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RIVISTA MILITARE 1878 TOMO IV

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RIVISTA MILITARE ITALIANA RACCOLTA MENSILE DI SCIENZA, ARTE E STORIA MILIT AFU

ROMA, 1878 VOGHERA CARLO, TIPOGRAFO -EDITORE Via Nazionale.


NOTE SULL'

ORDINAMENTO DIFENSIVO DELLA REGIONE ALPINA (l)

Proprietà letteraria.

Gli sLudi geografi.co-militari ~he si sono falli sulla linea difensiva delle Alpi, in quella grossa battaglia che fu la questione delJa. Difesa d'Italia, portarono ad alcune conclusioni, le quali, rivestite di forme quasi matematiche, è bene ri cordare: ,1° Le Alpi formano una ngione t1·ans·ito1·fo d·i 1novime-nto nei teatri di guerm eompresi fra. il Po, il Rodano, il Reno ed il Danubio; 2° Le Alpi formano uno scacchiere tattico-logistico speciale; 3° Il passagg·io contemporaneo, attraverso alla linea delle Alpi, d;i; più colonne {rei di lo1·0 colle,qcite, ed il lor·o sbocco conternpo'l'/Jllleo nella. pianura costjtuiscono l' ideale di un' operazione rni li'tare perfeUainente condotta. Ciò premesso, il concetLo fondamentale che ci sembra dovere guidare alla. ricerca del migli ore ordinamento militare della regione alpina, ci pa.re questo:

·,

(1) Il presente lavoro fu consegnato alla Direzione dell3 Jfivista poco tempo dopo la discussione parlamentare pel riordinamento delle trnppe a lpine . - L'abbondanza delle materie e la precedenza nella presentazione degli scritt i, ha nno impedito di pubblicarlo ·prima d'ora. (N. della Diruione).


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DELLA REGIONE ALPINA

NOTE SULL'ORDINAMENTO DWENSIV O

(<

Trovare un ordinamento difens ivo della frontiera alpina. che ri-

« ~ponda all'importanza militare di quel la linea.. di ostacolo, e che (< sia jn armonia colla. situa:iione militare generale del paese >> •

. Le consiclerazioni che seguono non hanno punto la pretesa cli risolvere il problema: sono piuttosto linee generali, più o meno sentite, d'un quadro che non è sLato forse d'1e sl.JozzaLo.

II. La linea miliLare delle Alpi· che ci separa dalla Francia, dalla Germania-Svi~zera e dfdl' Austria-Ungheria, non è uniformemenLe tracciata., ugmtlmenteelevata,ugualmente praticabile. I massi alpini che si frappongono fra l:t valle del l>o e quelle del Rodano, Reno e Danubio, son.o differenti per sviluppo e forma di base, per altezza di vette, per na.tura geologica, per numero, direzione ed estensione dei wntraJiorti che lanciano in ogni direzione e per numero, distribuzione e direzione dell e vie di comunicazione cui aprono il passo, e dei grandi cenlri politico-economici ché pongono in relazione. La linea di maggiore importanza della nostra frontiera terrestre, non è pertanto in tutti i suoi punti 1.11n ostacolo nvilita1·e wniforrnemente dist1·ilmito. Ne segue: I° Che la linea delle Alpi, considerata militarrnente, si scompone in scacchieri divers i, poichè le grandi linee d'ostacolo fissano il numero e la di rezione dell e grandi linee cli movimento mili tare; . . 2° Che ogni scacchiere, avendo carattere militare proprio , richiede ancora una di resa specialmen te organizzata; 3° Che è necessario, per le condizioni in cui si trova là difesa genemle dell a frontiera. terrestre, distribuire la natura ed i mezzi cli difesa di questa linea iµ guisa d~t deLermina.re gli sforz i principali ·c1e11·auacco ad urtare contro difese ugualmente forti. Le valli che costituiscono il versante i.nterno della linea delle Alpi si distribuiscono nel modo seg11ente :· 1° Un gruppo di vall i che l,taccandosi dal tratto di cresta com~ 1

.

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preso fra i massi dello Schiavo e quello del Rosa., convergono sulla fronte Ivrea-Mondovì, e formano la grande testata del Po; 2° Un gruppo che staccandosi dal tratto di cresta compreso fra il ~tte Rosa ed il Bernina, convergono sul medio Po, sulla fronte Biella-Brescia; 3° Un gruppo che staccandosi dal tratto cli cresta compreso fra il i\ialoia ed il ) Jtc Bi tloray convergono sulla fronte Vicenza-Udine. La scomposizione naturale delle Alpi in tre grandi zone oroidrografiche, risponde ancora alla scomposizione strategica della. frontiera, inquantor:hè le operazioni che partendo dal Rodano tendono al centrn della valle del l)o, abbracciano appunto la zona occidentale; quelle che panono dal Reno interessano la zona centrale, e quelle che si ba.ciano stil Danubio, attraversano quella. orientale. · Si hanno cosi tre grandi scacch ieti alpin i, ciascuno dei quali è posto sulla linea di confine politico che ci separa dalla. Francia, dalla Germania-SYizzera e dal!' Austria-Ungheria: L'ordin~uuento difensivo delht regione alpina deve pertanto scomporsi a sua volta nei tre grandi scacchieri difensivi dell'ovest, del nord e dell'est, ciascuno dei q11ali costit.uisceun tea.t.ro di guerra particolare, per importanza strategica e per ragione topografica .

llI.

A) Scacchiere d ell'ov e st.

Il tratto di regione alpina che si frappone fra il Rodano e la valle del Po e che cosLi tuisce la linea di confine colla Fmncia, è formato da una serie di massi cristallini, r:ircola.ri o elli ttici, collegati da catene o. massi secomla.ri di clislocazione, i quali, esaminati nella loro proiezione orizzonLale, danno luogo , a due grandi front.i militari verso la. Francia, chehanno per punto comune di contatto il Mte Tabor. . Ufronte a. nord çlel Tabor, è tracciato dal saliente del Mte Bianco, e dal rientrante del Roccia Melone, ed abbraccia le testate del1' Are, dell'lsère e dell' Arve.


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NOTE SULL'ORDINAMENT O DIFENSIVO

Il fronte a sud del Tabor, presenta il rientrante del Viso . ed il saliente dell'Inciastraia, che avviluppano la testar.a della Durance e dominano . quella del Varo. La separazione di questi due fronti continua ve1·so il · Rodano per opera dei massi del Pelvoux , della Drome e del Ventoux, i quali si frappongono e mantengono divisa la linea dell'lsère-Arc da quella clelia Durance-Ubaye. Le vie di comunicazione che dalla Francia mettono in Itafot, si sviluppano per conseguenza su due direttrici che partendo da una base comune, il Rodano da Lione ad Arles, si incanalano in due zone distinte le quali hanno termine all a cresta alpina, sui due fronti indie/i.ti. La frontiera :tlpina che ci separa dalla Francia, presenta pertanto due fasci ben distinti di linee aggressive. Uno di essi, originato dalla base Lione-Grenohle, riesce nel versante italiano sul f'ronte accentuato dagli sbocchi prmcipali di Pinerolo, Avigliana, Ivrea; l'altro, origi_nato dalla base Nizza-Gap, conduce al fronte accentuato dagli sbocchi di Cuneo, Ceva e Carcare . M.:a la frontiera dell'ovest, per ragioni geografico-militari orrn.a i note a tutti, trova ancora un naturale prolungamento nel massiccio dell'Appennino ligure che sta fra il wlle di Tanarell o e quello del Turch ino, e che dà Iuogo ad una terza linea d'invasione che ha base a Tolone e Ni.na e sbocca sul fronte Carcare-Sassello-Ovada. Lo sca.cchiere dell'o1"estsi scompone pertanto in Lre setlori alpini, ciascuno dei quali è zooa di movimento offensivo-difensivo speciale. Yi è però un ratto che modifica nel versan Le interno delle Alp i, ed in prossimi IA della cresta, i rapporti fra i due fronti di i'ensivi formati dal sal.ienle del Tabor. Ed il fatto è questo: che appunto perchè il saliente del Tabor si spinge innanzi verso Francia, la tesl.a.ta. della. Dora B.iparia si (.rova a sua volta aniJuppat.a dalle testate della Durance e dell_'Arc, in guisa da originare nna convergenza di minaccie snl fron(.e Avigliana-llevello. Per la stes:;a considerazione, il saliente clell'Inciastraia, penetrando nell' interno del versante francese, dà luogo ad una concorrenza di minaccie dall'alta valle del Guil, dell'Ubaye, del Varo e della Roia sul fronte Saiuzzo-Mondovì. Nel versante interno delle Alpi le maaaiori minaccie si raaarup0<') pano per conseguema in tre zone ben determinhte: .

Un

DELLA REGIONE ALPINA

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Fra :we Rosa ed il Mte Viso, sulla sinistra del Po. :Fra il :w,e Viso ed il Mte Saccarello, regione tra il Po e Tanaro. Fra we Saccarello e we Penell o, regione tra il Tanaro e la Scr ivi.a. Un ordina.mento difensivo di questo scacch iere alpino deve pertantorisentirsi di questa scomposizionegeografi co-militare, in questo ' , senso : che nell'alta Dora-Cl1isone, alto Pellice, si debbono parare ad un tempo le rn inaccie di val Durance e val dell'Arc; come nel le alle valli deJle Alpi marittime si devono parare ad un tempo minaccie provenienti dall 'altD Durancc-l}u.i l-Uhaye e dal Varo. Ma poiché un ordinamento difensivo 11011 esclude operaz ioni parziali di conl.ro ffosa, , è specialmente nell'alta Dora Riparia, nel l'alto Chisone, nell'alto Pellice, che si debbono raccogliere mezzi eflì caei di cont.roffes·a, perchè da qnella posizione. centndc si minacciano ad un tempo e le linee di marciét dell 'Isère e quelle dello Durance: Cos.ì. pure, è ,nell'alta Stura-Vermenagna e nelle valli di Vraita e l\fa.ira che si debbono 1;accogliere elementi. difensivi sufficienti e minaccie efficaci, per interessai·e ad un tempo le li nee di marcie dell a Durance e del Va1:o. B) Scacchiere del Nord.

l trattati del "8'15 nel fare della Svi,.zera uno stato neutrale, hanno separato in modo assoluto l' Hal ia dalla Germania e la Francia dal l' Austri,1, fino che, calpestato a forza di anni il diritto di neu- · tralità, gli eserciti non ne facciano zona di passaggio o campo di battaglia. Orn, se come potenz:i. mi litare la Svizzera. non ha grandi elementi offensivi, essa ha però creato all' inlerno un sistema mililare sufficienle J)er ·tutelare la sua uentraliLà e per difendere la propria indipendenza, in ciò anche avvanlriggia ta dalla natttm topografica del paese. La zona alpina verso Svizzera è formata dai massi principali del Gottardo, del Ma loia e del Bernina . La linea di confine po li ti co, dal Grnpill on ,1110 Stelvio, non corre su.Il a linea cli cresLa; ma., svolgendosi tortuosamente, forma un ·grande sali ente verso la pianura italiana nel cantone Ticino, al quale rispondono due salienti italiani a carattere aniluppante in quelli di S. (}iaconw e dell o Spinga.

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DELLA REGIONE ALP I NA

NOTE SULL'ORDINAMENTO DIFENSIVO

Questo fatto del cantone Ticino che si proietta cruasi nella pianura lom?~rda, al centi:o del confine politico, è. tanto più grave inqu~nt.oche rn CJtiesta regrone convengono le valli svizzere ed italiane e _vi ~1 r~nnodano, per conseguenza, il più grande numero di comun.1cazwn1. Se si consid~rn infatti il ten_eno cl1e di là dall::t crestcL alpina ~01:°e b.ase del! attacco, un ~s~rciLo che abb ia Ja destra a .Martigny, il cent1 o al Gottardo e la smtstra a Co ira, ha dinnanzi a sè un sistem?. _skaclale che s'i raggruppa, di qua dalla · cresta, attorno ai :pun_ll cli Aosta, di Domodossola, di BeHinzona e cli Tirano. )ientre l~ hnee stradal! i\fanigny-Aosta. e Co ira-Tirano rappresentano le Ime? esterne eh questo scacchiere difensivo, la linea stradale Diss~n~is-Bellmzona-Varese segna l::t direttrice di un Cascio ristretto · cli h_nee che hanno capo sul. Lreve fron Le Lecco-Varese-Gozzano . Ma l~ via cl~l Semy ione non è molto opportuna.- ad operaz ioni improvv1se e cli g r'.rnd_e _movime~to: quelle d~I Gottardo, del Lukrnanier , e de,1 S. Be111ardmo, per d tatto che st raggruppano a Bell inzona pos,-:ono essere, come fu ben detto, strozzate alla gota dalt'o({ensirvc~ 't,ta.i rma, m~ntre le strade dello Spl uga, del Maloggia e del Bernina pere,:rr~no l.l l g_ra'.1c[e·par te ya,Jjj difficili e nostre (-1). St puo qumclt r1Lenere: clic il nostro confìue del nord è sufJìcien· Lemente yrot:LLo dalla neu~ra] ità della repttbbJi ca e dalla natura topografica cli esso, la qu,1le, limitando il numero delle colonne di sbocco, assicura a no i la super'i,orilà numerica.. )fa se vi è un'idea milit~re che secondo noi debba essere concetto fondamentale del1:ordmamento difensivo da questo lato, essa è: che la cli'.f'es~i pi:ù e//i,cace cl-i (JiMsto scacchie1'e deve consistere in operazioni of/ensi'Ve vigorose, per poten rnpidamente gi1t(!rt,gere allei ctesta delle grnnd!i 1 ~tp1, ed arresta.re nel confìne ,geografìco qualunque invasione che s1 tentasse dal nord.

è

C) S c acch iere d e ll'Est.

Il sistema alpino dell'est abbraccia due zone distinte di mont~_gne: ~,na grande catena, composta dei massi dell' CEtsthal, del1 Hohe lauern e delle Alpi Stiriane, ed una serie di anticatene, /1) Deputato Tes.-,, Relazione per la rtifesa dei valichi alpini_ -187 8 _

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a sud, formate d::tlle Alpi del Cadore, dai .Monti Lessini, dai Sette· Comuni, dalle Alpi Carniché, dalle Alpi Venete (fra TaglicLmento e Piave), dalle Alpi G·iulie e dalle montagne dell' ldr.i a. li sistema alpino dello scacchiere dell'est, abbraccia quindi, nel versante interno, le testate dell'Adige, del Piave, del Tagliamento e dell'Isonzo . Tutte le altre valli che scendono nella pianura veneta si innestano e ,;i legcu10 alle precedenti. Un ordinamento difensivo della frontiern alpina tfa questo lato, dovrebbe pertanto avere un centro nell'alto Adige, un altro centro nell'alto J> iave-alto Tagl ia.mento, ed un terzo sulle Alpi istriane. Ma qni pure, come per la SvizzercL, il confine politico non coincidendo col wnfine geografico, le buone condizioni militari di difesa imposte dalle grandi linee d'ostacolo vi sono in gr·ande parte modifica.te. Il ·confine politico austro-it::tliano mentre nel Tirolo si spinge . innami quasi vo lesse Loccare il Po e separare la Lom)Jardia dalla Venezia, nel Friu li si i·itira. quasi volesse addossarsi al Danubio e separare la ·Dalmazia , la SLiria e b Carinzia dal Tirolo cisalpino. Il saliente del Tirolo ed il rientrante del Friuli sono percorsi da due grandi fasc i strada.Ii, i cu i assi sono rappresentati dall e linee ferroviarie Mantova-V crom1-Inspruck-Vienna, e :\fantova-UclineVi ll ad1-Vie.nna, allacciate dai trnnch i. Verona-Rovigo, Frnnzensi'este-Yillach, Bischo fen-Brnk e Linz-Vienna.. Intermedia a queste due grandi direttrici sta la linea d'operazione del Piave, che è elemento d'unione fra la dne prime eél appoggiodell\ma o dell'altr::t o di ambedue ad nn Lempo . Osservando orn la forma oroidrografica dell a, zona. tirolese e la postura. clel lago di Garda, nonchè le relazioni fra il medio Adige e la. valle cli ria ve, e di quesLa colle val Ii del Tagliamento e dcll'Isonz.o, le linee d'opera.zioni dell'Austria. verso l'Italia si raggruppano così: 11° Un fascio stradale fra. Adige e Stelvio, divergente sul fronte · Lecco-Verona; :.3·.,·] 9° Un l'ascio stradale fra l'Adige ed il Piave, convergente ~..~J sul fronLc Vicenza-Vittorio; È~~ 3° Un fascio sLra.dale fra Tagliamento ed Isonzo, conver8 "'~ gente sul fronLe Gemona-Monfalcone.

l


NOTE SULL'ORDINAMENTO O[FENS!VO

DELLA REGIONE ALPI NA

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Si hanno così tre zone alpine ben distinte: quella ad ovest del!' Adige. e del lago di Garda, quella _dèl Cadore e quella del Taglia-

.mento-Isonzo; zone che sono a loro volta scacchieri difensivi ben definiti e nei quali devono necèssar!amente passare ed operare masse separate.

1V.

A) Ord i n amen to s t orico della d ifesa a l p i na in P i e monte.

Vi è ~ncora. un fatto, d'ordine geografico militare, del quale è .necessano tenel'e conto e che ci sembra debba. fo rmare l'elemento fondament.~tle dell ' ~rdinamento difensivo alpino su questo t.rauo della frontiera. - E questo: « l'offensiva verso l'est sulla linea « più di:·etta fra ,i,l cent,1·0 della valle del Po e la capital; detl'hnpe·ro « a!istr~aco, n.on è ?ossi bile se non quamdo qnella massa d1: ,gran« d' 1.llp1, _che si. p1·mettti nella pianura veneta, non è ùi pote1·e del« l eserm,to che ha base snl Po e stil 1lfincio ·ii. L'offensiva nella stretttt veneta dev'essere perciò di tanto spinta verso l'est., di quanto l'o ffensiva si è inna.17.at.a su l displltvio alpino. N.apoleone nel 11796-97, il Principe Eugenio nel ,1s,13, lo hanno dimostrato. E noi crediamo assolutamente necessario avere ben present.e quest.;i considerazione, inquantochè ci occorre sovente di se~ti re r ipetere che la condot~a militare dell'Italia di fronte ali' Austrm-Ungheria, dehua essere difensiva . Questa conclusione, l' ahb'.amo letto a~cora, .non ~ molto, ii1 un() scritto frnn cese del cap ilano d1 s~ato _maggiore N,ox. Eppure, se non fosse già un principio accolto dall umversale, questo : che 1:l 1n1:,qtior modo di difendl'!J'si sta nell'attaccm·e, tale principio dovrebbe essere l'elemento base del nostro ordinamento mili tare e della nostra condotta strategica, sulla front iera onen tale. Fino a che il confine politico non co inciderà con quello geogrnlico, la situazione militare dell'Italia di fronte all'Austria, le imporrà la necessità di una preparazione po litica e militare aua a m~tterla in grado di iniziare la guerra con rapida offensiva, per_raggrnng~re quella linea di displuvio che é il fatto capitale strategico della difesa nazionale.

La vita militare del Piemonte si scompone in due· periodi storici ben distinti, come la sua vita politica.. Un periodo di formazione, nel quale le guerre sostenute si svo lgono contemporaneamente in più punti dell o Stato, senza però che una sol.a mente vi imprima unità di moto. Il c.on fine politico verso F1·:rncin., è, più che altro, una linea d'armisti"io che corre tortuosa ora in .un versante ora nell'altro delle Alf) i. Si combatte contemporanea.mente in Savoia, nel Delfinato, in Piernonte; si compiono operazioni ardite ma sLaccate; il loro sLudio ulil e a stabilire l'importa117,a tat- . tica di aknni punti, non a tracciare un sislema di difesa generale. Nel secondo pei'ioclo della sua vita militare, il Piemonte si presenta costituito su solide e larghe basi statali. Il conlìne politico verso Francia si delinea sempre più nettamente, fino <t che coincide con q1.1ell o geografir:o della cresta alpina. Ad una condotta politica oculata., attiva, succede del pari una condotta. mi litare vigorosa, intraprendente, studittla, ed unitaria. In questo periodo il problema dell a difesa alpina si t.rnva non solo chiaramente stabilito. ma ancora largamentfl risoluto. Le Alp i, nel sisLemc1, difensivo del PiemoJHe, erano considerat.e,, come sono realmente, l'ostacolo militare di maggiore importanza. Ra:ppresenl.avano una vera linea. di battagli a. nella quale l'esercito piemontese si schierava e com.batteva. per wprire fa. capitale dello ·stato. La .difesa di quella linea si r isolveva pertanto 'in un ' atione osLinala, perchè rotta la resistenza cli essa in un punto qualsiasi, gli eserciti francesi irrompevano nel piano e scorrazzavano sotto le mura di Torino . · Carlo Emanuele 111 era conoscitore profondo delle Alpi e maestro nella 'guerra alpina. Pensò che solo una difesa direLta, os1·.inala, di quell.a regione, gli avrebbe permesso di fronteggiare con probabi lità di vittoria gli esercili francesi, sempre superiori .in numero.


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NOTE SULL'Of\_DINAMENTO DIF8NS1VO

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Le operazioni di Ledisguières. quelle di Berwicl~ e quelle di Vittorio Amedeo II, dimostravano all'evidenza quanta parte potesse avere nelle operazioni militari del Piemonte, una guerra di montagna ben condotta. Carlo Emanuele eresse pertanto Ia difesa alpina a sistema, ne fece un elemento organico dell'ordinamento militare generale, coadiuvato in ciò dalla esperienza propria e dagli studi parzial i che a,,eva fatti inJraprendere ai genera li Guibert e Viansin . Il sistema di Carlo Emanuele, ·consisteva: 1° Di una catena di avamposti (milizia) per occupare le creste ,ed i passaggi più praticab ili verso il nemico; 2" Di una seconda linea più ritirata, rinforzata da trincieramenti e .da artiglieria, nell'interno d.ellà valle (milizia e distaccamenti di truppe dell'esercito atti vo); 3° Dell a. linea delle fortezze alpine; 4° Della linea delle fortezze allo sbocco nella pianura. In apparenza questo sistema difensivo della linea delle Alpi adottato dal .Piemonte, potrebbe iìlterprelarsi come un'appl icazione del principio della gqerra di cordone, principio in allora predom'inante nella co1.1dotta della guerra. In realtà era un sistema molto -differente da quello a cordone, inquantochè la difesa della recrione .. o interna. delle Alpi era, nel primi> periodo delle ostilità, lasciata in ?rande pa'.'le alla milizia locale, rinforzata solo in alcuni punli più 11nportant1, da nuclei dell'esercìto at.tivo . All oscoppi·are della guerra, le _milizi~ delle zone minacciale erano chiamate alla difesa delle proprie vall1. Il comune diventava il centro di formazione delle unità minori ~li mi lizia: i nobili della campagna ne erano capi naturali, mentre 11 capoluogo di · provincia diventava centro di° formazione del~e l~nità maggiori. Il R~, in base al concelto generale delle ope. razwm, assegnava alle mi! iz ie i1.compi lo nella difesa della cresta ~lpina: fi~sa:va la dipendenza delle zone difensive, raccoglieva 1 esercito m una posizione centrale, rispetto agli attacchi nemici, per portarlo prontamenle là_dove la minaccia. si svelava maggiore.

Così sul fronte Susa-Cuneo, le maggiori minacci.e gravitano alle due estremità: una. difesa pertanto emcace avrebbe portato l'esercito piemontese a. scomporsi in due nuclei principa.li, i quali non avrebbero potuto soccorrersi in tempo allo svelarsi del vero attàcco nemico. È perciò che sulle linee di Jjiù facile movimento erano state da Carlo Emanuele accresciute le opere cli fortificazione alpine, e rese più forti quelle già. esistenti, in guisa da Cl'eare lungo esse dei grandi ostacoli al movimento offensivo nemico. La linea di difesa delle Alpi veni va così ripartila. in Lre zone clifensive speciali: 1a Quella della valle Dora-Ch isone, coi forti d'Exilles, della Brunetta e cli Fenestrelle; 2• Quella della valle Stura e Vermenagna coi forti di Demonte e di Cuneo; 3a Quella di valle Maira, di valle Vraita, del Po e del Pellice, n<im sbarrate che da lavori di foÌ'ti!ìcazione eventuale. Questa zona coll egando quella del nord con· quella del sud, acquistava un'importanza speciale in ciò, ch'essa diveniva il centro conlroITensivo, dal quale doveva partire l'esercito piemontese per soccorrere l'una o l'altra_. 'Per rendere faci li ,tal i mosse controffensive, .Carlo Emanuele impiegò per cinque mesi trentacinque battaglioni ed una quantità di paesani per aprire le comunicazioni necessarie a rinforntre la linea . di oresta ed a. sposLarsi lateralmente per le valli. Si può infine ritenere, corne dato risultante dallo studio delle campagne di Carlo Emanuele. Ill, che l'ordinamento difensivo della. lin ea delle Alpi, come egli l'aveva concepito, doveva condurre al seguente risultato: clistr•ibiii1·e la.nat1,l1J·a e l'iinpie,qo dei mezzi cli./ ens·ivi tutti, in modo che la ·resisle1tza preparatci sn diversi. p1111iti fosse tale cla clete-1'1ni11,cwe gli, sfo1·.z·i del ?iemico ad1,1,rta1·e nel ce1itrn della l-inea di difesa. Le campagne del 1174.3-4-.il, e del !J:7 sono là per dimostrare che il concetto difensivo ideato da Carlo Emanuele III rispondeva alla importanza geogratì.co-militare della linea difensiva alpina. Vi rispondeva: 1 1° perchè la difesa alpina era spezzata in centri difensivi parziali, con elementi propri d'azione; 2° perchè la difesa mobile di questi <:entri diCensivi era fondata

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Le linee per le quali il nemico poteva penetrare con maO'criori forze in Piemonte, erano quelle della. Dora-Clrisone e della S~uraYermenagna, separate danna. all:ra linea intermedia, formata dalle valli di Mairc1, di Yraita, del Po e del Pellice.

D ELLA REGIONE ALPI NA .

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NOTE SIJL !!ORD!NAMENTO DlfENSIVO

in particolare modo SLLl l'impiego .del massimo numero della popolazione alpina; 3° perchè così opernndo si lasciava intatto il grosso dell'eserciLo, l'obbiettivo decisivo delle opernzioni, rino al momento in cui il suo impiego si poteva fare in massa e nella direzione più pericolosa per la difesa.

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DELLA REGION E ALPINA

li Tirolo-Voraiberg é scomposto neHe dicci zone di battaglione seguenti : Sede del battaglione

(

Indicazio ne dei battaglìono.

~o batt.: Schwaz. id. lnnsbruck

bers. naz. del basso Inn. id. d'lnnsbruck e della valle del Wipp. 30 id. fmst id. della valle dell'alLo Inn. 40 id. )lerano id. della valle dell'alto Etsch. 50 id. Bolzano id. del!' ELsch e del Heims. 60 id. Bnmeck . id. del PusterLhal. 70 id. del Noce- Avisio. id. Mczzo-Lombardo go id. Trento id. di Trento Valsugana. 9° id. Riva . id. éli Roveredo e Snrca. 10° id. J3regenz . i,l. del VoraJbcrg. In tempo di guerra coi ·1Obauaglìoni stanziali sì formano 1Obattaglioni mobili, altrettanti di riserva e IO compagnie deposito. Cosicchè allo scoppiare dell e ostili Lit si hanno in Tirolo: 1O balla.gl i.on i da campo, comba.LLenti per bal.Lagl1one 97·1 uomini. Totale 97-1 O uomini. IO battaglioni di riserva, com battenti per battaglione 931 uomini. ToLale 93•1O uomini. •I O compagnie deposito della forza di 230 uomin i. Totale 2300 uomini.

...

9.0

E) Ordinamento militare della d ifesa alp,;,na in Tirolo.

L'Austria ha giustamente penrnto di trarre partito dal l'indole guerriera della. popolazione del Tirolo e delle. sne Lradizion i stol'id1e, per organizzare in quella reg'ionc di così grande importanza rnilitare nna difesa territoriale sufficiente, per abbandonare. all'oc·· eorrenza, q11cl paese ai propri mezzi d'azione. L'ordinmuenlo militare alpino i11 Tirolo 11011 abbraccia. i:he un sol centro geogranco formato dalla grande testata. del l'Adige, serrata fra i massi dell'Ortler, dall'Adamello, clell'Akthaler, delle Ilobe Tau crn , delle Alpi Dolomitiche, elci Selle Comuni e dei Lessini. La dif'esa di quelln, regione è perciò naturalmente portata a raccogliersi al.I orno ai centri geografici cli TreHtO e Bolzano. ed a irrompere da essi controffcnsivamcnLe. Come nell 'ordinamento storico del Piemonte, r,osì anche in quello del Tirolo, tutti gli uomini d.clla regione atti alle armi, tntte le autorità civili, sono elemen ti della difesa territoriale. L'istituzione militare tirolese, basata sulla legge del 5 dicembre 1868, consta: 1° dei bersaglieri nnionali; 2° della landsturm. I bersaglieri nazionali sono chiama ti in tempo di guerra a sostenere l'esercii.o permanente nella difesa del loro paese. Non sono obb ligati a. prestare servizio all'inftwl'i dei confini del Tirolo e del Voralberg. se non lo esigono le condizioni dei confini e la difesa strategica del paese. La landstnnn è destina.la a sostenere l'esercito permanente ed i bersa.glieri nazionali contro il nemico il quale tentasse di penetrare nel paese, e combatterlo ~e già vi si fosse penetralo. 1

1

Numero dei bersaglieri nazionali . 2·1320. 1 Di quesLi 2 13:20 bel'saglieri 11azional i, 12787 ~c;ono 1·eclutati. nel versante interno delle Alpi, e 8f58:J nel versante esterno. L'ordinamento anstriaco nel Tirolo, pen-iò che è s, iluppo dato alla forza alpina, è pertanto fonda.Lo su quegli stessi principii che abbiamo Lrovati applicati nell'ol'dinamcnlo storico del l)ietnonte, cioè: 1° Dare alla miIizia tcniLot'iale il più grande sviluppo, perchè essa sia rea lmenLe il fatto capi tale della difesa alpina; 2° Appoggiare le operazioni dell e Ln1.ppe mobili con forLificai ioni . L'Austria ha in l'a.LLi costrulli in Tiì·olo, sulle lin ee principali di marcia, dei foni di sbarramento ed organizzati dei centri difensivi. 1

1

ANNO XX lJl , VOL . IV ,

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NOTE SULL'ORDINAMENTO DIFENSIVO

18

V.

La geografia militare, la storia, l'esempio di ciò che si. pratica in Tirolo, concorrono a dimostrare che sebbene le Alpi non siano, ri$peLLo ai grandi obbiettivi strategici d'un teatro di guerra, che una 1·egione t1·ansitoria cl'irnovimento, costituiscono un ostacolo militare di così. grande importanza, che la loro difesa dev'essere non solo energica, ostinata, saldata, per cosi dire, alla roccia, ma anche atti1Ja; più che auiva, qualche volta ciggressi1Ja. Che la difesa aJpina abbraccia elementi fissi ed elementi mobili; che siccome il confine politico non coincide sempre con quello geografico, è necessario che là dove il p1·imo penetra nel territor·io italiano si procedo, oflènsiva1nente pe1· guadagnare la cresta e clare all'ostacolo t·utto il siio ·valore militare; che appunto perché le Al pi formano uno scacchiere logistico-lattico speciale, la loro dife»adeve in particolar modo essere affiélata agli elementi terriLoriali, .ordinati su larga base di reclutamento ed abbraccianli tutto c:iò che militarmente si traduce in forza. Un ordinamei1to difensivo della regione alpil)a, deve pertanto: ,1° Dare alla difesa niobile ed a qu.el la fissa il maggiore sviluppo posibile, per numero di combattenti iitil-i e per forza di mezzi difensivi; 2° Preparare in ogni scacchiere, in base alla situazione militare generale, alla situazione strategica speciale di quel tratto di frontiera, quell'ordinamento particolare che meglio risponda alla condotta militare probabile all'iniziarsi dell'ostili tà; 3° Dare per iclea fondan1entale a tutto il sistema di difesa alpina la fonnola : larga preparazione organica, ed azione audace. '

Allorquando in Italia si progeLtò cli istitnire le compagnie alpine, un applauso generale accolse la proposta : il senso militare della nazione vedeva rinascere nella mtova istituzione, quelle Lradizioni militari che furono e che sararino la gloria delle nostre popolazioni montanare. La istituzione delie nuove milizie non potevano del pari non ri-

DELLA REGIONE ALPINA

19

chiamare l'attenzione degli Stati limitrofi. perchè si sanciva in siffatta guis~t in modo ufficiale che la barriera militare delle Alpi data dal la natura a nostra difesa, doveva essere contrastala al nemico in in modo speciale, iu guisa da comballerlo con forze e vigore pari all' importanza militare dell'ostacolo. L'orcli.na.mento difensivo de!J a regione alpina, allora progetlato ed .in seguito tradotto in atto, toccava i due punti principali della questione: ordinamento speciale tm·itori.<1,le e fortificazioni alpine. Ma non dava alle truppe mobili quello sviluppo di forze che era stato il carattere particolare dell'orclinarnenl.o storico del Piemonte, e che è pure quello clell'ordinam.enLo austriaco in Tirolo. L'opinione militare in 11.alia richiamava infalti prontamente l'attern~ione degli studiosi sul bisogno di accrescere, più di quello che peravventura non erasi fatto, la difesa, mobile nelle Alpi , Nel manifestare una. sifl'aJta opinione si dimostrnva : che volendos·i difendere le Alpi là dove esse accumulano il maggior numero di ostacoli, alla cresLa e nell e nlti valli. è necessario portarvi a rincalzo delle poche truppe alpine altre lraUe dal grosso dell'esercito raccollo nel pi~mo, sul1endo così inevitabilmente la legge clel disseminamento deJle forze. Si fissava qu indi la formula: che tanto maggiore, per conseguenza, era lo svill1ppo organ ico dato alle truppe alpine, di altrettanto minore era il numero di soldati che dovevano essere staccati dalle grandi uni là strategiche e logistiche. L'ordinamento della milizia alpina del 11875 non portava che un elTettivo di pace cli <24· compagnie, le quali in tempo di guerra divenivano 48, rappresentanti una forza media di 112,000 uomini. Il nuovo riorclinameùto accresce le compagnie alpine di prima linea di ,12 nuovi elementi , ne porta l' effettivo costMite a 9000 uomini, il quale effettivo polt'ò., in tempo cli guerra, anche essere Hf<~resciuto di altri 16000 ctorn ini di 2° linea, presentando così sulla cresta alpimt una massa di cif'ca 2~000 uomini. ' È certo questo un grande vantaggio ottenuto col nuovo ordinamento, ma a no i pare che non si sia ancora raggiunto quel largo sviluppo che è voluto dal!' imporlanza stra.Legica della, regione alpina, e dalla si tuazione militare generale del paese. Stando all'insegnamento della storia, agli studi geografici, un ordinamento della difesa alpina quale fu pensalo cla Carlo EmanueleIH 1


NOTE SULL'ORDIN AMENTO DI FENSIVO 20 in Piemonte, dagli Austriaci in Tirolo, e quale fu vagheggiato da alcuni nostri scrittori, avrebbe il vantaggio di creare appunto là dove si stende la regione delle Alpi un vero eserci.to speciale, che frapponendosi fra la nostra m::tssa combattente princip:de e quella del nemico, rende le Alpi una zona militare se non impraticabile assai difficiie, dando a noi n1ezzo dalla sommil.à di quelle i-occe di guardare una buona vo!La minacciosi anche nel versante che è di là dalla cresta. Le nostre Alpi, che misuràno una superficie di 38656 ch ilometri quadrati, hanno una popolazione cli 2, 819,6 16 ab itanti, cioè una media cli 73 ab itanti per chilometro quadrato . Applicando alla. popolazione alpina gli stessi criteri di reclutamento che sono praticati per tuLLe le altre prnv incie della penisola, gli uomini atti alle anni salirebbero alla cifra approssimati va · di 65,000 uomini, dei quali 41>,000 appartenenti a mi lizia di prima linea e20,000 a milizia di seconda li.nea. La cli.stinzìone fra milizia di 11" e milizia di 2a linea, la vediamo volenLiel'i conservata nelle tru.ppe alpine, solo perchè l,t prima ci rappresenta ciò che vi hR di piLL giovane, di più vigoroso, cli più alt.o all'offensiva; mentre la :;econcla ci indica ciò che vi ha cli meno giovane, di meno atto alle opera1.ioni oltre la uesta. La prima ci rappresenta. il vero esercito mob ile delle Alpi; la scconcht l'esercito dello èlirese fisse, dei luoghi fortificati. E notiamo questa disLinzione, perchè le Alpi essendo necessarimnent~ la r.ona delle prime operazioni militari, Lui.LO ciò è chiamato a. prestare il suo tributo alla loro difesa debb'e::;sere ch iamalo alle armi allo scoppiare dell e ostilità., ed adoperato immediatamente. La cre:;La alpina si attraversn,jn 24:1, punti. Coll'ordinamento attuale si ltanno in medi,1 100 uomini per valico; coll'ol'dinamento a larga base organ ica. se ne a vrell lie. 350. La differenza di mezzi diJen.,,ivi .mo bili fra i due ordinamenti è pertanto rappresentato dal rapporlo cli 1 a 3. Nel quadro che segue, il lettore troverà raccolti i dati principali di un ordinamento milita.re alpino a larga base quale a noi pare possa forse l'ispondere in modo più completo al!' impol'Lania strategica della regione alpina, ed a.lla ,;ituazione militare generale del paese.

21

DELLA HEGlONE AL.PINA

Il concelLo che abbiamo esposto sulla difesa alpina non è nuovo, perchè appartiene alla storia militare delle Alpl. Non è neppure la prima volta che. si richiama a nuova vita, perchè molti furono ali . . ò scnLL.1 e molto 1l parlare che se n'è fatto da noi e fu.or-i. Lo scopo che ci proponemmo di raggiungere è questo : r·icorda1·e ancora una 'l>olta che l'orcli?iame1iio della milizia alpina ed i l sistema generale di difesa delle Alpi, fiwono quasi sernpre pe1· lo passato, e debbono anwra esserlo per· l'avvenire, fondati sull'irnpiego iitile di tutti i mezzi d'azione ohe quella 1·egione poss'iede in sè e per sè.

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Tenente G.

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ZAVA1"rAHI.


22

della Regione Alpina.

Ordinamento difensiv'o

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ZONE DIFENSIVE

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Aosta . . . .

Saluzzo

Coneo .

49'.34 10 6120 80 11552 8051 3,198

t Mondovì POl'IO aol'izio.

8

lllFESA FISSA

LINEE D"OPEilAZIONE

DEPOSlTJ organici Punti fortificati del le zono e da forti ficars i

che altra versano

A)henga . . . Savon a . • .

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8749 G009 2650

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Varese

2 E clol o - Rocca d' A ufo

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Ceva

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Berga mo Brescia

- ,lfaloia - Ad,t,, ; Alt0 I110 - J/ernina - Adda; Alto l nu- J/uffo to raArl tla; Etsch - Ste lvio - Aud;1; No ; e

4

- 1·011ale - Val Camonic,,; Sarca -

B1·eno.

Salò

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Totale per scacchiere ·~:!816 i62<5 70'.\ I 1G fJ = ==== Bardolino . . . ~ Caprino · · I• · 76092 so·0 2 C. l\ivol i - M. Pi polo S . Pietro lnca riano · 9 l 1782 12·12 5JO e Moscallo . Tregnago . . . . Al's i~nano • '

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Asi:igo.

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Verona

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Schio . . Th icne. . Va ldagno.

Uùss~ino . Agor do

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8533 59.14 2580

5

AUl'OflZO Bell un o Feltra . [ò'onzaso . Longarone . . Piev~ cli Cadore Maggio Udincso Ampezzo.

r.ivid~110 .

.

2

Passo dell e Fugiizze - Priin ola110 - Castel La , azzo.

Bassano

Rocca d'Anfo - CIHese.

Doppia strada del Brenner (TrentoVerona)

1a Zirna - offensiva. Si hann o due li nce milita1·i allll som mità delle Alpi, <1uella al displuvio , possedu La da ll' lla lia, alla qua le l'o(fo ns1va france,e <le ve dirigere i suoi attacchi; qu ella fonn,,t~ dai massi mon tani che swnno frr, l'Arc ed il Dr~c e fra q uesto e la Ourance, che si ar,ce11tua nei punti de l G~ li bier, JM ,mçon e Moutdauphin, cho a ppartiene.alla !'ranci,,, e contro la quale s'i_nizia .l'offensiva portar.a sul Rodano. E la c,·esta mi/ilare da conqu1stars1 nel territor io fr;1 nccse. Il luogo st.,·ategico d1fe·nsivo più impor tante di questa linea ò da to d~ nriançnn. Quell' atto mili wre il q ual0 conducesse al ,·apido possesso d1 llriani;on, creerebbe una situazione. moll o fovorevole in t11J'om.•nSi\'a ve1·so il Hodano e sarebiJH s~mpre, anche nella d ifensiva, un r,rande fatto ,norale e u na preocciipaz1one forse decisiva. Ma ssima mobilità. ~a Zona - cont,·offensiv,.i,. La linea elci confine politico penetra pel ,·crsa nte esterno delle Alpi, o ci dà le trstate della Tin en, <!e lla Vesubia e <lf ll;i Roj,1. Il possesso d1 q ueste tcs t~ le , "' 1'117.ione delle tru rpe m,,bili, creano un a minaccia sul li,111co eri " le spol lc delIn linea nel lii tMa le; minaccia cho deve farsi sentiro fo rlemen le a li' iniziarsi delle operazioni. :3"' Zona - difellsiva. C1·care. median t!e una difesa ost inai.a , il nu mero maggiore d i difficoltà al nemico c ho, sh,irca to nel tratto di cresta fra Albenga e Gcuo,·u, tentasse pcne u·a1·e in Val Tana1·0 e Val Borm ida .

t!ìcnccblcre del i\'ord.

l"' Zona - ofl~nsiva. Irrompere nel cantone Ticino ; obbiettivo .Be!linzona. 2" Zona - ofrensiva. La su:i posizione centrtl le rispetto tll cantone T(cino ed al Til'Olo, .as~ seg na, alle tru ppe alpine d , ques1a 1.01w, un doppio compito : o pe1·;1z1 on1 nello sctlcc hiero de l no rd, operazio ni 11ello SCfC'Ch icre dell' ~st. ln ambe Adigo - c. Puga,ne - Bachigl ione; du e i casi il conce tto fo nda mental e che deve regolare t,, prepara,wne Adige - O. rli Pe,·gine - Br>nta ; al ta, !JtLer,·a. in q11esta zona, è roOè 11SÌl'<l, la sorpl'esa. Mass,m;,,. mobi liLà . R1e11z - Via a· .~11emag,1a. - Pi al'e ; Rienz - lfreut.z berg - h a ve.

Scnccbicrc dcli' E!lt.

.

Gemona . . . Man iago · \ 145461 4257 SJ S. Dauiele . . . S. Piet,.o Natisono S pili m bergo . l Ta,·cento • . \ Tolmezzo . . . . ,

nelle zone difensive

Scncclllcrc t1cll'Orcst. Alto Rodtlno - G. S. Bernardo - Do1·.i Baltea· Alto ·lsère · P. S Ben,a,·do - Dora Baltea ; ArC - .!foncen;sio • Do'ra Riparia; Jlomanche - /.autaret - J1ongine·1wa - Chiso11e; Dur,111ce Mongilte·1n·a - Ch isone. Uhave • Monte Argente,·a - Stura; Pàgliond - Uevera - Hoia - Col de JJraus - de JJrouis - Tenda - Vcrmenagna - Stura. Impero - Al'l'Osia - S BeJ·nardo l\'ava - Tanaro; Neva • S. Benia,·do - Tana,.o; Porrn - C. ,uetogno - (!ormida: Vado - Savo na - C ,! !tare; Albissolo - Verazzo - O. di Giovo; Vol tri O. Turchino . Alto !lodano. Sempione· Toce; Al to lleno - Gottardo - T,cino; Al to fi eno - Lul,manier - Ticino; Allo lleno S . Berna,rdino - Ticino . Allo Reno - Sp!uga, - Liro; Alto Heno

llard-per la va lle Ivrea-Torino della Dora Baitea - Ex illes Fenestrel le P"" quella lJora Il Cluso ne. Vinadio - Tenda. Cuneo

Ven timialia - Nava ~ 1\{elogno S. Bernardo Ca prnzoppa.

4

CONDOTTA STRATEGICA PllOOABILE DELLE TRUPPE ALPINE

le zone d i fen sive

M

S. Remo . . .

23

DELLA REGIONE ALJ'INA

NOTE SULL'ORDINAMENTO DIFENSIVO

3 lC8 ~090 1318

2

Ospida lotto-Stup1zza .

Udine

Guiì - $ava .

c. rarvis -

Fella; Ravil

- C. T•redil - Isonzo; S a ,·a - Pod· òerda - J>. di T{frch- lleiin - Iso nzo ; Sava - C. Kf-eulz · alto - l s on1.o;

Sava - Adelsbe,·g-l'rewaM -T sonzo·

Sti·ada ùa F1unrn - s. Peter- Isonzo '.

P Zona - difensiva. Sba rrare lo sbocco d i Val d'A dige. 2' Zona - offensi-va. Concorrere al" attacco del Til'Olo; concorrere allo operazioni che miri ss· ro ad imposses:-tarsi delta tes aL~1 del la Dta va: . . · . Org;in:ziare nPll"alto P iave un graucle cer.tro alpino d1fens1vo-offens1vo. Massima mobilità. 3• Zona - difensiva-controfrensiva. . Creare ncll' alto Tni:liam~nto uo ostacolo alle operazioni provenienti dalla l'ontebba e dal Pre<.Iil. 1


IL FUCILI> A RIPC:1'1ZJONE J)L':L CAPITANO BERTOLDO

IL

FUCILE A RIPETIZIONE DEL CAPITANO BERTOLDO

(CON TAVOLA)

All'esposizione universale di Parigi si può vedere un fucile a ripetizione che fLL studiato e costrutto da me. Ho ragione di temere che esso non possa competere con tanti altri i quali uscirono dalle officine più rinomate e furono costrutti da operai di abil ità molto superiore alla mia; tuttavia no11 nascondo la speranza che gli intelligenti apprezzino la novità ecl i pregi del mio sistema. Al giudizjo clte ne darà il giurì dell'esposizione io vorrei aggiungere qu~llo dei miei co lleghi, ed è queslo desiderio che mi spinge a pubblicarne una breve descri;1,ione.

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I primi studi sn questo nuovo sistema di arma a ripetizione li feci nel 1874, mentre era alln Scuola di Guerrn.: ne costrussi dapprima un modello in legno che piacqne ai miei compagni e, per circostanze a me favorevoli, fu vislo anche dal colonnello allora eomandante in 2° del la Scuola, il CLti incoraggiam ento mi spinse a costrurr~ nell o stesso anno il f~ci le in ferro.

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25

I risulln.l'i 0Ltem1ti nell'esperien1.a furono soddisfacenti; ma io non era pago, nè della sua forma poco bella, nè del suo peso Lroppo rilevante. li meccanismo di chiusura a vederlo scomposi.o, poteva ben dirsi un monte di ferragl ia; ma aveva sempre l1mzionalo senza il minimo inceppamento, aveva sempre estrailo senza difficoltà i bossoli delle wrtncr:ie sparai.e, anche quelli che erano staLi limati appositamente perchè scoppiassero nello sparo. AYendo una volta sparato fol'SC Llll 80 colpi n. caricnmento successivo, col serbatoio cariw, aveva potuto tiral'e tutte le cartn ccie cleJ serbatoio. Qnesto risultato allrasse :ml mio fucile anche l'auenzione d.ella Commissione per le armi pori.al.ili, la qmtle, nelle espericn1.e fatte col fu cile a ripetizione Vetlerli, aveva constata.Lo che con quest'arma, dopo sparali 20 eolpi a r,aricamento successivo, tenendo il serbatoio carico, non si poteva più sparare le cariche di riserva, perchè il loro accorciamento impediva il sollevarsi della scatola che doveva trasportarle dal serbatoio alla canna. Ciò malgrado io dovetti ripor il fuci le fra le anticaglie del mio museo . Ripigliai gli studi nel 11876 ed all~L fine del febbraio ·1877, aveva ultimato un secondo l'ucile che presenl,ai alla Commissione per le armi portatili. Esso aveva una forma aggraclevole ed il suo peso era sopportabile: colla canna lunga del nostro fucile da fanteria modello ·1870 pesava ch iI. 4,300 - scarico e senza sciabola- baionetta; pC'rciò era più leggern di .200 grarnm i del fu cile a ripetizione svi~zero e di circa 300 del fucile :.\fanser prussiano a caricamento semplice. Il me1:canismo cli chiusura era ancora hnsato sugl i stessi principi i meccanici , SLLi qunli era l'onclato il meccanismo ilei primo; Lt1ttavia le foÌ-me delle singole parli erano assai clilTerenti nei due meccanismi, e specialm ente i congegni cli percossa e di _scatto che, nel prinJ.O, era un acciarino interno e, nel secondo, enì invece un congegno a molla spirale. . . Il nu ovo meccanismo funziollitva bene al pari del pnmo, era assai più facile a scomporre ecl a ricomporre e non pareva più un monte cli ferraglia; quelli stessi che non lo riconoscevano ancora abbastania semplice prevedevano age,'.olo:t.za di nuove. semplificazioni, cl1e lo avrebbero posto a livello del Vincester e del Vetterli.


26

IL FUCILE A RIPETIZTONE

Ebbi nuovamente la fortuna di sperimentarlo alla presenza del colonnello che aveva cotanto spronalo i miei primi tentativi e di averè da lui nuovi incoraggiamenti. La Comrnissioné per le armi portatili lo esaminò; ma non lo soLtopose ad alcuna prova, in aLtesa che fossero r idoLLi alcuni nostri fucili mod. 1870 a ripetizione secondo le proposte del tedesco Kropatchec e del l':tmericano Otkis, e fosse costruito un nuovo fucile a ripetizione ideato da un distinto uffiziale di artiglieria, allo scopo di stabilire confronti. ApprofìtLai dello indugio per rifare un'altra volta il fucile, semplificandolo ancora. Ne costrussi un terzo tipo, quell o che ora è esposto a l'arigi e che spero sarà sperimentato anche in I talia. Questo non di.fferisce dal secondo tipo nè nel sistema nè nella forma delle sue parti principali; esso è tuttavia assai più sempl ice ed alquDJll.o più leggiero . · « ... Il lungo stiidio e il grande amore JJ che per ben due anni mi fecero passare vicino alla morsa la maggior parte delle ore di libertà, non arrecheranno mera viglia a, coloro che al pari cli me sono convinti , esser l'arma a ripetizione l'arma dell'avvenire e cli un avvenire non lontano. Le nostre pianure e le nostre colline sono rnperle ovunque di lussureggiante vegetazione che quasi in nessun luogo ci permette di tira.re oltre i 500 metri; onde la prep:u:azione del combattimento per mezzo del fuoco a grande distanza e un desiderio non aLtuabile sui nostri campi di baLtagfot, cui si ·adattano megli o le mosse rapide ed occulte, mediante le quali si portano le truppe ad aprire il fuoco di sorpresa ,L podi i pass i dal nem ico . In Lati condizioni i.l fuoco trae efficacia più dalla celerità che dall a giustezza , e l'arma a r ipelitione offre modo di sparare nove o dieci colpi , cioè tanti quanti bastano a preparare un aLLacco a breve distanza , nei pochi secondi che occorrono ad una truppa appena spiegata per r icevere l'ordinc1 di avanzarsi all'assalto, senza dar tempo alle artiglierie nemiche di disordinare le schiere. Le anni a, ripeLizione moderne; le quali oltre al tiro rapido permettono il tiro a caricamento successivo lento, possono pn re servire nei combattimenti in terreno scoperto al pari dei Gras e dei Mauser, :finché si com.batte da lontano, per sp iegare poi la loro superiorità nel periodo decisivo del combattimento.

DE L CAPITANO BERTOLDO

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27

Ecco quanto scriveva in favore dell'armi a ripetizione il colonnello, ora generale, !licci: · « A chi mi chiedesse quali sono i vantaggi del fucile a ripeti« zione, risponderei: sono questi: che mentre, nei casi ordinari e « nei periodi più calmi del combatLimento esso funz iona come un « fuc il e sempJice, nei casi speciali e nel perioclo decisivo del com<< battimenlo, mediante un rnoYimento quasi impercellibile, si tra<< sforma in fucile a r ipetizione, capace cli fare tre colpi nel tempo << in cui il fucile semplice non ne farebbe che uno . « E qll·i occorrono alrnne spiega7,ioni: (< Anche senza essere molto addentro nelle cose di taLLica, e facile « rendersi conto come il combattimento colle armi porlalili aL~uali « possa passare per tre periodi successivi . « Il primo comincia dal punto in cui si entra nel raggio della « portata utile delle armi, che pnò valutarsi dai 650 ai 700 metri , « e va. fino ai. 350 o 800 ml',)tri . In q uesLo periodo il fuoco non può <( essere che ben rtggiustato e la celerità di tiro non e la quali Là che « si rich iede nell 'arma, Lantoche i nosLri regolamenti limitano i « colpi al massimo di nno ogni 30 secondi. << Il secondo periodo comincia al punto in cui si entra, nel rnggio « veramente efficace delle armi, ossia ai 300-300 e va fino ai H\0<< 100 metri, sino al punL o cioè ove l'una delle due pa.rti combat« tenti, l'aggreditrice .in generale, se vuole r iuscire, deve r inunziare « al fooco e correre all'urto . ln questo periodo la celeri tà di sparo « com incia ad avere importanza e si può dire che cleve essere la << massima conciliabile col puntamenlo . I nostri regolamenti la por« tano fin o ad un colpo per 11O secondi. « Il 3° periodo comincia al punto ove una dell e dne parli deve << prendere l'in iziativa dell'urto, oss ia ai ,150-100 metri, e va fìn0, << all'urto, se questo ha luogo. In questo periodo la. celeriLà di sparo « deve essere la massima ed il puntamento le cede il posto intera« meni.e. I nostri regolamenti portano la celerità sino ad un colpo « per 6 secondi. E si è in rruesto peri odo, che e poi il decisivo, in « cui il fucil e a ripetir.ione, col dare un colpo ogni due secondi, « mostra la, sua superioriLà. su! fucile sen:iplice. (< Si può quindi dire, che men lre un fucile ad avancariw po<< trebbe anche sodclisfare, per ciò che riguarda la celerità di sparo. 1


.28

IL FUCILE A RIPETIZIONE \

alle esigenze del 1° periodo del cornbaUimenLo, il fucile a retro« carica semplice è l'arma del 3° periodo, ossia del periodo decisiv~ « del combatLimento. (( Il problema morale non è che il riflesso del problema tecnico. 0 « Nel ,f periodo del combattimento il morale del soldato non ha « an~ora ~ma. gross~ p~rte. La distanza, lft radenza delle file e quindi << 1~ frtcolta d1 copnrs1, la lentezza del fuoco, la pochezza delle per« dite son tulle cause che concorrono a far sì che il soJdato, anche « giovane, conservi una calma. relativa. i\fa quando si entra nel 0 « ~ ~eriodo, cause oppost_e tendono a produrre opposti effetti, e « l ammo del so ldato, del giovane sopra,tutto, comincia ad alterarsi << allft calma succede l'agitazione e l'orgasmo del combattimento' << corretto, sino ad un certo punto, nell'uno dall'ascendenLe che dò. « l'avanzare e nell'altro dalla fìducia che inspira la. mac,O"ior sicu00 « rezza. di colpire e l'accresciuta celerità di sparo. Ed eccoci al << 3°perio~o, a q.ue~ per~~do nervoso, febbrile, concitato, per quanta « calma s1 pred1ch1 es, mculchi, in cui il soldato tentenna fra due ·« atti opposti. in cu i un nonnulla può fare di lui un eroe od un · « codardo . , 1

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« Orbene. se. in quel punto psicologico, di una. durala rap ida e « fugace, s1 ..nesce a dare al soldato di una delle due parti un

fai.Lo materiale che gli infonda un sentimento di superiorità su quello che gli sta di fronte, gli si dar.i quel nonnulla che di un « fuggit ivo può fare un combattente e di un codardo un eroe. « Questo fatto sai;ebbe per noi il segnale: apri te 1:z serbatoio. << Il maresciall o Bugeaud; che fu l'uomo più popolare delle c;am-« pagne di Africa, lasciò scritr;o, che a condurre J~ene il so ldato il <~mezzo migliore sia quello d' indovinarne le impressi on i. nei ~o« menti critici dell'azione. Ebl)ene, o noi nulla c'intendiamo di « solda~i, nulla imparammo . in molti ann i di osservazione e di ,(( ~speri.enza, no i abb i~mo :agione nello alTermare che il paese,· « ,11_ q1~ale avra dato per 11 prnno ai propri soldati questo mezzo « dt rinforzo mor·ale per il momento più critico del combatti« mento, gli avrà dato una grande superiorità su quello che ne ,<: sa.rà senza )) . << <<

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29:

DEL CAPJTA1'0 BERTOLDO

n. Le armi a ripetizione soglionsi dividere in due gtandi categorie J'.!Ol1 badando aJ loro sistema cli chiusura, ma. so.l o alla posizione del serbatoio, nel calcio ovvero nel fn::;to della cassa. Soglionsi ezianclio dividere in armi a ripetizione semplici ed in armi a ripetizione a dopp io sistema ovvero a doppio caricamento , secondochè possono funzionare solo come armi a ripetizione, ovvero come armi a. caricamento successivo e come llrmi a ripetizione, a, volonllt clel tiratore. ll mio fucile è u'n' arma a serbatoio anteriore e a dopp io sistema . Riguardo al meccanismo di chiusura, esso si deve d.assitìcare fra le armi a blocco derivale dal sistema l)eabody americano . A dir vern; nel soo meccanismo, i.l blocco è congiunto al cilindro scorrevole, ed anzi è questo che 01.tura la camera dell a canna e che sostiene il fondello della cmtuccia duran te io sparo, mentre il blocco non concorr:e alla chiusura della culattil se non indirettamente, guidando i.l cilindro nel suo scorrere indietro ed avanti ed impedendogli di scostarsi dal la cl irezione dell'asse della canna. Tut tavia l'aspetto esterno del rneccanismo di chiusura. ed il modo di funzi onare sono quelli dei meccanism i a blocco sopramen zionati. Le parti principali componenti codesto meccanismo sono : la scatola di ciilatta A (Fig. 4"), l'eleoatore, (Fig. 2") l'oUiiratore (Fig. 3a), la leva (Fig. 4.a), gli estrattori E (Fig. ;la) ed i pe1·ni deli'elevalore e della leva. La scatola di cnlatta, A (Fig.. P) contiene tutte le altre parti del meccan ismo di chiusura. È aperta disopra e disotto: la sua pal'ete posteriore è attraversala dal foro F, posto sul prolungamento dell'asse della canna e svasato all'esterno e Yerso l'alto; nella parete anteriore G praticata la ch iocciola nella quale si in- . vita la canna e, poco al disotto, hi bocca del serbatoio. Nella estremità. della coélett,L e v'è la chiocciola, per la vite che attraversando l'impugnatura di souo ii1 su collega.la scatola di cu0


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IL FUCILE A R IPETIZIONE

DEL CAPITANO BERTOLDO

laLta alla cassa. In una finestrella aperta nella cod.etta e funziona l'eccentrico di sicurezza e girevole attorno ad una copiglia e comandato dalla molla m,. r,ompletano la scatola cli culatta il porta-estrattori w (Fig. 1 O•) e lo spo1·tello del serbatoio (l?ig. 11F). Il pat·ta-estrattori è incastrato nella. scatola di culatta sotto alla bocca del serbatoio; sorregge gli estrattori; nella sua estremità anteriore è praticala una ch iocciola nella quale si invita l'esl.remità della bacchetta. Lo sportello del serbatoio, girevole attorno allo stesso perno dell a leva che attraversa il suo foro x, serve a chiudere l'orifizio pel quale si introducono le cartuccie nel serbatoio ed a preservare l'interno del mer,can ismo dalla polvere; la sua faccia inferiore è scavala a cucchia~o in modo che esso serve anche di guida alle cartucce nel caricamento del serbatoio. L'elevatore (Pig. 2") contiene e gu ida l'otLuratore, riceve dal serbatoio le cartuccie di riserva e le solleva all 'altezza 4ella camera della. canna, mette in azione gli estrattori. È attraversa.Lo, da un capo all'altro, da un largo foro nel quale scorre l'otturatore e penetrano le cartu.ccie uscendo dal serbato io. Disopra è scavato a cucchiaio ed al disotto è intagliata una lunga feritoia nella quale fu nziona il denle q della leva, all'estremità anteriore porta l'a·rresta-ca1'tiicoie ,r girevole su di una copiglia. Le sue pareti sono trafora.te a giorno per alleggerirlo: nel foro a passa il perno a a' che unisce l'elevatore alla scatola di culatta, .attorno al quale l'elevatore può rotare. L'elevatore porla su ciascun fianco una costola sporgente k. L'ottiiratore (Fig. 3°) comprende il cilindro otturatore C ed il congegno di percossa e di scatto racchiuso nel cilindro stesso . U ci lindro cb i.ude la camern della canna e regge il fondello della cartuccia durante lo sparo: scorrendo in avanti dentro all'elevatore, introduce nella camera le cartuccie che questo 1·i.ceve dal serbatoio. Il congegno di percossa e di scatto si compone del percussore (Fig. 5"), della ,1n0Ua spi1'ale (Fig. 6"), del r·itegno della molla (fig . 7"), dello scatto (Fig. W'). Li leva (Fig . 4·) è la parLe del meccanismo che s'impugna ~olla

mano per aprire e chiudere la culatta; si spinge avanti il bottone M per aprire e lo si tira indietro per chiudere. La leva rota sul suo perno x, la sua testa p mette in moto l'elevatore ed il suo dente q tira indietro e spinge avanti l'olluratore ed arma il congegno cli percossa. Il cuneo h, impernato mediante una cop iglia. fra le a,lette [3, sostiene il cilindro durante lo sparo; esso è comandato della mollà n la quale', qunndo la culatta. è aperta, come nella. Fig. 42", mantiene il cuneo in tale posizione che, quando poi si chiude, esso penetra nella scatola cli culatta e si caccia dietro all'elevatore ed al!' otturatore, senza intoppare nelle altre parti del meccani$mo. Il piede del cuneo h presenta posteriormente uno spigolo saliente il quale quando la .culatta è chiusa; rimane impegnato nell'estremità inferiore della molla m., piegata acl uncino . Gli estrattori E (Fig. 11") sono due piccole leve a squadra.. Le loro braccia che fan capo alla camera della canna portano l'uncino per affenare la cartuccia, sulle altre braccia battono le costole k dell'elevatore, che fanno rotDre all'indietro gl.i estrattori, quando si apre la culatta. A ciascmn estrattore serve cht perno un bocciolo sporgente dal vertice dell'estrattore stesso, il quale penetra in un foro pra.ticato nel porta-estrattori w. Il se1'batoio consiste in un solco S (I?ig. 11n) sc,tvato nel fusto della cassa sotto ali.a canna. nel quale funzionano una molla spirale ed uno spingitoio h. Vi si introducono le cartuccie spingendo avanti colle cartuc<~ie stesse lo spingito io b, il quale avanzandosi comprilll.e la molla spir-ale. Il fermaglio d, posto sotto alla. bocca del serbatoio e dentro un intaglio praticato nel porta-estrattori, si può abbassare girando avanti l'ec~entrico ,q (vecli l.<"ig. 43a) ed è rialzato da una molletta quando si abbatte incl ietro l'eccen trico g. Qttando il fermaglio d è rialzato (Fig. 9), le cartuccie cli riserva. non possono uscire dal serbatoio ed allora il fuci le può funzionare come il fucile semplice a caricamento successivo. Quando invece il fermaglio d è abbassato (Fig. 13), le cartuccie di risena possono uscire dal serbato io cd essere introdol.te una alla volta nella camera della canrm e sparate co i. soli movimenti di aprire la culatta, richiuderla e premere sullo scaLto dopo ciascun colpo. 1


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D8L CAPITANO BERTOLDO IJ. F UCTLE A R IPETIZTONE

III .

La Fig-. 9a rappresenta uno spaccato della culatta del fucile carico e pronto allo sparo . Per sparare si preme la. coda { dello scatto col pollice della mano destra, abbassandosi la coda t s'innalza il dente z ' cd il percussore rimasto libern va a percuotere sull'innesco della cartuccia. Dopo sparato si apre I.a culatta impugnando colla mano destra il bottone M della leva e spingendo lo avanti. Mentre la leva rota attorno a.l suo perno .'C, il cuneo h sj abbassa ed il dente q penetra nella :finestrella /' del cilindro ed in queJ!ct y corrispondente del percussore e li tira indietro ambedue. In questo movimento il percussore scorre anche dentro al cili ndro stesso comprimendo la molla spirale contro il ritegno che si appoggia colla. coda ·v sul!,~ spallei;ta. cor1)sponclente'll' dell o scatto. Giungendo il percussore al termine della. sua. corsa il suo denLe .z oltrepassa quello .z' dello scaLLo, il quale, appena. gl i manca l'appoggio di sotLo, si abbassa perchè la coda ·v del ritegno si spinge sotto alla spali.ella v' dello scatto e Ja solleva : i'I dente .z' dello scatto si impegna in quello z del pel'Cussore. Ciò succede mentre l'otturatore scorre indietro attraversando il foro I? della scatola di culatt.a. e la test~t p delht leva, restando sotto all'arco di circolo i::i:: dell 'elevatore, sostiene questo immobile, finchè urtando contro ìl dente D gli imprime un violento moto di rol.azionc in basso a.Uomo al perno a. L'elevatore abbassandosi scopre la carnera della canna e batte coll e sue costole laterali k_sopra gl i csLr;Lttori, i quali rotando all'indietro estraggono dalla carnera il ilossolo élella cartuccia sparata.. L' elcvatore si arresta quanelo l' eslrcmiJà.anteriore del suo foro longitudinale corrisponde alla hocca del serbatoio, il detto foro è vuoto perchè l'otturatore è corso inclietrn per una lunghezza corrispondente ad tma cartuccia e pen;iò, se il fe!'rn aglio d è abhassa:to, la prima cartucci~ di riserva è spinta nell'elevatore.

Si chiùde allo1'a .lu- culatta ti·rartdo indietro il bottone M della leva: la testa p di questa, premendo sotto alla spalletta e: dell'elevat6re, lo solleva ed esso ritorna nella sua posizione normale (Fig. 9•) trasportando seco la cartuccia avuta dal serbatoio ; in seguito, mentre la testa p resta sotto l'arco eE'; il dente ·q sp inge avanti l'otturatore cacciando la. cartuccia nella cament e, per ultimo, il cuneo h cacciandosi dietro al ci I inch-o lo assicura a posto, nel tempo stesso che spingendo s1:1i fianchi inclinati i del l'itegno (Fig. sa) fa avanzare cruesto di tanto che l'estremità. 'lJ della sua cadetta oltrepa.ssa la spalletta v dello scatto . La .leva quando il meccanismo è chiuso è tenuta a sito della molla m. Se invece il serbatoio non fosse ap·erto le carttrcce di riserva non potrebbero uscirne, ed allora, prim,t di chiudere h culatta. si potrebbe in trodurre una cartuccia direttamente nella camera: clella canrnt, facendola scorrere nell'incavo 1rnperiore clell' elevatore, quindi chiudere e sparnre e così successivamente sparare altre cartuccie, tenencto in riSerYa qu.elle del serbatoio. Per caricare il serbatoio lo si apre, girando in aYanti l'eccentrico g, si liJn ra la leva. di manovra dalla m.olht m e si spinge Io sportello s (Fig. 9") finchè sia scoperta la. bocca del se1fa1toio. Sostenendo quinéli il fucile col braccio sinistro, la rna.no a.Ila culatta e la canna del fuci le appoggiata sull'avambraccio, si introducono le cartucce nel ser-batoio, una. a.li.a volta, facendole scorrere sullo stesso sportello s, il quale è scavato a cucchiaio perchè possa guidarle meglio, e spingendole coll'indice 'della mano destra: l'ultima la si spinge avan Li finchè oltrepass i l"a,1··1'esta ca1·l'nccie 1· sqstenendola in tale posizione, si gira. indietro l'eccentrico g: si apre quindi totalmente la culatta e si rich iude. Si può anche introdurre una car tuccia nella ca.mera e tenere l'arma carica in condizione di sicurezza., sollevando l'eccentrico cli sicurezza e, il quale, quando é so llevato, sostiene la coda I dello scatto. Le parti del meccanismo cli chiusura che occorre rimuovere, per pulirlo o per vbit.arlo nel suo interno, sono : l'elevatore, l'otturatore, la leva ed i perni clell' elevatore e della leva; all'uopo non è mestieri di nessun cacciavite.

e,

AN:NO X.Xll!, VOL. l V ,

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IL i>UCILE A R!PETIZIONB

J)J-:L CAPITANO BERTOLDO

Dist1rmato il conge3no di percoss:i. e liberal.a. ancora la leva dalla molla rn si Lolgono: 1° Il perno della le,,a {Si spinge a destra il bottone O, fin-chè si possa sollevarlo, e lo si solleva finchè il d•nte p sia, libero; allora ·il p3rno piiò estra1·si liberamente a,1'e'l'randolo per i l brac-

molla frn l'indi ce ed il pollice· della mano destra {il pollice .rnlla coda cfrtlo scaflo) e si girano a sinistra, 11nchè la molla spirale li spinga fuori del rili nclro: si estraggono quindi dal cilindro la molla sp i;·aie ed il percussore. Ricomposizione. - Calzata la molla spirale sul percussore, si introducono amhedue nel cilindro, avvertendo che la faccia piana del percussore. sulla. quale è scavato il cl ente:;, sia diametralmenlo opposta alla scanalrtt.111·a più larga. del cilindro, qnincl i, messi assieme il ritegno dell a molla e lo ~cn.tto, ~i inl1'oduco110 nrl cili ndro, facendo penetrare il piede cp dello gcallo nella detta sranalatura più larga dol cilindro e tenendo ben strette la coda dello scatLo e quella del ritegll o fra il po llice e l' indice nel 111oclo gù inòicaLo sopra, rìnchè i\i ·possano girare a destra per IJOrt.arc la li11 e,;Lrella y del percussore a corrispondere con quella f clel ci lindro. Risparmierò al leLLore la descrizione della scomposizione completa del fucile, fncendoglienc solo notnro clne partir.olarità. 4° Che in t11l.t.o il fuci le i pezzi che soglionsi numerare per giudicare della sua semplici là sono 30 solamente fra i quali vi sono due sole viti, gnella. che unisce la scatola di cu latt:1 alla cassn. e quella che tiene a posto la moI.l a m. 2° Che, scomposto il meccan ismo di chiusura, si può pulire, non solo la canna, ma anche l'interno del serbatoio, sema ricorrere nlla scomposizione tot.aie dell 'arma, la qua le nelle rade evenienze polrobhe esegll il'si clnll' annai11 olo o daq ualchegradualo intelligcnLe.

cio p O). 2° La leva (S'impngna il bottone M P si tira all'indieiro perchè la lel)ci esca (lC1,lla scatola di wlatta). 3° 11 perno dell'elevatore (S,i /'a scorrer1~ l'ottw·ator1i fìnchè la smentatnm et corrisponda al 71erno e lo si gira legger niente a 1 destra; premendo .mlt'estre,nità piccola et del perno, la te,.sta 7- di qneslo spo 1·ge in(1iori dalla scatola di culatta; si est-ra:,, finalmente . il per-no affei'randola per la testa et') . ,i,0 L'otturatore. 5° L'elevatore. 6° Lo sportello del serbatoio. . Ricomposi.::ione . - Si introducono le parli del mecca.nismo di chiusura. nella scatola di culatta, nell'ordine sezuente: ,1 ° Sportello del serbat.oio; 2° Elevatore; 3° Otturatore; /4- 0 Perno dell'elevatore. (Spinto a11anti l' ott11,ratore finchè la smenlatnra q_ del cilindro cor1'isponda al foro del perno, s'introduce i l perno, e quindi si gi1·a l'oUn l'ato1'e asj,nistr1i e lo si ti·rri indietro}. 5° Leva (Si fa sco/'rere <wanli l'ottnratore, finchè la sua finestrella r a.bbia appena oltrepassata la spa,tletta i:: del!' elevatore, sostenendo qt&inrli l'ottu,ra.tore in questa posizione, si introdiice la le1Ja nellci scatola cli cnlatta e si fa 7Jenet·l'are il SlW dente q nella finestl'elln f; pl'emendo s1d bottone )I si, spingono a.vanti.l'ottl1,ratore e la leva (mchè questlt è a silo) . 6° Perno (Si int?'Orliwe il perno nel stw foro e q'tbindi si abballe il suo bmccio p O) . Scomposto il meccanismo di chiu:-ura nel modo indicato, si scompone il congegno di percossa e <li gcalto nel modo seguente: Scornposizione . - Sostenenclo l'otturatore colla mano sinistra, si stringono la coda t dello scatLo e la coda 1> del riLegno della

Torino, giugno 18i8.

BE1tror.oo Prnrno Capitano 1° regg. genio, 1• comp. ferrovieri.


I L'INSEGNAMENTO DELLA TOPOGRAFIA NEI CORPI DI TRUPPA

I. Fra le varie istruzioni di cui debbono i corpi occup,1rsi, non ultima è la topogr~Lfìa. Ma la lopografta presso di quell i ha. uno scopo più ristretto, che non presso gl i istituti speciali . Ai cm;pi il rilievo esatto cogl i islrmnenLi , il disegno finito è un iusso; necessario è invece che tutti i sottufficiali sappiano servirsi di una cari.a e che ogni ullìciale, non solo sia in grado di leggere . esattamente le carte, rna. le riconosca, le corregga r,, a}J'oceorrenza, facc ia, uno schizzo e levi a vista. Non e~)ste metodo apposito per alcuM di tali istruzioni . Nei casi pitì consueti si ricorre ai Lratlati di topografia e se ne stralciano i. capiloli occorren Li. 1\'fa qLtei Lntllati costi.Luiscono LulLo un metodo coordinato a. formare rilcva,tori cogl i strumenti esatti; ogni cap iLolo è una conseguenza dei precedenti , eppert,tnto lo stralcio è monco. L'ufficiale che fa scuola servendosi di. tali stralci sente la necessi Là cli preporvi nozioni di. georn et.ria, le qual i dovrebbero arriv:1re almeno frno alle figure simili , per potere apprendere di poi la. letLL1ra clelle carte, eppertanto non si r i. esce m.ai a. conélurrc la scuola ad un r isultato pratico per insulTìcienza cli tempo. Le altre nozioni, come lo schizz.o del terreno, la r icognizione delle carte, le levate a vista, .non sono accennate nei trattati che come risuJLati

L'INSEGNAMENTO DELLA TOPOGRA FIA NEI CORPI DI TRUPPA

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indiretti o complemento di tutto il corso topografico, e molti opinano non se ne possa fare un corso indipendente. Orn, pee un cor;;o rego lare cli topogrnlìa esatta occonono allievi già esperti negli st udi preceélenti di geometria e aritmetica, personale insegnante, prali. ca, :;tnnnenti, tempo e hwghi aclat.Li · per lt'- molte esercila,,ioni; e quindi ai corpi, per in,rnfficienzu dei meizi neee;;sari a far un corso regolare di LopugraJia esalla, per la rna ucanza d'un meLod.o diretto a. conseguire le parzial i cognizioni accennate e perchè tal.volta lo- si crede impossibile, l'istruzione topograrica non consegne gcneralmeule. e r.nalgraèlo molla fatica, ulili risultali. Cosi., si lenenno uua volta ai corpi scuole di disegno Lopugralìco (disegno esaLlo, lin iLo) e scuole di rilicwo cogli. strnrnenLi; ora si abbandonarono I.ali scuo le per il loro poco giovamento e per dar luogo ad altre più slret.tamente mil itari, claile quali , indireltamente, si spera prolitto anche per lo stndi.o dell a topografia. Difatti, le eognizioui lopogra.l iche rimangono in arret.rat<J , malgrado clte l a. manovra sulla car ta e gli. sch i:i.zì da 11nirsi all e relazioni di manovre tfllLi che offrano indireUamenle occasione di esercitan isi. Una. volLa si pretendeva lroppo, si ,,oleva il rilevare esa Llo, il élisegnare rinito; ora, vista l'impossibilità di cousegltir Lanto, si rinunz:ia anche al por:o, e si dis.pera di tro\'are un metodo di.retto e p1'aLico a conseguire le par,,iali e indispensabili eogn i,,ion i di topogro ria . Per parte mia crèdo invece, e per ésperieuza fallane, alla possibi li tà òi metodi dirett i, anche per qu.ei limilali scop i; e mi proverò ad esporli brevemente, ilei:a fiducia di gi.ovare a que;;to ramo d'istrui ione p1u· lan Lo interessante. Comincicrò dall'insegnamento della lettura delle carte eia farsi nelle scnole dei. caporali ed aspiranti caporali, che chiamerò: Sc1wla elementare di lett1wa ed uso delle carte . -Si disponga su di un piano orizzontale, sia pure in tena , lo scacchiere plastico del colonnello Maineri o altro simil e, e ,,i si riuniscano intorno gli ::illievi; poi si lascino per alquanto tempo almanawwe cla se stessi _su ciò che r,tppre8enta. Non tardera.rrno molto a comprendere che rappresenla p iù in piccolo un 1.raLto di paese e da se stessi r iusciranno a spiegarsene abbastanza bene anche t particolari. Conviene lasciarli ragio1rnre tra loro e n.bbandonarl i ai loro in Lo ilo. L'attenzione della


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1.,'JNSE GN A M EN T O D E LI. A TOPOGHA F I A

mente è più intensa nel concepire atlivamenle che_nell'apprender~ passivamente. l n seguito, l'istrnllorc, rncscolanclo_s, a poc'.i a poco a, loro racrionamenti cd aiutandoli , ne compl el.erii l'1mpress1one . A q:esto punto, continuando le interrogazio ni che al'l'tt _f~Lte_sni HH'i partico lari rappresentali dallo scacchiere, l'islrullore s, laccia a domandare la distanza frncluc locali li1. dello stesso . Ciò facendo non lasci scorgere pcl'ò la specie d' insidia. c;he la doma11da conl.iene,_occiocchè "li alli evi non rinunzino alla prima a rispondere, ma anzi, senza preo:cupazione alcuna, si spingano col loro semplice rnzioc.inio al~a ricerca della: risposta e nllc induzioni. Se vi ò qualcnno che sap~1n (Jià colui poco la materia ù bene che ne sia rscluso, e che taccia, ;ppunlo per esercitare il raziocinio nei nuovi, i quali allrimeuti scari(:hcrebb.ero ,rnbito su di lui lii fo ti r;a di pensare e a _poco a poco si distrarreùhcro. . . Gli allievi da"-<' stes5i almanaccnrnlo, com1nc1cranno m l trovarr sponlaneamenLe nna cognizione 1ltile, cioò: cm~e s( clc,mma ap~ prossimali vamen Le la scaln. da una ('(Ll'ln f; he nor, I ah_l~l:I rcgolan_do~I sui manufatti. e s,irà già tanto cli ~uadagnalo. Ma l'i,.;trnllore 1_11_;;1sLendo a volere con esallczza. la mi,;ura della distanza segnato. lt ,ndurri.LspontaneamenLe a comprendere che per ri~pondcrgli, occorro sapere prima di quanto lo scacchiere è piit piccolo del vero; e quindi gl i allievi spontaneamente entreranno nel concet lo d~lla scnla. Allora l'isLi·u.Ll.ore cliri1 cli r. lo scncc:hiere è rrnoo voll e pm l)tccolo clel vero, ossia d1e il paese ivi rniTigurato è ;jOOO vo llr più gnwcl~ del quadro, ed allora cla se stessi e ctm po~o aiuto ~·insci1:anno gli allievi ,l farsi In scala mecli:inte il 11101.ro e, 1·1pc1.r nd o I qnes1t1, o sap ersene servire. l)i tal modo è. mestieri che sempre proceda l'is~rnllorr; porrr il quesito e lasciar quindi almauaccn.rc; non cnra rsi ·dell a. inesal.Lezr.t~ clelle espressioni, seguirr l' idea ell e va mano mano sv~!uppando~ t nei suoi allievi, e aiularln lezgermcnte. Coniare, non gia su cognizioni. che non 1,an no, ma.wll 'inLnito ed asLeHer.;i sopraLuLl.o in principio dai termini lecnici, die deYono essere ins inu~ti a poco a poco e limitatamente cd al.tenendosi ai piLt inclispen"abil 1. Quando si snmnno falli una suffiC'.iente idea della sca la si mollano in mano agli allievi le cari e che accomp:1gnilno lo scacchiern e lo rappresentano alla scala di ,t ;'100000. li disegno essendo a luce ob-

NJ,;1 COR PI

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TRUPPA

bliqua od abbastanza artistico, gli allievi non tarderanno ad accorgersi che hanno in mano un rii.rallo ancora più in piccolo del terreno rappresen tato dallo scacchiere e clu. se slessi ricercando i particolari ivi rappresen laLi, si faranno un'idea elci seJni convenzionali 1;sali nei di,c 6ni. Con modo analogo si completerà sui disegni l'idea della. scala, già. faLtu:;i sullo scacch iere. TolLo allora lo sc:tcchicre si pu.ò JJHs,u·e dii:etLamente alla lettut·J della carla distrihncndo agli allieYi altre carte disegnato sullo ste.;so sistema e in scale dirersc, nu,cominciando sempre dalle più chia re, d,llle più anti che, ossia ev identi. L' islrntlore le rarit leggere; indicando su di es.,e due locali là, farà loro ricercare le strade che le uniscono, misurarle, descriverle. Aiutando la mente degli all ievi indichertt q1rnn1.o Yi è di più convenziourdmcnle raffi.;urato, e pcr:vcn n. in tempo brcfe ad un successo soddisfacente, il quale, per questa scuola, deve limilarsi alla lettura di carte chiare. Con u11a carta dei dinlorni della gnarnigio11e poi, in tre o in quattro passeggiate, si completerà l'isll'uzioue. ~on avendo un plastico può servire anche una c1r1.::i a colori naLu~·ali ed eseguii.il con umL certa atte cosi che sia evidente. Qne,:;ta istrnzionc basta come scuola elementare di lellnra delle carte. ~ella scuola dei ser;cn~i, e nella supnriore, ?i potranno completal'e tali nozioni co li' nini.o della. geometl'ia. spiega.nel.o i vari sistemi di lnce e le curve orizzontal i. Con Lai metodo, contando sulla inLelligenz,t del nostro soldato, sulla r, iclenza dei clisc6 ni top'.lgrafici e a.llifantlo l'insegnamento ad un ufficiale più ari i.,ta che nw tematieo, si può ·ouenere 11101 lo in breve tempo. Jnsisto su tiuesla qua lità dell'istruttore, perchè :;e per tale mansionr, preocrnpandnsi di cercare il più compele1110, si sccgliessc, cmne di so li to, quak he t.e,1.it troppo matcma ticct, qu estadiflìcil menle trove,l'ehhe il linguaggio conveniente per fars i comprendere da intellizenzc vergini, e forse riusr,irebbe a rendere oscuro ciò che è cliia.1·0, 1nrl anclo al la maniera cli Laiuno, che per dire it mo' d'esempio elle il miglior soldato è quello che ha. avuto più elogi e meno punizioni, direbbe che la quan lità di merito d'un soldato è rappresentata da una fraz ione, nella, quale gli elogi fa nno da nnrneralorc ed i gastighi da denominatore, o per spiegar.si più chia ro (secondo lui), che il valore del soldato è in funzione diretta delle ricompense


L'INSEGNAMENTO DELLA TOPOGRAFIA 40 ed inversa dei gastighi. ln genel'e l'istruLlorc neve essere ta.l1p ria saper dire le cose scienLifiche con espressioni comuni e non di quelli che usano le espressioni scientifiche ad ogni momento. Per quanti meriti l),bbiano tali.per,-011e, esse non sono chiamate all'uffi cio dellq insegnamen to e molLo meno a quell o di rendere popolare In sc:ienza. Venendo ora agli ufliciali, le sr,uole che per loro si lengono ai corpi su queMa materia de,·ouo cominciare dall'approfondirli nella lettura dell e carte mediante una seri.e cli esercì Lazioni che chiamerò: Scuola complementare .mlla lett,wa delle ca,l'te. - Benchè questa scuola debba e possa giovarsi delle maggiori cognizioni scientifiche degli ufficiali, nondimeno essa pure ha da e~sere fatta in modo più praLico che teorico soprn CRrle di diverso geuere, le qunl i devono essere sp iega le perf'ettarnente in t.ultì i loro particolari . All'uruc.iale occorre nou ~olo saper leggere bene le carte ben falle, ma saper interpretare, e decifrare le indicaz ion i rluhbie od erronee, che per cli l'etto di disegno s' incm)trano sovente. e saperlo fare hasandosi sulla natura complessivR del terreno raJ_JpreseuLalo. Così deve ~aper distinguere, per q1tanlo rnn Idisegnate. le strade e i sentieri dalle acque, le valli dalle alture, le strade inca,;:;ate da quelle in rialzo, e da qual parte sieno in r ialzo e da quale incassate, rrnche y-uando il tratteggio sia fatto male e a rnvescio . Cosi per esemp io , nella carta dei dintorni di \ alenza, deve saper comprendere che la strada dalla città alla staiione è in 1·ilie,,o nel primo tratto in cui .atlntversa il va llone, e po i è incassnla nel l'attrnversa re il poggio'e non già. in rilievo . E CJll P$lO de\·e comprendere, non per il tratteggio dellrL cari.a che è confuso, ma perchè nel tracciar le strade si tende a diminuire le pendenze e non ad a,cc:rescerle; ,~ cosi dicasi delle alt re strade che attraversano da ponente a levante i piccoli e lun ghi contrafforti , che da Villa del Pero scendono al Po a ponente cli Valenza, malJ!rado il tratteggio sia anche lì piuttosto con l'uso e lasci credere quasi, che quelle strade sieno incassa.te in fondo all e valli e forse in ,r ialzo sul dosso dei poggi. In compl'esso l'u f'fi riale deve essere in quesinmaleria esperto cosi da saper interpretar bene le cario anche confuse, accorgersi delle quote sbagliate, e di tulle le inverosimiglianze che talora le carte presentano; deve saper clisccrnere .qun,li indicazioni d'una data caria sa ranno le più esatte e quali le meno e ciò de:;umendo dalla natura dei luoghi che rappresenLa, dallo scopo pel quale la

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carta fu fa tta, dall a sua età, e da quegli altri fat i 1:he rivelano la maniera colla quale fu esegui la. Ocre inoltre l'ufficiale sapere qùali accidenti del tcncno pure unportanLì latlìcamente non sogl iono essere rappresental i da ll e carte per nwncanrn cli appositi segni conve11iionali; così l'altezza e la soJiditù degli edìfiii. gli sca loni pratical i :-ui.pendii delle collin e per comodo dell'agricoltura, i fo:;setti laterali alle strade ecc. e,'c . F: necessario <·-Il e J'nfficiale sappia ricavn re profili , non solo dalle carte a cnrve orizzontali, ma. anche con suffi cirntc approssirnuiione dalle al tre . Oe,·esaper dal le carte desumrre l'a,:pello dell'oriizonle di un dalo 1mnlo di ,·i,;ta, e disegnare i profili delle alture che lo r ircondnno, tenendo conio della apparente diminuzione che loro aneca la lonL:rnanza i.n rnpp0rto alle più vicine; deve sulle cari.e a, cnrve Ol'izzonlali, senza hisogno di rican1rne i profi li , saperdc:;umereacolpo -d 'occhio le pendenze, non dil'ò designandone l'angolo, ma ciò che è più facile, il rapporto l.ra la base e l'alleiza con sufficiente approssimazion e: co~i analogamente desumere le pendenr.a. delle strad e e reciprocamente, per esercizio, tracciare fra le cune slrade, di una data pendenza. Deve l'uffici,110 senza bisogno di profili sapere spedita,inente precisare se da 111t dato punto la vista cli un altro sia. o no mascherala da un'alLura i11t< rposta e dove com ìncierit a, rendersi visib,ile, e risoh t'rc 'simili prohlemi senza bisogno di strumenli speciali, con sufficìen te approssimazione e con .franchezza . fn questa scuola è mestiel'i pure far comprendere agli uflì ciali come indipendeHLemente dai segn i convenzionali nostri ed esleri, ogni carta che mira ad uno scopo speciale ne ha dì propri, e quali sistemi si sogl iono tenere nei diversi rasi e mos1.1·ar loro ciò con esempi, onde essi si.essi. all 'occorrenza , non solo sappiano valntarli, ma anche trovarli ed adatla1Teli . Fa d'uopo qui insegnare come una CaJ'la cleslinata a uno speciale::copo dehha e.~sere falla. perchè risulti r.hial'a., perchè mella in cvìilenza ciò clte pel suo scopo è importan te, tralasciando o accennando appena il resto. Così con esempi mostrare poi come devono essere falli i piani, le carie illoslrn live di battaglie o fazioni, qual i accidenti \ i devono essere specialmente notati e quali tntscurati, co~e tu.I.te, eli o ·r er quanto :semplici, non sono ancora nell'uso comun e. Tale sarebbe il programma di questa scuola complementare di 1


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L' INSEGNAMENT O DELLA TOPOGRAFIA

lettura delle carte. Vi si potrebbe aggiungere con profitto il disegnare la cart,i da un plastico e il cost,ruire un plastico d,i una carta, perchè · così si i rnpara appunto l'intimo lega.me che passa tra la carta ed il terreno. Quanto al metodo a $eguirsi hn dn essere pure pratico, ma non nel senso dei rnatemati<:i, chechiarnano caso pratico un problema. astrailo, ma nel suo senso vero, cioè appli caLò a cleterminaLe carte. Le applicazioni dell,i geometria descrittiva sono nei casi pratici abbastanza C\'identi per se stesse, così. che anche senza ìl soccorso d'i'm precedente od apposi.Lo corso teorico, senza linea di· terra e Lra.cr,ie di p iani e proiezioni, si possono comprendere facilmente in qLiel modo che intuitivamente un pittore disegrnt una buona prospettiv:1 senza profonda cogo izione dell a teoria di tal sistema di proiezione. Tutto deve tendere a formare il criterio intuitivo, ad ottenere élall' ufJì ciale non nn geometra, ma un intel ligente intet·prete delle carte, mirnndo più ad una spedita e eh iaia àpprossimazione, che nnn a.d una lenta esaLteuv. Contemporaneamente a questa dovrehhesi tenere ai corpi nrui Sc11ola di schizzo topografico . lmpol'tantiss ima è tale scuohl, essendo le ,me appl icazioui asstli frequenti per I'ulriciale. Qu i si deve insegn.rtre: a disegrmre con speditezza, marcando bene· tuttavia le ca.rati.eristiche del terreno, e a. r icavare drdle carLe, in poco tempo e scnz:i, il soccorso cli strnmenti, gli schizzi che occorrono ai div~rsi usi rn.il.itari.: SLt qoeslo punto bisogna tener presente che per l'uso militare, salvo pochi speciali casi, l'esall.ena matemaLica non è così importante quanto -IR intelligente rappresentazione ciei caratteri del terreno. Così per esempio una carta dm da Livorno a l) isa sbagl iasse di un chilometro sopra veni.i la distanza (cnorc marlornale geocleticarn.entc), rnn che rappresentasse ben e il carattere ed i pani colari del terreno, ci servir:t1 meglio di un'altra che non shngli nemmeno d'un metro In cl istanza e maneiti invece dei part icolari e non 'remh il carattere dei luoghi .. Un ph ilometro cli più o di meno sopra venti non modifi ca il piano di un'operazione militare; Len inteso che questo eh ilometro non cesserà tutlo cl.' un colpo; mentre .importantissime ci sono le indicaz ioQi delle strade, dei bivii, e i fossi, il poggio, il bosco, il prato ccc.· Generalmentr, si ritiene che una scuola di schizzo topografi.Co non

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si possa fare direttamente e che lo schizzare sia una abilità che si a~quist.i ind_ir~tLamen Le dal Jnngo disegnare c·on es;:i Ltezza . A cagione dt c1uesta '.lpr~ ione molti ufficiali non sa n no fare uno scii izzo, e quando ne_sono r 1_ch1~st, non sanno accingervisi sen1.a carta da <focgno, incl:1~stro d1 chma, compassi, r ighe, squadre, colori, cunilinfli, penmm e t~Uo l'ar~namenr.ario grafico;generalmenl:ev i impiegano molto tempo facendo il quadro del la carta, servendosi del sistema del lucido o del reticolalo, e presentano alIn 0ne un disegno geometrico accu rato ma raramente eh iarn e completo. in ciò che più importa. Un uflìciale che non sa fa re uno schizzo spicciativo senza tutto quell'armamentario ~ on uomo che zoppica e che non ,:;a andare senza baslone. .. DaJcanto mio c1·edo inv0,cc alla possib ilità di unii scn()la speciale di sch ruo l.opogra(ico e ne darò qui i pri neipi i ed il metodo. Cominciando dai principii teorici dir6 in primo luogo che volendo fare uno scliizzo lopogra.fico r,0nv iene anzitutto avere una idea beo chiara dello 2copo acni lo sch izzo derc serv ire. Ca.rattere dello schiizo essendo la rap idità, con vien sapere alla prima cosa si ìrnò trascurare, cosa hasl.erù accennare e su quali aecidenti e cara.iteri del terreno il pr·o~ . si clovril inYecc pol'Lare l'attenzione. In secondo luorro ced1mento ha da egsere possibilmente tale, che in rru::ilunquc moment~ sii:t lo sch izzo interrotto, possa presentare pur sem1J1;e dati sulftctent1 per servire, cioè: iI procedimento deve com inciare dal s~g'.1are .ciò clte è più imporLrnte, passando in seguito~ alla parte dtro cosi comp lementare del lavo ro. · Nel cnso più generico d'uno sèhizio da. un irsi alla relazione n'una manovra, l'ordine di progres,;ionc sarehbe: ·1° Segnare i pun ti prill(:ipali. - Specie di triangolazion~; 2° Le i.rnppe nella li1se più sal iente; 3° Le stra.de importan Li; 4° Le acque e k linee d'ostacoli in crenec-e5° Le scri tlnre, la.direzione dell'orientamento, le località fuori della carta alle q1rnli le strade conducono nei loro prolungamenti e la seala usa~a: 6° l particolari imporlanLi; 7° Ripassarlo, ritoccando qua e !il ciò che vi sia di poco chiaramente.segnato. L'istruttore deve in questa scuola mostrare certi se,mi conven-· . n •

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L'INSE GNAMENTO DELLA TOPOGRAFIA

ziona,l i speciali especliliv i per le varie occasioni, come : segnare le strade con una, I inea sola, for te o sottile, continua o in terrolla. se- . condo la loro qualità ; mostrare il partito da tirarsi dal lapis a due color i (rosso azZllrro) utiliss imo ausili.ario11egli schizzi, e come fame senza all'occasione. Per eITettuare poi la scuo la pratica bisogna mettere l'allievo iu una situazione simile a quella in cui potrebhe tro,,arsi sovente per aver bisogno di uno sch iizo. Gl i si.dica per esempio : supponga che in questo mo men Lo abbia av[tlo l'incarico di per·lustrare questa zona di terreo o ( e gliela si rn ostri sul.la carta) . Lei la carta non l'ha ed io non posso prestal'gl iela; non le restano che venti minuti JJer prendersene uno schizzo ; ecco qui carta comune d,~prOLocoJJo, penna., lapis nero e a due coìo1".i e null'alLro ... s'ingegn i. [n simile situazione un uffi ciale poLr,'l lroYarsi sovenle, ed è hene non vi sia nuovo .RipeLemlo lai i esercizi, cinquanta e cento volle se occorre, vi si fo l'à la mano e credo se ne ricaver~1. mo lto profiLLo . L' insegnante non dovrù ha,d:ire alla bellezza clel discguo, e persuadersi anzi, che pér avvezzare la .rnauo e l' occhio, conYiene sca raboechiare molta cartla e far ciò senza suggezione. Conviene ricordars i essere con Lai meLodo che generalmen te t11.tti abbiamo imparato a scr ivere, e cl1e se il maestro cli calligrafia avesse preteso che pure le prime aste ,wes~ero dovute essere dritte, a costo anche cli éloverci impiega.re un'ora d,i tempo per ciascuna , non saremmo forse pervenuti aqttesL'o rn ,1 fare gli O. Bjsogn,L scarabocchiare ·mol to ecl in fretl.a, ripeto, per ra.r la mano, e bisogna ;togliere agli allievi i compa:;si, le squadre e sopratatf.o i curvili nei. Carla comuue, lapis, gomma ela::;tica o mollica di pane e al più una r ighetta qualunque, ·ceco qt1anto éleve lHtst.are . L'allievo dern imparare a [ar senza del compasso sostituendolo con l.isLe di · carl.n., a far senza delle righe sostituendo le co lla piegatura d'un foglio, ed a fa r :;enza di tutt.i gli altt·i strumcnU so;:;l.iluendo li co ll'occ ltio e colla mano. L'ocehio e la. mano sono alla perfine i più esaLLi fnt gli strumenLi, e:;senélo appunto con q11esti ehe si vcri f.i cano gl i altri . Dopo quesln. istruzione, o quando quei;t:i avrà già dalo surnciente profi tto , si passerà alla scuola di levata a 11isf(1, - ossia -schizzo dal terreno . Qui pure esiste l'opinione che non se ne possa fare una scuola a sè. Però siccomé necessita che ogni uHìcialepossegga tale abilità. e non <J

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NEI COHP.I DI TRUPPA

si ha ai corpi la comodità cli raggiungerla per la via. larga e lunga del rilievo (:ogli strumenti, bisogna acconciarsi. a un metodo diretto. 11 metodo diretto è quello della ricognizione delle carte. Si cominci da una carta esatta e completa; l'all ievo si abiLui, girando con quella, a capire bene la 1·elazione trn la carta e il terreno; poi si passi ad una carta meno co111pleta e da. completare, cioè alla ricognizione. partendo dai casi più semplici. Indi si venga ,l carte meno complete ancora, e si facciano riqurre a scala più grande carte di scaln. più picco la e t'u!lìcinle impari a compl eLarlc sul terreno. Infine gli. si die110 appe1~a a.tenni punti, qua lche direz ione generale di strada o éli corso d'acqua. e quali si desumerebbero cla èarl.e corograCTche, e con quelli per' base, eompisca l'uilìciale la carta sul .luogo . QuesLo ò il caso più solitò delle levate a vista, perchè ben di rado ci si trov:t proprio clel tutto a caso vergine. In questa progressione si deve pur curare possihilmente cli part ire cla terreni meno accidentati , per venire poi ai piùa.ccidentnl.i, pcrchè in genere èappu.nto la molteplicità dei pR1·1icol.ari croella. che più imb,Lraiza. le levate a vista . Pel lai.o teorico !'li I.aie istrnzione si raccomandi in primo luogo di non risparmiare le gambe, che sono il primo istrum ento lopografico, e che in q11es1 0 caso deve surrogare Lutt.i gli al1r·j_ .Percorrere prima tutto il terreno e due o tre vo lte ,;e fa bisogno, per farsi nna idea general e del complesso; non mellere giù un segno senza aver fatto tale ricognizione, non laseiarsi .tentarcrlall 'iclea di risparm i.are strada e sopratutto non cominciare a mcll.er giù un particolare colla scusa rlel re giri che ci u·ovi.aino snl posto». Meglio dipartirsi da.t luogo senza un segno ,;ullit carta, ma col l,crreno bene impresso nella mente nel sno complesso, ehe non con due o Lre particolari che non si riesce più a fa rli !'i.mare insieme . .\'el primo caso si potrà ancora fare a memoria un.o scl1 izzo utile: nel secondo si avrà ,soltanto pcrd uto il tempo. 8i deve in seguito insegnare il partito che si può trarre in tali opernzioni 'dal sole e dall'orologio per fissa.re certe direi ioni, dagli allineamenti in cui. eventualmente si trovano cerLi punti e dalla carta quadreLlata. Si insegni come convenga talora servirsi d'un album,; corp.e nella più pa.rte dei casi convenga disegnare su un foglio sol tani.o la traccia genefale, su al lri disegnare certi particolari, altrove prendere nota di certe direz ioni come strade o acque collimanti i.n e.erte ore con quelle del s.ole o con certi prolungamenti


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L' INSEG:-I AMENTO Df.1.LA TOPOGHAFJA

NEl CORJ?f 01 TRUPPA

e sopra aHri fogli disegnare certi profili tli alture, e magari q,rnlche veduta prospettica.. Così facendo non si scarabocchia troppo il disegno d'insieme a forza di correzioni, e ritornali a casa eon cruesti materiali, non è più diITT cile tanto comb inare uno schizz.o utile. Per acquistare tale abilitiJ. è però sopral.uLLo necessario eserr;izio; bisogna far l'occhio alla misura delle distanze le quali ingannano più che non si cred,t, far l'occhio a colpire i caratteri salienti d'un terreno e sapere lo scopo a cui il rilie\To deve :;ervire . Come complemento a tale scuola si può insegnarE- l'uso dei telemetri e delle LavoleUe speditive che però devono considerarsi come ,tusiliari pel rilievo <lei terreno e non come mezzi fondamentali o strumenti fa cili, inquantochù generalm~nte chi cerca giovarsene senza sapere già rilevare passabilmente a vista, difficilmente riesce con quelli a, concludere qualcosa. 'fale r~redo debba essere !a condc!~la, il programma, ed il metodo dell o studio topografico presso ai corpi . Nei collegi. militari, gli allievi vengono gii1 più che a sufficienza esercitali nel disegno esatto; fin iti, capaci di tra essi si trovano più• facilmente dei disegnatori < fare un bel tratteggio e di tract:iare delle curve nette, ma difficilmente vi :;i trovano wel Li schizzatoti e quali convengono ai corpi. Insistere SLl tali studi continuando a copiare modelli incisi, formare album, cli finitissimi disegni da presentare agli ispetluri . .. è perdere il tempo. Poc·a util ità si può pure 1·ipromel.tersi dall'insegnare la topografia esaua coll'uso degli i,;trnrnenLi : dif1i ci lmenle si ha il. personale, il tempo e i material i necessari. Credo pinttosto , che qt1ando si abbia un ufficiale adatto gioverà meglio, per tale ,i?Lru;r,ione, il tenere una scuola di paesar;gio. Forse taluno troverit qui che a, furia di voler esser prritici si va nel ranLasLico;poichè un corso di paesaggio non è. nemmeno un nonnulla cla pigl iarsi così alla. leggera. e drL attuarsi nei ritagli di tempo. Soggiungerò che andie SLl questa scuola bisogna applica.re · il metodo di esclusione usttto nelle precedenti , cioè: sceverare tutto il di più. Qui noii si tratta d' insegnare a disegnare le piante coi Loro fo gliami, le caselle r ustiche, lo macch ietLe, le rovi ne, i <~ieli, le onde del mare e si mili disperaz ioni e fini.tene. 11 paesaggio mili tare è anzitutto quello dei panorami . li. fondo, il lontano, la massa, i contorn i del le alture devono esseee l' oggello solo di tale scuola; e questo crèdo lo si può ottenere con relativa facilità.

Gioverebbe assai a tale scuola il comporre un corso di modelli apposi li, traendoli dalle vedute chè spesseggiano nelle illustrazioni di viaggi o di guerre. Non conviene prendere quelle vedute direttamente per la scuola perchè l'allievo si attaccherebbe al tratteggio usatovi e·si creerebbe una difficoltà. T modelli dovrebbero essere fatti a due o tre tinte chiaro-scure. Una ventina di tnli modelli basterebbe. L'allievo si farà poi da sè un n10do di contornare e di tratteggiare; all'età della più part.e cl.egli ufficiali la mano non è più cosi agile da prestarsi a tutli i movimenti e a tutti i tratteggi; l' i,strutLore lasri che ognuno s' ingegni da sè, seconrti po i le attitudini diverse e le diriga. Una simile scuo la sarebbe la migl iore ausiliaria dello sch izzo, che ha bisogno di una mano esen:ital,~ al disegno libero. Un buon panonim,t è già per se stesso un buon rii i.evo a vista, e ne è il rniglior complemento. Di non poca utilità in fine sono pure i disegni wsi deUi a voto d'uccello che ren dono Lante volt.e il ca,rattere del .terreno per l'uso tattico , meglio di un piano esatto, e a disegnare i qual i. occorre un contemporaneo stadio della carta e del terreno fra i più proficui che si possano fare. · Ho trri cciat.o così sommariamente il programma generale degli studi topografici presso i corpi, quali secondo me potrebbero bastare per l'ornire alla truppa ed ngli ufficiali le cogni;r,ioni più necessarie. Credo che tali studi si potrebbero , relativamente alla searsità di tempo, di personale e di materia.le occorrente, agevolmente attuare. Tali scuole sono indipendenti l'una dall'altra henchè si completino a vicenda, e non esigano precedenti cognizioni al di sopra del livello generale degii allievi . Pnr tuttavia, comprendo che forse qualche corpo potrebbe non trovarsi in grado di attuarle specialmente per mancanza del tempo necessario. In ogni modo ho creduto non. inutile esporre il programma da me icleato, perchè ho acquistata la convinzione che del molto che si fa, per di/fondere la topografia. nell'esercito, per difetto di metodo, non se ne ottiene il. risultato desiderabile e che purtuttavia, col personale disponibile, mediante metodi diretti, si potrebbe ottenere, e non difficilmente, molto di più.

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AIRAGUI CESARE

ilfag,qiM'e n el 28° re_gq. fante1·fo,.


LA DIFESA DELLA SICILIA

LA DIFESA DELLA SICILIA

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csl une piace qu'il est nl-eessaire do falre en Sicìle, à • Mcssinc ou au Phare >.

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N. 773 (1800). NAPOL. I, Corr.

I. La Sicilia <leve comprendersi nel piano generalo di difesa dello Stato 'l Per l':tvvenire d'Italia, si capisce quanto faccia. <.l'liopo rnm1tenere un saldo eC[ll ili bl'io della nostra polen7.a sul J.\lediLel'raneo, nel quale abb iamo racliC<1Li gl'interessi presenti e futuri cli quella prosperità a cui aspiriamo, come lo furono nelle epoche le più gloriose della nostra tradizione storica: e non pertanto è da q1tesLo lato che ci troviamo in grande svantaggio in una guerntfutura. Pur tutuwia parti co lari opinioni si divulgarono, scconclo le crnali non dovrcbhesi allribuirc una grande imporlan7.,t alla difesa dell'isola, perchè si considera che non possa mai essrre oggello di seri intendimenti d'un nem iw, e d ,e quindi al paro ti.elle alIre province del Regno, le sue sorti dipenderanno in ogni evento dalle sorti generali dello Sta.I.o in balia all'esito della guerra che si cornhatle in regioni da eS--;a lontane. Ci semhra che 1111 colai modo cli conlemplare la clifcsa. clell' isola. possa condurre a. deplorevol i disinganni. La Sicilia. deve considerarsi quale un continente a parte che può essere segregato dal Regno e che occupata dal nemico potrebbe perdere l'indipendenza

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o pesar maggiormente nei trattati di pace. L'Italia non deve scordare che il )Iediterraneo fu l'arena di secolari loti.e marillime fra potent.i unz ioni. e l.uLlora vediamo vive e latenti le medesime aspirazioni . Kell'immaginare cruesta difesa fa mestieri ponclerare piuttosto per quali aspi,·azioni e per quali interessi materiali possono gl i avversari d'Italia, in un fnturo co.nrlillo, essere condotti a mi rare all'isola, e quale superiorità di mezzi potranno essi sopra di noi spiegare in qnoll'importanle episodio delle operazioni generali che succederanno sul teatro della guel'l'a. Se sin istri eventi wettessero a fronte l'Italia e l'T nghilterra, o l' Italia e In. Francia, non è forse d'incontesuibil necessità una potente difesa dello stretto cli ;\'Tossina, per sostenere con prolìtto la difesa della Sir,ilia? Se in tanto conflillo l'isola, per mancanza di proporzionata difesa, apparisse di facileacqnisto èa credersi che il nemico non mancherebbe di occupal'la, e a seconda degli eventi ne potrebbe cli, enire prohlematica la restituzione al trattarsi della pace. Dobbiamo dunque considerare gra.n debito dello S1ato coordinare qoesta difesa al piano generale contemplai.o nella legge presentata 11el 1873 per la difesa del Regno, pro, vedendo cioè con po tent.i mezzi alla difesa permanente cli quest'isola, la cui sLoria, antica quanto quella d'ltal ia, annovera grnncli epoche di prosperiti1, di militari gesla e di politici riYolgimenLi.

II. La Sicilia, l'antica tena élcl sole, fu chiomata Trinacria, poi Triquetra e Sicania, infine Sicilia dai Sic ili. Fertile dei prodotti i piiì. svariali, post.a fra l'Italia. e J' Africa, patì le in vasi on i cli t u.I.Li i popoli del Mediterraneo. Ed or agitala da intestine guerre, or signoreggiata da ostili partiti, fu teatro di sanguinose lotte secolari. I Romani combaUel'ono per cinque lnstri contro i Cartaginesi, loro potenti ri, al i, per scacciameli poiché consideravano il dominio cartaginese nell'isoln quale una perpetua minaccia alta sicurezza. della repnhbl ica ed nn ostacolo allo sviluppo clcgl'intercssi della bellicosa politica di Roma. Perchè infalli i Cartagine;;i padroni as,oluli del mare ANNO

xx rn,

VOI.. IV.


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LA D IFESA

occupando ancora la Sicilia. aYrebbero cinto d'ogni intorno 1~ repubblica, e da Messina per lo stretto avrebbero potuto transitare a. lor piacere in Italia. A scansare tanto pericolo, ed a por freno alla potenza cartaginese nel Mediterraneo, fu intrapresa lri. prima rruerra punica; il soccorso accordato dai Ronrn:ni ai Mamertini abi;atori di.Messina, ne fu solo l'occasione ed il pretesto. Questa politica ,, romana verso la Sicilia fu costante, e nella seconda guerra punica, ' Roma quantunque in Italia. coudòtta a mal tern1ine dalle vittorie di Annibale, non cessò di mantenerla nel suo dominio, or combattendo 'i Cartaginesi, ecl. ora oppug~1ando quelle città sicule che parteggiavano pei suoi nemici. • Le operazioni militari degli eserciti belligeranti di quell'epoca danno, particolarmente da parte dei Romani, esempi cli concepimenti strategici e di ardite manovre, che pur mettono in luce éome meglio dovrebbesi operare dalle Calabrie, per difendere la Sicilia, contro un nemico padrone del mare e la cui base sia la costa occidentale e meridionale dell'isola. · I Romani nella prima guerra punica sprovvisti essendo cli marina militare, trovavano assai malagevole attraversare lo stretto per liberare i\iessina assediata da Cartaginesi e Siracusani. Pure fu ciò fel icemente condotto a termine dal console Appio Claudio , il quale traghettò col corpo di spedizione sopra barche di fiume in vista della flotta cartaginese ancorata nelle acque del l?aro. J Romani sbarcati non lungi da Messina, attaccarono e sconfissero prima i Siracusani accampa.ti presso monte Calcidio verso Scaletta, poscia i Cartaginesi, che erano a campo a Sunasui colli circostanti a nordovest. della ciLlà assediata. Con questct duplice vittoria i Romani rimasero padroni della co:;ta orientale dell'isola fino a Siracusa. Ma non avendo essi modo di padroneggiare lo stretto, le legioni passate in Sicilia rimanevano Isolate dall'I talia o mancanti clegli apprestamenti e provvigioni necessarie per mantenersi nell'isola e per portare la guerra nell'interno verso il fronte strategico del nemico, che si appoggiava al sud ad Agrigento, forte piazza di guerra sttl mare d'Africa, ed al nord a Palermo sul Tirreno, prolungandosi cli là. lunghesso la costa fino a Milazzo, nelle cui acque stanziava forte squadra di navi cartaginesi. I Romani avevano dunque d'uopo di signoreggiare J.e acque dello stretto, e di aver mezzi di opporsi alla po tenza. marittima dei loro formidabili avversari.

DELLA S ICILI A

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Il possesso dello stretto fo sempre necessario per quella potenza ·che intese passare dall'Italia in Sicilia per assoggettarla Q per sottrarla al dominio di un nemico padrone del mare . Murat nel decennio non potè fare alcun tentativo dalle Calabrie in Si·c ilia, perchè 111'Ino'lesi aÙeati del fuaaiasco re di Napoli, sempre signore clell'i,o o vu sola, dominavano colle loro navi il mare e le acque del Faro . Il ,corpo inglese d1e in quel tempo occupava la Sicilia per difenderla contro il dominio napoleonico, trovavasi rispetto alle aggressioni dì Murat dalle vicine Calabrie in ci.rcostanze molto simili a quelle in -cui erano i Cartaginesi a fronte dei Romani al cominciare della prima ,guerra punica. Il conceLto adunqne del'le operazioni mili tari degli Inglesi era semplice; era quello cioè cli stare a difesa. sulla costa orientale, per opporsi ai tentativi cli passaggio. Per In. cjual cosa una massa di più che di ecimi la uomini, era scaglionata su lla costa da Messina. al Faro, ed una forte riserva a.ccampata sull'altipiano, vo lgannente detta la Piana dei Campi, e da quest' epoca chiamata an·cora Campo Inglese. · La costa.era inoltre rafforzata da una linea cli forti armati con bocche a fuoco e l'accamp,\mento superiore difeso da opere erette in diverse posizioni come a monte Spurio, e attorno il campo stesso stil cìrrlio dei colli ' che houardano lo strett.o, e che comandan o i sotc> . . toposti valloni verso Curcurace ed il Faro superiore. Da questo campo gl'Inglesi estendevano la vigila111.a su tutta la ca.Lena. Peloritctna dal Faro ad Antennamare, ed a cavall o dellRstrada da Mess ina ·a Milazzo, potevano aspettare con sicurezza che il nemico dalle Calabrie spiegasse le sue intenzioni, ed erano in grado cli accorrere là ove bisognant combatterle. Palermo era la loro base; la strada littoranea da Messina a Palermo loro linea d'operazione o di ritirala; Milazzo il loro punto intermedio, da C'S$i solidamente occupato. Dobbiamo osservare che gl'Inglesì avevano accampa.te le loro forze fuori di Messina. Invèro se ben si considera, il belligerante che è padrone dell' interno dell'isola non deve troppo affidarsi a Messina o stabilmente appoggianisi. Val meglio che egli si appoggi ai colli l)eloritani, perchè altrimenti sarebbe esposto a.cl un colpo ardito dell'avversario, il quale sbarcando improvvisamente sulla costa, pot1;ebbe riuscire achiudérlu e separ:i.rlo dall'i nterno dell'isola. Invece occupando solidamente la catena Peloritana, si può sempre imporre alla piaz"a.


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Si vide presso a poco ciò succedere nella guerra fra Spagnuoli e Francesi, combattuta per il possesso di Messina daJ 167t> al ·1678. Gli Spagm1oli , sebbene cacciati dalla città fin da1'167fr., avendo stabi le piede in )Iilazzo, ed-i monti Peloritani. es:-enclo lasciati indi fesi dai Messinesi, mantennero libert~t d'azione su quella regione alpestre, ed a riprese occup:mdo offensive posizioni, comhalterono la piazza, quantunque soccorsa dai Francesi nello stretto : fino a che ritiratasi la Francia dall'intervento per il tl'attato di Nimega, gli Spagnuoli rientrarono in possesso di Me;;sina. Per colui invece che intende dnllo stretl.o entrare nell'i:;ola, e armata mano fars i strada, ha duopo cli :vr essina e dello intero possesso della catena Peloritana., dal capo Peloro alla massima. elevazione di Antennamare, ht qua.le gli offre una so lida Lase e un'arnp i,t testa di ponte. Riprendendo ora. il corso dei principali avvenimenti storici, la Sicili!\. dopo il dominio romano, 1'11 occnpala dai Vandali, poi dai Goti, e piìt o meno devastata. dai barbari dal H-0 all'8:27, epoca nella quale fu invasa dai Saraceni, che signoreggiarono fiuo al 1072, quando al loro dominio successero i Normanni guidali èai fratelli g~rmani Roberto Guiscardo e Rnggero Bosso . Fu intorno aJ 11265 occupata dai Fr,rncesi per opera di papa Clemente IV che ne scacciò i Normanni; ma nel ·1282 i Siciliani si liberarono da · quella deteslala signoria co lla memorabile insune7.ionc del Vespro Siciliano, dopo la qnale l'isola cadde nel dom inio degli Aragonesi, che regnarono fino al I k69 . La Sicil ia fu governata di poi dagli Austriaci e dagli Spagnuoli, ed appal'tenne ancora dal 12 settcmb1·e 17 13 al 6 gennaio 17'20 a Vil.Lorio Amedeo per effetto del trattato diÌ:jtreck, il cptale essendo stato annullato da quello conchinso a Parigi nel 1720,- Ja Sicilia andò sotl.o il domini(') di Cnrlo VT. Finalm.ente nel ,f 73!~ per hnunzi!\.·cli Fi lippo Y (1~el cui domin io l'isola era passata in vi1tLLdel trauato di segreLa alleanza conch iusa n·el ·I 733 fra. Filippo V, la f'rancia e l'TnghilteiTa) fa Sicilia passò sollo i .13oÌ'JJOni, che la tennero sino al ,f8GO. Sono questi gli avvenimenti p~lilici-mililari più note\'oli della storia siciliana. Pure ve n'ba un ufL·imo, che sopra gl i altri maggiormente interessa la storia contemporanea . Vogliamo dire dell'ard ita impresa pct la qnale Garibaldi nel ·I ~60 con pochi volon_l.ari si avventurò nell'isola, appellando quel popolo a libertà ed·appoggianèlone 1

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DELLA SICILIA

l'insorgimento che scosse ii giogo borbonico per unirsi alla famiglia italiana. Impresa dapprima delta fol le e temeraria, ma che inaspeLLati e non pens,tti succes;;i mostrar-ono con quale prudenza e costante aedimen lo era stata immagirn:i.ta e condotta a termine. Ancor ci commuovono l'animo le memorie cli }farsala, di. Calau:iiim i, di ralermo e cli .Vlilazzo . In quell'impresa Ca.ribaldi non solo confermò l'opinione . che si aveva del di lui genio rJual condott.iero cli minuta guerra, ma dimostrò ancora doti di savio generate. Le opera7.ion i mili tai-i che seguirono lo sLarco di Marsala, il cui obbictl.iYo princi_. pal e era :Palermo, furono condc:tl.e con grnnde accorgimento ed alto -eoncelto militare. Kou è mai abbastanza comrnendeYole l'ardita manovra che condusse i rolontari in Palermo. La presa deli a quale città decise le sorti dell' isola e ru un'arra deo li avvenimenti che successero poi in Ca.lnb1·i,L Dopo la cap itolazione di Palermo le anni borboni~he fecero un' ulLim,t prova a ~·I ilazzo comandate dal B;sco, il più ,energico degli uffi ciali del re di Napoli. Anche in questo scontro non venne meno nò il valore nei volon tari, uè la concloua nelle operaz ioni tattiche. I reali cecleLLero il campo per rinchiudersi entro il castello di. MiJazzo, ove cap ilolnrono lasciando sgombra al vincitore la via di Messina. Il pl'esidio di t[uest'ullirna cit.tà di hen 8000 nomini ritiratosi in ciltaclella non oppose resistenza al liberatore dell'isola, e Garibaldi fu in grado di proseguire la sua marcia passando i.n Calabria, quindi in Napoli, ove rar.at.i rillori ed immortali lo attendevano. /')

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ITT. Passiamo ora al modo di difendere l'iso la. La diresa. dcll.:t Sicil ia. deve proporsi , come venne espresso dalla disciolta commissione permanente, di conservare all'Italia in ogni evento di gnerra questa così ricca e popolosa parte dell o Sta to. Jn t~le intendimento due principali co11ccLLi sono posti in campo per coordi nare la difesa perrn.anenl.e. L'unp (secondo il piano generale {l i difesa cl' llalia) è qoello rl' imrnaginare al.torno a Messina un campo


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LA DIFESA

trincerato, il quale collegato alla difesa mariLLima del lo stretto e di quella piazza medesima, costituirebbe una gran testa di ponte per h1 quale l'isola verrebbe unita alla vicina costa calabra. Lo stretto· essendo il solo mezzo per transitare fra le due rive, entra qual parte principale nell' immaginato sistema difensivo . In questo campo trincerato duvrebbonsi raccogliere tutti i mezzi per una ostinata resistenza, e per appoggiare un ritorno offensivo nell'interno dell'isola. Ciò élunque condurrebbe in fatto a quel _metodo di · guerra col quale i Romani entrarono nell'_isola e la difesero contro Ie invasioni cartaginesi. L'altro concetto consiste nell' immaginare sui monti Peloritani il ridotto clelle forze che sarebbe costituito da un campo trincerato, da cui la difesa dovrebbe operare a seconda dei casi, lasciando indifeso lo strelto, e la piazza di MQssina munita soltanto contro un colpo di mano. Ora non avendo l' Italia bastante potenza in mare per tener difese le coste, il nemico libero di manovrare nell o stretto e nelle acque del Tirreno e dell'Ionio, anà campo di i.solare totalmente la Sicilia dall'Italia, di prendere solich posizione sulla costa sicula, e di occupare Messina stessa. Per sloggiamelo sarà cl' uopo che il difensore operi contro :ìlfossina come se fosse piazza nemica , ovvero rinunziamlo ::t ciò, dovrà rimanévi a difesa, attendendo gli eventi contro il campo trincerato . In questo concetto l'Italia sarebbe dunque conclotLa in fatto a sostenere la difesa dell'isola, presso a poco nelle condizioni in cui erano gli Spagnuoli nel ·1 675- 78 contro i Francesi e Messines i: eél anche come erano gl' Inglesi nel decennio ; cioè a dire operamlo come fecero eserciti stranieri per interessi e modi che convenivano ad occupazion i straniere. 1n· questa difesa dovendo considerare l'isola come se fosse un continente distaccato dallo Stato, saremmo condotti a élovervi assegnare stabilmente mezzi al.li vi, ancor m:i.ggiori che nell'alfro ca.so. {1 concetto di stabilire sui monti le forze attive e cli lasciare priva di difesa permanente· la, costa orientale dello stretto, è principalmente a,vvalorato dal gran costo delle opere e dal dubbioso esito di qltesta. difesa a mare per l' emcacia delle corazzate, per la potenza distruttrice del loro armamento e per la loto mobilità nello attacco cont,ro batterie sulla spiaggia.

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Questa superiorità è un fatto di cui deve farsi gran calcolo nella difesa di spiagge aperte, piane e di acque profonde. Nondimeno abbiamo esempi concludenti nelle guerre contemporanee, che in particolari spiagge la difesa terrestre delle ~oste può mantenersi in perfetto equilibrio e combattere vantaggiosamente gli attacch i. da mare, come avvenne nella guerra di secessione in America per la difesa dell~t baia cli l\fobil ; anzi che si può accruistare una decisiva superiorità da dissuadere il nemico da og~i tentativo, come ciò si vide nella . guerra. franco-g~n~anica del ,1 870, durante la quale la costiera tedesca resto immune da offese, perchè la difesa terrestre di quelle spiagge si mostrò ivi superiore ali' attacco di qualunque naviglio. In fatti nel consiglio dì guernt riunito dall'ammiraglio Bouet-Willaumez fu dichiarato impossibile l'attacco diretto ad uù punto qualunque della costiera tedesca, e la flotta francese lirnitossi quindi al solo blocco delle coste del Jfaltico (Relazione ufficjale pag. H '17). La potenza e la precisione dei tiri delle moderne bocche da fuoco fecero pensare di sitLtare bauerie da costa in luoghi di molta, elevazione sul mare per offendere in coperta le corazzate e sottrarsi nel possibile dalle conseguenze degli effetti distruttivi dei loro tiri. Non abbiamo ancora esperie'nze e fatti di lotte marittime cla cui poter formulare conclusioni e norme definitive sul real valore difensivo dì queste batterie elevate e pel loro collocamento più favorevoli al dominio -efficace sulle acque, ma ciò non pertanto vi si attribuisce una razionale importanza. Gl'Inglesi in queste opere non hanno superato in generale i trecento pietli dallo specchio delle acque ; ecl essi forse più cli ooni altro ne valu.tarono con sano criterio il parco uso e l' opp~rtunità nel situarle. In ogni.caso non conviene perder cli vista, che queste opere sono sempre un complemento alle op~re principali della bassa spiaggi~t. Quindi un ben inteso accoppiamento di bauerie alte e basse SLlOle considerarsi il sistema più completo ed efficaèe. Ora quest::t combinazione di opere troverebbe nello streLLo le più marcate e favorevoli comlizioni nel tratto fra capo Peloro e la punta delle Grotte , lungo il . quale il canale percorrendo fra alte coste con una larghezza di pressochè 3400 metri , le navi nemiche sfilando pel me(lesimo sarebbero prese


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LA DIFESA

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fra i fuochi di così fatte batterie alla distanza di 1700 metri . A questa combinazione cli opere permanenti aggiungendovi altri mezzi difensivi propri al ie condizioni delle coste dello streuo, si potrehbe forse giungere ad un equilibrio contro le offese dal mare. In ogni modo questa sfa,,orevole preoccupazione , non potrebbe per avventura dipendere dalla circostanza che essendo fin qui mancati grandi fai.Li di guerre rnarilLime, In difesa delle coste non abbia ancora potuto conoscere il mi gliore impiego di tutti i mezr.i disponibili contro le offese delle moderne corazzate; e non abbia quindi poluLo r isolvere questo problema, sia per la migliore disposizione, sia per la purticohr costruzione delle opere difensive? Ciò posto passiamo all'esame LaUico dell e co:;te e della regione alpestre sulla quale si deve cooedifHlre la difesa permanente. Nel primo dei due concetti si comprende la difesa marittima dello stretto e piazza di )less ina e quella della cresta Peloritana: nel secondo concello la principal difesa permanente si limita al ridotto stabil ito sui monti PeJoritan i. 1

IV.

Lo stretto nel riflesso tattico della difesa deve considerarsi distinto in due traLLi. Il primo cli circa ci.nque chilometri dnl Faro a Sant' Agata corre da nord-est a. sud-ovest per due montuose coste, presso che fra loro parallele e distanti di circa met1"i :3300: il secondo tratto da Sant' Agata verso il Jon io volge a sud, e le sue rive. vanno mano mano .scostandosi prendend() in faccia a Messina la larghezza cli 9li ilometri cinque (Lanterna e capo dì Orsa); fra Reggio e la spiaggia di Contesse questa largnezza è già di ch ilometri dieci, e poco dopo al sud v'è il mare Jon io. , Da questo andmnen lo delle due coste risu l La, che si può ottenere unà potente difesa coll'efficace concorso dei fuochi situati sulle opposte rive per il primo tratto soltanto dello slretto; che l'azione dei fuochi dell e batterie situate ·a Punta di Pez.zo, nella

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dire,.ione dell'Jonio rn diminuendo , e fllori dell a sfe1:a dei tm provenienti dalla punta di capo cl' Orsa la cost,i sicula rimane abbando1iata alla sola difesa delle propri e opere. In queste riYe esistono tuttora avanzi di opere, che mostrano le po:;izion ì snlle quali Ja difesa si ù in diffe renti epoche appoggiata.. Troviamo alcuni cli qnesti punti, che offrono buon gioco, e che passiamo ad (~saminare rispetto ali' azione che avrebbero batterie ivi sitnaCe sul lo specchio dell e acque. Sono questi sulla costa calabra : Scilla, Torre Cavallo, Alta Fiunutra, pnnta cli Pezzo e capo d'Orsa. Costa sicula : Monte Spuria, punt:1 di Faro, spiaggia Canzirri, pun~a delle Grol.Le, lanterna di Jfessina.

V. COSTA CALABHA. Castello di Scilla . I l ca:;tello di Sci ll a è fra quelle opere esistenti che devono essere conservate e trasformate nel sistema della difesa clello Stato. La quota della · linea clei suoi fuochi è di metri 6/i: circa sul mare; cosi essa può agire sul ponte dell e corazzate. Nell a difesa dello stretto il castello di Scilla deve difendere la spiaggia circostante ed impedire alle navi nemiche cli avvicinarsi spingendole verso il meu,o dello' stretto e sotto i fuochi dell'opera all a pnntii del Faro , da cui esso dista circa cinqne ch ilometri e mezzo . 1'01·,1·e Catallo . - La posizione più fohniclab ile, che si offre lungo la costa calabra per difendere la bocca dello stretto verso il Tirreno è quella di Torre Canllo. Da questo· punto, da cui si dominano le acque dall'altezza di metri M· sul mare, si può agire potentemente 'sul ponte delle navi , ed in questo traUO il canale non avendo larghezza maggiore cli metri 3200, si pos-• sono incrociare i food1i con quelli del Faro, di Canz.irri, e di punta di Pezzo. Ma po ichè iµ quel punto la costa cade quas i


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a picco, così i fuochi Jascierebbero un angolo morto troppo grande, maggiore di 350 metri, nel quale essendo le acque profonde, le navi potrebbero sottrarsi ai tiri . A rimedio dovrebbe costruirsi una batteria sulla spiaggia bassa sotto l'opera esistente di Alta Fiumara in guisa che l'una opera fosse completamente dell'altra. L'esistente opera di Torre Cavallo dev'essere all'uopo trasformata 'ed ampliata: l'altra sulla bassa spiaggia è da costruirsi a nuovo. Le esisLenti batterie di Alta Fiumara e di Torre Cavallo facevan parte del sistema difensivo della costa calabra nel clecennio. Ptvnta di Peno . - Lo scopo dell'opera da erigersi nell' importante posizione di punta di Pezzo si è di haLtere le acque dello stretto in tutto il settore compreso fra le direzioni a nord e a sud-ovesL, incrociando i suoi fuochi colla batteria bassa sotto Alta Fiumara con quella sulla spiaggia ·di Canzirri e con quella sulla punta delle Grotte, e inoltre sulla sua sinistra cooperare colle opere di Capo tli Orsa e cli S. Ranieri contro quelie navi, che avendo oltrepassato le acque di Messina manovrassero per entrare nel porto a viva forza. Esiste ancora sulla punta di Pezzo un' opera, che nel decennio validamente si sostenne contro 'gli Inglesi ; ma non può avere · per la difesa moderna alcun uso e deve esservi sostituita da una nuova. di gran resisLenza. . C(J;po d'Orsa e To1·1·e Catona. - La posizione del capo d'Orsa ' è verso l'.T onio press' a poco q~.ell o che Scilla è sul Tirreno. Questo punto dista cinque chilometri circa dalla lanterna di Messina; quindi munita cli artiglieria di gran portata, collegando i suoi. fuochi con quelli della Cittadella, della Lanterna e dell'opera S. Ranieri, rende pericolosi e clifìkili gli attacchi sopra Mess ina, e fiancheii:iria a sinisLra la. costa sino nei dintorni di Rer,aio e sulla vv destra sino a Villa S. Giovanni. Alla posizione di Capo d' Orsa Lermina il sistema. dei lavori sulla costa calabra. La piazzn di R.eggio deve cons iderarsi f'uori della. sfera tl'azione perchè /troppo discosta. dalle opere di Messina e di capo d'Orsa d~t potere essere protetta dalle medesime contro u,na flotta postata in quelle acque. Per egual ragione il porto di Reggio non potrà considerarsi in caso di guerra un sicuro scalo per i movimenti di truppa e di materiali da guerra da farsi fra la S.icilia e la Calabria : quindi a complemenLo del sistema ~~

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di difesa dovrebbe venir costruito sulla spiaggia di Villa S. Gio-· vanni un rntovo scalo, il qua.le posto fra le_opel'e più efficaci di difesa sarebbe al sicuro da ogni attacco e I.e nostre rmvi potrebbero liberamente .tra.versare da un lido all'altro. Siccome poi la.· piazza cli Reggio non può essere interamenLe abbandona.La agli attacchi di un nemico da mare, che potrebbe ancora con facilit.à operare sbarchi di truppe e spingerle per terra sino a· molestare le fortificazioni sulla costa, così quella posizione dev'es-· sere munita di lavori difensivi occasionali. Al fine medesimo sarà ancor utile costrnfre siffatti lavori sotto Torre Catona, verso la gola dell'opera a mare di capo d'Orsa, che baLte e protegge Ja. strada littorale verso Reggio, premunendosi così contro improvvise aggressioni di truppe sbarcate eventualmente nei dintorni di Reggio.

VI. CosTA srcuJ,A. - Le posizioni da occuparsi per Ja difesa dello stretto .sulla costa sicula, cominciano da monLe Spuria; da quel)'altezza di circa ,JOO metri sul mare si comanda ìl Tin·eno, la bocca dello sLretto ed il capo Peloro: di là si dà un val ido appoggio alle fortificazion i da elevarsi sull'est.rema lingua del Faro, senza di che queste sarebbero esposte a formidabi li attacchi di fianco e cli ·rovescio provenienti dal nord-ovest. t: perciò indispensabi le stabilire sul monte Spuria dei f\10chi per battere nella direzione del Tirreno le navi in coperta, e spingerle al largo. Da quell'altezza si può vantaggiosamente Lira.re soLto un angolo di circa 50° sui legni che si avvicinano al lido, e quantunque rimanga presso la spiaggi.•1 uno specchio d'acqua di circa 300 metri indifeso perchè compreso nell'angolo morto del tiro, pure ciò non è grave inconveniente non potendo navi da guerra avventurarsi in quelle acque basse. Sulla sommità di monte Spuria esiste un forte in muratura costruito dagl'Inglesi nel decennio, e tuttora è in grado di venir riparato ed arma to. Però ·esso tal quale venne situato in quel tempo ,


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non aveva. azione efficace nel Tirreno; serviva bensì a battere la bocca dello stretto, la punta del ·Faro stesso e la spiaaaia . vv di Can zirri. Collegandos i colla linea dei fo rtilizi, che erano stati eretti Iungo la costa da sotto monte Spuria fin presso la fiumara dell' Annunziala, se1·viva a mantenere_il possesso delle pendici della catena Peloritana, a sorvegliare lo ,,tretto e favorire i movimen ti offensivi del le troppe accampate sull a pinna dei Campi, e sulla costa per respingere gli sharr;hi, che il nemi co in possesso delle Calabrie a~'rehbe potuto tentare. Nell 'attuale or:correnza lo scopo della difesa essendo quella di premunirsi contro gli at.taccl1i di una potente notta, la posizione climonLe Spuri.a deY'essere con:;iderata nel riflesso, da un Iato di battere il Leneno per fiancheggiare l'opera del Faro, impedire alle navi di avvicinar,,i alla costa so ttostante, e cla.ll'a!Lro di concorrere colle artigl ierie cli lunga portala, colle opere del Faro e dei Canzirri alla difesa della bocca dello stretto, e meglio ancora a respingere il nemico quando fosse riuscito a. sba rcare sulla costa per procedere acl un atta.eco di viva forzn . Pwnta clel Faro . - Sareb be supet~fl uod i fermars i sull'import.uuza di capo Peloro per mostrare qual parle principale questa posizione occupi nel sistema. cli difesa, imperocchè se un nen~.ico vorrà impossessarsi dello stretto , porterà in qnel punto i ma.ggiori suoi sfor~i. Nel decennio ,;ulla punla del Furo ernvi una costru7,ione in niura~ tm·a di pochissi1nct impor1.anza, simil.e a quei fortil izi eretti sulle coste al tempo delle escursioni liariJal'Csche; ma gl'Tnglesi non arnvano d' uopo cli premunirsi maggiormente contro le operazioni della flotta nernica, 1nenl.re essi erano nssoluLi padroni del mare. Quest'opera venne poi ingrandita, tal quale vedesi oggi, dal governo napoletano . Nel ·1860 quando Garibaldisi preparnrn a pas$arelo.strett~ vennero costruite attorno al Fa ro quaLtro batlerie in terra, le quali, ~~mpresa l'opera esistente, eonteneva.no un Drrnamento complessivo di t1·enta !iocche a ftwco cl) vario cnlilH·o . . A provvedere a.d un'efficace difesa a ·questo punLo importan tisstmo sulla bocc:, clello sl.reuo, fa cl' uopo c'l' un opera molto forte, ed 'al'ma l.a con artiglieria di gran potenza, l' interno della quale si.i distri builo in vista della sicurezza del servizio, perché da. questo dipende _la durata e la. pertinacia della resistenza, che deve opporsi ai poten tr mezzi distmltivi di cui dispongono le odierne navi da guerra.

DEL l, A SICI LI A

frl

I fuochi cli questa posizione·devono abbracciare un settore di cirea

'3/. cli circolo; eioè devono potersi dirigere a nord-ovest, nel Tirreno, incrociare co i fuoch i del castell o di Scilla e di. Torre Ca.val lo, e infine1 dentro lo (stretto, cooperare eon fuoch i di' pnnta di Pezzo· e dei Cam:irri. Batteria sullci spiag,qia dei, Canzirl'1:. - Dal vi.llaggio del Faro ai Can1. ini lungo questa lista di s.p iaggia, che divide le acque dell o stretto d,t,quelle cli Lago-lungo o Pantano gra.nde, si vedono ancora alcune torri e batterie in mura.Iu:ra costruite dagl'Inglesi. Non potevano essi lasciare sprovvista di fuochi quella ·parte di spiaaofa .. . Vù , ehe trovasi nel tratto più difen dibile dello stretto . J>arirnenti nel caso ehe considerinmo, è indispensabile di sc:egliere una posizione sulla spi_flgg ia di Lago-lungo nei pressi di Canzirri ove erigere un 'opera, la qnale in concor:;o co ll 'altra di pun{a cli Peu.o venga. a. costituire una seconda li nea di difesa nell'interno dell o stretto . Questa posizione fu già sta.b ilita avantila cascina Vinci, ed in faccia a punta del Pezzo, ove lo stretto segna una. larghezza minore cl.egli altri punti. Opera Stbllrip11,nta elette Gl'otte. - La punta delle Grotte a ehilometri cinque dal piano S. Ranieri e a chilometri set.te dal Faro, è al punto ove lo stretto comincia a, p1:enclere maggior largheua, ecl è indispensab il e che sia occupata. con opera armnLa. él'nrtiglieria di lunga portata, giaccbè la laguna. indifesa, che resterebbe nelle acque dello sLretto, potrebbe permettere a uavi nemiche di manovrare verso il porto di )f essinrt. Questi opera che lega mirabilmente la linea. dei fuoehi sulla costa sicula chil Faro alla cittadella, dovrà collocarsi snll'altura a 1,.8 metri circa sul mare, da dove si possono hat.tere vantaggiosamente le acque incrociando i ·fuochi a de$Lra col le opere di S. Ranieri e di Porto Salvo a sinistra. con quella dei Canzirri, e di Punta del Pezzo.

Vll . La difesa della piazza cli Messina viene nel suo complesso appoggiata: verso mare al sistema delle opere che si sviluppano ~lalla esistente batteria Don Blasco allo sbocco del torrente Portalegne,


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fino alla spiaggia di Porto Salvo, :ilio sbocco della fiumara S. Leo : verso terra, ai monti Peloritani, che qual robusto baluardo la circondano da capo Peloro, al nord, sino allo sbocco della fiumara Larderia al sud. Fin d' o'.·a facilmente si scorge, che non ha appoggio sulla destra del lron te, perchè una llotla nemica avanzandosi dall'.Jonio può avvicinarsi sotto le opere di Don Rlasco e della Cittad ella, senz'altro preoccuparsi che dei fuochi che ha di fronte· mentre i fuochi dell,t costa calabra non raggiungono queste acqu;. La piazza si trova molto meglio situata nel suo fronte di difesa terrestre. Esso posa nel centl'o di un arco segnalo dalla cresta dei monti Peloritan i, che ei a capo Peloro , ove scende l'estrema pendice ad est, rnn no man mano elernndosi intorno la città di Messina, da .\fon Le Spuria a 1100 metri sul mare, a iS25 al collo S. Ri,,zo a 1 130, ad Antennamare sua massima elenzione. In quel punto la _c;:Lena si spezza in un profondo arvallamento, ove traggono ong,ne lo due va lli del Sapouara, che , orsa le acque nel Tirreno, e dellafinmaraLa1·dcria., che shocca nell'.Tonio fraTremestieri e Mili_. Dopo quell'insellamento, i monLi si rialzano in aspre l'ime, che s1 succedon o a snd-ovest verso il Mongibello. Lun&o la destra riva della fiumara Larderia, fino alla strada littorale di Catania, i cqntroforti che scendono da quoll'allczza pl'enclono una confi oaura. .. zwM pm aspra e montuosa e si protraggono a rispettabi le altezza fino sulla costa, formando una strelln da Galate a ,\1ili. Dalla cresta po i compresa rra. Antennamare e monte Spuria, scendono nttorno attol'no alla piazza una moltitudine di conLror~rt.i alt~rnaL~ da _torrenti e vo lli , che protraggono le lol'o pendici smo alla sp1agg1a . Il ,;olo varco della ca Lena Peloritana è ad ovest: della piazza aì piede del coll e S. Rizzo, ovo passa la sLl'ada pl'ovinciale da Palcrmo-)filazzo-)Iessi na, a metri 496 sul mare. Al sud non havvi che la strada liLto rale cli Catan ia,, che corre lurl'1o la 0 ~osta e dalla streua di Mili, sbocca nella ,,afle di Trimestieri, o,·e . tl teneno si apre e si aclclolciscc. Unn. la[ configurazione di terreno cost_ilu_isce. una specie di robusto baluardo, che copre la piazza in ogn i_d,rez1 one dagli al.l.n cchi provenienti élal!'inte1·no del!' isola , e cons1clerando una tal difesa circoscrilla a qucslo natural baluardo è forse la più efficace e proporz ionata allo scopo ed ai mezz.i dei quali

DELJ.A SICILI A

si potrà disporre : concetto per avventura di gran lunga superiore a quello di portarla a più estesa. fronte, spingendola da un lato a Taormina e dall'allro a capo Orlando, perchè in questo caso per sostenere convenientemente quei punti estremi farebbe cl' uopo del concorso d'una fl otta.

VIII.

La piazza di Messina conta per sè sola una sLoria ricca. di ratti guerreschi, di celebri assedi e di formidabili ribellioni, delle quali non è superfluo far cenno per vieppiù apprezzare l'importan,,a di questa città, che deve essere la sola pi,w:a di guerra, la base ed il perno di ogni operazione militare per la. difesa del!' intiera isola. ' In origine fondata dai Messeni, cinque secoli avanti l'èra volgare, fu eh iama.la prima Mcssen ia, poi Messina. I primi ,tvvenimenli si.orici, che possono a.vere un qnalchc interesse coll'argomento che trattiamo , datano dal soccorso che i Roman i apportarono ai Mamertini . Sostenne l'assedio C-Ontro i\I. Agrippa, e poscia contro Lepido , che la prese e sa.echeggiò. Nel ,j/~8 fu occupata e sacd1eggiata dai Goti. Dentro le sue mura Domenziolo si difesecontro Totila, che nell'83 1I la 1;trinse d'asRedio. Messina fece lunga l'Csisten,,,1 ai Saraceni che J"assediarouo, ai quali poi si arrese per onorala capitolazione. Intorno al 111194 vide le acque del suo porto tinte del sang,rn dei Pisani e Genoresi, le cui flotte erano unile pel' combaLtere Guglielmo III in favore cli Enrico IV imperatore, mrt che invece fra loro vennero a contesa. Nell'aprile ·128'2 il popolo messinese facendo parte della gran congiura siciliana, scoppiat a col Vespro, massacrò i 11rancesi che lrovaronsi fra le sue mura. Per il qual fatto Messina fu assediata dal l'CCarlo I , che da Napoli accorse a fa r ,·endetta. Nel 6 luglio gli a.<;saliLori furono resp inti dopo un sanguinoso combattimento in cui subirono perdite gravissime. Le donne ed i fanciulli coocorsero alla. vitLoria. Il re Carlo vedendo lanto valorc e clifficlando dell'impresa, levò l'assedio e se ne Lornò a ~apoli.


G't

LA DIF'ESA

Cl fauo piu notabile della storia cli }fossina, che suscitò lunga e ~anguinosa guerra tra Francia e Spagna, si è la insurrezione popolare scoppiata nel. ,, 67,1: cagionata dalla carestia, insunezione che si rivolse poi contro i pubblici amministratol'i. Frenala per circa tre anni dal principe cli Ligny vicerè nel ·I67J., riprese più furioso che mai contro il dominio stesso spagnuolo . La città tutta si sollevò in armi, e con nlorosi combattimenti il popolo messinese successivamente s' impadronì dei forti Gonzaga, Castellaccio e J\lattagrifone e di allre posizioni su i colli fuori della città, scacciandone ovunque i soldati spagnuoli: infine s'impos:;essò ancora del forte 8. SalrnLore, ma di questo per astuzia, non essendovi riuscita colla forza dello armi. Ciò malgrado 11011 potenclo i Messinesi resistere a lungo alla potenza spagnuola, implorarono il soccorso della Francia, che ottennero. Al trattarsi però della pace cli Nimega, nel prrncipio clol 11678, la l~rancia si ritirò clall'intonento in Sicilia, resliluenclo Messina al clom i1ùo spagnuolo, e nella città entrarono i soldati cli Carlo II. Messina fu aspramente tirnnneggiata dal conte di S. Sterano prepostovi da )Iadricl. Fu desso che a freno elci ciuaclini fece innalzare la Cittadrdla clall'architel I.o Carlo di Norimberga sul ti isegno cl i quella cl' Anversa. Nel ,17··18 fu ancora oggouo di contesa rra Spagnnoli ed Inglesi . Quando Yiltorio Amedeo, signorr dell'isola, si unì all'Inghi lLena, all.t Francia e a Cal'lo VI imperntore alleati co11!.ro Filippo Y, in i\1es.<.ina entrarono truppe tedcscl1e. È a qucst'epocn che derc ricordarsi la ,memorab ile difosa sostenuta dagli Spagnuoli comandn Li da Lucio Spinola. Nel 17'.H la citr.it J'u ancorn ten Lro di sang11 in9si combattiment i dal i dagli Spagnuoli cli Carlo TlI cli Borbone, cbr vollero impos~cssarscne, scncriandono i Tcdesl'l1i. :{cl dcrnnn io J\lrs,-ina fil occupar.i dalle lrnppe inglesi ivi accampate contro le agf!re-:sion i dei FranC'<>si, come piu sopra rnnnc accen11ulo. Dopo quell'epoca non havvi altro anonimen l.o storico degno cli comiclcrazionc se non la insurrezione del ,J8.'a-8 contro il governo di Ferdinando H cli ~apoli, n rcpri111ei-e la qnale accorsero 20,000 uomini sotto .il comando elci geuern lc Filangiel'i; repres. gione che costò molto :sangue per la valorosa e tenace dift'sa dei ~Icssinesi. Fi nalmente nel 18GO, quando In Sicilia, 1'ispose all'apjJello di Garibaldi clic le tendeva la mano per sotl!rai-ln al giogo del rr di Xapoli, iVlessina non mancò a quest'appello. e le truppe bor1

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boniche di presidio dovettero prendere un'attitudine difensiva rispeLLo alla città. Dopo la caduta cli Gaeta avendo esse ancor voluto far resistenza alle truppe italiane, la cittadella di' Messina fu assediata dalle nostre armi, a cui si arre:;e dopo poche ore cli fuoco .

IX. Ritornando ora alla difesa marittima del porto, ricordiamo che essa si svi luppa sul traLto di spiaggia compreso fra l'opera D. Blasco o la rada cli Porto Salvo. La Cittadella e le allro opere adiacenti, il cui profilo manca della voluta robustezza. e elci r ilievi ind\spensa bili a sostenere lll'l attacco di odierne navi, non hanno più alcun valore difensi,o. Parimente il tracciato cli <rueste opere, nato cla principii corrispondenti allo scopo di difesa ed ai mezzi cli all acco cli altri tempi, non è più in armonia ai bisogni ed all a potenza della attuale difesa marittima . Qu el tracciato non permette cli sviluppare il maggior numero possibile di bocche a fuoco , di so ttrarre i tel'l"apieni dai colpi d'infìlala e cli ro,·escio; e ciò che più import.a, non perrneue cli concentrare un sufficiente numero cli fuo chi nella. direzione opportuna. per combn.tl.ere le navi nemiche, ed a,·ere fra le differenti opere un efficace fiancheggiamento . Per munire dunque quella linea della potenza difensiva necessaria dobbiamo erigervi opere combiJ1ato e clispo;,te secondo principii differenti cln. quelli con cui furono erette·Je esistenti, le quali dovrebbero essere abbandonate, demolite o trasrormatc. L?u questo già oguetto di speciali e coscienziosi studi, che non sarebbe qui opportm~o cli esaminare; ma pur volendo concludere per un sistema di opere permanenti ci limitiamo ed enumerare le scgnenti: ci) Costrnire una baLlcriadi primo ordine sul posto dell'attuale batteria D. .13lasco . Quest'opera (estrema. destra. del fronte di difesa) ha d'uopo di gran potenza perché deve per sè sola contro~attere tutti gli atl.acchi provenienti da. sud-est. b) Invece delle opere basse S. Francesco della controguardia S. Stefano, costruire altra batteria che fiancheggi D. Blasco sulla destra e la Lanterna sulla sinistra. ANNO XXIII, VOL

I V.


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e) Trasformare l'attuale batteria della Lanterna, che trovasi sul punto sporgente dell'arco difensivo, in una solida. opera con boe.che a fuoco cli gran potenza.. Quest'opera esercita. una estesa.· azione sulle acque e deve chiudere il sistema difensivo dello stretto. d) Nel gomito nord del piano S. Ranieri costruire una batteria, che collegando a destra i fuochi con quelli della Lanterna ed a sinistra con quelli della batteria di Porto Salvo, batta tutto lo specchio delle acque di quel settore, e respinga il nemico, che dalle Grotte, dal Pizzo e da capo d'Orsa intendesse far rotta verso la linea del porto. e) Trasformare il bastione nord del forte S. Salvatore in una batteria; costruirne altra al bastione Fico, verso il centro della lunga faccia rivolta al nord, il cui scopo principale sia di avvalora.re la difesa della bocca del porto e di controbattere le navi nemiche stabilite nellè acque avanti S. Salvatore dei Greci. f) Costruire una balleria sulla spiaggia. cli Porto Salvo allo sbocco della fiumara S. Leo. Scopo di questa è difendere la bocca del porto, cooperando a tal fine con le opere di S. Ranieri e del forte S. Salvatore, trovasi in posizione vantaggiosa e non è soggetta che ai tiri di fronte . È questo il complesso delle opere, che costituir devono la difesa marittima del porto e piazza di Messina. Cade ora in acconcio di esaminare se un tal sistema cli batterie può essere avvalorato da altre opere situate sulle a.lture circostanti, che comandano lo specchio delle acque del porto e della spiaggia esterna. I colli Gonzaga, Torre Vittoria, dei Cappuccini, di Ogliastro da circa un chilometro dal porto e d'un comando sulle acque fra i metri 90 ed i ·120, soddisfa.rebbero .alle huone condizioni per batterie atte ad offendere la coperta. delle corazzate nemiche. Ma in mancanza di esperienze positivea.queste opere non possiamo attribuire un valore ed un' efficacia soverchia. Si può però con molta probabilità argo. menta.me buoni effetti per molestare il nemico che volesse· piantarsi in prossimi Là delle opere basse sulla spiaggia.. Nel caso 'clrn conside, riamo, il principal scopo delle opere situate sui colli anzidetti, deve/ forse ritenersi quello di combatl.ere il nemico, che volesse forzare l'entrata del porto, o di. scacciamelo se vi fosse penetrato. A questo punto di vista, dobbiamo riflettere che le batterie situate sopra

DELl, A SIClLI A

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Gonzaga, Torre Vittoria e Cappuccini non potranno forse avere un gran giuoco, perchè nelle più piccole deviazioni porterebbero sulle nostre opere della spiaggia, e perchè nei tiri sul porto lasciano sotto di sè un angolo morto, che comprencle circa 1150/ m d'acqua. dalla banchina. Invece dal colle di Ogliastri non si avrebbero questi inconvenienti, potendosi con efficacia agire unitamente alle opere di Porto Salvo e di S. Ranieri per mantenere al largo il. nemico che fosse giunto sulla bocca. del porto od entro il porto stesso, senza correr pericolo di recare offesa alle nostre batterie. Le'altre batterie situate ai Ca,ppuccini, Torre Vittoria e Gonza,ga debbono considerarsi di gran valore per combattere il nemico a cui fosse riuscito prender posizione entro la piazza, e delle quali deve farsi gran conto nel concetto, che considera sui monti Peloritani il ridotto della difesa. Ma per la difesa marittima del porto non dobbiamo perder di vista che essa si fonda sulle opere della bassa spiaggia, alle quali è d'uopo dar grande sviluppo e potenza.

X.

Considerando sono· il riflesso tàttico la configurazione dei monti Peloritani, facilmente si scorge, che non è guarì possibile immaginare una buona difesa della cresta senza preoccuparsi di Antennamare, il culmine più elevato di quel baluardo, che qual vigile sentìnella sugli alti merli della rocca, sta a cavaliere del mar Tirreno e dell'Ionio. Bisogna tener quel punto per impedire al nemico che se impadronisca, e faccia scendere dal medesimo truppe, che prendano di rovescio la nostra posizione per cooperare energicamente agli attacchi cli fronte, che farebbe alle forti posizioni di S. Rizzo e di Contesse. Nel settore difensivo dal lato d'occidente dopo Antenna.mare scendendo al nord, troviamo la strada proveniente da Palermo che corre il littorale nord dell'isola per Patti, Milazzo e varca la catena dei monti per condurre poi a. Messina ~L piede del colle denominato San


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LA DIFESA

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l,{izzo a 469 metri sul livello del mare. Questo varco dista circa 7 chilometri da, Antennamare, circa quindici da monte Spuria lungo la cresta, e 9 da .Messina. La strada provinciale dal Gesso in poi serpeggia in una profonda e scoscesa va lle e al varco di S. Rizzo resta in una stretta dominata per ogni lato da alture. Esaminando il t.erreno circostante, risulta che per poter shanare e difendere completamente qu~l1v:arco bisogna dare una particolare disposizione ~ti lavori cli difesa ed estenderli su d'una determinata linea. Il colle S. Rizzo è la, chia,ve cli quel campo di, combattimento, e diciamo pure è il punto decisivo di tutta la catena Peloritana, poichè da un colpo d'occhio sulla carta si scorge, che perduta quella posizione, alla difesa non restano che pochi e deboli punti cli una seconda linea addossata alla Piazza. La stra.da (la ì\filazzo a. Messina, giunta a Divieto presso la, foce della fiumara S. Gall o nel Tirreno, comincia a. salire le.pendici dei controforli che scendono dal passo di S. Rizzo; a circa due chilometri dalla. spiaggia vi s'incontrano t.re importa.nti posiz ioni, cioè: !l Gesso sulla strada provincia.le stessa, il Serro sulla. destra, e Salice sulla sinistra. Il nemico da. codeste posizioni soltanto può procedere ad un attacco regola.l'e e definitivo contro la posizione di S. Rizzo per aprirsi la strada di Messina., im.possessandosi del varco della cresLa Peloritana. Esse dovranno in 1Jrim.a. essere occupate e difese enerai.c camente _dall e truppe a. cui sia affidata la difesa della piazza. iVIa cadute ed occupale dal nemico , rima.ne altro mezzo di difesa al sQmmo varco . Il Serro è .sulla cresta. di un aspro controCorte, che scende dal pmHaleFerraro sull,L sinistra del torrente Gallo, da,cui il nemico noh ptiò in nessun modo impegnare truppe co1uro la nostra posizione sul punt,Lle stesso, conprobttbil it:à di un risultalo favorevo le. Ed è ancora. in condizioni peggiori se vorrà tentare un attacco dttl Gesso di fronte alla posizione di S. Rizzo, lungo la strada corriera, perchè sarebùe in ogni tratto scoperto e preso di fronte e di fianco dai fuochi delle .opere 4i S. Rizzo e del puntale Ferraro. Dippiù troverebbe ostacoli/ materia.li' nelle irregolarità rocciose del terreno, per cui non potrebbe sv iluppare un attacco proporzionato alla resistenza. Gli sarà invece molto piLL facile s~endersi sol la sinistra. per cercare d'avviluppare la ?)

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nostra estrema destra occupando Salice, da. dove po'Lrà preparare i suoi vigorosi attacchi, stab il ire artiglier'ie sulle alture circostanti la. strada di Sali ce a Portella, guadagnare successivamente terreno approfittando delle numerose sinuosità e pl'ominenze, 'e raggiunto :Portell a.. di Castania, occupare le alture a fianco della strada. che mena a S. Rizzo e attaccare la posizione stessa di S. -Rizzo. Dovrebbero quindi essere occupaLe con opere permanenti le seguenti posizioni : sulla sinistra il. puntale Ferraro, al centro il colle S. Rizzo, sulla destra il colle del Telegrafo . L'opera da erigersi sul puntale Ferrara alla quota di 580, la più elevala delle Lre posizioni, ha per scopo di spazzare e batLère tutto il terreno e le vallate sottoposte dal Gesso al Serro, nonchè di cuoprire a sinistra l'opera del colle S. Rizzo fiancheggiandola potentemente, e battere la strada provinciale fino al Gesso. Inoltre essa sa.rii riunita a quella. di S. Rino da un trincera.mento, che ~barri la ,strada. provinciale e provveda all'estrema vicina difesa. L'opera da erigersi sul colle S. Rizzo, ha per iscopo di battere la strada del Gesso, la vall ata so ttoposta e le alture verso Salice snlla sua destra. Essa. deve occupa.re t uLto il colle, cioè il culmine alla quota 525 e la prominenza so Ltoposla a nord in modo da potere anche con LrobaLtere la posizione del Telegrafo, e la strada che va a. Castania. L'opera sul col le del Telegrafo, estremn. destra della nostra linea di difesa (alla quota. 5,1O), ha per oggetto di battere la strada di Salice e tulto il terreno compreso fra dett.a strada e quella di Milazzo sotlo il Gesso, nonchè parte della. strada di Castania ; essa fiancheggia ed è fiancheggiata dall'opera S. Rizzo. ColJe tre opere sl1ddescritle e con quella. sull'altura di Antenna. mare, si provvede alladiJesa compl eta del tratto di catena Peloritana da Antennamare a. Portella di Castania. Passiamo ora a qualche altra posizione utile pel ])Ossesso dell'intera catena fino all'estrema. pendice di capo Peloro. Da Portella di Castani,1 proseguendo verso il Faro lungo la cresta dei monti, a 6 chilometri circa da S. Rizzo si arriva sull'altipiano, detto piano élei Campi o Campo Inglese (quota 411O). Da quel punto gli Inglesi nel decennio spiavano ogni par~e élello stretto e situati nel centro d'una corona di opere difensive costruite sulle estreme pendici dei controforti, che da quella cresta scendono sulla spiaggia. dello streÙo, erano in posizione sicura da


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prontamente accorrere sui vari punti minacciati per respingere ogni tentativo di sbarco proveniente dalle Calabria, e ripiegarsi, se perdenti, sulla 101·0 linea di ritirata per .Palermo. A viepp iù assicurare il loro campo, avevano erette attorrio al medesimo alcune batterie sulle prominenze, che comandono le valli di Curcurace, da dove il nemico sbarcato al Faro o sollo le Masse avrebbe potulo avanzal'si per attaccare lo accampamento stesso. Nel caso presente la posizione del Campo Inglesedcve consi.derarsi sollo un differente aspetto, che è bene determinare; ed è quello di impedire che vi si stabilisca un corpo di trnppa proveniente dalle Masse o cla Castania, poich~ in tal caso le nostre posizioni di S. Rizzo sarebbero girate e l'opera del Telegrafo sarebbe attaccata a rovescio da Monte Ciccio ccl alture circostanti. La vnllata stessa cli S. Michele e la fiumara Annunziala sarebbero in mano del nemico, che per ciò gli sarebbe facile :;pingere ricognizioni sulla strada del Faro e fino anche sotto Messina . t quindi indispensabile inclltclere nel sistema di difesa anche quesla pos izione occupandola con un opera, il cui scopo è di battere la strada delle llasse e tutti i colli che ha dinanzi e la piana stessn del Campo Inglese. Tl colle. da occuparsi con un'opera, anche da costrnit·si all'octasione, è una estrema appendice di '.\I onte Ciccio a fìanco di Pori.ella delle Arene, che forma l'accesso alla piana dei Campi nella strada che scende a Messina: esso domina tutta la piana dei Campi, copre la strada cd ha libera comun icazione colla posizione di S. Rizzo . Oltrepassa.Lo il Campo Inglese, scendendo al Faro non s' incontra altra posizioné importante se non quella di Jionte Spuria, che forma l'estrema pendice cli capo Peloro; ma quest'ultima posizione appartiene al sistema delle opere cli difesa dello stretto. A completare la difesa Lenestre della piazza di '.\lc:;sina rimane ancora provvedere alle opere difensive a sud della piazza, sulla strada cioè litLora!e che va a Catania. La Commissione permanente di difesa indicava un'opera all'estremo contrafforte cli Gazzi abbastanza estesa per intercettare la strndn. , . Per vederne l'importanza diamo un colpo d'occhio al terreno che / si estendea l sud di .\lessina lungo la costa orientale dell'isola. Come apparisce anche dalla caria, le pend ici dei controforti scendenti dà AnLennaruare allamarina di Gazii mafe si acconciano adifesa, pcrchè

DELL A SIC ILIA

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restano circondate da una SllCCessione cli colJine e di valloncelli che serrano l'orizzonte ed impediscono cli battere efficacemente il Lerren~ e contrapporre valide difese agli attacchi. Il nemico a~massandos1 entro quelle valli, si presenterebbe sui colli soprasLa1~li ali~ nostra destra, mentre non possiamo conlare nell a cooperazione d~l ?residio cli Anlennamare, troppo isolato e mal connesso alla posiz,.one di Gazzi . Dippiù lit strada di Catania, che in quel tratto co1:i·e chrnsa fra due linee non inLerroLlc di fabbrica.Li, non potrehbe m nessun modo proteggerci da qualunque dei colli circostanti. Non Lro~anclo quindi nei dintorni cli Gazzi posizione chP- offra qual.che part1colarilit vantaggiosa all n. difesa fatLa co i mezzi e meLocl1 della ~L1erra. moderna, sarà giuocoforza portarsi più ver:;o l'esterno, ove il terreno si apre e si acconcia a miglior difesa. . . . [n questo intendimento il colle eletto di Contesse, che lorma l'estrema pendice del controfiorte, sembra offrire rispc.tto al ter'.·eno che ha cli. fronte tulle le condizioni di un,L buona e vigorosa difesa lontana o prossi~a. l n quel luogo fu stabililo il pa1:co di arli~lieria nel I 8GO allorchè le nostre trnppe assediavano la ciuaclella di Messina. Dista dalla piazza tre chilom etri circa, si colle~a ~erfe~tamen~e con Ant.ennamare, scopre gran tratto clella strada dt Latanta, ha 111 faccia a sè la spaziosa. vallatn. di Trimestieri e lo sbocco dello stretto cli Mili (a due chilometri circa) da dove il nemico rorzosame1.1t~ dev~ passare per avanzarsi sopra. )fessina . Inoltre ~ quella ~~s1zione si appoggiano effica.ccmente i villaggi cli S. Lucia~ S. Filippo_, che sono il soste on o di tutta quella difesa, e che perclull, la nostra destra sarebbe gir;La. Da quelht posir.ionc si potri1 battere il nemico non appena avanzandosi sulla strada cli Ca1.a1!ia shoc~hcri\ dallo strett~ di ~Iili nella vallata di Trimestieri, ove SL Lrovera arrestato da tutti gli ostacoli prepnrali sul suo fronLc da truppe bene appoggiai.e e sostenute cltt una potente opera munita di artiglieria, e che collega la sua azione a quella delle truppe del presidio di Anlcnnamare. . Il nemir,o non potrit quindi spiegare le sue masse e p1:epa rare L suoi auacchi sotto il fuoco èlelle arLiglieric del forte comb111alo con quello delle tmppc sparse sulle dolci pendici, per impad1\lnir:;i clello quali clovr/t fare sforzi supremi e grandi sacrifizi. Così. dunque dovrà prima impegnare un forLc combattimenlo ccl u:cirnc :itt.orioso P~~· guadagnar S. Lucia e le altre posizioni, che gh sono md1spensab1h


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LA DIFESA

per intraprendere un attacco regolare contro la nostra posizione principale fortificata, dalla quale Sg,rà sempre efficçi,,cemenLe battuto. In qt\anto alla diresa tattica di quel terreno che sarà fatta dalle truppe, dovranno esse solidamente occupare la stretta di Mili, appoggiandosi ai monti che fiancheggiano la strada di Catania. E sarà fac ile sostenere con poche truppe una lunga ed ostinata difesa, essendo quel terreno molto proprio a ciò; ed il nemico per avanzare dovrà spi·egare superiorità di forze, prolungarsi e distendersi sulla sua sinistra per avviluppare e dominare la nostra destra. Se le nos~re truppe fossero appoggiate in tale difesa da una nave da guerra, lungo l~ costa di Mili a Galati, sarebbe forse impossibile al nemico di perdurare ariI)lanereneUastreLta; ese battuto di fron te, dovrebbe ripiegar:Si in Taormina. Ma se dopo sforzi supremi egli riuscirà a scacc}are le nostre truppe e rendersi padrone dello sbocco della stretta di Mili, troverà nella vallata cli Trimestieri i nuovi combattimenti, che abbiamo sopraccennato. Lo .scopo dell'opera da erigersi su quel co lle è di battere e.fficaceinente le alLure che gli stanno sul davanti, di fulminare la strada di Catania e le colonne sboccanti dalla stretta di Mili, sostenere la difesa ~el_ villaggio S. Lucia e di bersagliarlo se perdt1to, infine b·attere a s1111sLra tutta la marina sottostante a terrro e dare un appoo-ofo al, . . . ò CIV < 1 opera D. .Blasco 111crociando i fuoch i sulle acque che stanno innanzi al medesimo . Per completare la difesa di questo lato in a1:>po r,o-io · . a~ ']' al opera suddetta sarà d'uopo con lavori occasionali costruire nell'eventualità di una guerra una lunetta sulla strada stessa di Ca.Lania al di là della fiumare di Contesse, che materialmente sbarri la strada, ed una batteria presso l'aegine stradale della ferrovia. Le opere fin qui indicate costituiscono il sistema della prima linea della difesa terrestre della piazza di Messina da monte Spuria a Contesse. Ma il nemico superato che avesse un punto di quella linea, p. e. il varco a S. Rizzo o del Tele.grafo impadronendosi delle alture s~prastanti dall a. Iimnara S. Michele, od infine la posizione stessa d1 Contesse, le nostre truppe sarebbero necessariamente respinte .entro Messina. Abbiamo dunque mest.ieri di una seconda lin ea dt difesa. Ora le posizioni elle dovrebhero occuparsi per raggiungere un tale scopo, sono a nord-ovest della città le alture di Tremonte, ad

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0~ est

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il colle detto del,Baraccone ed il puntale Correale, a sinistra ò.ella strada di Milazzo. Dalle .alture di Tremante, che sono parte del controJ.Iorte del monte Cicc.io, si comandano le vallate,di S. :Vlic.hele e di S. Leo fino al loro sbocco a ma.re, si batle quasi tuua la strada cli Milazzo fin sotto al punLale Correa le, a nord si sorveglia la strada che scende dal Campo Inglese fra le alture di Portella. TremonLe dista chilometri tre d}l Messina e (ìnchè si è in possesso di Lai posizione il nemico non potrà intraprendere alcun attacco conLro la città in tullo il tratto di terreno lb la strada di Milazzo ecl il Campo Inglese. Dopo le alture di Tremonte sono a considerarsi le allure del Baraccone e di Correale, le qtrnli formano una forte posizione di seconda linea , situata sulla strada di Milazzo, a circa due chilometri élal colle S. Rizzo . Si pltò dalle medesime battere efficacemente quella posizione, nonchè le alture che dominano Tremonte, fiancheggiando e sostenendo l'opera di Tremonte stesso contro gl i attacchi che potrebbe subi re dalle alLure sulla cresta Pelo,,itana. Si comandano le valli. a destra della piazza, a sinistra la vallata delle Catarat.Le, potendo estendere l'azione fin sui colli di S. Anna al di sopra di Camarri. Deua posizione dista circa tre chilometri da Messimt, che domina in quasi tutta la sua estensione, come pure ii porto,'ed i forti Gonzaga e Castellaccio. Con un'opern situata su quel culmine sarà impossibile al nemico di fare un passo sulla strada ~i Milazzo dopo aver guadagnato il varco di S. Rizzo, e gli sarà clifficile stab ilirsi in posizione cla nuocere alla città (se prima non batte l'opera suddetta) in tutto il terreno che gli st.a d'innanzi dai colli di Sant'Anna sino a Tre.monte. Quel sito venne occupato dagli Inglesi nel decennio, e nel 1848 dall e armi borboniche le quali vi aYevano costruita una baracca per ricovero della truppa, da cui venne a quel colle il nome di Baraccone. Per rendere più efficace e completa questa seconda linea di difesa, converrebbe aggiungere una terza. opera sui colli Sant' Anna (a circa due chilometri da Correale) la quale fiancheggiando l'opera di Correale estenderebbe la sua ,,alida azione verso la posii,ione di Contesse. Però su questo colle di SanL' Anna, come su quello di '.l'remonte, si potrebbero considerare sufficienti allo scopo due opere occasionali di genere misLe da costruirsi nell'eventualità. 1

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LA DIFESA

d'una guerra. Collesuddescritte due linee di forti la piana di Messina si può considerare nella sua difesa. verso terra. come riparata entro un cerchio di ferro, in mezzo al quale poche truppe possono vigorosamente respingere gli altacchi di più. forte nemico.

XI. Passiamo ora al concetto secondo il quale la difesa permanente dovrebbe fa rsi per mezzo di un campo lrincernLo situato sui monti Peloritani. Tn questo caso lo stretto sarebbe lasciato senza dife$a permanente, e la piazza di Messina munita soltanto di poche opere contro un <1ttacco cli viva forza. Scopo cli questo campo sarebbe di dar modo alle truppe ivi raccolte di operare secondo gli eventi, o contro gli attacchi dalle coste circostanti , o di muovere per controffese verso l'interno dell'isola, ovvero infine di rimanere a difesa in qLrnl ridotto (abbandonando la piazza stessa di Messina quando fosso d'uopo) per attendere gli eventi della guerra nel continente. fo qnanto al modo cli operare dobbiamo in generale distinguere la difesa permanente costituita dalla cerchia di opere stab ili erelle in posizion i atte a sostenere una difesa assoluta, e la difesa tattica di quella regione montana, oltre la cerchia dei forti, ed infìne le vie di comunicuzioni drL aprir:;i sia nell'interno del campo sia. al cli ruori per collegarlo coll'interno dell'Isola. Far cenno di questa difesa la.ttica. si trovò opportuno, perchè es.sa, mani festa l'azione offensiva-difensi va del ridotto, e mostra fino in qual raggio d'attività le forze ivi riunite debbono conservare I.a libertà di movimento o per mantenere la superioriti1 sull'aggressore. occupando e manonando da qnelle posizioni che del1bono essere tenute e difese con truppe soltanto, o quando sia d'uopo, semplicemente avralorate con opere campali . 1 . Ora siffatto campo deve abbracciare e dominare i due opposti versanti della, catena Peloritana. Dalla fatta descrizione consegue che il riclollo sui monti dovrebbe situarsi in quello spazio limitato ad oriente dalla cresta fra Ecce Homo e monte Ciccio e a ponente

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dal Gesso a Salice. I colli di )Tonte Ciccio, Telegrafo, Torrazza'. Puntale .Ferraro, Gesso e Salice occupali con opere permanenti costituirebbero la cinta di questo ridotto. Abbiamo giit superiormente spiegato le proprìetiL tattiche di quell e posizioni . Aggiungeremo soltanto che la posizione di monte Ciccio, I~ quale nel~'altro campo trincernto non avev:i impo rtanza e s~opo, ha !nquesl.~ rn~otto, ufficio di ch iudere l'accesso ed arrestare gli auacch1 proven1enll dal L<'a.r o, dalle )lasse o da Castania.. Non è qui il caso di ent.rar~ noi particolari delle opere da costruirsi. il cui s,•iluppo e tracciato deve nascere dai locali studi tecnici. ::-iel fatto l'azione cli questo ridotto si può l'ifcrire a due ipote:;i, di cui l'una o l'altra cloHit avverarsi: cioè il nemico padrone del mare circostante, o ha in suo uiscgno cl'impos;;essarsi dell'isola, ovvero i~tende soll anlo separarla dal continente e privare l'Ttalia du~·ante la guerr~t delle risorse che offre que$ta ricca ed estes~ re~10n~. Xell'u no e nell'altro caso tronrnclo le rirn dello stretto pnre eh sen~ èlifesa , l'aggressore avrà. superato l'ostacolo maggioec. Prencler,.l quindi sol id,t posizione sulla. cosi a sicula, per occupare ~·~ quale a, r~l tullo in suo favore, e neppure avdLd'uopo di gl'andi sagr1lici se dovra occupare la piazza stessa cli )Ies;-;ina. La difesa non avrà gran buon giuoco per arrestare il nemico nell 'esecuzione ~cl suo progetto, o ancor meno per scacciarlo clalla piazza quando v1 fosse penetrato, perchè in Lai caso il clil'ensol'e sarebbe costr?tto a_ 1~1altrattare la città come se fosse piazza nemica, e la pubblica op1n1one potrebbe allont influirn sulle risoluzioni <lella difesa. Ciò posto passiamo ad un sommario esame della dil'esa Lattica. Le aggr·essioni tenrlenti a. respingere le l'orze clella clife~'.t nel rièlotLo, 0 aèl impo~sessarsi ciel medesimo, possono pro,,e111rc lh1lle coste del Tirreno o dello stretto o meglio ancora. dal capo Peloro. :Nel riflesso tattico tro\"ia11\o d,t questo !alo il cammino più. faci le seguendo il cruale l'aggressore può dc1 capo Pelo1:o ~ucce:;sivamente impadronirsi , sostenuto da mare, cli lulle le pos1z1on1 che conch1cono al possesso della piana clei Campi, principale ~b_hiettivo dell'o!~er~ziono tattica, e da dove cercherà cli prender pos!Zlone a monte C1cc10 da cui aHebbe gran giuoro per mettere a mal partito il dif_en~ore entro il suo campo stesso. Osserv iamo intani.o che sul ca1111~'. no '.lccennato si tro,·ano on111c1ue anzi e tracce delle opere clilens1ve

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LA DIFESA

, con le quali gl'Inglesi nel decennio a:vevano cinto il loro accampamento, Gli Inglesi t.enevano monte Sp uria con una opera permanente, il cui ufficio era di battere il mare presso l'imbocca tura dello stretto; ma nel caso da noi supposto, non potrebbe tenersi monte ·Spuria con opera stabile, mentre essa può dall'avversario essere facilmente isolata dal suo collegamento col ridotto e resa inutil e. Quindi sebbene sia importante per.la difesa tattica di quelle pendici man~enersi sul colle di monte Spuria, basterà, quando faccia. d'uopo, mumre queJ colle con oper::i campale ,in condizione da poter essere ·abbandona.La , senza che ciò abbia· gravi conseguen~e per l'ulteriore difesa. Sarà. necessario invece stabilirsi sòlidament.e sulla piana del così. detto Campo Inglese ed ostinatamente contenderla. Sarà. d'uopo perciò occupare con opere passeggiere la posiziqne del colle Baricello per operare efficacemente nell e sottoposte vallate di Curcurace e di Faro superiore, di facile accesso contro le posizioni del difensore. Riuscendo al nemico di prendere posizione sul Campo Inglese, moYerebbe di là per attaccare il campo t.rinc.erato stesso, e il difensore può solo arrestarlo occupando s~lidmuente la posizione di monte Ciccio; e ciò spiega l' importanza e l'ufficio dell'opera stabile da erigersi in quel punto. La difesa della piana dei Campi deve in qualche modo collegarsi co lla difesa dei sottoposti Yalloni delle Masse . Per operare in questo fine dovrà occuparsi la posiz ione del piano dei Rivelli , da cui soltanto si può appoggiare la difesa tattica dell a posizione di Castania ·e di Massa S. Giovanni contro gli attacchi provenienti dalla costa ed anche dalla direzione di Faro superiore. Ad 01;ienLe è d'uopo portar l'attenzione ai vallon i di S. Michele, Badiazza,. e di tutti gli altri accessi offensivi a sud-est, pei quali possono condursi aggres, sioni provenienti ,dalla piazza di Jiessina, caduta che fosse in mano nemica. In questo caso sarebbe d'uopo portare la difesa tattica a cavallo della strada provinciale di ~f il ano, occupando e manovrando · ·dalle alture di Tremonte, di Correale e del Baraccone, a .seconda dei casi, dall e quali , il difensore avrà. aoran V°-iuoco per operare contro il , nemico stab ilito nella piazza, contro la quale le posizioni di offesa massima sono a considerarsi i éolli Gonzaga, Cappuccini ed Ogliastro. Verso il sud si dovrà a seconda dei casi po rtare la.difesa o sui colli ·di Sant' Anna presso il Cimitero o sopra Gazzi a S. Filippo o a Za.f-

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feria; ad o·vest è cl' uopo mantenersi solidamente a cavallo clelh1strada di Milazzo a,,anti il Gesso, e si dovrà occupare e difendere Serro e, le posizioni di Calvarnso e di Saponara. ., . Antenna.mare in ultimo è quella che ch iude a sud la difesa tattica del ridotto, e soltanto in possesso cli questa posizione può i~ ~ai~p~ collegarsi alla regione montuosa verso l'interno dell'isola. E rnlatll eviclente che A.ntennamare in mano al nemiw, il campo deve considerarsi isolato, perchè il difensore non avrebbe più facoltà cli muoversi verso l' interno dell'Isola, cbè il nemico da quel punto comanda ed offende le comunicazi9ni attraverso i monti. È dunque d'uopo per Ja libera azione delle forze del ridotto che A.ntennamare sia occupata con un' oper:1 stabile. · . , . Ollre alla difesa tattica. accenna.la, che riguarda l esistenza e la durala del ridotto, è ancor mestieri volger l'attenzione alle vie di comun icazione per le quali le truppe dovranno muoversi nell'int-erno ,. del campo, o manovrare all'esterno . Per il che ammett~ndo c01~e fu premesso, che·Je coste non sieno libere da offese n~nuche'. le v1~ littoranee di Palermo e di Catania non possono cons1clern.rs1 quah linee d'operazioni per le forze della difesa; quindi farà cl' uopo aprire attravers:o i rn0nti un :apposita via militare e ancora sarà d' uopo tracciare altre vie carreggiabili fra le parti del campo stesso. Ciò rendey già manifes to quanto sia costoso e di non facile e prat_ica ~pp_licaz ior~e l'attuaiione di un tal concetto, poichè queste comun1caz1.0nt non esistono e non possono aprirsi che con ingen ti spese e superando gra~d~ difficoltà tecniche. La. via di comunicazione po i che potrebbe apnrs1. sui monti per l'interno dovrebbe dirigersi per Saponar~ e Ro~eL~a per indi raggiungere la straéla di Novara. Ora quest~ via è oITencbbilè da ~f ilazzo, il quale dovrebbe quindi essere soltclamente occupalo dalla difesR. Del resto l'occupazione di ;,Tila."zzo per parte del difensore è necessaria per appoggiare le controlicse verso l'in_t~rno anche nel concelLo del campo trinceralo che comprende la difesa dello stretto.


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DELLA S ICILIA

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LA DIFESA

XII. Dal punto di vista tecnico mettendo fra loro a confronto i due sislemi di difesa della Sicilia ne risulterebbero molte maggiori difJìcoltà pel ri dotto sui monti . Nel riflesso della difesa l.atf ica e pel concetto che comprende lo stretto, ì\1essina sarebbe a considerarsi il ridotto ultimo, nell'altro caso invece di una eventuale occupazione per parte della difesa, e di un limitato contrasto al nemico, che da 'mare mostrasse risoluti disegni per occuparla. Del rest-0 che questo ridotto ultimo sia considel'ato limitato alla piazza stessa o stabi lilo fuori dell a medesima poco influisce nel concetto generale della difesa. Quel che è d'uopo osservare si è che un campo trincerato nelle vicinanze di Messina ha.l'utile ufficio di mantenere le forze dell'isola in comunicazione col continente, e costituisce in tal modo una solida base per operare controITese verso l'interno, ocl anche per stare a difesa da quell a posizione e conservare in ogni evento di guerra l'isola collegala all'Italia. L'altro modo condurrà infatti al caso di difendere l'isola rruale fosse un continente a parte, abbandonato a se sLesso e indipendente dall'llalia. Ma allora non sareb be fol'se necessario, per utilizzare tulle le risorse che può la medesima offrire tener riunite le forze in difesa non già sui monti Peloritani, ma· in altra posìzione più verso il centro, e guardare Palermo c1ual principal soggettivo di LuUe le operazioni militari? Quando dnnque nel piano ridotto cli difesa d' Tl.alia si è eliminata la difesa dello stretto, perchè non era. di per se si.esso di assoluta ·importanza nella difesrt dell o Stato, restava dubbio se per questa economia si avesse raggiunto lo scopo enunciato dell~L diresa dell'isola a quel modo mutilata della sua parte principalissima, e diciamo vitale. Dal punto di vista italiano crediamo che nel riflesso politico-mi-" li Lare, questa difesa permanente debba coordinarsi nel concetto che quel campo trincerato comprender .debba lo stretto ed essere la gran testa di ponte per mantenere la Sicilia e l'I talia fra loro colle-

gate. Siamo taJmente penetmti in questo prin~ipio, che sebbene non osiamo escludere un diverso concetto, pur c1 sembra che allonta~ nandosene si possa correr pericolo di preparare al ~ae~e alcuno cl,. quei disinganni dei quali la storia contemporanea c1 ollre frequenti e deplorevoli esempi. LrvoNI ALESSANDRO Tenente Col. del Genio.


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GLI STUDI GEOGRAFICO-MIL ITARI IN FRANCIA

e che siccome i sistemi montagnosi sono imponenti unitd geografiche e geolog·iche ( 1), così è un errore lo sminuzzare il massiccio, elemento fonda mentale degli studi orografici, allungandolo in catene per farne il limite dei bacini idrografici (2). Risultato di questi colpi lenti ma continuati, portati alla teorica del Lavallée, fu una serie di nuove pubblicazioni, le quali, un po' alla volta, spinsero sulle traccie di Wcrner, di Daniel, di Sonklar, di Haymerle, gli studi geografico-militari francesi. Il nuovo sistema fn accolto dalla scuola cli guerra francese e ne divenne la base degli siudi geogrnfico-militari. Il lavoro del capitano Niox, professore in tale scuola, ne è la prova evidente. Egli è perciò ehe noi crediamo fare cosa utile offerendo un snnLo degli opusco.l i geografici del Niox. Oltrcchè un siffatto studio ci pcrnietre di meglio seguire l'anela.:. mento dei nuovi studi fran cesi, ci dà pure mezzo di fare un utile confronto coll'indirizzo nostro , perchè anche da noi gli studi geograficomilitari hanno realmente fatto di grandi progressi, coi lavori o cogli insegnamenti elci generali Ricci e Sironi e del maggiore Pern1cchetti. 1

GU STUDI GEOGRAFim-MILITARI IN ·FRANGIA

France. - 1° fascicolo del capitano di stato maggiore Nrnx - Parigi 1878.

Géog1•,•1:1l,ie 1'Iil'ittii,•e. -

Chi ha seguìto attentamente, in· questi ultimi anni, lo svolgersi degli studi militari in Francia, avrà in particolar modo notato, che essi si so~o indirizzati su di una via JJen diversa da quella che correvano prima del 1 1870, e che ciuella foga di scritti improntati d'un certo esclusivismo del tutto francese, ha lasciato il campo a lavori più profondi e più continuat.i, risul tati di studi e francesi e forestieri . Anche gli studi geografico - milita ri si risentono di questo nuovo indirizzo. La Francia nell'accogliere la geografìa del Lavallée, basata sulla teoria dei .bacini, ne aveva fatto il fondmnento della coltura geografico- militare dell'esercito, e si era poco curata dei progressi c!,e le scienze geo·grafìche focevauo specia lmente in Germania cd in Austria. I nuovi studi geografico- militari francesi hanno bandita la croce contro il Lavallée, lancianclogl.i due gravi accuse: Che la sua teoria si basa esclusivnmentc sulla considf:razionc della linea di divisione delle acque e dei bacini idrografici, e che essa co11siclera il suolo come un insieme di superficie immateriali, cioè senza substml!tmi ( 1). Si ricordò allora ciò che il Beanmont aveva già prociainato da molti 1 anni: che cioè la forma plastica elci terreno è intimamente legata all'anela.mento delle grandi linee geologiche; che si. osservavano cliscordaur.e numerose e sovente capitali tra il rilievo reale della superficie d'una re,gione cd il disegno lineare risultante dal tracciato dei corsi· d'acqua (2) 1

(I) C~s nc - Esqttisses orog,-a,phiqttesdes systèmes- (rontièresde la France.-- Paris 1876. Hxplication de la ccwte géologique de la p 1·ance.

(2) Euu oi,; TlsAOMO~T -

Il Niox, alla sua geografia-militare, fa precedere una prima parte che intitola e che ::;0110 nozioni di geologia. Non parleremo cli essa, non riassumendo che gli elementi della scienza geologica . Il ·1° fascicolo della 2,,i parte,.il Noix lo scompone in due capitoli : una de:scrizione geologica, cd una deserizione geografica della Francia e dei paesi limitrofì . Prima di cominciare la descrizione degli accidenti superficiali d'un paese, è utile far conoscere qnale è la natura del suolo che lo costituisce. Guardando una carta gr-o logica della Francia, l'attenzione è dapprima· attratta su di un masso cristallino che ne occupa qua::;i il contro . È la dovn sono le maggiori altitudini: è l'altipiano centrnl,e della Jill·aneia . Uu secondo masso, terreno granitico cristallino, occupa l'estremità nord-ovest della Francia, formando le provincie della Bretagna e della Vandea. Attorno all'ciltipiano centrale si raggruppano tre grandi bacini geologici: al nord, quello di Parigi; al sud-ovest, quello della Garonna; al sud-est, quello del Rodano , il quale si scompone in due regioni separate dalla strozzatura di Montcirnar. . I Lr-e bacini g,~ologiei della Francia, sono avviluppati da uua cintura (1) CLBl\c -

Di. rote de l~ r;éolor;'ie dans l'enseignement de la geog,-aphie-mtlitaire.

(2) No,x -

Les ,·outes mililai,·es des granàes Alpes et la (runttè1· ../ustro-Ualien11e.

A.NNO XXti l . VOL, IV.

G


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GLI STUDI GEOGRA FICO · MILlTARI

DI FRANCIA

-di sollevamento, che tracciano i limiti naturali della regione francese, e sono: i Pirenei, le Alpi, il Giura, i Yosgi, -l'Ilunsruck e le Ardenne. Ciascuno di questi massi montani , ha un carattere particolnre, e nello depressioni che stanno fra essi si trovano le grandi vie d'invasione percorse dalle orde barbare.

Sci no, l'Aube, la Marne, l'Ornain, l'Aisne e l'Oise, attraversano questi corcini in breccie, che hanno approfondite. Queste brcccie assai rare, segnano naturalmente i punti di riuniopc dogli affluenti, i qual i, dopo avere lambito il piede rlcll'ostacolo, si gettano , per superarlo, nel corso d'acqua principale. Ilanno, dice l'autore, ingegnosamente chiamai.o Polo 1·ipulsivo della Francia, la parte culminante dell'Ahi piano centrale, perchè tutte le acque fuggono da esso in tutte le direzioni, e perchè le popola1.ioni esse stesse discendono con regolare emigrazione per avere nella pianura i mezzi necessari all'esistenza . T>er antitesi si ò giustamente chiamato Parigi i l 1>olo attrcittwo, perch~ valli , corsi d'acqua e strade vi convergono da ogni parte facendovi afih1ire tutta la popolazione - Parigi ò il cuore. della Francia - Ed è perciò che si spiega l'influenza morale ed industriale che la grande città esercita non solo in Francia, ma anche negli altri paesi stranieri.

L'altipiano c~ntrale ha la forma generalo cli un quadrilatero il cui centro di fig ura sarebbe al Puy de Sancy (1866m), punto culminante dolln Francia . L'interno dell'altipiano è formato da parecchi sollevamenti i?3-portanti, .di epoche geologiche molto differenti . '1sso ha, quale appendice, al nord, un promontorio granitico che si pl'olunga fino al colle di Naurouzo, cd all'est il masso del ilfo1·va11i, prodotto d;I sollevamento del Thuringerwald, e rimescolato da quello della Co ·ta d'Oro. Il canale dì Burgogna, il canale del Centro cd il canale del Nivernais che riunisce l'Yonnc, la Saòne e la Loire, lo circo udano d'un fosso conti o uo'. Ai tempi di Cesare, questa regione è stata per la Gallia una specie di fortezza centrale e ultimo foco lare dcll'indipcndonza nazionale. È a Gergovie, nelle vicina nze di Clennont, poi ad Alesia (Alise-Sainte-R.cine), nel Morvan, che Cesare trovò le più grandi e le ultime resistenze. In una guerra ad oltranzn prudentemente condotta, l'altipiano centrale può ancora diventare il ridotto della difesa nazionale, e. servire di rifugio agli avanzi degli eserciti battuti nelle valli confinami. I cantoni del Forez, del Bourbonnais e della Limarrne servirebbero quali piazzo d'armi naturali per ricostituire lo tru;pe disordinate, mentre che le comunicazioni ferroviarie attnalmente esistenti col sud e col sud- ovest, loro permetterebbero di ricevere rinforzi o il complemen[o necessario in materiale e munizioni . Un simile còmpito p_otrebbe anche essere riservato all'ovest della Bretagna, da una porzione del Poitou e della Vandea, che hanno grandi analogie coll'altipiano centmle. Nel 1871, al momento dell'armistizio, la linea occupata dalle truppe francesi, si confondeva sensibihnente colla linea geologica della Brct.agna. La cintura del bacino di Parigi ò esattamente tracciata dai terreni cristallizzati della Bretag11a e del l'A ltipiano centrale, dai Vosgi e dalle Ardenne. Più al nord, dei depositi terziari forma no una terza zona di 1~ O metri d'a.lLitudiue che ra comunicare il bacino di Parigi col Belgio. S1 hanno cosi attorno a Parigi una serie di cercini aventi una scarpa verso l'est, ed abbasantisi dolce pendenza dalla parte opposta. I li umi che convergono al centro del bacino, come l'Yonne, I' Armacon . , la

a

Mentre l'importanza di Pal'igi si fa grande al nord, nel ·bacino sudovest si costituisce n Tolosa un altro centro d'aurazione. Il bacino geologico della Garonna è un largo golfo triangolare formato dal versante sellentrionale dei Pirenei e dal versante sud-ovest dell'Altipiano centrale. Comunica col l\'.leclitcrraneo per il colle di Naurouze ('t 8901 ) tra le Ce venne al nord e le Corbiere al sud. II canale del Mezzodì ne traccia la linea di massima çlepressione. Questo bacino formava l'antica AqLtitania. La Garonna raccoglie il maggior numero di acc1ue. Tolosa, Agen, Bordeaux., sono poste su questa linea mediana. Per formazione geologica i Pirenei si dividono naturalmente in Pirenei dell' A.tlantico e Pfrenei del Mediterraneo, i punti culminanti essendo al centro o la catena abbassandosi verso i due mari. Uno dei caratteri principali dei Pirenei è l' irnpenetrabil'itìt della catena, sopratutto nella parto centrale. Lo strade non si sviluppano che alle due estremità. In generale, il versante spagnolo è più rapido del versante francese, e le comunicazioni laterali sono più lontane dall'asse centrale. Il bacino geologico del sud-est, si suddivide in due bacini secondari. Il primo avenlc per centro Lione, il · secondo Avignone . Questi due baci ni furono giit occupati eia immensi laghi o mari interni , separati da uno sbarramento alla confluenza della Drome. In quel punto lo monwgne della riva orientale (Alpi del Delfinato), si avvicinano allo montagne della riva occidentnle (Le Cevonne) , al piede delle quali scorre il Rodano e formano una stretta angusta le muraglie della quale si innalzano a 2.00m sul fium e.


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GLI ST IJ DI GEOGR AFICO - MI L ITAR I IN FRANCIA

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Il bacino secondario superiore è limitato al nord ed all'est del le mont~gno d~lla Cosi.a d'Oro, dai Faucilles e dal Giura; quello inferiore è

il diametro nord- sud passa per Dunkerque, Parigi, Perpignan. Parigi

circoscritto clallo Alpi elci Delfinf tOo dalle Cevonne propriamente dotte.

è circa ad un quarto della distanza fra queste due ciuà .

Sotto il nome di Alpi francesi si comprendono le alte montarrne che separano la. regione f1~nccso dalla italiana, e che dal lago di Ginevra fino al Med1temmeo disegnano un grand'arco di cerchio, il centro del qua le sarebbe pressapoco nlla conOuenia del Ticino e dol Po. Terminate ~ul vo~sante,_italiano da scilrpe granitiche che si elevano a picco sul displwno alpino ~olle pianure della· Lombardia, si prolungauo, dalla parte fran cese, m una serie di massi i cui contran·o1ti sembrano creare_nel sistema orogra fi co un grar1de disordine. La fo rma tormentata . d1 . queste montagne è la conscguon1.a delle perturbazioni, delle eroz1on1 e dello degradazioni secolari che esso hanno subite. Le Alpi non sorsero da u,1 solo getto, ma da nna successioue di sforzi durante lunghi periodi geologici. I massi ~elle Alpi francesi fo rmano, fra l'Ita lia e la Francia, una grane!~ ba~TJCrn; nonp~rtanto no_è assai difficile la difesa per il grande numero . c(i passaggi. E a notarsi che rl tratto tli cresta determinautc la . spartizione delle acque, dalle sorgenti dcll'Arc a quelle della Tinca, è mterroLLa da una s~rie di colli nssa i praticabili , i quali, quasi tn tti n_ella loro pa rte cnlmmanto, danno luogo ad alti piani di qualcheestens10no. Le. punto piÙ elevato non sono Sll questa dorsale, ma, al contrar10, uo1 massi della l\Ioricnna e sopratutto clclrOisan, cli guisa clie lo :7a ll~tc de_ll'Is/!ro e dell'A.rc da un l:lto, quelle della Durnnce e dei s~o1 alllt~ont1 dall 'altra, sono strade naturali pc1· mezzo delle C{lWlì si girano gh os1acoli più importanti. In tutte le età questa barriera è stata froq uontemente st1pora t:i, sopra tutto dal!'ovest all'est. . Abbrncciand_o cou. u~o sguardo l_e condizioni geologiche dt'lla Francia ~1 osso1:va_che_1 massi d1sollevamento dr.tti l'Ardcnuc, i'Eifcl, Ilnnsriik, '. Vosg'., il Gmr:1 , le Alpi, i Pirenei, fo rmano una serie tl'oslacoli cho 1 popoli non. han'.10 supera_to _se nou allorquando inva~oro l'Europa . ~Al -~op~rto_ d_, 8;ls1'. ~~1 ~er1ocl1 di ca lma, poterono fondersi o svilupr~rs1 le ~ribu d orrgrnt d1vor:;c venute dal nord , dall'est e dal mezzogiorno e Jundare la gI"ande nazione fra11 cc:;e. l;t::. cutriamo nel secondo ca pitolo nella geografia descrittiva

O

mi-

La Fraueia è ap 1lrossimativamentc in~critta 1·11 un esagono ùcl quale

Da Dunkorque a Strasburgo e a Saint-Brieuc, la distanza è sensibilmente la stessa, o Parigi si trova nel mezzo della linea che unisce queste duo città. Del pari , Porpigaan è ad uguale distanza da Baiona e da ~izza. Infine, facendo centro a Parigi, una circonferenza di 50 leghe di raggio toccherebbe suppergiù. Lilla, le sorgenti dell'Oise, Moziéres, Chaumont, Bourgcs, Tours, lo ~laus e Caon. Una circonferenza di ~ 00 leghe toccherebbe la Aia, Colonia, lascierebbo fuori Coblenza, toccherebbe Strasburgo, Neufchatel, Lione, Angoulemc o lambirebbe la costa delJ'Oceano fra la Rochelle\ e Vanues. Una circonferenza di 200 leghe giungerebbe a Baiona e Perpignano, passerebbe tra )'larsiglia o Tolone, a Niz1.a, vicino a Piacenza, a l\Iunich, lasciercbhe il M:eno e passerebbe di là dall'Aunover. Parigi, così col locato eccentricamente per rapporto al rimanente della Francia, è assai esposta alle invasioni provonenti dal nord-est, cioè dal laLo più vuluerabìle della fronti era; ma esso deve a una situazione geografica particolarmente privilegiata, il suo prodigioso sviluppo. Tutto le fibbro dell'organismo nazionale ,,i fanno capo; così si spiega come Parigi abbia avuto per la Francia una parte più importante di Berlino rispetto alla Prussia, di, Vienna rispetto all'Austria, cli Pietroburgo e Ìl'.TOSCil rispetto a! la Russia. I destini della Francia furono sempre legati a quelli di Parigi : così Parigi fu , è e Silrà sempre il principato obbiettivo degli egerciti nemici. Se . si pnragoua la Francia nel una vasta fortezza esugona lo, Parigi ne è ìl ridotto. Questo ridotto, corno ai tempi di Cesare, sarebbe ad eguale distanza dalla frontiera , uel massiccio dol l\lorvan e nell'Altipiano centrale. - Si hanno quindi sci tentri .di guerra ben distinti , corrispondenti ai fronti dell'esagono od un settimo nella regione centrale. 1° fronte n ord - frontiera belga - tra l' Oiso, la Senna ed il mare; 2° Fronte no·rd- e.5t - frontiera tedesca; 3° Jill'onte· est - frontiera del Giura; 4° Fronte m cl-est - frontiera delle Alpi e del l\foditerranco; 5° La Bretagna - fronte maritti mo o ap poggio ai due fronti del nord o <lol nord-est; 6° F1·onte sud-ovest - frontiera dei Pirenei e del golfo di Gua- . scogna ; ·

1° L'altipiano cent:rale.

Su ciascuno di questi teatri d'operazione, la guerra s1 farebbe in


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GLI STUDI GEOGRAFICO- MILITARI

l

condizioni diverse, sia per le diffe1;enze del suolo, della coltura, della popolazione, sia per la differenza dell' organizzazione delle forze invadenti . Una siffatta divisiorie, risponde ancora al ragguppamcnto dello risorse economiche, e concorda egualmente colle grandi formazioni 0o-eoJogiche.

A) -

frontiera francese, le opcrai\ioni militari si svilupperebbero necessariamente nella regione compresa fra I' Oise, le coste della Manica e fa Senna; se, al contrario, l'esercito francese potrà prendere l'offensiva, è nella pianura belga, che gli esercit.i si incontreranuo.

Fronte del nord o della frontiera belga.

Dal mare del Nord fin o alle sorgenti della Chiers, la Francia confina col Belgio. - Frontiera interamente arti ficia le. - Pa recchi corsi cl' acqua, che hanno sorgente in Frnncia, la 1agliano perpendicolar- . mento e sembrano aprire delle ,•io nalurali su Parigi ; ma siffauo svantaggio è più apparen te che renio, perchù dal Lussemburg alla Mo;;a si stendono gl i altipinni steril i, maremmo,,i e boschivi delle Ardenne. - Qucsw regione, impraticabile ad eserciti numerosi per scarsezza di viveri e di strade , fa I' nrTicio di una massa coprente, di modo ~he, dalla Sarre alla ~Iosa, non vi è passaggio per una grande operazione strategica. - Inoltre In va llata della Cbiers, quella della Mosa, tra Sedan e )fezièrcs, quella della Sormonne, affluente cli sinistra della Mosa , che sono una il prolungamento dell'a ltra, formano parallelamente alla frontiera una trincea le cui rive so110 suscettive di buoua difesa. Al contrario la l\1osa, da .\foestricht fino a )lamur, la Sambra e l'Oise tracciano fra la Germania del nord e la .Francia , una strada che ò stata /'rcqnentern entc seguila dagli CRerciti d'iuvasioue. Jt la direttrice più breve per andare da Parigi a Berlino . Essa permette ad un esercito francese di passare .il Reno nella sua parte inferiore , cioè dove il fium e è meno ben difeso; uu esercito tede<;co eviterchlJc ciel pari, seguendo questa direzione, le nuove di fese francesi della fronti era cieli'est; ma la neutrali lii belga ne impedisce ai due Stati l'uso, e, sehbenc si po:;sa discutere l'ipotesi della viol;izione di <prnsta neu tralità, non è meno vero che i belligeranti incoutrerebbcro difficoltà politiche e militari rilevanti. Pi ù :,cl ovest , il paese è piano, completamente aperto fino sulle co~te del mare del nord, ragliato cla canali e intersecato da coltlll'a, abJtato da una popolazione assai densa, con grandi ricchezze aoricolc e manirattnriere. Sono le regioni delle Fiandre, dell'JJainaut ee del Brabante. Se un invasione provenient,e dal nord, riuscisse ad oltrepassare la

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IN FRA:-ICIA

Il corso della ~Iosa, a partire eia Namur, nv,·iluppa all'ovest ecl al nord il teatro delle operazioni difensive del llclgio. Costituisce il primo ostacolo a superarsi dagli eserciti provenienti dal nord o dall'est. Nel caso d'attacco da parte della GC'rmania, è la linea della Mo:,;a che l'esercito belga de'l"c dircndere. Questa linea perduta, i:e l' esercito della difesa si rifugin nel campo trincerato cli :\nrnrsa, la strada della .Francia è apena, e lo scopo della Germania raggiunto . ~ cl caso d'attacco da parte francese, le posizioni a clift,ndcrsi sono quelle delle alto valli clelh Senna e del Dyle. L'esercito francese deve in fatti, pronu11ciarc la sua oliensiva uella direzione di Mons-Bruxelles, hnsandosi su Valencieunes e ~laubeugc, cioò, sullo Schclda e sulla Sao1bra. Lo dimostrano le campagne del '1792-94: e ·I8 15. So l' offensiva francese non ha per iscopo la conquista ùcl Belgio, ma si propone di aprire unu via contro la Gormnnia, c~sa deve, dopo mascherata An,·ersa, superare la )losa fra Namur, .\faestricht e Rtfrcmoude. li Reno don-ebbe passarsi fra Colonia e Wcsel, !'d è appunto in questa previsioue clic i Tedeschi vi costrniscono parecchie leste di ponte e linee ferroviarie per potervi concentrare prontamente lo loro truppe di riserva. 1

l

Il \ 'auban, per di fendere la fron1ier:1 nord della Francia l'aveva paragonata acl una linea baslionata ,fo·i~a in parecchi setlori dai corsi d'acqua , i cui bastioni erano rappre::wntnti dalle for·tezze poste su tali corsi d'acqua e lo cortine dagli intcrYalli fra os»c. .La parte di frontiera compresa fra il 'mare e la ~Iosa formava così quattro settori: 1° ~cuore dal mare al t ys; 2° dal Ly:; allo Schelda; 3° dallo Schelcla all:1 Sambril; 4° dalla Samhra aliti Mosa. le fortific~zioni erano ripartite nel modo seguente: 1° Dal mare al Lys - sulla costa: Dunkcrquc e Gra...-elines; sulla Lys: Aire e Saint-Venant; nell'inte1·n1 1!0: Bcrgues e in seconda linea il canale dell'Arc e la piaz1.a cli Saiut-Omcr. 2° Dal Lys allo che/da -nello intervallo: Lille;.in seconda linea: Douai, Arras cd il canale dal lys alla ·Scarpe e allo Sclwlda; sullo Schclcla: Condé, Valenciennes, Bouchain e Cambrai. 3° Dalla Schelda al.lei Swmbm -nell' intervallo: il Qucsnay; sulla Sambra: Maubcuge e Lanclrccies.


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·GLI ST UDI GEOGRAFICO-MILITARI IN FRANCIA

4° Dalla Sarnbra alla biosa .:___ nell' in tervallo : Philippeville, Marien bourg; in seconda linea : Avesnes e Hocroy; più indietro ancora, perchè punto debole ed esposto agli attacchi: Guise, la Fère, Laon, Soissons; .sulla l\'losa: G·ivet, Mézieres, Sedan. Una siffatta disposizione a scacchiere non è però più conveniente. nelle condizioni presenti della guerra. Si è perciò pensato cli raggruppare la fortezze elci nord in guisa da creare sti quel la frontiera come un vasto campo trincerato che non si_ possa nè investire nè bombardare, abbandonando le altn~ piazze. S1 formeranno così quattro gruppi : Dunkerque, LiJla, ValencieÙn<1s e Maubeuge . La difesa ravvicinata della piazza riceve un grande appoggio del sistema .d'innoudazione che permeuouo i corsi d'acqua ed i canali della regione:. tuttavia non si deve contare che con riserva sulla loro effic~cia per la difesa degli intervalli tra queste fortezze. E tra la Scelda e la l\fosa, e soprattutto Lra la Schelda e la Sambra, che si trovano i punti d'attacco pericolosi. Le due linee ferroviarie. Charleroi- Manbeuge-Saiot Quintin, Charleroi-Chimay- Hirsar-Lam indicano le direttrici principali dell'invasione. · · La difega trova il suo fro nte di schieramento naturale contro questi attacchi sul fronte Méziores-Valenciennes, con posizione di radunata sull'altipiano di Saint- Quintio, con alle spalle l'importante posizione strategica formata dal nodo ferì"oviario di Crei!. L'autore s'arresta qui negli studi strategici che sono raccolti nel 1° fascicolo. Ci riserviamo di dare ai nostri lettori un sunto dei fa-

scicoli che saranno successivamente pubblicati.

LIBRI E PERIODICI

1'.l,~n u,ile teorico-111·,itico del serv·i ~io ,Jetle sussisten~e ,nilihn·i nei 11resi,lii te,•rito,•iali e 111·esso l'ese,·cito ,11iobilit<ito, compil ato da CASANOVA cav.CARLO-

capo del personale degl'impiegatì civil i-contabili. Roma, t ipografia Voghera, 1878.

AL BER'l'O

Nel compilare questo libro l'autore ebbe_ ~o ~c-0po. di riunire cd ordinare in un wl compendio tutte le cognmom tcol'Jco-prat1che c~ncerncÒ.ti l'importante e speciale servizio delle .s~1ssistenr.e per l'eserc1to, ed aiutato dalla sua lunga esperienza con d1hgente favor?: pervenne a colmare una lacuna nel cMnpo dell'amministrazione rn 1/1tare'. fo rnendo in pari tempo una buona guida a coloro che, per l 1ntoll1~ente disimpegno delle loro at.tribuzioni e pel miglioramento della loro carnera, debbono occn parsi estesamente cli tale materia. . . . · Il ilfamwle è diviso in tre parLi distribuite in van .caprt?l'. , o.gm.lllo dei quali comprende più argomenti, indicati con nspettm titoli e svolti adeguatamente alla loro importanza. . . Partencl~ dai criteri intorno al vitto do\ soldato, basati ~opra stu'.it sperimenta li e scientifi ci, e cli!nostratr~ le varie comp?siz,i~n.' c~e~l: al.~menti che debbono comporlo, l'autore procede ad un analisi delle qn<1lità delle rlerrate, del loro uso, delle trasformazioni eh~ occorre fari~ subire, indicando le più importanti piaize pei co.n11~erc~ d.1 ~lcun~ d'. esse, le provenienze estere, la quantità delle produz1om naz10nali . Q111nd1 specifica i caratteri distintivi dei sing~li ge~el'J per dar no1:m,: .a. s~pern() discernere la bontit, insegnancl.o 1. modi yer pote:ne fa~e le p1~." ~ viste, le cautele per ben conservarli, 1 mezzi per trarne il mag<>101. utile possibile. Tali nozioni per altro non sono acc?nnat~ com.e generalità, · ma bensì esposte con tutti i più interessanti part1colan, a fine


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LI BRI

di precisare metodi sicuri ed uniformi per le operazioni necessarie a poter preparare e somministrare le sosl.anze nutritive. Una serie di articoli sull'alimentazione dei quadrupedi, sul personale del servizio dei viveri e dei foraggi , varie notizie sui locali occorrenti, sugli utensili, le norme indispensabili per ben distribuire e dirigere il lavoro; cioè tutto crnanto riflette il servizio delle sussistenze in . tempo di pace è ordinai.amente ed in modo compleJo trattato nella prima parte del libro. Ciò che riguarda lo stesso servizio in guerra è svolto nella seconda , ed ogn uno che non ignori le urgenze, le casualità e gli ostacoli che sorgono da nn momento all'altro in una campagna, potrà senz'altro valutare l'i_rnporta~za di questa parte. l'esperienza ha pur troppo di~osl~ato l'msnffi c~enza dei mezzi improvvisati, i deplorevoli inconvement1 che ne dcnvano per vettovagliare i corpi di truppe sul teatro delle ostilità . .\"on è q1rindi mai abbastanza incnkal.a la necessità di attendere nel periodo di pace allo studio delle regole e degli espedienti che valgono ad assic{trare l'esecuzione di un sì arduo còmpito, giacchè senza esagerare può ben dirsi co!l'autore, che talvolta assai di pende l'esito più o meno favorevo le delle operazioni di un esercito dall'avere bene eseguito il servizio delle sussistenze ed il vettovaofo1mento in tutti . . . . o 1 punti m cm occorre. Senza entrare nelle particolarità, che richiederebbero un'es posizione troppo diffusa, basta notare che nei cap itoli riflettenti le somministrazioni di ciò che è necessario al mantenimento clcll1~ truppe in campagna sono date precis<~·istruzioni sull'impianto ed uso dei forni, sulla riduzione e distribuzione elci generi, sul personale e carrecroio delle 0 sezioni di sussistenze, sui parchi dei vi veri di riserva; trae: clo occasione da ogni opportunità per ben designare le attribuzioni e i doveri delle persone destinate al disim pegno dei singoli, servizi . Infine come corollario al servizio di guerra sono riunite in un capitolo alcune indicazioni 'sni vari quartieri generali, circa il personale contabile ass~gnato ai ~ne~lesimi ed alle di rezioni e sezioni di esse, e le quantità d1 generi eh nscrva per un'esercito composto di 3 corpi d'armala da ~ divisioni ciascuno . · . La ~erza parte in ultimo com prende un riassunto delle principali d1spos1z10ni amministrative che riflettono la spccia lit.ii del servizio delle s~s:;istenze. . _Dn~ quantità di nozioni che spiegano in modo pratico le ragioni scientifi che dei fatti più comuni che si osservano nella vita' domestica rnolti particolari statistici che interessano la generalità rendono quest;

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Manuale utile, non solamente alle persone che debbono disimpegnare·

il servizio di cui in particolar modo ivi si trau.a, ma ben anco a tutti gli ufficiali, che non debbono ignorare le più importanti cose relative al vitto degli uomini affidati al loro comando.

Corso ,li legislti:tfone udlit11re, per gli allievi della .

scuola militare, compilato secondo il programma ministeriale dal capitano Lurnr FRESCURA e dal tenente ARMAN, E'l'l'ORE, incaricati di detto insegnamento presso la scuola stessa. Roma, tipografia Carlo Voghera, 1878. Per intendere come la necessità sia la vera cagione delle leggi, che in forza dell'ordine naturale i supremi princi pji della legislazione sono .fi ssi cd inunuta bili, e che soltanto per effetto delle social i esigenze, proilottc dalle innovazioni generate dal tempo e dal progresso, si modifica l'azione del potere direttivo, però sempre secondo una regola costante, occorre anzitut.t,o avere un'idea di ciò che è la scienza della cosa pubblica . Per .agire poi secondo i dettami della giustizia e col lo scopo della comune utilitù è indispensa bile conoscere fino a quali limi ti si possa estendere quella concatennziouc di diritti e doveri, su cui si basa pure la facoltà del comando o l'obbligazione dell'obbedienza, . cioè , la essenza deJla disciplina. Ecco dunque il rapporto fondam entale tra la legislazione in genere e quella mi lit(lrè, che ne è un ramo speciale, ed ecco in questo intimo legame la ragione della convenienza di far precedere in un corso didattico le principali nozioni del diritto all'esposizione delle leggi militari. Infatti se t(lli nozion i sono di somma utilità per chiunque voglia avere una guida nella pratica della vita sociale, diventano ind ispensabili per colorn che insiguiti del grado di ufficiale debbono nell'esercizio delle loro attribuzioni es:;ere in continue reiazioni colle autorità civili, e che come elettori partecipano alla vita politica ed hanno il sacro dovere cli difendere la società cui appartengono e le patrie istituzioni . Con ·siffatti intendimenti fu compilato il libro di cui qu i si ragiona,_ il quale perciò fu giustamente diviso in due parti distinte.


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Che cosa s'intende per Stato; quale sia la neces!}itil del suo ordina:meuto; quali le funzioni proprie al suo organismo; come debba esistere un potere illuminato e pre\;alento per tutelare i diritti comuni; i limiti tra il principio di autorità e quello di libertà; donde nasce la giustizia della pena e di ogni temporanea limit.azione delle sociali guarentie nell'interesse ,del bene universale; come si di:;tinguono le forme di governo, i poteri, le regie prerogative, lo statuto, lo Camere; tutto insomma quanto vi è d' importante nella cost.ituzione politica degli stati è riassunto nella prima parte dell' opera coH chiarezza e ·logica distribuzione. Nè meno esattamente ivi pure è esposto in che ,consiste l'ordinamento amministrativo sia centrale che della provincia e del com une, non trascurando ciò che poteva dare una adegua ta conoscenza cleJ!'amministrazione della giustizia, e precisando le relazioni che possono aver luogo fra le autorità militari e le civili . La riunione delle leggi che stabiliscono l' equilibrio dei diritti e degli obblighi dei ciuad ini fra loro, costituisce il diritto civile. il quale segna il vero grado d'incivili mento di un popolo cd è perciò perfettibile, cioè soggetto a modificazione a seconda del min-liorarnento 0 cui tende l'umanità. · Riesce qui n(Ji assai utile la hreve istoria che se ne fa nell'opera di cui si tratta, poichè dimostra come il nostro Codice segni un vero progresso nel campo della sciema e deila liberti1. · N?n ~?•10. importanti cd uti li, stante l'attinenza clrn hanno cogli studi m1 htar1, sono certe cùgnizioni di diritto internazionale per chi si dedica alla c~ni~r~ delle armi, e che nou deve ignorare i principii su cui si fonda ti dlf'ltto della auerra , c1uel lo dei llelli on-eranti , le leo-"i c)O che l:J regolano frà le nazioni civili, i mezzi leciti coi quali si possa combattere, conci liando più che sia possibile il trionfo della forza col sentimento dell'umani tà. Con questo criterio vennero riassunte in fin e della parte prima le teorie che rfoterminano i rapporti degli stati fra loro e dei cittadini di una nazione con gli stranieri. . N~lla secor~rla_ parte, che come è agevole a supporsi ha le magg1?n proporz1on1, sono raccolte le leggi militari, cioè quella del reclu tamento, la legge sull'a vanzamento, l'altra sullo stato deo-li ufficiai'., s1_1lle giubi lazioni, sulla riforma dei sottufficiali e soldati\ quella snll ordmarncnto dell'esercito. In ultimo si accennano a ()'randi tratti gli. , ordini militari in Germania, tipo del!' organizzazi~w mi litare odierna delle potenze europee, oon che quelli della l•rancia e del_ l'Austria-Ungheria. V

Ad nna rapicfo esposizione dei principii che informano le leggi penali comuni segue nn sunto del Codice penale mi litarn. Essendo questo libro esclusivamente compilato per uso degli allievi della scuola militare, si comprende come le speciali ragioni diµauiche abbiano dòvuto predominare su quelle della importanza delle materie in esso trattata, e quanta sia stata la diffieol tà per condensare un sì gran corredo di utili cognizioni entro lirriiti assài ristreui . Una esperienza cli lunghi anni nel l'insegnamento può solt~nto conferire la si- curezza nelJa scelta degli argomenti più utili a conoscrm,i e più adatti ad esser trattati in un lavoro, nel quale deve compendiarsi· la scienza in modo elementa re. Tale qualità i signori Frescura cd Arman hanno dimostrato di possederla in grado_elevato non solo, ma congiLrnta ad un sintesi ordinativa e ad una fo rma cui non manca proprietà e chiarezza. Per questi pregi, come per la natura stessa del soggetto, il libro da essi composto tornerebbe utile a tutti gli ufficiali, i quali desiderassero avere in un solo compencli0 tutto ciò che concerne la legislazione militare colle fondamenta li ragioni di essa,

Plt11:vio

fTege~'i t> R e ,iatoJ Ctun:,1enilio di .,n· te i-ni-

Traduzione con proemio e an·notazioni di TE'I'reviso, tipografia di G. Nardi , 1878, pag. 140 prezzo L . 2,

l ·itti~·e, -

MISTOCLE l\'1ARIOTTI. -

Quando si parla di milizie romane si abbraccia un periodo di pitì. che dieci secoli, quanti ne corsero dal primitivo ordinamento della legione sino alla sua completa dissoluzione. L'epoca di questa dissoluzione si può fissare a Cost.antino, il quale col trasportare la sede dell 'impero da Roma a Bizanzio, diede una nnova forma al governo e cambiò per conseguenza anche gli ordinamenti militari, che~ erano strettamente legati con quelli civili. Dire delle snccessive trasformazioni che subirono in così lungo periodo di tempo le istituiioni mi litari , sarebbe non fa cile impresa ed opera cli non piccola mole; imperocchè non fu vvi mai popolo al mondo che, al pari d1:ll romano, cercasse sempre di migliorare i suoi ordinamenti, specialmente mi litari , studiando quelli non solo dei popoli vicini ed amici, ma rlcgli stessi nemici e d.ei vinti, e prendendo iì buono ovunque si'trovava . Roma fu una potenza progressiva ·per eccellenza, che seppe trasformarsi a seeonda d:li tempi, cedendo sempre, come· si direbbe oggi, alle esigenze del la pubbl ica opinione; e


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E PERIODICI

L IBRI.

la sua storia militare è talmente connessa colla sua storia politica, che questa non potrebbe separarsi da quella, ed una non potrebbe intendersi .senza dell'altra. Un popolo eminentemente guerriero, che delle armi faceva la sua abituale occupazione, dovette avere in tutti i tempi scrittori di cose mili tari; ma i loro scritti andarono quasi tutti perduti, e di alcuni autori non ci è pervenut.o che il nome, come di Porcio Catone, Cincio Alimento, Cornelio Celso, Emilio Macro, Arrio Menandro ecc. Tuttavia il frammento ,della storia universale cli Polibio ed i commentarii cli Giulio Cesare sulle guerre galliclic e civili (i due scrittori più competenti che ci rimangano in questa materia) e le notizi·e che troviamo sparse negli altri scrittori latini e greci, bastano a darci un'idea , .se non perfetta, sufficientementè esatta degli ordinamenti militari dei Romani nelle epoche migliori della loro storia . L 'arte militare antica, che avea guidate le vittoriose ac1uile latine fino agl i ultimi confini del mondo allora conosciuto, era intieramente decaduta; gli eserciti, composti di mercenari e di barbari , erano in piena dissoluzione; lo stesso impero occidentale era giunto all'ultim'ora della sua ruin~, quando Flavio Vegezio Renato compilò la sua Ep·itome rei 1nilitaris, cli cui oggi i I Mariotti · ci ha data una nuova, dal punto cli' vista militare, eccellente traduzione. Per formarsi un idea a quale misera ·Condizione fossero ridotti gli eserciti , all'epoca in cui Vegezio scriveva il .suo compendio, basta consultare le leggi emanate dagli imperatori G-raziano, Valentiniano II, Teodosio, Arcadio ed Onorio, contro i disertori e i loro ricettatori, i replicati ed inutili indull.i accordati agli uni ed agli -altri, e le pene severissime, atroci , comminate per reprimere questo reato che aveva assunte proporzioni estesissime ('1). Citeremo una sola legge promulgata da Ravenna il 3 ottobre dell'anno ,1,03, colla quale gli imperatori Arcadio, Teodosio ed Onorio, parificando i d~sertori ai pubblici ladroni, davano facol tà a chiuque cli ucciderli, nell'interesse della pubblica tranquillità (2.) . Yegezio, che si crede ricoprisse un grado eminente nella milizia, e che avea sotto gli occhi gli scritti cli tanti uomini competenti, dai più bei 1tempi della repubbl ic~ fino a quelli della decadenza dell'impero, avrebbe · .potuto lasciarci un completo e prezioso trattato di arte militare; ma disgraziatamente egli non fece che compendiare alcuni brani dei commeu-

-·- - - (i) V . il codice ·r eodosiano Iill. VII tit . XVIII. -

De desertoribus et occultatoribu,

,eorum. (2) Questa legge t,·ovas1 anche ne l codice Gius tinianeo, lib . Ili. tit. XXVII leg. 2.

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tari di Catone e degl'imperatori Augusto, Traiano e Adria~o, co~fondendo tutte le epoche e l'arte militare antica con q~ella d_e' ~u?1 tempi, che n~n può certamente formare oggetto di utili stud1. Q~und1 11 _suo com pendio non potrebbe essere consultato che corr molt.a . c1rcospeziooe, e sottop.onendolo ad una severissima critica. Questa è l'opinione della maggw~ parte degli studiosi delle cose militari romane, da Giusto Li psio fino a1 più moderni ( 1). . . . . . . r . Ora il Mariotti alle tre traduz10rn 1tahane che abbiamo del \ egez10, ha voluto aggiun~ernc una quarta per rendere più agevole ai suoi compaoni d'armi lo studio di quest'autore. · Qualuncrue sia la nostra opinione sul valore i_otrin.seco d~JJ'opera, pregiata del resto dal Machiavelli e dal Mo~tesq111eu .nc~ooscmmo c~e merita tmcomio il ricordare gli studi e la sapienza cl.egli avi. Il traduttore oi è cleono c]ecrli elocri più sinceri pel grande amore posto nella traduP o o o · · 111 zione, pel succoso proemio· che la precede, per le annotazwm ? e a seguono, pel pensiero dominante di richiamare a :ita nell:esercrt? lo studio troppo negletto dei classici e di trasportare, ~cl .altri tempi , _ad altre ·forme, ad altre discipline. Di tutte le tracluz1om del . Ve~~z,o'. quella del Mariotti potrà essere letta con maggior profitt? da, m1htan perchè meglio e più chiaramente riproduce nella n_ostra lingua le !orme ed i concetti puramente tecnici, che non erano stati esattamente mterpretati dai precedenti traduttori . 1

.Racconti n d litm•i di CESARE QUARENGHI, tenente nell'l l

0

fanteria. Roma, t ipogr afia editrice romana, 1878. In un libro di piccola mole il sig. Quarenghi ha voluto dare un saggio di quella lunga e gloriosa storia cli abnegazion.e, di . perseveranza, di eroici sag1·ifici, che nei più infausti avvenimenli ~ese celebre la disciplina ed il generoso entusiasmo del nostro esercito. (l) JusT. LtPs. J>e ml liti a r omana lib. J, d ia!. II. - Polybi11s ,mus ~upe·rest_ eor11m ,qui de veteri militta scripseru,nt. Nani Ve getius quidem nU habet meri._ ac su,..et su~ pe,··loris aevi instituta aut mo·r es miscet ac· conf'undit. - Dei pi ù recenti vedi gh stud." s ulla cas trametazione dei Tlomaoi, del capit,tno MASQUKT.F.Z, b11lhotecarw alla scuo.Ia militare d i Saint-Cvr ir,serti nello Spectateur mi lit.afre da l mesa dt febra10 1863 ali apn le 1rn4, - L.uunn; ~e la milice romaine depuis la fonda tton de Rornej11squ'a, Costanti.i, Paris 1870. - CAnc,N r. Dei r eati, delle pene e dei giw;liz i milita1•t presso i Romani, Mi-

lano, 1874.


LlflR I

La fonte principale donde egli Lrasse gli argomenti è quel triste periodo del brigantaggio , il cui ricordo so addolora pensando alla na1ura della lott,'1 impegnata,·i Hd al consumo di tanto valore o di tanto degne esistenze, d'altra parle giova a dar rnmpra ai caratteri cli coloro, c:he non Hbbcro a C'ombauore quelle sventure, educandoli cogli esempi del peritolo (l delle virtù a sa pere resistere acl e::;so quando ;;i preseuti. Come vede3i lo scopo dell'operetta non polrcbbe essere più elevato , cd 01111i racconto racchiude un episodio od un'nzionc predomiv n:mte da ammirare, narratn o descritta con brevità o senza pomposi ornamonLi, per modo che pÒssa facilmc11Lc intendersi e ritener;;i . Non sono r:wole rivestito da u nn viva fantasia, ma fa tti ,veri ben noti nelle tradizioni di vari corpi, nomi 110n sempre immaginari , ma rivendicati dal l'oblio e meritevoli cli rnon1oria, raccolti dall':ni toro per additarli alla cittadina riconoscenz.i . For~e la soverchia sctnplicità della forma potrebbe a taluno parere i11 quu lche tratto alrp1anto arida, forse la sceltn dei soggetti è un po' 1roppo uniforme, e qualcuno dei racconti soverchiamente conciso; ma sapendo che qnesto opnscolo fu scritto poi soldati, che vi si volle adoperare il linguaggio ad 1'ssi più familiare, tali mende diverranno lievi, e sarà riconosciuta la sua utilità come libro cli lettura nell e scuole reggimentali .

Le c o utli~io••i •nilittH·i ,lell'Lt11lit1 nell'tnu,o 1878. - Publicazione del giornale La Nazione. Firenze, tipo-

grafia dei Successori Le Monni er, 1878. L'argomento cli questo interessante opuscolo fu ispiralo da una Relazione sull'attuale stalo militare dell'Italia, pubblicata nel più recente volume cli 11n pregovole Jnvoro che ogni anno esce alln luce io Berlino col titolo Jahresberichte ùber die Vel'iindemngen w1d Fortschritte

im ,ffilitairwescn . .Xci far conoscere ai letLori italiani i giudizi sulle nostro cose militari contenuti in quella stimata pubblicn1.ione tedesca, l'anonimo autore non solo si propone cli colmare lo lacune che in essa scopre, ma ben nnco di esaminare <·on severa od imparziale critica il sistema dell'amministrazione della guenu in quesli ultimi anni. E perciò risalcudo qualchP tempo addietro con rapida analisi confronta la situazione po-

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litica, economica e militare in Italia uel 11870 con quella al ·18 agosto 1876, facendone risultare le diversità, descrivrndone le fasi, rno;;Lrando i biso"ni delle nostre condizioni militari, i limiti assegnati all'opera riordi~atricc dalle strettezr.e della finanza, e quindi gli o;;tatoli da superare, la necessità di ricorrere ad espedienti occasion~li per pot~r com~ picrn griulatamcnto quello riforme, elio al certo con più a~!egmtt1 moz~1 avrebbero potuto auuar:;i in minor tempo e con maggior vantaggio dell'esercito e dol paese. Iu questa b1·eve storia vedesi l'cdelrnonte riprodotta la verità clei fatti che ru talvolta ofTuscata dallo spirito di parte, cd opportunam ente rammentata l' irnperiositil dagli ovenli che imposero nrgenti rimedi per le no~tre non favorevoli condizioni militari , nel mom ento in cui dalle rive del Pruth lo ,spettro cli una generale con nagrazionc 1Hirrncciava tutta l' Europa. Ma lasciata da parte le gencrolilà, l'alltorc volge più specialmcute il suo esame alle più importanti lrggi ed ai provvedimenti emanati per completare il nostl'O sistema militare dall'amminislrazione (!ella guerra inaugurata il ,18 marzo 1876, della quale giurlica gli atti in rapporto alle supreme ragioni a c11i s'inspirarono, alle loro modalità ed ai corrisponclcuti elìetti, non ;;enza logica avvedutezza e !'rauca paro!~ . . Per ben dimo:;lrare il ,mo a:;;;unto egli non n·ascura la stat1st1ca, donde L1'ao dati i11 tnressanti, nll osempi str,rnieri per istituir'Oconl'routi, tanto giusti, qua1110 iu<lispem;abili al101·chè si tralla di ordini militari, il cui reale valore non può Yalutarsi, se non relativamente a quello di oltri eserciti . E cli tal gencrn è appunto il parallelo che fa Lra le condizioni militari della Fra11cia, In rruale tra gl i Stati d'Enropa ha la massima spesa pel bilancio della 1merr:1, quelle dell'.\ustria-Unglwria che ne ha la minima, colle noslre a1J corn cl cftcienti; pan1llelo ('he insegna come la ~aranzia della prosperità avvenire della uo::;t.ra finanza non sia ripostn 1101 ri5parmio di alcuni milioni sul bilanc10 della guerra . Tutte le questioni piì1 importanti che si agitarono iu questi ulti~i tempi, qnale ad esempio quello sull(I milizia territoriale tuttora bisognevole cli orcli namenLo cd arn1ame11to, sulla istrnzione delle s~con d~ c.a1cgorie, sulla circoscrizione militare territoriale, sui provved1menlt per le arm·i a cavallo, sulla situazione dell'armamento, sulle opere di difesa dello Stato, la rruestione dell'avanzamento, ecc., sono anal_ir.!.at~ e studiaui a fondo, mentre in pari tompo si 0ombatlono lo oppos1z1om ·che vi si sollevarono contro. Un ponderato giudizio sulla pubblicazione di cui trattiamo basta a 1

ANNO xx,11, VOL. IV.

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LIBRI

convrncere che l'autore di essa, il rprnlc si chiarisce più che familiare colla leueratm·a militar<', ha saputo non solo scegliere un argomento ciel massimo interesse, ma atlingere a fonti sicure gli clementi ncce;;sari al suo lavoro, o trattnrlo con ordinn o chiarezza, con criteri equi e razionali , a solo scopo ciel bono dell' csorcilu o con vero spirito di patriottismo.

Des reconnaissnnces lnctiques ,,.,, 11oint tle ·u11,e pr,itaque ti l'us,iue ,les of"/icie,•s tle tt•,111,pe par le capitaine A. S1>mYSTERS. - Bruxelles et Paris, Duhent et Dumaine, ì878. Pag. 348. È stata 1_mbblicata nna nuov::i crlizione di questo lavoro del capitano Smeysl.«'rs, che .ebbe già, fino dal .J 875, le Jodi e gli incoraggiamenti della stampa militare. Stud'Ìa?'tJ ,i[ terreno da.l punho rl!i 1Yista <lei b'isogni della gne·rra: questo è il problema che lo scrittore belga si ern proposto di ri:;olvere. Il concello del lavoro uon era nuovo; richiedeva non pertanto larghe e differenti cognizioni, per i molti progressi fatti dall'arte militare in questi ulLimi trent'anni. L'autore ha perciò com;nltato graude numero di scrittori di cose militari, raccolti e classificati gli ill~cgnameuti delle guerre combattute, formulate o rnggruppato per soggcllo le più importanti deduzioni. Si può dire che egli sia riuscito nel còm pi to propostosi . Lo stll(lio o l'csplornzioue d'un certo tratto tli terreno costituisce , dice lo Srmysters, ciò che si chiama 1·icognfaione; e ,:e quesla operazione ò fatta con scopo militar<' , la ricognizionr è eletta militare. F.ssa è il preludio di qualsiasi operazione di guerra, per piccola clLe sia. Le buoua esecuzione d'una ricognizione, come quella di un' operazione militare qualunque, la chiareu::i del rapporto che ne è la conseguenza, derivano dal capo che la prescrive. Così es,o non dovrà, ad esempio, ordinare semplicerneutc di riconoscere un corso e.l'acqua, percbè un ordine siffauo ~arebbe 11011 solamente ineseguibile, ma ancora privo di significato. Per conseguenza, per dare un caratLcre pra-

l': PERIOi:>ICI 9H tico al mandato dell'ufficiale incaricato della ricognizione, un signi_fic.'l~o reale, dov~.ì rir~et~re all'interessato, non vorbalmenle ma per 1scntto '. lo sue 1str~z1om , le notizie speciali delle quali potrel>be avere hrsogno e part1colnrme11te l'oggetto. lo scopo della nii~sione che dovrù co,u pi ere. Qualsiasi ricogn izi_oue esige 1111 rappono scritto. Il pensiero costante che ~eve gu,d::ire r uflic-iale durant(• la sua compilazione i• questo: che il rapporto è sc1··itto per essere letto; lo stile dev'essere d~mrue clti~ro, seinp liw e p~·eciso e null:i vi dev'essere esagerato o 1 <l_ rnmu 1to d_'.mporLa11za. Coln1 che lo scriverù dovrà distinguere prec,samontl' c,o cl~e ha__ uotalo da w, da ciò clre sa per iuformaziolli. Ot~ran~e la r1c?g111z1one, l'ntnciale incari<'nto dovrit prendere app~rntr sui qnal, s1 doVl'ù compilnrù il rap porto. fo sifl'a ua guisa nulla sluggo al la mente ; Lrrtto è pi1'1 geucrn lrneutn vero e la memoria aiut~l<l,.. nou è costretta a fare uno sforz.o per mettere assieme il ricordo dr c,_o eh,! si è Yisto. Evitare pun: le cose oziose e inutili: quello che _•m por~a di_ sap_oro :;~no lo it11'ormazio11i che rispondono in modo preciso agiI ord m1 r1 cov11t1.

. L'.auto,_·c:· p1:emcssn queste cou:;idorazioni generali, distingue tre specitJ d, rrcogn1zt0m:

. . ·1° _te ricognizio·n-i a,nnat,i, che hanno per iscopo il iorreno 1n-1 prn_ paltic:ol~rrnento il nemico, la ~111\ forza , la posi1.iono cito occupa' ed\

suoi progeu,;

2° /,e riwgn,i:sio11,i gene1·ali, falle in tempo di pac.;e· ·. :3° Ui t'icogniziori-i speC'iabi, destinate a fo ro conosc,:re la topogra~i~ del paese, _i mezzi che pw) offrire{ all '11ttac00 cd alla difesa, la pos1z1011e rlel ucm 1co, I<' sue fc!rze sopra ogni pnnto.

. I~diperrdcnti da queste ricognizioni , appena ricordate, Je operazr~m ~c~ondar'.e de~la guerra no esigono, a loro volta, nn i;ran numc~o. :;~1 pa rt1cola1:1 u.el. terreno ,id alle <JHlll i, si dà il nome cli 1·ico-·· ynizwni,, tattiche. - Souo di ta le specie le l'iroun izioui (]' un staccato r1·1 ·11 · " po:;Lo , , _un v1 aggio, d'un ponte. d'un guado, d'un bosw <'CC. 1 . esecu~r~ne. di queste ricogni1.ioni essendo il còmpito aiornaliero deoh ufficia' i, dt tr u p. p,1, , e· e1·1 esse specialrnento · t> 0 che s' interessa lo scritluro belga. ~I capilauo SmeysLcrs, studiai.'\ l'importanza delle vie di comunicaz10ne sotto I·1 doppio · aspetto com merci a le o mi li tare , cd indicato il modo di d P'.'occ e_rc a 11a ricognizione dello strade ordinarie , delle vie ferrate, dei corsi d'acqua , dei 1·usceHi , esa mina ciò che s'intende per sistema orografico d'una zona di terreno, ne studia minutamente 7·


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f.lRRI

le _parti accennando specialmente a quei particolari che, per la loro importnn1a , hanno sj1Cciale interw;se mi li tare. Co$Ì r.ro;eguendo nel suo lavoro parla <lelle va lli , del le pianure, delle strette, dei ponti, dei guadi, rlei teneni maremmosi, elci boschi, dei vi llaggi e del!P. posizioni rnilitnri . Chiude i I suo lavor·o ru1 ultimo cnpitolo co11sacrato alla statistica, la quale si lega intimarnente a Ila r icogr11i.z·i,one della locaiit/1 o delle zone cli tel'reno c;he !(~ trup pe debbono occupare. - Popolazione· - riso1·se in viveri - in alloggiamenti - in mezzi di t1\1sporto, ecco i pri ncipal i dati statistici che debbono, unitamente ad altro inform.1zioni, rare parte d'uua ricognizione ben condotta . Raccomamlia1no qu esto libro specialrnen tr~agli ufficia li di cavalleria, ai qn~li le nuove esigenze rlella gnc1·ra moderna imporranno di frequente operazioni speciali cl10 doYranno essere precedute da ricognizioni pa rt.icolari. 1

L',nuaét! 1:tiUittti,·e. - Rivista annuale de i fatti r rlativi a ll'Clsercito francese a:d a quelli stranieri . - Primo anno 1877. P.arigi, Be:ger- L evrault, 1878, pag. 542, prezzo L . 4 .

Con q1rnsto titolo è apparsa in Ji'raucia una nuova pubb!i cazioue statistico-storica, compi lata ad imitazione di 0iò che si fa annualmente in altri rami éli .scienza coli' flnnée l11i<it01·,iqiw, polritiqiie, ecc. Oggidì soprattutto 0hc la conosce117,a clelie più importanti que:stioni militari è divenuto un tlovere per iJ maggior· numero di eittadini, 1rn libro il cpialc, al termine rii ogni anno, passi in rivistn ciò che nel campo mi litare s·i /; fatto, accennando cosi ai progressi dell'arte militare, di venta non solo un libro utile, ma ancora nc~cessario, inquantochè non n tutti è concesso tenere dietro, giorno per· giorno, ai [Jrohlem i mi litari che si stanno risolvendo ccl a qnr.ll i che si vanno rorrnulando. 1 compi latori dell 'Année mibitaire si sono per l'appunto propogti dì. riempiere un,1 siff(ltta lacuna nella letteratura militare francese e di dare al loro esercito un .Jahresb&r1,chte ::irl nso cli quello che pubblica il colonnello Lobel l a Berlino . Per farlo,· era necessario, dapprima, raggruppare in memorie i '[H'incipii generali sui quali si fonda

E PERIOU!CI

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l'ordinamento militnre degl i Stati mi!itarmentc e politicamr~nte più importanti; poi a guisa di appendice, cçmpletare tinnua lmente Je uozioui ~i organamento giil raccolt.c, cd accennare allr~ innovazioni avve1rnt11 · qua e lii nei difl'erenli rnmi dell'arte militare. A noi pare che i compilatori dell'.-!nnée mi/i,taù·e abbiano in ciò raggiunto lo scopo, raccoglicwlo in questo primo volume le basi or- · ganiC'he rlella potcmza mi !itare degli StaLi, e dividcHdo il lavoro in quattro parti priucipa!i . ,fa Parte. - Mod.ifi cazioni avvenute nel torso dell'anuo uella tatLica, nell'orgauim17.ione o nell'a1·nhrnw11to delle trnppc~ fnrncesi; ,:!a ParLe . Negl i eserciti s!ranicri ; "Ja Part.e. - Sommario storico dclln p:uerre o ~.pcdi7,ioni ,wvcnutc ucl l'n11no; ,1.u Parte. - .nac('(litn elci documc11 ti mi li tar-i france:' i più irnport:rn t1 clcll'a1rno, come promozioni, (Jlladri d'avanzamento, necrologie, , memoriale politico- militare. J,'Année m1ilùaire è 1111 lavoro cornJ11endevolc :;ia per il pensiero d1e lo ha inspirato, co111c per fa luuga e pnic11t.e wrnpilnione. Non pertanto vi nbbiamo 110Latc (flHl e Ht alr.1rne pecche che Q1·ncliarno necessario di accorrnare. In un libro , iffauo, ~critt.o per l'nsercito l'nrncese, è uatura lc che quanto riflette quell'esercito rappreser~ti la maggiore e più importante pal'tP del lavoro; 111n il app uuto uel cnpitolo eseròto /1·a·ncese , d1c comprende la metil del. volùm e, che abbiamo notati alcuni nei . . [I c~pitolu :;ull'esercito l'raueti:;c si può dividere rn due grandi parti. :\ella pri ma è iu modo chiaro e coutpleto de;crit.ta l'organizzazione delle !'orm militari della Fnu1c:ia, organizzazionn stabilii.a dalle leggi che videro In luce dal ,1812 nl ! 875. Però, i 11Yccc di dare la si tu azione. dell'esercito fra ncese ncl i'nnno 1877, co11H' pancbJJe più · natura le, ~i dà invece qnclla che ri:mltcrii 1ruanclo g-li dfettivi portati 1Yiunti dalla. legge sui quadri ciel 11873 ~a ranno COJUJJ!etament.e 1'aovale ~o ' a dire solo nel concuto nnno . La (Jua! eostl fo sì, che nel volume sono date corne esisLenti nn iti1 organiche uou aucora create, come ii 2. 0 n~ggimento pòntonieri e grandP p,1rte delle ia cd 8" batterie del reggimento artiglieria tl i corpo. Ncilfa seconrla parte si tratta in modo particolare delle varie armi e servizi: · Nello -;volgimcnto dei diver.,i capitoli uo11 si ii però teuu to ·11è uua ~orma fissa, ne uno sviluppo sempre proporzionale all'importauza delI arma o del servizio di cui ½i parla . Così, rnentresi discorre minutamente 1

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E PERIODICI

l.181.1.[

della fanteria e dei suoi nuovi regolamenti , si sorvola quasi sui capitoli risguarclanti l'artiglieria e la cavalleria, lasciando qua e là qualche lacuna. Nel ca pirolo sull'artiglieria ad esempio non si fa cenno del nuovo cannoM d'acciaio di 95 millim., sisten:w l.ahi toll e, che rure è già in rlistribnzione. - L'effe ttivo di gnerra del reggimento fanteria, che nel ca pitolo trattante l'organizzazione dell'esercito attivo è fi ssato a ~000 uomini, nel capitolo che tratta della fanteria P- elevato fiuo a 5000 uomini, senza dichiarare esplicitamente se si intende comprendervi anche il deposito . - Finalmente, mentre si trova tutto a lodare nel capi tolo della fanteria, in quello dèl la cavalleria tutto si biasimn: modo di confez ionare le uniformi, scuole reggimentali e volonw riato ili un anno. Alcune inesattezze si osservano pure nel capi tolo che tratta dell'Austria- Ungheria. - Così a pag. : n ,1, parlando del Tirolo- Vora lberg, il compilatore non distingue bene l::i landwelvr colla lanrlstwrm. La landsturm è una milizia affat.to distinta dal la /amdwehr, la qua le esiste in tutte e. tre le parti della monarchia, e si chiama landwehr cisleitanci nel!' Austria; hon1~ed nell'Ungheria e landemchiitzen nel Tirolo e nel Vora lberg. La landsturm, è obbligatoria fino al ,1,5° anno d'c~tà nel Ti rolo e 1ml Voralherg, per tntti gli individui atti a portare le arm i ed è organ izzala. In Ungheria, invece, è composta di .soli vo!ontari ed è regola w da apposita legge. Ln Austria déve comporsi anche di vo lontari, rna sinora non c~s.istr. legge che ue abbia fissato l'ordinamento. A pag. 275 , parlando dell'artiglieria austriaca, uoo si accenna eh" l'ordinatnnnto di pace cam.hia in tempo di guerra, perch.è i reggimenti N° /!, iS, 9, ·H e ,13 formano la V e VJ divisione di batterie così composte: V divisione, 2 batterie pesanti; VI di visione, 2 ba tterie :i cavallo. Gli nitri otto reggimenti formano in.vece la sola V divisione, composta di :\. batterie pesanti . La cavalleria della Jandwehr ungherese, contrarinment.e a quanto si asserisce a pag. 279, lw precisamente costitui ti i comandi di brigata e di rnggirnento nonchè lo scheletro di uno squadrooe (2 ufficiali , 32 uomini di bassn fo rza, '17 cavalli). ,1 . lnd ipendc11temcute da queste iuesatte1.ze evitabi li fo rse so ltanto da un ufficio regolnre di !'. tatistica e di informazioni , il lavoro merita di .essere encomiato 1~ consultato.

Mittl,eilu:ngen des .Bk . Hriegs-Arf'hivs. -

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(Pubbli-

cazioni delL'I. R. Archivz·o della guerra). Edite dalla direzione di quell'archivio col consenso dell'I. R. stato maggiore - Appendici de Il' Oesterrei Militar: Zeitschrzft. .

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La co ltiim dell'e.se.1·citv a'1.1striaco dalla giw1Ta dei :30 anni "fino al presente. G·. c,w. Rec11BEHGEH nr RECHKHON . - Le prime traccie ,d'un istituto d'educazione militare in Austria si collega no hl nome del celebre Wal lenstein. Questo guerriero isLi tuiv::i fino dal '1624 l'A ccademia di Friedlancl, per essel'vi istruiti giovani allievi dai 9 ai 17 anni , i quali doveano poi passare n.elJ'e5,ercito. Tnttavin solamente all'epoca cli ~Ia ria 'I'eresa, il govcl'no imperiale pensò ad istitu ti educativi C(Ìrrisponcl~ Li ai bisogni cl' un grt1nd e esercito, L'autore colla scorta dei docu menti autentici rintrnccia la storia di questi istil.ul.i e quelli fondali posteriormente e ne segue lo svo lgimenl.o fino ai tempi presenti, rlivicl endo il :mo lavoro in cinque epoche, limitate da alcuni grandi avvenimenti, i crrwli cbbcrn nna in flueurn notevole sullo stato intellettuale dell'esercito. Questi avvenimenl.i sono fo rivoluzione f'rances~, i faui del ,18,l,8- 49, l'introduzioue del servizio obbligatorio universa le ('18G8) e la crisi economica del 1873. Natu ra lmente il libro il quale è f~1lto con cura minuziosa ccl erudi t.a, ha maggiore interesse pçr i lettori dell'esercito austro-nnghercse, che per noi . Dagolie1·to conte di, Wnnnser - Schizzo biografico . G. nob . DE lANKo . - « Finchè 11vrò nn cavallo, un ga tto, od una briciola di pane non permetterò che mi si parli di re,;n » . Cosi scriveva lo sfortunato difensore di Mantova a]l'Alvinzy in sulla fine del ,1796. E tenHva la parola. Le privazioni soffene' dagli assedia ti , e la tenacità del Wurmser dimenticate dal la storia in rn eu o allo splendore dell'epopea napoleonica, che giusto allora cominciava a svolger:;i, meritano di tornare a galla e d'essere messe a riscontro con l'altro esempio di virtù mili tar·e, che ci diede ~1assena in Gl;)nova . La vita del \,Vurmser poi ha uno spceiale interesse perchò si collega con i grandi avvenimenti militari della sua epoca , e specialmente perché egli ebbe grau parte in gnerre che finora per lo più conosciamo *'olamente dal punto di vista degli scrittori fra ncesi. Delle relazion-i, -militari tra l' Aust1'ia e la Turchia, eu,ropea. Due Memorie scritte dai generali Nagy e Radetzki nel 1853 e 1856, 1


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LJl3Hl

E PER IODIC I

le quali oggi vedono. fa luce per la prima volta ed acquistano imporùJ.nza a causa degli avvenimenti politici, che :;tanno svolgendosi nell'Europa orientale. 01·so1.ca de fortifìcazfoni dctl',isola d-i 11d<.i - Ka lch - A. FmTz. Narrazione storica della parte, ch'ebbe questa for tezza nelle gu~n·c tra l'Austri.:i e l'impero Ottomano. . Ulm,a ed .,11i.~terlitz . M. Dr:: ANGELr. - Dopo Ulma le condiziMti dell'impero d'Austria erano assai gravi , bcuchè l' esercito rns~o veni:;s(} ad aiutarla, colla persuasione di recare Reco la vi ttQria. E vero che l'armonia nou regna va ,1ffauo Lf(l gli alleati , e clic gli Austriaci disprezzav.:ino i Russi per la loro ignorauza, e (ruesti quelli per le sfortnnntc viceude ucll' ultim o guerre ; tuttavia pareva che la preponderatva nt1merica rlovcs,;c per quc,;ta volta mettere a repentaglio le sorti napoleoniche. Vale la spe~a il seguire· l'autore nella rn innziosa narrazione:; delle mosse del l'esercito austro-russo , delle opinioni che si agitavaqo uellc menti degli uomini di Stato e di guen a dei rluc eserci ti ;:illenti, e del ln vicende diplomatiche chH con trahilanciavauo ie opernzioni militari. .\ fa per ciò bisogna ricorrere al libro citalo, che PC\' ia SII:,\ natura non può essere riporLato a brani, nè riassunto brcvemenle. Si può fare ecceuone solamente per accennare al la difesa delle operazion i del l'arcirluca Carlo, il qua le essendo in fo1lia, fu rimprov(};'ato da j[ualche ~crittore mili t11rn di uon avere schiacciato colla prepon<lcranza i.lcl nu1ncro il Ma rmon t, che gli stava contro, e poi, affrettando l;1 mnrcia su Vienn.:i, cli non essere arrivato a tempo alla. bri ttaglia rl'AnsLerlitz. Ma lgrado la stagione avanzata, malgrado le diflicolt.à, cl1e crea nirn ritirata cli 80,000 uomini a traverso le Al1Ji O·iulic, mal"'rado la viciurrnza ciel nemico, ccl• il bisogno di are) restarlo per mezzo di c:ombat.timenti, l'arcid11ca Cnrlo nrrivò da Cal dieeo a Kormond in 3/i giorni , dirnodochò, con ta urlo ·I O giorni di riposo, , i può caleolarn che, la sua marcia fosse iu media rli chi lo_mctri 25 e mezzo al g:iorno . E un bel mamare trn le Alp1l Tanto pegg10 se b dislocazione tl~gli eserciti ern tale, che per arrivnre da quella località, ovfl lo sorprti~e la notizia cklla battaglia (l'Austerlitz e del l'S ucce$sivo armisiizio, fino in Mornvia, erano necessarie ancora 31 giornate cli marcia. Non ù da incol pame l'attivilil Jcil'arcidnca Carlo . Non va nemmeno taciuto, che in base ai docnrnenti autentici sono da rigettarsi nel novero delle fa vole .storiche, tanto lo spezzarsi rlcgli aggh iacciati laghi di Satschau e di Menitz per l'impeto dei volpi ili cannone, quanto le enormi perdi te, cfw tali rotture hauuo causato all'esercito alleato nella giornata comp.:ile d' A.ust.crlitz. L11 relazione

della battaglia rnrlatta dal lo stato maggiore, constata che: « fol'tunatarnentc la superficie cli questi laghi cr:a così solidamente agghiacciata, che potè sopportare ~enza cedere una qnantilit di gente, e che solam ente dne uomini furono trovati morti, q\rn ndo i lar-hi disgelarono» La rettorica ne soffre, ma la fosca subli miLà della giornata di Ansterlitr non riceve noc11mento dal rnancark l'episodio dcli~ catas rofc dei laghi. Cainipagne del 16!)0-91-92 rle/1.' e;:;erc,ito cmstJriaco, contro ,;, Tur·di'i. M. nob . D'A;-{GEU - Furono com battute nella Sel'bia e nella Transilvariia, e pereiò la loro narraziorw può ispira rci interc~se.

/'i.i.,· ,.,.;,e Deutsche At•.uaee 1uul 1'.lnBerlino 1878, dispense dal maggio al settembre.

Jalu•f1iiclie1•

1•ine . -

Fo,rtezze eri esen:ito. - L'autore trac occasione tla nn nrticolo con- tenuto nel 2° foscicolo clell'appencliee al 1lfil:ita'ir-Woclum/Jlatt, per confermarne e meucrnc in evidenza alcune conclusioni. T.a vicinanz3 d'una fortezza rende i.rresol11to il comando dell'esercito, e ne vincola la con dotta. L'esercito di cnmpagna dovrà div(}nire tan to più intraprendente, quanto più si sente attrntto ucll'orhitn d'azione della fortezza, e perciò snrit meglio che ne eviti la vicinanza; esso è una forza attiva , e percl erit di valore es,-encl o co,trctto alla dif'esa passiva delle fortilìcazioni. Non ha$l3 il ritenere le• l'ortczzr :;irn ili ad ima ~finge, la quale divorava coh1i cl1 e no:u spieg1iva l' indovinello r:icchi u:-o in C$Sa; bisogna propriamente parngonnrlr. ad lrna trappola in cni rr.sta preso non solta nto colui, che addenta l'esrn nppesn all' uncino, nn1 riesce nociv.:i a tru etio che s'a vvicinn al letta to dall'o cl ore rlP.ll' osc,1. J.',impo1·tanza, sflraleg'iw dii, Par ig'i odierno ùi una, {!H&n'a cont;ro

Pa rigi anù J'in1porta nz:1, che s;:mhrn gl i ahhiano accordato i Fran cesi nel coHceuo difcHsivo del lor-o paese 1 Ta le è la donianda che si pouc l'autore di questo prezioso articolo, ii quale fu trai'louo in .molti pcriorlici rn ili tnri . Se quella c.iuà ebbe una.parte decisi ~.ar 1,clla gn~rra del i870 , uo11 /• rll'tto che debbo averla anche nelle guerre a,·vcuirP. . Sin pul'c che, nessuna capit.alè' è nrlle c.ondizioni di Parigi, che un cnrioso concorso di ci rcostnnzc ha nbitualo ad ideutiTicare col resto del la T<'l'ancia, in modo da confondere la pcnli tadiquesta, colla per(lita di quella. Ma la ca pi tale non eosti tuisce lù Stato, nè 13 la Germanio,. -

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LIBRI 106 rao'ione, nè la condizione della sua esistep.za, e la sua perdita non trinca il nerbo dellf: forze d'un popolo. Parigi nel 1870 adempiè al mandato ch'ebbe cruaodo fu fortificat.a. Diede tempo al paese di prepararsi alla riscossa; non fu colpa sua se gli elementi per questa riscossa non erano uè pronti, u~ agguerriti., Oggi il circuito clell,e sue fortificazioni è ampliato. 1 ;J5 chilometri sono divenuti 1130. E una pro vincia fortificata, che comprende città importanti e popolo$e. A · qua le scopo furono erette l'ortificazioni cosi gigantesche? Per renden~ imprendibile 11 cuore della _!?rancia, per togliere al nemiço tutti i punti dai quali i nuovi attacchi sarebbero stati favor iti. Nla intanto si allargarono soverchiamente i forti fra loro, furono resi più. diffici li i preparativi per la difesa, e la difesa stessa, e fu aumentato smisurat.arnente il numero dei .difensori necessari a sostenere l'assedio. Inoltre questo ridotto gigantesco fu preparato p·er ac(;ogliem l'esercito in caso di rovescio, e per dargli tempo a riprendere l'offensiva. Ma l'esercito 1100 deve assoggettare la sua linea di condotta alle esigenze di una for tezza , fosse pure la ca pi tale dello Stato . E:;ercito e forteua hanno en trambi uno scopo diverso tla raggiungere, uè devono eonfondersi assieme, o rénden;i solida.rii l'uno dell'altra; poiche in questo caso invo loutariamcn.te le opr~razioui dell 'esercito r isenti ranno l'attrazione di questo punto centrale della difesa del paese, e ciò nuocerà alla libertà delle operazioni, e rattrappirà gli slanci dell'offensiva . Non è nemmeno , possibile che i lrraucesi abbiano rinunciato ad una {Yuena offensiva cont.ro la Germania; ma sotto questo punto di vista J)arigi non ha inflllenza sullo sviluppo delle operazioni : es,a non è, e non sarà che la piazza d'armi centrale del paese . Come tale, sostenuta d3 esercito di campagna le condi1,ioni della sua cliresa sono molto migliori che nel 1870; tut.ta via la posizione non ò imprendibile, ed anzi esaminate le probabi litil d'un attacco sembra che dirigendolo verso l'angolo uorcl-est della cinta fortifi cata possa avere buon risu ltato . Se le alture di Mcudon furono fino al ,1870 la d 1iave della posizione, oggi l'. attaceu deve mirare ai rorti cl' A ubev'illers e di St.-Den is, tostoch1: l'auorniamento sia compiuto. 1 }; p·iù /'o1·te 1/rtttacco o la, d!i(esu al giorno d'oggi? rnagg. GARTNEH. - Malgrado tutti i vantaggi che i nuovi me1,zi di cornb;:itterc e la nuova tattiea assegnano alla cli fensiva, essa conduc~ alla passiva resistenza, ed all'annichilame)nlo delle forte. L'attacco conserva sempre un <rran vant:wcrio sulla difesa: coad invalo da lle forze morali mira " vv dritto allo scopo dell::1 guerra, alla distruzione della forza nemica . Chi alt.acca impone il suo piano di condotta al nemico; chi si r:estringe

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E PERIODICI

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alla pura difensiva si assoggetta ai voleri dell'avversario, e non sarà sempre libero di scegliere la posiz.ione della quale uti lizzerà tutti i vantao-cri che le sono inerenti. La difensiva- offousiva racchiude molte concli;~1;i vantaggiose, ma l'energica oO'ensiva conduce in ogni circostanza alla vittoria decisiva. B:i,cord:i, della ca.mpc1,gna s1,1,l Danubio i 85,1-54, secondo nuovi documenti rtt$si, primo tenente DnYGALSKTY. Le flotte nella gu.erm lra lrt H1iss,i,a e la 'l'urchùi,, del capitano Hor,r,i,:mrn. Una voce dall'.Tngh'ilte1··ra sopra la giierra tnrco- russu. La d:i,{esa dC!i Balcarvi d' Etropol fatta da Mel11med-..1lì- Pasclui, scritta da un testimonio oculare. Posate le armi, acquetato alquanto l'interesse che destava il sanguinoso dramma svoltosi nell'Europa orienta le, ora le menti si stuùiano d'appurare i fatti, e di trarne inseg:rnrnenti per le guerre avvenire. U titolo indica il contenuto del secondo dei tre articoli succitati. Il terzo è la traduzione d'nno scritto comparso ,;ulla Saliirday-re1ciew e dovuto ad u·n inglese, addolorato dello stato in cui versa l'esercito nel .suo paese e delle illusioni, che i suoi cornpatriotti si formano sopra di ,esso. Giacchè gl'Inglesi _110n trassero alrmn insegnamento dalle guerre fotte in questi u ltimi venti anni, almeno studino gli ;;bagli commessi in quest' ultima guerra, per evitarli . Tale è in sostanza il sug articolo, il quale conclude in questo modo, riassumendo alcuni precetti la cui vi0Ja1,ione die' luogo a rovesci e ad inutili e sanguinosi combattimenti. È necessario anzitutto dì avere un esercito preparato alla guerra, ciò che i Russi no11 ebbero (e pare di leggervi: gl'Iuglcsi non hanno). Gli ufficiali cd i soldati oltre a saper manovran~ ed operare, debbono imparare ad appròfiuare del terreno; ed, i Russi fecero la campagna con un modo di combattere antiquato . R pericolo,i~simo l'affidare le sorti del paese a masse poco istruite a meno cli coprirle con lavori in terra, e t; ovare buone posizioni, sicure :;ui fianchi, e colla ritirata aì coperto : · ma i l nemico non accorderà sempre la scel La della posizione, ed il tempo di fortificarla, r:orne successo a Plevna . J lavori in terra giovano tanto all'attacco, quanto a! la difesa; ie artiglierie devono riparàrsi con spalleggiamen ti dai fuochi della fanteria; la fa nteria e l'artiglieria deyono vicendevolmente sostenersi negli attacchi; la cavalleria deve abituarsi a combattere anche a piedi; diverrà bensì forse una fanteria a cavallo, ma come tale rese eccellenti servizi al passo di Schipka . La capitolazione di Baylen ovvero la convenzione di .Andusar, colonnello EnEUNG.


l. lBRI E PERIODICI 108 Dalla giierra d•i secess,ione americana BECKER. Me1'iti dii Carnot rispetto alt' esercito francese. Agi1·e e battere. La p&rdi,ta delle cora,zzate: Captain », « Vanguard », " Magenta» e « Grozer Kurfiirst >). Statistica della ·mar'v1w di guerra francese. Sbci1·co progettato da Napoleone in Inghilterra nel 1805. P1"inoip·ii fondamenta,bi pel servizio dell' (1,rtigbieria francese negli assedi, primo tenente GuNTHER. Il primo battciglione della giiardlia di Potsdam, '1740-,1745, del conte E. L1r>PE. DaU'&rediià, dli Ruchel. L'eremita del valatino,to sotto ,i,l principe palat·ino Ccirlo Teodoro, ed ,a sistema di, lfam/01·d, schizzo storico militare. Lei po/ri.t;ica e la s/!rategù1, di Fede1"ico ·il Gra.nde durante le due p1"itme gH1w·re della, Slesia, per A. DE CHOUSAz. Il corpo di cavalleria sassone- polacco al soldo deU' Jiitstria dal 1756 ,al. -t763 . - Abbiamo citato questi cinque articoli, i qual1 sebbene abbiano qua le più e quale meno un interesse limitato per noi, pure ci dimostrano, <piale importanza sia data in Germania allo sluclio del!a storia militare. Talora è uno stnclio dello massime di Federico II, per vederne le app licazioni fatto da quel l'em iuento uomo cli Stato e cli guerra; ta l altra i~ un indagare tra le carte del grmerale R.uchel i suoi pensieri ed i legami che lo avvinceauo allo Stein, al i' Hardenborg, al Blùchor, alto Sclrnrnhorst, al Gneisonan, a tu tta quella fa lange insomma di uomini di cuol·e e cli menLe a cui lu Prussia e la Gormani'a devono fa loro rigenerazione dopo le umiliazioui di Jena. Spesso sono ricercate con pazienza da erudito le memorie più minute di un corpo, le sue azioni di guerra compiute all'infuori del proprio paese; ovvero ancora l'esame degli ordinameuti cli un piccolo c3serci to delta Germania fanno vedere in via d'attuazione que.lle ri fo rmo milituri, che fur<iltN poi prodotte rlalla rivoluzione francese nell'essenza dogli èserciti, a"Giò qualche anno primn che la rivoluzione fra ncese scoppiasse. Da tutto \iuesto però risulLa la grande importnnza data presso l'esercito germanico alle proprie trndizioni; eccellente mezzo cotestb por formare il cnore ed il carattere degli uomini, attaccarli allo patrie i$tituzioni, écl al proprio paese; mozzo troppo trascurato presso di noi o per una strana corrente cli malinteso scetticismo, o por igDoranza delle patrie memorie.

11 FUCILE MODELLO 1870

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ED IL TIRO ALLE DISTANZE SUPERIORI A 1000m \l faut q11e la préparation du temps de paix répande, auta nt que po~sible, parmi Jes chefs de tous gra<les, l'intelligence du corobat moderne et du tir <les arroes à chargement rapide. Generai ZEDDELBR (I).

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La questione se il tiro del fucile alle distanze superiori

ai 1.I ooom possa nella guerra essere utilizzato, non è nuova; essa va però da qualche tempo pigli.ando una forma più definita e, corredata da numerosi élati di fatto, quali sono i. risultati delle esperienze fottesi ai poligoni ed alle scuole di tiro in Prussia, in Austria, in Russia, ha dato origine a molte· e vivaci discussioni, le quali son venute man mano rinserrandosi nei loro limiti e finalmente, pei risultati ottenuti nell 'ultima guerra, ha assunto tutte le forme d'una questione él'attualità. In Prussia essa fo anche definitivamente risolta coll'adozione del.nuovo regolamento di tiro della fanteria. ~el nostro esercito questa qnistione non ha osrtto ancora di pre. 1;;;1tarsi francamente, e so lo fece capolino or qua or là su qualche pe1.:oclico ma timida:mente, poichè sentiva che il terreno non era abbastanza.preparato rt venire accolta con buon viso e che troppe ragioni a Lei contrarie slavano proni.e a soffocarfa e spegnerla . Ma se è utit'e che la luce arri.vi a poco a poco affinchè l'irrompere cl' un traLlo non crei allucinazioni fun este, nè dia luogo a fals i (I) Que lques conclusions pratiques de notre derniète gue>-re, <lei maggiot· genernle rnsso barone Zeddelel', utilissime a consultarsi specialmente pel' ciò che riguarda la quistione del tiro alle gra11di distanze. ANNO

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IL FUCILE MODEf, LO

t8i0

miraggi, è anche utilissimo che la luce arrivi, e una volta che essa ha dissipato l'incertezza e additata la via, si camm ini risolutamente su di questa, per raggiungere la meta che sta in fondo . Cosi pa.nni sia avvenuto e stia per avvenire a proposito della quistione che imprendo, non dico a trattare, ma a rammentare, quella. del tiro del nostro fucile alle distanze superiori ai ,1oooru. Lo studio delle armi. portatili ha trovato anche presso di noi cultori zelanti e diligenti; ma esso ha interessato sempre troppo poco il pubblico militare ·che solo può dare approvazione ed incoraggiamento e che ha spinto molLi dei nostri vicini, la Svizzera e la Baviera segnatamente, a raggiungere nel Liro delle armi porLaLili un grado di perfezione al quale noi, meglio giov~ il confessarlo, non siamo ancora arrivati. Eppure il fuoco dall'adozion e delle armi a caricamento rapfrlo ha assunto un valore intrinseco considerevole, un'imporLanza capitale e c1w1lche volta decisiva, per cui ha primeggiato sopra tutte le altre quistioni di forme tattiche intorno all e quali l'incerto, l'indetermirntto ha ancora grande dominio. Molti dicono, ed a ragione, che tutte le risorse d'uno Stato non basterebbero se si volesse decidere con esperienze Lutte le quistioni · inerenti al fucile di fanteria; ma quando una. di queste esperienze, e segnatamente poi quando contemporaneamente e su diversi punti, parecchie di esse accennano ad un identico risultato, additano una via da battere, sarebbe grande err'ore non occuparsene. Noi possediamo un fucile la cui potenza ed esatLezza di Liro , checchè ne abbia eletto qualche periodico mil itare estero, non è inferiore ad alcuno e che potrebbe anche, come dirò in seguito, venire aumentata. Questo no,;tro fuci le, la cui fabbricazione ci cosia tanti milioni, da parecchi anni è stato posto nelle mani del soldato ìl quale ne sa trarre già un certo effetto, che lo tiene perciò in buona sLima, che ne àpprende, come di un vecchio amico, ad apprezzare le virtù le qual i dapprima non gli apparivano ; perch è dunque non vorremo noi dare ai nostri soldati i mezzi cli conoscerne tutti gli altri pregi, di utilizzarne tutte le buone qualità'? , Converrà ricordare al lettore alcune proprietà del fucile M0 1870; porgi i poscia so tto gli occhi i risullati ottenuti in alcune esperienze dj Liro a grandi distanze con rucili di altri eserciti; vedere quali sono i supposti vantaggi dell'impiego di un tal tiro in guerra e tenendo

ED IL TIRO ALLE DISTANZE SUPERIORI A

1000'"

iii

eonto intani.o cli quell i già avutisi nella recente guerra, lasciarlo finalmente giudice di dichiarare se non sarebbe benè di introdurre nella nostra istruzione a,nche questa novità dell'addestramento della truppa di fanteria nel tiro ti distanze superiori a quelle fin qui adoperate. Il fucile modello '1870 , tirato sotto angoli le cui langenti sono di millimetri 1O- 25 - i:>5 - ~ 28, può fa r rnggiungere al suo proietto le distanze di 300 - (300 - 11000 - ,J 600 metri, colpendo per ogni distanza un bersaglio dell'altezza d'uomo e di larghezza indefinita pel Lratlò cli 188 - 50 - 19 - '7 metri nella direzione del tiro, con una probab ilità di colpire per ognun~i delle anzidette distanze di 1100 - 83 .u - 13 colpi sr! cento sparati, e con urÌaforza d'urto rispettivamenle corrispondente alle velocità reslanli çli 3·1i>- 247 - ,J 92 - 1145 metri, mercè le quali il proieLto può ancora, alla massima delle distanze suindicate, attraversare 3 assicelle di abete bianco dello spessore ciascuna cli 27 millimetri. Il proietto lanciato dal nostro fucile inoltre alle distanze di 1200 1 1400 - 4600 metri descrive traiettorie tali i cu-i angoli di cadL1la, (cinè l'angolo formato coll'orizzont;i,Jedall'ul timo tratto di traiettoria) stati misurati sperimentalmente'banno per tangen ti 1/ 8 , 1/ 5 , 1/ •• Sapendo ora che a quelle distanze tutli i colpi lanciati contro un bersaglio verticale sarebbero racchiusi in un rettangolo allo 'L2 metri per la distanza cli ,1200m, 25"' per quella di 1400 e 27 per quella, di ,1600, ne deriva che sul terreno orizzonuile tutt.i i colpi sarebbero . compresi in una zona lunga, in senso del Liro e rispettivamente cli 96, 1120, '108 metri . Su questi fatti avremo bisogno di richiamare ancora·l'attenzione del lettore. Di tutte le armi recentemente àdottate, le migliori, quali sono il Gras, il Mauser, il Berdan, non danno risultati superiori a questi; anzi in quanto a giustezza di tiro, alcun poco inferiori. Di più, il fucile M0 1870, pel suo calibro minore degli altri . raggiunge queste qualità (che possono ritenersi come il massimo progresso ottenuto :fin qui dalle atLuali armi portatili) con una cartuccia d'un peso sensibi Imente minore di tutte. Infatt i, mentre per formare un carico di 3 chilogrammi occorrono N. 85 cartucce itafaine, quel peso è raggiunto da sole 69 cartucce pel fucile Gras, da 7,1 pel ì\fauser, da 76 pel -Berdan ed appena (3'2 cartucce pel fucile inglese Martini-Henry. 1

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1

1

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112

IL FUCILE MODELLO

ED IL T IRO AL LE DISTA NZE SUPERIORl A

[870

Il valore di questo fotto è molto considerevole perché può permettere ancora un aumento nel numero di cartucce da assegnarsi al soldato e, -in ogni modo, mette questi in c,onclizione di resistenza alla fatica migliore che il soldato delle altre nazioni. .Perchè le ci[re più sopra citate possano infondere una vera fiducia alle truppe che debbono servirsi del fucile lVI0 ,f 870, è necessario soggiungere subito che esse rappresentano il massimo effetto ottenibile con un tiro al cavalletto, e che perciò, mentre sono l'espressione teorica della potenza del fucile :M 0 ,1870 e non già Ja potenza effettiva, debbono incoraggiare il soldato nel tiro individmile, ad avvicinarsi per quanto è possibile a quel massimo, il che si oLterrà certamente con una buona istruzione. Se tuttavia nei tiri di combatt.imento, per ciò che ha attinenza alla giustezza, i risultati non ,,ono che gener:almente molto inf~riori, può darsene la causa: 1° alle qualità inerenti all'arma ed all a cartuccia, per ciò che dipende dalla più o meno buona, fabbricazione delle medesime (livellamento delle canne, precisione della rigatura, esatto coll ocamento dei punti di mira, peso della carica, peso e l'orma dell~i pal lottola); 2° ai movimenti inevit.abili di LUI tiro a braccio ~cio lto, e aa una visione sempre più incerta col crescere dell a distanza, per cui succeclono delle deviazioni nel punLamento che danno luogo a deviazioni nei risultati di ·giustezza proporzional i alle distanze, ecl il cui valore può essere valutato col dire, che il tiratore sposta la linea di. mira, e quindi il punto colpito, d' una quantitit eguale in media a 0,002 della distanza, sia in senso orizzontale sia in senso verticale; 8° agli errori di puntamento proven ienti da errori nella stima ti ,Tista delle distanze. Rispetto alla fabbr icazione delle armi e delle cartucce, è in1ul)itato che rh noi. si fecero in questi ultimi anni e.si. fonno tulLora progecssi ragguardevol i, per cui ne abbiamo avuto anche lode dagli stranieri; e più se ne sarebhero fa tti, se i nostri mezzi fimn- · zfa ri ce lo avessero permesso . Possiamo quindi dire che su questi punti siamo sopra la. bnona via e che non ci troviamo inclietro alle allrenazioni . !lesta però a raggiungere lo scopo più difficile e più intricalo,

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1QQQm

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quello di render l'uomo atto a maneggiare convenientemente l'arma che abbiamo studiata e cl~e sapp iamo costrurre; ed a questo scopo _concorrono tanto una lmona istruzione sul puntamento e sul tiro ' quanto una cu ra assidua nello impartirla ai nostri soldati. Da un diligente calcolo istituito dal .maggiore Fonio, risulta che ~ella ?u~rTJI. franco-prussiana, le perdite cagionale dal fucile di fanteria fo.r.ono del per "/o, mentre quelle dell'artigl ieria solo del 1 Oper 0 /ocirca; ora il Ploennis, neisuoi ciltssici scritti sul tiro delle armi rigate, ha potuto concludere che I' efTetto del fucile sul poii0o-ono sta a quello ottenuto sul campo cli battaglia come 70: f . Non vi sarà qui~~li esa~er~zione_ nel dire che si po tr·mmo duplicare, triplicare anz, 1_buo111 ~·1sultat1 oltenut,i fin qui dal fucile odierno , quando si sai? ncon~scmto che ~sso formit il più possente mezzo di guerra che n~1 possediamo e c~e il modo di raggiungere questo scopo è di mighor~r~ ~ P?,co ~· poco. i metodi d'istruzione e di aggiungere nuov i esercJZI ai gia es1sten t1. l\fa torniamo alle proprietà del nosl.1·0 fucil e. Dal confronto fatto fra esso e quelli dei migliori modelli adottati sotto l'aspetlo del Liro, pubblicalo nel Giornale cl'artiglie1·ia ; g~nio, an.no ,1_ w7:1, parte II, pr~_si, fra le allre, a. considerare la quist1one dei calt ~n, cl:e _essendo diversi (benchè cli poco) possono dar luo?o _ad eJiettt sens1L1lment.e diversi, e stabilii la quantità di polvere e eh piombo che per mm.. q. di seiione, ogn i fuci le possedeva. Facendo l'area della sezione trnsYersa.le de,i proietti dei fucil i Gras, Mause~, _Marli_ni-Henry: Derdan e Vetterli, che, come si sa, sono .aclotlalt m Fmncia, Allema<rna Inahiltei·r ·"<i. "" v ' 1' . rispettivamente . R uss1a, s1 ottiene:

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1

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Grns

Cali bro mm . Area della sezione trasversale mm. q. Peso di piombo per mm.q. di sezione gr. Peso di polvere per mm.q. di sezione gr .. Polvere e piombo per mm.q. di sezione gr.

Mauser Martini-Hen ry nerdau

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94,98

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0,263

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0,367

0,324

0,282

1

1


114

IL · FUCILE MODELLO

18,70

Quantunque la differenz~t fra il peso di piombo e·di polvere per mm.q. di sezione posseduto dal nostro fucile e quelli degli allri sia, in meno, compresa solo fra gr. 0,034- e gr. 0,0.1-.2. (escluso ii Mar-:Lini-Henry che di:t un rinculo troppo forte) pure io ritengo che il nostro fucile, dimostratosi pari agli altri nelle esperienze di tiro anche alle distanze superiori ai 1ooom, deve essere susceLLibile di realizzare un. vantaggio non trascurabile, qualora si portasse il peso di piombo e di polvere, per mm.q. cli sezione, ad una. proporzione all'incirca eguale a quella.posseduta per esemp io dal fucile Gras. :Mentre attualmente si ha per mm.q. cli sezione gr. 0,047 di polvere e gr. 0,235 di piombo, io proporrei di portare questi pesi rispetLivamente a gr. 0,055 e gr. 0,26, coi quali la nostra carluccia ' riescirebbe composta di una carica di gr. 4,65 invece che di soli gr . 4-, come è attualmente, e di unapallottoladigr.23, mentre l'attuale pesa. solo gr. 20. Queste variazioni avrebbero per effetto di rendere sem-.ibilmente più ra,denti le traiettorie, venendosi per esse ad aumentare la forza viva della pallottola al la bocca, e lascerebbero d'altra. parte sempre in certa misura il vantaggio che ha il nostro fuci le sugli altr i, queìlo di un munizionamento più grande, ad egual peso. Il nostro fucile potrebbe fac ilmenLe venir ridotto a ricevere codesta cartuccia coll'introdurre leggiere modi(icaz ioni nella canna mediante ·1e quali essa risulterebbe formata di Lre tronchi di cono,, quello di mezzo leggermente raccordato sulle circonferenze clelle basi cogl i adiacenti; il cono tronco posteriore avrebbe per diametri delle basi 114.-,7 e 11-1,, J. ed un'altez1.a di mm. 33, quello ànteriore i diametri di 12,2 e 10,35 con un'altezza di mm. 2i5, quello di mezzo . un'altezza di mm. 5. Di guis1i dm la capacità. della camera sarebbe ingrnndita per ricevere circa gr. 0,65 cli polvere cli più dell'attuale, , venendosi così a~- ottenere la proporzione pocanzi stabilita. - Vediamo ora per la pallottola. 1 ·. A questo riguardo giova premettere che dalla relazione fra la massa del proietto colla sezione trasversale del medesimo dipende e~senzialmente la maggior fac ilità a vincere la: resistenza dell'aria, anzi.chè da particolari forme del proietto, per ottenere una maggior radenza della traiettoria. Di Lutte le esperienze eseguitesi fino al clì c1:oggi colle armi cli pie-1

1

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ED IL T IRO ALLE DISTANZE SU PERIORI A

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1000..

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colo calibro e specialmente cli quelle fatte in !svizzera., che fu la prima ad introdurle in servizio, equincli dall'Olanda.e dalla Francia, risultò sempre che la forma élel proietto non aveva nessuna o pochissima influenza sulla regohirilà e forma delle traiettorie; e notisi anche che le sperienze più numerose furono fatte con armi caricantesi dalla bocca, per le quali essendo necessario di ottenere una grande espansione per forzare l~i pallottola nella. canna, il problemà di trovare una forma più convenieute era perciò di maggiore interesse. Tullo ciò di cui conviene assicurarsi nello stabilire una pallottola è dunque: 11° del peso; 2° della proporzione cla clare alla lunghezza della parte cilindrica e a quella ogivale; 3° ad un mezzo per lubrificare ht canna afTinchè questa non si insu dici troppo con un tiro JJrol unga lo . La pròporzioue fra la lunghezza della parte cilindrica e l'ogivale deve essere stabilita in modo da assicurare lo schiaccia.mento della pallottola in senso longitudinale nell'atto dello sparo, e quindi il forza.meni.o. Infatti, qLtesto schiacciamento ha luogo comp.letaro.e1He solo dopo un certo percorso apprezzabile del pro ietto e per effotto della resistenza che oppone la pallotto la ad essere messa in movin1ento. Questa. resistenzà è prodotta: per la parte ogi\rale, dalla soht inen:ia: per ltt parte cilindric,t anche per l'attrito che questa produce sulle pareti dell a canna, ·il quale attrito sarà maggiore quanto maggiore sarà l,1 Iunghezza della par Le cilindri ca. Per tale l'atto, io Lrovo che l'anello cli forzamento di. cu.i è dotata la pallottola attuale è dannoso inv:ece che utile , producendo un grande impiomba.mento nella canna a grandi.ssimo detrimento della giusteZJ.a cli Liro che invece esso vorrebbe garantire. Pef' queste ragioni, la forma e le dimensioni della pallo ttola, dovrebbero essere tali da permettere cli : •I O Dare alla medesima il peso di .2:3 gr. ci rea; 0 ~ Essere addentrata nel bossolo in modo da non rendere .la lunghezza totale della cartuccia maggiore dell'attuale; 3° Assicurare il forzamento nella canrm senza alterare la forma della superficie cilindrica; 4° Stabilire sulla superficie esterna della medesima, entro una scannellatura, un mezzo di lubrificare la canna, facile, duratLU'O, effìcace, con un miscuglio di grasso e cera da determinarsi.


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IL FUCILE MODELLO

E D IL TIRO ALLE DIST ANZE SUPERIOR[ A

1870

Queste proposte non arrecherebbero nessun camb iamento alle dimensioni dell'apertura di caricamento del fuc ile M 1870; po1:terebbero il peso della cartuccia da gr. 35 a gr. 39 circa, peso il quale sarebbe sempre inferiore a quello delle cartucce degli altri fucili; non esigèrebbero che un allargamenLo nella camera, senza diminuirne la resistenza dell e pareti, la quale d'altra parte non·è necessario sia eccessiva e darebbero finalmente al nostro bossolo una forma migliore cli resistenza pei successivi ricaricamenti. Dell'opportunità di questa proposta potrebbe occuparsi chi è incaricato degli studi sulle armi portatili , poichè io credo che la lieve spesa occorrente a ri"durre nel modo anzidetto alcurn fuci li e qualche centinaio di cartucce, non riescirebbe forse infruLtuosa. La. fanteria prussiana, la quale possedeva già una buona istn1zione sul puntamento e tiro, dopo due anni solo, durante i quali questa. istruzione ebbe vita, ne venne dotata di una nuova e più ampia, nella quale la tattica dei fuoch i che essa preconizz::i: offre un interesse specialissimo, degno cli essere preso in considerazione. In questa istruzione sono sviluppate .e dimostrate, mediante risultati d'esperienze fatte in condizioni per quanto possibile ièlentiche a. quelle della guerra, tutte le proprietà del fuci le nfauser e l'effetto eh e può produne tanto alle piccole quanto alle grandi distanze. Questa Istruzione, la prima in Europa, tien conLo fino agli estremi lih1iti, della. potenza del fucile moderno e traccia le prime norme colle quali utilizz.are questa potenza. Essa distingue nettamente i casi, e li stabilisce, quando del fucile si debba far uso per colpire un bersaglio verticale e quelli più comuni alla guerra, nei. quali si deve invece_ · colpire una zona di terreno. Finora non si era introdotto negli esercizi del tiro al bersaglio, e forse a motivo anche delle difficoltà che un tale eserciz io presenta Il.1assime cla noi dove i terreni incolti vanno man mano restringendosi a piccolissime zone, quello di coprire un tcatlo di terreno di un certo numero cli colpi, sopra un certo numero di sparati, impie,ganclo due o anche tre alzi a seconda delle distanze; ma dalle esperienze espressam0nte eseguite (che potrebbero utilmente anche da noi essere ripetute per fare apprezzare la potenza del nostro fucile e perchè potessero servire di preludio ad altre atte ad insegnare alle 0 1

)

1'17

truppe i procedimenti di esecuzione) risultò quanto fosse grande l'effetto che può ottenersi a distanze grandi, effeLlo che d'altronde fo sempre nelle ~attaglie il solo che abbia avuto qualche valore. Esso fece conoscere che del le zone di terreno aventi 100 - 200-300 metri di profondità, possono essere battute efficacemente anche alle distanze superiori ai rnoo melri. Alle regole però che caratterinano questi procedimenti, vanno uniti saggi consigli ed utili esercizi, affinchè non si trascenda ad un consumo eccessivo di munizioni, cui si sarebbe tratti, cominc!ando il tiro troppo presto, e che forma l'unico argo1~ento di valore che possono mettere in campo gli avversari cli queste t~orie. Nella Istruzione sul puntamento e tiro della fanteria prussiana sono riportati numerosi e grandi specchi ove sono accumulate molte cifre risultanti da esperienze, le quali, per chi le sa leggere, par.l ano eloquentemente megl io di qualunque dimostrazione teorica. In alcuni cl( essi, quesle cifre permettono di rendersi esattamente conto della efficacia come del raggruppamento dei colpi e della lunghezza delle zone battule relativamente ad un bersagl io mirato con un solo alzo. In altri sono indicate le perdite che può subire una truppa in colonna e quelle di una truppa spiegata, e per entrambi i casi se la truppa è in piedi oppure coricala; da questi appare per esempio che se per le ~istanze inferiori ai 700m, le perdite sono pressochè eg1iali per le truppe in colonna come per quelle spiegate, oltrepassando quella distanza, le perdite per lruppe in colonna divéntano il doppio e più. I risultati cli altre esperienze dim.ostrano pure che l'estensione della superficie battuta è duplicata e triplicata coll'impiego di due o tre linee cli mira, pur conservando lo stesso 7Je,r cento dei colpi che si sarebbero ottenuti con un alzo so lo sopra una superficie cli una metà o di una terza parte. Non è qui il luogo cli prendere ad esaminare le diverse parti di cui si comrone l' Istruzione prnssiana sul tiro, già minut,tmente discussa nella Ri1Jista 1lfilita.re di settembre, ma solo di accennare che le più importanti sono : quella che tratta del modo cli eseguire i tiri di combattimento; quella che insegna l'impiego dell'arma e l'esecuzione . dei fuochi a salve, e finalmente quella che conti ene i clali balistici ~el Mauser contro bersagli rappresentanti fraz ioni di truppa, anche alle gn1.ndi distanze. Mi basti cli aver richiamalo l'attenzione del lettore 1

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IL FUC IL E MODELLO

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su di essa e di aver accennato ai nuovi principi i in e.~sa propugnati e cl1e debbono certamente apportare una rivoluzione nel modo cli combattere della fanteria , principii i quali pur sono ancorrt oppugnati da molti ( !) . Citerò un !,OJo paragrafo della istruzione, quello che si riferisce ai tiri da lungi; eccolo: « Fino a 1.,00 mct.ri tutti i bersagli posson o essere raggi1inti c~on « successo med iante fuochi di gruppi, ma al di là di questi limiti si « deve ti rare su oggetti le cui dimensioni offrano probabili tà favo« rernli di essere colpili . ·Quesli oggetti sono per es. : le batterie, le « mosse di truppa considerevoli che possono servir cli bersaglio e « dare buoni r isulta.ti fino alla dista.nz.a di HlOO metri >l. Egli è dunque slabilito che la sfera d'azione del fuoco cl i fanteria nel combnttimento si è ingrandita col nuovo armamento, e se per sventura il nostro esercito si presentasse sopra un campo di battaglia colla fanlcria non addestrala conrnn ientemenLe ad eseguire hene i fuochi all e grandi distanze, esso si esporrebbe a lottare contro una nuova. forza ed a soppu rlare le fun este conseguenze (2) . Tn Amtria pure, dove la cnrtucria del fucile Werndl ba subito dopo la sua adozione un sensibi le aumento di potenza, in vista appunto di ciò che sarebbe arvenuto in tempo non lontano dell 'accresciuta. importanza del t iro a grandi clislanze, si sono intraprese delle esperienze per vedere quali sarebbero gli e!TctLi di tali Lir i. Oneste esperienze fu rono Yarie volle ripetulc ed esegtiite in condizion i sfavorevoli, con pioggia, vento e gelo éla soldati ordinari, a distanze non mai impiega.I.e e non conosciute preventivamente, regolando l'alio o gli alzi con tiri a salve. Malgrado riò, da un tiro fauo per ploton e r,oll 'efJeLLi vo di guerra, si ebbero f'ra gli altri questi ri,;ultati contro un batl.aglione in co lonna rappresentato da tre linee di bersagli alti 1 ,80, larghi 36 metri e distanti ·12 metri l'una dall'altra : (I) Nello studio del generale Zeddeler, già citato, questi principii ·sono svolti e correda ti da esempi tratti dalla guerra r usso-turca. · (~) Noi e i 1,·rancesi abbia mo preceduto gl i altri ·nel tiro allo grandi distanze. No i avevamo tiri d i combattimento lìno a 000 metri, t iri 01·dina1·i fino a 1000 mcti'i; quando in · Js,izzera il bersaglio era al di qua di r.oo metri, nel Belgio di 600, quando in Germania i tiri oltre a questa distanza erano eccezionali ed in ogni caso serbati alla 1a classe di tiro ed al persona le insegnan te, q uaudo in Austl'ia la massima par to I.lolle carttlcce si brucia vano al dis otto d i 400 passi o prevaleva il prin cipio iiicco!i bersagli, piccole dlstan:e. Del reslo veggasi: la miova ts1r u;iio11e cli tir o per la (atileria. tedesca. - Rivista di settembre. Nota della Direzione .

E D I L TIRO A LL E DI STANZ E SUPERIORI A

mao~

lU)

. 1. Alla distanza di ,1ouom circa., un gran numero di til'i a salve, cl1ed\1~ 30 per ~/ o di. punti col.pili - un tiro in cacciatori il.27 per¼. ,.., In un L11·0 d1 combaLLunento , manovrando e sparando a dii;tanze com~res~ fra 600 e. 1090 meLri , si ebbe il 30 per °/o. . 3° TI lll'O d1 p~oton~, 111 tulle le circostanze, riescì superiore al llro. per compagnia, siccome meglio diretto cd eseguii.o con più ordme. , In ~!tre e.spel'ienze poi, esegui tesi al poligono di Grossjedlersdorr 1116 f~b~ra10 del corrente anno, contro un bersnglio rapprcsenl.anLc 3 pezzi 111 balleria coi serrcnti e graduati, da una compagnia fo rm~ta c~i '.2 1·1 uomini a. ,1Goom e con 1Ocolpi per uomo, spamti. in 3 m1nul.1 e mezz6, i punti colpii.i furono ,189, va.le a dire tanti da metLere Juori comhaltimenlo i tre pezzi. Ripetuti questi tiri a 900m contro .l o stesso bersaglio e dall o stesso numero d' Ll omini, con cinque salve, il numel'o dei pun ti colpiti 1'11 12 1. In Russia, sotto !'i mpressione assa i , ira lasciata dall'assedio di P!evna, Ja stessa quistion c si presentò sotto un aspcL!.o dill'crenl.e; e s'1mprese a. studiare l'effelto del tiro indirei.lo di fucileria, pel quale non potendosi \ nriare la carica, per colpire con una Lrni eltoria più curva un nemi co i·iparai.o dietro u11 parapell.o cli ten a., si è pensàto di aumentare la distanza; e così si ,,enne a cadere appunto nella slessa. quistione che ci occupa, nel Liro alle grandi distanze. - Si ù trovato studiando la Lrai"lloria. clcl Berdan che, per es., ,t 114-:22 01 , tirando cont~o. ~111 ~ar~pcLLo allo 0 01 ,90, i proielli cominciarano a colpire gli uo~ni~1 in piecl, :t ·I111 , 64 dalla linea di fuoco del parapell.o stesso e qumd1 a ·1 meLro circa da l piede della sua scarpa interna, mentre ~he a ~00'" l'a.ngolo morto occupa va sul terrapieno una lnrghczza di o met:r1, Sltffic1eute a nascondere anche le riserve. Da espel'ieaze ell e sono u~ cor,;o di esecuzione in Rt1ssia, risulta che a '2700"' circa, col fucil e Bercfa n, si può mettere l'8 per °lo dei colpi entro hersagli rappresentanti nn battaglione formato in colonna. di plotoni In cui fronte sia di 2 1m e della :;tessa profondità; e non dimen1 1ch isi che a quella grande distanza la palloLLola. ha anco ra veloc iLà sufficiente di mettere fuori combal.limcnto un uomo. . Il modo ~'esecuzione dei tiri falli da truppe collocate ad una grande ~ist~nza .claLbersagli coperti con un r ialzo di terra, ru semplicissimo; si mise cioè l'alzo alla distanza. indicala dall 'isLrulLol'e e si fece pun0

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f2ù

IL FUCILE MODELLO

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EO IL TIRO ALLE DISTAJ\"ZE SUPERIORI A

tal'e ogni tiralore davanti a sè sul cigl io del parapello che copriva. il sopposLo nemico. Un . tiro eseguito a Varsavia fu fatto a ~isegno in condizioni molto sfavorevoli, cioè prendendo una compagnra qualunque d'un reggimento, clalla quale si esclusero solo i soldati dell'ulLima classe che non avevano ancora eseguite tuLte le lezioni del tiro al bersaglio; i ,J,JO uomini rimanenti, in tenuta di campagna, furono posti clavanti al bersaglio coperto, alla distanza di HH metri, spiegamlone dapprima la metà, quincli l'alcra, in posizioni da coricat;i. Per errore le cartucce distribuite erano di quelle state già messe fuori servizio e diedero il 20 per O/odi scatti a vuoto, soffiava ad intervalli un vento impetuoso e gli uomini eseguirnno il tiro senza Logl iersi lo zaino . Ciò non pertanto si ebbe il ,18 per °/o dei colpi r)he oltrepassando l'ostacolo eolpirono i bersagli. Citerò finalmente ancora un esperimento fatto cla 4Otiratori scelti alle distanze comprese fra 497 e 11138 111 ; ecco i risulti ottenuti: Dista nze

Per cento

Distanze

Per cento

44 33 29

1

924 853 782

44

Dis tanza

Per cento

741 54 63 640 63 58 568 60 497 70 QuesLe cifre benchè non rappresentino che un valore assai limitalo per la nostra quistione, vale a dire quella del _t.il'? sul c~m1~0 d( battaglia e non in quello d'a3sedio contro campi trmcerat1, d1 cui sono specialmente oggetto le esperienze russe, pure esse pa.rlano aLhastan~a eloquentemente ed appoggiano in cerla misura i risultati otlenuti in Prussia ed in Austria. - Esse dimosLrnno cioè che alla distanza di 1200'" si possono ot;tenere con una truppa conveniente-. mente addestrata, degli e[etti micidiali e tutt'altro che disprezzabili contro rnr1sse di truppe, sieno queste rinchiuse entro opere di fortificazione, sieno esse invece disseminate in cacciatori od occupanti con . ~ gruppi diversamente eostituiti (linee, sostegni, riserve) zone di teri·eno di determinata estensione. . Ora che ho citato qL1esti dati di esperi enze, i quali possono in generale ritenersi di un valore pratico assoluto, resta a sciogliere il nodo clella quistione : · . a) devesi rinunciare ai vantaggi reali del tiro alle gr:rndi distanze col (ucile cli fanteria, e riserbare unicamente il suo fuo co per l'ora decisiva del combattimento a breve distanza? ~438 4066 995

1000"

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b) oppure si dovrit far Jarga parte alla prima maniera d' impiegare il fuoco? · e) oppure finalmente si concederà a questa maniera. solo qualche cosa? Sono tre appunto i parliLi in cui sono divise, a questo proposito, le opinioni, e ciascuno di essi risponde affermativamente ad una · delle tre interrogazioni accennate. Nell'assedio di Plevna dalla lettera che il generale Totleben indirizzava al generale belga Brialmont (,1 ), risulta che l'artiglieria russa composta di 300 pezzi, compresi 40 d'assedio, era tre volte superiore in numero a que!Ja. turca; eppure l'effetto del.le batterie russe che sparavano a salve cli 60 colpi a.Ila volta contro le ridolle turche, non fu che di porre fuori combattimento dai 50 a.i 60 uomini al giorno, e questo effetto si ridusse poi quasi a zero, quando i Turchi riLirarono dalle ridotte la maggior parte dei loro uomini per disporli entro trincee assai profonde; - le batterie turche si può dire poi che non recarono quasi nessun danno alle truppe clell'avversario, per cui si può con fondamento osservare che l'arl.iglieria non ebbe aleuna azione decisiva nello svolgimento di questo sanguinoso dramma che rimarrà celebre nella storia. Per contro, le (e11, fouclroy(J;nt et rnva,qeant del' infanterie t1.11rqv,e, q11,i n'(1;1Jciit j_amais 6té pro(fait par ancwne a1·1née e111ropéenne (sono le parole testuali del generai e Tot.leben) eseguilo a distanze fin qui credute troppo grandi , seppe tener testa ai '120 mila combattenti russi dal 20 luglio al 9 dicembre, inOiggendo ad essi perdite enormi, giacchè in due soli combattimenti (30 luglio e ,J 1 settembre) esse furono di 30 1nifa uomini, e vi avrebbe tenuto testa per un tempo ancora più lungo, se la. fame non veniva acl appoggiare gli astuti calcoli del generale russo. Quando i fatti parlano così. chiaro sul valore LaLlico dei fuoch i a urandi clistam,e ' è da sar.ruio il poraere (lscolto ai suggerimenti del \; Vv V l'esperiem:a; ed è perciò mia ferma conv inzione ebe vedremo fra non molto Lripliearsi i buoni effetti del tiro del fuc il e, quando ci saremo persuasi ehe l'istruzione del soldato deve essere interamente regolata su di esso e Lutti gli e,;ercizi mili Lari coordinarsi per trarre 1

V ( ~,

(I} Veggasi l'articolo del capitano Do NESAN.l : Oli i1t.,egnamenti dell'assedio di Plevna, pubblicato neJla dispensa di agosto I873 de lla nostra Rivista.


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.il maggior vantaggio da questo che è, lo ripeto, il più possente mezzo cli guerra che posseggano oggigiorno gli eserciti . Lo spauracchi o che si mette innanzi contro queste teorie, e che ha veramente un qualche valore, è il grande consumo di munizioni e la difficolfa del rifornimento . Tutti gli altri argomenti, come la stima delle distanze, l'efficaci:i problematica, la differenza fra i risultali del poligono e quelli della guerra, sono cli pochissimo conto perchè valgono per tutte le distanze e vi si rimedia con una buona istrnzion~. Ma all'epoca del!' invenzi01;ie dei fucili a retrocarica non fu pure lo stesso argomento che ne ritardò di 2i:> anni l'adozione? Ad anestare il soverchio consumo del Ie munizioni varrà la buona. c,ondotta del fuoco per parte dei capi, la quale dovrà impararsi con ripetuti esercizi e con molta diligenza durante la pace. Gl i eserr~izi dovranno esser fatti sparando cartucce vere; per essi i soldati si affrateÌ·anno coi loro graduati e questi cogl i ufficiali, e Lutti poi, dai risultali che si otterranno e che saranno palpab ili, acquisteranno maggiore stima nella loro arma e sap ranno po i uti lizzarne tutte le qualità nelle svariate circostanze del combattimento. Il tiro alle'grandi distanze può essere ulile e nel.caso del!' ofiensiva ed in quello della difensiva, benchè in misura diversa. È chiaro infatti che il difensore di una posizione, mentre è più coperto dalle offese, può preparare opportunamente le riserve ili munizioni nei luoghi minacciati ed ha tempo di misurare le distanze ai punti d' onde muo,~e l'attacco; - appena che il nemico sarà in vista, ne molesterà. la marcia e non dico poi cli quanto utile gli sarà il tiro da lungi, .se avriJ. poca o punta artiglieria, il che succede quasi .sempre a chi si mette sull!J. difensiva; - l'assalitore sarà costretto perciò a spiegare molto più per tempo le sue truppe; il raggio d'esplorazione e dì sicurezza che dovdt tenere intorno ad esse, durante ,la marcia, dovrà essere molto più grande: crescerà. quindi per lui 1 .l'incertezza dell'agire, ed il •ti1I).ore cli essere sorpreso; - gimito il momento di fare avanzare le riserve, queste, che avranno dovuto collocarsi per tenersi coperle a distanze maggiori, giungeranno più · difficilmente e non sempre con opportunifasul silo indìc11to, i movimenti avendo dovuto essere necessar inmente più lunghi e compii.cati. Il terreno scoperto poi apparterrà esclusivamente alla fanteria e l'artiglieria sarà. o·bbligata a stare aliti distanza di ,J 200m ulmeno, per mettersi alquanto nl sicuro dai tiri di quella.

ED IL TIRO ALLE DISTANZE SUPERIORI A

i000"

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All'attaccante po trà giovare in certi casi il tiro a grandi distanze per prendere sul difensore il sopravvento del fuoco, per intimorirlo, fargli subire clelle perdite che mal po trà.surrogare, essendo ben definita la zona da esso occupai.a : - se vorrà agire con un mo vimento avvolgente, questo potrà pronunciarsi mo Ho prima, mediani.e il fuoco . ,da lungi ed ottenere più presto l'effetto di sgominare l'ordine di battaglia nemico . ' Il tiro oltre 1000 metri, dovrà essere preceduto da una stima approssimativçi, della distanza, che potrà essere determinata., nei casi in cui il terreno sia favorevo le all'osservazione dei punti di. cadltla. dei proietti, mediante l'esecuiione di tiri a salve con due o tre alzi. Ma faccio anche osservare che non sarà improbabile che si arrivi all'adozione di un telemetro per la fan Leria, quando se. ne trovi uno che al poco costo nnisca la semplicità cli maneggio . Giii.nell'oltobre del 4877 il ministero del.la guerra francese inca1:icò la comrn.isc;ione d'esperienze di Vincennes di acquistare ed esperimentare qùei telemetri che a di lei giudizio si mostrassero più adatti all'uso della fanteria, e questa commissione si dichiarò favorevole all'introduzione in servizio di questo s~rumento. Attualmente se ne sLanno esperirnentando di sei Lipi diversi, alcuni dei quali fondati su principii ott.ici ed altri su principii acustici, presso le scuole di tiro regionali, e sembra che fra non molto ne saàrnno dotati di un tipo unico gli ufficiali. Come vedesi, nei grandi eserciti europei molte nuove quistioni sono all'ordine del giorno; si fanno, come già. accennai, delle ben intese esperienze allo ~copo d.i risch iàrarle e se ne pubblicano i risultali affinchè vengano conosciuti dai tattici ed efficaceÙlenLe discusse . L'utilità di questi studi non sembrerà a qualcuno così imperiosa, forse , essa si sentirà rnegl.io in avvenire; ma non v'ha chlbbio che il tenersi prepara.ti a tutti i vantaggi cli un nuovo fattore nell'arte difficile della guerra, avrà immancabilmente quello di non lasciarci sorprendere da nessuno, giacchè gli avvenimenti talvolla sanzionano brutah:nente e inaspettatamente ciò che i teorici stanno discutendo ,da anni ed anni. FASCE GIOVANNI

Capitano nel 7° artiglier-ia.


LE FASI DI UN'JDEA MILITARE I N FRANCIA DAL

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« guito nei suoi confini come un fiume che si racchiu.cle nel suo « letto, clopo aver fertilizzati j campi che lo circondano ». Ma

LE FA~I DI UN' IDEA MILITARE IN FRANLIA DAL 1793 AL 1796 (I. Il Comitato rii Salute Pubblica e la proclamazione della guerra offensiva a massa. -

11. L'esercito francese. - III. I generali francesi. - IV. - La sinLesi della guerra offensiva ed a massa personifica ta in Napoleone Buonapartc) (I).

I.

Nel ,1789 la rivoluzione di Parigi diventa la rivoluz ione del la Francia : tutte le passioni sono pl'ovocate, le relazioni politiche sconvolte e le veccbie unioni spezzate. La vittoria di Valmy salva. la rivoluzione e le clil nuove forze; quella di Jemmapes dà alla · Franc:ia. iJ. Belgio e le fa toccare la riva sinistra del Reno; ma sebbene vittoriosa nel 11793, il disordine è penetrato grave nella su.a amministrazione, i volontari abbandonano la frontiera., il supplizio del re ed i massacri di Parigi inorridiscono l'Europa. Contro l'Europa, che si arma per ischiacciare la rivoluzione, la Franci,t decreta la levata cli. trecentomila ·uomini e la g1.ien:a offensi'Va. Il ministro Dubois-Crancé, dalla tribuna, proclama necessarii1 la guerra offensiva per prevenire l'invasione della patria; e siccome la repubblica è a ciò costretta, lo fa « per rendere i « popoli a libertà, per abbattere i tiranni, per rientrare .in se(1) lo

DuMOUlU&Z -

,ltémoil·es.

2° Rouss 1<1.ua - V ie d·i, génerai Laz·are 11oche. 30 SYBF.LL flistoire d,e ,'.ti-urove pendimt la 1·évohition française. 4° Rousser - Lqs volontcii1·es en 1193. 5° C.1.11Nor - Jfémoi?'es. 6° - Vi.e de Robespierre. 7° Nnor.ÉON - Mémoi·res-Cor-responda-nce.

gli avvenimenti di Olancla e hl battaglia, di Neerwinél1:1n provocano nell'interno dell.a Francia gmvi deliberazioni: memorabile, sovra tutte, la creazione <li quel'la terribile cliLlatura, mi li tare che impresse moto senza esempio alle forze nazionali. La salvezza della Francia fu abbandonata per intero al Coniitato di Sabiite Piibulica. Sorgeva il Comita.Lo in momenti diffi.cili, in momenti in cui una nazione non esce vittoriosa dalla lotta che per virtù di grandi istituzioni o per opera del genio. T1. primo atto del Comitato fu quello di proclamare l'obbliqo qenetale del servùrio riiil'ita;re. Barrière, in nome del Comitato, dall'alto della tribuna, dinnanzi a(l una folh plaudente, diceva: << tu.Ui devo:no alla patria il loro sangue. Tu.Lti i << cittadini sono chiamati· dalla patria a difendere la libertà ..... << che ciascuno occupi il posto che gli compete nel movimento <l nazionale e militare che si prepara ... La repubblica non è che « una gra,nde città. assedia.La e bisogna che la Francia non sia che << un v:asto campo di battaglia » . L'inazione di Cobourg, dopo la batlagli:1 d.i Neerwinden, aveva lasciato al Comitato tempo da consacrare agli armamenti ed ai negoziati poli tici. Due mesi dopo la sua istituzione, l'esercito del nord, quello dl31 Reno, erano quasi ric9stitufo; creati quelli de.i Pirenei e della Vandea; approvvigionale mo lte piazze. Nella siLuazione creata alh Francin. dagli avvenimenti militari, il Comitato capiva L[LLla l'importanzrt d'un'az ione offensiva ed audace: vi si accingeva perciò coi1 quella tenacità di proposito che era propria degli uomini che governavano la Francia. Ma un'azione militare, audace e decisiva, non pol:eva oLLenersi che con l'impiego di una gmncle -massa co1nuattente lanciata nella dire:done più pericolosa per i nemici della l?rancia. Per il Comil:a.to un'azione militare auda.ce e decisiva, voleva perciò dire: creare una massa, imprimerle il moto, e questo rapido, vigoroso, dritto allo scopo. Per ottenere l'azione di grandi masse, aveva infatti.proclama.Lo il JJrincipio d1e doveva crearle: l'obbligo generale del senJiz'io militare. Sanciva così la caduta del vecchio mondo mi Iitare: proclamava che le istituzioni mil itari sono istituzioni nazionali: spezzava ltt barriera separatrice fra le istituzioni civili. e quelle mili tari, e dimoANNO X.XlCJ , V OL. I II .

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LE °FAS! DI UN'IDEA l\'llLITA'flE I N . FRANCIA

· strava che queste toccano da vicino le grandi 'leggi di governo, ., perchè qu'ando hon sono l~ 'più conve1iienti si scontano col sangue ·sul càirlpo di-1battaglia, colla ,1ergogna e ·colla disorganizzaz iòhe economica. · t'arte della guerra iniziava ·una· ni10va evoluzione, e · si· rive, ·stiva di 1;uove forrh.e .

IL

-Per òpera:re ·offen,si-va·m:ente ·ed a 1na~sa, era necessario creare · maggiore coesione negli elementi diversi in cui si scomponeva l'eseréito francese sorto dalla rivoluzione; creare quella coesione che sola clà unità e corpo ad un esercito, e lo rende l'espressione più palese cl\ma grande forzn, materìale, sp inta da una sola volontà imperante. Solo allora il pensiero militare del cupo esercita tutta 'la sua azione e ~olo allora si ottengono i grandi risult;it.i . Ma l'unità cli · pensiero, l'unità d'aziime, la coesion~ intima, assoluta, fra il gene1 • rale e l'esercito, ciò che mancava alla Francia. a.r\nata, ed era, ciò che più spaven·ta'rn gli uomini della rivoluzione e che governa.vano a Parigi. . ' 'Quan'clo"si istit:uiva il Comitato, 'non restava. alh1 Francia che un fantiisma d'esercito . li disordine vi era grande, l'indisciplina '· massima. I so_ldati ì·egolari diserta,:ano per ·entrare nei volontari; colohùelli e cap itani dei volontari chiedevano per grazia di entrare · sòttotenehti nei regolari . L'esercito lasciato da Dumouriez, da Miranda., da Custine, minaccia.va sfasciarsi al primo urto: .lo era di già per i sacrifizi imposti1gli e per l'influenza dissolvitrice dei 1 . • demagòghi. « Sarà un bene per la iibertà., ' diceva Dubois-Crancé, « se 'lo spirito dell'esercito sarà alcruanto scosso; le truppe sono « troppo facil i a lasciarsi legare all'interesse personale d'un ge-, « nerale ambizioso )) . Un simile linguaggio era la c:onseguenza inevitabile d'un governo rivoluzionario quale allora pesa.va su Parigi e sulla Francia. La. storia mostrava che le rivoluzioni spinte in una corsa sfrenata,

era

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·disordinata, finifano nell'assolutismo militare, ,perche con esso al disordine si sostituiva l'ordine, alle volontit discordi dei più, •ila -volontà prepotente d'un solo. Roma aveva avuto il suo Cesare, l'Inghilterra il suo Cromwell ; gli uomini di Pari'gi temevano di correre essi puie verso una dittatura militare. Non è perciò a ,meravigliare se si lanciavano al ,-egnito degli eserciti col nome di -commissari del governo, uomini dalle passioni volgari, nemici. cli tutti, anche di loro sl:essi, che portavano discordia nei campi , minavano alla base l'edifizio della disciplina. militare, creavano fra il generale ed il soldato una atmo'sfera cli sospeui, di gelosie e di calunn ie. Andava.no gridando altamente ai soldati l'obbedienza clovu.ta alla. volonLà. nazionale - cioè obbedienza cieca agli uomini del Comitato di sa.Iute pubblica; - ricordava.no a.gli ufficiali che .essi dovevano adoprare il lingiiaggio della /ratellli1i.za co,qli sbracati, e non opprimere le tr1.1;ppe collci tiramàa del ·1iecchio regi-me . Il giornalismo putrido degli uomini più feroci che la rivoluzione abbia conosciuti , era. un'arma die portava. alla disciplina i suoi colpi. La plebe di Parigi si educa,,a, si preparava alle lotte délla strada, al disordine, col Pèn Duchene e col Jowrncù de la Afontagne : e qltesti giornali, rappresentanti le idee cli · Marat e di Hebert, venivano profusi nei campi -- fatti ormai clubs. La plebaglia governava a Parigi, in tutta la. Francia, negli eserciti : era impossibil e che i generali fra.ncesi potessero arrestare il movimento delle idee che combattevano il principio d'autorità. e d'ordine. Le loro rimostranze respinte: se insistenti, i generali erano richiama.ti, segnalati qua.li nemici della patria, abbandonati ai tribunali rivoluzionari. U~ esercito siffatto creava ancora un pericolo per la Francia in ciò, che oltre all'essere tardo alla. vigorosa azione militare, poteva diventare ostile per il governo cli Parigi a guerra terminata. Gli uomini del Comitato lo temevano e ne assecondavano gli spiriti rivoltosi: mimvano pertanto ad esaurirne le forze, trattenendolo alla front iera nello stat.o prolungato cli guerra, di lunga guerra. La pace faceva loro paura. Questa condizione· di cose, si rilen da nna lettera di Chwière, ministro dell e contribuzioni, diretta a CusLine: « Se lo stato di guerra cessasse, il ritorno dei ·« nostri soldati, in meizo acl un'organizzazione da fars i, aumen-


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LE FASI DI UN'IDEA MILITARE IN FRANCIA

« terebbe d'ogni parte il disordine e ci perderebbe. Seguite perciò· « con est1·imia p1·1ule1iza il pian,o che ci te1·1·à lwngo tempo ar-

·mati JJ. Custine obbedi; ma .la sua condotta, conforme ai voleri derrli uomini del governo, non valse a salvarlo dagli · assalti di Marat Il 22 luglio '1793 la Convenzione decret.an il suo arresto, ed il · commissario Rasin, scriveva a Yincent: « Ti felicito per la caduta « di Cust.ine; ho qualche poco. contribuito a quella di Biron,. e « spero ehe Lu serba lq ·stesso fine per Beauharnais e suoi simili JJ . Il principio di libertà del soldato e di inclis(~iplina coneva viuorioso nelle file dell'esercito francese. Vi erano però uomini che coraggiosamente ·domandavano un ordine di cose diverso. Beurnonville, scriveva quattro giorni dopo la ballaglia di Neerwinden: « In nome della patria, in nome della « nostra liberLà, perm ettetern i, cittadini legislatori,' di scongiu(< rarvi affinchè si renda ai nostri eserciti quel vigore, quella (< energia, soli garanti del successo, di rinnire, di radnnare coi (' vostri felici sforzi, con una nobile confidenza, il generale, l'ulTi« ciale ed il soldato, e bentost.o, io ve lo predico, vedrete na« scere i risultati felici di questo nuovo stato di cose, ed i nostri << nemici, che s'approfitta.no delle nostre divisioni, saranno presto (( scl1iacciati dai nostri soldati repubblicani e sottomessi ai loro (( capi J) . Poco tempo dopo Beurnonville era minist.ro del.l a guerra. Le sue idee erano buone, le sue speranze molle; ma egli pure doveva seguire la legge clel moto che trascinava la. Francia; opporsi, era farsi schiacciare. Cadde sotto il peso degli uomini dei cliibs. Gli succedettero Bouchotte, Pache, Vincent. · La Francia ha nonpertanto una pagina grande nella storia militare cli que' tempi cosi trnvagliati. Ma non è in un numero 1 . colossale cli soldati, nella nazione che ha. crea.to quà.ttordici armate, le quali non ebbero forse altra vita che quella delle sitiiazio1ii, che vuolsi e devesi cercare la ragione organica. dell a potenza dell'esei·ciLo francese dal ii793 al 1796. Questa ragione organ ica va cercata negli avanzi del vecchio mondo mili tare, nel nucleo dell'esercito regolare che il turbine della rivoluzione aveva risparmiato, nei quadri degli ottimi sottufficiali di cui abbon da va, 1:)

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nelle vecchie tradizioni congirmte ai nuovi entusiasmi, e nella tra:sfusione di un nuovo sangue che avveniva così nel vecchio sangue forncese. È appunto cla .questo nucleo cli gregari regolari , che pareva dovesse essere soffocato dall'onda tumultuosa, indisciplinata dei volontari, che il Comitato, lrt J?rancia, trassero il maggiore numero dei generali cui :5pettava ricondmTe l'ordine e la vittoria all e bandiere francesi . È, )nfa.tti, ancora contro questa rappresentanza d' ordine e di milizia ordinata , che Bouchol.te , Pache e Vincent rivolsero, ma inuti lmente, le loro ire. DuhoisCrancé, nel proporre l'amalgama dei corpi regolari con quelli dei volontari, diceva: << tutto si riduce a confondere le specie di Lruppe,· ·<< non già, notiamolo bene, cmnbiando i volontari in truppa di (( linea, ma trasfcmnando le truppe cli linea in volonl.ari; voi non (< dovete temere cli disorganizzare l'esercito operando così; al con« trario , bisogna distr·tiggere 'i l suo stato presente e giii1i,r;ere acl « ·un cam,bia·nie·nto salibtare n. Ed ,L chi accennava al pericolo di dare l'ultimo crollo all a disciplina, rispondeva: << che in tutti « i tempi gli arisl.ocratici avevano avuta la parohL clìsciplùia sulle « labbra. A su:i volta Saint-Just soggiungeva : che solo l'amal<( gamw poteva JJ << garnntfre clallci tfrannia m·il:itcire. » Il mezzo primo dell'azione a massa, audace, vigorosa, che il Comitato ha proclamata, l' esercito francese, ci si presenta così. cogli stessi caratteri che distinguono la rivoluzione. Essendone ema.naiione, ne segue le fasi. Come la rivoluzione dalle proteste di poch i sale gradatamente ai massa(:ri di l)arigi, alla morte del Re, al regno clel terrore, così anche l'esercito rompe le antiche tradizioni militari della monarchia, proclama l'indiscipl ina, la caduta dell'autorità, e le sancisce col 1nassacro di due generali e colle accuse di tradimento. L'azione vigorosa a massa, I' offen·siva audace, che debbono caratterizzare la condo,tta militare francese, per qttanto grandi si fossero i pensieri rnilitari di alcuni uomini posti a capo dell'esercito, era resa impossibile dalla condotta del governo centrale rispello agli eserciti Eld alla natura psicologica di essi.


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III. In una situazione tanto tumultuaria ed indeterminata, quale era: quella che travagliava il governo uei suoi rapporti coll'esercito, e· l'esercito stesso, doveva perciò ten tare di svolgersi quel sistema di Do-uerra che il Comitato avev,1 .Jlroclamalo, e che ali era stato inspirato dai generali della repubblica. E il primo pensiero era venuto da Dumouriez. ' Dopo la baUaglia di Valmy, questo generale aveva altamente domandato il comando generale di tutte le armale francesi per formare una sola massa strategica, acciò gli eserciti francesi potessero operare con quell'uniti1 e vigoria che soli conducono alla vittoria sul campo di bauaglia. Nella situazione generale politico-militare del la Francia, il piano di Dumouriez consisteva nell'isolare l' Austria in Europa, nel conch iudere una pace separata colla Prussia, e nel rendere la Germania favorevole alla l?rancia. Voleva cioè, che gli sforzi della repubblica fossero diretti ad un solo obbiettivo, !'appresentato dal nemico più vicino, e più temuto, U11 conceLlo siffatto, che avrebbe portato gli eserciti francesi ad operare in un solo scacchiere, che abbracciava. ad un tempo l'azione politica e quell a militare, non fu accettato . Quello di Du;mouriez era tin nome che incuteva timore agli uomini clell' H6tel de la Ville . Nell'apr ile clel 1193, il generale Custine, a sua volta, aveva presentai.o al Comi tato un disegno di guerra nel quale voleva che il paese compreso fra Slrasbonrg e Dunkerque fosse conside~ rato come un solo teatro di guerra: si doveva perciò fissare, quale fondamento dell'operazione, un sistema cli azione militare con legame intimo, unitario fra le. cli~erse parli. Fondandosi sull'attitudine offensiva degli Austriaci posti sulla Schelda, ed il poco ardore dei Prussiani snl Reno, proponeva cli sciogliere l'esercito del Reno, di lasciare un corpo a difesa dei Vosgi e cli formare col·restante della forza armata una grande massa nell e Ardenne. Discendere la V

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Sambra, gitta1~si su Namur e dare l'ultimo crollo alla d,nminfl;ziol}~ austriaca nel Belgio, ecco il risultato final.e che ·egli sperl").Y.a dLcraggiungere. . . . Era la seconda volta che si proponeva, m un modo cosi spiccato in modo ufficiale, l'azione concorde, a massa, degli eserciti repdbb,licani. L:arte d~lla guerra che era da rigenerarsi - _segui:a le fasi cli questa rigenerazione: - si sviluppava nel pensiero, m attesa di tempi migliori per tradursi in azione. « Fare una massa, <( disse il 'l'hier-s, riempiuta di confidenza e di audacia, portarla << .prpntamente di là da un fiume, da una catena di monti, e colpire « un nemico che non lo sospetta, dividerne le forze, separandolo « dalle sue risorse, prendendogli la capitale, era un'arte difficile << 'e grande, che richiedeva genio, ma. che non po.teva s~ilupp~rsi <( che in mezzo ali' azione rivoluzionaria. >) . Le idee cli Custme furono, in tesi generale, accettate dal Comitato, il quale pensò di porle in atto ·aua riptesa delle osti li~i~. . II aenerale Roche segni le orme eh Dumouriez e di Custine. Era t~ o-enerale di patriottismo ardente, di ·carattere entusiasta, ti di un'ambizione attiva., inquieta, ins0ITe1:ente a·1 a,;pettare gl.1 avvenimenti. Amico cli Marat., di Poche, di Danton e di Robespierre, si trovò giovanissimo spinto nel centro delle decisioni che regolanno i destini della Francia; - mente vasta, posta a contatto delie violenti passioni della rivoluzione, ne uscì con grandi pensieri. La rn1Lura gli aveva impresso il genio della guerra. Il principale carattere di questo giovane generale, leggenda_rio negli eserciti repubblicani, era. l'osservazio1~e profonda. Con~e? tYa arditamente, eseguiva rapidamente: t~1tto il suo carattere militare è in ·questa sua sentenza: la 1·i,fiess'ione deve prepa.ra·1:·e, il fiilmine eseguire. Ecl infatti solo un disegno cli guerra J:)ro'fondamente meditato può condurre a pone le basi di quell'azione militare pien~ di_vigore, di trovati, di mezzi, di concetti, che sole danno le gra_nd1 vittorie. Ifoche sentiva ali' evidenza questR vel'itil e la sua amma di fvoco accompagnava il suo genio ardente: concepiva, meditava, voleva. Il ,1° ottobre ,i 793 scriveva al Comitato: « Dal cominciare << della guerra, non ho cessato di credere che è in f.ng[ii lterra . « che bisogna andare a combattere gli foglesi ... Sei mesi di' rifles-


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« sione -mi hanno conferma to che la discesa non può essere con« siclerala come una ch imera. Mi si dirà: con quali mezzi cli tra« sporto? - Oh I uomini pusillanimi, fino a che dubiteremo delle « nostre forze? Coprite il mare di hasl.imenti mercantili; che siano « armati in guerra; che essi f'orniino 1h?i solo ponte dalla costar « f/'ancese alta snperba Albione. ·Non manovra, non arte: fer ro; « fuoco e patriollismo ». Il generale Roche aveva ventisei anni . Incari cato cli auaccare Purnes, di prendere Neuport, Ostenda, marcia rapidamente : (( Le mie disposiz ioni sono date per attaccare « Furnes: spero cli pranzarvi domani; dopo domani sarò a ~euport (< ed in quattro giorni ad Ostenda ... Perchè non dovrei r iuscire? « Servo la patria ». Ma. Neuport è tale fortezza elle egli nnn può prendere colle artiglierie che sono nl suo seguilo. È costretto a sfrnllare la sua azione in attacchi parziali che rendono lenta la Slla offensiva. Allora mostra. tutto il suo animo: « Noi non fac« ciamo che untt guerrn di imitazione, o per 111eglio dire cli ma« rionelle: non abbiamo nes$un piano, nessun disegno prestabi« lito. Auacchia.mo il nemico su tuui i punti nei quali si mostra, << senza rompere il velo che copre i snoi progcl.l i, cadendo nell e « insidie che ci prepara. E pel'chò nndare sempre dove ci t on« cluce~ Percile non pen;;iamo noi cli fare ciò che più ci ·importa « senza pensare ad esso? L'ho del.Lo, l'ho scritto al Com il.alo, (< sono due mesi: cessiwno di disseminwrci; 1·i.n1 iiwnoci vn wna (< massa e marciamo fiemm ente cilla vit.toria. 'Non rallentiamo il « nostro slancio, non fermiamoci più se non dopo avere schilic« ciati i coali::ati. Furono per essel'lo due volte: non rallia.rn.o « In terza. Nessum1 considerazione particolare: la salide detta pace trict non dipende da nnn bicocm (allucle alla guerra cli fortezza) . « lliuniamo dul' masse: una, di 60,000 uomini marci su Tournay; « l'altra di 30,000 su Spe_y ed Ostenda ... Sortimno da Li lla e ripe/ tiamo la scena di Fontenoy: e dovessimo pure annegarci, sia; ma « bagnamoci nel sangue elci tiranni. Non vi sono ostacoli insor« montabili . .Jfarchonsl .llarchons >) . In Roche il principio della giterra offensiva a massa, non solo aveva. fatto capolino, ma vi aveva posto una forma sua distima, sintetica, propria della grande verità. Alla lellura dei pensieri cli

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I-foche, il Carnot lo giudicò un Ltomo di gonio: RolJespierre cominciò a ritenerlo un uomo pericoloso. li Comitato, diremo mea\io 0ali uomini politici clel Comitato, veglia.ano su i generali di ;enio come su uomin i sospetti: i pensieri, gl i atti, gli or~ini ali~ truppe, tL1tto era. sottoposto ad esame. FL1 questo uno clOJ grandi osta.coli alla condotta della guerra . In una lettera, in [orma d'istruzione, che Hoche ave.a imiala ai generali dipendenti, parlando delle truppe le chiamava nos soldats. 11 Comitato gl i scrisse tostp: cc È sruggito un errore nella tua lettera.: hai ·del.Lo nos soldatsl « Lo sai, che non vi sono che soldati della patria )) . II merito orande del Comitato fu quello di a,ere accellalo il principio. A r:r10 trionfare, di rronle ai sospetti, alle gelosie clegli uomini di parte, pensò la f'oria stessa dell e cose: la spinta era data e la legge cl'inerzia compiva il moto . L'entrala cli Carnot al Comitato ( 1794) segnarn un nuovo trionfo del principio nel seno stesso del governo ,. perchè si fece tosto sentire h1 costanza nello scopo che si voleva. raggiungere, e la fermezza. nell ' esecuzione. i'lla per ben comprendere lo spirito per cui Carnot cliccle alle masse disordinate dell'esercito fran cese l'unità, è necessario avere presente il modo ton c;ui si svolgeva la diplomazia rivoluii.onaria della Francia. Lo storico Sybell ce n' ha lascinto bell issimo quadro, che riproduciamo : cc Un vasto Stato di ventiqnaltl·o milioni cli abitanti smosso fino « nelle fonda.meni.a, sanguinante per mill e feri te, li:lcorato dagli cc odii e dall e discordie, afferrnLo da un potere che lo trascinava « colla sua mano cl i ferro, armo lo di tutte le forze che gli danno « i suo i uomini e le sue ricchezze, direnlnndo giganti sul campo « cli hatt.n,glia; su tutLe le fron tiol'e, nell e cpiali afflu iscono conti« nuamente nuo\' i rinforzi , delle armate possenti, le une desti« nale alla dife!'.a, le altre preparate per tre grandi atta.echi, dt« retti simultaneamente contro Londra, Amsterdam e Torino : più <e lungi, stendentesi su tutta Europa, una rete cli inlsighi élipl~« malici e demagogici, le cui correnti i1111ammate portano lo spi« rito di rivolta e cli ouuerra in Is,izzera, in I talia, in Polonia ed . <e in Prussia, sulle rive del J3alLico e.omo sn quelle del Mar Nero: « la rivoluzione muove con tro tu LLe le potenze élella vecchia Europa, <e sempre più terribi le, sempre più impetuosa, non proclamando « solo la libertà popolare, ma la potenza democratica ».


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Le oper.azioni erano così porta.te dalla si~uazione politica gen~rale a raggiung!';re tre obbiettiyi di[eregti, su di un fronte che si stendeva. dal passo di Calai:>., al Belgio, al Rerio , alle Alpi nmrittime. Si trattava di ragg iungere contemporaneamente tre ob bietti vi posti su tre direzioni diverse, e pet' ognuno dei quali era perciò neces-: sctrict un'az ione speciale. Politicamente il governo. erasi proposto di attrarre a sè i governi neutri e combattere colle armi e colla rivol.ta quelli nèmici. Mil itarmente_questo concello si traduceva in quello di combattere cht un lato la Prussia e le truppe dell'Impero, dall'aJtro gli Austl'iaci e gli Inglesi. Il nemi co che preoccupàva maggiormente lo spirito francese era . l'Inghilterra . La sua posi~ione geografica la sai vava dagli attacchi diretl.i, immediati dei Francesi; ma era in Ingh ilterra dove i nemici della Francia avevano posto il centro della loro politica atti va; era dall'Inghilterra d'onde parti vano ·gli eccitamenti vivi contro la Francia; era cfall'Ingh ilterra donde partiva il danaro necessario ad alimentare la guerra sul continente. I gen~rali più altamente comprensivi della rivoluzione, Hoche, Carnot e più tardi anche Napoleone, ebbero sempre in pensiero di attaccare il principale nemico nel centro dell a sua potenza. Nel ,1794 questo desiderio si fa talmente vivo in Francia, che Carnot, il rappL'esentante ufficiale del principio mili tare più razionale, mentre vuole portare un grande colpo nel Belgio pensa all'Inghilterra e vuole sbarcarvi . « Noi vo« gliamo toccare il fine quest'anno; ci abbisogna una guerrn cielle « più offensive e vigorose » - e progetta la sua manovra per le ali, la quale m.etle in rischio il centro e·la sinistra, tra il nemico ed il mare, e lascitL· troppo debole la ·destra. Carnot progetta la sua manovra tanto conosciuta, perché spera di vedere riuscito lo sbarco dell'armata dell'ovest in Inghilterra, e allora la guerra dev'essere lit - nell~t superba Albione _:_ come diceva Hoche - condotta a fondo - e la Fiandra non deve pilt essere altro che una base alimentare di quell'allacco. E di ciò si è tenuto quasi sempre poco conto nel giudicare Carnol. Quello che ci import.a di no tare è questo: che nello svolgersi degli avvenimenti , e nello studio del pensiero militare francese, vediamo il principio della guerra offensiva ecl a massa farsi più palese, più comune, quasi personificarsi, in mezzo ad una lotta continua creata dalla situazione personale dei generali

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rispetto agl i uomini del governo, e clallamoltepliciLi:l. degli obbiell.ivi che la politica della rivoluzione impone all 'azione militare·. Ancora una volta si provava cosi che in guerra i grandi risultati sono dovuti essenzia.l merùe all' unità ed alla successione continuata dell'azione militare; che cioè il risultato di un'impresa militare dipende per solito più dalla sun int.ensitil nella direz ione più ulite che da.Il' estensione del campo delle operaz ioni. Se nel ca1npo strategico , per ragioni d'ordine po li tico o per quello di rapporto fra comando militare e gove~·~o, il principio della massa non può espli car:;i in modo hen delìrut,vo, nel campo tattico, nella coscienza dei generaii, è penetrato profondamente e si manifesta in modo splendido. Carnol, per ritentare il pa,,saggio della Sambra, ordina a .Tourclan di portarsi a rinforzo dell'ala destra dell'annata del nord, con venticinquemila uomini dell'armat,t della )Iosella. ,Jourdan ne porla con sè cinquantami.la e scrive a Carnot: « il nemico è indietreggiato ad « Arlon ed a BasLaque; io lo insegoirò fino a quel punto e più in là « ancom se farlt bisogno, per costringerlo a dare baltaglia » . Il 4. giugno, Carnot mandava al qnarliere generale fra.ncese, a Thuin, un decreto i1i vi1·tù del qucile erci confermata la ·1·i'tmione clelle diie cirmate in ·ttna sola massa di centomaci 1wni;;n,i. Jourdan ne fu il capo; la vitt.ot:ia di Fl.enrus il risultalo . Il principio aveva così il suo fatto storico che lo ill ustrava . Un'altra conseguenza derivava. :c1a1 principio della guerra, offensiva a massa. Tutto ciò che aveva fo rmalo in Francia l'amministrazione della ouerra, le sussistenze, i lrasport.i, le aml.Julanze, tutto, era rovinati e c.l islrulto. Malgrado l' immensità dei materiali che si impiegavano a questa. bisogna., malgrado le rn isurc disp~tiche ~cl Comitalo per ricostituire i servizi , le consegoenze della dtsorgantz~ zazione del poteee centra.le si facevano sentire crudelmente neglt eserciti. Il Comitato nella. sua insufficienza di mezzi, non poleva venire in soccorso ai nuovi generali che ·col vecch io assioma della guerra che nutre In. guerra. Cos·i, al sistema dei magazzini abbandonati succede qnello delle requisiz ioni, alle operazioni difensive quelle offensive,· all 'inazione il molo, alla lentezza la celerità. Il generale Hoclie aveva scritto ai suoi generali: « voi siete in paese « ricco: è dirvi quanto basta; requisite ». Il Comitato a sua volta


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LE FASI DI UN'IDEA MILITARE IN FRANCIA

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aveva scritto: « Tout ce qui n'est pas ravé à fer ou à clo u, emparez-« vous-eu p~ ur ~istribuer aux troupes ou l'envoyer en France J>.

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J\1 utava!1s1 col s1~tema delle requisizioni i rapporti fra spazio e tempo, gli elemenL1 delle operazioni, mutavasi la condotta della guerra- si faceva larga base clell'azione offensiva ed,~massa. Larivoluzione nell e idee poteva ormai dirsi compiuta: la J.rrancia avent procl~mato_gr~ndi e~erciti,' granJi riserve, azione a massa, guerra ~ffens1va. La r1_voluzwne nelJ'arte stava per compier.:;i: aspeUava. J opera del gen10 che le desse forma e vita splendida .

IV .

La rivoluzione aveva loccato il suo punto culminant~ col terrore· aveva fino allora operalo con forz-a convulsa, piu intenta a di~ st~·uggere c!1e a_ cr~are. Affalicata cli una vita pubblica cosi travagliata, sentiva d bisogno d'ordine e di consolidamento alJ'interno e lo reclamava . Quest'evoluzione de!Jo spirito francese si ma.nife~ ~tava _co!Je ?ior~1ate d'. termidoro e di vendemmiaro . Conseguenze immediate: ti Dirett.ono e Napoleone J3orn:i.parte. La mente strategica di Bonaparte si era mostrata a Tolone ed all'armatad'Haliain faui parziali. Aveva fatte le sue prove in vasto campo d'attivit~t, quando, chiamato a fianco di Doulcet de I'ontecoulan~, ?c~upa_va il_ poslo già tanto illustrato da Carnot. Napoleo1~e all _ul~c10 d1rett1vo delle grandi operazioni, rappresentava il .gemo de1 giovani generali della rivoluzione che avevano p·roclamata l'azione a massa offensiva: ne era la sintesi - e Jo manife.stav:a nei suoi ordini alJ'armata d'Italia. _« Non si _ può presentarsi nella pianura del Piemonle che con ((dorze s_up~rio~·i al nemico: per ottenere quesf.a superiorità è ne<(. cessano n umre l'esercito delle Alpi a quello d'Italia. (( Q.ues t' operaz10ne . è adunque preliminare alJ' apertura della. « c~rnpagn_a, ' qualunque sia il piano d'operazione che si stablisca (( cl.1 esegmre c,1). (I) Colmay. 21 maggio 179-1. -

Con·. , v. J, pag. 33-86.

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« II primo principio che deve guidarci nella direzione delle armate della repubblica, si è quello che esse devono vivere colla (( rruerra, alle spese dei paesi nemici )) ( 1). pensiero na.:poleonico si delinea nettamente: la vittoria è data dall'urto delht massa. Se così è, è necessario creare questa massa in rruisa che essa rappresenti un~t forza viva ben maggiore di quell a può contrapporre il nemico. Solo riunendo l'esercito d'Italia a quello dell e Alpi si può (:)tt.enere questa superiorità di forze al m~mento in cui si arriva al primo .obbiettivo geografico - la piannm del Po - il luogo delle batta.glie decisive . Le Alpi sono un grande ostacolo logistico-amministrativo; ma si possono girare e la · guerra deve nutrire la guerra. Creata la massa, urge spingerla. nella direzione più uLile dell'azione militare: ora, siccome qualunque guerra offensiva è guerra d'invasione, si deve : (( ,1° Portare la guerra negli Stati del Re di Sardegna, fargli . cc intravedere la possibiliti.l. d,i minacciargli la cap itale e deciderlo (( p,ror.twnente. alla pace; <( 2° Costringere gli Austriaci ad abhando nare una parte delle « posizioni da. cui si possa proteggere il .Piemonte, ed intraprendere <( altre operazioni. ... . · ., . . (< Se la campagna cli febbraio è fortuna.La, saremo nei ·prmu (( giomi di primavera padroni cli Mantova, pronLi ad impossesarsi (( delle rrole del Tirolo ed a l)Ortare la guerra, d'aceordo coll'eser<< cito che avrà passato il Reno, Jino nel cuore degli Stati cli Casa « d'Austria J) (2). ·. Il primo ohbietlivo ehe si propone Napoleone è quello di battere l' ese?·cito 1iem:ico. Vi è un modo di farlo, dato dalJa ragione geografica, dalla naturn stessa di quell'esercito, composto di elementi diversi: l'italiano ecl il tedesco, che hisogn,1 sepamre. Ma lo obbiettivo geografico finale ell e si doveva raggiLmgere era il c~o_re deJJa monarchia austriaca - Vienna - perchè solo là era poss1b tle porla.re un gran colpo al nemico elle minacciava da vicino I>:trigi che p[Lre era la Francia, A questo cuore, a questo centro della monarchia austriaca ci si marcia contemporaneamente èl.al Po e dal <(

1

Il

eh:

(l ) Pa rig i. Luglio 1795. - Corr , v. I, pag. 80 . (~) Pal'igi. Lugl io li05. - COt'I'., V . l, pag. 85.


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Reno- un grande ostacolo geografico separa questi due movimenti olTensi vi -le Alpi ccntrn.li; - ma questo ostacolo deve essere su. µerato ed. al giorno della. decisione non vi può, non vi deve essere che una sola massa su l Danubio. · La campagna. del 1796-97 di BonaparLe è lit per dimostrare che ì suoi pensieri ·mili tari erano la sintesi dei pensieri mil itàri del la rivoluzione, che sono il fondam~nto, il carattere particolare che ·.distingue la guerra moderna.. Era un ·primo passo, ma un passo da giganle.M utarono forse di poi, nelle numerose guerre che si succedettero, le forme dell'azione - tempo, spar.io, forze: - rimasero quali elementi tfoettivi le geandi lince magistrali che egli ha scolpite e che i suoi esempi hanno reso immortali. Concetto sì vasto di Buonaparle non potè completamente realizzarsi liel •I '796-97, perchè il DireLLorio aveva in parte ereditati i sospetti degli uomini del Comitato, cd in parte subiva le conseguenze dell a condotl.a politico-militare cli quell 'istituzione. « II Di·<< reLtorio , ha eletto l'\apo leone, era dominato dalla stessa sua debo« lezza; a ve)'a bisogno per esistere della guerra, come un alt'ro « governo ha. bisogno dello sta.Lo di pace.... }~gli temeva il ritorno << degli eserciti; appro fittava ed era geloso della glorja dei generali; << cercava d'insinuare fra di essi. la. discordia; non li lasciava jnyec·<< ·ehiare nei comandi; li destituiva facilmente, e sopratutto dopo « grancli successi ». La situazione anelava però facendosi sempre più favorevole ai giovani generali.: il moto della rivoluzione correv:1 rapidamente incontro alla dittatura mili lare- al principio d'ordine ed unii.ari o. Napoleone Buonaparte era l'uomo disegnato dalla situazione. La guerra d'Italia acquistò ben tosi o un'importanza che forse non aveva mai avuta prima nella mente di coloro che l'[wevano ordinata: ciò che forse era accessot·io nella situazione generale divenne il fallo , principale. In una condizione di cose sifTalta, la sitmtzione personale di '.Napoleone di fronte al Direttorio è ben differente da quella degli altri generali della repubblica. Napoleone impl'ime vigoria sovrumana a tutte le operaiioni in Italia, quando per opera del Direttorio ogni azione politica o militare si dilata dal centro alla periferia; e tracciato un piano è deli tto mutarlo . Napoleone era capo asso-

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luto nel 'suo eserrito, aveva idee ben deternìinàle sui limiti d'onbedienza d'un generale in capo, e la sua volontà. ferì·ea S"imporieva; ·sentiYa poi che Lina 'nuova coildizione di cose s'.a.nd~va: sostituendo nella condotta governaliva in Francia, epperò rni's~:rava l'influenza che la situazione interna della Francia doveva eserc!ta,te sulla politica este1'na e sctll'ozione militare. . . . Era nat.ùrale: lo spiht~ d'una ri,,olur.i?ne ~1e~a d1 v1~a es~ansiva, gravida. di lotte, alleata d'un 'uoìno d1ge~IO, m una s1tuaz1o~e personale vetso il potere centrale come quella cii Napoleone rispet~o · al D'irettorio, non poteva non creare·un'azione militare audace, vigorosa , irresistibile ; un'azione politica prèssochè indipenden~e: Napoleone aveva detto : « Sehire la patria, meritare dal_la pos~en ta « una pagina nella storia. Ilo cominciato cbn qualche glona, desidero « continuare ad essere degno di voi)). Il Direttorio era stato costreLto a chinare la fron te irinan~i a lina sorte di opinione soldatesca, manifestafacrli energìcamente: cosicchè quandò le armi franèesi, ha detto giusta;enle uno storico, giungeva.no sul Semmering, vi erano due eserciti ben distinti: quello di Césare e quello di Rom.a.

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V.

Riassumiamo . Quando la rivoluzione scoppiava in Francia, l'arte militare in Europa era pérsonilìcata in Federico II e nelle su~ battagl ie. ~'~uropa era diventata nella milizia prussiana: prussiana nelle 1st.1tu- . zioni, nella discipli na, nella forma, nei mezzi; nessun~-bamer~ aveva potuto arrestare il prussianesimo, neppure i gran~t ?stacoh geografici, che hanno separati popoli di indole diversa. Un suml~sta~o di cose, mentre lasciava· alla Prussia tutto lo spl endore della v1LLona e della supremazi a'J:nilita.re, trascinavéi di fatto gli altr~ es.erciti al decadimento. Dappcrtlltt.o eranvi eserciti più numerosi di_ ~uello che le risorse econo miche permettessero ; csercili insufficienti rn guerra, perché il mestiere delle armi era caduto nelle mani delle classi meno colte; eserciti mercenari, in una parola, mentre il restante del paese non era altro che moltitudine timida e snervata. (


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. La r ivoluzione francese rjbellandosi a Lutte le istituzioni, a tutte le credenze, a Lutte le idee, è passata come turbine sulla vecchia Europa. Non è nostro éòmpito studiare quale fosse la missione storica della Francia in ordine all'incivilirn.ento: - nell'arte militare, agli eserciti mercenari lm contrapposti quelli nazionali· alla lotta di poc!1i, la lotta .di t'..1tti i cittadini; alla gt~erm lenta, pa;siva, la guerra vigorosa, oHens,va; alla distruzione delle fortezze la distruzione degli eserciti nemici. L,1 rivoluzione insomma proclamando la guerra offensiva a massa, dava nuovo indirizzo all'arte della guer~·a, e p.o'.1eva le basi allo svolgimento storiéo di quel grande pensiero m1!1tare eh~ prese nome da Napoleone, che abbiamo :isto continuare il suo .c~mmino fino a noi, allargando sempre più 11 _ca~~o della sua atcmtà quanto più vasta è l'applicazione del pnnc,pw base. · Quest'idea dell' offensivci a ?naSS(i noi l'abbiamo seo-uita in tutte 0 le. sue fa.si: alla sua proclamazione, col Comitato di Salute Pubbltea; .nella sua applicazione, coll'esame dello stato psicologico della Francia, del suo esercito, dei suoi generali; nella sua sintesi, con Napoleone. Ci rimane il principio: « La f'orce cl'ime a1·m.ée comme « la qnantité . d~s mouvements dans le mécanique, s'6val1.:e par la « masse mu ltlpltée par la 1Yitesse » . Così fu -

cosl è - così sarà sempre.

G. ZAVATTAIU Tenente agg1·egaio di s-tato maggiore.

LA

POTENZIALITÀ DEGLI SBARCHI IN CORRELAZIONE COLLA DIFESA PER LINEE lNTERNE

La questione degli sbarchi, che tanto interessa i i nostro problema difensivo, non fo finora trattata completamente, almeno per quanto rigua.rda la correlazione fra la potenzialità della invasione marittima e la difesa per linee interne, che oggi è parte integrante del sistema difensivo nazionale. Gli ufficiali di marina . considerarono quella questione come estranea alla guerra marittima, occupandosi essi.più specialmente del modo come contendere il dominio del mare; gli ufficiali dell'esercito la considerarono un' inLrusa nel campo della scienza militare, e non la accetlano che sotto· il protettorato di autorità meritamente apprezzate. Questa tr~scuranza qunsi generale di un fattore dell'offensiva nemica ha .la sua ragione di essere nella storia interameme terrestre del nostro risorgimento, e nella mancanza assoluta di vita marittima nell'Italia. Non è quindi meraviglia se l'offensiva per mare fo dapprima stimata impossibile, poscia caratterizzata come un semplice colpo di mano, ed infine limitata a due corpi d'esercito, nel quale ultimo apprezzamento si persiste da più anni, e quasi si è concretato il nostro sistema difensivo. Col variare della poLenzialitit delle due o[ese terrestre e marittima diveniva necessario modificare la soluzione del problema ANNO XXllI, VOL. lV,

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LA POTENZI AL[TÀ DEGL[ SBARCHI

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della difesa nazionale; ed infatti, nei progetti più o meno completi, proposti da alcune notissime autorilà militari, una differenza nei determinanti ha portato una differenza grandissima nel modo come venne concepiLa la nostra difesa. L'argomento essendo di grande importanza, per le conseguenze che potrebbero derivare dall'avere adottato un sistema di difesa non corrispondente alla natura dell'offensiva nemica; io stimai necessario di studiare la potenzialiLà delle invasioni marittime come nella Rù,ista ma1·ittima ho studiato i sistemi difensivi (1) ehe tennero e tengono tuLtavia il campo dell'opinione militare. In questo mio scritto procurerò di soddisfare alla seconda necessità, che ho più sopra accennato, studiando la potenzialità delle invasioni marittime. Nella imposs ibilità cli trattare, anche superficialmente, la teoria generale dell e operazioni di sbarco, io sono costretto a suppoi'la a conoscenza del lettore, al quale non sottopongo che i miei apprezzamenti, ed i calcoli comparati che le spedizioni marittime compiute od apprestate mi potevano o/ferire. Prima. di tentare la soluzione del problem:t, dissi essere necessario apprezzare ne( loro gi.uslo valore le offese che ci possono venire per Lerra e per mare, onde lrovarci in grado di porre nella sua vera natura il rapporto delle nostre difese; ed è noslro dovern, sempre che non si voglia per paternit.à di sistemi falsificare la realtà delle cose, di porre a determinanti della questione i massimi delh:t doppia offensiva. Determinali quesli massimi , si potrà per via cl' eliminazione, di probabilità di residui, circoscrivere nella quantità, nello spazio, nel Lempo , quel massimo d'offesa; elasticità questa di limiti che favorisce gli apprezzamenti ideali , e che potrebbe anche conchll're a soluzioni divergenli, ma giammai falsificare il problema. L'essere invece partiti, come hanno falto alcuni scrittori da alcuni dati che io stimo inesatti, ed averli accettali per veri, fece sì che la soluzione, apparenlemente vera, veniva acceltata per tale da coloro . che_si limitano a rivedere lo sviluppo del calcolo senza curarsi se fra i dali del problema non vi sia una contraddizione che conduce all'assurclo. Deriva quindi la necessità di (1) Veggasi: 1.isame ci·ibico dei periodi dif'e11sivi te,1Test,·i e tn(Wittimi - Riv·i sta ma-

rittima,, settembre 1878.

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I N COR RELAZIONE COLL A DIFESA PER L INEE INTERNE

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stiinare nel loro massimo la po tenzialità delle invas ioni terrestri e marittime, poichè non dobbiamo ammettere che una nazione, quando le torni di vantaggio, non voglia fare uso di tutte le sue risorse. L'eventualità più pericolosa per l'Italia essendo quella di una guerra da sola a sola colla Francia, è necessario assumere come dati del nostro problema difensivo la quantità di truppe che essa può gettare per le Alpi e pel mare, quando l'invasione marittima ' venga presa. come grande linea d'operazione in un piano preventivo di guerra, provvedendo in pa.ce agli ordinamenti necessari. Io so che i più non ammettono la possibilità di una guerra da soli colla Francia, e forse nelle circostanze presenti è assai poco probabile; ma i sistemi difensivi non possono mutarsi di giornata in giornata; essi fanno pm'te della organizzazione del paese, si radicano potentemente, ed a ragione il Ricci diceva che « gli errori che si com(< mettono in fatto di sistemi difensivi non si correggono peì· pa.(< recchie generazioni >l . È perciò necessario partire dal dato generale e possibile nel determinare i criteri ed i sistemi difensivi, lasciando quel tanto di margine fra il sistema completo e quello ri dotto che corrisponde alla varia probabilità della massima azione offensiva. Accetto di. buon grado l'opinione del Ri.cci che limita a circa 350000 uomini l' a1.ione inizia.le francese per i sei sbocchi delle Alpi, benchè da altri si ammetta una potenzialità alquanto maggiore. Durante il periodo iniziale, quello cioè che corre dalla dichiaraziòne di gLterra allo sbocco delle colonne invadenti nell'alta valle del Po, e che nelle concfoioni attuali si stima della durata di un mese(,!), la Francia ~.Yl'ebbe ancora disponibile una forza di circa 300000 uomini di prima linea da rovesciare sull'ILalia. Anche ammettendo che solo 200000 uomini rimanessero disponibili, tenuto conto dei bisogni delle colonie, dell'ordine interno ecc., riduzione per certo eccessiva, diviene evidente che l'invasione marittima della ).?rancia non può venire limitata dall e forze di terra. L'interesse della nostra possente vicina non è per certo quello di (1) A questo proposito corrono opinioni cotanto diverse che io, per incompetenza, nell'accennare quella del Ricci e ciel Dabormida, non ho pensiero di oppugnare i divergenti critorii.


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LA POTP.N Z!ALITÀ DEGLI SBAflCHI

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restringere o trascurare l'invasione marittima. Basta a. provarlo il Ì progetto di sbarco alla Spezia per operare su Bologna assunto come JJpiano ·d'operazione contro l'Italia nel 11867. Quando poi si consideri che una doppia ed energica offensiva iniziale corrisponde pienamente ai prinr-ipii della guerra moderna ed al carattere del soldato francese, e che nelle condizioni del nostro sistema difensivo essa ci costririgerehbe a dividere in parli insufficienti tanlo al norcl quanto al sud le nostre forze cli terra, è d'uopo riconoscere che, ove altra ragione non s' opponga., la Francia ha tIJ.tte le convenienze ad assumere il mare come linea d'operazione principal e, e questo tanto ·più quanto maggiori sono le resistenze che le si opporranno al passaggio delle Alpi . Quali sono dunque le ragioni che possono limilare l'offensiva marittima se la Francia ha le forze, lll. sicurezza, la convenienza di tentarla? Vediamol e da vicino: 11° L'inaccessibilità delle coste, e le difese marittime. Quindi bassi fondi lungamente sporgenti, roccie a picco con catene cli monti imprati cabili, flotte difensive e fortificazioni da costa; 2° La capacità cli trasporto del naviglio da guerra e mercan. tile che possiede la Francia. · Le prime cMsè sono estranee al mio argomento. Esse non riguardano direttamente la potenzialità ma bensì la possibiiità dello sbarco, poichè quelle difese sarebbero valide tanto, e forse più, contro una spedizione di 150000 nomini, quanto contro un corpo di sbarco eventuale e minuLo. La. soluzione del problema. che riguarda la possibilitiL è fra le più difficili e complesse poichè, per trattarl~t conveniente1nente, si dovrebbe prendere ad esame la natura delle coslrnzioni navali, la potenzialità delle flotte e delle fortificazioni ecc.; questioni, le quali non possono svolgersi che in un corso completo cli guerra marittima e che fino ad ora non furono trattate con quella vastità di crilerii, quella elevatezza d'nrgoménti sintetici che danno ai problemi complessi l'unità di ca.rattere che è misura dei grandi lavori . Non è quindi della possibilità degli sbarchi che debbo tratt.are, debbo invece svolgere per quanto so e posso l'esame della potenzia( lità__di_trasporto del nav,igli~ fra,ncg~~. Se la diresa delle noslre coste 1

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IN CORRELAZIONE COLLA DIFESA P ER LI NEE INTERNE

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fosse fatta coine in Inghilterra colle fortificazioni da costa e colla flotta, la questione della potenzialità degli sbarchi sarebbe trascurabile. Di fronte ad una Hotla capace cli contrastare momentanea- i mente il dominio del mare, edi portarsi sopra "il convoglio di sbarco, ' questa operazione diviene impossibile, ed i tentali-vi si ridurrebbero al più a piccoli convogli succes,;ivi ed indipendenti, ciò che esclude una grande diversione strategica. Sventuratamente la difesa delle nostre coste, deve oggi (od almeno t'esercito la crede possibile e necessaria) farsi colle sole forze di terra, poiché la flotta non è in grndo cli assicurarle completamente dall'offensiva nemica; ed in tale caso diviene indispensabile apprezzare nel giusto valore la poJen.zialità di trasporto della marina francese. Che l'esercito ritenga la difesa per linee inteme la sola possibile ed indispensabile nelle condizioni presenti lo provano i la.vori del Ricci, dell' Araldi, clel Veroggio, del Dabormida ecc. e gli articoli sparsi qua e là nei periodici. Questa convinzione generale nell'esercito, si è tanto ra,dicata nell'opinione pubblica che in una l)Ossibile eventualità, il sistema difensivo che ci forza a spezzare in due parti l'unità del nostro esenilo, verrebbe per certo adottato come piano di difesa nazionale. · Io non discuLo se questo sistema sia una. necessità del momento, se dia speranza di frutti migliori, se il concetto radicato nell'opinione crenerale clel paese non falsifichi la natura del nostro problema difensivo, procuro soltanto di porre in evidenza i pericoli ai quali esporre il paese. · Per l' esercito la questione della possibilitçì, tenulo conto delle condizioni presenti della floua, è quasi trascurata. Per esso uno sbarco può sempre farsi od al I)Ìù è questione d'opportunità e di tempo; mentre invece la pote1izialità del lo sbarco è da lui grandemente riclotla. P.er gli ufficiali di marina invece la questione è quast rovesciata. Per essi la p1·obabilità di uno sbarco è assai poca anzi quasi nulla, tenuto conto della minaccia e dell'azione cli una flotta anche inferiore ma risoluta ed attiva; mentre invece eliminata la possibile difesa, sia sul principio, sia. nel corso della campagna, essi in generale ritengono che la 7Jotenzialità dello sbarco è di gran lunga superiore a quella massima fissata generalmente a 60000 uomini. c)

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IN CORR€ LAZI0NE COLLA DIFE SA P ER L INEE INTERNE

L A P OTEN ZIAL ITÀ DE GLI SBARCMI

Tanto nell'esercito quanto .qell'armata vi è quindi una o-enerosa esagerazione delle forze rispettive, cd un inesatto apprezza~ento di quelle del nemico. La _co~fu~ione di potMM~alità e possi bi lità è quella che generava la :vaneta d1 apprezzamentr astrall i, nei quali si portava come coef.lìcicntc_della pot.en7:a il grado di pro bab ilità. Per noi esse debbono essere d_ue q~est10n1aff~tt~ separate, anzi divergenti, perchè col sistema ~hfensn:o naYale si nduce al minimo, con quello pei· linee inLern e st favonsce la tendenza di spincrere al massimo la potenz, 1·,cl1·L1 t> I cl deIl o sbarco. Per ot·a i1uanto_ è n~solulamente necessario sepa rare la pot enza ~al grado probabile di un'operazione di sharco, poichè. se ciò non ~1facesse, sar~b~er? scalzate le basi del sistema difensivo per linee rnlerne. Esso mtau11rnò concretarsi così: « La difesa nazionale è interamente terrestre. La difesa delle « coste è alùclata naturalm ente all'esercito. Il concorso d ,lJe ·c1. IL. d'f . . e ' ie <: 1ese_ mat'IU1?1e _p~tò essere più o meno utile, ma non ci dispensa « d~!la 1mprescmdr b1le necessità di tenere dislocate nella peniso.la. a « cli!esa della coste una quantità di truppa uguale a quella che il ne« ~1c?. pnò contemporaneamente sbarcare >> . Condizione della riusc1t~ d1questo sistema difensivo è che le forze dislocate a difesa della pen1so_la possano, ~nuto ~onto della potenzialità logistica (che è as ·ai poca.) tu tempo utile.' ed rn qualunque periodo dellfl. campagna cli guer'.·a, concenLrar:;1su l punto strategico più conveniente per battere il corpo sbarcato. I limiti di Lempo ulile imponaono di ar,irc 0 con tutta la rapiclitit possibile onde potere: · O . l ?per~re _il conce~lramenlo delle lruppe scaglionate da Pistorn a l'ì apolr p.nma c:he 11 nemico sia in grado di agire separatamente coniro d1 esse: 2° Portare _u_n col~o. d~cisivo sull e truppe sbarcate prima che e~~e, ralforzates1 tn pos1z10n '. vant~ggio~e, vengano quasi raddoppiate da una seconda operaz ione d, sbarco che potrebbe avere luo11o so.~ra le spiagge tirrene sei giQ1J1i al urnssim~ dopo compiuta 1a 1111~a, o vengano completate colle truppe precedentemente raccolte nell isola d'El bn. -~osl? in tali co~dizioni il problema difensivo io so che gli autori m1htan sperano dr averlo fe licemente risolto. E forse questa nna ge1')

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nerosa speranza che equilibra quella dell'armata circa la possibilità di impedire uno sbarco con forze grandemente minori ma sicura.mente e rapidamente manovrate. li voto di tutti è per certo che entrambe qtteste speranze divengano realtà nel giorno della prova; ma esse non potrebbero cli ven i1'10 quando la realtà dcli' o[ensiva nemica. noo corrispondesse nei determinanti a quelli posti a base del nostro problema. La potenzialità dell'offensiva marillima francese, che oggi è quasi generaln1ente accettata per vera. a meno di poche eccezioni, è circoscritta a 60,000 t10mini contro i qua.li :-i stima oece;;sario ave1·e scaglionato uella penisola, nei primi periodi della campagna salvo a. richiamarli più tardi verso il nord, due corpi d'e:;ercito nelle vall i del!' Arno e del Te, ere. Siccome però non converrebbe lasciare ~apoli interamente sguernita cli truppe cli 11° linea, e d'altra parte di fronte alle possibilità d'uno sbarco sulle coste toscane non sarebbe prudente avere meno cli 60 ,000 uomini nella zona centrale, così si è costretti nel primo periodo dell a campagna a Lcnere 3 corp i d'esercito alla difesa delle cosle. U nostro sistema difensivo ha quindi il suo fa ttore mobile diviso in due campi. Al nord 7 corpi d'esercito incompleti la massima parte durante iI primo periodo, conseguenza della necessità di ienel'e nella penisola i primi 3 corpi completi onde opporsi ad nna invasione possibile nella prima seuimana delle ostil ità. l n qnesle condizioni, e nei limi Li imposti all' offensiva francese dagli autori mili tari . iI problema può dirsi con,enicntemente risolto. Nel secondo periodo però, che comincia colle gl'ancli opcrnzioni per linee interne nell'a lta valle del Po, i 7 corpi d'esercito anchegiil completa.Li non sarebbero sufficienti per trarre Llltto il vantaggio da quelle prime giornale nelle quali il Ricci concreta la nostra prirwipale cliresa. Sarà qriincli all ora necessario richiamare uno o dlle corpi di esercito, lasciando alle divisioni di rnifo-,ia mobile, cl1e si sarebbero già formate, la difesa secondaria della penisola. In questo secondo periodo uno sbarco anche cil'coscritto a 60,000 uom ini non potrebbe venire efficacemente con trasla Lo; ed nna seconda operazione di sbarco ci costringerchbe ad accettare eventualmente un esercito } attivo di oltre ,J 00,000 uomini operante dalla valle dell'Arno SLl Bologna per contrnstarci il baluardo Apennino; e clipcnclerit dagli


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Li'\. POTENZIALITÀ DEGLI SBARCHI

eventi delle grandi battaglie nella valle del Po la difesa successiva. della. penisola. Il sistema. difensivo per linee interne (che il I-licci ammeLte come una necessità del momento, ma che soLto l'egida 'del suo nome fini per di venire organica e radicarsi come un fatto naturale nell'esercito) ha quindi una probabiliLà di successo quando si considera il solo primo periodo della campagno,; ma non può accetl:arsi come sistema completo e duraturo quando si consideri i pericoli ai quali ci espone nel secondo periodo. Questo sistema difensivo può quindi chiamarsi un compromesso fra l'ùnpo·rtanza e la necessità e guardiamoci dall'étecordagli la fiducia che meritano i sistemi naturali ed interi, e dal cre~ere che nel uostro caso la questione degli sbarchi si riduca ad una semplice gara fra le flotte e le ferrovie. Nella eventualità della guerra colla Francia questa gara sarebbe assai breve, anche quando la potenza dell'invasione marittima si limitasse a 2 corpi cl'esen;il.o. Ma queste colonne d'Ercole che si sono innalzate sulle rive del mare sono poi esse tanto solide che non possano crollare? . · · L'offensiva marittima non potrebbe es~ere fino dal principio della campagna superiore ai 1100,000 uomini e minacciare di completa rovina il castello fantastico della nostra difesa? E se ciò fosse su chi ricadrebbe la colpa di avere radicata o di non avere scalzata una convinzione che potrebbe riuscire fata le? La potenzialità dell'invasione francese non essendo limitata che dalla capacità cli trasporto del naviglio, è da questo che dobbiamo partire per apprezzarne l'entità, e svolgere opponunamente il nostro problema difensivo. Uno studio del materiale da trnsporto francese farà seguito ~1 queste considera1.ioni generali. Da quei calco.li appa.: rirà evidente, che, ove la Francia voglia assumere il mare come linea. di grande invasione, essendo anche quella per ora di minima resistenza, essa potrebbe portare (senza disturbo del suo commercio, ~ avendo solo prese con prevcggema le opportune mis1l!'e) l'offensiva marittima a circa cli 4 corpi d'eserci to sulle coste tirrene col na- viglio cli grossa portata, servendosi del piccolo naviglio per completare la linea d'invasione del 1.iLtorale ligure. È strana infatti la confusione cli e si è fatta circa le operazioni di sbarco che la Francia potrebbe Lentare sulle costa ligure o tirrena. Si è supposto che la Francia per le sue operazioni di sbarco a. Vado

JN CORRELAZ IONE COLLA DIFESA PER LlNEE INTERNE

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e Savona avrebbe impiegato il grosso naviglio. Perchè? Essa. avrà invece LLltto il vantaggio acl impiegarvi un naviglio minuto, il quale sarà duranLe tutt,da campagna destinalo a numtenere e favorire le comLmicazioni per mare. Le condizioni del ~iecliterraneo in est.ate sono tali che, A. Doria lo diceva a Ca.rio V, i migliori suoi porti sono i mesi di luglio e di agÒsto . Se si tiene quindi conto del breve tragitto, della. sicurezza militare dovuta alla vicinanza di Tolone ed alla sorveglianza della flotta potente, si comprenderà di leggeri come torni utile alla Francia impiega.re sulla. costa ligure il suo naviglio di piccolo tonnellaggio, operando con esso spedizioni spicciolate e minute, non essendovi necessità di agire con forze ingenti sopra una costa, il possesso della quale non può venire a lungo contraslalo. Ritengo quindi che le operazioni di sbarco con materiale leggero, tenuto conto della distanza minore cli 1100 miglia che separa Vado da Villafranca e da Nizza (le quali sarebbero le basi d'operazione del piecolo naviglio) se1:banclo Tolone e Marsiglia a base delle grandi spedizioni, sono le più utili, le più omogenee alla natura delle operazioni spicciolate, quell e che tro verebbero f~ore nel pubblico essendo , esse nella, tradizione marittima fra~1cese. Infàtt1 i~~ specli7.ione. dei !' Normanni sotto Guglielmo il conquistatore, quella ideata dal Dll'ettorio e cla Napoleone I contro l'Irlanda e l'Inghilterra si compirono t o'doveva.no compiersi con mttteriale niinuto; e la spedizione cl' Algeri fu in grande parte completata con barche di 25 a 30 tonnellate di carico. Le grandi imprese las<~iano un'eredità di tradizione che non va perduta; divengono organiche e tendono a riprodursi come se in I quelle si concretasse l'individualità. nazionale. Dietro queste considerazioni si può dividere il materiale da Lrasporto francese in tre cta.ssi dina.vi , cioè: 1 1° Nàvi di grande tonnellaggio. cioè vascelli, fregate, corvette, trasporti, avvisi .. .. . superiori alle 11,000 tonnellate di spostamento, ed i vapori mercantili superiori alle 300 tonnellate cli carico per le spedizioni sulle coste tirrene; 2° Navi di picco lo tonnellaggio, cioè avvisi, cannoniere, nmorchiatori, ecc. inferiori all e 800 tonnellate di spostamento, ed i vapori di commercio inferiori alle 200 tonnellate di carico, destinati alle spedizioni sul~a riviera di ponente; 3° Alcune navi da guerra, ed i vapori che hanno un tonne!-


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LA POTENZTALIT.l\ DEGLI SBARCHI

Ja1wio di carico compreso fra le .200 e 300 tonnellate che possono, 01' secondo le evenienze, essere impiegati tanto nell'una quanto nell'altra spedizione. Conosciuta la cruantiLà totale delle navi da trasporto di cui dispone la Francia è necessario sottrarre da quella i non valO?"i, cioè quell e navi che per ragione di commercio, per lontananza dal paese. per necessità cli riparazioni, per impossibilitit nautiche non possono comprendersi nel naviglio cla trasporto per una operazione militare di sbarco. L'entità dei non -valori dipende: 11° dalla data in cui si compie la spedizione relativamente a quella della dichiarazione di guerra, nel quale intervallo una quan litil: dei non valori può divenire impiegabile; 2° della preveggenza colla quale ru organizzata dal governo la spedizione marittima.· L'apprezzamento delle ~ause che modificano l'entità delle forze disponibil i può essere vario; ma per ceno non può oscillare i"ra limiti molto grandi per chi ha unn conoscenza esatta delle cose di mare, e delle risorse di cui dispone tm paese. Per coloro che non fossero in gr:1cl~ cli formarsi un criterio pratico del coefficiente variabile clei noH valori basti osserva.re che, in uno studio preventivo del nostro materia.le cla trasporto in base alle relazioni dei capitani e direzioni delle compagnie di va.pori si sono portai.i i non valori alle cifre seguenti: 1 / del nmnero totale, per la flotta militare utilizzabile nel tra3 sporto, eccettuai.e quelle di baLtaglia., ¼ del numero totale, pei vapori cli commercio superiori all e 11000 tonnellç1:te cli carico, 1 / del numero totale, pei vapori di commercio inferiori alle 5 ,t 000 tonnellate, superiori alle 300 tonnellate di carico, '/,. del numero totale, pei vapori inferiori a.Ile 300 tonnellate cli carico. Benchè io riconosca che in una spedizione 'apprestata di lunga mano si potrebbe fare assegnamento anche sopra un maggior · numero, pure, per non incorrere nella censura di a.vere esagerate le forze nemiche, mi sono limitato ad ammettere che, dopò 12 giorni a fare conto della dich iarazione cli guerra, la Francia· abbia disponibile -per una spedizione, una fqrza relativamente assai inferiore a quella che venne da noi assunta nel!' ordinamento preven tivo di una. spedizione marittimo. .

IN CORRELAZIONE COLLA DIFESA PER LI NEE INTERNE

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Debbo avvertire però che quando la spedizione dovesse avere luogo dopo ~n mese dall'apertura delle ostilità, e ne fosse stato impartito (anche per semplice minaccia onde costringerci a mantenere tre corpi d'esercito nella penisola) l'ordine preventivo alle compagnie marittime, il totale dei vapori cli grosso toi:inellaggio colle risorse immense di cui dispone la. !?rancia, potrebbe essere portato pure oltre la, meLà del numero totale, da impiegarsi i~ u~~ o due spedizioni successive a. breve intervallo, della pot:enzialita cli circa 1150000 uomini, imbarcati sulla flo tta mercantile e mili tare da trasporto . Col materiale di piccolo tonnellaggio potrebbe poi trasportare facilmente un corpo cl' esercito, q11a.ndo per i cavalli ed il grosso materiale volesse uti lizzare una ventina di pon-:toni , facilnÌente riducibili da navi o fregate a. vela, i quali si prest.erehbero a tutte le necessità marittime e militari del trasporto , e potrebbero, come io lo stìmo conveniente, venire eziandio impiegati nella gra.ncle spedizione per l'imbarco di una parte o di tutta l'artiglieria divisionale, che sarà chiamata ttcl agire prontamente contro le truppe che si possono eventualmente tro\'"are a conten dere lo sbarco . Io sono quindi riuscito a quella co11clusione, cotanto contrastata., del colonnello Corsi, h quale faceva dire all'autore dell'opuscolo che ha. per titolo: « L'offesa e la liifèsci contro l'1it&stri_a e la Francia, che l' ipotesi cl' uno sbarco sulle spiaggie d'Italia disconosciuta troppo dagli uni, era portata. dagli a.Itri oltre ogni segno delle possibilità ed efficacia >) . :Nessuno più di me desidera che il mio apprezzamento s~lla potenziali Là degli sbarchi possa essere erroneo ; ma la convmzione, nella qua.le sono giunto dopo lungo esame della materia., mi consiglia di dare alle idee che esposi nel mio ~orso ali~ sc~?la di guerra uno sviluppo ecl um1 diffusione maggwre, e grnst1hca. la mia persistenza nel riehiamare il sistema. difensivo alle vere sue basi. La difesa per linee interne tende ad accrescere la potenzi~1lttà delle invasioni nemiche; la. di fesa marittima tende invece ad eliminare le grandi invasioni strategiche. La prima diviene sempre più difficile col progredire delle operazioni di guerra nel teatro nordico; la seconda. ci permette di utilizzare ìnlere le nostre·


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1

LA POT F,NZIALIT À Df.GL I SBA RCIII ECC .

forze conLro l'invasi one Lerrestre con tuLta la speranza di trionfare; la prima si oppone ad una sola operazione di sbarco, la seconda invece compromette nelle loro basi di operazione tamo le grandi quanto le piccole invasioni, ed elimina l,t possibili.Lit delle operazion i successive, che sono quelle appunto che più minacciano il sisLema della nostra difesa. Quale sia il miglioro ed il piu economico sistema di difesa marittima per impedire gli sbarchi , è questione estranea a qLteslo mio scritto . inteso a dimostrare come il sistema di difesa per linee interno, se ci può essere imposto da una irnperios,t necessilà momentanea, non può divenire il sistema naLurale della difesa nazionale, senza fabificare il problema, sel17.a condui·ci a disastrosi rovesci. · L'invasione marittima, incon lrastata sul mare, è altrettanto facile, possibile, probabile quanlo il passaggio cli una aperta frontiera; e potrebbe venire adotLata dalla Frnncia e comp iuta più facilmente c~he non il passaggio dell ' Alpi; infatti un ufficiale superiore clell' esercito francese ha esauamenle definita l'offensiva dicendo « Vous fo rlifiez les Alpes mais nous les « passerons pas J>. Le Alpi ed il mare sono funzioni reciproche. La linea di minima resistenza sarà sempre quella per la quale si Yolgerlt !a massima offensiva; è quindi nostro dovere, potendo, cli chi udere al nemico quella delle due vie che più ci minaccia, e che ci è più facile ed economico di completamente sbarrare. TI sistema per linee in terne dà libero campo · alle due invasioni, ne favorisce la poteozialil.'t, spezza in due· parti la nostra difesa e la nostra esistenza; è quindi un sistema che accettato per vero ci conduce a pericolose evenienze. La. difesa principale del paese può utilmente esser fatta, e deve farsi, sulla rrontiera , sia questa montana o marittima., e non dobbimno ri durci a quella per linee interno se non quando, divenula quella impossibile, questa ci offra ancora il mezr.o di rifarci dei roYesci toccati. D. BONAllilCO

Tenente cli vascello .

B RE V I AP PU N TI INTORNO AD UN

TELEl\l ETRO i\ DOPPIO SESTANTE

§ •I . .Nei terreni ondulati o coperti da rigogliosa vegetazione è spesso impossib il e il servirsi di 1.elemeLri che richiedono un

segnale nalurale (falso scopo) sul prolungamento della ba.se e che non forniscono la clisLanza cercala se non quando l'angolo maggiore clel trittngo lo determi1mto dall a base e clal punto oggeuivo è retto o cli pochi gradi differente dal rello. Il telemelro che propongo è stato costrutto nell'intento di elimi nare, pe1· quanto possi bile, siffatto inconvenienLe e di raggiungere, all'uopo, nella delerminazione delle piccole distanze tale precisi one da renderlo atto anche alle operazioni topografiche. Con esso la distanza cercata si determina, secondo il solito, mediante la soluzion e parziale di un triangolo avente un vertice al punto oggettivo e gli altri due agli estremi di una base di lunghezza nota. Dato , a cagion d'esempio, che si voglia cleterminnr·o la clistanr.a O13 (Fig. 7•) fra il punto B e l'oggellivo O, si stab ilisce e si mis11.ra una hase AB e quindi si trovano mediante il telemetro gli altri dal.i occorrenti per avere il valore del laLo OB del triangolo AOB.


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INTORNO AD UN TELEME1'RO A DOPPIO SESTANTE

BREVJ A-PPUNTI

In tale triangolo si ha: a ~

Ma si ha pure

o sen A= ocos (R-A)

sen O

(>I-)

sen O

chiamando a l'angolo esterno MA O,

ed

(R-A) a= _o cos _,_ _ _;: (11) sen(a - B) ·

a=2R-(~+r) . Risulta quindi

1n questa equazione ("), a rappresentando la distanza che si cerca ed o la ba.se che si misura, il telemetro deve dunque fornire il Yalore di .

w = 2a.

cos (R-A) sen (<X- B)" ~ ~- . Nell'operar~ co_l telemetro viene applicata la seguente propr1eta. delle superficie nfletten ti: Se si. hanno due specchi piani A e B (Fig. o") non paralleli e se suppongonsi tagliati da un piano normale all'angolo diedro da -essi for~ato, l' occl~io di un osservatore situato in un punto qualunque V su tal piano, traguardando un punto O collocato pure sul piano medesimo, vedrà nel punto dello specchio A rasentato dalla visuale V, l'immagine di un punto F qualsiasi (per doppia riflessione) . Tale punto F giacerà pure nel piano sopra.detto e l'angolo w formato dal raggio incidente che parte da F colla visuale V O sarà doppio dell'angolo diedro a formato dagli specchi. Infatti, insegnando l'ottica che il. raggio incidente e il riflesso giacciono su uno stesso piano perpendicolare alla superficie riflettente e V O essendo su un piano normale allo specchio A, vi si troverà anche il punto F. Essendo poi gli angoli d'incidenza eguali a quelli di riflessione · si avrà:

6= 2R - 2~ q, = 2R -2y. (') Chiamando

n l'angolo retto.

155

I

§ 3. Le parti essenziali del telemetro sono: 4° Una coppia di sestanti a due specchi; 2° Due congegni per valutare il movimento angolare di ciascuna coppia di specchi; 3° Due cannocclliali cli Galileo. § 4. La coppia, di sestanti è costituita da quattro specchi A, B, C e D (li'ig. 6a) collegati rigidamente due a due (A con B e C con D) e situati normalmente sopra nna piastra piana. L'angolo che fanno tra loro gli specchi A e B è uguale a quello che fanno tra loro gli specchi C e D più novanta gradi, La coppia cli. specchi A e B può mutar posiz ione girando su un perno parallelo alla intersezione delle superficie riflettenti; così pure la coppia di spe.cchi C e D. Pel principio esposto nel § 2° la somma degli angoli w e w' sarà costantemente eguale a due retti. ; l'angolo misurato da un sestante sarà cioè supplementare di. quello misurato dall'altro . Prima di cominciare le operazioni pella determinazione di una distanza, gli specchi di ciascun sestante devono situarsi in modo che facciano tra loro un angolo di 45 gradi. § 5. Quanto ai congegni per la misura del movimento angolare impresso agli specchi è da notarsi quanto segue: 1° Tal movimento è calcolato a partire da una posizio1ie _ p1·imiiiva nella. quale i due angoli diedri fatti dagli specchi in ciascun sestante sono eguali ciascuno a MS gradi; 2° Il movimento degli specchi A e B è indicato da un qua-


1f>6

BREVI APPUNTI

INTORNO AD UN T ELEMETRO A DOPPIO SESTANTE

drante S (vedi la Fig. 3adell'annessa tavola) ed ha. luogo per mezzo di una vite perpetua e di un arco di nwta denta.ta C''); 3° Il movimento degli specchi C e D viene indicato per mezzo di due quadranti (P e Q) (vedi la Figur::t testé eitata) che forniscono il seno dell'arco descritto dagli specchi stessi allontanandosi dalla posizione primitiva, con cinque cifre decimali. Ha luogo per me:i:zo di una madrevite ehe spinge un'asta dall a quale i detti specchi sono sosLenuti (vedi le figure 11• e 2a dell'annessa tavola) . L'indice del quadrante Q segna i centomillesimi ei decimillesimi, quello del quadra,nte Pi mill esimi ed i centesimi. Se l'indice del primo quadrante corrisponde p. es . alla2~~ suddivisione e quello del secondo alla 87a, il seno cercato sari~O, 08729; 4° Mettendo tutti gli indici a zero si riducono gli specchi. a far · tra loro in ciascun se~tante un angolo di 45 gradi . Corrispondentemente a ciascun sestante è collocato nella parte posteriore del telemetro un cannocchiale di Galileo . L'asse ottico cli siffatti cannocchiali è parallelo all'asse dello strumento e giace nello stesso piano che il lato superiore degli specchi A e B. , 1 Tutto il meccanismo del telemetro è sorretto da una piastra di ottone e protetto da un tubo a sezione ottagona lungo 17 centimet6 ~ colla base cli ocentimetri quadrati circa. (Vedi le'. Figuredell'annessa tavola). § 6. La determinazione cli una distanza con questo telemetro si può fare in tre modi cioè: ci) Traendo p:utito da un segna.le naturale, analogamente a quanto si fa col telemetro Gautier; b) Senza alcun segnale ausiliario, ma in tal caso determinando la posizione degl i estremi della base per ·mezzo di due paline;

157

e) Valendosi di un regolo graduato analogamente a quanto si pratica coi telemetri Stubendorff e Pascwitz (Vedi Ciornlile d'art·ig lie?"ia del 1l 872). § 7. Semprechè sia possibile trar partito da un segnale naturale che presenti le volute e.ondizioni, cori verrà farlo, essendocb è con , questo mezzo si hanno le minori cause cli errore (''). In tal caso ponendo che il punto oggettiv·o sia O, il segnale natura.le sia M e la distanza da trovarsi sia O B, si procede come segue: (vedi Fig. 7"). 1° Si prende da B verso M una base BA la quale vien misurata collamaggiore diligenza possibi.le C'-v:). Per aver buoni risultati occorre che tal, base sia almeno il centesimo della dislanza da determinarsi; 2° Si fa :una prima stazione in A ; si traguarda il punto M al disopra dello specchio B (sestante cli destra) e si Ì·iducono a coincidere presso al lato superiore del eletto specchio le immagini del punto Me dal punto O facendo muovere gli specchi Ae .B per mezzo del bottone L (vedi la Figura 4" della tavola annessa) (n-v:). In tal modo I" indice del quadrante S indicherà un angolo

1

~

(') Le suddivisioni del quadrant,o indicano quart.i cli grado . Si potrobbe con tutta faciJiti1 aver l'indicazione anche di reazioni di g rado assai più più piccole ma ciò compliche- , rebbe lo strumento e sarebbe nella maggior parte dei casi superfluo . . L'arco descritto dagli specchi A e B (vedi Fig. l"' a pag. l ) è_uguale ad R ;- A. Per risolvere l'equazione (l) devesi conoscere il coseno di R - A. Perciò è annessa al telemetro una tabella Y che dà tale coseno, quando sia noto l'arco, e dà anche il per cento da · diminuirsi da un numero qualsiasi pet· avere un 1·isultato equivalente a quello che si otterrebbe moltiplicandolo pel detto· coseno. La tabella Y può anche essere incisa sulla foccia superiore del telemeu·o.

R- A .2 (') Il segnale naturale devo essere molto distante, giacere approssimativamente nel piano del triangolo determinato da lla base e dal!' ogge t tivo e prese ntare qu,tlcbe parte distinta che si possa considerare come un punto, p. es. la cima d'un rumaiuolo ., il vertice d'un tetto, ecc. ("} La base si può misurare anche col mezzo dello stesso telemetro e ciò torna conveniente ogniqualvolta il ton·ono co mpreso fra i due estremi della base non sia piano oppure vegliasi dare alla ba,e una considerevole lunghezza. Per trovare, a cagioncl·esem pio, la distanza A n (l!'ig. s•J, l"operatorechetrovasi in A fa disporre 1Jn regolo n C trasvorsalmen~e a una palina posta in B e di modo :che l'angolo B CA sia retto. Sci~glie quindi un punto sussidiario Q1 approssima tiv,, mcnte nel piano determinato da i punti A, B e C; fa coincidern nel modo ind icaLo al n. 2 di questo paragrafo 7• (movendo il bottone LJ il punto e col punto Q' e quindi, nel modo indicatq al n. 3del paragrafo medesimo (movendoil bottone lt) fa coincidere il puuto Q1 col punto B. I quadranti P e Q indicheranno allora il seno cli '!. BA C e la distanza cercata A- B sarà egualea ' /, A 13 sen 'h nAc· Se B C non è mino re di

·;t,

s.i ·può ripromettersi ull risultato esatto.

(•·•i Se il punto M fosse stato scelto a destra dell' ossor rntore , cho da B guardasse Yerso O si adoprerebbe invece il sestante di sin istra. ANNO XXIII, VOL. IV.

Il


159

BREVI APPUNTf

INTORNO AD UN TELEMETRO A DOPPIO· SESTANTE

3° Si fa una seconda stazione in B badando di collocarsi esattamente sull' -allineamento MA; si traguarda il punto M nel modo detto di sopra e s1 P.Ortano dì nuovo a coincidere le immagini del punto M e del punto O, ma questa volta movendo gli specchi CeD mediante il bottone R; . 4° Si legge sui quadranti P e Q il seno dell'arco descntto dagli specchi C e D ( § 5°). Si divide per esso la metà della base ('') e dal quoziente ottenuto si detrae il tanto per cento -dato dalla tabella Y (§ 5°) corrispondentemente ai gradi indicati nel quadrante S. Il numero residuo rappresenterà. la distanza cercata OB. PQngasi a cagion cl' esempio che siasi misurata una bçise di 25 metri, che il seno letto sui quadranti P e Q sia 0,02789 ~ che l'indice del quadrante S indichi 7°, 4-5' . La distanza cercata sarà di 432 metri

mità della palina in B col sestante di sinistra e sì muove il bottone L fino a tanto che la immagine del capo della palina coincida nello specchio A con quella del punto O. 0 :) Si fa una seconda stazione in B appoggiando il telemetro a.Ila palina; si traguarda la palina in A col sestante di destra e si fanno coincidere le immagini della sommiLà della palina e del punto O nel modo indicalo di sopra, movendo gli specchi C e D per mezzo del bottone R . 4° Si fanno le letture e si determina la. distanza come fu detto al N° 4 del pa.ragrafo precedente. § 9, Nel terzo caso, cioè quando si voglia far uso di un regolo graduato analogamente a quanto si fa coi telemetri Stubendorff e Pa.schwitz, si opera come segue ( vedi Fig. 9•) : 1° Determinata la. ba.se A 13, si pianta in A una palina al cui. capo è annesso a cerniera il regolo graduato e si dispone questo nella direzione A C sul prolunga.mento cli O A. 2° Si fa stazione in A mettendo il telemetro sopra la palina; ·si traguarda verso B col sestante cli sinistra. e si fanno coincidere il punto O e il capo della palina in B movendo gli specchi per mezzo cli uno dei bottoni L ed H.. 3° Si fa po( stazione in B mettendo il telemetro nel debito modo sopra la palina, si traguarda verso il .regolo col sestante cli destra e si fa da un assistente muovere uno scopo lungo il regolo fino a tanto che l' immagine cli esso scopo coincida con quella del punto O presso il lato superiore dello specchio B. 4. 0 Verificata la distanza ~\. F dello scopo da.I punto A e misurata la base AB , si avrà la distanza , cercata con dividere il quadrato della base AB per la lnnghezza A F. Infatti per le operazioni eseguite i due triangoli AB F ed F O B sono simili e pertanto si ha: · A B X BF OB:A B :: BF:AFclonde OB= AF ; maAB X BF

158

"2,5 . 0,02789

diminuito di 3,64 p. 0 /o (0 ). § 8. Nel secondo caso quando cioè non si può trar partito da un segnale naturale, si opera come segue: ·1 ° Si stabilisce una base AB piantando una palina a ciascuno de' suoi estremi e si misura .tal base come' si è detto di sopra. 2° Si fa. staz ione in A appoggiando il telemetro sulla testa della palina (a tal uopo la palina ha un piuolo e il telemetro un foro corrispondent.ernente a ciascun sestante), si traguarda la soro-

(·) Trattandosi di al'Chi assai piccoli si può considerar e il seno di queUo descritto dagli specchi e e D come la metà di q uello dell'arco doppio. E m t al caso s i ha 1/ AB 12,5 0 AB e e nel nostro caso __.,,...=~_ . 0B O,0o,89 2 sen 1/ , A O B sen ' /, A O

= _ _,.._ •

1

1

(*') Annessa ad ogni strumento si ha anche una tabella X che dà i valori d i 2 sen 0

corrispondenti ai numeri intel' i dal 10 al 100. Per avere la d_i~tanza si moltiplica la metà della base pel coeffìcente dato dalla tab~lla X e s1 detrae poi 11 tanto per cento dato. dalla . tabella y_ Nel caso nostro cercando nella tabella X il seno 0,02ì89 non lo troviamo . Troviamo bensì il seguen te che ad esso più d'ogni altro si avvicina : 0,92778 a cui risponde il n. 18; moltiplicando 25 per 18 abb iano 450 da cui deducendo il 4 ¼ iinvece del 3,64) ci risulta la distanza di 438 metri. ·

in pratica non differisce mai sensibilmente da A" B!. Si può dunque ritenere O B =

~

!!·

Del resto misurando F B invece di A B la

seguente uguaglianza darebbe un risultato esatto : O F

!!!·

.


l60

BREVI APPUNTI

§ ,1O. Ammettendo che la misurazione della base venga fatta da un assistenLe mentre hanno luogo le altre operazioni e ammettendo che si abbiano alla mano le tabelle X e Y, pare che la deterininazione di una distanza coi metodi accennati ai § 7° e 8° non debba richiedere più di /4. rn:inuti di tempo. Usando jl metodo accennato nel § 9° si può fare l'operazione con pari brevità prendendo sempre una. base d'una medesima lunghezza, j[ cbe permette di poter segnare le distanze sul regolo graduato. § ,J ,1. Il meccanismo del presente telemeLro è sempl.ice, solido e fa(:ilmenLe riparabile .. Possono guastarsi akune parti dello sLru-: mento senza che il medes.imo diventi inservibile: e quand'anche i. congegni pell,i misura del movimento angolare degli specchi fossero momentaneamente guasti, sarebbe sempre possibile ottenere lo scopo usando del metodo esposto nel § 9. Le esperienze avrebbero dimostrato che la differenza tra il seqo letto sui quadranti P e Q e quello dell'arco descritto dagli specch~, dietro il movimento del bottone R, non è rnai maggiore di pochi centomillesimi. (.i-li errori che conseguono da taJ differenza sono pertanto, dentro ce1·ti limiti, al tutto trascura,~ili, e la causa dei non buoni risultr:tti che per avventura si avessero nelh determinazione delle distanze dovrit ricercarsi, sempre cprnndo lo strumento sia bene costrutto e in lrnone c9ndizioni , solo nella inesattezza delle operazioni e dellit inisnrazione della base. § ,1'i. U telemetro a, doppio sestante serve anche, ali' occorrenza, come goniometro e in tal caso gli angoli si leggono sul quadrante S (vedi Fig. 3" dell'annessa tavola) . Ma bisogna usar qualche ripiego, non potendosi direUamenLe dedurre dal detto quadrante se non gli angoli compresi fra, i 60 e i ,120 gradi. Suppongasi (Fig. ,1oa) che l'operatore faccia stazione per es. in A e voglia ~ trovare gli angoli che ranno tra loro le visuali dirette da A. ai · punti B, C, D ed E. L'angolo BA E si può determinare diretta- · mente ei\sendochè è compreso fra i. 60 e i ,f 20 gradi. Per determinare l'angolo Il A C si scieglierf.l un punto sussidi.ario ·Q' in modo cbe fa visuale AQ' faccia un angolo di circa 90° con una · direzione A X intermeclia tra AB ed A C. Facendo coincidere nel modo indicato al § 7 il punto Il col punto Q' si leggerà sul qua-

INTORNO A D

UN

TELEM ETRO A DOPPIO SESTANTE

161

dranLe Q la metà dell a differenza fra 90° e l'angolo B.A O' e facendo poi coincidere iI punto C col punto Q si . troverà la metà della differenza fra 90° e RA C. Il doppio della somma di tali semidifferenze angolal'i saril uguale all'angolo RA C. Analogamente si procede per misurare l'angolo CA D, sciegliendo un altro punto sussidiario Q11 ; e cosi di seguito. . . Nell e le,•ate speditive non occorrerà quindi esser munii.i di altri strumenti, se tali non vogliansi chiamare un semicerchio graduato, un doppio decimetro e gli altri oggeLLi che forma.no il solito corredo pel disegno topografico, bastando il Lelemetro ,L doppio sestante per · deLerminare gli angoli e le distanze eon sufficie1He approssimazione. § ;I 3. Lo strumento sommariamente descritto in questi appunti arnmett.e ancora alcuni perfezionamenti, segnatamente nella parte ottica, dei CJLrnli già mi sono occupalo. t tuttavia da notare che i medesimi sono, in genere, :=t scapito della semplicità e clelia piccolezza di volume. Nelle mie esperienze io mi servii di uno sLrumemo fatto costrurre in una officina assai scarsa di mezzi, e <:iò non ostante ho avuto risultali favorevolissimi con ciascuno dei metodi accennati nel § 6, m~ssirne quando mi valsi di una base non inferiore a un tréntesimo della distanza. Tale rapporto fra l:;i base e la distanza sarà, per avventura, trovato un po' troppo grande. Ma io debbo far notare che questo è appunto uno dei vantaggi del mio strumento di permetter l'uso di una base relativamente grande, giacchè essa si può· sciegliere su due grandi settori del terreno che circonda l'operatore e, di più, in terreno ondulato, potendosi farne In, misurazione per mezzo dello strumento medesimo anr.ichè a passi, con catene metriche ecc. Quanto poi sia utile avere una base considerevole, può eiascuno desumerlo dall'annessa tabella Z, dalla quale appare p. es. che valenclosi di una base lunga circa 28 della distanza si può commettere anche uno sbaglio di f5 minuti primi senza che il consegncnte errore nella determinazione della distanza super-i la I unghezza della bas~ medesima. Se si prende invece, a cagion d'e!:<empio, la base uguale a circa 1/ 100 della distanza, lo sbaglio cli un solo minuto primo produce un errore considerevole. E questo è Yero per tutti i telemetri. 1 /

I.


163

INTORNO AD UN TELEMETRO A DOPPIO SESTANTE

162

BREVI APPUNTI

Tabella X.

Nelle esperienze che feci io mi servii di un piccolo corredo composto di due leggeri cavalletti, ad uno dei quali era applicato il regolo graduato di cui è accennato nel § 8, e di una borsa di pelle con entro la catena metrica, le tabelle X, Y e Z, l'occorrente per scrivere e alcuni strumenli per le eventuali riparazioni e correzioni al telemetro . Il peso di tutto ciò, compreso quello del telemetro, si riduce a pochissimi chilogrammi e l'individuo che Io porta serve nel medesimo tempo da assistente. Degli ulteriori particolari inlorno alla costruzione ed all'uso del telemetro a doppio sestante discorrerò in altro scritto. Inlanto mi pare che anche solo da questi appunti rimanga slabilito: 4° Che nel mio telemetro sono, per così dfre, eliminati gli errori. di lettura dell'angolo opposto alla base; , 2° Che esso si può adoperare pressochè in qualsiasi terreno; 3° Che esso può servire come goniometro per le_levate speditive; I 4° Che può adoperarsi (:ome longimetro a mo' della stadia, vale a dire fai;enclo una sola stazione, sempre quando abbiasi uno · scopo di lunghezza nota da. traguardare.

1

0,05000 lo,o4M5 I0,04·166 0,03846 0,0357 ! 0,03333 0,03 125 O 0294'1 10:02778 0,02632 , 0,02500 0,02380 0,02270 0,02272 0,02080 0,02000 0,0 1923 0,0 1852 0,0086 1

1

1 1

e

s

e

s

•10 O,Oil72!11111 0,0 11667 H~ o,orn 13 ,J3 0,0 1563 H O,OiJ5•15 H, 0,04470 116 0,01,429 17 10,04389 •18 0,0 13511 19 0,011316 20 0,0'1.282 2•1 0,011253 22 o.,o,1~,H9 23 0,0 1190 24,,0 ,0H63 2510, O•I 136 26 0,0 1l 1l •l 1I 27[0,o,1087 28!0, o,1064 1

1

1

1

1 1

1

s

e

b

2910,0,1042 48 O 00 ,4,6 ' 30,o,orn20 , 49 0,00735 1 3 1 0,0'1000 50 0,00724 32 0,00980 5 11 0,007 1.i33 0,00964 ij'el.... 0,0070j34 0,00943 53 0,00t394 35 0,00926 54 0,00685 1 36 0,00909 55 0,00675 37 0,00893 :56 0,00666 38 0,00877 57 0,00653 3910,00862 58 10,00649 40 0,00847 59 1,006>< 4 1 0,00833 60 0,00633 42 0,008,19 611 0.00626 1,3 0,00806 62 0:006,17 · r ·007931 63 0,00609 45 0,0078 1 M 0,00602 46 0,007691 61:S 0,00595 lr-7110,00757 66 10,00588

67 0,0058 1 86 68jo,00074 37 ('i9 0,005~8 1 881 70 0,00562 89 7 1 0,00555 90 72 0,0054-9 1 9 11 73 0,00543 92 7,i,10,00537 93 75 0,00532 94_! 76 0,00527 951 77 o,oot>2 1 96 78 10,00t>1l 5 97 79 O,Oot>'I O 98i 80 0,005051 99! s ,1 0,00500 100 82 83 84 851 1

1

1

1

1

I

I c.

s

e

1

I.

NB. Le colonne S contongono i seni indicati nei quadranti P e Q, le colonne C

contengono i corrispondenti coeffic ie nti per cui moltiplicare la base.

Tabella Y. B

A

A

A

B

B

i

A

B

A

B

I-

- - - --

-

0,06 6°,30' 2,60 8°,4,5' 4 ,60 .H ' 1 · 7,28 ·13°, 115' •10,52 . 12o', 0,24 6°,45' 4,901·1•1°, 15 7,611 1 3°,30' 4 o, 90 2,76 90 ' 30 , 0,55 70 , 2,98 9°,•15, 5,rn111°,30' 7,95 13°,4,5 11,30 0,98 (7°,151 3,118 6°,30' 5,t~u ll,111°,45' 8,30 H°, 1 H,7'11 11;:; 8,65 H-0, 15 112 ' 112 1,50 7°,30' 3,4·1 9°,45' 5,70 ·12°, 5°,20' 1,80 7°,45' 3,64110°, 6,03 ·12°,"5' 9, Hi°,30' "2,54 5°,45' 2,0 11 8°, 3,87 110°, ·15 1 6,33 11:i1°,30' 9,37 6" , 2.20 8'.l 5' , .••J 2 I0',30' 6,61 rl'.il'.45' 9. 75 6°, •I 5' 2,37118" ,30' 4,30 10°,43' 6, 97 •I 3°, 12' i l 0, 12 0

•1 o

1

1

1

1 1

1

1

1

1

I I

'

NB_. Le colonne A contengono i gradi segnati ne l quadrante S; le colonne B indi.

cano ti per .ce nto da togliere.

1'

o


164

BREVI APPUNTI _ ECC .

Tabella Z.

B

A

A

B - -

- - --

- -

0°, ,15' 229',2 0'',-U : .' 0° ,'16' 211.4:,9 0°,45' 0° n·' 202,2 0°,4-6' 100'1 , 18' 1 \111, 0°,1~11 0°, 11911il80, 9 0°,48' 0°.20' '1711,9 0°,49' 0°,2 1I Hi3,7 0°,50' 0°,22' "513,3 0°,5 11' 0°,23' ·149,15 0°,32' 0°,24-' '143.2 0°,531 0°,215' 137,5 0°,54' 0°,26' 132,2 10° 551 0°,27' 127,3 oo'.561 1 0°,28' Hl2,8 1·00 ·571 ' 0° 9.91 118,6 0°,58' I ,,.. 0°,30' IH,6 0°,59' 0° .311/ H0,9 11°, ' 0°·,< 39' O 1J I - 1107 , 4.l,1 I ' 0°,33' 1104,2111°,2' 0°,34' 110 11 11 11° S' 0°,35' 98:2 11°'.4' 0°,36' 95) 1°,5' 0°,37' 92,9 ,10,13' 0°,38' 90,4 110,7' 0°.:39' 88,2 ijo,8' 0°,4-0' 86, ,10,91 100,4 1jI 83,8 11°, 11O' 0°,4,21 8 1.8 I" O) 1111 00,,1,31 79 ,9!11°,Hl' 1

1 1

1 1 1

1

1

I

il

B

--

78 / 1 ,, o ,, 3' 76,4 fo ' 14' ' 74 ,7 11°,15' 73, 11 11°,'l 6' 7 11,6 ·l°, 117' 70, 11 11°,118' 68,8 ,, 0, ,19' 67,4.- 11°,20' 136, ,1 11°,2 1' 64,911'l°,-22' 63,7 1°,23' 62,5 ,j 0 ,24' 6 1,k 11°,25' 60,3 ,1°,2131 09,3 11°,27' 58,3 1°,28' 57,3 1°,29' M,4 ,J°,30' 55,4 11°,3 11' 54:,6 11°,32' 53,7 11°,33' 52,9 1°,31-' 52, 1 1°,35' 1>'1 ,3 11°,36' 30,5 11°,37' 49,8 11°,38 1 49, 1 11°,39' 4-8,4 rl 0,40' 47 , 71'1°. , 411' 1

1

1 1

1

1

1

1

A

B

- - -- -

-

· -

A

B

-

- -

4-7, ,J 1°.42'/ 33,7 2°, 1,,, 46 ,5 11°,43' 33,4 2°,Hf .1,5,8 1°,44.-' 33,1 2°, ,13' 415,2 11°,4-3' 3.2,7 2°,;14-' 44,6 11°,4-6' 32,1, 2°, 15' 4-1-,'I 1~.47' 32, 112°,116' ' I 43,15 11°,48'· 3!1,8 2°,'171 4-3, 11°,4,9' 311,5 2°, 18' i-2,4, 11'\50' 311,2 2°, 119' li- 11,9 110>15,1 311, 12°,20' 411,4 1°,52' 30,7 {~O ,'.!HI 40,9 11°,53' 30,4 90 99' 4.-0,4, ,1°,5f . 30,2 2°,23' 4,0, 11°,35'1 29,9 2°,2.fr.' 39,3 11°,56' 29,6 2°,25' 39,l ·1° 57' 29,4 2°,26' 38,6 ,1°'5s'I 29, ·1 2°,27' 38,2 11°:09'1 28,9 2°,28' 37,8 120,11' 28,6 2°,29' 37,4- 90 9' 28,4 2°' 30' 37, ·2°,3' 28,212°,40' 36,6 2°,4' 28, 2°,50' :·' 27 ,·7 30 , I 36,2 90 "' ,0 35,8 2°,6' 27,5 3°, 115' ...,, 27,3 3",30' _, , I 35,4 90 35, ·I 2°,8' 27,1 3°,43', 34,,7 2°,9' 26,9 40, 34.,4. 2°',,1O'I 26,7 k00 ,'15' 34., 12°·' 11,,, 26,4, 4- ,30' 1

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26,2. 2.6, 25,8 25,7 25,5 .25,3 25, 11 24,9 24-,7 , 24,5 1 24,4- i 24-,2,1 24-, 23,9 23, 7 23 ,5 23,4 23,2 2:3, 1, 23, 211,5 .20,2 19, 11 '17,7 16,I~.· 115,31 114,3 1 13,-~1 12,7 1

I

1

1

11

NB. Le colonne A danno l'angolo opposto alla 'basij; lo colonne B il coefficiente

per cui moltiplicare la base.

ORDINANIENTO MILITARE DELLE POPOLAZIONI ALPINErii

Nell e discussioni militari che ebbero luogo alla Camera dei deputa~i durante lo scorso mese di giugno, la questione dell'ordinamento delle truppe alpine venne traHata ampiamente dalla maggior parte degli oratori che vi presero parte. Il tema dei loro discorsi non fu gi.à h maggiore o minore utilità cli queste truppe, annnessa da tutti come grandissima, e neppure la convenienza o non cli dare ad esse un maggiore ::;viluppo. Tutti ammisero, benchè in diversa misura., la opportunità cli allarga.re le basi cli questa specialità del nostro esercito, la ·quale risponde alhi. specialità della nostra frontiera. terrestre, costituita per intero dalla più gigantesca catena cli montagne del continente europeo . E quell i i quali espressero l'avviso che al suo incremento corn,enisse metLere limiti non troppo larghi, vi furono indotti non già da poca fede nella importanza dei servigi che dalle truppe alpine possono essere prestati, ma dalla temfl che accrescendone la forza se ne venga a scemare la qualità e conlemporaneamente si depauperi sempre più di buoni elementi la rimanente fanteria dell'esercito. Non v' ha dubb io che tali obbiezioni siano di grandissimo peso; e finchè la questione sara. Lrattat.a nei lermini nei quali fu posta sino ad ora, esse costituiranno un ostacolo insuperabile

CARLO BESTA

maggiore coniandante l'8° battaglione atpir,;o.

(1) Sebbene la quistione dell'ordinamento delle truppe alpine sia or ora stata decisa dalla suprema autori tà e sembri inutile torn arvi sopra, tuttavia pubblichia mo questo articolo, di cui non dividiamo interamen te le idee, per rimanere fedeli al sistema inaugurato di lasciare ampia liber tà d i discussione nel campo scientifico accettando tutti gli scritti che, come questo, offrano garanzia di studio profondo e coscienzioso e sieno ricchi di utili dati e di interessanti no tizie. (Nota della Direzione).


166

DELL'ORDINAMENTO MILITARE

a che le truppe alpine raggiungano qnello svilnppo che è nei desiderii di coloi·o, i quali sono del parere che nulla deve rimanere inten tato acciò le Alpi diventino un ostacolo veramente poderoso alle invasioni avvenire. Ma un altro elemento mi pare sia sul pnnto di introdursi nella questione, modificandone l'aspetto. Di questo nuovo ·elemento. faceva cenno nello scorso giugno il colonnello Marselli allorchè, parlando alla Camera dei deputati, egli notava come convenisse lavorare per far salire a poco a poco a 4-00 mila uomini il nostro esercito di prima linea, essendochè l'attuale di 333 mila uomini è il più piccolo, così in termini assoluti come propor1,ionalmente alla popola1.ione, fra quelli dei grandi Stati europei . Se noJl erro questo concetto , che già da più anni è nella mente di colofo i qual i ,:onoscono le nostre condizioni militari ed il loro rapporto coll e condizioni militari delle altre Potenze, sta per entrare nellct mente della maggioranza degli Italiani. Le migliorate condizioni della finanza da una parte, e dall'altra l'esperienza che aneliamo facendo, man mano che diventiamo adulti come na:t,ione, della ve.:. rità della massima che le buone a1·rni fanno la buona politica, anche per quegli Stati i qnali non aspirano che ad avere spctcciata dinàn1.i la via allo svolgimento della loro attività pacifica, debbono concorrere a produrre, in un tempo più o meno breve, si/fauo risultato . Allora soltanto la questione dell'ordinamento delle truppe alpine potrà essere definitivamente risoli.a in modo da soddisfare completamente alle esigenze della più efficace difesa del baluardo delle Alpi.

I.

,

Ragioni che éonsiglùmo l'im,trod1.i,zione di un completo ordinamento militare territoriale nelle1·egi,oni alpine. - Tutti sanno che per portare il nostro esercito di prima linea alla forza di 400 mila

uomini sarà necessario accrescerne i quadri, costituendo nuove unità tattiche permanenti. Ciò posi.o, si può muovere il quesito se qneste

DELLE POPOLAZIONI ALPINE

i

167

nuove unità cònverrà meglio vengano costituite, come attualmente Jo sono la maggior parte delle unità del nostro esercito, secondo il sistema nazionale, oppure secondo il sistema territoriale. Qua.li vantaggi, in tesi astratta, offra sul!' ordinamento nazionale l'ordinamento territoriale, così sotto il rispetto economico come sotto il rispetto dell a facilità di mobil itazione e sopratntto sotto quello del legame più intimo che da esso risulta fra l'esercito e la popolazione, non v' h,i più nessuno che lo ignori; e se non tutte le Potenze europee hanno lino ad ora introdotto per intero nei loro eserciti il sistema territoriale, si è per considerazioni di opportunità e non per questioni di principii. Tutte però si sono più o meno avvkinate a questo sistema. Da noi la conseJTazione dell'ordinarneÌ1to nazionale venne, ed a ragione, considerata come un mezzo efficace di fusione fra le varie popola1.ioni del Regno, da secoli divise politicamente non solo , ma separate eziandio da una tradizione di odii, cli diffidenze e di rancori tramandataci dalle epoche nefaste delle lotte intestine e della dominazione straniera. Cionullameno anche da noi si fu costretLi di introdurre, nella assegnazione delle reclute ai <~orpi, dei temperamenti, che, fino ad un certo segno, ponno essere considerati come un avviamento, sebben lontano, ad un sistema meno rigidamente nazional~ e piu affine al sistema territoriale. Coloro stessi i quali ora sarebbero più recisamente avversi alla adozione di un ordinamento militare territoriale non sconoscono che ogni giorno va,1111·0 felicemente scomparendo le c:a.use di tale loro avversione; e non nega.no che verrà il giorno in cui si potrà introdurre qùesta radicale trasformaz ione eon manifesto vantaggio delle istituzioni militari del nostro paese. Ciò ammesso, non sarebbe forse cosa eonveniente cli fare, in · occasione di un prossimo aumento di rprndri dell'esercito, un primo passo in questo senso costituendo territorialmen te le truppe di nuova formazione? Qualora un simile concetto prevalesse, non vi ha clnbbio che molte racrioni mi literebbero acciò questo primo o . passo venisse fatto appunto nelle Alpi . Ivi già da più anni venne in parte applicato il sistema territoriale nelle compagnie alpine, e ciò non solò senza che ne siano nati inconvenienti , ma raccogliendone anzi i frutti che tutti sanno; ivi quasi ovunque vive-


168

DELL'ORDI NAMEN TO MILIT ARE

una polente tradiz ione militare locale, la quale si è fatta rigog liosa per effeLLo della istituzione delle compagnie alpine e riceverebbe sempre maggiore i·ncrernenLo da una più larga applica:r. ione del sistema terriLoriale; ivi, in u!Limo, quella. maggiore soli darietà, che cbl sistema Lerritoriale vien creata fra l'esercito e la popolazione, sarebby di gran lunga più desiderabile e prolìcua che nel rimanente del territorio dell o Stato, sia perchè quell o sarà inevitabilmente uno dei teatri deJle nosLre loti.e avvenire, sia perchù la natura montana del suo lo vi dà al concorso delle popolazi oni un valore, che in nessun modo esso potrebbe avere nella guena cli pianura. E ciò deve riuscLre ancor più man ifesto ad ognuno dopo che ai tanti esempi che si ciLarono fino ad ora deJla potenza di resistenza dell e popolazionì di montagna, quando comlm:Ltono sul proprio territorio, ,se ne è aggi.unto uno nuovo e moli.o eloquen te nella Bosnia e nell:t Erzegovina, ove il potente impero austriaco fu cli recente costretto ad impiegare una parte considerevole delle sne forze mili Lari per nssoggeLtare due piccole proYincie, che contano poco più di un milione di abitanti, cli visi fra loro da vecchi e da recenti rancori e da. diversa fede religiosa, esauriti da lotte continue che durano già da più anni e non ordinati militarmente da lunga mano ma insorti d'improvviso all'apparire dello straniero. Soltanto un ordinamento militare tcrri toriaJe applicato alla intera popolazione del] e Alpi potrà procurare all 'Italia il vantaggio di costringere l'invasore ad un:t prima fase cli lotte aspre e sanguinose, quali sono quelle che si devono sostenere dagli eserciti contro le popolazioni in armi nelle regioni montane; giacchè con · qualunque ordinamento che non sia assolutamente territoriale, allo scoppio deHe ostilità una parLe dei llgli delle Alpi si troverà. sparsa nei vari reggimenti dell' esercito, e nelle vari e guarnigioili dell'Italia; e una parte anche maggiore di essi donà., per effetto del 1richiamo delle classi in congedo, abbandonare i suoi monti al momento appuntù che starà per mettervi piede il nemico. Non v'ha chi non veda., che :t questo modo il nostro paese si priva di uno dei ·suoi maggiori elementi di resistenza. contro lo sLraniero, di una delle sue maggiori guarentigie d'indipendenza;. irnperocchè sarebbe assurdo, ed anche ingiusto, di pretendere dalle popola.zioni alpine una guerra a coltello entro le loro balze quando si

DELLE PO POLAZION I ALPI NE

'169

fossero tagliati loro i nèrvi col soLtrarne una gran parte dei giovani atti alle armi. Il sistema attuale, che si potrebbe qualificare una applica.zione , incompleta del s·isLetm. terriLoriale, presenta certamente ·vantaggi sul sistema anteriore a.Ha formazione cl.elle compagnie alpine. Allora la popolazione rni li Lare deHe Alpi veniva, all'aLl.o della 1nobi1itazione, sottralta per intero dalla zona: montam di frontiera. A questo inconveniente però ora si ripara solo incompleta.mente, sottraendo dalle Alpi ancora più clella metà della sua popolaz ione valida; menLre chi conosce le condizioni dell a nostra frontiera terrestre non esiterà ad ammeltel'e, che , affinchè le Alpi cosLituiscnno davvero un serio ostacolo alle invasioni, non solo sarà necessario potervi fare assegnarnento sull:t eflìcace cooperazione di 'LuLti gli elementi cli clifesa die esse racchiudono, ma quesLi elementi dovranno ancora essere spalleggiati da truppe appartenenti al rimanente esercito . Considerata so tto questo nnovo aspetto la. questione, ci pare che perdano molto del loro valore le obbiezioni che furono messe innanzi per segnar limiti. all'ampliamcn to del.le .basi su cui poggia l'ordinamento delle truppe alpine. Cessando esse cli cosLiLnire corpi speciali per la scelta dei loro componenti, più non sarebbero causa cli abbassamento del livello fis ico ed inLellet.tuale della rim(lnente fanteria.; giacché quésta, un itamente alle altre parti dell'esercito che continuerebbero ad essere reclutate secondo il sistema nazionale, racchiuderebbe tutti gli clementi somministrati dalhi leva nell'intero territorio dello Stato, esclusa hi zona alpina.; e si troverebbe .qnincli in condizioni norma.li di reclutaniento, cioè nelle concfo:ioni su per giù in cu i si verreb be a trova.re col la adozione generale del!' orclinamen I.o territoriale. Quanto poi alla obbiezione che coll'aumento della forza cl.elle truppe alpine ne ·verrebbe a scapitare la qnaJit.à., a. noi pare che essa non avrebbe più ragione di essere. Le aLtua.li truppe alpine pel loro numero e pel I. oro modo cli reclutamento rappresenteranno necessariamente nell:t guerra. cli .montagna una aliquota di truppe scelLe alle quali clehhono essere assegnati incarichi speciali. FincM si conserva loro questo carattere, può essere considerato non solo come inuti le ma. pnranco come clannoso lo accresce·rne la


170

OEL.l.'ORDINAMENTO M!Ll1'AHE

forza. Ed infatti le operazioni speciali della guerra di montagna non richiedono quasi mai l'impiego dì truppe numerose, ma richiedono quasi sempre per contro l'impiego di truppe dotate di speciali attitudìni e costi Lui te di 1iomini a tutL;i prova. È questo forse il caso ìn cui la forrnola pochi m,a b11t0'11/i trova la più evidente applicazione. Ora, quando alle truppe alpine in genere venisse tolto il carattere ,dì truppe scelte per dar loro quello di truppe recluta te territorialmente sull'intera popolazione della zona montana di frontiera, non si potrebbe forse conservare fra esse una aliquota di truppe scelte, le quali rappresentino fra gli alpini ciò che sono nel rimanente del!' esercito i bersaglieri'? Come si vedrà nel seguito, l'applicazione del sistema territoriale all'intera popola1.ione alpina offrirebbe gli elementi per la costituzione dì 1100 compagnie permanenti di fanteria . Ora nella nostra tlttuale fanteria le tmppe scelte, comprendendo in esse i bersaglieri e gli alpini computati nella forza di 36 compagnie di 250 uomini cìaswna, salgono all'in<~irca ad 1/ 5 della. forza totale; diguisad1è, mantenendo la. stessa proporzione nell'ordinamento territoriale dell'intera popolazione alpina sì potrebbero avere 20 compagnie scelte . .Se si tiene poi conto che nel reclutamento, oltre alla scelta pei bersaglieri e per gli alpini si fa pure quella per l'artiglieria, la cavallel'ia ed il genio, si giungerà. alla conclusione, che, conservando nell'ordinamento delle popolazioni alpine la stessa proporzione di truppe scelte che nel rimanente dell'esercito, se ne po trehbero avere da. 40 compagnie. Ma, obbietterà forse il lei.I.ore, col costituire 40 compagnie scelte si ridurrà a poca cosa il valore mora.le e la solidità fisica delle rimanenti 60 compagnie, diguisachè andranno in parte perduti i vantaggi che si possono ricavare dal maggiore sviluppo dal.o a.Ile trnppe alpine. Prima di tutto, sì polrebbe rispondere a. questa obbiezione che le 60 compagnie alpine non ~celte si troverebbero, quanto a condizioni 1 fisiche e morali, a livello per lo meno della rimanente fanteria del1' esercito, alla. quale converrebbe pur ricorrere in maggiori propor~ion i per sostenere la lotta entro la zona montana quando la forza del le truppe alprne non venisse accresciuta. ... Ora, n pari condizioni Gsiche e morali, quelle compagnie conserverebbero .sempre una n6tevole superiorità per la guerra di mon-

DELLE POPOLAZ IONI ALPINE

171

tagna, sia. perchè ad ogni modo sarebbero reclutate fra montanari, sia perchè sarebbero più rotte a quella guerra pel fatto, che durante la pace vi sarebbero state continuamente esercitate, sia, in ultimo, perché nell'opporsi all'invasione entro le proprie balze~ esse combatterebbero pro 011·is et focis, non figuratamente od almeno in moclq indiretto come il rimanente dell'esercito reclutato su tutta la superficie dello Stato, ma nel modo più diretto ed evidente e con quell'accanimento che è tutto proprio del montanaro. Però, chi bene osservi, non sarebbe necessario di stab ilire questa separazione, che io pure credo non sc.èvra di molti inconvenienti, fra compagnie alpine scelte e compagnie alpine non scelte. Infatti, le attitudini che si richiedono in una truppa alpina scelta sono precisamente quelle che si acquistano praticando a lungo le alte regioni montane. Quivi differenze di temperatura grandissime da sopportare, quivi terreni di percorso sLrnordinariamente dìffir,ile da superare, qhiYi precipitose bahe in fondo alle quali convien fissere lo sguardo senza lasciarsi vincere dalle vertigini; ed una tru.ppa alp ina scelLa deve per lo appunto ra(:cogliere nelle sue file uomini capacr di resistere a quélle temperature, di percorrere quei terreni e cli camminare senza turbarsi su ll 'orlo di quei precipizi. Or continuando ad assegnare, come si fo. attualmente, a ciascur1a compagnia alpina una zona speciale di reclutamento, le quali zone si rest6ngerebbero necessariamente di estensione coll'aumento del numero delle compagnie, si verrebbero adaveremtura.lmente delle compagnie reclutate nell r regioni di alte montagne ecl altre reclutate nelle regioni intermedie ed altre nelle regioni di basse montagne. Così, senza creare distin1.ioni che potrebbero scemare il valore di talune dì esse a vantaggio delle altre, si anebbero compagnie più particolarmente adatte a ciascuna del.le diverse gradazioni cli servizio che si possono richiedere ad una truppa alpina. 'È bensì vero, che anche nelle alte regioni si incontrano individui, che 1mre essendo atti al servizio militare, non hanno le peculiari condizioni richieste per far servizio in corpi di truppa speeialmente destinati a compiere le più difficili operazioni di montagna. Ma questi individui costituiscono una eccezione; ed anche escludendoli dal far parte della compagnia reclutata nella.rispeltiva zona, si potrebbe, senza passarli ad altre compagnie, cosa questa che produrrebbe in


OELL'Ol~DlNAMENTO MILITAf\E

esse una sfavorevole impressione, ricavarne uLili servizi coll'assegnarli, se dotati d'altronde di urnL considerevole robustezza fisica, all'artiglieria da montagna, la quale, per quanto leggerà, avrà sempre una azione limitata alle zone meno elevate, o coll'assegnarli ad a.Itri rami di servizio, che sarebbe indispensabile ol'ganizzare qualora si addivenisse ad un ordinamenLo Lerritoriale della intera popolazione alpina,. A questo proposito torna conto di osservare, che i meno idonei al servizio della fanteria alpina sono, fra i montanari, quelli che esercitano nei maggi.ori centri di ,popolazione e nel fondo delle valli i mestieri cli carrettiere, di.muratore, di fabbro-ferraio, di falegname, di sarto, di calzolaio, cli farmacista, di prestinaio ecc.; i quali, a:ppunto per q1.1este loro specialità, sono rispettivamente adatti od al servi7.io dell'artiglieria od ai servizi sedental'i, còme quelli della custoclia dei locali, dell a manuLenzione dei magazzini di vestiario e di approvigionamento, delle infermerie e simili. Nell'accennare come, pel fatto del reclutamento dette singole compagnie in zone particolari di montagna, si verrebbe a costituire natura.lme:nLe una certa quanLità di truppe più particolarmente appropriale alle operazioni che richiedono -maggiore auitrtcline a vivere, a muovere ed a combatt.ere nelle regioni più elevate, non credo già di avere indicato una soluzione sufficiente per tutti i casi che si possono presentare nella guena di montagna. 1el seguito, parlando del le esercitazioni delle truppe alpine, indicherò in qual modo, a mio avviso, si poLrebbe provvedere in ogni circostan7ia ai servi7,i più difficili, senza ricorrere al.la formazione di còmpagnie a ciò particohwmenle destinate. Rgli è evidente poi, che prevalendo il. concetto di dare un ordinamento militare tel'l'iloriale all'intera popolazione delle Alpi, dovrebbe essere abbandonato il sistema, introdotto da poco, di tenere permanentemente le truppe alpine sul piede di guerra. Questo sistema pl'esenla senm dubbio dei vantaggi nello stato attuale clell' or-· dinamento delle truppe alpine, inquantochè, essendo esse ora poco numerose e reclutate su estese zone di montagna., anche adottando il sistema di mobiliLarle nell'interno delle Alpi, al mornen Lo dell a mo- ·· b!li~azione potrebbero prodursi dei ritardi nel loro passaggio sul piede di guerra; ritardi dei quali l'avversario potrebbe avvantag-

J73

DELLE POPOLAZIO/\J ALP INE

.

.

giarsi pel fauo, che la loro forza sul piede di pace sarebbé assolutamente insufficiente per trattenerne l'avanzare. La cosa cambierebbe affatto di aspetto il giorno 1n cui, non già una parte soltanto della popolazione delle Alpi, ma questa intera popolazione fosse ascritta alle t.ruppe _alpi~e: Al(ora dovrebbero necessariamente avere quadri permanenti suHic1enL1 per accogliere al momenlo della mohilitazione una buona parte dei richiamati dal congedo illimitato. 1<:sse_ndo le unità tattiche alpine molto più numerose, le rispettive zone dt reclutamento sarebbero, come già si è detto, meno estese; e se queste zone venissero coslituit.e in alLrett.anti distretti cli. montagna, le opera1.io11i della mob ilitazione riuscirebbero di molto age-, volate . D'altra parLe, disponendosi di t.utLi gli elementi di 2• categori~, alla ~ruali _è sper:abiJe che per l'avvenire verrà sempre impar_ltla una 1strnzt0ne eh qualche mese, la mobilitazione delle truppe alpme sarebbe anche assicul'ata contro il pericolo che l'emiorazione renda difficile il pronto loro passaggio da! piede di pace a ;uello di guerra. S'aggiunga, .che il sistema di formare c.ogli uom ini richiamali dal congedo illimitato de!le compaghie di 2" linea al momento della mo~iJitazione, che è una conseguenza dell'avere le compagn ie di 1 a Ime~ ~er~ane_~~emente sul piede di guerra, offrirebbe poche guarenL1g1e dt sohd1tà. qualora, i quadri ne fossero fonnati con elementi tratti dagli ufficiali della milizia della riserva e cli complemento; ·~entre se si volessero formare con ufficinli in allività di servizio, il ~umer~ cli essi che converrebbe sottrarre dai reggimenti di fanlena e d1 bersaglieri sarebbe così grande da lasciarvi dei vuoLi , troppo sensibili. · .fo ul,Limo si osservi, che assegnando alle truppe permanenti .alpine l'inLero coritingente annuo reclutato nelle Alpi, si verrebbe ad aver~ ~ermanentemente sotto le armi il maximiMr1, di truppe alpine poss1b1le. Coll'adottare un sistèrna di mobilitazione che permeua di portai-e fin dal primo momen'to sulla fronliera minaccia.La tutte le truppe alpine sul piede di pace, facendole raggiungère successivamente ~ai i-ichiamati dal congedo ill imitato, si otterrebbe ad un tempo LI vantaggio di presentare immediatamente all'invasore il rn:axirivu,m di lruppe alpine che si possono aver disponibili in tempo dr pace, e q:uello di poterne poi raddoppia.re la forza in uno spa;io ANNO lo, , 11.

vor..

! V.

12


1.7/4,

DELL'ORDINAMENTO MILITA R E

·[75

DELLE POPOLAl,ION! ALP I NE

di tempo brevissimo, senza ricorrei'e a nuove forma.1.ioni, almeno per quanto rignarda gli elemenli ascritti all' e:;ercito in 1" Iinea.

1 I

Inscritti · a rruolati d i P opolazione l" categoria . a lpina corrispòud1 ciascun dcn t, alla ch·c ondario po polazione o .d1stre1:to alpina 111 b~se in base ai a l censimen to risultati 1871- 1$72 · d.elle leve s u, nati nel

1

Pro vincie

Circoudari o distretti

I

H.

'

Forza dei corbtingenti. d{1 a e di 2" categol'ia t:0nispm1ident1: /'l,lle 1·~rfioni ,nonlanl' di frontiera. -Per rencler;;i co'nto dei risultnti chP si 1Ùterrehbero col da.re un completo ordinamento militare territor iale alle nost.re popolazioni alpine, ò necessario stabilir prima quale si:t la popola1.ione dèl nostro versante delle A.lp.i e quale l:t for1.a dei contingenli cli 1" e di 2• ratcgoria ad ess i corrispondenti. Questi dal.i vennero riuniti nella tabella che segue. Essi fn rono desunti dall'ulLimo censimento della popo lnzione, operai.o nel 1187 11-72, e daHe relazioni clel generale Tonesulle leve dei miti nel 1854, nel '1855 e nel 1856, La cifra della popolazione alpina di ciascun distrcLLo per le provincie venete e di ciascun circondario per- le provincie lombarde, piemontesi e liguri si è ricavata sommando la popolazione dei singoli comuni ad es::;i appartenenti, i qmtli giacciono in mont,tgna. Fra i circonchni assegna.ti al reclnlarncnto delle trnppe alpine si è compreso quello di Acqui di preferenza ad · all:ri più orienta.li, il cui terriLori o presenta un.cnrauere più decisamenLe mon.tano; e ciò perchè esso si stende precisamenle a cavall o di una delle principali vie d'inva~ione, quell;t cl{e dalla. rada di Vado ntell.e capo ad Alessandria. Nelle relazioni del generale Torre i contingen ti di 11" e di 2a c:ttegoria non essendo indical.i per comuni ma. bensì per circondari, e per quanto riguarda il VeneLo, per prov incie, si è r icavala l'aliquota. di tali conti ngenti conispondente étlla zona montana, prendendone una parLe proporz ionale alla popolazione alpina di ciascun_ circondario e di ciascum provincia veneta. Con questo mwvo mezzo si è ottenuto una approssima1.ione che può essere considerat.a sufficienle. Si è poi fatta la media dei risul-... l.ati delle leve sui nati nel 11854, 11855, 11856, allo scopo .di ottenere delle cifre per quanto possibile indipendenti da.Ile oscillazioni alle qqali sono _soggetti i.contingenti annui cli leva..

Udine

1

1

Belluno

16,3,U H,858 32,882

Totale

1 ~2.,263

Agordo . Anronzo Ilellu.no Fell.re Fonzasco . Longarone . P ieve di Cadore To tale

Treviso

I I Vicenza

Asolo Montebelluna . Va ldobbiadene Vi ttorio. Conc~gliano . : TotaleArzignano Schio. .. Thicno . M:arostica . Bassano Asiago . . Valdagno . Totale

I

1854-55 5G

Ampezzo. Cividale Gemona Maniago Mo$gio . Sactlc . . .. . . S. Pietro al Na tisone ~pi limborgo larccnto . . Tol111ozzo.

Inscritti a rruolati d i 2• categoria corrispondenti a lla popolazi one a lpi na in base ai risultali d~lle leve sui nati nel 1854-55-56

10,674 8,396 8,289 ·12,'180 '12,690 ·11,930 H, 05•1

I

I

I I

282

269

,1,/~5

435

23,086 ,, 8,138 46,297 37,939 19,737 -1·1, ;!(39 ·18,7116 ,, 75,282 24,911 4,605 '15,1 93 30,,\.1;1 8,G97 · --

-

83,879 17,9,i 2 27,170 9,520 ·13,:l!l8 15,969 2 11,)!61 26J36 131 ,196

174

125

24-5

288

I


DELL'ORDIN AMENTO ~HLITARE

iì6

Provincie

Verona .

Circon dari o distre tti

Como

-

·I03

•HO

55,305 59,080 88,6•12

H-/t. 135 183

78 77 99

Totale

20:z.,997

462

251)~

Bergamo . Cluso1rn Totale

•115,278 52,rnz 161,t,10

273 ·127 !100

235

132 198 293 623

95 10,1 188 ,384

·1 ·11,24-•I

2.47

56

·11,3::M 65,6,i.7 ' 34,7•19 32,475 92,06fi. - -- 236,329

26 156 76 70 185 o·13

22 1H> 45 3'lk 149 365

8·1,260 78,82/k ti0,838 7'.2,'1/4.7 86,/4,'19 369,488

•137 199 105 ·18·1 2.Hi 837

·12 ·16/t. 98 105 13 1 5113

Sondrio

Sondrio

Novara.

Novara . Pallanr.a Domodossola Varallo . Biella ToLale

Torino.

1

-

50 ,998 17,HO H4-,900 - ---2(~3,008

Lecco . Como . Varese . Totale

Aosta. Ivrea . . 'l'orino . Pinerolo Susa. Totale

. ,.

Cuneo Mondovì Saluzzo.

Inscri tti a rrnolati di · Popolazione l" ca tegoria corrispon alpina denti alla di ciascun circo ndario popolazione alpina o d is tre tto in base in base a i risultati al censimento delle leve 1871-72 sui nati neJ 1851-55-56

1

1

Porto Maur.

Porto Maurizio . S. Remo .

!

28(},·193

747

I

61,5"7 65,536

•I 08 ·150

1 - --

Totale =

2.96 ,

Alessandria .

-

332. 206 97

Acqui

- -- -

258

•I 39'

55,7911 9i\ ,019

1104 2.05

26 52

H9,8·1O

309

78

= ==1= ==1' ==

97,260 2,580,280

Totale generale

635 40 99

- - - --

1127,053

Albenga Savona .

6'I

I

281 2J6 214

1-- - - -1-- - -i____,

Totale Genova

Inscritti arruolati d i 2"- categoria corrispondenti alla popolazione a lpina in base ai risul ta ti delle leve s ui nat i nel 1854- 55-56

11 o,501 93,0 16 85,676 1

Totale

53 ,2,,\,1

Hreno Salò Brescia .

Bergamo.

Cuneo

1

Totale Brescia.

Circondari o distretti

Pro vincie

8,75•1 8,932. 9,697 it'.2., 107 13,7ti4

Verona . . . . . . ·uarclolino. . . . . S. Pietro lncariano Caprino Trcgnagno

177

DELLE POPOL AZIONI AL PINE

i nscritti Inscritti arruolati rii arruolati di 2a categoria 1 • categori a Popolazione co,·rispon - corrispona lpina denti alla denti alla di ciascun ci r conda ri o popolazione popol~7,i one a lpin a a lpina o distrefto in base ai in baso ai in base risu ltati risul~ati al censimento delle leve dello leve 1871-1872 su i na ti nel su i n ati nel 1854-55-56 1854-riS-56

=

11

5;:~--1 9 1'0,

I

'= = = = Il

1

III.

1

1

1

Uwità tattiche pe1·rnane1nti e dirnilizia rn0bile che occo1-re1·ebbe1·0 pe,i· inq1vad!ra·re l'·intero co·ntingente alpino . - Il. contingente annuo di 1a categoria reclutato fra le popolaz ioni delle Alpi essendo di 5897 uomini, se si applicano ad esso le riduzioni date dall 'esperienza, si hanno pei' le varie classi alpine di 4a categoria le forze seguenti: . 1

·"


i78

~·

DELL'ORDINAMENTO MILITARE

Provvjsto a questo modo al recluLamento della fanter ia alp ina, rimarrebbero 897 reclute cli ,1" caLcgo1·ia da destinare, in parte, alle 15 batt erie da montagna nella proporzione cl i 38 uomini per balleria. Ciascuna batteria verrebbe ad avere cusì :;ul piede di pace ali' incirca ·I 00 uomini provenienti dalla leva·, e, comprese le dassi cli 1a cate-· goria in congedo, si avrebbero al momento cléllamobililazione 54.55 uomini d'artiglieria. Le batterie da montagna avendo sul piede cli guerra una. foria cl.i 200 uomini, compresa, l,1 colonna delle munizioni, di questi 5455 nomin i cl'al'Liglieria ne liastereLhero soli 3000 per la completa mobilitazione delle 115 batterie. I rimanenti SH,55 potrebbero essere impiegati come sarà. jnclicalo nel seguito. Rimarrebbero in ultimo disponibili 327 uomini del contingente annuo di 11• categoria. reclutato nelle Alpi. Questa latitudine, che da un lato sarebbe necessaria pel' assicurare il completo reclutamento ' delle compagnie e delle ballerie nelle zone rispett.ivam.enl.e ad esse assegnate, permetterebbe inoltre di provvedere ai servizi sedentari, quali la custodia dei locali e dei magazzini di mobil itazjone, il servizio sanitario, i panifici e sim ili, con uomini scelti fra i meno idonei al servizio alpino attivo . Queste ~ruppe sedentarie alpine, le quali corrisponde1·ebbero alle 1.rnppc él.istrettuuli ed alle lru.ppe sanitarie del rimanente dell'esercii.o, risulterebbero sul piede di pace della forza di 874 uomini, e sul piede di. gnerra di 3 123. Piuuosto che formarne delle unità special i pare sarebbe comenienle, in vista del sistema di mob ihtazione che si esponà nel seguito, di ripartire in p,irti uguali qtlesti uomini fra le varie compagnie alpine e le varie batterie da montagna, le quali cosi ne avrebbero in leinpo di pace da 7 ad 8 per ciascuna.

5520 5244: 503/4, 4883 1785 ,i689

classe id. 3a id. 4" id. 5a id. 6a id. 7" id. 8" id . 9a id . ~ o· id. 1,ia id. 12a id. ,2a

1

1

4:595 li-508 U1:3 4325 fi,239 4 154 1

Totale

179

DELLF. POPOL AZIONI AL.Pll\E

56384- (11).

Prescindendo per ora dalle maggiori perdile che per effetto cl.ella emigrazione si verifich'.lrehbero nelle classi in congedo al momento della mobilitazione, fatto questo che si prencl.erit più tardi ad esame, sarebbero pertanto 36.38-1- uomini di ,1~ categoria pei quali si dovrebbero cosliLu ire i quadri di 11 a linea, nonchè preparare gli elementi per la costituzione dei corrispondenti quadri di miliziamobile. ' . Qualora si volesse provvedere con questa forza, oltre che alla fanteria alpina, anche all'artiglieria da montagna nelle proporzioni tatticamente desiderabili, sarebbero necessarie per inquadrarla 1100 c.ompagnie permanenti, ,J 00 compagnie di milizia mob ile, corrispondenti ciascuna. ad una compagnia permanente, e ,15 batterie da montagna. Destinando annualmente 5000 reclute alla fa nteria alpina, cioè 50 per ciascunit wmpagnia permanente, queste compagnie avrebbero su l piede cli pace, dedotte le perdile, una forza di 1135 uomini provenienti dalla lev,a . Le !f2 classi di ,1° categoria darebbero poi per la fanteria alpina una forrn totale cli 47,806 uomini provenienti dalla leva, i quali ripar titi· egàalmente nelle 1100 compagnie pennanenti e nelle ,100 cl.i milizia mobile darebbero per ciascuna compagnia una forza cli 24-0 uomini, che salirebbe a 250 aggiungendovi g~i elementi costituent i i q.uaclri. (I) Alle varie classi vennel'o applicate le seguenti l'iduzioni da te dall'esperienza: 1a, 6,4 ¼; 2•: 5 °I. ; 3a, 4 °lo; 4a., 3 ¼; 5\ 6", 7"', s•, 9a, 10•, 11a, 12": .i! °lo.

1

IY.

...

Truppe alpine lÌ'i com,plemento e di presidio . - Come si rileva dalla tabella data di sopra, il conLingente annuo alpino di 2a cale~ goria sarebbe cli 4,194 uomini. Le 9 classi di 2" categoria, depunite dalle perdite, presenterebbero pertanto le fo rze seguenli:


180

2a 30 4a 5a 6a 7a 8a 9a

3937 3740 3590 3482 34,12

id. id. id. id. id. id. id . . id.

3344,

3277 3'.iH •I 3,147

Totale

181

DELLE POPOLAZIONI AL PINE

DELL'ORDINAMENTO MIL ITARE

,p classe

34 ·140

Questi 31 ,,14.0 uomini di 2a categoria costituirebbero l'elemento di complemento della fanteria alp ina. Se essi fossero sotLoposti ad una istruzione cli tre mesi, Gome, da quanto pare, verrù. praticato in avvenire per tut.t,1 la 2a categoria, una parte di essi potrebbe fin dal primo momento dell e ostilità completare le compagnie di milizia mobile, qualora si veri ficasse il f,itto, che incansaclellaemirrrazioue . . e non fosse possibile portarle al completo con elementi di ·1a categoria. Il rimaner;ite degli uomini di ,2.a categoria potrebbe essere destinato ~ formare truppe di presidio dei fort.i di sbarramento. A questo :mo,clo sarebbero rese per intern disponib ili le truppe }tttive nlpii1e, me~tre gli elementi destinati a completarle sarebbero tenuti a loro P,Ortati~ in modo da poLeme colmare J)rontamenle i vuoti Co.Qie elementi di complemento dell'artiglieria da montagna si avrebbero poi gli uomini eccedenti alla completa m.obilitazione dell~ batterie, e che, come si è indicato , ascenclerebbero a 2455 . Con questi uomini, qualora pel fatto della emigrazione non dovessero venire interamente assegnati fin dal principio alle batterie, caso · questo che pare poco probab ile, si potreb).le, ana logamente a quanto verrebbe pralicalo cogli elementi cli complemento della fan" . teria, formare, almeno in parte, i presidii d'artigl1eria dei forli di sbarramento. Riassumendo le cifre sin qui esposte, coll'assegnare l'inte1:o contingente cli 1a e cli 2" categoria delle regioni montane di frontiera aJle truppe alpine, e col ripartire il pel:sonale nel. modo accennato, ·" quesle truppe presenterebbero sul piede cli guerra i seoùenti ef0 fettivi:

Fanteria alpina attiva e di milizia 1nobile Artigli eria da montagna

,i.7,806 3,000

Totale truppe alpine attive Fanteria alpina di complemento e di presidio Artiglieria di compl.emen to e di presidio Truppe sedentarie alpine

50,806 3 11,,140 2,455 3,123

Totale truppe alpine cli complemento, di presidio e sedentarie Totale generale

36,7'18 87,524 ('1) .

Queste cifre danno la sola forza proveniente dalla leva; alla quale .converrebbe aggiungere la forza dei quadri per avere l'effettivo reale delle truppe alpine.

V.

,.

Ripa1·to ter1·itoriale clelle t?·1.ippe alpine. - Dopo avere così stabilito quale forza cli truppe alpine sarebbe disponibile al momento della mobilitazione qualora si desse all'intera popolazione del nostro versante delle Alpi un ordinamento militare territoriale, p~ssiamo ad esaminare in qual modo queste forze dovrebbero venir raggruppate in unità maggiori alle compagnie ecl alle batterie da montagna. La nostra fron tiera terrestre si divide naturalmente in tre grandi suddivisioni, corrispondenti ciascuna al territorio d.i uno dei tre Stati co i quali confiniamo . Nel riparto delle truppe alpine in grandi unità non si potrebbe prescindere da quest:i suddivisione, così dal punto di vista geografico-militare come dal punto di vista politico. Senonchè le suddivisioni corrispondenti alla frontiera austriaca ed alla fr\mtiera francese essendo di gran lunga più estese di quella (1) È degno di nota il ra tto, che queste cifre concorda no, specialment e per quanto r iguarda le truppe atu1,e, con quelle c he fin dal 1872 il maggiore Perrucchetti esponeva, dopo averle ricavate con u n metodo so mmario, in un suo articolo pubblicato in ques ta Ri1>ista, o nel quale egli metteva innanzi la stessa idea c he bo preso a svolgere, prima anco,·a che venissero istituite le compagnie .al pine.


182

DEU.'ORDJNAMENTO M I LITARE

corrispondente alla fronti era svizzera, a noi pare tornerebbe conveniente suddividerle a loro volttl in .due pmti; dimodochè ne risulterebbe uno scompartimento territoriale delle !ruppe alpine in 5 Ispezioni, i co i limiti potrebbero essere segnati riel modo sèguente: 1a Ispezione - Dall 'Isonzo al Lago di Garda. 3" Id. Dal Lago di Garda al Lago di Como . 8" ld. Dal Lago di Como a }f. te Rosa . Ja Td. Dal iVI .(e, Rosa all e sorgenti del Tanaro. 1:S" Id. DallesorQ"cnti del Tanaro al M.tc Ermetta. ,, Nella seguente tabell a vennero riun iti i dati relativi alli;t proget1alo ci1·coscr izione lcrrilorial e .alpina, nonchè ll uelli relati vi. alla forza dei contingenti annui di 1" e di 2" categoria corrispondenti a ciascuna Ispezione, al nnmero delle compagnie di fanteria e delle batterie da montagna che in base a tali contingenti vi si dovrebbero formare, ed al numero degli uomini cli 1" e di 2" categori a d 1e annualmente sarelJbel'o eccedenti ai bisogni di ree]uLamento delle del!f unità, e disponibili pei sen izi sedentari. 1

1


,.

,,· Ispezioni

Circondari e distrntti assegnati a ciascuna Ispezione

'

1a Ispezione

1

(\ eneto)

Ampezzo, Cividale, Gcmo11a, Maniago, )foggio, Sacih~, S. .Pietro al \at.i ·ouc, Spilirnbcrgo, Tarcento, Tolm"zzo, f\gorclo, Allrouzo, Bcllnno, Fclt.l'e, Fonzar.6 Longarone Pieve cli Cadore, A olo, .\fontebclluna, Valdobbiadmrn, Vittorio, Conegliano, Arzignaao, S0]1io, ThiC"11e, .\larost.ic:a , Hn·sano, Asiago, Yalclagno. Vcronn, Bardolino, S. Pietro Iucariano, Caprino, rcgnago. Salò, Breno, Brescia, C1nsone, Berga mo , SonI drio, Lecco . . . · Como, Vare:-c, Do,nodos.ola, Pallmnn, Novnrn, Varallo, Biella Aosta , lvrca, Torino, Pin erolo, Su~a, Saluzzo, Cuneo . ~fondovì, Porto Maurizio, S. Re1110, Albenga, i\crrui, Sc1vot1a .

"O

o "O o r

> N .....

1 ~,

2a lspezioue (J.omburdia)

I

~in I. pez.ionc

(Tici110) /~a Ispcziouo (Piemo11te) 5a Ispezione (Liguria)

\,

~227

3

85

704

3

77

o 7.

""'

7.

H

3

1004

1

14

·1338 ,t 065

670

3

- - - ---- ____ ,___ - ---1

327 5891 ·I 00 Totali I!=============================================:========= = =::::::::=====::::::==========-:.!-

~

00 i:..:>


184

Le compagnie di fanteria di ciascuna Ispez ione dovrebbero poi essere raggruppate, come lo sono le compagnie alpine attualmente esistenti, in lnittaglioni di forza non inferiore a 3 compagni e e non superiore a 5, ed i battaglioni a loro volla in Riparti di più battaglioni. La tabella che segue indica come, a rnio avviso, potrebbe essere stabilita la circoscrizione territoriale dell e varie Ispez ioni in 11iparti. ed il numero di compagnie e cli battaglion i che do.vrebbe corrispondere a ciascuno di questi ultimi. l Riparti vengono qui indicati con nomi di locali tà esistenti nel territorio di ciascuno di essi; nomi coi quali mi pare sarebbe conveniente venissero designati :

I ls_Peiioni

I

e

I.

Ripani

P.

distretti

Circonda ri e distretti

Hipa1t i

Riparto Ampezzo, Cividale, Gemona, )fadell'Isonzo niago, }foggio, Sacile, S. Pietro al \iatisone, Sp ilimbergo, Tarcento, Tolmezzo. . . . . 282 269 Ripa no Belluno, Agordo, Auronzo, Feltn: della Piave Fonzazo , Longarone, Pieve di Cadore, Asolo, Montebelluna, Valdobbiadene, Vittorio, Conegliano . . . . 6 19 560 Riparto Arzigr~ano, . Schio, Thi_ene, i\1adell'Adige rost1ca, Bassano, Asiago, Valdagno, Verona, Bardolino, S. Pietro Iocariano , Caprino, 'l'rcguago . 348 398

' I

5

40

1

Totali della ·1" Ispezione

2" Ispezione ! Riparto . Salò, Bre110, Brescia. del Tona le Riparto Clusone, Bergamo dell'Iseo Riparlo Sondrio, Lecco. dello Stelvio Totali della 2• Ispezione

tz49 ,122.1

--=

=

462 2M 400 2.96

6

2

2.1

a

'=

81 71

2 2

I 1

1

_! 79 15 1 __61__: 124·1 '10·1

1

- -=

21 1

6

!=

~

<.,

<)::, <)

·-~=·"'~- "" z~ _,~

00

<I> " '

z;a

I

3a Ispezione I Como, Varese Riparto del Gottardo

49 1 :289

8

2

!>'13 365

9

0,.,

1

•

Domodossola, Pallanza, Novara, Riparto del Sempione Varallo, Biella

-- - -654- -17 4 1004

1

=

Aosta, Ivrea Riparto della valle d'Aosta Torino, Pinerolo, Susa Riparto delle Alpi Cozie Saluzzo, Cnneo. Riparto delle Alpi marittime Totali della 4a Ispezione

1a Ispezione

·o e,-,

c"O.- -:;'O, _

4a Ispezione

ilSsegnati a ciascun lUp:.irto

·E~ tlOc-o:

2 ::;~·~

o'5·il ~ ·;:g_ "' o,_ '"'a. ·to.:?E ~~ .50:: 8~ ~~ ~ e: ~~ Oc .,:;:;~5 ~ 2g _,,, -"'" <> ·~. -~i.; o.~ ,::1·5 ~ -... o .,,.., :::i

Totali della 3a Ispezione.

e

1

·~

assrr;nati a ciascun Riparto

Ispezioni Circondari

185

DELLE POPOLAZIONI ALPI NE

DELL'OHO(NAMENTO MILITA RE

5a Ispezione Riparto Mondovì, Porto Maurizio, San del Tanaro Remo, Albenga . Acqui, Savona . Riparto della ~ Bormida Totnli ar~lla ti" Ispezione

I

Totali generali

=

=

=

336 •176

6

2.

501 337

8

,.,0

50·1 !~:2,9

.9

2

- -

- - -- --6

1838 \H2

=

608 37·1 457 299

]_

=

23

- -

10 8

2

1

2.

.- -

1,-~065- =670 = 1J8

15897 (1.4 94: ,ioo

j -

I

Quanto alle batterie da montagna, essendovene 8 per ciascuna Ispezione, la loro fonmiz ione in unità maggiori sa~·ebbe nat~1ra lmente indicata in cinque brigaLedi tre bntterie, con:1sp'.mdenl1~l~e cinque ispezioni. Queste brigate dovrebbero esse~·e rrnruLe ammimstrativamente e per l'indir.izzo tecnico dell'istruzwne m un solo reggimento.


186

DELL'ORDINAMENTO ~IILITAHE

Rias,mmendo il sin qui esposto, a mio :wv i::;o, essendo dato un ordin:ùncnto miliLal'e Lerritorialc dell',nlera popolazione <lei nostro \'ersanle delle Alpi , le Lr-uppe alpine rnrrebbero essere raggn1ppalc in cinirue lspczion i, corrispondenti alle cìnl111e grandi zone in cui quesLo ver~aute si sttddiv ide r,nsì sotto il r ispeLlo geogl'afico e poiitico corno sollo il rispcuo mi li tare. Le Ispezion i non comprenderel1bero esallamenle lo stesso numero di un itit tatliche, dipendendo questo necessariamente dalla forza dei contingenti annui di leva somministrai.i dal territorio assegnalo a ciascuna di es:se. L:t clispnl'il /1 non sarebbe però grnndissima, variando la forza delle lspezioni da 17 a 23 compagnie permanenti di fanteria èd altrettanlc di milizia mol) i!e ecl essendo eguale in cìa,:;cuna di esso il numero delle batterie .da monl.:ignn. Le ispezioni sarebbero poi a lor-o volta sttdd ivi,;e in Riparli, Tra i quali venebbe scompm·!Ùo il lol'o lel'l'itorio, e quesli Riparli in hall.aglioni, i quali comprcnderehheroun certo numero di compagnie, variah ile da :i a :j a seconda delle neccssilit locnl i. Questo poi' r1uanto riguarda la f'nnLeria . Per <prnn Lo r iguarda l'al'l.igl ieria da montagna, Je hatlerir di ciascuna fapezione formerebbero una brigata, la quale dipenderebbe dall' ispeLL01·c allo stesso modo che le brigalo distaccale del reggimento d'artiglieria di campagna dipenclollo dai comandanti delle divisioni, mentre por lutto il resto sarehhm·o sollo la diprndenza di uno spec iale comando cli reggimrnlo . Spoglinnclo le dne ultime tabelle di tulLi i dati che hanno servito cli base per :-tabil ire lo scompa l'tiniento delle truppe alpine ('ra le varie fapezioni ed i vari Ri parti, que,to scompartimento risullerebbe romc segne :

187

OBLLE POPOLAZIONI ALPINE

Ispezioni

Riparti

1l~lspl'ZÌone. ;pal'LO dell' lsonzo. (Y cncto) Ri pa ,·to della Pia ve Riparlo dell',\cligr' . Totale dell:.i ·1" [spezionn .

2• lspcziouc1 Riparto del Tonalr '( Lombardia) l{i pn rto dell'Iseo . Ri pnrto dello Stelvio . 11

Il

Totale della i a Ispezione .

I

3a l spi•zioue Ripartr> ùel Gottardo . · (Tici110) Ripnrlo del Sempione. . Totale dt\lla 3a .CS pczion<· .

Il

I i• lspr·zione Riparto della nrll~ d'Aosta . (Piemonte) Riparto delle .\l p1 Coz1~ .. . Riparlo delle Alpi 111ar1tt1rnc To1nle della /~• Ispczione .

11

I.

I,

.

5• Ispezione Riparto del Tanaro

( Liguria)

i) , ol " 2 IO " t fil 2 6 " ') 21 o-2,f-:i 2

21 t

2 fi

IO

8

2

8

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21 2

8

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\.J

6 .23

81

11

9 "

-a

6 23

.

Riporto rlclln Bormida Totale del la 511 (~pezion o . Tot.'\ lc f!eneralP

=-1=

25 100 25 ·100 15

Vl. Quadri, attribuzioni, disloca::ioni ed eserci6a.::ioni. - Può essere.mosso in discussione se al disopra dell e Ispezioni alpine non sa.rebhr conveniente istituire una Ispez ione general e, con attribuzion i analoghe a quelle dei comandanti dei corpi d'armala. L'ist.ilu-


188

DELL'OHOTNAMENTO MILITARE

zione di una simiJ e ispezione generale presenlerebbe certamente il vanl:aggio di creare una maggiore uniformità di concetti nelle truppe alpine; ma essa fa rebbe nascere, a mio avviso , l' inconveniente di isolal'le troppo dal rimapente dell'esercilo. Appunto perchè costituite su basi diverse da quelle delle altre truppe, sarebbe necessario creare fra di I. oro degli stretti legami. per meào di una comune dipendenr.,t dai comandanti dei corpi d'armata più vicini, le cui truppe dovrebbero necessariamente in caso di guerra essere destinate per le prime a. spa lleggiarle, sia penetrando nell'interno dell a zona montana, sia costituendo le riserve incaricate di contrastare lo sbocco alle eolonne nemiche, che fosse,·o riuscite a sopraffare la difesa in taluna del le vali i alpine. A ciò s'aggiunga, che se il tenitorio fdpino venisse sottratto alla giurisdizione dei comandi dei corpi d'armata di f'ront.iera, questi comandi non potrebhero-attendere, comè fanno attualmente, allo sludio clel coerispondenle LraLLo di essa; di guisa che andrebbe perduLo il vantaggio di avere, allo scoppio dell e ostilità, ufficial i generali di grado elevato e stati maggiori già. formali, che siano in condizione di dirigere fino dal primo momento con perfetla cognizione di causa le operazioni della clifosa. Prevalendo il concetto di sottoporre le I~pezioni alpine ai comandi dei corpi d'armata più vicin i, la ,J" Ispezfone donebbe, secondo l'attuale circoscrizione militare del regno, far parte del IIl corpo d'armata (Verona); la 2u e la 3n Ispezione dovrebbero fo.r parte clel II corp6 d'armata ()filano); la 4/ del I corpo d'arrnn ta (Torino); la. 5" del IV corpo d'armata (Piacenza) . Gli i:;pett.ori alpin i, col gfado di rnaggiol'e generale, dovrebbero ,ffere le attribuzioni di generali di aivisione nel ri.speltivo territorio. Le truppe alpine, durante la stagione invernale, dovrebbero, come è natLtrale, dipendere pel servizio territoriale da i comandi di· divisione nel cui territorio sarebber0 collocate le loro sedi invernal i, rimanendo però subordinate, per tutto il resto , ni rispeLtivi ispettori. Gli stltdi del terriLorio sarebbero clireUi da questi, seguendo però le direttive loro assegnate dai comandanti dei corpi. di armata. A capo clelle truppe alpine di ciascun lliparto, doyrebbe essere posto un colonnello, col titolo di comandante cli Riparto. Egli fun-

DELLE POPOLA ZIONI A L PIN E

189

zionerebbe amministrativamente e disciplinarmente come un comandante di reggimento e come comandante superiore dei distretti. SottQ la sua dipendenza sarebbero i magazzini di mobilitazione delle truppe alpine, i quali dovrebbero essere disposti nell'interno della zona montana in guisa: da prestarsi alla maggior rapidità di mobilitazione. . Oltre a qL1este attribuzioni, incomberebbe ai comandanti dei Riparti di sorvegliare, soLto la direzione degli ispettori, gli studi del territorio fatt i dagli uffic ia.li delle truppe da loro dipendenti. All'epoca delle esercitazioni per Rip,Lrto essi prenderebbero il comando diretto dei battaglioni da loro dìpendenti, per farl i manovrare in base alle direttive emanale dagli ispettori . Durante il periodo invernale essi dirigerebbero in ullimo le conferenze degli ufficiali e le istruzioni delle tr:uppe del Riparto, le quali dovrebbero essere riunite per .intero in una sola sede. Secondo lo scompartimento di sopra proposto , da ciascun comando di Riparto dipenderebbero in massima due ha.ttaglioni permanenti e due di milizia mobile. Il solo Riparto dell'Isonzo farebbe eccezione a questa regola, comprendendo esso soltanto 11 battaglione permanente ed 11 battaglione di milizia mobile. In questo Riparto il comandante del batlagli one permanente, col grado di tenente colonnello, potrebbe funz ionare contemporaneamente da comandante cli Riparto. · I comandanti dei battaglioni alpini permanenti avrebbero, sotto gli ordini del rispettivo comandante di Riparto, I~ stesse attribuzioni che hanno attualmente. I comandanti delle compàgnie p~rmanenti alpine avrebbero essi pure le stesse attribuzioni che hanno attualmente, alle quali andrebbero unite qnelle cli comandante cli distretto per la rispettiva zona di reclutamento . Ad ogn i compagnia verrebbe perciò clestinato, com e già si è esposto antecedentemente, un certo numero cli uomini assegnati al servizio sedentorio.Ciascuna compagnia avrebbe, come ora, una speciale sede estiva, non essendo però escluso il caso in cui due ed anche più compagnie abbiano la loro sede estiva nella stessa località. A quesle sedi estive corrisponderebbero in massima i magazzini di mobili tazione delle compagnie. Agl i ufficiali di esse verrebbe specialmente assegnato, come attualmente si pratica, lo ANNO XXII I , V OL. l V .

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DELL'OH DJNAM J;wro MIL ITARE

studio di una dala zona di territorio, la quale corrisponderebbe in massima alla loro zona di reclui.amento. Le compagnie eser•uirebbero is.olala1~1en~o, rome. ora, frequenti escursioni, per fare° acquis~aro ai .ca~,t~1~1 ~d agli ufficial i tutti quella abitndin e ad operare ~, p_ropna m1z1at1va. ch e è condizione indispensabi le per l' utile 1mp1ego delle truppe alpine. Alle esel'citazion i per Riparto , all e qnali ·in Le1·verebhero anHtinlmente tuLLi i battaglioni, dovrebbero concorrere le batlel'ie da montagna, e talvolta all(~he nn certo nomel'o di lrn.LLaglion i di fanl eria di linea e èli her;agl ieri, nonchè qua lche balleria da campagna . Tn questo caso, le eserc itazioni sarebbero dirette, a seconda della fo rza ~he vi ~renc~erehhe parte, sia dai comandanli dei Riparti, sia dagli ispettori e sia da altri generali del corri:-ponclente corpo d'armala. PoLrebbero anche es:;ern a.Ile volte de:;Linati a dirigere t,tli esercitaiion'. i capi cli altre Ispezioni alpine. allo scopo cli fol'e acqu istare ad essi. una esatta conoscenza dei tratti della front iera nei quali , in caso d1 guerra, potrebbero essere chiamati ad assumere un romando . Dovrebbe poi essere ,-!abilito precedentemen te ·in trual modo, nelle Yarit> ipotesi cli guerra con una delle potenze conli nanLi , , errebbero raggrnppate sull rt r,·ontiera minacciata le Lruppe alpine dell e alt:e fronti ere. In base a questo raggroppamenl o, ciascuna compagnia permanente alpi na destinerebbe annualmente un uffi.cia!e a prend ere parte ali.e esercilazioni dei Ripm·l.i delle a!f.re fronti ere nei c~li Lerrilori c.~sa potrebbe c.~::-ere ch iamala ad operare. Qnesto ufcrnle, oltre al prendere pari.e alle esert.itazioni , donehbe anche mettersi al corrente degli studi fai.Li da¾!li ufficiali del Riparto al quale sarebbe temporanenrnente aggregato , in modo da. poterne dare partecipazione agli altri ullìciali delln, propria compaO'nia e del proprio battagl ione. Cosi, in un lwe.e periodo di anni , t,~tti ,.rfi hf(j ~iali delle troppe alpine, o!Lre al conoscere il tenitorio del p;~oprio Riparto, Yerrebbero a.cl avere una sufficiente conosrenza del terreno sul quale potrebbero essere chiamati ad operare in cnso di guerra sulle altre fronliere. · Per supplire poi alla mancanza cli truppe nlpiue scelle, sarehlje necessari o r ir,orrere, durante le esercitazi oni, al sistema di formare per hauaglione ed anche per compagnia, ogni qnal volta se ne faccia •

DELLE POPOLAZIONI ALP INE

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sen1ire il bisogno, dei plotoni di conidori (per servirmi cli un appell ativo messo innanzi dal generale Dufour per indicare a. un dipresso la stessa idea) formati cogli uomini più specialmente adaui a snpcrare grandi ostacoli ed a percorrere rapidamente gra.ncli distanze. Questi plotoni di corridori non cloHebbero assolutamente avere una for.maz ione stabile; essi anzi dovrebbern venir sciolti non appena aclempinLo il mandato f-peciale pel quale sarebbero sLati te_mporariamente fonnali . Un sistema analogo a questo ,·enne seguito con molto frutto nelle guerre alpine degli scorf-i seco li cosi dai Piemontesi come dai Francesi, i quali solevano forma re distaccamenti di uomini scelti , t:ui clav,rno il nome di volantciri , pe1· compiere quelle operazioni che alll'imenli non si sarebbero potute intraprendere o per lo meno condurre a termine colla necessari:t prout.ezza . Acciò la milizia mobile alpina possa riuscire rnramente utile, sarebbe corrven ien l. c elle i suo i quadri fossero costituì.ti con clementi capaci di darle tutta la solidità desiderabile. lnfa1ti la milizia mobile alp ina non si potrebbe considerare, come la rimanente miliz ia mobile, quale trnpp,t di 2" Iinea, clesliuata a presidia.re le piazze, a c11stodire le comunicaz ioni alle spalle dell'esercito ed a forma re sollanto eccczionalmenl e e nel seguito grosse unità taLtiche da essere impiegate nella guerra alti, a. Essa dorrebbe im·eceschierarsi immediatamente alln,to all e truppe alpine di ,J" linea; e se a queste sarebbero naluralmente riservate le operazioni più dillìcili e più· fati cose in ragione della maggiore gioventù degli elementi di cui Sal'cbhero composLe, esse dovrebbero però fare sicuro assegn,imento sull'appoggio delle loro corrisponclenti lruppe di milizia mobile fino dal primo in iiiarsi delle ostil ità. L'unico mezzo per giungere ad un simile risultalo sarehhe, a mio avviso, quello cli cosl.iLuire i tJnadri della, milizia rn ob ile alp ina con ufficiali in servizio attivo, invece che con uffi ciali della rniÌizia e cli ' complemento, i quali sarebbero in parte troppo arnnti neO'li o ann i per poter sopportare le fati che della guerra di moulagna ed in parte troppo gioYani ed in&perli per aYere quella fermezza e quella ponderata iniziativa che in essa si richiedono. A me pare che por ciò si potrebbe assegnare ai reggimenti di l'anteria di linea un certo numero di ufficiali sopramuneral'i, i quali sa-


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DE LL ' ORDI N;\ME N TO MILI TARE

rebbero c_om~nd_at.i ~nnual_mente a prender parte colle truppe alpine· alle eserc1laziom estive. Ciascuno di questi ufficial i dovrebbe essere comandato presso la compagnia pem1anc11Le corrisponclenLc alla c~mprt~~ia ~i mil izia. rnobilc alla quale ven obbe assegnato in caso d1 mob1Ittaz1one. Essi potrebbero pure essere chiamati annualmente per alcl~ni gi_orni presso la sede invernale del rispettivo Riparto, ,tllo s~o?o d1 assisi.ere ad alcune conferenze Felative all o speciale servizio delle truppe alpine. Tranne in questi periodi , i detti ufficiali do , r~bbero prestare servizio ai propri reggimenti, riempiendo i vuoti che annualmente vi si producono per le licenze, per I' intervento alle scuole di ogni genere e simili, ruoti che molte volte riescono di non poco pregiudizio al buon andamento del servizio e del progresso dell'istruzioue nei co 1·p i. ~ s_o~iglia.nza dei Riparti di fanteri a al pina, ciascuna brigata di art,glien a da montagna dovrebbe aYere una romune sede invernale. Q'.iesta sede invernale dovrebbe corrispondere a quella di uHo dei Riparti della rispettiva fspezionc, e ciò per dare rt "io a6li u/lìciali dell'a1y g1ie~·ia da montagna di prender pa l'te·in co;unc°con quel/i cl.olla l. anter,a alpina alle conferenze rol:U.ive all a guerra di rnontngna ed nl servizio al pino in genere. Cia::;cuna balleria avrebbe poi una sua i-:peciale sede estiva . Quanto è detto cl i sopra circa lo allribu,,ioni dei comandant i di Ripa.rio e dei comandauti di c01npagnia relat ivamente alla mob ilitazione vale anche pei comandanti cli brigata e di balleria da monLagna. Così prtre si dovrebbe applicare all 'nrLiglieria da montauna la clisposizio11e di corn::mclnre uffi ciali a fa r servizio clnrante le c:ercita,,ioni estive presso batter ie nppar tenent i ad altre bpezion i. .\ Ilo scopo di porre gli uomini dell'artiglier ia da montagna, che fossero eccedenti al numero occorrente per portai·e le battm·i c al· p i~d_e cl'. g~erra, in grado di disimpegnnre il servizio clell'artiglieri.1 de, lorl1 d1 sbarramento, sarebhe indispensabile che orrni anno ,,0 _ ni~se in ciascu na batteria imparLi l,t l'islru;1 iono dei pcz~i che costituiscono l'armamento dei fo rti stessi. Per inquadrare ali uomini di artiglieria de:;t inati al senizio dei forti di sharrament~ donehbero poi, r.11 dal Lornpo di pace, esse1·0 designoI i ufficial i d'artigli eria da fortezza iu servizio aLLivo. ln ultimo, per inquadrare gli uomini di z• categoria de:;t inati a

DELLE POPOLAZIONI ALPI NE

193

formare le truppe di complemento e di pm~idio della fanteria alpina, dovrebbero essere destinati uffi ciali di riserra, di milizia e di complemento .

VII .

1lfi l,i.z1a te1.,1··1;to1·iale alpvna . - Se l'istituzi one della milizia territtiriale può riuscire utile, non solo pel servizi o di pubbl ica sicurezza, ma eziandio contro il nemico, si è specialmente nelle piazze da guerra e nell' interno delle zone montane. Sarebbe perciò un grave errore quell o di trascurare questo elemento di difesa nella sistemazione dell'ordinamento militare della popolazione alpina. I servizi che dalla milizia terr itoriale possono esscrn presta.li sono cli varia natura. Gli uomini ad essa appartenenti possono essere impiegati: 1 1° A provvedcrn al servizio di corrispondenza per mezzo di pedoni altraverso le zone non percorribi li da uomini a cavallo, e per mezzo di uomini montati attraverso le zone che possono essere percorse in questo modo , sarebbe forse conveniente di formare pei· Lale servizio e con elementi della mi lizia territoriale dei distaccamenti di alpini a cavallo, a somiglianza degli squadron i di bersaglieri nazionali a cavallo che l'Austria ha organizzato nel Tirolo e pei quali non esiste in tempo di pace ehe un solo quadro complessivo di 2 urlìciali , 30 sottufficiali e soldati e 2,i, cavalli . Di questi distaccamenti se ne potrebbe formare uno per (spezione, e gli uomin i ad essi assegnnLi, i quali cluvrebhero essel'e scelti fra quelli che trovano nel mestiere da e8~i esercita Lo una prepn razione a questo servizio, potrebbero venire riuniti all'epoca delle esercitazioni di Liro della milizia te1Tiloriale, cli cui parleremo nel seguilo. 2° A lrasporlal"o a dorso viveri e munizioni pel servizio delle truppe operanti a grandi elevazioni cd in regioni non percorse da s~rade rn1tlattiere, nonchè a fo rmare sezioni permanenti di traspor to con bestie da soma requisite nella zona in cui si opera, e costituenti un vero treno alpino.


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DELL'ORDINAMENTO MILITA RE

· 3° A·concorrere a.lla.·costruzione dì opere di fortifi cazione eventuale, la cui importanza. è ca.pitale nella guerra di montagna, nonchè a lavori dì riattamenLo e distruzione di strade. il,0 In ultimo a forma.re dei distaccamenti arma.ti, avenLi per iscopo di guardare quei punti i qual i, benchè di importanza secondaria, non si po1;rebbero lasciare impunemente sguern iLi; di fare dimostrazioni; di assicurare i fianchi e le spalle dell e truppe operanti, e di completare i presidii dei for ti di sbal'l'amento, quando, per effetto della emigrazione, non siano a ciò sufficienti da principio le trnppe alpine di complemento. Impiegando a questo modo la milizia territoriale, essa potrebbe prestare importanti servizi, specialmente col rendere interarne,ue disponibili per le operazioni atti ve le truppe cli 11a linea e la ruilizia mob ile alpimL i\:la. percbè cl.al bel principio essa. sia. atta a ciò, sarebbe · indispens,tbìle che le venisse daio un serio ordinamento rin dal tempo di pace. Ogni comandante cli compagnia permanente alpina dovrebbe perciò Lenel'e un registro degli uomini di mi.lizia. mobile territoriale appartenenti a.Ha zona cli reclutamento della compagn ia. Tutti gli · anni poi un u!Iìciale deliri. compagn ia dovrebbe perconere, nella stagione a ciò più propizia, i vari mandamenti di questa zona, e passarvi in rassegna. gli uomini della milizia.mob ile terrjtoriaJe, uni. Lamente agli uomini di P e di 2a categoria in congedo, prendendo nota degli assenti ·per causa di emigraz ione, colla indicazione delle località in cni si trovano . ln occasione di queste rassegne annuali dovrebbe essere fatta la designazione degli uomini della mil izia terri toriale ai vari servizi sopra indicati, in base ad una ripartizione stahilita dal comandan te del Riparlo. In questa ripartizione gli uomini della milizia territoriale dovrebbero essere divisi nelle cinque categorie seguenti: .ia Uom ini destinali a far parte dei distaccamenti armati ; ia f!omini destinati al servizio di corrispondenza a piedi; 3" Uomini destinati al servizio di corrispondenza a. cavallo; 4a Uomini destinali al servizio dei trasporti a dorso; 5a Uomini destinati al servizio dei trasporti con bestie claso@t. . Tutti indistintamente gli uomini della milizia territoriale, a qualunque di queste catego rie appartengano, po trebb~ro poi essere

DELLE POPOLAZION I ALPINE

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impiegati nei lavori per riattamento e distruzione di strade e costruzione di fortificazioni eventuali. Nella circostanza delle rassegne cli cui si tratta, l'ufficiale rassegna.tor~·ispezionerebbe le armi, le quali, in numero proporzionato alla. forza èlel distaccamento armato che ciascun mandarnenLo dovrebbe somministrare in caso di mobilitazione, sarebbero conservate nel capoluogo del mandamento stesso. Perciò l' ufficiale dovrebbe essere accompagnato da. un armaiuolo, il quale, sotto Ja sua. sorveglianza, vi; iterebbe le armi e ritornerebbe in seg11ilo sul luogo per esecruire le necessarie riparazioni. . Per comandare la miÌiz.ia territoriale nei vari. servizi ad essa affida.ti verrebbero destinati gli ufficiali di riserva, cli milizia e cli complemento domiciliati nel terr.itorio cli ciascun Riparlo alpino, nonchè i sottuHicìali e caporali appartenenti alla milizia stessa. A completare poi questi qtiadri, qualora gli elementi sopra enuncia.ti non fossero bastanti o non sufficientemente ìdonei,.specialmente al servizio clei. distaccamenti armati, converrebbe ricorrere ai reali carabinieri delle corrispondenti stazioni. Si potrebbe pure far~ .at pello ai soci dei Club alpini., dando loro clei gradi nella mil1ira territoriale fin cl.al tempo cl.i pace. Elementi utilissimi poi per inquadrare i distaccamenti annali della milizi,l territoriale alpina. s~ avrehbei'o nel corpo delle guardie di dogana, i cui componenti dovrebbero essere ascritti per intero alla milizia territoriale dell e • rispettive vall ate. . . A.Ila milizia territoriale alpina dovrebbero essere daL, dei di:::tintivi, che· poLreb bero consistere in un cappello ed un~i blo1.bse, simil~ a quella che vestiva la guardia na7,ionale dei comum rurah. Quest'. capi. di. vestiari() dovrebbero essere conservati nei capoluoghi eh mandamento, insieme alle armi . .È cosa evidente che, acciò le popolazioni alpine siano atte ad opporre nna valida resìsLenza, all'invasione, è assolutamente indispensabile che non venga trascurato nessun mezzo per tener desto fra esse lo spirito mii.i tare e l'a.biLudine al maneggio delle armi. In condizioni 1~eno progredite di civiltà, come quell e in cui viv~vano per lo passa.Lo le nostre· popo lazioni alpine e quelle in cui vivono tuttora per la maggiòr parte le popolazioni della penisola b.alc~nica, 1~ necessiti.I clella difesa personale .e l'esercizio del la caccia, fanno s1 che


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OELL'ORDI N,UJE N'J'O MILIT /I RE

JApopolazwni montane conservano naturalmente quel caraUere bel-

ligero che le fa capaci di compiere grandi cose sul proprio territorio. Nelle nostre Alpi questo risu ltato non si potrebbe oramai ottenere alt1:i~ enti che col dare un grande sviluppo alle esercitnzioni popolari dt tiro a segno. Abbandonata alla iniziativa individuale questa istiLur.ione elci tiri a. segno, anche se largamente sovvenzionata dal governo, potrebbe difficilmente .prendere uno sviluppo sufficiente a ragginngere lo scopo. Noi crediamo pertanto elle sarebbe indispensabile rendere obbligatorio l'intervento alle esercitazioni di Liro a _segno degli nomini di Ia e cli _?a ca tegoria in congedo illimitato nonchè di quelli ascritti ai distaccamenti armati della milizia territoriale. Queste esercitazioni dovrebbero essere fatte annualla• direzione degli ufficiali dell e com1)ao-nie alJJine , in mente, sotto • I:) uno o ptù punti della zona nssegnateaciascuna. di esse, in moclo che gli uomini chiamati a. prendervi parte non fossero costretl i a scostarsi di troppo dalle .proprie abitazioni . Si potr ebbero poi slabilire delle gare fra: i migliori Limtori dei comuni apparLenenti alla zona assegnata a ciascuna compagnia alpina, o. secondo i casi, a rinscun bat.Laglione. Ai migliori tiratori, sia delle esercitazioni ordinarie sia · di quelle di gara, dovrebhc!'O essere assegnati dei premii e concessi d_ei ~isti~tivi. A qnesto modo si potrebbe far nascere nelle popolazton1 alpine una emulazione, la quale, mantenuta. nei voluti limiti, potrebbe riuscire cli grandissimo vant.aggio in caso di guerra. In • occasione di queste esercitazioni annuali di tiro a segno potrebbe pure essere impartita agli uomini dei dislaccamenLi armati della milizia territoriale appartenenti alla 3a categoria l'istruzione sui movimenti elementari del soldato e sul maneggio delle armi . Così pure, come già si e accennato . dovreb be essere in questa occasione impartita una breve istruzione agl i uomini assegnati ai distac~a~ enti di alpini a cavallo, In. qt,1ale verserebbe non già sulla eqmtaz1011e, dovendo essere essi scelli fra gli uomini che per la loro professione hanno l'abitu<line di cavalca.re in montagna, come p. e. 1 mulattieri , i carbonai, i mugnai, ccc., ma sui loro doveri nel servizio di corrispondenza. Una analoga istruzione dovrebbe essere impartita agli uomini destina.ti al servizio cli corrispondenza a. piedi. In q~esta guisa verrebbe bensì imposto all e popolazioni alpine un aggravio nella prestazione del sen•izio militare. Ma questo aggravio

19ì

DELL E POPOLAZIONI AL PIN E

sarebbe compensato sia dal fatto che il servizio militare esse lo presterebbero territorialmente, e quindi senza scostarsi, per buona parte dell'anno almeno, dalle proprie case. sia dal. fat~o che esse non concorrerebbero al reclutamento della cavalleria, 1l quale per Ja maggiore durata clel servizio sotto le anni a cui detta arma è sottoposta in tempo di pace, costituisce un agg1·avio éli gran luu~a maggiore. Yi sarebbe per tal modo compenso, a tutto vantaggio delle popolazioni alpine.

(Continiia). V. E.

DABORmDA

maggioi'e nel 74.·0

fanteria .


GLI ST UOI GEOGRAFICO -MILITARI IN FRANCIA

11

GLI STUDI GE~GRAFIL~-MIUTARI IN FRANLIA '

.

France - 2° fasc icolo - del _capitano -di stato maggiore G. Nrnx. - Parigi 1878.

Géogrtepl1,ie nlilitt1i1·e. -

_Il secondo fascicolo degli studi strategici suJJa .Francia del ca_pita110 Nwx, comprende i seguenti fronti difensivi:

Nor&-est Est

-

Delle Alpi -

o della fron tiera tedesca; o della fronti era svizzera; o della frontiera italiana . frontie1·a tedesca.

· La frontiera franco- tedesca accompagna lo spartiacq ue fra l'lll cd il Douhs, segur~ la cresta dei Vosgi fino al monte Donon; pico-a a norrl-ovest, seguendo quasi il corso della Seille, lasciando alla Fr;ricia il cantone di Nomeny e.cl alla Germania Marsal e Chàteau-Salins; taglia la )Iosclla a valle d1 Pagny- sur-)Iosellc, avviluppa, all'ovest, i campi di battaglia del ,15 e del 18 agosto 1870, e, correndo direttamente al nord, tocca il confine del Luxembourg tra Longwy e T hionvi lle: La frontiera francese, da q uc,;to lato , ha così una larga breccia, dalla quale Parigi non è discost.a che 60 leghe. Una retta che conaiuno-a M:ezières con Belfort, passa nelle posizioni di Verdun, Toul, Epiu;l, che rappresen1_ano il_ fronte ~rtificialc_<lif?1tsivo che la Francia p1:epara per prote?"gers, dagh attacchi tcdcsch1. E nella regione che giace al nordest d1 tale linea, fino al Reno, che si raccoglieranno le masse tedesche· · 1

(!) Vedi dispensa di ottobre della Rivista,

'199

per invadere la J<'rancia; è in q nella stes:,a regione che i Tedeschi do-' vrallno combattere l'esercito francese che mirasse al Reno. A'll'est della linea Mezièrcs- .Belfort, agli esercìti tetlesch i vittoriosi, si presentano due obbiettivi: Parigi e Lio1)C. - Due teatri d'operazione: quel lo che abbrnccia le val late della Senna e della Loira, e quello che comprende la valle del Rodano. Il teatro. d'operazione Seuna-Loira, abbraccia due regioni distinte: ,f o Quella compresa fra la Mosella cd il Reno; 2° Quella comprc?a l"ra la i\fosella e rarigi. ·I O Tuui i corsi cl'acr111a della prima regione $Ono tribu t.ari del Reno. Gli ostacoii orograrìco-militari app,~rtengono ai sistemi montani dei Vosgi , dcll'Hnnsriik e delle crcst,e concentriche elci bacino cli Parigi. All'ana lisi oro- idrografica della regione, il capitano Ni'ox fa seguire alcune co11siderazio11i strategiche, che sono ' la sintesi dell'anal isi geografica. • li Reno è la vera fro1tti era mi litare della G(wmauia , la sua maggiore li nea di difesa, la naturale barriera frn la razza latina e la tedesca; barriera che questa, nell'interesse della pace de/. -mond-0, avrebbe dovuto :;cm prc rispettare. La Gcrma11 ia oggi accampa molto iuu(lnzi nel territorio francese, dove si prepara alla guerra ben più con isco po offcnsivo che non cli fensi vo. L'attacco tedesco può seguire tre direzioni: ·1° ,il nord del/:Eifel (sistema montano) - per la linea ColouiaAix-la- Chapel le- Nancy; 2° Fra. l'lfanwrùk e l'Ifa1·dt - per la linea Magonw-Nancy; 3° Per fa depressione dei Vosgi - per la linea Strasbonrg-Nancy. i lavori di rortirimtiionc esegttiti dopo iJ 187,1 per sbarcare la t,rouée di Belfort, impediscono da cp1cl lato l'offensiva tedesca. Al nord dell'Eife l, i ponti rl.clle ferrovie di Co lonia, di Hamm, di Dusseldorf, di Rheinhauson, di Wescl, cd i pontoni a vapore cli Ruhrort, permettono un rapido concentramento clcl lu forze della Germania del nord tra Aix-la-Chapcllc o Wcnloo, minacciando il Belgio ed il nord della Francia. - Opcr.1zione (;lte può essere condotta rap idamente e diventare pericolosissima alla Francia, girandone le priucipali difese. Un attacco francc~e in quel la direziono non i~ possibile senza l'alleanza belga-olandese, ed anche in <ruesto caso sarà .-.ssai difficile prc·vcnirc · il concentr,1 mcnto tedesco su Ila si nistra del Heno e prevenirlo sulla ~fosa . I Tedeschi , padroni dell'Alsazia e della strada Strasburg- Nancy, pos1


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GLI ST IJ OI GEOGRAFICO·)IILITARI

sono adoprare simultaneamente le due liuee d'opcruzioni couve1:genti clell'Hunsriih-Ilardt e della depressione di Saverne. ta principale linea di schieramen to tedesco è tracciata dai pnnti di Thion"ille-1\!etz-Sarrebourg, aJ la quale s'arriva con sette lince ferroviarie: :1a linea - n dOJJp-ì.o .bùiarfo - Mannheiu1 -Sarrcbriick-N!ETz; '.2• » - a doppio binario. - Kehl-Stra:;bou rg-Avu1counT; 3a » a un bina1'io C'>lon ia- Treri-Sarrebriick-SAnREllOl:RG; )) ))

-

6•

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-

7a

»

-

a im IJ'inario a 1m bina,rio a un binario a un binar·io -

Coblenza-Biugen-NE UCI-II HKEN; Magonza-Alzey-KAISERSLAU'l'Enx; Spira- Landau-D,rnx.-Po:-iTs; l\faxau - Weissbourg - Hague11au SAll REG UE1\IJ N8S.

Tuue queste linee, allo quali sarà aggiunta un'ouava fra Coblenza e Thionvil le, sono collegate fra loro dalle linee a dop-pio binario che sono sulle due riwi del Heno. - I Tedeschi hanuo cosi una larga base al movimento logistico, sia nell'offensiva come nella difen siva, por il rifornimento dogli elemenLi nece:;-;ari all 'azione. ln questa zona Metz ha graude nlore offensivo por i Tedeschi come piazza-magazzino e deposito di materiale. - Nella difensiva, una vittoria francese fra Nancy cd Epinal perm etterebbe di isolarla; ma l'offensiva fran ct;Jse sarebbe tosto arresw ta dalla forte posizione che ha la destra a Couzarbruck, i,l centro a Sarrelouis e la sinistra a Sarreguemines, nella quale posizione la ferrovi:i dell'Eifcl, quelle di Sarrebruck, quella da Stl'asburg a Biche, eia Gcl'm ersheim a Deux-Ponts, permcuerebbPro pronto arrivo di rinforzi. Superata la Sarre sarebbe ancora assai diffi1;ile di avanzare su ~Iagonza, senza essere prima padroni delle strade dell'Harclt cd arnre occupata Berncastel, Trarhach e Zeli sulla l\fosella. Fra i Yosgi cd il H.u110, le opernzio1ti militari sono subol'dinate a quelle del hacino della Mosclla. - La v:ille è ~roppo ristretta per dare passo a grosse operazioni . Si può ponetrare nell'alta Alsazia sin per Bf' lfort, sia per i colli moridionali dei Vosgi. E anche su quesLo tratto dell a frontiera, le linee ferroviar ie tedesche per111et1ono di portnrvi rapidamente ie truppe. I Tedeschi, per le numerose vie fe rrate che collegano la Lorena e la bassa Alsazia, possono dare grande nnilà alle operazioni svolgentisi in queste nlgioni. l n tale manovra cli col logamento acquistano grande imporLanza i punti di Kaiser:;lauiorn e cli Pirinasens. - Esempi: campagne 1793-1795.

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IN FHANCIA

2" Il teatro d'o perazione con:prc::;o_ rra I~ M?sel1a o P~rigi 1~:~ essere limitato all'ovest Lla una linea tirata !"a Stu~1t-_Quc~tm-:~11 o ed Orlean~ ed abbraccia grande pnrto del bacino geo,og,co eh Pa11g1·. L'analisi idrogra!ìca della rrgione conduce al_la con_segu~nz~ che_ci~scuno dr.i corsi d'11cqua che la percorrono pllo ,servire tll lmea d,' difesa contro un esercito che abbia superaw l'.1 Mosa; e,_ più ancorn, le . loro valli aprono vie cl'inn!'ione conver~e'.1t1 :u Parigi. Oro"ralìcamentc, frn la Uosclla e Parigi, s, svolgono concentncament/'tc cinque creste geologiche lr, q(tali 1101l s~no sern()l'C t~n grantle ostacolo militare. Di mnggiore i111port(111za la <jtu_nta e la ~rima. . La quinta cresta si sYolge da Xuits-sous-Rav,ères, sul! Armane-on'. è tarrlitl la dalla )fosa in vicinanza di :'\eurcllàteau; ,;i i'.11rnlz.a 001 poggi di rivn destra del ln Mos::t che domi 1iano hl pianura d1 Woerrc, prcn·I · 1· (' \t·· Loi'i"'1iaos • I' a 'Jfo~a l:i taalin uun ;;ùconcla voiILar (1Ollll O l llOllle ( I ,l l , • 1'> tra Duu e Stonay, e la crcsla pro~egue n{'ro111pnguando in parte le , a 1 della ~l o:;:1 e dello Sormonnc. . . . . ., . . . Fr:t la .\losa e l'Ail'l'\ 1·Argnnna, ~ehbeue !'es~ ogg1rh p1u J_Hat1c,1 l~ile, O" l't''Olo çJ 1' <iti•<1H1c va loi·c. E 1,ee,·, ~11'.1b1 lc. Ult11no , torma Sl!lllpre lll l a ostacolo, in vicinam:a fii P(lrigi, è la fìctla•1.~c des Chct,npagne. . ~oll'ordinamcuto ,lifcusi,·o della fronli<•ra \'r'.·::o. I~ . G,mnaoia, I~ '-' · · ·, i i·oi·<i•t~ c!·1 limi•nn' corrli ostncol i artdì c1al1 1\ • numero d('gh rI'i1J1C' I }\ SJ C ) , .-, 0 • sboccl,i offensi vi - creando 11011 pinr.zecli ri rugio, ma perni cli manovt'a. Le fort iCTcuzioui della fronti era ,·:11100 però con,;ideratc con~e raggnip1)ate in centri parziali di dife:;;1, ricordando lo ~copo che si ,,oJle nigrriuncr<we. Allora sl\mhi·a ini po:;sihi le che il M1nico po:;sa_oltre~assare I~ Mosa" () la Mosci la e pott.a re l:1 guerra H<'ll'in teruo .!)l'Ima di essei':;[ assirul'nte le comu11itazioni r1•1To,·inrie, colln prosa cl unri delle piazze di sbarramento. . . .. . .. Al uorcl di Yc•nlnn l'olfousiY:i Letlesca sarebbe d11l1e1hss11na a motl\O e ilei Bcl0trio. I .l possosso del• .Ln xc111. -. cleIl ,l ll (! n l r,1, 1,· t·L , L·1(•1 J.,nxcmbnr" , o , .. . burg ;;,11,cbbc qnimli tli grande importau~l\, po_r 1 '~'edes~h1. ~_el ca~~. 111 cui un attacco si pronuncia,;~c al1'0,·c,;tcl1 fh10nv1lle s1 _vedre~bc 1IU· Ia, Ia mano: . ·1··,1 de•I 17<)» novarc, su p1. u· grande ,,ca , ~, ccl 11 .nemico . .terchei·(•bho di preucl i;re alle spalle la d1te:;:1 Ll'.:11~ Cotcs Lorrames, c~~ne Blùchcr voleva gir:Hc quella dcll'Argon no. S1 richied o grande supcc 10rit'I numerica . . il <·oncentrnmento tedesrn facendo:;i fra )lotz e Sarrcbourg, lo lmca della ':\losella sarflbhe 111inacci:1ta . Allora il Lriaugolo mont~no cotnprc~o rra Done11 , Epiual e 13nllon cl'Alsaco, pcrm euer~hbe di pr?mlc_r,~ buona po~iziono di nanco . Bisognerebbe occupare tor Lcmcnte I pn,s1 meridionali dei Yo,;gi . 'V

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I N FRANCIA

G l.f STU DI r, l~OGHA F I CO M l L ITA RI

. Battuto l'esercito · f!'ance6c alla frontiera, si hanno tre direzioni di n t1rata : al nord, su Pnfigi, sul Y.lorvan . Nel 1870 i Tedesehi hanno cerca LOJli spi ngere i Fra ncesi al vord; risultati: 'Metz, Sodan. a r1t1rata sul ~lorvan avrebbe sco11giurato cpiei disastri. , Passata la )'Iosa , l'at.tacco pnò marciare su Parigi per la ]inca delI A..1sn~, della J\fa~'IHl, della Senna . Volendo anche minacciare la meclià Lo ira e necessano marciare su Chaumon t, Briare, Orléans. · . :La _f1'a laisc Chan~p~gi1e offre ali' esercito operante buone posizioni c!1l.ens1ve, alcune rmlorza tù da fortificazion i. Il triangolo La FèrùS01sso~s-Laon , colla pos1zwnc cli CraonM, ha dopp ia · azione militare: verso 11. nord e versò l'e~t.· La difesa nt) è fortemente prepa rata co i, una sef'l e cli opere che comandano le vall i della Vesle, clell'Aisne c~ella Leue, della Serro; si collegano alla linea della Somme, 0 copron~ l un porlante stazione clt Ferquier. Un'offensiva sn .Parigi lungo la sinistra della Senna, obbìiahercbbe ac~ un lu_~go mov irn_cnto ili fi anco che sarebbe pericolo~o in ;)rcsenza eh un ddensore att.1vo, padrone dei ponti sulla Senna e sulla Loira od appoggiant.csi ai due Jìumi. I l capit1rno Niox termina le Sllù considerazioni strategiche col confronto ~elio due campagne ·I8H e 1810 . Conch iude domanclanclqsi :se , av_uto r iguardo a_lle nuove diaìc.oltil d' investi mento di Parigi, · il nc1~1co vittorwso, 111 lu_ogo cli prendere la capitale eomc primo obbiettivo, non penserit pmna 11 di:;truggerc i centri di resistenza che si formerebbero nat.ura lmente sulla Sa6M e sulla Loira: cioè fare una se,eooda c;ampagna. Ricorda che nel 18H- il principe cli SchwarzembCI'" ~roponova app1111 to cli di rigere Ja sua armata su Òrléans, per occupar~ quel grande centro, ed ass1curn re il movimen to d'i nvestimento delle 11ltre armate; .rieorda che \iapolcone, nC'I ·1810, pensava di erearc in Orleans la piazza-deposito della .Francia.

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frontie1·a svizzera. 0

Dalla ~rouée cli Helfo rt alla stretta ciel Rodano, n va lle cli Ginevra , la Francia confim~ colla Svizzùl·a . Gli altipiani del Giura coprono in parte quella fron tiera, la quale è anehe protr~tta dalla neutralità della repubbl~ca elvetica . Per allaccare la Francia da questo lato Lisoo-no0 rebbe v10I_arc. tale neutra Iitil, ed in simile caso l'esercito franceso dovrebbe oflcnsivanrnnte prendern posizione oltre il Giura. Perc;iò il Niox. collega lo_ studio delle condizioni generali strategiehe della Svizzera collo stucl10 particolare del teatro d'operazione del bac;ino della Saona.

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,1° L'importanza militare della regione svizzera è provata dal fatto che i trattati del 18 15 ne hanno creato uno Stato neutrale. Tale neutralità impedisce alla Francia cli minacciare l'Italia per la linea del Sempione e la Germania pèr la linea del Dannhif' ; ma è pure vantaggiosa alla Francia, perchè frap ponon clo$i fra i due grandi Stati militari dell'Italia e clelln Germani<;, · rende diflìc.il i le loro c;ombinazioni strategiche che potrebbero riescire per essa assai dannose. Però nessuna comunicazione diretta osist.e ancora fra queste due potenze; ma la ferrovia del Gouardo avrh por risultato di ravvicinare le distarn~e, cli facili tare al com mercio tedesc;o la via clell'Orient<~ e cli mùttere l'Ital ia in relazione coll a Germania senza ricorrere alle li nee france~i ed austriache. Pia.nwra si,izzem è quella regione che ~i limitata td nord ed all'ovest dal Giura , al snd ed ·111 sucl-est dalle granrli Alpi, e che si stende clal lago di Gine\'l'a a qtwllo cli Costanza . Ben popolata, percorsa da numerose strade, coperta da una rete forroYiarin che si fa sempre più completa, è il cuore cleila Svizzera. Il possesso di essa porta quello dell'intera rngione: la padronanza delle grandi Alpi non vorrebbe clil"e avere quel la della pianura, per· difficoltà cli movimenti, cli spazio, cli vettovaglie. L'autore limita al Reno lo studio del teatro d'operazione della frontiera franeo-svizzera. Il lago ,li Costanza, poi il Reno sino a Basilea, formano i limiti naturali della pianura svizzera, sono gli ostacoli geografici dei quali esamina l'influenza nelle operazioni mili tari , svolgendo una serie cli considerazioni strategiche, sulla traccia data dall'Haymerle, nei suoi stndi sulla importanza della Svizzera dal punto cli vista delle sue relazioni colla fronti era francese del Giura. Vi sono cltw ipotesi d'operazioni. La neu.tra litù svizzern è minacdalla Germania e dall'Italia, e la Francia appoggia la Svizzera nella difesa del proprio paese; oppure l'armata svizzera, spalleggiata da quel la tedesc;a ed ital iana , si oppone ad un'offensiva francese . Nel primo easo l'offensiva tedesca si pronuncicrà sn tu tta la linea del Reno, dal lago cli Costanza a Basilea: quella italiana, per il Sempione e S. Gottardo , o, per larghissimo giro, per lo Spulga e l'Engadina. Lo sbocco del Semp ione si può sbarrare noi Vallese, quello elci S. Gottardo nell'Alta Reuss; quelli dello Spnlga e doll'Engadina nell'alto :fleno. Poe.a minaccia da questo lato. L'armata teclesea può passare il .Reno a valle di Basilea e girare il Giura, ma ne sarebbero rninaeciato le comunicazioni da un esercito francese a Belfort. Quindi l'azion<{ principale sarà fra Costanza e l'Aar. 1

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IN FRANCI A

GLI S T UPI <J;EOGRA FICO - MIL ITAR I

La difo.sa, di fr~nte a .siffatta condotta, può avere buon giuoco guardane!? .1 passaggi del Gmra, appoggiando la sinistra a Brugg o Ja destra a \v1?te_rth~lr e Fraue.nfelcl o raccogliendosi noJJe posizioni cli Zurigo_ Un ofiens1va proveniente dall'ltal ia, non ha probabilità di dare la 1~1ano all'offensiva tedesca se non dopo che questa avrì1 ottenut.i dei nsu.ltati . L}sorci, to fra11co-:-sviuero, res\)into dalle posizioni BruggZurigo, lasc'.a a.Il rn~asore d mezzo d1 rimontare la pianura svizzera, e prùtientars, 111111acc10so su tutti i punti della fromiera. . _Nell'i potesi d'un attacco francese, questo può, all'iniziarsi delle ostili ta, prendere posizione sulia riva SP.ttentrionale del lago del Giura. La Sarm~ e l'Aar_ ~ouo perciò lo prime linee difensive della Svizzera, e. Bern~.1! l'.10go d.1 radunata dell'esercito della repubblica ..Una seconda lmea d1iens1va gli. è data dal fronte Lucerna-Aa rburg; lma terza da quello Brugg-Zungo, dove certamente potrebbero arrivare i rinforzi tedeschi. ~a posiz!on~ Brugg-Zmigo i! quindi di grande importanza per la Svizzera, sia fronte alla Germania, come alla Francia. 2° Il teatro d'operazione della Saòne, ha per limiti orografici i monti del Vi varais, del Lyonnais, del Beaujolais, del Charollais, del Màconnais e della Costa d'Oro . Non seguiremo l'autore nello studio minuto degli eìementi oro-iclrografic1 del teatro d'operazione e delle loro relaiioni coo-li altri ostacoli mili tari dell'est della Francia. Riassumeremo le condizioni strategiche. ·~( lronte del Giura sarà diffici lmente attaccabile se difeso eia truppe su1lic1entemente numerose. D'altronde un'offensiva tedesca da riuesto lato non avrebbe che uno scopo secondario: girare Helfol't, in vista d'un attacco contro il bacino della Sailne ed il centro della Francia; dare la. mano all'esercito i.taliano entrato in SaYoia. In quest'ultimo caso Gmevra sarebbe l'obbiettivo comune, e su <ruel punto l'esercito fra ncese potrebbe, con rapida mossa, prov<}nire gli alleati. Ciò premesso la frontiera del Giura si scompone in tre sezioni: dal Rodano al colle di Fougue, dal colle di Fougne a S. Ursaune e da S. Ursanne al Ballon d'Alsaco. Il tratto Rodarto-Colle di Fougne, non ii terreno facile all'azione militare; ~i sono i mont.i più alti e le poche strade percorrono anguste strette facilmen te difendibili . Quello fra S. Ursanne e il Ballon cl'1ùsace si può considerare al sicuro da un attacco di fronte: vi sono le forti~ Dcazioni di Belfort, di Montbéliard e di Limont. Quello fra S. Ursann/ e Pontarlier, non presenta che {.re passi naturali, seguiti dalle ferrovie:

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Morteau- Les-Brents, Pontarlier- Neuchàtel per i Verrières e PontarlierLansanne per Fougne. Pi ù di venti strade ordinarie pongono in relazione i due versanti del Giura con tracciati a curve strette, pendenze ripide; sono intagliate nel fianc.o della montagna . All'eccezione dei forti di Foux e Larmont, questo tratto di frontiera non ha difesa. Dietro l'ostacolo del Giura si steude come tma vasta piazza d'armi, coperta all'est dal M.e Chnrnnont, al nord dai ciglioni della Dessoubre, al sud da quelli della Lone. La piazza di Besançon ne è il ridotto. Il centro della difesa mobile di questa parte della fron tiera sarebbe al nodo stradale di Champagnale. IJ capitano Niox chiude le sne considerazioni strategiche coll'esame degli a.vvenìmenti militari che si svolsero nel ·1870 in questa regione - e giunge così allo studio del fro nte delle Alpi. Fronbiera . delle Alpi.

11 teatro di operazioni che corrisponde alla frontiera delle Alpi, si estende dal lago cli Girnwra al Mediterraneo. Limite ovest il Rodano. Tre fron ti secondari: ·1° delle Al pi de:lJa Savoia; 2° delle Alpi del Delfinato; 3° delle Alpi di Provenza . Il M.• Bianco è il punto comurte di contatto della Francia-SvizzeraItalia . La fron tiera franco-svizzera corre parallela al Rodano fino al lago di G·inevra; quella italiana segue quasi sempre lo spartiacque delle Alpi, fmo alle sorgenti del Tinea, poi lascia all'Italia il bacino superiore e la parte inferiore della Roya; alla .Francia dà il corso medio del fiume e la posizione di Saorgio. Per istudiare le Alpi occidentali e per scoprirne la struttura , è necessario considerare i grandi massi che le formano. Quattro principali: Jlfonte fliCt;nco, Vano'ise, Grande Pa:racliM, Oisans, Monte Viso. l nsnperabili grande parte (lell'anno per nevi e ghiaccio; separati da profonde depressioni nelle quali passano le vie di comunicazione fra i due ver:santi . La più gran cle ckpressionc è alla sorgente della Durance, dove il colle dell'EchelJe non raggiunge ·1800m, mentre le cime del vicino Pelvoux oltrepassano i 4-000m . I passi praticabili al carreggio, compresi fra i 1800 e 2200m, non hanno neve per cinque mesi, dal maggio al settembre_ ANNO XXIIl, VOL , lV.

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IN FRANCIA

(7LI STU DI GEOOR AF'JCO · MILI TA R!

Tralasciamo l'analisi idrografica delle Alpi (V. carta al 600,000) ed entriamo nello studio dei fronti strategici . 1 ° Fronte delle AlP'ì, di Sctvoia. Suoi limiti: il Rodano ed il, lago Lemanno al nord, la valle della Maurienne al sud . Sua scom posizione in clue zone ben distinte: zona alpina, all'est della lit1ea Saint-Maurice (Rodano)- Sixt (Giffre)-SaJlancbes (Arve)-col\e di .Nlégère-valle d'Arl y e valle d'Isère; zona .~ubalp·ina,, quella all 'ovest della ~tessa linea . Nella zona nlpina vi sono due grandi massi: quello del ilf.. Bianco e quello della Va,noise,. Il rnasso del 111. Biwnco è circoscritto a sud dal passo del colle del .RonJwrnn}e, tra Bourg- S. )'Jaurice e Sallan.ches; al uòrd dalla strada, in parte mulattiera, del Gran 8. Berna:rdo ed il colle fi'erret, tra Martigny e Courmayem; al sud-:est dal .coUe de lq, Se;igne, tra Conrmayeur e Bourg- Saint Maurice. Al M: Bianco s'attacca al nord un contrafforte diffici lissimo che separa il Vallese dalla Savoia; forma, pel lago di Ginevra , la st1:eua di Saint- G·ingholphe e non è attraversato che da qualche passaggio. Al snd-ovest del M.0 Bianco si prolunga una catena gr:mi tica che taglia jl Doron, affl nente dell'Arly, l'Jsère e l'Arc e prende norne, fra l\fontrnélian e Grenob le, cli Ghalne de Helledonne. Per masso rli Vanoise s'intende l'insieme delle alte 1noutagne che sono all'est di l\foutiers e di Saint- ~1ichel, tra _la Tarantasia a.I nord, la Mourienne al sud . Il colle del M. fséran lo separa all'est dal rnasso del frrrmde Parac/iiso . Pi ri di venti cime oltrepassano i 3000m . All'ovest di Moutiers, le rnontague sono meno compatte, le creste corrono dal sud-est al nord-ovest lasciando qualche passaggio. Moittiers è il nodo dei passi che conducono alla )faurienne; principali \tanoisc, les Emco rn bres, la Madalcine. La valle della Maurienne avviluppa al sud i monti della Vanoise. È di grande importanza per il passo del Cenisio . _ La zona.suba Ipi nD comprende qnattro massi: Draw,es,, Bornes, Bea:uges, ed il gruppo del la Grwnde Chartre11,çe. Il masso dei Drauses è formato dall'insieme delle ,vallate dei Drauscs chr, mettono nel l,1go di Uinewa, e dn j monti fra il Rodano, il lago di Ginevr<1 e I' An 'e. Quello dei Bornes è circoscritto dall'A rve, l'Arly, lago d'Annecy ed il fi'ier. I Beanges, tra i laghi del Bourget e cl' Annecy, formano una specie cli altopiano d'un'altezza media di 90001 a 1000"' , circondato da una cintura di roccie di ·1500 e 2.2.00m. Poche strade convergenti su Chatelard . Il masso della Grande Chartreuse è limitato

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all'ovest dalla strada da Chambéry a Grenoble: negli altri lati, dal lago di Bourget e dall'lsère. Lf: creste, alcunè delle quali passano '.2000"', sono parallele alla parte del corso dcll'Isère compreso fra ~Iontmélinn e Grr~noble. Il possesso delle Alpi della Sa voi a essendo nccessa ri~ alla di fcs~ del Yallese e della strada del Sempione, i tratlat1 del 181 b avevano neutralizzato il Chablais ed il Faucigny, fino ad una linea tirata dal l\'lonte Bianco per Ugine, Faveeges, l'estremiti1 roeri di~na le elci la~o del B_ourget e l'ancro)o del Rodano alla contluenza del Gu10r::-. La Svizzera, 1Jl caso di guerra fra l'Italia o_la Francia, ha diritto di occupare la zona neutralizzata. L'Italia r.retendeva (dice Niox) che siffatta oc;cupaz ione fosse: un obb[in-o per la Svizzera alle minacc,ie di guerra ; ma ta le interpretazione potè esseee accettata, e la Svizzera si riserva il diritto cli occuparla quando lo crederà opportuno . '.2° Fronte de/.le Alpi, rlel Delfì;n,ato. Comprende le valli clrn dal Tabor fi no all'Inciastraia aprono le cornunica~ioni che mettono su Grenoblc; cioè le valli dell'alta Duranoc e suoi affl oenti superiori, le vallate del Drac e quelle dei suoi affl uenti . Tra la valle della Maurienne da un lato, la 0-uisonn·e e la H.omanche dall'altro, vi è una serie di creste con direzione nord-est-sncl- ovest . che si possono chiamare le Alp'~ della Mawrienne: . Intermedie fra il masso di Vanoise e quello di 0 1sans, s1 scompongono in due parti ben di,:tinte al colle del Galibier. Al!'est ~el Galibier la cima principale~ è il Tabor; all'ovest quella dei TrmsEllious, della Aigui lles cl'Arve ; poi il masso dei Grancles Rousses, la Montagna dcs Sept-Lncs e la Chaìne dc BeJleclonne. Il masso del!' o,isans forma un ostacolo insuperabile: è circondato da un fosso formato dal Drac, Romanche, Guisanne e Durance. Al suo centro s'alza il Grand- .Pelvonx dominato dal la Barre- cles-Ecrins. All'est del masso dell' Oisants, la cresta clellr~ Alpi che serve di frontiera si sviluppa in una linea tortuo~a, interrottn eh~ nun_1~rose _d_epressioni. In essà si trovano i migliori pasl;aggi, fra 1 q_uah il C~m_s10'. il Monginewra e la l\facldalena. Ma. molti _a~tri _Passag~1 mulatt10ri si possono, coi mezzi di cui si dispone ogg1d1 , ndum 1H poco . temp~ praticabili e girare le difese permanenti erette>- per sbarrare 1 pass1 principali . . Il masso del Vi.so è compreso fra il colle della Cro1x al nord , e quello dell'Agnello a.I sud . È l' ultimo grande_ masso ?Ipino . . . . Le considerazioni strategiche che tengono dwtro al! esame cli questi due fronti .si possono r iassumere così: ~

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!}LI STU DI GEOGRAFICO-MILITARI

IN ,FRANC I A .

La frontiera delle Alpi ininacciata, è verosimile che l'offensiva si pronunci contemporaneamente per la strada di Sàint- Gingolphe, la T~nantasia, la Maurienne, iI Monginevra, con obbiettivi principali: Gmevra, Chambéry, Gnmoble ed obbiettivo definitivo Lione. La difesa del fronte della Savoia è quindi necessariamente collegata alla difesa del fronte del Delfinato . La situazione sarebbe analoga a quel la in cui si trovò il maresciallo di Berwick nelle campagne dal ,1709 al ,f 7Hl. Il nemico può proporsi, come si fece nel ,f 70!:J, nel ,1su. e ,f 8Hi, di_operare simultaneamente dalla frontiera delle Alpi e da quella del Grnra. ALiora deve impadronirsi di Ginevra per congiunrrere le due ' . . I fi masse; copr11"e 1 anco e neutralizzare l'azione dei corpi e)fra ncesi che s'appoggierebbcro alle fortifi cazioni della Maurienne, della Tarantasia, di Briançon e di Grenoble. La difesa della Savoi,\ ri posa sull'occupazione delle valli e dei massi montani che la dominano . Esame delle operazioni del 17n3-·18 1,\ - ·18-15. Attualmente, il sistema di di fesa di quella regione è baqato sulla costruzione di npere: • . 1° A.llo sbocco dellci Tarnntasia, vicinanza d' Albertvi lle, per difendere la stracla <~ la ferrovia in costruzione da Grenoble a Thonon, la strada cli Ileaufort, e sorvegliare qu ella chr~ da Ugine va a Jc'averges. '.2° 1illo sbocco rkllaMa:u1··ienne, vicinanze d'Aiton, per dominare la ferro via della Maurienne, Ja valle dell'Isère, la strada dei Beaunes per Sai nt- Piene-d'Albigny e la strada di Chambérv. 3° .Più indietro da Grenoble, conipletata colla c~struzione cli forti a graudi distanze su lle crest<{ dominanti le due rive dell'Isòre: forti Sa,int- Eym,cwd e del Ba1.wcet sul la destra; fort i 1lfurier e dei Qiw,tre Seigneurs su lla ri va sinistra; forti cli ilfontavie e di Comboilre, al sud della ci uà sulle due ri ve del Drac. / Nell'ipo tesi cli una dif'esa simultnnea del fronte delle Alpi e di queJlo del Delfinato, cio'è del fronte che corre dal Piccolo S. Bernardo all'Argentiera, la Francia può spa lleggiare la sua azione difensiva col forte e.li Less·illon (Yionceni~io) .- la I)iazza cli.. JJriancon fl\1o 11 çrrinevi"l) \ ( :-- il forte di Queyras (colli d'Abriès - della Croix - dell'Agnello) ed 11 for te di_To·urnoti.'t (colli di Longet ed Argentiera). Iu seconda linea, sulla Durance: 1lfontda:uphin, Em/Jrwn; sull'Uhaye, il forte Sa:inte Vincent . . Briançon è la piazza più importante del fronte delle Alpi del Delli~~to. Situata sulla stessa frontiera di fronte al co.lle del M:Ònginevra, v1cmo al colle dell'Echel le, a meno d'una giornata di marcia da Bardonecchia, ha uu grandissimo valore offonsivò e sareblH~ il punto di 1

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:appoggio principale di un esercit-0 francese che volesse ,penetrare in Italia. Difensivamente, la fortezza è messa all'altezza dell e esigenze della anerra moderna colla costruzione dei forti dell' Infernet, della Croù; .de Bretagne e della ridotta dd Godran. :Nfa la piazza avrà tutto il suo v.alore strategico solo quando sarà costrntt.a la ferroyia della valle della Durance. dato dalla storia per la d,ifesa di questa . I l mirrliore inserrnamento ç 1 frontiera è quello che risulta dallo studio delle campagne cfol ,f 709 e 17,11 che l'autore esamina, e che noi consigliamo i nostri letttori di .:studiare nelle memorie stesse del Berwick. 3° Fronte delle A.lpi di .P·ro11enza. Partendo dal nodo del l'Inciastraia, la cresta principale delle Alpi .si dirige al sud-est fìno al colle di Tenda. Le al~re catene si dirig<;mo al s.ud, sud-ovest, ovest, formando un dedalo eh montagne nude, separa te da va lli profonde e tortuose, con lunghe e, frequenti strett_e. . La frontiera lascia all'Italia la più grande parte delle sorgenti dei :torrenti che discendono dalla grande catena; ma questo svantaggio non è molto grave per il fatto che i sentieri che percorrono quella regione sono difltci lissimi e sboccano in strcLte gole. Principali: Colle delle "Barricate, della Fenèt.re, di Colla Lunga, cli S. Anna, cli Framamorta e della Ceri se. Poi, nessn n passaggio pra ticabile fino al colle cli Tenda; ,quindi il masso del Clapier, col contrafforte fra V~s~1bia ~ Roy~, colle celebri posizioni dell'Aution, di Millefourch es e cl1 Saorg10. ~111 _all'ovest te montagne di Lnrc, Vaclnse e Luberon ; al sud quelle eh Sa111te Victoire, ]a catena cl'Estaque, la Saint<~- Beaume. Sulle coste le monttagne dei l\faury e l'Esterel. , Gli obbiettiv.i che corrispondono al fronte della Provenza sono affatto ,diversi eia quelli che si possono raggiungere dai_fro_nti della ~a~oia e del Delfinato . Quella della Durance è la sola clirezwne possibile ad una armata e neppure in essa grandi .spazi. Si raggiunge: Gap, Aix e dopo lunga marcia Marsiglia e Tolone . · L'attacco di Tolone ha parecchi precedenti storici; ma se ha suscitati allarmi , non fu mai coronato da successo . ~

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E qui il Niox pone fine ai suoi studi sul fronte delle Al pi, chiul<fondo li colle eonsiderazioni seguenti: « Il nome del marescial lo Berwick sarà sempre ricordat.o.nella difesa della frontiera delle Alpi - e sono le manovre che egli ha fatto che si ,debbono consultare » . ·


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IN F R A NC IA

GLI S Tt;DI GEOGRAFICO-MILITARI

« Tutta questa guerra, scrive egli , :;La nel non ignorare i movime11ti del nemico e a fare gli sposlarnenti (navette.s) a tempo, e tagliare corto quando il nemico è costrello ad un largo giro. " ?ggi, co'.ne al_lora, llillo sarù nel muovere rnpidarnenle le truppe su d1 una lrnca rnter11a. La strade della M:n,rior, ne, ilei co llo del Ca libier, della Dnr.ince t' dell'Uhayo, e le posizioni che Jr, clil'eudouo conservano ·etuprc la stessa im port.inza. « Ma ·in generale, ncllt' Alpi, l'offen.\•iva è più vantaggiosa della cbi{ens,i-oa. Ta le l'opinio11n di lomiu i, il quale dicrva : Se la 11atur·rt del « paese procura grandi vantaggi alln difesa focale d'un pulltO dato , " se essa offre degli ostacoli allo s,·olgi mento di graudi manovre :;tra" tegiche offensive, bisog11a couvcnirP non pert/1 1110 che in quest'ultimo « caso la rliJ"csa è ancora più dilTicilc clell'auacco .... , » e secondo la opinione cli Nnpoleono: <( fo paese <li montagna, qtiaudo I,~ cofouue " cJ;at.tacco hauuo la sup,•riorità nurnerica , drvo110, ~enza lasciarsi ar" r~starc dal timore d'essere girate, diri/!ersi rapiclamentr sui punti " rl1 ~onvergertza delle vall i r, rerrn.i rsi il meno possil1ilo nelle strnttE,' ». " E dmuruo a q uesti puuti di COII V[)l'genza che i: 11ec,Lsario cercare « le posizioni difen:;iw i> . 1, Aggiungeremo ancora che l'otfcm;iva italiana è! in certa "'uisa favor'.ta d~lf_u ~011fìgurazio1Jr Lopografìra della frontinm. Iu qt1a: i t11 tti i col i, alp1u1 s, trovano pi cr.;oli aftipi:111 i propri al co11.rcntrn t11 r.11.10 ili distanamenl.i <l1'sli11ati a J'or11111 1·e l'avanguardia clelln colonne, IIHlnlrecliè le tru ppe fra11ccsi s11rchbr1·0 co;;tretle, per innalw rsi ,mila l:resla. di percorrere stretti e ripidi corridoi 11 Pi quali non snrcbbe po:;sibife ·svilupparsi . fof i11e gli J.tali1rn i hanuo organizzati , w tutta fa loro l'ronl.iera delle Alpi , le Compa.gn'iP alpùie, truppe speciali comandale da uff.kiali :;celti., l':ierc!tati alle fuughe marr i1• nelfr montagne, e chi' i•splo1ano tntto I anno Il Lerr,•110 sul r(l1a lo dovr3 11110 combattere. flese famigl iari colle diflicoltù dt)lla guerra (li 11tont11gna, conosce11 do tutti i so11 tieri prnlien bi li, for ,nern imo preziose truppe d 'nvu11gnardia nel caso dell'offensiva 1• d:mrnno ,·igorosi e abili di fensori nella di fensiva . « Riassumeremo perù queste con~iderazio11i fa cendo notare che è stillo :;empre pit', facile nel e~erci ti cl i pa:;sare clnlln Fra ncia in Italia cl~e da ll'Ital ia iu Francia. l i versa1Jto it:il iano delle Alpi ti•rrn ina rap_,da1~ent~ nella pi~n ura del Piemo11tl'; una volta superata fa cre:;k'l, ~1 _ 1rno discendere ,n poche ore di mM·cia in un paese ricco 1, nel quale 0 facile ma11ovrnrn; poi t11tte le strade, seguendo le va lli degli afll uenti clol ~~· co,~vor~o110 .verso lo st_esso punto del liu 111r, e $ù rprn:;ta dispos1Z1one fa vorisce m c·erta rrusura la difensiva, è iucontestabife che

essa è più favorevole ancora allo truppe noli' offensiva allorquando queste harwo grande ,mperiorilù numerica. Infatti, sù esse riescono a supera1·0 la linea di frontiera in tm punto qualunq ue, possono ·c.-.dere alle spalle delle po~izioui che 11011 ha11no potuto superare di fronte. Non ii così ucl versante fra11 cese. Le montagne sono elevatissime e confuse; si prolungano verso ovest in ri piaui successivi clie non si supera110 che voli.a per volt.'l . Le lunghe gole l'l10 bisogna perconere dopo p:is:;ata la frontiera, offrouo nna succe~sione di posizioni t.rnlo più vantaggiose tprnnlo più facil111entc la dif'osa può assicmarsi il possesso delle comunicazioni laterali. « Le , alfi della Taranta~ia e della Mauricnrte ri1•scono allo stesso sbocco; ina le altre , alfi sono assai divergem i ed è assai difficile farle concorrere contcrnporaneamcnle allo ste:;so scopo pcrchù le truppe in esse impcgnatc no11 polrebbero so~Lenorsi rnutualmente. « Un'invasione dnl!a {ronl'iern llelle il /:pi non sarebbe sirnrarriente <(

a temersi che nel caso in rni tutto l'esercito /hmcese fosse trattenuto su altre /i·on tiere ». Ora cliC' siamo gin111i al termine del 2° l':i~cicolo, ora clw il Niox ci ha dclinra to ncllamente il suo !lll'todo geo~rafi co- miliwro, è permesso, a nostr:i volta, di fa re alcune oss1•rva1.ioni. Lo stu,lio della 'goograria rn il itaro, qnale ii ormai in lc,,o tla noi, abbraccia un campo proprio, che ì> ad un telllpo politico, geografico e mifia.arci. I.a g uen a è l'urto di tulle /e {or:se Dive di due nazioui in lotta: tc<itro della lotta, la regione geografi ca nella qual<• vi, ono i due popoli: teatro delle opem zio ,ii, la regione che ~i stende im111ediatamente l'ra i cenl.ri vita li cfoi due paesi, e In linea di cournuo politico chn li separa. La geogr:tfìa militare, cosi inte:;u , cli,·r nta auchr l:i sor~entc• cieli!' idee che debbono regolare la <·oocloua politicu d' una nazione; prendendo quindi ad e:;aminnre le 1;ond1izioni d1i lottri rra clne nazioni, 11 0 11 può non abbracciaro la situazione dei rapporti politici frn i due paesi, la situazione poli1ira inwrnn dei due Stati , la situazio,w delle forze organizzate e dei mezzi per farle muovere, pr r entrare in segui to noll'e,-a me dr lle condizioni gi:ografìro-~tatistiche dul teatro di guC'rra. · E t[ui n u1.eglio :;vo lgere il co 11couo che abbi::imo sop1·a formu lato, ci serviremo della parola del maggiore Porrucchclli , al quale è dovuta larga parte del nuovo indirizzo dato agli stndi gMgrnfì co-rnilitari in Italia . " La situazione dei rapporti politici fra i due Stati fi ssa gli obbiettivi " presumibi li per il caso di guerra, stabilisce un elemento per deter« minare la dlirezione dell'azione militare. L:1 situazione politica in-


212

GLI STUDI GEOGRAFI CO -MILITAR I

torna di ciascuno Stato stabil isce e misura l'intorvenlo delle /'orze « 1>ive del medesimo nella guerra . La situazione delle forr.e organizzate « cd i mezzi per farlo muovere danno, assieme alla situazione politica « in terna, la misura del l'intensità dell'azione militare. Le condizioni « generali gcografico-,;tatistichc del teatro della guerra, permettono di « dotenninaro per ciascun Stato i punti d;i pa1·tenza o, fino ad un " certo punto, ancbc i punti d'arri'Vo, per fissare la direzione del" l'azione 11iilitare, consentendo di prevedere in quali punti potranno " più celerorneute accumularsi le masse nemiche, costituenti per questo « un obb•ie1tivo, che sebbene mobile per natura, tende a fissarsi negli « atti di concentramento e di schierwmento . " Le condizioni generali prcrlette permettono :mco1:a rii addivenire « ad una logica ri partizione dell'intero teatro in scacchieri rappresen« tanti ciascuno una zona avente pecu liari condizioni, o di assegnnre " per ogni scacc;hiere la direzione o le direzioni partico lari, secondo " le quali dovranno essere orientat:i gli oggetti geografici (ordinati ·, per linee di marcia o per lince di resistenza) per es~ere analizzati cd " ap prezzati » c,1) . Questo grande quadro non è stato abbracciato dal ~iox nell:i sua geografia militare. Come tutti gli ufficiali studiosi della Francia, rugge il metodo idrografi co elci Lavailée cho non perrn clle di armonizzare in una grande sintesi i differenti concetti strategici . Riconosce nell'ostacolo geografico il principio fonrl:unentale della geografia mi litare, lo esaminn minutamente per fìn irc col lrisciarsi predominare da esso e cadere troppo nelle braccia della geologi.i . Cosicchè, dopo aYere segu ito J'antoro nel ~uo sgl1arclo generale alla Francia, uella determinazione dei tea tri di guerra, nell'analisi cli questi ·in ostacoli geologici, ci aspettiamo, fronte per fronte, a volta a volta, una ::intesi la quale formuli quelle conclusion i che formano il fomlameuto s1,rn1egico della condo1ta militare cli un paese. Questa si ntes·i non la si vede; si seute qualche volta un tentativo, se ne scorgono gli sforzi, ma non è mai completa, ordinata. Al fine d'ogni teatro di guerra il lettore chiude il libro domandandosi: Dunqu,e? - La risposta l'autore non l'ha rlata. Non è questa una grnve colpa che noi facciamo al Niox. Ciò che accade a lui è pure snccesso ad altri ; il metodo, negli studi geografìcornilitari, non ò che il risultato rii conlintte spericnze. Egli sentiva il bisogno di dare un nuovo indirizzo agli studi geografici in Francia; «

(I, Da un lavoro inedito - con con!enso dell'autore.

IN FRAN CIA

213

ha tentato di fa rlo, ma non l'ha ancora completamente raggiunto: è sulla via per ottenerlo e perciò merita. l?d e. . ,. , ,, . . La storia della mod erna geografia mi li tare può annovetare dn? 0 tand 1 maestri: Napoleone - nella descrizione d'Italia e del tc_a~r~ d! guerra del •1793; _ \Jol tkc - nella sua Memoria su Ile probab1 h_ta _di ~uen:a contro la Francia, scri tta 11el •1868 . In essi è necess:mo mspirarsi ·


LIBR I E PERIODICI

Il :;istema militare della Germania è basato sull e dis posir-ioni generali contenL(te nelle tre relative leggi del 46 aprile 4874, 9 novembre ·1867, 2 maggio 1874; i cui principii che rigu ardano il !'eclutamcnto, l'ordinamento cd i quadl'i 'Sono brevemente esposti nella pubbl ica7,ione di cui si tratta, la quale è perciò divisa iu tre parti e comprende ì' pri nei palì dati intorno al l'esercito tede$CO. Nella prima parte dopo di aver l'ia::;su11 l.e le modalità della leva e i risu ltati che se ne ottengono, da tmi rilevasi il numero di re<~lute occorrente ogni anno, e rno:;t.rate iu qua li proporzioni si ripartiscono queste ul time fra i vari corpi di t.rnp pe, s' indicano qm1 li saranno gli effetti che produrr:\ la legge del reclutamento a periodo comp iuto e qua li le variazioni c.ui a11drit npprossi111ativa mentc ::;oggclla pe!' nna breve serie d'anni la l'Mza disponibi le dell 'esercito di pri1na linea e della landwiler . L'obbligo generale del servizio militare in Germania comincia Gol ,17° e dma fino al compimento del 42° anno d'età; le esenziou i, lt'aune per gl'individui assolu tamente inabil i per infermit~ iuc;urabi li , si limitano al tempo di pace. Sono :;oggetti all a leva i gio vani che hanno compiu to il 20° an no di età, e la clnrata del serviiio per q11eili effettivamente incorporati si estende a ·12 an ni , cli cui : :1 anni nell'esercito attivo e nella rnarina, .j. anni nella riserva dell'esercito attivo e clella ma rina, b an ni nella landwehi' e nella prima classe rlella seewelvr . L'ulti mo t;ensimcnto l'atto al •1° d.icemhre 187b fa a~Gcndnre la popolazione tlell'impero .1 42,72.7,360 abitanti. Quella maschi le a '20,986,70'1 » Sono soggetti alla leva porche. ventenni e rimandati delle classi di 940,000 anni ;i.1, 22, 2:3 cd altre, uomini . 774, 000 Vanno sott.raui j)l·:r cansc d.ivcr:;e.

LIBRI E· PERIODICI

~l't•f~ell~ relativ,~ tdla costitu~ione dell'esercit,, ge••ff'uenico, pubbli cate dal Corpo di Stato Maggiore (sez10ne stat1st1ca). - Roma, V(/ghera, 1878 (1).

.. La statistica è div<iriuta ormai il fondamento di una gran parte.di ~~~1 ~1 della gnerra, s.oprat.u~to rli quelli comparativi che megiio di qual~1, ~1 al.tra elaboraz10nc giovano a dare un concreto concetto delle iorz.c di uno ~tato, le quali se hanno nu valore assoluto di fronte alla loro sohd1til, ne hauno pure un altro più im portante relativo all.a ~otenza delle altre nazioni. Sono perciò di una incontestabile ut1.l1ta quelle pubb licazioni le quali per mezzo Ji dati sicuri e bc11 distr1bu1t1 offra'.10. P~'ospet.t.o di 1111 sistern:i mi lit.are, permettano di val~tarnc In rst1.tuz.1om analir-zanclo le leggi, i provvedimenti e {li ef!.ctt1 .che lo co~t1 tn1se0110 , e contengano in tal modo i termini de~ confront i che ogni stuchoso della lllatnria può per suo conto istituire. Di :uest: specie ~i lavori , che un tempo scarseggia vano, già possiamo contaie 111 _Italia p~ opera . della sezione statistica del nostro corpo di st.ato, mag~10.re.' ,u11a-pregevole. serie, alla quale pure apparLien(~ il volumetto d1 cm e riportato qui sopra 1l titolo. l~in dal ·1876 erano state pubblicate le Tabelle ·relati-ve aUa cosflitiizwi~e ~Ml' esercito ger·mcin1:co,: siccome però si sono esaurìte tuite le .copie d~ll~ medesime (come lcggcsi nel la premessa a questn nuova ccl'.z~o~e~. s1 e .strmato. co.nveniente di riprodurle con le opportÙilù mochf1c,tz10u1 cd 111 novar-1onr; la qual CO'$a è d'altra rmrte 1111 liPto 1·n·d·· · 1,1 . . . . . . ; 11.:10 (e , m,agg1~re 1~ten:sse .che. va manifestandosi nel nostro paese di cono,,ce1 e gh ord111ament1 delle a!tre nazioni.

un

(1) Le richieste devono essere dirette al comando del Corpo d'1Sta t o .

215

.Ri.mangono disponibili per incorporarli ·166 ,000 Siccome il bisogno an nuo cli reclute per l'esercito ela nrnrina compreso il red utamcnto complnrncntare è di . ·148,000 rimane uu residuo d.i leva di ci l"ca 18,000 Il contingente annuo 1:omplessivo per la marina ~1 di ':2800. la forza numerica a periodo compiuto della legge 9 !\Overnbrc 4867. computando soltanto i •lz contiugenti di uornìni istrutti e le perdi te al momento della mobilitar-ione, si fa ascendere a 1,':29;:l,000 . Quc~ta prima parte delle tabelle statisticlrn si chindc con un prospetto della rorza bilanciata dcli' esercito tedesco nel 11878-79, eosì ripartita:

•r agg1ore, · Roma.

n

•


216

ufficiali

uomin i di tr uppa

cavalli compresi

que lli

degh uffi ciali

Fanteria di linea Caccia tori Distretti di landwehr. Cavalleria Artiglieria da campo Id. da fortezza Pionieri e ferrovieri Treno Formazioni specia li Uffici.ali fuori rango

8,740 534 3,t8 2,358 1,629 683 394 200 341 1,978

2'17

E PERIODICI

LIBKI

~55,679 1,l :JM ,\.,633 64,70f) 30,733 ·15,167 -10,32/i 4,998 958 4

4,285 482 3 68,433 16,il.28 388 ·14·1 2,493 23 3,608

Forza totale bi lanciata 0,175 401,659 95,98,i La seconda parte esordisce con un riassunto dell' ordinamento in .tempo di pace, donde rilevasi che l'impero è diviso in 17 distretti cli corpo d'armata dei quali ·,12 (dal I al XI incluso ed il XIV) arpartengono al regno di Prussia ed agli Stati i cui contingenti fanno parte dell'esercito prussiano. I l regno di Sassonia costituisce il XII distretto di corpo d'annata, il regno di Wurtemberg il XIII e l'Alsazia-Lorena il XV. Il regno di Baviera è diviso in 2 speciali distretti cli corpo d'armata. Il distretto di corpo d'armata è snddi viso in 2 distretti di divisione, ognuno dei quali comprende 2 distretti di brigata di fanteria. Il corpo della Guardia non ha distretto suo proprio, ma si recluta in tutte le provincie del regno di Prussia e nel1'Alsazia-Lorena . L'esercito tedesco si compone di ,f 8 corpi d'armata, suddivisi in .37 divisioni, cio/~, 74 brigate di fanteria, 38 di cavalleria e 18 brigate d'artiglieria da campo, equivalenti in tntto à 148 reggimenti di fanteria, 93 di c.avalleria e 300 batterie da campo, senza contare Je truppe ausiliarie. ,La landwehir in tempo di pace è ri partita in 74 brigate di fanteria , ciascuna di 2 reggimenti a 2 battaglioni, tranne il reggimento N. ·1 ·16 che ne ha un solo. In fatto gli stati maggiori dei reggimenti e dei battaglioni non sono formati: esistono invece i comandi di distretti di. lançl.welw, i quali .stanno sotto la .giurisdi1.ione dei rispettivi comandanti di brigate di fanteria. All'atto della mobilitazione i battaglioni di landwehr sara_n 110 formati presumibilmente in reggimenti su 3 battaglioni. In guerra l'esercito tedesco si compone di più. armate, costituite 1

·o·Atma da due o più corpi d'armata, ed eventualmente da· una o più'· CJ,.,~v , · 1· divisioni di cava lleria; però l'ordinamento di pace dei srngo I corpi d'armata suol essere rnantcnuto per quanto è possibile. La formaiione dei corpi o reparti di truppe sul piede 4i guerra apparisce dal seguente quadro; ., . C:ic- Cavairaoltrta ci,Hori leria

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Le truppe attive di riserva ap.~artengono esse pure. di ~olito a:'l'esercito da campcignci e sono spec11.1lment.e destmate a rmlo1zo di e~,,o od alla difesa del le coste, all'occupazione del paese nemico ed a ptotezione della linM di tap ra . . . J..e truppe di presidio, corn e le t~uppc_ di comple~,1~u'.o o d.~posi to , appartengono invece ·jn massin:a· ali es~rcito di gnM~igwne_~ se~v~i~o a presidiare Je fortezze, i punti 1ort1ficat1 lun~o .le ~oste ed al.tr e locaht'.1. Atteso il numero sovra bbondante rli uonn n1 cl , cavall ena del!a n- . serva e della landr"ehr, anche dopo formati i 36 reggi rnent1 d1 riserva


218

LlB l~I

E PE RlO DlCl

,e somministrati uomini rwr il treno e per le batterie ,ti sortita delle fortezze, si possono costituire squadroni di dl~posito a piedi. Essi . vengono poi eventualmente riuniti per corpo d'armata in nno o due reggimenti di cavalleria di deposito e ricevono cavalli man mano che se ne abbiano disponibili , o che occorra va lersi dell'opera loro . L' ult.ima parte del volume presenta la com posizione e la forza effettiva dell'esercito e della landwelw. Ecco alcuni dati relativi alla formazione cli un corpo d'armata sul piede di guerra: Ufficiali 823 Impiegati H8 Medici . ~63 Veterinari 33 Pagatori ,i.8 Sottuflìciali 2968 So ldati combauenti, nms·icanti e trombettieri 2.8374. 35804. Aiutanti d'ospedale 27·1 Soldati del treno, operai , vivandieri, ecc. 4191 Cavalli . 10[1/~6 Cannoni 90 Carri 15·17 La floua germanica i~ compo,;;ta di: ( 1 fregate corazzate . . . . . . . 85 cannoni Navi } (una essendocolata afondolo scorsomaggio) di linea ( 3 corvet.te corazzate . 20 \ 2 id. id. (in costruzione). 20 » : 7 corvette a batteria coperta -H 5 » / 3 id. id. id. 115 » (varate n(d ,1877) . corvetta a batte.ria coperta ( in costru- H5 " Incrociatori \ ,i zioae). 5 corvette a ba tteria scoperta . » 44 2 cannoniere grandi D 8 . /4 ,, id. di ·I a classe H \. :3 id . id. ( in costruzione). H D 1 monitors . » 4 5 cannoniere corazzate 5 Navi per la " id. id. 2 (in costruzione) 5 difesa 3 torpedini,:re . 1> delle coste ,. 8 id. 5 6 cannoniere di 2a classe » 8

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5 avvisi % navi trasporto a vapore

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6 cannoni " 2;1 , »

vascello di· linea Navi scuole <. ·1 fregata a vela . ·1O » 3 corvette . . 36 » :3 briks a vele 48 " ,18 legni vari per il servizio nella rada . » Nell'appendice $Ì riscontrano le principali notizie relative alle uniformi , alle armi portatili, al materia le di artiglieria, alle munizioni , ai viveri ed agli utew,ili da campo in uso nell'esercito tedesco, ed inune l'indicazione sommaria delle leggi, regola menti e istmzioni miJifari più importanti. In ulti mo vi è una carta puramente dimostrativa delìa dislocazione e circoscri1,ione militare dell'impero alla sca la ' approssimativa ' di ,1:·1,500 ,0.00 . \

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La .Nt1~ia1•e t11•nudt1, proposta dail'ingt> gnere architetto

conte L UIGI AMADEI, colonnello riel genio della riserva. Napol i, tipografia A. Tran i, 1878.' È 1111 grosso volume in ,i, 0 di oltre :350 pagiue. . Lo scopo di questo lavoro è di trovare una s0Ju1,ione al problema di avere numerosfl forze addestrate e pronte sempre alla difesa della patria col rn irtor consumo possibi le dei mezzi economici già scarsi di cui dispone l'Halia. Prima di esporre un apprezzamento sulla so luzione proposta dal conte ,\maclei, vediamo più da presso , e colle sun medesime parole, quale sia più precisamente il concetto dell' autore. Come si esprime nel proemio dell'opera, suo intendimento fu: « di « sottoporre innanzi al buon senso dell'universale una compiuta pro« posta della NAZIONE: AmtATA: la quale, mentre da un bto porge im« mense i.sft;·uite (01·ze, reca dall'altro una grande econorrvia all'erario; « consolida le conqwisle della libertà; promuove un gran sentvmento « nvilita.re; ini.zia un'ern di, 11rosper·ità, che ria lnnp:a pezza dalle li« bere istituzioni si attcrnde. « La nazione armala - così prosegue l'autore - Mmprende le più « radicali riforme in tutte le parti di cui si compone un esercito; ma (< noi, detestando ·1e utopie e le avversioni alle istituzioni, che si re-


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22 (

L IBRI

E PER.IOO ICI

" pntano consolidate, offriamo, · dopo lunghi studi una proposta, che « può, appl(carsi, con lievissimo modilìcazioni, all:attuale ordinamento « doli esefCJto nostro, se~1za ~ecare alcun pregiudizio al principio della « nazione armata, che smtet1camen1e si esprime la NAzio~i:: !'iEtr,'E-

nuovo sistema di organizzazione militare dobbiamo ponderarlo per constatare se esso veramen te è t::t lo da poior guarentire in ogni evento le sorti della nazione . Non siamo fra qn<'lli ai qual i le parole nazione armata. inspirano paure e antipatie; noi le cred iamo :111zi parole sacrosante, delle quali però si è fotto tanto e tale abuso che con-,icne intendersi bene snl loro significato. Quali sono lo ragioni rlrlln nnzioue armatn? L'autore risponde al quesi to dimostrando le enoruri spese cli e produco110 gli eserciti perrnanenti o noverando i milioni rl' uoniini sottratti :ill'agricoltura, alle arti ed alle industrie. Egli <·ousiclcra gli eserciti odierni come fossero ne pi ù nè meno che un aumento od un allargamento de' vecchi eserciti permanenti, e non avveri.e ahbastauza che coi moderni ,-islemi, basati sull'o bbligo generale e persouale alla milizin e col tirocinio sotto le armi assai diminuito i11 confronto del passalo, ci siamo già avvicinati più d i quanto egli non creda all'attuazione del concetlo del la nazione armata . E di questa trasformazione giù avveuula egli non vede i benefici effetti ; per l'aL1tore le popolnzioni consiù.erano tL1ttavia gli eserciti permanenti come una minaccia allo libere istituzioni . Davvero crediamo clic in Italia nessuno fiuorn lo ,;ogni i11 buon.a focle. Se non che il conto Amadei Yuole la trasformazione degli eserciti permanenti, e la sosti tuzione ad ossi della nnziono annata, por·chè così si potrit sciogliere la gr(lnde questione socia le, perchè dehhonsi togliere o almeno scemare le cii use C' hc coutrilmiscono alla miseria del popolo, devesi arrestare l'effusione del sangue umano, 'dire ai gowrni: fermatevi, protestare in nome della fil osofi a, proclamare il cl i ritto dell'uomo alla , ita, il diritto della co~cienza alla libe,·tà, la sovranità della ragione, la sa11tità del lavoro e la bontà della pace. ls l'Italia nostra, sebbene adolescnnte nella \ ita delle ocliemc n,l7.ioni, deve mettersi prima per quella via.... deve ridurre ad ntto la nazione ar111ata come esempio o pegno di pace fra tutte In civili nazioni ..... Belle parole! .... ; ma se domani contro que·ta gioviuo rLalia si procipita%e uno di que' potenti e perfezionati eserciti clrn le altre nazion i teugono accuratam<'nte ordinati r disciplinati, varrà codc;;ta nazione arrnata alla svizzel'a od rill'amorica nn a sa lvnrn l' i11clipentlenza del paese? il sistrma ehc il conte .\mad,•i proponr ci dar.\ un csrrcit-0 o masse tu multuario? si avrclllJ1jro 'l 11cllo irnmcm:;e /'cwze istnl'ite n r1tH:I grande sentimento m·il'itare ch'egli ci promeur:' Ci darà egli un cittadinosoldato che vnlgn più e meglio doll'odiorno ,;ulclato-cittadi no , il rruale, secondo l'Amadei, viene trefllantc alla milizia, srrve per nna causa che ignora, ubbi<lisco a c,1pi che non conosce, agisce co111e macchi na,

« SEll CITO .... .. ».

Di_ un'altra dichiarazione dell'au1orc dobbiamo tener conto. Egli crede " l~c,t?, bello, augurarci un'epocu non lontana, in cui alle brntal i ra" g1onr dol ca~1~oue l'. rev~rranno il giudizio della pubblica opinione e << la voce del dmtto, d1 cui saran no temuti e rispettati interpreti i cm" HAT1 01 TUTTI': LE ~AZIONI raccolti in augusto consesso . Ma fin o a " tanlo che perdura lo stato difettoso dell 'attuale socie~\, la l'orza ar" mntu. è una delle ,r_rincipali necessiti, rii uno Stato: quindi védremo " che· il t~mpo _mod11,cando questo nella forma e• ,iello scopo, anche " ff~?lla s, modifica noi modo d1 essero e 11ei mezzi di organar:;i » . C,o premesso, l'autore dalla storia ricava la conoscenza della reciproc:~ modificaz!onc dolio Stato o della sua fo rza, no sogna i mnta'.Hent, succe?1v1 r le l?ro caus~ nelle diverse epoche, per giuugere 111fine « n nconoscero I vnutagg, della n11zio11e arni11ta che oaoidi la << ragione dei tempi reclama per ogni libero governo ,, . ' .,t, ' L'opera è di visa in due libri, nel primo dc' quali si traLt.a delle forze armate uegli antichi tempi, nel medio evo e nell'epoca moderna, in r:ip porto colla costituziorrn politico-civil e dei loro Stati, o quindi delle s!les~ che poi mantenimento di qurlle forze ,1ggi sostengono le naziom; 11 01 secondo libro si svolge, in tutti i particolari di attuazione, la proposta della nazione armata. Non ci ferm iamo sul liJ)ro primo, in merito elci quale ci asteniamo rl:t qualsiasi giudizio, pur ric·onosccnclo l.i molta erudizione dell'autore i! qunlr s~ppe porre sott? n~I! o~cbi dei !cttori , segn:itamente pe; I r poca odierna, rngguagh ouht:ir, eri economici molto interessanti. Pa~siam? ad di rit~ura al li bro socoudo, al nodo della questione. Se ma, fossimo trat.tr a qualche sc,·ero apprezzamento, non creda l'autore che vi siamo spinti da f{twi vieti progiudizi eh' egli teme e combatte. Anche a uoi piace il conceuo bene inteso della nazione arnHtk'I; anche noi consideriamo la guerra come uno stalo ecceziona le e deplon'. volo, po'.ché l'.1 regola dove essere la pace così pei popoli comr ()Pl gO\ern,; no, pure de~ideriamo che col trmpo si renda s~mpr~ ~iù f~cilo il co1~porre i dissidi fra nazione e nazione por mezzo d~ _ar~rlri ;;apwnt,; ma 1• pur nostro dovere di preoccuparci delle cond!i:1orn reali degli S1.ati in Europa, degl' immensi egerciti che vi tengono pronti :i difesa ed anche ad offesa , e quando ci si presenta uu

ANNO

/

~xrn,

VOI, . I V .

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223

LIBR I

E PERIODI CI

è corr:;iderti to inferiore agli altl'i ciuaclini, ed a lui si fa col pa se con-

combat.tenti a quello da lui previsto ecl a quello disponibile coll 'ordinamento vigente. Ma ci fermiamo su di un punto solo cli questo nuovo edificio che si vorrebbe iunalzarc; sulla question e economica. I l t n1te A.rnadei prevde col suo sistema nn'economia cli 68 milioni all'anno. E certo ridotta la forza permanente, com'egli propone, a circa ·150 mi la uomini, econom ia ci sarebbe. Ma si è egli poi domandato so è possibile avere i me1,zi in personale e materiale per stabilir< { l'istrnzione militare nei comuni'> quanto costerebbero questi mozzi'? chi fornisce le armi? chi i locali? quali saranno gl'istrnttori? gli operai e i lavoranti chiamati al l'istruzione saranno indenni1,zati .delle g10rnnte cli lavoro perdnto? ha calr;olalo cosa verrebbero a costare l'irnpianLo delle numerose scuole ch'egìi vorrebbe e la costituzione elci quadri per l'esercito di 2" linea ch'egli propone? ha calcola LO la insufficienza della prima istrnzione e la conseguente necessitèL di ri petorn la istruzione agli nomini delle riserve? li a pond erato tutte le conseguenze~ o possibili a auche inevitabili , nei rapporti poli tici, ed anche in quelli militari cbl reclutamento ù della rapida mobilitii:,.:ione, di un perfe tto sistema territori ale? In so:;tanza questa sun na,zi.one a:t;mata non ?: nè il sistema svizzero, nè 1'.americano, nì: il sist.ern.a temperato del servizio obbligatorio quale oggi è vigente. È un misto a i tntti i sistemi , che non raggiunge nè gli scopi tecnici ,, nè gl i scopi e'conomici. Rendiamo pur ginst.izia all'erudizione ed all'ingegno !lùll'aut.ore; rna vi sono nel suo libro pur molle contraddizioni e sopl'a tutto una abbagliante illusion<~QLtesti nostri appre1,zarnenti 11011 hanno minimamente l'intento di sollevare una polemica e neppure quello di troncar le .:i li alle idee e alle proposto nuove. Noi crediamo che altri pnssi, oltre qnelli giil fotti, si possan fare verso la nazione armata; ma questi passi debbono essere graduati, maturi e dimostrati cli unn inconLest.:ibi le ntil iLiL. Di nn nuovo sistema d1e si propone conviene prcwcdere e calcolare tutte le conseguenze; e ciò, a nostro.avviso, l'autore non ha fa tto. Egli non è giunto ad appngare nè· i prudenti, nè i radicali riformatori; nè pot.eva essere altrirnent.i, poichè ci sembra ch'egli non abbia apprezzato nè le esigenze odierne della scienza della guerra , nè quelle di un buon or;clinamento militare, e neppure i pericoli seri cui può andar incontro appunto una nazione, come l'It.alia, che non ha ancora provato lo sforzo mass·imo di sua resistenza.

versa 0ogli individui <lella società da cui viene? E gl'Italiani hanuo creduto finora che il 1_11iglior Cl'Oginolo della loro unità politi ca fo:;;se l'esercito nazionale! che le miglior- :;cuoia morale fosse qne:;to esercito, nel quale mentre si fa con tinua guerra all' ignoranza, si danno auelrn i mi1liori esern pi di patriouismo, d·i fì lan tropia, di abnegazione! che questa istituzione fosse l:i migliore Ml paese, veramente democrntica perchè qu-i vestono tutti de"llo stesso panno, ,-i cl1iaruano tutti allc.rnedesimn privazioni, e si vogliono tutti pronti all'onore ed nl dovm·e cli difendere le leggi e l'indipend enza del paese l Qual esercito, su r1ua li bas·i ,,noie che sia stabilito? Eccone il lo 11damcuto colle sue medesime parole : (< obbligo generai!~ e personale « al servizio milit::.rc cli tutti i cittadini atti alle armi, abolendo ogui « affraucrunento e distinzioni; ma dcv' es::ervi eccezione soltanto per « coloro che siano ca pi cli famiglia, o incapaci a portar le arn1i, o « colpevol i per rnaLi infa manti o per qua lche eccezione voluta dalln << legge ,i. Nè nn punto di pi ù, nè una virgola di meno cli quanto è stahilito dalla vigonle legge sul reclutamento cl.el!'esercito. Ma nell'attuazione dell 'o bbligo vengono le diversi tà, o per meglio dirn le novità che l'auLor·e propugna. Egli prend e a b11sc i co1nandi erl i quadri esistenti, che nnr,i secondo le sue proposte verrebbero aumentai.i . Ali' atto della leva piglia tuUo il contingente, depur.ato dei ri('orma ti e dagli esenti per motivi cli fami glia. I l servizio ò ohbligatorio dai ,15 ai ,~o anni di età; però dai ,1ti ai 20 anni i giovani si preparano alla vita militare con l'istruzione obbligatoria_, da darsi nei clì lesti vi. Ogni classe cli leva, dai 2.0 anni in sn, passa per quattro diverse categorie, cif1scuna formata di ci 111rue classi. La ,1" categoria è I' eserc,ito dli primia lùiea, la 2" ca tego ria e l'esercito citi secondli binea; la ;1a ca tegoria è l'esercito delle milizie ·molrili; la 4,a categoria forma le nviliz'ie territo1··icah interne e stanz.inli. Quanto al servizio, l'autore non <~sclùde la permanenza; tutt'altro; egli 1,tabilisce il servizio auivo ad un anno per la fanteria; due anni per la cavalleria, artiglieria e genio; cinque anni pci carabinieri reali. Tutto il sistema ha base essenzialmente tenitoriale , fino al punto da rendere centri cl i reclutamento e d' istrnz.ione tutti i paesi dove risiede una pretura. Bastino qnesti cenni; senza sel!"uire l'autore uell'nrnpio e 111iuu1.u sviluppo del suo sistema potrnmmo dimostrargli che con esso 11gii avrebbe una ingente massa di uomini poco· isLruit.i, poco clisciplinat{; potremmo anche fargli toccare con mano che il suo esercito di prima linea presenterebbe un numero sensibilmente inferiore di


E PEHJOOICI

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LIOl'\J

c11sto.~,,, 1S,6,B-66. -

Album stori co artistico mil itare composto ed eseguito da Q UIN'l'O CENNI con testo di Lurnr ARCHINTr; dedicato all'esercito ed al popol o italiano. - Milano presso l'autore, via Solferino n. 7.

Xon vi è concetto più uobile prr la storia cl10 queilo della lotta di un popolo per la propria liberazione, nè han,i più degno ~copo per l'arto che il risvegl iare il sentimento nazionale rap pre:;entando i fa lli che scaturirono dall'eroi:;mo, dnll'l1mor cli patria e dalla gloria. èosi mentre l'uno col racconto pa rla all'fo telleuo e l'istruisce, l'altro colle immagini, usando un linguaggio universale perchè da LnLLi intes.o, insegna ccl educa il cuore e la mente coll'effkace mezzo del dileuo. Egli è per c1uosto nobile fì ne che le :;torio nazionali dovrebbero essere anche p·opolari ed illustrnte di clisrgoi e di fi g11 l'e, affincltc pi1'1 vinuuente s'impri mano nella memoria. E già troppo noto quanto pi:icerole impres:;ione desti negli ammirntori un bel quadro che raffiguri <Jnalche eroico. episodio tratto da lla guer;ra del nostr9 risorgimento. perchè ul,bia u spendersi molte l'rasi a dimosL1·n1·H l'utilit:', rnornlc di r,.lppresen taro alla immaginazione 1111a serie conca tena ta elci più gloriosi soggetti pn trioltici . Dopo di ciò di leggcl'i appari$Ce qnanto si:1 lodernle il piano dell'opera del sig. Cenni, il rrnalc bcnchè abbia al'Uto in ani1110 cli dnrle 1-(iustamente In maggiore pubblicità pnssibilc, tu ttavia nou ha manca to di consen·arie rrnclla Cl'rtu finitrzza che è indispensabile in ln.ori cli simi le genere. Egli non si è per altro 1:iscinto trasportare dalk1 :;ola l'nntasia i11 ventiva o cla ll 'entnsia:;1110 artistir.o, ma ha sapu to conl(•1uperare queste necps,-a 1·i13 fa colLii <·<m una cor1n Yeri Li, storica e prospeuica, tl11' abbust:rnz:i si ri,·el:i nei snoi disegni, pure in rruelle parti in cni più diffì cile riesce l' imitazione. Non si puù del resto pretendere che qundri di limitate p1'nporzion i nbbi:rno nel abbracciarn tutla la gra ndezza di q11el terribile dramma che si svolge con unu molteplicil"t di snccossio11i, le quali in buona parte sfuggono perfino alla mente che lo domiua . Praticamente l'arList:i ha saputo scegliere con giudizio i tratti pi ù salienti rii un fal to d'anne, e ritrac'mloli con adeguate pror,orzion i cd l'Vidcnzn i• 1?i11nto a rappresent.'lre un'idea generale di tutto l'ane-

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nimento. Il lavoro di cui trnttiamo è diviso in duo parti. La prima, che è giit completa, co11 tione un sommario storico dei preliminari e delle fasi della batt:iglia di Custoza nel ,18Ml, la <Jnale serve di commento e come di spiegazione alle sri taYole litografi che intercala te nel breve testo. Rivoli, Salionze, Sommacampngnn, Swffal o, posizioni deli neate nella prima tavo la a larghi tratti e con leggieri proGl i, ricord:.rno i combattimenti gloriosi ma non fortunati per l'Ita lia, e che furono in quell'anno triste prolurtio cli gravi cousegucuze e cli dclu~ioni. Se111.a dire delle ngure er{lwstri del Re Carlo Alberto e dei RH. . principi bene aueggiate, ci sem bra più d'ogni altra comrnenclcvòle per l'invenzione, ii disegno, la prospell iYa e le tinte, eccetto qualche lieYe durezza nel fondo, la taYola l Y è propriamente il quadro che fìgm a la fazion e della Bercuarn. Gli altri schizzi sono pur essi bene eseguiti , e disposti con simmel,l'in . Con lo stesso sistema è contlollh la parte seconda di,·isa in sei dispense, delle quali solla1110 la prima l' Yennta alla luce, o~senclo le altre in con;o di pubblicazione. Essa pure consta cli un sunto ~torico seguito da alcune note illustrative, cl i cui una consiste nello specchio nominati vo tlcgli uffi ciali della ,1n, 211 e 5° divisione e della riserra del ·IO c-0rpo d'arma ta morti a Custoza il 24giugno ,1866, la seconda nell' elenco degli ufTiciuli feriti e decorati, e la terza e una tabella climostrant(;) l'ordine cli battaglia, la composizione, l::t l'orza, i comnnrli, lepcrclite, i lnoghi o la cluratn dei combattimen Ii delle tru ppo ora indica te. La tarola I rappresenta l'episodio dell'auncco del 5° bauaglione bersacr[ieri a monte Cl'icol con ritratti cli uffi ciali nella quadratu ra; la r{ ra vedere una cnrica del /i. 0 squadrone dell e guido sulla strada di Casuilu uovo ; e questo disegno è abbastanza ben concloLto per gli effetti di luce e la Yivncitit del soggetto . Jlerita pure cli essere ,ecluto il cruacll'o che ritrae l:i posizione di moute Ven to nell' istante che la artirrlieria della riserva tlol ·IO corpo d'armatn ò per prendervi posizione. e) Sono ezianùio riuscite bene le tavole che fi gurnno la dife~n della bandiera ciel 44, 0 reggimento di fant,eria, il combatt imento di monte Torcolo e r1uello cli )lonzamhano . Infine l'opera del sig. Cenni è i11 teeessuntc e dilettevole; onde no me. rila incor~ggiarnento l'nutore, il qunle per rondorla popolai:c ha saputo conciliare agerolezza nc11'a$SOciazione e rnodicitit cli prezzi con le esigenze del lavoro . Sarebbe solo a desiderarsi c.he egli allnrghi ancora più il campo della sun attivi tà e scelga clall:1 storia della nnzionnlo indipend enza altri falli gloriosi l'elat.ivi all'esercito ed ai volontari

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E PERIODIC I

LIBRI 226 delle patrie battaglie p({f compiere il suo album, che dovrebbe figurare nelle biblioteche mil itari, in quelle per il popolo e nel sa lotto di ogni colta famiglia.

,Sttn•i11, dei be1•st,glie1•i

nerale Alfonso .Lamarrnora, ragguagli diretti al la fonte prima, alle carte rimaste dal cn~atore de' bersaglieri. Il libro comincia appunto con alcuni cenni biogt·afìci cli Ale:;sandro Lamarrnorn; ci:ui vediamo com'egli concepi il pensiero di creare un corpo di fanteria leggi~ra in Piemonte, come vennero istituite le sue prime compagnie cli bersaglinri, qual giudizio hani10 dato m quel tempo gli stranieri intorno a <rucsta nuova milizia . Il ricordo delle origini di quella istitnziouc nnta veramente italiana, con carattere italiano, ideata e attuata dal genio di un I taliano , 6>innta poi a tanto splenrlore ci dà oggi il <fritto di os:;;ervnre con un giusto sentimento di compiacenza: vche se dessa fu presa ad esempio ~cl imitata dagli stranieri , nou fu superata giammai. Osservazione cod.~sta che ci sembra importante in un momento, oel quale iii panicchi altri esnrciti si tratta sul serio di togliere nella fanteria le truppe leggere speciali. I chassewrs potranno. sparire forse in Francia o a ucl1e altrove, ma i bers:.iglieri rimarranno Sf!lll[H'e in Italia appunto perchè ebbero e conservarono fin clall'origi11e un carauere loro proprio, un' irn pronta inrlelebile, onde uno spirito grandissimo cli coi·po, nn sentimento elevato della propria forza, che una storia gloriosa di. trent'auni ha raddoppiato in solidissime tradizioni . Que,;la ;;toria c'è tntt.:i, tompleta , nel libro cl el Fca. Egli 11otn anche i piccoli avvenimenti, segnala i nomi, descrive gli episod i con molta sobrietà di encomi' senza retto rica ripndianclo tutto ciò elle non è beuc accertato; potrehhesi anzi dire che il suo stile è troppo arido e mancante di quel vivo colorito dte forse richiedcwa il soggetto , Volle esser storico fedele e non pittore; ma trattandosi di uu libro destinato a ricordare gloriosi fatti e :1d essere la tradizione scri tta del corpo più popolare dell'esercito, qualche vigorosn pennellata, qualc,una cli quelle frasi <fottate <lal cuore, avrebbe acct·escinto insieme il merito e il clilet,to del racconto . In ogni modo leggendolo, ci pa:ssano dinanzi i bersaglieri nel periodo della loro e::;istenza, senz,n lacune; li vediamo quali furono nelle loro primr1 prove nel le campagne del 118!~8 e 1181~9, poi nei fatti di Genova, nella s1rndizione cl'Orie11te, irnl la guerra del ~ 859, nella campagna clell' Utnbria e delle Marche, in quella della bassa Italia, nel brigantaggio, ad Aspromonte, nel ·1866 fino alla breccia cli Porta Pia. A questo punto la storia avrebbe dovnto fermarsi; · l'autore ha voluto aggiungervi altri dne capitol i, l'uno dc' quali tratta d<>.lle contro-· versie suscitate dall'ultimo ordinamento, l'altro è un sunto di una relazione inedita éli Alessandro Larnarmora. Non s.:ipremmo 'dire se l'autore

con tdcu,ue 'i tlee su,l l,n•o

iu,a piego ·in gue1•1•u 1,lel generule Alesru1,nd1•0 L11,nun•1no1•ti,

per

PIETRO

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FEA. - Firenze, tipografia della

Gauetta d'Italia, 1878 - Un volume di pagi ne 324; prezzo li re quattro. Nell'epoca nostra la set·ie degli studi e dei lavori in ogni singolo ramo della scienza mi litare va sempre più ingrossandosi; ma r1uante di queste, pn bbl icazioni; malgrado il benigno a pprezzarneuto della stampa periodica, sono veramente buone, veramente ut,ili ? quante resi:,tcranno alla inesorabi ln dQrholizione del tempo? Senza dubbi0, pochissime. Fra le pi ù utili però, e che lliluuo minore improhabilitii cli salvarsi dall'obhlio, crediaurn sie110 qnelle che mirano ad uno $COpo morale ed educa tore nei rapporti mil itari; quelle cioè che con diligenza , esattezza ed amore raccolgono· in una storia le memorie di un corpo o di nn'arma e sono, per così dire, i docu rnenti che tramandano ai più tardi nepoti le gesta gloriose, gli esempi fecondi di amor rli patria e di buono spirito rni li tare, ed i11sietne i particolari delle cose, lo sviluppo degli avvenimenti e i nomi che vi si legano, tuttociò insomnrn che più racil meiite viene dimenticato od alterato se non lo si abbia conservato in un libro . De' bersaglieri, di questo corpo così popolare e :;impatico, si parla in tutte le storie delle nostre guerre d'iudipendcuza, in tnttc le relazioni di loue o di fa tti ne' quali la nazione fn sorretta dal cuore e dal braccio de' suoi soldati; episodi e giudizi su quel corpo si trovano . in opere di parecch i scriuori e nostri e stranieri; ma un libro , nel quale rossero raccolte le gesta e le vicende de' bersaglieri dalla loro origine fino ad oggi, non lo si aveva; cd ora l'abbiamo. Il sig. Pietro Fea ha soddisfatto un desiderio più volte e da lungo tempo manifestato, e lo ha soddisfatto, traendo giudizioso partito da docnrncuti e dai libri esistenti ed attingendo, grazie alla squisita cortesia del compianto ge-

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é: PER!ODJCI

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abbia fatto bene o male di ricordare una recente controversia, che fu vivissima; ne dubitiamo però, non ·già perchè egli non svolga il delicatissimo argomento con molti riguardi e con lodevolissimo intento, · ma perchè non furono nè pochi nè di lieve i niportanza gli' equiv-oèi che troppo arrlenti ora tori contribuirono a creare dopo l'ordinamento del ,J 3 novembre ,J870, che fu confermato dalla legge del ,J873; eq uivoci che ancora non sono forse del tutto dissipati. Qualunque opi nione abbiasi in proposito, ci piace però riferire i p:indi1,i dell'autore, riassumendoli. Egli approva la riduzione dei battaglioni bersaglieri da Mi a !iO , essendosi così ricondotto il corpo a proporzioni meglio concil iabili colla necessità della scelta; egli non trova, nella limitazione posta al l'autonomia dei battaglioni, una ragione sufficiente a giustific11re tut.t.i i timori sorti fra i bersaglieri nel •I870; riconosce inYece che vi sono buone ragioni che giustificano la composizione dc' reggi menti su quattro b11ttaglioni anzicl1è su tre; infine censura l'abol iziooe del numero de' battaglioni, essendosi così distrutto senza un motivo tutto un patrimonio di t.radizioni mi litari fat.icosa rnente e lent,:nnente accumulato . 'Nè sapremmo dargli torto. Ma questa esposizione e iruesti apprezzamenti lasciano il varco alla discussione e possono contribuire a t·ener vivi i rammarichi; ci sembra perciò che non dovessero trovar posto in tm libro, come questo, che ogni ufficiale de' bersaglieri, o meglio ogni ufficia le deil'esercito dovrebbe avere nella sua piccola biblioteca perchè contiene i {liù esani e comp leti ricord i di qu.el corpo. Si compnmde tuttavia che quegli ap prezzanrnnti sono come una premessa, di cui l'autore si serve per farci cono:a;cere ciò che pensava i I fondatore dc' ber~agl ieri sul !oro impiego e per giu ngere 11d una rnionale concl usione. Il Fea cita il sunto di nna minrita di relazione che Alessandro Lamarmora presentav~ al governo prima ancora del ·1836, per dimostrare l'opportunità della i,,tiluzione della milizia da lui immaginata . Da questa relazione, nella quale il Larnarrnora distingueva tre specie di fanteria leggera, appare che l'idea del fondatore era quella <;he i bers,1glieri dovessero essere destinati a costituire un picciol nerbo di gente atta al tiro per varie occorrenie e particolarmente per chiudere i passi e difendere gli ap procci delle posizioni; con ciò n~n escludeva la possibilità cli affidare ai bersaglieri altri servizi, quali cli riconoscere' il nemico , far la guerra dei posti avanzati, precedere e cuoprire le mosse; cominciare le azioni, e segnatamente coprire la ritirata iu caso di roveticio. L'autore dall'analisi della citata relazione fa scaturire due considerazioni: l'una, che risulta evidente come il Lamarmora ~rodesse ·necessario che i bersaglieri dipendessero pint~osto dai comandi

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dei corpi di armata che non da quelli delle divisioni; l'a ltra, che gli esempi della i·ecente guerra non hanuo punto dimostrato l'inutilità od almeno la superfluità di ogui fanteria leggera; e già il Lamarmora Cm da quel tempo aveva indirett.anrnutc distint.o l'ufficio tattico delle truppe leggere spccià·li e l'ufficio s1.rateg1co, intuendo r1uasi l'importanza che quest'ultimo avrebbe acquist<1to nello future guerre . Xon vogl iamo qui sou.ilizzare e aprire uua discussione su quelle due considerazioni dell'autore; ci limiteremo a dire il nostro avvi,:;o : che quel la relazione di Alessandro Lamarrnora ha snnza dubbio una importanza storica e che dcssa dimostra com,~ egli avesse I' int~1i~ione dell'avvenire quanto ai grandi ser.vizi che il corpo de' bersaglieri sarebbe stato chiamato a prestare al Re ed alla patria. Anche a noi la conservazione dei bersaglieri s.embra utile in vist,'l delle esigeuze odierne dell'arte del le guerra; ma so pratutto crediamo che la loro esistenza sia indiscutibile nell'ordine morale delle cose. Finchi: una istituzione ha tale carattere e vita propria da infondere in tutti i suoi membri un sentimento superion~di forza e uno spirito cli emulazione e cli abnegazione a· tutta prova, questa isti tuzione ha ed avrà sempre ragione cli essere. Perciò adunque, senza riserva, sottoscriviamo alle conclusioni dell'autore che così possouo compendiarsi: quando si ponga diligenza': nella scelta degli uomini, C{U[lndo r1ella istruzione si rnMta tutto l'i mpegno necessario, quando nei bersagl ieri, cl::ill'u.fficiale al soldato, si conservi vivo C[Llel prezioso spirito , eh~ può produrre miracoli, <ruesto corpo continuerà a tenere nell'avvenire il posto che tenne per lo passato . « Non s'inqu ietino i bersaglieri esclama il Fea delle strane « teorie che odono talora ennuciare, e che nacrpiero contemporanea« ·mente ad essi; non s'inquietino se altri li chiam i truppe scelte o « truppe speciali; ::;i contentino di conservarsi degni ciel loro nome. << Non diano ucppurc soverchia importanza se questo ·o quel genera le « li unisca alle brigate, alle divisioni od ai corpi d'armata: J'espe" rienza insegnerà quali di qur3sti riparti sia il migliore. Noi, che li e< vedemmo nel 1848 combattere per cornpagrue <1ddett1 ~ ai col'pi d'e« scrcito; ne,l 1849 aver solo cinque compagnif: ripart.ite fra le divi<< sioni, ment:re due bauaglioni st:wano colla brig<1fa d'avanguardia e « due iu riserva; in Crimea ogni battaglione formare brigate con un « solo reggimento cli fanteria; nel 18i:i9, nel ,1860- 6·1, e nel ,1866 ave~ « generalmente due battaglioni per divisione, e ovunque segnalarsi « u<l'ualrnente nrnJondo il diverso ri[)arto lattico, siamo certi che C:,Si V O « sapranno del pari segnalarsi nell.H guerre avvenire » . 1

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LIBRI

E PI::B!ODICI

Complet:i q nesto libro 1111:1 serie (li ouo documenti: I Est1·atto del Brevetto ,J 8 giugno ·1836 col qu:ile S. M. il l{o Carlo Albol'tO istiLuirn il corpo de' bersagli('r i; II composizione del corpo nella guerra dr! 1849; Hl id. nella guerra di Crimea; I\' id. nella guerra del ·18!59; V irl . alla vigi li:i della gncl'ra del ,J860; \' I id . nnl l11 aucrrn del ·I866; V.li ulliciali ap partenenti ul corpo de' bersaglieri eh~ raggiuuscro il grado di geiwrale; VIU t'lcnco delle ricompense oltenn te dagli ufficiali dc' ber:;aglicri nelle guerre dell'indipendenza 11aziouale.

nni:;he si giungesse ad attcnuaro i calcoli da cui derivano, non snrebbe perciò meno seria lii con,egucn,:a che se ne trùrebhc, specialmente poi se si considera, come ra l'autore, la Ya l'i elà e q1111nti1il dellr, materie e clorli escrci1.i che dc, e imparare il soloat.o. La rlofici,mza di sottulììcinli 11C'll'"serriln prr111anentc e ,wlla milizia mobile, la necessì L;\ ili colm::mi In lacuuo esistenti nei q11aclri degli 111'ficiali co:;i dell'uno ,0111e dell'altra e di p1·ov,eclerc alle i:rrnvi occo1·renze che fra non molto sorgeranno a ca11:s.1 cll'II' aHlllZ.lla etil e la meno atti tudine di parecchi di <J$:.i, sopra tutto nei grad i :;ubnltorn i, ~011 cose tl'atta te coi più vi\'i C'O lori per attirarvi so pra u11 'au.enzin11c l'eco uda di ri 111ecli. !"o/etc l' llalia '? pensate ali' esel'ci t.o dic-0 gi n~t,'lmcntc iI coloii nello )forìci, poirhò egli i• intimamente con,-inro rhr uno stre110 lrga111e unisca l'esistenza e la gra ndezza della 1H1zio111• alla potc11rn ed alla gloria dolio sue 11r111 i. Qnan tirnquc non sia da temere cl, r il p,~rfr•zionamr11Lo dei no,;tri orclini milit:iri non prc•occupi la 111iglior parlo del par'sr, tnllafia 11011 5i p11il disconosccn' l'importanza rll'lla questione cosi caloro,a munte post;1 in na11zi, e che al e.erto r i(' hiode che 11,m si perd11 mai di vi,tri e si r iso lva 11el 11101[0 più c·o111pl cto . Vi sono però molte dil1ìC'olt\ cln ,mperarn: ma l'autore\ :-:i dfrliiara ancrso :igli espedienti transitori, alle mcuc mi:;nn• e reclama risolutez1.a e larc'.hi provvedimenti radica li. 0 ,:len ·" poi d1c lu ngi dal co11cr:d()re ai sottnlliciali va ntnggi t.ili tla far loro de,;itlerarn la CPs:;azio,w degli obbligli i del S!'1·,·iiio pr.r goderne pienamente, ,,i rloneblw far ri,olgcrP le loro aspirnioni a ricornpe11sc ed ,1 l>e11clizi ott,rniliili solta11 Lo nello stato llllitarc: Qua11 to po i agli ufficiali prop1J11c di renil ,:l'tle la rn1Tie1·a più onorifica ed af{iata 1wr ttttti, e più l'llpirla e brill ant.e per chi ha in~eg1111, caraltPrr r Yoloni:1 upC'riori agli altri . Con 1111 sistema ba:;alo su qt11•sti priucipi i uou a torto si riprot1wtte che ìl rccl11tumcnto dr•ll'uflìcialitia c·orrisponderebbn a:;sa i 111C~glio ·allo attual i (•sigcuzc. Oltn• a ciò hisog1wrcbhe ,-1:ihi lire una ,ola dura la lii ~Brvizio 111 ili1are, Pducare alle anni l'clenwuto Yalirlo della uazìonc', :1bolir1• la 2° eatcgoria ed impiegare i gionwi asscgno1i a questa, o più P,quamente i 111eno ro,t i al servizio Lerritoriale n di pubblica sicnrezza, :ifJìnch/1 le truppe di prima linea, sollevate cla questi doveri, potessero dedicarsi esclusirnmeule ali' isLrnzione bclli<'a. Oltre a queste proposLe, che provauo qunnlo interesse cd amore abbia posto l'autore uello stucl.io delle attuali coudizioni rlul nostro eserci to, havvcno altre degne cli mo11zio110 (n1a per le quali l'acciamo in tere lo nostre riserve) che

n.

l'oléte l 'Ltn,li,1-? Pe11.s,1-te 11-ll'ese,•cit,,. Pel colonnello :MoRrcr. Palermo, tipografia Olivieri 1878. - Prezzo L. 1. l l'ntti c·he g<•11erarono il trattato cl i Berlino e IP sue co11se«ucnzc o hanno maggiorrnPnte confc•rmato co11u• iu reaitil i principii umanitari e di progrn:;so 11011 siano una iU\ 1olabilo guarc11tia della intcgrilù cd ind ipendenza delle nazioni , e cornn li no Stato sia t;1 nt.o più sicuro e rispettato, r1uflnto più gl'nt1rl P e tnmnta nr: sia I.i forza . • L'Italia pel'\ ruu1a dopo 1.:1111i ::;ecoli di .1:-pirnioni e tanti eroici :;for;:i a riconquistar<' la sua uniti! politica, 11ou puù, non deve allidar::i alla fo 1·Llii!H che 1,ì guidù rin n (Id oggi. ()urste son lr· premn~~,· donde f':111lorn CfJ ll ,H·<·orto p:1lrinttisu1u, senza diffoml('r~i in altre nrgon1en1azioni, deduce 1(1 necessilù di preparare con pron·ida ::apirnz:i ,-:ilidi <'il'mcnli ccl uua larga haH' per rilnva re la 11oslrn poto11za 111i litare, ri~s,•rv:ind o co111P in ,ru(·sL'rpoca dei gnrndi rnou.i sin indis[Wnsahi le rh:1lica r.;i per tempo a cosi arduo tòmpito. Il disarmo, o la rli111innzio1w delle file, ~ureJ1be fa tale•. Ciù posto rgli ~i proporu• il duplice :;cnpo cli C':'aminare cioè lr co 11dizioni del nostl'o eserci to qw1li ~i pn·srnrnno oggi r, quali sc1110 per di venire. li suo stnil io si ba:;a n L,d uopo ~11 I pro.;petlo dl\l la forza Ira 110 rlalt'ullima Relazione sulle li•w pubblicat,1 d:il gencrnl<· Torre e ~111 quadro st:iListico del tempo pa:,;sato sotto i<' anni da Ile vnrir classi d1•ll'r~Prcito cli prirnn linea, che ginni a dnre un' idea gcnernlc del grado d' istn1zione del le medesime..\la lo sr ri ltore no11 si :ippaga cli questa ~<'mplicc c:;po,;izion3 cli cifrr. cd cntr.1 rolla scorta dcìla sua e:;1wriP11za a l'aro una minuta ana li,;i dPlle c:rn,t· clic reudmrn a~sai lH"ev<• il u•mpo uLi lc-. per l'am niacstrnmo.11 to delle trnppn. Le risultanze di questo r~a 111e non ;-ono pu nto co11fortanti, r rp1 ;inrlo

J


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LIBR I

E PERJODICJ

·sono come il complemento delle prime e racchiudono la spiegazione dei mezzi pratici per attuarle. Tale è per esempio la proposta di ridurre la ferma a due anni e tre mesi in tre chiamate, ma colla prima permanenza so tto le ann i cli 21 mesi continuati. Tutto questo sistema pot.rebbé attuarsi riducendo provvisoriamente per lre anni il servizio permanente a il8 mesi, senza la chiamata delle classi in con,gedo illimitato. 'I ristretti lin'Ìit.i di questi pochi cenni non ci. consentono di fare un'ampia discussione sui molti e vari argomenti esposti in succinto; però la chiarezza con cui sono svolti, il loro carattere di pratica utilità rendono l'opusco!r, di cui trattiamo degno di esame, poichè ri vela .apprensioni che occorre bene approfondire, suscitate dal solo desicl'erio di conconere coi più efficaci mezzi al miglioramento dei nostri ordini militari e dall'elevato sentimento patriottico dell'autore.

nel ripetere le parole del m::iresciallo, aggiunse: visi slavati (blanc.sbecs) mostrate che a mordere occorrono i denti e non la barba. - Queste parole aninrnrono il regg.imenlo , il quale con vigorosù assalto decise della vittoria. Da quel giorno i soldati di qncl reggimento non portarono pil'L baffi per oriline cieli' imperatrice Matia Teresn, e per ricordo del loro cro·ismo a Kolliu. La cm111w•ua dei •1799 in Itnl ia è narrata con .maggior copia cli paro ticolari; la vittoria della 'l'robbin fu vinta in gran parte (:secondo un rapporto del principc Lich Lcnstcin) da un battnglione cli granatieri belgi; 5iccbè l'autore trova occasione di ri pelere, a proposito di quella battaglia combattuta per tre giorni , una verità pronunciata da un sommo, cioè « che spesso (l lla guerra il buon contegno d'un sol reggimento, l'in trcpidczzn d'un baua~lio11e isolato, e talor:i J':rndncia d'una semplice compngnia decidono della sorte d'una grande battaglia» . Il testo è arricchito da note hiogrnn clte sugli ufficiali che man mano vengono menzionali, o da documenr.i posti in appendice, i quali dimostrano quanto sia co:;cienzioso il lavo,o del defunto Gui llanme. Sarebbe clesiclorabile che anche in Italia un dotto militare :;'occupasse a raccogl iere lo azion i mi.li tari compiuto dugli Ita liani, quando la mancanza d'esistenza del loro pae,e li costringeva a combattere negli eserciti esteri; la messe abbondante, -:;pecialmente nei tempi napoleonic.i, ser'virebbe a dimostrare quale elemento incalcolabi le di forza sia l'amor della gloria 1101 soldato, e toglierebbe dall'obblio il nome di tanti brnvi morti sul campo dell'onore.

Histo·i t•e tles 1·ét1iuients ntit·iantiux tles P11ys-fltis c,u se1·t1ice tl'Aut•·ielie_, par le lieut. gen . baron GurLLAUME. Bruxelles, l ibtairie eutopéenne . C . Muquardt,

1877, in-8°. Il barone Guillaurne, già ministro della guerra nel Belgio (morto Tan no scorso), pubblicò vari suoi lavori tendenti tutti a crenre gloriose tradizioni mil itari nella giovine nazione belga . Uno-di questi è il libro di cui si dii una breve notizia. 1~ un grosso volume, interessante non solo per l'esercito belga , ma anche per chiunque voglia studiare nei suoi p,1rticolari fo guerre combattute nel secolo scorso, ed in ispecie quelle della rivoluzione francese, oppure voglia at.tingervi bell i esempi ,di valorose azioni. Le vicende dei reggimenti, la parte presa da quesll nei fa tti d'anM si leggono con diletto grazie alla copia degl i episodi, e elci curiosi aneddoti, dei quali il racconto è intrecciato. E per citarne alcuno prenderò a caso il primo che mi cade sott'occhio. Alla battaglia di Kollin da principio gl i Austriaci piegavano; il .colonnello del reggimento a·ragon i di Ligne twea ricevuto l'ordine di ritir:irsi . Egli va da l genaralissimo conte Daun, e gli dice: maresciallo vado all'attacco, almeno se perisco col reggimento salvo l'onore. Che volern fare colle vostre faccie slavate e fiamminghe (blcincs-becs)? risponde Daun, il rpiale sapea il reggimento composto di soli soldati .giovani .. - Lo vedrete, gridò il colonnello; e raggiunto il reggimento,

Beilieft ~uui lPLUUiit·- 'J,ftf.)Clieublntt,

t<'! n. gen. v .

WlTZLEBEN. -

pubblicata dal

Fascicoli 1-9. B erlino 1878.

L?eclerico ·i l grande ell ,i,t JJ'l'ÌIYl,Cipe Leopoldo l d' A nhalt- Dessun,

gen. U. v. Bo::s1;o1 . - .P,\l'VC ad alcuni storici die il Re cli .Pru:,;sia non ~rauasse in modo couvcnionle questo principe, il quale avea grandi meriti per avergli prepar3to eccellenti cd istruite fonterie colla disciplina in trodotta nell'c:;ercil.o, e collo manovro inventnte per renderla più mobile e meglio nl.la nlla gncrra . Realincnte a F1~clerico no11 potca piacere la posizione che il principe c1'i1si formata presso il ,mo regio predoces,orc, nè le maniere rozze, 1m po' pedanti, eù antiqn,\ te dell 'Anhnlt potevano inco11 trt1rc le sue simpntie. Tuttavia lo scrittore dopo nverc esaminato accuratamente la corrispondenza passala tra questi due uo-


Lf H l~I

. mini, che rimasero così tradizionali nell'eserci to tedesco, conclude che il Re, sebbene non abbia mai avuta simpatia pel Yecchio maresciallo, pme non no sconobbe mai i ser vizi, e l'esperien1.a nelle cose rn ilitari . Egli ebbe 1·calrnente per lui qualcbo parola u11 po' rln ra; ma se vi si lasciò trascinare, lo fece a causa dello circostanze politiche, che l'obbligavano a concentrare in sè tutto il potere, e cercò subito dopo di mcJderarne l'asprezza con a111 ichevole linguaggio. I l pri ncipe a sua volta, n~algra~lo il so11 ti 11rnnto della subordinazione militare, non pot()a mai d111rent1care la cospicua posizir,ne godnt:1 presso i.I padre di Federico II; se qualcbe dolore e qualche disillusione amarnggiò gli ul!im i arrni della s1rn rsistenza, essi furono conseguenza logica degli an-en imcnti, che si svolsero du rar1ic la sna vita. . J.'or lezze ed esercito. - 8tiulio sto1'ico di wi n(fìc:iale rli.:~latom.aygwre. - Dal paragone clnlle relazioni che corrc\·ai10 tra le forlezze e l'<'sercito atti, o nei tempi di Federico li., e quelle che conono nei 1wstri giorni, risulta, che tan.to allora come ora le f'ortezze col di vi[lere lo l'orze 111~rnicl1e favo risco no i mo,·i111011 ti olfen:;ivi di un esercito iu aperta campagna, purchè non oltrepassino nna ceri.i distanza . 'l'ulta,·ia l'acc,·e;;cer;;i delle rorze armate, la maggior azione delle armi cl:i fuoco, l'n llnr·gc1rsi delle f'or tezze, l'aumento dei mezzi di comm1icazi,, nc, la r:ipitli tit nella Lr:t, rn issionc delle notizie esigono maggior slancio, llltt"~ior 0 varietà f\ maggiori sforzi uclle operazioni. Se una , olla fu data ~ 0 a sola battagli.i pre~so una fortezza, oggi se ne dicr!cro tre intorno a ì\'lctz; 50,000 uomini si rn i,ern 11 1 , icnro in P.ragn nel "7o7, e ~ 00 ,000 in Metz nel 11870. L<i campagna dello Sch/e,s1cig nel 1848; memorie ricarale dalle carle <lel defunto maresciallo Steinmet=, luogot. gen. ,·. Coi'rn.,oY. _ Quando il cclehrn gener:i lc prnssiano ,serirnva alla propria moglie le leltore, era rnnggiore, e gli crn stato a(litlato il eornnnclo di duo battaglio11i. Le lcucre ~cenclono qn:i lche volla al la confìdc11za intima; rna più spesso sono pieu<· di ordini ch•I giorno, di relazioni di combattimenti, tli disposizioni mili tari, di tabelle di marcia. Yernmente il dovere irwrente alla s11a posiziorw teueva il primo luogo nel forte animo dello Stei11metz; e lo si vede dalla sua corrispondenza, sulla quale si potrebbe tessere la narrazione storica della spedizione dello Schleswig ~101 ·18~8 .. Tutta,,ia non mancauo aneddoti, particola ri, fat ti intimi; :ruconLn prncevoli i cprn li vcugono ad i11terrompcr() la mouoLonin del la lctt'.1ra; ma sopra tutto iIl tcrc~sa il vedo1'c quali impressioni ognI r.i tio abh1a destalo ud \'igoro~o serittore. Egl i è sempre t·guale a ;;è ,;t(',;,;o. A Parigi uel 18 I5 aYea cercato di vedere il Re Luigi X.Ylll che pur

i,:

1·1.m 1001c1

allora da ll'eserci to prussia no, <' dagl i alleati cr:1 stato rinics,o sul trono . lia la di lui visla gli richiama su bilo alla 111cmoria il proprio re, ehc troni ben cli,,erso da r1uello; e tale pen$iero lo fo .illoutanare ch ila reggia l'rancese cosi orgoglioso come quando vi era entmto. ~el 1181~8 gli si f'an110 passarn a,·anti al t1'i, che non gli s1·111brano cosi degni C')m<· lui, a cui 1•ra stato allidato un reggimento iu campagna; ma una strt•lla di mano del genernlc \\·range! lo compensa dcllr ingiustizie ~offerte. Chi volf•sse fare 11 1to studio sullò svilup po successivo dell 'esercito pru~sia110, che clibc lauta infltrn11za sullo ,;viluppo dt~ll'a1·te mili1.nro ai nostri giorni, ll()JI può_trascur:1re queste lellere dello S1ei11me1z lr f(LJa li lo descrirnno mentre dopo trenta anni di pace fo i primi passi sulla vfa che lo colldusse all'a pogPo della gloria . J,'istitnto principaJe dei cadett;i a 1;i chter/'elcl prrsso JJetHno, mag~. , . PEtET-~,\HBOX'<E. - In occn:;ioue del lrasloco della scuola dei cadetti in un nuo,o ed ificio crcllo appositanlC'nl<' a Li1.:ht1•rfcld, è clatn un breve cenno storico sullo ,\'o lgimen to drlla istituzione dei cadelti dal pri ncipio elci sc<.:olo scorso fino ad oggi, ccl nna cle~crizione clrlla pianta cl<'ll'eclificio ntirl\amentr c·o,;truito prr c·ssi . Le f'orte;;;;e e fil tattica della uue1T<L di forte;;;;a al vre.~ente, magg. gen. A. v . Bo"rx. - Gli 11ltimi anrmimo11 ti militari h:i nno indotto molti a dare eccessivo valore allo rortezzo, ()d. alle forlifi cazioni in genere, cd a ritenere di aver trovato un nuovo ruezzo va lidissimo cli guerra nel coprirsi a qualunque <.:Oslo, Tale tendenza niole e~s,•rp vivameuLc combattuta . Le l'ortifìcazioui ben collocate e ben difeso sono nti lissimc agli eserciti combauenti , no1t f;o lamenle col dare sostegno e vigore alla dil'ensiva, 111a eziandio coll'offrire una solida ba;;C' all'offensh·a, r buoni punti d'appoggio alle operazioni fatte olfensiYnmente. ~fo le fortezze non da11 1to la decisione della gucrrn, che spella solamente agli eserciti i quali in c•sse tr0Ya110 sostegno materiale, od in certe occasion i a11chc n11 vero pun to d'a ppoggio. Però se l'esercito limita la libert-à delle sue azioni n causa delle fortezze, o queste legano le operazioni dell'esercito, entrnmbi ,engono rneno allo scopo loro. SiffaLtc idn1: sono oramai.accettato chigli intell igcuti, i quali ,;i ~ono sforzat.i a porre le fortezze in armonin colle esigenze del còmpi to loro non solo, ma ezianrlio <'oi progrf'~~i delle arti1,dieric orlierne e di lutti i nuovi mezzi di gurrra. L'antnrc co~lic l'occasionf' JlPI' dPsn-i\'cre c1uali sono IP mocliricazioni avve11utc 1rnlle for1,ifìcazioui orli ,:rne, nel modo d'assalirle e cli difo11clerle, e vi aggiunge 1111a brevrl appendice snIlo corazze r. su\ln forti fi cazione delle coste.


LIBRI E: PERl0DlCl

St•·ef'fl,eu1•'s Oeste1•1•eiclf-iscl1,e 1rLil-ttiirisclie Zeitsclu-ift. - Fascicoli di magg io, giugno e luglio.

Sul modo d' agg,ruppare le forze stando /enne, ovvero in marcia ·verso /: attacco o ·ve1·so il combattimento tanto 'Ùn p•ianu1·a che ùi ·monte. I. G-. V<iagg<io tattico d'•istnizione. Capitano MAYBR von ~L\.UNEGG . lii corclo sto1'ico per lei festa del centena1·io dell'1. R . .4 cc{ide,ni a teonù;om·iltila,re degh •imgègne1·,i,. Dagli _,frchi,v·i, cli Stato . L'uso della vanga cli fanterfo nella for(Ji(icazi,one ·imipro"o1'i,~ata. M. BHuNNEf\. - La Rivi:;ta si occupò particolarmente di ci:uesto lavoro del 13runner, il !(ttale fu stampa to anche a parte. , Stucl:i, tcittic1i - L' allarnie. A. v. ScHOKOvf\KY . - Il d.:mno che ad una truppa arreca l'essere sorpresa e disturba tiì dal nem ico, mentre ~i crede di riposare, è enorme. Obbliga ta a prendere le armi, perclù le ore di riposo tnn to necessarie per rimettere le forze p1mlute- nelle . marcie o nei combattimenti , s'indebolisce e si consuma assai presto. Egli è perciò importante di stucliai·e la maniera 11ella quale si effet.tnano queste sorprese, a chi si devono allicla re, e con quali forze couclurre a termine. Un capo "rdito, molLù precisione negli ordini, truppa cli fa nteria in massi1na , e l' uso cl c1I tt.ro lon tauo paiono all'autore indispensabili per quesLa operazione del gettare l'allarme nel campo nemico . T-a f'orti(iwz,ione di Deligmd nella yne-rra serbo-t-ii1w del '1876 (con umi tavola ed uno schizzo) . · I Ku/à·.~ ecl •i Kiiraiiliìs. ALFBEO . - Le tru ppe anstriache operanti nel Carso non tro veranno nè terra, nè alberi con cui farsi le cùpanne per l'ipararsi, e per difendersi. Non troveranno cho· pietre: se ne Ì'abbrichino delle casette da guardia buone per contenervi da 20 a 50 nomini, e resistenti al fuoeo,: della fanwria. '.!:al i fohJiriche in muro a secco, di forma rotonda, quadrilunga, orl anehe a crorn, si chiamano /w/à-R in :;.laYtì, e k,nrrin/cìs in t.urco . I Montenegri ni ed i Dalmati In · costruiscono a perfezione. L'autore dn i disegni della pianta di questi ricoveri, i qua li del reslO . fmono usati, cd in alcuni casi strenunmente cliresi dalle trnppc austriache nella guerra del ·1869.

DELL'

ORDINANIENTO NIILITARE DELLE POPOLAZIONI ALP.INEr11

VIII.

Mobi'litaziorie della fanteria alpirna, della m,ilizia mobile abpi?ia e delle truppe di complemento. - Come si è accennato nel precedente articolo, le operazioni per la mobilitazione della fanteria alpina si farebbero, _.;econdo il progetto di ordinamento di cui si è preso a tracciare le linee generali, per compagnie in località. site nell'interno della zona montana, nelle quali sarebbero stabiliti gli occorronti magazzini. Questi magazzini, come già. si è indicato, dovrebbero corrispondere in mass ima alle sedi estive delle compagnie, e solo in circostanze speciali , ed in vista cli accelerare e di rendere più sicure le operazioni della mobilitazione, potrebbero essere stabiliti in altri pnnti della .zona montana.. Della manutenzione dei magazzini sarebbero incaricati, sotto la s~rveglianza di un sott'uflìcialè, gli. uomini di ciascuna compagnia assegnati al servizio sedentario. Questi uomini avrebbero inoltre la custoclia dei locali durante le escursioni estive della compagnia e durante il periodo invernale. Sia che l'operazione della mobilitazione si debba eseguire nel1' estate, sia che si debba effettuare nell'inverno, non appena ricevuto l'ordine di mobilitazione le truppe di fan teria alpina della frontiera minacciata dovrebbero immediatamente portarsi a prendere una prima d·islocaz•ione di sicwre.:r.za precedentemente stabilita. Le truppe (1) Veggasi Rivista ,Mlitare di novembre. ANNO XXUJ , VOI.. IV.

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OELL'O HDINAMl:'.N'l'O MlLITAHE

di fanteria alpina permanente del le altre frontiere, abbandona.udo immediatamente le rispettive sedi , si trasferirebbero alle pitì prossime stazioni ferrov i,Lrie, pce e$Se1'C 1.rasporLaLe senza ritardo ,;ulla frontiera minacciala a rinfol'ZOdella fanteria alpina appartenente alla fro n ti era stessa. Cia$CUJHL compagnia lascierebbe però al proprio magazzino di mobilitazione, o vi di taccherebhe irnrnocliatamento qualorn la mobili tazione si dovesse compiere durante il periodo invernale, un ufficiale. • incahcato di dirigere le op<'razioni della ,,estizione e dell'armamento elci richiamati dal r;ongedo . A questo ufficiale dovrebbero essere aggiunti alcun i gra.duati per assisterlo in Lali operazi oni; egli dovrebbe essere designalo per que::;to incari co fin dal tempo di pace, in modo, che si possa tenere e:;a l.lnmente al corrente, sollo la direzione del propri o comandante di compagnia, di quanto riflette la mobili tazione della compagnia stessa, e della corri spo ndente compagnia cli milizia 111obile. Pr imo compito dell'ufficiale incari ca to del la mob ilitazione sarebbe cruello di diramare ai comuni cornpl'es i nel lerrilorio a~~egnato alla compagnia ,i manifesLi, già. a.ntecedenternente prep:n·[I Li , per la chiamala rontemporanea delle 9 classi di I• categoria in congedo illimitato e delle 9 classi cli J• categoria, e per la requisizi one de i quadrupedi . 1~011 lenendo conlo delle maggiori perdite prodotte dalla emi"razione, tale chi u.rnataron temporanea avrebbe per effetto cli far arn7tire al magazzino di mobi litazion e cli ciascuna compagnia una forza media di 656 uomini, dei quali 34,1,, appartenenti alla I• categoria o 3l3 alla 2• . Se q nesti 650 uomill'i arrivassero sinrnllaneam.onte ai lll:'l <l',tzzini di mobilitazione delle co!upagn ic, certamente vi produrrebl:ero un grande ingombro . Ma per effetto della di\' Crsa distanza di ciascun comune dal magazzino accadrebbenecessariam.ente ell e l'arri vo dei richiamati si effel.luerebbe successivament_e nello spazio di due o tre giomi. · . Data questa success ione. l'u fficiale inca~:icatÒ · della 'mobilitoz.ione potrebbe far procedere regolarmente le operazioni della ,esl izione e dell'armarnento a misura dell'arrivo dei rich iamati, coll'assistenza no,: solo dei grad nati staLigli assegnati, del personale secl~ntar10 della compagnia, dogli ufficinli di riserva, di milizia e di

DEL L E POPOLAZ ION I AL P I NE

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complemento presenti nel territ orio della compagnia e di quelli in attivilit di sen' izi o destinati alla compognia di mil izia mobile, i cpmli dovrebbero pnrtire dai propri corpi non apponn. ricev1Ho l'ordine di mobilitazione. ma puranche dei RR. carabinieri, e pei lavori di scl'itl urazione dei segretari co munali e dei maestri di sc uola, cui dovreb be essere imposto quest'oblJ!igo dietroadeguato compenso. Egl i donebbe inoltre procedere senza ritardo al riparlo degli uomini richiamati dal congedo fra la compagnia permanente e la compagnia di mì l izia mobile. In questo ri parto si dovrehhero di preferema assegnare alla compagnia permanen te gli uomini di 1a ca tegoria a.ppartenenti allo classi più giovani, e quelIi delle classi più anziane alla co mpagnia di milizia mob il e. Non si clowehbe nondimeno essere in ciò troppo assolnti, premendo sopratutto cli completare al più presto il dmppcllo destinato a portare al comp leto la. compagn ia permanente. Onesto drappello dovrebbe essere all'incirca della forza di ·I 00. nomini; per cui rimarrebbern dispon ibili ancora.2.2l uomini di il" categoria per formare la compagH'ia di milizia moh ile. I~ qui torna conto far notare, che prescindendo sempre per ora dal [atto dal la emigrazione, queste cirro sareb hern a un dipresso eguali per tutl e le compagnie, r i,-ulLando dall'assegnazione annua di BO reclute a ciascuna di e$SO, mentre le differenze esistenti fra loro nel 11L1rnero dei r ichinmati d:tl congedo riguarderebhel'o quasi unicamente gli uomini <li 2u calegorin. Gli uom ini appartenenti alle 5 class i più giovan i di Ia categoria in CoHgedo, che pee i primi snrebberu MrodaLi, verrebbero pertanLo de,-tinati a comporre il drappello da av,, iare alla compagn ia permanente. Appena completata la fol'za del drappello, esso sarebbe fatto partfre sotto gJi ordin i di un sott' ufficiale. Contemporanenment.o sarP,bbero fatti pari ire per la compagnia permanente i quadrupedi di requisiz ione necessari per cornplet,u'ne l,L dotazione. Non appena formato il drappell o destinalo al la compagnia permanente, si procederebbe alla formaz ione della compagnia di milizia mobile. Questa co mpagnia verrohhe cosLituitrt cogli uom.ini delle cinque prirne classi di l" categoria. eccedenti alla formaz ione su l pie.de di g11crradclla compagnia permanenle e con quelIi del le quallro ull1me clnssi di 11" calogoria., più partico lar mente rlostinate a comporre la milizia mobile.


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OE:LL'OROlNA ME NTO M ILITAR E

A ciascuna compagnia essendo annualniente assegnate 50 reclute, la completa mob ilitazione della compagnia di4a linea e di mili.zia mobile sarebbe così assicurata col richiamo delle 9 classi di ·1" categor"ia in congedo illimitato, se il fatto ben nolo della emigrn1.ione non venisse a perturbare questa operazione . II fatto della emigrazione delle popolazioni alpine fu più volte citato nelle discussioni parlamentari; si può però asserire che fino ad ora non se ne conoscono se non molto imperfettamente gli effetti. Singole esperienze hanno fatto nascere in trduni il convincimento, che esso sia di natura da crea.re difficoltà insuperabili pel passaggio dell e truppe alpine da[ piede di pace al piede cli g11erra. Questa è stata, se non la ragione principale, lllla al meno delle ragion i che hanno fatto prevalere il concetto di dare fin dal tempo di pace alie compagnie alpine un cl'fettivo corrispondente a quello cli guerra. Se. come già si è indicato , l'aLtuai1one di siffa.tto concetto può presentare vantao·(}'i fino a. tanto 00 che le truppe alpine non costituiscono che riparti di truppe .scelte necessariamente limitate cli n 1.nnero e di mandato, perderebbe affatto ogni opportunità allorquando si addivenisse ali' ordinamento territoriale dell'intera popo lazione alpina. In tal caso le compagnie permanenti sarebbero in pace la scuola militare della popolazione alpina, e in guerra dovreli uero presenta.re quadri suflìcienti per incorpora.re la met.à a.Imeno dei montanari destinati al senriiio aui~o . Co l diminuire la proporzione della unità permanentemente formate e col costituire al momento della mobilitazione un numero maggiore d.i compagnie di miliz ia mobile o di $econda linea, che dir si vogliano. si verrebbe a scemare sensibj lmente la solidità delle truppe ~lpin e: senza cbe a. questa diminuzione di soli dità corrispon élaun sufficen te risparmio per le finanze dello Stato. Sipuò ritenere perciò che sarebbe cosa m.olto opportuna uno studio approfondito della. emigra.zioi1e dei nostri alpigiani per giungere ad una esaLt~. conoscenza della influenza. che esso avrebbe sulla mobilitazione. Questo studio non potrebbe, evidentemente, essere fatto che dal governo, il qua.le dispone di Lutti i mezzi a ciò necessari. Una certa conoscenza delle Alp i permette però di apprezzare, se non in modo assoluto in modo a.Imeno approssimativo, la. portal:,t del fal:to in questione. Colbro che si sono trovar.i in contalto colte popolar.ioni alpine

DELLE POPOLAZIONI A LPI NE

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sanno infatti che in esse l'emigrazione permanente non si produce se non in modo a!fatlo eccezionale. L'alpigiano emigra per lo più temporaneamente durante alcuni mes i dell'anno, e precisamente durante l'inverno. Una. delle cause principali di questa temporanea emigrazione è la pastorir.ia.. I pastor.i abbandona.no le alle regioni alpine nell'autunno per ,anelare a svernare coJle greggi in pianura, e risalgono poi sui loro monti quando i pascoli di montagna vanno sgombrandosi dalle nevi in primavera. Questa emigrazione potrebbe più propriamente esser detta una. immiarazione, essendochè la· rnDitaior parte delle' OO'reaat· v 'v O c>l.:> del noslrn versante delle Alpi, amichè varcare la. linea di displuvio e portarsi al di là della fronliera, scende nella valle del Po , ove riesce più facile trovare ricchi pascoli di pianura. a poca distanza dalla. montagna. Oltre che dai pastori , 1· emigrazione temporanea invernale è pure praticata., non già in tutte le vall i alpine, ma in un ceno numero di esse, dai monta.nar i che si danno all 'agricoltura. Parte di questi montanari, dopo il racco Ito , abbandonano le loro case lasciandovi le donne, i vecchi ed i raga.ui , e vamio ad esercitare taluni mestieri, a.cl essi tradiziornili, sia. nella valle del Po sia nelle provincie degli Stati limitrofi più vicine alla frontiera, come la Provenza, il Delfinato, la Savoia, ht Baviera., la Cfrinzia. Ma anche questa emigrazione cessa. in prinrnvera, e appena comincia la fondita. delle nevi i montanari agricoltori ritornano a frotte in seno a!Jè loro famiglie per riprendere i lavori dei loro camp i. Ne risultn, che gli inconvenienti di quesbt emigrazione rispetto alla mob ilitazione delle truppe alpine sono in reaWt di gran lunga minori di ([ltello che possono apparire a tuua prima, lenendo conto di llati numerici parziali . CenamenLe se si dovesse operare una rapida mobilitazione durante l'i,werno, non pochi montctnari in congedo illimitato non potrebbero ra(}'(}'iunaere immediatamente I . no o e rispettive compagnie, e talune di queste non potrebbero nei primi giorni completa.re la. loro frma. di guerra. Ma a siffatti inconvenienti si riparerebbe con bastante prontezza, per quella parte degl i emigrati che si trovano nell'interno elci territorio dello Stato, q~al.o~a nei singoli distretti del Regno si tenesse noi.a. degli uomm1 m congedo iHimilato appartene.nti alle truppe alpine che


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DEL L'ORDINAMENTO MILITARE

còmpito, che la loro sola forza di pace sarebbe più che suffir~enle a ~oclélisfarvi. Checchè ne sia, qualora vgli elementi di 11a ca.te eo-o ria non· fossero bastanti a portare per intero al completo di g11erra le compagnie permanenti e quelle cli milizia mobile, si potreb]Je ricorrere agli elementi cli 2" categoria. In questo caso sarebbe convenient.e compleLare con uomini di 1a categoria le c:nnpagnie permanenLi, assegnando a cpielle cli milizia. mobile soltanto l' eccedente di questi uom ini, e aggiungendrl\' i quel numero cli uomini di 2a categoria appart.enenti alle classi più giovani 1)he possa abbisognare. Questi uomini , i quali avrebbero avuto di fresco una istruzione di 3 mesi, ed avrebbero preso paéte alle esercitazioni annua.li di tiro, costituirebbero senza dubbio elementi di non poco valore, e potrebbero essere irnpiegati ulilmente fin dal primo momento per le operazion i attive. · È bensì ve{·o che tutt.e le compagnie non avrebbero a. loro disposizione [lll egnal numero di uomini di 3a categoria. Prendendo per base i dati sovra esposti, le compagnie dei riparti clello Stelvio e della Vall e cl'Aosla sarebbero quelle che ne avrebbero il minol' numero, non con tandone a un dipresso più di 180 per compagnia.. Questi 1180 uomini , som1w1ti ai 3H di 11a cateaoria in v congedo illimitato (numero quesLo costante come f!ià si è notato) darebbero per quelle compagnie una forza disponibile per la mobilitazione cli 52k uomini; i quali, a11che se ridotti a metà pel fatto della ern.igrazione, presenterohhero ancora una forza di 'ìf:i2 uomini. Dedotti 1100 uomini cli ,1• categoria per portare al piede cli guena.. la compagnia permanente, si potrebbe sempre formare una compagnia di milizia mobile forte di ,162 Llomini, dei C(llali 72 di ,1" categoria e 90 di 2". Che una simi le compagnia non sia un el e~ento cli difesa da trascurare sarà cosR evidente per tutti, tantop1ù se si tien conto, che una volta costi tuita, essa potrebbe venir b.en presto completata cogl i uoril ini, i quali trovandosi in emigraz10ne al momento dell a mobilitazione, raggiungerebbero successivamente le bandiere. Non appernl completata la compagnia cli mili?.ia mobile e fornita es~a pure della sua clotazion r, cli qnadrupedi, essa muoverebbe sotto gll ordini dei suoi ufficiaii per recarsi nella locaiità ad essa prececlen-

soggiornano durante l'inverno nel territorio del distrelLo si.esso , il che si potrebbe facilmente altuaresottoponendo l'emiarazione deali alpini .in congedo illimitato al vincolo di dare una :imile indiiazione ai sindaci dei comuni ai quali apparten gono ed a quell i dei comuni nel cui terrilorio soggiornano nella stagione invernale. La eh iamata di tutti questi uomini sotto le bandiere dovrebbe esser fattR in ciascun distretto contempora.nerLmenle a quella del1.1 '.I a elasse in congedo, ed essi dovrebbero raggiungere diretta.mente .il maganino di mobilitazione della propria compagnia, essenclon,e loro all'occorrenza somministrati i mezzi dai comuni. Quanto al f'ichiamo degli uomini in congedo emi.grati al l'estern, esso sofirirebl?e necessa,riamente maggiori ritard i, e potrebbe essere anche parzialmente impedito dal nemico . T;~sperienz~1delle mobil itazioni fatte pel passato prova però a sufficienza che Jo spirito militare delle nostre popolazioni alp ine è tale, da guarnntir~ che gli alpini emigrati all'est.el'o raggiungerebb_ero per la. massima parte le proprie compagnie in nn breve spazw cli tempo. L'esempio citato alla Camerà dal generale Bertolè-Viale degli uomini in congedo della Valle d'Aosla nel ·184,8 prova che i nostri bravi montanari conservano ancora. quel fuoco sacro che produsse nelle guerre del secolo scorso fatti straordin~ri i, come quello ben noto del reggimento provinciale di Mor1ana . Ad ogni modo, se una parle delle com.pagn ie permanenti alpine e cli mi li'zia mobile alpina potrebbe soffrire qualche ri tardo nel ra?giun_gere la forza completa di guerra con uomini appartenenti tutti alla 1P categoria, questo fatto non potrebbe prodursi, in proporzioni degne di nota, se non nel caso in ci~i la mob ilitazione dovesse compiersi nell'inverno . Ora tutLi sRnno come questo caso sia in generale eccezionalissimo; esso sarebbe poi and1e più eccezionale per noi, essendo ben poco probabile che i nostri vicini ci vogliano assalire precis[unente allora che le Alpi sono coperte di nevi , e ehe le operazioni nell' interno di es~e sono quasi assolulamenle impossibili. E volendo anche ammettere che c~ò possa accadere, non sarebbe grande inconveniente se per qual,che giorno le nostre truppe alpine non si trovassero su I completo piecle d1 guerra, giacchè le nevi agevolerebbero siffattamente il loro

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DELL'O fU)INAMENTO \HLITARE

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Of;LLE POPOLAZIONI ALPINE

temente assegnata nelia prima dislocazione di sicurezza. La riunione delle compagnie di milizia mobile in battagliopi si farebbe all'atto stesso in cui esse prenderebbero la eletta dislocazione. In ultimo, non appena arredati gli nomini cli 2a categoria eccedenti alla formazione di guerra. delle compagnie cli milizia mobil e, essi verrebbero avviati al forte di sbarramento di cui dovrebbero concorrere a formare il presidio, sotto gli ordini degli ufficiali di riserva, di complemento e di milizia destinati a costituire i quadri delle truppe cli complemento. La formazione definitiva di queste truppe verrebbe poi fatta nei forti stessi, fondendo all'occorrenza ' nelle stesse unità el.ementì provenienti dalle zone di reclntamento · di parecchie compagnie.

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Per assicurare questa parte importante della mobilitazione, sarebbe indispensabile che annualmente un ufficiale di ciascuna batteria da montagna, accompagnato da un veterinario e assisti to dai reali carabinieri, percorresse i comuni della zona nssegnata alla rispettiva batteria, passasse in rassegna i quadrupedi in essi esistenti, stabi lisse ogni volta i! prezzo cli quelli atti al serYizio militare e ne prendesse nota facendone il riparto fra la propria batteria, le compagnie permanenti e di milizia mobile reclutate nella stessa zona di territorio, .il distaccamento di alpini a cavallo e il servizio dei trasporti con bestie da soma.. L'ordine di condurre i quadrupedi cli requisizione rispettivamente ai magazzini di mobilitazione dell e batterie e delle compagnie ed ai centri di formazione elci dislaccmnenli di alpini a cavallo e delle colonne di trasporto, sarebbe esso pure compreso nei manifesti emanati da.i comandanti delle compagnie di fanteria pel richiamo dell e classi in congedo ill imitato . Per la condoLLa cli questi quadrupedi, i reali carabinieri, d'accordo coi sindaci, si varrebbero clell' opera. dei richiamati dal congedo, i quali dovrebbero contemporaneamente recarsi negli stessi centri di mobilitazione. Potrebbe in taluno nascere il dubb io, che la mobilitazione delle batterie da montagna avrebbe da incontrare difficoltà. sia. pel fatto della-emigrazione, sia per l' insufficienza dei quadrnped.i atti al servizio militare nell'interno della zona. alpina. Un tale dubbio sarebbe però meno fondalo ancom cli quello relativo a.Ila mobilitazione della ·fanteria alp ina. Se, infatti , dai 54.55 uomini. di cui si comporrebbe il personale proveniente d,llla leva dell'artiglieria da montagna, si deducono i 11òOO presenti sotto le armi in tempo cli pace, si avrà che gli uomini in congedo ill imitato ad essa appartenenti sommerebbero in tutto a. 38i.>ò. Riducendo anche questa cifrna. metil, analogamente a quanto si è fatto per la. f"anteria, si avrebbero sempre fin dal primo momento 1927 uomini richiamati disponibili, dei quali 11300 basterebbero per portctre le batterie al completo di guerf'a, r imanendone ancora disponibili !l-27 per formare il nucleo delle truppe d'artiglierfr~ di complemento e di presidio. Queste truppe andrebbero poi completandos·i successivamente per l'an·ivo dei congedati che si sarebbero trovati in emigrazione al momento della chiamata .

IX. • Afobil-itazione delle batterie da montagna. - I magazzini di mobilitazione delle batterie da montagna dovrebbero essi pure essere disposti nell'interno della. zona montana, presso le sedi estive de.Ile batterie, le quali dovrebbero essere di preferenza stab ilite nei forti di. sbarramento od in prossimità di essi. Questa disposizione presenterebbe il vantaggio di facilitare la istruzione degli tiomini dell'artiglieria da montagna nel servizio delle bocche a fuo co che costituiscono l'arma.mento dei forti, di mettere al sicuro il materiale di mollililazione e di facili Lare, a.I momento della mob ilitazione stessa, la formazione cli distacca.menti pel presidio d'artiglieria dei fo rti cogli uomini eccedenti a.I completo di guerra delle batterie. La chiamala. dei congedati appartenenti all 'artiglieria da montagna. e l'indicazione delle lcJcalità in cui do,vrebl1ero raggiungere il proprio magazz ino di mobili tazione sarebbero compresi nei. manifesti emanati dai comandanti ciel le compagnie di fanteria alpina. Appena ricevuto l'ordine di mobil i tnzione, le batterie della frontiera minacciata, se dislocale nelle sedi invemal'i, muoverebbero immediatamente alla volta del proprio magazzino , ove, oltre ai congedati, dovrebbero raggiungerle i quadrupedi di requisizione ad esse assegnati.

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DEl.l)ORDINA)·!ENTO M IL ITARE

Quanto ai quadrupedi, clal censimento pubblicato dal Ministero d'agricoltura e commercio nel 11876 si ricava, che il numero e la qualità di essi esistente nella zona montana sarebhe largamente sufficiente in ciascuna Ispez ione a provvedere alla mob ilitazione della batterie con muli castrnti e femmine superiori all' età cli anni 4 ed alla sLc1Lura di ,1'\44:. Si noti, che '.per la mobilitaiione delle batterie, avendo queste, come supporremo nel seguito, una. forza di 50 muli in tempo di pace, se ne r ichiederebbero soltanto altri 50 per ciascuna , ossia ,150 per ogni Ispezione e ,150 in tutto . Per le colonne da trasporto poi e per la dotazione delle compagnie si potrebbe, occorrendo, in quelle ,vallate che offrono minori risorse in quadrupedi, proVl'eclervi con muli di statura inferiore a 11111 ,44 , i qual i abbondano nelle nostre Alpi. In ultimo, il numero dei cavalli occorrenLi per la formazione dei distactamcnti di alpini a cavaìlo sarebbe cosi esiguo, che non v'ha, da temere che vengano a far difetto nelle Alpi gli ele111011ti necessari per la costituzione di qu.esti distacca.menti. Le batterie da montagna, non appena pori.ate al completo di gu.'1Ta in uoiniui e q1rndrnpedi, si recherebbero nel.la. località prccedeutemenle ad esse assegnate come prima dislo(;azione, lasciando indietro i richiamati dal congedo eccedenti alla formazione di gnerra. Questi uomini, sotto gli ordini degli :uaìciali clell' artiglieria da fortemt a ciò destina.ti, i qual i si sarebbero mossi alla vol ta dei rispettivi fort i cli sbarramento non appena giunto ai loro corpi l'ordine di mobil itazione, costitnirebbero, come si è già più volte ripetuto, il presidio cl' artiglieria. di tal i forti e ad un tempo le truppe di complemento delle bauerie. Qualora, pel fatto della emigrazione, in taluni forti di sbarramento il loro effettivo non fosse nei primi giorni sufficiente a costituirne per ,intero il presidio di art.iglieria, si potrebbero provvisoriamente rinforzare con distaccmnenti d'artiglieria cla forLezza dei reggimenti più vir:ini, e più ta.rcli co li' imio a quella volta del!' eccedente di uomini cl' artiglieria da montagna di complemento che si verifi casse in altre Ispezion i, e.più particolarmente in quelle corrispondenti a.Ile frontiere non minacciate. La mobil itazione delle batterie da montagna cli queste I:,pezioni si opererebbe nello stesso modo, tranne il caso in eui esse

DELLE POPOL AZ.ION I ALPINE

si trovassero nelle sedi invernali. In tal caso queste bat.Lerie vi rimarrebbero, mandando soltanto al proprio magazzino di mobilitazione un ufficiale con alcuni graduali. Questo uffkiale, armlogamente a quanto fu detto per le compagnie di fanteria:, avr~b~e l'incarico di vestire ecl armare i richiamati dal congedo, di n cevere i quadrupedi e destinare ad essi la bardatura, e ra~giungere quindi la baLLeri:t nella sua sede invernale coi: tutto_J\ per~ sonale ed il materiale bisognevole a portarla, alla lonnazwne di guerra. Appena completate in questo moclo, le batterie sarebbero ... trasportate per ferrovi,1 sull a frontie ra minac.c(ala: Prima. di passare a far parola. dell.a mobd1taz10ne della milizia. territorirde , converrà. esa1ninare brevemente una obiezione che venne rnesstt innani\ per combattere l' opportunili del concetto di operare la mob ilitazione delle truppe alp ine entro la zona montana. La chiamata delle classi di leva in tempo di pace operandosi durante la stagione inverrmle , e . per conseguenza le operazioni annuali di vestizione clelle redute a.vendo luogo non già nella zona montana ma in pianura, fo fatto no'Lare, che per eseguire la mobilitaziùne nell' interno dell ~ Alp i sa.rebbe indispensabile trasporLarvi al n1omcnto dell a mobil itazione tutto l'occorrente per ,•estire, equipaggiare eél armare gli uomini ricJlia.mati dal cong~d?'. il che presenterebbe gravi cliflìcollà e darebbe luogo a sens1b1h ritardi. Rimanendo le cose nello stato attuale questa obieiione ha un valore incontestabile; ma essa cessereb h~ di avcrlo allorquando ogni compagnia alp ina ed ogni batteria da niontagna funzionasse effettivan1ente come clistretto, cd avesse permanentemente presso la. propria sede estiva. un J)ersonale sedentario i'.1c.a ,·icato della custodia e della manutenzione clei propri magazzim. Le operazioni dell a vestiz ione, dell 'equipaggiamento e dell'armamento delle reclute potrebbero al lora essere effettuati ogni anno presso_questi magazz ini. A tale uopo basterebbe che a] momento della chiamala della leva un ufficiale con akuni gradua.ti vi fossero sta<:cati dalle compagnie e dall e batterie, analogamente a quanto venne proposto pel caso di. mobililazione. A taluni parrà forne non molto pratico il lasciare, durante la


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DELL'ORDI NAMENTO MILITARE

stagione invernale, i magaz1.ini delle compagnie e delle batterie sotto la semplice sorveglianza di un sottufficiale coadiuvaLo da un pers9nale sedentario. Noi crediamo invece che queste cariche sedentarie per sottufficiali anziani sarebbero ambite dai sottufficiali delle truppe alpine, specialmente se ben retribuite; e dandole come premio ai più meritevoli, si potrebbe avere una Do-uaren. . . l.J?1a sicura che il servizio vi sarebbe fatto in modo inappuntabde. Del resto , frequenti ispezioni potrebbero esser fatte da ufficiali del le compagnie e delle batterie, in modo da mantenervi una continua sorveglianza.

X.

. l'.obilitazione della rnilizia te1·ritoriale alpina. - Nei mani lesti per la chiamata delle classi in congedo illimitato di ,1" e di .2" categoria _dovrebbe pure essere compresa, per le cornpagme della. fronttera minacciata, la chiamata eleo-li uomini della milizi a territoriale destinati ai drappelli di alpini a cavallo e alle · se.zioni di trasporto con bestie da soma, colla indicazione delle .localit~. ~Ile. ~uali _q~1es1:i _uomini dovrebbero veuire avviati per esservi nu~1t1 e nceverv1 una formazione permanente per tutta I~ durata. della .guerra. Allo scopo di evitare ritardi nella spedizione dei manifesti, sarebbe pertanto indispensabile che le compagnie ne avessero in pronto per la dopp ia ipotesi che la ri.spetLiva front iera sia minacciala o che sia minacciata una delle alLre frontiere. Fin dal primo giorno della mobili tazione poi , gli uomini deÙa mili7:i a territoriale designati in ciascùn r,omune pel ser~;izio di c~1T1s~o!1denza per mez~o di pedoni, dovrebbero esser po; ti a d1spo:1z~one del l'ispettivo sindaco, sia per essere impiegati nella t~·asr111ss1one degli avvisi di r ichiamo ai congedati abitanti a considerevole distanza dal capo lnogo del comune come pufo decrli . . ' o ,wv1s1 per la radunata dei qua.ckupedi cli req11i:;izione, sia per trnsmettere prontamente da comune a comune òc,[i ordini e Voli

JJl::LLE POPOLAZION I ALPINE

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avvisi emanati dal l'autorità militare. La responsabi lità del buon andamento di questo servi1.i o dovrebbe ricadere sui sindaci sotto la sorveglianza dei reali carabinieri, ed esso dovrebbe essere rerrolato da istruzioni precerlentemente diramate ai sindaci stessi , noncl1è alle'stazioni dei reali carab inieri. A comincia.re poi da l 4- 0 giorno della mobiliLazione, gli uomini appartenenti ai distaccamenti armati della mi lizia. territoriale della frontierà minaccial;a dovrebbero riunirsi a giorni alternati al capo luogo del proprio mandamento? allo scopo di esservi esercitati e tenuti . sempre pronti a muovere al primo cenno. Queste esercitazioni sarebbero dirette dai rispettivi ufficial i e graduati della milizi,t te1:r!tor!ale, i quali dovrebbero perf;iò, fin dal principio della mobd1taz1one, l:rasferirsi al capo luogo del mandamento. Nel caso in cui il territorio di un mandamento fosse direttamente minacciato dal nemico, il comandante del suo distaccamento armato, o, in caso di assema del comandante titolare, l'ufficiale o il gradL1a~o più elevato in grado, lo mob iliterebbe di propria iniziativa o dietro avviso dei reali carabinieri. lmmecliatan1ente iI distaccamento così mob ili tato stabilirebbe un servi:i,io di sicnrezza verso il nemico, cerd1erebbe di mantenerne il contatto, e manderebbe per _mez1.o degli nomini assegnati al servizio cli corrispondenza: ~ont~nui avvisi a.I comandante del llipRrto alpino od ai comandanti delle truppe operanti nelle vicinanze, a seconda delle circostanze. Qualo1.'a il n_emico a:anzasse con forze tali da non potergli opporre uttle resistenza, 11 comandante del distaccamento armato si ripiegherebbe nella direzione statagl i indicata dal comandante del Riparto o dai conrn.ndanti delle truppe operanti nelle vicinanze. Tranne questo caso speciale, la mobilitazione dei distaccamenti armati verrebbe operata dai rispettivi comandanti so ltanto in seguito ad ordine del comanda.iHe del ripai·Lo, od a richiesta dei comandanti dell e Lrnppe operanti nella rispettiva zona montana. Dovendo parecchi distaccamenti armati operare riuniti, sarebbe destinato a. comandarli un ufficiale delle ·truppe attive cli grado propo1·zionato all'importanza del comando. Le richieste per somministrazione di uomini della milizia territoriale pel trasporto a dol'SO dei viveri e delle rnm1izioni , pei


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DELL'ORDINAMENTO M ILITARE

DE L LE P Of>OLAZIO>ll AL P I NE

lavori di riattamento e di distruzione di strade e per quelli di costruzione di fortificazioni eventuali, verrebbero egualmente a seconda dei casi rivolte ai sindaci dai comandanti dei Riparti , o ·dai comandanti delle truppe operanti nelle vicinanze. I comuni sarebbero in dovere di provvedere agli uomini gli occorrenti attrezzi, valendosi dell a requisizione. Dovrebbe es;:;ere preventivamente fissa ta la tabella delle competenze deali uomini di milizia territoriale .chiamati ai vari serv izi , o e i sinchci do rrebbero, iu caso di mobilitazione, essere provYisti pront.a:mente dei fond i che a quesl' uopo potrebbero loro abbi -sognare.

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fettivo di pace corrispondente a quello cli go.erra. Già abbia.mo fa.t,to notare di sopra come questa soluzione, che presenta alcuni vantaggi nelle condizioni attuali delle truppe alpine, più non potrebbe essere ammessa. qualora qu~ste avessero per missione di inquadrare l'intera popolazione valida. delle Alpi. Del reslo, chi bene osservi, essa non r isolve se non apparentemente la questione. Supponiamo infatti una improvvisa irruziol'le del nemico sul nostro territorio. La .mobi litazione non ne sarebbe meno incagliata; giacché una g,·an parte degli uomini in congedo appartenenti alla. zona. alpina, i quali dovrebbero raggi.ungere successivamente i rÌspettivi distretti- in pianura_, verrebbero sorpresi nelle loro case llrima di essere chiamati sotto le armi secondo la progressione lenla delle successive chiamai.e generali delle classi. Al nemico si opporrebbero bensì le compagnie alpine, ma. quesle non rappresentano che una piccola. parte degli elementi di clifesa alpina, i quali per la. massima parte andrebbero perduti con grave scap ito della nosti·a potenza. cl ifensiYa. Co l sistema qui proposto, si disporrebbe fin dal principio per contrastare l'invasione del.maximum di elementi alpini possibile, cioè cli tLtll.i quanti gli uomini appartenenti alle classi in servizio attivo reclutati nelle Alpi; e la chiamata delle clas~i in congedo illimi tato potendosi fare contemporaneamente, mei:cè la suddivisione della zona alpina in ,100 piccoli distretti, il periodo cli crisi sarebbe r idotto alla durala minima. possib ile, dando alla mobi li tazione il carattere cli una leva in massa preparata di lunga mano . Ed infatti, se si tien conto dell a successione colla quale le forze della difesa alpina potrebbero andarsi a schierate . sulla frontiera minacciata., si arriva alla conclusione, che il pericolo di essere sorpresi duran te il periodo di mobi litazione nell'interno della zona alpina sai'ebbe più apparente che reale. Le I.ruppe permanenti alpine muovendo dalle loro sedi per portarsi sulla frontiera. non appena ricevuto l'ordine di mohilitazione, si può ritenere che quell e corrispondenti a.Ila frontiera minacciata giungereb bero ad occupare, colla loro forza. di pace, la prima dislocazione cli siciirezza in due o tre giorni a.I più. Secondochè le truppe dell e altre fron ti ere si troverebbero neUe loro sedi estive od in quelle invernà.li, esse impiegherebbero un maggiore o minore spazio cli tempo per raggiungere le prime. Data la rete for-

XI.

A.ndamiento della niobilitazione delle tmppe (ilpine nel caso essa debba essen operata colla massùna 1·apùli1,à. - L'ordin;:i,rnent.o militare clella zona alpina, che venne dianzi esposto per sommi cap i, offrirebbe iI vantaggio di porre a disposizione della difesa. nel minore di tempo possibile tutti gli elementi val icli della :wna montana, valendosene nel modo più conforme alle loro attitudini. Ma un simile risultato non si potrebhe ot.t.en ere se non dopo trascorso un breve periodo di crisi, wrrispondenle al lavorio della mobi- ' litazione, le cui operazioni, per qua.nlo riguarda la fron tiera minncciat.a, si co1npirebbero a grande vicinanza del terri torio nemi co . Il volere ovviare a siffatto inconveniente col comp iere più indietro !e opernzioni della mobilitazione farebbe nndare incontro ad un altro in conveniente, quello cioè cli ritardare di parecchi giorni tal i operazioni in causa degli a.ndirivieni che ne ris~Lllerebbero . Il danno che potreb be risultare dall'essere preYenut1 dal nemico nella zona. montana è tale, che si può ritenere come cli gran lunga maggiore questo sec.ondo inconveniente che non il primo . Su queste considerazioni appunto si è basato principalmente il concetto attuato di fresco di dare alle compagni e alpine un ef-

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DELL'ORJ:>JNAMENTO M ILITARE

DELLE POPOLAZIONI ALPl N E

roviaria che solca la valle del Po, e qualora le truppe alpine avessero la precedenza nei trasporti ferroviari e nei traui cli strada ordinaria da percorrere si facessero marce forzate, il tragitto dal]' una all'altra frontiera non potrebbe eccedere i 5 o 6 giorni. Il 5° od il 6° giorno tutte le .truppe permanenti alpine si troverebbero pertanto dislocate colla loro forza di pace sulla frontiera minacciata, e in caso cli irruzione del nemico sul nostro territorio potrebbero opporgli una forza notevolmente superiore a quella delle attuali 36 compagnie alpine, le quali, nel loro spiegamento , sulla frontiera minacciata, dovrebbero impiegare precisamente lo stesso spazio di tempo. Infatti, supponendo che le compagnie da noi proposte, dopo formato il distaccamento per la mobilitazione, fossero r.idotte a 125 uomini soltanto, le i!OO compagnie presenterebhero sempre una forza di ,12500 uomini; mentre le attuali 3(i compagnie non ne presenterebbero, anche supponendole al completo di 2ts0 uomini, più di 9000. Sarebbe quindi una maggiore fomi di 3500 uomini che sj avrebbe immed iata.men te disponibile. Intanto sarebbero avviate le operazioni dell a mobilitazione; le quali, supponendo il caso di gran lunga più probabile che si: deblmno compiere durante il peri.odo estivo, procederebbero colla successione seguente : ,1a gio1·1iata. - Arrivo ai comandi di. compagnia del telegramma col quale 'si prescrive la mobilitazione, e sp·edizione fatta da questi dei manifesti per la ·chiamata degli uomini in congedo illimitato e pella requisizion e dei quadrupedi, valendosi per ciò nel modo più spiccio , e precedentemente studiato, sia dei reali carabinieri, sia dei dogan ieri e sia di uomini di milizia territoriale abitami presso la sede della compagnia., i quali snrebbero immediatamente requ isiti per questo serviz io. L'ordine di mobilitazione, · per evitare inutili perdite di tempo, dovrebbe essere telegrafato direttamente dai comandanti dei corpi d'armata ai comandanti delle compagnie, infomrnndone contemporaneamente gli ispettori, i comandanti di Riparto e i comandanti di. battaglione. U fatto che le sedi esti ve dell e compagnie alpine, anche per ragioni di altro carattere, dovrebbero trovarsi, come attualmente si trovano, sull e grandi comunicazioni , faciliterebbe il loro col-

legamento coi comandi di corpo d'armata per mezzo cli linee telegrafiche; le quali, ove peranco non esistono, dovrebbero essere stabilite con stazione nelle località in cui hanno sede le compagnie, non solo allo scopo di accelerare la mobili tazione, ma eziandio per l'utile grandiss imo di cui esse sarebbero nel seguito durante le operazioni entro la zona montana. Nella stessa 11a giornata e nell a notte successiva gli uomini presentì sotto le armi preleverebbero dai magazzino della compagnia gl i arredi di guerra. · 2a ,giornata.. - Partenza delle compagnie colla loro forza di pace per andare a prendere la prima dislocazione di sicurezza ad esse precedentemente assegnata, lasciando indietro, oltre agli uomini addetti al servizio sedentario, un ufficiale ed alcuni graduati, per le operazioni dell a mobilitazione. 3" giornatci. - Ha principio la presentazione degli uomini rich iamati dal congedo ai capo luoghi di imndiirnento, e la partenza di essi pe! magazzino a i mobilit.azione, ove già arrivano in giornata qnelli dei mandamenti più vicini. Si cominciano le operazioni di vesti.::ione e cli a11namento dei rich iamat.i ,ihitanti nella locnlità stessa in cui si trova il magazzino, e netie località pi ù vicine. !~· giornata. - Segue !'arrivo ai magazzini degli uomini richiamali da l congedo, e la loro vestizione ed arurn.mento. 5a gio1·na.ta. - Termina l'arrivo ai. magazzi.ni dei richiamati dal congedo e continua la loro vestizione ed nrmament.o . Se, come già venne accennato, a formare i drappelli destinati a polta.re al completo le compagnie permanenti fossero assegnati i primi uomini arrivali ai. maga.::zini appartenenti alle prime cinque classi di 11• categoria, tali drappelli po trebbero essere al comp leto fin dalla sern del ~, 0 giorno di mobilitazione, e muovere per raggiungere le r ispettive compagnie nel malLino della 5" giornata . Facendo eseguire a questi drappell i delle marce forzate, quelli delle compagnie delln. frontiera mina.cciata impiegherebbero al massimo 1rniuno·erle dirJuisachè tal·i cornpae1nie sarebdue o tre vgiorni per raòò · ò , è> V bero al completo cli guerra fin dalla . sera della 6a, od al massimo, della 7• giornata di mobilitazione . Le compagnie appartenenti alle altre fronL iere sarebbero poi, alla loro volta, al completo di guerra fin dalla sera della 9a o della 1oa giornata. 1

.,

ANNO Xl:11 1, VOI., JV.

17


254,

DEL L'ORD!NAM.E:N TO ~11 L ITARE

Le compagnie di milizia mobile sarebbero al completo presso i mao-azzini di mobiliLazione nella sera della 5a giornata. . . Quell e appartenenti all a fronti era minacciata potrebbero p(;lrtanto essere in o-nLdo di occnpare la dislocazione lorn assegnata fin dalla sera della".7" o clell.'8a giornata, e ql1el le dell e altre frontiere nella sera della rn• o della 1 1". Le batterie cla montagna. cl.ell a frontiera minacciata sarebbero alla Joro volta al completo presso i ri:'\pettivi magazzini la sera del!a :s• oforn aLa, e supponendo che sia loro necessario cli rimanervt 1m iiorno prima di muovere, potrebbero metters i in rnan;ia nel ui:1.Ltino della 7n giornata ed essere a posto la sera della sa o del! a 9•. . ln ultimo le batl.erie dell e altre frontiere potrebbero raggmngere la dislocaz ione loro assegnata sulla frontiera. minacciata la sera della 12a o clella 13a giornata. Si aVt"à: per conseguenza la seguente successione nello sf:h ierarnento delle truppe alpine sulla frontiera minacciata, avv~rtendo però d1e le date che qui si indicano corrisponè(o~o all'mT1~0 su! fronte di spiegamento delle unità più lon tane cli ctas~uno _dei :'ar, elemen ti delle truppe alpin e, mentre tutte le alt.re Ulll Là v1 arr,verehhero antecedentemente. 4a giornata dirnobilitazione. -Battaglioni permanenti alpini della fro.ntiera minacciata sul piede di pace. (Giova far notare ancora una volta che quest,L dfita corrisponde a quella in cui arriverebbero sulla front iera le att~al i compagnie alpine) . 7" giornata. - Baltagl i.oni permanenti alp ini d_ell e_alt~·e t'rontiere sul piede di pace, e drappelli cli congeclall destmat1 a, battagl ioni permanenti della frontiera minacc iata. (Pei primi vale la stessa osservazione fa tta di sopra). 8" gi01·nata. - Battaglioni di milizia mobi le della fro ntiera minacciata. 9a giornata. - Batterie dri mont,Lgna della frontiera minacciata. ,J 0" gior1iata . - Drappelli di. congedati clestinat.i ai battaglioni permanenti delle allee frontiere. ,J,J a giornata. - Battaglioni cli milizia mobile delle a.I tre frontiere. ,13" giornata. - Batterie da montagna delle altre fron tiere. <')

1 1

1

DE LLE PO POLAZIONI AL P IN.E

2[)5

Così in 43 giorni si comp irebbe la mobilitazione . e lo schiera1nento di Lu.Lte le truppe alpine permanenti e di milizia mobile su una delle nost.re frontiere terrestri. Pel fatto clell.n territorialità. dei reclutamento spinta fin'..l alle compagnie, le operazioni dull~L mobilitazione pi-opriamente deLl.a sarebbero però ultimate per la. fanteria cosi diprima linea come di milizia mobile nella 5a gi.ornata, e per l'artiglieria nella. 5a. Nelle giornate success ive non si avrehbel'o più da operare che i movimenti necessari per lo schieramen to sulla front iera minacciata . . Il periodo di vel'a crisi, quel lo cioè in cui la mobilitaz ione potrebbe essere disturbata da una improvvisa irruzione del nemico, sareb be cruindi limitata ai soli primi cinque giorni dalla spedizione dell'ordine di mobilitazione. Trnscorsi questi primi cinque giorni, il nemico non potrebbe più in nessun modo sorprenderè le nostre unità. in istat,> di formazione. Una irruzione in questi giorni non potrebbe del resto essere operal.é:Ldal nemico se non con truppe non ancora completamente rnobil ila.te o con frazion i. di truppe tenute permanentemente sul piede di guerra., le quàli non presenterebbero in ogni caso che Ul\ t. forz a relatinimente deboie, alla quale da parte nostra. si o'pporrebbe il massimo della forza possibile di pace, cioè Lulta la forza r i.sulLante dall 'assegnazione alle trnppe alpine dell'in.tero contingenLe recintato nell e Alpi . > Quanto po i a.cl operaz ioni del nemico ,d di qua della frontiera con Sor1,e considerevoli completamente mobi li tate, esse non potrebbero essere intraprese pri ma del 13° o. del 114·0 giomo dal principio della mobilitazione. Per cui si può ritenere che la mobilitazione e lo schieramento delle truppe alpine pennanenti e cli miliz ia mobile si compirebbe in un lasso di tempo suflìcienle per far vi fronte . In on solo caso la mohilita.zione nell'interno della zona alpina potrebbe essere seria,nente comp romess,t.; quello cioè in cui il nemico, 'in piena. pace, avesse già. riuni to considerevoli fo rze n breve distanza dalla frontiera. Non è supponibile però che in tal caso anche da parte nostra non s-i prendano dispos izioni preventive, quale ·quella di anl.icipare la partenz,i delle tnippe permanenti alpine per la prima. clislocazione cli sicnrezza, e non si cli.ano quel.le ali.re disposizioni richieste d.al easo, che il concentramento de l nemico giu:stifìcherebbe anche dal punto di vista internazionale. Fra ques te


257

DEL L'O [\D l NA!lffNTO MI UTAHE

DELLE POPOLAZJONl ALP INE

disposizioni non ultima sareb be quella di portare nell'interno della zona alpina battaglion i di fanterin, di linea e di bersagl ieri non aneora mobilitati . E qui torrm opportuno far notare come, maggiore sarà lo svilappo da.to alje tr1ppe alpine, min.,re sarà la proba'.)ili tà di.dover ricorrere ad un simile spediente, il quale produrrebbe necessariamente una certa perturbazione nelIe operazioni della mobilitazione generale dell 'esercito. Quan to alle truppe alpine di complemento e di presidio , esse sarebbero al comµl eto presso i magazz ini di mob ilitazione fi n dalla sera. della 5a giornaJa, e po trebbero essere r iuni te nei i'orti cli sbarramento n~lla sera dell a. 7" giornata al p iù tarcì.i. Prima di questo momento è affatto improbab ile che ques ti for ti vengano seriamente attaccati; per Ctli è da ritenere, che i loro presidi i abi Lu.ali, i qual i, nell' interesse clell' istruzione dell e truppe alpine dovrebbero continuare ad essere fo rmati con distaccarnenti di fanteria cli linea, potrebbero fa r ritorno ai propri corpi prima di essersi_impegnat~nella loro difesa. · Ultinta~e presso i magazzini le operaz ioni della mobili tazione, tutto ·iI materiale eccedente dovrebbe essere immediatamente trasportato nei fo rti d.i sbarramen to, i quali da quel momento runz ionerebhero da soli come magazz ini di vestìario e di n,rm;:imento delle trt1ppe operanti nell·a zona montana e d.ovrehbero essere provvisti degli occorrenti locali . Ciò fatto, gli ufficiali ecl i graduati incaricati della rnobilitaiione raggiungerebbero le r ispettive compagnie.

base di questi. calcoli si pone il supposto, che il contingente annuo cli 1" categoria venga aumentato in modo che al maggior svilo.ppo dato alle truppe n,lpine non a,bbia. da conispondere una diminuzione cli forzc1. nelle al t.re parti dell'esercito, ' Unn, compagnia alpina delh fo rza di 250 Lwmini sul piede di pace costera annualmente, ;:;upponendoln sempre al completo, L. 113,623, non compresi gli assegn i cli 1° corredo eil costo delle munizioni consumate nel tiro al bersaglio, di cui si terrà calcolo nel seguito. La spesa complessiva per le 3fi compagnie sarà du nque di L. 4,,090 ,428, A questa somma conviene aggiungere il costo di I O comandi cli battaglione in L. 1;1, 133 per eiascnno, cioò in tuuo L. ·I 1·1,350. Il costo l.ota le dell e attua.li tr uppe cli fanteria alpina sarù pertanto, salvo errore elle non potrehh'essere di molta entilil, di L. .~·,20;J ,ì78 . Il co~l:o di ciaswna ba tteria da montagna, cornpresa In, manutenzione del materiale e le spese di rirnouta, ma non comp resi gli assegni di ,f O corredo e le spese per le esercitazioni di tiro, si può calcolfl re, sa Ivo sempre qualche errore dipiccola entit.tt, inL . \:H ,5;J5, supponendo che J;i sna fo rza sul piede cl i pn,ce sia. cosl.a.n t,emenLe cli mo uomini di truppa e t>O quaélrnpedi . Perluinque batLerie esistenti sono quindi L. M::i7,i575, alle quali ,aggi ,rngendo L. .J::J, ·I 87 pel costo di un comando di brigata, si an iva. ad nn totale cli L. 4-70,762 . Assegnanilo ann ualmente 80 ree.Iute di 1• ca tegot·ia all e compagnie alpine e 38 all e hatterie da. monLagM, il m1mero degli nsscgni cli 11° col'i'edo ai quali si do nit anm.1 alme11 le provvedere, sa1 ·h cli :1070, e l'ammontar-e della eonispondenle spesa. di L. 868,4,00, In ultimo, il consumo cli munizi oni pelle esercitr1zioni di Liro delle 36 compagnie e delle 5 batterie occasionerh una spe::;a., <',he si può calcofoee in L. 7/4.,-IOO annue. A r1uestc spese converrebbe· aggiungere qu.eile per la manutenzione dei loca] i, quelle per i maggiori assegni durante le eser<jtazioni, quelle per .l a cancelleria , e tulle le altre derivanti dagli inclispensab i.li movimenti cli personale . . Mancandomi una ba.se fissa per valutare esattamenLe l'ammontare di quest.e spese, mi contenterò di considerarle come equivalenti a.I minor costo derivante dalle giornate in meno di presem a; cosi pure farò nel computare il costo dell'ordinamen to da me proposto, e con ciò non credo che mi scosterò di molto dal vero.

250

XIJ.

. Parallelo fra il cosio delle atc1.iali trnppe alpine e la spesa cui s'anclrebbe incontro adottC11ndo l' orcMnmn<~nto p1·oposto . - Paragoniamo orn il costo cl ell e attL1ali 36 compagnie alpinc1 alla spesa cui s'andrebbe incontro adoaando l'ordinamento prnposlo, e vediamo se il maggiore onere che da questo risulterebbe n carico delle fi-:nam:e dello SLaLo si potrebbe considerare eccessivo di f'l'onte al wrrispondeiHe anmento di [orza difens iva dell'ltal ia. S' intende che a.

1

1 1

1

1

1

1


2!:>8

DELL'ORDINAMENTO MILITAF\E

Fanteria alpina . Artiglieria da montagna Assegni di ,f O corredo Consumo cli munizioni

J ,20 1,778 1

470,762 368,4,00

74,1100

Totale

259

OBLLE POPOL,AlJONJ ALPI NE

11 costo totale delle attuali truppe alpine si può quindi ritenere· approssimativamente il seguente:

L. i:i,H 5,040

In riscontro a questo costo delle a,ttuali truppe alpine, quello che_: sarebbe prodotto dalla attuazione dell'ordinamento che sono anelato svolgendo. si può calco lare nel modo seguente: Per 1 Ispezione . . L. 17,093 .Per 5 Ispezioni . . L. » I Comando di ripa rto » 33,0 l 4 • 12 Com di riparto» » l Comando di battag l " l l.131, » Per 25 Com.di bat .» » l Cornp. alpina (cornpres.i » 100 Compagn ie . • gli uomin i del servizio sedentario; . . . • 71. I Sii » l Comando di regg. d' ~r» l Cou,anrlo di/egg. . . . ,, 33,014 ti glieria d'artiglieria » I Comando di brig. d'ar• 5 Coma ndi di brig. t ig lieria . . . . • la,lb7 d'artiglieria ,, » l l:latt. da mont. (com» 15 Datteri<1 da rnonpresi gli uomini del tagna .• servizio sedentario). » 94.375 " Ciascun asse.r;oo di l • " 5897 assegni di l 0 corredo . . . . » 120 corredo . Per tiro al bersaglio, comprese le esercitazioni di tiro dei con~edati r. della milizia territo ri ale Pr.i quadri di ufficiali dei 25 battaglio ni di milizia mobi le. . • Tota le . L

81>,465 396. J 68 278,375 7,1 1860()

33,0 14 65,935-

l. H5,625

"i07.IJ40 40-0,000 . 1. 122,300 ll,fi23,122

In questo còmputo no.n venne compresa, la spesa per le esercitazioni della 2a categoria , come quella che va confusa colla spesa per l'istruzione dell'intero contingente, e che non cambia. sia che la .2a categoria alpina venga o no assegnata all e truppe alpine. Così pure non si è messa a calcolo la spesa pel mantenimen lo degli uomini in congedo illimitato e delb milizia territoriale durante le esercita:t.ioni annual i di tiro, pel fatto, che secondo gli impegni presi dal Ministro della guerra da.vanti al Parlamento, qualora s'i possa ad~i venire ad un au1nento del bilancio, verranno per J'avvenire

richiamate annualmente per breve tempo una o più classi in congedo. È bensì vero, che secondo la proposLa che si è faH.a, tutte le classi alpine in congedo verrebbero annualmente richiamate ._ In ~ompenso però esse potreLbero essere tenute soltanto per 5 o Gg10rn1, menti·~ pel rimanente dell.'esercito sarebbe necessario Len:re sollo le armi 1 richiamati per un tempo Lre o qua.ttro volle magg10re. Una cert,1 maggiore spesa., cli carattere straordinario, verrebbe occasionala nel primo impianto dell 'ordinamento proposto dalla necessità cli provvedere nuovi locali. Senza tener conto ch_e quest~ maggiore spesa. verrebbe senza club bi osopport~iLa in parte da, comum interessa.ti, si pu.ò asserire che essa non sarebbe certamente tale da riuscire molLo gra.vosa.. Infa tti, ove orn è accasermata nel le sedi esti_v~ ed in quelle invernali una compagnia alp ina élella fopza di 250 uomrn1 potrebbero essere, .in massima, a,ccasermaLe clue compagnie della. forza proposta; takhè effetti vamente si tratterebbe di provvedere loca.li per ;28 cornpagùie e µe r ,1O batterie. . Se dalle L. ,f ,1,623,Hlz, a cui salirebbe Ja spesa occasionata dall'ordinamento proposto, si declucono le L. 5, 1·l 5,04.-0 rappresentanti il costo delle a,ttuali truppe alpine, si vedrà. che la maggior spesa ordinaria sarelJbe cli lire (i ,i:\08, 082, c,osì ripartile: 1

lspe1,ioni . Comandi di riparlo Comandi cli battaglione . Compagnie di fanteria . Comando di un reggimentp d'artigl i.eri a Comandi cli brigata d'aniglierfa B::i.ue,·irLda montagna Assegni di ,J corredo Esercila:t. ioni cli tiro . Ufficiali clei battaglioni di mil iz ia mobile . Totale O

85,4.-65 396, 1168

1G7,025

1

3,028,172 33,0 114

52,7(~8 938,050

339,240 320,900 ,J , 112.2 ,300 6, 508,-08'2

Con qnesta maggiore spesa di poco più di 6 1nilioni e mezzo si disporrebbe in tempo di guerra di una maggiore forza alpina di: t,.,1 Battaglioni cli fonler ia e di milizia.

mobile solichnnente inquadrati . 1O Ballerie da montagna .

1

4 11,000 uomm1 60 pezzi


260

DELLE POPOLAZION( ALP INE

DELL'ORDlNAiMENT O MILITARE

Coll a stessa somma si provvederebbe inoltre all e esercita.,-,ioni di tiro degli uomini in congedo illimitato e della mili7.ia. territoriale cioè cl.eW in!.er~t popo la,-,ione valida delle Alpi. Tali esercitazioni, ~ il_fatto che i quadri cli ufficial i dei battagl ioni di milizia mob il e alpma sarebbero forma.ti per in lero con elementi in servizio allivo e già. _al:il unti _alle operaz"ioni di montagna, darebbero aile truppe di amlizia mobile alp ina un valore, che le renderebbe paragonabili, almeno nella _guerra. di montagna, alle i.ruppe cli fanteria di linea. Ora, se si considera che le concli7.ioni geogralìche dell e nostre frontiere sono tal.i, che in tutte le ipotesi dì guerra. così offensiva come difensiv,t che s'ahbitt da combattere dall'Italia, il teatro di essa. sarà sempre in to lalilà od in buona parte formato da zone montane, si verrà di leggeri a convincersi, che una grande abbondanza di truppe alpine èostituirh sempre pel nostro esercir.o un elemento di superiorità a petto degli eserciti contro i quali avrà da lottnre sia offensivament:e e sia difensivamente. Se si paragona ora l'aumento di forza che si potrebbe otte1{ere coll'impiegare una maggiore sonrma di sei milioni e mezzo ad aumentare in altro modo i quadri dell'esercito, si vedrà, che qnesto aumento non conisponderebbe neppure ad un;:i, divisione èolln sua aliquota di truppe suppletive. Difatti, una divi.sione del nostro esercito colla sna aliquota di Lruppe snppletive costa, in tempo cli pace, pressochè 7,!::i00,000 lire annue. Ad un aumento di 6,500,000 lire del bi.lancio ordinario dell a guerra. corrisponderebbe pertanto un amnento cli una divisione senza corrispondente artiglieria e cavalleria di corpo d'armata. Sul piede di guerra il nostro esercito sarebbe così accresciuto di : Battaglioni di fanteria e cli bersagl ieri ,J ,1, 900 uomini 2 Squadroni di cavalleria 240 uomini 3 Batterie da campagwt . 22 pezzi

14_.

1

(Juesto aumento di forza sarebbe, come o~nuri vede di ornn lu nera inferiore a. quello che si potrebbe ottenere mercè l'ordinamento tcrritoi-iale del le popolazioni alpine. La differenza. è tale anzi che a tutt~t prima può parere esagerata. Ma è facile rendersene ragione s~ SL pone mente che le attuali compagnie alpine, avendo in tempo dt pace una forzo. di .250 uomini , debbono pesare sul bilancio della •

V

)

e)

•

e)

261

guerra quasi quanto peserehbero 72 delle compagnie da noi proposte. L'aumento cli spesa sarebbe quindi pt:oélo tto da un aumento di forza cori-ispondente a 28 compagn ie, ossia 7 battagli oni, e 11O hrd,terie da montagna. Queste unità cosLerehbero certarnenLe assai meno che,non ,14 baLLaglioni, 2 squadron i e 3 batterie da cmnpagna. Ciò che stabilisce l'equilibrio fra, il costo di u11n divis ione dell' esercito e Ja maggiore spesa che sarelJbe occasionata dall'acldozione del l'ordinrtrnento alpino che venne proposto; si è l'aumento degli ufficiali pei bntlagl ioni alpini permanenti e per quelli di milizia mobile, la costiLu7.ione delle Ispezioni e de·i comandi di Riparto, e il costo delle eserci I.azioni di liro degli uomini in congedo illimitato e <lella milit,ia territoriale. Dnl sin qui esposto mi pare risulti mani festo, come addivenendosi ad un. aumento del hilnncio dell a guerra, aumento la co.i necessit.à comincia a far,-i sen I.ire in mo!l.i , esso poLri essere assai pitt efficacemenle imp iega i.o col dar vi La ad. un completo ordinamen to militare territoriale dell e popo lazion i alpine ell e non coll'allarga re i quadri del rimanente del l'esercito. Così facendo, ,si ovv ierà all 'inconveuiente, non ancora segualato fìnoni ell e io mi sapp ia, ma non perciò meno gr:1ve, di sottrarre dalle Alpi , al rnornenl.o appunto in cui il nemico si affaccerà per val i,.arl e, In maggior parte della :;ua popolazione militare, la qu.ale oramai è da tu.tti riconosr;iuta come la più a.clawi a contrnslarnc effieacemente il passo. Così fa cendo si d;:ir~t al.la barriera clelle Alpi una forza di resistenza veramente straordi11aria, a valntarc la quale hasla. por mente flg li ostaco li cl1e le leve in ma:;sa dei nostri alp igiani, degli Spagnuoli, dei Tirolesi, dei Bosniaci e degli Erzegovinesi hanno oppost.e, in epoche storiche diver:;e bemì ma con eguale effica.cia, alle invasioni di poderosi eserciti rego lari. Vorremo noi trascurare gli in,;egnamenti della storia e mostra rei indegni del clono iue:;timabile.chc la P rovv idenza ci ha fatto so llevando a difcsrt del nostro suolo qnel meraviglioso baluardo delle Alpi, che per lunghi seco li · le nostre discorcli 3 intestine hanno reso inutile e che la nos1ra trascrmrn;,,a potrebbe pur troppo rencle1·e inutile nncora per l'av,,en ire'/ ~ on è egli lecito piuttosto sperare che un giorno l'Italia saprà imitare la. previdenza elci-


262

l'Austria, per la quale non andarono perduti gli insegnamenti delle lotte sostenute dalle levate di Andrea Hoffer nel Tirolo , i quali la convinsero della necessiLà cli dare un ordinamento territoriale militare speciale alle popo lazioni del TirÒlo e del Voralberg? :'{ elio :Yolgere la tesi che mi ero proposto ho preferir.o delineare un sistemri, completo di ordinamento piuttosto cli e I imitarmi a esporre idee generiche. A far QOSÌ veilni indotto dal con vin cimento, che questo fosse il migl ior modo per far toccar con mano quali vantaggi risulterebbero da un ordinamento militare tenitor·iale delle popolazio11i clelln. zona alpina di fronti era . Sono ben lLmgi però dal credere che le modaliti1. proposte siano in modo assoluto le migliori che si possano immaginare. Altre se ne po.tranno forse sostituire di gran lunga più perfeue, e che potrebbero accre,;cere ancora maggiormente l'effi cacia della difesa alpina. Ed è per questo che l"accio voti perché Lutti coloro i q.ua li , per l'indole delle loro occupazioni e dei loro studii sono rnegl.io in grado di farlo, concorrano a portare la luce su questa impoi-tanli,;sima fra le più importanti lruestioni mil it,tri del nostro paese; convinto qual sono, che qnando essa sarà, giunta a matni-ità, il patr iottismo degli Italiani, elle già li spinse a tan ti sacri fici pel' assicnrare la propria indipendenza, li spingeril ancora a non lasciare inco mpiul.a l'opera dei nostri ordinamenti rn ili Wl'i, sui qua li, ma lgrado le rosee l.eorie dei fautor i della lega della pace, si appoggiano ora for,;e più che mai la siuirezza del nostro paese e la :;peranza della sua gtandezzu rt.v venire.

, V. E. DAB0R)\J0A maggiore n el 7 4° {lvnteria .

ANCORA SOLL~

1ÌRINOEE DA B1\TTAGLIA

La Ui1) ista Jt ilitare pubbl icò nell'anno due interessanti articoli suUo stesso soggeuo cli questo: l' uno del generale )fassari ( I) e l'altro del rn~ggiore del-genio Trinchieri (2). Entrambi cons.tatano e comprovano vieppiù l'importnnza delie trincee da bnll:ri,g lia e delle f'orLificazioni campali in genere; ed entrambi vengono alla medes ima CQnclnsione, essere cioè indispensabile di provvèclere alle truppe . combattenti i mezzi p.er costruire all'occorrenza tali difese. )fa le · loro opin ioni sono diverse per lo app un to in quanto al modo e alle ~pecie dei mezzi. I l primo dub ita che noi possiamo risolvel'l~i a dare uno strumBnto da zappatore ad ogni soldato cli fan teria a cagione del maggior peso di wi si aggraverebbe il suo equipaggiitlllenlo, e ri tiene qnincli che sia giocoforza conti1mare a rn r 1:rasportarecodestì strrunenti al seguito delle truppe, ne' parchi del genio . TI secondo vorrebbe invece che soldato su quat tro portasse la vanghetta Li nnemann della fanteria dane~e. Or siccome il disparere fra i due egregi ui'ficial i del gen io sta propr io nel nodo della questione, esiccorne io sono conv into essere per noi importante e urgente la solu7.ione cli questa qu istione, per ciò mi permello di en trnrv i alla mia volta, nell'intento cl i vedere che no i, i quali fummo ts a i prirni a riconoscere la convenienia delle

un

(l ) Dispensa cl i aprile. (2) Dispensa ùi lugl io.


261-

ANCOHA

SULLE TR I NCEE DA BATTAGLI A

trincee da bauaglia e a introdurle nei nostri regolamenti, non rest.iruno gli ultimi sulla via della pratica ap1)l icazione dell e medesime. E dico subi.I.o che io rit~ngo il pro blema non po tera vere alt.raso luzione se non quella di dare nl soldato di fanter ia uno :;t.rmnenlo port~Lile, del minor peso possibile, che gli sena per scavare e paleggiare la terra, come giì1 è nell'esercito tedesco e nell 'austriaco, e come è probabile avvenga quanto prima nell'esercito russo e nel francese, co ll'adoz ione della vangheUaL innemann o di una consimile .

I.

Il generale iVIassari e il maggiore Trincliieri hanno addotte ouime ragioni e ottime prove di fatlo a dimost1;are come le trincee da battagli.a siano ora di vitale necessità di fronte al fucil e a "retrocarica. E il primo con un ca lcolo altrettan to semplice quanto concluden te ci fa veder~ come il vantaggio offerto al difensore dalle trincee da battaglia, in più di quello che gli procuravano nl tempo del le armi a avancarica, consiste nel lascia re alla difesa t.uua l'efficacia del nuorn fucile e nel r·idurla a soli. rfop, forzi per l'attaccante: vantaggio queslo eviden temente molto ma molto gra nde. Nondimanco mi sia lecito di agginngere a. confortare l'argomento alcune considerazioni desunte in pal'te da un libro recentissimo del generale Brialmoni e in parte dai fotti de11e ultime guerre. Il generale Brialmont già aveva consacrn Lo una sua pubbl,ico'l.ione a mettere in sodo l'importanza. che, per !'adozione delle nnni a tiro celere, preciso e lontano , aveano acquislato le fort ificazion i campol i in generale. Nella sua Portification imp1·ovisée clel 1870, prendendo argomento dal largo imp iego di trinceramenLi improvvisali d 1e si era fatto nella guerra di secessione d'America, e da quello, sehben piu ristretto, chepnre eraseneverificato nella brevecmnpc1gna del 1866 fra Austriat:i e Prussiani e po i nei primi tempi della guerra franco-germanicn, egl i conch iudeva alla uecess ità di dare alla fanteria, e particolarmente a quella degli eserciti destinati a.combàLLcre .in c.ontrade piane e scoperte,. utensi li da zappatori, coi qua li essa 1

1

potesse prontamente crnàrsi ripari arLifi cial_i, là. ~ov~ n?ancassero ~· nc1turali, atti a pròteggerfa dalla moschettena oggnna1drvenuta cosi formidabi le. N~I :;oo nuovo libro [a {01·t1},catfon. du ~hl~1np de re svo l.ai:nento e maggLOr.e ms1slenza e, ~ élà - · fil')O'aio '- ·vv n bat a,.;7z,,v (it) , eal; all e sue idee e ài suoi consigli circa l'impiego delle trincee da battatrlia, confortandoli colle r isu ltanze della recente guerra trn la R~ssia e la Turr;hia, nella quale la fortificazione campale ebbe Lanta parte. <( I memorabili combattimenti, :gli dice, che ebbero luogo nelle st.reue dei Balcani, sulla ,Jantra e mtorno a Ple,•na, s?no una splendida conferma. di quesL'aforisrna or~ai incon~ estab1le, che mercè l' impiego giudizioso dei t.rincerarnent.1, un _esercito proY:'e~uto di armi a celere caricamento , può resistere ai npetut1 assalti cl, nn esercito ugualmente valoroso e mollo più numeroso. Il generale che sdegnasse quest.n gran lezione dell'esperienza o che non ne tenesse ' abbastanza conto, commettereblJe un errore che la rnag,/ior·e ab ilità stratef)'ica non J.Jo t.rehbe riparare: peroccbè, o . se 'è.' vero che iI successo delle operazion i él ipende soprat11t to dall a.r te concentrare sul campo di battagli a maggior qua.ntit.à di .f~l'7.~ cli q'.t~l~e che l' inimico ha e cli r:ondnn'ele nell e m1gl1or1 cond1z10n1poss1bd1, non è men vero che questo risrdtaLo sarebbe sterile se non fosse compiuto col la di,;f'atta dell'es~rciLo avv_ersa.rio. O~-a è provato che fortificando una posizione sce·1ta bene, s1 poò ampiamente co:n~pe1~sare l'inferiori tà numerica. e assicura.r la vitto ria a 1111 esercito il l(tiale senza il s~1ssidio dei trinceramenti snrehbe certamente s~biacciato. La fortificazione deve pel'tanlo cons1de1·wrs1 ornmcii coine rcimo ess&nzicile clella lMtica >) . Alcune pagine prima, dopo esposti alcun i cas_i della guer:r:a franco-germanica, nei qnali le tr incee da ·.11att~gha a,,eyano eh mostrato la loro grande utilitit, il genernle Bn almont f_a notare come se nella guerl'a medesima non si è ricava to rnaggwre p'.·ofiuo da codeste trincee, ciò sin stato particolarmenLe ,1. motr".o che i l?rancesi non avevauo dal.o strumenti porta tili allc1 loro fanteria e i Tedesch i non avernno che 20 badili e 8 grav ine per battaglione. « Or , egli soggiunge, l'opportunità di fa'.·è _t. r!nc~ra_menti improvvisati si. perd.e soventissimo, quando per prrncrpiarh s, deve t.

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•

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fl) Del quale la Rivista h;i ratto u n ·. l'~pido l'esocout o ,wlln dispensa del passato .

di

sottemllrn


266

ANCORA

aspe_ttare che i badili e l~ grnvin e si.auo trasportai.i sul luogo dai carn .del parco del genio o da qLtelli delle colonne di uteii··,·1 , ~ l· cI1e si trovano a parecch ie leghe e talvolLa acl una giornata di marcia indietro n . Egli per altro ammette che a que.,to abbia anche contl'ibuito il fatto che nei due eserciti l'impiego nei. trinceramenti campali e'.'a avve!'sato da m?lti generali. E non soltanto presso quell i e;erctt.L e da non poch i militari fu sostenulo, che se cla uu canto è ".e1'?. che i Lriceramenti esaltano le forze morali delle truppe che 11 ddendono e seemano la baldanza di quelle che devono attaccarli. cla _un_alt1.·o canto l'esperienia ha constatato che il soldato si mo,-tr,~ _po1 _rdu_r,1.ante ad \lScirne e perde in colai mor1o l'ardimento e l'att1tudrn~ pel' l'oll:ensiva; che egli se ne esagera anche l' importanza e _si scoraggia quando è costretto a abbandonarli; che vedendo d1 non poter resistere al nem ico stando al coperto, egli ~eve natnralmente creder_e che gli è impossibile di stnrgli a petto ]~~rasa _campagna; che 1nsom1:1a i trinceramenti hanno il gra re dtleUo dt rendere la trnppa pus dlanime e di inchiodarla sul suolo. . Se queste crit ir~he avessero fonda.mento, bisognerebbe rinanciare non s~larne1~te _a i trinceramenti, ma a.nelle evita.re di coprire le truppe ~l1el.ro 1 1·1pari naturali. E sarebbe questo razionale. e sar~bbe possibile cogli e/Telti delle attua.I i armi ,da. fnoco ~? i\'fc{ è :'er1ss1mo ,che consimili obbiezion i le abbiamo udite, allorquando tnl.rod_oue le armi a luuga gittai.a, si consigliò di far mettere a terra I sostegn i e l~ riserve . Tutto dipende, dice il genernle Brial~non t, dal!'.~ educaz1on~ che si dà al soldato, dalle idee cbe gli si mculcnno JJl te'.npo cl,_ pace. Quando egli sia ben penetrato .che 1 r1pan naturali e arl.1fic iali non sono che schermi momentanei co_n tr? perdite _inuti li,_ e che nel mom.enLo decisivo egli dovrà Ja sc1arlt senza nncrescr mento per trasporLare altrove il combatti, mento,_<~ egli non sarà nè timido nell'offensiva, nè demoralizzato nel!~ ritrraLa, nè inchiodato ,d suolo dal timore di presentarsi al nemico a peti.o scoperto . n - « L'unica cosa vera eo·li soo-o·1·11n(Je è 1 l· ' t> ' t>t> · n ' -. c_1e mogn~ usa~·e cou discernimento delle trincee da hnll.agliu, pe1 non atiat1 care il ,;oldalo nel. momento in cui o-li è mestieri di tu~t~, !,a, ~ua, vigori.a y er il c?nil)~ttimento, e,d ar~he per nou imp1cc1<11e li campo d1 battaglia d, gmsa ad imped ire Je m.osse di

SULLE TR I NCEE DA BATTAGLIA

grandi masse di cavalleria. e di artiglieria. Qui come in tutto la esagerazione è cli fetto : ma ceri.a.mente sarebbe anche più funesta l'altra esagerazione di escludere in modo assoluto l' impiego dei trinceramenti sul campo di hatl.agl ia, sotto iI pretesto clrn rendono il soldato timido ed i.ncitano alla difesa passiva.I Noi abbiamo la ferma 1;onvinzione che nell e guetre future, le truppe che farann o un uso intelligente clelle fo rti fica1.i oni improvvisate e die saranno state eserciLate a costrnirle, otterranno splendidi ::,uccessi, quando si troveranno di fronle a eserciti i quali avranno sdegnato o frascurato questo prezioso elemento di forza n. Egli pensa che le trincee di battaglia sono ntili non so lo per le truppe di prima li nea, ma eziandio per quelle p iù esposte della seconda. Le triticee di queste serviranno cli appoggio alle truppe di prima linea che doves,:;ero r itirarsi. E sanumo allresì util"issimc per proteggere i sostegn i del le batterie, presso alle quali non si trovino ripari naturali, le riserve esterne delle ridotle, quei cacciatori che generalmente si sta.biliscono avanti i posti fortificati del campo di battaglia, ed .anche i fer ili in attesa di essere trasportati a.Il e stazioni cli soccorso o alle ambu lanze. Non è solamente per quell o dei due partiti c.;he si accinge alla difesa che le trincee da hattagl ia possono tornare di grande utili tà, ma. .ben a.nche per il partito attaccante. I l prirtito che prende J'offensivri. deve pur sempre. prudenzialmente, prepararsi alcuni pnnti di sostegno pel caso fosse costretto alla ritirata: in quei punti saranno evidentemente di molto vantaggio le lrincee da battaglia . In un combattimento d'incontro, simili trincee potranno giovare assai per proteggere le troppe dell'avanguardia o di prirna schiera sino 81 momento in mi l'attacco generale sarà prep11rato. Conqui,;tata una posizione importante o anche solo una parte di tale posizione, o una posizione di passaggio, converrà all 'a.1.taccanl.e di potervisi mantenere e respingere i contrassalti dell'avversario, e ·ivi purr gli f.a rh nti lif.simn cli po!.er snhito scavare nna ~n~a. · E la truppa incaric11ta cli espugnare un trinceramento o un posto fortificato non potrà f9rse molte volte servirsi delle trincee per avvicinarsi sino a. potere schiacr.;itire col proprio fuoco quello


268

S U LLE TR I NCEE DA BATTAGLIA

ANCOHA

del difensore, o quanto meno per diminuire lo spazio da percorrersi d'nn fiato nell'assai Lo? Ma naturalmente, e in particolare nei tre ultimi -casi, è necessari.o che la, truppa abbia, modo di scavare coteste trincee immediatamente, colla massima rapidità., Pel partito della difesa l' imp iego dei trinceramenti c:unpali 0 no ,nr't prn ancora che nel passato, è dell a massima utilità; e i Turchi ce ne hanno f'orniLo recentemente la prov,1 irrefutabil e. Senza il socco r:so della fortificazione improvvisata Plevna sarebbe caduta al primti assalto o tutto al l)iLL al secondo, 1nentre invece resistette ero icamente 5 mesi e cagionò ai Russi perdite enormi (I). Nella difesa occorre distinguere due casi: quello di un campo di battaglia precogitaLo e quello di un campo di battaglia fort.u it~. Nel primo caso il dii'ensore ha te1npo e mezzi per preparaTSi il terreno non solo con trincee da battaglia improvvisate, ma eziandio con lrincenunenLi di maggiore entità: può quindi trane i uiassimi vantaggi dalle fol'Lifi cazioni: costrurre nei punti più ·tinpol'tanLi opere aperte o cli iuse e fort ificarvi villa,ggi o altri o:;Laco!i uaturat i, e poi connettere e alforza i:e la difesa di q11esti punti mediante una o più linee di trincee da. battagli a a seconda della configurazione del terreno, e mediante batterie per le n.rtiglier ie; fare, $8 occo1·rono, r ipari. fdle riserve; prepara re la. fronte tlella posizione di modo che il f'uo co della dif'esa possa Rl'ere la maggior efficacia, l'inimico vi trovi impedimenti all'avanzare e niuno schermo e vi siano purn le vie per la ripl'esa offensirn e per i contrassalti, ecc. Nel secondo caso, ed ù il più comune, è gran fo rtuna quando il tempo di:;ponib ile è un' inteea noue. l i più soventi si ridurrà alle poche ore él.ell'avvisaglia tra le élue avirnguardie. E qui le vere fortificazion i improvv isate e cli rap idissima esecuzione: mettere in difesa un caseggiato; scavare trincee da battagl ia e far qualche abbattuta; rompere alcun ponte o tagliare taluna strada; aprire comuni• •

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(l ) Mi astengo di ent1·a1·c ne' p;,,·dc,,lari , poiché i lettori delln Ri-vista l i hanno avuti nei fosci<:ol i di luglio, ngosto Cl sotLéOJbre dagli in tereSS(lnti articoli del capitiino del gen io Donesana in(i tola,i: GU ·insegnamenti del.l'assedio <ti l'le-vn<L. li nuoyo libro del genen,le Brialmont La Poi·tif/,cation dti champ de batai!l.e , a la Revue militai1·e de l' Ét·>·a•!gc,-, in una se1·ic di notevol issim i :1 r t icoli Les procedés tactiques de la gi,eri·e d'O,-ient forniscono p1·eiiosi r agguagli a comp1·ovare co,ne ormai la ta ttica debba for c I più s0ri conLi colla fortiOcazione ca mpale .

...

269

cazioni fra le varie p~rti della posizione; e possibilmente fare qualche spalleggiamento per l'artiglieria e per la riserva. E questi lavori benchè imperfetti e specialmente le trincee da battaglia, quando giudiziosamente impi egati, accrescono molto la forza di resistenza della difesa, epperò mai debbono trascurarsi, e bisog·na che le tri1,;ppe abbian o assicwrati sem,pre i me,z-zi di esegiiìrli. Prendo una fra i molti esempi. A Spicheren, mi pare sia indubitato che senza le trincee e le fosse da cacciatori sul Rother-Berg sul dosso a nord di Spicheren, sul Kanischen-Berg, e sul lato occidentale cli Forbach, e senza la preparazione difensiva, benchè imperfettissima, della parte nord-est del villaggio cli Stiring-Wendel, i Francesi non avreb bero potuto resistere sino a notte fatta, e poi ritirarsi in buon ordine. E mi pare anche ben probabile, che se i Francesi avessero del pari fortificato gli altri sproni della loro posizione e particolarmente quelli del Forbad'1er-Berg e del lato occidentale dell'altura di Spicheren, di guisa a pot.erli difendere e mantenere con minori forze di quelle che vi dovettero impegnare in questo intento, i Prussiani non sarebbero riuscili nel loro attacco sfondante contro il Forbacher-Berg, che fu il decisivo. Nella difensiva è precetto impegnare in principio del combattimento il meno che si pu'ò di truppe e tenere le altre raccolte per impiegarle poi, allorquando l'aLtacçanLe avrà chiarito i suoi intendimenti, sia a tenergli testa, sia a prender l'offensiva al momento qpportuno. Or, se la fronte della posizionè prescelta è protetta da trincee da battaglia o da ripari natural i equivalenti, e neppure in tutta la sua estensione, ma anche soltanto in quei punti che dominano gli accessi, nei primi punti obbiettivi per l'attaccante e nei punti soggettivi per il difensore: basterà occupare quei siti in ragione di 4 nomini al più per metro linea\'e di fronte, cioè con quanti occorrono per far fuoco su due righe con un terzo di riserva immediata(~) . E così anche, volendosi o dovendosi presentare una non interrotta fronte di fuoco con una o con più linee succedentisi di trincee, si potrà avere alla riserva un buon terzo più di truppe che quando non vi fossero le trincee; oltrechè i soldati dietro le (1) Ed a rigoro basterebbero anche 3 uomini per metro lineare, quando a portata vi fossero truppe di sos tegno . ANNO :XXIll, VOJ.. •JV.

18


270

271

ANCORA

SUlLE TRINCEE DA BATTAGL IA

trincee saranno per sempre riparati dai. due te·rzi dei proietti di moschetteria che altrimenti li colpirebbero, e cagioneranno maggiori danni all'avversario con un fuoco calmo e bene aggiustato . E ci sarà anche risparmio di cartucce, cosa abbastanza ragguardevole. Per calcolare l'economia di truppe che deriva da.Ile trincee da. battaglia. ho supposto per un momento che l'intera fronte della posi'l.Ìone ne fosse guernita. Non per questo è mia op inione che possa mai convenire di coprire in tal maniera tutta o quasi tutta la fronte cli battaglia. d'i una divisione o di un corpo d'armata; credo anzi che giovi usar con molta parsimonia di esse ttincee come d'ogni altra fortificazione campale, per le ragioni che ne ho __.,Poc'anzi riportate dal generale Brialrnont, cioè per affaticare il meno possibil e i soldati nei relativi lavori e per non intralciare troppo il campo di battaglia. Le trincee da battaglia e in generale le fortificaz ioni improvvisale non si devono fare che nei casi e nei siti appropriati, nei punti o nelle parti di una posizione ove il terreno presenti già qualche impor tante vantaggio d'ifensivo, come accessi limitati e dominati, campo efficace di tiro , difficoltà all'aggiramento ecc.; e là dove inevitabilmente o quanto meno con molta probab ilità si dovrà Lenacemen tc combattere o resistere a forze preponderanti. Non è possibile definire tL1tti questi casi e tutti questi siti; è, come in tutte le quistioni cli tattiea, affare di colpo d'occhio e di criterio. Onà'è che la costruzione di codesti trinceramenti non vuol essere lasciata all'arbitrio d'i Lutti i comandanti di truppa, ma dev'essere ordinata per lo meno a grandi tratti dal comandante superiore (d'armata o di co1'po d1,armata), al qua.le spetta di. dare le disposizioni e l'e direzioni generali per il combatl.imento, ed a.I quale a:ppartier1c quindi anche la sistemaz ione generale del campo di battaglia o di una grande ZOM del medesimo ( l ). Senza di ciò si incapperebbe facilmente nella sconnessione detl e disposizioni e nella confusione degli atti. Tuttav ia anche qui bisogna ammettere le eccezioni. E così se un comandante di truppa riceve ordine di difendere energicamente una. determinata local ità, lasciato a lui il modo di occuparla e éti organizzarne la resistenza, gli deve- esser lecito di farvi quegli afforzanienti che giudica vantaggiosi. E così anche quel comandante di trup~a,

che conquistata una posizione vede l'utilità. di munirla di una trincea per consol iclarne il possesso, dev'essere in facoltà di farlo . Il comandante d'armata o di corpo d'armata che ordina l'eseguimento di trinceramenti, non ne indica che in grande il sito elo scopo; i particolari incombono ai cÒrnandanti delle divisioni. Per questo è necessario che non i soli ufficial i del genio, ma anche quelli di stato maggiore siano perfettamente in grado di progettare e tracciare codesti lavori, e che gli ufficiali di tutte le armi sappiano dirigerne l'eseguimento . L'anno passato ebbi la buona fortuna cli assistere alle grandi manovre dell'esercito tedesco , e ho constatato come in · generale ivi si dia, dopo la guerra del 11870-7 11, grande importanza ai vantaogi che possono ricavarsi dalle for tificazioni improvvisate; mi 1' venne assicurato, oltre a quanto vicldi, che non si ammette caso d'1 difesa di posizione prestabilita, nel qual e non si adoprino . I soldati sono esercitati a costruirle tanto colle vanghette cli cui sono provveduti, quanto colle gravine e coi badili dei pionieri C,1) .

1

(lJ Se· concor1·ono p iù armate o corpi d'armata alla stessa g iornata campale.

I l

(l) Kella 3a. ma novra del VII corpo d'arm ata, la 14" divisione g_u arniva d i tr incee da baUa<>Jia le c r este o la china ;in teriore cl ell'altura d i ~·foyerberg (dintorni d1 Dusseldorf), 0 che ct oveva difendere tenacemen te. La prima linea era una specie di linea ad in tervalli , formata con tratti rettili ne i d i c irca 15m d, lunghezza a ltern ati con piccoli den ti cH c irca 15m d i capi tale·. La seconcla linea, più i n al to, era unicamente formata d i ti·att1 rett1hne 1, s u pP.r i:iù corris pondenti agli inter valli della pr ima linea. Ciascuna linea. seguiva l'andamento ciel terre no . Le tru ppe in 3a. li nea eseguirono le trincee mentre già combatteva la prima. · . Nelle manovre dell' VIII corpo d'arma ta (presso Cologna) vennero pure usate trmcee da batta<>lia, ma p iù s pecialmente p ei cacc ia tori. . corpo (presso Carls ruhe) se no vidde1·0 in tutte lo fazioni, In q uella d1 cor po Nel d'armata c ontro nem ico segnato, q uest'ultimo avea pl'Ototto la s ua front e (c1rna 2 c lnlo.m,) con una linea di denti por una pal'te continua e per un<1 parte ad i ntervalli ; a lte'.· nativa~ meute r un dente con pro filo per cacciatori a ten·a, o l'altro con profilo ordmar,o; tutti i de nti 15m di capitale, e sorn d i gola i pri mi e 60m i secon di. Alc uni di essi avevano le facc ie spezzate irregvlal'men te per ba ttere meglio il terreno . Vi e ra a nche_q ua lc he tratto re ttilineo. sul rr> ezzo della li nea, a cavallo di una s trada, il grosso dell 'art1gher1a, coperto osso p ure da ripari improvvisati. All' ala destra. ove il ter reno e ra alquanto doi:riinante, un tratto d i trincea ad arco di circolo , appoggia to ad u n'opcl'a pen tagonale, dt profilo rafforza to, e c hiusa alla gola con protllo ord inario: q uell a e ra la chiave· d eUa [)O$izi oue.

xi°v


,272

SULLE TRINCEE DA BATTAGLIA

ANC011A

n.

Ritenuta ormai .incontestabil e l'utilità delle trincee da battaglia e delle altre fortiGcazioni improvvisabili, tanLo per la difensiva, come anche per l'offensiva, dirò le ragioni per le quali io mi sia convinto, come già enunciai, che sia neeessario di provvedere di uno strumento porlatile da zappatore ogni so ldato di ranteria. Il generale Massari, come le nostre Istruzioni pratiche pe1· gli zappatori,, considera le trincee da battaglia nel solo caso delltt preparazione difensiva di un campo di battaglia, di una posizione; e l'itiene quindi che ordinariamente si possano avere per la loro costruzione 7 a 8 ore di tempo aJmeno. Oncl'egli crede provvedimento sufficiente questo : che allorqo.ando un corpo d'armata si mette in marcia per recarsi a occupare una posizione già minacciat\ cl.al nemico, che dovrà fortemen te occupare e che intende di rafforzare con opere di terra, i 7 carri del parco del genio cli corpo d'armata seg11itino la divisio1:1e di coda o qL1.ella di Les ta o sia.no interposti alle due prime brigate. [n tale ma,niera, egli dice, le gravine e i badil i << potranno distribuirsi alle truppe, lungo il tracciato delle trincee, in un tempo r,he pnò ristringersi fra un'ora, e un'ora e mezzo a I più » dopo cominciato lo spiegamento dell e trnppe . In un'altr'ora e meuo circa, egli calcola, che, cogli utensili cli cui è dotato il parco del genio cli corpo d'armata, le trincee da bRttftglia potrebbero essere ultimate per un tratto di , '140m, « svi luppo che è uguafo solo o poco più della metà dell'estens ione minimR che presumibilmente occorre ad un corpo d'armala>> . Bisognerà allonl che << i ferri passino ad altri battaglioni per essere imp iegati nella costru1.ione di altri tratti di trincea, i quali subiranno un ritardo cli altra ora e mezzo, giacchè un'ora verrà impiegata nell::t ri consegna e trasporto mediamente a 3 chilom. cli distanza e una mezz'ora nella costrnzione n. - Ci vorranno dunque al co1·po d'annata da quattro a quattro ore e mezzo dal momento in cui esso giungerà in posizione, per prepararsi le trincee da battaglia; e che non sopravvengano incidenLi, e che-i carri del genio non Lrovino intoppi nel portarsi a' siti di scarico, e che tutto insomma proceda colla massima regolarità.

273

Anzituuo, nell'ipotesi particola.re cui si appiglia il generale Massari, e ammesso che al corpo d'a.rmala,bastino 1 ooom di trincea e che esso possa contare su 3 ore cli tempo per eseguirle, a me pRre, meglio sarebbe ripartir prima i carri e metterli in coda a reggimenLi predesignati alla prima. linea e così inca.ricati di scavar le Lrincee: ci si troverebbe risparmio di r.empo, minore rischio R che i carri vadano fuorv iar.i, e minore disturbo per lo spiega.meni.o delle truppe. Ma quante volte si potrà verifica.re consimile ipotesi? Io risponderei : assai raramente. E per tutti gli altri cas i ~ E oltre alle tante difficoltà per far giungere i carri sul sito, per iscaricare e distribuire gli strumenti, come poi raccoglierli e ricaricarli, e rimandare i carri a opera compiuta o quando sia forza cli deporli a metà lavoro per dar mano a' fucili~ E se vengono smarriti , difetteran,no a un successivo bisogno. Ricordo nel 184-8 di molti utensili così disLribu·iti alla. fanteria dal battaglione del genio , i quali più non fu possibile di ricuperare; e leggo inconvenienti consimili, deplorati nei ra.pporLi dei gener~li russi nella recente guerra, d'Oriente. D'a ltra parte, a mio giudizio~ la quistione va considerata, non per i ca~i speciali, ma per la generali Là dei casi. f: mestieri che la truppa abbia mezzi immediati per potere fars i ripari ladclove mancano e le occorre di averli, o per potere aggiustare quelli esistenti : e questo lì per lì, tosto ponendo il piede in una posizione e perfino sotto il fuoco nemico . A tal uopo è indispensabile che gli strumenti occorrevoli siano portati dai soldati stessi che dovnmno servirsene. 11 generale i\'Iassari dice che se hi ba~t.aglìa avviene proprio per sorpresa in marcia, allora pur avendo ogni cosa in pronto non si potrà pensare a. fare trincee, giacchè sarà molfo che le truppe di avanguardia diano al grosso il tempo cli spiegarsi. Io credo invece che se la fanteria è fornita dei necessa.ri utensili, essa potrà anche in qnesto caso scava.re trincee, che le torneranno util.issime. Non saranno le truppe clell'avanlinea che se ne occuperanno, ma le ~ltre (4). · 1

11) Nella prima ma novl'a cli di visiono contro divisione del XIV corpo d'a l'mata tedesco (1817), le avanguard ie delle due divisioni s'incont,·a,·ono, che i grossi l'ispettivi erano ancol'a in colonna di marcia. L'avanguardia della 29" divisione, mentl'e i ~uoi cacciatori scal'amuc-


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AJ:ICORA

SULLE TRINCEE DA BA TTAGLlA

Sino al 1874 tutti gli es~r.citi carreggiavano gli strumenti da zappatori per la 101:0 fanteria, meno il danese che qualche anno prima aveva dato un u.te!).sile ad ogni fila, e meno l'americano nel quale codesti strumenti si portavano per turno da due compagnie in ogn'i batLaglione. In principio della guerra del 11870-74, l'esercito francese aveva un carro di utensili per battaglione. Nel 1876 fu stabililo che da otto soldati in ogni compagnia di fanteria sarebbero portale 2 piccozze,· 2 vanghe e 4 picconi, e che ogni reggirnei1to (di 'Il ballaglioni) avrebbe .due carri di strumenti da zappalori, contenente cinscuuo 8 ' scuri, 70 badi li, J.O gravine e 1 O roncole, oltre a manici di ricambio, tanaglie, segacce ed altri minori utensili .. Ma da quanto pare anche la !?rancia sta per adottare una vanghetta consimile alla Linnemann, e la quistione non consisterebbe più che nel fissarne il numero per compagnia, cioè se una per 2 o per 4 so ldati. _ Nel 1874 la fanteria austriaca diede le sudèlette vangbelte a tutti i soldati di seconcfa riga ( 1). « Così, è eletto nell'lstni,zione relativa, nelle file isolate, nelle quailt'iglie e negli stormi al pari che nei plotoni, nelle mezze compagnie e nelle compagnie, i soldati d'una riga potranno proteggere e senza disordine sosti1,uire prontamenJ,e nel lavoro quelli dell'altra riga n. Nella recente guerra contro ai ·Turchi, ogni compagnin. della fanteria ru~sa era provveduta di 24, piccozze, 1Obadili, 3 gravine, 3 picconi 'e 11 palo di ferro ; i quali strumenti erano portati dai soldali stessi. Dopo la presa di Plevna questa dotazione fu aumentata. Ma, se bene sono informato, anche in Russia è gia stata adottata la vanghetta portatile e data a tLLtti indisLintamente ai soldati cli fanteria; e ciò è ben naturale, dacchè mai come in questa guerrn. s'è fatta sentire tanto la necessità di improvvisare ripari artifici al i (2). 1

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ciano con q<Jelli della avanguardia nem ica, s i getta sulla destra della strada, occupa un',,ltura vicina; ein meno di 1/ 2 ora, colle vanghette e colle mani, la fanleria vi scava una trincea per tiratori coricati lunga circa 200 01 , dietro alla quale, sussidia ta dalla sua batteria, resiste energicamente e dà tempo al grosso di spiegars i <i di piombare sulla destra dell'avversario. - Anche in vera guerra questo sarebbe Slato possibilissimo. (I) Qu elli di prima riga pol'lano in vece una marmitta. "(-2) In parecchie delle Relazioni dei genen11i russi si trovano grandi lagni sul difetto di strumenti da zappatori, e segnatamenle in quelle del generale di di visiono Skobe\ew

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Nella guerra del 11870-7 1 la fanteria tedesca aveva nelle compagnie, portati dai soldati, 5 ba.diii, 2 gravine, 2 scuri e 24 picozze; e inoltre ogni batlaglione carreggiava al seguito della divisione 1O badili, 6 gravine, ,1. scuri e 24 picozie. Con ordine imperiale delli 26 novembre 11874 il numero dei ferri da portarsi dai soldati fu fissato per ogni compagnia di 200 uomini, a 50 vanghette (una ogni 4 soldati) e ,J Opicozze. Di più, come utensili di riserva da trasportarsi su carro, 34 badili, 18 gravine, 11.2 scuri e 24 picozie per battaglione. E si noti come in quest'ultima dotazione i badili siano 24 più di quanto prima ne aveva il battaglione a sua disposizione fra portati e carreggiati, e 96 meno le picozze: questo prova evidentemente come l' esercito tedesco abbia riconosc_iulo nell'ul1

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1

che si impadronl di Lovtcha ed ebbe così splendida pai:te nel terzo assalto contro Plovna. A questa mancanza di strumenti da zappa tori si attribuiscono in alcuni casi le enormi perdi te toccate ai Russi, perchè le truppe loro non ebbero modo di scavarsi trincee e di consolidarsi neJle posi1.ioni conquistate di viva forza ; o vi si accag ioua perfino qualche insu•:cesso e qualche rovescio. A questo pl'oposito mi pare opportuno di. riportare un brano delle note del t enen te colonnello d i stato maggiore Koul'opatki ne, capo di stato maggiore del generale Skobelew, pubblicate nel voenn·yi Sbornii<,cd alle quali già accennò in questa Ri·vista il capitano ·Donesana negli anicoli anzi citati. Ecco questo brano assai rimarch<wole: « L'll settembre i reggir,,,enti di Wladimir, di Soudza l e d'Esthonie erano stati portati colla 3a bt·iga ta doi c,iccia tori sulla terza ed ultima cresta delle Montagne Verdi per pre parare l'attacco delle ridoUe; là sostennero, dulie$ del mattino lìno alle 3 dol pome1·ìggio, un terribile comhu ttimento di moscheueria cho costò loro enornli perdite. Le truppe, appena occupata la cresta furono fermate per aspeltare le _tre, ora con~enuta per il seguale de ll'assa lto generale.' Durante questa fase del combattimento le nserve del regg imento Wlacli mir e Soudwl non avevano che il sesto degli utensi li da zappatoi:ì disponibile e dovettern contentarsene per costruirsi trincee. 1 soldati scavava110 tL

~uolo colle lo,·o sciabole, coi coperch i dei bidoni, e tram11ta·11ano la ter,·~ colle mani.

« Alle a pom. 11 generate Skobelcw prese le sue disposizioni per at taccare le rido tte nemiche e fece precedere in prima li nea i reggimenti Wlad imir e Souclzal, i l 9° ed il 10° battaglione cucciat<Jri ; in seconda linea i l reggi mento rii Revel co lJ' I t 0 e 1? 0 battag lione cacciatori · die tro questi t enevasi pron to a ponarc il col po decisivo il reggimento d1 Liban. Il gene,·ale si pose egli stesso in testa alle colonne. Il nemico non potè so stenere l'urto e le ridotte furono prese. Senza pe rdere un minuto era d'uopo porsi a fortificarle sull'~la sinistra e trasforma r.e le tr incee dei turcbi . Ah.imè I Le t,·uppe che

e,ano ent,·ate nelle ,·iaotte non possed1wan3 ,,.tensili da zappatori meno qual.che badile e qualche picoz.::a. Tu1.tavia urgeva defìlarci contro il nemico che ci fuc ila va da tutte le parti e la cui artiglieria ci coglieva su\ due lìanchi . Gli stessi soldati riconoscevano questa necessità Questa brava gente cavq,va o piu.ttosto g,·attava il suolo sodissimo colle ba-

1011ette, colle sciabole, coi bidoni, tramutando la ter,·a colle ,nani e cercand-0 tutti ! mezzi onde costruirsi dei 1··ipa1·i. Tutto fu impiegato per alzare parapetti, i rami di cui erano fotte ·le baracche che avevano servito d'aIl oggi o al nemico, le piote delle ri d9tte più vicine a Plevna, gli stessi cadaveri turchi o ,russi indistintamente. La notte fu un po' meno disastrosa, ma gli' utensili mancavano ancor~ la mattina del J'Jsettombre; le posizioni conquistate con gran dissimi sacrifizi da parte nostra si trovavano ancora quasi nello, stesso stato che al momento in cui erauo stite prese • .


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ANCORA

SULLE TRINCEE DA BATTAGLIA

tima guerrìt la maggiore importanza che bisogna attribuire ai lavori di terra. La van~hetta tedesc~t è lunga 535""11 (col manico), e pesa 800 grammi. E portata il manico in su e il ferro racchiuso in una guaina di cuoio, contro la, coscia sinistra; sospesa ad una coreggia ad armacollo sulla spalla destra passante sotLo lo zaino. Il suo lai.o destro essendo affilato, può servire ~ mo' di scurell a: motivo per cui vennero soppresse le 24 picozze che prima si portavano ·d:t soldati d'ogni compagnia. · Anche in Inghilterra la vanghef.la Linnemann ha ·incontrato favore ed è probabile che essa venga adottata quanto prima (,1 ); come il genera.le Bria.lmont consiglia insistentemente di fare al Belgio. Appo noi : i zappa.tori di fanteria d'ogni compagnia (piede di guerra) hanno fra tutti 11 badile, 3 gravine, 2 mannaresi e una picozza; sui carri. del parco del genio di corpo d'armata ,-i trasporl;no 820 badili e 400 gravine cioè 30 badili e ,15 gravine per bau~glione. E ci troviamo così nelle meno buone condizioni in quanto· ai n1ezzi di eseguire fortificazioni improvvisa.te. A me p:,tre che non ci possa convenire di non metterci a pari degli altri anche in questo , e che noi pure dobbiamo deciderci senza indugio a dare·alla nostra fanLeria i mezzi di valersi cli un fo.Ltore prezioso di difesa, come sono le trincee da battaglia e in generale le fortificazioni campa li di rapida costruzione. Se dopo la guerra del i 870-711 avesse potuto sussistere ancora un dubbio a questo rì.guardo, non è più ammissib ile dopo gli esempi della guerra d'Oriente. · li generale Brialmont, il quale consacrò i capitoli più salienti della sua Fortìfì,cation dn cham,tJ de bcitai.lle per constatare la necessità. di far portare dal soldato l'utensile di cui dovrà poi servirsi per procurarsi dei ripari SLtl campo di battaglia, e che consigliò, come già ho accennato, al Belgi.o di àclot.tare la vanghetta Linnemann e di darne una almeno per fila, dice che sotto a questo rapporto le trc1ppe svizzere, italiane.e spagnole si trovano in condizioni differenti di quelle della Germania, dell'Olanda, della Danimarca e del Belgio. Forse egli crede che noi non abbiamo regioni dove man(1) Articoli sopracitatì del ca pitano

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chino i ripari naturali, oppure dove si possano scavare facilmente le terre. Se così è, egli. è in grave errore, perocchè nel nostro vero teatro cl'operazioni militari, nel bacino del Po, come anche in altre parli non poche d'Italia, la zappa ha presa quanto nelle pianure della Germania e del Belgio , e non meno che là possono essere giovevoli le trincee da batLaglia; e possono fors'anche tornare di più frequente impiego, appunto perchè nel nostro terr.ilorio s'incontrano abbastanz,i facilmente posizioni, le qua.li con rap idi lavori possono rendersi favorevoli alla difesa. M.a come risolverci ad aumentare ancora il peso che il soldato di fanteria deve portare, menlre da Lutti si riconosce come gioverebbe di alleggerirlo? Certamente questo è il più serio clegli apponimenti. Tl'la io mi domando: e se si trovasse una corana di peso sopportabile, la quale valesse a ripa.rare il soldato dai clibe terzi: dei colpi che senza .di essa lo cogl ierebbero, si esitereube ad aggiungerla all'aLl.ualeequipa.ggiamento individua.le? Ed il soldato non accetterebbe egli allegramente questo prezioso sopraccarico? Il generale M.assari htt ammesso che se gli eserciti potessero applicare il principio di Napoleone J, che cioè ciascun soldato di fanteria avesse il suo strumento da zappatore, ogni clirlìcoltà sarebbe rimossa riguardo alle trincee da battagl ia.. Ma partendo dall'idea che il peso di questo slrnmenlo non possa essere inferiore ai 2 chilogrammi, egli dubita assai se s,~rebbe o no a. vantaggio, particolarmente a.ppo noi ove il cl ima ò caldo e ::;possante. l'aggiungere tal peso ai 26 ch ilogrnmrn i dei quali è già gravato il soldato . ~·Ja la vanghetta Linnemann ormai adottala quasi da. t.utti {'1) non pesa che circa 800 grammi: onde i. 2.6 che oggi porta il nost.ro soldato non salirebbero che a èirca 27, mentre sino al 11868 ne portò 31. E malgrado il clima un po' più caldo, in non credo proprio che il nostro soldato sia meno resistente degli altri: anzi crederei quasi il contrario. In fin de'conti poi il sopramtrico di CLti si tratta non eccede il peso di una tromba e cli un bidone! E per conto mio sono perfettamente convinto che, quando il soldato nostro fosse ben bene penetrato dei grandi vantaggi che egli potrà ricavare dalla vanghetta, (I) Allorcbè il geoeeal Massari scriveva quella sua Memoria (1877), egli ritene va che sino allora la sola fa11te1·ia danesA avere stl'lltnenti portati da soldato cli fanteria. .

Donesana.

..


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ANCORA

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SU LL E TRINCEE DA BA T TAGL JA

egli la porterà leggermente, e la custodirà con quanta diligenza la baionetta, una volta egli sappia che quella gli potrà riuscire d'utilità maggiore e più frequente che questa. Si capisce che un soldato porti ma,l volontieri un arnese che tutti gli alu·i snoi compagni non portano e che gli riesce incomodo, co'me p. e. il badile e la gravina a mar,iico lungo; e che egli cerchi di sbarazzarsene aliRprim::t occasion e, come è accaduto in Bulgaria ai Russi ('I) . Abbimn veduto sempre quante seccature per far portare a turno i bidoni e i pjcozzini e perfino le reti dél pane! E qumùi di co testi arnesi si sono sempre smR1TiLi in campagna « Il soldato, come dice il generale Brialm.ont e come tutti sappiamo, non custodisce con cum se non quanto gli serve personalmente. Dategli un piccolo badile di 800 grammi, comodamente sospeso e col quale possél scanrsi rapidRmen Le uno schermo quando sarà in catena o in prima linea sul campo di battaglia, egli si guarderà bene dal gittRre via un ausiliario cosi prezioso, finirà. per averne altrettanta cura. come per le sue armi ». · • Ed anche per questo ,-orrei che l'utensile fosse dato non so]-· tanto a un soldato per fila o per quadr!glia, ma a tutti quar1ti, eccettuati i graduati , i quali devono non eseguire ma dirigere il lavoro; eccettua,ti anche naturalmente trombettieri e zappatorj. D'altra parte jl fae portare una vanghe1.1a dal quarto dei soldati non basta per tuLti i casi. ì\:Tet.tiamo a mo' d'esempio che un battagìione debba scavare il trntto di trincea necessario per copri rsi, e cl1e due sole compagnie possano attendere al lavoro 1 occorrendo le alt.re due per proteggere le prime. O bisognerà che queste passino le loro vanghette a quelle, ciò che cagionerà disordine e la perdita di pRrecchi di tali strumen ti. O bisognerà che ogni vanghetta dellE\ due compagnie élestina,te .al lavoro scavi la trin cea per 4. file (3°1), la qu::il cosa allungherà considerevolmente il tempo del lavoro . Ed io penso che la fanteria tedesca non tarderà. a aumentare il numero delle vanghette , edo tta dalle sperienze fatte nelle grandi mRnovre, che per far presto con un utensile per 4, è gioco forza di soccorrere il lavoro colle mani.

Sotto questo aspetto, per la genera)ità dei casi, può soddisfar uno strumento per fila, come nella fanteria austro-ungarica. Ma nell' ipotesi che ho fatto, ogni vanghet.ta avrebbe tuttavia ,.lm,50 di trincea, mentre la costruzione sarebbe accelerata di un lerzo di ~empo, se il còmp ito cl'ogni utensile,ven isse riclotLo a ·Im; il quRle spazio basta,. perchè il lavoro proceda. senza confusione ( 11) . Oltracciò a me pare che gli utensi li distribuili per quadriglia o per riga, inceppino la formazione delle squadre, e che nel momento di disporre i soldati al lavoro succederà un certo disordine e perditempo per gli spostamenti d' uomini che bisognerà fare nelle righe e nelle file. E siccome poi, se il numero delle Yanghette è limitalo, occorrerà. nel dare il cambio ai favora tori, com'è necessario dopo 25 o 30 minuti, che gl i utensili passin,o dalle mani di coloro cui a.ppartengono alle mani degli altri, sarà ben faci le che molte delle Yan-· ghetLe non riLol'.nino ai loro proprietari e alcune vadano smarrite senza che se ne possa poi cl1iamar responsabile alcuno . Come può anche essere Jc 1~011.e volte vantaggioso a un piccolo posto, o ii un posLo d'avviso, lo scavarsi una buca per nascondersi alla vista del l'avversario, se tutti non hanno la va.ngheU.a accadrà· sovente che niuno del posto l'abbia, e il riparo non potrà esegufrsi. Per siffa tte considerazioni io penso che convenga provvedere di vanghette i qiiatt1·0 qirinti. dei soldati di fanter ia: il restRnte, di zapponi e ma.una.resi, il cui peso non superi quell o della vanghetta. I soldati e gli appuntati della. compa1;nia sul piede di .guerra sono ;J60 : a ,13z darei lri vanghetta; a 20 lo zappone e a 12 il mannarese. Cosi nessuna cfoparitàdi tra.tlamen to, nessuna invidia, e nessun incentivo e pretesto a smarrire l'utensile assegnato permanentemente a ciascuno. Colle 1132 vanghette cli una, co111pagn ia (38 per plotone), disposti i 1Rvoratori a ,f ml'uno dall'altro, si potranno scavare con l. empon~neamente 132"' di trincea, cioè quan to ne or:corre per coprire due compa.gnie ('176 file, occupando ciascuna 0"', 75 di trincea); e se, volendo affrettare quanto più poss ibile il lavoro, si darà a. ciascuna vanghetta 0"' ,75 di compito, si oLLerranno 99m di trincea, cioè il suf-

(1) Molti solda ti russi che portava no gli s tru monti da zappatore, nel camminare attraverso terre n i difficili e specialmente, ne i giorni cald i, get tavano via l'utensile, e poi anclfe Il ma nteno e i viveri d i riserva (J\apporto del generale Skobelew) .

(l) Una espcl'ienza fatta recentemen te in Aus tria ha d imostrato che i soldati posson o. lavorare colle vanghette senza d istm·barsi, ad un passo l'uno dall'altro.

1

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J


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A:SCORA

S ULLE TR INCP.P. DA BATTAGL I A

flcente per 165 file in ordine chi uso. Ciascun plotone avendo 33 di tali utensili, ogni squadra, ogni squadriglia ecl il più piccolo drappello 1~e avrà sempre per improvvisarsi quegli schermi che gli possono g10vare. I zàpponi (5 per plotone) troveranno talvolta utile impiego a suss1d10 delle vanghette là dove queste stentassero a iscassare il Lcl'reno; e in caso di necessitit, gli 80 zapponi del baLtagli~nc daranno modo di scavare nelle terre più sode una trincea di ·120 a ,150m atta a coprire l'intero battaglione disposto su 4 righe. [ ,J 2 mannaresi (a per plotone) torneranno soventi utilissimi per tagliare le grnsse radici che intralciano lo scavo, per mozzare e merlare le siep i, per far rami co i quali mascherare le trincee, per atterrare alberi che impaccino il tiro ed anche per esegnire abbattute in concorso cogli zappatori del battaglione o del reggimento. La vanghettaLinnemann, come venne adottata nell'esercito austroungharico, è d'acciaio fuso, la lama leggermente concava e rotond.a~t agli an?oli infbriori. li suo orlo superiore è alquanto inck~vato e np1egato di gu isa vi si possa appoggiare il piede, come sulla stecca della vanga comune, e premere per approfondare neJ terreno. L'orlo. infer iore e quello di destra sono afulati per tagl iare radici e '.'aIDJ. L'nrl? di sinistra è inlagliato a sega per fare picchetti. e mtaccare gli alberi che si vogliono abbattere : credo per altro che questa sega possa servir a poco e sia di danno allp, solidità dello. stnimcnto e al suo uso essenzial e : t.anl'è che la vanghetta pruss1alltl non il a sega. - La, lama é ali.a ,20 cen t. e targa 110. - Col manico h vanghetta IHt 52 cent. di lunghezza. - - I l suo peso, compreso la guaina di cuoio, è 950 grammi . Lo zappone dovrebb'cssere leggero e a man ico corto: il ferro foggiato da una parte a. zappa, come quello della gravina, e dall'altra a bocca am iche a piccone . E cosi anche il mannarese dovrebb'essere r_idot.to_a minor peso di qltell o cbe oggi portano i zappa.tori di fan t1era. i', è credo si possa incontrare difficol !}1 insuperabi Ie a fabbr icare qnesti due strumenti nelle condizion i di uso e di peso desidernl.o, , e ad accomodarli al pari della vanghetta addosso al so ldato. La vanghetta si usa. da, ginocch ioni , ma anche da ritto . Essendo in ginocch!o il la ,,oratore è meno esposto al fuoco del nemico ; il qnale vantaggio non consentono gli utensili a rnanico lungo . Sicuramente

non si può con essa spala.re Ja terra così lontano come col badile oròinario; ma pei proflli di trincea da battaglia è sufficiente. Appositi sperimenti fatti in Austria ('I), in Russia e in Germania hanno accertato che colla vanghetta,, un so ld~tto imp1'c1tichito a nnneggiarla fa .nello stesso tempo ugual lavoro che col badi le a man ico lungo, senonchè s'affatica maggiormente e cosi ~i stanca più;p.resto; ond'è necessario di cambiar i larnralori più spesso (ogni 20 minuti, al più dopo 1/ 2 ora,). Ma in questo spazio di tempo la trincea per t.ir11tori coricali o a gi nocch io, pnò essere compiuta . l i provvedere questi strum enti portati li a. tutta la nostra fanteria sarà certamente una spesa: ci vorrà forse nn milione e mezzo cli lire per la prima fon1it11ra e poi un cento mil a lire all'anno per manuterizione e einnovaz ione . Ma come non si è esitato di fron te al maggior costo dc' f uciIi a retrocarica e di fronte a tant'altre spese ravvisate necessarie per mettere il npstro esercito a livello degli altri , neppure qnesta deve trattenerci, poichè ne è affermata la necessità e l'urgenza; ed io la stimo anz i più necessaria e urgenle di cert.'a llre spese straordinarie in corsi} o progettate, e di essa meno improd nttiva, dacchè inte:::a a r isparmiar la vila dei soldati.

.2?

lll. 1

Aggiungerò alcune brevi considerazioni ::.n I profilo dell e trincee da batta.gl ia. 11 profilo deve soddisfare alle seguenti condizioni a favore del difensore: a) Coprirlo (coricato, o in ginocchi o, o ritto) dalla vista del nemico, dai proietti del fucile, e possi bilmenle da quelli degli shrapnels e dalle scheggie cli granata; b) Peese1Hargli un'altezza d'appoggio conveniente per aggi usi.are il tiro meglio che a. braccio sciolto; (I) In Austi'ia si fecero spcrienzc concludentissi m e a quesl·ogg<itto,c non solamen te applic~ndo la vanghetta i.Ila costruz ione di trincee da bnUaglia, ma he n anco a quelle di batterie, di spalleggia menti e di ridotte a forti pro rìli (Leit{àdcn zum Unterrichte· in dei· Feldbefcstung, 1877. - Cttpitat.o del genio · von JJn&>Ntn) .


283

ANCORA

SULLE TR INCEt DA BATT AGLI A

e) Essergli di faci le scalala, di guisa che la truppa possa escire dalla trincea in fronte e in _perfetto ordine per qualunque mossa offensiva, e similmente ripararvisi. nel retrocedere; · cl) Es..,ere di agevole e rapidissima esecuzione. Il coprimento viene dal fosso scavato e dallo sterro gittato sull'orlo ,es!.erno del fosso. L'altezza d'appoggio è data dallo sterro o massa coprente. La facilità alla scnlata dipende dalla disposizione interna. La agevolezza e la rapidità di esecuzione si ottengono col ridurre allo stretto necessario le dimensioni dell o scavo. Onde il profilo varia nelle dimensioni ed anche nella disposizione della sua parte a seconda delle particolari esigenze. Ciò che per altro implica la più essenziale delle differenze nei profili è la destinazione della trincea piuttosto a lrnppa in ordine sparso che a trnppa in ordine ch iuso . Per la qual cosa si distinguono le tri,1icee da caccùitori dalle trincee ordfr1,a1·ie. Il generale Bria.lmont, nella sua. ·opern più volte citata,.espone e discute i varii tipi di profilo per trincee da baltaglia, dati dai regolamenti dei printipali eserciti, e su per giù i·iscontra a tutli alcnni difetti. Ai profili dell e nostre fst'nizi oni pratiche pe·r i zappatori di, fanteria e cavalleria egli non fa a dir vero speciali appunti, ma cadono su di essi quell i da lui mossi a profili consimili a(j.otta.ti in altri e:-;erciti ('I). Il profilo più semplice ammesso nell'esercito austro-ungarico è quellQ per caccia.tori indicato dalla fig . F .

Esso basta per coprire un tiratore sedLtto. Ma dice il generale Brialmont, il menomo ostacolo del terreno impedirà. di vedete in distanza . .Bisogna dunque àlzar di più ia ma$Sa coprente ver avere fuochi efficaci. Il profilo, fig. 2\ pure dell'esercito austro-ungarico, è destinato

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F ig. 1

3

F ig . 2"

per tiratori ritti . Sulla massa coprente si dispongono a O'" ,75 d'intervailo cl' asse in asse, sacchi o gabbioni pieni di terrll, o meglio ancora si fanno piccole bonetle, di modo a formar merli. Certamente il tiratore è così meglio coperto. Ma, osserva il generale belga, coteste trincee 11011 sembrano acconcie che ad una riga di tiratori ; la massa coprente fra i merli è troppo alta per permettere ai soldati della seconda riga di tirar bene sopra di essa. Le fig. 3a, 4' e t? appartettgono ali 'esercito francese ('I). Fig. 3a.

Fig. 40.

,ami o.60~ l 0,90) ;,i :

I

'

I I

l

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(1) Il generale ne ha però folto una critica, ma erronea. Relativamente ai profili rafforzati (fig. 4<1 e 45ì, egli appunta allo nostre lstl'Uzi oni di prescrivere che quando la natura della tel'ra lo consenta, si diminuisca !' inclinazione d.eUa sca,·pa interna de! pa,·apetto, che nel profilo Ol'(linnrio è di I di baso per 2 di altezza , per faci litare ai, tfratol'i lo accos tars i di pi(t alla linea di fuoco; e ciò pérc.hè questa prescrizione sarebbe contraria alla condizione che i ripari arli ficinli non devono creare ostacoli alla offensiva; ed è constatato. che una scarpa ripi da alta om,10 non può essere·agevol mente superata da una truppa in due r ighe. Or, non è alla sca,·pa interna del parapetto che le Jstrttzioni r iferiscono que lh1 prescrizi one, bensì a que lla sottoposta del rosso . E la cosa camb ia interamente, dacchè nel primo profilo rafforzalo (fig. 44), il fosso è profonùo .sollanto o"',50, e nell'altra (lìg. 45j, profondo 0"',80, la suddetta scarpa ha un gradino .

Fig. 5a.

{I) Eco le de (orti(ìca~ion àe campagne approvara nel 1875

e pubblicata nel

1877.


28{

· 285

ANCORA

SULLE 'l'RINGEE DA BATTAGLIA

La prima rappresenta la trincea ordinaria. Per far Cuoco gli uomini della prima riga si siedono sulla risega, appocro-iimdovi la natica sinistra: quelli della seconda riga fanno ' ' 1'0 fuoco da riLti. Il generale trova che il fosso è troppo ristretto per le due righe e i serrafile, e che l'uomo sednto sulla risega non è abbastanza coperto. Il profilo, fig. 5•, non consente la faeile scalata del parapetto. U profilo francese per cacciatori coricali corrisponde al nostro, senonchè la risega è larga om,40 invece che om,30, e la massa coprente è alta om,35 invece di om,30. La fig. 6• indica i profili della trincea da eacciaLori adottati

til)lo il generale Briahnont appunta la difficoltà di scalata per le mosse offensive. Egli trova poco pratica ia trincea a sezione triangolare, perchè in realtà il soldato che lavora per coprirsi prontamente, scava una buca e ne getta la terra sul.l'orlo esterno; cosicché si otterrà diflìcilmente che egli faccia un fosso a due scn,rpe, delle quali una assai inclinata. Molto giustamente egli osserva, che l'aHez,m di 1m,30 dal fondo del fosso al ciglio di fuoco è troppa, quando la scarpa interna del parapetto e quella sottoposta sono a 45° e v' ha inoltre la risega; perocchè iI Liratore deve inclinarsi assai per appoggiare !'arme suUét cresta. Tale altezza ya ridotta a 11"',20. Egli vuole la risega, sia per facil itare la scalata, sia anche per impedire che pa.rte dello sterro ridiscenda nel fosso . Egli consiglia alLresi cli dare alla trincea da battaglia ordinaria una larghezza minima cli 2m, affinché la truppa vi possa far fuoco su due righe, senza che i serrafile e gli uffiziali siano costretti a frammischiarsi alla seconda riga o di stringersi troppo contro di essa. L'altezza. della massa •coprente dev'essere non meno di o•n,'so perchè siano ripara.Li i solcla.ti seduti sulla, risega. Una sca.rpa, di terra recentemente smossa, alta 0"',80 può faci lmente scalarsi quando inclinata a 45°. La grossezza della massa coprente dev'essere tale da fermare i proietti di fLtcileria, le scheggie di granata, e le pallottole degli shrapnels. A questo triplice oggetto basterà nella maggior parte dei casi una grossezza di om,50 alla sommità del parapetto. ln conseguer1za il generale Briahnont presenta come profilo razionale e normale per la trincea da battaglia ordinaria da eseguirsi colla vanghetta Linnemann quello della fig. 9a.

'

Fig. s•

. ......::

m Germania : da coricati, da ginoc:chio e da ritti. li primo non h~~ che 0"',30 di profondità allo scavo e o•n,30 di altezza alla massa eoprenle. Nel secondo il fosso è profondo O'U,40 e il parapetto è alto om,50. Il terzo ha il fosso profondo O'U,50 e il parapetto alt.o om,so. Le fig. 7• e sa danno i proril i delle trincee ordinarie. All'ulFig. 7a. /0,80)

Fig.

sa

Fig. 9"

00

ANNO XXllt , VOL . l V.

19


:286 .

ANCORA

Come profili rafforzati quelli fig.

,ioa

SULLE TR INCEE DA BATTA GLI A

e '1'1". Questi profili sod-

Fig. 11a

287

La trincea potrebb'essere compiuta (iu terra media) in 20' colle vanghette a om ,75 l'ui:ta dall'al tra, e in 25' colle vanghette a ,] m. Il profilo per tiratori eo ri cati può serbarsi com'eccezionale, ma è di costruzione poco pratica. . La Lrincea per cacciatori ritti è poco eonveniente, giaccbè per avere l'altez.z.a d'appoggio necessario (11m ,20) bisogna o triplicare il lavoro di sLerro o dare alla massa coprente insufficente grossezza. B) Per la trincea ordinaria destinata cioè a coprire la truppa in ordine chi uso, mi limiterei al profilo, Fig. 113•. T.I parapetto è Fig. 1ao.

disfano benissimo alla condiz.ioni richieste, meno a quella della rapidità di costruzione, che è capitale per le Lrincee da battaglia. Se non m'inganno, lo sterro per il profilo semplice, fig . 9", non potrà essere eseguito in meno cli un'ora, colle vanghette a. om,75 l'una dall'altra e cambiando i lavoranti ogni. 25 minuti. E non parlo dei due rinforzati, i quali, malgrado il lavoro possa procedere dalle du.e parti interna ed esterna, darebbero un lavoro di più ore non solo agli utensil i a manico corto, ma ben anche a quelli a manico lungo: d'altra parte questi prorili. non si confanno alle trincee da battaglia propriamente dette, ma pinttosto ad opere campali di maggior resistenza. · Ora per concretare le mie idee proporrei: A) Per le trincee da cacciatori, il profilo , Fig. 12, il quale asF ig 12"

· somiglia al nostro attuale pei tiratori in ginocchio, senoncl1è: la grossezza all a sommità del parapetto è portala a 0"',50; l'alLezza è ridotta a om, 30 affinchè i I tiratore in ginocchio nel fosso possa appoggiare il gomito sinistro sull a risega nel far fuoco, ciò che favo- ' risce il puntamento e scopre meno il tiratore; il fosso è profondo 0"1,4-0, perchè fra scavo e alzata si possa avere l'altezza cli o•n,70, necessaria per coprir l'uomo ~ ginocchio. Il fosso è sufficientemente ampio per contenere rannicch iato il cacciatore. ·

alto0 111 ,80 come ben giusLamentelo vuole il generale Brialrnont; all'altezza di 0"',60 la sua grossezz.a è om,:so. Le altre riduzioni niftle dimensioni sono fatte per diminuire il lavoro di sterro e di sbrac<~io , d1e in realtà esigerà un quarto meno di Lempo ehe il profilo proposto dal predetto generale. Il fosso, largo sul fondo ,f m,50, è bastevole per la truppa in ordine chiuso, qun.nélo Ja prima riga si sieda sulla ,·isega, e i serrafile si tengano contro Ja scarpél interna. del fosso o si siedano su di essa ('1 ) . La scarpa. interna del parapeLto è inclinata J/:i, ciò che, trattandosi di pa.rapetto per breve durata, si può ottenere senza di fficoltà col battere un po' Ja terra colla vanghetta. Non ho dati positiYi per poter fissa.re preciso il tempo per l' eseguimenlo di codesta Lrincea, ma calcolandolo sui dati forni ti dallo stesso generale Brialrnont, io stimo che, in terra media, colle van- · ghette a 0'\75 di intervall o, basteranno 40', e 50' colle vanghett~ a 1 m, cambiando nel l' uno e nell'altro caso una volta i lavorai.ori. II profilo normale da cacciatori (fig. 12a), si può trasformare (1). Avendone il tempo si potrà poi tagliare un gradino nell'ol'lo intern~ del fosso, sul quale si terranno più al sicuro i serrafile.


288

ANCORA

facilmente in profil o ordinario, allal'ganclo il fosso di i m,03 . Bisognerà però ritagliat'e la scarpa interna dol parapetto per modo che la risega divenga di 0'" ,40, com'è iadispensahilo affinchè il tiratore vi si pu:;sa sedere o inginocch iare o rannicchiare nell o spal'are. lo penso che sia utile di slabilirn due soli profil i normali uno por le trincee dn cacciatori o l' al t1·0 por le trincee ordinarie, allo scopo di semplificare l'istruzione o le esercii.azion i della truppa . .E ques to è ancl10 un punto essenziale. I no:;tri regolamenti prescrivono che s' insegni alle Lrnppe di fanteri a la costruzione delle trincee; ma or per la cl iffico llà di trovare siti acconci e ove non s'abbiano indenni lit da. pagare, or per non poter a.vere gli utensili occorrenti, od ora anello per ltt poca importanza che in genera le si dà a qn.esLe trincee, è in nega hile che nulla o hen poco si fa, :;alvo da zappatori. Eppure è necessario che gli ufficiali imparino a tracciare le trincee, a aclaLtarnc i profi li al ten eno, o a dirigerne l'esecuzione: che i. sottufficiali sappia.no coadiuvare i loro ufficirdi; cho i caporali siano in grado di regolare i particolari e gli accessori della.co:;truzione; e che Lutti i soldati siano ammaestrati al rapido maneggio degli utensili. TuLto questo non si può ottenere sema esercizi ben diretti e ripetuti e senza applicazioni in grande scala nelle manovro ant;unnali , come fanno gli allri eserciti; ma tutto questo non ii otterri1 se non quanclo tutti i solda.Li a bbiano uno strmnento portatil e. Circa al tracciato delle trincee da baLLaglia, pal'lni che nulla di importante possa aggiungersi a qmmto si contien e nel le nostre lstnuioni pmtiche (1° 87), o a quanto ne hanno detto in questo perioclico il generale Massari e il maggiore Tri11d 1ie1·i ( !) . 1

Con chiudo pertanto con ripetere il voto che ho espresso in principio che cioè, noi che fummo tra i prim i a riconoscere l'utilità

(l) " In terre no piano o scoperto i tracciati sa ranno in generale reUìlinei. Le estremità di ciascuna trincea da battaglia saranno leggermente inOesse indentr<;> per dar fuochi incrocicchia ti dina nzi agli in tervalli . Semproquando riossìbilo, s i a ppogg<ira nno le trincee a llo case, ai villaggi, ai boschi, a tntti i ripari aUi a proteggerle contro l' infilala. Questa r,res crizionc si applica soprattutto alle trincee da cacciatori, scavate ad alcune c entinaia di metri in n11nzi un a pos izione o un pos to for tifica to . ( lln1ALMON'I'. Fo,·N{i,cation ilti cha,mp ae batailtel. Norme che colli mano con quelle delle nostre Istri,:tont praticlae.

SULLE TRINCEE DA BAT TAGLI A

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delle trincee da battaglia (1 ), a studiarne e a concentrarne i principi i e a scriverle nei nostri regolamenti, non restiamo gli ultimi a procurarci i modi e i mezzi di servircene. Novembre 1878.

G rovA~Nr CORYET'l'O.

(I) Nel 1867 il generale Ilerlolè-Viale. ministr o della guerra, ordino i primi sludi, e fu· rono fatti ol Minis t«ro. li corpo wppa tori dol ge nio osegul poi i prim i es perimenti c he s ervi rono di base ad olt.-i elle su pii1 larga scala ebbero luogo nol luglio e nell'agosto del 1868 al campo di Foi ano ed altrove, prendendo n orma da una breve istruiione litogra fa ta emana ta da l Mi nis tcrn . Da llo risult rnzo di ques te s perienzc, l'art . 6° dol capo I delle Ill·r-u:ioni pratv:he speciali pt:r gli zappatori dt fant eria (1871).

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ALCUNE CONSIDERAZION I SULLE BA TTERIE DA MONTAGNA

ALCUNE CONSIDERAZIONI SULLE

B1\.TTERIE DA MONTAGNA

La particolare costituzione della nostra frontiera settentrionale ed occident:.tle affida alle truppe alpine, e per conseguenza alle balterie da montagna,' un còmpito difficile e delicaLo. • Dipende infatti dal senriiio che esse trova.nsi in grado di prestare ai primi sintomi di guerra, la possibi lità. o meno di compiere a tempo debito la nostra mobilitazione (la quale non gode si~ora della valida garanzia d'una esperienza. su vasla scala) e l'adunata, e quella benanco di poter sorprendere i nostri avvers.ari a seconda del prestabili Lo concetto strategico. Talchè, ammessa l'inwfficienza dell 'artiglieria da campo nel sopperire alle esigenze della guerra di montagna, non esito a dichiarare capitale addirittura l'importanza dell'artiglieria da montagna.

I.

Rifleuendo tanto alla natura c1uanto alle condizioni climatologiche ed economiche del teatro sul quale converrebbe venisse Jun- ' gamente esercitata l'artiglieria da montagna e dove inevitabilmente sarà chiamata a combattere, si resterà di leggieri convinti che le son tali da esigere ùsualmente nel suo personale la massima ope-

,....

2 91

rosità ed istruzione, poichè esso sarà sottoposto ai maggiori disagi ed alle maggiori privazioni. Lunghe e penose marcie pedestri per erte e dirupi, assidua vigilanza sui muli. continua esploraiione e studio del terreno, per po i renderlo atto al passaggio della colonna e per evitare sorprese in luoghi da quali non sarit sempre possibile retrocedere, costit uiscono l' ord inario còmpito dell'artigliere da montagna. ~emmeno le ore di sosta può egli consacrare liberamente al riposo, perchè a nuovi e sempre graYi servizi deve ::ittenclere, in ispecie attorno ai quadrupedi, dalla cui conserva1.ione soltanto può sperare il conseguimento della meta. Delle ore assegnate al riposo deve ~acrificare una parte a fine di allestire tutto quanto occorre alla partenza, prima dellh quale dovrà. pure caricare sui mrdi l' intero materiale della baueria. Le stesse fermate, che durante le marcie delle altre truppe servono opportunamente a ristorare le fon:e ad nomini. e quadrupedi, esigono ch'esso si sottoponga a ìrnovo lavor<.1, per sr;aricare e poscia ric:i,ricare il materiale, assestare la barda.tlll\l dei muli , abbeverarli, pascerli, ecc., senza che resti escluso il caso, frequente nell e piccole fermate, che per l' eno1:me alhmgamentu snbìto da, tali colonne in marcia per sentieri éliffk ili , le ultime loro fra,.ioni non giungano a schierarsi sul sito di sosLa se non al momento in cui è d'uopo riprendere l'interrotto cammino. E tutte queste cure laboriose non vanno punto scompagnate da quei sacriflzi ai quali, in minor grado e certo meno sovente, un militare él'ogni altr'anna suole soggiacere. Al momento dell 'azione certo egli si troverà in condizioni non dissimili da quell.e d'ogni altro soldato. Senonchè, prima di essere in grado di agire, egli deve lottare coll e difficoltà del terreno e superare felicemente le dure prove che precedono il co.mbàttimento . A. ben prepararlo a ciò ed a scongiurare con tutti i mezzi ogni lontano pericolo d'insuccesso, deve tendere l'organizzazione e l'indirizzo delle batterie dà montagna, poid1è, non riuscendo nell' intento, esse potranno cangiarsi in un pericoloso ingombro capace di vincolare, inceppare, paralizzare l'az ione delle altre truppe .


292

SULLI~ 13ATTERIF: DA MOKTAGNA

ALCU~E CON SIDERA ZIONI

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:un perimetro toracico medio di om, 92 ed un peso medio di circa '80 chilog. Che se presso qualche potenza riene acceLlato un limite di statura inferiore a quello ora indi calo, ciò potriL forse dipemlere o dalla minore statura dei mnli, o dalla èl.isposi,,i one del pezzo sul basto, o dai mezzi impiegati per caricarvelo, o clall'in::; ieme cli queste cause. ,U postutto il ripiego di tener conto della statura. per separare i conducenti da i serventi porterebbe a troppo gravi cmnplicazi o11i ; mentre poi per potere ·imbastare con facilillL i muli , è preferibi le che anche quelli siano di slatura piuttosto alta. Il reclutamento dei cannon.ieri da montagna potrebhe far:;i con oUimo l'isultato fra gli indi viclui assegnali cla i :'ari clisl.relli ai r~gginfonti da rortezza; se poi fosse possibile l'a.dotl,tre il sistema regionale, come si pra ti ca per le compagnie alpine, valendosi cioè dei dislrelli clelle Alpi e clegli Appennini, i pregi del personale scelto in La i guisa. polrebbel'O sperarsi ~nch~ maggiori . ., lvuLi nom ini adotti, convi ene poterne sv iluppare le qual 1ta ri!-iche ed intellettua li, per posria dirigerlo ecl educarle al nostro scopo. A tal fi ne conviene anzi lutto trasportRre l'individuo nel vero terreno clt e sarà chiamato a difendere, e mantenervelo più lungamente che sia possibile onde. per cosi clire, Yi si naturalizzi . In secondo luogo provvedere al SLLO nutrimento, tenendo conto clel ma,ggior consumo cu.i. ancldt soggetto il suo organismo, tanto a cagione del quo tidiano lavoro, quanto a. cagione del cli ma . E Cflti mi sia permesso esternare la coll\ inzione che l'alimentazione ordinaria del no:-Lro soldato portato in montagna sia affatto insufficiente. • 1, L'aumento di spesa richiesto dal vitto conces,:o alle compagnfe alpine, completato mediante l'assegno della mena raz ione pane supplementare e con frequenti distribuzioni cli Yino, sarehhe pienamente giustifrcalo dalle maggiori fatiche e dalla complessione medesima dell 'artigl iere da niontagna. Sempre nei limit i delle osservazioni compi uLe sinora, e fuori della questione dello zaino, una parte dell'odierno arredamento <lei cannoniel'i da piazza sembrn buono. A di i' vero la qualilit e qua11tità del conedo da ussegnarsi ad un soléln.to dipende strettamente dal modo in cui può risolversi la detta questione. Si donehbe

Il.

Colle suesposte considerazioni io vorrei legittimare una conseguenza, ed è, che pel servizio delle bauerie da montagna la scelta degli inscritti dovrebbe essere la più diligente e scrupolosa, nJrìnchè si accettassero quei soli individui il cui organismo promette di sostenere lungamente e senza dannose conseguenze le fatiche richieste dalle circostanze . La natura del servizio di rilontagna richiede n.ltresì nel soldato (almeno fintanto chè non subisca diminuzione la statura media dei muli) una statura non comune, superiore a parer mio alla min ima (1 111 , 70) ammessa pei reggimenti da fortezza. Infatti non è piccolo il. numero di quei muli d'ogni batteriR i quali, per avere un'altezza superiore al valor medio, 1111 ,02, esigono per essere caricati che il cannone venga. alzato nel un'altezza eguale, e spesso anche maggiore del limite di statura suaccennato, cioè al disopra della 'Lesta dell.'indivicluo . Ognnn vede che in simili condizioni il canno·niere trovasi forzato a sostenere un peso cli oltre 30 chilog. sollevandosi stilla punta dei piedi, metlendo in forle tensione le pareti addominali, e prendendo cosi una posizione oltremodo favorevole all'uscita delle ernie. È del resto incontestabile che con serventi di statura superiore alla minima, la manopem di caricare il materiale ri esce assai più spedita, e scevra da qu ei pericoli che talvolta essi corrono qualora col carico urtino il mulo, locchè per giunta accresce spessò la sua irrequietezza' ed inclocilità, e finisce per di;gustarlo dal someggio. Il solo vantaggio della speditezza lJasr.a ,t convin cere deil'utilil/t di esigere stature snperiori alle minime attuai.i, poichò, se nell e ordinarie circostanze il tempo è moneta, in gnerra poi è vita. E siccome , la malaugtU"ata scarsezza cli produzion i equine nazionali ci ,·iel.'l di tenere a troppo rigoroso calcolo la giusta statum d~i muli da, acquistarsi, così, concludendo, noi esponiamo il voto che la statura dei cannonieri cln montagna. oscilli fra i limiti di 11"',71> ed 11"',82, con

I .


294

AL CUNE CONSIDER AZION I

tuttavia mutare al più presto possibile la calzatura. Quella delle compagnie alpine, sperimentata da noi in piccola proporzione in occasione clell e recenti esercitazioni in montagna, fece oLLima prova, sia perché non ferì i piedi dei soldati, sia perchè usata con 1.inmtmente per oltre nn mese su strade a fondo roccioso non ebbe bisogno di riparazioni di sorta. Sarebbe conveniente studiare eziandio un modello di ca;ppotto: 11 generale Kuhn nella sua opera « La giMrra di m,ontagna n parlando del corredo delle truppe in discorso, fa cenno dalla convenienza di aggiungere il cappuccio al mantello del soldato; aggiunta questa che dal lato igienico non manca d'utilità se ben si considerano le condizioni climatologiche clei paesi montuosi . Una mantellina, come l'attuale dei battagli oni alpini, con cappucc:io, forse risolverebhè in modo soddisfacente la questione. Inoltre, per quanta ntil ità offra al"solclato a piedi lo ;,,aino, pure, pel caso nostro non esito a dichiararmi fauto re della sua abolizione. Infatti, a mio parere, lo zaino, ta.n to pel su.o peso notevole quanto per la nociva sua azione sul meccanismo della respirazione, assorbe mlii p,trte non trascurabile cliquelle fon:e che il cannoniere potrebbe impiegare utilmente nel sopportare meglio le fatiche., nel sormontare gli ostaco li d'ogni genere che incontra nelle marc:ie cornlucendo il proprio mulo per sentieri montuosi , e nell'eseguire con rela t.iva rapidità le gravose manovre in presenza del nemi.co. Lo zaino, in una pa.rola, esaurisce troppo presto l'energia del cannoniere in montagna, e lo rende meno utile e pronto nei rnornenti decisivi. Basta esaminare la li vicla fisionomia e l'andatura cadente del cannoniere che coll o zaino in ispalla. conchlce il mulo in montagna, accudendo alle di verse.sue funzioni , per convi ncersi viemrn.eglio che in tali casi lo zaino deve addirittura riguardarsi wme una delle cause che in guerra potrà concorrere colle altre ben numerose ad assouigli are le nostre file. Se ci ostiniamo a vo ler conservace lo zaino, bisognerà che ci ras. segnamo altresì a vedere inceppata. nelle marcie l'azione dei conducenti e meno attiva per pa.rte dei serventi la \ igilanza. sul carico dei' muli ; a lasciare indietro non pochi estenuati; a. contentarc,i d'assai poco quando, giunti alla tappa, vorremo far prodigare ai muli slessì le necessarie cure. 0

SIJ LL E BATTERIE DA MONTAGNA

295

Non facciamo soverchio assegnamento sull'abitudine, poichè sarà sempre troppo breve l'esercizio che gli uomini possono fare durante la loro ferma sotto le armi per riuscire ad ottenere da loro un còmpiLo superiore alle forze della generalità. · . Gli spedienti atti ad alleggerire i soldati dal peso dello zaino variano secondo i criteri che si prendono per base. Non si suggerisce l'idea d'util izzare i muli stessi della. batteria, pere.bé in massima il carico ordinario,· cui vengoµo attualmente soLLoposti, va ritenuto piutLosLo come un limite da. ridursi in montagna finchè si può, anzi ché da oltrepassarsi . È vero che il generale l(uhn, nell'opera già citata, fisserebbe a due e fino a Lre q1iintali il massimo éarico del mulo; mà questo limite mi sembra esageralo. Rimane l' espediente d'aumentare un nullo in ogni sezione, destinandolo al,l'esclusivo trasporto delle robe di Lutto il suo per,:;onale; cosa questa resa possibile mediante una ben'intesa disposizione su appos ito basto di valigie di forme e dimensioni aclatle. Ed invero, posto che il C',appotto o matHellina sia portato arro tolato o indossato, la vali . oaia cl' un cannoniere col .,puro neeessario non dovrebbe ollrepassare i 5 chilogrammi; per cui, ca.lco lando capi-pezzo, conducenti e serventi di una sezione, si avrebbe un carico prossimo ai ,J 00 chilogrammi. Il corredo del personale della riserva sarebbe suddiviso fra tre o qLtatLro muli ad essa assegnati. Questo ripi ego sembrerebbe dannoso coine quello che, oltre ad aggravare le nostre finanze e rendere necessario qualche conducente di più, tende eziandio ad allungare le interminabili colonne delle batterie da montagna. Ma è d'uopo osservare che l'orga,ninazione di qualsiasi ripa.rlo dere soddisfare ,1,lle esigenze della proprja missione. Ben altre dispendiose riforme sono occorse, tanto da noi, quanto all'estero, per migliorare l'organizzazione e l'armamento delle ,,arie armi, e meuerle in graclo di agire non solo , ma cli agire con pienezza di mezzi . Basi.i ricordare che per raggiungere gl'incontestati vantafro-i clie 0ali Stati europei ra(rionevolmente si ripromettono dal-00 O l'impiego in guerra dell e ballerie a cavallo , nessuna di esse ha esitato un momenLo a sottoporsi al sacrifizio non lieve cli assegnare un cavallo da sella a ciascun servente. Il grande logorìo di vestiario già lamentalo dalle compagnie al-


SOLLE BATT EHlE DA MONTAGNA

·296

ALCUNE CONS1DERAZJQN1 I

I

piqe, che incessantemente dornandano un aumento di quota-corredo giustificherebbe ci /'ortio1·i una,domanda, consimile pei nostri can~ nonieri pei quali, oltre le marcie, anche le manovre attorno ai muli ·il maneggio del materiale, il gornrno dei muli ed i h vori in terr; sono cause speciali di consumo. Giova·notare da ultimo che nell'organico d'una 1batteria da montag~a è fissato un ~ersonale cli trnppa assolutamente scarso per soppenre a tutte le esigenze nelle esercitazioni co lla intiera batteria. Questa deficienza di personale non potrebbe che rendersi. rnaggiorm~nte dannosa in tempo di guerra. Rispetto ai quadrupedi converrebbe studiare accuratamente il tipo più atto fl l servizio di montagna per quindi additarlo e raccomandarlo alle commissioni incettatrici, inquantochè, tanto la robustezza -~sica e la statm:a, quanto la provenienza ed il genere di lavoro cui 11mul0 fu sottoposto sin dai primi anni, influiscono potentemente sul,la sua buona-riuscita. • Anche il modo migliore d'alimentarli in montagna vor~·eb be fonnar soggetto di studio inteso a sLabi.lire se sia il caso di modificare la .i:azione giornali era, · essendosi osserva.lo che durante e dopo una lunga e faticosa marcia, moltissimi dei nostri muli preferiscono il foraggio alla biada.

III.

Riguardo al materiale la questione più importante è quella della scelta della bocc~. da f.noco , sia riguardo alla natura, sia rispetto al metall o ed al sistema di caricamento. · . . Intorno alla scelta fra cannone, obice e mortaio, l'esclusione del prim~ è un'imprescindibile necess·ità, giacchè la condizione del someggio, accoppiata con quel!a d'un rinculo poco violento in ' relazione al tormento che può subire l'affusto ed alla ristrettezza del terreno di. manovra, e con l'altra d'un muniiionamento .di P'.'oie~ti dotati ·di sufficiente efficacia di scoppio, tolgono ogni mezzo -d1 ammare questi ultimi d'una fo rte velocità iniziale.

297

Tenendo costante il peso della bocca da fu.oco, col ridurne piccolo il calibro si guadagna. in resistenm e si possono imprimere al proietto velocità tali da onenere n~lla traiettoria quasi la rad~nzacaratl.erislica dei veri c~nnoni; d'a.ltra pn rLe però, mfmtenendo le debite proporzioni nell e dimensioni del pi·oieuo stesso, si scapita · talmente nella sua efficacia di scoppio da perdere quasi affatto una delle proprietà più salienti del tiro d'arLiglieria. E valga. il verò : l'Austria volendo colla sua nuova bocca da fuoco da montagna avvicinarsi più al cannone che all'ob ice diHde test.è la preferenza al calibro di cen L. 6, 6. Ora dunque se si tien conto dell'util ifa grande che nella maggior parte dei casi. può trarsi in montagna dal tiro poco teso , si giunge subito nlla conseguenza che le solm:ioni riducnnsi a due sole. Peral1.l'o, per chi ritenga. pratico l'uso dello shrapnel in molitagna, e non voglia priyarsi del mezzo di difendersi energicamente da una sorpresa o d~t un al.lacco vicino con nn buon tiro a mitraglia, la decisione non può esser dubbia. Con fo rmi in tu LLo a queste deéluz ioni trovi:lmo i resnl tal.i degli studi all'estero. Ed invero, la. Francia, l'Inghi lterra, l'Austria, la Russ ia, la Spagna, l'Ital ia.e le Svizzera posseggono tutl.e bocche da fuoco le quali per le peculiari qual ità del loro tiro, anzichè cannoni dovrebbero denom inarsi obici. ~on nascondiamo però come peesone auto reYOli, ed in materia assai competenti , vedrehbero di buon grado preferito un mortaio leggero, perfezionato, ben inteso, secondo i moderni progressi delfe costruzioni d'aniglierin,, proponendosi di raggiungere in esso semplicità e rob ustezza di parti e grrmde efficacia di scoppio ne' suoi. proieLti; ri tenendo abbastanza compensati in tal guisa i vantaggi perduli coll'ob ice. Quanto al metallo, vi ha da scegliere tra il bronzo e l'acciaio; il primo più molle, meno costoso e di più facile produzione e lavorn.zione del secondo, il quale, a sua voli.a, se resisternegl.io e più a lungo all'azione della carica, costa assai piLL in ispe(;ie a chi dehbasene prov-·vedere all'estero , e perde totalmente di valore per poco che rendasi inservi bile all'uso speciale per cui venne foggiato. D'alt1·onde in una bocca da fuoco da montagna quantunque, come abl:liam d~uo, debba tenersene limitato il peso compatibilmenLe


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ALCUN I'; CONSIDERAZ IONI

colle for1.c del mulo t~he deve portarla, rimane sempre una eesistenza sufliciente all'azione della carica consentita dalle sopraccennate condizioni, quand'anche si preferisca il bronzo, e si adotti (per uniformità di munizionamento) un calibro pari al minore dei due da campagna, il quale si avvicina, quanto a potenza. d'urto e di s<;oppio del suo proietto, al liù1ite minimo di el1ìcacia. · Nell'intento di ;;ottrarre il bronzo ordinario alle corrosioni, agli allargrunen ti ·che in gra1.ia della sua mollezza., nonostante la fusione ·in prelella, si producono nell'anima, e più specialmente nella camera all'atto dello sparo, si attuò da. noi un sistema, di compressione mediante il quale il meta.Ilo, reso più duro ed elastico, res iste 1'.teglio a,ll' impulso delle forze deformatrici. · Una tal compressione si produrrebbe anche naturalmente, giacchè i medesimi suoi effetti vengono man mano man\festandosi in seguito ad un tiro prolungato: senonchè in questo ca.so la mo llezza del ;netall o notevole in principio, andrebbe scemando a. poco a poco, ma sarebbe caus<L di piccoli e progressivi guasti nell'anima, i quali, dopo una determinata serie di colpi, rimarrebbero vre$sochè invariabili . Due sole fra le sette ,u·tiglierie da monLagna. europee, l'inglese cioè e la spagnuoht, adottarono fin qui l'acciaio invece del bronzo. t vero però che non in tutte le altre si fecero recenti studi in proposito, mentre è solo da pochi ~umi che la fus ione cli quel melaHo diede risultati veramente soddisfacenti . Rimane a diriìi del sisterna di caricamento. Su questo punto vi ha ancom divergcn1.a di opinioni, main mino r grado, perchè i nuovi cannoni da montagna sono tutti a retrocarica, ad ecce1.ione dei cannoni. in glesi . Questa quasi unanimità di vedute non mi trattiene dall'esporre francamente il mio convincimento. Sono indiscutib ili i vantaggi inerenti ai sistemi di caricamento dalla cula.tta, tanto riguardo alla precisione e regolarità del Liro, quanto alla celerità e spedileua di caricamento. Ognuno tuWtvia · dovrà egualmente riconoscere nei congegni di ch iusura, ridotti in piccola scal,i onde applicarli acl un cannone da monLagna, una certa delicatezza, da cui una maggior freq uenza di guasti o per lo meno la necessità di maggiori cure. Immaginiamo ora una batteria da mon-

SULLE UATTERIE J)A M0NT1\GN'.' \

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1.agna in marcia su terreno duro o roccioso, per sentieri ripidi e sdrucciolenJli: accadrà non di rado quello che talvo lta suol verificarsi anche su mediocri strade, cioè la caduta d'un qualche mulo. Non é facilmente prevedibile qu,lle avaria sarà per riportare in culatta una bocca da fuoco a retrocarica, in ispecie se cli bronzo, quando avvenga un simile incidente ad un mulo porta-cannone; e nemmeno sia.mo poi sicuri d'incontra.re sul nostro cammino una local ità in cui si possano eseguire le ripara;;.ioni occorrenti, anche in via dì semplice ripiego . Ed allora, o per la rnttura o la deformazione subita da qualche parte esteriore, resterà. impedito od inceppato il maneggio dell'_otturatore; oppure, non effettuandosi esaLtamente la chiusura. ermetica, le sfuggite medesime di gas tenderanno di continuo ad aumentare i guasti fino a renderli irreparabili. Ben si comprende come la caduta della bocca da Cuoco possa pure avvenire nell'atto di caricarne o scaricarne il mulo con precipitazione o in terreni malagevol i. Ora in una batteria di soli G pezzi !'inservibili lit, sia pur temporanea, d' una bocca da fuoco ha un'importanza piut tosto ri levante sull'efficacia del suo fuoco, al pun,Lo da do ver rinunziare all'autonomia, spesso indispensabile in montagna, di una delle tre sezioni, e da rendere inattiva una parte relativamente significan·te di personal e. Coll'aurea semplicità dei cannoni ad avancarica tutto ciò è lontano dal veri G.ca.rsi seb bene posti in cliifici li condi1.ion i e maneggiati da personale poco istro.tto . Inoltre i sistemi d'otturazione ora in uso, e singolarmente qLtelli a cuneo, rendono assai ragguardevole il peso del pezzo in culatta, ed inutilizzano un vistoso tr-auo cli. forn longitudinale; mentre con un sistema ad avancarica questo peso e questa parte di foro andrebbero a profitto della lunghezza d'anima. Presso di noi, coll'adozione del nuovo cannone cla montagna, ad ogni sezione si dovè assegnare in più un mulo pei cofani da attrezzi, allo scopo di trasportare con esso un assortimento di utensili e parti di ricambio, di cui. forse, dietro una più lunga esperienza, potrà ancora accrescersi il numero. Quanto a celerj tà e speditezza cli cari camento, non corre sensibile divario tra una bocc,i da fuoco da montagn·a a retrocarica ed un'altra ad avancarica.


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ALCUNE CONSIDERA ZION I

Si pnò quindi concludere con qualche fondamenlo che i vantaggi inerenti ai sistem i a retrocar ica, applicati ai cannoni da montagna, illanguidiscono d'assa i dinnanzi agl'inconvenient.i . Da lullo ciò che precede non mi si attribuisca la tendenza a stabilire in modo assol. uto che per la specialità da montagna conrnnga meglia una. hocca da. fuoco ad avancari c,1 che uu 'a.llrna retrocarica: una tal conclusione snrebbe assurda qualora si volesse applicare a tutti i 1:asi. Intendo riferirmi ad un sistema ad avancarica lalmente perfezionato da ri us,eire, quanto nel esaUezza cli tiro, non troppo al cli sotto cl i quella propria clegli odierni sistemi a retrocarica . E non credo mc ne possa deriYare la l~ccia di vagheggiare una eh imèrn . ( costrull:ori i.nglesi, con su,·cessivi pel'fez ionamenti, sono gi1mli al pnnlo da avere nelle bocche eh fuoco e nei proietti vere macchine di precisione dal lato clcll'esatle;,,za clclle dimension i e della picco lezza delle toll eranze. Qualom si riuscisse per ginnla a dotare i proielLi di un sistema cli forzamento auto malico sempl ire e capace di fnnzionare con regolarità, si raggi,mgcrchbe la somma elci pregi inerenti ai due sistemi di caricamento. l o ammetto tuttavia che allo stato attuale della questione una tra le buone so luzioni, scgnatam crHe in l ta lia, sia quella già accettata ; ma opino ell e non si clebb,mo a.bbandonare gli studi sull e nrtiglierie da montagna ad avancarica, e che si debba anelar cauti prima di proscri, erle affatto. almeno finchè un qualche nuovo lrovalo non elimini del Lutto gl'inconvcn ienti dei congegni di ch iusura conosciuti al presente.

T\'.

Per quanto riguarda l'affusto. il problema.non è meno comple$..">O, perocchè anche qui si trai.l a di r isolvere le questioni dell a materia e della for.ma dipendentemente dalle propri età élella bocc:a da fuoco prescelta e dalle condizioni speciali al suo servizio.

SU LLE BAT TERIE DA MONTAGNA

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Circa la prima (Juestione non si presentano dubbi, poichè i moderni costruttori sono d'accordo nel dare la preferenza agli affusti metallici. In orcline alla seconda, sorgerebbe prima fra tutte la tanlo dibattuta controversia dell'utililà. del traino, vale a dire se convenga o no dotare l'affusto delle parti che lo rendono atto al traino, insomma se s'abbia a pt'eferire un affusto propriamente clelto, ovvero un ceppo. )folti e validi argomenti furono addotti da persone competentissime in appoggio si dell'una che dell'altra tesi, e siccome la mia parola non saprebbe aggiungere errìcacia. alle ragioni già abilmente svolte da altri, così mi limiterò a constatare qualche fatto. ~elle recenti esercitazioni alpine delle baltcri.e da montagna il Lrasporlo dei pezzi dovè farsi quasi esclusivamente someggian do, perocchè, ad eccezione di brevi sposlamenli esegu ili sulla carreggiabile della valle principale, sulle altre strade percorse sarebbe riuscito affatto impossibile trainare. D'altra parte però non si potè disconoscere il vantaggio offerto dalle t·uo te nelle manovre eseguiLe a braccia per occupare rapidamente, cambiare od abbandoMre posizioni, per superare passi difficiIi, ecc., dopo aver scaricati e lasciati i quadrupedi al -coperto dallfl vista e dal Liro 11emico . Se si aggiunf!C a ciò i maggiori vantaggi cti servizi o offerti da nn affusto a rnote, non ultimi dei qnali sono la possibili tà. di traspo l'lare lunga.menu~ il pezzo per via di r ipiego a.nell e quando, stanle la maiicanza cli quadrnpedi, non si possa. altrimc.n ti scomporlo e someggiarne tutte le parti, e quella di poter al bisogno alleggerire senza difficoltà qualche mu lo porta-affusto, ripartendo parte del SLlO carico tra gli altri rnnli, mi crrdo autorizzalo a dichiararrn i ay,·c1-so al traino come mezzo ordinario di trasporto del cannone da montagna, ma favorevole alla conser vazione delle ruote. L'apparente contraddizione sparisce o~servanclo che il traino del pezzo mediante quadrupedi r per noi in via normale un assurdo, in via eccezionale un grande ainto ; e che l'utilità. dell e ruote viene per l'appunto in ginoco, normalmente quando la batteria avendo gia effettuato il suo ;-po:;tamenlo principale cleve prepararsi ad enh·are in azione, cd ecco;1,icmalmenle quanclo, pella deficienza o pel catl1vo slato de' suo i quadl'upedi. no11 possa altrimenLi rirorrcre al rnez.1.0 di tr,1$por10 più adatto al genere di strade eclallo :;viluppo delle forze ~o ANNO XXIII. VOL, VI.


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SULLG RATTEH I E: J)A ~WNTAGNA

.\ L CUNE CONSIOER.AZION T

del mulo . Insomma vorrei intesa l'abolizione del traino nel senso di vederlo proscritto da tutte le ordinarie manovre ed esercitazioni inculcando a LuUi che non si deve sostituirlo al someggio se non ii; casi di assoluta necessità. In base a questo princip io, _non deve spaventare la presenza delle r uote negli affusti da montagna, ma non deve servi{·e neppure a creare idee in_esat_te,_mettendo sulla strada di inuLili com:(lli~azion i ~er (:ercare. cli 1mghorare con a.umenti di peso e numero di parli , timonell e, tirelle, ecc. , cose tutte che non dovrebbero servire se non in circostanze rarissime . . Su questo proposito v' ha. chi osserva che, po Lendo partire una batteria da montagna. dalla s1ia sede per recarsi in luoghi monlt10si piuttosto lontani, conviene mantenere la possibiliti-t del traino onde aUcnervisi finché sia possib ile, per non correr rischio d'estenuare o ferire i muli 'durante le prime marcie, fatte generalmente in terreni facili, e ad ogni modo per i:onservarJi freschi e vigorosi pei momenti ne' quali il someggio diverrà un'imprescindib ile necessi'Là. Soggiungo però che con Lai sjste~rn1 non fa.remo che allontanare per ben poco i I.emuli inconvenien!;i del someggio; i quali ci si presenternnno anzi più gravi e più frequen ti ne' m.omenLi. più critici. All'opposto, le prime tappe percorse someggiandqsu discrelestrade saranno pei m11li un ottimo esercizio d'all enmnento, pel pèrsonule una pr:Hica esercitazione di vigilam:a sui m.uli, di cure da prestarsi loro e di ripieghi da. usarsi ai materiali ed alle bardature. L'esposta ossel'vaz ione sene invece a provare ancora una volt.a la dura.La e l'importanza ma.ssirna che, durante le esercitazioni di pace, deve dars i alla scuola di someggio, che può diventa.re così. il mezzo di 'trasporto quasi esclusivo delle artiglierie da montagna . .Ed allora, potendo continuamente disporre di muli allenali e di nomini pratici, potremo di rei pronti ad ogni eventuali Lit, oin mettere le marci e preparatorie, e fare.anzi tesoro delle ferrovie per accorrere senza indugio ove si prepara l'az ione. Pel nosLro cannone da montagrn1 da cent. 7 è stato cost.r utto un , af.Tusto provviso rio in legno a r uote, il peso del quale supera ~ensibdrnenle ql1el certo peso riguardato come limite massimo nel materiale da cenl_. 8. La ragionevolezza del li.mite ora detto fu messa in piena luce dalle ultime marcie nelle vall i alpine: la necessità di sor-

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passn rlo fu dimostra ta acl .evidenza dal modo di comportarsi nello sparo degli altri affusti più leggieri messi in pro\'a.. L'affusto definhivo sarà metallico, di forme non essenzialmente differenti da quelle del l'affusto in legno, ma di peso anche superiore. È assoll1ta.mente impossibil e someggiare nei difficili sentieri che s'incontrano nell'alta riwntcigna uno di questi due affusti con un sol mulo; ma, graz ie alla presenza delle ruote, toll:e queste dall'affusto, le si possono fa!;ilment~ caricare, poichè la loro forma favorisce mirab ilmente l'operazione di disporle cd assicurarle sui. basti. Coll'adozione del rn.ateriale da cent.. 7, t.ra i quadrupedi di una sezione si è dovuto aggiungere, come si è già '.deuo, il mulo portacofani da attrez;,.i: orn, trasformando questi corani in cassetLe cli forma conveniente dri caricar:; i sopra il basto porùdfosto, colle due ruole appese lateralmente ed una di queste cassette disposta superiormente, potrebbe costituirsi il carico d'un qua.r to mulo assegnato ad ogni pezzo, sopprimendo in pari te1npo quello che ora è destinato a someggiare i cofani cfo attrezzi : la timonella verrehbe carica.La in sieme al corpo d'affusto an;,.ichè insieme-al cannone. In tal guisa pel trasporlo del materiale della batteria occorrerebbero, è vero, 6ei quadrupedi in più degli attuali, ma il carico riuscirebbe di un giuslo peso prcssochè eguale per tutti. Gli acciarini del nostro aifos to antico, come del. nuovo, vanno facilmente perduti nelle marci e: diCatLi, se si assicura.no medinnte le correggiur>le, s' impiega mo lto tempo per caricare e scaricare i muli, mettere in batteria e passare dal someggio al traino o viceversa; se mancano le corcggiuole, non di rado cadono inosservati. Nel da.re coll'aITusto provvisorio forti PJevazioni al pezzo da cen i. 7 l'estremità della culatta \'a talvolta a contrastare co i bracci della vite di mira; ciò che potrebbe influire sulla celerità. del punLamento. I nostri cofani sarebbero fo rse suscettibili di miglioramenti e di modificazioni anche radica.l i; senonchè, essendo piuttosto seconda.rio -il loro scopo, non esigono ne venga fatto soggeLlo principale di studio. Un guasto che suole prodursi per poco che un mulo adombratosi salli o galoppi, si ò la rottura delle rntenr,lle de' cofani, olle quali potrebbero sosLituirsi del le robusle correggie a fibb ia e passante, introdotte in campanelle o camere a:pposite delle bandelle, e munite di so lide campanelle mezzoLonde stabilmente assicurate alla piega.-


ALCU :'<E GONSIDF.RA ZI ONI

tura delle coreggie stes~e . Per esse sarebbero facilmente man tenuti i d ue cofan i sul lrn:;to colle testate allo stesso livello e nella giusta ind inar-ione, e si c,,iterehbe quel rumore che tanto impressiona e inLi morisce i muli giovani: oltr:tcciò, anche il riparare ai guast.i ~ahit.i da queste correggie, sarebbe ovvio al pel'sonale stesso della batteria. Le corrcggie da cofani altre:;i non di rado si distaccano dal basto quando vengano serrate con forza; per cui gioverebhe studi11 re per esse un 11novo mcizo d'nni one. E per fi nire quanto venne o!'-servato relati,,nment c ai cofani, diremo che il loro trasporlO a bmrcia mentre sono carichi . ri e:;ce penosissimo ai serventi, anche se di poco protratto; non tanto pel peso, quanto p CL' le maniglie d i corda. La semplice nggiunta di un manubrio analogo a qttello ~corsoio impiegato nelle cordicell e da sparo favorirebhe assa.issimo q11.csLo trasporto che, come è ammesso da. ognuno, offre il mezzo più ::;icuro per· accedere in posizione in presenza. del nemico . Oltren i pezzi ed ai cofan i da muniz ioni e da robe diverse, una batteria da montagna deve trasportare a soma sui basti porla-cofani nna. quantità di ma.teriali, vi I eri e fo raggi, poi quali non e.;istono apparecch i e nonne cli :;orta . I basti porta-cofani non si pre:'\tano foc ilment.e all ' uopo, c.osicchè prima cl i mettersi in rnal'cia, devesi consumare un tempo noteYole a fine di immaginare e met.lere in opera numerosi ::ped ienti; appena avviata la colonna so.i sentieri ù giuoco t'orza assestare conti111 wmente qn<':.ti ca richi. toglierli talora dai ha::;ti nei passaggi più angusti, e l'iLardare cosi in più modi la velocità della. marcia. . · · Sarebbe dunque urgen te lo studio cl i arma ture mobili da adattarsi ai hnsti porta-cofani per renclr.rl i alt.i al traspo rto dell e marmiLLe da campagna, delle cassette di bagaglio. ileila bi,1d:1, dr l f'nraggin, ere. fl volume poi del foragg io ocrorrente, ::;ia pure per un giorno solo, è tale da. impedire quasi semp re ai mnli che ue :on carichi il passaggio anrhe per sentieri 11ou ri:.lrettissimi: quincl i sarebhero necessarie per es,;o nppositc reticelle entro cui potrebbe comprimersi a doverr., Lanto più che il f'o,:aggio di mo11t::ig11 a è troppo corto per essere trattenuto da lle cord icelle da foragg io in dist ribuzione alle batterie. L'ado;1,io11e drlla gall etta-foraggio risolverebbe anche m<'glio la L[ue:-;tione.

S U L L E UAT TF.RI I·: DA M O NTAGNA

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Sarebbe pure essenzi;1le che la. bardatura in genere, e specialmente l'ossatura dei basti, venisse semp li ficata, alleggerita e consolidala, cangiando materie e sistema · di fabb ricazione, poiché quella che possediamo oggidì è al~:uauto rozza e primitiva, sovracarica il mulo che la sopporta, e ,,a soggella a frequen Li guasti. Così n!leggeri ti i basti, potrebbe i1.dottar~i come tipo unico quell o portacannone, il quale ,;i adatterebbe con leggere modrn cazioni all'affnsto cd ai cofani; e ~i ott.errehhe in tal guisa il modo più spedito per rimp iazzare prontamente sul posto, e senza bisogno di cambi e adauament i di hasti, qnalunquc mlllO Yenga a mancare od a rendersi ineuo al someggio del cannone o dell'affusto . rn montagna l.1. cinghia fu spc,-so causa di con tusioni e ferite in quella parte del corpo del mulo con cui es,;a viene inferiormente a contatto ; massirn c pei mn li porl.'affusto e portacannon e. Non è facile su<merire il mezzo d'owinrc ad un tale inconveniente il quale no in hreve po trelihe meLtcre nella necessitit di lilsciare scarichi ,i muli più preziosi. La praLica di cinghiare i muli molto all' innanzi, cioè in corrispondeuzn del lo sterno ( cosa non sempre f:,cile a motivo della posizione dell e feritoie esistenti nelle assicelle inferiori del hasLo), e quella di pas:;are le dita tra la cingh ia e la pelle del mulo, sia. nel senare il hasto che nel ri metterlo in sesto, possono diradare tali tiacraturc. Potrebbe forse tentarsi di sostituire alla cinghia di cuoio un'altra di cordicelle, sempre 111ante11e11 do tuttavia la solita lunga di cuoio pel nodo ungherese. <{li allacchi del pellorale sono troppo all i perchè questo possa fun ziona r bene, massime nei muli po rt'affusto e port.acanno ue, ai quali risalendo nelle forti pendenze fino alla base del collo, toglie spesso Ja. li bertà del respiro. Ad el'itar ciò mi sembra, bastevole l'azione d' una correggia Lifi da che, partendo dal punto più basso della cinghia , si affibhi coll e due branche al peLLorale. Ln. presenza di questa correggia, che potreb}Je venire affiLL iala solo al momento del bisogno, don ebbe togliere, almeno in parlo, anche lo scorrimento all 'indiet.ro della cinghia. Sarebbe utile imbollire la faccia interna del pettora le cucendovi un soffìce cuscinetto di pelle. Molti muli acquistano sicurezza marciando senza paraocchi , giacchè così veggono innanzi e lateralmente senza squi li brarsi vol-


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ALCUNE C0NSl0ER AZ10Nl SUL LE RA TTERIE DA MONTAGNA

gendo la testa di fianco . La mancanza di paraocchi non rende menomamente inquieti quei niuli che vennero abituati ad essere imbastati, caricati, ecc.; sicchè se la briglia fosse munita di paraocchi assicurati mediante correggiuole od altro, sarebbe facile il sopprimerli gradatamente a mano a mano che i muli nuovi progredi,,cono nello addestramento, conservandoli al contrario ai meno docili ed a quelli facili ad adombrarsi . Porrò fine a queste osservazioni facendo voti affinchè vengano tosto attuate le riforme più urgenti per le nostre batterie, e sia presto dala in luce qualche nonna regolamentare sul loro servizio in montagna, sulle evoluzioni con esse eseguihili in teneni adatti ecc. ecc. La favorevo le esperienza fa tta da.Il e bauerie attualmente esistenti nelle esercitazioni co mpiute sulle Alpi nella scorsa estate, ha dimostrato di quanta utili tà esse possano tornare nell a guerra di montagna, specialmente se con poche ed opportune modificazioni si vorrà ageVQlare il còmpito ad esse affidato. ENHJ CO ROSATI

Te,nenie d'artiglieria .

l IGIENE DELLE 01~SERME

Uno dei più difficili prnblemi che si presentin o agli .ammm1stralori dell'esercii.o é senza dnbbio quello di alloggiare bene i soldati. () ui si affacciano es igenze diverse e slringentissirn e; !.' igiene, il servizio mililarc, la disciplin a hanno nece:$iLà contrastanti fra di loro e non facili a conciliarsi. Le .nuove leggi di reclutamento resero la quistione anche più spinosa, perchè non sol.o accrebbero il nmuero dei chiamati sotto le anni, ma ne camb iarono anche la quali tà. Oggidì entrano a far parte dell'esercito giovani usciti dalle classi sociali più eleva.te, i quali non senza danno e senza ripugnanza sauno rinunciare a certe ab itudini di netlezza personale e ad una certa agiatezza nell'abitazione. Migliora.re l'accasennamento dell e truppe é d'altra parte cosa d' importanza nui.ssima,, perchè la vita in comune qual.e si conduce ora nell e caserme è, per consenso di tutti, la principale causa delle malattie e delle morti dei soldati . Io mi propongo di esaminar-e l'argomento sollanto dal lato igienico . Non dirò nulla di nuovo, bensì cose già dette da molti altri . La mia potrebbe dunque .sembrare opera vana, tanto più che a migliorare i quartieri occorrono assai più danari eh~ parole; pure gio,~a talvolta ripetere cose già note e clesiderii non per anco soddisfatti.


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IGIENE

DELLE CASERME

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Che modo tenevano i Romani antichi, i nostri ,guerrieri arcavoi i, nell'alloggiare i loro soldati? Mi pare che di qui convenga prendere le mosse, perché gli insegnamenti df}I passato sono sempre utili . I1 erò la risposta al quesito suddetto non è facile, poche essendo le notizie e gli avanzi degli antichi alloggiamenti militari. I castri romani, dei quali ab biamo conoscenza e sussistono ancorn avanzi, appartengono tutti all'epoca dell'impero . Nei Lempi della repubblica non essendovi eserciLi stanzial i come abbiamo ed intendiamo noi moderni, non dovevano esservi neanco caserme. Le prime caserme sorsero nelle provincie; nei paesi conquistati i Romani usavano mandare talvolta colonie di veterani, talvolta guarnigioni che abitavano Ja ciLLadella (cv1·x) e talvolta legioni che vi stanziavano a lungo e piantavano nei luoghi più acconci stabili accampamenti (castra). Un primo fatto storico notevolissimo è il seguente: nei tempi del la repubblica e nel niaggior fiore dell'impero, i soldati romani non alloggiavano mai nelle città; stavano sempre fuori nelle vicimmze; in un campo fortificato e disposto nel modo istesso che tene~ano nel piantare il campo quando erano in marcia od in g.uerra . E naturale che le costrnzioni interne variassero secondo la durata della permanenza e secondo la stagione. D'inverno, ad esempio, si fabbricavano baracche di legno ben coperte di pelli, e se si do.veva ~ima.nere al ungo nello stesso posto, facevansi entro il recinto quadrato del càmpo fabbriche in muratura.. ·rn Roma, sotto l'impero, sorsero parecchie caserme, di. cui la principale, una delle più antiche e più grandi delle quali si abbia. .. memoria, fu il Castro Pretorio, 'clesliriato ad alloggio dei pretoriani. Lo edificò Elio Sejano sotto l' imperatore Tiberio e fu compiuto nell'anno .23 dell'èra volgare. TaciLo ci fa conoscere le ragioni che indussero Sejano, prefetto dei pretoriani, a ridurre in un sol castro

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le coorti che alloggiavano sparse per la città o nei dintorni, accantonate ' come diciamo ora. Vedendosi maggiori di numero e di. . forza si sarebbe accresciuto nei soldati il coraggio, il terrore negli altri . Uniti, era più fac ile Lrasmet.Lere loro gli ordini e potevano più faci lmente. prestare soccorso nei tumulti subitanei. Oltracciò la discipl ina megl io si poteva stabilire in al loggiamenti separati da.gl i aO'i e da lle delizie della cit.tiL. . <:> Il castro pretorio sorgeva. a nord-est di Roma an i.ica, a lat.o della via Nomentana. e precisa.mente nel luogo che ora chiamasi il ìlfoccao; dove il cardinale De-Merode fece costrurre una caserma, e dove ;;i fanno oggigiorno le riviste della guarnigione di Roma. Era all'estremo della città fuori dell'aggere di Servio Tullio, fra la porta Collina e la Esqu ilina. ConsisLeva in un amplissimo quadrilatero del quale il lato orientale (quello d.ove si apriva la porta pretoria.) misurava quasi 500 metri, gli altri tre lati poco più di 450 metri. Lo cingeva intorno un solido muro in costruzione laterizia coronato da merii rnolto discosti fra loro; gli angoli del muro _erano un poco tond.eggianti perchè non si potessero con fac ilità distruggere dalle macchine cli assedio. Questo recinto era. basso in modo che i soldati potevano di lassù difende.tsi co ll e lancie. Le torri, di cui sussistono avanzi all'esterno del mui'o, furono fabbri cate in epoca posteriore alla prima costruzione. Quattro porte stavano ai quattro lati: la porta pretorici dal lato di oriente, verso la campagna, con cinque ai·chi; Ja porLa. decii·rnana ad un arco, nel lato occidentale, verso la ciuà.; la porta. principale sfoiistrn, a settentrione; b porta principale dest1;a, a mezzodì. Queste clue ultime anch'esse erano ad un arco e rimangono anc.1ra presentemente sebbene chiuse. Il castro era a.dunque fuor i della città. e cosi rimase per lungo periodo d'anni . Solo nel 270 dell'èra volgare l'imperatore Aureliano, costruendo una. cerchia di mura. intorno a Roma, lo comprese nel recinto . Formò d'allora in poi un grande quadrato sporgente foori delle mura nuove, e le sue porte furono tutte probabilmente chi use salvo quella r:imast,t dentro il recinto . Ecco ora come era.no disposti nell'interno gli alloggia.menti <lei soldati: Una grande stra.cl.a detta. via principalis, conduceva dalla port,a dei principi a destra al la porta dei principi a sinistra, divi-


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IGIENE

dendo tutto il campo in due parti (non uguali però perchè le porte suddette non si trovavano nella precisa metà dei lati) e separando le abitazion i delle coorti dal questorio, dal pretorio e dal foro. Dal la porta pretoria, posi.a proprio nel bel mezzo del la.tÒ orientale, partiva un'altra ampia strada detta pl'ceto1·ia fiancheggiata da un porticato, quale passàndo in mezzo alle ab itazioni delle coorLi metteva nell.a v ia p1·itncipalis di fronte al pretorio, si tuato quasi nel centro del campo . La porta decumana aprendosi non perfettamente nel mezzo del la.Lo r irnlto verso la ciUà ma un po' più a mezzodi da.rn accesso ad un'altra via che veniva in linea dritta a riuscire nella principale, rasentando da una parte il questorio, dall'altra un tempio ed il pretorio senza imLoccare in quella che partiva dalla porta pretorja. Un 'altra via, l'angiblaris, abbastanza ampia, correva tutt'intorno separando le abitftlioni. dal muro di cinta. Gli al loggiamenti delle coorti stavano, coni.e già abbiamo accennato, fra la via principale ed il lato della porta pretoria. Consistev:1 no in fabbricati vastissimi ed eguali , posti a. destra ed a sini:;tra della via pretoria formanti in ciascnna parte sette lunghi corpi di casa paralleli fra loro e distinti. Ciascuno di cjuesti aveva la lunghezza di ,J30m su ,1sm di larghezza e comprendeva 42 camere non cornunicanli fra loro ma aprentesi tutte al di fuori, metà da un lato lnngo dell'edifizio, metà. dall'altro . Ogni camera occupava pre~sochè ·I5"' q di spazio. Se (111esti fabbricati fossen, ad uno o più piani non si può dire con certezza; rn.a con tutta prolr tb ilità dovfwan essere a più piani avuto riguardo al numero grande dei soldati che vì alloggiavano. A destra del pretorio e oltre .la vìa che dalla porUt d.ecumana conduceva nella strada principale, stava il qnestorio (qumsto1·i,iim) corrispondente a quello che oggidì chiamas i commissariato mili Lare, avendo il questore incarico di provvedere i viveri ed il corredo militare. Consisteva in un ampio fabbr icato quadrato di 1t>Om circa. per lato, con uno spazioso cortile nel mezzo, circondai.o cfa portici. Anche sulle quattro fron li esteriori correvano portici . Quivi, oltre le abitazioni e i maga1.,,ini clel questore, vi erano gli alloggiamenti dei Ll'ibuni, ossia degli ufficiali superiori delle legioni . Questi alloggi, simili a quelli dei soldati, consistevano in Lante camere

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DELL.t CASERME

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libere messe in Gla, una a fianco dell'altra, non comunicanti fra loro ed aperte sui due lat.i opposti, vale tt dire metà. sul po:ticato che guardava il cortile interno e metà sul porticato che recrngeva intorno l'edificio . A sinisLra del pretorio vi era il foro ((ontni) ossi,1 il mercato -con gli alloggi·dei cenLurìoni cioè degli u,fficia]i ,mbalLern i _comandanti la centuria. l i foro era in Lutto e per tuLLo della forma e misura del questorio. _ . . Il prntorio, clove fllloggian il prefetto al pretori.o o gen~rale ,comandan te dei pretorian i, era CO$truito nel modo 1ste~so di _una casa romana; aveva l'atrio sorretlo da quaLtro colonne, il tablrno, il peristilio e gli <lltri locali disposti intorno a qoest~ parti p_rincipali . Formava u.n rettangolo di cui il lato più lungo misura va. !orse 60m ed il lato minore 4,om . Dietro il ·pretorio verso la porta decumamt sorgeva un lempio probabilmente dedicalo a Marte. Era prostilo _e circondato da un peribolo o recinto sacro consistenle in un portico aperto_verso Io interno. Questo tempio col suo peribolo occupava uno spa,,10.~l'~sso a poco ug1ialc a quello coperto dal pretorio. Esso sì trova effi giato con parti? del recinto del castro soprn una moneta apparLenen Le a Claudio imperatore. ' Oltre le abita,1, ioni già de.seritte eranvi ancora addossate_ al m1ir~ dì cin ta., dalht parte inLerna, moHe piccole stanze egualt che SL stendevano per tutto q11anlo il giro del recinto. ()neste stanze servivano o per alJ ilazioni o per us·i mili Lari o per l'una_ e l'altra. cosa insieme. Esse pnre no.n comunicavano fra loro ma. ciascuna aveva la sua entrata parLicohu·e dalla via angolare. Però ogni sette .camer_e · se ne trovava urm più. amp ia delle altre senza ape1t urn al di fuon, ma posta in. comunicaz ione internamente colle ~Lte che le st~vano ai fianchi; ·sicchè venivano ad essere tre camere Ira loro congmnte. Quivi for;e erano gli armamentarii o 1mtgfl.zz ini delle anni. . Nel lato de lla porta. preLoria vi erano 8'2 camere, fi.,I a destra e /i. 11 a sinistra cli chi usciva dalla porta; nel lato opposto, dalla porla deènmanna, ve ne erano 8!i,, GO a destra e 34. _a ~i~i'.'l tra. Alt.re 76 camere erano disposle lungo ciasc uno dei due lati dt fta.nco; di queste 3,i. si trovavano fra le due porle principali e iI la Lo della


,, !GlENE

DE LL E CASE RME

porta pretoria, 42 fra queste istesse porte è il lato della porta decumana . A queste cifre conviene ancora aggiungere quattro camere che . si trovavano ai qua.Uro angoli rotondi dello stesso recinto. Nel castro si contavano adunque e nel solo piano terreno in totale 9 1O camere che ;:t cinque uomini per ciascuna potev~mo contenere ,i-550 uomini. Sappiamo infatti che le coorti pretoriane istituite dà Augusto per la guardia personale dell' imperatore erano 4 O di circa 1000 uomini ciascuna. Quando Tiberio le chiamò a Roma e assegnò loro il campo non erano state nè aumentate nè diminuite. Perciò il castro allorché fu eretto doveva contenere circa 1 10000 uomini. Dalla descrizione fatta si conosce chiaramente che nello stabilire questi alloggiamenti Sejano non si dipartì dalla regola generale; li dispose cioè precisamente in forma di quelli che si usavano in . campagna dagli esercì ti guerreggianti. Altro fatto importante a notarsi per ciò che hR tratto all'igiene si è i.I seguente: sappiamo di positivo da alcuni passi di antichi scrittori e da inscrizioni rinvenute nei luoghi che pel castro pretorio fu presa l'acqua Marcia da un prossimo castello e. che vi erano fontane e bagni ad uso dei soldati ( 1). Tale era questa i111mens1t caserma ove alloggia,rano quei lieri soldati che per tanto tempo dominarono Roma colla spada e col terrore. E non si può a meno di ammirare la sapienza che presiedette alla costruz ione di simili alloggiamenti. Posti al difuori dello abitato, cinti da un muro basso che non impediva la ventilazione, composti di molteplici fabbricati divisi e sparsi sopra ampio terreno, provveduti largamente di eccellente acqua per bere' e per bagni? essi riunivano le condizioni che megl io si desiderano negli edifizi militari di simil. genere.

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·1~) Le ~or,izie intorno al e.as tro pi:etorio furono u·atto dalle opere seguenti:

L -~·rch1telt1tra romana acscritta e dimostrata Co.i documenti dall'architetto cav. Lu ,c1 tANtNA,

Roma, 1842. Pai·1e III, png. i5, tav . V.

Thesarus antiquitatum Roma11a,·um congestus a 1732. Volu me Ili, pag. 583.

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G&ORGro Gn.Evto. Venetiis

c.)

Caduti gli ordinamenti e gli ediCizi militari dei Romani, cor.,ero molti secol i prima che si costru issero alloggi appositamente per i soldati. Ciò avvenne ~oltanto in ternpi a noi assai vir~ini, qnando gli eserciti divennero permanenti. In Francia Luigi XIII ordinò nel 1628 di fab bricare caserme per le troppe di passaggio nelle cit.tà ove e;;se facevano Lappa. Prima al loggiava.no a,lla rinfusa cogli ahitant.i e nelle case più povere perchè gli ecclesiastici, i gentil uomini che facevano professione d'n.rmi, gli ufficial i di corte e cento allri godevano di privilegi e non davano alloggio mili tare. :'.\'ell e città di Fi:rnclra , annesse a.Ila Francia nel ·l 668; sotto il regno di Luigi XIV esistevano parecchie caserme ~.oslru tte dagli Spagnuoli per- esimere le popo laii oni. da.l grave, peso di alloggiare le trnppe nelle cas.e private. f: probabi le che di qui la Fntncia togliesse esempio per regolare l'acquartieramento dei soldati a conto dello Stalo. Le prime caserme :;orsero nei luogh i fortificati. Vauhan nel xv11 :-ecol0 ne costruì p,trecchie nell e i'ortezze che egli edificò . Erano l.ut1e modellate :;ul lo ste,-:;o lipo, a. forma cioè di. quadrato con cortile interno, simili n, quelle che gli Spagnuoli avevano costrui to nelle Fiandre. Queste caserme si chiamano perciò a.nche oggigiorno a tipo spa,qnuolo e· ra~somigliano nel pia.no di costruzione a molti conventi di quell' epoca . [ Francesi, da l nome elci loro grande archiletto mi.li Lare che le adottò, le chiamano cris111·me alla Vwtibcin, nltr1per la loro forma le dicono semplicemen te case1·me q-narirate od a sq·ucidra. Intanto la necessittt sempr~ crescente di grandi eserciti perina.nenti costringevr-t a provvedere alloggi per le trUJ)pe fuori della cinta delle fortezze, nel le citlit dove erano di guarnigtone. Sulle prime furono adaLLaLe a quest'uf1ìcio casc1 pi·ivate, e le descrizioni che ci rimangono di questi primitivi alloggi militari sono ben poco attraenti.


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IG!J.c:NL::

Scale cieche, sto rte, sli-ette, disagevoli , sucide; wrridoi scuri.; stanze senz'aria dove si insaccavano gli uomini; pa recchie file di letti cd in ogni leLlo si dormiva tt tre per tre. In queste slnnze· medesime si , faceva. la wcina, il bucato e giacevano gli ammalati. L'usanza di dormire a tre per Lre nei letti si conservò in ce1'.f.e guarnigioni del Piemonte sino al ·1853; e quella. di fare la cucina nell e camerate con marmitte sospes·e a ganci sollo larghi camini, durò sino al 18 15. Quest'nltima m,ama però non era delle peggioi:i, perchè i camiui senivano da ,•entilatori. Nel secolo passato e sul principio del nostro sorsero in ogni p,tese d'Europa, per cura dell e città o dèl governo, edilìzi costrui ti di sana pianta e destinati ad uso di caser me. iVfa disgraziatamen te gli ingegneri mili tari, imÙ,atori servili del loro maesl1'0, copiarono sulle prime le caserme che Yauban aveva erette nel recinto dell e piazze fort i. Costruirono cioè quattro co rpi él.i fabbr ica di due piani, ed anche più, riuniti fra loro ad angolo retto , e r inch iudenti nel mezzo nn cortile quadrato. ;l'./n terrazzo scoperto e con ringhiera gira tutto ·intorno ver~o il cortile inlecno emette in comunicazione le une co ll e altre le camere dei soldati. Caserme alla Vauban (o spagnuole ell e vogliansi chiamare) si vedono dappertutto; tut.li i paesi ne hanno . Tale sa.rebbe ad esempio, per citarne una in cui il tipo è conservato in tntta h sua purezza, la caserma di cavalleria in via della Zecca a Torino . Essa è a tre piani; .a. terreno le scuderie; ai·piani superiori verso il corti le un terrazzo con ringhiern, ove mettono capo tre scale, dà accesso alle eamerale disposte in contiguità. l'una dell'altrn ed in modo che la loro maggior dimensione ori.non tale risulti perpendicolare all'asse del rispettivo braccio cli fah brica. Ora siffatte caserme per consenso um versa.le e per Iunghe e tristi esperienze sono eonsideraLc come le peggiori di tutte. Non c'è da durare molta fat ic,1 per mettere in ev iclenza i loro difetti; essi sono troppo manifesti. Il corli le interno, chi uso dai quattro Inti, rinserra un'aria stagnante e stantìa; l'a.rfa vi si rinnova tanto più diffici[mente quan Lo più gl.i edifizi circostanli ::;ono alti. Per le stesse ragioni il ,,ole , i penetra diffi cilmente e quindi il terreno è freddo ed umido . Si asciuga alla superficie nella belli~ stagione ma l'ur.n idi Là persiste sempre più

DELLE CASERME

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in basso-. Nei quartieri di cavalleria dove non si può fare acciottolato e tanto meno la:;tricalo, il cortile è per alcu ni mesi dell'anno ingombro da lagh i di mola e da pantani . Dal cortile si spande in tullo il q1.rnrtiere l'umidilil ed il sudicinme. Nell'interno delle ca.mera.te In ventil azione è difficile ~d incompleta perchè non ha luogo la ventilazione naturale che si effellua allora soltanto che l'aria ed il so le hanno li l\ero accesso ed investono Lutto intorno le fabbriche. P iù di t.utti sono i:na.lsani i locali a pian terreno, anzi. assolutrimcnle inab itabili, perchè umidi, scuri e mal arieggia,ti. Di più, quei cortili ct1i nsj Lutto intorno, dove l'occh io non può spaz iue,soprarnsti orizzon ti , hanno qualclle cosa di uggioso e cli tetro che scen<le nell'anima e la rattri:;ta. L' aria plumbea che v'è lit dentro aggrava il petto e rannuvola lo spiri to; ci si sente qnalche cosa clella prigione . Tali quartieri sono adunque inesorabilmente condannati perchè dovunque r iconosciuti nocivi alla salute ed al benessere delle truppe . Piacque un giorno al CuerTaz,.i cli deunirc il palazzo C.1rignano cli Torino « una ribellione in permanenza di matl.on i cotti contro il senso comune» . Con più ragione si può dire che le caserme alla Vanban sono in r ibell ione permanente contro l' igiene. Il solo m?clo di r imediare agli inconvenienti che esse presentano sarebbe di lasciare aperti gli angoli del q nadrato e fare assai bassi i quhttro fabbricati. Acèanto a qneste sciagurate caserme ve ne sono altre che trovano del pari ben poca grazia al cospetto dell' igienista. Intendo parlare di quegli antichi edifizi, specialmente conventi, che vuotati dei loro primi abitatori per causa dei rivolgimenti poli ti ci, fnrono alla meglio · o alla peggio atfattati ad uso di alloggiare soldati . Le caserme-convenli generalmente sono in buona. posizione topografica; i loro fondatori seppero con fine accorgim.ento scegl iere i luoghi e le espqsizioni migliori . Altro vantaggio si è di avere per lo più scale larghe e facili . l\fa la irregolarit.l1 dei locali che . male si presta.no al nuovo uso e la stessa disposizione delle fabbriche formanti quadrato, con ch iostro inlerno, chr ò propria cli molti monasteri, n[t0ciono per le ragioni già dette all a loro saJuurilà. Solo quando il cort.ile in terno sia molto vn~lo e gli edi(izi intorno molio bassi, gli inconvenienti lamentati riescono minori.


lGIEN 8

DELLE CASE RME

Gli stessi mali presso a poco si incontrano nelle case dei privati convertite in quarLieri. Esempio, la caserma Allegri in Verona. Simili a que~Le sono le caserme costru ite dalle città a poco a poco,, a seconda dei biso,~ni, in tempi diversi, senza un concetto architettonico unico e prestab ililo. In esse le diverse parti stanno legate insieme senza armonia e male rispondono allo scopo. Parimenti la giacitura topografica è per so lito poco conforme alle norme igienidie, essendosi badato più che altro, nella loro prima fondazion e, àll'econornia e a trar partilo di un terreno disponibile. Ad esempio di questa specie cli caserme può citarsi quella cli piazza Montebello in Saluzzo .

mentre abb·)Ilcla l'acqua condotta vi con opere mirabili da Vanvi'telli e vi sono bagni per i cavalli, mancano a(Tatto i bagni per gli uomini. Ciò non ostante queste due caserme sono ritenute, e sono in realfa fra le più salubri del regno perchè situate all'aperto, non strette fra i fabbricati, e perchè proniste di spaziosi cortili in modo che l'aria le circonda da ogni parte.

Gli ingegneri militari compierono un vero progresso il giorno in cni rinunciando n. vecchie·consuetudini, cominciarono a costruire le ca,$erme che si chiamano a tipo linea:re. Tale è Castel San Pietro a Verona, il quartiere Carlo Alberta a CagfoLri e molti altri. Constano di un solo corpo dì fab brica rettilineo , cui talvolta sono annesse due piccole ali ell e sporgono sull a facc iata. La sporgenza delle ali non deve mai superare il terzo della lungh e"za che ha l'edificio princ:ipale. Se ::-ono piccole, capaci al più di un baltaglione, queste caserme possono accordarsi colle esigenze dell'igiene e r iescono saiubri . Ma se sono grandi, monumentali, a molti pi.ani , allora gli scrutatori se, veri se ne acconleutano poco, per·chè r iesce difficile la nettezza. e la, ventila"ione dei locali e perchè gli uomini sono obb ligali ad un continuo sali e :;cendi per le lunghe scale, e quindi a un gravp. dispendio di ror;,,e. Pure è cosa ev idente che le caserme lineari, r ispetto all'igiene, si avvantaggim10 di molto sulle quadtite; i dorrn itoi hanno finestre che si corr ispondono sulle due facciate principali, le quali danno libero accesso all'aria ed alla luce. Questo piano di costruzione è adunqne per se stesso acceltabile e lodevole. Affini alle Iineari e cogli stessi pregi sono le caserme a tracciato 1nistil1:neo (constanti tioè di fabbricat i rettil inei e .curvi) come quelle di artiglieria, e cavalleria che fiancbeggiano il piazzale della reggia di Caserta. Esse non ,:;ono prive di inconvenienti tra i quali principahnente avere gli alloggi dei cavalli e degli uomin i nello stesso edifizio, scale interne a eh iocciola disagevoli per i. cava! ieri, piani superiori con camere a vòlla mollo bassa e, cosa s·ingolarel

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III .

vi

Ma è un altro modo cli costruire gli alloggiamenti militari, ottimo fra tutti e il ·più prop izio a conservare la salute dei soldati . Gli Inglesi nei tempi ·moderni furono i primi a tentare questa nuova via, ecl il loro esempio non lardò ad essere seguito dalle altre nazioni. Già sul finire del secolo scorso si era in Inghilterra vivamente agi tata la questione dell'accasermamen to, ed il ministro Pitt aveva fatto costruire parecchi quanieri non ostante l'opposizione del suo avversario politico Fox. Nel 11855, durante la guerra cli Crimea, rinacque la stessa questione. Preoccupava gli animi il vedere che la mortalità nell'esercito si elevant ad una cifra superiore a quella della popolazione civile della stessa età. Risuhò dalla fatta inch iesta che principale causa della eccessiva mortali tà erano le caserme insalubri. L'esp(;lrienza dimostra che dati due edifizi di cui l'uno è il doppio dell'altro, e gli Rhitatori del primo parimenti in numero éloppio del secontlo, il più grande è, cwte,r,is pa1·ibus, meno salubre dell'altro che relativamente alla sua capacità rinchiude lo stesso numero di nomini . Partendo a.dunque da questo fatto che le grandi caserme, in qualsiasi modo costruite, sono sempre più malsane delle piccole, si pensò cli acquanierare le truppe in molti pi ccoli edifizi separati. L'idea fu tradotta in atto nella costruzione dell e moderne caserme inglesi dette a Bloch-sistern,. Sono padiglioni separati, dei quali alcuni non hanno che un piano, altri dne al più. Perchè non si privino a vicenda di aria e di luce ANNO

xxn r,

VOL, IV .

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!G l F.:-11':

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gli cdifi.zi sono per regola, a di stanza, fra cli loro, doppia dell'altc:t.za. L'aria circola li brramenle frammezzo, il sole penetra dapperlutlo: la ,·cnLilazione nell'interno è fac ile essendovi finestre cli risco n!ro nei clue lati. I pericoli degli addensamenti umani sono in tal modo allonlanati . Molte di cosi fa tte caserme sorsero nel Regno Unito e nell e colonie clell'impero hritannico . Citasi, fra le altre, a model!,) qucll,1,di Colcl1ester, nel In quale i padiglioni non lianno che un piano e comprendono due camere cariaci di '25 soldati <~iasc.nna. Frammezzo _v_i son o le stanze dei sottnffìciali , l'ingresso è al centro, alle es1rc1mta vi sono piccole·stanze per i lavatoi e gli orinatoi. __1·a~1piezza dei dormitori è calco lata in modo da fol'llire ~6 m. c. clt ariaperuorno . Le <:ucine, i corpi di guardia, le officine, le scuole, la biblioteca e tutti i serv izi ac!:e~sori :=;ono in edifizi ,;eparnti . Vi ~ono anche stanze (Day-rooms) clorc stanno di giorno i soldat i, imece che nella i;nmerat:t, a leggere, s<:riverc, ecc . Iu America nel tempo cklla guerra ci,·ile fra i l'edera.li e i confederali ( 186·1-6'.J) le truppe fu rono alloggia.te in modo analog~, val e a cli1·e in ca~crme-harat:che falle in legno o in muratura. [ nsullnti fn rono as,ai sodd isfacent.i. Fini ta la gncrra non si caml 1iò il sisLema di accascnnamen to ed il piccolo esercito élcgli Stali llniti (meno cli '.lO mila uomini), sj)ar~o sopra un tel'l'itori o che quasi eguaglia qnello di tuttn Europa, co1t climi diversissimi, dal silJerico elci ,\ linnesotah al tropico di Cal ifornia, alloggia in caserme-baracche, sia noi campi sia nelle fortezze. Gli edilizi sono disposti in circolo o a gn isa di ferro cli c:nallo ~ cli qnaclrato o cli rombo ide o cli V; ovvero sonoinegolarrnenles1!nrs1 secondo lo rnrie ci rcostanze rd opportun ilù del luogo. Oltre gli allomr{ nn per . ocrli uf'ri ciali e per la LL'UJJIJH, vi sono locah iso lati per tulli i servizi accessori, ospedal i, hihliotcca, magazzini , ecc. Nel 1872 clovenclo i l?rnn<:esi preparare gli alloggi per l'esercito teclcsco di occupazione nei clipartim_cnti dell'est, la commissione militare, presieduta. da un medico, prescelse questo stesso moclo cli alloggia.mento . Si costru it·ono baracche lunghe 4-5"' , larghe8m, alle 3m. Nelt'interno yi era. un corridoio largo 2m che da una parte termina.va alle stame del ruriere (Feldwebel), dall'altra a due camere per gli altri sottuffi ciali della compagnia. I soldati dormivano in camere 1

DELLE CASER)IE

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con solfLLLo capaci cli 112-20 lotii con una cuhatura di 113 m.q. almeno per ciascuno. l\ 11merose finestre lasciavano entrare l'aria e la luce; il pavimento fatto di tavole rnnlto lJon connesse cm alto da terra almeno om,2:j, I l mobigiio consisteva in l~tli di ferro o di nssicelle su cavnlletti; in tavol.e, panche, stnfe, ecc . Di più ogni soldato ave1•aun armadio per il suo corredò. Erano in una parola alloggi militari perfetti. (Juesto sistema di accasermamento in molti piccoli fabbricati distinti è a.i giorni nostr i nn iversalmen Le adotLato ( colle variazion i impo~le dall e circostanze) perchè senza contrasto· il migliore cli Lntti; preferibile sopratutto nito al loggiai: gli uomini nelle caserme grrmcli, capaci di un reggimento ed anche di una brigata, ch iu::e nell'interno della città, niqo rli malattie. Presso cli noi fu. adottato negli ultimi anni .nelle così clelLe case1'1nette che si lroYano in molti siti cli guarnigione in Italia. Cl signor Doncsana, capitano del genio ( I), r i fece conoscere che la repubblica \'eneta, prima forse in ltalin n costruire ca:;erme per le ~ue truppe, fu ancl 1e la prima ad adottare il sistema degli edifiz i multi pii separati, preéorrénclo di piit cli ·clue secoli gli Inglesi . Infatti ,L Palm,mov;t dal ,I 600 al 1630 furnno costrnitc •1·1 casermette costituite cla una fronlc lunga 95 metri con annesse piccole ali. La fronte lrn un _pi;m tel'l'eno cd uno snperi ol'e, le ali sono cli un piano più alle. Ì\ell' interno corre un c0rridoio che dà accesso alle camere clispo,;le in senso trasversale a.I [ab hricato. Le t:amerc sono capaci di 7- 11 uomin i. « Qne:ilo fa fede (scriYe l'egregio ca« pilano) del come gli archi tetLi italiani già. circa clnesccol i e mezzo (e fa cercassero cli applicare i principi i di igiene all'acquartieramento « delle trnppe, e cliu10stra che sol o il malo esempio venutoci dai << dominatori stranieri polè fa rci deviare dal reL Lu sentiero » . Coslrusse le casermette di Palmanova il conle Mario cli Savorgnan, friulano , generale ed ingegnere della repubblica Vencla, ed il suo nome merita di essere qui ri cordato ad onore. Però ri montando più in alto, è innegab ile la analogia che questa· disposizione dei fabbrica.ti presenta con quelli dell'antichissimo Castro PreLorio Romano . 1

'.O Rtvi.sta m iUta,·e iialtana, 187~. L' accasermamento delle truppe, considerazioni geno,·ali e cenni storico-emici su ll e cusel'Jne in Italia.


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Il difficile prob lema di soddisfare ad un tempo alle esiaenze dell' igiene, del servizio militare e della economia fu ben ri;olto nelle caserme costrui te a Fol igno, a Pisa ed a Piacenza per l'arti alieria dal ,J 863 ia poi. Caserme! te simil i si veggono pure a Vero~rn, in f:ampofiore. . La ragione e l'esperienza adunque persuadono ad alloO'aiare i solOb .. . j eIat, in ptcco e caserme sparse per il terreno, ed abbastanza vicine perchè il servizio non ne sia incagliato, abbastanza lontan~ perché ~on si privino d'aria e non si facc iRn ombra. Ogni compagnia deve ,tvere la sua casa separata; un corridoio coperto o no $erve per le comunicazioni dall'una all'altra . Le truppe alloggiate fuori della città, danno, a condizioni pari nel resto, mortalità mino re di quelle che stanziano in alloggi del tutto uguali entro l'abitato . Perciò si deve quanto è possibile stabilire gli alloggiamenti ~uori della . cerch ia dell'abitato . Qui l',tria è più pura, non contamrnata dagl i stab ilimenti industriali, dai macelli, dagli ospedali ocl altri fomiti di infezione. Qui l'area da occrtparsi costa meno e vi sono minori esigenze per la decorazione esterna degli edifizi . Queste ragioni sono di tale peso che a Dresda. si abbandonarono recentemente tutti i vecchi edifizi militari nell'interno d_ella città e se ne ~ressero altri in amenissima e saluberrima posiz1011e a tramontana della cittù e da essa discosti circa un chilometro sul versanl:e sud-est della collina che le fa corona. C'è ancora un altro notevole vantaggio, ed è che fabbricando la caserma fuori della città non si è in obbligo di subordinare la disposizione dell'edifizio a quella dell.e strade già esistenti, il che costringe talvolta ad orientare la fabbrica in modo viz.ioso . Così la casenna della Cerna ia a Tol'ino dovendo sorgere sulla via omonima, il cui asse coincide col. parailelo del luogo, ha la facc iata principale volta al nord e sottratta affatto all'az.ione del sole mentre vi è troppo esposta dal lato opposto. Nè questo di l'etto di origine potè essere corretto clai savi provvedimenti dell'ingegnere. I soldati hanno vantaggi fisici e morali grandissimi abitando fuori della città: Pure, gli ufficiali non possono e non devono essere perennemente segregati dal consorzio civile; perciò la periferia delle città, il loro estremo confine co lle campagne, è il luogo di elezione delle caserme.

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IG!BNE

Una grave difficoltà si .presenta quando si tratta cli mettere in pratica questo sistema di accasermamento prediletto dagli igienisti, ed è la spesa ingente che porta seco . È certo che le caserme fotte ad edifizi separati, molteplici, sparsi a larghi intervalli sopra ampia stesa di terreno, costano di più, perchè per lo stesso spaz.io cli locali utili si accrescono le fondamenta ed i tetti. Di più, il terreno occupato è immensamente più grande e quindi la spesa ingigantisce sempre più. Però bisogna riflettere che la leggerezza e la semplicità di questi edifiz i permettono di dare alle fondamenta ed all e opere di nrnratura molta sottigliezza; così pure le travature dei tetti possono farsi più sotti li e meno costose. Rispetto al terreno qualche volta non si incontra difficoltà veruna. A Cagliari, per esempio, nel luogo dove molto opportunamenle fu costrutta la casermn Carlo Alberto, abbonda tutto intorno i I terreno inco lto e di nessun valore, e se in quei tempi avessero prevalso più savie iclee circa il modo cli alloggiare le trnppe, si sarebbe, forse con spesa non più grande, potuto costruire nna caserma modello. Conviene per ultimo non dimenti.care che rinsanite le caserme, le quali sono oggigiorno la prima e più grave causa di malattia, si scemirno le spese per un altro verso . Oggigiorno si manifesta una forte tendenza a sbandire le caserrne monumentali destinate a durare dei secoli e si tende a rimettere in vigore rimodeùiato e rincivilito l'antico costume romano di far dimorare i soldati i~ campi fissi, ossia in comodi e sani baraccamenti . I Francesi, ad esempio. dopo i fatti della Comune allor,giarono in questo modo le forze considerevoli concen trate intorno a Parigi nei mesi di april e e maggio ,J 87 11. Le truppe erano divise in sei campi e vi si sperimentarono su larga scala le baracche come alloggio permanente. )folte di queste baracche erano affatto rozze ed imperfettissime, penhè in quelle strette poco si badava all'igiene; pure un medico militare francese, il Mervand, che ne fece attento studio, espresse il desiderio che le truppe fossero sempre alloggiate in aperta campagna in accampamenti fissi simili a quelli. . È certo che in .avvenire si presenteranno circostanze in cui volere o no sarà giuocoforza ricorrere a. quesl~ modo di alloggiamento che segna come il passaggio fra le mobili tende dei campi e le stabili . caserme delle città. '

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IGIENE

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Sembra quindi non inutile ferrnal'si un istante , a studiare ,,Ji edifizi che si erigono in queste occasioni per uso cli abitnzione llei sol.dati . . · . ~ar~tt~ri distintivi d! tal i edifizi si è di essere leggieri e semplic1ssulll.' Sono baracche rn legno od in muratura. erette sopra terreno a~conctan~e?te scel Lo e preparato . Per impedire il troppo facile ~·1scal~lar~1 rn e,~late e raffreddarsi in inverno e per mantenere più che s, puo neJI mterno una temperatura. costante, le mura si fanno doppie in modo che vi sia nel loro spessore uno spazio vuoto di ·I decnnetro circa. L'aria che vi è contenni.a serve nÙora di strato iso . !ante e mantiene asciutto l'interno. Il pavimento in legno o l'impiantito è alto cht 0111 ,30 ad ·Im da ter~'n.. Lo spazio frammezzo si lascia vuoto perchè l'aria vi circoli est possa ripul ire. Sopra uno dei lati delle baracche vi è un tetTauino copel'lo dalla gronda del tetto, dove gl i uomini vanno a far puli7,i,t ed a ricrearsi nella bella.stagione. Le fincsLre sono pi uttùsto larghe che alte, perchè non scendano troppo basso e non diano corren!.i d'nria sui letti. I tetti talvo lta si cuoprono con cartone-pietra o con feltro bituminato : ~ t~tti _1:1e_tallici, 1,1G.'.rn i per i magazzini, !asciano sentrre troppo le v1c1ss1tud1m atmosJ-enche. TI teLl.o è aperto lon"itudinalmente aJl'alteua del comignolo e questa apertura è r icopert:. da un sopmteuo o telto a cavaliere. Le apertme laterali possono essere eh iuse sia mediante impannate di legno, sia con pei-;iane mosse da corde che pas~a.no sopra. puleggie e scendono n portatn. della mano . La ventilazione si può ottenere in modo analogo rnedinnte un n,bbaino . Nelle baracche è lecito essere meno severo per ciò che riguarda la cubat.nra atmosferica, po ichè è faci I issimo procurare unn sufficicnle ventila1. ione sin per le finestre e per le porte, sia per il tetto disposto nel modo d_ctto di sopea, sia anche col mezuJ di suata,to i praticati nelle pa.ret1. ~er. dare u'.r'idea clell.a rap idità con cui si costruiscono queste abita1.101n quando sono destinate a durnre poco, basterà dire che a Co.bl_ent_z n~I ,1870 in ?-6 settimane si fecero haracche per H),000 pr1g10ruen . Ma questi l'iCoYeri fa tti in legno, ricoperti di fog li di cal'tone o di feltro spalmato cli bitume ed incli iodati snl tett.o erano frecldi, mnidi, sema ventilazion e. La mortalità in coloro che li abitavano fu 6 volte più gran de che nelle condiziom ordinarie.

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Riepilogando i l fin qni eletto, gli alloggiamenti militari in uso ai tempi nostri si possono riferire ai tipi seguenti : ,1° Cttserme alla Va,u ban ; 2° Caserme irregolari, conventi, case private ecc. 3° Caserme lineari ; 1.° Caserme a piccol i edifizi separati e caserme baracche, Le prime_sono le peggiori cli tut.te, le ultime le migliori . ·

IV . È facile comprendere dalle cose elette come lit più grande dif-

fico ltà che si pi:esenti nell'accasermare le truppe consiste nel forn ire cr]i uomini cli una sufficiente quantità d'aria pura e rinnova.La . A ~p,1esto tendono gli sforzi degli ingegneri e i desideri dei medici . Quant.o più una caserma per la sua positura. e per la sua struttura r isponde a questo bisogno, tanto più essa è salubre. . Nè la cosa può fare meraviglia a nessuno, sapendosi quaiHo numerose e forti siano le cagioni che guastttno l' aria nelle caserme. Prima cli tutto la respirazione degli nomini le so Ltrae ossigeno e viriversa acido carbonico, azoto libero e vapore acqueo ; oltre ciò lletriti organici provenienti dalle vie respiratorie e dalla l!occa. Poi dai vestiti imbevuti cli SLHlore o di altre materie che trasudano dalla persona, vengono altre esnJazion i. Drtll'intestino escono ga" fetenti. Spesso dall e latrine e dai pavimenti umidi e :rnci~i pa.r~ono altre nocive esalazioni. In inverno si aggiungono le stufe rn ghisa che emettono ossillo di carbonio e i lnmi a petrol io che spandono acido carbonico, vapore acqueo, prodoLti vola.Liii em.pireum.atici e nero di fumo. L'ttnalisi microscopica scoprì nell'arirHli alcune caserme dei vibrioni, ossia fermenti c~ipaci di provoc:ire malaUie settiche. Crli uomini adunque che vivono addensati nelle caserme sono per colpa deli'atmosfera impura in grave occasione di mala_ttie. Ac.rues.t~ causa principalmente si attribuisce la frequenza eccessiva del_la t1S1 po lmonare e del tifo negli eserciti, non che quelle adenopatie (tu-

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IGll':NE

mori ghiandolari) che compariscono specialmente al collo e che rendono tanti soldati inabili a proseguire il serviz io. Sopra ,100 soldati morti ve ne sono 17 circa per febbri tif'oiclee, e 23 circa per tisi' polmona1·e . .Non vi ha ne$St111'altrn malattia che cagioni tani.e morLi nell'esercito, come ciascuna delle due ore nominate. Bastn. dare un'occhiata alle statistiche o meglio f'requ·entare . un ospedale per essere certi di questo. , Ora gli scrittori d'igiene miritare convengono nel considerare la tisi e le febbri tifoidee come mo'l'{n: cast1·ensi, vale n dire come .malattie prodotte il più delle volte dalle cattive abitazioni. Quando vivono all 'aperto i reggimenti non hanno tisici ; l'esperienza ha dimostrato questo fa tto sopratutto durante la gucrrn di Crimea. Le più graYi perdite che suiiisce l' esercito per riforme sono del pari dovute alla tubercolosi polmonare ed alle polmoniti croniche. Le adenopatie sono da att.ribuirsi a cause non dissimili . 11 capitnno medico dott. Bonalurni, dopo allento studio, le riferisce ad una discrasia acqiiisita nellli tJita militare ; ed il dott. Affi, maggiore-medi co, annovera fra le cause di queste infermilà pl'ima di tmlo «l'a1·ir1, viziata nei, dor1n;it01·,iù lamalsanfo cleltecasenne » (,f). Se qualcu·no credesse che qui si esageri a bello studio la parte che hanno le caserme nel produrre le malattie non avrebbe che da riflettere ad un fatto notissimo . È cosa accertata che le truppe ai campi (salvo ranssnne ecc·ezioni in circostanze speciali) godono sempre di sa.Iute eccellentissima . Orn che cosa. vi è cli mutato in un reggimento che lascia la guarnigione evaal campo? Nulla, sostanzialmente all 'infuori d·eoli ' ~ alloggi. In luogo delle caserm.e vi sono le tende, in luogo dell'aria circoscritta e malsana, l'aria aperta e pura. Ogni anno si ripete questo esperimento sempre con lo stesso risul Lato; oani anno si vede da un capo all'altro d'Italia come tolte di mez;o Je casenne si tolgano in massima parte le malattie. Questo mi s·embra provi luminosa.mente il mio asserto,· vale a, di1·e che 1·1 Inaggior · male alla salute dei soldati lo fanno le caserme. 1

(1) '\tedi Gio·r nale di Jleàicina ,!Iilita,·e anno 1875, nove mbl'O, e 1878 sette mbt·c.

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Da ciò nasce la necessità, sancita dai nostri regolamenti, di assegnare 20-25 rn. c. alm~no di spazio ad ogni uomo, e di man.:. tenere costantemente nei quartieri una buona ventilazione la qua.le sola. può fornire la voluta qua.ntit~t cl' aria pura. Presso di noi il clima mite rende assai più facile che altrove la. sol uzione del problema cl.i arieggiare i quartieri . Duran te gran parte dell'anno basta dare adito all'aria per le porte e per le finestre aperte. Perciò fra. la superficie delle finestre e quella orizzontale della camerata deve esistere un certo rapporto che viene fissato al minimo in un ouavo . Così si ottiene anche una buona .illuminazione. L'utilità di tenere le unestre aperte è una delle cose più diffic ili a ouenersi, dai soldati. Essi vogliono sempre eh iudere tutto e tapparsi nelle stanze. La cosa è naturale trattandosi cli genle in gran parte nata e cresciuta in campagna, dove il vento, il freddo, la pioggia sono i più fieri nemici. È naturale anc,ora che fra due nemici, uno presente e sensibile che è il f'reddo, l'altro occulto e insensibile che è l'aria miasmatica, si tema più quello di questo, che pure è assai più micidiale. Contro siinili errori si deve lottare e ritenere per norma generale « essere meno pericoloso che il solda.to stia in aria fredda a finestra aperta, che nell'aria. sLanlia di un locale rinchiuso J) (Vedi Norme d'iqiene pel' la triippa) . Sono buone le finestre che si aprono in modo da dirigere l~i corrente d'aria in alto verso il soffitto come ve ne ha in alcune delle nostre ca:;enne. Ma nell'alta ltnfo1 e nella sLagione invernale è fo rza stare ch iusi, ed allora si fa sentire il bisogno, specialmen te di notte, cli.lllla cominua. e leggiera ventilazione. Quando. si discorre cli ventila.zione delle caserme, non si può a meno di citare,il lavoro pubb licato nel 11875 dal maggiore De- Benedictis, dove l'argomento è trattato maestrevolmen.fe. Vi si discorre dell'importama capitale della. ventilazione nel conserva.re l~ salute, dei principii sui quali si fo nda la ven tilazione naturale, dell'ampiezza eh@ d~vono a.vere gli orifizi per la presa dell'aria esterna; si calcola coll e formole del'l a meccanica la velocità dell'aria viziata nell'interno dei camini cli richiamo e la velocità. all' uscita dalla bocca superi ore dei medesimi, e come si pos:m rego lare il numero dei cam ini ventilatori secondo l'effetto che si rnole ottenere. Vi si cita


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IGIENE

DEL LE CASEnME

I

ad esempio la caserma Guglielmo a iWons rinsanita mediante camini ven tilatori opporLunamente distribuiti nelle varie parli dell'edi'fizio c,1) . . 11 mngg.iore De-Benedictis chiama (come sogliono gli inoeaneri) 'j · DO venti azione naturale << il rinnovamento dell 'aria nei luoghi ahita Li e chiusi, fonda to sul so lo ecce:";SO di temperatura nell'intérno sull o ambiente esterno, senza l'az ione di alcuna sorgente calorifera nell'interno dei camini >>. I rn.edici invece fanno concorrere diversi fattori nella veritilaz ione naturale: 1° il richi:uno huo dall 'aria in Lerna che si r isca lda , si solleva ed esce dalle abitazioni; 2° la propulsi one fai.la dal vento che spinge colonne d'arianell' interno; 3° la. diffnsione per form di espansione dei gas attraverso le mura perme,tbili (z). Praticamente il problema si riduce a Lrovare i modi e gli apparecchi più convenienti per fav0r ire la vemilazione naturale. . Gl i '.trtifi:.::i più cornunemente usali a qctesto scopo sono: praticare sriata1oi o spiragli nelle pareti; levare via. un cristallo nella parte più alta della. rìnestra; HreUere lastre cli latta bucherella ta in luoo·o . t., dei vetl'Ì. Talvolta, sebbene di rado, si vedono pure appl icali i camini di aspirazione o di richiamo descritti dal maggior-e De-Beneclictis nella sullodata memoria; e forse renderebbe non minori servizi il ventilatore Muir. 1

SLromy!3r, illust.re medico militare prussiano, propose nel 1186 1 un notevo le migli orameJHo nelle caserme. Egli dich iarò essere concfo:ione essenz iale per il henessei·e delle truppe avere loc11l i separati per sti1 rvi il giorno e per dormirvi h notte. In tal modo diventa possibile lasciare tuLto il giorno i letti e i dormiloi esposti all'aria . che è iI primo dei clisinfet.tanli. Non ostante l'aumento di spesa per l'impianto e l'aumenLo di htvoro per mantenere la pulizia e l'assetto dei locali , questi desideri cominciano ad effet.tuarsi. l\e!ltt caserma dei SchiHzen a Dresda gli uomini. di giorno non stanno nelle camerate, bensì. nei Wohnràii~M situati al IJi,an terreno e nei due primi piani. Qui1'i si trovano panche 1

(1)

Sulla ,;entilazionc natnl'nle tielle casel'm e ciel maggiore del genio B. Dg- fiEN<n1cTis,

(Gi.ornale d'Ar tig lieria e Genio, 1875, pagina 46) . (2) V. K111cH." 1t, Leh,·òuch de·r Jlf!UÌÒ.,·-IIygi ene. Erlangon, 1860, pag. J75.

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e tavoli a.i quali siedono gli uomini per leggere, per scrivere, per mangiare. An~he gli Inglesi hanno in iLlcune caserme i Oay-roo1ns . Da noi in certi periodi dell'anno, dopo il congedamento delle clas~ i, quando i cpiartieri sono meno riboccanti, si è potuto fare qualche cosa di sim ile. L'esercito è la più grande scuola del la 1rn1.ione: l'istrnzione militare e letteraria vi. si diffonde ogni giorno più; da ciò il bisogno di avere locali dove i soldati trovino la qniete ed i comodi necessari per i lavori dell'intelletto . Questi locali oltrechè a studio ed a scuola servirebbero anche come refettori o. Lo ~pettacolo che oggigiorno si vede nell e nostre caserme all'orn del ra.ncio è poco conforme al decoro militare. I soldati mangiano :tppollaiati nei dormi toi, a cavnlcioni del letto, ovvero ritti in un angolo o sedo ti per le scale come i pez:.::enti. l)ochi trovano posto per sedere alle strette t~wole che sono nelle cameraLe. Da ciò nasce pure un gran danno igienico . Poidiè i rnin ur.r.o\i di cibo ed i rimasugli di rancio che cadono sul pavimento lo infettano e lo rendono felen t.e; ed il vapore che si soll eva dalle vivande porta seco materie oeganiche che restano sospese nell'atmosfera e la viziano . È aélunque a desidernrsi che quanto p rinm cessi. l'uso di mangiare nei donnitoi. Alcuni proposero di sostituire, nell e guarnigioni , le stovigli e al gamell ino, e stahili reelerntori cli vivande dalle cneine alle mense. Una casenna, per quanto sapientemente costruita e provvist.a in abbondanzn di aria salubre, non potrà dirsi perfell.a se mancn dell e comodità necessarie per la netl.eua della persona e del conedo. Gl i .i gienisti fissano da 30-60 li.t.ri al giorno ed a testa la qunn!.ità d'acqua, la quale raccolta in serbatoi di btt.a deve essere condor.La da.pertuL!.o con tubi chiusi a chiave . Ne.lle moderne casel'me ingles i a fianco delle camerate vi sono gabinetti cli toalett.a (abliit-ions-rooms). Nell e caserme prussia.ne è prescritto vi sia una. tavola di loaleua per ogn i ilO uom ini .con una caLinell a per ciascuno ed un asciugamano per setLimana. In Francia il ministro del.la guerra, generale BenhauL, prescrisse, nel ,J 877,


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IGI ENE

fossero collc,cati noi corridoi dei quartieri trogoli di pietra alti 1-0-50 centimetri d.i terra, dove t'acqna fosse condotta da rubin etti e dove gli uomini pote.ssero la,·arsi i piedi, ccc. Presso di noi in mo llo caserme l'acqua è scarsa . Tn nlcuni reggimenti vi sono recipienti di legno con rubinetto e mastelli nelle camerate; in altri mancano affatto e gl i uomini adoperailo pel' lavarsi il ,·iso o per lavare certi oggetti di restiario mezzi altrettanto originali quanLo sucidi. In qualche reggimento di cavalleria l'infuriare dello· oftalmie costrinse a dare ad ogn i soldato um catinella metallica . Pen:hè questa non potrebbe diventare misura generale ed ob'bligatoria? Un'altra cosa che manca e che si fa vivam ente de,,idernre si è nn luogo per i bagni e per te doccie, e lavatoi per i soldati. I mobili degli alloggi militari vorrohhero pure.essere migliorati . Chi tl'ovasse nn letto pensile od amacca corrispouclente ai bisogni farobhe cosa cli molta utilità. Tale letto clovrebhe essere lermero e)<) ' poco volum inoso, faci le ed essere esposto all'aria e mant en nto netto da parassiti immondi. JI snidalo non hn. un ango lo che sia esclusivamente suo; non ha clorn ch iudere una lellera, un ritrailo, un libro, il suo peculio e quegli oggetti che gli ricol'da110 la fftJJ1igJia e le persone più care. Non c'è che l'asse n pane che ò in balia di t11lli . Questo comunismo offende il sentimenlo di persomll it.:'t Lnnto rnd ical.o nell'uomo. Sarebbe degno di imilazionequellorhesi o:-serrn in altri eserciti , dove ogni uomo 0 padrone di un armadio e di uno :,;gabello. Gli armadi hanno una parte inferiore aperta dove si appendono gli ahiti e le al'mi, una parte superiore chiusa a eh iave dove sln il piccolo co rredo . La porla dell'armadio è fati.a in modo che abbassandosi forma una t.'t,·ola. Frequenti visite impediscono ell e vi si ricettino cose proib ite o sud icie. TI soìdaLo che anche al reggimento è padrone di qual che cosa chiusa a. chiave, si tiene per dnppiù; ed alt1·0 vantaggio non dispregevole si è che per tal modo si toglie occasione a molti piccoli furti . causa di noie e di i1nbaruzzi per gli uUiciali.

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D EL LE CASE!UIE

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V. Per ,wolgero nel campo pratico le nostre idee esamin iamo ora le caserme occupate in Verona dal 8t reggimento fanteria. 11 palazzo Allegri, un tempo appartenente a nobile fa~igl'.a, fu con poco felice idoa converLi lo in caserma nel 18G6. Esso e anogato frammezzo acl altre ahitazioni in un luogo basso _e sop~·a lerren~ umido. L'acqua sotterranea saie per cap ill nri t.~. net l~ l.ll'_' , _come S I vede specialmente nei locali della. men:a dei sottu)ftc'.ah. Pec~a dunque prima di tuLto per la sua. s1L1wz1one dentro I vb1Lat~ cd 11~ luogo diflicile a rentilar:;i. La di;;po:;izione del l'ahbricalo ~01 è assai irr;r,olare. I suoi quattro cortili cinti inLorno <folle falllJ r~che. conten;ono un'aria non ma i abbastanza rinnornta, come avn ene nelle cas;rme alla Vanban. Due specialmente cl i questi cortili_pres~nt~no i detti inconveuienLi in grado eminente percliè slreLL• e ~h1~<; 1 da alte fabbri che; sono veri serbatoi di ari,t corrottn . TI ~o rt_1l~ C non è selciato, le acque piovano vi hanno difficile scolo; qn111d1 n slagno e ferm entazione cli detriti organici. Alcune scale non hanno larghezza proporzionale alle camerate per cui servono; quincli le comunicazion i vi $0110 diflì~ili: ,. Le stanze al piano terreno sono tetre, oscure, umide, pe1ciò non destinale ad abitazione permnnente, bensì a scnole, mense, cucine, prigioni, m:-igazzini. . . . . .. . Al primo piano le stanze hanno d1mens1ont diverse. Un,1, che era il salone dell'a1Hico palazzo, spropositatamenLe alta e grande non è punto fayorerole alla ;;alnte di coloro .c~1·e vi, ahi~1no, come ~ prima giunt,1. potrebbe pa rere per ltt vrisL1t_a clell an~h1e~1Le. T~fattt quella grande massa d'aria che vi si coni iene è difficile a rmn?va.rsi ccl. è in certe epoche, dell'anno eh l.emperatum tro?po dif~ ferente dall'aria esterna. Di più l'igiene insegna che nei gr~~ndi amb ienti non si cle,•ono accumt1lare gli uomini in proporzione della cuba tura, ma che è necessario di assegnare a eiascun uomo anche un m,inimwn di superficie orizzontale ragguagliato a 3m. q. ,60. 0

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DELL E CASERM E

IGIENE

Alcune stanze del primo piano sono difficili a ventilarsi anche colle porte e finestre aperte. È qnind_i super_fluo_il dire che gli sfiatatoi praticati in alcune sono del t.u~to 1_nsufficient1. Questa difficoltà estrema nel rinnovamento dell'ana d,pen:lente dalla disposizione dei fabbricati, è ancora accr,~sc'.uta dal cltnia loca le, poichè a Verona i ven ti sono rari e delioli ~ 1 ,ma poco mossa. _L_e c_arne'.·e cl_1e portano il numero 88 e 89 sono provviste di camrni dt w,p traz ,one per la renlilazione. Questi carn.ini sono fatti in l?gn~ a sezione lrn:wersale quadrata, il che è utile per attenuare 1altn to, esse1~do 1J quadrato quella figura che fra i quadrilateri ha ~01.to la mass,m~ atea il minimo perimetro (De- Bnnedictis). Si mna./zano sopra il tetto per più di un metro e sboccano nell.ll volta, {l~lle camere. L~t lor~ apertura snperiore è l"icoperta con un semplice capJ?ello ~lt _lamiera ricurvo . L'arin. cakla. dell' interno esce pee questi cam,n , ed è surrogata da a!tr' aria fredda che ent.ra per fe fessure della porta e delle lìnestre. Però a rendere più efficace l~1, loro azione sarebbe bene fossero provveduti sul com ignolo d1 un apparecchio lumifngo, ad esempio quello così semplice e tanto nsalo detto gota di lupo. Cosi i venti aiuterebbero l'azione aspirante_ dei camin i e sarebbe impedito qùe!Jo che accade ora, va!e ;). _dir~ che la pioggia sp inta dalla bufera cada per i camiui sui lett, cle1 soldati. · Il pi.ano superiore gode più largo benefizio di aria e cli ltice ed è per conseguenza. il migliore di tutti. . 1 p~vimenti_sono, in alcune stanze, di tavole; in altre vi è I' impian_t'. lo cl_,'.uatton, o l_'asfa~to . lI'.) _ sperimentato nlile per renderli irnpermeab!l1 spal,mre t pavnnentt 111 legno con ol io di lino bo llente . . ~e cucine in num: ro di quattro s@o sparse qua e là per l'edifmo'. . alc~ne oscure, 11011 arieggiate e foll."!ose. J>er tal modio è trasgredito il precetto generale di coll ocare in fabb ricati diso-iunti dall; ~1bitazi~ni tulli i locali che possono pregiudicare la p,;rezza ·del! aria (cucrne, latrine, scuderie ecc.) (,J). Mancano poi i mezzi per la nettezza personale e per lavare il (l ) A quest' incorl\'enionte t; <i in questi giorni rimec'iato col c t · ' os l"ml'e una nuova e bella ·cucina nel cortile principale.

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corredo, Yi è a questo scopo nel corti le B un trogolo di pietra reLtangolare cli 0'", 95 nel lato lungo, e 0 111 ,80 nel lato corto; perciò affatto microscopico ed insufficiènte ai bisogni cli oltre 300 uomini che alloggiano in questa caserma. L'acqua potabile è auinta ad un solo pozzo. Castel San Pietro, fabbricato nel 1806-57 sulla ,;etta di una collina sovrastante la città, è in posizione topografic,L che non potrebbe desiderarsi nè più salubre nè più ridente, Isohito da ogni al!.ra fabbrica, l'aria e la. luce lo inondano da tulte le parli. La sua costruzione a tipo lineare rende facile la continua e spontanea ventilazione in tutti i recessi del vasto edifizio, È orientato in modo che la sua facciata principl.\le guarda Yerso sud-ovest. Ha lre pian i compreso il terreno nel fabbricato principale, un piano di più nei fabbrica ti di, ala.. Questi sporgono pochissimo, appena tanLo da poter aprire una fin estra nella poriione che forma aggetto sulla facciata, ed avendo tre muri cli ambito in rliretto contatto coll'atmosfera, contengono camere l.ieLe cli aria e di luce. 1 dormiloi nel fabbr icato di mezzo sono disposti perpendicolarmente a.ll'nsse princi.pale, ed hanno finestre aperte. per un lato nel muro maestro dell~i facciata, per l'altro in un corridoi o al quale in ogni piano conducono le scale. · Alcuni vorrebbero proscritti i corri doi da!Je caserme inco lpandoli di. servire alla diffusione dell'aria corrotta e della. puzza delle latrine e di. fare ostacolo alla luce ed alla. ventilazione. Questi inconvenienti sono inne o-abili· l)erò si lootrebbero evitare facendo i corridoi aperti a forma. di logaiato. Servirebbero allorn di utile ripai·o agli uomini e cl.i grande ·c~modilà nell'inverno sopratullo, senza fare danno ai clormiLoi. I pregi cli Castel San Pietro sono pur troppo conlrobi lanc.iaLi da un grave inconveniente, ed è la. difficolLà delle vie di accesso , La scala per arrivare al Cas~ell o è lunga, ripida, difficile . I soldati devono pori.are colassù a spalla i viveri, la legna ecc; il che li obb liga ad un grave dispendio di forze. Nella stagione invernale col.pili cla venLi freddi, mentre sono in sudore per la falica della saliLa vanno soggetti a frequenti malattie degli organi resp iratori, Un rdlro inconveniente si notava sino a questi ultimi tempi in 1

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IGJENP.

quella caserma., ed è che il teno a terrazza lasciava passare la pioac,ia 00 che si ·infiltrava per i muri e scendeva nelle camerate. L'acqua forn ita da una sola cisterna è cattiva. Si sosti tuisce però facilmenle con quella della vicina fontana del fe·1'l'O. Le cucine e le latrine sono posi.e l'une a fianco delle altre in un fabb ricato che sporge come una torre dal lato che guarda. nord~est. L'idea di mettere così contigui questi locali di uso cosi diver:;o fu per vero dire infelicissima. · Invece che avvicinarli si è istintivn.mente portati a metterli ai pol i opposti di ogni edifizio . ,\1uove lo stomaco il sentire l'aria delle la:tr ine che viene ft lambire le marmitte del rancio. Castel San Pietro manca ttffatto di qualsiasi apparecchio di ventilazione. C'è però Ullèl. circostanza che attenua la colpa. degli ingegneri austriaci, rei di questa dimenticanza, ed è che essi avevano poste delle stufe in ferro in ogni camerata. le qu(l!i ;;ono un potente mezzo di ventilai ione. Oggigiorno sarebbe facile qui come altrove fare imboccare nelle canne dei camini tubi metallici terminanLi con un cappello od imbuto sotto il quale si metterebbe il lume a petrolio. In questo modo, pare, sarebbe agevol.:l ta l'uscita. dei prodotti cli comb ustione del petrolio e dell'a ria corrotta dei dorm iloi . La caserma Santa Toscana posta alla periferia della città, costruita. a tre piani, secondo il sistema linea.re, è la più salubre delle tre. Qui si pensò ad assicurare in modo razionale la ventilazione. Infatti ogni donnitoio ha. una bocca d'aria, di form,1 rettangolare, che si apre rnsente il pavimento, sul corridoio, a,!Jargandosi a guisa di feritoia. · Le bocche d'aria al pian terreno sono chiuse da uno sportellino di ferro che gira. sopra piccoli arp ioni e si apre e ehiude come u.na finestra. Agli altr i due piani ìnvece vi è una lamina di ferro quadrata, di ampiezza corrispondente à quella delle bocche di aria., incastrata nei lati, la qua.le mediame un lungo manico si alza e si abbassa a gu.isà di catemtta. Ma la ruggine guastò presto questo meccanismc, e le catenttte o non si possono più alzare o sono ro tte . Perciò .impossibile regolare la. corrente d'aria secondo il bisogno e secondo lo scopo prefisso.

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DELLE C AS ERME

Fanno riscontro a queste bocche d'aria alcune lamine cli latta crivellata messe al posto di Lm vetro all'angolo di una finestra. L'aria adunque entrando dalle aperture a livello del pavimento andrebbe ad uscire per i fori del le finestre. Ma vi sono parecchie circostanze che rendono vizioso questo modo di ventilazione. Poichè l'aria che per i corridoi deve arrivare alle camerate rasentando il pavimento, vi ent.ra polverosa ed impura. Talvolta vi sono correnti troppo forti e moleste per gl i uomini che hanno il letto in tutta vicinanza delle bocche d'aria.. Questi allora a.vendo gli sportel li in loro lmlia allungano i I hraccio , li chiudono e la venLilazi. one è intercettata. Oggigiorno si ritiene per regola generale che, all'opposto di C{Ltello che si osserva qua, gli orifizi di entrata dell'aria debbano essere in alto sotto il soffitto , quelli di uscita più bassi. Nondimeno sarà sempre meglio a.vere un apparecchio di ventilazione imperfetto che non averne nessuno . La caserma Santa Tos cana deve poi p:;trte della sua. salubrità. all'essere attraversata da un canale d'à.cqLrn il quale si presla per la netlezia degli uomini e del vestiario . Sarebbe però a desiderarsi che questo canale fosse scoperto per pitt ampio tratto. La cucina recentemente costruita. dal genio nel cortile, è ottima sotto ogni aspetto, uè migliore si saprebbe desidera.re. Il corpo di o·uardia. trovasi invece in condizioni infelici perchè " . assai scarso cli aria e di luce. I corp i di guardia. dovrebbero essere le località piL\ salubri e meglio tenute dei quartieri, perchè se le camerate per qualche ora del giorno si vuotano, essi invece sono continuamente abitati e continuamente fanno sentire sugli uomini la loro influenza. Un'altra pecca. della. caserma Santa Toscana sono quelle camere buie delle quali ve ne ha una per ogni piano e che non ricevono altra luce foorchè da una finestra che dà sul corridoio-:" Nell'intenzione dell'ingegnere qtLeste camere era.no destinate a magazzini come ne fa fede l'inferriata al la finestra. Soltanto la ristrettezza grande dei locali, relativamente a.gli abitatori, costrinse poi a cambiarle in pessimi clormitoi.

ANNO X:tllI, VOL . lV.

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JGIE:-IE

DELLE CASERME

In tutti e tre questi quartieri vi sono la trine assai lontane dalla perfezione igienica. Ogni uomo emette in media 14-00-•l300 grammi di escrementi al giorno, dei quali -1.300- 1300 d'orin e, 1120-200 cli feci. 8 facile da ciò computare qllale massa di materie si accumuli quotidianamente nei nostri popolosi quartieri. Una buona latrina deve raggiungere un doppio scopo; de,·e fare cioè : ·1° che i gaz i quali erompono da questi fetidi vn lcani non si disperdano per le abitazioni ; 2° che le materie non infettino il terreno e sopratut.to le acque potabili. Le nostre la trine fanno capo a i cosi detti pozzi neri o hottini, vale a. dire ad nn recipiente murato dove vanno a srari carsi le fecce. Ora questo stato di cose è biasimato l:n.n Lo dai medi ci quanto dagli ingegneri, poichè dai bottini an-engono facili fi ltrazioni. le· qltali non si possono impedire nè con la muratura ordinaria nè con quella cli cemento idraulico . lo conosco un quarti ere dove le latrine e le pompe invcre di essere diametralmente opposte si trovano addossa te le une alle altre: Mvengono infiltrazioni di sostanze putride nel l'acqua, la quale è assolul.amenLe insalubl'e. In quel quartiere regnano ep idemiche le diarree e le dissenteri e che non hnnno probabilmente altra causa all'infuori cl i questa. Le aJlertnre dei luoghi. comod i per le quali si immettono le fec i dovrebbero essere ehiuse con tappi di legno; ma questi molto di rado sono al loro posto e fanno ben leggiero ostacolo all' usciLa dei gas feten ti. Per disperdere questi gaz vi sono nelle nostre latrine dei tub i venti latori in ferro fuso, i quali asceuclono dalle fogne per llltl:i i piani sino al tetlo . Qlliri sboccano, non conserrnndo intiero il loro diametro, ma restringendosi a cono, e terminando fina lmente con un altro tnho, il cui diametro non a.niva che ad un terzo fo rse cli quello del fusto. Gli ingeneri_ricorrono a questo espediente per accrescere la velocità dell'aria. all'uscita, rispetto a. quella che essa ba nell' interno del tubo o camino cli aspiraiione; il quale accl'escimento tli velocità all'uscita ò necessario per vincet·c l'aJ.ione contraria dei venti. Ma il maggiore De-Benedictis, nella )[emoria citala, giudica assai seYe-

ramenle questo moclo cli fare che egli chiama un 'Vero eit1·ore cli meccanica e di economia. Poichè col restringere la bocca superiore dei camini di richiamo, si climinuisce potentemente la velocità cl~ll'aria nell'interno dei rnecle:;imi e ne resta qnindi diminuita la portala ossia l'efficacia della ventilazi one. Consiglia perciò cli far terminare i tubi ventilatori a bocca piena provvedenclol i cli llll congegno fumifugo, mediante il quale l'azione del vento non solo non nuoce ma concorre a facilita.re l'efflusso elcil'aria viziata. Per essere esattamente inl'orrnalo circa il modo con cui funzionano i tubi ventilatori delle nostre latrine, io sono pi(t volte sali to sui tetti ed ho fiutato l'aria che ne esce. Talvolta la trovai quasi inodorn; indizio eerl.o che la loro forza dì aspirazione era assai debole. E visono anche conclizioni atmosferiche nelle quali la corrente si ro,escia, l'aria scende dal cli fuori per i tubi, respinge i gaz puzzolenti e li diffoncle per le abitazioni. In simili latl'iue i disinfettanti per quanto usati a profusione, non possono avere e non hanno che m;\rtilità momentanea, superficiale, insufficientissima. Se è dunque vero che nelle latrine si celano terribili nemici della salute, conviene clire che ad essi è lasciato troppo facile ingresso nelle nostre ab itazioni mili tari. Le poco igieni che condizioni delle nostre caserme sono poi ancora. aggravate dal fatto che per la massima parte dell'anno vi si accumula una quan tità di uomin i superiore cl'assai alla loro capacit1t. I letti non hanno più frn loro la distanza voluta di t •n, 20 e la. cubatura atmosferi ca per ciascun uomo è rido tta alla metà cli quaulo è prescritto e gindicato streltamenle necessario. Da 20-25 m.q. per testa scende a 12 circa. Di qui è facile intendere come derivino molte malattie, e l'esperienza lo lrn più volte dimostralo. È celebre il fatto riferito d,t Tardieu: Dal 1843 al 18/i,7. ogni anno poco dopo l'arrirn elci re Luigi Filippo a Saint-Cloud, scoppiava in quell a ca~erma il tifo e cessa.va. otto giomi dopo la partenrn del re. La caserma era per sè salllbre; ma capace cli 400-500 llomin i, doveva accoglierne nella suddetta occasione un numero quasi triplo.


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IGIENE DELLE CASERME

Per avere voluto popolare fuori misura le stanze e i corridoi di un convento di Siel)a, il 3° reggimento granatieri sottostette nel ·I 863 .ad una grave epidemia di febbre tifoidea che mieté 25 vite nel termine di un mese. Esempi simili a questi, e non meno funesti, sarebbero facili a tro.varsi nella storia sanitaria del nostro esercito. L'esperienza del passato insegna adunque ad evitare con ogni studio il soverchio addens(!.mento degli uomini nei quartieri.

II.J rrIRO DI 1-<-,UCILERIA A GRANDI 01ST ANZE

Tali sono i miglioramenti che l'igiene invoca negli all oggi militari. Non resta che a far voli perchè e::,si scendano al più presto dal campo dei desiderii in quel lo dei fatti.

G.

ASTEGIANO

C(J;pi,tano-m,eclico .

Gl i studi diretti ad aumentare l'efficacia e la gittata delle armi portatili da fuoco, interrotti per un istante dall e cure adoperate per accrescerne la rapiditit di tiro mediante la riduzione a retrocarica, banno raggiunto il loro scopo. Le fanterie degli eserciti europei sono armate di un fucile di piccolo calibro, dotato cl'una traiettoria tanto radente quanto lo possono desiderare, e capaci di portare la si.rage ad una distanza., che per poco non arriva ai :tre chilometri. I regolamenti rispondono essi a questi miglioramenti introdotti nell'arma? Dopo avere consumato lauti anni di studi e di esperimenti per dàre alle fanterie un fucile perfetto, non è forse un trascurarne i pregi il limitarne l'uso al di qua dei 600 metri, come fanno per lo più i regolamenti~ L'aumentarsi del raggio d'azione della fanteria per mezzo dei suo i fuochi, avrà così. poca influenza sulla tattica, che il trascurare di considerarla non ci porti nocumento nell e future guerre? Nena risposta. a queste domande sta in gran parte compendiata la questione dei fuochi alle grandi distanze, intorno alla quale da un paio d'anni si agitano molti scrittori di cose militari d'oltremonte mentre sui poligoni del tiro si stanno cercando le riprove dei loro ragionmnenti teorici. La. guerra del 1870 era stata combattuta dai due avversari con armi disuguali riguardo alla gittaLa; ma · non era.no rimaste inosservate le gravi perdite sofforte dall e truppe tedesche a cagione


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IL T IRO DI FUCILERIA

A GRANDI DISTAN ZE

dei fuochi cli fucileria, che i Francesi avevano diretto sopra esse da distanze considerevoli. Pel momento però rion ne furono dedotte conseguenze tali da muta.re radicalmente l'insieme dei precetti che regola.vano l'uso dei fuochi nel combattimento. La nostra Ist'n izione sul tù·o per dire la veri tà fino dal 1874 addestra.va al fuoco.fino a. 11000 metri. Era. un passo avanti l'ordinare ciò che ne<1Ji . . ., eserc1t1 esten era ancora escluso. Ma quesla. concessione, a quanto sembra, era piutLosto un omaggio ad un vago sentimento delle migliorie introdotte nel fucile di quello che una vera convinzione dell'utilità dei fuochi oltre ai 500 metri. Infatti non abbiamo nonne speciali per l'uso di codesti tiri, e l'esempio proposto in occasione dei tiri di combattimento non corrisponde precisamente al concetto che se ne ha oggidì, secondo il quale se ne fa dipendere la efficacia dalla simultanei til e dalla disciplina del fooco . Nel 1876 anche nell'esercito austro-ungarico fu ammesso « di « pòtere in certi casi nuocere sensibilmente al nemico · a distanze «_dai 600 ai 11J.00 passi (450 ai 11050"'), sebbene l'eCGcacia. dei « foothi si manifesti al di qua di quei limiti » ('I). In seguito a ciò furono da.te alcune norme per l'esecuzione di questi fu och i, nelle quali si scorge tutto l'interesse posto per evital'e i dRnni dell 'azione della, fucileria oltre il raggio entro cu i era fino allora ristretta . Intanto la Germania, che aveva finito d'armare le sue fanterie col fucil e Mauser, nel ,f 877 stava esperimentando nella scuola di Spandau le teorie del capitano bavarese Mieg. Queste teorie hanno per scopo di trarre profitto dell.' aumento cli gittata, raggiunto dalle armi portatili odierne, col lrrnciare contemporaneamente una certa massa di proiettili sovra un conveniente bersagl io collocato ad una grande distanza, ritenendo che quella piccola parte fra essi, la quale arriva a colpire, compensi ampiamente coi suoi e.ITetti quella parte che va sprecala. La lhiova istn1izione d-i tiro pe;r la fanteria tedesca pubblicata nel novembre scorso sancisce i principii del ca,pil:ano )iieg, e li riduce a precetti pratici. Quest'approvazione data all'uso del tir9 di fuciler ia alle grandi clistanze in un esercì to nel quale le innovazioni si fanno a piede di piombo, e solamente quando _ne è riconosciuto tutto l'intrinseco valore, ebbe un gran (".)

(I) Vedi ntvtsta, milita1·e dello scorso settembre .

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peso nella questione, che intanto dibattevasi con un certo _cal?r~ nelle regioni teoriche, tra coloro i quali, .col Bogo uslawsk1, v 1 s1 oppongono recisamente, e coloro i 'quali non solamente ne riconoscono i vantaggi, ma r itengono che da essi debba sgo1·gare una profonda innovazione nella tattica. . . L'ultima guerra combattuta in Orienteavrebl.Jepotuto dare qualche schiarimento sulla questione con le sue sanguinose esperienze più decisive certamenLe di quelle eseguite sul calmo spia.nato di tiro a seano. )fa le relazioni, che fin ora abbiamo su quella guerra, non so~o così complete da poterne dedurre qualche giudizio. I Turchi prot,etti da form idabile trincee, vicini a strabocchevoli depositi di munizioni, hanno usaLo ed i:tbusaLo del fuoco dei loro fucil i. Si sa ch'essi tirarono a distanze considerevoli, ma con quali discipline? con quali effeLLi? Era la mancanza di calma che dava aliti linea cli tiro un forte angolo d'elevazione sull'orizzontale, ovvero la coscienza della bontà del fucile? Finora non è possibile il dare una r isposta adeguala a queste domande. Si disse che i Turchi tenevansi silenziosi dietro alle trincee , in modo da farle parere sgombre, ed accovacciati nei ripa.ri attend·evano l'avversario fino a 300 metri, e che poi, sfolgorandolo improvvisamente con un terribile fuoco accelerato, l'obbligavano a retrocedere, e l'inseguivano coi loro proietLili fino a ;I 800m. Ciò mostrerebbe molta abilità, molta disciplina e molto discernimento . Ma fu detto eziandio che i Russi patissero enormi perdite finchè erano a grnncfi distanze dalle posizioni nemiche, e che nello avvi.cinnrsi ad esse, i fuochi nemici senza perdere di intensità, anelavano via. via divenendo sempre meno nocivi. Ciò toglierebbe ogni traccia di discipl ina nell'uso dei fuo chi, i quali sarebbero stati fatti all'impazzata, non curando le linee di mira, scaricando e caricando il facil e appoggiato al parapetto, senza che la testa spuntasse mai sopra esso; ma lascia anche credere all'efficacia dei colpi falti con forti angoli di ti.ro, come per solito risultano quando si tira sbadatamente e senza mirare. In un punto solo le relazioni vanno d'a,ccordo, ed è nel parlare dell'immenso spreco cli munizioni dei soldati turch i, rivelato dal crepitio della fucila.La., . e molto più dalla quantità di casse di cartuccie mezze vuote o vuote affatto troYate nei trincieramenti sgomberati. Rimane sempre a sa-


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IL TIRO 01 F UCILERIA

pe~·si se I.o spreco di c~.rtuccie fu proporzionato alle perdite subite dat B.ussr a grande distanza dal nemico, cd n.i vantacr"i tatlici riportati, e se disciplinando i fuo ch i sia possibile di di;inuire talo spreco e trarre eguale e miglior profitto da questo genere di tiro. Per ora a tale riguardo bisogna ancora aLlene,.ci ai ra/)'ionn.menti ed agli esperimenti frtlti al bersaglio per studiarne l'e.fO cacia e la utilità. Una delle principali obiezion i fatta al tiro da lontano sta itppunto nel consumo dell e cartuccie, il qnale è creduto sproporz iowuo afi:'ttto ai vantaggi probabili, e pericoloso per lo sYo l; im.ento dello ultime fasi del combnttimento. Le superficie hattule au~rnntano d'estensione coH'aum.cntaro delle distanze (dicono gli oppositori), e quand'anche vo r abl.uale calcolata esn.ttamentc la distanza. (ciò che non è dato semp.re di !'aro) voi non potrete gettare sopra il nemico se non pochi ?ran colpi , e sarà un vero caso se arriverete n nuocergli. Lntanto il suo morale ne sarà rialzato, per lo scredi to che ne verrà in esso riguardo al valore delle vostre aJ'rui, ment,.e poi i vostri soldati lasc iandosi lrasportarc a continuare questo fuoco inoffensi,•o, perderanno la calma ncce~saria a ben dirigere la linea di mirn alle diSL~nze min ori, quando avrebbero maggiore probabili là cli colp ire. Sra pure che gli esperimenti al ber1;.rglio vi facciano sperare bene dall'~f.ficacia de! vostro Liro alle grandi distanze; rammentalo però, che Il campo d1 battaglia non è il campo del tiro a segno, e che le colonne o le linee nemiche non sono eguali ai vostri cartelloni .immobili ed insensibili all'urto dri proiettili. Mentre vo i cercherele d'infliggere gravi perdite al nemico finché è lontano, egli cercherà di diminuire l'entità delle perdite colla sagacia, o col coraggio; e frattanto che voi starete hadaluccando col vostro tiro lontano, egli manovrando, cd insinuandosi fra gli ostacoli del terreno 1·i si aYVicino1·à in modo, che re lo troverete addosso, giusto appunto quando avrele esaurito tuUi i mezzi difrnsivi. Non è il fnoco lonlano clie decide clel combattimento; la viUoria non dipende dall'impedire al nemi co d'avvicinarsi, ma dal distruggerlo. U Liro alle grandi distanze manderà per le luncrbc il combat. o t1mento, ma non imped i1·à ch'esso f;i risohra coll 'attacco e coll'annichilamento delle forze cli uno dei partiti avversi; e vo i co ll 'intempestivo spreco cli fuochi , preparato condizioni sfa,·orevolissime ai

A GRAN D I D1STA1'ZE

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vostri so ldati appunto nel m.omento il più grave elciIn, lotta, maLerialmente coll'avere vt10 tatc le loro giberne ed i loro depositi di cartucce, moralmente coll'avere distrutto in essi lo spirito dell'offensiva, e coll'averli ridotti ad una passiva difesa. Essi s'aflìclernnno ai fooch i !on La o i, cn.i gli avete a.bi tua Li ; e frùttanto s'annideranno dietro i ripari naturali od artificiali , che potranno trovare, ~ voi non sarete capaci di staccameli, se non quando dovranno abbandonarli per darsi alla fuga. 1 vostri fuo chi avrannoprodouo una innovazione nella taLlica, ma Lui.La a vostro danno riducendola acl u.n puro studio cli posizioni successive da abbandonarsi l'una dopo l'altra, e consumandovi inutilmente le vostre forze. Cosi parlano gli oppositori alle nuove teorie cli fuo chi lontani. Malgrado tutto ciò che v'ha cli vero in questi ragionamenti non si può negare cb'essi sieno alqnanto esagerali. La quale esagerazione è scusabile pel giusto timore dell'abuso po~sibile di tal i fuochi, e pel carattere strettamente difensivo ch'essi tentano d'imprimere al combattimento. J Liri alle grandi distanze non si prefi ggono per scopo di sostituire in teramente quelli alle distanze minori e di annullare il combatti menlo prossimo. JI crederlo cosLituiscc l'errore di coloro , i quali com batlono a tulla oltranza I' opportunilA di valersi cli lutti i vantacrO'i che l'accresciutagittata dei fucili accorda alla fanteria. 00 d' ~on si tratta di abolire i fuoch i, che oggi sono in uso, rna bensì 1 sapere in quali occasioni sia possibile l'usare an che dei fuochi lontani, cli esercitare in tanto i soldati a beue eseguirli, e gli ufficiali a dirigerl i, per non essere poi c·olti alla sprovvista quando quelle occasioni saranno per presentarsi. Bisogna insomma ridurre alle sue pro1lorzioni i danni cd i vantaggi del tiro JonLano per formarsi un criterio sopra il suo uso ed evita.re l'abu~o. L'istruzione prnssiana in uno dei suoi quadri ci dice, che a ·I600 passi ( I 200m) una seri e di I00 proiettili balte una zona cli 125 passi di profonclitf:t. (93"' ,75) nella qL1 ale da 30 a 50 proiettili si raggruppano verso il centro, mentre una decina ne colpisce anco1·a gli orii. Una tale zona di lerreno corrisponde allo spazio occupalo da uno scruadronc per quattro, cla una compagnia di fian co o da un paio di sezioni d'arLiglicrir1. (,1). Supponiamo che in guerra ad una cli(1) L'esperienze ed I dati di tiro pubblicOLi in qu esti ul 1,icni tempi rispetto ai fuochi CSO· guiti in Austria ed io Gem1ania alle grandi distanze offrono risultati soddisfacen ti. 1nratti


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IL TIRO DI FUCIL ERIA

stanza simile i risultati siano ridotti ad un decimo di quelli ottenuti al bersaglio. Sembra che malgrado ciò essi non sieno disprezzab ili, quando si pensa che non cento fucili sola.mente, ma un numero , molto maggiore di' essi può sparare contemporanea.mente in direzione del nemico, e produrvi una certa confusione ed una cena titubanza ad avanzare nel vedersi già colpito quando meno ·se lo crede. Colui cl]e tira non può farsi grandi.illusioni sugli effetti del suo tiro ~pecialmente se per l'accurata istruz ione che ebbe ne arguisce già 11 valo~·e, e molto meno può vederne i risultati, se non forse per il polveno, che solleva, _che gli serve a rettificare ·1a linea di tiro, e per la eventuale con fusione suscita,i;a nelle lontane masse nemiche. Dimodocbè non gliene verràgra.nde sconforto e disillusione. Invece è incontestabilmente molto più facile che l'ufficiale mantenga la discipl.ina nei fuoch i alle grandi distanze; perché i tiratori sono più calmi ed hanno tempo di scegliere e di dirigere la .l inea di mira. Perciò gli ufficiali possono far sentire il loro comando, interrompere i fuochi ogni due o tre salve per dare tempo al fum o di dileguarsi, ed agli uomini di riprendere la calma. È difficile il ragionare delle impressioni che può fare un determinato periodo del combattimento sull'animo dei combattenti. Gli effetti sono variabilissimi l'istruzio11e tedes ca ammette, a p,·oposito della probabilitil d i t iro, i segu"lnti dati tra 10 d istarJZo di SOO e 1400 passi corrispondenti a 600 e 1250 metiri: c ontro bersagli alti come un uomo da 15~30 ¾colpi utili a 4-10 ¼se in linea; da 20- 40 °I, a 10-14 ¼ s e ra ppresentano una colo nna dr compag111a ; e contro bersagli corrispond<mti 11d un uomo correa to (il quarto de ll'a lteiza dell'uomo in piedi) da 3- 9 °lo ad 1-3 ¼ se rappresentano la compagnia in lmea; e eia 6- 19 °lo a 4-8 °lo se ,n colonna . Su 50 uomini distesi in catena sopra una linea di 100 motri, ne sarebbero stati colpiti da 12-33 a 600 mcHri. e da 15-~5 a 900 metri alle suddette distanze Alcu no esperienze fil ttc cfolle fantei-ie 11ustriache nel dicembre IS'i7 cioè la p,·i ma volta chri si esercitarono in questo gene,·e cl, tiri, diedero per· ,·isultato una m<Jdia tra il 40,\l °lo ed il 24,8 ¼ nei tiri comp,·esi tra i 600 eti i 1250 metl"i di distanza. (V. Mitthe-ilungen uber Gegenstande des ,t.-tille·,-ie un(l Genie- Wesens, 2• fase. del 1878). li tenente Grossmann dell' a,·t iglieria ausu-iaca amm e tte ch e un fucile dota to clelle p,·oprre tà che sono com.uni a i fucili in uso presso gli eserc iti e uropei, nello sparare alle d istar1ze comprese tra 600 e 1500 metr·i raggrupp i i suo i colpi in un bersaglio, la cui altezza sta tr·a metri l,<10-1 ,80 e 18-20, e la lu r.ghe zr.·, tra metl'i 1,20 -1,60 e 7,6-S:c he essi vadano a formare in terra un e lissi lungo da 30 a 100 passi, e che la media de i Uri c ha colpi sc_ono una colonna _di compagnia, stia tra il 60-80 °lo ed il 9-15 Ofo. (O,·gan der Jlf1l. V·1sse11schaft. Vereine, fascicolo dell'ottobre di q uest'anno). Questi risultati otte nuti finora al bersaglio_ possono dare qualc he indicazione. sull'efficacia ,dol tiro allB grandi distanze eseguito coi luc1h Mauser. e Wernd l a cartuccia 1·10 forzata. E forse superOuo J'avvertìre che questi fucili hanno un ca li bro di umrn, che la lunghezza del loro proielUle sta t ra 2,5 ~ ,2 ,6 del cali bro, ed il peso tra i 24 ccl i 25 grammi, o cbo il peso delta polvere sta tra 1 5 ecl i 5,2 grammi.

A GRANDI DIST ANZE

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ed imprevedibili; tuttavia se qua.Jche cosa si può dire si è questo ch_eJ'uomo s'affanna meno del male che gli minaccia chi è lontano urt cluJometro, di quello, che può fargli chi non solamente ha g'.à. manif~~ stato l'intenzione di volergli piombare fl.ddosso , ma oramai non è pm. che a un paio di centinaia di metri di distanza. . Si capisce benissimo che sul campo cli ba.ttaglia le_fan~ene no~ sono prese di mira solamente dai "fuochi di fucileria e dagli attacchi delle fanterie, rn.a alt.resì dalle artiglierie, e che se quelle hanno poca influema sulla calmn, dei tiratori quando sono a gr~111:l'. clista.nze, le artiglie6e non cessano ma.i di turbare la. tra.nqmll1ta d~l tiro ' e valaono a rendere il campo cli battagl ia. essenzialmen te cl, -. .o verso da. quello del tiro a segno. :Ha se le artiglierie agiscor~o tantosnlle fanterie, che tirano da lontano, quanto su quelle che tirano da vicino, ci sembra inutile nel caso nostro .il tener conto di siffatta causa perturbatrice, la. qmlle può esercitare la sua i1:nuenza d_ur~nte tutte le fasi del combattimento . Fu anche detto che Il bersagho m guerra non è formato da semplici cartelloni, ma da fraz ioni cli truppe ordinate, mobili, ed animate éla uno scopo tattico. Se le truppe nemiche muovono, 0 se riesce difficil e l'apprezzare con esattezza la distanza a cui sono, coll'a(Ù>perare due o tre I inee di mira con temporaneamente le zone battute r,orrispondenti ad ognuna delle linee cli mira., ' . . sovrapponendosi l'una all'altra, impedirannc~ che il ne11:1Jc~ s1 sot~tragga. a tutti i nostri tiri. Il ripiego non è ne troppo ar~1fic1os'.>,_I~e troppo complica.lo, se le truppe sono educate c?n l\mgh1 e,sen!Zl m tempo di pace. Nè perderanno con esso la f1cluc1a nell esattezza dell'alzo, come si teme, semprechè sappiano che l'adoperare due o tre linee di mira. contemporaneamente, non impl ica un difetto nel fucile, ma piuttosto un errore nel,l'apprezzamento della d~stama'. in cui si Lrova o sta per trovarsi il nemico . Del resi.o, nei nostn Liri cli combattimento è prescritto qualche cosa cli. simile, senzachè se ne sia ingenerato scettic.ismo nel soldato. Colpito cla! fuoco il nemico dovrà arrestarsi, ri conoscere, darci tempo, manifestare le sue intenzioni, lasciarci campo ad opportune disposiz ioni per farle andare a vuoto, tutte cose essenzialissime per no i, e che valgono bene lo spreco di due o tre salve, in cui relativamente pochi proiettili colp iscono l'avVersario Evidentemente Lal genere di tiro si acconcia più alla difesa che al-·


I L Trno Dl FUC!LF.R l A

l'offesa; e nel supporne l'attuazione, il pensiero ricorre immediatamente all'immaginazione di una truppa situata in una posizione fa~ orerole, trincerata quanto e meglio dei Turchi nell'ultima guerra, e m Leressata a non rnnovere dal posto che occupa. Qu esta inf'aLti è la situazione più propizia per l'uso dei ruochi alle grl!,ndi distanze. )fa questo non è l'unico caso in cui tali fuochi riescono utili. Possiamo anzi immaginare molte altre circostanze di carattere offensivo in cui ci tornerà. vantaggioso l'adoperarli. Per ese1npio: una sorpresa; una colonna aggirante che nel cooperare acl nn nllacco frontale guadagna tempo coll'aprire il fnoco a grande distanza ed ·attira sopril di sè l'attenzione nemica; l'inseguimento dopo l'assa lto, e così via discorrendo. Tutte queste sono azioni offensive nelle quali l'efficacia dei ti1·i lontani può gio, are, purchè le truppe vi siano state esercitate durante la pace con maggiot· metodo, e più a. longo che non si faccia presso di noi. Tali esercizi, e l'uso dei tir i lontani nel co mbatt.imento, riserbato allo occasioni nelle qua li se ne presenti l'opportunità, non bastano per sè solamente a mutare lo spirito tatLico d'un esercito. Percbè sollevare a questo proposito certi timori, che 110 11 si· sono manifestali quando le truppe rurono chiamate acl esercitarsi 11ei lavori di trincea e gli ufficiali ad un più severo studio sul va lore del terreno, delle posizioni, e clell~t fortificazione improvri:;ata? Eppure queste sono le bn si d'unn gucrraassoh1tamcnte difensiva , e tendono ad inchiodare le truppe al terreno molto più che non il tiro di cui stiamo parlando . malgrado ciò non cisiamovolu ti pri,,ai·edei vantarrgi che in alcuni casi può arrecare la fortifit:azione improYvisata. l?a~C' inmo lo stesso co i fno chi alle grantli distanze. Tocca n.ll'ufficia.le lo studiarne molto bene l'erficacia ed il meccanismo per adattarl i alle circoslanzeed al hersa.idio in modo che.i vanta r,.,J aai superino i danni' ...,, . tra. i quali l'unico che mcf'iti considerazione è quello del consumo delle cartuccie, che può diven ire eccessivo; in ciò st.a il vero, cd il il più grave tra gli inco nvenienti, che trascina soco il fuo co lontano. Si deve ricercarne il rimedio nello slndiare le quist.ioni dell'ordinamento, m.a non si può Lrosrnrarlo; anzi gli studi sull'uso dei fuochi alle grandi distanze devono proceclel'e parallel i con quolli dell'approvvigionmnenlo delle munizioni snI campo di battaglia, poichè ii numero delle rartncce di cn i dispone il soldato sul campo di bat-

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A GRANDI DI ST ,l.':-IZE

tarrlia è assoluto moderatore clell' uso de.i fuochi alle grandi distanze. t> • • • Ad ogni modo però per non sprecare inutilmente le mun1z1orn converrà. che l'ufficiale si decida a fare eseguire i fuochi alle arandi distanze solo quando non ha migliore obbietti vo da scei1 icre, e che cerchi di renderli più efficaci che gli sia possibile col valutare giustamente l'importanza del momento trittico, collo apprezzare esatta.mente la distanza che lo separa dal nemico , c~I manten ere la calma L!'a i tiratori, interrompendo, se occorre, 11 tiro tntle le volte che sta per degenerare in una sLet•ile ed assordante fucilala, e soprat11t1.o col conoscere il valore del suo Liro in proporzione della Iunghezza della traiettoria e della superficie del bersaglio. Insomma l' utilità del tiro alle grandi distanze riposa tutta sulla bontà clell'nf(i cinle che lo regola il qual e de1;e usarne se lo r itiene efficace, ed eYitarlo se impotente a dirigerlo. La natnra dei nostri terreni coperti d'alberatura, intl'afoiati di siepi limita ordinariamente il campo di vista e quell o cli t.iro al di qua dei 500 metri e diminuisce alquanto l' importanza dell a questione dei tiri nlle grandi distanze presso di noi. Tuttavia il cn mpo di hauagl ia non può rimanere esclusivamente nell a pianura, ove raramente s'oITririL la circostanza d'usare del tiro della rucileria a distanze considerevoli; il combattimento si estenderà sull e colline che formano le ultimeonclulazion i clelle Alpi, e polr~ saiire anche più alto . Ivi il campo di vista. s'estende, e con esso il bisogno di adoperare il foci le alle distanze maggiori per snidare le riserve nemiche, per seminare tra esse il disordine, o per rendere più lenta e difficile la rnarcin., e le manovre . Non clohbiam o dunque trascurare lo studio della importante qu istione, che q II i fu solamen Le accennai.a, ma che merita. d'essere approfondiLa con l'esame dei risultati dati dall'esperienza.

c. FAUlll S Capitcmo di fante1·ia.


LIBRI E J?ERJOOJCI

LIBRI E PERIODICI'

G. RoBECCHL Mi lano, Civell i, I e II, pag. 63 e 39.

Il soltl,,to cittmlino. -

1878.

f arte

È ben difficile fa r libri educntivi che producano frutto corrispondente, se non allo scopo che si propongono, almeno alle fatiche che occorsero per immaginarli e condurli a termine; ma non meno ardua impresa, se non maggiore, è l'indovinare il metodo con cui trn t.tare gli argomenti dell'educazione morale nel-l'esercito. l[ dettare mas;;ime e ;e1:1teuw concatenate t.ra l?ro stanca se continua, nella stessa guisa che 11 divagare per s0Yerch10 amore di erudir.ione raffredda e devia l'attenzione, senza dire dell'abilità clrn c·i vuole per distinll'uere crli avvertim~nti cl:° ~iova dare agli educatori, da q~elli che si rivol;ono a c~loro ~ qua l'. b1:;ogna educare, abilità indispensabile pure nella rnan'.era .cl, esprnn~rs1. La morale non s'insegna come crualsiasi materia clufattica; ed affi nchè le sue verità possano riuscire feconde, è nece;;sario ispirarle parlando al cnore un Ji ngunggio persuasivo, at.traente, efficac~, scevro pe~- quanto sia possibile di alterezza dogmatica . Il .s1g. ~ol~e~ch1 ha scelto un soggetto opportuno e adatto per un bel libro . E rnlatt1 lodevole còmpito il dimostrare come le vi rtù militari sviluppino e rafforzino Je cit1adine e come queste producano ~1uelle, onde riescono in generale migliori soldati coloro i riuali sotto 11 tetto paterno ebbero nobil i esempi di onest,l operosi1i1, di rispetto alle leggi, di patriot.t.ismo. Il benefico inilusso che l'odierna civiltà. irradia dovunque è ciò che fa sentire maggiormente il bisogno di perfezionare l'educazione in o-e~ere e di consolidare i sentimenti di dovere, di onore e di disciplina che sono la gloria degli eserciti nazionali. Con taìe considerazione

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l'autore avrebbe potuto preservarsi da qualche corrivo giudizio e partigiana questione,·.che sanno troppo cli polemica e disdicono alla serena elevatezza che si richiede nello svolgere nobili argomenti, ed avrebbe meglio appr<~zzato il generale pi·ogresso della moralità civile e domestica dei nostri tempi. Ad ogni modo lo.· scopo che egli si è prefisso nel suo lavoro è degno del -più grande studio, come giudiziosa è la divisiono della materia in due parti separate, delle quali una è scritta per gl i ufficiali ed i graduati, l'altra poi soldati . Però lo stile e· la lingua non sono sempre corretti, e nel primo fa scicolo lo scrittore nel far vedere le relazioni tra fatti morali abusa alquanto del la proporzione ge<>.metrica , la quale richiama alla mente la soverchia aridità delle cifre, come t-alune citazioni di antichi filosofi. appariscono troppo scolastiche e meno opportune. Nondimeno l'autore si palesa fornito cli buoni studi e se perverril ad usare quella forma facile, vibrata, concisa e soprattutto molto ch iar~, che è il solo modo efficace per insegnare con profitto, specialmente parlando a soldati, egli potrà ripromettersi maggior successo nel trattare argomenti simili a quelli cli cui ha dato un saggio.

Ricerche Roma, fratelli Bocca, 1878.

J/0,.,1,,i,~unnento ,lelle ,n•Huite , •0,11,in,e. -

di

ERMANNO FERRERO.

I Romani avevano cominciato la loro lunga lotta contro i Cartaginesi pel dominio del mondo; ma i legiouarii non bastavano per combattete una potenzn marittima. Unn qui oquereme nemica dà in secca; vien tolta a modello, e mentre ie ciurme sono ammaestrate a remare stando sopra terra, una flot.ta intera è costrnua nel volgere di uu paio di mesi, ed i Lattici inventano il CM'VO per fa r dipendere anche sul mare l'esito del combattimento dai Jedonari nel cui valore e nella cui disciplina sta il nerbo della pote;za romana. Duilio guida la flotta; e la sua vittoria ù il premio della energia di r1uel popolo. Tale la leggenda. Oggi la storia le volge arcigna il viso poichè i documenti provano, che quella di Duilio non fu la prima flotta che avessero i Romani, i quali altre volte aveano combattuto snl mare, ed aveano già conchiuso tratta ti con potenze marittime, e pcrGno . coi Cartaginesi


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E PERIODICI LIBRI

prima di <rucll 'epoca . Tutt.ivia il fondo della leggenda ii giusto, e la vi ttoria di Duilio ·deve ossc1"0 ver::11ncnte considerata nel modo stesso che la cousirlr rarono i nostri an 1,enaLi , come il primo passo decisivo sulla via d'una polc111.a la quale non ebbe limiti. Prima d"essa i Romani erano un popolo della penisola; dopo essa compresero di poter aspirare :il domiuio del moudo. A quella pri ma battaglia 11avalo altre ne seguirouo; il mare fu pel corso di vari secoli solcato unicamente dalle notte romane; ,snl mare si decise. o la sorti d'Augusto. TuttaYia poco sappiamo sull'ordinamento dell'é1rmatn romana. Pol ibio forse ne scrisse una pagina che potrebbe !\tare a riscontro di quella che ci lasciò sn lla forzo di terra; ma il tempo ci rubò cruclla pagina. In tanta scarsità di documenti gli eruditi trascurarono questo soggetto; ovvero se lo studiarono si volsero piuttosto ad indagnre In parlo tecnica dell'arte nan,le nntica, ::mzichè a scrutare l'ordirramento dell'armata; fu ricostrnito il naviglio cd il suo motore, ma furono dirnenticat.i gli uomini. Il Ferroro raccolse le tracce che ossi lasciarono di loro medesimi; e col mezzo delle epigrnfi, che molte e diversissime sono sparse nei paesi litbranei del )lcd itcrraueo, ci presenta un qnadro compiut.o dell'ordinamc11to dell'armata romana. Essa componevasi di remiganti (1·e111iges) e di marinai (naittce) . Gli uomi ni si reclutavano generaln1onte Lra gli abitanti delle coste, Cli erano però detti socii navale.~. Sposso i più faco ltosi tra i cittadini fornivano a loro spese gli schiavi poi remo. I legionarii (classfoi ntilites) combatteano per mare; nn. prm(ect11s facea eia capitano, e :;otto cli lui i C.'lpiciurma (m agist1'i,) com11ndavano al per:;onalo, cd un timoniere (g1,bernator) dirigeva la nave. La flotta dipendeva dai consoli, che vi delagavano uÌl prr.e(ectus CW8S'Ìs per la direzione . Sottomessa tutta l'Ltalia a Roma (a. 267 A. C.) furono crea ti quattro cruc:;tori classici in Cale, nella Campania, in Ostia, in Rimiui e l'orsa in Sicilia. Soggiogate le Spagne, la Macedonia, la Grecia, l'Asia minore, distrutta Cartagine, ed indeboliti gli al tri Stati d'Oriente, la flott.n parve inutile come mezzo di o.tfosn, e divenne mezzo di trasporto fino ai tempi della guerra cirile. Sotto l'impero le llrma tc di vennero permanenti cou .;;tunze fisse. l\'.Iiseno e B.nvenua furono le due stazioui navali pel Mediterraneo e per l'Adriatico, e vi si trovarono più numerose le memorie dei marinai, dalle quali si potè dednrre che c~si erano obbligati al servizio mi litare per 28 anni.

Histoi r e d e l n g uer,•e tles T,•e nte A:tas 1 6 18-1 6 48,

par E.

CHARVÉRCA'l' ,

2 vol. P aris, E . Plon et

C.

1878.

L'autore preso a studiare uno elci pitt notevoli fra i periodi della storia moderna, nou solamente dal punto di vista della storia generale, ma eziandio da c1uello della storia militare, che ad essa intimamente si collega . Il metodo storico J'cnde più pregievole il libro. L'autore non ebbe in testa di trattare filosofi ca mente il soggetto, nè <;i lasciò trascinare a com porre uno di quei libri i quali sotto lo specioso titolo di filosofia della storia, presentano una parto dei fo tti , ne mettono in vista le ragioni solamente per quel tanto che basti per provare un dato pri néipio, e conclndono. collo scoprire )oggi le quali più spesso esistevano a prioi~i nella mente .loro. . _ . · Egli invece si limita csseuzialmcute a narrare i ratti successi, n van:andoli con molta fatica nelle molteplici opero, che sopra quel period"o furono pubblitate negli ultimi anni . E con ciò ci rcnrle il non lieYe ::;ervizio di meucrn alla nostra portata una copiosa rnessc di lettera tura straniern . Per entrare 11el merito del libro yj sarebbe forse da discutere se, come ivi si all'ernia, la guerra dei Lre11ta anni sia stata esclusivamente una guerra polit.ica, d'a111bizioni, di conquiste e la rcligio1~e non abh!~ a~solutamcnte i11fluito ad in!iammarla cd a mantenerla viva. Ma c10 tral'J'cbbe arl n na lunga disserta7,ione non adatta ad 1m se111pl ice cenno bibliografico. · . .. . A noi interessa il libro porche il inomrrnto sLon co rnrlrt~re m esso toccato è 1mo dei più importanti per la storia degli e,;crciLi e pe1: quella dellt• battaglie. Dietro alll' grandi figm e del Wallenstem. e d1 Gustavo Adolfo ~orf(onu quelle del Tilly, del Mercy, dello Sp ,~ola, dcll'Tiorn , clel Baucr, elci Tortensou, dei Piccolomini, del, G1'. ~br1ant, del Wrangcl, di Bernanlo di Weimar, del Turcnna, del Conci.e e de~ Montecuccoli. La u1nggior pnrte degli eserci ti prima della. guo_rra de~ trent 3 anni non erano altro che bande indisciplinate e clisordmate ~L uomini raccoo'lilicci dediti più ai deliLLi che al la guerra, mal pagat~, e<J(fio vestitt' pronti ad insorgere verso i loro ca pi, vere com pagme P c,c, ' · · Dopo la 0 uorra di Yentura più temibili a chi le pagava c\ ,e a1• nem1c~. . . , o . dei tl'Onta :.inni gli eserciti appaiono come una vera 1st1Luz1011e sta~r (o generalizzata iu tutla Europa. Disciplinati, essi combattono al servmo ANNO XXlll, VOL . lV,

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del p:iùse cui appartengono, guidali dalla volontà del sovrano . ln ossi trovaugi già in embrione tutte le leggi, che poi sono andate man mano svolgendosi. L'indi,·iduo non reagi,-ce più sotto l'impero della disciplina, si limila n sfnggir11 e il freno col disertore. Gli str11111 cnti vanno perfezionandosi nel corso di questa lunga guerm , nella l[llflle le fa nterie comiuciarono a combattere col moschetto a mitcia, mon'tato sulla forcella, colle cartucce appeso alla bandol iera e colla carica iu novantanove movimenti, e che n11 irono col fucile e colle cariclio nella gilH'rna. Colle armi portatil i migliorarow:,i auchc le .irtiglierir, ed il ,;alorc a~suuto dal fuoco modificò gli ordini tattici; le picche scomparYero; le linee s'assottigliorono; la cnvn Ileri,1 adottò anela tm:e celerissimo. La gucrrn sfuggendo alle struLtoie, cll i la eondanua va l'aviditit e l'ambir.ione dei cnpi delle bande, abbracciò campi più rnsli per raggiungere :;("opi più elcrnti di quelli che fino allora aveaula promossa, ed, i movi 1111rnti di G 11stavo Adol fo n tra verso la Germania settcntrioMlc prolndono alle ardi te concezioni strategiche di '.\'apoleoue. Ora tntto que$to progresso nell'arte della guerra si compiYa in CJUCI periodo di tempo che l'autore si compiacque cl i :;t.urlinro, e nel , 11 0 libro possono trovarsi le traccie del cammino percorso. Lo svo lgersi degli ancnimenti guerrc~chi è descritto con cura . l.e battaglie d«'lla i\Iont<1gna Bianca, di Luttor, cli Lipsia, di F'rilrnrgo, di .\orclli11gou e di Zu1nninrshauson sono narrate con accurn lPr.za particolare e riacr(l1istauo la loro vera fìsonomia, che spesso hanno perduta nei nostri trallati di storia mili t.aro, i quali ,·anno ricopiandosi l'uno dall'altro senzn mai ricorrere alle fÒnLi primH. Queste pagine cli storia milil(H'e sono co111pletatc dalla clescrizionr, dello stato morale e ma teriale degli e:;crc iti a quei tempi . Lo Schiller nella sua i rn mortale trngedia ci ha clipiuto Wallenslcin con tnnta vcritil e vivezzii , elle non potrebbe raggiunge1·la la pen na dello storico più diligen te ed erud ito. Tutta\"in le paf!ino di qul'sto sono nna ri prova dell'acutcr.za del poeta . L'autore ,ceglic per tipo drgli eserciti tedeschi nel principio del socolo x.v11 quello fonnnto dal clu cn di Baviera coll"a iu to del 1'illy, e HC descrive l'ordinamento, l'armamento e la natura . Più lardi Yerso il fiue della sua opera torna n descri vere lo stato degli eserciti dopocbè per trent'anni avevano cor~a e devastata l'Europa centrale. Gli eserciti tedeschi presentavano 1111 aspetto ributtante. In pas~ato seminavano il terrore intorno a sè colle rapi ne dei c;:ipi e colle violenze dei soldati , tanto che Norimberga offr iva ,100 , 000 s1·.11di a Wallenstciu pcrchè non eoucentrasse l'eserci to entro lo sue mura, e

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Vienna procurnvo che l'irnperntore all ontanasse i caval ieri polacchi ,enuti ad aiutarlo, i quali stavano in quella citti1 nutrendo i cavalli di mandorle e di vino di Spagna, rd obbligaudo il popolo a nascondr.ro le donne 1tcllc i~oln del Danubio por cvita 1'e le violenze. Orn invece ai disordini dei soldati si unirono le ruberie delle loro concubine r d11i loro fi gli. Il seguito dell'esercito era spesso dicci volte più considerevole 'del suo elietti vo. Tre gcnernioni della stcs~a famiglia com ba ttc:rno trilo,·a sotto le band iere cli parti nvversarie. I figli dei soldati crcsceYano senza educazione, nì· religione; le donne cbc non ricevevano nulla dni mariti virevauo cli sacchcf!gio . Tutto era buono; i mobili, i viYeri, lù vesti o perfino l'ultima ca micia che strappavn 110 d'addosso al coutadiuo. Lo stupro, la profanazione seguavano il passaggio delle soldal«'sche, mentre i capi non si Yergognavnno di mancare alla loro parola coll'arrn olare gnam igioui che aveva no ca pitolato a patto d'essere libere, e gli ufficiali nei 1rnartie1'i d'inverno violavano le figli e nobili degli ospili . La superstizione e le strngoucrie allignavano intorno a gente così degradata. l _soldati s'insinuavano uol le ridde ca balicl10, celehni tù dalle loro donne per avcwnc talisman i cont.ro le for ite e contro la mol'te; e ue approln tta,•auo poi quando volevano liberarsi ùclla moglie , col demmciarla per strega e farla abbruciare. Nessuna manwiglia se all'epoca della pace di Vestfalia, i governatori credcttc1·0 per 1111 momento che tutLc q ucste orde sfrenate cessando cl i batter:;i tra loro por conlo dei gornrni , si riunissero per continuare la guerra perJ c-01110 proprio. Tu ttavia questo stato di co5e non era C'he un fenomeno Ptissoggcr-o prodotto ila un lungo st11to cli coazione. Yerso la finr del ser·olo Lnlle le n:izioni avevano eserciti orcliMti, e disciplinati . Lonvois e Turenna in Francia, )fo11tccuccoli ed Eugen io cli Savoia presso l'Jmpero avevano rac(;olto gl' insegnamcnLi di Gustavo Adolfo. L'autore, il quale ha sc1·iuo v11ric pagine so pra la costituzio ne dell'csercito di quel principe', non pone abbastanza in e,-iclrnzn il valore ch'egli cliede alla disci pli na ed all'ed 11ca1.ione morale del soldat.o. Nel descrivere i nfrrlioratneu~i che fu rono introdotti ncll'onlinarnonto tatti co o e nelle armi, accenna appena che i soldati erano chiamati due volte al giorno alla predica ed t1lla preghiera; ma poi couclu«lc brevemente che i soldati sveùesi non rnbavau,, meno cli cprnl li di Wallenstein. Il. Hl cli S,•ezia fu tolto troppo presto ai suoi disegni, alla sua gloria cd al suo esercito, ma non è men vero che il segreto dello sue vittorie sia dovuto alla disciplina tli cui per primo seppe rormolare i precetti nei suoi A1·tticoli di giwrrci ccl al principio morale che sotto i riti religiosi sviluppa ,,a nei suoi soldati . Realmen le l'autore lascia sposso


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travedere un poco di parzialitii per la religione del personaggio di cui narra le gesta . Malgrado ciò la Jeu.ura della sua opera è indispensabile per la conoscenza di un'epoca che noi genera lmente non vediamo se non a traverso alle inspirate pagine' del sommo poeta e storico tedesco.

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stinata una ])anda cli briganti, la quale, come è natnrale, al primo apparire deg}j Spagnuoli defezionò, rivelò al nemico la posizione degli Austriaci, le esigue forze cli questi e probabilmente insegnò le strade per girare la gagliarda posizione di Mignano. La lunga difesa di Capua? c1uando a Bitonto erano state decise lfl sorti del reame di Napoli e questo era tutto in potere di Cado III. è. un bel titolo cli gloria pel conte di Traun. · La battaglia di Camposanto nel 043 in cui Traun si ritenne vinc1to1'e è descritta con moi te particolarità: dopo %sa quel generale, lasciato quasi senza danari e in disaccordo col suo segretario, c hiese il suo richiamo dall'I talia e andò al comando dell'esercito del Reno e della Boemia fino ali' epoca della sua morte nel ,1748. Alla vi ta dell'illustre gherriero fanno seguito notizie cronologiche dei reggimenti allora esistenti, e brevi biografie dei generali che furono al servizio austriaco dal ,f 700 al :J7Mi tra i quali figurano non pochi italiani. Il libro è compilato coll'aiuto di numerosi documenti, e s_ebbene abbia carattere più erudito che militare, può essere - consultato con frutto nello studio di qualche campagna dello secolo scorso ..

Peldnun•scltall Otto Pe,•d'i'IUHUl G1•,er von ,1 ben-

sbe,•g und T1•tnui 1677- :l'Zrl:S . Bine 'IHilitiir-liisto,,.,sclie Lebenssck·i ~~ e . (Cenni biografici sul feldma-

1·esciallo conte d'Abensberg cli: T'f'aun) scritti dal conte A. T HURHE1111. Vienna 1877, \,Villhe lm Braumitter. L'autore apparisce in questo libro, come da un altro lavoro biografico snl principe di Ligne, gentiluomo affezionat.issimo alla casa d'Austria, e desideroso di far rivivere le gloriose tradizioni militari nell'esercito austriaco. Per avere un'idea dalle ,sue opinioni politiche basta solo leggere un periodo scritto a caratteri più visibili degli altri a pag. 55 « Carlo III, egli scrive, entrò in Napoli e con solo diritto della forza prese possesso di un trono dal quale collo stesso diritto ,f27 anni dopo furono spodestati i suoi discendenti. Solo la casa d'AbsburgoLorena può pretendere per sè la legittimità di questo possesso ». Excu.sez

J,nn·ntd ,les s ciences 'ln'ilittd1•es, 54 année. Huitième

dii pe;u!

série. Tome vingtième . Puntate di giugno, luglio, agosto, settembre, ottobre, novembre 1878. Parigi, J. Dumaine.

Malgrado ciò questo il libro può interessarci per la narrazione delle guerre combattute in Icalia dal fi,19 al ,17t3 nelle quali ebbe u11a parte grandissima e talora principale il Traun. Le campagne contro gli Spagnuoli in Sicili11 nel n t9 e i!T~O provano una volta di più il va lore della piazza di l\fossina qude ridotto per mantenersi nell'isola e riconquistarla, come giustamente osserv11 il tenente colonnello Livoni nel suo interessante articolo snlla difesa deJ!a Sicilia pubblicato nella R:iv·ista ·1wiN,tare di ottobre, e in qu esti giorni anche il relatore dc~lla commissione parlamentare del le ferrovie italiane. Nella campagna del ,1734 il conte Traun tentò invano d'impedire agli Spagnuoli il passaggio della gola di Mignauo . La scarsità delle sue forze, il modo passivo di difesa, fecero sì ch'egli cloveue precipitosa-· mente abbandonare le sue posizioni senza combattere, e ripiegare su Capua minacciato cli essere circui to e tagliato fuori da quest11 piazza. È da notare la circostanza curiosa che a suo ri nforzo era stata de-

Tattica di firmata, per il generale LEWAL (Cmitiwuaz,ione) . - È dimostrata in questa parte dell'importante lavoro la necessità dei piccoli posti come seconda linea di vigilanza, di forza e di resistenza. Riguardo alla loro composizione l'autore crede che ognuno di essi possa esser formato 'di una e non più di due sqnadre da 9 o "2 uomini . Se ta li posti sono poi bene costituiti , non occorre che siano abitual1ne11te rilevati, ma solo in casi eccezionali in guerra potendo i soldati mangiarn i viveri a sec!)o sul luogo. Ciò permette con economia d'uo·mini cli assegnare ai posti principali di gran guardia una forza eguale ai piccoli posti comprese le sentinelle. A. rinforzare questo sistema occorrono dei sostegni per ogni due o tre gran guardie. li modo della vigilanza non varia in pro porzione del corpo principale; esso è lo stesso y

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sia per piccole, sia per grandi unità di t.ruppe. Non basta solo calcolare il numero di uomiui necessario per guardare una data estensione, JJisogna sapere .determinare quale estensione possa convenientemente esser guardata da una determinata frazione rii truppa. L'esperienza insegna che il fronte normale d'una gran gltardia dehha essere di 4'20 metri. Nel comporla si è obbligati di soddisfare al pri ncipio deH'azionr~ per unità costituita , essendo esso il perno dell'ordine sparso e della conservazione della disciplina. L'ordi namento degli avamposti segue la stessa massima della tattica di combattimento, cioè :sforzi · s~1c~ess_ivi ~on _intensità progressiva . Ecco la ragione, oltre a quella d~ ,asc_rnre 10 riposo parte delle truppe, la 1ruale ha suggeri to il modo eh ordrnarn a scaglioni la forza degli avamposti . Questi debbono essere forma_ti _di fanteria;_ qualche cavaliere può giovare al sostegno per la trasmisswne eh orclm1, ma nei piccoli posti sarebbe inutile anzi clan• ·1~0~0. N'on è così clcl l'artigli cria, la quale deve entrare nella com pos1z10.ne dei sost?gni . Una volta stabil ito un sistema cli ava mposti il mod1?carlo o. rinnovare le linee è nocivo. Oltre a quèsti argouum ti. svoltl con chiarezza ed abbondanza di rao-ioni e di escrn 1)i ve ne sono " al tr1. d' . 1scussi e determinati', i quali riguardano le distanze' e ]e condizioni particolari delle linee di :iva'mposti. St1~dio su,lla mob'ihtazione. - N'on si tratta di uua teoria generica che riassume Je norme per il passaggio di un esercito dal piede di pace a quello cli guerra, ma è Lll1 caso concreto, cioè la mobilitazione dell'esercito . francese, quello che si prende in esame in que:;to interessante articolo. La conclusione dice elle se l'istruzione tecnica delle truppe ha fatto sensibili progressi dopo l'ultima guerra del ,J870-1,1, l'ordinamen~o per altro foséia fo rse qualche ap piglio al111 critic11: i pezzi della nrncchma son quasi finiti ; ma essa non è ancora montata . Le nazioni le meglio ordinate rispetto alle armi avranno Ja sorte di sopra~rvivere. Poic_hè Jc1 guerre di conquista si seguono, non si jmù preconizzare dove s1 fermera nno. Ciò posto, le istituzioni militari di un paese _clJe. vuole s~lvaguardarn la propria esistenza, debbono attingere forza_ 11 più che sia possibile nei servizi dello Sta'to, nel le popolazion i, per rnteressarle alla loro conservazione. La qicistione degli a:vaniposti . - Quest'articolo con t.ieue la critica cli qucJJa parte dell'istruzione pratica sul servizio della l'anteria fra ncese in campagna relativo agli avamposti . Vi si tien rno lto conto delle osservazioni e delle regole formulate da l generale Lewal su tale ar~~mento; ma nel tempo stesso si pongono a confronto i principii delI illustre scnttore e quelli del rcgolamcnt.o non senza rilevarne i punti

deboli e~ additando nuovi clementi per la soluzione elci problema in esame. Secondo l'autore i tre ordini di combauimento, di avnmposti e di marcia indicati dall'istruzione praLica, fanno nel passaggio da una forma ad nn'nltra una vera crisi. Egli propone l'ordine unico come -;olo mezzo· per riparare agli inconvenienti clerivanti élaJ\e regole in ~ ~~

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Le arnvi por!atUi neU'a1·t'iglierùi dei campagna, P. F. DE.M.. -

Queste anni per l'artiglieria da campagna francc~sc sono la sciabola_, il moschetto ed la rivolrnlla. La prima è incomoda e di poco uso; 11 moschetto impaccia e non ser-ve che rn.rarncnte; la rivoltella è costosa, pericolosa e consuma molte munizioni. Non si dovrebbe dunqne esitare «clicclo scrittore )) a sopprimere questo armamento e acl adottarne uno consistente nel pistolone a retrocarica, che i Prussiani stanno studiando, cd in una specie di daga simile .a quella iu uso nell'artigli3ria italiana. . L'eserCJi.to in Francia da C0;1'lo VII sino allei 1·iroohtzione frnncese ('I1139- 11789) , per il capitano Qu ERR J',; DE VE RNEUJL, .-. E~porrc il g~·a-: clnale sviluppo, le principali trasformazioni, i punti più 1mportant1 d1 oo-ni fase della storia militare J'rance:;e, tale è lo scopo che si è prefi~so l'autore . Nella parte dc! lavoro già pubbl icata offre nn'idea dcl-:l'esercito in Francia sotto il regno cli Luigi il Grosso, composto d1 truppe reudali e di milizi e comunali; dei tentativi reali per ordinare fan ti, del principio di uu esercito regob re sotto Filipp0 il Bello _e delle conseguenze delle battaglie cli Crecy, Poit.iers, Azincourt. Inch dopo un rapido sguardo alle condizioni. militari sotto il di:;ordin e e la confùsione dei rw,ui di Carlo V e di Carlo VI, incomincia la storia traccinta dal suo ~itolo a partire dalle repressioni delle bande d'avvent.uricri per ordine di Carlo VH e venenclo alla istituzione c)elle compagnie d'ordinanza, dei franco - arcieri alle riforme sotto Luigi XI , . e Lnigi XII, agli armamenti creati dalla rivalità tra Francesco I e Cnrlo alla creazione delle legioni, sino alle bande cli Pic~ardia cd all'es~rc1~0 cli Enrico II, cioè fino alla metà del .secolo xv1.. E un'opera, a g111cl1carne dalla parte venuta alla luce, molto utile, bene ordinata e degna cli trovare per altri eserciti valorosi imitatori. , Storia dei r};ragoni , per il tenente ENmco CuoPPli\ . - E la continuazione cli uno st.ndio già accennato nella Rivista dello scorso marzo, e contiene i capito li dal XV al XX inc.lusivi, nei quali si descrivono i progressi, i fatti ed i servizi dei dragoni sotto Lnigi X.V e nelle guerre delle successioni di Polonia e dell'Austria, sino alle conseguenze della guerra dei sette anni.

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. Saggio critico sul tito~o f del decreto S maggio· 1832. _ Questo t1_t~lo tral.t.a delle ricogmzrom, e l'autore che prende ad esaminarlo lo r1tie:1e confuso, ~è . scevro di difficoltà nell'applicazione sia quaudo c?nven~a dar ?rdm1 durante la guerra, sia quando si facciano eserc1taz10n1. Perciò egli stima necessario di chiarire meo-lio ie idee in..:. torno alle differenti ricognizioni in campagna e form~Ja alcune proposte.

Ii tiro· reale del fuoile modello 1875, per il coruar1dante OnTus. L'autore si propone di colmare una lacuna che _a ~no ~iudizi? esis~e nel manuale francese sull'istruzione del tiro pubblicato 11 412 febhra10 4877, nel quale non è fatta menzione della tra iettoria media, del .P~LUtO medio, delle derivazioni assolute e geometriche medre, delle derivazioni probabili . La conoscenza del la probabilità di colpire, cioè della giustezza dell'arma combinata colla traiettoria_ n!edia,_ è di un~ _assolu~a necessità. Per acquistarla non occonono dotti calcolr algebrici e. _tn-:gonomotrici che pervengono ad aride J'ormole. Con alcune defim~1on1· e ia conoscenza delle altezze della traiettoria non che delle derivazioni .del l'arma, si possono tracciare dei semplici quadri grafici, i quali rappr-o:senteranno agli occhi la diminuzione dell'efficacia del tiro cli mano in mano che aumenta la gittata. Queste teorie svolge l'autore corredandole di relative figure. Le locomotieoe stradali considerate da,l punto eh ·vislci 1ni/,itQ;re, per il capitano Bom;r,;cQuE. - Contiene la storia' d~Jl'origin~ dello . svi- · luppo di queste locomotive e lo studio delle più recenti espene_nz~ fatte sopra così importante invenzione, non che deUe loro prOpl'1eta tipiche e dei vantaggi che procurano. Si dimostra con c:iò la grande utilità che si può trarre in guerra dall'uso di vetture a vapor~. Della 1·esiste;nza dell'ar,i,a al 1no1:iniento dei proie_ttili, per 11 capitano 0-HONARD . - Con questa ultima parte che tratta del moto dei proiettili francesi o di alcuni stranieri, l'autore ha P?sto fine alla ~ua 'teoria sul moto dei proiettili in genere, la quale è fondata sul prmcipio che quando un corpo in ri voluzione si 1~uove n_ell'ari_a animato eia un movimento di traslazione ed un altro d1 rotaz10ne mtorno al suo asse di fignra, la risul tante del le azioni elementari dell'aria nou è com presa nel meridiano della traslazione, o~a essa_ è obliqua su questo piano e diretta in senso opposto al moto d1 rotaz10ne della parte anterior·e del proiettile. . . . Eserciz,i, d'ist-ruzione JJ1'abica, de.i qi1,adr·i, nella /anteria, per 11 mag~ giore RonERT. - È la seconda par-tè e si occupa del~~ condotta d1 una colc,nna mista. Vi sono annesse varie la vole. La pnma parte trovasi pubblicata nella dispensa di agosto 1877. . Le ·strade déU'India, por M:Assmo LEGHAND . - Con profonda erudizione, con sintesi spiccata ed uno stile vivace, pit~orico, brillante l'autore .ckscrive i classici paesi dove si cleyano lo più nl te montagne clel mondo , él'onde le acqne dei più celebri fiumi si versano nel{~ terra dei più profondi miti, della più. antica ci;iltit e ~elle ~iù ?:·anch ricchezz,e, le quali dalle rive del Gange e dell Indo sm dai prn re-

Asse~io d!i Verclun, per ì\'lAssmo L EG RAN» . - L'importanza di Verdun come r~clo~to pe1: la difesa delle Argonne, come uno dei principali ~aluard1 d1 frontiera_ per la Francia, ha inspirato l'argomento cli questo 1~1t~rcssante lavoro, 11 qua le esordisce con un'accurata descrizione della . c11.ta e vallata circostante, indi accennata la parte che la fortezza ebbe a so~tenere durante l'invasione prussiana ciel ,J792, procede narrando part1colar~1ente le fasi dell'assedio che nel novembre ,J870 la fece cadere nelle manr dello stesso avversario come circa un secolo avanti . ~e manovre delle batter'ie montate, E. iVL - Di un soldato di fantena ben .disciplinato si può fare in due giorni nn insr~rviente cannomere. L~ _manovra a piedi è la migliore scuola di discipl ina, poicltè !a per~onal1ta dell'uomo sparisce nell'allineamento come nell'obbedienza 1mmed1ata al comandante. la scuola del cannoniere a caval lo dovrebbe ~ssere lim~tata a quegli esercizi adaui a sviluppare l'arditezza in quauto ~. ~eC?SS~rJO fer CO~l~Urre UU traino, salvo a dare llfll1 più completa J~t1uz10nc agli uom.1111 che debbono mont.are cavalli da sella. Infine lnsogna abituare i cannonieri alle evolur.ioni ed al servizio del le hoceb e da fuoco ._Queste sono le idee esposte daUo scrittore in poche pagine come critica al regolamento sulle manovre dell'artigl.ieria. Imp01·tanza, attuale di .Parig-i, dal punto di vi.sta strategico in ~uia g-uer1·a colla Germania. ~ Si biasima in quest'articolo l'icloa rngenerata nella maggior parte della nazione francese, che cioè la Francia sia persòniHcata nella sua capitale. Si analizzano le rao-ioni lo scopo o ' 1·1. valor~ strategico, tutte le èircostanze che hanno accompagnato· il' piano eh estendere ·la cinta fortifica ta di Parigi eia 55 a 130 chilometri per conchiudore non poter Jn capita le rendere i servizi che da ess~ si aspettano. Note sui /iwchi 'mdvr-etti. - Sono alcune regole pei tiri contro u.no sc~po . invi$ibile ad_ ~na grafl(I~ dist~nza, a:vva lorate dalla spiegazione d1 problemi relat1V1 aHe teorie balistiche. La gue1·ra ùi Oriente, per un ufficiale superiore. - È la fine di questo lavoro pubblicato nei fascicoli del 1877 e deH'anno in corso . ?on tiene la _storia . delle iniziative diplomatiche le quali precedettero 11 trattato d1 Berlmo, che è riportato per intero nel testo. · 1

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moti tempi col!'auività dei primi popoli si sparsero con essi in Europa. Il_ ,quadro . storico . abbozzato nelle pagine di questo lavoro è uno elci ~lll gra~d1 c!1e ~, ~oss~no i1~rnaginarc; ma ern indispemabilc di delrnearç _1 suo, pr111c1pal r tratti caraueristici per cli mostrare come le vie d?l_l'Orrentc npertc agl i Europei fu rono sempre oggetto della loro arnb1Z1one. L~ prima parte_ di quest'opera ha incominciato ad apparire nel fasci colo_ d, otto~re e grnnge sino ai progressi della spedizione di Alessandro rnterrott1 dalla sua morte . iI. Intrnduzfone al co ,nP..endrio di sto1'ici delle ca111;pagne rnoderne, per c?lonne_llo Vi.-1.L . - E l'a nal isi di quattro irn porlaoti periodi della storra mili tare, cioè il periodo greco, quello romano il medio evo il_ risorgimento . Con un ta le studio, clre giunge sin; al xvu secolo~ s~ collega con quello delle altre campagne già pubblicato dall'autore, s1 ha un utile compendio storico delle gnerrc. . Dell'?ffensi1,ci e della dif'ens,i,,1,a, pc~r il maggiore R. - Se l'offenS1~'a, ihce l'autor~, è superiore alla difensiva, 111 sua superioritù deve es1ste~e anche a forze egual i. I partigiani della prima ·convinti che la ~ffen~rva .~rr_etta present.a pericoli, trovano indispensabile di combinare l altacco d, 1.ronte cou movimenti giranti . Egli combatte le loro teorie ass~ lute e conclude col sostenere che l'offerJsi va strategica e la difensiva lattica sono le conseguenze necessarie dell'attuale armamcmto della fanteria. Dellci res'istenz;i dei mezzi Cl!i 11ro·iett,il:i s/'eriC'i,, per il maggiore ToucHE. - Sono poche pagine che contengono formole e calcoli mat~matici per _la dimost~"azione dell'influenza dei flnidi sopra un corpo sfer·rco che s1 m1wve m essi. ., Dell'eqwipaggianiento delle trappe, per il maggiore C11. De DAH'l'E I N. E un progeuo di r.rasformazione del vestiario e di tutto ciò che occ?rT.e al_so lda to in guerra informato al principio di scemare per quanto "la possibile le cause che lentamente consumano le forze materia li e le morali delle lrnppe allìcvolendo quelle di ciascun ind ividuo . L·ibi·,i nvibitwri. R·i.v·iBta bibbiografìca rnrilitare.

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E PERIODIC I

s 1,ectnte11,1•

Puntate di gi ugno, luglio, agosto, settembre, ott1)brfl e nòvernbre 1878 . Pari gi.

Le

,nilitai,·e~ -

J solltiflioiali. S. T. - La camera Mi deputati in Francia mossa dai lamenLi che si elevano da ogni parte wlla di!licoltil cli reclutare i quadri inforiori dcll'esercì to, prese l'iniziativa della preparazione di una JeoO'e per rimediar<~ a tale' iuconveuien te. Come punto di partenza c)c) . l' l dei suoi stndi essa poteva esaminare se fosse necessar10 moc 111care 1 -sistema del reclut.arnento dei sottufficiali, o li mitarsi ad adottare misu~·e atte a ritenere sotto le armi, spir::tto il term ine del servizio lega le, qnelli provenienti dall'attuale recltitamento . Allo scrittore clell'~rticolo non sembra che la c11 mcra ubbia stuc.liata la ([uestione souo ogm punto di vista e cri Lica il progetto di legge da lei presentato, il quale riproduce il rias;oldamento con prcrnio in danaro abolito sotto cp1'.llsiasi forma . Egli però trova che tutta la parte del progetto rela_t1 vo alle pensioni di riposo ccl agl'impie~hi pci sottufficinli riassoldat1 va esente du cl'i tica . Storia della giierrn d'Or,iente (Continuar.ione) . - Le puntate di D'iu · crno e Juo-lio conten"ono alcune considerazion i generali sulle cause e) t, o che resero la potenza ottomana tanto formidabile_per qualche tempo, sul l'origi ne dell'isti tuzione dei giannizzeri, sulla potenza cli esso impero sino nlla caduta di questi: ... In dne parti separate vi si analizza prima l'ordinamento 1mlttare della Tnrchia; cioè il reclu tamento, la costituzione dell'esercito, le ultime riserve, quindi l'ordiMmento specia le dei corpi cli t,ruppa e dei differenti servizi ausiliari . Le u\tiJTte quattro punta te offrono un accurato studio strategico del le operazioni nella guerra tmco- russa in Euro pa ed in Asia, con relative carlCe piani intercalati nel testo . La marina ,1wil'ita;re i,n .Fra,iicia al v·1'i.ncip'io della giierm dei cento anni. CfI. D uFou n11..\NTE LLE . (Continuazione e fi ne) . - Vi son r11ccolte irnport::tn ti notizie snl naviglio d'allora, sull~ posizione e l'_uso elci castelli di poppa, di prua e di gabbia, delle msegne e bandiere e circa ii nutrimento dei marinai. Più specialmente si Lratta della cornpo:;izione e forza delle flotte di .Filippo VI e della tattica navale di quei tempi rimasta celebre alla ba ttagl ia cl ell' Ecluse. . T,e f'orniaz'iorvi clella fanterfo dopo il 1·,isorgimento _a proposito del nuovo 1·egola1nento f1"ll!ncese sidle manoyre. E . -~· LAfll'l'O LLE. ~ L'epoca che ha prodotto la piLL importante rivol nz,one nel modo d1 f'.

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E PE!\lOOICI

LIBRI

combattere mercè ['introduzione delle armi da fuoco· è secondo l'· _ tore, quella in cui furono isti tui te le l'eo-ioni di Frnnc;sco I I ani 0 · ·d . . . , a qua e ' ·Cornc.1 e co~ uno dei prnni tentativi di ordinamento stabi le di un esercito naz.1onale. Da questo punto comincia la storia dei pro1rressi della fanteria francese attraverso i periodi segna lati da Gnst.avo Adolfo Concl? e. Tu.renna, Federico il grande fino ai ·i.empi na poleoni<'i ed no$tl'l gi~rrn . Da questa rapida esposiziorn~ si deduce che la profondità e la coesion~ delJe mas~e ,di fanteria son' diminuite in l'lì"ione diretta dei prof?'essi .nelle a.rm1 .da fuoco; progressi legati al pcrf~zionamento ·e~el~~ arti .e~. i~d~.strw, cioè allo stato, alla forma ed al grado della 1 c1v1.t.1. I p1mc1pu del nuovo regolamento di manovra francese segnano, seco.ndo lo scrittore, l'ultimo passo nella via in cui la t~ttica del la fante ha .cessato di svilt1J)f)·1rsi . ria. noH . ·. , . dopo i·1 n·sorg1· rnento. Esemp·i .d1, com.batt-V:te.~to owec1·0 e.sermzi per l' cippfticazione pratica del r~gola1!1.ento del 12 giugno 4875 snlle manovre detl 1i fanteria. (Contrnuazrone). militcwe . · \ La . 1neteoroloc.7ia .. . ,. . . . · . W· D"'~, F'ON'l'f"LrE . "' . ·. - 1·n p. oclie pngme 1, d11??~t,ata 1't necessi ta eh Jar col1.1vare dagli ullìcia li lo studio dcHa previsione del tempo, potendosene trarre o-ran vantac,o-io 1·11 " . . . i . d' . " oe "uerra, e ta e .stu 10 e .e1a considerarsi come un argomento in favore di quel lo d?g!J ~re~~lat1 dal p1.mto. ~li. vi~t~ dinamico e non soltanto come pnnto ·d ossetva7,10ne, la cui ut1hta dmene sempre più dubbiosa . Le sa~on dn _1878. E. EnoNEGEL. - È una breve descrizione artistica di alcum quadri di. soggetti militari esposti nella sala delle bel le arti a Parigi. La situc:,zio~e econom1ica e lo spir'i.to 1rvihta:re in Franci,a . E. _ Lo. scopo e eh studiare quale influenza gl'interessi economici esi~rc~tmo attraverso alla politica sulle idee e lo spirito militare del paese. ~, la ve~lcre come dopo le sventure dell'ulti ma guerra aJlo spi rito bel!1coso srn suben~.rato i~ Francia l'amore della pace, il quale è attestalo Hl .tutl? le pubbhch.e ~1cl~iarazioni di non voler più fare guerre offensive e ~!1 s~'iluppare !e 1st1tuz10111 dell'esercito a solo scopo della difesa del proprio st~ol~. ~-a~tor? teme che a forza di propagare questa idea ]a nazione s1 laccia md1fferentc a tutto ciò che potrà accadere al di là delle su.e fron·tiere, _e stima necessario che si renda alla medesima il suo antico cara ttere militare che le illusioni attual i tendono ad affievolire. . . . . ' 1~fe1n?'w·es 11~ilitr~ir~s du généra.l Ha1·dy . - Alla serie di queste impor~ant1 pubblicazrom , delle quali la 11-ifoista ha giit fatto cenno, è da aggrnngere nn nuovo ed utile studio del le comunicazioni militari e ,della marcia degli eserci ti tra la M:oscJJa ed il Reno.

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[ telemetri . ~. PATOnNr. - Vi sono tre specie di telemetri secondo l'autore', telemetri, aciistic'i,, stad:ie e telemetr·i topografìci. I primi hanno per iscopo di valutare la. distanza donde~ parte il colpo di arma da fuoco, calcolandola per mezzo della velocità del suono . Le stadie s-ervono a mi:;nrare la distanza di un oggetto, basandosi sull'altezza apparente e supponendo conosciuta la sua altezza reale. Il terzo sistema el'i telemetri , ai quali si dà il uome cli telemetri stadiornetri e distanzometri, è fondato su.I metodo ordinario della topografia, cioè sulla determinazione di un triangolo . Ma essi pervengono a dare questo risultato con mezzi particolari che costituiscono la scienza della t.elemetria, scienzu essenzialmente militare, il cui progresso ha sempre seguito 11uello delle armi da fuoco . Sono dunque questi tclemr~tri che l'autore si propone di studiare, avendo riconosciuto che i documenl1 n~lativi sono sparsi , generalmente incompleti, o. poco esatti. Egli ha utilmente raccolte cd ordim1te le teorie necessarie per la chiara conoscenza cli questi importanti istnunenti, le regole genera li per servirsene, e col suo lavoro ha cercato di dare a qncsla scienza nascente la forma sistematica che le conviene. Le ar-nvi, dei fiioco e le loro mnni,z·iO?vi c1,/,l' e,~pag,i,zione .unitoe1"sale.. 'l'HOMAS AKQUE'l'rr, .. - Il primo articolo apparso nella puntata di luglio è una rivista dei principali prodotti esposti nel la ser,ionc belga dalle fabbri che d'armi di Lieiri. 'L'autore non trova nell'apparato la rnaguificenza delle esposizioni del >i'865 e del 11867; ma nota che se I~ fabbricazione delle anni i'l a guerra diminuisce ogni giorno, poichè ogni Stato procura cli provvedere con proprie officine all'armamento, per contro quella delle armi di lusso è rnolto migliorata . Nel fascicolo di agosto, dopo un preambolo nel quale fa vedere le grandi difficol t.il che circondano il commercio delle armi fabbricate in Francia, l'autore enumera i principali espositori della sezione francese e con molta conoscer;za descrive e gindiea gli oggetti esposti, come fece nel primo lavoro . , La Francia e I,' Or'i,ente n p·roposito del congresso dfi. Ber/.ino . E . Le conseguenze della guerra I'll$SO-turca non interessano solame1~te la pol itica delle potenze dell'Europa orienta le, ·nè ancora l'Europa. muera '. esse riguardano i dc,;tini di tut.to l'antico continente. La pe1nsola dei Bàlca ni, l'Asia minore, la Persia, le Indie, ecco il campo imm enso che si apre improHisamcnte sia' all'attivi tà, sia alle rivalit? dcll'E~ropa . È tntto l'i mpero di Alessandro il grande, che mercè 1 opera cliplomatica del congresso <li Berlino passa, salvo In Persia, sotto _la pro tezione politica od il dominio diretto dell'Inghilterra e delle R nssia.


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LIBRI

E PER IOD ICI

Ciò posto l'autore formula fra altre le seguenti gravi questioni relative aUa .Francia: ~iamo noi minacciati da questo turbat'nento di CCJUili brio? La tras.f~rmaz101~e . dell' Oriente darù al Medi tenaneo un unico p11drone? La poli t1ca tr.:id1z1011ale della F'rancia in Oricn te aveva ragione cl i essere e deve essa intervenire negli affari di questo paese, ovvero ri~anerc spettatrice delle trasforrnazioni e delle lotte di cui può divenire il tei-ltro_? Egli crede clic li-l potenza francese possa esser menomata d~llo sviluppo_degli. ultimi avvenimenti che agitarono l'Europa, giud'.ca la pace dt ~erlrno come 11 na tregua, durante la qua le è necessità di porre la nazione francese in grado cli guadagnare la ,ma posizione per potere innnire a limi tare fra i compctitoi·i dell'Oriente vaste regioni neutrali, per le quali possa liberame11 te scorrere l'au.ività dcll'Enropa e conchiude ramment:rn.do all'esercito che il trattato di Berlino ha distruuo la sua vittoria a Sebastopoli. · (;,1ighelnno Ili. A. De LollT-SE111aNAN. - È la continuazione dcli' VIII capito]~ nella qua le si narrano gli ultimi avvenimenti che precedettero la l11ga e le vicende di Giacomo II re d'Inghilterra fino al suo arrivo a Versa illes con la ,regina ed il principe cÙ Galles. Là_1n·,im1ci com:·ocazione dell'esercito ten'itoriale. (2.7 apri le, - 25 maggio ,1878) . - Si riconosce in questo articolo !'ut;i!itil dell'eserci to territoriale, e si loda la prova recente rinscita facile e semplice, 11 011 c~w .1:ordi_nc e l~ d_iscip lina scmp·rc mantenuti. Si rileva però l'ìnl'er,onta dei qundr1 d1 ufficiali e sott~1fficiali tanto nell'istruzione speciale, quanto nell'e!Tettivo, e si accenna all'inconveniente che si produ1'rehbc se s1 serbassero $Oltantt1 agli uflìciali pensionati i "radi superiori nell'esercito territoriale. È notevole che il terzo giorn~ dopo l'arrivo dei quadri, la sera stessa dell'arrivo delle truppe, 1t5 battaglioni di 280 uomi ni ognuno si trovavano formati, vesti ti , armati ed equipaggiati. Come agiscono i se-r"V'izi logist'iC'i, nell'es&1'cùo italiano . - Lo scopo di questo articolo è di richiamare l'a ttenzione dei 1cttori' dello Sper;t;Lteur sopra un nostro rego lamento che non ha l'eguale nell'esercito francese, e di for vedere come i servizi logistici sono ordiuati nel nostro esercj to e come permet.tano cli passare dal piede di pace n quello di guerra . .L'autore analizza le istruzioni relative alla mobi li wzi01w e formazione cli guerra. e ne giu dica talune con criteri i troppo p:nziali, senza tener conto de[ comple~so degli elementi e della op portunità che contribuirono ad adottare in I talia provvedimenti speciali. Un nuovo fiwile da gue1·ra, si.stenia Valasse . THOMAS A.NQUBTIL . Il sistema cli questo fucile ò a culatta mobi le, con accensiorH3 centrale .e cartuccia metalJica . Le esperienze fatte di recente a Parigi con 1

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quest'arma riuscirono mirabi lmente. L'autore che vi assiste, quanwnque dica cli essersi aflìdato so ltanto alla memoria, pure fa una chiara descrizione del sistema Valassc3, che soddisfa a tutte le condizioni possibili e che vorrebbe vedere adottato per l'esercito francese. Ri(less'ioni sulle manmwe dell'aiitwnmo l 878. E. - Si segniila in C[uesto lavoro l'accordo dei giudizi sulla buona esecuzione delle recenti grandi manovre in Francia. L'esperi e11za dell'accantonamento è stata decisiva per confermare i vantaggi che offre l'abol izione dell'uso della tenda· nelle campagne d'Europa . È riconosciuta la necessità di modificare il vestiario del soldato e di a[leggeri rn il peso che porta . Circa il valore relativo delle diverse armi si ri leva che l'nrtiglieria e la fanteria non sono esenti da qualche crit.ica. Gl'Tnglesi ed ,i, lh1ss i nell'.4s·ia centra,le. LEON n'IssAc. - Non si può presagire la soluzione della lotta tra gl'Inglesi e gl i Afga ni, lo tta che interessa immensamente la dorninazi-one della Russia in Asia, però l'autore cerca di far la luce in mezzo alle .informazioni incomp lete od erronee che si hanno sulla natura del paese, sn lle forze che possono prender parte all.:i guerrn, sul le difficoltà politiche e militari che questa presenta, sulle condizioni in cui si svolge l'influenza russa . .L'articolo pubblicato nel ' fascicolo di novembre contiene il principio di uno studio sulla sitnaiione militare degl'Inglesi nell'India. Saggio cl'i 1.m compendio della filosofia della giwrra. B.. IlENHY. (Continuazione). - La p.:irte cli questo lavoro qui accennata tratta cli alcuni esempi relativi a[[a condoua della guerra sia offensiva che difensiva. Da Oran alle h .ve del Onerl GWÌ!r. Un 1t(fkiale s11;pe,riore.- L'autore, ctw nel" ·1870 prese parte alla spedizione francese contro le tribù saariane dissidemi , ne fa una narrazione con conoscenza di causa, descrivendo il paese percorso a pa rtire dai ferti li piani clell'Oran coperti di alfa e di timo, attraverso le sabbie, le dm1c} e la rocciosa regione dell'Om- Gorèa, fino alle sorgenti dc~ll'Oued-Boufra, dove è interrotta questa prima parte del lavoro. , Lo Spettato1·e m;i,lita1·e all'esposizione unJÌ!oersale. E. - E un riassunto di note, d'irn pressioni e di cenni descri ttivi sulle cose più not,evoli viste nella recente e~posizione mili tare al Trocnd ero . C1·onaca mens·ile. Uno spettato re. Bi bl'iogrnfìa. 1


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E PERfODICI

LIBR I

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Inf01·mazion-i s·nlle a·nni da fuoco por tatili, F. HENTscu. - Descrizione e disegno delle seguenti armi : revolver von Oppen; revolver Warnant; revolver Thomas; fucile da ramparo Dreyse ; vi si parfa eziaudio di una cartuccera americana, congegnata allo scopo di rendere più agevole il caricamento dei fucil i, e fin almente vi sono annoverati i brevetti accordati in Germania negli ultimi mesi per qualche invenzione fa tta m;l dominio delle armi. Metodo p1w JJ1·eparctre (i.no clal tempo di pace •il ti1ro ind!iretto delle fortezze. Gùtbdliz•i,o im,glese sull'ese1·e:ito •irnglese. - Tolto da un articolo com;parso nel luglio scorso sull' United Serivice Jiag az•ine. L' a:ttig bi.-e1·ia francese di rna·rùia del modello 1870 paragonata colla artigbieria ·nwvale tedesca di nnova cost1·uzione. - I dati sulle artigli~ric francesi sono toJtidalilfaniiel ai.i matelot cannonier poiw le18i7, il quale contiene una estesa notizia sopra esse . Tra queste non sono consicierate che le bocche a fuoco di moc}ello 1870, le quali sono di cinque calibri, da ,J ~-, da '19, da 24, da 27 e da 32 centimetri . OItre alla descrizione dell'apparecchio di chiusura, in varie tavole sono indicati la lunghezza , il calibro, il numero e le dimensioni delle righe, il peso ed il prezzo delle bocche a fuoco, i pesi dei vari proiettili e la composizione delle varie polveri in uso . Stiul!i,o pol'it·ico-milita,rc siilla •recente ·st01'ia di Spagna, FnrnoEntCK. - Le pratiche che precedettero l' ·insurrezione carlista dal ,186H in poi sono oggetto di questo articolo. L"insurrezione fallì specialmente per due ragion i: la mancanza cioè. cli danari, e quella di capi intelligenti. La condotta dr:I pretendente verso Cabrera disgustò anche questi, e D. Carlos caclut:o in balia di uomin i inferiori al loro còmpito, procuratore ed avYocato degli interessi d'una sola provincia della Spagna, nemico delle mollerne isti tuzioni, non potè salire sul trono spagnuolo. Con qualche concessione, s<::condo glielo consigliava il Cabrcra, avrebùc rannodato intorno a sè uon solo la parte principale dei monarchici spagnoli, ma ezianclio una parte dell'esercito; invece la insnrrezione l'imase circoscritta alle sole provincie basche ed alla Navarra. Idee siil modo cl:i combattere degbi cvrtiglier·i a pi,edi •usando della fuciler'ia. - In questa seconda parte del lavoro è disegnata l'azione di qncll'arme contro le truppe d'investimento cli una for tezza, contro le posizioni da (:);;sa occu pate, nell'oppor::;i al primo ed al secondo collocamento delle artiglierie dell'assediante, e fina lmente nel combattere le succes~ive posizioni intermeclìc dell'avversario . Rassegna bibN,ografìca. Corrispondenze dciil' eslern .

Neu e 1'. lilita,•is c l ie Bla tte, ·, compil ato e pubbli cato da G . von GL ASENAPP. - Sette1:lbre, ottobre e nove mbre.

T pro'ietf:ili _di (e1··ro indiwito del Grnson, G. von ScHiiTz. _ Cenni s?Jla fablmca_z1one_, s:ll_Je proprietà di questi proiettili e sulle cspenenze e mod16caz10rn introdottev1 dal 1860 in poi dal loro inventore il_.quale ap_run_to in quell'anno li propose al mini,;tero prussiano com(: pm _conve111ent1 pel prezzo di quelli .d'accia io fuso, senza esser loro al di sotto pel servizio. Alcune fig ure inserte nell'articolo rendono più evidente il confronto delle gran_ate Grnson con crnelle d'acciaio fnso Krnpp. . Ediicaz•wne _e d1icscipbina dei soldo.ti, d'cilt1'i tempi e il/oggi, Tn. P1sc11E11 . - ~a lotta _in~liv_iduale esige vigoria e sveltezza, quella collett1vn educazione e d1sc1pl1na. Dopo una supcrficinle rivista del caratt~r: cb_'ebbe Ja_~isci plina negli e5l'lrciti a traverso i vari periodi stonc1 dai Romam m poi, così conclude : « Oggi l'esercito devè essere un or~ani~mo :'ivo, ccl ogni membro ad ogni organo 1:li quello deve obbechre ·mtellrigentemente al cnpo. Perciò è necessaria in tutti nna e~lucazione armonica, e non basta pi1ì nna obbedienza automatica e -~1.eca Rer quanto assolnt'.i. _L'obbedienza deve basarsi più che mai sul1 rntelligenza, sulla convmz10ne e sul sentimento del dovere aceioccM nel combattimento odierno 'le tru ppc non sfuggano dalla mano dei toro ca pi " · Riflessioni _c~·D~lkr·ia fcitte a propos·ito del libro di Vercly du Vernois. - Lti dnnsione di ccwcille1·içi ~n -unione all' esercito. Contiene una specie di commento al libro del Verdy fatto dall'autore, quasi seguisse colla penna !è idee che andava suscitando nel suo cervello quella letLura. P&reg1·inazion•i d'ttn niil:itare ·in viaggio a, tra'vl!ll'SOil teawo della cm'. ip~gna di gii~1·ra fatta dal .Soiuvaro n·nell'a1t1A1,nno f7!J9. - Con gli art1cob contenuti rn questi due ultimi fascicol i finisee l'esposizione d1 quella campagna-, la qunle ha per no i un certo interesse, tanto pcl terreno snl quale essa fu comhatt.ut::i, come per l'importanza che assnme ai nostri occhi fo guerra alpina. . L~ giier•ra ttirco-russa. - Iu tp1e;;ti fascicoli si par\11 delle opc1·az1om dell'ala :"i nistra dell'esercito principale dei Russi dall'epoca elci passaggio del Dannbio fino all'agosto; ed i combattimenti a! passo cli Schipka. 1

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ANNO XX:t ll, VOL, ! V ,

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E PERIODICI

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der JJlilitii1•-vissenschart1-ichen Jterebies.

XVII vol ume, 1° fascicolo.

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. Attacco della:. cavalleria C?,ntro la f<J;nteria . Studio ta,ttico . - Magg10re barone MUHLWRRT H-GAI\TNER . - Se l'attaccare la fan teria era il più diffici le tra gl'incarichi della cavalleria fino agli ultimi tempi, la intensità dei fuochi delle fanterie odierne ne ha aumentato la difficoltà al punto che moltissimi non credono che possa riuscire a bene. Tuttavia gli esempi dell'ultima guerra han dimostrato che si presentano tali circosta nze da dovere ricorrere anche a questo mezzo, e che esso talora, se non assolutamente, almeno relativamente può dare un utile risultato . Perciò la cavalleria ha stretto dovere di rendersi ragione di tutto ciò che può influire sulla riuscita, e di studiare come e quando l'attacco può aver luogo, se in guerr.a vuole adempiere con piena conoscenza al suo difficiie còmpito. Tale conoscenza risulta : . 1° Da una giusta nozione sull'efficacia delle armi · proprie e delle armi nem ich_e per valutare in ogni caso le perdite che potranno succedere nel proprio partito e nel partito avversario, e quindi giudicare dell'opportunità dell'attacco; . 2° Da un esa tto a1Jprezzamento dei vautarroi e deoli svanta(1(1i ae o ti" del terreno relativamente alla facil ità di percorrerlo colla caval leria, alla possibilità di sfuggire all'occhio nemico e di coprirsi dalle sue offos<~, al riparo che può presentare alle fanterie avversarie, ed infine alla scelta del punto d'attacco; · 3° Dalla cognizione del valore reciproco delle formazioni della fanteria e della cavalleria; 4° Dal sapere come s'impiegano le batterie a cavallo; 5° Dal va lutare l'attitudine del cavallo, in confronto del tratto ~a p~rcorrere per raggiungere il nemico , ed eventua lmente per rit1rars1. Tatlti,ca tiirca nella gue,rm rnontenegrina, S. GoPCEv1c (con una tavola). - I l modo di combattere adoperato dai generali turchi nella g~terra del Montenegro è un interessante mezzo di studio per la guerra di montagna. Vi comandarono i migliori fra i generali che avesse la Turchia, Suleiman pascha, i\fohemed-Ali pascba, Achrned Muktar yhazi, Ali Saib pascha e Derwisch pascha . L'autore, dopo un .breve cenno sulla vita di ciascuno .d'essi, narra le gesta militari che si svol-

iero sotto il loro comando nel!' alpestre regione del Montenegro, con molti aneddoti e con una certa vivacità che ne rende. grata la lettura. ' Il flilf'o della fanteria e la s-ua inftiienza s1tlL'irnpiego deU' a.r t'igl:ieria, C. GnossMANN. - L'artiglieria deve oggi più che mai sforzarsi d'avvicinarsi al nemico a misura che s'avanza la fanteria per dare un sostegno morale cd attivo al combattimento decisivo . Ma potrà farlo sempre? Questo è il problema che &i propone l'autore dopo a,,er studiato il valore del fuoco della fan teria . Conclude che l'artiglieria potrà seguire entro il raggio del fuoco di fuci leria nemica: 1° Quando una imperiosa circostanza lo esiga a costo di qualunque perdita, nel qual caso sarà eia raccomandarsi di far avanzare una parte dell'artiglieria e di tenere il rimanente in riserva ; 2° Quando il morale del nemico sia scosso in modo da non dover temere molto dai suoi fuoch i lontani; 3° Quando il terreno offra buoni ripari; i\. 0 Quando fi nalmente l'attacco diretto sia combinato coll'aggiramen to in modo che le forze e l'attenzione dell'avversario sieno divise tra diversi punti. Parole finah dette ,i,n wna prelezione ad ~tn corso d:i, fort·i,fìcazione fatto agli 1iffìciali di sta.to maggiore. - Sono 26 massime nelle quali il noto Brunner ricapitola molti utili ricordi rispetto alle fortifica1ioni. Le piccole ese,r(}itcizfoni con le ar·1rvi miste, C. v. Lonscmrnrn. Risultato degli esperinient·i, dii alcimi ri,par i p&i t'iratori, con una tavola, tradotto dal russo. - Questi ripari sono fatti con honetti in terra, con bouetti di pezzi di pietra a prisma, con sacchi di tèrra e con sacchi di :;abbia. I pi ù opportuni risultarono essere questi ultimi; pieni di terra riescono troppo ,deboli . I prism i di pietra corrisposero pienamente ai desideri e sono utilissimi ove abbonda tale materiale, e non è da temersi l'artiglieri;:i . I honetti non parvero utili , ma l'esperimento dovrebbe ripetersi con terre migliori di quelle che si trovano in Russia meridionale, ove si fecero gli sperimenti. Le forze rrvilita1··i, danesi di terra e d:i, mare, tradotto dall'Italia rnilri.ta,,1·e del 23 apri le 1878. Fonti, pe1· lo studio della giierra tnrc.0-1'1.issci del 1877. - Battaglia d:i P le'Ona d-ell' 8 luglio. Ra%egna bibliografica. 1

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Lll3Hl

,Tah,•biicher r,ertlie De111,tsc l•e ;t,•,nee unti ,,.ra,•ine.

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Ottobre 1878.

Intorno al 1·egolamento per gli esercizi di fanteria., di J. r. Y. L'autore propone che si abolisca una buona volta la formazione su tro righe nella fanteria tedesca, dacchè quella su due righe ù la normale pel combattiment-0, e che i soldati sieno abituati fino dal tempo di pace a frammischiar~i sulla linea dei cacciatori, perchè ciò che succede veramen te i11 guerra non riesca loro nuovo. Le esi,genze tattiche nella esemzione delle di~o.~izioni della fanteria, del colonnello SANOER. Osservazioni sul combattimento a fnoco di grossi corpi cli cavalleria appiedata. - Analisi particolareggia ta di tale incarico lalLico, uno fra i più difficili che vengono oggi confidati alla cavalleria . In t.ili circostanze la cavalleria si trova in una situazione pe1rrrioro che la h 00 . fanterw , pere è non può nè preparare il terreno per . In difesa, nè scegliere la posizione; bisogna che sia economa del suo fuoco, e perfino i ctn alli tenuti a mano !-Ono una inrnlontaria occ.1s1one di disordine per es1>a . Sit·~azione rit•il'itare dell'.Enropa occidentale nel/: epoca clel passagg-io dal -~stema feudale a qit~llo delle truppe a,Ssofrù1te. - Tale epoca è stabilita dall'autore tra il H50 ed il 1525, quando cioè universalmente i monarchi adottarono il sistema di avere truppe assoldate invece di giovarsi dei servizi cui erano obbligati i vassall i, e gli eserciti presero defìnitiYamentc il posto dello milizie feudali . S1iflo wp·irilo clell'edttcazione militare in Germania. - ri un interessante :,(;ritto dovuto ad un tenente colonnello ciel corpo dogli in1re0 gneri dell'esercito inglese. · La posta militan pe;r mezzo clei colo1nbi in R1tssia. - Cenni tolti clall'J,nvabido russo . - Lo sta to maggiore russo cominciò ad intere,;sarsene dal •187!~ e fondò in Varsavia un deposilo rl i colombi . Nel le prime prove tra Varsavia e 8ronberg ( 1,}4 chil.) più della metà elci c?lo~1 bi 11 ndaro110 perduti. Più ta~di però si arrivò a fare le specliziom senza perderne alcuno ; i colombi volarcno con la velocità di 70 chilometri all'ora. Finalmente nel 1816 si formulò un regolamento. In quest'anno vi saranno 2700 colomM divisi in qua uro stazioni. Sguardo a.lla letterat·nra militan. Indice biblùJgrafìco.

E PERIODICI

369

Bivisft• tnilit,,,.e t'HSSff (Wa.fennji Sbornik) . - Fascicoli di luglio, agosto, settembre, ottobre e qovembre 1878.

Dell'importnnza tattica del tel'reno (tre articoli), par G. LERR. 11'Iezzi rli diminni,re le pe1·dite recate ad iinlt (antel'ia dei armi po1·tatili,, CBIJISC!OW . Note S!lÌ fatti d'armi os.çeruati dumnte l'nltima guerm, A. Puz1vEwsK1 J/, passa.lo e l' a'l;venire della cavallerici ( due articoli), per SKOBELZI N. - Quantunque si potrebbe con fondamento asserire che la cavalleria russa è una delle migliori o delle più u umerosc <l'Europ:i, provveduta con gran cura cli buon mnteriale e pen;onale, pnr tuttavia le sue operazioni si dimostrarono poco ellicaci cimante l'nltirna campagna . Di qui la seria attenzione rivolta ora dagli studiosi <lell'arrn della guerra a tutto ciò che riguarda il suo orcli uamento e In sna tattica. Ani maLi cli tale stimolo, parecchi scri ttori rus$i diedero al la lnco il risultato dei propri stndi appoggiandosi ai fatti sperimenti nell'ultima guerra tu11co- rus~a , confrontandoli <·ou quelli delle guerre passate. Fra qnesri scritti il più degno d'a tte11zione ò lo studio ili Skobelzia, in cui l'autore principiando a rammentare i più rimarchoYol i fatti d'armi cli carnlleria, partendo dai tempi di Gustavo- Adolfo fino ai nostri giorni, viene a stabi lire : Che gli attacchi di cavalleria contro lii fanteria anche disordinata, non diedero mai risultati decisivi, tanlo meno potrebbero essere efficaci oggi giorno <lacchè le truppe a piedi sono provvedute di arm i a tiro rn pido. Che anche nello slnto atl11ale di nrn1amento 1111 attacco cli cavalleria anebhe risultati decisi,i quando si;i inaspet.tato, subitanC'o e quindi di brevissinrn du rnta . In ta le stato di cose, l'importanza della cavaller ia dal punto di visi.a tattico sarebbe diminuita; ma per contro quella :;trategic·a sta acquistando maggior sviluppo . Le ricognizion i di cav;illcria, per cssore utili al comantlante in ca po dì un r~sN·ci to, dovrebbero essere eseguite non sollanto contro il fronte di una line.1 tl' opcra1.io11i del nornico, ma anch e sn i suoi fìanchì e lo sue spallo. QLLegt'ultimo sen•izio non potrebbe essere eseguito con completo successo che dai distaccamenti cli cavalleria indipend enti e capaci di :1gi1·c succossivameute con attacchi a cavallo e appiedati.


.l 370

LIBRI E PBRIODlCI

Per raggiungere lo scopo di simili operazioni potrebbcsi avere necessità di occupare con cavalleria alcune posizioni o punti importanti. Quindi è indispensabile rendere la cavalleria atta a tali operazioni strategiche mediante un particolare ordin(\mento. Considerazioni di 1m 1,fficiale ·d·i cavalleria s-ul fatti osseroat-i di,rante l'ultima guerra, N. GAluAc1ow. , Note . sulla ca11alle1·,ia (2 articoli), par KozLow. Pochi cenni sui càssoni cli ·mun·izion-i impiegati nei •reggimenti ru.ssi nell'ultim,a, guerra. Quattro anni d'appl:icazione della legge sul serviz·io mihtare obbligatorio e sulla 1·equisizione d&i cavalli, barone di W ITTE. Distaccamento d' a11anscope1·ta (3 articoli) , par C1cuaow. L'arte mibita•re del geni o negl:i eserc'iti russi durante la giterra 1877-1878, PLACINSKI. Gli ufficiali del geni o russi, SARANC1ow. Cenno storico gui Cosacchi dell' Ural e loro sistema di servizio, KoS'l' ENKO. Parecchi giorni sul monte S . Nico la (Sciplca), W. · DAcEw1cc.. · Diie mesi d'ùi'ìJerno a SC'i,plca. Operazioni pratiche della guerni d:i tri:ncea sotto Plewna; A. KunoPATKIN econ grande carta di Piewna e dintorni, del corpo topogra. neo militare). Difese dei Balkani d' Et·ropoli per parte di Mehemet-A.li · Pasl-ià, ( dal tedesco). JJ1·eve descrizione del monte Grande 1'fan-Sc·ian, VnosTENKO. I Rw,s,i ad Erzerwm nell'anno 1878, DocuowIKs. A1·ticoli /Jibhografici esteri. R<:-ssegnci rnil-itare russa. - Guerra colla Turchia in Europa ed in Asia. - Estraui di rendiconto ministeriale per l'anno 4876. - Regolamento per la contabilità di compagnia. - Legge sull'ordinamento dei battag:ion i di riserva. Rassegna 1nilitare estera - Austria-Ungheria. - Mobilitazione delle truppe e guerra d'occupazione della Bosnia e dell'Erzegovina. Inghilterra. - Atti principali del ministero della guerra. - Happorto dell'ispettore generale per gli istituti militari d'educazione sulla istruzione teorica e pra Lica degli ufficiali inglesi. l1rancia. - Quesito di riordinamento della intendenza mi litare. Grandi manovre autunna li e relative istruzioni ministeriali. - Ordinamento del corpo d'ufficiali di marina di riserva. - Decreto riflettente lo stato d'uffìciali di riserva e territoriali.

SOMlURIO DELLE ~UTERIE

tontenute nelle dispense di ottobre, novembre, dicembre 1878.

NOTE SU LL'ORDINAMENTO DIFENSIVO DE!..LA REGIONE ALPINA . --

G. Z1u•allnri, tenente nei bersaglieri.

. . . ·,. . Pag.

IL F UCILE A R IPET!l!ONB DEL CA Pl'l'ANO BBRTOLD?· -

5-

l~t>1:toldo

1•ictro, capitano 1• regg. genio, 1" comp. Jerrovieri .

• 24 ~

L'JNSEGNAMBN'Ì'O D ELLA TOPO li RAFIA Nl::I COHP L 01 T RUPP A. -

,ti ra;:hl ( ;cs11rc, maggior~ nel .28° regg fa nt. . . . » 36 l,11•011 1 ,llcssandro, tenente col !.

LA DIFESA DELLA SI CILIA. -

del gen io

. . . . . . . . . . . . . . . . .

» , -•8 . . . » 80, 198 lL FUCILE MODI::Ll, O 1870 EO IL TIRO AI, LE DISTANZE su.PE RIORI Al IFascc GicH'lllllli, capitano nel 7• art,fJl. . » 109 LE FASI DI UN'IDBA M ILITARE IN Fl'l.ANC (A DAL '1793 AL 1796. ')!.

GLI STUDI GBOGfiAFICO·MILITACU IN FRANCI A .

rnoom. -

G . Za,·allari, tenente aog1·egato di staio maggwre .

.

»

LA POTEN ZIALI T.Ì,. DEGLI S8A HC1l 1 !N COR RELA ZIONE COLLA DlFBSA PER LINEE INTERNE. - D. 11:onamic o, tenente di vascello » BREVI APPUNT I IN TOHNO AD UN T ELBMET HO A DOP PI O SP.$TANTE.

-

~.'arlo H:c,..t.a , maggiore r,omarul. l'8° battag. alpino

D ELL'ORDINA:l!P. .·,NTO

•>

ALPINE . :-'I'. E. Oahor1uida, m.agr1iore nel 74" fa,!t . ; . . » 16::>, ANCORA SULLE THI NC~:1, DA 8A T fAGL JA. , •. ( orn>,Uo · " ALC UNE CO~SIDEHAZIONI SULLE BATTF:R IE DA MONTAGNA . -

Enrico

MILITARE

OELLI~ POPOLAZION.I

-

1-<t 141 '153 . .

Q¼

~ .Le.

pilano di fanteria

.

»

30 1

-

ca- . . . . . . . . . . . . " 337 ~

Libri e 11erlodici.

Italiani. Manua l e teorico -p r atico del serviz;io delle sussisten z~ _militari n ei presi <l i i terr ito riali e p 1'esso l'eserc ito mob1ltlato . CA SAN OVA cav . C AHL 11LBRRTO . . . . . . . . . Pag. Corso cli legis l azi o n e m ili tare . - Lu1c1 FRESCURA e AnMANN ETT()({J:: . . . . . . . . . . . . . . . . . . » Flavi o Vegez io R c rn;1to, compendi o di arte milita re . TEMISTOCLE M ARJO TT I . . . . . • . · • · · · · " Raccon t i m i l ila ri. CESARE QuAru,NG111 . . . . . . . » Le condizioni mili tari in Italia n e ll'irnno ·18i8 . . . . . " Tab elle rel aliYe alla cos tituzio n e dell'esercito ger mani co . » La nazione a r ma ta . Lu 1G1 AMAOEI . . . . . . . . » C usl(\za '1848-6({, album sLor ico- a rtistico - mil i t al'e. Qu1NTO Ci::NNI e Lu1G1 A Rc111NTI . . . . . . . . . . »

-

,,fu! Z, 3 -

u osali, tenente d'artig.lier ia . ·. . . . . : · " ~9~

lGIENF: DELL E CASE:Fou:. - G. ,l s 1c~rn110, capitano m edico 1L T lt'\0 DI F UCI L ERI A A GRANDI DISTANlE. (;. f"abr is ,

;

-

-

89 91

93 9o

96 214 :! 19 224


J Storia dei bersaglieri con alcune idee sul loro impiego in guerra del generale Alessandro Lamarmora. - PlETno FEA . . . . . . . . . . . . . . . . . . Pag. Volete l'Ital.ia ? _Pens ate all'eserci to. - MoR1c1 . . . . . » li soldato c1ttadmo. - G. RoaEccm . . . . . . . . . " L'ordina mento delle armate romane. - EnMANNO FEnnERO »

226 230 346 347

Francesi. Des recc,nnais san~e~ tacliques au point de v ue pr atique, à l'usage cles oflk.1ers de troupe. - A. SMEYSTERS . P àg. . L'année miliLa ire . . . . . . . . . . . . . . . . ,, His toire des r égirnents nationaux des Pais-bas au service d' A utriche. - GUJLLA UME . . • . . . . . » Histoire de la g uerr e des trente ans 1618-1648. E. CHAn» vÉnioT . . . . . . . . Journa l des sciences militaires . ,, Le Spectateur miliLair e . . . ,,

RIVISTA ESTERA 98 100

2:32 349 353 359

L'O CCUPAZIONE AUSTRIACA DELLA BOSN IA E llKLL'ERZEGOVINA

11

>

Tedesch i. MiLtheilungen des k. k. Kriegs-Archiv· . . . . . Pag. Jahrbttcber fur die Deutsche Armee und Marine . . . » Beiheft zum l'vlilitar-\-Vochenblatt. - W ITZEL EBEN . . . . » Streflleur's Oesterreichische Mililaris che Zeitschri·ft . . . » Feldrnaresciall Otto Ferdinando Graf von Abensbero· uncl Tra un 1677-1743. Eine militi:ir-his tor ische Lebenssclfizze - A. T HURHE l M

.

.

.

.

.

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.

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Neue Militaris che Blatter . . . . . . . . . . Or gan der Mililar-vissenschaftlichen Ver eines . . J ahrbi.tcher mr die Deutsche Armee und Marine .

,,

103 105 233 236 352

,, 364 » 366 ,, 368

Russi. Rivista militare ru,ssa (Wajennji Sbomik)

Pag. 369

Rivista !Estera,

L'occupazione aus triaca della Bosnia e dell'Erzegovina. Paq. 357 1~33 _ · L'es ercito aLtstro-ungarico in campagna . . . . . »' 381 '4530rclinamen to e forza attuale degli eser citi .russi . . .- ; 408 L'is Lruzione per le mano vre del 1878 in Francia . . ,, 4.4,2 _ Il servizio d'inLendenza press o l'esercito ger manico . » ,1.70 _ Pontieri aus tr-o-ungar ici . . ' ". . . . . ,, 475 La landwehr aus tro-ungarica . . . . . . . . . . » 489 _ La tattica della g uerra di fortezza in Germania . . . ,, :'rJ OHservizio d'intendenza presso l'esercito a us tro-ungarico ,, 519-

Al principio di settembre era facile prevedere che ad onta della presa di Serajevo, per conseguire la completa pacificazione nella Bosnia e nell'Erzegovina, non inutilmente l'Austria-Ungheria aveva mobilitato altre e rilevanti· forze . Le operazioni militari avevano in fatti preso a quell'epoca tutto l'aspetto d'una grossa guerra. La costanza del generale Philippovic, come il valore delle sue truppe, avevano potuto, con l'occupazione rlella capita le bosniaca, allontanare il pericolo d'una necessaria ritirata; non perciò la critica condizione~ del corpo d'occupazione poteva di rsi gran fàtto migliorata di fronte alla tenace resistenza, ai continui 43/•moltiplicati attacchi, al singolare ardimento e all'iudomito coraggio degli in,orti bosniaci. Le truppr~ del generafo Phi lip povic erano sempre così dislocate. A Serajevo - la 6a divisione di fanteria, parte della 7a, qualche rinforzo della ::JOa, la ,1.3a briga ta di cnva lleria e l'artiglieria di corpo d'armata - in totale da 2.5 a 30 mila combattenti; A Bimjaluka - la 3a brigata (Sametz) della 7a divisione -- con 4 o 5 mila com battenti; ADoboj, sulla .s inistra della Bosnin - parte clella i o• divisione, ed una brigata o poco più della 35a di visione - da 1 O o ·1 'z mìla combattenti;

(1) Vedi Rtvista militar e di agosto.

R !msta e ste·ra.


358

R IVISTA

Nell'Erzegovina - la •18 di visione con •I Oo 12 mila combattenti. A Serajevo, il corpo principale, conservando sempre l'iniziativa, assicurava il possesso di quell'importante centro e ne scostava le truppe degli insorti bosniaci. Larghe perlustrazioni fatte con forze considerevoli servivano a tenere continuamente il possesso delle principa li comunicazioni che s'irradiano da Serajevo : così il generale Kopfinger il 25 agosto si spinse sino a Han Pod Romanja sulla strada da Serajevò a Rogatica, là dove parte verso nord la strada secondaria che va a Vlasenica e che p~r sentieri accenna poi da una parte a Dolnje-Tuzla sull'alta Spreca .e dall'altra a Zvornik sulla Drina; così il generale Tegetthoff il 3 settembre disperse un corpo d'insorti raccolto presso Kadinoselo sui monti a nordest di Serajevo dove prende origine la Krsul, una delle fi umane che scendono nella conca di Serajevo per formare la Bos~a; così infine altre esplora1.ioni si diressero sui monti Igman, i quali don1inano la strada che da Bluzuj si dirige all'Erzegovina . Ciò preservava il corpo pri_ncipa le dalle offese immediate del nemico, ma non lo garantiva da!J e conseguenze d'una rotta <Jhe avesse potuto toccare ai corpi che guardavano le comunicazioni a Dohoj, a Banjaluka e sui confini dalmati. Segnatamente iJ corpo del generale Szàpàry si tiFov.ava seriarnente minacciato di fronte da numerose forze d'insorti racc_çi1te nella, valle della Spreea, nè perfettamente sicuro alle spalle dove l'insurrezione andava raggruppando nuovi mezzi d'a.zione. E1m quindi assolutamente necessario, non soltanto per completare Firnpresa, ma anche per mantenersj nella posizione acquistata in B, snia, eh.e ù' Anstria gettasse nuove forze nella hilaneia della guerra.

· Avevamo già detto ehe po(lo prima della presa di Serajevo, avvenuta il 19 agosto, eua stato risoluto a Vienna di rinforzare i I corpo di spedizione in Bosnia ed Erzegovina di altre otto divisioni in modo da comporne la. II armata austriaca, sotto gli ordini del feld maresciallo Philippo;vic, di quattro eorpi d'armata ecl una divisione staccata. Ora possiamo aggiungere che la mohilita1.i0ne di alcune delle di visioni destinate alla na amnata, cioè della 1'3" (Budapest) , dp,lla ,f,1.a (Pressburg) e della 3,1a (Budapest), era già cominciata sin dal 22 di luglio e compiuta il 15 di ag.osto., e peJ?tanto queste divisioni euano pr-onte ad essere subito impiegMB-. 1'uttavo1ta pare clw la deficienza di memi a provvederle in tutto, o almeno in parte, di trasporti e artiglieria da montagna, necessari per operare in una regione come la Bosnia, sia stata causa di lungo ritardo a mettere queste truppe nel caso di m1.wvere pel t[:li).t,:ò. della guerra. 1

359

ESTElU

1 '

Invece la 1• divisione (Vienna) e la <i- (Briim) cominciarop.o la mobilitazione solamente il 2. 1 di agosto, la completarono il 1 O settei;nbre, e si trovarono in caso di entrare in Bosnia anche prima di quest'epoca. Cosicchè, invece di rimnnere in seconda linea in Croazia o Slavonia, furono subito assegnate rispettivamente al V corpo d'armata (Ramherg) e al III (Szàpàry), sostituendo nell'uno la 33• divisione che non ancora ha potuto raggiungere l'armata, e nell'altro la 36a divisione che passò al XIII corpo d'armata. · Infine la 36a divisione (Agram) la quale aveva cominciata la mobilitazione il 5 di lnglio insieme alla 6° e 7° divisione, non fu completamente pronta che al •1O di agosto, quando cioè di già il bisogno di rinforzo aveva obbligati a cominciare a farle entrare per frazioni in Bosnia. Dobbiamo inoltre aggiungere che, oltre delle divisioni.di cui abbiamo fatto cenno nella cronaca di agosto, è stato ordinato anche la mobilitazione della •I 9a (Pilsen) e clella 3,i.a (:Ycmcsvar), le quali insieme alla 33• divisione (Comorn) andranno a po1:tare a tre divisioni la forza dei corpi d'armata III, IV e V. La :28• divisione la quale doveva rimanere in Dalmazia, forse per non aver potuto completare la sua formazione da montagna, è stata sciolta assegnando i singoli corpi che la componevano alle altre divisioni. In sua vece è stata mobilitata !a 2.oa brigata di fanter ia (magg. gen. Nagy) e da Koniggriitz è stata mandata in Dalmazia . Così la II armata austriaca a radunata compiuta rimarrà composta come appare dalla seguente tabella. Avvertiamo però che, dopo gli inattesi ostacoli incontrati nell'occupazione militare della Bosnia ed Erzegovina, il governo austro- ungarico ha creduto necessario di essere anche più .cauto nel lasciaro propalare dalla stampa le notizie. Ne segue che la cronaca delle operazioni compiutesi nel mese di settembre dovrà essere in generale meno precisa di quanto lo potè essere la precedente, e più abbondante di congetture, tanto più che quasi tutte le notizie ci :vengono da fonte austriaca. 0

1

r


360

HIVISTA

361

ESTERA

,~o· brigata.

QUADRO DI FORMAZIONE DELLA Il ARMATA AUSTRIACA (4).

Comandante, maggior generale Comandante in capo.

DitEsY.

Reggimento di fanteri a Granduca Alessio di Russia N. 39. » » Phili ppovic' (Francesco) N. 70 di riserva.

Feld maresciallo PHILIPPOVIC' di PHILIPPSilERG Giuseppe. (2)

"•1ga

III Corpo d'armata.

D1v1 S10NE DI

FANTERIA.

Comandante, tenente marescial lo SzÀPAnY. 4a

D1v1Sl0NE DI FANTE RIA.

IV Corpo d'armata.

Comandante, tenente maresciallo PELIKAN. 1" br'igata.

Comandante, tenente maresciallo

Comandante, maggior generale W ALDST A'l'TEN. Reggimento di fanteria N. 8. Arciduca Sigismondo N. 45. 25° battaglione caccia tori . ))

ma DIVlSIONE DC FANTERI A.

))

sa

Comandante, tenente maresciallo

FnòHLICH.

brigala.

Comandante, maggior generale ~nucKN1m. Reggimento di fanteria Hess N. /~!) . ))

BmNERT H .

• 2.5· brigala.

..,

N. M.

))

.t0 bauaglione cacciatori.

20•

26" brigata. D1v rs10NE 01

FANTERIA.

Comandante, generale KArFFEL. 39"' br'igata.

Comandante, Reggimento di fanteria Czesarewi1.sclt Alessandro N. 6·1 . » » Coronini N. 6 di riserva. 3·1° battaglione cacciatori.

Comandante, maggior generale Iluo1CH. Reggimento di fanteria Arciduca Rodolfo N. 19. Arciduca Carlo Ludovico N. 2~. ))

))

'f.

31•

D1v1 SIONE DI f<'A NTER!A.

Comandante, tenente maresciallo

KEES .

(Il reggimento N. 2.3 di riserva fa parte di questa divisione). (1) Dei COl'pi segna ti con astel'isco non s i conosce la composizione. (2) Dalla me tà ùi S8ttern bre ali' 8 di ottobl'O il coma ndo supremo rimase spezzato in duo pani. Una, coc:oposta dell' ufficio operazioni e d'una par te déll'i ntendenza generale. andò a n,·ood sotto la direzio ne del tenente ma,·esciallo Ramberg comanrlanto del v corpo; l'altra nmasc a Serajcvo col colllaorlante in ca po.

'(. 3/i• D1v1s 10NE DI FANTERIA.


362

RIVISTA

l

V Corpo d'armata.

XIII Corpo d'armata. ·

1 Comandante, tenente maresciallo RAMDERG. ·I •

D1v1s·lONE

Comandante, tenente maresciallo DucA

FANTERIA.

O!

363

ESTERA

6• D1v1S10NE DI

01

Wi.ÌRTEMBERG.

FAN'J$IIIA.

Comandante, tenente maresciallo WEcSEY.

Comandante, tenente maresciallo TEGETTHOFF.

1• brigata.

Tf·e brig1ttc da montagna.

Comandante, colonnello · KoNIG. Reggimento di fanteria Arciduca Giuseppe N. 37. » Kellncr N. 4- 1. ))

Comandanti, magg.· gcn. · BouvAno, colonn. LEMAIC e colonn. PoLTz. Reggimento di fanteria Hartung N. 47. » 11 Arciduca Francesco Carlo N. 52. >1 » Jellacic Giuseppe N. 79 . >> ,, Maroicic N. 7 di riserva. » >> Re dei Belgi N. 27 di riserva. 9° battaglione cacciatori. 27° /) ))

1

2• brigcita. Comandante, maggior generale THEOD0nov1c. Reggimento di fanteria Granduca Michele N. 26. >> » Knebel N. 76.

7" DIVISIONE

·I 4• DIVISIONE 01 FANTERIA.

DI f'ANTERIA.

Comandante, tenente maresciallo PrELSTIKEN.

Comandante., generale ~ÙrLLER.

)/.21" brigata.

·I• brigata, da montagna.

Comandante, colonnello VILLECZ.. Reggimento di fanteria Bernardo di Sassonia N. ,i6 . ~ 0° battaglione cacciatori.

Comandante, maggior generale GAMMEL.

\;

. (~) 28" brigata.

2a b1·,iga,ta da montagna..

Comandante, maggior generale RmNLANDER. Reggimento di fanteria Arciduca Ernesto N. 48. » » Knebel N. 76 di riserva. 42° battaglione cacciatori. >/.

33• DIVISIONE

DI

Comandante, maggiòr generale Arciduca GtovANN1 S.uYAT01iE. Reggimento di fanteria Kuhn N. 17. 3a b1·igata da montagna.

Comandante, maggior generale S.umTz. (1) Reggimento di fanteria Weber N. 22. • » » Arciduca Leopoldo N. 53.

FANTERIA.

(Ì) Il maggior generale Sameti sin dal 17 settembre fu destinato al comando della 7111, brigata di fan teria in cambio del maggior generale Pis tory, porò non si è recato al nuovo suo posto che al principio di ottobre.

(!) Probabilmente ne fanno parte il reggimento di fanteria Rossbacher n. 71 di riserva e il 1° battaglione cacc iatori.

"

1


364

ESTERA

RIVISTA

·365

3• brigata da montagna.

36·

DrvISIONE

DI FANTERIA.

Comandante, tenente maresciallo STunENRAuC1L 71• brigata.

Comandante, maggior generale PrsTOR'Y. (4) Reggimento di fanteria Scudier N. 2.9. " Sokcevi.c N. 78 di riserva. ))

72,• brigata.

Comandante, maggior generale ZAcH. Reggimento di fanteria Ajroldi N. 2.3 . » Jellacic Giuseppe N. 79 di riserva. I)

3• br,igata da rnontagna.

Comandante, . . . Reggimento di fanteria Wezlar N. 16 di riserva. » Granduca Michele N. 2.6 di riserva. " Arciduca Leopoldo N. 53 di riserva. " ))

18·

D1v1s10N E 01

J<ANTERIA STACCATA.

Comandante, tenente maresciallo JoVANovrn. ~•

brigata da montagna.

.. Comandante, maggior generale TRooonovrn. Reggimento di fanteria Jellacic Giorgio N. 69. H O battaglione cacciatori. 2• brigata da rnontagna.

Comandante, colonnello KLIMDURG. Reggimento di fanteria Re dei Belgi N. 27. 7° battaglione cacciatori . (l) Il maggi.or gene rale Pisto1·y ha assunto 11 ccrnando della 3a. brigata di montagna della 7• d1v1s1011e s ul princil)io di ottobre. - Vedi nota precedente .

Coman.dante, maggior generale SctruLDERli:N'. Reggimento di fanter ia N. 32. 3° battaglione del reggimento cacciatori Imperatorn. 49° battaglione cacciatori. 2,0• J3RH:A'l'A

Ol FANTERIA STACCATA.

Comandante, rnagg. gen. NAGY. Reggimento di fanteria Nobi li N. 7/i. Arciduca Francesco Salvatore N. 77. ))

))

Qui sarebbli o·pportunissimo poler dire qualcosa delle forze insurrezionali; ma su di ciò devesi rinunciare assolutamente per ora , ·e forse anche per l'avvenire, a raccogliere dati abbastanw precisi. Sarebbe infatti impossibi le dalle molte notizie portate da i rliarii, tanto esse sono contraddittorie ed incerte, farsi un concetto chiaro dell'entità e della distribuzione sul teatro della guerra delle forze degli insorti. Di tutti i grossi corpi segnalati ' dalle molte corrispondenze, fatto eccezione della raccolta nella valle della Spreca di fro11te al generale Szù pàry, in sostan.za gli J\m;triaci in t.utti i punti attac<.:ati non hanno avuto a combattere cbc gli abitanti della località stessa, tutto al più uniti a quelli dei dintorni. Ciò si spiega facilm ente considerando il carattere stesso delle truppe insurrezionali. Pronte ad atti di eroismo e d'ill imitat0 sacrificio nella difesa d<~l luogo natio, esse sono affatto incapaci di organizzazione e cli regolare cli rezione. Cosicchè gli Austriaci possono con ogni probabilitù aspettarsi ostacoli dovunque, ostinata n~sistenza nelle singole località, molestia su tutte le comunicazioni, rna diffici lmente incontrare grossi corpi organizzati . Un'ultima osservazione genera le $U]lc strade in Bosnia. Malagevolissirrw per natura, la loro condizione è stata ancora peggiorata dalle piogge cadute nel mese di agosto, dall'ingrossare rapido dei torrenti e delle fium ane, e sopratut.to dallo straordinario passaggio di carri necessario all'alimentazione dell'esercito in un paes<1 dove ogni cosa deve arrivarv i dal la base rl'operazione. Anclw impiegando tutti i mezzi a disposizione del le truppe austriache non $Ì è potuto tenere in istato da farv i transitare i grossi carreggi che la sola strada Brood-Serajevo,


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l'lIVIS'f A

ed anc~e per ciò. si è dovuto or~linare uno speciale servizio di truppe del gemo,_le quah _lavorano contrnuamente lungo l:i linea ad aggiustare Je ca~Tegg1ate, a riparar ponti, ad allargare passaggi o aprirne dei nuovi, . a scavar fossi. Se le relazioni non esagerano, sopra i 222. chi _ lornetn che se~arano Hrood da Serajevo sino al principio di settembre le tr\1ppe _austriach~ del genio avevano costrutto 48 nuovi ponti , riparati altri 3,1, fa tti ,130 ponticelli oltre ai lavori di minore importanza. Ad onta di tutto ciò le comunicazioni sono tutt'altro che facili ~ segnatamente presso Vranduk e Busovaca, dove del resto la strad; e stata allargata, spess~ i carreggi sono costretti soffermarsi e ag/)'lo~erarsi ingombrando .la via per molti chilometri, per aspett.are ~he 11 fondo natural~\ della via sia transitabile. t inutile aggiungere che tutte le alt)·e strade sono in condizioni anco~a peggiori; . e ciò può spiegare fa diffico ltà generale dei movimenl,I e la rel1J t1v:i lentezza che in alcuni di essi altrimenti sar<1bbe inesplicabile. _Le prime truppe austriache a rinforzo del XI1I corpo d'armata arn_varono successivamente, a cominciare dal 5 agosto, a misura che cornp1van~ la l?ro mobilitazione. Al ,15 di agosto tutta la 7,fn brigata di fan te.ma (P1s_tory~ ~r~ a Dobo.i a rinforzare la 20a divisione (Szàpàry). Poco dopo vi arrivo il comandante della divisione tenente maresciallo Schmigoz con alcune altre truppe, forse i reggimen ti di riserva N . Hl, ~6 o 53 ('I). Di _crnesti_ tre ultimi reggimenti però ne fu poco dopo form ato uno speciale distaccamento, o brigata di montagna che fosse, per essere avviato a Banjaluka in rinforzo della brigata Sa metz. ' .Nei primi giorni di settembre altre dne divisioni passarono la .Sava a, Brood, ci~è, 111 4a e I.a _,fa. La 4a divisione assegnata al III corpo ~ armata arrivo a ?oboJ il 3 settembre; la ·1• assegna la al V corpo 1\ 6 settembre contm'.1ò per Serajevo, dove arrivò dopo undici giorni di marcia. Alla marcia della 1• divisione si unì anche la 7,1• brigata di fanteria (Pistory)_la qullle dal 7 settembre cessò di dipendere "dal tenente n:iaresciallo Szàpàry. Infine la 33· di visione, pur essa ap part~nentn al V corpo d'armata , · in gran parte era arrivata a Doboj al ,J O d1 settembre e prosegui io seguito la marcia per Serajevo. Inta'.ito però importanti fatti d'armi avevano completamente cambia to la pencolosa condizione del IH corpo a Doboj . Infatti, il genrrale 1

.(I) 11 tenente maresciallo Sch migoz, ferito a Doboj il 20 agosto , lasc:ò il comando della · divisione,_ che venne in seguito assuu to a l.lanjaluku dn l geueralu S tub-,urauk giii /H!tletto, illla d1v1s1one militare di 1'emes,·ar.

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Szàpàry, non appena ebbe ricevuto il rinforzo della .t,• divi;:.ionc e messo così assi·eme circa 28 ,000 combattei:iti , compresa le brigata Pistory, decise di cambiare la propria difensiva d'aspeLtazione in aperta offensiva per ristabilirsi almeno sulla destra della n osna e meglio così proteggere le comunicazioni per Maglaj a Serajevo, continuamente minacciate dagli insorti racco Iti e fortemente st.abiliti ne~!la bassa valle della Spreca . Sembra però che avesse in mente di cominciare dall'assicurarsi alle spalle e :;olamente tastare il grosso del nemico che av~wa a fronte. Spedì pertanto al mattino del /~ di settembre il generale P istory con quattro battaglioni della di lui brigata cd nna sezione da mon tagna verso Tresanj per disarmare le popolazioni delle borgate nella valle deJJ'Usora, e nello stesso tempo fece passare kt Bosna a cinque corn.pagnic del reggi1Mnto Scudicr N. 29, per riconoscere la fronte della posizione tenu ta dal nemico. lmpegna t,'J. l'azione sulla sponda ·destra della nosrrn e visto I' ingrossar delle forze insurrezionali, si fece passare anche l'intero reggimento N° M chi~ si stabilì a Lipac, e poco appresso l'intera brigat.a Waldstiitten. Dopo un cornbau.imento piuttosto vivo, che durò sette ore, gl'insorti dovettero retroc.edcre rimanendo così le truppe austriache in pos:;csso della sponda destra della Bosna . Le perdite degli Austriaci non l'uro no che di circa ,f 30 uomini la maggior parte ferì ti. Il felice risultalo del cornbatlimento del 4 fece decidere il generale· Szàpàry a prosQguire immediatamente nell'azione offensiva . Del resto le truppe passate sulla sponda destra non avmbhero potuto mantenervisi, in caso d'attacco serio, senza avanzare e impndronirvisi delle alture. che dom inano lo sbocco della Spreca. Epperò nel domani, 5 settembre, si cominciò l'attacco con tutte le fo rze. Non si conoscono i particolari di questo combattimento: sembra nondimeno che la resistenza de~li insorti :;ia stata valorosa e tenace tanto da !asciare dubbio l'esito della giornata . Le perd ite austriache furono di 5 ul'lìciali morti e t2 feriti, di (>0 gregari morii, 330 feriti e 34 dispersi. · All'indomani ancora , il generale Szàpàry riprese l'attacco dei giorni precedenti, e riuscì finalmente a co,;tringen~ gli insorti ad abbandonare complr~tamente le loro fortifica Le posizioni e ritirar_si sulla .de~tra della Spreca lasciando così libere ed in possesso ~cgh Austnac1 le strade di i\iaglaj e di Gracanica. Le perdite subite in . questo terzo giorno di Mmbattimento non sono indicate; iI generale Szàpàry però rapporta che furono considerevoli. Il risultato di questo combattimento di tre giorni mise il III corpo,


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d'~rmat~ austriac,o i~ con~lizioni di potere oramai aspettare con relativa_ sicurezza l arrivo_ d1 altre truppe e procedere qùiudi con a?.ione combrnata verso la regione nord-orientale della Bosnia, dove sembrava che numerose . fo_rze insurrezionali fossero raccolte poggiandosi a_ D~~nJe-Tuzla , a ~ielrnl) ~ Zvornik. Esso si trovò quindi in grado dt d1~porre della briga ta P1story appartenente alla 36• divisione, già assegnata al XI1I corp'.i; que:;ta brigata il 7 settembre partì per Serajevo ~eguendo nella . marcia la 4a divisione di fanteri a (Wecsey), siccome e stato detto pn\ rnuanzì. La brigata Samet.z sin da! mese di agosto trova vasi frazionata fra Banjaluka e Travnich a guardia delle comunicazioni da Gradiska e da Novi a S~rajev~, e di più doveva tenere in soggezione le provincie occidentali bosmaclie. Era insomma come un posto avanzato del corpo principale a Serajcvo . Il suo còJ_npito _era. evidentemente impari allr1 deboli fo rze, e però la sua pos11.10ue r111sc1va alquanto arrischiata. Dietro tale considerazione sin dalla fine di agosto fu mandato a Banjaluka it distaccamento (che chiameremo 3a brigata di3lla 3fi" divisione) com posto, come è ,;ta to detto, dei reggimenti di fan teria Wezlar di riserva N° ,f 6, "randuca ~~ic~iele di riserva N'.' 26 e arciduca Leopoldo di riserva N° iS3~ il quale v1 gmnse vc1rso d i d1 settembre. lnoltre, in vista del prossimo arrivo a SeraJevo della ,Ja divisione (Wecsey), tutto il rimanente della 7• (~iuller) fu mandato a Travnik, punto centrale fra l:h~njaluka, Doboj e Sarajevo ('I) . Uno dei punti principali di raccolta degli insorti della Croazia turca era l'antica fortezza di Kljuc, pi ccola città situata sulla sponda sinistra dell'alta ~ann a~la con fluenza ~el torrente Jznièa . Verso questo punto furono dirette sm dalla fine di ngosto tutte le truppe del "enerale V . I si. facevano libere per l'arrivo dei ' rinforzi Sametz a m1sura c·ie a Travnik e a Ban_jalub; ma finch è non potè raccogliere l'intera brigata sotto Kljuc i suoi tentativi si mppero contro la resistenza dei difensori. Finalmente il G di settemhrn potè decidersi a dare l'assalto alla ' città. Questa giace :mlle due rive della Jzuica al fondo della dirupata gola che le alture. formano alla confluenza della Jznica nelta Sana.

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(l) gene ,-a le d uca ùi Wnrtemborg assumendo il co mando de l XIII co r po cl'armata fu sost1t.u1to dal genera le MOil e1· ne l comando della 7a divisione, e quèsto da l generalo Douvard nel com ,,n do deila bri~ata ria montagna dell a di,isic ne s tessa .

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Sui poggi a settentrione della piccola città sorge un vecchio c:istello ed alcune fortificazioni mezzo in rovina, ma rimesse alla meglio in istato di difesa dagli insorti, le quali dominano Ja strada che da Kljuc conduce a .Petrovac (1 difendono ia città da nord sulla sini:;tra della Sana. L'attacco della brigata Sametz pa rtì dalla destra de.Ila Sann poco al di sotto di Kljuc, e dopo un corn bauimento che durò fino a noue pofo respingere i difensori sulla sinistra riva, e passando la Sanaoccupò la ci tt;\ e i gruppi di case poste ai piedi dei poggi fo rtificati, che rimasero in potere degli insorti. Le perdi te clegli Austri11ci fnrono cli ci rca 150 uomini fra cui 2 ufliciali morti e 4- fer-i ti. Nel domani, 7 settemhre, !a brigata non mosse da Kljuc; sc~condo le notizie ufficiali ciò sarebbe :;tato disposto per accordare un riposo necessario alla stanchezza delle -truppe, pi ù verosimilmente per ricevere rinforzi. Infatti nella giornata giunsero al generale Sametz altre truppe fra lequali il reggimento di fanteria M.i chelediR ussiadi riserva n.0 26. li giorno 8 fu assalito e preso il castello; gli insorti si riti rarono in varie clirezioni, e ~egnatamente verso Petrova(;. Le perdite furono di 260 uomini da parte degli Austriaci, e, secondo questi, di oltre 600 da parte dei Bo;niaei. La presa di Kljuc, oltre a garantire il possesso di Banpluka, fu certamente un grave colpo dato all'insurrezione della <::roazia turca, la quale si vide così respint.:i verso la frontiera dell'Austria. A consolidare questo successo, le truppe della 36• divisione, arrivate a Banjaluka insieme al comi11Hlaule della divisione generale Stubenrauch, cominciarono il disarmo delle popolazioni dei dintorni. Lo stesso 6 settembre furono occupati Br-onzeni-1\fajdan e Kozarac, il 7 Prje<lor, 1'8 Sanskimost, il 9 Stari-Majdan <~ Kamcngrac.l ad ovest di Banjaluka, quindi, fino al Ht Kotor e Skcnder-Vakuf a sud- est.. ·

Verso questa stessa epoca nn altro importante fatto d'armi avveniva sulla frouLiera occidentale dc)la Croazia turca. Rin dalla pri ma 01;cupnio1rn della Bo·snia e della Erzegovina, le truppe aust.riache vi penetrarono da mol ti punti per profi ttare di tutte le strade rel.:ttiva rnente atte ad operazioni militari di qualcheimportanza. L'unica strada per la quale nou erano passate trup re austriache sul territorio bosnia(:o è quella che, proveniente dalla Croazia austriac.a, · passa nella Croazia turca poco oltre Zavalje e per Bihac, Petrovac, Kljuc e Sitnica va a congiungersi con la strada Banjalulrn-Travnik. Su


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questa strada appunto sul principio di settembre fu spedito da Agram per Karlstadt la 72a brigata di fanteria (Zach) appartenente alla 36a -divisione, e composta dai reggimenti di fanteria Ajroldi N. 23 e Jellacic Giuseppe di riserva N. 79 e da una batteria da campagna . Bibac piccola fortezza che sbarra la strada a meuo di cinque chilometri dalla rrontiera, comprende 4500 abitanti, di cui quasi 4200 musulmani. E situata sulle due sponde dell'Unna, in maggior parte sulla sinistra . La fortezza propriamente detta si trova sulla parte meridionale della città in un'isola dell'Unna; è abb;1stanza va'sta, ma per più della mcli.I rovinata; però gl'insorti nel.l'occuparla l'avevano afforzata con alcuni trinceramenti sulla riva sinistra del fiume . fo brigat.a Zach passa ta la frontiera presso Zavalje si avanzò il 6 sewm,bre sotto Bihac, dove i1J.contrò seria resistenza da parte degli insorti. Dopo un accanito combattimento, gli Austriaci s'i mpadronirono di due trinc';lramenti, ma in sostanza non ottennero alcun deci~ivo vantaggio; s'ignorano le perdite subite da ambo Je parli. Nel domani, 7, il generale Zach ritornò aU'attacco, ma anche questa volta inutilri10nte. Anzi attaccato egli stesso dagli insorti, dopo ostinata lotta dovetti~ ritirarsi oltre la fronti era. Le perdite della brigata furono gravissime: 2. ufficiali morti, 2 dispersi, ,14 feriti, fra i quali ambedue i comandanti dei reggimenti; uomini di truppa 98 morti, 3G dispersi, 400 feriti; in totale C[nasi la settima parte della forza presente. Dopo tale insuccesso !a brigata Zach dòvette rassegnarsi ad aspettare nuovi rinforzi prima di ritentare la prova di un nuovo attacco . Livno, altro r,entro importante dell'insurrezione bosniaca, ai prmu giorni di settembre era sempre osservato dalle truppe di guarnigione della Dalmazia raccolti nella brigata Csikos, i cui avamposti si spingevano sino a Han Prelog, cioè a circa metà strada fra la fronti era e Livno. , Pc! momento non si avevano altre forze disponibili per operare da quella parte, qui ndi gl' insorti di Livno volgevano la loro attenzione piuttosto verso Travnik, dove veMvano raccoglier,;i gli Austriaci, anzichè verso la frontiera dalmata. Nondimeno il 7 di settembre gli avamposti della brigata Csikos ebbero a sostenere un auacco dalla parte di Livuo, che però non ebbe alcuna importante conseguenza . Neppure nell'Erzegovina erano di molto cambiate le condizioni sul principio di settembre. Il grosso della divisione Jovanovic era sempre a Mostar, la brigata

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Schulderer a Stolac e dintorni. La maggior partr! degli insorti dei d,i stretti sud- orientale era no sempre raccolti fra Bilek e 'I'rebinje. Troviamo però che sin dal 30 agosto truppe austriache avevano occupa&o Zarina facendovi prigioniera la guarnigione composta di 80 .. saldati turchi. Zarina è un piccolo forte posto là dove la strada fa J Ragusa a Trebinje oltrepassa il confine. dalrnato. . Più tardi, al 2 settembre, fu allo stesso modo occupato Drieno e faua pfigioniera la guarnigione di 150 soldati turchi. Anche Drieno è un piccolo posto fQrtifica to fra i monti e situato sulia strada Ragusa'I'rebinje a quattro o cinque chilometri oltre Zarina. Infine 1'8 settembre truppe austriache entrarono senza trovar resistenza a Trebinje dove la guarnigione, composta di 50 ufficiali e ·1570 1 uomini di truppa turchi, s'arrese a discrezione. Sembra anzi accertato che sia stato le, stesso comauda11te della fortezza, Suleiman pascià, il qnale, parte con la persuasione, parte con la minaccia di ])Orn bardar la città, abbia indotto la popolazione a deporre le armi ·e a non far resistenza alle truppe austriache: · Dal $UCCedersi di queste tre date e dei punti occupali successivamente dagli Austriaci, si può con fo ndamento argomentare che uM stesso corpo di truppa movendo da Ragusa · con obbiettivo TrebinJe, abbia lungo la via occupato prima Zarina e Drieno. .. . Da posteriori notizie si sa che il corpo clre ha . occupato TrebtnJe era comandato dal maggior generale Nagy, e fra le truppe che lo compongono vi è il reggimento di fanteria Nobili N. 74 cd una batteria, cioè trn.ppe appartenenti alla 2.0a brigata cli fanteria. Che la resa della piazza di Trebinje sia avvenuta principalmente per opera dello stesso comandante mili tare, viene confermato dal fatto che un mezzo battaglione del reggimento Nobile, lasciato a guardia del ponte sulla Trebinjcica a pochi chilometri da Trebinje, fo attaccato dalla popolazione e per liberarsi dovette tiOStenere un combattimento di un'ora subendo la perdita di H\ uomini. Anche le altre truppe accampate presso Trebinje furono molestate dalla popplazione che tirò anche contro i soldati turchi costituitisi prigionieri . Riassumendo sj ha dunque che la condizione delle truppe d'occupazione fin verso la metà di settembre, se apparentemente non era gran fatto cambiata da quella della fine di agosto, accennava però ad c~ntrare in una nuova fase cli molta maggiore auività per le forze occu.panti. Anzitutto le forze erano aumentate di quasi 48 mila uomini, ed altre ancora erano d'imminente arrivo . Si aveva inoltre nella Bosnia


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occidentale con la presa di Kljuc e segnatamente con l'arrivo di rinforzi della 35a divisione a Banjaluka e della 7a a Travnik una condizione cli possesso assai più sicura, alla quale poco poteva togliere lo scacco subìto da lla brigata Zach sotto Bihac. Il risul tato dei combattimenti del 4, o e 6 settembre presso Doboj avevano non solo assicurata pel momento la posizione del III corpo d'armata sulla principale liuea d'operazione, ma questo corpo aveva oramai raggiunto una forza tale da poter uscire assolutamente dalla di fensiva serbata sino allora . Infine nella Erzegovina, sebbene le truppe austriache vi fossero continuamente molestate, tan to da non poter essere disponibili per altro che per la pura occupazione locale, pure nulla accennava all'urto di poderose forze nemiche. · Quindi, se anche sul momento nessun corpo austriaco era disponibile per una nuova azione offensiva, per la migliore condizione generale in ciri si trovarono tutti i prcsidii dell'armata d'occupaziorw, era già prevedibile che i nuovi rinforzi potevano ossere immediatamente imping:1ti .:id no'azione decisiva.

Nel giorno appresso, 15 settembre, le truppe della ·1 3" divisione (Frolich) occuparono Gradacac quasi senza incontrarvi resistenza, accennando così a Gracanica nella valle della Spreca ('1 ) . Nello stes:;o giorno il tenente maresciàl!o Szàpi1ry da Doboj spinse una for te ricognizione per mettersi a contatto con le truppe bosniache che sempre gl i si erano mantenute a fronte. Queste furono incontrate sui monti Tribova- fleta jn , che forntano il versan te destro della Spreca verso la :ma conlluenza, e ne derivò nn breve combattimento nel quale gli Austriaci perderono ,1 uffìciale e ~1 uomini di truppa. Il grosso del corpo si ~1vanzò da Doboj e alla sera accampò nella valle delJa Spreca, probabilmente nella intenzione di attaccare nel domani le posizio1jj tenuLe dagli insorti ; ma questi, saputo forse della minaccia ali~ spalle p(~r parte delle truppe .:iustriache provenienti da Samac, nella notte e nella mattina seguente, protetti dal ln nebbia che copriva la v.:illt>, sfilando innanzi agli Austriaci, si ritirarono nella direzione di Dolnje-Tnzla. · Verso il mezzogiorno ciel Hi, quando la nebbia fu diracl.:it.:i, i tre · battaglioni del reggimento arciduca Sigismondo n° 45 della brigata Waldsliilten fu rono diretti per Lipac e Han Seraiski su Gracanica, dove arrivarono alla sera verso le 9 ,1/2 senza più incontrare il nemico. Nel la mattina 'rlcl ·17, mentre il reggimento arciduca Sigismondo continuava la sua esplorazione sino al .torrente Lozna (poco a monte di Gracanica), dove ebbe qu.:ilche insignificante scaramuccia, il grosso del III corpo mosse in tre colonne n(~lla direzione di Gracanica. La colonna di sinistra, composta da cinque battaglioni della brigata Oruckner, marciò seguendo la crnsta di Tribova-Betajn planin,a; la colonna di destra, formata dal rimanente della brigata \Va ldstatten, seguì la strada pri ncipale Lipac-Han Seraìski; il grosso col c.:irreggio seguì la ~trada secondaria sulla destra della Spreca per Stanic e Rrisnica. Inulire i due battaglioni ciel reggimento di riserva Phi lippovic (Fr.:incesco) n° 70 furono diretti per Doboj su Niaglaj, con incarico di seguire un sentiero il quale· da Maglaj rimonta fa valletta del Jablanica e dopo aver superato a Lukave il Kzalica planina ridiscende nell'alta valie della Spreca, per Melinosclo <: la ,,alle del 'l'uria, di fronte a Han Pirkovac sotto Dolnje Tuzia . ,1 Alla sera del 17 il III corpo d'armata era a Gracouica; ma il carreggio e tutta l'artiglieria eia campagna erano rimasti pres:io Doboj . Un forte tem-

l nuovi ri nforzi comi.ociarono ad entrare in Bosnia _il ,14 settembre.

Giù da nlcuni giorni . presso Sarnac si era raccolto su lla Sava Ltn certo numero di piroscafi, mentre si elfottu:iva rapidamente J;i radunata del IV corpo d'armata (B ienerth) su lla sponda sinistra. A 1iroteggere le operationi del passaggio furon o su questn stessa riva costrnUi alcuni spa lleggiamen ti per :irtiglieric e un mo111itor austriaco venne a stabilirsi sul fianco di Samac turco, là dove la Hnsna mnlluisce nella Sava. Al le ore 6 del mal.tino del H settemhre ru cominciato il passaggio. Un corpo d' insorti ch'era sulla riva destra munito an,che di qua lche cannone, mostra va con la sua attidudine di volere opporsi risolutamente al passaggio. F'u allora aperto il i" noco dal monitor e rl:ille batterie della ri v:i sinistra . Dopo tpialche tempo Sarnac alzò bandiera bianca, mentre gl i nttrupparncnti d'insorti and:ivano di:;perdendo,;i. Un parlameMario venuto da Sarn.:ic al quartier genera le del tenente maresciallo Hienerth recò l.:i rnsa della città, e si costituì ost.:iggio . Ad onta rii ciò sulle prime truppe austriache entrate a Sanwc turco fu tirato qualche colpo dalle case. Il generale Iliencrth fece allora ritiJa\·e nuovamente le truppe e bombardare la città . L'occupMione fu effettuata dopo mezzo giorno, ma Samac era un mucchio di rovine. Gl'insorti e gran parte della popolazione turca si erano dispersi nei villaggi vicini.

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(I) Sembra che del IV corpo J '~rmata il 14 settembre abbia passato la Sava solamente la 13a. divisione, e che la al a. sia passa la alcu01 g io roi più tardi.

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Rtvrsca estera.

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tporale, scoppiato nella notte del 16 al 17, aveva reso le strade, già difficilissime per loro natura, all'atto impraticabili ai carri, i quali per montar,e dalla valle a Stanic affondavano nel fango sino ai mozzi dello ruote. Si requisiro110 quanti animal i da tiro poterono trovarsi nei dintorni attaccando ai carri più pesanti sino a 16 cavalli, ma nemmeno ciò fu sufficiente, e si do:·e~te coma11dare l'intero reggimamo Iless N. ,~9 (ch'era alla colonna d1 srn1stra) per muovere a braccia il carreggio. A superare la salita di Stani.;, che non è più cli i tre chilometri , furono necessari due i11 tcri ,giorni. Do po Stanic il progredire riel carreggio si rese più facile. l i II~ corpo c!'armat~, secoudo i conceni presi, nvrebbe dovuto per Dabrov1ca cong111ngers1 al lV corpo a Gadacar, ma sia per la ritirata degli insorti nella direzione di Dolnje- Tuzla, sia poi ritardo subito dal ca;r~ggio, il progetto rim.asc s<:nza effetto . Invece il 18 fu impiegato al disarmo della popolazione di Gracanica. [I -19 il corpo ripigliò la marcia salendo la vallo dello Spreca, la sera pernottò a l\1irìcina, e nel domani arrivò a Dubosnica . Intanto la ,13a di visiono il giorno ·16 da Gradacar s'era volta ad oriente. La ft'6a brigata aveva senza ostacolo oc;c11 pato Duhra vo suila Tinja. La 25• doY~tte i?vece combattere un corpo d'insorti affol"lalosi nel villnggio di CoY1cpolJC (prcs~o Loncaro), e solamente dopo averne su perato l'ostmata resi:;tenza potè occupare Loncare e Krospic. .La mattina del "7 ambedue le brigate della 13« divisione mossero verso Novi-Brcka, la 25• per la strada che segue lari va destra del la Sava, la '.26• per la strada di Ulo, ic. La marcin fu protetta alla ,·ista del nemico raccolto a :\ovi-Brcka dai larghi bosch i che prececlouo le rive della Sava; m~ c~uesta stessn condizione ,non perm ise cli poter tosto impiegare l'artig~rnria, li~ quale dovette osser messa in nzione solamente dopo il mez1.og1orno, cioè rruando la fanteria era già molto impegnala contro la citlà. Sulla destra del torrente Brcka, r,he fi:rncheggia la strada per la quale v'.m iva 1~ 26" h'.·i~ata a1~st1:iaca, gl'insorti a:'evano costru,tti due spa llcgg1amenl1 armati d art1glter1a che battevauo m fianco le truppe attaccanti . Contro questi spalleggiammHi fu diretta la 26• brigata, la quale riuscì ad impadronirsene solamente verso sera e dopo aver subito perdite gravi. Anche 1a '.25• hriga ta aveva intanto fatto sensibili progressi nell'attacco clit'elto della cii.là; così. che gl'iusorti alle 8 pomeridiaue furono cosi.retti a ritira_rsi_nella dire~ione rii Bielina, abbandonando Novi-Brcka alle truppe -austriache. ~o'.1 sono note le perdi Lo subite dallo truppe dei due partiti, I giorni _c~~ seguiron~ l'occup_azione di Novi-Brcka furono impiegati d~lla 1~a d1VJs1one austria~ al disarmo della popolazione della città e dei dmtorm. 1

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La ma tti na del 20 settembre la 1;1• divisione mosse nella direzione di Dolnje-Tuzla per concorrere col 111 corpo d'armata all'espugnazione di questo importante centro dell'insurrezione dei distretti orientali. La sera il gro:;so della divisionri arrivava a LukaYica, mentre il gen<'rale Budich, comandante della '.26" brigata, con parto delle sue truppo, si avanzava sino a Dolnje- Dragoljevac, sulla strada di BieJina, por proteggere il fianco sinistro della colonna principale da ogni ritorno offensivo degli insorti rìfuggiati verso la Orina. Noi domani la colonna principnle doveva superare la cresta del Majevica planina per recarsi a Dukanij. Essa mosse in più colonne prevedendo che al valico della montagua gl'insorti si fossero preparati a difesa. Io fatti alle 9 del mattino tntte le colonne s'incontrarono col nemico annidato nei borri e nelle boscaglie del Majevica planinn. La fanteria austriaca appoggiata dall'artigli,wia doveLte ascendere la veua sotto un fuoco vivissimo e micidiale del nemico, e la loua fu lunga ed ostinata. Finalmente gl'insorti dovettero ritirarsi, ma ciò fecero lentamente e sempre combattendo. Solamente a sera gli Austriaci arrivarouo a Dukanij, dove accnmparono. In questo si.esso giomo, 21 ,;ottemhre, il lJl corpo d'armata, di cui il grosso era anivato il 20 a Dubosnica, raccolse tutte le sue truppe a Han Pirkovac, 1O chilometri sotto Dolnje-Tuzla; gl i avamposti furono sta bi li ti sulla linea Usinn, Liubac, Modric. Oramai ogni resistema degli insorti a Dolnje-Tuzla, minacciati di fronte dal III corpo d'armat-a austriaco, di fìnnco dalla 13• divisione, non avevano piìt alcuna speranza di successo. Nella notte essi abbandonarono la citt:ì o si dispersero ritirandosi verso la .Orina. La mattina del 22 gli avamposti del III corpo a Liubac segnalarono la notizia che le alture circostanti erano sl~le sgombrale dal nemico. Poco dopo, Yerso le 9 una deputazione di Dclnje-Tuzln si presentò al tenente maresciallo Szàpùry annunciando la resa della città, che ru tosto occupata dalle I.ruppe austriache. Contemporaneamente alla resa di Dolnje-Tuzla , anche Bielina invitava le truppe austriache ad entrarvi pacificamente. Una deputazione rlclla città · andò pertanto ad incontrare il generale Rudich a Dolnje-Dragoljevac per invi tarlo a ctintinunro la marcia. Infatti la colonna Budicb entrò a Bielina e procedette al disarmo della popolazione. Infine, il 2.,i settembre anche la città cli Zvoruik fece atto di sommissione, e nel domani il III corpo d'armata mosse alla volta della Drina. Questo movimento però non fu conlinuato; anzi pare che il


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tenente. maresciallo Szàpàry sia partito alla volta di Maglaj . Invece la 3~a divisione, che probabilmente aveva passato la Sava alcuni "Ìorni dopo la 13a, fu destinata ad occupare Zvornik: il reggimento Àiroldi di riserva n° 23 vi entrò il 27 sùttembre come avanguardia del la divisione, il quartier generale del IV corpo tarmata e il grosso delta 3,1u divisione vi entrarono il 28, ricevuti all'ingresso della città da una deputazione di notabili e dal Kairnacau. l<' Ll procedu1.o immediatameutc al disarmo della popolazione e dèl castello, dove; Furono trovati .,.\. cannoni.

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combattimento (1) . J?ra Rogati ca e Visegrad cl icesi sia stato arrestato J:Iadgy Loja, il famoso promotore dell'insurrezione di Serajevo. Intanto il 3 ottobre l' 8" brigata, appartenente alla .;.a di visione di fanteria entrava senza ostacolo a Gorazda e nel domani spediva due battaglioni a prender posses,;o di Cajnica . Nelle provincie occidental i gli avvenirmmti militari non sono meno èlecisivi. La ,(,I.• divisione, che forse era destinata a passar la Sava a Brood per raggi ungere a Serajevo la ,1a e 33a divisione con le quali forma il V corpo d'armata, dopo l'insuccesso di Bihac fu invece diretta verso la Croazia turca in soccorso della brigat.a Zac;h. Non appena Ulll:I delle brigate della" ·1(i.a divisione, la '.28• (Reinlander), giunse a Zavalje, le operazioni contro Bihac furono riprese sotto la dire7.ione del Lenente maresciallo Pielstiker. Il nuovo attacco dovette essere anzitutto dirntto a ri pas,are la frontiera oramai di fes:i su lungo tratto dagli insorti. n 45 settern hre le truppe austr-iac:he divise in due colonne mossero da 'l:ava lje e da Zeljava ( pochi chilometri pi ù a nord): la colonna cli destra t.rovò seria resistenza a Zegar, villaggio a rn.età via fra Zavalje e Bihac, e non potè occuparlo che do po un vivo combattimento e con fa perdita di circa '150 uomini: la colonna di sinistra attaccò un gruppo di villaggi (Vikic, Jzain e ~1usinovac) posti presso la frontiera, ne cacciò i difensori e quindi vi mise il fuoco. l i ,J7 settembre la eolonua di destra com inciò il hombardame;1lo di Bihac. Intanto la colomrn di sinistra continuò l'azione sulla sinistra .dell'Unna dove g!i insorti si erano f'ortificati sulle al1.ure di Zlopa ljac. \ Dopo un combattunento che durò fino a sera, gli Austriaci riuscirono ad occupare i posti avanzali alle falde delle alture, ma non poterono espugnare la posizione principale cli 7.lopaljac; anzi, alle~ 6 di sera , un ritorno offensivo dagli insort i contro la loro colonna cli sinistra, fatto contemporaneamente ad una sortita dalla pi~zr.a contro· la colonna di (lestra per poco non riusci a ricac:iarli oltre la front.iera . Non sono indicate le perdite avute in que,to combattimento . . Vinalmente arrivata sotto Bihac anche la 27° brig.:ita (Gammel) la città fu circondata, ed. il ,t ~) fu costretta a capitolare. Gii Austriaci entrarono in Ilihac lo stesso giorno 49 al le ,i, pomeridiane: vi tro-

In lfttesto stesso tempo si compiva un'altra irnporta ntc operazione, pure tendente all'occupaiione dei distretti orienlali della Bosnia . La 1a divisione di i'anteria (Vecsey) e la brigata Pistory appartenente alla 36a di visione, che sappiamo e:ssere giunti a Serajevo il 17 settembre, mo;,sero il 19 da quesl.a città. Il grosso della forza si diresse nello stesso giorno a Mokro e nel dou'iani arrivò a Han Poe! Romanja; uu distaccamento comandato dal colonnello David e composto d::tl prop_rio reggi1.nento Scudicr n° 29 e da una batteria <la ~ontagna l'n invece diretto ad Olovo sull'alta Krivaj11 (gross.o afJluente d1 destra della Hosna) dove arrivò anche il 2,1 settembre ~enza incontrare il nemico e trovando Olovo quasi disabitato . . Il grosso invece, .nel mnovcrn da Hon Pod Homauja, seppe che la line~ Senkov1c-Band1n Og,ak era occupata dagli insorti. Il lenente maresciallo V~esey formò la ima truppa in tre colonne : quella di destra, composta d1 0 hattaglioni con uua batteria da monlagna, mar:ciò verso Senko.vic per Mrvic e Crhvina; la cemrale con tre battaglioni ed una JH1ttrma da montagna seguì la ~trada: a· sinistra il grosso si diresse a Bandin Ogiak. Gl'insorti occupavano posi7.ioni uaturnlmente forti, ma poco munite e arrn11te di soli tre cannoni. n_ c~mhanimento durò dalle 7 del uialliuo fino ad un'ora d·el pomer1gg10 ed. ebbi: esito favorevoie agli Austriaci, i quai i però vi perderono i OO a 500 uomini, fra cui (~ ufficiali morti e 8 ferì ti. Furono presi agl i insorti <lne canuoni, alcune bandiere e 'molti oo-.,.etti d'accampamento. Gli Austriaci calcolarono avere avnto a front:<> in questo comhau,mento da 5 o 6 mila insorti . · ~~ 1• di; isione ri~Ì'ese la m:ircia il :2,;3 settembre e al giorno app_res~o .en'.ro a Hogat1ca. ln segtlltO troviamo la notizia dcll'occnpaz10ne d1 V1segrad eseguita dalla 1a brigata di fanteria il /~ ottobre senza

(I) A questa data la 1a divisione è comandata dal maggior generale Sametz. essendosi ammalato il fcld maresciallo Wecsey. ·

1 I


378

379.

RIVISTA

F:STERA

varo no cinque cannoni, altre armi e molte mumz1oni. Solamente pochi soldati regolari turchi erano nella piazza. Con la presa di Kljuc e cli Bihac tutta la parte meridionale del d!stretto dell'Unna può dirsi in possesso degli Austriaci; ai quali il giorno '.25, fecero pure atto di sommissione Petrovac, Kulen-Yakuf e Bjelaj.

tiglierìa austriaca; ma raccolti in piccolo numero a Klobuk, in quella rocca che domina il vallone dello Zasla sulla frontiera del Montenegro, seppero resistore al più fìero bombardamen to. Non cederono che quando il piccolo forte fu un mucchio cli rovine e solo per rintanarsi ancora, fra i m4!nti. A J<lobuk gli Austriaci non u·ovarono che duo cannoni. Dopo l'espugnazione di Klobuk il tenente maresciallo Jova novic annunciava che l'ultimo pu11to te11uto dall'insurrezione crzegovinese era caduto .

Anche Livno fu in quel turno espugnata. . Su questa operazione mancano però affatto i partico lari. Si sa che V1 prese parte la 7• divisione con tutte le sue tre bri11ate e le notizi~ ufficiali aggiungono che il 26 settembre le truppt cir~ondavauo la piazza, chHi difensori tentarono uscirne ma furono respinti, che il 2.7 d_opo un combaLLimeuto formidabile la ciW1 doveu.e capitolare che vi s1 fece un grande bottino, infine che le perdite cle11li Austriaci furono insigniDcanti. "' _Nella ~rzegovina dop0 l'occupazione cli Trebiuje da parte della 20a brig~~a d1 l'anteria, gli insorti furouo ridoui alla guerra dei piccoli part1L1. _Uno di questi part1 L1 avev:1 rotto la strada da Ililok. a Trebinje evidentemente per impedire la marcia del nemico verso quella città . Da l~re~inj_c il ~enerale Nagy spedi un battaglione per proteggere i lavon _cli r1paraz1ooc della strada . Compiuta la mi,,:;ioue, meutre il battagl10UCJ fa ceva ri torno, una comp:lg11ia ch'era in ritardo fu assa lita presso G-orica dagli insorti cou tanto vigore che nella breve fazione perdette 3 ufficiali o 80 uomini di trnppa . Il~ gior110 ,f 6 il generale Nagy sì recò col "rosso della sua bri,Qat.a . o ., su \TOl'IC:l e l'occupò cacciandone gl'insorti . Ma intanto il tenente maresciallo Jovanovic, a megl io assicurare il possesso dell'Erzegov ina, l' H setternbro era partito eia Mostar con buon nerbo della sua divisione, e girando pei dislrelli oriental i, dove ri. stabiliva le ·autorità e ordina va l'arn111i11istrazione pol itica, il 16 arrivava a Bilek, e il '18 si congiungeva con la '.zO• brig:ua. Però nella marcia verso 1'rcbinje la 18a divi:.ione fu attaccata presso Ja:;cu da. un corpo di circa '1'.200 in,orti cho vi si erano postati ì11 a"o guato . Respinti, gl'iusorti si ritirarono scmp1·c combattendo valorosamente verso i monti della frontiera montenegrina . Nell'insegnimento cli questo piccolo corpo la 1sa divisione ha dovuto lottare per cinque giorni cli seguito. Rifugiatisi prima a G,·ancarevo (sull'olla Trebinjicica) gl'insorli non poterono tener testa all'ar1

È certo che la condizione della II armata austriaca nella Bosnia e nell'Erzego,ina alla fino di settembre era assai miglioro di quella in cui versava il Xlll corpo d'armata alla fine cli agosto. Oramai l'occupazione materiale del paese potevo dirsi compiuta, impossibile si era fatta la foro:iazione di altre grosse bande d'insorti. Ma sono sta te vin to le difficoltà d'ogni natnra? La guerra propriamente detta è forse un ita? Le notizie della Dne cli settembre ci portano: « I temporali e gli acquauoni di questi ultimi giorni cagionarono "danni considerevol i alle comu11icazioni in Ilosuia. Lo strade diven« nero impraticabili; migliaia di carri da trasporto non possono muo« versi; le comunicazioni sono interrotte. « La piena della Bosna portò via, il 28 settembre, i ponti che for..:. « mavano la sola comunicazione fra Maglaj e Doboj. Si adouarono tosto (( i provvedimenti più. energici por ricostrnirli . « Il conte S1.i1pàry, col suo stato maggiore, il quale non era giunto « alla sponda siuistra della Bosna prima che fosse portato via il ponte, (< deve ora au.enclr >.rne la ricostmzione sulln sponda destra per poter « proseguire la marcia per llfaglaj e Serajevo ». (Dispaccio del 30 dello, Neue Jireie P1·esse). La questione delle cormmicazioni sarà gravissimn, iu Bosnia se l'Austria dovrà tenervi numerose forze anche nella prossima stagione invernale, giacchi) eia essa dipende qua.5i interamente la po~sibilità di al,imentarc l'arm::i ta. A prova di ciò possiamo citare quest'altro dispaccio del 2 ottobre del la IViencr Tagblau: « Furono veduti fre Maglàj e Doboj numerosi ,·cicoli o uo intero « treno rn ilitare con 270 carri, carichi con for ni da campo, immersi nel fango . In conseguenza di ciò è reso assai dillicile provvedere di « pane l'esercì to. <( Dinaini a Brood stanno ancorati 60 schlippe1· con 5000 centinaia di materiale da guerra, che non può.venire scaricato per mancanza (<

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380

EST ERA

RIVISTA

di spazio o di ricoveri. l?u osservalo che l'avena, ammonticchiata in quantità enorme in sace.hi, comincia a germogliare ». Del resto vi è sempre In quostione dol sangiaccato di Novi-Bazar non decisa . Le corri~ponclenzo ansLriache as::;icurano essere intenzione del . generale Phili ppovic di forne l'obbiettivo d'una nuova campagna in primavera; ma iulanlo si avrà bisogno in questo inverno di tener numero.se forze sulla linea della Orina, e ciù compli cn ·il malagevolissirno problema dell'ali menlazione. lufine si h:rnno le gnerriglie alle spall e, da per tutto. Recen tissimi dispacci accennauo 11lla comparsa di nuovo bande d'i nsorti presso Doboj , a Tesanj, a Zenica, a Maglnj . È questa forse la ragione clell'improniso ritorno del generale Szàpàry verso la Bosun del qunle non si ha:,no altre spiegazioni. L'esistenza di piccole bande IP c1uali tengono continuamentr dc;:ta l'attenzione delle tru ppe, che minacciano le scorte e i distacca1Mnti, che rendono malsic11re le comunicazioni e il regolare arrivo dei convogli , obbligheranno l'Austria a tener in Bosnia una forza mollo maggiore di quol ln che :;ar()hhe necessaria a combattere un determinato e grosso corpo racco lto d'iusorti. Devono dunquo iruprrnsierire più i colpi di fucile tirali il 2 ottobre conlro le truppe austriache del genio ai la ,·ori della st.rada da Doboj n Maglinj che no11 i combattimenti di Peci e di Pecigorn. · No n nbbian10 a\Lre notizie di quest' ultim i fatti cl'arrne olLrc ai duu tlllegrammi uffiC'iali pervenuti da Vienna r8 e il 9 ottobre. Ma consider:111do che Peci, Podzwizd e Veruograc, dove si dirigono le truppe della brigata Reinliindcr, sono fra i rnouti all 'estremo vertice nord-occiclcutale della Crom~ia turca (e non pre~so nanjalnka come erroncamcntr dice il primo telegramma), deveseM dedurre mirare l'opera7,ionc alla occ11 paziono d' nn distretto dove non ancora erano state truppe austriache, e dove probabilmente non si tronwo grosso masse d'insorti . Quindi, dalle condizioni generali della occupazione al principio di ottobre, 5i può prevedere che 'la completa :;ottomissione delle provincie bosniache e le celerità ed energia delle operazioni verso Novi Bazar di pendono dnlla ostensione che prenderil la guerra miuutn di piccole bande, le quali sopra un teatro del la guerra vasto, montuoso, intralciato, con scarse e rovinale comunicazioni, in stagione invernale, fra popolazioni o mal domo od avverse agli Anstl'iaci, possono n questi riescire oltremisura M. moleste.

381

« «

L'ESERGJTO AUSTRO-UNGARICO IN CAMPAGNA. Il mrn1stcro della guerra austro-ungarico cominciò nello scorso marzo la ristampa dei diversi regolamenti di campal?na emendati e corretti. Fn pubblicato per primo il regolamento dei comandi superiori deoli stati nwgoiori e dei servi1.i accessori cli prima linea e di riserv:, n questo tosto seguito da quelli per il servizio telegrnfìco, por il servizio postalo, per il servizio fen:oviario, per il ser~ vizio d'intendenza e da alcuni altri secondari. Credrnmo opportuno d1 dare un sunto del primo formando <i,;so la base di tutti gli altri.

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OISPOSlZTONI OllGA~ICHE. (Organische Bestimm,.mgen / ur die A1·mee im Felde) (1).

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Composizione ed eqwipaggiainento delle 9randi, ~nità _tattiche. Secondo le condizioni <lol teatro <lolla guerra, I esercito austroun"arico si ripartisce in: 0 a) Divi,~ioni di (anteria e. ca'f!alleria. .b) Corpi d'ar·mata. c) .t,rmate. . . .. , La formazione di 11uerra del\'escrc1to vie.ne ,;tab1lita dall Imperatore o resa nota mediante° la p11bblicazio11e doll'orcline di battaglia. Divisione di f'a:nte1'ia. - La divi:;iooe di fanteria è la prima grande unità tattica ecl amministrativa dell'esercito. l~ssa deve esse'.·e nua ad operare da ~ola od in np.ionù ad ::i ltrù divisioni, co l sodd 1sfnre alle seguenti esigenze: . . ... ,t o i\ vere un:i forza corrispondente alla 111anùgg1~bd1ta .. 2.0 Essere cuiTl posta di tutte lo armi cd avere I mezzi ucccssari da far fronte al nemico almeno per un giorno. (1) Pubblicato il 28 marzo del corrente anno.


382

R IVISTA

ESTERA

3° Avere seco i viveri e foraggi per 6 od 8 giorni. 4° Avere i mezzi esecutivi pel servizio sanitario, postale e di polizia da campo. 5° Avere infine presso· il stto cruartier generale il personale necessario ad ogni ramo di servizio. La divi;;ione di fanteria quind i, che fa parte di un corpo d'armata o di un'armata, si compone dei seguenti elementi : a) Del comando . b) Di due comandi di briga ta di fanteria. e) Di due battaglioni cacciatori ( che possono anche essere sostituiti da due bauaglioni di fanter ia). d) Di ·12. battaglioni di fanteria . e) Di 2 o ti squadroni di cavalleria, secondo il parere del comandante del corpo d'armata. f) Di una divisioue di batterie d'artiglieria (3 batterie pesanti). g) Di una compagnia del genio. h) Dei seguenti servizi: 4° Pareo munizioni dvisionale; 2. 0 Sezione di . sanità da campo, alla quale va unita un'ambulama ed una colonna s11 nitaria da campo dell'ordine teutonico ed una riserva di materiale di sanità; 3" Colonna sus, istenze, composta del la colonua viveri e d<~l parco buoi; . 0 i Uno squadrone da campo (cli riserva) del treno per il tr~ino di tutto il materiale addetto alla divisione. Di1J'is,i.one di cwvall~ria. - La divisione di cavalleria è gener.ilmente costituita come segue: a) Del comando. b) Di 2 o 3 comandi di brigata di cavalleria. <;) Di 4- o 6 reggimenti di cavalleria . d) Di u11..1 divisione di batterie a cavallo (2. batterie). e) Dei seguenei servizi: ·1° Un carro dn muuizion i per armi portati li; 2° Una sezione di sanit.à; 3° Una colonna sussistenze; 4- 0 Uno squadrone del treno da campo (dì riserva) . Allorquando però la divisione è destinata ad agire isolatamente, riceve dal parco munizioni dell'::irmat.a alcuni carri per le armi portatili e per l'artiglieria . La suddivisione delle armi principali di una divisione in brigate

383·

(da 6 ad 8 battaglioni di fanter ia o 2 reggi_menti _cli cavalleria per ciascuna) viene stabilita dall'ordine di battaglia; ma 11 raggruppa~entò lattico delle medesime per un'operazioM militare è regolato ogni volta dal comandante della divisione. Per norma ogni divisione viene formata, in tempo di guerra con le stesse truppe che la costituiscono in te~1po _d( Ja~e. Corpo d}a1·mata. - Quando parecchie d1v1s10n1 concorron_o a for-:· mare una stessa armata, vengono per lo più raggruppate m corpi d'armata. In mussima un corpo d'armata è composto: a) Del eomando. , b) Di tre cli visioni di fanteria . e) Di una brigata di cavalleria . d} Di dnn divisioni di batterie d'artiglieria (3 batterie pesanti e 2 leggere). . . . .. . . . . . . a,, e) Di un certo numero ~1 npart1 ct1_ p1on_1en. e d1 e~111pa\')0 1 da ponte (per norma ,1 compagnrn con 2 equ1 pagg1 e 2 _pl_o~on~cl~\ treno!. Il comandante del corpo d'armata assegna alle cl1v1s1om d1 fanteria la cavalleria che crede necessaria. ' . . Il comandante della brigata cli cava lleria rimane semprè a d1spos1zione del comandante del corpo d'armata . _ Per reaola <>eneralc ad nn corpo d'armata facente parte cli un'armata o b . . . . . sono assegnati i seguent.t serv!Zl acccsson : . . ,to Un p,nco munir.ioni cli corpo d'armata _con t~tto 11 ma_terialc esplodente ccl incendiario per l'artiglieria, p~r il gemo e per t zappatori cli cavalleria. . . 20 Una colonna sussistenze p1~r le truppe cl1pendent1 direttamente dal comando del corpo. 30 Un servizio cli cassa . ,i, 0 Alcune sezioni telegrafiche. 5° Una direzione postale. 60 Uno squadrone del treno da campo ( di riserva). . Quando una divisione od un corpo d'ar~nata è destmato ad agire · latamen. te, <>[ ' \'enaono assca1wti della. sua .!orza, delle iso n 1 · o · , in rao10ne o . . . 0 conclizioni della zona d'opcrazioni e del còmpito alllclatogh, tntt1 gh organi e servizi accessori che gli_ neces~itano. A1wiata. _ I corpi d'armata 1 quali, a sceonda _delle cir~os~anze, vengono posti sotto il comando di un generale super10rn, eost1tmscono un'armata. Questa genera lmente si compone: . a) Del comando d'armata, compresa l'intendenza d'armata (chia-mata dal regolamento comando generale d'armata).

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384

RIVISTA

ESTERA

b) Di quel numero di corpi d'armata , o divisioni, fissato dall'ordine di battaglia. e) De.I numero necessario di sezioni ferroviarie da campo, di sezioni pionieri coi risp1Htivi equipaggi da ponte, di riparti del genio, di sezioni telegrafi che e d'uffici postali. d) Di una colonna sussistenze per le truppe di pendenti direttamente dal comando d'armata. e) Di una cassa militare. f) Di uno squadrone del treno da campo (di riserva). Inoltre per poter sostituire il materiale, le munizioni ed i vi veri consumati, e per raccogliere i f'eriti e. gli ammalati, ogni armata ha a breve distanza i seguenti servizi accessori di 2" linea: a) Pel rifornimento delle rnuniiioni : 1 1° Un parco murnz10ni d'armata; ·2. 0 Un parco munizioni di riserva; 3° Un parco munizioni di deposito; 4° Un parco d'artiglieria d'assedio . · b) Pel riforuimeuto dei viveri e buoi: ·1 ° Magazzcni-sussistenze da campo contenenti 50,000 ra1.ioni viveri e 4 O, 000 razioni fornggio; 2° Uu dato numero di magazzeni-sussistenzc di riserva, di panifici di riscrv.i e di depositi-buoi, seeondo le condizioni del teatro della guerra; 3° Un dato numero di rnagazzcni- sussistenr.e di marcia e di tappa . e) Pel servizio del genio: · 4° Un parco del genio per ogni corpo d'armata; , 2° Un parco d'assedio del genio. d) Pel rifornimento degli oggetti di vestiario, d'equipaggiamento e del materia le sanitario: ~ 0 Un deposito di vesliario, materiale sanitario ed oggetti di equipaggiamento; 2° Un deposito medicinali. e) Pe.l servizio sanilario: 1° Due ospedali da campo divisibili per 600amrna latied uno non divisibile per 500 ammalati per ogni corpo d'annata; 2° Un <lato num.ero di squadre di sanità ferrqviaric o Ouviatili, di ospedali di riserva, di colonne trasporto-ammalati, di infermerie da campo e cli stazioni di ferma ta per gli ammalati.

385 ·

II.

COMANDI SUPERIORI E STATI MAGGIOlll.

Comacrido di più armate.

Ogniqualvolta due o più armate sono destiMte ad operare sullo stesso teatro di guerra, l'Imperatore nomina un comandante supremo delle medesime. A (ptesto comandante spetta di regolar-e a grandi tratti il servizio e l'armonica azione delle armate cd 3 tnle uopo dispone di tutti gli orgnni necessari. L'organico del comando di più armate viene stabilito a seconda delle condizioni del momento, ed il suo tipo normale è qutdlo specificato nella seguente tabella .

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386

RIVISTA

ESTERA

38ì

TABELLA I. Organico del quartier generale del comando di più armate ==P=E=H=j= SO=N =· = AL=E ;=•= li= =C=A=V==·A;::L=L=I ;== V3RICOl,I Militare Civile

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12 rrcndarmi mQnIMi e ·I2 smf)n1ati. Prov~nic!Hi dai :;ottuiliciali d i cavall. SolJau di ca.,·~lleria , quali alttn~

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Una compagnia fanteria ed uno squa· dl'Qne ca,·31lerfa.,

1° Dalle truppe di stato maggiore del quartier generale sono comandati: a) Un ufficiale subalterno di cavalleria come ufficiale d'alloggiamento del quartier generale. Se i~ preso dalla compagnia di fqn_t,eria, dPve essere fornito di foraggio. b) Un sottufficiale· quale scritturale ed un soldato di fanteria qual piantone fisso per la direzione generale delle poste. e) Un sottufficiale quale scritturale ed un soldato di fanteria qual piantone fisso dell'ufficio postale. d) Un soldato di fanteria qual piantone fisso della direzione generale dei telegrafi. · e) Un soldato montato di cavalleria, qual palafreniere, per ogni due gendarmi da campo montati. 2° L'organico della direzione trasporti ferroviari da campagna è variabile, ed in massima oltre agli ufficiali di stato maggiore, si compone (V . § H delle norme per i trasporti mili tari sulle ferrovie) di: a) Un impiegato rappresentante l'ispezione generale delle ferrovie di una delle due parti della monarchia, o di uno per ognuna delle due a seconda del teatro del la guerra. b) Un ·rappresentante delle società ferroviarie nazional i del teatro della guerra, e della direziono di servizio su l torritorio straniero. In questo territorio possono essere, secondo le circostanze, chillmati alla direziono trasporti ferroviari cla campagna anche impiegati delle società ferroviarie e rappresentanti del le ferrovie di tal territorio. È lasciato al beneplacito del comandante supremo di stabilire la formazione della direzione dei trasporti a seconda dei bisogni e delle circostanze. 3° La seziorw dello squad rone della guardia del corpo, sotto il comando di un ufficiale, è impiegata nei servizi più importanti di guida, corriere cd altre simili missioni ed è accordata dall'Imperatore al comand,ante supremo, a seconda delle esigenze del servizio di cort.e. 1~ 0 La sezione gendarmi da campo è formata dal ministero della guerra. 5° Quando al comando non viene assegnata la seziono dello squadrone della guardia del corpo, gli ufficiali d'ordinanza del comandante sono raddoppiati.


EST ERA

388

RIVISTA

COMANDO D'ARMATA.

389

Il servizio presso un comando d'armata viene distribu~to tra le sezioni e gli organi ausiliari nel modo seguente : ,1<> La sez,ione operazionic, che ha per còmpito la preparazione t.ecnico-milit.are del teatrò della guerra cd è l'organo principale del comandante dell'armata per dirigere le operazioni militari. '.2° J,a sez ~one- dettaylio, che si occupa di cruella parte del servizio militare <-1(1 a).Uministr;itivo che noJ1 ha relazione immediata colle operazioni militari. 3° L',~n,tendenzci d'armata (.cir1nee- ge1ieml-Comando), che si occupa deìle disposizioni partico lari pel' la mobili tazione, i movimenti e l'impiego dei magazzini di 2a linea, provvede a tutti i bisogni dcll'ar11Lata e regola alle spal lH cli questa il serv1z10 di tappa e d'approvvigionamento . Essa ~i suclcli.vide a la) uopo in due sezioni, cioè : a) Sezione militare: b) Sezione amministrativa. La prima si occupa di tutte le disposizioni segrete che si riferiscono alla mobilitazione, ai movimenti ed alla dislocazione di tutti i magazzini cli riserva, al servizio di tappa ed a quello d' approvvi-:: gionamento ( 1) . Alla seconda spetta invece cli provvedere e di:;tribuire il denaro alle ca$se militari, rifornire i rnagazziui delle sussistenze, i magazzini vestiario e di sanità che trovansi pres-:;o l'armata o scaglionati lungo la linea di tappa. Ad essa spetta infine il controllo dell'amministrazione e della contabi li tà delle unità costituenti l'armata. All' intendenza generale d'annata sono inoltre addetti gli organi ausiliari seguenti : 1° Un commissario civi le territoriale, che serve d'intermediario tra l'intenclenla d'armata e le autorilit politiche per le provviste necessarie alle trnppe. 2° Un comandante del treno d'nrmata, per vigilare sui riparti di qne:;to corpo distribuiti nell'armata e provvedere al completamento dei medesimi, in uomini, cruadrupedi e materiale d'ogni specie. 3° Un medico capo, per vigi laL"e sul servizio degli stabilimenti sanitari di seconda linea e provvedere allo sgombro degli ammalati e dei feri ti (2) . 1

Il comando di un'armata viene affidato ad un marescia llo(~) o ad un Feldze1.lgm.ei.ster (2). · Quando l'armata agisce isolatamente, egl i risponde direLLamente all'Imperatore delle operaz:ioni militnri per le quali ebbe libertà d'a7,ione, e di tu tto il rosto at ministero della guerra. Quando invece l'armata dipende da un cotbandante su premo, egli risponde · a quest'ultimo delle disposizioni che riguardano l'accordo fra le diverse armate, e risponde al ministero di tutto il resto . . In caso di sna breve assema, ne fa le veci il capo di stato mag?iore, a meno che egli stesso nou deleghi t\n altro generale., Quando mvece l'assenza si prolunga, viene chiamato a sostituirlo il generale che gli precede immediatamente in grado nel l'armala. - .Pel. servizio miliw re, il comando d'armata si divide in due barnppi prmc,pali, cioè: · 1° Il <Juartier generale d'armata, che comprende la divisione stato maggiore. 2° L'intendenza d'armata (1i?'·mee-general-Co1nando) il cui capo è un generale di grado superiore dcli' esercito attivo. Per la direzione dei servizi ausiliari viene: assegnato ad ogni comando d'armata il seguente personale: a) Il t;Omaudante dell'artiglieria deli'armata, che è pure capo della sezione artigl ieria . tJ) I l comandante del genio dell'armata, che è pure capo della sezione genio. 3° L'audi tòre (giud ice) d'armata. i 0 Il medico capo d'armata, che è in pari tempo capo della sBzione-servizio sanitario. 5° 1 cappBl lani militari. t'orgauico del quartier generale e dell'~intendenza di un'armata varia a seconrla della sua forza. 1

(1) Co,·l'ispondente al nostro genera le d'armata. (2) Nel nostro ese rc 'to 110n han'i il grado corrispondente; ò intermeùio tra il tcncnto gener;ile ed il gcuernle d',, rm ata.

1

1

(1) È diretta da un colonnello di sta to maggiol'e. (2) Per regolare i rapporti tra le società volo ntarie pe,· il servizio sanitario in campagna e lo autorità mili tari sono addetti al comando supremo delle armate ed ai comandi d'armata dei rappresentanti delle società s tesse. Rivista estera.

"

34.


390

RIVISTA

4- 0 Un tribunale militare col relativo carcere mobile.

5° I cappellani militari. 6° Un personale cli riserva, destinato a costituire le autorità cli tappa, coi necessari riparti di truppa per provvedere al proprio senizio. Il capo di stato maggiore dell'annata conferisce col comanciantc su tutto ciò che ha relazione colle opera1,ioni più importanti di guerra, ne riceve gli ordini e li comunica; dipende direttamente dal comandante cl~l l'armata; è capo della divisione sta to maggiore del lJnartier generalo e fa anche semire la sna azione sull'intendenza d:armata, e sugli organi ausiliari in tntto ciò clrn ha un rapporto diretto (;olle operazioui cli guerra . In caso cli 11ssensa, il capo di stato maggioro vicue surrogato d11l capo della se1,ione-operazioni. L'intend!~nza d'arma ta di pencle dal com11ndante d'armata in tutto ciò che ha relazioue colle operazioni mili tari ed agisce indi pendHntcmcnte e di propria iniziativa negli affari aonninistrntivi di sllll spettanza. Essa è in obbligo, quando è staccata dal comando cl!arma ta, di tenersi in cont.inua comunicazione con lo stesso, affine di po teruc conoscere per tempo gli ordini e curarne l'esecuzione. l\ll'in tendente d'armata spetta l'alta direzione del servizio di tapp:, alle spalle della rispettiva armata . Il ca po di stato maggiore dell'intendenza d'armata è capo della se..:. zione della stessa, e fa sentire la sua azione sulla sezione 11mm1mstrativa e sugli organi ausiliari dell'intendenza per tutto ciò che ha tratto colle operazioni militari. I capi-sezione e gli organi ausiliari del ·quartier generai!,, dr,, ll'armata e clell'intendeiu,;a d'armata dirigono nella propria sezione ogni. ramo di servizio in base agli ordini emanati dalle autori tà superiori e sono responsabili di tutti i lavori eseguiti. Le autori tà, il persona le o le direzioni addette ai vari rami di servizio del comando d'armala sono tra loro subordinate nel modo seguente : A) Dipendono dalla sezione opemzioni del quartier generale di armata : ,J O Il com.andante del treno del cruartier generale dell'armata . 2° L'intendente ed il sottointcnclente destinali a dirigere il servizio clclle sussistenze. A quest'ultimo poi spetta la direzione di tale servizio per il personale del quartier generale dell'armata . 3° La direzione dei trasporti ferroviari.

ESTERA

39[

i 0 La direziono dei telegrafi da campo di 11• linea. 5° Le sezioni telegra rtchc eia campo di ,p, linea addeue al quartier generale cl'arm;:ita . 6° I gendarmi da campo addetti alla se1,ione. 7° Il comandante e la sezione pionieri assegnata all'armata. B) Di peuclono dalla sezione-dettaglio del qn.1rtier generale della armata . ·1 ° Gli aiutanti d'ala (Flùgel-A.d,jutanten) e gli ufficia li cl' ordinanza del .comandante clell':irmata e dei generali addetti al quartier generale deli'armata . :2° Il comando di pi.1z1.a del quartier generale, dal quale di pendono direttamente: a) L'ufficiale incaricato dei viv<~ri (Pro'Viant-Olfiz·ier). /J) L'ufficiale incari cato degl i alIoggiamenti ( Qnarfli1w-regulirender). e) L' ufficiale contabi le. · d) Il viva ndiere cd il macellaio. e) La truppa cli !Sta to maggiore del quartim.· generale del l'armata (riparti cli fanteri a e cavalleria) . 3° L'uffic io postnlc di distribuzione ( Post-E;J}J)ositwr) del quartier generale dell'armata . 4o La litografia da campo (col rispettivo personale). 5° La ~nzio uc gendarmeria rla campo . C) Dipendono dalla sezione mi litare dell'intendenza d'armata. ,1° L' ufficiale d'ordinanza dell'intendente d'armata . 2.0 Il corrnmdo di piazza del quart.ier generale dell'intendenza, ,dal quale dipendono dircltamente: ci) .L'ufficiale incaricato dei viveri; IJ) L'ufficiale d'alloggiamento; o) La casa-trasponi da campo dell'armata; il) Il carr,erc da campo; e) I vivandieri <~ macellai; . () Le tru ppe cli stato maggiore addette al quartiere generale dell'intendenza. 4° La cl ii·ezion~ telegrafi da campo cli 2." linea. 5° La sezione telegrafi da campo di 2." linea. 6° La di rezione del servizio posta le dell'armata . 7° L'ufficio postale principale da campo (lfaupt-Felcipost-Amt) dell'armata. 8° L'ufficio postale cli distribuzione addetto all'intendenza. 9° La litografia eia campo (col rispettivo personale) addetto afl'intendenza .


:392

RIVISTA

D) Dipeudono dalla sezione-amministrativa clell' intendenza di armata: ·1 ° Il personale addetto al servizio di cassa nell'armata. 2° Le colonne sussistenze del quartier generale dcli' intendenza. Oltre ai comandi, autorità, tmppc e servizi accessori cleli' esercito mobilizzato, che fanno parte integra le dell 'annata, dipendono dal comandante di questa , per quan Lo ha relazione con le operazioni militari e nei limiti fissati dall'intendente~ d'armata, le autorità militari territori::tli, le {.rllppe cli presidio e quelle ili complemento, i s13rvizi ausiliari di riserva dell'esercito attivo e cl.ella .Jandwehr, éhe si trovano nella ZOJJa di tappa dell'annata. Tale comnnclantc esercita inoltre un'azione immedi11ta sn tutte~ le antoritit civi li di questa stessa zo'na. r; intcudente cl' amrn ta ·invece ha sotto la sua dircLta giuriscl iziono tutte le autoritii militari tonitoriali di tale zona, ma deve far pervenire al le medesimo i suoi ordini per mezzo del cotnanclo cl' arm.ata. [n territorio nemico poi all'intendente d'armata spetta anclic la direzione dcli' amm,inistrazio1rn civile~ , ed in ta l caso la zona di tappa viene li mitata tra il coufìnc cd il fron te cl' operaz.lone dell' aJ'mata . Qnaudo pern ltto ::;iffatto territorio acqnist/l vasto proporàoni e le ·coudizioni del momento ne rendono man ifesta la ncccssitii, l'Imperatore nomina un governo civile o mili tare speciale, il qua le si l.rov(I col ministero della gnerra, coi comandanti delle aJ'maLc e cogli intendenti d'armata negli stessi rapporti che esistono t.ra qu.esti due ultimi e le autoritit militari territoriali dellu rispett.iva zou,a cli tappa . Si110 a tanto che non viene i;;tituito il predetto governo civile e militare, nua parLe del territorio <;onquistnto, afline di al leggerire il lavoro dei comandan ti e degli intcmlcuti rlellc armate, potrà C$serc amministrnta dalle autorità politiche e da quelle militari terriLoriali prossime al confine. Nei paesi alleati infine i rapporti tra il comandante e l' intendente di un' armat:.i e le autoritù mil itari o poli tichr, stabilite alle spalle della rispettiva armata veng0110 regolati da apposite co11vcnzioni , cd in caso contrario si devono considerare le predette autorità nelle identiche condizioni di quelle del l'interno del proprio paese.

I

393

ESTEf,A

TA.BELLA II. Oi·ycinico di un qiiartier 91Jnerale d' a,,rmata.

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394

R IVIS T A

395

ESTER A

TABELLA. III. Organico del quartier gene,rale di un' intendenza d: armata. Annotazioni.

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i O Dalle truppe di stato maggiore viene comandato nn uflieiale in-

fer- iore quale· ufliciaJe . d'alloggiamento del quartier gencr:i le ed alcuni sott'ufficiali scritturali e. piantoni fissi presso le varie sezioni. 2° Un'annata indipendente od una che 11gisce secondo le direttive del con;ia ndo supremo delle arnrnte, viene fornita cli una di re7,ione trasporti ferroviari, quando ha aìmeno uua linea fcnov iaria a sua di sposizio1tc. 3° Al quartier generale d'armata è ,1eldetta una sc7,ione telegrafica di ,1a linea per ogni corpo d'armata (fornitn da ciascuno di essi). ,1- 0 Quando l'intendente d'armata trovasi al Cfttartier generale vengono aggregati allo squadrone treno di quest'ultimp i rrwzzi cli trasporto per gli oggeui di cancelleria e per gl'impiegati dell'intenclcnza. 5° A1 comando di un'armata indipendente può anche essere addetto il comandante del reggimento del genio che cl;\ i Jmtwglioni del genio alJ'armnta . 11 coio1tnello è iu tal caso forn ito d'11n aiut.an te. 6° Per i servizi cli guide e per le missioni più importanti può essere addetta ad un'armata indipendente una sezione deilo squadrone della guardia del corpo, conce;;sa clan'Imperatore. 7° L'effettivo del.la sezione gendarmi da campo è variaùi lc ed è regolalo dal ministero della guerra in base alla forza dell'arnwta . '.\iella tabella è solo indicato un uurnero medio. 8° i.\'clla sezione gendarmi da cam1io del quartier generale d'arma ta sono compresi anche i gendarmi necessari per J'intend1mza .

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~ i ~~llil )J~]l~à ; Ten. maresciallo , capo dell'intendenza . Maggior generale, sostitutore ~el precedente . Ufficiale d'ordina nza del tenente maresciallo A ) Sezioae llililare. Direzione della sezione . Comando di piazza Tribunale militare con carcere da campo . . Casa di trasporto da campo . . . · Direzione delle poste . Officio postale di distribuzione Ufficio postale principale Sezione telegrafi ca di 2• linea B) Sezione .\mmioislmione. DirezioM della sezione Casse militari O) Orga11ici ,\usiliari. Commissariato civile territo riale Direzione del treno Sezione del treno . Direzione di sanit11 di 2• lioea Servizio religioso .

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396

ESTERA

R(VISTA

397

COMANDI Dl CORPO D'AHMATA.

Annotazioni.

1° Dalle ttuppe di stato maggiore dell'intendenza d'armata sono comandati: Un ufficiale subalten~o, possibilmente di cavalleria, come ufficiale d'alloggiam'.ento . Se è di fanteria viene fornito di foraocrio. . ~ue sott'nfficia li scritturali e due piantoni fiss i dt'trntcria per la d1rcz10ne delle poste. Un sott'ufficiale scri tturale ed un piantone fì,;so di fanteria per l'ufficio postale. 2~ Il direttore delle poste può secondo le circostanze trovarsi anche press? il q1_w.rtie1: generale d'armata. L.'organico dell'ufficio postale principale s1 ruodifica a s1~conda del numero degli uflì ci secondari add~tti ai _c,orpi d'armata . ?g11! ufficio principale si co~1rnnc per norma di un clnettore, di un impiega to per ogni 2 nflì.ci di distribuzione del_l'arrnata e del numero necessario di conducenti ccl inservienti; e~so puo anche trovar~i molto distante dal comando generale . 3° Per la c~sn trasporti da campo vi0,ne dato il personale necessario dalle trnppe cl, stato maggiore. 1~0 Ogni corpo d'armata fornisce all'intendenza d'armata una sezione telegrafica di ~" linea. 5° I gendarmi necessari all'intendenza d'armata son.o forniti dal fo sez10ue addetta al quartier generale dell'armatn . Go Gl'irnpiegati d'intendenza per il servizio alle spalle dell'armata. sono assegnati in base alla forza ed al mandato di questa . . 7~ _P~r l'isti_t1~zione delle necessarie autoritil di tappa e relativi servizi aus1ha.~'1 , ogm mtendenza ·d'armata ha un personale di riserva secondo il mandato e le condizioni del teatro di guerra. 0

Al comando di im corpo d'annf).ta è destinato un Feldzeiigmw~ster, un <>onerale di cavalleria od un tenente rnare~ciallo (1) . · Egli quando fa parte di un'armata dipù1tde sotto ogni rapporto dal comandante di rruesta. Ha il comando diretto cli tutti gli elementi costi tutivi ùel corpo per tutto ciò che ha relazione intima colle operazioni di gnerrn , t\ no1t esercita che una semplice sorveglianr.a sul servizio economico nmministrativo degli stes:.i. ln caso ili lunga assenza , viMe surrognto dal generAle più elevato in grndo del i;orpo; ma se l'a$scnza è di breve dnratn, viene surroga to dal generale più anziano che si trova presente al quartier generale, ed in manc.:n1za di questo, da l capo di stato maggiore. Ogni corpo d'armata è foruito di tutti i servizi accessori di prima linea nece:ssari per le divisioni 1li pendenti, e riceve ~olo momC'ntaneamentr~ dal comando dell'armala i :;cr\"i7.i accessori cli seconda !inea, se per circostanze speciali lo richiedono le operazioni di gt1erra. Per sodd isfare ai v,ni rami di servizio ogni corpo d'armata ha presso il suo quartier generale i segnenti organi fJ personale ausiliario: a) La seziono stato maggiore clirNta dal capo cli stato maggiore. b) L'intendenza di corpo d'arma ta, diretta dall'intendente capo. e) Il genera le comandante la brigata di cavalleria. ri ) Un generale od un colonnel~o d'artiglieria, comin'.da.nte l'artigìieria del corpo (genern lmente è~ 11 colonnello del reggimento Cl)e fornisce l'artigliel'in al corpo d'armata). e) Un ufficia le su periore dello stato maggiore ciel genio od. il comandante del battaglione del genio che dà le com pagn.ie alle divisioni dei corpo cl'iirmata. . . () Un medico- capo, direttore del serv1z10 samtano. o) Tnt.ti oli or"'ani e servizi accessori indicati nella tabella. or., . V e) ganica che fa seguito a qncsto ca pi tolo . Il capo di stato maggiore rlipende direttamente dal comandante del corpo d'armata. Ad esso spNta l'immediata clirezione dei lavori della sezione stato maggiore e trovnsi con tutti gli altri organi del quartier

•Ò

(1) Corris pondente al nost4·0 tenente generale.


398

generale negli stessi rapporti nei qua li si trova il capo di stato maggiore dell'armata cogli organi del comando d'armatn . · All'intendente del corpo d'armata incombe la clirezione del servizio economico amministrativo delle truppe e dei servizi accessori dipendenti immediatarncute dal comando e non facenti parte delle divisioni e deve assumere la direzione di !.aie servizio presso queste tilt.ime, solo qu:mdo circostanze straordinarie lo rendano necess11rio. Gli orgaui ausiliari del comando del corpo d'armata nou costitu1.-;cono una sezione a parte e devono far p,1ssare tu tti i loro lavori d'ufficio per la sezione stato maggiore, ad eccezione di quelli c;he 5i riferiscono al :.;ervizio interno della propria arma o corpo . Le autorità, il persorrnle e gli organi vari, che costil.ui::cono il <1uartier gnnerale di un corpo d'armata, sono ,ubordinati nel modo seguente: .'l) Di pendono dalla sezione stato maggiore: 4° Gli umciali d'ordiuama e l'aiutante personale del comandante il corpo d'annata . 2° L'ufficiale d'ordi nanz.i del generale brigadiere di cavalleria. 8° Il comando del treno del corpo d'armata . /~o Il cornandanl.e del treno addetto al l[uartier generale. 0 b Il comandante dei pionieri del corpo d'armata . 6° La sezioue telegrafica da cam po cli prima linea. 0 ì I l cornand1rnte di piazza del qnanier generale (che è il comanda!lle del riparto di fanteria delle truppe cli stato maggiore) , dal quale dipendono direw1 menw: ci) L'ufficiale addetto ai viveri per il quartier generale; b) L'ufllcialP, d'alloggiamen to per il quartier generale; e) I l fur iere contabile incaricato della liquidazione della contabi lit~ dei piccoli riparti indipendenti del quartier generale; d) La casa di trasporto da campo; e) I vivandieri cd i mac;eJJai; f) Le truppe di ::;tato maggiore del quartier generale~. 8° La direzione delle poste ( che funziona in p·ari tempo da ufficio di distribuzione). 9° La litografia da campo. ·10° La sezione genclarnrnria. 8) Dipendono dall'intendenza del corpo d'armata: ·1° Il persona)e addetto al servizio di cassa; 2° Le colonne sussistenze; 3° .Il commissario civile.

:199

EST ERA

R!VJSTA

TABELLA IV . Orga,iico del qua:rti,er geMrale d:-iin corpo d:armata . CAVALLI

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Feldzeugmeister o tenente generale , CO· mandante il corpo Aiutanti di campo Ulliciali d'ordinaoza

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A) Sezione Stato llaggiore.

Direzione della sezione · Dire2.ione dd treno · · Due sezioni telegrafiche di 4• linea . . Una sezione telegrafica di 2• linea Sezione gendarmi da campo Comando di piazfa . . Direzione ed uflìcio postale . Comando dell'artiglieria Comando del genio Direzione di sanità

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l:na compagnia di

fanleria ecl un plotòne di ca.,·;itJeria.


400

RIV!STA

ESTE RA

COMA~DI DI DIVISIONE. A.nnotazion;i. ·1. Dalle trup pe di stato maggiore sono comandati:

Un ufficiale subalterno , possibilmènte di cavalleria, qual<i ul1ìciale d'alloggiamen to; · Un sou'uffi ci:i le scritturale cd un piantone fìsso di fauteria per la direzione postale; Un soldato cl i cavalleria montato per ogni due gendarmi montati, quale palafreniere. . . 2. Il pe~·sonale (cucinieri, prol'essionisti , ecc.) necc~sario per la (·.:isa d1 trasporti è dato dalle trnppe di stato maggiore. :1. Delle due sezioni telegrafiche di prima linea, una deve essere comandata presso il quartier gencr:ile dcll'm;mata . La sc1.ionc telegra fì c.a di seconda linea viene comandata presso l'intendenza .dell'arm~ta.

Il comando di una divisione di fanteria o cli cavalleria è affidato ad un tenente maresciallo, e solo in casi eccezionali ad un maggiore ge11Crale. A lui spot.la il comando cli tutte le truppe e servizi accessori non che la direzione del servizio economico amministrativo. Egli può, per determinate operazioni inililari , fo ro cambi.:imeut.i nel!' ordi namento tattico deile brigat<~ cd assegnure ai ge11era li° brigadieri il cornaudo e la direzione amministrativa elci ripurti e servizi di pendenti direttamente dal comando rlolla divisione. I l capo di stato maggiore si occupa delle operazioni militari e della direzione e sorveglianza di tutto il servizio presso le truppe clipendenti. Mentre clrn i capi di ,:;tato 111aggir1re dei corpi d'armata, delle nrmate e dd comarido di pi t'L armate sono in ogni circosLanza nominati dall'Imperatore in base ;1lle proposte del com ..nrlante il corpo cli stato rnauaiorc e del comandante la rispettiva grande unità tattica , quelli deIÌ~, divisioui sono nominati dal cornandantfi del corpo di stato maggiore ,l l principio della campagna, e, durante qncsta, cl11l capo di stato maggiore della rispeU.iva armata. L'intendente divisionale dirige il ~ervizio econorniCv-amministrativo. Ad og-ni comando di clivisioue sono addette le sezioni cd organi au:;ili~ri seguenti; cli eni nna parte esi~te già in tempo di paee : a) La sezione sttilo niagyiore, · rli retta da l capo di· stato mnggiore. b) L'i,ntendcn..za di, diiDis'ione, dirett:i dall'intendeute divisionale. c) Tl co·mandam,te dcll'(vr-ligl·icl'ilt di~vis·ionale, il quale deve per nonn.:i rin1auere presso i' ripari: d:i lui dipendHnti . d) Jl mcctico capo. e) il comandante della compagni.a del genio (ogni qualvolta ~ia necessario per essere consultato su lavori tw1ici speciali) . f) Un.. t1·,ilrwnale militare. g) Un ccippelllino ,m,i,l,i tM·e. Questi organi, col personale e servizi accessori da essi dipendenti , costituiscono iJ cprnrtier generale della !livisione, il eui organico può essere va riato nel solo caso che la divisione sia destinata ad agire indipcndent.emen te .


i02

Il capo di stato maggioro, I' in tendo11 tr. e tutti gli organi ansiliari del comando della diYisio11c, si ha11uo le stes$e norme reciproche di

servizio $labilit,• pel capo di slnto uwggiore, intendente ed organi ausi liari dr! rnrpo d'armut:1. Il vario personale cri i ;;t\1·vizi èH·c·c•s:;ori della divisioue trov:msi così subord innti : A) Dipcndouo dalla ~1·1.ione- swto maggiore : 1° Gli 11fliciali cl' ordi nanza ciel comandante cli divisiono e dei comandanti di hrigata . 2° I l corna11Janto del treno addetto al quartier generale. ;1° Il rn,nanclante della compagnia di fanteria addeua al quartier generale, il quale funziona da comandante di piazza presso il quartiere stesso ed ha soli.o i snoi 01·di 11 i diretti: a) L'nffi ciale addotto ai viveri prr il quartier generale: b) L't1fficiale cl'a llo!-{giamcnto. e) l I sottuffi ciale incaricat-0 dcll:i cont,abilità dei piccoli riparti del quartier gt'neralc; d) Lu prigione da ra mpo; e) I. vi,andieri rd i rnncellai; ,1,0 Il comanclantn della cayalleria addetta al quartier generale. 5° L' uflicio postale cli tli,;tri buzionc e la sezione telcgr;ifica da campo di 1" linea (conrn ncfotavi dal Wl'po d'armata). 6° La litografia da ca mpo. 7° Il distaccamento gendarmeria da campo. Il) Dipendono da ll 'intendenza divisionale: La· colonna sussistenze cl.ella divisione; La sezione tr~no (quando vi è comandata) .

{03

ESTERA

R IVISTA

TABELLA V. Organico del qum·tier generale di uno c.l'ivisione di fanteria.

MiliLa re I Civile

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Tenente marfsciallo, comandante )Iaggiori gcnP.rali, CO · m2ndanti le brigate di fanteria Ufficiali d'ordinanza del comandante la di visioue Uffici ali d'ordinanza dei brigadieri Capo di stato mai;giore

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A) Sozim Slalo Maggioro.

Comando dell'artiglieria Comando del genio . . Direzione di sanità Tribunale e carcero do campo . Servizio religioso .

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Direzione della sezione Sezione gendarm i da campo . . . Comando (l i piazza Ufficio postale.

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CAVALLI

PERSONAI.R

l!n.a compagnia di fanteria ~d un f110i.une di c:-.,·a11erlo..


IHV JSTA

405

ESTERA

TABELLA VI. Organico del q·uartie,r generale di ima di-vis-ione di caivaUeria. Annota.zioni. ,f. Dalle truppe di stato maggiore sono comandati:

Il comandante delln compagnia fanteria qual comandante di piazza al quartier generale; Un ufficiale subalterno di famcria quale ufficiale d'alloggiamento . per lo stato maggiore della divisione; Un sou'ufficialc scritt.ura lc ccl un piantone fisso di fa nteria alfuffi cio postale; Un soldato di cavalleria inontato per ogni due gendarmi montati, qua le palafreniere. 2. I l comandante di piazza può talvolta essere anche incaricato del servizio dei •trasport.i cd in tal caso è provvistò del personale necessario dalle truppe di stato maggiore.

=== P== E=Rs:::;:·o=N =A =L::::;E==,=l== C==A==V=A;:::L=LI::::;;:::=

1'E1cou

Militare Civile

a 2 a

Erariali

I

o 4

ANNOTAZIONI

3

Tenenfe maresciallo, c·omandante .. . Maggiori generali, brigadieri . . . Ufficiali d'ordinanza del comandante . Ufficiali d'ordinanza dei brigadieri Capo di stato maggiore

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Tir~~~~ii;!~··•11•

A) Sozione Sialo llaggiore.

Direzione della sezione . Sezione gendarmi da campo Comando di piazza Ufficio postale.

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Com~ndo dell'artiglieria Direzione di sanità Tribunale e carcere da campo Servizio religioso.

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Direzione dell'intendenza Servizio del treno Truppe di stato maggiore

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406

RIVISTA

407

E STERA

1innotaziowi,

Dalle truppe di stato maggiore sono comandati: Il comandante deìla fanLeria , quale comandante di piazza al quartier generale; Il comandante delta cavalleria, quale u!ìiciale d'al loggiamento al quartier generale; Un sott'nffic.:iale scritturnle ed un piantone fisso di fanteria all'ufficio postale; Un soldato cli cavalleria montato per ogni due gendarmi montati, c1uale palafreniere.

COMANDI DI DIUGATA. A comandante di una briga ta di fanteria o di cavalleria viene nominato un maggior generale e solo in casi ecceziùnali un colonnello. I comandanti delle brigate costituenti una divisione dipendono per ogqi rapporto dal comandante cli questa. Essi devono quindi eseguirne e farn e eseguire gli ordini ccl assicurarsi personalmente che i viveri distribuiti alle truppe siano di buona qualità ccl in quantità sufficiente affinchè queste ultime siano sempre ·pronte ad eseguire t.utle le probabili operazioni di guerra. L'ufficiale cli sÌato maggiore addetto al la brigata, cooperato dall 'uffi ciale d'ordinanza, di rige ogni ramo · di servizio presso il comando della brigala e dipende direttamente dal comanda.nte di questa. · (Continua).

P.


-108

RJVISTA

409

ESTERA

ORDINAMENTO E FORZA 1= = == = =;==:=P= l E=O=E=;D;:: 1== P=AC==E= Combattenti

ATTUALE DEGLI ESERClTI RUSSI

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attive non. inquadrate.

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Tr-uppe irregolari ))

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3791 2812 15 5·1

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Trnppe Divi~ione combinata dei cosacchi

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1~·]

di M7 gregari , di 794- cavalli, di 278 carri. armata stabilmente ordinati. e la 4-·1n divisione di fanteria, hanno, salvo insignificanti variazioni, la se-

7939 70502 /

260 18 819

12 ))

l

LINEA REGOLAI\!.

Il comando ienerale dell'esercito si compon~ d! 8~ ufficiali, 292 \mpie~ati! Gli eserciti del Caucaso, del Turkestan e d1 S1beria non hanno 1 c·orp1 d1 La dh•isione granatiéri del Caucaso, la 19a, la 20a, la 21a, la 38a, la 39• guonte forza: 30,1,1 8595 33 1,1:rn 10067 10 11 ,, 893 3 75 231 4-54-8

~

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~"='~

Cauca s o.

T1\UPl.'I, DI PHIMA

Brigata cacciatori del Caucaso ,t ;2 batteria artielìeria eia montagna . Divisione dragorn del Caucaso ( ,t ) . . ,1a divisione combina t.a dei dragoni del C:rncaso . 2a di visione combinata dei dragoni del Caucaso . Brigata del genio ciel Caucaso . Scpiadrone gendarm i del Caucaso

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D'ASIA

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ESERCITI

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I

20 9

170


410

RIVISTA

1>IEDE DI PACE

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P/Bl)E

Non combaL l,eot.i

Combattenti

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{J

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I Servizi

Trasporti militari (approssimat.) . . . Per~ònale e m.:tterwle di com)Jemento. dell'artiglieria di ·1a linea c,1 . . .

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battaglioni di linea serarati (2) . 24 ]Jattaglioni cli linea di riserva . . 7 batterie artiglieria a piedi della rise1·va •. 6 com pi1gnie del genio cl ella riserva . Yai:i servizi dalle vie cli comunicazioni militari e delle tarpc .

663()

Totale tn1,ppe ·regolari di 1··isenci.

2. reggimenti cavalleria di cosacchi di Daghestan (1 in servizio permanente). 11 reggimento di Kuta is . . . . . 4 distaccamen li di milizia a piedi ed ordina li per la guerra, (fo1·za appross·i1natiw) Totale truppe di rùer·i:a 'irre9ola1·,i.

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Truppe 6 battaglioni di cosacchi del Ku ban (2 in· servizio permanente)

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(I) La forza d'uom ini e cav~lfi tenuti in riserva ~ fissa ta nell~ seg11e11 te proporzione in confronto rimon ta 10 ¾; per lo al r.rc dcstinazi011i nelle ba tlerie e ~ei parchi a¾ (2) Setto uuovi ba-ttaglionì veuncro formatr nel mese dì l ugli o u. s., portandoli cla 7 a J,!.

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Non combattenti

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o ,.... dell' e.seroito atti"Oo .

Servizi rnobili a Direzione sanitaria da campo. . . Maestranze e laboratori d'artiglieria . Riserva dei parchi d'artiglieria Colonne d'intendenza militare 2. ospedali da ca~1po

. Farmacia mobile da campo . . . Parchi st~bili di munizioni di. guerra Totaleser·i;izirmobili a tergo delt' esei·oito

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TRUPPE LOCALI DI

Stati maggiori dei comandi e servizi annninistrati vi. Stati maggiori dei comandi nelle provincie nuovo annesse. Truppe loca li (complessivamente) ,1 battaglione fanteria di fortezza ('I reggimento sul piede di guerra) . 29 battaglioni di complemento. . - 1 compagnia d'istruzione ( effettivo permanente) . . . . ·I compagnia di disciplina . . .. Varie milizie a piedi e a cavallo Totale t111,ppe locali di fant&ria , . 4 squadroni separati di complemento (Dragoni) 8 in piede di guerra. . . 3 ~irez10ni e comandi d'artiglieria di fortezza . . . . . . . . . , 3 battaglioni e 3 compagnie artiglieria di piazza (1) . . . . . . . . 1 deposito di rimonta d'artiglieria . . Personale degli arsenali e opifici d'artig-l.

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Mezzo bauagl ione del genio (2. comp .)

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RIVISTA

417

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2. ba~taglioni a piedi di cosacchi d'Orenburg (su 4 compagnie) . . . . . 2 reggimenti di cavalleria cosacch i di Siberia (su 6 sotnie). . . . . . ,i reggi?ienti. di cavalleria d' Orenburg (su 6 sotn1e) . . . . . . . . 2 reggimenti di cavalleria Semirecen (su 4 sotnie) . . . . . . . . ,t reggimento di cavalleria dell' Ural (su 6 sotnie) .

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4 divisioni d'artiglieria e vari servizi di laboratori ed arsenali 4_ compagnie artiglieria di piazza Direzione del genio e laboratori .

Totale delle trnppe locali. Totale del l' es1wc·ito del Tur kestan

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I servizi mobili nel 1ii1·lcestan non hanno un'ordinamcnto stabile, ma secoodo degli occorrenti bisogn i o vengono esogoi li tani-O sui came/ ;uaoto

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1'1·11,ppe Servizi e stati maggiori territoriali . . 3 battaglioni e 1 4 comandi delle truppe locali ·

'176 pa rte da soma

la _loro com:osizione viene determinata volta per volta dal comando generale [ sm carri indigeni tira ti da buoi all'uopo requisiti.


41S

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RIVISTA

4'19

ESTERA

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7 reggimenti c.ava lleria cli cosacchi di Sibe)'Ìa ( 11_in servizio pe_rmanente) . 6 regg1ment1 cavall eria di cosacchi di Zaba_ikal (2 in ser~rizio pennanenle) . 2 reggnnenL1 cavalleria di cosacch i dell'Ar~u r ( 1 in servizio permanente) . . 2 sot.rne separate Ll, Jrkutsk e Jcnisseisk (Krasnojarsk) . . . . . : . . .

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T1'uppe 1O battaglioni a piedi di cosacchi di Zabaikal _(di cui 3 in _servir,io pcrmau .). 1 b.attaglione cosacclH clell'Amur. . . 1 ~a~.tnglione irregola1·e cosacchi d'UsSlf') tsk . . . . . . , . . 3 comandi a piedi cki cosacclu di Her~so!1? Su.rgutsk e Narin (forze va-

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.(1) Pare che. in questi ultimi tem pi qualche battaglione di linea separato, appar tene:1(e all'os,i·cito )

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420

RIVISTA

PIEDE DI PACE

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Magazzini e laboratori d'artiglieria . 1 sezione d' istruzione cl' artiglieria di cosacchi dell' Amur . . . . Direzioni e laboratori del genio Totale truppe locali Totale delt' esercito di Sibe1·ia

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Servizi territoriale e amministrativi. 16 battaglioni e 32. comanai locali di varie forze . . . 1 compagnia di <lisci plina (approssimativo). .

421

ESTERA

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422

l11VlSTA

Per rendere il nostro studio più completo, aggiungiamo un breve cenno sulla milizia è sulla r11arina militare.

LA M ILlZIA.

Comprondn tutti gli uomini da '20 ai 40 anni compiti, atti a portar le nrmi e nou nppartenenLi alle forze prmnaucut.i ed alla riserva clflll'esercito di terra n di mare. Gli uom ini della milizia che provougouo dngli in:;critti osubor;111ti dai contingenti di leva, sono divisi in due categorie; e gli uomini provenieul,i dalla riserva cieli' esercito di Lcrrn e cli mare in quattro classi . Allorrpwndo la mili7.ia riene chiamata sotto le armi, i primi vengono destinati a servire nei c-0rpi di mili1.ia in ordine di classi di leva, cornincia ndo da lle più giovnu i, ed in ciascuna rii e~sn in ordine del numero estratto a sorte all'epoca della leva. Nel medo~imo ordine i miIiti della prima delle 11uzidet1.P. ca Logorie vongo110 d.f:s igrrn Li a completare le truppe permanenti . 1 seconrli , cior qnelli proveuienti d:ii cougcd.i ti della risel'va di tol'ra e di mare, liauuo obbligo di servire nei rcparli cieli.i milizia a nor111a delle regole basale sugli anni dai medesimi passati nell(l posizione dei rongeda li por nne cli ferma, cioè: In priino cl11ssc, che co1Tisprrncl(i a quella più gioYanc della prima categoria della milizia, <leve r;;~ere riniastn in pa tri:i 11 10 110 cli un n1t 110; nlla seconda classe apparteugonri i cougedati cla uno a due anni; della terz:i clnsse fonno parte <Jlll'lli rimasti in patria rl11 2 a 3 anni cd infine nella ~uarta ed nltinw classe sono annoverati i congedati iusc-riui nlla mil izia dil oltrr trr anni n nello stes:\O tempo e,;~i np partougono di diritto 11lla ;;rc.ondn categoria della milizia generale. · Le quattro classi più giovani dei primi <' lo tre <'lassi pii'! gio"llli dei socondi, posso no in c:iso di bi:;og110 essere incorporate 11ell 'es<·rcito permanente per colmare quei Yuoti cui non bast~sse riempire la risrrrn doll'cserciLo al.tivo. 1 rniliti che coprono iu1piegh i al servizio dello Stato oppu re al servizio di alcune società privat.e, i dirottori e professori degli istituti govorn;itivi rli educaziouo o dal governo approvati, sono dispeusnti dell:i chiamata sotto le armi. I militi, allievi del le scuole, non vengono chiarnati che colla seconda categoria della milizia generale.

ESTERA

423

r,1 caso

di chi:11nata clni mil iti appartenenti alln primu categoria, qtw~ti sono presentati ,1\le auloritil gevernative al più tard_i 10 oiorni dallo data Ml manifesto di ch iamata. Quelli app:ntcmeutr alla ·2a categoria ,0110 muniti per cura doi propri collluni d?I vestiar!o, dei ("a\'alli da sclln per gli nomini drsignati ali' arma di <·a,·a~leria, dei cavall i da Liro , hanla tnrc• , car reggio con t11tli gli att1·ezz1 prescritci [Jei corpi di truppa, qualora , cngano formati ~aggiori rc_rarli di questa milizia, e so11u provveduli 1Ji viveri fo rugg1 fìn o al giorno in cu i pa~sano ~otto 13 dipendenza del ministero <1:lla gu~r:ra._ L'amministrazione militarr a ,;11a Yolla li forni,scn tli ar1111, nnrn1z1om, tambt1ri e trombe. Secondo l'organico recentemente stabilito, qtrnst<• 11niti1 tatticlw dovra11no essere della sogue11Le forza: 1

Comando del/a, wiliz·ia cli go'oe1·no (hriga,ta). comandante, I aiutante tli rampo, scritturali 2, soldati !'>, un carro con tiro di tre~ cavalli.

Comandante di drusiina ,1, co1nandanti di compagnia ,'.!, , ufficiali subalterni s di cui ·I aiutante cli drusgina ed 1 ufficiale d\,mministrazionc. To;alc ulliciali 1;J . - Medico <ii ba uaglionr 1. Sott'ufficiali e militi da 638 a 990 cornbauenli e '27 non com battenti. Carri 5; cavalli da tiro 15.

Sotnia a t'ami/o . Comandante della ~otnia ,J, ufficiali subalterni '.2. Totale ull-iciali 3. Sou'ufficia li e militi •I 39 combatLenti. No 11 combau.enti 8. Cavalli da sella 137, cavalli da Li ro 3, ca rri ,1. . . Gli uomini clte servono nella milizia sia in qualità cl' nffi~ialc sia di soldato aodoiw di tnLti i diritti speuanti allf\ truppe regolari o sono egualrnent/ sottopQsti alle le1,tgi militari . . . . . Ciascun mili le al momenlo della sua mcorporaz,onc n ceve un thsti11tivo ~pecial<' visibi le a distau~a di tiro di fucile e da port11rsi su tutte le tcnu.te. Cl comandaulc della milizia di governo ha il raugo di maggior generalo e le attribuzioni di comandante di clivisionu. 1


424-

425

RIVISTA

ESTERA

ll comandante di drusgina ha il grado di tenente colonnello e le att ·_ ri • . er·I comancIante di corpo. J)uz10m Il comandante cli ~otnia a cavallo ha il é<0 rado di mao·"ioi·e ed 1·1 (,O, • • 00 rnando eh capo cl, uno squadrone dist;1ccato. Gli uf-ficia li inferiori hanno grado di capitano e di tenente. G~i _11spiranti al grado di ~enente nella milizia devono aver fouo gli ?1tud1 rn 11na delle scnole di Ju11ker (sott'ufficia li vol,ontari) o subitovi I esame. .

Questa marina conta 9 cawgorie d'ufficiali ripartiti in 9 classi:

I militi che _aspiro1~oal grado di comandante di compagnia, devono aver !atto i loro studi m un istituto d'educazione, di una delle Ire pri'.11e categorie, cioè: isti tuto d'educazione superiore, medio od inJ~norc, ed I giovani che possedono quest.i requisiti possono chiednre eh essere ammessi in un corpo di f'a uteria , a loro scelta, desliuato ad un cnmpo, per ricrwerc l'istruzione militare durante sei settimane. ~lt.imata questa ,ono sottoposti all'esame, e ottengono l'aue:;tato corrnpond1mt.e allii .loro idoneità per concorrere ~cl occnpam l' impiego d1 c;rnnandante rii. com pngnw nella mi lizia él pierli. Durante il loro :;crvilio tulti gl i uffic i:di della milizia rivestono i corri~pou~enti grad i con tito lo di uffi ciale in so pra nnum ero, ma qnello fra di ess'., che h_a .acqui_s Lat.o la t:1·oce al va lor militare (d i S. Giorgio), se entra 11l. scrv1w1 atti vo viene ('.Onfennato nel grado che possedeva nella milizia. · G!i nomiui di truppa sono denoininati Tlatnik'i (guerrieri) . Prendendo per base l:i me<ti.l degl i inscritti e;;nberanti ai conliogenti di leva, che risnltauo (llJ'incirca di 30000 uomini ali ' anno P gl i uomini conge1111i della riserva dcli ' esercito attivo, di circa altri 15_0000 uomini e tenendo conto delJe diminuzioni probabili come Hltrcsì dei non '?_lo_ri, risultanti dalle condizioni pecul inri <fai paese, :'-timiamo che la Dllhzia generale dell'impero, compiuta la rotazione prescriuv (20 an~i) da lla legge sul servizio militare obbligatorio, po.trii somministrare c1m:1. ·1500000 uomini atti a portar le armi.

MARINA .MILITARE.

. Un_ ammiraglio genera le (attualm ente gran duca Costantino) ha la dlt'ez1on1~ superiore di tutti gl.i à!Tari di marina . È assistito cfo no con~igli~ _cl' ammiraglia_to com~osto di 12 membri da lui presieduto, e cli cm 11 posto di vice presidente è tenuto dal ministro di marina.

corpo d' ufficiali di mari na, compresi 8·1 ammiragli id. pìloti ,• id. d'artiglieria di marina. id. di costruttori uava li id. macchinisti id. arehitetti di marina impiegati d'ammiragliato corpo sanitario impiegati contabili .

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Erpiipaggio 50000 nomini cosi ripartiti: 25·100 iu servizio permauente; il r imanente in congedo illimitnto; 12.000 operai a tena. Gli umcin li come i marinai sono divisi in equipaggi. U11 equipaggio consta di 8 a ,, ,1 compagnie. 1

Gli equi paggi ~oaodistr.ibuiti fra (e stazioni nellesggtwuti proporzioni: Pietroburgo z ecrni paggi; a Kronstaclt 8 equipaggi; a Nikolajew 2 equipaggi; a .Baku 4 equi paggio; a Wlarliwastok ,J equipaggio. Totale uomini 22,1Hi. In ciascuna del le altre ~tazioni non vi è che una compagni:i, in totale circa ,18"7 uomini. Durante ·1·ultima guerm , 11u certo rrnmero d'uomini in congedo illimitato veunc richiamato sotto le armi nel marzo u. s. per formare tre nuovi equipaggi, di cni 2 furono destinati alla stazione di Kronstad1. con Hurnero dè oriliuc 9 r ! O ,~d 11 a qu ella di Nikolajew con numero d'o'rdine 3. Le compagrrie che co~tituisCOHO gli eqnipaggi hanno una forza normale di 200 uomini . In occnsione dell'ultima gnena, le navi detti~ di crociera, comprate coi fondi provenienti rla sottoscrizione nazionale, ebbero eqnipnggi mediante l' arniolarnento volonlal'io cl i urHcial i e marinari della marina mercanlilc.

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426

1-27

RIVISTA N.•

C0&1POS1ZI0NE DELLA FLOTTA RUSSA .

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Nel mar Caspio .

Vapori ar111ati Vapori tra~porti . . Vapori in costruzione .

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Esistono altresì ·104- barche port::i- torpedini, ciascuna mon1.ata da 2 ufficiali e 7 mat'inai . Il materiale non è compreso nella mari na permanente. Finita la tam pagua le barche porta-torpedini sono destinale (lcl essere depositatr, nei ri , pnllivi porti.

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Piro.~cafi rla fiume. .\,

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Nel 'lllare At·al. Vopori annali . Va pori trasporti

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NelC Oceano Pac-ifico (Siberia) Vnpori armali . Va pori trasporti Hastimenti a Yela

Nel mare Ri anco .

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Nel mrw Nero. I· i razzate .

OSSEHVAZIONI

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IVapori armati 21i

dei cannoni

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.Vel ina·r Raltico . Cornzzatc. Idem . . . Vapori armati Can noniera ad elica Bn tterie gnlcggianti Idem . Clipper Va pori trasporto H:1~time11Li a vela

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Non si conosce l'armamonto delle con,zzatc Nikopoli e Sislowo e <lei ,·oporc Pondera klin , pr esi sui Turch1.

Nel mar Baltico Nel mar Nero . . . . . Nell'Oceano Pacifi co (Siberia)

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FORZE DELLA RUSSIA. Kon comb,1ttenti

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BOLLETTINO BIBLIOGRAFICO

Recueil tl'itinéJ•ait•es et de voya.ges dt1ns ,,.1.Jsie centrale et l'exll•ème O,•ien.t. - In-8°, 348 pages, carte. - Paris,

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C,enet•alslt1bes-Hm•te von Pt•eussen. 'l : '100,000. SecL 287 G.

Gri.lnberg, 299 G. Bi.ldingen, 310 G. Hanau, 310 H. Orb. Kupferst, und color. qu. Fol. - Berlin, Neumann, 1878. - Prezzo di ciascun f'oglio lire '1 ,50. 1'lililii1•-11fa,•sclu•oul en~H.ai•te ,ler oeste,•1•eicl«iscl~-ungat•isclten !Uona,•cltie-lle,•ausuegebeu vmn I,. k . tnililiil'· geogr,i11l•il,clten lnstilute in D'·i en. 1 : 300,000. Blatt F . 7-9; G. 7-9; H . 7-it; J. 7-12; K. 7-12; L. 7-10; M. tO und Umgebung von W ien ('l Blalt}. Lith. Imp. Fol. - Wien, Artaria, '1878. -

Prezzo di ciascun foglio cent. 75.

FRlTZ Hoi::NIG, Hnuptmann. if)ie volili.iclw 1uul n1ilitii1•itwl,e Lage /!Gel!1ie11s toul 68ollamls in Riicl,sicl,t m,f F1•an/u•eicl• 1m,l !!J>eutr,cl,foutl. (La situazione politica e militare del Belgio e dell'Olanda rispetto alla Francia e alla Germania). - Berlin, Luckhardt, 1878. - Prezzo lire 4,50. A. J ANKE, Hauptmann. Sl,i::;::e,,. a,w de1· ll!,'tu·oviiiscl,en Russlund, mii beso1ttlc1•e't• Be1•ifcl.:~icl,ti9u11y ,te,• 11aililii1•is<•lieo J/e1•/1iiltnisse. (Schizzi della Russia e uropea,

con particolare riguardo alle condizioni militari). - Berlin, Luckharclt, 1878 - Pl'ezzo lire 3,50.

Il Direttore ORESTE BARATIERI Maggior e nei Bersa(llierc.

Cart e e piani.

Ca1•te ,le l'ile ,te Cltitn•e, au 1 :200,000. - Une feuille in-plano. - Paris, Firmin-DidoL. - Prez:to lire 6. Posilion.v lw1•te vom l'Uinlgt•eieli lll"~Jet•n. - Bea rbcitel im top ographischcn Bur eau des k. k. Generals tabes . 1 : 25,000. 41ò Oeltingcn, 44,0 u. 44,t ·vvordlingen, 467 Ederheirn, 496 Amerdingen. - Mi.inchen, Mey u. Vilidmayer. - Prezzo cl.i ciascun foglio

lire 1,50.

DEMARCHI

CARLO,

gerente.


RIVISTA ESTERA

L'OCCUPAZIONE AUSTRIACA DELLA BOSNIA E DELL'ERZEGOVINA

(l)

Dicevamo nelia Cronaca di settembre che la materiale occupazione della Bosnia e dell'Erzegovina per parte della II armata austriaca poteva considerarsi come compiuta, impossibile essendosi fatta la formazione di altre grosse bande d'insorti . Aggiungevamo inoltre che tale apprezzamento, del resto assai ovvio, non era in nessun modo modificato dalle prime notizie che si ebbero sui combattimenti di Peci . e di Pecka-gora. Col sicuro possesso di Banjaluka e dopo la presa di Kljuc·, di Bihac e di Livoo restava infatti assicurata l'occupazione dei distretti meridionali ed orientali della Croazia turca. I distretti di Cazio, di Buzim e di Vernograc, che formano alla sinistra dell'Unna la punta nordoccidentale della Bosnia, separati dal resto del paese e senati fra i confini austriaci, non potevano presentare altra resistenza che quella derivante dalle difficoltà d'un terreno montuoso, rotto, aspro e privo affatto di comunicazioni appena pi;:aticabili. La H.· divisione austriaca (Pielsticker) e la brigata Zach della 36a, le quali erano entrate a Bibac il "9 settembre, avevano nei giorni successivi proceduto al disarmo dei villaggi ciconvicini. Fu solamente sul finìrc di quel mese che la 44• divisione, sotto il comando del generale di brigala Reinlander, si diresse verso i distretti . non ancora occupati. Nelle gole del Pecka- gora, dove eransi intanto raccolti gl'insorti di (I) Vedi .Rivista militare di agosto e di settembre.

Rivista es tera.

· 37


434

435

RIVISTA

ESTERA

Cazin, Buzim e Vemograc, avvenne il 6 ottobre il primo urto. Da una parte erano tredici battaglioni austriaci, dall'altra poche migliaia d'insorti; nondimciio la lotta fu lunga cd accanita. Gl'insorti dopo pa• rccchie ore di disper11ta resistenza, soprnJTatti dal numero, dovettero cedere subendo gravi perdite; ma andie gli Austriaci lasciarono sul terreno 47 morti e 18/i, ferii.i. Nel domani, 7 ottobre, il general e Reinliinder continuo la marcia dirigendosi alla Glina . Gl'insorti vollero ancora opporsi, ma dopo bre.ve combattiment-0, nel quale gli Austriaci ebbero aucora un morto e otto feriti, furono dispersi. PÒdzwidz, Vernograc e Buzim furono crnindi occupati successivamente senz'altra resistenza, e le popolazioni sottomesse furono disarmate. Ultimo rifugio degli insorti della' Croazia turca è stato il piccolo forte di Kladus presso la frontiera occidentale; rna anche qui, circondati il 11O ottobre dal tz 0 battaglione cacciatori , furono dopo poco costretti ad arrendersi. In cruesto stesso tempo l'occupazione austriaca si compiva e prendeva definitivo assetto anche nei distretti orientali della Bosnia e nell'Erzegovina: la grnssa guerra, prima della metà di ottobre, era finita, quantunque sempre qua e l{t s'avesse a combattere contro piccole ed isolate bande d'insorti. In quanto all'occupazione del sangiacca to di NovibaLar, sembra cl1e per ora non s'abbia in mente di mandarla ad effetto, però che il governo austro-ung~rico ha già dichiarato compiuta l'occupazione militare e fo missione assuntasi nel la Rosni.:i e nell'Erzegovina. Devesi credere che ragioni d'indolo politica, e fra queste forse non ultima la c11isi ministeriale ungherese, abbiano deciso il governo austroungarico a richiamare sollecitamente nei confini dell'impero e mettere sul piede di pace una par te del.le forze della Il armata. Del resto crnesta misura era resa anche indispensabile dalle quasi insuperabili ~lifficolt.à di approvvigionare in Bosnia una grossa armata. Comunque sia, in data del ,13 ottobre il ministro della guerra dava le seguenti disposizioni: Tutti i quartieri generali cli corpo d'armata rientrano nel territorio dell'impero e il ~O ottobre passeranno sul piede di pace; i generali Ramberg, Szàpàry e Bienerth ritornano alla sode dei loro comandi territoriali ; il duca di Wi:irtemberg rimane a Serajevo quale ad latus del comandante in capo; Le divisioni di fanteria 63, •14•, 31• e 33a a datare dal 1° no-

vembre passeranno sul piede cli pace e si recheranno rispettivamente nei circoli mi li tari di Gratz, Agram, Huda-Pcst e Pr13sburgo (,1 ); · La 40a brigata di fanteria (20• divisione) unitamente alla batteria 2/ XII ed i servizi ausiliari cli visionali passano ·sul piede di pace e verranno dislocati nella Slavonia. La 39a brigata di fanteria, appartenente al la stessa divisione, fa ril il servizio cli tappa nella va!lc della Bosna; La ,10° brigata cli fanteria (reggimenti N. 2,1 e 74) viene addetta alla 18· divisione, cd i reggimenti di fanteria N. 27 e 32 di quest'ultima, senza cessare cli forne parte, si recheranno di grtarnigione in Dalmazia unitamente al 5° battaglione del reggimento cli fanteria N. 22 . La ,1Sa divisione rimarrà così composta di rpiattro brigate da montagna, del le quali la 2a stabilirà .il proprio comando a Zara e vi funzionerà da comando terri toriale della Da lmazia settentrionale; I reggimenti dì cavalleria dragoni Winclisch-Graetz N. H ,, ussari Federico · Carlo di Prussia N. 7, Koller N. 8 e Re di Prussia N. 1O, .oono posti sul piede di pace e rieutrano tosto nelle guarnigioni che

I

(1) Per completare e in qualche parte correggere il quacko della composizione della I[ armata austriaca dato nella Rtvtsta del mese di settembre, segue qui appresso la composizione di queste quattro divisioni, come risult.a da docu menti ufficiali. 6a. divisione (Tegetthoff) assegnata al XIII corpo d'armata: Reggimento di fanteria Arciduca Fraccsco Carlo N. 52. Id. Jellacic Giuseppe N. 79. Maro icic N. 7 di riserva. Id . Id. Re dei Belgi N. 27 di riserva. Id. Hartung N. 47 di riserva. 9° e <J7° battaglione cacciatori. 14" d ivisione (Piels ticker) assegnata al V corpo d'armata: l\eggimento di fanteria Arcid uca Ernesto N. ,18. Id. Arciduca Ludovico Sall'alore N. 58. Icl . Rossbacber N. 71 di riserva. I d. Dormus N. 72 di riserva. Id. Knebel N. 76 di riserva. 12° battaglione cacc iatorì. -111• divisione (Keos) assegnata al V corpo d'armata: Reggimento di fanteria Coronini N, 6. Id. Kussa,•icb N. 33. Id. Mollinary N. 38 di riserva. Id. Arciduca Francesco Carlo N. 52 di riserva. Id. Jellacic Giorgio N. 69 cli riserva . .330. divisione (13at·dian) assegnata al IY corpo d'armata : Reggimento d i fanteria Arciduca Rodolfo N. 19. · Id. P hi!ippovic F rancesco N. 70. Id. At'ciduca Guglielmo N. 12 di riserva. Id . Arciduca Rodolfo N. 19 di riser va. Jd. Arciduca Ernesto N. 48 di riserva.


436

ESTERA

RIVISTA

avev~no pr_ima della guerra. In Bosnia rimangono solamente i reggimenti ulam Wallmoden N. 5 e Re delle -Due Sicilie N. ·12; Tutte le batterie di grosso calibro saranno t(?sto inviate alla sede dei prop"ri reggimenti e poste sul piede di pace; I soldati anziani dei reggimenti attivi cli fanteria e dei battaglioni · cacciatori che rimangono nella Bosnia e nella Erzegovina saranno tosto congedati, e cruelli dei reggimenti di riserva saranno invece licenziati a poco a poco nel corso dell'anno. In generale le compagnie di fanteria saranno portate ad un effettivo di 162. uomini e quelle del genio e pionieri di 180. · Questa riduzione di forze che fa scendere a circa 70,000 nomini il corpo. d'occupazione nella Bosnia e nella Erzegovina, $Cemerà in proporzioni le gravi difficoltà finora incontrate per l'approvigionamento. · La 7a e la 36a divisione che rimarranno nella Croazia turca e nella Bosnia occidentale potranno far assegnamento sulle risorse della Croazia austriaca e della Dalmazia settentriorni le giovandosi delle strade che vi giungono da Gradisca, da Novi, da Bihac e da Limo . La ,t 3a divisione che occupa Ja Bosnia nord- orientale e una parte della ik• divisione che trovasi nell'alta valle ·della Spreca avranno le loro linee di tappa per Sarnac, Brcka e Raca . La strada nella valle della Bosna, guardata dalla 39a brigata di fanteria, servinì unicamcute alle truppe raccolte attorno Serajevo, cioè ,f• divisione, grosso della ,\.... e riserva. Infine la 1sa divisione continuando a rimanere nell'Erzegovina troverà nella valle della Narenta la sua linea natnrale di tappa . Ad onta però cli tutte le precauzioni usate e del più rigoroso ordine nei movimenti delle truppe _e dei convogli, ogni giorno si fa più malagevole tanto il ritorno delle truppe demohilitate, che l'approvigionamento di quelle che rimangono in Bosnia : le truppe soffrono mollo del cattivo stato delle strade, mentre i carri' sebbene attaccati con otto cava lli , impiegano undici giorni da Brood a Serajevo, cioè fanno tappe cli 20 chilometri pee giorno. Se . non sono esagerate le notizie dei diari viennesi, sul principio di novembre il servizio delle su;;;sistenzc incontrava ancora tali difficoltà che a S1~rajevo si era _dovuto rii;orrere all'espediente cli mettere le truppe a •nezza razione. L'Austria, la quale aveva cominciato l'occupazione mili tare della Bosnia e dell' Erzegovin::t con pocl,e forze, quasi non cnrante il legi ttimo sentimento di popolar.ioni, desiderose bensì di gagliardo e civi le governo, ma sdegnose di ogni straniera dominazione, dovette ben presto cono,;cere la nece:-sità di aumentare potentemente. i mezzi cli azione per vincerne l'eroica resistenza. E solamente questo rapido e 1

poderoso sforzo, che a primo aspetto poteva sembrare perfino eccessivo, oggi le permette di scemare nuovamente le truppe d'occupazione e rendere cosi possibile di far vivere ciò che resta in un paese naturalmente povero di risorse ed esausto oramai dalla lunga lotta. Se da una parte devesi ammirare la disciplina, il valore e la costanza delle truppe austriache in quest'aspra guerra, dall'altra non si puù non t.ributare un sentimento di rispetto per quel popolo il t(trnle, nella difesa della propria indipendenza minacciata, combatte finchè l'ultimo uomo impugna ancora un'arme. A completare· in parte questa cronaca della ,guerra bosniaca, ci pare utile qui appresso riassumere le varie tabelle pubblicate da l ministero <lella guerra austro- ungarico delle perdite subile claJle truppe austriache nei vari fatti d'arme, le quali servono ad offrirci una più chiara idea -delle truppe impegnate in ciascun combattimento.

•


438

"

Morti

P,ERDITE SOFFERTE DALLE TRUPPE AUSTRO-UNGARICHE nei fatti d'armi della guerra bosniaca.

I

Mor ti o dispersi

Feriti

Totale

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14 )) 13 » 13 »

Golesan . Samac. Kakanj

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Doboi Kolotic

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7° reggimento ussari 7° battagl. cacciatori 70° reggim. fanteria » 27° » )) 17' 53° » 17°

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47° » » 'l 7° 53° regg. fant e '10°battag. cacciat. 39° e 61° reggimento fanteria, 70 regg. ussari, 12° reggimento artigl., Sezione sanità 32° reggim. fanteria 39' regg. fant. e 70 regg. ussari . 39°, 61° e 70° regg. fa nt., 11° battagl. da fortezza . 16°, 22°, 53°. 79° reggimento fanteria, 5° regg. ulani, 'l2° battag. da fortezza 22° rcggim. fanteria » 70° » 38° e 52° rcgg. fanteria. 27° battaglione cacciatori . 7Q' battag. landweh r dalmata . 16° rcggim. fanteria 52°regg. fant., 9°, 27° batt. cacciatori 22•, 46° regg. fanteria, 31 ° batta'gl. cacciatori;l0° bat· taglione artiglieria da fortrzza.

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16 Doboi agosto 17 » Visoca .

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39°, 6'1°, 70°,78°, reggimento: fanteria 38°, f>2' . reggimento fanteria, 27° battaglione,cacciatori 29°, 39°, 61° reggimento fanteria . 27° e 32° regg. fant. 3° batt. cacciatori imp., 19'' e- 33° battagl. cacciatori,79° batt. ca~c. dalmati, 12° reggjm. artigl., 12° battagl. artigl. da fortezza 38° reggim. fanteria 38,0 46°, 52° reggimento fant., 9°, 27° e 3'1° batt. cacciat. 29°, 89°, 6'1 °, 70°, 78° reggim .. fanteria . 22°, 53° reggimento fonteriai . 29°, 39°, 6'.L•, 70°, 78° regg. fanteria . . 61' e 70° neggimento fanteria: .

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375 Nonpres.e ,; •••• coulle perdite

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1 sett. Doboi Id. 2 » 3 » Mokro . 4 » Doboi 5

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13 6 ali' 8 Kljuc .. settem.

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'1 3 338 14

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Da 1·iportarsi

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Annotazioni

CORPI

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3 agos. Maglai 4 » Citluk . 4 > Gracanica. 5 » Kosna . 5 » Rogalje ... 5 > Varc&r-Vakuf Zepce 7 )> 7 }) Jaice.

439

E STERA

RIVISTA

12

- 13 338 14 788 3'1 1126

..

61 ° regg. fanteria 6'1· l) )) 38° • » '>9° 39° 54° 6·1'reg- gi~c~to {~nt , 25° battagl. cacciatori 8°, 16', 29°, 45° reggimento fanteria, 25° battagl. cacciatori, treno 2i0 , 26°, 53°, reggim. fanteria, 1' battag. artig. fortezza.

Da riportarsi

2 78'11

21613

2

294

31 625 59 21 73 \:!4 2798

del 16° regg. fan· teria perchi: an., cora ignote.


440

Morti o

Feriti

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28

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23°, 79° regg. fant. Pjeskovac . 12° batt. cacciatori . Trebinje 74• regg. fanteria . Brcka ... . 6°' 60° » )) • Doboi .. . 61° regg. fanteria, 4° battagl. cacciatori 23', 48°, 76° reggiJgacic. mento font., 1., 12° battagl. Cacciatori Gorica 380 ref!g. fanteria . Brcka .. 320. 4.4•, as0 ,Go0,08° regg. fa nt., 8° reggimento ussari, 5° reggim. artiglieria Bihac . . . 23°, 48°, 71 •, 76•, 78° regg fa nt., 1°e12' batta"!. cacciatori· " Senkovic .. 37•, 41 · regg. fant. Livno .. 17°, 21°, 46° reggimento fanteria . Koreni 27° regg. fanteria .

6e7ot Peci . tobre

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Riepi,logo. Anno ~azioni

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4 4

{iJ ~ O

I dispacci officiali

portano 30 uo~

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48°, 71°, 72°, 76° regimento .

3 (1)

4 (1)

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I ; : ::: mini.

Totale

. 53 82'1 110 2811 163 3632 3795

62.95

Le perdite parziali maggiori si riscontrano nei seguenti reggimenti:

16

2lO

1

Perdite r iportale dalle liste ministeriali Perdile riportate dai dispacci ufficiali e 3795 1 Fra morti, dispersi o non ancora pubblicate sulle liste miferili. 2.500 nisteriali, circa . Totale

))

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441

i::STERA

lUVISTA

;;:g•~~'.

22° regg. fanteria (TriesLe)

352 fra morti, dispersi o feriti. id. (Briinn) 30/~ id. id. (Debreczin) 267 id. 61° id. (Arad) 23-1 id. 28° id. ( Kocsk.omet-) 187 id. 52.0 id. (Funfkirken) 174id . 2.3° , !~8° , 76° e 79° reggimento fa nteria (mancano le cifre precise) ma sono superiori ai •I 00 nomini . 9° battaglione cacciatori 27 fra morti, dispersi o feriti. 27° id. 32 id. 8° 39°

Il rapporto ·esistente tra le perdite degli nfficiali o della bassa fo rza, dedotto dalle listo ministeriali , è il seguente: Morti o dispersi, ,f uffk iale ogni 3 sottufficiali o caporali o 12 soldati; Feriti, 1 ufficiale ogni 5 sottufficiali o caporali e 2·1 soldati; e ~iccomn il rapporto tra l'effettivo presento degli ufficiali e quello degli uomini di bassa forz-a si conservò sem pre di 1:4-5 o 50, così i primi ebbero perdite rolat.ivamente triplo dei secondi. 1

M.


442

R I VISTA

L' ISTRUZIONI PER tE MANOVRE DEL ,1878 IN r'RANCIA (Instruction ré1t1,tive à, l'éxecut-ton aes manoouvres à'autor,ime a,pprouvée par le minist·re ae la guerre le 19 février 1878. - Paris, Imprimerie nationale, 1878),

La durata delle manovre è di 13 giorni , compresi due giorni di riposo. Ji primi 1piattro giorni sono destinati ad esercitazioni di avamposti , ed a manovre di reggimento e di brigata ; negl i altri quattro giorni si eseguiscono marcie in vicinanza del. nemico e manovre di clivisiorn~, e negli altri tre giorni finalmente ha luogo una Jmarcia cd una manovrn di corpo d'armata, e la rivist.a di onore. Allo scopo poi di abituare le varie armi ad operare insieme le esercitazioni sono sempre eseguite con distaccamenti misti. Le manovre sono di due specie; semplici, ossia con nemico sempiipli,:emente segnato, od a doppia azioiie, ossia manovre coi due partiti rap;ireseutati . Il comandante di ciascun partito dà le sue disposizioni, come fosse in vera guerra; ma invia al comandante delle truppe copia degli ordini dati. Prima di cominciare la manovra partecipa ai _capi di corpo e di servizio il tema genera le, e 10 speciale del proprio partito, e quest'ultimi alla lor volta ne danno comunicazione a tutti gli ufficiali clipendenti, aggiungendovi gl i schiarimenti e le istruzioni complementari che stimano necessarie. Durante la manovra ii lasciata una grande latitudini~ ai e.api dei due partiti, e l'autoritit superiore ecl i gindici cli c:impo si limitano ad impedire qualsiasi inverosimiglianza . . La manovra ha fine al ,mono dell'alt, ordinato da l direttore della esercitazione, il cruale dopo aver ricevuto i rapport.i dei giudici di càmpo, fa la critica dell'operazione, possibilmente sul terreno stesso Ove ebbe luogo la manovra. Ecco Qra le prescrizioni relative alle marcie: « Ogniqualvolta i differenti elementi di una brigata o di una divisione potranno essere riuni ti ad una certa distanza dal terreno scelto per le manovre, senza imporre una fatica troppo grande agli uomini, il generale in capo indicherà alle truppe un punto dal quale parti1

443 ranno in colonna di via, per dirigersi indietro dalla località, sulla quale devono prenclere la formazione di radunata. « La formazione normale cli marcia sarà sempre ·osservata . L'ordine del giorno farà conoscere ciascun giorno le sole modifica~ioni arrecate nelJa forza dei differenti scaglioni, la quale può variare secondo le circoslanze. « l e prescrizioni seguenti della formazi one normale sono ta~sative: « Ogni colonna formerà un'avanguardia, composta da una frazione cost.ituita, cioè: Per compagnia sezione » ,1 battaglione ,1 compagnia >> ,1 reggimento battaglione >) ,1 brigata 2 battaglioni >> divisione ,1 reggimento >> squadrone plotone >> '.2 squadroni 2 plotoni >> ,1 reggimento ,1 squadrone. « La cavalleria sarù sempre in esp lorazione avanti il primo scaglione di. fanter ia, che l'appoggierà . « Allorchè in una colonna si troverà . dell'artiglieria, una parte di questa sarà sempre addetta aI\' avanguardia, evi tando al possibile di frazionare le hauerie. Il rimanente sarà collocato pressò la testa del grosso . In una colonna di brigata, provvista di due batterie, 'la prima sarà collocata fra i due battaglioni dell'avanguardia, la seconda dopo il primo battaglioM del grosso. « Fo•rmazione normale di niarcici eh nna divisione di fante1·fa. L'a- · vangnardia si dividerà in p11.nta di. r1.1,angnn.rd,ia, e grosso d'a'Oangucwdia. (e .La punta cle\l'avangnarclia sarà formata da un plotone di cavalleria, e da un battagl ione. Il plotone di cavalleria è destinato a fornire le pattuglie di collegamentù colla cavalleria che rischiara la colonna e colle colonne vicine; 500 metri dietro questo plotone segue la prima compagnia del battaglione di testa dell'avanguardia. " A 300 metri, le tre altre· compagnie, seguite da un carro cogli utensili da zappatore, e da lla sezione ciel genio colla sua vettura d!~ utensili. « A 600 metri il grosso dell'avanguardia ; lo stato maggiore della prima brigata e un secondo plotone di cavalleria, il quale fornirà le pattuglie di collegamento colle colonne vicine , gli esploratori sul ESTERA

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444

445

R IVISTA

EST ERA

fia nco sino all'altezza della testa della colonna principale, e il posto di corrispondenza che collega quest'ul tima coll 'avanguardia . « Lo stato maggiore, il secondo e terzo bauaglione del reggimento di avanguardia , la seconda vettura cogli utensili da zappatore, e le sue tre vetture da munizioni. « A 3000 metri il grosso della divisione ; un plotone di caval leria destinato a forni re gl i esploratori sui fianchi della colonna, e i cavalieri necessari per collegarne le varie parti . « Il primo bauaglionc del secondo reggimento della brigata che fornisce l' avanguarllia. • Tre o due batterie di artiglieria. (< Stato maggiore, secondo e terzo battaglione del secondo reggimento,. due vetture cogli utensili da zappatore, e tre vetture da munizioni. « Stato maggiore della seconda brigata e terzo reggimento, dL lC vetture cogli utensili da zappatore, e tre da munizioni. « Il quarto' reggimento , due vetture di utensili , e tre da munizioni. « Il carreggio di combattimento (le train de comba,t) della di visione che comprende il restante dell'ambulanza, la sezione· di m~rnizioni per la artiglieria e quella da munizioni da fan teria . · « I ba LLaglioai, reggimenti,' batterie e brigate conservano fra loro le distanzeregolamentari, le quali sono au,rnentate dello spazio necessario ali' all ungamento del batt.aglione , e della batteria precedente. Qùesto allungamento è di un terzo per la fanteria e cava lleria, cli un quarto per l'artiglieria, della meb per i convogli. Il carreggio di combattimento segue a -1,00 metri dalla coda dell'ultimo reggimento. « Se il generale di divisione concede alle vetture delle cantiniere di marciare colle trup pe, esse pigliano posto nelle distanze fra i batta- . glioni e le baueric, e non sono calcolate nella profondit.à della colonna . << Un drappello, comandato da un uffi ciale e dato dall'ultimo J'eggimcnto, ma rcia dopo il carreggio cli combatti mento, ed ha per ufficio cli raccogliere i tardi vi . « Allorche la divisione marcia isolata, è necessario di formare una rptroguardia, la quale è in tal caso composta di una o due compagnie e cli un plotone di cavalleria , e si divide in vari gruppi di minor forza cominciando da .quello più vicino alla colonna, il quale si mantiene a 800 metri dal catreggio di combattimento . <( La fanteria marcia pc! fianco raddoppiando le fi le; la caval leria in

colonna per quattro o per due secondo la larghèzza della strada, l'artiglieria e tutte le vetture in co lonna per uno. ,, Le distanze regolamentari, che separano fra loro (non compreso lo spazio calcolato per l'all1wgamento) i battn 3lioni, i reggimenti, e le batterie sono le seguenti: « '.20 metri fra i battaglioni di uno stesso reggimento . « 30 metri fra i due reggimenti della stessa brigata. « 60 metri fra due brigate. · « ,f'.z metri fra gli squadroni dello stesso reggimento. « 1'.2 metri fra le ba tterie. « 30 metri fra un gruppo di fan teria e di batterie. « 2.0 metri fra le sezioni di munizioni, fra queste e l'ambulanza. « 30 metri fra le batterie e le sezioni da munizioni. « ll carreggio r<~ggirnentale della divisione, comandato durante la marcia da un ufficiale di gendarmeria , va sempre dopo la retroguardia. · · « E:;so comprende tutti i carri- viveri e bagaglio degli stati maggiori e dei corpi, le vet.ture del tesoro e delle poste. · « Ogni giorno questi carri si riuniscono per la marcia, e al termine della tap pa, salvo ordini contrari, raggiungono i loro corpi . << La distanza fra la colonna del carréggio reggimentale, ed il carreggio di combal.timento è variabile; ma non può essere minore di 1500 metri . « La colonna marcia nell'ordine seguente : « ,1° La (orza pubblica di scorta ai prigionieri ; « 2. 0 I carri del rprn rtiere generale, del tesoro e della posta, i carriviv1~ri, del genio e dell'ambulanza; · « 3° Ii carreggio del pri mo e del secondo reggimento di fan. terià, quel1o del!' artiglieria, e quello del terzo e quarto reggimento. « Il convoglio amministrativo delle sussistenze della di visione è comandato clnl. capi tano del treno, e segue la colonna ad una distanza variabile, ma sempre dopo il carreggio reggimentale. « Per le fermate durante le marcie si avrà pèr- norma, che le colonne composte cli un bauaglione o di çlue squadroni, sosteranno cinque minuti dopo cinquanta. minuti di marcia. Queste soste si ripeteranno durante tntta la marcia . « Per le colonne più forti ìa fermaw, che prende il nome cli horaire, sarà cli ,J O minuti. « Giun t.o il momento della fer rnnta, senza aspettare alcun segnale, ogni comandante di battaglione o di batteria ne arresta la testa, sulla

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RIV ISTA

E S T ERA

quale si serrano le distanze. Si formano i fasci d'armi sul lato destro della strada. Dopo dieci minuti , tutti i battaglioni e le batterie riprendono la niarcia dietro 1· ordine dei loro comandanti. La fermata e la partenza devono essere rigorosamente simultanee in tutta la profondità della colonna. · « La formaz ione d~lla colonna non sarà mai preceduta da una radunata preparatoria. La colonna si forma marciando, mediante l' arrivo successivo dei reggimenti e elci grnppi di batterie,' che sboccano su lla strada da seguire in punti e ad ore esattamente stabili te . « Ciascun capo cli corpo fa constatare prima il tempo necessario per recarsi da l bivacco al punto nel quale si deve raggiungere la colonna. Egli parte dall 'accampamento o dall'accantonamento in modo di arrivare all'ora stabilita al punto indicato, e di prender posto nella colonna senza arrestarsi , affinchè non debbasi aspettare soLto le arm i, ciò che stanca inutilmente le truppe. « Per gli ordini di marcia si osserveranno le prescrizioni che scguouo : « L'ordine di movimento dato dal generale di divisione stabilirà le ore alle quali la testa dell'avanguardia, le teste del grnsso, 11uelle della artiglieria, elci secondo reggimento, della seconda brigata, del carreggio di combattimento e dei convogli , dovranno giungere al· punto iuizirtle (point ùvitial). « Per determinare l'ora corrispondente a ciascun corpo , è indispensabili~ conoscere il tempo necessario ai corpi precedenti per incamminarsi, e perciò di calcolare la lunghezza cli marcia cli ciascun elemcn Lo del la colonna. È mcMieri tener conto non solo del lo stato della strada, ma ancora del grado delle pendenze: « L'ordine di movimento indi ca pure l'ora esaua della pri ma fermata . « Per la formazione della colonna, e per la regolarità delle fermate, è d'uopo che i comandanti di tutte le unità abbiano esattamente l'ora del quartier generale; e questa è chiesta ogni giorno al momento del passaggio per il punto iniziale. « Ordine noriniale di mwrcia del wrpo d' a1·niata. - Il servizio ·di esplorazione e di sicurez1,a sulla fronte e sui fianchi della colonna spetta alla brigata cli cavalleria (addetta al corpo d'armat.a). Essa si divide abitualmente in tre scagliom. « Uno dei reggimenti opera in punta. Due suoi sc1uaclroni, mantenendosi all'incirca alla stessa altezza sopra strade parallele, sono spinti avanti in prima linea, cd attendono all'esplorazione sulla fronte.

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« Gli altri due squadroni cost1tmscono un primo sostegno, e seguono la strada principale a mezza distanza fra gli sqnadroni esplora!l1ti e il secondo reggimento, distaccando sui fianchi le pattuglie necessarie. « Il secondo reggimento, quale riserva, si mantiene generalmente ad 8 chi lometri dagli esploratori . Con questo reggimento, ridotto a trè squadroni per la necessità di riservarne nno per il grosso della colonna, marciano : la batteria a cavallo dopo il primo squadrone, e l'ambulanza della cavalieria a 300 metr i dopo il terzo. « I tre scaglioni della cavalleria ~i colkgano fra loro e colla ])rigata di avanguardia per me;1,zo cli posti di corrispondenza . La profondità totale della cavalleria è da 8 a 11O chi lometri, ed aumenta o diminuisce secondo la lontananza del nemico (·1). « L'avanguardia è per la cavalleria un potenti~ sostegno, e per il corpo d'armata un primo scaglione destinato ad aprire i I passaggio od a proteggere lo spiegamento del grosso della colonna. « L'avanguard ia e costituita da una brigata cli fanteria, da due batterie montate, da una sezione elci genio, e dalla metà di un'ambulanza divisionale. Qu este truppe sono sempre date dalla divisione testa di colonna, e poste sotto gli ordi ni del generale comandante c1uesta divisione. Esse marciano nell'ordine seguente: « A 2.500 metri dalla coda della cavalleria la testa dell' avanguardia, formata dal primo battaglione della brigata cli fanteria con una vettura cli utensili da zappatori cli reggimento, e la sezione divisionale del genio, colla sua vettura di utensili. « A 600 metri indietro : « Lo $L ato maggiore della brigata di avanguardia; « Lo stato maggiore, il secondo e il terzo battaglione del primo reggimento; « Due batterie montate; « ·n secondo reggimento;

(lÌ Merita di essere notato che queste prescrizioni modificano in modo abbastanza essenziale quelle contenuto nell' lnsbructi on pratiq11e sur le sei·vice de la ca valerie en campagne del 17 febbraio 1875, relativamente all'im piego della briga ta di cavalleria addetta al corpo d'armata. Giusta questo i·egolamento il reggimento di punta doveva operare ad una giorn ata di marc!a almeno dallo tes to di colonna de l corpo d'armata, e formare tre colonne csplo1·anti, per modo di coprire una fronte di 25 a 80 chilometri. Il secon do reggimento della brigata, il cui còmpito principale era di servire di sostegno al reggimento di prima linea, doveva di solito coilocarsi in testa del corpo d'armata. Le prescrizioni della nuoYa Istruzione, rest.ringcndo la fronte della prima linea e la pro- . fondit.iJ. della brigata sono ind ubbiamente fmprontate a miglior senso pratico.

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RIVISTA

La metà dell'ambulanza divisionale; « l carri- viveri del secondo reggimento di cavalleria (1 ). « A r~ chilometri dalla coda dell'avanguardia segue il grosso. del corpo d'armata così scaglionato: «

Ja Ditvisione di fante1·ia (;ìa _brigata).

Un mezzo squadrone del secondo reggimento di . cavalleria, il quale collega l'avanguardia col grosso per mezzo di posti di corrispondenza e invia pattuglie sui fianchi della colonna; « Lo stato maggiore della seconda brigata; « Battaglione cacciatori; « Due batterie monta te; « Il terzo reggimento; « Il quarto reggimento; · « Il carreggio di combattimento della prima divisione; « Drappello di pulizia . " Distanza di 500 metri : «

.4 rtig bieria di corpo d' a1·matà.

Una batteria a cavallo; Sei batterie montate; « Due sezioni di munizioni d'artiglieria. Distanza di 500 metri: cc

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« « cc <e

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Ditvù•ione di fanteria.

Lo stato maggiore della divisione e la sua scorta; Un plotone di cavalleria; Compagnia di riserva del genio; Sc3zione divisionale del genio; Statù maggiore deUa terza brigata ; Quinto reggimento; Sesto reggimento ; Quattro batterie montate; Stato maggiore della quarta brigata; Settimo reggimento; , Ottavo reggimento, meno un battaglione che forma la retroguardia; Carreggio di combattimento della seconda divisione.

(I) Quelli del primo reggimento di cavalleria marcian o col carreggio reggimentale del qual'tier generale.

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ESTERA

F.rra il carreggio di combattimento della prima divisione e l'artiglieria di corpo, fra quest'ultima e la testa della seconda divisione, si ,Jascia una distanza, di 500 metri, non compresa la distanza neces~ sa~ia per l'allungamento. « Il battaglione cacciatori è scelto preferibilmente per le missioni particolari, come l'occupazione di nna stretta o di una posizi.one sul fi anco, e quando non marcia colla colonna, è sostituito alla testa della medesima da un battaglione del terzo reggimento. « Tutte le prescrizioni date per la formazione della colonna di divisione, per le distanze da osservarsi fra le varie unità, e per le fermate si applicano alla colonna del corpo di armata. (<

.Retrogua·tclia. « Nella marcia ,avanti,.la retroguardia è formata eia un hattaglioM dell'ultimo reggimento, il quale sta a 800 metri dalla coda della coloffna . Alcuni.cavalieri sono mossi a disposizione del comandante la retroguardia. « Il treno reggimentale <lei quartiere generale è costituito dai carri,:. viveri e dai card - bagaglio del quartier generalo; dalle vetture del tesoro e della posta, da quelle del parco telegrafico e dei corpi non addetti alle division·i. Tutto questo carreggio è comandato dal capitano di gendarmeria del corpo d'armata, . « Per ia , marci(;! si r iunisce il carreggio reggimentale del quartier generale a quelli delle divisioni, e ciascuno di .essi forma un gruppo distinto. Fra un gruppo e l'altro si lasciano 600 metri. « Il maggiore di gendarmeria addetto al corpo d'armata assume il comando dei tren i reggimenta li, allorchè marciano riuniti . « L'ambulanza del quartier generale si colloca à 300 rnet.ri avanti della colonna dei carreggi reggimentali. Questa colonna verrà sempre dopo la rc3troguarclia, cd a •I 800 metri almeno · dalla coda del treno di .combattimento della seconda divisione. « Allorcbè il convoglio amministrativo del quartier generale e quellì delle division:i sono riuniti per la marcia, formano tre gruppi di vetture separati eia grandi distanze. Il maggiore del treno ne prende il comando. « In guerra, questa colo1~na sarà mantenuta a 45 chilometri circa dalla coda della colcnna cli combattimento, affinchè possa raggiungere il corpo d'armata durante la notte, se è necessario >).

Qui tc~rminano le prescrizioni per lo-rnarcie, e ad esse seguono alcune notizie sulla tanica delle varie armi che raccoglieremo assai brevemente. Riv·1sta estera.

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Per l'ordine di combattimento dei battaglioni della prima linea si ricordano le norme date dal Regolarnenbo di esercizi dol ,t2 giugno 1875, secondo.il quale esso comprende quattro scaglioni . I primi tre, forniti cli solito d~ dne compagnie avvicinate, formano la linea _di combattimento, e si compongono: ,t '' del la catena di coccia tori; 2° dei rinforzi; 3° dei sostegni.

Il quarto scaglione, formato dalle altre duo compagnie del battaglione, costituisce la riserva . La brigata adotta in via normale, per ordine di combattimento, la disposizione cli reggimenti per ala, ma la formazione di ognuno di essi varia secondo che la brigala fa parte di un corpojcl'armala o combatte da sola . Noi pri1110 caso la brigata ha naturaliuente indietro altre~truppe in seconda linea. Cia:;cnn reggimento può allora avere due battaglioni in ordine di combattimento, e il terzo si tiono a circa 300 metri da lle riserve in colonne di compagnia, con o sonr.a intervalli, secondoJdolle accidentali tà ciel terreno. La profondità della brigata risulta in questo caso cli ,1200 a ,t 300 metri. Quando la brigata combatte da sola, è più vantaggioso di scaglionare nel senso <lolla profondità i tre battaglioni coJlocati sull'ala più esposta. Il primo battaglione pren<le l'ordine normale di combattimento, e gli altri due rimangono in linea di colon nej di compagnia a 300 metri circa l'uno dietro l'altro. La profondità del reggimento to~ in questo caso dai '1500 ai HìOO metri. Quando una divisione combatte sola, due reggimenti sono di solito disposti in prima linea per ala, e ciascuno di )essi ha due !battaglioni in ordine normale di combattimento od uno] in riserva. La seconda linea è formata dai duo altri reggimenti, uno dei quali ò conservato intatto sino all 'ultimo 111omento, come riserva generale. Si deve studiare nelle manovro di mettere in rilieYo i difTcrenti momenti del combattimento, il quale nell 'offensiva passa por le tre fasi seguenti: preliminari dell'azione, preparazione ed esecuzione dell'attacco. Nella di feusiva poi è raccomandato, appena presa una posizione, di. · metterla in stato di difesa, e quando si aspetta il nemico sopra una posizione, di ordiMrne il terreno a di fesa, costruendo

ESTERA

opere sn rluo linee corrispondenti nlle duo linee di_ combat_timo'.1to_(~) . La tattica della cavalleria è assai bene tratteggiata . Nei periodi che precedono le battaglio, il suo ufficio consiste nel servizio di sicur?zza ed in quolio di esplornzione. Il servizio di sicurezza e l'esplorazwne vicina spettano alla brigata di cavalleria clel corpo d'armata, od al recrcrimcnto cli cavall eria divigioualo quando la divisione di fanteria tr~;asi isolala; l'esplorazione lontana invece è affidata a~le divisio~i di caval leria indipendenti, le quali hanno il mandato d1 ce,·care il contatto col nemico, d:i, conslatm·ne la pre.senzci, e pos.silrilmenle le sne forte nel tnle o tal alt1·0 punto . Giustamente si ricorda che il servizio cli esplorazione comincia il primo giorno della campagna , e cessa soltanto alla fin~ d<:lla mecl~sima: Per i I combattimento cli cavalleria contro cavallena e prescritto d1 formarsi su dne o tre lince, secondo la forza di cui si dispone; la prima, li nea è incombenzata specialmente _rlell>trto e_dì f~r ~reccia, la seconda, che si colloca a 200 o 300 me~n ali mfuon od md1etro della prima, è destinata a servire di scaglione offensivo, la terza iufìne forma In riserva e si colloca a 400 metri indietro :;nl fianco non coperto dalla seconda linea. I principii essenziali che devono guidare la cava lleria nel momento del combattimento sono così riassunti: « Riservarsi sempre l'i niziativa dell'attacco, e prevenire l'avversario nella carica; (< Nell'attacco di sorpresa procurare di guadagnare i fianchi od anche le spallo del nemico; . . e< i\ppo•miare ooni attacco cli fronte per mezzo d1 un attacco s1mul~o t> taneo di lìanc·o; · « Allorcbè le colonne nemiche sono vicine, l'avanguardia prende posto .Jiella pnma linea ; l'artiglieria c~rca una posizione da lla quale possa tirare a lnngo senza cambiare posizione, e preparare col suo fuoco l'attacco . " La prima linea avanza contro il ne~ico, ~nacciando ~ma delle sue ali, o giunta al punto favorevole, spiega gli . squad_rorn se s?no ancora in linea cli colonne, prende il galoppo e s1 slancia alla carica. Si dovrà evitare cli spiegar,;i troppo presto, essendo difficile di muol

(1) A questo scopo il roggimeuto dt Cantoria disp?ne di 167 pale s•:undi e piccole, o 80 vanghe; una divisione con una sezione del genio, d1 803 palo e di 80:> _va_ngho; un cor!>o d'armata con un battaglione di cacciatori, una compagnia cd un parco dt riserva del gonio, di 3176 pale e di 1509 vanghe.


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vere e di nascondere le lunghe linee , e perchè spiegandosi innanzi tempo si rinuncia nlìa probabil1lù di sorprendere il nemico. « La seconda linea segue il movimento generale delle due prime lince, a disposizione del generale comandante. « Su l campo di batta·glia la cnvalleria prcnderit nna posizione snlle ali, al riparo dal fuoco, e dalla c1uale possa interv!lniro a tempo opportuno contro 1a cavalleria, e sarà impiegata in grandi dimostrazioni sulle ali e sulla linea di ritirata del nem ico. « A cagione clell'clficacia .del tiro accelerato le cariche contro fa nteria saranno diret.tc :;olamcmte contro truppe giit clisorganii znto, od almeno scosse, o saranno eseguite per scaglion i :;ucccssivi e assni vicini, per modo di non lasciar tempo alla fanteria di riformarsi . « Le cariche contro l'artigl ieria si effettueranno col dirigere duo attacchi distinti , l' uno con cavaliori a storm o contro i pezzi e l' altro con un reparto compallo, che cerca di girare il fianco della posizio11e e di gettarsi sui sostegni ". Poche osservazioni infine sul combattimento a piedi, nelle quali si ram1ucnla che no11 si. cleve da,1·gli un'ilrnpor·tanza esagcn·nta, chiudo no quanto ril1ette la Lattica della cavalleria. Passiamo ora all'impie~o dell'artiglieria, la quale ha per ufficio di i.ni:;;iare /:azione, di preparn;'/a, di · so.~tenerla, e talora anche tli t&r-inina'l'ln. All\w;:inguardia la sua missione consiste ucl costringere il 11emico a spiegare. le sue colonne e mostrare le sue forze, e 11el proteggere lo spiegamento delle truppe che aceompagua. Il generale della divisione la r11 rin l'orzare, so lo stima conveniente, dalle batterie elci grosso della colon11n. L'artiglieria apre il fuoco ad una distanza oscillante fra i 1500 e i 3000 metri, evitaudo di avvici11arsi <li troppo ad una fanteria intntta, per es. a 1000 mrlri . Al principio di un rombauimento le batterie procurora11 no di COHLrobatterc l'artiglieria dell'avversario, pi ti tard! dirigeranno il loro fuoco preferi bilmente so pra lo altre armi, cd in spr.ci:i l modo sopra le grnnd i masse, quando :;i possa farlo con successo . Sul ('ampo di Lallaglia vn lgol)O per l'artiglieria le sr.gucnti norn 11J: Evit:11.·11 il ca,nbiamcnto di posizione delle batterie per distanze minori di 500 o 600 metri; Ncll'offensi,,a di appoggiare gli attacchi della fanteria, :;piegaudo la massima energia col fuoco, e senza preoccuparsi delle truppe, sforzandosi di attirare sopra se stessa il fuoco dell'artiglieria nemiça; Di avanzare per scaglioni successivi al trotto quando le truppe

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ESTERA

,della propria fa 11toria abbinno fatto progressi, e si !.rovino in vicinanza del nemico. I n questo caso l'artiglieria dirif(ori1 il proprio fuoco sopra le rise1T<' doll'avversnl'io per appoggiare colla maggior gagliardia l'auacco, per respingere i ritorni offensi\'i, per agevolare la raccolta alle trn ppe respinto e per formine I' iw,egnimento. Nou gpella però soltan Lo all'artiglieria cli visioaale di proparare l'attacco; si teng:i come regola a,;,;oluta d'impiegare sin dal principio dell'n1.ione tutta l' artiglieria di corpo, quando si abbiano ragioni per pmmmere che tutto il corpo d'armata o la maggior parte cli esso sia impegnata nel comba uimento; Concentrare i fuochi, riunendo le b:iuerie in grandi mas~e; Stabilirsi, nrlla difensiva, sui fian chi o indietro della posizione a dil'c11clere, mantenendovisi, quando LraLLisi cli punii importanti, sino .all' ultimo momento, senza timore di compromettersi, per proteggere le .alh·c truppe; Di non ritirarsi se non dietro uu ordine formale, cd al passo, poichè la ri tirata dell'artiglieria potrebbe tl'istamenr,c infl uire sul morale delle altre truppe. Per le batterio a cavallo infìne delle divisioni di cava lleria si eviti di frazionare la batteria addNLa a ciascun:i brigat.a, o non s'impi<'ghino le sezioni i:;olate che eccezion11lmente e per poco tempo. Le batterie operano in via normale sui fiauehi rlcgli sc1uaclroni por non contrariamo i movimenti; o nel preparare l'attacco prendono per obbiettivo le truppe anzichè i cannoni dell'aYTCr~ario . ~el momento della mischia invece dirigono il loro fuoco sulle batterie.

L'ESERCITO AUSTRO-UNGARICO lN CAMPAGNA

( I)

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SERVIZI AUS ILIAlU

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lllSER\'\ '21 .

I. :;erviii ausiliari cli riserva Inumo por iscopo di tenere seni pro al completo il rnntoriale cli guerra presso i corpi cli lruppa mobili, di pn•slare on primo soccorso ai feriti ed ammalati l' di costituire centri di riforni1r.ento per prima linea. Il) J!Lvista mitttm·e, dispensa di ottobre. (2) Por avere maggiori particolori su tali servizi voi;gasi i seguenti regolamenti: Normen (ii.r die Feld-Ausriistung der K. K. Arlillerie (Norme por l'equipaggiamento da, campagna dell'artiglieria)·


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I carri cd i quadrupedi per il trasporto del materiale e delle pro,,vigioni vengono loro forniti in parte dal treno militare ed in parte requisiti nel paese al momcuto opportuno. I servizi cli riserva addetti im mediatamente alle divisioni atfrre cd ai quartieri generali ed in diretta comuuicazionc con questi, sono di prima linea; tutti gli altri di seconda linea . Questi ultimi, al le spalle dell'eserci to operante e lungo le liucc di tap[>a sono distinti in gruppi i quali, secondo le circostanze, vengono disposti uno accanto all'altro oppure l'uno diclro l'altro . Alcuui sono organizzai.i sin dn l principio della 111ob ilitazio11c; altri si for111ano :;olo quando le esigenze lo richiedono. A tal uopo ogni intendenza d'armata, oltre del personale cli riserva, di spone d'una certa quantitit di matcrinle eia guerra cli riserva. I sen·izi ausiliari territoriali in prossimità del teatro d1•lla guerra vengono iu mai-, ima trasformati in depositi pri ncipali per l'eserci to permanente . [ servizi ausiliari di riserva di prima linea dipcudono pc1· ogni riguardo dal comandante <lell'unitù tnttica Hlla qua le sono assegnati; quelli di ~econJ.a linea invece (ad ecceziouo del parco-munizioni ,li armata e del parco del geuio d'annata cho dipendono direttamente dal comanclautc dell.i rispettiva ari11aLa) sono posti sotto gli ordini io1111udiati dell'intendente d'armata, cui spetta ispezioanrli e soncgliarli. Quando peraltro le op<Jrazioui milit,ari lo richiedono, i senizi di seconda linea possono essere anc.;he assegnati ad una fraziouc d'armala destinata ad agire iudipendentcmcnlc, ed in tnl caso il co11wndante di · Orga11isclien Dcstimmungeii fu,· die Milita,·- rerJJ[/egs- Anstalten (Disposizioni organiche per gli stabilimenti delle ~ussistcoze militari). Santtats-DLen3t-ltegLe,nent (RegolamenLo per il servizio snuitario). Tntin-A us,·ustm1gs-No·r mcn (Norme pei· l'e quipri ggiomento ùél treno). Organischen Destt,11nutnge11 fiir die Genle-1'n<vpe (Disposiiioui organiche per le t,·uppo <lei gerno). ]l'o,·men (i;,, die Peld-A1m·11stung dei· Ge11ie- Tr11ppe (Norme per l'equipaggiamento da ca mpogna delle tru ppe del gonio). Instruhtion fm· die rerpfleyw1g bc'l 1lcr Armee im Felde (Istruzione por le sussistenze presso l'esercito in campogna) . Orga11i4che11 Desti111munge11 fur die JJilttar· Sanltats-..lmtatten (Disposizioni organiche per gli stnbilimentì sanitari mili to ri). Normate fw· Eisen~ahn-Santtats-zf;gc (Norm_e por le sq uadre sa nitarie fgrrovial'ic). rorscllri{t fii•· de,1 Hilita1·-Tra11sport auf Eisenbahnen (Prescrizioni per i trasporti militari sulle ferrovie). fostrul,t!on fijr· den Dienstb etrie/J, dfe Verwaltnn(J und !'erreohnu11y bei de11 Monturs-Verwaltm1gs-Anstalte11 (Is truzione pel' il servizio, a mminis trazione e con teggio presso gli stabilimenti di ,·ostiario).

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tale frazione ed il direttore dei servizi di seconda linea ad es~a addetti dovono tenersi in continua comunicazione col comando e coll'intendenza della rispettiva .11·mata. .:,ER\'11.I AU.:51Ll.\Ul DI Rl:-El\\'A 01 PRI.\IA I.IJ\EA.

Comprendono que~ii I magazzini d'artiglic1:ia, i rna?azzini~st'.ssiste~1.~ ed i nuclei cli materiale sanitario che trovans1 presso t quart1er1 ?en~1a_h delle grand i unità tattichoi le munir.ioni e gli oggetti di vestin~·io d1 r~scrva' depositati presso i singoli corpi nonch.è '.utto il maLer1ale esistente pres5o gli squadroni da campagna (c\1 riserva) dd tro~o. Tali servizi durante i cornba ttimenti e marcie va1rno al sogu1to d1:II~ trnppo e dei quartieri generali, oppure si forruauo in colonne special'. cli carreggio secondo gli ordini cho ogni volta devono essere emanati in proposito da ogni comandanlo di. ~or1'.o d:armat_a. Seni::s-io d'o1·ti91'iel'ia. - I serv1z1 d1 prn11a 11110a del l'artiglieria comprendo1fo: . a) 1 parcl1i- munizioni divisionali; b} ( parchi-munizioni di corpo d'armata . Qoui cl ivi:;imrn di fonteria cho fa parte di un corpo d'armata ha un v parco munizion i (·1) coutcncnte: . . .. . 74, colpi por ogni pozzo da ccut. 8 della d'.v'.s'.oue, 82 colpi per ogni pezzo da ccnt. 9 dcli~ dn:1s1one; ... 30 colpi per ogni l'tt!iilc di fante ria O C~C'.Cta.tO l'I della d1v1s1one (i). Ogni corpo d'armata ha un parco- mun1:1.t0m co11Lo~ente: 11~ colpi p<ir ogni pezzo di <·ent. 8 dipendente direttamente dal cornaudo del corpo; 82 colpi per ogni pezzo da ceni. 9 clipenclcuLu direttamcntr dal comando del corpo; 20 colpi per ogni f'ncile del genio ; 18 colpi por ogni carabina o revolve1' di cnvallcria; UM riserva di materie esplosive; Una riserv:i d'isll' lllTlCll ti tec11 ici e d11 zapp(ltore; (1) Lo pl'ime tre divisioni di batteri e d"ogni r eggimento d'arti glieria formano 2 colonnemunizioni por ciascuna; di queste q uell e portant i i numeri 1, 2 o 5 formano I parc~t delle tre dh'isi~ni d'uno stesso corpo <l'armato, quella )I. 3 forma 11 parco d1 corpo d armata o quelle N. 4 e 6 formano il parco-munizioni d'arm3la: . . . . (2) Por sopperire ai momentanei bisogni di mun_,z_io n~, acl ogm bat!aghon~ dt fanteria e cli caccia tol'i ò in oltre assegnato un carro da mun1z1on1 che de ve se.,mrlo costantemente o cbo viene rifornito dal parco divisionale.


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RIVISTA

EST ERA

Un pezzo completo da cent. 8 di riserva;

Tre pezzi completi da cent. 9 di riserva;

Tre affusti di riserva . Ser·vizio· delle S1lSsi-stenze. - I servizi delle sussistenze di prima linea si dividono in: a) Colonne- viveri (Pmv-iant-Colonnen); . b) Colonne- sussistenze ( T!e1·pflegs- Colonnen) . Le . co_lonue- vi:eri s~no formate coi carri da viveri dr.i corpi e dei · quartieri generali . Essi portano da 2 a ,i. . giorni di viveri od hanno ùn par.co-bestie d_a . m~cel.lo_ sufficiente per ,~ giorni . Servono per traspo~t~re _1<1 provv1giom agli accantonamenti od accam pamenti . (-1) e · s~ ~1forn1_scono volt~ . per ''. olta_ dalle c_olonne- sussist-enze o da magaz! Zlll1- snss1stenze a c10 destmati. In quest'ultimo caso esse possono formare 1ma . sola c~lolina colle c0lonne sussistenze per eseguire il trasporto . dei v1ven da_ questi magazzini direttamente alle truppe. .ogm colonna- su:;s1stfl1i~e si compone di una colonna-vettovaglie (Natural11e·~- ~olo.nne) _e eh un parco- bestie da macello sufficienti per quattro raz1om g1ornahere. Queste provviste possono anche essere aumentai~ :ino 6 o 8 razioni e ad un numero maggiore quando i ·magazzm1- suss1stenze trov11nsi a grande distanza. Per il trasporto delle provvigioni queste colonne si servono elci carri eraria li e di· requisizione assegnati allo squadrone elci treno adcletto al quartier gener~le_ del corpo d'armata . I carri cli requisizione peraltro serv.ono esclus1varnenle al trasporto del fieno e delle bevande e sono. impiegali nel trasporto degli al-tri generi solo C{liando la colonna h3 ·1e provviste pei· un periodo cli tempo superiore ni /~ gioroi. La. vigilanza sulle ?olon~e- s_ussistenze spetta alla gu,;rdia- carreggio (Tra;1~i- ·Vache) che viene Jorn,ta dal le truppe di staio maggiore d'ogni quartier genera le. Servfaio sanitario . .:_ Il servizio sanitario di prima linea è disimpegnato dalle sezioni di sanità elivisiÒnali. A ciascuna di qnesk per una di visione di fanteria è assegnato il personale_e materia le occorrente per stabilire due posti di .P?''ilnw soccorso (1!1,lfplatz), un posto- fasc;iatnre delle /'e:t'i-te (Verbandplcitz) ed un'ambvlanza . Con quest.i mezzi In :;czioue presta un primo soccorso ai , feriti?, e.:Ji trasport11 poscia negli stabi limenti sanitari da cà nipo più, vjcini, ·

a

..

.

(I) La d irezione e la disciplina clolle colonne-viveri e·affidata in·ogni grnnde unità tattica

ad u no degli ufficia li subalterni detle truppe d i s tato maggiore addotte al quartier generale.

457

L'ambulanza e la colonna sanitaria dell'ordine Te\1tonico , <~ho generalmente le è addetta, prestano servizio sul sito ò'Ve si fasèiano e si medicano i feri ti, oppure ,-i stabiJigcono fra questo e gli ospedali da campo per ricoverare temporanc11rhente i feriti gravi e ristorarli con cibi e brwimde. L'ambulanza poi f{nando non viene impiegata direttamente presso i posti-fasciatttre, deve :itàbi_li rsi dietro ai medesimi in localit.à oppoituna . . Il materiale di riserva d'ogni ::;ezione cli sanità ·per una divisione di fa11t.eria consiste nelle provviste necessarie per rifornire di medicamenti, rasce, filacce, ecc., le . trnppe ctl ambulanze della divisione e viene tenuto al completo dai depositi a ciò destinati . La sezione di sanità cli una divisione di cavalleria è costituita ih modo idemico a quella d'una divisione di fa nteria, ma in proporzioni minori, non avendo essa che il per:;onale e materia le occorrente per la formazione di un posto cli primo socèorso e cli nn posto-fasciature . Il personale è specialmenie destinalo al trasporto dei f11riti dal campo di battaglia al sito cli medicamento . Essa inoltre non è provvista di personale e materiale di ri:;erva ed in caso di bisogno vigne rifornita dalla sezione di sanita clella divisione cli fant~ria più vicina . SRBV]Zf AUS ILIAHI Dl H!S trnvA 1)) SECON))A L INEA . I

Sono f[Uesti divisi per ogni specie in parecchi gruppi, i quali vehgouo disposti l'uno dietro l'altro in modo da potere rifornire con sollecitudine e sicurezza quel li rii prima linea e nello st'esso tempo rifornire con fac·ilità sii st11ssi . Il comando dell'arina1a emana in proposito le sue norme all'mtendcnza d'armata, alla quale spetta dare poscia le si ugole disposizioni per la dislocazione di dclii servizi e la loro assegnazione ai riparti dell'armata, nonchè regolare ogni rapporto tra essi e le truppe mobili. QheHi poi che sono assegnati direttamente a qualche frazione isolata dell'nrmata, rice'rono da l comancl:mte cli questa gli or·diui riguardan ti il loro movimento, impiego e amministrazione, ma rruelli riguarrfauti il loro rifornimento e lo sgombero dei fer iti ed ammalati continuano a riceverli direttamente dall'intendenza d'armata. Servizio cl'a1·tigl'ie1·,ia. - - Per regola generale i servizi d'artiglieria di seconda linea vengono costituiti in tre gruppi, i quali si dispongono nell'ordine seguente: a) Primo gruppo; Parco- munizioni d'armata.


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RlVISTA

ESTERA

b) Secondo gruppo;

Parco- munizioni di riserva d'armata. e) Terzo gruppo; Deposito munizioni da campo d'armata, Parco d'artiglieria d'assedio (1) . Le norme particolari sono fissa te da speciali regolamenti. È mestieri tuttavia notare che il parco d'armata è fo rnito con le colonne-munizioni N. ,I. e 6 di tutti i reggimenti" d'artigl ieria assegnati all'armata; che il parco di riserva tiene le munizioni caricate sui carri , ma questi non sono forn iti di cavalli , ed inlìne che il_deposito tiene le munizioni entro magazzini situati alle spalle dell'esercito nei principali nodi di comunicazioni. Il trasporto del le munizioni dall 'un gruppo all'altro viene fa tto per mezzo delle ferrovie e dei battelli ovvero con cava lli e carri erariali o di requisizi9ne. Il parco d'assedio mfi ne viene costituito al momento del bisogno e trasportato di rettamente sul sito con i mezzi che si hanno a disposizione. 8er1;-izio del genio. - Il servizio del genio di seconda liaea è disimpegnnto: a) Dalle colonne-utensili (Schanzeuy- Colonnen); b) Dal parco d'assedio . Le colonne- nteusili sono destinate a fo rnire i mezzi necessari por la costruzione dei lavori di fo rtificazione ed opere tecnièhc pi ù jmportanLi presso l'esercito mobile, per la costruzione dei prim.i lavori di zappa innanzi ad una fortezza ed in6ne per il cambio de<>li istrumenti rotti o consumati dalle truppe mobili. ~ (1) Ecco la q ua ntità di m unizioni depositata nei suddetti s tabilimenti d'artiglieria . 1° Grnppo

Parco-munizioni d 'arma ta

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2•Gruppo 3•Gruppo

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;>W o:... cj Per le divisioni Per le batterie di cavalleria ~ e le t ruppe dei corpi d'armata e le truppe tecniche • Lo ' " ~:e~ dipe nde nti dal e delle divisioni coma ndo d'armata Il< "'

P er ogni pezzo da cen t. 7 Id. id . S Id id. 9 Per ogni fucile di fanteria id . cara bi na. . . . Id. revolve1· ..

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150 152 180 60 12 12

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Ogni colonna- utensili si compone di 7 carri coperti a 2 cavalli cont!menti: Gli istrumenti per ·1·150 lavoratori in terra; Id. per ·170 lavora tori in legno; Id. per la rottura dei mnri e delle roccie; Id. per esegui re le varie misure; Una provvista cli mezzi esplosivi; Unn fucina da campo . I conducenti, i carri ed i qnadrnpedi vengono somministrati dalle truppe del genio. . Le colonue- utcnsili addette ai col'pi d'armata, ecl eccezionalmente alle divisioni, sono aggregate al ·I O plotone dello squadrone del treno ciel quartier generale e ne dipendono dal comandant.e per tutto c.iò che rignarcla l'amministrazione e la disciplina, nrnntre che per tut.to ciò che riguarda il loro servizio tec;nico speciale dipendono dal comandante del genio del quartier generale o dal comandante della compagnia del geniQ presso la quale sono eventualmente comanda te. Quando parecchie (;Olonne-utensi[i rli corpo d'armata t.rovansi riunilc o· formano una sola colonna-utensili d'armata viene ad essa addetto un apposito riparto del treno sotto il comando cli nn ufficiale del genio, e Lutti gli ordin i che la riflettono sono ernanat.i di rettamente dal quarti er generale dell'armata. La colouna- utensili d'armata deve per regola generale marciare~ col parco-munizioni cl'a!'mata. . Per l'assedio delle piazze fol'ti e per la costruzione di.fortificazio111 provvisorie più estese si costi tuiscono parchi d'assedio mobilizzando una parte del parco principale del genio cli Vienna e trasporta ndola diret.tarncntc sul sito . Il rifornimento delle colonne- utensili d'ogni ge.nere è affidato, sia al parco pi'incipale di Vienna, sia a quelli delle piazze forti del tea tro della guerra . S1!'1'1ì'Ì,z'io delle sass·ist,enze. - Gli sta bi lirnenti . eia campo di 2" linea delle sussistenze sono costituit.i: a) Da un primo gruppo forma to da magazzini-sussistenze da campo ; b) Da un secondo gruppo format.o da: Magazzini-sussistenze di riserva; Panifici di riserva; Depositi d'accettazione delle bestie da macello; Magazzini cli marcia, Magazzi ni cli tap pa .


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461 U,~ panifi cio comple,to si compone di 80 forni in fe~ro e può in 24 ore dare pane per 5(1.,000 uomini in tanti pani da 2 razioni giornaliere ciascuno, ossia 27,000 pani . Esso si diviqf} in 5 sezioni di i ~quadre (Garnitiiren) cd ogni squ~dra si compone di 4 forni. I rorni sono caricati sui carri in modo che le singole sezioni od alct~ne squadre di esse possan9 in ogni istante essere impiegate isolatamente. Il panificio utilizza la maggior qnantitità possi\iile di fo{ni e di fornai civili . ' Il depo$ito di bestie da macello, ne ha sempre per 6 giorni e viene tenuto al completo col l:i COlll[)era per mezzo di fornitori ' o con la 1 ' • co_~npera diretta, o colla requisizione od infine colle provviste del rispettivo deposito generale. Il distacca mento del treno si compone dei carri e quadrupedi er\)riali o somministrati dal paese ed è incaricato della disciplina e direzione dei medesimi. Normalmente p13r il traspol'to delle provviste ogni magazzi no da campo ha bisogno di 1750 carri borgl~esi, calcol~ndo il carico di ciascuno cli 560 ch ilog. In generale il distaccamento viene diviso in tre colonne-carreggio di, l'orza uguale in modo cltc ognuna , non olt~epassi nell'ordine di m/.lrcia la profondi/;'! di G, c~il,Lr guardia del magazzino provvede alla :;icurem\ dei ca rri tanto in marcia quanto negli accampamenti cd è somministrata dallr, truppe di stato maggiore dei qu~rtieri generali Essa non deve oltrepassare che in casi eccezionali la forza di una compagnia di fanteria o di mezzo squadrone di cavalleria. I mag1izz,i111i d!i riserM sono destinati al rifomiment.o di rruelli da campo e riforniscono sè stessi per mezzo dnll'acquisto diretto o dei magazzini stabili. I par1Jifi1Yi eh riserva devono avere costantement.e·una certa provvista pane bisc9.tto (Dmi,erbrol} e cli biscotto (J:wiehach). amne di poterla spedire successivamente ai p~nifìc i scaglionati innanzi quando per una eventua lit;\ ciualunquc non possano produrre essi stessi il pane necessario alle truppe. Un panificio di riserva completo si compone di M forni murati ( gemciuerten Backofen), del paese od improvvisati, e si divide in i sezioni cli (i. squaclrù ognuna. Ogni sezione deve produrre in 2.,i- ore : 7360 razioni giornaliere confezionate in pani da due razioni; oppure : ESTERA

RIVISTA

. I magazzini da campo han no per còmpito di rifornire quelli di i• hnea_ogmqLtal v_olta questi non sono in grado di rifornirsi coi mezzi locah. I_n massmrn ad ogni armata è assegnato un magazzino da cam io 1 per ogni corpo d'armala. Ognuno d! :-rue~ti magazzini è provvisto di 6 giorni di viveri per 50,000 uornrn,, d1 6 razioni-foraggio per 10,000 cavalli ed ha i forni da campo per la . confezion~ del pane necessi1rio per tale periodo di te1~?0. ~e prov:7,_ste sono_111 parte trasporta te sn carri ed in parte lasciate m deposIL, convementemente dislocati. Per_regola genera le i magazzini da campo si slabi liscouo ad una 0 due giornate d, marcia dalie truppe e traggono le loro provviste da comp:e fat_te per mezzo di fornitori, dalla requisizione sul sito o daÙ'li .:::tahil,~ ent, del_le sussistenze che trovansi più indietro. 1'> Ogm magazzmo eia campo si com pone di: a) Una direzione; b) Uù magazzino-viveri (Nat11;ralie,n-il1agazine); e) Un panificio da campo ; d) Un deposito-bestie da macr-l lo; e) Un distaccamento del treno; /) Una gnaì·dia . La direzione agisce secondo gli ordini d ie riceve da ll'in tendenza d'armata circa I~ dislocazione del magazzino e circa le trup pe alle quali deve fof· afffuire le sue provviste. Prima d'io~raprnndei:c una marcia in avaoti, ogni ai·mata deve, per ~e7,zo d~lla r1speltm1 rntendenza, assegnare Ì magazzini da campo ed 1 loro r1part1 eventuali alle di verse colonoe cli marcia e stabi lire in qua I modo essi debbano prestare iI loro servizio. Normal m~n_te è vietato ai riparti distaccati cli rifomir$i per mezzo della requ1smone; ed in caso di neces$i t,\ non estenderla oltre la 1.0na del la frazione di truppe cui sono assegnati. Essi devono in tal ca~o provocare possibilmente il relativo ordi ne dalla direzione del màaar.zino, la quale deve a sua vol ta informarne tosto l'intendenza d'arn~tìt.:i. La direzione è composta di: ~n uffì?iale superiore, comandante e di rettore ca po; lJn sot.trntendente di ,Jn classe, direttore dell'amministrazione: Un impiegato civile, qual commissario civi le. · Il. 1~agazzino-vi veri (Nltturahen-Jlfagazine) raccoglie al imenti per nomrn1 e per quadrupedi . Il panificio da campo somministra il pane occorrente alle truppe mobili. 1


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1,104 razioni giornaliere confezionate

in

pani da una razione ;

oppure: 5760 razioni giornal iere cli pane biscottato confezionato in pani da due razioni e '2368 razioni giornaliere di biscotto iu pez1.i da mezza porzione. I depositJi d' accéttctzione delle best·ie da -macello hanno per còm pito di acquistare, raccogliere e spedire le bestie da macello ai magazzinisussistenze da campo ogniqua lvolta l' intendenza cl' armata ne dà l'ordine. L'ecp1ipaggia rnento, sia di materiale, sia cli provviste, e Ja dislocazione dei magazzini di riserva, dei panifici di riserva o dei dc rositi d'accettazione delle bestie da macello spettano, al principio della mobilitazione, al ministero della guerra ed a campagna· inoltrata alle singole intendenze d'armata. Il loro numero non è fisso ·' ma oaeneralmente viene assegnato un magazzino ed nn panificio di riserva per ogni due corpi d'armar.a ed un deposito d'accettazione delle bestie da macello per ogni annata. I magazz irvi di marcia vengono stabiliti durante lo schieramento .strategico dell'esercito in quei pu,nti delle linee di marcia nei c1uali non esistono magazzini stabili e riesce difficile la raccolta delle risorse locali. La formazione di que:;ti magazzini spetta al ministero - della guerra. Essi però si trasformano per lo più in ma,g,1.,.zzini di tappa appena cominciano le operazioni militari, ed in tal caso passano sotto Ja dipendenza diretta delle singo le intendenze d'armata. Ser-vi.zio sanitario. - Gli stabilimenti "sanitari di 2a linea sono distribuiti: In un primo gruppo composto di: a) Ospedali da campo; · b) Infermerie da campo (Feld- Mctroden-Hd1.lser). In un secondo gruppo composto di : e) Ospedali di riserva (sul teatro della guerra); cl) Stazioni di fermata degli ammalati (Kranken-Jialt- Stationen). In un terzo gruppo di sta bilimenti mobili, cioè; e) Le scruadre sanitarie ferroviarie; f) Le squadre sanitarie fluviatili ('I) ; 1

(1) Q_neste squadre furono istituite regolarmente solo colla nuova legge sul servizio sa rutar,o del 13 settembre 187S in seguito alla buona prova che fecero per )·occupazione della Bosnia. Ogni chiatta deve avere sopra coperta due grandi ca.bine per 62 amma la.ti di bassa forza -caduna (5'1 d'inverno), una cabina più piccola per 8 ufficiali, una per il medico, una

ESTERA 463 Le _infermerie da ca1npo vengono stabil ite sul teatro della guerra od in prossimità di esso dalle intend enze d'armata col personale e materiale di riserva e servono a ricoverare gli uomini spossati dalle fatiche ed i convalescenti usciti dagli ospedal_i da campo fino a che siano in istato da poter essere t'inviati ai rispettivi corpi . I ricoverati possono anche essere accampati sotto tende o baracche. In media ogni infermeria deve poter contenere almeno 500 ammalati e ad ogni armata ne vengono assegnate tante quanti sono i suoi corpi d'armata. Agli ospedali di riserva è affidato il còmpito cli sgombrare o rendere mobili nel più. breve tempo possibi le- quelli da campo e di fondare in punti opportuni del teatro della guerra stabilimenti sanitari di carattere qnasi permanente. Essi sono costituiti col personale e materiale sanit.ario di riserva e non sono forniti d'alcun mezzo di trasporto. Per regola generale si calcola che ogni corpo d'armata ha bisogno di 3 sezioni capaci di S.00 ammalati per ciascuna e che perciò ogni armata deve avere i mezzi per fondare un ospedale capace di 600 ammalati per ogni suo corpo d'armata. g) Le colonne trasporto-ammalati ( Blessirten--1'1·ansport--Colonnen). 1 Gli ospedali da campo, compresi quelli dell'ordine Teutonico ( deutschen R'itt&r-Orden), sono addetti immediatamente all'esercito mobile e sono provvisti dei carri necessari pel trasporto del materiale occorrente ad offrire un ricovero ai feriti ed ammalati , ed eseguire cure mediche complete. Tali ospedali sono divisibili o indivisibili. I primi :possono accogliere 600 ammalati e sono costituiti in morlo da potersi faci lmente tripartire; i secondi invece possono accogliere soli 500 ammalati per ciascuno. · Al principio di una campagna nel · fissare il numero degli ospedali da campo da mobilitarsi si prende pl1r base che ogni corpo d'armata non i:;olato abbia 2. ospedali divisibili cd •I indivisibile affinchè ciascuna delle tre divisioni possa avere 2. parti (,tOO letti) di un ospe-

cucina ccl un magazzino per gli utensili eia ospeda le; sottocoperta un magazzi no per viveri, un deposito ves tiario ed un locale per gli uomini dell 'equipaggio. Da due a quattro chiatte riunite assieme forma no un convoglio. La costruzione delle chiatte e del loro rimo1·ch10 spetta alla società di navigazione del . Danubio; il loro equ ipaggiamento invece è fatto dal ministero della guerra.


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da}e divisibile e ri manga l'ospedale indivisibile per le truppe dipendenti direttamente dal comando del corpo d'armata. Glj ospedali da carri po dipendono tutti indislin tamente dall' intendenza d'armata, In quale ptoYvede al lo~·o impianto, dislocazione e pr_onto sgombero attenendosi agli ordini generali che vengono man mano emanati daJ cornandant~ dell'armata .. Tali ospedali devono ess~re sMnpre dislocati in modo che nei giorni di1• combattimento sia facil e e comodo il trasporto in essi dei fer iti provenien ti dai posti-i'asciatur.1 clBlle ferite. Devesi inoltre osservare che essi possano essere, :;gombrati con prontezza o rinforzati dagli os_pe<lali' di riserva . Al principio della mobilitar.ione si tiene poi pe11 noi;rna, che gli O}pedali indi visibili siauo i primi a stabilirsi ed a funziona re in punti fissi delle linee di n1arcia e che fJnelli divisibili invece siano pronti <1 seguire · il movimento delle truppe . L'intendenza d'armata dispone degli ospeda li dell'ordine Teutonico, che sono assegnati alla rispetti va arma,ta, nella stessa guisa degli altri ospgcla li da campo, ossr1rvando peraltro che, per la loro spEiciale costituzione, essi convengono meglio al ricovero dei feriti [)iù 11ravi e che . qua_nclo sono impiegati peJ trasporto dei feriti, devono essere posti in testa a tutti gli altri ospedali o colonne sanitarie. Le st(lZ'j,o~i d:i fermata per gli ammalati e feriti si formano aJJe spa!Je dell'esercito mobile lungo le linee di sgombero. Ess,e si distip.guono: a,) In,stazioni nelle quaJi gli ammalati possono godere di un ·breve riposo, essere ristorali con cibi e bevande e ricevere una cura medica momentanea; b) In stazioni nelle quali gli ammalati possono pernottare e ricev.ere u11a cura medica più completa. Le prirne vengono stabilite solarnente in quelle stazioni ferroviarie che sono destinate per la cottura del rancio e nelle quali i convogli pqpsono foi·e lunghe ferma te. In esse viene preparato costantemente tn_tlo il necessario per cura del ·comando di tappa, ed il servizio medico è fatto per solito da un medico borghese. Le seconde invece vengono stabili te nelle slazioni ferroviarie che sono destinate qua li punti di tappa e, lungo le strade ordinarie, in quei posti ove si trovano i locali necessari per forvi pernottare gli ammalati. Esse devono avere la capacità di 400 ammalati per ogni corpo d'armata che si serve della linea di sgombero. · Per la costituzione ed il funzionamento di tutte le predette stazioni

viene impiegata una parte del personale e materiale cli riserva .preventiva mente designata dall'i ntendenza d'armata. Le sq'liad1·e snn'ita·h e fe.1·ro,viarù1 ( 1) sono equipaggiate nella stessa gui~a dei servizi sa.nit.ari da cainpo . Esse sono provviste di Lutti i mezzi necessari per la cura ed il trasporto degli amma lati ed hanno per .mandato non solo cli portar via i feri ti gravi dagli ospedali da campo; ma anche di trasportarli di rettamente dalle divisioni attive ai siti ove devono essere ricoverati. La formazione di queste squadre succede immediatamente all'ordine della mobilitazione ed il loro impiego è regolato dai comandi d'armata (eventualmente dal comando supremo) per mezzo delle rispettive intendenze. Per la disciplina p(n·ò esse dipendono direttamente da queste ultime durante la loro permanenza prnsso le truppe auive, e dalJe autorità militari territoriali durante il trasporlo degli ammalati. . Quali squadre sanitarie ferroviarie funzionano pure in tempo di guerra quel le dell'ordine sovrano dei cavalieri di Malta (2) . Quando per il rapido succedersi degli avvenimenti le squadre sa' nitarie ferroviarie assegnate ad un'annata si manifestino insufficient.i, la rispettiva intendenza è autorizzata a formare , di concerto colla direzione trasporti, sqnad:1·e-arnmalat;i (Krcvnken- Ziige) provvisorie, aclopera11do i migliori vagoni ed i I personale sanitario cli riserva disponibile. Inoltre nelle stazioni principali di sgombero ed 'in que!Je, nelle quali i convogli devono suddi vidersi o subire grandi trasformazioni, affine cli ben regolare il servizio delle squadre sanitarie vengono costituite apposite commvissfoni pe;r 'il traspoi·to degli am.1nala//i;. Le. colonne trasporto-fe.1·iti sono formate dagli ospedali da campo più vicini alle truppe mobi li e sono destinate ad eseguire al più presto possibile il trasporto dei feriti dalle ambulanze agli ospedali da campo,

~

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1

(l ) Ogni squatlt·a sanitaria ferroviaria ha un vagone per il personale med ico, 13 vagonl senza freni per gli amrni! lati, G por il pc, so11a le inferiore, per la cucina, per i viveri, per il magazzino- vestiario o per il bagaglio; il personale è poi com posLO di un medico di rnggimento, un farmacista e 20 uomini dello tru ppe di sanità. Ogni squadra può trasportare 10'1 feriti (2J La direzione centrate cli quest'ordine trovasi in Boemia e dispon e dei seguenti mezzi sanital'i : a) Sei squadre sanitarie ferroviarie, co mposte ognuna cli 10 vagoni-ambulanza e 5 vagoni per il personale medico, la ra,·macia, le provviste, la cu<;ina, ecc. Ogni vagone-ambulanza è capace di 10 am malati; b) Un parco vetture per il trasporto dei feriti dalle stazioni ferroviarie di Vienna agli ospedali della città. '!'aie pal'CO :;i cc>cnpone di 12 vetture d ambulanza e 2 vetture par cucine da campo.

lUv ista estera,

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oppure da cruesti alle stazioni di partenza. Esse devono inoltre prendere le annotazioni necessarie sui morti rimasti sul campo di battaglia e provvedere al loro seppellimento. Tali colonne devono possibilmente costituirsi con personale volontario, essere organizzate come corpi militari e portare il distintivo delle società o dei privati che le hanno foi'mate. . Il deposito da cam,v o di vestia1·io e mate1··iale sanitatrio (Monturs und Sawitdts-ilfater'ial-Feld- Depot) provvede gli oggetti di vestiario, equipaggiamento, selleria e materiale sanitario alle truppe mobili ed ai servizi ausiliari addett.i alle. medesime. Vi si trovano tutti gli oggetti d'equipaggiamento sanitario occorrenti all'intendenza per attivar~ gli stabilimenti sanitari lungo la linea cli tappa . Ad ogni armata, corpo d'armata o divisione operante isolatamente è assegnato uno di tali depositi, costituito ogni volta per ordine del ministero della gnerra in base alle condizioni del momento . Quando poi le condizioni speciali del teatro della guerra ne rendano inutile la formazione, il ministero della guerra assegna ad ogni armata uno dei depositi permanenti rinforzandolo all'uopo cli personale e di provviste ( 4) . Il movimento e la dislocazione dei predetti depositi sono regolati dalle intendenze d'armata in modo che essi si trovino sempre in local ità favore voli tanto per comodi magazzini quanto per facili comunicazioni colle truppe operanti e coi <fopositi permanenti più vicini . Inoltre se . il deposito durante le operazioni militari viene a trovarsi troppo lontano dalle truppe operanti , devono es:;ei;e costituiti lungo le linee di marcia depositi succursali (Ea>pos·itwren des Feld-Depots) adoperando il personale e le provviste dei depositi principali. Finalmente se a campagna inoltrata si manifesta la necessità d'ingrandire uno dei depositi succursali , il medesimo viene costituito in modo il!dipendente traendo il rinforzo di persona le ò di provviste dal deposito principale dal quale fu in origine impiantato. I deposi&i da campo di medicamenti {1liedJikamenten-Feld- Depot) riforniscono le riserve cli materiale sanitario e l<1 farmacie da campo e degli ospeda li di riserva e vengono a loro volta riforniti dalla Regia farmaceutica militare di Vienna (Militar- Medikamenten-.Regie) a meno che tale incarico non sia affidato in via eccezionale ad altri stabilimenti farmacentici militari permanenti. Il deposito- medicamenti che è addetto ad ogni armata deve stabi(l) Ogoi deposito deve co ntenere le provviste per due o tre settimane.

ESTERA

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lirsi nella loca lità ove trovasi quello del materiale sanitario di riserva e quando qnesto stacca succursa li lungo la linea cli tappa, . anche il primo deve staccarne altrettante. Per la cura dei cava lli ammalati snsccttibili di una pronta guarigione havvi presso l'esercito mobi le un dato numero cl'inf"e!rmerie-cavalli, le r1uali visitano pure tutti i cavalli dell'annata che per qualsiasi motivo trovansi a loro portata . In generale viene istituita un'infermeria per ogni corpo d'armata (o divisione indipendente) più un certo numero di esse pel comando d'armata. Tnue le infermerie-cavalli dipendono sotto ogni rapporto dall'intendenza d'armata, la cp1ale fa sentire sulle stesse la sua azione per mezzo del comandante del treno dell'armata. SEHVIZI AUS ILIARI E ST A lllf,IMENTI DI IHSERVA DI TERZA LINEA.

Pel servizio dell'esercito in campagna vengono utilizzati tutti gli .stabilimenti mil itari che trovansi sul teatro della guerra o vicini ad esso . Quali depositi principali funzionano: a) L'anenale d'tt1·viglieria dii Vienna, il qtialc rfave provvédere e far allluire agli stabilimeuti cli seconda linea di quest'arma le ne·CCssarie provviste sia di munizioni o materiale sia di mezzi d'esplosione e d'accensione ritirandoli dal deposito d'artiglieria di WienerNenstadt. Quando però le distanze o le diffico ltà di comunicazione sono soverchie, il deposito tecnico d'artiglieria (Art-ille1·ie-Zeiigs-Depot) più vicino al teatro della gnerra viene destinato a funzionare da deposito principale. · b) I magazzini- siissi,stenze stabili, dei <1uali alcuni vengono designati dal ministero della guerra- per essere trasformati in depositi principali e tutti gli altri servono ,per' facilitare le spedizioni. e) Gli stabibitmenti sa;nitari stabi li, ad alcuni dei quali è affidato il mandato cli provvedere e spedirn ai servizi di seconda linea gli oggetti di vestiario ed il materiale sanitario . d) Il depos·ito mibitare di ,medicamenti di Vienna per il rifornimento dello medicine. e) Il devosito di reclutamento del treno per la provvista e spedizione del personale, materiale e <ruadrupedi. f) Inlìne devonsi pure considerare quali stabilimenti sanitari di riserva per la cura degli ammalati tutti gli ospedali militari e civili.


468

4.59

H IVISTA

EST ERA

SERVIZIO TELEGRAFICO

.a quello della rispettiva armata; quella di 2." linea invece viene as-

due, una rimane al quartier generale del corpo d'armata e l'a ltra va

Si divide in : ·1° Teleg1·afo da ccvnqfagna dli Ja linea,; collega il comando supremo coi comandi d'armata , cou quelli di corpo d'armata ed, in casi speciali, anche con quelli di divisione. 2° Telegrafo da camipagna di 2a hnea; collega i comandi d'armata colle intendenze d'armata cd i servizi ausi liari di 2.• linea e stabilisce la circolazione coi telegrafi stabili. 3° Telegrafo di 1~.senìa; completa il St:ìrvizio delle lirn~c stabili nel campo d'azione dell'esercito operante e stabilisce la circolazione con le stesse del telegrafo di ,Jn e 2,a linea, ogniqualvolta il materiale cli qirnst.'ultimo non è a ciò sufficient.c. Per i corpi d'armata operanti in regioni montane havvi inoltre il teleg,ra/'o da ·nwntngnci fornito di materiale speciale. Il servizio di tutti i telegrafi mi Iitari è regolato da uua direzione gMiM·ale de'i ·telegrafì da cmnpagna, la qua le viene forma la da ll' ufficio t.elegrafico dello stato maggiore e riman e sempre col comando supremo dell'esercito . ,1_ telegrafi di ifae linea e quello da montagna sono organizzali m1htarmente; quello cli riserva invece viene costituito coi mezzi f'orniti da ll e due amministrazioni telegrafiche della monarchia. . A.cl o_gni comando ~·arn~ata _viene assegnata una dirczione-telegi'afi d1 ·I_" hnea ed alla n spct.t1va mLcndenza ne viene assegnata nna di 2.a linea . Esse regolano l' impiego cd il servizio delle sezioni teleo-rafiche di ,Ja e di 2.a linea in base alle istn17,ioni emanale da lla dirczi_onc genera le o dal comando supremo e dipendono per il servizio cli cancelleria dal c.apo di stalo maggiore del qua rtier gcncl"alc cni sono add ette. · " Gli impiegati e gli assistenti dei telegrafi di ,fa e di 2,a linea e da montagna sono dal.i ,dal le amministraz ioni telegrafìche dello Stato ccl i lavoratori dal reggimento pionieri . · TuLto il materiale t.clcgrnfì co di 1i"' e cli 2.• linea e eia montao-ua è di p·roprietit dell'erario miliLare cd è conservato, quello di ,p ;.,di 2.• linea, nel deposito :;uccursale del materiale del treno sempre caricato · sulle rispettive veunre, e quello da montagna in depositi speciali sempre pronto a venir caricato sulle bestie da soma . · . Al l'att.o della mobilitazione vengono allesti te dtw se7,ioni telegrafiche d1 1• linea ed una cli 2.• linea per ogni corpo d'armala; delle prime

?a

segnata all' intendenza dc:IJ'armat.a. Il telegrafo cli riserva non esiste in tempo di pace, ma viene organizzato solo al momento del bisogno e dipende per ogni rapporto dal comando supremo o dal comandant~} di una grande unità operante in un teatro di guerra ben distinto .

SERVIZIO POSTALE La direzione suprema del servizio postale è affidata ad un ditrettore .gentmle il C[Ualc risiede sempre presso il comando supremo dell'esercito. Presso ogni armata poi havvi nn proprio direttore postale, il quale per massima deve trovarsi col quartier generale dell'intendenza d'armata. Il servizio postale viene fatto per mezzo di: a) Uffici postali principali (Ha.iipt- Felclpost- Aem1te1) addetti alle .armate; b) Direzioni postali (Feldpost-Lei,tnngen) addetti ai corpi d'armata; e) Uffici di. clisLrihuzione (Feldz,ost-Expositttren) . Gli uITTci postali principali :;i stabiliscono ai nodi importanti cli .comunicazioni e servono a collegare gli uffici di distribuzione dell'esercito operan te con quelli stabil i dell'interno dello Stato o delle lince cl i tappa . Per ogni armata h;wvi un ufficio principale e per ogni corpo di :arma tn una direzione : havvi poi un ufficio cli distribuzione presso il ,comando supremo dell'escrcilo, presso ogni quartier generale d'armata, <li corpo d'armata e di divisione. Gli im piegati, i conducenti e gl i inservienti sono fo rniti dai clne ministeri del commercio e gli scritturali (sottnfficiali) e piantoni dai rispettivi qm~rticri generali . Il materiale da traino i~ in tempo cli pace depositato presso gli ,squadroni del treno che in caso di mobilitazione provvedono i quadrupedi . Gli oggetti cli pacchettaggio sono invee.e conservati presso le direzioni postali civi li che devono provvedere all'allestimento df\l servizio da campagna . Agli uffici principali ed alle direzioni postali spetta il servizio deila spedizione ed agli uffici di distribuzione quello della consegna ai destinatari . Gli uffici poi che sono :-;tabiliti sul le linee di tappa fanno .conLem poranearnente ambedue i servizi .


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RIVISTA

Le spe_dizioni postali fatte da un'armata si racco.lgono per norma presso il suo ufficio principale e quelle invece ad essa dirette si raccolgono in crnel dato iJfficio permanente dello Stato che ,;iene indicato dal ministero della g~c'.·ra. Tale ufficio di riunione (Post-Sammelstellen) deve sempre trovarsi m un gran nodo di comunicazioni. Gli uffici . post,~li dello Stato devono spedire tutti i pieghi d'una arn:iata al_ rispettivo ufficio di riunione, il quale fa poscia pervenire agh nffic1 da campo queJJi diretti alle persone e comandi delle unità mobili e spedisce direttamente quel li destinati ai corpi ed autoritit che non appartcugono all'esercito operant.e. . I pi~ghi_ diretti . alle persone appartenenti ad un'armatn operante m terr1torJO stra mero devono per regola passare per i seguenti 11 flì ci : •I O Uflicio di partenza; 2° Uffi cio di riunione; 3° Ufficio principa le dell'armata; 4° Direzione postale elci corpo d'armala; 5° Ufficio di distribuzione dell'unità tattica alla quale appartiene il destina tario.

!L SERVIZIOD'INTENDENZA PRESSO L'ESERCITO GERMANICO

I.

La direzione arnmm1strat.iva nell'esercito gcmnanico è affidata alla !nt.e~d~nza militar_e il cui personale in tempo di pace è. ripartito fra 11 rnm1stero e le rntendenze di corpo d'armata . Og1fr coma~do ~li corpo d'armata tanto in pace quanto in guerra, si sudcllVldc rn diverse se1ioni, cioè : stato maggiore, aiutanti , uditorato, intendente e medico g<merale. L'intendente di corpo d'armata e di divisione sono relatori verso i rispettivi generali cli tutto quanto riflette il servizio economico, cioè della propria sezion.e, e ciò all'infuori del le allrc attribuzioni specialmente affidate alle intendenze.

ESTERA

471

L'esecuzione amministrativa alla sna volta è in ogni corpo d'armata affidata ai segueriti organi dipendenti dall'intendenza: f gli uffici di sussistenze ,1° Amministrazione dei ma- \ magazzini di riserva gazzini delle sussistenze che ab- ) >i di deposito braccia : \ » succursali; 2° Amministrazioni delle guarnigioni; 3° Amministrazioni degli ospedali (ramo economico); 4- 0 Depositi di vestiario; . 5° Depositi di rimonta (ramo economico) ; 6° Pagatori di corpo d'annata; 7° Impiegati delle ~.aserme e costruzioni . IL L'intendenza mili tare in tempo di guerra dirige il servizio vettovagliamento ed amministra Je prede belliche. _Mant.icne, per quanto possibile, le sue funzioni cli controllo sulla contabilità dei corpi e stabilimenti. Gorrisponde sempre coll'intendenza territoriale dei singoli corpi d'armata, a cui trasmette le carte contabili d'ogni specie. Ha inoltre moheplici incombenze ed attribuzioni nel servizio delle tappe. i funzionari pel servizio di guerra sono antici patamente designati fra quelli che prestano servizio in tempo di riace; epperciò in gnarnigione essi già si esercitano nella amministrazione del rispettivo corpo d'armata . Ogni intendente dipende dal comandante la rispettiva unità éli guerra . L'intendente ed il capo cli stato maggiore si comunicano reciprocamente gli ordini più importanti, ed agiscono nel miglior accordo possibi le. L'in tendente è informato al pitì presto dei movimenti e delle progettate opcraziohi militari. Il comandante del treno di pende direttamente dal comandante le truppe. L'intendente promuove presso il rispett.ivo generale le disposizioni che riguardano le truppe cli amministrazione e da questi esse vengono partecipate al comandante del treno. In caso di urgente bisogno l'intendenza pnò disporre clirettamente


472

RIVISTA

dei carri del battaglione treno. I conduttori delle colonne viveri sorvegliano i carichi; la gesliono delle veltovaglie però rimane esclusiva attribuzione dogli impiegati delle sussistenze.

III. All'intendente generale cieli' esercito, quale rappresentante del d1parlimento economico militare ed in bnse alle istruzioni clcll' ispettore generale delle tappe, incombo la direziono e la sorveglianza della intera , amministrazione economica dell'esercito mobilizzato. A fine cli stabilire un centro dirotLivo per i bisogni economici di ogni arm:ita composta di due o più corpi d'armata e per dustinare presso la mecle;,ima un rappresentan te dell'intendente gen~rale, viene nominato un intendr.ntc d'nnnata, oppure <JUesta carica viene proVYisoriamcnte conferita ad un intendente di corpo d'armata. Gli intendenli generali e d'armata di~pongono del loro personale salvo a re11der conlo ~I comando genernle dei mntamonti negli impiega ti superiori . Possono auche sospenderne le funzion i infornrnndone il ministero . ~on cle,·ono eu trare nei particolari di servizio dei rispettivi coq}i d'armata. Il loro còmpito pri11cipale consiste nel clnre agli intendenti di corpo d'annata gli ordin i relatiYi al modo ('cl al raf.(gio di approv,igionamento, nell'orf.(anizzare i parchi da trasporto, nell'installare i magazzi11i sullo lince cli tap pa, uoll'inf'ormaro le intendenze souoposte delle convenzioni per forn iture. È loro mi~siouc creare alle spalle dell'esercito mag,miui cli riserva ; pre,·edcn• il caso cli ritirntn per essere in grado di porli prontamente al riparo; ordinare le req uisizioni, procurare i fondi necessari; decideré i casi dubbi ricorrendo al miuistero soltanto pei casi graYi . Le con tinue relazioni cogli intendenti di corpo d'f1rmata pormeuono loro di essere sempre al corrente dei bisogni e di proporre utili provvedimenti. L' intendente di corpo d'armata dirigo gli affari amministrativi cd nll'uopo colla mnssimn cura ed esattezza applica i rogolamcmti speciali al servizio di guerra ccl escguisce gli ordini del suo generale. Come relatore dell'ufficio del comando è $Ottoposto agli ordini del capo di stato maggiore, col quale si pone d'accordo sullo disposi?.ioni a prendersi prima che siono sottomesse all'approvazione del goocrn le. Egli ha, in cerchia meno e,;tesa, lo medesime auribuzioni dell'intendente generale e dC'll'intend cnto d'armata. Gli ordini di requisizione, la formazione dei parchi da trasporti,

ESTERA

4i3

la designazione dei luoghi pei magazzini di accantonamento o di tappa, sono sottoposti al comandante generale, sempre di concerto c?.l cn po di stato maggiore, col!' azione dal quale devo regna cc la p1u . . . . perfotta armonia . L'intcndent.e di corpo d'orrnala prende tntLc le chspos1Z1om tanto per sficonclare la marcia i 11 ava n1,i in ca:;o cli sncccsso, cprn rtto per sal\'are le derrate ccl il materiale in caso di ritiratn. Enlranclo nel t.nrr1torio 1111mico lo amrnin istra secondo lo disposizioni che gli dà il generalo. In questo suo cù mpi to egli ln1da sopra tullo alla conlbca dei fondi dr.Ile casse pubbliche e degli appronigionamenti da bocca e da guerra, al la riscos,;ione delle contri.buzio11i, alle recruisizioni. In ocrni corpo d'armata vi sono due intendenze divisionali di fano d. teria, uua terza pe1· l'artigli eria del corpo cl'nrmata cd una quarta . '-:staccata presso In divisione di ca valleri:i , ovvero addetta ad altri servizi eventuali . Le intendenze divisionali .sono, por le loro rispettive divisioni, ciè> che l' in tendenz::i di corpo d'a rma lo è por il corpo d'armata.

IV. L'intendente generale dirige, seguendo le indicazioni dell'ispettore generalo del lo tap pe, gli nITari amministrativi. Egli costituisro il centro cui si ri,·olcrono lciutenclenze d'armata, di corpo d'armata e delle tappe; tuttavia no; si ingerisce nella loro parte d' iniziativn e respou:;abiliti1 verso i singoli cn pi militari se no11 nei limiti imposti cJall::1 necessità di una direzione unica nell'utilizzare le ferroYie. La posizione doll' intonrlcnto di una linea di tappa di fron te all'ispettore cd al suo capo cl i stato maggiore, nouchu rispetto nll'intendente generale od all'intendente dolln propria armata, è la stessa di quella clel l'intendontc di corpo cl'ar111a1a di front.e al rispettivo generale e capo di ~lato maggiore, ed all'in tendente generale ed intnndente cli armata. Eoli si rende rapidamente cont,, della ri~orse che si possono trovaroo noi raggio dell'ispezione per rnetterlo n profì tlo senza pord.lla c1·1 tempo. . . . All'uopo cerca cli entrare in relaziono cogli ab1 t:rn l1, e far couscgnnre dai foruitor·i le derrate lit dove occorre; questi u ltimi non possono reclamare l'uso dello ferrovie, ma ricc,·ono da lm permessi per-


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H I V I STA

sonal i di circolazione contenenti le più esatte indicazioni individuali. Cerca di fondare magazzini coi mezzi del paese e di far riprendere il lavoro alle fabbriche utili all'esercito. Aitit.a il servizio sussistenze dell'esercito attivo per mezzo del parco . dei trasporti delle tappe datogli appositamente. Questo parco organizzato militarmente, è rinforzato a seconda dei bisogni con carri requisiti, noleggiati o comprati. L'eserci to ha più che altro bisogno del concorso dell'intendente delle tappe quando è fermo o in ri tirata, e spetta all'intendente il prendere in tempo le sue misure in previsione di queste eventualità. Merita di es:,.ere accennato quale pri ncipio importante cli amministrazione in guerra che ogni intendente che ha una responsabili tà propria (intendente cli corpo cli armata, rii divisione o cli tappa ece. ), hapure il diritto di stipu lare contratti ed una larga latitudi ne nel compimento dei suoi doveri.

V. In Germania non esiste commissariato militare, bensì l'intendenza mil itare. Qncst'ultirna ha molta analogia con l'intendenza militare ita liana c1uale esisteva dal 1853 al 1878 . Attualmente essa suppcrgiù corrisponde, in pace, al nostro ufficio di revisione e del commissariato militare con attribuzioni e responsabil ità assai più estese, perchè molti affari che in Italia sono disimpegnati dalla direzione generale dei servi1.i amministrativi, in Germania sono devoluti alla intendenza di corpo d'armata; ciò che cosfituisce maggior disceutramento nel servizio, dovendosi in massima, colà, invocare schiarimenl.i dal ministero ~oltanto in casi gravi. · Per supplire allo scarso personale (!'i ntendenza ed escreitarc la sorveglianza immediata sui titolari dei rnagazz:ini rii pendenti, essa dispone dei cont;rollor'i..· uno per magazzino . Questo controllore di vido la responsabilitù del titolare. l n Italia invece cprnst,1 sorveglienza è affidata agli ulnciali commissari. Gli iifficia,bi contab·il·i dei corpi sono considerati in Germania come dipendenti dal la intendenza, .la quale interviene nella loro nomina e ne sorveglia costantemente l'operato per men o delle verificazioni dei conti e delle ispezioni. Nella costituzione poi delle intendenze generali , è rilevante la di1

1

ESTERA

475

versità che esiste fra quella germanica e quella italiana . In questa havvi uno stato maggiore dell'intendenza in cui si accentrano per 1~na azione puramente direttiva tutti i servizi amministrativi dell'esercito, e dove non hanno posto ufficiali coinrnissari; ·in Germania invece l' intendenza genera le, con azione egualmente direttiva, è costi t~lita _di :oli funzionari d'intendenza. Dcwesi però tener conto che le attrilmz10m cli essa sono puramente a.mministrntive e nemmeno (Jncstc _si esten-: dono, come in Ita lia, ai parchi d'artiglieria e del gerno, ne ad altri servizi puramente tecnici quale il tel1~grafo; le strade ferrate ccc. Per mantenere l'accordo fra le operazioni militari e le amministrative, iu Germania le intendenze d'armata e l'intendenza generale ri-: cevono gli ordini dai rispettivi comandanti generllli cd ispellori generali del le tappe, e dai loro singoli capi di stato maggiore. . Si pnò quindi conchirtd ere che tutte le istituzioni che in German_ia portano il nome ·d'intenrlcuza, sono, come in Austria ed al trove, co~tttui te di soli funz ionari d'intendenza, ciò che forma una sostanziale differenza colle istituzioni eh<~ in Italia portano lo stesso nome.

PONTIERI

A USTRO-UNGARICrtn

[ I servizio dei ponti militari nell'esercito austro-ungarico è_affì~ ato 11d un· corpo speciale, il reggi mento pontieri, il qua le for rna cd istruisce già in tern po cli pace i 1listaccarnen ti per le sezioni ferroviarie e telegrafiche. . Il reggimento pontieri, sul piHrlc di pace, consta d1 uno stato ma~giore e cli 5 battagl ioni, ci.1scuno dei quali comprende _1 compagn~e cli gncrra, 1 compagnia di riservn, 1 riserva del materiale cd ·1 clistaccamen to ferrov ieri. L'org:.1 nico di pace del reggimento è (lato dal seguente specchio: 1

1

JJie Welnnacht der Osterreichisch- Ungarischen ,llonai·chie. Lu>1su us Mu r.LER. - Dte europaischen K1·iegsb·r iicl,en-Sisteme . Teclmischer Unte'!o.richt (ii-1· dfo T<. T<. P·i onnier-Tru.ppe. Jah,·esbe,·tchte, 1874. Annuai-io Militare austro-ungarico .

(\) JunN1tsc11t •. -


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ESTERA

Ufficiali

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Forza dol r eggiment.o po ntier i

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· a) Stato maggio1·e del reggimento : Colonnello comandante di corpo . . Ai utan~e di reggimento (2 ùapitani, 1 1 primo lenente) . Medico . . . . . . .. I Ragioniere. . . . . Scri vani . . . ·. . . Sergente maggioi·e. Attendenti . . . . . . . . . . . .

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b) Stati maggiori dei 5 battaglioni.

e) Compagnfo e reparti seconda:ri . . Totale .

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l quadri di pace delle compagnie di guerra, di riserva, e delle riserve ciel materiale, sono qua li risultano dallo specchio seguente:

For za delle compagnie di guerra, di riserTa e dell, riserva riel materia le sul piede di poce

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Capitano . Uflìciali suba lterni . Cadetti facenti le funzioni cl'u[iciali . Fnr.ieri . di compagnia . . . . · Sergent,1. . . . . . . . . . . . armati Caporali . . . . . . . . . . . di Gefrcite. . . . . . . . . . . . fucile Pontieri di ,p e di 2a classe . Furieri . d'amministrazione. Capornl , Pontieri di ,Ja e di 2• cla!òse . senza Trombettieri fucil e Attend enti /

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Le occupazioni principali delle truppe d(~i pontieri m tempo di pace sono : le istruzioni teorico-pratiche sul servizio dei ponti milit.ari, del barcaiuolo; delle comunicazioni stradali, sia ordinarie sia ferroviarie; sulle fortificazioni campali; sni lavori cli castrametazioni~; sullo ::;tenclimento .e ripiegarncnto delle linee telegrafiche, ccc.; - le esercitazioni mi litari; l'intervento alle esercitazioni tattiche delle altr<3 armi per e,eguirvi l~vori special i. Le esercitazioni di gettamento dei ponti cli barelle si fanno a Praga sul fiume Nlolclava; a Lin;r,, . ~ Preshurgo, a Klosternenburg pro:;so Vienna sul Danubio. Da l ·IO novembre alla fine di mnrzo le cornpaguie po::;sono e,sere chiamate a çlarc il servizio generale cli gunrdia e rii guarnigione una volta alla sett.irnana, da l saba to alla domenica . I.e compagnie di riserva attendono, per quanto il loro ctfou.ivo lo permette, all'istruzione delle reclute, e prendono parte alle esercitazioni generali. I comandanti di cprnste compagnie~ sono inoltre incaricati del servi;r,io d'amministrazione "! di ma tricola del rispettivo ba ttaglione. . Le riserve del materi::tle hanno · l'amministrazione e la manuten;r,ione. degli erpli pllggi da ponte di guerra, e dell'armamento tecnico di campagna dei loro b:.ittaglioni. · I distaccament.i fe rrovieri vengono specialmen te istruiti in tutte le par-ticolari tà che riguardano l'armamento ed il disarmo delle linee fc rroviarie. · Ciascuno dei 5 distaccamenti ferro vieri comprende sul piede cli pace :i11chc ì cj1rndri cli altri due da attivarsi solo allo scoppiat'e di una guerra; ne hanno perciò il servizio di matricofo . In tempo di pacn il comand:rn te del reggimento col suo stato maggiore, il ,fi 0 ccl il 5° battnglione hanno sede fissa a Klosternenburg; il 1°, 2° e 3° battaglione risp(~ttivamcute a Presburgo, Lin;r, e Prnga . I reparti cli truppa secondari risiedono presso i rispettivi battaglioni. Alla testa del reggimento stn nn colonnello; i comandanti cli bntt.aglione -sono tenenti colonne Ili o m::iggiori. 11 co maiido del corpo è subordinato ,\l comando generale cli stato n,aggiore per i rnpporti milital'i , ternici e . scien tilìci; e direttamente al ministero della guena per l'amministrazione. • 1

(J) l sel'vizi ferrnviario e telegrafico si organiaano al momento della mobili taiiorrn dell'eset·cito, con persorwlB misto di borghesi e mi li tari. L'esercizio delle li nee fet·rovial'ie e telegrafìc he, e la dirciionc tecnica di qt1 esti due serr izi è affi da ta ad impiegati ci r il i, ed · i lavol'i di costl'Uzione e di demolizione sono fatti da dista•:camenti di pontieri sulle linee telegra lìcbe e da d;staccameoti misti ri i pontie1·i o tru ppe del genio sulle fel'rovie.


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HIVISTA

EST ERA

I comandanti di battaglioni sono re:;ponsabili verso il comandante di corpo della discipli na e dell'istruzione; rispetto alla contabilità essi sono autonomi . In campagna i pontieri hanno da costruire ogni specie di ponti militari e da provvedere al servizio di passaggio dei corsi d'acqua ;;u cui non esistono ponti . stabili, e HOn si possono o vogliouo gettare ponti mi lit,'ni. Attendono alla conservaziorw e distrnzioHe delle strade ordinarie e fe rrate, per la durata della campagna; a·lla demolizione di ponti , strade comuni 1~ ferra te; alla costruzione dei bivacchi; alla esecuzione di quelle. opere idrauliche semplici che possono occorrere nel disimpegno Mgl i incarichi loro affidati; somministrano parte degli uomini necessari allo svolgimento, manuLCnzionc e disfaci mento delle lince telegrafiche, e alla formazione della sezioni fer roviarie. I pontieri hanno inoltre da a~sistere il genio nell'erezione di opere campali. Per l'esecuzione dei lavori ora dett.i, ogni corpo d'armai.a e le divisioni distaccate hanno ciascuno un certo numero di compagnie pontieri di guerra o di riserva; mentre pres,o la riserva d'armata si tengono riunite più compagnie per i lavori di maggior importanza. Più che in campagna le compagnie di riserva sono destinate a prestar servizio nelle fortezzi:1 $itnate sui grandi corsi cl'acqua, e nei lavori sulle linee cli comunicazione alle spalle clell'es~rcito comba tL1Jnte. All'atto clHlla mobili tazione ogni battaglione forma una compagnia di deposito presso la quale restano alla sua partenza le recluti~ d'nltima leva. La compagnia di deposito attende alla loro, istruzione e le spedisce successivamente sia alle compagnie di guerra, sia a quelle di riserva, a misura dei bisogni e dei vuoti che si fanno nelle loro , fi le. Presso i 1)attaglioni distaccati le compagnie cli deposito prendono inoltre la consegna del materia le d'istruzione e delle officine esistenti alla sede del battaglione. Le riserve dei materia li si mobilitano in guerra, ed assumono la amministrazione e la manutenzione degli equipaggi da ponte di gùerra; a tale sèopo esse sono fornite del materiale 1~ degli utensili ed istrumenti necessari . Ogni distaccamento ferrovieri forma in caso cli guerra altri due distaccame~1ti , con uomini del reggimento idonei a tale servizio, e così il loro irnmero viene portato a 15. Essi sono numerati dall'uno al quindici; i numeri ,1, (i , 11 fanno parte del ,f battaglione; 2., 7, 4,1 del secondo e cosi di seguito. Le truppe dei pontieri sono subordinate ai comandi d'armata, di ,corpo d'armata o cli divisione presso cui si trovano , dai quali ri1

1 1

O

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cevono gli ordini riflettenti il loro impiego tecnico, per la via del rispettivo capo cli stato maggiore. Se impiegate in lavori di fortifi cazione d'importanza, esse dipendono dall'ufficiale del genio incaricato di dirigerli. Ultimata la mobilitazione, il comandante del reggimento può essere destinato presso il quartier generale di un'armata; anche allora però resta investito del comando del reggim ento, sebbene le sue attribuzioni passino al secondo ufficiale superiore addetto allo stato maggiore del reggimento, p·er i1uanto si riferisce all'amminist.razione, alle compagnie di deposito ed al deposito del materiale. Gli stati maggiori dei battaglioni, le cui compagnie sono ripartite fra i corpi di armata o le divisioni dist~ccate, stanno di fronte ai rispettivi comandi generali nei medesimi rapporti cli dipendenza che il comandante di reggimento cli fronte a quello d'annata . La forza del reggimento pontieri sul piede di guerra è data dal seguente specchio :


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otale generale

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Rivista estera .

40


/4,82

RIVISTA

Le /i. compagnie di guerra, quella di riserva e Ja riserva del materiale di ciascun battaglione contano in complesso:27ufficial i, HHi uomini di truppa, H7 cnvall i: Ciascuna compagnia di deposito: ,1 capitaJTo, ,1 priino tenente, 2 teuep ti, 20 tra sottuffi cial i e caporali, 192 soldati ("2 sono ge{reiler), 2 trombcuicri , t~ aucndenti . Ciascun distaccnmcnto l'errovieri: ·1 capitano, ,1 [mi ere, ,1 sergente, ,1 caporale, 2 gefrciter, ,i,O soldati, 11 attcndcntc. Servizio telegrafico i11 complesso : 3 sergenti, ·17 capor;ili, 20 g~freiter, 2,16 soldati . Il deposito del materiale dei pont.ieri è incaricato tanto in tempo di pace che di guerra della costruzione e della provvista dell'intiero armamento tecniw del reggim ento. Esso tiene inoltre in consegna cd amminist.ra gli ouo equipaggi da ponte cli risei'va; provvede in pace aJJa mnnutcnzionc del materiale per le esercitazioni dei ~attaglioui presso la sede del corpo, ed iu tempo <li guerra al pronto risarcimento dei mc1 teriali dai magazzini. Il dcp?sito materialo dei pontieri fa parte del re~gimento o sta sotto l' immediata dipcndenz(l del suo comauclantc; rispetto alla eontabilità però esso costituisce un ente antouomo. La sua residenz,a stabi le ii Klosternenburg. Tanto in tempo cli pace che di guerra esso ha un distaccamento a Scha1;nstein, ne!!'arciclucato d'Austria Superiore, composto di un primo tenente, 3 :;ott'nfficiali, :iH pontieri di -l• . e 2° c1a$SC cd 4 attendente. · Il còmpito di questo distaccamento ò di ricavare da quelle foresto dello sta to, che all'uopo veuoero assegnate al reggirnouto pontieri, la materia prima occorrente alla cost.rÌ1zione delle parti di legno dei ponti militari; di .provvedere all'esercizio delle ser,Jie colà esistenti ccl o alla spedizione del legnarne riquadrato ed in fusti fin o alle stazioni dei pontieri esistenti snl Danubio. Sul piede cli pace il deposito consta di: 1 capitano, 2 primi tenenti, 1 tenente, 2 furieri, ,1 furi ere d'amministrazione, 4 sorgenti, 8 caporali, 6 gefreite, 30 ponUeri di ,1a e 50 di 2" classe, 1 trombeuiei-e, 4 attendenti, 1 fabbro, ·I carradore ed 1111 cordaio, tot.aie 1 13 per5011e. Occorrendo nn aumento <li personale, esso viene somministrato dalle compagnie cli guerra o se ciò non è possibile, previa aut.orizzazione del ministero della guerra d~ll'impero, vi si provvede mediante il -richiamo temporaneo dal c011gedo di riservisti del deposito . Sul piede di guerra il deposito conta: 1 capitano, 2 pri mi tenenti, 2 tenenti, 29 .sott'uffìcia li e caporal i, ,162 fra gcfreiler e soldati, 4 trombettiere, 5 attendenti, 3 mastri operai. Armamento tecnico da campagna dei pontieri. - L'armamento 1

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483

ESTERA

tecnicÒ da campag1ia comprende : l'armamento portatile, i carri degli utensili col rispettivo armanonto, gli equipaggi.da ponte, i depositi del materiale cli riserva e le fucine da cani pagna, nonchè gli strumenti da legnaiuolo occorrenti alle sezioni ferrov ieri. L'armamento tecnico portati le si limi ta :igli strumenti nece~sari alla esecuzione dei _più ovvi lavori cli terra e di legname che possano occorrere nelle rnarcie e durante il combattimento, e consta di 53 gravine e 73 badili per i lavori cli ten a; di '20 scuri, 20 ascio, 4 scgoni , i seghe a mano ed 8 seghe a snodo, più 8 saracchi , 12 lime, ,12 scalpelli, 4: arpioni, 36 succhielli, 8 scale metriche di ferro, ,13,1 funi da ghindamento, ,1Oi arpesi e ,J 80fi. chiodi . I sottufficiali e due terzi degli uomini cli nna compagnia sono armati 'di fucile e portano sullo la ino, oltre all'armamento comune, uno strumento.da lavorar terra (gravina e badile) . Il manico cli detto strumento passa per un occh iello cli cnoio applicato allo zaino. Gli uomi ni dcli 'altro terzo, armati solo di daga, portano ciascuno due strumenti da Jegnaiuolo o da hworare terra, collocati in fodere, ovvero iu tasche qd appesi a cinghie. · Quando i _pontieri marciano senza lo zaino, quelli a1111ati cli fucile portano i loro strumenti appesi a cinghie. Ogùi compagnia da guerra e di riserva porta su due carri a 4 cavall i g!i strumenti, gli attrezzi ed il materiale occorrente all'esecuzione dei lavori di terra di sua in combenza non .solo, ma benanche c1uelli necessari aÌla costrnzione · di ponti di circostanza , sia speditivi cito semipermanenti per i casi in cni essa non fosse provvista di equip~ggi da ponte. G-Ji. oggetti carica ti sui due carri· da com pagnia sono i seguenti : materiali da ponte del peso complessivo cli chilog. 137, 76; oggetti cli illuminazione e da segnali chilog. 34,"6; strumenti per lavorar pietre chilog. 100,8; strumenti da legnai nolo chilog. 118,72; strumenti da l'abbro cltilog. 249,76; oggetti di ferra tura da cavallo chilog. 10,6(r ; oggetti d'uso nella costruzione dei ponti di circostanza chilog. 9"9,o2; sostanze esplosive, ed accessori chilog. 68,32; oggetti vari chilog. 8 1,76; provviste di carbone, ferro, acci~io, stoppa , ecc., chilog. 80,08 . Gli equi paggi da ponte servono per il passaggio dei corsi d'acqm1 che irnpccli$cono la marcia delle truppe, ognir1ua lvolta non sia concesso per difetto di tempo od altro di ricorrere alle costruzioni·cli circostanza . Ciascuno dei cinque battaglioni del reggimento pontieri è provvisto di 8 equi paggi da ponte; in guerra essi marciano colla riserva d'armata che ne forn isce le compagnie secondo i bisogni. 1

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484

ESTERA

RIVISTA

Il numero degli uomm1 addetti al servizio ,cli ciascun ecruipaggio è: 1 ufficiale, 1 furiere, 9 tra sergenti e caporali, ,f trombettiere e 12.

Il servizio di trasporto degli. equipaggi presso ciascun battaglione è affidato ad uno squadrone del treno di riserva, che si suddivide in 9, pl~toni, di cui 8 pel traino degli equipaggi cd uno di riserva. Quest u!trmo provvede alI'occorrenza gli altri plotoni d'uomini e di cavalli, ed 11 trasporto dei 5 carri da parco su cui è caricato il materiale di riserva da pontieri. 1 Cogli 8 equipaggi eia ponte della riserva , destinati a rnfforzare in guer~·a g.li e~ruipa?gi da ponLe dell'esercito cli prima linea, · l'impero austro-uu~anco chspone rn comple:;so di (l8 equipaggi da ponte, ossia del. materiale per ~5H, metri lineari cli ponte ('I). · ,· In sostanza gli ~crnipaggi da ponte dell'esercito austro- ungarico sono, uspett~ a costruzwne, meno poche ,modificazioni uguali a quelli introdou, nel ·1 8H dal colonnel lo Birago. Delle modificazioni noi accennc~emo solo alla più. importante, che i~ l'adozione della harca di ferro rnvece di quella di legno effettuatasi l'anno ·1859. · La bar~a consta ~ome. pri~a cli due pezzi cioè: di un pezzo da prora e dr altro pnsmat.1co; 1( nuovo modc~llo ha però forma più s~relta, e senza superare gran che il peso di quella di lc<rnÒ pos0 siede maggiore portata. . Il "pezzo.cJa prora può essere gravato di un peso massimo ugna le a 4806 clu log.'. q_uello prismatico a 4882 ,6 ch ilog.; 111 portata della barca ~10! s~o rn~wme e quindi chilog. 9788,6. Ogn, eql~Ip,~ggio trasporta tutto il materiale occorrente a stabil ire u~ p~nte cli circa . 53 metri, caricato su ,14 carri da ponte a 4 ruote, di cu, ,8· con trav,celle, ,\. con cav~llctti e due con utensili da ponte . .I c_a, ri da pon~e hanno forme chverse, secondo l'uso cui sono dcsrmat1; nel complesso però essi si 1·u s~om I trav1ce · Ile 1·e>rrJ1·" no • I e.arn· ca . . ~ortan~ 1I ta~olaLo ~el ponte ci~è travice~le e tavole, e pesano chiloc)ranum 208~, quelli da cavalletti portano 1 sostegni(bancliine, gamhe), e ~esano cb1log. ,f 6?6. O)tre agli oggetti sopraccennati oani carro polta ~ma ~arca; carri da travicelle si trasportano quel l; da rora e sugli altri le prismatiche. p 0

485

pontieri . Alla costrnzione di una impalcata (lunga metri G,61i, larga metri 3,03) occorrono <la 3 •f/ 2 minuti primi ai 5 •l/2. se i l ponte è fotto con cavalletti, e minuti primi da 2, ·1/ 2. ai 3 ·1/2. se con pontoni . Per il disfacimento del ponte si calcola 2/ 3 del tempo necessario alla sua costruzione. Il materiale da ponte austriaco si presta anch!:) al traghetto cl.elle truppe nei seguenti modi : . . . 1° Con harche semplici composte di 2, 3, 4 fino a 5 pezzi; 2<> Con portiere (2 barche collegate nel senso della loro larghezza); 3° Con portiere composte in modo analogo delle impalca.te da ponti in cui i sostegni posano sulle barche. Gli ufficiali del reggimento pontieri si reclutano in via generale fra gli allievi della scuola dei cadetti pontieri di Kainburg sul Da- nnhio; un certo numero cli ufficiali dei pontieri frequenta inoltre la scuola politecnica superiore di Vienna. La truppa è tenuta al completo colle ·reclute di 3·1 distretti militari che si ripartiscono nei battaglioni in modo che le diverse nazionalità dell'impero vi siano ugualmente rappresentate.

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BOLLETT INO . 81 BLIOGRAFICO

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D.

(I) La Oeste1·r~ichisch-Unga1·ische Welw-Zeit·u ng annunc1·ava r. d l G · ·1 · · d li · ' , ' ,m a mag"10 1$77 avere 1 mm1storo . e 'impero decretato l'aumento degli equipaggi da ponte. " .T ~ edcs1m1 verrnbbero così portati a 50, di cu i 40 passerebbero in conse .· b _ ghom e 10 costi tuirebbero la riserva. Ciascun equir,a<>gio coiit.orrelib~ .,1 gr~atea·, 1 atta 40 t CS J' • ' ( · ~., " · ~ I lo ria e per e mc<1r1 metri ,o,840) d, ponte. I conducen ti dowebbc,·o es·erc som · · t. t ' d I corpo stesso d · ,· · . •0 111m1s .1a I a , e1 pon.1er1, 1a cui forza vorrebbe all'uopo aumentata di 130~ · · · N . . . '."~ uomm1. on sappiamo però se tale modificazione abbia giù avuto eltetto et· rcbiJcr · r r d · 1 equ1pag 1 s, aumentencari <, ue, ecl il matciriole da ponte di cinscu n equipaggi~ cli metri l,i-

ii:~~~~c,

Lois et rég lemeuts miUtai1•e.~. Loi 3 jui!let 1877 relative aux réquisitions rnilitaires, avec table analitique des matières. - Paris, '1878. Jagnier. _, Prezzo cent. 50.

LACROIX.

D. LACRorx. La méme toi, sui vie des décrets des 2 aoùt 1877 et 9 avril '1878, avec intru.ctìons complémentaires, texte.s officiels annotés. - In-8°. Paris, Dumaine, 1878. - Prezzo L. 1,75.

0

I

I


486

BOLLETTINO

B IBLIOGRAFICO

.M UZ8AU, HUTER et GASSELI N, capitaines d'artillerie. Re.'Jtmié tles 01ut1•t1lùnu tle l'tt1•lille1•ie tdle11u.,nde pentl<u, t les .'Jiéye.<1 de.<J f,n•te,•e.ue.'J {1•1iuçwi.,;e.-.; ,1u I S 7 6 - 7:1., cl·' a1>rès lm, hislo1•it1ues t>ublié.<J 1no• l'i111speetion !Jé1tét•t1le cle l' ll'l'l'fl . 1n•us.'Ju!1uie. . t .e1•ut ,-,1eges de 1/e ,·tluu, 'J['lt io·, n;ille, Soi;;sous, el(i. - In-8·, avec fig. et pi. Nancy e t Paris 1878 Berger-LivraulL. Prezzo L. 4-. ' ' #o_• •

•

CASTELLANE (Comte de). !Ol,1,Ìl9'!1, souvenh• ·,1e l'tf1•mée ,in!1laitu1 e,ì 01•imée. - ln-18°. Paris, '1878, Levy . _ Prezzo L . 3,50. J · ) . R ., chef d'es cacfron d'artillerie . IJes iuslitulfons militab•e s

de la t 1•oisième , •é1mb_lique. - ln-8°. Paris, Dumaine, '1878. - Prezzo L. 5. 8nslt•1.w fiou tlti ~ jnill,11 :l87S su,• le.-.; tJ•tivaux ,l'ét.;de ,lu ·s,1~·uice d'él<,l-mtijm· . - Paris, Dumaine, 1878. ~- Prezzo

cenL 50.

F . R?BEfn, chef' de bataillon . E;1.Je1•eiee.r,; d'fosi,•uct·i on. pt•titles Ct1tl1•es ~lans i'~nf,,.,,.,er ie, a vec H croquis. 2 éd1l10n, m-8°. Pans , Dumame, 1878. - Prezzo L. 2,50.

':?ue_

Géog,•,ipl,.ie 111iilittifre, l<rmwe, 2w• f'ascicule. - In-18" 1'11. à

264 p. Paris, Dumaine, 1878. -

Prezzo L. 2,50.

487

VV. R us·row, Obel'st. Der o,•ientnlis<Jl,e ll.rieg in seine'f' neue.<Jlen Pliti.<Je :IS71' uml :I.S7S. 7 (Sch luss) Lief. (La

guer ra d'Or iente nella s ua ultima fase, '1877 e 1878. 7• ed ultima pu ntata) . - Zi.irich, Orell, 1878. - Prezzo L. lc·/)0. N . SPALENY, Haupt. Riicl,blic/;.e auf die ,•us.<Jisc/~e Tal.ti/•. ,Je,• Wet'!JtiHfJenlu!il 1uul Get1euwm•t. (Sguardo retrospet-

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Gratz,

1'1,niove'll'-ti ltlotiz-Btwli fiit• den Comp,ig11:ie-Clu!f «le,• lnfanterit!.. (Memoriale per il comandante di compagnia della fanteria). - Postdam , Di.iring, '1878. - Prezzo L. 1,50.

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BAUER u. Gi.irlGEY. /Jlititii1•-/ldmin.i.d r"tim, . Oel,m,.omi.<Jc/i,ulininis t,•(lt ·itJet• Die11.<Jtbell'ieb t,ei ,~i1w1• li11tei•flbtl,.e ilu.11.t1 ,l,!t' I. I, . .llee1•es. 2 Aufi. (Amminis trazione mili tare.

Servizio economico,amministrativo presso un reparto inferiore) . - 2" edizione. Wie.Q., S eidel, 1878. - Prezzo L. 3,50.

1

lltfndbucli fih• ,Ue llais. 11.i,n /11•Ulle1•i,~. 2 Theil. 12 Abs-

BormoNE, général. Gtr1•ib,t.ld·i , . tu, ·u ie, ses atJeutu,•es, ses eomln,t.<J . Portrait par GJLL. - Jn 18°. Paris, Dentu, 1878. Prezzo L. 2.

chnitt. (Manuale per artiglier ia. 2• parte, 12° capi tolo). - Wien, Seidel, 1878. - · Prezzo L . 3.

B. v . BA ERHNSPRUNG, rittm. Gescl,.icl,1e des wes11n·eus.t lscl,eu

HbFFMANN v. WELLENHOF, Milit.- Intencl . 6Jie /FPlll -f/'e1•pflefJ•.m!1 im deut.<Jelten J1dee1•e. Dm1•r1e.-.;telll nl11el• den E,•fn1n•-

ll.iira.<J,<;iei·- Bef1il,aents i}l. @ i,on. ,'iei11e1• Slif ltou l.1is 1 zm• _ Gef1emmu•1. 17:17-:18,1'7 . (Storia del r eg o·imen lo co-

uu!1en i,n l"eltlzt1fJC IS70-7:I, tmtl i n 17e1•t1leiclu1 zu unse,·en. IEiu.,•iclt11mgen . (L'ap prnvigionarnqnto dei vi veri

ra~z1er1 N . 5 d.aUa sua istituzione Dno al pcesente) _ Berlin M1Uler, 1.878. - Prezzo L. 16,50. '

in campagna nell'eser cito tedesco, secondo le esperienze cl~lla guerra 1870-71, e in confronto alle nostre istituzioni). - ~ \Vien, S eidel, 1878. - Prezzo L. 2. ·

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l<eld-Ttis cl, enbucl, /tb• f>ffieie,•e le,·. lflt1ffe1t tle1• deut11clten ll11•1nee zton li.rieys-muiF,·,~deus~~ebr~meli. (Manuale_ tas cabile per ufficiale di tutte

B uscHBECK-HELDORF's

le armi del! esercito tedesco, s ia m guerra sia in pace. 4• ediz10ne . accurat_a ment~ r i_veduta e_ completata, compilata da parecclu ufficiali pruss1an1J. -- 6· dispensa. Berlin, Hempel, 1878. - Prezzo I_,. 1,50.

lnsh•,wlion fii',• ,lie Zm•s fot•t.my tle1• l.?isenbfl.lanen utul Tel.e fJ''",JJlt.en tlul't:lt tlfo J!•-i<nmiet't!- Ziige de1• li. k. limmlle,•ie- Re!Jinìentm•. (Istruzione per la dis truzione delle

fer rovie e dei telegrafi per mezzo dei plotoni di pionieri dei r eggimenti di cavalleria). - Wien , k . k. Hof-u-Staatsdru, '1878. - Prezzo L. 1.


488

BOLLET1.'INO BIBLIOCRAFICO

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F . RAu, Piemierlient. Gescl,ic/ate des

Il Direttore ORESTE BARATIE RI Maggiore nei Bersaglieri.

DEMARCHI CARLO,

gerente.


RIVISTA ESTERA

LA LANDWEHR AUSTRO-UNGARICA Chi ha seguito in questi ultimi anni lo sviluppo delle nuove 1st1tuzioni militari della monarchia austro-ungarica ha dovuto notare: ·1 a La cura assidua posta dal ministero cisleitauo per la difesa nazional<} ( 1) a correggere alcuni· <lifctti delle prime leggi di organizzazione, segnatamente a provvedere alla mancanza di quadri p~rmanent.i in tempo di paèe per l'istruzione delle reclute provenienti direttamente dalla leva, le cp.ia li formano la massa principale e l'~lemento più giovane della landwehr. 2.0 I continui sforzi del ministero ungherese per la difesa nazionale affine di ottenere per le nnità tau.iche della fanteria e della cavalleria della Jaudwehr, già provvist<~ di quadri permanenti, i corrispondenti riparti d'artiglieria e di truppe tecniche. Le cure di ambo i ministri furono coronate da successo. Malgrado la viva opposizione del parlamento, con le leggi 1° luglio ·1872. e H maggio 1874 tanto la fanteria della landwehr cisleitam quanto i ber:;aglieri nazionali tirolesi (D:inde.ssclcutzen) ebbero cli quadri permanenti d'istruzione ; per lo che crebbe d'assai il valore cli queste truppe, le qnftli per lo innan.zi esprimevano, militarmente parlando , più una cifra che mia forza . Le divisioni di H.'on'IJed furono dotate di batterie di mitragliatrici e saranno forse tra breve forni te cli alcuni riparti di pionieri. Per la 1

1

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(1) ln Austria-Ungheria esistono tre ministeri di ca.rattere militare, cioè: I O li ministero dell a guerra che ha autorità su tutto l'esercito dell' impero; 2° Il ministero per -la difesa del paese dei regni e paesi rappresentati nel R eich.srath., del Tirolo e del Voralberg; 3° Il min'stero per la d ifesa del paese delle regioni dipendenti dalla corona ungarica.

Rivtsta e stera.

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490

R IVISTA

qual cosa se si tien calcolo del grande valore che queste truppe aveano per lo passato quali trup·pe cli seconda linea e dell'interessamento costante che tutta l'Ungheria pone per aumentarlo, dob biamo rico110scere che esse oggigiorno possono considerarsi discrete truppe di prima linea e che il governo di. Vienna non rischiò troppo stabilendo che 7 divisioni di Honved siano inquadrate sin dal principio della campagna nei corpi d'armata di 1a linea ('I) . Di qui una rela7,ione più intima che altrov<1 fra truppe di pri ma e di seconda linea e di qui. i l bisogno di studiare codesta istituzione ad utile ammaestramento . 1

La landwelw è destinata a rin l'orzare e sostenere, in tempo di guerra, l'esercito di prima linea e a difendere l'interno della monarchia, e può anche, in via eccezionale, servire in tempo di pace al manteni mento della sicurezza pubblica . Essa non può essere mobilitata che dietro ordine dell'imperatore, e non pnù esser chiamata a prestar servi7,io fuori dei confini della rnonarçhia se non mediante legge speciale del R:eichsrath. Quando pera ltro quest'ultimo noli sia radunato ed ogni ~itardo minacci la sicurezza dello Stato, può anche essere chiamata a prestar servizio fuori dei c;onJìni , con semplice decreto imperiale. La landwehr vien f'ormata : a) cogli uomini della riserva compiuto il loro servizio ( 11Oanui) 11ell'esercito attivo, i qua li vi sono ascritti per due anni; . b) con coscritti di leva, i qua li vi devono servire per ,f ~ anni; e) con volontari che, soddisfatti gli obb lighi loro di leva, vi si arrolano per due anni; d) con volontari che, compiuto il loro ciclo di servizio, si inscrivono per la durata di una guerra . Per l'occupa.ione del la Bosn ia e dcill'Erzegovioa furono mobilitati 5 batt.aglioo i di llonved e le operazion i di mobili tazione s i co mpierono con tale ccler,tà cd esattezza da meri tare l"cl,•gio di tutta la stampa. A prova di ciò toglia mo da lle Wehr-Zeilung del 28 ' agosto i seguenti dati che riguardano il 65° ba ttaglione e cbe dimostrano il perfet to fu nzionamento dei magazzini cli dotazione di. ques ta milizia: Il 17 agosto alle 8 '/, pomcridianH gitruse l'ordine della mobilitazione; nella notte s tessa s i presentarono N. 20 uomini; il giorno 18 » » 80 (1)

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i poc hi ritardatar i. Dal 2\l al 25 il bauaglione si arma e si equipaggia, ed il 26 parto per la _sun destinazione . »

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ESTERA

49'1

;Le condizioni per esservi ammessi sono : a) Cittadinanza nella rispettiva metà dell' impero; , .. . . b) Attitudine fisica e morale e statura come per 1esercito attivo, e) Età cli almeno 17 anni. .GJi ufficiali ('I) provengono normalmente: a) Dagli ufficiali dell'esercito attivo; .b) Dagli nfficiali delJa riserva; e) Dai promossi nella lanclwehr stessa (2). . . L'ordinamento della landwebr è puramente territoriale. In tempo ,di pace tutte le persone appartene1:1ti a!la .l~ndwel~,·. non atf!i,'1:~. (3) rimangono alle loro case (meno nei penod1 della l,_lnamata pe1 1str_u: zione e per esercitazioni) e sono soggette alle leggi ed alle auton ta ,civili . · · 1· · La landwehr att·ifDa invece, composta sia di volontari sia e1 gregari ,del primo anno, è soggetta alle leggi milita_ri . In essa il servizio ri.spetto alla ferma viene computato come tnplo. . In tempo di pace la landwehr clipende dal propr~o . m1n~stero per Ja difesa cli~I paese in tutto ciò cht} riguarda l'ammm1strazwne e. dc~~ pr0 prio comandante per tutto ci_ò che . ha rapp?rto c~lle open~z10~1 .militari; in tempo di gu.errn poi contmua a dipender e dal p10pr10 ministero per la· parte ammi nistrativa, e dipende .i~vece dal. com~n·dante t;upremo clel l'esercito atti vo per la part.e m1l.1.tare. Panment1.le spese stanno tL1tte a carico dei ministeri per Ja chiesa . del , p~ese ~n tempo di pace ed a carico del ministero deJla guerra appena e ordinata la mobilitazione. . . , Malgrado che la légge ge~erale sul!a land1cehr s1~ m. '.11assJ}na ·uguale per tut.ta la monarchia , non d1 meno nei s.u o1 particolar I è (I) Gli ufficiali d'ella landwehr sono nomina.t i tutti dall'imper.a tore ed hann.o diritti ~ dist in tivi di grado pari a quelli ctel!'esel'cito attivo. Ques ti però hanno s m pr1 m1. la prece <leoza nelle riu nioni uffit iali. , rima costitu(,,J Nel 1869, quando fu applicata la nu ova legge su,la lan<lwebr, per la P .ziooe dei quadri ful'O no presi ino ltre : . ., .. 1• Gli ufficiali pensionati ancora idonei a presta r~ qu.alche servn,o,. • , . 2• Gli ufficiali dimissionali che non erano lllSCrittt ne, quadri della n set ,_a, , . 30 Alcun i borghesi che aveano sodd isfatto al loro obbhgv al scrv1z10 ooll ~sei c: at; it ivo e che, avendone le qualità necessarie, fecero domanda eh essere [lromo,s1 u eia 1 . ,nella landwehr; . ,1• r sottufficiali della landwehr che subiro no un apposito esame. . (S) La landwohr si divide in attiva e non attiva. J.,a p1:1ma co mprend.e tutte ~uelle. pe1.I · temrio di pace prestano re"olarc serviz,o ne, quadri , negh stalnbmenh m,sone rn · le autoritil territol'iali della Q litari ee iepresso lantlwcbr e a d esse sono e orrisposte le com• pe-tenze d'attivitil; la seconda iJlvece comprende tuUe quelle persone cbe prestano un .-servizio in termi ttente.


492

RIVISTA

ESTERA

molto diversa a seconda delle regioni; epperciò devonsi considerare tre specie di Iandwehr costituite dagli stessi eleme_nti, ma amministrate separatamente ed ordinate in modo speciale. Esse sono: O ,J La landwehr imperiale o cisleit.ana, per i paesi rappresentati al R.eichsmth. 2'1 La landwelvr del Tirolo e del Voralberg (L andesschiitzen). 3° La landwehr ungherese (Howoed). .

Il ministero si divide in un segretariato generale (Prasidial-B1l~eau) e 6 dipartimenti, per i quali ha il seguente personale: 1 ministro col grado di generale o di colonnello; ,f capo- sezione; . per il segretariato generale 2 consiglieri ministeriali; · e la direzione centrale consigliere di sezione; 5 segretari; 2 vice- segretari; 2 minutanti (Concipi-sten); 2 colonnelli; ,, tenente colonnello; 1 maggiore; per gli affari militari 3 capitani; 3 tenenti; intendente superiore; 2 sottintendenti; contabile superiore; 2. contabili; per la contubiHtO 8 revisori dei conti; 8 ufficiali contabili ; ,1 direttore superiore; 1 sotto-direttore; 4 aggiunti; per gli affari d'ordine 7 ufficiali comandati; 10 scrivani; 2.0 inservienti.

Landwehr cisleitana ( 1). Dipende dalle seguenti autorità permanentemen·te costituite: 4° Ministero cisleitano per la difesa del paese; 2° Comando supremo della landwehr cisleitana e dei tiratori nazionali; 3° Comandi territoriali ·di landwehr; il- 0 Uffici di matricola. Il ministero cisleit.ano risiede in Vienna ed ha autorità suprema su tutta la landwehr cisleitana e sui bersaglieri nazionali dcJ Tirolo e del Voralberg (2.). Esso si occupa specialmente: A) In tempo di pace : 1° Dei ruoli e della divisione del personale fra le .varie autorità tattiche; 2.• Degli affari personali degli ufficiali e delle n~lative proposte d'avanzamento; 3° Degli afl'ari personali della bassa forza; 4° Della provvista degli oggetti di vestiario, d'equipaggiamento e d'arredamento; 5° Della direzione degli esercizi autunnali; 6° Della chiamata di una parte della Jandwehr, quando ciò sia necessario. B) In tempo di guerra : 1a Della rapida chiamata delle classi di landwchr e della pronta c-0stituzione delle unità ' tattiche; - 2° Del loro 1irmamento ed equipaggiamento; 3° Dello . studio e preparazione del teatro di guerra in armonia col comando supremo dell'esercito. · (l) Il suo ord iname nto è basato s ulle leggi del 18 maggio l8G9 del 10 [u o! io 1877 8 de l 0 '

H maggio 1874.

. (2) D_a questo ministe ro d ipende pure la gendarmeria cisleitana e l'ispettore di questa e considera to c ome un organo ausiliario de l ministero stesso .

493

l

90

Il comandante supremo della lanc/;welllr cisleitana ~ d'or~linario. l~n tenente marescia.llo. Suo còmpito è di sorvegliarne l'1struz10ne militare ·e la disciplina, di fare rntte le proposte riguarda~ti il personale de1Yli ufficiali, cli assicurarsi del buon andamento d'ogni ramo del se~·vi;io mediante frequenti viaggi d'ispezione. Risiede J~°.rmalmente m Vienna ccl è l'intermediario tra il ministero per la d1tesa del paese e le allre aut.orità e riparti della landwehr. Il suo ufficio si compone cli: ,f generale, sottocornandante; ~ ufficiale superiore, aiutante; 1 capit:ano; ufficiale d'ordinanza;


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R IVI:!iTA

1 ufficiale d'amministrazione; 5 attendenti. I comandanti generali e militari dell'esercito permanente funzionano· pure da comandanti di Jandwehr. Essi dipendono per gli affari mi-· litari dal comandante supremo,. e per gli affari amministrativi dal ministero per la difesa del paese, cd hanno nel loro territorio le medesime attribuzioni che il comandante supremo ha su tutta la la11clwehr .. A tale uopo dispongono del seguente personale: 1 ufficia le superiore o capitano, come aiutante; -1 ufficiale suba \terno; ~ scrivani; usciere.

I comandi di landwelvr sono sei, e risiedono a Vienna, Ilr'ùnn, Gratz, Praga, Lemberg e Zara . · Ciascun comando territoriale si suddivide in distretti di battaglione in base alle condizioni di territorio e di popolazione cd avuto riguardo possibilmente alla circoscrizione politica e di reclutamento, e ciaseuu distretto di bauaglioue si suddivide a sua volfa in ,t distretti di compagnia. Gli S![Uadroni cli landwchr però si recintano in parecchi distretti cli battaglione, ed il riparto di cacciatori dalmati a cavallo, nei due distretti di battaglione della Dalmazia superiore. Gli ufficiali e la truppa dei battaglioni, degli squadroni e del riparto cacciatori dalmati a cavallo, sono tenuti a ruolo e riparli ti nelle rispettive unità tattiche. Queste ammoniauo a: 62 battaglioni cli fanteria ì di (t. compagnie llttive, 4 di riserva ccl tf 9 (2) id. cli cacciatori ) una di deposito (,f ); Hl scpiadroni di dragoni ; ,f 3 id. di ulani; Un riparto di cacciatori dalmati a cavallo; e sono così divisi tra sei comandi territoriali. ( lJ In tempo di pace hanno quadri speciali c he vedremo in seguito. (2) Attualmente però oon ne esistono ell e 18 poiché manca uno (810) di quelli asse-· gnati al CO!!)ando di Zara.

495 .

ESTERA

Comandi d i landwebr

Com, di Vienna. Id Id.

Bronn. GriJtZ.

[d. Id . ld.

Praga. Le mbe rg . Zara.

Battaglioni d ipenden ti da ogni coma ndo

Cir~oscr izione ge ogrn fica

Austria superiore ed inferiorc e Salisburgo. Moravia e Slcisia . Stiria, Ca ri nzia. Carniola e litora le adriatico. Boemia. Galizia e Ducovina. Da lcnaz:a

8 battagl cacc, 11

3 8

24

id. id . id

fan t. id . cacc.

id.

font. id . cacc .

2,t

id

3

id.

Squadroni dipendenti da ogn i comando 2 squad. dragoni. 2 2

id. id.

id . id.

id, fl id. ]$ id ulan i. sezione caccial tori a cavallo .

Degli uomini provenienti dall'artiglieria, d~I e irupf)e tr~cniche, dalle compagnie di sanità e dai riparti ~elle s~ss~st~nz<\ e ten-~1~0.u_n ru_ol~ speciale. In tempo di guerra quelh ~ art1ghena sou.o d~»tm,:t1 a ~11~forzare l'artigl ieria da forte7,za, quelli delle truppe tecm~he/ le ,1~1 tezze od ai la vori tecnici sul teatro della guerra e_quel,1_1 di_ :samta e delle sussistenze ~1gli stabilimenti di riserva nella sh~ra cl 1mpwgo della landwchr. Per la tenuta dei ruoli e delle situazioni, per l' ~mmi1~istra1,ione dei magazzini, per ngevolare la rnobilitazi~ne e, per l'1str_ui10nc degl~ nfficia!i e della truppa, in ciascu1~ hattagl10n_e 1~ tent_tto m tempo_ ~1 pace un quadro che funziona da comando eh battaglione e da ufficio di matricola. Per ogni battaglione il quadro comprendo (,f): , . ,1 ufficiale superiore o :-a~ita!10, comandan,te \E scelto ,1~ ~noci~ che sul tolale dei batiagliont v1 sia al massimo l e cli col~nne11J, l odi tenenti colonnelli, '/ $ cli maggiori ed il resto di capitam); · ,1 nOìciale cli matricola e d'amministrazione; 4 ufficiali ,1 cadetto ,1 furiere istrnttori; 2 sergenti 4 caporali 4 vice- caporali 1

(1) Per il riparto dei cacciatori _dalmati havvi un quadro speciale, così concepi to: l ufficiale inferiore Ì ·

1 serge nte ( montati. 2 c aporali \ 8 cacc,atorì J" I attendente smonta to.


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R IVISTA

H soldnti, di cui 16 aspiranti graduati (Chargen-Schù lei'); 1 fu riere contabile; ,1 armaiuolo; 2 tamburini o trombeuieri. Ad ~g~i <l ist,_·e~t? è iuol~r~ _addetto un furi ere per la tenuta degli ele11~l11 d1 d~m1c1lio e pel d1s1mpegno degli a!Tari che sono devoluti al c~1str~tto n guarclo agli uomini clelt'eserc1to pei·manente in licenza od 111 ri~e1:,•a. Questo fu riere e l'_uOiciale di matricola non abbandonano 1na1 il capoluogo elci distretto. _I gregari componeuti il <ruadro del distretto, ecceuuato il furiere distrettuale e l'armainolo, sono possibilmente tutti volontari . 1 sot~ufficinli i qu_ali , dopo un anno cli servizio attivo in un rpwclro o compmta la loro Jerma nell'esercito permanente, s'impegnano ad u~~ nuova forma nella landwehr, possono ricevere il premio di ser~!Zlo a!I~ cn~Hlizioui rid1ieste per l'esercito pcrmane111e, ed i11 tnl caso il son·1z10 vien loro compu tato come doppio rispeuo atta durata dell'obbligo. Le 1:ecluto direttamente ascritto :.1 tle truppe a piedi ccl ai c,1cciatori clalmall, sono ~e1· regola istrntte dai quadri per 8 scltimnuo le primo, e per tre m~s1 I~ sec.ond~. . Presso . ciascun quaclro esiste poi uua s~nol11 p~l' . gl_, asp1ran l_1 _ufficiali e viene impartita l'istruzione speciale ai ;;ottuJI,c,ah, tam burmi , trombetti eri , ecc . . P~r l_'istruziou~ tattica, ogni anno dopo le messi hanno luogo oserc11az1orn, lo quah per le trn ppe a piedi consistono: a) in esercitazioni cli battaglione della durata cli 3 settimane o<>ni clu~ anni, in occasione delle quali i battaglioni prendono parto alt~rnat,varnente nlle grandi manovre dell'esercito; iu ~scrcitazioni di c·ompagnia della durata di H giorni negl i anni m cui _no~ h~n~o lt~ogo quelle di battaglione (1) . . Alle eser_c1t_az1011.1 dr cu, alla lettera a) possono essere chiamati tutti 1 landwehnsll; a quelle della lettera b) solo quelli incorporati direttamente nella landwehr e nei primi sci anni cli ser,izio. Vi sono inoltre chiamati i uccessari graduati, tamburini e trombettieri. I landwehristi cli cavalleria provenienti dalla riserva clell'e·ercito non .son~ chiamati ad eserci tazioni; quelli di reu~mente incorporati nei cacc,ator, a cavallo possono invece osscrc chiamati nel esercitazioni annuali di 3 setlimnnc dm:mte i primi sei anni di servizio Pari-

.b!

(I)_ Non .•i. è compreso il giorno impiega to per la vcstiilone e' quello per la svcstìzione doi;h uomm1.

ESTf:RA

.497

menti possono essere chiamati ogni due anni ad esercitazioni di tre settimane gli ufficiati di cava ll eria. Quando per nnn cnusa qualunque non ha tnogo in nn anno un'esercitazione nei primi sei anni cli servizio, essa può essere ripresa nell'anno di servizio segueute, purchè non si riuniscano dLle di tali esercitazioni in u11 0 stesso anno. L'ordine della. chiamata deve essere inviato a11li interessati almeno D 4 settimane prima dell'epoca de6tioata. Le osenzioui sono serbate a casi eccezionali. Alcuni uomini cli land11;eh1· sono pure esercitati net servizio di pionieri di fa nteria e cli portatori dei rcriti per l'esercito attivo . Dietro richiesta dei comandanti cli lanclwehr, possono eccezionalmente venir comandati alte esercitazioni cli questa, ufficiali dell'esercito. Ciascnn comand:rn te cli hnwiglione dopo gli esercizi deve presentare uua relaziono al rispettivo comando territoriale cli lnndwchr. Gli uomini che non ,i prendono parte vengono annualmente riuniti (in nbito borghese) do po le messi nel tnogo cli residenza riel comando di compagnia , ove però non possono essere trattenu ti per più d'un giorno . Scopo principale di questa riunione anmrn te è: 1° Verificare J' esistenza degli uomini inscÌ·itti nei ruoti ; 2° Portare a loro. conoscenza il regolamento e te prescrizioni che li riguardano; 3° P rovvedere ai rcdami riguardanti il servizio nella l andwehr; 4° AY,ertirr coloro che hanno diritto al congedo; 5° Disporre por quelli che mancano alta rassegna. In ogni compagnia pllssono essere tenute contemporanea mente o successivamente varie di queste rassegne nel posto più vicino e più comodo pci convocancli, i qttali ciascuna volta non devono oltrepassare la cifra di ·150. Gli ufficiali che non prendono parte alle esercitazioni vengono annualmente riuniti a rappono dal comandante di hauagtio11e o dal capitano direttore dell'ufficio tli matricola. Essi vi devono intervenire in divisa . La chiamata dogli uo111ini di la11clwehr in caso di mohititaziouc, ha luogo in segu ito ad ordin e elci nrinistero della difesa del paese e per mezzo clell'uflicio di matricola del battaglione e dei fn rieri di compagnia. 4 Le provviste di vestiario, armi e munizioni sono tenute nei capoluoghi dei distrett.i di battaglione, e, clo,e lo circostanze lo permet1


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R I VISTA

ESTERA

tono, nei magazzini stessi del deposito dei reggimenti di ' fanteria e cavalleria del rispettivo distretto. Per uso esclusivo della landwelw cislcitana esistono i seguenti istituti e stabilimenti: ·1° Scuole per gli .aspiranti ufficiali, presso ogn i comando di land:.. wehr eccettuato quello di Zara; 2° Corso per gli ufficiali su periori, in Vieu na; 3° Deposit.o principale d'equipaggia1i1ento.

b) del presidente della Dieta (LandeshaitJJlmann) o del suo snpplente; • e) di tre deputati della Dieta, dei quali due del Tirolo cd uno del Voralberg; d) di un consigliere del governatore (Referent.en der Stathalte1·ei) per la parte politica; e) di un intendente della landwehr per la parte economica; I) cli nn ufficiale cli stato maggiore o di uu capi tano dei cacciatori, per la parte militare ; inoltre vi si agginnge in date circostanze il cornandante milit-are delle due provincie;, un comandante di baLtaglione dei cacciatori e l'aiutante del comando della di fesa . Infine per meglio sorvegliare l'esecuzione degli ordini del consiglio, havvi nel Voralberg un comitato speciale composto di un impiegato politico e cli un nflìcia le dei bersaglieri nazionali, scelti ambedue dal · consiglio stesso . Comandante militare della difesa è lo stesse comandante della divisione di Innsbruck. Pel suo tramite devono passare tutte le disposizioni e tutti gli ordini che il consiglio supremo vuol comunicare ai comanclan ti dei distretti. Egli è inoltre autorizzato a prendere verso questi i provvedimenti necc~ssari per l'interesse del servizio, riferendo al con~iglio suprerno quel li che spiccano per maggior importanza . Tutte le autoritù della difesa del paese sono subordinate in tempo di guerra al generale (nominato appositamente dall'imperatore) il quale dirir,e l'impieo-o delle tl'll[)pe o in modo indipendente od in accordo a . V colle operazioni dell'esercito attivo. I bersaglieri nazionali costituiscono: A) In tempo di pace: 1o 1O battaglion i stanziali di 4 compagnie.ciascuno; ~ 0 '.2. squadroni. I battaglioni portano l'indicazione della parte del paese nella quale sono più specialmente reclutati, ossia: il ,1°hattag. , col lasecleaSchwag è denominato Unter-lnnthal :za >> i> Inusbruck >> fou sbr}1ck e Wi ppthal, 3° » » Imst » Ober-Innthal, Jo » » ~feran · >) Ober- Etschthal, Adige e Fiemme, 50 Bolzano » Pusterthal, 60 Brnneck. Noce e Avisio, '70 Mezzo Lomha rdo go >) Trento e Va lsugana, Trento /) Rovereclo e Sarca, J) 90 Ri va Voralberg. Bregenz 10°

Landwehr del Tirolo e del Voralberg ('I) ( Bmaglieri nazionali,).

Il Tirolo cd il Yoralberg :;ono soggetti all'obbligo del servizio militare come le altre parti dell'impero e concorrono alla difesa co in une col fornire regolari contingenti annui all'esercito permanente. Lo dne provincie però formano un solo circolo di reclutamento che som mi-· nistra uomini soltanto al reggimento cacciatori dell' imperatore {l(ai.s&r lii.gei) (2) . Nell'organizzazione della land1oehr invece questi due paesi formano u11 .gruppo a parte e costitu iscono un corpo disLinto di lumagli&i·i nazionCtl1, ( Landesschutzen), i quali di pendono bensì dal ministero . <Jislcilano per la di f'esa del paèse e dal ·comando supremo della frmdwehr cisleitana, ma queste due autorità fanno scutire la loro azioue pe1: n~ezzo cl! ~ltre due c!Je hanno un carattere territo11iale speciale, ossi.~ ·11 cons,.ghà' :-npremo per la difosa (Landes- Verthe'icligimgs-Oberbehorde) ed 11 comando Jll ilit~ire per 111 di fc~a del paese (/,c1J1ides-Vertkeid:i,giings-T(on111nando) resideu ti in Innsbrnck. Oltre a ciò i ber. sagl ieri nazionali non possono essere obbligati ad oltrepassare le frontiere del Tirolo e del Yoralberg se urrn quando lo esigono le condiziÒni locali delle medesime in rcln1.ione colla difosa strategica, ovvero intervenga un'autorizzazione esplicita della Dieta (Lcindtag). In tempo di guerra il <JOllsiglio supremo dirige le operazio1Ìi di difes~ cd in tempo cli pace esercita l'auLOritù di miuiste~·o per la difesa naz10nale, dal quale riceve istruiioni. Esso si compone: a) del governatore delle due provi1H.:ie (Stnthalter) o del sno supp lente, quale presidente; (1) È regolata dalle leggi del 19 dicembre 1870 e del 14 maggio ·1Si4. (2) Questo reggimentc> è quasi sempre dislocato nel Tirolo e nel Voralbern e mJnda un battaglione in distaccamento nelle nlt1·e parti dall'impero, preferibilmente nelle mootuose.

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R1V1ST4,

B) In tempo di guerra : ,Ogni battaglione moJlile ne forma uno di riserva_ed una compagnia ·di deposito . I quadri di ciascun battaglione sono: In tempo In tempo di guerra di pace quadro pel'cna- DattfJgl. Dat_tagl. Compag. nente mobile eh riserva didoposito

~-

Uffi?ial~ superiore comandante (1) . Cap1tan1 . . . . . . Ufficiali subalterni . . : · · ,Ufficiale di matricola. M'eclici . . Cappellano Cadetti . Sottulficia!i . Capora li . . Soldati (4) .

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ten;i po di pace

Quadro di uno squadrone da campo '

Maggiore o capitano Capitano. Suba lterni Cadetti Sottufficiali Caporali Soldati

I

4

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1

:2,, 3

4 1

1

2·1

16 456

32

185

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Totale

3

2

4 5 (3) 27 74 4. 21 902

I Quadro.mcomune

))

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,J

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1 4 15 (2)

2

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.37

.Forza totale del distretto

,J

1

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50'1

ESTERA

·1

6 ,t6 213

--'iH-0

--

I due sc1uadroni poi dei bersaglieri a cavallo hanno in tempo di ~ace un quadro comune (stabili to in Inosbruck) il c1uale si divide m due~ al momento della mobilitazione. I loro quadri sono _i seguenti : . (l) Nel. quadro dogli ufficiali superiori possono essere compresi '/, di co lonnell i·ed '/ d 1 tenenti colonnelli. · ' (2l. F,·a i quali è compreso l'aiutante di bat taglione, l'ufficiale contabile e l'ufficiale delle ·sussistenze. (3) Vi e com preso il furiere distrettuale. (1) .Pra questi. sono compresi 1 zappatori, l'armaiuolo, i port.aferiti, i trombettieri e 10 .art,ghen, 1 quah ul timi sono des tina ti a rinforzare le batterie che troyansi nel Tirolo.

L'estensione d'ogni distret.to di bat.taglione e circolo cli compagnia viene regolata in base alla divisione politica, alla popolazione cd alle. comunicazioni. I bersaglieri a cavallo invece sono reclutati su tntto il territorio delle due regioni . I bersaglieri sono somministrati : a) dagli uomini cli riserva compiuta la for ma nel l'esercito attivo; b) dagli uomini della riserva cli complemento (Erzatz- Reser'Ve),, c-0rnpiuto il 30° anno d'età; e) dagli uomini appartenenti alle tre prime· classi d'età ed eccedenti al completamento del reggimento cacciatori dell'imperatore; . d) dagli uomini che, compita la loro ferma nell'esercito attivo, si obbligano a volontario servizio. L'istruzione delle reclute e le eserci tazioni autunrn1li sono regolate come nella landwehr cisleitana; una parte però dei bersaglieri viene chiamata due volte all'anno. per eseguire nel rispettivo comune tiri al bersaglio, della durata non maggiore di un giorno. Il consiglio del la difesa destina ogni anno i circoli nei quali devono aver luogo i tiri al bersaglio cd i comnni sono obbligati a provvedere il materiale per i bersagli el, quando non esiste un locale militare, devono prepararne uno del la lunghezza non minore di 600 passi . Per l'epoca fissata poi vengono rimesse alle autorità municipali le armi e le munizioni necessarie ed accordata loro una speciale indennità per· conservarle e ripararle. ' Gli ufficiali sono obbligati ad assistere tutt.i al l'esecuzione dei tiri. Inoltre i comandanti di battaglione destinano per ogni comune un aato nnnwro d'istruttori (sottufficial i, capora li o tiratori scelti), preferendo . i volontari.


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Ogni istrullore riceve: a) un compenso per ogni tiratore che compie il tiro ~otto la sua direzione; b) J'c;;d usione da una esercitazione autunnale ogni due anni che assiste con attività al tiro. 1 tiratori vengono poscia classiGcati da uun commissione uorn inata dal consiglio della difesa ed i migliori ricevono i seguen ti rnntaggi ed onorificenze: a) La nom.ioa di tiratore scelto; b) Un ccrtiGc..uo di ti ratore; e) Un soprassoldo durante il servizio attivo; cl) L'esenzione da ll'in tervenire ad altri ti ri, se non nella qualità cl 'istruLLore; e) li diritto di munire il fucile della forchetta d'nppoggio (Feldsteclcer); f) li diritto di usare un proprio fucile (di rnod,•llo) im'ece di quello erariale, purchè vi si adatti no le ca rtucce del fucile cniria le. Generalmente dopo il ti ro a]· Lers11glio viene passala ai cacciatori una rivista di controllo nel modo istesso come nella lanclwchr cislcitana. Gli istituti e staliil i1JJenti militari per i cacciatori 11.:izionali sono : 1° La scuola per gli aspiranti ufliciali, presso il comando mil itare cli lnnsbruck; . 0 ~ I l corso per gli uflìcinl i superiori (quello di Vienna della laudwchr ci:;lcitana); 3° li deposito principalr. cl'equi pnggiarnento, Innsbruk . 1

Landwehr ungherese ( ffonieds) ( 11) . Le autori ti1 supremo della landicehr sono: 1° Il ministro per la difesa riel paese, residente in Budapest; 2° Il comandante supo1·iorn degli honveds; 3° I comandi di distretto . Esse hanno le stesse attribuzioni delle corrispondenti della land1oehr cislei tana . li ministero si di vide in un segretariato generalo, in 4- sezioni

(I) Il suo ordinamen to ò bas·1to sulla legge del 13 maggio 1869 e ~ulla eircoloro ministeriale dclii 17 aprile 1874.

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EST ERA

R I VISTA

(ciascuna delle quali comprende 2 di visioni) cd in una divisione indipendente. Esso è costitui to dal seguente personale: 11 ministro , 1 segretario di ~tato, . . 1 urTiciale superiore e 3 consiglieri come cnpt-sez1one, per la 6 consiglieri cl i se1.iouc e 2 nlliciali superiori come direzione; capi- di visiono, ,t ulliciale superiore come relatore della divisione ~cgreteria, 3 ufnciali superiori, i capitani, 7 suhalLerni, 11 medico, por le uditore, so1.ioni militari; 1 iu tondente o sottintendente, 1 veterinario, 8 segretari, 2.6 fro scri tturn li ed all ievi, •I direttore, .i, consiglieri d'amministrazione, per la 25 ufTiciali coll tabili, coutabi lità; archi ,·ista, •I direttore, per gli 3 so ttodirettori, urfici 24- cancellieri , ausiliari. 1

l

,127

l

I l cornando supremo si compone di 1 generale corna~dante'. 4 ufliciale superiore, :uutanle; . 2 nrrìciali cl'ordinauza; 2 seritturali; usciere; i atteuclenti. 112 Il terri torio elci rngno ungnrico e elci regno della Croazia e della Slavonia è diviso in 7 distretti di Janclwehr, ognuno cloi quali ha un comando permanente così composto : (1) (1) In lcmpo di guc1•ru ogni co mando d i distretto si trasforma iu comando rii divisione , a din't!renza licita londwchr cìsleitoua la quale, corno vedemmo, non ha in tempo di pace che i soli quadri di battaglia.


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RIVISTA

1 4 3 ~

I

3 2

:rn

maggior generale o colonnello, comandan te; ufficiale superiore di cavalleria; ufficiale d'ordinanza; impiegati d' intendenza; medico; uditore (giudico); scritturali; attendenti.

Ogn i distreuo forma poi le seguelll,i unità tattiche: 1 4° distretto (Pest) 13 battaglioni cli fante ria (4 compagnie); 2 reggimenti cava lleria (,~ squadroni); 3 sezioni di mitragliere (a 4- pezzi). )) (Szegedin) come il 1° clistrello. )) (Kaschern) •13 battaglioni di fa nteria; •I reggimento di cavalleria; 3 sezioni di mitragliere. 4,0 /) (P resburgo) come il precedente. )) ( Uucla) •I 4 battaglioni di fanteria; 2 reggimenti di cavalleria; 3 sezioni di mitragliere. (Klausomburg) 14- battaglioni di fanteria; 4 reggimento di cavalleria; 3 sezioni di mitragliere. )) -12 battagli oni di fanteria; (Agrarn) •I reggimento di cavalleria; 2 sezioni di mitragliere. Per cui si hanno: 92 battaglioni cli l'anteria; ,~O squadroni di cavalleria; 20 sezioni cli mitragliere. Ogni distretto cli divisione si divide in cin;oli di battaglione aventi per ciascuno un comando permanente cd i battaglioni sono raggruppati in due brigate ( 1) . In tempo di pace però le brigate non esiston.o che norniualrucnte , e non ham10 un comanclanLo speciale; ma ne la le veci il comandante di battaglione più anziano. In caso di mobilitazione poi ogni battaglione lascia nel circolo u11a ))

(l) Ogni briga ta si divido in due tutte le 7 divisioni.

½ brigate, lo qual i h anno un numero consecutivo in

ESTERA

505

compagnia di deposito, la qua l<' può formnre poscia ·un battaglione di seconda lin ea (~). I recro-imonti di cava lleria sono pure riuniti in brigate e ripartiti oO in divisioni di 2 squadroni, le qnali hauno in tempo di pace un comando auLonomo cosliLuito (2) presso il comando di reggimento, che dipende direuamcntc dal comandante del distretto. Ogni coma ndo di sq uadrone ha inoltro un riparto di rimonte che serve por J'ammaestramento dei cavalli giova11i (3) . In t,cmpo di pace ad ogui comando di reggimento di cavalleria incom be: •1° Il reclutamento degli uomi111 e quadrupedi per il rispettivo reggimenLo (!~); 2.0 La sorvegliauza dell'amministrazione dei singoli riparti; 3° Tutto truanto riguarda la dislocazioIW del reggimento e lo opportune vn riazioni; .i0 L'ispezione sul personale e quadru pedi dei comandi dipendenti e sn tntto ciò che riguartln l'istrm:ionc e la disciplina; o0 Ln preparazione a uua peonta mobi li tazione (5) . .Finalmente per l'alta sorvegliauza sui comandi di reggimento esisle in Jaszbereny u11 unico comando di brigata cli cavalleria. Le truppe rii fanteria sono iu mas~iina chiamalo ad cscrci tnzioni annuali, dopo i raccolti, per una durata di o settilllane, ma in modo che nessnn individuo sia chiamato più di 5 volte durante il suo servizio (6).

(l J Il 1° e 11• battaglion e formano 2 com1Jagnie di deposito. Ogni co muodo di squa<lrone si compone di 2 ufficiali e 32 individui di bassa forza, dei quali 17 sono montati. (3) O,.oi squadrone ricc,·e annualruCi;tc 38 cavalli giovani, ì quali dopo essere stati ammaestr:ri vengono da ti in consegna a i privati med iante una colllpctente retri buzione e vengono riLi ra ti per turn o. (d) A cl ogni roggìmento è assegnato un dato numero di circoli di battaglione per rifornirsi d'uomini Il quadrupedi. (5) Ogni dhisione (2 squadroni) lascia in tempo di guerra 1/ 1 sq,13drone di deposito ed ogni reggimento (meno il 3' e 1°) forma un plotonc-gnide dol qua le devousi tenere sempre pronti i ,·noli. (O) Ma lgrado sia contra rio alla legge, si segue invece un altro sistema, ossia, ogni battaglione tiene perfl!aneotoment.o costiLuita una compagnia formata e.la un plotone di ogni compagnia del battaglione, o le reclute ~·i sono chiamate per Luruo a ricevere un'istruzione di 6 m esi. Tale compognia si compone/1 d i I capitdno; .,~ eia •l a 6 suba lterni; ,., da 70 a 120 uomini di bassarorza.

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JUvtsla este1•a ,


506

J:'\lVJSTA

Gli uomini tuttavia che provengono dall'esercito attivo sono chiamati ad nna sola esercitazione. Le reclute di c,walleri,1 sono istrni te dai comandanti di scrtrndrone in due turni . Il primo comincia al 1° ottobre e le recinte ricevono un'istrnzione di 8 settimane e sono poscia trattenute alla sede dello squadrone sino alla fine cli aprile. Il secondo comincia al ·1° maggio, e le reclute, dopo l'istruzione di 8 settimane, rimangono alla sede dello squadrone sino alla fine delle esercitazioni .;iutunnali . O!tr:e alle scuole per i sottulliciali aspiranti al grado d'ufficiale, che vedemmo esistere presso ogui distretto (1), sonvi anche i seguenti stabilimenti ed istituti per uso esclusivo degli hori'Oeds : 1° Magazzino centrale di vestiario in Budapest; 2° Regia cm:nmissione per l'armamento degli howoed.s in Budapest, con succt1rsale a Presburgo; 8° Accademia Ludovica in Budapest; 4° S'Cuola centrale di cavalleria in Jaszbereny; 5° Scuola centrale pei sottufficiali asviranti ufficiali d'amministrazione iu Budapest; 6° Scu.ola centrale di tiro in Deva; 7° Commissione di sussistenza (Menage Commi.ssion) presso ogni grosso distaccamento di truppa . Il magazzino centrale di vestiario ·acquista e conserva gli oggetti che non possono essr,,re tenuti presso i comandi rlei riparti e provvede a r1uesti il necessario pci ri:;pcttivi magaz7,ini. Esso è amministrato da una speciale comm issione (2) . La commissione per l'armamento (3) contro lla le armi che somministra la fabbrica privata appo~itarnente fondata in Bnclapest, ne cura la conservazione e la distribti7.ioue; sorveglia pure alle muni7.ioni costrutte uel laboratorio succursale di Presburgo. L'accademia Ludoviea i.: l'istituto di educazione militare più elt~,·ato dell'Unghèria e dipende direttamente dal ministero per la difesa del paese. Suo ,programma è di preparare gli honved, a subire gli esam i per ia promozione ad ullìcia lc e di offrire agli ufficiali i rne7,zi per migliorare la propria istruzione e diventare uffieiali di stato maggiore o aiutanti. È posta sotto la direzione di un generale o di un colonnello e si divide in tre corsi, ossia: (l) Havvenc anche una straordinaria io Jaszbereni•.

. (2) È composu, cli un maggiore, uu ca1liLano, due subalterni e di un personale inferfore, (3) È composta di un ufficiale superiore, clue cap iLani, un tenente, tre armaiuoli, due contttbili, due sottufficiali e 12 soldati.

507 4° Corso p,repa1·citorio (Vorbereivungs-Kurs) al quale sono ammessi annrialmente 250 honlied.s sce.lti fra quelìi cbr~ hanno fatto il corso cli stµdi in un ginnasio inferiore o in uua regia scuola inferiore (Unter- Real.sch·ide) o che subiscouo un ap_posito esame d'ammissione. Il corso dura 6 mesi e mez.zo . 2° Corso generale d'•istmzione per gli uffimal:i (Allgemeine Offiziers-Bilclungs-Kwrs) al quale sono ammessi queni che superarono gli esami finali del •1° corso o che presentano il certificato di avere freqnen lato con successo un ginna,;io su perio re o una regia scuola superiore. Il corso dura 8 mesi e vi sono imparti te lezioni di scieuze mi- " litari e naturali, cli geografia, cli storia e di .lingue estere. · 3° Corso 'tifficiali, (O(fiziers-K1ws) al quale ve11goi;io chiamati ~O ufficial i di fanteria e 5 di cava lieria scelti fra i distinti negli esa ;ni finali del 2° corso, ovvero iu nn esame specinle. Il corso è cli 8 mesi ed in esso viene perfezionata l'istruzione miìitare-scientifi ca dei frequentanti e vi sono insegnate lingue estere. La scuola centrale di cavalleria e destinata a dare una prima istruzione prat.ica ai giovani ufficiali cli quest'arma mediante un corso di 6 mesi. La scnola di tiro provvede ai singoli ripart.i buoni istruttori, non cbe ufficiali di armamento . La commissione di s.ussistenza inlìne s'occupa del servizio di cassa, cli qnello dei viveri e dei tabacchi pei gregari. · ESTERA

Appf11rn esce l'ordine della mobilitazione tutti i eornand i di landicehr spediscono l'ordine di chiamata agli ufficiali ad ai gregari del rispettivo circolo e l'avviso agli agricoltori cli consngna immediata dei cavalli erariali . I comandi cli battaglione riuniscono poseia le proprie unità e le preparano alla partenza. Ogni distretto forma una di visione- composta di due brigate di fanteria, ,J reggimento (4 squadroni) cli cavalleria (1) cd up. dato numero di sezioni cli mitragliere. Dall'eserci to attivo poi vengono forniti i necessari reparti d'artiglieria da campagna, di truppe tecniche e di servizi accc;;sori (:z). (1) Siccome gli squad roni so no 40 perciò dandone 4 ad ogni divisione ne rimarrebbel"O ancora 12 disponibil i pe,·. formarn e una brigata autono ma . Sembra invece che sia intenzione del min is tero di formare una divisior.o di 24 squadron i e dare 2 squadroni alle prime divisioni di fon 1.eria e 4 alla 7"-. (2) Il persona le sanitario vi è già assegnato sin dal tempo di pace.


508

RIVISTA

I partioolari del lavoro di mobilitazione sono, come per tutte le altre parti dell'esercito, tenuti segreti; ciò non ·di meno si può ritenere· che le truppe degli honreds; nel caso di una guerra, saranno mobilit-ate contemporaneamente all'esercito attito e che formeranno la '.23°, 37a, 39a, 40", 4,1" e 42" divisione di fanteria e la 5a divisione cli cavalleria, le quali faranno parte dei ·13 corpi d'armata cost.i t.uenti l'esercito cli prima linea (1) .

(1) L'esercito austro-ungarico in tempo di guerra deve formarsi su 18 corpi d'ar mata (di 3 divisioni ciascuno) e 5 divisioni cli cavalleria autonome, e siccome in t empo di pace non esistono che sole 83 divisioni di fanteria (numerate dall'uno al 20 incl usivo e dal 24 al 36) perciò dovranno entrare a far parto dell'esercito di prima linea le 7 divisioni di honveds e 2 della land-weh,• cisleit ana (col · numero 21 e 22).


Forza numerica della landwehr austro-ungarica (*). ;==================-- ===;=====;::==========;::== =========:FOnZA l>JSPONintLE

per I' eserri to mobilizzato (Riparti da campagna o di risel'va}

FOll Z A NO HM AL E sul piede di pace

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.. Forzanumcl'ica Unità tattiche Forza ntunel'ka __ delle varie armi ..---... ,-..._ delle rarie armi

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n Dall~ tabelle relative alla cos tituzione de!Pesercito austro-unga1·ico1 pubblicate per cura del corpo di stato maggiore - noma, Voghera. 1878.. (I) Le cifro portato dal 111 ln11dwher sono quelle date dai quadri delle val'ie unità taltiche elementari. Mancano i comandi o gli stati maggiori do1

V,ll'i corpi che si costituircbhero collo unità stesse. (21 Un battaglione cacciatol'i (1'81°, Catturo e Ragusa) non è ancorn stato formato. (3) Ogni. bottr1glionc in caso di guerra costituisco una compagnia deposito ( clue battaglioni ne costituiscono òuo) : inoltre si formano i trentadue nuovi hatt,,glioni qui accennati e cbo sono cousiderati come truppa cli seconda linea, salvo due cho marciano coi battaglioni di prima linea. (4) Alla forza qui portata, e che si ri ferisce come si è detto alle sole unità costituite di fanteria e di cavalleria, hiso?nerebho poi aggiungere la forza dei ripal'ti pel servizio del treno, di sanità o d'artiglieria, ai quali concorrercbbe1·0 in parte anche inscritti dolln lanawe1w. ('') Sezioni tiratori a cavallo a Sigua nena Dalmazia.

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RIVIST A

LA TATTICA DEUA GUERRA DI FORTEZZA IN GERMANIA (Generai DoNi., Fest·i..ng~n mut Tahttl, des Festungsk,..ieges ili de,· Gegenwart. Be1he{t zum Milita,,·- Wochenblatt, dispensa ottava e nona dol 187~) .

L'autore ha diviso il suo lavoro nel modo scg~1ente : I~itrodnzione . ---:- !at~ori che oggidi determinano i principii tattici dell arte della fort1fi caz1one e della guerra di fo rtezza . - Le fortezze del presente. - Tau.ica del l'attacco delle fortezze. - Tattica della d'ifesa delle fortezze. - Appendice: Corazzature e rortificazioui - Costiere. L'introduzione è un ria,sunto storico dello svi luppo progressivo della fortificazione dal principio del seco lo scorso ai nostri giorni. Premesse le indispensabili ddìnizioni, l'autore ammettendo giustamente che il progresso nell'arte del fortificare e nella guerra ~li for' tczz~ c~mrnina di pa_ri passo collo sviluppo dell'arto dr,Ila guerra, c?mmcia le su~ con~1dcraz1oui retro,petti ve dall'epoca in cui, perfezionate le an~1 .da tuoco, Turenna, Condé ed il Principe Eugeuio ponevano le basi della moderna scienza della guerra, e Vauban dava un nuovo indirizzo a quella del fortificatore. Però sino alla metà del secolo scorso le fortezze non vennero mai considerate dal punto di vista tattico o strat.egico, ma unicament!3 da quello della inerte difesa di una data localitì1. Un tal fatto coull'innto ~oll'altro degli eserciti relativamente piccoli ai quali ogni più ; iccola fortezw poteva servire di riparo, mentre nel tem po stesso pres(~ntava un serio impaccio. all'esercito nemico, determinò gli Stati ad a:;sicurare i loro confini mediante una doppia o t.riplice catena di piazz<~ forti. Federico il Grande fu il primo che allargò la sfera d'azione delle fortez:-e, estenden~~ola acl uo gran tratto di territorio, dividendo le piazze fortL m quelle d rn1portanza puramente locale ed in quelle di rifugio per un grande esercito, assegnando loro infine uno scopo speciale tattico o strategico . i'lfa i metodi di costruzione fino allora usati, esclusivamente cli feus ivi, e la natura stessa dei presidii, quasi sempre formati da . cfoertori e prigionieri di guerra, creavano serie dilficoltit . Egli :;tabi li Cfmnd1 che il presidio d'una fortezza non dovesse mai desistere dal disturbare e dal rall entare i progressi dell'attaccante, e morlificò a tal uopo i principii di costruzione usati fino a 'quel tempo, dando mag-

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ESTERA

giore importanza alla strada coperta come base delle sortite, e facendo costrurre aleune opere staccate dalla cinta allo scopo di guadagnare uno spazio sufficientB per riunirvi le truppe destinate alla oO'ensiva. L'esperienza della guerra dei sette anni diede .a lui ragione e lo spinse sempre più a coltivare ecl a far coltivare dai suoi ufficiali lo studio della guerra cli fortezza. ~{a dopo la morte di lui tali studi vennero negletti Hd altri avvenimenti di minui rono momentaneamente l'importanza delle piazze toni. Nelle guerre della repub blica e del primo impero, condotte con , grandi eserciti viventi in gran parte cli requisizione, le piccole fortezz~ di quel tempo, facili a girare e ad investire, no11 ebbero mai peso nel seguito delle operazioni. Gli assedi cli ìVIantov11 e cli Danzica . formarono le sol.e eccezioni degne cli nota. Non pertanto le front iere rnal sicure ed irregolari colle quali veniva costitui to il regoo di Prussia dai trattati cfol ·18 1ti, non permettevano cli lasciar~ totalmente in oblio la fortificaziouc; quindi distinti ufficiali d'artiglieria e del genio prussiani, lottando c.:oll'opinione generale, si adoperarono a ripristinare il pregio dovuto alle piazze forti ed a far rivivere le idee giil mani fe,ta te da Federico II . Alla loro ben meritata influenza ;;i devono le fortificazioni cost.rntte sulle rrontiere lungo il Reno cd a Posen. Si abbandonarono le liucc e gli angoli rigidamente determi nati dai metodi anteriori, 6 si ebbe eh mira anz.itutto l'ap plicazione delle opere cl i difesa alla con formazione del terreuo . Seoonchè nei lunghi anni d·i pace che sr~guirono il ,18·1ti , le fo rtezze perdettero cl.i nuovo Ja loro considerazione presso gli ufficiali, i quali trovava no natur:ilmentc rìtaggiori :rttratt.ivc negli studi e nelle occupazioni derivanti dalìa guerra earnpale. ìVfa In guerra di Crimea svoltasi intr.rarn~ute attorno ad una fortezza , Ja guerra del ,18i:i9 arrestata essenzialmente dal qu.adri latcro, diedero in Prus;;ia un nuovo e vigoroso impulso agli studi sull'arte della gLterra dell e fortezze, i cli <mi buoni effetti si' dimostrarono in occasione dell'attacco delle posizioni di Duppel nel ·186/i. . La brillante campagna del ·1866 in Boemia, nella quale le fortezze non ebbero alcuna influenza , ed i rapidi progressi delle artigliene rigate arrestarono di nuovo la corrente favorevole. Fra le discussioni sulla maggiore o minore capacità di N}si:;tcnza delle fortezze cli ant.ica costruzione scoppia va la guerra del ·1870- 7,J. Si èbbe lo spettacolo di grandi successi ottenuti sotto le mura di grandi piazze forti e degli assedi di queste stesse. Furono in parte deluse le aspettative esagerate sugli effetti cki cannoni rigati, e venne provato che anche una 1


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RIVISTA

ESTERA

fortezza costruua secondo metodi ormai veccbi, è ca pace di vigorosa e lunga resistenza allorchè il presidio è all'altezza del sno dovere, ardito ed intraprenclcntEl. La resa cli Strasburgo molto più che agli effetti dell'artiglieria, si deve all'abbattimento mora le della guarnigione e della popo lazione. Per l'ufficiale studio::;o si rese di nuovo ma11i resta l'im portanza delle fortezze, cd anzi veone ancora accresciuta dall'esempio di Plcwna, il quale sarebbe forse cli natura da condurre a conclusioui troppo spinte se uou :;i avesse ben in meote che la decisione di una cam pagna spetta esclusivamente all'eserci to, al quale la forte1,za deve poter prestare soccorso materiale cd appoggio morale, senza che perciò ne debba risentire la reciproca indipendenza. Questo fu il concetto che servì. cli guida nello stabilire il sislema di difesa ciel nuovo impero germanico .

omaggio alle prime, si sente ormai il bisogno che la cr1s1 generale prodotta da una guerra, nella quale è impegnata la vitalità di t.ut.to il paese, finisca al più presto . Rianuoclanclo uua tale necessità colla gnerra di fortezza, ne deriva che si dovranno portar davanti ad una pinzza molte bocche da fuoco ed un'enorme quantità di munizioni; tali artiglierie, per .la esi,-tenr.a di estese rcl.i ferrovi arie, potranno essr~re molto più pesa nti e quindi molto più potenti che pel passato. La difesa non ne tranit vantaggio che fino al momento in cui la piazza sarà investita, mentre per l'aggressore le comunicazioni saranuo sempre libere. Da tutto ciò si può concludere che la difesa di una piazza cli cost.ruiionc a1uica si troverà in sensibi le svantaggio di fronte all'attacco, e ehe si dovrà qiuncli modifi care l'arte della fortificar.ione per adattarla alìa potenza delle rnod1m1e artiglierie.

I l progresso dell,~ anni da fuoco costit.ui,ce il fa ttore pi~. inìluente per la modifi cazione dei principii tattici dell'arte della fortificazione e e della guerra di fortezza. L'autore rammenta i progressi fau.i d111l'artiglieria, cheè l'arma principale in _questo genere di lotta , in ciò ehe riguarda gittate, giustezza di tiro e fo rza distruttiva, ed aggiuuge che la perfezione a cni è arrivato il tfro 'incl·irntto oltre al concedere il vantaggio di colpire le mu1?turc eo perte alla vista, da grandi distanze, fo rn isce una preci,sione ed efficacia d'assai superiore n quella del tiro d'infilata in uso colle artiglierie liscie co_ntrn personale e materiale. Le estese gittate e la grande precisione permetteranno al l'attaccante di scegliere le posizioni per le sue batterie sopra una più vasta zona di terreno, sul quale inoltre potrà trovare ripari acconei per rn:igar.zini, comunicazioni, ecc. Nè basta, una stessa batteria potrà fare fuoco a11che contro le opnre nemiche collaterali a quelle attaccate con risparmio di tempo e di 1nateriale. . Ma codeste qnaliLil sono egualntc11t<~ util i al difensore per tenere lontano l'attaccante f! per colpire i suoi magazzini e deposi ti , se questi non volendo sacrificare la faci lità del servizio, uon li avrit collocati molto lungi dalla piazza. Gli svantaggi derivanti dalla maggior potenza distruttiva dei proietti saranno evideutemeu te più sentiti dalla difesa che dall'atLacco, per la natura dei bersagli che si offrono a vicenda. Altri elementi modificanti i principii della guerra di fortezza furono le condizioni sociali ed economiche dei vari Stati e le ferrovie. Jn

L'autore è quindi tratto, per seguito naturale delle idee, a parlanl delle piazze for ti come sono iuL.ese oggidì . Esse vengono da lui divise in Lalliche e strategich11; 1p1este erette a difesa delle capiLali o dei ce11tri importa nti cli commercio, la di cui possessione esercita una grande . inìluenza sull'esito dell a guerra ; qn elle costrnt.t.e per sbarrare un valico montano, per assicurare il passaggio d'una lmca fluviale, ccc. Le~ piazze forti strategiche, o grandi perni cli manovra, devono poter accogliere l'esercito operante di fensivamen te ed anche bastare a sii sole con un limita to prnsidio . Vi si richiede quindi .una cinta di forti st~1ccati , muniti di un gagliardo armamento, dotati di grande potenza difensiva, che si sostengano a vicenda e collocati a o-6000 111 dalla piazza. Q1rnsta corona cli forti, interrotta da opere secondarie e favorevoJi alla difesa attiva ed alle ri prnse offensive, deve costituire la linea più formidab ile elci difensore. Le piazze for ti tattiche, cli minor estensione, potranno essere rafforzate da alcuni fort i staccati, posti sui punti più importanti. L'autore s'adclenfra quindi nei particolari di costruzione del le opere, esamina le disposizioni' necessa rie per sottrarre i rivesti men Li e le altre murature al tiro inclireuo ùcll'artiglicria, per as$iCurare nel migliot'C modo il personale <-:cl i] materiale; infin e per coprire i magazzini ed i laboratori d'artiglieria , Per le fortezze già esistenti e cli antica costruzione, il generale Bonin lungi dril consigliarne la cfistruzione, poichè potrebbero ancorn rendere gr:mcli servizi , vorrebbe che s' intraprendessero i lavori aui a ridurle capaci a resistere alle odierne artiglierie · in un:i misura relntiva all'uNicio che da esse si può aspettare.

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RIVISTA

ESTER A

Nel capitolo 3° l'autore si occupa dell'attacco diretto contro una grande fortèzza strategica moderna, nella supposizione che i due a,·versari sieno forniti di tutti i mozzi per le rispettive operazioni . Dal comp lesso dolio norme che governano la <:011do tta di m1 attacco rcgofa 1·c, si pot1·a 11 no poi dedune q uelle speciali , il cui impiego pnù essere indicaw da condizioni diverse dalle supposte. La prima orerazione per l'attacco d'una pinzza è l'investi,mento di essa l'atto da lla cavalleria, media11 tc) il q uale si cerca di isolarla dal resto del paese e di impedire il suo rifornimento in materiali e pro,'vigioni. iacce1·chùunento, i11tr;1preso da truppe cli tutte le armi , ha lo scopo di ai,sicnrare iII modo sLabile il t:ornpleto isolamento clol ln piazza, oecupando definiti,·amente c.;ontro di essa i punti pi(1 impor1auti ciel terre.mo, erigeudo trincee e batterie :1rrnate con pn1.zi cli grosso cnl ibro ed obbliga ndo il difcusoro n raccogliersi nella zoua di terreno i1u111ediatamen1c protetta dal fuoco delle sue opere. I posti arnn1.ati della linea cl'accrrchinmento potranno quindi essere a 5- 6000 dai forti stacca ti. r.orn piuto l'nccerchiame11to, si dovrù procurare anzitutto e.li rend1'r8i pa,lroni del terreno che si estend<' fino alle ope1·e uemiche, poichè è su· di esso che si svo lgeranno le ulteriori operuzioni clell'al.Lacco; i11olt.n: un ta le possesso contribui rù èì lla sicurezza delle tr uppe assedi::rn ti e faciliter:1 il modo cli disturbar~ i lavori d',mnamento della piazza. Co11 un difensore attivo eri energico, la couquista cli quella zona non si cJfottnrrà che dopo frcc p1enti e sanguinosi combatti111cnti. Si procederi1 quindi al la sceltn del fro 11 hJ d'attacco, per la quale :in-anno maggior pe;;o le considerazioni ·,;ulla bontà dl'lle com1111ic,1zio11i colla propria base d'operazione, e su lla più o mrno fa,·ornvole costitnzione del tcrrcuo snl quale si svilup perrtnno i lavori (l'apprOC(;iO. Kello slesso tPmpo si donanno determinare i punti ove s1abilirl' i parchi principali d'nr1.iglieria e del genio. Essi saranno collocati og~:di a 11011 meno cl i 7000 da llo opere nemiche e possi.bilrncnt.c diei.ro il centro dell'attacco; saranno quindi ncce~sari nltri parchi secondnri più vicini :ii lavori e collegati con que~ti e coi deposit.i principali da buone com1111icazioni copert.e nlla vista riel nemico . Collocati i pnrchi, si comincieril l'attacco propriameute detto. Una prima posi;;ione d' artigtieria stabilila a circa 1800 111 dalle opere sani generalmente armata con un numero di bocche da fuoco poco variabile da H\O por acquistare il SO[)ra vvento sull'artiglieria della pi,nza. :Per avere la maggiore probabilità di raggiungere in poco tempo tale 11 '

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r isultato, sarà conveniente che il fuoco dell'attacco riesca 'inaspei.tato al difensore, cioè che le batterie vengano costrntte per sorpresa, preparando o facilitando i mezzi necessari. lu generale però non si avranno forze disponibili su1licionti pel' la costru zione simultanea cli tali 'lavori , e però l'auLore suggerisce lo staglionamento clelle ballerie della prima posizione in due li111ic, delle quali la più lontana a 1800m dalle ope·rn. L'estensione di tale posizioue $arà rel:itivn a quellu occupata dai 'z o 3 forti contro di ct1 i si dirige l'Mtacco. Còmpito delle batterie attat('anti sarà quello di ridurre il fuoco della difesa, di struggere i ricoveri, im pedire 111iovi lavori rl'arnrn rneuto e facilitare al ln fanlcria il po;;sesso del terreno posto innanzi fi no alle opere nemiche. Taio possesso si rende iuclispemabile p~r e~oi?1irri 1~ ricoouizioni che sar:rnno la ba~c per la formazione dol piano elci lavori e . d'a pproccio; queste ricognizioni sarauuo f'a tte spec1 al111cnt.c rl'I noue, . spingendo le proprie truppe fi~lO a 500- 600"' dai ro~·ti . Trac-cinto il pi'auo suddetto, s'ìn traprc11deri1 la costrnz,one della pr11na, JJam.Uelci a 700- 800"' dai forti, la qualr servirli pure a coprirn la seconda po,ç,iz'ione cl'arviglie1'·ia, che :si sluhili rit contemporaneamente .ed a circa ·I o0-200"' dirtro la pnrnllela per ;issicmnrln contro le sorlllo nemichl'. A tal uopo ,;arà anche conveuieute cli appoggiarne i fianchi contro lr1 parallela stnssa o di co prirl i con opero passeggiore munite di pezzi da cnmpagn(I. . . Le batterie della seconda posizione ananno m1 nrmameut.o dt circa ~00 bocche da fuoco <li medio calibro, del le quali la metà potrh 1~ssere l'ornila d11 quelle della pr imri posizione; ta li batt1wio hanno lo scopo cli smontare ,e bocche da fuoco nemiche o di distruggere le murature. Si comprende che non sarà possibile la costn11.ionc in una sola notte clnlle batterio occorrcnLi per 200 pezzi; si dovrà però procnr111·c rii ·disporre di tnnte bocclrn da l'noro che col concorso di quelle della prima po;;iziouc si possa cominciare il tiro con probahili1il di successo. Protetto da qnest.o, l'assr1litore proc'Cflerà alln costruzionr, della seconcLa JJCL'l'cillela allo zappa volante, di,•isa in ta11Li tronc;hi qu~nti sono i forti distaccati e ben soslennla ai fianchi contro le sortite del difensore. In regola genera le lr bauerie non avauzernnno w lla seconda parallela, potendo !lisporre di sunìcie11to emcacia alle dist.a11w a cu_i si trova110 . Per arnuzarsi oltrn la secooda parallela, la quale non sara più che a 300-4-00m dai forti, si richiede la massima circospezione 1101 tracciare cd esegui re i lavori di zappa, pei quali sari, impiegato il trwoersone ·moirilc di tc~rrn. l) ipen clnrù dulie circostauze giuc.licure, so in dati momenti si ()OLrà procedere più lesta mente col la zappa \'Olante.


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RIVISTA

ESTE HA

Costrutta anche la terza parallela, si tratterà di coronare la strada coperta e d'intrapn~nd ere quei lavori di mina contro i rivestimenti di controscarpa e di scarpa o contro le mu ratnre delle capon iere non col pite da luugi o che hisogna distruggere por preparare il passaggio del fosso e l'<1ssalto fina le. .Per la possibi le esecuzione di tali lavori è necessario che sia ridotto al silenzio il fuoco della difesa, sia d'artiglieria, sia di fanteria. Conquistati por tal modo i ::>, o 3 for ti contro i quali Yenne dirotto l'attacco, cadnmno eziandio le opere iuLonnedie secondarie, o :,;i poLrù impo%essarsi facilmente di ultri forti contigui, ai quali un difensore tenace avrìi ;:ippoggialo le ali di una nuova linHa di difesa costrntta al momento. Lo rliffi coltà che si opporranno all'attacco del corpo di piazza cli- . pend eranno dalla distanza di esso dui forti già presi, da lle condizioni mora li della guarnigione o della popolazione della ci tt~, le quali osèrciteranno una certa iu llnenzn anche sul comandante. In generale è prevedibile ehc lii resistenza del difonson: sarà molto meno energica che nel primo stadio della difesa, e che il sucecsso fin ale non sar.ì cli mo/Lo ritardato.

formata una riserva generale, composta delle tre armi, destinala alle imprese offensive ed all'eventuale rinforz,o ciel fron te cl'ilttacco . Alk: truppe di questa riserva sarit puro assegnato l'incarico di opporsi a quello nemiche che si ueeingono all'investimento ccl all'accerchiamento, t.enenclo tuttavia come norma genera le di non ,1\lon tanarsi tro ppo dalla · piazza, di non lasciarsi travolgere in seri combattimenti , ma di ri tirarsi lentamen te davanti a (orze superiori e di fortifìearsi in posizioni protette dnl l'uoco delle opere, dalle quali si potrà contrastare ancora valiclanrnnte il possesso del terreno posto innanzi alle opero stesse. Ardi le ar.ioni offensive intraprese allorchè il nemico non si è uncora ben installato nelln sua linea cl'ac;corchiamènto, po5so1t0 essere coronate da brillan ti :mcce:ssi parziali. Al clifou,;ore attivo o per,,picace non sarit diffi eile il conoscere le posizioni ,celte da l nemico poi suoi parch i; 1p1i11di potl'à prendere le misure per opporsi o al meno per ri tardarn la cost.rnzione dell e biittcrie d'nttaceo di prima posizione. Costrutto alfi ne tnli ba tterie, per riportare il minore da nno dal loro fuoco, si trasporteranno i pezzi di minoro ca libro ( più. mobi li) iu balterie mono dominanti dei fo rti , colloca te sul prolungamento del loro fro nte di gola o già costrutte in tempo di pace .. ,' follo stesso tempo, essendo ormai ·nota la direziono Llcll'a ttncco, saranno cominciar.i i lavori per costrurre altre batterie r{ tri ncee sulla linea dei forti .ittaccati per renderla sempre più. fo rmidabile . CoMro i primi tentati vi clic fa eà J'nggrcssore per cost.ru1To la prima parallel..1, la difesa dovril opporsi cou est.rema tenacia, e :;ar:Lspeciale inc.irico della l'anteria di irrompere nelle posizioni nemiche e disLrnggere j lavori incomi nciati; l'nrtiglic,·ia dei l'orti dovr:1 sostenere onergicarnonto il fuoco, essr~ndo evidente che finchè essa non sarà sopra ffa tta da rp1ella dell'attacco, non sarà possibile a questo di i'nr progredi re i suoi lavori d'approcc:.io. La clifcsà atti va non rlovrit mai e$scrc abb:mdonatii dal ·difensore, anche quando il nr~mico, costrntta la prima parallela e protetto dal fuoco prepoudorante del ln sua artiglieria, si avanza per la costrmiono della ~cconda, poichè con f'roqncnti od ordinati cont1'nttacchi , favò riti dal la breve distanza clell11 J)l'Oprie OJ)!~rc, sarit possibi le a1'restnre i progressi del l'attaccante o ~istu1:hurno i lavori: Durante la costruzione della prima pa rnllela 11 dr(ensore s1 sara preparato una seconda e pi (t intcrnu linea di di[esa, appoggiata lateralmente ni l'orti non attaccati , pùl cni armamento si sarh provveduto dopo J'npcrtnra della seconda par·allcla con pezz_i tolti dai for~i non esposti all'attacco, e colla maggior parte d1 queH, delle opo'.'o wt~rmodic e dei fo ni stessi di prima linea nttaccat1 , quando il nenuco-

Nel (J. 0 ca pi tolo, in cui è trattato rlr~lla di resa delle piazzo forti, l'au tore premette jJ priuci pio che tn tte le fortezze possono e devono essere difese q ualnnq1rn $ia il sistema di loro costr1,1zione, e ,ia biasimeYole il cod!~rle prima di avere e~auriti tntti i mezzi di resistenza. Certamente qucst'ultinrn aumenterit se il presidio sarà al.livo cd energico, se l'approvvigionamento e l'armnmento saranno sumcien ti , e sopra tutto se le opere corrispondei·anno al le moderne esigenze. Il generale Bonin csa,ni na quind i tutte le disposizioni necos,arie per forn ire una piazza dell'a1·m.amento di sù:11:rezza, o quel le altre norine che concernono il vctt.ovagliamento, jl sicuro ricovero delle 11111nizioni e del presidio e I.a disciplina della po polazione. Come per l'attacco, l'autore suppone che si abbia a difendere una piazza fo rte moderna, munita cli Lutti i mezzi necessari in uom ini e 1Ùatoriali atti a opporre una vigorosa resistenza . La cinta dei forti col terreno posto DYanti e dietro di essi, verrà divisa iu settori aventi uu proprio comanda nte, il qnale desti nerà le trupp<~ pel presidio delle opere poste sotto la sua dipendenza , e quelle che dovranno formare la riserva, cui in com berà il servizio cli sicurezza snl terreno esterno. Tale divisione in settori e ripartizione delle truppe sarà pu re applicata al corpo di piazza pri ucipale. Sarà inoltre


R!V l::ò'l'A 518 ginnlo sul loro !1-pa llo, rendesse iuulile o pericolosa per la loro sicurezza il ri mauorvi più a lungo . ~egli ultimi periodi dell'auacco, cioè qnaudo l'atlaccaulc erige la terza para llela e $Ì avanza verso lo spalto, il cti f'ensore non dc,;isterit dall'inquietarlo di giorno col fnoco dcll'arLiglieria, e di sorprenderlo di notte con attacchi improvvisi, i rprnli se ben condotti nvranno grande pl'ohabiliti, di l'iuscita o nou potranno mai esser dis(lstrosi per 111 difesa . L'autore esam ina quindi le condizion i in cui si troveranno (lggressori e di fensori rispetto all'assai lo della hreccia, e no deduce la couc.lnsione che coi moderni forti privi cli ridouo, la miglioro difesa della brcccin sarù un controttacco diretto con tutte lo forze dispouihili sul finnco dell'assalitore. Nel caso perii che la brccòa fosse stat:i aperta col tiro lontano e l'attaccante dovesse percorrere un certo spazio per giunge rvi, il difensore avrebbe tempo di (1CC01T<Jt'e sni terrapieni per ricevervi il nemico e per adoperare tutti i mezzi già in nso anteriormente per la difesa della breccia. Perduta la prima linea di difes11, il difensore ,;i ritirerà imlla seconda giit preparaw , la r1ualc nou dovrà essere abbando11a~a clte colla ciiduta dei forti cbe ne appoggiano le ali. Allora la difesa !'i conccntrr rà sul corpo di piazza, il quale poti·/\ ancorft. opporre immensi oslacnli al nemico, sr le conJizioni morali 11011 gli foranuo difc1 to. L'autore coudude che tlat:i uua piazza nelle condìzioni anzi accennnto, 11 0 11 sar:'.t raro il caso che il successo final e venga a co1·onaro gli sforzi dcll;i difesa; che del rr:;10 qualunque sia l'csil~, tanto le fo rtezze- 1.ipo sup posto nella trattazione, quanto quelle ultrfl cli antica costruzione, nelle qu:ili l'energia ciel difensore sopperisce alla bontà intrinseca delle l.l pcre, farnnuo perdere al nemico uu tempo prezioso, e con c;iù soclclisfcranno in gran parto allo sco po pcl quale furono costrutte.

Nell'appendice l'autore raccoglie molto brcYemcnte la storia dei progrcs:;i operatisi nelle corazza 1.u re da lle loro origini allo più rnodern1J appl icazioni ni fianchi delle navi ed alle fot'Li fì cazioni , o descrive sommariamente le cnpolo girevol i e le torri corazzate orn iu uso . li generale Bonin ri vendica per la produzione nazionale, cioè per le piasl.rc di gh isa iurlurila (sistema Gruson) molti vantaggi , che le f'arebbcro prcferirc a quel le cli ferro fucinato 1wlle loro applicazioui alla fortificazione lerrestrc.

E:STERA

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IL. SERVIZlO D'INTENDENZA PRESSO L' ESE R CITO AUSTRO-UNGARICO

IN TF:MPO DI PACE,

La direzione ammiuistrativ::i nell'esercito austro-ungarico iu tempo di pace è affidata all'intendenza militare. . . Il servi1.io cl' intcnrlouza abbraccia il dipnrtimento tlcll 'cconom1a nulitnre al ministero della guerra e gli uffici territoriali presso i comandi oonerali e militari. Esso è affidato nd una speciale classe cli funzio~ari d'intendenza mi litare col sussidio cli altra clnsse cli rngionieri controllori dei conti dalla prima rli pendcn ti. li personale Sll periore d'intendenza dirige l'amministrazione ed eser~ cita altrcsì il controllo d'ispezione; il pcr:;oualc del controllo e dei conti, a su.a volta , si occupa della verificazione d~i co~ti. e dei lavori di scriltura negli uffici d'inlcndeuza, nell'ufficio d, rev1s1one e presso il ministero della guerra. . Il èapo di tulta l'intendenza è anche direttore genor~ I~ (Sertionche{) ciel cliparlimcul.o ecouomico-:1mministrntivo al m~mstc1'.o . della guerra (corrisponden te alla nost.ra clirczione ?eneral!~ dc., ser v1z1 amministrativi) cd è assimilato a luogotenente leld-maresc1al!o. . I l personale d'intcnrlcnza è ri pM·tiLo fra il ministero'. 11. ~om1tato Lecni~ (lmmiuistrativo cd i comandi generali o comancl1 m1lttan autorlOrni. La ripartizione delle attribuzioni nell'intorno di o~mu:10 . dei 15. co~ mandi aencrali o militari si fondn su lla natura degh allan, e qumd1 e 'b . sulla sfera d'azione :1d ognuno atirr utta. . Le allribuzioni si suddiYidono in: a) puramemte milritar'i e tecn•iche.-amnninistrati'Ve (genio ed arglirria) ; b) economiche- nmniinistrative.

Le prirrrn sono trnttate dalla se.z'ione mil·itare; le 5econde sono affidate all'nfficio d'intondenzn militare. La sezione militare è dirctLa dal capo cli stato maggiore; l'intendenza è diretta dal ca po dcll'inteudenza.


• ::i.20

EST ERA

R.iVJSTA

Pres~~ ogni_ comando, havvi <lunc~ue un'intencle~za, la quale fa parte del com,rndo stesso ed e responsabile della cl1rez10ne economica-amministrativa in tutte le sue di ramazioni e del controllo dei cont· li l I ne a · · d. · grnr~s 1z1?ne .( e! comando rispet.tivo (escluso ben inteso il serviziotecmco di art1gl 1eria e genio). Il capo dell'intendenza dipende dal generale per tutto ciò che conce~·1~e la direzione e l'esecuzione del servizio; ma non dipende che dal mrnistero per tutto ciò che riguarda l'ordiuamento ed il control lo delle spese. _I l ~ar~o rlcll 'illte~denza è relatore presso il rispetti vo comando per ?11 affari econom,c, d~lle truppe e dr.gli stab ilimenti assegnati ad ogni 1?tcndenza. Il capo eh stato maggiore cd il capo dell'intendenza militare, qnest'uhimo nell'esercizio delle sue funzioni di relatore sono in dov~re dj dirigere il ramo rispettivo di servizio secondo lo spir'.ito delle leggi e _dei regolamenti e cli secondare coll'opera e col consiglio il comandante generale o ~omanclan te militare , corne pure il genera le che .!o ~ccompagua . E~s, assumono la in tera responsabi lit:1 della equa app_lic~zwne delle leggi e regolamenti nel disimpegno d<~Jle loro attribuzioni. tutti quei casi in cui per ci rcostanze speciali occorra all~ntanars, da lle proscrizioni regolamentari i relatori sono in dov<~re di p1:opon:e al ~oma~1~an~e le disposizioni a prcnder,i; per tutti quei casi lll ~111 le dispos1_z,om del generale siano contrarie a quelle proposte dai relatori egli solo ne assume la respousabilitù. I l servizio clell'intendema negl i uffici territoriali si suddivide come segue: ,1° Cassa (ordinamento delle spese); 2. 0 Sussistenze e leu.i militari; 3° Vestiario; ,i.° Contabi lità e controll o. _n servizio au_si li~rio del controllo dei conti , come già si disse, funz10na _sotto la clirez10ne dall'intendenza, ma ò a.ffidato al personale dei . controllori dei conti. · 1i1 "c1 ",,ecle 1 t•· · b' · · d L'intendenza mi li t~r·e " . , a ,u .•, 1 ·1soo-n1 m anaro vinri . f'.>ragg'., vestiar_io ' attrezzi ~elle truppe, dei pe~sonali. e degli stahi~ hmen ti es1stcntr nella proprw circoscrizione militare; vi mantiene compk~ti gli approvvigio_namenti in materiali d'ogni. genere, sopraintende al(a _bu on~ conservaz10ne, concluucle e nitifica i contratti, sorvealia l'ammrn1straz1one degli approvvigionamenti e ne esige i conti, :cc. Deve av~re. una_ prof'onda conoscenza statistica ·delle risorse del suo terrilor,o 111 viveri cd in materie necessarie al vestiario ed ~qui paggiamento

fo

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delle truppe a fi ne cli poterle utilizzare in ogni circostanza ed in particolar modo nel momento della mobilitazione. Quali deiega ti del ministero della guerra, gli nffici d'intendenza, attendono alla giustificazione delle spese, alla liquidnione dei conti ed al controllo del bilancio. Allorquauclo il capo dell. 'intendr~nza riceve dal comandante un ordine non prev.i sto dai rego lamenti ovvero in contradrlizione con essi, egli è tenuto cli eseguire quest'ordine appena gli è comunicaw per iscri tto, ma conlNnporaucame.nte informa il ministero del fa tto. La sua responsabilità bensì non è: tot.almente coperta se non ha avuto l'avvertenza di rich iamare l'a ttenzione del comandan te sulla con t.raddizione che può esistere fra il suo ordine ed i regolamenti in vigore. .La respònsa bilitù <lèl capo dell'intrndenza ò personale ed indivisibile, 1tè può ricorrere~ se non ai tribunali civili pr~r ag ire contro un dipendente infedele che lo abbia ingannato in servizio . In quanto ai lavori contabi li che si compiono nei suoi uffici egli è responsabile della contabilità, dell'applicazione delle tariffo e dell'osservanza dei regolmncnti amministrati vi, ma il contabile dipendente è respons:.ibi l<~ dell'esattezza dei calcoli. Egli solo può ordinare le spese, ep però fare eseguire i pagamcnli dalle casse militari n da quelle civili che in alcune circostanze le suppliscono. Sceglie infine fra i moi dipendenti i funzi onari più amiaui e più. elevati in grado per delegarl i alle ispezioni. l N T EMPO DJ GUEBI\A.

Mnntcnerc la potenziahtit dell'esercito durante tutte le vicissitudini della guerra mediante opportuna ed abbondante afnuenza e giusta ripartizione di vouovaglie, cli vestiario ed equipaggiamento, ecco in mas- · sirna il compi to dell'urnministrazione economica presso l'esercito in. campagna . I funz ionari dell'interulenw militare dovono attendervi cou tutte le loro rorw intellettuali e fis iche, senzn lasciarsene deviare da alcuna con• siderazione, ncnnche fi nauziaria. A fine cl i conispondeevi clnvouo da una purte predisporsi con solidi studi in tempo di pace e dall'altra comprovare che essi , oltre ad una insta ncabi le. cosLanza e fermezza cli carattere, posseggono l'energia necessaria per spiega.re con abnegazione la più grande attività. La direziouc tlel servwo amministrativo pr~sso le truppe mobilizRiv,sra estera.

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HIVI STA

zate e gli stabilimenti spetta interamente ai comandanti dei sin"oli corpi d'armata e rispetti v~mente ::ii comandanti delle fortezze m:.5sCJ in istato di difesa; i capi delle sezioni amministrative dei comandi g~ne~a!i_ d'armat~, nonchè i capi delle intendenze di corpo d'armilla, d1 d1VJ:1~ne e ~1 . lort~z7:a, agiscono quali relatori di tutti gli affari econom1c1- ammrn1strat1V1 verso il rispettivo comandante (o capo del tornando generale d'armata) . Es$i ne dipendono tanto pc! servizio quanto pc! personale ed cscgu iscono i suoi ordini verbali e seritti. . Quando in casi speciali il comandante (o capo del comando generale d armata) non concorda nell'opinior1<1 dei funzionari d'intendenza relatori,_ q~1est.i d~vono_eseg_uirc incondizionatamente gli ordini del primo; tt~ttavia ~l ~unz1~nari_o d'mtendenza ha il diritto di inserire !a sua opinione nei Slf1goli atti a salvaguardia della propria responsabilità . _ Tanto col capo di stato maggiore quanto cogli organi ausiliari del r1speu.ivo comando essi si mantengono in· costante armonia; e secondano il capo cli st.ato maggiore generale iu tutti quogl i affari che hanno rapport~ colla direzione e condotta delle truppe. I capi delle sezioni ammi nistrative dei comaucli "enerali d'armata ed i capi delle intendenze di corpo d'armata, di di,1sione o di fortezza r!cevono il più presto possibi le comunicazione dai capi di stato magg~ore ?ene'.'ale d~II~ progettate opernioni quando possono imp licare d_1,;pos1z10111 arnmm1strative; essi sono per parie loro tenuti di parlec,pare _al c.apo di_:;tato_ 1~aggiorc generale tutti i progetti importanti nella r1spctt1 '.'D slcra dazione, e di mettcr,;i cl'accorclo con esso prima d1 prescnt.arh al comandan te. Detti funzionari w nse1·vano un'azione autonoma soltanto nolla sor-vegl ianza del controllo dei conti e nel servizio di cassa . lnte:ndente ge:nernle. ,La clire_zione dei servizi amm inistrati vi doll'csercito in guerra è affidata all'mtenclente gerwrale in quanto può interessare il mantenimen to della unità .di direzione fra le diverse armato. Tt~llavia presso il comando supremo non è costituilll propriarnonte una l~l-?udenza generale, essendo la rcs.ponsabilità del servizio cl'approvv1g1onamcnto_ ;iddossata alle singole armate. L'intendente generale fa qnanto s~gue: _,fo Coopera a riparlirc fra le singolo armate le linee di uippa; 0 ~ ~ ropone di assegnare i singoli .magazzini di approvvigionamento cli ser.onda linea alle singole armate;

ESTERA

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3° Propone di ripartire e determinare le zone. economiche amministrative dei comandi d'arma ta (comandi generali d'armata); ,1. 0 Scioglie i que,,iti di natura ee-onomica rivolti dai comandi gener;ili d'armata; 5° Attende agli affari economici ed amministrativi che il comando supremo crede affidargli. L'intendente generale presso il comando supremo ha seco un sott'intend~nte, il quale dirige altresì l'approvvigionamento del quartiere· generalo. Intendenza d' a1·1nala,

Il comando d'armata si suddivide in due grnppi principali, cioè: Il qnartier principale d'armata; Il comando f!enerale d'annata ; Fanno parto del quartier principale d'armata la sozione operazioni, la sezione servizio interno del quartier generale e gli organi ausiliari, meno quello · dell'intendenza. . Però pre5so la sezione operazioni mili tari o sotto gli ordini def capo di essa havvi un fpnzionario di grado elevato d'intendenza per la direzione del servizio vettovagliamento dell'intera armata, assistito da un sott'intendente; quest'ultimo dirige _altn}sì il servizio di vettovagliamento del quartiere princii)ale stesso. Le disposizioni di questo· funzionario sono dirette: a) Alle singole parti dell'armata (corpo d'armata, colonne d'armata, divisioni direttamente dipendenti dal comando d'armata), e !)) Al comando generale d'a rmata . Le disposizioni a) riìlettono: la ripartizione dg[ raggio di requisiziono assegnato alle diverse unità dell'armata; la indicazione del rnodo d'i ricorrervi secondo i luoghi ; le eventuali p!'escrizioni pelle requisizioni che i corpi devono talvolta esegui re olt.re i propri bisogni per soddisfare quel li di al tri corpi clell'arnrnta o cli altri stabiliti:i.enti . Le disposizioni b} comprendono tutte le normo direttive generali per l'impianto e le mosse degli st.abilimenti di provvigione di seconda linea, di quelli del vestiario e dei depositi del materia le sanitario e. farmaceutico. Il cornanrlo generale di armata si divide in: ·1° Sezione militare; 2. 0 Sezione amministrativa; 3° Organi ausiliari .


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RIVISTA

Il oapo di stato maggioro del comando generalo d'armata, il quale è altresì capo della sezione mi litare, trovasi verso il funzionario c.apo della seziono amministrativa (che ì• intendente generale) o gli organi ausiliari negli stessi rapporti del capo di stato maggiore dell'armata verso i capi sef.iouo nel organi militari precorlo11 tc)llwnte accennati. I capi ~cziouo e gli organi ausi liari uella loro sfera d'azione hanno verso il C-Omandantc d'armala ed il C.'lpo del comando generale d'armala la piena responsabil ità. Il capo della sezio110 am ministrativa è relatore del comando generale d'armata sin per la dirnzione centrale del servizio econom ico-nmministratirn doll'iutora armata, sia della direzione p.irticolare econom ica dello truppe o degli st:ibilimcnti che fanno parte dell'armata senz'essore però assegnati allo divisioni od ai corp i d'armata. La sezioue mi lita re provvede agli stabil im enti ili riservn cd ai trasporti in see-0nda linM per e-0ordinare il servizio e-0lle operazioni militari . La sezione ammiuistrn ti va provyec[c i foodi in danaro, sommrnistra le pro vvigioni agl i urnci di sussistenze., di vestiario e rli sa uità, fornisce i magnzini clclle linee di tappa, eserci ta il controllo ammiuistr-ati,·o e contabile nella giurisdizione del comando generale cl'Hmata. Oltre il capo essa comprende : l'intendente superiore, ,\. sott' intendenti, 1111 consigliere cd un ulficiale dei .conti .

ESTERA

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-maggioro sono gli stessi e.ho esistono fra il capo cli stato maggiore cli .armata e gli organi del comando d'armala. I capi di stato maggiore e dell'intendenza come purr gli organi ausiliari del comando del corpo d'Mmata sono, come i capi sezioni ciel -comando d'.irmata, res pousabil i riel rispettivo servizio. Essi devono costantemente m:rntenere fra di loro il più strello accordo e seconclarsi .a vicenda . Dipendono direttamente dall"intendenza di e-0rpo d'armata : ,1° La sezione tloi conti ; 2. La cassa mili tare; 3° La colonna approvvigionumento del quartier generale; .~ 0 Il commissario civile. 0

Intendenza di di'l;isone. L'iotontlem.a divisionale .è composta di funzionari amministrativi ed 1rn le sLesse aLtribuzioni e li stessi doveri dell'intendenza di corpo di .armata, beninteso nella rispetti va divisione. Dipcudono dall'intendenza divisionale: ~ 0 La sezione dei con ti; 2° (Eventualmente) la cas~a militare (cioè quando la divisione ,opera isolatamento); 3° Il servizio sussistenze della divisione.

Intendenza di corpo cl'annatci. Intendenza ·di {ortezza.

L' intnndenza di corpo d'armata compr,mdc: impiegati di intendenza e coutrollori dei conti . La sua azione ~i limita alla ~" linea, fuorchè nel caso in cui qualche stabilimento di 23 line.i venga posto a disposizione del corpo d'armata. Dirige i ~Crl'izi amministrati,ri del suo corpo d'armata , provvede il danaro occo1·ronte a ciascun suo reparto. Liquida e controlla i conti delle pnr,one, corpi o stabilimenti che non fanno parte delle divisioni . li comandante di corpo d'armata esercita il comando pnrnmento militare; egli ha però, qunndo le opernzioui lo ri chiedono, anche inOuenza sulla direzioue econorn ico-amrniuisteati vn delle truppe dip()11dcu1i. Al capo di st.ato maggiore s1>etta la immed iata direzione della sezione staio maggiore e la mediata innuenza sulle disposizioni dell'intendenza qualora siono cl' importanza ri levante e particolarmente quando sieno collega te alle operazioni militnri. I rapporli che uniscono il capo dell'intendenza col capo di stato

In ogni piazza for te in istato cli difesa 1m sotto intendente di prima classe è incaricato della direzione dei servizi economici amministrativi sotto gli ordini ciel e-0m:1ndanto la fortezza. lntendenzci delle ta.ppe. Il serrizio di tappa sul teatro delle operazion i è sottoposto al C-Omando gcuerale d'armata ed abbraccia: i comandi generali di tappa, le ispezioni di tri ppa, le commissioni cli tappa . Ogni comando generale cli tappa si suddivide in dnc uffici, l'uno militare, l'altro amministrativo; sussidiato all'occorrenza da altri organi .ausiliari. La sezione amministrativa di un coma ndo generale di lappa è diretto. da un intendente militare sussidiato da funzionari d'intendenza.


526

Le due sezioni tengono un comune ufficio di segreleria diretto da< un ufficiale della sezione mili tare. Se il coman~lo generale di tappa abbraccia un territorio t.roppo èsteso, allora gh vengono sottoposte diverse ispezfoni wi tappa . In regola sono addetti all'ispettore delle tappe, oltre l'aiutante, un: capitano di stato maggiore per il servizio militare; un funzionario di intendenza per il servizio economico-amministrativo e pel controllo; da questo fuuzionario dipende un impiegato del controllo. Secondo i bisogni, e temporariamente, possono esservi comandati altri organi ausiliari . Nel le_st~zioni più importanti vengono isti tuite con111n-iss'ioni di tappa le qualr dipendono dalla rispettiva ispezione delle tappe. La commissione di tappa consiste normalmente di un capitano o subalterno ~} nelle stazioni di maggiore importanza anche di un uflì-· ciale superiore, di un impiegato ferroviario con un sno sosti tuto, e quando sia if caso di stipulare contratti e radunare provviste, anchec di un funzionario d'intendenza, ecc. PARALELLO

cou:onoIN.U!ENTO

527

ESTERA

RIViSTA

IT ALIANO.

Havvi in primo luogo una sensrbile differenza fra le funzioni dell'intendenza del coniando generale d'armata au5tro-1;ngarico (corrispondente all'intendenza d'armata italiana) rispetto al materia le del aenio, e d'artiglieria, ìl cui servizio in quell'f:sercito entra nelle attrib~~ioni dei comandi generali d'artiglieria e genio, i qnali si rivolgono al comando generale d'armata solo per gli eYeutuali mez1,i di trasporto di cui, possono abbisognare alle spal le dell'esercito. Essi conscr~ano la direzione superiore dei parchi dell'arma rispettivn. Il comando generale d'armala in Austria è costituito di un uffìcio militare e di un ufficio amministrativo · ( composto di funzionari) dipendenti entrambi dal comandante o da chi lo rappresenta. In Italia invece l'intendenza d'armata è costituita da un ufficio militare dal cruale dipendono le diverse direzioni, fra le altre quella di commissariato . · In Austria non havvi intendenza generale, ma solo un intendente generale (f'tmzionario) man tenente l'accordo nella suprema direzione . del servizio d'intendenza delle dive1'se armate . All'intendenza d'armata ita liana corrisponde il comando generale di armata austriaco (Che è un ramo del coma ndo d'arma ta), ed alla direzione di commissariato d'armata italiana corrisponde la sezione am-

rninistrativa dell'oradetto comando generale d'armata con attribuzi_oni .assai più importanti. La sezione militare del comando generale d'annata corrisponde quasi esattamente all' isp'.!zione genera le delle tappe esiste11te nell'esercito germanico, mentre l'ufficio amministrativo corrisponde all'intendenza d'armata in quello stesso esercito . Come l'uflìcio mi litare così l'ufficio nmministrativo dipendono naturahneute dal capo del comando generale d'armata (ufficiale generale) che rende . il concetto dell'ispettore generale delle tappe germanico . Alle direzioni di commissariato mi litare di corpo él.'arrnata e di divisione italiana corrispondono infine le intendenze cli corpo d'armata .e · di divisione austro- ungarich<~.

BOL L ETT IN O BIBLIOG RAFICO BonNr::cQui.::, capitaine. JLes locomolit,es ,·ouf'iè,•es consi,lerée• a.ii poinl ,le vue militt1fre . In 8'. Pal'is, 1878, Durnaine. - Prezzo , L. ·1,25. C.

capiLaine cl'état maj or. Empfoi cl,N; cl,emi11s cle fe1• tJe1lfl<111t lti !Jtcen•e tl' f)-,•i1mt (:IS.,-(,-7S). - In 8°.

M,HlTNEH,

Puris, 1878, Dumaine. - Prezzo L. 1.

F.

LECOMTE,

·

colone! divis ionaire suisse. Gue,·,·e il'()rie11t en

:1.876-77. !Es<Ju.is,,,! de,'i évé1ie11uml.~ mililtiii•es et po-

lifiques . -- Tome li, 1" purtie avec planches. Paris, 1878, Tanera. - Prezzo L. 3. A.

LE FAUHE .

Nlistoil'l! tle la f1ue1•re tl'~1·ienl ('lS7'1- 7S). 2 voi. gr. in 8° avec g1?vures . Paris, '1878, Garnier. - Pr. L. 15.

H . F ABHE·MASSIAS, colone!. P-,·é,!i.,; ,le la, !Jtw,·t·e f,,•a,wo -allemmule. - 3"'.' édi tion in t8• avec 13 carles. Paris, 1878, Plon. - Prezzo L. 4.

un officier supérieur: Paris, 1878, Dumaine. - Prezzo L. '7,50.

Guen·e en (),.i,mt; par·

In 8° 42:3 pag.

,,;m• le sen,ice ,1,,s boucl,es tÌ I eu. Réglement provvisoire sur le secvice du canon de 95 millimètres monlé sm' affùt de campagne. - Paris, 1878, Dumaine. - Pr . cent. 75.

.Réglemeu.t

Béglenieait su,· le se,•viee et les ,11anwuvres des pon/011. Hie,·s. - ln 18° de 429 pag. et atlas in 8° de 25 pi. Paris, 1878, Dumaine. - Prezzo L. :3,50.


BOLLETTINO BfBLIOCRAFICO

528

Geograpl,ie militai1•e. l<'rmice. - 3"'' fascicule. Paris, 1878,. Dumaine, in 16°.

PUBLICATION

DE LA RÉUNION D8S ' OF'FICIERS. 'l't•av,u.,x ,le ca,n-payne. -- Deuxième édition, en Lièrement refondue, avec 233

fìgures dans le Lex te. Paris, '1878, Dumaine, in '.12° 350 paB'.

RIVISTA JIILITARE ITALIANA

F . A. PARIS, General-major a. D. Di,m.t,t- mul !l/t)tiz Halender· . fiit•#.>f/izie,.ealle1• ll'aUeu UJ'.Jaln·fl""!I, l.87~. (Tac-

,

cuino per servizio e per memor ie ad uso degli ufficiali di tutte le armi. 19" annata, 1879, !d5 pag.). - Magdeburg, 1878, . E. Baenscb . - Prezzo L. G. ·

W.

von Frnci<S, Hauptmann . Ta.i clten-ll."le11tle1• '.l1S1D fii,. tlo." lllee,•. ~ .ltiln·r1a11y, (Taccuino tascabile 1879 per-. l'esercito, 2• a·nnaLa). - Berlin, :1878, Bath. Prezzo L. 6 . F'REH·I.

.T. von HARTMANN, Genei·al der Kavallerie zu D. li.rilisclie f/cr suc/,e. . Heft I: Der deutsch-franzosische Krieg '1870-7'1, r edigirt von der Kriegsgescbichllichen Ahtbeilung des Grossen Generalstabes. Heft II: MiliLarische NoLhwendig'keiLund Humaoitat. Heft 111: Der russisch-liirkische Krieg . Von seinern Be'g inn bis zur Einnahme von Kurs . (Saggi c11tici) : t • dispensa, la guerra Frnnco-germanica 1870-71, redaUa dalla sezione storica del grande s LaLo magg iore. - Dispensa 2', necessi tà mililare e umanità. - Dispensa 3', la guerra turco-r ussa, dal suo principio sino alla presa cli Kars). - Berlino, 18, 8, Gebri.tcler Paetel. - Prezzo di ciascuna dispensa L. 4,50. V. HANNEr<EN, Generallieutenan t zu D. l 1m·shulfrtn fii,• einen. e11!,çli.çcl,-russi.~c/,en H.riey. (Studi preliminari per una guerra russo-inglese). -- Berlino, '1878, MilLler . - P r ezzo L. 1.

LETTOW-VORBECK, Hauptmann. lf,t!itf,,tlen f{o• tleu. l inte1•1•i,:lit ·i n lle1• T"l,til. lfn tlnt lù>n'i9l. Hi•it:f/.<,.çclt1ile11 . Zweife umf1em•lu!ilete 1611/foyc. (Guidu per l'istruzione della Lattica nelle scuole di g uerea. 2· ed izione a ,npliata) . - Berlino, 1878, Decker. - Prezzo L. 7. Il Di.rettore ORESTE BARAT I ERI Maggio't'e nei Bersaglie't'i.

DEMARCHJ CARLO, gerente.

RACCOLTA MENSILE DI ·SCIENZE, ARTE E STORIA ~!U,JTARE

La Rivista militare italiana inaugurava l'annata del 1878 colle seguenti parole : (( La Rivista si propone di estendere la coltura militare collo studiare i progressi nostri ed altrui , coll'offrire libero campo alle uLili e serene discussioni, co l pubblicare lavori e studi seri ed originali di fondo, chiari e semplici di forma, col dare infine un più largo sbocco alla ampliata istruzione. (< Il còmpito è va:sto, elevato, difficile . Ma i molLi ed interessanti lavori cbe ci giungoìl o da ogni parte ed alla cui pubblicazione mancò finora lo spazio, la sicurezza del concorso dotto ed opei·oso di parecchi ufficiali di ogni grado e di ogni arma, l'amore sempre crescente a discutere le altrui idee ed a manifestare le proprie, questa, tendenza instancabile al progresso, . questo rigoglio di vita, questa sete di sapere che conduce all'operare, questa corrente morale stabilitasi fra l'esercito e la stampa· militare, incuora e sprona >>.


! L'esercito fo largo di aiuto e di incoraggiamento, sia coll'inviare molti pregevoli lavori rispondenti al programma, sia col crescer~ notev91ment,e il numero dei s uoi abbonati. Ora la R ivista m.ilitare, contin uando nei suoi propositi, si presenta ai lettori coll'indicazione degli argom1;mti trattati, nella speranza che sempre sorretta da ll'eserci to, essa possa degnamente rappresen tarne lo svolgersi vigoroso della vita intellettuale.

RIVISTA MILITAR.E ITALIANA INDICE

'DRGLI SCRITTORI •1 DELLE MATERIE CONTENUTE NELLE i 2 DISPENSE DE LL'ANNO 1878

La Rivista 1niltiare sarà p ubblicata in dispense m ensili. di oltre 12 rogli di stampa in 8°, con carte, incisioni, ecc.

Prezzi d'associ a zione. milita ri ·

Per un a nno . Lire

1.2

Per sei mesi . » 8 Per tre mesi . ,., 5 Una dispensà separata Lir e 3.

D i1-pensa ·t " -

non milìtal'i

24

14 8

Le facilitazioni ai signori uffida li sono indic2te nel Gior nal militare ufficiale, pag . .335, con avviso del 28 no vembr e 1878.

Ge nnaio.

Vittorio Emanuele . LocomoLi ve stradali. - STF.LLA SAAINO, capitano d'artiglieria. Della difesa di costa pel golfo di Spezia . - CESARE GuARAScr,

colonnello di stato maggiore. Lo shrapnel, sua efficacia contro la fanteria in ordine di combat~ tirnen to. - GJUSEPPE DONESANA, capitano del genio. Considerazioni sulle grandi manovre del 1° corpo d'armata nel settembre '1877. - R I VA PALAl.ZI, maggiore di stato maggiore. BIBLIOGRAFI A :

La 1n•ossbi1a <liSJ)ensa di ~cn1aai o contc1•••i1 fo Relazione del tenente gc11c1•ale coote PIA.NELL sulle g1•a1uli ma11ov1•e del 1S.'1S.

'

La difesa della nostra fron tiera occiden tale. - V. E. DABORMIDA. L'am1ninisirazione militare. Die Entwickclung der Taktik seit dem Kriege von '1870-71. - A von BoGUSLA WSKI. Die Kriegstelegraphie . - F . H. BuccOLTZ. Die Fràn.zosischen Eisenbahmen im K r iege 1870-71. - H . BunnE. Umgebung von \>Vien - GruLro ALBACH. S t rem eu l" s Oes terreichischc Mi li tiirisch e Zei tschri ft. Jarhbi.'tch er fiir clie de utsche Armee und Mar ine. Vajennji Sbor nik .


2 RI VISTA ESTERA :

.Ordina m ento della nostra cavalleria .

3 ALFONSO CARlNl) tenente

di cavalleria.

L'Jsola di Candia. Cenni s u lla cavalleria inglese.

Guerr a d'Oriente. - C. CoRsr, colonnello di stato maggiore. La nuova islr uzione per la mobil itazione. - Y. BIBT.J OGRAFJA. Impiego della cavalleria nel combattimento . - Comando del Il ' corpo d'armata La cavalleria divisionale. S uo ufficio e com ando. - ACHILLE BoeCANEHA. Sardegna e Corsica - libri due . - CARLO COHBETTA. T r <! mesi i n Oriente . Ricordi di viaggio e cli g uerra. G. M~n.corrr. É tude sur le combat à pied de la ca valerie. - T . BoNrE. PLBVNA . Ein Denkstein cler· modernen Kriegs-Geschicht. EDOARDO H UPFER. Le S pecta teur militair e. Journal cles sciences miliLa ires. Vajennj i Sbornik.

Consider azioni s ulle grandi manovre del 1° corpo d'armata nel settembre 1877. - RivA PALAZZI> maggiore di stato maggiore. Appun ti intor no al combattimento offensivo e difensivo. N . HEuscH~

tenente colonnello di fanteria . , L'esecuzione degli ordini in guerra. - P . V . Sulle costruzioni delle batterie d'assedio. - ARTURO B0LLr><1, ca-

. pitano d'artiglieria. BIBLIOGRAFIA : Il ser gen te . - BENEDET;ro VEROGGIO. Del d iriLLo di g uerra. - A LBERIGO' GENTILI:; ( tr aduzion e di ANTONIO FIORI NI). Sull'artiglieria da montagna. - C. CLAVAR!NO. I. fenomeni del tiro. - GIORGIO Lu1GI DIAz. La m or talità i n g uerra . QuesLioni ferroviarie. - GIAMBATTISTA BORELLJ. Stiidien itber· F eld-Ar tillerie . - THliRi-l'!,n'L Organ der- Militar-wissenschal'tlic hen Vereine . Stref'fl eur's Oesterreichische Militarische Zeitschrift. J arhbilcher·, for die deutsche Armee und Marine. ' V ajen uji S born ik .

R IVISTA ESTERA :

li combattimento a pied i nella c~valleria germanica . Cenni s ulle çir·tigliéie da campo nei principali eser ci ti europei. Il servizio sanitario di guerra nell'esercito inglese. Il genio nel Belgio . ~

RIVISTA ESTER A : Difesa terri tor-iale della Germania. Esper imen.ti cli corazze i n Inghilterra. Manovre coi quadri di cavalleria fn Francia. Cenni sull'asercito svedese. Dispensa à• -

Ordine di baUaglia della brigata di fa nteria . -

Traino e someggio . - ORAZIO Door.roTTr, colonnello d'artiglieria. Armamento della cavalleria . - ALFONSO CARINI> tenente di caoalr

leria.

l'lilarzo.

Uno sguarc!o alla nostr a legge sul r eclutamento . .:._ A . Gti.NDOLFJ,

tenente co~onnello di stato maggiore. Gli assedi d'Ancona n el i 799, nel 184-9 e nel 1860. -

G. CoRvETTO, co-

lormello di stato . maggiore.

Z.

~

z.

Gli assedi cli Ancona nel 1799, nel 184-9 e nel 1860 (Con tavola) . Le .trincee cli J)al,laglia . - ìvI.... ssAn1, colonnello del genio. ·~e compagnie alpine~ - SOMALE FRANCESCO, capitano comandante

..ta[87ompttgnia alpina.


4

Impiego della dinamite nella piccola guerra (Parte seconda). (Con tavola). BIAGIO DEBENED1CT1s, tenente colonnello del genio. Della leva sui giovani nati nell'anno '1856 e delle vicende dell'esercito italiano dal 1• ottobre 1876 a l 30 settem br·e '1877. - Relazione del tenénte generale FEDERICO ToRnE a S . .E. il Ministr o della guerra . - R. C. LIBRI E PERIODICI: Le ferrovie ed il reggimento ferrovieri n ell'eser cito germanico. - GIUSEPPE DONfSANA . Considerazioni militari nell'allacciamento ferroviario . della rete toscana colla rete padana . - A. MASSA. Histoir e de la guerre de Cl'imée. Roussiw. Vortrtlge iiber den _russiscl ,-turcliìschen Ktieg . - HEGENSP1JRSKY. Die I,.eh re von der Truppenverwendung als Vorschule fi.ir die Kunst der TruppenfLihru ng. - "\V. V. Sc1-mHFF. Jabrbi.i.cher fi'ir clie deuts che Armee uncl Marine . 0rgan der- mililiir-wissen chaftlichen Vereine. Streftleur's Oslerreichis che Militiirische Zei tschrift.

5 , LIBRI E PERIODICI : Le sLracle ferra te nella provincia cli Mantova e limitrofe . Die deutsche A rtillel'ie in den Schlachte n und Treffen des.deutschfr'a nzosischen-Krieges 1870-71. - Battaglia di Sédan. A His tory of cavalry, - F'. DENISON. .Journal cles sciences rnilitaires. Le Spectateur miliLaire. S treffleur's Oesterreichiscbe militarische Zei tscln~ift. Vajennji Sbornik . RIVISTA ESTRRA : Malta. La società d i soccor so ai feriti militari in Francia. Campi kincerali prussiani . · · La nuova i~Lruziope tedesca sul tjro cori la carabina cli cavalleria. Popolazione dell'impero ottomano. Giugno .

RlV1STA EST ERA : Forza e ordinamento di un ev@tuale corpo di spedizion e britannico in Europa.

Ser vj Lù mili Lari di 11uel la de Lta cli ramparo nell'ex regno delle due Sicilie.-·BENEDETTO V EROGGro , maggiore generale, comandante

territof'iale del genio. · NoLe sulla campagna del 1813 in Italia. :_ G. ZAVATTAHl, tenente

nei bersaglie1·i. Dispensa li' -

Jtiaggio.

Sulle scotte d'artiglieria.- FRANCESCO {

Appunti sull'ammu.estrarnen to tatLico dell'artiglier ia. - FASCE G10VANNJ, capitano d'artiglieria. l sottuffiziali ed i r eparti d'istruzione. - .K . HEusc1-1, tenente colon-

nello di/cmteri,a . J-trasporLi in campagna dell'esercito italiano. - F . CLAVARil\"O,. te-

nente d'artiqlieria. L e Lruppe s uppletive e l'o11ganizzazione della nostra cavalleria. . MoHENO GENNARO FERDINANDO, capitano di stato maggiore. Gli assedi cl' Ancona n el i 799, nel '18!t9 e nel '1860 (Continuazione e fine). - Z.

S ERRA ,

maggiore di stato

maggiore. S ui servizi amrninis Lrativi militari. - Letter a a S . E. il lWinistr-o della guerra. - GrACOYIO SANJ, colonnello commissario . I tr asporti jn campagna dell'esercito jtaliano (continuazio,n e e fi ne) . F. CLAVAf\rNo, tenente d'artiglieria. Notizie sul nosLro nuovo :uateria le di sanità mìljtare. LIBR I E PEfUODICl: Norme di servizio per una brigata d'artig lierja in campagna. -

c. DP.

.M.ALDÈ .

Relazione e documenti s ull'assedio di Torino nel ·1706. - ANTONIO lvIANNO.


7

6

Il generale A.lfonso Lamarmora. - PAULO FAMBRI. Nozioni di slra tegia applicata con fig ure di mostrative.-~ P. A L v rsi. . Artiglieria da cam pagna. U . ALLASQN. Tacbique des trois armes sur !es charnps de bataille. - F rscu. Lettres de Crimée, souvenir de guer r e. CHARLES RocHER . La puissance militair c et maritime de la Russie . - UN on·1c1r.rn SUPERIEUR. Les Grecs de ·l'empit'e ottomai1 . . .:. . :. A. SYNVET . Diè TÌ1eorie des Schiessens der Handfeuerwaffen mit hesonderer Berilcksichtjgung des de;.ltschen Infanterie-Gewehre~ M. 1871. (S:1{Stem Mauser) Popu.Jar dargestellt. - H ENTSCH K. Gesammèlte tacktische Aufsiitze (Reglement-Studien). - Ff:DER1co HOTZE. Der Gebirgs krieg.. - FRANCESCO V. K.UHN. Die Uebungen der in Herbst 1877 bei Darmstadt zusammengezo·genen Cavallerie Division . - Von C., von. L. Anleitung zuri:1 SLudium .der Kriegsgeschichte. - V . TRH. V. TROSCHKE . Aus der Geschichte der Allgemeine-Mìlitiir-Zeitung '1826-'1879. E. ZERNIN . Allgemeine-Milita.r-Zeitung.

LIBRI E PERIODIC I: Le strade ferrate n ella pr ovincia cli Mantova e limitrofe. - G1ANI, Sguardo sin tetico all'ade della topografia . - Tribun ali m ilitari . - GIUSEPP IC:. BERTELL!. Gli elementi di topografia. - CoNTJ ERNESTO. Alfonso Lamarmora. - PIETRO PEA. La cliresa m ilitare marittima dell'Italia . - G1ovANNI MoRo . Tabelle relaLive alla costiLuzion~ dell'esercito austro -ungarico . Oie Entwickelung der Tactik seit dem Kriege von '1870-7"1. - A .. v. BOGUSLA \'VSKL J ahresberichtc iiber die Veranderungen und Fo1·tschritte im Militiirwesen. Vierter Jahrgang. ·1877 . - H. v. L6BELL . Organ der Militi.\ r-wissenscha ftlichen Vereine. Wajennji Sbornik . RIVISTA ESTERA. Ordinamento e forza ,attuale dell'esercito r usso.

' Dispensa s•

~gosto.

RIVISTA ESTERA: Cenni s ull'or dinamen to ·dell'esercito indo-briLannico. Il seevi:,:.io sanitario in gnena presso l'eser cito tedesco. Cenni in torno alla forza di cavalleria nei principali eserciti europei.

Dis1u.msa ')'• -

Luglio.

(

Gli insegname? ti dell'assedio cli P lewna (con carta). G. DoNESANA,

capitano .del genio. Svineolamenlo de1la truppa dal servizio di pubblica sicurezza in Sicilia. - A . DE M1coe1.,1, capita1io di stato maggiore. Le trincee di battaglia e le for Lificazioni campali. - TRINCHIERI,

maggiore del genio

stato maggiore. La campagna del 1701 e Vittorio Amedeo II. -

capitano cli cavalleria. BER-

C. FMifus.

LIBRI E PERIODICL : A nnuar io statjslico i ta liar.io. La valle cl' Aosta e la sua fenovia . - GmsEPPE CORONA . Die Entw ickelung der Taktik seit dem Kriege von 1870-71. - A V . BOGUSLAWSKI. S~udie iiber Taldik der ·Feldartillerie. - A. v . ScHELL.

1

L'ordinamento della nost.1·a cavalleria. - MARZIALE BIANCHI o' A.ooA, La discussione militare nel campo delle truppe alpine. -· G. TELLI, tenente 13· compagnia alpina.

Gli insegnamenti dell'assedio cli P lewna (continnazione). - G. DoNESANA . La discussione militare nel campo delle compagnie alpine (continua.àone e fìne). - G. BERTELLT. Anco ra dei cannoni di grande potenza e dei limiti di questa (conta vola lilogi:afa ta). - ANTONIO ARALDI, maggiore generale. S tudio s ulla nostra mobilitazione. - Mo1-amo e TARDtTr, capitani di ,


8

9 Die Taktik. - G. v . vVALDSTATTF.N Organ· der Mi litar-wissenschaftlichen Vereine.

L'insegnamento della !opografia nei corpi cli t r uppa. · . CESARE, maggiore difarderia. La difesa della Sicilia . -

RIV ISTA ESTERA :

AIRAGHr

L1vo,'< I ALESSANDRO, tenente colonnello

del genio. Gli studi geogr afico-m ilitari in Francia .

No tizie sulla flotta britannica.

LIBR I E PERIODICI:

Dispens~ 9 .. - - SeUembre.

/

La nuova istruzione di .tiro per l a i'an teria tedesca . •.. S tudio sulla nostra mobilitazione (continuazione e fine). - MORENO e T'ARDITI.

Gli insegnamen ti dell'assedio d i Plewna (continuazione e fine) . GIUSEPPE DoNF.SANA. Inchiesta statistica sulla eccedenza della mortali tà ne ll'eserci to i ta· liano . - C. F rom, _maggiore medico. LIBR I e PERIODICI : Cesare )3org'ia duca· di Romagna. - E Do Anno AL v1s1. La .iortrncation du champ de bataille. - A. BRIALMONT. Manuel d'hygiène cles troupes en ca mpagne . - T rMMERHANS et DELAPS. Ueber die Anwendui1g des I nfanterie - Spatens. - MAUR1z10 BRDNNER. Neues aùs cler Geogr aphie, Kartographie, uncl Statislifr Europas und s einer Ko lonien. J ournal cles sciences militaires .

Manuale teorico-pratico del servizio delle sussistenze mili tari nei presidii territoria li o presso l'eser cito mobilitato . - CASANOVA CA R.LAL(lER.TO . Corso di legis lazione mili ta re. - LuIG1 FRESçuR·A e A1urANN ETTORE. F lavio Vegezio Rena to, Compendio di ade militare. - TEMISTOCLE . MAHIOTT!. Racconti mili tari. - CESARE QuAJrnNGHI . Le cond izioni militari dcli' Italia n ell'anno 1878. De'S reconnaissaoces tactiques. - A . SMEYSTERS. L'année militaire. Mittheilungen des k. k . Kriegs-Archivs. Jahrbìicher ftu• clie Deutsche Armee und ·Marine . RIVISTA ESTERA : L'occ upazione austriaca de lla Bosnia e dell'Erzegovina. · L'eserci to austro-ungarico in campagna. Ordinamento e f'or·za attuale degli eserciti r ussi .

Dispensa 11" -

l'\ovembre.

R I VISTA ESTERA : L'occupazione austriaca della Bosnia e rlell'Erzegovina. Ordinamento e forza attuale dell'ese rcito rnsso.

Dispensa :I.O" -

Otto bre.

NoLe sull'ordinamento d ifensivo della regione alpina.' - G. ZAVAT· TARI; tenente nei bersaglieri. Il fucile a ripetizione Becloldo. - BERTOLDO Prenw, capitano del ·

genio.

Il fuc ile modello ·1876 ed i l tiro alle dista nze s uperiori a JOOOm. FASCE GIOVANKI, capitano d'artiglieria. Le fasi di un'idea militare in Francia da l t 7H3 al i 796. - G. ZAVATTARr, tenente nei bersaglieri. La potenziali tà degli sbarchi in correlazione colla difesa per linee interne . - D. BoNA,, nco, tenente di oasceUo. Brevi appunti intorno ad un te leme tro a doppio sestante. - CARLO 8F.STA, maggio,·e comandante l'8° battaglione alpino. Dell'ordinamento mili tare delle popolazioni a lpine. - V. E . DARORMIDA, màggiore di fanteria. Gl i studi f!;'eografìco-m ilitari in Francia. ·


11

10 .ToÙrnal des sciences militaires. Le Spectateur militaire. Neue Militarische-Bla tter . Organ der Mili tar-vissenscatllichen Verein. Jarbi.i cher fur die Ue utsche Armee uncl Marine. Wajennji sbor·nik.

LIBRI E PERIODICI :, Tabelle relative alia costituzione de ll'esercito germanico . La Nazione armata. - LUIGI AMADEt. · Custo.z a '1 848-66, album s torico-artis tico-m ilitare. - Qu1N'ro CENNI e Luwr AR.CHJNTI.

Storia dei bersaglieri con ·alctme idee sul 101'0 impiego in guerra del genflrale Alessandro Lamarmura. - P IETRO Fr::A . Volete l'Italia ? Pensate a ll'eserci to. - A. MoF11c1 . H istoire cles r égiments nationaux cles Pay s-bas au service d' Au triche. - GuILLAUME. · Beiheft zum Mililar-WochenhlatL - WnzLEBEN . Streffleur's Oeste1•reichische Militi:irische ZeitschrifL

RIVISTA ESTERA:

La landwehr austro-ungarica. La tattica della guerra di fortezza in Òermania. Il servizio d'intendenza presso l'esercito a ustro-u ngarico.

RIVISTA ESTERA . L'occupazione austriaca della Bosnia e cieli' Erzegovina. L'istruzione per le m6:1ovre del 1878 in Francia. L'eserci to aus tro-ungarico in campagna. Il servizio d'i ntendenza presso l'eserci to germanico. Pontieri austro~ungarici. Dts11ensa I~· -

Dicembre .

- - - = - - . ,Dell'ordinamento mil itare delle po1'.iolazioni alpine. - V . E. DA.BORMIDA) maggior'e del 74 j'anter·ia. Ancor a sulle tr incee da battaglia. - G1ovANN1 CORVETTO. Alcune cons iderazioni s ulle batter-ie da montagna . - ENRICO RoSATJ, tenente d'artiglieria. 1 Igiene delle caserme. - G. ASTEGIANO, capitano medico. Il Liro di fu cileria a grandi distanze. - C. F AB1-\1s, capitano d·i

fanteria . • I

LIBRI E PERJODICI: Il soldato cittadino. - G. Ho1mccm . L'ordinamento delle armale romane. - ERMANNO FBRRERO. H is toire de la g uerre des trente ans 1618-'164-8: - E. Cr-IARVÉRIAT . Feldmaresciall Otto Fe rdinando Gr af von A bensberg uncl Traun '1677-'1748. Eine mil itar-hi_storische Lebenssckizze. A. T !IURHEJM .

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