rifl etterc bene alle conseguenze e, una volta risolu~i, govern.arn la manovra in modo da raggiungere d!ifìtat;i la nuova posizione difensiva, senza ten tennare per via con fronteggiamenti parzia li e slega ti che distruggono l'uni tà di direzione.
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Dife Lto questo che si riprÒdnce spesso nelle esercitazioni La.LLiche allorchè ci si ostina. a. conLrast.are palmo prtlmo il terreno al nemico incalzante ( e com.e incalzante!) con paralitic:i 111ovimenLi ·reLrogra.di . e soste impossibili, le quali salYo rarissime eccezioni rappresentano un non senso nella tattica del fuo co, e ciuel. che è peggio segnano la. mancanza. completa di drispos'izioni clirnttive nel campo della tattica di manovra.. Comunque sia, teoricamen te parlando: aìla fanteria si appartiene cli, sostenere sè stessa e le armi sorelle con alternata vicenda di fuoco e~ di sbalzi retrogradi, proteui secondo i momenti, ora da chi sta ancora dinnanzi, ora eia chi già si è portato indietro; senza rinunciare a cinegl i arrliti aui controffensivi che rialzano, sia pure per un istante, il morale e frangono lo slancio qualche volta inconsulto dell'insegni tore; alla caval l!~ria, in grazia della rapicli ti.1 di cui i~ dotata, si spelta specialmente la guardia dell e ali e la gloria di arresi.are il nemico irrompenle, affrontandolo ad ogni propizia occasione, massime ili fianco; erl anche a costo cli•perdersi, ove occorra, per dar wmpo agli altri di ~ott.rarsi alla stretta del vincitore; ad una pat'tc dcll'artigìieria (possibil mente leggiern) incombe di accompagnare la mossa retrograda'dellc ultime trnp pc fron teggianti; all'altra (possibilmente di maggior ca libro) quella cli sostenerle~prendendo posizioni nr-rctratc e, se si può, oblique rispetto alla fronte, onde acco-
gliere le truppe avanzate che ultime si ritirnno, ecl infliggere i maggiori danni all'avversario costringendolo ad arrestarsi. E ·per chiudere diremo: che la scelta delle direzioni opportune, per sottrarsi al più presto nl tiro diretto, e non paralizzare l'azione delle truppe disposte sulle posizioni à,1-rctrale, costituisce una delle missioni più difficili dei capi sott'ordine cui è aflìclata la condotta della truppa; che le diverse frazioni a contatto diretto col nemico devono manovrare eol più intimo leg11me per so:;tcnersi reciprocamen te in fronte od anche in profondi tà, onde supplire nlln mancanza dei sostegni , facili pur troppo in quelle contingenze cd allontanarsi, istante per istante; eh::, 11 scongiurare finalmente la tendenza centrifug11 e disgregante che cospira contro l'unitl\ di condotta , in ispecie per la fan teria, importa · assolutamente: che si eviti ogni soverchio rrazionamcnto; che le unità tattiche sim10 alla mano di chi le conumda; che ogni drappello sia personalmente guidato dagli uflì.ciali , massime nei terreni rotti e coperti nei quali riesce malagevole coordinare razione. Ilo detto che uno dei fattor i più importanti per sottrarsi onorevolmente alle strette cli una ritirata.' lo si doveva. ricercare nell'abitudine del soldato a sapersi raccogliere intorno ait prnpri snpe?"iori. Occorre forse soggiungere che in crueste poche parole si wmpendia tuLlo un tiroc;inio istntltivo-morale, quello cioè, che ha. per oggetto di svolgere nell a truppa. la. -massinui flessibilità,, congi.wn,ia
ad 1w1, fortè spù·-ito di disciplinci? Certo che noi }fa è solo sul modo e sui mezzi onde raggiungere un tan to scopo che bisognerebbe intenderci nn po' meglio. Da l canto mio, astrazion fa.tt.a dall'elemento morale che occup,1 senz'.a.ltro il primo posto, oso ripetere ancora: che i lrnoni rudimenli dell:t nostra. istruzione ed educazione taLLic(l, più che nelle esercitazioni cli, combattimento e nel le D.i:rrandi manovre (utilissime anzi indispensabili , . . come complemento e come nalesLm per l'alta gerarchia) si devono spilla.re da sq11arci di studi e di eserc,izi campali, eon lungo e rnoéjesto lavoro di preparazione, e per mezzo delle applicazioni delle evoluzioni al terreno; alle quali, se ben traccia.te e comprese, è riserbato un importante avvenire. N. Hiwscn
t
Tenente colonnello.
L'ESECUZIONE DEGI.J OHOIN I IN GUEflRA
L ' E SECU ZI ON E DEGLI
ORDINI IN GUERRA
I. s.e in guel'r~ tn.tto pole:;se eseguir!-i coll'esattezza con Cl~i agiscono le s1~go le par'.1 eh. una ?uona macchina: - se tnlti i pensieri di col,°1 o clt~ no v'.1t.'1 gmd1 della gerarchia sono ehiarnati ad eseguire un operazione mrl1lare qualunque fossero concordi nel concetto d Il I . . f' .. e o sco~o c ie si e pro tsso di mggiungel'c il capo supremo, l'enLe direlt1vo dell'esercito, o di qnel cot'po d'esel'eito che marcia, mn,nona e comha~te; - se la comun icazione dei dnhbi, delle idee, sopra un teal:l'O dt ~11erra o sop1·a un campo cli bai.taglia poi.esse snccedersi rap,da, chiara, posil.iHl sempre, ::id onta delle distanze, come ess:t arrebbe luogo quando le persone sono a contatto e possono trait.are a voce, allora rr1o!t? l.cori c divcrrebbc1·0 inutili, e tutla la scienza, tull.a '.a ~·cs~onsab1lttù, tutta !'al'le si conc~ntrerehbero in una persoi1a, s.ol<1, la qual.e a c.olpo di hn cchetta dirigerebbe una baLlaglia, come rl. capo-111us1ca d1nge un'orches1.1;a, in cui ogni suonatore hn una parte ben definita da eseguir<', e non ha che a illarc attento al1' insieme ed agi i erreu i cui Lendono i segnal i dell a. hacd1etta t •.!\<fa ~?~ra. un campo di ballaglia le rose procedono diversamente. Gli ordini "1 emanano, ma come si eseguiscono '.1 - si possono. si debuo~o eseg11ire alla lettera? · I
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In guerrn vi sono delle circostanze, e molte, in cui non baslano zelo e coraggio per eseguire bene un ordine, perchè l'esecuzione va regolala a seconda dei casi del momento . Il soldato, l'ltfficiale, il generale sono parti di un1 macchina morale, in cui la disciplina e la devozione agli ordin i superio1·i vanno strettamente congiunte alla oneslà elci proposili, nIl' intell igenza, ali' iniziali va, al valore, allo zelo e ad un desiderio inlenso di compiere il proprio dovere nel miglior moclo possib ile, nel senso e nello spirito di un 01·d ine dato. La. parte va cr<'scendo in difficoltà man mano che cre,;ce il grado o la carica di r.ui ù rivestita la per:;onn che la. deve esegui re. - La parte del soldato è faci le e ben definitlt ;_ più. cli!l'icile è già quella dell'uffi ciale, - difficilissima qnella. del gcnemle ! E i11 ciascuna avranno più o rne110 predom inio .l e qua lit.it or ora dette e che debbono andar sempre collegate alla disciplina e alla devozione dell'inferiore , erso il ::uperiore. - Tutta l' arte, tutto il sapere, lutla la capacità. del!' ind ividuo debbono esser messe in azione per e::;eguire l'ordine dato secondo le circo:;lanze del momento e secondo il concetto diretlirn di ch i ha emanato l'ol'dine. I l soldato si trova in catena di <;accia.Lori davanti al nem ico e riceve ordine di cominciare il fuoco. Egli e:;cguirà quest'ordine _non alla. cicca . ma i'artt fu oco q1umèlo vedrit di potei· colpire; cercherà cli caricare e cli p1mtar bene, e spurel'it coll'intima per;;nasione di recare al nemico il maggior danno possibil <'; - se iu qualche 1nr1mento gli mancherit il hersaglio non sparel'it. È CJUistion e cli fid ucia : il graduato che non può ,edere e son egl iare ogni uomo, fiderà non solo nell'arte di ,;aper tirare e colpir bene del suo sottoposto, ma arn~he nèll a sua buona vulonUt, nell a sua perspicacia e nella sna one:;Là.Se uu soldato in,ece, inos;;errnto, spara a caso il suo fuci le, o non Lira tlttle le volle che gli si yresenla. un buon bc1·sagli o, avrà. delusa la Jid ncia. del sno superiore, senm. dar presa a punirlo. Se molti soldati agissero in tal manier,1 l'effello del fuoco risulterebbe minimo , e il superiore, :o;cnza comw encl.ern c h causa, s'accorgerebbe di non essel'e in grndo di raggiungere lo scopo prelìssosi coll'ordine dato. Un tomandante cli plo1one r iceve dal :mo capitano l'ordine cli scaccial'e il nemicQ cla un tal punto. Egli marcia in quella direzione, si avricina al nem ico con poca prudenza , è accolto cla. una scarica
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JN GUERRA
L 'ESECUZIO'.'IE DEGL I OHDINI
Il cieco valore e ]a slretta osservanza del regolamento di disciplina hanno compromesso il concetto direttivo delle operazioni che il capo supremo si era prefisso di compiere. . . . . Un <~on1andante cli corpo d'arma.La nceve ordm~ alle 8 del mattino di conservare colle sue divisioni la posizione B. E attaccato dal nemico, lo respinge e si mantiene effettivamente al suo .posto. ~u~ ore clopo egli non ha più nemici innanzi a sè; spedisce dra.ppell, cli ca.valle~·ia alla scoperta, e questi rientrano riferendo eh.e l'avversario è orma.i ben lontano e che, ogni pericolo di un novello attacco è cessato. Alle 3 p. m. il corpo d'armata. più vicino è vigorosamente attaccato eh colonne imponenti; manda a chiedere rinforzi e sono rifiuta.ti, perchè l'ordine suona di mantenere la posi zio ne B colle sue divisioni. Il sU:o co llega è battuto e·r~ostretto a ritirarsi; e questa ritirala obbl iga lui pure a retrocedere ed abbandonare la posizione. Egli è rimasto ligio all'ordine dato, lo ha. eseguito alla lettern, .non pu9 essere punito, ma deve essere l.Jias!maLo perché sette_ ~re dopo le circost~ui:t.e erano muLate e l'ordine cloven essere modificato nel senso di raggiungere non solo lo scopo del mornenlo, ma lo scopo supremo di una battaglia che è quello di sconfi.ggere il n:emico. . . Infiniti sono gliesempi in guerra. di battaglie perdo.te, dr operaz10nt compromesse per non aYere eseguito gli ordini con disce1~nimento, con cuore e con onestà, o per non aver sa.puto assumersi una responsabililà che eletta.La da slancio generoso accoppiato ad un intelligente impiego della. forza non comprometterà mai e sarà sempre lodatissima.
che gli ucci~e e fe.risce ti·e o quauro soldati, - retrocede e riferisce al suo s_upenore eh non esser riusciLo ad eseguire Ja. missione avuta. p~rchè tl punto era. troppo fortemente occupato, e li1 sua forza tropJJ~ es1gui1. ·· Non v'ha. motivo di punire o biasimare questo comandante di plotone, perchè esso marciato nella direzione impostagli ed ha riportat_o le 1Jrove _dt aver tentato di dare esecuzione all'ordine; ma se egli i1Vess~ agito con più discernimento e con più costanza. e valore, pro ba.b1lm:ente sarebbe riuscito a scacciare il nemico; e l'ordine ;arebbe ~ta l.o 111ename'.1te eseguito_. Ma il suo capitano non gli può c1ppu~tar_ nulla, perche non essenqo stato prnsenLe a,l fatto non può asserire 11 contrario. , U1~ comandante di battaglione, di reggimento o di brigata riceye l or~1:ne seglilenLe :. « Domani mattina all'alba la. S. V. occuperà la J)Os1z'.on_e_A. » Egh parte nella notte, giunge sul far del giorno in pross11~1ta: del luogo designato, lo trova già ocwpato dal nemico. .ront~ lll~Iel~O sen_z~ ave!· fatto llUlJa per occupare quella posizione, op,pu1e ptende pos_,zwnem altra località e ne fa rapporto . Il momento ~pportuno p,:ss.a, tl nemico frattanto ingrossa su quel punLo, e ciò che era poss1.bde_all'aJba non lo è più dne ore dopo . Ma l'ordine era tro~po laco_mco, diceva di occupare semplicemente il punto A senza dire se s,. doveva scaceiare il nemieo trovandolo . Quel comandante . ha eseguito l'or~ine alla lette·ra e non si può punirlo; ma, evidentemente .non r:r • . . ha . agiLo nè con iniziativa, nè con inte111·è)enza, . , 1 n~ co~ onesta: a hduc_ia del _supe~'iore è rima.sta delusa. Quel comci~da.nt,e _doveva ben nmnagmars1 che se il suo superiore gli aveva ord1~iaLo d, occupat·e ~ll'alba il punto A, ciò voleva dire d' impiegare ogni mezzo per rmsc1re nel!' inLento. Un coman:h'.nte di divis·ione invece riceve l'ordine di marciare coll:l Sllél dtvl.S!O~le rinc~oma.ni al punto C. Egli si metLe in movin~en~o e strada facendo mconLra il nemico in posizione. Non si cura cl~ !tu ~ ~prezzando il perico lo continua la sua marcia senza. prendere d'.sposizwne alcuna per comhatLere l'inatteso ostacolo. È hèlltuto e cltsperso ! Ifa egli eseguito l'ordine 1 AppunLo per ese,ruirlo puntualmente e scrupolosamente fu battuto e disperso. Va ;unito o/ No ; ma non va certarnenl:c iodato p~rchè per eseguire alla lettera l'ordine ha traseurato c,ò che l'intelligenza e l'arte gli avrebbero ~ettato.
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II.
Dalle considerazioni astraue passiamo· ai casi concreti-. Gli esemp i ecl i confronti varranno as,;ai a fissare le nostre idee. L'e(rre(J'io colonnello Hotze h,1 wiluppa lo i suoi concetti sull' eseò ù . cuzione degli ordini in guerra in un notevolissimo articofo dello Oesterreichische ilfilita1·i.sche Ze.'ih,chrifr., giitcitato dalla.Ri1Jista, partendosi dalla base dell a mi.litare disciplina che è il regolamento. Noi cercheremo di fa.re altrettanto.
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L'ESECUZIONE DEGLI ORDINI
TuLli i v"rndi della mil itare gerarcltia Ll'ovano appoggio e garanzia, . per l'esecuzione degli orélini in genera le, nei seguenti paragrafi del nostro Regolamento cli disciplina e del Codice penale mi liLare:
Jlegola1nenlo di disciplina.
§ 3. La disciplina. militare consiste nell'abito di adempire tutti i èlovori inerenti allo stalo militare. § ~. . D,1 ciò emerge prima di tntto In. necessità della immediata ed assoluta obbedienza agli ordini superiori, basr d'ogni ordinamento miliLare ..... . § l·1 • La sul)ordinazione con:;i,;le nella. sollo missione cli ciascun grado ai grad i superiori, e nell'osservanza. dei diritti e cl ei doveri che cla essa risultano. Principale tra qne..;ti do\'cri è quello clell'obbeclùmza dovuta dall'inferiore al s11 per iore nell e cose di ser vizio ecl in tullo ciò che si appartiene all'autorità a lni conferita dai regolamenti. § 13 . L'obbedienza deve esserr pronla, rispettosa ed assoluta
§ ::?6 .
. . . . . . . . . . . . . . . . . Ouand'n nche nell'esegnim ento cl i una disposizione qualsiasi si rnanif;,stassero difficoltà, o inconvenienti impreveduti, l'inferioreinvece di esagerar! i ai propri occhi e agi i altrui, deve fare ogni suo potere per sormontare gl i o:;Lacoli cd attenuare ogn i effetto meno buono. . . . . . . . . § 109 . 'l'Lttti i doveri degl i inferiori si riassumono in qnello clella obbedienza pron la, ri:-peltosa etl a:-solnta al superiore in tntte le rosr cl i servizio. § 1·10. Da qtiest'obb ligazione nasee il dovere nell ' inl'criorc cli adoperar e coscienziosamente tutlc quante le proprie forze di corpo e cli menlc, Lulla la. propria capaciti\. e tutto lo zelo per la più pronta. e più perfetta esccui ione degli ordini c:he gl i vengono dati dal suo superiore.
Codice penale. pel' l'tse-1·cilo. § 72 . Sarit punito colla ~lcs~a pena militar<~ (vedi§ 71) chi:
7° Avr1t esposto con un fatto od omissione l'esercilo od nna parte <li cs:-o a qualche pericolo, ocl auit impedito il buon e:;ito di una operaz ione militare, o in qualsivoglia rnodo avrit tolto o lentato di 1ogl iere all'csel'cito o ad nna parie <li esso alcun mezzo di agire contro il nemico, o ,tvri1 fac ilitato a questo il modo di meglio difendersi o maggiormente nuocere. § ·I06. li comn nclante cli una frazione qualuncrue delle forze lerrestri dello Stalo che non abbia eseguito l' incarico affidatogli, se I' 1nesewzione fn volontaria sarà punito in tempo cli guerra rolla. pena di morie; in tempo di pace colla clestiLnzione. Se l'incarico non fu eseguilo per negligenza, la pena sarà della destiluzione in tempo di guerra -:-e per imperiz ia elci comandante, quesli sarit sospeso clall' impiego . § ·I 07. J,'uffleiale .incaricalo di una ;;pcdìzionc o missione, il q11 ale pel" essel"si allontanato dagli ordini rirornti l'a , rit fatta andare a vuoLo od avrà male rs<'guiLo I' incnrico ,1ffidatogli sorà p1mito colla reclusione rn ili lare rstcn~ihile a tre anni, o col rarcere militare o col!,t sospcusiom' dtd l' irnpi ego ;;er·ondo le circostaHze.
li i .
L'esecuzione degli ordini in tempo di pace incontra ben di melo serio diffico ltil. Cosi doYrebbe essere in IPmpo di guena e uegli infimi gradi, pereh1\ lali ordini :;0110 sp0,;,;o la~,;ativi r llOll a111melto1~0 repli('a nii os:;enaz ioni. , i sono però casi crcezionali i11 wi anche gli infimi gradi rossono inconlrarc in questa delle difficoltà. dei dubbi o dogli ostaANNO
:xx.ur,
VOJ . (.
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I N GUER R A
L'J<:SECUZIONt: DEGI.! ORDINI
col i. Un soldato di cavalleria, verbigrazia, ù incaric,it.o di portare . una leLtcra del suo capitano al sergente J, che trorasi con alcuni uomini come posto d':wviso a i.re o quaLLro chilometri di dista.nza dall'estrema catena delle sentinelle. Gli è ordinato di percorrere la strada. tale e di mettere in opera ogni mezzo per giungere a destinazione . - È notte, ed il nemico è ,~cino. Il soldato parte; a due ch ilomet ri circa s' imhatl.e in una pali nglia nemica, la. sfugge e devia dalla strada determinata. Poi temendo di incontrare altri ostaco li od nitri appostamenti si decide a percorrere una. via diversa ... e smarri~ce il cammino. È costretto di attendere il mattino... finalmente ai primi albori si ori enta e dopo molti nndiri vieni giunge a destinazione; ma la leuera è arrivala troppo lardi I. .... Al suo ritorno egli rende conto cli lntto al r.npitano ; questi va so Ile fn rie : << :'perchè non ricalcare qnella strada~ perchè prenderne un'altra? io sapern bene elle non potevate giungere a destinazione che percorrendo soltanto qu el la via, voi a,•ele mancato all'ordine I » .Yl'ettiamoci ora una. ma.no sul petto, ha nmncato quel sol dato o non ha mancato nell'esecuzione di quesfordinc?dovcva.egl i attenersi strettamente al la lei.tera ? e se atLenenclosi alla leucra egli fosse stalo fallo prigioniero, o fosse staLo ucciso? mancava istessamcnte ~lllo scopo ! Cosa dice il § 26 elci Regolamento di disciplina? che quando si man ifestano nell' esecnzione di unordine incom enienti impreveduti , l'inferiore cle,c fare ogni suo potere ,per sormontare gli ostacoli. Eil. il § 1111O agginnge al nostro caso ct,i (l,dopuare coscienziosa.men te · tu~te le proprie l'orze di cor·po e di men Le, Lutta la propria capacità, tutto lo zelo per la piLt pronta e·più perfetta csecnzione degli ordini che gli vengono dati dal :mo superiore. rt noslro soldato ha creduto coscienziosamente di agir bene facendo come ha fatto, e quantunque non sia riuscito non sarebbe condannabile perchè bisogna aver fiducia nella sua onestà e sincerità.
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I V.
Le difficollà, i dubbi nell'interpretazione nascono sopr:attutlo nella mente di quei graduati che devono eseguire nn ordine ricevuto.' lunge dagli occhi e dall'impulso del superiore che lo ha impartito. Quante volte non accade che ,rnche un ordine dato ed e:,;eo uito sollo gli occhi del superiore, va inconlro nell'esecuzione ad o~sel'vazioni e conczioni per parte di quello si.esso superiore che lo ha dalo? Ciò mo! dire che non tulle' le menli si formano un erruale 0 concetto di esecuzione; vuol dire che il maggiore ad csempio che ha. rice, uto ordine cli allaccarc quel bosco e a tale scopo stende in ca tena nna compagn ia, una h tiene i.u serbo, e co!Jc al.tre clu e eseguiscc 11na 1rntn0Ha di fianco, la pcn,;a fo1·se di,ersamente dal superiore che inve(~e stenclerebue éL stormi due cornpngnie e le farebbe eseguire dalle altre due compagnie disposte dictrn le due ali in colonua ! il superi ore eviterebbe quella girn ta. di Jianco di quell~ due ?ompagnic; il maggiore in, ccc ritiene cel'lo l'eflelto di quel mov1menlo . Se 'il maggiore riesce non se 11e parla più e sta bene; se non ri esce pnò srtccedere clw sia biasimato dal suo superiore. ;\fa sollo gli occhi del superiore tullo ~i concil ia, pcrchè se ad esso non piace una mossa, la farit CC'S~are <' ne ordinerà un'altra. O,~a~d~ inve,·c il ;;u·iJeriore _ò !_ontano, la cosa ramb ia d'aspetto. L mler1ore allora ragrona cosi: ro devo ntlaccarn quel bosco , mi ;;cmbra che fatcndolo girare da dlH' compagn ie io me ll E' debbo imposse,,sar·e con più facil ilh, mi scmlwn. insomma di esser sicuro elci successo; ma . . .. e se le due compaguie non giungono a Lempo a destinaz ione? se il loro assali.o non coincidesse, per fo.t.al it.i1, con quello che ad una daLa ora eseguirei io di fronte, per tener occupato il nemico'! io avrei divise le mie forze inutilmente, mi sat·ei tolto mcLà del hattaglione per un capriccio della mia melllc I I l colonnello o il gen emle po trebbero rimproverarm i e conclnn narmi per aver compromessa un' operazion e ! Che debbo fare, come
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l'.'< G UERR A
L 'ES RCUZIONE DEG Ll ORDINI
debb'o agire ? - Leggiamo di nuovo l'ordine:.. . << La S V. muoverà all'alba dal suo accampmnento contro una fraz ionr, nemica che occupa il 'bosco A, e si impossessed di questo dopo averne sca.cciato l'aHersari.o. Si raccomanda di metter tutto in opera per assicurare l'esito delì'operazione n. - . . .. Se iq di.vido le forze posso mancare ttl!o ,-copo, come anche poi rei r iUi\cire più [acilmente e con poche perdi.Lo. ~la io non clehbo fru· cakolo su rinforzo alcuno, non ho a di.sposizione ,clie le mie qmtt.Lro compagnie!- Basta, non leghiamoci ad akunil idea pi-econcetla-andiamo - a una, corta distanza forò r iconoscere h posizione da. r1·on Le e da. fianco -se la mia coscienzJJ e in mia esperienza mi suggeriranno cli fare iu un modo pinttostod1è in un all.ro, ne seguirò i dettami senza preoccuparmi più oltre del dubb io, - csariLC[uel che sarà, basta che l'animo mio sia tranquillizzato circ.a il punto di « avere adopemto coscienZ'iosainente tu,tte le niie fui·ze rli corpo <~ cli mente, tuttci la mia capaàtcì e zelo per la più pronta e più pe1'(etta esecn.zione dell'ordine rlcitorni » (§ 11O del lleg. di disciplina,) . Spero con ciò di nou incappare nella trasgressione i;nntempl,~La dal§ 107 del Codice, -poichè, nel caso cl Messi dividere le forz0, io non mi allontc1;rÌ,o dall'online 1·icei;nto, ma lo r,scguisco con una mossa tallica p iutlostochè con nÌ:ùd tra. Il suesposto caso è tìno dei più semplii.;i, in cui difficilmente può esser fotto ,tppunto all' inferiore . Eppure q1ianti dubb ii , quanto incettezze, e tnlLo ciò pcrchè '? perchè la divisione della fon:a di un 1auaglione non è i;onLemplflta nei modi normali cli comlmuereprescritti dal Regola1nento di esercizi (~c@la di batLaglionc) cse l'am.maestramenlo tauico contempla simili casi, li. contemp la solo <:ondizionatarnen l:e; e circa l'esecuz ione manca il gindice, o lesl.imonc oculare, che riconosca l'opportnnilit clcì movimento . 1
V. So la libertà di azione e l'inizia Li va <:rescono col cre~cere del grado, no cresce anche la, 1·esponsnbilitù. Ecco perchè talvolta un generale, temendo troppo la responsabilità, non ha il coraggio mo-
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raie di aVYalersi giudizi osM1enle della lihertà cli azione e del!' iniziativa concessagl i dai rego lamenti per inlel'pre~m·c e modifìcGl'C un ordine ricernto ed eseguil'io secondo il concetto dello scopo generale. La responsab ilità fa tremare l'inferiore più che non lo fanno tremare il i'u oco o la rnorle . La responsabilil/1. è lo spettro nero che st/t sempre da\,rnti agli ocshi del maggior n r:m ero dei comandonti sott' ordine l ' ì\ia se questi comandanti sol:l.'orcline hanno davanti ai loro occhi il § 12 del Regolamento di dis(;iplina il quale proferisce che l'obbedienza deve essere p1·onta, rispettosa ed cissolnta, non debbono dimenticare por questo il § 26 dello stesso regolamento. Il § 26 ~enza dire espl icilamcn lo di modirrcarc m1 ordine ricevuto, ommett.e collo spiri to dell e sue p;i rolc che l' inferiore possa è1 seconda dei casi modifica re le disposizioni che ha avuto ordine di mandare ad crrcu.o, pu.rchè il risultaLo cli es:;e modificazion i tencfa sempre a raggiungere il supremo scopo. E nel modiricarc un ordine a motivo di circostanze impreveduto, egli non si deve lasciare impauriré dal § 1107 del Codice penale. Egli nou ha che ad esaminare l,1 sua coscienza se q ttesw, sarà tranquilla, se egli sarit intimamente persLrnso di agire hene, secondo i. cletlami dell'arte e secondo la voce dell'onore, nnlla dovrù scnol.el'lo, segu irit il suo concetto e attenderà con animo lieto il giudizio dei superiori . Di qui la ,,ecchia mass ima che per esser buon generale non basta essere buon soldo to; di q11i il bisogno della scolta nell r, promozion i agli alti grndi . Gli ordini che si danno ad un comandante di corpo d'annata, di divisione e di. lJ l'igaLa non possono sempre esser lassativi e particolareggiati a molivo delle compl ica.Le ,,iccnde cui va soggeu.a l'esecuzione d.ei medesim i sul eampo di bnttaglia o sul teatro di guerra. E il superiore che dà un ordin e dove concepirlo in modo da Jasci.ar campo al generale che lo deve esegnire di moclificado a seconda delle circnslnnze. Tuttavia il supremo scopo di una mossa, di una operazione Llualunque dovrà sempre avere dominio nella mente di col ui che r·iceve un ordine. Egli non deve ,1.ccingersi all'esecuzione di un ordine in guerra se prima non è penetratissimo dello scopo supremo da 1·aggiungersi, e dell'imporLanza che ch i ha dato l'ordine anneLte 1
IN GUERRA
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L'ESECU ZIONE DEGLI ORDINI
alla più perfetta esecuzione d.el medesimo . E se talvolta mancasse il tempo di chiedere spiegazioni, la coscienza e l'arte siano guida nell'esecuzione. ? uando il tcn~r_e di un ordine avuto lasci campo a varie interpretaztom, e manchi il tempo o l'occasione di chiedere spieaazioni, in 0 allora l'inferiore si app igli a quella che più si concilia co l!' onore, e nell'esecuzione vi .imp ieghi l'arte che ha imparato . Il comandante so U.'ordine che per strn sventura, abbia male interpretato e male eseguilo un ordine, e sia chiamato ~t renderne conto, non deve nè può in coscienza giustificarsi facendo valere ht poca chiarezza o la laconicità rlell'ordine. Se qn.estn, può essere nna scusa sufficiente per un ufficiale inCei'iore, per un graduato di bassa forza, non Io sa1'it così. facilmente per·un ufficiale superiore, non lo sarà poi as~olutarnente per un generale. Di qui la n~ccssità cli soli.da istruzione e di fermezza di carattere.
VI.
In guerra si ha da. fare coll'elemento principale (< ·1w1no >) che è :mobilissimo fisicamente e moralmente. Ora avviene spesso che il comandante solt'ordine, non solo per circostanze sopravenule è costretto di assumersi la responsabilità di modi rtcare un ordine. ma è talvolta obbligato di eseguire un'operazione non ordinata d~tl suo superiore . Se ad eseguirla vi è costreLlo dall~t forza, cioè dal nemico, allora l'operazione che egli rari non abbisogna di Qiuslificazioni ; ma se egli non vi è costrello da improvvise emcr~enze la 0 gittstificazione, in caso di non riuscita, è assai difficile. ' . Il dov.ere più. grave perciò cbe incombe n, un ·generale è quell o dt esegull'e talvolta un ordine che certamente sarebbe nel concetto rl~l superiore, um che non è star.o dato, perchè o è mancato il tempo rii cla,rlo, o le crrco~lanze che lo :tvrehbero senza alcun dubbio prov?cato non eran~ a cognizione di ~hi lo avrebbe dato. Sapei- indovmare adunqu~ 111 guerra il momento opportuno di esegu.ire una mossa non ordmata e saperne assumere intera la responsabilitit
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colla sicurez1.a di agire nel senso clel concetto genera.le, cost1lu1scono la caratteristica, più spiccata d1e deve distinguere il generale sopra gli altri graduati dell'esercii.o, perchè a far ciò si richiede non solo intelligenza e pratica éli guerra, ma un coraggio 1norale assai più difficile a posscclersi del coraggio fisico o ma.Leriale: questo cleve prevalere nei gradi inferiori, qn.ell o invece nei gradi SLtperiòri, ed essenziahnen te nei generali . È impossibi le iu guerra d1e il superiore dm dà degli ordini possa prevedere lutto. Per q Ltesta ragione gli ordin i cl1e emanano dal comando in capo sono sempre più laconici e più generali di cruelli che emanano da auloriLà inferio1·i. Gli ordin.i da.ti sopea luogo saranno sempre più lassaLivi di quell\ dati da lunge. Un ordine dato da lunge non può contemplare tutti i casi . li 1nodo di regolarsi nell e eventualitit straordinarie, imprevedLLLe, è lasciato al huon senso, all'arte, alla reLLa cosci.enza del coma,ndante sott' ordine. Sono cose che si sottoinlenélono, consacrate orniai dalfa esperien1.n, quantunque non deLtate dn, nessun regolamenLo; -perchè quel lo cli disciplina ammette bensì al § ?6 ell e. nell'esecuzione di un ordine possano incontra.rsi degli ostacoli impreveduti da sormontare, ma non parla di casi d1e r ichiedano l'emanazione di un ordine (J;rbitrcr,rio . E il codice invece mette in ;wvert.enza col § ,107 coloro elle si allontcinasset·o clagli ordini. 1·ice1mli . Vedasi adunque quanto coraggio morale, quanto aco:rne, quanto tal.Lo rid i iedesi nel bcrenerale . per as,mrner;;i la gl'ave r-esponsab ilità cli eseguire una mossa arbitrarin, e no11 conlernplnta clrtl1' ordine generale anteriormente emanalo. TalLlllO obbielter-it : perchè il legislatore non contempla questi casi eccez ionali, sia nel regola:men lo di dis(;iplina, sin, nel codice penaleJ Il legislatore non può arnmetlere che tutti gli uomini siano onesti, cosc[enziosi, nobili, generosi; offrendo egli ·il varco all'arbitrio, presenterebbe modo al meno oneslo, al vile, al mafo,ioso di c~prire una t urpil11dine. E cosi il § 107 rlel codice è come la ,spada cli Damocle sul capo élei cattivi. mentre esso non può nè deve impensierire i buoni . Vogliamo subito su queslo punto importantissimo corroborare il nostro asserto con un esempio acconcio tratLo dalla guerrn francogermanica del 11870-7,1. 1
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L' ESECUZIONE DEGLI ORDINI
IN GUEI\H!\
Tl 5 agosto di sera, vigilia dell.t lmttaglia di Worth, gli avamposti del 2° corpo . bavarese e del 0° corpo prnssiano erano a contatto dei posti avanzati francesi . Per il 6 iI Principe reale, ritenendo non avere a dar batLaglia in quel giorno, intendeva non muovere questi due corpi d'armata; l' I ;j O in vece (z I" e 22" divisione) doveva spingersi avanti, da Sulza Holschloch la21adivisione, e fino a Surburg la 22" divisione; - il corpo di Werder da Aschhach doveva marciare :1 lloch willer e Reimers,, iller. La riserva sarebbe costituita dal ,1° corpo bavarese e dalla di,,isionc di crnalleria. Le dne divisioni dc!l',I IO corpo giunsero al posto designato ove avevano ordine di bivaccare, la21" ver.::o le 7 del mattino (tì agosto), la 112" verso le 9. Giunto a Holsch [och il generale Schuc l1tmeyer, comandante della ;li a cli\'isione, prima ancora di disporre le sue trnppc al bivacco, ode per un momento il cannone neìJa direzione di Worth . Essendosi ristabil ito il sil em:io egl i comanda a.Il a divisione di porst a campo. P.oco dopo il tnonare del caunone raddopp ia: che fare1 egli ha aretine cli bivacca,re a. Ho!schloch, d'alLrondc sa che il 6 non donehbc e~sere giorno di battaglia. Egli tuttavia pensa che nulla in r,ampag1rn.è sicu1·0, che gli ordini possono da un'ora all'al (m andar soggetLi ét moclifu:azioni, che qu~ste non possono sull' istante esser fatte conoscere ai. diversi corpi, infine che il lmon senso deve sempre ar;compci,c;nan lei inte1·p,retazione e la esemizione di 1m ordùie in ,qtierm. Schachlrneyer pensa adunquc che $ LJ O doYerc è w1ello di avvicinm·;;i al Iuogo del combauimento, ove meglio potrù ravvisare se l'oper-a !;ua sia, nece;;saria. Egli vede da lunge, al cli lù di (;.unsl.eLI:, gli accampamenti france~i e sa che questo villaggio non è occupai.o che d:i due compagn ie e da due squadroni del 1:>0 corpo prnssiano . Riconosce l'importanza di GunsteLL e decide di marc iare immediatamente a quella volta. )frmda anriso,d i questa snn 1·is0Lu::ione al'bitt·m·fo al suo coll ega deJlu 22a divisione, generale Gersdorff. La 21 " divisione l,i mcl.le in ·movimento, l'avanguardia si forma :ill' uscita occidentale del NiedCl'\\O ld, un bctttnglione è spiccato a rinforzare snbiJo (}unstett e l'artiglicri.èì dil'isi.onalc riceve ordine di ìn'anzarc. SchachLm.eyer è corso sul posto ad ossen1H·e le mosse del nemico. I Francesi nccennano ad nn movimento offensini sopra Gunstet.l, le alture da Joro occupn tc si coronano di artiglieria; non
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v'ha. dubbio, l'opera delh~ divisione è indispensab ile; guai se i Francesi prendono Gun.sl.el.t e penetrano fra il i5° e l' ,1·IO corpo, che qui al punto di contatto formano un sagl iente deuolissimo e moll:o pronunziato . L'avanguardia giunge inlanto e ~i sviluppa, il grosso della divisione s':n l'icina e va formandosi in ordine da cornba.LLimento; e le quattrn baucrie sono già i11 posizione ed aprono il fuoco! Che swreube wYvennfo se Schachtmey,n- /l1sse rimasto a 1-lolschlor;h in attesa di ordi11,i? E mentre Ìil 22" divisi one, ginn la ver,.;o le ore 9 a Surb urg si. a.crnmpava ed udiva essa pure il rombo del camwne, le arriva l'nvviso di Schachtmc,ver. Sopraggillngc in quell'i,;l,u1Le anche il generale Bosc, conurndnn tc il col'po d'armata . Qurrntunque dal quartier generale pri.ncipa[e l'ord in e espresso di marciare :t bauaglin. 11011 fos;::e ancora st:11.0 di.ramato, Bose, l'eroe cli Podoll, 11011 titnha un istante e cnmanrfa alla 2ll" divisione cli m.arciarc a Gunstell. E tibttociò sen::a, ai tendere gli orclini che qinnse·1'o solto,nto n or(i 1.'11/4 pomericliane! Cert:imcnle Schachtmeyer :;i assnnse urnt grave rcsponsalii lith; se le cose fossero andai.e ma.le, egli forse avrebbe d.ov11t,o rispondere di essersi arbitrato di far marciare a Gunstett. la sua divisione; egli, .secondo il nostro codicE', avrebbe òato di cozzo contro il § ,107. Ma egl i poteva tranqnillo attendere il verdetto de'suo i giud icj, perchè sLut guida in quel fatto furono il buon senso, il tatto e l'onestà dei peopo~il i.
VH.
Sfog)ianclo il ,1° yolum e della Relazione d.elht Campagna del ,J86o in T.tfdia, redatta dalla sezione storica del nostro Coi'po di stato mag~iore, tmvin mo esempi iu var.io ,-enso. Ne citeremo due de'più saglienti: Quando il comando in capo dell'esercito nostro radunalo :sul la destra del Mincio, emanò il 23 giugno l'ordine ai diversi corpi d'armata di proceder oli.re e recarsi ad occupare le colline in faccia
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L'ESECOZJON E DEGLI ORDINI
I N GUERRA
a Veromi. r iLeneva in cuor suo che non avreb_bero incontrato gli Austria.ci: e che l'occupazione delle posizioni designate nelle dispo- · sizioni date in quella sera avrebbe avuto l.uogo senza incaglio cli sorla. Come noi tutti sappiamo il nemico invece fu incontrato prima che i riparti dell'esercìLo potessero giungere a destinazione. Imbaltendosi nel nemico era naturale che chi lo incontrava doveva di c~nseguenza 1noclificare l'ordine, o dame uno nuovo che fos,:;e in relazione collo stato delle cose del momento . Era questa un,t responsabilità che necessa riamente il comandante :;ott.'orcline si doveva assumere, e ne sarebbe stato giusti.fìca to dall a forza maggiore. La 1" divisione (Cera.le) riceveue l'ordine seguente : << La 1a divisione seguendo la strada di Valleggio e Castelnuovo « andrà a frapporsi fra Peschiera e Pastrengo , osservando ambe« due quelle posizioni . A tal uopo la S. V. porrà una delle sue hh« ga.te con nna batteria a Castelnuovo, fronte verso Peschiera, e (< ripartirù. l'altra. brigala., ponendo un reggimento a Sandrà fronte << a Pastrernrò. l'a.lLro a Colà rivolto nella clirez ionè medesima . )) Ecc. ecc\;eguono a!Lre disposizioni minute) . 11 comando del 1° corpo, cl.a cui dipendeva lR 1" divisione, aggiungeva: « S' intende che la marcia da. esegL1irsi a tal uopo vorrà essere (( effettuata con tutte quelle precau1.ioni che sono richiesi.e dalla pos(< sibilitì:l. di uno scontro col nemico. )) L'ordine ern chiaro, hisogrnwa marciare a Castelnuovo; ma se la. ·1 " divisione inconlr.ava. il nemico clovevrt combaLterlo e procedere quindi oltre secondo le circoslanze, oppure doveva prendere una buona posizione di attesa e spedire rapporto onde avere nu ovi ordini. - L'ordine primitivo sarebbe andato soggetto in la.I caso acl essenziali modificazion i, e fors'anco non ,tvrebbe avnto più effetto . Realmente h.1 11" diviswne non solo incontrò i.J 11cm ico molto prima cli giungere a Castelnuovo, ma seppe che non era. sì debole come si poteva forse d.a.pprima ragionevolmente supporre. Che fece essa? non credette potersi a.ssumere responsabilità alcuna; non prese perciò po~izione preventiva e procedette olll'C onde eseguire all,L lettera l' ordine ayuto, cli recarsi cioè a. Castelnuovo . J?u per questo tra:;cinata suo malgrado nel ~ombattimento, e siccome nes1
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235·
suna disposizione per affrontare il nemico con successo venne J~reventivamente· data,. così accadde che le sue truppe forono sconfitte e si sbandarono . L'opposto avvenne alla 2" divisione (Pianell) pure_dipendente dal ,1° corpo' d'armata. L'ordine ricevuto dal comando del ,1" corpo suonava così: (< La. di visione della S. V. 1·i,m anà s t 1;llci destrn clel Mincio, « osservando Peschiera, e prenderà a tale uopo quella posi.zione << che le parrit più conveniente trn Pozzolengo e Monzambano. )) . Questo era l'ordine pel '.i),i. giugno . Stando alht leL.Lera, la 2" chv1s10;1n non a.vreblie dovuto passare iI Mincio senza un nuovo ctvviso, 1,anto più che da. Pesch iera potev,t il nemico eseguire una sortiLa. Quando il genera.l e l)ianell udì il cannone verso Oliosi, mandò a quella volLa un ulftc.iale di s1:ato maggiore, il quale gli riferì che la ,1a divisione era seriarnenLe impegnaLa. nelle vicinanze di quel villaggio ..\fa a.yendo pl'eci.w ordine di guardare gii sbocchi di Peschiera sulla destr:i del Mirt<:io, c1ccise di aspetta.re . .Passate le D;J /2 il nnnore del combattimento si fece più intenso e più vicino, e ~ominr:iarono ad affluir.e al ponte di M~nzamban_o sbandati e carri della IJ'1 divis ione . Il momento ·ern crrt1.co assn!-. Non v'era él.a perder tempo; il nemico poteva impossessarsi é~el ponte cli :Vlonzambano, e allora ? la linea di. ritirata, deU' esercito poteva essere seriamente compromessa . Orcliffi non c'era da averne così. fo,cilmen te perchè il comariclanlc iI ·I O 0orpo era troppo lontano 'e in posiz ione difficil e per potervi arrivare. Che doveva fare d generale Pùlllell in ta le emel'genrn? seguire i detlam.i del buon s~ns ~ e clell'onorel E cos"i fece e si assnnse la grmYissima responga/nhta cli cla1·e ii11, ordine nnot,o richiesto clalle cfrcostcin:re. Il generale deliberò di. riun ire _1u tte le sue lrup~e presso 1~ sbocco cli .Monzam bano , lasciò cp1incli !un so lo ba.tlagl10ne davantt :Peschiera, foce passare il Minr:ic; alla brigata Aosta e poscia alla. brigala Siena. Tutti conoscono i risulLati di quella mossa arb itraria. Ma il generale Pianell , come il generale Schachtmeyer, po_teva aLtendere, in caso cli mala eiuscita, con animo tranquillo il verdetto de'suoi giudie-i .
236
L'ESECUZIONE DE GL I OROfNI
Vlll.
D,~lla storia della campagna austro-pruss iana del ,J 866 toglinmo il seguente esempio, che ha moittt analogia col ~opracil.ato della f" divisione il.aliann: Il 27,giugno 18t36 due corpi d'armnta, uno contro l'al tro, il ·1° prnssiano sot~o gli. ordin i del generale de Bonin, e il X anstriaco soLto GabJenLz, sono ne! 11mtlino in mania per occupnrc Trautenau . 1
_n 1°' corpo, prnssiano, è diviso in due colonne maggiori, 1
cd u11a mrnore sul fianco destro ., Ciascuna di t{ueste tre colonne hct da marcim;c su buone slrnde. te due co ionne pi11 grns~e deYono congiungersi e formarne una sola a Par·sthnil.z, sn terreno boemo. a R ehilometri circa da Tranl:cnan, per !fll indi pl'ocedere insieme f.ll!' occupa;,;ione di Trautenau; mentre la terzn anebbe ragginnto il corpo nella cittft stessa mnrciando per Altsta.dt. Le due colonne principali mal'ciarono co ll e deh il. e cautele, e dal c~lcoJo fatto auebbero clovu to loccare Parschnitz press'a poco nella stessa ora; ma una di queste, e precisament·c quel la che, stcindo a,qli ordini , dovev<1 forni.re J'nvanguardia del!'in!.cro corpo, gi unse qunsi du e ore dopo . La colonnn arriv,Ha poco primn delle ore 8 a. 1i1. tredette s110 dovere aspetlare l'allrasenza. dars i la briga di spingere s11 Tranl.euau nè avanguardia, nè ricoin izione di sorta . Che ne avvenne? che l'avanguardia de! X cMpo aus!.rinco giunta inaspettatamente in prossimiU1. di Tmuteuau occupò le alture che dominano 1o shocco peÌ' il quale affehbcro dovuLo passaee i Prnss iani onde invadere la Boen1ia. · O TI I corpo prnssiano si haltè bensì tnt.to il giomo, ma non rinscì a. ri mediare a 'quel!' ommissione e ver1,o sera donuc ritirarsi alquanto in disordine, senw a.vere ouenut.o lo scopo pri11 cipa!e. Se il comandante di quella colomrn prussiana, arrivata a Parschn ilz a Ol'e 8 a. m. circa, non vedendo l'altra, spiccarn un'avanguardia per occupare le al ture dello sbocco di Trautenan, con tlltta
237
JN GUERRA
o
probab ili tà de Bon in non perdeva la giornata . Ma egli 1wn si preoccupò che dell'ordine ricevuto, egli rimase si.rettamente ligio, cioè lo osservò allei let1era. non !:nranilo,;i di altro.
rx . Altri ese.mpi po!.remmo citare; ma è tempo che riassumiamo le no:;trc idee nei seguenti pt1n!.i: ·1° TI comandante so!.t'ordinc, qua!Lrnque esso sia, quando marcia al ilemico, deve arnre un'idea chiarn dello scopo generale dell'opera;,;ione e dello :,topo speciale che egli deve raggiungere in re.la1,ione allo ,;copo generale. 2° li non c~~crc a cognizione dello scopo generale trae alle volte in onore r.ol11 i che con uno :;copo speciale o secondario deve eseguire un ordine . 3° Tutti gli ordi1li dati alla vig ilia de!l'esccuzionc, ovvero spedi li da lonlnno nd un r.ornnnrlantc so lL'ordine, non sono nè possono essern a,;sofuti e da inlcrpl'elarsi alla lettera. 1. Ri~og11a a.nclnr molto guardinghi nell' inLerpretare e nello apprezzare 1111 ordiHe. 5° La modificaz ione di un ordine dev'essere motivata da circostanze grnYi, imprevisle e sovrntutto cons!.;tate . Il gi.udica.re di queste con rNto criteri o non è dato a t.uui, e da ciò appunto derivano talvolln. quei colp i della sorlc che fanno perdere le hauaglie. 6° Ogni qualrnlLa. nascono dubbi, e non si creda di po tersi assomere la responsaLiiilà .di modificare un oriline; o di rn.utarlo, si chieda immedi(ltarnenlc istruz ion i artine di regolar~i nella nuova situazione, ed ove il tempo rnaHclti si agisca risolutamente tenendo ~ guida il huon senso e l'ono re, senza preoccuparsi de] regolamento di disciplina e del codice. 7° Così opernndo si troverà sempre indulgenza. presso i gilldici in caso di nrnla r insr,itr1, e lodi e ricompense in caso di successo . 0
P. V.
•
SULLA
tO~TRUiIONE DELLE BATTERIE D' A~~EDIO
I. Nel rapido progresso che in questi ultimi , tempi ha condoLto Ja tecnologia lìiili tare alle più meravigliose conqu iste, la fo r tificazione è r imasta indietro di gran lunga nel cammino percorso dalle arLi sorelle, e colla for.ti 6.caz ione, anche l'a r te avversaria, quella cioè degli assedi. Ne segue che nel men Lre ved iamo la prima ancora i ncer ta nel dimenticare il tracciato bastionale per abbundonarsi nlle lunghe, semplici e pieghevoli linee dei fronb poligonali, dobbiam o ri conoscere che la seconda, nello stato attuale della questione, non ha ancora potuto decisamente a ppoggiarsi a regole determinate, a precetti fiss i, obbligata com'è ancora ad oscillare fra il certo e l'incerto, fra ciò che sono le antiche piazze fo r ti, e ciò che in avvenir e dovranno essere le nuove. La gigantesca campagna del 1870-71, in m odo tanto s uperiore feconda cli ogni genere d'ìnsegnamen ti, ha portato .. il peso della sua autorevole espe1;ienza anche alla guerra d'assedio . Le regole però, o meglio la tattica degli ·assedi,
SU LLA COST RU ZIONF. DELl,F.. BATTERIE D'ASSE DIO
239
che da tale esperienza è s tata dedotta, debbesi a ~10s~ro av~ vis o acceUare con un cer to riserbo, poichè i fatti su i quali -essa si basa son o s tati compiuti in condizioni veramente eccezionali, sia per la demoralizzazione che ormai r-eg'.1~v~ in alcune delle piaz7.e assediate, s iu per i mezzi raccoght1cc1 e di circoslanza di cui qu asi sempre s i è dovuto valere il difensore, s ia itÌ:fine per lo squilibrio esis tenLe f_ra il valore balistico delle due artiglierie avversarie. La costruzione delle batterie d'assedio, così intimamen te 1egata col resto dei lavori d'attacco di una piazza fo rte , non ha per conseguenza ancor a, relativamente almeno a t~le og·o·etto ricevuLo c1uello sviluppo e raggiunta quella o l cl ,.perfe.zioae, richiesti dalla loro impor tanza . On~edove.n ~ dlSCO ~' rere di esse, è fo rza , per evit,are lunghe d1scuss10'.11, co1:s1derarle piLl che dal la lo ·tattico, cla quello tecn.1c~,. c1?è: esporre quali s iano i mezzi ni igliori a prepar-ar~ 1 s1t,L grndicati ada tti per lo innalzamento d i una ba ttena,. affinchè la m edesima s in posta in grado di r is pondere e perdur-a~e allo scopo. che le venne affi dato, nel m inor_ tempo e miglior- modo possibili, e colla maggior s icurezza del personale e materiale che la debbono costi tuire.
IL
Ciò premesso, sembt·aei na turale lo ' ineominciarc~ col]' esaminare nell e varie sue fas i Ja lotta delle due artiglierie, di quella dell'assedian te cioè e di quella del difensore. Appena operato l'investimento d.ella piazza, ent~'a,no in azione le prime batter ie dell'assediante, quelle c1oe che hanno una maggior importanza nel corso del!' assedio, dovendo acquistare sul fuoco della piazza un primo vanta oo·o·io s ia per in iziare lo s tabilimento della prima o , . ·1 . parallela, sia per assicurar-è al cor po assediante 1 possesso
DELLE BATTERI E D'A SSEDIO
210
SULLA COSTHt;ZIONF.:
del t.erreno interposto fm la linea clell'i1westimcnto e quella degl i a,nmposti nemici . Contro L111 nemico ,·igoroso e deciso, munito cli ottimo maLerinl o, e trinccrnto i11 u11a p iazzn convonien lemonte preparnta fin dal tempo di pace, questo p1·imo pe!'iodo del l'azione dell'arLiglic1·ia at.taccanlo è senza dubb io il pi(1 pericoloso, poicliè l'artiglieria della <lifcsn anil urn1 groude superioritù s u quella attnccanLe. Cotesta i:rnpcriol'ilil le Yicne ossicurata <lull'csattn co noscenza cle i !uoglii ove potranno rnni1· st<1bilitc le pr·imc bnltc1·it', e.lai prepar·aLiYi fott i fin dal tempo di pctce, dallo s,·i luppo eh' C:3Sa può dan• a'suoi pezzi, moltiplicautlone il fooco, non solo ùallc opere clic f'o minno In piazza, ma and1c cln batterie couYenienlcmc11te e pl'ontaruentc <'rette uegli inte1·valli . Al qua l proposilo 11ou conv iene d imenticnre che il clifenso,·c contcu1po1·nneo più celcbl'e, il gonernle To<llcben, p911e la forzu pl'iucipale di u11n fo1-tificazionc qualunque ncl ln potonzn e uel l'nliilc impiego dcli ' nrLigl ier.in che la difende 'Il. Di pii, ln lunga gittata e p1·ccisione delle mode1·110 nr·rni portatili ò u11 fattorn di sommn .importanza, clw concorrerà, pcl' tm difensore enel'g ico, ad aumentare codesln supcr.io1·itù. I suoi o,·arnposti occupando ancora in q uesto primo pe1·iodo il tenono collocato sul dinnanzi del le opere, per un raggio di 750 a t:->00 metri <2>, posso110 ho1·sagliaro <:onLillunrne11Lc i lavOl'i e le batteri<' clell'attacca11tc. Così, c1 mo' d'esempio, Yalgn il ricor<lnrc, che nell 'assed io lli Selrn stoµo li fu l'abile impiego cli uno formi<labile al'tigl ic1·ia, cornl>inaLo col f:noeo. dcllc1 fante ria l'ussa nnnidola in appostnmcnli e contro approcci spinti sul darnnLi clollc opcl'e slaccntc, elle co ntt'ibu ì polc'JLLemcnte n tirare in lungo le opc•razioni <l'attacco <' ln caduta de lla p iazza.. E lo 1/.immcrun 11, nel s1 10 no te,·olc ar'"' ticolo Artilleristische Betrac:!ttun.r1en (cons idernzi011 i l'elativo ull' m-tiglieria) ,~,, affe rma, che se i F1·a1H·csi nel-
),
241
l'assedio di Delfort, avessero congiunto le due Perches con una trincea presidiata da uno o due batta glioni ~i fanteria, l'atta cco no n avrebbe avuto tanto presto un r1sullato favorevole ai Tedeschi. Di fronte a tali svantaggi, l'artiglieria attacconte non potrà raggiungere il s uo scopo , qu?llo di acquis ta re l'.na. conveniente superiori tù sul fuoco nero ,co, se non colla rapida cosLrnzione cd aemarnento dell e sue prime batteri e, e col cercare d'inganno.re il difensore sulla scelta del fronte ove viene diretto l'attacco. Nella guerra <l' o.ssedio , come in quello di campagna, l'iniziativa e la sorpresa del fuoco equ iva lgo no a lla metà del successo <1) • cd è facile immnginare la confusione e l'incertezza che' regne1·an110 nella piazza, quanrlo l' n1·tiglieria della guur·uig io ne , svegl iata a ll a pun ta. del ~iorno, dovrà accol'rere sui rampari sotto una g randrne d1 fuoco per controbattere un'urtiglieria sparpogli ota s~1 g~·nndc estensione e stabilita in punti non ben deterrn1t1at1, che s i perdon~ fra le accidcntali tù del terreno e gli oltl'i lavori dell 'a~to.cco . 13: adunque necessario che le prime batterie Yengano situate a s econda de lla co nti gu n1zio ne del terreno, onde trarre in in o-anno il nemico sulla loro costrnzione ed esistenza e vc~1gano arn1at.e coi ca1111011i <l i maggior portata. Quc~te bntterie sal'anno, pe1· la maggior pnl'te, ~~sl~·u~te al coper·to dalla Yista della piazza; co::;a tanto p1~1 foc1le a l <riorno d'oo·o-i in(ftH)11 Loch è l'numeulnto raggio clelle o 00' . . 11' d. operazioni d'assedio non consent1l'U, come a asse talo in altri tempi, <l i montenel'e ~;eoperto il terreno J~?r tn t~a l'estensione di tal raggio. Es:3e potr·anno per c10 ,·emr costrntlc con comodo nuche in pi(.1 notti . Ma può nnenirc che l'attaccante debl.Ja l'icort·ere alla costn tzio11e di altre ba:tcr-ic situate in siti -:coperti, sia per meglio conseguire uno scopo, s iu per contrapporsi a ll'uzionc di nt10Yc
1 1)
HollllNLon i;: , opera ci tata. (2) HonR:-Lon1-:. opera citata.
(IJ llOll!!IILOBB,
(3) A,·oltiv., ann•> 1873, voi. 7 1°, pu ntata ~o..
ANNO X Xl ll. VOL. t .
opera citata. 16
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SUl,LA COSTRUZIONE
DELLE BATTERIE D'ASSEDIO
ed improvvise batterie, che un nem ico attivo ed energico moltiplicherà nel terreno della d ifesa. Il r ea le vantaggio di cot.ali batterie d'attacco non potrà essere roggiunLo che colla rapidità del lavoro, ciò che impone di costrurle ed a rmarle in una sola notte, e nel primo caso, in quella che p1·eccde l'apertura del fuoco. Se fosse altrimenti, la loro esistenza verrebbe certo palesata al nemico, che imprenderebbe tosto a molcst::irlc, e, danno maggiore, verrebbe per esse ad intravedere le intenzioni dell'nttaccante. L a distanza della prima linea di batte rie dipende dal vigore dell'assediato e dalla co11lìg11razione del terreno. Sembro. <lessa fissata fra i 1900 ed i 3000 metl'i dal le opero più avanznte della piazza. Negli assedi fotti duranLe la campagna 1870-71, talune volte le batterie erano situate a meno di 1400 metri, mentre talune alt1·c, com e ad esempio nel l'assedio di Parigi, tal distanza oltrepassava i 5000 metri . Come dicemmo, è scopo delle p1·ime batterie I' ncq11istare, nel pi ù breve tempo poss ibil e, la preponclervm:o del fuoco, bersagliando con ogni genere di tiro la piazza ed i rampari della difeso . Ma si devono ancora costrurre altre ho.tterie d' importnnza seco ndaria per agire sugli avamposti nemici e contro le sortite. Possono per quesLe ulLime servire semplici spalleggiamenti, o ripari r<1picli da campagna, al'mati con peu,i leggie ri. Il t1·acciato delle batterie della prima posizione dovrà dunque pre::3ent.are la massima resistenza essendo desse quelle che ne l corso dell'assedio saran soggetto ol tiro più vigoroso dell a piazza, e quelle che r iceveranno un maggior numero di pl'oietti . Secondo il Rrunner, <1> l'armamento complessivo di siffatte ·batterie, deve superare d'una me tù c ir...:a q11el!) che il nemico potrà mettere in azione. Il loro tÌl'o dJvt·à poi
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essel'e regolato in guisa, che possano battere ciascuno. linea d'infilato e di lan cio, e che ogni ,opera sia bersagl i,1t1 con una batteria d i obi ci o morLai rigaLi. Rn g3 i11nta In des ideraLa preponderanza di fuoco, eco strutta la prima parallela, si procede allo stabil imento dell e boLterie della s eco nda posiziono . La maggior vicinanza dell'artiglie ri a a lla piazzo, e l' indebolimouto a cui è ognor più so_;getto il difensore sotto il contin11ato fuoco delle prime bntterie, det.,rmin a no meglio il singolo scopo di ogn i n uova batterio., il cui tiro pil'.t preciso cd efficace renderà in breve decisa la superiorità che s i è incominciato !Jd acq11isto.re. Si è sotto la protezione dell e s0conde batterie che procedono i lovori dell'a ' tacco fino a l coronamenLo della strada c)perta, che si sloggiano i difensori dai rampari, che s i s monta no i pc)u i, che s'npre la breccia. Lu-posizi one dell J n11ove b,lte1·ie dovrà, in conseguenza del loro stopo e dell'effetto che sono chiomate a produrre, ess3re determinntn con maggi or esaLLezza di q1 1ella dell e 11rirne, rispeLLo nll'andamento dello lince e delle opere di fortiti cazione che debbono bersaglio.re . Somma ne è l'impo rtanza, e perchè possa no corrispondere nlle esigen;,e, è necessa r·io collocul'lc in tali posi ~ioni, da d ove soci lisfìno a più swpi , sia in una sol volta, sia su ccessi va men te. Gi :1d izios i e r·aziona li erit,cr i clovl'anno pe~ciò regolare la sceltn ciel lot·o tracciat'), e.li particolari della loro ·costruzion:} saranno studiati co:1 curn, onde la prolezione del perso 11nle e elci mate 6 ule venga ass icu rata per il tempo delln loro azione. S .!mbra che la miglior distanza dolla piazza di cotest,c bouer ie s ia ulqnanto ma'.};g iore delln metà dell a d ista uza. a c1 1i si trovo110 qu J ll e della prima posizion e. Con1unque s ia, è difocile lo stabilire l'egolc in proposito, essendo, come sempr·c, la nat11ra. del Lerre110 la guida migliore per la scelta . In questa seconda linea di batterie, entreranno vigo-
La ouerra aeolt assedi, traduzione di C. SAccr.ERO
.
)
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SULLA COSTfWZTONE
rosamente in azione le batterie destinate ad aprire la breccia col tiro indiretto. Ed anche qucsla considerazione en Lro. nella scelta della migliol" distu nza, inq Ltantochè per ottenel'C un utile e!Tctto dal tiro in<lirctto è neces:-;nri o eseguirlo in co ndizi oni tal i clw la carica s in Dl>basta nza effi cace. Il nemico Lenter.'.l certo ogni mezzo per im pedire, od almeno rit.nrdare, lo s Labil irn cnto di q11cste rn 10Ye Latterie, e cercherà di aumentar-e, sia pure mome11tu11earncnle, il vigore del suo fuoco. In fa tti nella costruzione di nkunc batterie tedesche all'assedio di Belforl., il cui lavoro per il dif"licilissimo te1·reno richiese alcuni g iorn i, gli assedinnti pcrde,·ano ben 20 lnvot'anli al g iorno. Diverrà perciò ncces:;ario il cercme ogni mezzo di SOl'pl'cndere il nemico colla loro 1·epcntiua costruziouc od armamento. Cosi, come pe,· quelle dclln primu posizi oue, s i sccglicronno, se convonienli allo scopo, s iti coperti dalla pit1zza; ed in lol'O mancanza conYerrà r·egolarc il pI'oprio lnvOl'O in modo dn costl'llrrc ed ;1 rmç11·c lo. baLLcria ir1 una sola notte. Il Brunuel' 11> a::;segnu in complesso nlle battel"ic della seco nda pos izione Lanti pezzi quunti ne impiega il nemieo, e slabiliscc in p1·cpondcnrnzu il numero delle bocche dn fuoco di culibl'o medio. Vuolsi do. ulc1mi alltnri cho quando lo stab il imct1to delle due anzidette linee sio. stoto fatto in modo co1TcLlo e l'azionale, ed il sc1·,·izi o i nlel'no delle bnLLef'ic hcn cseg11ito, noll s i<1 necessario l"icon·ere a nuoYC lince di bo.ltcric, eccetto in casi affatto eccezionnli . Di pi(,, l'espel"ienza ha ormùi dirnostenLo che la b1·eccia può essere escl11sinunente fotta col Lirn iridi1·etto, il che esclude in massima anche la costruzioue delle antiche batterie di hreccio, fatte s ul co1·onamc11to del ln stc·u<lu copc1to.. E g li stessi autori non credono di dover usare tnli battcl'ie se 11011 di raro, quando ad esempio sia ncccss1:u·io completare la brecciu, renderl a (I) Opera citala.
1
DELL F. BAT1'Ef-\lE D ASSl::OIO
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praticabile, e proteggerne l'assolto. :Ma nello stato in cu i si troverà ridotta in qnesto periodo estremo la difesa, e ricordando che l'opero contimierò ad essere battu ta dal tiro ben diretto delle due relrostouli lit100 d'arliglierio, si può decisam ente nmmetlcrc che Jn cos truzion e e l'armamento ìoro non sarù mo llo diflicilc.
TII.
Pon endo men te a quanto siam ve nuti esponendo, emergono tin d'ora Hkuuc regol e di gl'unclc 'importanza, do tenersi coslautcmcn te di mi rn nella costruzione delle bat'teric d'assedio, cioè : 1° l'~ assa i difficile, allo1·q1rnndo si cost1·uiscc una batLel"ia , p1·ecisn 1·nc esollamente _In natura e gli effetti, cose queste che variando secondo le contingenze del momento, impongono 1111 tracciato che si presli conrnnicntemente allo scopo, cd offra il pii.i es teso campo d'azione. , 2° Meno i cnsi i1oi qnnl i In batlc1·ia .sia innalzala ol coperto dalla Yista della piazm, In s11a costI"uzionc cd armamento dovra 11110 essere eseguiti in una sola noUe. No n essendo ciò possibile, o pc1· la speci,ilità tlel terreno, o per altre con-ion i ind incndcnti rin ene1·gia e 1)1"c,·idenza, S81'tl utile rr11~sclte1·n1·e \1 lnrnro con rami di t,fo cea, f,j tti sul dinnanzi affine di t1·atTe in inganno il nemico . 3° P erchè l'nzione dell'arLiglic1·ia atLnccante perduri sempre Bell a sua energia , e niil la ,·a lgu a 1·nlle11 tarne l'uzionc, è necessario, in prim o luogo, che il suo munizionomento sia sempre cd in ogni t":ircostam:a assicura to, cd in secondo luogo che il personn lc cd il matel'inlc destinati a servire ed armo.re lo batterio, siano convenientemente protetti dalle micidin li offese dell e arm i moderne, s ia durante il fu oco, sia nelle ore di riposo.
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SULLA COSTRUZIONE
DELLE BA T TER IE
o' ASSEDIO
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per contro di più lunga costruzione ed. abbiso~nev~li di altri luvori per lo scolo aelle acque. Le batterie piane, e ta nto più quelle a cavalier-e, dovranno assolutamenLe evitarsi, a meno · di casi affatto speciali o favorevoli a togl ierne la vis La al nemico durante la loro costruzione ed il loro fuoco. Parapetto. Determinato il miglior andamento che deesi dare . al para petto reiA t. vamen te allo scopo cui è destinata la batteria, vuolsi in es so considerare lo spessore e· l'altezzo più conven ienti. Lo spessore, come è noto, è subordinato alla natura dei proietti ed a lla qualità . delle terre impiegate; l'a!Lezza determinasi in mocl.o che pro tegga dai tiri d iretti il personale ed il materiale destinati a lla Latterin in qualunque punto del terrapieno. Le opinioni sono disparate nello stabil ire i limiti di tali dimensioni. Comunque sia, la rapidità della costruzione richiede di attenersi alle minime, la sicurezza del personale e materiale nlle massime. Le batterie costrutte nel · 1870-71 dai Tedeschi non ,ebbero mai uno spessore inferiore a 6111 ,50 ed un'a ltezza · di parapetto superiore a 2 01 ,50. In Austria, il primo venne fissato a 5m ,OO, la seconda da 2"',10 a 3 111 ,0::>. Da. noi, secondo L[Uanto s'insegn a a lla scuola d'llpplicazione, queste dne dimensioni sono stabi li te ad 8m,OO l'uno, a 2 111 ,40 l'ultra. N'o i credinmo che in generale, con Lerre ordinarie, sia sufficiente uno sp::!ssore eguùle a l d0ppio della penetrazione dei proietti nem ici, e che sia molLo conven iente il non ricorrere ad esngernte dimensioni che tornano sempre a danno della costruzione . Ricordiamo che il miglior effetto s i ottiene con un razionale impiego delle butter·ie, le qunli dovranno vicendevolmente appoggiarsi , ed aiutl:lrs i; e che sarà. degno di biasi mo q uel comandan te di a rtigl i(~ria che uon avrà dato disposizioni preliminari aLte n tenere al coacnte i comandant.i delle batterie sul1' andarnenl.o delle operazioni dell'attacco, affinchè non a.vvengn che alcune batLecie sprechino inutilmente il loro fuoco con'.ro obbietti vi inerli, mentre altre in quello sLesso
IV.
Questi sono in massima i criteri generali. Vedremo più innanzi, col prenclere in esame al'cu ni tipi di batterie, corne presso i vari eserciti s ia si creduto applicnre alla pratica s iffaUi criteri. Intanto è d'uopo far precedere alla dcscri- zione di cotali tipi l'enumerazione dei principii, che, in armonia con quel li g iù esposti, · serviranno in avvenire di guida nella determinazione delle diverse pur-Li costituenti una batteria. Premettiamo subito che una batteria d'assed io, quando è ultimata, deve presentare -un piccoliss imo ed inforrne ber~aglio, difficile a dis '. inguersi in mezzo agli a ltri lavori in terra, a lmeno fino al momento nel quale J'ass~diato ne riseute i potenti effetti . Occorre perciò che, mentre s i deve porre ogni rigore nell'osservare le dimensioni essenzia li, si deve decisnrnen te lasciar da parte la precisione e regolaritù dei contorni, e da re alle cannoniere (qunndo non s ia possibile farne a meno) le minori dimensioni . Le batterie tedesche, costru tte nell'ultima guenn, soddisfacevano in modo ammirabil e a questa cond izione, e si è con vera compiacenza che l'Hohenlohe ricordn èorne i Tedeschi ebbero baLterie così ben situate, che l'assediato dovè perdere delle intiere settiniane a riccrcul'l c, senza poterle scorgere; di modo che, producendo esse pur sempre de' micidialissimi effotti, non risentirono alcuna perdita . Le batterie . adunque che meglio rispondon o a questo scopo, Sal'anno quelle seniinterrate od interrate· le ])rime . ' secon de,' più van taggiose per la facilitù di costruzione; le più uLili per la minor altezza del parapetto, che risulta inoltre formato di una massa di terra più compntta, ma
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SULLA COST RU:CIONE
momento, soccombono schiacciate dal fu oco nemico (l>. P er le ba tterie pi ù vicine alln piazza, stante il piccoÌo nn-· golo di caduta sotto il quale saranno colpite, noi crediamo sufficiente un'al tezza d i parapetto d i metr i 2,4,0, ma per quelle della prima posi:done contro le qual i il tiro d i .l,rncio avrà angoli di caclnta abbastanzn grandi, sarà conveniente aumentare cotesta altezza, massime se veJJ gono coitrutte al coperto della piazza. Per ultimo, relativamente nl profilo del parnpetto , osserveremo : che la scarpa in terna deve esser r ivestita nella parte più elevata, s iccome la pi ù debole, con rnalcriDl i robusti e faci lmente r iparabil i (per esempio gabbioni), e nella Nrte scava ta con m a terial i di più focilecostrnzion e ( per esempio graticci); che la scarpa esLerna deve essere a pendenza natura le; , che infine ci sembra cosa migl iore lasciare orizzonta le la parte superioi'e del parapetto , come usasi in Germania cd in Svizzera, s enza spigoli e raccorda.men ti di scnrpe, perchè La! forma s i presta meno agli effet,Ù di lu ce, e quindi concorre meglio a dare alla bottcria un aspetto poco delineato . Fianchi. - Ogniq.ualvolta la batteria sarà esposLa ai tiri d i fianco, converrò. rn unirla a lle s ue ali di spall eggiamenti uniti al parapetto, che prendono il norne d i fianchi . Sembra che si preferisca ul l'obbliquità, l'nndamento normale a l parripeLto, che vuolsi si presti meglio all'addottamento uei fia1tehi dei ric.:overi e magazzini a polvere . Per l'al tezza e rives timento loro, vale quonto s i disse per il parapetto. La lunghezza sarò. in massi ma eguale a quelìa del terrn pieno . Cannoniere . - L'incomeniente dell'esistenza dellH can noniere i u una batteria è orrnvi indiscutibil e; ma fin che sarò in senizio l'atttwle materia le esse sono indis pensabili . Abbiamo già detto ehe una batteria. per r is pondere degnamen te al su ò seopo deesi prestare a cambiar genere e direzione d i tiro, sia per concorrere a raggiungere più fo(I) Giornale d,'art iglie,·ta e genio 1874. P . lI,
pag. 168.
DELLE BATTERIE D'ASSEDIO
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ciltnente un effetto d'i nter esse generale, sia per venire in soccorso di a ltre batterie. Ora è chiaro chele cannoniere sono un vero ostacolo per q uesLo razionale imp'iego . I Tedeschi nelle 500 ba tterie é he costrussero d urante la campagna :l870-71 , non ebbero che in rm·iss imi casi bisogno d i ricorrere· alla cos '. ruzione dell e cu nnoniei'e propriamente detLe. Sempl ic i solchi scavati nel p::irc1petto per una. profondità cli 20 a 30 cen timetri, senza alcun rivestimento Lenevano luogo di ca nn o niere. E ciò naturalmen te u vantaggio del campo d i Llro, della sicurezza del personale e de i pezzi, e dell' incerto bersaglio presentatç> da l!' ins ieme della battel'ia . Questo vani.aggio devesi in gran parte aLtr-ibi.lirc alla specia litù degl i affusti tedeschi i qu aJi hann o un ginocchiello che raggiunge i rnetr-i .1,83. Che po tremo Jar noi finchè sono in servizio gli a ttuali affusti d'aLtacco e difesa il cui ginocchiello non è ehe di metri 1,40~ rii Sarnmo forzata.men te costretti di us are le , cannoniere , cercando di fa r le quanto meno si può profonde, cd a con tropendenza .•L'adozionedel tir·o in d iretto si presta per questo scopo . La cnnno11ie1·n poi Sfll'Ù ta nto meno profonda qcurnto pi ù a lta sarà la piazzuola del pa iuolo . Per.- d imin uire lo svantnggio della m inor foc iliLn di cambiar tirn ed obbie ttivo, converrò. stud iarne con maggior e, ira la posizi one ed il tracciato, onde, a nche col lirn itn to campo d i tiro concesso da lle cnunon iere, si ottengano nei limiti del possibile più scopi in una soln volto. Non s i posson o dar rego le in proposito, avvegnachè il terreno ed il crite,·io dell 'ufficial e siano i soli cd i m iglior i consigli er-i; ma in talune c i,,costa uze eiò non bas ta, • ed all ora è gi uoco for·za r icorrere al la eos truzione d i olLrc batter ie. Grnve svantaggio, che ei fa pcrdern l'opportun itù (I ) sem lH'a ormai deciso di sos ti tuire agli ~tfus ti o r a in servizi o a ltr i che pe r m ettono di a lza re co 11veuien ten1enLe sul .suo lo r u."~e t.h d pézz0 • l.. a Co1urni.s.sio ue iufaU1 dell e an igl i,·ri e ct ·~1.ta,cco e <l i f.,;;a sta espe ri,n en tando a/fusti ad a loni s nodati di f~rru, che 1·i co 1·da110 q uell i di t ipo pt·u.;,i ano, et.I il cu, g inocc h, el io raggiunge l'a ltezza di metri IO a 2,20 secondo il cali bro dd :,ez zi iucavalcati.
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S ULLA COSTR UZ IONE
del m omen t0 , e che potrà tanto più presto diminui re, guan to più celeremente entreranno in azione queste nuove batterie . Il r ivestimen to delle can noniere è cosa pme d i gronde importanza . Le istruzioni tedesche, prima di entrare in campagna, prescriveva no che le guancie delle cannoniere dovesser o essere rivestite in graticci; ma nell' otto pratico le cannon iere non vcnnern ma i rivestite, e ciò nu llameno fece ro buona prova . I n segui to venne fin dal 1871 posta innanzi la questione, se s i possa senza tema abolire anche in teoria il rivestimento dell e cannoniere (L ì . In Austria infatti, e crediamo anche in German ia, le cannoniere non hanno a lcun r ivestimento, sebbene la profondi tà delle prime sia di circa un metro . _Noi s iam ben lungi dal volerci pr on unciare in urw questione, che se venisse sciolta i n tal senso, segnerebbe u n vero van taggio nellu rapida costruzione di uno batteria, ma vorremmo che fossero fotte 111n nerose esperienze, le quali determ inassero fino a che punto c:iò possa essere vantaggioso. Secondo quanto viene insegnato alla scuola d'applicazione, da noi il rivesti mento di una cannoniera dipende dalla s ua profondità e s i preferisce quello con gabbioni, non escludendo però q uello fatto con graticci. L e altre pa1ti del la cannoniera sono all'incirca così determi nate: apertura interna eguale ad una volta e mezzo la volata del pezzo - lati inclinati di 1/ 10 , il che offre un campo di Liro di circa 300'", fondo orizzonta le od a contropendenza, s e condo l'angolo di tiro sotto il qual e si fa fuoco . Trav erse e para- scheggie . - Sono noti i principii che reggono la costru7,ione e l'i mpiego delle tro,verse e dei par,f-scheggic, perchè valga la peno di qui parlarne. Se abbia_mo nomina te queste parti di una ba tter-ia, non è per trùttare del loro s copo e della loro forma, ma pcrchè oggigiorno ad essi si collegano i r ifugi ed i ripostigli dell e ( lì Glo·r n,ale d'an-tlgl et't a, 1872, par te li, pag. 343.
DE LLE BA T T EH!E D'ASSEDIO
m unizioni n uove costruzioni i ntrodotte nelle batterie e nelle fortificazioni per premuni re il personale dai micidiali effetti del fuoco delle moderne a rtiglierie ed armi portatil i. I rifugi s i costrui scono nella parte delle traverse meno esposte ai tiri diretti, vale a dire in q uell a che s_i appoggia a l parapetto; ed è utilissi mo scavare anche .11 parapetto in d irezione della traversa, onde otten~re un ~iccol~ ripostiglio r ivestito, capace di 15 o 20 colpi, che in dati m omenti sono di so m ma util ità . 0 I riftro·i · o' i r ipostio·li ed i r icoveri trovarono una grandissima appl icazione nella guerra franco-germa niea da. ambo le purti, ed è loro condizione esseniiale la solidi tà'. poichè la Lruppa nei momenti di r ipos0 deve godere ~1 u na perfetta Lranqu ill ità e s ic urezza. D'a ltronde, ol tre 11 da nno mora le, un proietto che scoppiasse in un ricovero arrecherebbe certo un grave danno maLerialfi. Così giova rammentare che net forte Vano es d i Parigi, un ricovero · costrutLo per il servizio dell 'a rt iglieria ,enne sfondato da u na grarwta pruss inrin da 21 centimetri, lo q1rnle, scoppiando, m ise 12 uomin i su 20 fuori di combattimen to. I rifugi devono avere capùcità da 6 a 10 uom ini , e copertura di tal l'ObusLczza da resistere oIle maggiori penetrn~ioni dei proietti, senza sporgere però al di sopra del pnra::.. petto. È perciò necessario che il loro fondo sia c1l di sotto del live llo tlel terrapieno, e che s i provveda a llo scolo d elle acque . Vari sono i Lipi di r ifu g i in uso, ma dipenden temen te dalla loro for-m,3 si possono classificare in due gruppi, secondo che lwn.no la copertura orizzontale, come ven ne oddott,ato in Austria, oppure i nclinata come usasi in Germa-:nia cd in Ital ia. . Sebbene per comodi tè del personale si a preferibile Ja co- · pertura orizzon to.le, sembra più va~1Laggiosa a lla resistenza la copertura inclinata, facil ita ndo cssn il rimbalzo dei proietti. In ale.unc batterie prussiancinnalzuteduran tel'nltirna guerra, vennero costrutti ricoveri o rifugi addosso ti scm pli- ·
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SU L LA COSTRU ZIONE
cemen te ili paril petto od ai fian chi . Codesto sistema ha fat to ca tti va prova (1J, mcUendo così maggiormente in evidenza il vantaggio dei rifugi scavati nelle tra verse. Grandi ,·icooeri. - I g randi ricoveri sono bl inde con venientemente r~rcpa ra te nelle ba tteri e od in loro vicinan~a , ove posso no r1coveral'C gli 11omini destinnti a I serv izio della batteria, in un momento che · per lH violenza del f11oco n_on si.a poss!bile rimanere s ul terra pieno, e dove possa n posn re, al swuro da ogni offesa, quella parte di persona le non occupa ta nella ba tteria . S i crede d i ottenercl'inclispensnbilc sol id ità con econom ia di tempo e di nrnte1·iale, e con maggior comodità cli servizio, cos tr uend0 il ricovero nei fianch i s tessi del la batteria . S i dovrtu:iv:·erti'.·e:-he la sua ca pacitò non sia mi nore di 20 m .q. , che nel si to d1 circolazione l'altezza non sia infer iore ad 1m 70 utilizzando la parte più bassa della blin da per JetLi 'da campo. S i porrò ogni cura nella cos truzione del blindamento, onde lo s pessore del cielo raggiunga nll'i ncircn i 2 metri. Sara~rno cli s.orn ma utilità le rota ie- di ferrov ia disposte u doppio sLrato, sopra le q m:i li verrnnno collocati 11110 s lrato cl i Lrn vicelli di 30 cen ti metr·i cli qlléidrntunì cd li no strato cli foscinoni. Q11esLa coperlura, stnn Le l'mnpi~zzn dell a blinda dovrò es::;erc rin forz,:tn c~a _una _fila d i tmvi con suola e cnp~ · pello. Dalla parte poi dei tm pi ù pericolosi , converri:l che la blin da sia r ipn rata da una massa di terra di 8 me tri almeno cli s pessore. 111aga.::::;ini a poLoere. - Il mu nizionamento ha acqui~ta to, dopo l'introduzione delle nrmi rigu te, una maggior 1mportanzn ne lle guerre d'assedio, eguale n quella eli e ha su i cam~i di ~)n t._tuglia .Al giorn o d'oggi vaog110l' più prendendo piede 11 s is tema di provvedere le baucric d i cariehe pesa te, e g ià fo rmn te in car tocci presso i parchi!'.lJ. Ques ta
DF.LL E l3A TTER IE D 1A SSE DIO
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cosa , utilissima per la maggior esattezza che ne acquis ta il Li ro, lo è anche per l'econo mia. del tem po e del personale, per le m inori d imensioni cl1e ricllieggono i magazzini a polvere, e per la maggior sicurezza che ne deriva alla batteria presso la quale non sono maneggiate polveri sciolte . È inoltre desiderabile che anche le granate vengano invia te alla batteria già munite di carica interna, il che dispensa dal preparare un apposito s ito pel lorn ca rica mento . Il còmpit,o che abbinmo vis to assegunto alle batterie della prima e seconda posizione, richiede in modo imperioso che venga postn ogni cura nel provvedere al servizio delle munizioni, nffinchè il fuoco d i ogni batteria s ia assicm::ito in qunlLrnquc contingenza, cd il riforn imen to venga regola,Lo con g iud iziose' disposizion i. Ln naLura del nostro scritto uon ci cot1sen te cli LraUarc tale questione rispetto oll'andarnento generale delle operazioui di uu assedio, ma ricorderemo coll'Hohe1 tl ohe, ehe uno dei van taggi che l1a l'assedian te sull'assecliato si è quello di poter- in ogni momen to completure e riforn irsi d i mun izioni, per man lcncrc nelle s ue baUel'ie quel fu oco vigoroso di eu i abbisogna per acquis tare su quello della piazw la voluta prcponder() nza . Sembra che il servizio delle munizioni in ogni ba tteria sia abbas tanza assicura to q tHrnclo i magazzini contengono il doppio del cons umo g iornalim·o, e l'I-:Tohe11lohe crede che, in massima, da 50 a 60 colpi per pezzo e per g iorno, siano sufficienti n rnanlcncre un f11oco costante e ben nuLri to. Circa alla posizione pi ù conveniente pei magazzini a polvere, le opini oni souo ancora discordi, ma sembra che .generalmente s i preferisca, poi' fac il itù di sor-viz io, lo stabilirli nello ba Ltcria stessa e pN~cisamciltC nll'csLt'ern itti meno esposta. l'i: bensì vero cbe tal disposizione numen la i pericoli per la butteria ccl accrcsc~ i lavori di costruzione necessari · g ià falto un gran passo, dal !alo d e li:i predsione di tiro, ma no n basta d al lato
( 1, H O HEN LOBl~, op<> ra ci tata. (2> Pre~so 11_o i (Ha fì11 or a i n uso il sis te ma de ll e car iche mi•u r ate e p1·epa r a te n e, n ,;ig,,zrn,i <i<'lle b,,t ,e ,·ie . L' ult im a .-di1,iorw del le ta vol e cl i Liro, a nag xx i v dd le av vene uze, p1·esn i v., elio le ca t·iche· d" buano esse re senipre pesate. S i è ·
de l S1.~r \'i zio <li una IJall~ L·ia Per garnutirB i! rp:a )e co11v1eue prl'scr i ve re che l e caric he del>ha no esse re p reparate pr e~so i pa1·<:11i o p1·esso i deposi Li su ccu rsali, ed i nvi ate a lle batterio g ià racr.h i use negl i :.tppo.s iti ~acch et.Li, i qu ali necessaria.-
mente dov1·cbbe1·0 in vece che di carta. essere di tela-
.254
SULLA _COSTRUZIONE
a ben premunirla da ogni danno; ma se si r iflette che la vicina loro s ituazione può ridurre la costruzione dei ripostigli nelle. traverse, che non sempre sotto la vio lenza del fu oco s i è in grado di assicnrare il s ervizio deJle m unizioni q uando il magazzin o sia staccato dalla batteria, e che fina lmente in ques t'ultim o caso è indispensabil e ricorrere all a costruzione di una comlmicazione, s i deve convenire che la preferenza che danno alcuni a costrurre normalmente nella batteria i magazzini a polvere è pienamente giustificata. Ogni qual volta sia possibile, sa rà buon principio, almeno per le batterie di seconda posizione, il costrurre due magazzini a polvere per batteria, uno per contenervi la polvere (5 a 600 chilogrammi), od.i cartocci qnando fossero adottati, ed un altro per i proietti. Stante le due posizioni ord inarie che avranno le batterie in ~m assedio, sarà finalmente utile avere in teoria due differenti tipi di magazzini a polvere, uno meno robusto per _le batterie di prima posizione, cd uno più resistente per quelle dell a seconda posizion·e. In tal senso a ppunto sono insegna ti alla scuola d'applicazione ·due diversi mngazzini a polvere che prendono nome, il primo, cioè quello delle batterie di prima posizione, magazzino a tetto rinforzato, il secondo maga.Jzino normate. Non dovendo alcu na parte delle batter-io sporgere al di sopra del parapetto, sarà necessario scavare completa m ente nel terre no il magazzino a polvere, di tal quantità che lasciando àl ma 0°·nzzino un'altezza interna almeno di 1 '" 50 risulti coperto da una solidissima blinda ririforzata con' un' doppio s trato di rotaie da ferrov ia, e con terra almeno per lo spessore di 1"',40. Venne anche consigliato, e sembraci molto opportunamente, cli porre fra le terre che ricoprono il magazzino corpi resistenti, come ad esempio gabbion i ripieni di fascin~, affinchè urtati dai proietti muniti di spoletta a percussione, ne possano determinare lo scoppio, prima che giungano a toccare la blinda che forma il cielo del magazzino .
DELLE BATTERIE D'ASSEDIO
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V.
Esposte cosi le principali regole che governano le ba tterie d'assedio, ommettendo tut,to ciò che ha tratto colle comunicazion i, foss i, larghezza del terra pieno, lunghezza del parapetto, ecc., delle quali cose nulla venne innova to, possiamo fare una breve considerazione sui tipi di batterie d'assedio in uso presso alcuni eserciti. Ed incominciamo da quello austro-ungarico . Il tipo' di baLterin adotta to in A ustria ha forma semiintenata, ed è a cannoniere con guancie prive di rivestimen l,o, molto evasate in modo da forma re più che merloni, bonetti. I pezzi sono sepnrati da traverse, ed ogni traversa è mun ita verso il parapetto di un rifugio pei serventi e di un deposi Lo o r ipostiglio da IT\U nizioni . Il parapetto ha nella base lo spessore di 6 metri; l'intervallo fra le di rettrici dei pezzi è di 5m,50, Il terrapieno è interrato di·un metro, ed il ciglio in terno del parnpeUo elevasi sul terreno naturale di metr i 2. Il r ivestimento della scarpa internaedell etraverse ha luogo soltanto co ntro le terre elevate s ul terreno, ed ò in ga bbioni, collocati verti calmen te. Una gabbiona ta, s i:-tllata sul terreno naturale dietro il terrapieno, pròtegge quest'ultimo clùlle scheggie dei proiett,i che scoppiano sul roves cio della batteria . Alle s.ue due estremità la batteria è mun ita di due robusti fian chi, in uno dei quali è.situato il g ra nde ri co vero, nell'altro il magazzino a polvere ed il deposito dei pr oieUi. Questa batteria può essere costnt tta in 2 o 3 noUi con 500 uomin i, dei qua li una metà a usiliari di fa n teria . Dovendola innalzare in minor tem po, il suo lavoro può essere arrestato in due differenti stadi, potendo la prima parte essere costr utLa in una sola notte, con una metà circa di lavoratori. Il tempo che si ha disponibile, lo scopo assegnato alla
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SULLA COSTfiUZIONt
DELLE BATTF:RI E D'ASSF:D!O
batteria, e la resistenza di cui dev'essere dotata, consiglierairno la scelta dell'u11a o dell'nlLra costruzione! 1l. Il tipo completo è di facile e robusto tracciato, ccl è suo precipuo nrntaggio il prestarsi focilmente a lle varie combinazioni, po ichè, senzo. rrwtarc le mi s uro g ià preso, s i può durante il lavoro adottu rc,anorrno di qun11to è richiesto dal momento, questa o quella disposizione. Per contro, a nostl'O avviso, questa batteria h a lo svaut.aggio del pa rapetto troppo nito e di limitato spessore, e delle cannon iere troppo profo11do e Yisihil i, in modo da pre:-;ent-3.re, anche alle gr·andi distanze, un chiaro e marcato lJersagl io. I T edesch i, nullccsel'citazio11i d'assedio eseguite a Grandenz nel 1873, impiega rono il seguente tipo, che In R eoue rl'artillerie, aYril 1874. considera come il tipo tedesco delle batterie d'nLLacco della prinw posizione. La batL01·iu è scrn i- intcnnta . Il tem1picno ha In profontlitil d i un metro, cu11 scal'pc mollo ripide, riYeslile in graticci dalla purLc del parapetto. TI parapetto, se11zu pendìo, l1u un'o lLczza sul tcere uo di 1'",,:rn, ed è rivestito eon gabbioni co ll oca ti sopm e tangcnzinlmeutc nd un snlc.:iccione, cd ancor·nli in un secondo salC'iccio11c interrato 1101 nrnssiccio del parnpeLto. Il suo spessore nllu base è di 7 a 9 metri soeondo lu n,Jturn clclle torre, la distunza ecc. Le ca1111011icre i11l.ugl iute in tutt.n la lnl'gh ezza del purnpetlo sòno soltanto neccssnr·ie per l'esecuzione del t~l'O cli luncio diretto, e stante la grnnde rlc\'azione dello orcccliionicre degli uff1tsLi. tedeschi , la loro mussirrw profondità no n l'aggiunge i (i() centimetri. Sembr·a che le c:anr1onic!·o siano pr·iYc di l'iYestimonto, stanrc lu lol'o pic<.:ola profonclitò . Nel massiccio dei lianchi dclln batter·in sono costrutti il magat':zi110 n polvet·t) ccl il g1·an tl c ricovcl'o , fort.emcn to bl indati e rie )porti di 11110 sll'uto piuttosto alto di terre. Le traverse sono a rico\·01·0, e Yengono erette soltanto ogni due
pezz i. Negli intervalli non muniti di traverse, e nello spessore del parapetto, sono scavati i ripostigli per pl'oietii. L'intcrrnllo inti.ne fra le direttrid è di 9 metri ove esistono Je tra verse, e di G metri negli ultri . Il tel'rapieno ha la Jargfie7,za di 6,50 ad 8 m etri , e vi si accede per mezzo cli rampe intagliate dietro ogni pezzo . Questo tipo di batteria, pt·egeYolea parer nostro per tutto ciò che concerne il parapetto, difetta alquanto nella dispos izione interna del terrap icuo, poichè cogli attuali proietti scoppianti è assolutamente necessario limitarne ì dannosi effetti ad un sol pezzo; e se non è consentaneo oll'interesso del lavoro lo innnbuc uno traversa per ogni peno, si deYe n ull a meno costl'Llne dei po.rascheggie fra quei pezt':i che ne s ono priYi; avrebbero dessi per di più il Yantaggio di dife11clcrcl'entn:1Lo. dei ripostigli che nel tipo. tedesco sono scoperti. Di più i l'icoveri delle lra vet·sc sono poco resistenti , e grandi i11 modo do. richiedere per la loro costruzione un materiale che in campagna non è sempre possibile avere a disposit':ione;<1J. L e ~raverse non p1·otcggono poi abbas ta nza l'es tremi tà dell e piazzuole, stante la lot·o poca elevate7,za dalla parte poslcrio1·e. Questi incomenienti, assai facilmente riparabili, sono compeu sati dal seg11en te grande nu 1 Laggio, cioè dalla semplici Là del traccia to e del 1·ivcstime11\o che 1·cndono possibile la costruzio11c di tal batteria in uua sola notte . Degna di menzione è pure una batteria costrntta pe1· istruzione a Zurigo nel 1874·, la qual e sembraei 1fouisca molti e solidi p1·egi. La batteria è i11terrala, e<l il terrapieno, fallo a contropendenrn per lo ::;<.:olo delle acque e pel' e::3sere protetto fino alla suuestremitò., trovasi so Lto il terreno natu 1·ulc di 1m,:35 ai piedi della s1·0.rpa inte rna, o· cli 1'",65 verso lu parte po-
(lJ Gim·na le rl'a1·tt(lliert1t e genio 1871. Parte TT, p~g. 17.J.. Lo ~tesso perioJico 1,a pubb li cato 11 e i fascicol i d i oitobre e novembre 18i7 altre e più complete notizie sulla batteda normale d'a,;sed10 ~.:esca. (>)
(l) È però da nolarsi che il parco d'assed io tedesco dispona di speciali maie r iali da blinda, le c ui d imension i in lnngher.rn sono cal colale in rè laiion e con quelJe de llo bli nde. La lung'hezrn dei mate riali da rivestimento è pure in re lazione colle pa1·ti essenz iali delle batterie, per facililarne con vantaggio il tracciamento e la costruzione. ANNO XXl lf , VOJ , J.
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SU LLA COSTRUZIONE
steriore. Il parapetto, innalzato senza pend ìo, ha l'a!Lezza di 1 metro su l terreno, lo spessore alla base di 8 metri, e le scarpe lasciate a pendenza naturale; l'interna però è sostenuta con un rango di fascine, con due da ambo le parti delle cannoniere. La distanza fra le direttrici è di 7 metri . Le cannoniere pel tiro di lancio hanno una profon,dità non maggiore di circa 50 cent . Il ginocchiello degli affusti essendo soltanto di circa metr i 1,50, si è evitato di fare cannoniere assai r>rofonde coll' innalzare di mol~o le piazzuole dei pezzi; infatti la loro part,e anteriore sovrasta a.I livello del terrapien0 di cent. 40 circa. Fra ogn i pezzo sonvi le t,raverse a ricovero, nelle qua li s i trovano i r ipostigli pei cartocci e pei proietti; i primi, nella parte posteriore delle traver se, i secondi incava ti nel parapetto .sotto i r icoveri . La batteria può essere m unita di fianchi . I grandi megazzini a polvere sono costrutti fuori della batteria, colla quale comunicano con trincee a zig-zag. Questo tipo, convenientemente corret-Lo, può forse essere preferito a i due più innanzi descritti ogniqualvolta la natura del terreno sia tale da permettere di raggiun..,. gere la profondità del terrapieno. La costruzione infatti ne è semplice: per la poca elevatezza del parapetto, lasciato senza spigoli vivi in modo da presentare una piccola massa di terra · assa i malamente distinguibile nel terreno circostante, e per la facilità del lavoro, che con truppa esercitata può essere ultimato in una notte, lasciando ad un'altra la costruzione del ricovero e dei gran di magazzini. Troviamo però difettosa la scarpa in terna, la qua le, essendo senza rivestirn.ento non r ipara ~ene i pezzi ed il personale dai tiri che colpiscono la batteria sotto angoli cli cadu ta a lquan to grandi. . E difettosi sono pure i r ico,eri troppo piccol i, e protetLi da un cielo assai poco resistente. Nè ci sembra bu on principio Ù collocare i ripostigli dei cartocci nella parte posLeriore delle tra,erse, perchè cotal disposizione espone
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i nutilmente a pericoli maggiori quei cannonieri· che sono destina ti al servizio delle mu nizioni. Infine per un tipo ,di batteria non ci par buona la disposizione dei magazzini a polvere fnori della batteria, .giacchè r iteniamo possa s olarnente essere consigìiata in pratica da circostanze locali. Chiudiamo la nostra breve esposizione col dare u n ·cenno dell a batteria conosciuta da noi col nome di batteria tipo scuola d'applicazione, perchè insegnata .agli ufficia li che nella medesima compiono i loro studi . Siffatta batteria è semi-inlen;ata, a cannoniere, col parapetto dello spessore a ll a base di metri 9 circa , a pendio inclinato dell'8 p °lo, ed elevato s ul terreno naturale di 1"',40. Il terrapieno è i nterrato di 1"\20, ed ha larghezza di 7 metri. Ogni pezzo è separato da traverse r icavate dal terreno naturale, e rivestite in graticci . Le traverse so no a ricovero blindato, e corr ispondono a r ipostigli da mun izioni incavati di Il). . 1,12 nel parapetto, e rivestiti lateralmente con , gabbion i. Uno strato di terra ricopre Ja blinda fino a ll'a ltezza del ciglio interno, e com~ pleta la traversa con scarpa molto lunga che va :1 ua.s1 a raccordarsi colla sua estremità posteriore, lasciando tutto all'ingiro una piccola berma d i 30 cent. La blinda è inclinata, m a non come nelle traverse prussiane, delle quali riesce più resistente per la m inor lu nghezza e per la maggior quantità di terre di c ui è coperta. Fra le traverse e la scarpa posteriore del terrapieno esiste un passaggio cli 1"' ,50 per la circolazione. Il parapetto è rivestito nella scarpa interna con r ivestimento analogo a quello usato nelle batterie tedesche . L'armamen to si opera per mezzo di rampe intagliate dietro ogni pezzo . , La forma e la profondit,à delle cannoniere, fra le cui direttrici corre una dtstanza d i metri 8,96, varia secondo la distanza ed il genere cli tir o . La profondità maggiore oltrepassa di poco un metro, ma la s i potrebbe anche ridurre innalzando convenientemente le piazzuole s ul livello del terrapieno .
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SULLA COST RU ZION E
Due :o_busti fianchi terminano 1~ batteria, e ricevono i r~1agazzm1 a polvere, d'ottimo tracciato e di facile costri iz10ne, ed all 'evenienza a nch e il grande r icovero . . Uno spa lleggiamento, infine, dell'altezza di un metro s i innalza sul dinanzi del fosso per proteggere i lnvorat:ori durante la costruzione. Qu~sta baUeria, che r icorda nel suo insieme la battel'ia prussiana e quella austro- ungarica, è in complesso cornm~ndevole, q uantunque s ia di più lunga costruzione della prima, e_non s ia corne la seconda suscettibile di venir Rr~estata m dne d ifferenti stadi di lavorazione. Ci sembra 1~onre che in condizioni normali abbia esagerato s pessore d_1y arapetto, ed uno svil uppo troppo grande di magistrale, c10 na turalmente a svantaggio del tempo abbisognevole per la costruzione . , Termi1~ia~1;-o coll'~g?i_u ngere che noi avremmo preferito l a~Lener_s1 p1u che ,:11 t1p1 prussiano ed austriaco, alla batteria sv 1zzerù, convenien t,e mente mocl i fico. t,a e corretta n.;1 sen~o più util_e e vantaggioso al lo scopo delle batteri; d assedio, ed al riparo del personale chiamato a servirlél .
VI.
Per esaurire il nostro tema dovremmo ora dire qualche _p arola sul metodo da seguirsi nella costruzione di una batte'.'i~ per ottenere col minor lavoro il miglior tracciato poss1b1le. Om~ttenclo ogni particolare di tracciato e di costruzione eh~ c1 co~1durrebbe in un campo forse di poco in leresse pe1 lettori della .Rivista m,illtare, noi ci li miteremo ad accer! nare quelle considerazioni d'ordine generale, che me:s:110 posson~ r ispondere al. nostro scopo. Diremo perciò . che la costruzione materiale di una batteria sarà d.i molto facilitata e progredirà senza in-
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tern1zione, quando l'ufficiale che è chiamato a dirigerla a vr ù sap uto dare dal principio le più saggic disposizioni prclimin9-ri consigliate dalla circos tanza . Così è necessario che venga atten tamen te visi ta to in ogni s ua particolaritil il s ito stato prescelto per la costruzione della batteria; che l'ufficiah-3 in(:ar icato cli redigerne il progetto siasi for mato un esatLo concetto dello scopo diretto ccl indiret.Lo ass egnalo alla batteria, del lavoro da farsi, ecc .; che si i:;onga attenzione nella compilazione · dell e richieste onde evitare, per rna11 canzo di materiali, dannose perdite di tempo od andir ivieni di uomini; che s i prendano gli opportuni eoncerti col pareo per l'armamen to e munizionamen to della batteria ; che infine si faccia un'esatta r icognizione delle vie che debbono segu ire i convogli, emana udo conseguenti disposizioni, o.flinchè venga evitato ogni possibile deYiamento o smarrimento . Avendone il tempo, sarà inoltre 0osa util issima, per costrurre regolarmente e celer·ernente una batteria, l'esercitare, come ì:,raticavano i Tedeschi nell ' ul tima guerra, · le Lruppc in lu oghi nascosti, nella costruzic,nc di batterie eh. tracciato a no.logQ a quell e che dovranno cos truirsi nella no tte . Quando U11a batteria dovr ò. essere costruLLa ecl armata i 11 una sola notte, sarà assai difAcile, a meno di cireosto.nzc favo revolissime, poterla ultimare in ogn i sua parte nella pr·ima 110Uc di lavoro . Di regola s i rimettono in questo caso olla notte ven tura l' ulti mazione dell e blinde, i grandi r icoveri, ccl ogni altl'O lavoro speciale. Il 1wmcro dei pezzi usseg nali ad ogni batteria ha nu- ' tu ralmente influenza su l lavoro e s ul tempo r ichiesto dalla co"s truzione. Ch i presiede o..ilc cose d'ar tiglieria, nel fi ssare l'al"marn ento delle singole batterie dovrà tener presenté ch e un m1 mero piuttosto piccolo cli pezzi per ogni battel'ia, ha il vantaggio cli diminuire il suo lavoro e dissem inare sopra ima maggio1· estensione di terreno la propria ar Liglieria. Nella guer·ra del 1870-71 le batterie tedesche erano nor-
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DELLE BATTERIE O' ASSEDIO
SULLA COS T RUZION E
malmente armate di 4 ad 8 pozzi. Ma le batterio con 4. pezzi furono quelle più comunemente usate. All'assedio di Belfort su 53 batterie, 16 erano a 2 pozzi; le rimonenti, meno una di 5 pezzi, erano mmate con 4- bocche a fuoco ognuna. Ma su questo esempio g iova forse ricot·clare lo svantaggio col quale vennero eseguiti i lavori dell'assediante, sia pel rigore <lella stagione invernale, sia pel terreno r occioso e c he mal s i prestava. alla costruzione delle batterio. Come è noto il tracciato che più si presta alla rapida coslruzione di unn batteria è quello sem,i-interrato; tuttaYia il terreno sarà sem pre il miglior consigliere, essendo dovere cloll'ufficiale d'artiglier·ia approffittare giud iziosamente di tutto ciò che il terreno stesso gli presenta di vantaggioso . Qualunque sia poi il tipo di batteria che verrà prescelto, nella sua cos tr uzione pratica converrà sape rlo adattare al terreno, sia relati ,·nmente alla lopografia ed alle l"isorse del.sito, sia relatiYamente all'azione asseg11ata alla batteria. Ne consegue che por ottenere in guerra buoni risultaci, non ~asta .lo aver in tempo di pace studiato il tipo più perfetto di batteria, ma è inolLre necessario poter disporre di un personale pratico ed csel-cilato che sappia in modo intelligente applicare al terreno ed allo scopo il tipo sta to 1)1'cscelto. Co tal fatLo mcUe subito in evirlenza il valore che_ha l'isLl'llzione sulla costruzione prntica delle bntterior e l'importanza colla quale doosi in tempo di pace sviluppare <1uestn is Lr 11zionc nel pcrso11alc_e11i.a rn ato a metterla in pratica in gu or1·11. Ora nello stato attuale delle coso nostre, se noi yoJginmo uno sguardo ai l,Hori d'assedio eseguiti clall'a1-tigl ieria tedesca nolln campagna del 1870-71, e se seguiamo qr1ei nostri valorosi compag ni d'arm o nelle esèrcilazioni di pace folle dopo, nelle quali facendo tesoro dell'acquistala cspericn~a stnd(ano s empre, migliornno costantemente, imprat1.ch 1scono 111 ogni particolare il loro perso nale, dobbiamo n co nosccre che moltn e grande cli~tanza ci separa da loro, che molto e lungo cammino ci 1·esta anco,·a a perconere . .
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F in dal 1871 due nostri 11fficiali, il tenente colonnello Giova11etti ed il capitano Apellius, scriYendo sulle cose dell'artiglieria tedesca (I ), in rapporLi diretti ~l Ministe1:o della guerra sopra. un viaggio da essi fatto Ili Gorma n10. nell'aprile 1871, così dicenwo: . « F,o·Ji è certo che per ottenere una costruzione accet> .. (( le rata delle batterie è necossal"iO di aver uom1111 ese!'(( citati ed intelligenti; è -forse appLlnto per ques to, o per (( assicurare la riuscita che i Tedesch i riunirono all'attacco « di Strasburgo una sì gnrnde qua11titù di c.-rnn_oni~ri, re<c lativumentc o.I 1111mero delle bocche da fuo co impiegate, e< q u nnlitù che sale circa al triplo della proporzio~10 go« neralmente ammessa si11'ora . Ma è certo altrcs1 che, « se s i voo-Jiono ottenere effetti pronti e decisi ,·i, nou bi0 « son·11n m ai esser troppo parchi nel dcsti 1w re i mezzi do. « ad~pcrarsi, e qnest.i mcr,zi 11011 consistono so lta11t9 nello (< bocche da fuoco, ma anche nei cannonieri. Ad ogm modo <e èe,·idenLe l'utilità di aYe1· un'istruzione apposita a questo <e scopo in tompc) di pace, eomo pure di esercit,J I'~ le truppe e< d'at·tiglieriD , nello scuo io d i tiro, nlla costruzione a<.;ce« Jerata di qualche batLeria dur-a_11le la notte; ,viacchè .se_ e< .si aspetta a fado in tempo d, r;ue1·1·a nell attacc~ clt « una pia~;;a J<J1·te, nè gli Lf[flciati, tlè i cmuw1wJl'l sa- ' « ,.wino i,i [f l'Cldo cli eseguire conoenientenwnte un tale \\ inC"Cll'lCO
».
:Ma pur troppo dobbiamo <.:oncludere che q1'.est.e parole tanto a proposito intese a migl ioro.re .le 1s truz10.m 1:os_t~·e, sono rimaste almeno fino1·a, lettera morta, p01chc cl1fetliamo ancor; di quel per sonale esercitato ed in~elligente, e manchiamo sempre dì un buouo cd adnUo libro d' istruzioue, di un tipo nostro di baLLol'ie cl'assodio<2>. (I) Gtornale cl'artlglltria 1S,2, Parte li, pag. ~Il e 312.
(2) Questa )!emoria fu scritta nel dicembre del 1876. . . Ci il gralo correggere le nostre pa role co ll'aggi Ull~ei•e c_he da ((Uel!'epoc~ in poi venne di g ià fatto molto in Italia per adoLtare un t ,po eh baUdr,a cl assed i o ed 11 corrispondente libro d"ist.rnzione. . Nel settembre iufatli dell'anno 1876, il Ministero della guerra nomrna,·a una
Commissione d'ufficiali d'artiglieria, coll'inc,irico di s tudiare e proporre un
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ùELLE RA TTEHIE D' ASSP.0 10
SULLA COSTIWZ!ONE
,
E g iacchè il nostro studio è cadu Lo su ta le ar 0 ·omcnto . . o ' c1 sia permesso terminarlo co ll 'esposizione di alcune nostre idee, che saranno, così a lmeno speriamo, divise dai nostri compagni. Noi vonemrno el io In nosLra a r tigl iel' in potesse IH'csto contare fra le sue istl'uzioni un huon libl'o su Ila costruzione teorica e pratica delle batterie d',1ssedio . . Noi Yo1·rcmm ò che presso i reggim enti d'a rt ig li e ria da fortezza In costruzione pratica delle batterie d'assedio rìceYesse uno s,-iluppo assai maggioC"e cli quello che suole
ti po di bmteri..i. d'assedio. e d i compi lai·c la relativ.- isti·uzione. T1·a codesti u~lìciali ~ran,·i il colonnello Giovanetti, direttore. ed il capitano, ora maggiore, Biancard1, membro. 1,a Commissione si pooevn, subito atl'Op(•ra. ed accett,ato un tipo di batteria. P.r~posto dal mnggio re Biancardi, procedev;i nel d ic•rn hre o nel fe bbr a io succes s ivi all a sua costr uz ioue, inna lzando, e.le i proposto ti po, un traLto di baLLeria della lunghezza di 10 ml'tri. _11 ti~. Biancardi si contraddistingue da quelli finora in uso, per una speciale d1spo.s1uou.e rnterna della battei·ia, e per l'impiego di un nuo"o metodo di co• s u·uzioue, 11 cui vantaggio s i è f}aello di potor 1n1lmente adoper are un nu me ro gra ndis.s11110 d i la voi•a tori. Sono i noitre pr opos Li nuovi mo Lc r iali da ,·i vfsl.i m euto e d.a blrnde, le c ui d i meusionì, co1ne in German ia (vedi nota pag. 257) so no in relaz,one con quelle da darsi alle batterie. Il parapelto elevasi sul s•,olo di metri I ,SO, ed ha 11110 spessor.a normale di IO metri alla. base, stahtlendo che il limite minimo per aprire. il fuoco sia di 7 metri. li terrapienoò interrato d1 m etri o,80. I l t ratto di batt.eria cost1·uU(l comp ,.encteva uua ~r avorsa, una pi,\,.ZUOla, ed u n fia nco, e dopo i Ol'e d \ Ja.vo1·0 er a ultim a i.o con 102 lavoratoi·i. Otti mo ris ultato !anto maggiore se si l'illette che il te rreno non era tavorevole al lavoro, e che' 1_ l~v.ora~on erano soldati dei r eggimenti d"artig:ieria da campagua, poco pratici in siffatto genere di cos•i·uzioni . . Dietro così fa~orevole risultalo, il :1Iinistoro della guerra dec idev,1 di far espel'lll_len.t are su µ , 11 l arga scala H nuovo tipo di ba,teria, co l farue <:ost ,·u i..-e d agli alllev1 della sc uola d'applic11zione e da i reggi me nti d"a t· tiglie ri a da forte1.za, e e.o~ metter ne alla prova la solitlità, face11do cout1·'esse eseguire il ti ro di demohz,one. li tiro contro la batteria. costrutt.a nel campo di S. Maurizio dagli allievi della. s~uola, veono _fatto alla pr~senza della Commissione e di ufficia li dei diver si reo-g1me nt.1 .d'ai:tiglier ia. ~ del gen io; e pel' pote r con g i usto c1·ite r ;'o approzzare sno valorn, l esperi mento fu comple tato spa1·ando nello stesso tempo pur contro una batteria di ti po tedesco. Anche io questa volca tuttociò che ha relazione col l:woro dette un ottimo ris~ltato;- non C?sì la speciale disposfaioue interna. della batteria, che si dimostrò d1fetcosa, spec,al men.e in confronto d el tipo prussiano. Noi~ d u bi tiamo però che i l t ipo Biancardi, oppor t,uoameute co rretto, possa iu S~gUHO C0Sl1tu1,re un'eccellente batteria. <li cui l'a r tiglieria italiaim poti·à glo1•iars1.' specialmente per le felici iunovazfoni che il proponente ha saputo ideare. Dicembre 1877.
il
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generalmen te avere. Cost pcl' meglio fissare le nos tl'C idee, tale istruzione douehhe, a parer uostro, essere ~nnualme11te diYisa in tre prn-ti, cioè: insegnamento teorico - cosLrnzione 1wu ti ca esegn iLa in voric riprese - costruzione 1m1tica eseg1 1ita in una sola rnlt:1 ed i n te1Teni adiucenti n,l una piazza forte ::;imulando le Yere ci l'costanzc di g11el'1·n . P er eseguire l'ultima pal'LC d el nost1·0 prngram rna, dopo fatte le illtre due, clonebhesi senza p1·eavv iso ccl in diflcren ti stno-ioni incnricare una compagnia del p1·ogeLto e o :1 . cosLnv.i one di una battel'in lla compiersi ìn u11a e eterm1n ata posizione, co n t111 dnto scopo, ed entro 1111 tem po s lnbil ito, s ia d i 1111a notte, siti d i due o più notLi secondo lo. posizione della balleria . L'utiliLù di questo s istema d'istr uzione, cd il p rolitto cbe se ne ric.n·cl'elibe, a 11che u dnnno di q 11nlche nltru istruzi one seconclnria trascurata, sono abbastanza dimostroti dn quanto ;il>biamo detto nel corso del nostl'O studi~; ma n('l·o-i un Oniamo c he il li mi Le del Lcm1)0 ol ti·c a tutto 1\ 00 resLo po.r<;i sai-chbe il solo mezzo él ì com battere, cd~ poc~ pei- Yolta far sparire la dannosa ab itudine, lanlo lit n'.)t radi cntn, di cond111Te a termine ogni più piccolo larnro 1n Lenn, co n Jisciumet1 ti <li scarpe, r cttili cazione cli spigo li, e simil i cose. R icordiamo sem pl'e c lw quesLi lavori sono non solo inutili ma sibbcne noce,·oli, imperciocchè fo.cilitei-a11110 lc1 Y{sta al ncn1ico dell'opera nosLnt . Kè vo1·r em rno che q uosLa applicazio ne fosse eseguitn come .genera lme nte suols i praticnl'C durante le scuo)c ~Lel t~ro, perchè tulle le batterie ,·errebbero costrutte 11~ 1dent1ch~ circos lonze di t,e1Teno, e pcrchè mnndierelJlJC il mezzo d1 riconoscel'e, a lnvo ro co rupiuto, se la batte1·ia ven ne Ll'aCciata e costrnLLa nel modo rnigho 1·c 1·elatiYamcnte a ll'o lJbiettirn che le n~nne ossegnalo . N'oi vorremrno inoltl'C che auchc l'artiglieria da campagna rnnissc esercì La La nella co::;truzionc delle batLcl'J~ d'assedio, pc1·chè è sommamente utile, come fu p1n volle pl'aticato nella guerra 1870-71 , che allorq11ando un
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SULLA COSTRUZIONE DE LLF. UATTERI E D'ASSEDIO
c?rpo d'assed_io ha compiuto l'inYestimento della piazza, si ponga subito mnno a lla coslru7.i one delle pl"ime battel"ie, in attesa che giunguno s ul posto i matct·i ali d"ass~dio, o le truppe specia li d'artiglie1-ia o genio. Nella quale b1sog1~a servi,·à n10t·avigliosame11tc il personale d i quelle batler1e da campag ua non occupa te nelle operazioni clell'im~estimento . L a preparazione di queste primo baUcl"ie equ1val'l'ebbe certo ud 11n, successo, p01·el1è ofl't-irebbe il n~ezzo d i affrettare il momento dell'apertut·a del fu oco, e d1 numenLa re sull 'asseLliante gl i effe tti della sorp1·csn. ~oi vorremmo fina lm ente che, come lo all1·e truppe sono nrn1ualmente ese_rcitate nell e gra ndi manovre, unchc l' a1:ti?lic1·ia . da fortezza, a simili tudi 11e d i qua II to p1·aticc1.s 1 m a ltn po.es i, venisse eserc itata uc lle operazioni di un assedio simulato i11 unione con altl'e truppe destinate a fo1·maro il corpo d'assedio . S 11lla uti litù di tali osef'citazioni combinate basta ricordal'e quanto ha scrilto l'IIohe nlo_he al N . CII della più volLo r it:orclatn s ua Memo r·ia, .pe1· r1co~1~sce1·c le difficoltà che s'i ncontrano ad ogni passo a. ben d11·1ger·e tutti i se1·,·izi delle operozioni cli un nssedio, e per constatare che i decisi ,·anta 0 • 0 ·i che l'assed' l 00 1ant~ e cve oLtencre per ·vincel'c una buona pia7.za, non s?no 1~1. g 1·?n parte che il ri s ulta lo di un complesso di d1spos1z1orn stu diate colla più prudente previden7.a curntc uell 'esecuzionc fino nll'ultimo parLicolare . ' E la sola pratica potrà dare questi 1·isttltati.
LIBRI E PERIODICI --oo~-
Il Se1·ge•1te. Studio S'Ul modo di re,c;olare le pro mo';jioni nei graduati di truppa - per BENEDET'L'O VEROG010, maggior generale . Napoli , Stabilimtnto tipografico dell'Unione, 187 7. Con la dispen:::a di lnglio dello scorso anno, la R ivis ta M i.li-
ta,·e ~i alfreltò a prc!òenla re ai suoi Iellori un breYe su nlo dell'opuscolo col r1unle il generale Vet·oggio intra pr ese') Io s tudio sul modo di rl'golaee le prowozioni nei graduali di truppa, trattando delle pr·omozioni a caporale. Ora l'egregio anto l'o lo completa, esaminando le (]uesLion i che si a ffacciano nel r egolare le prnmozioni a sollul'ficialc . · Se pm e d issentinmo s u taluna s ua p ropos ta, non possia nio però disco11osc1: re la grande utilìtù delle due pubblicazioni s u argom ento d m tanto inter essa la compagine organica dell"csercito, e che egli discute con Acume, convinziorn.) ed nutoriLà cl' o~perienza . Le nuove proposle d<'l genet·ule Vc:roggio, Lendenli a regolare in modo stabile ed utile le promozioni a soLlufiiciale, si possono così l'iassumere : 1. 0 Abolir·e, il vincolo delhl ferma per manente jmposto come condizione per la promozione a sergente. 2. 0 P romuovere ser gen Li, ollre quelli che volontaria men te contraggono lt\ ferma per manente, anche caporali con f'e rma temporanea; ma per questi prolungare la permanenza sotto le a1·mi di un a llrn unno olti-c l'aum en to di »ci mesi già .imposto per la pro · mozione a caporale, e così passar e in congedo illimitaLo diciotto mesi dopo la pr opria cl1:1sse.
A HTUHO lkLI.JXI
Capitano cl' Mtiglieria.
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questo studio istesso di sug~erire qualche altra d_isp_osizione pi~ • radicale per assicurare di poterne promuovere m iscala assa~ « r arro- uard evole . Nè modificher ò queste mie jdee nnchè n on s1 e ve;~à a pe,·suadermi che il J'a1· di s imili p1·omozioni non potrebbe « aver-a alcun utile elTello $Ui richiamali. lo finora son convmlo « che anche con )il pr omozione al modesto gr éldO di cap01·ale « possa essere con gran vantaggio d:l noslt'O organ ismo _r1 :e« mialo lo zelo di chi accor,·erebhe p1u sollec1lo alle banclte1e, " eccita to a ben fal"C e ricompensala l'opera in campagna del sem" plice solda to. Che insom ma a nche ques ta p romozione s ia un • mezzo da 11011 lasciare intentalo per promuoYere nelle ma~s? " un po' di entusiasmo all'apt'irsi di una carnpagna, <Juanùo c1-0e « sarebbe sommamente necessario . li È troppo a utorevoli" il pa1·c1·c del gcne1•ale Veroggio per tentare in alcun modo di modificarlo, n è questo d'altronde polreb~e e~sere Jo scopo di un semplice esame del la s ua recen te pu_bbhca~wne. )lonclimeno il dovere d'imparzialità ci obbl iga anche d1 esp1'1mer e la n ostra particol.we opinione. . Le l'arrion i addo tte, per dimostro.re la convemenza di far molte promozi~ni nl momento dello mobilitazione, n~n. so.no per ,1 v_vcntura sufficienti a dimostrare egualmente che l ut1hll_1 d1 susc_,Lare arLilicialmenle u a po' d'enLusiasmo nelle masse faccia equ1lilmo al du HnO r eale, che po lrebbe der ivarq al servizio co~ pt·od urr ~ 111olt1 ~postamenti in un momento in_cui ogni_ pe1·turbaz~o!1C debb ~ssere evitala. sembra che, non !>Olo 1 caporali, m a poss1b1lmente I mlero personale de i quad 1·i al momento (,li _e ntr~1.rfl in camp_ngna _clehl~a essei·e n 8 esuberante al bisogno 111' msul/1c1ente, pel'o che il farn nu 111erose promozioni in mornenli di fretta <' di as!'o_luta urgenza 11011 ,~jova sempr e ti mantenere pO!::iSibile fa Jl(-)CCSSUl'IÙ Cur~ nella ~celt~, f' in ogni caso pro<luc,· graduati poco o nulla pl'ut1c1 delle 11110Ye loro funzioni. . ConseguPnLi a qullsto nostro modo di ve<le1·e, non pole:amo grn dicaee esni:reealo l'appr ezzamento dell'autor~, nel suo pruno opu~ colo, suf;li inco11Yenienli opposti d~ll'eccess1,·o nu_m~ro d1 caporal~ 6 al aior 11 o dd r ichiamo delle classi dal congedo 1ll11mtato, m13: c1 pm~eva su{'(icien te H scong iut'arli una sola del!_(: s u.e propos te, _q uella di non promuovere soldati che conla-:sero pm dt un anno d, servizio sollo le armi. A tale peopos ito il gen er ale Veroggio sj dimos~r a pr oc~ive a .credere clie In peoporzione del B pe1· cento di cuporah sulla forza totale della fan leda n ctrorganico di pace si porli a quella del 12 pet'. c~nlo della forzo stessa sul piede d i guerra pe1·cliè, conoscendosi 1 abbondanza dei caporul i in congedo illirni La to, si cerca stabilire le cose in modo da non far risultare tanto scandalosa quella eccedenza. «
3.• Ridurre la ferma Lemporanea dei sotlufficiali da dodici a sette ann i solamente, dei rr uali sci nell'eserci to per manen te ed uno nella miliz ia mobi le . · 0 _1t. Permettere che i ci\porali e i solluflìciali, i quali ne facciano_domanda, possano seguil'c la sorte della p1·op1·ia classe r inuncia ndo ul g1·udo conseguito. L'aulo,·e nou dubita che dal prodoUo naturale della Ji.,,·a si P?ssano _ov~?'e pfemenli capaci di copril'c il grado di sottufriciale; ed , c10 t1·ovn una p1·ova ir1·erraga hile nelln istituzione s tess 11 dei cap01·uli maggiori di compagnitl. ·s oggiungè ancor·a clic se ·di tali elementi og~i non si trae pAt'lito ù solo per l'ostacolo che si mette ulln loro pl'Omozio110 col pu!<sagg-io all a fenna permanen te; ma che t?lto rrues!o ostacolo si potrebbero avel'e in te rnpn di pace '.luc buo111 s~1·gent1 per compag-nia con femH, ternporanea e rpiattro 1~ tempo d1 guerra, in 1·impiazzo degli attuali cnporali maggiori dr com pagnw . Hidollu ~ questi li1'.1ili la condizione di sutikienza alla quale do vl'ebbt: 1·1spondere Il l'eclutanwnlo dei ::;oltu fliciali co11 ferma Lc111po1·atica, noi C'O ndividinmo corn plelnw enLe l'opinione del generr1le Vero!l'gio che g li cl~menti dflli dalla leva 01·dinaria po~sano raggiungerli, giacchi, in !'osla11za si ritluc·,~ a promuovere sero-enLi gli aLtuali capo,,ali maggio1·i di con1pag-11i11; anzi sia mo pro;ensi H credere elle gli s tessi li nii ti si potrebbe1·0 senzn incoll\·e11ienli di alcun poco alla1·gare. Siccome' però qnesto mezzo di 1·ecln tamento rlei so ll.11 1-Ti ciali 11 011 s rn·el>be adoLta bi le con l'attua le pe1·manenza sotto I<' armi drµ-li uomini con r,,rma LemporA11ea, perrlit'.> non 1·e-:teretbl'ro nPI nuovo g-1·ado che sette mesi , in media, prima di pas:;:al'c in congedo ill irn il.a to, l' a uLo re logicnmenLe collega lu p1·oposta con quella del prolungamento t!i diciotto m ~si della pe1·manenza sollo le armi al'line di Lrn1·ne du tali soltufflciali un servizio in media d i due nn ni e 'Jufllche mese. La nu_o,·a proposta ,, pel'ltH1to l'ollegala alla pos!'ibilità di avere, caporali con l'aumento di i;_•i me~i sotto le armi . L'autore credP. '[Llindi 1·i lorna!'e s u alcuni punti del suo pt·irnv opuscolo « li Capora le" per meµJ io dimos Lnn·nt' J'a ltuabililù, e p1focipa ln1cnle pet' confutare le pocl1r> nostre· ossen·uzioni . 111 late occnsione noi inrulli facevamo notare cl11', ,·otendosi evitare l' ecrcsso d i <'aporali in congedo i!limila to, con lo proposte si cadeva nel diletto opposto di aYerne in deficienza. « Questa idea ' risponde il 0n enerale Ve. " rogg10, a noi pal'C che equivalga a quella che all'aprirsi di una " campagna n on de:hbaHs i rae p t·ornozion i a ques to g 1·ado, cosa « che c1·edo sarebbe un g rnvissimo errore. • lo son tanto persuaso della tesi opposta, che non esiterò_ in
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Anche tale supposizione a noi sembra discutibile, de.ppoichè il numero def caporali, s edi.ci p~r co~pagnia, fissa to da!Ì'organico pel tempo dr guerra, non s1 puo considerare come eccessivo baslando a~pena a fornire i. capi delle sed)ci s quadriglie nelle quali si suddJVJde la compagma di fanteria nell'ordine da combaHirnent.o; e se noi facemmo notar~ la sproporzione fra l'organico di pace e quello ,dr g~e~'ra, non fu già pe1' accennare ad un eccesso in quest'ultima cond1zwne. . Fatta questa disgressione, l'autore r itorna sull'ar&omento dei sottufficiali con ferma temporanea, per metLere in evidenza i vantaggi che si trarrebbero da tale istituzione per rimpiazzare &li attuali .caporali ma.ggiori di compagnia con graduali cli ma;giore autorità ed esperienza, per sopperire . alla evidente deficienza di sottufficia~i provenienti ~ai volontari di un anno nel passaggio dai quadri d 1 pace a quelli di guerra, per provvedere a lla possibile ed anzi probabile .diminuzione di sottufficiali con ferma permanente prov1enl1 da1 reparti cl' is truzione, per fornire di soltulficiali la milizia mobile; vanlaggi tutli r ea li ed incontestabili, col dimos Lra1:e.i quali crediamo che il generale Veroggio abbia reso un vero servizro <:ll'<~serciti>. Ma, come egli stesso conviene, non basta di. moslr.a~'e l'utilità. ~ella riforma) se ne deve anche comprovare l'attuabihta: traUas1 insomma di esaminare se verrà volontariamente accettato l'aumento di permanenza sotto le armi di sei o diciotto rne~i in cambio, r ispettivamenle, del gr ado di caporale o di sergente ~ cli una r1duzwne cli d ue o cinque anni nella ferma totale. Questo è 11 punto cap1Lale della ques tione. L au tore crede sufnciente il compen.s o proposlo per trattenere sotto le armi elemen ti atti a trarne buoni caporali e sottufficiali con ferma tem por~nea, ed asserisce inoH!'e che a vincere la naturale riluttanza. ~11 q uell~cli~, senza pensare all'avvenire) si preoccupano solo ;le! p1u.sollec1 Lo r itorno ai patrii lari, basta che la legge la quale clo,·rn sancir e la diversa modalilà della ferma rispetlo all' eo'uaglian.z.a ~' on~re_, .ne r enda gradatamente popolare l'applicazi~ne. Stabilito 11 prmc1p10, egli dice, l'attuazione si farà strada . 11 ragionamento corre esattissimo, ma non basta a diminuire i nostri tinJQri già esposti sulle cliflìcoll.à di proluno·are la ferma., 0 Sono s uperabili <1ueste difficoltùt · .mag~io1'e Sism.ondo, nel suo ultimo articolo inserito in questa Rwrsta (d1spensa d1 dicembre 18ì7), propugna il sistema del prolungament~ d1 permanenza sotlo le armi per avere buoni sottufficiali a 1erma tempora11ea ; ma egli, r iconoscendo l'insufficienza ?el mezzo di far contrarr e volon tariamente tale obb!io'o lo vuole unpost~ ad una deLerminaLa e s ufficiente quota dell'.iJ~e~o contingente d1 :l'' categoria. La proposta, sebbene g ravosa rispelto all'in-
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teresse sociale, riuscirebbe tuttavia a ris olvere il problema nell'in· teresse militare. Un' allra condizione derivante dalle fatte proposte e che l'autore crede molto vantaggiosa, a noi pare invece tollerabile tutto a l più come una necessità . Egli esprime l'opinione che dalla coesistenza nei corpi dei sottufficiali di due diverse pr ovenienze , cioè dai Peparti d'istruzione con ferma permanente e dalle classi di leva con f.erma temporanea, debba scaturire un vantaggio al ser vizio, perchè dal contaLt9 cli quelli che hanno maggiore istruzione con gli altri che hanno mt\ggiore pratica di servizio e dalla reciproca influenza ~e dovrà risuH;:tr e un tutto più perfetto. A noi sembra, al contrario, che il tuUo più perfetto s ia solamente quello che presenta la maggiore omogeneità e quindi la minore quanlilà di attl'iti nelle relazioni di servizio. Ci r imane inl1ne ad esaminare l'ultima proposta, quella cioè di permeltere che i caporali e i sottufficiali p'ossano, die tro loro domanda, seguire la sorte della propria classe rinunciando al g rado conseguito. Lo scopo che l'autor-e si propone è d'im pedire che il non abbia a 1·ic01·rere al mezzo di commettere una mano01'aduato . canza disciplinare capace di farlo privare del gr-ado per essere eso nerato dell'obbligo, inerer1te al grado s tesso, del prolungamentò di permanenza sotto le armi. Un tale correttivo alla disposizione generale ha il vantaggio, oltre ad evitare una possibile immoralità, di rendere l'obbligo volontario anche volontariamente solvibile; e quindi sarà più facilmente contl'atlo ed in ogni caso meno pesante. Ma ci pare che compr enda anche un grave pericolo; quello d'incoraggiare molt.i ad impegnarsi al prolungamento della permanenza sotto le armi, m entre non pochi rinuncier anno cerLamenLe al grado quando la loro classe andrà in congedo, rendendo così illusorio ogni allro provvedimento e meno certa la costante alimenlationedei quadri pei gradi di bassa forza . Che questo pericolo esista, Io dimostra l'autore stesso della proposta. Se esso teme che alcuni dovranno ricorrere al mezzo di andare inconlro a una disonorevole punizione pur di ri tornare a casa con la propria classe, quanti non vorranno conseguire lo s tesso intento se anche una simile morale difficoltà vien loro tolta~ Ci pare che sacriDcando il vantaggio di rar esser meno oneroso l'obbligc da con trarsi, si possa egualmente, e forse cnn maggiore utilità, evital'e il pr incipale inconveniente temuto dall'autor e, disponendo che l'obbligo della maggiore permanenza sotto le armi, una volta contratto col conseguimen to del grado, non rimanga sciolto se il gradualo per pun izione venisse retrocesso soldato. Lontanissima da noi l'idea che le faLle pr oposte non siano commen [.levoli; con le nostre osservazioni voglia mo solamente dimostrare
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che la considerazione di tulli i dali del problema sino alle ultime loro conseguenze, allo stato in cui oggi è arrivala la discussione, non è ancora ma~ura . Apprezzando altamente l'opportun ità delle pubblicazioni del genel'ale Veroggio, ci l'incresce ch'egli abbia malamente interpr·elato • una nostt·ù espr essione a pro posito ciel suo primo opuscolo . Noi esprimevamo la speranza che in un prossimo a vvenire i sottufficiali delle compagnie a,Tebbero potuto tenersi al completo Ol'ganico; ma i n !llcun modo abbiamo emesso l'opinione (tuie non e ra il nostro còm pito) e l1e ciò dovesse verificars i seguendo il vigente sistema, come l'autore sembra abbia inteso; e però non ci paro fondala la sua supposizione che da noi s i dovt'cbbe reç,isamente risponder e di non 1·iconnscc1·e l'opporluniLù delle n uove proposte.
»~~, di1•iUo di gue1•1•,i,
di
ALB ERICO G ENTI LE, t r ad uzione
e discot·so ù i ANTONIO FIORINI. -
Livorno, tipogr afia
di
Francesco Vigo, 1877. Tre anni fa il nome di .\J.UERrco GExTrt.F: non e1·a noto che a pochi dolti cd eruditi; ma dopo che nel 1875 alcune delle nostre celebr ità g iuridiche prese1·0 l' iniziaLiva per o nonu•nc la m e rnoria mediante un monumento da erigersi in Sanginesio, patria dell'illustre giurista, le sue opere vennero tralle dall'oblio, commentate e lt'adotte dai dotti e d i/Tusc fra gli studenti delle discipline legali; inc ntl'e la stampa pel'iodica contribuiva a rendere popolar e lo memoria di 11ucslo grandP l laliano. ?\on tu tte le opin ioni emesse into!'l1o alle opere di ,\ Ibe rico Gcrntili fu1·ono cedo ispirt1tq ad una sobria e sana cri lica, e 110n tultc anela rono immuni da r1uclle passioni politiche e sociali chP agitano ~li spit·iti dei 11osti·i conlempo1·anei . È accaduto al nostro aulOl'C ciò chu ù acCùdulo ad ullri sommi filosofi o pcnsatoei. italian i Jo' Lempi trascorsi: si sono volule cioè altribuit·e ad uuo scritlo1·e del s"colo decimoseslo pensieri e opinioni del secolo decimonono; e u scc-onda di ques te si è cer ca to d'inlr 1·p1·c tat'lo e di commen tarlo . 1~; vero che Alberico Gentile ha precorso i tempi gi llnndo le basi di un nuovo diritto di guerra, e che, facendo udire una Yoce Ji COllcordia o di fratellanza fra i popoli, fn il p1·imo ad i u vocare l'u 1-bitr alo inleenazionale; ma da ciò non scatur isce che egli pl'ol'essasse e propugnasse idee e principii dovuti esclusivamenleulla progredita civiltà
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de'nostri tempi, come ad esempio la libertà di coscienza in n:iat~ri~ r el igiosa. A lberico fu un c 1·oclcnle cli profonde e s ince 1·e conv 1n210ni al punto cli abbandonare la $un patria, la d ilella madr.e, le amate sorelle, per ripudiare i vecchi dogmi della chiesa caUol'.ca e? abbr·a~ciare la rifol'ma ba11d iLa in qnei giorni da Lutero e dai suoi seguaci, j qual i disconoscevano o <·ondaunavano, no? men d?' .cattol ici? la tolleranza religio"a. 1<:gli vagheggiA l'idea dt una. rehgro~e u~rca, ritenendo come util P. allo Stato l'uni là dogma e dt fede; d1c~ giust~ la cruerra fa tLa per comando divino; e disapprova l'ulleauza cl1 popol~ cli fede div<'rsa . E scbbeue condanni i mezzi violenti contro a' suJcl1L1 che abbiano abbracC'iala un'altra religione, semprechè dalla molt1plicilà dei culti 110 n vengn danno Allo Slalo ( l), d~ questa •all'idea dominante nel nosl1·0 secolo cli lasciare che ogni 111d1v1duo segua liberamente <1uel!P. ispirazioni religioso che gli suggcl'Ìsce la r.r~lpria coscienza, all'idea dell'assoluta astensione dello Stato da og111 mgel'c112a in follo cli religione, vi è un gran passo. Condannato come eretico dalla fet'oce inquisizione pontificia, Albel'icO si t'ifugiò col pad1·e ill Lubiana; ùi lù passò i11 I0ghiltern1, dove r eO'nando L<:lisubetla nalR di An na Bolenu e di EnriC'o V l l l , la r1foi~na uvea di recc'nle estese le suo dollrine, e si "tabilì nella città di Oxfol'<l, 11 ella ')Uale insegnò per ventisei ~nn~ cliritto romano e sci'isse le sue opere. li I!) di gius-no 1608 finrva 111 Londra la s ua travacrliala esisteuza in elà di 58 anni. 0 Fra tulle le sue opere em,,rge il trattato Dejure f1elli pubblicalo df\11' Antons d i Annover n el 1598, P. dedicai.o a HobPrto Dovereux conLe di Essex., cui dedirò poi l'allro De Armis Homanis; è quel valoroso Roberto che c:011 cinr1ueconto compagni, fiore deU'esercit-0 i nglese, si avvellt,wa 1wlle schiere, trop po più numerose, ciel Duca di Par·rna e le sbu1'agliuvu due volle:, ,1 eli.- dopo avere co'.11l>altuto per l'ultima volta a Zutphcn, caJuto iu ùisgrnzia dell~ \'er::clnu regrna Eli!"abetta d i cui e1·a stato il favorii.o, avea mozzo il capo pe1· man del car nefice il JH)braio mo l. .. . Il Trattalo del diritto di que1·1·a di Alberico· Gentili puo 1'1guardarsi (dice il ùotli>':,;in10 S~lopis) quasi il commentario giul'_idico clt>rrli avvenimenti del secolo <leci 1no;;esLo . Nel quale sono esaminate sP~ondo il diritto pubblico tuLtc lo gearnli quislion.i f'!'a C~1·lo Y <~ Francesro 1, tl'a lu Fiancli'a e la Spagna, tra l'Jlalta .e.suor opprei:'sor·i; e pil'1 di um\ ,1ue5tione di quelle che ,-o~o oggi m .voga, tro~ verebbe il suo sciur,fouenLo in questo libl'O t1nl1co d1 quasi tre !:'ecol1 (Révue de législali;n et cle Jurisprwlencc. lX'•li). Gentili indicò la
di
2,,
(I)
sea· semper
n,b 11ac exceptione sic dico: nfst detrimenti il!fnc resp,wLica
eapiat. - Lib. l, Cap. X, A:-,.~o XXllJ 1 YQL. I.
§
·1. JS
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via a G1'ozio per giungere alla cognizione .del diritto deJJe genLi. Sia ·nel determinare le fonti da cui deve altingersi la scienza del diritto dei popoli, sia nelle divisì.oni del diritto, se togli la sottile <~ poco utile distinzione fra diriLLo necessario e volontar io, il grande giureconsulto olandese tenne dielt;o al nostro. Nè diversa fu la s trada seguìta dai migliori scrittori odierni, i quali, posta a f'onda~ento del diritto pubblico la legge naturare dei popoli, deducono anch'essi che la fontedire tta di questo diritto deve essere la ragione. Nel che, osserva il Fior ini nel s uo discorso, il loro modo di argomentare . non differisce, qua'si neppure nella forma, da quel di Alberico. Parlando di questo trattalo è necessario premettere, come avvertì già il Reiger nella s ua dissertazione De Alberico Gentili, G,.otio ad condendam juris gentium discip lùiam viarn praeeante, intendimento dell'autore non essere stato di scrivere uni versalmente in torno al diriUo delle genti, ma piuttosto di quella parte di esso -la quale conceme le ragioni e gli obblighi scambievoli dei popoli guerreggianti. Divise il terna in tre libri: dà .nel primo la definizione della guerra, ed esamina chi ha il diritto di farln e le cagioni che. ponno pro;vocarla. Nel. secondo tratta del modo col quale deve essere condotta, cioè della dichiarazione di guerra., degli stratagemmi, delle armi_. degli accoedi, delle tregue, dei sai vacondof.Li, dei cambi e dei r iscalLi, dei prigioni e del modo di trattar-li, dei non combattenti, ecc. Nel terzo libro discorre come finisca la guerra, della pace, delle spese e dei danni della g uerra, dei traLtati e delle alleanze. Lasciando la prima e la terza parte, nelle quali si trattano que- • stioni che appartengono più all'uomo di legge e all'uomo di Stato, ci limiteremo ad indica:·e i punti principali e più imporLanti della seconda parte, che si riferisce più specialmente al militare, cioè del modo col quale deve condursi la guerra. L'aulore definisce la guerra: giusta contesa di armi pubbliche (pubblico rum a1'rno1'um j ustia conteniio); dal che s i rende necessario che lo Stato al quale delilJerammo far guerra sia fatto consapevole della nostra deliberazìone, appunto pe1·chè si apparecchi a questa contesa (Cap. I). Esamipa rruindi nel Cap. II in quali casi non sia possibile e nepp ur ragionevole la dichiarazione di guerr a; ed annovel'a fra questi la guerr a clie si muove a cagione di necessaria difesa . " Similmente non sarà fatta dichiarazione di guerra a colo1·0 " che già si hanno per nemici, chè dichiarare guerra, c ioè annun" ziare le ostiliLà, a chi è gia nemico e tale è r itenuto, sarebbe opera « vana » (Cap. II, § 2). Dichiarata la g uerra si deve trattare col nemico secondo o·iustizia; quindi lealtà nel combattere, fedel tà negli accordi, mod~razione coi vinti. È lecito lo stratagemma, massime quello ehe si fa coll'audacia
275 {Cap. III); ma non il dolo, nè con parole, nè con fatti, come il far uso di veleni, di armi attossicate, corrowpereleacque, ecc. (Cap. VI). Dolo cli fatto e non meno dannabile è l'insidiare, come Giuditta e Scevola, e mettere a prezzo 11:1 vita dei capitani e di aHri dell'esercito nemico . « Allol'chè l'ira si volge contro a un singolo, la inimi~, cizia che .è pubblica degenera in una privata e volgare nirnistà" ;Cap. VIII,§ 6). Dopo di aver parlato di malefizi, d'incantesimi e cli arti magiche soggiunge: « B: manifesto che arti siffatte sono illec.ile nella guerra > (Cap. VI, § 1). E perch& questi errori popolari a i suoi tempi s i avevano per verità. al punto che erano anche contemplati nelle leggi penali, non -deve farci sorridere che ne teattasse con tanta serietà per dichiararli mezzi indegni di guerra. Vuole prudenza, e giustizia di guerra non se ne offende, che ci serviamo di spie p(!r indagare gli intendimenti e le forze del nemico. • Quando Lu avrai cavj]Jalo ben bene contro alle spie, non avrai « detto nulla. Scr utar·e, spiare i fatti del nemico e possiamo e <lob, « biamo; e cosi da lutti si è fa tto sempre, e in qualunque modo. Che « se gli spioni sono duramente tratLali, ciò ò in considerazione del « pet'icolo s traordinario cagionato qa essi. Sono nemici occulti e « dentro di noi, i quali sovente collo svelare un disegno <lei nemici a possono far loro più danno che ,non ùircbber o mille compagnie di « fanti e squadroni di cavalleria. Questo pericolo bisognò allonLa« nal'lo colla minaccia di pene gravissime» (Cap I X, § t-). E le leggi m ilitari cli t.utte le nazioni hanno sancilH la pena di morte con tro le spie (V. i nostri codici penali militari, per l'eserci to l'art. 78 e 79, e per la 1narina ai·t. 79, 80 e 81). il tradimento si può respi!1gere col tradimento, come la forza colla forza. « Che anzi, come io pBnso, non può dirsi• neppure s ia « un altro tradimento quello per il quale è preso nella rete chi a veva "' macchinato il t1·adimento. Irnperocchù il Lraclitore è colui che non « dà a divede1·e ciò c;he ha in animo di fare,e cli nascosto fa il con" trario di q ue!lo cl1e deve » (Cap. IX, § r,). Non poche cose si fanno in guerra coi patti e le convenzioni: tra queste sono le tregue, che l'autore definisce « convenzioni tra « le parti nemiche di non offendersi reciprocamente per un tempo « breve e presente , . Chi ha facoltà di dichiarar guerra ha solo « facoltà di conchiuclere. le tregue. « Questo però non fiai da in" tendere di tutte quante le tregue, ma solo delle più lunghe, non « giù di quelle clie non sono necessarie o solenni nella guerra . l m« peeocchè è uso che alcune tregue siano concesse dai capitani; ,, come ad esempio, quelle che sono r ichieste per dare sepulLura « ai mor ti, e al tre simili che durano breve tempo « (Cap. X, § 3) . Ma quando al comandante s upremo sia stato conferi to libero e geE PER IODICI
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neral~_mandal~ pt~ò conch:udercog?i so~·ta di tregue(\'. Cap x, ~ 1). Vut1e questioni pone l autore cn·ca 1 p1·igionieri, e fra le nltl'e queste: t• Il solda to faLto prigione e ri lasciato in s0gui to n promessu d1 non 1·1prenùe1·c le a rmi, o per- un Lc mpo de Lerrninato O per tuUu l~\ dura ta della guerra, c-u11lt·o coloro nelic cui mani ei·u caduto,_'.' tenuto n manten_ere questa promessn? 2• Se il pi-igiuuiero pattu,s ~e 11 pt·czzo del r·1scatto e sollo fede di pngarlo o di riLornare al 11_C'm1co, non pAganclolo è obbli!,{ulo a ritornare~ E l'isponcle nllrr~a t1Ya_mente a <~uesla seconda questione. :\la quando lu promC'$Sa fatta sia cont1w·ia al bPne pubblico o alle leggi milil.-wi, dice dw 11011 dove _ e ssei:e o_sso1·vuLa. « E l'ra ques te p 1·omesso pongo quollu • che _a1Lr1 abbia fatta d 1 non prernlcre le fll'mi pel suo Re e per la « pall'la; che SC'bbenP. tenga il pullo di ritornare al n1·mico, in ron« S~g~_ c nza_ del ~{l1ale il p~·i~ÌOJ~iPro S Ì SOllr·ue. aJ ]WÌllCÌj)C e Ulltì " patr 1c1, _c10 avviene pc 1·chc m forza della p1·1g1onia Pru giù s tato " ad esH sotkallo. Che le braccia dalle quali la paLriu altcnùe >'Or-< co1·so Yeugu110 a mancare, puzienza; ma che ci siu110 e, pol1·iHlo " e dovendo essere d'aiuto, se ue s tiano i.ne1·ti <[Uesto non p uò con« ??d.c,·si, P('. ii _contro nalura . A che, direbbe Ja pat ria, s tai t i.i qui1 " I 01 na d~v e_~•,_ loma da rhi L'ho preso " (Cflp. X, ~ 3). Oggi il ri . scatto non e p111 111 uso, e i prigionic1·i, special111enle gli urficiali, dev~no Hempre sci-l;are la ft:>cle giur·utn . I.e nostl'e leggi militnr·i coiummano In pe'.1n e.li mo1:te a~J i ulnciuli pr igio nie1·i di g11P1't·u che co:iLru la cl~!..'l ft>de lo;;sC'ro r1pres1 colle al'mi alla mono (Cod . pe n. per l'esercito, al't. 292, per In mnt;ina :31Gl. U~c idere il prigionie1·0, cui fu toll.a la potestà d i res is Lc1·e, è co;;u empiu ccl urn1ua. « Ingiusto ciel pal'i colui che, pnl.enclo imposscssai·si • ~et 11e1:111co, Yolle piuttosto uctidcrlo » (Cap. X n, ~ :!}. Fra i cn~i ne, '[lla_l,, secondo l'auto1·c, sarebbe permctiso uccidci·c i prigion1ee1 ~d I r esi, poue q t~flllo C'he abbia no ostinutamento con teso luoghi deboli, d~ n?n potersi a lungo d1fende1·e, facendo pagai• cara la ,·itLori~\ al Ymc1to1·r. « E ,·p1·tunenle colcste le son cose cltc danno ,·a• ?1011evole moli\"O all'ira del vincitore. A d 1e infatti 'fUPi tentativi « muLd 1t A elle costr ing-ceH il 11u111 ico a con1pnu·c a pt·eao caris« sm10 una co_s~ d1 ness1111 momentn! ,, (Cap. XVI, ~ :J}. Sentenza crudel~ e permciosa che ascri,·e a colpa il n-tlo1·e, per 0"iuslificarc In codarc.110 r Trall_a11do la quesLionn se s ia conforme u gi ustizia uccide re gli ostagi.r,, quando sia stata violala lu fede cli chi ~ diè, dice: " semlm-1 « duro anche . a _mc che sin no puniti gli ostaggi; ma i.· giusto cd i> • ~L_Il1·, e.lacche li! t~l moùo è fatta _s_it ura la buona ft>dr, cd è pro,« ,-cduto al p1·cst1g10 della legge n11 l1 lare,, (1} (Cap. XIX,§,). (l) Cosi io t raduco - jus delicatisstmum mt/itiat1. Jegge tanlo favol'ita del la milizia.
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Donne P fanciulli tlebbou0 l'isparmia1·s i « E però in questa parlP, • ove si lralla di Yila altrui, non YOl't't'i il taglione, sebbe ne in tulli « gli nll.ri casi mi piaccia » (Cap. XXI. ~ 2). E poco oll1·e : • Ma " r1uello che· è cer tame nte iugiuslo e sempre sa1·ù, è il rare ;;fregio « alla onPstà c.lelle donne . .. .. ~eppure qui ammetto il taglione > (V. Cap. X X 11, 33). E la sua uppro,azioue per la pena del taglione i il tutti gli ulL1·i casi, In dimostro nel capo seguente (X \.Ili) ove !:;Ostiene che r·end <;1·c rnale per male ò gi ustu rosa e Jodnvole; clo ndc la conseguenza che se dul nemico sia dato il guasto aflp cose nostre, non per utile suo, ma solo per rnrci danno, è giusto che gli rendiamo il contraccambio, rovi na ndogli i templi, i pof'tici, le sLat1,w ed altl'i Jlubblici monumen ti. L'ultimo capitolo del libro ll parla del seppellire gli ucC'is~. Cessò d'essere nemico chi cessò d'<'sscre uomo: infic1·irc contro ai morti è cosa, senza alcun du bbio, mnlvagia r<l empia . Del saccheggio L1·alta nel lib1·0 li 1, o lo amnwtle corno di r itto di ~uel'l'a; cd ammellt1 pure che per taluni motivi l<' cillà prose possano essere ,lui Yiocitore smantellale di mul'a o per· i11lero <listnilte. .. Jo: " LuLtavia se an;:olte rispetlo a queste rnoder-atu,ne n Lc si valga delle " sue 1·aµ'ion i non farà alLro cli e be,w » (Cop. Vl!J. La moderna civiltà condanna qncsli ed altri nwzzi bnrbat·i di guerra, che ai tempi di Albe1·icu Gentili poteano SPmbrur· legali. Abb iamo lirniLflLi i nostri Cl' 11r1i a l lib1·0 Il. Resta u di1·e 1luc parolH intorno alla lraduzione e al discorso del Fio1·ini. :--loi non conoseiamo il sig. Antonio Fiori11i, ma e.la lui stesso appr-cn,.l iùmo cho q11cs to ì· il primo s110 luYOt'o pubblicato. S i abbia dunqu,· le nostre s incere enngrutuln,,ioni pe l' l'assen11nlczza dei Cl'iLe1'ii g-i111·itlici e per la chiarezza con cui sono esposi i. Appoggialo ull'autol'ità <lcll'illustrc l'. S . '.\funcini, egli c·,,rca di dnnoslra1·c contro il l'iertlltLoni a voL"e Alberico gen tili p1·of'ossala In clottri11a della li bt•rlù di coscicnzu . Su ciò aliliinmo g iù c!-<pressa di sopra l\l nostra opinione; e bastino queste parole deI1'a11L11re per dimosl1·ar P in 'JUAI concetto egl i tenc:-se i razionalisti. • Così noi contraria~ men te o Lutti gli empi, i quuli non ummelto110 se non ciò che la u ragiouc umuna può approvare, adoI'Premo cotnr~ giuslissimi c1ue i " singolai•i dec1·eti di Dio, ree. • coi quali 01·dinava agli eJ)l'ei di trucidm·0 dorme e fu11ciulli (Lii,. 11, Cap. XX{, § 2). Ilei resto il signor F io rini no n e:, un c;;ager-a Lo u111mit-alnrn del Ge11Li li, e non esita fl ripro\'arn c 11nellc m assime che non ~ono c-onscntanee ulla civill.à dei nostri trmpi. Quanto alla Lntcluzione lo stesso sig. Fiorini ci manilcsla le difficoltà cl.iu hn inconLratc ocll'inle1·prc:tur e alcuni passi o::.curi ed ambigui dcll'au L01·v. Abhiau10 voluto consulLtu·c il L0sto originale e ci siamo co11 ,·inti che ,,ueste difricollil ;;ono tutt'altro che
..
11 Fiori ni tl'arluce: alla
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E PERIOOIGI
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LIBRI
immaginarie. Se il F iorini le abbia tulle superate reJicemente noi non possiam dirlo, che ad ammettere un giudizio in proposito si richiederebbe uno studio più accurato, ma quello che è certo si è che la sua Lracluzione è cb iar·a e si legge con diletto, e che alla inLrigata locuzione latina ha saputo adattare appropriale frasi ilaliane che ne r iproducono quasi sempre fedelmente il conce l~o.
Sull' .4 .rtiglie,•in ,,,, 'tHOntng•u•. Consi<lerazioni e proposte di C. CLAYARINO, Capitano d'aniglioria. - Part~ I. Traino e someggiu. Non ispcnderemo molte parole per spiegare ai nostri leUori chi sia il capitano Clavarino, dei cui scritti sull'artiglieria abbiamo già avuto occas ione di occuparci. La coscienza, l'esattezza e la logica, qualità che distinguono Lutti i suoi lavori, dominano pure in questo brevissimo opuscolo, il quale a quanto sembra n on è che il primo di una serie. Sarebbe dunriue forse meglio [Jarlare dell'opera completa, quando sia tutla pubblicala; ma il fa:to slesso dell'averne dala in. luce una prjroa parte prova che l'autore la considera come una cosa staccata e relativamente cornplela. Ed inl'atli lo scopo di quel breve scritlo è di provare come il sopprimere le ruote sugli affusti di montagna sempli ficherebbe molto una rruestione che è tuttora allo studio, e non sembra a11co1· prossima ad una soluzione soddisfacente. li capitano Clavnrino dirnostt·t1 come l'artiglieria da montagna debba per sua natun1 essere someggia Lu, e non trainala, e che quest'ultimo mezzo di Lt'aspol'larla dovrebbe essere abol ito perchè complica il servizio sen;rn recar0 reali vantaggi. Si possono dunque sopprimere lo ruole e la timonella, sostituendo quelle con piccole roLP.lle, e questa con nna stanga d i maneggio, pe1· p oLer abilitare i servenli a Lr-uinare per bre vi tralti il pezzo incavi::.lcnto sul suo affusto. E la :;oppressione delle ruote e delle timonelle permetler ebber·o Rnzi tuLLo di alleggeril·e l'affusto, mentre nel Liro il rinculo sarebbe limitalo senza l'uso di freni, i quali come dimostra l'esperienza fì11isco110 col rovinare le salo o le ruote. Il capi tallo Cluvarino non è soddisfatto delle poche righe con cui la Rioisia militare accennava alla sua proposta di sopprimere le ruote nell'affusto da monLagna, raua g ià in un prec:edenle articolo, limitandosi il nostro periodico a prender allo della sua confessione che cioè Pssa è contrariu all'uso cd nll'opinione dei pii1. Ma egli
comprenderà di leggeri quanto poco un breve cenno bibli?g~·afìc~ si presli a tratture argomenti così importanti C'.' poco sludtal1. Qt'.1 pure ci restringeremo ad osservare come, nel caso della nost1·a art1(Ylicria di monLà " llU la queslio11e semb1·i pe1· lo meno spostala dal0 ' l'adozione di un I::>cannone che ha colla granai.a ad ane11·I una J'orza viva di rinculo di quasi 1400 cliilogrammelri, menlre il cannone d~ campagna di egual calilwo ne ha 1110110 di 1200. Le cons~guenz~ ~1 questo fallo sono gravissime, perchi· <la una parle non s 1 può hm1taro il rinculo sen~a aurnenL<1re il peso clell' affusto, e dall'altra il tormento iniziale rappresentalo dalla fol'za viva. assorbila <lall'affuslo è la.nlo maggiol'e quuulo più grande~ il peso ùell'alTu~to rispetto a quello del canuone (•). Sollo il primo aspetto l'allegger1me11_~0 ~htl v ,?r1·<!bbe nll'afTuslo pe1· la sopprclssionc delle ruolo non ha pm 1mportunza . Sollo il secondo aspetto, venendo ad aumentare il tormrmlo iniziale, bisorrna cercare che nP.I primo istante lA inerzia del sislema possa css~r vinta con facilità; poichè, fino a Lnnto che ci~ non accu<l1;: il LormenLò si lr'ulluce LutLo in schiacciamento delle par li che \"i si tr~,·ano ,,oltoposte per le p1·ime, eome le 0t·ecchionier8, la sala ccc. Quinùi l'aUriLo che clcve rssflr rnnssimo nei LL'mpi successivi per r1·enarc la forza viva di rinculo. dove invece ridu1•si ul minimo nel p1·imo istante; e per conseguenza il sopprimere le ruot~ per sostiLuirle con cavalletti otl alt1·i or gani che sltisciJ10 invece d1 rotolare o fre11t1rle co1npletamente p1•ima che l'affusto abbia. comincialo a ;incula1•c è causa di allargamenlo delle oreccliioniere, e di quelle inflessioni e rottura dei fm;i di sala, che s i sono verificate nelle recenti esperienze. Crediamo czianrlio che nessun ca\·allelto che sodclis fi ulla c0nt!izione di potersi r ip icgaro pee Gsscr ca L·icato n el mulo ries~, a pari condizioni, cosi 1•esi-;lento come le ruote.
~,e,
I renotneni tb•o tielle ~u·,ni dtr. ftr.OC(I 1101•tt1ti,li,. Spiegati senza calcolo <lai cav. G10RG!~ Lu101? capitano, aiutante maggiore in 1° nel distretto militare d1
J?uz
Genova. Fu sempr e difficile lo spiegare in termini adallati all'intelligenz~ cd alle cognizioni comuni vcrilà e teo1·ie fondate sop1·u calcoh
n La forza viva
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1 ")
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asso1•bita. dall'affusto è= ~(P+ir C(C+A) rncu1p,r , e,
sono rispetti rnmente le masse del proiettile, della c:1rica, dell'affusto e del cannone e v la velocità 111i1,iale Oividendo per A, e facendo 1
di"enla
v+:; P
·t==n quella formo!:.
. --~-Xv• espressiooe che diminuisce col crescere del ritpporto n pari
C(n - l l
restando le alLre quantità.
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LI BRI
compl icali. Poichè chi intraprende un ~imil~ lavoro. o. conosc~ completame1Jle la materia, e cor1·e rrschJO d1 serv'11·s 1 dt Lermuu per lui eleme ntari, rna incomprensibil i ai più; o non ha la conoscenza scien tifica e profonda, e può conronclere cd anche svi?ar e un fa.Llo . Ad ogni modo 1·iLc11iamo che la difficolLa possa più fac ilmente venir superata dai primi , e ne abbiamo un esempio nei trallaLi elemenLat·i <li astronomia di A1·1\go, di He1·schel, di Cao·noli nei libri ciel padre Secchi, eù a!Lri s imili lavori, in cui le ' pt"> iù astrus e teo rie del l'aslronornia sono e;;po~te con i_ncon~para l)1·1 ~ chiarezza. ?Ila la prefazione del libr-o del capitano Dia?: c1 fa quasi q uasi sosfieLtare che l'auLOl'C appartonga alla seconda categoria di st:r iLLori. Se ciò i.:, egli ce lo fa spesso dimenticare esponendo con scmpliciLù e chia1·f'zza e senzu ornbra <li calcoli i 1)l'incipali reno~ men i del tiro. Ct·ndiamo che gli ufficiali l"lw non hanno fatto s Luct, pt'ofondi d i matematica possano r itrarne molto vani.aggio. Ciò premesso, c·i sia sia lecito rare qualche osset'vazione sui parllcolal'i dd lavoro. Qu~lla divisione di period i in foema di J>ar ag1·ali, sembra che nuociu alla chiar\'zza senza nulla aggiungere alla prer.isionc. :\ noi pard che il l•·Ltore sat·ù m•;110 p:11·snaso dn cruellu lettura di quello che lo sa1·ebbe se anche i pet"iodi invece di svolget·si secondo un conc·ctto quasi regolamentare seguissero l'or ditJe p iauo e logico del r agionamento . A 11uesLA fo1·111a di periC>dare si p1·esla poi pochissimo la nostra lingua, della quale non sembi-a clte il capitano Diaz sia molto pt·eoccupato. Non :si vuol essère pedanti, P si a10metLe che la 'lc tteealuea militnee non debba riYeslirsi di quell'eleganza di stile c·he si e!:>ige pet· alti-i sc1·ilti. Ma se si è disposti a sact·ilicarc l'eleganzu e peesino la puriLà della lingul.\ accettando bu1·hat"ismi, la cb1al'ezza però e la proprietà delle parole de,·ono compensai·ci della mancanza cli ,1ltre qualità. Cosi non vot·romwo leggel'o al pi·incipio Jei capitoli riassunto in luogo di ,;011111-w,l'io, er1f' è tuLl'allra cosa. Anche la espressione p,·obal;iliih cli Liro ci sembra affatto impropria e da surrogarsi con probabilitl.t di colpi,.e; e c iò diciamo quand'anche 11 vocabolo usalo dall'autore si rinvenisse in qualche libro, o peogramma ufficiale. Infine i gas della polvere sono incandescenti, e non escanclescenli; ma que::;to poti-ebbe essere enore di sLampu. Tr attandosi di un libro così elementare avrernmo allresi evitato cli enlt'are in questioni scabrose e in particolari di meccan ica poco necessari . Del parnllelogramma delle forze non avt·emmo ,falto neppur cenno, poichù nel caso dc·lla tr·aiettoria s i hanno tre agenti di natura tanto cliveesa da non potei· rorma re con essi nessun parallelogramma. lnfaLli la gra,·ità u una forza ad accel~razione co. slant", lt1 r esis~<.!nza dell'aria è unu fo1·7.a che non .:i capace di produrre un movimento, mu come l'attrito non agisce che dove
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esis te il movimento, ed h a accelerazione vat·iabile. La forza di propulsione cess(l all'0.scirc dal proiettile dalia bocéa, e per consegue nza n on s i può dire che quello !:'ia in qua lunque pun to sot,topos to a tre forze. Il parallelogramma pertanto esis te; ma non è quello delle i'oJ"Ze, bensì quello delle velocità . Non vea iamo poi l'u tili tà J i consiJ erare la lraiettor·ia 11e l vuoto, ed avremmo preferito che l'autore non com plicasse cori quella la sua dimostrazioni~. Infatti a che serve ln conoscenza d i una linea assoluta.mente ipotetica? ~ei Lr·altali di halistir.a la ecp.1azione della t rdiettoria nel vuoto ò una scala pet' trovare quella nell'aria Ma che cosa importa al lettore d i sapere che la via pet·cor sa dal p roiettile sarebbe una parabola se non ci fosse l'aria, mentre l'aria s·i trova dapperLulLo, e c1·alk,,ude egli n;m deve neppure saper e che cosa sia una parabola? Non ostante ciò, siamo d'av "iso che il libro del capitano Diaz , per quanto incomple to, possa esser u lile a quei t<menU cli fa11 ter ia cl, e si preparano per subire l'esame pel g r·ado cli capitano.
dell'ese,•cite itaU,eno , - Studi di statistic a san i t'a ria e di geugr·a~a med ica pre::;entltli dal dott. SoH.MAKI cav. GrnsEPPB capitar10 medico alla Giun ta ce nLra le di sfati- . stica. - Roma, eredi Botta, 18Ti .
jf1oo•t,ditì1,
La ,1ueslione <lella rnol' talitù degl i eserciti non è na la da ieri. lnsigni cultori di s ta tis tica e igiene m iliLa 1·e, lcgislatol'i ed uomini di s\ ato se ne occuparono di proposito, ed i loro sforzi dirytti a investigare le cause d i rp1esl.a mortalità, clte parve sompre avere in sè qualche cosa d i speciale, ed a r imuover-le, non 1·iuscirono indarno. La Grnn Bre ltagna ir&wmi; la c1ualedopo i miglioramenti igienici ed amminis Lrativi introdotti nùl suo esercito vide ques ta mor talità c~osì rapidamente e notevolmente diminuita da sembrare cosa 1naravigliosa. In Italia, bisogna con venirne, questa quisLione non ò sLalt\ per oi·a approfondita; discorsi se ne sono faUi, ma ricerche a ccurate ed nno studio r igol'oso sulle condi?:ioni sanitarie. dell'esercito sono anco1·a da desiderarsi . È mant;aLo fino acl 01·a un lavoro ragionato che comp1·enda e compendi la mortali là e ìe perllite per malattia del nostro eser cito di u n cedo nume1·0 cli anni, e ques te metta in confron to con quelle degli eserciti str anieri . Dobbia mo dunque sapere gr ado al doLl . . Sormani di avere con la pubblica -
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LJBIU
E PERIOD ICI
zione cli questi suoi studi di statistica colmato 1·n ' cuna ed a .,,,, par.e questo la' vere p er s1uatto modo aperto il campo alla d1scus<:ione s~pra un argomento che è di così vitale in teresse pel nos tro ~serci.o e pe1nosLco paese. d ~es umendola dalle Relazioni s ulla Leva e le vicende clell'e··er ·t / t gener a~ Torre, le quali, come è nolo, compr·endono un p::;e ri~1cl~ : empo C 1e va dal 1· ottobre d i un anno al 30 settembre s . si~'.o, Il quale periodo il Sol'mani appella anno militare i ~cce~puma d1 tu tto la m orta lita della truppa dal 1 • ottobre' ts63lr aclc31ao settembre 1876 . E. Po·i , cle f'a Icando i· morti. JU . guerra, e i rimanenti · a ,. iappo'.tanclo alla foeza m edia dell'eser cito, ne deduce medie z10nali che rappresentano il valore della rnor lulità r ifecito ~rop~r uom in.1 dell'esercito nell'ordine seguen te: · a mi e Mortali tà_ per !000 della forza dedotti 1 mo,·Li in guerra
Anno militare
17./f 16.3 11 8
1864-6;) 1865-66 1866-67 1867-68 1868-69 1869-70 1870-71 1871-72 1872-n rnn-74 1874-75 1875-76
:.?3.6 13.1 11 .6 10.0
'10.5 11.3 12.1 12.4
13.3 1'1 .3
Ne. viene che la maggiore mortalità cadde nell'anno 1866-67 . b.uona parte per colpa delle ferite I'iportate in Ò'uerra e d 1 ' m le,ra; 11 qu.ale co n lrilmi pure nlla mortalità dei du(tann i pr:eceel , c~.1 L anno prn fortunato fu il 1870; dal quale la mortalil·~ d .e cn, • scendo ')7 u1·1a l'f'fì e an d~1 3ere· · ·-·, e I e!'enza H , t fino al ·1. 875 da 10.16 pel' m ille, a 'l3 I~ au ore tu ttavia osserva che nel 1875-76 s i Cl'' CC'UllJa a una , .' · · dirml) uzwne . La media rnor L alita ùal 18(H nl 1869 0o'iuclica cl·1 i(' ,, · della fo rza. )..., per mille e
·
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~e_r rn: g (io poi ~lc~eetarsi_ dell'a umento graduale cld la mor talità n e 0!1 ull1m1 anm, Il Sormam SJ r 1vo!"'R alle flaJ · · · · l'esercì lo I . l' .. . ., .. . . " az10n1 san1tar1e del. ' e qua r pero comprendono rns1eme Ja rnort·~lità della ba<ssa · 1·i;,~d e bbe pel· quadriennio t B72-75 e • • • forza e . clcn-1' . ". I u ffi1cia le seguenti propor,;10m : 10.7, 11 .4·, Ji .;>, 13.3, una inediti <li li .9 un aume1J,tO r'.el q~ad r 1enmo di 2.6. Da qui conclude che la m~rtalità
delles_e,cdo italiano andò dall'anno 1870 alla fi ne del 1875 · datam.ente e costantemente aumentando.
ra-· {J
La mortalit.a degli ufficiali è presa poscia cli m ira s~paratamentr~. Essa fu sempre inferiore a quella della truppa, eccettuatone l'anno di guer ra '1866 . Nel bie nnio 1863-65 oltrepassò il 12 per mille, n el 1866 sorse oltre '1 9, compresi gli ufliciali morti in cam pagna e pei fatti ùi Paleemo; i quali dedotti, fu p ure del :I 2 per mille. Dal 1867 in giù si nota una diminuzione Jìno al ·J871; in cui è in aumento fino al -J.876 da 7.5 a 8.6. La media dei tredici anni, dal 1° ottobre '1863 al 30 settembre 1876, di 9.9. Qu indi' troviamo la mortalità r iferita non più alla forza, ma ai maiali: è il rapporto del n umerò dei morti al totale degli usciti (guariti, rifor mati e mandali in licenzaj. Da questi ragguagli s i apprende che dal t867, a nno in cui la mo rtalilù fu çli H .08 per mille maiali, andò degl'adando fìno al 1870 in cui d iscese a 9.8. Da questo tornò a salire lì.no al ·1875, avendo raggiunto in quest'anno la proporzione di J7 .96. Il Sormani ne lrae quest'altra spiacevole conclusione eh<~ ie malaUie gravi e notabili vanno divenendo pjù frequenti. Un capit.olo speciale è Jeclicato alla distribuzione g,wgrafìca della mor talità dell'eser cito considera ta in relazione c:on la circoscrizione m ilitare del regno. Rilevasi da questo che nel triennio '1874-?6 la massima mortalità accadde nelle cli visioni di Perugia e di Padova; che pure. le division i di Chieti, Bologna e F irenze ebbero mortalità superiore alla m edia; che le 'divisioni cli Torino, Genova, Napoli e Salerno la ebbero eguale o vicina alla m edia; cl1e ~1elle divisioni cli Milano, Verona e Ron:1a r isullò la mortalita di poco infer iore alla media; che minore occorse nell'c divisioni di Alessand1'ia. Bari e regione calabra della di visione di .Mess ina; la minima assoluta toccò alle tr uppe di guarnigione in Sicilia. Da q ui il Sormani int'erisce che i climi della media I tillitì e de l Veneto ,;ono lJUelli che rno's transi -più infesti a lla popolazione mi, litarc, e ciò appone alla eccessiva variabilità atmosrerica di quelle conlracle e al miasma paluske ivi dominunLe; le pt'ovincie m er·idionali e la Sicilia sono le piì.1 ravorevoli tilla salute dei s oldati. Dopo scende a qualche particolare su quelle mala ttie che sogliono per gr avezza ·o fre4 ucnza essere le prime in tu Lti gli eserciti, quali sono le m aluLlie clegli organi r cspiralof'i e in specie la tubercolosi, il tifo e la febbre tifoid ea, le affezioni acute e cron iche da mala rin . Su 100 morti, di cui nel triennio 187'i--7G fu nota la causa della morte, 1:) ve ne ebbero per tubercolosi, '!.7 pel' altri malanni degli organi respil'ato1·i, in complesso 42 per· cento . Rispe tLo alla f'o rza 4 2a per mille 1ml 1871, 5 '1-(. nel '1875 e 4 57 nel 1876. Le prov incie che sof'frirono nel tl'iennio la rnaggiol'e morlaliLù per (1 uesLe rnalaLtie furono le provincie cli Perugia, Bologna e Genova, u ltima, anche di questa lis ta mortuaria, la Sicilia.
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l mesi in cui prevalse la mortalità per le malattie degli organi resp ir-ator·i, che combinano con quelli della mortalità complessiva, furono mar·zo, apri le e maggio; per la mino re morlalità si d istinsero gennaio, novembre e dicembre . Per- febb1·e tifo.idea, lasciando andare il tifo di cui non fu t·ono che pochi e isolali casi, .la morta li tà fu nei l8G7 e 1871 di O U pcw mille della foi·za, un poco maggiore negli anni intermedi, crebbe dal 187·J ul 18ì ,> nno a 15 . Jn media su '100 morti, 17 sono per febbre tifoidea; la mortal ità elci malati fu negli anni 186,-7::i di :128 per :lOO. - Nella distl'ibu:tione geogrMìca (Lella reb ll1·e tifoide.:1 non si trova alcun rapporto fra la lalituJine e la climatologia; si cr ede cl1e la cagiolle debba ceecarsi in condizioni speciali antigieniche dei s ingoli luoghi. Le malattie di origine pa lusL1·e all'o pposto sono andate (liminueudo negl,i ullimi anni sia in frequenza sia in intens ità . Da l~G che erano riuesli malati per l 000 <lolla fot·za nel ·1868, calarono nel 1875 a G:J, e la proporzione dei mOl'ti cla U pc!' diccimi.la a ;J !:"oltunto. Spetta la niassiina rnortalitù alla Sal'degna e alla pl'ovincia · di Roma, seguono là Basilicata e le Calabrie, inJi la S icilia e le Puglie: la J ivisionc di Padova ò la più soggel.ta rra quelle cieli' Alta llalia; del minimo assoluto hanno il vanto le provincie di Mi lano e di Torino. Clliudequesto lavor o un pai·allelo fra la rnortaUtà del nostro esercito .e quella degli ultri eserciti europei. Comincia <lall'esel'cito francese, iu ·cui nello spazio dal 186i· al 1869 la mortalità fu cli 10 '10, e 110n con tando !!li ann i ·!865 ·J SGG e ·J8G8 d ie ruro110 funestati da straortlina1·ie ~oidernie di ~olera' tifo e febbri tifoidee, di 9 o poco più per m ilie ctclla forza etfotliva'. 1n questo l'agguaglio non e11 lr-ano però le t1·uppe dell' Algeria, le quali nel medesimo periodo ebbero 11:.1 mortalità di '17 2 pe1· mille. Dopo la gucna del [870-71 lA moi-tulitù Jim inuì tanto che duran te il l1·iennio ·18, 2-7'J. non sor passò la media di 8 7 per mil le. La mortèlli Là delle truppe francesi che fnrono di guar n igione in Homa si mosteò d<1l l8M al ·1809 minore di quella che ebbe n ello s tesso corso d'anni il nostro eserci to, nel ruppo1·t.o di 14 a rn. Nell'eser cito inglese di Sel'vizio nello in temo <le! H.egno Uni to, la cui rnortali tù dal 1837 al 184·6 era calcola ta di 1·1 2 per mille nelle truppe a cavallo e di t7 8 nelle truppe a p iedi, dopo le cure posle a migliorat' ne le condizioni, trovasi abbassala a 9 95 nel 1860, oscillanJo da quest'anno fino a l .L 868 da1J'S 72 al 10 90, con una diminuzione negli anni s uccessivi ccl una media uel periodo 1871-7,f <li 8 W . La mol'talità delle tr uppe inglesi n Malta risulla minore di quellu delle nostre truppe in S ieilia . La mortalità dell'eser ci to austro-ungarico apparisce supe riore alla
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nostra e lroYasi aumcn lala dal 18G!l in poi . In quest'anno venne giudicata di 1 l !) per· mille; nel quadriennio 1870-7:3 le statistiche ufficiali mosll'ano le proro1·zioni di rn 5'1; 14 70; 'J5 '19; '17 11 . - E fa notare che nell'ullimo anno l'esercito austriaco fu decimato da una gravo epidemia di colera . . Nell'esercii.o prussiano la mortalità fu dal 184,6 al ·t 8G3 di !l Ml pe1· mille . J.e statistiche ufficiali non danno nel ·J870 che l? m?r~ tali tù del pl'irno sernestl'e, e pel 1871 soltanto quella degli ultnni sei mesi dell'anno. Ra<ldoppin11do qtteste cifre si banno le medie cli ;') 98 e \J :H . Nel 1872 questa morlal ità fu di 7 rn per mille. Pel 187:3 non si conoscono i m01·li eh(~ dd primo lt·irneslre i quali quadruplicati <larebbe1·0 la proporzione cli => :16 1~er lo ir~tier o anno. Bi sogna pel'ò convenire che '_tuesto modo di stab11tre la mor,talttà non è regolar-e, p· rchè non <' neccssarw che una parle dell anno co1·r isponda alle altre. · Nell'ese1·cito rus~o dal 181:1 al ·18)2 la mortalità ragg iunse l'alta proporzione di :n !,O pe1· mille della forza; nel quinquennio 1857-1861 Ll.isccse a 18 ì e nel dceennio l8G2-ìl a 1o M'>. In , 1uanlo poi agli osercili minol'i, quello sassone del.le negli anni 18G~ e ·t8G9 la mortalità di 6 4 pct' mille della forza, il portop:hese clRI 186:2 a l '1867 In rnedia di '1 2 7 ed il belga nel periodo 1870-74 di 10 7 Un p rospe tto l'iassumo tutte codeste medie, e da esso il Sol'mani è con<lotlo all'af11iggente conclusione che l'llalia s i trova dopo la Prussia, la Sassonia, l'lnghiltet·ra, la Francia, il Portogallo ed il Rel<>·i.o e dinanzi solamente a ll'Austria cd a llu Russia. o71esti i falli e le deduzioni; Lai,~ il termine a cui conducono gli uÌLirni enunciati tlelle s tatische ui'Ociali e la rigida inteepretazionc delle ci frc. Jl fallo che per noi qui rileva, che colpisce ccl addolo1·a, e sul a l<ruan to soff'ermaPci è quello PClativo alla mortaq uale vo,,.liarno a , J lii.il comparativa degli eserciti europei; donclc la conclus10nc: r, 1e nell'esercito ital iano si muol'e assai p iù, cd il sospetto che vi re,;.nino condizioni s1)eciuli d'in;:;alubritù e le leggi dell'economia e della o , io'iene vi sieno poco ri,;peilatc. 0 La clu1·a sentenza tultavi,l 11011 va accetttili'I senza bennficio d'i1wenta1·io. Stabilir·e la morta litù comparativa parl'ehbe coi relativi documenti alla mano la cosà più sempl ice e facile, una operazior1c di aritmetica elernentm·e e nulla più, cd il risultalo, come quelli della scienza dei numeri, cceto e preciso . Eppure non è così, pcrchò l'operazione è moli.o più compless,1 e1 più complicata <li .quelle ~he a prima g iunta gi cre<lerebhP, nou essendo gh clementi su cui. s1 appoggia (Juanlitt1 omogenee, e r1u indi il risultato che ne derivo. ,, molto inCPJ'IO e confn$O. 0
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A ffinchè _il _confronto po~esse farsi esaUo e sicuro, converr ebbe che le statis tiche fossero m tutto e per tutto comparabili fra Jorò c?nverrebbe che le notizie fossero raccolte e ordinate nel mede~ simo modo, con le medesime norme, ad un intendimento, converTebbe rnfì_ne che uguali leggi, statul.i, regolamenti governassero la ·formazione, is tituzione, ordinamento cli tutti gli eserciti e del paese onde. traggono origine. Ad alcune di ques te circostanze Jia acc~nnato il D. S~rmani; e sta bene. Ma non bisogna creder e che abb1an~ esse una importanza puramente secondaria; che anzi sono tali e cl, tal natura da r endere la quistione complicata quanto mai e pressochè mestricabile. · La. misura a c.u i si raffronta la mortalità d'un esercito è u~a determm.::t~ quantità dei viventi, o come si dice della / orza, per i'a quale s1 e cçmvenuto a ccettar e il numero mille. La foi:za rned_ia annuale e il numero dei morti dell'anno sono dunque 1 carcl1m dell'operazione; la qual forza a nnuale r esuHadalla somma della forza di_ tutt.i j giorni divisa pel mtme.ro delle o·iornat.e dell'anno . .Fin qui nessuno inciampo. Ma questa for za ;iornahera ~0?1e s1 compu ta? Come i morti si contano1 Ecco il nodo della qu1st10ne. La forza .d'un eser cito può intendersi abbracciaré tutti o·li uomini delle _classi sotto le armi cJ1e sono inscrjtti sui r uoli ov~'ero solo quelli eh:, sono o 1lg~mrno am~inistrativamente di f~tto presenti; <!~ell~ cli 1amere~no,co1 Frances, forza eJj'ettioa, for za p resente q ues t alti a. e non e cl uopo spendere parole a d imostrare che, secondo che a r1uesta o ':' quella è ragguagliata la mor talità dell'eser cito, il resuHato deve variare. · Ma pure il modo d'annoverare i morti non è io stesso · ove infatti . sono compr asi tutti i defunti delle classi sotto le armi, ' ove invece non sono computali che c;uelJi appl~rtenenti alla forza presente: per conseguenza s ono nel pmno caso inclus i g li uomin i in licenza , nel secondo e~clns1. E anche questo di rruanta discrepanza debba esser cag10ne, ruuno è che noi veda. Ed ora pongasi bene mente: che le statistiche comprendenti come le frances i tutti i morti li r iferisr.ono a tutta Ja forza, alla foi'za effelt1va;_le altre che, _come .]e prussiane e le inglesi, non tengono nota che dei mort, cons1dera t1 propriamente sotto Je armi, li r iferiscono alla '.or~a presente. E così deve csserp acciocchè il risultato si accosti p1u che è possibile al vero; la mortalità vuole esser e rifer ita alla forza alla quale i mori.i appartenevano. · Ora come le nostre statis tiche con ta no la forza? come ·contano la mortali tà? Le ~el.azioni rnedicl1e sulle condizioni sanitarie dell'e~erci to e le Rela:,;1on \ del gener ale Torr e abbracciano la totalità dei morti, ma
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la forza a cui le Relazioni sanitarie e il Sormani misurano la mortalità è la forza dei presenti, per tali intendendosi nel nostro esercito gli uomini che godono di giornate di assegno sul regis tro di contabilità dei corpi da cui vanno esclusi coloro che r;tanno godendo una licenza superiore ai due mesi. Questi dunque sono contali per la mortalit~1 e non sono contali per la forza, la mortalità è rappor tata ad uno. forza minore di quella a cui i morti s i riferiscono: la proporzione deve udunque riuscire inesatta e superiore alla verità . Fate che nelle statis tiche rrancesi la mo!'talità s ia riferita a lla forza presente, anzichè alla effettiva, fate che nelle statistiche inglesi e prussiane siano inclusi i morti lutti quanti, e di leggieei comprenderete che la proporzione della loro mortali tà va aumentata. Questo aumento sarebbe maggiore o minore, a seconda della differenza fra la fot·za presente e la eITettiva, a seconda del numero degli uomini che muoiono Cuori delle condizioni di presenza al corpo; ma l'aumento dovrebbe esservi di certo e non indifferente. 1 Da tulto ciò noi dunque concludiamo : che le statistiche mortuarie dei Jiversi eserciti europei non sono per r·agioni loro intrinseche esattamente comparabili fra loro, e che inesatte od erronee debbono essere le conseguenze deriv;'lnti dal loro confronto; co~chiudiarno che la misur a a cui è rapportata h\ mortalità del nostro esercito i~ sbagliata, e questo sbaglio è di tal natura da farla apparire mag••iore di quella che è realmente, tanto in rnoclo assoluto quanto in ~odo relativo a quella degli al tri eserciti europei. Ma ciò non basta. Vi è la questione delle riforme, oltre ogni dire impoJ'lante. 1~~ infatti co_s a chiara ~ natu1'.~le che (JuanLo sol le ciLe e numerose sono in un esercito le riforme, (]uanto p1u pronta e rigorosa e per questa via la depu!'azione cl.agli uomini l_a cui salute ù più o meno t.occa, tar.to rrunor e ne e la mortal!ta, s ia percl1ù moli.e vHe possono essere rispa1wia~e sottra~ndol~ per tempo alla fati ca del set'vizio, s ia perché molti che altr1m~n_t1 mo- • rir ebbero nell'cse1·cito vanno a morire nelle loro case, e cosi rima ne di tanto allevia la la mortalità militare. Ora vediamo come s ta il nostro esercito s u questo particolare del!B ciforme, corne s tanno gli eserciti delle alt.re nazioni che mostrano mortalità minore della nostra . Apro le Relazioni del ge nerale Tor re, cominciando dall'anno mi.litare 1872-73. Non s i r isale più alto perchè non s embra necessario, e perchè nell'anno 1871 -7:2 furono chiamati sott? le armi gli ~omini della classe 1850 ed uua pa t·t.e cli (p;elìa del 18o'l dopo la chiusura della l'ispettiva leva, che perciò non p.9.ssa'.·ono per la Lr~fìla del!a rassegna .speciale; e negli anni anlccede~l1 occot'se la cluam.ala m grandi pro porzioni delle seconde categorie che de ttero occasJOne a
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un g ran numero di riforme, Jo quali Hon potrebbero 1·agionovolmen te mettersi in conto dell'esPt·cito. Fermiamoci duwrue al quadriennio t1•a il l 0 oltobre 18,t e :m settembre 1876. Il numero dei riformati nei si ngoli r ,spetLi vi anni fu di 3I80, :~003, 3160, 2!Jl2, a cui corri s pondono lo propo1·zioni di 10,38, '16,G7, Hi,63, 15,:i pe1' mille 11omini <ld lu forzo. Se poi a q uesti s'aggiuugono i collocali a riposo, lasciando da pat'le i ~ià ascr·itti agli invalidi e veterani, r1ueste proporzioni addivengono: 20,:~8, 17,,7, 17,;i<-i 16,03~ Le Relazioni saniturie pel 1871- e 18ì.1 •,le antecedenti non portavano che le J'i1brme degli uomini g incenli nrgli ospedali mililar·i) ce le mostrano in rtìg ione di J 2,'t pel primo di questi due anni, di 17 pel secondo. f: ben vero che qui non comprendo11si che i congPdati per rn,-segna di l'imando, i ri formali prima della chiusura dPlla leva ddla. loro closse non vi figurano. Ma può anunetLersi senza sc,upolo clie la mao;sirna parte cli essi sil, s tata l'il'Ot'rnata per malattie preesistenti all'arrnolamenlo prima anche cli varcaf'e la soglia dell'esercito, e quiudi abbiano piuttoslo rappo1·to con la questione della cel'lla che con quella dPlla riforma; e• d'altra pu1·te si su elio molli sono riroe1ni:,ti pee rassegna di r imando che ma i non fecero parte dell'ese1·cito, quali sono i soldati di second a categoria, gli arruola ti volontari, i lh1Lelli surrogati ai corpi, i già omessi, renilenti o per uu motivo qualunque rimandali, e quesli a rigore dovrebbero anda1·e esclusi dal nosLro r agguaglio . Tutto dumrno ben calcola lo si 1a16, senza Lcmn d i errare, avere per fermo che nell'esercilo italiano la \wopo1·zione dei congedati per acr1uisita inabilità al sP1·vizio"' piultoslo inl'Priore che superiore a 20 per mille dellà fo rza media dell'esercito, ese s i t1mrneLlesse 17 o J 8 credo cJ 1e non si andrebbe mollo Jon l.ani dal ve1:o. Nell'esercilo f'ca11cesc la proporzione delle rifot·me è forse minore che da noi. ;'\egli anni 1862-69, ·J872 e 187;~ ebbe <ruesta gradazione: li',02, 15,08, 1i,;;!)_ E si 11oti che buon numero vi sono compeesi riformati pe1· mnlnttie pr eesis tenti all'ilt'ruolamento o come là si dice per congedo cli l'iforma ~· '1. Aggiunlivi i ritiri quesLa p1·opo1·zio110 aumenle1·ebbe di poco nel periodo ·J8G2-()9 e nel 1872, alquanto più nel 18'i:l tino a lH,80; a un bel circa la stessa proporzione che nell'esercito italiano . Nell'eserci I.o inglese e pt•ussiann i congerli per Jnubilità al servizio !-Ono molto più nurne1·osi. Nel primo, dal 1860 al 18G6 el'auo ralcnlati in mPdia :n per mille della for:r.a, ora sono ragguagliati a 27 o 2d. );ell'ese!'cito prn!;siu110 la proporzione di questi congedi è anche più <>levala . ~egli nn ni 1868 e 18G9, comp1·csi i rirol'maLi e gli invalidj, furono in rag ione cli 30,1-0 e :f~, 70, nel 1872 ammonl,wono a i">2,77 per mille della fo1·zu. I
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Dunque i due eserciti cJ,e pi,\ si rlisling uono per bassa morta lilù sono <1uelli in cui la proporzione delle riforme è maggiore, e cumulando queste con le mo1·ti, si troverebbe che la perdila Lotale annuale per malallie o llrepassò nell'esercito inglese e prussiano t[Uelle dell'esercito italiano. . Stando dunque a quest'ultimo risultamenlo la conclusione sarebbe ben diversa da quella clie deriva dalla valuluzione della sola mot'talit~; parrebbe clovi>rsene inferi1·e che lu vita militare alla fine dei conti danneggia meno la salute del soldato italiano che dell'inglese e del prussiano. · Ma non s i vuole provar tanlo. In quei paesi le condizioni d'idoneità al servizio militare sono molto più ri gorose che presso di noi, e quanto si è cauLi nell'accettare, altrelLanlo si 1'.i solleciti nello elimina t' e dalle file p;li uomi11i che non danno la più completa g uarentigia di poLere resister e a lle fa ticI1e del servizio. Pae questa cd altre 1·agioni un confronto rigoroso non è possibile, ed un giudizio sulle condizioni sanitarie.di un e$ercito appoggiate a questo criterio non poL1•ebbe avere mollo valore. Ciò n on vuol dire che nel nos tro la proporzione annualP- dei de funti non sia in realtà più grave che in altl'i; 111a la dillerenza non può essere Lauto quanto apparisce dal confronto delle loro stalisliclte mortuarie, e lo slato suo sanitario non è certo così deplorevole come se ne poti-ebbe arguire. Con ciò non si cantano le lodi della sua salubrità . Pue troppo ù vero che se qualche cosa si è fatto, mollo rimane ancora da fai'e a vantaggio della igien e e della salute dei nostri soldati; le questioni dell'ali men Lazione, del!e caserme, degli ospedali, del ve!';tiurio e avanti tutto e sopratutto quella della cema m ililure hanno ancora bisogno di essere studiate s ul serio, e s ono loHLane dal punto in cui si trovano n egli altri paesi che ci hanno preceduto nella via del progresso. A queslo studio volgiamoci du nque con pazienza, con amore e senza prevenzione, cerchiamo di scuoprfrn e indichiamo il male <love è, quale è, senza nulla nascondere, senza nulla <isagerare, .ccl adopriamoci con t11LLe le forze i:1d opporvi quei più efficaci provvedimenti che la scienza e la pratica insegnano e consentono le condizioni e le necessità politiche e sociali del nostro paese . Qualche a lt1·a cons iderazione di minor conto poLrebbe sug-ge1·it'e lo scritto, pregevole del resto ed importante, del Sormnni . ~fa vi sarà tempo a Lornarvi sopra quando il \'Ulente aulorc avrà pubblicalo, C'Ome ci hu dalo fidanza di volere fore, quel suo la voro più esteso e più completo sulla Stati.stù::a delle malattie e delle mortalitèi e 1·i,forme nell'eser·cito dall'anno IH60 al 1875 comparata con quella degli altri esfrciti europei e cleuitrwwnle corredata cli considerazioni sulla etiologia, sulla pro.filassi e sidla igiene militare; il ANNO Y.l'.I JJ , ~'OL. J.
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{luestioni fe,•,•ov i,u •ie, per GrAMBATTIS'l'A B oRELLI, <leputato al P arlamenLo. -- Roma, t ipografia eredi Botta, 1878. 1
Da parecchi anni l'onoreYole Borelli con ammirevole costanza J1a proposLo e propugmito la costruz ione di alcune linee di s trade ferrate n ella :wna subalpina, importanti nei rap porti commerciali e strategici. 01· in quesLo volume egli ha r accolto gli sci·itli su quel soggetto da lui successivamente dati alla luce, aggiungendovi un capitolo finor a inedito, un'appcudice e nolo a schiarimento dol lesto. · Un'antica p1·oposta e lungamente accarezzata dall'autore è quella di una ferrovia Cuneo- Ventimiglia, ch'egli reputa necessaria per il commercio subalpino o per quello <lei littorale ligure occidentale, pe1· rna ntènere gli antichissimi scambi di mer ci e vio.ggia tori tra l'alto Piemonte e la cont ea di N izza elr limitrofe regioni da Oncglia a Mar siglia. Il pr imo progetto di quosla ferrovia risale a venti anni indietro e fu opera del generale Cerotti; venne poi modirìcato dal barone di Vautlierlol'c t; ma, sebbene fosse anche approvato dal Consig lio s uperiore del ministero dei lavori pubblici, e sebbene i comuni interessati assicur assero all'uopo il concorso di cospicui sussidi, non si giunse ad Alcuna conclusione pratica per molteplici causo. L'on orevole Borell i descrive nei loro pm·ticolari tutte le fas i pec· le quali è passnla la questione di <1uella ferrovia. La fase p iù notevole ebbe la sua determinante dalla condizione delle frontic1·0 stabi lile fra l'Italia e la Francia colla convenzione del 24 mano 1860: il governo francese oppose il suo veto alla esecuzione della fer 1•ovia Cuneo-Ventimi glia, la quale avrebbe dovuto attraversare i diciassette chilomeLri d i territorio francese ebe s'insinuano n el centro della valle della H.oia. l n conseguenza di questa proibizione, il tracciato ne venne fayorevolmente modificato in modo d i comprenderlo Lutto nel territorio iLaliuno. L'importanza militare di questa ferrovia risulla dalla necessità di trasp'01·lar grosso nerbo di truppe contr o la facile invasione da
29·1 p,wlo della. Fra.ncia, che Lione in suo possesso gran parte della 0 che verso il ma1·0 vallo . , d1 R01a e 11 forte di SaorV 'io J· e si a,.,.o-iun<ra 00 :"") v1 s 1 trovano pure molte J'a<le fo.vor0"voli ad uno sbarco; basti citoro quella vas Lu e profond a cli Vado . . L'ono revole Do1·clli sviluppa le ragioni s trategiche che mil it.a no m fov~re _del! ~ .lin~a proposta e le conforta cogli esempi sto1;ici di operaziom m1htar1 in altri Lampi ese<ruile dai Francesi nella. valJe di Roia . '"' n.i rn?se per parecchi ann i ins oluta e sospesa la que~tione, qua ndo n ei pt·Hm mesi del 1876 doveva discutersi dal Con s i"'!io comunale di ~orino u~· _alti-a questiono importante, quella di u71 appoggio da darsi prefer1b1lrnente ad una nuova fotTovia che congiungesse To rrno a l mare . . ~ · onorevole Bor elli colse (fuesla occasiono per r iba tter e ancor prn s ulla necessilù della linea Cuneo-Ventimiglia, e coordinò, sviluppandola, questa proposta con quella cli una nuova ferrovia da Tot•ino a l mare. Dopo ave r analizzalo il valore r elativo dei diversi progelli con copioso corredo di dati commerciali economici o rniIi_l?ri, s i <liff~ndo a d imosLrarc come j ] tracciato ~ouo ogni aspe Lto p1u va11Lagg10so sarebbe quello Torino-Cuneo-Yallo di Vermenagna-colle di Fenda-valle della Roia-VenlimiY,lia-Nizza-:vra1•siaJia. P erò il Consig lio comunale di Tor ino non ;vendo f'1·eduto da re appoggio a ques ti'\ linea, cd essendosi invece dicliiarnlo in favo re di quella Torino-:Vlarsiglia pee il colle dell'Echelle e la valle della Du1-anza, l'onor. Borolli non si diede per vin lo ed uarriunse nuo,·i argomenti a <1uolli già esposti in favo1·e delle proposl~ eia lui così lungumenle e te nacemente so5lcnule. Nel Jibro di cui ci occup iamo, e in ogn i s ua p ar,tc ventilalo il pt'ogeLto di una fenovia subalpina del Piemonte e dobbiamo in ispecial modo se,,.nalal'C all'a~tenzi?n~ dei _mili lari un'appendice Annessa intitolAla ; La difesa det . oat,chi alputi e degli appennini ligu,·i per me.:.Jo delle fe rrovie Cuneo- Ventimiglia e la Subalpina. » • P~1' riconosco11do la impol'lunza delle proposte, non entriamo in merito della questione, non solo percl1è a ciò non si presta un breve cenno, ma percl1è, pur troppo, in riSJ)('LlO a questioni di strade· f~rr ate, se pu6 tornar fa cile riconoscere il valore militare d i una l111ea, ~ cliflicil~ invece di1'e q uale fl'a le divoC'se linee, nelle s trettezze fmanz1ar1e dello SLaLo, abbiano da costruirsi subilo e cli prP.f~renza perché. più n ecessarie, per assicurarè la difesa in generale di tutta la Penisola, e non di una sola parte di essa. 1': P ER IOPICC
quale gli vnlse la palma del primo premio RibePi, o dove lrove1·erno · certamente l'argomento svolto in tutte le sue parti, e compiutamente in modo da risoh·ere tutte le questioni che vi sono collegate.
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URRf
Stu,lien iibe,• Fet,l-,J.1•lille1•ie, von HER::lfANN GRAF 'THuRHEIM, Major im k. b. 4. Feld- Artillerie Regiment « Konig ». ~ Augsburg. - Verlag der M:ath. Rieger'schen Buchhandlung, 1877 (pag. 150).
li maggiore Thiirheim nella prefazione del suo libro fà sentire che se i suoi studi passassero inavvertiti egli ne sa1·ebbe addolo1·atissimo. Stia pur sicuro l'auLore che ciò non accadrà. Cn lib1·0,che come il suo., tenta con fondatissimi ar gome nti di fal' lrionfare principii, che sono o in opposizione o in disaccordo con quelli generalmente seguiti nell'impiego della moderna artigl ieria da campo, non può rimanere inosservaLo: noi crediamo per contro che i suoi s tudi des teranno vivo inte1·esse e provocher anno senza fallo istruttive discuss ioni. Ci arrischiamo anche cli aggiungere, che se nell'esercito tedesco, per la gran voga che già hanno preso alcu11i principii LaWci, quelli da lui propugnali forse soccomber a11110, è possibile che essi aLteccliiscano · presso allri eserciti, i quali per la specialità dei teatri probabili di g uerra, per l'indole nazionale o per altre ragion i, non sempee reputano vantaggioso di applicare i principii, talvolta troppo as soluti, proposti e difesi <lai moderni scrittori tedeschi. Gli Studi del Thi.irhcim sono divisi in sei capitoli, che qui di seguilo ci studieremo cli antllizzare brevemente. Capitolo 1•. Il combattimento. - Nello svolgere r111esto tema l'autore si attiene alle l'inomalissime opere di Clausewitz ed a quelle più moderne dello Schedf. Esposta s uccintamente l'azione dei corpi di ca valleriA dei due eserciti f'ronleggian lisi, dice dei còmpili delle aYanguardie e del modo di adempicl'li, e suggerisce all'ar tiglieriA. clell'a-, vanguardin, la quale deve combattere temporeggiando, di avvantaggiarsi del terreno alzando all'orcorrenza spalleggiamenti o ripari da campo. Per questi lavori è bene assegnare all'avangnardia un dis taccamento di zappa tori. Nella descrizione dello sviluppo del combattimento, il Thiirheim, analogamente a quanto fecero il \Vechmar e lo Schell (1), divide in Lre zone il terreno frapposto oi due avversari. Quando l'allaccante
Il) Vedi Rt;'sta militare italiana, anno 1877, mese di dicembre.
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trovasi nella i ' zona, razione pcincipale è affidala alle ,lue articrlierie in questa zona, cioè, ha luogo la lotta r1·a,.tiglie,.ia. Per 11uest~ lolla' dal cui esito dipende in g1·a11 parte l'esito della pugna, l'autore vuol~ che l'a l,taccante ponga in g iuoco 110n una parto sola ma tutla l'artiglieria del grosso. Sarebbe g rave er1·ore il tenere ballerie in riserva. E qui l'autore dii un suggel'imcnto et! un consiglio, degni di menzione. 11 sugge1·imento è cli asseg11are alle a vang:.iardie la più gran parLe cleJJe baUerìe pet~ poterle mettere in campo p1·csto ccl in g1·an numero. Da ciò potrà sorgere un'utile discussione. Secondo noi, assegnando all'avauguardia un maggior numero cli bocche da fuoco, non si viene a fare i:i lLro clie un passo avanti nel principio O!'amai ammesso da t utti d i porre l'at·Ligl ieria verso la Lesta del grosso. Del r esto q~ell'opinione del Thiirheim si concilia con quella propugnata da noli autori, fra gli altri lo Scherff, di abolire cioè l'arliglie!'ia cli corpo pe1· accrescere quella delle divii:;ioni . Il consiglio del maggiore Thi.\rheim consiste, nell'as1enersi, quando si ;;piega l'ael.if.tlieria del grosso, dal collocarsi in halleria proprio accanto all'artiglieria già appostt1l.-1 dell'avnngunr<liu. L'arliglie1·ia del g rosso deve porsi in siti dni quali po;::sa scl1incciace le b~, tterie ileila difesa, che giù si saranno s velate, e da do ve s ia possibile di preparare l'a;;saHo dei punti ~celli per ÌITOrnpel'Yi. La ,•ampagna del 1870-71 proYa che in parecchi combaltimenli non fu possibile di preparare convenientemente l'as:;uJLo, a ppun to per·chè l'artiglieria del gror:;so, per essersi messa in li nea ed a conlaLlo con c1uella dell'aYanguard ia, non potè esercitare lutla la suA potenza sui punti da assaltare. Giunto il combaLLimenLo nrlla seconda zonn, l'autoi·c studia con molla p1·ofo11ditù H principio brillanlo oramai carntter istico cloll'm•tiglie1·ia tedesca, .~e, cioè, CarLiglieria debba accompagna1'e lafanteriet al/'atcetcco. Ammette pur egli, insieme colrHohenlohe, coll'Hoffbaucr· e collo Schell, la conve11icuza d i lùlc princi1)io; lulla via non vo1·1·cbbe c l1 e fosse un principio nol'male, da applìcn 1•si sern pr0 e ad ogni costo. ln questo caso l'artiglieria co~lict'ù bensì splendidi allori nelle prime battaglie, ma si stremerà tanto cli fot'Za da non poter combatLer c efficacemente nell e s uccessive. E se, egli dice, tutte le balLePie tedesche avesser o imitato gli esempi, eroici se si vuole, ma nPi r1uali le perdi le non fu1·ono compensato da adeg!laLi successi, delle hflllerie di Elsassha us,•11 (battaglia cli \Vorthl e ciel "allone del Mance (hnttagliu di Gravelotte-S. P1·ivaL), rcsrt'ciLo tedesco si sArebbe be n 1weslo tl'Ovato sprovvisto d't,1'LigJierii'l e per conscguen7.a coslrello a finir la guerra. Conclude che « il lanciare l'a,·tiglieria nel dominio del.fuoco a m i,.a certa dellafante1·ia, non deoe essere ua j)l'inc1:pio rer;oletmenlal'e. f,; preferibile lascùt1'e libero it comandante d'arligliel'ia, quando non abbia ordini contretri, di giudicare
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se esista la possi.bilitèi e la n(!cessità d'accompagna1·1 colle batterie lcc fanteria all'assalto. Alla fine della descrizione del combattimento, l'autore si occupa degli inseguimenti, che egli r itiene rarissimi nelle future battaglie. Dopo il combattimento offensivo descrive brevemente quello difensivo, pel quale consiglia al difensoro di mettere in azione. tutte le sue artig lierie, di non tener e cioè batterie in serbo . Per quanto coucerne l'impiegogenerale dell'artiglieria, il Thurheim non èin totale disaccordo coll'.Hoffbauer, giacchè mentre tjuesli lissa due posizioni all'ar tiglieria dell 'attaccante a '1700. ed a 700 metr·i, egli s tabilisce i limiti dell'azione fra i 2400 e 650 metri. Lc1 differenza essenziale fra i due tattici ad unque consiste in ciò, che l'Hoffbauet' dà come normali il numero e le distanze dal nemico, delle posizioni dell'artiglieria, ed il Thi.irheirn non indica che i limiti estrem i clell'azione dell'ar tiglieria, lasciando Iibero il comandante di pc-ende1·e q uel numero di posizioni ecla quelle dis tanze che saranno consigl iute dalle circostanze particolari cli combatLimento . Capitolo 2° . Compiti dell'artiglieria nelle battaglie. - Questo capitolo, tra ttnto con mano maestra, è quello che secondo noi presen ta magg ior interesse.. In esso l'autor e da provn cli essere un proveito soldato ed un consumato artiglie re. Comba tle prima di tuLto l'opinione clte l'ar t.iglieria sia un'arma puramente dife nsiva; dice speciose e cli poco valore le discussioni che si fanno per delinir·e quale delle I.re armi sia la principale; dimostra come l'artiglieria abbia di mollo guadagna to nelle nzioni oftensi ve sebbenù essa non possegga che un solo mezzo ~ il fuoco »; parla ciel dove, quando e come dev<~ prendere posizione per sviluppare la massima potenza. Egli si traUiene a lungo per dimostrarn l'inutilità di ammassare rnolta artiglieria per ottenere il concentram,ento dei fuochi . Ecco in breve i suoi ragionamenti. Dal reiterato impiego elle si fece nella ca mpagna del 1870-ì·J delle lnnghe e fi tLe linee cli artiglier ie, comandate talvolta eia genc:m1li dell'arma, la maggior parte degl[ scrittori hanno desunto, che per ammassare molti colpi sopra un bersaglio conviene formare grandi masse d'ar tiglieria. Questo principio cons ideralo is olatamente è giusto, ma dal lato pralico presenta ser ie e lalvoltn insuperabili clil'ficoltù d'attuazione ('l) senza poi dare q uegli sLeaor·clinaei r isullati che i s uoi sostenitori si ripromettono.
/ 1) L',rnlore per di most1·Me coi fat,i le di f/ìco!Là di a ttuazione del prin ci pio accenna co111e a Weisse nhurg, a Wi.ir th , a Colombey-Noui lly alcune batte l'ie per deflcianza di spazio nell a posi ?.ionP stabilita pel concentrame n lo, furono te nu te inatti ve, indietro alla line a de i pezzi, mentre potevano venii- efficaceme nte imp iegate in altri pun ti della fronte d i battaglia .
295 Ch<~ il concenLrare molti colpi sopra un bersaglio sia convenienLe, nessuno lo mette io dubbio; ma che per ottenere ciò s ia necessario impiegare uno s traordinario numero di batterie e per cli più ammassate su una sola posizione, non sembra davvero il metodo più opporfono. Quell i che caldeggiano tale principio scambiano l'effetto tattico colla forma laLtica. L'auto1·e, esaminati i vantaggi che s catu r iscono dall'applicazione dei principio ora menzionato, vi contrappone i van i.aggi, ben più notevoli, c l1e si ottengono im piegando l'artiglieria in piccole masse sparse lungo tutta la fron te, e ciò tanto nella difensiva quanto nelI'0ffc11siva. Egli vorrebbe che le brigate divisionali d'artiglieria operassero sempre insieme colla propria d ivisione e secon\,lo i còmpiti a queste assegnati, che non venisser o, cioè, mai dis taccate per formai·e sopra un daLo punLo un grande concentramento cli bocche rln fuoco. Il massimo concentramento egli non lo vuole superiore a l 1·eggimento d'artiglieria di corpo (da 6 a 8 bRtterie). rvla fa ancora un passo più avanti. Mentre a/forma che la brigala d'arl.iglier-ia de.ve essere considerata corno un tutto inseparabile, vorrehbo pur e che alle s ingole batterie fosse lasciala una certa libertà ,cli movimento sia per a vvan laggiarsi meglio del terre110 sia per regola re meglio il loro tiro. Ma ammellendo ciò non si otterrà il volulo concentramento dei fuochif Sì, e con miglior successo, risponde il ThUd1eim. Si provvedano i comandanti d'artiglieria cli un buon numero di aiutanti e di OJ1dinaoze montati s u buoni cavalli, ed alle batterie anche separale eia non piccoli inter-vulli si po lrà comunicare quale sia il bersag lio da prendere di mira. Egli fa notare che il concenframento dei fuochi delle 4 battef'ie di una brigata cli visionale è abbastanza potente per batte re quei bersagli che può aver cli contro una divisione; che se poi le batterie della be.i gal.a sono se-. par a te, potendo esse presto aggiustare il t iro, il concentramento dei fuochi si otte1-rà prima e con maggior potenza cli q nello che si otterr ebbe se le batter ie stesser·o su una sol linea continua, ed inoltre sarù più duratu(O, sia perché le batterie possono meglio riparars i dai colpi nemici, s ia pe1·chò il nemico per· fol'le Lacere() costr elto di sparpagliare i suoi fuochi. Dall'interessantissima discussione che raccomandasi agli studios i della modernR lattica d'artiglieria, l'autore conclt itl(!e, che l'ilnpiego slegato delle batterie sia r egola, quello in, ,nassa sia eccezione. Questa conclus ione è per['ettamenLe opposta al principio oramai acceltato dall'artiglieria tedesca, dell'impiego delle grandi masse cl'arliglie1·ia. l l Thrtd1eim insiste molto s ulla pieghevolezza, per così esprimerci, della formazion e tt~ttica, ela crede inc.l ispensubilc per sottrar si dagli e!Tetti ster rniJJator-i delle moderne bocclte da fuoco. E per dar forza a questo suo modo di vede!'e, egli cila l'espediente adoperato dal coE PERIODICI
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296 LIBRI mandante l'artiglieria della di visione Texier del 6° corpo francese (1870), il quale per diminuire le perdite cagionate dal fitto tempestare di proietti lanciati dai cannoni pr-ussiani, dispose i s uoi pezzi in scaglioni con 30 metri d'intervallo, facendoli ogni mezz'ora avanzare o retrqcedere. Quest'esempio si dovrà pe,· forza irnitare nelle venture balta glie, nelle quali gli efleLti delle moderne bocche da fuoco, per la loro giustezza cli tiro e per lo straorcl inarjo numero di schegge prodotto dallo scoppio dei proietti saranno m icid ialissimi. . In seguito l'auLore pada dei còmpitidell'artiglieria durante l'altacco, nell'inseguimento e nella protezione delle ritiéate. In0ne si occupa del modo di impiegare l'arligliel"ia nella difesa . A tal riguardo osserva come le batterie della difesa dovendo spesse volte cambiar la prescelta posizione per opporsi ad un'impensata direzione cldl'attacco, non rJ conveniente che facciano troppo uso cri ripari da campo, pecchè essi inducono teoppo facilmente all'immobilità. Capitolo 3'. 1t tiro delle bocche dafuoco in relazione col terreno e col 9enere di conibaitimento. - L'auto1·c esamina tutte le circostanze che in guerra è,ontribuiscono a mu tare sì considerevolmente i !'isultali del lir·o che si hanno nel tempo di pace. Egli si occupa dell'mfluenza che esercita sul tiro : lo slaLo dell'animo, l'osservazione del risultato dei colpi, il servizio, il puntamento, il dominio delJa pos izione, il campo cli tiro, it riparo, la qual ità del terreno, lo sfondo su cu i si proielta il bersaglio, la mobilità elci bersagli, il f'urn(', ecc. Giustamente f"a osserva,·e che i cannonieri danno troppa importanza al mirar g iusto; gli errori che possono provenire dall'operazione dc~l dirigere la linea cli mir-a sono trascurabili; s j badi piuttosto a dar l'alzo giuslo . Osseeva pure che jn aenerale si esao·erano i vf:lnta,ro-i o 00 delle pos!_zioni dominanti. A questo l"ig uarclo esamina con diligenw l'utile ed i danni dell'occupazione dei punti elevati e conclude che dal lato e,ffetio d'ariiglie1·ia sono preferibili le posizion i basse alle alle. Sui punti alli bisogna stabili1'e gli osserva torì e non i pezzi , Circa alla diffìcoltù di osservazione del risultato del tiro, egli r.itorna sulla c1uestione delle masse d'artiglieria e deplol'a cl,e per esset'sinormalmente stabiliLo l'impiego cli esse, le batterie non vengano a sliffi: cieuza eserci tate separatamente nel tiro di batLàglia. Cap'itolo 4" . Il materiale r.l 'artiylieria da campo. - · Queslo capitolo è dedicato piuttosto ùgli ufficiali d'ar tiglieria di battaglia che agli ufficiali tecnici . L'autorn si trattiene sulle qualità che debbono possedere i materiali per coreispondere al lor-o impiego LaUico sen:.::a discendere a teorie mecca nicl1e e balis tiche. Si occupa anzitutto della mobilità consiclcrata·assolutamenle ed in rappor to alla potenza di liro ed alla r1uantitA di munizioni, questione che fino ad ora gli artiglieri non hanno risolto de1lnitivame11Le. Egli fa rilevare come nel lempo di ~
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pace, in cui gli artiglieri si esercitano più nel traino che nel tiro, si sia piuttosto favorevoli alla mobilità anzichè alla potenza di tiro, mentre nel tempo di guerra, dove imporla distruggere pr esto, si v uole la potenza d i tiro anche a scapito della rnobilitù . Esamina gli elemcnli cli qucsla, vale a dire: la costruzione della vettura, il peso totale di esse, il riparlo del peso fra i d ue treni, il roodo d'attacco, il pass o, il ginocchiello, la facil ità <li volla, la s tabilità. Intorno al riparto clel peso, cerca cli confutare le teorie generalme nte adottate del ìVIigout e Beegery. Considera daultirno il muQizionamcnto e la potenza _del ti ro, al quale scopo dà alcune tabelle cli paragone fra il mater iale d'artiglieria da campo tedesco con quello delle altr·e potenze, togliendole dal libro del capitano H . Slein (F1·emde A1'tillerie, Berlin, :1876) elle in verilù non s i raccomanda per l'esatlezz?. Capitolo 5° . L'istruzione del personale. - Pe1· la diffìcoltà cli aver in breve tempo un buon artigliere, il Thi.irheirn ritiene indispensabile la separazio1'1e dei servenli dai conducenti. Passa in rassegna le varie istruzioni, e circa alla scuola del condurre raccomanda le grandi andature anche per ·le batterie montale, le qual i saranno richieste dalla nuova guer·ra e serviranno .a dare agli artiglieri quella s'veltezzù, quell'ardimento e saldezza, quel ReUerr;eist che non si può infondere colle lenli andature impiegale abitualmente . Intorno alle scuole di tiro dei reggimenti s uggerisce di versi modi di regolare il tir o di una brigata, che ci sembrano assai proficui e che raccomandiamo ai nostri maggiori cl'artiglier·ia . Capitolo 6' . Ordinamento dell'al'lig(ieria da campo. - Il Thiirheim è fautore della conservazione dell'artiglieria di corpo rna vorrebbe che si aumen tasse l'artiglieria divisionale. Egli propone che ad ogni corpo d'armata sieno assegnale tre reggimenti cli 2 brigate su ~re baUerie, cll'i quali uno formerebbe l'artiglieria di corpo e gli altri due l'artiglieria divisionale. Egli s i clid1iara avversario delle brigate di 4 batterie, specialmente se appartengono all'm~tiglieria di corpo {1), e cir ca all'ar-tigl ieeia a ca vallo propone ch'essa venga formata in modo autonomo ed assegnata soltanto alle divisioni permanenti cli cavalleria . Batterie a cavallo uell'ar tiglieria ·di corpo non sono rid1icstc. (1) Come in Italia.
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O•·g~,,,. ile,• ••iilitii•·-ivissenscluiftliclu~n J7ereine .. XVI B and. l. Heft. (Puntata del mese di gennaio 1878)_. - Vierina , Waldheim. ~~uardo re_tro~pettioo atta vita militare in .1lustrù:,-Ùnghùia nel L81 1 . - Contmuo anche nel :1.8,7 l'opera intelligente del ministero della g uerra per rinforzar e l'esercito nel miglior modo possibile. Particolari cure fur ono rivolte .all'amministrazione, e vi furono introdotti sensibili miglior amen ti. Riceveltero nuovo ordinamen to: i r·eparli militar.i degli stalloni, l'ist.ituto d'equitazione che 1·impiuzzò il c?rso centrale di cavalleria, gli s tabilimen ti secondari (I-Iilsf- A nstalcen) per l'armamento della landwehr e della landsturm; i depo$iti cl1 armamento della land wehr; e, rispeltivamente per.la landwehrungherese, fu1·ono interamente ordinati: il se1·vizio vete1•inario i tribunali mihtari nel suo corpo dell'auditorato, il sel'vizio sanit~rio· ed infine i suoi reggimenti di cavalleria. Speciale attenzione ru v;lta all'armamen to e alla scuola di tiro dei diJforenti corpi. La fanteria e la c,avalleria furono eser citali col f ucùe cla camera (Zimmergewchr) modello 1877, ormai adottato, e il comitato tecnico amminis trativo presso la scuola <lei cacciatori fece esperimenti di tiro a grandi distanze. Nel corso dell'anno fu ullimata la distribuzione elci nuovo r~ateriale de i cannoni mocl. 1875 all'artiglieria da campo e con alacrità St stanno allestendo i nuovi cannoni da montagna a ret1·ocarica da cent. 7 e i cannoni per l'artiglieria da f'orLezza da cen t. '15. .Il c_omitat? militare tecnico ed arnminislrativo ebbe pure a spiegare m particolar rnoclo lu sua attività, ed oltre al tenersi al corr ente di tutte _le novità utili all'esercito, fece esperirnenti sulle armi, sul tiro, su1 p repar ati da scoppio, e s'occupò indefessamente della telegrafia, _della areonau Lica, della fotografia, della litografia, e della comp1laz1one ù1 regolamenti per le truppe di. artiglieria e del genio. E con zelo furono. con ti nua Li gH studi r elativi alla descrizione della fortificazione del paese, e dei cl;:1 Li rn ililari statistici, e r1uelli r·clativi all'arte della .fortificazione, eJ al ser vizio delle trnppe del o·enio e dei pionieri; di grande vantaggio si dimostrò la pubblicazi~ne dei Mi,itheilungenfu, · Artillerie und Genie- Wesen. · Per quanto lo permettevano i fondi accordati si mio-Jiorar-ono le condi:tioni interne degli ospedali, e si pr·epararo~o pel c;so di guerra
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treni ferroviari di sanitù; e felice risultato ottenne l'appello diretto a i. medici della monarchia per assicurare il ser vizio sanitario nel caso di mobilitazione. Particoluro 1;1 ttenzione fu pure accordala alle fer rovie ed ai telegran; furono is truiti nel servizio ferroviario i militari destinati pl'esso i reparti delle ferrovie ùa campo, e f'u adottata un'unica tariffa pel trasporto dei milituri. Merita pl}l'B d't:sserc ricor·dato, che fu 1·egola to il ser vizio delle rimonte pei bisogni di guerra, e assicurato per tal modo il numero dei cavalli necessario. Fur·ono infine falli studi preparatorii circa l'atto della revisione parlamentare della legge sul reclutan-ienlo. Le scuole cJei cadeUi presero pu1'e largo sviluppo e le domande furono così munet·ose, che per la mancanza di s pazio si dovett~ro . riffo ture quelle <li più che ·JOOO aspiranti. Per riuanto ha t1·a lto all'istruzione degli ufficiali, sotto lu direzione del capo dello s tato maggiore generale furono fatti i così detti viaggi d'istru:tione (manovra coi quadri) dello stato maggiore, ed analoghi viaggi s i fecero pure dagli ufficia li cli cavallel'ia sollo la direzione di ufficiali di slalo rnaggioi·e, allo scopo cii studiare praticamente il sel'vizio di avanscoperta e di sicureua, ed i movimenti delle g r·osse masse di cavnlleria. · Apprezzamento del teatro di gue1'ra sal Danabio nella campagna .1877, del capitano ANTONIO Tmu . - È forse lo s tudio più particolareggiato che sia stato pubblicato sul leatro di guerra della Bulgaria e Rumelia. La 1'eoisione della legge sul l'ectutam.ento pel colonnello A . v. PAcoi-c - L'autor e cr ede necessario che si proceda ad una revis ione della legge sul reclutamento allo scopo di aumenta re annualmente la forza armata per quanLiLà e qualità, e che si adotti un nuovo ordinamento, il quale permetta r1uesto aumento di soldati senza uccrescere la spesa del bila ncio. li colonnello Pacor spiega diffusamente le sue idee, e Lermina il suo ]avoco coll'esposizione del progetto di uua nuova legge. Eccone i puriti capitoli: L'obbligo al ser vizio rnilitar·e com incia ol t• gennaio dell'anno in cui l'iscritto compie il 20° anno, e cessa al 3J clicembce dell'anno in cui còrnpie 40 anni . Degli anui de.I servizio ·12 s i fanno presso l'esercilo attivo o la lanclwehr, il resLantc Hella Jandsturm. Il servizio attivo ò normalmen te della durata cli :~ anni, però il 50 °/ clel contingente.annuale delle reclute e il 1f, °/. dei sottuflìciali sono inviati in congedo dopo due anni di servizio. Il minis tero della guerra inoltre può chiedere all'Impera tore la facoltù cli aumen tare il numero 0
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degli ind ivid ui da congedar si pr ima del tempo fissato per le esigenze del bilancio. La battaglia di f11'bela, 331 anni prima di Gesù Cl'isto, pel maggior generale T . v. SoNr<LAR . Le grancli esercitazioni clel1 •battaglione pion ieri, pel sottotenente del genio Looov1co RE1Tz. - Come erasi giù pratica to negli anni 1868, l8ì:3 e 18ìG, era scopo di ques te esercitazioni cli olìrire un'oc-; casione al corpo degli ufnci.:tli del genio cl i disporre di grossi repal'ti, e di a bi tuare i soldati all'esecuzione corretta e precisa dei loro Javo1.·i così disparati, anche quando non vi siu in tutto la sorveglianza del dirotto re dell'esc rci tazione. È a no tarsi che presso le cornpag nie destina te alle manovre furono richiamati tutti gli uomini della riserva. Queste esercitazioni ebbero luogo da l 22 agoslo all'H settembre; il sottotenente Rei tz descrive in modo particolar eggialo i lavori eseguiti in ogni s ingola g iornata, ed esprime il parere, che in gener~de si può 1·itenere che g li esercizi fa~ti, s in pel modo con cui fu r ono esegui ti, s ia so tto ogni aspetto, debbansi consider are come pienamen te ri usciti ed Ùbbiuno cor risposto al loro scopo. Sul nutrimento dei cavalli da trappa . Bibliog l"C(fla .
Vienna, Waldheirn . Circa l' isi,.uzione della fanteria nel combattimento nei boschi, pel térn\ntecolonnelloHAusci-mA . - Le ultime campagne hanno chiara. mente dimostrato l'importanza :;:ernpre crescente che ac'}uista il combattimento nei boschi . La storia m ilitare poi ci addii.a numer osi casi, n ei q uali avvennero delle catastrofi per aver perùu~o nei boschi l'orientamen ~o _c d il collegamenlo. È dunque necessario di addes trare le truppe nel tempo t·li J:iace anche a questo g ener e di combaUirnen to. L'autore crede che il m ig lio1· modo a seguirsi sia quello di e:::e1·citare la truppa nei quatl.ro seguenti casi, cioò: 1° ·nell'attrave1·sa!'e vastj · boschi jn direzione determinata, nella fo rmazione di combutLime u to; 2° nell'avanzal'e in modo ordina to nel bosco i n contatto
col nemico, eesendosi impadroniti de~ margi~e_;·.3• nella clifes~ dei boc:chi e 4° nello s contro nel bosco eh due par- t1L1 . . n ezi/agg1'uppamento clelle forze nelle posizioni d~ r iposo, nelle mar cie di combattimento e di attacco e nel combattur:,enio _in pi~n ura e negli altipiani. - L'autore divide il s uo lavoro 11~ varie _P~r t1; le due ora pubbl icnl.e trattano: la ,ia del valo.re delle accid:nla!Jta del tert'eno dal· punlo di vis ta dell'e l'ficacia dP.l fuoco della difesa e dell"attacco; 2• dell'aggruppamen Lo delle forze, s.eco~1clo lo s~opo che vuol raggiungersj col combatt1 mento, e la . dJrezione d,ell altac~o. Esempi prutici, applicati ad un certo tratto d1t~rr:no del! Unghe:ia ~ di cu i è uni la la carta topogra fica, rendono l a 1t1colo molto rn te1es . san te. · · ../ . Sulle marcie di esercita.:sione, studio r egolamentare ciel t~nent~ colonnello HoTzE. - f: d'uopo imparar e a marciare per eserc1 ta1'e 1 muscoli. I piedi dei soldati debbono esse~e eser cita,ti nel tempo pace a percorrere lungo cammino, ed 117 caso guerra dopo l'arrivo degli uomini cli complemenl.o tutto 1l tempo d1spornb1le deve essere consacra to a ques to esHr cizio. In pace la prima rnarcia sia lunga '.11 chilometri, l'ul~ima 3ì, _affine di ottenere che la fanter ia possa fare 37 chilome~r1 m un giorno, senza mostrare grande fatica . I.l combinar e eserc1z1 di marcia con quell i tattici.deve solo accadere per eccezione, poichè _gene1'almenLe avviene che n on si fa bene nè l'un a nè l'altr a cosa . E conve1!1ente cli r iunire per le marcie molta tr uppa in una colonna, e, se epos<::ibile anche delle colonne cli cannoni e del treno. - 1 c~manclanti debbono normalmente mantenersi alla coda,_..,clalla quale s i può meglio giuclicat·e dell'andamento d~lla marcia. E_nenessaf'io di limi tare ai casi cli assolu ta necessità 11 cavalcare dr 11;~ diviclui lungo la colonna; s ulle strade di mon tag_na od a ltrave~·so 1 boschi, invece di spedire ~li ordini ed i i·appor l~ per mezzo di or~ dinanze a ca-vallo è piì1 conveniente trasmetterli per mezzo degl'. uornini di tesla o di coda delle s ingole compagnie · o plolorn, 1 quali s i r ecano al passo d i cor·sa agli uomi ni di tes ta o cli coda_delle comIfa-<Ynie o dei ploton i elle sono avanti o i ndieteo, ind i r itornano al lo;~ posto. Questi solclaLi si debbono cambiare dopo un cer to l.empo, per cura ùel cmTianclan le il plotone. . , ,frtiglieria aclcleita ad un corpo d'ar1nataf1•ancese. - Seco~cl,o l'Is truzione provvisoria pel ser vizio dell'a r tiglieria d 1 c~orpo, l a r tigieria d i un corpo d'armata f1~ancese comprenc~e :, ba,l.ter1e; delle quali 3 a cavallo, 4 sezwm por le. rnun_1z10m d ar l1~horia, per le munizio11i d i fan teria, 1 parco d'ar t.1gl1erm d1 co:-po d armata: . Il comando ne è affidato ad un maggiore gener ale, che ha sotto 1 suoi ord ini: 1 maggiore come capo di" stato maggiore, 1 capitano come aiu tante, e 2 capitani addetti. 1
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r. · Sl'/J•efP,eui•'s OestetJ•eicltiScl,e 111ilitiit•iscl,e Zeitsclu•il't, 1. Band. 1. Heft. Puntata di Gennaio 1878. -
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E PER IODICI
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La penna elettrica di THos. A. Eo1so><. - ì·: una breve descrizioné dell'uppar a to tolcgranco dell'ameri:::ano Edison, col quale si possono conlemporaneamenle spedire quattro dispacci. I l capitano Volkmer ritiene che tale sistema sia molto vantaggioso pel sel'\•izio militare; frattanto il comitato militare tecnico amminis lealiYo, che possiede da qualche tempo un modello <li tale apparato, continua le proYe per isperimenlarne i vantaggi e gli S\"t"lntaggi. BibliograJì.a.
Jnl1rbiiche1• rii1• tlie delf.fSclte _,.,.111eetf.Htl 1'ln1•i,tae.
(P untata di gennaio 1878). -
Berlino, Schn eider.
In memoriam FedericiMa(Jni - ~: una breve enumerazione e descrizione delle varie medaglie che furono coniate in onor e del gran Re Il combattimento di Ent:;heim, il 4 ottobre 1674, pel capitano von \VEOELST:~ oT.
ì.<: una pal'ticolareggiuta·narruzione delle operazioni che prece,lettero la battaglia e della battaglia stessa compilala su documenti ufficiali e sulle migliori opere francesi che trattarono delle campagne cli Ture11na. Le notizie !'elative alla forza delle dne armaLe avversarie sono le più disparate; 11011 si è forse lontani dal vero ammollendo che i Fmncesi ave~sero cla 22-24,UOO combalLe11ti, cd i Tedeschi 32,000. Soao intcressanli i 1'agguagli che l'aulorc forn isce sugli eserciti di quei tempi. La cavalleria era l'arma principale, i reggimenti componevansi di 2-3 squadroni; ogni squadrone di 3 compagnie di 50 cavalieri. r.a cavalle1·ia francese combatteva disposta s u tr e r ig he, quella tedesca su quallro cd anche più. Nell'attacco facevasi uso del1' armo. a fuoco, di cui era provvisto ogni soldato, e non carica vasi ~ho al troLto, r itenendosi impossibile di potei• far uso def galoppo. J ballaglioni di fanle1 ia conslù vano di compagnie a 50 uomini, il cui numero variava. Parecchi uomini per compagnia erano armali con lancia; i fucili colla baionetta inas tala non potevano far fu oco. La fanteria comballeva su G r ighe: i soldati armati di lancia stavano al centro, i moschettieri sulle ali. L'artiglieria possedeva soltanto pezzi pesanti, crinnon i ecl obici tirnli da 12, 8 e ;,. cavalli. È nolo che i Francesi ebbero la peggio e la sera stessa del 4 ottobre Turenne ritrasse le sue truppe p1·esso ::vfarlenbeim a circa
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11 chilometri dal campo di battaglia, lasciando indietro il brigadiere marchese cli Bulonde sulla riva desll'a della Bre~s~h con 1_6 séiuadroni per constatare la sua vitto1'ia. È mol~o cl1ffic1le. pr·ecisare le per<lite di questa battaglia, i rai:rguagll in propos1~0 es~ sendo ; più contraddittori. Ileaurain fa ammonLare perù1Le _dei Ftancesi a 2000 mOf'li e ci 1·ca 1500 ferili , quelle dei Tedesclu a 3000 morli ed altrettanti feriti. Le ore della deci.~ione nel rp.1.al'iier principale dell·a,.mata della Slesia p,·,;ma degli it~felici cornbatlimenti nel febbr~io 1814., _pel maggiore voN Bom .. - Ua1~lore v_uol d i~ostrar~ clie} _m~resc~all~ Blucher prese in quei g10rn1 le p1u oppo1 Lune d1spos1z1orn, P?tch non era 8 s ua noLizia che la grande ormaLa alleata si fosse r 1l.1rata; e che questa r ili1·ata e il non avergliela com~n icata furono le vere cause deidisAstri toccati alle truppe prusswne. . Carattel'e del morlo di gue,·reggiare di Napoleone, per 11 Lo1~e.nte H. ,·oN zw"HL . - Il principio capitale di Napoleone fu quello (h fare la guerra offensiYa, e nello sue campagne n~n si lt·a:t~ che d1 ~perazioni per linee interne e di avviluppame_nll sLraLeg1c1; I~ su.0_1aro colpo d'occhio rrJ i faceva 1·1conoscet•e la s1tuaz10ne dell a,,versario, e ne sapeYa rapklamentc a.pprofitlare.1':elle ?attag~ie scelse sc.m~re il piano che era il più çlccisivo. Il dcc1ders1 per Napoleone es a I opera di pochi momenti, e i movimenti_del~e s ue tru ppe furono eser,uiti con una rapidita che non fLI rna1 pm raggiunta. ~ J,'o1'dinamento dell'artiglieria francese in guerra, pel 1' lenente
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GVNTHtm.
La gtierra turco-1'ussa. - Comprende la narr~zione delle operazioni militari nel mese cli novembre, tanto 111 Europa quanto 1n Asia. B (blio(J 1·afla.
Bivistn tnalilt1t•e 1•11ssa ( WaJe1111Ji Sbo1•nik). Piet r oburgo 1878. - Fascicolo del genn aio. Operazioni del generale Tarroassow ni:>l Ca1:1caso (parte ::i•j . -: Esercizi del tiro di combattimc11lo. - Popolazione e terrJLono dei Cosacchi della Russia d'Eur·opa e d'Asia (secondo articolo). - Le
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LIBRI E PERlOD!Cl
attuali esigenze nell)artedel genio militare relativamente alla costruzione delle piazze for ti. - Cenno storico sulla Kaschgaria (teno art) . - .. Spedizione inglese a Kogat nell'anno 1853. - 25 a nni di vita nel reggimento cacciatori delJa guardia. - Racconti dei feriti nella attuale guerra. Bibi iograjìa. - Stambul e la Turchia contempor anea. Rassegna militare rassa. - Guer ra russo-turca., fino ai 18 novembre. - Sg uardo retrospettivo sulle principali moclifìcazioni compiute durante l'anno 1877 nell'ordinamen to delle truppe e nelle amministrazioni militari. · Rassegna militare estera. - Le piazze forti turche sul Danubio: W idinJ Rutschuk e Silistria (con carte). Elenco delle opere a mmesse nella Biblioteca dello s tato maggiore russo a tutto il 29 dicembre 1877.
UNO SGUARDO Al.LA
NOSTRA LEGGE SUL RECLUTAMENTO
In questi ultimi mesi si é fat.ta della statistica sulla morlalita nell'esercito italiano in confronto a qttella che si produce negli altri eserc:iti europei. Si accennò alle cause, ma. nessuno, che io mi sappia, ha toccato ai rimedi che compatibilmente alfe nostre ·condi1.ioni economiche e politiche potrebbero essere posti in opera. per diminuire il coefficiente <li mortalità, non certo conforta.rite, che afnigge l'esercito nost.l'o . ~ .solt;rnlo pcrchè dopo le spicciative conclusioni della statistica, lo :;tudio intorno ai rim edi ci sembrò un dovere, che ci shtmo indoui alla· pubblicazione di questo seri tto. Scorrendo le cause che furono indicate come le più letali, par<;i che, rispetto ai rimedi che possono proporsi, queste si possano dividere in trn categori e. · Quelle cause ai cui effetti 110n è possibile portar rim edio. Quelle alle quali in un tempo più o meno prossimo potrà l'I talia. trovare un alleviamento . Quelle infine che dipendendo da moclifìcazioni da. arrecarsi ad alcune disposizioni di legge, potrebbero i poteri legisln tivi provvedervi anche tosi o $enza. alcun aggravio pel bi.laneio dello ~talo . Tra le prime devono enumerarsi il sistema. non territoriale dato al nostro ordinamento militare, e le ferme brevi. Le condizioni politiche e .finanzi a.rie che consigliarono l'accettazione di queste basi dei ·nostri ordini 1nilitari sono tali da non rendere possibile, alANNO
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UNO SGUARDO ALLA NOSTHA LEGG~~
meno per la seconda, alcuna proposi.a fondata sopra una diversa condizione di cose. Dovrebbero esser rimedio all a seconda categoria dell e cause di mortalità nell'esercito, una migliore alimentazione, un più igienico accasermamento ed una veslizione più propria del soldato. La difficoltà però di provvedervi 11011 risiede certamente nel form ulare una proposta, la quale. non consisterebbe che in un proporzionale aumento alle somme dei capi.Lol i relativi rl.el bil ancio della guerra in relazione a quanto si pratica presso gli eserciLi meglio nudriti , vesti li ed acr:aserm,Lti; ma piuttosto nel mettere il paese in grado di sopportare questi maggiori ,unnénli, quislione questa che esce dall'argomento che qui si vnol trattare . Tutto poi tende a provare essere un vero errore quel lo di attribuire una grande importanza ,Lgli effetti dell e pretese esorbitanti fatiche alle quali, secorido alcuni, verrebbe sottoposto il soldato italiano . Uno sguardo alle statistiche dei malati presso i corpi che ogni anno prendono parte ai campi ed alle grnndi manovre, basLerà a convincere come sia costante il rau.o della diminuzione del per cento dei mala.Li durante i. periodi assegnati per qnelle esercitazioni. Che poi questo miglior stato sanitario delle truppe durante q\iesLi periodi di maggiori ma pur sopportabili fati che non sia fìttizio, lo dice Ia tabella che seg11e tratta dalle Relazioni del genemle Federico Torre. Morirono sotto le arrni cd in congedo illimita t9 per
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Dal 1° ottobre 1871 al 30 Id. ,J 8'72 Id . '1873 ' Id. 1'874 Id. 1875 1
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SUL I\ECLUTA,'1ENTO
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Dalla quale si rileva quanto minima sia sta.ta negli ultimi cinque anni la mortalità nell'esercito italiano per cause varie di servizio rispetto a quelle non dipendenti dal servàio . Messe in dispari.e queste ca use cli m-J rl.aliLàche, o per le condizioni politiche nostre non present:u10prolmbilità di rimedio, o intorno alle quali, per le nostre condi;t,ioni fìnan;t, iarie, siamo costreLLi cli r i; mandare a miglior tempo una soluzione; rimane da prendere ad esame la terza categoria delle cagion i di mortalità , quelle cioè ai cui effetti si può lrnvare r imedio con opportune modifì.cazioni aJla attuale nostra legisla;t,ione rni litnre senza che per questo ne venga aggravio alle finanze nazionali; vale a dire, rivedendo la nostra legge sul reclutamento, alla qua.le più specialmente intendiamo di all uclere. Quando si parla di mortalità negli eserciti non bisogna· scordarsi di q1ielh~ operazione di carattere nmministrativo colla quale si procede alla. esclusione del militare servizio degli individui riconosciu ti inabil i, o divenuti tali dopo l'incorporazione . .Di questa operazione ne detta le norme il .cap itolo delle 1··1forme della legge sul reclutamento. L'appl icazione di quelle norme, come vedremo, è assai diJncile e può pori.a.re a risultati assni diversi . Come dato di fallo sol,loponiamo o.l lettore l'esercito inglese, il prussiano ed il francese, che a.egli eserciti europei son quelli che presentano il minor coefficiente cli mortalità. Essi danno alle riform e un 'ampiezza assai maggiore che nell'esercito italiano. Presso di noi invece si r i.tiene da molli. che il clecrescimento nel numero dell e ti forme. pron unciate dai nostri consigli di leva, . il qual decrescimentci da alcuni anni. a ques ta parte si ver iJica in modo costcmle, sia devoluto piull.osto ad un miglior funzionamento e progressiva. m.oral iLà dei coruigl i stessi , anziché alle sue vere cagioni che tra poco esamineremo . È vero che 1' opera.lo dei consigli di leva ha un controllo abbastanza severo dopo l'incorporazione delle reclute, sia presso il distretto che presso il corpo, ma questo controllo, a parer nostro, troppo tardivo, porta con sè non poch i inconvenienti . J?rima di tutto l'ammessione di un inscritto cli cl.ubbia validità è sempre una minaccia alla solida composizione dell'esercito, e nel caso di r iforma al distretto o al corpo, la nazione perde le spese di
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UNO SGUARDO ALLA NOSTH A LJ~GGI!
S U L REC LUTAMENTO
vestizione, soventi poi quelle del mantenimento per qualche mese e d'ospedale. Siccome poi il numero delle r iforme pt·ovncate dai distretti e dai r,orp i deve variare nella ragione iJ11 ersa di quel le concednte dai consigli rli Ima, no.n v'lta d1,hhio che colla costnnt.n diminu;,,ione di queste uJ[.ime valfano propor;,,ionalmente aumentando gli inconvenienti sopta eiwmemti . Ora tutto questo certamente non accadrehbe o qmmto meno si · verifi cherehhe in propof;,,ione minima . Sf. il r.onl.roll o fosse es.ercitato prima del la chiamata so tto le arm i. V'ha di più.. Mentre potrebbe credersi dm le conseguenze di una minor severità nei consigli di leva. in rauo di ·riforme per infermità, dovesse lirnitar;;i agli inconvenienti. orn. accennati , appunto perchè l'azione depurati va dei di::-tretti o dei corp i dovrehhero essere cli complemento -a cpiella dei consiglt cli leva; vediamo invece cruesta minor severità aver'e nn:i. dolorosa 1·ipercussionc nella morlalita dei soldati la qnale con una precisione strana, crescf' o. diminu isce. secondo che liimi1nriscn o r,re!-ce iI numero delle riforme pronnnciate dai consigli steS:$i. L'esatLa misurn di qna.nto av.v iene in proposito ci viene som ministrata da.Ilo specch io seguente:
CLASSI
Morta lità per
· HifornJoti per ,n rerrnit à
(procloLt·i
"f.
da C<ll1Se ordinatiej
1850 1851 ·1852 1853 1
21 ,(37 19,72 rn,75 •;l 8,26
·10;00 :10,05
12,'10 12,.1-0
1
185-i-
1
13, 112
1 855
113,30
t5,60
"'1,30
l)a questo speccttio si rileva : 1° che il numero dei r iCormati andò decrescendo costantemente dal 1187 11 al 11875 compreso . 2° cl~e a<l ogni diminuzione del numero dei riformati per i~1fermità corrispose sempre un proporzionale aumento delln morLalitit nell'esercito e viceversa . 3° che soltanto nel 1876, anno nel quale fu applica to l' articolo 85 che non ammette irrevocabile la ri1
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forma pronunciala prima del discarico fìnale e riserva al ministro di rimandar revedibile l' inscritto entro due ann i dalla ottenuta rifo rma, si ottenne 1m sensi bile aumento nel nu mero dell e r iforme per infennitù al ifnalc non mancò di corri.spondere una proporziona!<" diminu izione dellrt rnoi'l.ali tà nell 'esercil.o . Giova però conside1'm·c che ,;e qnesla dimirrn;,,ione t:0111 inuerà a prod u1·,;i ;111Gorn nell' a1rno corrçnl.e e 11el venturo, 1Hnl sarà for:;e che niinirna; pel'chè ù es:;enz ialrneute nel primo anno di servizio rhe le classi srtbiscono le nrnggiori perdite; e cl i più perchè negli unni vent11ri si dovranno computare nel numero delle riforme per infel'mità anche crncll e causa Le dai ca,-i <li rived ibi li til, pre::-c:ri Lti dal più volte citalo a1-iico lo 8,.L Unn d.ellf ragioni dell:i poca :;everilii. che si risrnntra nei nostri c:orn igli di leva in fal.to di ri forrnn per in l'ermilir risiede nella loro inefficace composizione. Anzitltlto no i abb iamo che l'esame dell 'n 1.1.itud inc tisica al sel'vizi o militare degli inscritti va ,;oggetto a molti e diver;;i apprezzamcnl i che lasciano nella dec;isione un gran r:ampo all'opinione <li ciasc11no dei mcmbr·i del consiglio, vale a dire, all 'arhilrnrio. A qtrunti apprezzamen ti difa.ui non danno luogo, ad e~empio, i cn,;i di graci liUi .lanLo, numernsi presso di noi? Anoge che ali.e cliver;;e decision i che possono provocare la natnra e la intcnsitii <li qaesta cagione di ri forma in 11110 stc:-so indi viduo, vi si aggiungono q ueJle ·dipendeJtti dall'e~rune dello stesso grado di gracilità su individui diver~ i appartenen ti 11 di verse regioni . Un gionrne, ai! esempio, potrà venir gi.ndic;ato inabile i1t mezzo .ad 1in contingenle vigoroso, 111enLre. non sareb be giudicato for:;e tale quando invr.r.r. "i rosse trovalo a. rur p.rrle <li un contingente gr;1cil e. oi,a per qnesli e per t1tlti i casi attinenti alla p;1tologia tan lo numerosi e Htri, qnale compcLenZìt pos::-ono avere i dclegnti civili e specialmente i militari ai noslri consigli di teva, qwmclo si consideri mancrtrf' ad <'\:-~ i non che le cogn iz io11 i scientifid1 e necessa rie, quel praLico discernimen Lo che ,;i acquista soltanto co lla pennanen,m prolnng,ti.a. nello stesso ufficio'? l i delegalo miliLare, ad esempio, ò in gencrn.le tolto improv\' isamente al sno ordinario serv izio p1·esso il reggi.nrnnlo ccl è trasportato quasi act:idenlitlm en Le in seno acl un con~iglio !li leva, do,,c egl i vi si
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UNO SGUAHOO ALLA NOSTRA LEGGE
. SUL HECLU'l'AMENTO
trova non solo mancante della esperienza. necessaria in simili delicate applicar.ioni di legge, ma ignaro affatto dell'indole della popolazione del circoncfario e delle sue condizioni mondi e fisiche. Posti i delegati civili e mili tari in questa posizi one, nella quale il pretil.igio dell a autorità ha fatto luogo ad una incompetenza. quasi asso Iula, come possono lottare eflì caceme'nte contro l'avviso del· medico, se per caso quesLi dovesse sbagliarsi? .. La decisione, è evidente, 110n può essere pronunciala che secondo l'avviso di un sol uomo, il funzionario cli sanità. Ora chi è quest'uomo sul cu i capo pesano decisioni dalle qua.li tan ti interessi d'ord ine individua.le e generale dipendono~ lna 111.età, non meno certo, dei 206 funz ionari di sanità che si ch iam.rrno annualmente a queste operaz ioni, è ignara. affatto delle difficoltà che presentano, perchè è la priina volta che vi è. chiamata . L'altra metà, instabile nelle proprie destinazion i, non può sempre avere tutte le conoscenze pratiche locali che occorrono . Ma v' ha di più : in quali condizioni quest'uomo si presenla egl i ad eserciLare le sue importanti. funzion i nel consigli o di leva.'? Non v'ha dubb io che la sua posizione è moHo delicata e dirficile inquantochè è no lo a, tutLi che quella atmosfera di diffrdenza della quale si è giunti a circondare di preferenza questo n1ernbro principale del consiglio di leva, non gli lascia quella liberti~ di. sciogliere e legare, che gli detterebbe l' applicazione coscienziosa dei principii della scienza e la, sua incomparabile competenm rispetto agli a.Itri membri del consiglio. lmpressionato da quest'aura, di diffidenza, non è il rn eravigl ia.rsi che nei casi dubb i, egli si senta portato a pronunmtre di preferenza nn verlletto di abilità, laclclove forse la sua coscienza, l'interesse dell'esercito e della società r icl1iederebhern un giuèliz.io opposto. Per rendersi conto delle conseguenze di un simile stato di cose basterh. prendere ad esame alcu.ni dei risultati. dati dalle operazioni di leva eseguite sull e classi dal 118ij0 ii qu.ella del ·I 80~, che sono le sole levate .su tutte le provincie che costituiscono oggi il regno italiano . Dalle Relazioni del generale F. Torre corrispondenti a quelle classi di leva , si dednce che di 20(i tra provincie e circondari, 97 furono quel! i nei qual i il numero dei r iformati per infer-
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mità, dal semplice sorpassò il più del doppio, salendo spesso al triplo e qualche volta al quadruplo . Nel circondat"io di Teramo, ad esempio, i riformati per infermità della classe del 1850 furono il 26,23 per cento degli inscritti, e quelli dell:i classe del ;1854, non furono che il 5,7 1 per cento: nel ,circondario di Castrovillari quelli della classe 4850 furono il 23,83 per l'.ento, e quelli deila classe ,1855 il 5,36 per cento; il che dà per c.i ascuno di questi circondari una differenza di circa quattro voli.e e mezzo. Nel circondario di Campobasso i riformati per infermità della classe 11852 furono il '15,58 per cento degli inserì Lli, e quelli della classe 11854 il 3,7'1 ·per <:ento: nel circondar,io cli Orv ieto quelli della classe del ;J833 furono il 26,27 per cento, e quelli della classe '1854 _il 6,3:2 per cento; il che dit una difierenza più che qu.adrupla (,1). Qualcuno potrebbe osservare che nelle cifre adotte vi si trovano compresi non solo i riformali dai consigli di lern, ma anche i riformati dai distretti e dai corp i in seguito a rassegna di rimando . iV.Ia questi, se ben si. considera, non possono influire gran fatto sulla esattezza delle nostre deduz ioni, perchè in primo luogo, il loro numero è minimo, po i perchè nou essendo le riforme per rassegna di rimando che una conseguenza, complementare cli quelle pronunciate dai consigli di leYa, Lenclono piuttosto a diminuire le differenze ora accennale, anzichè ad accrescerle. 1
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( 1) Completando lo spoglio delle J.lelazioni del generale Torre, per quan to riguarda i riformati per infermità delle 6 classi dal 1850 al 1855, 1·isulta: 1° Che i circo ndari i cruali presentano una differenza superiore al quadruplo, sono quattro , cioè : Teramo, Castrovillari, Campobasso e Orvieto. 20 Che i circondari i quali presentano una di fferenza superiore al kiplo, sono quindici, cioò: Vergato, Rimini , Parn llo nel Frignano, Pozzuoli, Pallania, Salerno, Vallo della Lucania, Nuo1·0, Bill'i~ Bal'letta, Nola, Sorn. ·T<n·an to, Terni. Viccn:.::a. 3o Che i circondari i quali presentano una differenz a superio1·e al doppio, sono settantotto, cioè: La ncia no, Penne, A"ezza:io, Ci tta ducale, Alcssancl ria, Fermo, Belluno, Cerreto Sannita, Treviso, Hreno, Verolaoovi, Iglesias, Lanuse i, Oristaoo, Cosenza, Gerace , Palmi, Catannro, Cotrone, Monteleone, Ilovino, Foggia, Caltagirone, Catania, Lecco, Alba, Cuneo, _Mondo"ì, Cen to, Comacchio, l•'enara , Firenze, S. Mi nia to, Girgcnti, Isola d'Elba, Mantova, Massa, Pontremoli, Castroreale, Monza, Mirandola, Modena, Isern ia, Lavino, Cefa lù, Corlcouo, Bohbio, Lomellina, Pesaro, Pisa, Vol tet ra, S. Remo, Campagna , Sala Consili na, Avellino, S. Angelo dc' Lomba1·di, Faenza, lla,·enna, Guastalla, Civitavecchia, Frosinone, Rovigo, Alghero, Montepulciano, Sie na, No to, Altamui·a, Caserta, Piedimonte d'Alire, Drindisi. Gallipoli, Ivrea, Susa, Alca mo, Trapani, Foligno, Spoleto, Venezia.
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SUL RI-:CLUTAMEN T O
UNO SGUAtrno ALLA NOSTRA L8GGE
Alcune di queste difTerenze potranno certamente essere spiegate da inflLtenze locali. Delle epidemie parziali avranno potuto infuriai·e più o meno Sll di una o su di un'altra parte del territorio italiano, portando le loro mal.efì.che consegLtenze sul fis ico di certe popolazioni e di certe · elà. Ma i risultati di queste influenze, come le cause che le hanno pro<lolle, devono e~serc rarissimi e spiegabili. Ma nna spiegazione verosimile a.I riguardo riesce Lanto più diffì.cile a darsi se si confrontano i coefri cienti dei riformn.ti per infermità. dall'anno il 8:50 al 118715, con quello dei riformati per statura nello stesso periodo di anni. Di f'aui mentre, come si disse, di 206 fra provincie e circondari, 9'7 dal semplice sorpassaron o il dopp io e alcuni di essi salirono al triplo e 1'<1.ggiLtnsero · il quadr11plo dei riformati per infermità, si ha che sullo stesso numero di provincie e circondari , 'zi:> soli furono quelli che dal se,nplice oltrepa:ssarono il doppio dei r iformati per statura, e di questi uno solo raggiunse il triplo e nessuno il quadruplo ( 1) . Tutto ciò dimostra in modo ev idente un cattivo funz ionamen1·0 dei nostri consigli di leva, ma non per mancanza rli sufficiente moralità, come qualcuno potrebbe forse supporre. ma pel' difett i inerenti alla loro costitu,.ione ed alle cond i,.ioni loro !'al.le e nelle qu;i li debbono muoversi. Ciò apparir,ì sempre più chia;·o in segnit.o . . 1
Un altro e non meno importante aspetto sotto il quale la nostra. legge cli reclutnmento ha bisogno cli essere riveduta è quello del riparto dell'annuo contingente fra i circondari del regno . Prima. del 184-8 in Piernonl c v'era un modo di fare il riparto (1) Completando anche tlei riformati per statura, come fu fntto per quelli per infermità, lo spoglio delle Relazioni ilei gencirale Torre, rire,·entisi alle classi dal 1850 a quella del lS55 ìnclusn, si ha: l• Che doi circond ari i quali presentano ditferenze superiori al quadruplo, non ve 116 ha ,, lcuno. 2° Che dei circondari che presentano di tferenze superiori al triplo, ve no ha uno solo, quello di Civitavecchia . 3° Che i ci,·co ndari che presentano una differenza superioro al doppio sono \>4, ossia: .Melfi, Dteno, Chiari, Varese, Cento, Rimi ni, Isola d'Elbn, Livorno, camcrino,.Mossa, Casoria, Ossola, Corleone, Ravenna, Roma, Frosinon~, Velletri, Rovigo, Oz!eri, Tempio, Siracusa, Treviso, Verona e Vicenza.
del contingente assolutamente assurdo . Esisteva una statisti ca la quale com.prendeva LLLLLi i nati d'ambo i sessi, tanto viv i r,he morLi , ed era su questa statistica ehe si faceva il riparto del contingente, dapprima pc,· provincia e poi per 111andamento . Sovente risu ltav,t che a lato di ,m mandarnenLn il quale non poteva . f'ornire il.suo contingente e ven iva dichinrato in rl.ebito_. si trovas,;e ·un altro rnanda,uenlo, r,he dopo avel" forn ito q1rnnLo gli si ct,iedeva dovern anc(Jl"fl. somrninisl rare un numero di giovani atti al seJTizio, doppio <li quello dm aveva di gii1 fo rn ito. Ben in leso il debito si accumulava , per cu i vi erano elci mandamenti complet,u11ente rovinati u confronto di altri i qunli avevano esuberanza di nom ini anche superiore del dopp io di quello che loro si richiedeva. T.l genera le Lamar.mora cn ll.1 legge del 118f54, lolse qtieSla mostruosità, e f11 stabilito chr il riparto dei contingente annuo fra i vari cirr,oi°1d,tri l'ossr fatto in base al numero degli inscri tLi ne.Ile lisLc di lev,1. e non più in base alla popo!a,.ione. QttesLa disposi,.ionc di legge segnò un vero progresso nell a legisla,.ione mil ilare piemontese, progres,;o tanto. più. reale al lora che il reclutamento non ei-a così esteso tome lo e:~ al presente, e che erano concessi al_l'i nscrilto modi cliver,-i per 1)~onc1·nrsi dal servi,.io militare . Ma oggidì che cpiesti me,.z i di esonern,.ionc sono tolti e wtLi· devono il ,;ervizio militare al pnese, anche questa base del riparto del eonLingen te è insufficiente a garantire le fa miglie e la società che realmente la cerna clcg:li inrlividui ila ehianrnrsi sotto le armi si,; fatta frn i più a.datti al ::;erv i,.io al qnale sono destina.ti. TI oacnerale tlicoU.i ehe dovè durante il ,;uo ministero proce.dcre alh~ applicnzione del principio c1ell 'ob1Jl igo generale, intravide I' insHfficienza della no:;tra Ieggc di redutamento a q nesto riguardo. e nel · progetto di legge presentalo a.Ila Camera rl.ei deputati il 22 novembre ,1873, inscri l'articolo 28 il quale prescri:vevn che il riparto del contingente annuo fosse fatto in base al numero dei validi, anzichè a quello degli inscritti sulle liste di estrazione, prendendo ogni anno per segnò dei va.lidi stessi la media dei riconosciuti idonei nelle leve precedenti.
UN O SGU ARDO ALLA NOST RA LEGGE
Quest'ultimo criterio, com.è disse !'on. Farini che ebbe a riferire alla Ca.mera intorno a quel progetto, era destina Lo a soddisfare anèh e meglio agii interessi d'ordine puramente mi~ita.re; penhè col diminui re dei defi cenLi annui , i t[uali, _come l'esperienza lìn.ora ba insegnato, crescono presso di noi in ragione superiore ali' a.umenlo dell'annuo contingente, si potrà fare assegna.mento su cifre più precise, e r iuscirà più uniforme la composizione delle milizie provinciali le q1rnli, essendo ordinale territorialmente, compren. dereb bero col sisLema aUuale più o meno uomini di seconda categoria , sarebbero cioè meno o più salde, secondo che il territnrio onde sono raccolte è di popo laiione più o meno valida . .È poi evidente che '1' educazione, l' intlnenza. del cl ima e le condizioni economiche e socia.li dell e vai-i.e regioni di cu i si com_pone un grande SLctto in genera.le ed in particolare poi la. nostra Italia, in ll ui~cono assai nello stn hilirn una diversa proporz ione tra i vctlidi al servizio militare e la. popolazione in ciascuna di queste regioni. l\e viene da ciò d 1e facendo il r iparto del contingente sulla lista degli inscritti annui. cli ogni circonltario e mandamento, come si pratica. ora, si viene anche oggi ad aggrn.vare maggiormente quelli di popolazione meno valida; sema spesso rinvenire a.bili a sufficienza essendo spinti acl accettare nell'esercito chi in altre condizion i. ·ne sarebbe escluso; mentre negli altri circondari di popolazione preslant.e rimangono non requisiti giovan i robustissimi . Così l' esercito rimane depauperato di elcmenli va.Jiàissimi , che sono in esso sostitu iLi da ç1.ltri meno validi, cont.rihnenri? in tal guisa, questo n)Odo di r iparto, in rispettabile proporzione, ad intristire sempre più i meno for tunati Lerritori. D'altra. parte la cifra di ;J 00 mila requisibili che in ogn i anno lo Stato vuole entrino a formar· parte della ,1a e .2" categoria dell'esercito, non è forse la media dei riconosciuti abili al servi zio rn ili Lare, tratta da um1, serie di anni di esperienza, dal numero di 270 mila. uomini circa. che annualmente si hanno inscritti sulle liste di estrazione? Perchè qucsl,t norma. non dovrebbe regolare anche 'il riparto di qtiesti ;j 00 mila uomini tra i circondari del regno'?.. . Ma. quel progetto tli legge che raccoglieva in sè altre buone
SUL HECLUTAMENTO
Il
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disposizioni, al riaprisi. della susseguenLe legisla.tUrn:, fu sostituito da un altro più ristretto il quale non porlava a.Ila nostra legge cli 1;eclutamento che le modifìcazioni rese assolutamente necessarie dal nuo l'o ordina.mento dato all'esercit.o in seguito a.ll' adozione del principio dell'obbligo generale al servizio militare. Anche il disposto dal progetta.Lo a_rticolo ]8, in foria del quale l'·esame personale degli. inscritti sarebl.Je avvenuto prima della estrazione a. sorte, non · venne riportato . Però è a credersi che quell' articolo di legge o avrebbe incontrato seria discussione alla. Camera, o la, sua applicaiione .pnra e semplice avrebbe crealo inconvenienti tali da. richiedere [lll nuovo r iordinamento delle operaz ioni di leva, inquantochè senza. la disµos izione cli far precedere l'esame personale all'estrazione a sorte, e senza dare ai consigli di leva nna cliversa cori.1posizi one, non sarebbe stato possib il e di avere r isultati migliori di quelli che si ottengono presentemente ne lla r,erna. degl i inscri tti . Difatti le ragioni che i competenti oppongono . alla accettazione della proposta di cui si tratta, sono le seguenti: <e .•••• • • In primo luogo, essi dicono, sarebbe necessario per « ciascuna leva cl i pro<:edere a due serie di operazioni, distanti <( l'una dall'altra cd assai complesse, la prima per deLerminare « semplicemente quali siano i giovani itb ili al servizio, l,1, se« conda per procedere alla estrazione, all'e~amc ed alle clesi<< gnaiioni. ì\'la quello che più impor ta si è la facilità che con « questo mez7,o verrebbe ,;ornminislrata alle influenze locali di « moltiplicare le riforme, si.ccome qnell e che, non cadendo im<< media!amente e direttamente in danno cli altra determinata << persona, tl'ovcrcbbero più facile ar:cesso in una mala intesa « inrlulgenza., e minori e quasi nessun ostacolo negli inscritti; << impcrocchè, come giustamente osservarn l'onorevole genera.le « Lamarmora., nella discussione avven uta di Lale legge avanti « alla Camern dei deputali : la più grave di(!ìcoltà nello ese« guire lei leva sta 1iel discernere l' insc1·iUo che è cibile da « qiiello che. non lo è, ecl 11,na ta.le di ff,..coltù 1ion è p11,n to sciolta « da,i, lunii clei 1ne1nbri, del Co,n,siglio, per qucinto ad essi spetti « l'uf'fìcio di gi1.1,dicare, i1nperocchè chi veramente giudica,, spe« àalmente nei casi dubbi o di sùni1,late infe1·mitù, è la voce
SUL llf<:C L UTA M !·:NTO
UNO SùUAl1DO Al.I.A KOSTRA LGGGE
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7nibblica, sono i cittadfrii , gti vnte1·essati 'Ìlnsom,ma
» ( 1).
Ma questi argomenti, non si pLlò esitare a. dichi.ararlo, sono in opposizione allo spirito di equ ità e di egnaglin.nzrt che ha in sè il principio del serv izio mi.litare generale, e ciò che poi vi ha di più, non ci sem bran o bas,Ui sopra. nna :--n.na morale. E rnlga il vero. Il principa le di qnesti argomenti tende a :so:;tenere che il rip:lrlo del contingente fatto in base alle Iiste di estrazione, quando questa ò anteriore all' esame per:;onale, rende possibile il minor numero di r if'orme perchè gli interessali che souo i migli oei gindici nei 1:asi dubbi o di simulata infermità. hanno tutta Ja loro convenienza cli inter venire nella clecisiou<> del con:;iglio. Ora. chi sono quesli interessa.t i? ~on ponno t'\ssere elle gli inscritli od i parenti degli inscr iUi che ,;orl.eggiarono num eri più alti di quello estratto dall 'inscritto ::ìOtl.oposto all'esame persona.le, dipendendo dalla :;oa ri.ccellazione nna rnnggior prnlrnbilità per es,-i di uscire di 2" 1;alegoria. Si è già. vednto corne. questa smnnia. cl i \'olei· diminuire ad l)gn i· costo il numero dei riformali annlli, <'.ost.itnisca gia per :;è sola una c,rns:i tutt'altro d1e tr,1scm'i1.bile di 1tt1a maggior mortali tà nell'esercito;. nw, indipendentemente da ciò può· <tomanclarsi ~e ,-ia 1m. atto di pubbl ica morali fa q11ello rli armare gli uni contrn gli altri gl i inseri i.Li P permettei·e che influenze ea;(;rr1, legali A Lanto sospetLC' venga no a turhctre la co,;cienza dei giudici ed a pregi.ndicare le loro decisioni . Conven iamo perfettamente col generale Lamarmora che la più grande difficoll:i1 nell'eseguire la leva. stia nel sapere disr,ernere l'inscritto che è abile da q11ell o die non lo è, e che la voce pnbhlica, i cittad ini in:;omnrn , ~i0no rlei giudici competénti spewdmente .nei casi dnbbi o di simlllata. infem1itù. ) [a oltre nd essere que:-;ti cittadin i troppo intere~sa1i per mMifestare ,:;pas,-io·natarnenl.e al consiglio di lern il loro modo di sentire; è certo che l'aittoritit preposta alla cerna degli inscr·itti non può r:he
(l) Questo brano è ricavato dal Commentario della legge sul neclutamento dal cav. Fruttuoso Becchi, Capo Sezìooo ùi 1a classe al Mioistero della guerra , Direzione gcncrnla
-0ello levo.
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compromettern il suo prestigir, riwnendo a simil i espedienti, e ilovrebbe · per la di gnità del governo che rappresenta e pel maggiore inleres~e degli inscriLli e della nwralita. bastare a sè ;;tessa nel di~impe~no del suo manrlato. DifaLLi in P ru;;sia. rlore da lungo tempo ha larga e leale applicazion e l'obbligo general e al servizio nell'eserr,ito, e dove fu riconosciuta l:i ner:essilit di eseguire iI r iparlo del contingente annuo sni dichiarati abil i . dietro i'es,une personale, come fu risolta la quistione? Baslerà enunciare la composizione ed ·il sistema di controllo d:tto alla cosi detta Com,rnùsione di Distretto·, che (:orrispoude coli.i ai ,w;u·i con~igli di lern, per rendersene conto . Essa si rnmpon<> d<>I comandante i I di~Lrr,1,10 e di 1rn r.onsiglierr di prefettura o del sotlo-pref'eLto, che si dividono rrn di loro lll presidenza del la Comrnis~ione , di un ufficiale di rnnter ia, di dne ool.llbili òella campagna. cli due notn bill della città e di un medico òi. hat.taglione. 1 tprnttro noi.abi li della commissione di distretLo vengono noJninati per I.re. ann i dal governo in ogni circolo dei q11ali si compoue il tef'ritorio distl'ettuale, e sono ch iamati a gi 11dica.re soltanto ,;ngli -inscrilli del proprio circolo. Questa commissione designa essenzi,dmente gl i inscr itti validi in seguilo all'esame · sanitario ed indica. l'nrnw nella quale possono più opporLu11a.m ente servirn, prendendo ad esame la loro costituzione lìsiea. la. ~Lnturn r. la professione da loro · esercitata in antecedenza. Ma gli. interessi · degli inscritti e dello ~tato potrebbero non es,-ere iulenunente garantiti da. qu.esta sola commissione. Per quesl.o le decision i del la c,ommissione di distretto sono soltanto provvisorie, e le sue operazioni vengono susseguite da quelle della Commissione d·ipa1·tùnentale di,reclntwne%to compo:;ta del comandante di brigala ài fanteria di linea, che è pure il comandante territoriale del dipartimento nel quale la sua hrign.ta. si recluta, di un consigliere di governo, cli un ufficiale superiore .della guardia (senza voto deli berativo, e la cui missione è di scegliere gl i uomini per la guardia) e cli un medico di reggimento. Questa commissione rivede, se occorre, le liste di leva, fa visitare di mwvo dal medico addetto ed in presenza del medico della commissione di distretto gli uomini stati designati
lJNO SGUAl.'\UO ALLA NOSTRA LEGGE
inabili, quelli deslinati per 13, riservct cli complemento (individui in eccedenza o poco atti al sei·vizio) e per la guardia. Esercita in poche parole un controllo sulle decisioni date dalla commissione distrettuale. Di più in ciascun territorio di corpo d'armata il comandante del corpo d'armala e l'autorità~ amministrativa civile lèt più elevata della provinc·in, sono incaricati di esaminar-e in Ler1.a istanza le operazioni di leva, sott.o il ·. Lito lo di. Co1nrnissi.one di ·reclutamento di ter:::li istanza . . Per ultimo la. Commissione ministeriale ln quale funziona al Ministero della guena, pronuncia in ultima. istanza sulle questioni tutte di recluta.mento . .Da un esame breve intorno alla compos1z1on.e di queste commissioni e dei loro rapporti reciproci, p.otrà fo.cilmente rilevarsi come questo ordinamento degli enti preposti Rlle operazioni di leva rispondR vittoriosamente a tutte le difficoltà che si fanno intorno alla rippl icazione del riparto del contingente sul numero dei giudicati ab ili . Non bisognn, dimenticare che in un consigl.io di lern due interessi di,,ei-si si stanno di fronte e che questi due interessi son o spesso in opposi"ione. L'autoritiÌ. milit,~re Golia ,ma giusta severità. nella accettazione degli inscritti , rappresenta indubbiamente l'interesse più generale ed elevatò, queUo cioè della buona composizione dell'esercito in relaz ione alle concfo:i on i sanitarie delle popolazioni e col minor aggravio per parte dell'erario dello Stato. Difatti l'ammessionedi unindividuo di sal11te dubbiaoltreaclall.erare la composi"ione dell'esercito, toglie spesso un individ.uo alla. sociel.à. che più non vi r itorna., o se vi ritorna questa riacquista uu individuo coi germi di malattie interne incurab ili, adatto solo a peggiorare la razza anzichè a migliorarla. L'autorità cil'ile imece rappresenta nel consiglio cli leva l'interesse locale, spesso opposto all'interesse mi li tare. Rispettabile nelle sue intenzioni quell'interesse è però meno retto nelle sue conseguenze, inquantochè tende ad esentare un individuo dal servizio militare R danno di un altro che la sorte avrebbe favorito. Ebbene noi abbiamo nei nostri consigli di leva che l'autori tà
SU L l{lcCLUTAMENTO
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civile vi predomina, avendone essa in modo esclusivo la presidenza; e che l'autorità militil!'e vi é in minoranza . V'ha di più che i sindaci dei comuni i q1mli debbono assistere alle operazioni del consiglio, sono anch'essi, e si capisce, tul.ti f:ivorevoli agli in·teressi locali. A queste forze, già molto preponderanti, si aggiunge poi ancora l' influenza degli interessati, che è tanto più insinuante quanto maggiore è l'interesse che essa ha di giungere al proprio intento. La buona riuscita delle operazioni cl i leva, dice il Ludinghausen, sono di uguale interesse pel Ministero della guerrn e per quello . dell' interno, ed 6 pei- questo che tuLte le operazion i di reclutamento sono foue in Prussia da commissioni miste nelle quali l'ao Lorità civil e e militare vi è egiìalmerite rappresentata. Si cornprencle benissimo come fosse possib il e nelle feggi di reclutamento passa.Le non basai.e sull'obbligo generale al servizio militare, for prevalere nelle commission i di leva l'uno sull'altro i clue elementi chiamati a nompoL"la. Ma oggi che l'equità di questo principio può soltanto arnrc il suo miglior riscontro nella. lealLà della sua. applicazione, tale prevalem:a non ha più ragione di essere. D'altronde :;opprimendo, col far preced.ere l'esa.n).e personale alla est.razione a sorte, l' influenza. perniciosa ecl immorale degli. inscritti interessai.i e chiRma:n·clo l'autoritit militare a condividere con l'u.utorità civile la presidenza della commissione clistrettuale, lR Prussia provvide ampiamente a.Ila Lut.ela degli interessi locali colhi presenza dei quattro notabili scelti fra i proprietari più intemerati di ogni comune, col controllo cl.ella commissione dipartimentale e coll a creazione della commissione cli terza istanza; ordinament.o assai più efficace tanto nell.'intere~se dello inscriuo che in quello dell'erario, perchè la loro az ione si esplica immedial.amenLe dopo quella della commissione distrcttua.le e prima del la incorporazione del contingente chiamato nell'esercito ( 11). (l) Le ope1·m1ioni cli leva vengo no in Prussia eseguite colla seguente successione: 15 gennaio . l ministl"i del -culto invinno ai sindac.i le liste elci cit tadini elle hanno t,iccata l'età della circoscrizione. Dal 15 genna io al 15 febbra io. Gli inscritti domicili ati fuori del loro luogo di nascita, debbono rar noto ai sindaci il loro do mici !io. 1° marzo. Sono co mpilate le liste di leva e lo stato genealogico (ma tricolarn} di e ia-
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[n oppo·sizione a quesLa proposla si fa l'obbiezione che non conviene dim inuire la maggiore inlluenza ehe ha attualmente l'autorità civile nei consigli cli leva, per essere questa in generale pi11 al corrente cblle C(Llistioni che riflettono i rispeltivi circondari, e più ill uminata intorno alla applicazione delle leggi; qnalilit che ra.rrirnente si riscontra.no 11ei delegai.i militari ai consigli stessi. Nessn nc1 llHH'aviglia che ciò siti.: e co m'è possibile che un ufficia.le, r:ome già ::-i dis~e, ordinariamcnf.c occupa to nel ulll'i servizi pi·esso il proprio eorpo, · lolto ,t caso e spesso per la pt·im,t volta dalla sua ordinaria occupazione per compiere, durnnte nn .b reviss in10 vol.ger ili tempo, le l'umioni di delegato alla leva so lto la tutela della autorilA (~ivile ; come può cali avere nel disimpeo-no (~ . D del sno incidentale manchi.o quella pratica e quell'amore che solo si acquistn ('()[ per1rn1nere nello si.esso impiego c.r.oll'a,vere tutta od anche parte della resporrnabili tit competente'> Uno dei maggiori difetti , giova. ripeterlo, che h!!. il cons iglio di leva. pres~o di noi . è questo appunto, di avere una composizione affatto eventuale, nella lIWtle ogni !:>llO memb ro è nnovo agli itltri ed al circondario, per cni manca fra di loro quell'affiatamento, quella pratica, quella, competenza dte, ad esempio, si riscontra nelle commissioni distrettuali dipartinientali prussiane, · i cui membri viven ti costantemente nel territorio distrettuale gono permanentemente destinati al.le operazioni di redutamento. .ll. controllo poi ereato dalle tre commissioni. di prima, di seconda e terza istanza., clò. l'opportunità di sciogliere prima della incorporazione quei casi che presso di noi danno luogo ai consc un inscr itto cla llo auto1·i1à locali ; no n chci le liste a\fobctiche per comune e pc1• inscri tto in ciascu n c irconda rio dai co nsiglier i provinc iali. Fin9 al 15 giugno. Oper azioni di le va per pa rte de lle commission i di circondario o di distret to. Fi no al 15 settembre. Operaz ion i di leva delle co mm issioni d ipar timentali. 1° o ttobre (ordinaria men te J incorporazione <lallò reclu te. 1° novembre . Ciasc un consiglio provinciale comunica agli altri consigli provinciali de l reg no 11 nome degli insc ritti domiciliati nel dipar timento di brigata o che non vi sono na ti ; e vi s i notano specialmen te quelli che rurono incorporat i o designati per la incorporazione. 1° dicembre. F issazione defini tiva dello lis te genealogic he ed a lfabet iche, dicbiaraziorw dei refrattari e spe dizione del ma nda to del loro arresto.
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SUL RECLUTAMEKTO
UNO SG UA R DO ALLA NOSTRA l.f•:GGt:
gedi di rimando, e che si accol'llano dopo l'incorporazione, e come fu giiL detto, con non, leggi.ero aggravio del bilancio dello Stato. Nè qui si può oùbiettare che il sistema non territoriale dato al nostro esercito si opponga a dare questo carattere di permanenza ed llna tale opportunità di controllo agli enti chiamati acl eseguire la delicata e fondamentale operazione del reclutamento dell'esercito . Da.cchè furono r iuniti in gruppi i,dislretti, e fo dato a ciaswn gruppo nn comando lerrilor iale stabile nei Com,andi s-ur pe1·iori dei dist?·etti, la nostra circoscrizione militare territoriale ru posta in grado cli forn ire stabilmente gli elementi necessari per questo ordina.mento per mezzo dei comandi dei disl.retli, dei comandi superio1·i di distretti e dei coma.ndi cli corpo d'armata (il). Non vi ha dubbio che con una sim.i.l.e disposizione di cose si verrebbe a far risiedere questa specie di aurihuzioni di ordine 'puramente territoriale, in quel.li enti che sono a ci.ò appositarn.ente desLi1ùtLi; mentre è un controsenso che esistendo queste autorità militari territoriali si chiamino dai corpi attivi ufficiali e graduati per · soddisfare a scopi territoria.l i. Ordina.la poi così la sca.la gerarchica degli enti preposti alle operazioni di leva, si sarebbe- r isposto vittoriosamente anche alla obbiezione' che facendo il riparto del con Lingente in base ai riconosciuti. abili, « sarebbe necessario per ciascuna leva, di « procedere a cfoe serie di operazioni, distanti .l'una dall'altra <e ed assai complesse; la prima per detel'minare semplicemente <e quali sie!10 i giovani abili al servizio, la seconda per procecc dere ali' estrazione, all' e,;ame ed alle clesignazion i ». Difatti questa obbiezione ha la sua ragione di essere nella atttiale viziosa com(1) Il comando s uperiore d i clis t1·euo corrisponde presso cli noi alla circoscrizio ne divisionale, me ntre il coma ndo analogo in l!l'ussia corrispo ndo a l dipartime nto di brigata. Per q L\esto motivo a l nos tl'O coma ndo su periore verrebbe acompe1ere un lavol'O pressoché doppio d i quello che il s uo omologo ha· co là. Ma ciò dipende doll'avcre negli attuali 88 distre tt i nostri delle unitit terri toriali di recluta me nto ancora troppo grandi rispetto a i distretti prussia ni, quantunq ue i nostri gn1ppi non c on tino che ·1 o 5 d istretti p er ciascuno, come i d ipa rtimenti di brigata in l' russi,L Ua so sarà possibile di portare presso di noi a MO i distre tti, come proponeva la Commissione pat·la men tare c he rife rl s ull' ultimtl circoscrizione militdre, a llora si poll'à duplicare il numero dei co mand i s uperiori dei dis Lrc!ti, ossia portarli a due per ogni territor io divisiona le, ot tòncndo per ta l guisa , nello operazion i di reelutamento ed iu quelle di mobilitazione, una d ivisiouo di lavoro non inforioro a q ue lla che si riscon tra nell'oi·dinamento tP.rritoriale prussiano , A NNO
xxur,
'VOL . I .
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UNO SGU ARD O ALL A NOSTR A L E GGE
posizione dei consigli di leva, la qmi.le non permette, pel suo carattere eventuale, di tenerlo riunito per tutto il tempo che sarebbe necessario per dar compimento a quelle due serie di operazioni; inquantocbè non sarebbe possib ile tener distnllli così a lungo dai propri corpi ufTiciali e 11rnclici che fo rmano pal'l.e integrante dei loro orgrmici, e la cui presenza al corpo è reclarnata da pressanti ragioni di igiene e di istrnzione. )fa allorquando il personale delle commissioni di leva sarà preso esdnsivarnenLe dagli enti tel'I'itoriali della circoscri:,;ione distrettuale nel cui per~onale si contano gii:t ulficiali e scriUurali destinali a tenere nl corrente i ri,mll,tli dell e leve annuali. (1), non v'ha clubb ip che le com missioni stesse potranno mantenersi riunite per tul.to il periodo di tempo, per qua.nto lungo, delle operazioni ed esse1Ti ndilrite in qualsiasi epoca dell'anno . Sotto questo aspetto bjsogna anche richiamare alla m.emoria che una delle precipue cause della inesattezza nei risuI Lati dell e operazioni dei nostri consigli di leva, è la precipitaz ione colla qnale questi sono spesso tenuti cli procedere al r.ompimento del loro ufficio. Vi hanno scm:mt.i dei consigli di leva che in un sol giorno sono costretti di procèdere all'e~arne pc1·,:;onale di ben pitL che 300 in scr itti, inqLiantocbè dovendo tut! i gl i inserii Li cl i un intero mandamento presentarsi contemporaneamente al r·apo lungo del circondario, ove è detto che debba aver sede stabil e il c.:on~iglio cli le1·,l, per subil'v i la visita. sanitar in, si cren, la necessità cli sollecitare il lavoro onde l'agglom eramento prodotto dagli inscri tti., dai toro parenti e dagli inscriu.i elle, pur non dovendo essere assoggettati alla visita, hanno interesse ad assistervi, non abbia a perdurare froppo lungo iernpo . Ora è evidente che umi ude precipitazione non può riuscire che a scapito dei buo11i r isllltati delle operazioni di leva. Colla commissione distreltua.le di reclutamento permanent.eme11!.e costituita per queste operazioni, si potrà, mediante una ben regolata successione, procedere a tal i operazioni con più prudente (l) Ai meml1l'i, già so pra indicati, dei qna li si comp on go no le commissi oni di recluta· men to distre t tuali in Prussia, vi C aggiunto un person al e (HJsìliario per le scri tturazioni ·e per la misura della statlu·a d egli inscritti; qual pc;sooale consisto <li qualche sotC-uflìciale o soldato e di un segreta rio della presidenza della co mmissiouc .
SOL RECL UTAMENTO
tranquillitit incominciando a ch iam:u'Yi volt,~ per volta Llll numero non eccessivo rl.i inscriui. ~ella considerazione poi che secondo la n uova proposi.a hisognerehhe fare la ch iamai.a degli insc:ritti · pe;· due volte, la prima al capoluogo distretluale, la seconda al ca.polnogo della divisione terriLoriale perchè la commissione di comando supe1'iore dei clisLrel:ti possa compiere le proprie operazi oni cli nwisione o cli con Lrollo; sarebbe assai pitt breve e meno dispendioso r:l1e ciascuna éli t[neste due commissioni addivenisse ai propri lavori di rrdutamento, seguendo un itineral'io in conseguenza del qnale la loro sede fosse t.1'asf.'erta successivaru,ente su'· Località diverse delle r ispettive circoscrizion i scelte in guisa da non aver ma.i in esse un numero eccess ivo di i.nscritti da esa.rn imtre, ovviando per l,tl rnoclo ai lamentati inconven ienti . Ciò, !le[ resto, i! quant.o viene praticato in Prnss ia, e colit l' itinerario della comtni$Sio11e di distrelto ò fissa lo dal generale cli brigata presidente deli ri commi:;sione clipa.rLimentale cli reclutamento, e le lornl ith ove la 1wedetta. commissione deve sedere, sono scelte in gui~a che quesln non abb ia. ad esaminare più di 200 i.nscrit.ti al giorno . Venendo ora a wn:;ider.ire la posi:,;ione del funzionar io di sani!~ nel proposto r iordinamento delle operazioni di leva e paragonando la ·a quell a. clte esso ha aHual menLe nei nostri consigli di leva, ci appariri1 nssai rn.igliorata . Amit11tto il carattere permanenLe della connni;;sione di~l.ret.lmtle e l'assrmz:t asso·1uta cli un conlrol lo umilian te quale è quello degl i interessati nelle decisi.oni intorno a.Ile riforme y,er inf'errnità, dissipano quella rna.lsalllL a.,l.mosfèrn di diffidenza <li cui sono attualmen te circondati qnesli funz ionari . Tmec:e il contro llo di una cmnmissione più aulorevole, qt1ella di,·isionalc, .ill ieveri1 in gnrn pat'Le la .troppo grave rcspowmb ilità che pes.i ora. sui nostri c.onsigli di leva. In quesbt nuova e più respirabile al rnosfera il funz ionario di sanità si troverà più libe1·0 nei suoi giudizi, inqnantochè saprit l'opera . sua. riveduta da altro medico che app1'ezzeri1 lntte le ragion i che gli. detta,rono le sue decisioni e ehe sarit c1uindi so li dale con lui nella giusta applicaz ione d~i principii della scienza. 11 suo delicato e difGcil e :mandalo sal'it quindi. ovunque sovvenuto, sia dalht maggior competenza che i membri del consiglio si saranno acqui-
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UNO SGUARDO ALLA NOSTRA LEGGR
stata c;olla continuata permanenza nelle loro funzioni, sia da.Ila giusta ambizione cli vedere poi approvato da un giudice competente il suo operato. E così si otterrà un maggior stimolo nei funzionari acléletl:i all a leva ed· il maggi.or hnne degli individai, della socielit e dell'esercito. · 1' on è il cuso di pi LL oltre insister·e per rilevare i pregi ehe presenterebbe un r iordinamento delle operazioni rli leva nel senso suespresso in confronto a. quanto è prescritto . dalla.· nostra ler,ae .. on ,; sul redulamento . Soltanto clii è pcnclralo ne!J.o spirito delle istituzi.oni che regolano questtt parte foncl:unentale degli ordinamenti miIitari in ·Prussia, e eh i. si trova addentro nelle di rn coWt che prcsen t:1 1:t pratirn applicazione del. reclutamento degli eserciti, potrà valutare il loro grado di importanza. e l' influen:-::a che poi.ranno avere sul decrescimento della mortalità nel nostro esenito . Non v' ha. dubbio però che simili innovazioni dovrebbero essere accornpa.gnate da una revisione dell' elenco che fa seguito a.Ila nostrn legge sul recluta.rn.ento, intorno alle infermità ecl imperfez ioni fisiche che oggidì danno luogo a. r il'orma degli inscritti. Questa è anzi una necessità impre~c;indibile dacchè fu prnrnulga,to l'obbligo generale al servizio mili f:are. Anzitutto entra ora più che mai numeroso nel!' esercito l'abitante della città, quell'elèmenl.o, cioè, che pel passato vi era qnasi estraneo e che somministra in maggior copia quei casi di gracilità o cli costituzione debole d1e danno luogo a.I problema più grave eh~ può essere sottoposto ad un consiglio cli leva : rlete1'1ni1Jia·re, c;ioè, la 'Vern binea di cle,narcaz'ione /hi l'1illi mo 'valiclo ed 1:Z primo inlibile. Un secondo ed essenziale a.spetto sotto il quale l'elenco delle i11ferm ità. ecl imperfezioni fisiche che cl.anno luogo a riforma. dovrebbe essere modificato, è quello suggerito rlalla. essema si.essa del prin cipio che vuole ogni cittadino debba nei limi Li delle proprie forze essere a suo tempo un difensore della patria. In quell'elenco sono contemplate come ragion i di r ifonrrn delle imperfezioni fisic he che non cosl.iluiscono, per $è sole, una reale ed asso luta inabilitù al servizio militare, ma soltanLo umt incapacilà relativa al servizio i~ una data. :1rma. Così. ad esemp io, l' accavalcamento del dito cli un piede su. cli un altro, le cosi detle dit:t a martello, ecc.,
SUL RECLUTAM~NTO
potranno essere cagione di riforma per l' arma di fan teria, 1na non escludono che l'individuo il qual~ ne è affello, possa essere capace di cli:;impegna.rc il servizio militare nell e armi n, caval lo, le qnali per il cnrnttere troppo assoluto clatci a q11esla cagione di riforma, perdono elemeùti valiclissimi per oltri forse m.eno validi. Cosi dicasi éli altre im.perfezioni fis iche considerate clal ripetuto elenco,'le quali anzichò 0S$ere contemplate come cagioni cli riforma ,assoluta possono clar luogo ad. una 't'!alirlità relat1:va al servizio mili ta.re e che non escludendo nell'inscritto anche il gnido mnssimo di robustezz,t e di ab ililit in una clala arte, possono esser motivo ragioneYL>le cli esclnsione da un da.to servir,io, e non da altri, e tan lo meno poi dai serviz i di retrolinea e negli ' stabiv limenti militari . Il numero tol:lle dei validi si avanLaggerehbe per tal modo di queste nuove arnme%ioni e .l e commissioni di leva avrebbero un campo più fo.rgo 6U cui eseguire la cernn, dell'annuo conti~. g~n.t~. Che di fa tto la nostra legge cli leva esdu<la troppi inclirnlu1 dall 'obbligo di difendere la , patria e meriti quindi di essere sotto questo rapporto riveduta, lo' prova il f'alLo che men i.re il numero dei requisibili ,·ispelto all a popo lazione è il 0,4-0 in Germania, il O,k3 nell' impero austro-ungarico, il O,k2 in Francia, presso di noi non arriva che al 0,37. Ma. la, revisione delle cagion i cli. riforma sotto l'aspetto ora indicato costi tuisce nn argomento troppo speciale perchè ch i scrive non senta. cl1e insistendo invaderehbe un terreno pel quale altri potrà procedere con passo più sicuro e con assai ·maggior competenza.
A. G·ANDOLFI
1'. Colonnello di stato maggiore.
GLI ASSEDI D'ANCONA NEL
'1799,
NEL
J8,i,9 E NEL 1860
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1. Assedio nel 1799
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.GLI ASSEDI D'ANCONA. NEL
t 7 9 9, N EL ·1 8 4 9
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Nell:t primavera del ,t 799 la sorte delJe armi ' non volgeva favorevole ai Francesi in I1aiia. Dei loro chLe eserciti, quello di Lombardia, battuto :1 Magnano e a Cassano, avèa dovn.to riP-iegarsi sul .P iemonte, e quello di Napoli , accorso in suo aiuto, era si.alo ?confìtlo alla Trebb ia. Le piazze della Lombardia e pari.e cl.i quelle del Piemonte aveauo ca.pilo lato od erano strette d'assedio ; le poche forze c,he ancora Lenevano la campagna s'era.no ritirate sull'A.penniuo Ligure. Finalmente, delle poche lrnµpe rimaste a difesa della repuhhlic,t romaua, ht divisione G·arnier si ern ridotta attorno a noma, d'oncle più [aedi partiva. in segnito él convenzione; sola rim.aneva la divisione Monnier a teuer a.lta per parecchi mesi la bandiem francese sulle mura, d'Ancona. La divisione Monnier (2), composta di corpi francesi, cisalpini.e romani, e-forte poco più cli 3000 uomini, occupava, dopo la. ritirata di Macdonald da Na.poli, la. piazza cl' Ancorm e le . Marche ed aveva :per missione: . ,1° d'assicurare il posse$SO della piazza e del porto cl' Ancona,
-1. 8 6 O
La geografia e la storia militare si associano nel dimostrare e comprovare I' importanza strategica d' Anconrt. Si tu:tta su un sagliente che si protende nell'Adriatico, a uu terzo circa della d.istanza tra il fondo, e I.' ingresso di questo mare, nodo impor tante cli com nnicazioni terrestri, scalo principale delle relazioni rnaritl,ime fra il centro d' Itali,t e l'opposto litorale dalmato e unico po rto accessib ile a.Ile grosse navi su Jungq I.ratto della costa italiana, - Ancona ha rnppresentr1to infatti una parte importante nelle guerre ilali.ane ed ha sostenuti molti e memot·ahiJi assedi nei tempi antichi e moderni. Tm essi, quell i del ;I 799, del "849 e del ,1860 presentano particolare interesse non solo come episodi della nostra storia miiitare, ma eziandio per gli ammaestramenti che da loro si possono trane. Non è mio intendimento, nel trattare di tali assedi, di farne la storia particolareggiata; mi mancherebhero in parte gli elementi occorren ti e d'allronde r iuscirebbe la.voro troppo lungo, e perciò forse non compatibile col per iodico nel quale viene pubblicato. Spero che altri, nel risveglio d'nttività per gli studi storici, che si · manifesta negli ufficiali del nostro esercito, vorrit rare opera. più. completa, quale si conviene al!' importanza dell'argomento.
(l ) M,<Ncou1m'. Défense tL' Jnc6ne et des dépai·te,nenls romaùis dtt Tronto, du Musone Paris, 1S02. Campa.gnes des ..1ust1'0-R1tsses en l t,tlie en 1799. - l.eipzig, '1806 . Yictoù-cs Conquétes e tc. des Francais tle.1789 ci 18'/5 . - Tom . VI, Chap. Xl. · JomNr, Jlistofre c1·itique et militafr~ des guenes de la Révolution. - Liv,·e X V, Cbapitre 'XCV!. C1.,us~wnz. JJie Feldxiige ·v on '1799 ili Ualien " · s. w. TX.er Abschnitt, N. 100. Z AN01,1. La m'ilixia italiano-c·i salpina dal 1796 al 181-1, Milano, 1815. . G11u no, chef d'escadron. l!appo,·l milit.aire de la dé{'e11se d'.lncdne. - Paris , 1801. · LE ONI . .4ncona i.llttstrnÌct. - Ancona, 1832. · {2) l'ordine di betttaglia della divisione Monnie1· , era il seguente: Generale dj brigata Monnfr1· - Comandante la divisione; ~ > L1tcotte - Comandante di brigata (frances~J; Pino - Comandan tci di llriga~a (cisalpino);
et du itelaiwo, pui· le génér,1 1 Monnie r, aux a nn ées VII et Vfl l. -
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GLl ASSEDI D'ANCONA
unico allora che fosse rimasto in mano ai Francesi nell'Adriatico ed importante per le relazioni colle isole Ionie tenute da, guarnigi.one francese; 2° di manlenere nel centro clella Penisola una posiz ione per facilitnre, in tempi più for tunati, nuove operazioni contro il mezzogiorno d'Italia. A soddisfare questo duplice còmpito, concorrevano, colle forze terrestri, alcuni legni da guerra, la maggior parte dei qnali però non
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Capo-squadrone Gira,·d - Capo di stato maggiore; Colo11ncllo D'Alli.i; - Comandante l'arti"lieria· 0 Capitano Pag11i ~ Dil'ettore del genio. '
~,g I fg 2·2 i;B' ~-s s~ - - - - --
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Corp, francesi .
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8" mezza brigata leggera (2° e 3° .battagl. l (') . !~a. " • (2° battaglione) .' . . "'>a. » di linea (3° ,. ). . .
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62a > • > ( ? · ,. ) (..) . l" e 15a com_pa_gnia del I O re~g. d'artigl. a piedi
Corp, C1sa lpm1 l aa br1i;,ata d1 linea (3 battaglioni) . . . . . . Corpi romani I ga e ,1_a legione romana ('../. . . t Drago ni romam {*" 11
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Corpi (oi·mati du.rant.e l'a-ssedio.
Compagnia cl' ussel'i volon tal'i . . . . . . . ,. ausilial'ia di fonLcria . . » di cannonieri ausiliHri . . . . . . infernale (fo rmata da volonta ri di diversi corpi) . . . . . . •
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--:-11•;, ~ (') Il 2° battaglione cessò di farne parte in aprile (V. MANGoun1T, Tom. 1, Chap. VJ. (") Sembra non fosse un battagl ione intero (V. Grn,no/. ('..) Ridotti a piccolo num ero dalle diserzioni. La fo1·za combattente disponibile, nelle diverse epoche sottoindtcale risulterebbe la seguente: ./ . Jn -maggio .
3, :?.QO uom ird
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E NE[,
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era atta a navigare o per difetto d'equipaggio o per bisogno di ripa.raz ioni ('I) . Gli alleati (Turch i, Rossi ed Austriaci) dorn.inavano colle loro squaclrcl' Adeiatico; le popolazion i, contrarie al nuoroordinedi cose creato dai l?rancesi e insligale dai preti, insorgevano tutt'attorno ad Ancona, ed isolavano completamenle la divisione Monn ier dal rimanente d'Italia. In questo stato di cose, due partiti si presentavano al generale Monn ier, cioè, o la cl ife~a attiva bft$andosi su Ancona e I cercando, col domare i' insurrezione e col battere separalamenLc le colonne degl i avversari, cli tenerli Jontanq; ovvel'o r idmsi soLto le mura della piazza, risparmiando le poche forze disponibili per fare un'eucrgica diresa passiva: frnll,rnto attendere alacremente ad aecrescer(? le fort iri cazioui della pia.zza e ad approvvigionarla per ::;astenere un I ungo assedio. M.onniersi a.l.ten nca.l primo , sicco1ne quello che meglio si confaceva nll'iudole dell e sue truppe e di quelle avversarie, e che meglio risponclc\'a alla situazione genen1le; il :;Lw piano d'operazione fu per tanto il seguente: rn.essa la p·iazza in istalo di difesa e lasciatavi gu.nrnig_ione di sicurc1.zn, occupare c,011 piccoli dislaccamenti, ,~ guisn di po,.;t.i avan1.at.i . Sinigaglia, ,Tesi, Macerata, Loreto e Fermo; ~orlirne colle colonne mohili per isc lliacciare l'insnrrezione dove levas:;e il capo; difendere quella cerchia di ))Osti , avanzati e ridurs i lentamente verso Ancona., cercando di mantenersi nella zona più r istretta delimitata dell'arco d ie, da .Fiumicino per Montesicuro ccl Osimo, term ina sotto Cflstellìdarclo. Questo piano, . abihnenle concepito ed ah ilmente esegu ito, permise una resistenza che durò oltre sei mesi. . Le for tificazioni. cl' Ancona, bencl1è i Francesi la occupas~ero da
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(l) Durante l'assedio si trovavano nel pol't_o i seguen ti legni da gue!'ra: Bastimen ti pl'esi a Ve nezia nel l'i97 e non atti a navigal'e: fuVascell o Beyrn11d > Steingcl l'Ono utiliz;.ati come battel'iC galleggianti, ancorandoli alringresso , J,aharpe del porto. Il Bayra11d fu colato a londo, al prrnc1p10 d·ottobre, dalla batteria dello Scrimaj. Corvetta Cibele - in cattivo s tato. Bl'ick Rivoti - in r iparazio,;e. , I1oc1u - in disarmo .
Al principio di agosto . '2,300 ,. Alla fine di settembre . 2,000 Al 1° novembre . . I,GOO • Al 10 novembre . . . 1,200 Q_u_estc cifre sono_desun te ·dal Mangourit e dal Girard. Se si aggiungono i cannonieri aus1har1, 1 vo lontari , i murina i ccc. questo cifre sarebbero in feri ori al vero. Jn fatli lo Jomini porta -a 2740 uomini la forza deHa guarnigione alla resa ,lella piazza; in questo numero devono pe1_'ò essere co mp,·csi non solo i soldati di terra e di mare ma anc he gli 1mp1egat1 c1v1l1, 1 ci ttadini fl'ar.cesi e qualche profugo italiano. Rimasero, negli ospedali d?JJO la resa, 2i6 (eriti ed ammalati-(V. MA•Gounrr, Tom. 2m•, Chap. XL). J ca nn onieri delle due CJmpagnie del 1° reggimento d'a1t iglieria ammont~vano, al cominciare dell'assedio, a circa 100 uomini (V. G111t110).
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Jsis Osiris -
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Peniche Portuna-to - in cattivo stato. Juoltrc 3 bastimenti armati in corsa.
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} GLI ASSEOI D'ANCONA
NEL
quasi due anni, erano state poco o null a aumentate. Dal lato di mare era difesa dalla batteria in barbetta della Lanterna, dai baluardi di S. Luf;ia e di S. Agostino, dal Molo e dalla muraglia tra. port,t di Francia ( 1) e porta del Mo lo. Dal lato di terra, e veriìo mezzodì, la cingeva un muro non termpienato (salvo in alcun i Jmstioni) nel tratto compreso tra la cittadella e il forte dei Cappuccini; verso levante la, proteggeva la costiern, a picco di M. Mara no, mentre dal lato opposto la ch iudevano il campo trinciernto e le mnrrL tra le porte Capo di Monte e di Francia . I.a cittadella e il forte dei Cappuccini fonnavano i due cap isaldi. dell,L clil"e:sa, ma non rispondevano se Hou imperfettamente all'importanza della loro posizione. La cittadella, vecchia fortezza cost.ru tta nel ,J532, pr~esenta v,t grande massa rli muratura alt:t e scoperta, non avea che pochi$s imi locali alla pron, l'interno n'era ingombro da fabbricati e i suoi iiastioni, poco spaziosi, non erano sistemati convenieutci,:i.enle per la clires~t coll'artiglieria.; il campo Leincerato, che ora l.L copre, ern inco n1.pleto e in parte rovinato . Il forte dei Cappuccini presentava esso pure mura alte e scoperte, e non a vea nè l'osso nè opere esterne. ~essuna opera avanzata difomlern l'altura di S. Stefano e le più lontane di iVI. PuJito e di M. Pelago; finalmente l'altura del Gardetto non era nrnniLa di fortificazioni . Pertanto il lato debo le della piazza., quello cioè tra porta Calamo e porta. Farina, non fiancheggiato efficacemente, a causn dellr. loro elevazione, nè dai Cappuccini nè dalla cittadella, non era sicuro da un atlacco di viva forza. Le fortificazioni. es istenti si trovavano in· cattivo stato; per le vittorie delle armi francesi, erano sembrati soverclii, sino alla prirnavern del 1799, u1teriori provvedi men ti difensivi . Il generale }fonnier, sul principio d'aprile, fece por mano ad. aumentare e migl iorare le difese della piazza e, se si h,t riguardo ,tgli :;carsi mezz i dei. qua.li disponeva, è giuslo il dire che vi provvide cmwenientemente. Dal lato di utare, venne ~osi.rutta un,; hatterin a metà costa cli M. Marano, ed unn, più bassa, a.i pi.edi del monte stesso; alcuni cannoni cli grosso c,dibeo e rtlcuni mort,1i ven·nero collocati sul piazzale de[ duomo, e i cannoni della. batteria della Lanterna furono incavalcati su affosti girevoli. 11. Lazzaretto 1
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Or3 Porta Pia.
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venne armato di due batterie, una delle qu:tli avea azione -~ull'ent.rata del porto e l'alLra sulla. strndn. cli Sinigaglia. Dal lato di terra, furono r iparale le vecchié fortirtr,a~i~ni e fu intra~resa l:t co,str~~ ~ zione di due nuove opere ir:nportanlrssune, una_ sul ~,ardelt~ ~ J :tltra 'snl MonLagnolo . II GardeLLo, distrmle HHJ meLn_ dal forte der. Cap~uccini presenL:t ver~o il mare una. scogliern a picco e ve1·s? la piana degli OrLi un versante r ipido; per una slreltèl dorsale Sl prolung~ verso mezzodì ed un piccolo avvallamento lo separn dal monte dei Cappuccini. Occupato dal difemore è opportunissimo per battere la µiarn1 degli Orti e i vers,tnli orientaii di Sl. T'el. ago, P~1_1_1~0 e s. Stefano; non orcnpRto, offre all'attaccanLe una buona po:,1~tone d'approccio contro i Cappuccini e_per p_1:eparare au:~co eh :\\'a forza conLro le porte Calmno e Farr na. Napoleone, d1e ~te, ·17_91 _ne ,wea intravedul:t l'importanza, a.vea ordinato che lo,;se fo_r.·t1tìcato, ma. all'epoca in cui la piazza venne posta in is~lllO ~r dt-. fesa, i lavori ne erano appemt incominciati: Monn rer . li . fece proseguire, di maniera che al principio dell'a~,;edr.o CJLWSL " 1 ~ra ultimato nn riélotlo con fosso e pal izmle. I l Montagnolo_ domrna le due strade principali che tendono a.Ila ci tfa; se. è mano del dii'ensore obb liga l'assediante Ml_ nno es~es~ 1?vest.une,nt.o della piazza: se è occupato dall'assediante, gJI da la_colt,~ d 111tercetti1re le migliori cornunièazion,i Lra la. pia?.za e .I' rnt.erno d~I paese. Monnier vi fece costrurre uu ridotto arrn~to dr 8 can_nonr, ~na per Je poche rorze delle l[ual i i clirensorr cltspone_vano rrn clal principio dell'assedio, non vi fu ratttt, come v_edremo rn appresso: quell a. difef;a clie per l,L sua. importanza menLa.va . Le mu~·a:_dell,t c,ittadella , ma non quell e del campo trinceralo, :'enn_ero np_ar'.1te; i bastioni furono armati; e il fronte di terra del !orte cle1 Cappuccini fu rall'or:r.ato da un rCvestirnent.o cli zoll_e: le porle, C,'.lamo e Farina furono coperte da una freccia e quella dr Francia._lu. d1fe~a da. una barricata n,vn,nzata. (C In Lai moclo, clir,e il }~angourrt, la piazz~ « d'Ancona, la cui cinta non pre:;entava dapprnna. che det 1nezzr (< di resistenm quasi nu lli., ebbe tosto, mercè i la,,ori esegniti, l'a(( spetto di rum. forte7,7,a formidabile, e le posi;::ion i ell e la ~irc_~ndm10 <( si trovarono eo llegale seeondo un sistema generri.le eh dde~a. ''. : Vedremo però come, f\Ssendosi trascurato di fo r-tificare I~ alt.ure di M. Pelago, M. .Pulito, e S. Stefano, questa seconcl:t cond1Z1one non fosse, se non in parte, soddisfatta .
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GLI ASSEDI D'ANCONA
L'arrnamenlo della piazza era numeroso, contando pi1i di :iOO bocche a l'u.oco da rnnro, da carnpagna e da1mwina o delle quali 300 erano in hatteria ( I); mn le munizioni srarseggiaYni10 per un armamento così ricco. (_)uanLo all e proncigioni da borea, già ,;rnrse prima dell'ass0dio, non pole,ano fa cilmente e~sere ,w 1n enlale a c,m5a del blocco èlal lalo di mare e del calliYo animo delle popolazioni contro i Francesi. Ln gunn1il!ione ern va loros;L e piena di fiduda nel ,mo capo, ma la sua forza non era proporzionala alla estensio11e delle fort iricazioni; mancava poi di cannon ieri per serYire le numerose lJocchc a fuoco dcli.e quali In piazza era armala, nè I.Hlslò a prov\·edcre a q'uesto difotlo la formaz ione di rompagnir cli cn nnonicri nusilinri presi dni marinai dei legn i dn guerra e da corsa . Pri ma di esporre gli ultimi prov, edinrnnli cli di fesa, i\ opporlnno accemrnrr brevemente le operniioni che precedettero l'im estimento dcJla p ia,,za . Sin dal princ ipio dell.i pl'i1navera, gli insorli rnm incia, ano a rumoreggiare nelle .\Inrche e nelle proYincie Jim itrofo . .\ dar loro an imo, comparirn nell' Adriatico, YCN> i p rimi cli maggio. la stpiadra turc;o-russn, ln <Juale a vcva concorso dapprinin alla presn di Corfù, e il 17 maggio si presentava daYanli Ancona, e le inLima, a. la resa . Rispostole col cn nn01 1c, la bomharclnva, ma· senza effetto; l'indomani sf' ne allontana,·,1 e andan a $harcare truppe, anni è muniiioni sullr. coste del dipart imento del iUcLanro (Pesaro-Fano) . L'insurrezione, aiutata da qne,;ti mezii, clivamp:I\ a in Lullo le .\forche, e cer1'arn di rinserrare i Francesi dentro Anrnna. Lahoz, diser101·e delle milizie cisalpine, assumeva il cornando degli insorti. Monnier, rompiute le prime disposizioni difen:;irn, proccdetle all'ofTensiva, ecl operando con ardire cd al.livilit straordinaria. tenne in rispetto il nemi<'O dur.inle i mesi di giugno e di luglio. Le colonnernob ili l'rnncesi lrnLLerono gli in,;orti e i T11rco-H11s:;i ad Ascol i, al Furio, e Fahbriano, a )lacerata, a Fano, a Sin ignglia e a .Tesi; ma indelJoli Le da. cornbauirnent i continui contro ancr,;ari crescr.nti d'animo e di nnrn cro, aveano finalmente dorplo ripiegarsi attorno Ancona, su lla linea. Fiumicino, i\lontesicuro, Osinio, Camerano; al 1° di agosl.o le posizion i occup;tle dn i Frnncesi emno le 1
(!) Sccon,jo lo Jomini, a lla resa della piazzo, ,·i furono trovate 585 bocche a fuoco .
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s(l"tH'illi: la destrn a Fiumicino (clife:;a da una piccola tesl,1 cli p~nl_e ar~nat.a.di .i cannoni), con disr.,u;carncnLi a )loJLLesiwro e a ,fesi; 1~ centro ad Osimo, la sinistra a Camerano; ht loro fona, compresa:n la auarni,,ione ri i Arn;<m;1, era pow rneno cli 2!j00 uom ini . Oegl i rtlle,~i i T~rco-Russi, forti cla 1:j()O a 2000 uomini, fronteggianno la élcstia rr:rnrese ver,;o Fiurnirino, rd ernno appoggiati dalla loro sqna(lr~ e (l;t un;L cli, isionc cli harcli e cannoniel'e aus_u·iac_he; gli in~orti i1~ numero di ~000 ordinati in corpi quasi regolari e d1 fi.000 lonnat1 in lmnde iiTegolari. stavano a fronte del <;eH Lro e della siuistra rrancese. Oopo mia seri e di piccoli comlmtLimenLi, gli ;~l lc~li ~f~1rza1~0 la destra francc.~c, e il :i ago:;Lo :,;'impadron iscono d1 Fmm1c1no; 1 repubb li cani sono rostrelti a ritirnl',:i 1:olla destra :ml Montag~olo: col cenll'O all e (~·ra,,ie e ,:olla ~inistra sn M. Pelago; l'indomani gl i -~Jleati orrnpano le aliure dell' Altari Ila e mellono gl i avamposti m [accia a M. Pelngo . li 11iorno 8 tre rnlonne, forti di :;ooo uomini tra insorti e Turco_H.11:;:-~ nll.11:c;:,w il Monlngnolo e, do1Jo buona difcsn. dei repuhb l1~ rani, riesrnno nel impadronirsene; alla fine della g_iornata.i F~ancest :;ono co:;LrcLti a l'itirarsi clcnt.ro la cilfa, non lasciando !uor1 delle nrnrn. dm 1111 'clisLacramcnto a )I . (~aleazzo c,on a.vam_roslt ~t~ )l. Pelago e 511 .\l. :\!arino. Il gm,~o dei Turco-Ru:;:;i _si stahil1scc ~ul .\lont.agnolo e spinge i s1toi avamposti verso l'.' Scrnn:a e le Gra7:1~; il gro:::.~o degli in:;orli fra l'Alt;willa e le Grazie, c?gl1 avamposti 1~ ra~ri;t a ) f. Pelago e a M . .\larinn. Lt1hor. , il 1prn_le aveva. il eoman<lo ,mprcmo degli alleati e la direzione clell'a:;:;edt0, per a~:;irurare il po::~esso di q11este prirnC' 11osizioni d'inve~t1m~nlo, ordinava clrn sia11 o fortificale, e lie11toslo sorgono r1clotL1 ~ulle al. tun• dell'.\.lta,illa, delle (~razie, clel Prn;atore e dello Scnma; ~u -'. qnc::;t' ulLimo poi vien posto .nuno ali ;L. ~o~lrnziono d'.1111,1ha.uer 1a de,-tinata ,;ia ,t ful111inart' la cillaclclla e il Lair.arello, sia ad impeclire le sortite dalle porle cli Francia e di Capo. di Monte. ~)11csla batteria armata con ,t 7 cannoni di gros~o cahbro sbarrati dalla SCfltaclra. il giomo 10 ago~to apl'c il l'twco contro lll citlade!ll~ e cagiona, tc:1li dann i ai fabbrimLi inLem i cla obb ligare ht guarrngwne ,L sgomuradi e a ~erenare :mi l,a:;tioni. _\el giorno :;tc~:;o In squadm colllparisce nuovamente davanti la nLUt per llomharda,rla , 111,L le
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GLI ASS!::01 D'ANCONA
batterie da costa la obbligano a r itirarsi . Nella nolle tenta una sorpresa; non riuscitale, si allontana, e durante Lutto l'c1ssedio, tenuta in rispetto dalle batterie da costa, si limita al blocco e a vane dimostrazioni . Frattanto nell'in terno della piazza il generale Monn ier compie gli ultimi provvedirn enti di f'ensivi. l)jvisa la piazza in quattro scomparti.menti, vi ripartisce la guarnigione e ne affida il comando agli ufficiali seguenti : al generale Lncotte, il forte dei Cappuccini e il fro1He compreso Lra i Cappuccini e h ciuadella; al generale Pino, il Gardetto; al capo di battagli one Gazan, la ciUadella ; al capo di battaglione .Gneri.n Sercilli, il Lazzaretto e la porta cli Francia; alle compagnie di cannonieri ausi liari e ai marinai ò riservato il servi7,io delle batterie da costn e nei legni armali. Fa aprire nuovi ospeda li , provvedere alla distri lmzione dei viveri non solo alla guani igione, ma c-1,iandio alla popola;,,ione povera; Lutel.t l'ordine interno e riordina l'a111min isLr·a7,ione civile concentrandola jn una commissione di pochi 1nemhri;fo. costru ire mo lini a braccia, disLillare acquriviLe, f.-1,bb ricare polrnre, e col brouzo delle cam pane fondere cannoni. Ordina un imprestito forzato e, non bastando questo, co ll'argento e coll 'oro· raccolto nelle chiese ra con iare moneta ossidionale. Qnindi stabilisce il piano ulteriore èli difesa, il qnaie si può cosi riassumere : slare sulla difensiva. nel fronte fra l,t cittadella e la porta di !?rancia; operare la difesa moh ile sul fronte meridionale cercando cl i conservare il più a lungo possibile il possesso di M. Galea7,7,o, M. ])ulito e S. Slefano; fareél el GardeW> • il pel'no della difesa vicina, impedire inri11e 'meclia.nt.e sortite, il eni teatro principa le devono essere Ja piana degli OrLi e il contrafforte di S. Stefano - M. Pelago, gl i appl'Occi al lato debole_.della piazza. Conforme a questo piano di difesa era quello d'attacco . Lahoz infatti avea scelto, tome front.e princip,t!e d'allaeco, il mel'idionalc · e si proponeva: di assicurnre rnercè Lri nceramenLi, la lil tea d'illvestimenl.o, irn padron irsi di \I. Pelago, scacciare da M. Galeazzo e cl~ lìT: Pulito i. repubblican i, far tacere le dife,;e del Gardetl.o e quind i procedere ad un attacco di , iva forza contro le porte Calamo ·e far ina .
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l i 18 agosto gli insor ti ;1,LLaccano M. Pelago, m,t non. rie!,cono a scac1;iame il distaccamento francese, il quale vi resisl.e finchè due colonne sori.ite dalla piaiza in ~uo so,:tegno li conlrntlaccano e li respingono lin dentro i loro trinceramenti. 11 28 agosto tentano un nnovo assalt0, ma sono di bel n110vo respinti. Allora Lahoz ricorre agli approcei regolal'i. Dopo parecchi giorni di lavori di ~rincee, gli insorti giu.ngono ad. impadronirsi di :\i. Pe!ago e v;i ;:;i for l1ficano, eostru.enclovi u.n grande r idotl.o armalo co n artiglieria. Contemporaneamente nn'a lt.ra opera sorge presso S. , 1, argheriLa: in tal moclo. fin da.I principio di seLtembre, .la pia7,za è racchiusa dentro una linea d'investimento distante circa 1800 metr.i cfolla cinta e che ;:;i st.ende dalla batteria della Scrima, per le Grazie, )1. 1farino e M. Pelago, sino alla costiera presso S . .\'largheril.a . Dopo tre giorni cli fuoco, avendo le bau.erie di .H. T1 elago e cli S. }fo,rgherita prodotti gnwi dann i al Gardetl.o, Lahoz il giorno H seLl.embre ne ordina l'atta(;co. Una colonna di 2000 insorti l11UIJ\'e contro i! forte, respinge i po,,1.i ,wanza t.i dei Franc:es i e giunge fino sugl i spai ti; ma. frt guarnigione fa una sortita e, cmnbinando le proprie rno:,Se con quelle d'altrn colonmi uscita da porta Pa rina, la ributta sull a costiera e ne mena grande si.rage. Il 21,. settembre gli insorti nt.lac<.:ano :H . {h1leai7,o e ne scacciano il clista(:carnenl.o francese, ma non r iescono a mantenervisi, perchè do.e colonne uscite dal GardeLl.o e dalht cittadella lo r ipr~nclono e respingono gli insorti sin dentro i loro l.rinceramenli . Jl 29 selt.em.bre gli alleati tenLano nn_11uovo attacco contro M. Galeazzo; due colonne l'assaltano cl.a fronte, mentre una tel'za, diret~a su S. Stefano, cerca di r i11scire alle spalle dei difensori. )fa la gua1·nicrione della piazza necorre in costoro sostegno e, dopo un cornha~l,i rnento acca.nito di parecchie ore, riesce a ricacciare l'a.Ltaccan te con gravi perdile . . U ,] 0 ottobre vienr l.enlalo· un nno,·o assa!Lo contro il Gardeuo . Faua una dimoslrazioue cri1Hro M. G;tleauo per rieliiamare da quella pnrte l'allenzione dell,L 1life:;a, il gro~so del le forze degli alleati rnoove con parecchie colonne contro il (;ardei.lo . La guarnigione, benchè le for Lifi.caz ioni :;içmo sLaLe d,urneggiatc gravemenLr. dnlle balLerie di M. Pnlito r di S. Margl1eriLa, vi Lien fermo, finel1è sopraggiungono in suo aiuto le truppe della piazza . Due c-olonne 1
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sortono dalla cittadella , scendono per la piana degli Orti e ca.don<> :,;uJ Jì.an~o ed alle spalle degli attatca.iHi. La guarnigione del i'orte sorte a sua vo lta e colle altre due co lonne concorre a rincacciare gli assalitori dentro le loro trincee. Oltre questi atLacd1i princi.pali, gli insorti, e specialm ente le bande irregolari, ne fanno quasi giornalmente dei minori collo scopo <li stancare la guamigìone. ,\Iom1ier Jorn c;ontrappone un,~ compagni,1 di volontari, detta Ja compagnia infernale, la quale, specialmente durante la notte, fa colp i anlitissimi contro i loro posti avanzati. L'assedio élurnva da oltre due me:;i, nò la pia:1.7.a accennava a'ct arrendersi . Laonde, a r:tffor;rnre il cor-po d'nssedio, e a dare nuovo indirizzo ed impulso alle operazioni di esso, veniva mandato il genemle Frohlich con una divisione austri:tca ( 1) . Essa giungeva !-Otlo Ancona il. 7 ottobre; èol suo arrivo la forza. del corpo di assedio l.oecava i ·16,000 uomini, mentre rruell,t del la guarnigione ern ridotta a 2000. Tl generale Froh li.ch il giorno 8 asstune h1 direzione dell'assedio. Le trnppe austriarhe si sLa.biliscono lnngo il fronte principale tfn.ttac<~o, r.,ioè su M. Pelago e su M. Marino; gli insorti a destra ed a. sinistra degli Austriaci, a S. :\fargherita. e alle (~razie; i Tmco-T-lussi rimangono trrt le Grazie e la strada. cli Sinigaglia. li giorno 9 il. generale austriaco manda ad intimare ht resa alL1 pia7.z:i: all'ct!Jm clell'inclomani, Monnier, per risposta, fa una sortita generale con tre colonne; quella di destra esce dalla cittadella e marcia per S. Stef.'ano su M. Pelago; quella del centro sorte da 1
(Il La divisione F,·uhlich si componevil C()me segue: Comandan te la divisio ne - tenente m al'escia Ho Fl'èihlich; Quarti ermastl'O genel'alo - genera i maggiore Dc Ska ll ; Co marHlan te di bl'igata , J<nesovich ; lleggimen to Fiquefrnont 2 battaglioni; 1l~1.taglione granatieri Korher,· ; • Weber ; >
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De Paar; .
Sterisch ; Lobkowitz;
Reggimento dragoni Al'tiglie ria (?) Pitt tardi, il 14 ottobre, giunsel'o in l'info,·zo : il 1·eggimento fanteria Ilohen lohe 2 battagl ioni; on reggimento di Croati ~ baUt1glioni. Inoltre etano addetti al corpo degli insorti, On dalle p1·ime operazioni nel dipartimento de! ~1etauro, due squadroni us.seri di 8m·co.
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porta Calamo e, percorrendo le falde orientali di M. Pulito, tleve concorrere all'azione della prima; quella di sinistra, dal Gardetto marcia, per !a dorsale della costiera, sn S. Margherita; la forza complessiva delle tre colonne arriva appena a ,1200 uomini . Respinti gli avamposti austriaci, le due prime colonne s'impadroniscono del grande ridotto di M. Pelago, vi inchiodano 7 cannoni e fanno numerosi prigionieri; quella di sinistra, superata la prima linea delle trincee, assalta la seconda e vi impegna un combattimento vivissimo nel quale tahoz cade mortalmente ferito . Ma il numero dei repubblicani è tropp~ clebole per poter continuare qtiesti primi .successi, specialmente dopochè le riserve austriache sono accorse in aiuto delle Lrn]1pe impegnate; perciò, sul fare del giorno , Monnier ordina l,1 ritirala. I repubblicani rientrano nella piazza, portando come trofei sette bandiere e molti prigionitri. Questa sortit,J impone talmente agli assedianti che li determina a non rinnovare attacchi di viva forzR prima d'aver scosso potentemente, col fuoco delle artiglierie, le difese della pin7.za. Al combattimento del giorno .fO succede una tacita tregua, della q@le approtìltano gli assediati per riparare i danni delle fortificazioni, e gli assediauti per ralfon:are le posi7.ioni occupate ed attendere rinforzi. Verso Ja metà cli ottobre gli Austri.aci, essendo loro giunti da Venezia e dalla Dalmazia rinforzi d'uomini e di materiale, costruiscono una grande balteria su M. Pelago per preparare l'attacco di M. (~aleazzo e di M. Pulito: il 117 ottobre essa apre il fuoco con tale vivacità che in breve costringe i Francesi a sgombrarli ed a ritirarsi dentro la piazza. Occupato M. Pulito, gli Austriaci vi si trincerano fortemente e vi concentrano la massa prin,.. cipale delle loro artiglier.i e pel' battere la cittadella ed il Garcletto. Anch e i Turco-Russi s'erano rrnuanto avvicinati maggiormente alla piazza ed avevano costruLte nuove batterie presso il Posatore e presso il crocivia della: strada della. ~fadonna delle Lagrime. ln ta.l modo la p.iaz,,,a é rinserrata. dentro un~ linea. continua cli trinceramenti, la quale dallo Scrima, per le (~razie, .\1. Marino e M. Pulito, si estende sino alla costiera di S. Margherita, e tutte le posi,,,ioni dalle quali si può tirare sulla piazza vengono coronate con artiglieria. Sin dal principio di ottobre, viveri e le munizioni cominciaANNo
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va~o a s_carseggiare nella piazza; verso la fine la penuria di queste ultime giunge 1.ale che Ie artigl ierie cessa.no di distrurhare i lavori d'assedio . Quanto ai viveri, la razione viene ridotta al quarLo; Ja poca carne, che ancora rimane, è riserrata ai numerosi feriti cd ammalati. che gi!teciono negli ospcil.ali . La gu,1 rnigione, stanca dalle continue fatiche e dalle privazioni ognora crescenti, corn inria a ~o.rmo:·a1:e e minaccia peggio: ma il generale )Ionnicl' rinfranca glt s~1ducial1, richiama al dovere i ruo l'viati, impone a tutti co ll'energia e coll'esempio. Frattanto gl i alleati compiono la costruzione delle nuove battcl'ie, e pel 1° novembre sono pronte ad apri.l'e il fuoco: 1
Siil fronte d'attacco di destra (Austriaci). 5 batterie a
Pulito = 27.bocche a fuoco; batteria a cavaliere della strada di S. }Targherita . = 7 bocche a fuoco; 1 batteria al margine della. costiern presso S. Margherita = 6 cannoni. )I.
Galeazzo, M. Marino,
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Sul fronte d'attacco di sin,istm (Turco-Russi).
13 batterie presso le Grazie 2 batterie a cavallo della si.rada della armate ili Lui.I.o Madonna delle Lagrime con /a.O bocche da fuoco 1 b,Uteria (117 pez;,:i) sulla Scrima 2 balterie al Posalore . VenLiclue cannon iere e bombarde n.nsl.riache, oltre la squadrn, turco-russa, sono ancorale da vanti al porto, pronte a concorrere all'attacco generale della piazza. All 'alba del zno,,cmbre Luue le baLlel'ie e le navi aprono il fuoco, due colonne cl'Austria_ci scendono da M. Pelago e si dirigono l'una sul Gardetto e l'altra su por ta Farina, mentre unn terza più numerosa, calando da M. Pulito, si impadronisce di S. Stefano, e si _avanza contro la cittadella. In pari tempo i Turco-Russi e gli insorti,
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<i.alle Grazie e dallo Suima, si avanzano contro la cittadella e le porte di Capodimonte e di Francia. Gli alleati colle colonne d'ala intendouo fal'C climostrnzioni e col cent1·0 il vero attacco per impadronirsi della cilladalla mezza rovinata. e delle porle Calamo e Farina. Le artiglierie dell,1, piazza rispondono dapprima alle batterie d'assedio e poscio1. prendono a tempestare le colonne d'attacco, ma non riescono ad arrestarle, chè queste guadagnano terreno e già arrivano sotto le Jll~ll'n della ciLtadella. }fonnier :;corg~ il pericolo imminente, e non si perde d'animo; deciclc di controllaccarle, facendo una sortita generale. Cinque piccole colonne :;ottono dalle porle cli Franci,t e cli Capodimonte, dal la cittadell a, da porta Farina e dal Gardetto, e si precipiLano risolutamente sulle colonne avversarie; i Turco-Russi sono respinti sullo Scrima, la de~tra austriaca è r igel.tat'l e inseguila. sin presso S. i\fargherita; il centro è ricacciato su ~I. PuliLo. Invano Frohlich tenta d'arrestare col fnoco delle batterie le colonne fnrncesi e rinnovare l'attacco da truppe fecsche, impegnando la riserva compost,1 cl'un ,inLero reggimenl:o; S. Stefano e la Ca::a Bruciata reslano in mano ai Francesi. Oopocinque ore di accan ito combnl.limento, le perdite da ambo le parti, ma specialment e qttelle degli Austriaci, sono così gravi che Frohli ch domanda ed ottiene una tregua di tre ore per seppellire i morti e ritirare i feriti clal campo di. baHagl ia. SpiraLa la tregua, gli Austriaci rinnovano l'attacco contro i Francesi slabi lili allorno alla Casa Bruciata, ma questi ,i tengono fermo fìnchè la notte pone termine al combattimento. In questa giol'l)ata gloriosissima pei repubbl icani, i quali. combaLterono uno contro dieci, gli Austriaci perdettero 800 uomini tra morti e feriLi e 50 prigionieri; i repubblicani ebbero 4.00 tra morti e feriti. Durante la giornata, fn vivissimo altresì il fuoco Lra l'artiglieria clella piazza e quella degli assedianti; un terzo clei cannorJi cli questi fu smontato, ma anche i danni sofferti dalle fortincazioni, specialmente della cittadella e del Garcletto, furono gravissimi. A difesa delle mura a metà rovinate non rimanernno che poche centinai.,t di prodi estenuati dalla fame e dalle fatiche di sei mesi di continui comballimenti. Le batterie degli assedianti, per difetto di munizioni, tacciono per alcuni giorn i, ma essendono stale fraUanto riforni te abbondanLemente mediante arrivi dalla Dalmazia. e da Venezia, alli 9 di no-
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vembre riaprono il fuoco.. L'artigl ieria della piazza., non avendo quasi più munizioni, risponde lentamente, laonde il fooco delle batterie d':tLtacco diventa bentosto preponderante a. segno tale da aprire due larghe breccie nelle mura della cittadell a. Il giorno 1O due forti colonne si avanzano conLro la piazza, una ha per missione d'operar.e un attacco di viva forza contro il Gardeuo, l'altra, diretta contro la ciLtadella, deve tentarne l'assalto, o, quando questo non riesca, proteggere nuovi lavori d'approccio che dal piano di S. Lazzaro devono procedere contro il campo trinceralo _eh citta.della. iVIa, prima di tentare l'assalto generale (quando già le colonne d'attacco sono in movimento), Fr.ohlich manda al generale Monnier un'ultima intimazione di resa. Una ulteriore diCesa er:t diventata ormai impossibile, le mura, della cinta erano forLemente danneggiate, la ciUadella era ridotta quasi un mucchio di. rovine, ro,,inate del pari erano le fortifica;,.ioni del Gardetto; la guarnigio°'e era ridotta ,1 poche centiMia d'uomini estenuati dallfl. rame e'dalle fatiche; infine non v'ern alcnn:t speranza che la piazza poi.esse essere soccorsa. F, pertanto, dopo un giorno di trattative, Monnier capitola con patti onorevo li e i.l giorno Hl lc1 gw1rnigione, rimessa l,1 piazza agli AusLriaci, parte per rientrare in Francia prigion ier-a sull:t parola. L'assedio del ,1799. è uro dei. più belli esempi di difesa c1ttiva, dell e piazze che ci presenta h stori.a miliLare. .Durante tre mesi (che tanti ne corrono dallo investimen to alla resa della. piazzr1), vediamo infaLti una guarnigione la cui form varia da 1 / 3 a. 1/ 10 di quella dell'assediante, mantenersi per due mesi in possesso di Monte Galeazzo e di Monte .P.ulito, non mun.ili da for tificazioni; resp ingere cinque grossi assalLi; far sei sortite e distrnggcre per tre volte i lavori d'approccio dell'assediante; -élifen.dere insomma strenuamente una piazza d'un valore tecnico meno che mediocre. Se tale r isulta.mento è dovuLo in buona parte all'i.n.tell igcnza e all'energia del comandanle della gu.amigi.one e al valore di questa, non è men vero però che vi hanno contribui.to eziandio le qualità delle truppe avversorie, la natura del terreno e la costituzione tecnica della piazza. Infau,i nel primo periodo dell'assedio, cioè dallo investimento ·all'arrivo degli Ausfriaci, a fron te cli truppe ·valorose e sperimentale sollo un capo energico ed intelligente, si trova.no due masse non omogenee e di un valore intrinse(;() assai mediocre,
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vale a dire gli insorti nuovi alle armi e indisciplinati, e i TurcoRussi poco migliori degli insorti. La scelta del fronte d'attacco nel primo periodo delle operazioni fu giusLa, le operazioni. però non ne furono a!Tìdal.e alle truppe migliori, ma sibbene ,tgli insorti, cioè a quelle che ave,lno minore attitudine e minori mezzi per conclu de a termine. Ed invero, non disponendo essi. d'artiglieria proporzionata per preparare ed assicu-_ rare l'occupaz ione delle posizioni esterne della piazza, e per batterne direttamente le difese, sono costecU.i a ricorrere agli attacch i di viva forza. ì\fa lo spazio nel quale possono operarè è relativamente ristreuo, ccl essendo perciò limitato il numero delle forze cl1e vi nossono irnpegnnre, l:t villo l'ia r·irnane conseguentemente alle truppe più rnlornse e più disr;iplinate . Diverso è l'andamento delle operazioni nel secondo }leriodo dell'assed io. Gli Austrinci , assunlane la parte più importante, combinano le operazioni d'assedio regolare cogli alLacch i. cli vi.va forza. Occupano primicramente !\fonte .Pelago, .vi concentrano artiglieria. .-.num.erosa, preparano e deterrninanò col fuoco cli. questa l'occupazione di. Monte Galeazzo e cli Monte P~lito; ~lahiliscono su ques1,'ultimo po Lenti batterie per avvolgere, insieme con quelle delle Grazie, clel Posatore e dello Scrima, la_citl:aclella in una cerchia di fuoco. RidotLa al silenzio la cilt.aclella, in[··ndono procedere ad attaccarla pel contraffor te èli S. SLefano; rn,t l'esito della sortita del 2 novembre e la minaccia esercìLa La dal Gardetto sul loro Jìanco destro, .li inducono a camhiare fronte d'attacco e a. procedere invece contro cli essa partendo dal piano di. S. Lazzaro; scelta allora opportuna, perch& le :trliglieric della cittadella erano ridotte al silenzio, due larghe breccie erano aperte nella. cortina corrispondente a questo nuovo fronte d'all,lCCo, e il campo trincerato, che ne forma oggidì. la difesa principale, era incompleto e rovinato.
ORDJ)IA~IE:-I T O DELLA NOSTRA CAVALLERIA
ORDINAnIENrn DELLA ~OSTRA CAVALLERIA
. Colo:o i quali troppo ligi all(' anl iche tradizioni non vogliono 1mmag1nare la caval leria impiegata se non in grandi cariche, sostengono ch0 essa ha per1l11to· tanto del la sua imporlanza, che il noMro esercito può a:;petlarne ben pochi servigi . Per fortuna, questo non i.· il parere dei più, cd ò generalmente ail'tme:;,-o anche da. noi che iurn. owallerin numerosa può impiegarsi ntilmente pure in terreno ròtl.o <' coli i11oso, cli ramando i'ol'ti nuclei in o•rni (lirezionc . o ' esp1orando, manonando, combattendo in modo da aprirsi rnloce~nente strada verso ohbie lli vi che le:;a1·anno s1nti prori,-si, i·endendo msomma sei·, igi essenziali che non ~i possono p1·etendere dalle altre armi. Durante la f:!ll'Crni di secessione di e\ mcrica, in prorincie, come I~ Virginia:,. ove il suolo collinoso, rMto . coperto, presento, sotto l aspello m'.lilare, molta analogia rol terreno di gran parte d'Italia. la cava llena ebbe una :;p lcndid;t parte, e fn porl.nla a<l nna forlc proporzione rispctlo alle altre anni. Perciò riteniamo che dal modci d_i comhall~re della cavall eria in quella guerra dobbiamo più spccrnlmente ril1'arre i nostri in,:egnamcnti. . Le co.ri~~e impetnose avranno sempre luogo, pcrchè esse sono li modo pm naturale e più spiccio di cornbattcl'c della cavallet:ia che ha il morale alto; ma esse non costitueranno pit'.! i soli episodi dei comballimenti di cavalleria.
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Il combatt.imento a piecli in molti casi avrit, ·a parer nostro, importanza maggiore; ma s'intende combattimento breve e semplice, rapida offensiva, o difensiva, combattimento impe••rnHo con . o lo scopo cli conserval'e alla caYalleria la sua velocità di marcia, sormontando gli ostoco li opposti col fuoco nl suo nvnnzare; oppure con lo scopo di co11se1·varc e rompletarc un vanl,Htgio Ollennto con la velocith o con l'nrlo, mediante la fo rza difensiva, ch e solo il fuoco può dnrle. Riteniamo qnesta una ncress-itit dimo:;Lrata dalle ultime ~nerre; riteniamo che con l'urto so ltanto la cavalleria non po.:;sa raggiungere che risultamenti affatto momentanei, insu fficienti a compensare le però i te ;;offerte noli' attacco. Si chiami pure fanteria montatci la carnlleria così impiegata; il nome 11011 impor·la; hasta cli'essa co mballa nel modo più proprio a rendere in guerra s~l'vigi positivi. In quanto a noi, !-:eguitcremo a cli iama 1fa cavalle'l'in, percltè dovl'à manovr1u·o a cavallo e non a piedi, e perchè il suo principale elemento di forza ,;arà se1upre il cavallo; sol che in esso fariL spedale a,;segnameuto sulla velocicù, pl'ima ancora che sulla polen.::a d'nrto, sostituendo a questa la forza del fuoco, quando avrh tla lottare coutro il fuoco in condir.ioni troppo sfavore\·oli al cavaliere. l i primo periodo di una nostra guerra, sia ofTensiva, sia clifensiYa, si svolgerà probabilmente nel ma'<sict:io alpino. 8arà il perioclo più :;favorevole all'impiego della nostra cavalleria . elle non potrà certamente servire d'avanguardia all'esercito; ma anche allora le toccheranno due còmpili importantissimi. 11 primo si è la sorvegliauza delle coste minacciale e dei corri:;ponclen Li tra ti i di ferroYia I ittoranea. I più ~ono tli parere che, al pl'i ncipio della guerra, sarà necessai·io lasciare nell'Italia peninsnlare due o Ire corpi <l'armata per parnre alte conseguenze di un grosso sharco effettuato sulle coste Lroppo espo::;te, e per proteggere da un colpo di mano le ferrovie. Utilissimo sareb be in tal servigio l'impiego cli reggimenti cavalleggieri, che, scagljonati per esempio in riparli di due squadroni per ogni 115 chilomelri di costa minacciala,, esercitassero un'altiva sorveglianza, e fossero io grado di riunirsi rapidamente in seguito ad avviso telegraO co, per presentare un primo nucleo di resistenza sul
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ORDINAMENTO
punto minacciato e ritardare il nemico fino all'arrivo dei rinforzi. Quando poi col procedere della guerra fosse accertato che gravissime minaccie non t)ossono venire dal mare, quei reggimenti cavalleggieri sostenuti dalle trnppe cli milizia iuobile potrebbero bastare alla difesa. del! ' Italia peninsulare e rendere tutte le altre truppe di prima linea disponi bili per la valle del Po. All:ro importante còrnpito della nostrn cavalleria, nel primo periodo della guerra, sarebbe di cooperare con le forze concen traLe nel la. valle del Po ad una. con trofiensiYa contro le colonne nern iche che fossero riescite <L shoccare dalle Alp i. Una avanguardia formata da una forte massa di cavaller ia capace <li portarsi celerernente ove richiesta e di comlmttervi efficacemente fino all'arrivo dei rinforzi, sarehbe di grande importanza in una si.Luazione, ove tutte le probabilita di riescita ~tanno nel q1~adagna?· tem,po . Anche questa c;i valleria, destinnta a for mare l'avanguardia delle nostre grÒsse risen'e lrisciate in pianura, rloHebbe com1)ors i per la ma~sirna parte di cavalleggieri istru.i li ed armali pel combattimenlo a piedi . Quanto è staio detto sinora si applica specialmente nl caso cl i una guerra verso la fro1Hiera occidentale: verso la frontierri. ori.entale 0 quasi i.mpossibile pensare di opporre la massima resisLenza nel massiccio alpino, perchè la grave minaccia de!Trentino, e specialmente la grande inferiorità logi;;Lica delle nostre ferrovie rispetto alle austriache verso la lineri del!' Isonzo, renderebbero nssai diflìcile la radunata del nostro esercito nel Friuli . In tal caso sarehhe utilissimo spingere rapi.damente verso l' Isonzo una ragguardevole forza di cavall eria per servire d'avanguardi,i al nostro esercito, o coprime il fianeo destro in caso di operazioni nel Tirolo, con l'in carico di nascondere al nemico le nostre mosse, d' inquietarlo, di trauenerlo, di costringerlo a spiegare le sue rorze e sYelare le sue intenzioni. Nel caso di un primo rovescio, la cavalleria avrebbe il còmpito di ritardare l' inseguimento, d' impedire al nem ico di acquistare esaJ:ta eonoscenza delle direzioni seguite nell.a ritirata. E quando IR guerra fosse verso la fron Liern occidentale, la cavalleria avrehhe ancora ad opporsi all'avanzare delle truppe leggierl') che il nemico, profittando della sua posizione anrolgente, manderebbe certn,mente per precludere la r itira.La ad una parte delle nosbre forze. Se poi consideriamo il nosLro esercito nel periodo che seguirebbe
DELLA NOSTKA CAVALiERIA
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una prima sconfitta, quando si fosse raccolto in posizione conve- , ni.ente per r iordinarsi e rinfor;,,ars i, non meno importante ci sembr:a l'impiego di una fo rte caval leria. Se, ad esempio, supponiamo che sia Stradellci-Piace1~za-Hobbio ia pos i;,,ione cli r ifu gio prescelta, la cavall eria al'l','l un largo f:ampo di azionr. sulla sinistrn c\el Po, la sola parte èlalla quale il nemico potrebbe tentare di girare la posizione e.on una marei.a di fianco . Essa. nvrb. cla. sorveglial'e la linea del Ticino, conlrnsLarne il passaggio a distaccamen Li , attaccare sul fianco od alle spalle qaell i che l'a ve;;~ero passato, minacciarne le comun ica;,,iou i, in ogni modo LcnereesaHrimente info rmato il nostro comando delle operazioni d,t quella parte; proLeggere Milano e le vicinarn:e dalle <;correrie, I rarne riso rse e r inforzi; spingere ricognizioni ad ove,;t del Ticino ecc. l.n:;ommR so l.l anto una numerosa cavalleria potrebbe prnvvedere in nn amp io raggio allasicurcz.za del nostro esercìto e fo rnire le informazioni necessarie per tentare con buone prohaL ilili1 una eon lro ffensiva manovrando a cavallo del Po . Così pure, se :;upponia1110 il nostro esercito racc.olLo fra Mantova e Borgofone minaccia to cla un eserci.to che manovri nella lenagl.i a formata dal Mincio e dal Basso Po, vediamo quanto ci sia ncecssario impiegare moli.a cavalleria per sorvegliare il corso di guei due :fiumi, spiare le mosse del nemico, minacciarne il fianco e le spalle, raccogliere. in(onnazi.oni, in quanto che la nostra controffensiva dovrebbe dipendeve essenzialrn eiùe dalle nianovrc dell 'avversario. Dunque anche l' esercito it,Lliano ha bisogno di una numerosa cavalleria, composta per massima pari.e di cavall eggieri flrlllèlt i in modo da po Ler effimcemfnte combattere. Osserviamo !.'esempio della Frnncia,. Qnesl,L po1.enza, dopo la guel'!'a del iJ 870, procedendo al r iordinamento del suo eserc;ito con attivit.à straordinaria e con intelligenza illlllninat,t dal.ht più proficna delle e$perienie, quella delle sciagure, aume1Hò la sun cavalleria da 63 a 77 reggimenti; abolì. ,i lanr;ieri, armò tnl.ti quei reggimenti di cùab ina e sciabola, tenendo solo 112 reggimenti di cavalleria pesante, con sciabola e revolver, e questi ancora aventi ognuno 60 uomini armati di carabi.na. Passiamo ora a studiare quale dovra essere la forza, quale il riparto della nostra cavall eria.
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ORDI NAMENTO
Secondo le vigenti istruzioni sulla mobilitazione, i nostri 20 reggimenti di cavalleria, dovrebbero essere ripartiti fra i ,1O corpi d'armata, in proporzione cli una brigata di 2 l'eggimenti per ognnn o; ogni briga ta fo rni;·ebbe .2 r iparti di 2 squadroni al le due divisioni del co rpo d'arma ta e tutti i plotoni guide, ri'manendo cosi su 8 soli squadroni . Non rimarrebbe quindi un solo squadrone di cavalleria a disposizione dei comandi d'armala o del comando dell'esercito . Ttvidentemente questo riparto è clifcuoso, perchè te brigate cli c,wallerta assegna te tutte come ·elernen ti del corpo d'arma La:, nnità tattica, sarebbero impiegnte un icamente in piccole masse separate. Così la nostra. caval!et'ia allungherebbe inutilmente in marcia ìe colonne dei corpi d'armala, sarebbe tuUa destinata al campo cli battaglia, ove è ornai evidente che la sua azione è limitRlissirna, e non sarebbe disponibile per nessuno dei grandi servigi che oggi costitniscono il suo principale imp iego . È dnnque probabile che in una futura guena la nost1~t cavall eria verrà distri bui la in moclo differente da quello ora i.ndicato . Al principio della guerra del 70 la cavalleria francese era r ipartita similmente, e qnan tunqu~ fosse in proporzione as;;ai maggiore, 11011 si potè a meno di rilevare l'inopportunità di tal sistema. Ogni corpo d'armata aveva nna di.visione di cavalleria e riman evano disponi. bili soltanto tre altre di visioni. I Pruss iani invece a.vevano l!n reggimento di cavalleria destinato ad ogni div isione di firnteria, e Lutto il rimanente della c;walleria formava divisioni riun ile sotto i comandi delle varie arnui.te. · Questo sjstem,t, che si provò rnutaggioso, fu ora imitato da i Francesi nel riordinamento del loro eser<jto. Essi hanno [ormato 5 divisioni di cavalleria, ognuna di 6 reggimenti, da destinarsi ai singoli comamli d'm·mata; non hanno più lasciato che' una hrigetR di 2 reggimenti ad ogni corpo d'armala.. Dall,t cavalleria lasciata alle divisioni od ai corpi d'armata non si può certamente aspettare grandi servigi, perchè non sono che deboli unità, e per<;hè la. loro azione non può essere che tnttica e vincolata al terreno ove deve operare la fanteria. l)er quanto poco effetto possa ornai avere la c,walleria durante il combattimento, vi sarà dunque sempre megli.o impiegata iri for'l i masse con un obbiettivo ad essa assegnato dal comando d'armata,
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che non alla spicciolata, secondo il capriccio dei comandanti sott'ordine. . I>ure è necessario che le clivisioni ed il corpo d'armala possano disporre: oltre le guide, di un terto nudeo ~i ~avaller'.a, per l_'esplorazione vicirw , ·p er ht scorta clei pn gwnien, per I ·mseqimnento ùnm,ecliato, ed anc!ie per socldisrare momen~aneamenle ad un soccorso chiesto cl'-w·ge1iza ecc. . . La :Francia e la. Germania hanno destinato a questo :;erv1g10 clue reo-o irnenti per oo-ni corpo d'armata. Se volessimo attenerci a questa pr~;or:i:ione, noni:) c,i rimarrebbe pi1'.L 11 ulla disponib ile. della nostra cavalleria nello stato presente, e ne rimarrebbe cl1sporuhde terr:~ , ·solo quando il numero dei r eggi.menti fosse pure porlalo a 30. Ct converrà adunquc usare mttggiore economia. . . Crediamo che ur~ reggimento di. G squadron i per t0rpo d'armata, oltre i ft. plotoni guicle, polrebbe essere .sufficientei e lo vo1:rem:uo sotto vli ordini cliretti del cornnnclante 11 corpo cl armala, 11 qu~ile clist.ac~herebbe, in circostanze ordinarie, uno squadrone presso c1~scuna divisione . Il r iparto cli due squadroni assegnato ora alla divisione può in molti terreni esserle d'imp:lC(~io e venire esposto acl inutile sacrificio; ci semlm.t 11iù conven iente ch e il comandante genei·ale dispongR egli stesso del nut.leo maggiore .di cavalieri~.. . Dieci re""imenti sarebbero a.dunque as;;orbtlL chtl serv~zio d~1 corpi cl'ar~~1.a; e ciò usando· la massima parsimo1:1ia. QuesLL reggi.menti destinati specialmènte al combattlffiento 111 qualunque.ter.reno, 'dovrebbern naturairnent.e essere a.rmati co me i cavatlegg1er1. Per completare i se1;vigi che la cavalleria deve rendere ~l co~p.~ d'arnrnfa, sarebbe inoltre necessaria la creazione dt ·IO.s~1uaclron1d1 cruicle. Secon<lo le presenti istruzioni, ogn i reg-girnento dt cava ilena, ; ll'atlo de:la mob il itazione, deve forn ire al corpo. d'armata ~ ~lo~ toni pel servizio di guide, i111poverirsi cioò è~i 52 ~lei s~o1_ 1~1ghor 1 cavalli, di f:iO dei suoi uomini più intelligenl.1, e eh 2 utìic1_a.l1, ed Il corpo d'armata viene cosi a re~lut.a.re, a clam:o. det reg~.11:en_t1,_ :!· plotoni cli guide male istrnite rn q[res.to serv~z10 . Non ç 1. ::,t 1·011 ,~ negare che sarebbe più logico cosl1tuire stab ilmente qL\es~1 plo toni cruide riunìti in uno squadrone per corpo d'nrmala. ESSL potreb0 • bero 'formarsi dai reggimenti destinati a iat' parte aeI corpo er armata, scegliendovi gli uomini dopo un anno di servizio .
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DF.1.1.A NOSTRA CA VA LLERIA
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onO(NAMENTO
DedoLLi adunque i dieci reggimenti di 6 squadroni , die rappresentano il. minimo di cavalleria da. destinarsi ai co rpi d'armala, riman·ehbero disponihil i, elci I.i forza. prrsentc della no:;tra cavalleria, soltanto dieci reggimenti, per forn ire cava lleggieri e cavalleria di liuea a Ire a1·mate, senrn contare i reggimenti da lasciarsi nell'Italia peninsulare. Evidentemente questa forza è insnllìcienle. ~ou poch i 1dlìciali sono cli pa l'ern Glie convenga limi tare i nostri reggimenti nlla l'orza di 4- squadroni alli, i e di uno squadrone deposito, e foncluno questa opinione sul fallo che Germania e Francirt hanno adottalo tale formaiionc. Esaminando ,-empli cemcnte la que.sLione di fol'za , osserviamo che il nostro rc,rnimenlo alluale a 6 Ov squadron i di 122 cavall i al completo ed un srruadi-onc deposito in embrione, uon è più forte del reggimento l'ran('ese o del tedesco su ,f, sr1uadrnni attivi ed ti.no squadrone cleposilo, e ciò perche questi squadrnn i ed il deposito sono di l!,O cavall i. .\ conferma di qne:;La. assen ione, Logliarno dalla liivisl.a militu1·e e.st1'1'a di novemhre 77 il seguente dato relativo alla cavalleria. fra ncese : « I reggimenli di cornzz icri, élragoni, cacciatori cd usseri hanno « una forza di 45 uflì i;in li, 17:j ,;oLLnllìcinli , 17 1 cuponil i, (HO so ldali e 7,W cavalli!! Gli altri 7 reggimenti di cnccinlori d'Africa e Spahis sono assai più fori.i nncorn. Accanto a. l!llCsto pon iamo la. forza del nostro reggimento di cani llcria , quale 6 data dal Giornale 1llilitr1Jre 9 gcnnnio 78 « /r.8 nlTLcia li, !,,1.,1 C'aporali, 88!) soldati e 7::>0 c;1valli!! n L'eccedenza in uomini dei nostri reggimenti ridonda a vantaggio cieli' islrnziouc, pcrchè ::,ono lanLi uom ini. i11 m.e110 da l'ichiurnarsi dal tongeùo illimilalo . .Xrlla clifl'prcnza insignificante del numero elci cavalli vn tenui.o c,111[0 de i ca.vall i adtletLi agli si.ali maggior i e.li .di, i:;ione, dw non e~istono n<'I reggimento francese. Ouindi, q1 1alu11erue ahhia1to ad esser<· le sttdcfo ision i dei no:;lri rrggimcnl i di Ctt\èillcria, per mantenerl i pari in forza ,t quelli llcll c: naz ioni ora ciLate, uisognerà rhe la diminuzione del munero di ca.valli dei nostri reggimenti :;in solo una misura transitoria per agevolare lù formazione elci nuovi· reggimenti, e t~he non si perda cli visL,1 la nece:;sitit di riportarl i alla forza di 750 ccwall-i, comp1:esovi .il deposito, appena lo permelleranno le circostanze cli tempo e di bilancio.
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Aspellare l'atto della mobilitazione pel' completare in qnad.r~pedi i nostri reggimenti di cavall eria, sn.rebbc egualmente darsi in braccio ad una illusione; è nolo ahba,;lanza che I' l lalia è quella fra le nazioni mi litari che in con(.1·a maggiori cli(Tì collit in tale completamento, e che è molto se potrit forn ire i suoi depositi in modo da riparare nlle perdite incontrale noi print:ipio delln rmnpngna. ~è ci conv iene !onere i no:;tri roggimenti cli caralleria piÌl deholi che quelli di Francia. o Germania . Al contrario . l'rc,-so quelle nazioni'. rir,che in cavalleria ed il cni terreno si prcsl.,t geueralmcnlc ad esles1 ,-p 'eo· menti , il rC"'•imcnto non è guarì con~idcralo che come fra• 1 n<1 oc:: . ;~ione della hrirmla , on'nn ilì1 se,·.ondari,t; rna noi, d10 al 1na,;s11110 potremo dar<' is o (Ì rrggimcnti clj canilleria ad ~gni rom~n~lo cl'<'.r~ mala , fril. r.ava.lleggieri e cavallerir1. cl i linea , per I rnollrp l1 c1 scl'v1g1 cui saranno chiamati, dovremo pnre rontenlinci ::pesso di a.clopcl'Ure i l'eggimcnli i::;olalamenLc, come unili.i principali ; da riù I~ n~cessilii. che siano solidam ente co,;tituiLi per l1asl.a.rc all ,t propria s1rnrezzn ed essere rnpaci di un'azione di qualche cfficar.ia . Certo cl1r a volCI' cn:nanclarr. un reggimento con1c in piazza d'armi, in tnl.Li quei nostri ICJTcni o,c può es~ere ntilmenlc adoperata cavalleria, s'i1h·o11trereh hrro di!Ticolli1 anche co'.1 4 ~o li sc(u~droui, anche con a, perchè non ci sarehhe mezzo ò1 sp1c,;a rl 1 IU linea continua. l\la il colonnello, beno ;!pe:;so, 11011 riLienc che la direzione cl cllc unil.ò compo11 enti il suo reggimento; sicchù ciò che renòr qne,;to più mancgge, ole non è giiL 11~i~ forza di ·100_ ~a:alli più O meno, bensì una conveniente c.ornpos1z1onr. òell c unii.a. 1.nfe- · riori ed un n omero cli esse Iimi lato in modo da rendere facile e pronto il fonzionamcnlo elci co mando. .. . . . . . Nello studio dr.Ila comµMiz ione di quesLe mHLa. 1nfer1ori ci s1 pre,;cnla \Jna quc,;tionc che sa. di pedanlerin, rnn sulla quale è pnre necessa.rio rcrmnr;;i ùrevernentc. ~: la. cl isl.im ione frn unità di lotta ed unità /<i/fica messa in l'ampo dallo Scherff. Secondo questo cc,reaio scrittore, per la l'anteria l'unità 1:aLLicn è il battaglione, 1·:ni~à di lolla la compagnia; intende cioè per nnità lnLtica, quella unità cosLiL11 ila in modo da poter conseguire da solR un obbiell.ivo tattico determinalo, per qu,mto picw lo, mentre l' unità di lotta è solo quell'elemento della prima che va. impiega.Lo in un'azione comune e sirnull.a.nea. Si può egli , come vorrebbero alcuni, confon-·
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OROlKAMENT O
DI:: i, L.-\ NOST L'lA CAVALL ERI A
dere queste due unità nello squadrone per In, cav,alleria? Cr ediamo di no; crediamo che neppure in cavalleria basti una sola unità di lol.L:i a formare una unità tattica, e ciò per le ragioni. che ora esporremo . Nè d'altra parte può essere necessario fra le due un ità un rapporto forte come quell o per le~ fanteria (4, ad 11); perchè, mentre il combattimento di quest'arma si ~volge lentamen Le, al imentando l'attacco con rinforzi continui, il combattimento di cavalleria è rapido ecl impeto.oso; perciò riteniamo sufficiénte l' unità ta.Ui.ca composta di due squadroni.. Lo sqibadrone, un itil di lolla, deve esser som mamente maneggevole; i grossi squadron i di 1150 cavall i non fanno per i nostri terreni ro tti e collinosi; lo scp1adrone di 100 a l 22 ca mili, quale l'abbiamo attualmen te, ci sembra assai più. conveniente . La manovra dello squadrone è basata SLl le conversioni. di plotone, e con una fronte di questo cl.i 12 o H file si ottiene appun.to rapidi tà e facilità cl.i manovra; il plotone di circa 25 cavalli pgò essere· sorveglia.Lo dall' ufficiale nei mini mi particolari, cosa essem:iale in campagna; esso rappresenta inoltre il nucleo piLL adctttato al servizio di esplorazione nel nostro paese. Lo squadrone di ;J00 a 1122 cavalJ i sta. bene n~lle mani del ca.pilano, ne può udire la voce, tenendo pur conto cl.e/la tendenza che ha la cavall eria nell'attacco a. formarsi sopra una linea sola. Lo squadrone, quale l'abbiamo adesso, di 122caìJalli, fm·.za massi1na, sarebbe adunque a parer nostro l'unità di lotta. pi ù conveniente. Ma non crediamo un solo squadrone sufficiente a funzionare da imità, tattica . Le cariche cli ca.valleria non sostenute possono essere brillanti, ma utili ben di rado; i cavalli fuori lena dopo l'attacco non sono in grado cl'incalz:11·e cflìcacemente il nemico, neppure di resistere ad un controauacco; e respinta la cari ca, il riordinamento è troppo diffi cile se non protetto . Ora, ogni unità tattica ben costituita deve essere in grado di eseguire o sostenere, anche da sola, l'attacco in buone condizioni. Perciò vorremmo che si considerasse come vera un ità tattica la divisione formata di due squadroni, da impiegarsi l'uno in sostegno delr'altro, nel .miglior moclo suggerito dalle circostanze. Certo nulla osta perchè la divisioùe 1
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operante insieme ad altre unità tenga i suoi due squadroni in prima linea. . Ciò [[!tanto al combal.ti.m.ento; se poi consideriamo l'uni l!t ta.Lttca impiegalo. nel ser vizio cli esplorai ione, risulta ancora meglw ln n_ecessiltt che sia cmnpostn cli dne squadroni . Infatti è poco probabtl~ che questo servizio in una guerrn futura si compia ter mezzo eh semplici pattuglie·che si spingano arditamente avantt, come f :t generalmente nell a guerra del i 'O; è probabile invece che anche 11 ne~ mico cerchi tirar partito delln propria cavaller ia e nascano scontri e' coinhaUiment.i. E perchè le prtLtuglie possano spingersi avanti rapidamen te ed arditamente, senza r:he l'ardire diventi temerità, doHanno essere sostenute cl.a vicino d,l una forza compatta che le protegga da l pericolo di essere tagliate fuor i e ~e ·raccolga se r~spinte. Così un o squadrone dell a divisione forn1_rcbbe le pattu~h~ sul fronte e l'altro seguirebbe in sostegno; questi_ due squa~rom s'. alternerebbero in quel faticoso servizio in moclo da tenere I ca.vallt in buono stato .. Con la divisione unità Lnttica si potrebbe forse tenere il carreggio dei due squadroni in comune, alleggerirlo di alcuni oggeai, t'.>gliere anche un carro fucin:1., e megl io divi(lel'lo in due parti, una. dell e quali, caricata. rlegli oggetti di uso non im mediato, sarebbe da tener;;i indietro . . . Gli zappatori dovrebbero destinarsi alla divisione anzichè agh squadroni, e riunfrsi in un piccolo plotone aggregai.o ad uno degli squaélroni, sotto agli ordini del loro uffk iale. . . . La forza massima dell' unità'tcttlica verrebbe cosi ad essere di 24:8 ca:v~~lli; e nel corso di u;1a campagna oltrepasserebbe di.rri cilmente i 200. St.a!J ilit.a così la composizi one della unitiL t.atlica, rimane a studiarsi di qu ante nnifa debbn comporsi il reggimento . La formazione su tre divisioni, quella che a0biamo presentemente per i nostri reggimenti in guarnigione, ci sembra da preferi~,s~. Essa soddisfa ad una s,emplicefunzionedel comando, perche tl colonnello non ha a dare ordini che a tre comandanti cli divisione; il rec,o-imento può esserefacilmentemanovrnto perchè composto di tre uni~i:c assai maneggevo li; la sua forza di 750 cavall i nella, formazione massima , cioè circa 630 presenti in campagna, è la forza adottata in
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Francia ed in Germania. Armnessa pure la forza massima di 750 cavalli, il reggimento, coi sei squadroni spiegali in linea, occuperebbe , circa 400 ·meLr i. di fron te, meno cioè di,un battaglione e mezzo di fanter ia; in colonna cli plotoni a distam:f~intern avrebbe una profondità di circa 730 metri, cioè circa quanto 2 battaglioni di fanteria nella stessa fol"l11U7.i.one; in colonna per 2 avrebbe la profondiUt cli :1230 melri, quflnlo un reggimento bersaglieri in colonna ped. Non si può a.dunque dire che il reggimento di cavalleria cli 3 divisioni (6 squn droni) spiegato pel combattimento, sin. di fTì cile a comandarsi, nè che sia troppo pesante per la marcia. CnolLre, i.l r iparto in tre unitit dii. naLunlinwrtte la giusta jJ l'Oporzione di 1/ 3 per r iserva; corrisponde ad un conveniente servi1,io di a.vamposti, dovendo le gran guardie rilevarsi ogni 8 ore; in marcia, dedotti pure avanguardi,t e fiand 1eggiatori, rimal'I"el.Jbe sempre una forza ragguardevole col grosso della colonna. [nsomma in qn~lt1nqne situazione si consideri· il reggimento di cavalleria, la proporzione di. Lre unità tattiche vi risponde perf'ettamente; mentre che il reggimento su 2 divi.s ioni, della forza di circa 500 cavalli, è debo le, non si prest,t ad un naturale riparlo delle sue nnità nè i11 combattirneQto, nù nel servi7.iO di sicurezza, non è in grado di poter distac~u.re nessuno squadro:r~.e E, se si vole,;se considerarne gli squadroni ~ome 4 unità dipenclenLi direuamente dal e;olonnello, oltre al gi-ave mconvenienLe di un'unità tattica inefficace, non si avrebùe•probabi lmente un reggimento più maneggevole di quello su tre divisioni. , Riteniamo adunque che lrt composizione più convenfonte clel -r~ggimento in ccunpagna sia sii 3 divisioni, unità !altiche, ognuna d1 2 squadroni dai ·l 00 ai H~2 mva.lli. · Se supponiamo lo squadrone della forza di circa 100 cavalli in luogo di. ·122, il reggimento di circa 630 in 'luogo di WO, si è per tener conLo dei c,ivall i che bisognereb be lasciare al deposiLo, il quale nel nosLro organico non h:t nessun cavallo . Nella formazione attuale, il deposito esiste solo di nome; non possiede nè elemenLi cli uomini<~candii pe1· rifornire gl i squadron i, nè ! CJL:adri rnITicienli per istruirli . li deposito dovrebb~ aécogliere tutti glt elementi dello squadrone non atti a seguirlo in campagna, e siccome abb iamo reclute, éavalli giovm1i, cavalli da. riformarsi presenti agli squadroni, ne deriva che effettivamente in oouarni~
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DELLA NOSTR A CAVALLERIA
OROl NAM8NTO
gione il deposito è assorbito dagli squadroni, con grave·danno di questi. Infatti il tempo e le cure dei graduati vengono a.cl essere in massimrt parte dedicali alle istruzioni elementari delle reclute e dei cav~tUi giovani, con grnve scapito delle istruzioni realmente militari, con le quali si dovrebbe adclestrare lo sqttadrone, nomini e cavall i, ai servizi di.. campagna. Ci sembra che si ottenebbe un gran vantaggio facendo funzionare il deposito anche in gw:trnigione, istruendovi tutte le reclute ed addestrandovi tulti i cavalli giovani del reggimento in luogo di Care tutLe queste istruzioni in 6 squadroni. Non si avrebbe con ciò un deposito troppo forte, le istruzioni vi si farebbero meglio, secondo un indirizzo uni.co; agli squadroni rimarrebbe una fqrza sufficiente, quella ad un dipresso con la quale entrerebbero in campagna., e vi si potrebbero curare assai meglio le istruzioni essenziali di preparazione ' alla guerra. I cavalli giovani non dovrebbero essere mandati ai reggimenti che in età da essere montati, così non richiederebbero più di 6 mesi di addestramento; si :manderebbero in due riprese· al reggimento. Le istruzioni elementari dei coscritti, equitazione, maneggio delle armi ccc., dovrebbero durare un anno . Calcolando che ogni reggimento in circostanze normali riceva annualmente· 180 coscritti e 400 cavalli giovani, di questi ultiu;ti '50 sollanlo sarebbero presenti al deposito ad un tempo; aggiungendovi 80 cavalli vecchi per l'equitazione dei coscr.itti e 30 fra caporali e soldati anziani per l'addestramento dei cavalli giovani, e per istru.ttori alle reclute, a\Jiremo per il deposito un effettivo di 2!f0 uomini e ,t 30 cavalli, che non .è certo una forza eccessiva. Allo squadrone rimarrebbero 4 classi di soldati, meno 5 uomini dell'ulLima classe che passerebbero al deposito; sicché gli uomini presenti disponibili sarebbero più d'un centinaio; 12 o 44 dei cavalli più vecchi passerebbero al deposito, e questi, insieme agli 8 o il() cavall i giovani, dovrebbero completare la ·forza di 122 cavà.lli; sicché .allo squadrone ne rimarrebbe un centinaio. ·Con questa forza , tutta di cavalli addestrai.~ e cli uomini già bei1e a cavallo, che avrebbero ognuno un sol cavallo in consegna, è certo che il capitano potrebbe assai meglio istruire il suo' squadrone che non adesso. AN NO XXIH, VOL, J.
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ORDINAMENTO
Vorremmo adunque che il ·reggimento com,prendesse, oltre a1; 6 sqibad,l'oni, un deposito effètt1:1Jo, senta perciò oltrepassare la forza attuale d'uomini e di cavalli , Per le un ità superiori a.l reggimento, la forma:àone adottata presso quasi Lutti gl i eserciti è: un comando di bri,gata per ogni ~ o 3 reggimenti, Un comando di divisione per 2 o 3 brigate, da k a 6 reggimenli. Un comando di col'po di cavalleria per più divisioni operanti insieme. Ad ogni brigata di cavalleria va assegnata una batte1·ia di 6 peui cli artiglieria leggi era. In quanto alfa ptoporzione di cavallecia da assegnarsi ad ogni armata, ed nlla proporzione fra cavalleggieri e cavalleria di linea, non è possibil e fissarla a priori perchè dipenderà dalla zona delle operazioni e dal còmpito dell'armata. 'Per avere urnt gLtida a stabilire preventivamente un dato m inimo, si può esaminare ciò che occorrerà di cavalleria acl un'arma.La per la sua sicurezza ed esplorazione, principale servizio della cavalleria. Questa forza deve evidentemente essere proporzionata al fronLe, sul quale l'armata deve avanzare. Non credi.amo che, in vicinanza del nemico, si possa assegna.re ad un reggi men Lo · di cavalleria un fronte da esplorare di più che H> eh il omet.ri, in terreno fac il mente pntlicab ile. · Infa!ti non è probabile che la cavalleria possa procedere sen;1,a con trasti, come nella guerra del 70; non si tratterà più di ard i te che aninzano sema combattimento, e se la lino:i. di caPauuo-lie V vall eria non avrà fort i colonne scaglionate dietro ai suoi esploratori, verrà a spezzarsi co.nLro la cavall eria nemica. Perciò riten iamo indispensabil e che i singoli reggimenLi di cavalleria leggiera, dRi qu~li vien coperto il fron te dell'armata, abbiano nel senso della profondi tà, unil:à compatte, che permetLano alle paltucrl lo di essere a -ie di spincrersi arditamente avanti, senm perico . tagliate fuori, poss:u10 raccogli erle se respinte, e siano in grado di vincere pl"Ontame1Ùe una resi.5tenza del nemico , per conservare la celel'ilà. indispensabile ad un'utile r icogniiione. _Bisogna inoltre che. il comandante del corpo di cavalleria disponga di una ~
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riserva da impiegare in rinforzo della linea d'esplorazione, sia per so:5tenere le sue unità più vivamente attaccate, sia per far massa contro un punto <folla linea nemica, romperla e mandare rapidamenle avanli fol"ti c;olonne ·che diramino pattuglie di uomini ben rnonta.ti ed intel ligenti, per raccogliere in poco tempo tutte le possibili infoi·mazioni sull'esercito nemico. Calcoliamo quindi che i reggimenti cavali oggi.eri portino in prima linea duo sole divisioni e tengano la Lerut in riserva; le divisioni in prima. linea. mandano innc1,nzi un solo sqLtaclrone, il qua.le suddividendosi in nuclei di plotone, dirama pattuglio sopra un fronte cli 6 ad 8 chilometri; l"altro s11uadronc in co lonna segue come sostegno, e si alterna spesso col primo; cosi l' inLern reggimento non esplora che il fronte tenui.o dallo patLuglie di 2 squadroni, cioè iJ5 ch ilo metri circ,L f: iò s'intend e solo quando si sia preso il contatto col nemico. Se adnnqne riten iamo che il fronte di una nostrn arìnata, in marcia nella sua zona d'opera1.ione, sia in media da /r.5 a 50 chilomel.ri, bisognerà. asse6narle almeno 4, o5 reggimenti cavalleggieri per provvedere alla. sua siwrezza. Come riserva sotto gli ordini del comancla.nte la caval leria il minimo che si possa fo,sare è una brigata di 2 reggimen ti di cava.lleria di linea. Perciò formirnélosi, come è prnbabile, 3 armate co i nostri corpi concentrati nella valle del Po, il minimo cli cavalleria. necessa.ria sarebbe di circa 45 reggimenti cavalleggieri e di 6 rezgimenti di cavalleria. di linea. Sembra adnnque che IR proporzione più conven iente da tenersi, supponendo 20 reggimenti dispon ibili oltre i fO reggimenti assegnai.i a.i corpi d'armata, sia di: . 6 regg imenti, di cavalleria di Enea. 14 1·eqgi:n1,e1iti cavalleggier'i. Mancherebbero ancom i reggimenli cavalleggieri da lasciarsi nel1' Itafoi peninsul are pe;, la protezione delle fonovie liltoranee ecc. In un av\'enire più o meno lont;rno vi si potrà fo rse provvedere; per ora. bisognerà desti narvi p,ute del!à c;avalleria necessaria alle armate. La proporzione fìssata per hi cavalleria di linea è certamenle debole; ma non c:i pare che si possa chiedere di più nelle nostre condizioni . Il numero indicalo di reggimenti cavalleggieri è un mi-
DELLA NOS'fl;\A CAVALLERIA
ORDINAMENTO
nirno, e male essi verrebbero sostituiti da reggimenti di ciwaHeria di linea; mentre che difficilmente si presenterà. l'occasione d'irn-· piegare questi in forti masse nei .nostri teneni . Per i 1·eni:nenti ccii:Jalleggiel'i vorremmo r,a:v.11li di media stat;tra da adoperarsi anche in terreni diffìc ili, uomini. snelli, di media sui.tura, armali di una. carabina di lunga portata, cli un revolver :t 6 colpi, di. ltna sciabola. fissa alla sella, istruiti specialmente nel tiro da piedi con la carab ina, da cavallo con la pistola, nel maneggio della. sciabola, nel servizio da campagna. Per i regg imenti di cavalleria cli l'inea cavalli robusti del!tt statnra stabilita per i nostri 4. primi reggimenti: uomini alLi e forti armati di 2 revolver:fe cli sciabola fissa.ta alla sella, istruiti special mente nel tiro da cavallo con la, pistola., nel maneggio della sciabola e nelle evolL1zioni. Le ragion i su le quali appoggiamo la proposta di queste modificazioni sono discusse in uno stndio su l'arm.amento, che verrà pubblicato in seguito. I c,wa!li e gli uomini che abbiamo nei reggimenti lancieri sono per la mu,~gior parte adattati al servizio di cavalleggieri . Crediamo che per la cavalleria di linea ci vogliano uomini e ca.valli più robusti, perclù) la potenza d'urto è essenziale nei suoi al.tacchi.. Non sarebbe quindi facile da noi formarne più ài 6 reggimenti . Del rnsto nei nostri terreni i cavalleggieri potranno combattere vantaggiosamente t;Ontro gr-ossa cavalleri:i ,. se sapranno fare buon uso <lei fuoco da pieòi con J::i. carabina, da carnllo con la pistola. Epil oghiamo : In Italia una forte cava lleria. è necessu.ri,i, quanto presso gli altri eserciti europei. Quella. che ora possediamo è insuffìciente, com~ forza e come arma:mento. La meta che dobbiamo prefiggerci cli raggiungere, è la seguente: !Jai nostri 1Oreggimenti lancieri e 4 Oreggimenti cavalleggieri ricavare: La. formazione .di .f 4 reg[Jimenti cavalle,qgieri, cla. destinarsi. come cavaileria d'a.nnata ; La fÒrrnazione di 6 ·1·eggùnenti di cavalleria di linea, da destinarsi come riserva della cavalleria d'armata. 1
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La forma.zione di 1O-re,qgimenti di corpo d'arrna,ta, da destinar$i -al seni;r,io dei corpi d'armata e delle divisioni. La fo rmazione di 1O sq1iadroni giiide, da armarsi di sciabola e revolver e dt1 destinarsi, fraz ionati, al servizio dei varii comandi. Fornire di carabine cli maggi.or portata i reggimenti di cavalleg, . , gieri, di buoni 1·evol'vers lutl:a la cavalleria. Togliel'e le lancie. Assegnare nna. batte·l'in cfortiglieria Ieggiera acl ogni brigata di ,ca.valleria.. Mantenere i reggimenLi nell:t formazione di 6 sq1wd1·oni., riuniti in t1·eu11>tà tattiche, ed 11Jn cleposito; far .funziimare questo anche in guarnigione: Tenere la forzq, del 1·egg,in1:ento a 750 cavalli., compresi i 6 squadroni ed il deposiLo . Per raggiu.11gerc qllesta rrieta, che rappresenta, a parer nostro, il minimo sviluppo w i deve mirare li nostracaval.leria, vi è molto da fare, molLis~imo, e sarebhe folfot illudersi di giungervi in. breve tempo. Bisognerà fissare preventiva.rflente il piano organico da raggiungere, ecl avvicinn:ivisi, t,alchè h nostra cavalleria si trovi sempre in grado di eni.rare in campagna nella presente formazione. Secondo il nosLro parere, il migli or modo di ottenere ciò, sarebbe: auenèrsi al riparto del reggimento che si è sLimato migliore (3 divisioni), diminuendo la forza dell e unità inferiori anzìchè il loro numero. Crediamo che si otterrebbe così migliore funzione del reggirncnto e si eviterebbero nuove difficoltà nel successivo aumento della forza. Negli attacchi di cavalleria, stante la loro breve durata, una rniglior clire;r,ione può compensare preponderanza di numero; sicchè Corti q11ad1'i e facile maneggio sono coefiicienti essenziali di un.buon successo . Per arriva.re al nostro piano organico vorremmo chesi procedesse come segue: Formare 2 nnovi reg,qimenti caMlteygùwi, togliendo uno sqm1drone ad ognuno clegli attuali reggimenti cavalleggieri. Ciascuno cli questi !12 reggimenti formarsi il 6° sqnadrone, lasciando provvisoriamente ogni squadrone con almeno '100 ca.va.Ili. Il nuovo sesto squadrone potrebbe essere comandato per ora, nei 1 O reggimenti :antichi, d,11 capitano ai uLante maggiore, nei 2 nuovi, dal tenente
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ORDINAMENTO
più anziano . Dare acl ogni soldato ullèt pistola a rotazione in più del presenLe armamento; sostituire, a poco a poco , le carabine in ser-· vizio con altre di maggior portata. Formare un nuovo reggùnento di cavalle1·ia di linea, in modo analqgo, dai primi ./i. reggiinerui lancieri . Togliere le lancie e dare ad ogni soldato una seconda pistola. Formare in egual modo 7 1·eggimenti di; corpo d'armata dagli ultimi 6 reggimenli lancieri , meglio dei cavalleggieri adattati al combauimenlo. (li ' nuovo reggimento avrebbe 6 squadron ! completi) . Togli ere loro la lancia e lasciarli con :sciabola e pistola soll:anto, find1è non sia possibile armarli anche di carabina. (Si potrebbe far passare loro le carabine che hanno anualmente i cavalleggieri, a misnrn che verrebbero sosti tu.ite) . Formare 8 sq1had1·oni 91hùle da questi 7 reggimenti di COJ'PO d'armala nel modo seguente: ognuno dei 6 vecch i reggim enti, in luogo di formare un sesto sqnadrone si'mile ai ij rimasti, formerebbe da questi uno squadrone gnicle; il nuovo reggimenLo , di 6 squadroni completi, ne formerebbe due. Quindi per completare il piano suddetto, rimarrebbe da formare: 2 reggimenti cavalleggiel'i , 1 reggimenLo cavalleria. di linea, 3 reggimenti di corpi d'armata e 2 squadroni guide. Vi si giun. gerebbe, tornando a completare gl i squadroni, appena possibile, per po i operare simil mente a quanto è sta to detlo ora, e fina lmente si completerebbero nuovamente gli squadroni. Per adesso, anche in questa formazione Lran:;itoria, la nostra cavalleria ::;cirebbe assai meglio che ora in grado di entrare in campagna. I reggimenti avrebbero piccoli squadroni, è vero, ma assai maneggevoli, mentre ell e l'uniLù. ta.Uica, h divisione, sarehbe sempre abbastanza. fort e; vi sarebbero g1i sq·uad?'oni ,q1iide pe1· 8 corpi d'annata; vi sarebbero reggiment·i ,rn 5 squaclroni JJM' 7 corpi d' a1·mata_ ; e si. avrebbero a disposizione dei comandi d' armatèl. 12 reggimenti oava,lleggieri e 5 reggirnenii cli cavallel'ia di linea. Per ora, ai tre corpi d'armata senza cavalleritt, due dei quali soltanto senza squadroni guide, ne verrebbe as~egnato 1111 riparto sufficiente dal coni.anelo d'armata. Non abbia.mo cerLo la presunzione di attribuire un rnlore po-· ·sitivo alle deduzioni tratte da quesLo studio ; ci basterebbe avere
DELLA NOSTRA CA VALLEHIA
contribuito idar rilevare l'urgente necessità cli aumentare e trasformare in parte la nostra cavalleria, di studiarne accuratamente l'impiego e la tanica, per portarla all'alletza. dei gloriosi servigi che può essere chiamata a rendere nella. difesa clel nostro paese, servigi dei quali sarii. pur sempre fattore principale, il vero spil'ito dell'ctrma, che non mutrt col modificarsi delle forme di combattimento, ma. va sempre scritto con le stesse pilrole: A.rdim.ento, p,ronta 'f'·isoln.zione, sagacità, e, per i capi solLanto, priidenza.
ALFONSO CARINI
Tenente nel reggimento ca"Calleria Montebello.
GUE RRA D'ORIENTE
e robuste fortezze, altissima a difesa fron tale rispello allo sbocco della Dobruscia, e a di resa di fianco e controffensiva verso la Bulgari ,L centrale ecl occidentale. d} Dietro la sernnda I inea una lunga stretta sLrategica, affiancata da montagne assai disagio., e e povere di strade; ed in quellrt una bu ona posi?.ione di sharrnmento (Adrianopoli). e) L'obb iettivo geografico prin cipale del nemi co (Costantinopoli) lontano dalla frontiera, coperto da Lntte' quelle difese e per sò stesso heu dil'endih;le. /) Sul fi a.nro destro il mare sotto hnndi era l.urc,t; sul sinislro, las,;ù vcr:'ìo seuentrione la malsicura neutralità dei debellali Serbi , altri popoli ancora inquieti e i lontani )lonlenegrini, e laggiù più lonlano verso mezzodì, la (~recia sospetta, non ami ca certo, ma titubante . .'fossnn pericolo dunq11e. anzi ogni sicurlà possibil e da ritla; perico li sì, ma non imminenti nè vicini da manca. Teoricamenlr parlando la difc,a turca. avrebbe poluto svolgersi per fa;; i s1tecesst\'C, mercè di qu&;Li atti stratrgici: •1" Difesa della prima li nea (lt}, facile e vigorosa. sulla fronte del quadrilatero (Sili,:;Lria - Rustsri1w), poro meno di r,0ntro al lo shocco della Dobruscia, meno assai da Rustsciuc in su, c,u1s,L la grande e$lensione e l,L mane;i nza di fc1Tovie. J Turchi non aveano in Bu lgaria forze basla.nti per nua pertinace clifo;;a cl i 1p1ella linea. quindi il Danubio doYea presto cessare cli P.,:;;ere nn osLn.coJo poi Russi e un riparo poi Turchi, e rid11r,;i ad un imped imento cli pu:;l.crgo per quelli , ad un a.plloggio parzialf' (di fianco) per questi. 2°) Difesa controffensiva hrisala su l quadrilatero (e), sia verso occidente, cio6 nella. B11lgaria centrale, sia verso greco, cioò nella diretione del hasso D.1 nubio, sussidiata in q1ie:;l'ultimo caso dal possesso del mare a lev,1nte. In questa fase la dife:;a delle l'ortez:ze danubiane, ed eventualmen te anche 1r11.ella dei passi dei .Balcani centra li cd occidentali, vale a dire a ponente di Sciumla. Non mancavano alla Turchia le forze per quc.;Lo atto, nè le mancò pure i I tempo per prepararvisi. 3°) Difesa della seco11da linea (b), che avrebbe dovuto, e crediamo anche potuto, essere apparecchiata anticipatamente me-
GUERRA D'ORIENTE
La difensiva turca in Europa.
Lo sca.cchiere difensivo <iolla Turchia in Europa presentava_agli osservntori militari . al principio di questa guerra . i caratteri seguenti: 11,) Una èstesissim,1 I inca fronti era difensiva, costituita da un gran fiume quasi rettilineo pel maggior irnllo, poi formante un lungo ris\'olto offensivo, delle proprietà ,;trategiche del quale (non badando pure a.Ile condizi oni del paese là entro racchiuso) i Turchi non erano in grado di approlittare. Colà s'apriva. nno sbocco olfonsivo all'avrersario, per soverch iare da lernnte la linea del Danubio ; ma In. strette1,za e la situazione cli quell o shocco ne rendevano facile la difC'~a. b} Una seconda linea difen:-iva. con.,istente di una catena di momagne aspre ed in grand i~sima parte impervie, parallela in massima alla prima, pure troppo vicina ad essa per rnpporto alla loro grande estensione. e) Tra. quelle due Iinf'r. dalla p,trte di levante, cioè da quella appunto donde rnuoveva la offensivn nemica, e dov'cl'a il mare signoreggiato dal naviglio turco, una buona base difensiva appoggiala a.Ile due linee soprnclette. costituita da quattro grandi .
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GUEt1RA
D'ORIENTE
diante lavori d'ogni maniera e presidii di milizie di seconda linea. A tale uopo avrehhe giovato alla Turchia lo aver o-ià prima costituito milizie locali di montanari, sul far d~i no:tri alpin i, se i popoli di quella regione non fossero in gr;mdissima parte slavi e cristian i. La mancanza di tale ulilissimo elemenlo di difesa concorre con altre impreveggeme, funeste sempre nella guerra monl.Rna, a dar ragione di certe sorprese e di. certi a,1giramonLi eseguiti felicemente dai Ru$Si pei sentieri . di quelle montagne. per virtù dei quali f'urono mimcciati n.<1 rovesci.o e dischiusi alcun i passi più importanti , cosicchè la difesa della intera linea fu sconnessa e rotta. 4°) Difes,t della Valle nella Maritza, con appiglio alla posizione di Adrianopoli ed appoggio ai monti d'ambo i lati . 5°) Difesa di Costantinopoli . Corpi o cuori di ferro ci vorrebbero per sostenere così lunaa difesa scalala per tanto a sì aspro paese, a dispetto nella fortu;,t avversa. Nonostante la singolare virtù difensi rn dei Turch i, nota da secoli e conferma_ta dagli ultimi fatti, d.tibitiamo che eglino avrebbero potuto compiere perfettamente tntti quegl i alti un dopo l'allro, e concederemo soltanto ch'ei sarebbero stati capaci, mercè appunto delle qualità loro, cli protrarre comunque sia la. difesa (ino all'estremo, mentre altri sarebbe caduto prima. Vogliamo dire che, nonostante gli esempi i. del!' Austria nel if 866 e della Francic1. nel 1870-711, non ci sarebbe sembrato impossibile che gli avanzi d' un esercito turco, scacciai.o successivamente dal Dannbio dalla Bulgaria, dn i Balcani, dalla Rumelia, dopo sconfitte e rit.irat~ rovinose, avessero fatto ancora fiero contrasto al vincitore dinanzi a Costantinopoli. V'è gran putridume in Bisanzio. ma l'antico valore non è m.orLo ancora nei cuori ottomanni, e dura t.nttavia la marziale potenza del.la religione il.i Maometto nei popoli che la professano . Ci balenò bensì nél pensiero fin dal principio della o-uerra la possibilità d'un nuovo e grande pericolo per l'impero tt~·co in Europa. dal l,t parte dell'Albania., considerando l'origine, il carattere, le tradir.ioni e gli interes:;i delle genti rii quel paese, che furono già cristiane e nimicissime dei Turchi, e convertirono in gran parte all'islamismo per altri motivi che per sincera con.:. vinzione. 1
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Dopo ciò, stando ai fatti, come procedettero le cose? - Sulla linea del Danubio la difesa turca fo minima e impotente. .Fu lunga e tenace in Bulgaria, ma. per conseguenza di un fatto in:provviso, irnpreveclibile, potremmo anzi dire strano e contrario della straterria teorica , cioè della occupazione e difesa al le., reo-oJe t> o di Plovna sul fomco esterno dell'invasore, mentre questi fronteggiava l'esercito principale del difensore campeggia.nte nel quadrilatero orientale; e non fu abbastanza controffensiva. nonostante che per rinvigorirla rosse due volLe carnhiato il comandante supremo. Intanto la. linea dei · Balcani fu intaccata dall'assalitore nella saa parte cenLtale. L'assedio o la presa di Plevna, esterna alla base <lella difc;;a turca a. settentrione de i Balcani, vennero ad assumere una. capitale importanza strategica, _sicchè ne derivò ai Turch i la perdita della Bulgaria, tranne le fortezze, senza che il loro esercito principa le avesse dato e perduto qualche gran battao-lia contnrriamento ai dettami dell' odierna arte di guerr:1. Poi o , ' la difesa dei Balcani, raUoppaLa !il dove · i Russi la avean roLf.a, risultò manchevole in a!Lrc parti, sia por la imprcveggenr.a dei dil"ensori, come peé l'arnlacia e vigoria degli assalitori, i qnali hanno mostrato qual conlo si dehba fare dei fiacchi consigli di certi strategisti wmocloni che vorrebbero ridur la guerrn una gita. di piace.re. Se tntti i valich i della cateim hiLlcanica fossero stati messi a difesa e cu:;toditi, specialmente con truppe capaci eh sopportare senza troppo danno i rigori del!' inverno, e se [a dife~a ave;;se avuto riserve ben collocate e capi bene instru.ll,i della guerra montann, le arnngu,1rdie dei generali Gurko e Skobelew non avrebbero potuto a.p;irsi cosi presto la via atLmverso a quel le montagne e comp,irire all e spalle dei difensori dei passi principali, sulla strada che conduce a So fia, corno già sn quell:1 che mena a Kezanlik, e poi di nuovo :;u questa. Insomma le tre prime fasi strategiche dell a di fesa, secondo hl enumerazione teorica d:t noi fotta. in peincipio, o gli atti a quelle corrispondenti s'im rnec1esima.rono realmente in un solo fatto, che avrebbe dovuto essere seconda-rio o fu inalzato all'on,ore del primato, la difes,t cli P.levna. Lo stacco che poscia apparve Lr:i due periodi distinti ebbe cagione, non tanto da una preonlinata con-· dotta della difesa, quanto dalla. lontananza del nuovo oh biettivo
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GUEl'\RA
n'ORIENT.l!:
·delle operazioni dell'invaso re, dalla natura del paese che questi clovea auraversare e cfa lle condizioni della stagione. Quell'alto che avrebbe ·dovuto esser quarto nelltt difesa divenne secondo. I Turchi ammassarono d'ogni banda armati nella valle della Maritzu, e vi trassero anche una parle, quasi intatta, materialm ente almeno, di quell'esercito che non valse a trattenere il nemico a settentrione ·dei Balcani. Questa traslocazione .avrebbe potuto essere disturbata alquanto dai Russi, se qnesti scendenrno senza ind11gio dal c:olle di Scipka per la valle della Tu.ndscia nella direzione di Jamboli con molte forze; ma i Turchi. tenevano la testa della valle, e ad ogni modo l'esercito loro non avrebbe corso pericolo, avendo a sua disposizione una linea di sposta.mento sicurissima e comoda ver:;o il golfo di· Borgas, ove imbarcare parte delle sue forze, e sul Sizeboli, donde per Ki:rk ilissa ad Adrianopoli. · La quarta fase della dil'csa svanì per effetto della presa del corpo turco cui era commesso di tener chiuso il passo di Scipka, pel quale, LosLoché fo aperto, i H.ussi piombarono nella valle della Marit.za, aggirarnno le due ali della difesa, coi·sero ad A.drianopoli, se ne impadronirono semm trar colpo, e non più com bat-. tendo ma camminando, correndo, giunsero dinanzi n: Costantinopo li e Gallipoli e in riva alla Propontid.c. La difesa era ridotta agl i estremi, mentre i sedicenti amici della Tnrchin. continuavano a fare il conto degli uomini ch 'ella poteva mettere 'in arme; quei tal i conti che fanno pensare ad un modo incru.ento e comodo di far la guerra a tavolino, ilicendo l'una parlo « Io posso tanto>> e l'altra. a. riscontro « E io tanto n perché un terzo, cioc la stampa, l'opinione pubb lica, la. diplomazia, con un scmplicis_. simo criterio aritmet.ico venga a sentenziare chi dei due la vinca. I militari però non si contentano di quei dati numeric:i, . e vogli ono scruLare ben bene quei ch' ei chiamano elementi organici e morali e le condizioni di luogo, cli spazio, di tempo, di si1.uazione relativa delle due pari.i avverse, ccc. In conseguem:a di che, vengono a capire che i 1100,000 uomini del vinto non bast:mo a conLrnppes,tre gli 80,000 del vincitore. Di più nel caso presente ;1nche la soverch ianza. semplicemenle del numero era senz'alcun ,dubbio cl.al lal.o dei !lussi, dappo iqhè nessun'altra po.Lenza venirn a distogliere <pHtlche parte delle forze 101:0; e quindi
era ragionevole .la domanda: se la Russia non acconsenta a fermarsi sulla via. di Costan!.inopoli, chi l'arresterà? Gli occhi si volgevano allora a Londra e a Vienna.
L'offensiva russa in Eur.opa.
Sul principio della guerra si offrivano ,tlla otrensiva russa le seguenti condizioni favorevol i, eh cui elh dovev\ fare suo prò : Ottima disposizione degli animi in generale tra i popol i cristiani dell'impero rnsso per quella g11erra; Tempo, spazio e sicurezza per la preparazione, necessariamente non prestissim:t, dietro il. Prnth; Soverchianza di forza e di potenza. logistica e tattica sul nemico,. mercè dei migliori ordi.namenti del suo stato mili tare; Neulralità benevola e vic:ina alle,rnza della Rumenia; quindi .Possibilità dello llggirnmento del quacfrj\;l(ero bulgaro dn. ponente; Incapacitt, controtiensi va. dell'avversario; Estensione soverchia della fronte tfi difes,t della Turc,hia (l inea. del Danubio) per rispcLto alle sue forze disponibili nello Bulgaria; Possib ilità di rompere di primo . tratLo la seconda linea di di (esa del. nemico (la. linea dei Bak ,tn i) nella sua parte centrale e nella direzione più decis i,•a, accennando ad Adrianopoli; Facilità della occupazione della Dobruscia per cuoprire . le sue retrovie; Probab ilil.à del concor:;o dell a Serb ia in un avvenire prossuno . Le si opponevano que3Le altre sfavol'evo li condizioni, contro delle qLtali ella. doveva. schermirsi: Distanze immense e tempo lungo per lR rachrna.ta e pel r ifornimento dell'esercii.o; Ohliqu ilii pericolostt della sua linea d'operazione rispetto a.Ila fronte del nemico cd alla ]Jn.se prima della difesa, cioè al quadrilatero bulgaro;
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r/ORIBNTE
GUER.RA
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lare le d1ie fortezze ora dette, co.ngiunger le due masse a mezzodì di Silisl.ria, offrir baLLagli,t al nemico verso Ra.sgrad, o assalirlo, e, se possib il e, a.vvolgerlo e chiuderlo in Sciumla; 3° Gittato nella Do broscia un corpo secondario, ·che mentre cuoprisse il Lasso Danubio minacciasse pme dal Vallo di Traiano SilisLria e la fron te orie1Hale del quackilatero, eseguire il passaggio principale del gran riume a monte di Rustsciuc, tra. Sistova e Nicopol i, scansando il quadriJatero da ponente, roT!lpcndo nel mezzo la difesa nella Bulgaria, ed operare, secondo i casi, cont.ro l'esercito nemico, sia fronte ad est, si:1 fronl.e a. sud, sia nelle dLte dire;,,ioni contemporaneamenl.e, cuoprendosi verso ovest con un corpo staccato di forza adegu:ita al bisogno. Il primo modo non era, a parer nost,ro, neppur discutibile, comcchè insuIÌì.ciente per un grande esercito, pericoloso a cagione della signoria. dei Turch i sull'Eusino, troppo frontal e, ristreLl.o, povero di svolgimento, i1n'pedrLo dalle fo rtezze e fronteggiato dalla parto meglio mun ii.a e custodita dell a linea dei Balcani (i Balcani 01:ientali) . Oltre a: ciò la. Dohruscia è povera e rna.lsana. Quanto al secondo modo, il passaggio del Danubio a Tuturkai, e per le cond izioni topografiche delle due sponde, bassa e pahidosa la sinistra, predominante e ben difendib ile la desLra., e per le dillìcollò. I.attiche dello sbocco e spiegarn.cnl.o dell'esercito invasore, con quelle due grandi fortezze sui fianch i (Sil istria. e Rustsciuc) e coll'esercil.o nemico di faccia, ci sembra dovesse esser impresa. ardua e pericolosa . Dopo di elle, non vediamo dalla parte delf'assa.l itore nè gran sicurezza di comunicazione diretta colla Rumenia, nè libertà di ma.nona, nè alcun vantaggio di situazione rispetto rill a seconda linea di difesa turca, di cui egli avrebbe avuLo .incontro a sè la parte più salda, come nel caso precedente, se una gran vittoria ch'egli avesse ottenuto nella regione di Rasgrad non gl i avesse permesso di spostare verso ponente (verso i Balcani cen Lra.l i) una. parte considerevole delle s,ie forze. Ci pare che i Tu.r.chi per tal modo sarebbero st,tli posti nelle migliori con. dizioni per una difesa melodica, fronta.lc, persistente, e che assai difficile sarebbe stato all' invasore il conseguire sirncesso pronto e deci:;ivo, sia per la occupazione della Bulgaria, suo primo scopo, sia più ancora per la preparazione e lo iniziamento delle più
Una sola ferrovia. pel trasferimenLo dal Pruth al Danubio, e
pessimamente si1.ua1.a \Terso la foce del Sereth; Il Mar Nero in · potere elci Turchi; Il Danubio puranco signoreggialo dal navigl io ottomano; e difficili il gitto e la conservazione dei. ponti; L'Austria, l' Ungheria avversa, sul fianco dapprima, poi alle spalle; Nè i Rumeni, nè i Bulgari, nè.gli altri Slavi o cristiani delle provincie turche in generale ben disposti all a guerra, dopo gli infelici Lenta li vi. di sollevamento energicamente repress i; DiOkoltà grandi di approvvigiona.men to e rifornimento, che sarebbero venute crescendo a misum che l' esercito si fosse inoltra to nei paesi a. mezzodì del Danubio; La. Lena.ce resistcina prevedibile (henchè non preveduta da tutti, nè pur dai più) della dil'csa.; e quindi la poss ibili tà che la guerra andasse per le lunghe, tra. le angustie d'una wmpa.gna d'autunno, di inverno, con sacrifici i grandissirni di denaro e di sangue; Finalmente anche la po;;3ibilità di inciampi e vil upp ipolitici col durar della guena. Predominava, per ragion politica sovrastante ad ogni geografica .e ~lral.egica considera;,,ione, un obbiettivo supremo, fe rmo, necessario, cmi dovea mirare l'oITensiva russa, Costantinopoli, cui facea scala, di nèces:;ità, poi ehè eh iuso era ai Russi l'Eusino, un al t.r-o obb ietLivo essenzialmente strategico, Adrianopoli. Quivi <lovea. far pnnta l.1 in vasione, aUra.vcrs:rnèto il Danub io ed i Balcani, basata sulla Rnmenia, che pre~to sarebbe divenuta vera e propria base d'opera;,,ion i, d,t terra di pac;so che s:i.rebbe stata soltanto sul p}'incipio. L'occupa;,,ione della Dohruscia era pure necessaria. per assicurare le comunicazioni clell'eserc.ito colla Russia. Ri.maneva ai conclol.Lier! russi la scelta tra questi tre modi d'inizi are la. guerra: 1° Far massa nella Dobn~scia e giLLarsi in mezzo al qu.adri1:1tei'o Silistria-Varna-$ciumla-Rustsciuc, isolando Silistria., osservando Varna, min1cci(l.nd:i di,·e1J<tmen te Sci urn.la, colla speranza. di trarre i Turchi a battagl ia rnmpal.e; 2° Passa re il Danubio col nerb~ dell'esercito tra Silisl.ria e Rustsciuc, mandando p2r la Dobruscia, un corpo secondario, iso1,/
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GUERRA
risolulive operazioni ulteriori, cioè il passaggio dei Balcan i e 1a continuazione dell 'offensiva nella valle della Maritza, a cui sarebbe probab ilmente mancato_ il sussidio d'un ellìccLce aggiram.ento strategico da pqnente. Il terzo mo<lo, pi1i largo e libero, permetleva, dopo varcato il Danubio, di operare contemporaneamente c011Lro il quadrilatero e l'esercito di Sci umla in direzione strategica assai promettente, e contro la linea dei Balcani, in quella parte ch'era meno preparala a difesa e dove passano le vie che più rettamente ·conduceva~o ai principali obbiettivi della invasione. Permetteva pure di dar la mano pi1i presto agli slavi e cristiani delle provincie occidentali della Ttlrchia e trarli in campo . Richiedeva bensì. maggiori fo rze degli altri due, non Lanlo per assicurare il postergo dell 'esercito e le sp.e lunghissime retrovie verso la. Ru;sia, ch'erano coperte dal Drmub_io e non potevano di primo momento essere seriamente minacciate dai Turchi, a motivo della loro impotenza controffensiva, quanto per potere esplicare vigorosamente l'offensiva nelle due di.rczioni sopracleLte e assir,urarne il fianco destro verso occidente. Questo terzp modo preferirono i corulottieri russi, ma vi adoperarono forze da principio troppo scarse, "tranne la cavalleria; cinque o sei corpi d'armata invece òi otto o nove che sarebbero stati necessari i per trarne tutti quei fru Lti ch'era lecito sperare. E fu qu(lsta la cagione principale del disturbo che la difesa. dì Plerna recò alle operazion i offensive, peroc:chè se i Russi ctvessero avuto maggiori forze, Osman o non avrebbe potuto meLtersi in quel luogo, o vi sarebbe stato accerchiato senze indugio e vinto per forza d'arme o per farne, mancandogli il tempo a forLifi ca.n isi e raccogliervi vettovaglie. Frattanto, oct;upaLo il Balcan di Scip lu1, e assicurato così il fianco destro e il tergo della massa principale schierai.il sutl'Jantra, questa avrebbe poi:uto avanzarsi verso levante, superare il Lom., isolare RusLsciuc, offrir ba ttaglia. alla massa principale turca, teni.are di ricacciarla verso nord-ovest, cioè lungi da Scium la., o almeno rinchiuderla. in quella ro;:-~zza. Possiamo dunque segnare come primo còrnpìto della o[ensiva russa questo: occupazione della Bulgaria e della parle centnde -dei Balcani (per sicurezza. delle operazioni del primo periodo e
n'oRIENTE
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per avvùtmento a <ruelle del secondo) riducendo l'esercito nemico a tale da .non poter più Lener la campagna nella regione danubiana. La, conquista delle fortezze non avrebbe certamente potuto esser compiuta in quel primo . p~riodo; non doveva peraltro esser cagione a ritardare l'iniziamento del secondo, considerata la grande soverchianr.a cli fo rze ché i. Russi e i loro alleali avrebbe1;0 avuto sin dal primo momento, e che sarebbe venuta crescendo di giorno in giorno per l'arrivo dei r inforzi e pel concorso dei Serb i, fors'anch e dei Greci . Non doveasi conceder respiro al nemico, o tempo ad a.li-re potenze di intromettersi nella questione prima che la offensiva avesse dato risultati decisivi . Tra le fortezze poi quella che prima importava conquistare ern senza alcun dubbio Rustsciuc, poi Sìlistria, per a.vere liberi i passi del Danubio, ultime Varna e Vidino. Lasciate nella Bulgaria le forze ne<;essarìe per l'assedio e la osservazione dell e fortezze, procedendo senza indugio al secondo periodo della guerra, l'esercito russo clovea passare i Balcani e scendere nell,1 va.Ile della Maritza per avvolgere da mezzodì quella parte .del l'esercito nemico che rosse rimasta nei Balcan i orientali ed operare contro Adrianopol i. A. tal punto non sarebbero state soverchie le forne immense che ai nemici della Turch ia era dato trarre sui teatro della guerra in Europa, perché, con tinuando i Turchi a resistere di là e cli qna dai monti, la offensiva. avrebbe assunto il camtte1·e d'una irnpresa gigantesca e moltepl ice; bensì la potenza della. difesa sa.rebbe stata scossa e scemata dall'avversità della fortuna, per lo effetto , dei ratti precedemi, e dalla conseguente coscienza della propria inferiorità. A buone milizi; vincitrici la 'l'urd 1ù1 non avrebbe potuto opporre allora. se non roLta.mi d'esercito vinto e turbe raccoglili ccie di genle non disciplinata nè agguerrita. Aggiungas i pure dall a parte dei Turchi hi mancanza di condottieri di grande abilità e le irrequietezze e gli intrighi della corte bizantina, suco.i, come i fatti lo hanno mostrato, potevano far sicuro calcolo i loro avversari; le quali infelici condi- ' zionì doveano per fermo toglier vigore a1 la resistenza. Il passaggio dei Balcani non poteva. essere limitato _a.Ila sola strada dei colle di Scipka, ma dovea necessariamente estendersi verso ponente, per ogni via praticabile, comprese le più malageA ~;\Q XX ; 11, VOI. . J.
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,,oli, sin olt re alla strada die conduce per Ornn ie a Solìa, <(11ando anche la pr<'senza di un forte corpo turco da quella parte ( come infatti avve1me persoccorrer Pl ev na.) 11011 aves:-e richiamato colà l'a la de.~tra russa. [Jn eserci to di più cli I 00,000 nomini con cenlina in di pezzi di arLigli cria per superare 1111 a r.a1ena 111011Lana poveriss ima di buone strade e apparecchiata a dife;;a, hn bisogno di e~tt-ndersi sn larga fronte e rornpe,·si in più. co lonne: l'rizionl' dell e q1tali , spct:ialnwnle nello :shocrnre dalle montagne, vnol rsserc adattata ai luoghi l'd ai easi, per modo d1 e l'nna aiuti l'altra e nessuna r:or:ra il risrh io di esser soprnffatt.a dal nemico prima cl,e soccorsr1. Nel caso l'he qui ronsideria1110 l'o ffons iYn poteva procedere in nno dei se3nc111 i modi: O rar µnnta (:ol l' ala :,;inistrn poi coll e di Scipb t nella vall e della T1mdscia e sin nella vidte della .\laritza, sul fianco <' alle spall e dei clifenso l'i dei Balcani occidentali r. dell a. li nea f? ilippopoli-Sofi a, per rn:-trin~crli a ,,chi 1ulere i passi ali' ala desLrn o tagliare loro la :;!l'ada di .\drianopoli; O punl :tre coll 'ala de:-l.m ver,-o Soli;J, e poscia volgemlosi per lcliman, Talar-Jfazardscik e Filippopoli. aprir lo ,;bocco c1 ll' ala sinistra, minaccinndo da rovescio ad una ad una tutte le posizioni élell n. difesa nei mon ti, da po nente andand o verso levan te: Oppul'e spingere a fondo contemporaneamente ambo le ali e quante altre colonne fosse possibile cacciar nei monti tramezzo a quelle. Quest'ultimo modo, se proseguito cosi sin'oltre gli sbocr.hi delle strette, s'adattava al caso d' una dif'esa sm inuzzai.a, scorata, priva di riserve cen trali e d' ogni atlitudine controffensiva. 11 p rimo supponeYa che il difensore avesse posto la maggior parte clelle sne forze lii, duve accen1m1a l'ala clestra. dell 'attnct:o . I l secondo crn meno l'ischioso cd olTril'a il vantaggio di dar la mano .ii Serb i e procurar subilo il posse~so di un paese ricco e cl'nn silo importan tissimo, sia strategicamente, si,L politicamente, SoD.a. Oltrn di che sembra che lo aggirare le posizioni_ della dife.~a. nonostante i rigori dcll' inverno, fosse colil meno diffi cile di quello r.hc nei Balcani cnmrali ptesso ht strada di Scipk.a . Fu dello che i Russi avrebbero riLrovalo Plevna ad ogni passo
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D 0Rf t,;N TF.
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nei Balcani : ciò avrehùe do"uto e potuto an·enire, ma non avvenne. [ Turchi non dellero prova di molta. ab ili.Là nella guerra montana. Quando Gurko apparve nel piano di Sofia, gli ami ci rlr~la Turchia si aspett.wano di Yedcrlo punito della sua audacia, vale a dire che i Turclti approfiLl.assero della loro posizione interna e dell'isolamento di lui poi· piombargli addosso con forze sor erchianti; ma pur que:;ta. fu rnna spernnza . T difenso ri dei Balcani e1·,rno in co ndizioni materiaii e morali mollo peggiori che non clesiclcrassero e crNlcssero, a quanlo pare, gl i amici loro, e lo sbocco dell' ala si.nistra russa pel e-o lle di Scip ka nel.l a valle della T1mdscia nvven,Ho poco dopo qr1ello dell'ala des trrt verso · Sofia. costrinse l'armata turca dell'ovest a sgomhrare il paese a ponente della ~trach :K e1.n nlik-Adr:iunopoli , e le 1agliò la via piu dritta ili r itirala verso la sua base . ll paragone tra i Balcani e le nosl re Alpi occidentali . o meglio tr·a la dif"en::;iva I.urca co ntro la. llussia in cruellu regione e la dife nsiva nostra contro mi11a.ccie da ponen te, ci sl'mbra non offra fondamr nl.o ad una seria critica . Cn ' occhiaia alla carta has!a a 1110strarci come noi ci l.ro veremmo in condiz ioni mollo miglior i dei Tnrd1i per una difesa centrn lc controfTensint di qua dai monli, semp recliè no n avessimo motivo a gravi timori su l nostro fianco sinistro e le sp,tll e dalla pa.rLc deil' Appeunino lignre; mentre poi la valle della )forilza affiancata dai monti present.'l caralleri sLrat.egici e topografi ci mollo cl ivcrsi da quelI i della nostra vallo del 11 0 e della regione tosr,o-emiliana, sia per sè medesi ma, sia per rispetto ai principali ohhietti,i geografi ci dell'inYasionc e della difesa nei due casi. Se per noi il colle di Cadi bona o quello della BocchetLa potrebbe arnre qualche analogi,t con lo Scipka dei 'l\m:hi , ben poca He arrebhe Ales;:andria, o Stradella, o Piacenza, o Bologna, o Firenze, o qualsivoglia altra posizione slr:llegica ·n. settentrione di lloma (la supposta nostra Bisanzio) l',On Jdrianopoli . !\è avremmo noi, coine i Turr.h i, nel campo nostro e alle spalle gen ti avverse o d'ubhi e; nè ei afD.dcremmo, com' essi, esclusivamente o precipuamente all,t re.5isteow. ferma; nè lasceremmo agio al nemico di attraversar montagne come quelle per as,pri sentieri con intere divis ioni éli fanti, e cavalli e cannoni. Con tullo il rispetto e tutta l'ammirazione dovuta dai militari d'ogni paese a guerrieri
GUEHRA
che sanno fai· dife;;e rnme quella di Plevna, abbiamo il diritto di crederci ed rssere creclnti cnpaci di tener 1:t m~nlagna e la compagna altrimenti che per ,-irtù d' inrrzia , impiomhandor i <rua o lii dieLro e clen I ro ripari . In conclusione., anche in qucsla gucrrn l' oll'ensirn praticata (;on quelle forze e quel vigore e.Ile il caso c,hiedC\ft, e 110n frastornala da i11r righi politici , da ingerirnen li str;rnieri o da inconsulte dubbiezze. doYea prevalere sulla difensiva a~>\Olnta; e premise infatti. Non toglie rnerito al vin()ilore agli occh i dei milil:iri del n~stro tempo lo aver ,·into coi gros:,i batwglion i, "e oltrE' a quc:-t i ei seppe :,,dopcrnre pel suo intento ord inament i hcn intesi, bnonC' arti di guerm, rioP- aèlMte :ii C'asi. ai luoghi. ai uernici. e ralore ed energia.
Parallelo tra la guerra franco-germanica (1870-71) e la guerra russo-turca (1877-1878).
Contro la !<rancia. vicina, potente. disimpacciata, naturalment e aggressiva, avvezza a. vincereepienn di l'rdc in sè. la(~ermn.nianel 1870 mise in rnmpo sin clal pl'itno momento tolte lr sue fo1·ze, prcparatf~ t' preclispo:;tr pC'I pii) podero,-u iniziamento possihil r di ' llllil offen~i\ .1 ti l,111in1menle ~-igo ..osa; nel "8ì7, c·onlro la Turchia. lontana, sr,o:;sa o imped ita da nwlori e ronvnlsion i int erne, spregiala, impoLP.ntc nllt' offese, l'reclula. moribond;, , la. H.ussi;t adoperò dapprint'ipio una parte sollanto della ;;11a militare potenza.. Dunq11e,da. u11la.l.o p1·eparnzione lJHt!,iìÌma. e 1.nassimos(orzo di pri111n rnomenlo, quinci i un' offcn:;ini inlrapresa. cli subito con piena potenza: da.ll'alLro lungh i e lenti appal'ecchi, invasione corninri,1la eo n mezzi che presto si most.rarouo scarsi all'11opo, un amncnlo progre~sirn di forze . I.e' ragioni di tale differenza sono di,·el'se, mn tutte noi issi mc achiun q1w ri1J hi.a idea delle condizioni geogrnfi.che, ocouomicli e, mililari, e :;egnallm1enlc ferro, iarie, di lfueilr due po lenze, non meno che delle loro ri.spetti ve condizioni politiche in terne ed esterne edella diversilit dei due momenti in cui elleno entrarono in isccna coll e armi in pugno.
DifTeren te mol ~o nei due casi l'asscLLo strategico . Da un lalo una base larga e ::;icura (il medio lteno e le ferrov ie della Baviera e rrns,,ia 'Lransrennna), coperta sui due finnchi dalla 11entralilù. della sv'izzern e del Belgio. e concava verso il primo e pi1't impo rtante campo cli clife:;_a del nemico, senz'altri impacci di qualche rili e, o che le due fortezze di Strasburgo e .\'fetz , incnpaci a cli i11dere iI passo ad u11 granclr esercito; da ll'altro le più infeliri condizion,i di base e cli linea d'operazione che immaginar si possano , un remoto lembo di paese, nna fro11teperpendict1 lfLl'e a qnel la della difesa, col linnco si11i:;tro al mare dominat o dal naviglio nemico, t1no sbocco angusto tra il basso Danuhi o e la T1·nnsilvan ia, cioè Ira la Turchia nemica e l' Austria-Un•rheria ncuLrnle e non amica, una sol:,, ferrovin, esposi ~ . a alleof-. fese dell'n vver:;ario e uou preparata.per quello irnmenso movnncnl.o cu1 clove~a ,;cn ire, 1111 lunghissimo ('ammino attraver:;o a paese neutrale, una gran c·on \ C'r;;ione co l nemir,o sul fianco sinistro, vale a clire clall:,, parte della ha,-!' prnpria, eco ll 'Austr ia-U~1gll eria~ll espa_lle, e dop_o tutto dò due n<rrai1cliostacolida superare, 11 Oanubw, fort1fkaloes1. . gnoreggiatu dal.l'inimico, e i Balcani , e trnmczzo.ad ess'. il quadrilatero bulgaro, base clella clifesa Lurca. ~essuno 1mped1menLo pre~ senta,,a. il teatro della guerra. in Fra.ncia che potesse stare alla pan con quelli. Se non che a superarli i Russi ehbero aiuto dalla slagione: pel Danu hio l'estate, pei Balcani l'i_nvern~; e _li socc?rse pure il di[cnso·1·0 medes imo colla sua inerziu e coi ~uo1. enor1. Le forze della difesa al principio della guerra furono scarse al bisogno 1;osi iu Turdtia, come in Francia, nu1. considerando d'ambo le p~rti le condizioni topografiche e strategir he q~ii :;oprn accennate, e paragonando la forza numeri ca dello eserc110 r~sso al momento del pas~aggio del Danubio con quell a dell'esercito tedesco al suo entrare in FranC'ia, data propo rzione, redremo chE> i Turchi ci·a.no in sostanz;l più forti dei Franct>si. Ucns·ì mentre l'esercito turco, e pel :mo cara.llcre e per la sua costituzioni' e pei gr~vi difetti elci :-11oi ordinamenti non aveva a.tlil,udine se non che a. difesa passiva , il f'raucese l'appresenlara per ogni ver,;o una pole'.1za_ mohile e t:ontroffensirn i11 ::;01111110 grado . Maacò a questo chi eh tale sua viru't ::-ape,;se trar proliLto rnentr 'era an cor Lenipo; quell o invece ebbe la fori.una di poter mostrnre a chiara luce e nel modo più glorio,;u Ja sna singolare attitucline alla resistenza perlina1~e .
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GUERRA
D'ORJRNTE
Del resto v'è molto maggiore dissomiglianza tra i Turchi del 77 e i Francesi del 70, di quello che tra i Russi d'oggi e i Tedeschi di seLte anni or sono . Quesla differenza crecfouno sensibile sopratutlo nelle milizie di seconda e terza linea, cioè tra i redi{~ e 1n1bsta,fiz ottomani e i reggimenti di marcia e le girn.rdie mob ili e nazionali cl1e la l1rancia mise in campo dopo le sue sconfitte. Dietro ad nn ciglione o ad un parapetto, quei maornettani, ,non rammolliti dalla civiltà, bencl1è inesperti delle mi IiLari discipline, sanno com baftere sino a.ll'estremo, al pari e fors'anche meglio dei vecchi soJdali, e con più furore ba lzarne fuori ~ breve contrassalto, aiutati da quelle due tremendP po lenze spiritna li , il fauatismo e il f'atalismo, che ~nI campo di battaglia si tr,1.sf'ormano in due grandi virtù milita.ri. Che spettacolo diverso nei civilissimi paesi ove Cu (:ontinuata la guerra dopo Sedan ! "Poca. differenza ~lunque d'organismo e cli spiri ti tra gli assalitori nelle d.ue epoche, ma grandi~si@t dal la.Lo opposto, sia quanto al terupemmento rlei popoli , iiia quanto alla costituzione e alle facoWt degli eserciti. Per ciò che r iguarda le armi, in quest'ultima gt1errn non vi fo un sensibile squilibrio di potenm tra le due parti, come nella lotta franco-germanica, nella quale il fuci le francese soprastava al tedesco, mentre il cannone germanico 'soverchiava, il cannone e la. mitragliera francese, con quelle conseguenze d'ordine tattico che tutli sa,nno . Le differenze tra le armi dei Turchi e quelle dei Hussi non furono di tal momento da doverne risultare la necessità. n soltanto la, convenienza. di particolari spedienti tattici ; che a1~z i, per conseguenza di quell.a qnasi uguagli.anza i llussi nei loro a ltacchi pOLerono eorninciare coi loro fuc ili un fuoco mirato e di qualche efficacia a ciistanza maggiore di quell~t a cui er:ano costretti a <~ominciarlo i Tedeschi se non volevano sprecare le loro mun izioni. Di taJe vantaggio ltensì non prolìttarono i Russi, a quanto pare, se non dopo che ebbero sperimentato nei primi assalti cli. Plevna i danni del lra~curnrlo . A primR vista, e da t[uanto finora ci è noto, dovremmo argomentare che il difensore facesse migliore uso delle sue armi di quello che l'assalitore, ma non possiamo dar giudizio assoluto sn ciò, poichè sappiamo quanto per tale ,·iguardo la difesa sia per sè medesima iu. condizioni migliori dell'attacco, semprechè ella abb ia bene scelto e preparato il suo campo ~l'azione, come fu il caso a Plevna.
Prendendo poi a considerare la condotta clell'o[ensiva nel suo concetto primo e nello svolgimento dei suoi atti, non osiamo per ora far eco ai biasimi' che udimmo pronunciare contro lo stato maggiore russo, nù confrontare da pari a pari l'azione di esso con quella Mllo stato maggiore tedesco nel 11870-711, tanto diverse ve-. dia.mo le condizi oni pol itiche, strategiche, logistiche ed economiche delle due imprese. L''offensiv:L tedesca procedette è vero dritta e spedita, così che parve governare clessa medesima la difesa a propri.o vantaggio, e non metter rn[l i piede in fallo ; e non può dirsi lo stesso dell'offensiva russa. Ma leprincipali cagioni di tale diversità voglionsi cei:care, a nostro avviso, nel diverso modo in cui nei due casi fo preparata ed alimentata la. guerra, più che nello indirizzo d[lto alle operazioni clell'inv[lsione; e noi ignoriamo se e quanto debbafarsi colpa allo slato maggiore russo deUo avere intrap~·eso l'o [fons iva con meni che si dimostrarono insufficienti all'uopo, tra tante cliflicoltfl d'ogni fatta e di immensa mole, onde gli iridugii e le incertezze del primo pe. riodo. Di più dobbiamo tener calcolo della strutLLLra del teatro della guerra e clelfo ostinata difesa, fatta in principio dai Turchi . 01.:!ello accordo che nei primi fatt i d'arrne dinanzi a. Plevna parve maneasse tra i condottieri delle truppe russe, si manifestò poi in sommo grado . e sn vastissima scala nelle operazioni seguenti sino all'ultimo momento , e gio ,,ò meravigliosament.e ,t porre ad atto nel Ìnig ior modo possibi le il disegno fondamentale dell'offensiva, cprn!e era stltto concepito sin dal primo rnorriento. Plevna non fu. quindi che un incaglio di. qualche dur-ata, r imosso il quale la guerra, prese rapida l'andamento voluto dalla mente direttiva. Vedemmo rinfol'i.:ar l'offensiva, permettendolo la inerzia del nemico; non Yedemmo però nè titubanze nel diseino, nè pentimenti (eccettochèsui giornali) che producessero cambiamenti essenzia li nello assetto strategico inizial e. La invasione clella Rumelia fu solamente protratta; il passo di Scipka, principale sbocco a qctell'uopo, fu tenuto ad ogni costo. Ridotto rnornentaneamente all;ì difesa, l'invasore serbò contegno o[ensivo. Dalla parte dei Turchi a[!' opposto abbiamo vedllto il gol'erno metter l~ mani sullo scacchiere come nel 70 e 7 1 gli uomini di Parigi e cli Tours, e guastare i div isamenti dei ca.pi clell' esercito, cambiar qttesli ogni momento, e nel tempo stesso far, come suol 1
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GUP.RRA
clir.,;i, siepe d'ogni pruno per rincalzar la difesa, con modi necessariamente precipitosi e disordinati . Qui il confronto colla. Franc;ia non può esser portalo troppo oltre, che sarebbe far Lroppo grave torto ai governanti ed ai capitani francesi. La sfera del governo e del comando in Turchia. ci si mostrò un cios di 'inLrighi, gelosie e discordie tali c~rn per trovare un termine di paragone in Europa dovremmo cercarlo nei tempi passali. Frt manchevole la preparazione, specialmente per ciò che riguarda la difesa. dei Balcani; i provvedimenti presi per sostenere la. guerra in Asia e prostrare nel tempo stesso il Montenegro furono a. scap ito della difesa principale, quella cioè della Bulgar ia. e Rumel ia; e mancò per giunta l'accordo tra. i comandanti delle varie parti del!' esercito . A compensare tali difetti e gli errori che ne derivarono, non poteva bastare l'amm.irabile valore difensivo delle milizie. Vediamo or::l a riscontro l'uno dell'altro, per qunnto possibile, gl i andamenti delle due guel'!'e. ·Potrerno dedllrne, tra le altre cose, quanto vi sia cli vero in que{[a asser7,ione di. alcuni critici, che i Russi siansi studiati di copill.re in Turchia ciò eh.e i Tedeschi fecero in Francia! I. biizùonento . ·,18ìO . L'esercito terlesco si ·fonmt e si ~chiera avanzando tra la Mosella. e il Reno, fronte a. ;mcl, cli contro al confine dell' A.lsaiiaLorena e muove senza indugio all e ofT.ese. Potreb be incontrare in cammino l'esercito fra1ic.ese; ma questo, pur disposto affolTen~iva,_ sta tuttora. apparecchiandosi fermo dietro la. Saar e la Lauter, diviso in due mas~e :;eparate dai Vosgi, con una riser va lontamL dietr& l'ala sinistra a Metz e <d campo di Chàlons. ,1877 . L'esercito russo si. for ma a. su.o bell'agio dieLro u.l Prtlth, si avania attraversando la Rmnenia neutrale e cuoprenclosi a sinistra con una pa.rte dell e proprie Lrnppe ,;ul basso D,tllubio. e si schiera .rnlla simistrcisnccessivwnente, [rnnte ,l sud, lungo il fimne ora detto , in due rnasse, la minore delle qual.i (quella cli sinistra) accennrl a,ll.a Dobrus!;ia, e la maggiore (!Tllella di destra) minaccia la fronte clella difesa tra Tuturk.ai e Nicopoli .. Il Danubio, la neutralità stes;;a della Rumenia, e più ancora la situazione e il carattere dello avversario assicurano <~he quella I unga preparazione non sarà disturbata da alcun vigoroso atto controffensivo. Dal
D'OHII::NTI::
-canto :suo l' e.;ercito turco ha una debolissima ala destra avanzata nella Dobnlscia, c;ustoclisce eon un eordone di truppe la-linea del Danub io da Silistria a Viclino, tiene il principale nerbo delle sue fone raccolto nella Bulgaria orien tale, attorno e dinanzi a Sciumla e un corpo ass;li grn;;so all 'estrerna sini!:itra, a Yidino, e sta fornurndo ·riserve dietro ai .Balcani, a Adrianopoli e Sofia : assetto e.,senzialmente difen:-;iYo. - Questo iniziamento non c;i pare molto somiglia nte all 'altro, nel quale la formazione, lo ,;d1ieramento e 1-'aLLacco si fondono quasi in nll :;olo allo, e prendono di mira l'esercito nemi co, cl1e intende pur desso all e offese, mentre in questo il cr iterio strategico è guidato prinàpalmente da- considerazioni Lopograricbe . . II. P1·imo periodo . ,1870 . l Tedeschi eseg-1ti:;cono una 0onversione a destra, per avvolgere da snd J' esercito nemico, isolarlo da. Parigi e venire ad atti decisivi, co~tringenclo l',wversario a con.tbattere con l'orze .infe riori colle ~pn.ll e al confine di pae., e neutrale, senza via cli scampo verso il r;uore della .Francia. Intanto la loro ala sinistra ha occasione di schi acciare la. destra nemica, e ne! t.empo steS$O la loro destrn (la massa pr incipale) ottiene pure un pa rziale vantaggio contro la sinistn1 (grosso) dell'esercito avverso . L'ala destra france:;e (.VIac-}fal10n e De Failly) ~i r itira scompigliata su · Chàlons; la sin istra (.Bazaine) si la,;cia avvolgere e chiudere in ft'Ietz. l Tecleschi rimangono padron i rlel JHtese sino alla M'osa e procedono all' assedio delle fo rter,ze ehe i Francesi vi tengono ancora. Questa la prima fase, cui succede ,;ub iLo la seconda. L'armata di Cha.lons muove per Reims e Vouzier., (obliqua.m.ente a sinistra verso norcl) a $Of:conere l'armata ai .\1etr,. Due armate tedesohe incami:ninn.te verso Parigi , meni.re nua terza stringe Metz, si volgono contro l'armata francese di Chàlons, la aggirano da mezzocli, la riducono a balla.glia difensiva e decisiva nelle pe~giori condizioni possibili. avviluppandola,. isolandola, addo,-sandola ad uno Stn.to ncuLrale, la costringono all a resa. -1877 . L'nl[t sinistra dell'eserci1,o russo pas:sa il Danubio pre5so Bra.ila e occupa la .Dobrr1scia; il grossq passa il fiume nei pressi di Sistova, cioè al cenlro della difesa turc,t, separa J' al,L sinistra -dal grosso dell 'esercito nemico, e fa . punta veno sud, dividendosi
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J/ OH IJ::NTJ::
GIJERRA
in tre parJ i disuguali, di cui la maggiore fa fronte a sinistrn ( est)' <:ontro il fianco occidentale del quadrilatern bulgaro e la massa principale del le forze nemiche, la. mezzana fa fronte a destra ( ovest) verso la Bulgaria occidentale e l'ala sinistra dei Turchi, e la minore corre ad impadronirsi del pl'incipaJ passo dei Balcan i nella direzione di Adrianopoli , preceduta da un nerbo di cavalleria cl1e valica i monti e minaccia la Rumelia. Ma l' ala sinistra turca si stabilisce salda in .Plevna 1;ul fianco destro dell'invasore, e ne respinge gli assalti , mentre nuove for;1,e accorrono a ctrnprire la Rumelia e costringono i Russi a sgombra,re clal versante meridiona le dei Bal cani. Ora questo atto controffensivo, clie clovea contin1wrc sin nella Bulgaria centrale, è troncato a mez;1,o nei inonti dalla pertinace difesa dei Russi al colle d( Scipka , come I' ttlLro del.lo esercito di Sciurn la contro il fianco ,;ini~tm dell'anersnt;io è rintuzzato all a sua volta dinanzi all',Jantra; e intanto I.a sinistra turca resiste, sì, in Plevna, ma non si muove. Manca ai Turch i l' accordo, manca la po,;5a controffensiva. Mancano pure ai Hitssi da principio· le forze J)er liberar,-i da quello iJrrpaccio di .Plevna , ma soprnggiungono poi; e Plevna è cinta, a~sediata , costretta alla resa. [ tentativi di soccorso dei Turchi , ::;pecialmente di~lln pan e d.i So ria, sono insufficienti, inefficaci, e non riescono ad altro che ad attrarre nei .Balcan i l'o la destra russa prep.onclerante e vincitri ce. Meno d;' un rn.ese nel 70; quasi cinque mesi Ilei ,, ! Dov'è la somiglianza~ Forse nella sr;arsa virtù controffensiva della difesa . Vediamo da un lato due ,1v v0Jgi111enl i pe,· mezzo di conve.rsione a destru, dall'altro una ir ru;1,ione a massa ce11trale. La difesa in ,tmbo i casi ù rotta in élue dalle . operazioni dell'assalilorc, ma in modo e con effett i man ifestam ente diversi. Dov'ò nel ,J877 nn fatto che. corrisponda alla rotta dell'allì destra fran cese ( a Worth)? Come differisce I.o avanzare del centro russo da quello dell'ala. sinistra tedesca! , E do,·'1' l'equivalente di Metz? Non certamente il qua.drilatero bulgaro, ove nn esercito intatto campeggia e manovra aJ largo a. piacer suo, con tanti appigl i E' 1~on retrovie sicure. Forse Plevna? !Vl a Plcvna bastò a frenare per lungo ten1po l'offensiva . russa, mentre lo stesso non potè fare Melz. Quindi gran diversità cli effettivo valore strategico. Vorr~ssi trovar forse una rassomiglianza in ciò d 1e Plevua
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fu, come Metz e come Parìgi, assediata da una parte dell'esercito invasore, e l'assedio fo coperto dtt altre masse cli truppe in quel.le direzioni donde po leva esser dislurbato dall 'avversario? Ma ciò è sempre avvenuto cd avventi. sempre di necessità. in tali fatti di guerra . E clii vorrà sul serio paragonare la difesa di Osman con quella di .Bazaine? questa volontaria, aiutata dalla potenza resistiva cl.' una gran fortezza, ma svigorita da ragioni poli tiche, non cim( nl.ata da fi eri assalti dello assediante, terminata sema l.rar colpo; qnella comandala, improrvis,ita, afferrrntln con fortiss ime rns i:;tenze cont.ro assalti furiosi, estranea ad ogni ragione di politica interna, tutta militare, com.battuta dal primo all'ultimo mom ento, e chiusa gloriosame1u e cadendo eolle· armi in pugno? Xe~snna analogia. per tali riguardi neppure tra Plevua e Parigi s,ippiamo sr,orgere, se non quella della impoi·tanza r,he ambo le parti avverse attribuirono a.Ila difesa e alla conqu ista di q1tci dne obbiettivi . L'azione dei Russi dinanzi a Plevna diffel'ì essenzialmente da quellri dei Tedeschi clirranzi a MeLz e Pa.rigi in ,-nlle pi-i.mc, perocchù a cagioni· dell e condi- . zioni partic:olari di Plcvna, che non era fort.ez;1,a preesi$tente co me quelle due di Francia, i Russ i cominciaro 11.o cogli assali.i a viva forza, e non ri corsero allo spedicn Le più lento e, tome suol dirsi. pi u melodico dello ,tccerch iamcnto, adoperato dai Tecle:;eh i sin dal momento primo (bensì dopo le iHltlaglie di Rezonville e· Gravelott.e nel primo caso, e dopo il com battimento di Chàtillon nel secondo) se non qu:indo videro gli assali.i riuscir vani ed ebbei'o le forze 11cces,wr ie per lo assedio. - E dove sono nel ,J877 momenti come quello dello aran;1,arc di .Mac-)lahon u !'lOCcorso di Bnzaine , die fini co lla innnensa, ca t.asLrofe cli Sedan? 1 tentativi di So limano a Scipk:1 , cli )1el1emet-Ali e poi di Solimano stesso conlrn la lin ea dell '.l antra e gli n.ll i della difesa sulla viadrilla da So'fia a Plevna possono olfrire . qualche lontana e necessaria rassomigl ian;1,a con· ciò che t.entarono nel secondo periodo della guerra ,1870-7 1 le arm.ate francesi del centro, del.l 'est, dell'ovest e del nord, nrn nessuna apprez;mbile rnilita,rmente col gran fatto c;he segnò la caduta del l' impero napoleonico . Fare:iho inoltre osservare come dopo Sedan l'importanza di }Tet;1, scemasse moltissimo, e dopo la pre:-a di Strasb urgo (cui speriamo non si vo1Tit parago-
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D'OlUENTE
GUERRA
n~re <Jnella. di Raliova. del 1877) scemò anche più, mentre quella ,d1 Plevna si ma.ntenne primeggia.nle sino allo estremo !2'iorno della difesa. , JIT. Secondo Per,iodo . ,1870-7·1. Accerchi.amento di Parigi, copert:o verso settenfrione ponente e mezzodì, mentre cadono Strasburo·o e Mer:c contii·iua~ . · nelle provirn:ie settentrionali, i, ' z10.ne el e11 'of1"ens1va, centrali e orienlah del.la Francia contro le nuove forze francesi; infelice controffensiv,t francese verso Belfort assediala, atti che danno motivo ad abi lissimi ;posl'.1m~nti di masse tedesche; resa di Parigi. A questo. pun_to _la I, ranc,a· si vede cosl.reua a eh ieder pace e accettare le dums1rne condizioni che le impone il vincitore. ,1877-78. L'offensiva russa atl.ravet·sa i Balcani nel cnor dell'inverno, procedendo rapida di vitlori,t in vittoria, nnnienl~ il centro de!la. difesa_ turca, ne. avvolge e schiaccia. l'ala sinistra, si -apre la vw d1A.dnanopoli, corre senz'alcuna posa, sino alle coste ~el Mar Nero al piede dei Jfalca.ni lilorani, del Mar di Marmara dell'Egeo sino alle porte di Costanlinopoli. • . ' . Se _v'è pnre qualche barlume di ~orniglianz:t 1.;·a l'ufficio slrateg~c~ dell';~wal.a del Granduca. ereditario sul fìnir del 77 e sul p~·inc1p10 del ,8, e quello rlel corpo del genera! Werder nel ,O e dell'a.rmata del sud sorto il generale )fantetillel nel 7 1, e tra Rust~c.1uc da un laL~ e Belfon dall'altro, nel rimanente ogni eon~ fronto_sareb~)e pegg,o che ozioso, imperocchè i '.l.'lìrch i in questo seconcl~ periodo commisero errori e negl igenze non paragonabili a quel!, e a quelle 1;he commisero i Francesi, e i Russi dal eanto loro superarono difJico ltà naturali mo lto maggiori di quelle che ·ebbero _a superare i Tedeschi, eon energia e prestezza · stupenda . Oltre dt che la Francia sulla fine di gennaio del 11871f, 1ionostante r·he · · ,wesse . . .·percluto .la, ,,-u·,1. c~p·t·1le ,., , , , non era cos1.· stremata e moribonda come lo è oggi lct Turchia.. Lasciamo agl i osservatori supedicia!i notare clie i Russ i usa1_·0110. rno'.Lo gli aggiramenti, come i l'russiani, che. adoperarono la tortdicaz ,one campa.le nello accerchiamento di Plevna, come i Tedeschi_ l'aveano adopera.la attorno a Metz e a Parigi, che la cav~llern.1 rus.sa op~rò tl so~~iglirmz~ della prussiana, correndo paese ,dmanz, all esel'Clto e sui fiancli1, rom.pendo ferrpvie, facendo
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tòlte e<:c. Tut.to ciò non è altro in sostanza che la que1··ra d'oggi, di cui diciamolo pure, i Prussiani furono maestri a tutti gl i eserciti ugualmente. Faccia diverso chi vede altrimenti! Vada a.gli assahi l'l'onlali contro il cn.nnone e il fucile a. retrocarica., e senza preparar bene col cannone la via al fu cile! cinga un sito· forte, ove siano raccollj 30, GO, mo rnil:i uomini, senza munirsi cl'o- ' pere difensive, o l'accia <Juesto wrn.e lo si faceva ai tempi di Napoleone I e di Feder ico U! tenga. la. cavalleria Jegata. alla fanteria o alla codn élell 'esercito ! !?accia J)ure così, perchè non lo si possa tacciare di copia.re i Prussiani ! Un breve riepilogo . Per quanto ha tratt.o all 'ordinamento e alla preparazione- dal la Lo dell'offesa : Nel ,J870 (Tedeschi); ordinamenti appropriatissimi al caso, sufficienti 1rnr ogni bisogno prevedibile, cornpleti; preparazione istantanea; - nel 11877 (Russi) ord inarnenti bene ndatt.i a guerra offensiva, ma. pur molto nrnnchev1'J li per le occorrenze del la. guerra. divi~ata; preparazione lenta. e pl'ogressiva: E dal J:i to della difesa : Nel · ,J 870 (Frances i), ordinamenti imperfetti, specialmente per la controfiens iva; prepnra.zìone tarda, arruffata., s~1ccess ivn; nel ·1877 (Turchi), ordinamenti difettosi, precipitosi, sforza.ti; preparazione a sbalzi e sempre ttnnult.naria.. Per quanto coneeme il carattere e le qualità degli eserciti: dal lato dell 'offesa: Nel 1870 (Tedesehi), . petfett.a. attitudine alla. guerra, sia offensiva sia difensiva, ar:cordo meravigl ioso, direzione sapiente evigorosa, salda liu1teria, cavalleria ardila e hene insl.ru tla, ouima. artigli.eria, buoni t'u.cili , oti.imi cannoni; - nel ·l 877 (Russi) attil:u.dine perfetta all',J ffon siv:i. e alla. dif'ensiva., proclività agli assalti, persever::mza smnnw, sviluppo progressivo di abilità ed a.ceOl'do , direzioÌ1e 11011 bene preveggente sulle prime, poi aggressiva. e pertinace, fanle l'in impel.uosu, resistente, ca.pace dei più gra.ndi sforzi, cava.llcri,t l·,tt0ni"sima, audace, infalicabi le, buona artiglieria, armi eccellenti. E dal laLo della clifes,1 : .'fol 1870 (Francesi), da p1:incipio mi lizie assai più adatte alla 1
GVUIHA
D' ORIENTE
offesa che all a difesa e mal preparale a guerra di fensiva, in -se.guito masse d'armati male iuqnaclrnte, male insLrutte, poco salde; mancanza d'accordo, condoLLa incerta, lilubame, slegata e non di sado lìacca; fimteria 1roppo sensitiva e nun bene disciplin.ttq, cava/1.eria impetuosa nel. caricare ma. nulla più, artigliel'ia discreta, fucili pi(1 potenti cli quell i dell 'aHersario, cannoni di minor po.tenza; insomma. inferiol'iLit evidente per ogni verso a confro;Ho del nemico, eccel:lochò neilf} rwmi <lclla fanteria e nell' impeto dei .primi assaHi; - nel 11877 (Turchi}, mili,,ie fredde, otLime per clife:;a fernrn e co:;t,rnte, sobrie, pazienti , m,t non adatte alla controrfens iva, per conseguenza. dei diretti rlei. loro ordinamenti e del <temperamento e car attere dei loro capi, animai.e prirna, disanimate po i d,tl l'alalismo maomettano; dit'e"iono iu'l.ricat;1, discorde ed anche impreveggente, pigrn,, pesante in alcuni gravi momenti; ~rrni l1uoni:osime in generale, lmona a,rtigli.eria, c,tvalleri,1 scarsa .e mediocre; tlnnque potenza guerresca assai men piena di qnella del nemi co. Venendo alle operazioni: - il profi lo stnitegico dell a. offc.n~iva vien così disegnato : Nel 11870 (Tedeschi), avvolgimento dell 'e::;erci1,o nemi co dalla .pl'Opria ~inistra, cond.ocente a piena. vi noria decisiva; assedio della cap it;:i.le nemica e largo irradiamen to offens ivo e "controffensivo contro gli eserciti cli soccorso, che son tenuti lontani e dis.ginnti, prostrati, cacci,11 i più lungi; - nel 1877 (Russi), attacco a m.as;:;a, centrale, au.ravorso ad un gran finm.e, separazione dell e due ali dell'esercito nemico, posizione interM o.ITensiva-d.ifensiva, facendo fronte e combattendo da tre lali ad un tempo, di fensivamente. e con buon succe::;~o a sinistra cd al centro, offensivamente ,L destra, ma con poco fru tto; lunga pausa aspettando rinforzi; quindi proseguimento dell'o!Tensiva dall'ala des tra, e tolto ogni impaccio da quelht parte, pass,tggio dei monti a dritta ed al centro, mentre la sinistra. tiene a bada l'ala destra del nemico, vit.Loria decisiva contro il centro o l'ala sinistra cli lui, e corsa -trionfale verso la metropoli dell'avversario; intanto altre forze alleate (Sorbi e Montenegrin i) estendono la guerra verso ponente, ed altre (Greci) si apparecchiano al fine medesimo da. ~1ezzodL .La 'difesa va in isfacelo sotto quei colpi . 1
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E la difesa si delinea cosi: Nel ,f 870 (Francesi), caduta repentina dall a preparazione offensiva alla difesa ptissi.va r, divisa; l'ala destnt sbaragliata si raccoglie ·lontano inctietro, la. sinistra (la massa principa le) tenta. trattenere lo inv:isore sulla fronti er,1, ma è avviluppata, assediata in . una fortezza; costretta al la resa, e la sorte medesima tocca. in più breve te.rn.po all',11Lra ala, r ifatta e r inforzata, che s'avanzò al soccorso. Dopo ,j ò la capitale assediata di viene perno dell a' di l'osa, e nuove .mi.lù ie si formano in fretta nelle provin cie 11011 invase e tentano d'ogni parte convergendo li berare la metropo li , invano. - Nel ·1877 (Tnrcbi), la difesa ro ua nel mezzo fa cenno cl i avvolgere f invasore, prepondera.ndo sulla propria ala cl.esLt'iJ, ma con sì scarso vigore che tut.l:a la s1rn azione controfTensi rn si ristringe in sostanza alla resistema ostina.ta elci la srm ali-i si1ìistrn in una posizione avanzata, vinta la quale lc1 difesa rimane più che mai passiva nei monti , al centro e a rrrnnca, ov'è falla a pezzi e annientata, mentre a destrn sta iner te, è aggirata, svanisce, riducendosi alle (ortezze, si che la .linea principale cl'innsione resta scoperta e la capitale stessa é minacciata in pochi giorni. Per ultimo l'azione tattica . a) Atlacco. ~el 1870 i Toéle::;ch i rnetLono le artigli erie vicino alla testa delle colonne, e le adoperano ,lprima. giun l,a, quante possono porne in azione, sotto h prote:;; ione delle avanguardie, facendo massa di fuochi sugli obb iettivi dell'a uacc,o, mentre le fan terie si spiegano, ~i clieada~o e s'i mpegn;:ino a poco a poco nel combattimento, evitando, per quanto possibile , di fa.re uso dei fucili prima di giungere a portatlt effi cace dal nemico e approfittando dei r ipari che loro offre il terreno . Avanzata ,1 stormi eseguita da piccoli nuclei rudi, accompagnata dal fuo co cl.ell' artigl ieria, elle pure si avanza a r iprese per ottenei- maggiori efl.'eHi, o fiancheggiata cla.lla cavalleria. Uso costante di attarchi cli fianco e al'Vo lgimenti comb inati cogli attacchi frontali con i~trettissimo ,:tccordo, e impi.ego 'delle riserve a rincalzare, r innuovare ed estender gli attacchi. Fortezze, monti, riu rni e il disordine stesso risultante dal combattere su l:1rga l'ronté con ·ordini separati e spiccioli, impedirono le più volte lo inseguimento lungo e incalzante dopo la vittoria. La cavalleria fu
GUERRA
sopra tu.tto adoperata, a precedere e fianchegg iare lè armate :1 mo lta distanza. - I Francesi, quelle poche volte che.combauerono offensivamente, usarono ordini più densi. dei loro avversarii, non seppero o non poterono imitar questi nell'uso dell'artiglieria, a motivo specialmente della inferiore potenza dei loro pezzi, abusarono clelht Ìunga giuata e del tiro acceleralo dei loro fucili, trascurarono o non adoperarono uhilme11te gli avvolgimenti e gli altacch i cli costa, serharono la ca.valleria ai cruenti sacri ficii nelle baLl:agl ie, e solo rh ultimo pre:;ero :td irnitare, r iguardosamente però, le scorreri e <lell.i, cavallel'ia nemica . ~fol :1877 i I.lussi tentarono da principio di risuscitare In tattica impetno,;a di Suva.row, che_crndevano ad..lita piLL d'ogni altra alle loro fanterie; ma poi, ammaestrnLi da sanguinosa esperienza., dovettero l'inonciar vi e imitare quella che si chiama tattica. pru,-siana . Nello adopemre gli aggiramenti, specialmente nelle montagne, si mosLrarono maestri, e nelle operazioni di cavalleria se non snperiori , certamente non inferiori ai Prussiani ste~si. Usarono pure Lalvolla con felice ,-ucces::;o gli assal ti notturni: - Del!a t.i.tt.ica 'offens iva dei Turchi r·.recliarn o inutile far paroh1.
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D'ORIENTE
confrontiamo, così grande come quella che v'è tra civiltà e barbarie, si scorge nel trai.Lamento dei feriti e dei prigionieri, e ·molto più nelle sorti ·e nel contegno degli abitanti de'paesi che furono teatro delle operazioni militari . Strasb urgo, l\'letz, Orléans, Rouen, Parigi non videro certo ciò che hanno veduto Kezanlik, Sofia, Filippopoli, Adrianopoli, CosLanLinopoli.
C. CORSI
b) Difesa.
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Nel la diCesa ferma i Torch i e i l:lu:.;,;i del rnp, aiutandosi abilmente colla Cortificazione campale, hanno snperaLo di gmn lunga i Francesi del ,J 870, come li ~iveano superati i Tedeschi nella difesa controffensiva. 1Di que;,ta hanno pur dato qualche buono esempio i Russi in: rpiesl.' nltima guerra, a Scipka, dinanz i, a Plevna nell' ultimo momento, e presso Pfrgos sul Lom i.nferiore, contro l'ala. destra dcli ' esercito cli S0limm1, lino altrettanto glorioso quanto infelir·.r-' ne rlet.tero i Turchi di Osrnan colla disper:11.0 so rtita ehe pose fine alla dif<:s:t di Plcvna, No n abbiamo dati baslan ti per p0Le1· slab iliee urw proporz ione tra la efftcacia dell'artigl ieria e qnelln delta mnsct1eLtr-wia nei mo lti 8 LI.i difensivi della recente lotta: pure d,t quanto leggemmo ::;inorn potremmo argoincHlare in generale che il fucil e ab hia. nella difesa, ,;pecialmenLe dall~L parte dei Turchi, rnso maggiori serv igi del cannone, il r:he, se veramente fosse statp, tornerebbe in sostanza ad elogio cleJl o assal itore non meno 1~he del difensore. Finalmenle mm, gran dissomiglianza Ll"a le due guerre che qui ANNO XXIII, VOL. I.
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LA NUOVA ISTRUZIONE PER LA MORI LIT AZ!ONE
LA
NUOVA ISTRUllONE PER LA MOBILITAlIONE
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La rapidità collR quale devesi al giorno d'oggi procedere nella. mobilita7,ione degli eserciti, consigliD. che l'ordinamento sul piede di pace corrisponda pérJettamenLe o q1rnsi a quello sul piede di guerra e che le operazioni di mob ililazione sia.no poche, facili e quindi di pronta esecuzione. Il nostro ordinamento mii itare, attuatosi dal 4870 al ,1876, mentre era pregevolissimo sotto molti aspetti, aveva però bisogno di vari perfezionamenti per coni~pondere compiutamente ai requisiti sopraccennati: il concetto che l'informava era chiaro ed elevato, ma l'at.l nazione di esso si 1·iseutì specialmente delle condizioni finanziarie imposte al Ministro del la guerra. Lt necessiltt di perfezionamenti per mettere il piede di pace meglio in armonia col piede di guerra risulta dal fauo che in allora l'esercito sul piede di pace era suddiviso in 7 comandi generai i ( comandi di corpo d'armala) ed ~n 16 divisioni militari territorial i coi corrispondenti servizi, mentre sul piede di guerra lu. sua formazione deve essere i.n 4Ocorpi d'armata. e 20 divisioni. La forrnazione 01·ganica dei reggimenti d'artiglieria, del genio e del ser1
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yizio delle sussistenze e le sensibili differenze che esistevano fral' ordinamento sul piede di pace e la formazione di guerra non permettevano inoltre che le operazioni di mobilitazione riuscissero facili; alle qua.li difficoltà ag-giungevansi poi quelle provenienti dal numero troppo 1imitato dei dist.rcl.li militari, dalla grande quantiti1 cli attribuzioni affida.te ai medesimi ed infine da ciò che la speciàle istruzione per il loro servizio in caso di mobilitazione conteneva norme non in tutto conformi all'attitudine del personale cd alle esigem:e delle varie specialità cli cui si compone un distretto . In questi ultimi due anni però varie circostanze hanno permesso .di dare, in parLc, un differente indirizzo all'ordinamento delle nostre forze mi litari; le migliorate condizioni fìna.nziarie' dello Stato hanno creato la. possibilità cli uscire dagli angusti limiti fino allora inesora,bi lmente tracciali, e si è incominciata una serie di riforme intese a perfezionare l'ordinamento del nostro esercito ed a metterlo gra.da,tamenle meglio in relazione coll'inlluenza è coll'importanza del paese. Tuttavia, sebbene rnolto si sia fatto in crtiesto breve tempo, lunga è la. via che si deve ancora percorrere per ottenere quella rela;ti va perfezi.one, d1e è indispensab il e in un ordinamento militare. .Molti sono quindi ancora, a parer nostro, i s,icriG.zi che il paese sarà chiamato a fare; ma ù certo che gli esemp i ili illuminato pat.riot,tismo dati da altre nazioni serviranno di salutare avvertimento a coloro i quali, facendo più a fidanza stt eventtiali combinazioni politiche che sulle forze del proprio paese, preferirebbero cli subordinare completamente all e esigenze fornnz i.arie il nostro sLato militare; dimenticando che se dovunque l'esercito rappresenta la forza e la sicurezza, per l'Italia rappresenta anche l'esistenza della na.zionc. Non s' intende, in quesl.'arlicolo, prendere in esame il periodo di riordinamento che si è svolto dal 18'76 a questa pari.e; ma, dovendo ,trattare della nuova Istrnzione per la mob ilitaz ione, basta accennare a quanto con essa è intimamente collegato. Il primo atto del Ministro Mezzacapo fu cli presentare un progetto per modificare la circoscrizione militare territoriale; pro.getto che fo. in seguito tradotto in legge e con esso l'esercito sul piede cli pace fu messo, per quanto possibile, in armonia colla formazione 1
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LA NUOVA ISTRUZIONE
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di guerra. Questo lavoro tuUavia non si limitò al solo rionlinarnento numerico e tcrritorinle dei servizi, ma, tenendo ferme le basi del nostro sistema di mobilitazione, ne moltiplicò i mezzi esecutivi in modo da eliminare quegli inconvenienti, che già si prevcdc,,a sarebbero oecorsi in caso di guerra. Una di queste basi è costituita dai distretti 1nili tari, e la legge sopraindieata non solo provvi.de a che il loro numero fosse I.a/e da promettere un sicuro e celere funzionamento , ma accennò pure a mutarne l'organ izzazione ed it modo cli funzionare. Come conseguenzit diretta della legge in discorso fu r iordinata. la milizia mob il e, ed è da questo riordinamen to che si può dire dati effettivamente Ja costituzione di un vero esercìto di 2a I inca. - Ln sua forza: è per ora poco numerosa, e ciò per effetto del la legge sul reclutamento, ma l'ossatura è stabilita e fa. formazione è tale che frn pochi anni, ed anche ora con qualche temperam.ento, si potranno avere reparti d'eserc_ito di miliz i,t mobile i quali, a somiglianza della lancl wehr d'altri paesi, sarebbero in grado di essere utilmente impiegati in operazioni di guerra . Questo primo lavoro fu complelato col riordinamento dei senri'./,i accessori, facilitandone per ora la mob iliLazione e lasciando aperto J'adiLo a quegli ulteriori perfezionamenti, che vananno [!,cl nssiw-
mente ciascun funzi onario alte proprie abituali attribuzioni, C<)l dare infine ai distretti mezzi adeguati all'imporLante seni;:io di cui sono incaricati. L'esame Cl'itico della nuova lstrnzione servirà però assai megl io degli appreiza.menti di chi scri ve per dimostrare fino a dove si sia .raggiunto quesLo scopo.
rarla.
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I cam.biarn.enti propos ti nell'organizzazione e nel [unzionmnenlO dei distretti militari provocarono in Parlamento assennate osservazioni, ed il Ministro della glierrn fu invitato a non procedere ad innovazioni nel l'ordinamento inLerno dei distretti stessi, finq a che non fosse dimostrato che il nuovo sistema facilitava e quindi assicurava maggiormente le operazion i della mob ilitazione. È a r1uesLo invito che egli rispose colla nuova J stmzione per mobilitazione e con essa, attuando le proprie idee, inserendovi le disposizioni gi:à emanate e preparando il terreno ad altri 1nigliorarnenLi, in molte occasioni da esso accennati; iniziò la revisione delle ,Istruzioni per la mobilitazione e formazione di guerra dell'esercito, incominciando dalla parte più irn.portanle. Oltre al compiere e perfezionare l'Istrnzione in discorso il Ministro Mezzacapo volle semplificarla e cercò di qttenere tale risultai.o col non ammettere alcun particolare, col lasciare relativa-
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II.
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L'Istruzione, che venne abolita, cominciava con avvertenze generali nell e quali esponeva il suo scopo, il sistema da seguirsi nella diramazione degli ordini inerenti alla mobilitazione e concludeya con alcune prescrizioni relaLi ve alla partenza degli ufficiali destinati al!'csercito cli operazioni. Queste avvertenze generali, mantenute in massima parte nella Istru;,,ione testè puhbli cata, furono compiute coll' indicazione particola reggiat::t Ml modo di compilare i progetti delle operazioni eh eseguirsi dal le autorilà militari in caso di mobili.taiione: indicazione la quale, benchè non molto estesa, servirà certamente a date un ind iriz:..:o uniforme per la comp ilazione di detti progetti, evitando così cl1e, per ,mancanza <li un conceLLo direlli\'o, vengano eseguiti , con differenti criteri, lavori per i quali si r ichiede la mas.sima nnifonnittt, cb iare;,,za e pre(;isione. Una seconda differenz[L notevole si riscontra nel modo cli compilare e di diramare gli ordini relativi alla mobilitaiione, ed è facile scorger-e come colla nuova Istruzione si sia procurato di rendèrl i più fac ili e più chiari. Dove però qtiesta differenza si aceen Lua maggiorrn ente si è in quanto riguarda l'ordine per la form,azione di giiena; che venne sudcli viso in tre ordini speciali, cioè: ordine pe1· lli fonna.:::ione di qiierra,.nel quale si dovrà indicare con quali unità e doYe saranno formate ]e armate, i corpi d'armata e le diYisioni; 01'Cli,ne di movimento, che conterrà l'itinerario da seguirsi dalle truppe per recarsi ai siti di radunata; bollettino clelle destinci.zioni., per gli ufficinJi ed frnp iegati da destinarsi all'esercilo per portare
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si pone mente al tempo che occorre perchè l'ordine sia ricevuto da. tutte le autorità militari, perchè vengano preparati i man1festi. di chiamata e giungano a.i comuni, e se si riflette eh' è mestieri lasciare almeno dai due ai tre giorni di tempo a.i richiamati per raggiungere il rispettivo distretto od il capoluogo del mandamento. Il quarto od il quinto giorno, secondo l'Istruzione abolita, diventa perciò naturalmente il nono od il decimo, secondo il nuovo sistema di ca lcolare il periodo cli mobilitazione.
al completo la. formazione cli guerra dei vari servizi. Non v'ha dubbio che queste disposizioni avrebbero sempre dovuto essere· date, nonostante che l'anlici.t Istruzione prescrivesse che tutto doveva essere contenulo nell'orclin,e pet la /èJ'l'mazione di (ftber·ra, . ma. per gli studi preparatori a.lìa mobilitazione sarà cli non pot:o vanla.ggio l'aver messo le prescrizioni regolamentari in armonia. c,olle esigenze cli quanto ù d'uopo ,,ia preparato fin dal tempo di pace. Si sla.hilì infine che, per determinare il numero di giorni entro cui. le singole operazioni debbono essere eseguite, fosse considerato come p·1·i-m,o g-io1·no di mobilitazione quello nel quale ue è spetl.ito1' ordine dal Ministero della guerrn.. Con ciò si otteune che il succe,;sivo svolgersi delle operazioni fosse facilmente calcolab ile e ,;i evitò ai diversi servizi (distretti, corpi, direzioni) un doppio calcolo, che secondo l'antica Istruzione era necessario ,t cagione· dell'aver determinato come primo giorno di mobilitazione quello in cui la prima. classe d1 iarnata si present,tva al capoluogo di mandamento. Questtt variante si risolve apparentemente in una pur.t rruc:;1:ione di forma ed i vantaggi che da essa risultano non si possono riscontra.re .in quella parte dell'Istruzione che venne ora pubblicata; appai-.iranno 'invece trattando dei corpi, dislrclti e direzioni elle potranno così indicare colla. slessa data cli mob ilitazione i giorni nei quali si compiranno le varie opera7.ioni. E qni collo scambio delle parole potrebbe affacciar;;i uno ;;cmnbio di ,idee. Prendendo per punto di partenza, come primo giol'llo, qllello in cui il Ministero della guerra.spedisce l'ordine di rn.obi li!nzione, ne consegue che molte operazioni. sembrano ritardate; ed infatti a pag. 65 della nuov,1 Istruzione è detto che l'invio dei richiamati dai clistrelLi ai. corpi incomirn:iit ,LClatare cl.al 9° o dal ,10° giorno di f!iObilitazione, mentre invece ,t pagina 39 dell'an tica f::;truzionr nel 4.-0 o ~0 bhiorno·' Prescriveva.si cl1e il ·primo invio avesse luogo ~) questa èlifferenza dipende però soltanto dal nioclo cli ealcolare il ~eriodo di mobilitazione e, come si è eletto, non è che apparente. La prima classe chiamata non potrà invero presentarsi ai distretti se non dopo 1S o 6 giorni a datare da. quello in cui il Ministero della guerra spe<lì l'ordine; e cpiesLi pochi giorni sono indispens~tbili se·
III.
Alle avvertenze generai i seguono le disposizioni relati ve alle autorità militari territoriali; si passa quindi ad un altro capitolo r iflettente gli ufficiali, poi ad un terzo per la chiamata ed infine ad un quarto per le operazioni. da compiersi dai distretti militari. L'importanza delle prescrizioni. date in proposito dalla nuova [.struzione non permeLte nn esame sommario come si è fatto per le 0 ·rria.to avvertenze l!enerali, ma l'ichiede uno studio più particolarebè> che, mettendo a. confronto le nuove disposizioni con. quelle prima in vigore, faccia maggiormente risaltare la ·,;onvenienza delle modificazioni introdotte. Prima di entrare in materia gioverà far notare t:ome nel compilare la nuova Istruzione si sia seguìto,· in guanto ù materialmente possib ile, l'ordine stesso col quale le operazioni si s.volgerebbero al caso pratico, facilitando cosi la ricerca, lo studio e l'applicazione delle vnrie norme in essa contenute. Trallanclosi inoltre di un,:t Istruzione che deve dare norme precise per lllla grande quantità di operazioni pratiche, nelle quali l'esa.Uezza è condizione assoluta di riuscita, il Ministro Mezzacapo, prima di pubblicarla, volle che tutte le autorità. militari interessate la esn1ninassero e l'iferissero; ritornando così ad un sislema che 11a permesso di pubblicare la definitiva Istruzione con le aggiunte e varianti suggeri te da quelle stesse autorità che dovranno applicarla. (J
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Si ottenne così. un risultato pratico utilissimo e certamente, perdurando in esso, si potrebbe in poco tempo dotare l'Esercito di quei regolamenti e di quelle istruzioni che sono vivamente desiderate e che, in tal modo, non solo verrebbero presto alla luce, ma riuscirebbero, per quanto possibile, perfetl:e.
IV.
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Il .2° capitolo adunque della nuova Istruzione tratta delle auloritit milit:tri ed indica sommariamente come i diversi comandi e le direzioni dei servizi debbano mobili tarsi; come debba costituirsi il'servizio territoriale durante la mohilita1,·ionc ed in tempo cli guerr,1. e quali siano i mezzi lasciati a disposizione dei comandanti territoriali per il servizio di presidio e di sicurezztt pubblica. La comp ilazione cli queste nonne non può èhe essere stata di molto facilitata dalla legge sulla circoscr izione militare territoriale. Stabiliti infatti i comancli ed i servizì in tempo di pace in armonia colla formazione di guena del!' esercii.o, scm.pl ice e eh iaro riusciva lo stab ili re il modo di ,nobilitarli; mentre invece le sensibili differenze esistenti nell'antico ordinamento ncrn permettevano, a questo proposito, che indicazioni generiche. L'istituzione dei comandi superiori dei distretti assicurò poi grandemente il non inl:errouo proseguimento del. .servi.zio divisionale territoriale durante la mobilitazione ed ·in Lempo di · guerra, senza che in Lah difficili circostan;,,e si possano verificare irùpedimenti. Dell' isti.Luzione dei comandi snpcriori dei distretti non è qui il caso di disr,orrere; ma è pure utile fare osservare come la loro creazione ahhia assicumto ed assicnri un omogerieo funzionamento dei distretti stessi e li ab bi.a as,.;oggettal.i ad una di.rezione e sorveglianza incessan l.i i.n tempo di pace ed in tempo di gl1erra. Giustamente si r it.ieue che i distretti mi litari sono la base del nostro sisterrm di mobilitazione, e giustamente pertanto si è disposto affinché elementi così importanti di azione procedano ordinati, abb iano una direzione
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costante e non vengano abhamlonati a loro stessi quando invece maggiorrnente a.vranno bisogno di consiglio e di aiuto . Le istruzioni ed i regolamenti eelati vi al funz ionamento dei vari servizi in tempo di pace cd i.n tempo di gL1errn non sono ancorn completi e le radicali varianti apportate dal 11870 sino ad oggi al nostro ordinamento militare obbligano ad um revi:;ionc dei medesimi; da questa revisione si attende che le attribuzioni dei comandanti superiori dei distretti siano maggiormente precisate e che, dando a detti comandi rnezzi sufficienti, si possano loro affidare tutte quelle attribuzioni territoriali d1e è bene pratichino in tempo di pace per prosegu ir le con perfetta conoscenza in tempo di guerra; ciò ,che permetterà ai comandanti del le divisioni militari cli dedicare Lotte le loro cure all' islruzione ed alla disciplina delle truppe. !]na essenziale cliffcrenza, esistente fra le due lsLrnzioni per la mobilitazione, consiste nell'ordinamento del servizio territoriale. PrescriveYa l'a.nlica. che in Lcmpo di guerra dovessero continuare a funziona.re i comandi generali e quelli di divisione; dalla nuova è invece stabilito elle cessino di fonz ionare i primi, quando mobilitati, lasciando autonom i ~ secondi i qua.li vengono provvisoriamente assnnti dai comandanti superiori dei disLrct.li. La ragione di questa disposizione si pnò forse r iscontrare in ciò che il comandante territohale di corpo d'armata in tempo di guerra non può ril.cnei·;,i di assoluta necessità in vista delle speciali attribuzioni che gli sono affidate. La costi.Lozione delle divisioni autonome presènta inoltre un vantaggio relativamente .alh difesa dello Stato; colh massima celerità si potrà infatti ordinare per zone la difesa stessa, affidandone la direzione aél ufficiali generali con giurisdizione su chLe, tre, o piLL divisioni, mentre invece se il territorio continu:tsse ad essere cliviso per corpi d'armata, più difficile sarebbe la scelta degl i u/Ticia!i generali a cui affida.re il comando dt zone comprendenti due o più corpi d'annata . Altre disposi1,ioni contenute nel (,apo 2° provvedono a.I modo di far fronte al servizio territorifl.le duran te i primi giorni dell fl. mobililaz.ione, cioè chmrnte quei gionii nei qnali i reparLi di mil i1,ia mobile-non sono ancor,1 costituiti. La nuova Istruzione provvede ad una lacuna lasciatti dall'antica twvertendo che il MinistcTo della
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guerra indicherà, fin dal tempo di pnce, ai comandi di divisione mil itare quali reparti di truppe verranno lasciati a loro disposizioneper alcuni giorni, fino a quando cioè sieno surrogati dalla milizia mobile.
V.
Il sislema di mobilitil:,:ione stab ilit.n claJl' lstrn:,:i.one testò abo li ta lasciarn i di:;trclli mililal'i amdati in gran parle alle propl'ic fo rze e disponeva soltanto per un ainto temporario di u11 u!Tìciale snhalterno e due graduali di Lrnppa. da invial'si da ciascu n l'eggimenLo di fanteria cli lin e;t ai rispettivi distretti di rccluta111 ento ; i reggimenti di bersaglieri cloreyano invece inviare 1111 co1Tispo11dcnle personale a quei luoghi di lappa da indicarsi ncll'ordi11 c per la form azione di guerra. Le altre prescrizioni relative agli ufficia I i consisternn o nello stabilirne l'epoca della pn.rtenza per l'Esercito. <Ju este disposizioni avevano bisogno di essere cornplelat<' e per<~iò colla nnova Istruzioue si vollero dare norme specificale per tutti i ~ervizi e si prncurò di Jton omrueucrc alcnn parti colare. E come le disposizion i r·elati ve alle ,LULoritit rn ili tari furono r iunile in nn capiLolo a parte, cosi quelle riferentisi agli ufficiali costi!uiro110 un capil olo uel qua le, date le disposizioni generali ller gli uffi ciali che all 'atto della rnobìli t.azion<' poLrnn no l.rovar::;i 1'1101:i del proprio· corpo, si risronlrano precise dispo,-izioni per gli nmciali di complemento <' cli milizia mobile di qualsia;;i arma o corpo. Si pa:--.~a. in seguilo a de,;crivere come rnrran no destinati gli uffici(lJi ai servizi da co;:Lit11irc o du Jl01Te al conr11let.o in (:il :'ì O di oruerrn cd . ' infine si pre:scrivono i servizi spec iali ai quali debbono essere 1:omandati Lemporariamenl <' ufficiali durante il periodo della mobi li tazion e. l'.orne si disse allm volt.u , l'esame della. 11uovalstn1zione è I irni Lato, in quesl'arlicolo, a quei punii principali per i quali sembra possa riusci re util<' un commento, :;ia per l'importanza della disposizione. 1
sia per la sua n,ovitit, :;ia per la differenza colla corrispondente dell'lstruz.ione abolita. Rispetto perlanto agli ufficiali ba:;tcrit :;offerrnare l'~t.tenzione su dò che si rifcri:;ce ai servizi cvenLun li tl1mrntc il per iodo dcll_;i mobili tazione. I.e differenze l'ra le clne bLt'uzioni sono grandi ; in amheclue si scorge la sLcs:;a tendenza. a. sus:;idiarc ! distre~Li ~on meu.i cslerni, ma il modo cli otl.euere lo intento è• d1fferenL1ss1mo come metodo e 1:0111 e qua.ntilit di persona le. Il quadro organ ico di 1ut cfo;tretto ni· permette nè ~otrelJl~c permcllcre di esc;.(uir<' le imporlanti opcr'.11.ioni ;~cl _c:-;..,;o affidate; '.n pochi ;.:ior ni si deve l'lGhiallHll'C alle armi'. ll lll11ll~l:-t'.·a r0, arreclnt_e ed inv i:tre ai 1:orpi una ingeHtCquunttltt dr 11 orn m1 ; sr de:ono o.n lr nare i reparti di 111i lizin. mobile; :;i dern Goncorrere alla lonnazion~ dei scn izi a.ci~r::.sori. t:irc.a il comµi to dei distretti non è forse r,wr'. di lun•ro fa r notare 11 1\a circosta.nza ,;ingoiare, che r ione :;ovcnl 1 voll e ;~·.cc11nata in pnhhlicazioni che LmLl a,110 di c·o:,;e rnilit,lri, ed è la crccl cnzaclic, , ista la conge rie e la irnportanza delle attribuzioni aOidatc ai distretti in ca:;o rli mobilitazione, c;;:,;i riu,-ciranno certamente impari al loro cò111pilo. Non si nota r.l1 e, qum,trrnquc q11e"Lc opcrazion i :;i,tno effeLI irnmenL<~ molte ed i grande 11~ 0111ento, hL loro esec uzione non i• rn nlemporanea . eh<' a11z1 <'sse ::;1 ,-ucceclono una all'nlt ra in modo da da re ai distretti la pu,-,;ihilit.i1 di effettuarle; non sarit quindi il tempo c;he ,nancll erà ai dist.ret.ti per r·omp iere le operaz ioni in di,;(;or,;o , nw. bcn:,;i il pcrsonalè. Sorge pertanto la nece:;silit di di,;porn' pre\ <'Hl i, amen te allìnchè al momento opportuno e,;,;i ric;e1auo nn per,;ona lc ;;uflicicnl <' t' tah' <la polcr:,;cn(', ripro11 t<·Ltere un dlicace 1;011cor~o. . ~ Col l' ordinamento mili Liln' in r igore prrrna tlel 18, 0 tutte le· operazioni di mobili taziont' erano compiute dai romandi di provincia. per la i.;.l1iamata; dai cl<'po:;iti nei GOrpi per l'arredm~enLo, l'amrn ini,;tr,1zio11n e l' invio ai lmLtaglioHi attivi , e p1u· uoncluncno quell'orélinam.ento, malgrado tull i i suo i dife tti, penni:;e éli c:;cgui rc GOn :;ulli<'iente buon esito la mobilitazione del!' esercito in pare(;t;hi<' rirr.u,;tanze. :\la "o si prcn~le ir'. e::;nrnc LnLLo quanto si è fai Lo per giungere ad nn:t sempl 1fì0az1nnc e acl tm accelera.mento del si~telll a di mob il itnzione: <·ome il lcrriLorio del regno fu razionalmente di viso ; <iOlllt' furono c;rcate speciali i:-.titnzioni che
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si possono dire sol tanLo incaricate del reclu.tamen lo e della mobilila.zio ne; come infine il personale flsso adib ito a tale scopo sia slalo grandemente amnentato e migliorato, si vede che i 1.im;ri , :tbitualmente avanzflti, sono infondati e come invece non pecch i di ottimisrno chi crede che i distretti rn iI ilari l'unzion eranno, alIn. circosLanza, fo r;,e meglio cli qua,nto da essi stessi si spera. Hitornando però sull'argomento relativo ai ~ervizi eventuali , ai qual i pos:;ono essere .comandati nffì ciaJi e graduai.i di trnppa duran L1>. la. mobilitazi one, devesi anzitutto nolare che ii loro i1wio ai distrel.ti. di 1·ecluta.men!.o del rispettivo corpo co1Ti::;pondeva. a.d un concetto teoricamente esatto, ma. che in pra.Lica non poteva dare il r isnltato che si voleva oLteuere. Ed infat.ti sc,>po delta disp0 sizione ero che gli ul.lìciali comandai.i ai di.-,tret.ti fos:;e l'o a contatto coi .richiamati del rispettivo reggim ento, che cioò, coadiuvando le compagn ie nell'ammin istrazione e nella discipl ina. dei rich iamati, cura.s,,ero più specialmente l'arredamento ·di (Jnelli del proprio reggimento e li <1ccompagnassero al co rpo . Sircome però la stess,1 Istruzione per la mo,bi li!.azione prescriveva che. i rich iamati fossero r ipartiti per mandamento fra le varie co mpagnie distrell.urtl i e siccome, per il nostro sistema di reclutamento·, ogni mand,unento può dare uomin i a lutti i corpi che si recintano nel distretto, così ne conseguiva che un ufficiale,' potendo essere ·a:-::;egnato ad nna sola compagnia permanente, non sarebbe stato in grado di curare ['arredamento che di poch i uom ini del proprio COl'po, nè di accompagnarli perchè la spedizione élei rich iama!.i si fa in più d'una volta. Un'altra con:sjderazione infine consigli ava di camb if!l'e questa disposizione, ed et·a che non lutti i distretti avrebbero potut<; ricevere in tempo gli ufficiali ed i graduali che nel esempio potevano loro essere avviati da un capo all 'altro dell;:i penisola ed anche dalle isole principali, tanto più se si osserrn che qu.esto movimento di personale al'l'ebhe do\'l1l:o cfTettuar;,i durn n Le il periodo del ia radunata dell'esercito . Non giungendo ad oilenere che gli llffi ciali ed i graduati pron-edessero ai proprii uomini in caso di mobilitazione, la nuov~ Tstru,:ione cercò di clirn.i.nnre gli alLri inconvenienti. Stabilì pertanto che i clistreui, a seconda dell:doro importanza militare, dovec:.sero ricevere da 4 fino a ,J:2 uHicjaJi e corrispon~enti
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graduali e che questi vi fossero diretti da.i reggimenti di fan teria e bersaglieri di. slanza nel rispetfrvo corpo d'armala. od in quelli prossimiori. Questo personale donà. essere impiegato esclusivamente nelt'amminislrazione e nella disciplina dei richiamati e servirà per t' accompagnmnento delle ultime sped izioni ai corpi. Con ciò si ottenne r~li e ai distretti fosse assicurato il cQncorso cli personale esterno, e chBquesto servizio non rinscisse troppo gravoso ai. reggimenti, potendosi in media calcohtre che ogni ba ttaglione dovrà distacc;i.re due ufficiali snhaltcrni, due sergenti e due caporali. Una importan te innovaz ione fu poi inLrodoua col meuere a disposizione dei distretti parte degli urficiali cli complemcn to per il ser11izio di arredamento cd flccompa.gnamento ai corpi . Questa disposizione era indispensab ile per poter provvedere a.I servizio del magazzino ed all'accompagnamento dei numerosi drappel li; essa fu , molto commentata, ma in genernle non venne esaminata. sotto il suo vero aspetto, come meglio si dimoslrerà traWmdo dell'arredamento.
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VI.
Procedendo nel nostro esame secondo l'ordine stesso portato dal · testo si incontrano le disposizioni riflettenti il r ichi amo delle classi in congedo. 'Prima di ihdicarne la progressione, la nuova Istr uzione precisa quante specie di chiamate possono essere fotte e le enumera nel modo seguent~: Chiamata genernle eli accele1·ata è detta quella per la quale si segue la progressione data da.li' Tstruzione, e per eseguirla il Ministero fiss:t soltanto il giorno in cui si deve presentare lfl:prima classe in congedo, ossia la più. giovane; le altre classi .sono chiamate con uno sLesso manifes to a cura dei distretti . Un'altra specie di chia,mata è costituita, cla, queUa detta non accele1·ata; essa è completamente regolata dal. Ministero della guerra che l
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indica, voi ta per volta, le classi da chiamarsi ed i giorni di presentazione. La principale difl'erenza che corre fra quesle due specie di chiamata consiste .nel differente modo usato .11ell'impa.rtire gli ordini e principalmente nel modo con cui l'esercito ven ebhe ad essere rjnforzato. Col primo sistema le classi in congedo delle diverse armi e dei servizi acc:essori vengono chiamate in corrispondenza colla costituzione dei vari servizi e quindi vi sono notevoli difl'erenze fra le classe ehianrnle ed i giorni di presentazione delle di,,er$e armi o corpi . Esso è utile per impedire agglomeramenti e nello stesso tempo per dare prontamente a tu Lli i servizi i rinforzi che loro occorrono per mobili tarsi. ,. . . Il secondo sistema invece è quello che è naturalmente segui Lo quando le circostanze politid1e cons igliano una prudente preparazione, senza che però i fatti sieno tali da imporre una mobilitazione generale, che d'ordinario non può farsi se non dopò la rottura (l'ogni trattativa. In lai caso più non si seguono norme speciali per le diverse armi o servizi; ma si ottiene un i:ilevante vanlaggio su ulteriori operazioni col diminuire più o meno sentitamente il numero di uomini da r ichiamare. L'Istruzione accenna ancora ad una terza specie cli chiamata, cioè per la mobilitazione di alcuni corpi d'armata soltanto. Questa è detta molto propriamente chùunatci parziale e per essa il M:inistero si riserba cli dare istruzioni al morncnt.o; nè potrebbesi fare diversamente non potendosi prevedere in anticipazione i bisogni e le forze . necessarie a forvi fronte. Essa perciò fo forse accennala solo perchè all'atto pratico non giungesse come cosa nuova . La chiamaltt sulla quale ·sarà ulile soffermare l'a.ttenzione non può essere pertanto che quella deLta 'genernle ed accelerata . Ecco quali sono per l'esercito perman(~nte le prescrizioni date in proposito dall 'Istruzione: « In massi ma, la chiamata delle classi di 1" categoria in con(( gedo appartenenti all'esercito di prima lin ea(esercito permanente) « procederà nel modo seguente : << Primo giorno : Presentazione dell a prima classe in congedo << illimitato cli fanteria di linea, di bersaglieri e degli alpini,. della << ,J a, 2a, 3" e 4" classe cli cavalleria; della 1a e 2a classe cli artiglie1
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ria; di tutte le classi delle compagnie da costa ed operai di artiglieria (nove classi); di tulle le classi dell e compagnie di sa<< nità e delle sezioni panattieri e sussistenze (nove classi); << Terzo giorno : Presentazione della 2" classe in congedo illi« mitato cli fanteria di lin ea, di bersaglieri e dégli alpini; di tutte « le rimanenti classi di artigli eria e del genio ascritte all'esercito « permanente; « Quinto giorno : Presentazione della 3a classe di fanteria di· << linea e di bersaglieri; << Sesto giorno: Presentazione della /i.• classe di fanteria d1 « linea e di bersaglieri; << Ottavo giorno : Presentazione delle rimanenti classi di 1 a catecroria di fanteria e di bersaglieri ascritte all'esercito permao << nente il . QuesLa progressione differisce quasi totalmente da quella stabilita dall'antica Istruzione. Per la fanteria di linea, per l'artiglieria, per il genio e per la cavall eria non si facevano differenze; le classi erano chiamate una al giorno, con intervallo di un giorno ogni due classi chiama.te, senza distinzione cli arma o cli corpo, meno per le classi del treno e dei servizi. accessori di sanità, sussistenze e panat.tieri, le quali LuLte venivano chiamate nel primo giorno. Q110sto sistema, semplice per sè stesso, più facile certamente cli quello dato dalla ·nuova Istruzione, non corrispondeva però perfettamente ai bisogni della mobilitazione. r.ià si è accennato alle difficoltà che alcune armi devono superare in caso cli mobilitazione e segnatamente l'arti.glieria da campagna e la cavalleria; è quindi naturale la convenienza cli dare a queste armi pronti rinforzi di uomini. Così, la eavalleria non sarà. obbligata a partire ·per i siti di ra- · chmata, colle reclute, per poi rinviarle ai depositi, ovvero, ammessa la sua: mob il itazione immediata su tre plotoni per sqLrndrone, non dovrà atlenélere troppo tempo l'arrivo del quarto per raggiungere la prescritta formazione cli guerra. Queste disposizioni diminuiscono gli inconvenienti cui dà luogo l'attuale ordinamento della cavalleria, ma non li eliminano completamente; nè quest'arma poteà mai prontamente essere mo bili.tata se, ad esemp io, portando a 30 i reggimenti di cavall eria ed ordinandoli su 5 squadroni, .per mobilitarli su 4, non sarà messa in grado cli mettersi in perfetto asseLto per il 3'> od il 1.0 giorno di moh tl ilazionr .
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PEFt LA MOB!f.LTAZ!ONE
· La necessità di pronLi rinforzi d'uomini è però maggiormente
mi~or tempo dei reparLi di milizia pronti a combattere, quanto per la circostanza. che la loro pronta mol5ilitazione potrà permettere di impegnare tutLo l'esercito permanente, senza. essere ohNigati a lasc'.are ~oltissimi distaccamenti per il servizio terri toriale e di pubbhca. sicurezza durante tutLo il periodo della mobilitazione. Circtt la possib ilità cli eseguire la. c,hiamata della milizia contemporane,imente a. quella dell'esercito permanente non si è o.ra. in grado di dareun gi.udizio; di ciò si 'dirà meglio trattando del sistem,i amministrativo. e delle operazioni cli arredrLmento. · Certo non sarebbe prudente chirLmare le classi cli milizia fin dal primo giorno, imper_oc(~h è_ è per l'appunto ne! pr-imi giorni che i distretti sono più cartelli clt lavoro pc1' la maggiore affiuenza cli richiamati, come pure perchè nei primi giorni è necessario lasciare prendere pratica delle operationi al per:;onale dei distretti stessi. Ma se risulterà che la chiamata della mili:t,ia potrà effettuarsi nel 3° o ,1. 0 giorno cli mobilitazione sari:t suUicientemente dimostrato che si è ri::;oluto il · problema cli non obb ligare, che per pocllissimi rriorni ' l'esercito per. ~ rnanr,nLe a lasci.are indietro distaccamenti pel servizio terri.toriale. Riguardo alla eh iamata nell' isola, di Sardegna, nella quale ie for:t,e militari 11,urno uno speciale ordinamento, l'istruàone in disc_orso indica come si debba procedere in via ordinaria; ma,, prevedendo il ca.::;o di umi inte1·ru1.ione di cum1111icazioni, avverte che l'ufuciale generale incaricato della difesa dell'isola ric~verà in tempo opportune istruzioni per l'approntamento ·delle forze mili tari dell'isofa stessa. .
sentita dall'artigli.eria da campagna, dai reggimenti da fortezza (per le batterie da montagna) e d~i molti servizi del genio. Il maleriale da allestire, il gran numero di distaccamenli da formare, i non pochi servizi che devono essere CÌ'eati dal nulla richiedono a forni un num eroso pe.t·sorude disponibile; nè questo si. sarebbe potuto ottenere in tempo debito senz,1 accelerare la chiamata per queste armi. La, di:;posizione colla quale si provvedeva a!Lt so llecita chiamata ·aegli uo1~ini del treno non era suHìciente· giacchè, come è noto, i servizi di treno cli artiglieria vengono in gran parte coperti con i richiamati cla.l congedo ascriLti alle batterie, e ciò percM l' organico di pace di que:-te dà un prodotto mo!Ln superiore ai bisogni di guerra, mentre quello del treno è grandemente inferiore. Era inoltre mestieri che le classi anziane di carnlleria, le quali devono l'fu· passaggio all'artigli eria da campagna per i servizi cli treno di milizia, affluissero immediatamente ai disLreUi per essere impiegate nella requisizione dei quadrnpedi. · Non v'ba dubbio che qLteste consiclerai.:ion i fu rono quelle elle indussero il J[inisLero a r itardare alquanto l'arrivo ·dei primi richiamati di fanleria di linea e cli bersagl ieri, a1;celera11do di moli.o quell o delle classi di ctwalleria, artiglièria e genio. D'altra parte è superfluo l'accennare alla. necessitit di. una mob ilitazione quasi contemporanea. clelle tre armi combatten ti, imperocchè i vantaggi cli una pronla radunata. sareb bero forse pericolosi qualora non potessero essere proporzionatamente estesi a.Ile varie armi. Altre clisposi:t,ioni non meno importanti sono ({Ltelle che si r ifer'iscono alla miliz ia mobile. Per essa si è pure segnita la regola generale circa l'accenna.La differenza nella chianuta. delle varie armi; ma ciò che princi.palmente è meritevole cli attenzione e. differisce da quanto ern finora prescritto consiste nell'aver disposto elle la chiamata. della milizia mobile possa esser fatta per tuui i distretti simultaneamente o suecessivamente per distretto, per divisione militare o per corpo d'armata, e che in ogni caso la milizia possa essere .chiamata anche contenipora1ieam,ente alle classi dell'esercito · permanente. Questa prescrizione è assai importante, non tanto per avere ìn
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vn. . Trauando lle'.l~ in~omhenr,e dei distretLi militari durante il periodo dell~t moù1htazwne, la mwva lstrnr,ione, prima di entrare nei particolari, le r iassume nel modo seguenle: « a) Chiama.La alle armi delle classi che sono in congedo illi<< mitaLo, degli ufficia.li cli complemento e c\ella milizia mobile; .\.NNO
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VOI,.
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LA · NUOVA ISTRUZIONE:
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b) Apparecch i di mobilitaziome relativi alle classi in con-
gedo; (< e) Ricevirn.ento, amministrazione e disciplina dei richiamati « dal congedo; « d) Arredamento dei richiamati dal cong~do; (( e) Invio ai corpi degli uomini richiamali; (< f) Fwm.azione della milizia mobile di fanteria e di bersa,, « gl ieri; , (~ g) Ope1·azioni relative ai serv'izi accessori di sanità, di sussi(( sternrn e di panaUieri; (( h) 'Preparazione delle truppe di complemento; (~ i) Operazioni varie di mobilitazione; e< l) Bistribuzione degli oggetti çli arredamento e di equipag« giamento ai corpi di fanteria di linea e di _bersaglieri pet loro « passaggio dal pi'ede di pace ad una delle formaz,ioni sul piecle di « guet'l'a, ed alla milizia mobile; (< ·111,) Requisizione.dei quadrupedi>> . Prese una ad una queste operazioni sono modeste; ma considerandole nello insiern.e presentano tal i difficolLà da imporre lo studio di. misure preventive atte ad assicui·are e fac iI.ilare la loro attuazione. J>er ottenere ciò la nuova l stru1.ione prescrive quanto i distretti, mili tari debbono eseguire in tempo di pace e nei primi giorni della mobiHtaziune, per potern poi essere in grado di procedere con sicurezza e con ordine nell'i.mportante còmpito loro affidato . Norme specia.li indicano come presso i distretti. devono essere preparate le opera7.ioni relative alla clùamata; prescrivono che esse vengano afficlate alla sezione cli matri.co la e danno a La.I riguardo tutte le indicazioni circa il modo di compilare i relativi manifesti e di inviarli a desLimtzione. lliporlanclos i a quanto è stabilito dalle disposizioni generali relative alla ch iamata, indicano inoltre come i distretti debbano regolarsi nel le ipotesi di eh iarnata generale accelerata e di non accelerata. Relativamente alle disposizion i per la chiamctta occorre far nota.re una $ensibile étiffernn;,,a co1ì quanto era prima disposto; i manifesti cli chiamata dovevano essere inviati ai com.uni,esterni in rloppio numero e per dopp ia via, cioè direttamente dal comando del di~tretLo al sindaco per la posta od anche per espresso e per mezzo dei reali carabinieri. «
PER LA M0BI LITA7.l0NE
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Questft disposizione era data. per impedire che lo sviamento di una qualche sped izione di mn,nifesti po tesse ritardare la ch iamata in alcuni punti; ma invero praticamente il risulta.Lo non avrebbe for::e potuto corrispondere a ciò che si des icler-ava . Le spedizioni pet' dopp i.a vi,t, cioè per la posta. e per espresso , sono in generale difficili e quasi si confondono in una sola; tutto riducevasi quindi .all 'invio dei manHesti a due autorità cli[erenLi, senz:t esser certi di ovviare agli sviamenti che si volevrmo evitare e mediante un radcloppiarnenl.o di lavoro pei distretti. Colla nuova lstruzione si è invece adottato · un metodo più semplice, meno oneroso pei distretti ecl ugualmente sicuro·. Esso consiste nell'.inviare i manifesti direttmnente ai comandi dell'arma dei carab inieri reali 1 incluse le staz ioni isolate, che devono, accu$andone subito ricevuta, rimetterli ai sindaci dei comuui compresi nel r i.spettivo territorio. , Que~to sistema, come l'altro, non riesce ad ovviare compiutamente agi.i sviamenti ; esso è però semplice, esige poco lavoro ed ha il ,,ani.aggio di poter essere fac ilmente eseguito . Negli apparecchi di mob ilitazione sono ino lL1'e compresi tutti. quei particolari che, e~eguiti preve,uivamente in tempo di pace, faciliter·anno grandemente le operazioni da compiers i dai distrelti in caso di rn.obil itazionc. - Premessa pertanto l'indicazione precisa ,delle attribuzioni affidate ad ogni utfìcio o sez ione del distretto, l'Istruzione dil norme dirflttive per ciascmHt ed. indica, ad esempio, quali ~ono le operazioni da comp iersi dallti sez ione di matricola. r ispetto alla ch iamata; wntiene ponne egualmente precise per il lavoro preparatorio ri/letten te la amministrazione dei richiamati, lavoro che è affidato allfl compagnie permanenti ed allo stato maggiore del distretto; suggerisce all'ufficio di mago'iorità il modo di. provvedere i locali e di alte.:;til'l i; stab ilisce co~e l1t sezione di massa debba disporre iI magazz ino di. arredamento; prescrive in(ìne in r1ual modo l'ufficio di amministraz ione debba regolarsi. per la r ichiesta. e l'amministrazione dei fondi occorrenti. Basti per ora accennare sommariamente a quanto si riferisce alla rich iesta ed al la spedizione dei fondi occorrenti ài distretti in caso cli mobilitazione ed alla ,preparazione dei locali per alloggiare i richiamati.
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LA ·NUOVA 1STHlJZl0NE
L'antica Istruzione assai poco diceva su quanto si riferisce all'amministrazione; con le prescrizioni date da.Ha nuova lsl.ruzione questa. lacun,t è stata riempita ed anzi pare che il Ministe;·o della guerra abbia dato a ciò molta impor tanza. Tale intenzione non può r!1e essere apprezzata, perchè è sommamente ntile avere precise e com.plete norme amrninistra.tive, in specie allorcltè si Lratta di operaz ion i da eseguirsi da aùtorità di ordine inferiore, le qual i non lianuo la facoltà di adottare al momento quelle disposizioni (;he possono occorrere ne!J'inleresse del servizio, ed· alle quali perciò deve essere tntcciatf.L la via coll'indicazione di tutti quei particolari che vah1.no ad impedire qualsiasi indecisione e producano quella regol~riti~ che è talllo necessaria, quando si può ritenere quasi impossibile il controllo. Si danno norme specificate circa il modo di calco lare i fondi necessarii; si pre~crive che annua lmente, al 1° del mese cli marzo, i distretti spediscano al Ministero della guerra. il prospetto degli assegnamenti loro occorrenti in caso di mob iJi.tazione;. si enumerano infine le operazioni da eseguirsi dall 'ufiicio d'arn.ministra,,ione per la eventuale spedizione di fondi ai si.ndaci dei capiluoghi di mandamento (per le spese di viaggio dei r ich i.arnati) e per quanto occorre al distretto durante la per;nanenz:i. dei ri chiamati stessi. Relati vamente alla preparazione dei locali per acquartierare i richiamati, le differenze fra le due Istr1nioni sono poco sensib ili ed infaui quanto prima era presuitto poteva ritenersi suf- · ficiente, nè vi ernalcuna necessitit di cambiarlo. I locali debbono bastare all'tdloggiamento dei richiamati nel gi.orno della rnaB,iima affluen:rn al distretlo ed è l' ufficio di maggioritit che è incaricalo di calcolarne la capacitit fi n dal tempo cli pace,di fare le pi·a1.iche opp01'lune colle autorità locali, di prnHederl i conven ienteniente appena giunto l'ordine di mol.Jilitazione e di rimetterli infine per la qu~tsi to!.alità. in consegna. alle compagnie permanenti, che sono incaricate deJl'amministnJ7.ione dei richiamati. · La nuova Istruzione slftbilisce inoltre il modo col quale i richiamati debbono essere alloggiati, prescrizione che forse è sovrabbondante, ma non inutile, perchè toglie ogni incertezza .
PER I.A MOBll,lTAZ TONR
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vm. Sebbene la raccolta delle disposizioni amministrativ e e contabili indichi quali sono le competenze che spel:tano ai mil itari io qualsiasi ci rcostanza, e dia nonne particolareggiate sul modo di amministrare i m.ilitori sotto le armi, in qualunque posi?.ione si trovino, pure ::;i sentiva il bisogno di avere speciali prescrizioni praticl;e e facili relativamente all'amministrazione dei richiamati dal congedo . li trattamento annninistratirn ordinario, benchè prescritto anche in questo caso, pure era quasi anticipatamente condannato; si cr~piva che in circostanze eosì difficili si doveva applicare un sisLe@t più sempl ice, talr, cioè che permettesse ai distretti di amministrare con sicurezza e facilità l'in11ente numero il' uomini che in tali <:ircostanze vi affluiscono . . ~ sistema prima. in vigore i richiamali appartenenti' acl al Ln. Col corpi, cioè quasi tuUi, dovevano essere amministrati dai distr~tti come aggregati; da ciò ill~ conseguiv:i. un grave htvor? ~onta~1le, al momento della mobi,liLazione, p(W la di.retta an1m1mstraz10ne degli individui, cioè per le molte scritturazioni .cui q~es.la dava luogo; e si produceva in seguito un lavoro nlevant1ss1mo per ottenere il r.imborso dell e somme dovute da.i vari corpi. Quest'ultim.o lavoro poteva forse non essere di molto aggravio, perché fatto dopo ttltimata l:1. mobilitazione; .1~a. era assolutamente indispensabile di. ,tdottare un sistema qualsrns1 che, rego~are per sè stesso, permettesse ai distretti di operare colla massuna celerità. Questo r:isult:11.0 è stflto ottenuto dalla nuova Istrnzione, la qm;Ìe, cwl prescrivere che i r ichiamati di altri corpi sian~ presi a s1issisten:.a tfai distretti, ha eliminato completamente ogn, rapporto amministrativo fra questi ed i corp i; ha semplificato le ~perazioni giornaliere contabili collo stabilire una eguale. c~mpeLenza per tutti i rich iamati di qualsiasi arma e grado; ha mfine fac ili tato d'assai l'andamento del servizio, col prescrivère che gli
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PF.R LA MOillLITAZIONE
LA NUOVA ISTRUZIONI::
uomini presi a sussistenza abbiano il pane in natura ed i viveri in contanti . È inutile entrare in particolari . Sopra una disposizione soltanto sarà forse il caso di soffermare I' auenzione, su quella cioè che si riferisce alla distribuzione dei viveri in contanti. perchò con essa si fa 1ma radicale innovazione rispetto a truanto finora :;i è praticato nel no::ìlro eserc:ito. JnziluLLo devesi osservare che l'agglomeramento presso i distretti non sa.riL mai !aie da wmpromettere la snssistenza di questi ltomini ; il numero dei richiamati ò infaui in relazione direLLa coll'imporlanza del distreuo e qnesta importanza, è pure in certa rnisura, in relazione diretta con quella della città in cui ha sede il clisLreLto stesso. Nè fanno osta.colo le diflicoltà provenienti dalla necessità di lasciare ai richiamati alcune ore di libera :uscita, perché in tali circostanze la pratica ha dimostralo essere impossibile il tenere costantemente nei quartie1·i i richiarnnti eia.I congedo appena giungono sotto le armi; tullo quindi si riduce ai mezzi pecuniari che saranno assegnati ai m.edesim i, senza tener conto delle loro risorse particolari. Ora l,L nuova fstruzio11c, presc·.riveudo che gli uomini debba.no essere presi a sussistenza, slahilisce in loro favore un assegno giornaliero cli centesimi 80, da l qu ale det1:aenclo lire O, 2G per la raz ione pn:ne r, lire O, OG per le spese diverse rimarrebbero lire O, 49 corno competenza data alla mano. Ma dal . modello il ìnscrto nella nuoYa lstruzione (Ilnolino speciale cli posizione) risulla che i r ichiamati da l conrredo clovranuo . o ricevere uno speciale lrattmnento di mobilitazione come uomini presi a sussistenza: questa annotazione lascia naturalmente supporre clie il Ministero dell.a guerra abbia intenzione di aumentare per tale circostanza il tr-allamcnlo deuo a. sussistenza. che se fosse, ad esempio, portato a lira I prod_tu·rcbbe un pagamento nello di lire O, H9 al giorno, colla qual somma e col pane in natqra. il soldato Ùon avrebbe difficoltà alcuna a provveder,-i il villo durante la sua permanenza al di~tretlo . Una secondn. innovazio11e è sta.la introdotta rcl.ativame.nte al modo di ordinare i m oli e di am roinistrarc i richiamati. L' ontica Istruzione prescriveva che le compagnie permaucnLi dei distretti dovessero mantenere al corrente i ruoli dcali uomini in n
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congedo, distinti per mandamento, in modo che le compagnie ricevessero giornalmente presso a poco lo ste:;so numero d'uom ini; per l'a mministrazione dei richiamati prescrivevasi po i che qu esti venissero in ciascuna compagnia riparti li in vari plotoni. Questi plotoni potevano però funzionare indipendentemente soltanto. nelle opei:azion i relative all 'arredamento, come si vedrà in seguito, non già iu tulle le altre che, a somiglianza di quanto si pratica in tempi ordinari . an·ebbero dovuto essere faue dal com:uido della compagnia. Nel disporre che i ruoli· fossero tenuti per mandamento si tentò poi pa~sato di ottenere, cd anzi si sarebbe certamente ottenuto, di dare giornalmente lo stes:;o larn ro a tt1Ue le compagnie per.m aneuti in ciascun disLrcU.o; nm lluesto r isuilato, nLile per sò stesso tome economia di lavoro, non si sa rebbe oLLenuto che a scopi to di nitro la,oro più importante. Ammessa in f'att.i la conLinnazione del sistema. ordinario cli amministrazione, dovendo le compagnie tenere i rnoli per mandamento, avrebbe1·0 naturalmente dovnto ricevere nello stes;;o giorno militari di tutte le arm i o corµ i, i qtrnli avrehbcrn dovnlo per necessiLà ri cevere differenti t:ompetenze e pei qua li le co mpagnie clovevuno differentemente regolarsi per l'arredamento e per l'inYio ai corpi; accad<wa inoltre clte pe1· effetto del nostro sistema di reclutamento gli uomini cli nno sle:;so reggimen to cd anclie di una sola cla,;se si ,;arebbero ! ro,-a.Li ripartiti fra le varir compagnie permanenti del distreU.u imperocchè, nel! ' assegnazione annuale della IC\'a, non è prescriLLo cli tener conto del mandamento. Que:-ta poco armonica ripartizione degli uomini oltre agli inconvenienLi suaccennati rendern di[(i cilc assai In fo1·mazione dei drappelli, perchè questi avrel,hero clovuto essere formati con uomini apparleucnti a compagnie diverse, come si è visto, e rendeva poi illusorio il concetto di destinare Le111pon11·iarnm1te ai clistrelli ufficia li e gmcl1mti coll' inca rico cli provvedere più specialmente agli uomini del rispettivo rrggimenlo e di accompagnarli ai corpo. Tu Lii quest i irworn-enienLi non poLernno t;ertamente essere evitali; ma la nuova Is~ruz ione contiene tal i disposizioni t:he valgono ad assicumre il pronto accorrere ai distretti di personale esterno, il facile svolgersi delle operazioni amministrative, la conseguente
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T..A NUOVA ISTRUZIO NE:
faciliLa ci'rca la formazione dei drappelli, la sicurezza infine della letterale esecuzione delle dale prescrizioni. Non potendosi oLtenere d 1e ai richiarna,Li di fanter ia di linea possano provvedere ufficiali e graduali di trnppa dei rispettivi reggimenti , si é però assicurato un pronto rinforzo di personale esterno col prescrivere che gli uffic,iali e graduali debbano es,;ere in massima forniti dai reggimenLi residenti nel corpo d'armata ove trovasi il distrel.lo; ed in tal 1nodo si è pure evitato il pericolo che per la lun9heZJ.a e difficollà del viaggio alcuni distretti venissero a trovarsi sprovvisti del personale occorrente. Agli inconYen ienti accennati circa V riparto degli uomini in congedo si ò rimediato disponendo che i ruoli vengano comp il ati _per reggimento o corpo e per classi. Questa ripartii',ione favorisce assai !'.andamento delle operazioni amministrative e di servizio giacché dà modo di formare altrettanti plotoni quant.i sono gli uffì.ciali provenienti dai reggimenti di fanl.eria e di .bersagl ieri, assegnando a ciascun plotone l.ulti gli uomini di uno o più corpi. Ciò facilita le operai',ioni amminisLrative, perché i ruoli possono prevenlivam(~nte essere i'ormati in guisa da servire ai rnomento come dbcnmenti cont.1hili e dirninuisce assai il rilevante.numero di scril.turazioni da farsi dalle compagnie permanenti. Quest'economia di lavoro, sollllnata con quella accennaL<t tral.Lando delle competenze dei richiama.ti, costi Luisce un rilevantissimo vantaggio, Late doè da eliminare ogni benchè lontano timore sul fnnzionamenlo del1e compagnie perrr\anenti. Un'allra note,role modifìcazione a quanto em prima preserillo consiste nell'aver tolto alle e,ompagnie permanenti ruuo quanto è relativo ali'arreclamento dei richiamati dal congedo; con eiò si è, senza dubbio, maggiormente accent1;iata l'espl icazione del concello al quale pare siasi informato il :\'I inisteo Mezzacapo, quello cioè di semplificare [.utte le operazioni e di assicurarle laticiando ciascuno al proprio còmpil.o.
PER LA MOB1LlTAZlONB
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IX. · Fra le disposizioni di maggiore importanza date dalla nuova Istruzione, essenziali sono certamente quelle che si rifer iscono all'arredamento dei richiamati dal congeclo . L'antica Istrnzione provvedeva a ciò prescrivendo cbe ogni compagnia permanente clovesse formare in caso cli mobilitazi one un magazzinci eventuale ili compagnia <~. così al grave lavoro accennatQ, trattando dell'amministrazione, ne aggiungeva un secondo più grave ancor,1; avvalorando sempre più i timori di coloro che nutrivano forti dubbi sulla, possibilità di funzionamento clei distretti . Se infatti si considera. come i magazzini eventuali dovevano formarsi e poteva.no essern rifornìti; come il personale della compagnia permanente ,mrehbe stato impari alle esigenze dei molteplici servizi afficlati alle compagnie stesse; come infine l'operazione dell'arredamento riuscisse maggiormente difficile in eausa della :tdottata ripartizione degli uomini per mandamento e non per corpo, di leggieri si comprenderà come fosse assoluLamente necessario lo studiare i modi di ovviare a Lu.Lti i detti inconvenienLi conservando i vantaggi che col.lo speciale sistema arnministra,tivo gi-à enuncialo si volevano ottenere. Il magazzi.no eventuale di compagnia, prescritto dall'aulica Istruzione, avrebbe dovuto generalmente essere fol'maLo in un locale provvisorio (ad esempio in un camerone, in una ehiesa, forse sotto ad un porLicato), cioè ove nulla poteva essere predisposto e dove gli oggétti di arredamen.to avrebbero dovuto essere messi in ordine nei poch i giorni del periodo di preparazione e coi poch i materiali provvisti a t,d 110 po. Non era però la fonrrnzione dei magaz,,ini. eventuali quelhi che poteva essere considerata come l'ostacolo principale; rna questo proveniva invece dalle difficoltà che si sareùbero certamente incontrate nel manLenere quei maga,,,,ini provvisti sufficientemente di oggetti e nel moclo di ammin istrarl i.
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I~ noto come, a c·agione del nosu·o sistema amministrativo, i magazzini di nrredamonto siuno form ati parte con oggetti nuovi, detti di ,1• classe, e parte con oggetti usati di più dassi in l'criori; ue consegne perlanlo che, appemL rn;;tituit i i magazzini eventual i di compagnia , ·qu esti avrehhero dovuto nssern riforniti con oggelli nuovi e con oggelti u::ati, :-C'rondo la propo1·1.ione nella quale erano rappresen lèLti nel magazzino generale . ~al uralme utc ciascun capo di vestiari<> lfo1r, sudclividcr:; i per misnra 11ssia, 1:ome ~i :;uol di re, pe r taglia ed il numC'ro di que:-;te sudcli1 isioni per talun i oggetli oltrep11ssa la. diecina; ù faci le rruindi I' inrrnagirni 1·e quante su.dclivisioni si sarebbero rese necessarie nei magazzi ni eventuali , cioè suddivisione per oggetti, indi suddivisioni prr classi. e finalmente :rnddivisioni ancora per taglia. Quest'incom'en ie11te, a::sai più grave cli l(1tanto :-embm a prima vista, non poleva essere rilevato negl i esperimenti fati. i per parecchi an11i clai di:;tretli , percliè quelli esperimenli rnnnero sern pl'e esegui Li in condizioui che ben poco an'll'ano di comune con quanto si sarebbe clovulo fare in caso di mo bilil.az ione: costitniva11si cioè' uno o pi LÌ. magazzini evenliutli utilizzando t11lto il per"onale 1:npace del clistrello , si formavano lJLLesti magazzini con soli ol-{gctti nnori e non ;::i prncede,,a. in ai al loro rifor:11 iinento, segnnLarnente con oggetl i nsati . Il sistenHidei magazzin i eventual i di rompagnia presentav:i inoi tre una. certa anomalia; mentrn cioè uon si a~sicurava l'nxred:unento dei richia111a li e si dara110 alle wmixt/!nir incarichi di dilli,· ili,;sima esecuzione, si produ.,~ev:t un lavoro no11 meno inlenw pre:;so il rnagazz ino principale e così, colla ])l'O:spetliva cli un ris1iltato dubbio, si ,·onsuma 1·a il doppio cl i forza vi rn. La:;cinnclo im ece la tota le e:;ecnzione dell 'arredarn.ento a.I magazzino princip;tle In n1wva Istruz ione spcciliea così eh inrnmenlr. rnme i ilislrel.ti debbono regolarsi per l'arredamento, che da, 1ero ;;embra si sia risolto il problema. nel modo pi1 soddisfacente. Per avva lorare queste osservazion i gioveri, riportare per in1ero quan to riguarda il modo di ordinare i magazzini di arredamenw . « ,[Vi -A llest,illiento del mcigci;;;;ino - Il magazzino di nn ecla.« inento deve essere disposLo in guisa, fiu dal tempo di pate, da << .potersi prestare in qualsi;1si circostanza all'arredamento tlei ri« chiamali dal congedo pre~so il magazzino stesso.
1· 1l
PEl1. LA :\'IOnlL ITA ZIONE
L A NIJOVA ISTRUZIONE
« Alla maggior parte dei richiamati dovendosi distribuire !'arre« damento completo, è indispensabile che, secondo la 1~atura.. cl~I « magazzino, gli oggelli vi siano disposti per comparument,, in << modo che per ciascuno di ll ucsti occon:a presso ch.e nn e~ua~ « tempo per fare ad nn iuclividuo la dislri bnzione uegh oggetti di « arredamento . « Per l'arredam ento dei richiamati cli ca.va.lleria , artigli eria e e< ae~io ai c1uali, a senso del prc:;cr itLo dal N. 'i2, devonsi distrio . I « bui re soltanto la.Inni oggetti, viene formalo uno specia e mag'.1 z« zino , 11 1.ilizzantlo a. l.ale effetto il locale elt e scrvè come magazzrno « cli cli.;tribuzione pei bisogni orclinari in tempo di pace. « ~el magazzino d'ancdamcnto i compartimenti sono nel numero « e nell'ordine ,;recinti pi(Lutili ,lai comall(l,tnti cli distretto, tcn~n.clo « conto dei risulrnti oltennti nelle e~--perienze folte, della capacita e « disposizione elci loca li e del personale di cui pol.rnnno tlis~o1:r~ in « caso di mobili lazione. I' compa1·1 imenli devono però sotldtsfare « alle seguenti condizion i generali: « (/,) la dispo~izione d.ci compartimenti dev'e~ser e tale eh.e, .ne'.l o u in ter\to del magazzino, riesca l'acile la circolazrnne e che I n chm« mali, dopo ri cevul i gli oggeu i da un compart.imenlo, .non debban.o « più ripassarvi, n1a, proseguendo di compartimento. lll compcu'l1« mento rnn11ano a trornrsi. all'uscila dal magazzmo, completn.« mente
' a.rredal " i:
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« u} i conrpartimenli devono possibi ln~e1~le ::;11cceclcrs1 senm
interrnzionr; se essi non sono in camere' d1st111te è bene che una « separnzione in tavole o in tela, clivicla. nn r,ornparlimcnto dal« l'altro; . . << r} in ogni comparlimento gli oggclli devonu essere d1s?ost1 << per taglia e, se 1tsati, anche prr classe tl'll.$ 0, con sov rnppost1ear« tellini che lo dimostrino; . .. << d) gli scaffali ecc. , devono es:;ere formati .e cl1spo~t 1 1n mod~ « che ai cl islri hutoei ri e:,;ca poi r.u:ile ritrovare gli oggettL occorrenti t< e rimC'LLcrli a sito; « e) i compartimcnl.i devo no esserè prov~i:;t.i. di pa nch.e o ttt« voli di scale a ma110, ,ti sgabelli ccc.; qnell Lelci pantaloni e dell e « scar~e devono essere provvisli cli una o clueyan.cl~e~ad~uno, ?~ille << quali gli uom ini possano sedcr::; i od appoggrnrv1 1 p1ecl1 nelmL:,11 '
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P Eii J .,\ MOlll LI T/\ Z ION F.
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LA (';{j()VA
1STl1UZ10N E
<t rare i pantalon i o le scarpe; il compartimenLo delle scarpe devo t< inoltre essere provvisto cli c:a bmt.o i cli corno o cli ,tr.ciaio e del (< pedinietro: << (} nel vo mparlimonto dell e i;operlure del capo 01·corrono <1 cerchi di cartone o di l'.1tta per misurare la circonfcrnnza elci capo; (< nell 'esterno di qnesti cerchi si <leve leggere in centimetri la (< circonferenza cni · corrispondono; « ,q) il Lelo da tenda e gli oggetti da misurarsi dernno pre« cedere gli nitri, eccezione fatt,t delle copertui·e del capo che è ,, bene siano clislrihu ite per le ultime: <( h} in ciascun romparlimenlo dere essere affissa uua tabella « indicante a g1·andi l'aralteri gli oggeui che il distribnlore devo << rimettere agli nomini ila arred:\l'e. « Come e~empio dell'ordine da srguir~i 11Clla formazione dei « compartimenti. si indi('a il seguente che polrft e~-scrc modificato t< a seconda ,lellc r.ircosl.anze. sem:a però allontanarsi clallC' norme <• generali sopra enunciale : ·1° compartimento: Teli da teuda. ron picchetti e f11 nicella, (• uo:,e. pezzuole da. piedi, scarpe: <l 2° compa1·tùnento: Pani.a.Ioni di panno , corrcggie da pan« taloni, panciotti, crava tle da collo, cappotti , rnanl.elline, distiutivi « v~n; 8° comp1wtimenlo: Pnnlnloni cli tela , giubbe di tela, ntmicic, « mutande, asciugati, zaini; << .i,0 compartimento: .Borrnccie con correggia, tasche ,l pauc, ,, gavclte, lazze di latta , spazzole, CllCChiai, borse di pulizia, sca« tolette di latta, pacr-hetti rla medicazione, hottoni gemelli di <( riserva, soLtopiedi di cuoio cli riserva, sacchetti per la g(l.llerta, « lihretti persona li, razioni di ga llel.lit, rnzioni cli cn r:ne in con« serva; << 5° compartùnento: Chepi con 1 ;opertura, c.ippell i da bcrsa(< gliere con pennacch iel lo e eopertura, cappell i alpin i co n penna, << berretti, fetl,; « 6° compM·timento: Buffetterie; armi per quei distretli che <( per mancanza cl i :-;peciali ~aie d'armi debhono tenerle nel ma<( gazzino . 1< Nell'interesse della co11servaziouc degli oggetli, richiedendosi (<
t< che qnelli-nuovi cli !a mi r, di pelo si tengano s~parati d.agli t< usat.i; che quelli di tela, di metallo, di corarnc e cl_L legno smno « situati in :-;peciali località: che i yirnri di risen•n, siano conser<< vati ì11 locali appositi: i rornnnd.anl i ,li <listretto d1s1'.01Tnnn~ « pcrchè, li111 iL:d.arnM Le alle esiwmzr sop raccen1~a.te, cleU,1 ogg~tt1 « siano ron:;erval.i iu tempo di pace nel lP loea.llla che loro ne<< scono più cou-i•euirnti. I romanèlanti. :;L1perim:i dei distrclli si « assirnreran~o perù chf'. qurslc vari anti all'ord1n~ment~ .<lei. ma<< gazzino non :;iano tali da imped ire, in caso d1 111 01.J il 1taz1onc, (( gli SJ)OStamcn l i l)('t'.0SSill'i per ('011tplela re pronlamentr l'a~setl.O « dC'i comuartimenli. ,< Non l~ ill i i distretti possono ,n•crc~ i loro magai,.ini situati in (<uno .si.esso lontl e; per tal nui di qnesti sa ri1 q11ind.i piii conve<• niente di forma1·c élur cfotinti magazzini cli mobilitazione an<< zichò uuo solo. 111 tal caim le norme indì1',tte per la formazione (( di llll Jll,1gazzino e quellr relative all a co11se1·vaz.ione degli og(( geti.i sono da a1)pli car;;i ad ambed ue i 1~1agaz~1n1: . . . . (< Onesto i'islrma può pure r:;;:;;erC' segmlo dai cl1slrell1 pm po« pol~si, iiei qitali 1'> anzi utile che possano fun zionare contempo(< rancn.rncntr, due magazzin i. (< Oucst:u lt.ima. rnoclifi i;azionc al :;i~tema ienerale non può però << css.;rP adottala dai comandauli di dislrcl [o. senza l'autorizza. .. ti zionc dei rispettivi rn mmiclan li ~11periori ll . Oa qu.anl o è del.lo circa il morto di ordinare i ~rngazl.~111 nsulLa che si i• credulo wn-reiiienlr cl i reslituire a.Ila ,;cz1one di massa IC' sue coinplC'lr attribuzioni . prrndcnclo dal l'anlico sistema lullo quanto poLevn essere 11tilc pcl' accrlerare l'a~TNlalllento ecl abbandonando le dispo:;izioni di _più dirticile o~ecuzwne. . Si è adottalo cioè 11 n sistema 1·01 q11alr, mantenendo il grandC' vanta,ririo cli slllldividerc i vari oggetti per grnppi. si è assegnalo a cias%~n di essi 1111 pcr:;011alc sufTicienLe per In cl!s~r!l'. uzi~ne: e cos1 (·,ome prima. pra t.icava:;i, si è consc1·va Io la poss1 bil I La cl I ane' .. . .. dare <·oulemponineamenle p1u 1tom1111. .. . La cliITcrenza essenziale consi,-1.e però nell'aver stab 1hto che questi grnppi di oggetti siano perman entemente c.ostituiti ~n ~a.I tempo di pace, ecl in ta l modo si sono evitai.i i ~Lue 1~~onr e~1 en1t cl~e pro~ venaono dalla clil1icolli\ inerente alla d1spos1z1one 1mpron 1sa dei o . . . . m,Lgazzini cvci1Lnali e dal riforn imento dei magazzm, sle~s1.
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LA NUOVA lSTRUZiO:,iE
PER LA M0131LlL\ ZlONE
Il magazzino principale ordinato permanentemente a compartimenti d' oggetti ri unisce i vantaggi suaccenrniti e, per il suo funzionamento in caso di mobili taz ione, sembra non debba più sorgere alcun dubb io imperocchè l'opera dei distributori non pre:;enterà più sensibi li difficoltà, essendo nei compartimenti gli oggetti già classificati cmne si è dello, nè i compartimenti dovendo essere riforniti. L'Istruzione provvede però molto assennatamente alle es igenze della conservazione degli oggeui in tempo cli pace; queste esigenze s'impongono all'amministratore e.non potrebbero essere trascurale che con gnwe danno delle finanze dello Stato. Ma pur Lenendo conto di queste esigenze l'Istruzione non 01~1mette di indicare·quale debha essere il modo di farvi frçnt.e onde, duran te i pochi giorni che corrono fra l'arrivo dell'o,·dine di mobilitazione e quello delfa prima classe chiamata; si possa dare al magazzino il regolamentare ordirnunent.o .st.ahilito per la distribuzione. Questo periodo elle .può dirsi di preparaz ione non ;;,1r-à mai certamente inferiore ai cinque o sei giorni, come si è detto parhmdo della chiamata ; si anà così un tempo più che sufficiente per fare gli spostamenti di quegli oggelli che in tempo di pace non possono essere conservati ove è invece indispensabile vengano disposti per la distribuzione. Tale operar,ione però non potrebbe avei· luogo in tempo debito se questi studi non fossero fall i preventivamente e se il maganino non fosse convenienlemen Le predisposto. Tenuto conto delle poco fa.vorevoli condizioni in cu i trovansi i nostri fabbricati per uso militare e segnatamente quelli dati ai distretti per i magazzini, l'Istruzione avrebbe dato dell e disposir,ioni, in mo lti casi, ine,,eguihi li per la natura deilocali stessi, se non avesse fatto opportune eccezioni lasciando una suilìc.iente libertà d'azione ai . comandanti dei distreLti, ed ai comnndanti·su:periori. AI ludesi cioè a qL~anto è detto circa la data facollà di formare qualora occorra due magazzini di arredamento, ciascuno dei quali po trebbe alì 'occorrenza funzionare inclipenclent.emenl.e. Not.isi però che non si tratta di magazzi'n i da ordinarsi al momento, 1na di magazzin i perfettamente e permanentemente coslituiti. Un'ultima disposizione provvede infine all'arredamento degli uomini di determinate armi ai quali debbono essere distribuiti sol-
tanto alcuni oggetti; questi individui ritarderebbero l'operazione, generale qualora. dovessero recarsi presso il magazzino principale e l'Istruzione prèscrive perciò r,he i pochi oggetti da distribuirsi a. questi uomini sieno consegnati presso quel locale che in tempi ordinari serve di sahLdi distrib uzi one. Rimane orn da dire circa il personale di distribuzione e circa il modo di .effettuarla. Non è possibile in questo rapido esa.me, nè sarebbe forse conveniente, l'accennare :t tutti quei particolari di esecuzione elle, eh iaramente prescritti dal!' Istruzione, non hanno bisogno di commenti. Due soli sono i punti sui quali sftrà utile soffermare l'attenzione ; qLiello cioè che riflette ht destinazione di ufficiali di complen1enlo quali capi di compartimento presso il 1nagazzino e quanto ha 1.rauo ali' amministrazione del magazzino stesso. L' istituzi.one degli ufficiali di complemento provenienti dai volontari di un anno ·è di data molto recente; e questi ufficiali non hanno ancora potuto da.r prova dellft loro attitudine al servizio militare in caso di guena. Il loro serviz io si r iducequindi ad un anno come volontari ed a Lre mesi come un~ciali; per alcuni il servizio cla ullìciali si è prolungalo anche fìno a 9 mesi. Tn Italia non si è ancora forse abbastanza rettamente apprezzata questa ist.itur,ione che pure è huona e dalla quale è invece lecito sperare che l'esercito ric,weriL alla circoslanr,a rilevanti vantaggi. Si è accennalo a questo fntlo non per discutere s11l m.aggiore o minor valore degli. ufTi.ciali di complemento provenienti dai volontari di un anno, ma perchè non si giunge a comprendere comed,t alcuni si asserisca che detti ufficia.li saranno impar i al cò mpito loro affidato presso i distretl.i in caso di mobilitazione e che meglio varrebbe aumentare di qualche so ttufficiale · e caporale i quadri dei distretti stessi. Si dovrebbe invero disperare del buon esito di qualsiasi istituzione se non si potesse fare nflìdamento su uomini i quali, avendo non menò di un anno e tre mesi di servizio militat'e, essendo stati istruiti in modo speciale, ed essendo dotnLi di una certa coltura generale ed educazione, sarebbero chiamati alla circostanza a disimpeanare un servizio che basta enunciare per dimostrarne la o . facilità di esecuzione. Per l'arr1~darnento l'ufTiciale di complemento è capo ·ai compar-
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LA NUOV,\ ISTl'lUZlONE
timenl.o cioè, ad esempio, sorveglia la distribuzione dei cappotti, i quali sono disposti per ordine nei loro scaffali, ripartiti per classe d'uso e per taglia secondo è indicato da appositi cartellini.· Or bene, egli deve invigilare che i distributori scelgano quei cappoLLi che sono adatti all'individuo da arredat'e e r imettano a sito qnelli che non riescono tali; deve verifica.re l'opera dei distributori osservando che gli oggetti distribuiti si adattino perfettamente all'ind ividuo; deve infine nota,re sui foglietti di arredamento il quantitativo degli oggetti disLl'ihuiLi e la classe d' uso di ciascuno. Quest,t operaz ione è tanto semplice che, se l'Istruzione -vi ha destinato ufficiali, è certamente perchè si possa mantenere rnegli o l'ordine e la disciplirnt e si abbia una. asso luta sicurezza sulla regofarità amministrativa della distribuzione; non perché il còrnpito sia difficile. La seconda incombenza degli ufficiali cli complemento consiste nell'accompagnare i drappelli dai distretti ai corpi. Questo servizio fu per l'addietro assai difficile ed anzi non si esita a dichiarare d1e esso poteva annoverarsi fra i più difficili di· quelli affidati agli ufficiali suba.l terni . }fa auua.hnente cpieste condizioni sono grandernen Le rnut.Rte; l'ufficiale che deve accompagnare un drappello è generalmente imbarca to su lln Lreno di ferrov ia o sopra un bastimento a va,pore cogli nomini che accompagna e r iceve da.I distretto ni partenza Lutti ì documenti necessari per la suddivisione in fraz ion i del dra.ppello stesso; generalmente gli uomini sono soddisfatti di ogni loro were a.Un partenza dal distretto e qualora. trattisi cli un viaggio .lungo il comandarite del drappello deve, è vero, p,agare gli uornin i, ma qnesl.a operazione gli è di molto facilitata dal fatto che la competenza di viaggio ò U)1a sola. per tutti gli individui di qualsiasi arma e grado e che i. particolari di ese,:uzioiJP ~onoI affidati ai ca.p i sq1rndrigli:1. :Per la. suddivisione del drappello, per le intenltzioni nelia rna,rcia, per l'occasiomile acrruartiemmenl.o e pe1: Ja forrnazione dei treni, il comandante del drappello non ha altre attribLi,1ioni che quelle riferentisi. tdla disciplina degli uomini, essendochè i comandanti cli Lappa e gli ufficiali di. sLazione sono quelli cui spetl.rt di regolare inLeram.ente le soprade!.te operazioni. L'a:mministrazi.one del magazzino è certamente di Vo-rnncle impor. \/ tanza e di difficile esecuzione; ed anzi a questo proposito si osservn
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PE R LA MORTLlTAZ! ONB
da taluni che ma.ncheùt il controllo. Qu'este obbiezioni sono in gran parte giuste perchè il controllo assoluto sarà impossibile in pratica. ed è evidente che la responsabil ità dell'ufficiale di massa si troverà in parte allo scoperto. Forse col tempo e dopo molti esperimenti si potrà. trovare il m,odo cli assicurare il controllo; ma. per ora la nuova lsLruzi.one nuila prevede in proposito e tutto affida alla solerz ia degli uffic.iali di complememo capi di compartimento, alle assennate disposizioni preventive e giornaliere date dal comandante del distretto ed alla incessnnte sorveglianza del secondo ufficiale superiore e dell'uffic iale di massa. La nuova Istruzione stabilisce, è vero, come debba éssere regolata la registrazione e quindi l'addebito degli oggetti ai singoli individui; ma, come si disse, per ora non provvede alla sicurezza del carica.mento del magazzino. Si volle accennare a questo fatto perchè esso indica u.na lacuna da riempire ed è sol.tanto una futura. pratica applicazione del sistema che potrà indicarne il modo. Giova però notare che la scelta del personale adibito al servizio del magazzino e che un'nccumta. di.rezione impediranno probabilmente la maggior parte di detti inconvenienti; quelI i. poi ai quali non si sarà potuto riparare, qualora non provengano da incuria o da assoluta ignoranza delle disposizioni regolamentari, non potranno ceri.a.mente essere imp[ttati a coloro che nei tempi ordinari hanno la materiale responsabilità · del magazzino . È dehito dell'amministraz ionemilita.re di regola.re le , operazioni amministrative e contab ili in modo che esse procedano cori perl'eLla regolarità., ed è suo dovere es.igerfo; ma quando il rjsultato che si vuole ottenere è tale da consigliare di derogare a , queste forme per oLtenere incalcolabili vantaggi, sarebbe errore il vincolare importanti. operazioni a formali tà contabili; nè è forse esagerato l'asserirec]1e in tale circostanza l'amministrazione mili.tare, .tenendo conto del risultato ottent1to, sa.rii prodiga nel.l'assolvere quelle irregolarità naturalmente prodotte dalla mole del lavoro e dalla ce.lerità. di esecuzione. Che tale sia l' intenzione del Ministero si poteva inoltre desumere da una a.vvertenm che era inserta nel progetto d'Istruzione dato in studio alle antoritit militari . Gli esperimenti fatti hanno .!,l. 'altronde lasciato vedere come gli ANNO XXIII, VOL, I.
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LA NUOVA !STRUZIO:-IE
errori nelhi distribuzione di oggetti si riducano ad insignificanti proporzi.oni. Rimane un ultimo argomento da trattare c-irca l'arredamento, quello cioè che risguarda la possibilità di arredare in brevissimo ternpo f ingente nmnero d'uomini che in caso cli mob ilitazione affluirebbe ai distretti; è questa una questione assolutamente pratica, e perciò la sola esperienza può dare una dimostrazione che va.lga a dissipare ogni dubbio. Circa i risultati pratici ottenuti l'Istruzione dice che da esperimenti esegui ti presso alcuni distretti, col maganino ordimLto a compartimenti, si ottenne che in due o1'e il numero minimo di uomini a.rredati fu cli ,120 ed il numero massimo fu di 300. A. questo riguarèlo giova. però riportare le informazioni date dal giornale l' ltalùi Milita1·e, le quali contengono più estesi particolari sugli esperimenti pratici eseguiti d'ordine .del Ministero della guerra: Quel giornale nel N. 130 del ,J877 dice: « Il risultato minimo si è ottenuto presso un distretto , ove, in « quattro distinti periodi cli circa un'ora e trentacinque minuti « ciascuno, si arredarono completame1He 320 uomini . « 11 risultato massimo finora conosciuto si ottenne presso altro « distretto , ove senza difficoltà si arredarono di tutto punto in ri« petuli esperimenti 90 uomini all'ora. « E si noti bene che, come è naturale, l' operazione dell'arreda« mento ·non fu limitata alla materiale distribuzione degli oggetti, (( ma bensì comprese la misurazione di quell i che debbono essere (< misurati e Ia vestizione completa l} . Lo stesso giornale nel N. 133 soggiunge: « A complemento dei ragguagli clati nel nostro N. 1130 del 30 « ottobre, circa gli esperimenti di al'f'eclamento eseguiti presso il (( 'magazzìno principale cli parecchi distretti, per constatarne la po(< tenzialità di vestizione, siamo ora in gra,do di aggiungere alcuni cr pflrticolari su altre prove, cleJ!e quali non si conoscevano ancora (( i risultati, che vennero poi non [solo a confermare quelli prece(< denLi , ma a superarli di gran lunga. « Gli esperimenti in discorso furono ordinati dal comandante il « VI" corpo d'armai.a presso il dist,retto di Siena. Volle egli che 1
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PER LA MOBl LITAZ fONE
i< vi
assistessero , per constatarne i risultati, tuue le autorità mili-
« tari e gli ufficiali che per le loro attribuzioni ne avevano H mas-
\( simo interesse. Intervennero quindi il generale comandante la « divisione di Perugia, i] generale comandante il presidio di Siena, « il colonnell o comandante superiore dei distretti · della divisione, « tutti gli ufficiali superiori relatori e gli ufficiali di massa dei di« stretti slessi . « Le disposizioni furono tutte date in modo che le operazioni si « compissero in quelle stesse condi;,,ioni che si presenterebbero nel « caso di una vera e reale mobilitazione; ed ecco i risultati che si « otLennero: « In un primo esperimento della durata_di un·ora e quarantasei « minuti si vestirono 326 uomini cli tutte le armi ; in un secondo e( esperimento della durala di due ore e diciotto minuti si ·vesti- · << rono 280 uomini di fanter ia ; vale a dire si vestirono in media « H>O uomini all'ora di. tutte le armi . « Un terzo esperimento si eseguì vestendo 596 uomini di tutte le « armi in tre ore e quattordici minuti, cioè 190 uomini all'ora. (< In un quarto esperimento infine si fornì l'armamento e le mu« niziòni a 600 uomini di fanteria in un'ora. « Questi risultati sono ta.li che rendono superfluo ogni commento. -e< Ci piace tuttavia aggiungere che, secondo il giudizio che venM « formulato sopra tale esperimento, il sistema di arredamenLo :dato a cc studio dal Ministero conisponde perfettamente allo scopo, di sem« pli fi care cioè e soll ecitare hl vestizione dei richiamati . (( Questo giudizio è lanto più notevole perchè dato su esperi« menti fatti alla presemm cli tante autorità ed ufficiali, ·che tutti (( potevano osservare e notare i minimi inconvenienti )) . Le indicazioni date dall'Italia Mi:titare sono SLlperiori a quelle citate dell' Istmzione, ed è naturale questa differenza dovendo una Istruzione regolamentare mantenersi nei limiti più ristretti . Prendendo pertanto a base i risultati citati dal.l'Tstruzione si ha. che in media si può calcolare fi n d'ora di potere arredare con tutta facilità ,J 00 uomini all'ora presso il · magazzino principale ordinato come si è eletto. Ne conseg,ie quindi che, ammettendo anche un limitato lavoro della durata di sei ore, si potrebbero arredare non meno di 600 uomini al giorno presso ciascun distretto, il che 1
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produrrebbe un· totale di .52,800 uomini. fra tutti gl i 88 distreUi. Certamente qttesto r.isultato sarebbe superiore a quanto è necessario perchè in nessuna giornata si rrvrà, in totrtle, simile af.lluenza di richiamati ai distrc~ti; ciò non ostante taluni distrel.U ri.ceveranno più di 600 uori.1ini al giorno, mt1 è pur mestieri considerare che presso i distretti più estesi potranno funzionare contemporaneamente due sezioni di rn:1ga1/.zino e clie d'altra parte presso tutti i distretti, il lavoro può essere protraLLo oltre le sei ore. Sarà quindi sempre possibjJe presso tutti i distreui il trovare qualche ora per arredare gradatamente gli uomini. della milizia mobile, la quale avrà cos'Ì in tempo util e una. forza disponib ile sufficiente da sostituire nel serviz io i reparti dell'esercito pennanente che devonsi ~1 forza lasciare nei· pr imi giorni. Circrr la possiLili-tà di arredare gli uomini di milizia rnobi le è bene infine fare osservare che, secondo l' ordi1ie di chiamata delle class i dell'esercito pumanente, l'affhienza ai distretti non sarà mai uguale . giornalmente; ma, come è Caci.le l'assicurnrsene, si avrà una giornata cli forte afflllenza soltanto ogni due gi.orni, ne avverr.ì quindi cl1e in quel giorno in cui dovranno essere :trredati gli uomini giunti n~lla giornata di nlinorè affluenza si av1·à. molto tempo disponi bile per l'arredamento della rn ili7.ia mobile. Ad avvalorare quanto S'.lpra, e per dimostrare come la milizia mobile possa essere ch i.amata in qualunque giorno della mobilitazione, ba,-ter.ì 1·iportare il risultato di un calcoio sull'affluenz:t ai distreui dei richiamati dell'eserci to permanente cbe, secondo la forza attualmente in congedo, dovrebbero in ca?o di mohilitazione essere· completamente a1·1"edati presso i distretti mili tari . Prendendo per hase i dati. forniti tlalle rela~ioni del generale Torre, convenientemente depurali delle perdite ordinarie e straordinarie, tenuto conto del riparto <lella, leva annm1 fra i circondari. del regno e di quello della popolaz ione fra i. vari mandamenti éli ciascun circonclario, si sono ouenuti i seguenti risulr:nti, accettabil i soltanto come approssimativi ma che però sono sufficientemente conformi alla verita. Per es,eguire tale calcolo si è supposto che la chiamala sia generale ecl accelerattt, cioè proceda come è detto ul N. 35 dell'Istruzione, e eh e la ,1a classe chiamata debba presentarsi il quinto
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PER LA MOB ILI TAZIONE
LA NUOVA JSTRUZIOJ\E
giorno di mobililazione. 1 risultati approssimativi ottenuti sono i seguenti: B0 giorno giungc;no ai distretti uomini 8000 6° in . id. .35000 70 id . id. 14000 80 i.CL id, 26000 90 id. id. 14,000 ,mo id. id. 311000 id. id. 26000 12° id. id. 16000 ,, 30 id. id. 22000 ,jkO id. id, 8000 ,150 id. icl. 2000 ,, 60 id. 1000. id. 1
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X.
Per l'invio dei richiamati dal congedo ai rispettivi corp i la nuova lstrnzione poco di[erisce dall'anLica, la quale dava in proposito disposiz ioni molto p_arLicolareggiat.e. Le sole differenze che possono essere notate si riscontrano nelle seguenti operazioni : - Accompagnamento dei drappelli e successività degli invii ai corpi - Forza dei drappelli - Disposizioni amministrative. · Per l'accompagnamento dei drappelli l'antica Istruzione prescri- · veva d1e si utilizzassero gli ufficiali subaiterni inviati dai corpi ai rispett.iv.i distretti di reclt1ta:mento e soggiungeva che, qualora questi ufficiali non bastassero, si dovesse riconere a quelli dell a milizia mobile. - Gia si ~ osservato come gli uffai.ali provenienti dai reggimenti di fanteria di linea non avrebbero potulo perfettamente curare l'arredamento degli uomini dei rispetti1,i reggimenti e questo incarico sarebbe poi divenlato affatto illusorio per quegli ufficiali r;he avessero dovuto partire dai disl.reLti colla prima spedi:1,ione dei ridliamati . Oltre a ciò devesi pure notare che il destinare
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LA N UOVA ISTR UZION E
PER LA M0BJLITA7,l0NE
ufficiali di milizi}L mobile al comandq, di drappelli avrebbe sempre-· maggiormente resa difficile la costituzione dei reparti della milizia. stessa.. La nuova Istruzione volle eliminare questi due inconvenienLi e stabilì che all'accompagnamento dei drappelli si provvedesse con ufficiali di complemento; impiegandovi gli ufficiali provenienti dai reggimenLi di fanteria e bersaglieri soltanto sul finire della mobilitazione dell'esercito permanente. Una seconda differenza si riferisce alla. successività dell 'invio ai corpi. Prescriveva l'antica Istruzione che i richiamati di 1a categorirt appartenenti all a fanteria di line:i. ed ai ber"aglieri clell'eserrito permanente d.ovessero essere inviati ai rispettivi reggimenti in tre spedizioni principali ed una supplementare; ma. ulteriori. studi ferroviari hanno dimostrato come per bt natura delle nostre linee e pel regolare movimento del relativo materiale meglio conveng:1 che il trasporto dei richiamati dal congedo proceda· uùiformementecontinu.ato e non saltuariamente. In tal modo si diminuisce assai l'agglomeramento presso i distretti e si facilittda formazione dei treni ed il movimento circolare del materiale mobile. CoerenLemente a eletti studi si è ora stab ili to che, a datare da un determinato giorno, incominci il trasporto dei richiamati e prosegua sem:a interruzione nel mod9 che vel'l'à indicato nel!' ordine detto di. m,o'oim,&nto, compilai.o fin dal Lempo cli pace dal comando del corpo di stato maggiore (direzione trasporti) . Per facilitare la formazione dei drappelli e l'opera dei loro comandanti la nuova Istruzi.one stabilì poi che la· forza rn r1ssi1na di ciascuno di essi non dovesse superare i 300 uomini, riducendo così di 100 nomini la. forza die prima era ammessa come massima per i drnppe.lli e che :i.vrebbe forse create diffi.coltà. di comando è di amministrazione durante il viaggio . Altre differenze si riscontrano pure· nelle disposizioni amministrati ve specialmente per ciò che riguarda alcuni documenti di viaggio e le prescrizioni per la snssistenu1 degli uomini; basti citare in proposito la compilazione del ruolino nominativo di marcùi che serve contemporanea,mente come foglio di via, l'inserzi one in esso di apposite norme per i comandanti cli drappello, il riepilogo delle squadriglie che serve pure per il rendiconto e per Ja relazione
·da farsi dai comandanti stessi, ed inrine gli spec:iali scontrini ferroviari cni quali si eseguiranno i traspor! i sulle ferrovie . e sulle na,1 i senza pagamento imniediato. Per 1:i. sussislenza. degli. nomini durante il viaggio le innovazioni si·riducono alla abolizione delle distribuzioni dei viveri in natura, provvedendo solt,Lnto il solclaLo di pane o gall etta. per clue giorni o per meno secondo la durata del viaggio. La distribuzione dei viveri in natura sarebbe staLa certamente ona. disposizione molLO provvida, rna è lecito il dubilare se all'aLlo pratico essa avrebbe potuto eseguirsi e se avrebbe corrisposto convenientemente all o scopo; nè potevasi con sicurezza fare assegnamento sulla disLribuzione di razioni di carne in conserva perchè ciò avrebbe necessitato come conseguenza. un aumento più che doppio nelle dotazioni dei distretti con grave di spendio per lo St}Lto.
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XI.
Nell a nuova Istruzione f'u inserito Lutt.o quanto riguarda l'ultimo ordjnamento d~lla mii izia mobile cli fanteri a di linea e di bersaglieri e quanto spetta ai distretLi cirrn hi miliz ia mobile delle altre arm i. Del.te disposiiioni vennero ino ltre completate con quei p,LrLicolari che occorre prevedere onde i distretti af:cudisc:i.no regola.nnente, in tempo di pace, alla preparnione dei repatti cli rn.ilizia e procedano . con sicurezza., in caso di mouiliLazione, alla loro formazione. L'antica IsLruiione, tenendo a base l' ordinamento d'allora, si limitava. a dare questi particola.ri , i qual i non polevano essere completi i.rnperocchù l'ordinamento della milizia mobile non aYeva ancora r icevuto un definì tivo as!tcl.to . Stabililo questo delìniLivo ordinamento sembra che il Min islero della guerra abbitt creduto comeniente che l'Istruzione per la mobi litazione lo conLenesse totalmente e contemporaneamen te ne prescrivesse i partiéolari di esecuzione.) rim andando per ora alla . seconda parte quanto riflette la formaz ione dei reparti cli mili;,,ia mobile di a.1tiglieria e del genio. Con ciò qui°ncli il Min isLero della
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LA NUOVA ISTRUZIONE
guerra non ha che incominciato ed è indispensabile che nella successiva pubblicazione della 2a parte deila Jstmzione, ed in quella degli altri tomi della mobili lazione, si inser:iscano tutte le indicazioni occorrenti circa la formazioné cli guerm della, milizia mobile ed il ripart.o di questa fra, i vati distreLli e corpi. · La milizi:i mobile venne ordinata per battaglion i di fanteria di linea, pe,r compagnie di bersaglieri, per bJ·igate . di batterie e per compagnie del genio. Ma queste unità di base sono in tal numero e vennero distribuite in n1odo che in ogni corpo d'armata territoriale si potrebbero al!' occorrenza costituire quattro reggimenti di Canteria ~i linea e due battaglioni bersaglieri, ossia due brigate di fanteria e due battaglioni bersaglieri. od infine, coll'aggiunta. di una brigata di batterie e di una compagnia del genio, si potrebbe ali_' evenienza formare urm .clivisione di milizia mobil e per ogni corpo d'armata territoriale. · Questo raggruppamento in reparti superiori è pe1·ò assolutamente eventuale, ed anzi l'ordinamento della milizia mobile è stabilito in guisa che le brigate cli fan teria e le division i possano essere formate con uniliL tolte da qualsiasi corpo di armata, non oltre però al reggimento di fanteria ed al battaglione bersaglieri. L'elasticiLà di queslo sistema è quale era indispensa.bile a.fiinchè l'ordinamento della 1nilizia mobile pote.sse pienamente corrispondere alle esigenze di guerra e del servizio nell'interno del regno . Kel nostro otdinamenlo militare è compresa la formaz ione della milizia territoriale e di quella comunale, sulle quali non è per ora da fare assegnamento penhè 11011 ancora costituite; ma èhe col Lempo potranno cenamente essere impiegate nel servizio terriLoriale propri;:i,mente deLLo , Era pertanto indispensabil e che Ja milizia mobile fosse ordinata in guisa da provvedere, segnatamente per qualche anno, al senizìo cli pubblica sicurezza, ove occorra, al senizio territoriale ed al presidio delle principali. fortezze del regno senza che, per tali servizi, fossero necessari ri.levanti movimenti cli Lru.ppe e sem:a impedire la formazione cli grandi reparti d'esercito con quanto rimarrebbe disponibile 1/, qualunque corpo d'annata appartenga. Quest'ordinamento necessita però una riserva cli quadri per la formaz ione di tutti i reparti inferiori della milizia e per quella dei reparti superior:i, brigate e divisioni che il iMnistero
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della guerra avrà certamente calcolalo di poter formare alla circostanza. Ln nuova lsLrnzione tiene ~onto di questo bisogno e procura di' dare norme onde alla circostanza si abbia disponibile il personale occorrente; in tutte queste disposizioni si vede però uno sforw proveniente dal fatto che i quadri di quasi tul.ti i corpi dell'esercì to sono insufficienti. Se perla.nto l'ordinmnento dato alla milizia mobile corrisponde pienamente al servizio che deve prestare come esercito di 2"·linea, esso non può chiamarsi completo per quanto riguarda la costituzione dei quadri; nè a questo stato cli cose si può altrimenti rimediare che con una legge la quale metta i quadri cli tutl:i i corpi in relazione colle esigenze della formaz ione di guerra è facendo sì che i corpi stessi, tenuto conto del servizio che essi debbono pÌ·estare in tempo di pace e dei bisogni ai quali debbono soddisfare in caso di guerra, siano provvisti di personale effeLtivo, di .complemento e di riserva in modo che l'opera clell'am.ministrazione militare non si Lrov.i inceppata per mancanza cli. personale. A quesLo bisogno il Ministro Mezzacapo ha, accennato in una llelazione falla alla Camera dei deputati nell'anno scorso e, non per il vantaggio ma.Leriale che ne possa ridondare ai quadri dell'eserci1.0, ma nel vero interesse dell 'esercito stesso è desiderabile che quanto finora è stato soltanto accennato venga proposto, adottn to ed attualo.
XII.
Similmente a quanto si è praticato per la milizia mobile la nuova Istruzione riporta integralmente le ultime disposizioni circa l'ordiriarn.ento dei $ervizi accessori di sanitfr, di sussistenze e ·panattieri,· Questi servizi furono completamente ordinali Lerri.Lorialmente: come reclularùento, per corpo d'armata; come formazione, per ilivisjone o per corpo d'armata territoriale, ecl in modo che si possano costituire detti servizi per un corpo d'armala attivo'
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dell'eserc_ito permanente e per la corrispondente divisione di milizia mobile. Dopo aver trattai.o dei servizi accessori, per la costituzione dei quali è indispens.1.bi le la pubblicazione della parte seconda, l' Istruzione sviluppa le operazioni da compiersi dai distretti militari rèlativamenl.e alle truppe di complemenlo, e coni.iene inoltre speciali norme per operazioni di var ia natura, quali ad esempio le as~egnaiioni ai corpi dei ministri del w lto, dei m.edi ci e studenti di medicina, dei veterani e ~tudenti cli vetel'inaria, dei farmacisti, dei telegrafisti , dei ferrovieri, dei maniscalchi e degli scrivani. Tulle queste disposizioni po trebb'ero essere particolarmente esaminate; ma poche sono le innovazioni introdotte ed il loro esame non presenta rilevanti considerazioni. Non cosi per quanto rillette la requisiz ione dei quadrnpedi. Dall'autirn Tstru1.ione non potevano essere d.1.te disposizion i in proposito, imperocchè, quanLunque già fosse promulgata. la rehuiva legge, essa non era ancora stata susseguita da apposit::t istrnzione . Questa. legge è di capitale imporlanza per la mobilitazione; è quindi rrntunde che il }finistm·o della guerrn provveda in l.uui i modi e conLinuamente perfezioni e ricordi i pa.rticolari di esecuzione~ acciò la legge stessa, fin dal tempo di pace, sia genemlmente nota e si ahbia da tutti ed in tutto l'a§soluta cerleua di una proni'".). e soddisfacente riuscila. Il regolamento che ra ::;eguito all a legge prescrive come debbano regolarsi. preventivamente cd ali' atto pratico le a.utoriLà civili e le militari e contiene nonne particolari circa la rorrnazione delle commissioni di requisizione e circa il modo col quale queste devono funzionare. Il Ministero dell a guerrn ha però creduto i;onveniente di pubblicare una speci.ale Istruzione nel!.1 quale maggiormente si precisassero gli ohlighi e gl i incarichi di tutle le autorit/1. civili e militari r ispetto alla requisizione dei quadnrpecli ed ha inserto i,n questa lstrnzione tutti. quei particolari di esecuzione che, per la natura del regolamento e per le speciali esigenze del nostro ordinamento miI iLare, era. indispensab ile Cossero compilate separatamente. Nella nuova Isr.ruzi oneper la mo bilitazione si credè inoltre conveniente di ripetere sommar iamente le pl"incipali auri-
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buzioni dei distretti nelh requisiiione dei quadrupedi e, trattando del servizio che vi si r iferisce, vi si aggiunsero le occorrenti prescrizioni relative al personale che lo dovrà eseguire, ç1, quello incaricato del governo e deHo accompagnamento dei quadrupedi requisiti ed infine ai provvedimenti ammi.nistrativi da eseguirsi al riguardo . . . L'affidm·e in gran parte la requisizione dei quadrupedi ai distretti militari non è forse la migliore so luzione cli. nn sì importante problema; ma. si comprende ·facilmente come, non essendo per ora. cosl.iLuiti altri servizi cui affidare tale operazione, si sia dovuto ricorrere a quei corpi elle, comen icntenrente ripartiti sul territorio del regno, sono i veri elementi terriLoriali e che, per ora, sono i soli sui <rtrn li si possa fare assegnarn ento .
XIII.
Esaminati i punt.i principali della nuova Istruzione e le pre-· cipue differem:e, che da quella ' testè abolita la contraddistinguono, rimane da ri cercare i motivi che possono avere inclouo MiT)istero dell a guerra a limitarne la revisione alla prima parte. Prendendo a consideni.re l'ordinamento stabilito nel 1873 per i reggimenti cl'artigli e1·ia, per i reggimenti del g~nio , per crueHi cli cavalleria, per le truppe alpine e pel serviiio delle suss1sLenze, si scorgerà faci lmente come le operazioni . di mobilitazione, riflettenti tali servi;:: i, r iescano difficili e come quindi si presenti la convenienza, da molli accennata, cli modi(icare quel-· l'ordinamento. Riconosciuta questa convenienza., ed ammesso che questa sia stata. pure riconosciuta dal Ministro Mezzacapo, era naturafe che, per pubblicare le norme di mobilitazione inerenLi a tali servizi , si attendesse l'epoca in cui le modificazioni stesse potessero essere attuate. · Secondo l'ordinamento in vigore ed a senso di quanto prescrive l'Istruzi one per la mobilitazione, un reggimento cl' artiglieria da campagna dovrebbe, in caso di guerra , fornire i
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servizi di a.itiglieria e cli treno ad un :corpo d'armala, più una parte dei servizi di treno alle armate,- alle intendenze od al gran quartiere generale ; da una forza di 113'76 uomini e 664, cavalli, sul piede cli pace, dovrebbe cioè passare ·a cruella di circa 3500 uomini e 3200 cavalli sul piede di guerra. A. questa difficoltà. devonsi poi aggi ungere quell e prodotte dal rilevante numero di servizii diversi che debbono essere allestiti dai reggimenti d'artiglieria da campagna, olLre alla formazione dei reparli di milizia mobile ed alle operazioni_relative alla rispettive truppe di complemento Czu categoria) . Se pertanto un reggimento d'artiglieria può, coli' attuale ordinamento, funz ionare r-egol,armente in tempo cli pace, altrettanto non può dirsi per !e operazioni il.i mobili Lazione; donde la. conveniçnza di addivenire ad alcune modificazioni, le quali permeuano un sicuro funzionamento di quesL'arma in caso di mobilitazione e comprendano contemporaneamente quello aumento di forza che è oggirna.i' generalmente riconosciuto indispensabile per avere, fra le varie armi, quella proporzione che la tattica odierna esige,. • Il servizio del ge11io è dato da due reggimenti i quali sono composti di 23 unità ciascuno, senza contare lo slato maggiore, il deposito ed i plotoni d'istruzione. Queste unilà poi, come è noto , appartengono in varia. proporz ione a di1Ierentissime spe:: cialità, cioè: pontieri, zappaLori, ferrovieri, treno, e qu indi con molla difficollit ne possono essere dirette le istruzioni e può esserne regolata l'amministrazione. Questi inconvenienti si superano in Lempo di pace, med iante ahi le e numeroso personale; ma ciò che consiglia un camhiamenl.o anche nell'organizzazione dei reggim enti del genio è la rico110sciùta difficoltà del loro passaggio dal piede di pace a quello di guerra. Basta infatti considerare clte un reggimento del genio deve somministrare all'esercito in campagna brigate zappatori ai corpi d'armata ed ai parchi d'armala, equipaggi da, ponte ai corpi d'armata, parchi del genio ai corpi d'armata ed alle arma.te, compagnie zappatori e sezioni telegrafiche al comando generale ed ai comandi del genio delle armate, compagnie ferrovieri a.Il e direzioni cl.ei trasporti ed infine vari servizi cli treno del genio.
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Notisi inoltre che un reggimento del genio ha, in tempo di pace, l~t considèrevo le forzn, di 2453 uomini con ·I 68 quadrupedi e che, all'atto della mob ili ta7.ione, dovi:ebbe raggiungere la forza cli 3300 uomini e 1100 quadrupedi ; e ciò senza tener conto dei rispettivi reparti di milizi~t mobile e delle relative truppe di complemento ('.2a cat.egoria). - A maggior ragione pertanto di. ciò che si disse per l'arti glieria da campagna devesi ammettere ht necessità cli modificare l' ordinamento dei reggimenti del genio, Un'altra rnodificnzione, che pure è nel desiderio di molti, consisLe in un ca1nbiameuto nella. organizzazione della cavalleria. Presentemente ne abbiamo 20 reggimenti a 6 squadroni ciascuno, i qtrnli, secondo le istrnzioui per l;:i, mobilitazione, ,;errebbero distribuì ti frn, le divisioni e le truppe suppletive dei corpi d'armata, senza lasciare truppe disponibili a formarn e 'grandi reparti per l'imporlante servizio di avanscoperta generale delle armate. A quest' inconvenie11te, riparabi le ali ' occorrenza, si aggiungono però quelli relativi allo smembramento dei reggimenti, i C[tiali tutti dovrebbero cedere due squadroni pel servizio delle divisioni ed infine quello cli non aver modo di .mobilitare tutti i sei squadroni di ciascun reggimento col numero di cavalli richiesto dalla formazione di guerra . ' · S11 questo argomenlo non sarà. rnori di luogo il notare come generalmente, per le esigenze della Lattic~. delle tre armi , siasi. riconosciuta la ncccssi Ut di avere una maggior for-za cli cavalleria divisionale, preferendo ai reparti di riserva, o trnppe supp1eLive, la riunione della cavalleria in grandi reparti. Ridotto pertanto il numero clegli squadroni nei reggimenti, ed amnenLaLo il numero cli questi, potrehbesi fac i,lmente dare alla cavalleria quel la formazione organicR che è generalmente adottata e che ne assicura la pronta mobi litazione, A ciò poLrebbesi, per esempio, provvedere coila formazione di 30 reggimenti a, 5 squadroni ciascuno, d1e permetterebbero di m.obilita.rne .1-; e così, assegnando cm re"o-imento per divisione, rimarrebbero disponib ili 11O regoo girnenti co i quali si potrebbero formare Lre grandi reparti di ca.vallel'ia corrispondenti alle tre armate. Un'altra modi(icazione si riferisce all'ordinamento él.elle truppe
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alpine, e colla presentazione del bilancio di prima previsione per · l'anno 1878, il Ministro Mezzacapo propose ed il Parlamento approvò che dette truppe fossero ordinate su 36 wmpagnie raggruppate in ,J O battaglioni, con una forza di 2iSO uomini per compagnia, uguale cioè a quella. prescritta per il piede di guena.. Con questo riordinamento il Ministro rinunciò alle 24. compagnie alpine di milizia mob il e, come d'altra parte eni già stato fatto con' semplice disposizione ministeriale, poichè a detta soppressione non ostava ia legge. Poco essendosi discorso finora su. questa dispos izione, mo lto apprezzata dai nostri vicini di o!Lr'alpe maggiormente interessai.i nella questione, sarà forse utile riportare li schiarimenti dati dal Ministro della gu.erra alla Commissione della C,tmera dei deputati . Questi schiarimenti sono i seguenti: ,1° Poter disporre ' immediatamente alla dichiarazion e di guerra di una forza di 9000 uomini circa, cioè qLwsi qLutdrup la. di quella che si avreb be subito coll'attuale sistema e sempre ~uperiore della metà. a quella che si potrebbe a.vere ora a. mobilitazione inoltrata. ~ 2° Avere le truppe alpine permanentemente inquadrate e provviste di Lutto quanto occorre per entrare immediatamente in campagna. 3° Ovviare all'inconveniente del ritardo dei richiamati comparire al momento del bisogno, cosa. inevitabile in causa delle molte emigrazioni all 'interno ed all'estero che si verificano per le condizi oni economiche delle vall1:1te alpine. · 4- 0 Essere facile il reclutamento perchè i ma.ndamenLi alpini propriamente eletti danno un contingen te approssimf:1,tivo annuo di circa 5860 inscritti di P categoria, mentre per recluLare le 36 compagnie a .230 uomini non ne occorrono che 2880, lasciando quindi molta possibilità di una scelta accurata. Questa esposizione dei moLivi che consigliarono il Ministro ~leJJ~ guerr~ a modificare l'ordinamento delle truppe alpine rende mutile ogm altra considerazione. Prendendo fina lmente in esame quanto ha tratto al servizio delle sussistenze si può osservare come col la le,me 30 setoo ternbre ,1873 fosse definitivamente sanzionato quanto già in gran 1
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parte era stato applicato. Fu r,ioè soppresso in tempo di pace un tale servizio lasciando soltanto, il personale suffie,ienLe per il funziona.mento dei pani fki territoriali. Questa ' disposizione," provocata dft considerazioni cli economia., lm ragione cli essere pel fatto che, in tempo dì pace, il nostro esercito provvede direttamente a.Ila. sussistenza delhi truppa, ricorrendo all'amministrazione militare soltanto per la distribuzione del pane e per gli appalti del foraggio . Ma. se tale _disposizione, economicamente giusta, poteva essere · proposta pel tempo dì pace, 'poneva tuttayia in serio imbarazzo l'amministrazione sncldeLta. in caso cli mobilitazione; ed infatti da quel tempo a questa parte si vide che il l\'l inistro della guerra che avea proposto ed attuato quella misura, , come pure il suo successore, dovetLero ricorrere più volte a. speciali ripieghi, correggendo e mutando collo scopo di àvere a ruolo gli uomini di truppa occorrenti al servizio delle sussistenze in tempo di guerra. Malgrado tutto ciò non si potè predisporre _per la formazione dei qtrndri di questi serv izi, quantunque su di essi poggi intieramen te l' esecuzione dei servizi medesimi e si dovette invece ricorrere ai distreLLi dando ad essi attribuzioni poco confacen ti alla loro indole, e sopraccari.candoli di un lavoro non lieve a danno di quelli importantissimi , che loro sono affidati in caso cli mob ilitazi.one. Ne conseg1ie qui.udi l:t convenienza di ripristinare nel nostro ordinamento militare, ~tnche in tempo di pace, un servizio [così importante, procurando di evitare quei difetti che nella sua antica. organizzazione erano stati avvertiti. A questo proposito non è forse fuori di luogo fare osservare che, tolto _il controllo della. contab ilità dei corpi alle direzioni territoriali di commissariato e soppresso quasi compiutamente il servizio delle sussistenze, il corpo del commissariato militare funziona in tempo di pace in modo molto differente da quanto è chiamato ad operare in tempo di guerra., durante il quale gli sono affid1Lte importantissime at tribuzioni . È indispensabile con.servare in tempo di pace i quadri di tutti i [corpi e sarebbe desiberabile, come lo è difatti per il corpo di commissariato milita.re, chè ogni servizio fosse permanentemente costitui to da un personale numericamente sufficiente pe~ tutti i bisogni di
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guerra e pel sel'vizio territoriale; ma. non si può a meno di far notue che il corpo suddetto è fra quelli cui occorre un maggiore sforzo per conservarsi atto alle fum:ion i di guerra, imperocchè poche o nessuna sono quelle ehe in modo simile disimpegna in tempo di pace. Ciò che si è fatto osservare cirea la costituzione del se1'vizio delle sussistenze si collega intimamente con quanto si è esposto su quello del commissa1·iaLo, poi quale iI servizio cli guerra consiste nppunto e pt'incipa.lrnente nel provvedere, ;sotto la direzione delle Intendenze e dei comandi dei corp i di armata e di divisione, alla sussistenia dell'esercìto. - Se è quindi convenien_te riformare i quadri pel servizio del te sussistenze, non sarebbe meno utile il portare un radicale cambiamento nelle attribuz ioni del commissariar.o militare in tempo di pace e ciò indipendentemen Le èla qualsiasi considerazione economica. Dall'esame delle modifi cazioni, che sono indispensabili n~ll'or~ dinamento di tal~tni corpi e servizi, risulta pertanto l'esattezza di. quanto si era premesso, che cioè il Ministero della guerra a.vrebbc fatto opera poco meno che inulile rivedendo sulle basi attuali ciò che è probabile venga quanto prima mutato.
colte e allo incessante studio di cui forono oggetto. Esse rappresen- ' tano la pratica esplicazione di un elevato concetto e, clegno corollario della pregevole oper:a eornpiutasi con la riorganizzazione delle nostre forze milita.ri, dal 1870 al ,J876, costituirono le solide basi su cui si fondò il pratico funzionamento dei vari servizi in caso di mohilitm:ione. Ma lo ,;tudio, di cui le lstmzioni medesime furono oggetto, diede lllog<:Ì a quel coscienzioso e paiiente esame che ha per solo scopo il progresso e che perciò non deve essere trascurato. Questo lento lavoro pose pertanto naturalmente in evidenza che parecchie prescrizioni, in seguito a varianti portate al nosLro ordinamento militare dopo il 11876,' risultavano meno proprie; era quindi naturale che, trattandosi di questioni così importanti , si procedesse ad una revisione con lo scopo di meglio coordinarne le disposizioni, lasciando mocl.o cli inserirvi quei cambiamenti che sono naturale consegue1na del nuovo indirizzo dato a quei servizi che hanno niaggior attinenza alla mobilitazione. Qualsiasi cambiamento nelle disposizioni regolamentari, che reggono on servizio, produce sempre una perturbazione ed è sempre, accolto con difiìdenza da ch i è chiamato ad eseguirlo. ln nessuna istituzione sociale è forse più necessaria I.a stabilità che nel servizio :militare ed è anzi massima indiscutibile che, per q11esto servizio, meglio valga mantenere norme meno perfette, anziché cambiare ad ogni istante. Sarebbe però grave errore se, per amore di questa stabilità, non si ricercassero e non si attuassero quei miglioramenti che sono di vitale importanza per l'esercito, cd è certamente a questo concetto che si è informn.ta la revisione delle Istruzioni per la mobilitazione e la formazione di guerra. È pertantç> desiderabile che la revisione in discorso proceda come è stata incominciata e che fra poco l'esercito venga ad avere un complesso di Istruzioni che ne assicurino sempre più una facile e pronta mobilitazione. 1
XIV. L'esperienz(l, di pc:issate campagne di ·guerra., la ricordanza delle gravi difficoltà che si dovettero superare, la necessità di dimostrare come, col nuovo ordinarnento, le nostre forze militari ,wr~bhero potuto mobilitarsi, consigliavano la compilazione di speciali Istruzioni per stabilire in modo pniciso la formazione delle singole unità in caso di mobilitazione,"il rn.odo cli passare dagli organici. di pace a quelli di guerra, ed il raggrupparsi di dette unità in grandi reparti d'esercito . · . -~ c!ò si provvide colla. pubblicaiione delle Istruzioni per la. mobi htaz1one e la, formazione' di guerra dell'esercito e nessun elogio ad esse diretto potrebbe ora essere pari al plauso col quale furono ac-
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ANNO X:Xill, VOI.. J.
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LIBA.I E PERIODIC[
LIBRI E PEHI .QDICI
.lmJ',,ego 'della
:l. 0 Un reggimento in terza linea in risorva, formato per lo più in massa, a -~50 pa;;si indietro f'd alquanto infuori del fianco opposto a quello sul quale trovasi la seconda linea, od a disposizione diretta del coma ndante la divisione. Ln brigata di due reggimenti dovrebbe :issuruere ana loga formazione, con un reggimento in prima linra, mezzo reggimento in seconda linea e mezzo reggimento in riserva, con dista111.e ed i11tc1Talli uguali a -quelli indicati per la divisione. Questa pubblicazioue pcrt::rn lo ha raggiunto assai bcue lo scopo cho erasi prefisso l'autore; e:;sa sarit ~enza dubbio accolta favorevolmente dagli ufficiali dell'nrmn cui è diretta, e servirà loro v:rntaggiosameut.e nello stud io dell'impiego dellu eavalleria noi combattimento .
cn:vn'lle,•i·n nel Cotnbatti.iaento.
Cenni ed osservazioni sulle norme adottate in Germania ed in Austria. Comando <lell'l 1° corpo d'armata - Milano, frate ll i 'l'reves, 1878. 11 comando del II 0 corpo d'nrmat:i, :ilio scopo di agevolare l'istruzione degli ufficiali intorno alla tat.tica di combatti mento Joi grossi corpi di cav::tlleria, ha compilnto un pregevole lavoro, nel quale sono tradotte leuoralmentc le norme principali, contenute nei regolamenti austriaco e prussiano sulla formazione delle tre ,;chiere, sui loro còrnpiti, :;ul comando, sui fianchi offensivi e clifensivi, sugli attacchi, sull'inseguimento, inline sull'impiego dell'artiglieria. Ogni pan,grnfo è inoltre corredato di hrevi osservazioni , nelle c1uali sono discusse le Yari<' (JU<'Stioui. e si confrontano le disposizioni dei testi tedesco ed austriaco . Nella conclusione si riconosce c;hn anche noi nostro esercito sono ammessi in massima i cri terii ai quali sono ispirati il Regokimento prussiano, e l'Istruzione austriaca. E fìnchè da noi mancano pre.~crizioni regolamen tari, si crede che la formazione più opportnna per una divisione di <ruattro reggimenti siu Ja seguen te: 1 .0 Una b1·igata in prima linea ( preferibilmente di lancieri) in linea di colonne od in linea spicgaw. 2.0 Un l'cggimento in seconda linea formato per massima in colonna doppi1J a 300 p.iRsi indietro e circa ~00 passi in fuori di quell'a la della prima linea chEi· è meno coperta dal terreno, ed alla quale si rnol dnr maggior forza offensiva.
La c~ivalle,•i,i tl·, visionn:le. Suo ,~rflcio e coninndtJ.
- per ACHILLE BoccANERA capitano nell'll 0 cavalleria. Torino, Ermanno Loescher 1878. È ruori dubbio che la cava lleria, sia riunita in grosse masse, sia ìn piccoli reparti, agisce sempr<' nella :;tessa guisa nel sen•izio cli e;;plorazionc, cioè che i principii che valgono per nna divisione, colle dovute modificazioni, sono pur •rnelli cui dovo attenor~i nn solo squndrono: ma ben (lifferente r l'uffi cio delle divisioni di cavnlleria indiprndenti da quello dei poch i squadroni addelli alle divisioni di fanteria. li capitano Bocc.11wra ha scambiato il servizio di avanscoperta, che dev'essere disimpegnato dai gros,i corpi di cavalleria, col servii\iO molto più modesto l' limitato della cavalleria di\'isionale. Sta benissimo, com'egli dice, che ad essa incombe l'fouuediato .çervizio d'esplo1·azione e di si,rw·ezzn nelle mm·cìe e n~i c<unpi, e il colleyammto coi coipi, laterali, et,r; ma a compiere que,t' uffìcio è chiaruata uua parte della cava lleria posta all' avanguardia della divisionu, e semplici pattuglie che si spiccano innanzi e sui fianchi; non si tratta di eseguire un servizio di avanscoperta, e cli applicare lo norme contenute al riguardo nella nostra istruzione ~ull'ammaestnnnento Lattico della cava Il rwia. Il contatto pertanto col la fanteria nemica e il procurar per tempo notizie del nemico non sono i veri scopi della cavalleria divisionale,
E P EHTODIC I
\..IBHI
la quale ha soltanto il mandato cli vegliare ali' immecliata sit:;urezza delle proprie ttuppe e di eseguire quelle eventua li rico,,uizioni, anche spinte molto' lontano, che per avventnra fo:ssero i-:~ono~ciutn nr.cessarie. Fal.t.a però astrazione dall'aver ampliato· di troppo l' importanz,1 e l'ufficio degli squadroni ad.dettj alle divisioni !li r:1nteria, è cle!l'opi , mono emessa che debhansi iuvi.1re colonne esplonuni, come si trattasse .di vero servizio di avanscoperta, lo studio del capitano Boccanera è pregevole :;otto tutti i rapporti . Le considerazioni suita condotta del! n ~olonne es~lora1Hi .e delle pattugl ie, su quella a tcucr;;i dopo avnr pre:so il COnt.attO Colnem!CO, SUlJe llOrJile a sognimi nell' invio dei rn pporti oé.c. son~ ginst1s~11ne, o sebbene ahhiano tratto a coso molto 11.otc, pur tuttavia e a~sai opportuno cl,e siano ricordate e ripetute. L'egregio autore fal'ehbe ((liindi cosa molto con veniente, carn bianclo il titolo del sno lavoro, apponendovi quello di .Vate .ml ser,A,.z·i.o ili, a.1Janscoperta, e ritoccauuo lo prime pagi ne pef metterle in accordo col nuovo titolo. In tal gui:sa si otLer·rebhe un piccolo rn.inuale, che servirebùe cli c;ornrnonto all'istruzione sull'avanscoperta, e ehc sarebbe consultato con vnntaggio dagli tifficiali di cavalleria.
Snrtl,~fl"" e Corsie,,;. - Libri ùue del Dott. B~TT A. Milano, G. I3 rigola, 1877 .
C ARLO
Coa-
L'Halia nelle sue isole ha grandi elenrnnLi di ricchezzn e di forza; ed è appena necessario ricordare come Sicil ia e Sardegna fossero anticamente i pt'ovvidi granai dell'ingordo impero romano. Oggi, dopo tanti secol i di rovine e di ohblìo, non vi rimangono che i segai del lo antico splendore, n la madre patria si affatica a far scoinparire in quelle terre predilette dalla natura i guasti profondi che vi produssero In dominazioni stra11 iere e le male signori e del passato. ì\fa rr1wst' opera è ardua, lunga, difficile; rich inde un lavorio prngressivo , costante, illuminato, che esigH in <:ousegunnza un periodo di tempo abbastanza lungo, mezzi economici superiori a quelli for$e che finora ebbe il giovane regno d'Ita lia, ed infine la esatta conoscenza delle condizioni in cui si trovano le cose e la società di quelle isole. Il governo ha senza dubbio cento modi per giung.erc a que$ta co-
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noscenza : le accurate indagini .e le informazioni delle autorità', le investigazioni delle comruissior;i parlamentari, le varie statistiche da te da lle prefottnre, dalle prnvincie, dai comuni,· dagli istituti di credito, dai comizi a{!rari, r, cos·ì via dicendo . Però le cause di decadenza e di rnalHssere :;0110 talvolta cosi latenti che il lavoro uffiziale non basw a raccoglierne clrn i dati più apparenti, o soltanto so tto determinati aspetti, ,emù poter giungere at.l uua sintesi completa. Possiamo citare ad esempio ia Sicilia; nel lavoro inteso a rid onare la pl'osperità a questa i:sola nel corso di dieciotto anni, furono comme,si gravissi mi errori, e ciù .è da attri buirsi, a nostro credere, non al malvolere di chicchessia, ma [dia iguorauza relativa delle cose deli'isola . A confort-ure adunque e a coadiuvare, in simili c::tsi, l'aziono dello Stato giovano assai gli studi const:i1mzio,;i o particolareggiati degli uomini che si recarono sni luoghi e Loccarono con mano le condizioni reali, investigarono lo spirit11, le abi t.udini e la coltura <lelle popolazioni, notarono ogni co;.:a che videro, e scrissern fedelmente i ragguagli raccolti e le irnprn:;sioni ri cevute. Così ha fatto il Dott. Carlo Corbetta nei due libri stampati in un solo e grosso vo lume. L'autore lo pn:,;cnta modestanumw al pubblico come un abbozzo cui l·ibro ; ma wle non 1\ e possiamo dire che molte opere, anche più volu mino,;e, non hauno fa · import.anza cli <.prn:;La . . 11 libro I, dedicalo alla Sardegna, comprende due parti , di cui l'una sotto il titolo di 8gu(1;rrlo yenerale sull,',i,~ola, dr~scrive la uaLura, l'arte o la :;ocietil di es,a. A eowinciare dai ragguagli geografi ci cd etnografici fi11 0 ai ceun i pr<Yistorici l' storici, I' antore ilescrivc lo stato della Sr1rdegn;i in tnt.ti i suoi particolari e ricerca le cause del meschino progresso. Tutto cii, elle si rifcriw: a! la eosiituzione gcoiogica rin! imo!o, ali' orogra rìa, ,1 lla idrografin, al cl ima, al I' agricoll~tra, alle mininre, agli usi e co~tnrni degl i nbitnnti, aJl n istiLuiioni, a·11e strade, ai telogrnlì, ai porti, ccc; tutto vi è minutamente !lcscritto con corredo !li esatte sU1tistiche, d.'informazion-i prese sui luoghi n di nssenn.ate ossen·uiioni. . Veramente n11 onlin(: ed un nc~~o rigorosame11te scientifico non c'è in questa esposizione, t1è I' autore ha preleso che vi fos$e; ma d:.il complm;$O :scnturisce ugualmente ~na sintesi ordinata , e il leuore può fo nnar,;i nna idea completa di ciò che è, veramente la Sardegna. L'au!Orc a1nn i Sardi; perciò appunto non uascondc i loro difetti e con giusta parte distingt\n, fra 'le came del poco progresso di quella popolazione:, ciò che ,;petta a loro e ciii che deve attribuirsi al l'opera insufficiente del governo r.entrale.
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Nella parte seconda l'autore descrive un suo viaggio l'atto nr~ll'isola.. Non è il racconto di un romanziere o di un semplice touriste. Il Dott. Corbetta viaggia cd osserva; descrive il bello, ma nota anche 'il men bello. Si può dire che questo viaggio completa ed illustra quanto nella parte prima si t.rova esposto a mo' <li studio; è l'esempio, la prova di cose dct.te prima, colla te~timonianza personale. Il libro U, consacrato alla Corsica, è alla sua volta di viso in elt1e parti ccl analogamente al primo libra, descrive questa boln ed un viaggio fattovi dall'autore. Sotto l'aspeu.o elci!' inter-csse generale, non potremmo senza dilungarci troppo riassu mere i diversi capitoli di questa opera; diciamo ch'c::;~a può tornare utilissima nel ogrrnno che s' interessn· nl miglioramento dcll' isola di Sardegna, e scguatamcntc al governo ed ai legislatori. In un rapporto più particolarmente interessante poi nostri :cuori, ci occori·e di fa re un'altra osservazione. Nel piano genern le deìla difesa eventua le cieli' lta lia e delle Hte isole, dalle disposizioni prese co lta legge della circoscrizione militurn territot·iale e colla organizzar,ione della milir.ia mobile, sem bra che per l' isola cli Sardegna, in considerazione_ della sua giaci tura geografica, siensi adottati de' provvedimenti special i. Notiamo nppunto che la milizia mobile di S,mlcgna hn uua organiuaiione sua propria, che ha · mezzi completi di difesa, comprendendo essa anche nomini cli classi che dovrebbero tuttavia nppartenere alle risetve dell' esercito atti vo. Ciò è su[ficient.e per comprendere che la difes:i della Sardegna si i~ prevista e prestabiJita in un modo affa tto particolare. Ora anche per provveder0 evcnt.ua lnrnntc alla difesa di u.n pn<:sc, ò necessario anzitutto la esatta co11osccuza del pacsn ,,tesso e clei mezzi di cui dispone. In conseguenza n tutti coloro che do vrebbero conconere alln cli J'c$a della S.irdegna, auloritù cd ufficiali, :ippartengauo essi all' esercito attivo od .ftlla milizia mobi le, non sapremmo indicare una fonte di studio più compi eta di riuesta che si trova nel!' opera del Corbf}tta, col vantaggio che ai dati cli fritto vi si Jwnno congiunte preziose osservazioni e descrizioni che l' utile accoppiano al dileuevolc. Agli Alpini si raccomanda lo studio continuo e minuzioso delle Alpi. Agli isolani e a chi deve difendere I<~ isole raccornandi::nno uno studio analogo; e per questo aspetto, anche nei rapporti militari, l'opera del Corbetta ha un valore a pprczzabile.
T,·e
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Ricordi di v iaggio e di guerra. F irenze, tipogrnfia della Gazzetta d'Ita-
uiesi ,i n 0.1•iente -
G. MARGOTTI. li a, 1878.
-
·
Gttem, dnrante, o poco dopo, lo corrispondenze, gli opuscoli e i libri clic ne raccontano le successive vicende si mol tiplicauo. La sorte cii qne~te pubblicazioni è varia; parecchie non hanno che n na vita effimcrtt; poche rimangono utili agli studiosi fi 110 a tanto · che su documenti ufficia li, sulle ua rTazioni dei testimoni ocu lari, sulle; informaz.ioni pi ù accreditai.e, si scrive la storia. flf}rò la storia se co.ll'ainto cli un:i critica asscn nat.a giunge a descrivere i ratti notevoli nei rapporti politici e militnri, assai di raro ci dipinge; nella loro apparenza pièL volgnre 1ù co~c e le persone iu quei momenti, trascura gli episodì e la parte pittorica o poeticn, che dir si voglia degli avvenimenti . PHr conoscere que:;ti particolari è necessario ricorrere non ad opere di polso, non ai libri dello scienziato, ma a qualche scritto di occasione, clett.a to da nn intelligente osservatore sotto la viva impressione di ciò che egli stesso viclc od appr-cse nel teatro della guerra. A questa nl tima ~pccie di pubblicazioni appar·t;èugono i R'icordi di viaggfo e lh gueN'a del siguor G. M.arcotti . Non i: nu lavoro di mole o di peso; ma ha 1:i ~ua irnportama rnlativa e la sua utilitit, perchè appunto des<;rivc molti di c1uei particolari min uti , di CLucgli episodi par-ziali che 11011 sono clàll:i $LO ri::i r;iccol ti ,. che pur concorrono a dar maggior luce ai fatti . . I primi capitoli di quù~Lo libro . sono 1111n briosn narrazione dei primi giorni cli viaggio del l'autore per Trieste, le Alpi Giulie e la Ceoazia, vf:r50 il teatro dclln gnena. Ma è eia Belgrndo in poi che il racconto si rende sempre più interressato . E qui ci c;ade a proposito ili provare la verità delle bnwi osservazioni che abbiamo premc::;sc . Col volgcl' degli anui la irnprc::;sio1w dei fa tti dell'oggi si renderà languida; la civiltit avrà fatto mag13ior cammino; iu quei popoli che vivono frn il D:inubio e i lfalkan i, chi ia quali trasformazioui avverranno, qua li mutamenti sociali, politici! La Ci:;onornia di quei popoli, qua l è nttualmente, uou apparid1 forse più cpwlla; non si riconlerà fors,: più q·uali fossero Belgrado 0 nukar0::;t Hell'anno di grazia 1877, quale aspetto presentassero, come ci :;j menasse la Yita. La
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cronologia, la storia, la stat.istica, diranno molte cose; ma non ci conserveranno esattamente ii colore del tempo e ·i caratteri volgari delle cose e delle persone. Questa lacuna ricolmano i libretti come questo del M.arcotii . Egli descrive Belgrado in t.uui quegli a5petti che sono l'estrinsecazione della vita reale: Belgrado co' suoi gendarmi, co' suoi nuvoli di sudici facchini, col lH sne straclucole irte di ciottoli di ogni n.:itura e di ogni rlimensione, col suo Kalém&idan, ove couvieHc il beì niondo affettando le fo ru10 e i costumi della città enropea . Vi descrive i costumi dei Serbi, ,i loro divertimenti, le~ loro abitudini, la loro forza mi litare, e così via dicendo . Con nno spirito ugualmente osservatore l'autore descrive Bukarnst e altri luoghi noi c1u.:di .ebbe occasione di soffermarsi; ma non ci è dato <rui moltiplicare gli esempi. Molto interesse hanno de' hrani che si t1·ovano rprn e là oppor~unarnente nel libro, o che descrivono il carattere cli una persona importante o narrano colloqui avuti con personaggi ch'ebLern parte spiccata negli avvenintt)uti e che t,1lvoll,1 ci dauno la ragione cli uu fatto notevole. Anche qui potremmo portare parecch i esem pi . Eccone uno : Si rammenta come, durante il conflitto serho- turco, lo truppe ad Alexinati proclamayono il principe :)!lilano re di, Serlria. Su quc~sto fatto si l'eccm, a :mo tempo molti commenti e ci si intrnvidero, a! ,;olito, gli ordini o almeno le istiga1,ioni dnl l11 Russia. La co:;n invece fu meno grave . IL 1\farrotti nana che, iu un collotruio avuto col t,-' "'·'neral Alimpic, qnest.i pat'lando di rru.el ratto « conveniva che era stata « 'unn snu,i,,;c, mR che non si dovesse crederla una ::;cappata cli Tcher« nnicff. Avendo in qnei giorni le truppe ' tnrc.he proclamato. anche « essì non so che cosn per fat dispetto ni Sorb i, questi nvcvauo e.o« duto a liii Sentimento Ùi puerile i',1ppresc1gli;:i e si erano permOS$a « que 11a qucvranto ttata » . Da un altro eolloquio col genera le stesso, . e d11 sue parole, è me;;sa a nudo tutta la politica della Sethia nel !~ presente guerra. ggli disse: « Sarebbe urra caluunia supporre che la Serbia abbia fatto In pace « col'la Turchia per liberarsi moroentaueamente e prepararsi a fian" cheggiare i Russi » . SoggiuogcYa però : « che la Serbia stava sul « chi 'VÙJe e credeva possiuili, forse vicine, eventuali tà che le permet" teR,wro di prender nuovamente pa rto alla lotta contro ·i Turchi ». Tutti sanuo che cosa poi ii accaduto . Egli è per via di :::·imili colloqui, di osservazioni fatte sm luoghi, che l'autore ci fa conoscere come veramente il generale Do Rich ter personificava a Belgrado Ja influenza russa.
Il ::;oggiorno in Rumenia offre all'autore argomento a notarn raggtrngli dHI pari intercssauti . .Lasciando a parte la descrizione dei luoghi di cui abbiamo fotto cenno, con brevi t.raiti l'autore dipinge l'esercito ruincao H l'esercilo rnsso . Non è già la esposir.iouc rli nn ordinamento· mi litllre, nè cli nn ordine stratHgico di marcia, rua la pittura rlei caratteri e dei costnrni. Brevi cenni dipingono il Cosacco; -alcuni episodi danno l'idea del coraggio clcgli utTtciali russi; altri de:... scrivono gli accampamotÌti, le marcie, Je scorrerie, il q uill'tiero genera le dello czar, le abitudini e la vita giornaliera del gran duca Nicola, le ambulanze della Croce .Rossa, .la vita dei corrispondenti della ::;tampa europea al campo, e cosi via. Quanto ai fo tti della guerra, l'autorn descrive ciò che vidi~ o apprese_da testimoni ocnlari: il pass.:iggio del Danubio; il cornbatlimento a Bra ila eout.ro le cannonic~re turche; la marcia dell'esercito russo in Bnl)!aria, e i più notevol i foti.i che ebbero luogo iioo al mese di lnglio, nel qual momento trovandosi il Marcoui a Tirnova, dove\tW per suoi affari privati accingersi a ritornare in fodia .
Étiu.le s,.u • le t!tnnbat ii 11ied de la c,,v,der,e. 'J.'ac-
tiqaie a.ncien'll1e. - T,1cti,1ue n,o,te:rne. - T. colo nel du 11° hussards. - Paris, Dumaine, 1877.
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Ecco la ma;;sima che riassume il pensiero dell'autore: 'tina catJal,ltria che non sa comba,ttere tanto ci piel'l!i, q'itanto a ca'Oallo è una cavalleria retrog,rada, al disotto della sua 1mss,ione, è destinata, fatalmente a:i, rovesci. Queste poche parole dimostrano chiaramente l' interizione che si prefisse il colounollo Bonie; ma ad onta di tutte le valide ragioni da lui adot.te, pochi ufficiali di" cavalleria si lnscieranno convincere. Sino ad ora era da tutti amnies::;o che la cavalleria doveva accettare il combJ ttimonto a piedi, come mi' eccezione, da doversi subire in / quei soli casi di assoluta necessiti, uci qna!i 11011. ò possibile combattere a c.:iv11llo. li Honie invece chiama qnesto idf:e, che pure sono quelle ammesse in tutli i paesi llai tattici più com petenti, (fra i '1uali in Germania il Verdy du Vernois, lo Schorff, Boguslawski, Mekel, Peuker) come preginrlizi, cd a coloro i quali pensnno che il co.mbattimeuto non
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dev'essere se non ,unaccidente, un·eccezionn, noitS 1·epondro·ns, rliceegli, siltnplement par l' énoncé des d:imerse..~ circonstances ctams lesq1telles les nowvea,1w.; ,rég/,e-ments étrangerspres(Jrivent celte -ma·wiè1·e de so,uten'ÌII· la lutte. R qui appunto è dov'egli s' ing:rn.na, poichè quusi luU.i i regolamenti esteri, sebbene con tengauo nonnB particola rcggi:i fo intorno al combattimento a pied i, pur Luttavia lo consi<ler-auo eome uu'eecezionc. L'euuncim·n i vari casi nei rruali l'appiedamento della cavalleria possa ri usvire vantaggioso, e il ricouosccrc l' importanza clw oggidì ha cprnsto genel'C cli co,n battimento, 1to11 :implictr affat to di non ritcuerlo sempre come r:('.cezionafe. E ciò è tan to v<'ro ('.he i casi uei quali si raecoman.da· l'impiego di caval!eri:1 nppiedala sono sempre gli stessi, cioè relativi alla di fesa di uu . ponte, di una stretti), od a queile ci rcostanze in cui if terreno non permette l'azione rli cavalieri mo11t;1ti. lt fuor i ,fnbbio che sÒno ginste le parole rlef generale VOH Schmid t, che riporta l'autore: Oyn1i 1wi1;S'ione pres(Jrittci cleu'essere com,piula. f,; desso, possib,i,le a clwc1,llo? in 11uesto cr1,so, wvan/Ji a. cawllo e coll' nrini biaY/,che' I~ rle,sa v,nposs·i,b·ile a, ca11allo? allora JYi ede a te1·1-ci, e apr iamo<Ji. '11,n passaggio JJCr mezzo del /1wco; nr:J J'auL01·1; rresta n queste parole 1u1 vnlore esagerato. Del resto 11cl regolarncnLo prussiano 1101t t1·oviam.o putllo che li/. ca·ocill<wia non .s 1nb/Je all' al/,eZZl& della sua 11i'i.s:;;·i,onc nè delle es'igenze moclerne, :;e· non sapesse combattere twito a piedi t/tl,(into a (;avallo; ma vi troviamo che il comhatti111ento a pùich è per lei caoaller·ia -wn ripiego (Nothbehclf) ,;,i quale le o(fi'!:, lei possib·ibilà, eh cornp·iere In s-na 1wiss·ione, anche q1,1,cindo non s·i paò com/Jattere a, cai1Jallo. TI regolamento italiano dice ehiaraurnn te che non si dovrit abusarn del comba ttimen to a piedi in casi clivcrsi da qncllo accenn:ilo, nel caso cioè in cui una trnppa di <·.avall.eria 110!1 possn raggiuugerr lo scopo ili uu'operazionc ad essa arfidata . Il regolamento frriuccsc, sebbene ricono~c.:a che possono presentarsi , parecchie circos!anr.e nelle qua li una trnppn di ca valtcr-ia pnìi van~ taggiosameute combattere a piedi, si esprime ancora in modo più rhiaro ti vuole d1c :;i e,<Jrcitino i, cavarieri n comilcittere a pi,ecbi affine di metterli in gnulo cli .~odd:ù,fcwe li certe ecentnalità della, g'lW?Ta, mu in 11,n f.i ,wi,t,: con'Veniente pc1' non d:i,;trr1;rh dal loro ·vero còmpito . Ci pnre pertanto che if nonie nou ab bia scelto il miglior mezzo per sostr~nr:rc le sue idee col ricorrere ai regolarnenl.i esteri , e che ta tradur-ione da lui riferi ta elci vari brani non sia US$ai esatta. .li lnoro che Hsam inia no compre11dc{ la parte :;toric:i del combattimento a piedi, l'analisi delle teorie estern sullo stesso (regolamenti prussiano, ·
inglese, americano, italiano, _russo), il còmpit.o della eavalleria appi~data per rapporto alle altre armi (cavall eria a piedi contro fant~na, cavalleria a piedi e artiglieria, cavall eria a piedi contro cavalleria a cavallo); prineipii e formazioni della cavalleria pel combattimento a piedi. Quc~st'nltima parte è certa mente la più interessan te ccl importante di tnLto il lavoro, cd anche in f[l:LCsta l'autore espone ii!ec affatto oritrinali le qnali tuttavia difficilmente saranno aecolte con favore . 0 Il ~olonuctlo Bonie ealeola che ogni srruadronc può impiegare n~ ,m,Ì'li'~1n iim di 80 carabine, e meuc in mezzo Hi uomini per tenere i e.avalli smontati. Egli çrcdc che esista una grande analogia fra certe unità della fanteria e della ·eavaflcria, cioè che il reggimento cli cavalleria corrispondi! al baLLaglione cli fanteria, lo squadrone alla compagnia, il plotonH di cavalleria al la sezione. Applicando. quiu~li, ecc(~tto poehc varianti, le prescrizioni pel c,ombattimcnto della lanten a a quell~ della c,watlcria ,1pp icdata, l'autore stima conveniente che 1 cavalieri si disr>onoano nel senso della prnfonditit, e form ino precisnmente due a I . o tre sca•1 lioni, secondo che trattisi di uno o di più squac ron1. Ncll'oITensiva lo squadrone o gli squadl'oni com battenti a piedi formano due scaglioni: il primo CMue catena di. cacciatori', il secondo cornc sostegno. Il reggirne11to isolato forma tre scaglioni, i due primi eomposti tli due squadroni affiancai.i, il terzo dello SfJtmlrone in riserva. Il !~ 0 squadrone si. a coi c,wa lli a mano. Notin mo, che contrariamente alle prc~criiioni cli tntti i regolamenti, non si stima opportuuo di avere una riserva a cavallo, e che la truppa montata resta invece :is,icrne ai cava ll i degli nppicdati. Nella difensiva iuvcce ~i ritiene van t::tggioso di avere Ja mag- , gior parte della trn ppa in prima liuea, · e di combinar~ l' in: picg~ del fuoco e quello del cavallo . In un reggimento, per esempio, 111car1cato della difesa rli una loca litit, 1.re squadroni resisterebbero col fuoco, e il qn.1rto squadrone manovrer'cbbe in cam pagna contro i fi anchi del nemico . Diffusamente è trattala la questione dei cavnlli a mano, ' e alla fine si propone clrn i cava.li i siano tenn ti da ea vali eri a piedi, poichè un caval iere non può tenere pi t't di 2 o 3 cavalli, cd un uomo a piedi in marcia ue tiene 6, e formi ,t·z. . . Per quanto poi ha trn tto alla guardia dei cavalli a mano $Ì. propone che pur -questa sia fau.a da solda Li appiedati; ~ prccisamcuLe che per uno squaclronn appiedi un ploto11e, pet' un reggtmento uno sqnadronc. · Da qu3nto abbiamo detto si comprende il nostro giudizi o fina le: 0
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noi apprezziamo moltissimo '[UOsto lavoro del Bonie come studio, ma siamo con vinti che lo sue proposto non ottenanno alcun<1 accoglionza, e ch e nel caso fossero accolto sarebbero di vero da11uo alla cavalleria . Ci sembrerebbe più logico ;e si avesse apcrtarnente il coraggio di sconoscere l'irnpi1igo della cava lleria a cavallo e si proclamasse che della cnvallcria si vuol fore fa nteria montala .
Plev,an . .Ein De11kstein tle1• nuule1•nen ltf.1•iegsGescliiclete,, {Plevna. Un nionumento della moderna storiamili'tare ) - di EnoA1100 RDFFEn,. co mmendatore dell'ordine di Dan ilo. - Praga, C. Bellmann, 1878.
11 nome di Plev1rn ha assicurato un po:-LO glorioso uclla storia militare; od a ragione, la resistenza o,pposta dai $OldMi tu rcl1i racchiusi ne's1 1oi !orti è cou~ideratn come uno dc' più ,;plondidi 1·isultati che si po::;sano ritran e dal la 1ortificaziorrn passeggera . .Paf't'cbl,c a.dunque clw un liworo col titolo tli Plcvna dovo:;sr cs:;cozialrncrHc aver di mira di mettere iu ch iara luce la graàrlc influenzi, che esercitò. quc,;ta · fortezza ir.nprovvisala ::;ull' anrlamcnln doHa ca1npHgna, e contnnere specialmente una parlirolaroggiata de:;crizifJll(' delln opcrn forlifi catoric e del ten·itorio adiac()11tt\ . L'autOl'c invoco ,;i li 1ni 111 alln narrazione degli avven imcmi mi litari che si :;vol:,nro inr:orno a Plev11a, dal gior11n del l'arrivo sot.to le snc mura del le Lrnp pn tnrclin cornanda te da Osu1an pascià (18 luglio) sino alla caduta deJla fortezza ('I O dicembre). Tuttavia nell' iutroduziotte accenna · brcvcmentC' all'i mporta nza cd all'inOncn;,;a dcllH l'ortificazioni, •J gin,;tanr eute osserva che le posi'-zioni forti fi ca te hanno cer·tDmer11;e un grau va lore, in specia l modo quando la i oro azione :;ia erncac.: c ,mi fianchi degli aggressor i, e però c]11) non possono mai Gondurrc a grandi risultu ti , se appoggiata ad essa non è possibile l'offensiva. :\'la non concord iamo più c.:oJ Ruffcr , quando più sotto scrive d1c il risultcito stmteg'ico della glon ·osa, difesa dti Ple1inci /<ltla ria Osmwi pascià s·i 1'iduc(} 'in rù:fir11it'i,1;a al fàUo che lei Tnrclvia [JUlltlctgnò de.l tenq10, sebbene si affretti a soggiungeN che « il tempo rapprescuta nella guerra rnoclùrna una parte grande od importante, e elle in ciò sia appu nto l'influ enza di Plevna,
F. PEH IODI CI
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poichè fu dimost.rato ad oc1dos quanto sia capace di cornpiore il genio di un abile generale, quando sa trasformare una citti1 aperta, collocata in favorevole posizione, in. una fortezza >> . Non ci sem bra esatto il dire clrc il maggior van taggio che ritrasse la 'l'nrchia !lalla difesa cli Plcvua fu quello di guadagnar tempo, pcrchè nel fo tto i Russi furono obblignti cli cessare dalla loro offeusiva, e rimanere sulla difensiva, concentrando i ìoro sl'orzi intorno alla piaz7.a, che sorta c12,me per incanto contro il loro fianco destro , li costri nse a sospendere la marcia a tmvcr::;o· i Balcani, a ripiegare ~opra ~è stessi, a chiarnarn 1100,000 uomini dalla marlrc patria, ,1 logorare energia morale e fi sicD. in att:1c~hi reiterali coutro ridotti e trincee, ed a trattare sul serio .il· problema di ritrarsi a wernarr~ sul la sinistra del Danubio . Le operazioni militari e i combnttimenti ch'ehbcro luogo intorno a Plevna, sono narrati con molti particolari, Lolrì dai rapporti uffi ciali e dalle migliori corrispondenze; tuttavia non possiamo n. meno di osservare che rrnche qt1esti particobri non possono C5scre accolti che con riserva . E una pro,'a di quanto d.iciamo ce la offrn in modo evidente lo stesso au Lorn, il quale Hon ù in grado di darci la più piccola uotì1,ia sulle forze di cui drspone.va Osmannn1:;ci~ e sn llc sue perdite, poichè parlando delln caduta cli P!evna egli ~i limita a dire che l'intiera annata turca fu raua prigioniern . Fa poi tli f'ctto complot(lmeute una descrizione auche sommaria delle fortili cnzioni; ed i: ~olo riporL.:ita la relazione di un ex- ufficiale au-· striaco, il signor l. Luke,;, il quale il 2 ottobre potè vi:::itare la ridotta dì Grivitw. Ie os,;ervazioni invece dm accompagnano ogni l'atto d'armo ci paiono dettate con scrio criterio cd iuLcllìgcnzu dello cose militari; ed interessanti sono le conclusioni final i,, nel111 quali sono ricordate alcune opinioni dcli' illustre gcn:ra le 'fotlcben, espresse da un corrispondente 1.edcsco.
Le S11ectnteur na.ilitaire. Puntate di gennaio e fr. bbraio, 1878, Parigi. La, Frrm<Jia nel 1878. - La neutralità del!' Inghilterra nel 1870, paralizzando la buona volontà di alcuni Stati che avrebbero sostenuto la Francia, e favorendo la formazione dell'impero germanico, ha reso
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,necessario jl consenso di quest'impero all'ostension1~ della potenza e dell'influenza russa . Nell 'attuale crisi politica alcuni gridano che la Francia deve. m.antenersi affa tto neutrale, e che essa non è interessata nella questione d'Oriente . I partigiani di qnesta politica, i quali cre,dono non esservi per l.:1 Francia elle un solo interesse, quello del commercio, hanno dimenticato che nulla è t.anto peri coloso rprnnto il credere .ahe si possa vivere in pace non cercando litigi con alcuno, e clw si possa esser prosperi alla sola condizione di 11 0 11 mischiarsi negli affari ·d'altrui. L'anno comincia sotto ausp ici fa tti per al.larmare co Ì~ro che s'intores:;ano all;:i grandezza del nostro paese, il quali~ non h:i ancora cica trizzate le sue feri te; se però siamo troppo deboli per agire nelle questioni presen ti , 110n si dica che il nostro còmpito el evo consistcrn nel restare impassibili , e che la questione d' Oriente ci è indifferente. E d'uopo pertanto studiare i rimedi più effi caci pel' renderci for ti , e frn questi i) migliore consiste nello sviluppare nolk giovani generazioni ~entimenti elevati, e non egoistici c1 materiali. È d'uopo rialzare la considernzioue o il prestigio dell'eserci to; soltanto il giorno in cui la bandiera del reggimento raccoglierà intomo a s?i tutta la gioventù del paese, ~aremo in grado cli fronteggiare chi miuaccierà i nostri interessi. L'armata tenga lo sguardo rivolto all'Orieute; per essa havvi tu tto a fo re sino a clic l'alleanza russo-germanica ~a r.ì trion fante. Guerra f"ra la Rtissi_n e lei Tunhia, pel tenente colonnc~Uo MAHTC::-< m,: HnETTF.S . - È un breve sunto delle campagne ciel ,182\) e de] ,1853, e il resoconto particolareggiato dell'opern del· maggiore Russr,:r,, pubblicata nel ·1876, snlle probabibi, operazioni in ·una g1.te·r m attiiale. 111lem01'ÙJmilitari del (Jl!;nercile Hardy . - Comprende quatt.ro studi molto interessanti: l'uno :mlla navigazione della Labn dal punto di vista commercia;lo della Francia; l'altro s11 l paese delle Ardenne, il tf)rzo sui mezzi di difesa dell'armata fra ncese in Svizzera e l'ultimo infine sulla clifesa dcll'Rundsr11 k, estra tti dalle Memorie lasciate dal generale IIardy. · I Ru..ssi nell'Asia, centrale. Specl;i,z·ioni dei R.iiss,i, contro Khhva nel 1873, nell'agosto .J875 e nel Kanato cli Kokaud. Stiidio sulla pcwte del, ·m pporto del signo·r PBnHoT r igiiardanl!i le operazioni dell'e.~t. - Qllllrta parlo. Messe , in luce le operazioni del 24° corpo rl'armata francese, colla · scorta delle pubblicazioni tedesche si vuol dimostrare che il siguor Pcrrot ha calunniato nel suo rapporto il 24. 0 corpo, e .il suo comandante, il generale Bressolles. Il signor Perrot accusa il generale Bressoles di ~ver abbandonata la posizione di -Lomont, che copriva la ritira ta dl;lllo
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trup pe francesi; l'autore clelf'articolo prova che il movimento cli ritirata fu ordi nato per mezzo di dispaccio dal quartier genera le dell'armata, e che questo telegramma fu inviato , ad ins;:iputa del generale in capo nourbak i, e del sno capo di stato maggiore f!enerale Borel, dal tenente colon nel lo Leperchc, segretario di Hourbaki. Esempi dti coniba,U11mento, pel maggiore G. de E. Jlmamwle clell'i-sl!1·uttoredi tiJro del 1878, perP. N. - L'autore, che si professa partigiano assoluto clol nuovo manua le, confuta i principali appunti che gli furono mossi, <~ si meraviglia della odiosa ostilità che o·li o hanno dimostrato alcuni ufficiali awiecati dallo spirito di sistema. . Della discipl;i;na. - La parte èssonziale della disciplina è quella che abbraccia le lezioni o l'esempio; il potere disciplinare propriamente detto non e che l'accessorio. l pri ncipali ostacoli ad uua buona disciplina sono, da parte degli inferiori, nna cattiva preparazione alla vita militare, e ,fa parte dei capi, l'iguoranza e l'ambizione. L'autore pertanto stima necessario che, come complemento all.:i prima istru'zione della gioventù, sieno date le nozioni d'una sMia educazione militare . Riguardo agli uffìcìali ritiene che il grado non dev'esser~ ~at~ che al candidato il rrua le abbia prova to cli possedere : ,1° le cogmz10m tecniche necessarie all'esercizio delle sne funzi oni; 2. 0 le nozioni necessarie ad applicare le scienze all'arte militare; 3° le cognizioni genera li che sono .la base d' una solida educazione morale. L'autore dell'articolo censura l'ambiziouo dei ca pi, che crede, ben più dell'ignoranza, fa ta le alla discipl ina dell 'esercito. Sa,ggi o di ,una teoria delle frontùwe pel colonnello D.F. LA BARRE DuPAHCQ . Definita la frontier.:i, l'autore prende in esame: 1o gli ostae-Oli na tn1'.:ili e artificiali che P2"sono servire di frontiera; 2° le combinazioni degli ostacoli naturali ed artificiali ; 3° I casi sfavorevoli della frontiera; 4- 0 la fortificazione della fron tiera per mezzo delle piazze fort.i, e delle linee continue; 5° Le distanze contate sulle frontiere; 6° la parte della geografia sulla scelta delle frontiere . .[ viz,i, costituzional;i, dell' esen'i,lo francese. - L'au tore fa un quadro dell'esercito francese colle tinte più oscure e caricate che sia mai possibile immaginare. Per lui dnl ,1870 in poi non si è fatto niente, e non, havvi uè disciplina nè istrnzione. Parlando dei generali si arriva al punto di proclamarli: des feticlws, des hom-nies de paille! B-ibli.ogrnfia.
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E PEHJODICJ
Journt1l tles scsences ntilitaires, 54 année. Huitième ser ie. Tome 19°. Pun tate dì gennai,i e febbraio 1878. -
P arigi, J. Dumaine .
Stibuppo e limùi della g1iografia, pel colonnello DE u BA Hn~ DuSi possono distinguere infinite sptlCie di geogrnfia , cioh la gcograua fisica, poli tica, econOHJlca, industriale, marittima, u1ilitare, agricola, botanica, igienica, delle caccie, delle li ngue, gastronolllica, storica, retrospettiva, rettificativa . Ausiliari deìle gcogr.:ifia e snoi limiti sono le matnmaLiche, l'a.,;tronomia, la cosmografia , la mnteorologia , la Jisicti, la geologia, la storia uatur;-ile, .l'etnogra !ìa, la ~tori.1, la genar:ifia, !'economi?. politica, la statistic,,, la <:'orogra fia, la topografia, l'~rografia , l'id rografia, la sciHma Jellc fin:rnze, le teorie snlla popolazione, la scienza nell'ordinamento degli HSHrciti. L'autore esamina sri cccssiva'mente e brevemente eiaswna di quesw specie di geogr:i.iìa, e eonchinde che la geogr:ifia t.1ttica uon deve assumere pr-oporr.ioni gigantesche. È d'uopo per contro che i libri di geografia non siano molto v,oluminosi, che si astengano da particolari ozio~i ed incerti, rna che ogni parola vi sia ben pesata, ogui cifra verifì cata, ogui rapporto sicuro. .la. gnerrci d'Oriente. Cadnta di Plevna. Operaz,ion;i dell'armata del 1}fontenegro. Entrata, in ca:mpagnli del l' a1·-mnta serba. Trattatvoe diplomaf!iche. Armistiz,io . - Per nn ullìciale superiore . . · l Rii,ss•i nell' A.sin ·m,i nore 17:23-1877, per MAssmo LE<m,\No. - È la continuazione di uuo studio gcogra:Geo- rnilitare sull'Asia minore, dal punto cli vista rli una g1rnrra dei Russi, padroni di Erzerum, contro i Turchi altraver~o l'Asia )Iinore. Contiene l'i tinerario delb strada di Erzerum a Scutari d'Asia per Nikser, Tocat, Amasia, Ilo li, I~rnid; 3·1 tappe cli caravana, 29-1 ore di marcia; distanza diretfa e successiva, 1053 chilometri. · ' L<f corrisponclenw m·il'itare d:i Napoleone I, pel comandante E. D. ·- E uiut succinta analisi della corrispondenza militare di :\"apoleone I, estratta da quellil generale, che ,;i compone di ,J O volnmi 11 che fn puhblicatn rncentenrnntr, per online del ministero della guerra . La Franc-ia m,ililare dn?'(J;{l,te la rivolnzione (,178~1--179.8), del c1Jp1tano ZuAHHÈ DE Ym1Ni;:uir.. - Hrev!) sunto delle campagne so~tenute in quel periodo dagli eserciti francesi . Lo stato mag giare e·il 1'iordinamento dell' eserc:ito. ·- L'au tore pre ncl e· PAHCQ . -
0
ìn esame le varie cause, che, a suo parere, hanno ritardato sino ad ora la soluzioue dell'importante problema relativo allo stato maggiore. Le basi del nuovo ordìnamento dovrebbero essel'e: la modificazione del ser v'iZ'io (ili stato maggiore), l'apertura del servizio illle più dist.ìnte capaciti, delle varie armi, la crenione d'un avanwmento a scelta, in rapporto colle esigenze ciel nuovo servizio. Per trmmto ha tratto al riordinamento dell'esercito, pur riconoscendo che iii questi ultimi 7 anni si è fatto di molto, si pro pugna la necessitù di creare sino al giorno in c.;ni l'edificio militarn sir1 completo in tutte le sue parti un potere supremo e durevole incaricato di organizzare e perfe1,ionare l'cscrcìto. Questo sarebbe un Cornitcao 1h ri01·d,i,na1nento , composto di ufficiali generali (:superiori, e suddiviso in 7 sotto-comitati, corrispondenti allo stato maggiore, alla fanteria, alla cavalleria, all'artiglieria; al genio, all'iutr,ncl·enza ed al servizio di sauità . Più tardi si dovrebbe istituin:: un Comitato di miglioramento (amélioration), il quale continuerebbe l'opera del primo, e finalmente anche questo Comitato ::-arehhe alla sua volt.a rirnpian::ir.o dli quello degli 'ispettori genembi delle 1,arie c1J1·11i-i. · L'assedio di J1aestrù:ht. - L'armat.a cli Sambra e ~iosa neJla campagna di autunno del •1794, pel capitano lL<\.Ror. _:_ È la pubblicazione di nn manoscritto del generale Hardy, .uno degli ufficiali più distinti dell'armata di Samhra e Mosa, completato da documenti autentici estratti dagli archivi del Deposito della guerra, nel cruale è diffusamente narrat,1 fo seconda parte della campagna del '1794 fra il Reno e k1 :\iosa. Sto1'ia dei dragoni, del tenente CnoPPrn . - È la continuazione del lavoro già pubblicato nelle puntate del ,i 871i. L-ibri militari,.
.Ri,,ista na'ilitare russa (Vajenu.ji Sbornih). Fascicolo del mese di febbraio. Pietroburgo, 1878.
Operaziowi del generale Tor.rAsow nel Caiicaso (parte sesta) . Re;m;iniscenze della, g'u.erra ·in Polorvia nell'anno 1831 (parte prima). Qiwsif!i tattici. - Partendo dal punto di vista della straordinaria efficacia dei- fuochi delle attuali armi a retrocarica , l'autore ricerca ANNO X:X:111, VO I,. I.
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LIBRI E PERIODICI
i mezzi per diminuire le perdite e questi mezzi divido in due categorie, mezzi naturali e artificiali . I mezzi naturali sono compendiati in due massime, la prima: di accurata preparazione dell'auacco, cioè di. conceut.ramento sul teatro di forze preponderanti relativamente a quelle dello avversario e nell ' isolamento delle truppe nemiche sul punto prescelto per l'attacco, servendosi 11 ll 'nopo dello parziali dimostrar.ionj contro le riserve; 111 seconda massima consiste nell'attacco stesso, che si clisti11guo in tre successive rasi: ricognizione, marcia in avanti nell'intento cli raggiungere successivamente la distanza atta ad ottenere col fuoco l'effìcaci11 decisiva; l'eseguimento dell'attacco. Quaulo al secondo mezzo, cioè, l'artificiale, egli non fa che ricordarlo indicando i ripari, lavori di terr:i ecc. Dopo aver dato un breve svolgimento al principale quesito del suo lavoro e accennato ai mezzi da acloprarsi per difendere un punto attaccato, l'autore entra in considerazioni generali sui mezzi rli diminuire le perdite e conclude asserenclo, che ogni rrtwl volta la strategia presentnrit su l compo di batt.:iglia un ~nfficionte numero di forze, o le collocherà prima della pugna in una posizione favorevo le relativamente all'avversario, e la tattica sapr-il a sua volta fa r isolare le trnppe nr~miche stabilito sul pumo prescelto per l'aLtacco, preparandolo con una energica a1,ione ciel fuoco, so il combattimento e l'attacco saranno diretti a s<~condà cleJlevolute regole, l' assalitore avrà allor:i adoprato tutti i mozzi possibili per diminuire le proprie perdite. Osser·uazioni siil 11iodo di c-ombattere del/.e tri,;ppe ttl1'che e 1·egole del c01··ri'8pondente si,~tema d: azione per le truppe r1lsse . .Popolazioni, t te1·1·itor'i dei Cosa,cchi, d' R1iropa e dell'Asia ( parte terza). Cenno st01··ico .e geografico niibitare sulla Kasgo.,ria (parte , c1uarta) . .Dia1-io dell'assedio di Tfars nel/:anno 18.25, (parte prima) . Venticinqtle anni nel reggimiento guard!ia cacCJiatori ( parte ottava) . .Racconti dei fer'iti. dellci attiiale g1tcrra (parte seconda). Ribliogmfìa. - St1rmhul o la Tnrch i,q cont.emporanea(partéseco11da). Transbalkani . Operazioni militari nel Vilayet cli Filippopoli. Rassegna militare russa. - L e operazioni militari nella Turcllia d'Europa dal 22 ottobre ,1877 al 1 gennaio ,1878 . Le opera1,ioni militari nella Turchia cl' Asia, dall' H luglio al 3 novembre 1877 . Rassegna 1nilita1·e estera. - L' esercito francese nella primavern dell'anno 1878.
SOMMARIO DELLE HA.TERIE contenute nelle dispense di gennaio, febbraio, marzo 1878
VITTORIO b:MANUELE . . . . . . . . . . . Pag · 5 LOCOMOTIVE STRADALI - Stella Sabino, capitano d'artiglieria » 32 DELLA DIFESA DI COSTA PEL GOLFO DI SP.EZIA- CesareGu11rasci,, 49 Lo SHRAPNEL , sùa efficaci a contro la fanteri a i n ordine . di combaLt.imento - Giuse1•pc Dcmcsana cap.1 tano del gemo» 69CoNSJDERAZIONI SULLE GRANDI '.VfAl\OVRE DEL 1• CORPO D' ARMATA NEL SETTEMBRE -1877 - Riva Palazzi, maggiore di stato maggiore (Cont. eflne) . . . . . . . . . » 84, 161 _ APPUNTI INTORI\O AL COMBATTIMENTO OFFENSIVO E DIFENSl \IO ~ - lleusclt, lenente colonnello . . . . . » 189 L'ESECUZIONE DEGLI ORDINI l N GUERRA - P . 'I'. . . . . l> 220 SULLA COSTRUZTONE DELLE BATTERIE o' ASSEDIO - ,1.rturo Helliai, capitano d'artiglieri a . . . . . . . . . . ~ 238 UNO SGUARDO ALLA NOSTRA LEGG8 SUL RECLUTAMENTO - " ·· , _,, o/ Gaudol6, tenente colonnello di stato maggiore . . . »-306 - «' GLI ASSEDI D'ANCONA NEL 1799, NEL J 84·9 E NEL 1860 · · » 326 - -· ORDINMIENTO l)]:;LLA NOSTfl.-', CAVALLERI A - .l.lfonso (;arini, tenen te d i cavalleria . . . . » 342 GUERRA n' ORfP.NTE - (;. Corsi. . . . . . . > 360 LA NUOVA !S'l'RUZIONF. PER LA MOBILITAZIONE -- Y . " 386_
J
I
Libri e Periodici . Ital iani . La difesa. della nostra fronti era occidentale in relazi one agli ordinamenti odierni - V. E. DABORMIDA . Pag. 135 L'amministr azione militare . . . . » 140 Il seraente - BENEDETTO VEROGGIO . . . ·. . . . » 267 De) diri_tto ',di ~uerra - ALBERICO GENTILE (traduzi one di Antomo 1, 10r u11) . . . . . . . . » 272 Sull'ar ti gl ieria da montagna - c. CLAVARlNO » 278 I fenomeni del ·tiro - GIORGIO Lu1G1 D IAZ . » 279 La mortalità nell'esercito ital iano . . . . . . » 281 Questioni ferrovi arie - GIAMBATTISTA BORELLl . . . . " 290 Impiego . della cavalleria n el combattimento : _cenni _ed osservazi orn sulle norme adott&te 1n Germania ed in Austria, comando del 11° corp o d'armata . . . . . . ,, 434 La cavalleria divisi onale. Suo ufficio e comando. - ACHILLE BOCCANERA 3 435
Sardegna e Corsica - libri due - CARLO CORBB'l'TA . . Pag. 436 Tre mesi in Oriente - Ricordi di viaggio e di guerra - G. .MARCOTTJ . . . . . . . . . . . " 439
Francesi.
RIVISTA ESTERA
'!~I.ude sur le comhaLà pied de la cavale1·ie. Tactique ancienne » 441 ' Tactique modeme - T. BON IE . . . Le Spectateur miliLaire . . • 445 Journal do scien c<~s rnilita i1'es » 445
Tedeschi. Die Entw ickelung der Takt11< seit dem Kricge von 1870-7'1 A. von BOGUSLAWSKJ . . » 140 Die Kriegstelegrafie - F. H. Buc1wvrz . . . . . . . » t47 Die Franzéisischen Eisenbahnen im Kriege 1870-71 und ibr-e seitherig<~ EnLwiekelung in mìlitairischen Hinsich.1.. - H. B U DDE . . : . . . . . . . . . . . . . . . . » 151 Plevna - Ein Denkste~n der modemen Kriegs Gescbichte EDOAl{DO RUFFEH . . . , . . . . . . . . . . . Umgebun~· von Wien. in _ìVIaastab .V.?11 ·1:200,00.0 GmL10 AL BACH » 155 Str effleur s Oesterr e1ch1sche M1liLar1sche Ze1tschr1ft . . '155 e 300 J ahrbucber fUr die cleutsche At·mee und Marine . . . 156 e 302 SUidien iiber Feld-Artillerie - HERMANN GRAF TlitiRHEIM » 292 Organ der MiliUtr-wissenschaftl ichen Vereine . ,, 298
Russi Wajenuji Sbornik
L ' I S O L A . D I C A N D I A oJ
I.
Candia, chiamala Creta dagli ant.ichi, Krdi dai Greci moderni e Gitil'icl dai Tuechj, è la rq.aggiore e la più importan te delle isole della regione ~llenica . .8 compresa f'roa il 34• 55' e il 35° 42' di latitudine nord e il 20' 10' e il 21-0 di longitudine est; è lunga -154- chi-
> lt49 (l) Vedi 1. _ Die Jnsel C(india - ReducUon der vom Hidr. Office i n Loudon, 1862, pniJlicirte n Karte -
liliwisla estera.
2o _ PETJ, RMANN _
Massstab I :650,000 -
L'I sola di Candia . . . . . Pag Cenni s ulla cavallerja inglese . . Difesa territoriale della Germania . . Esperimenti di corazze in Inghilterra . » Manovre coi quadri di cavalleria in Francia » Cenni sull'esercito svedese . . . . . . . . . . . . . . ,, Il co~ baLtirnento a piedi nella cavalleria germanica . . . > Cenm sulla artiglieria da campo nei principali eserciti europei» Il servizio saniLar'io di guerr a nell'esercito inglese » Il Genio nel Belgio . . - . . . . . . . . . »
33 38 39 45 57 69 1/ 88 ?,
9;_/J,
.
Gotha, 1865.
aandia rsrand and Suda-Bay -
3• _ Sl'RATT _
1~
~lassstab J:500,000. - Ilerlin, 1866.
Orograpliisch-phy&iltaliscn.e Karte von Kandia oder Kreta.
scala 1:142,000 - 2 fogli . Per mag..,.iori notizie, si possono consultare : 1o BuR;lAN _ Geograph1i:: -von G1·techenland -
Lonclon, Hyd1·.
IL Band -
Office. 1S72 -
Leipzig, lS72.
Travels in Creta - Cambr idge ·anù Lot\don, 1837.
20 PASilLEY -
3 o Sl'RAT'J: _
'l'i·avels and r·esear·ches in a,·eta. -
,1o J?i,;RROT _
L'ile de crete -
L<,ndon, 1855. ?aris 1867.
sou-ventrs de -voya.ge -
5o R.1.u,.iN _ Desc,.iption phisiqt<e de Cile cte Crète, avec une carte à l'échelle de l:300,000 - Paris, 1S69.
.
_
60 pi,:·i·E P.ilANN _ Die G?·iechen ,iorui ctie 1'iwlten der Jnset Canlli,i, •,nit einer ethnogi-aphtschen J(at•t p, - (Mitthetlv,ngen t.ldl'µ nno !S6GJ. . _
7o VoN LOHER -
Jfreta-Fcihrten (nell'Augsbtirg . .Hlg. Zeitung degh a nm 1875
e 1876). so Revue aes Detix Mondes -
1868 0 Ml 1° gi<lgno 1877.
Rivista estere<.
Fascicoli
- apl'ile
del 15 ge nnaio 186;, de 1 1o
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RIVISTA
lometri dal Capo Grabusa al Capo Sidero; la sua maggiore larghezza è di 60 chilometri fea il Capo Stavros e il Capo Lithinos, mentre ne misura appena 12 nell'istmo fra il golfo di Mirabella e Gerapetra: la sua s uperficie è di 7800 chilometr-i quadrati, lo sviluppo delle sue coste oltrepassa i 900 chilometri. Situata quasi ad eguale distanza dall'Europa, dall'Asia e dall'Africa, Candia occupa il centro del Mediterran eo Orientale; bagnata a nord dall'Egeo, a s.ud dal mare cli Libia, domina le linee più dirette delle comunicazioni n:arittime fra il Mediterraneo Occidentale e i Dardanelli e l'Egitto. La linea di displuvio, che percorre l'isola nel senso della lunghezza, presenta tre gruppi di montagne corrispondenti alle t1·e divisioni naturali dell'isola; essi sono: i Monti Bianchi, ad ovest; il l\{onte Ida o Psiloriti, nel mezzo; il Monte Dicteo, ad est. La linea di displuvio si deprime in tre puntj, formando tre grandi insellature, per le quali s'aprono le più facili comunicazioni tra i due versànti. La prima depressione 6 quella fra il Monte Ida e i Monti Bianchi, per la quaie dalla pianura di Retimo si va alla baia di Limni; la seconda, tra il Monte Ida e l'altipiano di Lassithi, per cui la pianura di Candia comunica colla pianura della Messara; la terza è quella formata dall'istmo fra Gerapetrt~ e il golfo di .Mirabella. A partire dalla linea cli displuvio, i due versanti 1 settentrionale e meridionale, scendono dapprima ripidi e quasi uniformi; poscia sono costituiti da contrafforti aspri ed elevati che racchiudono vallate disposte , nella parte superiore , parallelamente e, nella inferiore, perpendicolarmente alla linea di displuvio. Le valli sono s trette, specialmente alla loro origine; alcune si allargà1io verso il litorale, formando piccole pianur-e f'er,tilissime. Pocl~issimi sono i corsi d'acqua perenni; tra questi meritano speciale menzione: l' Hieropotamos, nel :versante . meridionale, che bagna l'importante pianura della .Messara; il Mylopotamos, che solca la pianura dello s tesso nome; il Platanos, che attraversa la riccà pianura d' Alikiano, ad occi.dente della Canea.
ESTERA
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Il contorno dell'isola è assai frastagliato, in special modo lungo 1a cos ta settentrionale, in cui le profonde insenature, quali i golfi di Kissamo, della Canea, della Suda, d' Armiro, di Mirabella e di Sitia , si alternano · coi promontori di Grabusa, Spada , Malea, Drapano, Sta vros, Hagios J oannis e Siderò. La costa meridionale . è invece diritta, non presentando che una sola insenatura importante, la baia della Messara, format~ dal Capo Lithinos. Delle tre parti, in cui l'isola è .naturalmente divisa, la centrale è la più importante per estensione e per popolazione; essa è compresa fra le due depressioni di Relimo-Limni, e di Gerapetra-golf~ di Mit'abella , Il tratto della linea cli displuvio che la percorre, s1 deprime nel mezzo e si solleva verso le due estremità, da una parte nel Monte lda, dall'altra nei Monti Lassithi. Il gruppo montano dell'Ida, la cui cima raggiunge 2498" d'altezza, è il centro orografico dell' isola; la regione adiacente è una successione di piccoli pianori disposti a gradoni, coperti da pascoli e da foreste, e separati fra loro da valli anguste, a pareti ripidissime. I Monti Lassithi racchiudono una vasta conca od altipiano, la cui altezza s ili mare è cli 900'", mentr~ quella ddle montagne che l'attorniano raggiunge in alcuni punti i 2200"'. Nel versante settentrionale, si trovano le pianure di .Relimo, del Mylopotamos e di Candia; nel meridionale v'è quella della Messara, che è la più ampia, la più fertile e la più popola La clell' isola; è lunga 40 chilometri, larga da 5 a _15 ed è protetta contr-o i venti del mezzodì dalla calena secondaria del Monte Kophimo. J Monti Bianchi o Leuca-Ora (così. denominati a c~gione delle loro cime calcaree o della neve dalla quale sono coperti quasi tutto l'anno) sono il nodo orografico della parte occidentale dell'isola, la quale, tranne lungo il litorale del!' Egeo dove s'aprono le piccole pianure della Canea, cl' Alikiano e di Kissamo, è tutta montuosa, aspra e difficile . 11 masso dei Monti Bianchi è più elevato di quello del Monte Ida, sebbene le s ue cime più alte non raggiungano l'altezza di cÌuP,sto; è quasi spoglio di vegetazione, i~pervio e spopolato. Nei suoi fianchi s'aprono strettissime valli, separate tra loro da contraffort.i ripidissimi. Sul versante settentrwnale, si trovano le contrade della Rhi~a e cl' Apocorona, le c1uali, a guisa di gradoni, dominano la zona litoranea, e celebri negli
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HIVJSTA
annali delle passate insurrezioni; sull'ol'ientale, gli altipiani d' Askifo e di Calicrati, che comunicano per mezzo del colle di Crapi colla conlrada cl'Apocorona; sull'occidentale havvi l'im portanlissirno altipiano d'Ornalo (1200m) che si può considerare come il 1·idotto dell'i nLera regione. Il versante meridionale scende ripido s ul mure, òsolcato da p_rofondi buHoni e non presenta che un piccolo r ipiano ad Anapoli, sopra s rakia. I pochi sentieri che percorrono la regione, sono spesso sbarrati da fortissime posizioni naturali, in cu i pochi uomini r isoluti bastano ad arrestar e forze numerose; tra · essi meritano speciale mem,Jone i seguenti: 1° Quello che r imonta la valle dello Stavror_iiti e giunge ad Hagios Irene, d'onde o penetra nell'altipiano d'Ornalo ov,,ero scende, per due ramificazioni, a Sel ino e a Suia; 2° Quello che da Tarrl1f-l, sulla costà mer·idionale, r imonta la stretta di Hagios Rumel i e di Samaria e conduce sull'allipiano d'Ornolo; 3° Quello che dal golfo cl' Armiro, pe1· Prosnero e il colle di Crapi, conduce sull' allipiano d' Askifo, d'onde scende alla marina di Sfakia . La regione dei !\fonti Bianchi porta altresì il nome di Monti Sfaldati dai suoi abitanti, superstiti delle antict'ie popolazioni doriche dell'isola, mantenutis i quasi indipenden ti dalle clòminazioni saracena, veneta e turca. Le montagne di Sfalda fur ono il centro e il r idotto delle passale insurrezioni; i Turchi non r iuscirono che rarissime volte e con grandi. sforzi a penetrarvi, mai a stabilirvisi. Finalmente la porte orientale dell'isola è una regione costiluita da una serie di colline alte da 100 a 700 metri sul livello del mai:e, non difficile a percorrersi. Le comunicazioni terrestri sono assai difficili e relativamente sono più agevoli per passare da ui1 ve rsa nte all'altro che per percorrere l'isola nel senso della lungl1ezza; i tre massi montani dell'Ida, dei Mon li Bianchi e dei Monti Lassithi coi loro contraffor li sono fortissimi ostacoli tra una vallata e J'allra. li governo veneto vi aveva fallo coskur re alcune st1·ade e alcuni ponti, ma attualmente s ia gli uni sia le altre sono ·rovinate; il governo turco nulla ha fatto per r imediare a queste cattive condizioni di viabilità; le migliori s trade sono appena percol'ribili colle bestie da sonia . Il mare, in grazia
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della grande estensio~e delle coste e delle insenature e dei porti che qucsle offrono, ò il miglior mezzo di comunicazione fra le varie par ti dcli'isola. · · l migl iori porti, i centri più importanti cli commercio e di popolazione e le piaa:e forti s i teovano lungo il litorale dell'Egeo, e sono: La Canea (chiamata Chania dai TurchiJ, in fonùo al golfo dello stesso nome; è la capitale dell'isoìa e la residenza dei consoli s tra- . nieri. Ha un piccolo porto, non accessibile che ai piccoli bastimenti, prole tto da un molo luiigo /tOOm il quale formo. uno dei fron li della piazza. La città e il porto sono racchius.i entrò nna cinto. bastionata quadrangolare, costrutta ùai Veneziani nel secolo xvJ. Al sal iente nord-ovest trovasi il castello che difende l'ent1·ata ciel porto, I e a quello nord-est la ciltadella, or a in parte rovinata, la r1uale ai tempi della dominazione veneta racch iu<leva l'arsenale di terra e di ma re. La cinta ha fosso ma non opere esterne. Sar-ebbe tutlora capace di una certa resistem:a dal lato di terra, se non fosse dominata, a portata efficace cl'a t•Liglieria, dalle ultirne pendici dei Monti Bianchi. Come piazza di deposito, la CaneA ha speciale imporlanza pelln sua vicinanza colle popolazioni bellicose dei Mon li Sfukioli. La ·città conta 13 mila abitanti, dei '.Iuali cln Ba 1Omila sono mussulmani . Il vero porto della Canea ù la bal'.l dellu Suda, che non ne dista più di 4 chilometri. È formala dalla p'.;nisola d' Akrotiri che la copre verso nord, mentre Yerso est la protegge il Capo Drapano . Le s ue ncque sono profonde e il suo fondo è buon tenitore; offre un s icuro r ifugio a numeroso naviglio contro qualunque vento. L'entrata, larga 2500m, è sbarrata cla due isolot ti, su l maggiore dei quali trovasi il forte cldla Suda, ora forte Izzedin, costrutto dai Veneziani e rnslauralo recentemente dai Tul'chi. Alcuni anni or sono, il governo turco s'era proposto di fare della baia della Suda la sua stazione navale principale del :Yfccliterranno. V i fu perciò intrapresa la costrnzione d'una caserma per 500 uomini, d'un magazz;ino da cù!'bonc, cl'alcune offì~ine e d'un cantiere; aUei lavori più imporlanti erano in progetto, ma le cattive condizion i delle finanze e il sopraggiungere dello. guerra attuale impedirono cli e fossero compiuti. Erano progettati ez iandio due for ti per ùil'endere, insieme col forte Izzedin, l'enteata della baia e nlcune batt~f'ie pet· proteggere ùa uno
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sbarco la penisola d' AkroLiri. Finalmen te, in fondo alla baia, erano slale poste le fondamenta d' una nuova città che si doveva chiamare A:.izi7y;é, destinata a sos tiluil'e la Canea, ma anche questo progetto è rimaslo sospeso. Attualmente la Suda è la slazione ordinaria della squadra turca uel Medite1'raneo. Retimo, situala su una ling-ua di terra, dominata da una cittadella e difesa verso terra da un semplice muro. Ha un piccolo e cattivo porto . Conta Dmila abitanti, la maggior parte mussulmani. Candia, dai Greci chiamo.la Megalocastro, fu, sino a pochi anni fa, la capitale dell'isola. La s ua cinta, costruLla dai Veneziani nel secolo xvr, è un poligono irregolare che misura circa 3 chilometri di sviluppo ed appartiene al s istema bastionato ilalian'o; ha opere esterne e, fuorchè verso il mare, fo sso largo e profondo. 1 bas tioni sono spaziosi ed alcuni sormontali da cavalieri, ma pel loro grande rilievo presenlf\no m uratura alta e scoperta, men tre non hanno azione estesa sul terreno esterno in causa dei profondi burroni onde ques to è L'otto . Il porto è difes o da due castelli e prole lto da due moli, ma n on è molto ampio ed ha così. poco re ndo che appena i piccoli bastimenli vi possono enlrure. ~elle adiacenze della piazza si trovano buoni s iti d'approdo. Candin) pel valore tecnico delle sue opere, è la fortezza principale dell'isola; è capace d'una discreta r esistenza dal la to di lerra, ma non potrebbe resis tere dal lato cli mare contro i potenti mezzi d'allacco delle marine d'oggidì. La popolazione della ciUù è volutala da 15 a 16 mila abitanti, la maggior parte mussulmani. Oltre le città dianzi descritte, si trovano, sulla costa settentrionale, le seguenti località che pQssono p resentare una certa .imporla nza: 11 porlo di Grabusa, l'ormoto da ll'isola e da l promontorio dello s tesso nome e difeso da un forte costrutto dai Veneziani; è sluzionc opportuna per sorvegliare il cana le di Cerigo e la cosla occidentale di Candia. Kissamo, in fondo al golfo omonimo; è una piccola ciLLù, difesa da fortificazioni eroUe dalla r epubblica veneta e reslaurale pochi anni or sono dai Turchi. La baia di Spinatunga, ampio e s icur o ancoraggio nel golfo di Mirabella; la fortezza che la difende ha poco o nessun valore.
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Le baie cli Sitia, di Grarules e <li Car uba, nella parte orientale dell'isola) sono buoni ancoraggi, non d ifesi da alcuna for tificazione. La costa m eridionale è quasi dappertutto, come già s i è accennato, ripida edi:'ilta; le baie cli Malui-Yalo, di Gerapetra, de li.a !\lt>~sara, di Limni, J i Sfakia e <li Suia sono ancoraggi pericolos1, perchè aperti ai venli di mezzodì: Gerapetra, difesa da vecchie mura, e Selino- Castelli , vecchia foJ'tezza veneziana , si luala su una Jinaua di terra, ne sono le due località più importanti. ;ell'inleeno dell'isola non havvi a lcun cen tro cons iderevole di popolazione nè alcuna piazza forte . Sulle montagne <li Sfokia il govemo ollomano, dopo l'insurr'czione del ·186G-G8, ha fallo costrurre 19 blockliaus per guardar e i passi più importanti; sono grosse torri, in muratura, a due piani, difeso colla fucileria e qualcuna con artig lieria, e capaci d' un presidio da 50 a 100 uomini. . 11 versanle selteutrionale, come sollo il punlo di vis ta economico, cosl so tto il punto di v is la mil itare, è il piLt impor ta nte; esso infatti comprende le piazze forti principali, i miglior·i po1·ti, lo zo11e di tet'!'e no più ferti li o i centri più consiJcrcvoli cli popolazione. La Canea, con la baia della Suda e la penisola d'A kroliri , è il primo e pr·iucipale obbiettivo di chi voglia occupare l'isola; vi si tr ovano in!'Rtti un ampio e sicuro pO!'lO qual 0. ln baia della Suda; una posizione facilmente <li!'endibile per dù sia padrone del mur·e, quale si r iscontra nella penisola d' Akrotit•i; una regione fertile q ua le la pianura della Canea, cd una buona base d'operazione nella città s tessa della Canea . Le opet·azion i mili lari, per chi ò padr one del mare, l-iOOO relati~ varnente facili s ul versi'ln te :;eltenlrionale, ma incontrano gravt difficollù nello regio ni mon tuose dell'interno, d iffìcollà che possono di\ ontare grandissime e talvolta insuperabili quando si abbia avvel'::m la popolazione. r.a natura to pogl·1cdìca del paese e i.I diretto dì strade non vi permettono l'impiego di grandi masse di ll'uppe; sqltauto la rnn ter·ia e J'al'tig lieria da montagnn vi possono ag ire; mollo dit'licile vi 1·iescc il servizio dei tl'asµorti tanto J)iù necessario inquantochò le regioni montano offrono pochissimi mezzi per nult'ire i selciali ricoverare gli amma lali ecc. Consido1'ale nel loro valore tecnic;, le piazze !'orti dell'isola, so bastano a presenlal'e un 1·.il'ugio alle tru ppe e alla popolazione mussulrmuia conlro gli iusorl1 , non
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sembrano però tali da esser capaci di resistere dal lato di ter!'a contro un attacco cli forze r egolari; le loro difese dal lato di mare sono affatto insuffìcienti. La popolazione, malgrado' le successive immigeazion i di Saraceni, di Venezii:rni e di Torchi, è rimasta preUam~nLe greca; le colonie slave, L!'usportatevi nel medio evo, s i sono assimilate eolla 1·azzu predominante;' le veneziane sono pat·l.ite dall'isola quando questa cadde solto il dominio turco; gli stessi Turchi trapiantativi si l'iclucono oggidì a poche centinaia, concentrati nelle ciUà priricipal i: vi sono inoll.pe alcune migliaia d'Albanesi, d' Ebrei e d'Arabi. Il numero degli ahj tanti dell'isola è valutalo da 2'10 a 240 mila·, secondo il SalnrimAh (c::ilendario uflìciale tueco) pel ·1877-78, sarebbero pi· ecisamente ::t32,84'1 così ripartiti: Sang iacati (Dipar Lirnent.i)
Canea . Candia R.etimo Sfakia . Lassilhi
Epa1·chie (Di s tre t f. i)
Numero degli abitanti
3
3
53,598 86,8'14 39,520 23,9't6 _28,954,
16
232,841
-4,
;~
;3
Cit·ca un quarto de.Ila popolazione professa la religione mussulmana, il rimanenle la greca ortodossa; poch issimi sono cattolici o israeliti. I mussulmani appartengono pella massirna parte alla razza g1·eca e sono d iscencfrnti da Candioli convertiti per forza all'islamismo dopo _la conqu ista Lurca: il loro numero va ognora più diminuendo, mentre aumenta r1uello cl<~i cristiani. Cristiani e mussulmani, sebhene appartengano alla sle.;;sa razza, sono luttavia animati da odio vivissimo gl i uni contro gli altri. La ling1m comune a.i cristian i e ai mussuliua11i è la greca; la t urca è ig;orala perfino da buona pa1•te degli st.)ssi rnussulrn.-rni. La popolazione mussulmana, benchè in alcuni distretti si tr-ovi frammista alfa cristi:'lna ' è principalmente raggruppata: 1• Nella pianura della Messara (che è il centro più iinportante della popolazione mussulmana);
2° Nelle citla della Canea, di Rctimo e ùi Candia e nélle zone piane loro adiacenti, nonchè nei Iuoghi fortificati, q uali Kissamo, Selino -Castelli, Spinalonga, GerapcLt·a, ccc. 3• Nel clis treLto di Sitia, nella parte orientale dell'isola. La popolazione delle r egioni mon tane cliìlerisce da quella di pia nura per caeatlel'i rìsici, per costumi e per indole. La prima, quasi lutta cristiana, è robus ta, amanle cl'avventure guerresche, insofferente di soggezione, gelosa dei suoi privil egi e dell'indipendenza che relativamente gode; Ju seconda, composla promiscuamente di c1·islialli e mussulmani, a contatto più f'requcn to con forastieri, è più pacifica, più fiacca e piu rassegnata alla soggezione turca. Quella tr·ovasi cli preferenza raggruppata in piccoli villaggi , composti di capanne o di mese.bine abitazioni in legno, e s ituati per lo più s u posizioni elevale e di difficile accesso, ovvero nel fondo delle vallate; quesLA. è disseminata in cascinali e masser ie isolale ovvero è concentrata nelle città del lilo1:ale. ' Il clima vi ò regolare, temperato e secco . Ncll'estale, il caldo è modeq_ to dal vento periodico del nord, detto em.bat, che soma dalle 8 del mattino fino ul Lrarnonto del sole; la ternperatur a media estiva, lungo il litorale, è di 27° C. NeU'inverno, il termometro non scende sotto G· C nelle pi.:1.nure, ma, neile region i montane_, qualehe volta scende sotto o•. Ogni anno, nell'inverno, cade la neve sui mon.tì, la cui altezza supera i 2000me vi r ima11e sino a luglio . L'aria vi è buona meno in 11ualche tratto l ungo il litorale, alle foci dei corsi d'acqua, dove predominano, in estale, le febbri miasmatiche. li suolo è variamente costituito; in alcuni lratli è argilloso e schistoso, in altri è sabbioso e leggero; il soltosuolo è calcareo . La vegetazione è più rigogliosa sul ver sante settentrionale che sul meridionale (eccettuala In. pianura cleÌla rviessara); in quello, abbondano le foreste e i pascoli nelle regioni montane, e gli ol iveti e i campi di cereali nelle regioni piane; in questo, le zone aride, spoglie di vegetazione, si allernuno con quelle coperte da arbusti. La propr-ietù fondiarin. è distl'ibuita fea molti piccoli possidenti, cristiani e mussulmani, e pochi grandi proprielaei mussulmani che costituiscono la vera aristocl.'azia del paese. L'isola è _ferti lissima, poco coHivata; il prodotto pr incipale è l'olio, che rappresenta, per valore, metà della produzione agricola del paese; è però cat-
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ti vo e viene per la ma ggior parte impiegato nella fabbricazione del sapone. Produce aHresì cereali, vino, cotone, <~ tabacco; vi abbondano i frutti della zona temperata e noo vi fanno difetto alcuni altri della zona torrida. Si calcola che in Candia si trovino 6000 cavalli piccoli ma vigorosi, e 1~,000 muli, robusti e di hell'aspetto. Vi son~ scarsi il bestiame bovino e il suino, ma vi è numeroso l'ovino contandovisi circa 900 mila pecore e capre, dalle quali si r icavano' 700 mila chilogrammi di lana e 2,500,000 chilogrammi di formaggio. L'apicoltura vi è in fiore; il suo prodotto s i valuta a 380 mila chilogrammi tra cer a e miele. ,Anche la se1·ic0Hura vi · ha un certo sviluppo. L'indusLria s i limita alla fabbricazione del sapone, ad alcune concie e a poche fabbriche cli tessuti. 11 commercio, concenteato nelle piazze de lla Canea, di Retimo e di Candia, è in completa decadenza; tra importazioni ed esportazioni s i vuole che non giungi'l. oggidì a 15 milioni <li fra nchi, mentre sedici anni fa oltrepassava i 20 milioni. L'isola forma un oila!JeL p r ioilegiato ed è governata in base alla costituzione concessa col firmano del '18 settembre 1868. È divisa incinque di~)artimenti(sangiacati) e in sedici dis tretti (eparchie), ciascuno dei <1uali comprende parecclJi comuni. Capo dell'amministrazione del!' isola è il vali o governatore generale, assistito da: due consiglieri, uno mussulmano e l'altro cristiano; a capo dei dipartimenti tì·ovasi un govel'natore cristiano o mussulmano secondochè crjs tiana o mussulmana è la maggior oarte della popolazione del diparli rnento; egli è assisli to da un luogoLenente (muaoin) cli differente religione. Le eparchie sono governate da eparchi (caima cani), Cl'isliani o mussulmani, e da un aggiunto, di religione diversa da quella dell'eparca. Gli atti pubblici devono essere reda tti in turco ed in o-reco. Ai capiluoghi del vilayet, dei sangiacati e delle eparcl:ie hanno sede i rispettivi consigli amministr a tivi, a comporre i qual i concor rono in proporzione i cristian i e i mussulmani. Il consiglio gene rale del vilayet si r iunisce una volta all'anno alla Canea. La giustizia è amministrata eia due categorie di tribunal i, cioè: 1° Dai tribunali speciali, i quali giudicano le cause civili ira mussulmani o tra cristiani esclusivamen te.
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2' Dai tribunali misti, ai quali sono diferite tutte le cause criminali e le cause civili fra cristiani e mussulmani. l tribunali misti sono costituiti S6condo le stesse norme che regolano la composizione dei consigli amm inistrativi, vale a dire che i giudici sono ele tti esclusivamente fra i mussulmani o i cristiani, secondochè mussulmana o cristiana è la popolazione della cir coscrizione giudiziaria, ovvero per metà sono cris tiani e per metà mussulmani, se la popolazione è misi.a. Il tribunale supe-r iore del vilayet è composto da giudici metà cr istiani e metà mussulmani
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A completar e queste nozioni geograflco statistiche_, sembra opportuno aggiungare alcuni beevi cenni sulle dominazioni straniere che s i sono successe nell'isola e sulle insurrezioni delle quali essa è s tata teatro durante il secolo attuale, cli!Tondencloci di preferenza s u quella del 1866-'1868 per la maggior e analogia che ha coi probabili avvenimenti che altualrnen Le vi si stanno preparando . L'is ola di Cr eta, si tuata nel mezzo del mondo antico, fu uno dei centri principali della prima civiltà ellenica. Ma, divisa in piccoli Stati, quasi continuamen te in lo tta fra loro, non partecipò in appresso, se non in piccola proporzione, alla vita politica dellaGrecia, specialmente nei due periodi gloriosi delle guerre persiane e delle guerre del Peloponneso: logorata da discor die in testine, cadde facilfncnte sotto il dominio dei Roman i. Neila cli,,isione del, l'impero romano, passò a J'ar parte dell'impero d'Oriente del quale seguì la sorte fino all\rnno 825, allorquando, dopo lunga guerra, fu conquistata dai Saraceni che ne fecero la base delle loro operazioni marittime nel Mediterraneo Orientale. Nel 961 veniva riconquistata dai Gt'eci. Kello smembramen to dell'impero d'Oriente avvenu to dopo la IV· Crociata, toccava a Bonifacio, marchese cli .Monferrato, il 'luale l'anno appresso, nel 1201-, la cedeva ùlla repubblica cli Vene7.ia A rafforzarvi il suo dominÌO, la repubblica veneta vi costruiva parecc!J ie
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fort~zze (~) _e vi_ mandava :iW fo rniglie il1-1li,.rnr, alle quali concedova feudi_ e privilegi speciali . Caduto l'impero d'Odcnte ed eslcsasi Ja signorH\ dei Turchi su l Mediterran eo OeienL,1le, l'isola di Cu11dia diven tava uno degli obbietlivi JJl'incipali delle loro c-on,1uiste; ma la s ronfitta_ toc :ata <~tdlc loro forze navali a Lepanto, l'ilardn va per par ec.:chi anni s'.l~atta ,1.mpresa. Finalinentc ~ul principio del W15 si preparava nei po, li dell ,mpel'o ottomano una grande sped izione 111aritlima sollo coloi·c ~lie i~sse . ùestimila contro :\talla; ma, nel giugno, si rnlgeva conti-o Candw. L n esercito di 50 mila Turchi sburca va, il :21. giugno pt·csso la Caneu e, dopo ;fì giorni d'assedio, se ne impadroniva. L~ repubblica ,·cneta, pre~a ulla sprovvista, non aveva potuto prO\'VC· dei·e . per tempo alla difesa clell'i~ola . I Turchi ' r1adroni dell n C"'ne" ,-. ...u, 1 ~ estendeva110 sulln costa settcntl'ionale, co1tr1uistaYano, due tHmi dopo . Re timo o f<i spingevano sollo la piazza di Candia a hlocca!'la cli,! !alo di terra. Per· 24 anni si comhatteYa con allerna fortuna sotto _1° mura di Calldin e s ulle accJ11e dcll'.\.rcipelago; Ju flotta veneta $~onh~geni parecchie ,·olle la tur,·a, ma nuoYi 1·inlb1·zi a1·rirn,·ano cli coii lrn uo ai Turc.:hi, men i re scarsi g iungevano a i VeJLeziaai (2) . E j)Crtai:t~, nel l!'.6D, do1_10 uno degli assedi più memorabili dei tempi mod_e~nJ,_Candia capJtolava: non restavano alla repnbblicu venetl\ che 1 forli di Gralmsa, di Spinalungn e della Suda che cnde\'ano essi pure rn potere dei Turchi, nel lG88 il prin10 e nel 17Jh i duo alti·i. 1 conquistatori costl'ing-evano una parte della popolazione dell'isola ad abbracciare l'istnmis1no; i.ilt'nristocraziu Yenela subentrava la rnussnhnana nel possesso dei feudi. SolLanto 11elle montagne di Sfalda, la popolnzione crisliflna conservava, colln religione e coi costumi antichi, anche l'indi1wndenza o lo spirito nazionale. . Nel 1821, all'tHmunzio della l'ivoluzione greca, l'insurrezione scoppiuva nelle mo1 1tagne di Sfalda; beutosto si diffondeva nello ullee regioni dclrisola e obbiiguYa i mussulmani a rifugi11rf-i nelle fort tJ(:g1·1 m · ~orL1· hloccatezze del litoeu lc . JCleL' l).1t't d' un anuo Ie b auce nwo i Turchi._nolle piaue forti e l"ot·se ne li avrebbero scacdati, se (I. )folte località conservano il nome italiano di Castello. Le fo1·tirìcazion1 delle pr i11 cipali c ittà sono oper a dei ve neziani.
· (2 l'urono in,·iati iu soccorso dei Veneziani alcuni co,·pi ,li milizie francesi ed alcuui nitri di mi liz ie p iemontesi.
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la discord ia non fosse sorta fra i loro capi. Nel 1822 il Sultano incar·icava il pascià d'Egi tto di 1·cprimcrc _l"i nsurrezione: C'. inque mila Albanesi e allr·ellanli Egiziani regolari sba1·cavano in agosto alla Suda, liberavano dal blocco la Caneu e le u!Lre fortezze del lito rale. Dopo una lolla accanita e li~roce che durava più di due anni . gli insoi•Li erano coslt·e Lti ad abbundonar c le 1·egion i pia ne e a 1•ifugiar-:,,i sui monti a continuarvi la guerra da partigiani. Nel 182,, essetldo sho 1·cat.o nel golfo di Kissamo un corpo cli volontari g t·eci con molte armi e munizioni, !"insurrezione si riaccendeva nella parte occicle1J tale ,teli' isola, mu gli F.gizian i la domavano con pari ( nergia e rigore che negli anni precedenti. Finalmente, in seµ11ito alla pace di Lond 1·a (1830), Candia restava in possesso del pascià d ' Egillo sino al J81-1, nrl quale anno faceva ritorno soLLo il dominio dire i.lo del Sultano. La guerra d'indipendPn.la avcv~ costato alla popolazione cantl ioLa gravis-5imi sucl'ifìzi senza a ppo1·ta r·le alcun vantaggio reale; inoltre vi a veYa lasciala quella irre,1uietezzn clie ò naturale conseguenza delle lunghe guerc·e popolari. L'odio pol itico e religioso t1·a cristiani e mussulmani s·er·a aumentalo in cnusa dei mali patiti dagli uni e dagli alir·i; il governo olloma110, malgrado le raccomandazioni delle potenze occiden tali, nulla faceva per dare soddisfazione ai b i~ogni dei cristiani; quindi continue occasioni di malcontento e di ribel lioni. Siffatta s ituazione, che parecchie volte, e specia lmente nel 1858, rninaccia\'a d'aggraYarsi, durava sino al l866, quando scoppiava una 1wova ins1m '( •zionc. Nell'aprile cli quell'anno, i cristian i delle regioni occidentali dell'isola si riunivano in assemblea sull'alLipiano cl'Omalo e votavo.110 una petizione nl S ultano nella quule chiedevano miglioramenti nel governo dell'isola e in ispecial modo una più eq11a riparLizione delle imposte, unu giustizia meno parziale e l'c:;f'cuzionc dei lavori pubblici più urgenti per ai:revolare le comunica·zioni Lrn le varie parti dell'isola . Ma, sia pel malvolere del vali Ismail-pasciil, sia per l'abituale indolenza <lei governo ottomano, Ja ri:-:posta non g iungeva se n on tardi e in termini evavivi. L'assemblea del_ibcrava allora di appoggiare le sue domando colle armi e decretnva l'annessione al r agno di Grecia. Le poche tr uppe che presidiavano l'interno erano bcnLoslo cosLreltc a rif'ugiat·Ri, in'-'icrne colla popolazione mussulman.:i, nelle piazze forti dd litorale. All'1rn~
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nunzio dello s coppio dell'ins unez:ione, il governo Lurco vi spediva in fu ria e in freLLa r inforzi di truppe, non tra lasciando frattanLo le tra Ltative cogli insorti per indurli a deporre lo armi; ma ques ti non s i lasciavano lusingare da vane promesse e, determinati a ricorre l'e ai mezzi estremi, facevano caldo ap pello ai loro fratelli di Grecia per avere armi e munizioni . La notizia dell'insurrezion e di Cm1dia produceva nelle province elleniche profonda impressione e vi sollevava grande entusiasmo; l'opinione pubb lica spingeva il governo greco a dichiara re la guerra a lla Tmchia, ma i con sigl i delle potenze occidentali lo inducevano ad una forzata neutral ità. Tuttavia in A tene e nelle a llr e città della Grecia, come eziandio nelle colonie elleniche all'estero, si costituivano comitali per raccogliere denar i ed armi, per arruolare volon ta ri g reci e s tra nier i e per compra r e pirosca fi . Il governo ottomano rafforzava la sqnadra des tinala al blocco dell'isola e ordinava frequenti crociere, ma queste non riuscivano ad imped ire_le ardite spedizioni del Panliellenion, dell'Arcadion, del Cr eta e dcll'Enosis, mercò le ,,uali Candia fu, pP-r due anni, in con linuu comunicazione colla Grecia. Capitani s perimenu.,ti nelle guerre e nelle insurrezioni preceden ti, quali Coroneos, Zimbrakaki, Vyzandios, Yenissarli ed alll'i , accorrevano a pr endere il comando deg li insoi·li . Ouranle l'estate, i Turchi, in attesa di rinforzi, si tengono sulla difensiva; alc1rni ba llaglioni egizian i che vog liono muovere contro gli insoi-li, sono circo ndali e cos treW a lla resa . Il giorno '11 selLembre giunge alla Ganea il nuovo governatore, Mustafà pascit'l, uomo energ ico e r isoluto e molto pratico dell'isola; egli proclama lo s tato d'assed io e in tima ugli insorti di depo r re le ar mi den lro cinque giorni; le forze turche nell' isola ammon tan o a 40 milf\ uomiui. Ma. gli insorti, lungi dal lasciarsi inlimol'ire dalle minacce, scendono a provocare i Turchi, BCal'amucciando coi loro avamposli nei dintorni della Canea. Tra scors i i cinque gion1i, Muslafù-pascià si decide ad agire, forma un corpo di 10 m ila uomini di tr uppe scelte e muove per operare nelle montagne di Sfakia. Tre volte len ta di penetrarvi, due per la slre lla di Ther-isso, una per quella di Lakkus, ma vi incontra tale resis tenza che è cosLl'etlo a r itir ar s i con gravi pcedile. ~ è più fortunato r iesce un attacco fatto dalla parte di Crapi; malg r ado alcuni successi parziali riporla.ti a Prosnc1·0, dopo vani ten-
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. . d' \. ·r è obbJicralo a r itirar si su tativi per penekare nell' all1p1ano r s 1<1 o, ., , .. . ·1mo Verso la metà di ottobi·e muove contro il convento d ,\r l,ad1, Ret · . ff d' cacciarne situalo sulle pendici scUenlrionali <lei monte Ida, a ine i~ . . un nucleo di insorti che s'era colà formato. Dopo tr e g1orrn.dl ac· canito combattimen to, s e ne impadr onisce, lo distrugge e l'Jtor,n a Verso la melà di novembre riunis.c e un nuovo corp~ a lla e anca . I' · t di truppe nella pianut'a d' Alikiano, scaccia le bo.nde <1eg l rnsor '. dalla Rl1isa, mettendo il paese a fer ro e fuo co . Ma q uand~ tenta dL penetrare nell'altipiano d'Ornalo, è scon fitto peesso Hagios Jren e e, non potendo r itirarsi sulla Canea, è forza~o a d_isc~~derc,:ul. versante meridioriale a Crustogorato, aprendosi la v HI ptu coll mganno e coll'oro che colle armi. Colà r iceve la sottomissione d'alc~ne .ce~. · d' ,olontari stranieri estenuati dalle fatiche e dalle pr1vaz1om, trna1a i ' . ·1 f ddo ma "li Sfokioli tcngon fermo nelle loro montagne, malgrado J r~ . 1 e ; fame che li tormen tano . Non r iuscendo a penetrar e nell all 1 pian o d'O rnalo per l{agios Iecne, Mustafà-pascià s i decide a tenta~e d'entrarvi per saroaeia. 1mburca pertanto le sue trup.pe nella brua di Suia e le s barca a Tarrha, si avanza n ella slreLLa eh Hag1os R umeli, mtt colà pure è sconfi tto, rigettato s ul liton lle e cost~etto a ,· uharcarsi. Sbarca di nuovo a Comitades, p enetra per lradnnento l JI ,' Il' · ne11 a 1p1an0 d' ,\"'kifo ::, , rna vi è bentosto circondato dagli insoi·ti, d1 o-uisachè non ..,.li i-esta altro scampo che guadagnare per tor·ra lu ~anea, passan~o per Ja sLl'eiLa di Ceapi ; n on vi giunge cl:e _d o~o aver abbanclonati agli insorti i bagagli e una parte dell~art1gl,1er1a : li rimanente inverno dal 1866 al 1867 passa senza fatti cl armi imporlanti. La diplomo.zia approfitta di questa tacita Leegua per tentare di Pisto.bilit-e la pace fra gli insorti e il governo ottomano, ma invano; troppo grande è l'eccilamento degli anim~ da una parte e l'ostinazione dall'altro. perchè sia possibile addivenire ad un pa~ifico accomodamento. . Nell a primavera del 1867, il govem o del Sullano, dete.rm11~at? a ·e energicamente l'insurrezione, manda a Cand1a 1l m1ghore , . . d omai ·· oi creneruli Omee-pascià. orner-pascià, con numer osi r md 01 su ::, ' , ] li l' . d. , · sbar·ca alla Canea il 7 aprile: le tr uppe < e e qua I p uo 1forz1, · I · erazioni olTensivc ascendono a 20,000 soldati rogo ar i sporre p er Op , . . .. . 000 iree..,.olari. Dopo dodici giorni di preparaLLVI, 1mz1a le opera7 e. , . caon lo di I)enelrare nelle monlagne di Sfakia con due coz1om, cer e e v
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kJV JSTA
!onne, una comandata da MebemeL-pascià, per le gole di Crapi, l'a!Lra sollo i suoi ordini direlti, per Episcopi e Callicrali. l i 0 maggio le clue colonne assali.ano gli insorti trincerati nelle gole dei mon li, ma sono r.oslrctte a r itirarsi con gravi pei-dilo. Il gencwulissirno turco si volge allo1·a ver so il centr o cicli' isola, spazza dalle bande degli insorti le pianure di fleLimo, del i\Iylopotamos e di Candia, e muovo contro l'ullipiano d i Lassilhi che era il ridotto degli .insorti nellu parte orientale dell'isola, come lo e1·a quello d'Ornalo nella parle occidentale. Dopo parecchi giorni di accaniti combatlimenli nei riuali gli insorti hAOno a loLLo.1·e con lro numero Lriplo cli Tmc hi, questi riescono a pe11et1·are nell'alLipiano; ma molesluLi dalle bande che tagliano le loro comunicazioni con Canclia, sono forzati a scende1·e nella pianura della Messara per vivere ecl aspetlaee r infor:ti. n.icevulili, Ome1·-pascià s'imbat•ca nelln baia dellu Messara con una parte delle truppe e sbarca a Franco- C:aslelli, ove lo raggiunge, per la via di terra il r imanente <lc'suoi soldati; egli s i propone <li attaccare gli Sf'nk ioti operFrndo noi ve!'saulo meridionale, monlre all1·i corpi, sor-LiLi dalla Canea e d,1 Kissamo, devono operare sul settentrionnle . .Ma ;;li Sfal<ioti e i volontari greci, comandali da Co1·01100, per pa recch i g iorni tengono l'ronle agli assulti clei Turchi · i quali, mul:rrado a lcuni vantaggi riporluti, sono alla perfino costrelti a scenùere alla marina di Sfalda e a rimbal'carsi per la Canea. .\ lcunc colonne turche, cu i non r.iesco discendere ul ma i-e, deYono a LLnivers,u·e le montagne d i Prosner o e, per guadagnare la Canea. abbando11a1·c agli insorti le ,11·tiglierit:l e il bu~aglio L'esito della scco11da campl'tgna fu pei Turchi più infelice di quellu della prima: vi a vovano sacrificato 20 mila uomini e la 1·ipu tazione del loro mig liore generale. Inoltre gli ecce>"si ai 11uali s'erano abbandonale le truppe turche, ovevano provocato nitri eccessi pe1· parte degli inso1·Li, dando così a lla g u eeL'a carattere di feroce ve 11<lella ed nunientando l'odio che già sus:;i:;teva viyiggimo t1·a cristiani e mussulmani . L'inverno dal '1 8Ui' ul 1868 p11ssava s•}11za- no Le voli avvenimenti. I Turchi, r iliratisi nelle piazze l'orli, attendevano a ristor·arsi dei disagi della <·amp!lgna precedente e a ri1'aesi delle perdi le ,mbìte; gli insorti, per vivr re , erano costretli n dispcrdert-j in pjcc:olo bande . Frattanto la misPt·in cresceva nell'isolù. Da due anni le campagne
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ESTERA
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erano rimaste in colle od ero.no state rovina Le, gli armenti di· spersi o predali. li blocco, dopochè HobarL-pascià aveva assunto il comando della squadra turca, era inuntenuLo più rigorosamente e perciò i viaggi dei piroscafi greci erano divenuti più difficili e rari. La diplomazia, commossa dAi mali che affliggevano l'isola e forse più ancora preo~cupata dell'eventualità d'una guerra fra la Grecia e la Turchia (eventualitù allora molto probabile a cagione doll' eccitamento degli a nimi nelle popolazioni elleniche), consigliava la Turchia a migliorare definiLivamente la sorLe della popolazione cristiana di Candia, e gli insorti a deporre le arini. La discordia, promossa da gelosia e da quello spirito d'indipendenza individuale, che è proprio della razza greca, si accendeva fra i capi degli insorLi. I soccors i da fuori diminuivano, i volontari slr-anieri abbandonavano l'isola, e l'insurrezione a poco a poco s i riduceva sulle montagne di Sfakfo. Ad Omer-pascià succedevo. Hussein-A voi-pascià, uomo accorto e conciliativo, il quale, invece di attaccare gli Sfakioti. nelle loro posizioni, ve li hloccava, occupando con blokhaus g li sbocchi delle vallate e i passi delle montagne. Finalmente il Sultano, seguendo i cons igli delle grandi potenze, con firmano delli 18 selLembro 1868 concedeva all'isola un governo migliore erigendola a uilayet prioilegiato. I capi degli insorti e i più compromessi fra gli abitanti abbandonavano a poco a poco Candia e si rifugiavano in Grecia a raggiungere i loro compagni e le loro f'arniglie che da qualche mese li avevano colà preceduti; sul finire del 1869 la tranqumità e1·a ristabilita in tutla l'isola. In tal modo terminava l'insurrezione, ma la questione di Candia non veniva perciò riso!La. La costituzione del 18 settembre 1868 ha accordato all'isola un governo migliore del passalo, ma le riforme e i migliot·amenti promessi non sono s tati pienamente attuati. La società mussulmana non vuole abbandonare i suoi privilegi senon costrettavidalla forza, mentre la cristiana, conscia ormai della sua superioritù numerica, reclama con insisLenza i suoi diritti e, quasi più non accontentandosi dell'eguaglianza civile, aspira al predominio sulla mussulmana; quindi malcontenLo e questioni infinite. D'altra parte la costituzione non dà soddisfazi9ne alle aspirazioni naziona li , mantenute vive ed ingrandite dal . diffonder si dell' ellenismo, dal ricordo dei soccorsi prestati dai fratelli ellenici durante Rivi.fta estera
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RfVCSTk
l'ultima insurrezione e dall' ospitalità: che1 migliaia· e migl'iaia dì profughi candioti hanno· tro·vato nel regno di Grecia. È perciò rtli!·" turale che Can~ia si senta a ttratta neWorbita del movimento della, nuova civiltà, eHenica e che provi il contraccolpo degli avvenìh1enti · dei quali la Grecia può essere teatro. La questione sociale e religiosa in tal modo si , identifica colla politica, creando unai situazione irta cli difficoltà; a vincere le quali · forse non sono valé·~ v0li se• non i mezzi violenti. L'agitazi'one, che da qualche · rnese" domina nell'isola, indica pur tro ppo che !'·era delle insurrezioni' non è ancora finita per Candia1 nè probab'ilmente finirà sinchè · essa non.' entrerà . definitfvament~ nel consorzio politico della na'zi.one ellenica. 15 gennaio 1878.
CENNI SULLA CAViLLERIA INGLESK.
La ,cavalleria inglese •ha 31 ,re®gimentì1 cioè: ·3 reggimenti guardie del corpo. dei quali 2 reggimenti, denom'i~ nati Life Guards, ed 1 Horse Gards; 7 reggimenti di dragoni, col titolo di Dragon·Guards; di questi:, il u• reggimento porla i'l nome di, carabinieri;r 21 reggimenti di linea, dei quali il 1°, 2° e 6° sono dragoni, il 5·, 9°, 12., J.6° e 17° sono Jancieri, gli altri 13 ussari. Merita d'essere notata in particolar modo là composizione del reggimento di cavalleria inglese, la quale è essenzialmente differente da quella dei principali eserciti europei . Il reggimentoiinglese si compone di 8 troops, i quali l'iuniti a d1ie~; a due in modo p!:)rmanente1• formano lò squadr.one.
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Il troop, che normalmente conta 18 fi)e, è comandato da un capitapo con due ufficiali subalterni, ed è il ·più piccolo elemento collett.ivo dell'ordine chiuso e nel tempo stessa l'unità amministrativa dell'arma. 11 comando dello squadrone è assunto dal più anziano f;a i capila~i de' due t7'oops, quello del reggimento è affldat~ ad un col~nn~llo o tenente colonnello, il quale ha un ufficiale superiore, (magg10re) s otto i suoi ordini per coadiuvarlo nell'esercizio delle sue funzioni. La forza dei singoli reggimenti non è uguale, e benchè tutti siano composti di 4 squadroni ossia di otto troops, tuttavia h~nno 10 reggimenti 530 uomini e 320 cavalli, e 9 reggimenti 620 uomini e· 384 cavalli; nell'India invece i reggimenti hanno 54.5 uomini e 456 cavalli. Per quanto ha tratto all'armamento, i corazzieri , i draO'oni e ocrli, b ussari sono armati con sciabola e carabina Snider (1), che è portata mediante un tubO di cuoio, applicato dietro l'arcione posteriore della sella. I lancieri hanno la sciabola, la pistola e la lancia coli' asta di bambù, lunga zm,so, ed assai leggera (2 chilog.). La cavalleria inglese è montata su magnifici cavalli, quali' sono soltanto posseduti dai nostr•i ufficiali più ricchi; tuttavia le andature ed in special modo il galoppo sono molto accorciale, e non sem? brano in giusta relazione coi mezzi naturali di quei cavalli. Al trotto di manovra infatti si percorrono metri 312 e al galoppo soltanto 317 per minuto.
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Ora è noto che la tattica odiema di combattimento della cavalleria riposa essenzialmente sulla capacità nei cavalli di percorrere lunghi tratti al galoppo allungato, ed è evidente che un galoppo di manovra a 317 metri per minuto non è molto allungato per cavalli inglesi. L'effettivo della cavalleria, portata sul bilancio 1877-78, è per la Gran Breltagna di 22 reggimenti con 12926 soldati e per l'India di 9 reggimenti con 4721 uomini. ' (IJ La carabioa Snider sarà in breve sostituita dalla nuova carabina HenriMarti ni .
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f1JV1STA
Lo stipendio annuo degli ufficiali di cavalleria inglese, allorchèsono di stanza in Europa, è il seguente: Cavalleria della guardia Lire scellini denari
532 Tenente colonnello. 445 Maggiore 2i5 Capitano. 188 Tenente . 146 Sottolenenle 237 Aiutante maggiore . 173 Quartiermastro Maestro di equitazione 164 . 182 Veterinario
Cavalleria di linea Lire scellini denari:
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'10
419
12
1 .5 8
351
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266
2
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5 11 5
7 5 10
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ESTERA
Oltre alla cavalleria regolare, cli cui pal'lammo sinora, havvila cavalleria della truppà di riserva, denominata Yeomanry cavallerie, la quale si compone di individui che sono obbligati ad un servi7.io annuo.le di 8 giorni, e devono portare secoloro un cavallo proprio. L'autorità civile può tuttavia chiamarli in servizio in qualunque tempo nei casi d~ sommosse e di insurrezione. La Yeomanry consta di 15,000 cavalli. È difficile apprezzal'e convenientemente il valore di questa milizia a cavallo, la quale serve in pace per un lasso di tempo così breve; ma-se si r iflette agli svariati e difficili còmpiti che spettano in guerra alla cavalleria, si è indotti a riLenere, che essa non è in grado, in ispecie all'iniziarsi di una campagna, di disimpegnare in modo vantaggioso il suo servizio.
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164 109 164 185 182
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Ufficiali Cavalli
Tenente colonnello. Maggiore . Capitani. ·Subalterni . Aiutante maggiore. Pagatore . Quartiermastro . Ufficiale medico. Veterinario .
1 1
4 24
16
48
1 1 1 1 1
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Sottujfi.ciali di stato maggiore. Sergenti maggiori. Sergente <li amministrazione . Capo musica. Sergente pagatore . ~ armaiolo. • maniscalco . » di cucina Trombettiere maggiore Sergente scrivano . Sergente addetto al carreggio
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1 1 1 1 1 1 1 1 1
Totale Nell' India gli ufficiali hanno altre competenze, e di molto _superiori a quelle che ricevono nel Regno Unito; gli ufficiali inoltre in qualunque posto hanno la facoltà di pr~levare le razioni foraggio in natura, ovvero in contanti. Sul piede di guerra il reggimento è composto come segue:
8
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Totale
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1t
Sottufficiali degli squadroni. Sergenti maggiori dei troops. Sergenti
8
i4
Totale
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Operai.
Maniscalchi . . Sellai . . . . Allievi maniscalchi Allievi sellai e carradori .
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8 2
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TRUPPA.
Caporali e Soldati.
Trombettieri Caporali . Musicanti . :. Soldati. . Conducenti .
8
32 . 480 I . 22
Totale con 9 cava)li .da u~ciali, 4.80 . di trµppa e' 44 d,a ,tiro.
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Ogni reggimento poi sul piede di guerra porta con · sè 10 carri precisamente: Carreggio di
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reggimento
i Carro per lo stato maggiore con due conducenti e 4 cavalli. 2
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Carro per l'ufficio d'amministrazio,n e con due conducenti e 4 cavallì. l Carri per gli approvvigionamenti con 4 conducenti e 8 caj valli. · Carro per le munizi9ni con ~ conduçenti .e 4 cavalli. Forgia con 2 conducenti e 4 cavalli . I,.'
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ESTERA
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~) Car:ri pel ·corredo degli squadroni con 8 conducenti e 16 9~ ca,valli. ,iO } Carro di riserva con 2 conducenti e 4 cavalli ed in totale 11 carri .~on 22 conducenti e 44 cavalli. È però ad osservare che quando i reggirnenli hanno seco la banda, sonvi altri 4 carri per Lrasportarla con 8 conducenti e 16 .cavalli Per terminare quanto ha tratto al piede di guerra osserveremo, ,che sebbene l'Inghilterra abbia grande abbondanza di cavalli, pure vi esiste la legge di requisizi0ne ,s ui quadrupedi, la quale 1garantisce in ogni cas0 il numero di ca,vaÌli indispensabile per la µiobilitazione dell'esercito. Jn questi ultimi tempi anche la cavalleria inglese eiconobbe la / necessità d'introduree sensibili modificazioni al regolamento di .esercizi e di evoluzioni del 1869; e il nuovo regolamento, che fu pubblicato nell'autunno del 1876, fu appunto compilato secondo i prin.cipii che sono oggidì accettati presso tutte le cavallerie di Eueopa, e mira principalmente alla rapidità delle formazioni. ·Esso con.tiene ~utte le istruzioni speciali dell'ar'IDa, il servizio di avamposti e di avanscoperta, le scuole di squadrone e di reggimento ed i12,oltre le norme principali per le manovre di beigata, e dei cor.pi . .inaggiori, le quali sono estratte dall'istruzione in proposito (regulations /or the brigacle and dioisional mooements) che è in corso di redazione. Non .sarà quindi privo d'interesse il riassumerne le principali disposizioni : Formazione del troop. li troop schierato consta normalmente di 18 file; la distanza fea la 1' e la 2a riga è di il passi, e ri·mane invariata anch~ pei reparti 'di maggior forza, Alle ali del troop si trova in J. • riga un sottufficiale, in 2• un caporale, e di .solito un terzo sollufficiale sta in prima riga alla fila centrale sinjstra. Il troop è comandato da un capitano il quale ha sotto i suoi
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RIVISTA
ordini due ufficiali subaHerni; il più anziano cii quesLi si colloca inrnlnzi al centro alla distanza di un cavallo(;~ passi), l'altro sta in sei·rafile dietro il centro alla stessa distanza. Gli uomini conLano per quattro, e se sonvi mezze fìle, queste debbono essere al centro della linea. 11 troop si forma in colonna per spezzati (sectio"ns) e per mezzi spezzati (half sections), formazioni che corrispondono a quelle per quattro e per due del nostro regolamento, e per fours, colonna analoga a quella che noi formiamo per mezzo della conversione per quattro a destra -o sinistra, nella quale i cavalieri dello spezzato di quattro, tanlo di ·!" quanto di 2• r iga, vengono a trovarsi disposti su di una sola riga del fronte di otto cavalli. Fo,·niazioni dello squadrone. Oltre alle colonne già indicate pel troop, lo squadrone ha ancora la colonna per troop e quella di doppi spezzati dal centro ( double sections column), neìla quale lo squadrone risulta ordinato su nove r ighe, ciascuna cli otto cavalieri. I froops nello squadrone, come gli squadroni nel reggimento, tanto in linea quanto in colonna, non hanno alcun posto determinato, ecl è pienamente accettata l'inversione. Formazioni del re{!gimento. Gli ordini di battaglia del reggimento sono i seguenti: io la linea spiegata, nella ·quale gli squadroni sono posti l'uno accanto all'altro sulla stessa linea ·e con un in tervallo fra gli squadroni cli circa 15 passi (12 yarcls); 2' gli scaglioni diretti (direct echellonsj, formazione analoga a quella a scaglioni prèscritta dal nostro regolamento. Gli ordini in colonna sono: i• la colonna cli via ( colilmn qf r·oute), che è quella per due o per quattro, come presso noi, ed anche quella per fours; 2• la colonna di troops. che rappresenta la nostra colonna di plotoni, ed t> comunemente impiegata nelle manovre di reggimento; :3' la colonna di s'luadroni; simile alla nostra colonna di squadroni a distanza intera; d'impiego affatto eccezionale; 4° la, colonna doppia (double column), la quale in via normale è formata per troop ed ha molta analogia colla nostra colonna doppia, con distanza di 15 passi fra squadrone; eccezionalmente la si può pure formare per squadroni;
ESTERA 25 la colonna serrata (quarter column), uguale alla nostra, "in -cui gli squadroni sono disposti l'uno dietro l'altro alla distanza di 1.0 passi; 6° la colonna ammassata (close column), uguale alla colonna serrata, colla sola differenza che la distanza fra gli squadroni schierati è soltanto di tre passi. Questa colonna però è poco impieg,a ta e serve solo in quei casi in cui manca lo spazio; ,. gli scaglioni obliqui (oblique echellons). È una formazione analoga all'lialb-lwlonne del regolamenlo prussiano, e risulta da un oltavo di conversione eseguita nello stesso tempo per froops, ·o per squadroni, sia in linea sia in colonna; l'impiego ne è raccomandato solo per quei casi in cui clebbansi percorrere piccoleclistanze; 8• la linea di colonne (squadrons column), nella quale gli squadroni sono formati in colonna per troops, per fours, o per doppi spezzati. Il regolamento è quindi differente affatto da tutti gli altri nella principale formazione di colonna; il che dipende probabilmente dall'essere la ·colonna per troops non sufficientemente mançggevole -ed elastica, come lo è la colonna di plotoni usata da lutle le aHre cavallerie di Europa. Circa i singoli movimenti ci limiteremo a notare le prescrizioni principali: L'allineamento e la direzione, giusta i principii ora generalmente adottati, sono di massima al centro·, ad eccezione della colonna doppra in cui è guida la colonna di sinistra, e della colonna serrata nella quale la direzione è generalmente data dal fianco, e per lo più dal destro. L'obliquarnenlo è ammesso soltanto fino a 30 gradi, e solo per .distanze assai limitale; invece si fa largo uso tanto delle conversioni a perno fisso quanto cli quelle a perno mobile. Gli spiegamenti i quali hanno luogo in avanti tanto da uno quanto da ambedue i lati, si fanno sempre suita sezione di testa, ed allorché al comando è aggiunta l'indicazione particolare on the mooe (in movimento) il reparto cli testa non cambia l'andatura. E qui ci si permetta di notare l'inconveniente gravissimo che ne risulta, consistente nel bisogno di enorme spazio per compiere lo spiegamento in linea e di maggior tempo di quello richiesto se la testa come
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presso noi, si meUesse al passo. Supponendo il reggimenlo in colonna di plotoni o lo schioramenlo al galoppo, il plolone di testa continuerà il suo galoppo e tutti gli aHri dovranno lanciarsi a car..i;ier13 . .Da qui proviene che molto facilmente si propaga il çiisordine nelle righe, che i cavalli perdono l'indispensabile tranquillità ed .oltre a ciò che si raggiunge piò Lardi lo scopo di avere il reggimento formato in linea. l cambiamenti di fronle e di direzione sono ammessi ad angolo retto, ed a 4;°> gradi; il cambiamento di fronte diagona le della linea spiegata lo s i eseguisce per mezzo di conversione della intera liqea a pemo fisso; gli altri cam,biamenli di f'ronlc invece si compiono mediante scaglioni obliqui di troops. In tutti gli ordini ùi ,colonna, co1npreso quello della colonna serrala, il cambia mento di cli~·ezione ha luogo con conversioni a perno mobile. Come irregolari là accenneremo che nelle evoluzioni di s,nuadrone ,è conservala la contromarcia, pei casi nei quali non s i ·voglia ricorrere alle conve1•sioni per troops; movimento che fu soppresso .i.n luUi gli odierni regolamenLi. La parte inlìne relativa agli utl.acchi. è lt·attata moHo diffusamente e vi si trovano norme particola reggiate per gli attacchi contro cavalleria, arliglier·ia e fonteria. In essa si ammette la forma11ione s u tre scltie r·e (schiera uttaccante, sostegno e risorva), e se ne raccomanda l'applicazione anche pel reggimenlo isola to, sovraltulto contro cavaller ia. Ci pare t1,1ttavia che questo principio, trattandosi di un 1'eggimeoto a 4 s11uadroni, s ia mollo discutibile; invece ci sembra gius tissimo, che si raccomandi al reggimento di prendere per l'a ttacco la formazione di doppi scaglioni dal centro, tfuando sian vi presenti altre forze destinate a formare il sostegno e la riserva. Le prescrizioni per la ca1·ica nun sono intierantente analoghe a quelle del nostro regolamento; C'Osi è ordinato che si prenda il galoppo a 600 o 700 passi dal nemico, e che la carriera sia comandata a 60 passi da questo; dislanze che, avuto riguardo all'attuale gitto.la dell'armi du fuoco, od alla qualitù dei cavalli di quei reggimenti, ci sembrano troppo piccole. Giova però osservare che è ammesso di a umentare questi limiti di distanza, alloechè s i ved a che l'avversario avanza ad accettare l'attacco. Seguono quindi norme 1
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sui Particolai·erroiate sull'attacco in ordine spar so, sulla raccolta, d . p fiancheggiatori, e sul combatlirnenlo di cavalieri nppie a L1 . . er questo è stabilito il principio che ogni reparto destinato a ~ombalte~e da appiedalo debba essera spalleggialo da un sostegno d1 cavalleria m ontata di pari forza, ed è pure prescritto che del primo reparto ap~· piedi una metà sola, affinchè per ogni singolo cavallo smontato v1 sia un soldato monlnto che lo r iceva in consegna. Le prescrizioni relati ve al combattimento in caccialot·i non enlran~ in molli purticolori: così non ù delerminato l'aggruppamento degli appiedali in squadriglie, e<Lè s emplicem".lnte dello doversi _essi stendere su d i una sola riga con int,..r·valli variabili, secondo 11 terreno e 0ali ordini dati dall'ufficiale cho comanda il cll·appello. . . Da queslo rapido esame del regolamento di evoluz10111 emer ge che esso corrisponde pcrl'ettamenLe alle atluali esigenze delle manovre della cuvulle1•ia. \Tere manovre di cavalleria, ~oine ormai si praticano presso quasi tutti gli eserciti, n~n ebber o lùogo nell'anno ora scorso in Jnghillerrh; però al campo di Aldershot furono destinate due giornale per le esercitazioni delle armi a cavallo. . :'-lella prima giornata manovrarono s ei reggimenti di cava~ler1u con nemico segnato. Nella pl'ima ora ru eseguita una serie d1 evoluzioni r egolamentari pe1· brigate, ripetendo principalmente le formazioni in colonna, gli spiegamenli ed i cambiamenti di front~, per s émplice es~rcizio della truppa nel meccanismo dei s ingoli. movimenti. Dopo di ciò le tre brigate riunite presero la forma7,ione su tre schiere e mossero all'allocco del nemico soppos lo. Nella seconda giornala, alla quale assist.elle il duca di Cambridge, si ripeterono le evoluzioni sovradeLte coll'intervento dell'artiglieria.
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BOLLETTINO BIBLIOGRAFICO
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DucRoT, généraL Dé/em,e de Pari• 1870-71. - Tome Ili'": OpéraLions du 2 au 27 décembre '1870. - Un fort v olume in-8•, occompagné de 23 cartes en couleur. - Paris, DenLu , 1877. Prezzo lire 10. Ber deutscl,-fran~iisisclie li.ri"!I 1870-71. Redigirt von der Kriegsgeschichtlichen Ablheilu11g des grossen Generalstabes . (La guerra franco-germanica, redatta dalla sezione s torico-militare del grande stato maggiore, 13' puntata . Gli avvenimenti s ul teatro della guerra n ella Francia cenrrale sino alla rioccu1~azione di Orléans fin parte dei Tedeschi). - Berlin, MiLLler u. Sohn, 1877. A. von 130Gus1,Aws1,1, Major. Die Entwikel,mg cler Tahlik seit ,tem li.riege von •~10-7'1.. (Lo sviluppo della Lattica dalla guerra del 1870-71 in poi, 3°volume con 2 piani). - Berlino, Luckhardt, 1877. - Prez7.o lire 8,50. (Con qucslo 3• volume, il q uale contiene la tattica clell'artiglier·ia, uno schizzo della grande tattica e le principali deduzioni tattiche della guerra turco-1·ussasinoallacaduta di Pleona, è ultimata quesLa p1·egevole opero).
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BOLLETT INO
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H ANN
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F. DuNCAN, major. Tl,e E11glisl• in s,,a;n; or 1~,e story of lfie 1v,rr o/ su~cessfon belween Ui:t41 mul u,,10. (Gli
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" Carte e piani.
ISTITUTO TOPOGRAl'ICO !1-flLITARE.
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BOLLETTINO BI.BLIOGRAFICO
Rilevamento dell,1, Prua1Jia :1876, pub blicati nel 1877°, 1:25,000, i fogli 14, 15, 19-21, 25-27, 30-3H, 88-45. - Berlin, Neuman. - Prezzo del fò~lio lire 1,50.
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LIEBENOW.
Il Direttore ÙRESTE
BARATIERI
Maggiore dei Bersaglieri.
DEMARCHI CARLO,
gerente.
RIVISTA ESTERA
DIFESA TEllRITORIALE DEl,U GER~IANIA
Coloro che giudicano delle operazioni militari quasi unicamente dai loro risnltati, senza studiarne le cause, non tardarono, dopo la guerra franco-germanica, a dichiarare inutili. le spese per qualsiasi genere di fortlfìcazionc; cd a volere tutt'al più in I talia alcuni pochi forti di sbarramento nelie regioni alpine. :.\:fa di questa opinione non sono nè i Francesi n_ è i Tedeschi , attori del grande dramma. Lo provano i grandiosi lavori di fortificazione ai quali Germania e Francia posero mano appena firmata la pace e decretat.i, si potrebbe dir·c, quando le rovine dei debellati baluardi erano ancora avvolte nella polvere delle cadenti mura. In Germania si m ese con grande alacrità dopo il 1871 a ricostituire non solo il sistema di difesa dello St11to sulla fronticm occidenta le, ma si diede pure· ampio sviluppo ai lavori di fortificazio ne sulle altre frontiere ed all'interno, di g1li$:1 c;llc quella Potenza pnò considerarsi al si curo contro ogni tentativo di repentina invasione del suo territoriu, spe7 cialmente se proveniente da ovest. Le brevi notizie che seguono, ricavate dal Militar Wochenblcitt, dalla Registra;nde, dai lcdvresber,ichte ccl allri periodici tedeschi, varranno a dare un' idea dello st.ato attuale delle fortificazioni in quel potente imp~o. . ci) Frontiern ocC'i,dentcile . - Le difese 11:itnrali della Germania sulla frontie ra occident11le sono costituite dalle due lince fluviali del Reno e della Mosclla e dalla catena dei Vosgi, intermedia a questi due corsi d'acqua. Ri1;ista estera,
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R I VISTA
La Mosel la fra M:etz e Diedenhofcn (Tbionville) lw larghezza variabile fra i 42.5 ed i "60 metri e corso pressochè parall elo alla firma di coniìo.e colla Francia ecl alla principale direzione del H.enò: la sua distanza da qw~ste linee 11011 supera rispettivamente i 15 ed i H-5 chiJornct.ri . Le due piazze di i\'.letz e Diedenhofen, a cavallo della Mosella, distanti fr:i cli loro cirça 2.7 chi lometri ed al nodo di di verse linee di comunicazioni Of'dioaric e ferroviarie, costituiscono una formidabi le base d'opera7,ione per un esercito cl' invasione in Francia. Queste due piazze si collegano poi fra cli loro e coi due perni principali di difesa nella ,:alle del Reuo, cioè Colonia e St.rasburgo, per mezzo delle due linee~ forrovirir.i e Diedenhofen-Tri er-DLiren- Colonia, e Metz-Saargemfincl-Ritsch-IlagenauStrasburgo. All'est di Met;,, r,d a k7 chilometri di clisLauza trovnsi nc~lla \"allo della Saar la piazza di Saarlou.is sulla ferrovia Metz-Hagenau-St.rasburgo, od in mezzo ai Vosgi sorge la piccola fortezza di Bit;;ch, dove ,;i incrociechiauo pure diverse strade cli comunicazione at1,raverso rru el l:i catena . Strasburgo, la qua le dopo la g1rnrra del ,f870- 7,I venne con ingente spesa trasformata in un grandioso campo trincerato che si "tcrnde :mche sulla destra del Reno, ò ia chiave dell'A lsazia ccl il pii'1 importante baluardo della Germania \:Ontro nn;:i i;lVasione francese. L'antica pia'zza di Nou- Brcisacl1, collocata a (i(i chi lometri al snd di Strasburgo, venne pure complr,tamr,nte tra,;format11 e rinforzat:i coll'aggiunta di nuovi fo rti distaccati . A nord di Strasburgo trovansi, snl Reno, le piazze fol'ti di Germersheim, di l\i.agonza, cli Cohlenza, di Colonia, cd il · !'orte di ~barramentn di H:-imm, presso Di:isscldorf; snl!à riva destra del fin me lo forLezzc di Rastatt e di ,Woscl. Preoccupato dall'idea di una possibile violnio1w della neutralità belga, per parte della Fr,y1cia, il governo tedesco fin dal principio dell 'anno 11873 ha stabilito di trasformare, od ha in p:1rte già trasformato, la fortezza cli Colonia in un c;ampo trincer:1.to di grn n<lissim::i importanz::i. Dei 255 mi lioni di lire prelevati sulla contribuzione di guerra pagat;) dalla Francia e destinati alla sist.mnazione delle piazze forti dell'impero (esclu,;r, però q LlClle d.ell' Alsazia e della Lorena), 34 ,34-6, 000 lire vennero assegnate alla sola piazza di Colonia. Anche le piazze di Coblonza e Mago11za, qu<{st'ultima sopratutto, vennero coosidercvo·1rnente rinforzate. Nella possibilità di nn:1. inv:isione clelln Germania per parte cli un esercito francese che, for1,ati i passi della Selva Nera, o violando la neutralità svizzera penetrasse per l'alta valle del Reno in rruella dell'alto Danubio (linea Bosançon-Basilea-Sc;iaffusa-Radolfzell sul lago di Co-
ESTERA
·stanza ecc.), l'antica Ulma venne pure trasformata c rinforzata di nnovr, opere, per cui essa costituisce oggidì un campo trincerato rispellabi le a cavaliere del Danubio . b) Frontierci rneridionale. - La frontiera rn eridiorrn le clooo Ul ma 11011 presenta elio le piaao di Glatz e~ cli Neisse, astraziou fou.~ da Ingolstadt che ii piazz.a intf)rua del la Baviera. In linea retta là distanza fra , Ingoh;tad t e Glatz è di ~90 chilometri circa . Nel sistema difensivo dell'impero vi ha qnindi ria questo lato un::i 1acuna, resa, però meno sensihi le dal sistema cli moutagne che dividi\ l'Impero gor·nwnico dalla vicina Boemia, ciuali le c;a tene del B:1yrischerwalrl, del Bohmcrwald, del I<'ièhtol-Erz-Ricscm o S1Hleten-Gohirge (sistema Erci11io- Carpazio) . Le piazzo di Ingolstadt e di Neissc sono provviste di for ti staccati, . destinati a preservare l'abitato dal pericolo rii nu bombardamento. e) Frontiem orientale. ~ Le forteue che guerni,cono la frontiera orientaìe della Germania sono, al nord di G-latz : Glogau sul fiume Oder, che sbarra la linea ferroviaria Cracovia-Brc~lavia-Borl ino; Posen, sul la Warthe cd al i' incrocicchiamcnto rii importanti comu nicazio11i ordinarie e ferrat.c; Thorn sulla Vistola e sulla linea forroviaria Vars:1via-Herlino, c;he cru i s' interseca con quella Tilsit e Poson-Breslavia-Glatz; Ma rieuburgs ulla Nogat,e Dir"chan sulla Vistola, entrambe sulla fo rrata cho da Vilna per Kunigsberg mette :1. Berlino; inlìne Konigsbcrg sul iì unw Progel, il primo obbiettivo per un nemico cho venga da nord-est. Le piazze cli Posen o di Konigsberg si stanno trasformando, ,nrndiante costruzioue di forti staccati, in campi trincerati di primo ordine, e cosi pnre quella di Thorn . Per la loro trasformazione ven nero rispettivamente preventiva te le somme di 2G,,rJ6,000; '28,6!~0,000 e ·19,800,000 Jirn . · d}. Fron{;fo1·11 m,ctr'ittimie. - Ln coste dr,lla Germania hanno uno svil uppo di 67,tO d 1ilomntri circa, cli cui ad un diprnsso ·1920 gono bagnati .dal mare del Nord e !r-820 da l Baltico. Le condizioni idrografiche lnngo il littoralodel ma 1·eclHI ~orcl sono favorevoli alla 1lif'esa esscnrlochè · l'altezza d'ac(pia non raggiuugc che in pochissim i fflrnti i /1 o 6 metri; n rprnst'nltima profonditit ,;i riscontrr1 generalmente ad una dist.auza supciiore ai 9 chilometri dnlla spiaggia. Nel mare del Nord le rnarnn presenta no inoltre del le fortiss imo differenze di Iivc)I lo o la for mazione dei banchi cli sabbi~ vi è frcque nte. Ne risultQ che, il littoralc compreso fra gli shocchi dei fiumi Erns ed Eider non offre uu sicuro ancoraggio alle flotte, e siti di sbarco a forti masso nemiche, che .alle ampio foci del Wesere dell'Elba e nel golfo della Jahdc. Sono queste
RIV IS T A
per l'appunto le posizioni che dopo la guerra fra nco-germanica vennero, dal governo tedesco munite di opere rii forti fi ervione dotate di grande forza difensiva, ·5ia sul fronte di mare sia verso terra . A prova della grandiO$itit delln fortificalioni che ad opera finita gn"rniraano i diversi pnn ti sopraccennati , o,servernrno come per la loro co,:t.rnzione venisse' accordata, sulla contribuzione di guerra pagat:i da lla Francia, l'ingente somma cli 75 milion i di lire circa, ri p:irtita in 38 mi- . lioni pet' i lavori del porto di Wi lhelmshaveu, circa ~O milioni per le fortificazioni del basso Weser e •I 7 milioni per le fortificazioni della basa Elba. Nel mar Baitico, gli effetti rii flusso sono insensibili, la formazione dei banchi rli sabbia non si verifica che assai cli rado, cri il fondo d'acqua permette ll lle navi di avvicinar:;i maggiormente in diver:;i punti a!lc coste. La confìgurazioac pcrò del littorale prestandosi vautaggiosnmentc all'erezione di opere fortificatoric, permette cli snpplirc coll'arte alle defici enti difese naturali . Il liuorale orienta le dello Schleswig è diJeso dalle opere di fortificazione presso Dtippel e Sourlerburg, le cui batterie impediscono all 'avversario il passaggio dello stretto cli Al:;en. Il magnifico golfo di Kiel, sicuro r irugio della flo tta germanica nel mar Baltico, è dil'esò chi parecchie batterie distribui te sulle due sponde e dal rorte di Friedrichsort, situato alla strozr.att1 ra che il golro :;tesso presenta a circa 7 chilometri dall'estremità dove sono co lloca ti gli sta,bilimenti marittimi, oche riduce ad uu chi lometro In larghezza del passo accessibile allo navi di gnmTrt . Per la sistemazione di que:;to i'orte venne~ destinata la somma di quasi 7 milioni di lire. Le coste del ~fok lern liurgo sono, per condizioni id rografiehc, poco favorevoli ad una operazione cli sbarcò. La piazza di Stra lsunrl di fende la costa occidentale della provincia di Pomerania contro attacchi provenienti da un nemico ehn :ivesse occupato l' isola di Rligen. Le forti ri cazioni di Swinern iinde, allo sboceo ciel ramo eentrale dell'Oder, l'nnico dei tre, in cui si divide questo fiume verso Ja foce, che sia accessibile ai lc{gni da guerra, impediscono l'accesso alle iusenature del piccolo e grande Haff. Le coste della Pomeran ia trovansi in condizioni pressochè uguali ll quelle del Meklemburgo; cli più esse non presentano, ail' infuori cli Colberg, centri di abitazione la cui occupnr.ione o born h:mlamento possa rinscirc cli qualehe utili tà al nemico. Colberg è for tifi cata e bastantemente per resistere all'azione delle minori navi , che solo possono avvicirrnrla.
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EST ERA
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Il golfo di Damica presenta posizioni di facil e sbarco ; ma per effettuarlo hisognerebbe prinw smantellare le opere cli quest' ult.ima for tezza e ridurre al silenzio le batterie costruue a difesa degli stretti sbocchi della Vistola. A nord-est di Danzica e fìno h Memel, presso i confini russi, le dighe naturali chc sepa rano le insenature del Prische e del J(,u1· ì$che 1Iaff' dal rnare, impediscono qualsiasi opera7,ione offensiva di mare contro questo lungo trauo delle coste. L::i piccola interruzione, che presenta.no elette dighe lnngo le eost!} clc1l Samlaucl, non costitui::;ce verun vantaggio per l'avversario, stante l'esistenza cli numerosi scogli che rendono estremamen te pcricolosll la navig::izione. Gl'ingressi ai due Haff poi sono difesi dalle fortezze cli Pill::in e di Memel. Tutte queste piaz;e sono coHegnte fra di loro, e coi principali centri ,dcli' impero, mediante numerose lince fe rrate. e) TJi/esci ,intermi contùientcde. - L'impero germanico ha una supcrficic di 5H,i50 chilometri quadrati; le sne frÒntierc sono, c;ome abbiamo visto, protette da 30 piazze forti e dalle numerose opere di fortificazione costrutto agli ::;hocchi delle pri 11ci pa li comunicaziuui fJ uviali nei du e mari deJ.:\Turrl e Bn ltico, ed a difesa delta· Jahde e del golfo dì !Gel. A di fesa dùl terri torio interno non re~t:rno, compre,a la fo rtezza di Ingobtadt nella Baviera , che ri punti f'orti llcati, cioè : )lagdelrn rgo, Sp(lndav, 'l'orgnu, K(istriu o Ingolstadt. Di <[nesti Torgau nou ha che importania secondaria; lo stesso rlicasi di Kustrin nella sua attuale forma, .che è piazza (l ffatto invecchiata sia per co~truzioue cli è per giacitura delle sue opero . Kii, trin, Ìlll portante per la sua posiziouo all::r confluenr.[I del fi ume Wanlie nell'Odor e come uoclo cli principali comunicazion i , è cornpre,a nel numero rlclle fortezze da trasl'ormars·i in campi t.rincorati motlcmi, eri all'uopo venne già assegnata , :;ulla contribuzione cli guerra, la $Omma di lire ,J8 milioni circa.' Per ii' momr1nto però cssa è messa affatto in disparte ; prova uc sia che nel 4876 quella direzione del gen io non c·o11 tava nemmeno un ufficiale iugegnerc, e presentemente non ne ha eh.e due, 1 maggior-e e1l 1 tenente. Le fo rtezze rii Spandau ed l ngo l~t:iclt racchi udono graudi stabilimenti militari : epporciò, clopo il 187,1, si deliberò di metterle al sicmo con tro il pericolo di uu JJombardamento, ampliando la cintura cli forti staccati , in ·p(lrte giil esistenti. I lavori da eseguirsi attorno a queste due pi:izze vennero proventi vati dall'ammontare di 116 milioni e mezzo cli lire circa per Spandau , e di ,15 milion i per Ingolswdt. L(l fortùzza di Magdeburgo, che nel ,186fi venne provvista di forti staccati, di carattere misto, sebbcrne non sia compresa nel prospetto delle opere di difesa pro poste dal governo imperiale al Consiglio federale ùel 1
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gennaio 4873, venne pure considerevolmente raJTorz;ta mediante la trasformazione in permanenti dei forti suddetti, e la costruzione cli una nuova cinta, in luogo dell'antica da demolirsi, anche allo scopo di permettere l'allargamento della ciUit. AJlc spese di trasformaz_ione si fa fronte in grau parte coi fondi ricava ti daUa veuclita dei terreni risultanti dalla demolizione delle fortificazioni dell'antica cinta . · . Ncssu'.ia delle fortezze poste a difesa dell'interuo dell'impero ha, come si vede, il carattere di un ·ridotto cent·mle, quale è Parigi per la Francia ed Anversa per il Hclgio. · · Non a-I cer~tro ma alla periferia ciel vasto impero, e specialmente alla Iro'.1trcra· occiclcutnle, organizzarono i Tedeschi la priucipalc difcs11 territoriale del foro pae~e._ Couviene però osservare che la Germania dispone d1 un_cserc1t~ f?rt!ss1mo per numero, e più. ancora per 1pialità, e che, clo~o ·1 mer::mglto:;1 successi delle ul time guerre, il nuovo Impero non puo non a vHre grandissima couJìdenza nella. sna potenrn offensiva .
chilogrammi, lauciati dalla distanza di 9 metri con velot~ità iO"iziale di ,i-23 metri. 'rm1to i bcr:mgli quanto i ripari dei pe7,zi erano stabiliti ~ul ponte della Nettle. Nessuna delle corane esperimentate si dimostrò suµeriol'C a quella di ferro eh<: serviva di termi11e cli confronto. Nella corazza N. ·I si l'orma vano delle crepature fra caviglia e eaviglia anche luuglie dal punto colpito, tantochè imlipenclenternentt: dalla perforazione :;i avrebbe presto la r!istruzione della corazza. Anche sul la eoraiza N. 2 l'azione dei proietti ru grandi,,;;ima, avendo prodotto crepatLu'e in tutti i sensi. Il K. 3 non diede migliori risultati, e;:sendosi al priruo colpo ; taGcato tutto un angolo clel la piastni . Ii N. 4 poi si mostrò cosi poco resistente che la Commissione npu s1!a1ù neppure contro di esso il terzo colpo. - Con?iderando pertanto che nel bersaglio di forro i proietti :;ebbene abbiano forata la corazza uon sarebbero penetrati ne! cuscino, si diwe ritenere che il v::mtaggio che presen ta l'acciaio cli rc,;isterc 1neglio alla penetrazione è superato 1lall' iuconveniente di rompersi, e produrrri eosì beu presto la distru;1,ionH cicli' intero bersaglio. _/
ESPERlMENTl DJ CORAZZE IN !NGHILTERRA
MANOVR~ CO[ QlJ!\DRl DI CAVALLERIA IN FRANCIA 11 '18 dici~mbre scorso ebbero Iuogo alcuni esperimenti cl i ti ro contro corazze'.' bo:clo della nilve Nettle, delln. rea l marina. Si dovevano pa ra-· gonare Ira eh loro e con una piastra di ottimo ferro le seguenti piastre : ,fo Una delle officine cJ·i si r J. Whitworth di aéciaio dolce dalln cui supe_rffoi_e sporgevano dei chiodi di acciaio durissimo disposti con ·inLervalli mi_non del diametro dei proiettili destinati a tirare. Lo scopo cli l[lWSti duod, o cavicchi era di rom pere il proiettile prima clw anivas;;e alla piastra. 2° Una piast.ra della ditta Carnmeli di acciaio conteneu te un titolo molt~o basso carbonio ( 0,,13 p. ¼). 3° Una piastra fabbricata dal s1g. \.V1lson rnedia11te la fusione cl i uno strato di acciaio in mezzo a due strati di ferro. fi 0 Uua piastra sistema Wilson composta di una ìastra cli acci:ii_o duro fnso sopra una l%tra di ferro . Lo spessore totale di tutte~ qt~est<~ corazze era cli 9 pollici (m . 0,23 circa) e contro ognuna di esse dovevano venir sparati tre colpi con proiettili Palliser del peso di 1;:>.3'.
Abbiamo ei prodotta l' I:,l.rnzione emanata da I Ministero della guerra francese pnr la manovra coi rpuulri di fanteria;cred inmoora ntiledi fa r conoscere :ii uos.t.ri (cuori I.e principali disposizioni dell'ana loga Istrnzione che fu apprnvata in via prnvvboria per la cavalleria. Scopo delle,ncino;re. - In ciascuna brigata di cavalleria si raranno tutti gli anni in.anovre coi quadt'i. Q11est1: csereitazioni hanno _per iscopo di abituare gli uflìciali cli ogni grado ad apprez;1,:1re il valore rni lìtare del terreno, a prendere rapitlanwute le loro dHcisioni, :i dare ordini ed istruzioni in termini chiari e precisi . Esse svil.uppano l' istruzionn dej quadri coll'esercitarl i a risolvere uu grande numero di problemi di marcia ~ di tattica.
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Pe;rsonale. - Jl personale chiamato a prender parte alle manovre coi quadri sarà così composto : Per una briga ta cli cavalleria: ,Il generale di brigata e il sno uffi ciale d'ordinanza; Uu ufficiale di stato rnnggiore; Un ufliciale d'artiglicrin; Un nggiunto all'intendenza. Per ciascun reggi mento : Il colonnello o il tenente-colonnello; Un ullici,ile supnriore (chef d'cscadron on major) . 'J're capitani; Tre teuenti o sottotcnenti . Potranno pure esscrc3 addetti alla manona alcuni sottuffi ciali e soldati intelligenti, specinlmente volontari cli nn anno; il loro nurnet'O non don.i ececdr~re quello dogli ufficiali. Diwnta ed tpoca. - La dnrata clella manovra sarù di <rnau.ro o cinque giorni, non corn prnso il tern po necessario per l'anelata cd il ri torno. Nei corpi d'annata destinati ad esegnire manovre nutunnali le esercitazioni coi r1uadri si. faranno primn della partenza per le nrnnovre; negli al tri corpi d'armata esse precederanno l'ispezione generale. Prngrnmma. - Il programma delle opnr:1;1,joni d..1 eseguir:;i da ciascuna hrig;:ita è compilato dal comandant,e il corpo d'arrn:i ta. E:;so si applica, sia alle operazioni di una briga ta di corpo d'armat:1, sia a quelle cii uua brigata che facc ia parte di nna divisione rli caval leria i11di pernlcnte; p11 ò anche, eccezional mente, aver per oggetto il :;ervizio di una divisione di cavalleria in esplor..1ztoue ('1) . Que~to programma deve comprrnclere anzitutto un'ipotesi che indichi, in modo d iiaro e conciso, In situazione str.:i tegica alla rrnale si riforiscouo le opernzioni ehe si dovranno stucliani e rappresentare. L'ipotesi è seguitn d;:i ll 'orcline particolare; 1:,-so fornisce gli elementi di una operazione di guerr;1 della d11rata di fJ Ltall,J'O o cinque giorui, fat ta da una :brigata o da una divisione; 11recisa l'opecazione <la eseauire lo sco1)0 da rao-nfonon gert,, le circostnnzc 1rnrticolari delle rrnali si deve toner conto ' il luoo-o t, oye la manovra ha da co minciare cd auch() il suo :rndan1ento generale. Queste indicazioni sono date in termini generali, senza entrare noi pnrticolari di esecuzione. \ .J
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(1) Sul princi pio clel! 'istrui iono sarà prcqmtivamcntc co municato il progr,1mma a tutti gli ufOciali perchè lo studino e prnpa,'ino ciò che dovranno fore. l n seguito non si darà più comunicnion!l del pr ogramma e gh oi-d in i saranno dati dura nte l o sv-iluppo della manovr~, onde gli ufficiali si abituino ad operare co m~ dovranno faro in campagna.
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Gli ufficiali uon d0Yr11nno eseguire alcuna leva ta. Ciascuno cli essi riceverà il fog lio della carta di stato maggiore ad ,1:80, 000, rappregentante il terreno sul qua le ha luogo l'operazione; essi si limiteranno a fare , ove ne ~ia il caso, schizr.i speditivi imlicauti la disposizione delle truppe, 1legli avamposti ccc. ccc. .filunz,ioii-i da os.~eqnare. cigbi ·u/ficial~. - Se Ie esercitazioni si ri feriscono a manovre cli brigata, gli ufli c;ia!-i conservano le funz ioni normnli del proprio grado; se invc1ce rigu::irdano operazioni cli 1111n divisione cli cavalleri:i, lo attribuzioni ·c1cgli ufficiali sono più e;t,esc. I sottufficiali e solda ti sono ripartiti secondo i bis-ogni del servizio; essi hanno specialmente l'ioc11rico di accompagnare gl i uflì ciaJ-i nelle ricogn izioni e di assicurare la corrispomleuza. Con/erenza1Jrdi,miruwc.- Nel giorno che precede la partenza i I g~neraln ili hrigata riunisce :in conferenza 'gli ulli ciali cl10 cle\·0110 prender parte alla mauovra; fa loro conoscere il progra mma, l'icle11 genernle ed il li lllite del teatro delle opcrnzioui; fissa le norme per l'esecuzione elci movimenti, l'andamento della manovra giorno per giorno, il modo di. · segnare le po~izioni; e tutto quanto concerne la redazione, la spedizione e la trasmissione degli ordini n cki rapporti. Egli co111unica ill gegni to, sot.to fonna d·i orcliue cli movimento, le sue istruzioni per la manovra che deve cominciare l'indomani ,· e riparLisce ii co111anclo rlell e di ver;;ti frazioui tra gl i ufli ciali che rlevono prendervi parte. Orcliin'i-. - L'ordine contie1w dno parti. La prirnn comprende tnttc le di$pOsizioni go nera ii che sarebbero effettiva 111 en te prc$critte in campagna. La seconda couccrnc. le misure parti0olari pcl fu nzionamento del meec11nisrno della manovra; lcatta delle proscrizioni relat.ive agli alloggiamcnLi, alla sussistenza degl i nom ini e dei ca va lli e alle riuniolli gcuoyali o parziali cito avrnn110 luogo nel corso delle esercitazioni . L'ordine cli movimento si occupa prineipa lmente dei pu.~ti seguenti : posizione presunta del nemico; $CO po cni .si mira; dislocazione rlei còrpi vicini n loro rlirezione; estensione approssimativa della zona di·esplorazionc; st.rade ::;pe~ialmente da percorrere o da sorvegliare; ore cli partenza e di arri, 0; stanza del c1uaclicr generale; punti di riunione e p1;escrizioni relative al concentramento; ripa rti zione dell.'artigl:ieria; istruzione per· l'i mpiego della sezione telegrafica addetta nventualmente alla divisione; stanza del carreggio. Ma qncst'ord ine cli movimento non ha eh contenere: aleuna indicazione sugli incidenti eventuali della marcia, che non potendosi conoscere preventivamente formano oggetto cli proscrizioni particolari da darsi secondo le circostanze od il momento . R;;ecuzi.one.- Nel primo giorno delle oper:izioni gli ufficinli si trovano 0
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riumt1 1n fon rÌa;;ione ,inalog; a quella di rendez-voiis del la brigata o de!l.-i divisione. I conrnndanti df)llc diverse frazioni scJgliouat.e pnrloHo successivamente nlle ore e per lo strade ind icate. Essi tengono uota del momento preciso di prfrtenr.a e inscrivono parim1mti su l lorn taccuino la lunghezza e celcrib di mM·eia delia sup po, ta colonna . Il direttorn della manovra ticnr' plll' nota di tutti gl i onli 1ri dati verbalmente o in i~critto ; gli altri uffir,i::di si regolano iu ugual modo per tutti gl i ordini che avnm no rla to o ricevuto.. (A queste nonno fa seguito, a ti tolo di esentpio, il programu1a cli nna 1nanovra coi f't uadri). Com/lattim.enlo della cavallerici. - .Le esercitazioni del tcrnpo rli pace, o a' miglior ragione lo ma·110vrc Ctìi quadri , 11011 possono 1iiai rapprcscntarQ le rasi di un comb,attimcnto di cavalleria nei snoi partico lar i. !\'fa gli stu.di tcor-ici, ai ~nali la manovra co i cprndri darti luogo, arrechcru nuo sempre 1ttili insegnamrm ti. Il conrnnclante del la manovra esam ina il terreno :sotto il puuto di vista cl.el le fal:ilit;\ cl1c presenta alla ma ccia cd allo spieg<1men to del lH. truppe, degl i ostacoli che posso110 incagliare o impedire la rnania o lo srriega mento , e dei rnezzi per evitarli . Dii le sue istnnioni 11i comandanti cli brigilta e cli reggi mento e ni capi :servizio come forebbc :in conitùttin{ento 1·ea le. A ta l fine egli li ri unisce in una località cl;ll[a qnale :;i pos,:,i ,corgcrc una gran parte elci campo cli lrnttaglia e fa loro ri levare, in base al ter1"cuo e alle supposte disposizioni del nemico, alcune delle nuui erosc ipotesi clte possono prnseutarsi , indicando o fa()endo studiare da essi il modo di risolverle . . Il comrrndanto clell'art.iglicria ::;tudia In :;uc!:e:;sive po;;ir,ioni che dovrauuo oecnparc le sue batter ie, le distanze di tiro, la , p!icin dr}i prointtili cln ndopcn1r:-i e la ma nicn1 secondo la cprn lc dovrù dii'igerc il fuoco p1:r sostenere gli attacchi della cav.1llcria . l i capo dr:i sr'rvizi amministrativi stu.clia r1uan 10 concernH il trasporl.ù dni f'eriti dal e:rn1po cli battaglia, la preparazionr dei local i JJCI' ricc. vedi e In requisi;.:ione, se H~ces~nria, rl i carri por traspor~1rli; so vi ha in prossi mitù nna stradr1 f'cn aw esamina il modo di ntil·izzarl:i per l'evuc;uazione dei feriti. P,iccole opernz,ioni cli gm,rra. - Puù accadere frcrpw11t. emente c;lic, ,11 1' iul\10ri delle operazioui cl' iusicwe u1i (farà Jnogo l'csccuzioue dHl prugramma , la C'avallcria debba occupare· e clil'cndel'!' moment:wea111entr~ uu pun [o stratégico iro pol'tautc, pel' esempio un ponte, una strrtt,1, u1w stazione l'errovinria, pnrti colarmente 11ci pnnti di tlirarn.:i,zione. Si potrà ::issegnnrc uua csercit.azioue di tal gr~ncre ad nn u ffie iale o ad nu gl'llppo di nflk iali , fl i1 direttore della manovra o J'ufncinle
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-superiore capo del gruppo approfitterà di queste operazioni parziali per forne la critiea davan ti agli ullìcia·li riuniti; a tal uopo, dopo che avrà spedito gli ufficiali incaricati dell' operazione e lasciato loro il tempo necessario per prender le disposizioni opportune, egli stesso si recb erà al luogo designato insimne cogli altri ullicia li. Jvi si farà leggere o spiegare verbalmente, in presenza cli tutti, ciò che si è fa tto. Dopo esaminato e discusso "~11 post.o , il capo rlclla manoYrn riassumerà la d1sc11ssione r1 pr·esentHr;\ la soluzione che gl i parrà più favorevole. Si troverà così, nella pratica delle piccole operazioni di guerra, una ser~-: di teorie v:ir·iate, eminenlemcnte adatte a svilu ppare fo ~agacia e ,lo sp ir ito d'iniziativa <legli utfizial i di ogni grado . . .fowntonu,11uJ-nti. e trii;acch·i . - S.i termineranno sempre le operazioui generali e paeticolal'i cul lo stabili r,~ la divisione o la brigata negli accantonamenti o al hival'w, e col dispol'rc gli ~v!mposti che devono proteggerla. Il capo del l.i ma novra regolerà con Llll ordine scri t.to In dispo::;izione degli accautonamcnti e doi bivacdi i. Quest'ordine farit c.oaoscerc: ,1° la linea che dovrnnn o occupare gli avamposti; 2° i cor pi e servizi cltc ~ara n110 alloggiati e quelli che rlovr:111110 bivaccare; J 0 le Jocalitì1 o il terreno che- cia:;cu1w briga ta dovrà oct:upare; !~ 0 la localiLù od il tcnc110 assegnato a ciascuno dei eorpi o servizi 11011 foruHiti iu brigata (artigl ieria, servizi anuninisLratiYi, amlmlanze, convogl i, te.;oro, p::ista, sezione telegrafi ca;) 5° la piazza d' rdlarmo ddlc brigate e dei corp i non formati in brigate, corné pnn: <prn!la della di1'i:;ione rinni t.a; le strade che dovranno seg11ire le h1·igntc ed i divnr:-i corp i pe1' r11cH::;i <fo lla loro pinrn d'a llarme a qnella della divii-io11e; (io le prescrizioni relati ve alle requisizioni e ln determinazion<~ de!lfl wna per ta l fi ne assegna ta a ciascuna briga ta; 7° le ore della distribuzione dei vi veri o dei l'ornggi e della consegna degli :un malati all'ambtdanz.i. Se le risor:;e local i non sono suffkienti per la ,rn:ssistenza della caval ler ia, si stabilirà pure l'i n,·io dei t:arri Hùccssari per le distribu zioni; si dar:rnno, insonuua, tutto le disposizioni di ordiuc general e prescr itte in (;a mpagnn. L comandauti cli hrigatn ripar tira nno !'r-a i loro reggi111enti le localitit cd il terreno loro assegnati, e de~ignernnno la piazza d'allarme di cias~un reggi rncnto . I cornandanli cl i rcggirnnnto faranno , se ne è il caso, la ripartizione
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marcia 1pwnto per l'operazione da esegui rsi, m modo che clt~rante il corso delle manovre ogni ufficiale possa risolvere il maggior numero cli problcn1i , di marcia e di tattica .
delle località e indicheranno la piaaa d'allarme di ciascun accantouaruento o bivacco . Il comandante di ciascun accantonamento farà la ricognizione dcll.a località a:;scgnata alle Slle tl'llO[)C e ripartit'à rrli alJoo-rriamcnli fra(_ n<sJ1· • . . t _ . v on squadrom . Egli prenduil tutte le misure di ordine e cli discipliua relative alle distribuzioni, al servizio de!l'a('(pia, alle auardie interne ai luoghi cli adunata <fogli sqnadroni, ecc. Egli calcole~ù l'ora cli ani y~ del l11 truppa a\J' ingresso della locali tà o,·e de,J'csscrc accantonata e il . tempo necessario per stabilirvisi . I comai11lanti delle tmppe al bivacco si uniformeranno alle medesime disposizioni . 11 comandante !'artiglieria sceglierà la localitit adatta per stabilire il parco e la relativa guard ia; st.ndicrù le n1is11re da prendere pel riforuinwnto dell e munizioni consnmD te, t~nto per le ,:uc batterie qmnit.o per le truppe di cavalleria, e insieme coll'uflìciale cli stato maggiore provYederà per l'esecuzione dei lavori reputati necessari, sia per ~ÌJrirc shocchi od ;icces,i alle trnppe, sia per fortifica1'e rapidanwnte nlcnni p1111ti cl ell 'accDntonamcnto . Il fuuzion~rio cl' intendenza si occupcrù del lo stabil imrrnto dell'ambu lanz~ . Egl i rico.noscc:·it quali sono lr~ risorse alim1mtari del paese, qualn 11 numero di raz10m che essa potrehlJc fornire a"·li uomiui cd m cavalli e quali i mezzi di trasporto da utilizzare. Scell:lierà un Juoo-o <) co11 vemen te per parcare il carreggio, se ne è il 1;aso, e $lnclicrù le disposizioni necessarie per alloggiare o far bivaccare gli uornini eil i quadmpctli e per 11ssicmarc il servizio di guardia ai · carri. HencMconl'i-Rappo1'lì. - Il comandante la mauo,Ta tcrr-i1 nota di tutti gl i orrlini che avrà rlati, sia vcrlrnl rn ente, sia in iscritto. ll giornale di marcia, redatto dnll'ufficiale di stato maf(giore, conterrà una succinta relar.ionc della manovra . Si uniranno ad essa tutti i rapport.i e documenti, ordini ricevuti, giornali di marcia delle brigate e dei corpi, schizii topografici ccc. , spediti dai comanclaill.i cli truppe, dai capi :;eni1,io e dai diversi ufficiali. . 'L'utti g nesti documcn ti verranno trasmessi immccliatamcntc, e per via gerarchica, al comandante del corpo d'annata. . Ogniqualvolt.a sia possi bi le, il capo della manoYrn riunirà rsli ufficirdi alla fine di ciascuna giornata, si l'arà rendm· conto elci Jor~" lavori, ~egaa}er:t ?li errori commessi O approlitt.eri.1 rii questa ri unione per dare 1~d1caz1_om genera.li ~ull'o pernzione del gioruo segrLcnte. Egli avrà cura di modificare og111 giorno la disposizione delle truppe, tanto per la ,
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CENNI SULL'ESERCITO SVEDESE
L'ordinamento mi iitarc della Svezia è basato sull'esercito permanen te, recinta to per me:t,zO degli iogaggiamenti volontari , e sull'arruolamento dei cittadini , cni eone l'obbligo del servizio militare. I soldati inscritti col primo mezz.o costitui;;cono l'esercito permanente, cd i secondi la sua riserva . Nel complesso le forze svedesi di terra si dividono in tre categorie, cioè in : ,1°) esercito permanente ; 2°) milizia rnohilc; ;f>) » t.cn it.oriale. L'esercito permanenti: comprende : <L} la v,i..ru•ADE, ossia le t;rnppe cl:i pre.sidi,o, ingaggiate e rn:rntenute per intero dDllo Stato; /J) l'rnDELTA, ossin k tri1;ppe accantonale, ingaggiate dalle provincie e dai proprietari di terre e da e,si niantenute in tempi ordinari. La 111;il'iz'ili mobile (nEVARrnG) costituisce la riserva dell'esercito permanente ; non forma ~ma tr uppa speciale ma serve ad ingrossare le fi le della 1;arf'acle e dcll'indeltu. La mìltizia te1T-iloriale si suddivide in : a) gum·dJia naz·ionale a Gotlancl, cui incombe la difesa dcli' isola; b) fJÌ!ralo?·'i vo lontwr'i; ossia associazioni di persone militarmente organizzale per la cl il'esa di un determinato territorio, che non fa nno , parte dcli' esercìto . La 'Oi:irfacle foruisce i presidii alle ciWt ed alle fortczz1~ di terra f'errna. Per esservi ammesso bisogna che l'aspirante ahhià compiuto il '17° e non oltrepassato il 30° anno di et.il . L'obbligo del servizio con·c per 6 anni.
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La véiJt{ade <;omprnndc : fa nteria . cavalleria artiglinria genio
-167,J uomini H80 ;1800 839 )) ))
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1 Inoltre 476 uomini appartennnti ad un reggimen to di oi.ir(ade, che non presta sùvizio di guarnigione. • Si ngolare è l'orrlinamento dell'.inrlelta. L'intinro paese ( esclusa l'isola di Gotland) è diviso in poderi (Rote) e ciascun pollerù in frittorie. Due fattorie, eccezionalmente ,1 ·1 /2 od 1 ·1/ 4, concorrono a fo rmare 1111 podere. I l numero dei poderi asccnrli: a 20,::!76. Di qunsti, '.207,J non :-iomministrano soldati ma le somme necessarie al pagamento (lei sottonfficiali e musicanti. Al tri 180 po(leri danno uomini per il trrrno , i cava lli restano a carico dei speciali pod eri. Ciascua podere tiene sotto le anni nn :-ioldato, cn i forni:;ce paga ed alloggio; in tempi di gnena i poderi vanno esenti dalla leva. La scelta delle recl ute si fa clnc Yo lte l'anno in ri unioni cui interviene il capitano del circolo (autorità politica) ed il comaudante dnl reggimento . Dopo 30 ànni di servizio e compiuto il ;so rii etit , il soldato acquista il dirillo alla giubilazione. · Le ricompcns<~ del soldato si stnbiliscono di comnne accordo fra lo aspiran te ed il consiglio del podere. Esse consistono generalmente in nna somma da pagarsi alla mano all'atto dell'arruolamento e (:he v,H'ia fra i ·In nel i ,J ,i, O rranchi; in una paga anuua di :J a '20 franch i, inoltre nello lfonkaU, ossia piccola casa con nccessori,.qualchc po' ri i terreno ccc. I proventi annn i. cli ciascun soldato si possono in media calcolare n '180 franch i. Gli uomini clliamati a prnru:lt:r pal'tc Dllc esercitazioni annnali od alti-imen ti staccati ricevono la paga dallo Stnto. Dal ·I 875 in poi gli nJficiali delle truppe awH1tonate cd i sotton fficiali r icevono uno stipendio l"i:-iso dallo Stnto. Contemporaneamente ali' isti tuzioue degli accantonamenti , la qunle risale a d ue secoli fa, 110 ven ne creata un'altra, tendente a provvedere l'esercito di cavalleria. • l i governo esonerò all'uopo talun i proprietari dalla im posta fondiaria, assumendo costoro l'obb ligo di n1eucr :-iotto le nrm i e di mantenere un soldato rii cnv::illcria col rispettivo cnvn! lo. L'et't fissala per le reclute sta fra i '17 cd i 25 anni. Il eapitano del circolo cd il comandante di 1
reggiment? passano due volte l'anno l'ispeziono ::igli Ll omini di cavnlleria .aecantona ti. In Svezia esistono attn:i Imente 6505 di codesti pro prietari , cui corre ,l'obbligo di. somministrare gli elementi per la cavall eria. Essendosi però sentito il hisogno di anmentarc la fanteria, si trasformò una pa.rte dei reggimenti di cavallel'i::t cosi recluta ti in rcggirncnti di fanteria . Per t.ale fouo nou <li minnirono però le spese dei rispettivi proprietari, ma vennero loro impo,;ti altri oneri; i?,\c danno cioè, oltre al soldato di fanwria, i fondi per il mantenimento delle bm1élc militari e dei :;ottonfJìciali, e i(i(H provveclouo rnvall i chr. :--i dcstinllno pnr usi cliversì Giit è stato eletto (:hc i :;ingoli corpi si mobil itano median te la chiamata so tto le :i rm i degli uomin i ri i riserva, la qua le comprende tutti gli individui idonei al servizio militare dell'otil di 20 ai 25 armi. L obb ligo pnr ogni cittadino di concorecre alla dife:;::i del pro prio paese risale ad epoca rcrnota . Per la naturn dei tempi (' le (:ondir.ion i del la socieLit esso subi in ~egnito varia1,ion:i più<> rnnno pronunciate; inn att.ualmentc i na7,·iouali sono tenni.i r1d entr;ire nella BevéiJl'ùig . Ni~ssuno può esolleN1rsi da q1wsto servizio ~ia mediante pagnmnnto cl .i una somma sia per me7,zo cli sostituzione.. It ratta eccezione solmnentc per le persone inabili a quabiasf servizio militare per difetti fi sici ; per gli a<ltlettj agli irupi(:ghi rnil itnri; piloti eia costa; lavoranti negl.i stabilimenti rl.eli ' nrtiglieria, ,mscuali mar ittimi, c:cc. La Bevéi,ring sì snddi vicle in 5 classi. I n c·aso di guerra il re può ehia11111rc un:i o più Glassi sotto le armi, vuoi di tutt.o lo Stato, vuoi di nlcune provin(\ie solamente. In tempo di pace invece solo le due ultime classi hnnno da interven ire per ·15 giorni alle istruzioni annuali. Iu servizio i militi :-otto~tanuo alle leggi militari, altrimenti alle 1;om uni. li territoi·io del n~gno i.·. diviso in circ:o~cri7,ioni mii ìtari di rccluLamcmto . Gl i nomini della 111 ilizia sono nscriu.i ai reggimenti dell'esercito per manente, che hanno sede nella rispettiv:i circoscrizione. La lnva ha luogo annualmente nel n1csc di aprile, e vi intervengono : il c.:ipi tano del circolo cri il comandante del reggimen to di rantcria che ha sede nel medesimo, un cornmiss(lrio tli leva cd un nrndico . Nelle circoscrizioni i11 cn i ;;ono dislocate le trnppc di cavalleria o di artiglieria, una pane .del contingente viene ad esse assegnato; restando al coscritto libera la scelta dell'arma. La Beviir·ing si divide in milizia cli terra e ri i mare . .La prima classe della milizin di terra conta circa 20,000nomini, le 5 classi circa 80,000 .
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ESTERA
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Hl VISTA
Oltre alle forze sorra enumera te, le quali costituiscono in gnena lo esercito attivo, esistono per la difesa del territorio nazionale truppe locali per l'isola di G.-otlancl e per il continente. . . L'isola cli Gothmd, che per la sua Jontana nr.a dalla terra !erma non può contare sn cli trn va lirlo. soccorso clcU'.escrcito conti nental; in ?aso di guerra, ha uno speciale orchnarncnto militare che basa su I obbligo del ;crvizio generale estwi a tutti gli nbitauti delfisol~l; i quali, se a~ti a_lle armi, fanno parte della guardia nazionali{ dal 18° al ti0° an~o d1 c~a e fino al 60o anno l1anuo l'obbligo di prestar l'onora loro nei lavon di fortificazione. La guardia nazionale 11011 può essere impiega ta. fuori dcll' isola e sta sotto la legge militare solamente quando è chiamata alle armi . Essa comprnude truppe di fan teria e d'artiglieria; altre armi ncH.t c~istono a Gotlauù. La grLilrdia suùdet.ta somma in tutto I~ hattaghorn eh fanteria da 7 ad 8 cornpagrtie ciascuna e 3 batterie montate. Gli. nflìciali sono di nomina regia, i sot.tonflkiali e caporali invece vengono eletti dai gregari. . . .. . ta truppa ricevr~ pùr sci giorni dell'anno l' istrnz10nc militare. :-Sol ,1812 ln forza !lolla gnarclia uazionalo di Gotland ascendeva a 6330 uo. . mini, che è l' 11,7°/ clelln popolazione. Nel marzo ·186·1 si co~tituirono, dietro 111mat1va della popolazione stessa società di Dolontari tircitM·i. Le singole società trauano da loro gli afl~ri mterni , s'obbligano però all'obhedienzn verso il Re in tutto ciò ~ho concerne la difesa genr~ra lc dello Stato . Ogni socictit cli tiratori sceglie il territorio che vuol di fcudcrc, e riconosce nel sovrano il sno cornandmltf{ suprcrno. Il Jlc ha il di ritto di nomina del comandante la !>OCietà sulla terna formata da !Jnest'nll.ima . I.n guerra ciascuna socicf1 presta servizio uel proprio territorio , i tiratori stanno allora sotto la giuriscli1,ione militare. Il numero delle società è •I 62 e qucl!o dei tiratori 20625 . . 1
1 1
0
Fori nazione dell' esernilo . Secondo la pubblicazione ufficiale distribuita a[l'csposizionn mondiale di Vienna ·1873, la forza dell 'esercito è la seguente:
Trnppe d:i (anleria,. 2 rerroirncnù di rantcria dnl la guardia vv » granatieri »· ·z battaglioni )) •17 reggimenti di fanteria 4 battaglioni di cacciatori . ))
I reggimenti sul piede di pace h[!nno dlle battaglioni da .:\. compagnie. Tnippe di wvalleria. 1. reggimento dclln guardia a 4 squadroni ·1 >> usseri a 11O >> 1, » a· 6 ))
))
reggimenti ·1 reggimento dragoni
a ,io a ·10 1 a 5 corpo cacciatori a cavallo a 2
'.:2.
))
))
))
Totale
)) )) ))
))
!J.7 squadroni. '
In caso di mobilitazjone i reggimenti di fanteria formano un terzo battaglione; ciascun bilttaglionc conta sul piede di guena 800 uomini. Gli squadroni di cavalleria mobililati hanno ,1000 uom ini, non compresi i graduati cd i trombettieri, che sommano assiern f:\ ·I 6 uomini. La fanteria è armata col fuc;ile H.emington, che si fabbrica in paese a Eskilst.una ctl a Ilust{Varna; la prima è fabbrico. governativa, la seconda privata. La cavalleria è armata di sciabola e revolvcr; inoitrn, ·I / 5 circa della forza, di carabina Rcmington, ed una parte di lancia. 1'rnppe d'artiglieria.
3 reggimenti con 30 batterie eia campagna 6 compagnie da fortezza 9 baucrie di riserva •1 corpo d'artiglieria. I cannoni, di ghisa, sono di tre calibri differenti : cli cent. 9,Gi:i; 7,69 e 6,68 ed appartengono al sistema rigato con caricamento dalla hocea. Oltre alle batterie sopra accennate sonvi altrr. tre batterie sull'isola ·cli Gotlancl, 1 dil cr1nt. 9,65 e le altre dne da cent. 6,68. Delle 30 batterie eia campagna esistenti snl conti nente f~ da centimetri 9,6f.> sono montate e così pure ,1O eia ccnt. 7,69 . Altre 6 di quest'ultimo calibro sono a cavallo e '.z da cent. 6,68 a piede. Rivista estera.
4
50
ESTERA
RIVISTA
Ciascun teggimento di artiglieria conta 5 divisioni da 2 batterie; le batterie sono divise in 3 sezioni di 2 cannoni l'una. La forza delle batterie snl piede di pace, secondo l'organico, è la seguente: Batteria da cent. 9,65 montata, uomini ,1 ·16 cavalli 20 ' ,1,15 7,69 20 130 7,69 a cnval lo 26 ,10 6,68 a piedi 88 ))
))
))
))
))
))
))
))
))
))
))
))
))
L'organico di guerra delle batterie suddette è dato dal seguente specchio:
Ufficiali . . Sottufficinli . . . Uomini dell'esercito permanente » della riserva . Cavalli . Cannoni. Vetture .
6
o
5 6
10,1, 64
9,1, /~9
,160
,13,t
6
6
4
'12
5 6 ,1 09 43
5
6 6,i.
6
68 88 6
,1~
'12
'16·1
Ogni battaglione pontieri è provvisto di 3 equipaggi da ponte, con il materia le ciascuno per la costnnione di un ponte della lunghezza cli metri 08, accessibile per tutte le armi. Non conosciamo il materiale in distribuzione presso il battaglione zappatori. La cornpaguia telegrafisti annovel'a : ,1 ufficiale, /~ sottufficiali e 2!~ capora li; 2 trombettieri, 9i telegrafisti ed operai . . l i materia le telegrafico ed aèccssori sono ripartiti su ,f 8 cMri di cui 6 sono cli stazione; altre () vetture servono per il trasporto dei telegrafisti. La c0mpagnia è divisa in a sezioni; ciascuna sezione ha il materiale per l'irnpiauto di 12 stazioni e ,f0,70 chilom . di linea. Oltre alle truppe del gmiio propriamente dette ogni reggimento di fanter ia lrn 6 ufficiali, 6 sotto urlìci:il i e 100 solda ti istrniti nei lavori da zappatore. Essi sono chiamati ad eseguire i lavori cli fortificazione r;apida sui campi cli battaglia, riattano :strade, attendono ai lavori di castrametazione e stabiliscono ponti di circostauza. All'uopo essi sono provvisti di :ipposito materiale, fra il quale va menzionata una piccola barca di ferro che si trnsrorta su cli un carro trainato eia ;3 cavalli, simili a quelli adouati per le colonne dell'esercito, ma più leggero. Ciascun reggirrwnto eonduce seco ~ di siffatti carri . ~el vuoto della barca sono colloeati strumenti cd attrezzi da trincea per 11oO nomini; sopra i medesimi nn po' di materiale da ponti~. Fra le truppceostitueuti l'esercito permanente si reclutano eol sistema degli ingaggiameuti ('lìii1rf'ade) volontari : 2 reggi menti fanteria della guarrlia; 1 rcggirneulo cacci:itori; •I reggimento cavnlleria della guardia ; ,1 reggimento ussari di 6 sqnadroni ; tutta l'nrtiglieria, i due battaglioni · del gen io, nonchè la compagnia telegrafisti. Gli altri corpi (indetta) :jOUO fonna ti con gl.i uomini reclutati da lle provincie e dai possidenti , di terre. Completeremo le notizie date ::ulla wst.ituzione dell'esercito· svedese riassumendo in uno specchio le fone militari del regno nell'anno ,1876, quali so110 esposti nell'almanacco di Gotha anno ·1878 : 1
Inoltre
·1
contabile, 1 veterinario ed
·1
maniscalco per batteria.
Tr uppe del genio.
Comprendono : battaglione pontieri n zappatori 1 compagnia telegrafisti.
1
,1
Il battaglione pontieri ed di 3 compagnie e di 11 stato 128 uomini ciascuna, di cui La forza delle c;ornpagnie è guerra . 1
il battaglione zappatori constano c~iascuno maggiore. Questo conta 6 uomini, quelle 88 sono pontieri, rispettivam<mte zappatori . la stessa tanto sul piede di pace che di
51
J
52
R IVISTA ESTERA
BOLLETTINO BIBLIOGRAFICO Esercito attivo Riserva . . . . Ufficiali disponibili . Guardia
,1(513 408 4378 ,14,17 28679 36495 234 M ,1,1 33,1, 93866 9/i,200 68
nazionale a
Gotland . . . . Tiratori volontari . Totale· generale .
·109
1O ·199
1
16
7503
7897
'.2.J,
,183•1O ,18::H O
~Wz4 ~.,18 4517 "493 '148358 156902 258 64H·
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lica aùuale !'piegala con psernpi Lt·Atli dalle carnpagne degli ultimi LG unnii- - Hel"lin, ~lilller u. Solt11, lf-78. - Prezzo li1·e ,.
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K1Nc.;.
56
BOLL ETT V..O B IBLIOGRAFICO
Car,te e piani.
Ca,•te de t,, li'Nnice tì l' éclielle de :I poui• 3.20,000 dressée au tlepòt de la t1uert·e d' 11p1•è,ç f,, c<irte lopogt•tipl,iqtce "" S0,000. - Levée par les oftìciers du corps d'état major. - a:~rogli . - Prezzo del foglio lire 1,2fi.
RIVISTA ESTERA
La lt'1•ance en cliem.in de fer . - Corle clu reseau clcs s ix grancles lignes de chernins de fer . - ALlus ·de 88 car-tes. ln-8°. - Paris, Delagrave, ·1>378.
fL COMBATTIMENTO A PIRD[ NELLA CAVALLERIA (1RRMANlCA A . SoMMER. Gene,•till.at•le der 1J'8tit•grtifsclillft 1Jliil,ren tmd de,ç He,•zo11llnun liicltlesien. - Revicl. v . C. Koritska;
'1:432,000. - \Vien, Hòlzcl. - Pr-ezzo lire 6. Genet•alkarte tle1• Euro1>iiisclten 'l1url.ei imd de.ç Hiini!/t'eiel,es Gt•iect.enlmid. - i :86tf,000. - \Vien, Ar'tariu, ·1877. - Prezzo eh ciascun foglio lire 3. (~~ una nuova edizione della carta di Scheda in ·1:3 rogli, com-
pacsa nel 1869).
Il Dirott.oro ORESTE BARATIERI -~1agglo,·e àet Bersaglieri.
DI::MÀRCHT CAHLO,
gerente.
Fra le qnistioni più discusse. in questi ultimi anni dalla stampa militare, voglionsi certamente annoverare quelle relative alla cavalleria. Ardenti sostenitori della sua importanza e della vastità del campo che ancora le era dischiuso, non potevano sopratutto mancare in Germania, avuto riguardo alle antiche e gloriose tradizioni di questa arma ed al lo spirito di corpo tuttodì vivissimo nei suoi belli e numerosi reggimenti. - S.pccialmente si reagi contro la tendenza che si facea strada in molti di voler diminuire il compito della cavalleria, releo-andola al puro servizio di avanscoperta e di sicurezza, e non . ù concedendole che in meschina scala la possibilità di una azione indipendente e talora decisiva . Invece poi di abbandonarsi a sterili rimpi~nti sul passato e sull'attuale accresciuta potenza delle armi a fuoco che si vorrebbe tale da escludere nc1lle condizioni ordinarie del combattimento l'intervento efficace della cavalleria sul campo di batt"3.glia, si cercarono studiosamente i rimedi per superare con più poderosi e appropriati mezzi di offesa e difesa, le maggiori difficoltà che si opponevano all'attacco. -Da ciò le numerose e recenti cruistioni relative alle rimonte ed all'allenamento dei cavalli, onde renderli atti a perdurare a più gravi fatiche, e ad effettuare con maggior rapidit.à cariche di più lunga durata; da ciò le proposte per un più opportuno addestramento del cavallo e del cavaliere, per un ammaestramento tattico più perfezionato , per uno studio più approfondito del Rivista estera
5
58
RIVISTA
terreno; da ciò le in:;isteoti ri<"hiesLc di un regolamento di esercizi che meglio si piegasse alle esigenze aLtuali e contenesse evoluzioui più se1Hplici omle ottenere le volute qunl ità dell'ordine, ~lolla coesione e della rapidità; da ciò infine la maggiore importania, l'origine diremmo 'Illasi delle auuali grosse manovre di cavalleria che servi:;sero a stabilirn il necessario as~inme ed accordo fra i capi, e ad abituare l'occhio all'impiego di <ruest'arrna in grosse masse e per i;;chiere. Nel 1;empo stesso onde rendere pos:;ibile l'nzione efficace cd indipenrlcnte della caYallcria nelle altre circo~tanze di servizio in cui può trovarsi, si proclamò la necessità di dotarla di una buona arma a fuoco a luugn gittata o di istrui re cavalieri anche nel combattimento a piedi. Tra i più caldi patrocinatori di queste nuove idee in Germania, vuolsi cit11re il genemle Schmidt, che dopo perdnranti sf'orzi riesciva a far sperimentare dn pprima le sue proposte ed a farle• quindi accoglirre nel le alte sfere militari ( 11) . La preva lenza dei rriucipii professati dalla scuola dell'ora def'uoto geucrale, per quanto almeno riOetle l'impiego tattico dell'arma, spitCi) chiaramente nel recente regolamento d'esercizi per la c·:wallcria del 5 luglio "876. Cosi pure traspare da più fatli l'importanza sempre (I) li generale Schmidt en trato ~el servizio milita1·e nel 1884 comandava nella c~ mpagna del 1S66 il 4° reggime nto corazzieri dell'esercito del Meno (divisione von Goeben). Nel 1870 nelle battaglia di )lars la Tour sostituì il suo generale ferito nel comando di una brigata dolla G" divisione di cavalleria. - Promosso generale, ebbe occasione di co mandare la predetta divisione d uran to le oporazion i d i guerra sulla Loirn e di _dar cosi prova dello sue bl'ill nnti qualità militari. - Nel 1872 fu c hiamato a far parto della commissione che studiava le l"iforme da introdursi nel regolamento di cavalleria. A lui ò dovuto in gran parte il merito della compilazione del cosidetto litolo V del regolam ento di esercizi adottato provvisoriame nte in via di esperimento per la c,wnlleria p russia1J a e concerne nte appunto i principi generali e le proscrizioni relative alt' impiego e alla condotl(I della cavalleria disposta io parecchio schiero. - ~el 1873 potè ottenere di sperimentare le sue pr-0poste nelle brillant.i manovre autunnali da lui eseguite alla testa di una divisione di cavnlleria. In seguito n tali favorevoli prove l' Imperatore lo nomiuava prnsidonte di una. nuova commissione incai·icata di lrasforma ro il preaccennato titolo V in uoa Istruzione completa sullo evoluzioni, impiego o compito di una divisione di cavalleria. - li risultato di tali studi fu concretato in una ricompilazione del titolo V messa in esperimento nella cavalleria nel giugn o 187,t. - Nel 1875 e ra nuovamente des tirrnto al comando di ui,a cllvìsione comb ina ta d i cavalleria (li brigate a 2 reggim enti e 1 riparto a cavallo di tre batterie) per eseguire con essa grandi manovro nei dintorni di K6nitz io Pomerania, dal 29 agosto al 19 seUembre, quando la morte lo colse in Dan:ilga il 25 agosto ancora nel vigore delle forze. - Lo istruzioni e nor me i-elativo do lui com pilate per queste manovro c he costituiscono un manualo co mpleto di tattica por la cavalloria , vennero in seguito raccolte o pubblicato pe r curo del maggiore Kaelllcr di stato maggioro ora lenente colonnello comandante il 2° rcggim.0 ussari della Slesio. n. 6.
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mnggiore che si dà all'armamento della carnbina, al combnuimento a piedi ed al tiro, istrnzio11i che erano sinora meno curate, forse anche pcl vago timore che esse potessero nuocere all'eclucaiio11c: moralr clel cnvnlierc, od arfic\'Olirc quello :-pirito offcnsi,,o che, ora come per il pn:;sato, co:;Liltliscc l'elemento vitale tlcll'azione della cavalleria. · Ed invero nel precitato regolamento trovasi un'intera parte (la IIIa) esprcssan1(mte consncrata alle norme per l' istruzione cd impiego della cavalleria nùl combattimeto a piedi ( 11) . luo[Lre l'armamento della ca(I) Sembra che l'opinione predomina n te in Germania non sia troppo favorevole od a lmeno non attribuisca grande va.loro pratico agli altri mezzi sussid iari, coi quali si vorrebbe· da t.llluni venir in aiuto alla cavalleria isolata. - In fatti il maggiore Kaebler, mombro della commissione cui è do,·uta la compilazione del nuovo regolamento di ~avalleria , cosi si esprime a questo proposito in un suo scr itto sui 1·ece11ti p1·ogressi e rnUe co11di.tio11i attiiali dello. cavaUe,·ia (.!ahresberiohtc del IBN) . « Alcuni vorrebbero assegnare alle divisioni di cavalleria qualche reparto e.l i fantoria trasportata s11i carri, altri istruire una parte della cavalleria si.essa nel servizio di bersaglieri montati, altri infine c redono che con l'appoggio di sola artiglie ria a cavallo la Cal'a lleria possa f.u· fronte a tutte le occorrenze. "Non si può certamente uegaro c he l a potenza difensil'a d i cui sarà capace una divisione di ca\'allcria sostenuta da fanteria sorpasserà di gran lunga quella che essa potrebbe sviluppa re coi soli suoi mozzi. per quan to abbia ricevuto un'accurata istru zione noi co mbattimento a pied i. A. questo vantaggio si contra ppone però un gravo inconveniente, quello cioè del scrio impedimento che tale misura creernblll alla mobilità della cavalleria per quanto si possa perfezionare l'organizzazione militaro dei me-,zi di Lrasporto di questa fanterin. Per decidersi in pro o contro questa questione si dovrà a nzit.u tto considera re, se per unn tl ivisione <li cavalleria a bbia mnggio1·e importanza la mobilità, ovvero l'aumento dei suoi mezzi di aziono per il combattimento a piedi. La risposta non può essero dubbia. « La mobilità costituisce l"elemonto vitale della cavalleria; tuttociò c he p uò accrescerla ò conforme olio spirito dell'arma; contrari 1ior l'opposto olla sua na tura, a quind i da condannarsi, sono tutti quoi provvodimonti c ho possono nuocere a talo qualità essonziale, oppcrò anche l'assegno permanent.o di fanteria in riuforw alla cavalleria. "Possono presentarsi circostanze speciali nelle quali le d ivisioni di cavalleria ricorreranno all'appoggio d i truppe <l i fanteria, ad esempio quando quello, occu pa ndo posizioni determinate, dovranno osservare e guardare stabilmente estese zone di terreno. - In ta li casi la fanteria potrà e,·eMualmente assumersi la dtfe.sa di queste posizioni, afllnchè la cavalleria vi trovi un sicuro punto d'appoggio ct'o'nde possa spingersi ad ulteriori imprese. " Però si l,ua.1.io ni consimil i non posso no vol'ificars i se non quando lo divisioni d i cavalleria si trovino in rappor ti più o meno stretti con i gi·and i corpi cli trnppe re trostanti, (Parigi-Loira), e allora quest'ultimi, fìnchò durano tali condizioni , sono benissimo in grado cli far avanzare reparti di fontcria sino a raggiungere la fronte d'operazioni asseg nata alla cnvaJJeria. • Circa ai hersagliel'i montati, in diverse epoche dopo l'inll'oduziono delle armi a fuoco vennero rauo esperienze relath·e al loro impiego, se11za che tuttavia si giungesso mai a favorevoli risultati: nè occorre qui riportare le cagioni, sì soventi dibattute. che hanno sempre ma ndalo a vuoto ques ti tentativi. , L'artiglie ria a cavallo infioe, sebbe ne costituisca un olemonto ind ispensabile delle divisioni di cavalleria, non può tuttavia da sola assicuraro a quest'ultima la necessaria forza di resistenza; giacchè la di lei azione si fa specialmente sentire da lontano, mentre invece nel combattimen to a fuoco alle bre vi distanze, del qu8le qui è S]lecialmonte quis tione, c1uesta è assai limitata.
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valleria con una carabina a lunga git.tata si va sempre più èstendendo, nel tempo . stesso che l'arma . a fuoco viene perfezionata ('I) . Infine un'apposita Istruzione per il tiro colla ca rabina di cavalleria modello 1187,1 fu recentemente approvata dall'Im peratore in data ,12 aprile ,1877. 'Egli è appunto di quest:.i istruzione e di quella relativa al combatt.imento a piedi cli cui qni vogliamò occuparci. Circa quest'ultima poco ci scosteremo dal contenuto nella parte terza del regolamento d'esercizi per la cavalleria, non conccdencl~ci l'indole speciale della materia, e il modo col quale trovasi esposta anche nel testo, di far soverchie riduzioni. Onunetteremo soltanto le prescrizioni particolari ivi date per gli ulani, giacchè il regolamento si r·iferisce ancora ~ll'arrnamento di questi con sole 32 carabine per squadrone, me~tre mvece a~tualm~nte ?ssi sono tutti provv<~duti di carabine; eppero salvo alcum part1colan, sono ad essi applicabili le norme che regolano il combattimento a piedi negli altri reggimenti di cavalleda leggera. Quanto all'istruzione sul tiro ci limiteremo ad un esame riassuntivo.
/1) Come ò noto, dopo la campagna 1S70-71 s i rico nobbe la necessità di dotare la cavalleria di un'arma a fuoco di lunga gittata. - Conseguentemente un ordi ne di gabinetto del /; marzo 1873 pl'escriveva, che la ca valleria leggera fosse provvisoria men te arm ata con carabine ad ago e carabine Cha.ssepot trasformate. - Successivamente con altro ordine d'. gabineUo del 27 maggio 1875 veniva disposto, che gli uomini di truppa dei regs imenu dragon i e ussari, ad eccezione dei sottufficiali e trombettieri, fossero provveduti d1 una carabina Chassepot di modello speciale ridotta, in guisa da poter sparare la ca rtuccia del Mause1· modell o 1871. I ca_valieri armati di carabina dovevano portare 20 cartucce ciascuno in una giberna apposita e 30 cartucce nelle tasche per il corredo . - Determinazioni analo~be erano prese _con ordine di gabine tto del 31 agosto 1876, per l'arma mento dei rcggim~nti ulani 1 qua h non avevano dappt·ima che 32 uomini por sguadrone arma ti di carabina. · Secondo poi una notizia della Norcldetttsche Atlgemeinc Zeitttng del 10 gennaio cti quest'anno dovevas"i quanto prima procedero alla distribuzione alla cavalleria delle nuove carab!rte .11auser m_octello 1871 in sostituz,o ne dello carab ine C/t.assepot. . Par1ment1 la Baviera con decreto t'eale del O dicembre J876 ado ttava la stessa carab1~a m~dello 1871 . ancho per l'armamento de 'suoi reggimenti ulani e in via provvi~orìa dei s1101 duo reggimenti di corazzieri, ai quali veniva contemporaneamente tolta la corazza. Attu~lmento p_ertanto tulta la cavalleria germa nica, ad eccezione dei 10 reggimenti corazzien pruss1am, sarebbe armata con la carabina modello 1$71. - Anzi a detta della Heeres Zeitwng del 9 febbraio anche questi ultimi reggimenti avrebbero ricevuto a titolo di esperimento 32 carabine Hausei- por squadrone.
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Principii gerwmli circci l'impiego del combattimento a piedi. Mediante l'armamento colla carabina· e l'istruzione sul combattimento a piedi, la cavalleria può in date even tualità far a meno del concorso delle altre armi, ed è quindi in grado cli soddisfare a còmpiti più vasti, cli agire con maggior indipendenza e di meglio sviluppare le sue qualili.t offensive. Il combattimento a piedi offre modo alla cavalleria armata di carabine di eseguire il suo mandato anche in quelle circostanze nelle quali essa non potrebbe per ciò far uso del combauimento a cavallo . Casi consimi li possono ad esempio presentarsi : nel servizio di avanscoperta cd in operazioni di diverso scopo, per forzare il passaggio aitraverso strette che impedirebbero altrimenti la marcia od obbligherebbero a lunghi aggiramenti; qualor-a si sia prevenuto l'avversario hnell'occupazione cli qualche località, onde mantenervisi in possesso sino all'arrivo della propria fanteria . Nei movimenti in ritirata, per a,,r,re.stare il neh1ico, obbli garlo a spiegare le sue forze e fargli così perde1·c Lcmpo. per accogliere la cavalleria che si ritiri innanzi ad una stretta per difendere i propri accantonamenti ecc. Il corn battinrnnto a piedi non costit.nisce per la cavalleria che un . espediente, al quale. però, occorrendo, vuolsi ricorrere senza csitanza con azione vigorosa . La cavnlleria non è in grado coi mezzi a sua disposizione cli far fron te a tulle le vicissitudini di un lungo combaitimento a fuoco; il più soventi il successo, se questo è possibile, sarà il risultato cli nna azione rapida e risoluta. Sern pre poi la · cavalleria potrà contare so pra un effetto morale maggiore quando sa ppia iniziare il combattimeJ1to di sorpresa. In massima la caval leria deve sin da principio impiegare nel com- ,,., battimento a piedi tutte le forze disponibi li e tendere ad una cclero · soluzione. Non ricsccudo, e~sa · è sern prc in grado stante la sua mohi liti1 di 1.rarsi d'impaccio .
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Ist1'ttzione ,lel ca'Ocibie1·e, del plotone e dello squadrone nel combaui,mento a piedi . L'istruzione speciale della ca,a!loria 110n deve soffrir danno dal le esercitazioni nel cornbattimcnto a piecli. Per conseguenza a questo ultimo la cavalleria interverrà generalmente senza cavalli. Soltanto nelle esercitazioni su scala più vasta , ffUali ad esem pio rpr ello indicate alla fino cli questo paragrafo, si potranno qualche volta associare i duo modi di combattimento a piedi ecl a cavallo. Relativamouto all' impiego dol l'arnrn a l'uoco sono date le norrne occorrenti n<'ll'Istruziono speciale sul tiro per I:\ cavalleria . .\'olle esercitazioni varie sul tel'reno si avr.\ occasione d'istruire gli uomini nel maneggio ed impiego della carabina in tutte le dirnrse posizioni, e nella vu lntazione delle distanze a vista; nel tem po ste::;~o si insegnerà loro ad uti I izzarc le singole ncci<lentalitit del terreno, sia per nascoudersi alla vista, sia per c-0prirsi da l fuoco, ed aumentare l'erficacia delle proprie armi. I singoli grnppi e plotoni verranno ahituati a muoversi cd agire dietro semplici cenni o i11dicazioni a voce dei loro capi. Onde inculcare negli uomini la disciplina del fuoco (elemento i11dispensabile noi combattimento a piedi) si faranno pure alcune esercitazioni con cartucce n salve e con distaccamenti contrapposti. Si procederà successivamente alla rappresontnzione dell'attacco e difesa di accidontalitit varie del terreno, foccnclo vedere con cptali mezzi si può aumentare la forza cli rcsislC!17.U delle :;ingolc localitil. Si escguirarrno pu ro alcuni com battimenti iu l'itira w, ed i11 fine esercitazioni di combauimeuLo a partiti contrapposti. Co11t/Jattimento a piedti dello sqllCldrone. La squad rone è t'nnità, tattica per il combnttirnento a piedi. Esso a tale scopo si divide in: pa1·t.e com/Jattente ci piedi o cac!Jiator·i; rise1·i;a a cavallo; caoalli a mrino . In ogni squadrone dei reggimenti armati rntcramenLc di cnrabi11c, gli uomini smontati di un plotone che combatta a piedi, formano due yrwp1ri,. I gruppi del ,1° plotone ('1° e 2°) o 11uell i riel '.2° plotone (3° e t~ 0 ) costituiscono riuniti insieme il p1'imo plotone di cacciatori·
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Analogamenlc dai gruppi del :-3° plotone (5° o 6°) o del 1~0 plotone (7° o 8°) vicue formalo il .~econdo plotone cocciatori . .[I comando superiore elci <luo ploton i, quello dei plotoni stessi o dei gruppi veugono rispeuivament1' as::;uuLi dal comandante lo squadrone o da un ufficialn d:i e:;so delegato , da ufficiali capi-plotoui e <la sottouf1ì cinli. - 11 comandante sup1:l'iore dei cacciatori avrà sempre a sua disposizione un trombettiere. Se i trom hettiPri appiNlati sono in 1naggior 11 umero c::;si sn1"tu11to riparti ti fra i plotoni. Quauclo 110n orrorra prerndihilmentr di for appiedare tutto lo squadrone, qnosto clovr;\ consul'vare nna risei·v<i 11 cavallo. Essa consterà di plotoui iuteri . Il comando degli uou1i 11i addotti lilla custodia dei ccwafli, a mano, scmprcchè tutti i cacciaLori dnllo sq uadrone abbiano rnc::;so piede _a terra. YCrri, possibilmente affidnto ad un ufficiale, tol quale 1·1inan)1mo il furiere (lVochtme'i,~ter) , uu sottufficiale por ploLonc o alcu11i rarnlil'ri. Questi ~li scn-iranno per mantenersi in rapporto con i reparti impegnati nel combatti meuLo a piedi. Ta io co111bauinu'11to, sinchè si protrne, costituisce l'obbiettivo principal<' . . [ I reparto appi<'rlnto deve agi re i11d ipendentcmcntc e tomiere rrsolutamonte ;)l suo scopo s1m_za preoccupnr;,i delle altre frazioni. Co11scguito l'in tento, lo squadrone riprende il cò111pito che na turalmente gli spetta come unità di cavalleria . . I l :;ervizio tli ,-icurezw e cli esplorazione no11 vuol essei-o rutorrotto neppme clul'ante il comhaui10011to 3 piedi; - qui11di, ove non si dispoHga di una ri,-erva ii c.·wallo, si dovran110 lllmeno llVere alcuuc pattuglie . Qualora il comanclant,: dello SfJ.Ulldrone. uon assuma pcr,;onalmente la cl ir:oziono del co111bntti1ncuLo, caso cho pui'i p1·esenLar~i, quando si sia fatta appiNlare soltnnto una piccola frazione, egli anà. ct~ra di ben pre-:cisarc lo scopo drt ragginngersi all'uffi ciale che lo sost1 tu1scc . - QnesL1 a"il'i1 allora di j)l'Opria iniziati,·a in base allo islruzioni ricevute. "L'ufficialo che conrnntln gli uomiui ap piedati li dirige col fi sch ic'tto, con la voce o c·on ceu11 i, ~ccPr.ionalrnen.te soltanto uscri, segrioli di trornba. I plotoni dei cncciatori nou tlovranno preoccrtpar·si de'loro cnvalli . - La cura ed il còrnpito di 111antcuersi iu relazione con essi spetta all'ufficialu prnposto alla cuMod in dei caYa lli n ma 110. Agli ulliciali e ai capi plotone iu gcucn• è fatt3 facolti1 di sc•rvirsi di u11 pictolo fischietto, onde poter all'evenienza richiamar l'auc11zione
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dei cacciatori e dei capi-grnp po e cruincli mediànte cenni o con la voce indicar loro i _movimenti dà eseguirsi. I segnali di tromba dovranno essere assai limita ti. Potranno impiegarsi ·i seguenti dall'ufficiale che ha la direzione del combattimento, marsch! - mai·sch! per l'avanzata geuerale all'attacco, A. cavallo quando lo scopo del cornbattimento è raggiunto, Fuoco e cessate il fuoco. Dal comandante 1 ; squadrone può essere ordinato il segnale cli trornha a cavallo, come chiamata agli nomini perchè accorrano verso i loro cavalli. Se qttesto segnale vien dato dal comandante cli squadrone, cruando egli non dirige personalmente il combattimento, esso vale soltantoquale avvertimen to ai caccia tori perchè risalgano in sel la. Questi non ·cseguiscono quindi il movimento che in seguito all'ordine speciale dell'ufficiale che direttamente li comanda. · Se invece il segnale a cwvallo vien da to da quest'ultimo, esso vale come avvertimento p1w gli uoÌnini destinati alla guanlia dei cavalli,. per indicar loro che lo scopo del eombattimento è raggiunto. In entrambi i casi i càva lli devon esser condotti all'incontro dei cacciatori, anzi quando si verifichi la seconda supposizione anclrarrno a raggiungerli fin sul sito ove si trovano -i cavalieri appiedat.i. Per rruanto è possibile, lo squadrone dovrà seegliere per mettere piede a terra una .JCalità nou esposta alla vista ed al. fuoco dell'avversario. Allora, se 11 comandante lo squadrone vuol far appiedare i suoi uomini, dà il comando JJ er il com.batt'imento a piedi - preparatev·i a 1nettere piede o, terra; ovvero qualora debbano appiedare soltanto alcuni plotoni, avverte i rispetti vi capi plotone percl1è diano l'analogo comando . Lo sr1uadrone, sia esso in linea od in colonna, si forma come è prescritto al § 7,1 del mgolamento di esercizi, cioè: la ,i a.riga e tutti i numeri wno (impari) della 2" riga si avanzano contemporaneamente: e propriamente il capo plotone, i sotttlfliciali dell'ala sinistra, e i numeri uno della ,1a riga, per dne lunghezze rii cavallo; i sottnffficiali deJl'ala destra, i numeri due ( pari) della 1" riga, e i numeri wno della 2a per una lunghezza cli cavallo. Lo squadrone od i singoli pl.otoni di esso vengono così à trovarsi disposti su quattro righe ad intervalli alternati fra i singoli cavalieri. Se si aveva la sciabola sguainata, essa viene riposta nel foclm·o, ~cl i 1
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nùmeri wno e lliie di ogni Abmarsch ( 11), mettono le loro carabine ad armacollo (2) . Al comando a terra, i numeri uno e dtie d'ogni A.bmwrsch, appiedano e passano le reclini dei loro e.avalli ai numeri t1·e che restano in sella ; compiuto il movimento lo squadrone o i plotoni, si trovano format.i su due righe a distanza di 4 passi. Gli ulani che ap piedano, prima di passar le redini dei loro cavalli, fissano la lancia alla sella nel modo prescritto. Se alcuni 11/miarsche con tano due sole file, i rispettivi numeri due restano a cavallo. Inoltre i capi plotone d1~signano quali altri numeri devono restar in sella per tener i cavalli degli ufficiali, dei sot.touffi ciali e dei trombettieri. Il comandante cli squadrone poi dispone perchè non abbiano ad ap piedare quegli uflieiali , sottufficiali e soldati, cui egli intende affidare c~rn piti specia li per il servizio di pattuglia , ordinanza, ecc. I cacciatoci agganciano la sciabola (3), estraggono le cartuccie dalle tasche del corr-cdo e si dispongono per plotoni cli cacciatori su clne righe innanzi (l\la fronte dello sqnadrone, se questo è formato in lincà, altrimenti, se era in colonna, innanii o lateralmente ad esso secondo le prescrizioni del comandante lo squadrone. L'ufficiale che dirige il combattimento e i cornnndanti dei plotoni di -cacciatori, mettono sem pre piede a Lerra. A seconda delle circostanze, si impiegheranno interi plotoni sciolti snlla linea (lei cacciatori, ovvero si conserveranno alcuni grnppi quali sostegni. . . . La suddi visione in grup pi si manterrà pure nel l'I parto t.att1co dei plotoni. Tale nor in a non avrà però' che .un valore condizionato per la catena dei cacciatori , giacchè nel eorso dell'azione si renderà i I più delle volte inevitabile il frammischiamento dei grnppi. (1) Lo squadrone si forma normalmente s u due r ighe o su q uattro plotoni, semprecllè Ja forza sia talo che ognuno d i questi ulti mi co nti alm eno 10 file. I plo toni si suddividono in gruppi d i t re fi lo ciascuno doUi Abma1·sch cho si deno tano a partir dalla dcs t..-a 10 2• s• ecc. Jr, ogni Abma,·sch po i le tì!e prendono i numeri l , 2, 3, cd eventualmente 5 ; giacché se il numero delle filo non è divisibile per tre, l' ultimo Abma,·sch conterà 2 o 4 file . Oltre q L1esta esiste un'altra num er;izione, che per l'appunto si impiega pe1· rar appie-daro e risalire in sella, e riellaqualesi prende invece il numero contando per due dalla destra. Jn ogni caso l' uomo d i 2° dga ha sempre lo stesso numero del suo capofi la. (2) Nella cavalleria germ anica la carabina viene po,·tata in un fodero d i cuoio r ig ido appeso alla seila sul latò dest.ro, inclinata dall'indietro all'avanti e dall'alto in b~sso, m modo che il calcio corrisponde alla coscia ciel cavaliere presso a poco come ne, nostri -carab inieri. (3} La sc iabola è portata dal cavaliere germanico cinta al fianco e non viene deposta neppure durante il combattimento a piedi, ciò elle non sembra molto comodo.
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La catena sarà clisposta anzitutto in modo che essa abbia innanzi a sè uu campo libero di tiro, ' in secondo luogo che sia possibilmente riparata dal fuoco nemico. Non si avrà riguardo all'uniforme disposizione, all'nll ineamento, alla regolarità degli intervalli, purchè sia conservato l'accordo nece:;sario e specialmente la possi hililit di direzione dei si11goli gruppi . l movimenti saranno eseguiti rapidamen te e utilizzando le :;ingoie accidentalitit del terreno. Eccezionalmente soltanto si fo ril uso del passo cli corsa. L'ufficiale che dirige il conihauimento, i capi plotone ed i capi gruppo, regolano il fuoco, lo fanno incominciare e cessare, indicano il bersaglio, le distanze, Ja c-0lerità di tiro, ecc. ~ou è Cft!estiouc di sparare molto, sibbene cli aver colpi efficaci: non si dovrà perciò tirare a grandi distanze. Oltre '.200 metri, il fuoco contro cacciatori appostati, è inefficace: contro bersagli più estesi si potl'it invece 1.irare con buoni risnltati sino a 600 metri. In date circostanze, spccialmeule prima dell'attacco, si farà uso del fooco accelerato . Per mantenere la uecc:;saria disciplina di fuoco e impedire lo spreco di mnnizioni, sarù bene di i'ndicare ad ogni volta il numero delle carr.uccie da spararsi. 1 In iuassirna si eviterà il fuoco marciando: Ove occorra impiegarlo, i capi gruppi designeranno quegli i11divid11i che dovra11110 tir,tre alc1111i col,pi . Sarà cura dei C.(lpi provvedere al conveuie11 te ri fornimento delle munizioni. Semprechè tutti i cacciatori non siano impiegati sin dapprincipio sulla linea della cat.cna, si /'orma con essi nn $0Stegno in ordino chiuso su due . righe. Dovrù pure costituirsi un so:;tegno ogni qualvolta qll'iuizia 1·si del combattimento non si abbia ancora una sufiiciente conoscenza del terreno o delle disposi;1,ioni dell 'avversario. Il sostegno verrù poi adoperato per rinforz:ire punr.i importanti ,mila Ji11ea dei cacC'iatori, ovvero sul proluugainento di un'ala. Nel ,fo caso i nuovi gruppi che si intercalano nell:i catena devono procurare essenzialmente cli 11011 interrompere il f'uoco di quest'ultima. Il sostegno, utilizzando le accidentalitù del terreno per coprirsi da l fuoco, segue i movimenti della catena te11enclo$i a questa abbastanza Yicino per esser in grado cli sosi.enerla e di trovarsi a temro al posto voluto quando ~i pronunzi l'attacco genern le.
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Durnnte gli alt si copre inginocchiandosi o gettandosi a terra . . Attacco . - Scopo da prefiggersi deve essere anzitutto quello di avvicinarsi al più presto e il più nascostamen te possibile all'avversario e di aptirc il fuoco soltanto a porta ta efficace. Se le circostanze permettono di avvolgere il nemico sul fin nco, l'attaccante ne approffitterà senz'altro . Qualora clebbansi attraversare zone più o meno scop1~rte sotto il fuoco efficacn del rn~mico, e la distanza sia tale che non si possa percorrere in un solo slancio, si proced1~ril per balzi successivi . 'Il sostegno si stende ap pena siasi riconosciuto il modo più opportuno, di impiegarlo. Tostochè la catena siasi sufficientemente avvicinata al la po»izione nemica , n l'nttacco decisivo sia stato co.nvenientemente preparato col fuoco, l'attacco generale vien eseguito al comando eclal segnale 11w,rsch marsch. I capi danno ·1·esernpio trasci nando seco i loro uomini . Se l'auacco riesce, si occupa la posizione o località conquistata , spingendosi sino al margine esterno cli essa, cl.onde si insègue il nemico col fnoco . In re!!ola geuerale lo scopo del combattimento a pi<~di /: cosi raggiunto e lo scp{; dro;~e riprende il cùmpito ehe gli spelta quale riparto di arma a cavallo. Il segnale cli trornha lt ca;oallo serve a richiamare gli uomini addetti alla eustodia dei cavalli a mano e ad avverti re eventualmente la riserva a cava llo . [h{'e,su. - La difesa profitterà per quanto possibile del terreno, sia per accrescer l'eflì cacia del propt'i0 fuoco, sia per di min uire quella del fuoco nemico. Essa non dovrà in nessun caso prefiggersi di occupat'e parecchie po::;izioni successive; sceglierà potendolo la migliore, e tosto venuta in chiaro della direzione clùll'a ttacco, la occuperà con tutte le forze disponibi li . .La difesa delle localit:\ VOtTil quasi sempre essere limitata al loro margine esterno . Converr:\ conservarsi nn sostegno dis posto prderibilmente viciflo alla linea dei cacciatori e a norma della probnbile direzione dell'attacco nemico. Quarulo poi questo siasi chiaramen te pronunziato, il sostegno rinforzerà tosto la catena. Se si hanno tempo e mezzi :sufficienti , le locali tà occupate si potrnnno afforzare con ripari pei cacciatori , e sbarrando gli accessi con abbattu te, barricate, ecc. atte a trattenere l'avversario sotto l'azione ciel fuoco della
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difesa . Tuttavia quest'ultimo genere di ostacoli non vuol essere impiegato che con le debite cautele, semprechè ubhiasi per còmpito di accogliere e sostenere truppe che si ripiegano . In tal caso la via cli ritirata deve sempre essere tenuta sgombra . Ne..,li accant.o.namcnti in vicinanza dell'aV\'ersario, consimili misure di pre~riclenza possono essere attuaié :tnche quando nou si tema alcun at.tMCO nemico imminente. · Quando si è costretti a ripiegarsi , non sarà possibile che in rari casi di esegui rn una ritirata successiva . - In massima, presa la decisione cli ritirarsi, essa vuol essere rapidomente man.data od effetto . Per ciò si csig·o anzitutto che gli. uonìini non siano sfuggiti di mano ai loro capi. . I cavalli sono condotti all'incontro dei cavalieri appiedati . Vop<~rnr.ioue del rimoncare in sella deve sempre dTettuarsi in sito riparato dal fuoco nemico, quando anche i ~cciatori dovessero all'uopo percorrere uno ·s1)azio maggiore. . Spetta alla ?'ise:rva a cavallo cli continuare il serv!Zlo cl, esplorazione e sicurezza pri ma e durante iJ combauimenlo a piedi, di Lrar profitt o dolle circostanze favorevo li del combattimento, riprendendo il suo compi to spe<.:iale di cavalleria tosto che la resiste111.a opposta dal nemico sia stata vinta; cli proteggere I' csecu.zione dei movimenti per mettere piede a terra e risalire in sella, e in.nne di guardare . i cava lli a-nurn?. Questi ul timi i'estano nel loro ord ine normale cli plotoni cd esegn1-:scono i movimenti presuitti come se· si trattasse di uno squadro ne a cavallo. Essi vogliono essere guarentiti da un auacco improvviso e dispo$ti dietro ostacoli che si nascondano alla vista, e possibilmente li riparino dal fuoco del nem ico. Se il ten eno è scoperto si tcrranuo a 800 passi alme.no dalla catena. Se battuti dall'artiglieria nemica cangeranno soventi posizione. I gnarcla-cavalli sinchè dura il combatt.imeu to non devono scendere di sella·. L'ufficinle che ha la direzione dei cavalli a mnno, si porterù in tul posizione da poter sorvegliare ad uu tempo la stia truppa e l'andamento del combattimento a piedi. - Uti lizzando gli accidenti del terreno, farà seguire dal suo drappello i mo,;imenti dei cacciatori. Suo prinio pensiero deve essere quello cli far giungere a tempo debiLo i cava lli quando si debba risalire in sella. - :Per quest'ultima operazione e o<>ni c1ualvolta si sia eSJ)OSti al fuoco. nemi<.:o , sceglierà uua locillit;\ V I • ..,. .coperta e ne farù conoscere la posizione ali' uf'ficiale che ha la di rezione del combattimento. Ove importi ingannare il nemico circa la specialità dell'arma ch'egli
ha cli fronte , si procurerà cli teJ:!ergli interamentte celati i cavalli a mano. Al segnale cli tromba a cavallo, come già si è eletto, .i cavall i ven,,oao condotti a rapide andatiire all'incontro dei· caccia~ori, ed anche fin sulla st.es~a fronte della catena, quando il combattimento abbi.a sortito esito felice. Il movimento del risalire in sélla sarà agevolato per cura dell'ufficiale preposto alla guardia dei ca,;al li, mediante l'opportu~o_etl ~r~inato schieramento di qnesti ultimi e conservando le sudchv1S1orn Ira i plotoni e le righe. . . Al comando a cciMllo i cacciatori rimontano celeremente rn sella, riprendono la sciabola o la lan<.:ia alla mano e si formano. su due righe senza distinzione o rigunrdq di numèri . . . Combawi,mento ci P'iedi dell~ wriità s-uperior'i allo . sqiiadro~e. Lo squadrone costituisce sempre l'unità tattica anche nel combattnnento a piedi di unità maggiori . . In massima , durante simile combattimento, vi sarà sempre una n serva speciale a cavallo composta di interi plotoni o. squadr?ni_. . Soventi potrà riuscir opportuno ·di affidare ad un solo ulfi c1ale 11 comando dei cavalli a mano senzà che occorra per ciò di riunire i singoli dra ppeUi. · · . . .. . . Quanto alla direzione ed alla condotta del combattimento a p1ed1 delle ui1ità superiori cli cavalleria, si avranno presenti le analoghe norme gi/1 date per lo squadrone.
CENNI SULLE ARTIGLIERIE DA. CAMPO DEI PRINCIPALI ESERCITI EUROPEI
Con la scorta cli recenti pubblicazioni si sono raccolti qui in breve i seciuenti dati intorno alle artiglierie da campagna degli eserciti europei : ul piede cli guerra . Per renden: facili .i _confronti si è ca~colat?, fondandosi sulle formazioni di guerra, il rapporto del numero dei p<~zz1 con quello dei comhattenti relativ;mente alle divisioni di fanteria e di cavalleria
70
fUVJST A
1
1
Gc1•mania
(1)
L'esercito germnnico sul piede cl i guerrn consta complessi vameute di 1,3 15,534 uomini. Esso po,:siedc 42.6 batterie campali su 6 pezzi, val<~ a dire: 1
(I J .d lmanac7i de Go I/la. 1Jie Or!}anisation dè,· Deutschen-A·•·ttllerie von L!oroLo ScnuLtz (dalle Jfilthellungen
tiber Gegenstande des M·tillerie-und Cenie-Wcsens - 1876). Forces maleriellts de !'Empire d' ,lllcmagne par A. Ltcon - Paris l87i. Giorna,Je d'A ·rtiglicria e Genio - Parte 2a - Pun ta ta l" - Gennaio 1Sì8. Tabelle ,-elatÌ've alla cosliti,zionc dell'esercito germanico (Pubblicaziouo del corpo di
stato maggiore - Sezione statistica).
71
ESTERA
ed ai corpi d'armata. ~el calcolo di questi rapporti si è preso per base it uumero dei fucili e scia bole, cc,n cui sono armati i soldati ed i sott'uffìciali, si è desunto cioè il unmero dei pezzi ogni 11000 armi portatili. Se fra· quest1 11nmcro e quel lo analogo che virn dato in altri libri, si riscontrano discrepanze, lo si deve attribuire, 11011 già ad errore di computo, ma al modo dirnrso con cui ,·engono considerati gli uomini che costituiscono le va1'ie unilil. Alcuni scriiiori militari nel dare i rapporti di cui si tratt.a t.engouo conto degli nflìciali, dei musicanti, dei Cflnnonieri ecc., altri invece li escludono affatto od in pnnc. Non si è \enuto parola delle rùerve d'artiglieria delle arnia.te o degli intiei-i eserciti, perchè si ignora come esse verrauno costitui te; seppure lo saranno, chè l'impiego loro sembra generalmente p;'oscritto. Oggidì reg,rn il principio che tnu.a l'artiglieria <la campo debba venir distribuita alle divisioni ed ai corpi d'arlllata, per poter al piil presto sviluppare la massim:1 potenza dei fuochi . Ciò ammesso, è ovidente che il numero dei pezzi ogni 1000 armi por1,1bili dat.o per il corpo d'arrnata, rappresenterà altresì pres::;o a poco i[ numero dei pezzi ogni 1000 armi portatili dell'esercito di prima linea . Il rapporto fra i pezzi e le 1000 armi portatili non è sul'fìcieute per dare nn adeguato concetto dell::1 pot.enza in artiglieria degli eserciti; molti altri elementi si dovrebbero considerare, come p. es. il numero dei pezzi rormanti la haueriu, it rapporto fra il m~rner-o dei pezzi leggieri e pesanti, la pot.enza balist.ica dei cannoni, il munizionamento, la facilitil di t.raino, la perizia del personale nell 'impiego dell'arma, ccc. Xon essendo qui il lnogo di prendere ad esame questi vari fa ttori della potenza d'artiglieria da carn po, si è creduto opportuno, · a c.omodo del lettore, di raccoglierne alcu11i nello specchietto finale.
Per le truppe di prima linea 300 batterie ('1) ossia 1800 pezzi; Per le truppe di complemento 71 batterie 42.6 pezzi; Per le trr1ppe della landwehr 55 batt. (di riserva) » 330 pezzi; >)
Totale 2.556. . Con le truppe di prima linea si formano -18 corpi d'armata ciascuno .a '2 divisioni, e parecchie divisioni autonome di cavalleria (6 circa) . Le 300 batterie di prima linea vengono ripartite fra i corpi d'armata e le divisioni, nel modo seguente: A·rt,iglierici da C(IJmJJO delle diviRioni di fanter'ia. - La divisione tedesca sul piede di guerra è forte di 151139 nomini. Fra soldati e sottufficiali esistono: nei 112 hat.tagl. di fa nteria. ·12.356 fucili ; nel hat.tagl. dei cacciatori •1022. cara bine; uel reggimento di cavaiIeri a . 6A5 sciabole; Totale .
H 02.3 armi portatil i.
Alla divisione di fante ria /: assegnata una brigatu di fi. bat.t.erie pesanti (da cent: 9) ossia 24 pezzi, cosicchè in essa si hanno 1,17 pezzi ogni 11000 arm i portatili. Artigherici da campo delle di,vis'ioni di ca1ialle1·,ia. - Queste divisioni vengono formate all'atto della mobilitazione. Henclii: la loro formazione non sia definita, sembra che esse comprenderarino 3 brigate cli caval leria ciascuna di 2. · reggimenti, in tot11le 24 squadroni, , ossia !~Mi.> uomini, con 11870 sciabole. Alla divisione ·di cavalleria verrà assegqata una bi·igata cli 3 batterie a cavallo (leggiere eia cent. 8) ossia 2/r · pezzi, cosicchè in essa si hanno !l, 9 pezzi ogu1 '1000 scia bole. A.rtiglie1'·i a da campo dei co1·pi cl'a1·mata. - Un corpo d'armata tedesco è forte di 37078 uomini. Frn soldati e sottou rfì ciali esistono : nei 2.4 battaglioni di fanteria. 2/i-1'1'.2 fuci li; nei 2. ba ttaglioni cli cacciatori . 2.0U carabine; nei 2 reggimenti di cavalleria . ~ 290 sciabole; Totale 2.8046 armi portatiIi. ~A questo corpo d'armata, oltre alle 8 batterie divisiona li sono d11te 6 batUH-ic pesanti ( da cent. 9) di artiglieria di corpo, in totale quindi (1) 239 pesanti (da 9 cen t.) e 61 lcggiero (da 8 cent.).
72
73 Alcune delle oradette batterio non sono ancora formate; però Ja lor1> formazione non potrà essere di molto ritardata, giacchè esse figurano neJ bilancio 1878. Con lo t.ruppe cli prima linea si formano ,f 9 corpi d'armata e 6 divisioni autonome di cavalleria di 3 brigate ciascuna (1) . Le 360 batterie di prima linea vengono ripartite fra i corpi d'armata e le divisioni, nel modo seguente: Artiglùr,ia da carnpo delle diuis-ioni di fanteria. Non si conosce ancora precisamente la forza della divisione francese, tuttavia senza molto errare, si può ritenere di 15,000. Fra soldati e sottufficiali esisteranno: ESTER A
RIVISTA
1 (i. batterie pesanti , ossia 8
pezzi da cont. ù; cosicchè nel corpo di armata spovYisto di batterio a C<Wallo, si hanno 3 pezzi ogni 1000 armi portatili . Molte volte però le ba tterie a cavallo combattono insiern o col corpo d'armata ed allora r1uesto vione ad avere 17 bauerie, ossia •I02 pezzi (8ft. pesanti, 18 leggieri), ossia 3,63 pezzi ogni 1000 armi portatili. Tale è presso a poco il uumero dei pezzi ogni mille armi portatili dell'esercito di prima linea. La Germania, quantunque così riccamente fornita d'artiglieria, sembra voglia accrescerla. Il nuovo ordinamento che, secondo alcune corrispondenze degli .Oste1·reichisch-Ungar·bsch- Jl.fihtdr·~sche- Bldtter, · deve venir prescnLato al fleichstag, è il seguente: .\d ogni divisione di fautoria verrebbe assegnato un reggimento di 2 brigate di 3 batterie pesanti cd un egual reggimento for merebbe l'artiglieria cli corpo. In tal guisa ciascuna divisione disporrebbe 36 pezzi ossia 2,56 ogni 100 arm i portati li , e ciascun corpo d'armata senza eccezione ·108 pezzi posanti, ossia 3,86 pezzi ogni 1000 armi portatili. 1\.
1
1
L'eserciLo francese mobilitato con'sta cli ·1,800 ,000 uomini, senza contare la riserrn dell'esercito territoriale. L'esercito attivo con la sua riserva è forte di 840 ,000 uomini e dispone di /4,50 batterie camp::tli su 6 pezzi, Yale a dire: Per le truppe di prima linea . 360 batterie (2) ossia 2 160 pezzi Per la riserva delle truppe di prima )) linea . 77 Per,Ja riserva delle Lruppe di prima linea . (3) )) 13 78 Totale ~700 pezzi. ))
))
))
nei ,12 battaglioni di fanteria . nel battaglione cacciatori nel distaccamento di cavalleria
Tot~le 13 ,300 armi portatili. A questa divisione saranno assegnate, per ora, 4 batterie pesanti (da 7 Reffye) o definitivamente 5 batterie ossia 2•• e 30 pezzi. Nel primo caso si hanno 1,80 pezzi, ogni ,1000 armi portatili. Artiglieria da campo delle di'Disioni di ca'Oalleria. Le divisioni di cavalleria constano di :U squadroni ossia di 3,600 sciabole. Ad esse sono ascriLte tre batterie a cavallo leggicrc (da 5 Reffye) ossia -18 pezzi, cosicchè ogni 1000 sciabole si banno 6 pezzi. Artigl!i.cria da cnmipo clei corpi d'amiata. La forza di µn corp.o di armata francese può oscillare fra i 34 ed 35,000 uomini. Fra i soldati ed i sottufficiali esisteranno: 1
nei 24 battaglioni di fanteria . . nei 2 battagl ioni cacciatori . negli 8 squadroni di cavalleria
))
( I) Almanacil de Gotha. Tabelle relative alla cMlitu:ione del(esercito (,·ancese - (Pubblicazione del corpo di
stato maggioro, Sezion,i stn tistica - !S76). .llaiheft zwn ,lfiliti.ir-Wochenb tatt - 1877 - F On fLes Hc ft - Bcrl in. Ta/11·biichei· fiir die de 11tsche A1·mee-uncl.- Ma,..lne - Janu2r 1878 - Berlin. Stre{{le11t· 's Osterreichische Zeitscllri[t - J. Ileft - 1878 - Wien. Fremde Artillerie - l\'oti:en uber Oryanisation etc. von R. Sn1K 1SìG - Bcrlio. Giornale d" -4rliglieria, e Ge11io - Parto 2" - 1877. (2) Le baLtoric ·francesi so no di S co lihri, cosi de tti da 5, da 7 e da cent. O, 5. Alcune batterie sono a rma te di mi tragliere 'Rcfryc . I cannoni Ja 5 e da 7 Reffye verranno surrogati con cnnnon i d'acciaio Lahitolle da 8 e 9 cent. (SJ Quesle baltcrie sono ser\'ite datrarli~licria di piazza.
'12,000 fucili 1,000 carabine 300 sciabole
24,000 fucil i 2,000 carabine ,t ,360 sciabole 27,360
A qualunque corpo d'armata, senza eccezione, oltre alle 8 batterie pesanti divjsionali , sono dale 9 batterie d'artiglieria di corpo (2 batterie da cent. 9,5 (2), ,\. da 5 montate e 3. da 5 a cavallo), cosicchò osso dispone sempro di 1O~ pezzi, ossia di 3, 72 pezzi ogni 1000 armi portatili. Qualora l'artiglieria divisionale sia di 1O batterie, iJ corpo (1) Secondo alcuni, O d ivisioni di cavalleria di 2 brigate ciascuna.
(2) Duo ba tterie da 5 montate io qualche corjlo d"armata sooo surrogate do. 2 batterie di milra:;licro.
Rivi,ta estera.
6
74
R IVISTA
d'armata avrebbe 19 batterie ossia 1 H pezzi, cioè -i- ,H pezzi ogni 1000 armi portatili. Osservisi da ultimo che la riserva dell'esercito attivo consta di 5 corpi d'armata i quali sono forniti d'artiglieria precisamente come i 19 corpi di prima linea. A.ustria-1Jngl1e1•ia (1).
L' eserci to austro- ungarico sul piede di guerra s1 compone di ,1,098, 927 uomini. Esso possiede 228 batterie campali (2.), vale a dire: Per le tmppe di prima linea - 195 batterie (3) (1185 su 8 pezzi e ,JO su 6) - ossia ,1,540 pezzi Per le truppe di deposito - ,13 batterie su 8 pezzi ( di riserva) - ossia . 10,t » Per la landwehr ungherese - 20 batterie di metragliere su 4 pezzi - ossia 80 » Totale 1, 72!• L'esercito in prima linea può forn'lare 14 corpi d'armata, ciascuno su 3 divisioni, e 5 divisioni di cavalleria. Le 195 batterie di prima linea vengono ripartite fra le divisioni ed i corpi d'armata nel modo seguente: A1·tigliieria da canipo delle diwisioni d:i, fanteria . La divisione di fanteria austro- ungarica è forte di ,16,,175 uomini . Fra soldati e sottufficiali esistono:
ESTERA
75
A:rtiglforia da campo delle divis·ioni di cavalleria. Queste divisioni
-compreuclono 4- reggimenti ossia 24 squadroni, ed in totale sono forti di 5,2115 uomini, ossia_ di 4,168 sciabole. Ad esse è assegnata una brigata di 2 batterie a cavallo, Jeggierc (da cent. 8), ossia '16 pezzi; cosicchè 3,85 sono i pezzi ogni ·1000 sciabole. A,rt·igl:ieria da C(l,mpo dei corpi d'a1·1nata. Un corpo d'armataaustronngarico consta ordiùariamente di 50 ,2.33 uomini. Fra soldati e sottufficiali esistono: nei 36 battaglioni di fanteria 3(~,812. fucili nei 6 battaglioni di cacciatori. 5,802 carabine 2.,097 sciabole nei ,12 squadroni di cavalleria In tòtalc ,~2,711 armi port.atili. · Al corpo d'armata, oltre alle 9 batterie pesanti divisionali, è assegnata una brigata di 3 batterie (sembra che in alcuni corpi di queste 3 batterie montate 2 sieno leggiere ( da 8 cent.) ed ,1 pesante (da 9 cent. ), ed in altri 1 sia leggiera e 2 pesanti). In totale il corpo d'armata ha 12 batterie (,1O pesanti e 2. leggicre) -ossia 96 pezzi; cosicchè ogni 1000 armi portatili si hanno 2,2.5 pezzi.
1
nei ,12 battaglioni di fan teria. nei 2 battaglioni di cacciatori nei t• squadroni di cavalleria.
·11,604 fucili 1,934 carabine 699 sciabole Totale H-,<237 armi portatili. Alla divisione è assegnata una brigata di 3 batterie pesanti ( da cont. 9) su 8 pezzi, ossia 24 pezzi, cosicchè nella divisione si hanno 1,68 pezzi ogni ,1000 armi portatili. (1) Almanach. d-e Golha..
·•
Tabelle retatiw alla cost-itu:ione dell'ese,.cito austro-ungarico . (Pubblicazione del
Italia c,1). L'esercito ,italiano mobilitato ( esercito permanente con la riserva di complemento e con la mil izia mobile) ha una forza di 867,886 combattenti. Esso possiede 130 batterie campali (2.) per le quali sono stabilite 2. formazioni, la prima su 6 pezzi e la seconda su 8: , • · a • . ) se prcndono"la ,1• for.: Per I eserc1 to cl 1 1' h!1ea_s1 inazione . . . . 600 pezzi hanno ·100 batterie (3) se prendono la 2.• ossia , formazione . . . 800 pezzi b'I · se prendono la ,1a . . . P er_ Ia 11.z1a rno ! s1 formazione ,180 pezzi s~ h~nno 30 batterie e1) se prendono la 2a 0 ~sia formazione 240 pezzi . In totale . . 780 oppure ,1040 pezzi ·secondochè le hatterie sono su 6 o su 8 pezzi. 1
m,
o"
i
corpo di stato maggiore, Sezione staUstica) - noma. A·1·chi1, fiir dic ,trliller-ic und Inge11ieur Of{ìs·iere des deutschcn Reichsheeres -
lume 82 -
Vo~
Fascico lo 3° - 1877 - Berli no.
F1·emde Arti/!erie - Noli:en uber Orga11isatto11 etc. von n. Sl61N - Dcrlin - 1877. (2) A queste si potrehbe1·0 aggiungere le 5 hattel"ie da montagna su 5 pezzi, le quali sono servite dall'a1·tiglieria da fo1·tezza. (3) Delle quali 159 da cent. 9 pesanti e 36 leggiere da cent. 8.
(I) Jstru:ione pe,· la mobtlita:ione e Giornale milita1·e.
(2) Seoia· contare le batterio ·da montagna, per tre delle quali ogni reggimento da fortezza possiedo il materia le occorrente. (3) Delle quali 60 leggiel'e (da cent.. 7 J3R Ret .J e 40 posanti (da cent. 9 ARC Rct.) (4) Presso i reggimenti di campo esiste il materiale per la formazione di 4 batterio per reggimento, cosicchè si potrebbero veramente mobilitarne 40, e contando quelle del distretto di Cagliari (l Sassari, -12. Qucsie batterie sono armato con cànnoni da cent. !l rm ad avancarica.
76
L'esercito di prima linea si compone di ·10 corpì d'armata ciascuno di 2 divisioni. Le 100 batterie che vi sono addette vengono distribuite fra le divisioni dei eorpi d'armata nel modo scgnentl'. Mtigliecria da campo delle di'tYisioni di fanteria. La divisione italiana è forte di H ,738 uomini. Fra soltufficiali e soldati si banno: nei ,rn battaglioni di fanteria 9,908 fucili nei 2 scprndroni di eavalleria 240 sciabole Totale 10 ,'1,i8 armi portatili A questa divisione sono date 3 batterie, ossia '18 o 24 pez1.i, cosicchè in esse si hanno nel primo caso ·1, 77 e nel secondo 2,:36 pezzi ogni 1000 armi portatili ; Artiglieria da campo del C01'PO d'armata . - Il corpo d'armata itali;mo è forte di 309H 1,10111ini. ;Fra sottuffici::di e solda li si hanno: 19816 fucili nei 2,i battaolioni di fanteria . . nei 4 squa8roni di cavalleria . . . 480 sciabole nelle truppe f ,1 resgimcnto bersaglieri . . . 3250 fucili suppletive { 1 brigata di cavalleria (8 :Squadroni)~ sciabole Totale. 24506 armi portatili. Al corpo d'armata oltre alle 6 batterie divisionali si ha la brigala d'artiglie1;ia di corpo di 4 batterie, iu totale 1O batterie (6 Jeggierc, 4 pesanti), ossia 60 o 80 pezzi, cosicchè risultano: nel primo caso 2J~ e nel secondo 3,26 pezzi ogni 1000 armi portatili. Russia.
(4)
L'esercito russo sul piede di guerra consta di 1,966,073 uomini. Esso dispone: batterie pesanti ( da libbre) su pezzi ossia 50 pezzi , . . P er l oserei to . . 133 batt. legg. ( da il1bbre) ( 107 su 8 e 26 su 6 d1 pnma . . . d. pezzi ossia . . . . . . . . . ,I 0"' ''"' » 1rnea I · 39.0 ,\.0 batt. d.1 mctrag1.iere su 8 pezzi· ossia ;., ,.
(H-5
!
9
77
ESTERA
RIVISTA
8
Pér_le trupl P~ 30 batterie da a. libbre su 6 pezzi . 1rre(to ari · 7 batterie da a. libbre su 8 pezzi. . 0 1 _ d1 comp. In totale ... 36&. batterie. con
H
234
»
56
,.
. 2112 pezzi.
(1) .,j lmanach de Gotha. Die Orqanisation der lhusischen 1rtillerie von LBOPoLo Scllutu (Vodi Mittheilungen ìiber Gtgtnstande des .4rtillerie-und-Genie Wesens - Wien 1876. Fremch .4rtiUerie - Notixen iiber Organisation etc. von R, STUN - llerlin 1877.
Un certo numero però di queste batterie sono stanziate cosi in lontananza dall'Europa che se la Russia dovesse aver guerra con le potenze occidentali non potrebbe pl'osentare più di: 123 batterie pesanti da ccnt 9 131 batterie da ccnt. q.
39 battcr'ie di metraglioro . 293 batterie
ossia.
984 pezzi 952 M2
)) ))
2248 pezzi.
L'esercito russo può mobilitare a-8 divisioni cli fan teria e 20 di cavalleria. ·I corpi d'armata non sono formati in tempo di pace, essi vcnoono costituiti all'atto della mobilitazione. Non si hanno dati pon sitivi snllc formazioni in tempo di guena. Ritenendo ciò che ora stabilito in passato, uua divisivno di fanteria constava di: ·16 battaglioni di fanteria.
batt.aglionc cacciat.ori . 1 reggimento di cavalleria. ·1
Totale.
•15900 fucili ·1000 carabine 800 sciabole 47700 armi portatili.
A questa divisione erano dale 4 batterie di cannoni ossia 32 p·ezzi cd una batteria di 8 mitragliere, cosicchè si avevano ·I ,89 cannoni e 0,51 mctragliere, cd in somma 2,52 pezzi, ogni ~ 000 armi portatili. Assegnando alle divis.ioni questo numero di batterie, la Russia non avrebbe avuto artiglieria disponibile pei corpi d'armata, cosicchè per questi si avrebbero arnti come per le clivisio_ni, 2,52 pezzi ogni ~000 armi portatili. . Nelle divisioni di cavalleria ogni mille sciabolo si avrebbe 4.,25 pezzi. Nel seguente specchietto sono riassunti i dati principali accennati prc.ceclentemcnte:
78
RIVISTA
Forza /
STATO
dell'esercito sul piede
Q)
ct! .S:?
3~ o"' ~ .o Q)"'
E=:
= <l.> di guerra z-o
-
dei pezzi Numero Nu mero ogni 1000 armi portatili totale nelle dei pezzi
~
lii ·a-=-?3 'O
6'0
'-o
9 ::s c.
Q>g 5
=--
N
N
oa.._. ·e
.é> ~·~ 'O .
:,
~ggo
---
Germania
( 1,71 (I) ·J,315,534 4-26 2556 12,56(2)
Francia
1,80 (3) '1,800,000 450 2700 [ 2,25 (•I)
4,9(1) 4,9 (2j 5,0(3) 5,0(4)
3,63 (lj 3,86(2) 1,9!~2 3,72 (31 4,11:(4) 1,500
talia R ussia
1,68
86- 886 3 f780 (5) 1,77 (5) I' t 0( 1040 (fi) 2,36 (UJ 1,966,0,73 36412772
3,85 2,25 -
l2:ùi4u
(5) (G)
(1)
(3) (4) (5) (6)
Ordinamento attuale. Ordinamento in progetto. Se 1 sono le batterie divisionali. Se 5 so no ·1e batterio divisionali. Se le batterie sono su 6 pezzi. Se le batterie sono su S pezzi.
~
de i pezzi - --
--- - -
- ------ --- - --
11010 ,,, I
Germania.
6
8 ~)
10 {\..
i 6
0,898 1,t98
(3 ) -10_ (3)
Francia
Velocità
della granata
iniziale -
· -
-·
pesauto ' leg- pes te legpe- JegI giero an gicro sante giero 1 ceni. ~ ~ chlt rneÌri metri
- -- - -iI
,., I,.,
--
- --
-
--
'l
:fu'(2l
i
'7,8517,00
5,07 444
46[')
10
4 r '10 (S) ~ 8,5 (5) \ 7,00(5) " soo\390 (5J 7,5 4 417 ?442 , 3,5 '4) ? 9,5 (6) t0,840 1 10
2 10
6,G(-1)
2,52 1 14,25112,52 .1 1,409
Peso
----.,~- ··, -----------
pesanti leggiore
1,f:>08
Al pn~c<~dente uniamo il seguente specchietto, il quale contiene alcuni dei dati indispensabili per giudicare la potènza delle diverse artiglierie:
(2)
Rapporto l1orma· col nu rnc1·0 totale zione Ca libro delle batterie cl e Il e d i uo batterie .corpo d'annata del cannone col numero N•
~
- --
Austria-Ungheria ·1,098,927 228 1724
S'rATO
division i divisioni . Soo o ::, di di ~ ·· fanteria ca van.a _z·§~ _o _
- --
- --
79
ESTERA
Austr·ia
8
8 10
Italia.
8
4
6
Tii
lO
Russia.
8
f
1
I I 8,7 8,75
I I 7,5 7,5
6,355 4,241 448
423
6,730 3,720 454
400
I 8,69
8,G9 5,94-0 5,940('13
1366
Se il lettore esamina con attenzione i dati precedenti si accorgerà che l'esercito it:aliano, riguardo alla potenza d'artigl ieria non si trova in condizioni tranquil lanti, sebbene a prima. vista gli specchietti precedenti sembrino affermare il contrario. Chi guarda superficialmente le cifre riportate, vede che l'Italia possiede 2.,36 pezzi nella divisione e 3,% nel corpo d'armata ogni 1000 armi portatili , e conclude che essa è in condizioni migliori dcli' Austria e, della Russia e pressochè eguali a quelle dell'artiglieria tedesca e francese. Quanto lontana dalla realtà sa. rcbbe mai questa deduzione. Sì, è vero che l'It.alia può raggiungere le suddette proporzioni, ma a patto cb.e essa pervenga a mobilitare sul bel principio della campagna· le batterie su otto pezzi . .E ciò le sarà possibile? L'esperienza delle passate guerre è lì per rispondere di no. 1
(I) Coll"ordìnamcnto in progetto, e coll'ordinamento attuala, quando il coi·po d'armata è privo .dellr. batterie a cavallo.
(2) Quando il coi·po d'armata ha le batterie a cava llo. (3) Quando il corpo d'armata ha ·17 batterie. (4) Quando il corpo d'armata ha 19 batterie. (5) Questi canuoni di bronzo verranno surrogati rispettivamente cou cannone d'acciaio da cent. 9 e da ceut. 8 sistema Lahitolle.
80
RIVISTA
ESTERA
. .L~ ~uarta sezioni che portano le batterie su 8 pezzi arriveranno mdub~rn~1ente ~a:di i~ cam~agna, e ciò per due motivi: primo per la ~overt~ d1 cavalli mcm versa 11 paese, secondo per le difficoltà che hanno l r~g~unenti . d.i mo~ilit.arsi, provenienti dalla necessità di provvedersi I cava lli 111 regt0n1 lontane alla loro sede. Per assicurare la formazione su 8 pezzi in guerra, bisognerebbe in tempo di pace tenere un effettivo di cavalli più ricco dell'attuale, ma ciò sarebbe contrario all'economia. Le batterie italiane adunque compariranno in c~mpo . su 6 pezzi, cd è su questo numero di pezzi delle batterie clrn li1sogna fondare i paragoni della potenza dell'artiglieria italiana con quella degli altri Stati. In questo ca;o lo specchietto primo dimostra che l'I1alia possiede 1,77 pezzi nelle divisioni e 2,H pezzi nei coi·pi d'armata ogni rnoo armi portatili, propol'zione notevolmente inferiore a qud!a della Francia e della Germania. Si fa presente poi, che l'esercito italiano non possiedr1 art.i<rlieria per le divisioni· di cavalleria, e se per avventura occorresse di l'ormani questi corpi non si avrebbe artiglieria disponibile, a meno eh~ non la si sottraesse dall'artiglieria ~ei corpi d'armata, con scapito evidente del già meschino numero di bocche da fuoco designate a queste grandi unità. · L'esercito italiano inoltre non possiede batterie di complemento, cosicchè la proporzione indicata, una volta diminuita per \e prime perdite, non si potrà ripristinare; mentre in Francia, in Germania ciò è possibile a 1noti vo del gran humero di baw:rfo di complemento che vengono mobilitate all'aprirsi della campagna. E qtwste batterie di complemento non hanno nulla a che fare con le nostre batterie di milizia mobile, sia per il . modo con cui sono costi tu i te, sia pcl modo con cui sono armate. Le batterie di complemento tedesche e francesi possono partire anche subito per la campagna insieme con quelle di prima linea e sono identicamente armate delle hatterie di prima linea, ~tentl'e da noi le b~tterie della milizia mobile..... sono ancora assai in arretràto. Fra gli altri inconvenienti cagionati in gran parté dalle nostre strettezze finanziarie, v'è altresì quello di avere, oltre 100 batterie di prima linea, 40 batterie pesanti e 60 leggiere. L'Italia, come fa vedere il secondo specchietto, è l'unico Stato che abbia più cannoni leggieri che pesanti. Le granate da 7 cent. sono ancora a doppie pareti, mentre le granate dei cànnoni esteri fra breve saranno tutte con anelli dentati, cioè granate che producono circa 7 voi te più schegge di quelle a doppie pareti . 1
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IL SERVfZfO SANITAR[O Dr GUERRA NELL'ESERCITO INGL[SE Il numero del 1° gennaio degli Ar-my Cirwlars contiene un nuovo regolamento sul servizio· di sanità in guerra, che rassomiglia di molto a quello prussiano. Eccone i punti principali: · Il servizio sanitario è disimpegnato: ·,1° Dalla direzione del servizio di sanità in guei'ra: a) presso i corpi di armata, b) presso la base d'operazione, '.z 0 Dal servizio di sanità presso i differenti corpi di truppa; 3° Dalla colonna di infermieri del corpo d'armata, che forma la :prima linea del servizio di sanitit; ,i, Dagli ospedali di campagna mobile, che ne formano · 1a seconda linr~a; ·5° Dagli ospedali di campagna stabili che costituiscono la terza linea. .D,ire.z,i,one del serti.zio di sarliità in giierra. - Un chirurgo generale presso ogni corpo d'ar'inata mobilizzato, ed uno presso la base di operazione, hanno la direzione cli tutto il rispettivo servizio sanitario. Nel corpo d'armata tutte le disposizioni ùlative al servizio di sanità sono prese dal chirurgo generale, e vengono attuate in seguito all'approvazione ed all'online del generale comandante. Il chirurgo sta presso il quartiere generale e informa il generale comandante di tutte le disposizioni e di. tutti i movimenti prescritti alle compagnie infermieri e agli ospedali da campo mobili. Egli si mette in relazione coi c11pi di tutti i servizi amministrativi e fa conoscere a ciascuno per la parte che gli spetta la quantità di maUl!'ialc~ e di approvvigionamemi . dei cruali crede aver bisogno pei malati e pei feriti. . Ha la direzione di tutto ciò che colicerne il servizi.o di sanità e la igiene, in marcia, al bivacco, ·e negli accantonamenti. Sotto la sua responsabilitit egli fa la ripartizione di tutto il personale del corpo · medico o della truppa di sanità appartenente all'armata attiva, alla riserva ed agli ausiliari borghesi. 1
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Egli deve sempre avere in pronto, per entrare in azione, tutte le compagnie !nfermicri'. e ~utti gli ospedali mobili disponibili; e quando un conth~ttH?e~to e '.mnunente spetta a lui cli determinare il po:;to delle staz10u1 d1 mccl1c,1lura . . Per _la direzione del servir,io degli o~peclali rin car.npo mobili il chirurgo genera le . del corpo d'armata è aiutnto dal d·irettore deglri ospedali da campo, 11 qua le ha l' incarico di regolare l.\rtti i particolari relatiYi ai m~vimeuti cli questi ospedali . .[[ dil.'ettorn degli ospedali, che è un chiruro·o ••enerale ac,O'iunto ' ' d' · v O <".>O , visita . 1 lreq~(!nt_e gl i ospedali da,carnpo; ispeziona lo stato degli arnmalat1 e _dei_ leri 1;1, ~h1~ furono inviati agli ospedali sia Jai corp i, :;ia dalle star,ion1 d1 mcc.l1catura delle compagnie infermieri. S01'vH~lia che non si produc.:ano ingombri, ed a quest'uopo fa dirigere col la ~na()'oior celeritù possibile agli ospedali della hase d'op<~razione tutti i n7:iati e. tutti i feriti che non sono in graflo di rientrare in breve tempo ai loro_ corpi . Egli informa subito il clÌirurgo generale del corpo d'a;._ mata d1 tutte le ,me osservazioni intorno al vestiario, al materiale mc1dico- chirurgieo, cd a Lutto ciò che può aver influenza snl lo stato dei:rli ammala!.i r, dei /'eritj, e gli indica gli edifici clic p~trehbero occupa~,i pcl servizio sanitario. In caso di urgenza esso corrisponde dir~ttarnente col chirurgo generale della base di operazione, e informa poi il chirurgo gencrnle del corpo d'annata delle dornandc indii·iizatc al primo, pcl rinnovam ento cli oggetti, e l'evacnazione degli ospedali mobi li . Oltre al direuore degli ospedali eia campo un secondo chirnrgo gen; ra le 11ggiunto è messo a disposir,ione del chirurgo generale del corpo d al'lnata, chiamato sani.tcir-y of'fi,cer; es1-o ha l'iucnrico di soprnvcdcre, sotto gli ordini del chirurgo genera le, a tutto ciò clin concernn l'igiene e la polizia sanitaria. ' , . Sono pure ,1ddetti allo stato maggiore· del chirurgo generale di un corpo d'arrnat~ : · 1 chirurgo-maggiore, segretario, . ~ chirurgo- maggiore, incaricato ciel servizio di saniu\ del quartiere generale, ·1 capitano degli infermieri, focentc funzi one di quartiermastro sotto gli ordini del chirnrgo generale. . In ciascun~ di visione, l'ufficiale in capo (chirurgo genera le agg_mnto), h~ '.li snoi .ord_i11i un chirurgo-maggiore, il quale fa le fu nZIOlll !l ufhcrnle sanitario e di medico <iello stato maggiore, ed . un. ufficiale degli infermi1{ri come quartiermastro .
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Le compaonie infermieri n gli ospeda'li mobi li addetti 11cl una di0 visione ~ono sotto il comando -del generale di divisione. Tuttavia l'ufficiale medico in capo della divisione è responsabil e, nell'assenza d.el chirurgo geirnrale del corpo d'nrrnaw, dei loro mov·inrnn ti , e del loro impiego. . Quando nna divisione sia distaccata tanto che rnanch rno le comunica;r,ioni col riuartier. geJ1(mdc del corpo. d'nrmata, l' ufficiale medico in capo della divisione adempie nella stessa alle funzioni che spùttano al chirurgo generale del corpo d'armata . Nel corpo d'armata mobile pertanLo un personale cli '.1 3 _ufficiali medici e cli o uffieiali degli infermieri è impiegato 1rnlla direMone del servizio rii sanità; ,fb sot.l.ufficiali csoldnti c.lellu truppa di sanità (1irmy. hosvital corps), '2.5 attHndcnti o 7,1 caval li da sel,la sono a disposizione di questo personale: . . Alla base di operazione, il chi rurgo generale presso d quartiere generale del comandante iu capo della base d'operazione ha a \;ua disposizione uno stato n'laggiore, detto stato maggiore med:ico-amm'inislh·ativo, che si compone~ di: 9 c.hinu·oi ocuer.:ili a<,.>iunti col le funzioni, l'noo di diretLore degli V VO ' ospedali da campo, l'altro di ufficiale sanitario; . . 3 chirurgi maggiori , l'uno segretario del chirurgo generale, il secondo medico del rprnrtiere generale, e il tm·zo direttore. del ma. teriale; 3 ullìciali degli i11 fcrmieri, l'uno capi tano degli inl'ermieri incaricato delle funzioni cli rp1articrmastro, gli altri due tenen ti , incom1Jenzati della contabilitù, il primo .del magr1zzino medico, il secondo del magazzino del materiale generale; . 20 sottufficia li e soldati della truppa di sani tù , ,12 attendenti e H cavalli dei quali 3 appartene11ti a!lo Stato . . Il ehirurgo generale della busc di operazione agisce inclipernlcntemente da l (;hirnrgo generale del corpo d'armata, ma accoglie tntl:e le sue _d?rnand~ che riguardano il materiale!} gli approvvigionmncntr del serv1z10 degli ospedali . Ha cura che la base di operazione e l'armata collocata in prima iinea abbiano sempre approvvigiornuuenti medici'. e il necessario materiale da osp,ldale, cd è responsabile in special modo dell'esistenza cli t11li approvvigiouamenti: se veugono a mancare ne informa -il direttore generale del scrvir,io medico e il comandante. ianza ed il controllo dei. bnstimcnti ospeda li (hosp'~ta.l 11a la sorve<rl V ' sh'i.ps) per quanto ha tratLo al ricevimento dei l'nalati e dei J'c r·iti , e s'intende coll'ufficiale generale comandante intorno all'impiego tl destinazione di codeste navi. '""'
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Riferisce all'ufficiale generale comandante quando sia il momento di convocare la commissione di riforma, e prende tulle le misure necessarie affiuchè non subisca ritardo la convocazione degli ufficiali e degli individui proposti , purchè non si preveda che in tempo assai breve tornino atti al senizio. Il servizi-O di sanità dei corpi di truppa. - Gli ufficiali medici impiegati nei corpi di truppa hanno l' incombenza di portare i primi soccorsi uci campi, in marcia e nei combattimenti. Le malattie sviluppatesi nei campi e che richiedono una cura prolungata danno luogo allo sgombro immediato sull 'ospedale mobile più vicino. Un chirurgo è addetto a cia~cuu battngliono cl i fa nteria, roggimentd di cavalleria, baucria d'artiglieria a cavallo, batteria da campagna, compagnin del genio, equipaggio da ponte o telegrnfìco . Tuui i medici delle truppe a pied i hanno uu cavallo cd 1111 atteudente; quelli della cavalleria e dell'artiglieria a cn vallo hanno due cavalli e due attendenti . Presso i corpi di trnppa cli un corpo d'armata si hanno dunque: Per 2.1 battaglioni di fanteria 21 chirurgi 6 reggimenti cli cavalleria 6 batterie a cavallo il ·,1,1 babLcrie da campagna 11 3 compagnie del genio 3 2 mcizze-corn pagnie di riserva 2 ,1 equipaggio da ponte 4 4 equipaggio lei egrafico ·1 )) ))
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I porta-feriti reggimentali non devono mai abbandonare il loro ba~taglione senza l'autorizzazione speciale del genei:ale comandante la divisione. In tempo ordinario tengono le borse d1 nrnbul~oza, due per recrcrimento ed i bidoni per l'acqua, due per cornpagrna . oo • · I • · Quando un battaglione sia distaccato, e _0?~1qual;'O_ta si_ sw~a. necessario, l' ufficiale medico in capo della dms1one ria I suoi ordrm a_ffinchè ogni battaglione sia provvisto inoltre del materiale medico necessario. Ogni compagnia ha una barella, la quale in marcia è ca~icata sul~e vetture di d~isioM del battaglione. Qnando un combattimcnw sia imminente, i porta-feriti depongono il loro fucile e il loro ~acco sulla vettura, e si dirigono, guidati dai medici, al teatro dell'az1oue. . Nelle picr~ole f3zioni i medici dei regg_i me~t'. im~egnal( ~ono_ assi~ stiti ndl'applicazionc delle pri me cure a, fcr1t1, da , medie, dm corpi che non prendono parte al combattimento . ~ci combat.timeuti, i medici dei corpi, mentre aspowmo l'arrivo dello sLat.o marrrriorr : della compagnia dei portaferiti , . prestano t)tl • ai feriti soltanto i soccorsi indispensabili ; devono, m massima, astenersi in tali circost:rnw da qualsiasi operazione chirurgica importante e non perdere mai il cont:itto coi loro corpi. l(i
colonna de'~ porta-{e,riti del corpo d'armata.
Presso· ogni eorpo d'armata, una colonna di porta-!er_iti ~ clestin_ata a prest:.He i primi soccorsi ni feriti, ed a trasportarli md1etro smo alle stazioni cli medicatura o sino agli ospedali da campo. Una colonna di porta- feriti consta di quattro compagnie, una_ per ciascuna divisione ( 1), e la quarta per le ·truppe complementari del corpo d'armata e per la cavalleria.
Totale 49 i;hirurgi L'islituzione dei porra-foriti è ordinata nella maniera seguente: Due uomini per compagnia, i qua li hanno già ricevuto l' istruzione speciale dei porta-feriti, sono messi agli ordini del medico del corpo; agli avamposti o quando il battaglione combatte isolato, essi disimpegnano il servizio che incombe agl i uomini delle compagn ie speciali dei porta-feriti; iu massima generale concorrono r;on questi ultimi al servizio dei soccorsi ai feriti. Per far fronte a tulle queste eventual ità, sarebbe desiderabile, secondo il regolameuto, che i capi .dei corpi prendessero le loro misure, in modo che quattro uom iui per ciascuna compagnia ricevessero Ì'istruzioiw dei porta-feriti.
Hl In Ingh ilterra non v'è una grnnde onit.à costituita_i~ t~mpo di p~ce. ~la. si ~a pr°: parato sull a carta la f:>rmazione dollo br,g~te, d_ollo d1v1s1o_n1 o _dei ~o'. ~1 di .irm,1ta. Si devono rormnre s corpi d'armata co111post1 tu tti m modo 1dont1co c1oe. . .. di 3 divisioni di fanteria a 'l brigate di 3 botuiglioni, comprendendo c~ascuna d_1•1 • sione un baU,aglione di cacciatori, un reggimento di artiglieria, I compagnia del geOio; di una brigata di cavalleria a 8 rnggimenti con una baLLer,a a cavallo; deil';ll' Ligli eria del cor po 5 ln,tLcrie; di un pa1·co del gonio; di un equipaggio da ponte; . . di una sezione teh)grafica. Per formare questi cor pi di armata si deve impiegare tru~pe_ deU'escrc1Lo attivo e miiizio cioò pel' lJ fo nteria 62 baUagl ioni regolari e 106 di m1ILZ1a. Rimangono 86 battaglioni ~egola1:i per le colonie e '27 battaglioni di milizia pel servizio interno.
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Ogni compagnia si compone di : 1 chirurgo-maggiore capo (surgeon-major i,n charge); 3 chirurghi- maggiori; 4 chirurgh i ; 1 capitano degli infermieri; 2 tenenti » ,,. sergente maggiore della truppa di sanità, ; 10 sergenti 10 caporali » .f5 infermieri » 95 porta-feriti H attendenti 1 ufficiale del treno, incaricato del convoglio ; 2 sorgenti ; 2 ca porali ; .1, operai ; ,1-3 conducenti ; 1 attendente ; ·, ))
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TòtaJe 20fi uo.mini , Ogni compagnia di porta-feriti ha 101 cavalli, dei quali 15 sono cavall i da sella, 80 da tiro ( per ,iO vetture a 2 cavalli) e 6 a mano, Il ,caneggio si compone di : 33 2 2 2. ·1
vetture pel trasporto dei foriti _; carri di chirurgia; carri da material i ; vetture per l'acqua ; vettura di riserva,
LH d1rn Vùttum di chirurgia portano pure una tenda per le operazioni , Allorchè il corpo d'arfnat.a è destinato ad operare in paese di montagna, presso una delle quattro compagnie della colonna , 76 muli con cacolets e p_ortantine e ;M muli da basto pet materiale sostituiscono le vetture, Invece dei 4-3 conducenti del treno si hanno 50 mulattieri pure del treno, Se i muli del. distaccamento non furono adde- · strati , il numero dei mulattieri è raddoppiato, per potere destinare un uomo ad ogni :mimale.
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Ogni compagn ia può dividersi in due mezw-com pagnie. 11 personale cd il materiale sono ripa 1·titi preventivamente in modo che ogni mez1.n-compagnia possa operare indivi1lnnlmente da sè, Le 33 ,,ettnre pel trasporto dei l'eriti di ciascuna comp:ignia si dividono in due se.agiioni. Il primo scaglione ne co111prencle ,1O, ùd è costante men te .manten uto a questo effettivo per mezzo delle '.23 vetture del sccoudo sc:iglione, Le vetture eia trasporto pei feriti del pri rn o scaglione, ed. i ca rri di chirurgia e del materiale sono sempre del modello regolamentare, Quando le risorse del p:iese lo permettono, e in mancanw del numero sufficiente di vètture elci modello regol:imentarc, il secouito scaglione può essere formato con vetture a ~ospensionc a due cavalli, che saranno requisite sul po~to. Tuttavia non deve:;i dimenticare che queste vetture non s:iranno rnai cosi bene :idatte al trasporto dei reriti qn:rnto 'luelle di modello regolamemare, l n ogni caso, ogniqualv~lta !p1este vetture no11 possono contenere to stesso numero di feriti delle vetture regolameutari , se ne dovrà accrescere il 1n11nero in proporzione, Le vntture cl i requisizione e anche ln vettum rego lanient::iri possono essero tira te da cav;11Ji requisiti; i conducenti perù apparterranno sempre al trono dell'armata. Le veume nel i fi nimenti. sono messi a disposizione delle cotnpagnie di porta-feriti da l servizio del materiale di artiglieria; i cavalli , i conducenli, e gli operai sono forniti dal corpo del treno, e sono spe,ati clal commissariato, Tuttavia gli uomini, i cavalli ed il n1:1teriale sono posti sotto la direzione del medico in capo per tutto il tempo che restano a<lcleui alle compagn ie' dei porta- feriti , Facnndo ;;tracia la co111 pagnin dei porta- ferit i marcia nell'ordine ~eguente: itt tesla ta compagnia cl ùlla truppa di ~anitft in colonna per quattro, poscia lo vetture ed i carri in colonna di via ; le vetture da trasporto dei t'eriti m:irciano per le prime, li posto cl.egli uffi ciali è così stahil ito: gli ufficiali medici marciano innanzi alla truppa di sa ni tù, gli ufficiali degli infermieri marciano dietro la compagnia, l' uflicialc ilei .treno si ti ùne sul fian co e all'altezza d'ctlù vetture del materiale, I l medico capo si trasferisce da un punto al l'altro ove crede la ima presenza necessal'ia pel mantenimento dell' ordine. La marci:i \è chiusa dai e.aval li a mano, Quando la cornpag11ia sia orrlinatn per la guerra cli montagna, gli animali da basto m.Jrciano immecliat.amentù dietro la : truppa di sanità per n1ezze sezioni, . Un uomo su quntt1'0 dell:i compagnia dei porta-feriti ha un bi-
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done e una borsa d' amlmlanza. I medici devono .sorvealiare che ì .bidoni. siano sempre pieni ed i sacchi guarniti. ;:, · La compagnia dei porta-feriti è sotto il comando del medico capo. Quest' ultimo,. respons~bile verso il medico divisionario, sia personalmente, sia soltdariarneute, deve invigilare perchè la compagnia sia sempre pronta in qualsiasi mo1mmto ad entran~ in azione. L'approvvigionamento cd i.I rifornimento deHa compagnia per quanto ha tratto al materiale regolamentare di qua l.siasi genere, si fa per mezzo di richieste scritte, indirizzate diii capitano deo-Ii infermieri col visto del medico-capo, ai servizi rispettivi; riel com::iissariato, del materiale d'artiglieria e cli sanità. II capitano degli infermieri ha la contabilità del materiale e funge da pagatore ; durantf: il combattimento, souo gli ordini del medico in capo, esso dirige il collocamento del le stazioni di medicatura. I tenenti degli infermieri hanno per incombenza, durante l' azione di dirigere il servizio delle vetture eia trasporto, ·stabi lendo un'ahcrn; corrente fra il terreno del combattimento e la stazione di medicatura. Essi hunno l' obbligo di seguire gli ordini che il medico più anziano presente crede cloww loro dare nell' interesse dei feri ti. . L' ufficiale de 1 t1:eno comanda il distaccamento del suo corpo addetto alla compagnrn , ma deve otwmperare a tutti gli ordini che o-li vengono dati dal medico-capo relativamente aì movimenti ed al servi~o delle vetture, del materiale e dei cavalli. ]?rima che incominci il combattimento, il medico divisionale, d'accordo ·COI generale comandante, procede alla scelta delle stazioni di medicatura . 1n assenza del generai<~ comandante, prende egli stesso tutte le disposizioni necessarie rispetto alla compag~ia di po~'ta-feriLi. . R_ice:uto l'. ordine, il medico-capo stabilìsce subito una o più. staz1-0m eh medicatura, e prende le disposizioni necessarie per far raccogliere e trasportare i feriti. Le stazioni di medicatura devono, per quanto è possibile, essere al riparo dal fu oco. Se si fpuò, si scelgono edifizi convenienti, in prossimità del teatro di azione; in mancanza di questi, si alza una tenda per le operazioni. Il medico-capo impartisce in seauito le sue istruzioni per l'ordi namento del le stazioni, e fa conoscei~ ad ogni medico la parte del servizio che gli spetta. . 1 carri di chirurgia e del materiale e le vetture coli' acqua sono disposte secondo gli ·ordini ciel medico-capo. La stazione di medicatura è segnata di giorno con due bandiere di Ginevra, e di notte con due lanterne rosse.
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Dnrunte il combattimento i feriti raccolti ricevono presso la stazione di medica tura i soccorsi necessari, e sono trasporta li indietro colla pili. grande celerità. 'r enniuato il combattimento, due medici coi porta- feriti, segui ti dal primo scnglione dello ·vetture guidato da uno dei tenenti infermieri, percorrono la stradu carrozzabi.le più diretta , e si fermano il più vicino possibile al terreno dell'azione. Le vetturl:l fauno dietrofronte, dirigendo In tc::;La dei cavalli verso fa stazione di mcclicatnra. I porta- feriti sono allora formati in squadre di quattro uomini, e ogni squadra prende una delle bnrclle caricate sulle vetture. Due uomin i d'ogni Sffuadra hnnuo l' incarico di portar·e i I forit.o ; i due altri, che coslituiscooo la coppia dei portatori cli ricambio, hanno l'incombenza d'aiutare u collocare il ferito· sulla barella, di dargli nell'a:;seuza del medico i soccorsi più pressanti, e, durante il. trasporto, di portare il sacco ed il fud lc del paziente. l i distaccamento elci porta-feriti è per questo .servizio diviso in due mezze-compagnie condotte cia:;cuua da uno dei due medici, e le mezzecorn pugnie si scompongono a lor volta in gruppi di 16 uomini, posti ciascuno sotto gli ordini cli un sottufficiale. Cosi fruz iouati, i porta-feri ti esplorano il. campo di ba ttaglla e le sue vicinanze, esaminnno gli uom.iui ~aduti , separano i vi, i clu i morti; conducono i feri ti al punto dove si trovnno le vetture da trasporlo, poi ritornano immediatamente sul terreno colla barella. Quando le vetture sono completamente curie.ate, le :;i dirigono alla stazione di medica.tura, accompaguate ciascitna da un uomo, o, per <1uanto è p<;>ssibilc, da un sottufficiale della trnppa di sanitit, il quale ha il mandato cli aiularo a scaricare i feriti . È espressamente raccomandato di noo cambiare la barella sino al suo arri vo alla stazione di med icatura, o(l anche ad uno degli ospedali mo.bili e più vici ni. Raceolti così i feriti trovati in rasa carnpag11a, si tratta di perlu. strare con metodo i boschi ed i fossi dei dintorni, sicchè sia impossibile che LU\ ferito resti sul campo di battaglia senza soccorso. Alcune lanterne dcstinnte per la ricerca dei feriti nel!' oscnritù, fann o parte del carico dei carri di chirmgia . Deposti i. feriti, le· loro armi e i loro sacchi alla stazione di medicatura, le barelle sono pul ite , e I~ vcttm;e ritornano snl terreno. Un sergente d~lla truppa di sanità è incaricato dei sacchi e dellè armi dei feriti. E raccomnndato a tutti di non porre sulla vettura o 'di non impiegare corn.c sostegno i fucili carichi. 1
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Gli uffi ciali e sottufficiali della compagnia porLaforiti sono responsabili che i feriti ed i morti non ~iano spog"Jiati. Una punizione esemplare è inflitta a chi si appropri i oggetti di vestiario tolti ad un morto o ad un fe rito. Il secondo scaglione delle vettme è posto sotto il comando di un graduato della truppa di sauìtà, e marcia generalmente a mezza giornata indietro della compagnia. Allorchè i feriti cominciano ad arrivare alla stazione di medicatura, il medico-capo invia al secondo scaglione l'ordino di avanzare, o tutto od in parLC, ·affine di mandare i feriti della sl.esga all'ospednlc mobile piLì Yicino. In caso di riti rata, il 'medico divisionario, cd in sua assenza il medico- capo della compagni,1, çleterrnina la frazione di ambulanza che deve restare indietro. Ogniqualvolla alla st~zione di medicatura un uomo ha ricevut-0 le cure 11ccessa1·ie, il medico che si è occupato cli lui assicura sul suo vestiario una tabella dingnostica, la quale porta l'indicazione del reggimento, dol numero cli matricola, del grado e nome ciel l'crito, ed una succinta descrizione della natura della ferit a, !delle cure prestategli e delle raccomandazioni pel trasporto; quc~ti ·particolari sono in seguito trascritt.i sul librcuo cli soldo. Osvcdabi da ca-1111Jo molYili. - Gli ospedali eia campo mobil i formano la seconda linea del servizio. li loro scopo consisto nel soccorrere i feriti, che sono ad essi inviati tanto dalle stazioni di medicatura quanto dai corpi. Ciascun corpo d'armata è provvisto di 1~ ospedali da campo mobili; 2 per oguuua delle 3 divisioni, e sei formanti la riserva generale del corpo d'armata. Gli ospedali da campo mobili sono organizzati !per ricevere 200 feriti o ammalati, e per potere frazio narsi in duo semi- ospedali da campo mobili. Ecco la composizione d'un ospedale da càmpo mobile: ,j
chirurgo maggiore, capo dell'ospedale; 2 chirurghi maggiori; .i, chirurgi; ~ capitano degli in fermieri ; 1 sorgente maggiore, della truppa di sanità (contabile); ,1 sergente della truppa di sanità (aiutante contabile);
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ripor. 1O
2 sergenti della truppa di sanità ( maggiori infermieri); sergente » ( farmacista); (aiutante farm acista) ; 2 sergenti » » (gnardio magazzeni); 1 sergente » » (segr. del mcd .in capo); 2 sergenti » » (cucinieri); ,i caporali » » 22 inferm ieri ,, » (do'quali4aiut.cucinieri); 8 attendenti della riserva o della milizia ; 22 conducenti del treno ; ))
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_J'.otalc 75 uomini. 8 cavalli da sella; ,H ca·rnlli da tiro; ,I, carri a tende (per 50 tende a 4. lotti); 2 carri per ti materiale; 2 furgoni di farmacia; 2 rntture pc.r l'acqua.
Fra i sei ospcdnli da campo mobili, che costituiscono la riserva "encrale del corpo di armata, tre soltanl,o sono provvisti, al princ;io della campagna, dei mezzi cli trasporto. Quando sia ncces~ario di far seguire gli altri tre, i mezzi da trasporto ::ono requisiti dal commissariato. ~elio di visioni il 'medico divisionario deve prendern le necessarie disposizioni por avere sempre un numero sufficiente cli ospedali da campo mobili, pronti a ricew re i feriti o gli ammalati. Qnando i due ospedali di visionari sono insufficienti, egli domanda al chiru1'go geucro lc di mettere a sua disposizione uno o parecchi ospedali della riserva generale del corpo d'armata. Quando uno degli ospeda li di, isionari nou possa seguire, sin pel numero degli ammalati o dei feriti , sia per la mancanza di mezzi da trasporlo, sia per qualsiasi altro motivo, l'ospedale è distaccato dalla divisione, ed è ·rimpiaziato, dietro l'iodicaziono del chirurgo generalo, eia uno di quelli <lolla riserra generale. In ogni accantonamenLo il medico divisionario fa conoscere :il generalo comandante il numero e la Jocalit.it degli ospedali mobili clrn crede necessari. In caso di urg<·nza, ccl in rnanc~uza d'istruzioni dello :.-lato maggiore
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della divisione, a ~edico- capo di nu ospedale mobile.può di sua 101.ziativa decidere che sia aperto, salvo a renderne conto al generale comandante la divisione, il 111rnlè sottopone la questione al medico divisionari o. Il medico capo di un ospedale mo))ile dirige, per mer.zo riel!' ufficiale dr~gli inferrnièri, ai servizi rispettivi (servizi del rnaterialr} di attiglieria, ciel commissariato, di saniti1), e riveste della ·sua fi rma, le ·richieste scritte, divenute necessarie poi riapprnvigionamonto dello stabilimento posto sotto i suoi ordini . Appena sia possibile deve far sgombrare i SL!Oi ammalati e feriti sugìi ospedali stnbiliti lnugo le comunicazioni, o alla base rii operaziono; non deve assolutamente trattenere che coloro i quali possono riprendere .,, servizio dopo pochi giorni e coloro che non sono trasportabili . Quando si preveda prossimo un combattimento, gli ospedali mobili devono essere sbarazzati da tutti gli ammalati e feriti che sia possibile di inviare indietro . Nella scelta della localitì1 in cni collocare un ospccfale mohile prima cieli' azione , devesi avere riguardo alla vicinanza della prima linea, al collegamento con ossa per mezzo di strade carrozzabili e ùlla fac ilità di avcrn acqua. È oltremodo vantaggioso di porre l'osi)edale mobile in edilltj_ convenienti di uua città o cl i un vi~laggio_. Quando la cosa sia impossib ile, si innaizeranno le tende, cd 1 carn del ma-terialc, i furgoni di farmacia e le vetture per l'acqua saranno parC,';!ti sotto la direzione del medico in capo. Quando un ospedale mobile, durante il combatti mento, si trovi nel caso di compiere l'ufficio di stazione di medicatura, il medico in capo fa applicare le disposizioni prescritte per le compagni 1~ di porta-foriti. Facendo strada, l'ospedale mobile rn,ll'cia nell'ordine seguente: 1° sottuf.Gciali e soldati della tmpp11 di sanità; 2° carri di farmacia, carri da materiale, vetture per l'acqua, carrette pc! bagaglio e pel for11ggio. Il posto dc<>li nfllciali è così determinato : gli ufGciali med ici in . o tèsta della truppa cli sanità , I' ufficialn degli iufennicri dietro i suoi uomini, l' ufllciale incaricato del convogl io sul fianco della colonna delle vetture. Il medico-capo sorv-eglia costnntemcnte la colonna di vin. Ospedali da campo stalril-i. - La terza linea ciel servizio di sanit~ in guerra è formata da 47 ospedal.i dn campo stabili, ripartiti lungo la linea o le lince di comwiicazione e suita base di operazione. Gli ospedali da campo stabili hanno la stessa composizione degli osped;ili da campo mobili , co"l!a solli differenza che non sono provvisti cli mezzi da trasporto, che hanno grand~ tende eia ospedale in luogo
ESTF.RA
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di piccole tende per quattro, e che sono prov-visti di una quantità più consirlercvolc di oggctt.i da vestiario. . . Questi ospedali sono collocati preferibilmente nelle_ staz_1~111 delle strade forra te, o nei posti cl' imbarco; o sono nlla d1sposmone del generale conrnndantc la base di operazione e del chirurgo generalo che è a lui hd<letto.
IL GEN tO NEL BELGIO
L'arma del genio nell'esercito belga si compone di uno stato mag- · "iore particolare o delle truppe del genio. . .:i Il .quadro dello stato maggioro parti-colare comprende : 1 tenente gene.raie. ·1 maggiore generale:
3 colonnelli. 6 tcncnte .colon11clli . 6 maggiori . •17 cnpitani di ·I" ·classe. ·17 " 1> 2a " 14 tenenti. 56 ufficiali cornplcssivamcntc, cui vanno aggiunte le guardie del gen'io in numero <li 50.
Gli ufficiali dello stato rn:iggiore ·particolare sono ripartiti nei diversi servizi elci]' arma, che sono : l'ispcziouc generate; gli irn pieghi speciali presso il ministero della guerra, gli istitn~i d'educazione ~ilitarc, la casa del Re; le du e dirr.zioui territoriali, le Hl sottodirezioni (commanrlements), o 1.:i brigata L~po~ra~ca._ . . . . . Le guardie del gonio sono impiegati c1vil1 dr peudent1 dal mmrstero della guerra, e si 1·cclutauo fra i sotL' nfficiali dcl_Jo truppe d~l oe c,· ricevono 0uli ordini cfa Oli ufficiali dello. ::;t.ito maggiore del gelllo o 11·1 , . . ccl hanno posiziouc :simile a qnelln che da uo1 occupavano a11t1camcute guardarnii . Le truppe ciel genio constano di 1 tcggimento e 5 comp,1gnie $pe-;11
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lUVISTA
ESTERA
ciali. Il reggimento si forma di 3 battaglioni attivi a ii, compagnie ciascuno, e di · ,J battaglione di deposito. Il decreto del 29 gennaio 1874 stabilisce il quadro degli ufficiali . di truppa nel modo seguente :
Ciascuna direzione comprende un certo numero di sotto-direzioni (com.mandements) e queste, a seconda della piazza in cni si trovano, chiamansi sotto-direzioni cl' acquartieramento delle truppe ( comnnanclements de caserneinent) nelle città aperte; sotto- direzioni delle piccole piazze forti , o sotto-direzioni delle grandi piazze forti. La · direzione d' Anver;;a abbraccia le sotto- direzioni delle grandi pi::t~?~ Jorti in cui è divisa la piazza d'Anversa, cioè : · a) Anversa - Città e cittadella a sud, forte della testa verso Fiandra, S. Bernardo ·e poligono di Brasschaet. b) Anvers::i - Cinta. e) n Campo trincerato . d} Forte Merxem. e le opero situate sulla ri va sinistra della Schelda avan ti ad Anversa. e) I fori.i del basso Schelda . 2° La sotto-direzione .della piccola l) iazza forte di Termonde con Alost e S.. Niccolò. 3° Lo sotto-direzioni d'acquartieramento delle truppe nelle città aperte cli: Malines, Ganci , Bruges, Qgtende. La direzione di Liegi abbraccia: ·1° Le sotto-direzioni delle piccole piazze forti di: Liegi con Iluy, Arlon e Bouillon; Narnur con DinaHt, Philippeville e Marienburg; Dicst. 2.0 Le sotto-direzioni d' acquartieramento delle truppe nel le piazze forti di : Brussel les, Louvain , Campo di Beverloo, Mons e Tournai. Ogni sotto-direzione è reua da un tenente colonnello, maggiore o capit.auo, ed a ciascuna cli esse è applicato un certo numero d'ufficiali dello stato maggiore particolare. li servizio delle sotto-direzioni nèJ Belgio comprende tanto quello delle fo rtificazioni, qualllO delle costruzioni e della manutenzione degli edifizi mi litari, ed è regolat.o io modo analogo a quello delle direzioni del genio presso noi. Le guardie del genio sono incaricate della sorveglianza dei lavori ed hanno sfera d'azione poco dissimile da cruella dei nostri assistenti · loca li. · .U posto di segretario del sotto- direttore è affidato ad u,n impiegaJo civile. La brigata topografica ha per comandante Ull tenente colonnello dello stato maggiore del genio; un cupitano dcli' arma è incaricato cli dirigerne i lavori . Il personale della medesima consta di. '.z capitani e i lenenti di fanteria. Il suo compito è cli rilevare sul terreno in modo
,1 colonnello, comandante di reggimento.
1 tenente colonnello.
4 maggiori.
rn capitani di
·1a classe, dei quali uno funziona come aiutante maggiore. ·16 ca pitani di :il" classe. 22 umenti, dì cui 3 aiutanti m~ggiort ed •1 ufficiale d'armamento. ,t 8 sottotenenti.
Gli ufficiali dello stato maggiore particolare sono incaricati del servizio delle fortificazioni, e dietro recent.c disposizione ancllc delle caserme. Hanno sf'era d'aziono simile a quella dei nostri ufficiali addetti al servizio territoriale deli'arma; gli ufficiali di truppa curano l'istruzione degli uomini loro affidati, a seconda delle varie speciali1ù. Alla testa dell' arma del genio sta un generale col ti tolo di ispettore generale delle fortifìcazfoni del c01·po del genio; egli dipende direttamente dal ministero della guerra ed è coadiuvato da ·I maggiore e da ·I cnpitano. Ha l'alta sorveglianza delle fortezze, stabi limenti e fabbricati mi litari. Egli sottopone al ministero della guerra ogni anno i progeui dei lavori da eseguirsi ; compi la il rapporto sul personale dell'arma e lo correda delle proposte di avanzamento; ispeziona, dietro ordine del ministero, il personaìe e gli stabilim enti militari dello Stato. Non è però autorizzato a faré cambiamenti nel personale, e uernrneuo ad ordinare lavoro di sorta, senza il consenso del ministero. Nella parte scientifica l'ufficio topografico dipende dall'ispeu,ore generale. Presso il ministero della guerra una divisione speciale tratta gli affa ri del genio. Fanno .parte della medesima: 11 colonnello; ~ tenente colonnello e 2 capitani . Corrispondentemente alla divisione del paese in due grandi circoscrizionì militari con due corpi d'armata, il servizio terri tori.:ile del genio dividesi pure in due direzioni, con rçsidenza ad Anversa, ed a Liegi. I direttori del genio sono generali e colonnelli ; le loro attribuzioni corrispondono press'a poco a quelle dei nostri comandanti territoriali. I direttori conrnnicano col ministero della guerra ; ma il cart~ggio passa per l'ispettorato generale.
RIVISTA 96 particolareggiato i forti staccali, le piazze forti o tutte le pos1zwni trincerate del paese.· I lavori di questa brigata servono alla compilazione della carta generale dello Stato. Le truppe del genio sono ripartite in un reggimento e in cinque compagnie spéciali. Il primo è inc;iricato di tutti i servizi propri dello znppatorc e del minatore, le seconde hanno ciascuna incumbenzo spcciuli. · Dei tre b/lttaglioni attivi che compongono il reggimento, solo i due primi sono destinati ad entrare in campagna, ové vengono ripartiti fra i due corpi d'esercito; le compagnie del terzo battaglione invece passano a far parte del presidio clcllo piazze forti . Lo stato maggiore del reggimento si compone di: 1 colonnello, 1 tenente colonnello, 3 maggiori, 4 capitano aiutante maggioro, 3 modici; il piccolo stuto maggiore ·è formato da 3 ;iiutanti sotL' ulTiciidi, 1 sorgente maggiore scgl'etario, 1 sergente trombettiere e 3 caporali trombettieri. Le compagnie elci zappatori e minatori hanno tnttc uguale form;izionc e constano di : ·l capitano iu primo, 1 capitano in secondo, 1 tenente, 1 sottotenente, ·1 sergente maggiore, ·1 sorgente furiere, 6 sergenti, •10 caporali, 2 trombettipri e 60 uomini . Il deposito è comandato da un maggiore; osso comprende : ·1 tenente i11caricato delle armi, 1 capitano qunrtiermastro, 1 tenente pagatore, 1 rnpitano cli massa, l capi_tano in primo, 1 tenente, 1 sottotenente, 11 sel'gcntc maggiore, 11 sergente fur iere, 6 se~genti, di cui 1 è al magaziino ed I armaiuolo, 8 capor;ili e 2 trombettieri , 1 maestro sano cd un maestro· calzolaio. · Il reggimento ha sede ad Anversa. T dne primi bauaglioni soli sono forni ti di utensili cii attrezzi da trincea portatili, caricati per ciascuna compagnia su due carri da parco, trainati dal treno dell'esercito. Ogni piazza forte è provrista di un magazzino da strumenti, cd utensili da tl'i ncea, clipcudcntc <lai comandante del genio. Le compagnie 8pcciali sono iudipcncltmti dal reggimento tanto dal lato della disciplina quanto dal lato del!' istruzione, e solo hanno con esso rapporti amministrativi . Rispetto ali' impiego e loro sfera d'azione, le compagnie speciali sono riparti te come segue : 1
1
1
1
1
1
' compngnia telegrafi sti do. campagna . 1 » artificieri e telegrafisti da piazza.
·1
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4 compilgnia pontieri da piazza. 1 » fenovicri. ·!,
))
operai .
I pontieri da campagna fanno parte dell'artiglieria) formano puro una compagnia.
Secondo h1 Befg,i,que 1l1'ihtai,1·e le uttribuzioni di ciascuna delle compagnie suddette sono le :;eguenli : La compagnia telegrafisti da campagna ha per compito di !'.cguiro i corpi d'armata auivi, e di mantencl'C i quartieri generali di questi corpi in comunicazione fra di loro e col quartiere generale. Inoltre essa st'1biliscc le lince e mette in comunicazione il quartier generale colle stazioni telegrafiche confinanti, colle lince telegrafiche permanenti ccc. La comp:ignia dei telegrafo:ti da piazza cd artificieri è incaricata delle seguenti funzioni : .J O del :;orvizio ielcgrafì.co nelle piazze forti. e nei posti permanenti ; 2° del confezionmnento degli anifì zi occorrcnt.i allo truppe del genio ; 3° dell'istruzione degli allievi /lrtificeri del reggimento ; 4: 0 della preparazione delle torpedini e mine subacqne; iso col coucorso elci pontieri del genio, del col locamento delle torpecli ni ; 6° dello studio delle polveri e dinamite rispetto al loro impiego nelle mine e demolizioni ; 7° della fotografia ; 8° dcll' illum innzione elettrica . L'esercizio del!' cstesn rete telegrafica della pia1.1.a d'Anversa è affidato " questa compagnia. I divcr:;i forti statc.Hi del campo trincerato stanno in comunicazione .fra di loro e colln cinta principale per mezzo di li nce tclcgralicl,e, le quali si sYiluppano tutl'auorno al corpo di piazz:1, alla cittadella del nord, e vanno fino al 11110\'o ,,rsenale. Codesta rete comprende inoltre lo lince: <li Brasscltaot; elci forti situati sulla)·iva d'estra della Schelda, e del basso Schelda . In tempo di guerra il servixio telegrafico della rote ora cle:;criua viene fatto per mezzo di 25 uffici ; in tempo cli pace esistono solo 9 ufl1ci telegrafici permanenti ; di questi 4 1·icevono anche lo corrispondenze private.
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ESTERA
RIVISTA
La compagnia pontieri da piazza ha il compito di costruire i ponti militari e di cfrcostanza nelle piazze fo rti , e specialrnenlc ad Anversa; di visitare le opere idrauliche e t.utti i lavori subacquei, servendosi di pLllombari; di rnanteuere iu buono stato le cuncue cli scolo dei fossi, anche durante i geli, nel qual servizio essa è coadiuv,1til dalla fanteria. Col concorso della compagni.c'l artificieri, la compagnia pontieri del genio colloc,ì le torpcdin,i e le mine subac!p1e a mon te ed a valle d'AnYersa, per la difesa dei passaggi at.Lraver:;o la Scheldn; infine essa è in.carica ta dcli' ist.ruzione pratica degli allievi pontieri elci rcg.gimento. Le visite alle opere subaCL[llC della piazza d'Auvcr,a si fanno ogni tre mesi, e la Belgique Jllilitwùre assicura che i palombari della compagnia pontieri hanno acquistato tale perizia nel disi mpegno di questo importante servizio, da render possibile la scoperta e I.i riparazione a tempo dobito di <rualsiasi guasto che possa mauifestar:;i alle opere ccl .ii manufatti auche i piCt riposti e di diffi cile accesso . Il materiale da ponte, in uso presso i poutieri da piazza, ì• uguale a cruel!o adottato per la compagnia pontieri da c:nnpagnn. La compngnia fenovicri è incaricat~ della costruzione di nuovi tronchi ferrov iari, per gli usi cli guerra; dcl i.i demolizione e ricostruzione delle liuec esistenti od intercettnte; degl i accessori occorrenti allo spedito caricamento delle truppe; ddla coudoua delle locomotive, del servizio delle linee ; del trasporto sulle ferrovie di truppe, armi, polveri, artifìzi tla guerra, materiali, approvvigionamenti, ccc. L' istruzione speciale di questa compagnia è divisa in due p::irt.i distinte; la prima comprende In scuola pratica all'arsenale cli Malines, i fuochisti, i macchinisti sia di stazione sia incaricati del servizio delle locomotive ; la seconda si occnpa della costruzione delle rerrovie e del loro escrciziò, demolizione, ricostrnzioiie delle medesime ccc. La compagnia degli operai del genio attende al confezionamen to ed alla riparazione degli u tensi li delle t.ruppe del genio, materiali eia mina, ed oggetti diversi occorrenti alle medesime; nonchè al coufczionarnenlo ed nlla riparazione degli attrezzi, strumenti e materiali del parco del genio. La creazione di un parco del genio è stat-a propo:;ta nel "870; fino ad ora tntlavia pare nulla cssHr stato clefini Livamcnte stabilito in proposito. Codesta compagnia sembra destina ta a fo rmarn un ar:;enale di costruzione centrale per le truppe del genio, di cui· attua lmente il Belgio difetta.
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La compagnia tcl~grafisti da campagna ha residenza a Brusselles; quella dei telegrafisti da piazza, ad Anversa, nella caserma del fronte· 8-9 . La compagnia pontieri da piazza sta pure ad Anversa, cd è acqnarticrata nella parte denominata testa di Fiandra ; q~ell.i ferrovieri nel forte "::\0 A- (Vieux Dien); quella operai infine ha la sua ca- · serma nel nuovo arsemile. Non ci è stato possibi le di raccogliere dati sul!' impiego cléll'arma. del "enio in campagn.i; cd abbiamo motivo di credere che i regola~1enri nulla contengano di positivo, circa l'orclinamenLÒ e le attri buzioni di servizio dello ~t.ato maggiore particolare presso I' esercito combattente. Per:;o:io competenti, qua li i gen·erali Leclercq, Chazal e Driahnont, sono nMnirni nel dichiarare l'auuale effettivo in ufficiali cli stato maggiore particolare ed in truppe come affatto insufficiente ai bisogni. della guerra . · Gli ufficiali del genio si tengono al_completo mecli.inte la promozione a sottotenente di sottufficiali della truppa del genio, che aYanti ad una cot;unissione d'esame ha nno comprovato la loro icl9neit.il a coprire tale carica; ed incorpor;u1do gli allievi della scuola mili1.arc, dopo due anni di corso fatti con successo . Questa scuola i: stabi li ta a Brnsselles ccl è destinata a forni l'C cli ufficiali la fanteria, la cavalleria e le armi- . speciali . L'insegnamento è divi:;o in due parti distinte. Nella prima, gli alunni che nspirano ad eutrarc nelle armi speciali, ricevono l'isLrnzionc prepnratoria necessaria per intr!lprendcre qnelli clel ia scuola d'applicazione, eh<·! forma la seconda parte. Gli allievi che desideratlO cli nssere ammessi nelle armi di fanteria o di cavalleria poi, riuniti in apposita sezione, vengono istruiti nelle materie che in teressano particolarmente li~ armi suddette. La pI'ima parte degli sludi dura due anni. Alla nue cli ciascun a11no c,li allievi devono comprova re la loro idoneità vuoi a proseguire gli. st.udi , vuoi alla nomina di sottotenenti di fa.meri.i, mediante esam1. '.l'anto nell'ultimo quanto nel primo caso , gli all ievi che han110 subito bene gli esami elci secoucl'anno, vengono promossi al grado di s?ttoteuento nelle rispettive armi; e quelli d'al'tiglierirt o del genio contmnano come tali gli stÌ1di, che durano altri di1e anni e formano la scuola d'ap-: plicazionc. Solo dopo aver ulti mati questi studi con buon C$iLo, ~ frequentanti fanno definitivamente parto delle ri~peu.irc armi . Quelli che agli esami , che si danno tanto alla fin e del 31> che del 4° anno, non risultano idonei, passano col loro grado nella fanteria o nella cavaileria. ~
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Due Lerzi delle vacanze nei gradi di :;otlotcnculc sono devoluti agli
alunni della scuola miliLarc, cd un terzo ai sottunìciali. Gli ufficiali dello stato maggiore parlicolare, o dcll.1 truppa, hanno anziauil-'1 comune, e preslano scn·izio altr.rnatamr.nle 11ell'11noc nell'altra. Nessun Lenenti\ non pmveuicntc dnlla :-cuoia, puù tuttavia rssere promosso al grado di c-apilauo. e per ruu~cg11euw ;Hr1nws:;o nello :;L;ilo maggiore clrll'arma, che non abbia dimo,trato da\:111li arl una commissiono esaminatrirn, di possedere In cogni1.io11i indi:;pens..ibili per il grndo superiore. Li' nomine a capita11i in prima, ed ::ii gr,1di :mpr•riori, si f.1nuo dal Re, e sono a scolta. Sebhcne la compagnia pionieri da rampagn..i 11011 faccia p:1rte dell'arma del genio, ma dell'artiglieria, crediamo bene di <J.Ui darne nlcuni cenni. Essa cosliluisce uu 1·orpo autonomo dell'arLiglicria, del seguente effettiYo: I capitano coma11dautc, I r.apitano in seco11do, I tcnentc,-2. :;otto1,Cnc•11ti, 1 niarc,-ciallo rl'allou~io capo, I mare:-t:iallo d'aflorririo ;·o•.• O.e) strullorr•, I man•:-cialio tl'allo:tgio furiere, IO 11inrescialli d';illO""iO 10 bri~adieri, '.2 Lromlwuieri,' 20 maestri operai e 9i pontieri. L,;~11; rcsid1•11w, in L<'1npo <li pace, è \urcr,;n. 111 ra,;o di mobilitazione dell',•sercito la c-0111p,1g11ia si di\ide in due sezioni; la prima segue l',u·nrnla cl'opornzione, lu seconcla fo parte della divisiour. 111obil1•. E~:,a i• i11rari cata dl'lla difcisa del can1po trinn'ralo rl' \11vc1'$H, ore stabilisce sui fiumi: Durnr. \lrthc. llupel <' Schelila supcriOl'n i 1111111 erosi ponti militari occo1-r1•11ti nliP operazioni ,tell'c•:;orcito ron,battrmtc, vuoi 11cll'iul,1.mlo tli rcnderi..di pi1'1 faci le I,, ritinita nel c.impo tri1t('Nato, woi di 111•rmcftPrgli di ripr<'ndcrl' l'offe11sin1. All'uopo la compagnia i• fornita di un Pq uipaggio tla ponte, chi' si tra:;po1ta su i:> vl'tturn, trai11atc dal trr.110, ,, eoinposto di: :l carri, riasr·uuo ron mat··l'iale (li'r la ,·ostrm:ion(' <li una roscia di po111c, e ri~pettiva imp,1 tea la (haq111•t <i rulfr); .Z e.arri <la ponti· per ca\'n llc•ui a 11a, icella (haquet à chcralet et 1wrl'llc), ciasnmo <lei quali t·outicu·· u11 t:;nallctto: 6 carri da po11te IH'I' cavall<•lli (hwiuet à chevalet), nirichi c-ia;:cnno rl' un c:,n alleno; 12 cani da ponte 1wr barche (haquet à bateau,:i;); por1a11ti ciascuno una barca di fPrro ad un sol pczr.o; ,t rnrro crm strurn,i1tti ed attrezzi; fucina da <:ampagua; .f carro d;i parco .
1,:STER/\
10'1
Cou quesLo matori:ile si può costruire un poule deliri lunghezza di ~26 mrtri. Il c11valleuo è qunllo inve11taLodal maggioro d'artiglieria belga 'l'icrry, rù ii div<'r:'t11nenlP co:;truilo dal ra\:illello Birago, iu uso presso qua,;i lntli gli rs1•rciti. Es~o cousta di ùur parti, ciascuna drlle qmili ha tre pioili mohil i; dno lini mcd1'sin1i si trovano nel lo stesl\o piano vertit·ale e eo11vcrgono verso la so111rn ili1, ove" trovasi il wrzo piode, wovibile attoruo ad un a:-se orizzontale, che 3tlravcrsa i due primi, e servo di punlo11n. l dtH' pi1•òi V!\rticali ,;0110 ~cnati, e reggono una traversa mobile sulla ryuale po:;a la banchina. Le barche sono in lamicm'.'di fol'l'o; la sezione tra:-vcrsalc present.a la forma di nn l'~ago110,:.i fianchi hnnno doppia inclin.11.ione cd il fondo ò piano. \'er~o pl'llra I~ barra si 1'1):-lringe, e termina in un frnùcntr, la poppa èi pian.1 (' porpendicolare al fondo. La resistenza della barca ò calcolata i11 modo che c~::a possa servire dn sola, nei c..isi 01·dinari, come corpo di SO$lègno; occorrendo di dover impiegare gnll<'~~ianli di maggior forz::i, si congiuugouo dne bare.be nel senso della lunghezza dal lato di poppa . Ollrn al mat~rialc ora descritto, la compagnia ponti~ri da campagua dispone pure di un haltollo a va porc.
BOLl,ETTINO BISLIOCRAFICO 103 li..riegs-,§anitiits-Ordnmay vom 10 Januar t.8'f8. (L'ordinamento sanitario per la guerra del 10 gennaio 1878). ;-- Berlin, MiLtler u . Sohn, 1878. - Prezzo lire 7,50.
·La yuerre d'Orient t.S77-:1878. - Revue des opér a lions milìtaires, sous la direction d'ofticiers de l'armée beige. - In-8', 500 pages. - Paris, Ghio, 1878. - Prezzo li,r e 9.
Bii-row. Dié N.aiserliel, Deutscl,e /flarine in Oryanisation, J'l..onunmuls tmd f/erwaltung, mil Genehmigung Seines Exellenz des Herrn CMf's der Admiralitiit auf Grund des a mtlicben Materials bearbcitet. Er s Le Lieferung. (L'ordinamento, comando ed amministrazione dell'imperiale marina tedesca, compilati coll'aj)provazione di S . E . il capo dell'ammiraglia to, in base al materiale ufficiale. Prima dispensa). - Ber.l in, MitUer u. Sohn, '1878. - Prezzo lire 4,50 .
.Elé,nent.,; tl' ,unnainislralion d'une ballerie d'at•lillet•ie. - ln-18°, 115 page$. - Paris, Dumaine, 1878.--Prezzo lire 'J,25.
P . STERN, Premierlieulenant.. Die e,•slen /iinf Jal,re des llolsteiuiscl, e n lufaHlerie- Begiments ltl. 85. (I primi cinque
BOLLETTINO B I BLIOGRAFIC O
Comle de CoSNAC. ~·ouvenit• tlu ,•ègtte ,le Louis .,T.lf/. 9. , Tome v1•. In-8°. - Paris, Renouarcl, ·1878. - Prezzo lire .
.
,llmmel ,Lu marin /usilier, publié par ordre de M. le ministre 6' édition. In-8°, 623 pages . · de la marine et cles colonies. Paris, Duma ine, 1878 - P r ezzo lire 5.
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DABRY oE T111ERSANT, Consul général. 1.,e 111al,01neltuaisnae eu CJ,ine et dans le 'l'u1•/,eslan orientai, - 2 vol. in-8' . Paris, Leroux, 1878. - Prezzo Ji1;e 18.
La yuerre /t•anco-,dlema,ule tle I 87'0-71, tra d. par le comroandant E . Costa de Serda. - 13° livraison . - Paris, Dumaine, 1878 . - Prezzo lire 12. Major . Die ,leutscl,e 1l1•tillet•ie in den &'cl, ltief4le n '""' 'l't•e/fen des tleut.scli-f••auzii.<d.w:lrnn N.rieges :lti5>':0-7'1 . Heft. 8. .~cl,lacl,t bei Se,tau. (L'artiglieria tedesca nelle battaglie e combattimenti della guerra franco-Ledesca 1870-71). Fascicolo 8°. La battaglia di Sedan). - Berlin, Mitller u. Sohn, · 1878. - Prezzo lire 9.
.LEO,
anni del reggimento fanteria dell'HolsLein N . 85). Mitller u. Sohn, '1878. - Prezzo lire 4,50.
Berlin,
G. PoKORNY, Ohcrst-lieul. S/;i :zenzur Gescl,icl,te ,les P/e1•de• , des Reit-und Falu•we.,en . Zusammengestellt n ach den neues Len und besten Quellen. (Cenni intorno la storia del cavallo, dell'equitazione e del condurre; raccolti alle fonti più r ecenti e migliori). -'- Prag, Reinitzer, 1878. - Prezzo lire 15.
Beil,eft zmn. /llililiir-Woclienblatl, Zweite Heft. Friedt•ieh ,te,• Grosse und li'iirst Leopol,l I tJQH Jlul,all-Dessau. Fe.t ltmg 11ml Fel,lm•m.ee . Kriegsgeschicb tliche S tudie eincs Generalslabsoffìziers. ( Supplemento al Militar- '\ì\7 ochenblalt. 2• Punlata. Federico il Grande ed il principe Leopoldo I di Anhalt-Dessau. FortezzG e arm a la eia campo. Studio storico militare cli un uflìcialc di stato maggiore). - · Berlin, Miltler u. Sohn, 1878. KARL Fl.EGJ::NSPURSKY, Hauplmann. 1/ortriigeiiber ,lenrussischtièrl.iscl,en J'l..rfog im Jal, re 1.8'f7' . Separat Beilage zum 1 Hefte des Organ der Militiir-'\iVissenschafllichen Vereine. (Con feren ze sulla gueera turco-russa nell'unno 1878. S upple .. m ento alla 1' dispensa dcll'Organ cler Militar -Wis~enschafUicl1en Vereine). - Wien, '\Valdbeim, 1878. '\VALKE REAH, Admi ral U. S. N . Tlie lflar on llie Western wate,.,.s . (La guerra nelle acque occidentali). - ln-8•. - NewYork, Reed, 1877. - Prezzo lire 20.
H . B . CARRINGTON, Colonel U. S . \N. Battle• of the ..4merican -i•evolution. Wilh 40 maps. (Le battaglie della rivoluzione americana, con 40 piani). - New-York, Barnes, 1878. - P rezzo lire 4·0.
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DOLLETTINO BIBLIOGRAFICO
Carte e p iani.
A. H . Dur-ouR. lltlas l,i.,;to1·iq11e delaP,·ance.-ln-8•, 14 cartes, - Paris, Gaume, ·1878. - Prezzo liro ti.
Specitrl-Rarte des 11.oni greic/,s lh,garn. Horausgegeben vom k. k. mililiir-geogr·af. lnstitul.1:14\.,000. BlaltJ . 15, K. 15, L. 7-8, M. 6. LiLJ1. qu. Fol. (Cm·lu speciale del regno cli Unghcl'ia . Pubblicala dnll'i. r. isliluto mililal'e geografìco ali' l :144,000. Fogli litografali J . 15, I<. 15, L. 7-8, :.\1. 6). - S\'ien, Arta.ria u-. C. P r ezzo lire 2,25.
Ge11eJ•alstab.,;-li.,w te v. P,•eusse11 1 : l00,000. Kreis: Lolzen, Gerdauen, Slallupolmen, Gumbinncn, RaslPnburg, Elbing, Pillrnllen, .Joha11nisburg, Weltlau, Friedland, Tlolland, Konigsberg, Eylau, ì\ilol 1rungen, Sc11sb11rg, Rosse!, Bcaunsbcrg. __:_ 18 BlaLL. KupfersL. und colorirt. Imp.-Fol. - Berlio, Scbropp, 1878. - Prezzo lire 3. Dasselbc. 1: I00,000. Sect. 12, 70, 80, 82, 83, 100, 102, 103, 119, 121-·123, 143. - KupfersL. und colorirL qu. Fol. Ebd. - .Prezzo lire 1,50.
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. I l DiroLLOre Ù R!::ST F. BARATIEnl
Maootore net llersauue,·t.
01::MARCHI
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CARLO, gerente.